CELEX: 52012PC0595
Language: it
Date: 2012-10-17
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili

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		52012PC0595
		
			Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili /* COM/2012/0595 final - 2012/0288 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Contesto
La direttiva 2009/28/CE[1] sulla promozione dell'uso dell'energia
da fonti rinnovabili (di seguito "direttiva sulle energie rinnovabili")
fissava come obiettivo obbligatorio da raggiungere nell'UE entro il 2020 una
quota complessiva di energia da fonti rinnovabili del 20% e una quota nel
settore dei trasporti del 10%. Al contempo, una modifica della direttiva 98/70/CE[2] (di seguito "direttiva
sulla qualità dei carburanti") ha introdotto l'obiettivo vincolante da
conseguire entro il 2020 che prevede una riduzione del 6% dell'intensità delle
emissioni di gas a effetto serra dei carburanti destinati ai trasporti stradali
e alle macchine mobili non stradali.
Si prevede che i biocarburanti contribuiranno in
maniera significativa al raggiungimento di questi obiettivi. Sebbene entrambe
le direttive prevedano criteri di sostenibilità che comprendono soglie minime
per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, tali emissioni
associate ai cambiamenti nello stock di carbonio dei terreni associati al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni (ILUC) non sono soggetti
agli obblighi di comunicazione in conformità dell'attuale legislazione.
La direttiva invita[3] la
Commissione a rivedere l'impatto del cambiamento indiretto della destinazione
dei terreni sulle emissioni di gas a effetto serra e, ove opportuno, a proporre
metodi intesi a ridurre al minimo tale impatto, rispettando al contempo gli
investimenti già in atto effettuati nell'ambito della produzione di
biocarburanti. Dando seguito a tale
invito, la Commissione ha adottato una comunicazione in data 22 dicembre 2010[4], che sintetizza le
consultazioni e il lavoro d'analisi svolti su questo argomento dal 2008. Nella
presente relazione, la Commissione ha individuato una serie di incertezze e di
limiti associati ai modelli numerici disponibili utilizzati per quantificare il
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni, pur riconoscendo che
quest'ultimo può limitare la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra
associate ai biocarburanti e ai bioliquidi. Di conseguenza, la Commissione
raccomanda di intervenire per affrontare la questione con un approccio
prudente.
2.           Obiettivi della proposta
Le ricerche scientifiche indicano che le emissioni
associate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni possono
variare sostanzialmente in base alle materie prime e possono annullare alcune o
tutte le riduzioni di emissioni di gas a effetto serra dei singoli
biocarburanti rispetto ai combustibili fossili che essi sostituiscono[5]. Scopo dell'attuale proposta è
quello di avviare la transizione verso i biocarburanti che consentono una
riduzione delle emissioni di gas a effetto serra anche quando sono comunicate
le emissioni stimate legate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni. Sebbene gli investimenti già in atto debbano essere tutelati, gli
scopi della proposta consistono nel:
–     
limitare il contributo apportato dai biocarburanti
convenzionali (con il rischio di emissioni ILUC) al raggiungimento degli
obiettivi fissati dalla direttiva sulle energie rinnovabili;
–     
migliorare le prestazioni in termini di gas a
effetto serra dei processi di produzione di biocarburante (riduzione delle
emissioni associate), incrementando la soglia di riduzione dei gas a effetto
serra, tutelando gli impianti[6]
già operativi alla data del 1° luglio 2014;
–     
incoraggiare una maggiore penetrazione nel mercato
dei biocarburanti avanzati (ILUC ridotte), consentendo loro di contribuire
maggiormente agli obiettivi stabiliti dalla direttiva sulle energie rinnovabili
rispetto ai biocarburanti convenzionali;
–     
migliorare la comunicazione delle emissioni di gas
a effetto serra, obbligando gli Stati membri e i fornitori di carburante a
comunicare le emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione
dei terreni dei biocarburanti;
La proposta intende inoltre tutelare gli
investimenti già in atto fino al 2020. La proposta non prende posizione in
merito all'effettiva necessità di un sostegno finanziario per i biocarburanti
prima del 2020. Tuttavia la Commissione ritiene che nel periodo successivo al 2020
i biocarburanti che non consentono una riduzione sostanziale dei gas a effetto
serra (tenendo conto delle emissioni associate al cambiamento indiretto della
destinazione dei terreni) e che sono prodotti da colture utilizzate per la
produzione di alimenti e di mangimi non dovranno essere sovvenzionati.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
3.1.        Sintesi delle misure proposte
I principali elementi della proposta relativa alla
direttiva sulle energie rinnovabili sono:
–     
l'introduzione di un limite, corrispondente agli
attuali livelli di consumo, al contributo dei biocarburanti e dei bioliquidi
prodotti da coltivazioni a scopo alimentare, quali quelle basate sui cereali e
altre colture amidacee, zuccherine e oleaginose, al conseguimento degli
obiettivi fissati dalla direttiva sulle energie rinnovabili, senza prevedere
limiti per il loro consumo complessivo;
–     
un sistema potenziato di incentivi di cui all'articolo
3, paragrafo 4, per promuovere ulteriormente i biocarburanti sostenibili e
avanzati prodotti da materie prime che non generano un'ulteriore domanda di
terreni;
–     
l'introduzione della comunicazione delle emissioni
stimate risultanti da modifiche degli stock di carbonio associate al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni, sulla base delle migliori
conoscenze scientifiche disponibili, allo scopo di calcolare la riduzione delle
emissioni dei gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei
biocarburanti e dei bioliquidi, come indicato dagli Stati membri conformemente
all'articolo 22;
–     
una procedura di revisione per garantire che tale
metodologia sia aggiornata e adeguata alla luce dei progressi scientifici; 
–     
l'aumento della soglia minima di riduzione delle
emissioni di gas a effetto serra applicabile ai biocarburanti e ai bioliquidi
prodotti nei nuovi impianti, a decorrere dal 1° luglio 2014, onde migliorare il
bilancio globale di gas a effetto serra dei biocarburanti e dei bioliquidi
consumati nell'UE e di dissuadere ulteriori investimenti in impianti con
ridotte prestazioni in termini di gas a effetto serra;
–     
la semplificazione del calcolo delle riduzioni
delle emissioni di gas a effetto serra per i produttori europei di
biocarburanti, in modo tale da uniformare le condizioni di concorrenza tra i
produttori dell'UE e quelli dei paesi terzi;
–     
l'eliminazione delle disposizioni temporanee
relative al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni contenute
nelle direttive e che non sono più necessarie a seguito dell'adozione di un approccio
globale;
–     
l'adeguamento della direttiva sulle energie
rinnovabili all'entrata in vigore del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
soprattutto per quanto riguarda l'attribuzione di competenze alla Commissione
per l'adozione di atti a norma degli articoli 290 e 291.
I principali elementi della proposta relativa alla
direttiva sulla qualità dei carburanti sono:
–     
l'introduzione della comunicazione delle emissioni
stimate risultanti da modifiche degli stock di carbonio associate al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni, sulla base delle migliori
conoscenze scientifiche disponibili, allo scopo di comunicare la riduzione
delle emissioni dei gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei
biocarburanti conformemente all'articolo 7 bis;
–     
una procedura di riesame per garantire che tale
metodo sia aggiornato e adeguato alla luce dei progressi scientifici;
–     
l'aumento della soglia minima di riduzione delle
emissioni di gas a effetto serra applicabile ai biocarburanti prodotti nei nuovi
impianti, a decorrere dal 1° luglio 2014, onde migliorare il bilancio
globale di gas a effetto serra dei biocarburanti consumati nell'UE e di
dissuadere ulteriori investimenti in impianti con ridotte prestazioni in
termini di gas a effetto serra;
–     
la semplificazione del calcolo della riduzione
delle emissioni di gas a effetto serra per i produttori europei di
biocarburanti, in modo tale da uniformare le condizioni di concorrenza tra i
produttori dell'UE e quelli dei paesi terzi;
–     
l'eliminazione delle disposizioni temporanee
relative al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni contenute
nelle direttive e che non sono più necessarie a seguito dell'adozione di un
approccio globale;
–     
l'adeguamento della direttiva sulla qualità dei
carburanti all'entrata in vigore del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, soprattutto per quanto riguarda l'attribuzione di competenze alla
Commissione per l'adozione di atti a norma degli articoli 290 e 291.
La proposta contiene inoltre modifiche e
chiarimenti minori a entrambe le direttive in relazione a questioni non
concernenti i biocarburanti.
Le misure previste nella presente proposta
limitano il contributo che i biocarburanti convenzionali possono apportare al
conseguimento degli obiettivi fissati dalla direttiva sulle energie
rinnovabili. La Commissione esaminerà le eventuali ripercussioni sulla
fattibilità del conseguimento di tali obiettivi che emergeranno dalla presente
proposta nelle sue relazioni future a norma dell'articolo 23 della direttiva
sulle energie rinnovabili.
3.2.        Base giuridica
L'obiettivo principale delle direttive è la
protezione dell'ambiente e del funzionamento del mercato interno. La proposta
si basa quindi sull'articolo 192, paragrafo 1, e sull'articolo 114 del trattato
sul funzionamento dell'Unione europea.
3.3.        Principio di sussidiarietà
L'articolo 19, paragrafo 6, e l'articolo 7 quinquies,
paragrafo 6, delle rispettive direttive invitano la Commissione ad affrontare
la questione del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni. L'obiettivo
generale della direttiva sulla qualità dei carburanti e della direttiva sulle
energie rinnovabili consiste nel contribuire all'obiettivo di ridurre le
emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori economici. Per conseguire
questo obiettivo, esse istituiscono un mercato unico dell'UE per i
biocarburanti sostenibili. Gli Stati membri non sono in grado di affrontare
singolarmente tali sfide, poiché le ripercussioni del cambiamento indiretto
della destinazione dei terreni hanno necessariamente aspetti transnazionali che
non possono essere analizzati in modo soddisfacente dai singoli Stati membri.
3.4.        Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le ragioni esposte di seguito.
·       
Non va oltre ciò che è necessario per conseguire l'obiettivo
della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il
ciclo di vita dei biocarburanti consumati nell'UE, tenendo conto del loro
impatto indiretto sul cambiamento della destinazione dei terreni.
·       
La proposta è presentata sotto forma di una
direttiva che stabilisce le specifiche minime relative ai carburanti, allo
scopo di tutelare l'ambiente. Altri aspetti tecnici di tali specifiche non sono
affrontati nell'ambito della direttiva ma dovranno essere disciplinati da norme
europee, conformemente al principio "Legiferare meglio".
·       
La proposta non comporta alcun onere finanziario o
amministrativo supplementare per l'Unione e neppure per i governi nazionali,
regionali o locali. Gli obblighi che tali istituzioni devono adempiere restano
invariati rispetto a quelli previsti dalla direttiva attualmente in vigore.
·       
Nell'elaborazione delle proposte tutte le
principali implicazioni sono state prese in esame nella valutazione d'impatto.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Nessuna.
5.           ALTRE OSSERVAZIONI
La proposta della Commissione è corredata di una
valutazione d'impatto.
2012/0288 (COD)
Proposta di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che modifica la direttiva 98/70/CE relativa
alla qualità della benzina e del combustibile diesel e la direttiva 2009/28/CE
sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
in particolare l'articolo 192, paragrafo 1, in combinato disposto con l'articolo
114 nonché con l'articolo 1, paragrafi da 2 a 9, e con l'articolo 2,
paragrafi da 5 a 7, della presente direttiva,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[7],
visto il parere del Comitato delle regioni[8],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       L'articolo 3, paragrafo 4,
della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti
rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE
e 2003/30/CE[9]
stabilisce che gli Stati membri assicurino che nel 2020 la propria quota di
energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto sia pari ad almeno
il 10% del loro consumo finale di energia. La miscelazione dei biocarburanti è
uno dei metodi di cui gli Stati membri dispongono per conseguire tale obiettivo
e si prevede che esso sia il più significativo. 
(2)       In considerazione degli
obiettivi dell'Unione per ridurre ulteriormente le emissioni di gas a effetto
serra e il significativo contributo dei carburanti destinati ai trasporti
stradali a dette emissioni, l'articolo 7 bis, paragrafo 2, della
direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile
diesel e recante modificazione della direttiva 93/12/CEE del Consiglio[10] stabilisce che i fornitori di
carburante riducano di almeno il 6% entro il 31 dicembre 2020 le emissioni di
gas a effetto serra per unità di energia ("intensità delle emissioni di
gas a effetto serra") prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti
utilizzati nell'Unione per i veicoli stradali, le macchine mobili non stradali,
i trattori agricoli e forestali e le imbarcazioni da diporto quando non sono in
mare. La miscelazione dei biocarburanti è uno dei metodi di cui dispongono i
fornitori di combustibili fossili per ridurre l'intensità delle emissioni di
gas a effetto serra dei combustibili fossili forniti. 
(3)       L'articolo 17 della direttiva
2009/28/CE stabilisce i criteri di sostenibilità che biocarburanti e bioliquidi
devono rispettare per essere validi rispetto agli obiettivi fissati dalla
direttiva e poter essere inseriti nei regimi di sostegno pubblico. Tali criteri
comprendono i requisiti relativi alla riduzione minima delle emissioni di gas a
effetto serra che biocarburanti e bioliquidi devono rispettare rispetto ai
combustibili fossili. L'articolo 7 ter della direttiva 98/70/CE
stabilisce identici criteri di sostenibilità per i biocarburanti. 
(4)       Laddove i pascoli o le
superfici agricole precedentemente destinate alla produzione alimentare, di
mangimi e di fibre sono convertiti alla produzione di biocarburante, la domanda
di prodotti diversi dal carburante dovrà comunque essere soddisfatta mediante l'intensificazione
della produzione attuale oppure sfruttando superfici agricole situate altrove.
Quest'ultimo caso rappresenta un cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni e, qualora implichi la conversione di terreni che presentano un elevato
stock di carbonio, può generare significative emissioni di gas a effetto serra.
È opportuno quindi che le direttive 98/70/CE e 2009/28/CE includano alcune
disposizioni che affrontino il cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni, poiché i biocarburanti attuali sono prodotti principalmente partendo
da colture che sfruttano superfici già destinate all'agricoltura. 
(5)       In base alle previsioni della
domanda di biocarburanti fornite dagli Stati membri e alle stime delle
emissioni legate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni per le
diverse materie prime del biocarburante, è probabile che le emissioni di gas a
effetto serra legate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni
siano significative e che possano annullare, in parte o complessivamente, le
riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra legate ai singoli carburanti.
Ciò si verifica poiché probabilmente nel 2020 quasi l'intera produzione di biocarburante
proverrà da colture che sfruttano superfici che potrebbero essere utilizzate
per soddisfare il mercato alimentare e dei mangimi. Al fine di ridurre tali
emissioni, è opportuno distinguere tra gruppi di colture quali le colture
oleaginose, cerealicole, di piante da zucchero e altre colture amidacee.
(6)       È probabile che i carburanti
liquidi rinnovabili siano richiesti dal settore dei trasporti al fine di
ridurre le emissioni di gas a effetto serra di quest'ultimo. I biocarburanti
avanzati, come quelli prodotti da rifiuti e alghe, consentono significative
riduzioni dei gas a effetto serra con un limitato rischio di causare un
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni e non competono
direttamente con le colture destinate all'alimentazione umana o animale. È
opportuno dunque promuovere una maggiore produzione di tali biocarburanti
avanzati che attualmente non sono disponibili in commercio in grandi quantità,
in parte a causa della concorrenza dei biocarburanti ottenuti a partire dalle
colture alimentari, per ottenere le sovvenzioni pubbliche. È opportuno
prevedere ulteriori incentivi, aumentando la ponderazione dei biocarburanti
avanzati in vista del conseguimento dell'obiettivo del 10% fissato dalla
direttiva 2009/28/CE rispetto ai biocarburanti convenzionali. In questo
contesto, nell'ambito delle politiche in materia di energie rinnovabili post 2020,
è opportuno sostenere solo i biocarburanti avanzati che si stima abbiano un
impatto ridotto sul cambiamento indiretto della destinazione dei terreni e
consentono un'elevata riduzione generale delle emissioni di gas a effetto
serra. 
(7)       Al fine di garantire la
competitività a lungo termine delle bioindustrie e in linea con la
comunicazione del 2012 "L'innovazione per una crescita sostenibile: una bioeconomia
per l'Europa"[11]
e la Tabella di marcia verso un'Europa più efficiente nell'impiego delle
risorse[12],
che promuovono bioraffinerie integrate e diversificate in Europa, è opportuno
istituire, conformemente alla direttiva 2009/28/CE, incentivi potenziati che
favoriscano l'utilizzo di materie prime di biomassa senza un elevato valore
economico per scopi diversi dalla produzione di biocarburanti. 
(8)       È opportuno aumentare a
decorrere dal 1° luglio 2014 la soglia minima di riduzione delle emissioni di gas
a effetto serra applicabile ai biocarburanti e ai bioliquidi prodotti nei nuovi
impianti, onde migliorare il loro bilancio globale di gas a effetto serra e
dissuadere ulteriori investimenti in impianti con ridotte prestazioni in
termini di gas a effetto serra. Tale aumento garantisce tutele agli
investimenti nelle capacità di produzione di biocarburanti e di bioliquidi a
norma dell'articolo 19, paragrafo 6, secondo comma.
(9)       Per preparare la transizione
verso i biocarburanti avanzati e per ridurre al minimo le ripercussioni globali
sul cambiamento indiretto della destinazione dei terreni nel periodo che va
fino al 2020, è opportuno limitare la quantità di biocarburanti e di bioliquidi
ottenuti a partire da colture alimentari, in conformità della parte A dell'allegato
VIII della direttiva 2009/28/CE e della parte A dell'allegato V della
direttiva 98/70/CE, che possono essere contabilizzate ai fini del conseguimento
degli obiettivi fissati dalla direttiva 2009/28/CE. Senza limitare l'utilizzo
complessivo di detti biocarburanti, è opportuno circoscrivere la quota di
biocarburanti e di bioliquidi prodotta a partire da colture cerealicole e da
altre colture amidacee, zuccherine e oleaginose che può essere computata per il
conseguimento degli obiettivi della direttiva 2009/28/CE alla quota di tali
biocarburanti e bioliquidi consumata nel 2011. 
(10)     Il limite del 5% stabilito all'articolo
3, paragrafo 4, lettera d), non pregiudica la libertà degli Stati membri di
scegliere il proprio percorso per rispettare tale quota stabilita per i
biocarburanti convenzionali nell'ambito dell'obiettivo generale del 10%.
Di conseguenza, i biocarburanti prodotti da impianti operativi prima della
fine del 2013 continueranno ad avere pieno accesso al mercato. La presente
modifica della direttiva non pregiudica dunque le aspettative legittime degli
operatori di tali impianti.
(11)     È opportuno inserire le
emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni nelle relazioni sulle emissioni di gas a effetto serra derivanti dai
biocarburanti previste dalle direttive 98/70/CE e 2009/28/CE. I biocarburanti
ottenuti a partire da materie prime che non necessitano di un'ulteriore domanda
di terreni, quali i biocarburanti elaborati a partire dai rifiuti, dovrebbero
essere associati a un fattore di emissione pari a zero.
(12)     È opportuno che la Commissione
riveda la metodologia utilizzata per stimare i fattori di emissione del
cambiamento della destinazione dei terreni inseriti negli allegati VIII
e V delle rispettive direttive 2009/28/CE e 98/70/CE alla luce dell'adeguamento
ai progressi tecnici e scientifici. A tale scopo, e se giustificato dalle più
recenti conoscenze scientifiche a disposizione, è opportuno che la Commissione
prenda in considerazione la possibilità di rivedere i fattori di cambiamento
indiretto della destinazione dei terreni dei gruppi di colture proposti, nonché
di introdurre fattori nei successivi livelli di disaggregazione e di inserire
valori aggiuntivi qualora nuove materie prime da cui ricavare biocarburante
dovessero arrivare sul mercato. 
(13)     L'articolo 19, paragrafo 8,
della direttiva 2009/28/CE e l'articolo 7 quinquies, paragrafo 8, della
direttiva 98/70/CE includono disposizioni intese a promuovere le colture
destinate alla produzione di biocarburanti in terreni pesantemente degradati o
fortemente contaminati come misura provvisoria per limitare il cambiamento
indiretto della destinazione dei terreni. Tali disposizioni non risultano più
adeguate nella loro forma attuale e devono essere integrate nell'approccio
stabilito dalla presente direttiva, al fine di garantire la coerenza delle
azioni generali intese a ridurre al minimo le emissioni associate al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni.
(14)     È opportuno adeguare le regole
onde utilizzare valori standard che garantiscano parità di trattamento ai
produttori, indipendentemente da quale sia il luogo di produzione. Mentre ai
paesi terzi è consentito l'uso di valori standard, i produttori dell'UE sono
obbligati a utilizzare valori reali qualora essi siano superiori ai valori
standard o qualora gli Stati membri non abbiano presentato una relazione,
aumentando così i loro oneri amministrativi. Di conseguenza, occorre
semplificare le norme attuali affinché l'uso di valori standard non sia
limitato alle zone dell'Unione comprese negli elenchi di cui all'articolo 19,
paragrafo 2, della direttiva 2009/28/CE e all'articolo 7 quinquies,
paragrafo 2, della direttiva 98/70/CE.
(15)     Poiché gli obiettivi della
presente direttiva, vale a dire garantire un mercato unico per i carburanti
destinati ai trasporti stradali e alle macchine mobili non stradali nonché
assicurare il rispetto dei livelli minimi di protezione dell'ambiente previsti
per l'uso di tali carburanti, non possono essere realizzati in misura
sufficiente dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati più
efficacemente a livello unionale, l'Unione può adottare misure in base al
principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea. Secondo il principio di proporzionalità
stabilito nello stesso articolo, la presente direttiva si limita a quanto
necessario per il conseguimento di tali obiettivi.
(16)     A seguito dell'entrata in
vigore del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, occorre
allineare all'articolo 290 i poteri conferiti alla Commissione dalle
direttive 2009/28/CE e 98/70/CE.
(17)     Al fine di garantire
condizioni uniformi di esecuzione della presente direttiva è opportuno
attribuire alla Commissione competenze di esecuzione. Occorre che tali poteri
siano esercitati conformemente alle disposizioni del regolamento (UE)
n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011,
che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di
vigilanza da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di
esecuzione attribuite alla Commissione.
(18)     Per consentire l'adeguamento
della direttiva 98/70/CE al progresso tecnico e scientifico, è opportuno
delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo
290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in relazione al
meccanismo per monitorare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ai
principi metodologici e ai valori necessari per determinare se i criteri di
sostenibilità sono stati rispettati in relazione ai biocarburanti, ai criteri e
ai dati geografici per la determinazione dei terreni erbosi a elevata
diversità, alla metodologia per il calcolo e la notifica delle emissioni di gas
a effetto serra prodotti nel ciclo di vita, alla metodologia per il calcolo
delle emissioni associate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni, al livello di additivi metallici autorizzato nei carburanti, ai metodi
analitici autorizzati in relazione alle specifiche dei carburanti e alla deroga
concernente la pressione del vapore autorizzata per la benzina contenente
bioetanolo. 
(19)     Al fine di consentire l'adeguamento
della direttiva 2009/28/CE al progresso tecnico e scientifico, è opportuno
delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo
290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in relazione all'elenco
delle materie prime da cui ricavare biocarburante che sono contabilizzate più
volte per il conseguimento dell'obiettivo stabilito all'articolo 3, paragrafo 4,
al contenuto energetico dei biocarburanti destinati al trasporto, ai criteri e
alle zone geografiche per la determinazione dei terreni erbosi a elevata
diversità, alla metodologia per il calcolo delle emissioni associate al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni, nonché ai principi e ai
valori metodologici necessari per valutare se i criteri di sostenibilità sono
stati rispettati in relazione ai biocarburanti e ai bioliquidi. 
(20)     È opportuno che la Commissione
esamini l'efficacia delle misure introdotte dalla presente direttiva in base ai
migliori e più recenti dati scientifici a disposizione, onde limitare le
emissioni di gas a effetto serra associate al cambiamento indiretto della
destinazione dei terreni e individuare metodi per ridurre ulteriormente tale
impatto, il che potrebbe includere l'introduzione nel sistema di sostenibilità
di fattori che stimano le emissioni associate al cambiamento indiretto della
destinazione dei terreni a partire dal 1° gennaio 2021.
(21)     È di particolare importanza
che, nel rispetto della presente direttiva, durante i lavori preparatori la
Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. È opportuno
che nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione
provveda alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti
pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio. 
(22)     Conformemente alla dichiarazione
politica comune degli Stati membri e della Commissione sui documenti
esplicativi, del 28 settembre 2011, gli Stati membri si sono impegnati a
corredare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento
di uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli
elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli
strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la presente direttiva,
il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata.
(23)     Occorre quindi modificare di
conseguenza la direttiva 98/70/CE e la direttiva 2009/28/CE,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
Modifiche alla direttiva 98/70/CE
La direttiva 98/70/CE è così modificata:
1.           l'articolo 7 bis
è così modificato:
(a) è inserito il seguente paragrafo 6:
'6. Ogni anno, entro il 31 marzo, i fornitori di
carburanti devono presentare all'autorità designata dallo Stato membro una
relazione indicante le filiere di produzione dei biocarburanti, i volumi e le
emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita per unità di
energia, comprese le emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della
destinazione dei terreni stabilite all'allegato V. Gli Stati membri comunicano
tali dati alla Commissione.'.
(b) Al paragrafo 5, la frase introduttiva del
primo comma è sostituita dalla seguente:
'5. Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati in conformità dell'articolo 10 bis per quanto
riguarda in particolare:'.
2.           L'articolo 7 ter
è così modificato:
(a) il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
'2. La riduzione delle emissioni di gas a effetto
serra grazie all'uso di biocarburanti presi in considerazione ai fini di cui al
paragrafo 1 è pari ad almeno il 60% per i biocarburanti prodotti negli
impianti operativi a partire dal 1° luglio 2014. Un impianto è "operativo"
se ha luogo la produzione fisica dei biocarburanti.
In caso di impianti operativi alla data del 1°
luglio 2014 o in precedenza, ai fini di cui al paragrafo 1, la riduzione delle
emissioni di gas a effetto serra associata ai biocarburanti è pari ad almeno il
35% fino al 31 dicembre 2017 e al 50% a partire dal 1° gennaio 2018. 
La riduzione delle emissioni di gas a effetto
serra derivanti dall'uso di biocarburanti è calcolata in conformità dell'articolo 7 quinquies,
paragrafo 1.'.
(b) Al paragrafo 3, il secondo comma è
sostituito dal seguente:
'Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 10 bis relativo ai
criteri e ai limiti geografici per determinare i terreni erbosi rientranti nell'ambito
di applicazione del primo comma, lettera c).'.
3.           L'articolo 7 quinquies
è così modificato:
(a) i paragrafi da 3 a 6 sono sostituiti dai
seguenti:
'3. Le emissioni tipiche di gas a effetto serra
derivanti dalla coltivazione di materie prime agricole figuranti nelle relazioni
di cui all'articolo 7 quinquies, paragrafo 2, nel caso degli Stati
membri, e nelle relazioni equivalenti nel caso dei territori esterni all'Unione,
possono essere presentate alla Commissione.'.
'4. La Commissione può decidere, mediante un atto
di esecuzione adottato in conformità alla procedura consultiva di cui all'articolo
11, paragrafo 3, che le relazioni di cui al paragrafo 3 contengono dati
accurati ai fini della misurazione delle emissioni di gas a effetto serra
associati alla coltivazione di materie prime da cui ricavare biocarburanti
tipicamente prodotti in tali zone agli scopi previsti dall'articolo 7 ter,
paragrafo 2.'.
'5. Entro e non oltre il 31 dicembre 2012, e
in seguito ogni due anni, la Commissione elabora una relazione sui valori
standard e sui valori tipici stimati di cui all'allegato IV, parti B ed E,
prestando particolare attenzione alle emissioni di gas a effetto serra prodotte
nelle fasi di trasporto e di lavorazione.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati ai sensi dell'articolo 10 bis in merito alla
correzione dei valori standard e dei valori tipici stimati di cui all'allegato
IV, parti B ed E.'.
'6. Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 10 bis in merito all'adeguamento
dell'allegato V ai progressi tecnici e scientifici, anche mediante la revisione
dei valori proposti per gruppi di colture in relazione al cambiamento indiretto
della destinazione dei terreni, l'introduzione di nuovi valori a livelli
successivi di disaggregazione, l'inserimento di valori aggiuntivi qualora nuove
materie prime da cui ricavare biocarburante dovessero arrivare sul mercato ove
appropriato, la revisione delle categorie in cui le emissioni associate al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni dei biocarburanti sono
considerate pari a zero, nonché lo sviluppo di fattori per le materie prime
derivanti da materie cellulosiche di origine non alimentare e da materie
ligno-cellulosiche.'.
(b) Al paragrafo 7, il primo comma è sostituito
dal seguente:
'7. Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 10 bis in merito all'adeguamento
dell'allegato IV ai progressi tecnici e scientifici, anche mediante l'inserimento
di valori per ulteriori filiere di produzione dei biocarburanti per la stessa o
per altre materie prime e modificando la metodologia definita nella parte C.'.
(c) Il paragrafo 8 è soppresso.
4.           L'articolo 8 è così
modificato:
(a) il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
'1. Gli
Stati membri controllano la conformità ai requisiti stabiliti dagli articoli 3
e 4 in merito alla benzina e ai combustibili diesel sulla base dei metodi
analitici fissati rispettivamente dalla versione in vigore delle norme europee
EN 228 ed EN 590.'.
(b) Il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
'3. Entro
il 30 giugno di ogni anno gli Stati membri presentano una relazione sui dati
nazionali relativi alla qualità dei carburanti per l'anno civile precedente. La Commissione stabilisce un formato comune
per la presentazione di una sintesi della qualità dei carburanti su scala
nazionale mediante un atto di esecuzione adottato in conformità della procedura
consultiva di cui all'articolo 11, paragrafo 3. La prima relazione deve essere
trasmessa entro il 30 giugno 2002. A decorrere
dal 1° gennaio 2004 le relazioni sono presentate in un formato
compatibile con quello descritto nella pertinente norma europea. Inoltre, gli Stati membri comunicano il volume
complessivo della benzina e dei combustibili diesel commercializzati nei propri
territori e il volume della benzina senza piombo e dei combustibili diesel
senza piombo commercializzati con un tenore massimo di zolfo pari a 10 mg/kg.
Inoltre, gli Stati membri comunicano ogni anno la disponibilità, su una
base geografica adeguatamente equilibrata, di benzina e di combustibili diesel
con un tenore massimo di zolfo pari a 10 mg/kg che sono commercializzati nel
proprio territorio.'.
5.           All'articolo 8 bis, il
paragrafo 3 è così modificato:
'3. Alla
Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo
10 bis in merito alla revisione del limite del tenore di MMT del
carburante specificato al paragrafo 2. Tale
revisione deve essere effettuata sulla base dei risultati della valutazione
svolta utilizzando il metodo di prova di cui al paragrafo 1. Detto limite può essere portato a zero qualora la
valutazione di rischio lo giustifichi e non
può essere aumentato a meno che la valutazione di rischio non lo giustifichi.'.
6.           All'articolo 10, il
paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
'1. Alla
Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo
10 bis in merito all'adeguamento dei metodi analitici di cui agli
allegati I, II e III ai progressi tecnici e scientifici.'.
7.           È inserito il seguente
articolo 10 bis:
"Articolo 10 bis
Esercizio della delega
1. Il potere di adottare atti delegati è conferito
alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo. 
2. La delega dei poteri di cui all'articolo 7 bis,
paragrafo 5, all'articolo 7 ter, paragrafo 3, secondo comma, all'articolo
7 quinquies paragrafi da 5 a 7, all'articolo 8 bis,
paragrafo 3, e all'articolo 10, paragrafo 1, è conferita per un periodo
indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva.

3. La delega dei poteri di cui all'articolo 7 bis,
paragrafo 5, all'articolo 7 ter, paragrafo 3, secondo comma, all'articolo
7 ter, paragrafi da 5 a 7, all'articolo 8 bis, paragrafo 3, e all'articolo
10, paragrafo 1, può essere revocata in qualunque momento dal Parlamento
europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega dei
poteri ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno
successivo a quello della pubblicazione della decisione nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea o a una data successiva ivi precisata.
Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4. Non appena adotta un atto delegato, la
Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al
Consiglio.
5. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo
7 bis, paragrafo 5, dell'articolo 7 ter, paragrafo 3, secondo
comma, dell'articolo 7 quinquies, paragrafi da 5 a 7, dell'articolo 8 bis,
paragrafo 3, e dell'articolo 10, paragrafo 1, entra in vigore solo se né il Parlamento
europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi
dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di
tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la
Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Detto termine può
essere prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del
Consiglio.".
8.           All'articolo 11, il paragrafo
4 è soppresso.
9.           Gli allegati sono modificati
conformemente all'allegato I della presente direttiva.
Articolo 2
Modifiche alla direttiva 2009/28/CE
La direttiva 2009/28/CE è così modificata:
1.           All'articolo 2 è inserito il
seguente nuovo comma:
"p) "rifiuti": si utilizza la
definizione di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2008/98/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti
e che abroga alcune direttive[13].
Le sostanze che sono state deliberatamente modificate o contaminate per
soddisfare tale definizione non sono comprese in questa categoria.
2.           L'articolo 3 è così
modificato:
(a) il titolo è sostituito dal seguente:
"Obiettivi e misure nazionali obbligatori per
l'uso dell'energia da fonti rinnovabili".
(b) Al paragrafo 1 è aggiunto il seguente secondo
comma:
"Ai fini del rispetto dell'obiettivo di cui
al primo comma, il massimo contributo comune dei biocarburanti e dei bioliquidi
prodotti a partire dai cereali e da altre colture amidacee, zuccherine od
oleaginose, non supera la quantità di energia che corrisponde al contributo
massimo fissato dall'articolo 3, paragrafo 4, lettera d).".
(c) Il paragrafo 4 è così modificato:
(i) alla lettera b) è aggiunta la seguente
frase:
"Il presente trattino si applica fatte salve
le disposizioni di cui all'articolo 17, paragrafo 1, e all'articolo 3, paragrafo
4, lettera d);"
(ii) è aggiunta la seguente lettera d):
"(d) per il calcolo dei biocarburanti nel
numeratore, la quota di energia dei biocarburanti prodotti a partire dai
cereali e da altre colture amidacee, zuccherine od oleaginose, non è superiore al
5%, quota stimata a fine 2011, del consumo finale di energia nei trasporti nel 2020."
(iii) è aggiunta la seguente lettera e):
"Il contributo apportato dai:
(i) biocarburanti prodotti a partire dalle materie
prime elencate nella parte A dell'allegato IX è considerato pari a quattro
volte il loro contenuto energetico; 
(ii) biocarburanti prodotti a partire dalle
materie prime elencate della parte B dell'allegato IX è considerato pari a due
volte il loro contenuto energetico; 
(iii) carburanti liquidi e gassosi di origine non
biologica è considerato uguale a quattro volte il loro contenuto energetico.
Gli Stati membri garantiscono che nessuna materia
prima sia modificata intenzionalmente per rientrare nelle categorie da (i) a
(iii). 
L'elenco delle materie prime figuranti nell'allegato
IX può essere adeguato ai progressi scientifici e tecnici, onde assicurare la
corretta applicazione delle norme di contabilizzazione stabilite dalla presente
direttiva. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati
conformemente all'articolo 25, lettera b) in relazione all'elenco di cui all'allegato
IX.".
3.           All'articolo 5, paragrafo 5,
l'ultima frase è sostituita dalla seguente: 
"Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati conformemente all'articolo 25, lettera b), in
relazione all'adeguamento del contenuto energetico dei carburanti da trasporto
ai progressi scientifici e tecnici, come stabilito all'allegato III.".
4.           All'articolo 6, paragrafo 1,
è soppressa l'ultima frase.
5.           L'articolo 17 è così
modificato:
(a) il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
'2. La riduzione delle emissioni di gas a effetto
serra grazie all'uso di biocarburanti e bioliquidi presi in esame ai fini di
cui al paragrafo 1 è pari ad almeno il 60% per i biocarburanti e i
bioliquidi prodotti negli impianti operativi a partire dal 1° luglio 2014.
Un impianto è "operativo" se si verifica la produzione fisica dei
biocarburanti o dei bioliquidi.
In caso di impianti operativi alla data del 1°
luglio 2014 o in precedenza, ai fini di cui al paragrafo 1, la riduzione delle
emissioni di gas a effetto serra associata ai biocarburanti e ai bioliquidi è
pari ad almeno il 35% fino al 31 dicembre 2017 e al 50% a partire dal 1°
gennaio 2018.
La riduzione delle emissioni di gas a effetto
serra grazie all'uso di biocarburanti e di bioliquidi è calcolata in conformità
dell'articolo 19, paragrafo 1.';
(b) al paragrafo 3, il secondo comma è
sostituito dal seguente:
"Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 25 ter per stabilire
criteri e limiti geografici intesi a determinare i terreni erbosi rientranti
nell'ambito di applicazione del primo comma, lettera c).".
6.           All'articolo 18,
paragrafo 4, il secondo comma è sostituito dal seguente:
"La Commissione può decidere che i sistemi
volontari nazionali o internazionali che fissano norme per la produzione di
prodotti della biomassa contengono dati accurati ai fini dell'articolo 17,
paragrafo 2, o dimostrano che le partite di biocarburanti o di bioliquidi
rispettano i criteri di sostenibilità di cui all'articolo 17, paragrafi da
3 a 5. La Commissione può decidere che tali sistemi contengono dati accurati ai
fini delle informazioni relative alle misure adottate per la conservazione di
aree che forniscono servizi di ecosistema fondamentali in situazioni critiche
(ad esempio protezione degli spartiacque e controllo dell'erosione), per la
tutela del suolo, delle risorse idriche e dell'aria, per il ripristino dei
terreni degradati e per evitare il consumo eccessivo di acqua in zone afflitte
da carenza idrica, nonché degli elementi di cui all'articolo 17,
paragrafo 7, secondo comma. Ai fini dell'articolo 17, paragrafo 3,
lettera b), punto ii), la Commissione può inoltre riconoscere le aree
di protezione di ecosistemi o specie rari, minacciati o in pericolo di
estinzione, riconosciute da accordi internazionali o incluse in elenchi
compilati da organizzazioni internazionali o dall'Unione internazionale per la
conservazione della natura.".
7.           L'articolo 19 è così modificato:
(a) i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai
seguenti:
'3. Le emissioni tipiche di gas a effetto serra
derivanti dalla coltivazione di materie prime agricole figuranti nelle
relazioni di cui all'articolo 19, paragrafo 2, nel caso degli Stati membri, e
nelle relazioni equivalenti nel caso dei territori esterni all'Unione, possono
essere presentate alla Commissione.'
'4. La Commissione può decidere, mediante un atto
di esecuzione adottato in conformità della procedura consultiva di cui all'articolo
25, paragrafo 3, che le relazioni di cui al paragrafo 3 contengono dati
accurati ai fini della misurazione delle emissioni di gas a effetto serra
associati alla coltivazione di materie prime da cui ricavare biocarburanti e
bioliquidi tipicamente prodotti in tali zone agli scopi previsti dall'articolo 17,
paragrafo 2.';
(b) al paragrafo 5, l'ultima frase è sostituita
dalla seguente:
"A tale scopo alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 25, lettera b):";
(c) il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:
"Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati in conformità dell'articolo 25, lettera b) in merito all'adeguamento
dell'allegato VIII ai progressi tecnici e scientifici, anche mediante la
revisione dei valori proposti per gruppi di colture in relazione al cambiamento
indiretto della destinazione dei terreni; l'introduzione di nuovi valori a
livelli successivi di disaggregazione (ovvero a livello di materie prime); l'inserimento
di valori aggiuntivi qualora nuove materie prime da cui ricavare biocarburante
dovessero arrivare sul mercato, ove necessario; nonché lo sviluppo di fattori
per le materie prime derivanti da materie cellulosiche di origine non
alimentare e da materie ligno-cellulosiche.";
(d) al paragrafo 7, il primo comma è sostituito
dal seguente:
'7. Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati a norma dell'articolo 25, lettera b) in merito all'adeguamento
dell'allegato V ai progressi tecnici e scientifici, anche mediante l'inserimento
di valori per ulteriori filiere di produzione dei biocarburanti per la stessa o
per altre materie prime e modificando la metodologia definita nella parte C';
(e) il paragrafo 8 è soppresso.
8.           L'articolo 21 è soppresso.
9.           All'articolo 22, il
paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
'2. Per la stima della riduzione netta delle
emissioni di gas a effetto serra conseguita con l'uso di biocarburanti, lo
Stato membro può utilizzare, ai fini delle relazioni di cui al paragrafo 1, i
valori tipici di cui all'allegato V, parte A e parte B, e inserisce le stime
delle emissioni associate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni stabilite all'allegato VIII.'.
10.         All'articolo 25, il paragrafo 4
è soppresso.
11.         È inserito il seguente
articolo 25 ter:
"Articolo 25 ter
Esercizio della delega
1. Il potere di adottare atti delegati è conferito
alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2. La delega dei poteri di cui all'articolo 3,
paragrafo 4, lettera d), all'articolo 5, paragrafo 5, all'articolo 17,
paragrafo 3, lettera c), terzo comma, e all'articolo 19, paragrafi da 5 a 7, è
conferita alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere da [la data
di entrata in vigore della presente direttiva].
3. La delega dei poteri di cui di cui all'articolo
3, paragrafo 4, lettera d), all'articolo 5, paragrafo 5, all'articolo 17,
paragrafo 3, lettera c), terzo comma, e all'articolo 19, paragrafi da 5 a 7,
può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio.
La decisione di revoca pone fine alla delega dei poteri ivi specificata. Gli
effetti della decisione decorrono dal giorno successivo a quello della
pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
o a una data successiva ivi precisata. Essa non pregiudica la validità degli
atti delegati già in vigore.
4. Non appena adotta un atto delegato, la
Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al
Consiglio.
5. Un atto delegato adottato in virtù dell'articolo
3, paragrafo 4, lettera d), dell'articolo 5, paragrafo 5, dell'articolo 17,
paragrafo 3, lettera c), terzo comma e dell'articolo 19, paragrafi 6 e 7,
entra in vigore solo se non è stata manifestata alcuna obiezione dal Parlamento
europeo o dal Consiglio entro un termine di due mesi dalla notifica dell'atto
al Parlamento europeo e al Consiglio, oppure se, prima della scadenza di tale
periodo, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno entrambi informato la
Commissione della loro intenzione di non formulare obiezioni. Detto termine
può essere prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del
Consiglio.".
12.         Gli allegati sono modificati
conformemente all'allegato II della presente direttiva.
Articolo 3
Revisione
Entro il 31 dicembre 2017 la Commissione
presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in cui valuta,
sulla base delle migliori e più recenti conoscenze scientifiche, l'efficacia
delle misure introdotte dalla presente direttiva nel ridurre le emissioni di
gas a effetto serra associate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni derivanti dalla produzione di biocarburanti e bioliquidi. Ove opportuno
la relazione è corredata da una proposta legislativa basata sulle migliori
conoscenze scientifiche a disposizione per l'introduzione di fattori di stima
delle emissioni associate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni negli adeguati criteri di sostenibilità che dovranno essere applicati
dal 1° gennaio 2021 e una revisione dell'efficacia degli incentivi previsti per
i biocarburanti prodotti con materie prime che non utilizzano terreni o
provenienti da colture alimentari a norma dell'articolo 3, paragrafo 4, della
direttiva 2009/28/CE.
Articolo 4
Recepimento
1.           Gli Stati membri mettono in
vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie
per conformarsi alla presente direttiva entro [12 mesi dalla data di adozione]. Essi comunicano
immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni,
queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un
siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.           Gli Stati membri comunicano
alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che
essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 5
Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Articolo 6
Gli Stati membri sono destinatari della
presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO I
Gli allegati alla direttiva 98/70/CE sono così
modificati:
(1) L'allegato IV, parte C è così modificato:
(a) il paragrafo 7 è sostituito dal seguente:
'7. Le emissioni annualizzate risultanti da
modifiche degli stock di carbonio dovute al cambiamento della destinazione dei
terreni, el, sono calcolate ripartendo uniformemente il
totale delle emissioni su vent'anni. Per il calcolo di dette emissioni, si
applica la seguente formula: 
el = (CSR
– CSA) × 3,664 × 1/20 × 1/P,
dove:
el =       le
emissioni annualizzate di gas a effetto serra risultanti da modifiche degli
stock di carbonio dovute al cambiamento della destinazione del terreno
(espresse in massa (grammi) equivalente di CO2 per unità di energia
prodotta (megajoules) dal biocarburante);
CSR = lo stock di carbonio per unità di
superficie associato alla destinazione del terreno di riferimento (espresso in
massa (tonnellate) di carbonio per unità di superficie, compresi suolo e
vegetazione). La destinazione di riferimento del terreno è la destinazione del
terreno nel gennaio 2008 o vent'anni prima dell'ottenimento delle materie
prime, se quest'ultima data è posteriore;
CSA = lo stock di carbonio per unità di
superficie associato con la destinazione reale del terreno (espresso in massa
di carbonio per unità di superficie, compresi suolo e vegetazione). Nel caso in
cui lo stock di carbonio si accumuli per oltre un anno, il valore attribuito al
CSA è il valore stimato per unità di superficie dopo vent'anni o
quando le colture giungono a maturazione, se quest'ultima data è anteriore;
nonché
P =       la produttività delle colture (misurata
come biocarburante o quantità di energia prodotta per unità di superficie all'anno).";
(b) i punti 8 e 9 sono soppressi.
(2) È aggiunto l'allegato V seguente:
"Allegato V
Parte A: emissioni stimate associate al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni e prodotte dai
biocarburanti
 Gruppo di materie prime || Emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni (gCO2eq/MJ) 
 Cereali e altre amidacee || 12 
 Zuccheri || 13 
 Colture oleaginose || 55 
Parte B: biocarburanti per cui le
emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni sono considerate pari a zero
Le emissioni stimate associate al cambiamento
indiretto della destinazione dei terreni sono considerate parti a zero per i
biocarburanti prodotti a partire dalle seguenti categorie di materie prime:
(a)                   
materie prime non figuranti nella parte A del
presente allegato;
(b)                   
materie prime la cui produzione ha portato al
cambiamento diretto della destinazione dei terreni, ovvero al passaggio da una
delle seguenti categorie IPCC per la copertura del suolo; terreni forestali,
terreni erbosi, zone umide, insediamenti o altri tipi di terreno a terreni
coltivati o colture perenni[14].
In tal caso occorre calcolare un "valore di emissione associato al
cambiamento diretto della destinazione dei terreni (el) in conformità della
parte C, paragrafo 7 dell'allegato IV.".
ALLEGATO II
Gli allegati alla direttiva 2009/28/CE sono
così modificati:
(1) Nell'allegato V, la parte C è così
modificata:
(a) il paragrafo 7 è sostituito dal seguente:
'7. Le emissioni annualizzate risultanti da
modifiche degli stock di carbonio dovute al cambiamento della destinazione dei
terreni, el, sono calcolate ripartendo uniformemente il
totale delle emissioni su vent'anni. Per il calcolo di dette emissioni, si
applica la seguente formula: 
el = (CSR
– CSA) × 3,664 × 1/20 × 1/P,
dove:
el =       le
emissioni annualizzate di gas a effetto serra risultanti da modifiche degli
stock di carbonio dovute al cambiamento della destinazione del terreno
(espresse in massa (grammi) equivalente di CO2 per unità di energia
prodotta (megajoules) dal biocarburante);
CSR = lo stock di carbonio per unità di
superficie associato alla destinazione del terreno di riferimento (espresso in
massa (tonnellate) di carbonio per unità di superficie, compresi suolo e
vegetazione). La destinazione di riferimento del terreno è la destinazione del
terreno nel gennaio 2008 o venti anni prima dell'ottenimento delle materie
prime, se quest'ultima data è posteriore;
CSA = lo stock di carbonio per unità di
superficie associato con la destinazione reale del terreno (espresso in massa
di carbonio per unità di superficie, compresi suolo e vegetazione). Nel caso in
cui lo stock di carbonio si accumuli per oltre un anno, il valore attribuito al
CSA è il valore stimato per unità di superficie dopo vent'anni o
quando le colture giungono a maturazione, se quest'ultima data è anteriore;
nonché
P =       la produttività delle colture (misurata
come quantità di energia prodotta da un biocarburante o bioliquido per unità di
superficie all'anno).";
(b) i punti 8 e 9 sono soppressi.
(2) È aggiunto il seguente allegato VIII:
"Allegato VIII
Parte A: emissioni stimate prodotte
dalle materie prime da cui ricavare biocarburanti e bioliquidi associate al
cambiamento indiretto della destinazione dei terreni
 Gruppo di materie prime || Emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni (gCO2eq/MJ) 
 Cereali e altre amidacee || 12 
 Zuccheri || 13 
 Colture oleaginose || 55 
Parte B: Biocarburanti e bioliquidi per
cui le emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione
dei terreni sono considerate pari a zero
Le emissioni stimate associate al cambiamento
indiretto della destinazione dei terreni sono considerate parti a zero per i
biocarburanti e i bioliquidi prodotti a partire dalle seguenti categorie di
materie prime:
(a)         
materie prime non figuranti nella parte A del
presente allegato;
(b)         
materie prime la cui produzione ha portato al
cambiamento diretto della destinazione dei terreni, ovvero al passaggio da una
delle seguenti categorie IPCC per la copertura del suolo; terreni forestali,
terreni erbosi, zone umide, insediamenti o altri tipi di terreno a terreni
coltivati o colture perenni[15].
In tal caso occorre calcolare un "valore di emissione associato al
cambiamento diretto della destinazione dei terreni (el) in conformità della
parte C, paragrafo 7 dell'allegato V.".
(3) È aggiunto il seguente allegato IX:
"Allegato IX
Parte A: materie prime il cui contributo
per il conseguimento dell'obiettivo di cui all'articolo 3, paragrafo 4, è
considerato pari a quattro volte il loro contenuto energetico
(a)                   
Alghe
(b)                   
Frazione di biomassa corrispondente ai rifiuti
urbani non differenziati, ma non ai rifiuti domestici non separati soggetti
agli obiettivi di riciclaggio di cui all'articolo 11, paragrafo 2,
lettera a) della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune
direttive
(c)                   
Frazione della biomassa corrispondente ai rifiuti
industriali
(d)                   
Paglia
(e)                   
Concime animale e fanghi di depurazione
(f)                     
Effluente da oleifici che trattano olio di palma e
fasci di frutti di palma vuoti
(g)                   
Pece di tallolio
(h)                   
Glicerina grezza
(i)                     
Bagasse
(j)                     
Vinacce e fecce di vino
(k)                   
Gusci
(l)                     
Pule
(m)                 
Tutoli
(n)                   
Corteccia, rami, foglie, segatura, schegge
Parte B: materie prime il cui contributo
per il conseguimento dell'obiettivo di cui all'articolo 3, paragrafo 4, è
considerato pari a due volte il loro contenuto energetico
(o)                   
Olio da cucina usato.
(p)                   
Grassi animali classificati di categoria I
e II in conformità del regolamento CE/1774/2002 recante norme
sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo
umano[16].
(q)                   
Materie cellulosiche di origine non alimentare.
(r)                    
Materie ligno-cellulosiche eccetto tronchi per sega
e per impiallacciatura.
[1]               GU L 140 del 5.6.2009.
[2]               GU L 350 del 28.12.1998.
[3]               Articolo 7 quinquies, paragrafo 6, della
direttiva 2009/30/CE e articolo 19, paragrafo 6, della direttiva 2009/28/CE.
[4]               COM(2010) 811.
[5]               Le
emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei
terreni sono calcolate attraverso la modellizzazione che, nonostante i recenti
progressi scientifici, resta sensibile e può variare in base al quadro di
modellizzazione e alle ipotesi effettuate.
[6]               Come definito al paragrafo 3.1.1 della comunicazione C 160
(2010).
[7]               GU C […] del…, pag. [...].
[8]               GU C […] del…, pag. [...].
[9]               GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.
[10]             GU L 350 del 28.12.1998, pag. 58.
[11]             COM(2012) 60.
[12]             COM(2011) 571.
[13]             GU L 312 del 22 novembre 2008, pag. 3.
[14]             Per colture perenni si intendono le colture pluriennali il
cui peduncolo non viene raccolto annualmente, quali il bosco ceduo a rotazione
rapida e la palma da olio, come definite nella Comunicazione (2010/C 160/02).
[15]             Per colture perenni si intendono le colture pluriennali il
cui peduncolo non viene raccolto annualmente, quali il bosco ceduo a rotazione
rapida e la palma da olio, come definite nella Comunicazione (2010/C 160/02).
[16]             GU L 273 del 10.10.2002, pag. 1.