CELEX: 61965CJ0030
Language: it
Date: 1966-03-22
Title: Sentenza della Corte del 22 marzo 1966. # Macchiorlati Dalmas e Figli S.A.S. contro l'Alta Autorità della C.E.C.A. # Causa 30-65.

Avis juridique important

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61965J0030

SENTENZA DELLA CORTE DEL 22 MARZO 1966.  -  MACCHIORLATI DALMAS E FIGLI SAS CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSA 30/65.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00049 edizione olandese pagina 00050 edizione tedesca pagina 00050 edizione italiana pagina 00048 edizione speciale inglese pagina 00035 edizione speciale danese pagina 00171 edizione speciale greca pagina 00255 edizione speciale portoghese pagina 00317

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . INFORMAZIONI - VERIFICHE - ESECUZIONE DELLE VERIFICHE MEDIANTE CONTROLLORI PRIVATI - SCELTA DI QUESTI - MODALITA - LIBERA VALUTAZIONE DELL' ALTA AUTORITA - CONTROLLO GIURISDIZIONALE LIMITATO AI RISULTATI DELLE VERIFICHE  ( TRATTATO CECA, ARTICOLO 47 )  2 . CONSORZI - CONTEGGI - CARATTERE PROVVISORIO  ( TRATTATO CECA, ARTICOLO 53 )  3 . CONSORZI - PEREQUAZIONE - MOTIVAZIONE DELLE RELATIVE DECISIONI GENERALI  4 . CONSORZI - PEREQUAZIONE - INFORMAZIONI ALLE IMPRESE PARTECIPANTI - DOVERE DELL' ALTA AUTORITA - LIMITI  ( TRATTATO CECA, ARTICOLI 47 E 53 )  

Massima

1 . I CONTROLLI, EFFETTUATI DALL' ALTA AUTORITA A NORMA DELL' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO TRAMITE SOCIETA FIDUCIARIE PRIVATE, NON COSTITUISCONO UNA DELEGA DI POTERI, MA SI TRATTA DELL' ESERCIZIO CHE L' ALTA AUTORITA FA DI POTERI PROPRI, UTILIZZANDO LE INFORMAZIONI RACCOLTE SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA . DI CONSEGUENZA, L' IMPRESA CONTROLLATA NON PUO' CONTESTARE IL MODO IN CUI SONO STATE SCELTE LE PERSONE INCARICATE DEL CONTROLLO, MA SOLTANTO I RISULTATI DEL CONTROLLO STESSO, FORNENDO LA PROVA DEL CONTRARIO .  VEDI LA MASSIMA N . 5 DELLA SENTENZA 18-62, RACCOLTA IX, PAG . 526 .  L' ARTICOLO 47 ATTRIBUISCE ALL' ALTA AUTORITA IL POTERE DI FAR COMPIERE DELLE VERIFICHE : NEL DARE MANDATO DI EFFETTUARE DELLE VERIFICHE, QUINDI, ESSA ESERCITA, NON DELEGA, I SUOI POTERI . SONO PERCIO' SUPERFLUE LE FORME E LA PUBBLICITA PRESCRITTE PER LA DELEGA .  L' ESPRESSIONE " FAR COMPIERE " INDICA CHIARAMENTE CHE L' ALTA AUTORITA NON E TENUTA AD EFFETTUARE LE VERIFICHE ESCLUSIVAMENTE PER MEZZO DEI SUOI AGENTI, MA PUO' FARLE ESEGUIRE DA CHIUNQUE RITENGA IDONEO ALL' UOPO .  */ 662J0018 /*.  2 . I CONTEGGI DI PEREQUAZIONE HANNO CARATTERE SOLTANTO PROVVISORIO, IN QUANTO SI RIFERISCONO AD UN DETERMINATO STADIO DELLE OPERAZIONI DI VERIFICA E DI CONTROLLO .  VEDI LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 108-63, RACCOLTA XI, PAG . 2 .  I NORMALI POTERI DI VERIFICA E DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALL' ALTA AUTORITA NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE NON SI ESTINGUONO NEL MOMENTO IN CUI UN' IMPRESA CESSA LA PROPRIA ATTIVITA OVVERO IN CASO DI FALLIMENTO DELLA STESSA .  */ 663J0108 /*.  3 . IL DOVERE DI MOTIVARE LE DECISIONI GENERALI IN MATERIA DI PEREQUAZIONE NON IMPLICA QUELLO DI RIFERIRE PARTICOLAREGGIATAMENTE TUTTI I RISULTATI DEI CONTROLLI .  4 . IN CASO DI ISTITUZIONE DI UN SISTEMA DI PEREQUAZIONE, L' ALTA AUTORITA E TENUTA A COMUNICARE ALLE IMPRESE AD ESSO SOGGETTE UNICAMENTE L' ALIQUOTA DEI CONTRIBUTI E IL PREZZO DI PEREQUAZIONE, ELEMENTI AD ESSE NECESSARI PER DETERMINARE I LORO PREZZI DI VENDITA . I RESTANTI DATI RELATIVI AL CALCOLO DELLA PEREQUAZIONE NON DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE COMUNICATI ALLE IMPRESE .  

Parti

NELLA CAUSA 30-65 PROMOSSA DALLA  MACCHIORLATI DALMAS E FIGLI, S.A.S .,  CON SEDE IN TORINO,  IN PERSONA DEL SUO AMMINISTRATORE SIG . GIUSEPPE MACCHIORLATI DALMAS,  CON L' AVVOCATO ANTONIO ASTOLFI, DEL FORO DI PAVIA,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVVOCATO ERNEST ARENDT, 6, RUE WILLY-GOERGEN, RICORRENTE,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO AVVOCATO ITALO TELCHINI, IN QUALITA DI AGENTE,  CON L' AVVOCATO PROF . PIERO ZICCARDI, ORDINARIO NELL' UNIVERSITA DI MILANO,  E CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, 2, PLACE DE METZ, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DI DUE DECISIONI DEL 7 APRILE 1965 CHE DETERMINANO, LA PRIMA IL TONNELLAGGIO COSTITUENTE L' IMPONIBILE DI PEREQUAZIONE DELLA RICORRENTE E LA SECONDA, L' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE DOVUTI PER IL ROTTAME IMPORTATO, 

Motivazione della sentenza

A - SULLA RICEVIBILITA  LA CONVENUTA ECCEPISCE L' INAMMISSIBILITA DEI MOTIVI DEDOTTI CONTRO LE DECISIONI GENERALI, IN QUANTO DIRETTI ALL' ANNULLAMENTO DI QUESTE .  LE CONCLUSIONI DELLA RICORRENTE TENDONO UNICAMENTE ALL' ANNULLAMENTO DELLE DUE DECISIONI INDIVIDUALI ADOTTATE NEI SUOI CONFRONTI IL 7 APRILE 1965 E NELL' ATTO INTRODUTTIVO SI FA RICHIAMO ALL' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO, IL QUALE CONSENTE DI FAR VALERE CONTRO LE DECISIONI INDIVIDUALI L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI SU CUI ESSE SONO FONDATE . NE CONSEGUE CHE LA RICORRENTE HA INTESO DENUNZIARE L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DELLE DUE DECISIONI INDIVIDUALI IMPUGNATE . IL RICORSO E QUINDI RICEVIBILE .  B - NEL MERITO  1 . MOTIVI RIGUARDANTI LA DECISIONE INDIVIDUALE CHE HA STABILITO LA QUANTITA DI ROTTAME SOGGETTA ALLA PEREQUAZIONE  A ) DEL DIFETTO DI MOTIVAZIONE  LE CENSURE DELLA RICORRENTE RELATIVE ALLA MOTIVAZIONE FORMALE DELLA DECISIONE IMPUGNATA NON POSSONO ESSERE ACCOLTE . LA DECISIONE INDICA INFATTI SOMMARIAMENTE GLI ELEMENTI ESSENZIALI DI FATTO E DI DIRITTO SU CUI E BASATA, IN ISPECIE LA RIPARTIZIONE DELL' IMPONIBILE DI ROTTAME D' ACQUISTO TRA I VARI PERIODI DI CONTEGGIO . ALL' ASSUNTO DELLA RICORRENTE SECONDO CUI VI SAREBBE CONTRADDIZIONE NELLA MOTIVAZIONE CIRCA IL RAPPORTO TRA LA MESSA AL MILLE DI ROTTAME E LA PRODUZIONE D' ACCIAIO, LA CONVENUTA HA INOLTRE REPLICATO CON RAGIONE CHE LA MESSA AL MILLE ERA STATA CALCOLATA, UNA VOLTA CON RIFERIMENTO ALL' ACCIAIO GREZZO E UN' ALTRA CON RIFERIMENTO AI PRODOTTI FINITI .  B ) DELL' INESATTEZZA DELLA MOTIVAZIONE  LA RICORRENTE DENUNCIA POI L' INESATTEZZA MATERIALE DELLE CONSTATAZIONI RELATIVE AL CONSUMO DI ROTTAME CONTENUTE NELLA DECISIONE IMPUGNATA .  A ) PER QUANTO RIGUARDA IL PERIODO APRILE 1954-GENNAIO 1957, PER IL QUALE LA DECISIONE SI RICHIAMA ALLE FATTURE D' ACQUISTO DI ROTTAME ESAMINATE SUL POSTO DAGLI ISPETTORI, NON PUO' ESSERE CONSIDERATA EFFICACE LA SEMPLICE ASSERZIONE DELLA RICORRENTE SECONDO CUI LE CONSTATAZIONI DELLA CONVENUTA SAREBBERO ASSURDE . POSTO CHE, FIN DALL' INIZIO DELL' ATTIVITA DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, ERANO SORTE CONTESTAZIONI CIRCA LE DICHIARAZIONI E I CONTRIBUTI OBBLIGATORI, SPETTAVA ALLA RICORRENTE DI CONSERVARE, FINO AL REGOLAMENTO DEFINITIVO DELLE QUESTIONI PENDENTI, I DOCUMENTI NECESSARI PER PROVARE L' ASSERITA INESATTEZZA DEI CALCOLI . ALL' ASSUNTO DELLA RICORRENTE SECONDO CUI DETERMINATE FATTURE PROVENIVANO, NON DA FORNITORI DI ROTTAME, MA DA IMPRESE DI TRASPORTO, LA CONVENUTA HA RISPOSTO CHE SI TRATTAVA, SECONDO OGNI APPARENZA, DI CONSEGNE DI ROTTAME EFFETTUATE DALLE FERROVIE ITALIANE TRAMITE IL LORO SERVIZIO " CARRELLI " E LA RICORRENTE NON HA FORNITO LA PROVA CONTRARIA .  SECONDO LA RICORRENTE, IL ROTTAME DA ESSA LAVORATO PER CONTO TERZI E STATO INCLUSO NELLA PEREQUAZIONE FIN DALL' INIZIO DELL' ATTIVITA DEL CONSORZIO, MENTRE DISPOSIZIONI IN PROPOSITO SI SONO AVUTE SOLTANTO CON LA DECISIONE 14-55 . QUESTA DECISIONE NON HA PERO' INTRODOTTO NUOVE NORME, MA SI E LIMITATA A CHIARIRE I PRINCIPI APPLICATI FIN DALL' INIZIO IN MATERIA DI PEREQUAZIONE .  B ) PER QUANTO RIGUARDA IL PERIODO FEBBRAIO 1957 - NOVEMBRE 1958, PER IL QUALE LA DECISIONE SI RICHIAMA AI DATI RELATIVI ALLA VENDITA DI PRODOTTI FINITI, LA RICORRENTE CONTESTA L' ESATTEZZA DEI DATI ACCERTATI . ESSA DEDUCE IN ISPECIE CHE LA DECISIONE SI BASA SU PRODOTTI FINITI CHE ESULANO DALLA COMPETENZA DELLA CECA .  E' PACIFICO CHE LA RICORRENTE STESSA PRODUCE L' ACCIAIO NECESSARIO PER LA FABBRICAZIONE DEI SUOI PRODOTTI FINITI . DI CONSEGUENZA, IL ROTTAME CHE SERVIVA DI MATERIA PRIMA PER LA PRODUZIONE DELL' ACCIAIO E STATO GIUSTAMENTE ASSOGGETTATO ALLA PEREQUAZIONE, ED ERA LECITO FONDARSI SUL VOLUME DELLA PRODUZIONE DI PRODOTTI FINITI PER DEDURNE IL CONSUMO DI ROTTAME NECESSARIO ALLA PRODUZIONE DI ACCIAIO GREZZO .  LA RICORRENTE ASSUME POI CHE, QUALORA IL CONSUMO DI ROTTAME VENGA CALCOLATO IN BASE ALLE VENDITE DI PRODOTTI FINITI, E VEROSIMILE CHE DETERMINATE QUANTITA DI ROTTAME, ACQUISTATE ALLA FINE DEL PERIODO CHE TERMINA NEL GENNAIO 1957, SIANO STATE CONVERTITE IN PRODOTTI FINITI ALL' INIZIO DEL PERIODO CHE COMINCIA NEL FEBBRAIO 1957 E SIANO PERCIO' STATE ASSOGGETTATE DUE VOLTE AI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE .  POSTO CHE L' ALTA AUTORITA HA TENUTO CONTO DELLE VENDITE DI PRODOTTI FINITI EFFETTUATE SOLTANTO FINO ALLA FINE DEL NOVEMBRE 1958, L' EVENTUALE DOPPIA IMPOSIZIONE SAREBBE TUTTAVIA COMPENSATA DALLA CIRCOSTANZA CHE IL ROTTAME ACQUISTATO E CONSUMATO PRIMA DI QUESTA DATA, PER LA FABBRICAZIONE DI PRODOTTI VENDUTI IN SEGUITO, NON E STATO INCLUSO NEL CALCOLO DELL' IMPONIBILE .  C ) LA RICORRENTE CRITICA INFINE IL CONTROLLO DEL CONSUMO DI ROTTAME BASATO SUL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA .  QUESTO METODO DI CALCOLO, QUALI CHE SIANO LE CRITICHE CUI ESSO PUO' DAR LUOGO, NELLA FATTISPECIE E STATO USATO UNICAMENTE PER CONTROLLARE E CORROBORARE DEI RISULTATI OTTENUTI PER ALTRA VIA . LA RICORRENTE NON HA AFFATTO PROVATO LE PROPRIE AFFERMAZIONI, IN ISPECIE QUELLA DI AVER USATO GRANDI QUANTITA DI GHISA IN PANI IN LUOGO DI ROTTAME DI GHISA, QUEST' ULTIMO SOGGETTO AI CONTRIBUTI IN BASE ALLE NORME DELLA PEREQUAZIONE .  D ) IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  C ) DELLA VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 4 DELLE DECISIONI 2-57 E 16-58  SECONDO LA RICORRENTE, NEI SUOI CALCOLI LA CONVENUTA SI SAREBBE BASATA UNICAMENTE SUL CONSUMO DI ROTTAME, SENZA EFFETTUARE DETRAZIONI PER LE CADUTE PROPRIE E LA DIMINUZIONE DELLE SCORTE, DETRAZIONI PREVISTE DALLE DECISIONI 2-57 E 16-58 .  PER QUANTO RIGUARDA LE DETRAZIONI PER DIMINUZIONE DELLE SCORTE, LA CONVENUTA HA DIMOSTRATO, SENZA ESSER CONTRADDETTA DALLA RICORRENTE, CHE QUESTA HA SEMPRE AVUTO SCORTE CORRISPONDENTI SOLTANTO A QUALCHE GIORNO DI PRODUZIONE, DI GUISA CHE PER CALCOLARE I CONTRIBUTI NON VI ERA MOTIVO DI TENER CONTO DELLA DIMINUZIONE DELLE SCORTE .  PER QUANTO RIGUARDA LE DETRAZIONI PER CADUTE PROPRIE, QUESTE SONO STATE EFFETTUATE D' UFFICIO DALL' ALTA AUTORITA, DAL MOMENTO CHE LA RICORRENTE NON L' HA INFORMATA DELLA PROPRIA PRODUZIONE; LA RICORRENTE NON HA POI PROVATO CHE, PER CIRCOSTANZE PARTICOLARI, LE CADUTE PROPRIE FOSSERO SUPERIORI AL QUANTITATIVO ACCERTATO . LA CENSURA E PERCIO' INFONDATA .  D ) DELLA VIOLAZIONE DEGLI ARTICOLI 80 E 81 DEL TRATTATO  SECONDO LA RICORRENTE, INCLUDENDO NELL' IMPONIBILE IL ROTTAME CONSUMATO PER LA FABBRICAZIONE DI PIASTRE, GANASCE E CAVIGLIE, PRODOTTI SOTTRATTI ALLA COMPETENZA DELLA CECA, LA CONVENUTA AVREBBE OLTREPASSATO I LIMITI DELLA PROPRIA COMPETENZA .  COME SI E DETTO NELL' ESAMINARE IL PRIMO MOTIVO, E PACIFICO CHE LA RICORRENTE STESSA HA PRODOTTO L' ACCIAIO NECESSARIO PER LA FABBRICAZIONE DEI PRODOTTI FINITI SUMMENZIONATI ED E QUINDI A GIUSTO TITOLO CHE IL ROTTAME COSTITUENTE LA MATERIA PRIMA PER LA PRODUZIONE DELL' ACCIAIO E STATO ASSOGGETTATO ALLA PEREQUAZIONE . NE CONSEGUE CHE IL MOTIVO E INFONDATO .  E ) DELLA VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO  SECONDO LA RICORRENTE, IL CONTROLLO EFFETTUATO NEL 1961 DALLA FIDITAL NON PUO' ESSER PRESO IN CONSIDERAZIONE PER CALCOLARE L' IMPONIBILE DI ROTTAME, NON AVENDO DETTA SOCIETA RICEVUTO MANDATO DALL' ALTA AUTORITA .  I CONTROLLI, EFFETTUATI DALL' ALTA AUTORITA A NORMA DELL' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO TRAMITE SOCIETA FIDUCIARIE PRIVATE, NON COSTITUISCONO UNA DELEGA DI POTERI, MA SI TRATTA DELL' ESERCIZIO CHE L' ALTA AUTORITA FA DI POTERI PROPRI, UTILIZZANDO LE INFORMAZIONI RACCOLTE SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA . E' PACIFICO CHE L' ALTA AUTORITA AVEVA ACCONSENTITO A CHE IL CONTROLLO FOSSE EFFETTUATO DALLA FIDITAL; DI CONSEGUENZA, L' IMPRESA CONTROLLATA NON PUO' CONTESTARE IL MODO IN CUI SONO STATE SCELTE LE PERSONE INCARICATE DEL CONTROLLO, MA SOLTANTO I RISULTATI DEL CONTROLLO STESSO, FORNENDO LA PROVA DEL CONTRARIO . I RISULTATI EMERSI DAL CONTROLLO EFFETTUATO DALLA FIDITAL DEVONO ESSERE QUINDI PRESI IN CONSIDERAZIONE FINO A CHE LA RICORRENTE NON NE ABBIA DIMOSTRATO L' ERRONEITA . NE DERIVA CHE IL MOTIVO E INFONDATO .  2 . MOTIVO RIGUARDANTE LA DECISIONE INDIVIDUALE CHE HA DETERMINATO L' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE  NEL CORSO DELLA FASE ORALE LA RICORRENTE HA SOSTENUTO CHE LA DECISIONE INDIVIDUALE IMPUGNATA NON AVEVA PIU ALCUN SOSTEGNO GIURIDICO IN SEGUITO ALL' ADOZIONE DA PARTE DELL' ALTA AUTORITA, IL 15 DICEMBRE 1965, DELLA DECISIONE GENERALE 19-65, RELATIVA AI CONTEGGI DEFINITIVI DELLA PEREQUAZIONE DEL ROTTAME IMPORTATO ED ASSIMILATO, LA QUALE STABILISCE NUOVI CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DELL' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI DOVUTI .  LA PRESENTE CONTROVERSIA SI BASA SULLA SITUAZIONE GIURIDICA IN ATTO ALL' EPOCA IN CUI E STATA ADOTTATA LA DECISIONE IMPUGNATA . D' ALTRO CANTO, POSTO CHE QUESTA DECISIONE HA CARATTERE SOLTANTO PROVVISORIO, LA CONVENUTA DOVRA TENER CONTO DEI NUOVI ELEMENTI INTRODOTTI DALLA DECISIONE 19-65 ONDE RETTIFICARE, SE DEL CASO, L' AMMONTARE DEL DEBITO DI PEREQUAZIONE DELLA RICORRENTE . NE RISULTA CHE IL MOTIVO E INFONDATO .  3 . MOTIVI RIGUARDANTI L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI SU CUI SI FONDANO LE DECISIONI INDIVIDUALI IMPUGNATE  A ) DELLA DETERMINAZIONE DEI PERIODI DI CONTEGGIO  LA RICORRENTE CRITICA LA DECISIONE GENERALE 19-60 PER IL FATTO CHE QUESTA HA FISSATO UN PERIODO DI CONTEGGIO DI 12 MESI PER LA DURATA DI VALIDITA DELLA DECISIONE 22-54 E UN PERIODO DI CONTEGGIO DI 22 MESI PER LA DURATA DI VALIDITA DELLA DECISIONE 14-55 .  A QUESTO PROPOSITO, LA RICORRENTE NON HA PROVATO CHE L' ADOZIONE DI PERIODI PIU BREVI AVREBBE IMPLICATO PER ESSA UNA DIMINUZIONE DELL' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI DOVUTI . TUTTO AL CONTRARIO, RISULTA DALLA DIMOSTRAZIONE FATTA DALLA CONVENUTA NELLA CONTROREPLICA CHE IL DEBITO DI PEREQUAZIONE DELLA RICORRENTE SAREBBE STATO PIU ELEVATO QUALORA, IN CONFORMITA ALLA SUA RICHIESTA, FOSSERO STATI APPLICATI PERIODI DI CONTEGGIO DI TRE MESI . NE RISULTA CHE LA CENSURA E INFONDATA .  B ) DELLA PRESA IN CONSIDERAZIONE DEL ROTTAME " ASSIMILATO "  A ) SECONDO LA RICORRENTE, IL ROTTAME ASSIMILATO E STATO ILLEGITTIMAMENTE INCLUSO NELLA PEREQUAZIONE, DI GUISA CHE L' ONERE COMPLESSIVO DI PEREQUAZIONE E QUINDI L' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI DOVUTI DALLA RICORRENTE NE SONO RISULTATI AUMENTATI .  1 ) L' ARTICOLO 1 DELLA DECISIONE 22-54 MENZIONA SOLTANTO IL ROTTAME IMPORTATO, DAL CHE DISCENDEREBBE CHE, ALMENO PER LA DURATA D' APPLICAZIONE DI DETTA DECISIONE, LE DECISIONI 18-60 E 20-60 NON POTEVANO INCLUDERE IL ROTTAME ASSIMILATO NEL CALCOLO DELLA PEREQUAZIONE .  L' ARTICOLO 2 DELLA DECISIONE 22-54 DICE ESPRESSAMENTE CHE " LE IMPRESE ... SONO OBBLIGATORIAMENTE TENUTE AL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI NECESSARI ALLE OPERAZIONI DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO DAI PAESI TERZI O ASSIMILATO ... "; NON PUO' ESSERE ACCOLTO L' ARGOMENTO TRATTO DALLA CIRCOSTANZA CHE, TANTO NEL TITOLO DELLA DECISIONE 22-54, QUANTO NELL' ARTICOLO 1 DI ESSA NON SI FA MENZIONE DEL ROTTAME ASSIMILATO, POSTO CHE UNA DECISIONE, COME QUALSIASI PROVVEDIMENTO NORMATIVO, VA INTERPRETATA NEL SUO COMPLESSO .  2 ) LA RICORRENTE ASSUME CHE I TERMINI " ROTTAME ONEROSO " E " ROTTAME ASSIMILATO " SFUGGONO A UNA DEFINIZIONE PRECISA : CHE L' AMMINISTRAZIONE HA QUINDI IL POTERE DI DECIDERE QUALI SPECIE DI ROTTAME, OLTRE AL ROTTAME IMPORTATO, SARANNO ASSOGGETTATE ALLA PEREQUAZIONE; E CHE NELLA SPECIE NON SONO STATI ESPOSTI I MOTIVI PER CUI LA PEREQUAZIONE E STATA ESTESA A ROTTAME DIVERSO DA QUELLO IMPORTATO .  TALE ASSUNTO NON PUO' ESSERE ACCOLTO, POICHE LA RICORRENTE NON HA DIMOSTRATO CHE LE DECISIONI GENERALI DA ESSA CRITICATE HANNO PERMESSO D' INCLUDERE DEFINITIVAMENTE NEL CALCOLO DELLA PEREQUAZIONE DELLE PARTITE DI ROTTAME ALLE QUALI LA PEREQUAZIONE NON POTEVA RAGIONEVOLMENTE ESSERE ESTESA .  B ) LA RICORRENTE SOSTIENE CHE I CALCOLI DI PEREQUAZIONE SONO ERRATI, GIACCHE COMPRENDONO PARTITE DI ROTTAME AMMESSE FRAUDOLENTEMENTE ALLA PEREQUAZIONE .  I CONTEGGI RELATIVI ALLA PEREQUAZIONE DEL ROTTAME HANNO CARATTERE SOLTANTO PROVVISORIO . SOLO UNA VOLTA TERMINATE LE INDAGINI IN CORSO SARA POSSIBILE PRONUNZIARSI DEFINITIVAMENTE SULLE SOVVENZIONI DI PEREQUAZIONE OTTENUTE FRAUDOLENTEMENTE E DETERMINARNE L' AMMONTARE EVENTUALMENTE RECUPERABILE . LA RICORRENTE NON PUO' QUINDI ATTUALMENTE CONTESTARE PER ALCUN MOTIVO I CALCOLI PROVVISORI DI PEREQUAZIONE .  C ) DA QUANTO PRECEDE DERIVA CHE IL MOTIVO E INFONDATO .  C ) DELLA MODIFICA DELLE QUANTITA DI ROTTAME PRESE IN PEREQUAZIONE  LA RICORRENTE ASSUME CHE I CALCOLI DI PEREQUAZIONE SONO ERRATI, IN QUANTO I DATI RELATIVI AL ROTTAME PRESO IN PEREQUAZIONE SONO STATI MODIFICATI SENZA CHE L' ALTA AUTORITA FORNISSE ALCUNA SPIEGAZIONE IN PROPOSITO .  I CONTEGGI RIGUARDANTI LA PEREQUAZIONE HANNO CARATTERE SOLTANTO PROVVISORIO E RISPECCHIANO LO STATO DEI LAVORI DI CONTROLLO E DI VERIFICA . L' OBBLIGO DI MOTIVARE NON IMPLICA QUELLO DI ESPORRE PARTICOLAREGGIATAMENTE NELLE DECISIONI GENERALI TUTTI I RISULTATI CUI HANNO CONDOTTO I CONTROLLI . IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  D ) DELLE ECONOMIE DI ROTTAME DOVUTE AL MAGGIOR IMPIEGO DI GHISA  LA RICORRENTE ASSUME CHE LA DECISIONE 26-55, LA QUALE ATTRIBUISCE UN PREMIO PER L' IMPIEGO DI GHISA NEI FORNI MARTIN, E LA DECISIONE 3-56, CHE ATTRIBUISCE UN PREMIO PER L' IMPIEGO DI ACCIAIO THOMAS NEI FORNI ELETTRICI, COSTITUISCONO UNA DISCRIMINAZIONE ED ALTERANO LE CONDIZIONI DELLA CONCORRENZA A DANNO DELLE IMPRESE CHE, COME LA RICORRENTE, USANO FORNI A CARICA SOLIDA .  IL PREMIO ATTRIBUITO ALLE IMPRESE NEI CASI CONTEMPLATI DALLE DECISIONI 26-55 E 3-56 HA COSTITUITO PER ESSE SOLTANTO UN COMPENSO PER L' AUMENTO DEI COSTI DI PRODUZIONE IN SEGUITO AL MAGGIOR IMPIEGO DI GHISA . LE IMPRESE NON NE HANNO QUINDI TRATTO ALCUN BENEFICIO . CIO' POSTO, LE DECISIONI GENERALI CRITICATE NON HANNO POTUTO CREARE UNA DISCRIMINAZIONE NE FALSARE LE CONDIZIONI DELLA CONCORRENZA A DANNO DELLA RICORRENTE . IL MOTIVO E PERTANTO INFONDATO .  E ) DELLA FISSAZIONE DEI PREZZI DI PEREQUAZIONE  A ) LA RICORRENTE ASSUME CHE LA FISSAZIONE DEI PREZZI DI PEREQUAZIONE NON E VALIDA IN QUANTO I PREZZI PAGATI PER IL ROTTAME COMUNITARIO NON SONO STATI DETERMINATI NE CONTROLLATI CON ESATTEZZA .  I DATI NECESSARI PER IL CALCOLO DEL PREZZO DI PEREQUAZIONE SONO STATI TRATTI DALLE DICHIARAZIONI MENSILI DELLE IMPRESE CONTENENTI L' INDICAZIONE DEI PREZZI PAGATI . DETTE DICHIARAZIONI SONO STATE ACCURATAMENTE CONTROLLATE DALL' ALTA AUTORITA MEDIANTE VERIFICA DELLE FATTURE D' ACQUISTO .  B ) LA RICORRENTE SOSTIENE POI CHE LA FISSAZIONE DI PREZZI DI PEREQUAZIONE UNIFORMI PER L' INTERA COMUNITA HA UN EFFETTO DISCRIMINATORIO, DATE LE DIFFERENZE DI PREZZO DEL ROTTAME COMUNITARIO ESISTENTI DI FATTO NELL' AMBITO DELLA COMUNITA . ESSA AVREBBE INFATTI PAGATO PER IL ROTTAME INTERNO PREZZI NOTEVOLMENTE PIU ELEVATI DI QUELLI DI PEREQUAZIONE E SAREBBE STATA QUINDI SVANTAGGIATA RISPETTO ALLE IMPRESE CHE POTEVANO PROCURARSI IL ROTTAME INTERNO AD UN PREZZO INFERIORE A QUELLO DI PEREQUAZIONE .  E' NELLA NATURA DEL ROTTAME D' IMPLICARE, SPECIALMENTE IN RELAZIONE ALL' UBICAZIONE DELLE IMPRESE CONSUMATRICI, DIFFERENZE DI PREZZO COMPATIBILI CON L' UNITA DEL MERCATO . IL PREZZO DI PEREQUAZIONE RAPPRESENTA LA MEDIA PONDERATA DEI VARI PREZZI PRATICATI SUL MERCATO . LA RICORRENTE NON HA PROVATO CHE SU TALI DIFFERENZE DI PREZZO ABBIA INFLUITO, ALTERANDOLE, IL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE, NE CHE DETTO MECCANISMO ABBIA AGGRAVATO GLI SVANTAGGI CHE ESSA HA SUBITO RISPETTO AD IMPRESE MEGLIO UBICATE .  C ) LA RICORRENTE DEDUCE INFINE LA VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO, NON ESSENDO STATI PUBBLICATI O COMUNICATI ALLE IMPRESE TUTTI GLI ELEMENTI NECESSARI PER LA DETERMINAZIONE DEI DATI RELATIVI AL CALCOLO DELLA PEREQUAZIONE .  IL TASSO DEI CONTRIBUTI E IL PREZZO DI PEREQUAZIONE, CHE COSTITUISCONO PER LE IMPRESE SOGGETTE ALLA PEREQUAZIONE ELEMENTI NECESSARI PER DETERMINARE I LORO PREZZI DI VENDITA, SONO SEMPRE STATI COMUNICATI IN TEMPO UTILE ALLE IMPRESE, IN UN PRIMO TEMPO DAGLI ORGANISMI DI BRUXELLES O DAI LORO UFFICI REGIONALI, ED IN SEGUITO DALLA STESSA ALTA AUTORITA . L' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO NON IMPONE ALL' ALTA AUTORITA L' OBBLIGO DI FAR CONOSCERE ALLE IMPRESE GLI ALTRI DATI RELATIVI AL CALCOLO DELLA PEREQUAZIONE .  D ) DA QUANTO PRECEDE EMERGE CHE QUEST' ULTIMO MOTIVO E INFONDATO .  4 . SUI MEZZI ISTRUTTORI PROPOSTI DALLA RICORRENTE  NON VI E MOTIVO DI ACCOGLIERE LE RICHIESTE D' ISTRUZIONE FORMULATE DALLA RICORRENTE . QUESTA HA AVUTO INFATTI FACOLTA DI FORNIRE, IN CORSO DI CAUSA, LE PROVE NECESSARIE A SOSTEGNO DEI SUOI MOTIVI .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . NELLA FATTISPECIE LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE SU TUTTI I MOTIVI DEDOTTI E VA QUINDI CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO . 

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . IL RICORSO 30-65 E RESPINTO .  2 . LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .