CELEX: 32012D0237
Language: it
Date: 2012-05-03 00:00:00
Title: Decisione 2012/237/PESC del Consiglio, del 3 maggio 2012 , concernente misure restrittive nei confronti di persone, entità e organismi che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità della Repubblica di Guinea-Bissau

4.5.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 119/43
            
         DECISIONE 2012/237/PESC DEL CONSIGLIO
   del 3 maggio 2012
   concernente misure restrittive nei confronti di persone, entità e organismi che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità della Repubblica di Guinea-Bissau
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Data la gravità dell’attuale situazione nella Repubblica di Guinea-Bissau, il Consiglio ritiene necessario adottare misure nei confronti di coloro che cercano di ostacolare o di bloccare un processo politico pacifico o prendono iniziative volte a minare la stabilità della Repubblica di Guinea-Bissau, in particolare coloro che hanno avuto un ruolo di primo piano nell’ammutinamento del 1o aprile 2010 e nel colpo di stato del 12 aprile 2012 e che agiscono nell’intento di indebolire lo Stato di diritto, ridurre la preminenza del potere civile e diffondere l’impunità e l’instabilità nel paese.
            
         
               (2)
            
            
               È necessario un ulteriore intervento dell’Unione al fine di attuare alcune misure,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per impedire l’ingresso o il transito nel loro territorio delle persone che intraprendono o sostengono atti che minaccino la pace, la sicurezza o la stabilità della Repubblica di Guinea-Bissau e delle persone ad esse associate, di cui all’elenco in allegato.
   2.   Il paragrafo 1 non comporta l’obbligo per uno Stato membro di rifiutare l’ingresso nel suo territorio ai propri cittadini.
   3.   Il paragrafo 1 fa salvi i casi in cui uno Stato membro è vincolato da un obbligo derivante dal diritto internazionale, segnatamente:
   
               a)
            
            
               in qualità di paese che ospita un’organizzazione intergovernativa internazionale;
            
         
               b)
            
            
               in qualità di paese che ospita una conferenza internazionale convocata dalle Nazioni Unite o sotto gli auspici di tale organizzazione;
            
         
               c)
            
            
               in virtù di un accordo multilaterale che conferisce privilegi e immunità; o
            
         
               d)
            
            
               in virtù del trattato di conciliazione del 1929 (Patti lateranensi) concluso tra la Santa Sede (Città del Vaticano) e l’Italia.
            
         4.   Le disposizioni del paragrafo 3 si applicano anche qualora uno Stato membro ospiti l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
   5.   Il Consiglio è debitamente informato di tutti i casi in cui uno Stato membro concede una deroga ai sensi dei paragrafi 3 o 4.
   6.   Gli Stati membri possono concedere deroghe alle misure stabilite a norma del paragrafo 1 allorquando il viaggio è giustificato da ragioni umanitarie urgenti o dall’esigenza di partecipare a riunioni intergovernative, comprese quelle promosse dall’Unione, o ospitate da uno Stato membro che esercita la presidenza di turno dell’OSCE, in cui si conduce un dialogo politico che promuove direttamente la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto nella Repubblica di Guinea-Bissau.
   7.   Lo Stato membro che intenda concedere le deroghe di cui al paragrafo 6 presenta al riguardo una notifica scritta al Consiglio. La deroga si considera concessa a meno che, entro due giorni lavorativi dalla ricezione della notifica della deroga proposta, vi sia un’obiezione scritta di uno o più membri del Consiglio. Se uno o più membri del Consiglio sollevano obiezioni, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di concedere la deroga proposta.
   8.   Nei casi in cui uno Stato membro autorizzi, ai sensi dei paragrafi 3, 4, 6 e 7, l’ingresso o il transito nel suo territorio delle persone elencate nell’allegato, l’autorizzazione è limitata ai fini e alle persone oggetto dell’autorizzazione stessa.
   Articolo 2
   1.   Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati da persone fisiche o giuridiche, entità o organismi che intraprendono o sostengono atti che minaccino la pace, la sicurezza o la stabilità della Repubblica di Guinea-Bissau e da persone fisiche o giuridiche, entità o organismi ad essi associati, di cui all’elenco in allegato.
   2.   È vietato mettere, direttamente o indirettamente, fondi o risorse economiche a disposizione delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi elencati nell’allegato I o destinarli a loro vantaggio.
   3.   Alle condizioni che ritiene appropriate l’autorità competente di uno Stato membro può autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati o che taluni fondi o risorse economiche siano messi a disposizione, dopo aver stabilito che i fondi o le risorse economiche in questione sono:
   
               a)
            
            
               necessari per soddisfare le esigenze di base delle persone elencate nell’allegato e dei familiari a loro carico, compresi i pagamenti relativi a generi alimentari, canoni di locazione o ipoteche, medicinali e cure mediche, imposte, premi assicurativi e servizi pubblici;
            
         
               b)
            
            
               destinati esclusivamente al pagamento di onorari congrui e al rimborso delle spese sostenute in relazione alla prestazione di servizi legali;
            
         
               c)
            
            
               destinati esclusivamente al pagamento di diritti o di spese di servizio connessi alla gestione ordinaria o alla custodia di fondi o risorse economiche congelati;
            
         
               d)
            
            
               necessari per coprire spese straordinarie, purché l’autorità competente abbia notificato alle altre autorità competenti e alla Commissione, almeno due settimane prima dell’autorizzazione, i motivi per cui ritiene che debba essere concessa un’autorizzazione specifica.
            
         Gli Stati membri informano gli altri Stati membri e la Commissione in merito alle autorizzazioni concesse in conformità del presente paragrafo.
   4.   In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti di uno Stato membro possono autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati a condizione che:
   
               a)
            
            
               i fondi o le risorse economiche in questione siano oggetto di un vincolo giudiziario, amministrativo o arbitrale sorto prima della data in cui la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo di cui al paragrafo 1 sono stati inclusi nell’allegato o di una decisione giudiziaria, amministrativa o arbitrale pronunciata prima di tale data;
            
         
               b)
            
            
               i fondi o le risorse economiche siano usati esclusivamente per soddisfare i crediti garantiti da tale vincolo o riconosciuti validi da tale decisione, entro i limiti fissati dalle leggi e dai regolamenti applicabili che disciplinano i diritti dei soggetti titolari di tali crediti;
            
         
               c)
            
            
               il vincolo o la decisione non vadano a favore di una persona fisica o giuridica, un’entità o un organismo di cui all’allegato;
            
         
               d)
            
            
               il riconoscimento del vincolo o della decisione non sia contrario all’ordine pubblico dello Stato membro interessato.
            
         Gli Stati membri informano gli altri Stati membri e la Commissione in merito alle autorizzazioni concesse in conformità del presente paragrafo.
   5.   Il paragrafo 2 non si applica al versamento su conti congelati di:
   
               a)
            
            
               interessi o altri profitti dovuti su detti conti; o
            
         
               b)
            
            
               pagamenti dovuti in virtù di contratti, accordi o obblighi che sono stati conclusi o sono sorti anteriormente alla data in cui tali conti sono stati soggetti alle disposizioni della presente decisione,
            
         purché tali interessi, altri profitti e pagamenti continuino ad essere soggetti al paragrafo 1.
   Articolo 3
   1.   Il Consiglio, deliberando su proposta di uno Stato membro o dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, adotta modifiche all’elenco riportato nell’allegato, ove necessario.
   2.   Il Consiglio trasmette la sua decisione e i motivi dell’inserimento nell’elenco alla persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo interessati direttamente, se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, dando a tale persona fisica o giuridica, entità o organismo la possibilità di presentare osservazioni.
   3.   Qualora siano avanzate osservazioni o siano addotte nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione e ne informa opportunamente la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo interessati.
   Articolo 4
   Per massimizzare l’impatto delle misure stabilite nella presente decisione, l’Unione incoraggia i paesi terzi ad adottare misure restrittive analoghe a quelle contenute nella presente decisione.
   Articolo 5
   La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   La presente decisione si applica fino al 5 maggio 2013. Essa è costantemente riesaminata. Essa è prorogata o modificata, a seconda del caso, qualora il Consiglio ritenga che i suoi obiettivi non siano stati conseguiti.
   
      Fatto a Bruxelles, il 3 maggio 2012
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         N. WAMMEN
      
   
   
      ALLEGATO
      
         Elenco delle persone, delle entità e degli organismi di cui agli articoli 1 e 2
      
      
         Persone
      
      
                   
               
               
                  Nome
               
               
                  Informazioni sull'identità (data e luogo di nascita (d.d.n. e l.d.n.), numero di passaporto/carta d'identità, ecc.)
               
               
                  Motivi dell'inserimento nell'elenco
               
               
                  Data di inserimento
               
            
                  1.
               
               
                  Generale António INJAI (alias António INDJAI)
               
               
                  Cittadinanza: della Guinea-Bissau
                  d.d.n.: 20 gennaio 1955
                  l.d.n.: Encheia, Sector de Bissorá, Região de Oio, Guinea-Bissau
                  Ascendenti: Wasna Injai e Quiritche Cofte
                  Funzione ufficiale: Tenente generale – Chefe de Estado-Maior Geral das Forças Armadas
               
               
                  António Injai è stato coinvolto in prima persona nella pianificazione e nella guida dell'ammutinamento del 1o aprile 2010, culminato con la cattura illegale del Primo ministro, Carlo Gomes Junior, e dell'allora Capo di Stato maggiore delle Forze armate, José Zamora Induta Junior.
                  Antonio Injai ha agito in modo da fare pressione sul governo ai fini della sua nomina a Capo di Stato maggiore delle Forze armate.
               
               
                  3.5.2012
               
            
                   
               
               
                   
               
               
                  Carta d'identità nazionale: ignota (Guinea-Bissau)
                  Passaporto: passaporto diplomatico AAID00435
                  Data di rilascio: 18.2.2010
                  Luogo di rilascio: Guinea-Bissau
                  Data di scadenza: 18.2.2013
               
               
                  Ministro Carlos Gomes Junior e ha compromesso lo stato di diritto, indebolendo i poteri civili e favorendo un clima malsano di Indjai ha sempre rilasciato dichiarazioni pubbliche nelle quali ha minacciato di morte le legittime autorità, in particolare il Primo impunità e instabilità nel paese.
                  Durante il periodo elettorale 2012, nelle sue vesti di Capo di Stato maggiore delle Forze armate, Injai ha di nuovo rilasciato dichiarazioni nelle quali minacciava di rovesciare le autorità elette e porre fine al processo elettorale.
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                   
               
               
                   
               
               
                  Antonio Injai è stato inoltre coinvolto nella pianificazione operativa del colpo di stato del 12 aprile 2012. All'indomani del colpo di stato, il primo comunicato del "Comando militare" è stato emanato dallo Stato maggiore delle Forze armate, alla cui guida c'è il Generale Injai. Egli non si è in alcun modo opposto a tale azione militare incostituzionale, né ha preso le distanze da essa.
               
               
                   
               
            
                  2.
               
               
                  Maggiore Generale Mamadu TURE (N'KRUMAH) (alias N’Krumah)
               
               
                  Cittadinanza: della Guinea–Bissau
                  d.d.n.: 26 aprile 1947
                  Passaporto diplomatico n. DA0002186
                  Data di rilascio: 30.3.2007
                  Data di scadenza: 26.8.2013
               
               
                  Vice Capo di Stato maggiore delle Forze armate. Membro del "Comando militare" che ha assunto la responsabilità del colpo di stato del 12 aprile 2012.
               
               
                  3.5.2012
               
            
                  3.
               
               
                  Generale Augusto MÁRIO CÓ
               
               
                   
               
               
                  Capo di Stato maggiore dell′Esercito. Membro del "Comando militare" che ha assunto la responsabilità del colpo di stato del 12 aprile 2012.
               
               
                  3.5.2012
               
            
                  4.
               
               
                  Generale Estêvão NA MENA
               
               
                   
               
               
                  Capo di Stato maggiore della Marina. Membro del "Comando militare" che ha assunto la responsabilità del colpo di stato del 12 aprile 2012.
               
               
                  3.5.2012
               
            
                  5.
               
               
                  Brigadier Generale Ibraima CAMARÁ (alias «Papa Camará»)
               
               
                  Cittadinanza: della Guinea-Bissau
                  d.d.n.: 11 maggio 1964
                  Passaporto diplomatico n. AAID00437
                  Data di rilascio:18.2.2010
                  Data di scadenza: 18.2.2013
               
               
                  Capo di Stato maggiore delle Forze aeree. Membro del "Comando militare" che ha assunto la responsabilità del colpo di stato del 12 aprile 2012.
               
               
                  3.5.2012
               
            
                  6.
               
               
                  Tenente colonnello Daba NAUALNA (alias Daba Na Walna)
               
               
                  Cittadinanza: della Guinea-Bissau
                  d.d.n.: 6 giugno 1966
                  Passaporto n. SA 0000417
                  Data di rilascio: 29.10.2003
                  Data di scadenza: 10.3.2013
               
               
                  Portavoce del "Comando militare" che ha assunto la responsabilità del colpo di stato del 12 aprile 2012.
               
               
                  3.5.2012