CELEX: 51989PC0115
Language: it
Date: 1989-06-19
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE STABILISCE LE NORME MINIME PER LA PROTEZIONE DEI SUINI NEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI

21. 8. 89                                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 214/31
               15. Tutti i vitelli devono essere nutriti almeno due volte al giorno. Se i vitelli sono stabulati in gruppo e non
               sono alimentati ad libitum o mediante un sistema automatico di alimentazione, ciascun vitello deve avere
               accesso agli alimenti contemporaneamente agli altri vitelli del gruppo.
               16. A partire della seconda settimana di età, ogni vitello deve poter disporre in ciascun momento di acqua
               potabile fresca in quantità adeguata e ingerire, giornalmente, almeno 100 g di alimenti solidi contenenti fibre
               digeribili.
               17. Le attrezzature per la somministrazione di mangimi e di acqua devono essere concepite, costruite,
               installate e mantenute in modo da ridurre al minimo le possibilità di contaminazione degli alimenti o dell'acqua.
               18. Gli ingredienti dei mangimi solidi devono essere immagazzinati in modo che si conservino secchi, puliti e
               non infestati.
               Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio che stabilisce le norme minime per la protezione
                                                  dei suini negli allevamenti intensivi
                                                            COM(89) 115 def.
                                          (Presentata dalla Commissione il 23 giugno 1989)
                                                               (89/C 214/05)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                      considerando che è quindi indispensabile stabilire norme
                                                                          minime comuni per la protezione dei suini allevati in
visto il trattato che istituisce la Comunità economica                    impianti di allevamento intensivo, allo scopo di garantire
europea, in particolare l'articolo 43,                                    un razionale sviluppo della produzione e facilitare la
                                                                          realizzazione del mercato interno per quanto riguarda i
vista la proposta della Commissione,                                      suini ed i prodotti a base di suini;
visto il parere del Parlamento europeo,
                                                                          considerando che occorre che i servizi competenti, i
visto il parere del Comitato economico e sociale,                         produttori, i consumatori e gli altri operatori interessati
                                                                          siano tenuti al corrente degli sviluppi in questo settore ; che
considerando che tutti gli Stati membri hanno ratificato la               la Commissione deve continuare a promuovere l'informa-
convenzione europea sulla protezione degli animali negli                  zione e l'esecuzione di progetti di ricerca in materia ;
allevamenti; che anche la Comunità ha approvato tale
convenzione con la decisione 78/923/CEE (*), ed ha
depositato lo strumento di approvazione;
                                                                          HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
considerando che il Parlamento europeo, nella sua
risoluzione del 20 febbraio 1987 sulla politica in materia di
benessere degli animali (2) ha invitato la Commissione a
                                                                                                        Articolo 1
presentare proposte sulle norme minime da rispettare negli
allevamenti intensivi di suini;
                                                                          Le disposizioni del presente regolamento si applicano
considerando che i suini sono compresi, in quanto animali                 all'allevamento di suini in impianti d'allevamento intensi-
vivi, nell'elenco dei prodotti che figura nell'allegato II del
trattato ;
considerando che l'allevamento di suini in impianti di
allevamento intensivo costituisce parte integrante dell'agri-                                           Articolo 2
coltura ; che esso rappresenta una fonte di reddito per una
parte della popolazione agricola ;                                        Ai sensi del presente regolamento, si intende per:
considerando che le differenze suscettibili di comportare
                                                                           1. «suino» : un animale della specie suina, di qualsiasi età,
distorsioni nelle condizioni di concorrenza hanno un'inci-
denza sul corretto funzionamento dell'organizzazione del                       allevato per la riproduzione o l'ingrasso ;
mercato dei suini e dei prodotti da essi derivati ;
                                                                          2. « impianto d'allevamento intensivo » : un impianto nel
                                                                               quale sono ricoverati suini senza accesso al pascolo per
(i) GU n. L 323 del 17. 11. 1978, p. 12.                                       l'intera durata della loro esistenza o per la maggior
(2) GU n. C 76 del 23. 3. 1987, p. 185.                                        parte di essa ;
 ---pagebreak---  N. C 214/32                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     21. 8. 89
 3. « verro » : un suino di sesso maschile che ha raggiunto la                                  Articolo 5
     pubertà ed è destinato alla riproduzione;
                                                                      La Commissione istituisce un sistema, comprendente una
 4. « scrofetta » : un suino di sesso femminile che ha                base di dati adeguata, che le consenta di accedere a tutte le
     raggiunto la pubertà, ma non ha ancora partorito;                informazioni di carattere scientifico e tecnologico e su altri
                                                                      aspetti importanti per quanto riguarda l'allevamento dei
 5. «scrofa»: un suino di sesso femminile che ha già                  suini in impianti d'allevamento intensivo e provvede a
    partorito ;                                                       divulgare tali informazioni presso le autorità competenti
                                                                      degli Stati membri e presso gli altri operatori interessati.
 6. « scrofa in allattamento » : una scrofa nel periodo tra la
     fase perinatale e lo svezzamento dei lattonzoli;
                                                                                                Articolo 6
 7. «scrofa asciutta»: una scrofa nel periodo tra lo
    svezzamento e la fase perinatale ;                                Anteriormente al 1° gennaio 1994 la Commissione presenta
                                                                      al Consiglio e al Parlamento una relazione sullo stato di
 8. « lattonzolo » : un suino dalla nascita allo svezzamento ;        benessere dei suini allevati nei diversi metodi di allevamen-
                                                                      to e sull'applicazione delle disposizioni del presente
 9. «suinetto»:   un suino dallo svezzamento all'età di 10            regolamento, con particolare riguardo allo stato di
    settimane ;                                                       benessere delle scrofe tenute in diversi gradi di confinamen-
                                                                      to o in gruppi, accompagnata dalle eventuali proposte
 10.«suino all'ingrasso»: un suino dall'età di 10 settimane           appropriate.
    alla macellazione o all'impiego come riproduttore;
                                                                                                Articolo 7
                           Articolo 3
                                                                      1. Le autorità competenti di ogni Stato membro effettua-
 1. A decorrere dal 1° gennaio 1992, tutti gli impianti               no ispezioni presso gli impianti di allevamento intensivo
d'allevamento intensivo di nuova costruzione e tutti gli             per accertare l'osservanza delle disposizioni del presente
impianti d'allevamento intensivo messi in funzione per la            regolamento.
prima volta devono soddisfare almeno i seguenti requisiti :
                                                                     2. Le ispezioni sono effettuate ogni anno su un campione
a) nelle quattro settimane successive allo svezzamento, le           casuale costituito dal 10 % degli impianti di allevamento
    scrofe non devono essere tenute legate ; durante lo stesso       intensivo in ciascuno degli Stati membri.
    periodo, esse possono essere confinate in gabbie o stalle
    individuali soltanto qualora vengano liberate per il             3. Le autorità competenti di ogni Stato membro presenta-
    moto quotidiano;                                                 no ogni anno alla Commissione, entro l'ultimo giorno
                                                                     feriale di aprile, a partire dall'aprile 1993, una relazione
b) la superficie libera disponibile per ciascun suinetto o           particolareggiata concernente :
    suino all'ingrasso non deve essere inferiore a:
                                                                     — il numero degli impianti di allevamento intensivo
    — 0,2 m 2 per i suini di peso medio pari o inferiore a               esistenti sul loro territorio,
        20 kg,
                                                                     — il numero delle ispezioni effettuate a norma del
    — 0,3 m 2 per i suini di peso medio compreso tra 20 kg e             paragrafo 1,
        30 kg,
                                                                     — le violazioni constatate,
    — 0,4 m 2 per i suini di peso medio compreso tra 30 kg e
        50 kg,                                                       — le eventuali azioni legali avviate conseguentemente.
    — 0,65 m 2 per i suini di peso medio compreso tra 50 kg
        e 110 kg,                                                                              Articolo 8
    — 1,0 m 2 per i suini di peso superiore a 110 kg.                Esperti veterinari della Commissione possono, nella misura
                                                                     in cui lo esiga l'applicazione uniforme del presente
2. A decorrere dal 1° gennaio 1999, i requisiti minimi di            regolamento, effettuare ispezioni in loco. La Commissione
cui al paragrafo 1 si applicano a tutti gli impianti                 informa gli Stati membri degli esiti di tali ispezioni.
d'allevamento intensivo.
                                                                     Gli Stati membri sul cui territorio vengono effettuate le
                                                                     ispezioni forniscono agli esperti tutta l'assistenza necessa-
                          Articolo 4                                 ria per l'espletamento dei loro compiti.
Le disposizioni degli allegati possono essere modificate             Le norme generali per l'applicazione del presente articolo
secondo la procedura di cui all'articolo 10, per adeguarle ai        sono adottate secondo la procedura prevista dall'arti-
progressi realizzati nel campo scientifico.                          colo 10.
 ---pagebreak--- 21. 8. 89                                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        N. C 214/33
                             Articolo 9                                       La Commissione tiene in massima considerazione il parere
                                                                              formulato dal comitato. Essa informa quest'ultimo del
La Commissione è assistita dal comitato veterinario                           modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
permanente, istituito dalla decisione 68/361/CEE del
Consiglio ( ! ), in appresso denominato il «comitato».
                                                                                                           Articolo 11
                            Articolo 10
                                                                              In ordine agli impianti di allevamento intensivo situati sul
Ove si ricorra alla procedura di cui al presente articolo, si                 loro territorio, gli Stati membri possono mantenere in
applicano le disposizioni che seguono :                                       vigore o adottare, per la protezione dei suini, misure più
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato                     rigorose di quelle stabilite dal presente regolamento ; essi
un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il                  informano la Commissione su tali misure.
proprio parere in merito a tale progetto entro il termine
stabilito dal suo presidente in funzione dell'urgenza del
                                                                                                           Articolo 12
problema, e procede, se del caso, a votazione.
Il parere del comitato è verbalizzato ; ogni Stato membro ha                  Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1992.
il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
                                                                              Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi
                                                                              elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
(!) GU n. L 255 del 19. 10. 1968, pag. 23.                                    membri.
                                                                  ALLEGATO       A
                                                                Condizioni generali
                1. La stalla, i recinti e le attrezzature devono essere progettati, costruiti e mantenuti in modo da offrire ai suini
               condizioni ambientali favorevoli alla loro salute ed al loro benessere e da ridurre al minimo il rischio di incendi.
               2. I materiali utilizzati per la costruzione della stalla, dei recinti, delle attrezzature, dei pavimenti e delle
               separazioni non devono essere nocivi per i suini e devono poter essere accuratamente puliti e disinfettati.
               3. L'installazione e la manutenzione delle apparecchiature e dei circuiti elettrici deve essere tale da evitare la
               possibilità che i suini possano subire scosse elettriche.
               4. Occorre evitare forti rumori continui o improvvisi. Ove occorra, si deve provvedere all'isolamento termico,
               al riscaldamento o ad entrambi, per prevenire fenomeni di condensazione e variazioni della temperatura
               ambientale. La ventilazione deve consentire di mantenere entro limiti non dannosi per i suini la velocità
               dell'aria, la quantità di polvere, la temperatura, l'umidità relativa e le concentrazioni di gas.
               5. Gli impianti automatici o meccanici indispensabili per la salute ed il benessere dei suini devono essere-
               ispezionati almeno una volta al giorno. Gli eventuali difetti riscontrati devono essere eliminati
               immediatamente ; se ciò non fosse possibile, occorre prendere le misure adeguate per salvaguardare la salute ed
               il benessere dei suini fino a che non sia effettuata la riparazione, ad esempio ricorrendo a metodi alternativi
               disponibili di alimentazione e provvedendo a mantenere condizioni ambientali soddisfacenti. Se si utilizza un
               impianto di ventilazione artificiale, occorre prevedere dispositivi di riserva per l'immissione di aria fresca in
               caso di guasti all'impianto, nonché un sistema di allarme che segnali gli eventuali guasti all'allevatore. Il sistema
               di allarme deve essere verificato almeno una volta alla settimana.
               6. I suini non devono restare continuamente al buio. La stalla deve essere munita di illuminazione artificiale
               sufficientemente intensa per poter esaminare i suini in qualsiasi momento.
               7. I suini devono essere accuditi da un numero sufficiente di addetti che possiedano conoscenze teoriche e
               pratiche adeguate, soprattutto del sistema di conduzione e di produzione impiegato, e che siano in grado di
               rendersi conto dello stato di salute dei suini, nonché di comprenderne i mutamenti di comportamento e di capire
               se le condizioni ambientali generali sono adeguate ai fini della loro salute.
 ---pagebreak--- N. C 214/34                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           21. 8. 89
           8. Qualora risulti che i suini non godono di un buono stato di salute o di benessere, occorre adottare
           immediatamente le misure necessarie per accertarne le cause e ricorrere al più presto alle terapie adeguate.
           Qualora la causa sia da ascrivere ad un fattore ambientale connesso con la concezione o la costruzione del
           fabbricato, delle attrezzature o dei recinti, vi si deve porre rimedio prima di immettervi nuovamente un suino od
           un gruppo di suini, a seconda dei casi.
           9. Tutti i suini devono essere controllati almeno due volte al giorno. Gli eventuali suini malati o feriti devono
           essere opportunamente curati, senza indugi. I suini malati o feriti devono disporre di recinti con lettiera asciutta
           e confortevole, sufficientemente spaziosi per consentire loro di muoversi, coricarsi ed alzarsi senza difficoltà.
           Qualora il suino non reagisca al trattamento dell'allevatore, occorre chiedere al più presto il parere del
           veterinario.
           10. Qualora i suini vengano tenuti in gruppo, occorre prendere misure opportune per evitare lotte eccessive. I
           suini che presentano una costante aggressività nei confronti degli altri devono essere separati dal gruppo.
           11.   I locali di stabulazione dei suini devono essere costruiti in modo da consentire ad ogni suino:
           — di coricarsi, giacere ed alzarsi senza difficoltà,
           — di utilizzare luoghi separati per il riposo e la defecazione,
           — di vedere altri suini.
           12. Se si utilizza un attacco a collare, questo non deve provocare lesioni al suino e deve essere ogni giorno
           esaminato ed eventualmente aggiustato in modo da assicurare una posizione confortevole. Ogni attacco deve
           essere sufficientemente lungo per consentire ai suini di muoversi secondo quanto disposto al paragrafo 11. Esso
          deve essere concepito in modo da evitare la possibilità di strangolamento.
           13. La stalla, i recinti, le attrezzature e gli utensili devono essere puliti e disinfettati regolarmente in modo da
          evitare infezioni incrociate o lo sviluppo di organismi infettivi. Gli escrementi, l'urina e i foraggi che non sono
          stati mangiati o che sono caduti sul pavimento devono essere rimossi con la dovuta regolarità per ridurre al
          minimo gli odori e la presenza di mosche o roditori.
           14. I pavimenti devono essere sufficientemente lisci per evitare lesioni ai suini, ma senza essere sdruciolevoli.
          Qualora vengano utilizzati pavimenti a travetti, perforati o a griglia, devono essere costruiti in modo da non
          causare lesioni ai suini e consentire loro di stare in piedi o coricarvisi senza sforzo. Essi devono essere adeguati
          alle dimensioni ed al peso dei suini e costituire una superficie rigida, piana e stabile. La zona in cui si coricano i
          suini deve consentire un'efficiente evacuazione dei liquami e deve essere mantenuta asciutta. Qualora sia
          prevista una lettiera, lo strame deve essere pulito, asciutto e non dannoso per i suini.
           15. A tutti i suini deve essere fornito ogni giorno un quantitativo di alimenti gradevoli, digeribili e nutrienti
          adeguato alla loro età ed al loro peso e conforme alle loro esigenze comportamentali e fisiologiche, onde
          garantire buone condizioni di salute e di benessere.
          16. Tutti i suini devono essere nutriti almeno due volte al giorno. Se i suini sono stabulati in gruppo e non sono
          alimentati ad libitum o mediante un sistema automatico di alimentazione, ciascun suino deve avere accesso agli
          alimenti contemporaneamente agli altri suini del gruppo.
          17. A partire dalla seconda settimana di età, ogni suino deve poter disporre in ciascun momento di acqua
          potabile fresca in quantità adeguata.
          18. Le attrezzature per la somministrazione di mangimi e di acqua devono essere concepite, costruite,
          installate e mantenute in modo da ridurre al minimo le possibilità di contaminazione degli alimenti o dell'acqua.
          19. Gli ingredienti dei mangimi solidi devono essere immagazzinati in modo che si conservino secchi, puliti e
          non infestati.
          20. Tutti i suini devono poter disporre di paglia, fieno, altro materiale appropriato od oggetti di trastullo
          almeno per un'ora al giorno, in modo da consentire loro di comportarsi secondo le normali abitudini della
          specie.
 ---pagebreak--- ^1 ^ ^                                                   ^^crr^u^hc^icdcli^Cornun^cnroncc                                           ^C^l^B^
                                                                                A^^OOA^OO^
                                                     O^spos^ziomspec^che per le v ^ e categorie desumi
       L 1 recinti p e n v e r n devono essere sistematiecostruiti in modo da permettere all^ammale il contatto uditivo,
       olfattivoevisivo con gli altri sumiedisporre di zone separate per il n p o s o e l a defecazione.
       ^. La zona in cuil^ammale può coricarsi deve essere provvista di lettiera asciuttaeconfortevole(ades. paglia^
       la superficie minima di un recinto per verro a d u l t o è d i ^ m ^ .
       ^. ^e la copertura non viene sorvegliata da una persona esperta, il v e r r o e l a s c r o f a o l a s c r o f e t t a devono
       disporre di spazio sufficiente per accoppiarsi senza provocarsi lesioni.
       tL^ro^^^^^^o^^
       t. Occorre evitareimorsi alle codeoaltn vizi fornendo paglia, altro materiale adatto od oggetti di trastullo,e
       curando le condizioni a m h i e n t a h e l a densità degli ammali.
       L ^nma di essere sistemate negli stalli da parto, le scrofetteele scrofe in maternità devono essere pulite e, se
       del caso, sottoposteatrattamentocontroiparassiti interni od esterni.
       ^. Oevono disporre di una zona per coricarsi pulita, asciuttaeconfortevoleedeve essere loro fornita una
       lettiera adeguata.Occorre badareache siano evitate lesioniaprommenze ossee, quali quelle delle spalleodei
       fianchi.
       ^. Oietro alla scrofaoallascrofetta deve essere prevista una zona libera che renda agevole il parto naturaleo
       assistito.
       4. Le porcilaie da parto in cui le scrofe sono tenute libere devono essere provviste di strutture (quali ad es
       apposite sbarre^ destmateaproteggereilattonzoh.
       t. t lattonzoli devono disporre di una fonte di caloreedi una zona asciuttaeconfortevole, separata da quella
       occupata dalla scrofa,nella quale potersi c o n c a r e e n p o s a r e tutti contemporaneamente.
       ^. ^Cel caso si usi una gabbia da parto,ilattonzoh devono disporre di spazio sufficiente lungo entrambulati
       della gabbia stessa per poppare senza difficoltà alle mammelle della madre.
       ^. ^ubitodopo la nascita ai lattonzoli devono venir somministrati un integratore a b a s e d i f e r r o e , se
       necessano,elettrohtiosuccedanei del latte.
       4. Alimenti complementari devono essere forniti ai lattonzoli per abituarli all^assunzione di cibo prima dello
       svezzamento.
       ^. 1 suini di sessomaschiledestinatiavemr macellati c o n p e s o v i v o i n f e n o r e a ^ O kg non devono essere
       castrati. La castrazione di suini di sesso maschile di più di otto settimane deve essere effettuata, sotto anestesia,
       da un chirurgo v e t e r m a n o o d a altra persona qualificata, nell^osservanza della legislazione nazionale.
       ^. La troncatura dei denti ed il mozzamento della coda non devono essere effettuati in modo sistematico, ma
       soltanto quandonell^allevamento si constatmolesioni alle mammelle delle scrofeoalle code dei suini che
       possono essere evitate soltanto con tali operazioni.Oevono venire asportati solo gli apici degli incisiviele code,
       e l ^ o p e r a z i o n e d e v e a v e r l u o g o e n t r o i p n m i sette giorni di vita.
       7. Qualora si osservino lesioni alle gmocchiaoai garretti dei lattonzoli, devono venire adottate misure per
       proteggere tali parti da danni più graviepermettere la cicatrizzazione.
       ^. 1 lattonzoli non devono essere staccati dalla scrofa prima che abbiano raggiunto un^età di tre settimane,a
       meno che laperrnanenza presso la madre influenzi negativamente il benessere l o r o o d i q u e s t m i t i m a .
       9.     Al momento dello svezzamento, la scrofa deve essere allontanata dallo stallo da parto prima dei lattonzoli.
       V . ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ o
       L      t suini dovrebbero essere tenuti in gruppi stabili, nducendo il più possibile le commistioni.
       ^. ^i deve far in mododaevitareimorsi alle codeoaltn vizi fornendo paglia, altro materiale adatto od oggetti
       di trastullo,ecurando le condizioni ambientaliela densità degli animali.