CELEX: 51997PC0356
Language: it
Date: 1997-07-09
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato

Avis juridique important

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51997PC0356

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato  /* COM/97/0356 def. - COD 97/0198 */  

Gazzetta ufficiale n. C 314 del 16/10/1997 pag. 0007

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato (97/C 314/07) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(97) 356 def. - 97/0198(COD)(Presentata dalla Commissione il 22 settembre 1997)IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, l'articolo 66 e l'articolo 100 Avista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato,considerando che, in base al trattato, la Comunità è chiamata a porre le fondamenta di un'unione sempre più stretta fra i popoli europei e ad assicurare il progresso economico e sociale dei loro paesi eliminando le barriere che dividono l'Europa;considerando che la prestazione transfrontaliera di servizi radiodiffusione e dei servizi della società dell'informazione può contribuire in maniera significativa al raggiungimento di questi obiettivi;considerando che il trattato prevede la libera circolazione di tutti i servizi prestati dietro retribuzione; che questo diritto, applicato ai servizi di radiodiffusione e ai servizi della società dell'informazione, costituisce inoltre una traduzione specifica nel diritto comunitario del più generale principio della libertà di espressione sancito dall'articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;considerando che la Commissione ha condotto ampie consultazioni basate sul Libro verde concernente «La protezione giuridica dei servizi criptati nel mercato interno» (1); che il risultato di dette consultazioni ha confermato l'esigenza di uno strumento giuridico comunitario che tuteli tutti quei servizi la cui remunerazione è correlata ad un accesso condizionato;considerando che il Parlamento europeo, nella risoluzione del 13 maggio 1997 (2) sul Libro verde, ha invitato la Commissione a presentare una proposta di direttiva che includa tutti i servizi criptati nei quali la criptazione è impiegata per garantire il pagamento del servizio stesso e ha convenuto che la direttiva dovrebbe estendersi anche ai servizi della società dell'informazione prestati a distanza, per via elettronica e su richiesta individuale di un destinatario di servizi, nonché ai servizi di radiodiffusione;considerando che le opportunità dischiuse dalle tecnologie digitali potrebbero ampliare le possibilità di scelta dei consumatori e contribuire al pluralismo culturale grazie alla creazione di una gamma sempre più ampia di servizi ai sensi degli articoli 59 e 60 del trattato; che la redditività di questi servizi dipende spesso dal ricorso a tecniche di accesso condizionato al fine di garantire al prestatore del servizio la remunerazione del medesimo;considerando che l'importanza di questa tematica è stata riconosciuta dalla Commissione nella sua comunicazione «Un'iniziativa europea in materia di commercio elettronico» (3) che ha annunciato una proposta di direttiva intesa a stabilire un livello equivalente di protezione per i prestatori di servizi in Europa;considerando che secondo l'articolo 7 A del trattato il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci e dei servizi; che secondo l'articolo 128, paragrafo 4 del trattato la Comunità tiene conto degli aspetti culturali nell'azione che svolge ai sensi di altre disposizioni del trattato; che in conformità dell'articolo 130, paragrafo 3 la Comunità contribuisce alla realizzazione delle condizioni necessarie alla competitività dell'industria della Comunità attraverso politiche ed azioni da essa attuate;considerando che le disparità esistenti fra le disposizioni nazionali in materia di tutela dei servizi ad accesso condizionato o relativi all'accesso condizionato potrebbero ostacolare la libera circolazione di beni e servizi;considerando che l'applicazione del trattato non è sufficiente ad eliminare questi ostacoli nel mercato interno; che essi vanno pertanto eliminati garantendo un livello di tutela equivalente in tutti gli Stati membri; che questo implica il ravvicinamento delle disposizioni nazionali relative alle attività commerciali che hanno per oggetto dispositivi illeciti;considerando che queste attività commerciali sono dannose per i consumatori che sono indotti in errore circa l'origine del dispositivo illecito; che è necessario un alto livello di protezione del consumatore per riuscire a combattere questo tipo di frode a suo danno; che l'articolo 129 A, paragrafo 1 del trattato prevede che la Comunità contribuisca al conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori mediante misure adottate in applicazione dell'articolo 100 A;considerando che il contesto giuridico per la creazione di uno spazio audiovisivo unico istituito della direttiva 89/552/CEE del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (4), modificata da ultimo dalla direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (5), deve pertanto essere integrato estendendolo anche alle tecniche di accesso condizionato secondo quanto stabilito dalla presente direttiva, anche al fine di garantire parità di trattamento ai fornitori di trasmissioni transfrontaliere, indipendentemente dalla sede di stabilimento;considerando che in base alla risoluzione del Consiglio, del 29 giugno 1995, sull'applicazione uniforme ed efficace del diritto comunitario e sulle sanzioni applicabili alle violazioni di tale diritto nel campo del mercato interno (6) gli Stati membri devono provvedere ad adottare misure che conducano ad un'applicazione del diritto comunitario altrettanto efficace e rigorosa di quella della legislazione nazionale;considerando che il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri non deve andare al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del mercato interno conformemente al principio di proporzionalità sancito all'articolo 3 B, terzo comma del trattato;considerando che la presente direttiva fa salva l'applicazione di disposizioni nazionali che vietino il possesso privato di dispositivi illeciti, che essa fa salva l'applicazione delle regole comunitarie sulla concorrenza e in materia di diritti di proprietà intellettuale;considerando che la presente direttiva fa salva l'applicazione delle disposizioni nazionali che non rientrino nel settore coordinato dalla presente direttiva, come quelle adottate per la tutela dei minori conformemente alla direttiva 89/552/CEE,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Definizioni e campo di applicazioneAi fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:a) «servizi protetto», uno dei servizi seguenti laddove sia fornito mediante un sistema di accesso condizionato:- trasmissioni televisive, ai sensi dell'articolo 1, lettera a) della direttiva 89/552/CEE;- trasmissioni radiofoniche, cioè la trasmissione via cavo o via etere, nonché la trasmissione via satellite, di programmi radiofonici destinati al pubblico;- servizi della società dell'informazione, ai sensi dell'articolo 1, punto 2 della direttiva 83/189/CEE del Consiglio (7), come modificata dalla direttiva . . . (8),o la prestazione di un accesso condizionato ai servizi suesposti come servizio in quanto tale;b) «accesso condizionato», una misura e sistema tecnico in base al quale l'accesso in forma intelligibile al servizio sia subordinato a preventiva autorizzazione individuale intesa ad assicurare la remunerazione del servizio;c) «dispositivo per l'accesso condizionato», apparecchiature o programmi per elaboratori elettronici concepiti o adattati al fine di consentire l'accesso in forma intelligibile ad un servizio protetto;d) «servizio connesso», l'installazione, la manutenzione o la sostituzione di dispositivi di accesso condizionato, nonché la prestazione di servizi di comunicazione commerciale relativi ai servizi protetti o ai dispositivi o ad altri servizi connessi;e) «dispositivo illecito», apparecchiature o programmi per elaboratori elettronici concepiti o adattati al fine di consentire l'accesso non autorizzato ad un servizio protetto;f) «accesso non autorizzato», l'accesso ad un servizio protetto in forma intelligibile senza l'autorizzazione del prestatore del servizio;g) «settore coordinato dalla presente direttiva», qualunque disposizione concernente l'accesso non autorizzato a servizi protetti.Articolo 2 Principi relativi al mercato interno1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie a vietare sul loro territorio le attività di cui all'articolo 3 ed a prevedere le sanzioni e i mezzi di tutela di cui all'articolo 4.2. Salvo il disposto del paragrafo 1, gli Stati membri non possono, per motivi rientranti nel settore coordinato dalla presente direttiva:a) limitare la prestazione di servizi protetti o di servizi connessi aventi origine in un altro Stato membro;b) limitare la libera circolazione di dispositivi per l'accesso condizionato.Articolo 3 Attività illeciteGli Stati membri vietano sul loro territorio le seguenti attività:a) la fabbricazione, l'importazione, la vendita o il possesso a fini commerciali di dispositivi illeciti;b) l'installazione, la manutenzione o la sostituzione a fini commerciali di dispositivi illeciti;c) l'impiego di comunicazioni commerciali per promuovere dispositivi illeciti.Articolo 4 Sanzioni e mezzi di tutela1. Le sanzioni di cui all'articolo 2, paragrafo 1 devono essere effettive, dissuasive e proporzionate al potenziale impatto dell'attività illecita.2. Ogni Stato membro prende le misure necessarie affinché i prestatori di servizi, i cui interessi vengano pregiudicati da un'attività illecita eseguita sul suo territorio, possano promuovere un'azione per il risarcimento del danno e richiedere un'ingiunzione e l'eventuale sequestro dei dispositivi illeciti.Articolo 5 Attuazione1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1999. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore coordinato dalla presente direttiva.Articolo 6 RelazioneEntro cinque anni dall'entrata in vigore della presente direttiva e, successivamente, ogni tre anni la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato economico e sociale una relazione sull'attuazione della presente direttiva, corredata, se opportuno, di eventuali proposte di modificazione per il suo adeguamento agli sviluppi tecnici ed economici.Articolo 7 Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventunesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 8 DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) COM(96) 76 def. del 6 marzo 1996.(2) GU C 167 del 2. 6. 1997.(3) COM(97) 157 def. del 16 aprile 1997.(4) GU L 298 del 17. 10. 1989, pag. 23.(5) GU L 202 del 30. 7. 1997, pag. 60.(6) GU C 188 del 22. 7. 1995, pag. 1.(7) GU L 109 del 26. 4. 1983, pag. 8.(8) GU L . . .