CELEX: 52021DC0407
Language: it
Date: 2021-07-16
Title: Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO su un patto per la ricerca e l'innovazione in Europa

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 16.7.2021
            COM(2021) 407 final
            2021/0230(NLE)
            Proposta di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO 
            su un patto per la ricerca e l'innovazione in Europa
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELLA PROPOSTA
            
            
               I dati raccolti in 20 anni di attuazione dello Spazio europeo della ricerca (SER) mostrano che, sebbene esso abbia contribuito a conseguire importanti risultati in settori quali le infrastrutture di ricerca, la scienza aperta, la cooperazione internazionale, l'equilibrio della dimensione di genere nella ricerca e nell'innovazione, la programmazione congiunta e la mobilità dei ricercatori, occorre fare di più.
            
            
               Il 30 settembre 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione dal titolo "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione" (COM(2020) 628 final), al fine di istituire un nuovo spazio europeo della ricerca in grado di realizzare l'ambizione di effettuare con successo la transizione verso un'Europa sostenibile, digitale e resiliente e di prepararsi meglio al futuro.
            
            
               La comunicazione del 2020 invita a
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                approfondire ulteriormente il SER, passando dal coordinamento delle politiche nazionali a una più profonda integrazione di tali politiche. Chiede di mobilitare gli Stati membri attorno a principi e valori fondamentali e di individuare i settori prioritari per un'azione congiunta. Ciò è importante in un momento in cui sono necessari finanziamenti e riforme nazionali più consistenti e più mirati, in particolare in considerazione della pandemia, al fine di accelerare la duplice transizione verde e digitale. 
            
            
               La ricerca e l'innovazione sono in gran parte competenze nazionali e la costruzione dello Spazio europeo della ricerca dipende pertanto in larga misura dalle riforme politiche e dalle iniziative a livello nazionale. Il patto per la ricerca e l'innovazione in Europa stabilisce valori e principi concordati e individua i settori in cui gli Stati membri elaboreranno congiuntamente azioni prioritarie, sostenendo in tal modo l'attuazione della visione e degli obiettivi del nuovo SER.
            
            
               Per sostenere l'attuazione delle politiche nazionali del SER, il patto si basa su i) principi e valori comuni dell'UE per la ricerca e l'innovazione (R&I); ii) settori d'azione prioritari condivisi; iii) investimenti e riforme realizzati alla luce di obiettivi volontari concordati congiuntamente; e iv) un processo semplificato di coordinamento e monitoraggio delle politiche. Riunire questi elementi in un unico atto giuridico riaffermerà l'impegno politico degli Stati membri a mobilitare le loro politiche in materia di R&I per far fronte alle sfide che l'Europa deve affrontare oggi, in particolare la duplice transizione e la ripresa dalla pandemia. Questo approccio guiderà e aggiornerà inoltre i nuovi orientamenti politici e contribuirà a monitorare e valutare i progressi compiuti.
            
            
               Al tempo stesso, il patto sosterrà gli sforzi dell'UE dispiegati per dare l'esempio a livello internazionale e a promuovere condizioni di parità basate sulla reciprocità e su valori fondamentali, come indicato nella comunicazione della Commissione sull'approccio globale alla ricerca e all'innovazione
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               .
            
            
               Si propone di dare al patto la forma di un'unica iniziativa non vincolante, vale a dire una raccomandazione del Consiglio, a dimostrazione dell'ambizione comune e condivisa di progredire verso un nuovo SER.
            
            
               2.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
            
            
               •Base giuridica
            
            
               La base giuridica della presente iniziativa è costituita dagli articoli 182, paragrafo 5, e 292 TFUE. Conformemente all'articolo 292 TFUE, il Consiglio può adottare raccomandazioni e delibererà su proposta della Commissione in tutti i casi in cui i trattati prevedono che esso debba adottare atti su proposta della Commissione. Conformemente all'articolo 179 del TFUE, l'Unione si proporrà l'obiettivo di rafforzare le sue basi scientifiche e tecnologiche con la realizzazione di uno spazio europeo della ricerca nel quale i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circolino liberamente, di favorire lo sviluppo della sua competitività, inclusa quella della sua industria, e di promuovere le azioni di ricerca ritenute necessarie.
            
            
               Conformemente all'articolo 181 del TFUE, l'Unione europea e gli Stati membri devono coordinare la loro azione in materia di ricerca e sviluppo tecnologico per garantire la coerenza reciproca delle politiche nazionali e della politica dell'UE. La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri, può prendere ogni iniziativa utile a promuovere questo coordinamento, in particolare iniziative finalizzate alla definizione di orientamenti e indicatori, all'organizzazione di scambi di migliori pratiche e alla preparazione di elementi necessari per il controllo e la valutazione periodici. Il Parlamento europeo deve essere tenuto pienamente informato.
            
            
               L'articolo 182, paragrafo 5, offre la possibilità di integrare le azioni previste dal programma quadro pluriennale permettendo al Parlamento europeo e al Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione del Comitato economico e sociale, di stabilire le misure necessarie per l'attuazione dello Spazio europeo della ricerca.
            
            
               •Sussidiarietà (per la competenza non esclusiva) 
            
            
               L'obiettivo dello Spazio europeo della ricerca è realizzare uno spazio nel quale "i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circolino liberamente" (articolo 179 del TFUE). In quanto iniziativa di governance multilivello che dà attuazione dell'approccio esteso all'intera amministrazione, garantendo l'allineamento delle politiche a diversi livelli di governance e in tutti i settori di intervento, il SER è in linea con il principio di sussidiarietà. Pur mirando a garantire che la politica in materia di ricerca e innovazione operi in stretta sinergia tra tutti i livelli di governo (locale, regionale, nazionale e mondiale), introduce iniziative che apportano la maggior parte del valore aggiunto dell'UE a livello europeo, in collegamento e basandosi sulle risposte politiche nazionali e regionali. Si applica pertanto il principio di sussidiarietà, dato che la proposta non rientra tra le competenze esclusive dell'Unione europea.
            
            
               •Proporzionalità
            
            
               Le azioni proposte sono proporzionate agli obiettivi perseguiti. La proposta sostiene il conseguimento degli obiettivi del nuovo Spazio europeo della ricerca, integrando gli sforzi degli Stati membri volti a creare uno spazio di ricerca incentrato sui ricercatori, basato sui valori, orientato sugli impatti e sull'eccellenza. La proposta rispetta le prassi degli Stati membri, prevedendo un approccio differenziato che riflette le loro diverse situazioni economiche, finanziarie e sociali, nonché la diversità dei sistemi di ricerca e delle rispettive istituzioni e organizzazioni. Nella proposta si riconosce che la diversità delle condizioni nazionali, regionali o locali potrebbe determinare differenze nelle modalità di attuazione delle raccomandazioni.
            
            
               3.RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO 
            
         
         
            
               •Consultazioni dei portatori di interessi
            
            
               Le opinioni di molteplici portatori di interessi sono state raccolte in occasione di una serie di eventi. In particolare, il forum del SER per la transizione (istituito come gruppo informale di esperti della Commissione) ha fornito consulenze alla Commissione e consente di tenere conto in modo strutturato dei pareri degli Stati membri e dei portatori di interessi. I portatori di interessi e le organizzazioni ombrello sono stati invitati (ad esempio in occasione dei seminari del 20 aprile e del 25 maggio 2021) a condividere le loro opinioni di cui si tiene debitamente conto. 
            
            
               Tra il 15 aprile e il 13 maggio 2021 è stata inoltre condotta una consultazione pubblica per raccogliere i pareri del grande pubblico.
            
            
               Poiché è prevista nella recente comunicazione della Commissione "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione" (COM(2020) 628 final), la presente iniziativa si basa in larga misura sul lavoro analitico e sugli elementi di prova a sostegno della comunicazione sul nuovo Spazio europeo della ricerca (SWD(2020) 214 final).
            
            
               •Valutazione d'impatto
            
            
               Non è stata effettuata alcuna valutazione d'impatto, poiché in base alla tabella di marcia allegata la presente iniziativa era prevista nella comunicazione della Commissione "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione" (COM(2020) 628 final). Pertanto essa si basa in larga misura sul lavoro analitico e sugli elementi di prova a sostegno della comunicazione sul nuovo Spazio europeo della ricerca (SWD(2020) 214 final).
            
            
               4.INCIDENZA SUL BILANCIO
            
            
               Non pertinente
            
            
               5.ALTRI ELEMENTI
            
            
               Non pertinente
            
            
               
            
            
               2021/0230 (NLE)
            
            
               Proposta di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               su un patto per la ricerca e l'innovazione in Europa
            
            
               IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 182, paragrafo 5, e l'articolo 292, prima e seconda frase,
            
            
               vista la proposta della Commissione europea,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 30 settembre 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione dal titolo "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione"
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               , in cui definisce una nuova visione per lo Spazio europeo della ricerca (SER) e annuncia l'intenzione di proporre un patto per la ricerca e l'innovazione.
            
         
         
            
               (2)Le conclusioni del Consiglio sul nuovo Spazio europeo della ricerca, adottate il 1º dicembre 2020
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               , invitano la Commissione e gli Stati membri a elaborare nel 2021 un'agenda politica del SER e un modello di governance multilivello per realizzare il nuovo Spazio europeo della ricerca.
            
            
               (3)Negli ultimi due decenni l'attuazione dello Spazio europeo della ricerca ha contribuito al conseguimento di alcuni importanti risultati in settori quali le infrastrutture di ricerca, la scienza aperta, la cooperazione internazionale, l'equilibrio della dimensione di genere nella ricerca e nell'innovazione, la programmazione congiunta, le carriere di ricerca e la mobilità dei ricercatori. Tuttavia i progressi in materia di investimenti nella ricerca e nell'innovazione (R&I) hanno recentemente subito un rallentamento e occorre fare di più per invertire questa tendenza.
            
            
               (4)Al fine di affrontare le sfide globali, la cooperazione internazionale attraverso il SER dovrebbe tenere conto delle priorità delle relazioni esterne dell'Unione, dovrebbe basarsi sul multilateralismo e su un'apertura mirata e dovrebbe promuovere condizioni di parità e reciprocità basate su valori fondamentali e condizioni quadro comuni.
            
            
               (5)Per realizzare un SER adeguato al futuro, è necessario passare da un approccio di coordinamento a una più profonda integrazione tra le politiche nazionali. La comunicazione della Commissione "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione" auspica pertanto la mobilitazione degli Stati membri attorno a principi e valori fondamentali e l'individuazione di settori d'azione prioritari condivisi. Ciò è particolarmente importante in un momento in cui sono necessari finanziamenti e riforme nazionali più consistenti e più mirati al fine di accelerare la duplice transizione verde e digitale e di attuare gli obiettivi dell'accordo di Parigi, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.
            
            
               (6)È necessario un insieme comune di principi e valori per riaffermare le solide fondamenta della ricerca e dell'innovazione nell'Unione, sottolineando i valori (etica e integrità; libertà della ricerca scientifica; parità di genere e pari opportunità), stabilendo migliori condizioni di lavoro (libera circolazione dei ricercatori, della conoscenza e della tecnologia; ricerca dell'eccellenza; creazione di valore) e rafforzando la cooperazione (coordinamento, coerenza, impegno; sensibilizzazione globale; inclusività; responsabilità sociale).
            
            
               (7)I settori prioritari condivisi concordati congiuntamente dovrebbero fornire ai portatori di interessi una chiara indicazione dei settori e delle azioni che l'Unione e i suoi Stati membri considerano priorità comuni e in cui si impegnano a collaborare, creando un quadro stabile per i responsabili politici, i finanziatori pubblici, gli investitori privati e gli esecutori.
            
            
               (8)Al fine di dare priorità agli investimenti e alle riforme, gli Stati membri dovrebbero riaffermare l'obiettivo di investire il 3 % del PIL dell'UE nella ricerca e lo sviluppo, aggiornandolo per tenere conto delle nuove priorità dell'Unione, compreso un nuovo obiettivo di impegno pubblico dell'UE pari all'1,25 % del PIL che gli Stati membri dovranno conseguire in modo coordinato a livello UE entro il 2030, al fine di mobilitare e incentivare gli investimenti privati. Entro il 2030 gli Stati membri dovrebbero inoltre impegnare volontariamente il 5 % dei finanziamenti pubblici nazionali di ricerca e sviluppo a favore di programmi congiunti e partenariati europei. Gli Stati membri i cui investimenti in ricerca e sviluppo sono al di sotto della media dell'Unione in percentuale del PIL dovrebbero orientare i loro sforzi di investimento per aumentare del 50 % gli investimenti totali in ricerca e sviluppo nei prossimi 5 anni.
            
            
               (9)Il rafforzamento del SER richiede una più stretta collaborazione tra la Commissione europea e gli Stati membri. Questo obiettivo può essere raggiunto istituendo un sistema semplificato di monitoraggio e coordinamento per l'apprendimento reciproco e un dialogo bilaterale rafforzato.
            
            
               (10)È opportuno garantire il coordinamento degli investimenti e delle riforme dell'Unione e nazionali per rafforzare i sistemi nazionali di ricerca e innovazione e aumentarne l'impatto a livello di Unione: le politiche nazionali di ricerca e innovazione favoriscono lo sviluppo di sistemi nazionali orientati verso obiettivi nazionali, ma contribuiscono nel contempo anche agli obiettivi del SER e ad altre priorità condivise dell'Unione in settori strategici di interesse comune,
            
            
               RACCOMANDA AGLI STATI MEMBRI:
            
            
               1.Valori e principi per la ricerca e l'innovazione
            
            
               (1)Concordare una serie comune di valori e principi per la ricerca e l'innovazione nell'Unione come indicato qui di seguito, e applicarli nei diversi sistemi interni di ricerca e innovazione in stretta collaborazione con i portatori di interessi. Tali valori e principi dovrebbero inoltre essere promossi dagli Stati membri e dall'Unione nelle loro interazioni con i paesi terzi al fine di conseguire condizioni di parità e un quadro comune.
            
            
               Difesa dei valori 
            
            
               (a)Etica e integrità della ricerca e dell'innovazione: i ricercatori, i processi di ricerca e il sistema di ricerca e innovazione nel suo complesso dovrebbero rispettare norme e prassi rigorose in materia di etica e integrità, che costituiscono il fondamento di una ricerca responsabile e affidabile, libera da influenze indebite, un prerequisito per conseguire l'eccellenza, e sostenere l'assunzione di responsabilità dei ricercatori nella lotta contro i pregiudizi e le lacune metodologiche;
            
            
               (b)Libertà della ricerca scientifica: nell'ambito di una cultura della ricerca che è insita nel SER e condizione necessaria affinché i ricercatori definiscano liberamente i loro quesiti, teorie e metodi di ricerca in modo aperto e sicuro e producano, condividano e diffondano conoscenze, dati e altri risultati;
            
            
               (c)Parità di genere e pari opportunità: includere l'equilibrio di genere nei gruppi di ricerca a tutti i livelli, l'equilibrio di genere nel processo decisionale e l'integrazione della dimensione di genere nel contenuto della ricerca e dell'innovazione, tenendo conto della diversità in senso più ampio, ivi comprese, la diversità di genere, etnica e sociale, le persone con disabilità e la lotta alla discriminazione di ogni tipo;
            
            
               Lavorare meglio 
            
            
               (d)Libera circolazione: dei ricercatori e del personale di supporto, delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie; ciò comporta la condivisione delle conoscenze, dei dati e degli strumenti scientifici il più rapidamente possibile, in particolare attraverso pratiche di scienza aperta, carriere interessanti e basate sul merito, il riconoscimento delle competenze dei ricercatori e del personale tecnico, il miglioramento delle condizioni quadro per la mobilità dei ricercatori e la promozione degli scambi tra il mondo accademico e l'industria (nonché altri settori) e la diffusione dell'innovazione e del libero accesso alle infrastrutture di ricerca, alle infrastrutture tecnologiche e ai loro servizi; 
            
            
               (e)Ricerca dell'eccellenza: vale a dire l'impegno a programmare, realizzare o sostenere attività di ricerca della massima qualità possibile, con l'obiettivo di conseguire e premiare l'eccellenza quale prerequisito per l'impatto scientifico, tecnologico, economico, politico e sociale e per ampliare la base di conoscenze complessiva dell'Europa. Ne consegue che il sostegno pubblico alla ricerca e all'innovazione dovrebbe mirare a selezionare e finanziare idee di alta qualità – la qualità implica che la ricerca sia di livello mondiale, produca risultati aperti, verificabili e riproducibili e sia realizzata mediante processi e metodologie di ricerca trasparenti e attraverso una gestione della ricerca che consenta il riutilizzo sistematico dei risultati precedenti. Il sistema di valutazione della ricerca – per la ricerca, i ricercatori, le équipe e le istituzioni – dovrebbe rispettare questo principio e ricompensare di conseguenza la qualità; il sostegno pubblico dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra la ricerca "motivata dalla curiosità" e la ricerca "orientata alla missione";
            
            
               (f)Creazione di valore: ciò significa aumentare l'impatto della ricerca e dell'innovazione trasformando la leadership dell'Europa nel campo della creazione di conoscenze in prodotti, servizi, processi e soluzioni pertinenti e sostenibili che favoriscano il benessere dei cittadini, la prosperità economica, l'innovazione aperta, l'elaborazione di politiche basate su dati concreti e l'autonomia strategica aperta; ciò implica, tra l'altro, lavorare in diversi settori di intervento, incoraggiare una maggiore interconnessione tra gli attori della collaborazione multidisciplinare e intersettoriale e promuovere la ricerca di base su iniziativa dei ricercatori e il suo ruolo nel generare scoperte rivoluzionarie e nello sviluppare un'ampia base di conoscenze; 
            
         
         
            
               Collaborazione 
            
            
               (g)Coordinamento, coerenza e impegno: in cui gli Stati membri integrano la dimensione europea nelle politiche nazionali di ricerca e innovazione e garantiscono l'adesione e l'impegno nazionali a favore di un'attuazione efficace delle priorità del SER. Gli Stati membri, con l'assistenza dell'Unione, coordinano le loro politiche e i loro programmi di ricerca e innovazione in settori di interesse comune, anche garantendo la complementarità con i programmi quadro dell'UE di ricerca e innovazione, facilitando in tal modo la cooperazione transnazionale nel SER, e orientano gli investimenti e le riforme in materia di ricerca e innovazione in modo da realizzare il SER e accelerare la transizione verde e digitale;
            
            
               (h)Sensibilizzazione globale: gli Stati membri si impegnano in una collaborazione reciprocamente vantaggiosa e in attività congiunte in materia di ricerca e innovazione con partner di paesi e regioni terzi, sulla base dei valori dell'Unione e dei principi stabiliti nel presente patto, negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e in altri strumenti internazionali pertinenti;
            
            
               (i)Inclusività: gli Stati membri dovrebbero sforzarsi di sviluppare appieno il potenziale del SER al fine di essere competitivi a livello globale; di conseguenza, gli Stati membri e le regioni meno efficienti dovrebbero intensificare gli sforzi per aumentare le prestazioni e le dimensioni dei loro sistemi di ricerca e innovazione e sviluppare le loro capacità, sia umane che infrastrutturali, anche garantendo sinergie tra i loro finanziamenti nazionali e i fondi dell'Unione. È opportuno sostenere a livello di Unione gli sforzi volti a mettere in contatto gli esecutori della ricerca e dell'innovazione delle regioni meno efficienti con reti europee di eccellenza in tutta l'Unione;
            
            
               (j)Responsabilità sociale: puntare a soddisfare più adeguatamente le esigenze della società di ampliare le capacità collettive, conseguire un maggiore impatto sociale e aumentare la fiducia nella scienza e nell'innovazione coinvolgendo i portatori di interessi, le comunità locali e i cittadini nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche di ricerca e innovazione e garantendo che le politiche siano flessibili e in grado di adattarsi a sfide impreviste.
            
            
               2.Settori prioritari per l'azione congiunta 
            
            
               (2)Raggiungere un accordo sui seguenti settori prioritari di azione comune a sostegno del SER, in base ai quali le azioni nell'agenda politica del SER saranno definite e concordate tra la Commissione e gli Stati membri. Tali azioni dovrebbero garantire uno stretto allineamento e un adeguato sostegno ai valori e ai principi concordati in materia di ricerca e innovazione nell'Unione, come indicato nella presente raccomandazione:
            
            
               Approfondire un mercato interno della conoscenza realmente funzionante 
            
            
               (a)Scienza aperta: sostenere una cultura della scienza veramente aperta in tutta l'Unione, compresa l'integrazione del libero accesso alle pubblicazioni accademiche e ai dati di ricerca
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                e la diffusione e l'adozione dei principi e delle pratiche della scienza aperta, tenendo conto nel contempo delle differenze disciplinari e culturali, compreso il multilinguismo, sostenendo lo sviluppo di competenze in materia di scienza aperta e sviluppando e integrando ulteriormente le infrastrutture e i servizi digitali su cui si fondano;
            
            
               (b)Infrastrutture di ricerca: sviluppare ulteriormente il libero accesso e un migliore sfruttamento delle infrastrutture di ricerca europee e nazionali, comprese le infrastrutture elettroniche, la loro funzione integrativa nell'ecosistema della conoscenza e dell'innovazione e il loro potenziale nella costituzione di partenariati e nella messa in comune delle risorse e del collegamento al "Cloud europeo per la scienza aperta". In tal modo si aiuterà la scienza europea a competere a livello mondiale, si contribuirà a ridurre il divario in materia di ricerca e innovazione e si promuoverà l'inclusività nell'ambito del SER; ciò richiederà, tra l'altro, l'impiego di una gamma più ampia di fonti di finanziamento per infrastrutture di ricerca leader a livello mondiale e l'esplorazione di nuove modalità per finanziare l'accesso transnazionale e virtuale;
            
            
               (c)Parità di genere, pari opportunità e inclusività: sostenere una più ampia partecipazione delle donne alla scienza e all'innovazione e adoperarsi per eliminare le disuguaglianze a prescindere da sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale;
            
            
               (d)Carriere e mobilità dei ricercatori e sistema di valutazione e ricompensa della ricerca: dare maggiore riconoscimento alle carriere dei ricercatori, rendere le loro carriere più attraenti e dotarli della formazione e delle competenze necessarie per soddisfare l'evoluzione delle esigenze del ruolo di ricercatore in tutta l'Unione; sviluppando e garantendo la coerenza con programmi fondamentali quali le azioni Marie Skłodowska-Curie, ciò sarà conseguito creando condizioni di lavoro e di occupazione stabili, attraenti, inclusive, favorevoli e trasparenti e offrendo percorsi professionali chiari e ben noti e orientamenti per compiere scelte professionali informate; promuovere la circolazione equilibrata dei ricercatori in tutta l'Unione e anche tra i vari settori e le pubbliche amministrazioni; aumentare l'attrattiva per i talenti provenienti da tutto il mondo. Sviluppare ulteriormente gli attuali sistemi di valutazione della ricerca per la ricerca, i ricercatori, le équipe e le istituzioni, al fine di premiare la qualità, l'impatto, le pratiche di scienza aperta, la leadership e l'impegno con la società e la collaborazione con l'industria; prendere in considerazione un'ampia gamma di risultati e attività di ricerca e consentire percorsi di carriera diversificati. I sistemi di ricompensa dovrebbero prestare la dovuta attenzione a garantire la trasparenza ed evitare pregiudizi, discriminazioni e trattamenti iniqui. Ciò dovrebbe essere reso trasparente tramite l'uso di indicatori adeguati;
            
            
               (e)Valorizzazione delle conoscenze: aumentare la cooperazione e le interconnessioni tra gli attori della ricerca e dell'innovazione, compresi quelli attualmente non attivi, e coordinare meglio le politiche e i programmi a livello europeo, nazionale e regionale, in particolare attraverso quadri per la valorizzazione delle conoscenze, l'adozione dei risultati della ricerca, il miglioramento delle competenze e la gestione delle risorse intellettuali;
            
            
               (f)Impegno a livello mondiale: sviluppare una strategia di impegno globale coerente e strumenti comuni, promuovendo valori e principi europei condivisi per la ricerca e l'innovazione in termini di cooperazione internazionale e sfruttando l'attrattiva della ricerca europea; garantire l'autonomia strategica dell'Europa in materia di scienza e innovazione, preservando nel contempo un'economia aperta; promuovere condizioni di parità e reciprocità fondate su valori fondamentali; potenziare i partenariati per la ricerca e l'innovazione e rafforzare la collaborazione con i paesi terzi e le organizzazioni regionali.
            
            
               Raccogliere insieme le sfide poste dalla duplice transizione verde e digitale e rafforzare la partecipazione della società nel SER
            
            
               (g)Azioni del SER basate sulle sfide: in cui la Commissione e gli Stati membri, comprese le loro regioni, città e comuni, collaborano più strettamente al fine di incentivare l'elaborazione e l'attuazione di politiche settoriali più resilienti e sostenibili per promuovere soluzioni basate sulla ricerca e l'innovazione e attenuare le potenziali minacce; tali azioni possono comprendere varie forme di collaborazione, quali le missioni di Orizzonte Europa, i partenariati europei, comprese le comunità della conoscenza e dell'innovazione dell'EIT (CCI dell'EIT), le iniziative di programmazione congiunta, il sostegno alle alleanze multilaterali e altre, e potrebbero essere istituite per affrontare sfide nuove e persistenti quali i cambiamenti climatici, le transizioni energetiche e digitali, la migrazione, l'inquinamento da plastica, il cancro o le minacce per la salute pubblica; queste azioni dovrebbero basarsi sul contributo dell'intera gamma di discipline, consentendo di affrontare le sfide in modo globale; esse possono trarre spunto da esperienze di iniziative di coordinamento esistenti, quali il piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (piano SET) e l'iniziativa ERAvsCorona, che ha evidenziato l'importanza di sfruttare forze combinate mediante uno stretto coordinamento, la co-progettazione, la cooperazione, la condivisione dei dati e il finanziamento congiunto tra l'Unione, gli Stati membri e i paesi associati per progredire rapidamente alla luce di un obiettivo comune;
            
            
               (h)Sinergie tra la politica di ricerca e innovazione, l'istruzione e l'agenda per le competenze dell'UE: la ricerca e l'innovazione e l'istruzione (superiore) sono fattori chiave dell'innovazione e della creazione, diffusione e utilizzo della conoscenza. Sono necessarie azioni per sviluppare e sfruttare le sinergie tra il SER e lo Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS), in particolare attraverso gli istituti di istruzione superiore e le infrastrutture di ricerca, comprese le infrastrutture elettroniche, nonché l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e le loro comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI dell'EIT); per fornire orientamenti e sostegno con i pertinenti portatori di interessi alla transizione del sistema di istruzione superiore verso livelli superiori di cooperazione, inclusione, eccellenza e digitalizzazione, tra l'altro sostenendo l'ulteriore sviluppo dell'iniziativa "Università europea" quale banco di prova per istituti di istruzione superiore moderni, inclusivi e orientati al futuro nell'Unione; e per sviluppare e attuare iniziative per dotare i ricercatori di tutte le competenze richieste dal mercato del lavoro e per migliorare il livello delle competenze e la riqualificazione attraverso una formazione mirata;
            
            
               (i)Sinergie tra la politica di ricerca e innovazione e la politica industriale, al fine di promuovere gli ecosistemi dell'innovazione: la ricerca e l'innovazione e un'industria agile sono due fattori chiave della competitività e dell'autonomia strategica aperta. Sono pertanto necessarie azioni per sviluppare e sfruttare le sinergie tra il SER e la strategia industriale aggiornata
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               , in particolare attraverso le infrastrutture di ricerca e tecnologia, gli istituti di istruzione superiore (IIS), i partenariati di Orizzonte Europa, comprese le CCI dell'EIT, le alleanze industriali e le tabelle di marcia comuni relative alla tecnologia industriale (dalla ricerca di base alla diffusione) in settori strategici fondamentali; queste azioni dovrebbero essere sviluppate congiuntamente con gli Stati membri, l'industria (comprese le PMI) e altri portatori di interessi nel campo della ricerca e dell'innovazione e dovrebbero dare priorità a settori tecnologici specifici per contribuire ad allineare gli investimenti pubblici e quelli privati;
            
            
               (j)Un coinvolgimento più attivo dei cittadini e della società nella ricerca e nell'innovazione in tutte le dimensioni: il contributo e la capacità di beneficiare delle opinioni e del coinvolgimento dei cittadini, ad esempio, svolgeranno un'azione di sensibilizzazione sui benefici e l'impatto della ricerca e dell'innovazione nella vita quotidiana delle persone, garantiranno una maggiore diversità degli approcci per elaborare e attuare le politiche in materia di ricerca e innovazione e renderanno la R&I più pertinente per la società, in particolare rendendola più accettabile per i cittadini e rafforzando l'accessibilità delle nuove soluzioni;
            
            
               Ampliare l'accesso all'eccellenza nella ricerca e nell'innovazione in tutta l'Unione 
            
         
         
            
               (k)Maggiori investimenti e riforme nei paesi e nelle regioni con prestazioni inferiori in materia di ricerca e innovazione: ciò significa mobilitare finanziamenti dell'Unione e nazionali per gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione, associandoli a sostegno e assistenza per intraprendere le necessarie riforme in materia di ricerca e innovazione;
            
            
               (l)Sinergie tra i programmi di finanziamento dell'Unione, nazionali e regionali: occorre promuovere e rafforzare le sinergie tra i programmi di finanziamento dell'Unione e i regimi nazionali e regionali di finanziamento della ricerca e dell'innovazione, in particolare tra Orizzonte Europa, la politica di coesione e il dispositivo per la ripresa e la resilienza;
            
            
               (m)Rafforzare i legami di collaborazione e l'integrazione basata sull'eccellenza delle organizzazioni che svolgono attività di ricerca di paesi con prestazioni inferiori in materia di ricerca e innovazione nelle reti scientifiche europee e negli ecosistemi dell'innovazione;
            
            
               Promuovere investimenti e riforme concertati in materia di ricerca e innovazione 
            
            
               (n)Sostegno per dare priorità e garantire investimenti a lungo termine nella ricerca e nell'innovazione e riforme politiche: a tutti i livelli di governance (dell'Unione, nazionale e regionale), compresi gli spazi di sperimentazione normativa e le clausole di sperimentazione; la loro progettazione, attuazione e valutazione dovrebbero procedere parallelamente al fine di massimizzare le sinergie e l'impatto;
            
            
               (o)Coordinamento degli investimenti in ricerca e innovazione: sostenendo l'individuazione e l'attuazione del potenziale di investimenti e riforme coordinati al fine di rafforzare la dimensione del SER a tutti i livelli di governance nell'Unione e massimizzarne l'impatto a vantaggio dei sistemi scientifici e di innovazione dell'UE.
            
            
               3.Dare priorità agli investimenti e alle riforme 
            
            
               (3)Dare precedenza agli investimenti e alle riforme che rispondono alle priorità del SER e garantire le condizioni necessarie e il sostegno a favore di maggiori investimenti privati nella ricerca e nell'innovazione a livello nazionale e regionale, fissando obiettivi volontari dell'Unione e nazionali realistici ma ambiziosi per gli investimenti in ricerca e sviluppo:
            
            
               (a)la spesa pubblica per la ricerca e lo sviluppo e gli investimenti privati di ricerca e innovazione richiedono un quadro politico e normativo adeguato per massimizzarne l'efficacia e l'efficienza e garantire un impatto economico e sociale; al contrario, riformare il quadro strategico della ricerca e dell'innovazione o attuare un programma di riforme richiede la mobilitazione di risorse adeguate (ad esempio finanziamenti, risorse umane, competenze, posti di ricerca) per incentivare il cambiamento e migliorare le prestazioni e i risultati del sistema di ricerca e innovazione;
            
            
               (b)gli obiettivi di investimento in ricerca e sviluppo non solo stimolano il tasso complessivo di aumento della spesa di ricerca e sviluppo, ma riflettono anche obiettivi più qualitativi, in termini di orientamenti scientifici, tecnologici, sociali o industriali; ciò vale in particolare per la spesa pubblica a favore della ricerca e dello sviluppo a sostegno delle priorità del SER, comprese le riforme dei sistemi nazionali di ricerca e innovazione, un'economia sostenibile e competitiva e la duplice transizione;
            
            
               (4)Confermare l'intenzione di aumentare gli investimenti a livello dell'Unione in ricerca e sviluppo nel modo seguente: 
            
            
               (a)aumentare la spesa totale per la ricerca e lo sviluppo portandola al 3 % del PIL dell'UE ("obiettivo del 3 %");
            
            
               (b)aumentare l'impegno pubblico totale per la ricerca e lo sviluppo portandolo all'1,25 % del PIL dell'UE entro il 2030;
            
            
               (c)aumentare la quota della spesa pubblica nazionale per la ricerca e lo sviluppo destinata a programmi comuni, infrastrutture di ricerca e partenariati europei portandola al 5 % dei finanziamenti pubblici nazionali per R&S entro il 2030;
            
            
               (d)un aumento del 50 % della spesa totale per la ricerca e lo sviluppo nei prossimi 5 anni per gli Stati membri che registrano un ritardo rispetto alla spesa media di R&S dell'UE in percentuale del PIL.
            
            
               (5)Stabilire, su base volontaria, obiettivi nazionali di investimento per:
            
            
               (a)l'impegno pubblico previsto nel campo della ricerca e dello sviluppo, espresso in percentuale del PIL;
            
            
               (b)percentuale della spesa pubblica nazionale per la ricerca e lo sviluppo destinata a programmi comuni, infrastrutture di ricerca e partenariati europei;
            
            
               (c)un aumento previsto della spesa totale per la ricerca e lo sviluppo per gli Stati membri che registrano un ritardo rispetto alla spesa media dell'UE per ricerca e sviluppo in percentuale del PIL.
            
            
               4.Coordinamento delle politiche 
            
         
         
            
               (6)Attuare un meccanismo rafforzato di monitoraggio e coordinamento per garantire progressi verso la realizzazione delle priorità del SER. Ciò richiede:
            
            
               (a)coordinamento e sostegno a livello dell'Unione, dalle fasi di pianificazione e progettazione strategica alle fasi di attuazione e monitoraggio, attraverso una serie di strumenti e processi politici più semplici e meno onerosi:
            
            
               –Un'agenda politica comune del SER, che definisce le azioni del SER concordate congiuntamente da attuare in modo coordinato, a sostegno dei principi comuni per la ricerca e l'innovazione e delle priorità del SER stabilite nel presente patto. L'agenda politica del SER dovrebbe essere chiara e realizzabile e definire e descrivere ciascuna azione in vista della sua attuazione (a livello dell'Unione e/o nazionale);
            
            
               –Una piattaforma online dedicata alla politica del SER per riferire su i) l'attuazione dell'agenda politica del SER (a livello di Unione e nazionale) e ii) altri investimenti, riforme e attività a sostegno dei principi e dei settori prioritari del SER stabiliti nel presente patto;
            
            
               –Un quadro SER di valutazione, che monitora i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi del SER a livello nazionale e dell'Unione, mediante una combinazione di indicatori e analisi qualitative relativi alle priorità del SER. Il quadro SER di valutazione dovrebbe essere aggiornato regolarmente;
            
            
               –Nel forum SER per la transizione si tengono dialoghi politici periodici tra gli Stati membri e la Commissione, sia a livello bilaterale che multilaterale, per sostenere l'attuazione dell'agenda politica del SER, in particolare attraverso la condivisione delle migliori pratiche ed esercitazioni di apprendimento reciproco. La Commissione fornirà ulteriore sostegno attraverso il meccanismo di sostegno delle politiche di Orizzonte Europa e lo strumento di sostegno tecnico.
            
            
               (b)Accordo congiunto della Commissione e degli Stati membri su un'agenda politica comune del SER, sulla base del quadro SER di valutazione e della consulenza strategica fornita dal comitato consultivo per lo Spazio europeo della ricerca e dell'innovazione (CSER) e a seguito di un coinvolgimento adeguato dei portatori di interessi. Il forum SER per la transizione prepara il progetto di agenda politica del SER.
            
            
               (c)A seguito dell'accordo sull'agenda politica del SER, gli Stati membri e la Commissione condividono informazioni sulle loro politiche e sui loro programmi che contribuiscono all'attuazione dell'agenda politica del SER e, più in generale, ai principi e alle priorità stabiliti dal presente patto. Ciò include informazioni sull'attuazione delle politiche e dei programmi in corso e sulla pianificazione di quelli futuri, e sono condivise attraverso la piattaforma online dedicata alla politica del SER.
            
            
               (d)La Commissione riesamina l'attuazione dell'agenda politica del SER a livello nazionale e pubblica una relazione annuale sul suo stato di avanzamento, comprese relazioni individuali sui progressi compiuti da ciascuno Stato membro. Ciò costituirà la base per avviare dialoghi politici regolari tra gli Stati membri e la Commissione.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Il COM(2020) 628 final propone quattro obiettivi strategici per garantire che un nuovo SER sia adeguato alle sfide future: i) dare priorità agli investimenti e alle riforme, ii) migliorare l'accesso all'eccellenza, iii) tradurre i risultati della ricerca e dell'innovazione in termini economici, iv) approfondire il SER.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        COM(2021) 252 final.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        COM(2020) 628 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        135673567135673567/20.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        vale a dire seguendo il principio "il più aperto possibile, chiuso il tanto necessario"
               
               
                  
                     (6)
                  
                        Aggiornamento della nuova strategia industriale 2020: costruire un mercato unico più forte per la ripresa dell'Europa (COM(2021)350 final).