CELEX: 62019TN0785
Language: it
Date: 2019-11-13 00:00:00
Title: Causa T-785/19: Ricorso proposto il 13 novembre 2019 – Anglo American International/Commissione

10.2.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 45/72
            
         
      Ricorso proposto il 13 novembre 2019 – Anglo American International/Commissione
      (Causa T-785/19)
      (2020/C 45/58)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Anglo American International Holdings Ltd (Londra, Regno Unito) (rappresentante: M. Anderson, Solicitor)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare integralmente la decisione della Commissione del 2 aprile 2019, nei limiti in cui riguarda la ricorrente;
               
            
                  —
               
               
                  In subordine, disporre che, nel determinare l’importo dell’aiuto da recuperare, le perdite, gli sgravi o le esenzioni di cui la ricorrente avrebbe potuto disporre all’epoca in cui essa ha fatto ricorso all’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi, o di cui avrebbe potuto disporre a quell’epoca se non avesse fatto ricorso alla predetta esenzione, vengano tenuti in considerazione in entrambi i casi, anche qualora il diritto di disporre di dette perdite, sgravi o esenzioni sia attualmente prescritto ai sensi del diritto del Regno Unito e indipendentemente dal fatto che essi siano o meno automatici;
               
            
                  —
               
               
                  in ogni caso, condannare la convenuta alle spese sostenute dalla ricorrente.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce nove motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che la convenuta non ha stabilito che l’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi costituisca un vantaggio. La ricorrente afferma che la convenuta non ha dimostrato l’esistenza di un vantaggio in ogni caso in cui è stata richiesta l’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che non vi è stato alcun intervento dello Stato o mediante risorse statali. La Commissione non ha dimostrato che il ricorso all’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi abbia certamente portato a una riduzione dell'imposta sulle società dovuta nel Regno Unito.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che l’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi non favorisce talune imprese o la produzione di determinate merci. La Commissione è incorsa in errore (i) nel definire il regime di riferimento in modo troppo restrittivo, come le disposizioni della parte 9A del Taxation (International and Other Provisions) Act 2010 [legge sulle disposizioni fiscali (internazionali e altre) del 2010] invece di considerare il regime più ampio dell’imposta sulle società del Regno Unito; (ii) nel non avere compreso che il capo 9 della suddetta parte 9A non costituisce una deroga al capo 5 della stessa; e (iii) nel non avere riconosciuto che, anche qualora il suddetto capo 9 fosse una deroga al capo 5, essa sarebbe giustificata dalla natura o dalla struttura generale della predetta parte 9A.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che l’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi non incide sugli scambi tra Stati membri. La Commissione è incorsa in errore nel giungere alla conclusione che l’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi può influenzare le scelte dei gruppi multinazionali quanto all’ubicazione delle loro attività finanziarie di gruppo e della loro sede principale all’interno dell’Unione.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sul fatto che l’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi non falsa o minaccia di falsare la concorrenza. La Commissione non ha dimostrato che il ricorso all’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi abbia certamente portato a una riduzione dell’imposta sulle società dovuta nel Regno Unito.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sul fatto che il recupero del presunto aiuto sarebbe contrario ai principi generali del diritto dell’Unione. La ricorrente sostiene che il criterio delle funzioni significative del personale di cui all’articolo 371EB, del suddetto capo 5 è privo di certezza del diritto, che il Regno Unito disponeva di un margine discrezionale per far fronte a tale incertezza e che la convenuta è venuta meno al proprio obbligo di procedere a un’analisi completa di tutti i fattori rilevanti. Ordinando il recupero dell’aiuto, la Commissione ha agito in contrasto con l’articolo 16, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio (1), il quale vieta il recupero di un aiuto qualora detto recupero sia in contrasto con un principio generale del diritto dell’Unione.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sul fatto che il vantaggio selettivo verrebbe eliminato e non sarebbe necessario nessun recupero, se il Regno Unito estendesse retroattivamente l’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi ai prestiti a monte e ai prestiti a terzi. La Commissione non ha riconosciuto che l’adozione di tale misura eliminerebbe qualsiasi vantaggio selettivo (ipotizzando, per il momento, che ve ne sia uno) e che in tal caso non vi sarebbe nessun aiuto di Stato illegittimo da recuperare ai sensi del diritto dell’Unione.
               
            
                  8.
               
               
                  Ottavo motivo, vertente sul fatto che, nel determinare l’importo dell’aiuto da recuperare, le perdite, gli sgravi o le esenzioni di cui la ricorrente avrebbe potuto disporre (su domanda, per scelta o automaticamente) all’epoca in cui essa ha fatto ricorso all’esenzione relativa al finanziamento dei gruppi, o di cui avrebbe potuto disporre a quell’epoca se non avesse fatto ricorso alla predetta esenzione, dovrebbero essere tenuti in considerazione anche qualora il diritto di disporre di dette perdite, sgravi o esenzioni sia attualmente prescritto ai sensi del diritto del Regno Unito. La ricorrente afferma che questa è la corretta interpretazione del punto 203 della decisione impugnata ma, qualora non fosse così, tale decisione sarebbe viziata da errore in quanto il fatto di non tenere conto di tali perdite, sgravi o esenzioni condurrebbe a sopravvalutare l’importo del aiuto, con una conseguente distorsione nel mercato interno.
               
            
                  9.
               
               
                  Nono motivo, vertente sul fatto che la Commissione non ha adeguatamente motivato la sua posizione in relazione all’esenzione delle risorse ammissibili e all’esenzione dell’interesse compensato e non avrebbe effettuato un’analisi completa di tutti i fattori rilevanti. La Commissione non avrebbe fatto distinzioni tra tre diverse esenzioni previste dal capo 9 che operano indipendentemente le une dalle altre e non avrebbe compreso che l’esenzione delle risorse ammissibili e l’esenzione dell’interesse compensato non sono indicatori del criterio delle funzioni significative del personale e che l’esistenza dell’esenzione dell’interesse compensato nel capo 9 dimostra che la convenuta è incorsa in errore definendo il regime di riferimento in modo troppo restrittivo, come le disposizioni della suddetta parte 9A invece di considerare il regime più ampio dell’imposta sulle società del Regno Unito.
               
            
         (1)  Regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (GU 2015 L 248, pag. 9).