CELEX: 52012PC0089
Language: it
Date: 2012-03-05
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia

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		52012PC0089
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia /* COM/2012/089 final - 2012/0039 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.        Motivazione e obiettivi della
proposta
La proposta abroga e sostituisce il regolamento
(CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle
condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non
commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del
Consiglio[1].
1.2.        Contesto giuridico
Il regolamento (CE) n. 998/2003 è stato adeguato
alla procedura di regolamentazione con controllo tramite il regolamento (CE) n.
219/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2009, che adegua
alla decisione 1999/468/CE del Consiglio determinati atti soggetti alla
procedura di cui all'articolo 251 del trattato, per quanto riguarda la
procedura di regolamentazione con controllo[2].
Il regolamento (CE) n. 998/2003 è stato
successivamente modificato sostanzialmente dal regolamento (UE) n. 438/2010 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che modifica il
regolamento (CE) n. 998/2003 relativo alle condizioni di polizia sanitaria
applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia[3], in particolare per quanto
riguarda la proroga fino al 31 dicembre 2011 delle misure transitorie di
cui agli articoli 6, 8 e 16.
È stato inoltre adeguato parzialmente al trattato
sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). In una dichiarazione allegata al
regolamento (UE) n. 438/2010, la Commissione si è tuttavia impegnata a proporre
una revisione completa del regolamento (CE) n. 998/2003 e, in particolare,
degli aspetti relativi agli atti delegati e di esecuzione.
Il regolamento (CE) n. 998/2003 prevede inoltre
che, al 3 luglio 2011, cioè alla fine del periodo transitorio di otto anni di
cui all'articolo 4, paragrafo 1, i cani, gatti o furetti da compagnia siano
identificati unicamente mediante un sistema elettronico di identificazione.
L'identificazione degli animali provvisti di tatuaggio chiaramente leggibile
eseguito prima di tale data si considera tuttavia conforme al regolamento.
Vista la scadenza delle misure e del periodo di
transizione sopracitati, e la necessità di apportare una serie di modifiche per
adeguare le condizioni di polizia sanitaria definite nel regolamento (CE) n.
998/2003 al TFUE in modo sufficientemente chiaro ed accessibile ai cittadini, è
opportuno che il regolamento in questione sia abrogato e sostituito con la
presente proposta.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE
Poiché la presente proposta è volta principalmente
ad adeguare il regolamento (CE) n. 998/2003 agli articoli 290 e 291 del TFUE e
a chiarire determinati punti del regolamento, non sono previsti impatti
significativi. Non sono quindi state necessarie consultazioni specifiche né la
valutazione d'impatto.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
3.1.        Sintesi delle misure proposte
La presente proposta ha lo scopo di abrogare e
sostituire il regolamento (CE) n. 998/2003 mediante il regolamento
proposto che:
a)      adegua le competenze conferite alla
Commissione ai sensi del regolamento (CE) n. 998/2003 agli articoli 290 e 291
del TFUE;
b)      chiarisce ai cittadini quali misure si
applicheranno alla fine del regime transitorio previsto dagli articoli 6, 8 e
16 del regolamento (CE) n. 998/2003 e dall'articolo 4, paragrafo 1.
3.2.        Base giuridica
L'obiettivo principale della proposta è la tutela
della salute pubblica e degli animali.
Poiché il regolamento (CE) n. 998/2003 ha avuto
come base l'articolo 37 e l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b), del trattato
che istituisce la Comunità europea, la proposta è basata sull'articolo 43,
paragrafo 2, e sull'articolo 168, paragrafo 4, del TFUE.
3.3.        Principio di sussidiarietà
Si applica il principio di sussidiarietà in quanto
la proposta non rientra nella competenza esclusiva dell'Unione.
Gli Stati membri non possono realizzare in maniera
sufficiente l'obiettivo della proposta. Al fine di alleggerire l'onere
amministrativo per le autorità competenti (dell'UE, degli Stati membri e dei
paesi terzi) e per i cittadini, e garantire al tempo stesso un elevato livello
di protezione della salute pubblica e della salute animale, sono necessarie
condizioni di polizia sanitaria a livello dell'Unione per quanto riguarda i
movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia introdotti negli
Stati membri da altri Stati membri o da paesi terzi.
3.4.        Principio di proporzionalità
Conformemente al principio di proporzionalità, il presente strumento
non va al di là di quanto necessario per il conseguimento del suo obiettivo.
Lo strumento ha la forma di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio, direttamente applicabile in tutti gli Stati
membri. In questo modo si assicura che le amministrazioni nazionali e dell'UE
non incorrano in costi legati al recepimento della legislazione nella normativa
nazionale.
3.5.        Scelta dello strumento
Strumento proposto: regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio.
Altri strumenti non sarebbero adeguati poiché gli
obiettivi delle misure possono essere raggiunti in maniera più efficace
mediante condizioni del tutto armonizzate nell'intero territorio dell'Unione
(compresa l'entrata in vigore tempestiva), garantendo la libera circolazione
degli animali da compagnia che accompagnano il loro proprietario.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La presente proposta non ha alcuna implicazione
per il bilancio dell'Unione.
5.           INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
L'atto proposto va esteso allo Spazio economico
europeo poiché riguarda un settore contemplato dall'accordo SEE.
Le disposizioni della direttiva 92/65/CEE del
Consiglio, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e
le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non
soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle
normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della
direttiva 90/425/CEE[4]
relativa agli scambi e alle importazioni di cani, gatti e furetti, fanno
riferimento alle disposizioni pertinenti del regolamento (CE) 998/2003 del
Consiglio.
Ai fini della coerenza della normativa
dell'Unione, è necessario modificare la direttiva 92/65/CEE per sostituire i
riferimenti al regolamento (CE) n. 998/2003 con i riferimenti all'atto
proposto.
Le due proposte sono presentate insieme per essere
adottate simultaneamente.
2012/0039 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
sui movimenti a carattere non commerciale di
animali da compagnia
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 43, paragrafo 2, e l'articolo
168, paragrafo 4, frase introduttiva e lettera b),
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[5],
visto il parere del Comitato delle regioni[6],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
Il regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo alle condizioni di
polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di
animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio[7], fissa le condizioni di polizia
sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da
compagnia introdotti in uno Stato membro da un altro Stato membro o da pesi
terzi nonché le norme relative al controllo di tali movimenti. Esso ha
l'obiettivo di garantire un livello di sicurezza sufficiente per i rischi per
la salute pubblica o animale considerati nell'ambito di detti movimenti a
carattere non commerciale e di rimuovere qualunque ostacolo ingiustificato a
movimenti di questo tipo.
(2)              
In una dichiarazione allegata al regolamento (UE)
n. 438/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio[8], che modifica il regolamento
(CE) n. 998/2003, la Commissione si è impegnata a proporre una revisione
completa del regolamento (CE) n. 998/2003 e, in particolare, degli aspetti
relativi agli atti delegati e di esecuzione. In seguito all'entrata in vigore
del trattato è quindi necessario adeguare le competenze conferite alla
Commissione, ai sensi del regolamento (CE) n. 998/2003, agli articoli 290 e 291
del trattato. Tenendo conto del numero di modifiche che è necessario apportare
alle condizioni di polizia sanitaria stabilite nel regolamento (CE) n. 998/2003
e della necessità di renderle sufficientemente chiare ed accessibili ai
cittadini, detto regolamento deve essere abrogato e sostituito dal presente
regolamento.
(3)              
Poiché l'obiettivo del presente regolamento, che
consiste nel fissare norme sanitarie e di polizia sanitaria relative ai
movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia delle specie
elencate nell'allegato I, al fine di evitare o ridurre al minimo i rischi per
la salute pubblica o animale derivanti da tali movimenti, non può essere
realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere
realizzato meglio a livello dell'Unione, quest'ultima può intervenire adottando
misure in conformità al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del
trattato. In conformità al principio di proporzionalità enunciato in tale
articolo, il presente regolamento si limita a quanto è necessario per
conseguire tale obiettivo.
(4)              
Il presente regolamento deve stabilire un elenco
positivo di specie animali alle quali applicare le condizioni di polizia
sanitaria armonizzate qualora gli animali di dette specie siano tenuti come
animali da compagnia e siano oggetto di movimenti a carattere non commerciale.
Nel compilare detto elenco occorre tenere conto della sensibilità alla rabbia
di detti animali o del loro ruolo nell'epidemiologia della malattia.
(5)              
La direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 13 luglio
1992, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella
Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto riguarda
le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di
cui all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE[9] definisce, tra l'altro, le
condizioni di polizia sanitaria applicabili agli scambi e alle importazioni di
cani, gatti e furetti, che appartengono a specie suscettibili alla rabbia.
Poiché dette specie possono anche essere da compagnia ed essere spesso oggetto,
insieme ai proprietari, di movimenti a carattere non commerciale verso l'Unione
e all'interno di essa, il presente regolamento deve fissare le condizioni di
polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di dette
specie verso gli Stati membri. Le specie in questione sono elencate
nell'allegato I, parte A.
(6)              
È ugualmente necessario definire un quadro
giuridico per le condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a
carattere non commerciale di specie non affette da rabbia, o che non hanno
alcuna rilevanza epidemiologica per quanto riguarda la malattia, alle quali, se
non fossero tenute come animali da compagnia, si applicherebbero altre norme
dell'Unione, comprese quelle relative agli animali destinati alla produzione di
alimenti. Dette specie sono elencate nell'allegato I, parte B, del presente
regolamento.
(7)              
L'elenco che figura nell'allegato I, parte B, deve
comprendere gli invertebrati, ad eccezione delle api e dei calabroni coperti
dalla direttiva 92/65/CEE e dei molluschi e dei crostacei coperti dalla
direttiva 2006/88/CE[10].
Deve includere inoltre gli animali acquatici ornamentali allevati in acquari di
tipo non commerciale e non rientranti nel campo di applicazione della direttiva
2006/88/CE, nonché gli anfibi e i rettili.
(8)              
L'elenco deve comprendere anche tutte le specie di
uccelli, ad eccezione del pollame che rientra nel campo di applicazione della
direttiva 92/65/CEE e della direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30
novembre 2009, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi
intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e
uova da cova[11],
nonché i roditori e i conigli domestici.
(9)              
Tuttavia, ai fini della coerenza della legislazione
dell'Unione, in attesa della definizione di una normativa dell'Unione relativa
ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia delle specie
elencate nella parte B, introdotti in uno Stato membro da paesi terzi o
territori, è opportuno che le norme nazionali vigenti continuino ad applicarsi
a movimenti di questo tipo a condizione che esse non siano più rigide di quelle
applicate alle importazioni a fini commerciali di detti animali.
(10)          
D'altra parte, e fatti salvi l'articolo 3,
l'articolo 9, paragrafo 3, e l'articolo 10 bis della direttiva 92/65/CEE, gli
Stati membri non devono stabilire condizioni di polizia sanitaria relative ai
movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia delle specie
elencate nella parte B, introdotti in uno Stato membro da un altro Stato
membro, a meno che le norme che disciplinano tali movimenti non siano definite
in conformità al presente regolamento.
(11)          
Poiché gli animali delle specie elencate nella
parte B possono appartenere a specie che richiedono una particolare protezione,
è opportuno che il presente regolamento si applichi fatto salvo il regolamento
(CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, relativo alla protezione di
specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro
commercio[12].
(12)          
Al fine di operare una netta distinzione tra le
norme che si applicano ai movimenti a carattere non commerciale e agli scambi e
alle importazioni nell'Unione da paesi terzi di cani, gatti e furetti coperti
dalle condizioni di polizia sanitaria della direttiva 92/65/CEE, il presente
regolamento deve dare una definizione degli animali da compagnia, ma anche dei
movimenti a carattere non commerciale di detti animali, intesi come movimenti
che non implicano o hanno come scopo, direttamente o indirettamente, un
guadagno finanziario o un passaggio di proprietà.
(13)          
I progressi compiuti nell'Unione per quanto
riguarda la rabbia hanno indotto l'Irlanda, Malta, la Svezia e il Regno Unito
ad abbandonare il sistema della quarantena semestrale obbligatoria, applicata
per decenni a determinati animali da compagnia introdotti nei loro territori, e
a passare al sistema meno restrittivo, ma che prevede un livello di sicurezza
equivalente, definito nel regolamento (CE) n. 998/2003. Detti Stati membri
figurano nell'elenco di cui all'allegato II, parte A, del regolamento (CE)
n. 998/2003 e, fino al 31 dicembre 2011, erano tenuti a prevedere, oltre
ad una vaccinazione antirabbica per i cani e i gatti da compagnia provenienti
da altri Stati membri e da determinati paesi terzi e territori, opportuni
controlli prima della loro introduzione per verificare l'efficacia di detta
vaccinazione sugli animali, in conformità alle norme nazionali.
(14)          
L'allegato II, parte B, sezione 1, del regolamento
(CE) n. 998/2003 contiene un elenco dei restanti Stati membri, e comprende i
paesi e i territori che, ai fini di detto regolamento, sono considerati parte
degli Stati membri in questione poiché le condizioni relative ai movimenti
nazionali si applicano agli animali delle specie elencate nell'allegato I, o
che sono equiparabili agli Stati membri qualora detti animali siano oggetto di
movimenti a carattere non commerciale tra gli Stati membri e detti paesi e
territori.
(15)          
L'articolo 355, paragrafo 5, lettera c), del
trattato e il regolamento (CEE) n. 706/73 del Consiglio, del 12 marzo 1973,
relativo alla regolamentazione comunitaria applicabile alle Isole normanne e
all'isola di Man per quanto concerne gli scambi di prodotti agricoli[13], prevedono che la legislazione
veterinaria dell'Unione si applichi alle isole che, ai fini del regolamento
(CE) n. 998/2003, sono considerate parte del Regno Unito.
(16)          
In vista della fine del periodo transitorio previsto
dal regolamento (CE) n. 998/2003 e ai fini della chiarezza della normativa
dell'Unione, l'elenco degli Stati membri che comprende l'Irlanda, Malta, la
Svezia, il Regno Unito, i territori che fanno parte degli Stati membri e
Gibilterra, deve essere inserito nell'allegato II del presente regolamento,
regolamento che deve inoltre chiarire le condizioni di polizia sanitaria
applicabili ai movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia
delle specie di cui all'allegato I, parte A, introdotti in uno Stato membro da
un altro Stato membro e da paesi terzi e territori.
(17)          
Il regolamento (CE) n. 998/2003 prevede inoltre
che, per un periodo transitorio, gli animali da compagnia delle specie di cui
all'allegato I, parti A e B, si considerino identificati se dotati di un
tatuaggio chiaramente leggibile oppure di un sistema elettronico di
identificazione ("trasponditore"). Il presente regolamento deve
pertanto definire chiaramente le norme per la marcatura degli animali da
compagnia delle specie di cui all'allegato I, parte A, specificando anche le
qualifiche richieste a coloro che effettuano tali marcature, dopo la scadenza
del periodo transitorio il 3 luglio 2011.
(18)          
L'allegato I bis del regolamento (CE) n.
998/2003 definisce i requisiti tecnici per l'identificazione degli animali da
compagnia mediante trasponditori. Detti requisiti tecnici sono in linea con le
norme accettate a livello internazionale e vanno pertanto inclusi, senza
modifiche sostanziali, nell'allegato III del presente regolamento.
(19)          
Al fine di proteggere la salute pubblica e quella
degli animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, il presente
regolamento deve prevedere la possibilità di adottare misure sanitarie
preventive per malattie e infezioni diverse dalla rabbia. Dette misure devono
basarsi su informazioni scientifiche convalidate e sono da applicarsi in
maniera proporzionale ai rischi per la salute pubblica ed animale legati ai
movimenti a carattere non commerciale degli animali che potrebbero essere
contagiati dalle malattie o infezioni in questione. Le misure devono
comprendere norme per la classificazione degli Stati membri o di loro parti, le
procedure a cui gli Stati membri che richiedono l'applicazione delle misure
sanitarie preventive devono attenersi per giustificare regolarmente la
necessità di tali richieste, le condizioni per l'applicazione e la
documentazione delle misure sanitarie preventive e, ove opportuno, le
condizioni che consentono deroghe alla loro applicazione. Occorre pertanto
prevedere che un elenco di Stati membri, o di loro parti, classificati ai sensi
delle norme per la classificazione degli Stati membri o di loro parti, sia
inserito in un atto di esecuzione da adottare in conformità al presente
regolamento.
(20)          
A causa di conflitti con gli anticorpi materni, non
è garantito che i vaccini antirabbici somministrati prima dei tre mesi di età
agli animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, parte A, inducano
l'immunità protettiva. I fabbricanti di vaccini raccomandano pertanto di non
vaccinare animali più giovani di quell'età. Al fine di autorizzare movimenti a
carattere non commerciale di animali giovani delle specie di cui all'allegato
I, parte A, non vaccinati contro la rabbia, il presente regolamento deve
stabilire determinate misure di prevenzione da adottare e deve permettere agli
Stati membri di autorizzare detti movimenti nei loro territori qualora gli
animali giovani in questione siano conformi a dette misure.
(21)          
Per semplificare le condizioni relative ai
movimenti a carattere non commerciale di animali delle specie di cui
all'allegato I, parte A, tra Stati membri la cui situazione rispetto alla
rabbia è ugualmente favorevole, il presente regolamento deve anche prevedere la
possibilità di adottare norme in deroga all'obbligo di somministrare la
vaccinazione antirabbica. Dette misure devono basarsi su informazioni
scientifiche convalidate e sono da applicarsi in proporzione ai rischi per la
salute pubblica o animale legati ai movimenti a carattere non commerciale degli
animali che potrebbero essere contagiati dalla rabbia. Le misure devono
comprendere norme per la classificazione degli Stati membri, o di loro parti,
nonché le procedure a cui gli Stati membri che richiedono l'applicazione delle
deroghe devono attenersi per giustificare regolarmente la necessità di tali
richieste. Occorre inoltre prevedere che un elenco di Stati membri, o di loro
parti, classificati ai sensi delle norme per la classificazione degli Stati
membri o di loro parti, sia inserito in un atto di esecuzione da adottare in conformità
al presente regolamento.
(22)          
I paesi e i territori che figurano nell'elenco di
cui all'allegato II, parte B, sezione 2, del regolamento (CE) n. 998/2003
applicano norme equivalenti a quelle applicate dagli Stati membri, mentre i
paesi terzi e i territori elencati nell'allegato II, parte C, di detto
regolamento devono rispettare i criteri stabiliti nell'articolo 10 del
regolamento. È quindi opportuno riportare gli elenchi in questione, senza
modifiche sostanziali, in un atto di esecuzione che deve essere adottato entro
un anno dall'adozione del presente regolamento. Il presente regolamento deve
tuttavia prevedere che l'elenco di paesi e territori di cui all'allegato II,
parte B, sezione 2, e parte C, del regolamento (CE) n. 998/2003 continui
ad applicarsi ai fini del presente regolamento fino all'entrata in vigore
dell'atto di esecuzione.
(23)          
Il regolamento (CE) n. 998/2003 stabilisce
determinate condizioni relative ai movimenti a carattere non commerciale di
animali da compagnia introdotti negli Stati membri da altri Stati membri e da
paesi o territori elencati nell'allegato II, parte B, sezione 2, e parte C,
che, tra l'altro, prevedono una vaccinazione antirabbica in corso di validità
somministrata agli animali da compagnia in questione con vaccini conformi alle
norme minime di sicurezza stabilite nel capitolo corrispondente del Manuale dei
test diagnostici e dei vaccini per animali terrestri (Manual of Diagnostic
Tests and Vaccines for Terrestrial Animals) dell'organizzazione mondiale per la
salute animale (UIE), o per i quali è stata concessa un'autorizzazione
all'immissione in commercio a norma della direttiva 2001/82/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice
comunitario relativo ai medicinali veterinari[14],
o del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e
la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce
l'agenzia europea per i medicinali[15].
Detti vaccini si sono dimostrati efficaci nel proteggere gli animali dalla
rabbia e rientrano nei requisiti di validità relativi alle vaccinazioni
antirabbiche di cui all'allegato I ter del regolamento (CE) n. 998/2003.
Detti requisiti devono essere riportati, senza modifiche sostanziali,
nell'allegato IV del presente regolamento.
(24)          
Il regolamento (CE) n. 998/2003 definisce
condizioni più rigorose di polizia sanitaria per gli animali da compagnia
introdotti negli Stati membri da paesi terzi o da territori diversi da quelli
elencati nell'allegato II, parte C. Dette condizioni comprendono i controlli
sull'efficacia delle vaccinazioni antirabbiche su singoli animali mediante una
titolazione di anticorpi effettuata in un laboratorio riconosciuto a norma
della decisione 2000/258/CE del Consiglio, del 20 marzo 200, che designa un
istituto specifico responsabile per la fissazione dei criteri necessari alla
standardizzazione dei test sierologici di controllo dell'azione dei vaccini
antirabbici[16].
È pertanto opportuno mantenere detto requisito nell'allegato V del presente
regolamento e includere una condizione secondo la quale il test deve essere
effettuato conformemente ai metodi definiti nel capitolo corrispondente del
Manuale dei test diagnostici e dei vaccini per animali terrestri (Manual of
Diagnostic Tests and Vaccines for Terrestrial Animals) dell'UIE.
(25)          
I documenti di identificazione che accompagnano gli
animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, parte A, introdotti
negli Stati membri mediante movimenti a carattere non commerciale, sono
necessari per attestare la conformità alle condizioni del presente regolamento.
Il regolamento deve pertanto stabilire le condizioni di rilascio dei documenti
di identificazione nonché i requisiti riguardanti il loro contenuto, la
validità e il formato.
(26)          
Il presente regolamento deve consentire agli Stati
membri di autorizzare il movimento a carattere non commerciale verso i propri
territori di animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, parte A,
accompagnati da un documento di identificazione rilasciato in un paese terzo o
in un territorio che applica norme equivalenti a quelle applicate dagli Stati
membri. Esso deve inoltre consentire agli Stati membri di autorizzare il
movimento a carattere non commerciale verso i propri territori in seguito ad un
movimento temporaneo in un paese terzo o territorio di animali da compagnia
provvisti di un documento di identificazione rilasciato in uno Stato membro,
purché le condizioni per il rientro da detti paesi terzi o territori siano
soddisfatte prima che gli animali lascino l'Unione.
(27)          
Il presente regolamento deve consentire agli Stati
membri di autorizzare, qualora sia necessaria una partenza urgente, l'entrata
diretta nel loro territorio di animali da compagnia delle specie di cui
all'allegato I non conformi alle condizioni stabilite dal presente regolamento,
a condizione che venga richiesto in anticipo un permesso, che questo sia
rilasciato dallo Stato membro di destinazione e che dette condizioni vengano
soddisfatte mediante una quarantena a tempo limitato sotto sorveglianza
ufficiale. Nonostante la necessità di una partenza urgente, detto permesso deve
essere un requisito indispensabile a causa dei rischi per la salute degli
animali legati all'introduzione nell'Unione di animali da compagnia non
conformi alle condizioni stabilite dal presente regolamento.
(28)          
La direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26
giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli
scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale,
nella prospettiva della realizzazione del mercato interno[17], e la direttiva 91/496/CEE del
Consiglio, del 15 luglio 1991, che fissa i principi relativi all'organizzazione
dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi e che
sono introdotti nella Comunità e che modifica le direttive 89/662/CEE,
90/425/CEE e 90/675/CEE[18],
non si applicano ai controlli veterinari effettuati sugli animali da compagnia
che viaggiano con persone per scopi non commerciali.
(29)          
Affinché gli Stati membri possano verificare la
conformità alle norme stabilite dal presente regolamento e adottare le misure
necessarie, il presente regolamento deve pertanto richiedere alla persona che
viaggia con l'animale da compagnia di presentare il documento di
identificazione richiesto in occasione di qualunque movimento a carattere non
commerciale, o all'entrata in uno Stato membro, e deve prevedere controlli
documentali e d'identità mirati e a campione sugli animali da compagnia oggetto
di movimenti a carattere non commerciale tra uno Stato membro e l'altro. Deve
inoltre richiedere agli Stati membri di svolgere controlli documentali e
d'identità sistematici, presso punti d'entrata designati, sugli animali da
compagnia oggetto di movimenti a carattere non commerciale introdotti in uno
Stato membro da paesi terzi o territori. Detti controlli devono tenere conto
dei principi pertinenti del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali
intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di
alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali[19].
(30)          
Il presente regolamento deve inoltre prevedere
misure di salvaguardia volte a gestire i rischi per la salute pubblica o
animale legati al movimento a carattere non commerciale di animali da
compagnia.
(31)          
Al fine di fornire ai cittadini informazioni chiare
ed accessibili in merito alle norme che si applicano ai movimenti a carattere
non commerciale di animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I
introdotti nell'Unione, gli Stati membri devono essere tenuti a informare il
pubblico, in particolare circa le disposizioni pertinenti della legislazione
nazionale, entro un anno dalla data di adozione del presente regolamento.
(32)          
Al fine di garantire la corretta applicazione del
presente regolamento, il potere di adottare atti a norma dell'articolo 290 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea deve essere delegato alla
Commissione per quanto riguarda le norme relative alle deroghe a determinate
condizioni applicabili ai movimenti a carattere non commerciale, tra Stati
membri che hanno una situazione equivalente per quanto concerne la rabbia, di
animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, parte A, nonché per
quanto concerne i requisiti specie-specifici per la marcatura di animali da
compagnia delle specie di cui all'allegato I, parte B, e le misure sanitarie
preventive specie-specifiche contro malattie o infezioni diverse dalla rabbia
che colpiscono gli animali da compagnia di cui all'allegato I; alla Commissione
deve essere delegato inoltre il potere di adottare norme per limitare il numero
di animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I che accompagnano i
proprietari durante movimenti a carattere non commerciale, nonché di modificare
gli allegati da II a V. È particolarmente importante che durante i lavori
preparatori la Commissione svolga consultazioni adeguate, anche a livello di
esperti.            
Nel contesto della preparazione e della stesura degli atti delegati, occorre
che la Commissione garantisca contemporaneamente una trasmissione corretta e
tempestiva dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
(33)          
Il potere di adottare atti in conformità alla
procedura di urgenza deve essere delegato alla Commissione in casi debitamente
giustificati di rischio per la salute pubblica o animale per quanto riguarda le
misure sanitarie preventive contro malattie o infezioni diverse dalla rabbia
che possono contagiare gli animali da compagnia delle specie di cui
all'allegato I.
(34)          
Al fine di garantire condizioni uniformi per
l'applicazione del presente regolamento per quanto riguarda l'elenco di Stati
membri e loro parti classificati in conformità alle condizioni di deroga a
determinate condizioni applicabili ai movimenti a carattere non commerciale tra
Stati membri che hanno una situazione equivalente relativamente alla rabbia di
animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, parte A, e in
conformità alle norme relative alle misure sanitarie preventive contro malattie
o infezioni diverse dalla rabbia, e per quanto concerne l'elenco di paesi terzi
o territori al fine di derogare determinate condizioni circa i movimenti a
carattere non commerciale, il modello dei documenti di identificazione che
devono viaggiare assieme agli animali da compagnia elencati nell'allegato I che
sono oggetto di movimenti a carattere non commerciale da uno Stato membro
all'altro o da un paese terzo o territorio in uno Stato membro, le misure di
salvaguardia nel caso di manifestazione o diffusione della rabbia e infine
l'applicazione uniforme dei requisiti circa le informazioni, si devono
attribuire alla Commissione competenze di esecuzione. Tali competenze devono
essere esercitate in conformità alle disposizioni del regolamento (UE)
n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio
2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di
controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di
esecuzione attribuite alla Commissione[20].
(35)          
La Commissione deve adottare atti di esecuzione
applicabili immediatamente che aggiornano l'elenco di paesi terzi o territori
al fine di derogare determinate condizioni relative ai movimenti a carattere
non commerciale e per quanto riguarda le misure di salvaguardia in caso di
manifestazioni o diffusione della rabbia laddove, in casi debitamente
giustificati, imperativi motivi di urgenza legati alla salute pubblica ed
animale lo richiedano.
(36)          
In taluni Stati membri sono state individuate
lacune nel rispetto delle norme del regolamento (CE) n. 998/2003. Di
conseguenza, gli Stati membri devono stabilire norme relative alle penali da
applicare in caso di violazione del presente regolamento.
(37)          
La decisione 2003/803/CE della Commissione, del 26 novembre
2003, che stabilisce un modello di passaporto per i movimenti intracomunitari
di cani, gatti e furetti[21]
stabilisce un modello di passaporto per i movimenti tra uno Stato membro e
l'altro di animali da compagnia quali cani, gatti e furetti, secondo quanto
disposto dal regolamento (CE) n. 998/2003. I documenti di identificazione
rilasciati conformemente a detto modello di passaporto devono, a determinate
condizioni, rimanere validi per tutta la vita dell'animale al fine di ridurre
gli oneri amministrativi e finanziari per i proprietari.
(38)          
La decisione di esecuzione 2011/874/UE della
Commissione, del 15 dicembre 2011, che stabilisce l'elenco dei paesi terzi e
dei territori da cui sono autorizzati le importazioni di cani, gatti e furetti
e i movimenti a carattere non commerciale di più di cinque cani, gatti e
furetti verso l'Unione e i modelli di certificati per le importazioni e i
movimenti a carattere non commerciale di detti animali verso l'Unione[22], definisce il modello di
certificato sanitario attestante la conformità alle prescrizioni del
regolamento (CE) n. 998/2003 per i movimenti a carattere non commerciale di un
numero pari o inferiore a cinque di cani, gatti o furetti verso l'Unione.
Affinché gli Stati membri possano avere tempo di adeguarsi alle nuove norme
definite nel presente regolamento, detto modello di certificato deve rimanere
valido a determinate condizioni,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO
I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Oggetto
Il presente regolamento fissa le condizioni di
polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di
animali da compagnia, nonché le norme relative ai controlli di tali movimenti.
Articolo 2
Campo di applicazione
1.           Il presente regolamento si applica
ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia delle specie
di cui all'allegato I, introdotti in uno Stato membro da un altro Stato membro
o da un paese terzo o territorio.
2.           Il presente regolamento si applica
lasciando impregiudicati:
a)      il regolamento (CE) n. 338/97;
b)      le misure adottate dagli Stati membri per
limitare i movimenti di talune specie o razze di animali da compagnia basate su
considerazioni diverse da quelle legate alla salute animale.
Articolo 3
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende per:
a)           "movimento a carattere non
commerciale": qualsiasi movimento che non implica o ha come scopo,
direttamente o indirettamente, un guadagno finanziario o un passaggio di
proprietà;
b)           "animale da compagnia": un
animale delle specie elencate nell'allegato I accompagnato, ai fini di un
movimento a carattere non commerciale, dal suo proprietario o da una persona
fisica che agisce per conto del proprietario e in accordo con lo stesso, e che
rimane sotto la responsabilità del proprietario, o di detta persona fisica, per
tutta la durata del movimento a carattere non commerciale;
c)           "proprietario": una
persona fisica che ha la proprietà e il possesso dell'animale da compagnia;
d)           "trasponditore": un
dispositivo passivo di identificazione a radiofrequenza per sola lettura;
e)           "documento di
identificazione": un documento che permette di identificare chiaramente
l'animale da compagnia e di controllare la conformità del suo status sanitario
al presente regolamento;
f)            "Stati membri": i paesi e
i territori elencati nell'allegato II;
g)           "luogo di ingresso dei
viaggiatori": qualunque area designata dagli Stati membri per i controlli
da eseguire ai fini dell'articolo 36, paragrafo 1.
Articolo 4
Obblighi generali
I movimenti a carattere non commerciale degli
animali da compagnia che soddisfano le condizioni di polizia sanitaria
stabilite nel presente regolamento non devono essere vietati, limitati o
ostacolati per motivi di salute animale diversi da quelli legati
all'applicazione del presente regolamento.
CAPO
II
CONDIZIONI APPLICABILI AI
MOVIMENTI A CARATTERE NON COMMERCIALE DI ANIMALI DA COMPAGNIA TRA STATI MEMBRI 
Articolo 5
Condizioni dei movimenti a carattere non commerciale applicabili agli
animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte A
Gli animali da compagnia delle specie elencate
nell'allegato I, parte A, non possono essere oggetto di movimenti verso uno
Stato membro da un altro Stato membro a meno che non rispettino le condizioni
seguenti:
a)           siano stati espressamente marcati a
norma dell'articolo 16, paragrafo 1;
b)           abbiano ricevuto una vaccinazione
antirabbica conforme ai requisiti di validità stabiliti nell'allegato IV;
c)           siano conformi alle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, se necessario:
i)       ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1,
del presente regolamento, oppure
ii)       adottate a norma dell'articolo 5,
paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 998/2003;
d)           siano accompagnati da un documento
di identificazione debitamente compilato a norma dell'articolo 20, paragrafo 1.
Articolo 6
Deroga alla condizione relativa alla vaccinazione antirabbica per animali da
compagnia giovani delle specie elencate nell'allegato I, parte A
In deroga all'articolo 5, lettera b), gli
Stati membri possono autorizzare i movimenti a carattere non commerciale di
animali da compagnia di età inferiore a tre mesi non vaccinati contro la
rabbia, a condizione che essi siano muniti di un documento di identificazione
debitamente compilato e rilasciato a norma dell'articolo 20 e che: 
a)           il proprietario o la persona fisica
che agisce per conto del proprietario e in accordo con lo stesso fornisca la
prova che gli animali sono rimasti nel loro luogo di nascita senza entrare in
contatto con animali selvatici suscettibili alla rabbia di specie che possono
essere state esposte alla malattia, oppure 
b)           siano accompagnati dalla madre, da
cui sono ancora dipendenti, e vi siano documenti che attestano che prima della
loro nascita la madre è stata sottoposta a vaccinazione antirabbica conforme ai
requisiti di validità definiti nell'allegato IV.
Articolo 7
Deroga alla condizione relativa alla vaccinazione antirabbica per animali da
compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte A
1.           In deroga all'articolo 5, lettera
b), i movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia delle
specie elencate nell'allegato I, parte A, non vaccinati contro la rabbia
possono essere autorizzati tra Stati membri, o loro parti, esenti dalla rabbia
a condizione che essi soddisfino condizioni specifiche. Al fine di garantire
che siano state adottate le misure necessarie per l'autorizzazione corretta di
movimenti a carattere non commerciale nell'ambito di questa deroga, alla
Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati, in conformità all'articolo
41, per quanto riguarda le condizioni specifiche per l'autorizzazione di tali
movimenti a carattere non commerciale.
2.           Le condizioni specifiche per
l'autorizzazione definite negli atti delegati adottati a norma del paragrafo 1
si basano su informazioni scientifiche adeguate, affidabili e validate relative
alla valutazione dello status sanitario per quanto riguarda la rabbia negli
Stati membri, o in loro parti, e vengono applicate in proporzione ai rischi per
la salute pubblica o animale legati ai movimenti a carattere non commerciale
degli animali delle specie elencate nell'allegato I, parte A, che potrebbero
essere contagiati dalla rabbia.
3.           Allo stesso scopo, gli atti delegati
di cui al paragrafo 1 possono comprendere inoltre:
a)      norme per la classificazione degli Stati
membri, o di loro parti, basate su dati storici relativi alla loro situazione
per quanto riguarda la rabbia e ai rispettivi sistemi di sorveglianza e
notifica;
b)      condizioni alle quali gli Stati membri
devono attenersi per mantenere il diritto all'autorizzazione di cui al
paragrafo 2. 
Articolo 8
Elenco degli Stati membri, o delle parti del territorio degli Stati membri,
da classificare in conformità agli atti delegati adottati a norma dell'articolo
7, paragrafo 1
La Commissione adotta, mediante un atto di
esecuzione, gli elenchi degli Stati membri, o delle parti del loro territorio,
conformi alle norme per la classificazione degli Stati membri o di loro parti
di cui all'articolo 7, paragrafo 3, lettera a). L'atto di esecuzione è adottato
conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 43, paragrafo 2.
Articolo 9
Condizioni dei movimenti a carattere non commerciale applicabili agli
animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte B
1.           Gli animali da compagnia delle
specie elencate nell'allegato I, parte B, non possono essere oggetto di
movimenti da uno Stato membro all'altro a meno che non siano conformi alle
condizioni seguenti:
a)      siano marcati o descritti secondo quanto
disposto dall'articolo 16, paragrafo 2;
b)      siano conformi alle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, secondo quanto
disposto dall'articolo 18, paragrafo 1;
c)      siano accompagnati da un documento di
identificazione debitamente compilato e rilasciato:
i)        in conformità all'articolo 28;
ii)       nel formato previsto dall'articolo 30.
2.           Le condizioni di cui al paragrafo 1
si applicano a partire dalla data di applicazione degli atti delegati o di
esecuzione previsti dall'articolo 16, paragrafo 2, dall'articolo 18, paragrafo
1, e dall'articolo 30.
CAPO III
CONDIZIONI APPLICABILI AI
MOVIMENTI A CARATTERE NON COMMERCIALE DI ANIMALI DA COMPAGNIA VERSO UNO STATO
MEMBRO DA UN PAESE TERZO O TERRITORIO 
Articolo 10
Condizioni dei movimenti a carattere non commerciale applicabili agli
animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte A
Gli animali da compagnia delle specie elencate
nell'allegato I, parte A, non possono essere oggetto di movimenti verso uno
Stato membro da un paese terzo o territorio a meno che non rispettino le
condizioni seguenti:
a)           siano stati espressamente marcati a
norma dell'articolo 16, paragrafo 1;
b)           abbiano ricevuto una vaccinazione
antirabbica conforme ai requisiti di validità stabiliti nell'allegato IV;
c)           siano stati sottoposti a una
titolazione di anticorpi per la rabbia conforme ai requisiti di validità
stabiliti nell'allegato V;
d)           siano conformi alle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, se necessario:
i)       ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1,
del presente regolamento, oppure
ii)       adottate a norma dell'articolo 5,
paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 998/2003;
e)           siano accompagnati da un documento
di identificazione debitamente compilato a norma dell'articolo 24.
Articolo 11
Deroga alla condizione relativa alla vaccinazione antirabbica per animali da
compagnia giovani delle specie elencate nell'allegato I, parte A
1.           In deroga all'articolo 10, lettera
b), gli Stati membri possono autorizzare i movimenti a carattere non commerciale
nei loro territori di animali da compagnia di età inferiore a tre mesi non
vaccinati contro la rabbia, provenienti da paesi terzi o territori che figurano
negli atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo 13, a condizione che
essi siano muniti di un documento di identificazione debitamente compilato e
rilasciato a norma dell'articolo 24 e che:
a)      il proprietario o la persona fisica che
agisce per conto del proprietario e in accordo con lo stesso fornisca la prova
che gli animali sono rimasti nel loro luogo di nascita senza entrare in
contatto con animali selvatici di specie suscettibili alla rabbia che possono
essere state esposte alla malattia, oppure 
b)      siano accompagnati dalla madre, da cui
sono ancora dipendenti, e vi siano documenti che attestano che prima della loro
nascita la madre è stata sottoposta a vaccinazione antirabbica conforme ai
requisiti di validità definiti nell'allegato IV.
2.           Il successivo movimento a carattere
non commerciale di detti animali da compagnia verso un altro Stato membro è
tuttavia vietato, eccetto nei casi in cui i movimenti degli animali rispettino
le condizioni di cui all'articolo 5.
Articolo 12
Deroga alla condizione relativa al test di titolazione degli anticorpi per
animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte A
In deroga all'articolo 10, lettera c), il test
di titolazione degli anticorpi non è richiesto per gli animali da compagnia che
sono oggetto di movimento verso uno Stato membro:
a)           direttamente da un paese terzo o
territorio che figura negli atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo
13 o dopo aver risieduto esclusivamente in uno o più di questi paesi terzi o
territori, oppure
b)           da un paese terzo o territorio che
figura negli atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo 13 in
seguito al transito in paesi terzi o territori diversi da quelli citati in
detti atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo 13, a condizione che il
proprietario o la persona fisica che agisce per conto del proprietario e in
accordo con lo stesso fornisca la prova che durante tale transito gli animali
da compagnia non sono entrati in contatto con specie sensibili alla rabbia e
che sono rimasti confinati in un mezzo di trasporto o comunque nel perimetro di
un aeroporto internazionale.
Articolo 13
Definizione di un elenco di paesi terzi o territori ai fini dell'articolo 12
1.           La Commissione adotta, mediante un
atto di esecuzione, entro [inserire la data: un anno dall'entrata in
vigore del presente regolamento] un elenco di paesi terzi o territori che
hanno dimostrato di applicare norme equivalenti a quelle definite nel capo II,
nel presente capo, nonché nel capo VI, sezione 2, per gli animali delle specie
elencate nell'allegato I, parte A.
2.           La Commissione adotta, mediante un
atto di esecuzione, entro [inserire la data: un anno dall'entrata in
vigore del presente regolamento] un elenco di paesi terzi o territori che
hanno dimostrato di soddisfare almeno i requisiti seguenti per gli animali
delle specie elencate nell'allegato I, parte A:
a)      la notifica dei casi di rabbia alle
autorità competenti è obbligatoria;
b)      un sistema efficace di sorveglianza e
notifica per la rabbia è operativo da almeno due anni;
c)      il servizio veterinario del paese è
strutturato e organizzato in modo tale da garantire la validità dei certificati
sanitari previsti dall'articolo 26 e rilasciati in conformità all'articolo 24;
d)      sono state attuate misure di prevenzione
e controllo della rabbia, comprese norme relative alle importazioni di animali
da compagnia nei paesi terzi e nei territori in questione;
e)      sono in vigore norme relative alle
licenze e all'immissione in commercio dei vaccini antirabbici.
3.           Gli atti di esecuzione di cui a
paragrafi 1 e 2 sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo
43, paragrafo 2.
Qualora, in casi debitamente giustificati,
imperativi motivi di urgenza legati alla salute pubblica o animale lo
richiedano, la Commissione adotta atti di esecuzione applicabili immediatamente
che aggiornano l'elenco dei paesi terzi o territori di cui ai paragrafi 1 e 2,
a norma della procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 3.
Articolo 14
Condizioni dei movimenti a carattere non commerciale applicabili agli
animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I, parte B
1.           Gli animali da compagnia delle
specie elencate nell'allegato I, parte B, non possono essere oggetto di
movimenti verso uno Stato membro da un paese terzo o un territorio a meno che
non siano conformi alle condizioni seguenti:
a)      siano marcati o descritti secondo quanto
disposto dall'articolo 16, paragrafo 2;
b)      siano conformi alle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, secondo quanto
disposto dall'articolo 18, paragrafo 1;
c)      siano accompagnati da un documento di
identificazione debitamente compilato e rilasciato:
i)        in conformità all'articolo 28;
ii)       nel formato previsto dall'articolo 33.
2.           Le condizioni di cui al paragrafo 1
si applicano a partire dalla data di applicazione degli atti delegati o di
esecuzione previsti dall'articolo 16, paragrafo 2, dall'articolo 18,
paragrafo 1, e dall'articolo 33.
3.           In attesa dell'adozione degli atti
delegati e di esecuzione di cui al paragrafo 2, le norme nazionali continuano
ad applicarsi a condizione che:
a)      detta applicazione avvenga in proporzione
ai rischi per la salute pubblica o animale legati ai movimenti a carattere non
commerciale degli animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I,
parte B;
b)      esse non siano più restrittive di quelle
applicate alle importazioni di animali delle specie in questione a norma della
direttiva 92/65/CEE.
Articolo 15
Deroghe alle condizioni relative ai movimenti a carattere non commerciale
degli animali delle specie elencate nell'allegato I tra determinati paesi
In deroga agli articoli 10 e 14, i movimenti a
carattere non commerciale di animali da compagnia tra i paesi seguenti possono
continuare alle condizioni stabilite dalle rispettive norme nazionali:
a)           San Marino e l'Italia;
b)           il Vaticano e l'Italia;
c)           Monaco e la Francia;
d)           Andorra e la Francia;
e)           Andorra e la Spagna;
f)            la Norvegia e la Svezia.
CAPO IV
MARCATURA E MISURE SANITARIE PREVENTIVE
Sezione 1
Marcatura
Articolo 16
Marcatura di animali da compagnia
1.           Gli animali da compagnia delle
specie elencate nell'allegato I, parte A, devono essere stati espressamente
marcati mediante l'impianto di un trasponditore conforme ai requisiti tecnici
definiti nell'allegato III o l'applicazione di un tatuaggio chiaramente
leggibile avvenuta prima del 3 luglio 2011.
Qualora gli animali da compagnia in questione siano
dotati di un trasponditore non conforme ai requisiti tecnici definiti
nell'allegato III, il proprietario o la persona fisica che agisce per conto del
proprietario e in accordo con lo stesso è in possesso del mezzo necessario per
la lettura del trasponditore in occasione di qualsiasi controllo di identità
come disposto dall'articolo 20, paragrafo 2, dall'articolo 24, paragrafo 2,
dall'articolo 35 e dall'articolo 36, paragrafo 1.
2.           Gli animali da compagnia delle
specie elencate nell'allegato I, parte B, sono marcati o descritti tenendo
conto delle specificità di ciascuna specie in modo tale da garantire la
corrispondenza inequivocabile tra l'animale da compagnia e il rispettivo
documento di identificazione.
Per tenere conto delle specificità delle specie di
cui all'allegato I, parte B, alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 41 per quanto riguarda i requisiti
specie-specifici relativi alla marcatura o alla descrizione di detti animali da
compagnia.
Articolo 17
Qualifiche richieste per l'impianto dei trasponditori negli animali da
compagnia
Gli Stati membri definiscono le norme relative
alle qualifiche minime richieste a coloro che effettuano l'impianto dei
trasponditori negli animali da compagnia.
Sezione 2
Misure sanitarie preventive per
malattie o infezioni diverse dalla rabbia
Articolo 18
Misure sanitarie preventive e condizioni di applicazione
1.           Qualora siano necessarie misure
sanitarie preventive per tutelare la salute pubblica o degli animali da
compagnia delle specie di cui all'allegato I da malattie o infezioni diverse
dalla rabbia che potrebbero diffondersi in seguito ai movimenti di detti
animali da compagnia, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti
delegati, in conformità all'articolo 41, per quanto riguarda le misure
sanitarie preventive specie‑specifiche contro le malattie o le infezioni
in questione.
Qualora, in caso di rischi per la salute pubblica
o animale, imperativi motivi di urgenza lo richiedano, la procedura di cui
all'articolo 42 si applica agli atti delegati adottati ai sensi del presente
paragrafo.
2.           Le misure sanitarie preventive
specie-specifiche autorizzate mediante un atto delegato adottato ai sensi del
paragrafo 1 si basano su informazioni scientifiche adeguate, affidabili e
validate e vengono applicate in proporzione ai rischi per la salute pubblica o
animale legati ai movimenti a carattere non commerciale degli animali da
compagnia delle specie elencate nell'allegato I che potrebbero essere
contagiati da malattie o infezioni diverse dalla rabbia.
3.           Allo stesso scopo, gli atti delegati
di cui al paragrafo 1 possono comprendere inoltre:
a)      norme per la classificazione degli Stati
membri, o di loro parti, in funzione del loro status zoosanitario e dei sistemi
di sorveglianza e notifica relativamente a certe malattie o infezioni diverse
dalla rabbia;
b)      le condizioni alle quali gli Stati membri
devono attenersi per mantenere il diritto ad applicare le misure sanitarie
preventive di cui al paragrafo 2;
c)      le condizioni relative all'applicazione e
alla documentazione delle misure sanitarie preventive di cui al paragrafo 2
prima dei movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia
delle specie di cui all'allegato I;
d)      le condizioni per autorizzare, in circostanze
specifiche, deroghe all'applicazione di misure sanitarie preventive di cui al
paragrafo 2.
Articolo 19
Elenco degli Stati membri, o delle parti del territorio degli Stati membri,
classificati in conformità agli atti delegati adottati a norma dell'articolo
18, paragrafo 1
La Commissione adotta, mediante un atto di
esecuzione, gli elenchi degli Stati membri, o delle parti del loro territorio,
conformi alle norme per la classificazione degli Stati membri o di loro parti
di cui all'articolo 18, paragrafo 3, lettera a). L'atto di esecuzione è
adottato conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 43, paragrafo
2.
CAPO V
DOCUMENTI DI IDENTIFICAZIONE
Sezione 1
Documenti di identificazione per
i movimenti a carattere non commerciale da uno stato membro all'altro di
animali da compagnia delle specie di cui all'allegato i, parte a
Articolo 20
Rilascio del documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 5, lettera d):
a)      è rilasciato da un veterinario
autorizzato dall'autorità competente a tale scopo;
b)      dimostra la conformità ai requisiti di
cui all'articolo 5, lettere a), b) e c) e, se del caso, all'articolo 27,
lettera b), punto ii); detta conformità può essere attestata mediante più di un
documento di identificazione nel formato previsto dall'articolo 22, paragrafo
1.
2.           La conformità ai requisiti di
marcatura di cui all'articolo 5, lettera a), è verificata prima:
a)      del rilascio del documento di
identificazione a norma del paragrafo 1, lettera a);
b)      dell'attestazione della conformità ai
requisiti di cui al paragrafo 1, lettera b).
Articolo 21
Informazioni riportate sul documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 5, lettera d), riporta le informazioni seguenti:
a)      luogo, data di applicazione e codice
alfanumerico indicato sul trasponditore o sul tatuaggio;
b)      nome, indirizzo e firma del proprietario;
c)      dettagli della vaccinazione antirabbica;
d)      data del prelievo dei campioni di sangue
per il test di titolazione degli anticorpi per la rabbia nel caso previsto
dall'articolo 27, lettera b), punto ii);
e)      conformità alle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, se necessario:
i)        ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1,
del presente regolamento, oppure
ii)       adottate a norma dell'articolo 5,
paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 998/2003;
f)       qualsiasi altra informazione pertinente
relativa alla descrizione e allo status sanitario dell'animale.
2.           Il veterinario che rilascia il
documento di identificazione registra le informazioni di cui al paragrafo 1,
lettere a) e b), e le conserva per almeno 10 anni dalla data di rilascio del
documento.
Articolo 22
Formato del documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 5, lettera d), è rilasciato nel formato di un passaporto
conforme al modello che la Commissione deve adottare mediante un atto di
esecuzione e contiene le voci necessarie all'inserimento delle informazioni
richieste a norma dell'articolo 21, paragrafo 1. Detto atto di esecuzione è
adottato conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 43, paragrafo
2 entro [inserire la data: tre anni dall'entrata in vigore del
presente regolamento].
2.           L'atto di esecuzione di cui al
paragrafo 1 definisce i requisiti circa le lingue e l'aspetto del passaporto
citato in detto paragrafo.
3.           Il passaporto di cui al paragrafo 1
è dotato di un numero composto dal codice ISO dello Stato membro di rilascio
seguito da un codice alfanumerico unico.
Articolo 23
Deroga al formato del documento di identificazione previsto dall'articolo
22, paragrafo 1
1.           In deroga all'articolo 22, paragrafo
1, gli Stati membri autorizzano i movimenti a carattere non commerciale tra uno
Stato membro e l'altro di animali da compagnia in possesso del documento di
identificazione rilasciato ai fini dell'articolo 10, lettera e):
a)      in conformità all'articolo 24;
b)      nel formato previsto dall'articolo 26,
paragrafo 1.
2.           Se necessario, la conformità ai
requisiti di cui all'articolo 5, lettera c), è attestata nel documento di
identificazione di cui al paragrafo 1, al termine dei controlli previsti
dall'articolo 36, paragrafo 1.
Sezione 2
Documenti di identificazione per
i movimenti a carattere non commerciale verso uno stato membro da un paese terzo
o territorio di animali da compagnia delle specie di cui all'allegato i, parte
a
Articolo 24
Rilascio del documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 10, lettera e), riporta un numero di serie e:
a)      è rilasciato da:
i)        un veterinario ufficiale del paese
terzo di spedizione in base ai documenti giustificativi, oppure
ii)       un veterinario autorizzato a tale scopo
dall'autorità competente, che procede successivamente a vistare il documento,
del paese terzo di spedizione ;
b)      attesta la conformità ai requisiti di cui
all'articolo 10, lettere da a) a d).
2.           La conformità ai requisiti di
marcatura di cui all'articolo 10, lettera a), è verificata prima:
a)      del rilascio del documento di
identificazione a norma del paragrafo 1;
b)      dell'attestazione della conformità ai
requisiti di cui al paragrafo 10, lettere b), c) e d).
Articolo 25
Informazioni riportate sul documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 10, lettera e), riporta le informazioni seguenti:
a)      luogo, data di applicazione e codice
alfanumerico indicato sul trasponditore o sul tatuaggio;
b)      nome e indirizzo del proprietario o della
persona fisica che agisce per conto del proprietario e in accordo con lo
stesso;
c)      dettagli della vaccinazione antirabbica;
d)      data del prelievo dei campioni di sangue
per il test di titolazione degli anticorpi per la rabbia;
e)      conformità alle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, se necessario:
i)        ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1,
del presente regolamento, oppure
ii)       adottate a norma dell'articolo 5,
paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 998/2003;
f)       qualsiasi altra informazione pertinente
relativa alla descrizione e allo status sanitario dell'animale.
2.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 10, lettera e), è integrato da una dichiarazione scritta
firmata dal proprietario, o dalla persona fisica che agisce per conto del
proprietario e in accordo con lo stesso, che afferma che l'animale da compagnia
è oggetto di movimento a carattere non commerciale verso l'Unione.
Articolo 26
Formato del documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 10, lettera e), è rilasciato nel formato di un certificato
sanitario di accompagnamento conforme al modello che la Commissione deve
adottare mediante un atto di esecuzione e contiene le voci necessarie
all'inserimento delle informazioni richieste a norma dell'articolo 25,
paragrafo 1. Detto atto di esecuzione è adottato conformemente alla procedura
d'esame di cui all'articolo 43, paragrafo 2 entro [inserire la data:
tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento].
2.           L'atto di esecuzione di cui al
paragrafo 1 definisce i requisiti circa le lingue, l'aspetto e la validità del
certificato sanitario di accompagnamento citato in detto paragrafo.
Articolo 27
Deroga al formato del certificato sanitario di accompagnamento
In deroga all'articolo 26, paragrafo 1, gli
Stati membri autorizzano i movimenti a carattere non commerciale di animali da
compagnia in possesso del documento di identificazione nel formato previsto
dall'articolo 22, paragrafo 1, se:
a)           il documento di identificazione è
stato rilasciato in uno dei paesi terzi o territori che figurano nell'elenco
dell'atto di esecuzione adottato ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, oppure
b)           detti animali da compagnia entrano
in uno Stato membro da uno Stato membro, in seguito ad un movimento o al
transito temporaneo in un paese terzo o territorio e un veterinario autorizzato
dall'autorità competente ha dichiarato che prima di lasciare l'Unione gli
animali da compagnia:
i)       hanno ricevuto la vaccinazione
antirabbica;
ii)       sono stati sottoposti a un test di
titolazione di anticorpi per la rabbia, tranne in caso di deroga a norma
dell'articolo 12.
Sezione 3
Documenti di identificazione per
i movimenti a carattere non commerciale da uno stato membro all'altro di
animali da compagnia delle specie di cui all'allegato i, parte b
Articolo 28
Rilascio del documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera c):
a)      è rilasciato da un veterinario
autorizzato dall'autorità competente a tale scopo;
b)      attesta la conformità all'articolo 9,
paragrafo 1, lettere a), b) e c).
2.           La conformità ai requisiti di
marcatura o di descrizione di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), è
verificata prima:
a)      del rilascio del documento di
identificazione a norma del paragrafo 1, lettera a);
b)      dell'attestazione dei requisiti di cui
all'articolo 9, paragrafo 1, lettere a), b) e c) a norma dell'articolo 18,
paragrafo 3, lettera c).
Articolo 29
Informazioni riportate sul documento di identificazione
Il documento di identificazione di cui
all'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), riporta le informazioni seguenti:
a)           caratteristiche del marchio o
descrizione dell'animale come disposto dall'articolo 16, paragrafo 2;
b)           nome, indirizzo e firma del
proprietario;
c)           dettagli delle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, se necessario, ai
sensi dell'articolo 18, paragrafo 1;
d)           qualsiasi altra informazione
pertinente relativa alla descrizione e allo status sanitario dell'animale.
Articolo 30
Formato del documento di identificazione
1.           La Commissione adotta, mediante un
atto di esecuzione, un modello di documento di identificazione, come previsto
dall'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), che contiene le voci necessarie
all'inserimento delle informazioni richieste a norma dell'articolo 29. L'atto
di esecuzione è adottato conformemente alla procedura d'esame di cui
all'articolo 43, paragrafo 2.
2.           L'atto di esecuzione di cui al
paragrafo 1 definisce i requisiti circa le lingue, l'aspetto e la validità del
documento di identificazione citato in detto paragrafo.
Sezione 4
Documenti di identificazione per
i movimenti a carattere non commerciale verso uno stato membro da un paese
terzo o territorio di animali da compagnia delle specie di cui all'allegato i,
parte b
Articolo 31
Rilascio del documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera c):
a)      è rilasciato da:
i)        un veterinario ufficiale, in base ai
documenti giustificativi; oppure
ii)       un veterinario autorizzato a tale scopo
dall'autorità competente che procede successivamente a vistare il documento;
b)      attesta la conformità all'articolo 14,
paragrafo 1, lettere a), b) e c).
2.           La conformità ai requisiti di
marcatura o di descrizione di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), è
verificata prima:
a)      del rilascio del documento di
identificazione a norma del paragrafo 1, lettera a);
b)      dell'attestazione dei requisiti di cui
all'articolo 14, paragrafo 1, lettere a), b) e c) a norma dell'articolo 18,
paragrafo 3, lettera c).
Articolo 32
Informazioni riportate sul documento di identificazione
1.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), riporta le informazioni seguenti:
a)      caratteristiche del marchio o descrizione
dell'animale come disposto dall'articolo 16, paragrafo 2;
b)      nome e indirizzo del proprietario o della
persona fisica che agisce per conto del proprietario e in accordo con lo
stesso;
c)      dettagli delle misure sanitarie
preventive per malattie o infezioni diverse dalla rabbia, se necessario, ai
sensi dell'articolo 18, paragrafo 1;
d)      qualsiasi altra informazione pertinente
relativa alla descrizione e allo status sanitario dell'animale.
2.           Il documento di identificazione di
cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), è integrato da una dichiarazione
scritta firmata dal proprietario o dalla persona fisica che agisce per conto
del proprietario e in accordo con lo stesso, che afferma che l'animale da
compagnia è oggetto di movimento a carattere non commerciale verso l'Unione.
Articolo 33
Formato del documento di identificazione
1.           La Commissione adotta, mediante un
atto di esecuzione, un modello di documento di identificazione, come previsto
dall'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), che contiene le voci necessarie
all'inserimento delle informazioni richieste a norma dell'articolo 32,
paragrafo 1. L'atto di esecuzione è adottato conformemente alla procedura
d'esame di cui all'articolo 43, paragrafo 2.
2.           L'atto di esecuzione di cui al
paragrafo 1 definisce i requisiti circa le lingue, l'aspetto e la validità del
documento di identificazione citato in detto paragrafo.
CAPO VI
DISPOSIZIONI COMUNI
Sezione 1
Deroga ai movimenti diretti a
carattere non commerciale di animali da compagnia verso gli stati membri
Articolo 34
Deroga alle condizioni degli articoli 5, 9, 10 e 14
1.           In deroga alle condizioni di cui
agli articoli 5, 9, 10 e 14, gli Stati membri possono autorizzare i movimenti a
carattere non commerciale verso i loro territori degli animali da compagnia
delle specie elencate nell'allegato I non conformi alle condizioni stabilite in
detti articoli, a condizione che:
a)      il proprietario, o la persona fisica che
agisce per conto del proprietario e in accordo con lo stesso, abbia richiesto
precedentemente un permesso e che questo sia stato concesso dallo Stato membro
di destinazione;
b)      gli animali da compagnia siano tenuti in
quarantena sotto sorveglianza ufficiale per il tempo necessario a soddisfare le
condizioni richieste, e comunque non superiore a sei mesi:
i)        in un luogo approvato dall'autorità
competente;
ii)       in conformità alle condizioni definite
nel permesso.
2.           Il permesso di cui al paragrafo 1,
lettera a), può autorizzare il transito in un altro Stato membro a condizione
che detto Stato membro abbia precedentemente comunicato allo Stato membro di
destinazione il suo consenso.
Sezione 2
Condizioni generali in materia di
conformità
Articolo 35
Controlli documentali, d'identità e fisici sui movimenti a carattere non
commerciale degli animali da compagnia introdotti in uno Stato membro da un
altro Stato membro o da un paese terzo o territorio elencato ai sensi
dell'articolo 13, paragrafo 1
1.           Fatte salve le disposizioni
dell'articolo 15, gli Stati membri effettuano controlli documentali e
d'identità nonché, se necessario, controlli fisici, mirati o a campione sugli
animali da compagnia oggetto di movimenti a carattere non commerciale
introdotti in uno Stato membro da un altro Stato membro o da un paese terzo o
territorio elencato nell'atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, per verificare in modo non discriminatorio la conformità al
capo II.
2.           In occasione di qualunque movimento
a carattere non commerciale verso uno Stato membro da un altro Stato membro o
da un paese terzo o territorio elencato a norma dell'articolo 13, paragrafo 1,
su richiesta dell'autorità competente responsabile dei controlli di cui al
paragrafo 1 del presente articolo, il proprietario o la persona fisica che
agisce per conto del proprietario e in accordo con lo stesso:
a)      presenta il documento di identificazione
che attesta la conformità alle condizioni stabilite per tali movimenti nel
formato previsto:
i)        dall'articolo 22, paragrafo 1, oppure
ii)       dall'articolo 23, paragrafo 1;
b)      mette l'animale da compagnia a
disposizione per i controlli.
Articolo 36
Controlli documentali, d'identità e fisici sui movimenti a carattere non
commerciale verso uno Stato membro da un paese terzo o territorio 
1.           I movimenti a carattere non
commerciale di animali da compagnia introdotti in uno Stato membro da un paese
terzo o territorio diversi da quelli elencati nell'atto di esecuzione adottato
a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, sono sottoposti a controlli documentali
e d'identità nonché, se necessario, a controlli fisici, effettuati
dall'autorità competente presso il luogo di ingresso dei viaggiatori.
2.           Su richiesta dell'autorità
competente di cui al paragrafo 1, il proprietario, o la persona fisica che
agisce per conto del proprietario e in accordo con lo stesso, in provenienza da
un paese terzo o territorio diverso da quelli elencati nell'atto di esecuzione
adottato a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, e all'atto di entrare in uno
Stato membro:
a)      presenta il documento di identificazione
che attesta la conformità alle condizioni previste per tali movimenti nel
formato previsto:
i)        dall'articolo 26, paragrafo 1, oppure
ii)       dall'articolo 27, lettera b);
b)      mette l'animale da compagnia a
disposizione per i controlli.
3.           Gli Stati membri compilano e
aggiornano un elenco dei luoghi d'ingresso dei viaggiatori.
4.           Gli Stati membri garantiscono che
l'autorità competente da loro incaricata per svolgere i controlli previsti dal
paragrafo 1:
a)      sia pienamente a conoscenza delle norme
stabilite nel capo III e che i funzionari incaricati ricevano la formazione
necessaria allo svolgimento dei controlli;
b)      tenga un registro dei controlli
effettuati;
c)      documenti i controlli effettuati nel
documento di identificazione di cui:
i)        all'articolo 10, lettera e); oppure
ii)       all'articolo 27, lettera b).
Articolo 37
Azioni in caso di non conformità in seguito ai controlli di cui agli
articoli 35 e 36
1.           Qualora i controlli previsti dagli
articoli 35 e 36 rivelino che un animale da compagnia non soddisfa le
condizioni di cui ai capi II e III, l'autorità competente decide, previa
consultazione con il veterinario ufficiale di:
a)      rispedire l'animale da compagnia al paese
o territorio di spedizione, oppure 
b)      isolare l'animale da compagnia sotto
controllo ufficiale, a spese del proprietario, per la durata di tempo
necessaria a soddisfare le condizioni definite nei capi II e III; oppure di
c)      sopprimere l'animale, senza risarcimento
per il proprietario o per la persona fisica che agisce per conto del
proprietario e in accordo con lo stesso, qualora non sia possibile rispedirlo o
l'isolamento non sia fattibile per motivi pratici.
2.           Qualora l'autorità competente
rifiuti il movimento a carattere non commerciale verso l'Unione di animali da
compagnia, essi vengono alloggiati sotto controllo ufficiale in attesa:
a)      del loro rientro nel paese o territorio
di spedizione, o
b)      dell'adozione di qualunque altra
decisione amministrativa nel loro merito.
Articolo 38
Misure di salvaguardia
Qualora in uno Stato membro, un paese terzo o
un territorio, si manifesti o si diffonda la rabbia e ciò possa costituire una
minaccia seria alla salute pubblica o animale, la Commissione può, di sua
iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, adottare una delle misure
seguenti, mediante un atto di esecuzione, senza indugio e in funzione della
gravità della situazione:
a)           sospensione dei movimenti a
carattere non commerciale o del transito di animali da compagnia provenienti
dallo Stato membro, dal paese terzo o dal territorio in questione, o da
determinate parti di essi;
b)           definizione di condizioni speciali
per quanto riguarda i movimenti a carattere non commerciale degli animali da
compagnia provenienti dallo Stato membro, dal paese terzo o dal territorio in
questione, o da determinate parti di essi.
Detti atti di esecuzione sono adottati
conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 43, paragrafo 2.
Qualora, in casi debitamente giustificati,
imperativi motivi di urgenza richiedano di far fronte a un grave rischio per la
salute pubblica o animale, o di provvedere al suo contenimento, la Commissione
adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili conformemente alla
procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 3.
Articolo 39
Obblighi di informazione
1.           Entro [inserire la data:
un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento] gli Stati membri
forniscono al pubblico informazioni chiare e facilmente accessibili in merito a
quanto segue:
a)      le qualifiche richieste per l'impianto
dei trasponditori di cui all'articolo 17;
b)      l'autorizzazione di deroga alla
vaccinazione antirabbica per gli animali da compagnia giovani delle specie
elencate nell'allegato I, parte A, secondo quanto disposto dagli articoli 6 e
11;
c)      le condizioni applicabili nel proprio
territorio ai movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia
delle specie elencate nell'allegato I:
i)        non conformi agli articoli 5, 9, 10 e
14;
ii)       provenienti da alcuni paesi e territori
soggetti a condizioni definite dalle norme nazionali secondo quanto disposto
dall'articolo 15;
d)      l'elenco dei luoghi d'ingresso dei
viaggiatori a norma dell'articolo 36, paragrafo 3, indicante l'autorità
competente incaricata di effettuare i controlli a norma dell'articolo 36,
paragrafo 4;
e)      le condizioni applicabili nel proprio
territorio ai movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia
delle specie elencate nell'allegato I, parte B, definite dalle norme nazionali
conformemente all'articolo 14, paragrafo 2.
2.           Al fine di garantire l'applicazione
uniforme dei requisiti in materia di informazione di cui al paragrafo 1, la
Commissione può adottare atti di esecuzione. Detti atti di esecuzione sono
adottati conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 43, paragrafo
2.
Sezione 3
Disposizioni procedurali
Articolo 40
Campo di applicazione degli atti delegati
1.           Al fine di tenere conto degli
sviluppi scientifici e tecnici e della protezione della salute pubblica o degli
animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, alla Commissione è
conferito il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 41 volti a
modificare gli allegati da II a V del presente regolamento.
2.           Al fine di evitare che movimenti
commerciali siano dissimulati fraudolentemente come movimenti non commerciali
di animali da compagnia, alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 41 volti a definire norme che limitano il
numero di animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I che
possono accompagnare il proprietario, o la persona fisica che agisce per conto
del proprietario e in accordo con lo stesso, durante ciascun singolo movimento
a carattere non commerciale.
Articolo 41
Esercizio della delega
1.           Il potere di adottare atti delegati
è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2.           La delega di poteri di cui
all'articolo 7, paragrafo 1, all'articolo 16, paragrafo 2, secondo comma,
all'articolo 18, paragrafo 1, primo comma, e all'articolo 40 è conferita alla
Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal (*).
(*)     data di
entrata in vigore dell'atto legislativo di base o qualsiasi altra data fissata
dal legislatore.
3.           La delega di poteri di cui
all'articolo 7, paragrafo 1, all'articolo 16, paragrafo 2, secondo comma,
all'articolo 18, paragrafo 1, primo comma, e all'articolo 40 può essere
revocata in qualunque momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione
di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della
decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva
ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in
vigore.
4.           Non appena adotta un atto delegato,
la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al
Consiglio.
5.           Un atto delegato adottato in virtù
dell'articolo 7, paragrafo 1, dell'articolo 16, paragrafo 2, secondo comma,
dell'articolo 18, paragrafo 1, primo comma, e dell'articolo 40 entra in vigore
solo se non è stata manifestata alcuna obiezione dal Parlamento europeo o dal
Consiglio entro due mesi dalla notifica dell'atto al Parlamento europeo e al
Consiglio, oppure se, prima della scadenza di tale periodo, il Parlamento
europeo e il Consiglio hanno entrambi informato la Commissione della loro
intenzione di non formulare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su
iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 42
Procedura d'urgenza
1.           Gli atti delegati adottati ai sensi
del presente articolo entrano in vigore immediatamente e si applicano finché
non siano sollevate obiezioni conformemente al paragrafo 2. La notifica di un
atto delegato al Parlamento europeo e al Consiglio illustra i motivi del
ricorso alla procedura d'urgenza.
2.           Il Parlamento europeo o il Consiglio
possono sollevare obiezioni a un atto delegato secondo la procedura di cui
all'articolo 41, paragrafo 5. In tal caso, la Commissione abroga l'atto
immediatamente a seguito della notifica della decisione con la quale il
Parlamento europeo o il Consiglio hanno sollevato obiezioni.
Articolo 43 
Procedura di comitato
1.           La Commissione è assistita dal comitato
permanente per la catena alimentare e la salute degli animali istituito a norma
dell'articolo 58 del regolamento (CE) n. 178/2002. Tale comitato è un comitato
ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2.           Quando si fa riferimento al presente
paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.
Se il parere del comitato deve essere ottenuto
tramite procedura scritta, la procedura deve essere conclusa senza risultati
qualora, entro il termine per la presentazione del parere, il presidente lo
decida o la maggioranza semplice dei membri del comitato lo richieda.
3.           Quando si fa riferimento al presente
paragrafo, si applica l'articolo 8 del regolamento (UE) n. 182/2011 in
combinato disposto con l'articolo 5 dello stesso.
Articolo 44
Sanzioni
Gli Stati membri stabiliscono le norme
relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione del presente
regolamento e adottano tutti i provvedimenti necessari per assicurarne
l'applicazione. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
Gli Stati membri notificano le relative
disposizioni alla Commissione entro [inserire la data: un anno
dall'entrata in vigore del presente regolamento] e provvedono a notificare
immediatamente ogni successiva modifica.
CAPO
VII
Disposizioni
transitorie e finali
Articolo 45
Abrogazione
1.           Il regolamento (CE) n. 998/2003 è
abrogato a decorrere dal [inserire la data: un anno dall'entrata in
vigore del presente regolamento].
I riferimenti nel presente regolamento all'elenco
contenuto nell'atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 13, paragrafi
1 o 2, si intendono fatti all'elenco di paesi terzi e territori definito
nell'allegato II, parte B, sezione 2, o parte C, del regolamento (CE) n.
998/2003 fino all'entrata in vigore di detto atto di esecuzione. 
2.           I riferimenti al regolamento
abrogato si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la
tavola di concordanza di cui all'allegato VI.
Articolo 46
Misure transitorie relative ai documenti di identificazione
1.           In deroga all'articolo 22, paragrafo
1, il documento di identificazione è conforme al presente regolamento se:
a)      è stato redatto in conformità al modello
di passaporto definito mediante la decisione 2003/803/CE;
b)      è stato rilasciato non più tardi di un
anno dall'entrata in vigore dell'atto di esecuzione adottato a norma
dell'articolo 22, paragrafo 1.
2.           In deroga all'articolo 26, paragrafo
1, il documento di identificazione è conforme al presente regolamento se:
a)      è stato redatto in conformità al modello
di certificato definito nell'allegato II della decisione 2011/874/UE;
b)      è stato rilasciato non più tardi di un
anno dall'entrata in vigore dell'atto di esecuzione adottato a norma
dell'articolo 26, paragrafo 1.
Articolo 47
Entrata in vigore e applicabilità
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Esso si applica a decorrere dal xxxx [inserire
la data: un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento].
Il presente
regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO I
Specie
di animali da compagnia
PARTE A
Cani (Canis lupus
familiaris)
Gatti (Felis
silvestris catus)
Furetti (Mustela
putorius furo)
PARTE B
Invertebrati (escluse
le api e i calabroni che rientrano nel campo di applicazione della direttiva
92/65/CEE e i molluschi e i crostacei che rientrano nel campo di applicazione
della direttiva 2006/88/CE)
Animali acquatici
ornamentali allevati in acquari di tipo non commerciale (non rientranti nel
campo di applicazione della direttiva 2006/88/CE)
Anfibi
Rettili
Uccelli: tutte le
specie escluso il pollame che rientra nel campo di applicazione delle direttive
92/65/CEE e 2009/158/CE
Mammiferi: roditori e
conigli domestici.
ALLEGATO II
Elenco degli Stati membri definito nell'articolo 3, lettera f)
 Codice identificativo del paese || Paese || Territori compresi 
 BE || Belgio ||   
 BG || Bulgaria ||   
 CZ || Repubblica ceca ||   
 DK || Danimarca || Isole Fær Øer e Groenlandia 
 DE || Germania ||   
 EE || Estonia ||   
 IE || Irlanda ||   
 EL || Grecia ||   
 ES || Spagna || isole Baleari, isole Canarie, Ceuta e Melilla 
 FR || Francia || Guyana francese, Guadalupa, Martinica e Riunione 
 IT || Italia ||   
 CY || Cipro ||   
 LV || Lettonia ||   
 LT || Lituania ||   
 LU || Lussemburgo ||   
 HU || Ungheria ||   
 MT || Malta ||   
 NL || Paesi Bassi ||   
 AT || Austria ||   
 PL || Polonia ||   
 PT || Portogallo || Azzorre e Madera 
 RO || Romania ||   
 SI || Slovenia ||   
 SK || Slovacchia ||   
 FI || Finlandia ||   
 SE || Svezia ||   
 UK || Regno Unito || Isole normanne e Isola di Man 
 GI || Gibilterra ||   
ALLEGATO III
Requisiti tecnici relativi ai trasponditori
Il trasponditore è un dispositivo passivo di
identificazione a radiofrequenza per sola lettura che:
a)           è conforme alla norma ISO 11784 e
applica le tecnologie HDX o FDX-B;
b)           può essere letto da un dispositivo
di lettura compatibile con la norma ISO 11785.
ALLEGATO IV
Requisiti
di validità per la vaccinazione antirabbica
1.           Il vaccino antirabbico deve:
a)      essere diverso da un vaccino vivo
modificato e deve rientrare in una delle seguenti categorie:
i)        un vaccino inattivato di almeno
un'unità antigenica per dose (raccomandazione dell'organizzazione mondiale
della sanità); oppure
ii)       un vaccino ricombinante esprimente la
glicoproteina immunizzante del virus della rabbia in un vettore del virus vivo;
b)      se somministrato in uno Stato membro,
aver ricevuto un'autorizzazione all'immissione in commercio a norma dei
seguenti strumenti:
i)        articolo 5 della direttiva 2001/82/CE,
oppure
ii)       articolo 3 del regolamento (CE) n. 726/2004;
c)      se somministrato in un paese terzo,
essere stato approvato o aver ricevuto una licenza da parte dell'autorità
competente e soddisfare almeno i requisiti definiti nel capitolo corrispondente
del Manuale dei test diagnostici e dei vaccini per animali terrestri (Manual of
Diagnostic Tests and Vaccines for Terrestrial Animals) dell'organizzazione
mondiale per la salute animale.
2.           Una vaccinazione antirabbica deve
soddisfare le seguenti condizioni:
a)      il vaccino è somministrato da un
veterinario abilitato dall'autorità competente;
b)      la data di somministrazione è indicata da
un veterinario abilitato dall'autorità competente nella sezione corrispondente
del documento di identificazione nel formato previsto dall'articolo 22,
paragrafo 1, o dall'articolo 26, paragrafo 1;
c)      la data di somministrazione di cui alla
lettera b) non è precedente alla data di impianto del microchip o di esecuzione
del tatuaggio indicata nella sezione corrispondente del documento di
identificazione nel formato previsto dall'articolo 22, paragrafo 1, o
dall'articolo 26, paragrafo 1;
d)      il periodo di validità della vaccinazione
è indicato dal veterinario abilitato nella sezione corrispondente del documento
di identificazione nel formato previsto dall'articolo 22, paragrafo 1, o dall'articolo
26, paragrafo 1.
Esso inizia dal momento in cui è stabilita
l'immunità protettiva, non meno di 21 giorni dal completamento del protocollo
di vaccinazione stabilito dal fabbricante per la prima vaccinazione, e continua
fino alla fine del periodo di immunità protettiva, conformemente alla specifica
tecnica dell'autorizzazione all'immissione in commercio di cui al punto 1,
lettera b), o nell'approvazione o licenza di cui al punto 1, lettera c) del
vaccino antirabbico nello Stato membro o nel paese terzo in cui è somministrato
il vaccino;
e)      una rivaccinazione deve essere
considerata una vaccinazione primaria se non è stata effettuata entro il
periodo di validità, di cui al punto d), di una vaccinazione precedente.
ALLEGATO V
Requisiti
di validità per il test di titolazione degli anticorpi per la rabbia
1.           Il prelievo del campione di sangue
necessario ad effettuare il test di titolazione degli anticorpi per la rabbia
deve essere eseguito e documentato da un veterinario abilitato dall'autorità
competente nella sezione corrispondente del documento di identificazione nel
formato previsto dall'articolo 22, paragrafo 1, o dall'articolo 26, paragrafo
1;
2.           Il test di titolazione degli
anticorpi per la rabbia:
a)      deve essere eseguito su un campione
prelevato almeno 30 giorni dopo la data della vaccinazione e
i)        non meno di tre mesi prima della data:
–              
del movimento a carattere non commerciale da un
paese terzo o territorio diverso da quelli elencati negli atti di esecuzione
adottati a norma dell'articolo 13, oppure
–              
del transito in tale paese terzo o territorio, se
le condizioni di cui all'articolo 12, lettera b), non sono soddisfatte; 
          oppure
ii)       prima che l'animale da compagnia abbia
lasciato l'Unione per un movimento o un transito in un paese terzo o territorio
diverso da quelli elencati negli atti di esecuzione adottati a norma
dell'articolo 13; il documento di identificazione nel formato previsto
dall'articolo 22, paragrafo 1, deve confermare che un test di titolazione degli
anticorpi per la rabbia è stato eseguito e che ha dato un esito favorevole
prima della data del movimento;
b)      deve misurare un livello di
neutralizzazione degli anticorpi del virus della rabbia con siero pari o
superiore a 0,5 IU/ml, secondo un metodo descritto nel capitolo corrispondente
del Manuale dei test diagnostici e dei vaccini per animali terrestri (Manual of
Diagnostic Tests and Vaccines for Terrestrial Animals) dell'organizzazione
mondiale per la salute animale;
c)      deve essere eseguito in un laboratorio
approvato conformemente all'articolo 3 della decisione 2000/258/CE;
d)      non deve essere rinnovato in seguito ad
un risultato soddisfacente di cui al punto b) del presente allegato, a
condizione che l'animale sia sottoposto a rivaccinazione in conformità al punto
2, lettera e), dell'allegato IV.
ALLEGATO VI
Tavola
di concordanza
[di cui all'articolo 45, paragrafo 2]
 Regolamento (CE) n. 998/2003 || Il presente regolamento 
 Articolo 1 || Articolo 1 
 Articolo 2, primo comma || Articolo 2, paragrafo 1 
 Articolo 2, secondo comma || Articolo 2, paragrafo 2, lettera a) 
 Articolo 2, terzo comma || Articolo 2, paragrafo 2, lettera b) 
 Articolo 3, lettera a) || Articolo 3, lettera b) 
 Articolo 3, lettera b) || Articolo 3, lettera e) 
 Articolo 3, lettera c) || Articolo 3, lettera a) 
 Articolo 4, paragrafo 1, primo comma, frase introduttiva || --- 
 Articolo 4, paragrafo 1, primo comma, lettere a) e b) || Articolo 16, paragrafo 1, primo comma 
 Articolo 4, paragrafo 1, secondo comma || Articolo 16, paragrafo 1, secondo comma 
 Articolo 4, paragrafo 2 || Articolo 21, paragrafo 1, lettera b) 
 Articolo 4, paragrafo 3 || --- 
 Articolo 4, paragrafo 4 || --- 
 Articolo 5, paragrafo 1, lettera a) || Articolo 5, lettera a) 
 Articolo 5, paragrafo 1, lettera b), frase introduttiva || Articolo 5, lettera d) 
 Articolo 5, paragrafo 1, lettera b), punto i) || Articolo 5, lettera b) 
 Articolo 5, paragrafo 1, lettera b), punto ii) || Articolo 5, lettera c) 
 Articolo 5, paragrafo 1, secondo comma || Articolo 18 
 Articolo 5, paragrafo 2 || Articolo 6 
 Articolo 6 || --- 
 Articolo 7 || Articoli 9 e 14, articolo 30, paragrafo 1, e articolo 40 
 Articolo 8, paragrafo 1, lettera a), punto i) || Articoli 10 e 12 
 Articolo 8, paragrafo 1, lettera a), punto ii) || --- 
 Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), punto i) || Articolo 10 
 Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), punto ii) || --- 
 Articolo 8, paragrafo 2 || Articolo 10, lettera e), e articolo 27 
 Articolo 8, paragrafo 3, lettera a) || Articolo 13, paragrafo 1 
 Articolo 8, paragrafo 3, lettera b) || Articolo 15 
 Articolo 8, paragrafo 3, lettera c) || Articolo 11 
 Articolo 8, paragrafo 4 || Articolo 26, paragrafo 1 
 Articolo 9 || Articolo 14 e articolo 33, paragrafo 1) 
 Articolo 10 || Articolo 13, paragrafi 2 e 3 
 Articolo 11, prima frase || Articolo 39, paragrafo 1 
 Articolo 11, seconda frase || Articolo 36, paragrafo 3, lettera a) 
 Articolo 12, primo comma || Articolo 36, paragrafo 1 
 Articolo 12, secondo comma || Articolo 36, paragrafo 4 
 Articolo 13 || Articolo 36, paragrafo 3, e articolo 39, paragrafo 1, lettera d) 
 Articolo 14, primo comma || Articolo 35, paragrafo 2, e articolo 36, paragrafo 2 
 Articolo 14, secondo comma || Articolo 16, paragrafo 1, secondo comma 
 Articolo 14, terzo comma || Articolo 37, paragrafo 1 
 Articolo 14, quarto comma || Articolo 37, paragrafo 2 
 Articolo 15 || Allegato V, paragrafo 2, lettera c) 
 Articolo 16 || --- 
 Articolo 17, primo comma || --- 
 Articolo 17, secondo comma || Articolo 22, paragrafo 1 
 Articolo 18, primo comma || --- 
 Articolo 18, secondo comma || Articolo 38 
 Articolo 19 || Articoli 13 e 40 e articolo 43, paragrafo 2 
 Articolo 19 bis, paragrafi 1 e 2 || Articolo 40, paragrafo 1 
 Articolo 19 bis, paragrafo 3 || --- 
 Articolo 19 ter, paragrafo 1 || Articolo 41, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 19 ter, paragrafo 2 || Articolo 41, paragrafo 4 
 Articolo 19 ter, paragrafo 3 || --- 
 Articolo 19 quater, paragrafi 1 e 3 || Articolo 41, paragrafo 3 
 Articolo 19 quater, paragrafo 2 || --- 
 Articolo 19 quinquies, paragrafi 1 e 2 || Articolo 41, paragrafo 5 
 Articolo 19 quinquies, paragrafo 3 || --- 
 Articoli da 20 a 23 || --- 
 Articolo 24, paragrafi 1, 2 e 3 || Articolo 43, paragrafi 1, 2 e 3 
 Articolo 24, paragrafi 4 e 5 || --- 
 Articolo 25 || Articolo 47 
 Allegato I || Allegato I 
 Allegato I bis || Allegato III 
 Allegato I ter || Allegato IV 
 Allegato II, parte A e parte B, sezione 1 || Allegato II 
 Allegato II, parte B, sezione 2 || [Articolo 13, paragrafo 1] 
 Allegato II, parte C || [Articolo 13, paragrafo 2] 
 --- || Articolo 3, lettere c), d), f) e g) 
 --- || Articolo 4 
 --- || Articolo 7 
 --- || Articolo 8 
 --- || Articolo 16, paragrafo 2 
 --- || Articolo 17 
 --- || Articolo 19 
 --- || Articolo 20 
 --- || Articolo 21, paragrafo 1, lettera a), e lettere da c) a f), e articolo 21, paragrafo 2 
 --- || Articolo 22, paragrafo 2 
 --- || Articolo 23 
 --- || Articolo 24 
 --- || Articolo 25, paragrafo 1, lettera a), e lettere da c) a f), e articolo 25, paragrafo 2 
 --- || Articolo 26, paragrafo 2 
 --- || Articolo 27 
 --- || Articolo 28 
 --- || Articolo 29 
 --- || Articolo 24 
 --- || Articolo 25 
 --- || Articolo 26 
 --- || Articolo 27 
 --- || Articolo 28 
 --- || Articolo 29 
 --- || Articolo 30, paragrafo 2 
 --- || Articolo 31 
 --- || Articolo 32 
 --- || Articolo 33, paragrafo 2 
 --- || Articolo 34 
 --- || Articolo 35 
 --- || Articolo 39, paragrafo 1, lettere a), b), c), e e), e articolo 39, paragrafo 2 
 --- || Articolo 42 
 --- || Articolo 44 
 --- || Articolo 45 
 --- || Articolo 46 
 --- || Allegato V 
 --- || Allegato VI 
[1]               GU L 146 del 13.6.2003, pag. 1.
[2]               GU L 87 del 31.3.2009, pag. 109.
[3]               GU L 132 del 29.5.2010, pag. 3.
[4]               GU L 268 del 14.9.1992, pag. 54.
[5]               GU C […] del […], pag. […].
[6]               GU C […] del […], pag. […].
[7]               GU L 146 del 13.6.2003, pag. 1.
[8]               GU L 132 del 29.5.2010, pag. 3.
[9]               GU L 268 del 14.9.1992, pag. 54.
[10]             GU L 328 del 24.11.2006, pag. 14.
[11]             GU L 343 del 22.12.2009, pag. 74.
[12]             GU L 61 del 3.3.1997, pag. 1.
[13]             GU L 68 del 15.3.1973, pag. 1.
[14]             GU L 311 del 28.11.2001, pag. 1.
[15]             GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1.
[16]             GU L 79 del 30.3.2000, pag. 40.
[17]             GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29.
[18]             GU L 268 del 24.9.1991, pag. 56.
[19]             GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1.
[20]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[21]             GU L 312 del 27.11.2003, pag. 1.
[22]             GU L 343 del 23.12.2011, pag. 65.