CELEX: 62018CA0161
Language: it
Date: 2019-05-08 00:00:00
Title: Causa C-161/18: Sentenza della Corte (Terza Sezione) dell’8 maggio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla y León — Spagna) — Violeta Villar Láiz/Instituto Nacional de la Seguridad Social (INSS), Tesorería General de la Seguridad Social (TGSS) (Rinvio pregiudiziale — Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di previdenza sociale — Direttiva 79/7/CEE — Articolo 4 — Divieto di qualsiasi discriminazione fondata sul sesso — Discriminazione indiretta — Lavoro a tempo parziale — Calcolo della pensione di vecchiaia)

8.7.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 230/13
            
         
      Sentenza della Corte (Terza Sezione) dell’8 maggio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla y León — Spagna) — Violeta Villar Láiz/Instituto Nacional de la Seguridad Social (INSS), Tesorería General de la Seguridad Social (TGSS)
      (Causa C-161/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di previdenza sociale - Direttiva 79/7/CEE - Articolo 4 - Divieto di qualsiasi discriminazione fondata sul sesso - Discriminazione indiretta - Lavoro a tempo parziale - Calcolo della pensione di vecchiaia)
      (2019/C 230/15)
      Lingua processuale: lo spagnolo
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunal Superior de Justicia de Castilla y León
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Violeta Villar Láiz
      
         Convenuti: Instituto Nacional de la Seguridad Social (INSS), Tesorería General de la Seguridad Social (TGSS)
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa di uno Stato membro, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, secondo la quale l’importo della pensione di vecchiaia di tipo contributivo di un lavoratore a tempo parziale è calcolato moltiplicando un importo di base, stabilito a partire dalle retribuzioni effettivamente percepite e dai contributi effettivamente versati, per una percentuale che dipende dalla durata del periodo contributivo, periodo che è a sua volta soggetto a un coefficiente di riduzione pari al rapporto tra l’orario di lavoro a tempo parziale effettivamente prestato e l’orario di lavoro prestato da un paragonabile lavoratore a tempo pieno e maggiorato mediante l’applicazione di un coefficiente pari a 1,5, nei limiti in cui detta normativa pone in una situazione di particolare svantaggio i lavoratori di sesso femminile rispetto ai lavoratori di sesso maschile.
      
         (1)  GU C 190 del 4.6.2018.