CELEX: C2007/082/89
Language: it
Date: 2007-04-14 00:00:00
Title: Causa T-26/07: Ricorso presentato il 7 febbraio 2007 — LIPOR/Commissione

14.4.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 82/40
            
         Ricorso presentato il 7 febbraio 2007 — LIPOR/Commissione
   (Causa T-26/07)
   (2007/C 82/89)
   Lingua processuale: il portoghese
   Parti
   
      Ricorrente: LIPOR — Serviço Intermunicipalizado de Gestão de Resíduos do Grande Porto (Gondomar, Portogallo) (Rappresentanti: avv.ti P. Pinheiro, M. Gorjão-Henriques e F. Quintela)
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare parzialmente l'art. 1 della decisione della Commissione 17 ottobre 2006, C(06)5008, indirizzata allo Stato portoghese, nella parte in cui considera che l'aiuto totale concesso dal Fondo di coesione, ai sensi delle decisioni della Commissione 7 dicembre 1993, C(93) 3347/3, 21 dicembre 1994, C(94) 3721 def./3, e 17 dicembre 1996, C(96) 3923 def., riunite nella decisione 28 luglio 1998, C(98) 2283/f, deve essere ridotto di EUR 1 511 591, nonché la decisione di chiedere allo Stato membro il rimborso dell'importo corrispondente;
            
         
               —
            
            
               annullare l'art. 1 della decisione impugnata, nella parte in cui dispone una rettifica finanziaria del 100 % per quanto riguarda gli appalti stipulati dalla ricorrente con l'IDAD, per violazione del principio di proporzionalità, nonché nella parte in cui richiede allo Stato membro il rimborso di EUR 458 683;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese del procedimento e a quelle sostenute dalla ricorrente;
            
         
               —
            
            
               in subordine, annullare parzialmente l'art. 1 della decisione impugnata per violazione del principio di proporzionalità per quanto riguarda gli appalti stipulati dalla ricorrente con la Hidroprojecto;
            
         
               —
            
            
               in ulteriore subordine, la ricorrente chiede al Tribunale, qualora constatasse che la Lipor non ha interamente ottemperato agli obblighi imposti dalla direttiva 92/50/CEE, di condannare la Commissione per aver violato il principio di proporzionalità, avendo fissato al 100 % la rettifica finanziaria del finanziamento degli appalti stipulati con la Hidroprojecto.
            
         Motivi e principali argomenti
   A sostegno del suo ricorso, la ricorrente invoca errori di diritto, errori manifesti di valutazione, insufficienza ed errori di motivazione nonché la violazione del principio di proporzionalità.
   Per quanto riguarda l'appalto stipulato dalla ricorrente con la Hidroprojecto nel 1989, la ricorrente addebita alla Commissione di aver commesso un errore di valutazione nella stima del valore della parte D del contratto.
   Quanto all'appalto stipulato tra le stesse parti nel 1997, la ricorrente afferma che la Commissione ha commesso errori di valutazione per non aver considerato che tali appalti, in parte, costituivano adempimento dell'appalto del 1989 e, in parte, estensioni di quest'ultimo appalto che si erano rivelate necessarie nella realizzazione del progetto. La ricorrente addebita altresì alla Commissione di aver considerato che gli appalti dovevano essere aggiudicati mediante procedura di gara aperta. Secondo la ricorrente, tali appalti, anche ritenendo che fossero indipendenti dall'appalto del 1989 e superassero la soglia di valore prevista nella direttiva 92/50 per l'aggiudicazione mediante gara, rientravano nella deroga di cui all'art. 11 della medesima direttiva.
   Quanto agli appalti del 28 marzo e del 28 aprile 1995, anch'essi stipulati tra le medesime parti, la ricorrente sostiene che la Commissione ha commesso un errore di valutazione nel considerarli un unico appalto e un'estensione dell'appalto del 1989 e nell'affermare che la contrattazione avrebbe dovuto essere preceduta da una gara aperta. Essa afferma che si tratta, in realtà, di due appalti stipulati in date diverse. Uno di essi è stato stipulato a seguito di una gara ristretta e un altro non raggiungeva la soglia di valore per essere assoggettato a una gara. Entrambi sono comunque stati stipulati conformemente al diritto portoghese, in un periodo in cui la direttiva 92/50 non era ancora stata recepita nel diritto nazionale.
   Infine, per quanto attiene agli appalti stipulati con l'IDAD nel 1999, la ricorrente, pur ammettendo che la Commissione potesse prenderli in considerazione complessivamente al fine di determinarne il valore e l'eventuale assoggettamento alle regole in materia di appalti pubblici, spiega i motivi che l'hanno indotta a stipulare appalti separati e afferma che l'IDAD è un ente pubblico e quindi un'amministrazione aggiudicatrice ai sensi della direttiva 92/50. Di conseguenza, la ricorrente considera che la Commissione avrebbe dovuto tener conto di questi motivi per non procedere ad una rettifica finanziaria del 100 %. Secondo la ricorrente, tale rettifica viola il principio di proporzionalità.