CELEX: 52003PC0076
Language: it
Date: 2003-02-18
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che deve adottare la Comunità in seno al Consiglio dei ministri ACP-CE in vista dell'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CE

Avis juridique important

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52003PC0076

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che deve adottare la Comunità in seno al Consiglio dei ministri ACP-CE in vista dell'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CE  /* COM/2003/0076 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che deve adottare la Comunità in seno al Consiglio dei ministri ACP-CE in vista dell'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CE(presentata dalla Commissione)RELAZIONEL'articolo 94 dell'accordo di partenariato ACP-CE (in appresso denominato "l'accordo") descrive le procedure di adesione all'accordo. Affinché l'articolo 94 abbia efficacia, devono essere soddisfatti i quattro requisiti seguenti:(1) lo Stato interessato deve essere uno Stato indipendente;(2) lo Stato interessato deve presentare una domanda di adesione;(3) la domanda di adesione deve essere sottoposta al Consiglio dei ministri;(4) le caratteristiche strutturali e la situazione economico-sociale dello Stato interessato devono essere paragonabili a quelle degli Stati ACP.Attualmente Timor Est soddisfa questi quattro requisiti. Nel 1999, dopo 24 anni di occupazione, Timor Est ha votato in massa a favore dell'indipendenza e il 20 maggio 2002 è diventato una nazione indipendente e il 191° membro delle Nazioni Unite.Alla fine del maggio 2002, il segretario generale del gruppo degli Stati ACP e il presidente del Consiglio dei ministri UE hanno ricevuto la domanda ufficiale di adesione, datata 9 maggio 2002. Nella domanda di adesione, Timor Est chiede anche di ottenere, in attesa di una decisione in merito all'adesione, lo status di osservatore negli organismi ACP-CE. Il Consiglio dei ministri, nella riunione di Punta Cana del 28 giugno 2002, ha formalmente preso atto della domanda di adesione e ha deciso di accordare a Timor Est lo status di osservatore negli organismi ACP-CE per il periodo di vaglio della domanda stessa.Dopo il voto referendario sull'indipendenza, Timor Est è stato sottoposto a tremende devastazioni a carico dell'infrastruttura e si è ritrovato privo di pubblica amministrazione, senza scuole funzionanti e senza servizi sociali. Anche l'attività economica ha subito un blocco totale. Timor Est è la nazione più povera della regione Asia-Pacifico ed è tra i 20 paesi più poveri al mondo, con un PIL pro capite stimato per il 2001 a soli 459 EUR. La relazione nazionale 2002 del PNUS sullo sviluppo umano per Timor Est indica che circa la metà degli 800 000 abitanti (e la maggior parte delle donne) vive in condizioni di povertà - avendo un reddito inferiore alla soglia di povertà del paese, che è di 0,55 $ al giorno. La speranza di vita è di soli 57 anni. Circa il 45% dei bambini di età inferiore ai cinque anni è sottopeso e vi è un'elevata mortalità materna.L'economia è caratterizzata da diversi fattori. In primo luogo, il paese ha livelli di sviluppo molto bassi nelle aree rurali. La maggior parte della popolazione vive ancora di agricoltura di sussistenza e di pesca, con redditi bassi e incerti. Il reddito è tuttora distribuito in modo piuttosto uniforme, dal momento che i livelli di reddito sono estremamente bassi per la quasi totalità della popolazione. Si cominciano tuttavia ad osservare differenze tra redditi urbani e redditi rurali. In secondo luogo, l'economia sociale è fortemente segmentata, con, da una parte, una vasta maggioranza di agricoltori che vivono in condizioni di povertà e, dall'altra, una ben distinta economia urbana più ricca. In terzo luogo, in termini di pubbliche entrate, Timor Est continuerà a dipendere ancora nei prossimi anni dai finanziamenti esterni. I giacimenti di gas e di petrolio al largo del Mar di Timor hanno già iniziato a generare un ingente gettito fiscale anticipato. A più lungo termine, a partire dal 2004/2005 tali giacimenti consentiranno di ottenere un gettito fiscale elevato, il cui importo esatto non è ancora noto.Timor Est è un piccolo paese insulare remoto, tra i meno sviluppati, diventato nazione solo di recente. Pertanto la creazione di una base economica sostenibile rappresenta una grandissima sfida. Perché sia possibile definire una base socioeconomica sostenibile nel lungo termine, occorre ricostruire la società, le pubbliche istituzioni e l'infrastruttura.Con l'indipendenza di Timor Est si sono aperte nuove prospettive per le relazioni CE-Timor Est. La Comunità europea ha contribuito generosamente all'assistenza umanitaria, nonché alla creazione dell'amministrazione transitoria delle Nazioni Unite e ai programmi di riabilitazione realizzati mediante il fondo fiduciario a favore di Timor Est. La CE intende continuare a sostenere economicamente il paese al fine di promuovere la stabilità politica e il consolidamento della democrazia. Le relazioni tra la CE e Timor Est dovranno essere condotte su una base contrattuale destinata a consolidare gli attuali legami, a definire un quadro continuo e coerente per gli aiuti comunitari e anche ad ampliare le relazioni CE-Pacifico. In linea di massima, non esistono ostacoli alle relazioni tra Comunità europea e Timor Est.La Commissione propone quindi di valutare positivamente la domanda presentata da Timor Est per l'adesione all'accordo di partenariato ACP-CE, quale aspirante membro del gruppo del Pacifico.Considerazioni di ordine politicoIl 20 maggio 2002, la Repubblica democratica di Timor Est è diventata il 191° Stato membro delle Nazioni Unite.L'indipendenza di Timor Est deve essere osservata alla luce dei progressi fatti negli ultimi tre anni verso il ripristino della stabilità politica ed economica dopo i traumatici momenti che hanno caratterizzato la liberazione dall'Indonesia. Le basi per uno Stato funzionante sono state gettate durante i due anni e mezzo in cui, dopo secoli di dominio coloniale portoghese e 24 anni di occupazione indonesiana, Timor Est è stato sotto l'amministrazione dell'ONU. In occasione di un referendum svoltosi il 30 agosto 1999 sotto l'egida dell'ONU, il 78% dei votanti aveva rifiutato l'ipotesi di una maggiore autonomia nell'ambito dell'Indonesia e si era espresso a favore dell'indipendenza. I successivi eventi hanno portato alla distruzione di gran parte dell'infrastruttura e delle abitazioni. Le istituzioni statali avevano smesso di funzionare e più di 250 000 persone, su una popolazione di 800 000 abitanti, erano sfollate e si erano rifugiate prevalentemente a Timor Occidentale.Successivamente, la precaria situazione del paese si è stabilizzata grazie a considerevoli aiuti esterni giunti nell'ambito delle operazioni ONU di mantenimento della pace e dell'amministrazione transitoria ONU su Timor Est (UNTAET). Sin dal settembre 1999, la comunità internazionale si è adoperata in una delle più vaste operazioni umanitarie e di riabilitazione mai condotte. Il coordinamento tra donatori è stato esemplare. La Comunità europea ha contribuito largamente all'assistenza umanitaria, nonché alla creazione dell'UNTAET e al programma di riabilitazione realizzato mediante il fondo fiduciario a favore di Timor Est. La stabilità e la continuità verranno garantite da una successiva missione di pace e di controllo dell'ONU, della durata di due anni, che vedrà impegnato un minor numero di elementi civili e militari.Negli ultimi tre anni il paese ha avuto una rapida ripresa e una rapida transizione verso l'indipendenza. Prima dell'indipendenza, con l'aiuto dell'ONU e grazie ai fondi della comunità internazionale, fra cui l'UE, Timor Est ha tenuto pacifiche elezioni multipartitiche e presidenziali ed ha adottato una nuova costituzione. Al suo attivo vi sono anche l'avvio della ripresa economica e il ripristino della fornitura dei servizi di base. Il nuovo governo è subentrato all'UNTAET nel giorno dell'indipendenza, il 20 maggio 2002; ha anche messo a punto e pubblicato un Piano di Sviluppo Nazionale a lungo termine e ha concordato una strategia finanziaria che servirà ad arginare il disavanzo di bilancio per i prossimi tre anni, in attesa dei proventi che giungeranno dal petrolio e dal gas del mare di Timor.Gli effetti del periodo coloniale e della successiva occupazione indonesiana si traducono oggi in un'enorme sfida politica. Prima di tutto, è necessario che la riabilitazione e la ricostruzione dell'infrastruttura andata distrutta siano portate a termine. Occorre poi che vengano realizzati i concetti di democrazia, giustizia e consolidamento della nazione, occorre cioè occuparsi delle violazioni dei diritti umani perpetrate in passato e riconciliare i vari gruppi sociali contrapposti, creando contestualmente gli adeguati meccanismi democratici per la risoluzione dei conflitti. Il paese richiede l'attuazione di un quadro giuridico che copra tutti i settori: dal sistema giudiziario al diritto di proprietà. Inoltre deve essere incentivato lo sviluppo a lungo termine, legato principalmente alla riduzione della povertà, al consolidamento delle capacità e alla promozione della crescita economica. Si verrebbero così a creare per la popolazione mezzi di sussistenza sostenibili.Per il futuro, la capacità di Timor Est di attirare le risorse necessarie a finanziare lo sviluppo dipenderanno, in primo luogo, dal flusso di aiuti esterni dei prossimi cinque anni e, poi, dallo sviluppo e dal rendimento dei giacimenti off-shore di petrolio e gas. Tale rendimento è già iniziato nel 2002 grazie al gettito fiscale anticipato e diventerà probabilmente molto elevato a partire dal 2004. Nei prossimi cinque anni sarà necessaria una certa assistenza allo sviluppo esterna per contribuire a creare una minima struttura sociale, creare scuole con un livello operativo di base e creare una certa capacità nel settore sanitario statale (gli aiuti della CE già impegnati prima della fine del 2002 sono destinati al fabbisogno finanziario del settore sanitario sino alla fine del 2004). La comunità dei donatori ha concesso al paese di svolgere ruoli di significativa importanza per il suo progresso. Quale Stato indipendente, Timor Est è diventato membro del Fondo monetario internazionale, della Banca Mondiale e della Banca asiatica di sviluppo, ma ha deciso di non contrarre prestiti usando i futuri proventi del petrolio e del gas quale garanzia.La capacità di Timor Est di mettere a frutto i vantaggi ricevuti durante il periodo di transizione dipenderanno dall'impegno della comunità dei donatori, dal sostegno dell'ONU e dall'abilità di cui i leader del paese daranno prova nel definire un'identità internazionale ben distinta. Molto dipenderà anche dalla loro capacità di far fronte alle pressanti necessità economiche di una popolazione ridotta in povertà.Situazione economica e socialeTimor Est è una delle nazioni più povere della regione Asia-Pacifico (ma meno povera di alcuni paesi senza sbocco sul mare o usciti da conflitti dell'Asia continentale) ed è tra i 20 paesi più poveri del mondo. Nel 2001, il PIL pro capite è stato stimato a soli 459 EUR. Attualmente, il 41% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà fissata a soli 0,55 $ al giorno. La speranza di vita è di soli 57 anni. Circa il 45% dei bambini di età inferiore ai cinque anni è sottopeso e la mortalità materna è elevata (circa 420 donne su 100 000 nati vivi).Timor Est è un piccolo paese insulare remoto, tra i meno sviluppati, diventato nazione solo di recente, il cui cammino verso lo sviluppo è stato reso ancor più arduo dalle devastazioni del 1999, da sistemi e quadri istituzionali ancora da creare, dalla necessità di riconciliazione e dall'esiguità della sua base economica e della dimensione del suo mercato. Il paese deve rafforzare le istituzioni responsabili della fornitura dei servizi di base, per esempio nei settori della sanità e dell'istruzione, e deve garantirsi la capacità per gestire tali istituzioni in modo efficace. Le carenze in questi settori costituiscono gravi ostacoli allo sviluppo futuro.Uno degli ostacoli allo sviluppo di Timor Est che occorre superare con maggiore urgenza è costituito dalla limitata disponibilità di capacità umana. Molti Est Timoresi lavoravano per la precedente amministrazione, ma spesso le posizioni di maggiore responsabilità erano occupate da non Timoresi. Molte delle decisioni politiche, economiche e amministrative più importanti venivano prese al di fuori del paese. Di conseguenza, occorre che siano sviluppate le risorse umane necessarie alla gestione di tutte le aree di competenza dello Stato, mentre restano molto forti le esigenze nel settore dello sviluppo, soprattutto per i servizi sociali di base quali la sanità e l'istruzione.Il governo è molto impegnato nello sviluppo del paese e nel miglioramento del livello di vita degli abitanti. Il Piano di Sviluppo Nazionale definisce le strategie per i prossimi cinque anni (2003-2007) e indica, quali principali obiettivi, la crescita economica sostenibile e la riduzione della povertà. Tuttavia, man mano che la presenza dell'ONU e l'azione del Fondo fiduciario a favore di Timor Est (TFET) giungono a termine, le prospettive per le principali componenti economiche si fanno meno favorevoli e il sostegno dei donatori sarà di fondamentale importanza per il superamento del difficile momento di transizione economica.Negli ultimi due anni e mezzo, sotto la guida dell'UNTAET, il paese ha registrato graduali progressi in termini di buon governo, di infrastruttura e di servizi pubblici di base, essenziali per la vita della popolazione. Tali risultati sono stati raggiunti grazie ad un partenariato eccezionalmente ben riuscito tra le agenzie ONU, la comunità internazionale dei donatori, la Banca Mondiale e la Banca asiatica di sviluppo. Tra i progressi osservati si annoverano lo svolgimento di elezioni parlamentari e presidenziali, la messa in atto di programmi a sostegno del ripristino del sistema giudiziario, la ristrutturazione e lo sviluppo della funzione pubblica e il rafforzamento istituzionale del parlamento. Tutto ciò ha migliorato la capacità delle organizzazioni della società civile di svolgere il proprio ruolo nel processo politico e nel consolidamento della nazione.Poiché è diventata nazione sovrana solo nel 2002, Timor Est deve ancora trovare la propria collocazione nei partenariati regionali e globali. Timor Est vede il proprio contesto regionale naturale nell'APEC e nell'ASEAN, nonché nella regione del Pacifico.In considerazione delle recenti vicende storiche e della situazione politica, sociale ed economica sopra descritte, si può concludere che le caratteristiche strutturali e la situazione economico-sociale di Timor Est sono paragonabili a quelle degli Stati ACP e pertanto sono soddisfatte le condizioni poste dall'articolo 94 per l'adesione all'accordo di partenariato ACP-CE.Assistenza CENegli ultimi due anni circa, Timor Est ha avuto una rapida transizione: da poverissimo territorio, relativamente ignorato, occupato dall'Indonesia, il paese si è trovato a vivere un catastrofico periodo di crisi economica e sociale, per poi giungere alla fase attuale contraddistinta dall'afflusso di ingenti aiuti e sovvenzioni e dalla presenza di personale appartenete alle forze di pace, all'ONU e agli enti donatori. Attualmente una quota significativa degli aiuti impegnati per Timor Est sono in fase di esborso e attuazione.La Commissione europea, con il suo approccio poliedrico, è uno dei principali donatori di Timor Est. Tra l'agosto 1999 e la fine del 2002, la Commissione europea ha stanziato 137 milioni di euro in sovvenzioni a favore di Timor Est per il soddisfacimento di esigenze basilari quali gli interventi di emergenza, l'amministrazione transitoria, la riabilitazione e la ricostruzione. Tale importo equivale a 170 EUR pro capite. I contributi possono essere così riassunti:* Fondo fiduciario della Banca Mondiale a favore di Timor Est: 56 milioni di euro;  - Finalità: contribuire al fondo fiduciario a favore di Timor Est (TFET) in modo da consentire lo svolgimento di un'azione coordinata, in particolare nei settori della salute e dell'infrastruttura. Il TFET è uno strumento comune, finanziato da donatori, destinato alla riabilitazione di Timor Est. Il fondo è gestito dalla Banca Mondiale e dalla Banca asiatica di sviluppo.* UNTAET: 10 milioni di euro;  - Finalità: fornire un sostegno finanziario diretto all'amministrazione transitoria delle Nazioni Unite a Timor Est;* ECHO: 42 milioni di euro;  - Finalità: contribuire alla fornitura di aiuti in materia sanitaria, alimentare, idrica e fognaria, mediante contratti con ONG internazionali;* AIUTI ALIMENTARI: 8,5 milioni di euro:  - Finalità: distribuzione di forniture alimentari attraverso l'azione del PAM denominata "cibo in cambio di lavoro";* ELEZIONI: 1,5 milioni di euro;  - Finalità: invio di un gruppo di osservatori e sostegno all'educazione civica attraverso ONG locali;* Progetti nel settore sanitario: 19 milioni di euro;  - Finalità: prosecuzione del precedente finanziamento della Commissione e presenza guida nei settori della sanità (già stabilita nel quadro del TFET e di ECHO) e nelle aree rurali.La consistenza dei finanziamenti è giustificata dalle esigenze di primo intervento e riabilitative esistenti. A partire dal 2003, Timor Est passerà in una fase di assistenza allo sviluppo a lungo termine. La CE prevede di stanziare 10 milioni di euro per il 2003 e 8 milioni di euro per il 2004.Gli Stati membri della CE si sono notevolmente impegnati nello sforzo di ricostruzione. Dati i suoi storici legami con Timor Est, il Portogallo è stato in prima fila in questa opera. Contributi sono giunti anche da altri Stati membri (Regno Unito, Germania, Finlandia e Irlanda).Future relazioni tra l'Unione europea e Timor EstUlteriore assistenza allo sviluppo può essere garantita mediante l'adesione di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CE, che fornirebbe una base contrattuale e una linea di continuità al partenariato. Timor Est soddisfa le condizioni per l'adesione all'accordo di partenariato ACP-CE.La Commissione propone di consentire a Timor Est di accedere alle risorse finanziarie che verranno fornite nel quadro dell'accordo di partenariato ACP-CE nell'ambito del prossimo protocollo (2005-2010). Tuttavia, per garantire un'agevole gestione dei programmi regionali previsti dal 9° FES, Timor Est dovrebbe poter accedere alle risorse finanziarie previste al punto 3(b) del protocollo finanziario di cui all'allegato I dell'accordo di partenariato ACP-CE. Fintanto che non avrà accesso alle risorse finanziarie che verranno fornite nel quadro dell'accordo di partenariato ACP-CE in forma di contributo alla dotazione nazionale indicativa programmabile, Timor Est continuerà a beneficiare dei fondi ALA.Poiché Timor Est è tra i paesi meno sviluppati e poiché occorre consentirgli di superare le gravi difficoltà economiche e sociali che ne impediscono lo sviluppo, consentendogli così di migliorare il livello di sviluppo, la Commissione propone di includere Timor Est nell'elenco degli Stati ACP meno avanzati e nell'elenco degli Stati ACP insulari, conformemente all'articolo 85, paragrafo 2, lettera a) e all'articolo 89 dell'accordo di partenariato ACP-CE.Conclusione:La Commissione invita il Consiglio ad adottare la seguente decisione relativa alla posizione che deve adottare la Comunità in seno al Consiglio dei ministri ACP-CE in vista dell'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CE.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che deve adottare la Comunità in seno al Consiglio dei ministri ACP-CE in vista dell'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CEIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 300, paragrafo 2, secondo comma, in combinato disposto con l'articolo 310,visto l'accordo interno, del 18 settembre 2000, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE, in particolare l'articolo 1,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C [...]del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) L'articolo 15 dell'accordo di partenariato ACP-CE (in appresso denominato "l'accordo") istituisce un Consiglio dei ministri dotato di un potere decisionale conforme all'accordo stesso.(2) La Repubblica democratica di Timor Est ha presentato una domanda di adesione all'accordo, conformemente all'articolo 94, paragrafo 1, dell'accordo stesso.(3) Timor Est soddisfa i requisiti per l'adesione stabiliti all'articolo 94, paragrafo 1, dell'accordo ed è pertanto opportuno che la domanda di adesione sia approvata.(4) È necessario che la partecipazione di Timor Est sia soggetta alla disposizione specifica temporanea secondo cui Timor Est beneficia dei contributi finanziari della Comunità agli Stati ACP, erogati ai sensi del punto 3(b) dell'attuale protocollo finanziario di cui all'allegato I dell'accordo per il periodo 2000-2005.(5) È necessario modificare l'elenco degli Stati ACP meno avanzati e l'elenco degli Stati ACP insulari, conformemente all'articolo 85, paragrafo 2, lettera a), e all'articolo 89 dell'accordo, in modo che tali elenchi includano Timor Est.(6) È necessario stabilire la posizione della Comunità in seno al Consiglio dei ministri in vista dell'adozione da parte di quest'ultimo di una decisione relativa all'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo ACP-CE,DECIDE:Articolo unicoLa posizione della Comunità in seno al Consiglio dei ministri in relazione all'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo ACP-CE si basa sul progetto di decisione figurante in allegato.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente[...]ALLEGATOProgetto diDECISIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CE relativa all'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CEIL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CE,visto l'accordo di partenariato ACP-CE (in appresso denominato "l'accordo"), firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, in particolare l'articolo 94, paragrafo 1,considerando quanto segue:(1) La Repubblica democratica di Timor Est ha presentato una domanda di adesione all'accordo, conformemente all'articolo 94, paragrafo 1, dell'accordo stesso.(2) Timor Est soddisfa i requisiti per l'adesione stabiliti all'articolo 94, paragrafo 1, dell'accordo ed è pertanto opportuno che la domanda di adesione sia approvata.(3) È necessario che la partecipazione di Timor Est sia soggetta alla disposizione specifica temporanea secondo cui Timor Est beneficia dei contributi finanziari della Comunità agli Stati ACP erogati ai sensi del punto 3(b) dell'attuale protocollo finanziario di cui all'allegato I dell'accordo per il periodo 2000-2005.(4) È necessario modificare l'elenco degli Stati ACP meno avanzati e l'elenco degli Stati ACP insulari, conformemente all'articolo 85, paragrafo 2, lettera a), e all'articolo 89 dell'accordo, in modo che tali elenchi includano Timor Est.HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1È approvata l'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CE.Articolo 2La partecipazione di Timor Est è soggetta alla disposizione specifica temporanea secondo cui Timor Est beneficia unicamente dei contributi finanziari della Comunità agli Stati ACP, erogati ai sensi del punto 3(b) dell'attuale protocollo finanziario di cui all'allegato I dell'accordo per il periodo 2000-2005.Articolo 3Gli articoli 1 e 5 dell'allegato VI sono modificati mediante l'aggiunta di Timor Est agli elenchi degli Stati ACP meno avanzati e degli Stati ACP insulari.Articolo 4L'adesione della Repubblica democratica di Timor Est all'accordo di partenariato ACP-CE entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui viene depositato l'atto di adesione della Repubblica democratica di Timor Est.Fatto a Bruxelles, ilPer il consiglio dei ministri ACP-CEIl Presidente