CELEX: 51991PC0270(04)
Language: it
Date: 1991-07-19
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 72/462/CEE RELATIVA A PROBLEMI SANITARI E DI POLIZIA SANITARIA ALL' IMPORTAZIONE DI ANIMALI DELLA SPECIE BOVINA E SUINA E DI CARNI FRESCHE O DI PRODOTTI A BASE DI CARNE PROVENIENTI DA PAESI TERZI

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        COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                                   C0M(91) 270 def.
                                                   Bruxelles, 19 luglio 1991
w:
                          RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
       SULLA SI TUAT IONE DELLA PESTE SUINA CLASSICA Al SENSI DELL'ARTICOLO 4 TER,
       PARAGRAFO 2 DELLA DIRETTIVA 64/432/CEE DEL CONSIGLIO, DEL 26 GIUGNO 1964,
              RELATIVA A PROBLEMI DI POLIZIA SANITARIA IN MATERIA DI SCAMBI
                   INTRACOMUNITARI DI ANIMALI DELLE SPECIE BOVINA E SUINA
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                                         Proposta di
                                   DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                che modifica la direttiva 80/217/CEE che stabilisce misure
                    comunitarie di lotta contro la peste suina classica
                                          Proposta di
                                   DECISIONE DEL CONSIGLIO
            che modifica la direttiva 80/1095/CEE e la decisione 80/1096/CEE
              in merito a talune misure concernenti la peste suina classica
                                          Proposta di
                                   DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
              che modifica le direttive 64/432/CEE, 72/461/CEE e 80/215/CEE
               in merito a talune misure concernenti la peste suina classica
                                          Proposta di
                                   DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
           che modifica la direttiva 72/462/CEE relativa a problemi sanitari
             e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie
                 bovina e suina e di carni fresche o di prodotti a base di
                              carne provenienti da paesi terzi
                                (Presentate dalla Commissione)
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                                          RELAZIONE
Con la decisione 80/1096/CEE del 1980, il Consiglio ha istituito un'azione
finanziaria per reradicazione della peste suina classica. Tale iniziativa
era col legata a una serie di azioni             da attuare nel       quadro di un piano
accelerato di eradicazione il cui obiettivo era di rendere e di mantenere
 indenne dalla peste suina classica il territorio della Comunità senza dover
necessariamente ricorrere alla vaccinazione sistematica. La durata prevista
dell'azione era di cinque anni. Gli Stati membri non ufficialmente indenni
da peste suina erano quindi          invitati ad elaborare e a presentare piani di
eradicazione    attuabili     su   scala     regionale   nel   rispetto    di     determinate
condizioni. L'azione prevedeva la concessione di un contributo finanziario
della Comunità ai proprietari a titolo di compensazione per l'abbattimento e
 la  distruzione     degli   animali,      per   la   vaccinazione     di   emergenza,      la
vaccinazione    sistematica      per   un   periodo   fino   a   due   anni   e    per   esami
sierologici.
 Il periodo di     5 anni    inizialmente contemplato         per    reradicazione       della
malattia è stato successivamente prorogato a 6 anni e, nel 1987, sono state
adottate misure supplementari applicabili per un periodo di 4 anni, ciò che
ha portato la durata complessiva di attuazione dei piani di eradicazione a
10 anni.
Nella   fase di    avvio   dei    piani    di  eradicazione,     in Belgio      è   scoppiata
un'epidemia    di   peste   suina     classica.    Successivamente      la malattia      si  è
manifestata nei Paesi Bassi e in talune zone della Germania. La punta annua
massima di focolai registrati nella Comunità nel periodo di applicazione dei
piani di eradicazione si è avuta nel 1984, con complessivi 1272 focolai. Da
allora la situazione è migliorata progressivamente, fatta eccezione per un
perido del 1990 durante         il quale si è manifestata una nuova epidemia in
Belgio. La politica di non vaccinazione e di distruzione degli animali ha
conseguito   risultati     positivi, poiché        su  12 Stati     membri    8    soddisfano
attualmente   i requisiti      per essere riconosciuti        ufficialmente        indenni da
peste suina mentre in altri 4 Stati membri vaste zone, delle dimensioni dì
una   regione,    soddisfano     tutte     le  condizioni    per   tale    riconoscimento.
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L'obiettivo finale dell'eliminazione del virus della peste suina classica
nella  Comunità    é  stato   quasi  raggiunto   anche   se  di   recente   si  sono
manifestati   alcuni   focolai  nei  suidi  selvatici   in due regioni     (Assia -
Germania - e Toscana - Italia) che potrebbero ritardare il conseguimento di
detto obiettivo.
L'esperienza acquisita con      l'applicazione dei piani di eradicazione e la
realizzazione del mercato unico giustifica una serie di modifiche delle
procedure seguite nonché      della  legislazione   in vigore per     I'eradicazione
della malattia e gli scambi di suini vivi, carni fresche di suini e prodotti
a base di carni suine.
La relazione acclusa illustra l'evoluzione della malattia, le norme vigenti
per gli scambi e le misure applicate dal 1980 per reradicazione della peste
suina classica nonché una serie di proposte di modifica della legislazione
che riguardano rispettivamente la decisione dei Cons ligio 80/1096/CEE e le
direttive del    Consiglio 80/217/CEE, 80/1095/CEE, 64/432/CEE, 72/461/CEE,
80/215/CEE e 72/462/CEE.
Infine,   la decisione della Commissione mira ad         inserire   la peste suina
classica nell'elenco delle malattie di cui all'articolo 3, paragrafo 1 della
decisione   del   Consiglio    90/424/CEE   relativa   alle   spese    nel   settore
veterinario.
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                     RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
  SULLA SITUATICENE DELLA PESTE SUINA CLASSICA Al SENSI DELL'ARTICOLO 4 TER,
  PARAGRAFO 2 DELLA DIRETTIVA 64/432/CEE DEL CONSIGLIO, DEL 26 GIUGNO 1964,
          RELATIVA A PROBLEMI DI POLIZIA SANITARIA IN MATERIA DI SCAMBI
              INTRACOMUNITARI DI ANIMALI DELLE SPECIE BOVINA E SUINA
INTRODUZIONE
L'insorgere di epizoozie ha ostacolato, sin dagli albori della Comunità, la
creazione di un mercato comune basato sul libero scambio di animali vivi, di
carni    e  di  prodotti   di origine   animale.   Le  disparità    esistenti   nella
situazione sanitaria dei vari Stati membri, nonché tra i metodi             impiegati
per combattere queste malattie e tra le misure profilattiche adottate negli
allevamenti, hanno limitato gli scambi di questi prodotti. Sarebbe veramente
insensato    voler  compromettere   i severi    standard   raggiunti   da uno   Stato
membro in campo sanitario, obbligandolo ad ammettere sul proprio territorio
capi   di bestiame o prodotti,       i quali, se non provvisti       di  sufficienti
garanzie     sanitarie,   potrebbero   reintrodurre    malattie    che   sono   state
debellate con un forte impegno tecnico e finanziario.
La peste suina classica é considerata una delle malattie con              il maggior
impatto economico     sulla suinicoltura.     Essa provoca    spesso una    mortalità
elevata, che si associa ad altri         costi  dovuti   ad aborti, ritardi     nella
crescita, ecc. L'importanza di questa malattia si é imposta all'attenzione
con   il   primo  ampliamento   della Comunità,    quando,    in considerazione di
circostanze eccezionali negli Stati membri aderenti, fu            loro concesso di
mantenere la propria legislazionne nazionale in materia di importazioni, in
particolare    il divieto di   importare da paesi che registravano focolai di
peste suina classica e praticavano una politica di vaccinazione.
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Nell'intento   di   eliminare  questi   ostacoli agli   scambi,   la Comunità  ha
deciso, nel 1980, di eradicare la malattia su tutto il proprio territorio,
adottando una politica comune di macellazione e la graduale abolizione della
vaccinazione preventiva sistematica. Una strategia comune di questo tipo
costituiva   infatti   l'unico mezzo per garantire    la liberalizzazione degli
scambi   e  l'istituzione   di un vero e proprio mercato        interno, che non
servisse invece da veicolo di propagazione dell'epizoozia.
I. ERADICAZIONE DELLA MALATTIA
1. Plani di eradicazlone negli Stati membri
   I piani di eradicazione della peste suina classica sono stati introdotti
   all'inizio degli anni '80 per debellare la malattia negli Stati membri in
   cui ancora esisteva e, analogamente, in Grecia, in Portogallo e in Spagna
   al momento della loro adesione alla Comunità.
   L'obiettivo    finale   di  ogni  plano   era di   rendere   lo  Stato  membro
   interessato "ufficialmente indenne da peste suina", in base ai seguenti
   requisiti sanitari:
   -   che non si fosse registrato alcun caso di peste suina negli ultimi 12
       mesi,
   -   che almeno negli ultimi 12 mesi, fosse stata vietata la vaccinazione
       contro la peste suina,
   -   che negli ultimi 12 mesi non vi fosse stato negli allevamenti alcun
       suini vaccinati contro la peste suina.
   Le misure    finanziarie comunitarie a sostegno del l'eradicazione della
   malattia, stabilite con la decisione del Consiglio 80/1096/CEE, prevedono
   contributi per :
   -   l'indennizzo dei proprietari per gli animali macellati e distrutti,
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   -    le vaccinazioni   (di   emergenza  e profilattiche     per  un   determinato
       periodo, solo qualora      la vaccinazione   faccia   parte   del   piano di
       eradicazione),
   -    le prove di laboratorio per l'accertamento della malattia.
   Le misure adottate dai singoli Stati membri per eradicare la peste suina
   classica sono state conformi alle disposizioni contenute nella direttiva
   80/217/CEE, nella direttiva 80/1095/CEE e nella decisione 80/1096/CEE, ma
    la loro applicazione si é differenziata per i seguenti aspetti:
   -    il periodo concesso per la vaccinazione profilattica,
   -   il grado di priorità stabilito per I'eradicazione della peste suina
       classica a livello regionale.
   La tabella 1 fornisce indicazioni sull'attuazione dei piani nazionali di
   eradicazione.
2. vaccinazione
   Le strategie adottate in passato per combattere la peste suina classica
   sono state principalmente due.
   La   prima  era  basata   su un   programma   di  vaccinazione    sistematica   e
   generale, di durata indefinita; sono stati approntati vari programmi di
   vaccinazione, che, se correttamente applicati, servivano generalmente a
   prevenire    le forme acute e subacute       della malattia.     I suinicoltori
   sapevano che era possibile convivere con la malattia, pur continuando la
   propria attività. Si é riusciti      in tal modo a tener sotto controllo la
   malattia, ina non a debellare l'infezione che la provoca.
   La seconda strategia consisteva       in una politica di eradicazione della
   malattia    e   di   eliminazione    dell'infezione   senza     ricorrere    alla
   vaccinazione. Ciò presuppone la macellazione di tutti gli animali infetti
   e    l'individuazione    dei   possibili   contatti*,   per    quanto    concerne
   quest'ultimo aspetto, uno strumento importante é l'esame sierologico dei
   campioni di sangue per la ricerca degli anticorpi del virus della peste
   suina classica.
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La vaccinazione sistematica é giustificata nei casi di malattia endemica,
In quanto riduce le perdite Immediate. Questa situazione si è verificata
negli Stati membri durante gli anni '60 (nel 1961 vi sono stati oltre 6
000 focolai) e negli anni '70 (oltre 5 000 focolai nel 1972).
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                Tabella 1: Attuazione del plani di eradicazlone della peste suina classica
         Stato           Avvio del plano    Interruzione       Riconosciuto     Nuiero di regio-
         •eabro          di eradicazlone    della vaccina-     coae U.I.P.      ni riconosciute
                                            zione                  (2)          coae U.I.P.
  Belgio                     1/1/1982           1/4/1988                            8/9(3)
  Daniiarca                                                         1981
  Geraania                   1/1/1982           1/1/1989                           26/30(4)
  Grecia                     1/8/1983           1/1/1988            1990
  Spagna                                        1/7/1988            1989
  Francia                    1/6/1982          30/4/1983                            94/96(5)
  Irlanda                                                           1981
  Italia                     1/3/1983          1/1/1990(1)                           0/95(6)
  Lusseaburgo                                                       1981
  Paesi Bassi                1/3/1982          15/7/1986            1989
  Portogallo                 1/7/1987           1/7/1989            1991
  Regno Unito                                                       1981
(1) Ad eccezione della Sardegna.
(2)  U.I.P. - Ufficialmente indenne da peste suina.
(3)  Numero di regioni riconosciute come U.I.P./numero complessivo di regioni.
(4)  Regioni della Germania che hanno partecipato al piano di eradicazione sin dal
     1982. Le regioni che sono entrate a far parte del piano in seguito alla
     decisione 90/483/CEE della Commissione sono riconosciute come indenni da peste
     suina in forza della decisione 90/678/CEE del Consiglio.
(5) Tutte le regioni (94) della terraferma sono U.I.P.
(6) Sono complessivamente 87 le regioni riconosciute come esenti da peste suina.
 ---pagebreak---     Se, invece, i focolai di peste suina classica sono sporadici o rari, la
    vaccinazione costituisce una spesa supplementare inutile.
    Il ricorso simultaneo ad entrambe      le strategie crea gravi problemi per
    quanto concerne    lo spostamento di animali       (scambi) e     l'individuazione
    degli  animali   entrati   in contatto   con   la malattia     e   arrivati   negli
    allevamenti    infetti   o   provenienti    da    tali    allevamenti     (indagine
    epidemiologica).
    Uno studio sugli aspetti epidemiologici        ed economici     del l'eradicazione
    della   peste    suina   all'interno   della     Comunità,     finanziato     dalla
                                                                        1
    Commissione e realizzato verso      la metà degli anni       '70 ( ), proponeva,
    nelle sue conclusioni, di adottare una politica di non vaccinazione. La
    decisione di interrompere la vaccinazione é stata presa nel 1985.
    Vari paesi terzi quali     l'Australia,   il Canada, i paesi scandinavi, la
    Nuova Zelanda e gli Stati Uniti hanno praticato con successo la politica
    di non vaccinazione per parecchi anni; una volta vietata, la vaccinazione
    non é stata più utilizzata. In questi paesi          il divieto di impiegare il
    vaccino èra legato al divieto di importare suini, carni suine fresche e
    prodotti non trasformati da paesi che effettuavano           la vaccinazione. In
    vista  dell'istituzione    del  mercato   unico    é   opportuno    continuare   la
    politica di non vaccinazione nell'interesse degli scambi intracomunitari,
    come pure degli scambi con I paesi terzi.
3. Situazione epidemiologica
    Durante gli anni '80, in dieci Stati membri si sono registrati focolai di
    peste suina classica (cfr. allegato 1 ) . Nel periodo 1980-1989 sono stati
    registrati complessivamente 3 745 focolai, contro i 13 553 focolai del
    periodo 1970-1979. Durante gli anni '80 due Stati membri, il Belgio e la
    Germania, hanno avuto focolai della malattia ogni anno, mentre due altri
    Stati membri, Danimarca e l'Irlanda, non ne hanno registrato alcuno.
(1)    Studies    on   the   epidemiology    and     economics     of     swine   fever
       eradication, Commission of the European Communities, 1977.
 ---pagebreak---                                           - 10 -
    Il numero relativamente elevato di focolai che ha interessato la Germania
   nel 1989 e nel 1990 è dovuto, in gran parte, alla presenza di peste suina
   classica nel cinghiale; ogni cinghiale ucciso o trovato morto che risulta
    infetto da peste suina classica viene infatti registrato quale focolaio.
   Le indicazioni relative al numero di focolai tra i suini domestici ed i
   cinghiali nel 1990 figurano nell'allegato 2.
   Un'analisi dei vari focolai         intesa a determinare le fonti di          infezione
   durante     il  1990  ha    indicato   due    responsabili   principali:     materiale
    infetto e contatti con gli allevamenti vicini (cfr. allegato 3 ) .
   Il più     importante metodo      impiegato nella diagnosi       della    peste   suina
   classica negli Stati membri è l'individuazione dell'antigene virale con
   la tecnica della immunofluorescenza diretta, (allegato 4 ) .
4. çonsogMonie, f mangiari»
   I contributi     finanziari     comunitari   vengono messi    a disposizione degli
   Stati    membri   sin   dalla    data   di   avvio   dei   piani   di   eradicazione,
   conformemente     al  disposto della       decisione 80/1096/CEE      del   Consiglio,
   questi contributi sono stati impiegati per finanziare:
   -    il 50% al massimo delle spese di macellazione e di distruzione pagate
       dagli Stati membri a titolo di indennizzo ai proprietari degli animali
       macellati,
   -   un importo massimo di 0,125 ECU/capo per la vaccinazione di emergenza
       o   profilattica,     a    condizione     che   faccia   parte    del    piano   di
       eradicazione,
   -   un   importo massimo      di   1 ECU    per   ogni  campione   esaminato     in un
       laboratorio nell'ambito delle analisi diagnostiche.
   I contributi      finanziari     comunitari    erogati   dall'avvio    dei   piani   di
   eradicazione figurano nella seguente tabella:
 ---pagebreak---                                      - 11 -
; Anno di applicazione i        Contributi comunitari versati            ;
Ideile misure di       !                 (rimborsi)                     !
{lotta                 :                                                !
!        1982           !        4,6 Mio di ECU      6,07%              ì
!        1983           !       14,4 Mio di ECU     19,12%              !
!        1984           S      26,4 Mio di ECU      34,95%              !
i       1985           !       13,7 Mio di ECU     18,16%               !
i        1986          i         6,5 Mio di ECU      8,61%              !
!        1987           !        4,1 Mio di ECU      5,40%              !
i        1988          |         1,9 Mio di ECU      2,62%              !
!        1989           i        3,8 Mio di ECU      5,05%              !
!        1990*          i                                               !
I Totale               i       75.4MECU           100,00%               !
*  Nel maggio 1991 le richieste di rimborso non erano ancora pervenute.
5. Esperienze acquisi te - azione future
   I focolai di peste suina classica provocati da ceppi virali ad elevata
   virulenza sono in generale rapidamente riconoscibili, in quanto producono
   un quadro clinico caratterizzato da ipertermia, depressione, anoressia,
   congiuntivite purulenta, andatura innaturale, scoordinazione, diarrea ed
   elevata mortalità. Durante gli anni      '80 numerosi   focolai sono stati
   provocati   da ceppi   a bassa virulenza, che causano sintomi      lievi o
   indistinti. Questo tipo di ceppi virali si diffonde in modo relativamente
   lento nell'allevamento e può passare un certo tempo (settimane) prima che
   l'infezione venga individuata. Le prove virologiche e sierologiche sono
   di estrema importanza per la conferma di queste infezioni.
 ---pagebreak---                                          - 12 -
   L'impiego di prove sierologiche          rapide (tecnica ELISA) pone tuttavia
   alcuni problemi negli allevamenti dove si é recentemente passati dalla
   vaccinazione alla non vaccinazione, in quanto gli anticorpi            individuati
   possono essere causati da un virus appartenente ad un ceppo selvatico o
   da un antigene vaccinale. La verifica dei risultati richiede indagini di
    laboratorio complementari, a meno che un'errata diagnosi            possa essere
   esclusa    mediante    l'esame    dei    singoli   animali   ed   I  registri    di
   vaccinazione.
    Il ripetuto verificarsi di epizoozie in alcuni Stati membri può essere
   attribuito    alla  densità    di   suini    nelle   zone  interessate   e   sembra
   probabile che l'introduzione di ceppi virali abassa virulenza               in zone
   densamente    popolate   possa  creare gravi      problemi  di  eradicazione, in
   particolare qualora vi siano cospieni           spostamenti  di animali    tra gli
   al levamenti.
   La presenza di peste suina classica tra i cinghiali europei, recentemente
   riscontrata nelle regioni       dell'Assia     in Germania e della Toscana       in
    Italia costituisce un nuovo aspetto della situazione epidemiologica, in
   quanto rappresenta un serbatoio permanente di infezione, che continuerà
   ad esistere all'interno della Comunità ancora per un certo periodo di
   tempo.   Sebbene   sia   difficile     stabilire   in che   misura  il   cinghiale
   costituisca una fonte di infezione per i suini domestici, é evidente come
   questo problema vada considerato con particolare attenzione in futuro.
Azioni fu^re.
La Commissione ritiene complessivamente che i piani di eradicazione siano
stati  ben concepiti    e, grosso modo, correttamente applicati. Al momento
attuale   sembra   tuttavia   opportuno     sottolineare   alcuni  aspetti    che,  in
considerazione della natura della malattia e del completamento del mercato
unico, dovranno essere esaminati con particolare attenzione in futuro.
 ---pagebreak---                                        - 13 -
1. E % opportuno  continuare    la politica    di   non   vaccinazione.    In caso di
    vaccinazione di emergenza gli animali vivi debbono restare all'interno
    della zona di vaccinazione, mentre le carni, sottoposte ad un adeguato
    trattamento termico, ne possono uscire.
2. Occorre adottare misure per combattere           la peste suina classica tra i
   cinghiaii europei.
3. I metodi diagnostici      per  la conferma della peste suina classica sono
    stati migliorati negli anni scorsi; questi miglioramenti debbono essere
    introdotti ed impiegati in tutti gli Stati membri.
4. Tutti gli Stati membri debbono disporre di programmi di emergenza atti a
   garantire la rapida applicazione della legislazione sulle misure di lotta
   e di eradicazione.
5. L'adozione della decisione 90/424/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990,
    relativa a talune spese nel settore veterinario consente di concedere,
   nel caso di insorgenza della peste suina classica, contributi finanziari
   comunitari    entro   i limiti   stabiliti    dalla decisione;      la peste   suina
   classica verrà perciò trattata, da un punto di vista finanziario, alla
   stessa stregua delle altre malattie economicamente rilevanti, elencate
   nell'articolo 3 della suddetta decisione.
II.     DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SCAMBI
        Zone  riconosciute   come   "ufficialmente      indenni  da   peste   suina"  e
        "indenni da peste sulna"
        Nell'intento   di  eliminare   gli   ostacoli     agli  scambi    prima   della
        completa eradicazione della peste suina classica all'interno della
        Comunità  é   stata   introdotta,    sin   dal    1980,   la   possibilità   di
        riconoscere   determinate    regioni    geografiche     come    "ufficialmente
        indenni da peste suina" o come "indenni da peste suina".            I requisiti
        per essere   riconosciuta quale zona ufficialmente           indenne da peste
        suina sono, tra l'altro, i seguenti:
 ---pagebreak---                                     - 14 -
- non dev'essere stato accertato alcun caso di peste suina da almeno
   12 mesi,
- la vaccinazione contro la peste suina non é stata più autorizzata da
  almeno 12 mesi,
-gli    allevamenti     non debbono contenere suini            vaccinati   contro la
  peste suina nei 12 mesi precedenti.
Per   il   riconoscimento      di   una    zona   "indenne     da   peste   suina"  é
necessario che non sia stato registrato alcun caso di peste suina da
almeno un anno.
In linea di massima uno Stato membro può avere in qualsiasi momento,
nel   proprio     territorio,      tre    diversi     tipi    di   regioni:    quelle
"ufficialmente      indenni   da   peste suina", quelle          "indenni   da  peste
suina" e le regioni restanti.         Qualora si verifichi un focolaio in una
zona   "ufficialmente      indenne   da    peste   suina" o      "indenne   da  peste
suina",   il riconoscimento viene           immediatamente     sospeso dallo Stato
membro interessato, in conformità delle disposizioni della direttiva
64/432/CEE o della direttiva 72/461/CEE.             In base all'evoluzione della
malattia il riconoscimento può essere ripristinato o ritirato.
In generale, gli animali vivi, le carni suine fresche e I prodotti a
base di carni suine possono circolare liberamente tra le regioni o gli
Stati membri che possiedono lo stesso status.                 Il sistema    istituito
per   gli    scambi    commerciali      ha    funzianato     in   modo    globalmente
soddisfacente, ma é stato criticato più volte, in quanto non fornisce
un'adeguata protezione agli Stati membri che hanno ottenuto lo status
di "ufficialmente indenni da peste suina" per numerose regioni, ma non
per l'intero territorio.
Nel l'appiicare l'impostazione regionale per l'eradicazione e la lotta
contro    la   malattia     é   opportuno      Imporre    le    misure   nelle   zone
direttamente     colpite.     L'attuale      sistema    non    segue   completamente
questa impostazione, in quanto lo status delle regioni é fissato prima
 ---pagebreak---                                            - 15 -
      dell'insorgere dei        focolai; può quindi       accadere che un allevamento
      situato     a   100   km     dal   focolaio     debba    rinunciare     agli     scambi
      commerciali, mentre ciò non accade per un allevamento situato nella
      regione limitrofa a soli 15 km dall'allevamento infetto.
Azioni future
E'opportuno che il principio della regionalizzazione venga applicato alla
peste   suina   classica,     come   accade   per     l'afta   epizootica.      In  caso    di
focolaio dev'essere immediatamente istituita, attorno allo stesso, una zona
di protezione e di sorveglianza, che comporta              il divieto immediato di far
uscire suini vivi e carni fresche al di fuori di un'area di almeno 300 km2.
Qualora   si  verificasse     un'epidemia,     sarà    possibile    introdurre     ulteriori
misure di protezione, in conformità della direttiva 90/425/CEE del Consiglio
relativa   ai   controlli    veterinari     e  zootecnici     applicabili     negli    scambi
intracomunitarI di taluni animali vivi e prodotti di origine animale nella
prospettiva della realizzazione del mercato interno.
MI    RELAZIONE TRA ERAPICAZIQNE PELLA MALATTIA E PISPQSIZIQNI IN MATERIA PI
      SCAMBI
      La    strategia    di    eradicazione     della    peste    suina    classica     é   da
      considerarsi     abbastanza      riuscita,    in quanto otto dei        dodici    Stati
      membri    rispondono attualmente ai         reguisiti     per essere     riconosciuti
      ufficialmente indenni da peste suina e quattro Stati membri presentano
      ampie zone, che, a livello regionale, soddisfano                  le condizioni      per
      essere    riconosciute      ufficialmente      indenni   da   peste   suina.     Alcuni
      Stati    membri   hanno      incontrato    difficoltà     nel   periodo     successivo
      all'interruzione della vaccinazione.
      E*improbabile      che     la   peste   suina     classica     venga    completamente
      debellata     nella    Comunità     prima    del   1993;    é   tuttavia     possibile
      garantire     la libera circolazione dei suini e dei prodotti                 derivati
      senza    il rischio di propagazione della malattia, a condizione                     che
      vengano     adottate      restrizioni     per    gli   allevamenti       e    le    zone
      direttamente colpite dalla malattia.
                                                                                               >**&
 ---pagebreak---                               - 16 -
A tal fine sono state elaborate le seguenti proposte, allegate alla
presente relazione:
a)  Progetto di proposta di direttiva del Consiglio recante modifica
    della direttiva 80/217/CEE che stabilisce misure comunitarie di
    lotta contro la peste suina classica;
b)  Progetto di proposta di decisione del Consiglio recante modifica
    della   direttiva 80/1095/CEE  e delia   decisione 80/1096/CEE   per
    quanto   concerne determinate  misure  in materia  di  peste   suina
    e IassIca;
e)  Progetto di proposta di direttiva del Consiglio recante modifica
    delle direttive 64/432/CEE, 72/461/CEE e 80/215/CEE per      quanto
    concerne determinate misure in materia di peste suina classica;
d)  Progetto di proposta di direttiva del Consiglio recante modifica
    della   direttiva 72/462/CEE  relativa  a problemi  sanitari   e di
    polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina
    e suina e di carni fresche in provenienza da paesi terzi.
 ---pagebreak---                                                   - 17 -
    Nuaero di focolai di peste suina classica verificatisi negli Stati aeabrl nel periodo 1980-1990
     Paese          1980    1981    1982    1983    1984    1985    1986    1987    1988    1989    1990
Belgio                 7      37     102      26       9      67      80      83       2       8     113
Daniaarca              0       0       0       0       0       0       0       0       0       0       0
Francia               19       6       8      13      17       2      20       5      15       0       4
Geraanla              18       4      19     535    1041     351      46      41       3      64     118
Grecia                        20       4       2       3       1       0       0       0       0       0
Spagna                40      84      24       7       1       1       0       0       0       0       0
Irlanda                0       0       0       0       0       0       0       0       0       0       0
Italia                 0       5      34      48      13      25      28      13      12      11      15
Lusseaburgo            0       8       1       1       0       0       0       1       0       0       0
Paesi Bassi            0      11      65     161     176      36       1       1       0       0       2
Portogallo                   171      43      16       9       3       0       0       0       0       0
Regno Unito            0       0       0       0       0       0      10       1       0       0       0
Totale                84     346     300     809    1271     486     185     145      32      83     252
 ---pagebreak---                                    ALLEGATO 2
                        CINGHIALI     : 72
                        ALLEVAMENTI    : 46
                                              00
                                               I
Fonte:*DNS
           Mf(*«1»0.*IC
 ---pagebreak---                                                            ALLEGATO 3
                             P3C - EUR12
                          ORIGINE DELLA
                              MALATTIA
                              1990
                                                 87
                                                                      OKlGNOTA-cont. I
                                                                      02-iGNOTA-fine        j
                                                                      03RIFIUTI ALIM.f
                                                                                            s
                                                                      04.MERCATO            |
                                                                                            ii
                       48                                             05AIlevamenti !
                                                                                     . . . il  i
                                                                                   vicini
                                                                      06.Acquisti
 38
                                                                      08. T r a s p o r t i j
                                                                      09.Tras!:.issionej
                                                                         tramite persone j
                                                                      10.Trasmissione!
     20                                       23
                                                                         tramite material^
                                                                      13lLatente            !
                                 12                                   88» A l t r e
            mnnnmmnrn
"01 '02 '03  "04      '05       '06      "08 '09 10 13 '88
 ---pagebreak---                                      - 20 -
                                                                    AUEQATQ 4
              Impiego di metodi diagnostici per la conferma della
                        peste suina classica 1988 - 1990
Codici per la notifica (82/894/CEE notifica della malattia
METODI DIAGNOSTICI
Immuni fluorescenza diretta                                          0:1
Isolamento del virus                                                 0:2
Prova di riduzione delle placche                                     0:3
Prova dell'indice di neutralizzazione (IN)                           0:4
Prova di immunofluorescenza e neutralizzazione del virus (IFN)       0:5
SempIice diagnosi clinica                                            0:6
                PERIODO CONSIDERATO: DAL 1-1-1988 AL 31-12-1990
                                MALATTIA: 10 PSC
            I                                                              I
              Paesi                      01    02    03   04    05     06
              Germania                  138    12               21       9
              Francia                    16                       1
              Italia                     28     8                        2
              Paesi Bassi                        1
              Belgio                     82    37                        2
              Lussemburgo
              Regno Unito
              Irlanda
              Danimarca
              Grecia
              Spagna
              PortogaI lo
              TOTALE                    264    58               22     13
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                                   Proposta di
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          che modifica la direttiva 80/217/CEE che stabilisce misure
              comunitarie di lotta contro la peste suina classica
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto   il  trattato   che   istituisce    la   Comunità  economica   europea,   in
particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
                                                              (1)
considerando che   la direttiva 80/217/CEE del Consiglio          , modificata da
                                      (2)
ultimo dalla direttiva     87/486/CEE     ,   ha stabilito una serie di     misure
comunitarie di lotta contro la peste suina classica;
considerando che durante il periodo contemplato dalla direttiva 80/217/CEE,
la malattia é stata eradicata nella maggior parte degli Stati membri grazie
alle misure di lotta adottate; che, tuttavia, sono state riscontrate gravi
difficoltà per reradicazione della malattia in zone in cui la suinicoltura
è molto diffusa e in zone in cui sono presenti su idi selvatici;
(1) GU n. L 47 del 21.2.1980, pag. 11.
(2) GU n. L 280 del 3.10.1987, pag. 21.
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considerando   che,   tenuto  conto    dell'evoluzione   delia   malattia,   della
disponibilità di metodi di diagnosi più sofisticati e della realizzazione
del mercato interno entro il 1' gennaio 1993, è necessario modificare le
misure   di  lotta  già  adottate   a   livello  comunitario   per  tenere   sotto
controllo la peste suina classica;
considerando che dette modifiche riguardano       la pulizia e    la dis infezione
delle aziende infette, la presenza della malattia nei su idi selvatici, ii
ricorso a unità di crisi, il controllo dei trasporti di animali nelle zone
di protezione e di sorveglianza, le procedure da seguire per la vaccinazione
di emergenza e per la diagnosi,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                   Articolo 1
La direttiva 80/217/CEE è modificata come segue:
1. L'articolo 2 è sostituito dal seguente testo:
                                  "Articolo 2
   Ai fini della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni:
   a) per "suino" si intende qualsiasi animale della famiglia dei suidi;
   b) per "suino riproduttore" si      intende un suino destinato o utilizzato
       per la riproduzione allo scopo di moltiplicare la specie;
   e) per "suino da ingrasso" si      intende un suino    ingrassato e destinato
       alla macellazione alla fine del periodo di ingrasso per la produzione
       di carne;
   d) per "suino da macello" si intende un suino destinato direttamente alia
      macellazione in un macello;
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e) per "suino selvatico" si intende un suino che non ò tenuto o allevato
   in un'azienda;
f) per "azienda" si intende qualsiasi stabilimento (agricolo o di altro
   genere) ubicato nel territorio di uno Stato membro, nel quale sono
   tenuti o allevati suini;
g) per "suino sospetto di infezione da peste suina classica" si             intende
   qualsiasi   suino che presenti sintomi       clinici o     lesioni  post-mortem
   oppure reazioni    a esami di     laboratorio effettuati      conformemente al
   disposto dell'articolo 11 tali da far pensare all'eventuale presenza
   di peste suina classica;
h) per "suino infetto da peste suina classica" si intende qualsiasi suino
   - nel   quale  sono stati    ufficialmente confermati       sintomi   clinici  o
      lesioni post-mortem di peste suina classica o
   - nel   quale   la  presenza   di   tale   malattia    è  stata   ufficialmente
     confermata    in  seguito    ad   un   esame   di    laboratorio    effettuato
     conformemente al disposto dell'articolo 11;
i) per "proprietario o allevatore" si intende qualsiasi persona, fisica o
   giuridica,    proprietaria    dei    suini    o   incaricata    di   allevarli,
   eventualmente dietro compenso finanziario;
k) per "autorità competente" sì intende l'autorità veterinaria all'uopo
   designata     dall'amministrazione      nazionale      dello    Stato     membro
   considerato;    nell'ambito    della   presente     direttiva   essa    risponde
   direttamente    all'amministrazione       nazionale     e   riferisce    tramite
   l'amministrazione nazionale stessa;
I) per   "veterinario   ufficiale"    si   intende    il   veterinario    designato
   dall'autorità competente dello Stato membro;
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    m) per "estrazione di grassi" si intende il trattamento di materiale ad
       alto rischio conformemente alle disposizioni stabilite dalla direttiva
       90/667/CEE del Consiglio (*);
    n) per "rifiuti alimentari" si intendono rifiuti di cucina, di ristorante
       ed eventualmente dell'industria di lavorazione della carne."
(*)    GU n. L 363 del 27.12.1990, pag. 51.
2. Al l'articolo 5
    a) Nel paragrafo 1, settimo trattino, ò aggiunto quanto segue:
       "il ripopolamento dell'azienda inizierà con l'introduzione di su inetti
       sentinella sottoposti preventivamente ad esame, con esito negativo,
       per quanto concerne     la presenza di anticorpi       del virus delia peste
       suina   classica.     I    suinetti     sentinella     saranno    distribuiti;
       conformemente   alle   condizioni     stabilite    dall'autorità   competente,
       sull'intera   azienda    infetta    e   saranno   nuovamente    sottoposti  ad
       esame,rispettivamente     dopo     21    e   42    giorni   dall'introduzione
       nell'azienda, per rilevare l'eventuale presenza di anticorpi.
       Se   in nessuno   dei   suinetti    é  stata    riscontrata   la  presenza  di
       anticorpi del virus della peste suina classica e non appena saranno
       disponibili   i risultati    del  secondo esame, con esito negativo, si
       potrà procedere al ripopolamento dell'azienda."
 ---pagebreak---                                             - 25 -
   b) il paragrafo 2 ò sostituito dal seguente testo:
       "2. L'autorità      competente     può   applicare    le misure      contemplate    al
           paragrafo      1  ad    altre    aziende   qualora    la   loro   ubicazione    ed
           eventuali      contatti    diretti     o  indiretti    con   J'azienda     infetta
           possano far temere l'eventualità di una contaminazione dei suini."
3. E' inserito il seguente nuovo articolo dopo l'articolo 6:
                                       "Articolo 6bis
1. Non   appena    si   sospetta     l'infezione     nei  suini    selvatici,     l'autorità
   competente adotta       le misure necessarie per confermare           la presenza della
   malattia,    fornendo     informazioni      ai   proprietari    di   allevamenti,     agii
   allevatori    e   ai   cacciatori     ed   esaminando,   anche   mediante     analisi   di
   laboratorio, tutti i suini selvatici uccisi o trovati morti.
2. Una   volta   confermata      ufficialmente      l'infezione    nei   suini    selvatici,
   l'autorità    competente      di  uno Stato membro       sottopone     immediatamente a
   sorveglianza ufficiale le aziende ubicate nella zona infetta ordinando in
   part icolare che:
   (a)   venga effettuato un censimento ufficiale di tutte                 le categorie di
         suini   presenti      nelle   varie    aziende;    il   censimento    deve    essere
         aggiornato     dal   proprietario o       dall'allevatore e      i relativi     dati
         devono essere esebiti su richiesta e possono essere controllati ad
         ogni ispezione;
   (b)   tutti i suini dell'azienda siano trattenuti nei rispettivi locali di
         stabulazione o confinati         in altri luoghi che consentano di isolarli
         dai  suini    selvatici,     i quali     non debbono avere accesso ad alcun
         materiale    che possa      in seguito entrare        in contatto     con   i suini
         del l'azienda;
   (e)   siano vietate le entrate e le uscite dall'azienda di suini;
 ---pagebreak---                                           - 26 -
      (d)  siano    posti   in   atto,  all'entrata  e  all'uscita   dei   locali  di
           stabulazione e dei fabbricati       dell'azienda, appropriati   metodi di
           dis infezione;
      (e)  sia controllata      la presenza di peste suina classica     in tutti gli
           animali morti o ammalati dell'azienda;
      (f)  sia   vietata   l'entrata   nell'azienda  di  qualsiasi  parte   di  suino
           selvatico (ucciso o trovato morto);
      (g)  sia vietata l'accesso all'azienda di persone che praticano la caccia
           di suini selvatici.
   3. Fatte salve le misure di cui al paragrafo 2, gli Stati membri presentano
      quanto prima alla Commissione, per       iscritto, il programma delle misure
      adottate per eradicare la malattia in una zona infetta determinata nonché
      le misure applicate agli allevamenti ubicati nella zona in questione.
      La Commissione esamina      il programma per stabilire se esso consente di
      conseguire   l'obiettivo prefisso e lo approva, eventualmente modificato,
      conformemente alla procedura di cui all'articolo 16.
      Il programma può successivamente essere modificato o integrato quando la
      medesima  procedura,     in considerazione degli    eventuali  sviluppi   delia
      situazione.
   4. Una volta approvate, le misure contemplate nel programma sostituiscono le
      misure originarie di cui al paragrafo 2 a decorrere dalla data stabilita
      durante la procedura di approvazione.
5)
 ---pagebreak---                                          - 27 -
5. Il  programma     di    cui  al    paragrafo     3    deve     contenere     informazioni
   concernent i:
   (a)  una   zona   infetta determinata      compresa      nel   territorio dello Stato
        membro    di   cui   al  paragrafo     2.   Nel     definire     la  zona   infetta,
         l'autorità competente deve tener conto di quanto segue:
        (I)       la diffusione geografica della malattia,
        (II)      la popolazione di suini selvatici della zona
        (MI)      la   presenza    di   barriere      naturali      e   convenzionali     che
                  rivestono una certa importanza per gli spostamenti di suini
                  selvat ici.
   (b)  il numero     approssimativo dei       gruppi     di   suini   selvatici    presenti
        nella zona in questione e la loro entità;
   (e)  le    iniziative     specifiche     intese     a    determinare      il   grado    di
        propagazione dell'infezione tra i suini selvatici mediante                    l'esame
        degli   animali    uccisi   dai   cacciatori      o   trovati    morti   e mediante
        analisi di laboratorio;
   (d)  l'organizzazione di stretti         rapporti     di cooperazione       tra biologi,
        cacciatori, associazioni venatorie, servizi responsabili della fauna
        selvatica e servizi veterinari (salute animale e sanità pubblica);
   (e)  la riduzione della popolazione di suini selvatici e il rilascio di
        licenze di caccia; il periodo stabilito per ridurre la popolazione
        di   suini     selvatici     deve    contemplare        una   fase     iniziale    di
        eradicazione a cui farà seguito una fase di sorveglianza;
   (f)  il  metodo    di   eliminazione    dei    suini     selvatici     trovati   morti   o
        uccisi. Nella prima fase (periodo di eradicazione) l'eliminazione
        comporterà    la distruzione sotto controllo dell'autorità competente.
        Nella   seconda    fase  (periodo di      sorveglianza)       l'eliminazione sarà
        effettuata conformemente alle disposizioni               stabilite dall'autorità
        competente;
 ---pagebreak---                                          - 28 -
    (g)    l'indagine    epidemiologica    eseguita   su   ciascun    suino   selvatico
          (ucciso     o  trovato   morto)   che   include    la  compilazione     di  un
          questionario con informaizoni concernenti:
          - la zona geografica nella quale l'animale è stato trovato morto o
             ucc i so,
          - la data di ritrovamento dell'animale (morto o ucciso),
          - la persona che ha trovato o ucciso l'animale,
          - l'età e il sesso dell'animale,
          - se è stato ucciso: sintomi prima dell'uccisione,
          - se è stato trovato morto: stato della carcassa,
          - risultati di laboratorio;
    (h)   le misure di profilassi decise per         le aziende ubicate nella zona
          infetta    interessata,   incluso il trasporto di animali        all'interno,
          all'entrata o all'uscita dalla zona;
    (i)   i   criteri    da   applicare   per   abolire    le   misure   adottate    per
          reradicazione della malattia nella zona           interessata e     le misure
          applicabili alle aziende in detta zona.
4. E' inserito il seguente nuovo articolo dopo l'articolo 7:
                                     "Articolo 7bis
    E* istituita un'unità di crisi con il compito di garantire il perfetto
    coordinamento di tutte le misure necessarie per eradicare quanto prima la
    peste suina classica e di eseguire l'indagine epidemiologica.
    Le   disposizioni     generali    relative   alle   unità    di   crisi   nazionali
    comunitaria       stabilite    nel    regolamento     (CEE)     n         /..    del
    Consigi io (*)."
(*)    GU n. L
 ---pagebreak---                                             - 29 -
5. All'articolo    8,    la seconda      frase   del    paragrafo     2 è    sostituita     dal
   seguente testo:
   "Qualora   sia   autorizzato     il    trasporto    di  suini    per    la macellazione,
   l'autorità    competente      interessata      garantirà      che    le    condizioni     di
   trasporto e di macellazione dei             suini   soddisfino      i requisiti      di cui
   all'articolo    9,   paragrafo    4,     lettera   (f) punto      (I) e     che    le carni
   ottenute da detti suini soddisfino le condizioni stabilite all'articolo
   9, paragrafo 4, lettera (g)."
6. L'articolo 9 è sostituito dal seguente testo:
                                        "Art icoio 9
   1. Non  appena     la diagnosi      della    peste    suina   classica      nei   suini   di
      un'azienda     ò    ufficialmente       confermata,      le    autorità       competenti
      istituiscono,      intorno alla zona colpita dal            focolaio, una zona di
      protezione con un raggio di almeno 3 km ed una zona di sorveglianza
      con un raggio di almeno 10 km.
   2. Per   la creazione di queste zone,            l'autorità     competente      deve   tener
      conto di quanto segue:
      (a) i risultati      degli studi epidemiologici effettuati                conformemente
          all'articolo 7;
      (b) tutte le prove sierologiche disponibili;
      (e) la    situazione     geografica,       con    particolare      riferimento       alle
          barriere naturali;
      (d) l'ubicazione e la vicinanza di altre aziende;
      (e) le modalità di commercializzazione dei suini d'allevamento e da
          macello e la disponibilità di macelli;
      (f) i mezzi      di   controllo     e   la natura     delle    misure     di   controllo
          applicate,      indicando    in particolare se        la macellazione viene o
          meno effettuata in locali infetti.
 ---pagebreak---                                    - 30 -
3. Se detta zona o dette zone includono parti del territorio di più Stati
   membri,   le   autorità   competenti    degli   Stati    membri     interessati
   collaborano per l'istituzione delle zone.
4. Nella zona di protezione sono applicate le seguenti misure;
   (a) si provvede quanto prima al censimento di tutte le aziende; una
       volta   istituita   la  zona,   le   aziende    suddette   devono    essere
       ispezionate   da un veterinario ufficiale        al  più   tardi   entro   7
       giorni.
   (b) sono vietati la circolazione e il trasporto di suini sulle strade
       pubbliche o private, ad eccezione delle strade di accesso alle
       aziende.   Tale  divieto   non  vale   per   il   transito   di   suini   su
       autostrada o per ferrovia a condizione che non siano effettuate
       operazioni di scarico o soste;
   (e) è vietata l'uscita di autocarri e di altri veicoli e attrezzature
       impiegati   per  il trasporto di suini o di altro bestiame o di
       materiale che potrebbe essere contaminato (ad esempio alimenti,
       concime,   deiezioni   liquide,   ecc) e    utilizzati    nella    zona   di
       protezione:
       (i)   dall'azienda ubicata nella zona di protezione,
       (ii)  dalla zona di protezione
       (ili) da un macello
       se  non   sono  stati   puliti   e   disinfettati    conformemente      alle
       procedure   stabilite   dall'autorità    competente.     Dette    procedure
       devono prevedere che gli autocarri e i veicoli utilizzati per il
       trasporto dei suini non possono uscire dalla zona senza essere
       stati ispezionati dall'autorità competente;
   (d) è   vietata,    salvo   autorizzazione     dell'autorità       competente,
       l'entrata e l'uscita dall'azienda di animali di altre specie;
 ---pagebreak---                                 - 31 -
(e) tutti i suini morti o malati dell'azienda devono essere dichiarati
    all'autorità    competente   la  quale   effettuerà   tutti   gli  esami
    necessari per accertare la presenza di peste suina classica;
(f) i suini non possono uscire dall'azienda in cui si trovano durante
    i 21 giorni successivi al completamento delle misure di pulizia e
    di disinfezione preliminari di cui all'articolo 10; al termine dei
    21 giorni i suini possono uscire dall'azienda suddetta:
    (i)   per essere trasportati direttamente in un macello designato
          dall'autorità competente, ubicato di preferenza nella zona
          di protezione o nella zona di sorveglianza, alle seguenti
          condizioni :
          - tutti I suini dell'azienda sono stati esaminati;
          - tutti   i suini destinati al macello sono stati sottoposti
            ad   un   esame   clinico,   compresa   la  misurazione    della
            temperatura corporea di parte di essi;
          - tutti    I suini  sono stati contrassegnati     con un marchio
            auricolare;
          - il trasporto sarà effettuato con automezzi          sigillati a
            cura dell'autorità competente.
          L'autorità competente responsabile del macello deve essere
          informata dell'intenzione di inviarvi suini.
          Una volta arrivati     al macello,    ì suini  vengono tenuti    e
          abbattuti separatamente da altri suini. Gli automezzi e le
          attrezzature utilizzate per il trasporto dei suini saranno
          immediatamente puliti e disinfettati.
          Durante l'ispezione ante e post mortem effettuata presso il
          macello     designato,    l'autorità    competente    prende    in
          considerazione eventuali     sintomi   che possano    indicare  la
          presenza di infezione da virus di peste suina classica.
 ---pagebreak---                                     - 32 -
       (ii)   In    circostanze     eccezionali,     per    essere     trasportati
             direttamente      in   altri    locali   ubicati    nella    zona  di
             protezione a condizione che:
             - tutti     i suini    dell'azienda    siano   stati   sottoposti   a
                 ispezione sanitaria;
             - tutti    i suini da trasportare siano stati sottoposti a un
                esame clinico, compresa la misurai zone della temperatura
                corporea dì parte di essi;
             - tutti    i suini siano stati contrassegnati con un marchio
                auricolare.
   (g) Le carni fresche ottenute da suini di cui al paragrafo 4 lettera
       (f)    saranno      marchiate      conformemente     alle     disposizioni
       dell'allegato della direttiva 72/461/CEE del           Consiglio, del    12
       dicembre 1972, relativa a problemi di polizia sanitaria in mataria
       di scambi intracomunitari di carne fresche (*), e saranno trattate
       conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 1
       della   direttiva    80/215/CEE,    del  22  gennaio    1980,   relativa  a
       problemi   di  polizia    sanitaria   negli  scambi    intracomunitari   di
       prodotti    a   base   di   carne (**).    Dette   disposizioni     saranno
       applicate in uno stabilimento designato dall'autorità competente.
       La carni saranno inviate al suddetto stabilimento a condizione che
       la partita sia sigillata durante il trasporto.
5. Le misure continuano ad essere applicate nella zona di               produzione
   perlomeno fino al momento in cui:
   (a) saranno state completate tutte le misure di cui all'articolo 10,
   (b) i suini di tutte le aziende saranno stati sottoposti
       (i)   ad un esame clinico il quale        abbia escluso ogni sintomo di
             malattia    che   possa   indicare   la presenza    di  peste   suina
             classica e
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        (ii)   ad un esame sierologico          conforme    alle disposizioni       degli
               allegati     I e IV che abbia dimostrato l'assenza di anticorpi
               del virus della peste suina classica.
   L'esame di cui ai punti (i) e (ii) non può essere effettuato                     prima
   che scadano i 30 giorni successivi al completamento delle misure di
   pulizia e di disinfezione preliminari nell'azienda infetta.
6. Nella zona di sorveglianza devono essere applicate le seguenti misure:
   (a) si provvede al censimento di tutte le aziende che detengono suini:
   (b) sono vietati      la circolazione e il trasporto di suini sulle strade
       pubbliche o private, ad eccezione delle strade di accesso alle
       aziende,      salvo    autorizzazione      dell'autorità     competente.      Tale
       divieto non vale per          il transito di suini        in autostrada o per
       ferrovia     sempreché     non  siano   previste operazioni       di   scarico o
       soste;
   (e) gli   autocarri     e altri    veicoli   ed attrezzature      impiegati    per il
       trasporto di suini o di altro bestiame, nonché di materiale che
       potrebbe      essere     contaminato     (ad   esempio     alimenti,     concime,
       deiezioni     liquide, ecc.) utilizzati nella zona di sorveglianza non
       possono     uscire     da   detta   zona    senza    essere   stati    puliti    e
       disinfettati         conformemente        alle      disposizioni        stabilite
       dall'autorità competente;
   (d) é   vietata,       salvo     autorizzazione      dell'autorità       competente,
       l'entrata o l'uscita dall'azienda di animali di altre specie nei
       primi 7 giorni successivi alla creazione della zona suddetta;
   (e) tutti     i   suini     morti   dell'azienda     devono     essere    dichiarati
       all'autorità       competente     la   quale    può    effettuare     gli   esami
       necessari      per   accertare     l'eventuale    presenza     di  peste    suina
       classica;
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(f) i suini non possono uscire dall'azienda nella quale si                  trovano
    durante i primi 7 giorni successivi al completamento alle misure
    di pulizia e di dis infezione di cui all'articolo 10; dopo 7 giorni
    i suini possono uscire dall'azienda per essere trasportati:
    (i)   direttamente        in   un    macello     designato      dall'autorità
          competente, ubicato di preferenza nella zona di protezione o
          nella zona di sorveglianza, alle seguenti condizioni:
          - tutti I suini dell'azienda sono stati esaminati;
          - tutti i suini trasportati al macello sono stati sottoposti
              a  un    esame    clinico,    compresa     la   misurazione     della
              temperatura corporea di parte di essi;
          - tutti     i suini    sono stati    contrassegnati     con un marchio
              auricolare;
          - il trasporto effettuato con automezzi              sigillati    a cura
              dell'autorità competente.
          L'autorità competente responsabile del macello deve essere
           informata dell'intenzione di inviarvi suini.
          All'arrivo      al   macello   i suini     devono    essere    tenuti   e
          abbattuti separatamente da altri suini.
          Durante l'ispezione ante e post mortem effettuata presso il
          macello      designato,      l'autorità     competente       prende    in
          considerazione eventuali        sintomi    che    possono   indicare   la
          presenza di infezione da peste suina classica.
    (ii)   In    circostanze      eccezionali,      per     essere     trasportati
          direttamente       in   altri    locali    ubicati     nella    zona   di
          protezione      o  nella   zona   di   sorveglianza,     alle   seguenti
          cond i z i on i:
          - tutti i suini sono stati sottoposti a un'ispezione;
 ---pagebreak---                                      - 35 -
             - tutti      i suini   che devono essere trasportati        sono stati
                sottoposti     ad un esame clinico, compresa         la misurazione
                della temperatura corporea di parte di essi;
             - tutti      i suini   sono stati contrassegnati       con un marchio
                aur ico lare.
             Gli    automezzi     e   altri   veicoli    nonché   le   attrezzature
             utilizzati per il trasporto dei suini devono essere puliti e
             disinfettati dopo ogni operazione di trasporto.
   (g) Le carni fresche ottenute da suini di cui al paragrafo 6, lettera
       (f)    saranno       marchiate      conformemente      alle     disposizioni
       dell'allegato della direttiva 72/461/CEE del Consiglio e quindi
       trattate conformemente alle disposizioni           di cui all'articolo 4,
       paragrafo    1    della   direttiva    80/215/CEE    del   Consiglio.    Tali
       operazioni     saranno    effettuate    in  uno    stabilimento     designato
       dall'autorità competente.
       La carne sono inviate al suddetto stabilimento a condizione che la
       partita sia sigillata durante il trasporto.
7. Le misure continuano ad essere applicate nella zona di sorveglianza
   perlomeno fino al momento in cui:
   (a) saranno state completate tutte le misure di cui all'articolo 10
   (b) i suini di tutte le aziende saranno stati sottoposti
       (i)   ad   un    esame   clinico    il  quale   escluda   ogni   sintomo   di
             malattia      che  possa   indicare   la presenza     di  peste   suina
             classica e
       (il)  ad un esame sierologico conforme alle disposizioni                degli
             allegati      I e  IV che dimostri      l'assenza  di anticorpi     del
             virus della peste suina classica.
 ---pagebreak---                                         - 36 -
   L'esame di cui ai punti (i) e (ii) non può essere effettuato prima che
   scadano    i    15    giorni    successivi    al   completamento     delle   misure
   preliminari di pulizia e di disinfezione dell'azienda infetta.
8. In deroga     alle     disposizioni    del  paragrafo    4,  lettera    (f) e   del
   paragrafo    6,     lettera    (f),   l'autorità    competente   può    autorizzare
   l'ucita dei suini dall'azienda qualora essi vengano trasportati in una
   sardigna per l'estrazione dei grassi o altrove per essere abbattuti e
   quindi   inceneriti       o  sotterrati.    Gli   animali   sono    esaminati   per
   accertare l'eventuale presenza del virus della peste suina classica;
   in occasione di tale esame si dovrà tener conto dei criteri di cui
   all'allegato IV per quanto concerne la raccolta di campioni di sangue.
   Saranno   prese      tutte    le   precauzioni   necessarie     per   evitare   una
   propagazione del virus dovuta al trasporto, come ad esempio la pulizia
   e la disinfezione dell'autocarro dopo il trasporto.
9. Qualora i divieti di cui al paragrafo 4 lettera (f), e al paragrafo 6
   lettera (f) fossero mantenuti oltre il limite di 30 giorni a motivo
   della manifestazione di altri focolai della malattia e per problemi
   connessi   alla      custodia    degli   animali,    l'autorità   competente    può
   autorizzare, dietro richiesta motivata presentata dal proprietario, il
   trasporto di suini da un'azienda ubicata nella zona di protezione o
   nella zona di sorveglianza a condizione che
   (a) il veterinario ufficiale abbia accertato i fatti;
   (b) tutti i suini dell'azienda siano stati sottoposti ad esame;
   (e) tutti   i suini da trasportare siano stati sottoposti ad un esame
       clinico, compresa        la misurazione della       temperatura    corporea di
       parte di essi ;
   (d) tutti     i    suini    siano    stati   contrassegnati     con    un   marchio
       auricolare;
 ---pagebreak---                                          - 37 -
        (e) l'azienda di destinazione sia ubicata nella zona di protezione o
             nella zona di sorveglianza.
        Sono   adottate   tutte   le   precauzioni    necessarie   per    evitare   una
        propagazione del virus dovuta a questo trasporto, come ad esempio la
        pulizia e la disinfezione dell'autocarro dopo il trasporto.
    10.   L'autorità competente adotta tutte le misure necessarie, incluso il
          ricorso a cartelli indicatori e di avvertimento ben visibili, nonché
          mezzi   di  comunicazione    quali   la   stampa  e   la televisione,     per
          garantire che tutte le persone presenti nelle zone di protezione e
          di sorveglianza siano perfettamente al corrente delle restrizioni in
          vigore   e  adotta   tutti   i provvedimenti     opportuni   per   garantire
          un'adeguata applicazione delle misure suddette."
(*)     GU n. L 302 del 31.12.1972, pag. 24.
(**)    GU n. L   47 del 21. 2.1980, pag.     4.
7. L'articolo 10 é sostituito dal seguente testo:
                                     "Articolo 10
    Gli Stati membri garantiscono che:
    (a)   i disinfettanti    da utilizzare e      le relative  concentrazioni     siano
          quelli approvati ufficialmente dall'autorità competente;
    (b)   le operazioni   di pulizia e di disinfezione siano effettuate           sotto
          controllo ufficiale conformemente
          (I)      alle istruzioni   impartite dal veterinario ufficiale e
          (ii)     alla procedura di pulizia e di disinfezione          di  un'azienda
                   infetta contemplata nell'allegato V.
 ---pagebreak---                                        - 38 -
8. Dopo l'articolo 10, inserire il seguente nuovo articolo:
                                  "Articolo 10bis
   Qualora    la presenza   di   peste  suina   classica  sia   confermata   in  un
   determinato macello, l'autorità competente garantisce che:
   (a)   tutti i suini del macello siano abbattuti immediatamente;
   (b)   le carcasse e le frattaglie di tutti \ suini infetti e contaminati
         vengano distrutte sotto controllo ufficiale per evitare il rischio
         di propagazione del virus della peste suina classica;
   (e)   le operazioni di pulizia e di disinfezione degli edifici e delle
         attrezzature, veicoli inclusi, vengano effettuate sotto il controllo
         del veterinario ufficiale, conformemente alle istruzioni stabilite
         dall'autorità competente;
   (d)   venga  effettuata   un'indagine    epidemiologica,   conformemente    alle
         disposizioni del l'articolo 7;
   (e)   vengano introdutti suini da macello per un periodo di almeno 24 ore
         dal  completamento   delle operazioni    di pulizia   e di   disinfezione
         effettuate conformemente al disposto di cui alla lettera (e)."
9. Gli articoli 14 e 14 bis sono sostituiti dal seguente testo:
                                   "Articolo 14
   1. Gli Stati membri garantiscono che:
       (a) sia vietato l'impiego di vaccini contro la peste suina classica;
       (b) la manipolazione del virus della peste suina classica a scopo di
           ricerca, diagnosi e/o per      la produzione di vaccini abbia      luogo
           esclusivamente in stabilimenti e laboratori riconosciuti;
 ---pagebreak---                                   - 39 -
   (c) Il magazzinaggio, la fornitura, la distribuzione e la vendita sul
       territorio   della   Comunità   di  vaccini    contro   la   peste   suina
       classica vengano effettuati sotto controllo ufficiale.
2. In deroga alle disposizioni del paragrafo 1 relative all'impiego del
   vaccino contro la peste suina classica, si può decidere di ricorrere
   ad una vaccinazione di emergenza qualora la peste suina classica sia
   stata confermata e rischi di diventare epidemica. In tal caso lo Stato
   membro   interessato   presenta    alla  Commissione     un   piano   per   la
   vaccinazione di emergenza recant* le seguenti informazioni:
   (a) l'evoluzione della malattia che ha giustificato         la richiesta di
       una vaccinazione di emergenza,
   (b) la delimitazione geografica della zona in cui sarà effettuata la
       vaccinazione di emergenza,
   (e) le categorie di suini e       il numero approssimativo dei suini da
       vaccinare,
   (d) il vaccino da utilizzare,
   (e) la durata della campagna di vaccinazione,
   (f) un metodo di     identificazione e di    registrazione     degli   animali
       vaccinati,
   (g) le misure    concernenti   il   trasporto   di   suini   e   di  prodotti
       derivati,
   (h) altri provvedimenti necessari nella situazione di emergenza.
 ---pagebreak---                                            - 40 -
       La Commissione esamina         immediatamente     il piano di concerto con        lo
       Stato membro      interessato.      Il piano    relativo    alla   vaccinazione   di
       emergenza é approvato conformemente alle procedure di cui all'articolo
       16;    eventuali   modifiche     o   aggiunte    possono   essere    chieste   prima
       del l'approvazione.
    3. Qualora si faccia ricorso alla vaccinazione di emergenza,                   lo Stato
       membro interessato garantisce che:
       - nessun     suino   vìvo   esca    dalla   zona    vaccinale    salvo   per  essere
          immediatamente      abbattuto     in un    macello    designato    dall'autorità
          competente    e   ubicato     nella    zona   vaccinale    o    nelle   immediate
          vicinanze;
       - tutte     le carni     fresche   ottenute    da   suini   vaccinati    durante  la
          campagna di vaccinazione di emergenza siano provviste del bollo di
          cui    all'articolo      5bis    della    direttiva      72/461/CEE     e   siano
          immagazzinate e trasportate separatamente dalle carni che non recano
          tale boi lo.
    4. Le disposizioni di cui al paragrafo 3 si applicano in occasione della
       vaccinazione di emergenza e per almeno 12 mesi dopo il completamento
       delle operazioni di vaccinazione nella zona interessata.
    5. Se   del   caso,    la   Commissione    adotta     disposizioni     concernenti   la
       produzione, l'imballaggio, la distribuzione e l'entità delle scorte di
       vaccini contro la peste suina classica nella Comunità."
10.    L'articolo 14bis é sostituito dal seguente testo :
                                     "Articolo 14bis
    Gli esperti veterinari della Commissione possono effettuare controlli in
    loco, in collaborazione con le autorità dello Stato membro                  interessato
 ---pagebreak---                                    - 41 -
   qualora ciò sia necessario per garantire     l'applicazione uniforme della
   presente direttiva; la Commissione informa gli Stati membri dei risultati
   del I'inchiesta.
   Lo Stato membro sul cui territorio l'ispezione viene effettuata presta
   tutta l'assistenza necessaria affinché gli esperti possano espletare le
   loro mansioni.
   Le disposizioni  generali  per  l'attuazione   del presente  articolo sono
   stabilite conformemente alla procedura di cui all'articolo 16."
11. L'allegato I é sostituito dal seguente testo:
 ---pagebreak---                                           - 42 -
                                        ALLEGATO I
       METODI PER LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE DELLA PESTE SUINA CLASSICA
Per quanto riguarda      i metodi diagnostici della Peste Suina Classica (CSF)
sono stabiliti le seguenti linee direttrici, standard e criteri minimi.
A. RACCOLTA DEI MATERIALI DIAGNOSTICI
   1. Per   isolare     il   virus    ed   evidenziare     l'antigene     si   considerano
      essenziali    I tessuti delle tonsille e della milza. Se possibile si
      devono prelevare almeno altri due tessuti linfatici, quali i linfonodi
      retrofaringei, parotide!, mandibolari o mesenterici nonché l'ileo o il
      rene. Ogni    campione     di   tessuto deve essere posto         in una     busta di
      plastica separata, sigillata ed etichettata. I campioni devono essere
      trasportati    e conservati       in contenitori     ermetici.    Essi   non    devono
      essere congelati, bensi tenuti freschi a temperatura di frigorifero e
      saggiati sollecitamente.
   2. Per   l'isolamento     del   virus    dai   leucociti   devono   essere     prelevati
      campioni di sangue da suini con sintomi febbrili o di altro tipo. Come
      anticoagulanti si devono usare EDTA o eparina. I camp ioni devono essere
      mantenuti freschi a temperatura di frigorifero e sottoposti agii esami
      di laboratorio senza indugio.
   3. I campioni    di   sangue per      evidenziare gli     anticorpi     quale    supporto
      diagnostico    di    focolai   clinici    ed  a scopo    di  sorveglianza       devono
      essere prelevati da animali che siano guariti da sospetta infezione e
      da  suini   noti     per  essere    stati    in  contatto   con    casi    infetti   o
      sospetti.    In   tali   allevamenti      sospetti   devono   essere     presi    come
      campione tutti      i primi 20 animali sospetti o         in contatto ed        il 25%
      degli   altri    animali.     Per    individuare   con   molta    probabilità      gli
      anticorpi   si   devono    contemporaneamente      prelevare    campioni      da  ogni
      unità dell'allevamento.
 ---pagebreak---                                             - 43 -
B. DIAGNOSI DI LABORATORIO DELLA PESTE SUINA CLASSICA.
   Il   punto    di   partenza      nella    diagnosi    di    CSF   in  laboratorio     sarà
   l'individuazione dell'antigene virale, del virus e degli anticorpi negli
   organi o nei fluidi tissutali.
   In caso di risultati non probanti, si devono ripetere gli esami sugli
   stessi   campioni. Se continuano ad esserci              sospetti clinici, si       devono
   prelevare ulteriori campioni della stessa origine.
   In casi di sospetta CSF si possono usare, come supporto diagnostico,
   esami sierologici per evidenziare gli anticorpi. Se non si é riusciti a
   individuare      l'antigene     virale    o  ad   isolare     il  virus   nel   materiale
   prelevato da animali        sospetti    di CSF o proveniente da allevamenti            che
   hanno avuto contatto con casi di CSF, si faranno esami per evidenziare
   anticorpi    sui   campioni      di  sangue    degli    animali   guariti   da   sospetta
   malattia e di quelli noti per essere stati                in contatto con la malattia
   stessa.
   1. Ricerca dell'antigene virale.
      Per    la  ricerca    dell'antigene       virale    in   tessuti  d'organo    si   deve
       impiegare la tecnica di immunomarcatura diretta su sezioni sottili al
      criostato (sino a cinque micron) delle tonsille e degli altri organi
      specificati      in A ( 1 ) . Il reagente      per    la diagnosi    deve   essere   un
      antisiero pesti virus-speci fico poli e Iona le del virus CSF, marcato con
      un fluorocromo, un enzima, o biotina, secondo i criteri seguenti:
      a)   il siero iperimmune sarà preparato da suini esenti da infezione o
           anticorpi che possano influire sulla specificità o qualità della
           reazione;
 ---pagebreak---                                      - 44 -
   b)    I'immunoglobulina   marcata    preparata   dal   siero suino    iperimmune
        alla CSF come specificato sotto (a) avrà un titolo minimo di 1/20
        determinato    in colture cellulari      infettate con     il virus CSF e
        confermato    da  esami   di   controllo   su   sezioni   di  tessuto.   La
        diluizione d'uso del coniugato combinerà un massimo di segnale con
        un minimo di colorazione di fondo;
   Ogni   campione   che mostri    una   reazione citoplasmìca specifica       sarà
   considerato    positivo    per   pesti virus.   In    tali  casi   si   dovranno
   effettuare ulteriori esami come descritto in B (3).
Isolamento ed identificazione del virus in colture cellulari.
a) L'isolamento del virus da campioni di tessuto si effettua su colture
   cellulari di PK 15 o su altre linee cellulari parimenti sensibili. Le
   sospensioni d'organo di un animale sospetto devono essere inoculate ad
   una diluizione dì 1/10.
b) L'isolamento del virus da campioni di sangue, raccolti e trattati come
   indicato nel paragrafo A (2), si effettua            inoculando sulle colture
   cellulari la sospensione del "buffy coat" ricostituita sino al volume
   emat ico or igina le.
e) Per evidenziare     l'antigene virale nel citoplasma dei monostrati, si
   devono    trattare    le  colture    cellulari    con   antis loro  poiicIona le
   marcato. Si deve applicare il colorante ad intervalli da 24 a 72 ore
   dal momento dell'inoculazione.
d) Le colture cellulari positive devono essere sottoposte agli esami di
   diagnosi differenziale come specificato         in B(3). Risultati negativi
   dopo   il primo passaggio su coltura cellulare possono richiedere un
   secondo od anche più passaggi per l'isolamento del virus.
 ---pagebreak---                                        - 45 -
3. Tipizzazione, dei virus postosi isolati, con anticorpi monoclonali.
   a) Si  devono esaminare uulteriormente, mediante         anticorpi   monoclonali
      marcati,    i dupplicati   delle sezioni    al criostato di     tessuti  o  le
      colture     cellulari    che   danno    reazioni    positive    al Tanti siero
      poi (clonale, come descritto in B(1) e (2), al fine di differenziare
      tra il virus CSF ed i virus diarrea virale del bovino (BVD)/border
      disease (BD).
   b) Si  devono usare solo      i monoclonali    ufficialmente   raccomandati   dal
      Laboratorio    di   Riferimento CE   per   la Peste   Suina   Classica,   dopo
      caratterizzazione estensiva.
   e) I monoclonali     devono essere suddivisi     in quattro gruppi     secondo i
      seguenti criteri:
           Numero del gruppo                       Reattività
                    1                       Tutti i virus postosi
                    2                       Tutti I virus CSE
                    3                       Ceppi vaccinali CSF
                    4                       Tutti I virus BVD/BD
      Ogni gruppo può essere rappresentato o da un singolo monoclonale o da
      una miscela di anticorpi monoclonali, a condizione che lo spettro di
      reattività corrisponda a quello di cui sopra.
   d) L'interpretazione degli schemi di reazione é cosi riassunta:
            Gruppi
         1 2    3   4                      Interpretazione
         +   +  -   -                      CSF confermata
         +   +  +   -                      CSF ceppo vaccinale
         +   -  -   +                      virus BVD/BD
         +   -  -   -                    )
         +   +  -   +                    ) virus non classificato,
         +   +  +   +                    ) necessitano ulteriori esami
 ---pagebreak---                                          - 46 -
C. RICERCA DI ANTICORPI DEL VIRUS DELLA PESTE SUINA CLASSICA.
   La   ricerca   di  anticorpi    del  virus CSF        in campioni     di    sangue   viene
   effettuata    per   agevolare    la diagnosi      di    peste   suina    in   allevamenti
   comprendenti suini con sintomi clinici di malattia o su suini sospetti dì
   aver avuto contatto con suini          infetti. Può essere effettuata anche a
   scopo   di   sorveglianza    o   per   indagini      in   allevamenti     il   cui   stato
   sanitario non è noto.
   Per questi scopi, i campioni di sangue devono essere sottoposti ad un
   test approvato.
    I test   seguenti    sono approvati     per   l'uso e devono essere           effettuati
   congiuntamente ad appropriati controlli con sieri positivi e negativi.
    I ceppi virali da usare per I test sierologici devono essere autorizzati
    in una riunione dei Laboratori         Nazionali per        la Peste Suina      (NSFL) e
   rilasciati    a   questi   ultimi,    dietro     loro     richiesta,    secondo    quanto
   disposto dal Laboratorio di Riferimento CE per la Peste suina classica.
   Tutte    le   procedure     dei    test    devono       aver    dimostrato      risultati
   soddisfacenti con i sieri CSF di riferimento, forniti dal Laboratorio di
   Riferimento CE per la Peste suina classica.
1. Test di virus-neutralizzazione.
   Questo test si basa sulla determinazione della soglia 50%. Miscele di
   diluizioni di siero e quantità costanti di virus, dopo uno specificato
   periodo    d'incubazione    a   37*C,    vengono       inoculate    nelle     colture.   I
   risultati si basano sull'assenza di replicazione del virus, ricercata con
   un   sistema   di    immunomarcatura.     Si   possono      usare   sia    la   prova   di
   immunofluorescenza-neutralizzazione          (NIF),     sia   quella   degli    anticorpi
   neutralizzanti    perossidasi-coniugati.       Il Laboratorio di Riferimento CE
   per la CSF fornirà, su richiesta, i protocolli dettagliati.
 ---pagebreak---                                           - 47 -
   A scopi     di   screening    i sieri   vengono  inizialmente     diluiti. Quando é
   necessaria una titolazione completa, si preparano diluizioni doppie del
   siero partendo da 1/10. Ogni diluizione viene miscelata con ugual volume
   di   una    soluzione     virale   contenente    100   (+/-    0,5   log.    -|Q)   dosi
   infettanti (TCID 5 0 ) . Per ogni livello di diluizione si utilizzano almeno
   due   colture.     Dopo un    appropriato periodo     di    incubazione    le colture
   cellulari vengono fissate e si ricerca l'antigene virale con un sistema
   di   immunomarcatura.      I risultati vengono espressi       come reciproco della
   diluizione     iniziale di siero, a cui corrisponde           assenza   di   marcatura
   specifica     nella metà delle colture        cellulari    inoculate.    Il punto di
   estinzione viene calcolato a metà tra due livelli di diluizione.
2. Prova di immunoassorbimento enzima-coniugato (ELISA).
   Si possono usare prove di competizione, di blocco ed indirette su ogni
   supporto idoneo.
   Si raccomanda che i test usati minimizzino le reazioni crociate con il
   virus    BVD    ed   altri   pesti virus.   Tuttavia    i   test   devono    garantire
   l'identificazione di tutte le infezioni da CSF, ed a tutti gli stadi di
   risposta immunitaria all'infezione.
   Antigene:
   L'Antigene deve essere ricavato o corrispondere alle proteine virali di
   uno dei ceppi virali CSF raccomandati. Le cellule usate per                  preparare
   l'antigene devono essere indenni di ogni infezione da pesti virus.
   Ant isier i:
   I sieri     policlonali    per   le prove di competizione       o di   blocco devono
   essere ottenuti da suino o conigli infettati con uno dei ceppi di virus
   CSF raccomandati o con il ceppo lap ini zzato C. Gli anticorpi monoclonali
   devono    essere    attivi   contro o    corrispondere    ad   una  proteina      virale
   immunodominante del virus CSF. Le prove indirette devono utilizzare un
   reattivo immunogIobuIinico anti-suino che rivela sia le IgG che le IgM.
 ---pagebreak---                                        - 48 -
   La sensibilità del l'ELISA deve essere tale da registrare come positivo
   ogni   siero che reagisce al      test  di neutralizzazione, nonché        i sieri
   positivi di riferimento forniti dal Laboratorio di Riferimento CE per la
   CSF.
   L'ELISA può essere usato solo con s laro ottenuto da campioni di plasma
   presi da singoli suini.
   Se   la procedura   ELISA usata non é specifica per          la CSF,    i campioni
   positivi devono essere esaminati ulteriormente con i test differenziali
   specificati nella sezione E.
D. VALUTAZIONE DEI RISULTATI DEGLI ESAMI DI LABORATORIO.
   1. L'individuazione dell'antigene virale CSF nei tessuti d'organo o nelle
      colture di cellule, dopo isolamento del virus dai campioni di tessuto
      con le tecniche definite in B (1), (2) e (3), costituirà la base della
      conferma di presenza della malattia, eccettuato nei casi di reazione
      dimostrata come dovuta a virus vaccinale, come specificato in B (3).
      La dimostrazione di      antigene BVD/BD, secondo B        (3), eliminerà    il
      cospetto di CSF, purché non sussistano altre basi per tale sospetto. A
      seguito   di   risultati    inusuali   o   inaspettati    della    tipizzazione
      monoclonale   secondo B(3), i pesti virus       isolati   saranno   considerati
      come inclassificati, e l'allevamento di origine sarà ritenuto sospetto
      fino ad ulteriori esami. Questi possono comprendere            la trasmissione
      del virus ad un laboratorio di riferimento per la caratterizzazione, e
      ricerche sierologiche sull'allevamento di origine.
   2. A seguito di    rinvenimento di anticorpi       reagenti   con   il virus CSF,
       l'allevamento di origine sarà ritenuto sospetto.
      a)   Al  fine   di   escludere    il   sospetto   di   CSF    originatosi   dal
           rinvenimento   di   anticorpi,    si  userà    il   test   descritto   nel
           successivo Capitolo E per distinguere tra anticorpi reagenti alla
 ---pagebreak---                                         - 49 -
          CSF   che   possono    essere   stati    indotti  da    altri   pesti virus ed
          anticorpi dovuti realmente al virus CSF. Si devono ri saggi are con
           il test differenziale tutti i campioni originali.
      b)  Se al primo test differenziale non si può escludere il sospetto,
          si dovrà effettuare un ulteriore test almeno 30 giorni dopo, per
          seguire     la   possibile    diffusione     dell'infezione.      Nell'azienda
          sospetta si preleveranno campioni da tutti             i primi 20 animali e
          dal 25% dei rimanenti.
3. Interpretazione dei risultati sierologici.
   Un titolo neutralizzante          10 in tutti i suini unito ad aspetti clinici
   o epizootologici originanti sospetto di malattia costituisce una diagnosi
   positiva. Un titolo         1/10  in tutti     i suini senza aspetti clinici ed
   epizootologici dà origine al sospetto di malattia e deve essere seguito
   da procedimenti diagnostici differenziali.
   Gli stessi criteri si devono applicare ad ogni suino positivo al T E L ISA.
E. PROCEDURE  SIEROLOGICHE     PER LA DIAGNOSI       DIFFERENZIALE TRA PESTE          SUINA
   CLASSICA ED ALTRI PESTIVIRUS.
   1. I test per    la diagnosi differenziale tra CSF ed altre              infezioni da
      pest(virus si      basano sull'esame      in parallelo dei       sieri   con    ceppi
      virali sia di CSF sia di BVD/BD, usando metodi totalmente comparabili.
      I ceppi virali CSF e BVD/BD da usare devono essere stati ufficialmente
      approvati   (vedi    sopra   sub  C ) . Per    escludere    il   sospetto    di   CSF
      originatosi dalla scoperta di anticorpi, i campioni di sangue devono
      essere esaminati mediante titolazioni comparative delle soglie degli
      anticorpi neutralizzanti anti virus CSF e virus BVD/BD.
      Nell'ELISA    di    blocco,   si   deve    utilizzare    il    confronto    tra    le
      percentuali di blocco con antigeni CSF e con antigeni BVD/BD.
 ---pagebreak---                                    - 50 -
2. I  risultati   dei   test   sierologici    comparativi,   usando   ceppi   di
   riferimento di CSF e di altri pesti virus, saranno interpretati come
   segue :
   a)  se  i test   comparativi mostrano che più di un suino possiede
       anticorpi del virus CSF senza anticorpi degli altri pestivirus, il
       risultato viene considerato positivo per CSF.
   b)  sa I test comparativi mostrano che i titoli per il virus CSF sono
       uguali o maggiori dei titoli per gli altri pestivirus in più di un
       suino, allora ci sarà sospetto di CSF e la differenziazione sarà
       eseguita come segue:
     - i suini aventi    titoli neutralizzanti antivirus CSF maggiori od
       uguali ai titoli anti altri pestivirus saranno macellati. I loro
       tessuti e, se del caso, i loro feti, saranno esaminati per la
       ricerca di   antigene o     virus della CSF, secondo       la procedura
       definita in B (1, 2 o 3 ) .
     - se si rinviene antigene virale o virus della CSF, la CSF sarà
       confermata.
     - se la ricerca definita nel soprastante secondo trattino non rivela
       la  presenza   di   antigene   o   virus  della   CSF,   l'azienda   sarà
       considerata come sospetta finché un ulteriore gruppo di campioni
       di  sangue,   prelevati    almeno   30  giorni   dopo,  non   sia   stato
       sottoposto a nuovi test comparativi.
     - se questi   successivi    test   comparativi   mostrano che    tutti  gli
       animali hanno titoli significativamente più alti (quattro volte o
       più) contro il virus BVD/BD rispetto al virus CSF, il sospetto
       sarà el(minato,
     - se uno o più animali mostrano un titolo contro il virus CSF uguale
       o maggiore del titolo contro il virus BVD/BD, il risultato viene
       considerato positivo per CSF.
 ---pagebreak---                                           - 51 -
       c)   se i titoli BVD/BD sono tali da non escludere la possibilità di
            CSF,    l'azienda   darà    considerata      come    sospetta   e   nuovamente
            esaminata dopo almeno 30 giorni.
F. LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE DELLA PESTE SUINA AFRICANA.
   La ASF non può essere differenziata dalla Peste Suina Classica mediante
   esami clinici o esami post-mortem e nella diagnosi differenziale di ogni
   sindrome acuta febbrile emorragica dei suini dovrebbero essere prese in
   considerazione entrambe queste malattie.
   Gli esami di laboratorio sono essenziali per la distinzione tra le due
   malattie. Una diagnosi positiva in un paese indenne da ASF deve essere
   basata sull'isolamento e sull'identificazione del virus ASF.
   Il   punto    di   partenza    nella    diagnosi    di     laboratorio   di    ASF  sarà
   l'individuazione del virus, dell'antigene virale o degli anticorpi negli
   organi e nei fluidi tissutaii.
   In caso di risultati non probanti o negativi di almeno due esami                      su
   campioni     provenienti    da   animali     sospetti     di   ASF   o  con    materiale
   proveniente da allevamenti che hanno avuto contatti con casi di ASF, deve
   essere prelevato ulteriore materiale nello stesso allevamento e dagli
   animali che sono stati in contatto con suini infetti.
1. Ricerca dell'antigene virale.
   Per    la   ricerca    dell'antigene      virale    si    applicheranno     la   tecnica
   del I'immunofluorescenza      diretta    o    altre    tecniche    utili,   su   sezioni
   sottili al criostato di tessuti d'organo, su strisci o su sedimenti da
   colture di leucociti. Le procedure sono simili a quelle descritte per la
   CSF, tranne il fatto che si usano reagenti specifici per la ASF.
 ---pagebreak---                                        - 52 -
2. Isolamento ed identificazione del virus.
   a) Test di emoassorbimento (HAD)
      Lo   HAD   test  viene   effettuato   inoculando   in colture   primarie   di
       leucociti suini le sospensioni al 10% di tessuti o il sangue prelevato
      sul campo da suini sospetti, oppure allestendo colture le leucociti da
      sangue di suini febbricitanti       inoculati  in laboratorio o da sangue
      prelevato sul campo. L'emoassorbimento consiste nell'adesione di un
      gran numero di eritrociti suini sulla superficie delle cellule infette
      e conferma la diagnosi di ASF.
   b) Inoculazione del suino.
      Si fa un pool con aliquote di ogni sospensione di tessuto al 10% e se
      ne inoculano intramuscolo 2 ml a capo in quattro suini: due di questi
      debbono essere stati vaccinati contro la CSF e due non vaccinati.
       I suini dovranno essere esaminati giornalmente per 21 giorni, per
      valutare    un  eventuale    innalzamento   della   temperatura   rettale   e
       l'insorgenza di sintomi clinici. Se si sviluppa febbre dovranno essere
      prelevati campioni di sangue onde allestire colture di leucociti per
       lo HAD test    ("autorosette" ed    inoculazione di colture primarie di
       leucociti   suini).   Se non   si  sviluppano sintomi    clinici,  si   deve
      prelevare dei sangue per la ricerca di anticorpi dopo un periodo di
      osservazione di 21 giorni.
3. RICERCA DI ANTICORPI    INDOTTI DAL VIRUS ASF IN CAMPIONI DI SANGUE E NEI
   FLUIDI TISSUTALI.
   La ricerca di anticorpi in campioni di siero o di fluidi tissutaii viene
   effettuata per agevolare la diagnosi di ASF in allevamenti comprendenti
   suini con sintomi clinici che fanno sospettare         la malattia o su suini
   sospetti di aver avuto contatto con suini         infetti da ASF. Può essere
   effettuata anche a scopo di sorveglianza o per indagini in allevamenti il
   cui stato sanitario non é noto.
 ---pagebreak---                                      - 53 -
    Per   questi  scopi,  i campioni   devono  essere sottoposti ad  un  test
    approvato.
    Quelli che seguono sono approvati per l'uso o debbono essere effettuati
    congiuntamente ad appropriati controlli con sieri positivi e negativi.
    a) Test di immunofluorescenza indiretta (IIF).
    b) ELISA.
12.     Dopo l'allegato Ili sono inseriti seguenti allegati:
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                                  ALLEGATO IV
           SCREENING SIEROLOGICO DI SUINI NELLA ZONA DI PROTEZIONE
               E DI SORVEGLIANZA Al FINI DELL'INDIVIDUAZIONE DI
           ANTICORPI INDOTTI DAL VIRUS DELLA PESTE SUINA CLASSICA
Il programma di screening sierologico dovrà tener conto della propagazione
della peste suina classica e delle modalità di allevamento di suini, che
siano o meno tenuti in gruppo.
1. Screening sierologico di suini allevati in gruppo
   Un gruppo consiste di due o più suini a contatto diretto tra di loro.
   Prelievo di campioni da gruppi
   -  gruppo composto da 20 suini                          2 suini
      al massimo                                           qualora i i gruppo
                                                           consista di una
                                                           scrofa con
                                                           su inetto, i
                                                           campioni sono
                                                           prélevât i dal la
                                                           sola scofa
   -  gruppo composto da più di                            2 suini + 1 1 5 %
                                                           dei rimanenti capi
                                                           20 suini
   I campioni debbono essere prelevati da tutti i gruppi.
 ---pagebreak---                                      - 55 -
2. Screening sierologico di suini allevati separatamente, che comprendono i
   suini allevati  In stretta vicinanza, ma che non hanno contatti diretti
   tra di loro, come ad esemplo le scrofe legate alla corda
   Metodo di prelievo dei campioni
   Numero di suini!  suini da
                  !   esaminare
   meno di 20        tutti
   20-100            20 -i- 20% dei rimanenti capi
   più di 100        20 + iI 10% dei rimanenti capi
                     (almeno 36)
 ---pagebreak---                                         - 56 -
                                     AtlESATO y
                   PROCEDURA PER LA PULIZIA E LA DIS INFEZIONE
                               DELLE AZIENDE INFETTE
I. Pulizia e dis infezione preliminari
    a) Non appena le carcasse dei suini sono state rimosse quelle parti dei
       locali di stabulazione dei suini e qualsiasi parte di altri edifici,
       cortili ecc., contaminati durante        l'abbattimento o  l'ispezione post
       mortem   devono    essere    irrorati     con  disinfettanti   riconosciuti
       conformemente alle disposizioni dell'articolo 10.
    b) Qualsiasi tessuto o traccia di sangue occasionate dalia macellazione o
       all'atto dell'ispezione post mortem o ancora contaminazioni evidenti
       di edifici, cortili, utensili ecc. vanno accuratamente          raccolte ed
       eliminate con le carcasse.
    c) Il dis infettante utilizzato deve rimanere sulla superficie per almeno
       24 ore.
II.    Pulizia e dis infezione finali
    a) Il grasso e il sudiciume devono essere eliminati da tutte le superfici
       con l'applicazione di un prodotto sgrassante e successivamente lavate
       con acqua fredda.
    b) Una volta lavate con acqua fredda come indicato alla lettera a ) , le
       superfici di cui sopra devono essere irrorate con un disinfettante.
    e) Dopo   7 giorni   i   locali   devono   essere  trattati  con  un   prodotto
       sgrassante, sciacquati con acqua fredda, irrorati con un disinfettante
       e nuovamente sciacquati con acque fredde.
 ---pagebreak---                                        - 57 -
    d) Il concime e le lettiere utilizzate devono essere bruciate, irrorate
       con disinfettante e    lasciate   in tali condizioni      per 42 giorni. Il
       liquame deve di norma essere immagazzinato per 42 giorni dopo l'ultima
       aggiunta di materiale infetto. Questo periodo può essere prorogato se
       il liquame é stato contaminato in misura considerevole."
                                    Articolo 2
Gli   Stati   membri    mettono    in   vigore    le    disposizioni      legislative,
regolamentari   e amministrative     necessarie   per   conformarsi    alla   presente
direttiva entro e non oltre       il 31 dicembre      1991. Essi   ne    informano la
Commissione.
Quando gli Stati membri     adottano tali disposizioni, queste contengono un
riferimento   alia   presente   direttiva   o   sono   corredate    da   un   siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale.           Le modalità di      tale
riferimento sono decise dagli Stati membri.
                                    Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a Bruxelles,
                                                               Per iI Consigi io
 ---pagebreak---                                        - 58 -
                                    Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
      che modifica la direttiva 80/1095/CEE e la decisione 80/1096/CEE
         in merito a talune misure concernenti la peste suina classica
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto   il   trattato   che   istituisce   la  Comunità   economica   europea,  in
particolare I'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che    la direttiva 80/1095/CEE del Consigiio(1>, modificata da
ultimo dalla direttiva 87/487/CEE< 2 ), fissa condizioni        tese a rendere il
territorio    della  Comunità   esente   dalla  peste  suina   dalla  peste  suina
classica e mantenerlo tale;
considerando che    la decisione 80/1096/CEE dot Consigiio (3) , modificata da
ultimo dalla decisione 87/488/CEE< 4 ), ha       istituito un'azione   finanziaria
della Comunità per I'eradicazione della peste suina classica;
(1)   GU  n.  L 325 del 1*.12.1980, pag. 1
(2)   GU  n.  L 280 del 3.10.1987, pag. 24
(3)   GU  n. L  325 del I'1.12.1980, pag. 5
(4)   GU  n.  L 280 del 3.10.1987, pag. 26
 ---pagebreak---                                       - 59 -
considerando che le misure applicate per eradicare progressivamente la peste
suina classica hanno migliorato lo stato sanitario del patrimonio suino nel
territorio   della   Comunità;   che    tale   miglioramento   ha   consentito   di
riconoscere   ufficialmente    indenni   dalla   peste   suina   determinate   zone
(regioni o Stati membri);
considerando che in vaste zone è stato realizzato l'obiettivo di mantenere
 indenne dalla peste suina classica il territorio della Comunità; che occorre
prendere atto di tale situazione e modificare         in conformità   la direttiva
80/1095/CEE e la decisione 80/1096/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                    Articolo 1
La direttiva 80/1095/CEE é modificata come segue:
All'articolo 12, paragrafo 2, la data del 1* luglio 1983 é sostituita da
quella del 1' gennaio 1992.
                                    Articolo 2
La decisione 80/1096/CEE é modificata come segue:
All'articolo 2, paragrafo 1, é aggiunta        la frase seguente: "Tuttavia, la
partecipazione    della   Comunità     è    limitata   alle    misure   realizzate
anteriormente al 1' gennaio 1992."
                                    Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                             Per 11 Consigi io
 ---pagebreak---                                                   - 60 -
                                              Proposta di
                                       DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
            che modifica le direttive 64/432/CEE, 72/461/CEE e 80/215/CEE
             in merito a talune misure concernenti la peste suina classica
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto       il   trattato        che    istituisce    la    Comunità    economica     europea,    in
particolare I'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964,
relativa        a      problemi      di    polizia     sanitaria      in    materia     di   scambi
                                                                                1
 intracomunitar! di animali               delle specie bovina e suina* *, modificata da
ultimo        dalla       decisione      91/13/CEE* 2 ) t    stabilisce      in   particolare    le
condizioni       che      i suini    vivi destinati       agli scambi    intracomunitar! devono
soddisfare per quanto concerne la peste suina classica;
considerando          che     la direttiva 72/461/CEE del          Consiglio, del      12 dicembre
1972,      relativa        a   problemi    di  polizia      sanitaria    in   materia    di  scambi
                                                3
 intracomunitar! di carni              fresche* *, modificata da ultimo dalla direttiva
                 4
89/662/CEE< ),            stabilisce      le  condizioni       che   le   carni    suine    fresche
destinate agli scambi              intracomunitar! devono soddisfare per quanto concerne
la peste suina classica;
(7)
li;      GU
         bu   n.
              n.   LL 121
                       IZI   del zv.us.ivo*,
                             aei  29.07.1964,  pag.
                                               pag.   1977/64
                                                      i»
(0\   fill    n    I   ft    HAII'11  1 1QQ1   nan      9ft
                                                        28
(2)      GU   n.   L      8  de 11'11.1.1991,  pag.     2
(3)      GU   n.   L  302    del 31.12.1972,   pag.     24
                                                        2
(4)      GU   n.   L  395    del 30.12.1989,   pag.    13
 ---pagebreak---                                           - 61 -
considerando che la direttiva 80/215/CEE del Consiglio, del 22 gennaio 1980,
relativa a problemi di polizia sanitaria negli scambi               intracomunitari di
prodotti    a  base    di   carni* 5 *,   modificata    da   ultimo   dalla   direttiva
89/662/CEE, stabilisce in particolare le condizioni che i prodotti a base di
carni   destinati  agli scambi     intracomunitari     devono soddisfare per     quanto
concerne la peste suina classica;
considerando che le misure applicate per eradicare progressivamente la peste
suina classica hanno migliorato lo stato sanitario del patrimonio suino nel
territorio della Comunità;
considerando che in vaste zone é stato realizzato l'obiettivo di mantenere
indenne dalla peste suina classica il territorio della Comunità; che occorre
prendere atto di tale situazione e modificare             in conformità   le direttive
64/432/CEE, 72/461/CEE e 80/215/CEE;
considerando che     in tale contesto é opportuno non estendere             il tipo di
garanzie    previste     all'articolo      4ter    della    direttiva   64/432/CEE    e
all'articolo 13ter della direttiva 72/461/CEE e sospendere le misure fissate
all'articolo 10 della direttiva 80/215/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                        Articolo 1
La direttiva 64/432/CEE é modificata come segue:
1. All'articolo 2:
    a) nella seconda linea del punto (ii) della lettera I), sono soppressi i
       termini "di peste suina";
    b) sopprimere le definizioni p ) , q) ed r ) .
(5)    GU n. L   47 del 21.02.1980, pag.
 ---pagebreak---                                        - 62 -
2. All'articolo 3:
   a) nella frase introduttiva del paragrafo 2, lettera b ) , sono soppressi i
       termini "peste suina";
   b) al paragrafò 2, lettera b ) , punto (i), sono soppressi      i termini "la
       peste suina o";
   e) al paragrafo 2, lettera b ) , é soppresso il punto (li);
   d) al paragrafo 2, lettera e ) , punto (ii), sono soppressi I termini "da
       peste suina";
   e) la prima frase del paragrafo 4 é sostituita dai testo seguente:
       "I suini da allevamento e da produzione devono inoltre provenire da un
       allevamento suino indenne da brucellosi."
3. il testo dell'articolo 4ter é sostituito dal testo seguente:
                                   "Articolo 4ter
   In aggiunta alle misure previste dalla presente direttiva per quanto
   riguarda la peste suina classica, ogni Stato membro provvede affinché i
   suini spediti dal proprio territorio in quello di un altro Stato membro
   non provengano da un'azienda o da una zona in cui siano applicate misure
   restrittive    per    la  peste  suina   classica a  norma   della  direttiva
   80/217/CEE, del 22 gennaio 1980, che stabilisce misure comunitarie di
   lotta contro la peste suina classica (*).
(*) GU n. L 47 del 21.02.1980, pag. 11."
4. Nell'allegato F, modello      III, punto V, é soppressa    la lettera e ) . Le
   lettere d ) , e ) , f) e g) diventano rispettivamente lettere e ) , d ) , e) ed
   f).
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                                      Articolo 2
La direttiva 72/461/CEE é modificata come segue:
All'articolo 3, aggiungere la lettera e) seguente:
    "e)  Le carni non devono essere soggette a misure sanitarie restrittive a
         norma    della   direttiva    80/217/CEE,     del   22   gennaio     1980,   che
         stabilisce    misure   comunitarie    di    lotta   contro   la   peste    suina
         classica (1)."
                                     Articolo 3
La direttiva 80/215/CEE é modificata come segue:
L'articolo 10 é soppresso.
                                     Articolo 4
Gli   Stati    membri    mettono    in   vigore     le    disposizioni     legislative,
regolamentari    e  amministrative    necessarie    per   conformarsi    alla   presente
direttiva entro     il 1* gennaio 1992. Essi       ne   informano   immediatamente     la
Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
riferimento    alla   presente   direttiva   o    sono   corredate   da    un   siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale.             Le modalità di       tale
riferimento sono decise dagli Stati membri.
                                     Art icolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles,
                                                                 Per iI Consigi io
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                                   Proposta di
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
      che modifica la direttiva 72/462/CEE relativa a problemi sanitari
       e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie
           bovina e suina e di carni fresche o di prodotti a base di
                        carne provenienti da paesi terzi
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto   il   trattato  che   istituisce  la Comunità   economica europea, in
particolare I'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre
1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione
di animali delle specie bovina e suina, di carni fresche o di prodotti a
base di carne, in provenienza dai paesi terzi*1*, modificata da ultimo
dalla direttiva 91/69/CEE*2*, stabilisce in particolare le condizioni che i
suini  vivi, le carni     suine fresche e    i prodotti  a base di carne in
provenienza da paesi terzi devono soddisfare, per quanto concerne la peste
suina classica, al momento dell'importazione;
(1)   GU n. L 302 del 31.12.1972, pag. 28
(2)   GU n. L 46 del 19.02.1991, pag. 37
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considerando che, essendo migliorato lo stato sanitario nella Comunità per
quanto   concerne   la peste     suina   classica   ed  essendo   stata   sospesa  la
vaccinazione   sistematica    contro     tale   malattia,   occorre   modificare   le
disposizioni attualmente in vigore per le importazioni di suini vivi, carni
suine fresche e prodotti a base di carne,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                      Articolo 1
La direttiva 72/462/CEE è modificata come segue:
1. Al l'articolo 6, aggiungere i paragrafi seguenti:
   "4.   per  quanto    concerne    la  peste   suina  classica,    i suini    devono
         provenire dal territorio di un paese terzo che:
         - sia indenne da almeno 12 mesi dalla peste suina classica;
         - non abbia autorizzato la vaccinazione negli ultimi 12 mesi;
         - non ammetta nel proprio territorio suini che siano stati vaccinati
           nel corso degli ultimi 12 mesi.
   5. In deroga    al   paragrafo    4 e    conformemente   alla  procedura   di  cui
       all'articolo 29, può essere decisa l'autorizzazione ad importare suini
       provenienti   da   una   parte   del   territorio   di  un   paese   terzo,  a
       condizione che in tutto il territorio di tale paese sia vietata la
       vaccinazione contro     la peste suina classica e che detta parte di
       territorio risponda alle condizioni fissate al paragrafo 4.
   6. In deroga al paragrafo 4, qualora si manifesti la peste suina classica
       in un paese terzo che risponda alle condizioni previste nello stesso
       paragrafo 4, può essere deciso conformemente alla procedura di cui
       all'articolo 29 che il periodo di 12 mesi menzionato al paragrafo 4,
       primo trattino, sia ridotto a sei mesi se:
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       a)   un   focolaio   o   vari    focolai    tra  loro  connessi   sul    piano
           epidemiologico si manifestano in una zona geografica delimitata, e
       b)   il focolaio o i focolai sono stati estirpati entro tre mesi senza
            ricorrere alla vaccinazione."
2. All'articolo 14, paragrafo 2, e aggiunta la lettera seguente:
       "e) in cui da almeno 12 mesi non sia stato scoperto alcun caso di
            peste suina classica, non sia stata autorizzata         la vaccinazione
            contro la peste suina classica e nessun suino sia stato vaccinato
            contro tale malattia."
3. All'articolo 15 é aggiunta la frase seguente:
    "Con la procedura di cui all'articolo 29 possono essere decise deroghe a
    quanto disposto all'articolo 14, paragrafo 2, lettera e ) . "
                                      Art icolo 2
Gli    Stati   membri    mettono     in   vigore     le disposizioni   legislative,
regolamentari e amministrative per conformarsi alla presente direttiva entro
 il 1' gennaio 1992. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri       adottano tali disposizioni, queste contengono un
riferimento    alla   presente   direttiva    o   sono  corredate  da  un    siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale.           Le modalità    di  tale
riferimento sono decise dagli Stati membri.
                                      Art icolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles,
                                                               Per iI Consigi io
 ---pagebreak--- :e»
                                                                         ISSN 0254-1505
                                                                  COM (91) 270 def.
                                                              DOCUMENTI
    IT                                                                              03
                                              N. di catalogo : CB-CO-91-313-IT-C
                                                                 ISBN 92-77-74299-2
    Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
    L-2985 Lussemburgo