CELEX: 51998PC0470
Language: it
Date: 1998-07-29
Title: Proposta modificata di direttiva del Consiglio relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole (versione codificata)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                               Bruxelles, 29.07.1998
                                              COM( 1998) 470 def.
                                              95/0322 (CNS)
                         Proposta modi ficaia di
                     DIRin "UVA DIT CONSIGLIO
relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole
                           (versione codificata)
   (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A,
                       paragrafo 2 del trattato CIO
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                       Relazione
1.   L'll dicembre 1995, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva del Consiglio intesa a codificare la
     direttiva 70/457/CTìE del Consiglio, del 29 settembre 1970, relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di
     piante agricole ( ' ).
2.   In considerazione dei risultati dei lavori che si sono svolti in sede di Consiglio sulla proposta di cui al punto 1, la
     Commissione — in conformila dell'articolo 189 A, paragrafo 2, del trattato CE — ha deciso di presentare una
     proposta modificata di codificazione della direttiva (allegalo I).
     La proposta modificata tiene altresì conto dei ritocchi di natura puramente redazionale o formale suggeriti dal
     gruppo consultivo dei servizi giuridici, previsto dall'Accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 sul metodo di
     lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi, e di cui si è costatata la fondatezza ( 2 ).
3.   Per facilitarne la lettura e l'esame, si allega inoltre il testo integrale della proposta di codificazione modificata
     (allegato II).
 (') COM(95) 628 def. dell'I 1. 12. 1995.
 (2) Si veda pure il parere del gruppo consultivo del 14. 3. 1996, trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio ed alla Commis-
     sione in data 7. 5. 1996.
 ---pagebreak--- ALLEGATO I ---pagebreak---                                  PROPOSTA MODIFICATA DI
                                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole
                                        versione codificata
      La proposta di direttiva del Consiglio - versione codificata COM(95) 628 dcf.
                 dell'I 1.12. 1995 - 95/0322 (CNS) è modificata come segue:
     Al considerando n. 3 ed all'articolo 1, paragrafo 1, l'indicazione «(95/.../CE)» è sosti-
     tuita dall'indicazione «(98/.../CE)»
     Al considerando n. 14, l'indicazione «Gazzetta ufficiale delle Comunità europee» è
     sostituita dall'indicazione «Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C» e a de-
     stra del testo è aggiunta l'indicazione «(adattato)».
3.   Il considerando n. 17 è sostituito dal seguente:
   «17)     considerando che è opportuno conferire alla Commissio-           15.    (adattato)
            ne la competenza di adottare talune misure d'applicazio-
            ne; che, per facilitare l'attuazione delle disposizioni pre-
            viste, è opportuno prevedere una procedura che instauri
            una stretta coopcrazione tra gli Stati membri e la Com-
            missione, in seno ad un comitato permanente per le se-
            menti e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e
            forestali;».
4.   Larticolo 3, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:
    «2. Nel caso di varietà (linee inbred, ibridi) che so-        88/380/CEEart.6.I
    no destinate unicamente a servire da componenti per           (adattato)
    le varietà finali, il paragrafo 1 si applica solo se le
    sementi loro appartenenti devono essere commercia-
    lizzate sotto il loro nome.
    Le condizioni secondo le quali il paragrafo 1 si appli-
    ca anche ad altre varietà componenti possono essere
    fissate conformemente alla procedura di cui all'artico-
    lo 23, paragrafo 2. Nel frattempo, nel caso di cereali
    diversi dal granturco, gli Stati membri stessi possono
    applicare dette disposizioni ad altre varietà compo-
    nenti nei confronti delle sementi destinate alla certifi-
    cazione nei loro territori.
    Le varietà componenti sono indicale come tali.».
 ---pagebreak--- 5. Larlicolo 17 è sostituito dal seguente:
                          «Articolo 17                                                            Articolo 76
   1. Larticolo 16 è ugualmente applicabile alle varie-        (adattato)
   tà che sono state ammesse anteriormente al 1 * luglio
   1972 sul piano nazionale, conformemente alla regola-
   mentazione nazionale e secondo principi corrispon-
   denti a quelli della presente direttiva nei casi seguen-
   ti:
   a)    se l'ammissione è stala concessa dopo il 30 giu-
         gno 1967, oppure
   b)    se l'ammissione è slata concessa prima della
         data prevista dalla lettera a) in almeno due Stali
         membri, ovvero
   e)    se l'ammissione è stata concessa prima della
         data di cui alla lettera a) in uno Stato membro,
         a condizione che nel detto Stati) membro !«» pro-
         porzione delle superlici di moltiplicazione i|e||a
         varietà sottoposte all'ispezioni; in campi* per là
         certificazione, dopo la data prevista dalla lettera
         a) e durante tre periodi di vegetazione, equival-
         ga ogni volta ad almeno il 3 % deU'jnsieme del-
         ie superfici di riproduzione della specie.
   2. La data di cui al paragrafo 1, frase introduttiva,
   è sostituita dal:
   —     1" luglio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il      Atto d'adesione DK, IRL.UK art. 29
         Regno Unito;                                          (adattato)
   —     1° marzo 1986, per la Spagna.                         86/155/CEE art. 5.3
                                                               (adattato)
   3. Per quanto riguarda la Germania e per le varie-          90/654/CEE art. 2
   tà ammesse dalle autorità dell'ex Repubblica demo-          (adattato)
   cratica tedesca, la data prevista al paragrafo 1, frase
   introduttiva, è sostituita da quella del 3 ottobre 1990.
   Linsicmc delle superlici di riproduzione della specie,
   di cui al paragrafo 1, lettera e), sono quelle situate
   nel territorio dell'ex Repubblica democratica tedesca.
6. Larlicolo 23 è sostituito dal seguente:
                          «Articolo 23                                                            Aliçofo 23
    1. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura        70/457/CEE
   definita nel presente articolo, il comitato permanente      (adattato)
   per le sementi e i materiali di moltiplicazione agrico-
   li, orticoli e forestali, istituito con decisione
   66/399/CEE del Consiglio ( ! ), è chiamato a pronun-
   ciarsi dal suo presidente, sia su iniziativa di quest'ulti-
   mo sia a richiesta del rappresentante di uno Stato
   membro.
 ---pagebreak---                   2. Il rappresentante della Commissione sottopone                   95/I/C'li. Euratom. CECA
                  al comitali) un progetto delle misure da adottare. Il              allegato I, punto V E A. 48
                  comitato IDI inula il suo parere sul progetto entro un
                  termine che il presidente può fissare in l'unzione
                  dell'urgenza della questione in esame. Il parere è
                  formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148,
                  paragrafo 2, del trattalo per l'adozione delle decisioni
                  che il Consiglio deve prendere su proposta della
                  Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato,
                  viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati
                  membri la ponderazione definita all'articolo precitato.
                  Il presidente non partecipa al voto.
                  La Commissione adotta misure che sono d'immediata                  70/457/CEE
                  applicazione. Qualora tuttavia non siano conformi al
                  parere formulato dal comitato, esse vengono imme-
                  diatamente comunicate dalla Commissione al Consi-
                  glio. In tal caso la Commissione può rinviare l'appli-
                  cazione delle misure da essa decise di un mese al
                  massimo a decorrere dalla comunicazione.
                  Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificala,
                  può prendere una decisione diversa entro il termine
                  ili un mese.
                  Il comitato può inoltre prendere in esame ogni altro               66/399/CEE art. 2
                  problema che rientri nell'ambito della presente diret-             (adattato)
                  tiva e che sia sollevato dal presidente, sia su iniziativa
                  di quest'ultimo sia a richiesta del rappresentante di
                  uno Stato membro.
                  (')   GU n. 125 dell'I 1. 7. 1966, pag. 2289/66».
            7.    Lallegato I, parte A, è sostituito dal seguente:
                                                        «ALLEGATO I
                                                            Parte A
                                                      Direttive abrogate
                                                   (previste all'articolo 25)
Direttiva 70/457/CEE
ed atti modificativi successivi:
direttiva 72/274/CEE del Consiglio                                unicamente per quanto riguarda i riferimenti alle disposi-
                                                                  zioni della direttiva 70/457/CEE di cui agli articoli 1 e 2
direttiva 72/418/CEE del Consiglio                                unicamente l'articolo 7
direttiva 73/438/CEE del Consiglio                                unicamente l'articolo 7
direttiva 78/55/CEE del Consiglio                                 unicamente l'articolo 6
direttiva 79/692/CEE del Consiglio                                unicamente l'articolo 3
direttiva 79/967/CEE del Consiglio                                unicamente l'articolo 2
direttiva 80/1141/CEE del Consiglio                               unicamente l'articolo 1
direttiva 86/155/CEE del Consiglio                                unicamente l'articolo 5
direttiva 88/380/CEE del Consiglio                                unicamente l'articolo 6
direttiva 90/654/CEE del Consiglio                                unicamente per quanto riguarda i riferimenti alle disposi-
                                                                 zioni della direttiva 70/457/CEE di cui all'articolo 2 ed
                                                                  all'allegato II.I.6».
 ---pagebreak---                8.    Lallegato I, parte H, è sostituito dal seguente:
                                                              «Parte II
                                    Elenco dei termini di attuazione nel diritto nazionale
                                                      (previsti all'articolo 25)
                             Dircttiva                                                    Termini di attuazione
70/457/CEE ( G U n. L 225 del 12. 10. 1970, pag. 1)                  1° luglio 1972 ( ' ) ( 2 )
72/274/CEE ( G U n. L 171 del 29. 7.1972, pag. 37)                   1 ° luglio 1972 (articolo 1)
                                                                     1" gennaio 1973 (articolo 2)
72/418/CEE ( G U n. L 287 del 26. 12.1972, pag. 22)                  1 ° luglio 1972 (articolo 7)
73/438/CEE ( G U n. L 356 del 27. 12. 1973, pag. 79)                 1 ° luglio 1974 (articolo 7)
78/55/CEE (GU n. L 16 del 20. 1. 1978, pag. 23)                      1 ° luglio 1977 (articolo 6)
79/692/CEE ( G U n. L 205 del 13. 8. 1979, pag. 1)                   1" luglio 1977 (articolo 3, punto 9)
                                                                     1° luglio 1982 (altrc disposizioni)
79/967/CEE ( G U n. L 293 del 20. 11. 1979, pag. 16)                 1° luglio 1982 (articolo 2)
80/1141/CEE (GU n. L 341 del 16. 12. 1980, pag. 27)                  1 ° luglio 1980 (articolo 1)
86/155/CEE (GU n. L 118 del 7. 5. 1986, pag. 23)                     1 ° marzo 1986 (articolo 5)
88/380/CEE ( G U n. L 187 del 16. 7. 1988, pag. 31)                  1° gennaio 1986 (arlicolo 6, punti 5 e 6)
                                                                     I" luglio J990 (altrc disposizioni)
90/654/CEE ( G U n. L 353 del 17. 12- 1990, pag. 48)
(') Per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito il 1° luglio 1973; per la Grecia il 1* gennaio 1986; per la Spagna il 1* marzo
    1986; per il Portogallo il 1" gennaio 1989 per quanto riguarda la commercializzazione delle sementi di piante foraggere
    per le specie Lolium multiflorum Lam., Lolium perenne L. e Vicia saliva L. e per quanto riguarda la commercializzazione
    delle sementi di cereali per le specie Hordeum vulgare L., Oryza saliva L., Trìticum aestivum L. emend. Fiori e Paol.,
    Triticum durum Desf. e Zea mays L.; il 1 * gennaio 1991 per le altre specie.
(2) II 1 " gennaio 1995 per l'Austria, la Finlandia e la Svezia.
    — La Finlandia e la Svezia possono rinviare, fino al 31 dicembre 1995 al più tardi, l'applicazione nei loro territori della
         presente direttiva per quanto concerne la commercializzazione nei loro territori di sementi delle varietà elencate nei
         rispettivi cataloghi nazionali delle varietà delle specie di piante agricole e delle varietà delle specie di ortaggi, che non
         sono state ufficialmente accettate ai sensi delle disposizioni della suddetta direttiva. Le sementi delle suddette varietà
         non possono essere commercializzate nel territorio di altri Stati membri durante il suddetto periodo.
    — Le varietà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi che, alla data dell'adesione o successivamente, sono
         elencate sia nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della Svezia sia nei cataloghi comuni non sono soggette
         ad alcuna restrizione di commercializzazione relativamente alle varietà.
    — Durante il periodo indicato nel primo trattino, le varietà riportate nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e
         della Svezia che siano state ufficialmente accettate ai sensi delle disposizioni delle suddette direttive sono inserite,
         rispettivamente, nei cataloghi comuni delle varietà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi.».
                                                                      7
 ---pagebreak--- ALLEGATO II ---pagebreak---                                                Proposta modificata di
                                   DIRETTIVA . ./.../CE DEL CONSIGLIO
                                                          del
                 relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole
       IL CONSIGLIO DELL UNIONE EUROPEA,
       visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
       particolare l'articolo 43,
       vista la proposta della Commissione,
       visto il parere del Parlamento europeo ( , ),
       visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
1)     considerando che la direttiva 70/457/CEE del Consiglio,
       del 29 settembre 1970, relativa al catalogo comune delle
       varietà delle specie delle piante agricole (3), ha subito
       diverse e sostanziali modificazioni; che, a fini di raziona^
       lità e chiarezza, occorre pertanto procedere alla codifica-
       zione di detta direttiva;
2)     considerando che la produzione delle sementi e dei ma-                   70/457/CEE
       teriali di moltiplicazione agricoli occupa un posto impor-
       tante nell'agricoltura della Comunità;
3)     considerando che. per questa ragione, il Consiglio ha già                (adattato)
       adottato talune direttive relative rispettivamente alla
       commercializzazione delle sementi di barbabietole
       (98/.../CE) ( 4 ), delle sementi di piante foraggere                     (66/400/CEE]
       (98/.../CE) ( 5 ), delle sementi di cereali (98/.../CE) ( 6 ), dei       (66/401/CEE] [66/402/CEE]
       tuberi-seme di patate (98/.../CE) (7) e delle sementi di                 [66/403/CEE]
       piante oleaginose e da fibra (98/.../CE) (8);                            [69/208/CEE]
4)     considerando che un catalogo comune delle varietà può              4.
       essere compilato soltanto sulla base di cataloghi naziona-
       li;
5)     considerando che occorre quindi che tutti gli Stati mem-
       bri compilino uno o più cataloghi nazionali delle varietà
       ammesse nel loro territorio alla certificazione e alla com-
       mercializzazione;
 ()   GUn.C
 ()   GUn.C
  3
 ( ) GU n. L 225 del 12.10.1970, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo
      dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.
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 (78) Vedi pag.... della presente Gazzetta ufficiale.
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 ---pagebreak---  (») considerando che occorre tener conto delle norme slabi-           79/692/CEE
     lite a livello internazionale pei talune disposi/ioni relati-     (adattalo)
     ve all'ammissione delle varietà a livello nazionale, della
     denominazione delle varietà e dell'informazione tra Slati
     membri, nonché rinforzare, almeno per talune specie, le
     norme relative alla libera commercializzazione, per quan-
     to riguarda la varietà, delle sementi appartenenti alle va-
     rietà ammesse negli Slati membri;
 7)  considerando che la compilazione dei cataloghi deve es-           70/457/CEE
     sere effettuata secondo norme unificate affinché le varie-
     tà ammesse siano distinte, stabili e sufficientemente
     omogenee e possiedano un valore agronomico e d'utiliz-
     zazione soddisfacente;
 8)  considerando che occorre prevedere norme particolari              73/438/CEE
     per ciò che riguarda le varietà per le quali si constati          (adattato)
     che non possono essere coltivate in nessun luogo del ter-
     ritorio di uno Stato membro;
 9)  considerando che gli esami per l'ammissione di una va-            70/457/CEE
     rietà esigono che sia determinato un notevole numero di
     criteri e di condizioni minime di esecuzione unificati;
10)  considerando, d'altra parte, che le prescrizioni relative
     alla durata di un'ammissione, ai motivi del suo ritiro e
     all'esecuzione di una selezione conservatrice devono es-
     sere unificate e che occorre prevedere una reciproca in-
     formazione degli Stati membri per quanto riguarda l'am-
     missione ed il ritiro di talune varietà;
11)  considerando che tutte le sementi e tutte le piante am-           (adattato)
     messe in seguito all'adozione della regolamentazione re-
     lativa alle sementi in almeno uno Stato membro, secon-
     do i principi della presente direttiva, non devono essere
     sottoposte nella Comunità, dopo un certo termine, ad
     alcuna restrizione quanto alla varietà e devono accedere
     al catalogo comune delle varietà;
12)  considerando, tuttavia, che occorre accordare agli Stati      10.
     membri il diritto di far valere, mediante una procedura
     particolare, le loro eventuali obiezioni su una varietà e
     sul suo accesso al catalogo comune delle varietà nonché
     la possibilità di formulare obiezioni di carattere fitosani-
     tario su una varietà iscritta nel catalogo sopra citato;
13)  considerando che deve essere adottata una disposizione        11. (adattato)
     particolare per le varietà ammesse secondo i principi
     della presente direttiva in uno Stato membro sul piano
     nazionale; che sembra giustificato che la loro introduzio-
     ne nel catalogo dipenda dall'importanza che esse presen-
     tano per la produzione delle sementi;
14)  considerando che è opportuno che la Commissione prov-         12. (adattato)
     veda alla pubblicazione delle varietà che hanno accesso
     al catalogo comune delle varietà delle specie di piante
     agricole nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee,
     serie C;
15)  considerando che occorre prevedere prescrizioni che ri-       13.
     conoscano l'equivalenza degli esami e dei controlli delle
     varietà effettuati nei paesi terzi;
                                                        10
 ---pagebreak--- 16) considerando che è opportuno non applicare le norme           14.
    comunitarie alle varietà per le quali sia provalo che le
    sementi o i materiali di moltiplicazione sono destinati
    all'esportazione in paesi terzi;
17) considerando che è opportuno conferire alla Commissio-        15. (adattato)
    ne la competenza di adottare talune misure di applica-
    zione; che, per facilitare l'attuazione delle disposizioni
    previste, è opportuno prevedere una procedura che in-
    stauri una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la
    Commissione, in seno ad un comitato permanente per le
    sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e
    forestali;
18) considerando che la presente direttiva deve lasciare im-
    pregiudicati gli obblighi degli Slati membri relativi ai ter-
    mini d'attuazione delle direttive indicate nell'allegato I,
    parte B,
    HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                        11
 ---pagebreak---                            Articolo I
 1. La presente direttiva riguarda l'ammissione delle va-       70/457/CEE
rietà di barbabietole, di piante foraggere, di cereali, di pa-
tate, di piante oleaginose e da fibra in un catalogo comune
delle varietà delle specie di piante agricole le cui sementi o
i cui materiali di moltiplicazione possono essere commer-
cializzati secondo le disposizioni delle direttive relative ri-
spettivamente alla commercializzazione delle sementi di
barbabietole (98/.../CE), delle sementi di piante foraggere     166/400/CEE]
(98/.../CE), delle sementi di cereali (98/.../CE), dei tuberi-  [66/401/CEE] - [66/402/CEE]
seme di patate (98/.../CE) e delle sementi di piante oleagi-    [66/403/CEE]
nose e da fibra (98/.../CE).                                    (69/208/CEE]
2. Il catalogo comune delle varietà viene compilato in
base ai cataloghi nazionali degli Stati membri.
3. La presente direttiva non si applica alle varietà per le                                 Articolo 22
quali è provato che sementi e materiali di moltiplicazione
sono destinati soltanto all'esportazione verso i paesi terzi.
                           Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva s'intendono per «disposi-
zioni ufficiali», le disposizioni adottate:
a)    da autorità di uno Stato o,
b)    sotto la responsabilità dello Stato, da persone giuridi-
      che di diritto pubblico o privato o,
e)    per attività ausiliarie, sempre sotto il controllo dello
      Stato, da persone fisiche vincolate da giuramento,
a condizione che le persone indicate sub b) e e) non trag-
gano profitto particolare dal risultato di dette disposizioni.
                           Articolo 3
I. Ogni Stato membro compila uno o più cataloghi delle
varietà ammesse ufficialmente alla certificazione e alla
commercializzazione nel suo territorio. I cataloghi possono
essere consultati da chiunque.
2. Nel caso di varietà (linee inbred, ibridi) che sono de-      88/380/CEE art. 6.1
stinate unicamente a servire da componenti per le varietà       (adattato)
finali, il paragrafo 1 si applica solo se le sementi loro ap-
partenenti devono essere commercializzate sotto il loro no-
me.
Le condizioni secondo le quali il paragrafo 1 si applica
anche ad altre varietà componenti possono essere fissate
conformemente alla procedura di cui all'articolo 23, para-
grafo 2. Nel frattempo, nel caso di cereali diversi dal gran-
turco, gli Stati membri stessi possono applicare dette di-
sposizioni ad altre varietà componenti nei confronti delle
sementi destinate alla certificazione nei loro territori.
Le varietà componenti sono indicate come tali.
                                             12
 ---pagebreak--- 3. (ìli Stali membri possono stabilite che l'ammissione di       70/457/CEE
una vaiietà nel catalogo comune o nel catalogo di un altro
Stalo membro equivale all'ammissione nel loto piopiio ca
talogo. In lai caso, lo Sialo mcmbio e dispensato dagli oh
blighi previsti dagli articoli 7, 9, paragrafo 3, e IO, paragra-
fi da 2 a 5.
4. Gli Stati membri adottano le misure necessarie af-
finché le ammissioni ufficiali delle varietà, che abbiano
avuto luogo anteriormente al 1° luglio 1972, secondo prin-       72/418/CEE art. 7.1
cipi diversi da quelli della presente direttiva, scadano il 30
giugno 1980 al più tardi, se a tale data le varietà in que-
stione non sono state ammesse in base alle disposizioni
della presente direttiva.
Le date di cui sopra sono sostituite rispettivamente da
quella del:
—      I" marzo 1986 e 31 dicembre 1990, per la Spagna,          86/155/CEE art. 5.1
      relativamente alle specie seguenti:                        (adattato)
      Agrostis stolonifera
      A^rostis tennis
      l'hlcum pratense
      Poa pratensis
      Hedysarum coronarium
      Lotus comiculatus
      Lupinus angustifolium
      Lupinus luteus
      Onobtychis viciifolia
      Trifolium alexandrinum
      Trifolium pratense
      Vicia villosa
      [irassica napus var. napobrassica
      lirassica oleracea con var. accphala
      liaphanus sativus ssp. oleifera e
      Arachis hipogaea;
—     1° gennaio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il Re-      Atto d'adesione DK, IRL, UK art. 29
      gno Unito.                                                 (adattato)
Per quanto riguarda il territorio dell'ex Repubblica demo-       90/654/CEE art. 2
cratica tedesca e per le varietà ammesse dalle autorità del-     (adattato)
la ex Repubblica democratica tedesca, le date di cui al pri-
mo comma sono sostituite rispettivamente dalle date del 3
ottobre 1990 e del 31 dicembre 1994.
Questa disposizione è applicabile mutatis mutandis alle va-
rietà che non sono state ufficialmente ammesse, ma le cui
sementi erano commercializzate e seminate nel territorio in
parola prima dell'unificazione tedesca.
                                               13
 ---pagebreak--- 5. Gli Stati membri possono essere autorizzati, secondo          80/1141/CEEart. 1
 la procedura prevista all'articolo 23, a prorogare per deter-
minate varietà il termine di scadenza previsto al paragrafo
4 fino al 31 dicembre 1982 al più tardi, qualora alla data
 del 1° luglio 1980 non sia stala ancora conclusa la proce-
 dura di esame iniziala per tali varietà prima di questa data,
 in vista della loro ammissione conformemente alla presente
direttiva.
                            Articolo 4                           70/457/CEE
  1. Gli Stati membri provvedono a che una varietà venga
ammessa solo ove sia distinta, stabile e sufficientemente
omogenea. Essa deve inoltre possedere un valore agrono-
 mico e di utilizzazione soddisfacente.
2. L'esame del valore agronomico e di utilizzazione non
è necessario:
a)     per l'ammissione delle varietà di graminacee, se il co-
       stitutore dichiara che le sementi della sua varietà non
       sono destinate ad essere utilizzate come piante forag-
       gere;
b)     per l'ammissione delle varietà le cui sememi sono de-
       stinate ad essere commercializzale in un altro Stato
       membro, il quale le abbia ammesse in considerazione
       del loro valore agronomico e di utilizzazione;
e)    per l'ammissione di varietà (linee inbred, ibridi) utiliz- 88/380/CEE art. 6.2
      zate esclusivamente come componenti di varietà ibride
      che soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 1.
3. Nel caso di varietà cui si applica il paragrafo 2, lette-     88/380/CEE art. 6.3
ra a), si può decidere, conformemente alla procedura pre-
vista all'articolo 23, paragrafo 2, e nella misura in cui sia
giustificato nell'interesse della libera circolazione delle se-
menti all'interno della Comunità, che le varietà devono ri-
sultare a un esame approprialo atte all'uso cui si dichiara-
no destinate. In questi casi devono essere fissate le
condizioni per l'esame.
                           Articolo 5
1. Una varietà è distinta se, indipendentemente dall'ori-        79/692/CEE art. 3.1
gine — artificiale o naturale — della variazione iniziale da
cui proviene, si distingue nettamente per uno o più caratte-
ri importanti da qualsiasi altra varietà nota nella
Comunità.
I caratteri si debbono poter riconoscere con precisione e
descrivere con altrettanta precisione.
Una varietà nota nella Comunità è qualsiasi varietà che, al
momento in cui la richiesta di ammissione della varietà da
giudicare è presentata nei debiti modi:
—     figura nel catalogo comune della varietà delle specie
      delle piante agricole o nel catalogo delle varietà delle
      specie di ortaggi,
                                              14
 ---pagebreak---        o, pur senza ligulare in uno dei suddetti cataloghi, è   79/692/CEE art. 3.1
       ammessa o in corso di ammissione nello Slato mem-
       bro in questione o è ammessa in un altro Stato mem-
       bro alla certificazione e alla commercializzazione o al-
       la certificazione per altri paesi,
a meno che, prima della decisione in merito alla richiesta
di ammissione della varietà da giudicare, non siano più
soddisfatti in tutti gli Stati membri i requisiti sopra indica-
ti.
2. Una varietà è stabile se, dopo le sue riproduzioni o         70/457/CEE
moltiplicazioni successive o alla line di ogni ciclo, qualora
il costitutore abbia definito un ciclo particolare di riprodu-
zioni o di moltiplicazioni, resta conforme alla definizione
dei suoi caratteri essenziali.
3. Una varietà è sufficientemente omogenea se le piante
che la compongono — a parte qualche rara aberrazione —
sono, lenendo conto delle particolarità del sistema di ripro-
duzione delle piante, simili o geneticamente identiche per
l'insieme delle caratteristiche considerate a tal fine.
4. Una varietà possiede un valore agronomico o di uti-
lizzazione soddisfacente se, visto l'insieme delle sue qualità,
costituisce, rispetto alle altre varietà ammesse nel catalogo
dello Stato membro in questione, almeno per la produzio-
ne in una determinala regione, un netto miglioramento per
la coltivazione o per la gestione dei raccolti o per l'impie-
go dei prodotti ottenuti. L'eventuale deficienza di talune
caratteristiche può essere compensata dalla presenza di al-
tre caratteristiche favorevoli.
                             Articolo 6
Gli Stati membri vigilano a che le varietà provenienti da
altri Stati membri siano soggette, in particolare per quanto
concerne la procedura d'ammissione, alle stesse condizioni
applicate alle varietà nazionali.
                             Articolo 7
 I. (ìli Stali membri stabiliscono che l'ammissione delle va-
rietà sia subordinata ad esami ufficiali, effettuati principal-
mente in campo e volti ad accertare la rispondenza di ca-
ratteri sufficienti per descrivere la varietà. I metodi
impiegati per l'accertamento dei caratteri devono essere
precisi e provati. Ai fini della distinzione, gli esami in col- 79/692/CEE art. 3.2
tura comprendono almeno le varietà paragonabili disponi-
bili, note nella Comunità ai sensi dell'articolo 5. paragrafo
 1. Per l'applicazione dell'articolo 9 sono comprese altre va-
rietà paragonabili disponibili.
2. Secondo la procedura prevista dall'articolo 23, para-
grafo 2, sono fissati, tenendo conto dello stato delle cono-
scenze tecniche e scientifiche:
a)     i caratteri minimi sui quali devono vertere gli esami
       per le varie specie;
b)      le condizioni minime cui devono soddisfare gli esami.
                                               15
 ---pagebreak--- 3. Ove l'esame dei componenti genealogici si renda indi-        70/457/CEE
spensabile per lo studio degli ibridi e delle varietà sinteti-
che, gli Stati membri, su richiesta del costitutore, vigilano a
che i risultati dell'esame e la descrizione dei componenti
genealogici siano tenuti segreti.
                           Articolo S
(ìli Stati membri prescrivono che il richiedente, all'atto del
deposito della domanda di ammissione di una variclà, deve
indicare se quest'ultimo sia già stato oggetto di domanda
in un altro Stato membro, di quale Stato membro si tratta
e il risultato di tale domanda.
                           Articolo 9
 1. Gli Stati membri provvedono alla pubblicazione uffi-
ciale del catalogo delle varietà ammesse nel loro territorio,
seguite dal nome del responsabile o dei responsabili della
selezione conservatrice nei rispettivi paesi. Quando più
persone sono responsabili della selezione conservatrice di
una varietà, la pubblicazione del loro nome non è indi-
spensabile. Nel caso in cui non sia effettuala la pubblica-
zione, il catalogo indica l'autorità che dispone dell'elenco
dei nomi dei responsabili della selezione conservatrice.
2. Quando ammettono una varietà, gli Stali membri vigi-
lano a che essa abbia, se possibile, la stessa denominazione
negli altri Slati membri.
Ove si sappia che sementi o materiali di moltiplicazione di
una determinata varietà sono commercializzati in altro pae-
se sotto una denominazione diversa, quest'ultima dovrà fi-
gurare anch'essa nel catalogo.
3. Gli Stati membri, tenendo conto delle informazioni           79/692/CEE art. 3.3
disponibili, provvedono inoltre affinché una varietà che
non si distingue nettamente:
—     da una varietà precedentemente ammessa nello Stato
      membro in questione o in un altro Stato membro
      da un'altra varietà sulla quale sia già stato espresso
      un giudizio, per quanto concerne la distinzione, la sta-
      bilità e l'omogeneità secondo norme che corrispondo-
      no a quelle della presente direttiva, senza tuttavia es-
      sere una varietà nota nella Comunità ai sensi
      dell'articolo 5, paragrafo 1,
porti la denominazione di tale varietà. Tale disposizione
non si applica se la denominazione può indurre in errore o
dare adito a confusione per quanto concerne le varietà op-
pure se altri fatti si oppongono al suo impiego in base alle
disposizioni dello Stato membro interessato in materia di
denominazioni varietali ovvero se un diritto di un terzo
ostacola il libero impiego di tale denominazione in relazio-
ne con la varietà.
                                             16
 ---pagebreak--- •i, Per ciascuna varietà ammessa, gli Stali membri ap-              70/457/CEE - 79/692/CEE art 3.4
prontano un fascicolo che comprende chiaramente una de-
scrizione della varietà e un liassuuto chiaro ili tutti i latti
su cui si basa l'ammissione. La descrizione delle varietà si
riferisce alle piante ottenute direttamente da sementi e
piante della categoria «sementi e piante certificale».
                            Articolo 10
1. Ogni richiesta o ritiro di richiesta di ammissione di            79/692/CEE art. 3.5
una varietà, ogni iscrizione in un catalogo di varietà
nonché le varie modifiche del medesimo sono immediata-
mente notificate agli altri Stati membri e alla Commissio-
ne.
2. Gli Stati membri comunicano agli altri Stati membri e            70/457/CEE
alla Commissione, per ogni nuova varietà ammessa, una
breve descrizione delle caratteristiche più importanti relati-
ve alla sua utilizzazione. La presente disposizione non si          88/380/CEE art. 6.4
uppliciLJicljatso_iJLvajjeià,(iiiK^ inbred, ibridjJLehc wni)
destinale unicamente u servire du eLmipojieiiii per Je, v.urie.-
là l'inali. A richiesta,, gli Sufi membri comurùcanu aiieheJ        72/418/CEE ari. 7.2
caratteri che. Uillereuzjajio.. la varielà. itLiiueaLiune da iillre
varietà analoghe*
3. Ogni Stato membro tiene a disposizione degli altri
Stati membri e della Commissione i fascicoli di cui all'arti-
colo 9, paragrafo 4, relativi alle varietà ammesse o che
hanno formato oggetto di un ritiro dal catalogo. Le infor-
mazioni reciproche concernenti questi fascicoli rimangono
confidenziali.
4. Gli Stati membri provvedono a che i fascicoli di am-
missione siano resi accessibili — a titolo personale ed
esclusivo — a coloro che abbiano dimostrato un interesse
giustificato a tale riguardo. Tali disposizioni non sono ap-
plicabili quando, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3, i dati
devono essere tenuti confidenziali.
5. In caso di rifiuto o di revoca dell'ammissione di una
varietà, i risultati degli esami vengono comunicati agli inte-
ressali.
                             Articolo II
 1. (ili Stali membri stabiliscono che le varietà ammesse
vengano mantenute mediante selezione conservatrice.
2. La selezione conservatrice deve poter essere sempre
controllata in base alle registrazioni effettuate dal respon-
sabile o dai responsabili della varietà. Tali registrazioni de-
vono estendersi anche alla produzione di tutte le genera-
zioni precedenti le sementi o i materiali di moltiplicazione
di base.
3. Al responsabile della varietà possono essere chiesti
campioni. Se necessario, essi possono essere prelevati uffi-
cialmente.
                                                  17
 ---pagebreak--- 4. Se la selezione conservatrice ha luogo in uno Stato          70/457/CEIÌ
membro diverso da quello in cui la varietà è stata ammes-
sa, gli Stali membri interessali si prestano reciprocamente
assislenza amministrativa in materia di controllo.
                           Articolo 12
1. Lammissione di una varietà è valida sino alla fine del
decimo anno civile successivo all'ammissione medesima.
Lammissione delle varietà accordata dalle autorità dell'ex      90/654/CEE art. 2
Repubblica democratica tedesca prima dell'unificazione te-
desca resta valida al più tardi sino alla fine del decimo
anno civile che segue l'iscrizione di tali varietà nel catalogo
compilato dalla Repubblica federale di Germania a norma
dell'articolo 3, paragrafo 1.
2. Lammissione di una varietà può essere rinnovata per          70/457/CEE
periodi determinali, ove sia giustificata l'importanza del
suo mantenimento in coltura e sempre che risultino soddi-
sfatti i previsti requisiti di distinzione, di omogeneità e di
stabilità. La domanda di rinnovo dev'essere introdotta al-
meno due anni prima della data di scadenza dell'ammissio-
ne.
3. Lammissione deve essere provvisoriamente prolungata
sino a che venga presa una decisione quanto alla domanda
di rinnovo.
                           Articolo 13                                              Articolo 12 Ns
1. Gli Stati membri provvedono affinché siano dissipati i       79/692/CEE art. 3.6
dubbi sorti dopo l'ammissione di una varietà per quanto
concerne la valuta/ione della sua distinzione o della sua
denominazione al momento dell'ammissione.
2. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la
condizione della distinzione ai sensi dell'articolo 5 non è
stata soddisfatta al momento dell'ammissione, quest'ultima
è sostituita da un'altra decisione, eventualmente dal suo
annullamento, conformemente alla presente direttiva.
Con quest'altra decisione la varietà non è più considerata
come una varietà nota nella Comunità ai sensi dell'articolo
5, paragrafo 1, a partire dal momento della sua ammissio-
ne iniziale.
3. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la
denominazione ai sensi dell'articolo 9 non era accettabile
al momento dell'ammissione, la denominazione viene adat-
tata in modo tale da renderla conforme alla presente diret-
tiva. Gli Stati membri possono permettere che la denomi-
nazione precedente sia temporaneamente utilizzata a titolo
supplementare. Le modalità d'impiego della precedente de-
nominazione a titolo supplementare possono essere fissate
secondo la procedura di cui all'articolo 23, paragrafo 2.
                                               18
 ---pagebreak---                            Articolo 14                                                          Articolo 13
1. Gli Stati membri provvedono a che l'ammissione di            70/457/CEE
una varietà venga revocata:
a)    qualora, in sede d'esame, risulti che una varietà non è
      più distinta, stabile o sufficientemente omogenea,
b)    qualora il responsabile o i responsabili della varietà
      ne facciano richiesta a meno che una selezione con-
      servatrice resti assicurata.
2. Gli Stati membri possono revocare l'ammissione di
una varietà:
a)    in caso di mancata osservanza delle disposizioni legi-
      slative, regolamentari o amministrative adottate in ap-
      plicazione della presente direttiva,
b)    qualora, all'atto dell'inoltro della domanda di ammis-
      sione o nel corso della procedura di esame, siano sta-
      te fornite indicazioni false o fraudolente in merito agli
      elementi da cui dipende l'ammissione.
                           Articolo 15                                                           Articolo 14
1. Gli Stati membri provvedono a ritirare una varietà dal
loro catalogo, qualora l'ammissione di tale varietà sia revo-
cata o la validità dell'ammissione sia giunta a scadenza.
2. Gli Slati membri possono consentire nel loro territo-        79/967/CEE art. 2.1
rio un periodo transitorio per la certificazione e la com-
mercializzazione delle sementi o dei tuberi seme di patate
che si protragga al massimo fino al 30 giugno del terzo
anno successivo alla scadenza dell'ammissione.
Per le varietà che in base all'articolo 16, paragrafo 1, sono
state comprese nel catalogo comune delle varietà di cui
all'articolo 19, il periodo transitorio che scade per ultimo
fra quelli accordati dai vari Stati membri di ammissione a
norma del primo comma si applica alla commercializzazio-
ne in tutti gli Stati membri quando le sementi o i tuberi
seme della varietà in questione non sono state sottoposte a
nessuna restrizione di commercializzazione per quanto ri-
guarda la varietà.
                           Articolo 16                                                           ArlkvhJl
 1. Gli Stati membri vigilano a che le sementi e i ma-          70/457/CEE
teriali di moltiplicazione delle varietà ammesse, a decorre-    (adattato)
re dal 1° luglio 1972 in almeno uno Stato membro confor-
memente alle disposizioni della presente direttiva, non
soggiacciano, dopo il 31 dicembre del secondo anno suc-
cessivo a quello dell'ammissione della varietà, ad alcuna
restrizione di commercializzazione per ciò che riguarda la
varietà. La data di cui sopra è sostituita dal:
       1° luglio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno   Atto d'adesione DK, IRL, UK art. 29
       Unito;                                                   (adattato)
                                              19
 ---pagebreak---       I" marzo I98(> pei la Spagna, relativamente alle           8n/l55/CEE:irt5.2
     vanita diverse ila quelle figuranti ulficialmentc nel       (adattato)
     catalogo di detto Sialo membro al I" marzo |98(> e
     figuranti altresì, alla stessa data, nel catalogo di uno o
     più Stati membri della Comunità a Dieci, fatte salve
     le disposizioni particolari applicabili a talune specie
     menzionate nel paragrafo 5.
2. In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, uno Stato        70/457/CEE
membro che lo richieda può essere autorizzato a vietare in
tutto o parte del suo territorio, anteriormente allo scadere
dei termini di cui al paragrafo 1, secondo la procedura
prevista all'articolo 23, paragrafo 2, la commercializzazione
delle sementi e dei materiali di moltiplicazione della varie-
tà di cui trattasi. Vengono prese in considerazione unica-       79/692/CEE art. 3.7
mente le richieste presentate 4 mesi prima della scadenza
diiali termini Per quanto riguarda la Grecia, per le varie-      88/380/CEE art. 6.5
tà che sono state ammesse anteriormente al 1° gennaio
1986 in uno o più Stati membri e che non sono mai state
commercializzale in Grecia anteriormente a tale data, le
domande presenlate da .nuialo. Stalo membro ._cjiuo_il 31
dicembre IVHOsorjo prcseJn considerazione, laiuutalvojl
paragrafo 1. purché le domande siano formulate nei casi
previsti al paragrafo 3. lettera e), primo trattino,
3. L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 può essere con-
cessa soltanto:
a)   se la varietà non è distinta, stabile o sufficientemente
     omogenea, ovvero
b)   se è provato che la coltura di questa varietà potrebbe
     nuocere, sul piano fitosanitario, alla coltura di altre
     varietà o specie, oppure
e)   —     qualora, in base ad esami ufficiali in coltura, ef-   73/438/CEE art. 7.2
           fettuati nello Stato membro richiedente, appli-
           cando per analogia le disposizioni ile II'articolo S,
           paiagrafo -1. si sia costatato che la varietà non
           coi risponde in nessuna (tarte del tei i Mono di tale
           Slato ai iistillati ottenuti per un'altra varietà
           comparabile ammessa nel territorio di dello Sta-
           lo membro o
      —    se è notorio che la varietà, per forma o classe di
           maturità, non è atta ad essere coltivata in alcuna
           parte del territorio di detto Stato membro.
4. Se, per -una varietà, uno Stato membro non intende            70/457/CEE
introdurre una domanda, secondo la procedura di cui al
paragrafo 2, lo notifica alla Commissione o fa una dichia-
razione in questo senso in sede di comitato di cui all'arti-
colo 23, paragrafo 1.
                                               20
 ---pagebreak--- S. Qualora tulli gli Siali membri abbiano effettualo la         70/457/CEE
notifica o la dichiarazione di cui al paragrafo I, il termine
previsto dal paragrafo 1 non si applica più e viene applica-
lo l'articolo 19. N_el caso dèlie, specie lh'tu Valiums L e     79/692/CEE art. 3.8
Solatium tuberosum I-. questa condizione è considerata
soddisfatta il 31 dicembre di ogni anno per le varietà che
nei quattro mesi precedenti tale data abbiano formato op-
geliito delle comunicazioni previste dall'articolo IO. paragra-
li 1 e 2. salvo se uno Stato membro comunica alla Com-
missione o dichiara in seno al comitato di cui all'articolo
23. paragrafo 1. che non intende rinunciare a presentare
una richiesta in conformità del paragrafo 2, Il Consiglio
decide, su proposta della Commissione, se queste disposi-
zioni sono applicabili anche ad altre specie.
6. Se, all'atto della sua ammissione in uno Stato mem-
bro, la varietà è pure oggetto di esami in un altro Stato
membro in vista della sua ammissione, il termine previsto
al paragrafo 1 è ridotto per questo ultimo Stato membro
della durata dei suddetti esami.
7. Secondo la procedura prevista all'articolo 23, paragra-
fo 2, il termine previsto al paragrafo 1 può essere proroga-
to anteriormente alla sua scadenza, sempreché una ragione
essenziale lo giustifichi.
                            Articolo 17                                                          Articolo 16
 1. Larticolo 16 è ugualmente applicabile alle varietà che      (adattato)
sono state ammesse anteriormente al 1° luglio 1972 sul
piano nazionale, conform'emente alla regolamentazione na-
zionale e secondo principi corrispondenti a quelli della
presente direttiva nei casi seguenti:
a)     se l'ammissione è stata concessa dopo il 30 giugno
        1967, oppure
b)     se l'ammissione è stata concessa prima della data pre-
       vista dalla lettera a) in almeno due Stati membri, ov-
       vero
e)     se l'ammissione è stata concessa prima della data di
       cui alla lettera a) in uno Stato membro, a condizione
       che nel detto Stalo membro la proporzione delle su-
       perlici di moltiplicazione della varietà sottoposte
       all'ispezione in campo per la certificazione, dopo la
       data prevista dalla lettera a) e durante tre periodi di
       vegetazione, equivalga ogni volta ad almeno il 3 %
       dell'insieme delle superfici di riproduzione della spe-
       cie.
2. La data di cui al paragrafo 1, frase introduttiva, è so-
stituita dal:
        1° luglio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno  Atto d'adesione DK, IRL, UK art. 29
       Unito;                                                   (adattato)
—      1° marzo 1986, per la Spagna.                            86/155/CEE art 5.3
                                                                (adattato)
                                               21
 ---pagebreak--- 3. Per quanto riguarda la Germania e per le varietà              90/654/CEE art. 2
ammesse dalle autorità dell'ex Repubblica democratica te-        (adattato)
desca, la data prevista al paragrafo 1, frase introduttiva, è
sostituita da quella del 3 ottobre 1990. Linsieme delle su-
perfici di riproduzione della specie, di cui al paragrafo 1,
lettera e), sono quelle situate nel territorio dell'ex Repub-
blica democratica tedesca.
                           Articolo 18                                                            Articolo 17
 1.   Il termine di cui all'articolo 16, paragrafo 1, decorre:   70/457/CEE
                                                                 (adattato)
a)    dal 1° luglio 1972 per i casi previsti all'articolo 17,
      paragrafo 1, lettere a) e b),
b)    per il caso previsto all'articolo 17, paragrafo 1, lettera
      e), dalla data in cui lo Stato membro notifica alla
      Commissione che è stata rispettala la condizione.
2.    Il termine di cui al paragrafo 1, lettera a) decorre dal:
—     1° luglio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno     Atto d'adesione DK, IRL, UK art. 29
      Unito;                                                     (adattato)
—      1° marzo 1986, per la Spagna.                             86/155/CEEart5.4
                                                                 (adattato)
3. Nei casi di cui all'articolo 17, paragrafo 3, il termine      90/654/CEE art. 2
di cui al all'articolo 16, paragrafo 1, decorre dal 3 ottobre    (adattato)
 1990.
                           Articolo 19                                                            Articolo 18
Conformemente alle informazioni fornite dagli Stati mem-         70/457/CEE
bri e via via che esse le pervengono, la Commissione prov-
vede a pubblicare nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee, serie C, sotto la designazione «Catalogo comune
delle varietà delle specie di piante agricole», tutte le varie-
tà le cui sementi e materiali di moltiplicazione, ai sensi
degli articoli 16 e 17, non sono soggetti ad alcuna restri-
zione di commercializzazione per quanto concerne la varie-
tà nonché le indicazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 1,
relative al responsabile o ai responsabili della selezione
conservatrice. La pubblicazione indica gli Stati membri che
hanno beneficiato di un'autorizzazione in base all'articolo
16, paragrafo 2, o in base all'articolo 20. Tale pubblicazio-    79/967/CEE art. 2.2
ne comprende le varietà per le quali si applica un periodo
transitorio a norma dell'articolo 15, paragrafo 2. secondo
comma. Vi si indica inoltre la durata del periodo transito-
rio e. se del caso, gli Stati membri nei quali quest'ultimo
non è previsto.
                                              22
 ---pagebreak---                             Articolo 20                           70/457/CEE        Articolo 19
Qualora si costati che la coltura di una varietà, ammessa
nel catalogo comune delle varietà potrebbe nuocere sul
piano fitosanitario, in uno Stato membro, alla coltura di
altre varietà o specie, detto Stato membro può essere auto-
rizzato, su sua richiesta, in base alla procedura di cui
all'articolo 23, paragrafo 2, a vietare la commercializzazio-
ne delle sementi o materiali di moltiplicazione di tale va-
rietà in tutto il suo territorio o in una parte di esso. In
caso di imminente pericolo di propagazione di organismi
nocivi, lo Stato membro interessato può adottare tale di-
vieto subilo dopo aver inoltrato la sua domanda sino al
momento della presa di posi/ione definitiva che deve esse-
re adottala secondo la procedura di cui all'articolo 23, pa-
ragrafo 2.
                            Articolo 21                                             Articolo 20
Quando una varietà non è più ammessa in uno Stato
membro in cui era stata ammessa inizialmente, uno o più
altri Stati membri possono mantenere l'ammissione di tale
varietà qualora perdurino le condizioni di ammissione e se
una selezione conservatrice resta assicurata.
                            Articolo 22                                             Articolo 21
1. Su proposta della Commissione, il Consiglio, delibe-
rando a maggioranza qualificata, costata:
a)    se gli esami ufficiali delle varietà effettuati in un pae-
      se terzo offrono le stesse garanzie degli esami effet-
      tuati negli Stali membri conformemente all'articolo 7;
b)    se i controlli delle selezioni conservatrici effettuali in
      un paese terzo offrono le slesse garanzie dei controlli
      effettuati dagli Stali membri.
2. Il paragrafo I si applica anche a ogni nuovo Stato             72/274/CEE art. 2
membro per il periodo che va dal giorno della sua adesio-
ne alla dala alla quale deve mettere in vigore le disposizio-
ni legislative, regolamentari o amministrative necessarie
per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva.
                            Articolo 23                                             Articolo 23
1. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita      70/457/CEE
nel presente articolo, il comitato permanente per le semen-       (adattato)
ti e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e foresta-
li, istituito con decisione 66/399/CEE del Consiglio ('), è
chiamato a pronunciarsi dal suo presidente, sia su iniziativa
di quest'ultimo sia a richiesta del rappresentante di uno
Stato membro.
 (')   GU n. 125 dell'I! 7. 1966, pag. 2289/66.
                                                23
 ---pagebreak--- 2. Il rappiesentaiile della Commissione sottopone al co-        95/1 /CE, Euratom. CECA
milalo un piogeno delle misure ila adottare. Il comitato        allegato 1, punto V. E A. 48
formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'ado-
zione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su pro-
posta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comi-
tato, viene attribuita ai voti dei rappresentatnti degli Stati
membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il
presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono d'immediata ap-           70/457/CEE
plicazione. Qualora tuttavia non siano conformi al parere
formulato dal comitato, esse vengono immediatamente co-
municate dalla Commissione al Consiglio. In tal caso la
Commissione può rinviare l'applicazione delle misure da
essa decise di un mese al massimo a decorrere dalla comu-
nicazione.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può
prendere una decisione diversa entro il termine di un
mese.
Il comitato può inoltre prendere in esame ogni altro pro-       66/399/CEE art. 2
blema che rientri nell'ambito della presente direttiva e che    (adattato)
sia sollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo
sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
                          Articolo 24
Con riserva di quanto disposto agli articoli 16, 17 e 20, la    70/457/CEE
presente direttiva non pregiudica le disposizioni delle
legislazioni nazionali giustificate da motivi di tutela della
salute e della vita delle persone e degli animali o di pre-
servazione dei vegetali o di protezione della proprietà in-
dustriale o commerciale.
                                              24
 ---pagebreak---                          Articolo 25
1. Le direttive indicate nell'allegato I, parte A, sono
abrogate, salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai
termini d'attuazione indicati nell'allegato I, parte 13.
2. I riferimenti alle direttive abrogate devono intendersi
come riferimenti latti alla presente direttiva e devono esse-
re letti secondo la tavola di concordanza che figura all'alle-
gato II.
                         Articolo 26
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
                         Articolo 27
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
                                               Ter il Consiglio
                                                  Il Presidente
                                             25
 ---pagebreak---                                                     ALLEGATO I
                                                        Parte A
                                                  Direttive abrogate
                                               (previste all'articolo 25)
Direttiva 70/457/CEE e atti modifica-
tivi successivi:            . .
direttiva 72/274/CEE del Consiglio    unicamente per quanto riguarda i riferimenti alle disposi-
                                      zioni della direttiva 70/457/CEE di cui agli articoli 1 e 2
direttiva 72/418/CEE del Consiglio    unicamente 'articolo 7
direttiva 73/438/CEE del Consiglio    unicamente 'articolo 7
diretliva 7K/55/CEE del Consiglio     unicamente I 'articolo 6
direttiva 79/692/CEE del Consiglio    unicamente 'ariitolo 3
direttiva 79/967/CEE del Consiglio    unicamente 'articolo 2
direttiva 80/1141/CEE del Consiglio   unicamente 1'articolo 1
diretliva 86/155/CEE del Consiglio    unicamente I 'articolo 5
direttiva 88/380/CEE del Consiglio    unicamente 'articolo 6
direttiva 90/654/CEE del Consiglio    unicamente per quanto riguarda i riferimenti alle disposi-
                                      zioni della direttiva 70/457/CEE di cui all'articolo 2 ed
                                      all'allegato II.I.6
                                                            26
 ---pagebreak---                                                                       Parte H
                                         Elenco dei termini di attuazione nel diritto nazionale
                                                            (previsti all'articolo 25)
                                 Direttiva                                                           Termini di attuazione
70/457/CEE (GU n. L 225 del 12. 10. 1970, pag. 1 )                           1" luglio 1972 ( ' ) ( 2 )
72/274/CEE (GU n. L 171 del 29. 7. 1972, pag. 37)                            1° luglio 1972 (articolo 1)
                                                                             1° gennaio 1973 (articolo 2)
72/418/CEE (GU n. L 287 del 26. 12. 1972, pag. 22)                           1 ° luglio 1972 (articolo 7)
73/438/CEE ( G U n. L 356 del 27. 12. 1973, pag. 79)                         1 ° luglio 1974 (articolo 7)
78/55/CEE (GU n. L 16 del 20. 1. 1978, pag. 23)                              1° luglio 1977 (articolo 6)
79/692/CEE (GU n. L 205 del 13. 8. 1979, pag. 1)                             1 " luglio 1977 (articolo 3, punto 9)
                                                                             1 ° luglio 1982 (altre disposizioni)
79/967/CEE (GU n. L 293 del 20. 11. 1979, pag. 16)                           1 ' luglio 1982 (articolo 2)
80/1141/CEE (GU n. L 341 del 16. 12. 1980, pag. 27)                          1° luglio 1980 (articolo 1)
86/155/CEE ( C U n. L 118 del 7. 5. 1986, pag. 23)                           1 ° marzo 1986 (articolo 5)
88/380/CEH (GU n. L 187 del 16. 7. 1988, pag. 31 )                           1 ° gennaio 1986 (articolo 6, punti 5 e 6)
                                                                             1° luglio 1990 (altre disposizioni)
90/654/CEE (GU n. I. 353 del 17. 12. 1990, pag. 48)
( ')  Per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito il 1 ° luglio 1973; per la Grecia il 1 ° gennaio 1986; per la Spagna il 1 * marzo 1986; per il
      Portogallo il 1 * gennaio 1989 per quanto riguarda la commercializzazione delle sementi di piante foraggere per le specie Lolium multi-
     florum Lam.,Loliumperenne L. e Vicia sativa L. e per quanto riguarda la commercializzazione delle sementi di cereali per le specie Hor-
     deum vulgare L., Oryza sativa L, Triticum aestivum L. emend. Fiori e Paol., Triticum durum Desf. e Zea mays L.; il 1 " gennaio 1991 per
      le altre specie.
(2)   Il 1 ° gennaio 1995 per l'Austria, la Finlandia e la Svezia.
      —      La Finlandia e la Svezia possono rinviare, fino al 31 dicembre 1995 al più tardi, l'applicazione nei loro territori della presente
             direttiva per quanto concerne la commercializzazione nei loro territori di sementi delle varietà elencate nei rispettivi cataloghi
             nazionali delle varietà delle specie di piante agricole edelle varietà delle specie di ortaggi,che non sonostateufficialmenteaccetta-
             tc ai sensi delle disposizioni della suddetta direttiva. Le sementi delle suddette varietà non possono essere commercializzate nel
             territorio di altri Stati membri durante il suddetto periodo.
      —      Le varietà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi che, alla data dell'adesione o successivamente, sono elencate sia
             nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della Svezia sia nei cataloghi comuni non sono soggette ad alcuna restrizione
             di commercializzazione relativamente alle varietà.
      —      Durante il periodo indicato nel primo trattino, le varietà riportate nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della Svezia
             che siano slate ufficialmente accettate ai sensi delle disposizioni delle suddette direttive sono inserite, rispettivamente, nei catalo-
             ghi comuni delle varielà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi.
                                                                          27
 ---pagebreak---                                        ALLEGALO II
                                 l'AVOLA DI CONCORDANZA
Direttiva 70/457/CEE                           Presente direttiva
Articolo 1, paragrafo 1                        Articolo 1, paragrafo 1
Articolo 1, paragrafo 2                        Articolo 1, paragrafo 2
Articolo 22                                    Articolo 1, paragrafo 3
Articolo 2                                      Articolo 2
Articolo 3, paragrafo 1                         Articolo 3, paragrafo 1
Articolo 3, paragrafo I bis                    Articolo 3, paragrafo 2
Articolo 3, paragrafo 2                        Articolo 3, paragrafo 3
Articolo 3. paragrafo 3                         Articolo 3, paragrafo 4
Ailicolo 3, paragrafo 4                         Arlicolo 3, paiagralo 5
Articolo 4                                      Arlicolo 4
Articolo 5                                     Articolo 5
Articolo 6                                      Articolo 6
Articolo 7                                     Articolo 7
Articolo 8                                     Articolo 8
Articolo 9                                     Articolo 9
Articolo 10                                     Articolo 10
Articolo 11                                    Articolo 11
Articolo 12                                    Articolo 12
Articolo 12 bis                                 Articolo 13
Articolo 13                                     Articolo 14
Articolo 14                                     Articolo 15
Articolo 15                                     Articolo 16
Arlicolo 16, 1" comma                           Arlicolo 17, paragrafo 1
Articolo 16, 2° comma                           Articolo 17, paragrafo 2
Articolo 16, 3" comma                           Articolo 17, paragrafo 3
Arlicolo 17, I" comma, l a frase                Articolo 18, paragrafo 1
Arlicolo 17, I" comma, 2:| frase                Arlicolo 18, paragrafo 2
Articolo 17, 2" comma                           Articolo 18, paragrafo 3
Articolo 18                                     Articolo 19
Arlicolo 19                                     Articolo 20
Articolo 20                                     Articolo 21
Articolo 21, paragrafo 1                        Articolo 22, paragrafo 1
Articolo 21, paragrafo 3                        Articolo 22, paragrafo 2
Articolo 23                                     Articolo 23
Articolo 24                                    Articolo 24
-                                               Articolo 25
-                                               Articolo 26
                                               Articolo 27
                                               ALLEGATO I
                                               ALLEGATO II
                                             28
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                                                             COM(98) 470 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 02  03   17
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-480-IT-C
                                                              ISBN 92-78-38476-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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