CELEX: 51989PC0496
Language: it
Date: 1989-10-17
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLE CARNI DI CONIGLIO E DI SELVAGGINA

N. C 327/40                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           30. 12. 89
7) L'allegato D.IV è sostituito dal seguente testo:                                        bovina infettiva o la vulvovaginite pustolosa
                                                                                           infettiva e che non è stato vaccinato confor-
     «Il sottoscritto, veterinario ufficiale certifica che:                                memente alle disposizioni della direttiva 88/
                                                                                           407/CEE (»),
     1 ) Lo sperma sopra descritto è stato raccolto, trattato e                  b) i) non è stato vaccinato contro l'afta epizooti-
          immagazzinato in condizioni rispondenti alle norme                              ca! 1 ), o
          stabilite dalla direttiva 88/407/CEE;                                       ii) è stato vaccinato contro l'afta epizootica
                                                                                          conformemente alle disposizioni della diretti-
     2) Lo sperma sopra descritto è stato inviato al luogo di                             va 88/407/CEE ( J ).
          carico in recipiente sigillato ed in condizioni rispon-
          denti alle norme della direttiva 88/407/CEE;                  Fatto a                        , il
     3) Lo sperma sopra descritto proviene da un toro
          che:                                                                                                     (Firma)
                                                                                  Bollo
          a)   i) è risultato negativo alla prova di sieroneutra-
                  lizzazione o al test ELIZA per la rinotracheite
                   bovina infettiva o la vulvovaginite pustolosa                                          (Nome in lettere maiuscole)
                   infettiva effettuati nei precedenti 12                    V            s
                  mesi (*),                                                                          Articolo 2
                                                                        Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
                                                                        regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi
              ii) è stato vaccinato contro la rinotracheite
                                                                        alla presente direttiva entro il 1° gennaio 1990. Essi ne
                  bovina infettiva o la vulvovaginite pustolosa
                                                                        informano immediatamente la Commissione.
                   infettiva, conformemente alle disposizioni
                  della direttiva 88/407/CEE (*),
                                                                                                     Articolo 3
                  o
                                                                        Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
             iii) è risultato positivo alla prova di sieroneutra-
                  lizzazione o al test ELIZA per la rinotracheite       ll) Cancellare la dicitura superflua.»
                     Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio relativo alle carni di coniglio e di selvaggina
                                                           COM(89) 496 def.
                                    (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 30 ottobre 1989)
                                                             (89/C327/07)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                    selvaggina costituiscono una fonte di reddito per una parte
                                                                        della popolazione rurale;
visto il trattato che istituisce la Comunità economica euro-            considerando che, per garantire lo sviluppo razionale di
pea, in particolare l'articolo 43,                                      questo settore e incrementarne la produttività, è necessario
                                                                        stabilire norme di polizia sanitaria a livello comunitario per
                                                                        la produzione e la commercializzazione di carni di coniglio e
vista la proposta della Commissione,                                    di selvaggina;
                                                                        considerando che occorre eliminare le disparità esistenti tra
visto il parere del Parlamento europeo,
                                                                        gli Stati membri quanto alle norme di polizia sanitaria in
                                                                        modo da favorire gli scambi intracomunitari di carni di
                                                                        coniglio e di selvaggina e contribuire in tal modo al
visto il parere del Comitato economico e sociale,
                                                                        compimento del mercato interno;
considerando che le carni di coniglio e di selvaggina figurano          considerando che le carni di coniglio e di selvaggina possono
tra i prodotti elencati nell'allegato II del trattato; che l'alle-      diffondere malattie trasmissibili agli animali domestici e
vamento di conigli e di selvaggina rientra in linea generale nel        all'uomo; che è quindi necessario prevedere disposizioni che
settore agricolo; che tale allevamento e i proventi della               permettano di contenere tale rischio;
 ---pagebreak--- 30. 12. 89                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 327/41
considerando che le carni di coniglio e di selvaggina devono                                       Articolo 2
essere trattate igienicamente per prevenire infezioni trasmes-
se ed intossicazioni causate dagli alimenti;                           Ai fini del presente regolamento, si applicano le seguenti
                                                                       definizioni:
considerando che la direttiva 82/894/CEE del Consiglio,                   1) «carni di selvaggina»: tutte le parti di animali selvatici
del 21 dicembre 1982, concernente la notifica delle malattie                 adatte al consumo umano;
di animali nella Comunità ( J ), modificata da ultimo dalla
direttiva 89/ 162/CEE ( 2 ), stabilisce le norme per la notifica          2) «carni di selvaggina d'allevamento»: tutte le parti di
delle malattie degli animali nella Comunità; che la comparsa                 mammiferi e volatili selvatici, allevati e macellati in
o la presenza di talune malattie contagiose degli animali                    cattività, che siano adatte al consumo umano;
selvatici in una regione della Comunità può costituire un                 3) «carni di selvaggina in libertà»: tutte le parti di
rischio per la fauna selvatica di altre regioni della Comunità e             mammiferi e volatili selvatici uccisi nel loro ambiente
per il patrimonio zootecnico comunitario; che è opportuno                    secondo le norme venatorie, che siano adatte al consu-
esigere per determinate malattie contagiose di animali selva-                mo umano;
tici le stesse informazioni richiesta per gli animali dome-
stici;                                                                   4) «selvaggina»: i mammiferi terrestri, o i volatili, non
                                                                             considerati domestici e non menzionati all'articolo 1,
considerando che la direttiva 64/433/CEE del Consiglio,                      paragrafo 1 della direttiva 64/433/CEE né all'artico-
del 26 giugno 1964, relativa a problemi sanitari in materia di               lo 1 della direttiva 71/118/CEE del Consiglio, del 15
scambi intracomunitari di carni fresche ( 3 ), modificata da                 febbraio 1971, relativa a problemi sanitari in materia di
ultimo dalla direttiva 88/657/CEE ( 4 ), stabilisce le norme                 scambi di carni fresche di volatili da cortile (5);
sanitarie per le carni fresche; che le condizioni di allevamento
                                                                          5) «selvaggina grossa»: i mammiferi selvatici fissipedi;
degli animali selvatici destinati alla produzione di selvaggina
sono analoghe a quelle dei mammiferi e dei volatili domestici;            6) «selvaggina piccola»: i mammiferi selvatici della fami-
che è opportuno estendere alla selvaggina d'allevamento le                   glia dei leporidi e i volatili selvatici in libertà;
stesse norme sanitarie già adottate per le carni fresche e il
                                                                          7) «selvaggina di penna»: i volatili selvatici;
pollame;
                                                                          8) «selvaggina di pelo»: i mammiferi selvatici;
considerando che è opportuno prevedere deroghe per i
                                                                          9) «carni di coniglio» : tutte le parti del coniglio domestico
piccoli quantitativi di carni di coniglio e di selvaggina
                                                                             adatte al consumo umano;
commercializzati a livello locale;
                                                                        10) «servizio ufficiale»: il servizio veterinario o qualsiasi
considerando che, per l'organizzazione e il prosieguo dei                    altro servizio di livello equivalente designato dallo Stato
controlli che devono essere eseguiti dallo Stato membro                      membro per sovrintendere all'applicazione del presente
destinatario e le misure di salvaguardia che devono essere                   regolamento;
applicate, si deve far riferimento alle disposizioni generali
stabilite dal regolamento (CEE) del Consiglio relativo ai               11) «zona di caccia»: il territorio in cui può muoversi la
controlli veterinari negli scambi intracomunitari nella pro-                 selvaggina in libertà;
spettiva della realizzazione del mercato interno;                       12) «centro di lavorazione della selvaggina»: lo stabilimen-
                                                                             to riconosciuto in cui sono preparate, sottoposte ad
considerando che è opportuno affidare alla Commissione il                    ispezione sanitaria ed eventualmente sezionate le car-
compito di adottare misure opportune per l'applicazione del                  casse di selvaggina in libertà;
presente regolamento; che occorre prevedere a tal fine
procedure che istituiscano una stretta ed efficace collabora-           13) «macello per conigli»: lo stabilimento riconosciuto in
zione tra la Commissione e gli Stati membri nell'ambito del                  cui sono macellati e sottoposti ad ispezione sanitaria i
comitato veterinario permanente,                                             conigli domestici;
                                                                        14) «paese di produzione»: lo Stato membro nel cui terri-
                                                                             torio è situato lo stabilimento di cui trattasi;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:                                    15) si applicano le definizioni contenute nell'articolo 2 della
                                                                             direttiva 64/433/CEE e nell'articolo 2 della diretti-
                           CAPITOLO I                                        va 71/118/CEE.
                      Disposizioni generali
                                                                                                  CAPITOLO II
                            Articolo 1
                                                                        Disposizioni concernenti la produzione e la commercializza-
 1.    Il presente regolamento stabilisce norme di sanità                        zione delle carni di coniglio e di selvaggina
pubblica e polizia veterinaria in materia di produzione ed
immissione sul mercato di carni di coniglio e di selvag-
gina.                                                                                              Articolo 3
(») GU n. L378 del 3 1 . 12. 1982, pag. 58.                             1.    In ogni Stato membro viene periodicamente controlla-
(2) GU n. L 61 del 4. 3. 1989, pag. 48.                                 to lo stato sanitario della selvaggina e dei conigli.
(3) G U n. 121 del 29. 7. 1964, pag. 2012/64.
(") G U n. L 382 del 31. 12. 1988, pag. 3.                              (5) GUn. L55 dell'8. 3. 1971, pag. 23.
 ---pagebreak--- N. C 327/42                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        30. 12. 89
A tal fine viene affidato ad un servizio o a un organismo                controllare la presenza nella selvaggina di agenti contami-
centrale il compito di raccogliere e di utilizzare i risultati delle     nanti diffusi nell'ambiente.
ispezioni sanitarie effettuate ai sensi del presente regolamen-
to qualora vengano diagnosticate malattie trasmissibili                  2.      In base ai risultati del controllo di cui al paragrafo 1,
all'uomo o agli animali o venga rilevata la presenza di residui          può essere limitato l'impiego di carni di selvaggina prove-
superiore ai livelli ammessi.                                            niente da determinate zone di caccia.
2.      Se viene diagnosticata una malattia o una situazione             3.      Norme aggiuntive possono essere decise secondo la
prevista dal paragrafo 1, i risultati del caso in questione sono         procedura prevista all'articolo 2 1 .
comunicati al più presto al servizio ufficiale responsabile
della sorveglianza dell'allevamento da cui provengono gli
animali o, nel caso della selvaggina in libertà, della zona di
                                                                                                      Articolo 6
caccia da cui proviene la selvaggina.
                                                                         1.     Le carni di selvaggina d'allevamento ottenute da
3.      Tenuto conto della situazione epizoologica, il servizio          selvaggina grossa devono rispondere ai requisiti di cui
ufficiale può chiedere che la selvaggina in libertà sia sotto-           all'articolo 3 della direttiva 64/433/CEE.
posta ad esami specifici per individuare l'eventuale presenza
delle malattie menzionate nell'allegato I della direttiva 82/            2.     In deroga al paragrafo 1, fintanto che non saranno
894/CEE.                                                                 adottate le disposizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1 della
                                                                         direttiva 88/409/CEE del Consiglio, del 15 giugno 1988,
La presenza di queste malattie viene comunicata alla                   • che stabilisce le norme sanitarie applicabili alle carni riservate
Commissione e agli Stati membri a norma della direttiva                  al mercato nazinale e i livelli del contributo da riscuotere
82/894/CEE.                                                              conformemente alla direttiva 85/73/CEE per l'ispezione di
                                                                         dette carni ( 3 ), la macellazione di selvaggina grossa d'alleva-
                                                                         mento nonché il sezionamento e il deposito delle carni di cui
                                                                         al paragrafo 1 possono essere effettuati in stabilimenti
                                                                         riconosciuti dalle autorità nazionali per il mercato interno, a
                            Articolo 4
                                                                         condizione che tali carni non formino oggetto di scambi
                                                                         intracomunitari.
1.     Negli scambi intracomunitari di carni di selvaggina si
applicano le pertinenti norme sanitarie che disciplinano gli             3.     In deroga al paragrafo 1, il servizio ufficiale può
scambi intracomunitari di carni fresche previste:                        autorizzare l'uccisione di selvaggina d'allevamento nel luogo
                                                                         di origine se gli animali non possono essere trasportati per
a) dalla direttiva 72/461 /CEE del Consiglio, del 12 dicem-              evitare che chi li manipola corra dei rischi o per proteggere il
     bre 1972, relativa a problemi di polizia sanitaria in               benessere degli animali. Tale deroga può essere concessa
     materia di scambi intracomunitari di carni fresche (*)              se:
     o
                                                                         — una domanda è presentata dal proprietario degli ani-
b) dal regolamento (CEE) [relativo alle norme di polizia
     veterinaria disciplinanti gli scambi intracomunitari e le               mali,
     importazioni dai paesi terzi di carni fresche e di volatili da      — il servizio ufficiale viene informato in precedenza della
     cortile e di selvaggina di penna allevata].                              data di macellazione di questi animali, e
2.     Inoltre, tenuto conto della presenza di malattie di cui           — non sono state imposte restrizioni all'allevamento in
all'articolo 3, paragrafo 3, il servizio ufficiale dello Stato                seguito ai controlli effettuati a norma degli articoli 4
membro nel cui territorio la malattia è stata constatata può                  e 5.
limitare l'impiego di carni di selvaggina provenienti da                 4.     Le carni ottenute da suini selvatici o da altre specie
determinate zone di caccia.                                              sensibili all'infestazione da trichine devono essere sottoposte
                                                                         ad un esame con il metodo della digestione conformemente
3.      Norme aggiuntive posssono essere decise secondo la               alla direttiva 77/96/CEE del Consiglio, del 21 dicembre
procedura prevista dall'articolo 21.                                     1976, concernente la ricerca delle trichine all'importazione
                                                                         dai paesi terzi di carni fresche provenienti da animali
                                                                         domestici della specie suina ( 4 ).
                            Articolo 5
                                                                                                      Articolo 7
1.      Gli Stati membri integrano i piani nazionali concernen-
ti i residui di cui all'articolo 4 della direttiva 86/469/CEE            Le carni di selvaggina d'allevamento ottenute da selvaggina
del Consiglio, del 16 settembre 1986, relativa alla ricerca di           di penna devono soddisfare ai requisiti di cui all'articolo 3
residui negli animali e nelle carni fresche ( 2 ), al fine di            della direttiva 71 /118/CEE.
(!) GU n. L 302 del 3 1 . 12. 1972, pag. 24.                             (3) GU n. L 194 del 22. 7. 1988, pag. 28.
(2) GU n. L 275 del 26. 9. 1986, pag. 36.                                (4) GU n. L 26 del 31. 1. 1977, pag. 67.
 ---pagebreak--- 30. 12. 89                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N. C 327/43
                           Articolo 8                                 b) provenire da un animale da macello che sia stato
                                                                           sottoposto all'ispezione veterinaria ante mortem ad
1.     Le carni di selvaggina in libertà devono:                           opera di un veterinario ufficiale, conformemente all'alle-
a) essere manipolate in un centro di lavorazione della                     gato I, capitolo I, e che in seguito a tale esame sia stato
    selvaggina conforme ai requisiti dell'allegato II, capito-             considerato atto alla macellazione;
    lo III, o in un macello riconosciuto e controllato in              e) essere trattate in condizioni igieniche soddisfacenti ana-
    conformità dell'articolo 13;                                           loghe a quelle previste nell'allegato I, capitolo III della
b) provenire da selvaggina in libertà uccisa nel proprio                   direttiva 71/118/CEE;
    ambiente e trattata conformemente alle disposizioni                d) essere sottoposte ad un'ispezione sanitaria post mortem
    dell'allegato II, capitolo I;                                          effettuata da un veterinario ufficiale conformemente
e) durante e dopo le operazioni di trasformazione nel centro               all'allegato I, capitolo II, e non presentare alcuna altera-
    di lavorazione della selvaggina o in un macello, essere                zione, salvo lesioni traumatiche sopravvenute poco
    trattate in condizioni igieniche soddisfacenti analoghe a              prima della macellazione oppure malformazioni o alte-
    quelle previste nell'allegato I, capitolo IV della diretti-            razioni localizzate, sempre che sia accertato, eventual-
    va 64/433/CEE per la selvaggina grossa e nell'allega-                  mente con opportune analisi di laboratorio, che non
    to I, capitolo III della direttiva 71/118/CEE per la                   rendono la carcassa e le frattaglie inadatte al consumo
    selvaggina piccola;                                                    umano o pericolose per la salute dell'uomo;
d) essere sottoposte ad un'ispezione sanitaria post mortem             e) essere munite del bollo sanitario in conformità dell'alle-
    effettuata da un veterinario ufficiale conformemente                   gato I, capitolo HI;
    all'allegato I, capitolo II, e non presentare alcuna altera-       f)   in conformità dell'allegato I, capitolo IV, essere conser-
    zione, salvo lesioni traumatiche sopravvenute durante la               vate dopo l'ispezione post mortem in condizioni igieniche
    caccia oppure malformazioni o alterazioni localizzate,                  soddisfacenti presso stabilimenti a tal fine riconosciuti ai
    sempre che sia accertato, eventualmente con opportune                   sensi dell'articolo 13 o in depositi riconosciuti conforme-
    analisi di laboratorio, che non rendono la carcassa e le                mente alla direttiva 64/433/CEE;
    frattaglie inadatte al consumo umano o pericolose per la
    salute dell'uomo;                                                  g) essere trasportate in condizioni igieniche soddisfacenti
                                                                            conformemente alle disposizioni dell'allegato I, capi-
e) essere munite del bollo sanitario in conformità dell'alle-               tolo V.
    gato II, capitolo IV;
f)  in conformità dell'allegato II, capitolo V, essere conser-         2.      Oltre a quanto disposto nel paragrafo 1, le parti di
    vate, dopo l'ispezione post mortem, in condizioni igieni-          carcasse o le carni disossate devono essere state ottenute in
    che soddisfacenti presso stabilimenti riconosciuti ai sensi        condizioni igieniche analoghe a quelle previste nell'artico-
    dell'articolo 13 o in depositi riconosciuti conformemente          lo 3, punto B della direttiva 7 1 / 1 1 8 / CEE in uno stabilimen-
    alla direttiva 64/433/CEE;                                         to a tal fine riconosciuto ai sensi dell'articolo 13.
g) essere trasportate in condizioni igieniche soddisfacenti
    conformemente alle disposizioni dell'allegato II, capi-                                        Articolo 10
    tolo V.
                                                                       In deroga alle disposizioni dell'articolo 6, paragrafo 1,
2.     Oltre a quanto disposto nel paragrafo 1:                        dell'articolo 7 e dell'articolo 8, paragrafo 1, lettera e), è
a) le carni di suini selvatici o di altre specie sensibili             autorizzata l'immissione sul mercato di selvaggina piccola
     all'infestazione da trichine devono essere sottoposte             non eviscerata e/o non scuoiata o non spiumata, nonché di
     all'esame con uno dei metodi di digestione, di cui alla           selvaggina grossa non scuoiata, a condizioni che siano
     direttiva 77/96/CEE;                                              trasportate e conservate separatamente dalle carni fresche,
                                                                       dalle carni avicole, dalle carni di coniglio e dalla selvaggina
b) le parti di carcasse o le carni disossate della selvaggina          eviscerata e scuoiata.
     piccola devono essere ottenute in condizioni igieniche
     analoghe a quelle previste nell'articolo 3, punto B della
     direttiva 71/118/CEE, in uno stabilimento a tal fine                                           Articolo 11
     riconosciuto ai sensi dell'articolo 13;
                                                                        1.     Il veterinario ufficiale può essere assistito da personale
e) le parti di carcasse o le carni disossate della selvaggina           ausiliario posto sotto la sua autorità e responsabilità:
     grossa devono essere ottenute in condizioni igieniche
     analoghe a quelle previste nell'articolo 3, paragrafo 1,           a) quando esegue l'ispezione sanitaria post mortem di cui
     punto B della direttiva 64/433/CEE, in uno stabilimen-                  all'articolo 6, paragrafo 1, all'articolo 7, all'articolo 8,
     to a tal fine riconosciuto ai sensi dell'articolo 13.                   paragrafo 1, lettera d) e all'articolo 9, paragrafo 1, let-
                                                                             tera d);
                            Articolo 9                                  b) quando esegue il controllo delle carni sezionate di cui
                                                                             all'articolo 6, paragrafo 1, all'articolo 7, all'articolo 8,
 1.     Le carni di coniglio devono:                                         paragrafo 2, lettere b) e e) e all'articolo 9, para-
                                                                             grafo 2;
 a) essere ottenute in uno stabilimento conforme ai requisiti
     generali della direttiva 71/118/CEE e a tal fine ricono-           e) quando verifica il rispetto dei requisiti di cui all'alle-
     sciuto ai sensi dell'articolo 13;                                       gato I, capitolo V e all'allegato II, capitolo V.
 ---pagebreak---  N. C 327/44                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       30. 12. 89
 2.     Le modalità di tale assistenza sono determinate, secon-                                    Articolo 14
 do la procedura prevista all'articolo 21.
                                                                        Laddove sia necessario per l'applicazione uniforme del
                                                                        presente regolamento, esperti veterinari della Commissione
                                                                        possono procedere a controlli sul posto; in particolare essi
                            Articolo 12                                 possono verificare se gli stabilimenti riconosciuti rispettano
                                                                        effettivamente le disposizioni del presente regolamento. La
                                                                        Commissione informa gli Stati membri sui risultati dei
 Le carni di coniglio o di selvaggina non possono essere
                                                                        controlli effettuati.
 destinate al consumo umano se:
 a) si è constatato che presentano uno dei difetti elencati al          Lo Stato membro nel cui territorio è effettuato un controllo
     punto 10, lettera a) dell'allegato I e al punto 14, lette-         assiste gli esperti nell'adempimento dei loro compiti.
     ra a) dell'allegato II;
                                                                       Le disposizioni generali per l'applicazione del presente
 b) provengono da animali cui siano state somministrate                 articolo sono definite secondo la procedura prevista all'arti-
     sostanze che possono rendere le carni pericolose o nocive         colo 21.
     alla salute dell'uomo e sulle quali il comitato scientifico
     veterinario ha emesso il proprio parere;
e) sono state trattate con radiazioni ionizzanti o con raggi                                       Articolo 15
     ultravioletti oppure con sostanze che rendono tenera la
     carne o con altre sostanze che possono influire sulle
     caratteristiche organolettiche delle carni o con coloranti         1.     Si applicano le disposizioni del regolamento (CEE) del
     diversi da quelli utilizzati per la bollatura sanitaria.          Consiglio, relativo ai controlli veterinari negli scambi intra-
                                                                       comunitari nella prospettiva della realizzazione del mercato
                                                                       interno, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione
                                                                       dei controlli da parte del paese destinatario e i conseguenti
                                                                       provvedimenti, nonché le misure di salvaguardia da applica-
                           Articolo 13                                 re per i problemi sanitari in materia di produzione e
                                                                       distribuzione delle carni di coniglio e di selvaggina nel
 1.    Ogni Stato membro compila un elenco degli stabili-              territorio della Comunità.
menti da esso riconosciuti, attribuendo un numero di
riconoscimento veterinario a ciascuno di essi. Gli Stati
membri possono riconoscere atti alla macellazione e al
sezionamento dei conigli e della selvaggina gli stabilimenti                                      Articolo 16
riconosciuti ai sensi della direttiva 71/118/CEE o della
direttiva 64/433/CEE a condizione che detti stabilimenti               1.      L'articolo 6, paragrafo 1 e l'articolo 7 non si applicano
siano attrezzati per trasformare le carni di coniglio e/o di           alle carni di selvaggina d'allevamento ottenute dall'agricol-
selvaggina e che tali operazioni siano eseguite nel rispetto           tore per il proprio consumo o consegnate direttamente senza
delle norme igieniche. Ogni Stato membro invia l'elenco                compenso al consumatore finale.
suddetto agli altri Stati membri e alla Commissione.
                                                                       2.      L'articolo 8 non si applica alle carni di selvaggina in
2.     Uno Stato membro non riconosce uno stabilimento se              libertà destinate dal cacciatore al proprio consumo o conse-
non ha accertato che esso soddisfa ai requisiti del presente           gnate direttamente senza compenso al consumatore finale.
regolamento. Lo Stato membro ritira il riconoscimento
qualora detti requisiti non siano più soddisfatti.
                                                                       3.      L'articolo 9 non si applica alle carni di coniglio
                                                                       ottenute dall'agricoltore per il proprio consumo o consegnate
3.     Qualora venga effettuato un controllo ai sensi dell'ar-         direttamente senza compenso al consumatore finale.
ticolo 14, lo Stato membro interessato deve tener conto delle
conclusioni che ne risultano. Gli altri Stati membri e                                            Articolo 17
la Commissione vengono informati del ritiro del riconosci-
mento.
                                                                       1.      Gli Stati membri possono concedere deroghe:
4.     Le ispezioni e la sorveglianza degli stabilimenti ricono-
                                                                       a) al disposto dell'articolo 6, paragrafo 1 e dell'articolo 7
sciuti devono essere effettuate sotto la responsabilità del
                                                                            per i piccoli quantitativi di carne di selvaggina d'alleva-
veterinario ufficiale, il quale può essere assistito nei compiti
                                                                            mento venduti direttamente dal produttore al consuma-
puramente materiali da personale appositamente addestrato.
                                                                            tore finale, a condizione che tale operazione avvenga
Il veterinario ufficiale deve avere libero accesso in ogni
                                                                            nella stessa zona in cui è situata l'azienda produttrice e
momento a tutti i reparti dello stabilimento per garantire
                                                                            che gli stabilimenti ed i punti di vendita siano regolar-
l'osservanza delle disposizioni del presente regolamento.
                                                                            mente controllati dal servizio ufficiale competente;
Le modalità di tale assistenza sono stabilite secondo la               b) al disposto dell'articolo 8, paragrafi 1 e 2, lettere b) e e)
procedura prevista all'articolo 2 1 .                                       per piccoli quantitativi di carni di selvaggina in libertà
 ---pagebreak--- 30. 12. 89                                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N. C 327/45
     venduti in punti di vendita regolarmente controllati dal                                           Articolo 21
     servizio ufficiale competente o venduti direttamente dal
     cacciatore al consumatore finale;
                                                                              1.     La Commissione è assistita dal comitato veterinario
e) al disposto dell'articolo 9 per piccoli quantitativi di carne              permanente, istituito con decisione 68/361/CEE del Con-
     di coniglio venduti-direttamente dal produttore al con-                  siglio (*), in appresso denominato il «comitato».
     sumatore finale, a condizione che tale operazione avven-
     ga nella stessa zona in cui è situata l'azienda produttrice e            2.     Qualora si ricorra alla procedura definita nel presente
     che gli stabilimenti ed i punti di vendita siano regolar-                articolo, si applicano le disposizioni seguenti.
     mente controllati dal servizio ufficiale competente.
2.      Nei casi contemplati al paragrafo 1, le carni devono                  3.     Il rappresentante della Commissione presenta al comi-
essere contrassegnate con un bollo per consentire l'identifi-                 tato un progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime
cazione del produttore o, se trattasi di selvaggina in libertà,               il proprio parere sul progetto entro un termine che il
del cacciatore o della zona di caccia.                                        presidente può stabilire in relazione all'urgenza del proble-
                                                                              ma. Il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'ar-
                                                                              ticolo 148, paragrafo 2 del trattato per le decisioni che il
                                                                              Consiglio deve adottare su proposta della Commissione.
                                                                              Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti
                                                                              degli Stati membri è attribuita la ponderazione dell'articolo
                            CAPITOLO HI                                       precitato. Il presidente non partecipa al voto.
                         Disposizioni finali
                                                                              4.     La Commissione adotta le misure previste se sono
                                                                              conformi al parere del comitato.
                              Articolo 18
                                                                              5.     Se le misure previste non sono conformi al parere del
Il presente regolamento si applica fatte salve le norme                       comitato o in mancanza di parere, la Commissione sottopone
adottate dalla Comunità per la protezione degli animali                       senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure
selvatici.                                                                    da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualifi-
                                                                              cata.
                              Articolo 19                                     Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi dalla data
                                                                              in cui è stato adito, la Commissione adotta le misure pro-
Gli allegati del presente regolamento vengono modificati                      poste.
dalla Commissione secondo la procedura prevista all'artico-
lo 2 1 , in particolare allo scopo di adeguarli al progresso
tecnologico.
                                                                                                        Articolo 22
                              Articolo 20
                                                                              Il presente regolamento entra in vigore il 1° aprile 1990.
Fintanto che non saranno applicate norme comunitarie per
l'importazione delle carni di coniglio e di selvaggina in                     Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi
provenienza dai paesi terzi, gli Stati membri applicano a                     e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
queste importazioni condizioni almeno equivalenti a quelle
fissate nel presente regolamento.                                             (0 GU n. L 255 del 18. 10. 1968, pag. 23.
                                                                   ALLEGATO I
                                                                   CAPITOLO I
                                                     Ispezione sanitaria ante mortem di conigli
                1. Gli animali devono essere sottoposti all'ispezione ante mortem prima che abbiano inizio le operazioni di
                macellazione della giornata. Il responsabile del macello o il suo rappresentante devono agevolare le operazioni
                inerenti all'ispezione sanitaria ante mortem e in particolare qualsiasi manipolazione ritenuta necessaria.
 ---pagebreak--- N. C 327/46                                    Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                           3 0 . 12. 89
           Ciascuna partita di animali da macellare deve essere identificata affinché l'autorità competente possa stabilirne la
           provenienza.
           2.     L'ispezione ante mortem può limitarsi al rilevamento delle lesioni occorse durante il trasporto se nelle 24 ore
           precedenti i conigli sono stati sottoposti a ispezione nell'azienda di provenienza e trovati in buone condizioni.
           L'identità della partita deve essere dimostrata al momento dell'arrivo al macello.
           Qualora l'ispezione ante mortem nell'azienda di provenienza e nel macello non vengano eseguite dallo stesso
           veterinario ufficiale, gli animali devono essere accompagnati da un certificato sanitario, firmato da un veterinario
           ufficiale, in cui si attesta che gli animali sono stati esaminati e ritenuti idonei alla macellazione.
           3.     Il veterinario ufficiale deve eseguire l'ispezione ante mortem a regola d'arte in condizioni di illuminazione
           adeguate.
          4.      L'ispezione deve permettere di accertare:
          a) se gli animali sono affetti da malattia trasmissibile all'uomo o agli animali oppure se presentano sintomi o un
               quadro clinico che possano far sospettare l'insorgenza di tale malattia;
          b) se presentano sintomi di malattie o turbe generali che possano rendere le carni inadatte al consumo
               umano.
          5.      Gli animali non possono essere macellati per il consumo umano qualora si accerti che rientrano nei casi
          contemplati al punto 4.
          6.      Gli animali di cui al punto 4 devono essere macellati separatamente e dopo la macellazione di tutti gli altri
          conigli le loro carni devono essere rimosse in condizioni igieniche.
                                                                CAPITOLO II
                                                 Ispezione sanitaria post mortem di conigli
            7.     I conigli macellati devono essere sottoposti ad ispezione subito dopo la macellazione.
            8.     L'ispezione post mortem deve essere eseguita in condizioni d'illuminazione adeguate.
            9.     L'ispezione post mortem deve comprendere:
          a) l'esame visivo dell'animale macellato;
          b) se del caso, l'esame per palpazione e l'incisione;
          e) la ricerca di alterazioni della consistenza, del colore, dell'odore ed eventualmente del sapore;
          d) se del caso, analisi di laboratorio.
          10. a) Il coniglio è dichiarato completamente inadatto al consumo umano se dall'ispezione post mortem
                      risultano:
                      — malattie trasmissibili all'uomo o agli animali;
                      — tumori maligni o multipli; accessi multipli;
                      — un'infestazione estesa da parassiti nei tessuti sottocutanei o muscolari;
                      — la presenza di residui di sostanze vietate o superiore ai livelli ammissibili;
                      — un avvelenamento;
                      — ferite estese o una forte imbibizione di sangue o di siero;
                      — alterazioni di colore, odore o sapore;
                      — alterazioni di consistenza, in particolare edema o deperimento grave.
                 b) Le parti di animali macellati che presentano contaminazioni o lesioni localizzate non pregiudizievoli alla
                      salubrità del resto delle carni sono dichiarate inadatte al consumo umano.
                 e) I risultati delle ispezioni sanitarie ante mortem e post mortem sono registrati dal veterinario ufficiale e,
                      qualora si constatino malattie trasmissibili all'uomo o agli altri di cui all'articolo 4 o si rilevi la presenza di
                     residui, ne viene data comunicazione alle autorità del servizio ufficiale cui incombe la sorveglianza
                      dell'allevamento dal quale provengono gli animali, nonché al responsabile di detto allevamento.
 ---pagebreak--- 3 0 . 12. 89                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             N.
                                                                  CAPITOLO III
                                                                 Bollatura sanitaria
             11. La bollatura sanitaria deve essere effettuata sotto la responsabilità del veterinario ufficiale. A tal fine egli
             detiene e custodisce:
             a) gli strumenti per la bollatura sanitaria delle carni, che può consegnare al personale ausiliario soltanto al
                  momento effettivo della bollatura e per il tempo necessario a tale operazione;
             b) le etichette e il materiale per il confezionamento se vi è già stato apposto uno dei bolli o dei sigilli menzionati al
                  punto 12. Le etichette, il materiale per il confezionamento ed i sigilli vengono consegnati al personale ausiliario
                  al momento dell'utilizzazione in quantità corrispondente alle necessità.
             12. 1. La bollatura sanitaria può consistere in un bollo recante:
                       a ) — nella parte superiore, le prime lettere ( in caratteri latini maiuscoli ), del nome del paese esportatore,
                               vale a dire B, D, DK, F, EL, ESP, IRL, I, L, NL, P, UK;
                           — al centro, il numero di riconoscimento veterinario del macello o, se del caso, del laboratorio di
                               sezionamento;
                           — nella parte inferiore, una delle seguenti sigle: CEE, EWG, EOF, EEC o EOK;
                           — i caratteri sia delle lettere che delle cifre devono avere un'altezza di 0,2 cm;
                               oppure
                       b) uno spazio ovale di 6,5 cm per 4,5 cm in cui figurino le indicazioni di cui alla lettera a), le lettere
                           devono avere un'altezza di 0,8 cm e le cifre di 1,1 cm.
                   2. Il materiale per la bollatura deve rispondere a tutti i requisiti d'igiene e su di esso devono essere
                       perfettamente leggibili le indicazioni di cui al punto 1.
                   3. a) La bollatura sanitaria di cui al punto 1, lettera a), deve essere eseguita:
                           — sulle carcasse non confezionate per mezzo di un sigillo recante le indicazioni di cui al punto 1,
                               lettera a);
                           — sopra oppure, in modo visibile, sotto gli involucri o altri imballaggi di parti di carcasse o frattaglie
                               condizionate in piccole quantità.
                       b) La bollatura sanitaria di cui al punto 1, lettera b) deve essere eseguita sui grandi imballaggi.
                   4. Qualora la bollatura sanitaria sia eseguita su un involucro o un imballaggio, conformemente al
                       punto 3:
                       — essa deve essere apposta in modo tale che venga distrutta al momento dell'apertura dell'involucro o
                           dell'imballaggio,
                           oppure
                       — l'involucro o l'imballaggio deve essere sigillato in modo tale da renderne impossibile il reimpiego, una
                           volta aperto.
                                                                   CAPITOLO IV
                                                                      Deposito
             13.     Dopo l'ispezione post mortem, le carni di coniglio devono essere refrigerate o congelate e mantenute ad una
             temperatura che non può mai superare + 4 °C per le carni refrigerate e - 12 °C per quelle congelate.
                                                                   CAPITOLO V
                                                                      Trasporto
              14.     Le carni di coniglio devono essere spedite in modo che siano protette durante il trasporto da qualsiasi
             elemento che possa contaminarle o alterarle, tenuto conto della durata e delle condizioni di trasporto, nonché dei
             mezzi a tale scopo utilizzati. In particolare, i veicoli adibiti al trasporto di queste carni devono essere attrezzati in
              modo da garantire che le temperature di cui al punto 13 non vengano superate.
 ---pagebreak--- N. C 327/48                                    Gazzetta ufficiale delle C o m u n i t à europee                                    3 0 . 12. 89
                                                                ALLEGATO      II
                                      NORME SANITARIE PER LA SELVAGGINA IN LIBERTÀ
                                                                 CAPITOLO I
             Norme igieniche e sanitarie per l'uccisione ed il trasporto al centro di lavorazione della selvaggina in libertà
            1.    Per l'uccisione della selvaggina in libertà si devono rispettare le norme approvate dai servizi ufficiali per la
           protezione sanitaria degli animali, per la salute pubblica, per l'ambiente e la natura.
           2.     I cacciatori devono rilevare qualsiasi elemento insolito constatato durante la caccia, l'eviscerazione e il
           dissanguamento dell'animale e fare rapporto di tali anomalie all'ispettore veterinario, se del caso per iscritto.
           3.     Quanto prima possibile dopo l'uccisione degli animali, le carcasse di selvaggina devono essere dissanguate e i
           visceri addominali devono essere asportati. Tuttavia, previo consenso del servizio ufficiale, le carcasse della
           selvaggina piccola possono essere trasportate al più presto al centro apposito di lavorazione senza dover prima
           asportate i visceri addominali o precedere al dissanguamento.
           4.     Tenuto conto delle condizioni ambientali, il servizio ufficiale può richiedere che i visceri addominali vengano
           asportati in una dispensa che possa essere facilmente pulita e disinfettata.
           5.     La correlazione tra le carcasse e le frattaglie di cui al punto 13 deve essere garantita fino al momento
           dell'ispezione veterinaria.
           6.     Le carcasse di selvaggina devono essere trasportate in condizioni igieniche, se del caso in camion frigoriferi,
           al centro di lavorazione della selvaggina.
             7.    La temperatura delle carcasse deve essere portata al più presto a + 4 °C per la selvaggina piccola e a
            + 7 °C per la selvaggina grossa. Tenuto conto delle condizioni ambientali, il servizio ufficiale può richiedere che le
           carcasse vengano collocate in locali frigoriferi entro 12 ore dall'uccisione degli animali al fine di evitarne il
           deterioramento.
             8.    Le carcasse di selvaggina devono essere sottoposte ad ispezione entro 24 ore dall'uccisione degli animali.
           Tuttavia, il servizio ufficiale può concedere un periodo supplementare se le condizioni di manipolazione,
           refrigerazione e trasporto sono tali da evitare che tale periodo supplementare possa provocare il deterioramento
           delle carcasse.
                                                                CAPITOLO II
                                           Ispezione sanitaria delle carni di selvaggina in libertà
             9.    Tutte le carcasse di selvaggina devono essere esaminate da un veterinario ufficiale onde accertare che non
           presentino lesioni provocate da malattie che possono essere trasmesse all'uomo o agli animali.
           10.     Il veterinario ufficiale deve provvedere affinché l'ispezione sia conseguita in condizioni igieniche
           adeguate.
           11.     Il veterinario ufficiale deve prendere in considerazione o tener debito conto delle osservazioni di cui al
           punto 2, fatte al momento dell'uccisione, dell'eviscerazione e del dissanguamento delle carcasse di selvaggina e
           rapportate dal cacciatore.
           12.     Il veterinario ufficiale deve esaminare la carcassa, la trachea, i polmoni, il cuore, il fegato, i reni e la
           milza.
           L'ispezione sanitaria della selvaggina piccola non eviscerata, tenuto conto della situazione sanitaria generale della
           zona di caccia da cui provengono gli animali, può essere eseguita su un determinato campione fissato dal servizio
           ufficiale.
           13.     Durante l'esame l'ispettore deve osservare con particolare attenzione:
           a) eventuali segni di morte naturale, di morte per cattura mediante trappola o di malattia al momento della
                morte;
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             b) segni di decomposizione;
             e) indizi di malattie trasmissibili all'uomo o agli animali;
             d) la presenza di parassiti, soprattutto nei tessuti sottocutanei o muscolari. In particolare, le carcasse di suini
                  selvatici debbono essere sottoposte a una ricerca delle trichine sotto il controllo e la responsabilità del
                  veterinario ufficiale. L'esame deve essere effettuato secondo gli stessi metodi della digestione indicati per le
                  carni suine nella direttiva 77/96/CEE;
             e) la ricerca di alterazioni della consistenza, del colore, dell'odore ed eventualmente del sapore;
             f)   la presenza di una contaminazione visibile.
             Qualora risulti necessario ai fini dell'ispezione sanitaria, il veterinario ufficiale può richiedere che le carcasse di
             selvaggina vengano scuoiate e sezionate.
             14. a) Le carni di selvaggina in libertà sono dichiarate completamente inadatte al consumo umano se
                        dall'ispezione sanitaria risultano:
                        — malattie trasmissibili all'uomo o agli animali;
                        — tumori maligni o multipli; ascessi multipli;
                        — un'infestazione estesa da parassiti nei tessuti sottocutanei o muscolari;
                        — la presenza di residui di sostanze vietate o superiore ai livelli ammissibili;
                        — un avvelenamento;
                        — eventuali segni di morte naturale, di morte per cattura mediante trappola o di malattia al momento
                            della morte;
                        — ferite estese o una forte imbibizione di sangue o di siero;
                        — processi di decomposizione, ad esempio riscaldamento, in particolare nel caso di ritrovamento o
                            eviscerazione ritardati;
                        — chiare anomalie di colore, odore, sapore;
                        — chiare anomalie di consistenza, in particolare edema o deperimento grave;
                        — un insudiciamento che non può essere eliminato nemmeno con un lavaggio accurato.
                    b) Le parti di carcasse di selvaggina che non presentano contaminazioni o lesioni localizzate non
                        pregiudizievoli alla salubrità del resto delle carni sono dichiarate inadatte al consumo umano.
                    e) I risultati delle ispezioni sanitarie sono registrati dal veterinario ufficiale e, qualora si constatino malattie
                        trasmissibili all'uomo o agli animali di cui all'articolo 3 o si rilevi la presenza di residui, ne viene data
                        comunicazione alle autorità del servizio ufficiale cui incombe la sorveglianza della zona di caccia dalla
                        quale provengono gli animali nonché, se del caso, al responsabile della zona di caccia in questione.
                                                                   CAPITOLO III
                                Requisiti generali per il riconoscimento dei centri di lavorazione della selvaggina
              15.      Oltre a rispondere ai requisiti generali per il riconoscimento degli stabilimenti conformemente all'allegato I
             della direttiva 64/433/CEE, i centri di lavorazione della selvaggina riconosciuti devono avere almeno:
              a) locali frigoriferi di capacità adeguata per ricevere e conservare le carcasse di selvaggina alla temperatura di
                    + 4 °C e le carcasse di selvaggina grossa alla temperatura di + 7 °C, in attesa dell'ispezione e della
                   lavorazione;
              b) locali di lavoro per le operazioni di eviscerazione e di scuoiamento o di spennatura delle carcasse di selvaggina,
                   con una idonea separazione tra il reparto sudicio e quello pulito. I locali devono essere provvisti di impianti
                   adeguati per l'esecuzione dell'ispezione sanitaria di cui al capitolo II del presente allegato;
              e) un laboratorio di sezionamento separato, se le operazioni di sezionamento vengono effettuate nello
                   stabilimento;
              d) un locale per le operazioni di confezionamento e d'imballaggio, se vengono eseguite nello stabilimento, a meno
                   che siano soddisfatte le condizioni previste nell'allegato I, capitolo XI, punto 62 della direttiva 64/
                   433/CEE;
              e) un locale separato per il deposito dei sottoprodotti;
              f)   attrezzature per la manipolazione in condizioni igieniche delle carcasse di selvaggina;
              g) un locale o locali adeguatamente attrezzati per la ricerca delle trichine, se tale esame viene effettuato nello
                   stabilimento.
 ---pagebreak--- N. C 327/50                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              30. 12. 89
                                                                CAPITOLO IV
                                            Bollatura sanitaria delle carni di selvaggina in libertà
           16.      La bollatura sanitaria deve essere effettuata sotto la responsabilità del veterinario ufficiale. A tal fine egli
           detiene e custodisce:
           a) gli strumenti per la bollatura sanitaria delle carni di selvaggina, che può consegnare al personale ausiliario
                soltanto al momento della bollatura e per il tempo necessario a tale operazione;
           b) le etichette e il materiale per il confezionamento, se vi è già stato stampato il bollo di cui al presente capitolo. Le
                etichette e il materiale per il confezionamento vengono consegnati al personale ausiliario al momento
                dell'utilizzazione in quantità corrispondente alla necessità.
           17.      La bollatura sanitaria deve essere praticata:
           a) per mezzo di un bollo di forma ovale, delle dimensioni di almeno 6,5 cm di larghezza e di 4,5 cm di altezza, su
               cui devono figurare, in caratteri perfettamente leggibili, le indicazioni seguenti:
               — nella parte superiore, l'iniziale o le iniziali in lettere maiuscole del paese nel cui territorio è situato lo
                    stabilimento, vale a dire: B, DK, D, EL, ESP, F, IRL, I, L, NL, P, UK;
               — seguite dal numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento e dalla lettera maiuscola G;
           b) oppure per mezzo di un bollo di forma ovale, delle dimensioni di almeno 6,5 cm di larghezza e di 4,5 cm di
               altezza, su cui devono figurare, in caratteri perfettamente leggibili, le indicazioni seguenti:
               — nella parte superiore, il nome del paese nel cui territorio è situato lo stabilimento;
               — al centro, il numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento e la lettera maiuscola G;
               — nella parte inferiore, una delle seguenti sigle: CEE, EEG, EWG, EOF, EEC o EOK.
               I caratteri devono avere un'altezza di almeno 0,8 cm per le lettere e di almeno 1 cm per le cifre.
               II bollo può inoltre recare un'indicazione che permetta di identificare il veterinario ufficiale che ha proceduto al
               controllo sanitario delle carni;
          e) oppure per mezzo di un sigillo sufficientemente grande su cui possano figurare, in caratteri perfettamente
               leggibili, le indicazioni seguenti:
               — nella parte superiore, l'iniziale o le iniziali in lettere maiuscole del paese nel cui territorio è situato lo
                    stabilimento, vale a dire: B, DK, D, EL, ESP, F, IRL, I, L, NL, P, UK, seguite dal numero di riconoscimento
                    veterinario dello stabilimento e dalla lettere «G»;
               — nella parte inferiore, una delle seguenti sigle: CEE, EEG, EWG, EOF, EEC e EOK;
               — le lettere e le cifre devono avere un'altezza di almeno 0,2 cm.
           18.     Le carcasse della selvaggina grossa devono essere bollate a inchiostro o a fuoco mediante i bolli sanitari di
          cui al punto 17, lettere a) o b), apposti in almeno quattro punti, precisamente su ciascuna spalla e sulla faccia
          esterna di ciascuna coscia o contrassegnate con il sigillo di cui al punto 18, lettera e).
          Le carcasse della selvaggina piccola devono essere contrassegnate con il bollo sanitario di cui al punto 17,
          lettera e).
           19.     I tagli di carne di selvaggina confezionati o le carcasse di selvaggina piccola confezionate devono essere
          contrassegnati con il bollo sanitario di cui al punto 17, lettere a) o b), apposto sulla confezione e sull'imbal-
          laggio.
          Le carni di selvaggina in piccole porzioni devono essere contrassegnate con il bollo sanitario di cui al punto 17,
          lettera e), apposto sulla confezione.
                                                               CAPITOLO V
                                                                  Deposito
          20.      Dopo l'ispezione, le carni della selvaggina grossa devono essere refrigerate o congelate e mantenute ad una
          temperatura che non può mai superare + 7°C per le carni refrigerate e - 12 °C per quelle congelate.
          21.      Dopo l'ispezione, le carni della selvaggina piccola devono essere refrigerate o congelate e mantenute ad una
          temperatura che non può mai superare + 4 °C per le carni refrigerate e - 12 °C per quelle congelate.
 ---pagebreak--- 30. 12. 89                                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             N. C 327/51
                                                                    CAPITOLO VI
                                                                       Trasporto
               22.    Le carni di selvaggina devono essere spedite in modo che siano protette durante il trasporto da qualsiasi
               elemento che possa contaminarle o alterarle, tenuto conto della durata e delle condizioni di trasporto nonché dei
               mezzi a tale scopo utilizzati. In particolare, i veicoli adibiti al trasporto delle carni suddette devono essere attrezzati
               in modo da garantire che le temperature fissate ai punti 20 e 21 non vengano superate.
               Proposta di decisione del Consiglio che istituisce una misura finanziaria comunitaria per l'eradica-
                                                zione della brucellosi degli ovini e dei caprini
                                                                 COM(89) 498 def.
                                   (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 30 ottobre 1989)
                                                                   (89/C 327/08)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                              considerando che il contributo finanziario della Comunità
                                                                                  verrà erogato sotto forma di rimborso agli Stati membri di
visto il trattato che istituisce la Comunità economica euro-                      parte del premio di macellazione versato ai proprietari di
pea, in particolare l'articolo 43,                                                ovini e caprini infetti a titolo di compensazione per la
                                                                                  macellazione degli animali in questione;
vista la proposta della Commissione,
                                                                                  considerando che i piani di eradicazione devono comprende-
                                                                                  re misure che garantiscano l'efficacia dell'azione intrapresa;
visto il parere del Parlamento europeo,                                           che è opportuno adottare una procedura di stretta collabo-
                                                                                  razione tra gli Stati membri e la Commissione, grazie alla
visto il parere del Comitato economico e sociale,                                 quale le suddette misure possano essere adottate ed adeguate
                                                                                  in funzione dell'evoluzione della situazione;
considerando che il persistere della brucellosi nelle greggi
ovine e caprine, specialmente nel bacino mediterraneo,                            considerando che gli Stati membri devono essere tenuti
costituisce un grave pericolo per la salute delle persone e degli                 regolarmente informati dei progressi registrati nell'applica-
animali;                                                                          zione delle misure intraprese,
considerando che il persistere di detta malattia ostacola la
libera circolazione di ovini e caprini;                                            HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
considerando che l'eradicazione della malattia costituisce                                                      Articolo 1
un'esigenza inderogabile ai fini della realizzazione — per
 quanto riguarda gli scambi di ovini e caprini e dei relativi                      La Francia, la Grecia, l'Italia, la Spagna ed il Portogallo
prodotti e sottoprodotti — del mercato interno nel settore                         devono presentare, anteriormente al 1° gennaio 1990, un
 degli ovini e dei caprini, nonché per aumentare la produtti-                      piano di eradicazione della brucellosi (Brucella melitensis)
 vità dell'allevamento e, di conseguenza, per migliorare il                        degli ovini e dei caprini.
 livello di vita della popolazione occupata in questa atti-
 vità;
                                                                                                                Articolo 2
 considerando che gli Stati membri colpiti dalla brucellosi                        Ai fini della presente decisione, si applicano le definizioni di
 degli ovini e dei caprini devono presentare un piano di                           cui all'articolo 2 del regolamento (CEE) del Consiglio,
 eradicazione della malattia;                                                      relativo alle condizioni sanitarie che disciplinano gli scambi
                                                                                   intracomunitari di ovini e caprini, inoltre per «prova ufficiale
 considerando che è inoltre necessario stabilire le condizioni                     della brucellosi» si intende qualsiasi prova sierologica del
 in materia di macellazione, isolamento, pulizia e disinfezione                    tipo descritto nell'allegato C di detto regolamento o qualsiasi
 e per quanto riguarda l'utilizzazione di taluni prodotti                          altra prova riconosciuta conformemente alla procedura
 animali;                                                                          prevista all'articolo 12.