CELEX: 31991M0062
Language: it
Date: 1991-07-30 00:00:00
Title: DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30.07.1991 che dichiara la compatibilità con il mercato comune di una concentrazione (Caso n. IV/M.062 - ERIDANIA / ISI) in base al Regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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31991M0062

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30.07.1991 che dichiara la compatibilità con il mercato comune di una concentrazione (Caso n. IV/M.062 - ERIDANIA / ISI) in base al Regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. C 204 del 03/08/1991 pag. 0000

 DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30.07.1991 che dichiara la compatibilità con il mercato comune di  una concentrazione (Caso n. IV/M.062 - ERIDANIA / ISI) in base al Regolamento (CEE) n. 4064/89 del  Consiglio (Il testo in  lingua italiana è il solo facente fede) La versione materiale della decisione è disponibile presso i punti  vendita del'Ufficio delle Pubblicazioni Ufficiali  delle Comunità Europee. VERSIONE PUBBLICA REGOLAMENTO CEE N. 4064/89 DECISIONE IN CONFORMITA DELL'ART. 6 PAR.1, LETTERA b) Raccomandata R.R. Alle parti notificanti Egregi Signori, Oggetto:<tab> Caso N.IV/M.O62 - Eridania / ISI <tab> <ind> Vostra notificazione del  04.07.1991 ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento del Consiglio N.  4064/89  1.<ind> Il 4 luglio 1991 Eridania Zuccherifici Nazionali SpA (Eridania) ha notificato il progetto di acquisizione  del 15% delle azioni di Industria Saccarifera Italiana Agroindustriale SpA (ISI).  Detta operazione sarebbe  formalmente perfezionata da SA.FI, società di cui  Eridania detiene l'88% delle azioni.  SA.FI già deteneva il  50% delle azioni di ISI.  2.<ind> A seguito di esame della predetta operazione, la Commissione è pervenuta alla conclusione che la  notificata acquisizione ricade nell'ambito di applicazione del Regolamento del Consiglio N. 4064/89 e che essa  non suscita seri dubbi per quanto riguarda la sua compatibilità con il mercato comune.  CONCENTRAZIONE  3.<ind> Fino al 30 aprile 1991 azionisti di ISI erano Eridania (attraverso SA.FI) per il 35%, Finbieticola per il  35% e Risanamento Agro Industriale Zuccheri (RIBS) per il 30%.   In data 30 aprile RIBS cedette in parti uguali  ad Eridania e Finbieticola la sua partecipazione in ISI.  Tale cessione non costituì una concentrazione ai sensi  del Regolamento, poichè RIBS non concorreva in misura significativa nella definizione delle attività e scelte  strategiche di ISI.  <ind> La notificata operazione ha quale oggetto la cessione del 15% del capitale sociale da Finbieticola ad  Eridania, la quale ultima detenendo cosi il 65% del capitale sociale di ISI, avrebbe il controllo unico di ISI.   Inoltre Eridania avrebbe la possibilità di nominare sette degli undici membri del Consiglio di Amministrazione.  4.<ind> Già prima di tale acquisizione Eridania svolgeva un ruolo significativo nell'attività di ISI.  Grazie ad un  accordo tra Eridania e Finbieticola, la prima indicava l'Amministratore Delegato di ISI, la seconda ne indicava il  Presidente.  A seguito di delega, l'Amministratore Delegato esercitava i poteri pertinenti all' amministrazione  dell' attività commerciale di ISI.  <ind> Ciononostante, non può considerarsi che Eridania potesse esercitare un controllo unilaterale su ISI in  epoca antecedente alla notificata operazione.  Il Consiglio di Amministrazione di ISI, nel quale Eridania non era  maggioritaria, si riservava le seguenti attribuzioni:  <tab> -<ind> assunzione di impegni finanziari; <tab> -<ind> determinazione degli investimenti; <tab> -<ind> nomina dell' Amministratore Delegato, del Presidente e dei vari Direttori di ISI; <tab> -<ind> l'acquisto e la vendita di stabilimenti; <tab> -<ind> la chiusura di stabilimenti.  <ind> Nel Consiglio di Amministrazione, composto da undici membri,  Eridania poteva nominare solamente  quattro membri.  <ind> Pertanto il progetto di acquisizione notificato comporta una modificazione nel controllo di ISI nei termini  di cui all'Articolo 3(3) del Regolamento N. 4064/89.  5.<ind> L'esistenza di un nuovo accordo tra Eridania e Finbieticola vertente sull'attività di ISI, una volta  avvenuta l'acquisizione del 15% da parte di Eridania, non attenta alla conclusione formulata al punto 4.  Infatti  questo accordo dispone che solamente le seguenti decisioni necessitino dell'unanimità degli azionisti:  <ind> (i)<ind> <ind> incorporazione di ISI in altre società; <ind> (ii)<Tab><ind> chiusura di ISI; <ind> (iii)<ind> ogni nuova modificazione nel capitale sociale; <ind> (iv)<ind> <Tab>trasferimento della sede legale.  Questi diritti di veto non sono sufficienti per permettere a Finbieticola di condividere con Eridania l'esercizio di  una influenza decisiva sul comportamento commerciale di ISI.  DIMENSIONE COMUNITARIA  6.<ind> Il fatturato di ISI per l'anno 199O é stato di 258 milioni di ECU, interamente realizzato in Italia  <ind> Con riferimento alla determinazione del fatturato di cui all'art. 1(2) del Regolamento si deve considerare  il gruppo Ferruzzi nella sua globalità.  Sebbene Ferruzzi detenga il 43.69% del capitale sociale di Montedison, la  quale controlla Eridania, esso ha il  potere di controllare Montedison nei termini di cui all'art. 5(4) del  Regolamento stante l'estrema dispersione del restante capitale.  I più importanti nove azionisti dopo Ferruzzi in  Montedison detengono insieme solo l'11.4% del capitale.  Tutti i membri del Consiglio dell'Amministrazione  sono scelti direttamente o indirettamente da Ferruzzi.  Finalmente deve essere sottolineato che in data 21.12.90  Ferruzzi Agricola Finanziaria incorporò Montedison prendendone il nome. Il fatturato di Eridania é consolidato  in Ferruzzi.  <ind> Il fatturato mondiale, comunitario e italiano di Ferruzzi per l'anno 199O é stato rispettivamente di  1O.979, 8.581 e 4.O99 milioni di ECU.  Pertanto le Parti non realizzano più dei 2/3 del loro fatturato  comunitario in un solo e medesimo stato membro.  <ind> Pertanto l'acquisizione in parola ha una dimensione comunitaria.  LE PARTI  7.<ind> SA.FI (Saccarifera Finanziaria) è una società finanziaria la cui sola attività è rappresentata dalla  detenzione delle azioni di ISI.  Essa è controllata da Eridania che può designare quattro dei cinque membri  costituenti il Consigllio di Amministrazione.  Eridania è presente in molteplici settori dell'industria agro- alimentare in Europa. Per quanto concerne lo zucchero essa é presente in Francia con la controllata Beghin Say  (69.27%). In Italia essa ha una posizione di leader sul mercato; in Europa essa é seconda dietro Sudzucker- Tirlementoise che detengono il 13.6% del mercato. Realizzata l'acquisizione Eridania diverrà il più importante  attore europeo con il 15.3% del mercato.   8.<ind> ISI é il secondo più importante produttore di zucchero in Italia.  Esso opera esclusivamente in Italia e  produce esclusivamente zucchero.  9.<ind> Finbieticola é una società finanziaria controllata dalle più importanti associazioni e cooperative di  bieticoltori italiani, come l'Associazione Nazionale Bieticoltori, il Consorzio Nazionale Bieticoltori,  l'Associazione Bieticoltori Ferraresi;  la sua sola attività è rappresentata dalla detenzione delle azioni ISI.  10.<ind> RIBS è una società finanziaria controllata dal Ministero dell'Agricoltura Italiano il cui scopo è quello  di agevolare la ristrutturazione delle industrie saccarifere italiane.  MERCATO INTERESSATO DALL'OPERAZIONE  11.<ind> Il mercato interessato dall'acquisizione "de qua" è quello dello zucchero in Italia dal momento che ISI  è presente solo in Italia e non svolge altre attività nel settore agro-alimentare diverse dallo  zucchero.  12.<ind> In Italia le sotto indicate quote di produzione di zucchero sono allocate alle diverse industrie  saccarifere:  A:  ITALIA - TOTALE ZUCCHERO  A:B  Società <tab> Mq <tab> <tab> % Eridania <tab> 5.7 <tab> 36.3 ISI <tab> 3.2 <tab> 20.3 Gruppo SFIR <tab> 2.6 <tab> 16.6 SADAM <tab> 1.6 <tab> 10.2 Gruppo Co.Pro.B. <tab> 1.0 <tab> 6.4 Zuccherificio del Molise <tab> 0.6 <tab> 3.8 Zuccherificio Castiglionese <tab> 0.5 <tab> 3.2 Industria Sarda Zuccheri <tab> 0.3 <tab> 1.9 ESAC <tab> 0.2 <tab> 1.3 Totale <tab> 15.7 <tab> 100.0  B:  ITALIA - QUOTE DI MERCATO CON RIFERIMENTO ALLA DESTINAZIONE  Società <tab> Consumo Industriale % <tab> Consumo Diretto % Ferruzzi <tab> [1] <tab> [1] ISI <tab> [2} <tab> [3] Gruppo SFIR <tab> [3] <tab> [3] SADAM <tab> [3] <tab> [3] Altre <tab> 6.3 <tab> 12.2 Zucchero importato <tab> 13.2 <tab> 8.9  [(1) L'indicazione esatta della parte di mercato è omessa ai fini della pubblicazione;  essa eccede ampiamente il  25%.] [(2) L'indicazione esatta della parte di mercato è omessa ai fini della pubblicazione;  essa eccede il 25%.] [(3) L'indicazione esatta della parte di mercato è omessa ai fini della pubblicazione;  essa è inferiore al 20%.]  Per quanto concerne le quote di produzione nella CEE e la quota di allocazione in ogni stato membro si rimanda  alle tavole che, allegate alla presente decisione, ne formano sua parte integrante.  REGIME DELLO ZUCCHERO  13.<ind> In conformità con il regime comunitario dello zucchero ad ogni Stato è allocata una quota; a sua volta  lo Stato Membro distribuisce detta quota tra le industria saccherifere nazionali.  Lo zucchero prodotto nei limiti  della quota assegnata gode di un predeterminato prezzo di mercato grazie ad un sistema di intervento e di  restituzione all'esportazione.  Le quote allocate a ciascun Stato Membro sono stabilite sulla base dei tradizionali  livelli di produzione ed hanno tendenza a far coincidere l'offerta di zucchero con il consumo, sebbene alcuni  Paesi quali Germania, Belgio e soprattutto Francia hanno un considerevole surplus, mentre altri quali Portogallo,  Regno Unito e Irlanda sono deficitari.  L'Italia è stata tradizionalmente considerata quale un' area deficitaria e,  sebbene negli ultimi anni la consumazione ha coinciso con la produzione, essa può ancora essere considerata  quale un Paese deficitario per ragioni strutturali connesse  con la sua particolare struttura produttiva.  IL MERCATO DEL PRODOTTO  14.<ind> La domanda di zucchero da barbabietola nonché da canna non forma un medesimo mercato con gli  altri surrogati  dello zucchero prodotti industrialmente quali il glucosio, la saccarina e l'aspartame. Ciò per le  seguenti ragioni:  -<ind> I prodotti appartenenti al glucosio sono sostituibili con lo zucchero solo in misura parziale.  Nella  maggior parte delle sue utilizzazioni (quali l'alimentazione dolciaria e le bevande) il glucosio é utilizzato per  specifiche sue proprietà che conferiscono ad un prodotto qualità differenti da quelle conferite dello zucchero.  I  prodotti appartenenti al glucosio sono principalmente usati come un complemento dello zucchero piuttosto che  come un suo sostituto.  Esemplificando, l'industria delle bevande analcoliche spesso utilizza lo sciroppo di  glucosio per migliorare la qualità ed il "gusto in bocca"  dei suoi prodotti.  In quasi tutti i casi, tuttavia, vi è un  limite nella sostituibilità dello zucchero da parte di detti prodotti poichè una sua  elevata utilizzazione  modificherebbe le caratteristiche del prodotto finale. [Per queste ragioni Ferruzzi valutò, allorquando sottomise  all'Office of Fair Trading una OPA per l'acquisto di British Sugar che "nell'insieme, anche in condizione di  mercato favorevoli alla sostituzione dello zucchero con gli altri prodotti, o vice versa, il consumo di glucosio è  improbabile che aumenti più del 10% o si riduca più del 15% dei suoi livelli di consumo".]  <ind> Questo valutazione deve essere collocata in una prospettiva storica:  in molti casi la sostituzione di  zucchero con altri prodotti ha già raggiunto il suo più elevato grado.  L'esperienza di Ferruzzi è che anche  significative fluttuazioni nel prezzo concernente tali prodotti e il prezzo dello zucchero hanno avuto scarso  effetto sulle vendite.]  -<ind> Altri surrogati dello zucchero sono specificatamente concepiti e posti sul mercato quali prodotti  ipocalorici con finalità mediche e dietetiche.  Fino ad oggi essi sono stati venduti in quantità relativamente  piccole.  -<ind> L'isoglucosio potrebbe essere un perfetto sostituto dello zucchero ma, poichè la sua produzione  suscettibile di essere venduta nel territorio comunitario è fortemente limitata da piccole quote, esso non può  essere considerato quale un reale sostituto dello zucchero sotto un profilo economico.   Le summenzionate quote  di produzione per l'isoglucosio rappresentano solamente il 2% della produzione comunitaria di zucchero.  15.<ind> Per questi moviti la Commissione ritiene che il mercato rilevante sotto il profilo del prodotto ai fini  dell'analisi della presente operazione è il mercato dello zucchero raffinato.  16.<ind> Nel contesto di tale mercato due segmenti possono essere distinti, quello dello zucchero industriale e  quello dello zucchero destinato alla vendita al dettaglio.  Per quanto il prodotto venduto nei due segmenti sia il  medesimo, le condizione di concorrenza differiscono in misura rilevante tanto sotto il profilo dell'offerta, quanto  sotto il profilo della domanda.  17.<ind> Lo zucchero industriale è venduto alle industrie agro-alimentari in grandi quantitativi, in camion- cisterne o in sacchi di 50 kg.  Poichè le consegne si realizzano in grandi quantitativi l'incidenza  dei costi di  trasporto sul prezzo unitario è minima.  Le industrie acquirenti sono pronte e capaci di negoziare il prezzo sia  direttamente con le industrie saccarifere, sia con i commercianti al fine di ottenere il prezzo più conveniente. Le  importazioni pertanto, in siffatto contesto, giocano un ruolo rilevante.  18.<ind> Il segmento dello zucchero al dettaglio è meno flessibile.  Lo zucchero è venduto in confezione da 1 kg.   Pur considerando che lo zucchero in questo segmento è venduto e consegnato in quantità relativamente piccole e  che 50 confezioni da 1 kg necessitano per il transporto di uno spazio maggiore di quello di un sacco di 50 kg,  tuttavia uno stretto legame intercorre tra i prezzi praticati nei due segmenti.  Infatti, qualora la differenza di  prezzo tra lo zucchero offerto all'industria  all'ingrosso e lo zucchero per il dettaglio confezionato in scatole da 1  kg divenisse eccessivo, sarebbe oltremodo probabile che tanto i commercianti di zucchero quanto la catene dei  supermercati confezionino essi stessi lo zucchero per la successiva vendita nel pacco da 1 kg.  Pertanto, sussiste  una stretta connessione tra i due segmenti.  Ciononostante, poichè è improbabile che detta connessione svolga un  ruolo significativo nella assenza di differenze di prezzo, gli effetti della progettata acquisizione dovranno essere  esaminate separatamente nei due segmenti:  <ind> (i)<ind> zucchero raffinato destinato per la vendita all'industria e <ind> (ii)<ind> zucchero raffinato destinato per la vendita al dettaglio.  MERCATO GEOGRAFICO RILEVANTE  19.<ind> In virtù del Regime Comunitario in materia di zucchero ad ogni Stato Membro viene assegnata una  quota di produzione di zucchero.   Tale quota è suddivisa dallo Stato Membro in altrettante quote di produzione  fra le sue industrie saccherifere.  Essa rappresenta lo zucchero che può essere prodotto dall'industrie saccherifere  per essere venduto nella Communità.  Lo zucchero prodotto nei limiti della quota gode di un prezzo minimo  garantito grazie al sistema dell'intervento e della restituzione all'esportazione.  20.<ind> Sotto il profilo dell'offerta parrebbero sussistere molteplici ragioni per poter ritenere l'Italia quale  mercato rilevante.  Nella propria notificazione Eridania esaminando il mercato sotto l'angolazione dell'offerta  giunge alla medesima conclusione.  Le ragioni fondamentali a suffragio di tale conclusione discendono dal fatto  che la quota allocata all'Italia, sebbene storicamente inferiore alla consumazione nazionale, è ora in equilibrio  con essa.  Nel 1990 la produzione, coincidente con la quota allocata, fu di 15,7 milioni di quintali; la  consumazione fu di 15,5 milioni di quintali.  Inoltre, le condizioni d'offerta in Italia sono differenti da quelle dei  Paesi vicini.  Le barbabietole da zucchero italiane hanno un minore contenuto di zucchero di quelle delle regioni  centro-settentrionali della Communità.  La produzione è dispersa in un elevato numero di raffinerie, le quali  hanno una capacità di produzione inferiore a quelle situate in Francia, Germania, Benelux e Regno Unito.  Per  queste ragioni si ritiene che la produzione di zucchero in Italia è realizzata in un contesto caratterizzato da  condizioni differenti dagli altri Paesi e risulta essere più onerosa.  21.<ind> E altresì necessario tenere nella dovuta considerazione le caratteristiche del mercato sotto il profilo  della domanda.  Per le predette ragioni il mercato dello zucchero italiano è contraddistinto da un prezzo più  elevato di quello praticato nel resto della Comunità; il prezzo d'intervento è del 4% più elevato rispetto a quello  francese e tedesco.  Questo montante è idoneo a coprire in parte i costi di transporto da questi Paesi verso l'Italia.   Pertanto il mercato italiano risulta essere particolarmente attraente per gli esportatori.  Inoltre gli utilizzatori  industriali di zucchero sono sensibili alle più piccole differenze di prezzo.  L'esistensa di commercianti che  realizzano profitti acquistando zucchero dalle più convenienti fonti per poi rivenderlo ai loro clienti accentua la  loro attenzione per quanto concerne i prezzi.  Quale effetto di ciò le importazioni in Italia rivestono un ruolo  importante quale calmiere dei prezzi che potrebbero essere praticati sul mercato italiano, anche da un ipotetico  monopolista.  Secondo le informazioni in possesso della Commissione, i costi di transporto relativi  all'importazione  di zucchero nel nord Italia in provenienza dalla Germania e dalla Francia costituisce il 3-5%  del suo prezzo finale.  L'inchiesta espletata dalla Commissione presso alcuni utilizzatori industriali di zucchero e  commercianti, con il fine di determinare l'impatto attuale e potenziale dell'importazione sulle condizioni di  concorrenza in Italia, ha rivelato l'esistenza di importazioni ad un livello già significativo (10-12% della  consumazione totale di zucchero), nonchè la disponibilità dei commercianti e degli utilizatori industriali ad  incrementare le importazione, le quali in taluni casi già raggiungano e superano il 50% dei fabbisogni  dell'impresa, qualora si verificasse un aumento nei prezzi dello zucchero prodotto in Italia.  Ciò comporterà  inevitabilmente una limitazione nella determinazione del prezzo massimo che può essere stabilito per lo  zucchero in Italia.  22.<ind> Al fine di valutare il grado di probabilità dell'importazione, nell'eventualità che Eridania decidesse di  aumentare il prezzo dello zucchero da essa venduto in Italia, le seguenti circostanze sono state ritenute:  <ind> (i)<ind> carattere omogeneo del prodotto zucchero; <ind> (ii)<ind> inesistenza di barriere legali, tecniche, amministrative concernenti il commercio di zucchero  nella Communità <ind> (iii) bassi costi di trasporto dello zucchero; <ind> (iv)<ind> irrilevanza del criterio della preferenza e della fedeltà al marchio da parte dei commercianti, dei  clienti industriali e dei clienti finali; <ind> (v)<ind> insussistenza per le industrie saccarifere comunitarie di difficoltà nella penetrazione del mercato  italiano, stante la facilità di accesso al sistema di distribuzione; <ind> (vi)<ind> insussistenza di accordi contrattuali vincolanti i clienti industriali ed i commercianti alle  industrie saccarifere; conseguentamente vi è  una totale libertà per i clienti industriali e per i commercianti di  acquistare lo zucchero laddove essi possono ottenere le migliori condizioni; <ind> (vii) le fluttuazioni monetarie che sono in larga misura <ind> <ind> compensate dal sistema agromonetario disposto nel quadro della PAC.  23.<ind> Inoltre deve essere sottolineato il fatto che Francia e Germania, entrambi prossimi all'Italia, hanno un  livello di produzione di zucchero particolarmente elevato, specialmente la Francia il cui surplus può essere  comparato alla produzione totale italiana di zucchero.  Pertanto è facilmente immaginabile che le industrie  saccarifere comunitarie preferiranno vendere il loro surplus di produzione ad un prezzo più elevato in Italia  piuttosto che ottenere un prezzo d'intervento o di restituzione all'esportazione inferiore al primo come previsto  dalla Regolamentazione Comunitario sullo zucchero.  24.<ind> "Prima facie" si sarebbe potuto argomentare che il centro e mezzogiorno d'Italia costituissero un  mercato geografico separato da quello del nord Italia.  Secondo le informazioni in possesso della Commissione,  tanto i costi di trasporto dal nord al centro-sud d'Italia, quanto i costi di produzione nel centro-sud potrebbero  comportare una differenza di prezzi.  Per il momento i produttori italiani di zucchero praticano il medesimo  prezzo ovumque in Italia; perciò le condizioni di prezzo sono per il momento uniformi.  Tuttavia lo zucchero  prodotto nel nord d'Italia nonchè lo zucchero importato divengono via via più costosi più lontano nel sud essi  devano essere consegnati e ciò in considerazione dell'aumento dei costi di trasporto.   Tuttavia, qualora questa  situazione di uniformità nei prezzi dovesse mutare ed i prezzi nel centro-sud dovessero aumentare in misura  superiore al costo di trasporto rispetto allo zucchero prodotto nel nord o ivi importato, le consegne  dal nord  diverrebbero una reale e conveniente alternativa.  In tal modo le variazioni di prezzo in Italia sarebbero limitate  entro una forcella inferiore al costo di trasporto.  Pertanto, malgrado le condizioni influenti sui costi e sui prezzi  potrebbero in qualche misura differire nel nord e nel centro-sud d'Italia, le due aree possono essere considerate  come parte di un medesimo mercato geografico.  25.<ind> In conclusione, alla luce di quanto sopra esposto,  la Commissione reputa non necessario in questo  contesto stabilire se il mercato geografico di riferimento per lo zucchero, nei suoi due segmenti, sia il mercato  italiano oppure un area ricomprendente la parte centro-settentrionale d'Italia e parti di Francia e Germania.   Anche assumendo che la presente concentrazione debba valutarsi con riferimento al mercato italiano, di cui  Eridania detiene una parte sostanziale sia in termini assoluti, sia in termini relativi, la Commissione riconosce il  ruolo importante rivestito dall'importazione nella limitazione della costituzione ed esercizio di una posizione di  potere di mercato.  Ciò trova applicazione soprattutto per lo zucchero importato per fini industriali.  Trova pure  applicazione per lo zucchero destinato alla vendita al dettaglio, nella misura in cui lo zucchero importato agisce  come limite indiretto dei prezzi, attraverso la possibilità del suo confezionamento da parte di operatori  independenti.  Così, sebbene la sostituibilità sul lato della domanda offerta dall'importazione non è stata  considerata nel presente caso quale decisiva per la definizione del mercato geografico rilevante, essa è stata  ritenuta nella valutazione dell'eventuale creazione o rafforzamento di una positizione dominante ai sensi  dell'articolo 2 del Regolamento.  VALUTAZIONE GIURIDICA  26.<ind> Sebbene la quota di mercato che sarebbe detenuta da Eridania ([] nel segmento industriale e [] nel  dettaglio) [L'indicazione esatta è omessa ai fini della pubblicazione;  la prima eccede il 50%, la seconda è  inferiore al 50%.], ancor più rilevante se comparata con la taglia dei concorrenti nazionali ([] e [] per SFIR; [] e  [] per SADAM) [Le indicazioni esatte sono omesse ai fini della pubblicazione; esse sono inferiori al 20%.],  nonchè l'esistenza di barriere regolamentari tali da prevenire la costituzione di nuovi produttori nazionali siano  di natura tale da indicare normalmente l'esistenza di una dominanza, l'impatto attuale e potenziale delle  importazioni induce la Commissione a ritenere estrememente residuale la creazione di una posizione dominante  con la conseguente abilità di influenzare i prezzi.  Anche se Eridania avesse la capacità di influenzare le  condizione sul mercato dello zucchero in Italia, essa si sentirebbe oltremodo limitata nella sua azione dalla  minaccia di importazioni di zucchero ad un prezzo inferiore, quale é praticato nelle aree confinanti della  Comunità e dai contenuti costi di trasporto.  27.<ind> Nel mese di luglio 1990 il prezzo dello zucchero è stato liberalizzato in Italia.  Anteriormente a tale  data un prezzo massimo di vendita per lo zucchero era determinato dallo Stato.  Nonostante dal mese di luglio  1990 sino ad oggi si è registrato un aumento di solamente 1% nel prezzo praticato dalle industrie saccarifere, ad  esso si è accompagniato per lo stesso periodo un incremento nell'importanzione pari quasi al 100%, passando dal  6% a circa il 12%.  Una proiezione dell'importazione nei primi mesi di quest'anno suggerisce che le  importazione raggiungeranno il livello di 2 Mq., ossia circa il 13% della consumazione.  28.<ind> Un altro elemento fondamentale che è stato ritenuto nella valutazione della acquisizione in parola è  rappresentato dalla natura e del grado della modificazione nel controllo d'ISI.  Infatti Eridania già deteneva il  50% del capitale sociale di ISI e determinava, attraverso un accordo con Finbieticola, altro azionista di ISI, e la  delegazione di poteri da parte del Consiglio di Amministrazione all'Amministratore Delegato, il quale ultimo era  scelto da Eridania, la gestione quotidiana dell'attività di ISI.  Pertanto la modificazione nella natura e grado di  influenza che Eridania eserciterebbe a seguito della acquisizione non risulterebbe particolarmente significante.   Per quanto l'acquisizione potrebbe riconoscere ad Eridania un più consolidato potere legale sull'attività di ISI,  essa già svolgeva un ruolo maggiore nella determinazione dell'attività commerciale di ISI, attività rilevante per  una valutazione dell'impatto  dell'operazione sulla concorrenza.  Per cui ogni ipotetico ritorno alla situazione  precedente nella quale Eridania deteneva il 50% del capitale sociale non avrebbe alcun reale effetto per quanto  concerne la natura della relazione orizzontale tra Eridania ed ISI e quindi sulle condizioni del mercato.  29.<ind> La valutazione del ruolo precedentemente svolto da Eridania nel processo decisionale dell'attività di  ISI è stata desunta dall'analisi delle minute delle riunioni del Consiglio di Amministrazione di ISI e  dall'esistenza del predetto accordo tra i due azionisti.  E altresì rilevante il fatto che Eridania e non Finbieticola è  attiva nel mercato dello zucchero, risultando perciò naturale che Eridania concorresse in modo determinante  nella definizione delle condizioni in ossequio alle quali lo zucchero era venduto da ISI.  Tanto esposto, la Commissione è giunta alla conclusione che l'operazione in parola non creerà nè rafforzerà una  posizione dominante da parte  di Eridania da cui risulti che una concorrenza effettiva sia ostacolata in modo  significativo nel mercato comune o in una parte sostanziale di esso.  Per questi motivi e in conformità dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento n. 4064/89 del Consiglio,  la Commissione ha pertanto deciso:  (1)<ind> di non opporsi all'operazione di concentrazione, e  (2)<ind> di dichiararla compatibile con il mercato comune.  Per la Commissione   C: CEE - TOTALE QUOTE A:B ZUCCHERO  Società <tab> Mq <tab> %  Sudzucker & Tirlemontoise <tab> 16.7 <tab> 13.6  Ferruzzi (EZN & BS) <tab> 15.8 <tab> 12.7  Eurosucre <tab> 13.5 <tab> 10.9  British Sugar <tab> 11.5 <tab> 9.3  Norddeutsche Zucker <tab> 7.4 <tab> 6.0  EBRO & CIA <tab> 5.5 <tab> 4.4  Suiker Unie <tab> 5.4 <tab> 4.3  Danisco <tab> 4.2 <tab> 3.4  Pfeifer & Langen <tab> 4.1 <tab> 3.3  ISI <tab> 3.2 <tab> 2.6  Totale <tab> 123.5 <tab> 100.0   D- QUOTA ALLOCATA IN CIASCUN STATO MEMBRO (in M.quintali)   Paese <tab> Totale Quota (A+B) <tab> Societa <tab> Quota (A+B) allocata <tab> %  Belgio <tab> 8.3 <tab> Raffinerie Tirlemontoise <tab> 5.9 <tab> 71.1  Denimarca <tab> 4.2 <tab> Danisco <tab> 4.2 <tab> 100.0 Francia <tab> 33.2 <tab> Béghin-Say [*] <tab> 10.0 <tab> 30.1 <tab> <tab> Sucre Union <tab> 9.2 <tab> 27.7* <tab> <tab> Générale Sucrière <tab> 5.2 <tab> 15.8 <tab> <tab> CFS <tab> 2.6 <tab> 7.9 RFA <tab> 26.0 <tab> Suedzucker <tab> 10.8 <tab> 41.5 <tab> <tab> Norddeutsche Zucker <tab> 7.4 <tab> 28.4 <tab> <tab> Pfeifer & Langen <tab> 4.1 <tab> 15.7 Grecia <tab> 3.2 <tab> Hellenic Sugar <tab> 3.2 <tab> 100.0 Irlanda <tab> 2.0 <tab> Irish Sugar <tab> 2.0 <tab> 100.0 Italia <tab> 15.7 <tab> Eridania <tab> 5.7 <tab> 36.3 <tab> <tab> ISI <tab> 3.2 <tab> 20.3 Olanda <tab> 8.7 <tab> Suiker-Unie <tab> 5.4 <tab> 62.0 <tab> <tab> CSM <tab> 3.2 <tab> 36.7 Spagna <tab> 10.0 <tab> Ebro <tab> 5.5 <tab> 55.0 <tab> <tab> General Azucarera <tab> 2.4 <tab> 24.0 Regno Unito <tab> 11.5 British Sugar <tab> 11.5 <tab> 100.0  * Sucre Union e Générale Sucrière commercializzano lo zucchero insieme attraverso l'organizzazione  EUROSUCRES, la quale rappresenta il 43,5 % del mercato francese dello zucchero con una produzione di 14,4  Mq