CELEX: 52012PC0496
Language: it
Date: 2012-09-11
Title: /* COM/2012/0496 final - 2011/0276 (COD) */

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		52012PC0496
		
			/* COM/2012/0496 final - 2011/0276 (COD) */ /* COM/2012/0496 final - 2011/0276 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE

1.                      
CONTESTO DELLA PROPOSTA

Il 6 ottobre 2011 la Commissione ha presentato
la sua proposta di regolamento recante disposizioni comuni sul FESR, sul FSE,
sul FC, sul FEASR e sul FEAMP e disposizioni generali sui fondi della politica
di coesione [COM(2011) 615 definitivo]. 
Tale proposta di regolamento recante
disposizioni comuni (RRDC) prevedeva l'adozione di un quadro strategico comune
(QSC) che, come recitano i considerando 14 e 15:
"…traduca gli obiettivi dell'Unione in
azioni chiave per i Fondi del QSC così da indicare una direzione strategica più
chiara per il processo di programmazione a livello di Stati membri e di
regioni. Il quadro strategico comune dovrebbe agevolare il coordinamento
settoriale e territoriale dell'intervento dell'Unione nell'ambito dei Fondi del
QSC e con altre politiche e strumenti dell'Unione rilevanti.
Il quadro strategico comune dovrebbe
pertanto stabilire i principali settori di intervento, le sfide territoriali
cui rispondere, gli obiettivi strategici, i settori prioritari per le attività
di cooperazione, i meccanismi di coordinamento e i meccanismi per garantire la
coerenza con le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione." 
La proposta della Commissione definiva gli
obiettivi e il contenuto del QSC agli articoli 10 e 11 del RRDC. L'articolo 12
della proposta prevedeva che il quadro strategico comune fosse adottato dalla
Commissione con un atto delegato. 
Sia il Consiglio che la commissione REGI del
Parlamento europeo hanno dichiarato di preferire che il QSC fosse adottato
quale allegato del regolamento e non con un atto delegato. In considerazione di
ciò e al fine di agevolare il raggiungimento di un compromesso tra le
istituzioni, la Commissione presenta la presente proposta legislativa
modificata che suddivide gli elementi del QSC tra un nuovo allegato (allegato
I) del RRDC e un atto delegato. La Commissione ribadisce tuttavia che tutti gli
elementi, siano essi inclusi nell'allegato o nell'atto delegato, rimangono
elementi non essenziali ai fini dell'articolo 290 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea e possono quindi essere modificati mediante
un atto delegato. Gli elementi essenziali sono contenuti negli articoli 11 e 12
del RRDC. 

2.                      
RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI
DI IMPATTO

Al fine di agevolare il dibattito, il 14 marzo
2012 è stato pubblicato un documento di lavoro dei servizi della Commissione
che definiva gli elementi principali del QSC [SWD(2012) 61]. 
Dopo aver esaminato tale documento di lavoro,
il Consiglio e la commissione REGI del Parlamento europeo hanno ribadito la
loro posizione, vale a dire, che il QSC debba essere adottato come allegato del
RRDC. Entrambi ritengono che il QSC sia un elemento essenziale dell'atto
legislativo, poiché a loro parere il QSC esprime scelte politiche sugli aspetti
fondamentali della politica di coesione. Le modifiche corrispondenti sono state
inserite nell'orientamento generale parziale adottato dal Consiglio
"Affari generali" il 24 aprile 2012 e nei progetti di relazione della
commissione REGI del Parlamento europeo.
È stata effettuata una valutazione d'impatto
relativa alla proposta legislativa originaria.

3.                      
ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA

La proposta legislativa modificata suddivide
gli elementi del QSC tra un nuovo allegato (allegato I) del RRDC e un atto
delegato. Le disposizioni relative al QSC che figurano nell'allegato sono
elementi non essenziali dell'atto legislativo, a norma dell'articolo 290 del
TFUE, e possono pertanto essere modificate con un atto delegato. 
Il nuovo allegato contiene quattro sezioni,
riguardanti rispettivamente: 1) i mezzi per garantire la coerenza con le
politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione, 2) i meccanismi di
coordinamento tra i fondi del QSC e con altre politiche e altri strumenti
pertinenti dell'Unione, 3) i principi orizzontali e gli obiettivi politici
trasversali e 4) le modalità per affrontare le sfide territoriali. Queste
sezioni si basano in particolare sulle sezioni 3, 4 e 5 del documento di lavoro
dei servizi della Commissione e sugli elementi pertinenti dei suoi allegati I e
II, adattando la formulazione ai requisiti del testo normativo. 
A sua volta l'atto delegato si comporrà di due
sezioni riguardanti: 1) le azioni indicative di elevato valore aggiunto europeo
e i principi corrispondenti per la loro realizzazione e 2) le priorità della
cooperazione. Queste due sezioni si basano in particolare sugli allegati I e II
del documento di lavoro dei servizi, ancora una volta con i necessari
adeguamenti giuridici. 
Le cifre riportate nella sezione sul quadro
finanziario e nella scheda finanziaria legislativa sono state aggiornate per
tener conto della proposta modificata della Commissione che stabilisce il
quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020[1].

4.                      
INCIDENZA SUL BILANCIO

La proposta modificata non ha alcuna incidenza
sul bilancio., tuttavia, la
disponibilità di nuovi dati e di nuove previsioni macroeconomiche e l'adesione
della Repubblica di Croazia comportano modifiche della dotazione assegnata alle
misure di coesione.

5.                      
SINTESI
DELLE MODIFICHE

La modifica riguarda i considerando 14, 15,
16, 83, 84 e 88 e gli articoli 2, 10, 11, 12, 14, 141 e 142. In seguito
all'aggiunta di un nuovo allegato I, è anche cambiata la numerazione degli
allegati in alcuni altri articoli (19, 83, 86, 87, 105, 106 e 107). Anche la
scheda finanziaria legislativa è stata aggiornata.
2011/0276 (COD)
Proposta modificata di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
recante disposizioni comuni sul Fondo europeo
di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli
affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e
disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo
sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006
del Consiglio
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 177,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[2], 
visto il parere del Comitato delle regioni[3],
visto il parere della Corte dei conti[4],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
L'articolo 174 del trattato prevede che, per
rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale al suo interno,
l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie
regioni e il ritardo delle regioni meno favorite o insulari, in particolare le
zone rurali, le zone interessate da transizione industriale e le regioni che
presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici. L'articolo 175
del trattato prevede che l'Unione appoggi la realizzazione di tali obiettivi
con l'azione che essa svolge attraverso il Fondo europeo agricolo di
orientamento e di garanzia, sezione "orientamento", il Fondo sociale
europeo, il Fondo europeo di sviluppo regionale, la Banca europea per gli
investimenti e altri strumenti.
(2)              
Conformemente alle conclusioni del Consiglio
europeo del 17 giugno 2010, con le quali è stata adottata la strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, l'Unione e
gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per conseguire una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva, promuovendo nel contempo lo sviluppo
armonioso dell'Unione e riducendo le disparità regionali.
(3)              
Al fine di migliorare il coordinamento e
armonizzare l'attuazione dei Fondi che forniscono sostegno nell'ambito della
politica di coesione, cioè il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il
Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione (FC), con i Fondi per lo
sviluppo rurale, cioè il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR),
e per il settore marittimo e della pesca, cioè il Fondo europeo per gli affari
marittimi e la pesca (FEAMP), si dovrebbero stabilire disposizioni comuni per
tutti questi Fondi ("Fondi del QSC"). Inoltre, il presente
regolamento reca disposizioni comuni al FESR, al FSE e al FC, che non si
applicano però al FEASR e al FEAMP. Date le particolarità di ciascun Fondo del
QSC, le norme specifiche applicabili a ciascun Fondo del QSC e all'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea" nel quadro del FESR dovrebbero
essere specificate in regolamenti distinti.
(4)              
Per quanto concerne la politica agricola comune
(PAC), si sono già ottenute importanti sinergie grazie a regole di gestione e
controllo uniformi e armonizzate per il primo pilastro (FEAGA – Fondo europeo
agricolo di garanzia) e il secondo pilastro (FEASR) della PAC. Lo stretto
legame tra FEAGA e FEASR va dunque preservato e le strutture già in essere
negli Stati membri vanno sostenute.
(5)              
Le regioni ultraperiferiche dovrebbero beneficiare
di misure specifiche e di finanziamenti supplementari volti a compensare gli
svantaggi derivanti dai fattori di cui all'articolo 349 del trattato.
(6)              
Per garantire l'interpretazione corretta e coerente
delle disposizioni e contribuire alla certezza del diritto per gli Stati membri
e i beneficiari, è necessario definire alcuni termini utilizzati nel
regolamento. 
(7)              
Il presente regolamento è strutturato in tre parti:
la prima reca i considerando e le definizioni, la seconda reca le regole
applicabili a tutti i Fondi del QSC e la terza reca disposizioni applicabili
esclusivamente al FESR, al FSE e al FC ("i Fondi"). 
(8)              
Ai sensi dell'articolo 317 del trattato e
nell'ambito della gestione concorrente occorre specificare le condizioni in base
alle quali la Commissione esercita le proprie responsabilità per l'esecuzione
del bilancio generale dell'Unione europea e precisare le responsabilità di
cooperazione degli Stati membri. L'applicazione di tali condizioni dovrebbe
consentire alla Commissione di ottenere l'assicurazione che gli Stati membri
utilizzano i Fondi del QSC legittimamente, regolarmente e conformemente al
principio di sana gestione finanziaria di cui al regolamento (CE, Euratom) n.
1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento
finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (di seguito
il "regolamento finanziario")[5]. Gli Stati membri e gli
organismi da essi designati a tal fine sono responsabili dell'attuazione dei
programmi al livello territoriale appropriato, secondo il quadro istituzionale,
giuridico e finanziario dello Stato membro. Queste disposizioni garantiscono
altresì che si presti attenzione alla necessità di assicurare la
complementarità e la coerenza dell'intervento dell'Unione, la proporzionalità
delle disposizioni amministrative e una riduzione del carico amministrativo
gravante sui beneficiari dei Fondi del QSC.
(9)              
Gli Stati membri organizzano, rispettivamente per
il contratto di partenariato e per ciascun programma operativo, un partenariato
con le autorità regionali, locali, cittadine e le altre autorità pubbliche
competenti, le parti economiche e sociali e gli organismi che rappresentano la
società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non
governative e gli organismi di promozione della parità e della non
discriminazione. L'obiettivo di tale partenariato è rispettare il principio
della governance a più livelli, garantire la titolarità degli interventi
programmati in capo alle parti interessate e sfruttare l'esperienza e le
competenze dei soggetti coinvolti. È opportuno che alla Commissione sia
conferito il potere di adottare atti delegati recanti un codice di condotta per
garantire il coinvolgimento costante dei partner nella stesura,
nell'attuazione, nel controllo e nella valutazione dei contratti di
partenariato e dei programmi.
(10)          
Le attività dei Fondi del QSC e gli interventi da
essi finanziati dovrebbero essere conformi alle norme applicabili del diritto
dell'Unione e nazionale direttamente o indirettamente collegato all'esecuzione
dell'intervento.
(11)          
Nel quadro dell'impegno inteso a rafforzare la
coesione economica, sociale e territoriale, l'Unione dovrebbe mirare, in tutte
le fasi di attuazione dei Fondi del QSC, a eliminare le ineguaglianze e
promuovere la parità tra uomini e donne, nonché a combattere le discriminazioni
fondate su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali,
disabilità, età o orientamento sessuale.
(12)          
Gli obiettivi dei Fondi del QSC dovrebbero essere
perseguiti nel quadro dello sviluppo sostenibile e della promozione, da parte
dell'Unione, dell'obiettivo di tutelare e migliorare l'ambiente, conformemente
agli articoli 11 e 19 del trattato, tenendo conto del principio "chi
inquina paga". Gli Stati membri dovrebbero fornire informazioni sul
sostegno agli obiettivi relativi al cambiamento climatico conformemente
all'impegno ambizioso di destinare almeno il 20% del bilancio dell'Unione a
tale finalità, sulla base di una metodologia adottata dalla Commissione
mediante un atto di esecuzione. 
(13)          
Al fine di conseguire gli obiettivi generali e
specifici della strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, i Fondi del QSC dovrebbero concentrare il sostegno su
un numero limitato di obiettivi tematici. È opportuno che l'ambito preciso di
ciascuno dei Fondi del QSC sia descritto nelle regole specifiche di ciascun
fondo ed è possibile circoscriverlo ad alcuni soltanto degli obiettivi tematici
definiti nel presente regolamento. 
(14)          
Al fine massimizzare il contributo
dai Fondi del QSC e di fornire una direzione strategica chiara al processo di
programmazione a livello di Stati membri e regionale, La Commissione dovrebbe adottare con atto delegato è opportuno istituire un quadro strategico
comune che traduca gli obiettivi dell'Unione in azioni
chiave per i Fondi del QSC così da indicare una direzione strategica più chiara
per il processo di programmazione a livello di Stati membri e di regioni. Il quadro strategico comune dovrebbe agevolare il
coordinamento settoriale e territoriale dell'intervento dell'Unione nell'ambito
dei Fondi del QSC e con altre politiche e strumenti dell'Unione rilevanti.
(15)          
Il quadro strategico comune dovrebbe pertanto stabilire i principali settori di intervento, definire i mezzi per garantire la coerenza con le politiche
economiche degli Stati membri e dell'Unione, i meccanismi di coordinamento tra
i Fondi del QSC e con altre politiche e altri strumenti pertinenti dell'Unione,
i principi orizzontali e gli obiettivi strategici trasversali, le modalità per
affrontare le sfide territoriali cui rispondere,
azioni indicative di elevato valore aggiunto europeo e i
principi corrispondenti per la loro realizzazione e le priorità gli obiettivi strategici, i settori prioritari per le attività di
cooperazione, i meccanismi di coordinamento e i meccanismi per garantire la
coerenza con le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione.
(16)          
In base al quadro strategico comune adottato dalla Commissione, ogni Stato membro dovrebbe
elaborare un contratto di partenariato in collaborazione con i partner e in
dialogo con la Commissione. Il contratto di partenariato dovrebbe trasferire
gli elementi contenuti nel quadro strategico comune nel contesto nazionale e
stabilire impegni forti per il raggiungimento degli obiettivi dell'Unione
attraverso la programmazione dei Fondi del QSC. 
(17)          
Gli Stati membri dovrebbero concentrare il loro
sostegno per garantire un contributo significativo al raggiungimento degli
obiettivi dell'Unione secondo le loro specifiche esigenze di sviluppo nazionali
e regionali. Si dovrebbero definire condizionalità ex-ante per garantire che
sussistano le condizioni quadro necessarie per un uso efficace del sostegno
dell'Unione. Il rispetto di tali condizionalità ex ante dovrebbe essere
accertato dalla Commissione nell'ambito della valutazione del contratto di
partenariato e dei programmi. Nei casi in cui non venisse soddisfatta una
condizionalità ex-ante, la Commissione dovrebbe avere il potere di sospendere i
pagamenti a favore del programma.
(18)          
Per ciascun programma si dovrebbe definire un
quadro di riferimento dei risultati al fine di monitorare i progressi compiuti
verso il raggiungimento degli obiettivi generali e specifici stabiliti nel
corso del periodo di programmazione. La Commissione, in collaborazione con gli
Stati membri, dovrebbe effettuare una verifica dei risultati nel 2017 e nel
2019. Si dovrebbe prevedere una riserva di efficacia e di efficienza e
assegnarla nel 2019 qualora le tappe fondamentali stabilite nel quadro di
riferimento dei risultati siano state raggiunte. Non ci dovrebbe essere alcuna
riserva di efficacia e di efficienza per i programmi di "Cooperazione
territoriale europea" vista la loro diversità e il loro carattere
plurinazionale. Nei casi in cui il raggiungimento delle tappe fondamentali o
degli obiettivi è lontano, la Commissione dovrebbe poter sospendere i pagamenti
al programma o eseguire rettifiche finanziarie alla fine del periodo di
programmazione, al fine di garantire che il bilancio dell'Unione non sia
sprecato o usato in modo inefficiente. 
(19)          
Stabilire un legame più stretto tra politica di
coesione e governance economica dell'Unione garantirà che l'efficacia della
spesa nell'ambito dei Fondi del QSC si fondi su politiche economiche sane e che
i Fondi del QSC possano, se necessario, essere riorientati per rispondere ai
problemi economici che un paese si trova ad affrontare. Questo processo deve
essere graduale e il punto di partenza sono le modifiche del contratto di
partenariato e dei programmi a sostegno delle raccomandazioni del Consiglio
volte ad affrontare gli squilibri macroeconomici e le difficoltà
socioeconomiche. Se, nonostante l'accresciuto impiego dei Fondi del QSC, uno
Stato membro non dovesse adottare provvedimenti efficaci nel quadro del
processo di governance economica, la Commissione dovrebbe avere il diritto di
sospendere, in tutto o in parte, i pagamenti e gli impegni. Nel tener conto
dell'impatto che i singoli programmi hanno nel far fronte alla situazione
socioeconomica dello Stato membro interessato e delle precedenti modifiche del
contratto di partenariato, le decisioni relative alle sospensioni dovrebbero
essere proporzionate ed effettive. Nel decidere le sospensioni, la Commissione
dovrebbe inoltre rispettare il principio della parità di trattamento tra Stati
membri, tenendo conto in particolare dell'impatto della sospensione
sull'economia dello Stato membro interessato. Le sospensioni dovrebbero essere
revocate e i fondi dovrebbero essere nuovamente messi a disposizione dello
Stato membro interessato non appena quest'ultimo adotta i provvedimenti
necessari.
(20)          
Si dovrebbero definire elementi comuni a tutti i
programmi per garantire la centralità del raggiungimento degli obiettivi della
strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Per garantire la coerenza delle modalità di
programmazione dei Fondi del QSC, si dovrebbero uniformare le procedure di
adozione delle modifiche dei programmi. La
programmazione dovrebbe garantire la coerenza con il quadro strategico comune e
il contratto di partenariato e il coordinamento dei Fondi del QSC tra di loro,
con gli altri strumenti finanziari esistenti e con la Banca europea per gli
investimenti.
(21)          
Il trattato ha aggiunto la coesione territoriale
agli obiettivi della coesione economica e sociale ed è necessario affrontare il
ruolo delle città, delle aree geografiche funzionali e dei territori
subregionali che hanno specifici problemi geografici o demografici. A tal fine, per sfruttare meglio le potenzialità a
livello locale, occorre rafforzare e agevolare le iniziative di sviluppo locale
di tipo partecipativo stabilendo norme comuni e prevedendo uno stretto
coordinamento per tutti i Fondi del QSC. Un
principio essenziale dovrebbe essere quello di assegnare ai gruppi di azione
locale che rappresentano gli interessi della collettività la responsabilità
dell'attuazione delle strategie di sviluppo locale.
(22)          
Gli strumenti finanziari sono sempre più importanti
dato il loro effetto moltiplicatore sui Fondi del QSC, la loro capacità di
associare diverse forme di risorse pubbliche e private a sostegno di obiettivi
di politiche pubbliche e in quanto i finanziamenti a rotazione rendono tale
sostegno più sostenibile sul lungo periodo.
(23)          
Gli strumenti finanziari sostenuti dai Fondi del
QSC dovrebbero essere usati per rispondere a specifiche esigenze di mercato in
modo efficace sotto il profilo dei costi, conformemente agli obiettivi dei
programmi, evitando di produrre effetti di esclusione (crowding-out) dei
finanziamenti privati. La decisione di finanziare misure di sostegno tramite
strumenti finanziari dovrebbe quindi essere adottata sulla base di un'analisi
ex ante. 
(24)          
Gli strumenti finanziari dovrebbero essere
concepiti e attuati in modo da promuovere una notevole partecipazione delle
istituzioni finanziarie e degli investitori privati, sulla base di un'adeguata
condivisione dei rischi. Per risultare abbastanza interessanti da attrarre i
privati, gli strumenti finanziari devono essere concepiti e attuati in modo
flessibile. Le autorità di gestione dovrebbero quindi decidere in merito alle
forme di attuazione degli strumenti finanziari più appropriate per rispondere
ai bisogni specifici delle regioni beneficiarie, conformemente agli obiettivi
del programma interessato.
(25)          
Le autorità di gestione dovrebbero avere la possibilità
di fornire risorse dei programmi agli strumenti finanziari istituiti a livello
di Unione, o agli strumenti istituiti a livello regionale. Le autorità di
gestione dovrebbero inoltre avere la facoltà di attuare direttamente gli
strumenti finanziari, attraverso fondi specifici o fondi di fondi.
(26)          
L'ammontare delle risorse versate in qualsiasi
momento dai Fondi del QSC agli strumenti finanziari dovrebbe corrispondere
all'importo necessario per realizzare gli investimenti previsti e i pagamenti
ai destinatari finali, compresi i costi e le spese di gestione, determinati in
base ai piani aziendali e alle previsioni del flusso di cassa per un periodo
prestabilito non superiore a due anni.
(27)          
È necessario definire norme specifiche riguardanti
gli importi da accettare come spese ammissibili alla chiusura, per garantire
che le risorse versate dai Fondi del QSC, compresi i costi e le spese di
gestione, siano effettivamente usate per gli investimenti e i pagamenti ai
destinatari finali. È altresì necessario stabilire norme specifiche riguardanti
il reimpiego delle risorse imputabili al sostegno da parte dei Fondi del QSC,
compreso l'impiego delle risorse ancora disponibili dopo la chiusura dei
programmi.
(28)          
È opportuno che gli Stati membri provvedano al
controllo dei programmi al fine di esaminare l'attuazione e i progressi verso
il raggiungimento dei loro obiettivi. A tal
fine dovrebbero essere istituiti comitati di sorveglianza per i Fondi del QSC,
definendone la composizione e le funzioni. Si
potrebbero istituire comitati di sorveglianza congiunti per agevolare il
coordinamento tra i Fondi del QSC. Per garantire l'efficacia, i comitati di
sorveglianza dovrebbero avere la facoltà di formulare raccomandazioni alle
autorità di gestione circa l'attuazione del programma e di verificare i
provvedimenti adottati in risposta a tali raccomandazioni.
(29)          
L'allineamento delle disposizioni riguardanti la
sorveglianza e la rendicontazione dei Fondi del QSC è necessario per
semplificare i meccanismi di gestione a tutti i livelli. È importante garantire obblighi di rendicontazione
proporzionati, ma anche la disponibilità di informazioni esaustive sui
progressi compiuti quando si effettuano le verifiche principali. È dunque necessario che gli obblighi di
rendicontazione riflettano le esigenze di informazione che emergono in
determinati anni e siano in linea con la programmazione delle verifiche dei
risultati. 
(30)          
Ai fini del controllo dell'andamento dei programmi,
si dovrebbe svolgere ogni anno una riunione di riesame fra gli Stati membri e
la Commissione. Per evitare inutili oneri
amministrativi, è tuttavia opportuno che gli Stati membri e la Commissione
possano decidere di non organizzare la riunione.
(31)          
Per consentire alla Commissione di verificare i
progressi verso la realizzazione degli obiettivi dell'Unione, gli Stati membri
dovrebbero presentare relazioni sullo stato di attuazione dei contratti di
partenariato. Sulla base di queste relazioni la Commissione dovrebbero
presentare nel 2017 e nel 2019 una relazione strategica sui progressi realizzati.
(32)          
È necessario valutare l'efficacia, l'efficienza e
l'impatto dell'assistenza erogata dai Fondi del QSC al fine di migliorare la
qualità dell'esecuzione e dell'elaborazione dei programmi e determinarne
l'impatto in rapporto agli obiettivi della strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nonché in rapporto al PIL e al
tasso di disoccupazione, ove appropriato. È opportuno precisare le
responsabilità degli Stati membri e della Commissione al riguardo. 
(33)          
Per migliorare la qualità e l'elaborazione di
ciascun programma, e per verificare che gli obiettivi generali e specifici
possano essere conseguiti, occorre effettuare una valutazione ex ante di ogni
programma.
(34)          
L'autorità responsabile della preparazione del
programma dovrebbe definire un programma di valutazione. Nel corso del periodo
di programmazione, le autorità di gestione dovrebbero effettuare valutazioni
intese a valutare l'efficacia e l'impatto di un programma. Il comitato di
sorveglianza e la Commissione dovrebbero essere informati in merito ai
risultati delle valutazioni cosicché le decisioni di gestione risultino
agevolate.
(35)          
Dovrebbero essere effettuate valutazioni ex post
per esaminare l'efficacia e l'efficienza dei Fondi del QSC e il loro impatto
rispetto agli obiettivi generali dei Fondi del QSC e alla strategia dell'Unione
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
(36)          
È utile precisare i tipi di intervento che possono
essere realizzati come assistenza tecnica su iniziativa della Commissione e
degli Stati membri con il sostegno dei Fondi del QSC.

(37)          
Al fine di garantire un uso efficace delle risorse
dell'Unione ed evitare di concedere finanziamenti eccessivi a favore di
interventi generatori di entrate, è necessario definire le norme per il calcolo
della partecipazione dei Fondi del QSC a un intervento generatore di entrate. 
(38)          
Le date rispettivamente iniziale e finale di
ammissibilità della spesa dovrebbero essere definite in modo da garantire una
norma equa e uniforme applicabile all'attuazione dei Fondi del QSC in tutta
l'Unione. Al fine di agevolare l'esecuzione
dei programmi, è opportuno stabilire che la data iniziale di ammissibilità
della spesa possa essere anteriore al 1° gennaio 2014 se lo Stato membro in
questione presenta un programma prima di tale data. Al
fine di garantire un uso efficace dei fondi dell'UE e di ridurre i rischi per
il bilancio dell'UE, è necessario prevedere restrizioni al sostegno a favore di
interventi conclusi.
(39)          
Conformemente al principio di sussidiarietà e fatte
salve le eccezioni previste dai regolamenti (UE) n. […] [regolamenti FESR, FSE,
FC, CTE, FEASR, FEAMP], gli Stati membri dovrebbero adottare norme nazionali
sull'ammissibilità delle spese.
(40)          
Per semplificare l'impiego dei Fondi del QSC e
ridurre il rischio di errori prevedendo, ove necessario, una differenziazione
per tenere conto delle specificità della politica, è opportuno definire le
forme di sostegno, le condizioni armonizzate di rimborso delle sovvenzioni e
dei finanziamenti a tasso forfettario, le norme specifiche in materia di
ammissibilità per le sovvenzioni e le condizioni specifiche relative
all'ammissibilità degli interventi in funzione dell'ubicazione. 
(41)          
Perché l'intervento dei Fondi del QSC sia efficace
ed equo e produca un impatto sostenibile, dovrebbero essere previste
disposizioni che garantiscano il carattere durevole degli investimenti nelle
imprese e nelle infrastrutture e impediscano che i Fondi del QSC siano
sfruttati per produrre un vantaggio indebito. L'esperienza
ha dimostrato che un periodo di cinque anni è un periodo minimo appropriato da
applicare, tranne nel caso in cui le regole sugli aiuti di Stato prevedano un
periodo diverso. È opportuno escludere dal
requisito generale della durata nel tempo le azioni sostenute dal FSE e le
azioni che non comportano un investimento produttivo o un investimento in
infrastrutture, salvo che tale requisito derivi dalle regole applicabili sugli
aiuti di Stato, come pure i contributi agli o dagli strumenti finanziari.
(42)          
Gli Stati membri adottano misure adeguate per
garantire l'istituzione e il funzionamento corretti dei loro sistemi di
gestione e di controllo al fine di garantire l'uso legittimo dei Fondi del QSC. Dovrebbero dunque essere specificati gli obblighi
degli Stati membri relativamente ai sistemi di gestione e di controllo dei
programmi e alla prevenzione, individuazione e rettifica delle irregolarità e
delle violazioni del diritto dell'Unione. 
(43)          
Conformemente ai principi della gestione
concorrente, gli Stati membri dovrebbero avere la responsabilità primaria,
attraverso i propri sistemi di gestione e di controllo, dell'attuazione e del
controllo degli interventi dei programmi. Per rafforzare l'efficacia del
controllo relativo alla selezione e alla realizzazione degli interventi e il
funzionamento del sistema di gestione e controllo, vanno precisate le funzioni
dell'autorità di gestione.
(44)          
Per garantire l'affidabilità ex ante in rapporto
alla concezione e all'istituzione dei principali sistemi di gestione e di
controllo, gli Stati membri dovrebbero designare un organismo di accreditamento
responsabile dell'accreditamento e della revoca dell'accreditamento degli
organismi preposti alla gestione e al controllo.
(45)          
Si dovrebbero definire i poteri e le responsabilità
della Commissione relativi alla verifica del buon funzionamento dei sistemi di
gestione e di controllo, nonché i suoi poteri e responsabilità di imporre agli
Stati membri l'adozione di provvedimenti. La
Commissione dovrebbe anche avere la facoltà di effettuare audit mirati su
questioni relative alla sana gestione finanziaria al fine di trarre conclusioni
sull'efficacia e sull'efficienza dei Fondi.
(46)          
Gli impegni di bilancio dell'Unione dovrebbero
essere effettuati annualmente. Per garantire una gestione efficace dei
programmi è necessario stabilire norme comuni relative alle richieste di
pagamento intermedio, al pagamento del saldo annuale, ove applicabile e al
pagamento del saldo finale, fatte salve le norme specifiche prescritte per
ciascuno dei Fondi del QSC.
(47)          
Il pagamento del prefinanziamento all'avvio dei
programmi fa sì che lo Stato membro abbia i mezzi per fornire ai beneficiari il
sostegno per l'attuazione del programma a decorrere dalla sua adozione. Pertanto nell'ambito dei Fondi del QSC si
dovrebbero prevedere prefinanziamenti iniziali. La
liquidazione contabile del prefinanziamento iniziale dovrebbe essere effettuata
integralmente al momento della chiusura del programma.

(48)          
Per salvaguardare gli interessi finanziari
dell'Unione, si dovrebbero prevedere misure limitate nel tempo che consentano
all'ordinatore delegato di interrompere i pagamenti qualora emergano prove che
lascino supporre una carenza significativa nel funzionamento del sistema di
gestione e di controllo, prove di irregolarità riguardanti una domanda di
pagamento, ovvero in caso di mancata presentazione di documenti ai fini della
liquidazione dei conti.
(49)          
Per garantire che le spese cofinanziate dal
bilancio dell'Unione in ogni esercizio finanziario avvengano nel rispetto delle
norme applicabili, si dovrebbe istituire un quadro di riferimento adeguato per
la procedura annuale di liquidazione dei conti. In tale quadro, gli organismi
accreditati dovrebbero presentare alla Commissione, per ciascun programma, una
dichiarazione di affidabilità di gestione accompagnata dai bilanci annuali
certificati, da una relazione di sintesi sui controlli, un parere di audit e un
rapporto di controllo indipendenti. 
(50)          
Per salvaguardare il bilancio dell'Unione, può
essere necessario che la Commissione apporti rettifiche finanziarie. Per
garantire la certezza del diritto per gli Stati membri, è importante definire
le circostanze in cui le violazioni delle norme nazionali o dell'Unione
applicabili possono portare a rettifiche finanziarie da parte della
Commissione. Per assicurare che le rettifiche finanziarie che la Commissione
può imporre agli Stati membri siano connesse alla protezione degli interessi
finanziari dell'UE, esse dovrebbero limitarsi ai casi in cui la violazione
delle norme nazionali o dell'Unione riguarda direttamente o indirettamente
l'ammissibilità, la regolarità, la gestione o il controllo degli interventi e
della spesa corrispondente. Per garantire la proporzionalità, è importante che
la Commissione valuti la natura e la gravità della violazione nel decidere
l'importo della rettifica finanziaria. 
(51)          
Al fine di incoraggiare la disciplina finanziaria,
è opportuno definire le modalità di disimpegno di una parte dell'impegno di
bilancio in un programma, in particolare se un importo può essere escluso dal
disimpegno, soprattutto quando i ritardi di attuazione derivano da circostanze
indipendenti dalla volontà del soggetto interessato, anormali o imprevedibili,
e le cui conseguenze sono inevitabili malgrado la diligenza dimostrata. 
(52)          
Sono necessarie disposizioni generali supplementari
riguardanti il funzionamento specifico dei Fondi. In particolare, per
accrescerne il valore aggiunto, e per rafforzare il loro contributo alle
priorità della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva, il funzionamento di detti Fondi dovrebbe essere semplificato e concentrarsi
sugli obiettivi "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" e "Cooperazione territoriale europea". 
(53)          
Disposizioni supplementari per il funzionamento
specifico del FEASR e del FEAMP sono riportate nella normativa settoriale
pertinente. 
(54)          
Al fine di promuovere gli obiettivi del trattato in
materia di coesione economica, sociale e territoriale, l'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione" dovrebbe
sostenere tutte le regioni. Per garantire un sostegno equilibrato e graduale ed
essere in linea con il livello di sviluppo socioeconomico, le risorse del FESR
e del FSE destinate a tale obiettivo dovrebbero essere ripartite fra le regioni
meno sviluppate, le regioni in transizione e le regioni più sviluppate in base al
loro prodotto interno lordo (PIL) pro capite rispetto alla media dell'Unione. Per
garantire la sostenibilità a lungo termine degli investimenti dei Fondi
strutturali, le regioni il cui PIL pro capite nel periodo 2007-2013 è stato
inferiore al 75% della media della UE-25 per il periodo di riferimento, ma è
salito a più del 75% in rapporto alla media UE-27 dovrebbero ricevere almeno
due terzi di quella che è stata la loro dotazione per il periodo 2007-2013. Gli
Stati membri il cui reddito nazionale lordo (RNL) pro capite è inferiore al 90%
della media dell'Unione dovrebbero beneficiare del Fondo di coesione
nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione". 
(55)          
Si dovrebbero fissare criteri obiettivi per
designare le regioni e le zone ammesse a beneficiare del sostegno dei Fondi. A tal fine, l'individuazione delle regioni e zone a
livello di Unione dovrebbe basarsi sul sistema comune di classificazione delle
regioni introdotto dal regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo all'istituzione di una
classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (NUTS)[6].
(56)          
Per definire un quadro finanziario adeguato, la
Commissione dovrebbe stabilire, mediante atti di esecuzione, la ripartizione
annuale indicativa degli stanziamenti d'impegno disponibili servendosi di un
metodo obiettivo e trasparente, al fine di indirizzare il sostegno verso le
regioni in ritardo di sviluppo, incluse quelle che ricevono un sostegno
transitorio.
(57)          
È necessario fissare i limiti di tali risorse per
l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" e adottare criteri oggettivi per la loro assegnazione
agli Stati membri e alle regioni. Al fine di incoraggiare la necessaria accelerazione
dello sviluppo di infrastrutture nei settori del trasporto, dell'energia e
delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in tutta l'Unione, si
dovrebbe creare un "meccanismo per collegare l'Europa". Gli
stanziamenti annuali assegnati nell'ambito dei Fondi e gli importi trasferiti a
uno Stato membro dal Fondo di coesione al meccanismo per collegare l'Europa
dovrebbero essere limitati a un massimale stabilito tenendo conto della
capacità di assorbimento dello Stato membro in questione. Inoltre, in linea con l'obiettivo principale di
riduzione della povertà, è necessario riorientare il regime del sostegno
alimentare alle persone indigenti per promuovere l'inclusione sociale e lo
sviluppo armonioso dell'Unione. Si prevede un
meccanismo che trasferisca risorse a questo strumento e garantisca che tali
risorse siano costituite da contributi del FSE attraverso una diminuzione
corrispondente implicita della percentuale minima di fondi strutturali da
destinare al FSE in ciascun paese.
(58)          
Per rafforzare l'accento posto sui risultati e sul
conseguimento degli obiettivi generali e specifici della strategia Europa 2020,
il 5% delle risorse destinate all'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" dovrebbe essere accantonato come riserva di
efficacia ed efficienza per ciascun fondo e per ciascuna categoria di regioni
in ogni Stato membro. 
(59)          
Per quanto riguarda i Fondi, al fine di garantire
una ripartizione adeguata fra le categorie di regioni, le risorse non
dovrebbero essere trasferite fra regioni meno sviluppate, in transizione e più
sviluppate, tranne in circostanze debitamente giustificate legate al
conseguimento di uno o più obiettivi tematici e in misura non superiore al 2%
dello stanziamento complessivo per la categoria di regioni in questione.
(60)          
Per garantire un effettivo impatto economico, i
contributi dei Fondi non dovrebbero sostituire le spese strutturali pubbliche o
assimilabili degli Stati membri ai sensi del presente regolamento. Inoltre,
affinché il sostegno dei Fondi tenga conto del contesto economico generale, il
livello della spesa pubblica dovrebbe essere determinato in funzione delle
condizioni macroeconomiche generali in cui ha luogo il finanziamento, sulla
base degli indicatori previsti nei programmi di stabilità e convergenza
presentati annualmente dagli Stati membri ai sensi del regolamento (CE) n.
1466/1997, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[7]. La verifica del
principio di addizionalità, effettuata dalla Commissione, dovrebbe concentrarsi
sugli Stati membri in cui le regioni meno sviluppate e in transizione
rappresentano almeno il 15% della popolazione, data l'entità delle risorse
finanziarie ad esse assegnata.
(61)          
È necessario prevedere disposizioni supplementari
riguardanti la programmazione, la gestione, la sorveglianza e il controllo dei
programmi operativi finanziati dai Fondi. I programmi operativi dovrebbero
definire gli assi prioritari corrispondenti agli obiettivi tematici, elaborare
una logica di intervento coerente per rispondere alle esigenze di sviluppo
individuate e stabilire il quadro per la valutazione dei risultati. Dovrebbero
inoltre comprendere altri elementi necessari a sostenere l'attuazione efficace
ed efficiente di questi Fondi. 
(62)          
Al fine di migliorare le complementarità e
semplificare l'esecuzione, dovrebbe essere possibile associare il sostegno del
FC e del FESR a quello erogato dal FSE nei programmi operativi comuni
rientranti nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione".
(63)          
I grandi progetti rappresentano una quota ingente
della spesa dell'Unione e spesso rivestono un'importanza strategica rispetto al
raggiungimento degli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva. È
dunque giustificato che gli interventi di notevoli dimensioni continuino ad
essere soggetti all'approvazione della Commissione a norma del presente
regolamento. Onde garantire la chiarezza, è
per questo opportuno definire il contenuto di un grande progetto. La Commissione dovrebbe anche avere la possibilità
di rifiutare di sostenere un grande progetto se tale sostegno non è
giustificato. 
(64)          
Per consentire agli Stati membri di attuare parte
di un programma operativo utilizzando un approccio basato sui risultati, è
utile prevedere un piano d'azione comune comprendente una serie di azioni che
un beneficiario deve svolgere per contribuire agli obiettivi del programma
operativo. Al fine di semplificare e rafforzare l'orientamento dei Fondi verso
i risultati, la gestione del piano d'azione comune dovrebbe basarsi
esclusivamente sulle tappe fondamentali, sulle realizzazioni e sui risultati
stabiliti in comune e definiti nella decisione della Commissione che adotta il
piano d'azione comune. Anche le attività di controllo e di audit del piano
d'azione comune dovrebbero essere limitate al conseguimento di tali tappe
fondamentali, realizzazioni e risultati. Di conseguenza, è necessario stabilire
norme concernenti la preparazione, il contenuto, l'adozione, la gestione
finanziaria e il controllo di tali piani d'azione comuni.
(65)          
Qualora una strategia di sviluppo urbano o
territoriale richieda un approccio integrato in quanto comporta investimenti
nell'ambito di più assi prioritari di uno o più programmi operativi, l'azione
sostenuta dai Fondi dovrebbe essere effettuata sotto forma di investimento
territoriale integrato nell'ambito di un programma operativo.
(66)          
È necessario adottare regole specifiche relativamente
alle funzioni del comitato di sorveglianza e alle relazioni annuali
sull'attuazione dei programmi operativi sostenuti dai Fondi. Disposizioni
supplementari per il funzionamento specifico del FEASR sono riportate nella
normativa settoriale pertinente.
(67)          
Per assicurare la disponibilità di informazioni
essenziali e aggiornate sull'attuazione dei programmi, è necessario che gli
Stati membri forniscano regolarmente alla Commissione i dati principali. Per evitare un onere supplementare per gli Stati
membri, tali informazioni dovrebbero limitarsi ai dati raccolti continuamente e
la trasmissione dovrebbe avvenire mediante lo scambio elettronico di dati.
(68)          
Ai sensi dell'articolo 175 del trattato, la
Commissione presenta ogni tre anni al Parlamento europeo, al Consiglio, al
Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione
sui progressi compiuti nella realizzazione della coesione economica, sociale e
territoriale dell'Unione. Occorre definire il contenuto di detta relazione. 
(69)          
Si ritiene opportuno che la Commissione, in
collaborazione con gli Stati membri, svolga la valutazione ex post dei Fondi
per ottenere informazioni di livello appropriato sui risultati e sull'impatto
degli interventi finanziati. Sono anche necessarie disposizioni specifiche per
stabilire una procedura di approvazione dei piani di valutazione dei Fondi. 
(70)          
È importante informare il pubblico in merito
all'attuazione dei Fondi dell'Unione. I cittadini hanno il diritto di sapere
come sono investite le risorse finanziarie dell'Unione. La responsabilità di
garantire la comunicazione al pubblico di informazioni adeguate dovrebbe
spettare sia alle autorità di gestione sia ai beneficiari dei progetti. Per
garantire maggiore efficienza della comunicazione al grande pubblico e maggiori
sinergie tra le attività di comunicazione svolte su iniziativa della
Commissione, le risorse destinate alle attività di comunicazione a norma del
presente regolamento devono anche contribuire a coprire la comunicazione
istituzionale delle priorità politiche dell'Unione europea nella misura in cui
sono connesse agli obiettivi generali del presente regolamento.
(71)          
Al fine di assicurare un'ampia diffusione delle
informazioni sull'attuazione dei Fondi e sul ruolo dall'Unione in questo
ambito, e per informare i potenziali beneficiari in merito alle opportunità di
finanziamento, si dovrebbero definire nell'ambito del presente regolamento
disposizioni dettagliate relative alle misure in materia di informazione e
comunicazione e a talune caratteristiche tecniche di tali misure.
(72)          
Per migliorare l'accessibilità e la trasparenza
delle informazioni sulle opportunità di finanziamento e sui beneficiari dei
progetti, in ogni Stato membro dovrebbe essere messo a disposizione un unico
sito o portale Internet che fornisca informazioni su tutti i programmi
operativi, compresi gli elenchi degli interventi finanziati nell'ambito di
ciascun programma operativo. 
(73)          
È necessario determinare gli elementi che
consentono di modulare il tasso di cofinanziamento dei Fondi ai programmi operativi,
in particolare per accrescere l'effetto moltiplicatore delle risorse
dell'Unione. Occorre inoltre stabilire i tassi massimi di cofinanziamento per
categoria di regioni in modo da garantire il rispetto del principio del
cofinanziamento mediante un livello adeguato di partecipazione nazionale.
(74)          
È necessario che gli Stati membri designino
un'autorità di gestione, un'autorità di certificazione e un'autorità di audit
funzionalmente indipendente per ciascun programma operativo. Per garantire agli Stati membri flessibilità in
rapporto all'istituzione dei sistemi di controllo, è opportuno prevedere la
possibilità che le funzioni dell'autorità di certificazione siano svolte
dall'autorità di gestione. Lo Stato membro
dovrebbe inoltre poter designare organismi intermedi cui affidare taluni
compiti dell'autorità di gestione o dell'autorità di certificazione. In tal caso lo Stato membro dovrebbe precisare le
rispettive responsabilità e funzioni.
(75)          
L'autorità di gestione è la responsabile principale
dell'attuazione efficace ed efficiente dei Fondi e svolge un gran numero di
funzioni connesse alla gestione e al controllo del programma, alla gestione e
ai controlli finanziari, nonché alla scelta dei progetti. Le sue responsabilità e le sue funzioni dovrebbero
essere definite. 
(76)          
L'autorità di certificazione dovrebbe compilare e
inviare le domande di pagamento alla Commissione. Dovrebbe preparare i bilanci
annuali, certificarne la completezza, l'esattezza e la veridicità e certificare
che la spesa iscritta nel bilancio rispetta le norme nazionali e dell'Unione
applicabili. Le sue responsabilità e le sue funzioni dovrebbero essere
definite.
(77)          
L'autorità di audit dovrebbe garantire lo
svolgimento di attività di audit sui sistemi di gestione e controllo su un
campione adeguato di interventi e sui bilanci annuali. Le sue responsabilità e
le sue funzioni dovrebbero essere definite.
(78)          
Al fine di tenere conto dell'organizzazione
specifica dei sistemi di gestione e di controllo per il FESR, il FSE e il FC e
dell'esigenza di garantire proporzionalità nell'approccio, sono necessarie
disposizioni specifiche relative all'accreditamento e alla revoca
dell'accreditamento delle autorità di gestione e di certificazione. 
(79)          
Fatti salvi i poteri della Commissione in materia
di controllo finanziario, occorre rafforzare la cooperazione fra gli Stati
membri e la Commissione in questo campo e fissare criteri che permettano alla
Commissione di determinare, nell'ambito della strategia di controllo dei
sistemi nazionali, il grado di affidabilità che dovrebbe ottenere dagli
organismi di audit nazionali. Oltre alle norme comuni in materia di gestione
finanziaria, sono necessarie disposizioni supplementari per il FESR, il FSE e
il FC.
(80)          
In particolare, al fine di assicurare alla
Commissione garanzie ragionevoli prima della procedura annuale di liquidazione
dei conti, le domande di pagamento intermedio dovrebbero essere rimborsate a un
tasso pari al 90% dell'importo che si ottiene applicando il tasso di
cofinanziamento stabilito nella decisione di adozione del programma operativo
per ciascun asse prioritario alla spesa ammissibile per l'asse prioritario in
questione. Gli importi dovuti dovrebbero
essere pagati agli Stati membri alla liquidazione annuale dei conti, purché si
sia ottenuta una garanzia ragionevole rispetto all'ammissibilità della spesa
per l'anno oggetto della procedura di liquidazione.
(81)          
Per garantire che i beneficiari ricevano il
sostegno quanto prima e per accrescere l'affidabilità per la Commissione, è
opportuno richiedere che le domande di pagamento includano solo la spesa il cui
sostegno è stato pagato ai beneficiari. Si
dovrebbe ogni anno prevedere un prefinanziamento per garantire che gli Stati
membri abbiano mezzi sufficienti per operare secondo dette modalità. Tale prefinanziamento dovrebbe essere liquidato
ogni anno con la liquidazione dei conti.
(82)          
Per garantire l'applicazione corretta delle regole
generali sul disimpegno, le regole stabilite per i Fondi dovrebbero specificare
come si determinano le scadenze del disimpegno e come si calcolano i rispettivi
importi. 
(83)          
È necessario specificare la procedura dettagliata
per la liquidazione annuale dei conti applicabile ai Fondi per garantire una
base chiara e la certezza del diritto in relazione a questo aspetto. È importante prevedere una limitata possibilità per
lo Stato membro di definire un accantonamento nel proprio bilancio annuale
corrispondente a un importo su cui è in corso una procedura dell'autorità di
audit. 
(84)          
La procedura di liquidazione annuale dei conti
dovrebbe essere accompagnata da una chiusura annuale degli interventi
completati (per FESR e FC) o delle spese (per il FSE).
Per ridurre i costi connessi alla chiusura definitiva dei programmi
operativi, ridurre gli oneri amministrativi per i beneficiari e garantire la
certezza del diritto, la chiusura annuale dovrebbe essere obbligatoria,
limitando così il periodo in cui i documenti giustificativi devono essere
conservati e in cui gli interventi possono essere oggetto di audit e in cui
possono essere imposte le rettifiche finanziarie. 
(85)          
Per salvaguardare gli interessi finanziari
dell'Unione e fornire i mezzi che consentano un'attuazione efficace dei
programmi, si dovrebbero prevedere misure che consentano alla Commissione di
sospendere i pagamenti a livello di asse prioritario o di programma operativo.
(86)          
È opportuno stabilire modalità e procedure
specifiche per le rettifiche finanziarie da parte degli Stati membri e della
Commissione riguardanti i Fondi, così da garantire la certezza del diritto agli
Stati membri. 
(87)          
La frequenza dei controlli di audit sugli
interventi dovrebbe essere proporzionale all'entità del sostegno dell'Unione
erogato attraverso i Fondi. In particolare, si
dovrebbe ridurre il numero di controlli di audit nei casi in cui la spesa
totale ammissibile per un intervento non superi i 100 000 EUR.
Ciononostante dovrebbe essere possibile effettuare controlli di audit in
qualsiasi momento laddove emerga prova di un'irregolarità o frode o, in seguito
alla chiusura di un intervento completato, nell'ambito di un campione da
sottoporre ad audit. Perché il livello di
controlli audit effettuati dalla Commissione sia proporzionato al rischio la
Commissione dovrebbe avere la possibilità di ridurre le proprie attività di
audit relative ai programmi operativi se non sussistono carenze significative o
le autorità di audit sono affidabili.
(88)          
Al fine di integrare e modificare alcuni elementi
non essenziali del presente regolamento, si dovrebbe conferire alla Commissione
il potere di adottare atti ai sensi dell'articolo 290 del trattato per quanto
riguarda un codice di condotta che stabilisca gli obiettivi e i criteri per
sostenere l'attuazione del partenariato, l'adozione degli
elementi del di un quadro strategico comune relativi ad azioni indicative di elevato valore
aggiunto europeo e i principi corrispondenti per la loro realizzazione e le
priorità per la cooperazione, norme supplementari sulla ripartizione
della riserva di efficacia ed efficienza, la definizione del territorio e della
popolazione interessati dalle strategie di sviluppo locale, norme dettagliate
sugli strumenti finanziari (valutazione ex ante, combinazione del sostegno,
ammissibilità, tipi di attività non finanziate), le norme che disciplinano
determinati tipi di strumenti finanziari istituiti a livello nazionale,
regionale, transnazionale o transfrontaliero, norme riguardanti gli accordi di
finanziamento, trasferimento e gestione delle attività, le modalità di gestione
e di controllo, le norme relative alle richieste di pagamento e l'istituzione
di un sistema di capitalizzazione delle rate annuali, la definizione del tasso
forfettario di finanziamento per gli interventi generatori di entrate, la
definizione del tasso forfettario applicato ai costi indiretti in relazione
alle sovvenzioni sulla base di metodi esistenti e dei tassi corrispondenti
applicabili nelle politiche dell'Unione, le responsabilità degli Stati membri
riguardanti la procedura di segnalazione delle irregolarità e il recupero degli
importi indebitamente versati, le modalità di scambio di informazioni sulle
operazioni, le disposizioni per la pista di controllo adeguata, le condizioni
per i controlli di audit nazionali, i criteri di accreditamento delle autorità
di gestione e di certificazione, l'indicazione dei supporti per i dati
comunemente accettati e i criteri per stabilire il livello di rettifica
finanziaria da applicare. Si dovrebbe conferire alla Commissione il potere di
modificare, mediante atti delegati, gli l'allegatio
I e VI, recanti elementi non
essenziali del presente regolamento, in risposta a future esigenze di
adeguamento. È particolarmente importante che la Commissione conduca
consultazioni adeguate durante i lavori preparatori, anche a livello di
esperti. 
(89)          
La Commissione, quando prepara e redige gli atti
delegati, dovrebbe garantire la trasmissione simultanea, puntuale e adeguata al
Parlamento europeo e al Consiglio dei documenti pertinenti.
(90)          
La Commissione dovrebbe avere il potere di
adottare, mediante atti di esecuzione, per quanto riguarda tutti i Fondi del
QSC, le decisioni di approvazione dei contratti di partenariato, le decisioni
riguardanti l'assegnazione della riserva di efficacia ed efficienza, le
decisioni di sospensione dei pagamenti collegate alle politiche economiche
degli Stati membri e, in caso di disimpegno, le decisioni che modificano le
decisioni di adozione dei programmi e, per quanto riguarda i Fondi, le
decisioni che identificano le regioni e gli Stati membri che soddisfano i
criteri relativi all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione", le decisioni che attribuiscono la ripartizione annuale
degli stanziamenti d'impegno agli Stati membri, le decisioni che stabiliscono
l'importo da trasferire dalla dotazione del FC di ciascuno Stato membro al
Meccanismo per collegare l'Europa, le decisioni che stabiliscono l'importo da trasferire
dalla dotazione dei Fondi strutturali di ciascuno Stato membro agli aiuti
alimentari alle persone indigenti, le decisioni di adozione e di modifica dei
programmi operativi, le decisioni in materia di grandi progetti, le decisioni
relative ai piani d'azione comuni, le decisioni di sospensione dei pagamenti e
le decisioni relative alle rettifiche finanziarie.
(91)          
Per garantire condizioni di attuazione uniformi del
presente regolamento, dovrebbero essere esercitati, in conformità al
regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle
modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle
competenze di esecuzione attribuite alla Commissione[8],
i poteri di esecuzione riguardanti la metodologia concernente gli obiettivi
relativi al cambiamento climatico, i termini e le condizioni uniformi per il
controllo degli strumenti finanziari, le condizioni uniformi per il controllo
degli strumenti finanziari e la fornitura delle relative informazioni, la
metodologia per il calcolo delle entrate nette per i progetti generatori di
entrate, il sistema di scambio elettronico di dati tra lo Stato membro e la
Commissione, il modello del programma operativo per i Fondi, la nomenclatura
per le categorie d'intervento, il formato delle informazioni sui grandi
progetti e la metodologia da utilizzare per effettuare l'analisi dei
costi-benefici dei grandi progetti, il modello per il piano d'azione comune, il
modello del rapporto annuale e del rapporto finale di esecuzione, alcune
caratteristiche tecniche delle misure in materia di informazione e pubblicità e
le relative istruzioni, norme sullo scambio di informazioni tra beneficiari e
autorità di gestione, autorità competenti in materia di certificazione,
autorità di audit e organismi intermedi, il modello della dichiarazione di
gestione, i modelli per la strategia di audit, il parere e la relazione annuale
di controllo e la metodologia del metodo di campionamento, le norme concernenti
l'impiego dei dati raccolti durante i controlli di audit e il modello per le
domande di pagamento. 
(92)          
Il presente regolamento sostituisce il regolamento
(CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante
disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo
sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE)
n. 1260/1999[9]. Occorre pertanto
abrogare detto regolamento.
(93)          
Poiché l'obiettivo del presente regolamento, cioè
ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo
delle regioni meno favorite o insulari, in particolare le zone rurali, le zone
interessate da transizione industriale e le regioni che presentano gravi e
permanenti svantaggi naturali o demografici, non può essere realizzato in
maniera sufficiente dagli Stati membri, ma può essere realizzato meglio a
livello di Unione, l'Unione può intervenire nel rispetto del principio di
sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è
necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di
proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
PARTE I
OGGETTO E DEFINIZIONI
Articolo 1 
Oggetto
Il presente regolamento stabilisce le norme
comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo
sociale europeo (FSE), al Fondo di coesione (FC), al Fondo europeo agricolo per
lo sviluppo rurale (FEASR) e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la
pesca (FEAMP), che rientrano nell'ambito del quadro strategico comune (di
seguito "i Fondi del QSC"). Definisce altresì le disposizioni
necessarie per garantire l'efficacia dei Fondi del QSC e il coordinamento dei
Fondi tra loro e con altri strumenti dell'Unione.
Il presente regolamento stabilisce inoltre le
norme generali che disciplinano il FESR e il FSE (di seguito "i Fondi
strutturali") e il FC. Il regolamento definisce i compiti, gli obiettivi
prioritari e l'organizzazione dei Fondi strutturali e del FC (di seguito
"i Fondi"), i criteri di ammissibilità al sostegno dei Fondi del QSC
per gli Stati membri e le regioni, le risorse finanziarie disponibili e i
criteri per la loro ripartizione. 
L'applicazione delle norme stabilite nel
presente regolamento lascia impregiudicate le disposizioni di cui al
regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sul
finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune[10]
(di seguito "il regolamento PAC") e le disposizioni specifiche di cui
ai seguenti regolamenti:
(1)                   
regolamento (UE) n. […]/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo
regionale e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006[11]
(di seguito "il regolamento FESR"); 
(2)                   
regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il
regolamento (CE) n. 1081/2006[12] (di seguito "il
regolamento FSE");
(3)                   
regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo al Fondo di coesione e che abroga il
regolamento (CE) n. 1084/2006[13] (di seguito "il
regolamento FC"); 
(4)                   
regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo alla cooperazione territoriale europea[14]
(di seguito "il regolamento CTE");
(5)                   
regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1698/2005[15]
(di seguito "il regolamento FEASR"); e
(6)                   
regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la
pesca e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1198/2006[16]
(di seguito "il regolamento FEAMP").
Articolo 2 
Definizioni
Ai fini del presente regolamento le
definizioni degli strumenti finanziari di cui al regolamento finanziario si
applicano agli strumenti finanziari sostenuti dai Fondi del QSC, salvo ove
diversamente specificato nel presente regolamento.
Si applicano inoltre le seguenti
definizioni:
(1)                   
"strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva": gli scopi e gli obiettivi
condivisi che guidano l'azione degli Stati membri e dell'Unione definiti nella
comunicazione della Commissione dal titolo: Europa 2020: una strategia per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" e contenuti nelle
conclusioni adottate dal Consiglio europeo del 17 giugno 2010, come allegato I
(Nuova strategia europea per l'occupazione e la crescita, obiettivi principali
dell'UE), nella raccomandazione del Consiglio, del 13 luglio 2010, sugli
orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e
dell'Unione[17] e nella decisione del
Consiglio, del 21 ottobre 2010, sugli orientamenti per le politiche degli Stati
membri a favore dell'occupazione[18] e qualsiasi revisione di
tali scopi e obiettivi condivisi;
(2)                   
"quadro strategico comune": il documento che traduce gli obiettivi generali e specifici della
strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in
azioni chiave per i Fondi del QSC, stabilendo per ciascun obiettivo tematico le
azioni chiave che ciascun Fondo del QSC deve sostenere e i meccanismi per
garantire la coerenza della programmazione di detti Fondi con le politiche
economiche e dell'occupazione degli Stati membri e dell'Unione; elementi che forniscono una direzione strategica chiara al processo
di programmazione e agevolano il coordinamento settoriale e territoriale degli
interventi dell'Unione nel quadro dei Fondi del QSC e con altre politiche e
altri strumenti pertinenti dell'UE, in linea con gli obiettivi della strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

(3)                   
"azione": un tipo di
intervento con il sostegno dei Fondi del QSC per raggiungere gli obiettivi di
un programma;
(4)                   
"azione indicativa di elevato
valore aggiunto europeo": un'azione che si prevede darà un contributo
importante al raggiungimento degli obiettivi della strategia dell'Unione per
una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e servirà da punto di
riferimento nella preparazione dei programmi;
(5)                   
"norme specifiche di ciascun Fondo": le
disposizioni di cui alla parte III del presente regolamento o stabilite sulla
base della parte III del presente regolamento o in un regolamento specifico o
generico che disciplina uno o più Fondi del QSC menzionati o elencati
all'articolo 1, terzo comma;
(6)                   
"programmazione": l'iter organizzativo,
decisionale e di ripartizione delle risorse finanziarie in più fasi,
finalizzato all'attuazione pluriennale dell'azione congiunta dell'Unione e
degli Stati membri per realizzare la strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva;
(7)                   
"programma": il "programma
operativo" di cui alla parte III del presente regolamento e al regolamento
FEAMP e il "programma di sviluppo rurale" di cui al regolamento
FEASR;
(8)                   
"priorità": l'"asse
prioritario" di cui alla parte III del presente regolamento e la
"priorità dell'Unione" di cui al regolamento FEAMP e al regolamento
FEASR; 
(9)                   
"intervento": un progetto, un contratto,
un'azione o un gruppo di progetti selezionati dalle autorità di gestione dei
programmi in questione o sotto la loro responsabilità, che contribuisce alla
realizzazione degli obiettivi della priorità o delle priorità cui si riferisce.
Nel contesto degli strumenti finanziari, l'intervento è costituito dai
contributi finanziari di un programma agli strumenti finanziari e dal
successivo sostegno finanziario fornito da tali strumenti finanziari;
(10)               
"beneficiario": un organismo pubblico o
privato responsabile dell'avvio o dell'avvio e dell'attuazione degli
interventi. Nel quadro degli aiuti di Stato, per "beneficiario"
s'intende l'organismo che riceve l'aiuto; nel quadro degli strumenti
finanziari, per "beneficiario" s'intende l'organismo che attua lo
strumento finanziario; 
(11)               
"destinatario finale": una persona fisica
o giuridica che riceve sostegno finanziario da uno strumento finanziario;
(12)               
"aiuti di Stato": gli aiuti rientranti
nel campo di applicazione dell'articolo 107, paragrafo 1, del trattato e
che, ai fini del presente regolamento, si considerano includere anche gli aiuti
de minimis ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione,
del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
trattato agli aiuti d'importanza minore ("de minimis")[19],
del regolamento (CE) n. 1535/2007 della Commissione, del 20 dicembre 2007,
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de
minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli[20]
e del regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione, del 24 luglio 2007,
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de
minimis nel settore della pesca e recante modifica del regolamento (CE)
n. 1860/2004[21]; 
(13)               
"intervento completato": un intervento
materialmente completato o pienamente realizzato e per il quale tutti i
pagamenti previsti sono stati effettuati dai beneficiari e il contributo
pubblico corrispondente è stato corrisposto ai beneficiari; 
(14)               
"sostegno pubblico": qualsiasi sostegno
finanziario al finanziamento di un intervento proveniente dal bilancio di
un'autorità pubblica nazionale, regionale o locale, dal bilancio dell'Unione
destinato ai Fondi del QSC, dal bilancio di un organismo di diritto pubblico o
dal bilancio di un'associazione di autorità pubbliche o di organismi di diritto
pubblico; 
(15)               
"organismo di diritto pubblico":
qualsiasi organismo di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 9,
della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[22]
e qualsiasi gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) istituito a
norma del regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio[23], indipendentemente dal
fatto che le pertinenti disposizioni nazionali di applicazione considerino il
GECT un organismo di diritto pubblico o di diritto privato;
(16)               
"documento": un supporto cartaceo o
elettronico recante informazioni pertinenti nell'ambito del presente
regolamento;
(17)               
"organismo intermedio": qualsiasi
organismo pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di un'autorità
di gestione o di certificazione o che svolge mansioni per conto di questa
autorità nei confronti dei beneficiari che attuano gli interventi;
(18)               
"strategia di sviluppo locale": una serie
coerente di interventi rispondenti a obiettivi e bisogni locali, che
contribuisce alla realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva e che è eseguita in partenariato al
livello pertinente;
(19)               
"chiusura modulata": la chiusura degli
interventi risultante dalla procedura annuale di liquidazione dei conti, prima della
chiusura generale del programma;
(20)               
"contratto di partenariato": il documento
preparato da uno Stato membro con la partecipazione dei partner in base al
sistema della governance a più livelli, che definisce la strategia e le
priorità dello Stato membro nonché le modalità di impiego efficace ed
efficiente dei Fondi del QSC per perseguire la strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e approvato dalla Commissione in
seguito a valutazione e dialogo con lo Stato membro; 
(21)               
"categoria di regioni": la
classificazione delle regioni come "regioni meno sviluppate",
"regioni in transizione" e "regioni più sviluppate",
conformemente all'articolo 82, paragrafo 2;
(22)               
"richiesta di pagamento": una domanda di
pagamento o una dichiarazione di spesa presentata alla Commissione da uno Stato
membro;
(23)               
"BEI": la Banca europea per gli
investimenti, il Fondo europeo per gli investimenti o a una società controllata
della Banca europea per gli investimenti;
(24)               
"PMI": le microimprese, le piccole
imprese e le medie imprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE
della Commissione o sue eventuali successive modifiche;
(25)               
"periodo contabile": ai fini della parte
III, il periodo che va dal 1° luglio al 30 giugno, tranne per il primo periodo
contabile, relativamente al quale si intende il periodo che va dalla data di
inizio dell'ammissibilità della spesa al 30 giugno 2015. Il periodo contabile
finale andrà dal 1° luglio 2022 al 30 giugno 2023;
(26)               
"esercizio finanziario": ai fini della
parte III, il periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre.
PARTE II
DISPOSIZIONI COMUNI APPLICABILI AI FONDI DEL QSC
TITOLO I
Principi di intervento dell'Unione per i Fondi del QSC
Articolo 3
Campo
di applicazione
Le norme stabilite nella presente parte si
applicano si applicano fatte salve le disposizioni di cui alla parte III.
Articolo 4
Principi generali
1.           I Fondi
del QSC intervengono, mediante programmi pluriennali, a complemento delle
azioni nazionali, regionali e locali, per realizzare la strategia dell'Unione
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, tenendo conto degli
orientamenti integrati, delle raccomandazioni specifiche per ciascun paese ai
sensi dell'articolo 121, paragrafo 2, del trattato e delle pertinenti
raccomandazioni del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4,
del trattato.
2.           La
Commissione e gli Stati membri provvedono affinché l'intervento dei Fondi del
QSC sia coerente con le politiche e le priorità dell'Unione e complementare
agli altri strumenti dell'Unione.
3.           L'intervento
dei Fondi del QSC è eseguito in stretta cooperazione fra la Commissione e gli
Stati membri. 
4            Gli
Stati membri e gli organismi da essi designati a tale scopo sono responsabili
dell'esecuzione dei programmi e svolgono i rispettivi compiti ai sensi del
presente regolamento e delle norme specifiche di ciascun Fondo a un livello
territoriale appropriato, conformemente al quadro istituzionale, giuridico e
finanziario dello Stato membro e nel rispetto del presente regolamento e delle
norme specifiche di ciascun Fondo.
5.           Le
modalità di attuazione e di impiego dei Fondi del QSC, in particolare le
risorse finanziarie e amministrative richieste per la loro attuazione,
riguardanti la rendicontazione, la valutazione, la gestione e il controllo
tengono conto del principio di proporzionalità con riguardo al livello del
sostegno assegnato.
6.           In base
alle rispettive responsabilità, la Commissione e gli Stati membri provvedono al
coordinamento dei Fondi del QSC tra loro e con altre politiche e altri
strumenti dell'Unione, tra cui quelli compresi nell'ambito dell'azione esterna
dell'Unione. 
7.           La parte
del bilancio dell'Unione destinata ai Fondi del QSC è eseguita nell'ambito
della gestione concorrente degli Stati membri e della Commissione, ai sensi
dell'articolo 53ter del regolamento finanziario, fatta eccezione per l'importo
del FC trasferito al meccanismo per collegare l'Europa di cui all'articolo 84,
paragrafo 4, e le azioni innovative su iniziativa della Commissione ai sensi
dell'articolo 9 del regolamento FESR e l'assistenza tecnica su iniziativa della
Commissione. 
8.           La
Commissione e gli Stati membri applicano il principio di sana gestione
finanziaria di cui all'articolo 27 del regolamento finanziario. 
9.           La
Commissione e gli Stati membri provvedono affinché l'intervento dei Fondi del
QSC sia efficace, in particolare tramite la sorveglianza, la rendicontazione e
la valutazione. 
10.         La
Commissione e gli Stati membri svolgono i rispettivi ruoli in relazione ai
Fondi del QSC in modo da ridurre gli oneri amministrativi a carico dei
beneficiari.
Articolo 5 
Partenariato e governance a
più livelli
1.           Ogni
Stato membro organizza, rispettivamente per il contratto di partenariato e per
ciascun programma, un partenariato con i seguenti partner:
(a)         
le autorità regionali, locali, cittadine e le altre
autorità pubbliche competenti;
(b)         
le parti economiche e sociali; e
(c)         
gli organismi che rappresentano la società civile,
compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative e gli
organismi di promozione della parità e della non discriminazione.
2.           Conformemente
al sistema della governance a più livelli, gli Stati membri associano i partner
alle attività di preparazione dei contratti di partenariato e delle relazioni
sullo stato di attuazione, nonché alle attività di preparazione, attuazione,
sorveglianza e valutazione dei programmi. I partner partecipano ai comitati di
sorveglianza dei programmi.
3.           È
conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati ai sensi
dell'articolo 142 per stabilire un codice europeo di condotta che definisca gli
obiettivi e i criteri per sostenere l'attuazione del partenariato e agevolare
lo scambio di informazioni, esperienze, risultati e buone pratiche fra gli
Stati membri. 
4.           Per
ciascun Fondo del QSC la Commissione consulta, almeno una volta l'anno, le
organizzazioni che rappresentano i partner a livello di Unione in merito
all'esecuzione dell'intervento dei Fondi del QSC. 
Articolo 6 
Conformità alla normativa
dell'Unione e nazionale
Gli interventi finanziati dai Fondi del QSC
sono conformi alla normativa applicabile dell'Unione e nazionale. 
Articolo 7
Promozione della parità fra
uomini e donne e non discriminazione
Gli Stati membri e la Commissione provvedono
affinché la parità tra uomini e donne e l'integrazione della prospettiva di
genere siano promosse nel corso della preparazione e dell'esecuzione dei
programmi.
Gli Stati membri e la Commissione adottano le
misure necessarie per prevenire qualsiasi discriminazione fondata su sesso,
razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o
orientamento sessuale durante la preparazione e l'esecuzione dei programmi. 
Articolo 8 
Sviluppo sostenibile
Gli obiettivi dei Fondi del QSC sono
perseguiti nel quadro dello sviluppo sostenibile e della promozione, da parte
dell'Unione, dell'obiettivo di tutelare e migliorare l'ambiente, conformemente
all'articolo 11 del trattato, tenendo conto del principio "chi inquina
paga". 
Gli Stati membri e la Commissione provvedono
affinché nella preparazione e nell'esecuzione dei contratti di partenariato e
dei programmi siano promossi gli obblighi in materia di tutela dell'ambiente,
l'impiego efficiente delle risorse, la mitigazione dei cambiamenti climatici e
l'adattamento ai medesimi, la resilienza alle catastrofi, nonché la prevenzione
e la gestione dei rischi. Gli Stati membri forniscono informazioni sul sostegno
agli obiettivi relativi al cambiamento climatico servendosi della metodologia
adottata dalla Commissione. La Commissione adotta tale metodologia mediante un
atto di esecuzione. L'atto di esecuzione è adottato conformemente alla
procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.
TITOLO II 
APPROCCIO STRATEGICO
CAPO I
Obiettivi tematici per i Fondi del QSC e quadro strategico comune 
Articolo 9
Obiettivi tematici
Al fine di contribuire alla realizzazione
della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva, ogni Fondo del QSC sostiene, conformemente alla propria missione,
gli obiettivi tematici seguenti: 
(1)                   
rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e
l'innovazione;
(2)                   
migliorare l'accesso alle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle
medesime;
(3)                   
promuovere la competitività delle piccole e medie
imprese, il settore agricolo (per il FEASR) e il settore della pesca e
dell'acquacoltura (per il FEAMP);
(4)                   
sostenere la transizione verso un'economia a basse
emissioni di carbonio in tutti i settori;
(5)                   
promuovere l'adattamento al cambiamento climatico,
la prevenzione e la gestione dei rischi;
(6)                   
tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente
delle risorse;
(7)                   
promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed
eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete;
(8)                   
promuovere l'occupazione e sostenere la mobilità
dei lavoratori;
(9)                   
promuovere l'inclusione sociale e combattere la
povertà;
(10)               
investire nelle competenze, nell'istruzione e
nell'apprendimento permanente;
(11)               
rafforzare la capacità istituzionale e promuovere
un'amministrazione pubblica efficiente.
Gli obiettivi tematici sono tradotti in
priorità specifiche per ciascun Fondo del QSC e stabiliti nelle norme
specifiche di ciascun Fondo. 
Articolo 10 
Quadro
strategico comune
Al fine di promuovere lo sviluppo armonioso,
equilibrato e sostenibile dell'Unione, un quadro strategico comune fornisce una direzione strategica chiara al processo di
programmazione e agevola il coordinamento settoriale e territoriale degli
interventi dell'Unione nel quadro dei Fondi del QSC e con altre politiche e
altri strumenti pertinenti dell'UE, in linea con gli obiettivi della strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. traduce gli obiettivi generali e specifici della strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in azioni
chiave per i Fondi del QSC. 
Articolo 11
Contenuto
Il quadro strategico comune stabilisce:
fa)        i meccanismi per garantire i mezzi per
garantire la coerenza della programmazione dei Fondi del QSC con le
raccomandazioni specifiche per ciascun paese ai sensi dell'articolo 121,
paragrafo 2, del trattato e le pertinenti raccomandazioni del Consiglio
adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato;.
eb)       i meccanismi di
coordinamento dei Fondi del QSC tra loro e con le altre politiche e gli altri
strumenti pertinenti dell'Unione, compresi gli strumenti per la cooperazione
esterna;
c)         i principi orizzontali e gli
obiettivi strategici trasversali per l'attuazione dei
Fondi del QSC;
bd)       le modalità per affrontare le principali
sfide territoriali e i passi da compiere per favorire
un approccio integrato che rifletta il ruolo per delle zone urbane, rurali, costiere e di pesca, nonché le sfide specifiche per le zone con caratteristiche
territoriali particolari di cui agli articoli 174 e 349 del trattato, da affrontare nell'ambito dei Fondi del QSC;
ae)       per ciascun
obiettivo tematico, le azioni indicative di elevato valore
aggiunto europeo chiave che ciascun Fondo del
QSC deve sostenere e i principi corrispondenti per la loro realizzazione;

df)        i settori prioritari le priorità per
le attività di la cooperazione
nell'ambito di ciascun dei Fondio del QSC, tenendo conto, se del
caso, delle strategie macroregionali e di quelle relative ai bacini marittimi.;
Articolo 12 
Adozione e revisione
Gli elementi del Alla Commissione è conferito il potere di adottare
un atto delegato a norma dell'articolo 142 sul
quadro strategico comune relativi alla coerenza
con le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione, ai meccanismi di
coordinamento tra i Fondi del QSC e con altre politiche e altri strumenti
pertinenti dell'Unione, ai principi orizzontali e agli obiettivi strategici
trasversali e alle modalità per affrontare le sfide
territoriali sono specificati nell'allegato I entro tre mesi dall'adozione del presente regolamento. 
Alla Commissione è conferito
il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 142 che
definisce gli elementi specifici del quadro strategico comune relativi alla
definizione di azioni indicative di elevato
valore aggiunto europeo e dei principi corrispondenti per la loro realizzazione
per ciascun obiettivo tematico e alle priorità per la cooperazione.
Qualora subentrino importanti cambiamenti
nella strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva, la Commissione riesamina il quadro strategico
comune e, se del caso, apportaadotta mediante attio delegatio
a norma dell'articolo 142 modifiche all'allegato Iun quadro strategico comune riveduto. 
Entro sei mesi dall'adozione di una revisione del quadro strategico comune riveduto, gli Stati membri propongono modifiche, ove
necessario, del contratto di partenariato e dei programmi per garantirne la
coerenza con il quadro strategico comune riveduto.

CAPO II
Contratto di partenariato
Articolo 13 
Preparazione del contratto di
partenariato
1.                      
Ogni Stato membro prepara un contratto di
partenariato per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2014 e il
31 dicembre 2020. 
2.                      
Il contratto di partenariato è elaborato dagli
Stati membri in cooperazione con i partner di cui all'articolo 5. Il contratto
di partenariato è preparato in dialogo con la Commissione. 
3.                      
Il contratto di partenariato si applica alla
totalità del sostegno fornito dai Fondi del QSC nello Stato membro interessato.
4.                      
Ogni Stato membro trasmette alla Commissione il
contratto di partenariato entro tre mesi dall'adozione del quadro strategico
comune.
Articolo 14
Contenuto del contratto di
partenariato 
              Il
contratto di partenariato stabilisce:
(a)         
le modalità per garantire l'allineamento con la
strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,
tra cui:
i)        un'analisi delle disparità e delle
esigenze di sviluppo con riguardo agli obiettivi tematici,
e alle azioni chiave definiti nel al
quadro strategico comune e agli obiettivi fissati nelle raccomandazioni
specifiche per ciascun paese di cui all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato
e le pertinenti raccomandazioni del Consiglio adottate a norma dell'articolo
148, paragrafo 4, del trattato;
ii)       un'analisi sintetica delle valutazioni
ex ante dei programmi che giustifichi la scelta degli obiettivi tematici e la
dotazione indicativa dei Fondi del QSC;
iii)      per ciascun obiettivo tematico, una
sintesi dei risultati principali attesi per ciascun Fondo del QSC;
iv)      la ripartizione indicativa del sostegno
dell'Unione per obiettivo tematico a livello nazionale per ciascun Fondo del
QSC, nonché l'importo complessivo indicativo del sostegno previsto per gli
obiettivi relativi al cambiamento climatico;
v)       i principali settori prioritari per le
attività di cooperazione, tenendo conto, se del caso, delle strategie
macroregionali e relative ai bacini marittimi;
vi)      i principi orizzontali e gli obiettivi
strategici per l'attuazione dei Fondi del QSC;
vii)     l'elenco dei programmi nell'ambito del
FESR, del FSE e del Fondo di coesione, tranne quelli rientranti nell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea", e dei programmi del FEASR e del
FEAMP, con le rispettive dotazioni annuali indicative per ciascun Fondo del
QSC;
(b)         
un approccio integrato allo sviluppo territoriale
sostenuto dai Fondi del QSC, che stabilisce:
i)        i meccanismi a livello nazionale e
regionale che garantiscono il coordinamento tra i Fondi del QSC e gli altri
strumenti di finanziamento dell'Unione e nazionali e con la BEI;
ii)       le modalità volte a garantire un
approccio integrato all'impiego dei Fondi del QSC per lo sviluppo territoriale
delle zone urbane, rurali, costiere e di pesca e delle zone con caratteristiche
territoriali particolari, segnatamente le modalità di applicazione degli
articoli 28, 29 e 99, corredate, se del caso, di un elenco delle città che
partecipano alla piattaforma per lo sviluppo urbano di cui all'articolo 8 del
regolamento FESR;
(c)         
un approccio integrato per rispondere ai bisogni
specifici delle aree geografiche particolarmente colpite dalla povertà o dei
gruppi di destinatari a più alto rischio di discriminazione o esclusione, con
particolare riguardo per le comunità emarginate, compresa, se del caso, la
dotazione finanziaria indicativa per i pertinenti Fondi del QSC;
(d)         
le modalità per garantire un'esecuzione efficace,
tra cui:
i)        una tabella consolidata delle tappe
fondamentali e degli obiettivi stabiliti nei programmi per il quadro di
riferimento dei risultati di cui all'articolo 19, paragrafo 1, insieme con la
metodologia e il meccanismo volti a garantire la coerenza tra tutti i programmi
e i Fondi del QSC; 
ii)       una sintesi della valutazione
dell'adempimento delle condizionalità ex ante stabilite nell'allegato III e
delle azioni da intraprendere a livello nazionale e regionale, con il relativo
calendario di attuazione, qualora le condizionalità ante non siano soddisfatte;
iii)      le informazioni necessarie per la
verifica ex ante della conformità alle norme in materia di addizionalità,
definite nella parte III del presente regolamento;
iv)      le azioni intraprese per associare i
partner e il loro ruolo nella preparazione del contratto di partenariato e del
rapporto sullo stato dei lavori di cui all'articolo 46 del presente
regolamento;
(e)         
le modalità per garantire l'attuazione efficiente
dei Fondi del QSC, tra cui:
i)        una valutazione per stabilire se sia
necessario rafforzare la capacità amministrativa delle autorità e, se del caso,
dei beneficiari, e le azioni da intraprendere a tal fine;
ii)       una sintesi delle azioni, con i
relativi obiettivi, previste nei programmi per ridurre gli oneri amministrativi
a carico dei beneficiari;
iii)      una valutazione dei sistemi esistenti
per lo scambio elettronico dei dati e le azioni previste per permettere che
tutti gli scambi di informazioni tra i beneficiari e le autorità responsabili
della gestione e del controllo dei programmi avvengano esclusivamente mediante
scambio elettronico dei dati.
Articolo 15 
Adozione e modifica del
contratto di partenariato
1.           La
Commissione valuta la coerenza del contratto di partenariato con il presente
regolamento, con il quadro strategico comune e con le raccomandazioni
specifiche per ciascun paese di cui all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato
e le raccomandazioni del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148,
paragrafo 4, del trattato, tenendo conto delle valutazioni ex ante dei
programmi, e formula osservazioni entro tre mesi dalla data di presentazione
del contratto di partenariato. Lo Stato membro fornisce tutte le informazioni
supplementari necessarie e, se del caso, rivede il contratto di partenariato. 
2.           La Commissione
adotta una decisione, mediante atti di esecuzione, che approva il contratto di
partenariato entro sei mesi dalla sua presentazione da parte dello Stato
membro, a condizione che le eventuali osservazioni da essa formulate siano
state adeguatamente recepite. Il contratto di partenariato non entra in vigore
prima del 1° gennaio 2014.
3.           Qualora
uno Stato membro proponga una modifica del contratto di partenariato, la
Commissione effettua una valutazione a norma del paragrafo 1 e, se del caso,
adotta una decisione, mediante atti di esecuzione, che approva la modifica.
CAPO III
Concentrazione tematica, condizionalità ex ante e verifica dei risultati
Articolo 16
Concentrazione tematica 
Conformemente alle norme specifiche di ciascun
Fondo, gli Stati membri concentrano il sostegno sugli interventi che apportano
il maggiore valore aggiunto in relazione alla strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e che rispondono alle sfide
individuate nelle raccomandazioni specifiche per ciascun paese di cui
all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato e nelle pertinenti raccomandazioni
del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 2, del trattato,
tenendo conto delle esigenze nazionali e regionali. 
Articolo 17
Condizionalità ex ante
1.                      
Per ciascun Fondo del QSC sono definite
condizionalità ex ante nelle norme specifiche di ciascun Fondo. 
2.                      
Gli Stati membri accertano che le condizionalità ex
ante applicabili siano soddisfatte.
3.                      
Se le condizionalità ex ante non sono soddisfatte alla
data di trasmissione del contratto di partenariato, gli Stati membri includono
nel contratto di partenariato una sintesi delle azioni da intraprendere a
livello nazionale e regionale e il relativo calendario di attuazione per
garantire l'adempimento di tali condizionalità entro due anni dall'adozione del
contratto di partenariato oppure, se precedente, entro il 31 dicembre 2016.
4.                      
Gli Stati membri stabiliscono le azioni dettagliate
per conformarsi alle condizionalità ex ante, compreso il relativo calendario di
attuazione, nei programmi pertinenti.
5.                      
La Commissione valuta le informazioni fornite in
merito all'adempimento delle condizionalità ex ante nell'ambito della
valutazione del contratto di partenariato e dei programmi. Quando adotta un
programma, la Commissione può decidere di sospendere del tutto o in parte i
pagamenti intermedi nell'ambito del programma in attesa che siano adeguatamente
completate le azioni volte a soddisfare una condizionalità ex ante. Il mancato
completamento delle azioni volte a soddisfare una condizionalità ex ante entro
il termine fissato nel programma costituisce un motivo per la sospensione dei
pagamenti da parte della Commissione. 
6.                      
I paragrafi da 1 a 5 non si applicano ai programmi
nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea".
Articolo 18 
Riserva di efficacia ed
efficienza
Il 5% delle risorse assegnate a ciascun Fondo
del QSC e a ciascuno Stato membro, fatta eccezione per le risorse assegnate
all'obiettivo "Coesione territoriale europea" e al titolo V del regolamento
FEAMP, costituisce una riserva di efficacia ed efficienza da ripartire
conformemente all'articolo 20. 
Articolo 19
Verifica dei risultati
1.           La
Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, effettua una verifica dei
risultati dei programmi in ciascuno Stato membro nel 2017 e nel 2019 alla luce
del quadro di riferimento dei risultati stabilito nel rispettivo contratto di
partenariato e nei programmi. Il metodo per definire il quadro di riferimento
dei risultati è descritto nell'allegato II.
2.           La
verifica esamina il conseguimento delle tappe fondamentali dei programmi a
livello delle priorità, sulla base delle informazioni e delle valutazioni
fornite nelle relazioni sullo stato di attuazione presentate dagli Stati membri
nel 2017 e nel 2019.
Articolo 20
Ripartizione della riserva di
efficacia ed efficienza
1.           Qualora
la verifica dei risultati effettuata nel 2017 riveli che nell'ambito di una
priorità di un programma non siano state conseguite le tappe fondamentali
previste per il 2016, la Commissione rivolge raccomandazioni allo Stato membro
interessato.
2.           Sulla
base della verifica effettuata nel 2019, la Commissione adotta una decisione,
mediante atti di esecuzione, che stabilisce per ciascun Fondo del QSC e
ciascuno Stato membro i programmi e le priorità per i quali sono state
raggiunte le tappe fondamentali. Lo stato membro propone l'attribuzione della
riserva di efficacia ed efficienza ai programmi e alle priorità di cui alla
decisione della Commissione. La Commissione approva la modifica dei programmi
interessati conformemente all'articolo 26. Qualora uno Stato membro non
fornisca le informazioni di cui all'articolo 46, paragrafi 2 e 3, la riserva di
efficacia ed efficienza per i programmi o per la priorità o le priorità
interessate non viene assegnata. 
3.           Qualora
una verifica dei risultati dimostri che una priorità non ha conseguito le tappe
fondamentali stabilite nel quadro di riferimento dei risultati, la Commissione
può sospendere del tutto o in parte un pagamento intermedio relativo a una
priorità di un programma conformemente alla procedura stabilita nelle norme
specifiche di ciascun Fondo.
4.           Se la
Commissione constata, sulla base dell'esame del rapporto finale di esecuzione
del programma, una grave inadempienza in relazione al conseguimento degli
obiettivi stabiliti nel quadro di riferimento dei risultati, essa può applicare
rettifiche finanziarie relative alle priorità interessate conformemente alle
norme specifiche di ciascun Fondo. Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 per stabilire i criteri e la
metodologia per determinare il livello di rettifica finanziaria da applicare. .

5.           Il
paragrafo 2 non si applica ai programmi nell'ambito dell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea".
CAPO IV
Condizionalità macroeconomiche
Articolo 21
Condizionalità connessa al
coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri
1.           La
Commissione può chiedere ad uno Stato membro di rivedere e di proporre
modifiche al suo contratto di partenariato e ai relativi programmi, ove
necessario:
(a)         
a sostegno dell'attuazione di una raccomandazione
del Consiglio destinata allo Stato membro interessato e adottata a norma
dell'articolo 121, paragrafo 2 e/o dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato
o a sostegno dell'attuazione di misure destinate allo Stato membro interessato
e adottate a norma dell'articolo 136, paragrafo 1, del trattato; 
(b)         
a sostegno dell'attuazione di una raccomandazione
del Consiglio destinata allo Stato membro interessato e adottata a norma
dell'articolo 126, paragrafo 7, del trattato; 
(c)         
a sostegno dell'attuazione di una raccomandazione
del Consiglio destinata allo Stato membro interessato e adottata a norma
dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. …/2011 [sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici], purché tali
modifiche siano ritenute necessarie per contribuire a correggere gli squilibri
macroeconomici, o
(d)         
per massimizzare l'impatto sulla crescita e sulla
competitività dei Fondi disponibili del QSC a norma del paragrafo 4, se uno
Stato membro soddisfa una delle seguenti condizioni:
i)        ad esso è stato concesso un'assistenza
finanziaria dell'Unione conformemente al regolamento (UE) n. 407/2010 del
Consiglio;
ii)       ad esso è stato concesso un sostegno
finanziario a medio termine conformemente al regolamento (CE) n. 332/2002 del
Consiglio[24];
iii)      ad esso è stato concesso un sostegno
finanziario sotto forma di prestito del MES conformemente al trattato che
istituisce il meccanismo europeo di stabilità.
2.           Lo Stato
membro presenta una proposta di modifica del contratto di partenariato e dei
relativi programmi entro un mese. Se necessario, la Commissione presenta
osservazioni entro un mese dalla presentazione delle modifiche, nel qual caso
lo Stato membro ripresenta la propria proposta entro un mese.
3.           Se la
Commissione non presenta osservazioni o se le sue osservazioni sono
adeguatamente recepite, la Commissione adotta senza indugio una decisione di
approvazione delle modifiche al contratto di partenariato e ai relativi
programmi.
4.           In
deroga al paragrafo 1, se ad uno Stato membro è stato concesso un sostegno
finanziario a norma del paragrafo 1, lettera d), e tale sostegno finanziario è
connesso ad un programma di riassetto, la Commissione può modificare il contratto
di partenariato e i relativi programmi senza una proposta dello Stato membro al
fine di massimizzare l'impatto sulla crescita e sulla competitività dei Fondi
disponibili del QSC. Per garantire l'attuazione efficace del contratto di
partenariato e dei relativi programmi, la Commissione è coinvolta nella
gestione, come specificato nel programma di riassetto o nel memorandum d'intesa
firmato con lo Stato membro interessato.
5.           Se lo
Stato membro non soddisfa la richiesta della Commissione di cui al paragrafo 1
o non risponde in modo soddisfacente entro un mese alle osservazioni della
Commissione di cui al paragrafo 2, la Commissione può, entro tre mesi dalla
presentazione delle sue osservazioni adottare, con atti di esecuzione, una
decisione di sospensione di parte dei o di tutti i pagamenti relativi ai
programmi interessati.
6.           La
Commissione, con atti di esecuzione, sospende parzialmente o totalmente i
pagamenti o gli impegni relativi ai programmi interessati se: 
(a)         
il Consiglio decide che lo Stato membro non
rispetta le misure specifiche stabilite dal Consiglio a norma dell'articolo
136, paragrafo 1, del trattato; 
(b)         
il Consiglio decide a norma dell'articolo 126,
paragrafo 8 o dell'articolo 126, paragrafo 11, del trattato, che lo Stato
membro interessato non ha realizzato azioni efficaci per correggere il suo
disavanzo eccessivo; 
(c)         
il Consiglio conclude, a norma dell'articolo 8,
paragrafo 3, del regolamento (UE) n. …/2011 [sulla prevenzione e la
correzione degli squilibri macroeconomici], che per due volte consecutive lo
Stato membro non ha presentato un piano d'azione correttivo sufficiente o il
Consiglio adotta una decisione di non conformità a norma dell'articolo 10,
paragrafo 4, del medesimo regolamento; 
(d)         
la Commissione conclude che lo Stato membro non ha
adottato misure per attuare il programma di riassetto di cui al regolamento
(UE) n. 407/2010 del Consiglio o al regolamento (CE) n. 332/2002 del
Consiglio e di conseguenza decide di non autorizzare l'erogazione del sostegno
finanziario concesso a tale Stato membro, o
(e)         
il consiglio d'amministrazione del meccanismo
europeo di stabilità conclude che la condizionalità attribuita ad un sostegno
finanziario del MES concesso sotto forma di prestito del MES allo Stato membro
interessato non è stata rispettata e di conseguenza decide di non erogare il
sostegno alla stabilità concesso a tale Stato membro.
7.           Quando
la Commissione decide di sospendere parzialmente o totalmente i pagamenti o gli
impegni a norma rispettivamente dei paragrafi 5 e 6, essa garantisce che la sospensione
sia proporzionata ed efficace tenuto conto della situazione socioeconomica
dello Stato membro interessato e che rispetti la parità di trattamento tra
Stati membri, in particolare per quanto riguarda l'impatto della sospensione
sull'economia dello Stato membro interessato.
8.           La
Commissione pone fine senza indugio alla sospensione dei pagamenti e degli
impegni non appena lo Stato membro propone – come richiesto dalla Commissione –
modifiche del contratto di partenariato e dei relativi programmi che sono
approvate da quest'ultima e, ove applicabile:
(a)         
il Consiglio ha deciso che lo Stato membro rispetta
le misure specifiche stabilite dal Consiglio a norma dell'articolo 136,
paragrafo 1, del trattato;
(b)         
viene sospesa la procedura relativa ai disavanzi
eccessivi a norma dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 1467/97 o il
Consiglio ha deciso, a norma dell'articolo 126, paragrafo 12, del trattato, di
abrogare la decisione riguardante l'esistenza di un disavanzo eccessivo: 
(c)         
il Consiglio ha approvato il piano d'azione
correttivo presentato dallo Stato membro interessato a norma dell'articolo 8,
paragrafo 2, del regolamento(UE) n. […] [regolamento sulla procedura per gli
squilibri eccessivi] o la procedura relativa agli squilibri eccessivi è sospesa
a norma dell'articolo 10, paragrafo 5, del medesimo regolamento o il Consiglio
ha chiuso la procedura relativa agli squilibri eccessivi a norma dell'articolo
11 del medesimo regolamento; 
(d)         
la Commissione ha concluso che lo Stato membro ha
adottato misure per attuare il programma di riassetto di cui al regolamento
(UE) n. 407/2010 del Consiglio o al regolamento (CE) n. 332/2002 del
Consiglio e di conseguenza ha autorizzato l'erogazione del sostegno finanziario
concesso a tale Stato membro, o
(e)         
il consiglio d'amministrazione del meccanismo
europeo di stabilità ha concluso che la condizionalità attribuita ad un
sostegno finanziario sotto forma di prestito del MES concesso allo Stato membro
interessato è rispettata e di conseguenza ha deciso di erogare il sostegno alla
stabilità concesso a tale Stato membro.
Contemporaneamente, il Consiglio decide, su
proposta della Commissione, la reiscrizione in bilancio degli impegni sospesi
in conformità all'articolo 8 del regolamento (UE) n. […] del Consiglio che
istituisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020.
Articolo 22
Aumento dei pagamenti a
favore degli Stati membri con temporanee difficoltà di bilancio 
1.           Su
richiesta di uno Stato membro, i pagamenti intermedi e i pagamenti del saldo
finale possono essere aumentati di 10 punti percentuali rispetto al tasso di
cofinanziamento applicabile a ciascuna priorità per il FESR, il FSE e il FC o a
ciascuna misura per il FEASR e il FEAMP. Il tasso maggiorato, che non può
superare il 100%, si applica alle richieste di pagamento relative al periodo
contabile in cui lo Stato membro ha presentato la richiesta e ai periodi
contabili successivi in cui lo Stato membro soddisfa una delle seguenti
condizioni:
(a)         
se lo Stato membro interessato ha adottato l'euro,
riceve assistenza macrofinanziaria dall'Unione a norma del regolamento (UE)
n. 407/2010 del Consiglio[25];
(b)         
se non ha adottato l'euro, è stato ad esso concesso
un sostegno finanziario a medio termine ai sensi del regolamento (CE)
n. 332/2002 del Consiglio[26];
(c)         
è stato ad esso concesso un sostegno finanziario
conformemente al trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità
firmato l'11 luglio 2011.
Il primo comma non si applica ai programmi
nell'ambito del regolamento CTE.
2.           Fermo
restando il paragrafo 1, il sostegno dell'Unione mediante i pagamenti intermedi
e il pagamento del saldo finale non è superiore al sostegno pubblico e
all'importo massimo della partecipazione dei Fondi del QSC per ciascuna
priorità in relazione al FESR, al FSE al CF o per ciascuna misura in relazione
al FEASR e al FEAMP, secondo quanto stabilito nella decisione della Commissione
che approva il programma.
TITOLO III 
PROGRAMMAZIONE
CAPO I
Disposizioni generali sui Fondi del QSC
Articolo 23
Preparazione dei programmi
1.           I Fondi
del QSC sono attuati mediante programmi conformemente al contratto di
partenariato. Ciascun programma copre il periodo compreso fra il 1° gennaio
2014 e il 31 dicembre 2020.
2.           I
programmi sono elaborati dagli Stati membri o da un'autorità da essi designata,
in cooperazione con i partner. 
3.           I
programmi sono presentati dagli Stati membri unitamente al contratto di
partenariato tranne quelli nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione
territoriale europea" che vengono presentati entro sei mesi
dall'approvazione del quadro strategico comune. Tutti i programmi sono
accompagnati dalla valutazione ex ante di cui all'articolo 48. 
Articolo 24
Contenuto dei programmi 
1.           Ciascun
programma definisce una strategia relativa al contributo del programma stesso
alla realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, in linea con il quadro strategico comune e il
contratto di partenariato. Ciascun programma comprende le modalità per
garantire l'attuazione efficace, efficiente e coordinata dei Fondi del QSC e le
azioni volte a ridurre gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari.
2.           Ciascun
programma definisce le priorità, stabilendo gli obiettivi specifici, le
dotazioni finanziarie del sostegno dei Fondi del QSC e il corrispondente
cofinanziamento nazionale. 
3.           Per
ciascuna priorità sono stabiliti indicatori che permettono di valutare i
progressi nell'esecuzione del programma verso il conseguimento degli obiettivi,
quale base per la sorveglianza, la valutazione e la verifica dei risultati. Tali
indicatori comprendono:
(a)         
indicatori finanziari relativi alla spesa
assegnata;
(b)         
indicatori di realizzazione relativi agli
interventi finanziati;
(c)         
indicatori di risultato relativi alla priorità.
Per ciascun Fondo del QSC, le norme specifiche di
ciascun Fondo stabiliscono gli indicatori comuni e possono prevedere indicatori
specifici per ciascun programma.
4.           Ogni
programma, tranne quelli che riguardano esclusivamente l'assistenza tecnica,
contiene una descrizione delle le azioni volte a tenere conto dei principi di
cui agli articoli 7 e 8.
5.           Ogni
programma, tranne quelli in cui l'assistenza tecnica è intrapresa nell'ambito
di un programma specifico, stabilisce l'importo indicativo del sostegno da
destinare agli obiettivi relativi al cambiamento climatico.
6.           Gli Stati
membri elaborano il programma conformemente alle norme specifiche di ciascun
Fondo. 
Articolo 25
Procedura di
adozione dei programmi
1.           La
Commissione valuta la coerenza dei programmi con il presente regolamento, le
norme specifiche di ciascun Fondo, il contributo effettivo dei programmi alla
realizzazione degli obiettivi tematici e delle priorità dell'Unione per ciascun
Fondo del QSC, il quadro strategico comune, il contratto di partenariato, le
raccomandazioni specifiche per ciascun paese di cui all'articolo 121,
paragrafo 2, del trattato e le raccomandazioni del Consiglio adottate a
norma dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato, tenendo conto della
valutazione ex ante. La valutazione esamina, in particolare, l'adeguatezza
della strategia del programma, gli obiettivi generali corrispondenti, gli
indicatori, gli obiettivi specifici e l'assegnazione delle risorse di bilancio.

2.           La
Commissione formula osservazioni entro tre mesi dalla data di presentazione del
programma. Lo Stato membro fornisce alla Commissione tutte le informazioni
supplementari necessarie e, se del caso, rivede il programma proposto.
3.           Conformemente
alle norme specifiche di ciascun Fondo, la Commissione approva ciascun
programma entro sei mesi dalla presentazione ufficiale da parte dello Stato
membro, a condizione che le eventuali osservazioni da essa formulate siano
state adeguatamente recepite, ma non prima del 1° gennaio 2014 o prima che
abbia adottato una decisione di approvazione del contratto di partenariato.
Articolo 26
Modifica dei programmi
1.           Le
richieste di modifica dei programmi presentate da uno Stato membro sono
debitamente motivate, in particolare descrivono l'impatto atteso delle
modifiche del programma sulla realizzazione della strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e sul conseguimento degli
obiettivi specifici definiti nel programma, tenendo conto del quadro strategico
comune e del contratto di partenariato. Sono accompagnate dal programma
riveduto e, se del caso, da un contratto di partenariato riveduto.
In caso di modifica dei programmi nell'ambito
dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea", il contratto di
partenariato pertinente non viene modificato.
2.           La
Commissione valuta le informazioni fornite a norma del paragrafo 1, tenendo
conto della motivazione fornita dallo Stato membro. La Commissione può
formulare osservazioni e lo Stato membro fornisce alla Commissione tutte le
informazioni supplementari necessarie. Conformemente alle norme specifiche di
ciascun Fondo, la Commissione approva la richiesta di modifica di un programma
entro cinque mesi dalla presentazione ufficiale da parte dello Stato membro, a
condizione che le eventuali osservazioni da essa formulate siano state
adeguatamente recepite. La Commissione, se necessario, modifica al tempo stesso
la decisione di approvazione del contratto di partenariato conformemente
all'articolo 15, paragrafo 3.
Articolo 27
Partecipazione della Banca
europea per gli investimenti
1.           Su
richiesta degli Stati membri, la BEI può partecipare alla preparazione del
contratto di partenariato, nonché ad attività connesse alla preparazione degli
interventi, in particolare grandi progetti, strumenti finanziari e partenariati
pubblico-privati.
2.           La
Commissione può consultare la BEI prima dell'adozione del contratto di
partenariato o dei programmi.
3.           La
Commissione può chiedere alla BEI di esaminare la qualità tecnica e la
fattibilità economica e finanziaria dei grandi progetti e di assisterla per
quanto riguarda gli strumenti finanziari da attuare o sviluppare.
4.           Nell'applicazione
delle disposizioni del presente regolamento, la Commissione può concedere
sovvenzioni alla BEI o concludere con essa contratti di servizio per iniziative
attuate su base pluriennale. L'impegno dei contribuiti del bilancio dell'Unione
per tali sovvenzioni o contratti di servizi è effettuato annualmente.
CAPO
II
Sviluppo
locale di tipo partecipativo 
Articolo 28
Sviluppo locale di tipo
partecipativo 
1.           Lo
sviluppo locale di tipo partecipativo, denominato sviluppo locale LEADER
nell'ambito del FEASR, è:
(a)         
concentrato su territori subregionali specifici; 
(b)         
di tipo partecipativo, ossia guidato da gruppi di
azione locale composti da rappresentanti degli interessi socioeconomici locali
pubblici e privati, in cui né il settore pubblico, né un singolo gruppo di
interesse rappresenta, a livello decisionale, più del 49% dei diritti di voto;
(c)         
attuato attraverso strategie territoriali di
sviluppo locale integrate e multisettoriali; 
(d)         
definito tenendo conto dei bisogni e delle
potenzialità locali, e comprende elementi innovativi nel contesto locale e
attività di creazione di reti e, se del caso, di cooperazione.
2.           Il
sostegno dei Fondi del QSC allo sviluppo locale è coerente e coordinato tra i
Fondi del QSC. Tale coerenza e coordinamento sono assicurati segnatamente
tramite procedure coordinate di rafforzamento delle capacità, selezione,
approvazione e finanziamento delle strategie di sviluppo locale e dei gruppi
impegnati nello sviluppo locale.
3.           Se il
comitato di selezione delle strategie di sviluppo locale istituito ai sensi
dell'articolo 29, paragrafo 3, ritiene che l'attuazione della strategia di
sviluppo locale selezionata richieda la partecipazione di più di un Fondo, può
essere designato un Fondo capofila.
4.           Qualora
sia designato un Fondo capofila, i costi di gestione, animazione e creazione di
reti inerenti alla strategia di sviluppo locale sono finanziati esclusivamente
dal Fondo capofila. 
5.           Lo
sviluppo locale sostenuto dai Fondi del QSC è realizzato nell'ambito di una o
più priorità del programma.
Articolo 29
Strategie di sviluppo locale
1.           Una
strategia di sviluppo locale contiene almeno i seguenti elementi:
(a)         
la definizione del territorio e della popolazione
interessati dalla strategia; 
(b)         
un'analisi delle esigenze di sviluppo e delle
potenzialità del territorio, compresa un'analisi dei punti di forza, delle
carenze, delle opportunità e dei rischi;
(c)         
una descrizione della strategia e dei suoi
obiettivi, un'illustrazione del carattere integrato e innovativo della strategia
e una gerarchia di obiettivi, con indicazione di obiettivi precisi e misurabili
per le realizzazioni e i risultati. La strategia deve essere coerente con i
programmi pertinenti di tutti i Fondi del QSC interessati;
(d)         
una descrizione del processo di associazione della
comunità all'elaborazione della strategia;
(e)         
un piano d'azione che traduca gli obiettivi in
azioni concrete;
(f)           
una descrizione delle modalità di gestione e
sorveglianza della strategia, che dimostri la capacità del gruppo di azione
locale di attuarla, e una descrizione delle modalità specifiche di valutazione;
(g)         
il piano di finanziamento della strategia, compresa
la dotazione prevista a titolo di ciascun Fondo del QSC.
2.           Gli
Stati membri definiscono i criteri per la selezione delle strategie di sviluppo
locale. Le norme specifiche di ciascun Fondo possono stabilire criteri di
selezione.
3.           Le
strategie di sviluppo locale sono selezionate da un comitato istituito a tale
scopo dalle autorità di gestione dei programmi.
4.           La
selezione e l'approvazione di tutte le strategie di sviluppo locale sono
completate entro il 31 dicembre 2015.
5.           La
decisione dell'autorità di gestione che approva una strategia di sviluppo
locale stabilisce la dotazione a titolo di ciascun Fondo del QSC. Definisce
inoltre i ruoli delle autorità responsabili dell'esecuzione dei programmi in
questione per tutti i compiti attuativi connessi alla strategia. 
6.           È
conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma
dell'articolo 142 riguardanti la definizione del territorio e della popolazione
interessati dalla strategia di cui al paragrafo 1, lettera a).
Articolo 30
Gruppi di azione locale
1.           I gruppi di azione locale elaborano e attuano le strategie di sviluppo
locale. 
Gli Stati membri stabiliscono il ruolo del gruppo
d'azione locale e delle autorità responsabili dell'esecuzione dei programmi in
questione per i compiti attuativi connessi alla strategia.
2.           L'autorità
di gestione provvede affinché i gruppi di azione locale scelgano al loro
interno un partner capofila per le questioni amministrative e finanziarie,
oppure si riuniscano in una struttura comune legalmente costituita.
3.           I gruppi
di azione locale hanno i seguenti compiti:
(a)         
rafforzare la capacità dei soggetti locali di
elaborare e attuare interventi;
(b)         
elaborare una procedura di selezione trasparente e
non discriminatoria e criteri di selezione degli interventi che evitino
conflitti di interessi e garantire che almeno il 50% dei voti espressi nelle
decisioni di selezione provenga da partner non pubblici, prevedendo la
possibilità di ricorso contro le decisioni e consentendo la selezione mediante
procedura scritta;
(c)         
garantire la coerenza con la strategia di sviluppo
locale nella selezione degli interventi, stabilendone l'ordine di priorità in
funzione del loro contributo al conseguimento degli obiettivi generali e
specifici delle strategie;
(d)         
preparare e pubblicare gli inviti a presentare
proposte o un bando permanente per la presentazione di progetti, compresa la
definizione dei criteri di selezione; 
(e)         
ricevere e valutare le domande di sostegno;
(f)           
selezionare gli interventi e fissare l'importo del
sostegno e, se pertinente, presentare le proposte all'organismo responsabile
della verifica finale dell'ammissibilità prima dell'approvazione;
(g)         
verificare l'attuazione della strategia di sviluppo
locale e degli interventi finanziati e condurre attività di valutazione
specifiche legate alla strategia di sviluppo locale.
Articolo 31
Sostegno dei Fondi del QSC
allo sviluppo locale
Il sostegno allo sviluppo locale comprende:
(a)                   
i costi del supporto preparatorio; 
(b)                   
l'esecuzione degli interventi nell'ambito della
strategia di sviluppo locale;
(c)                   
la preparazione e la realizzazione delle attività
di cooperazione del gruppo di azione locale;
(d)                   
i costi di gestione e di animazione della strategia
di sviluppo locale entro il limite del 25% della spesa pubblica complessiva
sostenuta nell'ambito della strategia di sviluppo locale.
TITOLO IV
STRUMENTI FINANZIARI
Articolo 32
Strumenti finanziari
1.           I Fondi
del QSC possono intervenire per sostenere strumenti finanziari nell'ambito di
un programma, anche quando sono organizzati attraverso fondi di fondi, al fine
di contribuire al conseguimento degli obiettivi specifici stabiliti nell'ambito
di una priorità, sulla base di una valutazione ex ante che ha individuato
fallimenti del mercato o condizioni di investimento non ottimali e necessità di
investimento.
Gli strumenti finanziari possono essere associati
a sovvenzioni, abbuoni di interesse, abbuoni di commissioni di garanzia. In tal
caso si devono mantenere registrazioni separate per ciascuna forma di
finanziamento.
È conferito alla Commissione il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142 che stabiliscono norme dettagliate
concernenti la valutazione ex ante degli strumenti finanziari, la combinazione
del sostegno fornito ai destinatari finali tramite sovvenzioni, abbuoni di
interesse, abbuoni di commissioni di garanzia e strumenti finanziari, norme
specifiche supplementari in materia di ammissibilità della spesa e norme che
precisano i tipi di attività non finanziate mediante gli strumenti finanziari.
2.           I
destinatari finali che ricevono sostegno mediante strumenti finanziari possono
anche beneficiare di sovvenzioni o altro sostegno a titolo di un programma o di
un altro strumento finanziato dal bilancio dell'Unione. In tal caso si devono
mantenere registrazioni separate per ciascuna fonte di finanziamento.
3.           I
contributi in natura non sono spese ammissibili nell'ambito degli strumenti
finanziari, fatta eccezione per i terreni o gli immobili che rientrano in
investimenti finalizzati a sostenere lo sviluppo urbano o la rivitalizzazione
urbana, nel caso in cui il terreno o l'immobile faccia parte dell'investimento.
Tali contributi di terreni o immobili sono ammissibili purché siano soddisfatte
le condizioni di cui all'articolo 59.
Articolo 33
Attuazione degli strumenti
finanziari
1.           In
applicazione dell'articolo 32, le autorità di gestione possono fornire un
contributo finanziario a favore dei seguenti strumenti finanziari:
(a)         
gli strumenti finanziari istituiti a livello
dell'Unione, gestiti direttamente o indirettamente dalla Commissione;
(b)         
gli strumenti finanziari istituiti a livello
nazionale, regionale, transnazionale o transfrontaliero, gestiti dall'autorità
di gestione o sotto la sua responsabilità.
2.           Il
titolo [VIII] del regolamento finanziario si applica agli strumenti finanziari
di cui al paragrafo 1, lettera a). I contributi dei Fondi del QSC destinati a
detti strumenti finanziari di cui al paragrafo 1, lettera a), sono depositati
su conti distinti e utilizzati, conformemente agli obiettivi dei rispettivi
Fondi del QSC, per sostenere iniziative e destinatari finali in linea con il
programma o i programmi nell'ambito dei quali sono forniti tali contributi. 
3.           Per gli
strumenti finanziari di cui al paragrafo 1, lettera b), le autorità di gestione
possono fornire un contributo finanziario a favore dei seguenti strumenti
finanziari:
(a)         
strumenti finanziari che soddisfano i termini e le
condizioni uniformi stabiliti dalla Commissione mediante atti di esecuzione
adottati conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 143,
paragrafo 3;
(b)         
strumenti finanziari già esistenti o nuovi
specificamente concepiti per conseguire la finalità prevista e che rispettano
le disposizioni applicabili dell'Unione e nazionale.
La Commissione adotta atti delegati ai sensi
dell'articolo 142 che stabiliscono le norme specifiche relative a particolari
tipologie di strumenti finanziari di cui alla lettera b), e agli eventuali
prodotti ottenuti tramite tali strumenti.
4.           Quando
sostiene gli strumenti finanziari di cui al paragrafo 1, lettera b), l'autorità
di gestione può:
(a)         
investire nel capitale di entità giuridiche nuove o
già esistenti, comprese quelle finanziate da altri Fondi del QSC, incaricate
dell'attuazione di strumenti finanziari coerenti con gli obiettivi dei
rispettivi Fondi del QSC e che svolgeranno compiti di esecuzione. Il sostegno
per tali investimenti si limita all'importo necessario per attuare nuovi
strumenti finanziari coerenti con gli obiettivi del presente regolamento; o 
(b)         
affidare compiti di esecuzione: 
i)        alla Banca europea per gli
investimenti; 
ii)       a istituzioni finanziarie
internazionali in cui uno Stato membro detiene una partecipazione o a
istituzioni finanziarie stabilite in uno Stato membro che perseguono obiettivi
di interesse pubblico sotto il controllo di un'autorità pubblica, selezionate
conformemente alla normativa applicabile dell'Unione e nazionale; 
iii)      a un organismo di diritto pubblico o
privato selezionato conformemente alla normativa applicabile dell'Unione e
nazionale; 
(c)         
assumere direttamente compiti di esecuzione, in
caso di strumenti finanziari costituiti esclusivamente da prestiti o garanzie.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142 che stabiliscono le norme in materia di
accordi di finanziamento, il ruolo e la responsabilità delle entità alle quali
sono affidati compiti di esecuzione, nonché i costi e le spese di gestione.
5.           Le
entità di cui al paragrafo 4, lettera b), punti i) e ii), quando attuano
strumenti finanziari mediante fondi di fondi, possono inoltre affidare parte
dell'attuazione a intermediari finanziari, a condizione che tali entità si
assumano la responsabilità di garantire che gli intermediari finanziari
soddisfano i criteri di cui [all'articolo 57 e all'articolo 131, paragrafi 1,
1bis e 3], del regolamento finanziario. Gli intermediari finanziari sono
selezionati mediante procedure aperte, trasparenti, proporzionate e non
discriminatorie, tali da evitare conflitti di interessi.
6.           Le
entità di cui al paragrafo 4, lettera b), alle quali sono affidati compiti di
esecuzione possono aprire conti fiduciari a proprio nome e per conto
dell'autorità di gestione. Le attività detenute su tali conti fiduciari sono
gestite secondo il principio della sana gestione finanziaria, applicando
opportune norme prudenziali e dispongono di adeguata liquidità.
7.           Alla
Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati a norma
dell'articolo 142 che stabiliscono norme dettagliate riguardanti gli obblighi
specifici connessi al trasferimento e alla gestione delle attività gestite
dalle entità alle quali sono affidati compiti di esecuzione, nonché la
conversione delle attività dall'euro alle monete nazionali.
Articolo 34
Attuazione di particolari
tipologie di strumenti finanziari
1.           Gli
organismi accreditati conformemente all'articolo 64 non effettuano verifiche in
loco degli interventi che comprendono strumenti finanziari attuati ai sensi
dell'articolo 33, paragrafo 1, lettera a). Tali organismi ricevono rapporti di
controllo periodici dagli organismi incaricati dell'attuazione di detti
strumenti finanziari.
2.           Gli
organismi responsabili dell'audit dei programmi non effettuano controlli sugli
interventi che comprendono strumenti finanziari attuati ai sensi dell'articolo
33, paragrafo 1, lettera a), e dei sistemi di gestione e di controllo relativi
a tali strumenti. Tali organismi ricevono rapporti di controllo periodici dai
revisori dei conti designati negli accordi che istituiscono tali strumenti
finanziari.
3.           Alla
Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati a norma
dell'articolo 142 riguardanti le modalità di gestione e di controllo degli
strumenti finanziari attuati ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1, lettera
a), e dell'articolo 33, paragrafo 4, lettera b), punti i), ii) e iii).
Articolo 35
Richieste di pagamento
comprendenti le spese per gli strumenti finanziari
1.           Per
quanto riguarda gli strumenti finanziari di cui all'articolo 33, paragrafo 1,
lettera a), la richiesta di pagamento comprende e indica separatamente
l'importo complessivo del sostegno erogato allo strumento finanziario.
2.           Per
quanto riguarda gli strumenti finanziari di cui all'articolo 33, paragrafo 1,
lettera b), attuati ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 4, lettere a) e b), la
spesa complessiva ammissibile indicata nella richiesta di pagamento comprende e
indica separatamente l'importo complessivo del sostegno erogato o che si
prevede di erogare allo strumento finanziario per gli investimenti da effettuare
nei destinatari finali nel corso di un periodo prestabilito non superiore a due
anni, compresi i costi e le spese di gestione. 
3.           L'importo
calcolato conformemente al paragrafo 2 è corretto nelle richieste di pagamento
successive per tenere conto della differenza tra l'importo del sostegno
precedentemente erogato allo strumento finanziario in questione e gli importi
effettivamente investiti nei destinatari finali, più i costi e le spese di
gestione sostenuti. Tali importi sono indicati separatamente nella richiesta di
pagamento. 
4.           Per
quanto riguarda gli strumenti finanziari di cui all'articolo 33, paragrafo 1,
lettera b), attuati ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 4, lettera c), la
richiesta di pagamento comprende l'importo complessivo dei pagamenti effettuati
dall'autorità di gestione per gli investimenti nei destinatari finali. Tali
importi sono indicati separatamente nella richiesta di pagamento. 
5.           Alla
Commissione è conferito il potere di adottare, mediante atti delegati a norma
dell'articolo 142, le norme specifiche relative ai pagamenti e alla revoca dei
pagamenti a favore degli strumenti finanziari e alle eventuali conseguenze per
quanto riguarda le richieste di pagamento. 
Articolo 36
Spesa ammissibile alla
chiusura
1.           Alla
chiusura di un programma, la spesa ammissibile dello strumento finanziario
corrisponde all'importo complessivo effettivamente pagato o, nel caso di fondi
di garanzia, impegnato dallo strumento finanziario entro il periodo di
ammissibilità di cui all'articolo 55, paragrafo 2, comprendente:
(a)         
i pagamenti ai destinatari finali;
(b)         
le risorse impegnate per contratti di garanzia, in
essere o già giunti a scadenza, al fine di onorare eventuali richieste di
garanzia per perdite, calcolate in base a una prudente valutazione ex ante dei
rischi a copertura di un ammontare multiplo di nuovi prestiti sottostanti o
altri strumenti di rischio per nuovi investimenti nei destinatari finali; 
(c)         
gli abbuoni di interesse o gli abbuoni di
commissioni di garanzia capitalizzati, da pagare per un periodo non superiore
ai dieci anni successivi al periodo di ammissibilità di cui all'articolo 55,
paragrafo 2, utilizzati in combinazione con strumenti finanziari, depositati in
un conto di garanzia aperto specificamente a tale scopo, per l'esborso effettivo
dopo il periodo di ammissibilità di cui all'articolo 55, paragrafo 2, ma
riguardo a prestiti o altri strumenti di rischio erogati per investimenti nei
destinatari finali entro il periodo di ammissibilità di cui all'articolo 55,
paragrafo 2; 
(d)         
il rimborso dei costi di gestione sostenuti o il
pagamento delle spese di gestione dello strumento finanziario.
2.           In caso
di strumenti azionari e di microcredito, i costi o le spese di gestione
capitalizzati da pagare per un periodo non superiore ai cinque anni successivi
al periodo di ammissibilità di cui all'articolo 55, paragrafo 2, per quanto
riguarda gli investimenti nei destinatari finali effettuati entro tale periodo
di ammissibilità e ai quali non si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 37 e 38, possono essere considerati spese ammissibili se sono versati
in un conto di garanzia aperto specificamente a tale scopo. 
3.           La spesa
ammissibile calcolata conformemente ai paragrafi 1 e 2 non supera l'ammontare:
i)       dell'importo complessivo del sostegno
dei Fondi del QSC erogato allo strumento finanziario; e 
ii)       del corrispondente cofinanziamento
nazionale. 
4.           Alla
Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati a norma
dell'articolo 142 relativi all'istituzione di un sistema di capitalizzazione delle
rate annuali per gli abbuoni di interesse e gli abbuoni delle commissioni di
garanzia. 
Articolo 37
Interessi e altre plusvalenze
generate dal sostegno dei Fondi del QSC agli strumenti finanziari
1.           Il
sostegno dei Fondi del QSC erogato agli strumenti finanziari è depositato su
conti produttivi di interessi presso le istituzioni finanziarie negli Stati
membri o investiti a titolo temporaneo secondo il principio della sana gestione
finanziaria. 
2.           Gli
interessi e le altre plusvalenze imputabili al sostegno dei Fondi del QSC
erogato agli strumenti finanziari sono utilizzati per le stesse finalità del
sostegno iniziale fornito dai Fondi del QSC nell'ambito dello stesso strumento
finanziario.
3.           L'autorità
di gestione provvede affinché siano mantenute registrazioni adeguate della
destinazione degli interessi e delle altre plusvalenze. 
Articolo 38
Reimpiego delle risorse
imputabili al sostegno fornito dai Fondi del QSC fino alla chiusura del
programma 
1.           Le
risorse in conto capitale rimborsate agli strumenti finanziari a fronte degli
investimenti o dello sblocco delle risorse impegnate per i contratti di
garanzia, che sono imputabili al sostegno fornito dai Fondi del QSC, sono
reimpiegate per ulteriori investimenti mediante lo stesso strumento finanziario
o altri strumenti finanziari, conformemente alle finalità del programma o dei
programmi. 
2.           Le
plusvalenze e altri rendimenti, tra cui interessi, commissioni di garanzia,
dividendi, redditi di capitale o altri introiti generati dagli investimenti,
imputabili al sostegno dei Fondi del QSC allo strumento finanziario, sono
utilizzati per le seguenti finalità, ove applicabile, a concorrenza
dell'importo necessario:
(a)         
rimborso dei costi di gestione sostenuti e
pagamento delle spese di gestione dello strumento finanziario;
(b)         
rimunerazione preferenziale degli investitori
operanti secondo il principio dell'investitore in un'economia di mercato, che
forniscono fondi di contropartita per il sostegno dei Fondi del QSC allo
strumento finanziario o che coinvestono a livello dei destinatari finali;
(c)         
ulteriori investimenti attraverso lo stesso
strumento finanziario o altri strumenti finanziari, conformemente alle finalità
del programma o dei programmi. 
3.           L'autorità
di gestione provvede affinché siano mantenute registrazioni adeguate dell'uso
delle risorse e delle plusvalenze di cui ai paragrafi 1 e 2.
Articolo 39
Uso delle risorse ancora
disponibili dopo la chiusura del programma
Gli Stati membri adottano le misure necessarie
affinché le plusvalenze e le risorse in conto capitale e gli altri rendimenti
imputabili al sostegno dei Fondi del QSC agli strumenti finanziari siano
utilizzati conformemente alle finalità del programma per un periodo di almeno
dieci anni dopo la chiusura del programma.
Articolo 40
Relazione sull'attuazione
degli strumenti finanziari
1.           L'autorità
di gestione trasmette alla Commissione una relazione specifica sugli interventi
che comprendono strumenti finanziari, sotto forma di allegato al rapporto
annuale di esecuzione. 
2.           La
relazione di cui al paragrafo 1 contiene, per ciascuno strumento finanziario,
le informazioni seguenti:
(a)         
l'identificazione del programma e della priorità
nell'ambito dei quali è fornito il sostegno dei Fondi del QSC;
(b)         
una descrizione dello strumento finanziario e delle
modalità di attuazione;
(c)         
l'identificazione degli organismi ai quali sono
affidati compiti di esecuzione;
(d)         
l'importo complessivo del sostegno per programma e
priorità o misura destinato allo strumento finanziario compreso nelle richieste
di pagamento presentate alla Commissione;
(e)         
l'importo complessivo del sostegno erogato o
impegnato in contratti di garanzia dallo strumento finanziario a favore dei
destinatari finali per programma e priorità o misura compreso nelle richieste
di pagamento presentate alla Commissione; 
(f)           
le entrate dello strumento finanziario e i rimborsi
allo stesso;
(g)         
l'effetto moltiplicatore degli investimenti
effettuati dallo strumento finanziario e il valore degli investimenti e delle
partecipazioni;
(h)         
il contributo dello strumento finanziario alla
realizzazione degli indicatori del programma e della priorità interessati.
3.           La
Commissione adotta, mediante un atto di esecuzione, conformemente alla
procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3, le condizioni uniformi
riguardanti la sorveglianza e la trasmissione alla Commissione delle relative
informazioni, anche per gli strumenti finanziari di cui all'articolo 33,
paragrafo 1, lettera a).

TITOLO V
SORVEGLIANZA E VALUTAZIONE
CAPO I
Sorveglianza
Sezione I
Sorveglianza dei programmi
Articolo 41
Comitato di sorveglianza
1.           Entro
tre mesi dalla data di notifica allo Stato membro della decisione di
approvazione del programma, lo Stato membro istituisce un comitato di
sorveglianza, d'intesa con l'autorità di gestione, per vigilare sull'attuazione
del programma. 
Uno Stato membro può istituire un unico comitato
di sorveglianza per i programmi cofinanziati dai Fondi del QSC. 
2.           Ciascun
comitato di sorveglianza stabilisce e adotta il proprio regolamento interno.
Articolo 42
Composizione del comitato di
sorveglianza
1.           Il
comitato di sorveglianza è composto da rappresentanti dell'autorità di gestione
e degli organismi intermedi e da rappresentanti dei partner. Ciascun membro del
comitato di sorveglianza ha diritto di voto.
Il comitato di sorveglianza dei programmi
nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea"
comprende altresì rappresentanti di ogni eventuale paese terzo partecipante al
programma.
2.           La
Commissione partecipa ai lavori del comitato di sorveglianza a titolo
consultivo. 
3.           Ove fornisca
un contributo ad un programma, la BEI può partecipare ai lavori del comitato di
sorveglianza a titolo consultivo.
4.           Il
comitato di sorveglianza è presieduto da un rappresentante dello Stato membro o
dell'autorità di gestione.
Articolo 43
Funzioni del comitato di
sorveglianza
1.           Il
comitato di sorveglianza si riunisce almeno una volta all'anno per valutare
l'attuazione del programma e i progressi compiuti nel conseguimento dei suoi
obiettivi. A tale proposito, tiene conto dei dati finanziari e degli indicatori
comuni e specifici del programma, ivi compresi i cambiamenti negli indicatori
di risultato e i progressi verso valori obiettivo quantificati, nonché delle
tappe fondamentali definite nel quadro di riferimento dei risultati. 
2.           Il
comitato di sorveglianza esamina in dettaglio tutti gli aspetti che incidono
sui risultati del programma.
3.           Il
comitato di sorveglianza è consultato ed emette un parere sulle eventuali
modifiche del programma proposte dall'autorità di gestione. 
4.           Il
comitato di sorveglianza può rivolgere raccomandazioni all'autorità di gestione
in merito all'attuazione del programma e alla sua valutazione e controlla le
azioni intraprese a seguito delle stesse. 
Articolo 44
Rapporti di esecuzione 
1.           A
partire dal 2016 fino al 2022 compreso, lo Stato membro trasmette alla
Commissione un rapporto annuale sull'esecuzione del programma nel precedente
esercizio finanziario. 
Lo Stato membro presenta un rapporto finale
sull'esecuzione del programma entro il 30 settembre 2023 per il FESR, il FSE e
il Fondo di coesione e un rapporto annuale di esecuzione per il FEASR e il
FEAMP.
2.           I
rapporti annuali di esecuzione contengono informazioni sull'attuazione del
programma e sulle sue priorità con riferimento ai dati finanziari, agli
indicatori comuni e specifici per programma e ai valori obiettivo quantificati,
ivi compresi i cambiamenti negli indicatori di risultato, nonché alle tappe
fondamentali definite nel quadro di riferimento dei risultati. I dati trasmessi
si riferiscono ai valori di indicatori relativi a interventi eseguiti
completamente e anche a interventi selezionati. Indicano altresì le azioni
intraprese per adempiere alle condizionalità ex ante e gli aspetti che incidono
sui risultati del programma, nonché le misure correttive adottate.
3.           Il
rapporto annuale di esecuzione presentato nel 2017 riporta e valuta le
informazioni di cui al paragrafo 2 unitamente ai progressi nel conseguimento
degli obiettivi del programma, ivi compreso il contributo dei Fondi del QSC a
eventuali cambiamenti negli indicatori di risultato, laddove emergano dalle
valutazioni. Valuta altresì l'attuazione di azioni per tenere conto dei
principi di cui agli articoli 6, 7 e 8 e riferisce in merito al sostegno
utilizzato per gli obiettivi relativi al cambiamento climatico.
4.           Il
rapporto annuale di esecuzione presentato nel 2019 e il rapporto finale di
esecuzione per i Fondi del QSC, oltre alle informazioni e alle valutazioni di
cui ai paragrafi 2 e 3, comprendono informazioni e valutazioni sui progressi
nel conseguimento degli obiettivi del programma e sul suo contributo alla
realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva. 
5.           I
rapporti annuali di esecuzione di cui ai paragrafi da 1 a 4 si considerano
ricevibili se contengono tutte le informazioni indicate negli stessi paragrafi.
Ove la Commissione non comunichi allo Stato membro che il rapporto annuale di
esecuzione non è ricevibile entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione dello
stesso, tale rapporto si considera ricevibile.
6.           La
Commissione esamina il rapporto annuale di esecuzione e informa lo Stato membro
in merito alle sue osservazioni entro due mesi dalla data di ricezione dello
stesso e in merito al rapporto finale entro cinque mesi dalla data di ricezione
dello stesso. Ove la Commissione non esprima osservazioni entro i termini
stabiliti, i rapporti s'intendono accettati.
7.           La
Commissione può formulare raccomandazioni per affrontare eventuali problemi che
incidono sull'attuazione del programma. In tal caso, l'autorità di gestione
informa la Commissione entro tre mesi in merito alle misure correttive
adottate.
8.           È
prevista la pubblicazione di una sintesi per il cittadino del contenuto dei
rapporti annuali e finali di esecuzione.
Articolo 45
Riunione annuale di riesame
1.           Ogni
anno a partire dal 2016 e fino al 2022 compreso, viene organizzata una riunione
annuale di riesame tra la Commissione e ciascuno Stato membro, al fine di
esaminare i risultati di ciascun programma, tenendo conto del rapporto annuale
di esecuzione e delle osservazioni e raccomandazioni della Commissione, se del
caso. 
2.           La
riunione annuale di riesame può riguardare più di un programma. Nel 2017 e nel
2019 copre tutti i programmi operativi in atto nello Stato membro, tenendo
conto anche delle relazioni sullo stato di attuazione presentati in tali anni
dallo Stato membro conformemente all'articolo 46.
3.           Lo Stato
membro e la Commissione possono convenire di non organizzare la riunione
annuale di riesame relativa a un programma in anni diversi dal 2017 e 2019. 
4.           La
riunione annuale di riesame è presieduta dalla Commissione. 
5.           Lo Stato
membro assicura che venga dato un seguito appropriato alle eventuali
osservazioni della Commissione in seguito all'incontro.
Sezione II
Progresso strategico
Articolo 46
Rapporto sullo stato dei
lavori
1.                      
Entro il 30 giugno 2017 e il 30 giugno 2019 lo
Stato membro presenta alla Commissione un rapporto sullo stato dei lavori
concernente l'esecuzione del contratto di partenariato rispettivamente al 31
dicembre 2016 e al 31 dicembre 2018. 
2.                      
Il rapporto sullo stato dei lavori contiene
informazioni e valutazioni in merito a quanto segue:
(a)         
cambiamenti nelle esigenze di sviluppo nello Stato
membro dall'adozione del contratto di partenariato;
(b)         
progressi nella realizzazione della strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in
particolare rispetto alle tappe fondamentali stabilite per ciascun programma
nel quadro di riferimento dei risultati e al sostegno utilizzato per gli
obiettivi relativi al cambiamento climatico;
(c)         
effettiva attuazione, secondo il calendario
stabilito, delle azioni per adempiere a condizionalità ante non soddisfatte
alla data di adozione del contratto di partenariato;
(d)         
attuazione di meccanismi per garantire il
coordinamento tra i Fondi del QSC e altri strumenti di finanziamento
dell'Unione e nazionali e con la BEI;
(e)         
progressi nella realizzazione degli ambiti
prioritari stabiliti per la cooperazione;
(f)           
azioni intraprese per rafforzare la capacità delle
autorità degli Stati membri e, se del caso, dei beneficiari di amministrare e
utilizzare i Fondi del QSC;
(g)         
azioni, con i relativi obiettivi, pianificate nei
programmi per ridurre gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari;
(h)         
ruolo dei partner di cui all'articolo 5
nell'esecuzione del contratto di partenariato.
3.                      
Qualora, entro tre mesi dalla data di presentazione
del rapporto sullo stato dei lavori, la Commissione stabilisca che le
informazioni presentate sono incomplete o poco chiare, può chiedere
informazioni aggiuntive allo Stato membro, il quale è tenuto a fornire alla
Commissione le informazioni richieste entro tre mesi e, se del caso, a rivedere
di conseguenza il rapporto sullo stato dei lavori. 
4.                      
Nel 2017 e nel 2019 la Commissione prepara un
rapporto strategico che sintetizza le relazioni sullo stato di attuazione degli
Stati membri, da presentare al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
5.                      
Nel 2018 e nel 2020 la Commissione inserisce nel
suo rapporto annuale sullo stato dei lavori da presentare al Consiglio europeo
di primavera una sezione che sintetizza il rapporto strategico, in particolare
per quanto concerne i progressi compiuti nel realizzare la strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. 

CAPO II
Valutazione
Articolo 47
 Disposizioni generali
1.           Le
valutazioni sono effettuate per migliorare la qualità della progettazione e
dell'esecuzione dei programmi e per valutarne l'efficacia, l'efficienza e
l'impatto. L'impatto dei programmi viene valutato, in conformità alla missione
dei rispettivi Fondi del QSC in relazione agli obiettivi della strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva[27]
nonché in relazione al prodotto interno lordo (PIL) e al tasso di disoccupazione,
ove appropriato. 
2.           Gli
Stati membri forniscono le risorse necessarie allo svolgimento delle
valutazioni e garantiscono l'esistenza di procedure per la produzione e la
raccolta dei dati necessari, compresi i dati relativi agli indicatori comuni e,
ove appropriato, agli indicatori specifici per programma.
3.           Le
valutazioni sono effettuate da esperti funzionalmente indipendenti dalle
autorità responsabili dell'attuazione del programma. La Commissione fornisce
orientamenti su come effettuare le valutazioni. 
4.           Tutte le
valutazioni vengono rese pubbliche integralmente. 
Articolo 48 
Valutazione ex ante
1.                      
Gli Stati membri effettuano valutazioni ex ante per
migliorare la qualità della progettazione di ciascun programma.
2.                      
Le valutazioni ex ante sono effettuate sotto la
responsabilità dell'autorità competente per la preparazione dei programmi e
vengono presentate alla Commissione contemporaneamente al programma, unitamente
ad una sintesi. Le norme specifiche di ciascun Fondo possono stabilire soglie
al di sotto delle quali la valutazione ex ante può essere combinata alla
valutazione di un altro programma.
3.                      
Le valutazioni ex ante prendono in esame quanto
segue:
(a)         
il contributo alla strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in riferimento agli obiettivi
tematici e alle priorità selezionati, tenendo conto delle esigenze nazionali e
regionali;
(b)         
la coerenza interna del programma o delle attività
proposti e il rapporto con altri strumenti pertinenti;
(c)         
la coerenza dell'assegnazione delle risorse di
bilancio con gli obiettivi del programma;
(d)         
la coerenza degli obiettivi tematici selezionati,
delle priorità e dei corrispondenti obiettivi dei programmi con il quadro
strategico comune, il contratto di partenariato e le raccomandazioni specifiche
per paese di cui all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato, e le
raccomandazioni del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4,
del trattato;
(e)         
la pertinenza e la chiarezza degli indicatori del
programma proposto;
(f)           
in che modo i risultati attesi contribuiranno al
conseguimento degli obiettivi;
(g)         
se i valori obiettivo quantificati relativi agli
indicatori sono realistici, tenendo conto del sostegno previsto dei Fondi del
QSC;
(h)         
la motivazione della forma di sostegno proposta;
(i)           
l'adeguatezza delle risorse umane e della capacità
amministrativa per la gestione del programma;
(j)           
l'idoneità delle procedure per la sorveglianza del
programma e per la raccolta dei dati necessari per l'effettuazione delle
valutazioni;
(k)         
l'idoneità delle tappe fondamentali selezionate per
il quadro di riferimento dei risultati;
(l)           
l'adeguatezza delle misure pianificate per
promuovere le pari opportunità tra uomini e donne e impedire la
discriminazione;
(m)       
l'adeguatezza delle misure pianificate per
promuovere lo sviluppo sostenibile.
4.           La
valutazione ex ante comprende, ove appropriato, i requisiti per la valutazione
ambientale strategica stabiliti in esecuzione della direttiva 2001/42/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la
valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente[28].
Articolo 49
Valutazione durante il
periodo di programmazione
1.           L'autorità
di gestione prepara un piano di valutazione per ciascun programma – piano che
viene presentato conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo.
2.           Gli
Stati membri assicurano la disponibilità di un'appropriata capacità di
valutazione. 
3.           Nel
corso del periodo di programmazione, le autorità di gestione effettuano
valutazioni di ciascun programma, anche intese a valutarne l'efficacia,
l'efficienza e l'impatto, sulla base del piano di valutazione. Almeno una volta
nel corso del periodo di programmazione si valuta in che modo il sostegno dei
Fondi del QSC abbia contribuito al conseguimento degli obiettivi di ciascuna
priorità. Tutte le valutazioni sono soggette all'esame del comitato di
sorveglianza e trasmesse alla Commissione. 
4.           La
Commissione può effettuare di sua iniziativa valutazioni dei programmi. 
Articolo 50
Valutazione ex post 
Le valutazioni ex post sono effettuate dalla
Commissione o dagli Stati membri, in stretta cooperazione. Le valutazioni ex
post prendono in esame l'efficacia e l'efficienza dei Fondi dei QSC e il loro
contributo alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva conformemente ai requisiti specifici stabiliti nelle
norme specifiche di ciascun Fondo. Le valutazioni ex post devono essere
completate entro il 31 dicembre 2023.

TITOLO VI 
ASSISTENZA TECNICA
Articolo 51
Assistenza tecnica su
iniziativa della Commissione
1.           Su iniziativa o per conto della Commissione, i Fondi del QSC possono
sostenere le misure di preparazione, sorveglianza, assistenza tecnica e
amministrativa, valutazione, audit e controllo necessarie all'attuazione del
presente regolamento.
Dette misure possono comprendere, a titolo
esemplificativo ma non limitativo:
(a)         
assistenza per la preparazione e la valutazione di
progetti, anche con la BEI; 
(b)         
sostegno al rafforzamento istituzionale e allo
sviluppo di capacità amministrative per la gestione efficace dei Fondi del QSC;
(c)         
studi legati alle relazioni della Commissione sui
Fondi del QSC e al rapporto sulla coesione;
(d)         
misure connesse all'analisi, alla gestione, alla
sorveglianza, allo scambio di informazioni e all'esecuzione dei Fondi del QSC,
nonché misure relative all'attuazione dei sistemi di controllo e all'assistenza
tecnica e amministrativa;
(e)         
valutazioni, rapporti di esperti, statistiche e
studi, compresi quelli di natura generale, sul funzionamento attuale e futuro
dei Fondi del QSC, che possono essere effettuati se del caso dalla BEI;
(f)           
azioni di divulgazione delle informazioni, azioni a
sostegno della creazione di reti, interventi di comunicazione, azioni di
sensibilizzazione e azione destinate a promuovere la cooperazione e lo scambio
di esperienze, anche con paesi terzi. Per una maggiore efficienza della
comunicazione al grande pubblico e maggiori sinergie tra le attività di
comunicazione svolte su iniziativa della Commissione, le risorse destinate alle
attività di comunicazione a norma del presente regolamento contribuiscono anche
alla comunicazione istituzionale delle priorità politiche dell'Unione europea
nella misura in cui sono connesse agli obiettivi generali del presente
regolamento;
(g)         
installazione, funzionamento e interconnessione di
sistemi informatizzati per la gestione, la sorveglianza, l'audit, il controllo
e la valutazione;
(h)         
azioni intese a migliorare i metodi di valutazione
e lo scambio di informazioni sulle prassi di valutazione;
(i)           
azioni relative all'audit;
(j)           
rafforzamento della capacità nazionale e regionale
in termini di pianificazione degli investimenti, valutazione delle necessità,
preparazione, progettazione e attuazione di strumenti finanziari, piani
d'azione comuni e grandi progetti, comprese iniziative comuni con la BEI.
Articolo 52
Assistenza tecnica degli
Stati membri
1.           Su
iniziativa di uno Stato membro, i Fondi del QSC possono sostenere attività di
preparazione, gestione, sorveglianza, valutazione, informazione e
comunicazione, creazione di rete, risoluzione dei reclami, controllo e audit. Lo
Stato membro può utilizzare i Fondi del QSC per sostenere azioni intese a
ridurre l'onere amministrativo per i beneficiari, ivi compresi sistemi
elettronici per lo scambio di dati e azioni mirate a rafforzare la capacità
delle autorità degli Stati membri e dei beneficiari di amministrare e
utilizzare i Fondi del QSC. Queste azioni possono interessare periodi di
programmazione precedenti e successivi. 
2.           Le norme
specifiche di ciascun Fondo possono aggiungere o escludere azioni che possono
essere finanziate dall'assistenza tecnica di ciascun Fondo del QSC. 

TITOLO VII
SOSTEGNO FINANZIARIO FORNITO DAI FONDI DEL QSC
CAPO I
Sostegno fornito dai Fondi del QSC
Articolo 53
Determinazione dei tassi di
cofinanziamento
1.           La
decisione della Commissione che adotta un programma fissa il tasso o i tassi di
cofinanziamento e l'importo massimo del sostegno fornito dai Fondi del QSC
conformemente alle norme specifiche relative a ciascun Fondo.
2            Le
azioni di assistenza tecnica attuate su iniziativa o per conto della
Commissione possono essere finanziate a un tasso del 100%. 
Articolo 54
Interventi generatori di
entrate 
1.           Le
entrate nette generate al termine di un intervento nell'arco di un periodo di
riferimento specifico sono determinati in anticipo con uno dei seguenti metodi:
a)      applicazione di una percentuale di
entrate forfettaria per il tipo di intervento interessato;
b)      calcolo del valore corrente dell'entrata
netta dell'intervento, tenendo conto dell'applicazione del principio "chi
inquina paga" e, se del caso, di considerazioni di equità legate alla
prosperità relativa dello Stato membro interessato.
La spesa ammissibile dell'intervento da
cofinanziare non supera il valore corrente del costo d'investimento
dell'intervento diminuito del valore corrente dei proventi netti, determinato
in base a uno dei metodi di cui sopra.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142 per quanto concerne la definizione
della percentuale forfettaria di alla lettera a) che precede. 
La Commissione adotta la metodologia di cui alla
lettera b) mediante atti di esecuzione in conformità della procedura d'esame di
cui all'articolo 143, paragrafo 3.
2.           Qualora
sia obiettivamente impossibile valutare le entrate in anticipo secondo i metodi
indicati al paragrafo 1, le entrate nette generate entro i tre anni successivi
al completamento di un intervento o entro il 30 settembre 2023, se precedente,
sono detratte dalla spesa dichiarata alla Commissione.
3.           I
paragrafi 1 e 2 si applicano solo agli interventi il cui costo complessivo
supera 1 milione di EUR.
4.           Il
presente articolo non si applica al FSE.
5.           I
paragrafi 1 e 2 non si applicano a interventi soggetti alla normativa sugli
aiuti di Stato o a misure di sostegno fornito a o da strumenti finanziari.

CAPO II
Ammissibilità delle spese e stabilità 
Articolo 55 
Ammissibilità
1.                      
L'ammissibilità delle spese è determinata in base a
norme nazionali, fatte salve norme specifiche previste nel presente regolamento
o nelle norme specifiche di ciascun Fondo, o sulla base degli stessi. 
2.                      
Le spese sono ammissibili a una partecipazione dei
Fondi del QSC se sono state sostenute e pagate da un beneficiario tra la data
di presentazione del programma alla Commissione o il 1° gennaio 2014, se
anteriore, e il 31 dicembre 2022. Inoltre le spese sono ammissibili per una
partecipazione del FEASR e del FEAMP solo se l'aiuto in questione è di fatto
pagato dall'organismo pagatore tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2022.
3.                      
Nel caso di costi rimborsati in base a quanto
disposto all'articolo 57, paragrafo 1, lettere b) e c), le azioni che
costituiscono la base per il rimborso devono svolgersi tra il 1° gennaio 2014 e
il 31 dicembre 2022. 
4.                      
Non vengono selezionati per il sostegno dei Fondi
del QSC gli interventi portati materialmente a termine o completamente attuati
prima che la domanda di finanziamento nell'ambito del programma sia presentata
dal beneficiario all'autorità di gestione, a prescindere dal fatto che tutti i
relativi pagamenti siano stati effettuati dal beneficiario. 
5.                      
Il presente articolo lascia impregiudicate le norme
sull'ammissibilità dell'assistenza tecnica su iniziativa della Commissione di
cui all'articolo 51.
6.                      
Le entrate nette generate direttamente da un
intervento nel corso della sua attuazione e di cui non si sia tenuto conto al
momento dell'approvazione dell'intervento stesso vengono dedotte dalle spese
ammissibili dell'intervento nella richiesta di pagamento finale presentata dal
beneficiario. Questa norma non si applica agli strumenti finanziari e ai premi.

7.                      
In caso di modifica di un programma, la spesa che
diventa ammissibile a seguito della modifica apportata al programma è
ammissibile solo a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di
modifica alla Commissione. 
8.                      
Un intervento può ricevere sostegno da uno o più
Fondi del QSC e da altri strumenti dell'Unione, purché la voce di spesa
indicata in una richiesta di pagamento per il rimborso da parte di uno dei
Fondi del QSC non riceva il sostegno di un altro Fondo o strumento dell'Unione,
o dallo stesso Fondo nell'ambito di un altro programma.
Articolo 56 
Forme di sostegno 
I Fondi del QSC sono utilizzati per fornire
sostegno sotto forma di sovvenzioni, premi, assistenza rimborsabile e strumenti
finanziari o una combinazione degli stessi. 
Nel caso
dell'assistenza rimborsabile, il sostegno rimborsato all'organismo che l'ha
fornito o ad un'altra autorità competente dello Stato membro è registrato in un
conto separato e reimpiegato allo stesso scopo o in linea con gli obiettivi del
programma.
Articolo 57 
Forme di sovvenzioni
1.           Le
sovvenzioni possono assumere una delle seguenti forme:
(a)         
rimborso dei costi ammissibili effettivamente
sostenuti e pagati unitamente, se del caso, a contributi in natura e
ammortamenti;
(b)         
tabelle standard di costi unitari;
(c)         
somme forfettarie non superiori a 100 000 EUR
di contributo pubblico;
(d)         
finanziamenti a tasso forfettario, calcolati
applicando una determinata percentuale a una o più categorie di costo definite.
2.           Le
opzioni di cui al paragrafo 1 si possono combinare unicamente se ciascuna di
esse copre diverse categorie di costi, o se sono utilizzate per progetti
diversi facenti parte di un intervento o per fasi successive di un intervento.
3.           Laddove
un intervento o un progetto facente parte di un intervento sia attuato
esclusivamente tramite appalti di opere, beni o servizi, si applica solo il
paragrafo 1, lettera a). Laddove l'appalto nell'ambito di un intervento o di un
progetto facente parte di un intervento sia limitato a determinate categorie di
costi, sono applicabili tutte le opzioni di cui al paragrafo 1.
4.           Gli
importi di cui al paragrafo 1, lettere b), c) e d), sono stabiliti sulla base
di:
(a)         
un metodo di calcolo giusto, equo e verificabile,
basato su:
i)        dati statistici o altre informazioni
oggettive; o
ii)       dati storici verificati dei singoli
beneficiari o applicazione delle loro normali prassi di contabilità dei costi;
(b)         
metodi e corrispondenti tabelle di costi unitari,
somme forfettarie e tassi forfettari applicabili nelle politiche dell'Unione
per tipologie analoghe di interventi e beneficiari;
(c)         
metodi e corrispondenti tabelle di costi unitari,
somme forfettarie e tassi forfettari applicati nell'ambito di meccanismi di
sovvenzione finanziati interamente dallo Stato membro per una tipologia analoga
di intervento e beneficiario; 
(d)         
tassi previsti dal presente regolamento o dalle
norme specifiche di ciascun Fondo.
5.           Il
documento che specifica le condizioni per il sostegno a ciascun intervento
indica il metodo da applicare per stabilire i costi dell'intervento e le condizioni
per il pagamento della sovvenzione.
Articolo 58 
Finanziamento
a tasso forfettario dei costi indiretti in relazione alle sovvenzioni
Laddove l'esecuzione di un intervento dia
origine a costi indiretti, questi ultimi si possono calcolare forfettariamente
in uno dei seguenti modi: 
(a)                   
un tasso forfettario fino al 20% dei costi diretti
ammissibili, calcolato sulla base di un metodo giusto, equo e verificabile o di
un metodo applicato nell'ambito di meccanismi di sovvenzione finanziati
interamente dallo Stato membro per una tipologia analoga di intervento e
beneficiario;
(b)                   
un tasso forfettario fino al 15% dei costi diretti
ammissibili per il personale;
(c)                   
un tasso forfettario applicato ai costi diretti
ammissibili basato su metodi esistenti e percentuali corrispondenti applicabili
nelle politiche dell'Unione per una tipologia analoga di intervento e
beneficiario.
Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 per quanto concerne la
definizione del tasso forfettario e dei relativi metodi di cui alla lettera c)
che precede. 
Articolo 59
Norme specifiche in materia
di ammissibilità per le sovvenzioni
1.                      
I contributi in natura sotto forma di forniture di
opere, beni, servizi, terreni e immobili in relazione ai quali non è stato
effettuato alcun pagamento in contanti giustificato da fatture o documenti di
valore probatorio equivalente sono considerati ammissibili purché lo consentano
le norme in materia di ammissibilità dei Fondi del QSC e del programma e siano
soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
(a)         
il sostegno pubblico a favore dell'intervento che
comprende contributi in natura non supera il totale delle spese ammissibili,
esclusi i contributi in natura, al termine dell'intervento;
(b)         
il valore attribuito ai contributi in natura non
supera i costi generalmente accettati sul mercato in questione;
(c)         
il valore e la fornitura dei contributi possono
essere valutati e verificati in modo indipendente;
(d)         
 nel caso di terreni o
immobili, il valore è certificato da un esperto qualificato indipendente o da
un organismo ufficiale debitamente autorizzato e non supera il limite di cui al
paragrafo 3, lettera b);
(e)         
nel caso di contributi in natura sotto forma di
prestazione di lavoro non retribuita, il valore della prestazione è stabilito
tenendo conto del tempo di lavoro verificato e della remunerazione per una
prestazione di lavoro equivalente.
2.                      
Le spese di ammortamento si possono considerare
spese ammissibili alle seguenti condizioni: 
(a)         
ciò è consentito dalle norme del programma in
materia di ammissibilità;
(b)         
l'importo della spesa è debitamente giustificato da
documenti con un valore probatorio equivalente alle fatture quando rimborsato
nella forma di cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettera a);
(c)         
i costi si riferiscono esclusivamente al periodo di
sostegno all'intervento; 
(d)         
all'acquisto dei beni ammortizzati non hanno
contribuito sovvenzioni pubbliche.
3.                      
Non sono ammissibili al contributo dei Fondi del
QSC i seguenti costi:
(a)         
interessi passivi;
(b)         
l'acquisto di terreni non edificati e di terreni
edificati per un importo superiore al 10% della spesa totale ammissibile
dell'intervento considerato. In casi eccezionali e debitamente giustificati,
può essere fissata una percentuale più elevata per interventi a tutela
dell'ambiente;
(c)         
imposta sul valore aggiunto. Tuttavia, gli importi
IVA sono ammissibili se non sono recuperabili a norma della legislazione
nazionale sull'IVA e se sono pagati da beneficiari diversi dai soggetti esenti
come definiti all'articolo 13, paragrafo 1, primo comma, della direttiva
2006/112/CE, purché tali importi IVA non siano pagati in relazione alla
fornitura di infrastrutture.
Articolo 60 
Ammissibilità degli
interventi a seconda dell'ubicazione 
1.           Gli
interventi sostenuti dai Fondi del QSC, fatte salve le deroghe di cui ai
paragrafi 2 e 3 e alle norme specifiche di ciascun Fondo, sono ubicati
nell'area coperta dal programma nell'ambito del quale sono sostenuti (di
seguito "area del programma").
2.           L'autorità
di gestione può accettare che un intervento si svolga al di fuori dell'area del
programma ma sempre all'interno dell'Unione, purché siano soddisfatte tutte le
seguenti condizioni:
(a)         
l'intervento è a vantaggio dell'area del programma;
(b)         
l'importo complessivo destinato dal programma a
interventi ubicati fuori dall'area del programma non supera il 10% del sostegno
del FESR, del Fondo di coesione o del FEAMP a livello di priorità o il 3% del
sostegno del FEASR a livello del programma;
(c)         
il comitato di sorveglianza ha dato il suo consenso
all'intervento o al tipo di interventi interessati;
(d)         
le autorità responsabili del programma nell'ambito
del quale viene finanziato l'intervento soddisfano gli obblighi posti a carico
di tali autorità per quanto concerne la gestione, il controllo e l'audit o
stipulano accordi con autorità nell'area in cui si svolge l'intervento.
3.           Per gli
interventi concernenti attività promozionali, è possibile sostenere spese al di
fuori dell'Unione, purché siano soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo
2, lettera a) e rispettati gli obblighi di gestione, controllo e audit riguardanti
l'intervento.
4.                      
I paragrafi da 1 a 3 non si applicano ai programmi
nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" e i
paragrafi 2 e 3 non si applicano agli interventi sostenuti dal FSE.
Articolo 61
Stabilità degli interventi
1.           Nel caso
di un intervento che comporta investimenti in infrastrutture o investimenti
produttivi, il contributo fornito dai Fondi del QSC è rimborsato laddove, entro
cinque anni dal pagamento finale al beneficiario o entro il termine stabilito
nella normativa sugli aiuti di Stato, ove applicabile, si verifichi quanto
segue:
(a)         
cessazione o rilocalizzazione di un'attività
produttiva;
(b)         
cambio di proprietà di un'infrastruttura che
procuri un vantaggio indebito a un'impresa o a un ente pubblico; o
(c)         
una modifica sostanziale che alteri la natura, gli
obiettivi o le condizioni di attuazione dell'intervento, con il risultato di
comprometterne gli obiettivi originari.
Gli importi indebitamente versati in relazione
all'intervento vengono recuperati dallo Stato membro.
2.           Nel caso
di interventi sostenuti dal FSE e di interventi sostenuti da altri Fondi del
QSC che non comportano investimenti in infrastrutture o investimenti
produttivi, il contributo del Fondo deve essere rimborsato solo quando gli
interventi sono soggetti a un obbligo di mantenimento dell'investimento ai
sensi delle norme applicabili in materia di aiuti di Stato e quando si
verifichi la cessazione o la rilocalizzazione di un'attività produttiva entro
il periodo stabilito da dette norme.
3.           I
paragrafi 1 e 2 non si applicano ai contributi forniti a o da strumenti
finanziari, o a interventi per i quali si verifichi la cessazione di
un'attività produttiva a causa di un fallimento non fraudolento. 
4.           I paragrafi 1 e 2 non si applicano ai contributi forniti a o da strumenti
finanziari, o a interventi per i quali si verifichi la cessazione di
un'attività produttiva a causa di un fallimento non fraudolento. I paragrafi 1
e 2 non si applicano alle persone fisiche beneficiarie di un sostegno agli
investimenti che, dopo il completamento dell'intervento di investimento,
diventano ammissibili al sostegno e lo ricevono nel quadro del FEG (regolamento
(UE) n. [/2012] che istituisce un Fondo europeo per la globalizzazione) ove
l'investimento in questione sia direttamente connesso al tipo di attività
individuata come ammissibile al sostegno del FEG.

TITOLO VIII
GESTIONE E CONTROLLO
CAPO I
Sistemi di gestione e controllo
Articolo 62
Principi generali dei sistemi
di gestione e controllo
I sistemi di gestione e controllo prevedono:
(a)                   
la descrizione delle funzioni degli organismi
coinvolti nella gestione e nel controllo e la ripartizione delle funzioni
all'interno di ciascun organismo;
(b)                   
l'osservanza del principio della separazione delle
funzioni fra tali organismi e all'interno degli stessi;
(c)                   
procedure atte a garantire la correttezza e la
regolarità delle spese dichiarate;
(d)                   
sistemi informatizzati per la contabilità, per la
memorizzazione e la trasmissione dei dati finanziari e dei dati sugli
indicatori, per la sorveglianza e la rendicontazione;
(e)                   
sistemi di rendicontazione e sorveglianza nei casi
in cui l'organismo responsabile affida l'esecuzione dei compiti ad un altro
organismo;
(f)                     
disposizioni per l'audit del funzionamento dei
sistemi di gestione e controllo;
(g)                   
sistemi e procedure per garantire una pista di
controllo adeguata;
(h)                   
la prevenzione, il rilevamento e la correzione di
irregolarità, comprese le frodi, e il recupero di importi indebitamente
versati, compresi, se del caso, gli interessi.
Articolo 63
Responsabilità degli Stati
membri
1.           Gli Stati
membri adempiono agli obblighi di gestione, controllo e audit e assumono le
responsabilità che ne derivano indicate nelle norme sulla gestione concorrente
di cui al regolamento finanziario e alle norme specifiche di ciascun Fondo. Conformemente
al principio della gestione concorrente, gli Stati membri sono responsabili
della gestione e del controllo dei programmi. 
2.           Gli
Stati membri garantiscono che i sistemi di gestione e controllo dei programmi
siano istituiti conformemente alle disposizioni delle norme specifiche di
ciascun Fondo e funzionino in modo efficace. 
3.           Gli
Stati membri istituiscono e attuano una procedura per l'esame indipendente e la
risoluzione dei reclami concernenti la selezione o l'esecuzione di interventi
cofinanziati dai Fondi del QSC. Su richiesta, gli Stati membri riferiscono alla
Commissione i risultati di tale esame.
4.           Tutti
gli scambi ufficiali di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione
avvengono utilizzando un sistema di scambio elettronico di dati istituito conformemente
alle modalità e alle condizioni stabilite dalla Commissione mediante atti di
esecuzione. Detti atti di esecuzione sono adottati conformemente alla procedura
d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.

CAPO II
Accreditamento degli organismi di gestione e controllo
Articolo 64
Accreditamento
e coordinamento
1.           A norma
[dell'articolo 56, paragrafo 3,] del regolamento finanziario, ciascun organismo
responsabile della gestione e del controllo della spesa nell'ambito dei Fondi
del QSC è accreditato con decisione formale di un'autorità di accreditamento a
livello ministeriale.
2.           L'accreditamento
è subordinato al rispetto da parte dell'organismo dei criteri di accreditamento
riguardanti l'ambiente interno, le attività di controllo, informazione e comunicazione
e il monitoraggio previsti dalle norme specifiche di ciascun Fondo.
3.           L'accreditamento
si fonda sul parere di un organismo di audit indipendente che valuta la
conformità dell'organismo con i criteri di accreditamento. L'organismo di audit
indipendente svolge il proprio compito in conformità degli standard
internazionalmente riconosciuti. 
4.           L'autorità
di accreditamento controlla l'organismo accreditato e revoca l'accreditamento
con decisione formale se uno o più dei criteri di accreditamento non sono più
soddisfatti, a meno che l'organismo non adotti le necessarie azioni correttive
entro un periodo di prova stabilito dall'autorità di accreditamento in base
alla gravità del problema. L'autorità di accreditamento notifica immediatamente
alla Commissione il periodo di prova stabilito per un organismo accreditato ed
eventuali decisioni di revoca. 
5.           Lo Stato
membro può designare un organismo di coordinamento incaricato di mantenere i
contatti con la Commissione e fornirle informazioni, promuovere l'applicazione
armonizzata delle norme dell'Unione, elaborare una relazione di sintesi che
fornisca una panoramica a livello nazionale di tutte le dichiarazioni di
gestione e dei pareri di audit e coordinare l'attuazione di azioni correttive
per quanto concerne eventuali carenze di natura comune.
6.           Fatte
salve le disposizioni previste nelle norme specifiche di ciascun Fondo, gli
organismi da accreditare ai sensi del paragrafo 1 sono:
(a)         
per il FESR, il FSE e il Fondo di coesione, le
autorità di gestione e, se del caso, le autorità di certificazione;
(b)         
per il FEASR e il FEAMP, gli organismi pagatori.

CAPO III
Poteri e responsabilità della Commissione
Articolo 65
Poteri e responsabilità della
Commissione
1.           La Commissione accerta, sulla base delle informazioni disponibili,
compresi la procedura di accreditamento, la dichiarazione di gestione annuale,
i rapporti annuali di controllo, il parere di audit annuale, il rapporto
annuale di esecuzione e gli audit effettuati da organismi nazionali e
dell'Unione, che gli Stati membri abbiano predisposto sistemi di gestione e di
controllo conformi al presente regolamento e alle norme specifiche di ciascun
Fondo e che tali sistemi funzionino in modo efficace durante l'attuazione dei
programmi.
2.           Fatte
salve le attività di audit condotte dagli Stati membri, i funzionari della
Commissione o suoi rappresentanti autorizzati possono svolgere controlli di
audit o verifiche in loco dandone adeguato preavviso. L'ambito di tali
controlli di audit o verifiche può comprendere, in particolare, una verifica
dell'efficace funzionamento dei sistemi di gestione e controllo di un programma
o di parte dello stesso, degli interventi e la valutazione della sana gestione
finanziaria degli interventi o dei programmi. A detti controlli di audit possono
partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati degli Stati membri. 
Funzionari della Commissione o suoi rappresentanti
autorizzati, debitamente legittimati ad effettuare controlli in loco, hanno
accesso a tutti i registri, documenti e metadati, a prescindere dal mezzo su
cui sono conservati, relativi ad interventi finanziati dai Fondi del QSC o ai
sistemi di gestione e controllo. Su richiesta, gli Stati membri forniscono alla
Commissione copie di tali registri, documenti e metadati.
I poteri descritti nel presente paragrafo non
pregiudicano l'applicazione delle disposizioni nazionali che riservano taluni
atti a funzionari specificamente designati in virtù della legislazione
nazionale. I funzionari e i rappresentanti autorizzati della Commissione non
partecipano, in particolare, alle visite domiciliari o agli interrogatori
formali di persone nel quadro della legislazione nazionale. Essi hanno tuttavia
accesso alle informazioni così raccolte.
3.           La
Commissione può chiedere a uno Stato membro di adottare i provvedimenti
necessari per garantire l'efficace funzionamento dei sistemi di gestione e
controllo o la regolarità delle spese in conformità delle norme specifiche di
ciascun Fondo.
4.           La
Commissione può chiedere a uno Stato membro di esaminare un reclamo ricevuto in
merito alla selezione o all'attuazione di interventi cofinanziati dai Fondi del
QSC o al funzionamento del sistema di gestione e controllo. 

TITOLO IX
GESTIONE FINANZIARIA, LIQUIDAZIONE DEI CONTI E RETTIFICHE FINANZIARIE,
DISIMPEGNO
CAPO I
Gestione finanziaria
Articolo
66
Impegni di bilancio
Gli impegni di bilancio dell'Unione per
ciascun programma sono effettuati in rate annuali per ciascun Fondo nel periodo
compreso tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020. La decisione della Commissione
di adottare un programma costituisce la decisione di finanziamento ai sensi
dell'articolo 75, paragrafo 2, del regolamento finanziario e, una volta
notificata allo Stato membro interessato, un impegno giuridico ai sensi di tale
regolamento. 
Per ciascun programma, l'impegno di bilancio
relativo alla prima rata segue l'adozione del programma da parte della
Commissione. 
Gli impegni di bilancio relativi alle rate
successive sono effettuati dalla Commissione entro il 1° maggio di ogni anno,
sulla base della decisione di cui al secondo comma, salvo ove sia applicabile
l'articolo 13 del regolamento finanziario. 
Per quanto riguarda la riserva di efficacia ed
efficienza, gli impegni di bilancio seguono la decisione della Commissione che
approva la modifica del programma. 
Articolo 67
 Norme comuni per i pagamenti
1.           I
pagamenti, da parte della Commissione, dei contributi dei Fondi del QSC a
ciascun programma sono effettuati conformemente agli stanziamenti di bilancio e
sono subordinati ai fondi disponibili. Ogni pagamento è imputato all'impegno di
bilancio aperto del Fondo in questione meno recente. 
2.           I
pagamenti avvengono sotto forma di prefinanziamento, di pagamenti intermedi e
di pagamento del saldo annuale, ove applicabile, e del saldo finale. 
3.           Per le
forme di sostegno di cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettere b), c) e d), gli
importi versati al beneficiario sono considerati spese ammissibili. 
Articolo 68
Norme comuni per il calcolo
dei pagamenti intermedi, del pagamento del saldo annuale, ove applicabile, e
del pagamento del saldo finale
Le norme specifiche di ciascun Fondo
disciplinano il calcolo dell'importo rimborsato come pagamenti intermedi,
pagamento del saldo annuale, ove applicabile, e pagamento del saldo finale. Tale
importo è in funzione dello specifico tasso di cofinanziamento applicabile alle
spese ammissibili. 
Articolo 69
Richieste di pagamento 
1.           La
procedura specifica e le informazioni da presentare per le richieste di
pagamento sono stabilite nelle norme specifiche di ciascun Fondo.
2.           La
richiesta di pagamento da presentare alla Commissione fornisce tutte le
informazioni necessarie perché la Commissione possa presentare i conti a norma
dell'articolo 61, paragrafo 2, del regolamento finanziario.
Articolo 70
Cumulo del prefinanziamento e
dei pagamenti intermedi
1.           Il
totale cumulativo del prefinanziamento e dei pagamenti intermedi e, ove
applicabile, del saldo annuale versati dalla Commissione non supera il 95% del
contributo dei Fondi del QSC al programma.
2.           Una
volta raggiunto il massimale del 95%, gli Stati membri continuano a trasmettere
alla Commissione le richieste di pagamento.
Articolo 71
Uso dell'euro
Gli importi che figurano nei programmi
presentati dagli Stati membri, le previsioni di spesa, le dichiarazioni di
spesa, le richieste di pagamento, i bilanci annuali e le spese indicate nei
rapporti di esecuzione annuale e finale sono espressi in euro. 
Articolo 72
Pagamento del
prefinanziamento iniziale
1.           A
seguito della decisione che approva il programma, la Commissione versa un
importo iniziale a titolo di prefinanziamento per l'intero periodo di
programmazione. Il prefinanziamento iniziale è corrisposto in rate secondo le
esigenze di bilancio. Le rate sono definite nelle norme specifiche di ciascun
Fondo.
2.           Il
prefinanziamento è utilizzato esclusivamente per effettuare pagamenti ai
beneficiari nell'attuazione del programma ed è a tale scopo messo
immediatamente a disposizione dell'organismo responsabile.
Articolo 73
Liquidazione del
prefinanziamento iniziale
La liquidazione contabile dell'importo versato
a titolo di prefinanziamento iniziale è effettuata integralmente dalla
Commissione al più tardi al momento della chiusura del programma.
Articolo 74 
Interruzione dei termini di
pagamento
1.           I
termini di pagamento di una richiesta di pagamento intermedio possono essere
interrotti dall'ordinatore delegato ai sensi del regolamento finanziario per un
periodo massimo di nove mesi qualora:
(a)         
a seguito di informazioni fornite da un organismo
di audit nazionale o dell'Unione, vi siano prove che facciano presumere carenze
significative nel funzionamento del sistema di gestione e controllo;
(b)         
l'ordinatore delegato debba effettuare verifiche
supplementari, essendo venuto a conoscenza della possibilità che le spese
contenute in una richiesta di pagamento siano connesse a un'irregolarità con
gravi conseguenze finanziarie;
(c)         
non sia stato presentato uno dei documenti
richiesti ai sensi dell'articolo 75, paragrafo 1;
2.           L'ordinatore
delegato ha facoltà di limitare l'interruzione dei termini di pagamento a
quella parte delle spese oggetto della richiesta di pagamento in cui si
rinvengano gli elementi di cui al paragrafo 1. L'ordinatore delegato informa
immediatamente lo Stato membro e l'autorità di gestione in merito ai motivi
dell'interruzione, chiedendo ad essi di porre rimedio alla situazione. L'ordinatore
delegato pone fine all'interruzione non appena siano state adottate le misure
necessarie.
CAPO II
Liquidazione dei conti e rettifiche finanziarie 
Articolo 75
Presentazione di informazioni
1.           Entro il
1° febbraio dell'anno successivo alla chiusura del periodo contabile lo Stato
membro presenta alla Commissione i documenti e le informazioni seguenti in
conformità [dell'articolo 56] del regolamento finanziario:
(a)         
i bilanci annuali certificati degli organismi
accreditati competenti ai sensi dell'articolo 64;
(b)         
la dichiarazione di affidabilità di gestione circa
la completezza, esattezza e veridicità dei bilanci annuali, il corretto
funzionamento dei sistemi di controllo interno nonché la legittimità e la
regolarità delle operazioni sottostanti e il rispetto del principio di sana
gestione finanziaria;
(c)         
una relazione di sintesi di tutte le attività di
audit e di tutti i controlli effettuati, compresa un'analisi delle carenze
sistemiche o ricorrenti, nonché le azioni correttive adottate o previste;
(d)         
un parere di audit dell'organismo di audit
indipendente designato sulla dichiarazione di affidabilità di gestione circa la
completezza, esattezza e veridicità dei bilanci annuali, il corretto
funzionamento dei sistemi di controllo interno nonché la legittimità e la
regolarità delle operazioni sottostanti e il rispetto del principio di sana
gestione finanziaria, corredato di un rapporto di controllo che evidenzi le
risultanze delle attività di audit svolte in relazione al periodo contabile
oggetto del parere.
2.           Su
richiesta della Commissione lo Stato membro fornisce ulteriori informazioni
alla Commissione. Se uno Stato membro non fornisce le informazioni richieste
entro la scadenza indicata dalla Commissione per la loro presentazione, la
Commissione può prendere la sua decisione sulla liquidazione dei conti sulla
base delle informazioni in suo possesso.
3.           Entro il
[15 febbraio] dell'anno successivo alla chiusura del periodo contabile lo Stato
membro presenta alla Commissione una relazione di sintesi in conformità
[dell'articolo 56, paragrafo 5,] ultimo comma, del regolamento finanziario.
Articolo 76
Liquidazione dei conti
1.           Entro il
30 aprile dell'anno successivo alla chiusura del periodo contabile, la Commissione
decide, conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo, in merito alla
liquidazione dei conti dei competenti organismi accreditati ai sensi
dell'articolo 64 per ciascun programma. La decisione di liquidazione riguarda
la completezza, esattezza e veridicità dei bilanci annuali presentati e non
pregiudica eventuali rettifiche finanziarie successive.
2.           Le
procedure per la liquidazione annuale sono stabilite nelle norme specifiche di
ciascun Fondo.
Articolo 77
Rettifiche finanziarie
effettuate dalla Commissione 
1.           La
Commissione può procedere a rettifiche finanziarie sopprimendo in tutto o in
parte il contributo dell'Unione a un programma e procedendo al recupero presso
lo Stato membro al fine di escludere dal finanziamento dell'Unione le spese che
violano la normativa applicabile dell'Unione e nazionale, anche per carenze nei
sistemi di gestione e di controllo degli Stati membri individuate dalla
Commissione e dalla Corte dei conti europea.
2.           Una
violazione della normativa applicabile dell'Unione o nazionale determina una
rettifica finanziaria solo ove ricorra una delle seguenti condizioni:
(a)         
la violazione ha o potrebbe aver influenzato la
selezione di un intervento da parte dell'organismo responsabile del sostegno
dei Fondi del QSC;
(b)         
esiste il rischio che la violazione abbia o possa
avere influenzato l'importo delle spese dichiarate per il rimborso a carico del
bilancio dell'Unione.
3.           Nel
decidere l'ammontare di una rettifica finanziaria ai sensi del paragrafo 1, la
Commissione tiene conto della natura e della gravità della violazione della
normativa applicabile dell'Unione o nazionale e delle implicazioni finanziarie
per il bilancio dell'Unione. 
4.           I
criteri e le procedure per l'applicazione delle rettifiche finanziarie sono
stabiliti nelle norme specifiche di ciascun Fondo. 

Capo
III
Disimpegno
Articolo 78
Principi 
1.           Tutti i
programmi sono sottoposti ad una procedura di disimpegno fondata sul principio
che gli importi connessi a un impegno cui non si accompagna un prefinanziamento
o una richiesta di pagamento entro un determinato periodo di tempo sono
disimpegnati. 
2.           L'impegno
relativo all'ultimo anno del periodo è disimpegnato conformemente alle norme da
seguire per la chiusura dei programmi.
3.           Le norme
specifiche di ciascun Fondo specificano l'applicazione precisa della regola del
disimpegno per ciascun Fondo del QSC.
4.           La parte
di impegni ancora aperti viene disimpegnata qualora non sia stato presentato
alla Commissione uno dei documenti richiesti per la chiusura entro i termini
stabiliti nelle norme specifiche di ciascun Fondo.
Articolo 79
Eccezioni al disimpegno 
1.           L'importo
interessato dal disimpegno s'intende ridotto degli importi che l'organismo
responsabile non è stato in grado di dichiarare alla Commissione a causa di:
a)      interventi sospesi in virtù di un
procedimento giudiziario o di un ricorso amministrativo con effetto sospensivo;
o
b)      cause di forza maggiore che compromettono
gravemente l'attuazione del programma, in tutto o in parte. Le autorità
nazionali che invocano la forza maggiore ne dimostrano le conseguenze dirette
sull'attuazione della totalità o di una parte del programma.
La riduzione può essere richiesta una volta se la
sospensione o le cause di forza maggiore sono durate fino ad un anno, o diverse
volte, in relazione alla durata della situazione di forza maggiore o al numero
di anni compresi tra la data della decisione giudiziaria o amministrativa che
sospende l'esecuzione dell'intervento e la data della decisione finale. 
2.           Entro il
31 gennaio lo Stato membro invia alla Commissione informazioni in merito alle
eccezioni di cui al paragrafo 1 per l'importo da dichiarare entro la chiusura
dell'esercizio precedente. 
Articolo 80
Procedura 
1.           La
Commissione informa in tempo utile lo Stato membro e l'autorità di gestione
ogniqualvolta esista un rischio di applicazione del disimpegno ai sensi
dell'articolo 78.
2.           Sulla
base delle informazioni di cui dispone al 31 gennaio, la Commissione informa lo
Stato membro e l'autorità di gestione circa l'importo del disimpegno risultante
dalle informazioni in suo possesso.
3.           Lo Stato
membro dispone di due mesi per accettare l'importo oggetto del disimpegno o per
trasmettere osservazioni.
4.           Entro il
30 giugno lo Stato membro presenta alla Commissione un piano finanziario
modificato che riflette, per l'esercizio finanziario interessato, la riduzione
del contributo relativo a una o più priorità del programma. In caso di mancata
presentazione, la Commissione modifica il piano finanziario riducendo il
contributo dei Fondi del QSC per l'esercizio finanziario interessato e
ripartendo proporzionalmente tale riduzione tra le singole priorità.
5.           La
Commissione modifica la decisione che approva il programma, mediante atti di
esecuzione, entro il 30 settembre.
PARTE III
DISPOSIZIONI GENERALI APPLICABILI AL FESR, AL FSE E AL FC
TITOLO I
OBIETTIVI E QUADRO FINANZIARIO

CAPO I
Missione, obiettivi e copertura geografica del sostegno
Articolo 81 
Missione e obiettivi
1.           I Fondi
contribuiscono a sviluppare e portare avanti le azioni dell'Unione intese a
rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale al suo interno,
conformemente all'articolo 174 del trattato. 
Le azioni sostenute dai Fondi contribuiscono a
realizzare la strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva.
2.           A tal
fine, si perseguono i seguenti obiettivi:
a)      "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" negli Stati membri e nelle regioni, con il
sostegno di tutti Fondi; e
b)      "Cooperazione territoriale
europea", con il sostegno del FESR.
Articolo 82 
Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione 
1.           I Fondi
strutturali sostengono l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita
e dell'occupazione" in tutte le regioni corrispondenti al livello 2 della
classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (di seguito
"livello NUTS 2"), istituita dal regolamento (CE) n. 1059/2003. 
2.           Le
risorse per l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" sono ripartite fra le seguenti tre categorie di regioni
di livello NUTS 2: 
(a)         
regioni meno sviluppate, il cui PIL pro capite è
superiore al 75% della media del PIL dell'UE-27; 
(b)         
regioni in transizione, il cui PIL pro capite è
compreso tra il 75% e il 90% della media del PIL dell'UE-27; 
(c)         
regioni più sviluppate, il cui PIL pro capite è
superiore al 90% della media del PIL dell'UE-27.
Le tre categorie di regioni sono determinate in
base al rapporto tra il rispettivo PIL pro capite, misurato in parità di potere
di acquisto e calcolato sulla base dei dati dell'Unione per il periodo
2006-2008, e il PIL medio dell'UE-27 per lo stesso periodo di riferimento.
3.           Il Fondo
di coesione sostiene gli Stati membri il cui reddito nazionale lordo (RNL) pro
capite, misurato in parità di potere di acquisto e calcolato sulla base dei
dati dell'Unione per il periodo 2007-2009, è inferiore al 90% dell'RNL medio
pro capite dell'UE-27 per lo stesso periodo di riferimento. 
Gli Stati membri ammissibili al finanziamento del
Fondo di coesione nel 2013, ma il cui RNL nominale pro capite è superiore al
90% dell'RNL medio pro capite dell'UE-27, calcolato ai sensi del primo comma,
ricevono sostegno dal Fondo di coesione a titolo transitorio e specifico. 
4.           Immediatamente
dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione adotta una
decisione, mediante atto di esecuzione, che definisce l'elenco delle regioni
che soddisfano i criteri delle tre categorie di regioni di cui al paragrafo 2 e
degli Stati membri che soddisfano i criteri di cui al paragrafo 3. Tale elenco
è valido dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020.
5.           Nel 2017
la Commissione riesamina l'ammissibilità degli Stati membri al Fondo di
coesione sulla scorta dei dati dell'Unione relativi all'RNL dell'UE-27 per il
periodo 2013-2015. Gli Stati membri il cui RNL nominale pro capite è superiore
al 90% dell'RNL medio pro capite dell'UE-27, ricevono sostegno dal Fondo di
coesione a titolo transitorio e specifico.

CAPO II 
Quadro finanziario 
Articolo 83 
Risorse globali 
1.           Le
risorse globali disponibili, espresse in prezzi 2011, per gli impegni di
bilancio a titolo dei Fondi per il periodo 2014-2020 secondo la ripartizione
annuale che figura nell'allegato III, ammontano a 338 993 760 032336 020
492 848 EUR. Ai fini della programmazione e successiva imputazione al
bilancio generale dell'Unione, l'importo delle risorse globali è indicizzato in
ragione del 2% annuo.
2.           La
Commissione adotta una decisione, mediante atti di esecuzione, relativa alla
ripartizione annuale delle risorse globali per Stato membro, fatte salve le
disposizioni di cui al paragrafo 3 del presente articolo e all'articolo 84,
paragrafo 7. 
3.           Lo
0,35% delle risorse globali è destinato all'assistenza tecnica su iniziativa
della Commissione.
Articolo 84
Risorse per gli obiettivi
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione" e
"Cooperazione territoriale europea"
1.           Le
risorse destinate all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" ammontano al 96,5096,52% delle risorse globali (ossia, in totale, 327 115 655 850324 320 492 844EUR)
e sono così ripartite:
(a)         
il % (ossia, in totale, EUR) è destinato alle
regioni meno sviluppate; 
(b)         
il 12,0110,76% (ossia, in totale, 36 471 144 19038 951 564 661 EUR) è destinato alle regioni in
transizione;
(c)         
il 16,39 16,35% (ossia, in totale, 55 419 403 11653 142 922 017 EUR) è destinato alle
regioni più sviluppate; 
(d)         
il 21,19 20,87% (ossia, in totale, 70 739 863
59968 710 486 782 EUR) è destinato agli Stati
membri che beneficiano del Fondo di coesione;
(e)         
lo 0,29 0,27% (ossia, in totale, 924 529 823925 680 000 EUR) è destinato ai finanziamenti
supplementari per le regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del
trattato e le regioni di livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui
all'articolo 2 del protocollo n. 6 del trattato di adesione dell'Austria, della
Finlandia e della Svezia. 
Tutte le regioni il cui PIL pro capite nel periodo
2007-2013 è stato inferiore al 75% della media della UE-25 per il periodo di
riferimento, ma è superiore al 75% della media del PIL della UE-27 ricevono dai
Fondi strutturali una dotazione pari ad almeno due terzi della loro dotazione
per il periodo 2007-2013.
2.           Per la
ripartizione per Stato membro si applicano i seguenti criteri:
(a)         
per le regioni meno sviluppate e le regioni in
transizione, la popolazione ammissibile, la prosperità regionale, la prosperità
nazionale e il tasso di disoccupazione;
(b)         
per le regioni più sviluppate, la popolazione
ammissibile, la prosperità regionale, il tasso di disoccupazione, il tasso di
occupazione, il livello di istruzione e la densità di popolazione; 
(c)         
per il Fondo di coesione, la popolazione, la
prosperità nazionale e la superficie.
3.           In
ciascuno Stato membro almeno il 25% delle risorse dei Fondi strutturali per le
regioni meno sviluppate, il 40% di quelle per le regioni in transizione e il
52% di quelle per le regioni più sviluppate sono assegnate al FSE. Ai fini
della presente disposizione, il sostegno ad uno Stato membro attraverso lo
[strumento "aiuti alimentari alle persone indigenti"] è considerato
parte della quota di Fondi strutturali assegnata al FSE.
4.           Il
sostegno del Fondo di coesione destinato alle infrastrutture di trasporto
nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa ammonta a
10 000 000 000 EUR.
La Commissione adotta una decisione, con un atto
di esecuzione, che stabilisce l'importo da trasferire dalla dotazione del Fondo
di coesione di ciascuno Stato membro per l'intero periodo. La dotazione del
Fondo di coesione di ciascuno Stato membro è ridotta di conseguenza.
Gli stanziamenti annuali corrispondenti al
sostegno del Fondo di coesione di cui al primo comma sono iscritti nelle
pertinenti linee di bilancio del meccanismo per collegare l'Europa a partire
dall'esercizio finanziario 2014.
Il sostegno del Fondo di coesione nell'ambito del
meccanismo per collegare l'Europa è attuato a norma dell'articolo [13] del
regolamento (UE) […]/2012 relativo all'istituzione del Meccanismo per collegare
l'Europa[29] ed è destinato a favore
dei progetti elencati nell'allegato 1 di tale regolamento, accordando la
massima priorità possibile ai progetti che rispettano le dotazioni nazionali
nell'ambito del Fondo di coesione.
5.           Il
sostegno dei Fondi strutturali per gli [aiuti alimentari alle persone
indigenti] nel quadro degli investimenti a favore della crescita e
dell'occupazione è di 2 500 000 000 EUR.
La Commissione adotta una decisione, con un atto
di esecuzione, che stabilisce l'importo da trasferire dalla dotazione dei Fondi
strutturali di ciascuno Stato membro per l'intero periodo in ciascuno Stato
membro. La dotazione dei Fondi strutturali di ciascuno Stato membro è ridotta
di conseguenza.
Gli stanziamenti annuali corrispondenti al
sostegno dei Fondi strutturali di cui al primo comma sono iscritti nelle
pertinenti linee di bilancio dello [strumento "aiuti alimentari alle
persone indigenti"] dall'esercizio finanziario 2014.
6.           Il 5%
delle risorse destinate all'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" costituisce la riserva di efficacia ed
efficienza da assegnare secondo le disposizioni di cui all'articolo 20.
7.           Lo 0,2%
delle risorse del FESR destinate all'obiettivo "Investimenti in favore
della crescita e dell'occupazione" è destinato alle azioni innovative su
iniziativa della Commissione nel settore dello sviluppo urbano sostenibile.
8.           Le
risorse per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" ammontano
al 3,503,48% delle risorse
globali disponibili per gli impegni di bilancio a titolo dei Fondi per il
periodo 2014-2020 (ossia, in totale, 11 878 104 18211 700 000 004 EUR).
Articolo 85
Non trasferibilità delle
risorse 
1.                      
Gli stanziamenti complessivi assegnati a ciascuno
Stato membro per le regioni meno sviluppate, le regioni in transizione e le
regioni più sviluppate non sono trasferibili tra tali categorie di regioni. 
2.                      
In deroga al paragrafo 1, la Commissione può
accogliere, in circostanze debitamente giustificate legate alla realizzazione
di uno o più obiettivi tematici, una proposta formulata da uno Stato membro
nell'ambito della prima presentazione del contratto di partenariato di
trasferire fino al 2% dello stanziamento complessivo destinato a una categoria
di regioni ad altre categorie di regioni.
Articolo 86
Addizionalità 
1.           Ai fini
del presente articolo, si applicano le seguenti definizioni:
(1)         
"spese strutturali, pubbliche o
assimilabili": gli investimenti fissi lordi delle amministrazioni
pubbliche indicati nei programmi di stabilità e di convergenza preparati dagli
Stati membri a norma del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio[30]
per presentare la loro strategia di bilancio a medio termine; 
(2)         
"capitale fisso": tutti i beni materiali
o immateriali che rappresentano il prodotto di processi di produzione, i quali
sono utilizzati più volte o continuamente nei processi di produzione per più di
un anno;
(3)         
 "investimenti fissi
lordi"[31]: tutte le acquisizioni,
al netto delle cessioni, di capitale fisso effettuate dai produttori residenti
durante un periodo di tempo determinato, più taluni incrementi di valore dei
beni non prodotti realizzati mediante l'attività produttiva delle unità di
produzione o istituzionali;
(4)         
 "amministrazioni
pubbliche": tutte le unità istituzionali che, oltre ad adempiere le loro
responsabilità politiche e il loro ruolo di regolamentazione economica,
producono principalmente servizi (ed eventualmente prodotti) non destinabili
alla vendita per il consumo individuale o collettivo e ridistribuiscono il
reddito e la ricchezza[32].
2.           Il
sostegno dei Fondi destinato all'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" non sostituisce le spese strutturali
pubbliche o assimilabili di uno Stato membro.
3.           Gli
Stati membri mantengono, nel periodo 2014-2020, un livello di spese
strutturali, pubbliche o assimilabili, almeno pari al livello di riferimento
stabilito nel contratto di partenariato.
Il livello di riferimento medio annuo delle spese
strutturali, pubbliche o assimilabili, per il periodo 2014-2020, è stabilito
nel contratto di partenariato sulla base di una verifica ex ante da parte della
Commissione delle informazioni fornite nel contratto di partenariato, tenendo
conto del livello medio annuo delle spese strutturali, pubbliche o
assimilabili, nel periodo 2007-2013.
La Commissione e gli Stati membri tengono conto
delle condizioni macroeconomiche generali e di circostanze specifiche o
eccezionali, quali le privatizzazioni o un livello eccezionale di spese
strutturali, pubbliche o assimilabili, da parte dello Stato membro nel corso
del periodo 2007-2013. Essi tengono conto anche delle variazioni nelle
dotazioni nazionali a titolo dei Fondi strutturali rispetto al periodo
2007-2013.
4.           La
verifica relativa all'effettivo mantenimento del livello di spese strutturali,
pubbliche o assimilabili, nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in
favore della crescita e dell'occupazione" nel periodo in questione è
effettuata soltanto negli Stati membri nei quali le regioni meno sviluppate e
in transizione coprono almeno il 15% della popolazione complessiva.
Negli Stati membri in cui le regioni meno
sviluppate e in transizione coprono almeno il 70% della popolazione, la
verifica è effettuata a livello nazionale.
Negli Stati membri in cui le regioni meno
sviluppate e in transizione coprono più del 15% e meno del 70% della
popolazione, la verifica è effettuata a livello nazionale e regionale. A tal
fine, detti Stati membri forniscono alla Commissione informazioni in merito
alla spesa nelle regioni meno sviluppate e in transizione in ogni fase del
processo di verifica. 
5.           La
verifica relativa all'effettivo mantenimento del livello di spese strutturali,
pubbliche o assimilabili, nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in
favore della crescita e dell'occupazione" è effettuata al momento della
presentazione del contratto di partenariato (verifica ex ante), nel 2018
(verifica intermedia) e nel 2022 (verifica ex post).
Le norme dettagliate relative alla verifica
dell'addizionalità sono definite nell'allegato IVII, punto 2.
6.           Qualora,
nell'ambito della verifica ex post, la Commissione accerti che uno Stato membro
non ha mantenuto il livello di riferimento delle spese strutturali, pubbliche o
assimilabili, nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione", stabilito nel contratto di partenariato
conformemente all'allegato IVII,
la Commissione può introdurre una rettifica finanziaria. Per decidere se
effettuare o meno una rettifica finanziaria, la Commissione verifica se la
situazione economica dello Stato membro sia cambiata in misura significativa
successivamente alla verifica intermedia e se il cambiamento fosse stato preso
in considerazione in tale momento. Le norme dettagliate relative ai tassi di
rettifica finanziaria sono definite nell'allegato IVII, punto 3.
7.           I
paragrafi da 1 a 6 non si applicano ai programmi operativi nell'ambito
dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea".
TITOLO II 
PROGRAMMAZIONE
CAPO I
Disposizioni generali sui Fondi
Articolo 87
Contenuto e adozione dei
programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore
della crescita e dell'occupazione"
1.           Un
programma operativo è costituito da assi prioritari. Un asse prioritario riguarda
un solo Fondo per una categoria di regioni e corrisponde, fatto salvo
l'articolo 52, a un obiettivo tematico e comprende una o più priorità di
investimento di tale obiettivo tematico conformemente alle norme specifiche di
ciascun Fondo. Per il FSE, un asse prioritario può associare le priorità di
investimento di diversi obiettivi tematici di cui all'articolo 9, punti 8, 9,
10 e 11, al fine di promuoverne il contributo ad altri assi prioritari, in
circostanze debitamente giustificate.
2.           Un
programma operativo stabilisce:
(a)         
una strategia per il contributo del programma
operativo alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva, comprendente: 
i)        l'individuazione delle esigenze per
rispondere alle sfide identificate nelle raccomandazioni specifiche per paese a
norma dell'articolo 121, paragrafo 2, e nelle raccomandazioni del Consiglio
adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato, e per tenere in
considerazione gli orientamenti integrati e le specificità nazionali e
regionali;
ii)       una motivazione della scelta degli
obiettivi tematici e delle corrispondenti priorità di investimento, con
riguardo al contratto di partenariato e ai risultati della valutazione ex ante;
(b)         
per ciascun asse prioritario: 
i)        le priorità di investimento e gli
obiettivi specifici corrispondenti;
ii)       gli indicatori di realizzazione e di
risultato comuni e specifici con, se del caso, un valore di riferimento e un
valore obiettivo quantificato, conformemente alle norme specifiche di ciascun
Fondo;
iii)      una descrizione delle azioni da
sostenere, compresa l'individuazione dei principali gruppi di destinatari, dei
territori specifici interessati e, se del caso, dei tipi di beneficiari e il
previsto impiego di strumenti finanziari;
iv)      le categorie d'intervento corrispondenti
basate su una nomenclatura adottata dalla Commissione con atti di esecuzione
secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3, e una
ripartizione indicativa delle risorse programmate;
(c)         
il contributo all'approccio integrato allo sviluppo
territoriale definito nel contratto di partenariato, compresi:
i)        i meccanismi volti a garantire il
coordinamento tra i Fondi, il FEASR, il FEAMP e altri strumenti di
finanziamento dell'Unione e nazionali e con la BEI;
ii)       se del caso, un approccio integrato e
pianificato allo sviluppo territoriale delle zone urbane, rurali, costiere e di
pesca e delle zone con caratteristiche territoriali particolari, in particolare
le disposizioni di attuazione per gli articoli 28 e 29;
iii)      l'elenco delle città nelle quali
verranno realizzate azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile, la
dotazione annuale indicativa a titolo del FESR destinata a tali azioni,
comprese le risorse delegate alle città per la gestione a norma dell'articolo 7,
paragrafo 2, del regolamento (UE) n. […] [FESR] e la dotazione annuale
indicativa a titolo del FSE per le azioni integrate;
iv)      l'individuazione delle zone in cui
saranno realizzate iniziative di sviluppo locale di tipo partecipativo;
v)       le modalità delle azioni interregionali
e transnazionali con beneficiari situati in almeno un altro Stato membro;
vi)      se del caso, il contributo degli
interventi previsti alle strategie macroregionali e alle strategie relative ai
bacini marittimi;
(d)         
il contributo all'approccio integrato definito nel
contratto di partenariato per rispondere alle esigenze specifiche delle zone
geografiche particolarmente colpite dalla povertà o dei gruppi bersaglio a più
alto rischio di discriminazione o esclusione, con particolare riguardo per le
comunità emarginate, e la dotazione finanziaria indicativa;
(e)         
le modalità per garantire l'esecuzione efficace dei
Fondi, tra cui:
i)        un quadro di riferimento dei risultati
conformemente all'articolo 19, paragrafo 1;
ii)       per ogni condizionalità ex ante, stabilita
in conformità dell'allegato IV,
non soddisfatta alla data di presentazione del contratto di partenariato e del
programma operativo, una descrizione delle azioni per l'adempimento della
condizionalità in questione e il relativo calendario di attuazione;
iii)      le azioni adottate per associare i
partner alla preparazione del programma operativo e il loro ruolo nelle
attività di esecuzione, sorveglianza e valutazione del programma operativo;
(f)           
le modalità per garantire l'esecuzione efficiente
dei Fondi, tra cui:
i)        il previsto impiego dell'assistenza
tecnica, comprese le azioni intese a rafforzare la capacità amministrativa
delle autorità e dei beneficiari, con le pertinenti informazioni di cui al
paragrafo 2, lettera b), per l'asse prioritario interessato;
ii)       una valutazione degli oneri
amministrativi a carico dei beneficiari e le azioni previste per ridurli,
corredata di obiettivi;
iii)      un elenco dei grandi progetti per i
quali la data di inizio prevista per l'esecuzione dei lavori principali è
anteriore al 1° gennaio 2018; 
(g)         
un piano di finanziamento contenente due tabelle:
i)        una tabella che specifica, per ciascun
anno, conformemente agli articoli 53, 110 e 111, l'importo della dotazione
finanziaria complessiva prevista a titolo di ciascun Fondo;
ii)       una tabella che specifica, per l'intero
periodo di programmazione, per il programma operativo e per ciascun asse
prioritario, l'importo della dotazione finanziaria complessiva a titolo dei
Fondi e l'importo del cofinanziamento nazionale. Qualora il cofinanziamento
nazionale sia costituito da cofinanziamento pubblico e privato, la tabella
fornisce una ripartizione indicativa fra componente pubblica e componente
privata. Essa indica inoltre, a
titolo informativo, la partecipazione prevista della BEI;
(h)         
le disposizioni di attuazione del programma
operativo, comprese:
i)        l'identificazione dell'organismo di
accreditamento, dell'autorità di gestione, dell'autorità di certificazione, se
applicabile, e dell'autorità di audit;
ii)       l'identificazione dell'organismo al quale la Commissione effettua i
pagamenti.
3.           Ciascun
programma operativo, tranne quelli in cui l'assistenza tecnica è fornita
nell'ambito di un programma operativo specifico, comprende:
i)       una descrizione delle azioni specifiche
per tenere in considerazione le esigenze di protezione ambientale, l'uso
efficiente delle risorse, la mitigazione dei cambiamenti climatici e
l'adattamento ai medesimi, la resilienza alle catastrofi, la prevenzione e la
gestione dei rischi nella scelta degli interventi;
ii)       una descrizione delle azioni specifiche
per promuovere le pari opportunità e prevenire le discriminazioni fondate sul
sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la
disabilità, l'età o l'orientamento sessuale durante la preparazione, la
definizione e l'esecuzione del programma operativo, in particolare per quanto
riguarda l'accesso ai finanziamenti, tenendo conto delle esigenze dei vari
gruppi bersaglio a rischio di discriminazione, in particolare l'obbligo di
garantire l'accessibilità per le persone disabili; 
iii)      una descrizione del suo contributo alla
promozione della parità tra uomini e donne e, se del caso, le modalità per
garantire l'integrazione della prospettiva di genere a livello di programma
operativo e a livello di intervento.
Gli Stati membri presentano un parere degli
organismi nazionali per la parità sulle misure di cui ai punti ii) e iii) con
la proposta di un programma operativo nell'ambito dell'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione". 
4.           Gli
Stati membri elaborano il progetto di programma operativo secondo il modello
adottato dalla Commissione.
La Commissione adotta tale modello mediante atti
di esecuzione. Detti atti sono adottati conformemente alla procedura consultiva
di cui all'articolo 143, paragrafo 2.
5.           La
Commissione adotta una decisione di approvazione del programma operativo
mediante atti di esecuzione.
Articolo 88
Intervento congiunto dei
Fondi
1.           I Fondi
possono intervenire congiuntamente a sostegno dei programmi operativi nell'ambito
dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione". 
2.           Il FESR e il FSE possono finanziare, in modo complementare e entro un
limite del 5% di finanziamento dell'Unione per ciascun asse prioritario di un
programma operativo, parte di un intervento i cui costi sono ammissibili al
sostegno dell'altro Fondo sulla base delle norme in materia di ammissibilità
applicate a tale Fondo, a condizione che siano necessari per la buona
esecuzione dell'intervento e siano direttamente associati ad essa. 
3.           I
paragrafi 1 e 2 non si applicano ai programmi nell'ambito dell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea".
Articolo 89

Ambito
geografico dei programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione"
Salvo quanto diversamente concordato tra la
Commissione e lo Stato membro, i programmi operativi per il FESR e il FSE sono
definiti al livello geografico adeguato e almeno al livello NUTS 2,
conformemente al sistema istituzionale specifico dello Stato membro. 
I programmi operativi che beneficiano del
sostegno del Fondo di coesione sono definiti a livello nazionale.
CAPO II
Grandi progetti
Articolo 90
Contenuto
Nell'ambito di uno o più programmi operativi,
il FESR e il Fondo di coesione possono sostenere un intervento comprendente una
serie di opere, attività o servizi in sé intesa a realizzare un'azione
indivisibile di precisa natura tecnica o economica, che ha finalità chiaramente
identificate e il cui costo complessivo supera i 50 000 000 EUR (di
seguito "grande progetto"). Gli strumenti finanziari non sono
considerati grandi progetti. 
Articolo 91
Informazioni da presentare
alla Commissione
1.                      
In merito ai grandi progetti, lo Stato membro o
l'autorità di gestione, non appena completati i lavori preparatori, presenta
alla Commissione le informazioni seguenti:
(a)         
informazioni sull'organismo responsabile
dell'attuazione del grande progetto e sulle sue funzioni;
(b)         
informazioni sull'investimento e sua descrizione e
ubicazione;
(c)         
il costo complessivo e il costo ammissibile
complessivo, tenendo conto dei requisiti stabiliti all'articolo 54; 
(d)         
informazioni sugli studi di fattibilità effettuati,
compresa l'analisi delle opzioni, i risultati e l'analisi indipendente della
qualità;
(e)         
un'analisi dei costi-benefici, compresa un'analisi
economica e finanziaria, e una valutazione dei rischi; 
(f)           
un'analisi dell'impatto ambientale, tenendo conto
delle esigenze di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento ai
medesimi e della resilienza alle catastrofi;
(g)         
la compatibilità con gli altri assi prioritari del
programma o dei programmi operativi interessati e il contributo atteso al
conseguimento degli obiettivi specifici di tali assi prioritari;
(h)         
il piano di finanziamento con l'indicazione delle
risorse finanziarie complessive previste e del sostegno previsto dei Fondi,
della BEI e di tutte le altre fonti di finanziamento, insieme con indicatori
fisici e finanziari per verificare i progressi tenendo conto dei rischi
individuati;
(i)           
il calendario di attuazione del grande progetto e,
qualora il periodo di attuazione sia prevedibilmente più lungo del periodo di
programmazione, le fasi per le quali è richiesto il sostegno dei Fondi durante
il periodo di programmazione 2014-2020.
La Commissione fornisce orientamenti indicativi in
materia di metodologia da seguire per effettuare l'analisi dei costi-benefici
di cui alla lettera e), conformemente alla procedura consultiva di cui
all'articolo 143, paragrafo 2.
Il formato delle informazioni da presentare sui
grandi progetti è definito secondo il modello adottato dalla Commissione
mediante atti di esecuzione. Detti atti sono adottati conformemente alla
procedura consultiva di cui all'articolo 143, paragrafo 2.
2.           I grandi
progetti presentati alla Commissione per l'approvazione figurano nell'elenco di
grandi progetti di un programma operativo. L'elenco è riesaminato dallo Stato
membro o dall'autorità di gestione due anni dopo l'adozione del programma
operativo e, su richiesta dello Stato membro, può essere modificato
conformemente alla procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2, in
particolare per inserire grandi progetti la cui data di completamento è
prevista entro la fine del 2022.
Articolo 92
Decisione relativa a un
grande progetto
1.           La
Commissione valuta il grande progetto sulla base delle informazioni di cui
all'articolo 91, al fine di stabilire se il sostegno proposto a titolo dei
Fondi sia giustificato.
2.           Entro
tre mesi dalla data di presentazione delle informazioni, la Commissione adotta,
mediante atto di esecuzione, una decisione che approva un grande progetto ai
sensi dell'articolo 91. Tale decisione riporta l'oggetto fisico, l'importo cui
si applica il tasso di cofinanziamento dell'asse prioritario, gli indicatori
fisici e finanziari per la verifica dei progressi e il contributo atteso del
grande progetto al conseguimento degli obiettivi dell'asse o degli assi
prioritari interessati. La decisione di approvazione è subordinata alla
conclusione del primo contratto d'opera entro due anni dalla data della
decisione.
3.           Se
rifiuta di autorizzare il sostegno dei Fondi a un grande progetto, la
Commissione ne comunica i motivi allo Stato membro entro il termine di cui al
paragrafo 2.
4.           La spesa
relativa ai grandi progetti non è inclusa nelle domande di pagamento prima
dell'adozione di una decisione di approvazione da parte della Commissione.

CAPO III
Piano d'azione comune
Articolo 93
Campo di applicazione
1.           Un piano
d'azione comune è un intervento definito e gestito in relazione alle
realizzazioni e ai risultati che conseguirà. Comprende un gruppo di progetti,
che non prevedono la fornitura di infrastrutture, realizzati sotto la
responsabilità del beneficiario, nell'ambito di uno o più programmi operativi. Le
realizzazioni e i risultati di un piano d'azione comune sono convenuti fra lo
Stato membro e la Commissione, contribuiscono al conseguimento degli obiettivi
specifici dei programmi operativi e costituiscono la base per il sostegno a
titolo dei Fondi. I risultati si riferiscono agli effetti diretti del piano
d'azione comune. Il beneficiario è un organismo di diritto pubblico. I piani
d'azione comuni non sono considerati grandi progetti. 
2.           Il
sostegno pubblico destinato a un piano d'azione comune è pari ad almeno
10 000 000 EUR o al 20% del sostegno pubblico al programma
operativo o ai programmi operativi, se inferiore.
Articolo 94
Preparazione dei piani
d'azione comuni 
1.           Lo Stato
membro, l'autorità di gestione o qualsiasi organismo di diritto pubblico
designato può presentare una proposta di piano d'azione comune al momento della
presentazione dei programmi operativi interessati o successivamente. Tale
proposta contiene tutti gli elementi di cui all'articolo 95.
2.           Un piano
d'azione comune copre parte del periodo compreso fra il
1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2022. Le realizzazioni e i
risultati del piano d'azione comune danno luogo a rimborso soltanto se
conseguiti dopo la data della decisione di approvazione del piano d'azione
comune e prima della fine del periodo di attuazione stabilito. 
Articolo 95
Contenuto dei piani d'azione
comuni 
Il piano d'azione comune contiene:
(1)                   
un'analisi delle esigenze e degli obiettivi di
sviluppo che giustificano il piano d'azione comune, tenendo conto degli
obiettivi dei programmi operativi e, se applicabile, delle raccomandazioni
specifiche per paese, degli orientamenti di massima delle politiche economiche
degli Stati membri e dell'Unione ai sensi dell'articolo 121, paragrafo 2, e
delle raccomandazioni del Consiglio di cui gli Stati membri tengono conto nelle
politiche per l'occupazione a norma dell'articolo 148, paragrafo 4, del
trattato;
(2)                   
il quadro di riferimento che descrive il nesso fra
gli obiettivi generali e specifici del piano d'azione comune, le tappe
fondamentali e gli obiettivi in termini di realizzazioni e risultati, nonché i
progetti o i tipi di progetti previsti;
(3)                   
gli indicatori comuni e specifici usati per la
verifica delle realizzazioni e dei risultati, se pertinente, per asse
prioritario; 
(4)                   
informazioni sulla copertura geografica e sui
gruppi bersaglio del piano d'azione comune;
(5)                   
il periodo di esecuzione previsto per il piano
d'azione comune;
(6)                   
un'analisi degli effetti del piano d'azione comune
sulla promozione della parità tra uomini e donne e sulla prevenzione delle
discriminazioni;
(7)                   
un'analisi degli effetti del piano d'azione comune
sulla promozione dello sviluppo sostenibile, se del caso;
(8)                   
le disposizioni di esecuzione del piano d'azione
comune, comprendenti:
(a)         
la designazione del beneficiario responsabile
dell'esecuzione del piano d'azione comune, con garanzie in merito alla sua competenza
nel settore interessato, nonché sulla sua capacità di gestione amministrativa e
finanziaria;
(b)         
le modalità di conduzione del piano d'azione
comune, conformemente all'articolo 97;
(c)         
le modalità di sorveglianza e valutazione del piano
d'azione comune, comprese le disposizioni volte a garantire la qualità, la
raccolta e la conservazione dei dati sul conseguimento delle tappe
fondamentali, delle realizzazioni e dei risultati;
(d)         
le disposizioni in materia di comunicazione e
diffusione delle informazioni sul piano d'azione comune e sui Fondi;
(9)                   
le disposizioni finanziarie del piano d'azione
comune, tra cui:
(a)         
i costi da sostenere per conseguire le tappe
fondamentali e gli obiettivi in termini di realizzazioni e risultati di cui al
punto 2, in base ai metodi di cui all'articolo 57, paragrafo 4, e all'articolo
14 del regolamento FSE; 
(b)         
un calendario indicativo dei pagamenti al
beneficiario collegati alle tappe fondamentali e agli obiettivi;
(c)         
il piano di finanziamento per ciascun programma
operativo ed asse prioritario, compreso l'importo complessivo ammissibile e il
sostegno pubblico. 
Il formato del piano d'azione comune è
definito secondo il modello adottato dalla Commissione mediante atti di
esecuzione. Detti atti sono adottati conformemente alla procedura consultiva di
cui all'articolo 143, paragrafo 2.
Articolo 96
Decisione relativa al piano
d'azione comune 
1.           La
Commissione valuta il piano d'azione comune sulla base delle informazioni di
cui all'articolo 95, al fine di stabilire se il sostegno a titolo dei Fondi sia
giustificato.
Se, entro tre mesi dalla presentazione di una
proposta di piano d'azione comune, ritiene che non soddisfi i criteri di
valutazione, la Commissione trasmette osservazioni allo Stato membro. Lo Stato
membro fornisce alla Commissione tutte le informazioni supplementari richieste
e, se del caso, rivede il piano d'azione comune di conseguenza.
2.           A
condizione che le eventuali osservazioni siano state adeguatamente recepite, la
Commissione adotta una decisione di approvazione del piano d'azione comune
entro sei mesi dalla sua presentazione da parte dello Stato membro, ma non
prima dell'adozione dei programmi operativi interessati. 
3.           La
decisione di cui al paragrafo 2 indica il beneficiario e gli obiettivi del
piano d'azione comune, le tappe fondamentali e gli obiettivi in termini di
realizzazioni e risultati, i costi per conseguire le tappe fondamentali e gli
obiettivi in termini di realizzazioni e risultati e il piano di finanziamento
per ciascun programma operativo ed asse prioritario, compreso l'importo
complessivo ammissibile e il contributo pubblico, il periodo di esecuzione e,
se pertinente, la copertura geografica e i gruppi di destinatari del piano
d'azione comune. 
4.           Se
rifiuta di autorizzare il sostegno dei Fondi al piano d'azione comune, la
Commissione ne comunica i motivi allo Stato membro entro il termine di cui al
paragrafo 2.
Articolo 97
Comitato direttivo e modifica
del piano d'azione comune
1.           Lo Stato
membro o l'autorità di gestione istituisce un comitato direttivo del piano
d'azione comune, diverso dal comitato di sorveglianza dei programmi operativi. Il
comitato direttivo si riunisce almeno due volte l'anno.
La sua composizione è stabilita dallo Stato membro
in accordo con l'autorità di gestione, nel rispetto del principio di partenariato.
La Commissione può partecipare ai lavori del
comitato direttivo a titolo consultivo. 
2.           Il
comitato direttivo svolge le seguenti attività:
(a)         
verifica i progressi verso il conseguimento delle
tappe fondamentali, delle realizzazioni e dei risultati del piano d'azione
comune;
(b)         
esamina e approva eventuali proposte di modifica
del piano d'azione comune al fine di tenere conto degli aspetti che incidono
sulla sua esecuzione efficace.
3.           Le
richieste di modifica dei piani d'azione comuni presentate da uno Stato membro
sono debitamente motivate. La Commissione valuta se la richiesta di modifica
sia giustificata, tenendo conto delle informazioni fornite dallo Stato membro. La
Commissione può formulare osservazioni e lo Stato membro fornisce alla
Commissione tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione
adotta una decisione sulla richiesta di modifica entro tre mesi dalla sua
presentazione ufficiale da parte dello Stato membro, a condizione che le
eventuali osservazioni da essa formulate siano state adeguatamente recepite. Salvo
diversa indicazione, la modifica entra in vigore alla data di adozione della
decisione.
Articolo 98 
Gestione
finanziaria e controllo del piano d'azione comune
1.           I
pagamenti al beneficiario di un piano d'azione comune si basano su importi
forfettari o tabelle standard di costi unitari. Non si applica il massimale per
gli importi forfettari di cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettera c). 
2.           La
gestione finanziaria, il controllo e l'audit del piano d'azione comune mirano
esclusivamente a verificare il rispetto delle condizioni di pagamento definite
nella decisione di approvazione del piano d'azione comune. 
3.           Il
beneficiario e gli organismi che agiscono sotto la sua responsabilità possono
applicare le rispettive pratiche contabili ai costi degli interventi di
esecuzione. Tali pratiche contabili e i costi realmente sostenuti dal
beneficiario non sono soggetti all'audit dell'autorità di audit o della
Commissione. 

CAPO IV
Sviluppo territoriale 
Articolo 99
Investimenti territoriali
integrati 
1.           Qualora
una strategia di sviluppo urbano o un'altra strategia o patto territoriale,
quale definita all'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento … [FSE], richieda
un approccio integrato che comporti investimenti nell'ambito di più assi
prioritari di uno o più programmi operativi, l'azione è eseguita sotto forma di
investimento territoriale integrato (di seguito "ITI"). 
2.           I
programmi operativi interessati individuano gli ITI previsti e stabiliscono la
dotazione finanziaria indicativa di ciascun asse prioritario destinata a
ciascun ITI.
3.           Lo Stato
membro o l'autorità di gestione può designare uno o più organismi intermedi,
compresi enti locali, organismi di sviluppo regionale o organizzazioni non
governative, cui delegare la gestione e l'attuazione di un ITI.
4.           Lo Stato
membro o le autorità di gestione competenti provvedono affinché il sistema di
sorveglianza del programma operativo preveda l'individuazione degli interventi
e delle realizzazioni di un asse prioritario che contribuiscono a un ITI.

TITOLO III
SORVEGLIANZA, VALUTAZIONE, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
CAPO I
Sorveglianza e valutazione
Articolo 100
Funzioni del comitato di
sorveglianza
1.           Il
comitato di sorveglianza esamina in particolare:
(a)         
gli aspetti che incidono sui risultati del
programma operativo;
(b)         
i progressi nell'attuazione del piano di
valutazione e il seguito dato ai risultati delle valutazioni;
(c)         
l'attuazione della strategia di comunicazione;
(d)         
l'esecuzione dei grandi progetti;
(e)         
l'attuazione dei piani d'azione comuni;
(f)           
le azioni intese a promuovere la parità tra uomini
e donne, le pari opportunità, la non discriminazione, ivi compresa
l'accessibilità per i disabili;
(g)         
le azioni intese a promuovere lo sviluppo
sostenibile;
(h)         
le azioni del programma operativo relative all'adempimento
di condizionalità ante;
(i)           
gli strumenti finanziari.
2.           Il
comitato di sorveglianza esamina e approva:
(a)         
la metodologia e i criteri di selezione degli
interventi;
(b)         
i rapporti annuali e finali di esecuzione;
(c)         
il piano di valutazione del programma operativo ed
eventuali modifiche dello stesso;
(d)         
la strategia di comunicazione per il programma
operativo ed eventuali modifiche della stessa;
(e)         
eventuali proposte di modifiche al programma
operativo presentate dall'autorità di gestione.
Articolo 101
Rapporti di esecuzione per
l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione"
1.           Entro il
30 aprile 2016 ed entro il 30 aprile di ogni anno successivo fino al 2022
compreso, lo Stato membro trasmette alla Commissione un rapporto annuale
conformemente all'articolo 44, paragrafo 1. Il rapporto presentato nel 2016
copre gli esercizi finanziari 2014 e 2015, nonché il periodo tra la data
iniziale di ammissibilità della spesa e il 31 dicembre 2013.
2.           I
rapporti annuali di esecuzione contengono informazioni su quanto segue:
(a)         
esecuzione del programma operativo conformemente
all'articolo 44, paragrafo 2;
(b)         
progressi nella preparazione e attuazione di grandi
progetti e piani d'azione comuni.
3.           I
rapporti annuali di esecuzione presentati nel 2017 e nel 2019 contengono e
valutano le informazioni previste a norma dell'articolo 44, rispettivamente
paragrafi 3 e 4, le informazioni di cui al paragrafo 2, nonché:
(a)         
i progressi nell'attuazione dell'approccio
integrato allo sviluppo territoriale, ivi compreso lo sviluppo urbano
sostenibile e lo sviluppo locale di tipo partecipativo nel quadro del programma
operativo;
(b)         
i progressi nell'attuazione delle azioni intese a
rafforzare la capacità delle autorità degli Stati membri e dei beneficiari di
amministrare e utilizzare i Fondi; 
(c)         
i progressi nell'attuazione di eventuali azioni
interregionali e transnazionali;
(d)         
i progressi nell'attuazione del piano di
valutazione e il seguito dato alle risultanze delle valutazioni;
(e)         
le azioni specifiche intraprese per promuovere
l'uguaglianza tra uomini e donne e prevenire la discriminazione, ivi compresa
l'accessibilità per le persone disabili, e i dispositivi attuati per garantire
l'integrazione della prospettiva di genere nei programmi operativi e negli
interventi; 
(f)           
le azioni intraprese per promuovere lo sviluppo
sostenibile a norma dell'articolo 8;
(g)         
i risultati delle misure di informazione e
pubblicità dei Fondi promosse nell'ambito della strategia di comunicazione; 
(h)         
i progressi nell'attuazione delle azioni in materia
di innovazione sociale, se del caso; 
(i)           
i progressi nell'esecuzione di misure intese a
rispondere alle esigenze specifiche delle aree geografiche più colpite dalla
povertà o di gruppi bersaglio a maggior rischio di discriminazione o di
esclusione, con particolare riguardo per le comunità emarginate, ivi comprese,
se del caso, le risorse finanziarie utilizzate;
(j)           
il coinvolgimento dei partner nelle fasi di
attuazione, sorveglianza e valutazione del programma operativo.
4.           I
rapporti annuali e finali di esecuzione vengono preparati sulla base dei
modelli adottati dalla Commissione mediante atti di esecuzione. Detti atti sono
adottati conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 143,
paragrafo 2.
Articolo 102
Trasmissione di dati
finanziari
1.                      
Entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e
il 31 ottobre, l'autorità di gestione trasmette per via elettronica alla
Commissione ai fini della sorveglianza, relativamente a ciascun programma
operativo e per ciascun asse prioritario:
(a)         
il costo totale e la spesa pubblica ammissibile
degli interventi e il numero di interventi selezionati per il sostegno;
(b)         
il costo totale e la spesa pubblica ammissibile di
contratti o altri impegni legali stipulati dai beneficiari nell'esecuzione
degli interventi selezionati per il sostegno;
(c)         
la spesa totale ammissibile dichiarata dai
beneficiari all'autorità di gestione.
2.                      
Inoltre la trasmissione del 31 gennaio contiene i
dati di cui sopra ripartiti per categoria di intervento. Tale trasmissione è
considerata adempimento dell'obbligo di presentazione dei dati finanziari di
cui all'articolo 44, paragrafo 2. 
3.                      
Le trasmissioni da effettuare entro il 31 gennaio e
il 31 luglio sono accompagnate da una previsione dell'importo per il quale gli
Stati membri prevedono di presentare domande di pagamento per l'esercizio finanziario
in corso e quello successivo.
4.                      
La data limite per i dati presentati ai sensi del
presente articolo è la fine del mese precedente quello della presentazione. 
Articolo 103 
Relazione
sulla coesione 
La relazione della Commissione di cui
all'articolo 175 del trattato comprende:
(a)                   
un bilancio dei progressi compiuti in materia di
coesione economica, sociale e territoriale, compresi la situazione
socioeconomica e lo sviluppo delle regioni, nonché l'integrazione delle
priorità dell'Unione;
(b)                   
un bilancio del ruolo dei Fondi, della BEI e degli
altri strumenti, nonché l'effetto delle altre politiche dell'Unione e nazionali
sui progressi compiuti.
Articolo 104
Valutazione

1.                      
L'autorità di gestione prepara un piano di
valutazione per ciascun programma operativo. Il piano di valutazione viene
presentato alla prima riunione del comitato di sorveglianza. Laddove un unico
comitato di sorveglianza sia competente per più di un programma operativo, il
piano di valutazione può riguardare tutti i programmi operativi interessati.
2.                      
Entro il 31 dicembre 2020, le autorità di gestione
presentano alla Commissione, per ciascun programma, un rapporto che sintetizza
le conclusioni delle valutazioni effettuate durante il periodo di
programmazione, ivi compresa una valutazione delle realizzazioni e dei
risultati principali ottenuti dal programma.
3.                      
La Commissione effettua valutazioni ex post in
stretta collaborazione con gli Stati membri e le autorità di gestione. 

CAPO II
Informazione e comunicazione
Articolo 105
Informazione e pubblicità 
1.           Gli
Stati membri e le autorità di gestione sono responsabili di quanto segue:
(a)         
garantire la creazione di un sito web unico o di un
portale web unico che fornisca informazioni su tutti i programmi operativi di
uno Stato membro e sull'accesso agli stessi;
(b)         
informare i potenziali beneficiari in merito alle
opportunità di finanziamento nel quadro dei programmi operativi;
(c)         
pubblicizzare presso i cittadini dell'Unione il
ruolo e le realizzazioni della politica di coesione e dei Fondi mediante azioni
di informazione e comunicazione sui risultati e sull'impatto dei contratti di
partenariato, dei programmi operativi e degli interventi.
2.           Al fine
di garantire la trasparenza del sostegno fornito a titolo dei Fondi, gli Stati
membri mantengono un elenco degli interventi suddivisi per programma operativo
e per Fondo, in formato CSV o XML, accessibile tramite il sito web unico o il
portale web unico e che fornisce un elenco e una sintesi di tutti i programmi
operativi dello Stato membro interessato.
L'elenco degli interventi viene aggiornato almeno
ogni tre mesi. 
Le informazioni minime da indicare nell'elenco
degli interventi sono specificate nell'allegato VI. 
3.           Norme
dettagliate concernenti le misure di informazione e pubblicità destinate al
pubblico e le misure di informazione rivolte a candidati e beneficiari sono
contenute nell'allegato VI.
4.           Le
caratteristiche tecniche delle misure di informazione e pubblicità relative
all'intervento, le istruzioni per creare l'emblema e una definizione dei colori
standard sono adottate dalla Commissione mediante atti di esecuzione in
conformità della procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.
Articolo 106
Strategia di comunicazione
1.           L'autorità
di gestione elabora una strategia di comunicazione per ciascun programma
operativo. È possibile definire una strategia di comunicazione comune per
diversi programmi operativi. 
La strategia di comunicazione comprende gli
elementi indicati nell'allegato VI e aggiornamenti
annuali comprendenti i dettagli delle attività di informazione e pubblicità
programmate. 
2.           La
strategia di comunicazione è discussa e approvata dalla prima riunione del
comitato di sorveglianza successiva all'adozione del programma operativo. 
L'eventuale revisione della strategia di
comunicazione è discussa e approvata dal comitato di sorveglianza.
3.           L'autorità
di gestione informa il comitato di sorveglianza di ciascun programma operativo
almeno una volta all'anno in merito ai progressi nell'attuazione della
strategia di comunicazione e alla sua valutazione dei risultati.
Articolo 107
Funzionari incaricati
dell'informazione e della comunicazione e relative reti
1.                      
Ogni Stato membro designa un funzionario incaricato
dell'informazione e della comunicazione che coordina le azioni di informazione
e di comunicazione in relazione a uno o più Fondi e ne informa la Commissione.
2.                      
Il funzionario incaricato dell'informazione e della
comunicazione coordina e presiede le riunioni di una rete nazionale di
comunicatori sui Fondi, e i suoi compiti comprendono i programmi pertinenti di
cooperazione territoriale europea, la creazione e il mantenimento del sito o
del portale web di cui all'allegato VI e l'obbligo di
fornire una panoramica delle misure di comunicazione intraprese a livello
nazionale.
3.                      
Ciascuna autorità di gestione nomina una persona
responsabile dell'informazione e della comunicazione a livello del programma
operativo e ne informa la Commissione.
4.                      
La Commissione istituisce reti a livello
dell'Unione che comprendono le persone designate dagli Stati membri e dalle
autorità di gestione, al fine di garantire lo scambio sui risultati
dell'attuazione delle strategie di comunicazione, lo scambio di esperienze
nell'attuazione delle misure di informazione e di comunicazione e lo scambio di
buone pratiche.

TITOLO IV 
ASSISTENZA TECNICA
Articolo 108
Assistenza tecnica su
iniziativa della Commissione
I Fondi possono sostenere l'assistenza tecnica
fino a un massimo dello 0,35% della loro dotazione annua.
Articolo 109
Assistenza tecnica degli
Stati membri
1.           Ogni
Fondo può finanziare interventi di assistenza tecnica ammissibili ai sensi di
uno degli altri Fondi. L'ammontare dei Fondi destinato all'assistenza tecnica è
limitato al 4% dell'importo complessivo dei Fondi assegnato ai programmi
operativi nell'ambito di ciascuna categoria di regione dell'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione".
2.           L'assistenza
tecnica assume la forma di un asse prioritario monofondo all'interno di un
programma operativo o di un programma operativo specifico. 
3.           L'importo
assegnato all'assistenza tecnica da un Fondo non supera il 10% della dotazione
complessiva destinata da tale Fondo ai programmi operativi in uno Stato membro
nell'ambito di ciascuna categoria di regione dell'obiettivo "Investimenti
in favore della crescita e dell'occupazione". 

TITOLO V
SOSTEGNO FINANZIARIO FORNITO DAI FONDI
Articolo 110
Determinazione dei tassi di
cofinanziamento
1.           La
decisione della Commissione che adotta un programma operativo fissa il tasso di
cofinanziamento e l'importo massimo del sostegno dei Fondi per ciascun asse
prioritario.
2            Per
ciascun asse prioritario, la decisione della Commissione indica se il relativo
tasso di cofinanziamento si applica:
a)      alla spesa totale ammissibile, comprese
la spesa pubblica e privata; o
b)      alla spesa pubblica ammissibile.
3.           Il tasso
di cofinanziamento a livello di ciascun asse prioritario dei programmi
operativi nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" non può superare:
(a)         
l'85% per il fondo di coesione;
(b)         
l'85% per le regioni meno sviluppate degli Stati
membri il cui la media del PIL pro capite per il periodo 2007-2009 è stata
inferiore all'85% della media UE-27 relativa allo stesso periodo e alle regioni
ultraperiferiche;
(c)         
l'80% per le regioni meno sviluppate degli Stati
membri diversi da quelli di cui alla lettera b), ammissibili al regime
transitorio del Fondo di coesione alla data del 1º gennaio 2014;
(d)         
il 75% per le regioni meno sviluppate degli Stati
membri diversi da quelli di cui alle lettere b) e c) e per tutte le regioni il
cui PIL pro capite nel periodo 2007-2013 è stato inferiore al 75% della media
della UE-25 per il periodo di riferimento, ma superiore al 75% della media del
PIL della UE-27;
(e)         
il 60% per le regioni in transizione diverse da
quelle di cui alla lettera d);
(f)           
il 50% per le regioni più sviluppate diverse da
quelle di cui alla lettera d).
Il tasso di cofinanziamento a livello di ciascun
asse prioritario dei programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea" non può superare il 75%.
4.           Il tasso
di cofinanziamento della dotazione supplementare ai sensi
dell'articolo 84, paragrafo 1, lettera e), non può superare il 50%. 
Lo stesso tasso di cofinanziamento si applica alla
dotazione supplementare ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, del
regolamento (UE) n. […]/2012 [regolamento CTE].
5.           Il tasso
massimo di cofinanziamento ai sensi del paragrafo 3 a livello di asse
prioritario è aumentato di dieci punti percentuali laddove l'asse prioritario
sia attuato interamente attraverso strumenti finanziari o attraverso iniziative
di sviluppo locale di tipo partecipativo.
6.           La
partecipazione dei Fondi per ciascun asse prioritario non è inferiore al 20%
della spesa pubblica ammissibile.
7.           Nell'ambito
di un programma operativo può essere stabilito un asse prioritario separato con
un tasso di cofinanziamento fino al 100% per sostenere gli interventi
realizzati attraverso strumenti finanziari istituiti a livello dell'Unione e
gestiti direttamente o indirettamente dalla Commissione. Quando è stabilita a
tal fine una priorità separata, il sostegno previsto nel quadro di tale asse
non può essere attuato con altri mezzi.
Articolo 111 
Modulazione dei tassi di
cofinanziamento 
Il tasso di
cofinanziamento dei Fondi a favore di un asse prioritario può essere modulato
per tenere conto di quanto segue:
(1)                   
importanza dell'asse prioritario ai fini della
realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, tenendo conto delle carenze specifiche da affrontare;
(2)                   
tutela e miglioramento dell'ambiente, in
particolare tramite l'applicazione del principio di precauzione, del principio
di azione preventiva e del principio "chi inquina paga";
(3)                   
tasso di mobilitazione di risorse private;
(4)                   
copertura di zone caratterizzate da svantaggi
naturali o demografici gravi e permanenti, definite come segue:
(a)         
Stati membri insulari ammissibili al Fondo di
coesione e altre isole, ad eccezione di quelle in cui è situata la capitale di
uno Stato membro o che dispongono di un collegamento permanente con la
terraferma;
(b)         
zone di montagna, quali definite dalla legislazione
nazionale dello Stato membro;
(c)         
zone a bassa (meno di 50 abitanti per km2) e
bassissima (meno di 8 abitanti per km2) densità demografica.

TITOLO VI
GESTIONE E CONTROLLO
CAPO I
Sistemi di gestione e controllo
Articolo 112
Responsabilità degli Stati
membri
1.           Gli
Stati membri garantiscono che i sistemi di gestione e controllo dei programmi
operativi siano istituiti conformemente agli articoli 62 e 63. 
2.           Gli
Stati membri prevengono, individuano e correggono le irregolarità e recuperano
gli importi indebitamente versati compresi, se del caso, gli interessi di mora.
Essi ne danno notifica alla Commissione e la informano sull'andamento dei
relativi procedimenti amministrativi e giudiziari.
Quando un importo indebitamente versato a un
beneficiario non può essere recuperato a causa di colpa o negligenza di uno
Stato membro, spetta a quest'ultimo rimborsare l'importo in questione al
bilancio generale dell'Unione europea.
È conferito alla Commissione il potere di adottare
atti delegati in conformità dell'articolo 142, per stabilire norme dettagliate
concernenti gli obblighi degli Stati membri specificati nel presente paragrafo.

3.           Gli
Stati membri garantiscono che entro il 31 dicembre 2014 tutti gli scambi di
informazioni tra beneficiari e autorità di gestione, autorità di
certificazione, autorità di audit e organismi intermedi possano essere
effettuati esclusivamente mediante sistemi di scambio elettronico di dati.
I sistemi agevolano l'interoperabilità con i
framework nazionali e dell'Unione e consentono ai beneficiari di trasmettere
una sola volta tutte le informazioni di cui al primo comma.
La Commissione adotta, mediante atti di
esecuzione, norme dettagliate concernenti gli scambi di informazioni di cui al
presente paragrafo. Detti atti di esecuzione sono adottati conformemente alla
procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.

CAPO II
Autorità di gestione e controllo
Articolo 113
Designazione delle autorità
1.           Per ciascun programma operativo, lo Stato membro designa un'autorità
pubblica o un organismo pubblico nazionale, regionale o locale quale autorità
di gestione. La stessa autorità o lo
stesso organismo pubblico possono essere designati come autorità di gestione
per più di un programma operativo.
2.           Per
ciascun programma operativo, lo Stato membro designa un'autorità pubblica o un
organismo pubblico nazionale, regionale o locale quale autorità di
certificazione, fermo restando il paragrafo 3. La stessa autorità di certificazione
può essere designata per più di un programma operativo.
3.           Lo Stato
membro può designare per un programma operativo un'autorità di gestione che
svolga anche le funzioni di autorità di certificazione.
4.           Per
ciascun programma operativo, lo Stato membro designa un'autorità pubblica o un
organismo pubblico nazionale, regionale o locale quale autorità di audit,
funzionalmente indipendente dall'autorità di gestione e dall'autorità di
certificazione. La stessa autorità di audit può essere designata per più di un
programma operativo.
5.           Per l'obiettivo "Investimenti in
favore della crescita e dell'occupazione", purché sia rispettato il
principio della separazione delle funzioni, l'autorità di gestione, l'autorità
di certificazione, se del caso, e l'autorità di audit possono fare parte della
stessa autorità pubblica o dello stesso organismo pubblico. Tuttavia, per i
programmi operativi per i quali l'importo complessivo del sostegno dei Fondi
supera 250 000 000 EUR, l'autorità di audit non può appartenere alla
stessa autorità pubblica o allo stesso organismo pubblico dell'autorità di
gestione.
6.           Lo Stato
membro può designare uno o più organismi intermedi per lo svolgimento di
determinati compiti dell'autorità di gestione o di certificazione sotto la
responsabilità di detta autorità. I relativi accordi tra l'autorità di gestione
o di certificazione e gli organismi intermedi sono registrati formalmente per
iscritto.
7.           Lo Stato
membro o l'autorità di gestione può affidare la gestione di parte di un
programma operativo ad un organismo intermedio mediante un accordo scritto tra
l'organismo intermedio e lo Stato membro o l'autorità di gestione (di seguito
"sovvenzione globale"). L'organismo intermedio garantisce la propria
solvibilità e competenza nel settore interessato, nonché in materia di gestione
amministrativa e finanziaria. 
8.           Lo Stato membro definisce per iscritto le
norme che disciplinano le sue relazioni con le autorità di gestione, di
certificazione e di audit, le relazioni tra dette autorità e le relazioni tra
queste ultime e la Commissione.
Articolo 114 
Funzioni dell'autorità di
gestione 
1.           L'autorità di gestione è responsabile della gestione del programma
operativo conformemente al principio della sana gestione finanziaria. 
2.           Per
quanto concerne la gestione del programma operativo, l'autorità di gestione:
(a)         
assiste il comitato di sorveglianza nei suoi lavori
e fornisce ad esso le informazioni necessarie allo svolgimento dei suoi
compiti, in particolare dati relativi ai progressi del programma operativo nel
raggiungimento degli obiettivi, dati finanziari e dati relativi a indicatori e
tappe fondamentali;
(b)                     
elabora e presenta alla Commissione, previa
approvazione del comitato di sorveglianza, i rapporti annuali e finali di
esecuzione;
(c)                      
rende disponibili agli organismi intermedi e ai
beneficiari informazioni pertinenti rispettivamente per l'esecuzione dei loro
compiti e l'attuazione degli interventi;
(d)         
istituisce un sistema di registrazione e
conservazione informatizzata dei dati relativi a ciascun intervento, necessari
per la sorveglianza, la valutazione, la gestione finanziaria, la verifica e
l'audit, ivi compresi i dati su singoli partecipanti agli interventi, se del
caso;
(e)         
garantisce che i dati di cui alla lettera d) siano
raccolti, inseriti e memorizzati nel sistema e che i dati sugli indicatori
siano suddivisi per sesso, ove richiesto dall'allegato I del regolamento FSE.
3.           Per
quanto concerne la selezione degli interventi, l'autorità di gestione:
(a)         
elabora e, previa approvazione, applica procedure e
criteri di selezione adeguati che:
i)        siano non discriminatori e trasparenti;
ii)       tengano conto dei principi generali
esposti agli articoli 7 e 8; 
(b)         
garantisce che l'intervento selezionato rientri
nell'ambito di applicazione del Fondo o dei Fondi interessati e in una
categoria di intervento individuata nell'asse o negli assi prioritari del
programma operativo;
(c)         
fornisce al beneficiario un documento contenente le
condizioni per il sostegno relative a ciascun intervento, ivi compresi i
requisiti specifici concernenti i prodotti o servizi da fornire nell'ambito
dell'intervento, il piano finanziario e il termine per l'esecuzione;
(d)         
si accerta che il beneficiario abbia la capacità
amministrativa, finanziaria e operativa per soddisfare le condizioni definite
alla lettera c) prima dell'approvazione dell'intervento;
(e)         
si accerta che, ove l'intervento sia cominciato
prima della presentazione di una domanda di finanziamento all'autorità di
gestione, siano state osservate le norme nazionali e dell'Unione pertinenti per
l'intervento;
(f)           
garantisce che un richiedente non riceva il
sostegno dei Fondi ove sia stato o avrebbe dovuto essere oggetto di una
procedura di recupero in conformità dell'articolo 61, a seguito della
rilocalizzazione di un'attività produttiva all'interno dell'Unione;
(g)         
stabilisce le categorie di intervento cui è
attribuita la spesa relativa a uno specifico intervento.
4.           Per
quanto concerne la gestione finanziaria e il controllo del programma operativo,
l'autorità di gestione:
(a)         
verifica che i prodotti e servizi cofinanziati
siano stati forniti, che i beneficiari abbiano pagato le spese dichiarate e che
queste ultime siano conformi alle norme nazionali e dell'Unione, al programma
operativo e alle condizioni per il sostegno dell'intervento;
(b)         
garantisce che i beneficiari coinvolti
nell'attuazione di interventi rimborsati sulla base dei costi ammissibili
effettivamente sostenuti mantengano un sistema di contabilità separata o una
codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative a un
intervento;
(c)         
istituisce misure antifrode efficaci e
proporzionate, tenendo conto dei rischi individuati;
(d)         
stabilisce procedure per far sì che tutti i
documenti relativi alle spese e agli audit necessari per garantire una pista di
controllo adeguata siano conservati secondo quanto disposto all'articolo 62,
lettera g);
(e)         
prepara la dichiarazione di affidabilità di
gestione sul funzionamento del sistema di gestione e controllo, sulla legalità
e regolarità delle transazioni sottostanti e sul rispetto del principio della
sana gestione finanziaria, unitamente a una relazione contenente i risultati
dei controlli gestionali effettuati, eventuali carenze individuate nel sistema
di gestione e controllo ed eventuali misure correttive adottate.
5.           Le
verifiche ai sensi del paragrafo 4, lettera a), comprendono le seguenti
procedure:
(a)         
verifiche amministrative rispetto a ciascuna
domanda di rimborso presentata dai beneficiari;
(b)         
verifiche in loco degli interventi.
La frequenza e la portata delle verifiche in loco
sono proporzionali all'ammontare del sostegno pubblico ad un intervento e al
livello di rischio individuato da tali verifiche e dagli audit effettuati
dall'autorità di audit per il sistema di gestione e controllo nel suo
complesso.
6.           Le
verifiche in loco di singoli interventi ai sensi del paragrafo 5, lettera b),
possono essere svolte a campione.
7.           Qualora
l'autorità di gestione sia anche un beneficiario nell'ambito del programma
operativo, le disposizioni relative alle verifiche di cui al paragrafo 4,
lettera a), garantiscono un'adeguata separazione delle funzioni.
8.           La
Commissione adotta atti delegati, in conformità dell'articolo 142, che
stabiliscono le modalità dello scambio di informazioni di cui al paragrafo 2,
lettera d).
9.           La
Commissione adotta atti delegati, in conformità dell'articolo 142, che
stabiliscono le norme riguardanti le disposizioni per la pista di controllo di
cui al paragrafo 4, lettera d). 
10.         La
Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, il modello per la
dichiarazione di gestione di cui al paragrafo 4, lettera e). Detti atti sono
adottati conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 143,
paragrafo 2.
Articolo 115
Funzioni dell'autorità di
certificazione
L'autorità di certificazione di un programma
operativo è incaricata in particolare dei compiti seguenti:
(a)                   
elaborare e trasmettere alla Commissione le domande
di pagamento e certificare che provengono da sistemi di contabilità affidabili,
sono basate su documenti giustificativi verificabili e sono state oggetto di
verifiche da parte dell'autorità di gestione;
(b)                   
preparare i bilanci annuali;
(c)                   
certificare la completezza, esattezza e veridicità
dei bilanci annuali e che le spese in esse iscritte sono conformi alle norme
applicabili dell'Unione e nazionali e sono state sostenute in rapporto ad
interventi selezionati per il finanziamento conformemente ai criteri
applicabili al programma operativo e nel rispetto delle norme dell'Unione e
nazionali;
(d)                   
garantire l'esistenza di un sistema di
registrazione e conservazione informatizzata dei dati contabili per ciascun
intervento, che gestisce tutti i dati necessari per la preparazione delle
domande di pagamento e dei bilanci annuali, ivi compresi i dati degli importi
recuperabili, recuperati e ritirati a seguito della soppressione totale o
parziale del contributo a favore di un intervento o di un programma operativo;
(e)                   
garantire, ai fini della preparazione e
presentazione delle domande di pagamento, di aver ricevuto informazioni
adeguate dall'autorità di gestione in merito alle procedure seguite e alle
verifiche effettuate in relazione alle spese; 
(f)                     
tenere conto, nel preparare e presentare le domande
di pagamento, dei risultati di tutte le attività di audit svolte dall'autorità
di audit o sotto la sua responsabilità; 
(g)                   
mantenere una contabilità informatizzata delle
spese dichiarate alla Commissione e del corrispondente contributo pubblico
versato ai beneficiari;
(h)                   
tenere una contabilità degli importi recuperabili e
degli importi ritirati a seguito della soppressione totale o parziale del
contributo a un intervento. Gli importi recuperati sono restituiti al bilancio
generale dell'Unione prima della chiusura del programma operativo detraendoli
dalla dichiarazione di spesa successiva.
Articolo 116
Funzioni dell'autorità di
audit
1.           L'autorità di audit garantisce lo svolgimento di attività di audit sui
sistemi di gestione e controllo, su un campione adeguato di interventi e sui
bilanci annuali.
È conferito alla Commissione il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142, relativi alle condizioni che tali
attività di audit devono soddisfare.
2.           Qualora
le attività di audit siano svolte da un organismo diverso dall'autorità di
audit, quest'ultima si accerta che tale organismo disponga della necessaria
indipendenza funzionale.
3.           L'autorità di audit si assicura che il
lavoro di audit tenga conto degli standard riconosciuti a livello
internazionale in materia.
4.           Entro sei mesi dall'adozione del programma operativo, l'autorità di
audit prepara una strategia di audit per lo svolgimento dell'attività di audit.
La strategia di audit definisce la metodologia di audit, il metodo di
campionamento per le attività di audit sugli interventi e la pianificazione
delle attività di audit in relazione al periodo contabile corrente e ai due
successivi. La strategia di audit viene aggiornata annualmente a partire dal
2016 e fino al 2022 compreso. Nel caso in cui si applichi un sistema comune di
gestione e controllo a più programmi operativi, è possibile preparare un'unica
strategia di audit per i programmi operativi interessati. L'autorità di audit
presenta alla Commissione la strategia di audit su richiesta.
5.           L'autorità di audit prepara:
i)       un parere di audit sui bilanci annuali per il periodo contabile
precedente, concernente la completezza, esattezza e veridicità dei bilanci
annuali, il funzionamento del sistema di gestione e controllo e la legalità e
regolarità delle transazioni sottostanti;
ii)       un rapporto annuale di controllo che
evidenzi le risultanze delle attività di audit svolte nel corso del precedente
periodo contabile.
Il rapporto di cui al punto ii) evidenzia
eventuali carenze riscontrate nel sistema di gestione e controllo ed eventuali
misure correttive adottate o proposte.
Nel caso in cui si applichi un sistema comune di
gestione e controllo a più programmi operativi, le informazioni di cui al punto
ii) possono essere raggruppate in un rapporto unico.
6.           La
Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, modelli per la strategia di
audit, il parere di audit e il rapporto annuale di controllo, nonché la
metodologia per il metodo di campionamento di cui al paragrafo 4. Tali atti di
esecuzione sono adottati in conformità della procedura d'esame di cui
all'articolo 143, paragrafo 3.
7.           Le norme di attuazione relative all'uso dei dati raccolti durante gli
audit effettuati da funzionari della Commissione o da rappresentanti
autorizzati della Commissione sono adottate dalla Commissione secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.
CAPO III
Accreditamento
Articolo 117
Accreditamento e revoca
dell'accreditamento delle autorità di gestione e di certificazione
1.           L'organismo
di accreditamento adotta una decisione formale per l'accreditamento delle
autorità di gestione e di certificazione che rispettano i criteri di
accreditamento stabiliti dalla Commissione mediante atti delegati in conformità
dell'articolo 142.
2.           La
decisione formale di cui al paragrafo 1 si basa su una relazione e su un parere
di un organismo di audit indipendente che valuta il sistema di gestione e
controllo, compreso il ruolo degli organismi intermedi all'interno dello stesso
e la sua conformità agli articoli 62, 63, 114 e 115. L'organismo di
accreditamento valuta se i sistemi di gestione e controllo per il programma
operativo siano simili a quelli istituiti per il precedente periodo di
programmazione, nonché eventuali prove dell'efficacia del loro funzionamento. 
3.           Lo Stato
membro presenta alla Commissione la decisione formale di cui al paragrafo 1
entro sei mesi dall'adozione della decisione che adotta il programma operativo.
4.           Qualora
l'importo complessivo del sostegno fornito dai Fondi ad un programma operativo
superi 250 000 000 EUR, la Commissione può richiedere, entro due mesi
dal ricevimento della decisione formale di cui al paragrafo 1, la relazione e
il parere dell'organismo di audit indipendente e la descrizione del sistema di
gestione e controllo. 
La Commissione può formulare osservazioni entro
due mesi dal ricevimento dei documenti. 
Nel decidere se richiedere i documenti, la
Commissione valuta se i sistemi di gestione e controllo per il programma
operativo siano simili a quelli istituiti per il precedente periodo di
programmazione, se l'autorità di gestione svolga anche le funzioni di autorità
di certificazione e se esistano prove dell'efficacia del loro funzionamento. 
Articolo 118
Cooperazione con le autorità
di audit
1.           La
Commissione collabora con le autorità di audit per coordinarne i piani e metodi
di audit e scambia immediatamente i risultati dei controlli effettuati sui
sistemi di gestione e di controllo. 
2.           Al fine di facilitare tale cooperazione, lo Stato membro laddove
designi varie autorità di audit, può designare un organismo di coordinamento.
3.           La
Commissione, le autorità di audit e l'eventuale organismo di coordinamento si
riuniscono periodicamente e almeno una volta all'anno, salvo diverso accordo,
per esaminare il rapporto di controllo annuale, il parere e la strategia di
audit e per uno scambio di opinioni su questioni relative al miglioramento dei
sistemi di gestione e controllo.

TITOLO VII
GESTIONE FINANZIARIA, LIQUIDAZIONE CONTABILE E RETTIFICHE FINANZIARIE
CAPO I
Gestione finanziaria
Articolo 119
 Norme comuni per i pagamenti
Lo Stato membro assicura che, entro la
chiusura del programma operativo, l'importo del sostegno pubblico erogato ai
beneficiari sia almeno pari al contributo dei Fondi versato dalla Commissione
allo Stato membro.
Articolo 120
Norme comuni per il calcolo
dei pagamenti intermedi e del saldo annuale e finale
1.           La
Commissione rimborsa a titolo di pagamento intermedio il 90% dell'importo
risultante dall'applicazione del tasso di cofinanziamento, previsto per ciascun
asse prioritario nella decisione che adotta il programma operativo, alle spese
ammissibili per l'asse prioritario che figurano nella domanda di pagamento. Il
saldo annuale viene determinato a norma dell'articolo 130, paragrafo 1.
2.           Il
contributo dei Fondi a un asse prioritario mediante i pagamenti intermedi e il
pagamento del saldo annuale e finale non deve essere superiore:
(a)         
al sostegno pubblico indicato nella domanda di
pagamento per l'asse prioritario; e
(b)         
al contributo dei Fondi per l'asse prioritario
indicato nella decisione della Commissione che approva il programma operativo.
3.           Fermo
restando l'articolo 22, il sostegno dell'Unione mediante i pagamenti intermedi
e i pagamenti del saldo finale non supera il sostegno pubblico e l'importo
massimo del contributo dei Fondi per ciascun asse prioritario, secondo quanto
fissato nella decisione della Commissione che approva il programma operativo.
Articolo 121
Domande di pagamento 
1.           Le
domande di pagamento comprendono, per ciascun asse prioritario:
(a)         
l'importo totale delle spese ammissibili pagate dal
beneficiario nell'attuazione degli interventi, come contabilizzato
dall'autorità di certificazione; 
(b)         
l'importo totale del sostegno pubblico relativo all'attuazione
degli interventi, come contabilizzato dall'autorità di certificazione;
(c)         
il corrispondente sostegno pubblico ammissibile che
è stato erogato al beneficiario, come contabilizzato dall'autorità di
certificazione. 
2.           Le spese
contenute in una domanda di pagamento sono giustificate da fatture quietanzate
o da documenti contabili di valore probatorio equivalente, salvo per le forme
di sostegno di cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettere b), c) e d),
all'articolo 58, all'articolo 59, paragrafo 1 e all'articolo 93 del presente
regolamento e all'articolo 14 del regolamento (UE) n. […]/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo e recante
abrogazione del regolamento (CE) n. 1081/2006 [FSE]. Per tali forme di
sostegno, gli importi indicati nella domanda di pagamento sono i costi
rimborsati al beneficiario dall'autorità di gestione. 
3.           La
Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, il modello per le domande di
pagamento. Detti atti sono adottati conformemente alla procedura consultiva di
cui all'articolo 143, paragrafo 2.
Articolo 122
Pagamento ai beneficiari
Le autorità di gestione si assicurano che i
beneficiari ricevano quanto prima e integralmente l'importo totale del sostegno
pubblico e in ogni caso prima dell'inserimento della spesa corrispondente nella
domanda di pagamento. Non si applica nessuna detrazione o trattenuta né alcun
onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla
riduzione di detti importi per i beneficiari.
Articolo 123
Uso dell'euro
1.           Gli
Stati membri che non hanno adottato l'euro come valuta nazionale alla data
della domanda di pagamento convertono in euro gli importi delle spese sostenute
in valuta nazionale. L'importo è convertito in euro al tasso di cambio
contabile mensile della Commissione in vigore nel mese durante il quale la
spesa è stata contabilizzata dall'autorità di gestione del programma operativo
interessato. Detto tasso è pubblicato in formato elettronico ogni mese dalla
Commissione. 
2.           Quando
l'euro diventa la valuta di uno Stato membro, la procedura di conversione di
cui al paragrafo 1 continua ad applicarsi a tutte le spese contabilizzate
dall'autorità di gestione prima della data di entrata in vigore del tasso di
conversione fisso tra la valuta nazionale e l'euro. 
Articolo 124
Pagamento del
prefinanziamento
1.           Il
prefinanziamento iniziale è corrisposto in rate come segue:
a)      nel 2014: 2% dell'ammontare del
contributo dei Fondi al programma operativo per l'intero periodo di
programmazione;
b)      nel 2015: 1% dell'ammontare del
contributo dei Fondi al programma operativo per l'intero periodo di
programmazione;
c)      nel 2016: 1% dell'ammontare del
contributo dei Fondi al programma operativo per l'intero periodo di
programmazione.
Nel caso di un programma operativo adottato nel
2015 o successivamente, le rate precedenti sono versate nell'anno di adozione.
2.           Negli
anni dal 2016 al 2022, un importo di prefinanziamento annuale viene pagato
entro il 1° luglio. Nel 2016 esso è pari al 2% dell'ammontare del contributo
dei Fondi al programma operativo per l'intero periodo di programmazione. Negli
anni dal 2017 al 2022, esso è pari al 2,5% dell'ammontare del contributo dei
Fondi al programma operativo per l'intero periodo di programmazione.
Articolo 125
Liquidazione del
prefinanziamento
La liquidazione contabile dell'importo versato
a titolo di prefinanziamento annuale è effettuata dalla Commissione in
conformità dell'articolo 130.
Articolo 126
Termini per la presentazione
di domande di pagamenti intermedi e per il relativo pagamento
1.           L'autorità
di certificazione trasmette regolarmente una domanda di pagamento intermedio
concernente gli importi contabilizzati dalla stessa come sostegno pubblico
pagato ai beneficiari nel periodo contabile chiuso al 30 giugno.
2.           L'autorità
di certificazione trasmette la domanda finale di pagamento intermedio entro il
31 luglio successivo alla chiusura del precedente periodo contabile e in ogni
caso prima della prima domanda di pagamento intermedio per il successivo
periodo contabile.
3.           La prima
domanda di pagamento intermedio non può essere presentata prima che l'atto
formale di accreditamento dell'autorità di gestione sia pervenuto alla
Commissione.
4.           Non sono
effettuati pagamenti intermedi per un programma operativo se il rapporto annuale
di esecuzione non è stato inviato alla Commissione a norma dell'articolo 101. 
5.           Compatibilmente
con la disponibilità di fondi, la Commissione effettua il pagamento intermedio
entro 60 giorni dalla data di registrazione presso la Commissione della domanda
di pagamento. 
Articolo
127
Disimpegno
1.           La
Commissione procede al disimpegno della parte dell'importo, calcolato in
conformità al secondo comma in rapporto ad un programma operativo, che non sia
stata utilizzata per il pagamento del prefinanziamento iniziale e annuale, per
i pagamenti intermedi e per il saldo annuale entro il 31 dicembre del secondo
esercizio finanziario successivo a quello dell'impegno di bilancio nell'ambito
del programma operativo, o per la quale non sia stata presentata, a norma
dell'articolo 126, una domanda di pagamento redatta a norma dell'articolo 121.
Ai fini del disimpegno, la Commissione calcola
l'importo aggiungendo un sesto dell'impegno di bilancio annuale relativo al
contributo complessivo annuo per il 2014 a ciascuno degli impegni di bilancio
dal 2015 al 2020.
2.           In
deroga al paragrafo 1, primo comma, i termini per il disimpegno non si
applicano all'impegno di bilancio annuale relativo al contributo complessivo
annuo per il 2014.
3.           Se il
primo impegno di bilancio annuale è connesso al contributo complessivo annuo
per il 2015, in deroga al paragrafo 1, i termini per il disimpegno
non si applicano all'impegno di bilancio annuale relativo al contributo
complessivo annuo per il 2015. In questi casi la Commissione calcola l'importo
ai sensi del paragrafo 1, primo comma, aggiungendo un quinto dell'impegno di
bilancio annuale relativo al contributo complessivo annuo per il 2015 a
ciascuno degli impegni di bilancio dal 2016 al 2020.
4.           La parte
di impegni ancora aperti al 31 dicembre 2022 è disimpegnata qualora la
Commissione non abbia ricevuto i documenti prescritti ai sensi dell'articolo
130, paragrafo 1, entro il 30 settembre 2023.
CAPO II
Liquidazione dei conti e chiusura 
Sezione I 
Liquidazione dei conti 
Articolo 128
Contenuto dei bilanci annuali
1.           I
bilanci annuali certificati per ciascun programma operativo coprono il periodo
contabile e indicano, a livello di ciascun asse prioritario:
(a)         
l'importo totale di spese ammissibili
contabilizzato dall'autorità di certificazione come pagato dai beneficiari
nell'esecuzione degli interventi e il corrispondente sostegno pubblico
ammissibile che è stato versato, nonché l'importo totale del sostegno pubblico
relativo all'esecuzione degli interventi;
(b)         
gli importi ritirati e recuperati nel corso del
periodo contabile, gli importi da recuperare al termine del periodo contabile,
i recuperi effettuati a norma dell'articolo 61 e gli importi non recuperabili;
(c)         
per ciascun asse prioritario, l'elenco di
interventi, completati nel corso del periodo contabile, sostenuti dal FESR e
dal Fondo di coesione;
(d)         
per ciascun asse prioritario, un raffronto tra le
spese dichiarate ai sensi della lettera a) e le spese dichiarate rispetto al
medesimo periodo contabile nelle domande di pagamento, accompagnato da una
spiegazione delle eventuali differenze.
2.           L'autorità
di certificazione può specificare nei bilanci, per asse prioritario, un
accantonamento non superiore al 5% della spesa totale indicata nelle domande di
pagamento presentate per un determinato periodo contabile se la valutazione
della legalità e regolarità della spesa è oggetto di una procedura in corso
presso l'autorità di audit. L'importo interessato è escluso dall'ammontare
complessivo delle spese ammissibili di cui al paragrafo 1, lettera a). Tali
importi sono inclusi o esclusi in via definitiva dai bilanci annuali
dell'esercizio successivo. 
Articolo 129
Presentazione di informazioni
Per ogni esercizio, a partire dal 2016 e fino
al 2022 compreso, lo Stato membro trasmette i documenti di cui all'articolo 75,
paragrafo 1. 
Articolo 130
Liquidazione annuale dei
conti
1.           Ai fini
del calcolo dell'importo imputabile ai Fondi per un periodo contabile, la
Commissione tiene conto di quanto segue
a)      l'ammontare totale delle spese
contabilizzate di cui all'articolo 128, paragrafo 1, lettera a), al quale si
applica il tasso di cofinanziamento per ciascun asse prioritario;
b)      l'ammontare totale dei pagamenti
effettuati dalla Commissione durante il periodo contabile e costituiti da:
i)        l'importo dei pagamenti intermedi
effettuati dalla Commissione ai sensi dell'articolo 120, paragrafio1, e
dell'articolo 22; e 
ii)       l'importo del prefinanziamento annuale
versato ai sensi dell'articolo 124, paragrafo 2.
2.           Il saldo
annuale che, a seguito della liquidazione dei conti, deve essere recuperato
dallo Stato membro è oggetto di un ordine di recupero della Commissione. Il
saldo annuale dovuto allo Stato membro è aggiunto al successivo pagamento
intermedio effettuato dalla Commissione dopo la liquidazione dei conti.
3.           Se, per
motivi imputabili a uno Stato membro, la Commissione non è in grado di
liquidare i conti entro il 30 aprile dell'anno successivo alla chiusura di un
periodo contabile, la Commissione comunica allo Stato membro le azioni che
devono essere intraprese dalle autorità di gestione o di audit, o le indagini
aggiuntive che la Commissione si propone di svolgere ai sensi dell'articolo 65,
paragrafi 2 e 3.
4.           Il
pagamento del saldo annuale da parte della Commissione si basa sulle spese
dichiarate nei bilanci, al netto di un eventuale accantonamento costituito a
fronte di spese dichiarate alla Commissione che sono oggetto di una procedura
di contraddittorio con l'autorità di audit.
Articolo 131
Chiusura modulata
1.           Per il
FESR e il Fondo di coesione, i bilanci annuali di ciascun programma operativo
comprendono, a livello di ciascun asse prioritario, l'elenco degli interventi
completati durante il periodo contabile. Le spese relative a tali interventi
incluse nei bilanci oggetto della decisione di liquidazione si considerano
chiuse.
2.           Per il
FSE le spese incluse nei bilanci oggetto di una decisione di liquidazione si
considerano chiuse.
Articolo 132
Disponibilità dei documenti
1.           Fatte
salve le norme in materia di aiuti di Stato, l'autorità di gestione assicura
che tutti i documenti giustificativi relativi agli interventi siano resi
disponibili su richiesta alla Commissione e della Corte dei conti europea per
un periodo di tre anni, con decorrenza dal 31 dicembre dell'anno della
liquidazione dei conti ai sensi dell'articolo 130 o, al più tardi, dalla data
di pagamento del saldo finale.
Questo periodo di tre anni è interrotto in caso di
procedimento giudiziario o amministrativo o su richiesta debitamente motivata
della Commissione.
2.           I
documenti sono conservati sotto forma di originali o di copie autenticate, o su
supporti per i dati comunemente accettati, comprese le versioni elettroniche di
documenti originali o i documenti esistenti esclusivamente in versione
elettronica.
3.           I
documenti sono conservati in una forma tale da consentire l'identificazione
delle persone interessate solo per il periodo necessario al conseguimento delle
finalità per le quali i dati sono rilevati o successivamente trattati.
4.           È
conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati in conformità
dell'articolo 142 per stabilire quali supporti per i dati si possono
considerare comunemente accettati.
5.           La
procedura per la certificazione della conformità dei documenti conservati su
supporti comunemente accettati al documento originale è stabilita dalle
autorità nazionali e garantisce che le versioni conservate rispettino i
requisiti giuridici nazionali e siano affidabili ai fini dell'attività di
audit.
6.           Laddove
i documenti siano disponibili esclusivamente in versione elettronica, i sistemi
informatici utilizzati devono soddisfare gli standard di sicurezza accettati,
che garantiscono che i documenti conservati rispettino i requisiti giuridici
nazionali e siano affidabili ai fini dell'attività di audit.

Sezione
II 
Chiusura di programmi operativi 
Articolo 133
 Presentazione dei documenti di chiusura e pagamento
del saldo finale
1.           Entro il
30 settembre 2023 gli Stati membri presentano i seguenti documenti:
(a)         
una domanda di pagamento del saldo finale;
(b)         
il rapporto finale di esecuzione del programma
operativo; e
(c)         
i documenti di cui all'articolo 75, paragrafo 1,
per il periodo contabile finale, dal 1° luglio 2022 al 30 giugno 2023. 
2.           Il
pagamento del saldo finale avviene entro tre mesi dalla data di liquidazione
dei conti del periodo contabile finale o entro un mese dalla data di
accettazione del rapporto finale di esecuzione, se successiva.
Sezione III
Sospensione dei pagamenti
Articolo 134
 Sospensione dei pagamenti
1.           La
Commissione può sospendere la totalità o una parte dei pagamenti intermedi a
livello di assi prioritari o di programmi operativi nei casi in cui: 
(a)         
il sistema di gestione e controllo del programma
operativo presenti gravi carenze per le quali non sono state adottate misure
correttive; 
(b)         
le spese figuranti in una dichiarazione di spesa
siano connesse a un'irregolarità con gravi conseguenze finanziarie che non è
stata rettificata; 
(c)         
lo Stato membro non abbia adottato le azioni
necessarie per porre rimedio alla situazione che ha dato origine a
un'interruzione ai sensi dell'articolo 74;
(d)         
sussistano gravi carenze nella qualità e
nell'affidabilità del sistema di sorveglianza o dei dati su indicatori comuni e
specifici;
(e)         
 lo Stato membro non abbia
intrapreso le azioni indicate nel programma operativo in relazione
all'adempimento di una condizionalità ex ante;
(f)           
da una verifica dei risultati emerga che un asse
prioritario non ha conseguito le tappe fondamentali stabilite nel quadro di
riferimento dei risultati;
(g)         
lo Stato membro non risponda o non risponda in modo
soddisfacente a norma dell'articolo 20, paragrafo 3.
2.           La
Commissione può decidere, mediante atti di esecuzione, di sospendere la
totalità o una parte dei pagamenti intermedi dopo aver dato allo Stato membro
la possibilità di presentare osservazioni.
3.           La
Commissione pone fine alla sospensione della totalità o di una parte dei
pagamenti intermedi quando lo Stato membro ha adottato le misure necessarie per
consentirne la revoca. 

CAPO III
Rettifiche finanziarie
Sezione I
Rettifiche finanziarie effettuate dagli Stati membri
Articolo 135
 Rettifiche finanziarie effettuate dagli Stati
membri
1.           Spetta anzitutto agli Stati membri fare accertamenti sulle
irregolarità, effettuare le rettifiche finanziarie necessarie e procedere ai
recuperi. Nel caso di un'irregolarità sistemica, lo Stato membro estende le
proprie indagini a tutti gli interventi che potrebbero essere interessati.
2.           Lo Stato membro procede alle rettifiche finanziarie necessarie in
relazione alle irregolarità isolate o sistemiche individuate nell'ambito di
interventi o programmi operativi. Le
rettifiche finanziarie consistono in una soppressione totale o parziale del
contributo pubblico a un intervento o al programma operativo. Lo Stato membro
tiene conto della natura e della gravità delle irregolarità e della perdita
finanziaria che ne risulta per i Fondi e apporta una rettifica proporzionale. L'autorità
di gestione inserisce le rettifiche nei bilanci annuali del periodo contabile
nel quale è decisa la soppressione.        
3.           Il contributo dei Fondi soppresso a norma del paragrafo 2 può essere
reimpiegato dallo Stato membro nell'ambito del programma operativo in
questione, fatto salvo quanto disposto al paragrafo 4.
4.           Il
contributo soppresso a norma del paragrafo 2 non può essere reimpiegato per
interventi oggetto della rettifica o, laddove la rettifica finanziaria riguardi
una irregolarità sistemica, per interventi interessati da tale irregolarità
sistemica.
Sezione II
Rettifiche finanziarie effettuate dalla Commissione
Articolo 136
 Criteri per le rettifiche finanziarie
1.           La
Commissione procede a rettifiche finanziarie mediante atti di esecuzione,
sopprimendo in tutto o in parte il contributo dell'Unione a un programma
operativo a norma dell'articolo 77 qualora, effettuate le necessarie verifiche,
essa concluda che:
a)      il sistema di gestione e di controllo del
programma operativo presenta gravi carenze, tali da compromettere il contributo
dell'Unione già versato al programma operativo;
b)      lo Stato membro non si è conformato agli
obblighi che gli incombono in virtù dell'articolo 135 anteriormente all'avvio
della procedura di rettifica ai sensi del presente paragrafo;
c)      le spese figuranti in una domanda di
pagamento sono irregolari e non sono state rettificate dallo Stato membro
anteriormente all'avvio della procedura di rettifica ai sensi del presente
paragrafo.
La Commissione fonda le proprie rettifiche
finanziarie su singoli casi di irregolarità identificati, valutando se si
tratta di un'irregolarità sistemica. Quando non è possibile quantificare con
precisione l'importo di spesa irregolare addebitato ai Fondi, la Commissione
applica una rettifica finanziaria su base forfettaria o per estrapolazione.
2.           Nel
decidere l'ammontare di una rettifica ai sensi del paragrafo 1, la Commissione
tiene conto della natura e della gravità dell'irregolarità, nonché della
portata e delle implicazioni finanziarie delle carenze dei sistemi di gestione
e controllo riscontrate nel programma operativo.
3.           Ove si
basi su rapporti di revisori non appartenenti ai propri servizi, la Commissione
trae conclusioni circa le conseguenze finanziarie dopo aver esaminato le misure
adottate dallo Stato membro interessato a norma dell'articolo 135, paragrafo 2,
le notifiche inviate a norma dell'articolo 112, paragrafo 3, e le eventuali
risposte dello Stato membro.
4.           Qualora
la Commissione, sulla base dell'esame del rapporto finale di esecuzione del
programma operativo, riscontri una grave inadempienza nel conseguimento degli
obiettivi stabiliti nel quadro di riferimento dei risultati, può applicare
rettifiche finanziarie rispetto agli assi prioritari interessati, mediante atti
di esecuzione.
5.           Quando
uno Stato membro non rispetta gli obblighi di cui all'articolo 86, la
Commissione può, in relazione al grado di inadempimento di tali obblighi,
procedere a una rettifica finanziaria sopprimendo la totalità o una parte del
contributo a titolo dei Fondi strutturali a favore dello Stato membro
interessato.
6.           È
conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma
dell'articolo 142 che definiscono i criteri per stabilire il livello di
rettifica finanziaria da applicare.
Articolo 137
Procedura
1.           Prima di
decidere in merito a una rettifica finanziaria, la Commissione avvia la
procedura comunicando allo Stato membro le sue conclusioni provvisorie e
invitandolo a trasmettere osservazioni entro un termine di due mesi.
2.           Se la Commissione propone una rettifica finanziaria calcolata per
estrapolazione o su base forfettaria, è data la possibilità allo Stato membro
di dimostrare, attraverso un esame della documentazione pertinente, che la
portata reale delle irregolarità è inferiore alla valutazione della
Commissione. D'intesa con la
Commissione, lo Stato membro può limitare l'ambito dell'esame a una parte o a
un campione adeguati della documentazione di cui trattasi. Tranne in casi debitamente giustificati,
il termine concesso per l'esecuzione dell'esame è limitato ai due mesi
successivi al periodo di due mesi di cui al paragrafo 1.
3.           La Commissione tiene conto di ogni prova eventualmente fornita dallo
Stato membro entro i termini stabiliti ai paragrafi 1 e 2.
4.           Se non accetta le conclusioni provvisorie della Commissione, lo Stato
membro è da questa convocato per un'audizione, in modo che tutte le
informazioni e osservazioni pertinenti siano a disposizione della Commissione
ai fini delle conclusioni in merito all'applicazione della rettifica
finanziaria.
5.           Per applicare le rettifiche finanziarie la Commissione adotta una
decisione, mediante atti di esecuzione, entro un termine di sei mesi dalla data
dell'audizione, o dalla data di ricevimento di informazioni aggiuntive, ove lo
Stato membro convenga di presentarle successivamente all'audizione. La Commissione tiene conto di tutte le
informazioni fornite e delle osservazioni formulate durante la procedura. Se
l'audizione non ha luogo, il termine di sei mesi decorre da due mesi dopo la
data della lettera di convocazione per l'audizione trasmessa dalla Commissione.
6.           Se la
Commissione o la Corte dei conti europea rileva irregolarità che influiscono
sui bilanci annuali, le conseguenti rettifiche finanziarie riducono il sostegno
dei Fondi al programma operativo. 
Articolo 138
Obblighi degli Stati membri
L'applicazione di una rettifica finanziaria da
parte della Commissione lascia impregiudicato l'obbligo dello Stato membro di
procedere ai recuperi di cui all'articolo 135, paragrafo 2, del presente
regolamento e di recuperare gli aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 107,
paragrafo 1, del trattato e a norma dell'articolo 14 del regolamento (CE)
n. 659/1999 del Consiglio[33].
Articolo 139
Rimborso
1.           Qualsiasi
importo dovuto al bilancio generale dell'Unione è rimborsato entro il termine
indicato nell'ordine di riscossione emesso a norma dell'articolo 73 del
regolamento finanziario. Detto termine corrisponde all'ultimo giorno del
secondo mese successivo all'emissione dell'ordine.
2.           Ogni
ritardo nel provvedere al rimborso dà luogo all'applicazione di interessi di
mora, a decorrere dalla data di scadenza del termine e fino alla data del
pagamento effettivo. Il tasso di tale interesse è superiore di un punto e mezzo
rispetto al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue principali
operazioni di rifinanziamento il primo giorno lavorativo del mese in cui scade
il termine.

TITOLO VIII
Proporzionalità in materia di controllo dei
programmi operativi 
            Articolo
140
Proporzionalità in materia di
controllo dei programmi operativi
1.           Gli
interventi per i quali la spesa totale ammissibile non supera 100 000 EUR
non sono soggetti a più di un audit da parte dell'autorità di audit o della
Commissione prima della chiusura di tutte le spese interessate ai sensi
dell'articolo 131. Altri interventi non sono soggetti a più di un audit per
periodo contabile da parte dell'autorità di audit e della Commissione prima
della chiusura di tutte le spese interessate ai sensi dell'articolo 131. Queste
disposizioni lasciano impregiudicato il paragrafo 4. 
2.           Riguardo
ai programmi operativi per i quali il parere di audit più recente non segnala
l'esistenza di carenze significative, la Commissione può concordare con
l'autorità di audit nel successivo incontro di cui all'articolo 118, paragrafo
3, che il livello di audit richiesto può essere ridotto in misura proporzionale
al rischio individuato. In tal caso,
la Commissione svolgerà audit in loco per proprio conto solo qualora vi siano
prove che facciano presumere carenze nel sistema di gestione e controllo che
incidono sulle spese dichiarate alla Commissione in un periodo contabile i cui
bilanci sono stati oggetto di una decisione di liquidazione.
3.           Riguardo
ai programmi operativi per i quali la Commissione conclude di potersi basare
sul parere dell'autorità di audit, può concordare con la stessa di limitare i
propri audit in loco alla verifica dell'operato dell'autorità di audit, salvo
quando vi siano prove che facciano presumere carenze nell'operato dell'autorità
di audit per un periodo contabile i cui bilanci sono stati oggetto di una
decisione di liquidazione. 
4.           Fatte
salve le disposizioni di cui al paragrafo 1, l'autorità di audit e la
Commissione possono effettuare audit relativi agli interventi qualora da una
valutazione del rischio emerga un rischio specifico di irregolarità o di frode,
qualora vi siano prove che facciano presumere gravi carenze nel sistema di
gestione e controllo del programma operativo interessato, e durante i tre anni
successivi alla chiusura di tutte le spese di un intervento a norma
dell'articolo 131, nel quadro di un campione di audit. La Commissione può
effettuare in qualsiasi momento audit relativi agli interventi allo scopo di
valutare l'operato di un'autorità di audit, mediante la ripetizione della sua
attività di audit.

PARTE IV
DELEGA DI POTERE, DISPOSIZIONI DI
ATTUAZIONE, TRANSITORIE E FINALI
CAPO I
Delega di potere e disposizioni di
attuazione
Articolo 141
Modifica degli allegati
La Commissione può adottare, mediante atti
delegati in conformità dell'articolo 142, modifiche degli dell'allegatio
I e VI del presente regolamento entro i limiti delle
disposizioni pertinenti dello stesso.
Articolo 142
Esercizio della delega
1.           Il
potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni
stabilite nel presente articolo. 
2.           La
delega di potere di cui al presente regolamento è conferita per un periodo
indeterminato a decorrere dall'entrata in vigore dello stesso.
3.           La
delega di potere di cui all'articolo 5, paragrafo 3,
all'articolo 12, all'articolo 20, paragrafo 4, all'articolo 29, paragrafo 6,
all'articolo 32, paragrafo 1, all'articolo 33, paragrafi 3, 4 e 7, all'articolo
34, paragrafo 3, all'articolo 35, paragrafo 5, all'articolo 36, paragrafo 4,
all'articolo 54, paragrafo 1, all'articolo 58, all'articolo 112, paragrafo 2,
all'articolo 114, paragrafi 8 e 9, all'articolo 116 paragrafo 1, all'articolo
117, paragrafo 1, all'articolo 132, paragrafo 4, all'articolo 136, paragrafo 6
e all'articolo 141 può essere revocata in qualsiasi momento dal
Parlamento europeo o dal Consiglio.
La decisione di revoca pone fine alla delega di
potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno
successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non
pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.           Non
appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica
al Parlamento europeo e al Consiglio.
5.           L'atto
delegato entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno
sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato
notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento
europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono
sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa
del Parlamento europeo o del Consiglio. 
Se, alla scadenza di tale termine, né Parlamento
europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni nei confronti dell'atto
delegato, quest'ultimo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea ed entra in vigore alla data in esso indicata.
L'atto delegato può essere pubblicato nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea ed entrare in vigore prima della scadenza di
tale termine se il Parlamento europeo e il Consiglio hanno informato la
Commissione che non intendono sollevare obiezioni.
Se il Parlamento europeo o il Consiglio sollevano
obiezioni, l'atto delegato non entra in vigore. L'istituzione che solleva
obiezioni le motiva.
Articolo 143 
Procedura di comitato
1.           La
Commissione è assistita da un comitato di coordinamento dei Fondi. Tale
comitato è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2.           Nei casi
in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 4 del
regolamento (UE) n. 182/2011.
3.           Nei casi
in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del
regolamento (UE) n. 182/2011.
Qualora il parere del comitato ai sensi dei
paragrafi 2 e 3 debba essere ottenuto mediante procedura scritta, tale
procedura si intende conclusa senza esito quando, entro il termine per la
consegna del parere, il presidente del comitato decida in tal senso o (…) [numero
di membri] (una maggioranza ... di) [maggioranza da precisare: semplice,
due terzi, ecc.] membri del comitato lo richiedano/richieda.
Quando il comitato non fornisce un parere, la
Commissione non adotta il progetto di atto di esecuzione e si applica
l'articolo 5, paragrafo 4, terzo comma, del regolamento (UE) n. 182/2011.
CAPO
II
Disposizioni
transitorie e finali

Articolo 144
Riesame
Il Parlamento europeo e il Consiglio procedono
al riesame del presente regolamento entro il 31 dicembre 20XX in conformità
all'articolo 177 del trattato. 

Articolo 145
Disposizioni transitorie
1.           Il
presente regolamento non pregiudica il proseguimento o la modifica, compresa la
soppressione totale o parziale, dei progetti interessati, fino alla loro
chiusura, o di interventi approvati dalla Commissione sulla base del
regolamento (CE) n. 1083/2006 o di qualsivoglia altra norma applicabile a
tali interventi alla data del 31 dicembre 2013.
2.           Le
domande presentate ai sensi del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio
restano valide.
Articolo 146
Abrogazione
1.           Il
regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio è abrogato a decorrere dal
1° gennaio 2014.
2.           I
riferimenti al regolamento abrogato s'intendono fatti al presente regolamento.
Articolo
147
Entrata in vigore
Il presente regolamento entro in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in
tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il
presidente                                                   Il presidente
ALLEGATO I
Elementi
del quadro strategico comune relativi alla coerenza con le politiche economiche
degli Stati membri e dell'Unione, ai meccanismi di coordinamento tra i Fondi
del QSC e con altre politiche e altri strumenti pertinenti dell'Unione, ai
principi orizzontali e agli obiettivi strategici trasversali e alle modalità
per affrontare le sfide territoriali
1.         Introduzione
Al fine di massimizzare il contributo dei Fondi del
QSC alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in modo da ridurre le
disparità, è necessario garantire che gli impegni politici assunti nel contesto
della strategia Europa 2020 siano sostenuti da investimenti tramite i Fondi del
QSC e ad altri strumenti dell'Unione. Gli Stati membri devono pertanto
identificare in che modo i loro programmi possono contribuire agli obiettivi
strategici e agli obiettivi principali della strategia Europa 2020 e alle
iniziative faro. 
2.         Coerenza
con la governance economica dell'Unione 
1.                      
Gli Stati membri devono prestare
particolare attenzione ad attribuire priorità ad una spesa favorevole alla
crescita, compresa la spesa per l'istruzione, la ricerca, l'innovazione e
l'efficienza energetica e la spesa per agevolare l'accesso delle PMI ai
finanziamenti e per garantire la sostenibilità ambientale, la gestione delle
risorse naturali e l'azione per il clima, e a garantire l'efficacia di tale
spesa. Devono altresì prevedere di mantenere o rafforzare la copertura e
l'efficacia dei servizi per l'impiego e delle politiche attive del mercato del
lavoro, con un'attenzione particolare alla disoccupazione giovanile. 
2.                      
Nel predisporre i contratti di
partenariato, gli Stati membri devono programmare i Fondi del QSC tenendo conto
delle raccomandazioni pertinenti più recenti specifiche per ciascun paese
formulate dal Consiglio a norma dell'articolo 121, paragrafo 2, e dell'articolo
148, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo i
rispettivi ruoli e obblighi. Gli Stati membri devono inoltre tenere conto delle
raccomandazioni pertinenti del Consiglio formulate sulla base del patto di
stabilità e crescita e dei programmi di aggiustamento economico. Ciascuno Stato
membro deve definire nel contratto di partenariato, conformemente all'articolo
14, lettera a), punto i), del presente regolamento, come i diversi flussi di
finanziamento dell'Unione e nazionali contribuiscono ad affrontare le sfide
individuate nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e al
raggiungimento degli obiettivi fissati nei programmi di riforma nazionali, in
stretta consultazione con le autorità regionali e locali responsabili.
3.         Meccanismi
di coordinamento tra i Fondi del QSC 
3.1       Introduzione
1.                      
Gli Stati membri devono
garantire che gli interventi finanziati attraverso i Fondi del QSC siano
complementari e attuati in un modo coordinato che porti ad una riduzione dei
costi e degli oneri amministrativi sul campo.
3.2       Coordinamento e
complementarità
1.                      
Gli Stati membri e le autorità di
gestione responsabili dell'attuazione dei Fondi del QSC collaborano
strettamente alla preparazione, all'attuazione, al monitoraggio e alla
valutazione del contratto di partenariato e dei programmi. In particolare,
assicurano che siano realizzate le seguenti azioni:
(a)         
individuazione dei settori
di intervento in cui i Fondi del QSC possono essere combinati in modo
complementare per raggiungere gli obiettivi tematici di cui al presente
regolamento;
(b)         
promozione del
coinvolgimento delle autorità di gestione responsabili di altri Fondi del QSC o
di altre autorità di gestione e dei ministeri competenti nello sviluppo dei
regimi di sostegno, per assicurare il coordinamento ed evitare sovrapposizioni;
(c)         
istituzione, se
necessario, di comitati di controllo congiunti per i programmi di attuazione
dei Fondi del QSC e sviluppo di altri sistemi di gestione e controllo comuni
per facilitare il coordinamento tra le autorità responsabili dell'attuazione
dei Fondi del QSC;
(d)         
utilizzo di soluzioni di
e-governance comuni destinate ai richiedenti e ai beneficiari e di
"sportelli unici" di consulenza sulle opportunità di sostegno
disponibili attraverso ciascuno dei Fondi del QSC;
(e)         
creazione di meccanismi di
coordinamento delle attività di cooperazione finanziate dal FESR e dal FSE con
gli investimenti finanziati dai programmi dell'obiettivo "Investimenti in
favore della crescita e dell' occupazione".
3.3       Promozione di approcci integrati 
1.                      
Gli Stati membri, se del caso,
devono combinare i Fondi del QSC in pacchetti integrati a livello locale,
regionale o nazionale, pensati specificamente per soddisfare esigenze
specifiche, al fine di sostenere il raggiungimento degli obiettivi nazionali di
Europa 2020 e devono utilizzare investimenti territoriali integrati, operazioni
integrate e piani d'azione comuni. 
2.                      
Gli Stati membri devono
promuovere lo sviluppo di approcci locali e subregionali, in particolare
attraverso iniziative di sviluppo locale di tipo partecipativo, delegando la
presa di decisioni e l'attuazione ad un partenariato locale di attori pubblici,
privati e della società civile. Lo sviluppo locale di tipo partecipativo deve
essere attuato nel contesto di un approccio strategico per garantire che la
definizione delle esigenze locali "dal basso" tenga conto delle
priorità definite ad un livello più alto. Gli Stati membri devono dunque
definire l'approccio allo sviluppo locale di tipo partecipativo nei Fondi del
QSC e indicare nei contratti di partenariato le principali sfide da affrontare
in questo modo, i principali obiettivi e le priorità dello sviluppo locale di
tipo partecipativo, i tipi di territori da coprire, il ruolo specifico da
attribuire ai gruppi di azione locale nell'attuazione delle strategie, il ruolo
previsto per i diversi Fondi del QSC nell'attuazione di strategie di sviluppo
locale in diversi tipi di territori, come le zone rurali, urbane e costiere, e
i relativi meccanismi di coordinamento.
4.         Coordinamento
dei Fondi del QSC con altre politiche e altri strumenti dell'Unione 
I programmi dell'Unione citati nella presente sezione
non costituiscono un elenco esaustivo. 
4.1       Introduzione
1.                      
Gli Stati membri devono
effettuare un'analisi dell'impatto delle politiche dell'Unione a livello
nazionale e regionale e sulla coesione sociale, economica, e territoriale, al
fine di favorire un coordinamento efficace e individuare e promuovere gli
strumenti più idonei per utilizzare i fondi europei a sostegno degli
investimenti locali, regionali e nazionali.
2.                      
Gli Stati membri devono garantire
la coerenza nelle fasi di programmazione e attuazione tra gli interventi
finanziati dai Fondi del QSC e gli obiettivi di altre politiche dell'Unione. A
tal fine essi cercano di tenere conto dei seguenti aspetti:
(a)         
identificare e sfruttare le
complementarità tra i diversi strumenti dell'Unione a livello nazionale e
regionale, sia nella fase di pianificazione che durante l'attuazione; 
(b)         
ottimizzare le strutture
esistenti e, ove necessario, crearne di nuove che facilitino l'identificazione
strategica delle priorità per i diversi strumenti e le diverse strutture di
coordinamento a livello nazionale, evitino la duplicazione degli interventi e
identifichino le aree in cui è necessario un supporto finanziario
supplementare;
(c)         
sfruttare appieno le
possibilità di combinare strumenti diversi per sostenere singoli interventi e
lavorare in stretta collaborazione con i responsabili dell'attuazione di altri
strumenti nazionali, al fine di offrire ai beneficiari opportunità coerenti e
semplificate di finanziamento.
4.2       Coordinamento con la politica agricola comune
e la politica comune della pesca
1.                      
Il FEASR è parte integrante della
politica agricola comune ed integra le misure previste dal Fondo europeo
agricolo di garanzia, che fornisce un sostegno diretto agli agricoltori e
sostiene le misure di mercato. Gli Stati membri devono quindi gestire questi
interventi insieme per massimizzare le sinergie e il valore aggiunto del
sostegno europeo. 
2.                      
Il FEAMP mira a raggiungere gli
obiettivi della politica comune della pesca riformata e della politica
marittima integrata. Gli Stati membri devono quindi utilizzare il FEAMP a
sostegno degli sforzi volti a migliorare la raccolta dei dati e a rafforzare i
controlli, e garantire la ricerca di sinergie anche a sostegno delle priorità
della politica marittima integrata, come la ricerca marina, la pianificazione
dello spazio marittimo, la gestione integrata delle zone costiere, la
sorveglianza marittima integrata, la protezione dell'ambiente marino e della
biodiversità e l'adattamento agli effetti negativi dei cambiamenti climatici sulle
zone costiere.
4.3       L'iniziativa
Orizzonte 2020[34] e altri
programmi dell'UE nei settori della ricerca e dell'innovazione gestiti a
livello centrale
1.                      
Gli Stati membri e la
Commissione devono prestare attenzione a rafforzare il coordinamento e la
complementarità tra i Fondi del QSC e Orizzonte 2020, il programma per la
competitività delle imprese e le piccole e medie imprese (COSME)[35]
e gli altri pertinenti programmi di finanziamento dell'Unione gestiti a livello
centrale, e al contempo devono delimitare chiaramente le aree di intervento.
2.                      
In particolare, gli Stati membri
devono sviluppare strategie di ricerca e innovazione (R&I) nazionali e/o
regionali per una "specializzazione intelligente", in linea con il
programma di riforma nazionale. Tali strategie devono essere sviluppate
coinvolgendo le autorità di gestione nazionali o regionali e le parti
interessate, come le università e altri istituti di istruzione superiore,
l'industria e le parti sociali, in un processo di scoperta imprenditoriale. Le
autorità direttamente interessate da Orizzonte 2020 devono essere strettamente
associate a questo processo. Nell'ambito di queste strategie (tra le altre
cose):
(a)         
Le "azioni a monte" per
preparare gli attori regionali della R&I a partecipare a Orizzonte 2020
("scala verso l'eccellenza") devono essere elaborate mediante lo
sviluppo delle capacità. La comunicazione e la cooperazione tra i punti di
contatto nazionali di Orizzonte 2020 e le autorità di gestione dei Fondi del
QSC devono essere rafforzate. 
(b)         
Le "azioni a valle" devono
fornire i mezzi per sfruttare e diffondere nel mercato i risultati della
R&I, ottenuti nel quadro di Orizzonte 2020 e dei programmi precedenti, con
particolare attenzione alla creazione di un ambiente imprenditoriale favorevole
all'innovazione per le PMI e in linea con le priorità individuate per i
territori nella pertinente strategia di specializzazione intelligente. 
3.                      
Gli Stati membri devono sfruttare
appieno le disposizioni del presente regolamento che consentono di combinare i
Fondi del QSC con i fondi di Orizzonte 2020 nei programmi pertinenti utilizzati
per attuare parti delle strategie. È necessario fornire un sostegno congiunto
alle autorità nazionali e regionali per lo sviluppo e l'attuazione di tali
strategie, per individuare le opportunità di finanziamento congiunto delle
infrastrutture di R&I di interesse europeo, promuovere la collaborazione
internazionale, fornire sostegno metodologico attraverso le verifiche inter
pares, favorire lo scambio di buone pratiche e la formazione nelle diverse regioni.
4.                      
Gli Stati membri devono tenere in
considerazione le seguenti ulteriori misure volte a liberare le loro
potenzialità di eccellenza nel campo della ricerca e dell'innovazione, in modo
complementare e sinergico con Orizzonte 2020, in particolare attraverso
finanziamenti congiunti: 
(a)         
collegare i centri di
eccellenza emergenti e le regioni innovative negli Stati Membri meno sviluppati
alle principali controparti di altre regioni d'Europa;
(b)         
creare collegamenti con
cluster innovativi e riconoscere l'eccellenza nelle regioni meno sviluppate;
(c)         
istituire "cattedre
SER" per attirare accademici di alto livello, in particolare nelle regioni
meno sviluppate; 
(d)         
favorire l'accesso alle reti
internazionali dei ricercatori e degli innovatori meno coinvolti nel SER o provenienti
dalle regioni meno sviluppate; 
(e)         
contribuire nel modo
opportuno ai partenariati europei per l'innovazione;
(f)           
preparare le istituzioni
nazionali e/o i cluster di eccellenza alla partecipazione alle comunità della
conoscenza e dell'innovazione (CCI) dell'Istituto europeo di innovazione e
tecnologia (EIT); e
(g)         
partecipare in qualità di
paese ospitante a programmi internazionali di elevata qualità per la mobilità
dei ricercatori con il cofinanziamento delle "azioni Marie
Sklodowska-Curie".
4.4       Finanziamento
di progetti dimostrativi nel quadro della Riserva per i nuovi entranti (NER
300)[36]
Gli Stati membri assicurano, ove opportuno, che il
finanziamento dai Fondi del QSC sia coordinato con il sostegno dal programma
NER 300, che utilizza i proventi della vendita all'asta di 300 milioni di quote
riservate, nel quadro della riserva per i nuovi entranti del sistema europeo di
scambio delle quote di emissione, per cofinanziare una vasta gamma di progetti
di dimostrazione su vasta scala di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS)
nonché di tecnologie innovative per le energie rinnovabili nell'UE.
4.5       LIFE[37]
e l'acquis in materia di ambiente
1.                      
Gli Stati membri, se
possibile, devono cercare di sfruttare le sinergie con gli strumenti
(finanziari e no) delle politiche dell'Unione di mitigazione e adattamento ai
cambiamenti climatici, tutela ambientale ed efficienza delle risorse.
2.                      
Gli Stati membri, se del caso,
devono garantire la complementarità e il coordinamento con il programma LIFE,
in particolare con i progetti integrati nei settori della natura, dell'acqua,
dei rifiuti, dell'aria, della mitigazione dei cambiamenti climatici e
dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Tale coordinamento deve realizzarsi
in particolare promuovendo il finanziamento mediante i Fondi del QSC di
attività che completino i progetti integrati nell'ambito del programma LIFE,
nonché promuovendo l'uso di soluzioni, metodi e approcci convalidati
nell'ambito del programma LIFE. 
3.                      
I piani, i programmi o le
strategie settoriali pertinenti (compreso il quadro d'azione prioritaria, il
piano di gestione del bacino idrografico, il piano di gestione dei rifiuti, la
strategia nazionale di mitigazione o di adattamento), di cui al regolamento
LIFE, devono servire da quadro di coordinamento per il sostegno da parte dei
diversi Fondi.
4.6       ERASMUS
per tutti[38]
1.                      
Gli Stati membri devono
cercare di utilizzare i Fondi del QSC per integrare gli strumenti e i metodi
sviluppati e testati con successo nell'ambito del programma "Erasmus per
tutti".
2.                      
Gli Stati membri devono garantire
un coordinamento efficace tra i Fondi del QSC e "Erasmus per tutti" a
livello nazionale operando una chiara distinzione tra i tipi di investimenti e
le categorie di destinatari. Gli Stati membri devono perseguire la
complementarità per quanto riguarda il finanziamento di azioni di mobilità,
oltre a esaminare le possibili sinergie. 
3.                      
Il coordinamento va
realizzato mediante lo sviluppo di meccanismi di cooperazione opportuni tra le
autorità di gestione e le agenzie nazionali istituite nell'ambito del programma
"Erasmus per tutti".
4.7       Programma
per il cambiamento e l'innovazione sociale[39]
1.                      
Gli Stati membri, se del caso,
devono cercare di stabilire un coordinamento efficace tra il programma per il
cambiamento e l'innovazione sociale e il sostegno fornito dai Fondi del QSC nel
quadro degli obiettivi tematici "Occupazione e inclusione sociale". 
2.                      
Gli Stati membri, se del caso,
devono cercare di sviluppare gradualmente le misure di maggior successo
adottate nel quadro dell'asse "Progress" del programma per il cambiamento
e l'innovazione sociale, in particolare in materia di innovazione sociale e
sperimentazione di politiche sociali, con il sostegno del FSE. 
3.                      
Al fine di promuovere la mobilità
geografica dei lavoratori e aumentare le opportunità di occupazione, gli Stati
membri devono assicurare la complementarità delle azioni a favore della
mobilità transnazionale dei lavoratori sostenute dal FSE, compresi i
partenariati transfrontalieri, con il sostegno nell'ambito dell'asse
"EURES" del programma per il cambiamento e l'innovazione sociale. 
4.                      
Gli Stati membri devono
perseguire la complementarità e il coordinamento tra il sostegno dai Fondi del
QSC per il lavoro autonomo, l'imprenditorialità, la creazione di imprese e le
imprese sociali e il sostegno dall'asse "Microfinanza e imprenditorialità
sociale" del programma per il cambiamento e l'innovazione sociale, al fine
di migliorare l'accesso delle persone più lontane dal mercato del lavoro e
delle microimprese ai microfinanziamenti e di sostenere lo sviluppo delle imprese
sociali. 
4.8       Meccanismo
per collegare l'Europa (CEF)[40]
1.                      
Il CEF è il fondo specifico
dell'UE per l'attuazione delle politiche dell'Unione per le reti transeuropee
di trasporto (TEN) nel settore delle infrastrutture, dei trasporti, delle
telecomunicazioni e dell'energia. Per massimizzare il valore aggiunto europeo
in questi settori, gli Stati membri e la Commissione devono garantire che gli
interventi del FESR e del Fondo di coesione siano programmati in stretta
cooperazione con il sostegno fornito dal CEF, in modo da evitare duplicazioni
degli sforzi e da garantire collegamenti ottimali di diversi tipi di
infrastrutture a livello locale, regionale, nazionale e di UE. Si deve
garantire il maggiore effetto leva possibile dei diversi strumenti di
finanziamento per i progetti con una dimensione europea e di mercato unico e in
particolare per i progetti di realizzazione delle reti prioritarie di
infrastrutture, di trasporto, energetiche e digitali, come indicato nei
rispettivi quadri strategici delle reti transeuropee di trasporto. 
2.                      
Nel settore dei trasporti, i
piani devono basarsi sulla domanda di trasporto reale e prevista e individuare
i collegamenti mancanti e le strozzature, tenendo conto dello sviluppo dei
collegamenti transfrontalieri nell'Unione, e realizzando collegamenti tra le
regioni all'interno di uno Stato membro. Gli investimenti nei collegamenti
regionali alla rete transeuropea di trasporto (TEN-T) globale e ai suoi assi
principali devono assicurare che le zone urbane e rurali beneficino delle
opportunità offerte dalle reti principali.
3.                      
La definizione degli
investimenti prioritari che hanno un impatto al di là di un determinato Stato
membro, in particolare lungo i principali corridoi della rete TEN-T, deve
essere coordinata con la pianificazione della rete TEN-T e con i piani di
attuazione dei corridoi principali della rete, in modo che gli investimenti dal
FESR e dal Fondo di coesione nelle infrastrutture di trasporto siano pienamente
in linea con gli orientamenti TEN-T.
4.                      
Gli Stati membri devono tener conto del Libro
bianco della Commissione sui trasporti[41], che definisce le prospettive per un sistema dei trasporti
competitivo e sostenibile, sottolineando la necessità di una significativa
riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore dei trasporti. Per i Fondi del QSC, questo significa concentrarsi sulle forme
sostenibili di trasporto e sulla mobilità urbana sostenibile e investire in
settori che offrono il maggiore valore aggiunto europeo. Una volta
identificati, gli investimenti devono essere classificati in ordine di priorità
in base al loro contributo alla mobilità, alla sostenibilità, alla riduzione
delle emissioni di gas effetto serra e allo Spazio unico europeo dei trasporti.
5.                      
I Fondi del QSC devono
finanziare la realizzazione delle infrastrutture locali e regionali e dei loro
collegamenti alle reti prioritarie dell'Unione nei settori dell'energia e delle
telecomunicazioni.
6.                      
Gli Stati membri e la Commissione
devono istituire meccanismi adeguati di coordinamento e di supporto tecnico per
garantire la complementarità e la pianificazione efficace delle misure nel
settore delle TIC, al fine di sfruttare appieno i diversi strumenti dell'Unione
(Fondi del QSC, CEF, reti transeuropee, Orizzonte 2020) per il finanziamento
delle reti a banda larga e delle infrastrutture per i servizi digitali. Per
scegliere lo strumento finanziario più appropriato si deve considerare il
potenziale di generazione di reddito dell'intervento e il livello di rischio,
al fine di usare i fondi pubblici nel modo più efficiente possibile. Se un
intervento ha partecipato alla selezione per ottenere un finanziamento dal CEF,
ma non è stato scelto, la relativa valutazione nell'ambito del CEF va tenuta in
considerazione dallo Stato membro nel quadro della selezione degli interventi per
l'ottenimento di un finanziamento dai Fondi del QSC. 
4.9       IPA,
strumento europeo di vicinato e FES[42]
1.                      
Gli Stati membri e la Commissione
devono cercare di migliorare il coordinamento tra strumenti esterni e Fondi del
QSC al fine di aumentare l'efficacia nel conseguimento dei molteplici obiettivi
strategici dell'Unione. Il coordinamento e la complementarità con il Fondo
europeo di sviluppo, lo strumento di preadesione e lo strumento europeo di
vicinato sono particolarmente importanti. 
2.                      
Per sostenere una maggiore
integrazione territoriale, gli Stati membri devono cercare di sfruttare al
meglio le sinergie tra le attività di cooperazione territoriale nell'ambito
della politica di coesione e gli strumenti della politica europea di vicinato,
in particolare per quanto riguarda le attività di cooperazione
transfrontaliera. Gli Stati membri devono anche assicurare, ove opportuno, che
le attività esistenti siano realizzate in collaborazione con i neo-istituiti
Gruppi europei di cooperazione territoriale, in particolare per quanto concerne
il coordinamento e lo scambio delle migliori pratiche.
5.         Coordinamento con le attività di
cooperazione
1.                      
Gli Stati membri devono
perseguire la complementarità tra le attività di cooperazione e altre azioni
sostenute dai Fondi del QSC.
2.                      
Gli Stati membri devono garantire
che le attività di cooperazione diano un contributo efficace agli obiettivi
della strategia Europa 2020 e che la cooperazione sia organizzata a sostegno di
obiettivi strategici di più ampio respiro. A tal fine gli Stati membri devono
garantire la complementarità e il coordinamento con altri programmi o strumenti
finanziati dall'Unione.
3.                      
Per aumentare l'efficacia
della politica di coesione, gli Stati membri devono cercare di coordinare e
integrare la cooperazione territoriale europea e i programmi dell'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione", in
particolare per garantire una pianificazione coerente e facilitare l'attuazione
di investimenti su vasta scala.
4.                      
Gli Stati membri, se del caso,
devono assicurare che gli obiettivi delle strategie macroregionali e per i
bacini marittimi rientrino nella pianificazione strategica globale nel quadro
dei programmi della politica di coesione nelle regioni e negli Stati membri
interessati. Gli Stati membri devono inoltre garantire che laddove esistono
strategie macroregionali e per i bacini marittimi, tutti i Fondi del QSC, se
del caso, ne sostengano l'attuazione. Al fine di garantire un'attuazione
efficiente è necessario anche un coordinamento con altri strumenti finanziati
dall'Unione nonché con altri strumenti pertinenti. 
5.                      
Gli Stati membri, ove
opportuno, devono sfruttare la possibilità di realizzare azioni interregionali
e transnazionali i cui beneficiari siano situati in almeno un altro Stato
membro, nel quadro dei programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione", compresa
l'attuazione delle pertinenti misure nel campo della ricerca e dell'innovazione
derivanti dalle rispettive strategie di specializzazione intelligente.
6.         Principi
orizzontali e obiettivi strategici trasversali
A. Principi orizzontali
6.1       Partenariato e governance a più livelli 
Conformemente all'articolo 5, il principio di
partenariato e governance a più livelli deve essere rispettato dagli Stati
membri al fine di facilitare la realizzazione della coesione sociale, economica
e territoriale e delle priorità dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva. A tal fine è necessaria un'azione coordinata,
realizzata conformemente ai principi di sussidiarietà e proporzionalità e in
partenariato, sotto forma di cooperazione operativa istituzionalizzata, in
particolare in relazione alla definizione e all'attuazione delle politiche
dell'Unione. Gli Stati membri devono pertanto sfruttare appieno i partenariati
istituiti nell'ambito dei Fondi del QSC. 
6.2       Sviluppo sostenibile 
1.                      
Per assicurare la piena
integrazione dello sviluppo sostenibile nei Fondi del QSC e nel rispetto del
principio di sviluppo sostenibile di cui all'articolo 3 del trattato
sull'Unione europea, dell'obbligo di integrare i requisiti di tutela ambientale
a norma dell'articolo 11 e del principio "chi inquina paga" di cui
all'articolo 192 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le
autorità di gestione devono intraprendere le seguenti azioni durante tutta la
durata dei programmi, per evitare o ridurre gli eventuali effetti dannosi per
l'ambiente degli interventi e garantire risultati che apportino benefici
sociali, ambientali e climatici netti:
(a)         
orientare gli investimenti
verso le opzioni più efficienti in termini di risorse e più sostenibili;
(b)         
evitare gli investimenti
che potrebbero avere un grave impatto negativo sull'ambiente o sul clima e
sostenere azioni per attenuare gli eventuali impatti residui;
(c)         
adottare una prospettiva di lungo
termine quando si raffrontano i costi relativi al ciclo di vita delle diverse
possibilità di investimento; 
(d)         
ricorrere maggiormente
agli appalti pubblici "verdi".
2.                      
Gli Stati membri devono
assicurare che gli investimenti effettuati con il sostegno dei Fondi del QSC
considerino il potenziale di attenuazione dei cambiamenti climatici e siano in
grado di fronteggiare l'impatto dei cambiamenti climatici e delle calamità
naturali, come ad esempio maggiori rischi di inondazioni, le ondate di calore e
gli eventi meteorologici estremi.
3.                      
Gli Stati membri devono
tracciare le spese connesse alla biodiversità secondo il metodo basato sulle
categorie di intervento o le misure adottate dalla Commissione.
4.                      
Gli investimenti devono anche
essere coerenti con la gerarchizzazione delle scelte idriche, concentrandosi
sulle opzioni di gestione della domanda, mentre le opzioni di fornitura
alternative devono essere prese in considerazione unicamente dopo che siano
state esaurite le potenzialità di risparmio e di efficienza idrica.
L'intervento pubblico nel settore della gestione dei rifiuti deve integrare gli
sforzi compiuti nel settore privato, in particolare la responsabilità dei
produttori. Le azioni dovrebbero
sostenere approcci innovativi in grado di promuovere un'economia a circuito
chiuso ed essere coerenti con la gerarchia dei rifiuti.
6.3       Promozione della parità fra uomini e donne
e non discriminazione 
1.                      
A norma dell'articolo 7, gli
Stati membri devono perseguire l'obiettivo della parità fra uomini e donne e
devono adottare le misure opportune per prevenire qualsiasi discriminazione e
garantire l'accessibilità durante l'elaborazione, l'attuazione, il controllo e
la valutazione delle operazioni nel quadro dei programmi cofinanziati dai Fondi
del QSC. Nel perseguire gli obiettivi di cui all'articolo 7, gli Stati membri
devono descrivere nel dettaglio le azioni da intraprendere, in particolare per
quanto attiene alla selezione degli interventi, alla fissazione degli obiettivi
per gli interventi e alle modalità di controllo e rendicontazione. Gli Stati
membri devono anche effettuare analisi di genere, se del caso.
2.                      
Gli Stati membri devono garantire
la partecipazione al partenariato degli organismi responsabili della promozione
della parità di genere, della non discriminazione e dell'accessibilità e
strutture adeguate, in linea con le pratiche nazionali, a fornire consulenza
sulla parità di genere, sulla non discriminazione e sull'accessibilità, al fine
di fornire il contributo di conoscenze necessario nella preparazione, nel
controllo e nella valutazione dei Fondi del QSC. La composizione dei comitati
di sorveglianza deve rispettare la parità tra i sessi e comprendere una figura
di esperto/responsabile delle questioni di genere.
3.                      
Le autorità di gestione devono
condurre regolarmente valutazioni specifiche o esercizi di autovalutazione, in
coordinamento con i comitati di sorveglianza, focalizzati sull'applicazione del
principio dell'integrazione della dimensione di genere. 
4.                      
Gli Stati membri devono
soddisfare, nel modo opportuno, le esigenze dei gruppi svantaggiati al fine di
permettere loro di integrarsi meglio nel mercato del lavoro e di partecipare
pienamente alla società. 
B. Obiettivi strategici trasversali
6.4       Accessibilità
1.                      
Le autorità di gestione devono
garantire che tutti i prodotti, i beni, i servizi e le infrastrutture aperti o
forniti al pubblico e cofinanziati dai Fondi del QSC siano accessibili a tutti
i cittadini, compresi i cittadini con disabilità. In particolare, deve essere
garantita l'accessibilità all'ambiente fisico, ai trasporti, alle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, al fine di ottenere l'inclusione dei
gruppi svantaggiati, incluse le persone con disabilità. Per tutta la durata del
programma, le autorità di gestione devono realizzare azioni atte ad
identificare ed eliminare le barriere all'accessibilità esistenti o a
prevenirne di nuovi. 
6.5       Fronteggiare il cambiamento demografico
1.                      
Si deve tenere conto a tutti i
livelli delle sfide connesse al cambiamento demografico. Gli Stati membri
devono pertanto utilizzare i Fondi del QSC per sviluppare strategie su misura,
se del caso, per affrontare i problemi demografici e creare crescita nel quadro
di una società che invecchia.
2.                      
Gli Stati membri devono
utilizzare i Fondi del QSC per intervenire per agevolare l'inclusione di tutte
le fasce di età. In particolare devono aumentare le opportunità di lavoro per
le persone anziane e i giovani. Gli investimenti in infrastrutture sanitarie
devono contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di una vita lavorativa
lunga e in buona salute per tutti i cittadini dell'Unione. 
3.                      
Nelle regioni più colpite
dal cambiamento demografico, gli Stati membri devono individuare misure intese
a:
(a)         
sostenere il rinnovamento
demografico attraverso condizioni migliori per le famiglie e un maggiore
equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare; 
(b)         
stimolare l'occupazione,
aumentare la produttività e i risultati economici investendo in istruzione, TIC
e ricerca;
(c)         
concentrarsi sull'adeguatezza e
sulla qualità dell'istruzione e delle strutture di sostegno sociale; e
(d)         
garantire una prestazione
delle cure sanitarie e delle cure a lungo termine efficiente sotto il profilo
dei costi, includendo investimenti nella sanità elettronica, nella
teleassistenza e in infrastrutture.
6.6       Mitigazione dei cambiamenti climatici e
adattamento ai medesimi
La mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti
climatici e la prevenzione dei rischi devono essere integrati nella
preparazione, nella programmazione, nell'attuazione, nel controllo e nella
valutazione di tutti i fondi.
Si deve garantire la visibilità dei contributi per il
raggiungimento dell'obiettivo di una spesa di almeno il 20% del bilancio
dell'Unione in misure di mitigazione dei cambiamenti climatici. 
7. Modalità per fronteggiare le sfide territoriali 
7.1.      Gli Stati membri e
le regioni devono seguire il seguente iter al fine della redazione dei
contratti e dei programmi di partenariato:
(a)         
analizzare il potenziale di
sviluppo e la capacità dello Stato membro o della regione, in particolare in
relazione alle sfide principali individuate nella strategia Europa 2020, nei
programmi nazionali di riforma e nelle pertinenti raccomandazioni specifiche
per paese. Le autorità competenti devono effettuare un'analisi dettagliata
delle caratteristiche nazionali, regionali e locali;
(b)         
valutare le principali sfide cui
deve far fronte la regione o lo Stato membro e individuare le strozzature e i
collegamenti mancanti e le lacune nel campo dell'innovazione, compresa la
mancanza di capacità di programmazione e di attuazione che inibisce il
potenziale di crescita e occupazione a lungo termine. Ciò deve costituire la
base per l'identificazione dei settori e delle attività possibili per la
fissazione delle priorità politiche, l'intervento e la concentrazione;
(c)         
valutare le difficoltà di
un coordinamento transettoriale, intergiurisdizionale o transfrontaliero, in
particolare nel contesto di strategie macroregionali e per i bacini marittimi;
(d)         
individuare misure tese a
conseguire un migliore coordinamento tra i diversi livelli territoriali e le
diverse fonti di finanziamento per ottenere un approccio integrato che colleghi
la strategia Europa 2020 ai soggetti regionali e locali.
7.2.      Al fine di tener
conto dell'obiettivo della coesione territoriale, gli Stati membri e le regioni
devono garantire che l'approccio globale di promozione di una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva:
(a)         
rifletta il ruolo delle città,
delle zone rurali e delle zone di pesca e costiere, che affrontano problemi
geografici o demografici specifici; 
(b)         
tenga conto delle sfide
specifiche delle regioni ultraperiferiche, delle regioni più settentrionali con
bassissima densità demografica e delle regioni insulari, transfrontaliere e di
montagna; 
(c)         
si occupi dei collegamenti
tra zone urbane e rurali, in termini di accesso a servizi e infrastrutture di
qualità e a prezzi abbordabili, e dei problemi delle regioni con una forte
concentrazione di comunità socialmente emarginate.
ALLEGATO
II

Metodo per definire il quadro di riferimento dei
risultati
1.           Il
quadro di riferimento dei risultati è costituito da tappe fondamentali definite
per ciascuna priorità per gli anni 2016 e 2018 e da obiettivi fissati per il
2022. Tappe fondamentali e obiettivi sono presentati secondo il formato
indicato nella tabella 1. 
Tabella 1: Formato standard per il quadro di
riferimento dei risultati
 Priorità || Indicatore e unità di misurazione, se del caso || Tappa fondamentale per il 2016 || Tappa fondamentale per il 2018 || Obiettivo per il 2022 
   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   
2.           Le tappe
fondamentali sono obiettivi intermedi per il conseguimento dell'obiettivo
specifico di una priorità che indicano i progressi attesi verso il
conseguimento degli obiettivi fissati per la fine del periodo interessato. Le
tappe fondamentali stabilite per il 2016 comprendono indicatori finanziari e di
realizzazione. Le tappe fondamentali stabilite per il 2018 includono indicatori
finanziari, indicatori di realizzazione e, se del caso, indicatori di
risultato. È possibile stabilire tappe fondamentali anche per fasi di
attuazione cruciali. 
3.           Le tappe
fondamentali sono: 
–              
pertinenti, recanti informazioni essenziali sui
progressi di una priorità;
–              
trasparenti, con obiettivi verificabili
oggettivamente e fonti di dati identificate e disponibili al pubblico;
–              
verificabili, senza imporre un onere amministrativo
eccessivo; 
–              
coerenti tra i vari programmi operativi, se del
caso.

ALLEGATO III
Ripartizione
annuale degli stanziamenti d'impegno per il periodo 2014-2020
[…]
ALLEGATO IVII
Addizionalità

1.                      
Spese strutturali pubbliche o assimilabili

La cifra relativa agli investimenti fissi
lordi nella colonna X-1, espressa come percentuale del PIL, secondo la tabella
2 dell'allegato 2 delle "Linee guida su formato e contenuto dei programmi
di stabilità e convergenza"[43], è utilizzata per
determinare le spese strutturali pubbliche o assimilabili.

2.                      
Verifica

Le verifiche dell'addizionalità a norma
dell'articolo 86, paragrafo 3, sono soggette alle seguenti disposizioni:
2.1       Verifica
ex-ante
(a)                   
Quando presenta un contratto di partenariato, uno
Stato membro è tenuto a fornire informazioni sul profilo di spesa pianificato
nel formato della tabella 1 che segue. Negli Stati membri dove le regioni meno
sviluppate e intermedie rappresentano più del 15% e meno del 70% della
popolazione, le informazioni sulle spese nelle [regioni meno sviluppate e
intermedie] sono fornite nello stesso formato. 
                Tabella 1
 Spese del governo centrale come percentuale del PIL || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 
 P51 || X || X || X || X || X || X || X 
(b)                   
Lo Stato membro fornisce alla Commissione
informazioni sui principali indicatori macroeconomici e sulle previsioni alla
base del livello di spese strutturali pubbliche o assimilabili.
(c)                   
Una volta raggiunto un accordo tra la Commissione e
lo Stato membro, la tabella 1 che precede viene inserita nel contratto di
partenariato dello Stato membro interessato come livello di riferimento delle
spese strutturali pubbliche o assimilabili da mantenere nel periodo 2014-2020.
2.2       Verifica
intermedia
(a)                   
Al momento della verifica intermedia, il livello di
spese strutturali pubbliche o assimilabili s'intende mantenuto dallo Stato
membro se la spesa media annua nel periodo 2014-2017 è pari o superiore al
livello di spesa di riferimento indicato nel contratto di partenariato. 
(b)                   
Dopo la verifica intermedia, la Commissione, in
consultazione con lo Stato membro, può decidere di modificare il livello di
riferimento delle spese strutturali pubbliche o assimilabili nel contratto di
partenariato se la situazione economica nello Stato membro interessato è
cambiata in misura significativa dall'adozione del contratto di partenariato e
non si è tenuto conto di tale cambiamento nello stabilire il livello di
riferimento nel contratto di partenariato. 
2.3       Verifica ex
post
Al momento della verifica ex post, il livello
di spese strutturali pubbliche o assimilabili s'intende mantenuto dallo Stato
membro se la spesa media annua nel periodo 2014-2020 è pari o superiore al
livello di spesa di riferimento indicato nel contratto di partenariato. 

3.                      
Rettifiche finanziarie successive alla verifica ex post

Ove la Commissione decida di apportare una
rettifica finanziaria a norma dell'articolo 86, paragrafo 4, la percentuale di
rettifica finanziaria si ottiene sottraendo il 3% dalla differenza tra il
livello di riferimento nel contratto di partenariato e il livello conseguito,
espresso come percentuale del livello di riferimento, e dividendo il risultato
per 10. La rettifica finanziaria è determinata applicando la percentuale di
rettifica finanziaria al contributo dei Fondi a favore dello Stato membro
interessato per le regioni meno sviluppate e in transizione per l'intero
periodo di programmazione.
Ove la differenza tra il livello di
riferimento indicato nel contratto di partenariato e il livello conseguito,
espresso come percentuale del livello di riferimento indicato nel contratto di
partenariato, sia pari o inferiore al 3%, non si apportano rettifiche
finanziarie.
La rettifica finanziaria non supera il 5%
della dotazione dei Fondi a favore dello Stato membro interessato per le
regioni meno sviluppate e in transizione per l'intero periodo di
programmazione.
ALLEGATO IV

Condizionalità ex ante
Condizionalità
tematiche ex ante
 Obiettivi tematici || Condizionalità ex ante || Criteri di adempimento 
 1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (obiettivo R&S) (articolo 9, punto 1) || 1.1. Ricerca e innovazione: esistenza di una strategia di ricerca e di innovazione nazionale o regionale per una specializzazione intelligente in linea con il programma di riforma nazionale, che esercita un effetto leva sulla spesa privata in ricerca e innovazione ed è conforme alle caratteristiche di sistemi efficaci di ricerca e di innovazione ai livelli nazionale e regionale[44].   || –                         Disponibilità di una strategia di ricerca e innovazione nazionale o regionale per la specializzazione intelligente che: –               si basi sull'analisi SWOT (punti di forza, debolezza, opportunità e minacce) per concentrare le risorse su una serie limitata di priorità di ricerca e innovazione; –               definisca misure per stimolare gli investimenti privati in RST; –               preveda un sistema di controllo e riesame. –                         Lo Stato membro ha adottato un quadro che definisce le risorse di bilancio disponibili per la ricerca e l'innovazione; –                         Lo Stato membro ha adottato un piano pluriennale per la programmazione di bilancio e la definizione delle priorità di investimento in rapporto alle priorità UE (Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca - ESFRI). 
 2. Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime (obiettivo banda larga) (articolo 9, punto 2)   || 2.1. Crescita digitale: esistenza, all'interno della strategia di innovazione nazionale o regionale per la specializzazione intelligente, di un capitolo dedicato esplicitamente alla crescita digitale, per stimolare la domanda di servizi privati e pubblici accessibili, di buona qualità e interoperabili consentiti dalle TIC e aumentarne la diffusione tra cittadini, compresi i gruppi vulnerabili, imprese e pubbliche amministrazioni, anche con iniziative transfrontaliere. || –                         La strategia di innovazione nazionale o regionale per la specializzazione intelligente prevede un capitolo dedicato alla crescita digitale, contenente quanto segue: –               programmazione di bilancio e definizione delle azioni prioritarie mediante l'analisi SWOT in linea con il quadro di valutazione dell'agenda digitale europea[45]; –               analisi del sostegno equilibrato a domanda e offerta di tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC); –               obiettivi misurabili per gli esiti degli interventi in materia di alfabetizzazione digitale, competenze, e-inclusione, e-accessibilità e sanità (e-health), conformi alle pertinenti strategie settoriali nazionali o regionali esistenti; –               valutazione della necessità di rafforzare lo sviluppo delle capacità nelle TIC. 
 2.2. Infrastruttura di reti di accesso di nuova generazione (NGA): esistenza di piani nazionali per reti NGA che tengano conto delle azioni regionali al fine di raggiungere gli obiettivi dell'UE di accesso a Internet ad alta velocità[46], concentrandosi su aree in cui il mercato non fornisce un'infrastruttura aperta ad un costo accessibile e di qualità adeguata in conformità delle norme dell'Unione in materia di concorrenza e di aiuti di Stato, e forniscano servizi accessibili a gruppi vulnerabili.   || –                         Esistenza di un piano nazionale per reti NGA che contenga: –               un piano di investimenti in infrastrutture attraverso l'aggregazione della domanda e una mappatura di infrastrutture e servizi regolarmente aggiornata; –               modelli di investimento sostenibili che promuovono la concorrenza e offrono accesso a infrastrutture e servizi aperti, accessibili, di qualità e a prova di futuro; –               misure per stimolare gli investimenti privati. 
 3. Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese (PMI)   (articolo 9, punto 3) || 3.1. Azioni specifiche per l'attuazione efficace dello Small Business Act (SBA) e del suo Riesame del 23 febbraio 2011[47] compreso il principio "Pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First).     || –                         Le azioni specifiche comprendono: –               un meccanismo di controllo per garantire l'attuazione dello SBA, compreso un organismo incaricato di coordinare le questioni relative alle PMI ai diversi livelli amministrativi ("rappresentante delle PMI"); –               misure per ridurre i tempi di costituzione di un'impresa a tre giorni lavorativi e il relativo costo a 100 EUR; –               misure per ridurre a tre mesi il tempo necessario per ottenere licenze e permessi per avviare ed esercitare l'attività specifica di un'impresa; –               un meccanismo per la valutazione sistematica dell'impatto della legislazione sulle PMI applicando un "test PMI" e tenendo conto, se del caso, delle diverse dimensioni delle imprese. 
 3.2. Recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali[48].   || –                         Recepimento della direttiva a norma dell'articolo 12 della stessa (entro il 16 marzo 2013). 
 4. Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;   (articolo 9, punto 4)   || 4.1. Efficienza energetica: recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica nell'edilizia in conformità all'articolo 28 della stessa[49]. Osservanza dell'articolo 6, paragrafo 1, della decisione 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020[50]. Recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici[51]. Recepimento nell'ordinamento nazionale della direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE[52].   || –                         Attuazione dei requisiti minimi relativi alla prestazione energetica nell'edilizia in linea con gli articoli 3, 4 e 5 della direttiva 2010/31/UE –                         adozione delle misure necessarie per istituire un sistema di certificazione della prestazione energetica nell'edilizia conformemente all'articolo 11 della direttiva 2010/31/UE; –                         realizzazione del tasso di ristrutturazione degli edifici pubblici richiesto; –                         agli utenti finali viene fornito un contatore individuale; –                         promozione dell'efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento a norma della direttiva 2004/8/CE. 
 4.2. Energie rinnovabili: recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive (2001/77/CE) e (2003/30/CE)[53].   || –                         Lo Stato membro ha posto in essere regimi di sostegno trasparenti, stabilito priorità in materia di accesso alle reti e di dispacciamento, e pubblicato norme standard in materia di assunzione e ripartizione dei costi degli adattamenti tecnici; –                         Lo Stato membro ha adottato un piano di azione nazionale per le energie rinnovabili a norma dell'articolo 4 della direttiva 2009/28/CE. 
 5. Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico e la prevenzione dei rischi (obiettivo cambiamento climatico) (articolo 9, punto 5)   || 5.1. Prevenzione e gestione dei rischi: esistenza di valutazioni nazionali o regionali dei rischi ai fini della gestione delle catastrofi, che tengono conto dell'adattamento al cambiamento climatico[54].   || –                         Disponibilità di una valutazione dei rischi sul piano nazionale o regionale che comprenda: –               la descrizione di processi, metodologie, metodi e dati non sensibili utilizzati nelle valutazioni nazionali dei rischi; –               la descrizione di scenari monorischio e multirischio; –               la considerazione, se del caso, di strategie nazionali di adattamento al cambiamento climatico. 
 6. Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso sostenibile delle risorse (articolo 9, punto 6)   || 6.1. Settore delle risorse idriche: esistenza di a) una politica dei prezzi dell'acqua che preveda adeguati incentivi per gli utilizzatori a usare le risorse idriche in modo efficiente e b) un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua, in conformità dell'articolo 9 della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque[55].   || –                      Lo Stato membro ha garantito il contributo a carico dei vari settori d'impiego dell'acqua al recupero dei costi dei servizi idrici in conformità dell'articolo 9 della direttiva 2000/60/CE. –                      L'adozione di un piano di gestione dei bacini idrografici per il distretto idrografico in cui avranno luogo gli investimenti in conformità dell'articolo 13 della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque[56]. –        
 6.2. Settore dei rifiuti: attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive[57], in particolare la definizione di piani di gestione dei rifiuti a norma della direttiva e conformemente alla gerarchia dei rifiuti.   || –                         Lo Stato membro ha riferito alla Commissione in merito ai progressi verso gli obiettivi di cui all'articolo 11 della direttiva 2008/98/CE, ai motivi di insuccesso e alle azioni previste per conseguire gli obiettivi; –                         lo Stato membro ha garantito che le sue autorità competenti intendono predisporre, a norma degli articoli 1, 4, 13 e 16 della direttiva 2008/98/CE, uno o più piani di gestione dei rifiuti come previsto all'articolo 28 della direttiva; –                         entro il 12 dicembre 2013, lo Stato membro ha adottato a norma degli articoli 1 e 4 della direttiva 2008/98/CE, programmi di prevenzione dei rifiuti, come disposto all'articolo 29 della direttiva; –                         lo Stato membro ha adottato le misure necessarie per conseguire l'obiettivo del 2020 su riutilizzo e riciclaggio a norma dell'articolo 11 della direttiva 2008/98/CE. 
 7. Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete; (articolo 9, punto 7)   || 7.1. Strade: esistenza di un piano generale nazionale dei trasporti che prevede un'adeguata definizione delle priorità di investimento a favore dei principali assi della rete trans europea (di infrastrutture) di trasporto (RTE-T), della rete generale (investimenti diversi da quelli negli assi principali della RTE-T) e della viabilità secondaria (compreso il trasporto pubblico a livello regionale e locale).   || –                         Disponibilità di un piano generale dei trasporti che preveda: –               la definizione delle priorità di investimento nei principali assi della rete RTE-T, nella rete generale e nella viabilità secondaria. La definizione delle priorità deve tenere conto del contributo degli investimenti alla mobilità, alla sostenibilità, alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e allo spazio unico europeo dei trasporti; –               un piano di progetti realistici e maturi (con tabelle di marcia e quadro di bilancio); –               una valutazione ambientale strategica che soddisfi i requisiti giuridici per il piano dei trasporti; –               misure intese a rafforzare la capacità degli organismi intermedi e dei beneficiari di realizzare il piano dei progetti. 
 7.2. Ferrovie: l'esistenza nel piano generale nazionale dei trasporti di un capitolo espressamente dedicato allo sviluppo delle ferrovie in cui si dà opportuna priorità agli investimenti nei principali assi della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), nella rete generale (investimenti diversi da quelli negli assi principali della TEN-T) e nelle linee secondarie del sistema ferroviario in base ai loro contributi alla mobilità, alla sostenibilità e agli effetti di rete a livello nazionale ed europeo. Gli investimenti coprono asset mobili, interoperabilità e sviluppo delle capacità. || –                         All'interno del piano generale dei trasporti è previsto un capitolo sullo sviluppo della rete ferroviaria, che contiene: –               un piano di progetti realistici e maturi (con tabelle di marcia e quadro di bilancio); –               una valutazione ambientale strategica che soddisfi i requisiti giuridici per il piano dei trasporti; –               misure intese a rafforzare la capacità degli organismi intermedi e dei beneficiari di realizzare il piano dei progetti. 
 8. Promuovere l'occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori; (obiettivo occupazione) (articolo 9, punto 8)   || 8.1. Accesso all'occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, ivi comprese iniziative locali per l'occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori: definizione e attuazione di politiche attive per il mercato del lavoro in linea con gli orientamenti in materia di occupazione[58].   || –                         I servizi dell'occupazione dispongono delle necessarie capacità per offrire ed effettivamente offrono quanto segue: –               servizi personalizzati e misure del mercato del lavoro di tipo attivo e preventivo in una fase precoce, aperti a tutte le persone in cerca di lavoro; –               previsioni e consulenze su opportunità di occupazione a lungo termine create da mutamenti strutturali nel mercato del lavoro, come la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio; –               informazioni trasparenti e sistematiche su nuove opportunità di lavoro. –                         I servizi dell'occupazione hanno creato reti con datori di lavoro e istituti di istruzione e formazione. 
 8.2. Lavoro autonomo, imprenditorialità e creazione di imprese: esistenza di una strategia organica per il sostegno alle nuove imprese, conformemente allo "Small Business Act"[59] e in linea con lo gli orientamenti in materia di occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione[60], per quanto riguarda le condizioni propizie alla creazione di posti di lavoro.   || –                         Una strategia organica che preveda: –               misure per ridurre i tempi di costituzione di un'impresa a tre giorni lavorativi e il relativo costo a 100 EUR; –               misure per ridurre a tre mesi il tempo necessario per ottenere licenze e permessi per avviare ed esercitare l'attività specifica di un'impresa; –               azioni per collegare i servizi per lo sviluppo delle imprese e i servizi finanziari (accesso al capitale), compresa l'assistenza a gruppi e aree svantaggiati. 
 8.3. Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, comprese azioni mirate a favorire la mobilità transnazionale dei lavoratori[61]: - modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro in linea con gli orientamenti in materia di occupazione; - riforme delle istituzioni del mercato del lavoro precedute da una chiara strategia e da una valutazione ex ante che comprenda la dimensione di genere. || –                         Azioni per riformare i servizi di promozione dell'occupazione, mirate a dotarli della capacità di offrire quanto segue[62]: –               servizi personalizzati e misure del mercato del lavoro di tipo attivo e preventivo in una fase precoce, aperti a tutte le persone in cerca di lavoro; –               consulenze su opportunità di occupazione a lungo termine create da mutamenti strutturali nel mercato del lavoro, come la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio; –               informazioni trasparenti e sistematiche su nuove opportunità di lavoro accessibili a livello dell'Unione. –                         La riforma dei servizi dell'occupazione comprende la creazione di reti con datori di lavoro e istituti di istruzione e formazione. 
 8.4. Invecchiamento attivo e in buona salute: definizione e attuazione di politiche per l'invecchiamento attivo in linea con gli orientamenti in materia di occupazione[63].   || –                         Azioni per affrontare le sfide dell'invecchiamento attivo e in buona salute[64]: –               coinvolgimento dei soggetti interessati nella definizione e attuazione di politiche a favore dell'invecchiamento attivo; –               lo Stato membro prevede misure per promuovere l'invecchiamento attivo e per ridurre il pensionamento anticipato. 
   || 8.5. Adattamento di lavoratori, imprese e imprenditori al cambiamento: esistenza di politiche mirate a favorire l'anticipazione e la gestione efficace del cambiamento e della ristrutturazione a tutti i livelli pertinenti (nazionale, regionale, locale e settoriale). [65].   || –                         Disponibilità di strumenti efficaci per sostenere le parti sociali e le autorità pubbliche nello sviluppo di approcci proattivi al cambiamento e alla ristrutturazione. 
 9. Investire nelle competenze, nell'istruzione e nell'apprendimento permanente (obiettivo istruzione) (articolo 9, punto 10) || 9.1. Abbandono scolastico: esistenza di una strategia globale intesa a ridurre l'abbandono scolastico (ESL) conformemente alla raccomandazione del Consiglio del 28 giugno 2011 sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico[66].   || –                         Esistenza di un sistema per la raccolta e l'analisi di dati e informazioni sull'abbandono scolastico a livello nazionale, regionale e locale, che: –               fornisca un supporto di dati di fatto sufficiente per elaborare politiche mirate; –               venga usato sistematicamente per tenere sotto controllo gli sviluppi ai rispettivi livelli. –                         Esistenza di una strategia sull'abbandono scolastico, che: –               si basi su dati di fatto; –               sia globale (copra tutti i settori dell'istruzione, compreso lo sviluppo della prima infanzia) e tratti adeguatamente misure di prevenzione, intervento e compensazione; –               indichi obiettivi coerenti con la raccomandazione del Consiglio sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico; –               sia intersettoriale e coinvolga e coordini tutti i settori politici e le parti interessate che sono rilevanti per affrontare l'abbandono scolastico. 
 9.2. Istruzione superiore: esistenza di strategie nazionali o regionali per aumentare il numero di studenti che conseguono un diploma di istruzione terziaria per innalzare la qualità e l'efficienza dell'istruzione terziaria in linea con la comunicazione della Commissione, del 20 settembre 2011, sulla modernizzazione dei sistemi d'istruzione superiore in Europa[67].   || –                         Esistenza di una strategia nazionale o regionale per l'istruzione terziaria contenente: –               misure per favorire la partecipazione e aumentare il numero di diplomati che: –               migliorino l'orientamento fornito a potenziali studenti; –               aumentino la partecipazione all'istruzione superiore tra i gruppi a basso reddito e altri gruppi sottorappresentati; –               promuovano la partecipazione di discenti adulti; –               (ove necessario) riducano i tassi di abbandono/migliorino i tassi di completamento degli studi; –               misure per aumentare la qualità che: –               incoraggino l'innovazione nei contenuti e nella definizione dei programmi; –               promuovano standard elevati di qualità nell'insegnamento; –               misure per aumentare l'occupabilità e l'imprenditorialità che: –               incoraggino lo sviluppo di "competenze trasversali", compresa l'imprenditorialità in tutti i programmi di istruzione superiore; –               riducano le differenze di genere in termini di scelte accademiche e professionali e incoraggino gli studenti a scegliere carriere in settori in sono scarsamente rappresentati, al fine di ridurre la segregazione di genere nel mercato del lavoro; –               garantiscano un insegnamento consapevole che tenga conto dei risultati della ricerca e degli sviluppi delle prassi aziendali. 
 9.3. Apprendimento permanente: esistenza di un quadro politico nazionale e/o regionale per l'apprendimento permanente in linea con gli orientamenti politici a livello dell'Unione.[68].   || –                         Esistenza di un quadro politico nazionale o regionale per l'apprendimento permanente che preveda: –               misure a sostegno dell'apprendimento permanente e del miglioramento delle competenze e che prevedano il coinvolgimento, anche tramite partenariati, di parti interessate, comprese parti sociali e associazioni della società civile; –               misure per un efficace sviluppo delle competenze dei giovani che seguono una formazione professionale, degli adulti, delle donne che rientrano nel mercato del lavoro, dei lavoratori scarsamente qualificati e anziani e di altri gruppi svantaggiati; –               misure per ampliare l'accesso all'apprendimento permanente, anche attraverso l'utilizzo efficace di strumenti di trasparenza (Quadro europeo delle qualifiche, Quadro nazionale delle qualifiche, Sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale, Quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della formazione professionale) e lo sviluppo e l'integrazione di servizi per l'apprendimento permanente (istruzione e formazione, orientamento, convalida); –               misure per migliorare la pertinenza dell'istruzione e della formazione e per adeguarle alle esigenze di gruppi mirati di destinatari. 
 10. Promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà (obiettivo povertà) (articolo 9, punto 9).   || 10.1. Inclusione attiva Integrazione di comunità emarginate come i Rom: - esistenza e attuazione di una strategia nazionale per la riduzione della povertà conformemente alla raccomandazione della Commissione del 3 ottobre 2008 relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro[69] e agli orientamenti in materia di occupazione.                               - Esistenza di una strategia nazionale per l'inclusione dei Rom in conformità del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom[70].                                               - Sostegno alle parti interessate nell'accesso ai Fondi. || –                         Disponibilità di una strategia nazionale per la riduzione della povertà che: –               si basi su dati di fatto. A tal fine è necessario un sistema di raccolta e analisi di dati e informazioni che fornisca elementi sufficienti per elaborare politiche di riduzione della povertà. Questo sistema è utilizzato per tenere sotto controllo gli sviluppi; –               sia conforme all'obiettivo nazionale relativo a povertà ed esclusione sociale (come definito nel programma nazionale di riforma), che comprende l'ampliamento delle opportunità di occupazione per i gruppi svantaggiati; –               contenga una mappatura della concentrazione territoriale al di là del livello regionale/NUTS 3 dei gruppi emarginati e svantaggiati, compresi i Rom; –               dimostri che parti sociali e parti interessate sono coinvolte nella progettazione dell'inclusione attiva; –               comprenda misure per passare dall'assistenza residenziale all'assistenza diffusa sul territorio; –               indichi in modo chiaro misure volte a prevenire e combattere la segregazione in tutti i campi.   –                         Esistenza di una strategia nazionale per l'inclusione dei Rom che: –               stabilisca obiettivi nazionali raggiungibili per l'integrazione dei Rom al fine di colmare il divario che li divide dal resto della popolazione. Tali obiettivi devono affrontare almeno i quattro obiettivi dell'UE per l'integrazione dei Rom, relativi all'accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio; –               sia coerente con il programma nazionale di riforma; –               identifichi ove pertinente le microregioni svantaggiate o i quartieri ghetto in cui vivono le comunità più svantaggiate, utilizzando indicatori socioeconomici e territoriali già disponibili (es. livello di istruzione molto basso, disoccupazione di lungo periodo, ecc.); –               assegni finanziamenti sufficienti a carico dei bilanci nazionali, cui si aggiungeranno, se del caso, finanziamenti internazionali e dell'UE; –               comprenda rigorosi metodi di controllo per valutare l'impatto delle azioni di integrazione dei Rom e un meccanismo di revisione per l'adattamento della strategia; –               sia progettata, attuata e monitorata in stretta cooperazione e in costante dialogo con la società civile dei Rom e con le autorità regionali e locali; –               contenga un punto di contatto nazionale per la strategia nazionale di integrazione dei Rom con l'autorità per coordinare lo sviluppo e l'attuazione della strategia. –                         Sostegno alle parti interessate per la presentazione di proposte di progetti e per l'attuazione e la gestione dei progetti selezionati. 
 10.2. Sanità: esistenza di una strategia nazionale o regionale per la sanità che garantisca l'accesso a servizi sanitari di qualità e la sostenibilità economica. || –                         Esistenza di una strategia nazionale o regionale per la sanità che: –               preveda misure coordinate per migliorare l'accesso a servizi sanitari di qualità; –               preveda misure per stimolare l'efficienza nel settore sanitario, anche con l'introduzione di tecnologie, modelli di erogazione dei servizi e infrastrutture innovativi ed efficaci; –               preveda un sistema di controllo e riesame. –                         Lo Stato membro o la regione ha adottato un quadro che delinea le risorse di bilancio disponibili per l'assistenza sanitaria. 
 11. Rafforzamento della capacità istituzionale e amministrazione pubblica efficiente (articolo 9, punto 11).   || Efficienza amministrativa degli Stati membri: - esistenza di una strategia intesa a rafforzare l'efficienza amministrativa dello Stato membro, compresa una riforma dell'amministrazione pubblica[71].   || –                         È stata elaborata ed è in corso di attuazione una strategia intesa a rafforzare l'efficienza amministrativa dello Stato membro[72]. Tale strategia comprende: –               analisi e pianificazione strategica di azioni di riforma giuridica, organizzativa e/o procedurale; –               sviluppo di sistemi di gestione della qualità; –               azioni integrate per la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure amministrative; –               sviluppo e attuazione di strategie e politiche in materia di risorse umane riguardanti i piani di assunzione e i percorsi di carriera del personale, il rafforzamento delle competenze e delle risorse; –               sviluppo di competenze a tutti i livelli; –               sviluppo di procedure e strumenti per il controllo e la valutazione. 
Condizionalità tematiche ex ante
 Area || Condizionalità ex ante || Criteri di adempimento 
 1. Antidiscriminazione   || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della direttiva 2000/78/CE, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro[73] e della direttiva 2000/43/CE) del 29 giugno 2000 che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica[74].   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della direttiva 2000/78/CE e della direttiva 2000/43/CE sulla non discriminazione sono garantite da: –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione delle direttive UE sulla non discriminazione; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei Fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione delle direttive UE sulla non discriminazione. 
 2. Parità di genere     || Esistenza di una strategia per la promozione della parità di genere e di un meccanismo che ne garantisca l'attuazione efficace. || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci di una strategia esplicita per la promozione della parità di genere sono garantite da: –               un sistema per la raccolta e l'analisi di dati e indicatori suddivisi in base al sesso, per lo sviluppo di politiche di genere basate su dati di fatto; –               un piano e criteri ex-ante per l'integrazione di obiettivi di parità di genere attraverso norme e orientamenti in materia di genere; –               meccanismi di attuazione che, nella preparazione, nel monitoraggio e nella valutazione degli interventi, coinvolgano le competenze pertinenti e un organismo che si occupa di questioni di genere. 
 3. Disabilità || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. [75]   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità sono garantite da: –               l'attuazione di misure in linea con l'articolo 9 della Convenzione ONU per prevenire, individuare ed eliminare gli ostacoli e le barriere all'accessibilità per le persone disabili; –               dispositivi istituzionali per l'attuazione e la supervisione della Convenzione ONU in linea con l'articolo 33 della stessa; –               un piano per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei Fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della Convenzione ONU comprese adeguate disposizioni per verificare la conformità ai requisiti di accessibilità. 
 4.. Appalti pubblici || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci delle direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE e la loro idonea supervisione e vigilanza.   || –                         L'attuazione e applicazione efficaci della direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2004/17/CE sono garantite da: –               il pieno recepimento delle direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE; –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione della normativa UE in materia di appalti pubblici; –               misure di idonea supervisione e vigilanza a garanzia della trasparenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti e adeguatezza delle relative informazioni; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei Fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della normativa UE in materia di appalti pubblici. 
 5. Aiuti di Stato || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della normativa UE in materia di aiuti di Stato.   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della normativa UE in materia di aiuti di Stato sono garantite da: –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione della normativa UE in materia di aiuti di Stato; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei Fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della normativa UE in materia di appalti pubblici. 
 6. Normativa ambientale connessa alla valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e alla valutazione ambientale strategica (VAS) || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della normativa dell'Unione in materia ambientale connessa alla VIA e alla VAS in conformità alla direttiva 85/337/CEE, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati[76] e con la direttiva 2001/42/CE del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente[77].   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della legislazione ambientale dell'Unione sono garantite da: –               il recepimento completo e corretto delle direttive VIA e VAS; –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione delle direttive VIA e VAS; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione delle direttive VIA e VAS; –               misure per garantire una sufficiente capacità amministrativa. 
 7. Sistemi statistici e indicatori di risultato   || Esistenza di un sistema statistico, necessario per effettuare valutazioni in merito all'efficacia e all'impatto dei programmi.     Esistenza di un sistema efficace di indicatori di risultato necessario per monitorare i progressi verso i risultati e per svolgere la valutazione d'impatto.   || –                         Esistenza di un piano pluriennale per la raccolta puntuale e l'aggregazione di dati che comprende: –               l'identificazione delle fonti e la presenza di meccanismi per garantire la convalida statistica; –               dispositivi per la pubblicazione e la disponibilità al pubblico; –               un sistema efficace di indicatori di risultato che comprenda: –               la selezione di indicatori di risultato per ciascun programma atti a fornire informazioni sugli aspetti del benessere e dei progressi delle persone che motivano le azioni delle politiche finanziate dal programma; –               la fissazione di obiettivi per tali indicatori; –               il rispetto per ciascun indicatore dei seguenti requisiti: solidità e validazione statistica, chiarezza dell'interpretazione normativa, sensibilità alle politiche, raccolta puntuale e disponibilità pubblica dei dati; –               esistenza di procedure adeguate per garantire che tutti gli interventi finanziati dal programma adottino un sistema efficace di indicatori. 
ALLEGATO VI
Informazioni
e comunicazione sul sostegno fornito dai Fondi

1.                      
Elenco degli interventi 

L'elenco degli interventi di cui all'articolo
105, paragrafo 2, deve contenere, in almeno una delle lingue ufficiali dello
Stato membro, i seguenti campi di dati: 
–                        
nome del beneficiario (solo per persone giuridiche;
non devono essere nominate persone fisiche);
–                        
denominazione dell'intervento; 
–                        
sintesi dell'intervento; 
–                        
data di inizio dell'intervento;
–                        
data di fine dell'intervento (data prevista per il
completamento materiale o la completa attuazione dell'intervento);
–                        
spesa totale ammissibile assegnata all'intervento;
–                        
tasso di cofinanziamento UE (per asse prioritario);
–                        
codice postale dell'intervento;
–                        
paese;
–                        
denominazione della categoria di intervento; 
–                        
data dell'ultimo aggiornamento dell'elenco degli
interventi.
I titoli dei campi di dati e le denominazioni
degli interventi devono essere forniti anche in almeno un'altra lingua
ufficiale dell'Unione europea.

2.                      
Misure di informazione e pubblicità per il pubblico

Lo Stato membro, l'autorità di gestione e i
beneficiari adottano le misure necessarie per informare e sensibilizzare il
pubblico sugli interventi sostenuti nel quadro di un programma operativo a
norma del presente regolamento.

2.1.                
Responsabilità dello Stato membro e
dell'autorità di gestione

1.           Lo Stato
membro e l'autorità di gestione assicurano che le misure di informazione e
pubblicità siano realizzate conformemente alla strategia di comunicazione e che
queste misure mirino alla massima copertura mediatica utilizzando diverse forme
e metodi di comunicazione al livello appropriato. 
2.           Lo Stato
membro o l'autorità di gestione è responsabile dell'organizzazione almeno delle
seguenti misure di informazione e pubblicità:
(a)         
un'attività informativa principale che pubblicizzi
l'avvio del programma operativo;
(b)         
almeno un'attività informativa principale all'anno
che promuova le opportunità di finanziamento e le strategie perseguite e
presenti i risultati del programma operativo, compresi, se del caso, grandi
progetti, piani d'azione comuni ed altri esempi di progetti; 
(c)         
esporre la bandiera dell'Unione europea davanti
alla sede di ogni autorità di gestione o in un luogo della stessa visibile al
pubblico;
(d)         
la pubblicazione elettronica dell'elenco degli interventi
di cui al punto 1;
(e)         
fornire esempi di interventi, suddivisi per
programma operativo, sul sito web unico o sul sito web del programma operativo,
accessibile mediante il portale web unico. Gli esempi devono essere in una
lingua ufficiale dell'Unione europea di ampia diffusione diversa dalla lingua o
dalle lingue ufficiali dello Stato membro interessato;
(f)          
fornire informazioni aggiornate in merito
all'attuazione del programma operativo, comprese le sue principali
realizzazioni, sul sito web unico o sul sito web del programma operativo,
accessibile mediante il portale web unico. 
3.           L'autorità
di gestione deve coinvolgere in azioni di informazione e pubblicità,
conformemente alle legislazioni e prassi nazionali, i seguenti organismi:
(a)         
i partner di cui all'articolo 5;
(b)         
centri di informazione sull'Europa, così come gli
uffici di rappresentanza della Commissione negli Stati membri;
(c)         
istituti di istruzione e di ricerca.
Tali organismi provvedono ad un'ampia diffusione
delle informazioni di cui all'articolo 105, paragrafo 1, lettere a) e b).

2.2.                
Responsabilità dei beneficiari

1.           Tutte le
misure di informazione e di comunicazione a cura del beneficiario riconoscono
il sostegno dei Fondi all'intervento riportando:
(a)         
l'emblema dell'Unione europea, conformemente alle
caratteristiche tecniche stabilite nell'atto di attuazione adottato dalla
Commissione ai sensi dell'articolo 105, paragrafo 4, insieme ad un riferimento
all'Unione europea;
(b)         
un riferimento al Fondo o ai Fondi che sostengono
l'intervento. 
2.           Durante
l'attuazione di un intervento, il beneficiario informa il pubblico sul sostegno
ottenuto dai Fondi:
(a)         
fornendo, sul sito web del beneficiario, ove questo
esista, una breve descrizione dell'intervento, compresi le finalità e i
risultati, ed evidenziando il sostegno finanziario ricevuto dall'Unione
europea; 
(b)         
collocando almeno un poster con informazioni sul
progetto (formato minimo A3), che indichi il sostegno finanziario dell'Unione
europea, in un luogo facilmente visibile al pubblico, come l'area d'ingresso di
un edificio.
3.           Per gli
interventi sostenuti dal FSE, e in casi appropriati per gli interventi
sostenuti dal FESR o dal Fondo di coesione, il beneficiario si assicura che i
partecipanti siano stati informati in merito a tale finanziamento. 
Qualsiasi documento, compresi certificati di
frequenza o altro, riguardante tali interventi deve contenere una dichiarazione
da cui risulti che il programma operativo è stato finanziato dal Fondo o dai
Fondi.
4.           Durante
l'esecuzione di un intervento sostenuto dal FESR o dal Fondo di coesione, il
beneficiario espone, in un luogo facilmente visibile al pubblico, un cartellone
temporaneo di dimensioni rilevanti per ogni intervento che consista nel
finanziamento di infrastrutture o di interventi di costruzione per i quali il
sostegno pubblico complessivo superi 500 000 EUR.
5.           Entro
tre mesi dal completamento di un intervento, il beneficiario espone una targa
permanente o un cartellone pubblicitario di notevoli dimensioni in un luogo
facilmente visibile al pubblico per ogni intervento che soddisfi i seguenti
criteri:
(a)         
il sostegno pubblico complessivo per l'intervento
supera 500 000 EUR;
(b)         
l'intervento consiste nell'acquisto di un oggetto
fisico o nel finanziamento di un'infrastruttura o di interventi di costruzione.
La targa o cartellone indica il tipo, il nome e lo
scopo dell'intervento ed è preparato in conformità alle caratteristiche
tecniche adottate dalla Commissione ai sensi dell'articolo 105, paragrafo 4.

3.                      
Misure di informazione per i potenziali beneficiari e per i
beneficiari effettivi 
3.1.                
Azioni di informazione rivolte ai potenziali
beneficiari 

1.           L'autorità
di gestione assicura, in conformità alla strategia di comunicazione, che la
strategia del programma operativo, gli obiettivi e le opportunità di
finanziamento offerte dal sostegno congiunto dell'Unione europea e dello Stato
membro, vengano ampiamente divulgati ai potenziali beneficiari e a tutte le
parti interessate, con l'indicazione del sostegno finanziario fornito dai Fondi
in questione.
2.           L'autorità
di gestione garantisce che i potenziali beneficiari siano informati almeno sui
seguenti punti:
(a)         
le condizioni di ammissibilità delle spese da
soddisfare per poter beneficiare di un sostegno nell'ambito di un programma
operativo; 
(b)         
una descrizione delle procedure di esame delle
domande di finanziamento e delle rispettive scadenze;
(c)         
i criteri di selezione degli interventi da
sostenere;
(d)         
i contatti a livello nazionale, regionale o locale
che sono in grado di fornire informazioni sui programmi operativi;
(e)         
le domande devono proporre attività di comunicazione
proporzionali alla dimensione degli interventi al fine di informare il pubblico
circa le finalità dell'intervento e il relativo sostegno dell'UE.

3.2.                
Azioni di informazione rivolte ai beneficiari

1.           L'autorità
di gestione informa i beneficiari che l'accettazione del finanziamento
costituisce accettazione della loro inclusione nell'elenco degli interventi
pubblicato ai sensi dell'articolo 105, paragrafo 2.
2.           L'autorità
di gestione fornisce kit di informazione e pubblicità, comprendenti modelli in
formato elettronico, per aiutare i beneficiari a rispettare gli obblighi di cui
al punto 2.2.

4.                      
Elementi della strategia di comunicazione

La
strategia di comunicazione redatta dall'autorità di gestione deve contenere
almeno i seguenti elementi:
(a)                   
una descrizione dell'approccio adottato,
comprendente le principali misure di informazione e pubblicità che lo Stato
membro o l'autorità di gestione deve adottare, destinato ai potenziali
beneficiari, ai beneficiari, ai soggetti moltiplicatori e al grande pubblico,
tenuto conto delle finalità di cui all'articolo 105;
(b)                   
una descrizione dei materiali che saranno resi
disponibili in formati accessibili alle persone con disabilità;
(c)                   
una descrizione di come i beneficiari saranno
sostenuti nelle loro attività di comunicazione;
(d)                   
il bilancio indicativo per l'attuazione della
strategia;
(e)                   
una descrizione degli organismi amministrativi, tra
cui le risorse umane, responsabili dell'attuazione delle misure di informazione
e pubblicità;
(f)                     
le modalità per le misure di informazione e
pubblicità di cui al punto 2, compreso il sito web o portale web in cui tali
dati possono essere reperiti;
(g)                   
l'indicazione di come le misure di informazione e
pubblicità debbano essere valutate in termini di visibilità della politica, dei
programmi operativi, degli interventi e del ruolo svolto dai Fondi e
dall'Unione europea e in termini di sensibilizzazione nei loro confronti;
(h)                   
ove pertinente, una descrizione dell'utilizzo dei
principali risultati del precedente programma operativo;
(i)                     
un aggiornamento annuale che riporti le attività di
informazione e comunicazione da svolgere.
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori interessati nella struttura
ABM/ABB
              1.3.    Natura della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi 
              1.5.    Motivazione della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni 
              2.2.    Sistema di gestione e controllo 
              2.3.    Misure di prevenzione delle frodi e delle
irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA
DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche del quadro finanziario
pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
              3.2.    Incidenza prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi
dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza prevista sugli stanziamenti
operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista sugli stanziamenti di
natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il quadro finanziario pluriennale
attuale
              3.2.5. Partecipazione di terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni
comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul
Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro
strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il
regolamento (CE) n. 1083/2006
1.2.        Settore/settori interessati
nella struttura ABM/ABB[78] 
13.Politica
regionale, attività ABB 13 03 (Fondo europeo di sviluppo regionale e altri
interventi regionali); 13 04 Fondo di coesione
4.
Occupazione e affari sociali, attività ABB 04 02 (Fondo
sociale europeo)
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa 
■ La proposta/iniziativa riguarda una
nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[79] 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda la proroga di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
L'obiettivo
della politica di coesione è di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo
delle varie regioni, soprattutto nelle zone rurali, in quelle interessate da
transizione industriale e nelle regioni che presentano gravi e permanenti
svantaggi naturali o demografici, nonché di contribuire al raggiungimento degli
obiettivi fissati nella strategia Europa 2020, per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, in particolare per il conseguimento degli obiettivi
quantitativi principali identificati da tale strategia.
1.4.2.     Obiettivo/obiettivi specifici
e attività ABM/ABB interessate 
Il
FESR mira a consolidare la coesione economica, sociale e territoriale
dell'Unione europea mediante il cofinanziamento degli investimenti negli Stati
membri, mentre il FSE promuove l'occupazione, l'istruzione e l'inclusione
sociale. 
Il
Fondo di coesione aiuta gli Stati membri ad effettuare investimenti nelle reti
dei trasporti e nell'ambiente. 
L'intervento
dei Fondi persegue gli obiettivi specifici seguenti:
-        rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
-         migliorare
l'accessibilità, l'impiego e la qualità delle tecnologie dell'informazione e
della comunicazione;
-        promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore
agricolo (per il FEASR) e il settore della pesca e dell'acquacoltura (per il
FEAMP); 
-        sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di
carbonio in tutti i settori;
-        promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la
gestione dei rischi;
-        tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse;
-        promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature
nelle principali infrastrutture di rete; 
-        promuovere l'occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori; 
-        promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà; 
-        investire nelle competenze, nell'istruzione e nell'apprendimento
permanente; 
-        rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un'amministrazione
pubblica efficiente.
Attività
ABM/ABB interessate:
13
03: Fondo europeo di sviluppo regionale ed altri
interventi regionali
13
04: Fondo di coesione
04
02: Fondo sociale europeo
1.4.3.     Risultati
e incidenza previsti
Specificare gli
effetti che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi
mirati.
La
politica di coesione dà un contributo significativo a diffondere la crescita e
la prosperità in tutta l'Unione europea per conseguire gli obiettivi delle
politiche europee, riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali.
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
La
Commissione propone una serie comune di indicatori di realizzazione, che
possono essere aggregati a livello dell'Unione. Gli indicatori comuni di
realizzazione sono contenuti negli allegati dei regolamenti specifici per
ciascun Fondo. Gli indicatori di risultato saranno obbligatori per tutti i
programmi e tutte le priorità. L'incidenza dei programmi sarà valutata rispetto
agli obiettivi generali e specifici della strategia Europa 2020, e al PIL e
agli indicatori di disoccupazione, se del caso.
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa 
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine
L'Unione
promuove la coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà tra gli
Stati membri. La proposta fissa il quadro per la politica di coesione nel
prossimo periodo di finanziamento 2014-2020. 
1.5.2.     Valore aggiunto
dell'intervento dell'Unione europea
L'azione
dell'UE è giustificata sulla base sia degli obiettivi di cui all'articolo 174
del trattato sia del principio di sussidiarietà. Il diritto di agire si
fonda sull'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, che dichiara che
"[l'Unione] promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la
solidarietà tra gli Stati membri", nonché sull'articolo 175 del TFUE, che
esplicitamente chiede all'Unione di attuare questa politica per mezzo dei Fondi
strutturali, e sull'articolo 177 che definisce il ruolo del Fondo di coesione. Gli
obiettivi del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo europeo di sviluppo regionale
(FESR) e del Fondo di coesione (FC) sono definiti agli articoli 162, 176 e 177.
Maggiori dettagli sul valore aggiunto dell'intervento dell'UE sono reperibili
nella correlata valutazione d'impatto.
Come
evidenziato nella comunicazione "Revisione del bilancio dell'Unione
europea", "il bilancio UE dovrebbe essere impiegato per finanziare i
'beni pubblici' dell'Unione europea e azioni che gli Stati membri e le regioni
non riescono a finanziare in autonomia e nei casi in cui l'intervento UE può garantire
risultati migliori"[80]. La proposta giuridica
rispetterà il principio di sussidiarietà in quanto i compiti dei Fondi sono
stabiliti nel trattato e la politica è attuata in conformità al principio della
gestione concorrente e nel rispetto delle competenze istituzionali degli Stati
membri e delle regioni. 
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
Una
sintesi si trova nella valutazione d'impatto allegata alla proposta. 
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
Sarà
stabilito un quadro strategico comune, che tradurrà gli obiettivi e le priorità
di Europa 2020 in priorità di investimento per il FESR, il FC, il FSE, il FEASR
e il FEAMP che assicureranno un uso integrato dei fondi per conseguire gli
obiettivi comuni. Il quadro strategico comune definirà inoltre meccanismi di
coordinamento con altri strumenti e politiche pertinenti dell'Unione. 
1.6.        Durata e incidenza
finanziaria 
¨ Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore dall'1.1.2014 fino
al 31.12.2020 
–     
¨  Incidenza finanziaria dal 2014 al 2023 
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
·      Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al AAAA,
·      seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità di gestione prevista[81]
¨ Gestione diretta centralizzata da parte della Commissione 
¨ Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
·      ¨  agenzie esecutive
·      ¨  organismi creati dalle Comunità[82]
·      ¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche
di cui al titolo V del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate
nel pertinente atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento
finanziario 
■ Gestione concorrente con gli Stati
membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce
"Osservazioni".
Osservazioni 
.
.
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Precisare la frequenza
e le condizioni.
Il
sistema di monitoraggio sarà basato su un sistema di gestione concorrente. Al
centro di questo approccio sono previsti Comitati di sorveglianza istituiti per
ciascun programma operativo e rapporti annuali di esecuzione per ogni programma
operativo. I comitati di sorveglianza si riuniranno almeno una volta all'anno. Il
sistema è completato da riunioni annuali di riesame tra la Commissione e gli
Stati membri. 
Oltre
ai rapporti di esecuzione per ogni programma operativo, nel 2017 e nel 2019
sono previste relazioni sullo stato di attuazione che si concentreranno su
questioni strategiche a livello degli Stati membri. Su questa base, la
Commissione redigerà rapporti strategici nel 2017 e nel 2019.
Il
sistema di monitoraggio e di relazioni si baserà su indicatori di realizzazione
e di risultato. Le proposte stabiliscono una serie di indicatori comuni che
saranno utilizzati per l'aggregazione di informazioni a livello dell'Unione. In
punti chiave del periodo di attuazione (2017 e 2019), ulteriori requisiti di
analisi sullo stato di avanzamento dei programmi fanno parte dei rapporti
annuali di esecuzione. Il sistema di monitoraggio e di relazioni utilizza
appieno le potenzialità dei trasferimenti elettronici di dati.
Saranno
adottati dispositivi di valutazione per determinare l'efficacia, l'efficienza e
l'incidenza della politica interessata, con particolare riferimento agli
obiettivi principali UE 2020 e ad altri indicatori d'incidenza pertinenti.

2.2.        Sistema di gestione e
controllo 
2.2.1.     Rischi individuati 
Dal
2007 la Corte dei conti europea ("la Corte") segnala nella sua
relazione annuale un tasso di errore stimato per la politica di coesione nel
suo complesso per ogni esercizio di bilancio (2006-2009) basato su un campione
annuo casuale indipendente di transazioni. 
Il
livello di errore stimato dalla Corte per la politica di coesione è stato
superiore a quello di altri gruppi di politiche del bilancio UE degli stessi
anni, e si è attestato tra il 5% e il 10% delle spese per l'attuale periodo di
programmazione. Il tasso di errore della Corte si applica tuttavia ai pagamenti
intermedi effettuati dagli Stati membri, rimborsati dalla Commissione prima che
siano stati eseguiti tutti i controlli previsti per i programmi del periodo
2007-2013 a livello nazionale e dell'UE. 
In
base alle norme vigenti, i pagamenti intermedi sono certificati dall'autorità
di certificazione alla Commissione successivamente ai controlli di gestione a
tavolino su tutte le spese dichiarate dai beneficiari, ma spesso prima dei
controlli di gestione approfonditi in loco o delle successive attività di
audit. Pertanto le disposizioni in materia di finanziamento pluriennale
prevedono che i controlli vengano effettuati prima ma anche dopo l'attività di
audit da parte della Corte dei conti europea, e l'errore residuo una volta
completati tutti i controlli può risultare notevolmente inferiore al tasso di
errore rilevato dalla Corte. In base all'esperienza passata, l'errore residuo
stimato alla fine della programmazione, dopo che tutti i controlli sono stati
completati, è compreso nell'intervallo tra 2% e 5%.
Le
proposte hanno previsto una serie di misure volte a ridurre il tasso di errore
correlato ai versamenti intermedi effettuati dalla Commissione (il tasso di
errore notificato dalla Corte dei conti europea):
1)
i versamenti intermedi effettuati dalla Commissione non potranno superare il
90% dell'importo dovuto agli Stati membri, pertanto a questo punto saranno
stati eseguiti solo una parte dei controlli nazionali. Il saldo sarà
versato successivamente alla liquidazione annuale dei conti, una volta che
l'autorità di gestione e l'autorità di audit avranno fornito elementi probatori
di audit nonché una garanzia ragionevole. Eventuali irregolarità rilevate dalla
Commissione o dalla Corte dei conti europea dopo la trasmissione dei bilanci
annuali certificati da parte dell'autorità di gestione/di certificazione
richiederanno una rettifica netta. Ciò incentiverà notevolmente gli Stati
membri a garantire la regolarità delle spese certificate alla Commissione,
rispetto all'approccio attuale che consente un più ampio riciclaggio dei fondi
recuperati nel corso del periodo di attuazione dei programmi;
2)
introduzione di una liquidazione annuale dei conti e di una chiusura annuale
delle operazioni o delle spese completate, che incentiverà ulteriormente le
autorità nazionali e regionali ad effettuare controlli della qualità in maniera
tempestiva in previsione della certificazione annuale dei conti alla
Commissione. Ciò rafforza gli attuali dispositivi di gestione finanziaria e
offre una maggiore garanzia del fatto che le spese irregolari vengano escluse
dai conti annualmente anziché alla fine del periodo di programmazione. 
Si
prevede che le misure sopra descritte (il nuovo sistema di rimborso, la
liquidazione e la chiusura annuali e le rettifiche nette definitive da parte
della Commissione), faranno scendere il tasso di errore al di sotto del 5%, e
che il tasso di errore residuo finale alla chiusura dei programmi si avvicinerà
maggiormente alla soglia di rilevanza del 2% applicata dalla Corte dei conti
europea. 
Tale
stima è tuttavia subordinata alla capacità della Commissione e degli Stati
membri di affrontare i principali rischi delineati di seguito.
Un'analisi
degli errori notificati dalla Corte e dalla Commissione negli ultimi cinque
anni dimostra che gli errori principali si concentrano su un numero limitato
di programmi in alcuni Stati membri. I tassi di errore segnalati dalle
autorità di audit e basati sui campioni statistici mostrano inoltre sensibili
differenze tra i diversi programmi, avvalorando così tale analisi. La proposta
di concentrare le attività e le risorse di audit sui programmi ad alto rischio
e di consentire misure di controllo commensurate per i programmi dotati di
sistemi di controllo efficaci, permetterebbe di far fronte ai principali rischi
in maniera efficace e di utilizzare le risorse di audit con maggiore efficienza
sia a livello nazionale che della Commissione. La possibilità di beneficiare di
dispositivi proporzionati alla situazione di ciascun programma può di per sé
incentivare l'efficienza delle misure di controllo. 
L'analisi
degli errori non rilevati dai sistemi di gestione e di controllo nazionali e
quindi identificati dalla Corte nei suoi audit relativi al periodo 2006-2009
mostrano inoltre una concentrazione di errori nelle seguenti categorie:
Per il FESR e il Fondo di coesione, gli errori nell'applicazione delle
normative sugli appalti pubblici hanno rappresentato
circa il 41% degli errori quantificabili complessivamente rilevati. La
percentuale degli errori relativi all'ammissibilità è stata del 39%: in
questa categoria rientrano gli errori riguardanti la selezione dei progetti, il
finanziamento di categorie di costi non ammissibili, i costi che non rientrano
nel periodo di ammissibilità o nell'area ammissibile, errori di calcolo dei
tassi di cofinanziamento, il finanziamento di IVA non ammissibile ecc. Le
carenze relative alla pista di controllo hanno rappresentato l'11% degli
errori quantificabili (la percentuale si è progressivamente ridotta nel tempo
grazie ai controlli di gestione rafforzati), mentre gli errori legati alla
complessa questione dei progetti generatori di entrate (entrate non
detratte o calcolate in modo non corretto con conseguente tasso di
cofinanziamento troppo elevato) hanno rappresentato il 6% degli errori
quantificabili segnalati nel periodo. 
Per quanto concerne il FSE, i problemi relativi all'ammissibilità hanno rappresentato il 58% circa del totale degli errori
quantificabili complessivamente rilevati e hanno riguardato in particolare la
non ammissibilità dei partecipanti, i costi diretti e indiretti non
ammissibili, i pagamenti successivi o anteriori al periodo di ammissibilità, le
spese non ammissibili dichiarate su base forfettaria, i costi non ammissibili
di borse di studio e indennità pubbliche, le entrate non detratte nel calcolare
le spese ammissibili o calcolate in modo errato, i servizi pagati ma non
prestati e l'IVA non ammissibile. I problemi di accuratezza, che hanno
rappresentato il 7% degli errori quantificabili segnalati, hanno riguardato
l'assegnazione errata di costi diretti e indiretti, metodo di assegnazione di
spese generali indebitamente giustificate, errori nel calcolo delle spese,
mancato rispetto del principio del costo reale, sovradichiarazione dei costi,
calcolo errato dei tassi di cofinanziamento e infine dichiarazione multipla di
costi del personale. I problemi legati alla pista di controllo, cui si
deve il 35% degli errori, hanno riguardato la mancanza di documenti
giustificativi essenziali, soprattutto a livello dei beneficiari.
Sebbene
la Commissione stia svolgendo una serie di azioni con gli Stati membri per
ridurre tali errori, si prevede che, in attesa dell'adozione della presente
proposta e della loro corretta attuazione negli Stati membri, questi errori
potrebbero continuare a rappresentare potenziali aree di rischio nel prossimo
periodo di programmazione 2014-2020.
Gli
errori correlati all'applicazione delle normative sugli appalti pubblici
rappresentano una delle maggiori fonti di errore e il relativo tasso può essere
stimato a circa il 2%-4% in media ogni anno per l'attuale periodo di
programmazione. Le proposte avanzate nel quadro della politica di coesione
garantiranno controlli più efficaci; tuttavia, per conseguire una riduzione
sostanziale del tasso di errore nell'ambito della politica di coesione, è
importante che tali azioni si accompagnino alla semplificazione e alla
chiarificazione delle normative sugli appalti pubblici. In assenza di procedure
di appalti pubblici più snelle, e se le amministrazioni pubbliche e i
beneficiari degli Stati membri non sono in grado di migliorare l'attuazione di
tali normative, la politica di coesione continuerà a risentire sistematicamente
di questa componente dell'attuale tasso di errore. L'attuale revisione della
direttiva sugli appalti pubblici dovrebbe perciò offrire l'opportunità di
contribuire alla riduzione degli errori nella politica di coesione in linea con
quanto sopra indicato.
2.2.2.     Modalità di controllo previste

La
struttura proposta per i sistemi di gestione e di controllo rappresenta
un'evoluzione di quella esistente per il periodo 2007-2013 e mantiene la
maggior parte delle funzioni espletate nel periodo attuale, incluse le
verifiche amministrative e in loco, gli audit dei sistemi di gestione e di
controllo e gli audit degli interventi. Mantiene altresì inalterato il ruolo
della Commissione nonché la possibilità per la stessa di operare interruzioni,
sospensioni e rettifiche finanziarie.
Per
incrementare l'assunzione di responsabilità, le autorità di programma
verrebbero accreditate da un organismo nazionale di accreditamento incaricato
della loro supervisione continua. La proposta è sufficientemente flessibile da
consentire di mantenere l'attuale struttura con le tre autorità principali per
ciascun programma nei casi in cui il sistema attuale si sia dimostrato
efficace. Tuttavia è anche possibile unificare l'autorità di gestione a quella
di certificazione, riducendo in tal modo il numero delle autorità coinvolte
negli Stati membri. Un numero inferiore di organismi ridurrebbe l'onere
amministrativo e accrescerebbe la possibilità di costruire una più forte
capacità amministrativa, ma consentirebbe altresì di assegnare responsabilità
più chiare.
Si
stima che i costi dei compiti relativi al controllo (a livello nazionale e
regionale, esclusi i costi della Commissione) siano intorno al 2% dei
finanziamenti totali gestiti nel periodo 2007-2013[83].
Tali costi sono imputabili alle seguenti aree di controllo: l'1% è richiesto
per il coordinamento e la predisposizione del programma a livello nazionale,
l'82% è ascrivibile alla gestione del programma, il 4% alla certificazione e il
13% all'audit. 
Le seguenti proposte aumenteranno i costi relativi al controllo:
-
la creazione e l'operatività di un organismo di accreditamento (i cui costi
possono essere compensati dalla fusione delle autorità di gestione e di certificazione,
se lo Stato membro seleziona tale opzione);
-
la presentazione di bilanci annuali certificati e di una dichiarazione di
gestione annuale, che presuppone che siano stati effettuati tutti i debiti
controlli entro il periodo contabile (potrebbero essere necessari sforzi
amministrativi supplementari);
-
l'esigenza di attività di audit supplementari da parte delle autorità di audit
per verificare la dichiarazione di gestione o la necessità di completare i
propri audit ed esprimere un parere in tempi più brevi rispetto a quelli
richiesti attualmente. 
Esistono tuttavia anche proposte che ridurranno i costi di controllo: 
-
l'opzione di fondere le autorità di gestione e di certificazione, che potrebbe
consentire allo Stato membro di risparmiare una porzione notevole del 4% degli
attuali costi dovuti alla certificazione, in virtù di un'amministrazione più
efficiente, di una minore necessità di coordinamento e di una riduzione del
campo di applicazione degli audit;
-
l'uso dei costi semplificati e dei piani d'azione comuni, che riduce i costi e
gli oneri amministrativi a tutti i livelli, sia per le amministrazioni che per
i beneficiari;
-
dispositivi di controllo proporzionati per le verifiche di gestione e per gli
audit;
-
la chiusura annuale, che ridurrà il costo relativo alla conservazione dei
documenti ai fini del controllo a carico delle amministrazioni pubbliche e dei
beneficiari.
Nel complesso si prevede pertanto che le proposte comporteranno una
redistribuzione dei costi di controllo (che si manterranno attorno al 2% dei
fondi complessivamente gestiti), piuttosto che un aumento o una riduzione degli
stessi. Si prevede tuttavia che
tale redistribuzione dei costi (tra le varie funzioni e, in virtù dei
dispositivi di controllo proporzionati, anche tra gli Stati membri e tra i
programmi) consentirà una più efficace attenuazione dei rischi, facendo
scendere il tasso di errore al di sotto del 5%. 
Oltre ai cambiamenti nei dispositivi di gestione finanziaria e di
controllo, che favoriranno l'efficace identificazione e la tempestiva
esclusione degli errori dai conti, la proposta prevede una semplificazione in
diverse aree, che contribuisce a prevenire gli errori.
Come già indicato, le misure proposte in tali aree
interesserebbero il 55% dei tassi di errore segnalati per il periodo attuale. 
Tali
misure comprendono: 
-
Un uso più esteso dei costi semplificati che riduce gli errori relativi alla
gestione finanziaria, alle norme di ammissibilità e alla pista di controllo e
riorienta sia l'esecuzione che il controllo verso l'efficacia e l'efficienza
degli interventi.
-
Una maggiore concentrazione tematica del finanziamento, che può comportare una
riduzione di errori derivanti dall'ampia varietà di interventi e quindi
dall'applicazione di una serie di norme diverse di ammissibilità.
-
Norme più chiare per la selezione dei progetti.
-
Un approccio semplificato, su base forfettaria, alle operazioni generatrici di
entrate, che ridurrà il rischio di errori nella determinazione e nella
deduzione delle entrate generate dalle operazioni.
-
Armonizzazione, chiarificazione e semplificazione delle norme di ammissibilità
con altri strumenti di sostegno finanziario dell'UE, che consentiranno di
ridurre gli errori commessi dai beneficiari che utilizzano aiuti provenienti da
fonti diverse.
-
L'introduzione obbligatoria della gestione elettronica dei dati e dello scambio
elettronico dei dati tra l'amministrazione e i beneficiari, che ha la
potenziale capacità di ridurre il tasso di errore derivante da un'inadeguata
conservazione dei documenti e di semplificare l'onere amministrativo a carico
dei beneficiari.
-
Chiusura annuale degli interventi o delle spese, che riduce gli errori relativi
alla pista di controllo abbreviando il periodo di conservazione dei documenti
ed evita l'accumulo sostanziale del carico di lavoro amministrativo legato alla
chiusura una tantum al termine del periodo di programmazione.
La
maggior parte delle azioni di semplificazione sopra elencate contribuisce
inoltre a ridurre l'onere amministrativo a carico dei beneficiari e rappresenta
pertanto una diminuzione nel contempo dei rischi di errore e dell'onere
amministrativo. 
2.3.        Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità 
Precisare le misure di
prevenzione e di tutela in vigore o previste.
I
servizi dei Fondi strutturali unitamente all'OLAF hanno creato una strategia
congiunta di lotta contro le frodi che prevede una serie di azioni che la
Commissione e gli Stati membri devono porre in essere per prevenire le frodi in
azioni strutturali nell'ambito della gestione concorrente.
Entrambe
le DG stanno attualmente sviluppando un modello di scoring sul rischio di frode
che sarà utilizzato dalle autorità di gestione interessate in 116 programmi FSE
e 60 programmi FESR.
La
recente comunicazione della Commissione sulla strategia antifrode [COM (2011)
376 definitivo del 24.6.2011] accoglie con favore la strategia esistente quale
esempio di migliori pratiche e prevede azioni ad essa complementari, la più
importante delle quali è che la proposta della Commissione per i regolamenti
2014-2020 chieda agli Stati membri di adottare misure efficaci di prevenzione
delle frodi, proporzionate ai rischi di frode identificati.
L'attuale
proposta della Commissione include un obbligo esplicito di mettere in atto tali
misure ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 4, lettera c). Ciò dovrebbe
rafforzare la consapevolezza negli Stati membri in merito alle frodi tra tutti
gli organismi coinvolti nella gestione e nel controllo dei fondi e ridurre in
tal modo il rischio di frode.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale   || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero || Diss.[84]   || di paesi EFTA[85]   || di paesi candidati[86]   || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis) del regolamento finanziario 
 1 Crescita intelligente e inclusiva Nuove rubriche per il periodo 2014-2020 || 04021700 FSE Convergenza 04021900 FSE Competitività regionale 13031600 FESR Convergenza 13031800 FESR Competitività regionale 13031900 FESR Cooperazione territoriale europea 13040200 Fondi di coesione || Diss. || NO || NO || NO || NO 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione: No
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione……………………………………..] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis) del regolamento finanziario 
 […] || [XX.YY.YY.YY] […] || […] || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese 
3.2.1.     Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero 1 || Crescita intelligente e inclusiva 
 DG: REGIO e EMPL ||   ||   || Anno N[87]   || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
  Stanziamenti operativi (prezzi 2011) || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 ||   
 Nuove linee di bilancio FESR e FES || Impegni || (1) || 37.004,47636.942,785 || 37.564,77437.375,939 || 38.023,07937.758,354 || 38.379,86738.153,836 || 38.722,32538.562,407 || 39.021,27738.948,791 || 39.303,92039.333,716 || 268.019,718267.075,828 
 Pagamenti || (2) || 5.662,0725.648,1 || 11.297,04611.254,375 || 21.863,67521.778,321 || 28.576,824.448,469 || 31.789,23231.612,19 || 36.702,87336.502,392 || 34.774,28734.602,638 || 170.666,010169.846,485 
 Nuova linea di bilancio FC prima del trasferimento alla linea di bilancio del nuovo Meccanismo per collegare l'Europa || Impegni || (1a) || 9.482,5819.572,122 || 9.751,2409.614,264 || 9.968,9039.631,037 || 10.138,9779.702,463 || 10.308,6219.883,112 || 10.456,51210.053,301 || 10.595,85310.217,011 || 70.702,68768.673,310 
 Pagamenti || (2a) || 1.499,3971.455,451 || 2.821,0472.825,665 || 5.410,6384.862,238 || 7.352,2906.017,686 || 8.652,8007.248,39 || 9.699,9649.845,352 || 8.801,7329.299,137 || 44.237,86941.553,920 
 Trasferimento alla linea di bilancio del nuovo Meccanismo per collegare l'Europa || Impegni || (1b) || 1397,5   || 1401,8   || 1403,8   || 1414,8   || 1440,9   || 1451,3   || 1489,9   || 10 000,0   
 Pagamenti || (2b) || 4,8   || 903,8   || 1003,8   || 1103,2   || 1129,9   || 1177,6   || 1303,6   || 6 626,7   
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[88]   || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 13.01.04.01 – Personale esterno FESR ||   || (3) || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3060 || 21,420 
 13.01.04.03 – Personale esterno Fondo di coesione ||   ||   || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 9,380 
 04.01.04.01 – Personale esterno FSE ||   ||   || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 35,000 
 Totale personale esterno ex linee BA ||   ||   || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 65,800 
 ALTRI STANZIAMENTI AMMINISTRATIVI DELLA DG REGIO ||   ||   || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 93,555   
 ALTRI STANZIAMENTI AMMINISTRATIVI DELLA DG EMPL ||   ||   || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 112,000 
 TOTALE degli stanziamenti per le DG REGIO, EMPL e MOVE || Impegni || =1+1a +3 || 46.525,82246.553,672 || 47.354,77947.028,968 || 48.030,74747.428,155 || 48.557,60847.895,064 || 49.069,71148.484,284 || 49.516,55449.040,857 || 49.938,53749.589,492 || 338.993,760336.020,493 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 7.200,2357.142,316 || 14.156,85914.118,805 || 27.313,07826.679,324 || 35.967,87934.504,920 || 40.480,79838.899,345 || 46.441,60246.386,509 || 43.614,78443.940,540 || 215.175,234211.671,759 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 46.487,05846.514,907   || 47.316,01446.990,203 || 47.991,98247.389,390   || 48.518,84347.856,299   || 49.030,94648.445,519   || 49.477,78949.002,092   || 49.899,77249.550,727   || 338722,405335.749,138 
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 271,355 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 1 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 46.525,82246.553,672   || 47.354,77947.028,968   || 48.030,74747.428,155   || 48.557,60847.895,064   || 49.069,71148.484,284   || 49.516,55449.040,857   || 49.938,53749.589,492   || 338.993,760336.020,493   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche: non
applicabile.
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 DG: REGIO || 
  Risorse umane || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 561,309 
  Altre spese amministrative || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 26,600 
 TOTALE DG REGIO || Stanziamenti || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 587,909 
 739109 ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 DG: EMPL || 
  Risorse umane || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
  Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE DG EMPL || Stanziamenti || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 765,709 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N[89]   || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 46.635,210 46.663,059 || 47.464,16647.138,355 || 48.140,13447.537,542 || 48.666,99548.004,451 || 49.179,09848.593,671 || 49.625,94149.150,244 || 50.047,92449.698,879 || 339.759,469336.786,202 
 Pagamenti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
·      ¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi.
·      ¨  La proposta comporta l'utilizzazione di stanziamenti operativi, come
illustrato sotto. La politica di coesione si basa sulla gestione concorrente. Le
priorità strategiche sono fissate a livello UE, mentre la gestione quotidiana
effettiva è affidata alle autorità di gestione a livello nazionale, regionale e
locale. La Commissione propone indicatori di realizzazione comuni, ma gli
obiettivi effettivi per le realizzazioni sono proposti da tali autorità di
gestione nell'ambito dei rispettivi programmi operativi, e approvati dalla
Commissione. Risulta pertanto difficile indicare obiettivi in termini di
realizzazioni finché i programmi non saranno stati elaborati, negoziati e
approvati nel 2013/14.
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato[90]   || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO No 1[91]…   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 1 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 OBIETTIVO SPECIFICO No 2… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 COSTO TOTALE ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
.
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
·      ¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
·      ¨  La proposta comporta l'utilizzazione di stanziamenti amministrativi,
come spiegato di seguito:
DG REGIO
Mio EUR (al terzo
decimale) 
   || Anno N[92]   || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane REGIO || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 561,309   
 Altre spese amministrative || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 26,600 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 586,187   
 Esclusa la RUBRICA 5[93] del quadro finanziario pluriennale[94]   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane REGIO || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 30,8 
 Altre spese di natura amministrativa || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 93,555 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 124,355   
 TOTALE || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 710,542   
DG EMPL 
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno N[95]   || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
 Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
 Esclusa la RUBRICA 5[96] del quadro finanziario pluriennale   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 35,000 
 Altre spese di natura amministrativa || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 112,000 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 147,000 
 TOTALE || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 324,800 
 TOTALE || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 1.042,531 
 3.2.3.2. Fabbisogno previsto di risorse umane 
·      ¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane
·      ¨  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane, come
spiegato di seguito: le cifre utilizzate per l'anno n sono quelle per il 2011.
DG REGIO: 
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) REGIO || 
 13 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 606 || 606 || 606 || 606 || 606 || 606 || 606 
 13 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 13 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[97] REGIO   || 
 13 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) || 48 || 48 || 48 || 48 || 48 || 48 || 48 
 13 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 13 01 04 01 [98] || - in sede[99]   || 56 || 56 || 56 || 56 || 56 || 56 || 56 
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 13 01 04 03 [100] || - in sede[101]   || 25 || 25 || 25 || 25 || 25 || 25 || 25 
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 735 || 735 || 735 || 735 || 735 || 735 || 735 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || Contribuire all'analisi, alla negoziazione, alla modifica e/o alla preparazione di proposte di programmi e/o progetti nello Stato membro XXX, in vista della loro approvazione. Contribuire a gestire, monitorare e valutare l'attuazione dei programmi/progetti approvati. Garantire il rispetto delle norme che disciplinano il programma XXX.   
 Personale esterno || Idem e/o sostegno amministrativo. 
DG EMPL 
Stima da esprimere
in unità equivalenti a tempo pieno senza decimali
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || 
 04 01 01 (Sede e uffici di rappresentanza della Commissione) (200 posti, costo unitario 127 000 EUR) || 200 || 200 || 200 || 200 || 200 || 200 || 200 
  (Delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 (Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  (Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[102]   || 
  (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 04 01 04 01 [103] || - in sede[104]   || 93 || 93 || 93 || 93 || 93 || 93 || 93 
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 xx 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altro xx 01 04 02) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 293 || 293 || 293 || 293 || 293 || 293 || 293 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
·      ¨  La proposta/iniziativa è compatibile con il prossimo
quadro finanziario pluriennale.
·      ¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
[…]
·      ¨  La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[105].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
[…]
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
·      La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento da parte di terzi

·      ¨ La proposta prevede che i finanziamenti europei devono essere
cofinanziati. L'importo esatto non può essere quantificato. Il regolamento
stabilisce i tassi massimi di cofinanziamento differenziati in linea con il
livello di sviluppo regionale (v. articolo 73 della proposta di regolamento):
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || Totale 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento || SM || SM || SM || SM || SM || SM || SM ||   
 Totale degli stanziamenti cofinanziati || da definire || da definire || da definire || da definire || da definire || da definire || da definire ||   
3.3.        Incidenza
prevista sulle entrate 
·      ¨  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
·      ¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
¨         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[106]   
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo………… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
[…]
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[…
[1]               COM(2012) 388 definitivo.
[2]               GU C [….] del [….], pag. [….].
[3]               GU C [….] del [….], pag. [….].
[4]               GU C [….] del [….], pag. [….].
[5]               GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1. 
[6]               GU L 154 del 21.6.2003, pag. 1.
[7]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[8]               GU L 55 del 28.2.2011, pag.13.
[9]               GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25.
[10]             
[11]             
[12]             
[13]             GU L […] del […], pag. […].
[14]             
[15]             
[16]             
[17]             GU L 191 del 23.7.2010, pag. 28.
[18]             GU L 308 del 24.11.2010, pag. 46.
[19]             GU L 379 del 28.12.2006, pag. 5.
[20]             GU L 337 del 21.12.2007, pag. 35.
[21]             GU L 193 del 25.7.2007, pag. 6.
[22]             GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114.
[23]             GU L 210 del 31.7.2006, pag. 19.
[24]             GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1.
[25]             GU L 118 del 12.5.2010, pag.1.
[26]             GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1.
[27]             Rif. obiettivi generali della strategia Europa 2020. 
[28]             GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.
[29]             GU …
[30]             GU L 209 del 2.8.1997, pag.1.
[31]             Come definiti nel Sistema europeo dei conti (SEC) e
trasmessi da tutti i 27 Stati membri nei rispettivi programmi di stabilità e di
convergenza.
[32]             Spiegazione: il settore delle amministrazioni
pubbliche è costituito essenzialmente da amministrazioni centrali, amministrazioni
di Stati federati e amministrazioni locali, nonché dagli enti di previdenza e
assistenza sociale previsti e controllati da dette amministrazioni. Comprende
inoltre le istituzioni senza scopo di lucro che producono beni e servizi non
destinabili alla vendita, controllate e in prevalenza finanziate dalle
amministrazioni pubbliche o dagli enti di previdenza e assistenza sociale.
[33]             GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1. 
[34]             COM(2011) 809 definitivo.
[35]             COM(2011) 834 definitivo.
[36]             GU L 290 del 6.11.2010, pagg. 39–48: Decisione
2010/670/UE della Commissione, del 3 novembre 2010, che definisce i criteri e
le misure per il finanziamento di progetti dimostrativi su scala commerciale
mirati alla cattura e allo stoccaggio geologico del CO2 in modo
ambientalmente sicuro, nonché di progetti dimostrativi relativi a tecnologie
innovative per le energie rinnovabili nell'ambito del sistema di scambio delle
quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità istituito dalla
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 275 del
25.10.2003, pagg. 32–46).
[37]             COM(2011) 874
definitivo.
[38]             COM(2011) 788 definitivo.
[39]             COM(2011) 609 definitivo.
[40]             COM(2011) 665 definitivo.
[41]             "Tabella di marcia verso uno spazio
unico europeo dei trasporti - Per una politica dei trasporti competitiva e
sostenibile", COM(2011) 144 definitivo.
[42]             COM(2011) 838 definitivo; COM(2011)
839 definitivo; COM(2011) 837 definitivo.
[43]             Approvate dal Consiglio ECOFIN il 7 settembre 2010.
[44]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
Iniziativa faro Europa 2020 – L'Unione dell'innovazione [COM(2010) 546
definitivo del 6.10.2010]. Impegni 24/25 e allegato I "Strumenti per
l'autovalutazione: Caratteristiche salienti di sistemi efficaci di ricerca e di
innovazione ai livelli nazionale e regionale". conclusioni del Consiglio
"Competitività": Conclusioni del Consiglio "Competitività"
su "L'Unione dell'innovazione" (doc. 17165/10 del 26.11.2010).
[45]          Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni: Un'agenda digitale europea
[COM(2010) 245 definitivo/2 del 26.8.2010]; documento di lavoro dei servizi
della Commissione: Quadro di valutazione dell'agenda digitale [SEC(2011)
708 del 31.5.2011]. Conclusioni del Consiglio "Trasporti,
telecomunicazioni ed energia" sull'agenda digitale europea (doc. 10130/10
del 26 maggio 2010).
[46]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
Un'agenda digitale europea [COM(2010) 245 definitivo/2 del 26.8.2010];
documento di lavoro dei servizi della Commissione: Quadro di valutazione
dell'agenda digitale [SEC(2011) 708 del 31.5.2011]. 
[47]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) – Uno "Small Business
Act" per l'Europa [COM(2008) 394 del 23.6.2008]; conclusioni del Consiglio
"Competitività": Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) –
Uno "Small Business Act" per l'Europa (doc. 16788/08 dell'1.12.2008);
comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Riesame dello
"Small Business Act" per l'Europa [COM(2008) 78 definitivo,
23.2.2011]; conclusioni del Consiglio "Competitività": Conclusioni
sul riesame dello "Small Business Act" per l'Europa (doc. 10975/11
del 30.5.2011).
[48]             GU L 48 del 23.2.2011, pag. 1.
[49]             GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.
[50]             GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136.
[51]             GU L 114 del 27.4.2006, pag. 64.
[52]             GU L 52 del 21.2.2004, pag.50.
[53]             GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.
[54]             Conclusioni del Consiglio "Giustizia e affari
interni" dell'11-12 aprile 2011, conclusioni sull'ulteriore sviluppo della
valutazione dei rischi ai fini della gestione delle catastrofi nell'Unione
europea.
[55]             GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.
[56]             GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.
[57]             GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3.
[58]             Decisione (2010/707/UE) del Consiglio, del 21 ottobre
2010, GU L 308 del 24.11.2010, pag. 46.
[59]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) – Uno "Small Business
Act" per l'Europa [COM(2008) 394 del 23.6.2008]; conclusioni del Consiglio
"Competitività": Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) –
Uno "Small Business Act" per l'Europa (doc. 16788/08 dell'1.12.2008);
comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al
Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Riesame dello
"Small Business Act" per l'Europa [COM(2008) 78 definitivo,
23.2.2011]; conclusioni del Consiglio "Competitività": Conclusioni
sul riesame dello "Small Business Act" per l'Europa (doc. 10975/11
del 30.5.2011).
[60]             Raccomandazione (2010/410/UE) del Consiglio, del 13 luglio
2010 (GU L 191 del 23.7.2010, pag. 28).
[61]             Se esiste una raccomandazione del Consiglio specifica per
paese direttamente collegata a questa clausola di condizionalità, la
valutazione dell'adempimento tiene conto della valutazione dei progressi
compiuti relativamente a tale raccomandazione specifica per paese. 
[62]             I termini per la realizzazione di tutti gli elementi
contenuti nella presente sezione possono scadere durante il periodo di
attuazione del programma.
[63]             Se esiste una raccomandazione del Consiglio specifica per
paese direttamente collegata a questa clausola di condizionalità, la
valutazione dell'adempimento tiene conto della valutazione dei progressi
compiuti relativamente alla raccomandazione specifica. 
[64]             I termini per la realizzazione di tutti gli elementi
contenuti nella presente sezione possono scadere durante il periodo di
attuazione del programma.
[65]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni
– Un impegno comune per l'occupazione - COM(2009)257 definitivo.
[66]             GU L 191 dell'1.7.2011, pag. 1. 
[67]             COM(2011) 567 definitivo.
[68]             Conclusioni del Consiglio del 12 maggio 2009 su un quadro
strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della
formazione ("ET 2020") (GU C 119 del 28.5.2009, pag. 2).
[69]             Raccomandazione della Commissione del 3 ottobre 2008
relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro (GU
L 307 del 18.11.2008, pag. 11).
[70]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020.
COM(2011) 173.
[71]             Se esiste una raccomandazione del Consiglio specifica per
paese direttamente collegata a questa clausola di condizionalità, la
valutazione dell'adempimento tiene conto della valutazione dei progressi
compiuti relativamente a tale raccomandazione specifica per paese.
[72]             I termini per il conseguimento di tutti gli obiettivi
contenuti nella presente sezione potrebbero scadere durante il periodo di
attuazione del programma.
[73]             GU L 303 del 2.12.2000, pag.16.
[74]             GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.
[75]             GU L 23 del 27.1.2010, pag. 35 pubblicazione della
decisione del Consiglio del 26 novembre 2009 relativa alla conclusione, da
parte della Comunità europea, della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti
delle persone con disabilità.
[76]             GU L 175 del 5.7.1985, pag. 40.
[77]             GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.
[78]             ABM: Activity Based Management (gestione per attività) –
ABB: Activity Based Budgeting (bilancio per attività).
[79]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b),
del regolamento finanziario.
[80]             COM(2010) 700 del 19.10.2010.
[81]             Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti
al regolamento finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[82]             A norma dell'articolo 185 del regolamento
finanziario.
[83]             Studio intitolato "Regional governance in the
context of globalisation: reviewing governance mechanisms &
administrative costs. Administrative workload and costs for Member State
public authorities of the implementation of ERDF and Cohesion Fund", 2010.
[84]             Diss. = Stanziamenti dissociati / Non diss. = Stanziamenti
non dissociati.
[85]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[86]             Paesi candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati
dei Balcani occidentali.
[87]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[88]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. AC = agente contrattuale;
[89]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[90]             I risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad
esempio: numero di scambi di studenti finanziati, numero di km di strade
costruiti ecc.)
[91]             Quale descritto nella sezione 1.4.2.
"Obiettivo/obiettivi specifici…"
[92]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[93]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. AC = agente contrattuale;
[94]             Personale esterno finanziato da ex linee "BA",
sulla base della dotazione finale 2011 per le risorse umane, compreso il
personale esterno in sede e in delegazione.
[95]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[96]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. AC = agente contrattuale;
[97]             AC = agente contrattuale; INT = personale interinale
(intérimaire); JED = giovane esperto in delegazione (jeune expert en
délégation); AL = agente locale; END = esperto nazionale distaccato; 
[98]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[99]             Principalmente per i fondi strutturali, il Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[100]            Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[101]            Principalmente per i fondi strutturali, il Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[102]            AC = agente contrattuale; INT = personale interinale
(intérimaire); JED = giovane esperto in delegazione (jeune expert en
délégation); AL = agente locale; END = esperto nazionale distaccato; 
[103]            Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[104]            Principalmente per i fondi strutturali, il Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[105]            Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[106]            Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi
doganali, contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi
netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di
riscossione.