CELEX: 62010CJ0624
Language: it
Date: 2011-12-15
Title: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) del 15 dicembre 2011. # Commissione europea contro Repubblica francese. # Inadempimento di uno Stato - Fiscalità - Direttiva 2006/112/CE - Artt. 168, 171, 193, 194, 204 e 214 - Normativa di uno Stato membro che prevede l'obbligo di designare un rappresentante fiscale da parte del venditore o del prestatore stabilito al di fuori del territorio nazionale e di registrarsi ai fini IVA in tale Stato membro - Normativa che consente una compensazione tra l'IVA deducibile sopportata dal venditore o dal prestatore stabilito al di fuori del territorio nazionale e quella da egli riscossa in nome e per conto dei suoi clienti. # Causa C-624/10.

Sentenza della Corte (Ottava Sezione) 15 dicembre 2011 – Commissione / Francia
      (causa C‑624/10)
      «Inadempimento di uno Stato – Fiscalità – Direttiva 2006/112/CE – Artt. 168, 171, 193, 194, 204 e 214 – Normativa di uno Stato membro che prevede l’obbligo di designare un rappresentante fiscale da parte del venditore o del prestatore
         stabilito al di fuori del territorio nazionale e di registrarsi ai fini IVA in tale Stato membro – Normativa che consente una compensazione tra l’IVA detraibile sopportata dal venditore o dal prestatore stabilito al di fuori
         del territorio nazionale e quella da lui riscossa in nome e per conto dei suoi clienti»
      
      Disposizioni tributarie – Armonizzazione delle legislazioni – Imposte sulla cifra d’affari – Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto – Debitori dell’imposta – Deroghe a un regime nazionale di autoliquidazione – Normativa nazionale che impone, al venditore o prestatore stabilito fuori dallo Stato membro interessato, la designazione
         di un rappresentante fiscale e la registrazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto nello Stato membro di cui trattasi
         – Normativa che autorizza inoltre detto venditore o prestatore a effettuare la compensazione tra l’imposta detraibile sopportata
         e quella riscossa in nome e per conto dei suoi clienti – Inadempimento (Direttiva del Consiglio 2006/112, artt. 168, 171, 193, 194, 204 e 214) (v. punti 39, 42, 46, 50)
      
      Oggetto 
      
         
               Inadempimento di uno Stato – Violazione degli artt. 168, 171, 193, 194, 204 e 214 della direttiva del Consiglio 28 novembre
                  2006, 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GU L 347, pag. 1) – Normativa nazionale che prevede
                  l’obbligo di designare un rappresentante fiscale da parte del venditore o del prestatore stabiliti al di fuori del territorio
                  nazionale – Obbligo di registrarsi ai fini IVA – Natura e portata del diritto a detrazione.
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  	Avendo previsto nel titolo IV della circolare amministrativa del 23 giugno 2006, n. 105 (3 A-9-06), una tolleranza amministrativa
                     in deroga ad un regime di autoliquidazione dell’imposta sul valore aggiunto e implicante la designazione di un rappresentante
                     fiscale da parte del venditore o del prestatore stabilito fuori dalla Francia, la registrazione di quest’ultimo ai fini dell’imposta
                     sul valore aggiunto in Francia e la compensazione tra l’imposta sul valore aggiunto detraibile che detto venditore o prestatore
                     ha sopportato e quella che ha riscosso in nome e per conto dei suoi clienti, la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi
                     che le incombono in forza della direttiva del Consiglio 28 novembre 2006, 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta
                     sul valore aggiunto e, in particolare, dei suoi artt. 168, 171, 193, 194, 204 e 214. 
                  
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  	La Repubblica francese è condannata alle spese.