CELEX: 52003PC0416
Language: it
Date: 2003-07-23
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione della cogenerazione in base alla domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia

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52003PC0416

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione della cogenerazione in base alla domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia  /* COM/2003/0416 def. - COD 2002/0185 */  

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla promozione della cogenerazione in base alla domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONEA. Principi1. Nel luglio 2002, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia COM(2002) 415 - 2002/0185 per adozione mediante la procedura di codecisione di cui agli Articoli 251 e 175, paragrafo 1 del trattato che istituisce la Comunità europea.2. Il 14 maggio 2003, il Parlamento europeo ha adottato una serie di emendamenti in prima lettura. La Commissione ha indicato la propria posizione su ciascuno di essi, precisando quali poteva accogliere come tali, quali poteva accogliere di massima, sulla base di una nuova formulazione, quali poteva accogliere parzialmente e quali non poteva accogliere.3. La Commissione ha quindi elaborato la presente proposta modificata.4. La Commissione ha apportato tre tipi di modifica con le motivazioni seguenti.Innanzi tutto varie nuove disposizioni proposte in prima lettura dal Parlamento europeo sono state accolte come tali. Gli emendamenti migliorano le definizioni tecniche o finanziarie, la coerenza e la chiarezza e approfondiscono determinati punti.In secondo luogo, la Commissione ha accolto di massima alcuni emendamenti, con correzioni secondarie, ad esempio per migliorare la coerenza con altre parti della proposta o definire in maniera più precisa determinate condizioni, limiti o eccezioni.In terzo luogo, la Commissione ha ripreso parti degli emendamenti formulati in prima lettura quando queste parti sono state giudicate coerenti con la finalità della proposta e costituivano un notevole valore aggiunto, mentre ciò non era il caso per l'intero emendamento.B. Commenti sugli emendamenti accoltiConsiderandiConsiderando 3Questa modifica del considerando fa riferimento alla risoluzione del Parlamento europeo sul Libro verde a sostegno degli incentivi alla creazione di una produzione energetica efficiente come la cogenerazione.Considerando 5Questa modifica del considerando sopprime una parola. Il messaggio della parola "..corretto.." figura altrove e non apporta modifiche essenziali al testo.Considerando 6Questa modifica del considerando evidenzia maggiormente l'obiettivo del risparmio di energia primaria.Considerando 7Si tratta di un nuovo considerando che fa riferimento alla Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell'edilizia, in cui si chiede di valutare la possibilità di installare un'unità di produzione combinata di calore e di elettricità (CHP) nei nuovi edifici con una superficie superiore a 1 000 m2.Considerando 12Questa modifica del considerando sopprime il rinvio ai valori nazionali di riferimento per la produzione separata. Nella presente proposta si devono elaborare valori di riferimento armonizzati e quindi il riferimento ai valori nazionali di riferimento non è più pertinente.Considerando 13Questo nuovo considerando sottolinea che i calcoli devono essere precisi, facili da seguire, armonizzati e adattabili, evitando procedure amministrative superflue e distorsioni del mercato.Considerando 18Questa modifica del considerando sopprime il riferimento alla soglia di 50MW per il sostegno degli Stati membri. La soglia era stata fortemente criticata al Parlamento europeo e al Consiglio e la Commissione ha accettato di sopprimerla.Considerando 23Questo nuovo considerando precisa che anche l'elettricità di cogenerazione prodotta e consumata dal produttore stesso deve essere ripresa nelle statistiche per disporre di un quadro generale dell'energia cogenerata.Considerando 24Questa modifica del considerando è legata alla soppressione delle tre categorie di cogenerazione "industriale", "di riscaldamento" e "agricola".Considerando 25Questa modifica del considerando sottolinea che le misure sono destinate ad aumentare la quota della cogenerazione nella produzione energetica totale della Comunità.ArticoliArticolo 3 Definizioni(a) modifica a fini di coerenza con il resto del testo.Le tre categorie di cogenerazione sono soppresse in quanto erano state criticate e giudicate superflue in sede di Parlamento europeo e di Consiglio.(b) nuova definizione di "microcogenerazione" che ingloba le unità di potenza inferiore a 50kWe. Questa definizione copre anche una parte dell'emendamento 34.(c) nuova definizione: la microcogenerazione con un rendimento globale superiore a 80% è considerata una cogenerazione ad alto rendimento. Ciò semplifica l'iter di approvazione in quanto una volta dimostrato il superamento di questa soglia, non occorrono più calcoli per ciascuna unità. Questa definizione copre anche una parte dell'emendamento 34.(d) modifica a fini di chiarezza e per includere l'emendamento 65 concernente l'allegato I. L'inclusione della "trigenerazione" nell'elenco delle tecnologie di cogenerazione nell'allegato I non è coerente perché la trigenerazione non è una tecnologia di cogenerazione, bensì un'applicazione del prodotto della cogenerazione.(e) modifica per chiarire la definizione.   Le definizioni precedenti "teleriscaldamento" e "teleraffreddamento" sono soppresse perché questi termini non sono usati nella direttiva.(h) modifica per precisare che le perdite termiche nella rete di teledistribuzione del calore non sono considerate nella valutazione del rendimento termico.(k) modifica per chiarire la formulazione con riferimento all'emendamento 79; l'ultima parte di questo emendamento non è stata ripresa perché è coperta dall'emendamento 68 (allegato II)(n) modifica in sintonia con l'emendamento 32, ma tenuto conto che l'emendamento è strettamente legato all'emendamento 70, non accolto. A fini di coerenza la definizione comprende soltanto la capacità legata al rapporto elettricità-calore.(o) modifica per chiarire la formulazione.(p) modifica per chiarire la formulazione.Articolo 4I tempi al paragrafo 1 sono modificati da due a un anno per accelerare il processo di attuazione.Analogamente al paragrafo 2, si passa da un anno a sei mesi.La Commissione può accogliere di massima queste modifiche, ma va notato che gli Stati membri molto probabilmente saranno contrari a queste modifiche.Articolo 5L'articolo è modificato per introdurre valori di riferimento armonizzati per la produzione separata anziché valori nazionali (emendamento 42). L'uso di valori di riferimento armonizzati ridurrà le distorsioni di mercato e contribuirà alla creazione di condizioni omogenee. I valori di riferimento armonizzati devono essere stabiliti sulla base di uno studio approfondito e di consultazioni con il settore. Lo studio è realizzato e adottato dalla Commissione conformemente ad una procedura di comitato (cfr. articolo 12).A causa dell'introduzione dei valori di riferimento armonizzati, i paragrafi concernenti i valori di riferimento nazionali sono soppressi.Articolo 6Il paragrafo 1 è modificato per precisare la necessità di un'analisi specifica del potenziale della microcogenerazione efficiente.Le modifiche dei paragrafi 2, 3 e 5 sono dovute all'introduzione nell'articolo del testo inizialmente proposto dalla Commissione all'allegato IV.Al paragrafo 5 modifica rispettivamente, da due anni a 18 mesi e da tre anni a due anni. La Commissione può di massima accogliere queste modifiche, ma va notato che gli Stati membri molto probabilmente saranno contrari a queste modifiche.Articolo 7Aggiunta del nuovo paragrafo 4 per specificare che i programmi di sostegno degli Stati membri non devono essere discriminatori.Articolo 8L'emendamento 40 - accolto dalla Commissione - proponeva di trasformare questo articolo in un nuovo articolo 5. Questa modifica non è stata ancora effettuata in quanto l'ordine degli articoli potrà essere modificato in un secondo tempo.Al paragrafo 8 è aggiunto, come proposto in parte dell'emendamento 54, che i gestori del sistema di trasmissione e distribuzione non possano imporre oneri di connessione irrealistici per collegare le unità di cogenerazione di potenza inferiore a 1 MWe così come i costi e gli oneri amministrativi devono essere ridotti allo stretto necessario. La produzione di queste unità deve inoltre poter contare su prezzi equi per l'elettricità venduta alla rete. Questo emendamento contribuisce a stabilire e tutelare condizioni ragionevoli per i piccoli produttori.Articolo 9Al paragrafo 1, lettera a) la formulazione è modificata per rispecchiare l'emendamento 55 e sottolineare che l'obiettivo è conseguire risparmi di energia. Per conservare il messaggio originario, l'emendamento è adattato in quanto una condizione preliminare per risparmiare energia è evitare un aumento del consumo di calore.Articolo 10Riduzione dei tempi di notifica da parte degli Stati membri per accelerare l'attuazione. La Commissione può di massima accogliere queste modifiche, ma va notato che gli Stati membri molto probabilmente saranno contrari a queste modifiche.Soppressione delle sezioni relative ai valori nazionali di riferimento in chiave di coerenza con le modifiche all'articolo 5.Articolo 11Soppressione al paragrafo 1 della lettera a) in chiave di coerenza con le modifiche all'articolo 5.Articolo 13Questo nuovo articolo introduce un comitato come soluzione efficiente per trattare gli aspetti tecnici dettagliati dell'introduzione di valori di riferimento armonizzati di cui all'articolo 5.AllegatiAllegato IÈ precisato che la presente direttiva non concerne la produzione nucleare, come proposto agli emendamenti 64 e 66. L'emendamento 65 propone di includere una nuova tecnologia, la "trigenerazione" che non è però une vera e propria tecnologia bensì un'applicazione più sofisticata della cogenerazione; l'emendamento si rispecchia comunque nella modifica all'articolo 3, lettera d).Allegato IILa modifica all'allegato II rispecchia l'emendamento 67 ma, poiché la Commissione non può accogliere l'emendamento 70 (metodo di calcolo dettagliato con nuove annotazioni per tutti i fattori) è necessario modificare il testo a fini di coerenza. Con la modifica le annotazioni originarie (ECHP, Qnet, C) sono mantenute e il rapporto elettricità-calore è definito come il rapporto tra l'elettricità - calore relativo alla capacità.È inserito il nuovo punto c) (in linea con l'emendamento 68) concernente condizioni speciali per alcune unità industriali, ma il testo è modificato a fini di coerenza generale.È inserito il nuovo punto d), come proposto nell'emendamento 69. Il testo è modificato per chiarire che l'esito di un processo di normalizzazione in sede CEN o CENELEC deve essere approvato dal comitato (articolo 12), prima che gli Stati membri siano autorizzati ad applicare tale metodologia. È importante per la Commissione la possibilità di riprendere un utile prodotto del processo di normalizzazione, ma anche di non farlo se il risultato del processo di normalizzazione è insoddisfacente.Allegato IIIModifica di questo allegato per rispecchiare l'emendamento 71. La Commissione è d'accordo sul fatto che questo emendamento mantiene il principio che il calcolo del risparmio di energia primaria è importante per determinare la cogenerazione ad alto rendimento, ma ha delle riserve circa la formula dell'emendamento e propone pertanto di mantenere la formula originaria. È stato anche ripreso il concetto che si debba tener conto delle perdite di rete evitate, grazie alle unità di cogenerazione collegate.Allegato IVSoppressione di questo allegato perché il suo contenuto è ripreso direttamente nell'articolo 6.2002/0185 (COD)Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla promozione della cogenerazione in base alla domanda di calore utile nel mercato interno dell'energiaIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 175,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU Cvisto il parere del Comitato economico e sociale europeo [2],[2]  GU Cvisto il parere del Comitato delle regioni [3],[3]  GU Cconformemente alla procedura prevista all'articolo 251 del trattato [4][4]  GU Cconsiderando quanto segue:(1) Attualmente nella Comunità il potenziale della cogenerazione come mezzo per risparmiare energia è sottoutilizzato. Considerati i potenziali benefici della cogenerazione in termini di risparmio di energia primaria e di riduzione delle emissioni, in particolare quelle dei gas a effetto serra, la promozione della cogenerazione ad alto rendimento basata sulla domanda di calore utile è prioritaria a livello comunitario. Inoltre, l'uso efficiente dell'energia di cogenerazione può contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico e alla competitività dell'Unione europea e dei suoi Stati membri. È pertanto necessario adottare provvedimenti che consentano di sfruttare meglio questo potenziale nel quadro del mercato interno dell'energia.(2) La direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica [5] rappresenta un importante passo verso il completamento del mercato interno dell'elettricità. Al vertice di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, il Consiglio europeo ha chiesto di attuare quanto prima gli interventi di completamento del mercato interno sia nel settore dell'elettricità che in quello del gas e di accelerare la liberalizzazione di questi settori, nella prospettiva di creare un mercato interno pienamente operativo. La Commissione ha pertanto adottato il 13 marzo 2001 un pacchetto di provvedimenti per il completamento del mercato interno dell'energia, comprendente una proposta di direttiva recante modifica delle direttive 96/92/CE e 98/30/CE relative a norme comuni per i mercati interni dell'energia elettrica e del gas naturale [6].[5]  GU L 27 del 30.1.1997, pag. 20.[6]  COM(2001) 125 definitivo.(3) Il Libro verde [7] sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico evidenzia la forte dipendenza dell'Unione europea dall'approvvigionamento esterno che rappresenta attualmente il 50% della domanda e, perdurando l'attuale tendenza, dovrebbe aumentare fino al 70% entro il 2030. La crescente dipendenza dalle importazioni  aumenta il rischio di interruzione o difficoltà dell'approvvigionamento. Sarebbe però semplicistico ed errato concepire la sicurezza dell'approvvigionamento unicamente come una questione di riduzione della dipendenza dalle importazioni e potenziamento della produzione interna. La sicurezza dell'approvvigionamento richiede un'ampia gamma di iniziative politiche volte, inter alia, a diversificare le fonti e le tecnologie e a migliorare le relazioni internazionali. Il Libro verde ha inoltre sottolineato che la sicurezza dell'approvvigionamento è essenziale per uno sviluppo futuro sostenibile e conclude che l'adozione di nuovi provvedimenti per contenere la domanda energetica è essenziale sia per ridurre la dipendenza dalle importazioni che per limitare le emissioni di gas a effetto serra. Nella sua risoluzione del 15 novembre 2001 [8] sul Libro verde, il Parlamento europeo auspica incentivi alla creazione di impianti di produzione dell'energia efficienti, compresi gli impianti di cogenerazione.[7]  COM(2000) 769 definitivo.[8]  GU C 140 E del 13.6.2002, pag. 543.(4) La comunicazione della Commissione "Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile" [9], presentata al Consiglio europeo di Göteborg il 15 e 16 giugno 2001, ha indicato nel cambiamento climatico uno dei principali ostacoli allo sviluppo sostenibile e ha sottolineato l'esigenza di aumentare l'uso di energia pulita e di precisi interventi per ridurre la domanda energetica.[9]  COM(2001) 264 definitivo.(5) Un maggiore ricorso alla cogenerazione costituisce un elemento importante del pacchetto di misure necessarie per rispettare il protocollo di Kyoto della Convenzione quadro delle Nazioni unite sul cambiamento climatico e di qualsiasi altro pacchetto politico per onorare altri impegni. Nella comunicazione sull'attuazione della prima fase del Programma europeo per il cambiamento climatico [10], la Commissione ha indicato nella promozione della cogenerazione una delle misure necessarie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal settore energetico e ha annunciato l'intenzione di presentare nel 2002 una proposta di direttiva sulla promozione della cogenerazione.[10]  COM(2001) 580 definitivo.(6) Nella comunicazione "Una strategia comunitaria per promuovere la produzione combinata di calore e di elettricità (cogenerazione) ed eliminare gli ostacoli al suo sviluppo" [11] si considera prioritario l'uso della cogenerazione finalizzato ad aumentare il risparmio di energia primaria. Tale priorità è stata confermata dal Consiglio nella risoluzione del 18 dicembre 1997 relativa ad una strategia comunitaria per promuovere la produzione combinata di calore e di elettricità [12] e dal Parlamento europeo nella risoluzione del 23 aprile 1998 relativa ad una strategia comunitaria per promuovere la produzione combinata di calore e di elettricità [13].[11]  COM(97) 514 definitivo.[12]  GU C 4 dell'8.1.1998, pag. 1.[13]  A4-0145/98(7) La direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell'edilizia [14] stabilisce che per gli edifici di nuova costruzione la cui metratura utile totale supera i 1 000 m2, gli Stati membri provvedono affinché la fattibilità tecnica, ambientale ed economica di sistemi alternativi quali la cogenerazione (CHP), sia valutata e sia tenuta presente prima dell'inizio dei lavori di costruzione.[14]  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 65.(8) Nelle conclusioni del 30 maggio 2000 e del 5 dicembre 2000 [15], il Consiglio ha approvato il piano di azione della Commissione per migliorare l'efficienza energetica [16] e ha indicato nella promozione della cogenerazione uno dei settori prioritari di intervento a breve termine. Nella risoluzione del 7 febbraio 2001 [17] sul piano di azione per migliorare l'efficienza energetica, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a presentare proposte che stabiliscano norme comuni per la promozione della cogenerazione, ove tali proposte abbiano un significato ambientale.[15]  Conclusioni del Consiglio 8835/00 (30 maggio 2000) e conclusioni del Consiglio 1400/00 (5 dicembre 2000).[16]  COM(2000) 247 definitivo.[17]  A5-0054/2001.(9) La direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPCC) [18], la direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione [19] e la direttiva 2000/76/CE sull'incenerimento dei rifiuti [20] menzionano espressamente la necessità di valutare il potenziale di cogenerazione dei nuovi impianti.[18]  GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.[19]  GU L 309 del 27.11.2001, pag. 1.[20]  GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.(10) Nella presente direttiva la cogenerazione ad alto rendimento è definita in base al risparmio energetico offerto dalla produzione combinata rispetto alla produzione separata di calore e di elettricità. Per gli impianti esistenti, il risparmio energetico superiore al 5% e per i nuovi impianti il risparmio energetico superiore al 10% rientrano nella "cogenerazione ad alto rendimento". Per massimizzare il risparmio energetico ed evitare la perdita di risparmio a causa di un funzionamento non corretto degli impianti di cogenerazione, è necessario prestare la massima attenzione alle condizioni di esercizio di questi impianti, soprattutto per garantire un corretto uso della produzione di calore.(11) A fini di monitoraggio e per ragioni di trasparenza è importante adottare una definizione di base armonizzata della cogenerazione. Laddove gli impianti di cogenerazione sono attrezzati per produrre separatamente elettricità o calore, tale produzione non rientra nella definizione di cogenerazione.(12) Per garantire la promozione soltanto della cogenerazione che offre vantaggi in termini di risparmio di energia primaria, è necessario elaborare criteri aggiuntivi per determinare e  valutare l'efficienza energetica della cogenerazione identificata sulla base della definizione comune.(13) I metodi usati per calcolare l'energia prodotta dalla cogenerazione e il risparmio energetico attraverso la cogenerazione devono essere sufficientemente precisi, facili da seguire, armonizzati a livello europeo e modificabili per tener conto del progresso tecnico, evitando procedure amministrative superflue e distorsioni sul mercato interno dell'energia.(14) Le definizioni di cogenerazione e di cogenerazione ad alto rendimento usate nella presente direttiva non pregiudicano l'uso di definizioni diverse negli ordinamenti giuridici nazionali, per finalità differenti da quelle stabilite nella presente direttiva. È opportuno avvalersi delle definizioni contenute nella direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica [21] e nella direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità [22].[21]  GU L 27 del 30.1.1997, pag. 20.[22]  GU L 283 del 27.10.2001, pag. 33.(15) Per aumentare la trasparenza a favore dei consumatori nella scelta fra l'elettricità di cogenerazione e l'elettricità prodotta con altre tecniche, è necessario garantire l'origine della cogenerazione ad alto rendimento.(16) Per garantire una maggiore penetrazione sul mercato della cogenerazione a medio termine, è opportuno che tutti gli Stati membri adottino e pubblichino una relazione che analizza il potenziale nazionale di cogenerazione ad alto rendimento, corredandola di un'analisi distinta degli ostacoli allo sviluppo. Sulla base di queste relazioni e dei progressi verso il conseguimento dell'obiettivo indicativo globale per l'UE di un consumo di elettricità dalla cogenerazione del 18% entro il 2010, la Commissione esaminerà l'opportunità di stabilire obiettivi indicativi per ciascuno Stato membro. Particolare attenzione deve essere rivolta alla valutazione delle possibilità di aumentare l'uso delle fonti energetiche rinnovabili sui mercati nazionali del calore tramite la cogenerazione.(17) Il sostegno pubblico deve essere coerente con la disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato a favore della tutela ambientale [23] che consente attualmente alcuni tipi di sostegno pubblico se essi sono chiaramente positivi per la tutela dell'ambiente a causa del rendimento di conversione particolarmente elevato in quanto le misure permetteranno di ridurre i consumi o di rendere il processo produttivo meno nocivo per l'ambiente. Tale sostegno sarà necessario in alcuni casi per sfruttare ulteriormente il potenziale di cogenerazione e tener conto, in particolare, della necessità di internalizzare i costi esterni.[23]  GU C 37 del 3.2.2001, pag. 3-15.(18) I regimi di sostegno pubblico alla promozione della cogenerazione devono incentrarsi sul sostegno alla cogenerazione basata su una domanda di calore utile e non favorire una maggiore domanda di calore per evitare l'aumento del consumo di combustibile e delle emissioni di CO2. Gli Stati membri devono intervenire per evitare che il sostegno finanziario pubblico all'elettricità di cogenerazione sia usato per sovvenzionare la produzione di calore, incoraggiando così comportamenti meno attenti all'uso razionale della produzione di calore.(19) Gli Stati membri applicano vari meccanismi di sostegno alla cogenerazione a livello nazionale, fra cui gli aiuti agli investimenti, le esenzioni o le riduzioni fiscali, i certificati "verdi" e regimi di sostegno diretto ai prezzi. La Commissione sorveglierà la situazione e riferirà sulle esperienze acquisite nell'applicazione dei regimi nazionali di sostegno.(20) I costi di connessione alla rete, le tariffe per la trasmissione e distribuzione dell'elettricità da cogenerazione e le tariffe legate all'acquisto di elettricità supplementare, talvolta necessaria per i produttori mediante cogenerazione, vanno stabiliti secondo criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori, tenendo conto dei costi e benefici della cogenerazione. Soprattutto per gli impianti di cogenerazione alimentati con energie rinnovabili e i piccoli impianti di capacità inferiore a 1 MW(e), i costi e l'onere amministrativo per la connessione alla rete di elettricità costituiscono un considerevole deterrente ad ulteriori sviluppi.(21) Si deve tenere conto della struttura specifica del settore della cogenerazione che comprende molti produttori di piccole e medie dimensioni, soprattutto in sede di revisione delle procedure amministrative per ottenere l'autorizzazione a sviluppare capacità di cogenerazione.(22) Nell'ambito della finalità della presente direttiva di creare un quadro per promuovere la cogenerazione è importante sottolineare la necessità di un contesto economico e amministrativo stabile per gli investimenti in nuovi impianti di cogenerazione. Gli Stati membri sono pertanto invitati ad elaborare regimi di sostegno della durata di almeno 4 anni, evitando frequenti cambiamenti nelle procedure amministrative ecc., nonché a garantire che i regimi di sostegno pubblico rispettino il principio di soppressione graduale del sostegno.(23) Nella raccolta delle statistiche gli Stati membri devono analizzare e monitorare la quantità di elettricità cogenerata, prodotta e consumata dal produttore stesso. Gli Stati membri devono essere consapevoli che anche se tale produzione non è visibile, nel senso che è venduta o trasmessa via la rete, essa va considerata e calcolata come cogenerazione. Per stabilire un quadro completo della produzione via cogenerazione, si deve tener conto di questo tipo di produzione.(24) Il rendimento complessivo e la sostenibilità della cogenerazione dipendono da molti fattori quali la tecnologia usata, i tipi di combustibile, le curve di carico, la dimensione e le proprietà del calore.  Si può tener conto di questi fattori nel preparare i valori di riferimento armonizzati per la produzione separata di calore e elettricità.(25) Conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità stabiliti all'articolo 5 del trattato, i principi generali che forniscono un quadro per promuovere la cogenerazione nel mercato interno dell'energia e le misure per aumentare la quota della cogenerazione nella produzione totale di elettricità della Comunità sono fissati a livello comunitario, ma la realizzazione pratica è lasciata agli Stati membri, consentendo quindi a ciascuno Stato membro di scegliere il regime più adatto alla propria particolare situazione. La presente direttiva si limita esclusivamente al minimo necessario per raggiungere questi obiettivi,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1FinalitàLa presente direttiva intende creare un quadro per la promozione della cogenerazione basata della domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia. L'attuazione della presente direttiva tiene conto delle specifiche situazioni nazionali, in particolare delle condizioni climatiche ed economiche.Articolo 2Campo di applicazioneLa presente direttiva si applica alla cogenerazione come definita all'articolo 3. L'allegato I riporta un elenco dei diversi tipi di unità di cogenerazione coperti dalla presente direttiva.Articolo 3DefinizioniAi fini della presente direttiva si intende per:(a) "cogenerazione": la generazione, in un unico processo, di energia termica ed elettrica e/o di energia meccanica.   (b) "microcogenerazione": la cogenerazione in un'unità di cogenerazione di potenza inferiore a 50 kWe;(c) "microcogenerazione efficiente": la microcogenerazione con un rendimento globale certificato di almeno l'80%;(d) "calore utile": il calore prodotto in un processo di cogenerazione per soddisfare una domanda economicamente giustificata; attraverso un processo secondario, il calore utile può servire a generare raffreddamento utile a scopi industriali o di climatizzazione (trigenerazione);(e) "elettricità da cogenerazione": l'elettricità generata  durante un determinato periodo, direttamente abbinata alla produzione di calore  dalla cogenerazione in un'unità di cogenerazione, conformemente alla metodologia di cui all'allegato II;(f) "elettricità di riserva": l'elettricità che deve essere fornita dalla rete di elettricità in caso di perturbazione o interruzione del processo di cogenerazione";(g) "elettricità di complemento": l'elettricità che deve essere fornita dalla rete di elettricità quando la domanda di elettricità è superiore alla produzione elettrica del processo di cogenerazione";(h) "rendimento termico": la produzione annua di calore utile divisa per il combustibile di alimentazione usato per la produzione di calore in un processo di cogenerazione e per la produzione lorda di elettricità.(i) "rendimento elettrico": la produzione annua di elettricità misurata al punto di uscita dei principali generatori, divisa per il combustibile di alimentazione usato per il calore prodotto in un processo di cogenerazione e per la produzione lorda di elettricità;(j) "rendimento complessivo": la somma annua della produzione di elettricità e di calore utile divisa per il combustibile di alimentazione usato per il calore prodotto in un processo di cogenerazione e per la produzione lorda di elettricità;(k) "rendimenti":  valori calcolati sulla base del potere calorifico netto dei combustibili (potere calorifico inferiore);(l) "cogenerazione ad alto rendimento": la cogenerazione conforme ai criteri indicati nell'allegato III;(m) "valore di rendimento di riferimento per la produzione separata": il rendimento delle produzioni separate alternative di calore e di elettricità che il processo di cogenerazione rimpiazzerà;(n) "rapporto energia/calore":  in un impianto di cogenerazione è il quoziente della produzione di elettricità dalla cogenerazione e la produzione di calore dalla cogenerazione a piena potenza nel corso di un periodo di misura;(o) "unità di cogenerazione": un'unità  in un impianto  di cogenerazione dove ha luogo, in parte o unicamente, il processo di cogenerazione secondo la definizione di cui alla lettera a);(p) "impianto di cogenerazione": un impianto  destinato principalmente ai processi di cogenerazione ai sensi della lettera a). Un impianto di cogenerazione può  avere reparti in cui sono prodotte soltanto energia elettrica o soltanto energia termica . Ai fini della presente direttiva, la produzione di tali i reparti non è considerata cogenerazione;(q) "nuovi impianti di cogenerazione": impianti di cogenerazione entrati in funzione il 1º gennaio 2004 o dopo questa data;(r) "unità di cogenerazione esistenti": unità di cogenerazione entrate in funzione prima del 1º gennaio 2004.Inoltre, si applicano le definizioni di cui alle direttive 96/92/CE e 2001/77/CE.Articolo 4Garanzia di origine dell'elettricità da cogenerazione1. Al più tardi entro  un anno dall'entrata in vigore della presente direttiva gli Stati membri fanno sì che l'origine dell'elettricità prodotta in unità di cogenerazione sia garantita come tale ai sensi della presente direttiva, secondo criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, stabiliti da ciascuno Stato membro. Gli Stati membri prevedono il rilascio, su richiesta, di garanzie di origine dell'elettricità.2. Al più tardi entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva gli Stati membri nominano uno o più organi competenti, indipendenti dalle attività di generazione e distribuzione, incaricati di sovrintendere al rilascio della garanzia di origine di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri o gli organi competenti mettono in atto idonei meccanismi per assicurare che le garanzie di origine siano accurate ed affidabili e nella relazione di cui all'articolo 6, paragrafo 4 illustrano i provvedimenti adottati per garantire l'affidabilità del sistema di certificazione.3. La garanzia di origine:- specifica il combustibile da cui è stata prodotta l'elettricità, l'uso del calore generato insieme all'elettricità e infine le date e i luoghi di produzione;- specifica la quantità di elettricità di cogenerazione che la garanzia rappresenta;- specifica i valori di riferimento per la produzione separata di calore e di elettricità e il rendimento della cogenerazione in base all'articolo 5;- consente ai produttori di elettricità da cogenerazione di dimostrare che l'elettricità da essi venduta è prodotta mediante cogenerazione nel senso inteso dalla presente direttiva.Gli Stati membri possono includere informazioni aggiuntive sulla garanzia di origine.4. La garanzia di origine rilasciata a norma del paragrafo 2 è reciprocamente riconosciuta dagli Stati membri esclusivamente come prova degli elementi di cui al paragrafo 3. Un eventuale mancato riconoscimento della garanzia di origine quale prova in questo senso, in particolare per ragioni connesse con la prevenzione delle frodi, deve essere fondato su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori. In caso di mancato riconoscimento di una garanzia di origine la Commissione può obbligare la parte che oppone il rifiuto a riconoscere la garanzia di origine, in particolare facendo riferimento ai criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori sui quali è basato il riconoscimento.Articolo 5Criteri di rendimento1. Per determinare il risparmio energetico e le riduzioni delle emissioni di CO2 derivanti da un processo di cogenerazione, quale definito nella presente direttiva, la Commissione al più tardi entro due anni dall'entrata in vigore della  direttiva  e previa consultazione delle associazioni che rappresentano il settore della cogenerazione, presenta agli Stati membri, al Parlamento europeo e al Consiglio, un'analisi approfondita in vista di stabilire principi generali per comparare la cogenerazione con i valori di riferimento armonizzati per la produzione separata di calore e elettricità.La relazione di cui al primo paragrafo è basata su un'analisi pienamente documentata che tiene conto degli elementi seguenti :a) dati operativi in condizioni realistiche,b) differenze climatiche tra gli Stati membri,c) diverse tecnologie negli Stati membri,d) differenziazione tra impianti esistenti e nuovi,e) accesso ai combustibili, distribuzione delle risorse energetiche e sviluppo del mix di energia,f) sicurezza dell'approvvigionamento e aspetti ambientali.2. Sulla base di questa analisi, la Commissione al più tardi entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva pubblica, conformemente alla procedura dell'articolo 13, paragrafo 2, valori di riferimento armonizzati per determinare il risparmio di energia primaria grazie alla cogenerazione.I valori di riferimento per la produzione separata di elettricità e la produzione separata di calore sono gli stessi in tutti i paesi dell'UE.- Questi valori di riferimento sono stabiliti per tipo di combustibile.- Questi valori di riferimento sono stabiliti per un'unità di cogenerazione specifica nell'anno di installazione di detta unità e per unità distinte della stessa età.- Una volta stabiliti i valori di riferimento per un'unità di cogenerazione specifica, questi valori di riferimento sono validi per un periodo di dieci anni e, successivamente, per un altro periodo di dieci anni. I valori di riferimento ricalibrati sono basati sull'anno finale di questo periodo di dieci anni.Articolo 6Potenziali nazionali della cogenerazione ad alto rendimento1. Gli Stati membri effettuano un'analisi del potenziale nazionale della cogenerazione ad alto rendimento, inclusa la microcogenerazione efficiente, con l'obiettivo di sfruttare al massimo, in termini di energia e riduzioni di CO2, le possibilità offerte dalla cogenerazione in ciascuno Stato membro.2. L'analisi è conforme ai criteri elencati qui di seguito. Essa si basa su dati scientifici ben documentati.Nel valutare i potenziali nazionali di cogenerazione, l'analisi tiene conto di quanto segue:- Il tipo di combustibili utilizzabili per realizzare i potenziali di cogenerazione, tenendo conto in particolare della possibilità di aumentare l'uso delle fonti energetiche rinnovabili, grazie alla cogenerazione, sui mercati nazionali del calore.- I tipi di tecnologie di cogenerazione, come indicato nell'allegato I, utilizzabili per realizzare il potenziale nazionale.- Il tipo di produzione separata di calore e elettricità che sarà probabilmente sostituito dalla cogenerazione ad alto rendimento.- Una suddivisione del potenziale tra: ammodernamento di capacità esistente e costruzione di nuova capacità.Nell'analisi si possono, a scopi statistici, suddividere le applicazioni della cogenerazione in almeno le seguenti categorie:- cogenerazione industriale- cogenerazione di riscaldamento- cogenerazione agricola.3. L'analisi include appropriati meccanismi per valutare il rapporto costi-efficacia dell'aumento della quota della cogenerazione ad alto rendimento nel mix nazionale di energia. L'analisi di tale rapporto tiene anche conto degli impegni nazionali assunti con riferimento agli impegni in materia di cambiamento climatico accettati dalla Comunità nell'ambito del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.4. Gli Stati membri includono un'analisi distinta degli ostacoli che impediscono la realizzazione del potenziale nazionale di cogenerazione ad alto rendimento. In particolare, tale analisi deve riguardare gli ostacoli relativi ai prezzi e all'accesso ai combustibili, alle questioni attinenti alle reti, alle procedure amministrative e alla mancata internalizzazione dei costi esterni nei prezzi dell'energia.5. Per la prima volta entro 18 mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva e successivamente ogni due anni gli Stati membri valutano i progressi compiuti per aumentare la quota della cogenerazione ad alto rendimento. Gli Stati membri valutano anche le misure adottate per promuovere la cogenerazione ad alto rendimento e indica in quale misura i provvedimenti sono coerenti con gli impegni nazionali relativi al cambiamento climatico.L'analisi del potenziale nazionale di cogenerazione specifica i potenziali con riferimento al 2010, 2015 e 2020 e acclude opportune stime di costo per ciascuna di queste date di riferimento.6. Sulla base delle relazioni di cui ai paragrafi 1, 4 e 5, la Commissione valuta i progressi compiuti dagli Stati membri nella realizzazione dei potenziali nazionali della cogenerazione ad alto rendimento.Per la prima volta entro quattro anni dall'entrata in vigore della presente direttiva e successivamente ogni tre anni la Commissione pubblica le proprie conclusioni nella relazione di cui all'articolo 11.Articolo 7Regimi di sostegno1. Gli Stati membri garantiscono che il sostegno alla cogenerazione si basi sulla domanda di calore utile, alla luce delle opportunità disponibili per ridurre la domanda energetica tramite altre misure economicamente fattibili come quelle relative all'efficienza energetica.2. Fatti salvi gli articoli 87 e 88 del trattato, la Commissione valuta l'applicazione dei meccanismi di sostegno usati negli Stati membri secondo cui un produttore di cogenerazione riceve, in base ad una normativa emanata da autorità pubbliche, direttamente o indirettamente, un sostegno che potrebbe avere un effetto restrittivo sugli scambi.La Commissione esamina se questi meccanismi contribuiscono a perseguire gli obiettivi stabiliti negli articoli 6 e 174, paragrafo 1 del trattato.3. Nella relazione di cui all'articolo 11 la Commissione presenta un'analisi ben documentata sull'esperienza maturata durante l'applicazione e la coesistenza dei diversi meccanismi di sostegno di cui al paragrafo 2. La relazione valuta il successo, compreso il rapporto costo-efficacia, dei regimi di sostegno nel promuovere l'uso della cogenerazione ad alto rendimento conformemente ai potenziali nazionali di cui all'articolo 6. La relazione valuta inoltre in quale misura i regimi di sostegno hanno contribuito a creare condizioni stabili per gli investimenti nella cogenerazione.4. Gli Stati membri garantiscono che il sostegno alla cogenerazione sia fornito in maniera non discriminatoria, ossia a prescindere dagli operatori e dall'uso di elettricità, energia meccanica o calore prodotti nell'impianto di cogenerazione.Articolo Questioni attinenti alla rete di elettricità1. Fatta salva l'affidabilità e la sicurezza della rete, gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché i gestori delle reti di trasmissione e i gestori delle reti di distribuzione sul loro territorio garantiscano la trasmissione e la distribuzione di elettricità prodotta mediante cogenerazione.2. Gli Stati membri istituiscono un quadro giuridico o impongono ai gestori delle reti di trasmissione e ai gestori delle reti di distribuzione di elaborare e pubblicare norme standard circa l'assunzione dei costi degli adattamenti tecnici, quali connessioni alla rete e potenziamenti della stessa, necessari per integrare nuovi produttori che immettono nella rete elettricità di cogenerazione.Gli Stati membri istituiscono un quadro giuridico o impongono ai gestori delle reti di trasmissione e ai gestori delle reti di distribuzione di elaborare e pubblicare norme standard sulla ripartizione dei costi di installazione del sistema, quali connessioni alla rete e potenziamenti della stessa, tra tutti gli utenti del sistema che ne beneficiano.La ripartizione è attuata tramite un meccanismo basato su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, che tiene conto dei benefici che i produttori connessi fin dall'inizio e quelli collegatisi in seguito nonché i gestori delle reti di trasmissione e di distribuzione traggono dalle connessioni.Tali norme si basano su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori che tengono conto in particolare di tutti i costi e dei benefici associati alla connessione di tali produttori alla rete. Le norme possono prevedere diversi tipi di connessione.3. Gli Stati membri possono imporre ai gestori delle reti di trasmissione e di distribuzione di sostenere, in tutto o in parte, i costi di cui al paragrafo 2.4. I gestori delle reti di trasmissione e i gestori delle reti di distribuzione sono tenuti a fornire al nuovo produttore che desidera allacciarsi alla rete una stima esauriente e dettagliata dei costi di connessione.5. Gli Stati membri garantiscono che la tariffazione dei costi di trasmissione e di distribuzione non penalizzi l'elettricità di cogenerazione. Se del caso, gli Stati membri istituiscono un quadro giuridico o impongono ai gestori delle reti di trasmissione e ai gestori delle reti di distribuzione di garantire che le tariffe per la trasmissione e la distribuzione di elettricità proveniente da impianti che usano la cogenerazione rifletta i vantaggi in termini di costi realizzabili derivanti dall'allacciamento dell'impianto alla rete. Tali vantaggi di costo possono derivare dall'uso diretto della rete a bassa tensione.6. Tranne se un produttore di cogenerazione è un cliente idoneo secondo la legislazione nazionale ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2 della direttiva 96/92/CE, gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per garantire che le tariffe di acquisto dell'elettricità di riserva o di complemento siano stabilite sulla base di tariffe, termini e condizioni pubblicati. Le tariffe, i termini e le condizioni sono fissati e approvati in base a criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori da un'autorità regolamentare indipendente prima della loro entrata in vigore.Gli Stati membri designano uno o più organi competenti che possono essere un'autorità di regolamentazione indipendente, per monitorare e confrontare le tariffe, i termini e le condizioni offerte ai produttori di cogenerazione per l'acquisto di elettricità di riserva o di complemento o per la vendita di elettricità eccedentaria. Per la prima volta tre anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva e successivamente ogni terzo anno, l'organismo competente pubblica una relazione che illustra sinteticamente i risultati delle valutazioni. La relazione è inviata alla Commissione.8. Gli Stati membri facilitano in particolare l'accesso alla rete dell'elettricità prodotta da unità di cogenerazione che usano fonti rinnovabili di energia e impianti di capacità inferiore a 1 MWe, come stabilito nell'allegato III, lettera a), in particolare, imponendo ai gestori del sistema di trasmissione e distribuzione di collegare sistemi di potenza inferiore a 1 MWe alla rete elettrica, senza imporre oneri di connessione irrealistici o altre restrizioni. I costi e gli oneri amministrativi devono essere ridotti allo stretto necessario per queste unità e si deve pagare una compensazione equa per l'elettricità in eccesso venduta alla rete.Articolo 9Procedure amministrative1. Gli Stati membri o gli organi competenti nominati dagli Stati membri valutano l'attuale quadro legislativo e regolamentare in rapporto alle procedure di autorizzazione o alle altre procedure di cui all'articolo 4 della direttiva 96/92/CE applicabili agli impianti di cogenerazione, allo scopo di:(a) favorire la progettazione di impianti di cogenerazione per soddisfare domande di calore utile  che danno luogo a risparmi di combustibile rispetto alla produzione separata di calore e di elettricità ed evitando di produrre calore in eccesso rispetto al calore utile.(b) ridurre gli ostacoli di regolamentazione e di altro tipo all'aumento della cogenerazione;(c) razionalizzare e accelerare le procedure all'opportuno livello amministrativo;(d) garantire che le norme siano oggettive, trasparenti e non discriminatorie e tengano pienamente conto delle particolarità delle varie tecnologie di cogenerazione.2. Gli Stati membri, ove opportuno nel contesto della legislazione nazionale, forniscono indicazioni sui progressi raggiunti, in particolare per quanto riguarda:(a) il coordinamento fra i diversi organi amministrativi in materia di date, ricevimento e trattamento delle domande di autorizzazione;(b) l'eventuale definizione di linee guida per le attività di cui al paragrafo 1 e la fattibilità di una procedura di programmazione rapida per i produttori di cogenerazione;(c) la designazione di autorità con funzioni di mediazione nelle controversie fra le autorità responsabili del rilascio delle autorizzazioni e i richiedenti.3. Nella relazione di cui all'articolo 11 e sulla base delle relazioni degli Stati membri di cui all'articolo 10, paragrafo 1, la Commissione valuta le migliori prassi per conseguire gli obiettivi di cui al paragrafo 1.Articolo 10Relazioni degli Stati membri1. Gli Stati membri pubblicano, al più tardi 18 mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, una relazione contenente quanto segue:(a) un'analisi del potenziale nazionale della cogenerazione ad alto rendimento di cui all'articolo 6, paragrafo 1;(b) un'analisi degli ostacoli che possono impedire la realizzazione del potenziale nazionale della cogenerazione ad alto rendimento di cui all'articolo 6, paragrafo 4;(c) un esame delle misure prese per facilitare l'accesso al sistema di rete dell'elettricità prodotta mediante cogenerazione e, inter alia, la fattibilità di introdurre contatori nei due sensi per le unità di cogenerazione installate in edifici residenziali;(d) una valutazione del quadro legislativo e di regolamentazione esistente di cui all'articolo 9, paragrafi 1 e 2.2. Gli Stati membri al più tardi 18 mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva e successivamente ogni due anni, pubblicano una relazione sui progressi verso l'aumento della quota della cogenerazione ad alto rendimento di cui all'articolo 6, paragrafo 5;3. Gli Stati membri presentano ogni anno alla Commissione statistiche sulla produzione nazionale di elettricità e calore mediante cogenerazione (conformemente alla metodologia di cui all'allegato II), le capacità di cogenerazione e i combustibili usati per la cogenerazione.Essi presentano anche statistiche annue sulle capacità di generazione e sui combustibili usati per la cogenerazione.Articolo 11Relazione della CommissioneSulla base delle disposizioni degli articoli 5 e 10, la Commissione, al più tardi quattro anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva e successivamente ogni sei anni, valuta l'applicazione della presente direttiva e trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di sintesi sull'attuazione.In particolare, la relazione:(a) Descrive i progressi compiuti nella realizzazione dei potenziali nazionali della cogenerazione ad alto rendimento di cui all'articolo 6.(b) Valuta in che misura le norme e le procedure che definiscono le condizioni quadro per realizzare la cogenerazione nel mercato interno dell'energia sono stabilite secondo criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, tenendo conto dei benefici della cogenerazione.(c) Esamina l'esperienza maturata nell'applicazione e nella coesistenza di differenti meccanismi di sostegno alla cogenerazione.(d) Rivede i valori di riferimento per la produzione separata sulla base delle attuali tecnologie.Se del caso, la Commissione correda la relazione di ulteriori proposte da indirizzare al Parlamento europeo e al Consiglio.Articolo 12RecepimentoGli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva al più tardi entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 13Comitato1. La Commissione è assistita da un comitato, detto il "comitato cogenerazione", composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Con riferimento a questo paragrafo, si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della Decisione 1999/468/CE, in particolare i suoi articoli 7 e 8.3. Il Comitato adotta il suo regolamento interno.Articolo 14Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Articolo 15DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttivaFatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO ITecnologie di cogenerazione oggetto della direttivaa) Turbina a gas a ciclo combinato con recupero di caloreb) Turbina a vapore a contropressionec) Turbina di estrazione a condensazione di vapore, non nucleared) Turbina a gas con recupero di caloree) Motore a combustione internaf) Microturbineg) Motori Stirlingh) Pile a combustibilei) Motori a vaporej) Cicli Rankine a fluido organicok) Ogni altro tipo di tecnologia non nucleare o combinazione di tecnologie che rientrano nelle definizioni di cui all'articolo 3.ALLEGATO IICalcolo dell'elettricità mediante cogenerazioneI valori usati per calcolare l'elettricità da cogenerazione sono determinati sulla base del funzionamento effettivo o previsto dell'unità, in condizioni realistiche.a) Sono effettuati calcoli per separare l'elettricità da cogenerazione dall'elettricità non prodotta con il processo di cogenerazione.  si usa la seguente formula:E CHP = Qnet . CdoveE CHP è la quantità di elettricità da cogenerazioneC è il rapporto energia/caloreQnet è la produzione netta di calore (definita come produzione totale di calore sottratto ogni calore prodotto separatamente, ad es. in caldaie separate, caldaie di picco o estrazione a vapore vivo)Per determinare a scopi statistici se l'elettricità conta come elettricità da cogenerazione si possono utilizzare i seguenti valori di base , nei casi in cui non si conosce il rapporto effettivo elettricità-calore:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Previa notifica alla Commissione, gli Stati membri possono usare altri valori di base per indicare i rapporti energia/calore rispetto a quelli indicati nel presente allegato. Tali valori di base alternativi sono pubblicati dagli Stati membri.Se gli Stati membri introducono valori di base per i rapporti energia/calore per le unità del tipo f), g), h), i), j) e k) di cui all'allegato I, tali valori devono essere pubblicati e notificati alla Commissione.b) Previa approvazione della Commissione, gli Stati membri possono seguire metodi alternativi rispetto a quelli illustrati nel paragrafo b) del presente allegato per sottrarre l'eventuale produzione di elettricità non prodotta in cogenerazione dalle cifre notificate.c) Se una parte del tenore energetico del combustibile consumato nel processo di cogenerazione è recuperato in prodotti chimici e riciclato, questa parte può essere detratta dal consumo di combustibile prima di calcolare l'elettricità da cogenerazione (allegato II, punto a)) e il risparmio di energia primaria (allegato III).d) Gli Stati membri possono, previa autorizzazione della Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 13, paragrafo 2, usare un metodo alternativo per calcolare l'elettricità da cogenerazione, elaborato dagli Organismi di normalizzazione europei CEN e/o CENELEC.ALLEGATO IIIMetodo di calcolo del rendimento della cogenerazioneI valori usati per calcolare il rendimento della cogenerazione e il risparmio di energia primaria sono determinati sulla base del funzionamento effettivo o previsto dell'unità in condizioni realistiche.a) Cogenerazione ad alto rendimentoAi fini della presente direttiva, la cogenerazione ad alto rendimento risponde ai seguenti criteri:- le unità di cogenerazione nuove forniscono risparmi di energia primaria pari ad almeno il 10% rispetto ai valori di riferimento della produzione separata di calore e di elettricità;- le unità di cogenerazione esistenti forniscono risparmi di energia primaria pari ad almeno il 5% rispetto ai valori di riferimento della produzione separata di calore e di elettricità;- le unità di cogenerazione che usano fonti energetiche rinnovabili e gli impianti di cogenerazione con una capacità installata inferiore a 1 MWe, e unità di microcogenerazione, che forniscono risparmi di energia primaria dell'ordine di 0-5% possono essere definite unità e impianti di cogenerazione ad alto rendimento;- gli Stati membri possono introdurre principi secondo cui le unità di cogenerazione che producono calore ed energia al di sotto dei valori soglia indicati nel presente allegato possono essere considerate parzialmente rispondenti ai criteri di rendimento. Qualora applicasse tali principi, lo Stato membro elabora opportune metodologie di calcolo del minor rendimento in rapporto ai minori risparmi di energia primaria. Lo Stato membro ne informa la Commissione. In questi casi, il minor rendimento della cogenerazione è chiaramente riportato sul certificato di origine.b) Calcolo del risparmio di energia primariaLa quantità di risparmio di energia primaria fornita dalla cogenerazione secondo la definizione di cui all'allegato II alla presente direttiva è calcolata secondo la seguente formula:&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;dove:PES è il risparmio di energia primaria,CHP HC è il rendimento termico della cogenerazione,Ref HR è il rendimento termico di riferimento della produzione separata di calore,CHP EC è il rendimento elettrico della cogenerazione,Ref ER è il rendimento elettrico di riferimento della produzione separata di elettricità.Previa notifica alla Commissione, per calcolare il risparmio di energia primaria derivante dalla cogenerazione, gli Stati membri possono ricorrere a formule alternative che producono i medesimi risultati. In questo caso, lo Stato membro pubblica la formula applicata.Nel caso di unità di cogenerazione collegate al sistema di distribuzione di elettricità, i valori di riferimento indicati nella tabella precedente possono essere abbassati del 5-10% per tener conto delle perdite di rete evitate.c) Valori di riferimento del rendimento per la produzione separata di calore ed elettricitàPer definire i valori di riferimento relativi al rendimento per il periodo di transizione fino alla pubblicazione di valori di riferimento armonizzati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, si applicano i seguenti principi:1) Per le nuove unità di cogenerazione secondo la definizione dell'articolo 3, il confronto con una nuova produzione separata di elettricità si basa sul principio secondo cui si confrontano categorie analoghe di combustibile. Per una nuova produzione separata di elettricità si possono usare i seguenti valori indicativi di riferimento del rendimento:Categoria del combustibile  //  Rendimento effettivoGas naturale  //  55%Carbone  //  42%Petrolio  //  42%Fonti rinnovabili e rifiuti  //  22-35%2) Per le unità di cogenerazione nuove secondo la definizione dell'articolo 3, il valore indicativo di riferimento del rendimento di una nuova produzione separata di calore è pari ad un rendimento effettivo del 90%.Nel caso della produzione di calore basata sul petrolio o sul carbone, il valore di riferimento  è ridotto all'85%. Nel caso della produzione di calore da fonti energetiche rinnovabili o rifiuti, il valore di riferimento del rendimento  è ridotto all'80%. Nel caso del vapore ad alta temperatura usato per i processi industriali, il valore di riferimento della produzione separata di calore  è ridotto all'80%.3) Per le unità di cogenerazione esistenti secondo la definizione dell'articolo 3, il valore di riferimento del rendimento per la produzione separata di elettricità si basa sul rendimento effettivo medio della produzione nazionale di elettricità a base di combustibili fossili. Se del caso, si possono considerare eventuali scambi transfrontalieri di elettricità aventi un'incidenza sui valori di riferimento.4) Per le unità di cogenerazione esistenti secondo la definizione dell'articolo 3, il valore di riferimento del rendimento per la produzione separata di calore si basa sul rendimento effettivo medio del mix nazionale di produzione termica.5) Previa notifica alla Commissione, gli Stati membri possono introdurre nei criteri nazionali di calcolo del rendimento elementi aggiuntivi.