CELEX: 51995PC0069
Language: it
Date: 1995-03-02
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di apparecchi riceventi per la televisione a colori originari della Malaysia, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Singapore e della Thailandia e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      COM(95) 69 def.
                                                      Bruxelles, 02.03.1995
                                      Proposta di
                         REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di apparecchi
            riceventi per la televisione a colori originari della Malaysia,
della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Singapore e della
      Thailandia e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio
                         (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                          y4<±-
                                    RELAZIONE
1. H regolamento (CE) n. 2376/94 della Commissione ha istituito un dazio
   antidumping provvisorio sulle importazioni di apparecchi riceventi per la
   televisione a colori originari della Malaysia, della Repubblica popolare cinese,
   della Repubblica di Corea, di Singapore e della Thailandia.
2. Il dazio provvisorio è scaduto il 2 febbraio 1995. Il regolamento (CE) n. 140/95
   del Consiglio ha prorogato il dazio per un periodo di due mesi che scade il 3
   aprile 1995.
3. Per quanto riguarda il valore normale, dopo la pubblicazione delle misure
   provvisorie e la successiva comunicazione dei calcoli effettuati dalla
   Commissione per stabilire il dumping, la maggior parte degli esportatori
   interessati, nonché altre parti interessate, hanno chiesto e ottenuto di essere
   sentiti e hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
4. Diversi esportatori hanno presentato osservazioni sul calcolo dei margini di
   dumping, le quali sono state accettate o respinte in base agli aspetti sostanziali e
   sono discusse in modo più particolareggiato nella proposta di regolamento
   allegata. I margini di dumping di alcuni esportatori sono pertanto stati
   modificati.
5. Per quanto riguarda altri aspetti delle misure provvisorie, in particolare il
   pregiudizio e il nesso di causalità, gli esportatori ed altre parti interessate hanno
   presentato varie osservazioni. Per il calcolo del dazio definitivo, la
   Commissione ha tenuto conto del contributo delle importazioni oggetto di
   dumping alle difficoltà economiche dell'industria comunitaria. Tali
   argomentazioni sono discusse nei particolari nella proposta di regolamento
   allegata.
6. Inizialmente la Commissione ha pubblicato un avviso di apertura*7 relativo al
   procedimento comprendente anche le esportazioni di apparecchiriceventiper la
   televisione a colori originari della Turchia. È stato successivamente riscontrato
   che tali importazioni non erano significative e si propone pertanto di
   confermarne l'esclusione dal campo di applicazione delle misure e di chiudere il
   procedimento nei confronti della Turchia.
   GU L 255 dell'1.10.1994, pag. 50.
   GU L 21 del 28.1.1995, pag. 1.
   GU C 307 del 25.11.1992, pag. 4.
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7. Ai sensi dell'artìcolo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, la
   Commissione propone di istituire misure antidumping definitive sulle
   importazioni di apparecchi riceventi per la televisione a colori originari della
   Malaysia, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di
   Singapore e della Thailandia. Alla luce dei margini di dumping determinati e
   della gravità del conseguente pregiudizio, si ritiene necessario che gli importi
   depositati a titolo di dazi antidumping provvisori siano riscossi definitivamente
   per l'importo del dazio antidumping istituito.
8. La Commissione intende pubblicare la decisione che chiude il procedimento nei
   confronti della Turchia contemporaneamente al regolamento del Consiglio.
 ---pagebreak---                    REGOLAMENTO (CE) N                 DEL CONSIGLIO
                                            del
   che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di apparecchi
               riceventi per la televisione a colorì originari della Malaysia,
  della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Singapore e della
         Thailandia e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non
membri della Comunità economica europea1, modificato da ultimo dal regolamento
(CE) n. 522/942 , in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                A. MISURE PROVVISORIE
(1)      Con il regolamento (CE) n. 2376/943 , in appresso denominato "regolamento
         provvisorio", la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio
         sulle importazioni nella Comunità di apparecchi riceventi per la televisione a
         colori (in appresso denominati "televisori a colori") originari della Malaysia,
         della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Singapore e
         della Thailandia.
1
         GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
2
         GU L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
3
         GU L 255 dell' 1.10.1994, pag. 50.
 ---pagebreak---     Con il regolamento (CE) n. 140/95 , il Consiglio ha prorogato la validità del
    dazio per un periodo di due mesi che scade il 3 aprile 1995.
                B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
(2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, diverse partì interessate
    hanno presentato osservazioni per iscritto e hanno chiesto e ottenuto di essere
    sentite.
(3) Le partì che lo hanno chiesto sono state informate degli elementi e delle
    considerazioni essenziali sulla base dei quali si intendeva raccomandare
    l'istituzione di dazi definitivi e lariscossionedefinitiva degli importi depositati a
    tìtolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le
    partì potevano presentare le loro osservazioni sulle informazioni comunicate.
(4) Le osservazioni scritte e orali presentate dalle partì sono state prese in
    considerazione e le risultanze della Commissione sono state debitamente
    modificate per tenerne conto.
              C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(5) Poiché non sono state presentate nuove prove o argomentazioni riguardo al
    prodotto in esame e al prodotto simile, sono confermate lerisultanzedi cui ai
    punti 8-18 del regolamento provvisorio.
                        D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(6) Dopo l'istituzione dei dazi provvisori, diversi esportatori hanno messo in
    discussione lo status dei denunzianti, sostenendo che i criteri usati per definire
    Inattività principale" dei produttori (punto 23 del regolamento provvisorio)
    erano insufficienti, in particolare in considerazione del fatto che le importazioni
    dell'industria comunitaria provenienti dai paesi interessati rappresentavano fino
    al 25 % della produzione comunitaria venduta nella Comunità.
    GU L 21 del 28.1.1995, pag. 1.
 ---pagebreak---     Varicordatoa questo proposito che l'artìcolo 4, paragrafo 5 del regolamento
    (CEE) n. 2423/88 (in appresso denominato "regolamento di base") lascia alle
    istituzioni comunitarie un margine di discrezione nel riferire l'espressione
    "industria comunitaria" al resto dei produttori comunitari, qualora gli altri
    produttori siano collegati agli esportatori interessati o siano essi stessi
    importatori del prodotto in questione.
    Nel caso specifico sono state fornite prove sufficienti per dimostrare che i
    produttori comunitari che importavano dai paesi interessati dal procedimento
    intendevano essere presenti sul mercato con una gamma di modelli per quanto
    possibile completa oppure proteggere nicchie di mercato che sarebbero
    scomparse senza la vendita dei modelli in questione. Si è inoltre tenuto conto
    del fatto che la decisione di importare i televisori a colori dai paesi interessati
    era stata presa dai produttori in questione in parte a causa delle pratiche di
    dumping che avevano provocato il pregiudizio e che i prezzi di dette
    importazioni non erano inferiori ai prezzi già eccessivamente bassi applicati sul
    mercato comunitario.
    Un esportatore ha inoltre affermato che, a causa del preteso insufficiente status
    dei denunziami, il pregiudizio era stato valutato su una base troppo esigua. Lo
    status dei denunziami è stato oggetto di un esame approfondito da parte della
    Commissione, esposto in modo particolareggiato nel regolamento provvisorio.
    L'esportatore ha asserito che, per valutare se i denunzianti rappresentassero una
    parte sostanziale dell'industria comunitaria, si sarebbe dovuto tener conto anche
    dei produttori comunitari che non avevano sostenuto la denuncia. Questo
    elemento era però stato preso in considerazione nell'esame e l'argomentazione
    dell'esportatore è stata pertanto respinta, in quanto infondata.
(7) Si ritiene pertanto che i criteri enunciati nel regolamento provvisorio ai fini
    dell'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base siano stati
    applicati in modo adeguato ed equo e sono pertanto confermate le risultanze
    esposte ai punti 19 - 23 del regolamento provvisorio. Essendo stato confermato
    lo status dei denunzianti, sono respinte le affermazioni riguardanti la portata
    dell'inchiesta sul pregiudizio.
 ---pagebreak---                                     E. ORIGINE
(8) I tre esportatori cinesi, specificamente citati nei punti 33 e 34 del regolamento
    provvisorio, che hanno contestato la determinazione delle origini fatta dalla
    Commissione ed esposta ai punti 33 - 38 dello stesso regolamento, hanno
    affermato che per la Repubblica popolare cinese l'origine non era stata
    determinata in base alle pertinenti disposizioni doganali in vigore e che il
    metodo utilizzato per il loro paese non era lo stesso usato nei confronti degli
    altri paesi esportatori interessati.
    Come già risulta nei punti 32 e 37 del regolamento provvisorio, l'inchieste si
    era basata, fra l'altro, sull'ipotesi che l'origine dei televisori a colori sia quella
    dichiarata all'importazione nella Comunità.
    Gli esportatori cinesi che hanno contestato le conclusioni elaborate dalla
    Commissione in base all'esame dell'origine avevano in precedenza fornito agli
    importatori comunitari informazioni secondo le quali i televisori a colori
    importati nella CE nel periodo dell'inchiesta erano effettivamente di origine
    cinese.
    La Commissione ha proseguito l'esame dell'origine dei prodotti esportati dalla
    Cina e ha tenuto conto delle argomentazioni presentate dagli esportatori cinesi
    dopo la pubblicazione del regolamento provvisorio. Tuttavia, gli esportatori
    cinesi interessati non hanno presentato nuove prove che potessero indurre la
    Comunità a ritenere che per la determinazione definitiva fosse opportuna una
    diversa conclusione. È stato quindi deciso che non vi sono motivi sufficienti per
    ritenere che l'origine di tali esportazioni sia diversa da quella dichiarata dalle
    autorità doganali degli Stati membri nel periodo dell'inchiesta.
(9) Un produttore coreano ha asserito che il metodo utilizzato dalla Commissione
    per determinare l'origine dei televisori a colori nel presente procedimento
    favorisce le società affiliate delle aziende giapponesi con sede in Malaysia e a
    Singapore, che non hanno collaborato all'inchiesta, in quanto tali affiliate in
    futuro potrebbero dichiarare che i loro televisori a colori assemblati in Malaysia
    e a Singapore sono di origine giapponese e, in tal modo, potrebbero eludere i
    dazi residui istituiti nei confronti dei due paesi. Questa situazione sarebbe il
    risultato diretto del fatto che gli esportatori giapponesi siano esclusi dal
    procedimento in ragione delle insufficienti importazioni nella Comunità di
    televisori a colori di origine giapponese.
 ---pagebreak---      A questo proposito deve essere osservato che l'esportatore interessato non ha
     presentato prove del fatto che i televisori a colori assemblati in Malaysia e a
     Singapore da società affiliate di aziende giapponesi fossero effettivamente di
     origine giapponese. La modifica della determinazione dell'origine non è
     pertanto giustificata. Si devericordareche l'origine dichiarata dagli importatori
     in base alle informazioni dei loro fornitori è stata modificata soltanto nei casi in
     cui i dati controllati dagli investigatori nel corso di visite di verifica in loco
     effettuate durante una normale inchiesta antidumping hanno dimostrato la falsità
     delle dichiarazioni. Nell'eventualità che in futuro le affiliate di aziende
     giapponesi con sede in Malaysia e a Singapore dichiarino che i loro televisori a
     colori esportati nella Comunità sono di origine giapponese, sarà effettuato il
     normale controllo doganale contro le false dichiarazioni. Potrà essere aperto un
     procedimento antidumping qualora la dichiarata origine giapponeserisultivera e
     siano soddisfatte tutte le altre condizioni per l'apertura del procedimento contro
     i televisori a colori di origine giapponese.
(10) Poiché sono state respinte tutte le richieste di cui sopra, sono confermate le
     risultanze dei punti 24 - 41 del regolamento provvisorio.
                                      F. DUMPING
                                   (i) Valore normale       ;
                                (a) Osservazioni generali
(11) Due esportatori, uno malese e l'altro thailandese, hanno nuovamente affermato
     che la Commissione avrebbe dovuto basare i valori normali sulle vendite a paesi
     terzi dopo aver applicato adeguamenti per tener conto delle "differenze di
     costo". Informati del parere della Commissione, secondo cui l'applicazione del
     metodo in questionerichiederebbeadeguamenti cherischierebberodi provocare
     gravi errori a causa della mancanza di dati precisi paragonabili, tali esportatori
     hanno asserito che i valori erano stati costruiti in base a scelte soggettive
     riguardo al calcolo degli importi delle spese generali, amministrative e di
     vendita e del profitto. Gli esportatori interessati hanno sottolineato che con i
     valori costruiti si otteneva unrisultatomolto più sfavorevole rispetto a quello
     derivante dal metodo basato sulle vendite a paesi terzi e che, quando era
     possibile scegliere fra due metodi diversi, doveva essere preferito quello che
     aveva comerisultatoun margine di dumping inferiore.
 ---pagebreak---      Dopo un esame approfondito della questione, la Commissione respinge
     l'argomentazione secondo cui il livello delle spese generali, amministrative e di
     vendita e del profitto è stato determinato in modo soggettivo. Va infatti notato
     che il livello delle spese generali, amministrative e di vendita e del profitto
     usato per costruire il valore applicato a tali esportatori non è stato determinato
     secondo valutazioni soggettive, bensì in base a dati contabili effettivi. La
     Commissione è convinta che l'impiego delle spese generali, amministrative e di
     vendita e del profitto determinate come indicato nel regolamento provvisorio e
     applicate ai produttori/esportatori in paesi ad economia di mercato è più preciso
     del metodo suggerito, basato sui prezzi all'esportazione in paesi terzi. È
     pertanto confermata l'utilizzazione dei valori normali costruiti, che sono più
     accurati e pertanto più adeguati.
(12) Un esportatore coreano ha contestato il metodo di calcolo della detrazione OEM
     in relazione alla costruzione dei valori normali. L'esportatore ha affermato che
     la detrazione OEM dovrebbe essere del 30% invece di un terzo del profìtto
     realizzato sulle vendite di merci col marchio proprio del produttore.
     Per quantoriguardail livello della detrazione OEM, è opportunoricordareche
     in passato essa è stata applicata caso per caso, in base ai fatti determinati in
     particolari procedimenti. In assenza di vendite OEM su alcuni mercati
     nazionali, nel caso in esame la Commissione ha deciso di concedere la
     detrazione OEM usando per il calcolo dei valori normali un terzo del profitto
     realizzato sulle vendite con il marchio proprio del produttore. Questo metodo è
     conforme alla prassi precedentemente seguita e non ha provocato obiezioni da
     parte degli altri esportatori del presente procedimento. La richiesta
     dell'esportatore è pertanto respinta e sono confermati i punti 51 e 52 del
     regolamento provvisorio.
 ---pagebreak---                                (b) Repubblica di Corea
(13) Un esportatore coreano ha sostenuto che i suoi valori normali dovrebbero essere
     ridotti, poiché la Commissione aveva effettuato il calcolo in base alle spese
     sostenute e al profitto realizzato sulle vendite di prodotti dello stesso settore
     commerciale e non unicamente sulle vendite del prodotto simile. Inizialmente la
     Commissione aveva basato i propri calcoli sulle vendite nello stesso settore
     commerciale poiché non era convinta che sul mercato nazionale fossero
     realizzate sufficienti vendite rappresentative del prodotto simile a prezzi
     remunerativi. L'esportatore interessato ha potuto dimostrare che le sue vendite
     del prodotto simile sul mercato nazionale erano remunerative ed erano effettuate
     in quantità sufficienti. I valori normah dell'esportatore sono stati pertanto
     modificati.
(14) Un esportatore coreano ha nuovamente chiesto una detrazione OEM sui valori
     normali di modelli paragonabili per due suoi modelli esportati nella Comunità.
     Tuttavia, dall'ulteriore documentazione chiesta su queste vendite èrisultatoche
     tali modelli erano venduti con il marchio proprio e che pertanto la detrazione
     OEM per il calcolo del valore normale non era giustificata in tati circostanze.
(15) Sono confermate lerisultanzedi cui ai punti 54 - 56.
(16) Sono statirivedutii valori normah relativi a un esportatore turco di apparecchi
     di origine coreana, per il quale era stato determinato un margine di dumping ai
     fini del regolamento provvisorio. La revisione è dovuta a modifiche del valore
     normale di apparecchi paragonabili fabbricati e venduti sul mercato coreano, in
     base al quale era stato calcolato il margine dell'esportatore. In seguito alle
     modifiche è stato stabilito che alle esportazioni degli apparecchi di origine
     coreana assemblati da tale produttore non dovesse essere applicato alcun
     margine di dumping.
                                    (e) Singapore
(17) In assenza di nuove osservazioni, sono confermate lerisultanzedel punto 58.
 ---pagebreak---                                      (d) Thailandia
(18) In assenza di nuove osservazioni, sono confermate lerisultanzedei punti 59 -
     64 del regolamento provvisorio.
                                      (e) Malaysia
(19) Un esportatore malese ha contestato l'importo di un adeguamento fatto ai costì
     finanziari comprendenti un prestito senza interessi dalla società madre.
     L'obiezione si basava sul presupposto che i benefici ottenuti dal prestito fossero
     stati sopravvalutati ai fini del calcolo del valore normale. Dopo il riesame del
     metodo di calcolo e dell'importo dei costì assegnati al prodotto simile, il valore
     normale dell'esportatore è stato adeguato per tener conto dell'obiezione. Sono
     pertanto confermate lerisultanzedei punti 65 - 67 del regolamento provvisorio.
                            (f) Repubblica popolare cinese
(20) Per quantoriguardala scelta del paese ad economia di mercato utilizzato come
     paese di riferimento ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di
     base, un esportatore, dopo aver espresso nel corso dell'inchiesta la propria
     preferenza per il paese "con il valore normale più basso", ha comunicato che
     considerava la Corea più adatta di Singapore. Tuttavia, né la pretesa maggiore
     somiglianza dei modelli né l'affermazione secondo la quale il confronto sarebbe
     stato più semplice scegliendo la Corea sono state sostenute da prove sufficienti.
     Larichiestaè stata pertanto respinta.
(21) Un altro esportatore ha ancora affermato di preferire che i valori normali
     fossero basati sui prezzi praticati nel mercato interno del paese ad economia di
     mercato usato per il riferimento di cui all'articolo 2, paragrafo 5 del
     regolamento di base. In proposito è opportuno ricordare che tale metodo
     richiederebbe numerosi adeguamenti, cherischierebberodi essere inesatti e che
     pertanto la Commissione ha deciso di costruire i valori normali relativi agli
     esportatori stessi nei paesi ad economia di mercato interessati.
 ---pagebreak--- (22) È pertanto confermata la scelta di Singapore quale paese ad economia di
     mercato usato ai fini del riferimento di cui all'articolo 2, paragrafo 5 del
     regolamento di base per determinare il valore normale per la Repubblica
     popolare cinese.
                              (ii) Prezzo all'esportazione
               (a) Paesi ad economia di mercato/Osservazioni generali
(23) Sono confermate le risultanze di cui ai punti 71 - 73 del regolamento di base.
                (b) Paesi ad economia di mercato/Importatori collegati
(24) Un esportatore coreano ha ripetuto che per il calcolo del prezzo all'esportazione
     si doveva tener conto di tutte le vendite al suo importatore collegato nella
     Comunità. La richiesta non ha potuto essere accettata in quanto i prodotti
     interessati non erano stati importati nella Comunità, ma depositati in magazzini
     doganali fino al momento della vendita a un acquirente indipendente all'interno
     o all'esterno della Comunità. Sono stati presi in considerazione soltanto i
     prodotti immessi in Ubera pratica nella Comunità nel periodo dell'inchiesta.
     Sono pertanto confermati i punti 74 - 76 del regolamento provvisorio.
                            (e) Repubblica popolare cinese
(25) Tutti gli esportatori cinesi hanno nuovamente chiesto di ricevere un trattamento
     individuale e hanno sostenuto che nel regolamento provvisorio la Commissione
     non ha fornito motivazioni sufficienti per giustificare il rifiuto di tale
     trattamento.
 ---pagebreak---                                            10
     La Commissione haripetutamenteesposto, in extenso, le ragioni per le quali
     non ha concesso un trattamento individuale alle imprese della Repubblica
     popolare cinese. Nel regolamento provvisorio è stata citata in particolare la
     difficoltà di stabilire se un'azienda fruisce di un'indipendenza vera e permanente
     laddove pare semplicemente che goda di un certo grado di indipendenza in un
     dato momento. Nessun esportatore cinese ha fornito prove sufficienti che
     giustificassero una conclusione diversa. Nonostante alcuni esportatori abbiano
     potuto dimostrare che godevano di un certo grado di indipendenza dallo Stato in
     quanto non erano organizzazioni interamente controllate, si puòritenereche tale
     libertà conferisca al massimo una relativa autonomia all'interno di un sistema
     economico e politico in cui vige in larga misura il controllo centralizzato, che
     chiaramente non corrisponde alle caratteristiche di un paese ad economia di
     mercato.
     Siritieneche le ragioni delrifiutodel trattamento individuale nel caso in esame
     siano spiegate in modo sufficiente. Sono pertanto confermate le risultanze dei
     punti 7 8 - 8 1 del regolamento provvisorio.
                                     (ih) Confronto
(26) Diversi esportatori hanno contestato la determinazione preliminare in quanto
     rifiutava le detrazioni richieste ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera e)
     del regolamento di baseriguardoalle vendite OEM. Dopo un attento esame, la
     Commissione ha accettato di detrarre interamente le spese di vendita dirette
     conformemente allerichiestedegli esportatori e in presenza di elementi di prova
     sufficienti, in quanto le spese citate rientravano in quelle comprese nella
     costruzione del valore normale per i modelli OEM.
(27) Nonostante la differenza tra i prezzi appUcati a vendite effettuate ili quantitativi
     diversi fosse già stata presa in considerazione con l'accettazione di una
     riduzione accordata dall'esportatore interessato ai fini del calcolo del valore
     normale, un produttore coreano ha continuato a chiedere una detrazione per le
     vendite effettuate in quantitativi diversi e a stadi commerciaU diversi. Su
     richiesta della Commissione l'esportatore ha fornito ulteriori prove a sostegno
     della propria affermazione. Le prove fornite non hanno però giustificato le
     detrazioni aggiuntive richieste.
 ---pagebreak---                                           11
(28) Tutti i produttori interessati hanno più volte chiesto che alcune commissioni
     pagate ad aziende appartenenti allo stesso gruppo non venissero considerate,
     come indicato nel punto 86 del regolamento provvisorio, spese a norma
     deU'articolo 2, paragrafo 10, lettera e), punto V) del regolamento di base. Dopo
     l'istituzione dei dazi provvisori, i produttori interessati hanno fornito prove
     sufficienti per dimostrare che le commissioni in questione siriferivanoin parte
     a pagamenti non attinenti alle vendite in esame. Pertanto, i relativi adeguamenti
     sono statiridottiagU importi corrispondenti alle effettive commissioni di vendita.
(29) Due esportatori coreani hanno sollevato obiezioni poiché la Commissione ha
     ridotto la detrazione richiesta dal valore normale per il costo dei crediti
     concessi, escludendo i costi relativi al finanziamento dell'imposta sul valore
     aggiunto (IVA) e le percentuali dell'imposta speciale sui consumi relative
     all'importo netto fatturato. Essi hanno affermato che le imposte applicate alle
     fatture erano direttamente collegate alle vendite in esame e che si poteva
     dimostrare cherientravanonei costi del credito relativi aUe vendite.
     Dopo attento esame, la Commissione ha stabiUto che i costi del credito relativi
     all'imposta speciale sui consumirientravanonei costi ammissibili relativi alle
     vendite e potevano pertanto far parte deUa detrazione richiesta, tenendo conto
     del termine legale per la restituzione del denaro dovuto alle autorità fiscali
     coreane. Tuttavia, nel caso dell'IVA, le argomentazioni sono state respinte.
     Non è stato possibile stabiUre alcun rapporto diretto tra i costi (netti) deU'IVA
     pagabile e le vendite in questione, in quanto l'importo deU'IVA appUcata aUe
     vendite nazionali non è dovuto totalmente alle autorità fiscali coreane, ma è
     compensato dall'IVA applicata agli acquisti degli esportatori interessati ed è
     (eventualmente) pagabile soltanto l'importo netto. EventuaU costi del credito
     relativi al sistema contabile deU'IVA degU esportatori rappresentano spese
     generati e non possono essere identificati come spese di vendita per i televisori a
     colori. GU adeguamenti per i costi del credito dei produttori interessati sono
     stati pertanto riveduti.
(30) Diversi esportatori cinesi hanno chiesto un adeguamento al valore normale per
     tener conto delle differenze dei "Uveiti economici" esistenti tra la RepubbUca
     popolare cinese e il paese ad economia di mercato usato ai fini del riferimento
     di cui all'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base. In assenza di
     disposizioni al riguardo nel regolamento di base, l'adeguamento non è stato
     concesso.
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                              (iv) Margini di dumping
                        (a) Esportatori che hanno collaborato
(31) Dopo aver tenuto debitamente conto delle osservazioni deUe partì interessate,
     sono stati determinati i seguenti margini di dumping:
     Malaysia:       -Makonka:              2,3%
                     -Orion:               13,5%
                     - Technol Silver:    25,1%
     - Aziende thailandesi che assemblano televisori a colori di origine malese:
                     - GoldStar Mitr:      19,6%
                     - World Electric:     17,3%
     Thailandia:     - Samsung:            29,7%
                     - Teletech:           33,6%
                     - Thomson:            14,7%
     Singapore:      -Hitachi:             16,3%
                     -Funai:                0%
                     - Phitips:            24,6%
                     - Sahyo:              14,4%
                     - Thomson:            13,3%
     Corea:          - Daewoo:             17,9%
                     -GoldStar:            13,4%
                     -Samsung:             13,7%
     - Aziende turche che assemblano televisori a colori di origine coreana:
                     -Profilo:              0%
                     - Bekoteknik:          0%
     RepubbUca popolare cinese:            25,6%
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                       (b) Esportatori che non hanno collaborato
(32) Diversi esportatori cinesi hanno contestato il metodo utilizzato nel regolamento
     provvisorio per calcolare la media ponderata del margine di dumping relativo
     alla Repubblica popolare cinese. Un esportatore ha chiesto in particolare che la
     media ponderata del margine di dumping deUe aziende che hanno collaborato
     fosse appUcata a tutti gU esportatori cinesi.
     In assenza di elementi indicanti che i margini di dumping deUe aziende che non
     hanno collaborato sono inferiori al margine massimorilevatoper le aziende che
     hanno collaborato, si ritiene che larichiestadebba essere respinta. Infatti, se i
     margini di dumping fossero stati inferiori, con ogni probabilità gli esportatori
     interessati si sarebbero manifestati e avrebbero collaborato.
(33) Diversi esportatori cinesi hanno asserito che il metodo scelto avrebbe dissuaso
     gU esportatori dal coUaborare in quanto non teneva conto del UveUo di
     collaborazione relativamente alto raggiunto nel caso in esame.
     A questo proposito occorre rilevare che con la collaborazione deUe aziende la
     Commissione può disporre di informazioni più accurate. In particolare, è
     evidente che la percentuale di esportatori che coUaborano è inversamente
     proporzionale all'impatto del "margine di dumping più alto" sul UveUo del
     dazio applicabile. Infine, poiché l'argomentazione si basa sulla percentuale di
     aziende che collaborano, i dati citati sono stati usati come "dati disponibUi"
     perché sono stati considerati rappresentativi.
(34) In assenza di ulteriori osservazioni, sono pertanto confermati i punti 95 e 96 del
     regolamento provvisorio.
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                                  G. PREGIUDIZIO
                 (i) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
                                (a) Importatori collegati
(35) Riguardo al metodo usato per determinare il UveUo deUa sottoquotazione dei
     prezzi relativi alle vendite degU importatori collegati ai primi acquirenti
     indipendenti neUa Comunità, un esportatore ha obiettato che il confronto dei
     modelti, secondo quanto è esposto nei punti 102 e 103 del regolamento
     provvisorio, non teneva conto di tutti i fattori che condizionano i prezzi di
     vendita. L'esportatore ha asserito che le differenze neUe proprietà di ricezione
     dei segnati influenzano U prezzo di vendita. Poiché l'esportatore non ha fornito
     prove conclusive a sostegno della propria affermazione e poiché nessun altro
     esportatore ha contestato i criteri uniformemente utilizzati per determinare la
     comparabilità dei modelli, la Commissione haritenutoche non vi fosse motivo
     di modificare il calcolo della sottoquotazione dei prezzi.
                              (b) Importatori non collegati
(36) Ai fini della determinazione della sottoquotazione dei prezzi, il prezzo di tutte le
     importazioni effettuate da importatori non collegati era stato calcolato al UveUo
     del prezzo alla frontiera comunitaria maggiorato del dazio doganale e di altri
     costì aU'importazione (15%). Data la difficoltà di determinare un importo che
     tenesse conto di tutti i canali di vendita nonché dei singoli stadi commerciati per
     le vendite a importatori che non hanno collaborato (la maggioranza) e dato che
     la maggior parte degli esportatori che vendevano i prodotti a importatori non
     collegati aveva una clientela di composizione simile è stato ritenuto opportuno
     appUcare una percentuale uniforme. È stato pertanto aggiunto un ulteriore 10%
     per tener conto dei costì addizionali di distribuzione e commercializzazione e
     del profitto.
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     Per quanto riguarda tale metodo di determinazione della sottoquotazione dei
     prezzi, è stato osservato che gli adeguamenti dei prezzi di vendita del prodotto
     interessato non erano sufficienti ai fini di un calcolo corretto. Un esportatore ha
     affermato che ti coefficiente di maggiorazione del 10%, introdotto per coprire i
     costi di distribuzione e commercializzazione e il profitto, era insufficiente e che
     era necessario un adeguamento superiore. È stato però fatto notare che le sue
     proposte di adeguamento si basavano su un campione selettivo di vendite e che
     suUe vendite effettuate direttamente a grosse catene di vendita al minuto non si
     dovevano invece sostenere costi aggiuntivi significativi per la distribuzione o la
     commercializzazione. In tal caso un adeguamento del 10% sarebbe stato
     eccessivo.
     Pertanto, tenendo conto di tutti i canali di vendita, ai fini del confronto è stato
     ritenuto equo un importo del 10%. Non è stato quindi opportuno modificare il
     metodo per ti calcolo della sottoquotazione. Sono confermate lerisultanzedi cui
     ai punti 102 - 105 del regolamento provvisorio.
(37) Dopo un riesame generale, la media ponderata dei margini di sottoquotazione,
     espressa in percentuale sul prezzo franco frontiera comunitaria è la seguente:
             - per la Malaysia,               dal 7,50% al 23,40%;
             - per la Thailandia,             dal 3,02% al 29,89%;
             - per Singapore,                 dallo     0% al 23,68%;
             -per la Repubblica di Corea, dal 38,61% al 54,00%.
     Per la Repubblica popolare cinese, la media ponderata del margine di
     sottoquotazione, espressa in percentuale sul prezzo franco frontiera comunitaria,
     è del 58,7%.
                        (ti) Altri fattori relativi al pregiudizio
(38) Un altro esportatore ha asserito che il volume delle importazioni dei cosiddetti
     televisori a colori a grande schermo provenienti dalla Repubblica popolare
     cinese non era significativo e che pertanto non doveva essere cumulato con le
     importazioni di altri paesi interessati dal procedimento. La Commissione non
     può accettare l'argomentazione secondo la quale tali importazioni non devono
     essere cumulate. Va notato che le importazioni dalla Cina di televisori a colori a
     grande schermo da sole rappresentavano più del 2% del consumo comunitario
     totale nel periodo dell'inchiesta e che erano più di dieci volte superiori a quelle
     di televisori a colori cinesi a grande schermo avvenute nel 1988.
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(39) Un esportatore ha nuovamente sostenuto che l'industria comunitaria non aveva
     subito pregiudizio a causa delle importazioni dei cosiddetti televisori a colori a
     grande schermo e che il calo delle vendite di televisori a colori con schermo di
     piccole dimensioni non poteva giustificare il pregiudizio provocato nel caso dei
     televisori a colori a grande schermo. La Commissione ha esaminato la questione
     nel regolamento provvisorio e l'esportatore interessato non ha fornito nuove
     prove a sostegno deUe proprie affermazioni. La richiesta è stata pertanto
     respinta per i motivi specificati nel regolamento provvisorio.
(40) Sono pertanto confermate le rimanenti risultanze dei punti 97 - 117 del
     regolamento provvisorio.
                             H. NESSO DI CAUSALITÀ
                 (i) Effetti delle importazioni oggetto di dumping
(41) Un esportatore cinese ha sostenuto che le esportazioni di televisori a colori a
     schermo molto grande provenienti dalla RepubbUca popolare cinese erano
     trascurabili o addirittura inesistenti e che pertanto non potevano provocare
     pregiudizio all'industria comunitaria. L'affermazione non può essere accettata in
     quanto le esportazioni di televisori a colori provenienti dalla Repubblica
     popolare cinese che fanno parte del prodotto in esame e del prodotto simile sono
     in concorrenza con la produzione comunitaria di tutti i televisori a colori,
     compresi i televisori a colori a grande schermo e contribuiscono pertanto al
     pregiudizio globale provocato dal dumping.
                             (ti) Incidenza di altri fattori
(42) Un esportatore ha affermato che l'industria comunitaria era responsabile del
     pregiudizio subito oppure era stata protetta dagti effetti del dumping, in quanto
     le mancate vendite erano state in gran parte sostituite dalla produzione degU
     stabilimenti di proprietà dell'industria comunitaria in Austria oppure dalle
     importazioni oggetto di dumping effettuate dai produttori comunitari e
     provenienti da paesi interessati dal procedimento.
     Tale affermazione non può essere accettata poiché soltanto una parte deUe
     esportazioni dall'Austria può essere collegata all'industria comunitaria. Non
     sono state fornite prove del fatto che le importazioni dall'Austria fossero offerte
     a prezzi inferiori a quelli deU'industria comunitaria.
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     Come già affermato al punto 6 del presente regolamento, i produttori
     comunitari importavano dai paesi interessati dal procedimento per essere
     presenti sul mercato con una gamma di modelli per quanto possibile completa
     oppure per proteggere nicchie di mercato che altrimenti sarebbero scomparse. I
     produttori in questione hanno preso una decisione influenzata da fattori esterni e
     basata su un legittimo interesse. La decisione di importare dai paesi interessati è
     stata provocata dal dumping che ha causato il pregiudizio accertato. Va inoltre
     ricordato che i prezzi di dette importazioni non erano inferiori ai prezzi già
     eccessivamente bassi applicati sul mercato comunitario.
(43) hi seguito al riesame il punto 126 del regolamento provvisorio deve essere
     conetto, in quanto i volumi importati dall'industria comunitaria dai paesi
     interessati rappresentavano il 4,5% del mercato nel 1990, mentre nel periodo
     dell'inchiesta questa percentuale era del 4,1 %.
                                  (iti) Conclusione
(44) In considerazione di quanto sopra, sono confermate lerisultanzedi cui ai punti
     118 -129, con l'eccezione specificata al punto 43 del presente regolamento.
                       I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(45) Un esportatore ha asserito che le misure eventualmente prese non avrebbero
     impedito l'ulteriore delocalizzazione deUa produzione comunitaria in quanto la
     produzione comunitaria di televisori a colori non sarebbe stata economicamente
     vitale per ragioni strutturali. Non sono però state presentate prove a sostegno
     dell'affermazione.
(46) Diversi esportatori hanno asserito che le misure non corrispondevano
     all'interesse dei consumatori. L'affermazione è già stata analizzata lungamente
     nel regolamento provvisorio e, in assenza di ulteriori elementi di prova, sono
     confermate lerisultanzedi cui ai punti 130 -138 di detto regolamento.
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             J. DETERMINAZIONE RELATIVA ALLA TURCHIA
(47) È stata effettuata un'ulteriore analisi della situazione relativa alle esportazioni di
     televisori a colori di origine turca, descritta ai punti 98, 99 e 139 del
     regolamento provvisorio ed è stato concluso che è opportuno confermare i fatti
     esposti nella determinazione provvisoria5.
                                       K. IMPEGNI
(48) La Commissione haricevutoofferte di impegno da diversi esportatori a norma
     dell'articolo 10, paragrafo 2 del regolamento di base. Le offerte sono state
     esaminate minuziosamente, con particolare attenzione alla possibilità di
     controllare gli impegni proposti.
     Di norma gli impegni relativi ai prodotti di consumo sono accettati solo in casi
     eccezionali, a causa, fra l'altro, della complessità dei modelli, del numero di
     tipi diversi e della varietà dei miglioramenti e deUe modifiche che vengono
     regolarmente introdotti. In tati circostanze le difficoltà di controllo sono quasi
     insormontabili. Nel caso dei televisori a colori, la Commissione ritiene che
     queste difficoltà non possano essere superate e che pertanto tati misure non
     siano adatte per eliminare a lungo termine ti dumping e il conseguente
     pregiudizio. Previa consultazione si è pertantoritenutoche nel procedimento in
     esame non fosse opportuno accettare gli impegni e di conseguenza le offerte
     sono state respinte.
                                         L. DAZIO
(49) Sono stati espressi pareri discordi sul fatto che i calcoli del dazio fossero basati
     sul livello di eliminazione del pregiudizio (se del caso), che è stato determinato
     usando i calcoli per la sottoquotazione dei prezzi. Non sono stati presentati né
     argomentazioni né punti di vista nuovi sufficientemente motivati e pertanto non
     è giustificato modificare il metodo di calcolo del UveUo di eliminazione del
     pregiudizio.
     Cfr. pag. XX della presente Gazzetta ufficiale.
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     Su tale base, gU aumentirisultantiin percentuale sono i seguenti:
             per la RepubbUca di Corea                fino             al 54,00%
             per la Malaysia                    fino                   al 23,40 %
             per la Thailandia                   fino                  al 29,89%
             per Singapore                     fino                    al 23,68%
             per la RepubbUca popolare cinese             fino         al 58,79 %
     Per i motivi delineati nel regolamento provvisorio e ai punti 25, 32 e 33
     precedenti, è stato determinato un dazio unico per tutti i produttori deUa
     RepubbUca popolare cinese.
(50) Viene confermato il metodo utilizzato per determinare le aliquote del dazio
     applicabile agli esportatori che non hanno collaborato e che hanno esportato
     televisori a colori originari della Malaysia, della RepubbUca di Corea, di
     Singapore e deUa Thailandia, secondo quanto è specificato nel punto 145 del
     regolamento provvisorio.
(51) È pertanto opportuno appUcare i seguenti dazi antidumping definitivi, in forma
     di dazi ad valorem:
                                 Aliquota del dazio
     Repubblica di Corea 17,9%
     Daewoo                 17,9%
     GoldStar               13,4%
     Samsung                13,7%
     Profilo                  0    (televisori a colori assemblati in Turchia)
     Bekoteknik               0    (televisori a colori assemblati in Turchia)
     Malaysia               23,4%
     Makonka                 2,3%
     Orion                  10,1%
     Technol Silver         7,5%
     GoldStar Mitr          19,6% (televisori a colori assemblati in Thailandia)
     World Electric         13,5% (televisori a colori assemblati in Thailandia)
 ---pagebreak---                                           20
     Singapore                      23,6%
     Thomson                         2,6%
     Sanyo                           4,3%
     Phitips                         2,8%
     Hitachi                          0
     Funai                            0
     Thailandia                     29,8%
     Teletech                       29,8%
     Thomson                         3,(
     Sumsung                        12,1%
     Repubblica popolare cinese 25,6%
                   M. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(52) In considerazione deU'entità dei margini di dumping riscontrati per la
     maggioranza degU esportatori e deUa gravità del conseguente pregiudizio, si
     ritiene necessario che gU importi depositati a titolo di dazi antidumping
     provvisori siano riscossi definitivamente per tutte le società. Qualora il dazio
     provvisorio superi l'aliquota del dazio definitivo istituito, èriscossoun importo
     non superiore al dazio antidumpig definitivo,
HA ADOTTATO IL SEGUENTE REGOLAMENTO:
                                       Articolo I
1.   È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di apparecchi
     riceventi per la televisione a colori:
     - con la diagonale deUo schermo superiore a 15,5 cm, combinati o meno con
         una radio e/o un orologio nello stesso involucro, cherientranonei codici NC
         ex 8528 10 52 (codice Taric: ex 8528 10 52*10), 8528 10 54, 8528 10 56,
         8528 10 58, ex 8528 10 62 (codice Taric: 8528 10 62*10) e 8528 10 66,
         originari della Malaysia, di Singapore e deUa Thailandia,
 ---pagebreak---                                           21
        - con la diagonale dello schermo superiore a 42 cm, combinati o meno con
           una radio e/o un orologio neUo stesso involucro, cherientranonei codici NC
           8528 10 54, 8528 10 56, 8528 10 58, ex 8528 10 62 (codice taric: 8528 10
           62*90) e 8528 10 66, originari deUa RepubbUca popolare cinese e deUa
           Repubblica di Corea.
2.     L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria,
       prima del dazio, è la seguente:
                                                        Aliquota del         Codice
                                                            dazio         addizionale
                                                                             Taric
 Malaysia                                                  23,4%              8801
 Repubblica popolare cinese                                25,6%
 Repubblica di Corea                                       17,9 %             8807
 Singapore                                                 23,6%              8812
 Thailandia                                          |     29,8%       1      8816
ad eccezione delle importazioni di prodotti fabbricati e venduti per l'esportazione neUa
Comunità dalle seguenti società, che saranno soggette all'aUquota di dazio qui di
seguito indicata:
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                                                             AUquota         Codice
                                                             del           addizionale
                                                                   dazio      Taric
 a) televisori a colori originari deUa Malaysia fabbricati
 da:
 - Makonka Electronics SDN BHD, Ehsan, Malaysia                2,3 %          8796
 - Orion Electric SDNBHD,Melaka, Malaysia                     10,1%           8797
 - Technol Stiver (M) SDN BHD, Ehsan, Malaysia                 7,5%           8798
 - GoldStar Mitr Co. Ltd., Samutsakorn, Thailandia            19,6%           8799
 - World Electric (Thailand) Ltd., Chonburi, Thailandia       13,5 %          8800
 b) televisori a colori originari della Repubblica di Corea
fabbricati da:
 - Daewoo Electronics Co. Ltd., Seul, Repubblica di           17,9%           8802
 Corea                                                        13,4%           8803
 - GoldStar Co. Ltd., Seul, RepubbUca di Corea                13,7%           8804
 - Samsung Electronics Co. Ltd., Seul, Repubblica di           0%             8805
 Corea
 - Bekoteknik Sanavi A.S., Istanbul, Turchia                   0%             8805
 - Profilo Telra Elektronik Sanavi Ve Ticaret A.S.,
 Istanbul, Turchia
 e) televisori a colori originari di Singapore fabbricati di
 - Funei Electric (Singapore) Pte. Ltd., Singapore             0%             8808
 - Hitachi Consumer Products (S.) Pte. Ltd., Singapore         0%             8808
 - Phitips Singapore Pte. Ltd., Singapore                     2,8%            8809
 - Sanyo Electronics (Singapore) Pte. Ltd., Singapore         4,3%            8810
 - Thomson Television Singapore Pte. Ltd., Singapore          2,6%            8811
 d) televisori a colori originari della Thailandia fabbricati
 da:
 - Teletech (Thailand) Ltd., Chonburi, Thailandia             29,8%           8813
 - Thai Samsung Electronics Co. Ltd., Chonburi,               12,1%           8814
 Thailandia
 - Thomson Television (ThaUand) Co. Ltd., Pathumthani, 3,0%                   8815
   Thailandia
3.      Salvo indicazione contraria, si applicano le disposizioni vigenti in materia di
        dazi doganali.
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                                        Articolo 2
GU importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio ai sensi del regolamento
(CE) n. 2376/94 sono definitivamente riscossi sino all'aliquota del dazio definitivo
istituito. GU importi depositati sono svincolati neUa parte eccedente l'aliquota del dazio
definitivo.
                                        Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione neUa
Gazzetta ufficiale deUe Comunità europee.
Il presente regolamento è obbtigatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degU Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                            Per il Consigtio
 ---pagebreak---                                               ti
                                                                   ISSN 0254-1505
                                                              COM(95) 69 def.
                                                DOCUMENTI
rr                                                                        02 u
                                             N. dì catalogo : CB-CO-95-079-IT-C
                                                             ISBN 92-77-86265-3
Ufficio delie pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo