CELEX: 52013DC0369
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma di riforma 2013 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi Bassi 2012 2017

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		52013DC0369
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma di riforma 2013 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi Bassi 2012 2017 /* COM/2013/0369 final - 2013/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma di riforma 2013 dei Paesi Bassi
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi
Bassi 2012 2017
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l’articolo 6,
paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
previa consultazione del comitato economico e
finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una
nuova strategia per la crescita e l’occupazione, basata su un maggiore
coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui
occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)       Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una
raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[5], che insieme formano gli “orientamenti
integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di
occupazione.
(3)       Il 29 giugno 2012 i
capi di Stato o di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione
che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. Hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati membri,
in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni
specifiche per paese.
(4)       Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2012 dei
Paesi Bassi e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato
dei Paesi Bassi 2011-2015.
(5)       Il 28 novembre 2012 la
Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita[6], segnando l’inizio del semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Sempre il 28
novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE)
n. 1176/2011 sulla prevenzione e la correzione degli squilibri
macroeconomici, la relazione sul meccanismo di allerta[7], in cui annoverava i Paesi
Bassi tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un esame
approfondito.
(6)       Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione
di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione.
(7)       Il 10 aprile 2013 la
Commissione ha pubblicato i risultati dell’esame approfondito per i Paesi Bassi[8] a norma dell’articolo 5 del
regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi ha portato la Commissione a concludere
che i Paesi Bassi presentano squilibri macroeconomici, seppure non eccessivi.
(8)       Il 29 aprile 2013 i Paesi
Bassi hanno presentato il loro programma di stabilità 2013, relativo al periodo
2012-2017, e il loro programma nazionale di riforma 2013. I due programmi sono
stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
(9)       Sulla base della valutazione
del programma di stabilità 2013 a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il
Consiglio ritiene che nel 2011-2013 i Paesi Bassi abbiano attuato misure di
risanamento consistenti ma che lo sforzo di bilancio potrebbe non essere
sufficiente per correggere il disavanzo eccessivo entro il 2013, soprattutto a
causa di un’evoluzione della situazione economica peggiore del previsto. Lo
scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del
programma è in linea di massima plausibile. Per il 2013 e 2014 il programma di
stabilità prevede una crescita economica reale rispettivamente di -0,4% e dell’1,1%,
abbastanza in linea con le previsioni di primavera 2013 della Commissione pari
a rispettivamente -0,8% e 0,9%. L’obiettivo dichiarato del programma è ridurre
il disavanzo nominale al di sotto del 3% del PIL a partire dal 2014 in modo
duraturo. Il programma non contiene un riferimento esplicito all’obiettivo a
medio termine (OMT), il che fa supporre che sia confermato l’OMT di -0,5%
comunicato nel programma di stabilità dello scorso anno. L’OMT è in linea con i
requisiti del patto di stabilità e crescita. Inoltre, mentre nel 2015 il
programma prevede una riduzione del saldo strutturale dello 0,5% del PIL, in
linea con il requisito strutturale minimo annuo, nel 2016 il saldo strutturale
dovrebbe peggiorare dello 0,4% del PIL e migliorare dello 0,1% del PIL nel 2017,
discostandosi quindi dal corretto percorso di aggiustamento. Secondo le
previsioni di primavera della Commissione, lo sforzo di bilancio medio annuo
pari allo 0,7% del PIL nel periodo 2010-2013 è in linea con l’impegno
strutturale pari a ¾% del PIL raccomandato dal Consiglio. Mentre nel 2011 e 2012
l’aggiustamento di bilancio è stato orientato principalmente sul versante della
spesa, nel 2013 si è basato perlopiù su misure relative alle entrate. Il
disavanzo nominale programmato stabilito nel programma di stabilità è in linea
con la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2014, un anno dopo la
scadenza fissata dal Consiglio alla fine del 2009 nell’ambito della procedura
per i disavanzi eccessivi. Il Consiglio ritiene che sforzo di bilancio previsto
dalle autorità non sia compatibile con un’effettiva correzione del disavanzo
eccessivo entro il 2014. Le possibili misure di risanamento supplementari
specificate nel programma di stabilità sono state temporaneamente ritirate e,
in ogni caso, non sarebbero sufficienti. I Paesi Bassi devono definire misure
supplementari per portare il disavanzo nominale delle amministrazioni pubbliche
al di sotto del 3% del PIL nel 2014 in modo duraturo. Secondo il programma di
stabilità 2013, il rapporto debito/PIL dovrebbe aumentare ulteriormente nel 2013
al 74% del PIL, per poi salire ancora leggermente al 75% del PIL nel 2014.
Pertanto si prevede che il rapporto debito/PIL rimarrà decisamente superiore al
valore di riferimento del 60%. Per il 2015 il programma prevede che il rapporto
debito/PIL scenda al 71,4% del PIL, per poi continuare a scendere, fino a
raggiungere il 70,8% nel 2017. Tuttavia, questa diminuzione dopo il 2014 non è
sufficientemente sostenuta da misure sul piano delle politiche.
(10)     Per rafforzare il potenziale
di crescita futuro dei Paesi Bassi, è fondamentale che il necessario
risanamento, volto a garantire una correzione sostenibile del disavanzo
eccessivo e il conseguimento dell’OMT a breve e medio termine, salvaguardi la
spesa destinata a rilanciare la crescita. In particolare, per un aggiustamento
equilibrato sarà fondamentale compiere sforzi volti a promuovere l’innovazione
e la ricerca, compreso la ricerca fondamentale, l’istruzione e la formazione.
Ciò contribuirebbe non solo a sostenere la ripresa economica ma potrebbe anche
promuovere l’innovazione e il capitale umano, migliorando la competitività e le
prospettive di crescita a medio e a lungo termine.
(11)     Una sfida cruciale è il
mercato immobiliare, dove nel corso di decenni si sono accumulati rigidità e
incentivi distorsivi che hanno determinato le modalità di finanziamento degli
immobili residenziali e i comportamenti di risparmio nel settore. La tendenza
delle famiglie a contrarre mutui ipotecari lordi dando come garanzia il
patrimonio immobiliare è dovuta a incentivi fiscali di vecchia data, in
particolare la piena deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari.
Dall’aprile 2012 è stata parzialmente attuata una serie di misure, alcune delle
quali riguardano la revisione del trattamento fiscale dei finanziamenti degli
immobili residenziali. Nonostante la riduzione graduale della deducibilità
fiscale degli interessi ipotecari accompagnata da maggiori incentivi all’ammortamento
sia una manovra opportuna, la sua introduzione è troppo lenta per poter
incidere in modo significativo sulle abitudini di ammortamento. Il mercato
della locazione immobiliare è limitato dalle norme e dalla presenza del settore
molto ampio degli alloggi popolari che deve inoltre affrontare il problema
delle lunghe liste di attesa. La recente introduzione di una certa
differenziazione degli affitti in base al reddito nel settore degli alloggi
popolari è un passo nella giusta direzione, ma il suo impatto è limitato.
Pertanto, anche se le misure proposte vanno nella giusta direzione, il ritmo
complessivo delle riforme affronta solo lentamente i problemi sottostanti e va
accelerato, pur continuando a garantire, anche nelle aree molto richieste, la
disponibilità di case popolari per i cittadini svantaggiati che non sono in
grado di pagare un alloggio alle condizioni di mercato.
(12)     La sostenibilità a lungo
termine del sistema pensionistico è stata rafforzata con l’aumento progressivo
dell’età pensionabile legale da 65 anni nel 2012 a 67 anni nel 2023. I
Paesi Bassi hanno così pienamente attuato la parte della raccomandazione 2012
relativa all’aumento dell’età pensionabile legale rapportandola alla speranza
di vita sia per il primo che per il secondo pilastro pensionistico. Tra le
sfide ancora da affrontare vi è un’adeguata ripartizione intra- e
intergenerazionale dei costi e dei rischi. Avrebbe inoltre già dovuto esser
stata riformata la governance del secondo pilastro pensionistico per
sostenere la resilienza all’invecchiamento della popolazione. L’attuazione dei
piani di riforma dell’assistenza a lungo termine contribuirebbe a frenare il
rapido aumento della spesa legata all’invecchiamento, contribuendo così alla
sostenibilità delle finanze pubbliche. Al riguardo, la qualità e l’accessibilità
dell’assistenza a lungo termine devono essere mantenute ad un livello adeguato.
(13)     Le riforme del mercato del
lavoro proposte dal governo mirano a incrementare la partecipazione al mercato
del lavoro e la mobilità. La riforma della legge sulla partecipazione è
ambiziosa e adeguata per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro.
Tuttavia, le riforme non sono state ancora tradotte in atti legislativi e il
periodo di tempo per la loro attuazione sembra piuttosto breve. Occorrono
inoltre ulteriori misure per migliorare l’occupabilità delle persone ai margini
del mercato del lavoro, comprese le donne, le persone provenienti da un
contesto migratorio, le persone con disabilità e gli anziani. I Paesi Bassi
hanno annunciato di voler riformare il sistema delle indennità di
disoccupazione e la legislazione piuttosto rigida a tutela dell’occupazione.
Queste riforme, combinate con il credito d’imposta per la mobilità (“mobiliteitsbonus”)
a favore dei datori di lavoro che assumono beneficiari di prestazioni
previdenziali di età pari o superiore a 50 anni o persone con disabilità
lavorative, sono mirate specificamente al segmento del mercato del lavoro con
la partecipazione più bassa. Sebbene le misure previste vadano nella giusta
direzione, potranno essere valutate in modo esaustivo solo dopo la loro
adozione. Infine, una più rapida eliminazione dei restanti disincentivi che
penalizzano il secondo reddito familiare contribuirebbe ad aumentare le ore di
lavoro prestate e potrebbe alleviare la carenza di manodopera in futuro. 
(14)     Sono stati compiuti progressi
sostanziali per quanto riguarda la raccomandazione 2012 sull’innovazione e i
collegamenti tra scienza e impresa. La nuova politica per le imprese (“Naar de
Top”), in particolare il suo approccio settoriale per i partenariati
pubblico-privato nel settore della ricerca, dell’innovazione e dell’istruzione,
è in fase di attuazione. Oltre alle politiche per l’innovazione settoriale, è
importante perseguire le politiche per la ricerca orizzontale e l’innovazione e
mantenere un livello adeguato di finanziamenti pubblici per la ricerca
fondamentale non destinata a scopi specifici. 
(15)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica
economica dei Paesi Bassi, ha valutato il programma di stabilità e il programma
nazionale di riforma e ha presentato un esame approfondito. La Commissione ha
tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità
della politica di bilancio e della politica socioeconomica dei Paesi Bassi, ma
anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce
della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione
europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell’UE per le future
decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4.
(16)     Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità dei Paesi Bassi e il suo
parere[9]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(17)     Alla luce dell’esame
approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha
esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità dei
Paesi Bassi. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento
(UE) n. 1176/2011 sulla prevenzione e la correzione degli squilibri
macroeconomici trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 2.
(18)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi completa della politica
economica della zona euro nel suo complesso, in base alla quale il Consiglio ha
formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è
l’euro. I Paesi Bassi dovrebbero assicurare anche l’attuazione piena e
tempestiva di tali raccomandazioni,
RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
1.           rafforzare e attuare la
strategia di bilancio, sostenendola con misure da specificare adeguatamente,
per l’anno 2014 e oltre, in modo da assicurare la correzione tempestiva del
disavanzo eccessivo entro il 2014 in modo duraturo e compiere lo sforzo di
aggiustamento strutturale indicato nelle raccomandazioni del Consiglio nel
quadro della procedura per i disavanzi eccessivi; proteggere la spesa in
settori direttamente pertinenti per la crescita, quali l’istruzione, l’innovazione
e la ricerca; dopo la correzione del disavanzo eccessivo, portare avanti lo
sforzo di aggiustamento strutturale che consentirà ai Paesi Bassi di conseguire
l’obiettivo di bilancio a medio termine entro il 2015;
2.           intensificare gli sforzi per
riformare in modo graduale il mercato degli immobili residenziali, accelerando
la riduzione prevista della deducibilità fiscale degli interessi sui mutui
ipotecari e prevedendo nel mercato delle locazioni un meccanismo di fissazione
degli affitti più orientato al mercato, e stabilendo una più stretta
correlazione tra i canoni e i redditi delle famiglie nel settore dell’edilizia
popolare; rivedere le finalità delle società di edilizia popolare affinché
offrano sostegno alle famiglie più bisognose; 
3.           adeguare il secondo pilastro
pensionistico, in consultazione con le parti sociali, in modo da conseguire un’adeguata
ripartizione intra- e intergenerazionale dei costi e dei rischi; sostenere l’aumento
graduale dell’età pensionabile legale attraverso misure atte ad aumentare l’occupabilità
dei lavoratori più anziani; attuare il progetto di riforma dell’assistenza a
lungo termine per garantirne l’efficienza sotto il profilo dei costi e
integrarlo con ulteriori misure per contenere l’aumento dei costi, in modo da
garantire la sostenibilità;
4.           adottare ulteriori misure per
aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, rivolte soprattutto alle
persone ai margini del mercato del lavoro; continuare a ridurre i disincentivi
fiscali sul lavoro, compreso mediante una più rapida soppressione dei crediti
di imposta trasferibili per il secondo reddito familiare; incoraggiare le
transizioni verso il mercato del lavoro e affrontare le rigidità di quest’ultimo,
anche accelerando la riforma della legislazione sulla tutela dell’occupazione e
del sistema dei sussidi di disoccupazione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]           GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]           GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]           COM(2013) 369 final.
[4]           P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
[5]           Decisione 2013/208/UE del Consiglio del 22 aprile 2013.
[6]           COM(2012) 750 final.
[7]           COM(2012) 751 final.
[8]           SWD(2013) 121 final.
[9]           A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 1466/97 del Consiglio.