CELEX: C2007/269/63
Language: it
Date: 2007-11-10 00:00:00
Title: Causa C-431/07 P: Ricorso proposto il 18 settembre 2007 dalla Bouygues SA e Bouygues Télécom SA avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) 4 luglio 2007 , causa T-475/04, Bouygues e Bouygues Télécom/Commissione

10.11.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 269/37
            
         Ricorso proposto il 18 settembre 2007 dalla Bouygues SA e Bouygues Télécom SA avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) 4 luglio 2007, causa T-475/04, Bouygues e Bouygues Télécom/Commissione
   (Causa C-431/07 P)
   (2007/C 269/63)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Bouygues SA e Bouygues Télécom SA (rappresentanti: avv.ti F. Sureau, D. Théophile, S. Perrotet, A. Bénabent, J. Vogel e L. Vogel)
   
      Altre parti nel procedimento: Commissione delle Comunità europee, Repubblica francese, Société française du radiotéléphone — SFR, Orange France SA
   Conclusioni delle ricorrenti
   Le ricorrenti chiedono che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 4 luglio 2007, causa T-475/04, Bouygues e Bouygues Télécom/Commissione;
            
         
               —
            
            
               in subordine, rinviare la causa dinanzi al Tribunale affinché statuisca nuovamente tenendo conto del punto di vista giuridico sviluppato dalla Corte;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle intere spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Le società ricorrenti invocano quattro motivi a sostegno del loro ricorso.
   Con il primo motivo esse fanno anzitutto valere che il Tribunale è venuto meno al suo obbligo di motivazione statuendo che la rinuncia al credito, di cui trattasi nella presente causa, era inevitabile per motivi di «economia del sistema». Poiché quest'ultima costituirebbe, infatti, una regola derogatoria al principio secondo cui un trattamento differenziato tra più imprese determina necessariamente un vantaggio selettivo, il Tribunale avrebbe dovuto motivare, in modo esplicito, sia il contenuto dell'economia del sistema alla quale esso si riferisce, sia il nesso di causalità tra tale economia del sistema e la constatata rinuncia delle risorse statali.
   Con il secondo motivo le ricorrenti affermano, poi, che il Tribunale ha commesso un errore di diritto considerando che la Commissione non fosse tenuta ad avviare un procedimento formale di esame per il solo fatto che, a suo giudizio, dall'esame di merito della causa risultava che non era stata fornita la prova di un vantaggio a favore della Orange e della SFR. L'avvio di un procedimento formale di esame, ai sensi dell'art. 88, n. 2, CE, si giustificherebbe, infatti, ogni qualvolta la Commissione non sia in grado di accertare, in base agli elementi di cui dispone nella fase preliminare di esame, se un provvedimento sia compatibile o meno con le norme del Trattato.
   Con il terzo motivo le ricorrenti segnalano tre errori commessi dal Tribunale nella qualificazione giuridica dei fatti, per quanto riguarda, in primo luogo, l'asserita unicità delle procedure di concessione delle licenze UMTS, in secondo luogo, il cosiddetto carattere incerto dei crediti ai quali lo Stato ha rinunciato e, in terzo luogo, il tenore della lettera ministeriale 22 febbraio 2001, che parlerebbe della garanzia di un equo trattamento tra operatori economici, e non di un trattamento paritario tra gli stessi.
   Con il quarto motivo le ricorrenti sostengono, infine, che il Tribunale ha commesso vari errori di diritto nell'applicazione dell'art. 87, n. 1, CE. Tali errori verterebbero, rispettivamente, sull'accoglimento dell'eccezione inerente all'economia del sistema, sulla valutazione riguardante l'(in)sussistenza di un vantaggio concorrenziale e sull'attuazione del divieto di discriminazione.