CELEX: C2006/326/77
Language: it
Date: 2006-12-30 00:00:00
Title: Causa C-445/06: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) il 6 novembre 2006 — Danske Slagterier/Repubblica federale di Germania

30.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 326/36
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) il 6 novembre 2006 — Danske Slagterier/Repubblica federale di Germania
   (Causa C-445/06)
   (2006/C 326/77)
   Lingua processuale: il tedesco
   Giudice del rinvio
   Bundesgerichtshof
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: Danske Slagterier
   
      Convenuta: Repubblica federale di Germania
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               Se le disposizioni dell'art. 5, n. 1, lett. o) e dell'art. 6, n. 1, lett. b), punto iii), della direttiva del Consiglio 26 giugno 1964, 64/433/CEE (1), relativa a problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di carni fresche, come modificata dalla direttiva del Consiglio 29 luglio 1991, 91/497/CEE (2) (GU L 268, pag. 69) in combinato disposto con l'art. 5, n. 1, e con gli artt. 7 e 8 della direttiva del Consiglio 11 dicembre 1989, 89/662/CEE (3), relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (GU. L 395, pag. 13) conferiscano ai produttori e ai commercianti di carni suine una posizione giuridica che, in caso di errori di attuazione o di applicazione, possa far sorgere una pretesa, fondata sul diritto comunitario, di un risarcimento da parte dello Stato.
            
         
               2)
            
            
               Se i produttori e commercianti di carni suine possano, a prescindere dalla risposta alla prima questione, lamentare la violazione dell'art. 30 del Trattato CE (attuale art. 28 CE) per motivare una pretesa, fondata sul diritto comunitario, di un risarcimento da parte dello Stato in caso di attuazione e applicazione della suddetta direttiva contrarie al diritto comunitario.
            
         
               3)
            
            
               Se il diritto comunitario imponga che la prescrizione della pretesa, fondata sul diritto comunitario, di un risarcimento da parte dello Stato venga interrotta in seguito a un procedimento per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE o se comunque venga sospesa fino alla conclusione di tale procedimento, quando manchi un rimedio giuridico interno efficace per costringere lo Stato membro ad attuare una direttiva.
            
         
               4)
            
            
               Se il termine di prescrizione per una pretesa, fondata sul diritto comunitario, di un risarcimento da parte dello Stato che si basa sull'insufficiente attuazione di una direttiva e su un conseguente divieto (di fatto) di importazione, cominci a decorrere, a prescindere dal diritto nazionale applicabile, solo a partire dalla completa attuazione della direttiva oppure se il termine di prescrizione possa cominciare a decorrere conformemente al diritto nazionale già dal momento in cui si sono prodotti i primi effetti lesivi e ne sono prevedibili altri. Qualora la completa attuazione di una direttiva dovesse avere effetti sull'inizio del termine di prescrizione, se ciò valga in generale o soltanto nei limiti in cui la direttiva conferisca un diritto ai singoli.
            
         
               5)
            
            
               Se, considerato che gli Stati membri non devono stabilire condizioni per il risarcimento dei danni più sfavorevoli rispetto ad altre azioni che coinvolgono solo il diritto interno, e che l'ottenimento di un risarcimento non deve essere reso di fatto impossibile o oltremodo difficile, sussistano perplessità nei confronti di una normativa nazionale, ai sensi della quale l'obbligo di risarcimento non sorge quando la persona lesa ha dolosamente o colposamente omesso di far valere il danno utilizzando le vie giudiziarie. Se sussistano perplessità nei confronti di questo «primato della tutela di diritto primario» anche qualora esso sia sottoposto alla condizione di poterselo ragionevolmente aspettare dalla persona interessata. Se sia irragionevole aspettarselo già ai sensi del diritto comunitario qualora il giudice adito non possa presumibilmente rispondere alle questioni controverse di diritto comunitario senza un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia delle Comunità europee o qualora sia già pendente un procedimento per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE.
            
         
      (1)  GU L 121, pag. 2012.
   
      (2)  GU L 268, pag. 69.
   
      (3)  GU L 395, pag. 13.