CELEX: 31998S0962
Language: it
Date: 1998-05-07 00:00:00
Title: Decisione n. 962/98/CECA della Commissione del 7 maggio 1998 che abroga la decisione n. 1751/94/CECA e la decisione n. 55/96/CECA che istituiscono un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di ghisa ematite originaria del Brasile, della Repubblica ceca, della Polonia, della Russia e dell'Ucraina

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31998S0962

Decisione n. 962/98/CECA della Commissione del 7 maggio 1998 che abroga la decisione n. 1751/94/CECA e la decisione n. 55/96/CECA che istituiscono un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di ghisa ematite originaria del Brasile, della Repubblica ceca, della Polonia, della Russia e dell'Ucraina  

Gazzetta ufficiale n. L 135 del 08/05/1998 pag. 0007 - 0017

DECISIONE N. 962/98/CECA DELLA COMMISSIONE del 7 maggio 1998 che abroga la decisione n. 1751/94/CECA e la decisione n. 55/96/CECA che istituiscono un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di ghisa ematite originaria del Brasile, della Repubblica ceca, della Polonia, della Russia e dell'UcrainaLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,vista la decisione n. 2277/96/CECA della Commissione, del 28 novembre 1996, relativa alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (1), in particolare l'articolo 9,sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. PROCEDIMENTO (1) Nel luglio 1994, con la decisione n. 1751/94/CECA (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di ghisa ematite originaria del Brasile, della Polonia, della Russia e dell'Ucraina. L'importo del dazio è pari alla differenza tra il prezzo di 149 ECU/tonnellata e il valore riconosciuto in dogana, ogniqualvolta tale valore sia inferiore al prezzo suindicato.(2) Nel gennaio 1996, con la decisione n. 55/96/CECA (3), la Commissione ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di ghisa ematite originaria dalla Repubblica ceca, ed è stato accettato un impegno di un esportatore. L'importo del dazio è stato fissato come detto precedentemente.(3) Al considerando 14 della motivazione della decisione n. 1751/94/CECA e al considerando 52 della motivazione della decisione n. 55/96/CECA si è affermato che, in considerazione del carattere evolutivo della situazione del mercato per quanto riguarda il prodotto interessato e dell'interesse della Comunità nella salvaguardia della competitività degli utilizzatori del prodotto interessato, appariva necessario sorvegliare gli ulteriori sviluppi e i possibili effetti negativi su tali utilizzatori nonché prevedere un riesame delle misure antidumping qualora la situazione del mercato lo richiedesse.B. INCHIESTA DI RIESAME (4) Alla luce di un apparente aumento dei prezzi all'esportazione che potrebbe avere ripercussioni sul margine di dumping e sulla situazione del mercato comunitario, in data 10 aprile 1996 la Commissione ha annunciato in un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4) la decisione di avviare, di propria iniziativa, un riesame provvisorio conformemente all'articolo 11, paragrafo 3, della decisione n. 2277/96/CECA (in appresso denominata «decisione di base»).(5) La Commissione ha ufficialmente informato l'industria comunitaria, gli esportatori/produttori, gli importatori e le industrie utilizzatrici notoriamente interessati e le loro associazioni rappresentative, come pure i rappresentanti dei paesi esportatori. A tutte le parti direttamente interessate è stata data l'opportunità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di essere sentite entro la scadenza fissata nell'avviso di apertura.(6) In considerazione del gran numero di esportatori/produttori brasiliani la Commissione ha deciso, conformemente all'articolo 17 della decisione di base, di applicare tecniche di campionatura per la determinazione del dumping per quanto concerne il Brasile. La Commissione ha contattato tutti gli esportatori/produttori brasiliani noti nell'ambito del precedente procedimento antidumping, come pure la loro associazione rappresentativa. Sono state prese in considerazione le società che avevano dichiarato i maggiori volumi di esportazioni nella Comunità nel 1995 e che hanno espresso la loro volontà di collaborare, ovvero un campione di sei esportatori/produttori sulle sedici risposte ricevute. Nessuna osservazione è stata ricevuta da parti interessate per quanto riguarda il campione proposto che dunque è stato confermato. Le società incluse nel campione rappresentavano una parte notevole del volume complessivo delle esportazioni nella Comunità nel 1995.(7) La Commissione ha inviato questionari alle parti scelte in Brasile ed a tutte le parti notoriamente interessate negli altri paesi esportatori oggetto dell'inchiesta, come pure nella Comunità. Sono state ricevute risposte dalle società brasiliane selezionate e da due società polacche, un esportatore/produttore ceco, due produttori comunitari, tre importatori non collegati, sei industrie comunitarie consumatrici e due associazioni di dette industrie. Nessun produttore russo o ucraino ha collaborato all'inchiesta.(8) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione del dumping e del pregiudizio e ha effettuato ispezioni presso le sedi delle seguenti società:a) produttori comunitari - DK Recycling und Roheisen GmbH, Duisburg (Germania),- Servola Spa., Trieste (Italia).b) Esportatori/produttori: Brasile - Calsete, Sete Lagoas,- Plantar Siderúrgica SA, Sete Lagoas,- Sicafe, Sete Lagoas,- Siderúrgica Ita-Min Ltda, Sete Lagoas;Polonia - Zaklad Wielkopiecowy, Szczecin, SPZOO,- Huta Szczecin SA, Szczecin;Repubblica ceca - Vitkovice as, Ostrava.c) Importatori non collegati: - Frank & Schulte GmbH, Essen (Germania).d) Industrie consumatrici nella Comunità: - Compagnie Française des Fontes en Coquille, Rochefort (Francia),- La Fonte Ardennaise, Vivier-au-Court (Francia),- Starkey's Technicast Ltd, Hull (Regno Unito).(9) L'inchiesta sul dumping ha coperto il periodo dal 1° gennaio 1995 al 31 marzo 1996 (in appresso denominato «periodo dell'inchiesta»). L'esame del pregiudizio ha coperto il periodo dal 1992 fino alla fine del periodo dell'inchiesta.C. PRODOTTO INTERESSATO E PRODOTTO SIMILE (10) Il prodotto interessato è lo stesso delle inchieste precedenti, ossia ghisa greggia non legata contenente, in peso 0,5 % o meno di fosforo ed attualmente classificato al codice NC 7201 10 19 (contenente in peso 0,4 % o più di manganese e con tenore di silicio superiore all'1 %), denominata ghisa ematite.La ghisa ematite è utilizzata per la produzione di ghisa contenente grafite in lamelle (ghisa grigia), in particolare per pezzi fusi per macchine e macchine utensili di alta qualità, nonché per pezzi sottoposti a sollecitazioni termiche e chimiche.(11) La Commissione ha concluso che la ghisa ematite prodotta e venduta dall'industria comunitaria ha, essenzialmente, le stesse caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche e gli stessi utilizzi di quella importata dai paesi interessati. Analogamente, la ghisa ematite venduta sui mercati interni del Brasile, della Polonia e della Repubblica ceca e quella esportata nella Comunità dai cinque paesi interessati hanno le stesse caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche e gli stessi utilizzi. Si è quindi concluso che la ghisa ematite prodotta e venduta nei paesi esportatori interessati è simile, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, della decisione di base, a quella esportata dai summenzionati paesi nella Comunità e a quella prodotta e venduta nella Comunità.D. DUMPING 1. Valore normale a) Brasile (12) Come menzionato al considerando 6, si è fatto ricorso al campionamento per la determinazione del valore normale. Una società inizialmente inclusa nel campione di sei società non è stata in grado di fornire informazioni essenziali. Tale società è stata quindi esclusa dal campione e considerata come una società che non ha collaborato.(13) Nel corso dell'inchiesta si è rilevato che una società inclusa nel campione era strettamente collegata ad un'altra società che aveva prodotto e venduto il prodotto interessato e che non era stata inclusa nel campione iniziale. In considerazione di tali collegamenti e per evitare la circonvenzione di qualsiasi misura antidumping, tale società collegata è stata inclusa nel campione finale, che ha dunque compreso sei società.(14) Per stabilire il valore normale, la Commissione ha analizzato se le vendite interne di ogni produttore scelto nel campione fossero rappresentative conformemente all'articolo 2, paragrafo 2, della decisione di base. Per cinque produttori brasiliani è stato stabilito che il volume interno complessivo delle vendite del prodotto interessato rappresentava almeno il 5 % del volume delle vendite all'esportazione nella Comunità.(15) Per tali cinque esportatori/produttori si è poi esaminato se le loro vendite sul mercato interno fossero state effettuate nel corso di normali operazioni commerciali come descritto nell'articolo 2, paragrafo 4, della decisione di base. Nei casi in cui la media ponderata dei prezzi di vendita è risultata uguale o superiore alla media ponderata dei costi unitari di produzione e il volume delle vendite a prezzi inferiori ai costi unitari è stato inferiore al 20 % del volume delle vendite prese in considerazione per determinare il valore normale, tutte le vendite sono state considerate come effettuate nel corso di normali operazioni commerciali ed il valore normale è stato stabilito sulla base della media ponderata dei prezzi effettivamente pagati per tutte le vendite interne. Nei casi in cui la media ponderata del prezzo di vendita è risultata inferiore alla media ponderata del costo di produzione unitario o quando il volume delle vendite effettuate sottocosto è risultato pari o superiore al 20 % delle vendite utilizzate per determinare il valore normale, quest'ultimo è stato stabilito sulla base della media ponderata dei prezzi effettivamente pagati per le rimanenti vendite interne remunerative che abbiano rappresentato almeno il 10 % delle vendite interne del prodotto.(16) Il rimanente esportatore/produttore brasiliano compreso nel campione non ha venduto il prodotto interessato sul mercato interno durante il periodo dell'inchiesta. Pertanto, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, della decisione di base, nel suo caso il valore normale è stato basato sulla media ponderata dei prezzi praticati sul mercato interno dagli altri cinque esportatori/produttori, utilizzati per stabilire i rispettivi valori normali.b) Russia e Ucraina Paese analogo (17) Poiché sia la Russia che l'Ucraina sono considerate come paesi non retti da un'economia di mercato, è stato necessario selezionare un paese analogo ad economia di mercato per determinare il valore normale conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, della decisione di base. Il Brasile è stato ritenuto un paese adatto, in particolare per ragioni di similarità di accesso alle materie prime ed all'energia. Inoltre, il mercato interno brasiliano è sufficientemente rappresentativo in termini di volume. Il mercato brasiliano sembra inoltre essere sufficientemente competitivo in considerazione dell'alto numero di società presenti. Infine, si è tenuto conto del fatto che il Brasile era stato già utilizzato come paese analogo nell'inchiesta antidumping originale. Nessuna parte interessata russa o ucraina ha fatto commenti sulla scelta del Brasile come paese analogo.Vendite interne (18) L'inchiesta ha stabilito l'esistenza di un volume sufficiente di vendite interne del prodotto interessato effettuate nel corso di normali operazioni commerciali da parte delle società che hanno collaborato nel paese analogo ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, della decisione di base. Il valore normale per la Russia e l'Ucraina è stato dunque calcolato sulla base dei prezzi effettivamente pagati o pagabili per le vendite del prodotto interessato nel paese analogo, il Brasile, come descritto al considerando 15.c) Polonia (19) Per stabilire il valore normale, la Commissione ha effettuato l'analisi di cui al considerando 14. Per entrambi i produttori polacchi è stato stabilito che il volume interno complessivo delle vendite del prodotto interessato rappresentava almeno il 5 % del volume delle vendite esportato nella Comunità.(20) Si è quindi esaminato se le loro vendite interne fossero state effettuate nel corso di normali operazioni commerciali conformemente all'articolo 2, paragrafo 4, della decisione di base. Per uno dei produttori le vendite interne remunerative sono risultate essere inferiori al 10 % delle sue vendite interne complessive e sono quindi state considerate insufficienti come base per la determinazione del valore normale. In tali circostanze, è stato ritenuto opportuno calcolare il valore normale sulla base dell'articolo 2, paragrafo 3, della decisione di base aggiungendo al costo di produzione del prodotto interessato un importo adeguato per le spese di vendita, generali e amministrative ed un margine di profitto (stabilito sulla base delle vendite remunerative).(21) Per il secondo produttore, le informazioni concernenti i costi sono state considerate inattendibili, in particolare perché la ripartizione di taluni costi straordinari non era debitamente giustificata e non sono quindi state prese in considerazione. Il calcolo del livello di redditività per questo produttore è stato fatto comparando i suoi prezzi di vendita interni al costo di produzione unitario stabilito per il primo produttore poiché, in effetti, entrambi gli esportatori/produttori hanno utilizzato gli stessi impianti produttivi. Su questa base, è stato stabilito che vi era un volume sufficiente di vendite interne del prodotto interessato effettuate nel corso di normali operazioni commerciali; il valore normale è stato calcolato sulla base della media ponderata dei prezzi effettivamente pagati per tutte le vendite interne.d) Repubblica ceca (22) Per stabilire il valore normale, la Commissione ha effettuato le analisi di cui ai considerando 14 e 15. Per il solo produttore ceco che ha collaborato all'inchiesta, è stato stabilito che il volume complessivo delle vendite interne del prodotto interessato rappresentasse più del 5 % del volume delle vendite esportato nella Comunità. È stato in seguito stabilito che il volume delle vendite effettuate sottocosto da questo produttore corrispondeva a più del 20 % delle vendite utilizzate per determinare il valore normale. Di conseguenza, il valore normale è stato stabilito sulla base della media ponderata dei prezzi effettivamente pagati per le rimanenti vendite interne remunerative, che rappresentavano più del 10 % delle vendite interne del prodotto interessato.2. Prezzo all'esportazione a) Brasile, Polonia e Repubblica ceca (23) Poiché tutti gli esportatori/produttori brasiliani, polacchi e cechi che hanno collaborato avevano effettuato vendite all'esportazione nella Comunità direttamente ad importatori indipendenti, i prezzi all'esportazione sono stati stabiliti sulla base dei prezzi effettivamente pagati o pagabili da tali importatori indipendenti, conformemente all'articolo 2, paragrafo 8, della decisione di base.b) Russia e Ucraina (24) Poiché nessuna delle società interessate in Russia e in Ucraina ha collaborato al procedimento (cfr. considerando 7) i prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in base agli elementi disponibili, conformemente all'articolo 18 della decisione di base. In questo contesto, in mancanza di qualsiasi altra informazione, i dati Eurostat hanno costituito una base adatta per la determinazione dei prezzi all'esportazione.3. Confronto a) Brasile (25) Al fine di assicurare un confronto equo tra il valore normale ed i prezzi all'esportazione delle società campione, sono stati applicati i dovuti adeguamenti conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, della decisione di base per quanto concerne le differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, secondo quanto affermato e dimostrato. Di conseguenza, sono stati applicati adeguamenti per le differenze in materia di trasporto, assicurazione, movimentazione, carico e costi accessori, costo del credito e commissioni.b) Russia e Ucraina (26) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, della decisione di base sono stati applicati adeguamenti ai prezzi all'esportazione russi ed ucraini, che erano stati comunicati a livello cif frontiera comunitaria, al fine di determinare i prezzi all'esportazione al livello fob frontiera nazionale. Questi adeguamenti riflettono debitamente la media dei costi assicurativi e di spedizione sostenuti per il trasporto del prodotto in oggetto dal confine dei paesi interessati al confine comunitario.c) Polonia (27) Al fine di assicurare un confronto equo tra il valore normale ed i prezzi all'esportazione delle società che hanno collaborato, sono stati applicati i dovuti adeguamenti conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, della decisione di base per quanto concerne le differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, secondo quanto affermato e dimostrato. Di conseguenza, sono stati applicati adeguamenti per le differenze in materia di trasporto, assicurazione, movimentazione, carico, costi accessori e costo del credito.d) Repubblica ceca (28) Al fine di assicurare un confronto equo tra il valore normale ed i prezzi all'esportazione della società che ha collaborato, sono stati applicati i dovuti adeguamenti conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, della decisione di base per quanto concerne le differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, secondo quanto affermato e dimostrato. Di conseguenza, sono stati applicati adeguamenti per le differenze di costo del credito.4. Margine di dumping a) Brasile (29) In generale, la Commissione ha confrontato la media ponderata dei valori normali con la media ponderata dei prezzi all'esportazione praticati dagli esportatori/produttori.Tuttavia, conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, della decisione di base, per quanto riguarda tre società brasiliane, la media ponderata del valore normale è stata comparata ai prezzi di tutte le transazioni di esportazione nella Comunità perché si è trovato che gli andamenti dei prezzi all'esportazione sono stati sensibilmente diversi in relazione a diversi periodi di tempo. Di conseguenza, un confronto tra la media ponderata dei valori normali e la media ponderata dei prezzi all'esportazione non avrebbe rispecchiato pienamente il livello di dumping praticato.I margini definitivi di dumping stabiliti per gli esportatori brasiliani inclusi nel campione che hanno collaborato, espressi come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria, sono:>SPAZIO PER TABELLA>(30) Come menzionato al considerando 13, nel corso dell'inchiesta si è rilevato che una società inclusa nel campione era strettamente correlata ad un'altra società che aveva prodotto e venduto il prodotto interessato. La prima società possedeva quasi la metà delle azioni della seconda, ed entrambe le società avevano gli stessi amministratori ed avevano utilizzato gli stessi canali di vendita. In considerazione della stretta correlazione tra queste due società, vi era un rischio notevole che le misure antidumping potessero essere aggirate incanalando le esportazioni destinate alla Comunità attraverso la società con il margine di dumping inferiore qualora fossero stati rilevati due margini differenti. Di conseguenza, si è deciso di stabilire un unico margine di dumping per entrambe le società, basato sulla media ponderata dei rispettivi margini di dumping.(31) Il margine di dumping per le società brasiliane che hanno espresso l'intenzione di collaborare con l'inchiesta della Commissione ma non sono state incluse nel campione è stato stabilito, conformemente all'articolo 9, paragrafo 6, della decisione di base, in riferimento alla media ponderata del margine di dumping stabilito per le società inserite nel campione, ignorando i margini di dumping uguali a zero o comunque trascurabili. Tale valore è stato calcolato pari al 4,2 %, espresso come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria.Queste società sono:- Siderúrgica Alterosa Ltda- Insivi- Interlagos Siderúrgica Ltda- Companhia Siderúrgica Lagoa da Prata- Metalsider Ltda- Companhia Siderúrgica Pitangui- Siderpa- Siderúrgica Valinho SA- Siderúrgica União Bondespachense- Viena Siderúrgica do Maranhão SA(32) Il margine di dumping per le società che non hanno collaborato, compresa la società di cui al considerando 12, è stato stabilito in base ai dati disponibili, conformemente all'articolo 18 della decisione di base. Poiché un confronto tra i dati concernenti le esportazioni nella Comunità forniti da tutti i produttori/esportatori brasiliani che hanno collaborato e le statistiche Eurostat ha indicato un notevole livello di collaborazione, la Commissione ha ritenuto che i dati più adeguati disponibili fossero quelli ottenuti nell'ambito dell'inchiesta che, non essendovi motivo di credere che i produttori/esportatori che non hanno collaborato abbiano applicato margini di dumping inferiori rispetto al margine più alto rilevato, si è ritenuto, a tal fine, come margine più adatto il margine più alto di dumping rilevato tra gli esportatori/produttori inclusi nel campione. Questo metodo è stato inoltre considerato necessario per evitare di premiare la mancata collaborazione. Di conseguenza, per gli esportatori/produttori brasiliani il margine di dumping è stato fissato al 6,5 % espresso come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria.b) Russia e Ucraina (33) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, della decisione di base, la media ponderata del valore normale stabilito per il Brasile è stata comparata alla media ponderata dei prezzi all'esportazione della Russia e dell'Ucraina come descritto sopra.I margini di dumping stabiliti per la Russia e per l'Ucraina sono stati fissati rispettivamente al 2,6 % e al 4,0 %, espressi come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria.c) Polonia (34) La Commissione ha effettuato un confronto tra la media ponderata dei valori normali e la media ponderata dei prezzi all'esportazione conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, della decisione di base.Le due società polacche che hanno collaborato all'attuale procedimento antidumping, Zaklad Wielkopiecowy Szczecin SPZOO e Huta Szczecin SA, hanno asserito di essere due entità indipendenti. Tuttavia, queste due società sono risultate essere strettamente collegate, poiché condividevano direzione, lavoratori, impianti produttivi, uffici, ed una delle società deteneva quasi la metà delle azioni dell'altra. In considerazione della stretta correlazione tra queste due società, vi era un rischio notevole che le misure antidumping potessero essere aggirate incanalando le esportazioni destinate alla Comunità attraverso la società con il margine di dumping inferiore qualora fossero stati rilevati due margini differenti. Di conseguenza, si è deciso di stabilire un unico margine di dumping per entrambe le società, basato sulla media ponderata dei rispettivi margini di dumping. Il margine definitivo di dumping stabilito per queste società, espresse come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria, è il seguente:>SPAZIO PER TABELLA>(35) Per gli esportatori polacchi che non hanno risposto al questionario della Commissione né si sono resi noti, il margine di dumping è stato determinato in base agli elementi disponibili conformemente a quanto previsto all'articolo 18, paragrafo 1, della decisione di base. Poiché un confronto tra i dati concernenti le esportazioni nella Comunità forniti dagli esportatori/produttori polacchi che hanno collaborato e le statistiche Eurostat ha indicato un notevole livello di collaborazione, la Commissione ha ritenuto, applicando l'approccio di cui al considerando 31, che il margine di dumping determinato per le società che hanno collaborato fosse il più adatto per stabilire un margine di dumping per le società che non hanno collaborato. Di conseguenza, per gli esportatori/produttori polacchi che non hanno collaborato il margine di dumping è stato fissato al 12,8 % espresso come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria.d) Repubblica ceca (36) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, della decisione di base, la media ponderata del valore normale è stata confrontata ai prezzi di tutte le transazioni di esportazione nella Comunità poiché si era rilevato un andamento dei prezzi all'esportazione sensibilmente diverso in relazione a differenti regioni della Comunità. Di conseguenza, un confronto tra la media ponderata dei valori normali e la media ponderata dei prezzi all'esportazione non avrebbe rispecchiato pienamente il livello di dumping praticato.Il margine definitivo di dumping stabilito per il solo esportatore che ha collaborato nella Repubblica ceca, espressa in percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria, è il seguente:>SPAZIO PER TABELLA>(37) Per gli esportatori cechi che non hanno risposto al questionario della Commissione né si sono resi noti, il margine di dumping è stato determinato in base agli elementi disponibili, conformemente a quanto previsto all'articolo 18, paragrafo 1, della decisione di base. Poiché un confronto tra i dati concernenti le esportazioni verso la Comunità forniti dall'esportatore ceco che ha collaborato e le statistiche Eurostat ha indicato un notevole livello di collaborazione, la Commissione ha ritenuto, applicando l'approccio di cui al considerando 31, che il margine di dumping determinato per la società che ha collaborato fosse il più adatto per stabilire un margine di dumping per le società che non hanno collaborato. Di conseguenza, per gli esportatori/produttori cechi che non hanno collaborato il margine di dumping è stato fissato al 7,4 % espresso come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria.E. INDUSTRIA COMUNITARIA (38) La Commissione ha chiesto e ottenuto informazioni da tutti i produttori comunitari. I produttori che hanno collaborato costituiscono, dunque, l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, della decisione di base.F. PREGIUDIZIO 1. Osservazioni preliminari (39) Al fine di analizzare il pregiudizio nell'ambito della presente inchiesta di riesame, la Commissione ha analizzato i dati concernenti il periodo 1° gennaio 1992-31 marzo 1996. Poiché l'inchiesta ha coperto quindici mesi (1° gennaio 1995-31 marzo 1996) la Commissione ha adeguato i dati di tale periodo su una scala di dodici mesi, per assicurare un confronto adeguato. Il campo d'applicazione geografico dell'inchiesta era la Comunità composta da quindici Stati membri. Si noti tuttavia che i dati anteriori al 1995 concernenti taluni fattori di pregiudizio quali i consumi e le quote di mercato relativi ai tre nuovi Stati membri (Austria, Finlandia e Svezia) sono stati ottenuti per estrapolazione.2. Cumulazione (40) La Commissione ha esaminato se le importazioni di ghisa ematite provenienti da Brasile, Polonia, Russia, Ucraina e Repubblica ceca avessero dovuto essere valutate cumulativamente conformemente a quanto previsto all'articolo 3, paragrafo 4, della decisione di base.(41) La Commissione ha ritenuto che fossero state soddisfatte tutte le condizioni stabilite nell'articolo 3, paragrafo 4, della decisione di base per il calcolo cumulativo delle importazioni provenienti dai cinque paesi summenzionati, ovvero che il margine di dumping stabilito per le importazioni da ciascun paese sia stato superiore a quello minimo, che il volume di importazioni provenienti da ciascun paese non fosse trascurabile e che la valutazione cumulativa del volume delle importazioni fosse opportuna alla luce delle condizioni di concorrenza tra il prodotto importato ed il prodotto comunitario simile. La Commissione ha concluso che la ghisa ematite originaria dei cinque paesi interessati è simile da ogni punto di vista, è intercambiabile ed è commercializzata nella Comunità attraverso canali di vendita comparabili e a condizioni commerciali analoghe a quelle del prodotto fabbricato e venduto nella Comunità. Di conseguenza, si considera che la ghisa ematite importata sia in concorrenza con il prodotto simile importato da ciascuno dei paesi interessati e con la ghisa ematite prodotta e venduta nella Comunità.Le importazioni provenienti dai cinque paesi interessati dunque sono state esaminate cumulativamente.3. Consumo comunitario (42) Il consumo comunitario è stato determinato come la somma delle vendite effettuate dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità più le importazioni nella Comunità provenienti da tutti i paesi terzi. Mentre il consumo è aumentato in generale tra il 1992 ed il periodo dell'inchiesta, passando da 826 961 a 989 622 t, a livello annuale la tendenza è stata abbastanza irregolare.4. Volume e quote di mercato delle importazioni oggetto di dumping (43) Il volume delle importazioni oggetto di dumping da tutti i paesi interessati è aumentato sostanzialmente, passando da 441 226 t nel 1992 a 746 251 t nel periodo dell'inchiesta.(44) Fino all'inizio del 1993, i dati Eurostat sui quali sono basate queste risultanze non suddividevano le importazioni tra Repubblica ceca e Repubblica slovacca. Tuttavia, gli elementi di prova disponibili indicano che nella Repubblica slovacca non vi è alcun esportatore/produttore di ghisa ematite.Inoltre, l'Eurostat ha iniziato a scomporre completamente le importazioni provenienti dall'ex URSS solo dopo il 1992.(45) La quota di mercato delle importazioni in dumping da tutti i paesi interessati è aumentata dal 53 % nel 1992 al 75 % nel periodo dell'inchiesta.5. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping (46) La media ponderata dei prezzi cif di tutte le importazioni è aumentata tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta. Dall'istituzione delle misure provvisorie (gennaio 1994) in poi i prezzi cif delle importazioni brasiliane ed ucraine sono rimasti superiori al prezzo minimo di 149 ECU/t. I prezzi delle importazioni polacche erano inferiori al prezzo minimo nel 1994 ma sono in seguito aumentati significativamente. I prezzi delle importazioni russe erano inferiori al livello minimo nel 1994 ma sono aumentati in seguito. Per quanto riguarda la Repubblica ceca, le misure antidumping definitive sono state imposte soltanto nel gennaio 1996 ed è stato accettato un impegno di un esportatore/produttore ad un prezzo pari al livello minimo stabilito (149 ECU/t). Pertanto, alla fine del periodo dell'inchiesta concernente il presente riesame (31 marzo 1996) le misure concernenti la Repubblica ceca erano state in vigore per meno di tre mesi.(47) Al fine di determinare se l'esportatore/produttore abbia praticato sottoquotazioni dei prezzi dei produttori comunitari, la Commissione ha paragonato la media ponderata dei prezzi dei produttori comunitari sul mercato della Comunità alla media ponderata dei prezzi comparabili di ogni paese esportatore, ad uno stadio commerciale comparabile, ossia franco magazzino dell'importatore/operatore commerciale e franco fabbrica per l'industria comunitaria, dazio doganale corrisposto, con un adeguamento per quanto concerne le spese conseguenti all'importazione ed un margine di profitto sulla base delle informazioni disponibili. Per quanto concerne le vendite comunitarie si è fatto riferimento ai prezzi praticati ai clienti indipendenti adeguati, se necessario, alla fase franco fabbrica.(48) I risultati di questo confronto hanno rivelato i seguenti margini di sottoquotazione durante il periodo dell'inchiesta per ciascun paese interessato:>SPAZIO PER TABELLA>6. Situazione dell'industria comunitaria Osservazioni preliminari (49) Durante l'inchiesta antidumping che ha portato all'imposizione di misure antidumping nei confronti delle importazioni del prodotto interessato provenienti da Brasile, Polonia, Russia e Ucraina, sul mercato erano attivi sette produttori comunitari. Cinque di questi produttori hanno cessato la produzione dal 1993.Quattro di queste cinque società sono grandi produttori comunitari di acciaio, per le quali la fabbricazione di ghisa ematite costituiva un'attività secondaria. Nel quadro di un processo di razionalizzazione, queste società hanno deciso di concentrarsi sulla produzione dei loro prodotti principali ed hanno cessato di produrre ghisa ematite. Per la quinta società, il prodotto interessato rappresentava il 33 % della sua produzione complessiva, mentre il rimanente 67 % era costituito da ferromanganese (utilizzando lo stesso altoforno). Per questa società, la ragione principale della cessazione della produzione di ghisa ematite è stata la decisione di procurarsi il ferromanganese da altre fonti e di interrompere quindi l'utilizzo dell'altoforno.Pertanto, alla fine del periodo dell'inchiesta del presente riesame, rimanevano soltanto due produttori comunitari, uno dei quali è stato in amministrazione controllata per la maggior parte del periodo considerato (dal 1992 al settembre 1995) praticamente in fallimento. La seconda società aveva una situazione finanziaria migliore ma comunque in perdita.(50) In considerazione della situazione descritta qui sopra, i fattori di pregiudizio sono descritti separatamente per i produttori comunitari in generale e per i due produttori comunitari rimanenti.Produzione (51) Il volume globale di produzione del prodotto interessato è diminuito da 443 724 t nel 1992 a 297 527 nel 1994 ed a 238 154 t nel periodo dell'inchiesta, ossia un calo del 46 % durante il periodo considerato e del 20 % tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta. Nel valutare questi dati si tenga conto della chiusura degli impianti di produzione da parte di cinque produttori comunitari.(52) La produzione dei due produttori comunitari rimanenti è diminuita da 273 187 t nel 1992 a 253 527 nel 1994 ed a 232 314 t nel periodo dell'inchiesta, ovvero un calo del 15 % durante il periodo considerato e dell'8 % tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta. Si noti che la società operante in amministrazione controllata non ha prodotto il prodotto interessato per i primi nove mesi del periodo dell'inchiesta.Volume delle vendite dell'industria comunitaria (53) Il volume delle vendite di tutti i produttori comunitari sul mercato della Comunità è diminuito da 363 882 t nel 1992 a 269 867 nel 1994 ed a 219 693 t nel periodo dell'inchiesta, mentre il volume delle vendite dei due produttori comunitari rimanenti è diminuito da 246 476 t nel 1992 a 230 867 nel 1994 ed a 201 673 t nel periodo dell'inchiesta.Quota di mercato (54) L'andamento del volume delle vendite paragonato a quello del consumo comunitario apparente indica che la quota di mercato detenuta dai produttori comunitari è diminuita durante il periodo considerato, passando dal 44 % nel 1992 al 27 % nel 1994 ed al 22 % nel periodo dell'inchiesta. La quota di mercato dei due produttori rimanenti è diminuita dal 30 % nel 1992 al 23 % nel 1994 ed al 20 % durante il periodo dell'inchiesta.Capacità e utilizzazione degli impianti (55) A seguito della chiusura di impianti produttivi, la capacità produttiva complessiva è diminuita da 1 817 000 t a 991 334 t durante il periodo considerato, un calo del 45 %. La capacità dei due rimanenti produttori è rimasta invariata a 890 000 t.(56) I tassi di utilizzazione degli impianti non sono particolarmente significativi a causa della chiusura di impianti e della situazione particolare del produttore in amministrazione controllata.Scorte (57) Il livello delle scorte dei produttori comunitari è diminuito da 151 485 t nel 1992 a 33 207 t nel periodo dell'inchiesta. Tuttavia, queste cifre non sono considerate significative a causa della chiusura di impianti produttivi e della successiva vendita delle scorte detenute. Il livello delle scorte dei due rimanenti produttori è calato da 43 417 t a 33 207 t durante il periodo considerato. Il produttore in amministrazione controllata, nonostante l'arresto della produzione, ha continuato a vendere le proprie scorte per diversi mesi durante il periodo dell'inchiesta.Evoluzione dei prezzi (58) L'andamento dei prezzi di vendita del prodotto interessato durante l'intero periodo considerato è disponibile soltanto per i due produttori comunitari rimanenti. La media ponderata dei prezzi di vendita del prodotto interessato venduto sul mercato comunitario è diminuita da 167 ECU/t nel 1992 a 144 ECU/t nel 1993, risalendo a 158 ECU/t nel 1994, dopo l'introduzione delle misure antidumping ed a 174 ECU/t nel periodo dell'inchiesta. Espresso in percentuale, l'aumento dei prezzi tra il 1992 ed il periodo dell'inchiesta è stato pari al 4 % e l'aumento tra il 1993 ed il periodo dell'inchiesta è stato del 21 %.Redditività (59) Sono disponibili dati sulla redditività soltanto per le due società rimanenti. I dati disponibili rivelano che, durante il periodo considerato, le due società hanno operato in passivo, sebbene in fase di miglioramento; la media ponderata delle perdite ha corrisposto al 36 % del fatturato nel 1992, al 19 % nel 1994 e al 7 % durante il periodo dell'inchiesta.Occupazione (60) I livelli di occupazione per le due società rimanenti sono diminuiti da 444 unità nel 1992 a 384 nel periodo dell'inchiesta, un calo del 14 %.Conclusione sul pregiudizio (61) L'inchiesta ha rivelato che, nonostante l'introduzione di misure antidumping, l'industria comunitaria ha registrato la chiusura di impianti produttivi (seppure in gran parte per motivi indipendenti dalle importazioni in dumping), il calo della produzione e delle vendite e la perdita di quote di mercato. L'industria comunitaria non è riuscita a tornare in attivo.G. CAUSA 1. Osservazione preliminare (62) La Commissione, nella decisione 1751/94/CECA e nella decisione 55/96/CECA, aveva stabilito che l'industria comunitaria avesse subito un pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping provenienti da Brasile, Polonia, Russia, Ucraina e Repubblica ceca. Nell'attuale inchiesta di riesame è stato necessario esaminare se le importazioni in questione abbiano continuato a causare un pregiudizio notevole all'industria comunitaria.2. Effetti delle importazioni oggetto di dumping (63) Sebbene tra il 1992 ed il periodo dell'inchiesta si sia verificato un notevole aumento del volume delle importazioni provenienti dai paesi interessati e della loro quota di mercato, l'andamento dei prezzi di queste importazioni indica, in generale, aumenti sostanziali dopo l'istituzione delle misure nel 1994, superiori al prezzo minimo.(64) Si noti che nella comunità la domanda è sempre stata ben superiore alla capacità produttiva dei produttori comunitari. Nel migliore dei casi, prima della chiusura degli impianti produttivi i produttori comunitari potevano soddisfare il 45-50 % della domanda. La preoccupazione principale dell'industria comunitaria concerneva il prezzo delle importazioni provenienti dai paesi interessati piuttosto che il loro volume o la quota di mercato.(65) Durante il periodo esaminato, le caratteristiche dell'industria comunitaria sono cambiate in seguito all'abbandono della produzione del prodotto interessato da parte di cinque produttori a partire dal 1993. Sebbene il prezzo delle importazioni di ghisa ematite possa avere influito in qualche misura, la decisione di queste società di cessare la produzione del prodotto interessato non è stata determinata direttamente dalle importazioni esaminate.(66) La fabbricazione di ghisa ematite costituisce la principale fonte di reddito per i due rimanenti produttori comunitari. L'inchiesta ha rivelato che, come precedentemente affermato, una società è stata in amministrazione controllata per la maggior parte del periodo considerato, praticamente in situazione fallimentare. Tale società ha interrotto la produzione del prodotto interessato nel gennaio 1995 per un periodo di nove mesi.La seconda società, sebbene in una situazione finanziaria migliore, è tuttavia stata in perdita durante il periodo considerato, soprattutto a causa dei costi sociali molto elevati a seguito di una precedente ristrutturazione. Una rielaborazione dei dati sulla redditività di questa società previa deduzione di tali costi sociali ha rivelato che, sebbene sia nel 1992 che nel 1993 risultassero evidenti perdite, nel 1994, nel 1995 e nel periodo dell'inchiesta la società ha realizzato modesti profitti.3. Conclusione (67) In conclusione, nel corso dell'attuale riesame la Commissione ha stabilito che la natura dell'industria comunitaria, che attualmente conta soltanto due produttori di ghisa ematite, è sostanzialmente cambiata. L'inchiesta ha inoltre rivelato che i produttori rimanenti si trovavano in difficoltà sia prima che durante il periodo considerato ed hanno continuato a realizzare risultati finanziari negativi, seppure con una tendenza al miglioramento. Tuttavia, le difficoltà dei produttori comunitari sono di natura strutturale, indipendente dalle importazioni oggetto di dumping. Nonostante un rilevante aumento del prezzo del prodotto importato in seguito all'istituzione delle misure antidumping, l'industria comunitaria è rimasta in difficoltà.(68) Di conseguenza, si conclude che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria non è causato in modo significativo dalle importazioni oggetto di dumping poiché può essere in gran parte ascritto a fattori esogeni alle importazioni provenienti dai paesi interessati.H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ 1. Osservazioni preliminari (69) La Commissione ha esaminato se sia o no nell'interesse della Comunità mantenere le misure in vigore o se si possa concludere che è nell'interesse della Comunità modificare o abrogare tali misure.(70) A tal fine la Commissione ha inviato questionari a tutte le parti interessate note, compresa l'industria comunitaria, gli importatori/operatori commerciali e l'industria utilizzatrice. La Commissione ha ricevuto un numero limitato di risposte dagli utilizzatori e dagli importatori/operatori commerciali del prodotto interessato.2. Interesse dell'industria comunitaria a) Natura e struttura dell'industria comunitaria (71) L'industria comunitaria, essenzialmente, trasforma la materia prima (di norma minerale ferroso e coke) in ghisa ematite in altoforno a temperature superiori ai 1 000 gradi centigradi. Il ferro liquido viene fuso in lingotti e raffreddato per poi essere immagazzinato e venduto. La ghisa ematite è un prodotto siderurgico di base a bassa tecnologia a sua volta utilizzato come materia prima nella fabbricazione di pezzi fusi in ghisa grigia.(72) L'industria comunitaria consiste di due società, di cui la prima situata nell'Italia nordorientale e la seconda nella Germania nordoccidentale. Entrambe le società sono relativamente piccole; nel periodo dell'inchiesta avevano in tutto 393 dipendenti. La ghisa ematite è il prodotto principale di queste società e nel periodo dell'inchiesta rappresentava circa l'85 % del loro fatturato.(73) La produzione complessiva del prodotto interessato nel periodo dell'inchiesta è stata di circa 230 000 t, vendute quasi esclusivamente sul mercato della Comunità. Nel migliore dei casi, l'industria comunitaria può soddisfare circa il 30 % della domanda interna.b) Effetti del mantenimento o dell'abrogazione delle misure (74) È stato appurato che è improbabile che l'industria comunitaria possa trarre giovamento da tali misure, tenuto conto della natura delle difficoltà incontrate dai produttori comunitari.(75) È inoltre opportuno sottolineare che, malgrado l'istituzione di misure antidumping e il conseguente sostanziale aumento dei prezzi, le società che avevano precedentemente cessato la fabbricazione di ghisa ematite non ne hanno ripreso la produzione.3. Interessi di altre parti (76) Alla luce di quanto precede, non si ritiene necessario esaminare ulteriormente l'impatto delle misure su altre parti interessate in queto caso particolare.I. CONCLUSIONE (77) Tenuto conto delle summenzionate risultanze in materia di pregiudizio, causa e interesse della Comunità, il procedimento antidumping concernente le importazioni di ghisa ematite originaria del Brasile, della Repubblica ceca, della Polonia, della Russia e dell'Ucraina deve essere chiuso e le misure devono essere abrogate,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 È chiuso il procedimento antidumping relativo alle importazioni di ghisa ematite originaria del Brasile, della Repubblica ceca, della Polonia, della Russia e dell'Ucraina.Articolo 2 La decisione n. 1751/94/CECA e la decisione n. 55/96/CECA sono abrogate.Articolo 3 La presente decisione entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il 7 maggio 1998.Per la CommissioneLeon BRITTANVicepresidente(1) GU L 308 del 29. 11. 1996, pag. 11.(2) GU L 182 del 16. 7. 1994, pag. 37.(3) GU L 12 del 17. 1. 1996, pag. 5.(4) GU C 104 del 10. 4. 1996, pag. 11.