CELEX: 62018CA0772
Language: it
Date: 2020-04-30 00:00:00
Title: Causa C-772/18: Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 30 aprile 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Korkein oikeus — Finlandia) — A / B (Rinvio pregiudiziale – Marchi – Direttiva 2008/95/CE – Articolo 5, paragrafo 1 – Articolo 5, paragrafo 3, lettere b) e c) – Contraffazione – Nozione di «usare nel commercio» – Prodotto immesso in libera pratica – Importazione – Stoccaggio – Detenzione di prodotti ai fini dell’immissione in commercio – Esportazione)

20.7.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 240/13
            
         
      Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 30 aprile 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Korkein oikeus — Finlandia) — A / B
      (Causa C-772/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Marchi - Direttiva 2008/95/CE - Articolo 5, paragrafo 1 - Articolo 5, paragrafo 3, lettere b) e c) - Contraffazione - Nozione di «usare nel commercio» - Prodotto immesso in libera pratica - Importazione - Stoccaggio - Detenzione di prodotti ai fini dell’immissione in commercio - Esportazione)
      (2020/C 240/16)
      Lingua processuale: il finlandese
      
         Giudice del rinvio
      
      Korkein oikeus
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: A
      
         Convenuto: B
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa, in combinato disposto con l’articolo 5, paragrafo 3, lettere b) e c), di tale direttiva, dev’essere interpretato nel senso che, allorché un soggetto che non esercita un’attività commerciale a titolo professionale riceve, immette in libera pratica in uno Stato membro e conserva prodotti manifestamente non destinati all’uso privato, che sono stati spediti al suo indirizzo da un paese terzo e sui quali, senza il consenso del titolare, è apposto un marchio, si deve ritenere che tale soggetto usi il marchio nel commercio, ai sensi della prima di tali disposizioni.
      
         (1)  GU C 72 del 25.2.2019.