CELEX: 62016TN0344
Language: it
Date: 2016-06-27 00:00:00
Title: Causa T-344/16: Ricorso proposto il 27 giugno 2016 — Blackmore/EUIPO — Ian Paice (DEEP PURPLE)

29.8.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 314/28
            
         Ricorso proposto il 27 giugno 2016 — Blackmore/EUIPO — Ian Paice (DEEP PURPLE)
   (Causa T-344/16)
   (2016/C 314/39)
   Lingua in cui è redatto il ricorso: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Richard Hugh Blackmore (New York, New York, Stati Uniti) (rappresentante: A. Edwards-Stuart, Barrister)
   
      Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)
   
      Controinteressato dinanzi alla commissione di ricorso: Ian Paice (Londra, Regno Unito)
   
      Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO
   
   
      Richiedente del marchio controverso: Ricorrente
   
      Marchio controverso interessato: Marchio dell’Unione europea denominativo «DEEP PURPLE» — Domanda di registrazione n. 11 772 721
   
      Procedimento dinanzi all’EUIPO: Opposizione
   
      Decisione impugnata: Decisione della quinta commissione di ricorso dell’EUIPO del 21 marzo 2016 nel procedimento R 736/2015-5
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione impugnata e accogliere il ricorso;
            
         
               —
            
            
               condannare l’EUIPO alle spese sostenute dal ricorrente nel presente ricorso.
            
         
      Motivi invocati
   
   
               —
            
            
               La commissione di ricorso ha erroneamente ammesso gli elementi di prova depositati il 5 novembre 2014;
            
         
               —
            
            
               La commissione di ricorso ha erroneamente concluso che ci fossero prove sufficienti di avviamento sulla base degli elementi di prova depositati nei termini;
            
         
               —
            
            
               La commissione di ricorso ha erroneamente ritenuto che gli elementi di prova fossero sufficienti per stabilire che l’opponente aveva diritto ad una partecipazione nell’eventuale avviamento;
            
         
               —
            
            
               La commissione di ricorso ha erroneamente accettato le conclusioni della sentenza R880;
            
         
               —
            
            
               La commissione di ricorso ha erroneamente ammesso gli elementi di prova depositati il 13 aprile 2015;
            
         
               —
            
            
               La commissione di ricorso ha erroneamente rifiutato di registrare il marchio per una gamma di beni e servizi più ampia rispetto a quella giustificata da tali elementi di prova. La commissione di ricorso ha erroneamente applicato la normativa sull’abuso di denominazione concludendo nel senso di una rappresentazione ingannevole di tali beni e/o del fatto che l’avviamento dell’opponente si estendesse a tali beni.