CELEX: 51996PC0416(01)
Language: it
Date: 1996-07-26
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo all' interruzione delle relazioni economiche e finanziarie tra la Comunità europea e l' Iraq

***           COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
 *     *
 *****
                                                     Bruxelles, 26.07.1996
                                                     COM(96)416def.
                                       Proposta di
                     REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
         relativo all'interruzione delle relazioni economiche e finanziarie tra
                               la Comunità europea e l'Iraq
                                       Progetto di
DECISIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI
     DELLA COMUNITÀ' EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO.
                         RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
    che abroga la decisione 90/414/CECA che impedisce gli scambi per quanto
                              riguarda l'Irak ed il Kuwait
                           (presentati dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak--- Relazione
D 14 aprile 1995 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione
986 (1995) con la quale ha dato il via alle esportazioni di petrolio dall'Iraq, per consentire
al paese di far fronte alle necessità della popolazione e, in particolare, per acquistare
medicinali, materiale sanitario, generi alimentari, prodotti e forniture necessari alla
popolazione civile.
L'Iraq, che inizialmente aveva rifiutato di negoziare la risoluzione con le Nazioni Unite,
ha acconsentito alle trattative all'inizio del 1996. Pertanto entreranno ora in vigore i
paragrafi operativi 1 e 2 di detta risoluzione, che consentono l'esportazione di petrolio
iracheno per un miliardo di USD ogni 90 giorni alle condizioni fissate nella risoluzione,
nel successivo memorandum d'intesa tra l'Iraq e il Segretario generale delle Nazioni
Unite, nelle norme di procedura e nelle linee guida adottate dal comitato istituito dalla
risoluzione 661 (1990), d'ora in poi chiamato comitato per le sanzioni all'Iraq.
La normativa comunitaria vigente sull'embargo all'Iraq deve essere adattata alle
disposizioni della risoluzione 986 (1995) per consentire le importazioni da e le
esportazioni in Iraq per quanto riguarda la Comunità. La Commissione europea ha
pertanto elaborato la proposta allegata alla presente relazione. La proposta non si limita a
modificare i regolamenti del Consiglio in vigore, ma crea un testo completo sull'embargo,
che comprende le nuove esenzioni previste dalla risoluzione 986 (1995) e tiene conto
delle esperienze fatte durante l'embargo. Un testo di questo tipo favorisce la trasparenza
della normativa comunitaria e agevolerà in maniera considerevole la sua applicazione da
parte, tra gli altri, degli operatori economici della Comunità.
Gli articoli 228 A e 73 G del trattato CE costituiscono la base legale e, rispetto all'articolo
 113 che rappresenta la base legale del regime di embargo vigente, consentono alla
normativa di coprire un maggior numero di situazioni relative all'embargo stesso. La
presente proposta non influisce sul regolamento (CE) n. 3541/92, che vieta di accogliere
le richieste irachene in relazione a contratti e a transazioni, la cui esecuzione è stata
colpita dalla risoluzione 661 (1990) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dalle
risoluzioni che ad essa si ricollegano. Quest'ultimo regolamento dovrebbe rimanere
immutato, perché, tra l'altro, resterà in vigore anche dopo una sospensione definitiva
dell'embargo. D'altra parte, alla luce del parere 1/94 della Corte europea di giustizia, la
presente proposta riguarda i prodotti disciplinati dal Trattato della Comunità europea del
carbone e dell'acciaio (CECA), e se fosse adottata dal Consiglio dell'Unione europea,
comporterebbe l'abrogazione della decisione 90/414/CECA. In merito sarà presentata alla
Commissione europea anche una proposta separata.
La risoluzione 986 (1995) prevede che il comitato per le sanzioni all'Iraq eserciti rigidi
controlli sulle esportazioni di petrolio iracheno. In seno al comitato si discute ancora sulle
 modalità di questi meccanismi di controllo. Non è ancora chiaro l'eventuale ruolo delle
 autorità della Comunità europea competenti in materia. Lo stesso dicasi per i meccanismi
 di controllo sulle esportazioni in Iraq di merci e servizi da pagare tramite il cosiddetto
 ---pagebreak--- conto presso terzi, che sarà alimentato dalle entrate delle esportazioni di petrolio dall'Iraq.
Dalle informazioni disponibili risulta che il comitato per le sanzioni all'Iraq o il
Segretario generale delle Nazioni Unite applicheranno procedure rigide per garantire che
l'intero importo dovuto per il petrolio iracheno venga versato nel conto presso terzi e che
le merci che devono essere pagate tramite questo conto arrivino effettivamente in Iraq e
vengano distribuite in conformità delle disposizioni della risoluzione 986 (1995).
Il Segretario generale delle Nazioni Unite non ha ancora scelto la banca presso cui tenere
il conto presso terzi, e pertanto la presente proposta dovrà essere modificata a tempo
debito.
Inoltre, il prevedibile aumento di traffico commerciale con l'Iraq accrescerà anche le
possibilità di aggirare l'embargo. Per far fronte al maggior rischio di violazione delle
sanzioni potrebbe perciò essere necessario introdurre ulteriori meccanismi di controllo.
Altri regimi di sanzioni hanno dimostrato che la prevenzione di queste violazioni non può
essere (sempre) garantita da misure alla frontiera adottate dagli Stati membri della
Comunità europea. Il peso maggiore della prevenzione toccherà agli Stati confinanti con
l'Iraq e a task force multilaterali come la Forza d'Intercettazione Marittima.
Ciononostante, entrambe le parti avranno bisogno dell'aiuto della Comunità europea per
poter prevenire e/o scoprire in maniera efficace violazioni delle sanzioni. Esperienze
precedenti nel campo della prevenzione e della scoperta delle violazioni hanno
dimostrato che la Commissione può svolgere un utile ruolo a riguardo, sempre nel pieno
rispetto delle competenze degli Stati membri nell'esecuzione delle disposizioni
comunitarie. La presente proposta prevede una stretta ed efficace cooperazione tra la
Commissione europea e tutte le altre autorità della Comunità competenti.
A prescindere da qualsiasi ulteriore compito affidato alle autorità competenti della
Comunità, che potrebbe essere incluso nel regolamento da adottare, la Commissione
ritiene che, per quanto riguarda l'attuazione della risoluzione 986 (1995), la situazione si
sia evoluta in modo tale che l'attuale proposta di normativa comunitaria in materia
riguarderà la maggior parte degli adattamenti necessari alla normativa in vigore e che
pertanto dovrebbe essere approvata al più presto. Inoltre, è necessario agire
tempestivamente a causa della precaria situazione in cui vive gran parte della
popolazione irachena, situazione che la risoluzione 986 (1995) intende appunto alleviare.
Per quanto riguarda i singoli articoli del regolamento si fa notare che:
l'articolo 1 riassume i divieti finora contenuti nei regolamenti modificati del Consiglio
 (CEE) n. 2340/90 e (CEE) n. 3155/90.
L'articolo 2 contiene le deroghe all'embargo e le relative condizioni, come
 l'autorizzazione che può essere concessa dalle autorità competenti degli Stati membri in
 caso di esportazione di medicinali. Il paragrafo 1, lettera b) prevede la possibilità
 d'importare petrolio e prodotti petroliferi iracheni nella Comunità. Il paragrafo 2
 introduce il concetto che l'esportazione di alcune merci che saranno pagate tramite il
 conto presso terzi dev'essere approvata dal comitato per le sanzioni all'Iraq. Il paragrafo 5
 ---pagebreak--- richiede un'analoga approvazione per l'apertura di lettere di credito relative alle
esportazioni di talune attrezzature menzionate nel paragrafo 2, lettera d). I paragrafi 3, 4 e
6 contengono esenzioni già previste dall'attuale regime di embargo.
L'articolo 3 stabilisce che il comitato per le sanzioni all'Iraq deve fornire alla
Commissione prova risolutiva della conferma di notifiche, approvazioni, ecc. Grazie a
questa procedura le autorità competenti degli Stati membri, nonché quelle degli Stati terzi
o le organizzazioni a cui è affidato il controllo sulle sanzioni ed altre parti direttamente
interessate potranno rivolgersi ad un'unica fonte per ottenere informazioni che altrimenti
sarebbero disponibili in maniera frammentaria.
L'articolo 4 riprende il paragrafo 14 della risoluzione 986 (1995), relativo all'immunità
per il petrolio e i prodotti petroliferi iracheni. Un'estensione dell'immunità ai pagamenti
di queste merci è giustificata dal fatto che in mancanza di una siffatta protezione sarebbe
seriamente ostacolata la realizzazione degli obiettivi della risoluzione 986 (1995).
L'articolo 5 garantisce che, sempre in conformità del paragrafo 14 della risoluzione 986
(1995), i pagamenti effettuati tramite il conto presso terzi non vengano utilizzati per scopi
diversi da quelli indicati nella risoluzione 986. Se indicate chiaramente, come nel
paragrafo 8 della risoluzione 986 (1995), tali destinazioni saranno pubblicate
immediatamente dalla Commissione nella Gazzetta ufficiale serie C in conformità
dell'articolo 7 della presente proposta. In conformità del paragrafo 8 (f) di detta
risoluzione, saranno pubblicate anche le ulteriori destinazioni decise dal comitato per le
sanzioni.
L'articolo 6 corrisponde ai paragrafi 5 della risoluzione 661 (1990) e 25 della risoluzione
687 (1991) ed è formulato in maniera simile alle disposizioni di altri regolamenti del
Consiglio che attuano decisioni del Consiglio di sicurezza in merito a sanzioni
economiche.
Per agevolare in special modo l'attività degli operatori economici della Comunità
interessati all'attuazione della risoluzione 986 (1995), l'articolo 7 prevede che la
Commissione pubblichi tutte le procedure fissate dal comitato per le sanzioni all'Iraq in
merito all'embargo e altre informazioni come la definizione di genere alimentare stabilita
dallo stesso comitato. Queste informazioni saranno disponibili nelle undici lingue
ufficiali della Comunità e ciò contribuirà ad offrire pari condizioni agli operatori
economici interessati. Responsabile per il contenuto delle procedure, delle istruzioni o
delle interpretazioni fissate rimane il comitato per le sanzioni all'Iraq. Dovrebbe essere
inserito in questa pubblicazione anche un elenco delle autorità della Comunità
competenti in merito ai diversi aspetti dell'embargo all'Iraq.
L'articolo 8 introduce un sistema d'informazione reciproca tra la Commissione e gli Stati
 membri per ottenere la massima trasparenza nell'attuazione della normativa comunitaria,
 nonché per favorirne l'applicazione uniforme. Le sanzioni da imporre in caso di
 violazione delle disposizioni del nuovo regolamento devono essere introdotte dagli Stati
 membri.
 ---pagebreak--- I regolamenti modificati del Consiglio (CEE) n. 2340/90 e (CEE) n. 3155/90 possono
essere abrogati (articolo 9), poiché le loro disposizioni sono state inserite nel presente
progetto di regolamento.
L'articolo 10 contiene le consuete limitazioni all'applicabilità del regolamento in funzione
del territorio e della nazionalità.
L'articolo 11 stabilisce la data di entrata in vigore del regolamento e pertanto non
rispecchia il fatto che nel paragrafo 3 della risoluzione il Consiglio di sicurezza ha deciso
che le deroghe all'embargo fissate dalla risoluzione 986 (1995) rimarranno in vigore solo
per un periodo iniziale di 180 giorni. La Commissione ritiene che limitare a 180 giorni la
validità del presente progetto di regolamento creerebbe numerosi inconvenienti, come nel
caso di transazioni concluse regolarmente durante i primi 180 giorni ma che debbano
essere portate a termine successivamente. Se il Consiglio di sicurezza deciderà di non
prolungare il periodo di 180 giorni, o addirittura di abbreviarlo, la Commissione
presenterà proposte corrispondenti.
Infine, l'articolo 73 G del trattato CE consente l'integrazione nella presente proposta delle
sanzioni finanziarie decise dal Consiglio di sicurezza che sono finora attuate dalla
normativa nazionale degli Stati membri. Al momento e per motivi di urgenza, la proposta
non include le disposizioni appropriate al riguardo, ma la Commissione può introdurre
eventualmente disposizioni in tal senso attraverso una nuova proposta.
 ---pagebreak---                                             Proposta di
                           pp.fiOI .AMENTO <CE) DEL CONSIGLIO
              relativo all'interruzione delle relazioni economiche efinanziarietra
                                    la Comunità europea e l'Iraq
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 228 A e 73 G,
vista la posizione comune del... 1996 definita dal Consiglio in base all'articolo J.2 del
Trattato sull'Unione europea relativa all'attuazione delle risoluzioni 660, 661, 666, 670
(1990), 687 (1991) e 986 (1995) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a norma del capitolo 7
dello statuto delle Nazioni Unite, ha deciso nelle risoluzioni 660, 661, 666, 670 (1990) e
687 (1991) che ogni Stato debba adottare le misure necessarie in merito all'interruzione
delle proprie relazioni economiche e finanziarie con l'Iraq come previsto dalle
risoluzioni,
considerando inoltre che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a norma del
capitolo 7 dello Statuto delle Nazioni Unite, ha deciso nella risoluzione 986 (1995) di
consentire, come misura temporanea e a precise condizioni, l'importazione di petrolio e
prodotti petroliferi originari dell'Iraq al fine di costituire i fondi necessari al pagamento di
talune attività commerciali e di talune merci importate in Iraq, in particolare prodotti
alimentari e medici, e ha deciso di consentire le esportazioni in Iraq di talune merci e
l'utilizzazione di taluni strumentifinanziariper agevolare tali esportazioni, e ha stabilito
talune condizioni applicabili alle suddette transazioni ed attività;
considerando che, per permettere alla Comunità di attuare in maniera efficace l'embargo
all'Iraq, consentendo allo stesso tempo ai suoi operatori economici di sfruttare
pienamente le deroghe all'embargo economico, il comitato istituito dalla risoluzione 661
(1992) del Consiglio di sicurezza dovrebbe fissare meccanismi appropriati per le
notifiche e lerichiestedi approvazione di transazioni e contratti con l'Iraq, nonché per le
autorizzazioni concesse;
considerando che, per ragioni di trasparenza e alla luce degli sviluppi seguiti
all'introduzione dell'embargo, la normativa comunitaria di attuazione delle succitate
risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe essere incorporata in
uno strumento comunitario completo, che includa tra l'altro i prodotti disciplinati dal
trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), e che
 ---pagebreak--- pertanto i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 2340/901 e (CEE) n. 3155/902 che
impediscono gli scambi della Comunità per quanto riguarda l'Iraq ed il Kuwait
dovrebbero essere aboliti;
considerando che, a tal fine, gli Stati membri della Comunità europea del carbone e
dell'acciaio hanno abolito la decisione 90/414/CECA a decorrere dall'entrata in vigore di
questo regolamento3,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                            Articolo 1
Sono vietati:
 1.      l'introduzione o il transito attraverso il territorio della Comunità di qualsiasi
         prodotto originario, proveniente o transitato attraverso l'Iraq;
2.       l'esportazione, o il transito attraverso l'Iraq di qualsiasi prodotto originario,
         proveniente o in transito attraverso la Comunità;
3.       la fornitura di servizi, i quali abbiano per oggetto o per effetto di favorire
         l'economia dell'Iraq, e in particolare
         (i)      per qualsiasi attività economica condotta nel o a partire dall'Iraq; o
         (ii)     a qualsiasi persona fisica che si trovi in Iraq, a qualsiasi persona giuridica
                  così costituita o incorporata in base alla legislazione irachena o a qualsiasi
                  organizzazione che eserciti un'attività economica (in Iraq o all'estero)
                  controllata da persone residenti in Iraq o da organizzazioni costituite o
                  incorporate in base alla legislazione irachena;
4.       l'autorizzazione a qualsiasi aeronave di decollare, atterrare, o sorvolare il territorio
         della Comunità se diretta o se sia decollata dal territorio dell'Iraq;
 5.      qualsiasi attività o transazione che abbiano per oggetto o per effetto di favorire,
         direttamente o indirettamente, tali transazioni o attività.
                                             Articolo 2
 I divieti di cui all'articolo 1 non si applicano:
          GU n. L 213, del 9.8.1990, pag. 1, modificato dal regolamento del Consiglio
          (CEE) n. 1194/91 (GU n. L 115, dell'8.5.1991, pag. 37).
          GU n. L 304, del 1°.11.1990, pag. 1.
          GU n. L 213, del 9.8.1990, pag. 3, modificato da ultimo dalla decisione
          91/265/CECA (GU n. L 127, del 23.5.1991, pag. 27).
 ---pagebreak--- 1.      All'introduzione nel territorio della Comunità di
        a)        prodotti che sono originari, che provengono o sono transitati in Iraq prima
                  del 7 agosto 1990;
        b)        petrolio e prodotti petroliferi originari dell'Iraq, la cui esportazione sia
                  stata approvata dal comitato istituito a norma della risoluzione 661 (1990)
                  del Consiglio di sicurezza e per cui l'intera somma dovuta per 1' acquisto
                  sia stata versata sul conto iracheno presso la banca ...;
2.      All'esportazione da o al transito attraverso la Comunità in Iraq di
        a)        prodotti per usi strettamente medici, previa autorizzazione dell'autorità
                  competente dello Stato membro;
        b)        prodotti alimentari, previa notifica a detto comitato;
        e)        materiali e forniture di beni di prima necessità, la cui esportazione in Iraq
                  sia stata approvata da detto comitato;
        d)        parti e attrezzature necessarie al funzionamento sicuro dell'oleodotto
                  iracheno di Kirkuk-Yumurtalik, la cui esportazione in Iraq sia stata
                  approvata da detto comitato;
        e)        qualsiasi altro prodotto la cui esportazione sia stata approvata da detto
                  comitato;
Per quanto riguarda i prodotti indicati alle lettere a) e b) di questo paragrafo,
l'autorizzazione, rispettivamente i requisiti per la notifica, saranno considerati soddisfatti
quando detto comitato avrà approvato il pagamento delle merci tramite il conto iracheno
presso la banca...
3.      Alla fornitura di servizi postali o di telecomunicazione, di servizi medici
        necessari al funzionamento di ospedali già esistenti, o di servizi derivanti da
        contratti o modifiche a contratti conclusi prima dell'entrata in vigore del divieto
        contenuto nel regolamento (CEE) n. 2340/90, se la loro esecuzione è iniziata
        anteriormente a tale data;
4.      Ai voli approvati da detto comitato o destinati ad attività delle Nazioni Unite in
        Iraq;
5.      All'emissione o alla conferma di lettere di credito a beneficio di una parte in Iraq
        nel quadro delle esportazioni di merci indicate al paragrafo 2, lettera d) del
        presente articolo, previa approvazione da parte di detto comitato;
6.      A qualsiasi attività o transazione che abbiano per oggetto e per effetto di favorire,
        direttamente o indirettamente, le transazioni o le attività menzionate nei paragrafi
         1, lettera a), 2, lettere a), b) e e), 3. e 4.
 ---pagebreak--- 7.      Alle transazioni fondamentali direttamente collegato all'esportazione di petrolio e
        prodotti petroliferi iracheni consentite a norma del paragrafo 1, lettera b), altre
        attività direttamente collegate a queste esportazioni e a quelle consentite a norma
        dei paragrafi 2, lettera d) ed e).
                                           Articolo 3
Alla Commissione europea sarà fornita prova risolutiva di ogni notifica per l'esportazione
di prodotti alimentari, approvazione di un contratto da parte di detto comitato,
transazione, esportazione, lettera di credito o versamento sul conto iracheno presso la
banca...
                                           Articolo 4
Il petrolio o i prodotti petroliferi esportati dall'Iraq con l'approvazione di detto comitato,
ed ancora di proprietà irachena, o qualsiasi pagamento relativo a tali esportazioni, non
saranno soggetti a procedimenti legali o ad alcuna forma di sequestro, sequestro
conservativo presso terzi o esecuzione.
                                           Articolo 5
Qualsiasi pagamento diretto o indiretto effettuato tramite il conto iracheno presso la
banca ... dovrà essere destinato solo agli scopi indicati nel paragrafo 8 della risoluzione
986 (1995), come pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, e non
dovrà essere utilizzato per nessun altro fine.
                                           Articolo 6
Gli articoli da 1 a 6 si applicano fatti salvi i diritti conferiti o gli obblighi imposti da
qualsiasi accordo internazionale o da qualsiasi contratto concluso o da qualsiasi licenza
concessa prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.
                                           Articolo 7
La Commissione pubblicherà nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee tutte le
informazioni relative alle procedure applicabili per notificare o ottenere la necessaria
approvazione di detto comitato per le transazioni o attività di cui all'articolo 2, e in
particolare a quelle necessarie ad ottenere un pagamento dal conto iracheno presso la
Banca ..., nonché le altre informazioni relative all'attuazione del presente regolamento.
                                           Articolo 8
 1.      La Commissione e gli Stati membri adotteranno le misure necessarie ad assicurare
         l'attuazione del presente regolamento;
 ---pagebreak--- 2.      Essi si informeranno reciprocamente sulle misure adottate e si scambieranno le
        informazioni connesse al presente regolamento a loro disposizione;
3.      Ciascuno Stato membro deciderà le sanzioni da imporre in caso di violazione
        delle disposizioni del presente regolamento.
                                          Articolo 9
I regolamenti del Consiglio (CEE) n. 2340/90 e (CEE) n. 3155/90 sono abrogati.
                                         Articolo 10
II presente regolamento si applica al territorio della Comunità europea incluso il suo
spazio aereo e a qualsiasi aeronave o nave che batta bandiera di uno Stato membro e a
qualsiasi cittadino di uno Stato membro e a qualsiasi organismo incorporato o costituito
in base alla legislazione di uno Stato membro.
                                         Articolo 11
II presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a,.... 1996
                                                                            Per il Consiglio
                                                                                Il presidente
 ---pagebreak---                                               Progetto di
    DECISIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI
          DELLA COMUNITÀ' EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO.
                              RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
          che abroga la decisione 90/414/CECA che impedisce gli scambi per quanto
                                       riguarda l'Irak ed il Kuwait
                                             (96/..../CECA)
  I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI DELLA COMUNITÀ
  EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO,
  considerando che il Consiglio dell'Unione europea, viste le risoluzioni del Consiglio di
  sicurezza delle Nazioni Unite in merito all'interruzione delle relazioni economiche e
  finanziarie con l'Irak, ha adottato il regolamento (CE) n. .../961, relativo all'interruzione
  delle relazioni economiche e finanziarie tra la Comunità europea e l'Irak, che si applica
  anche alle merci e ai prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea
  del carbone e dell'acciaio;
  ~ d ^ ° 2 c h e P e r t a n t 0 n o n è Pi" necessario mantenere in vigore la decisione
 9U/414/CECA e che tale decisione dovrebbe quindi essere abrogata;
 d'accordo con la Commissione,
 DECIDONO:
                                              Articolo 1
 La decisione 90/414/CECA è abrogata.
                                              Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles,       1996
                                                                                 Il presidente
1
         GU n. L ...,     1996, pag....
         GU n. L 213, del 9.8.1990, pag. 3 modificata da ultimo dalla Decisione
         91/265/CECA (GU n. L 127 del 23.5.1991, pag. 27).
                                                  no
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                                                             COM(96) 416 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                             11
                                            N. di catalogo : CB-C0-96-399-IT-C
                                                              ISBN 92-78-07701-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
 L-2983 Lussemburgo
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