CELEX: 52014DC0404
Language: it
Date: 2014-06-02 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Repubblica ceca

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		52014DC0404
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Repubblica ceca /* COM/2014/0404 final - 2014/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2014 della
Repubblica ceca
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della
Repubblica ceca
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e
finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione
sociale,
visto il parere del comitato di politica
economica,
considerando quanto segue:
(1)                   
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per
la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche
economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per
rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell'Europa.
(2)                   
Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla
base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti
di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione
(2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, che insieme formano gli
"orientamenti integrati". Gli Stati membri sono stati invitati a
tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in
materia economica e di occupazione.
(3)                   
Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo
hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro
coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona
euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi
hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in
particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi
della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per
paese.
(4)                   
Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una
raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2013 della Repubblica ceca e
ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato della
Repubblica ceca 2012-2016.
(5)                   
Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi
annuale della crescita[4],
segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
economiche 2014. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta[5], in cui la Repubblica
ceca non è stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di
un esame approfondito.
(6)                   
Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha
approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di
bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità
di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti
all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la
disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la
pubblica amministrazione.
(7)                   
Il 16 aprile 2014 la Repubblica ceca ha presentato
il suo programma nazionale di riforma 2014 e il 28 aprile 2014 il suo programma
di convergenza 2014. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente
onde tener conto delle loro correlazioni.
(8)                   
L'obiettivo della strategia di bilancio delineata
nel programma di convergenza 2014 è mantenere il disavanzo pubblico al di sotto
del valore di riferimento del 3% del PIL previsto dal trattato nel periodo di
riferimento del programma. Il programma cita l'obiettivo a medio termine del
-1% del PIL, che rispecchia adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e
crescita. Sebbene nel 2014 la strategia di bilancio sia in linea con il patto
di stabilità e crescita, nel 2015 l'aggiustamento richiesto in termini
strutturali non dovrebbe essere raggiunto, dato che il saldo strutturale
ricalcolato dovrebbe deteriorarsi di 0,6 punti percentuali. Inoltre, la spesa
pubblica dovrebbe crescere a un tasso non in linea con il parametro di
riferimento della spesa. Il saldo strutturale ricalcolato dovrebbe deviare dal
percorso di aggiustamento richiesto anche nel 2016 e nel 2017, attestandosi
rispettivamente al -1,6% e al -1,9% del PIL. In generale, a partire dal 2015 è
previsto un rischio di deviazione dal percorso di aggiustamento verso l'obiettivo
a medio termine. In base al programma, il rapporto debito pubblico/PIL, che è
inferiore al valore di riferimento del 60%, dovrebbe scendere temporaneamente
di 1,1 punti percentuali al 45% del PIL nel 2014 e salire al 46% del PIL nel
2015. Lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio
del programma è plausibile. In base al programma l'economia ceca dovrebbe
crescere dell'1,7% nel 2014 e del 2% nel 2015, rispetto al 2% e al 2,4% indicati
nelle previsioni di primavera 2014 della Commissione. I principali rischi per
le prospettive di bilancio derivano dall'elevata incertezza sulla futura
evoluzione degli investimenti pubblici e da una potenziale spesa una tantum
relativa a un contratto di leasing per aerei caccia che avrebbe un impatto a
incremento del disavanzo dello 0,5% del PIL nel 2015. Secondo le proiezioni
della Commissione, nel 2015 vi è il rischio di una deviazione significativa
dall'obiettivo a medio termine. La differenza rispetto allo scenario del
programma sta nelle diverse ipotesi sulle politiche e le misure discrezionali
nel 2015. In base alla sua valutazione del programma e alle previsioni della
Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, il
Consiglio ritiene che il disavanzo sia stato ricondotto in modo duraturo al di
sotto del 3% del PIL nel 2013, nel rispetto della raccomandazione del
Consiglio, e che, sebbene l'obiettivo a medio termine dovrebbe essere raggiunto
nel 2014, vi sia il rischio di una significativa deviazione a partire dal 2015.
(9)                   
La Repubblica ceca è uscita da due anni di
recessione e ora deve cercare di crescere a ritmo stabile e sostenuto, in un
contesto di rapido invecchiamento della popolazione. Negli ultimi anni gli
investimenti pubblici si sono ridotti notevolmente e gli investimenti
infrastrutturali ne hanno risentito in modo particolare. Prima della crisi il
modello di crescita dell'economia ceca era basato su un importante afflusso di
capitali esteri e un solido orientamento all'esportazione. Dato che il margine
di recupero basato sull'accumulo dei fattori di produzione (compresi i capitali
esteri) sembra limitato, orientando l'economia verso fattori interni di
crescita si aprirebbero nuovi scenari favorevoli agli incrementi di produttività.
Tra gli elementi fondamentali di questo processo vi sono il sostegno all'istruzione,
alla formazione e all'innovazione e il rafforzamento delle istituzioni.
(10)               
Il governo ha approvato di recente il trattato
sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance, ma la ratifica del
parlamento è ancora in corso. Nel 2011 è stata
avviata una riforma generale del quadro di bilancio, la cui adozione e
attuazione restano incerte. Anche l'adozione della pertinente normativa
che garantisce la conformità alla direttiva 2011/85/UE del Consiglio relativa
ai requisiti per i quadri di bilancio ha subito ritardi.
(11)               
Nell'ambito della tassazione, per la Repubblica
ceca le sfide principali consistono nel rendere più efficiente la riscossione
delle imposte e raggiungere un assetto tributario più favorevole alla crescita.
La Repubblica ceca ha adottato alcuni provvedimenti per migliorare il
rispetto della normativa tributaria, in particolare nell'ambito della
tassazione indiretta, ma i costi complessivi di conformità restano troppo
elevati. In questo contesto, le basi imponibili (imposte sul reddito,
contributi sanitari e sociali) non sono ancora state armonizzate e l'istituzione
di un punto di esazione unico prevista nel 2015 è stata cancellata. Il governo
ceco ha annunciato tuttavia l'intenzione di affrontare la questione dell'armonizzazione
delle basi imponibili. Non è stato dato alcun seguito alle raccomandazioni del
2013 in merito alla struttura fiscale. La tassazione sul lavoro resta elevata,
specialmente per i lavoratori a basso reddito, compresi i lavoratori part-time,
soprattutto a casa degli elevati contributi sociali. Esiste un certo potenziale
per spostare il carico fiscale dalla tassazione del lavoro verso altri settori,
quali le imposte ricorrenti sulle abitazioni e le imposte ambientali, entrambe
relativamente basse. Sussistono discrepanze significative nel trattamento delle
imposte e dei contributi sociali dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori
autonomi, il che porta a una riduzione della base imponibile e incentiva il
lavoro autonomo fittizio, con conseguenze inique per i lavoratori dipendenti
assunti con regolare contratto.
(12)               
La Repubblica ceca deve far fronte a rischi di
sostenibilità medi a lungo termine, in gran parte dovuti al previsto aumento
della spesa per le pensioni e i servizi sanitari. In base alla normativa
vigente, l'età pensionabile stabilita per legge dovrebbe aumentare a lungo
termine, ma troppo lentamente a medio termine. Il governo prevede di introdurre
un meccanismo di revisione che adegui l'età pensionabile all'andamento dell'aspettativa
di vita, ma si tratta solo di una risposta parziale alla sfida del divario di
sostenibilità. Inoltre, l'indicizzazione temporaneamente più bassa delle
pensioni giungerà a conclusione nel 2015, un anno prima del previsto, e il
meccanismo di indicizzazione standard delle pensioni (prezzi più un terzo dell'aumento
dei salari reali) non è stato riesaminato. Sono stati compiuti progressi
limitati nella promozione dell'occupabilità dei lavoratori più anziani. Non
sono stati compiuti progressi nel migliorare l'efficacia rispetto ai costi
della spesa pubblica nel settore sanitario. Le strutture ospedaliere mostrano
una capacità in eccesso, consentendo un margine per possibili miglioramenti
dell'efficacia rispetto ai costi e della governance.
(13)               
Per migliorare la capacità e la qualità del
servizio pubblico per l'impiego sono stati adottati alcuni provvedimenti
iniziali che vanno nella giusta direzione, ma con conseguenze ancora da
valutare. Le politiche attive del mercato del lavoro continuano a non essere
finanziate adeguatamente e non si rivolgono efficacemente alle donne con
bambini piccoli, ai giovani e ai lavoratori anziani. Nonostante il tasso di
occupazione generale relativamente alto, questi gruppi continuano a non essere
sufficientemente rappresentati nel mercato del lavoro. La limitata
accessibilità delle strutture e dei servizi per l'infanzia e la diffusione
relativamente bassa del lavoro a tempo parziale ostacolano la partecipazione
delle donne al mercato del lavoro. Nel 2012 il divario retributivo era ancora
uno dei più ampi dell'UE.
(14)               
La qualità e la rilevanza per il mercato del lavoro
del sistema d'istruzione ceco destano preoccupazioni. Sono state adottate
alcune misure per migliorare il quadro di valutazione nell'istruzione
obbligatoria, ma i risultati con le scuole e gli studenti più deboli continuano
a essere problematici. Il governo intende affrontare anche il problema dell'attrattiva
delle professioni dell'insegnamento. La scarsa partecipazione dei bambini rom
all'istruzione inclusiva per la prima infanzia e all'istruzione primaria
continua a essere problematica. La riforma dell'istruzione superiore è stata
rinviata e non sono stati compiuti progressi per rafforzare l'accreditamento e
il finanziamento dell'istruzione superiore. Solo il finanziamento degli
istituti di ricerca è stato modificato, ma in misura limitata. Resta
fondamentale creare i giusti incentivi, affinché i ricercatori pubblici mirino
all'eccellenza, affrontino le sfide sociali e collaborino con il settore delle
imprese.
(15)               
Il processo di deregolamentazione dell'elevato
numero di professioni regolamentate è stato avviato, ma molto lentamente, senza
generare i rapidi benefici attesi dalla maggiore concorrenza nel settore dei
servizi. La Repubblica ceca ha adottato alcune misure iniziali per migliorare l'efficienza
energetica, specialmente attraverso incentivi pubblici a sostegno del settore
dell'edilizia. Il potenziale di risparmio energetico resta sostanziale e misure
più ambiziose contribuirebbero anche a ridurre la dipendenza energetica.
(16)               
La qualità e l'efficienza della pubblica
amministrazione continuano a rappresentare una sfida che ha ripercussioni
economiche negative. La legge sui dipendenti pubblici, attesa a lungo, non è
ancora stata adottata. L'adozione di detta legge è una priorità fondamentale
del governo. I progressi compiuti nella lotta alla corruzione sono stati
limitati: i principali atti legislativi derivanti dalla strategia
anticorruzione 2013-2014 non sono stati adottati. Non è ancora stata formulata
una visione chiara e di più ampio respiro su come affrontare in modo
sostenibile questo problema di grande importanza per lo sviluppo economico e
sociale. L'attuazione degli appalti pubblici a livello locale e regionale è
segnata da inutili ritardi. Le nuove norme sugli appalti pubblici hanno fatto
un passo indietro, eliminando alcune garanzie di trasparenza. I progressi
compiuti nell'impiego dei fondi dell'UE sono stati limitati ed è necessario uno
sforzo ulteriore, come dimostrano gli elevati tassi di errore indicati dall'autorità
di controllo per numerosi programmi a fine 2013.
(17)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato un'analisi completa della politica economica della Repubblica ceca e
ha valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della
Repubblica ceca, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti
dell'UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione
nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni
nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre
europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 7.
(18)               
Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha
esaminato il programma di convergenza della Repubblica ceca e il suo parere[6] trova riscontro, in
particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
RACCOMANDA che la Repubblica ceca
adotti provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
1.           mantenere
una solida posizione di bilancio nel 2014, dopo la correzione del disavanzo
eccessivo; rafforzare in modo significativo la strategia di bilancio nel 2015
per garantire il conseguimento dell'obiettivo a medio termine e il suo
mantenimento in seguito; dare priorità alla spesa a favore della crescita per
sostenere la ripresa e migliorare le prospettive di crescita; adottare e
attuare misure per rafforzare il quadro di bilancio, in particolare per creare
un'istituzione indipendente che monitori le politiche di bilancio, introdurre
norme di bilancio per le amministrazioni locali e regionali e migliorare il
coordinamento a tutti i livelli di governo;
2.           migliorare il rispetto della
normativa tributaria, prestando particolare attenzione all'IVA e alla riduzione
dei costi di riscossione e pagamento delle imposte, semplificando il sistema
tributario e armonizzando le basi imponibili per l'imposta sul reddito e i
contributi sanitari e previdenziali; ridurre l'elevata pressione fiscale sul
lavoro, in particolare per i lavoratori a basso reddito; spostare il carico
fiscale verso settori meno penalizzanti per la crescita, quali le imposte
ricorrenti sulle abitazioni e le imposte ambientali; ridurre ulteriormente le
disparità in termini di pressione fiscale fra lavoratori dipendenti e
lavoratori autonomi;
3.           garantire la sostenibilità a
lungo termine del sistema previdenziale pubblico, in particolare accelerando l'aumento
dell'età pensionabile stabilita per legge e legandola più chiaramente all'andamento
dell'aspettativa di vita; promuovere l'occupabilità dei lavoratori più anziani
e rivedere il meccanismo di indicizzazione delle pensioni; adottare misure per
migliorare significativamente l'efficacia rispetto ai costi e la governance del
settore sanitario, in particolare per le cure ospedaliere;
4.           promuovere l'efficienza e l'efficacia
del servizio pubblico per l'impiego, in particolare istituendo un sistema di
misurazione dei risultati; raggiungere i giovani non iscritti e fornire servizi
personalizzati; migliorare considerevolmente la disponibilità di strutture e
servizi per l'infanzia accessibili e di qualità, prestando particolare attenzione
ai bambini fino a tre anni;
5.           garantire che l'accreditamento,
la governance e il finanziamento dell'istruzione superiore contribuiscano a
migliorarne la qualità e la rilevanza per il mercato del lavoro; accelerare lo
sviluppo e l'introduzione di un nuovo metodo per valutare la ricerca e
assegnare i finanziamenti, nell'ottica di aumentare la quota di finanziamento
basata sui risultati degli istituti di ricerca; migliorare l'attrattiva delle
professioni dell'insegnamento, nell'istruzione obbligatoria, attuare un quadro
completo di valutazione e sostenere le scuole e gli studenti più deboli;
rendere più inclusiva l'istruzione, in particolare promuovendo la
partecipazione dei bambini rom e socialmente svantaggiati soprattutto all'educazione
della prima infanzia;
6.           accelerare la riforma delle
professioni regolamentate, concentrandosi sull'eliminazione dei requisiti
ingiustificati e sproporzionati; intensificare gli sforzi per migliorare l'efficienza
energetica in ambito economico;
7.           Adottare e applicare nel 2014
una legge sui dipendenti pubblici che garantisca un'amministrazione pubblica
stabile, efficiente e professionale; accelerare e potenziare in modo
sostanziale la lotta alla corruzione, attuando le misure ancora in sospeso
stabilite nella strategia anticorruzione per il periodo 2013-2014 e sviluppando
piani per il periodo successivo; migliorare ulteriormente la gestione dei fondi
dell'UE, semplificando le strutture di attuazione, aumentando la capacità e
affrontando i conflitti di interessi; rendere più trasparenti gli appalti pubblici
e migliorarne l'attuazione, fornendo una guida e una supervisione adeguate.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2014) 404 final.
[3]               P7_TA(2014)0128 e P7_TA(2014)0129.
[4]               COM(2013) 800 final.
[5]               COM(2013) 790 final.
[6]               A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.