CELEX: 51989PC0226
Language: it
Date: 1989-05-12
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO CHE ADOTTA UN PROGRAMMA SPECIFICO DI RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO PER LA COMUNITA EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA NEL CAMPO DELLA GESTIONE E DEL DEPOSITO DEI RESIDUI RADIOATTIVI ( 1990-1994 )

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                    C0MC89) 226 def.
                                                    Bruxelles, 12   maggio 1989
                               Proposta di
                         DECISIONE DEL CONSIGLIO
 CHE ADOTTA UN PROGRAMMA SPECIFICO DI RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO
PER LA COMUNITÀ' EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA NEL CAMPO DELLA GESTIONE
                E DEL DEPOSITO DEI RESIDUI RADIOATTIVI
                                (1990-1994)
                     (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                       INDICE
                                                                Pag.
RIASSUNTO
1 INTRODUZIONE
2. IL PRECEDENTE PROGRAMMA 1985-1989                              4
   2-1. Portata, progressi e risultati                            4
   2.2- Scambio di informazioni                                   6
   2.3. Collaborazione intracomunitaria                           6
   2.4. Collaborazione extracomunitaria                           7
   2.5. Valutazione                                               7
3. IL PROGRAMMA PROPOSTO 1990-1994                                8
   3.1. Motivazione                                               8
   3.2. Obiettivi generali                                        9
   3.3. Contenuti del programma                                  10
   3.4. Attuazione e gestione                                    12
   3.5. Stanziamenti e personale                                 13
   3.6. Cooperazione intracomunitaria                            14
   3.7. Cooperazione con paesi terzi                             14
Allegato 1 - Risultati ottenuti durante il precedente programma  15
Allegato 2 - Descrizione del programma proposto                  20
Allegato 3 - Scheda finanziaria                                  31
Allegato 4 - Parere del comitato consultivo in materia di
             gestione e di coordinamento                         35
Allegato 5 - Parere del comitato scientifico e tecnico           36
Allegato 6 - Proposta di decisione del Consiglio                 37
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                                   RIASSUNTO
La presente proposta riguarda uno dei programmi specifici su cui è basata la
realizzazione del "programma-quadro delle azioni comunitarie di ricerca e
sviluppo tecnologico (1987-1991)".
Il programma proposto, che corrisponde al quarto programma quinquennale per la
gestione e il deposito dei residui radioattivi, comprende due parti:
Parte A: Gestione dei residui e azioni associate di R&S
Parte B: Costruzione e/o esercizio di impianti sotterranei    aperti  ad azioni
         congiunte della Comunità
Riassume le grandi linee del precedente programma con alcune modifiche per
poter tenere conto dei risultati ottenuti finora e delle esigenze future.
L'obiettivo principale consiste nel contribuire alla dimostrazione e portare
allo stadio di maturità un sistema completo di gestione dei residui radioattivi
che garantisca la sicurezza della popolazione e la protezione dell'ambiente
durante tutte le fasi del trattamento e soprattutto durante la fase di
smaltimento definitivo. In particolare la collaborazione internazionale viene
promossa nell'ambito dei progetti previsti alla parte B.
Il programma proposto richiede uno stanziamento di 79,6 Mio di ECU e comprende
un organico di 14 agenti.    Il programma deve essere attuato essenzialmente
attraverso contratti a compartecipazione finanziaria conclusi con organismi
pubblici o società private competenti degli Stati membri. Nell'esecuzione del
programma, la Commissione continuerà ad avvalersi dell'assistenza del comitato
consultivo in materia di gestione e di coordinamento "Energia nucleare di
fissione: ciclo combustibile/trattamento e deposito delle scorie".
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1. INTRODUZIONE
   L'energia nucleare fornisce attualmente il 32% (1987) della produzione di
   energia elettrica nella Comunità europea e contribuisce alla sua politica di
   diversificazione delle fonti energetiche.      Parallelamente,    è necessario
   garantire la sicurezza della popolazione e la protezione dell'ambiente; le
   azioni necessarie a tal fine devono rientrare nel quadro della politica e
   del programma d'azione della Comunità in materia ambientale (1) e del
   programma-quadro delle azioni comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico
   1987-1991 (2). Il programma-quadro prevede pertanto,          tra le attività
   riguardanti l'"energia", l'argomento "fissione: sicurezza nucleare" al fine
   di potenziare la base scientifica e tecnica necessaria per rafforzare
   l'aspetto della sicurezza delle centrali nucleari e delle altre attività
   nucleari.    Il programma-quadro   precisa   che   la gestione     dei  residui
   radioattivi è uno dei settori più importanti e specifica che le attività di
   R&S comprendono il trattamento e il condizionamento dei residui,             il
   controllo di qualità per il condizionamento delle scorie, la dimostrazione
   di processi sicuri per il deposito a lungo termine dei residui in formazioni
   geologiche, affiancate da un impegno specifico per pervenire ad un consenso
   europeo su un'impostazione comune di gestione dei residui.
   Inoltre, le direttive definite dal piano d'azione comunitario in materia di
   residui radioattivi (1980-1992), approvato dal Consiglio nel 1980 (3), e
   riveduto nel 1983, 1985 e 1989 sottolineano tra l'altro che "il Consiglio è
   deciso a garantire la continuità dei programmi di ricerca e sviluppo (nel
   campo dei residui radioattivi) per tutta la durata del piano".           Questo
   orientamento è stato pertanto seguito e attuato nel programma-quadro.
   La presente proposta di un nuovo programma 1990-1994 per la gestione e il
   deposito dei    residui radioattivi   risponde alle esigenze indicate in
   precedenza per la prosecuzione delle azioni di R&S a compartecipazione
   finanziaria coordinate a livello comunitario. Riassume le grandi linee del
   programma in corso (1985-1989) con alcune modifiche per poter tenere conto
   dei risultati conseguiti e delle esigenze future,           in particolare la
   fattibilità e la sicurezza dello smaltimento,        la gestione delle scorie
   derivanti dallo smantellamento degli impianti nucleari in collegamento con
   il programmma di R&S sullo smantellamento delle centrali nucleari e la
   qualità dei processi e dei prodotti. Il nuovo programma tiene conto inoltre
   delle attività svolte nel quadro del programma del Centro comune di ricerca.
(1) Risoluzione   del   Consiglio  delle   Comunità    europee    concernente   il
    proseguimento e l'attuazione di una politica e di un programma d'azione
    delle Comunità europee in materia ambientale (1987-1992).
(2) Decisione del Consiglio del 28.9.1987, GU L 302 del 24.10.1987.
(3) GU C 51 del 18.2.1980.
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2. IL PRECEDENTE PROGRAMMA 1985-1989
    2.1. Portata, progressi e risultati
          Con la decisione del 12 marzo 1985 (1), il Consiglio ha adottato un
         programma quinquennale comprendente i settori seguenti:
          A. Studi sulla gestione dei residui e azioni associate di R&S
             Compito 1:   Studi di sistemi
             Compito 2:   Miglioramento   delle tecniche di trattamento          e di
                          condizionamento dei residui radioattivi
             Compito 3:   Valutazione dei residui condizionati      e qualificazione
                          delle barriere artificiali
             Compito 4:   Ricerca per favorire lo sviluppo degli impianti di
                          evacuazione; studi sull'interramento sub-superficiale e
                          sull'evacuazione geologica
             Compito 5:   Sicurezza dell'evacuazione geologica
             Compito 6:   Preparazione in comune    di  politiche   di   gestione dei
                          residui radioattivi
         B. Costruzione e/o esercizio di impianti sotterranei aperti ad azioni
             congiunte della Comunità (in un primo tempo per i tre progetti
             seguenti, tenendo però presente che potranno essere fatte proposte
             addizionali)
             Progetto 1:  Impianto pilota sotterraneo nella miniera di        sale di
                          Asse (Repubblica federale di Germania)
             Progetto 2;  Impianto pilota sotterraneo nello strato di         argilla
                          situato sotto il sito nucleare di Mol (Belgio)
             Progetto 3:  Impianto sperimentale sotteranneo in Francia          in un
                          ambiente geologico di natura complementare (2)
         Tale programma differiva in maniera sostanziale dai precedenti in
         quanto comprendeva     attività  riguardanti    gli   impianti   sotterranei
         (parte B ) . Come i programmi precedenti è stato eseguito mediante
         contratti   a compartecipazione    finanziaria    conclusi    con organismi
         pubblici e privati degli Stati membri sotto la supervisione globale
        della Commissione. Nello svolgimento di tale compito la Commissione si
        è avvalsa dell'assistenza di un comitato consultivo in materia di
        gestione e di coordinamento (CGC 6 ) .        L'importo stanziato per il
        programma è stato di 62 Mio di ECU.
(1) GU L 83 del 25.3.1985, pag. 20.
(?) L'inizio di tale progetto è stato rinviato al          1991  in  seguito   ad una
    decisione pres<j dal governo francese nel 1987.
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Nel corso del programma sono stati conseguiti importanti progressi e risultati
che riguardano essenzialmente i miglioramenti ottenuti nella riduzione del
volume e della radioattività delle scorie,           il comportamento dei residui
condizionati ai fini dello smaltimento,        la fattibilità e la sicurezza del
deposito in profondità in formazioni geologiche,            saline,    granitiche e
argi U o s e .
I punti principali vengono riassunti qui di seguito; i particolari riguardanti
i progressi e i risultati sono contenuti all'allegato I.
Per quanto riguarda il trattamento e condizionamento dei residui radioattivi,
l'applicazione di processi d'avanguardia per il trattamento dei residui liquidi
ed in particolare quelli prodotti dalle centrali nucleari e dagli impianti di
ri trattamento dovrebbe consentire di ridurre          le emissioni    di effluenti
radioattivi nei fiumi e nei mari di diversi ordini di grandezza.               Per i
concentrati di scorie sembrano inoltre fattibili fattori di riduzione del
volume fino a cinque volte.
Per quanto riguarda il comportamento dei residui condizionati,            gli studi
effettuati sulla tenuta dei radionuclidi nelle matrici di condizionamento hanno
dimostrato che i radionuclidi a lungo semiperiodo rimangono immobilizzati nei
residui cementati per centinaia di anni anche dopo il degrado meccanico del
cemento;       una campagna di esperimenti,    a cui hanno partecipato quindici
laboratori,       ha confermato la funzione protettiva svolta dallo strato di
corrosione che si forma sulla superficie delle forme di scorie vetrificate in
condizioni di smaltimento.
Per quanto riguarda la fattibilità dei depositi in profondità,            l'attività
svolta sulle formazioni di rocce a grande profondità consente di comprendere e
prevedere il        comportamento delle stesse e realizzare scavi adatti alle
esigenze: la perforazione di pozzi di grandi dimensioni nel granito, lo scavo e
il riempimento di grandi caverne in formazioni saline e lo scavo e il supporto,
a costi ragionevoli, di gallerie tipiche in argilla plastica. La galleria
sperimentale sotterranea realizzata a Mol (Belgio) ad una profondità di 220 m
è la prima del genere nel mondo.
Per quanto riguarda la sicurezza dello smaltimento in profondità il progetto
MIRAGE (1) ha        fornito  validi  dati   sperimentali   sulla   migrazione dei
radionuclidi attraverso la geosfera. Parallelamente, i ricer catori di diversi
paesi membri, che hanno collaborato nel corso degli ultimi due programmi al
progetto comunitario PAGIS (2), hanno dimostrato che per migliaia di anni non
si sarebbero verificate fughe radioattive dai depositi sotterranei per scorie
vetrificate ad alta attività in caso di adeguata progettazione degli impianti e
di opportuna scelta dei siti. Tale conclusione,          ricavata sulla base delle
tecnologie e delle conoscenze scientifiche diffuse in Europa, conferma quelle
raggiunte in precedenza su basi diverse al di fuori della Comunità
           e precisamente in Svezia e in Svizzera.
Infine, nel quadro di uno studio sulle procedure e sulle politiche di gestione
dei residui radioattivi sono state identificate numerose aree in cui dovrebbe
essere sviluppata un'impostazione comune e/o una armonizzazione.
(1) MIRAGE: Migrazione dei radionuclidi attraverso la geosfera.
(2) PAGIS: Valutazione delle prestazioni dei sistemi di isolamento geologico.
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2.2. Scambio di informazioni
      Lo scambio di informazioni scientifiche aggiornate sui progressi e sui
      risultati dell'attività svolta nel quadro del programma è stato garantito
      a livello operativo da riunioni periodiche dei gruppi di lavoro sullo
      stato di avanzamento dei vari compiti e progetti. Vi hano partecipato una
      settantina di organismi all'interno della Comunità (43% enti nazionali e
      centri di ricerca, 36% industrie private, 21% università e istituti).
      Inoltre, lo scambio di informazioni e di esperienze è stato favorito dalla
     partecipazione di un gruppo di ricerca di un paese comunitario ad un
     progetto di un altro paese comunitario,         soprattutto nel quadro della
     parte B del programma (cfr. par. 2.3.).
      T risultati dei contratti di ricerca vengono pubblicati nelle relazioni
     finali    e SDesso   presentati   nel    corso   di   seminari  e  conferenze
     internazionali.    La Commissione stessa organizza o contribuisce alla
     promozione di numerose iniziative del genere.
     I risultati globali del programma,      il terzo di questo settore, saranno
     presentati, come sempre, alla comunità scientifica mondiale nel corso
     delle terza conferenza europea sulla gestione dei residui radioattivi
     prevista per il settembre 1990.
     Lo scambio di informazioni con i paesi non comunitari è stata garantita da
     accordi di collaborazione (cfr. par. 2.4.).
     Inoltre la Commissione ha pubblicato dal 1983 un bollettino semestrale, EC
     FOCUS, che contiene gli avvenimenti principali, i risultati scientifici
     salienti, le pubblicazioni effettuate nel periodo in esame e le riunioni
     future.
2.3. Collaborazione intracomunitaria
     Il varo di progetti specifici di ricerca coordinata nel quadro della
     parte A del programma ha consentito di promuovere la collaborazione fra
     vari gruppi all'interno degli Stati membri.           La metà dei contratti
     stipulati è stata dedicata ai progetti MIRAGE e PAGIS nonché ad analisi
     comparative tra diversi laboratori (cfr. par. 2.1.).
     E' risultata particolarmente valida la collaborazione con i progetti della
     parte B del programma riguardanti       la costruzione e/o l'esercizio di
     impianti sotterranei aperti ad azioni congiunte della Comunità.            La
     collaborazione   bilaterale   tra    la    Gesellschaft   fur  Strahlen   und
     Umweltforschung mbH (GSF-RFG) e I'Energieonderzoek Centrum Nederland
     (ECN-PB) per il progetto HAW ad Asse (RFG) è stata estesa per consentire
     la partecipazione dell'Agence Nationale pour la Gestion des Déchets
     Radioactifs (ANDRA-F) e dell'Empresa Nacional de Residuos Radioactivos SA
     (fïNRESA-E). Per il secondo progetto della parte B, l'impianto sotterraneo
     HADES a Mol (B), si è instaurata una collaborazione internazionale tra lo
     Studie Centrum voor Kernenergie (SCK/CEN-B), l'ANDRA (F) e il Geotechnical
     Consulting Group (UK).
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 2.4. Collaborazione extracomunitaria
       Sono stati conclusi i seguenti accordi quinquennali di collaborazione
      specifica:     accordo   con  I'Atomic   Energy    of   Canada  Ltd   (AECL)
      nell'ottobre 1980 (rinnovato nel 1985); con il dipartimento dell'energia
      degli Stati Uniti (US-DOE) nell'ottobre 1982 (rinnovato nel 1987) con
       l'ente svizzero di collaborazione nazionale per il deposito dei residui
      radioattivi   (NAGRA) nel giugno 1984 e con        la società   svedese di
      combustibili nucleari e gestione delle scorie (SK6) nel febbraio 1986.
      Inoltre nel 1989 è stato concluso un accordo di collaborazione sotto forma
      di scambio di lettere con la Repubblica di Finlandia. Tali attività di
      collaborazione consentono di ottenere proficui scambi d'informazione nei
      settori d'interesse comune,      in particolare per quanto riguarda lo
      smaltimento delle scorie. Inoltre, certi organismi appartenenti ai paesi
      summenzionati   partecipano  ad alcuni    progetti    specifici di ricerca
      coordinata avviati dalla Commissione e citati in precedenza.
      La collaborazione con organismi     internazionali del settore nucleare,
      soprattutto con l'Agenzia per l'energia nucleare (OCSE/AEN) e l'Agenzia
      internazionale per l'energia atomica (AIEA) è proseguita in maniera
      oltremodo soddisfacente. In particolare numerosi seminari, conferenze e
      convegni internazionali sono stati organizzati in collaborazione con
      l'AIEA e l'AEN e alcune relazioni sono state pubblicate congiuntamente con
      l'AEN.
2.5. Valutazione
      Il programma è stato valutato da una commissione di esperti indipendenti
      in funzione delle attività comunitarie di ricerca e sviluppo (1). Nelle
      conclusioni raggiunte dalla Commissione si afferma che il programma
      1985-1989 rappresenta la prosecuzione logica e proficua delle precedenti
      attività comunitarie nel campo della R&S sui residui radioattivi. Tali
      attività hanno contribuito ad un importante affinamento delle conoscenze
      scientifiche e tecniche che contribuiranno alle decisioni da prendere in
      futuro. La Commissione rileva inoltre che il programma ha creato un valido
      contesto europeo in cui sono stati trattati congiuntamente molti problemi
      attinenti alla gestione dei residui.     Infine la Commissione approva le
      strutture del programma suddiviso nelle due parti A e B.
     La Commissione sostiene pertanto l'ampliamento del programma comunitario,
      sottolineando che la natura della ricerca svolta richiede uno sforzo
     articolato su un lungo arco di tempo in modo da comprendere la ricerca in
     situ, gli interraffronti, le analisi e le informazioni per il pubblico.
     Questo programma dovrebbe avere ripercussioni su altri settori.           La
     Commissione sottolinea l'importanza di un costante aggiornamento delle
     conoscenze dei gruppi impegnati nel programma e la conseguente necessità
     di continuare a finanziare detto programma.
(1) COM (86) 660 def.
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3. IL PROGRAMMA PROPOSTO 1990-1994
   3.1. Motivazione
        Sembra che ormai non sia più necessario giustificare l'interesse della
        ricerca comunitaria nel settore della gestione dei residui radioattivi, come
        sottolineato dai risultati ottenuti e dall'adozione, sin dal 1973 da parte
        del Consiglio e del Parlamento, di cinque successivi programmi annuali della
        Comunità.   Inoltre,   questo settore di ricerca si inserisce,       come già
        ricordato, nel programma quadro 1987-1991.
        La necessità di proseguire le ricerche a livello comunitario mediante il
        nuovo programma proposto si basa sulle considerazioni che seguono.
        - L'energia nucleare copre oggi il 32% (1987) del fabbisogno di energia
          elettrica nella Comunità; l'attuale produzione di tutti i tipi di residui
          da tutti i settori (nucleare, industriale, medico, ricerca) è di circa
          70 000 nr/anno. L'incidente verificatosi a Goiania (Brasile) nel 1987,
          causato dall'abbandono di una sorgente di radiazioni utilizzata per
          radioterapia,   ha sottolineato che quello dei residui radioattivi è un
          problema comune a tutti i paesi, indipendentemente dal fatto che svolgano o
          meno programmi nucleari.
        - Da diversi anni ormai viene trattata e condizionata la maggior parte dei
          residui radioattivi; è possibile tuttavia integrare ulteriormente la gamma
          di processi effettuabili nella Comunità sfruttando i progressi tecnologici
          al fine di ridurre ancora maggiormente le possibilità di fughe radioattive
          nell'ambiente naturale,    anche per il fatto che queste fughe possono
          estendersi oltre i confini nazionali.
        - Sino ad ora si è praticato soltanto lo smaltimento di residui a decadimento
          rapido di bassa e media attività;      i residui a decadimento lento ed i
          residui a forte attività (residui vetrificati derivanti da ritrattamento di
          combustibile nucleare spento di quegli stessi combustibili non ritrattati)
          vengono immagazzinati provvisoriamente in attesa delle decisioni relative
          al loro deposito definitivo. Gli studi in corso negli Stati membri - in
          gran misura integrati da quelli del programma comunitario - mostrano che
          l'idea del deposito in strati geologici profondi è attuabile e sicura nelle
          sue varie forme (formazioni salifere, argillose, cristalline, ecc.) se il
          sito viene scelto oculatamente e se la progettazione e la costruzione del
          deposito sotterraneo sono basate su tecniche sicure. Si può quindi pensare
          di mettere a punto e verificare questo concetto in modo concreto e cioè
          mediante le installazioni sperimentali e le apparecchiature che sfruttano
          le varie formazioni geologiche esistenti nella Comunità.
          Il programma comunitario 1985-1989,      i cui principali risultati sono
          illustrati nel paragrafo 2.1. e nell'allegato 1, ha sino ad ora contribuito
          considerevolmente a progredire nello studio di questi problemi. L'azione
          comunitaria in questo settore deve comunque essere proseguita - se non
          ampliata - trattandosi di un compito lungo e impegnativo.
          E' infatti necessario far funzionare gli impianti sperimentali sotterranei
          per un periodo di tempo sufficiente, essendo questo l'unico modo per poter
          verificare i risultati ottenuti in altro modo. Il programma della Comunità
          offre la possibilità di integrare queste attrezzature (già esistenti o
          progettate) nel    quadro  della   cooperazione  europea   e di renderete
          disponibili a tutti i paesi e ricercatori della Comunità.
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      Oltre a questi aspetti tecnologici, di sicurezza e di tutela ambientale,
     occorre tener conto anche dell'influenza del programma comunitario per la
      creazione di un consenso sulle tecniche di gestione dei residui e per
      l'elaborazione di un quadro normativo adeguato.
     L'incidenza positiva di un programma di questo genere sulla promozione di
      rapporti tra università e imprese industriali nonché sulle piccole e
     medie imprese (soprattutto nel settore della strumentazione) deve essere
     presa ugualmente in considerazione, anche se gran parte dei lavori dovrà
     essere effettuata dal settore pubblico e deve essere assegnata a grandi
     organismi di Stato.
     Occorre ricordare infine che il programma comunitario sulla gestione dei
     residui radioattivi si è rivelato un ambito privilegiato per un denso
     scambio di informazioni tra ricercatori comunitari, arricchendo i vari
     studi e attività e integrando in certo qual modo le eventuali ricerche.
     E' pertanto del tutto auspicabile che la struttura rappresentata da
     questo programma venga mantenuta.
3.2. Obiettivi generali
     L'obiettivo prioritario     del programma     consiste nel     contribuire a
     dimostrare e rendere operativo un sistema completo di gestione dei
     residui radioattivi che garantisca la sicurezza della popolazione e la
     protezione dell'ambiente naturale in tutte le fasi della gestione nonché,
     in particolare, nella fase finale e cioè quella del deposito definitivo.
     Tale obiettivo era stato inserito nel programma precedente, ma è evidente
     che non può essere conseguito in pochi anni, soprattutto per quanto
     concerne il problema del deposito definitivo di residui di forte
     radioattività e/o di lento decadimento. Le priorità di tale programma
     sono le seguenti:
     - per quanto concerne i residui:
        . riduzione quantitativa delle fughe nell'ambiente naturale,
        . perfezionamento del contenimento e del confinamento dei residui ai
          fini del loro smaltimento;
     - per quanto concerne il deposito:
        . dimostrazione dell'attuabilità del      deposito  in   strati   geologici
          profondi, grazie ad impianti pilota;
        . verifica della sicurezza,      grazie  al proseguimento dei progetti
          comunitari concernenti Ci" migrazione  dei radionuclidi nella geosfera
          e al perfezionamento delle tecniche e  degli studi sulla sicurezza;
     - per quanto concerne l'intero sistema:
        . promozione della garanzia della qualità e suo controllo per quanto
          riguarda   i   processi,    TI   condizionamento   dei    residui,     le
          apparecchiature e i servizi nonché i software (codici di calcolo).
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      Inoltre, e analogamente ai precedenti programmi,         il nuovo programma
      proposto deve perseguire l'obiettivo di costituire una struttura atta
      allo scambio di informazioni e di idee tra i vari ricercatori comunitari
      consentendo, tra l'altro, il raggiungimento di un consenso a livello
      europeo su approcci comuni e, qualora necessario, un'armonizzazione delle
      prassi. Il programma dovrà anche promuovere la coooerazione scientifica e
      tecnica tra gli Stati membri, il che rappresenta una fonte di efficienza
     e di risparmi di tempo e di danaro.
3.3. Contenuti del programma
      Il programma proposto è articolato nelle due parti A e B che prevedono
      essenzialmente gli stessi argomenti di ricerca di quello attuale
      (1985-1989). La parte A riguarda gli studi sulla gestione dei residui e
      ricerche connesse nonché azioni di sviluppo e di approfondimento; la
     parte B riguarda la costruzione e la messa in funzione di impianti pilota
      sotterranei e/o di verifica del sito per il deposito dei residui
      radioattivi in strati geologici profondi (1).
     Parte A:      Gestione dei residui e azioni connesse di R&S
     Compito 1 -   Studi dei sistemi e armonizzazione delle tecniche e delle
                   politiche di gestione dei residui
     Compito 2 -   Trattamento dei residui radioattivi
     Compito 3 -   Caratterizzazione e qualificazione delle forme di residui,
                   dei condizionamenti e del loro ambiente
     Compito 4 -   Smaltimento dei residui radioattivi, ricerche di appoggio
                   per la definizione dei siti di deposito sotterranei
     Compito 5 -   Valutazione della sicurezza
     Parte B:      Costruzione    e/o    esercizio   di    impianti    sotterranei
                   accessibili alle attività comunitarie congiunte
     Progetto 1 - Impianto sotterraneo pilota nel giacimento salino di Asse
                   nella RF di Germania
     Progetto 2 - Impianto     sotterraneo    pilota   nello    strato   argilloso
                   sottostante il sito nucleare di Mol in Belgio
     Progetto 3 - Impianto sotterraneo di verifica in Francia
     Progetto 4 - Impianto sotterraneo di verifica nel Regno Unito.
     Il contenuto del nuovo programma contiene le grandi linee direttrici del
     precedente programma 1985-1989, con alcune modifiche conseguenti ai
     risultati già ottenuti nonché per tener conto delle esigenze future e
     delle succitate priorità (par. 3.2.).
(1) Per una descrizione particolareggiata cfr. allegato 2.
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Una prima modifica è costituita dall'estensione del programma ad altri tipi di
residui non inclusi nelle ricerche previste dai precedenti programmi (residui
derivanti dall'attività di reattori e di impianti connessi con il ciclo del
combustibile) in modo da contemplare, in particolare, i residui derivanti da
operazioni di smantellamento di impianti nucleari e da combustibile spento nel
caso in cui non sia possibile o opportuno ritrattarlo. Tale estensione è
 soprattutto necessaria per quanto concerne i residui dovuti ad operazioni di
smantellamento poiché essi costituiscono,        per tutto il corso del secolo
futuro, una cospicua parte della produzione di residui; essa è inoltre un
complemento   indispensabile    del programma     di ricerca  comunitario sullo
"smantellamento degli impianti nucleari" che riguarda le operazioni di
smantellamento vere e proprie e la valutazione dei conseguenti residui, ma non
contempla gli aspetti della loro gestione e del loro deposito definitivo. Tale
modifica riguarda la totalità del programma e in particolare i compiti 1, 3, 4
e 5 e forse anche il progetto 1 della parte B.
Una seconda modifica riguarda l'importante sviluppo previsto degli aspetti di
garanzia della qualità dei processi (compito 2) e del software (strumenti di
calcolo; compito 4 e 5) e del controllo della qualità dei condizionamenti dei
residui prospettati per il deposito definitivo (che costituirebbe una notevole
parte del compito 3 ) . Quest'ultimo punto concerne la messa a punto, sino alla
fase industriale, di metodi e tecniche che consentano di verificare se il
contenuto di radionuclidi e le caratteristiche dei condizionamenti dei residui
soddisfano o meno ai requisiti          di sicurezza previsti    dalle autorità
competenti.
Va sottolineata anche la priorità attribuita allo studio del deposito dei
residui in strati geologici profondi in modo che altri progetti possono essere
inseriti in maggior misura nella parte B e che questa parte possa disporre di
stanziamenti alquanto maggiori.      Gli studi sperimentali e sulla sicurezza
(progetto PAGIS) svolti nel precedente programma hanno infatti mostrato, per
quanto riguarda la sicurezza, l'influenza determinante della scelta del sito
del deposito definitivo e delle caratteristiche degli strati geologici
sotterranei circostanti.     In base ai dati già acquisiti sulle formazioni
cristalline (granito), argilla e sale risulta inoltre necessario conoscere più
approfonditamente le varietà presenti in ciascun tipo di roccia che potrebbe
ospitare il deposito definitivo. Pertanto, dei nuovi progetti (3 e 4) sono
stati aggiunti ai progetti 1 e 2 già avviati, e con risultati positivi, nel
corso del precedente programma.
Pi
d-
c<
porre in rapporto la gestione dei residui radioattivi con quella aei resn
tossici industriali è di ottenere dati significativi su questi due settori.
Da ultimo va sottolineato che questo programma prende anche in considerazione
le attività complementari del CCR nel settore, in particolare il funzionamento
della apparecchiature PETRA di Ispra (in relazione al compito 2 ) ; gli studi
sulla caratterizzazione dei residui (Ispra e Karlsruhe) e sul combustibile
spento (Karlsruhe),     le attività di controllo degli attinidi (Ispra) (in
relazione al compito 3 ) ; i lavori sulla migrazione dei radionuclidi (Ispra, in
relazione   al   compito 4)    e   l'approfondimento   delle  valutazioni  sulle
prestazioni (Ispra, in relazione al compito 5 ) .
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 3.4. Attuazione e gestione
      Il programma proposto verrà       svolto sotto la responsabilità della
      Commissione e principalmente mediante contratti a compartecipazione
      finanziaria con organismi pubblici o imprese private (anche piccole e
      medie imprese) negli Stati membri.        Di regola,     il contributo della
      Comunità non supererà il 50% delle spese globali ammissibili per ciascun
      progetto. Per quanto riguarda le università e organismi simili, la
      Comunità può invece coprire sino al 100% dei costi marginali aggiuntivi
      ai normali costi ricorrenti non riguardanti l'esecuzione del progetto.
      Come nei precedenti programmi, la Commissione promuoverà la cooperazione
      nell'ambito di progetti di ricerca specifici. Ai fini della selezione
      delle proposte di ricerca la Commissione considererà pertanto in via
      prioritaria le proposte che possono essere inserite in questi progetti
      specifici.     In  particolare,     verrà    incentivata    la   cooperazione
      internazionale nell'ambito dei progetti della parte B.
      Lo stato di avanzamento delle ricerche verrà      discusso periodicamente in
      diverse riunioni di lavoro per ciascun settore e/o progetto di ricerca
      specifici.    I relativi    gruppi    di   lavoro   saranno costituiti     da
      rappresentanti dei contraenti e da esperti nazionali.          Inoltre, per
      ciascun progetto della parte B del programma, verrà creato un "comitato
      del progetto" formato dal capoprogetto e da un rappresentante di ciascun
      organismo che partecipa (finanziariamente o in altro modo) al progetto.
      Nello svolgimento del programma la Commissione sarà assistita, come al
      solito, dal comitato consultivo in materia di gestione e di coordinamento
      "Energia nucleare di fissione: ciclo combustibile/trattamento e deposito
      delle scorie" (CGC-6) (1).
(1) GU L 177, del 4.7.1984, pag. 25.
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3.5. Stanziamenti e personale
     Per il programma proposto è stato ritenuto necessario uno stanziamento
     comunitario di 79,6 Mio di ECU ed un personale costituito da 14
     funzionari.
                      TABELLA 1 - RIPARTIZIONE DEI COSTI
(in cinque anni)
Voce                                                       in Mio di ECU
A. Gestione dei residui e azioni di R&S connesse
                                    Compito 1                     3,8
                                    Compito 2                     6,8
                                    Compito 3                    16,8
                                    Compito 4                    16,8
                                    Compito 5                     2,0
                                    Totale parte A               46,2
   Costruzione e/o funzionamento di impianti sotterranei
   accessibili alle attività comunitarie congiunte
                                    Progetto 1                   15,0
                                    Progetto 2                    5,0
                                    Progetto 3                    3,0
                                    Progetto 4                    2,0
                                    Totale parte B               7^ïï
   Personale della Commissione (7A + 4B + 3C)                     6,7
   Costi di gestione                                              1,7
   Totale                                                -       79,6
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3.6. Cooperazione intracomunitaria
     La cooperazione bilaterale e multilaterale tra organismi degli Stati
     membri creatasi e rafforzatasi nel corso del precedente programma (cfr.
     paragrafo 2.3.)   proseguirà.    In   particolare,      verrà   ulteriormente
     potenziata la cooperazione nell'ambito dei progetti della parte B poiché
     le autorità nazionali responsabili degli          impianti interessati dal
     programma   hanno   autorizzato   l'apertura   di    questi   progetti   alla
     cooperazione comunitaria.
3.7. Cooperazione con paesi terzi
     Gli accordi di cooperazione citati al paragrafo 2.4 (Canada,             USA,
     Svizzera, Svezia e Finlandia) conclusi per un periodo quinquennale,
     concernono in parte anche il nuovo programma proposto. Ciò garantirà,
     come in passato, i necessari scambi scientifici e tecnici con altri paesi
     terzi che svolgono importanti programmi di R&S nel settore dei residui
     radioattivi.
     Verranno mantenuti i rapporti con le agenzie nucleari internazionali
     (OCSE/AEN e AIEA). Ciò aprirà maggiormente il programma proposto alla
     cooperazione internazionale.
 ---pagebreak---                                               - 15 -
                                           ALLEGATO 1
                            IL PRECEDENTE PROGRAMMA 1985-1989
                              PORTATA, PROGRESSI E RISULTATI
 Il programma era suddiviso in due parti:
Parte A: StuçH _sul1a_gestione_dei_residyi^e^azioni^associate_di_R&S
          destinati a:
          - mettere       a   punto      efficaci     processi         di     trattamento       e di
             condizionamento dei residui radioattivi
          - sviluppare il concetto di deposito geologico in profondità,
             valutandone la sicurezza
          - ottimizzare i sistemi di gestione dei residui
          - proseguire lo studio della struttura amministrativa, giuridica e
             finanziaria atta ad inquadrare la gestione dei residui
Parte B : Cos t r uz i one_e /o_e se re izj o_çH_i mg j an t !,_ sot t e r r anei_age r t i ^ad^az joni^
          £2Q9ÌyQìe.-.S!e.!ia.-c.22yn.ÌÌa
          al fine di convalidare i risultati di base ottenuti finora in materia
          di smaltimento grazie alla costruzione e all'esercizio di impianti
          sotterranei sperimentali.
Per quanto riguarda il trattamento e il condizionamento dei residui
radioattivi la maggior parte delle attività è stata imperniata sulla prova e
sperimentazione di processi e tecniche negli impianti pilota. Attualmente,
vengono sviluppati e sperimentati processi d'avanguardia destinati in linea
di massima a ridurre il volume delle scorie, a diminuire lo scarico degli
effluenti radioattivi nell'ambiente nonché alla trasformazione delle scorie in
forma tale da aumentare le possibilità di un successivo smaltimento in
condizioni di sicurezza.
Buoni risultati sono stati ottenuti per esempio con il processo di
centrifugazione - flocculazione per il trattamento degli effluenti liquidi
ottenuti durante l'esercizio degli LWR e con la denitrazione termica del
concentrato di ritrattamento;             con quest'ultimo processo dovrebbe essere
possibile ottenere un fattore di riduzione del volume di 4 e 5 volte rispetto
al processo tradizionale di bitumatura.
La riduzione del volume delle scorie prodotte è stata ottenuta anche nel
processo di fabbricazione dei combustibili a base di plutonio. Installando una
quarta barriera di contenimento nella linea di scatole a guanti per la
fabbricazione del combustibile è stato possibile ridurre del 10-15% il volume
di scorie contaminate dal plutonio diminuendo contemporaneamente dell'80% il
tenore di plutonio delle scorie.
Inoltre, al fine di comparare i vari processi esistenti, essenzialmente i
processi di trattamento per delle scorie liquide, è stata avviata all'inizio
del 1989 una campagna di interraffronti. Presso numerosi laboratori degli
Stati membri sono state eseguite prove ed esperimenti su campioni originali di
residui radioattivi e per quanto possibile nei siti in cui essi erano
disponibili in modo da evitare operazioni di trasporto.
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Per quanto riguarda la valutazione delle caratteristiche delle forme e degli
imballaggi di residui condizionati, è stato aggiornato ed esteso l'elenco
delle forme di riferimento per residui a bassa e media attività esaminati nel
corso del programma precedente. L'emissione di nuclidi della maggior parte dei
materiali di riferimento è stata misurata mediante prove di lisciviazione di
campioni altamente attivi. Per la misurazione dei tassi di lisciviazione in
condizioni di smaltimento sono iniziate le prove mediante lisimetro.            Per
quanto riguarda le forme solidificate di residui ad alta attività la CCE ha
avviato un progetto comune        internazionale a cui hanno partecipato 15
laboratori. Il progetto era imperniato sull'esame sperimentale, l'analisi e
la modellazione delle reazioni del vetro utilizzato per le scorie con i
materiali prescelti per il deposito e le sostanze di lisciviazione in
condizioni tipiche degli scenari di analisi delle prestazioni. I risultati
hanno mostrato una stretta concordanza dei dati misurati ed un ampio consenso
su modelli di corrosione ed emissione.
E' stata avviata una nuova azione sul controllo di qualità delle             scorie
condizionate e sono stati conseguiti notevoli progressi nel campo delle prove
non distruttive, per esempio è stato messo a punto un analizzatore prototipo
a scansione CT ad alta risoluzione successivamente utilizzato per individuare
i vuoti, le incrinature e la mancanza di omogeneità nei bidoni dei residui a
bassa attività e nei      blocchi di vetro contenenti scorie "simulate" di
dimensioni reali. Inoltre è stato svolto un esperimento tra i vari laboratori
per prove non distruttive di concentrazione degli attinidi nei bidoni
contenenti    residui  che     hanno    consentito    di   migliorare    i  metodi
d'interpretazione dei dati e di definire i limiti dei vari sistemi.
Per quanto riguarda la ricerca sulla messa a punto dei depositi in formazioni
geologiche le attività si sono concentrate sulla caratterizzazione dei siti
potenziali e delle rocce ospite nonché sullo studio dei fenomeni di migrazione
dei radionuclidi attraverso la geosfera. Il catalogo europeo delle formazioni
adatte allo smaltimento delle scorie,          redatto nel corso dei programmi
precedenti, è stato completato da un inventario delle formazioni esistenti sul
territorio spagnolo.
Per la caratterizzazione dei siti terrestri potenziali sono state migliorate
le tecniche di misurazione; per esempio sonde elettromagnetiche nei pozzi per
il rilevamento delle fratture nel granito e tecniche di misurazione delle
emanazioni gassose per il rilevamento e la caratterizzazione delle fratture e
delle faglie nelle argille. La comprensione del comportamento delle masse
rocciose di grandi dimensioni sotto l'influenza delle sollecitazioni termiche
e/o indotte dagli scavi è stata migliorata mediante indagini di vasta portata
in situ nel granito      (Fanay-Augères - F ) ,    nell'argilla   (Mol - B) e in
formazioni saline (Asse - D ) . I dati in situ in merito alla reologia del sale
sono stati utilizzati per il progetto COSA (Comparison of Rock-Mechanics
Computer Codes for Salt - raffronto dei codici computerizzati della meccanica
delle rocce per il sale). Nel corso di questo progetto quadriennale dodici
gruppi   specializzati di tutta      la Comunità     hanno potuto    verificare e
convalidare i codici ed i modelli sul comportamento geomeccanico del salgemma.
In questa campagna comparativa sono stati ottenuti risultati particolarmente
soddisfacenti ed è stato fatto un primo passo per il controllo della qualità
del software in questo settore.
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 E' proseguito il progetto MIRAGE (Migrazione dei radionuclidi nella geosfera)
 avviato nel 1983 e coordinato dalla Commissione al fine di fornire dati
 sperimentali e convalidare le analisi di sicurezza. L'obiettivo principale del
 progetto riguarda le indagini in situ e le prove comparative per le tecniche
 di misure, le concezioni ed i codici computerizzati.
 Nell'ambito del COCO-club (Colloidi e Complessi) più di 20 laboratori hanno
 coordinato le proprie attività di ricerca i materia di complessazione dei
 radionuclidi con sostanze organiche naturali e artificiali, produzione di
 colloidi nelle acque sotterranee e meccanismi fondamentali di ritenzione nei
 sistemi acquiferi.    Sono state svolte campagne comparative in merito alla
 caratterizzazione degli acidi umici naturali e dei colloidi naturali che hanno
 consentito di affinare notevolmente le conoscenze su tali problemi delicati.
 Esperimenti  di migrazione     in situ    (prove mediante traccianti) vengono
 realizzati nel laboratorio sotterraneo in strato di argilla a Mol (B) e nello
 strato acquifero sabbioso a Drigg (UK).
Per la previsione a lungo termine dei processi di migrazione sono stati messi
a punto e migliorati i codici geochimici e di flusso delle acque sotterranee.
Al fine di verificare le capacità comunitarie di modellazione geochimica è
stata realizzata una campagna internazionale denominata CHEMVAL a cui hanno
partecipato 14 gruppi. Tale azione ha consentito di sviluppare una base di
dati geochimici     da utilizzare per la modellazione e di verificare e
convalidare i codici geochimici.
Particolare importanza è stata dedicata allo studio delle analogie naturali di
processi che risultano essenziali nella previsione del comportamento a lungo
termine dei depositi.       In particolare la CCE ha preso l'iniziativa di
costituire nel 1985 un "gruppo di lavoro internazionale sulle analogie
naturali" che ha tenuto riunioni plenarie ad intervalli periodici ed un
importante simposio a Bruxelles nel 1987.         Questa alleanza informale tra
sperimentatori e modellatori provenienti da gruppi di ricerca e di valutazione
di tutti i principali programmi internazionali ha permesso di fare notevoli
passi in avanti verso la definizione delle esigenze in materia di analogie
naturali, i loro potenziali realistici e sostegno della modellazione per la
valutazione delle prestazioni e i principi in gioco per una loro corretta
applicazione.
E' stato portato a termine il progetto PAGIS per la valutazione della
sicurezza dei sistemi di smaltimento        (valutazione delle prestazioni dei
sistemi di isolamento geologico) iniziato nel 1982. L'obiettivo principale del
progetto riguardava la valutazione della capacità in genere di vari sistemi di
smaltimento dei residui di confinare o limitare a livelli accettabili il
rilascio di     radionuclidi   incorporati   in scorie   condizionate  altamente
radioattive dopo la chiusura dei depositi sotterranei.
Il personale scientifico appartenente ai vari Stati membri ha collaborato su
basi metodologiche comuni, utilizzando ipotesi realistiche di progettazione e
di dati basate, per quanto possibile, sulle caratteristiche reali di siti.
Sono state esaminate tre formazioni rocciose che si trovano comunemente negli
Stati membri: argilla, granito e sale; sono stati aggiunti sedimenti in alto
mare come alternativa allo smaltimento terrestre.
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 Sono stati definiti gli scenari di evoluzione normale e di evoluzione
modificata in funzione di eventuali perturbazioni. Sono stati eseguiti calcoli
 ad approccio deterministico e calcoli stocastici, questi ultimi per analisi di
 incertezza e sensibilità globale. Nessun risultato ottenuto ha d3to origine a
dubbi sulla fattibilità dello       smaltimento sicuro dei residui altamente
 radioattivi in una delle soluzioni esaminate a condizione di scegliere siti
adeguati e progettare depositi in funzione di validi principi ingegneristici.
 Il risultato non cambia anche volendo tener conto delle numerose incertezze
 ancora esistenti negli attuali modelli e dati.
Nel 1986, a completamento del progetto PAGIS, è stato avviato il progetto
PACOMA (valutazione delle prestazioni dei confinamenti per residui a media
attività e residui alfa). Lo studio applica la stessa metodologia definita per
il progetto PAGIS. Sono stati raccolti i dati sull'inventario delle scorie e
sui pregetti di deposito e sono stati definiti modelli a campo vicino. I
calcoli sono attualmente in corso e i risultati sono previsti verso la metà
del 1989.
In considerazione dei numerosi risultati parziali e specifici ottenuti durante
l'esecuzione dei programmi precedenti e attualmente disponibili per il
programma in corso, è risultato necessario valutare e ottimizzare i vari
progetti globali di gestione dei residui radioattivi. Sono state prese in
esame, in particolare, dui categorie dì residui è" precisamente le scorie
Drodotte dai reattori e le guaine. Inoltre è stato effettuato un raffronto tra
i vari aspetti della gestione dei residui per lo smaltimento diretto del
combustibile esaurito per il ritrattamento. Sono stati definiti i diagrammi di
flusso delle correnti di scorie e le linee gestionali, sulla base delle
procedure correnti negli Stati membri e quindi il più vicino possibile alla
realtà. Nella     successiva valutazione sono stati considerati   vari aspetti
quali la fattibilità, la disponibilità e le caratteristiche radiologiche ed
economiche. Al fine di consentire un raffronto tra soluzioni gestionali che
presentano notevoli differenze di costo e di valori di esposizione alle
radiazioni sono state sviluppate procedure destinate a fornire una base
razionale per le valutazioni comparative.
Parallelamente a questi studi di sistemi è stato dato l'avvio anche alla
definizione comune dei criteri di gestione e deposito dei residui nonché alla
valutazione delle impostazioni possibili a livello comunitario per il deposito
delle scorie. E' stata redatta una relazione contenente una panoramica dei
principi, delle norme e dei criteri tecnici ecc. applicabili allo smaltimento
dei residui radioattivi nella Comunità europea. Sono stati identificati i
settori in cui è possibile un approccio comune.
Vengono inoltre effettuati attualmente inventari preliminari riguardanti le
quantità di scorie prodotte dall'industria, dalla ricerca e dalla medicina
nonché le attuali procedure di gestione seguite nei principali paesi.
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Gli impianti sotterranei relativi alla parte B del programma sono aperti alla
collaborazione comunitaria da parte degli organismi responsabili degli Stati
membri sul cui territorio vengono costruiti gli impianti.       All'inizio del
programma nel 1985 sono stati definiti tre progetti,        rispettivamente il
progetto HAW nella miniera di sale di Asse (RFG) il progetto HADES nello
strato di argilla di Boom a Mol (B) e il progetto ATLAS in Francia. Nel corso
del programma 1985-1989 è stato possibile realizzare soltanto i primi due
progetti in quanto il terzo è stato ritardato a causa di una decisione del
governo francese nel 1987.
Il progetto HAW riguarda il collocamento di 30 contenitori metallici saldati
altamente radioattivi, blocchi di vetro al borosilicato con quantità calibrate
di Cs-137 e Sr-90 in sei pozzi ubicati in due gallerie sperimentali a 800 m
di profondità nella miniera di sale di Asse nella RF di Germania. Dovrebbero
essere collocati nella miniera di Asse all'inizio del 1989 dove rimarrebbero
per un periodo di cinque anni.         Per la manipolazione dei contenitori
radioattivi e la loro sistemazione è stato messo a punto e collaudato un
sistema tecnico completo formato da barili per il trasporto,        veicolo di
trasporto, macchina per lo smaltimento e slitta per il pozzo e quindi è stato
raggiunto uno degli obiettivi. Il progetto viene svolto dallo "Institut fur
Tieflagerung" della "Gesellshaft fur Strahlen- und Umweltforschung mbH".
Dall'inizio del progetto si è instaurata una stretta collaborazione tra la GSF
e la Fondazione per la ricerca sull'energia dei Paesi Bassi (ECN). Questa
collaborazione internazionale è stata ampliata attraverso la partecipazione
della "Agence Nationale pour la Gestion des Déchets Radioactifs" (ANDRA) (F) e
dalla "Empresa Nacional de Residuos Radioactivos SA" (ENRESA) (E). Il
progetto, il primo del genere, si è trasformato in un progetto internazionale
a cui partecipano numerosi organismi degli Stati membri.
Il secondo progetto è il progetto HADES per il quale      è stata scavata con
successo una galleria sperimentale nello strato argilloso di Boom sottostante
il sito nucleare di Mol (B) tra l'aprile e il dicembre 1987. La galleria è
lunga 63 m, con un diametro interno di 3,5 m, ed è stata realizzata in stretta
collaborazione tra SCK/CEN (B) e ANDRA (F). La prima sezione, lunga circa
45 m, è stata effettuata per conto di SCK/CEN ed è rivestita da segmenti di
calcestruzzo; la seconda sezione è rivestita da pilastri d'acciaio scorrevoli
ed è stata realizzata per ANDRA.     Questa collaborazione deve ancora essere
estesa con la partecipazione del gruppo di consulenza geotecnica (UK).
La costruzione della galleria sperimentale ha consentito la dimostrazione
diretta e proficua    delle capacità di deposito in un'argilla plastica con
caratteristiche e condizioni     rappresentative  di una    formazione ospite
argillosa per lo smaltimento dei residui radioattivi. Le due diverse tecniche
di rivestimento sono state applicate con successo e i risultati delle prove
hanno dimostrato che l'impianto e la roccia ospite si sono comportati secondo
le previsioni.
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                                    ALLEGATO 2
                        DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA   PROPOSTO
                                      PARTE A
                                     COMPITO 1
                Studi dei sistemi e armonizzazione delle tecniche
                    e delle politiche di gestione dei residui
OBIETTIVI: * VALUTARE L'ATTUABILITÀ', LA DISPONIBILITÀ', L'INTERESSE ECONOMICO
              E L'INCIDENZA RADIOLOGICA DI VARI SISTEMI DI GESTIONE GLOBALE PER
              DIFFERENTI TIPI DI RESIDUI RADIOATTIVI
           * ELABORARE CONGIUNTAMENTE DEI CRITERI COMUNI PER LA GESTIONE E LO
              SMALTIMENTO DEI RESIDUI RADIOATTIVI
           * VALUTARE VARI APPROCCI DEL PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO DEFINITIVO
              A LIVELLO COMUNITARIO
           * VALUTARE L'APPLICABILITÀ' DELLE RICERCHE SUI RESIDUI RADIOATTIVI
              AI PROBLEMI DELLA GESTIONE E DELL'ELIMINAZIONE DEI RESIDUI
              TOSSICI INDUSTRIALI
Nel corso del precedente programma sono stati effettuati studi di sistemi su
reattore nucleare e sui residui del ciclo del combustibile. Sono state inoltre
riesaminate le caratteristiche comuni e le disparità nelle varie normative
nazionali e nelle varie tecniche di gestione dei residui radioattivi. Le
ricerche verrebbero estese ad altri tipi di residui radioattivi,               alla
valutazione comparativa dei metodi di smaltimento dei residui tossici, a studi
di armonizzazione qualora ne emerga la necessità e ad aspetti della gestione
dei residui radioattivi di interesse comunitario.
1. Studi di sistemi
   - Sistema 1: residui radioattivi derivanti dallo smantellamento di impianti
     nucleari
     Come   elementi     di   base   verranno    utilizzati    i    dati   ottenuti
     dall'attuazione del programma comunitario "smantellamento degli impianti
     nucleari".
     Verrà valutata l'adeguatezza dei sistemi di deposito attualmente in
     istudio relativi ai residui derivanti da operazioni di smantellamento;
     verranno inoltre precisati i requisiti specifici per questa categoria di
     residui.
   - Sistema 2: combustibile spento dichiarato "residuo"
     Oltre al combustibile spento derivante dalle centrali nucleari per uso
     commerciale,    verranno studiati in modo particolare i vari tipi di
     combustibile    spento  che non     vengono   ritrattati    per   vari motivi
     (combustibile per reattore di        ricerca,    combustibile    sperimentale,
     combustibile speciale MOX, ecc.).
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   " Sistema 3: residui non soggetti a controllo di legge
     Verrà effettuata un'indagine parametrica delle conseguenze sui sistemi di
     gestione dei residui non soggetti (in misura differente) a controllo,
      soprattutto nel caso di macerie in calcestruzzo derivanti da operazioni
     di smantellamento.
2. Armonizzazione delle tecniche e delle politiche     di gestione   dei residui
   radioattivi                                                              """""""
   - Elaborazione di criteri comuni per l'esenzione di particolari colate di
     residui dal controllo di legge (cemento armato, suolo contaminato, ecc.)
   - Elaborazione di sistemi armonizzati di classificazione per la scelta di
     depositi caratteristici e di formazioni geologiche
   - Dimensioni multinazionali    della gestione    dei   residui   radioattivi;
     trattamento intercomunitario dei componenti    dei  residui;    sistemi per
     depositi regionali.
3- Valutazione comparativa delle tecniche di smaltimento e         deposito   per
   diversi metodi di gestione di residui tossici e radioattivi
   - Analogie e differenze delle tecniche di gestione dei due tipi di residui
   - Individuazione dei settori in cui le attività di R&S e i risultati
     relativi ai residui radioattivi possono presentare un interesse per la
     gestione e l'eliminazione dei residui tossici.
Contributo comunitario: 3,8 Mio di ECU in cinque anni.
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                                       COMPITO 2
                        Trattamento dei residui radioattivi
 OBIETTIVI: * MINIMIZZAZIONE      DEGLI    SCARICHI    DI    SOSTANZE     RADIOATTIVE
               NELL'AMBIENTE
             * RIDUZIONE DEL VOLUME DI RESIDUI DESTINATI A DEPOSITO DEFINITIVO
             * AZIONI ALLA     FONTE  PER    IMPEDIRE  LA   PRODUZIONE    DI     RESIDUI
               RADIOATTIVI
             * APPLICAZIONE DI CONTROLLI MIGLIORI
 Data la necessità di ridurre ulteriormente gli scarichi di sostanze
 radioattive nell'ambiente e i costi di gestione dei residui radioattivi
occorre proseguire le azioni di ricerca sul trattamento di questi materiali.
 Inoltre, è necessario elaborare dei programmi globali di controllo dei
processi di trattamento e di condizionamento dei residui in modo che queste
 sostanze siano conformi alle specifiche tecniche e alle normative in materia.
Si intende proseguire gli studi sugli argomenti che seguono, sulla base dei
risultati degli studi di sistemi effettuati nel corso del precedente
programma.
1. - Minimizzazione degli scarichi radioattivi/tossici da impianti nucleari
      . Miglioramento delle capacità       di decontaminazione dei processi di
        trattamento convenzionali per       residui liquidi di attività bassa e
        intermedia.
      . Eliminazione   di  sostanze    tossiche   da  effluenti   liquidi    eli   bassa
        attività.
2. - Riduzione delle quantità e delle cause di residui
      . Riduzione del volume di residui mediante fusione, denitrazione termica,
        disidratazione.
      . Applicando    processi    di    decontaminazione    di    elevata      potenza,
        utilizzazione di agenti solventi per estrazione, ossidanti o riducenti
        fortemente selettivi in modo da ottenere trasformazioni della categoria
        di residui, se possibile a livelli inferiori a quelli previsti dalle
        norme in materia.
      . Azioni alla fonte per impedire la produzione di residui radioattivi.
        Verranno considerate in via prioritaria le azioni di ricerca che
        prevedono il trattamento di campioni originali di residui radioattivi
        su scala rappresentativa.
3. - Controllo e sorveglianza avanzati dei processi
      . Sviluppo di sistemi affidabili e sensibili per il               controllo      e
        sorveglianza, in particolare per applicazioni in linea.
Contributo della Comunità: 6,8 Mio di ECU, in cinque anni.
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                                    COMPITO 3
           Caratterizzazione e qualificazione delle forme di residui,
                     dei condizionamenti e del loro ambiente"
OBIETTIVI: * COLLAUDO E VERIFICA DI MODELLI E BASI DI DATI CHE DESCRIVONO
              L'EVOLUZIONE A LUNGO TERMINE DEI CONTENITORI DI IMBALLAGGIO DEI
              RESIDUI NEI DEPOSITI DEFINITIVI
            * DETERMINAZIONE DELLE PROPRIETÀ' E CARATTERISTICHE DELLE FORME DI
              RESIDUI E DEL LORO AMBIENTE
            * MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO E DELLA QUALITÀ' DEL PRODOTTO
Durante gli scorsi programmi sono state studiate diverse possibili forme di
rifiuti e scorie e materiali di barriera. Molti materiali collaudati si sono
comportati in modo soddisfacente nelle prove a breve termine, ma occorre
disporre di risultati di test a più lungo termine. Oltre alle forme di residui
già conosciute, verranno studiati dei nuovi prodotti in modo da determinarne
la conformità alle recenti disposizioni di legge e verranno inoltre sottoposti
ad esame dei tipi di impaccamento e di condizionamento derivanti da operazioni
di smantellamento.
Una parte consistente degli studi riguarderà la verifica di modelli e di basi
di dati sui periodi di attività delle scorie, necessari per la valutazione dei
rischi del deposito. Si cercherà di dimostrare la validità delle previsioni a
lungo termine collaudando i modelli rispetto a sistemi analoghi naturali
rappresentativi di forme di residui in matrice vetrosa.       Inoltre, verranno
perfezionate le tecniche di controllo della qualità e le apparecchiature di
prova già portate avanti nel precedente programma,      come azione di ricerca
coordinata congiuntamente tra le competenze degli impianti di trattamento,
delle agenzie preposte all'eliminazione e al deposito e le autorità di
regolamentazione.
1- Qualità e    caratteristiche  di  forme   di residui   di  attività bassa  e
   intermedia
   - Caratterizzazione di forme di residui eterogenei
   - Influenza del caricamento di scorie e delle dimensioni dell'impaccamento
     e del condizionamento sulla qualità del prodotto
   - Effetti della radiazione, della corrosione, della biodegradazione, ecc.
     sui residui, ai fini della loro stabilità
   - Generazione di gas per radiolisi di corrosione e decomposizione biologica
   - Solubilità dei nuclidi in scorie condizionate, mobilità dei colloidi ed
     effetti di agenti complessanti
   - Modellazione del termine-sorgente per depositi di scorie di attività
     bassa e intermedia.
2. Caratterizzazione dei residui di attinidi e dei residui di forte attività
   solidificati
   - Danno strutturale da radiazione alfa e neutronica
   - Omogeneità dei prodotti di residui su scala reale
   - Meccanismi di liberazione di nuclidi in condizioni di deposito definitivo
   - Studio di analogie naturali per forme di scorie in matrice vetrosa e
     ceramica
   - Applicazione di modelli di termini-sorgente a sistemi analoghi naturali.
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3. Proprietà e caratteristiche dei contenitori e dei materiali circostanti
   - Resistenza alla corrosione di contenitori per residui
   - Sicurezza della manipolazione dei contenitori - integrità in condizioni
     di incidente
   - Comportamento   dei   contenitori   in   condizioni   di    immagazzinamento
     temporaneo prolungato
   - Interazioni chimico-fisiche di materiali di ripiena/tamponamento con
     imballaggi di scorie - modellazione dei fenomeni di migrazione
   - Permeabilità dei materiali ai fluidi.
4. Test radionuclidi: elaborazione di metodi ed apparecchiature standard per
   applicazioni specifiche
   - Controllo in linea dei processi di trattamento e di condizionamento dei
     residui
   - Misurazioni distruttive e non distruttive delle scorte di nuclidi
   - Metodi attivi e passivi di test di particelle alfa e di neutroni
   - Apparecchiature mobili di analisi
5- Controllo della qualità di prodotti    residui e elaborazione di metodi di
   collaudo (diverso dal punto 4)
   - Definizione di tecniche e procedure di campionatura
   - Verifica della composizione chimica
   - Rilevamento di sostanze non desiderate o non dichiarate
   - Rilevamento/misurazione     dell'interazione     scorie/matrice,       della
     generazione di gas, della corrosione dei contenitori e di rigonfiamenti
   - Misurazione di    proprietà   fisiche   dei prodotti     residui   e degli
     imballaggio-omogeneità, indurimento, resistenza meccanica, ecc.
   Ove possibile,saranno preferite tecniche di prova non distruttive.
Contributo della Comunità: 16,8 Mio di ECU, in cinque anni.
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                                    COMPITO 4
                      Smaltimento dei residui radioattivi;
    ricerche d'appoggio per la definizione dei siti di deposito sotterraneo
OBIETTIVI * MESSA A PUNTO DI APPARECCHIATURE ED IMPIANTI DI SMALTIMENTO E
             VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO A LUNGO TERMINE DELLA BARRIERA
             GEOLOGICA PER LA MODELLAZIONE DI PREVISIONI
Le precedenti ricerche hanno notevolmente        accresciuto il bagaglio di
conoscenze sulle possibilità di deposito delle scorie in strati geologici,
sulle possibili tecniche e materiali di ripiena dei depositi e sui fenomeni di
eventuale migrazione dei radionuclidi contenuti nelle scorie attraverso la
barriera geologica. Per il passaggio però alla realizzazione del concetto di
deposito geologico occorrono ulteriori lavori di ricerca e sviluppo sulle
sostanze geologiche in esame (ad esempio granito, argilla, cupole tettoniche o
strati salini), sulla costruzione e sull'utilizzazione dei depositi nonché
sulle reali proprietà di isolamento dell'intero sistema. A tal fine, gli studi
qui previsti riguarderanno i settori che seguono.
1. Ricerche sui siti e sulla loro caratterizzazione
   . Ottenimento di dati e modellazione dei sistemi geologici mediante prove
     in laboratorio e in loco; approfondimento delle conoscenze sui fattori
     geodinamici (geoprospettiva).
   . Elaborazione e miglioramento di opportune tecniche di misurazione delle
     proprietà caratteristiche delle formazioni geologiche (ad esempio: sonde
     da trivellazione per misurazioni geochimiche sulle acque sotterranee,
     rilevamento e caratterizzazione delle fratture, studio sul flusso delle
     acque sotterranee e sulla permeabilità dei gas).
2. Progettazione, costruzione e funzionamento di depositi sotterranei
   . Tecnologia del deposito;    valutazione dei piani e delle metodologie di
     collocazione.
   . Messa a punto e collaudo di opportuni materiali, metodologie e procedure
     tecniche per la sistemazione di materiale di ripiena e per la sigillatura
     dei vari pozzi, gallerie e trivellazioni dei depositi sotterranei.
3. Migrazione dei radionuclidi nella geosfera (progetto MIRAGE)
   . Geochimica degli attinidi e dei prodotti di fissione nei sistemi
     acquiferi naturali;    ruolo delle sostanze organiche e complesse sul
     trasporto dei radionuclidi; meccanismi fondamentali di ritenzione.
   . Esperimenti di migrazione in loco ed elaborazione di opportune tecniche
     per l'acquisizione    di dati    su larga scala da utilizzare nella
     modellazione del trasporto dei radionuclidi.
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       Verifiche in natura dei processi di migrazione geologica (fenomeni
       analoghi naturali) ai fini della comprensione del comportamento a lungo
       termine dei sistemi di isolamento geologico.
       Elaborazione, miglioramento e comparazione dei concetti, dei codici
       informatici e delle basi di dati da utilizzare in modelli di predizione
       della migrazione dei radionuclidi.
Contributo della Comunità: 16,8 Mio di ECU, in cinque anni.
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                                   COMPITO 5
                          Valutazione della sicurezza
OBIETTIVO: * VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA DEI SISTEMI DI SMALTIMENTO
I progetti PAGIS (Performance Assessment of Geological Isolation Systems -
residui vetrificati) e PACOMA (Performance Assessment on the Confinement of
Medium-level and Alpha waste) sono stati portati a termine nel corso del
precedente programma.     I relativi    risultati mostrano che gli effetti
radiologici degli impianti di smaltimento dei residui radioattivi possono
essere mantenuti entro i limiti di legge purché si scelgano oculatamente certi
parametri e determinati fattori. Inoltre, è stata definita una metodologia
europea di valutazione della sicurezza. In base alle conoscenze acquisite nel
corso dell'attuazione di questi due progetti pluriennali risulta necessario:
- riesaminare, migliorare e strutturare     la metodologia in modo da renderla
  quanto mai adeguata a situazioni reali;
- studiare la dipendenza dei risultati di una valutazione dell'efficacia dei
  vari parametri e fattori (ad es. l'importanza relativa del terreno vicino e
  lontano e, in particolare, delle barriere artificiali);
- effettuare valutazioni    complementari   con imballaggi   supplementari di
  materiale radioattivo (ad es. contenitori di combustibile s p e n t o ) ;
- armonizzare gli approcci di valutazione dell'efficacia.
Contributo della Comunità: 2,0 Mio di ECU, in cinque anni.
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                                       PARTE B
                            COSTRUZIONE E/O ESERCIZIO DI
                                IMPIANTI SOTTERRANEI
                 ACCESSIBILI ALLE ATTIVITÀ' CONGIUNTE COMUNITARIE
 I progetti specifici inclusi in questa parte del programma sono, per loro
 stessa natura, progetti di lunga durata.        I progetti 1 e 2 sono già stati
 avviati nel corso del precedente programma e verranno proseguiti. Per tutti
 questi progetti è stata autorizzata la cooperazione comunitaria da parte degli
organi nazionali competenti per i territori in cui sono situati i relativi
 impianti. I progetti riguardano impianti sperimentali e pilota non a scopi
 industriali. Grazie a questi impianti sarà possibile trarre conferma o meno,
 in loco, dei criteri di progettazione di cui si dovrà tener conto per la
 costruzione di impianti industriali di smaltimento, definire tecniche per la
 sistemazione delle scorie radioattive o verificare la praticità del sito di
deposito.
I residui o materiali radioattivi che verranno utilizzati in alcuni progetti
per lo studio delle condizioni di esercizio analoghe a quelle previste per un
impianto industriale, saranno ricuperabili.
Come nel precedente programma, è prevista, tra l'altro,          la collaborazione
anche di     ricercatori   appartenenti    a Stati    membri  diversi  da quelli
partecipanti all'esecuzione dei progetti, soprattutto attraverso distacchi
temporanei di personale e la possibilità di effettuare ricerche complementari
mediante attività specifiche;         le modalità    per quest'ultima    forma di
collaborazione verranno specificate caso per caso e per ciascun progetto verrà
istituito uno specifico comitato del progetto.
II controllo e la responsabilità dell'esecuzione dei progetti saranno di
competenza degli organismi o istituti presso cui verranno svolti i progetti
stessi.
Oltre ai progetti descritti in appresso,       altri potranno essere aggiunti nel
corso dell'esecuzione del programma.
PROGETTO N° 1: IMPIANTO SOTTERRANEO PILOTA NEL GIACIMENTO SALINO DI ASSE      (*)
Nell'ambito del programma precedente è stato avviato il progetto sul
deposito-prova di residui di forte radioattività, con la sistemazione anche di
30 sorgenti di scorie radioattive di alta attività ad una profondità di 800 m
nel giacimento di sale di Asse.         Ad attività di ricerca complementari vi
partecipano anche organismi olandesi, francesi e spagnoli. Parallelamente a
questo progetto inizieranno altre nuove attività riguardanti il deposito-
prova di altri tipi di residui è la dimostrazione della sigillatura delle
gallerie.
(*) Presentato dalle autorità della Repubblica federale di Germania.
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 Lavori previsti dal programma comunitario per il periodo 1990-1994
 - Deposito di prova per scorie di forte radioattività. Questa prova verrà
    approfondita; verrà costantemente controllato e studiato il comportamento
    della massa di sale irradiata e riscaldata. Verranno effettuati collaudi
   periodici del sistema tecnico di sistemazione e dei relativi componenti. Al
   termine del periodo di prova verranno ricuperati tutti i materiali-fonte di
    scorie.
 - Deposito di prova per l'elaborazione e il collaudo di opportuni metodi di
   smaltimento in strati salini di scorie di radioattività intermedia che
   producono calore (guaine di elementi di combustibile spento,              componenti
   strutturali di elementi di combustibile,              fanghi di depurazione del
   combustibile) nonché di elementi di combustibile irradiato da reattori ad
   alta temperatura. I bidoni di scorie verranno sistemati in quattro pozzi di
   grande diametro. Le scorie vere e proprie verranno ricuperate e utilizzate
   dopo un periodo di deposito di tre anni.
- Deposito di prova per la dimostrazione dell'attuabilità tecnica dello
   smaltimento diretto di elementi di combustibile spento di reattori ad acqua
   leggera e per l'osservazione dei materiali di confinamento e di ripiena
   nonché   del   salgemma     circostante   i pozzi      di   trivellazione    per  la
   sistemazione. In due gallerie parallele verranno sistemati sei contenitori
   POLLUX e gli effetti del combustibile spento verranno simulati mediante
   riscaldamento elettrico. La fase di collaudo durerà cinque anni.
- Prova, su larga scala, della sigillatura dei pozzi di accesso all'area del
   deposito allo scopo di dimostrare la possibilità di sigillare efficacemente
   le parti di un deposito industriale in cui sono stati collocati dei residui
   radioattivi isolandole dalle parti ancora operative. Merrà costruito uno
   sbarramento-diga in una galleria di dimensioni reali progettata per il
   caricamento da due lati in caso di eventuale intrusione di acqua salmastra o
   di gas. Il periodo previsto per la prova è di quattro anni.
Contributo della Comunità (studi complementari         inclusi):   15,0 Mio di ECU in
5 anni.
PROGETTO    N° 2:     IMPIANTO    SOTTERRANEO   PILOTA    NELLO   STRATO   DI   ARGILLA
SOTTOSTANTE IL SITO NUCLEARE DI MOL (*)
Nel programma precedente è stato scavato un pozzo di prova nello strato di
argilla di Boom,       a 220 m al di sotto del sito nucleare di Mol,             che ha
dimostrato l'attuabilità di gallerie,          a grandezza operativa,       in argilla
plastica profonda.      Inoltre, un istituto francese ha. collaudato un sistema
alternativo di isolamento delle gallerie, con risultati positivi. A questo
programma sperimentale vi partecipano anche organismi francesi e britannici.
Lavori previsti dal programma della Comunità nel periodo 1990-1994
. Controllo     degli    esperimenti    in   corso    (giacimento-prova,      prove di
  riscaldamento     delle    gallerie   e   una    prova    combinata   riscaldamento-
  irradiazione).
(*) Presentato dalle autorità belghe.
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  . Dimostrazione della concezione dello smaltimento dei residui in galleria
    mediante lo scavo di una galleria supplementare a quella già esistente,
    collocamento di una serie di contenitori fittizi riscaldati elettricamente e
    di dimensioni reali, riempimento della galleria e controllo.
 . Studi di progettazione di un impianto pilota su grande scala.
 Contributo della Comunità   (studi complementari  inclusi):     5,0 Mio di ECU in
 5 anni.
 PROGETTO N° 3: IMPIANTO SOTTERRANEO DI VERIFICA, IN FRANCIA     (*)
 Il programma francese prevede la scelta di un possibile sito di smaltimento di
 residui radioattivi    in profondità nel 1991.        Attualmente,      sono stati
 preselezionati quattro siti, rispettivamente in strati di argilla, granito,
 sale e scisto. Verrà studiata l'adeguatezza del sito prescelto mediante un
 impianto sotterraneo di verifica la cui entrata in funzione è prevista per il
 1994.
 Lavori previsti dal programma della Comunità per il periodo 1990-1994
 . Giacimento-prova e caratterizzazione della formazione durante la costruzione
   del pozzo di accesso.
 . Progettazione dell'impianto     sotterraneo di   verifica   e   definizione    del
   programma sperimentale.
Contributo della Comunità       (inclusi   gli studi    complementari     previsti):
3,0 Mio di ECU, in 5 anni.
PROGETTO N° 4: IMPIANTO SOTTERRANEO DI VERIFICA, NEL REGNO UNITO       (**)
Il progetto britannico di smaltimento di residui di radioattività intermedia e
bassa in profondità prevede l'individuazione di alcuni possibili siti nel
1989. Dopo gli studi esplorativi su questi siti ne verrà prescelto uno verso
il 1993. verrà quindi studiata l'adeguatezza del sito mediante un impianto
sotterraneo di verifica la cui entrata in funzione è prevista dopo il 1994.
Lavori previsti dal programma della Comunità per il periodo 1990-1994
. Caratterizzazione del sito prescelto per il deposito dalla superficie del
   terreno.
. Studio della formazione durante la costruzione di un pozzo d'accesso.
. Progettazione preliminare dell'impianto sotterraneo di verifica.
Contributo della Comunità      (inclusi    gli studi   complementari      previsti):
2,0 Mio di ECU, in 5 anni.
(*) Presentato dalle autorità francesi.
(**) Presentato dalle autorità del Regno Unito.
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                                         ALLEGATO 3
                                    SCHEDA FINANZIARIA
1. Linea di bilancio
   - N. 7351
   - Denominazione: gestione dei residui radioattivi
   - Programma inserito nel programma-quadro 1987-1991
      (linea d'azione 5 . 1 ) .
2. Base giuridica
   Articolo 7 del trattato che istituisce la CEEA.
3. Descrizione e obiettivo dell'azione
   L'azione    riguarda     un programma    quinquennale     (1990-1994)   di    ricerca a
   partecipazione finanziaria che rappresenta la prosecuzione del programma adottato
   con decisione del Consiglio 85/199/Euratom del 12 marzo 1985 (GU L 38, del
   25.3.1985 pag. 20) e che si concluderà nel 1989. Il presente programma è uno degli
   elementi del "programma-quadro delle azioni comunitarie di ricerca e sviluppo
   tecnologico (1987-1991)" approvato con decisione del Consiglio 87/516/Euratom,
   CEE del 28 settembre 1987 (GU L 302, del 24.10.1987, pag. 1 ) .
   Il programma comprende le due parti seguenti:
            Parte A: Gestione dei residui e azioni associate di R&S
                   Compito 1: - Studi dei sistemi e armonizzazione delle tecniche         e
                                delle politiche di gestione dei residui
                  Compito 2: - Trattamento dei residui radioattivi
                  Compito 3: - Caratterizzazione e qualificazione delle forme di
                                residui , dei condizionamenti e del loro ambiente
                  Compito 4: - Smaltimento dei residui radioattivi;            ricerche di
                                appoggio per la definizione dei siti di deposito
                                sotterraneo
                  Compito 5: - Valutazione della sicurezza
            Parte B: Costruzione e/o esercizio di        impianti   sotterranei   aperti ad
                      azioni congiunte della Comunità
                  Progetto 1: - Impianto sotterraneo pilota nel giacimento salino di
                                 Asse (Repubblica federale di Germania)
                  Progetto 2: - Impianto sotterraneo pilota        nello strato argilloso
                                 sottostante il sito nucleare di Mol in Belgio
                  Progetto 3: - Impianto sotterraneo di verifica in Francia
                  Progetto 4: - Impianto sotterraneo di verifica nel Regno Unito
   L'obiettivo del programma consiste nel garantire la migliore protezione per la
   popolazione e per l'ambiente e nel proseguire lo sviluppo e il perfezionamento in
   comune della qestione dei residui radioattivi.
   L'azione riguarda in particolare:
   - le autorità responsabili della sicurezza nucleare e della protezione contro le
     radiazioni;
   - gli esercenti delle centrali nucleari;
   - gli organismi pubblici e le società private competenti nella ricerca nucleare ed
     interessate quindi in qualità di contraenti potenziali.
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4. Motivazione dell'azione
   L'azione è necessaria     per il  conseguimento  dell'obiettivo  indicato   in
   precedenza al punto 3.
   La necessità di un'azione comunitaria in questo settore è stata
   ripetutamente riconosciuta dal Consiglio in particolare nelle due decisioni
   citate al punto 3.
5. Incidenza finanziaria dell'azione nei confronti delle spese
   5.1. Costo totale per tutta la durata prevista:
         Importo ritenuto necessario = 79,6 Mio di ECU
   5.2. Ripartizione del finanziamento:
        La    spesa complessiva prevista nel quadro dell'azione è di circa
         150 Mio di ECU e il 53% di detto importo (pari a 79,6 Mio di ECU) deve
        essere coperto dal bilancio comunitario.
   5.3. Scadenzario pluriennale degli stanziamenti
        Lo scadenzario degli stanziamenti di impegno e di pagamento viene
        indicato in previsione dell'approvazione dell'azione entro la fine del
        1989. Comunque, per far fronte all'eventualità di un'approvazione
        ritardata nel corso del 1990, il progetto di bilancio per il 1990 è
        stato stabilito mettendo in evidenza 1 Mio di ECU di stanziamenti di
        impegno e di pagamento dell'azione precedente (1985-1989).          Tale
        importo comprende le spese per il personale attuale (6A, 3B, 3C) fino
        a 0,913 Mio di ECU e le spese di funzionamento amministrativo fino a
        0,087 Mio di ECU anche in assenza di una decisione sul programma. Di
        conseguenza, nel progetto di bilancio gli stanziamenti 1990 per
        l'azione   1990-1994 sono stati      portati da 30 a 29 Mio di ECU
        (stanziamenti di impegno) e da 9 a 8 Mio di ECU (stanziamenti di
        pagamento).    Qualsiasi spesa per la nuova azione impegnata sugli
        stanziamenti del programma precedente sarà trasferita alla nuova
        azione non appena interverrà la decisione sul programma.
        E' opportuno rilevare che il progetto di bilancio per il 1990
        comprende 8,5 Mio di ECU di stanziamenti di pagamento per l'azione
        1985-1989 al fine di consentire il pagamento di attività impegnate ma
        non ancora completate.
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                        Stanziamenti d'impegno (in Mio di ECU)
                             1
                                            1993  1994     1995    1990-1994
                     1990     1991  1992
 Personale          1.212 1.300 1.370     1.373   1.408             6.663
 Funz.amministr. 0.390 0.335 0.330        0.325  0.315              1.695
 Contratti        28.398 22.265 14.300    6.002  0.277      -     71.242
 Totale           30.000 23.900 16.000    7.700  2.000      -     79.600
                      Stanziamenti di pagamento (in Mio di ECU)
                   1990     1991   1992   1993   1994    1995    1990-1994
 Personale         1.212 1.300 1.370 1.373       1.408             6.663
 Funz. amministr .0.390 0.335 0.330 0.325        0.315              1.695
 Contratti         7.398 15.016 16.287 13.319    8.594   10.628   71.242
 Totale           9.000 16.651 17.987 15.017 10.317      10.628   79.600
5.4. Metodo di calcolo
     5.4.1. Spese di personale
     Gli stanziamenti sono stati valutati sulla base dell'organico seguente:
     - 6 funzionari di categoria A nel 1990, 7 funzionari A a partire dal 1991
     - 4 funzionari di categoria B
     - 3 funzionari di categoria C
     I calcoli sono basati sui dati stabiliti per il progetto preliminare di
     bilancio per l'esercizio 1990 (e precisamente: A: 93 000 ECU; B: 58 000
     ECU; C: 37 000 ECU) e su un tasso annuo di aumento del 4% per tener conto
     dell'evoluzione del livello generale dei prezzi nella Comunità.
     II personale assegnato al precedente programma 1985-1989 è formato da 6
     funzionari A, 3 funzionari B e 3 funzionari C; tale organico deve essere
     aumentato di 1 funzionario B nel 1990 (calcolato al 50% del costo annuo
     per 1 funzionario B nell'anno di designazione) e 1 funzionario A nel 1991
     (anch'esso calcolato al 50% del costo annuo di un funzionario A nell'anno
     di designazione).
     Gli stanziamenti per spese di personale         comprendono   anche  le spese di
     missione e del personale ausiliario.
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         5-4.2. Spese di funzionamento amministrativo
                Le spese di funzionamento amministrativo comprendono:
                - l'organizzazione delle riunioni dei gruppi di lavoro;
                - l'impiego   di   apparecchiature   di   elaborazione  dati  e
                  telecomunicazioni;
                - il sostegno alle attività di coordinamento.
                  I calcoli sono basati su esigenze medie e sull'esperienza
                  ricavata dal programma 1985-1989.
         5.4.3. Spese per contratti
                Gli stanziamenti riguardano il contributo finanziario della
                Comunità (normalmente del 50%) per le spese sostenute dai
                contraenti nello svolgimento delle attività di ricerca e
                sviluppo previste dal programma.      Sono previste azioni di
                valutazione del programma e di revisione dei contratti.
6. Finanziamento delle spese
   Gli stanziamenti richiesti per la partecipazione finanziaria della Comunità
   a tale azione saranno iscritti nei futuri bilanci della Comunità.
7. Sistema di controllo previsto
   Controllo amministrativo da parte della Direzione generale controllo
   finanziario e della divisione contratti della Direzione generale affari
   scientifici,    ricerca e sviluppo per quanto riguarda l'esecuzione del
   bilancio e la regolarità delle spese.
   Controllo scientifico a cura del competente comitato consultivo in materia
   di gestione e di coordinamento (CGC) e dei funzionari responsabili della
   Direzione generale affari scientifici, ricerca e sviluppo.
   Valutazione sulla base del "piano d'azione comunitario relativo alla
   valutazione delle attività di ricerca e sviluppo della Comunità europea nel
   periodo 1987-1991" (C0M(86) 660 def.).
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                                   ALLEGATO 4
 PARERE DEL COMITATO CONSULTIVO IN MATERIA DI GESTIONE E DI COORDINAMENTO CGC6
   "ENERGIA NUCLEARE DI FISSIONE - CICLO COMBUSTIBILE/TRATTAMENTO E DEPOSITO
                                  DELLE SCORIE"
Nel corso della riunione del 16 febbraio 1989 il comitato consultivo in
materia di gestione e di coordinamento "Energia nucleare di fissione - ciclo
combustibile/trattamento e deposito delle scorie" (CGC6) ha esaminato una
proposta di programma di ricerca e sviluppo a compartecipazione finanziaria
per la gestione e il deposito dei residui radioattivi 1990-1994 (doc.
CGC6/88-22 Rev.1).
Il programma proposto rappresenta la prosecuzione del programma in corso
1985-1989 ed è basato sui risultati positivi ed incoraggianti ottenuti finora.
Come per il passato,      il nuovo programma sarà imperniato su due parti
principali:    la parte A riguarderà la gestione dei residui e le azioni
associate di R&S e la parte B riguarderà la costruzione e/o l'esercizio di
impianti sotterranei aperti ad azioni congiunte della Comunità.
Il programma proposto sarà realizzato attraverso contratti a compartecipazione
finanziaria conclusi con     società private ed organismi pubblici competenti
negli Stati membri, con un bilancio di 79,6 Mio di ECU e un organico di 14
funzionari.
Il comitato ritiene che il programma costituisca una base adeguata per
attività opportunamente bilanciate comprendenti:     (a) studi dei sistemi e
armonizzazione delle tecniche e delle strategie di gestione dei residui, (b)
attività nel campo del trattamento, condizionamento e smaltimento dei residui,
(e) valutazione della sicurezza dello smaltimento dei residui (d) impianti
pilota sotterranei.
Il comitato ritiene che la costruzione e/o l'esercizio di impianti pilota
sotterranei in numerosi Stati membri sia della massima importanza in questo
stadio di    sviluppo dei sistemi di smaltimento delle scorie. Raccomanda
comunque di sorvegliare attentamente nel corso del programma il totale degli
stanziamenti assegnati alle due parti del programma al fine di garantire il
trasferimento di fondi dalla parte B alla parte A qualora tale azione sia
giustificata dallo stato di avanzamento dei lavori riguardanti gli impianti
pilota sotterranei e da considerazioni in materia di spesa e priorità
rispettive dei progetti a quel momento.
IL comitato rileva con soddisfazione che il nuovo programma terrà conto anche
della gestione di altri tipi di residui quali le scorie derivanti dallo
smantellamento delle centrali e il combustibile esaurito quando viene
considerato come scoria.
Tn conclusione, il comitato sostiene all'unanimità il programma proposto dai
servizi della Commissione sia per il contenuto tecnico che per l'importo del
finanziamento.
Bruxelles, 16 febbraio 1989
                                                       J. LEFEVRE
                                                       Presidente del CGC 6
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                                     ALLEGATO 5
                     PARERE DEL COMITATO SCIENTIFICO E TECNICO
 1. Nel corso della riunione del 13 marzo 1989 il comitato scientifico e
     tecnico ha esaminato la proposta di programma di R&S a compartecipazione
     finanziaria per la gestione e il deposito dei residui radioattivi 1990-1994
     che comporta uno stanziamento di 79,6 Mio di ECU e un organico di 14
     funzionari.
 2. Il comitato ritiene che il programma per la gestione e il deposito dei
     residui radioattivi sia particolarmente importante a causa del continuo
     sfruttamento dell'energia nucleare nella Comunità. Il comitato considera
     la cooperazione    internazionale,in particolare tra gli Stati membri della
     Comunità, particolarmente vantaggiosa per questi lavori.
 3. Il comitato sottolinea che molte tecnologie di gestione delle scorie sono
    già disponibili e risultano soddisfacenti in base alla precedente ricerca
    scientifica. E' comunque necessario ottimizzare l'impiego di tali metodi e
    fornire prove convincenti per poter impiegare le tecnologie in maniera
    sicura e rassicurare il pubblico in materia di sicurezza dello smaltimento
    a lungo termine.
4. Il comitato rileva con soddisfazione che il terzo programma (1985-1989) ha
    fornito risultati particolarmente validi che dovrebbero essere messi a
    disposizione, al più presto e in maniera completa, sia dei responsabili per
    la gestione delle scorie che del pubblico. Il quarto programma proposto
    rappresenta la prosecuzione pratica del precedente.
5. Il comitato sottolinea l'importanza di una rapida progressione verso i
    progetti dimostrativi ma date le incertezze esistenti nei tempi previsti
    oer tali progetti dovrebbe essere mantenuto un certo grado di flessibilità
    tra le parti A e B del programma.
6. Il comitato accoglie favorevolmente i seguenti punti specifici:
    - l'ampliamento della portata del programma al fine di inserire le scorie
       derivanti dallo smantellamento delle centrali e i combustibili esauriti
       considerati come scorie; in questo contesto è auspicabile stabilire i
       contatti necessari con il programma in materia di smantellamento;
    - l'importanza assegnata alle garanzie       e controllo di qualità nella
       gestione dei residui;
    - il risalto dato al pieno sfruttamento delle analogie naturali in quanto
       solo in tal modo è possibile ottenere     informazioni sulle percentuali
       effettive di migrazione dei radionuclide su un arco di più secoli in
       strutture geologiche reali.
7. Per consentire al pubblico di inquadrare la gestióne delle scorie nucleari
   nella giusta prospettiva, il CST intende sottolineare l'importanza di poter
   considerare in maniera comparabile i residui tossici nucleari e non
    nucleari: il programma non dovrebbe neppure trascurare eventuali metodi
   alternativi di trattamento delle scorie nucleari a più lungo termine.
8. Il comitato sostiene pertanto all'unanimità il programma proposto sia per
   il contenuto tecnico che per il finanziamento richiesto.
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                                    ALLEGATO 6
                        PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
     CHE ADOTTA UN PROGRAMMA SPECIFICO DI RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO
    PER LA COMUNITÀ' EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA NEL CAMPO DELLA GESTIONE
                      E DEL DEPOSITO DEI RESIDUI RADIOATTIVI
                                    (1990-1994)"
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,      in
particolare l'articolo 7,
vista la proposta della Commisisone        presentata   previa consultazione   del
comitato scientifico e tecnico (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che il ricorso all'energia nucleare comporta inevitabilmente la
produzione di residui radioattivi e che è pertanto essenziale adottare
soluzioni efficaci     per garantire     la sicurezza e la protezione delle
popolazioni e dell'ambiente nei confronti dei rischi potenziali associati alla
gestione di tali residui;
considerando che il quarto programma d'azione delle Comunità europee in
materia    ambientale,     oggetto  della   risoluzione    del Consiglio    e dei
rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio,
del 19 ottobre 1987 (4) ribadisce la necessità di un'azione comunitaria per la
gestione ed il deposito dei residui radioattivi;
considerando che con la sua risoluzione del 18 febbraio 1980 (5) concernente
la realizzazione di un piano d'azione comunitario (1980-1992) in materia di
residui radioattivi,      il Consiglio si è dichiarato deciso a garantire la
continuità dei programmi di ricerca e sviluppo di questo settore per tutta la
durata del piano;
considerando che il Consiglio,       con l'adozione del programma-quadro delle
azioni comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico (1987-1991) (6)
riconosce l'interesse di un'attività in materia di "Fissione:            sicurezza
nucleare" comprendente un settore di R&ST "gestione dei residui radioattivi";
considerando che il programma per la gestione e il deposito dei residui
radioattivi,    adottato con la decisione 85/199/Euratom (7),         ha fornito
risultati positivi ed ha aperto prospettive incoraggianti che è opportuno
completare e convalidare attraverso la realizzazione di azioni di ricerca,
sviluppo e dimostrazione rappresentative delle condizioni reali di gestione e
di deposito dei residui radioattivi che possono essere previste per il futuro;
(1) GU  C
(2) GU  C
(3) GU  C
(4) GU C328, del 7.12.1987.
(5) GU  C 51, del 29.2.1980, pag. 1.
(6) GU  L 302, del 24.10.1987, pag. 1.
(7) GU  L 83, del 25.3.1985, pag. 20.
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 DECIDE:
                                    Articolo 1
Viene approvato per un periodo di cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 1990
un programma di ricerca e sviluppo tecnologico per la Comunità europea
dell'energia atomica nel campo della gestione e del deposito dei residui
 radioattivi definito nell'allegato.
                                    Articolo 2
L'importo ritenuto necessario per l'esecuzione del programma ammonta a
79,6 Mio di ECU (= MECU), comprese le spese relative ad un organico di 14
funzionari.
                                    Articolo 3
Le disposizioni    particolari riguardanti l'attuazione del programma e       la
percentuale del    contributo finanziario della Comunità vengono definite     in
allegato.
                                    Articolo 4
1. Nel corso del terzo anno di realizzazione,        la Commissione riesamina il
    programma e invia una relazione sui risultati del proprio intervento al
    Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale. Tale
    relazione deve essere eventualmente accompagnata da proposte di modifica o
    ampliamento del programma.
2. Al termine del programma       la Commissione esegue una valutazione dei
    risultati conseguiti che essa trasmette al Consiglio, al Parlamento europeo
    e al Comitato economico e sociale.
3. Le relazioni citate in precedenza devono essere redatte tenendo presente
    gli obiettivi    indicati nell'allegato     alla presente decisione e in
    conformità    delle   disposizioni     dell'articolo 2,     paragrafo 2  del
    programma-quadro di cui alla decisione 87/516/Euratom, CEE.
                                    Articolo 5
Nella realizzazione del programma la Commissione è assistita dal comitato
consultivo in materia di gestione e di coordinamento CGC6 "Energia nucleare di
fissione - ciclo combustibile/trattamento e deposito delle scorie" istituito
con la decisione 84/338/Euratom/CEEA/CEE (1).
                                    Articolo 6
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a                                                  Per il Consiglio
                                                         Il presidente
(1) GU L 177, del 4.7.1984, pag. 25.
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                                     ALLEGATO
                    alla proposta di decisione del Consiglio
1. Contenuto del programma e ripartizione del finanziamento
   Obiettivo del programma è il perfezionamento e la dimostrazione di un
   sistema di gestione dei residui radioattivi prodotti dall'industria
   nucleare in grado di garantire,        in tutte le sue fasi,     la migliore
   protezione possibile dell'uomo e dell'ambiente.
   Il programma comprende:
   Parte A: Gestione dei residui e azioni associate di R&S
      Compito 1:  - Studi dei sistemi e armonizzazione delle tecniche e delle
                     politiche di gestione dei residui
      Compito 2:  - Trattamento dei residui radioattivi
      Compito 3:  - Caratterizzazione e qualificazione delle forme di residui,
                     dei condizionamenti e del loro ambiente
      Compito 4:  - Smaltimento dei residui radioattivi; ricerche di appoggio
                     per la definizione dei siti di deposito sotterraneo
      Compito 5:  - Valutazione della sicurezza
   Parte B: Costruzione e/o esercizio di impianti sotterranei aperti ad azioni
            congiunte della Comunità
      Progetto 1: - Impianto sotterraneo pilota nel giacimento salino di Asse
                     nella Repubblica federale di Germania
      Progetto 2: - Impianto    sotterraneo   pilota  nello  strato   argilloso
                     sottostante il sito nucleare di Mol in Belgio
      Progetto 3: - Impianto sotterraneo di verifica in Francia
      Progetto 4: - Impianto sotterraneo di verifica nel Regno Unito
   Ai progetti precedenti se ne potranno aggiungere altri nel corso del
   programma.
   Il 70% circa dello stanziamento complessivo è destinato alla parte A e il
   rimanente 30% alla parte B.
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2. Attuazione del programma
   Il programme    viene reelizzeto essenzielmente ettreverso contratti a
   compartecipazione finanzierie conclusi con organismi pubblici o società
   private del settore, comprese le piccole e medie imprese, all'interno degli
   Stati membri.
   Oltre ai contratti di ricerca a compartecipazione finanziaria, il programma
   può essere svolto anche mediante contratti di studio,           progetti di
   coordinamento nonché con le concessione di borse di studio per formazione e
   mobilità dei ricercatori.     Tali contratti e sovvenzioni devono essere
   eventualmente assegnati in base ad una procedura di selezione successive
   alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee di
   inviti a presentare proposte.
   Il contributo comunitario non supererà di norme il 50% dei costi totali
   rimborsabili del progetto.     In alternativa,   nel caso di università o
   istituti analoghi,    la Comunità può sostenere fino el 100% dei costi
   marginali che si aggiungono ai normali costi sostenuti senza l'esecuzione
   del progetto.
   I progetti specifici di ricerca coordinate già evvieti nel precedente
   programma saranno proseguiti al fine di promuovere ed intensificare la
   collaborezione tre i gruppi dei veri Steti membri.      In perticolere sera
   favorita la cooperazione internazionale nell'ambito dei progetti delle
   parte B (impianti sotterranei).
   Le informazioni ricavate dall'esecuzione delle attività e compartecipezione
   finanziaria   saranno   accessibili   a  tutti  gli   Stati   membri   senza
   discriminazioni.   Le licenze e/o altri diritti metureti nel quedro del
   progremme serenno regoleti delle normeli condizioni contrettueli delle
   Comunità.
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3. Criteri di valutezione
    Il progremme deve essere veluteto de esperti indipendenti in conformità
   del pieno d'ezione comuniterio reletivo elle velutezione delle ettività di
    ricerce e sviluppo della Comunità europea (1). Ai fini delle velutezione
   devono essere considerati i criteri seguenti:
   - L'incidenza con la quale le proposte di ricerca sono state scelte in
      funzione dei criteri relativi;
   - la portate degli sviluppi sostenzieli in meterie di conoscenze, tecniche
      ed epperecchiature ricavati dell'ettività finenziete, in relezione egli
      obiettivi originali;
   - l'importanze potenziele dei risulteti nei confronti degli espetti
      sicurezze e protezione, in perticolere per quento riguarda lo smaltimento
      dei residui radioettivi;
   - l'importanza potenziale dei risultati nei confronti della gestione e
      dello smaltimento dei residui redioettivi e livello industriele;
   - le misure in cui è steto possibile promuovere lo scembio d'informezioni e
      le cooperazione transnezionale degli Stati membri;
   - il contributo del programma allo sviluppo delle politiche comunitarie del
      settore.
(1) COM (86) 660 def.
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COM(89) 226 def.
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che adotta un programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico per
ia Comunità europea dell'energia atomica nel campo della gestione e del
deposito dei residui radioattivi (1990-1994)
(presentata dalla Commissione)
 12.5.1989
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L—2985 Lussemburgo
Serie: DOCUMENTI
 1989 - 42 pag. - Formato cm 21,0 * 29,7
IT
ISSN: 0254-1505
•SBN: 92-77-49549-9
N. di catalogo : CB-CO-89-186-IT-C
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COM(89) 226 def.
DOCUMENTI
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che adotta un programma specifico di ricerca e
sviluppo tecnologico per la Comunità europea
dell'energia atomica nel campo della gestione e
del deposito dei residui radioattivi (1990-1994)
(presentata dalla Commissione)
 12                                          12.5.1989
N. di catalogo : CB-CO-89-186-IT-C
ISBN : 92-77-49549-9
€
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE