CELEX: C2002/003/12
Language: it
Date: 2002-01-05 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 20 settembre 2001 nella causa C-383/99 P: Procter & Gamble Company contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) ("Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado — Ricevibilità — Marchio comunitario — Regolamento (CE) n. 40/94 — Impedimento assoluto alla registrazione — Carattere distintivo — Marchi composti esclusivamente di segni o di indicazioni descrittivi — Sintagma Baby-dry")

5.1.2002                   IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 3/9
3)   Il combinato disposto degli artt. 44, n. 3, e 58, n. 1, del                                        SENTENZA DELLA CORTE
     menzionato accordo di associazione con la Repubblica di
     Polonia, da una parte, e il combinato disposto degli artt. 45,
     n. 3, e 59, n. 1, del menzionato accordo di associazione con la                                         20 settembre 2001
     Repubblica ceca, dall’altra, non ostano, in linea di principio, ad
     un sistema di controllo preventivo che subordini il rilascio del
     permesso di ingresso e di soggiorno da parte delle competenti                nella causa C-383/99 P: Procter & Gamble Company
     autorità in materia di immigrazione alla condizione che il                   contro Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
     richiedente provi la propria effettiva intenzione di avviare                                 (marchi, disegni e modelli) (UAMI) (1)
     un’attività di lavoro autonomo, senza svolgere simultaneamente
     alcuna attività di lavoro dipendente né ricorrere a sussidi
     pubblici e che provi altresı̀ di disporre, sin dall’inizio, di mezzi
                                                                                  («Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
     economici sufficienti per l’esercizio dell’attività autonoma di cui
     trattasi e di avere ragionevoli probabilità di successo.                     — Ricevibilità — Marchio comunitario — Regolamento
                                                                                  (CE) n. 40/94 — Impedimento assoluto alla registrazione —
     Requisiti sostanziali, come quelli previsti dal capitolo B 12,               Carattere distintivo — Marchi composti esclusivamente di
     punto 4.2.3, della Vreemdelingencirculaire (circolare sugli                     segni o di indicazioni descrittivi — Sintagma Baby-dry»)
     stranieri) olandese, in particolare il requisito che i cittadini
     polacchi e cechi che intendono stabilirsi nello Stato membro
     ospitante dispongano sin dall’inizio di mezzi economici suffi-                                              (2002/C 3/12)
     cienti, mirano proprio a consentire alle autorità competenti di
     tale Stato di effettuare una verifica del genere e sono atti a
     garantire il conseguimento di tale obiettivo.                                                       (Lingua processuale: il francese)
4)   Gli artt. 44, n. 4, lett. a), punto i), del menzionato accordo di
     associazione con la Repubblica di Polonia e 45, n. 4, lett. a),              (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
     punto i), del menzionato accordo di associazione con la                                       «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
     Repubblica ceca devono essere interpretati nel senso che la
     nozione di attività economiche [svolte] in qualità di lavoratori
     autonomi utilizzata dalle menzionate disposizioni ha lo stesso
     significato e la stessa portata di quella di attività non salariate
     di cui all’art. 52 del Trattato (divenuto, in seguito a modifica,
     art. 43 CE).                                                                 Nella causa C-383/99 P, Procter & Gamble Company, con sede
                                                                                  in Cincinnati (Stati Uniti), rappresentata dall’avv. T. van Innis,
     L’attività di prostituzione esercitata in qualità di lavoratore              avocat, avente ad oggetto il ricorso diretto all’annullamento
     autonomo può essere considerata un servizio fornito a fronte di             della sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle
     una retribuzione e rientra, di conseguenza, in queste due                    Comunità europee (Seconda Sezione) l’8 luglio 1999 nella
     nozioni.                                                                     causa T-163/98, Procter & Gamble/OHMI (BABY-DRY) (Racc.
                                                                                  pag. II-2383), in quanto il Tribunale ha dichiarato che
5)   Gli artt. 44 del menzionato accordo di associazione con la                   adottando la decisione 31 luglio 1998 (pratica R 35/1998-1) la
     Repubblica di Polonia e 45 del menzionato accordo di                         prima commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione
     associazione con la Repubblica ceca devono essere interpretati               nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) non aveva
     nel senso che la prostituzione rientra nelle attività economiche             violato l’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento (CE) del Consiglio
     svolte in qualità di lavoratore autonomo, cui si riferiscono tali            20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio comunitario (GU
     disposizioni, qualora sia dimostrato che è svolta dal prestatore             1994, L 11, pag. 1), procedimento in cui l’altra parte è: Ufficio
     del servizio:                                                                per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e
                                                                                  modelli) (UAMI) (agenti: sigg. O. Montalto ed E. Joly), la
                                                                                  Corte, composta dai sigg. G.C. Rodrı́guez Iglesias, presidente,
     —      senza alcun vincolo di subordinazione per quanto riguarda             C. Gulmann, M. Wathelet e V. Skouris, presidenti di sezione,
            la scelta di tale attività, le condizioni di lavoro e retributive,    J.-P. Puissochet (relatore), P. Jann, L. Sevón, R. Schintgen, dalle
                                                                                  sigg.re F. Macken, N. Colneric e dal sig. S. von Bahr, giudici,
     —      sotto la propria responsabilità, e                                    avvocato generale: F.G. Jacobs, cancelliere: sig.ra D. Louterman-
                                                                                  Hubeau, capo divisione, ha pronunciato il 20 settembre 2001
     —      a fronte di una retribuzione che gli sia pagata integral-             una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
            mente e direttamente.
     Spetta al giudice nazionale accertare in ciascun caso, alla luce
     degli elementi di prova che gli sono forniti, se ricorrono tali              1)     La sentenza del Tribunale di primo grado 8 luglio 1999, causa
     presupposti.                                                                        T-163/98, Procter & Gamble/UAMI (Baby-dry), è annullata
                                                                                         nella parte in cui ha dichiarato che la prima commissione di
                                                                                         ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
(1) GU C 265 del 18.9.1999.                                                              (marchi, disegni e modelli), non aveva violato l’art. 7, n. 1,
                                                                                         lett. c), del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993,
                                                                                         n. 40, sul marchio comunitario adottando la decisione 31 luglio
                                                                                         1998 (pratica R 35/1998-1).
 ---pagebreak--- C 3/10                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                5.1.2002
2)    La decisione della prima commissione di ricorso dell’Ufficio per       Spazio economico europeo 2 maggio 1992 (GU 1994, L 1,
      l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)       pag. 3), la Corte, composta dai sigg, G.C. Rodrı́guez Iglesias,
      31 luglio 1998 (pratica R 35/1998-1) è annullata in quanto             presidente, P. Jann, dalla sig.ra N. Colneric e dal sig. S. von
      essa ha respinto, sulla base dell’art. 7, n. 1, lett. c), del          Bahr, presidenti di sezione, dai sigg. C. Gulmann (relatore),
      regolamento n. 40/94, la domanda di registrazione del marchio          D.A.O. Edward, A. La Pergola, J.-P. Puissochet, L. Sevón,
      Baby-dry.                                                              V. Skouris e C.W.A. Timmermans, giudici, avvocato generale:
                                                                             sig.ra C. Stix-Hackl, cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministrato-
3)    L’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi,            re, ha pronunciato il 20 novembre 2001 una sentenza il cui
      disegni e modelli) è condannato alle spese dei due gradi di            dispositivo è del seguente tenore:
      giudizio.
                                                                             1)    L’art. 7, n. 1, della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre
(1) GU C 6 del 8.1.2000.
                                                                                   1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli
                                                                                   Stati Membri in materia di marchi d’impresa, come modificata
                                                                                   dall’Accordo sullo Spazio economico europeo 2 maggio 1992,
                                                                                   dev’essere interpretato nel senso che il consenso del titolare di
                                                                                   un marchio a una messa in commercio all’interno dello
                                                                                   Spazio economico europeo di prodotti contrassegnati con questo
                                                                                   marchio che siano stati precedentemente messi in commercio al
                                                                                   di fuori dello Spazio economico europeo da questo titolare o con
                  SENTENZA DELLA CORTE                                             il suo consenso può essere tacito, quando è desumibile da
                                                                                   elementi e circostanze anteriori, concomitanti o posteriori
                        20 novembre 2001                                           all’immissione in commercio al di fuori dello Spazio economico
                                                                                   europeo le quali, valutate dal giudice nazionale, esprimano con
                                                                                   certezza una rinuncia del titolare al proprio diritto di opporsi a
nelle cause riunite C-414/99-C-416/99 [domanda di pro-                             un’immissione in commercio all’interno dello Spazio economico
nuncia pregiudiziale proposta della High Court of Justice                          europeo.
(England & Wales), Chancery Division (Patent Court)]:
Zino Davidoff SA contro A & G Imports Ltd (C-414/99),
Levi Strauss & Co., Levi Strauss (UK) Ltd contro Tesco                       2)    Un consenso tacito non può risultare:
Stores Ltd, Tesco plc (C-415/99) e Levi Strauss & Co., Levi
    Strauss (UK) Ltd contro Costco Wholesale UK Ltd (1)
                                                                                   —     da una mancata comunicazione, da parte del titolare del
(«Marchi — Direttiva 89/104/CEE — Art. 7, n. 1 —                                         marchio, a tutti gli acquirenti successivi dei prodotti
Esaurimento del diritto di marchio — Immissione in commer-                               immessi in commercio al di fuori dello Spazio economico
cio al di fuori del SEE — Importazione all’interno del SEE —                             europeo, della sua opposizione a una messa in commercio
Consenso del titolare del marchio — Necessità di un consenso                             all’interno dello Spazio economico europeo;
espresso o tacito — Legge applicabile al contratto —
          Presunzione di consenso — Inapplicabilità»)
                                                                                   —     da una mancata indicazione, sui prodotti, di un divieto di
                                                                                         messa in commercio all’interno dello Spazio economico
                           (2002/C 3/13)                                                 europeo;
                    (Lingua processuale: l’inglese)
                                                                                   —     dalla circostanza che il titolare del marchio abbia ceduto
                                                                                         la proprietà dei prodotti contrassegnati con il marchio
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                  senza imporre restrizioni contrattuali e che, in base alla
             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                                legge applicabile al contratto, il diritto di proprietà ceduto
                                                                                         comprenda, in mancanza di siffatte restrizioni, un diritto
                                                                                         illimitato di rivendita o, quanto meno, un diritto di
                                                                                         vendere successivamente i prodotti all’interno dello Spazio
Nelle cause riunite C-414/99-C-416/99, aventi ad oggetto le                              economico europeo.
domande di pronunce pregiudiziali proposte alla Corte, a
norma dell’art. 234 CE, dalla High Court of Justice (England &
Wales), Chancery Division (Patent Court) (Regno Unito), nelle                3)    E’ irrilevante, per quanto concerne l’esaurimento del diritto
cause dinanzi ad essa pendenti tra Zino Davidoff SA contro A                       esclusivo del titolare del marchio, il fatto:
& G Imports Ltd (C-414/99), Levi Strauss & Co., Levi Strauss
(UK) Ltd contro Tesco Stores Ltd, Tesco plc (C-415/99) e Levi
Strauss & Co., Levi Strauss (UK) Ltd contro Costco Wholesale                       —     che l’operatore il quale importa prodotti contrassegnati
UK Ltd, già Costco UK Ltd (causa C-416/99), domande vertenti                             con il marchio sia all’oscuro dell’opposizione del titolare
sull’interpretazione dell’art. 7 della prima direttiva del Consiglio                     alla loro immissione in commercio all’interno dello Spazio
21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle                                   economico europeo o alla loro messa in commercio su tale
legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa                           mercato da parte di operatori diversi dai rivenditori
(GU 1989, L 40, pag. 1), come modificata dall’Accordo sullo                              autorizzati, oppure