CELEX: 52014PC0362
Language: it
Date: 2014-06-16
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che sottopone a misure di controllo le sostanze 4-iodo-2,5-dimetossi-N-(2-metossibenzil) fenetilammina (25I-NBOMe), 3,4-dicloro-N-[(1-(dimetilammino)cicloesil)metil] benzamide (AH-7921), 3,4- metilenediossipirovalerone (MDPV) e 2-(etilamino)-2-(3-metossifenil)cicloesanone (metossietamina)

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		52014PC0362
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che sottopone a misure di controllo le sostanze 4-iodo-2,5-dimetossi-N-(2-metossibenzil) fenetilammina (25I-NBOMe), 3,4-dicloro-N-[(1-(dimetilammino)cicloesil)metil] benzamide (AH-7921), 3,4- metilenediossipirovalerone (MDPV) e 2-(etilamino)-2-(3-metossifenil)cicloesanone (metossietamina) /* COM/2014/0362 final - 2014/0183 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.   CONTESTO DELLA PROPOSTA
La decisione 2005/387/GAI del Consiglio
relativa allo scambio di informazioni, alla valutazione dei rischi e al
controllo delle nuove sostanze psicoattive[1]
stabilisce una procedura in tre fasi in esito alla quale una nuova sostanza
psicoattiva può essere sottoposta a misure di controllo nell’Unione europea.
Il 28 gennaio 2014, ai sensi dell’articolo 6,
paragrafo 1, della citata decisione, il Consiglio ha chiesto una valutazione
dei rischi provocati dal consumo, dalla fabbricazione e dal traffico delle
nuove sostanze psicoattive 25I-NBOMe, AH-7921, MDPV e metossietamina, il
coinvolgimento di organizzazioni criminali e le eventuali conseguenze delle
misure di controllo che saranno applicate a tali sostanze.
Conformemente all’articolo 6, paragrafi 2, 3 e
4, della decisione del Consiglio, il Comitato scientifico dell’Osservatorio
europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) ha valutato i rischi
rappresentati dalle sostanze 25I-NBOMe, AH-7921, MDPV e metossietamina. Il 23
aprile 2014 il Presidente del Comitato scientifico ha presentato alla
Commissione e al Consiglio la relazione sulla valutazione dei rischi.
I principali risultati della valutazione sono
i seguenti:
·                        
La molecola 25I-NBOMe è un derivato della 2C-I, noto
derivato sintetico della fenetilammina con proprietà stimolanti e allucinogene,
che è stata oggetto di valutazione del rischio e di misura di controllo nel 2003.
È disponibile sul mercato europeo delle droghe almeno sin dal maggio 2012 ed è
stata individuata in 23 Stati membri e in Norvegia Quattro decessi correlati
alla 25I-NBOMe sono stati registrati in tre Stati membri. Una grave tossicità
associata al suo consumo è stata segnalata in quattro Stati membri, che hanno
notificato 32 casi non mortali di intossicazione. Le informazioni ottenute
mediante sequestri e i campioni rilevati fanno ipotizzare che la sostanza 25I-NBOMe
sia venduta sul mercato illegale come LSD. 
·                        
L’AH-7921 è un oppioide sintetico con attività
analgesica dalla struttura atipica, disponibile nell’Unione europea almeno fin
dal luglio 2012 ed individuato in otto Stati membri e in Norvegia. Sono stati
registrati 15 decessi correlati ad AH-7921, tutti in tre Stati membri in un
periodo di tempo limitato, tra il dicembre 2012 e il settembre 2013. Uno Stato
membro ha notificato una grave tossicità e 6 casi non mortali di
intossicazione. Sembra che l’AH-7921 sia venduto da distributori che operano
via Internet fin dal 2011, pubblicizzato come “prodotto chimico utilizzato per
la ricerca” o “oppiaceo legale”.
·                        
L’MDPV è un derivato sintetico del catinone con
sostituzione sull’anello aromatico, legato chimicamente al pirovalerone,
entrambi oggetto di misure di controllo in base alla convenzione delle Nazioni
Unite sulle sostanze psicotrope del 1971. Tra il settembre 2009 e l’agosto 2013
sono stati registrati in otto Stati membri e in Norvegia 108 decessi, nel cui
caso la sostanza MDPV è stata rilevata in campioni biologici post mortem o
individuata come concausa del decesso. Otto Stati membri hanno segnalato 525 casi
non mortali di intossicazione connessi al MDPV, disponibile sul mercato europeo
delle droghe dal novembre 2008. Sequestri di svariati chili di MDPV sono stati
registrati in 27 Stati membri, Norvegia e Turchia. La sostanza è venduta essenzialmente
come sostanza in quanto tale ed è ampiamente disponibile presso fornitori e
distributori su Internet, negozi specializzati (“head shops”) e piccoli
trafficanti.
·                        
La metossietamina è una arilcicloesilamina
chimicamente simile alla ketamina e alla fenciclidina (PCP). Analogamente alla
ketamina e alla PCP, la metossietamina possiede proprietà dissociative. Circa 20
decessi collegati alla metossietamina sono stati segnalati da sei Stati membri
che l’hanno rilevata in campioni post mortem. Utilizzata da sola o in
combinazione con altre sostanze, la metossietamina è stata individuata in 20
casi non mortali di intossicazione segnalati da cinque Stati membri. 23 Stati
membri, Turchia e Norvegia hanno riferito di aver individuato la metossietamina
dal novembre 2010. Le informazioni disponibili fanno supporre che la
metossietamina sia venduta e utilizzata come sostanza autonoma, ma anche come
sostituto “legale” della ketamina da rivenditori via Internet, negozi
specializzati (“head shops”) e da piccoli spacciatori di strada.
Ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 1, della
decisione 2005/387/GAI del Consiglio, entro sei settimane dalla data di
ricevimento della relazione di valutazione dei rischi la Commissione presenta
al Consiglio un’iniziativa per sottoporre le nuove sostanze psicoattive a
misure di controllo nell’Unione, oppure una relazione in cui motiva perché non
ritiene necessario presentare una tale iniziativa.
Benché le prove scientifiche relative ai
rischi generali rappresentati da 25I-NBOMe, AH-7921, MDPV e metossietamina
siano a questo stadio limitate, la Commissione ritiene giustificato sottoporre
tali sostanze a misure di controllo in tutta l’Unione. Il motivo principale è
che, stando alle informazioni rese disponibili dalla relazione di valutazione
dei rischi, l’acuta tossicità delle sostanze 25I-NBOMe, AH-7921, MDPV e
metossietamina è tale che il loro consumo può nuocere gravemente alla salute
delle persone Inoltre, i rischi sono acuiti dal fatto che, stando alle
informazioni trasmesse, in alcuni casi alcune persone assumerebbero tali
sostanze a loro insaputa associate o in alternativa ad altri stimolanti. 
2.   OBIETTIVO DELLA PROPOSTA
La presente proposta di decisione del
Consiglio intende esortare gli Stati membri a sottoporre le sostanze 25I-NBOMe,
AH-7921, MDPV e metossietamina a misure di controllo e alle sanzioni penali
previste dalle rispettive legislazioni, conformemente agli obblighi che loro
incombono in virtù della Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze
psicotrope del 1971.
2014/0183 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che sottopone a misure di controllo le
sostanze 4-iodo-2,5-dimetossi-N-(2-metossibenzil) fenetilammina (25I-NBOMe),
3,4-dicloro-N-[(1-(dimetilammino)cicloesil)metil] benzamide (AH-7921), 3,4-
metilenediossipirovalerone (MDPV) e 
2-(etilamino)-2-(3-metossifenil)cicloesanone (metossietamina)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea,
vista la decisione 2005/387/GAI del Consiglio,
del 10 maggio 2005, relativa allo scambio di informazioni, alla valutazione dei
rischi e al controllo delle nuove sostanze psicoattive[2], in particolare l’articolo
8, paragrafo 3, 
vista l’iniziativa della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)                   
Conformemente all’articolo 6 della decisione 2005/387/GAI
del Consiglio, il Comitato scientifico integrato dell’Osservatorio europeo
delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), riunito in sessione
straordinaria, ha redatto una relazione di valutazione dei rischi sulle nuove
sostanze psicoattive 25I-NBOMe, AH-7921, MDPV e metossietamina. Tale relazione
è stata presentata alla Commissione e al Consiglio il 23 aprile 2014.
(2)                   
Le sostanze 25I-NBOMe, AH-7921, MDPV e
metossietamina non sono state oggetto di valutazione a livello delle Nazioni
Unite; tuttavia, nel giugno 2014, esse saranno oggetto di una valutazione da
parte del comitato di esperti sulla farmacodipendenza dell’Organizzazione
mondiale della sanità. 
(3)                   
Le sostanze 25I-NBOMe, AH-7921, MDPV e
metossietamina non hanno alcuna proprietà terapeutica accertata o riconosciuta
(per uso umano o veterinario). A parte il loro utilizzo in materiali di
riferimento nella chimica analitica e nella ricerca scientifica che ne studia
le caratteristiche chimiche, farmacologiche e tossicologiche a seguito della
loro comparsa sul mercato delle droghe – e, nel caso della molecola 25I-NBOMe,
anche nel settore della neurochimica – non ci sono indicazioni di utilizzi di tali
sostanze per altre finalità.
(4)                   
La sostanza 25I-NBOMe è un potente derivato
sintetico della sostanza 2C-I, un allucinogeno serotoninergico classico, che è
stato oggetto di una valutazione del rischio a livello dell’UE nel 2003.
(5)                   
Gli specifici effetti fisici della sostanza 25I-NBOMe
sono difficili da stabilire, poiché non sono stati pubblicati studi che ne
valutino la tossicità acuta e cronica, gli effetti psicologici e
comportamentali e il potenziale di dipendenza, e anche a causa della limitata
disponibilità di informazioni e dati. Le osservazioni cliniche di persone che
hanno assunto tale sostanza suggeriscono che essa abbia effetti allucinogeni e
possa potenzialmente indurre stati gravi di agitazione, confusione,
allucinazioni visive e uditive acute, aggressività, incidenti violenti e traumi
autoindotti.
(6)                   
Quattro decessi associati alla sostanza 25I-NBOMe
sono stati registrati in tre Stati membri. Una grave tossicità collegata al suo
consumo è stata segnalata in quattro Stati membri, che hanno comunicato 32 casi
non mortali di intossicazione. Se questa nuova sostanza psicoattiva diventasse più
ampiamente disponibile e fosse utilizzata più estesamente, le ripercussioni in
termini di salute delle persone e di sanità pubblica potrebbero essere
considerevoli. Non esistono informazioni disponibili sui rischi sociali legati
alla sostanza 25I-NBOMe.
(7)                   
Ventidue Stati membri e la Norvegia hanno segnalato
all’OEDT e ad Europol di aver individuato la sostanza 25I-NBOMe. Non sono
disponibili dati sulla prevalenza d’uso del 25I-NBOMe, ma le limitate
informazioni esistenti indicano che il suo consumo può avvenire in una vasta
gamma di ambienti (a casa, nei bar, nei locali notturni, nei festival di
musica).
(8)                   
La sostanza 25I-NBOMe è liberamente commercializzata
e venduta su Internet come “prodotto chimico utilizzato per la ricerca” e le
informazioni provenienti da sequestri, campioni raccolti, siti web di
consumatori e distributori su Internet fanno supporre che la sostanza sia
venduta come droga in quanto tale e commercializzata come sostituto “legale”
dell’LSD. L’OEDT ha individuato oltre 15 distributori su Internet che vendono
tale sostanza, che possono essere stabiliti all’interno dell’UE e in Cina.
(9)                   
La relazione di valutazione dei rischi indica che
esistono poche prove scientifiche sul 25I-NBOMe e sottolinea che sarebbero
necessarie ulteriori ricerche per determinare i rischi sanitari e sociali rappresentati
dalla sostanza. Tuttavia, gli elementi e le informazioni disponibili forniscono
motivi sufficienti per sottoporre il 25I-NBOMe a misure di controllo in
tutta l’Unione. Alla luce dei rischi per la salute che comporta, come documentato
dalla presenza rilevata in vari casi di decesso, del fatto che può essere
assunto inconsapevolmente, e della mancanza di proprietà o usi terapeutici, il 25I-NBOMe
dovrebbe essere oggetto di misure di controllo nell’insieme dell’Unione.
(10)               
Poiché sei Stati membri controllano il 25I-NBOMe in
base alla legislazione nazionale, conformandosi in tal modo agli obblighi che
discendono dalla convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971,
e altri sette Stati membri la controllano mediante altre misure legislative,
sottoporre la sostanza a misure di controllo in tutta l’Unione potrebbe evitare
ostacoli alla cooperazione transfrontaliera tra autorità di polizia e
giudiziarie e contribuire a proteggere i cittadini dai rischi rappresentati dalla
disponibilità e dal consumo della stessa.
(11)               
L’AH-7921 è un analgesico oppiaceo sintetico dalla
struttura atipica, generalmente conosciuto come “doxylam” dai fornitori su
Internet, i siti web di consumatori e i media. Può essere facilmente confuso
con la dossilamina, un antistaminico con proprietà sedative ed ipnotiche che
potrebbe comportare involontarie overdosi.
(12)               
Gli specifici effetti fisici dell’AH-7921 sono
difficili da stabilire, poiché non sono stati pubblicati studi che ne valutino
la tossicità acuta e cronica, gli effetti psicologici e comportamentali e il
potenziale di dipendenza, e anche a causa della limitata disponibilità di informazioni
e dati. Stando a quanto riportato dai consumatori. gli effetti dell’AH-7921
sembrano essere analoghi a quelli degli oppiacei classici che inducono una
sensazione di moderata euforia, prurito e rilassamento; la comparsa di nausea
sembra essere un tipico effetto negativo. Oltre all’auto-sperimentazione e al “consumo
ricreativo” dell’AH-7921, i consumatori hanno dichiarato di aver assunto di
propria iniziativa tale nuova droga come antidolorifico o per alleviare i
sintomi di astinenza dovuti alla disassuefazione da altri oppiacei. Ciò può
indicare il potenziale dell’AH-7921 di diffondersi tra la popolazione che fa
uso intravenoso di oppiacei. 
(13)               
Non sono disponibili dati sulla prevalenza d’uso di
tale sostanza, ma le informazioni disponibili indicano che non è ampiamente
utilizzata ed è consumata in ambienti privati. 
(14)               
Tra dicembre 2012 e settembre 2013 sono stati
registrati, in tre Stati membri, 15 decessi nei cui campioni post mortem morti
è stata rilevata l’AH-7921, da sola o associata ad altre sostanze. Dalle
informazioni disponibili non è possibile stabilire con certezza il ruolo dell’AH-7921
in tutti questi casi di mortalità; in alcuni tuttavia la sostanza è stata
specificamente annoverata fra le cause del decesso. Otto Stati membri hanno
segnalato 6 intossicazioni non mortali connesse all’AH-7921. Se questa nuova
sostanza psicoattiva diventasse più ampiamente disponibile e fosse utilizzata più
estesamente, le ripercussioni in termini di salute delle persone e di sanità
pubblica potrebbero essere considerevoli. Non esistono informazioni disponibili
sui rischi sociali legati all’AH-7921.
(15)               
La relazione di valutazione dei rischi indica che
esistono poche prove scientifiche sull’AH-7921 e sottolinea che sarebbero
necessarie ulteriori ricerche per determinare i rischi sanitari e sociali rappresentati
dalla sostanza. Tuttavia, gli elementi e le informazioni disponibili forniscono
motivi sufficienti per sottoporre l’AH-7921 a misure di controllo in tutta l’Unione.
Alla luce dei rischi per la salute che comporta, come documentato dalla
presenza rilevata in vari casi di decesso, del fatto che può essere assunto
inconsapevolmente, e della mancanza di proprietà o usi terapeutici, l’AH-7921
dovrebbe essere oggetto di misure di controllo nell’insieme dell’Unione.
(16)               
Poiché uno Stato membro controlla l’AH-7921 in base
alla sua legislazione nazionale, conformandosi in tal modo agli obblighi derivanti
dalla convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971, e
altri cinque Stati membri la controllano mediante altre misure legislative,
sottoporre la sostanza a misure di controllo in tutta l’Unione potrebbe evitare
ostacoli alla cooperazione transfrontaliera tra autorità di polizia e
giudiziarie e contribuire a proteggere i cittadini dai rischi rappresentati
dalla disponibilità e dal consumo della stessa.
(17)               
L’MDPV è un derivato sintetico del catinone con
sostituzione sull’anello aromatico, legato chimicamente al pirovalerone,
entrambi oggetto di misure di controllo in base alla convenzione delle Nazioni
Unite sulle sostanze psicotrope del 1971. 
(18)               
Le informazioni sulla tossicità cronica e acuta del
MDPV, nonché dei suoi effetti psicologici e comportamentali, e il rischio di
dipendenza, non sono raccolte in modo uniforme in tutta l’Unione europea. Le
informazioni provenienti da ricerche pubblicate, confermate da casi clinici,
indicano che il profilo psicofarmacologico osservato dell’MDPV è simile a
quello della cocaina e della metamfetamina, sebbene gli effetti della sostanza
siano più potenti e duraturi. Inoltre, l’MDPV si è rivelato 10 volte più
potente nell’indurre attivazione motoria, tachicardia e ipertensione. 
(19)               
I siti web di consumatori indicano che la tossicità
acuta della sostanza può produrre effetti nocivi sugli esseri umani, simili a
quelli di altri stimolanti. Tali effetti includono psicosi paranoide,
tachicardia, ipertensione, diaforesi, problemi respiratori, grave agitazione,
allucinazioni uditive e visive, ansia profonda, ipertermia e disfunzioni
organiche multiple. 
(20)               
Tra settembre 2009 e agosto 2013 in otto Stati
membri e in Norvegia sono stati registrati 108 decessi nel cui caso la sostanza
MDPV è stata rilevata in campioni biologici post mortem o individuata come
concausa del decesso. Otto Stati membri hanno registrato complessivamente 525 intossicazioni
non mortali connessi all’MDPV. Se questa nuova sostanza psicoattiva dovesse
diventare più ampiamente disponibile e fosse consumata più estesamente, le
ripercussioni in termini di salute delle persone e di sanità pubblica
potrebbero essere considerevoli. 
(21)               
Dal 2009 quattro Stati membri hanno inoltre
segnalato di aver individuato l’MDPV in campioni biologici prelevati a seguito
di incidenti stradali mortali e non mortali o in casi di guida in stato di
ebbrezza. 
(22)               
L’MDPV è disponibile sul mercato europeo delle
droghe dal novembre 2008 e 27 Stati membri, Norvegia e Turchia ne hanno
effettuato sequestri per diversi chili. Viene venduta come sostanza in quanto
tale, ma è stata anche individuata in combinazione con altre sostanze, ed è ampiamente
disponibile presso fornitori e distributori su Internet, negozi specializzati (“head
shops”) e piccoli spacciatori di strada. Alcune indicazioni fanno pensare che
esista un certo grado di organizzazione nella fabbricazione di compresse e
nella distribuzione della sostanza nell’Unione.
(23)               
La relazione di valutazione dei rischi sottolinea
che sono necessari ulteriori lavori di ricerca per determinare i rischi
sanitari e sociali che tale sostanza comporta. Tuttavia, gli elementi e le
informazioni disponibili forniscono motivi sufficienti per sottoporre l’MDPV a
misure di controllo in tutta l’Unione. Alla luce dei rischi per la salute che
comporta, come documentato dalla presenza rilevata in vari casi di decesso, del
fatto che può essere assunto inconsapevolmente, e della mancanza di proprietà o
usi terapeutici, l’MDPV dovrebbe essere oggetto di misure di controllo nell’insieme
dell’Unione.
(24)               
Poiché 21 Stati membri controllano l’MDPV in base alla
legislazione nazionale, conformandosi in tal modo agli obblighi derivanti dalla
convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971, e quattro
Stati membri controllano tale sostanza mediante altre misure legislative,
sottoporla a misure di controllo in tutta l’Unione potrebbe evitare ostacoli
alla cooperazione transfrontaliera tra autorità di polizia e giudiziarie e
contribuire a proteggere i cittadini dai rischi rappresentati dalla disponibilità
e dal consumo della stessa.
(25)               
La metossietamina è una sostanza arilcicloesilamina
chimicamente simile alla ketamina e alla fenciclidina (PCP), sostanza soggetta
a controllo a livello internazionale. Analogamente alla ketamina e alla PCP, la
metossietamina possiede proprietà dissociative. 
(26)               
Non esistono studi che valutino la tossicità
cronica e acuta associata alla metossietamina, né i suoi effetti psicologici e
comportamentali o il rischio di dipendenza che presenta. Le esperienze dichiarate
dagli stessi consumatori nei loro siti web indicano che gli effetti negativi
sono simili a quelli di un’intossicazione da ketamina. Tali effetti includono
nausea e vomito, gravi difficoltà respiratorie, disorientamento, ansia,
catatonia, aggressività, allucinazioni, paranoia e psicosi. Inoltre, l’intossicazione
acuta da metossietamina può avere effetti stimolanti (agitazione, tachicardia e
ipertensione) e provocare disordini cerebrali che non sono generalmente
riscontrabili nei casi di intossicazione da ketamina. 
(27)               
Circa 20 decessi collegati alla metossietamina sono
stati segnalati da sei Stati membri, che l’hanno rilevata in campioni post
mortem. Utilizzata da sola o in combinazione con altre sostanze, la
metossietamina è stata individuata in 20 casi di intossicazione non mortali
segnalati da cinque Stati membri. Se questa nuova sostanza psicoattiva diventasse
più ampiamente disponibile e fosse consumata più estesamente, le ripercussioni
in termini di salute delle persone e di sanità pubblica potrebbero essere
considerevoli. 
(28)               
Dal novembre 2010 23 Stati membri, la Turchia e la
Norvegia hanno riferito di aver individuato la metossietamina. Le informazioni
disponibili fanno supporre che la metossietamina sia venduta e utilizzata come
sostanza in quanto tale, ma anche come sostituto “legale” di ketamina dai
distributori su Internet, i negozi specializzati (“head shops”) e dai piccoli
spacciatori di strada. 
(29)               
Svariati chili di metossietamina in polvere sono
stati sequestrati nell’UE, ma non esistono informazioni su un possibile
coinvolgimento di organizzazioni criminali. I precursori e altre sostanze
chimiche sono poco costosi e ampiamente disponibili e la fabbricazione di
metossietamina non richiede attrezzature sofisticate. 
(30)               
La prevalenza dei dati è limitata a studi non
rappresentativi condotti in due Stati membri, che suggeriscono che la
prevalenza del consumo di metossietamina è inferiore a quella di ketamina. Le
informazioni disponibili indicano che il suo consumo può avvenire in una vasta
gamma di ambienti (a casa, nei bar, nei locali notturni, nei festival di
musica). 
(31)               
La relazione di valutazione dei rischi sottolinea
che sono necessari ulteriori lavori di ricerca per determinare i rischi
sanitari e sociali che tale sostanza comporta. Tuttavia, gli elementi e le
informazioni disponibili forniscono motivi sufficienti per sottoporre la
metossietamina a misure di controllo in tutta l’Unione. Alla luce dei rischi
per la salute che comporta, come documentato dalla presenza rilevata in vari
casi di decesso, del fatto che può essere assunta inconsapevolmente, e della
mancanza di proprietà o usi terapeutici, la metossietamina dovrebbe essere
oggetto di misure di controllo nell’insieme dell’Unione.
(32)               
Poiché nove Stati membri controllano la
metossietamina in base alla legislazione nazionale, conformandosi in tal modo
agli obblighi derivanti dalla convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze
psicotrope del 1971, e nove Stati membri controllano la sostanza mediante altre
misure legislative, sottoporla a misure di controllo in tutta l’Unione potrebbe
evitare ostacoli alla cooperazione transfrontaliera tra autorità di polizia e
giudiziarie e contribuire a proteggere i cittadini dai rischi rappresentati
dalla disponibilità e dal consumo della stessa,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
Le seguenti nuove sostanze psicoattive sono
sottoposte a misure di controllo:
(a)         
4-iodo-2,5-dimetossi-N-(2-metossibenzil)
fenetilammina (25I-NBOMe);
(b)         
3,4-dicloro-N-[(1-(dimetilammino)cicloesil)metil]
benzamide (AH-7921);
(c)         
3,4- metilenediossipirovalerone (MDPV);
(d)        
2-(etilamino)-2-(3-metossifenil)cicloesanone
(metossietamina).
Articolo 2
Entro [un anno dalla di pubblicazione della presente decisione],
gli Stati membri adottano le misure necessarie in base al loro diritto interno
al fine di assoggettare le sostanze 4-iodo-2,5-dimetossi-N-(2-metossibenzil)
fenetilammina (25I-NBOMe), 3,4-dicloro-N-[(1-(dimetilammino)cicloesil)metil]
benzamide (AH-7921), 3,4- metilenediossipirovalerone (MDPV) e 2-(etilamino)-2-(3-metossifenil)cicloesanone
(metossietamina) a misure di controllo e alle sanzioni penali previste dalla
legislazione nazionale in conformità degli obblighi che discendono dalla Convenzione
delle Nazioni Unite del 1971 sulle sostanze psicotrope.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 127 del 20.5.2005, pag. 32.
[2]               GU L 127 del 20.5.2005, pag. 32.