CELEX: 31984L0530
Language: it
Date: 1984-09-17 00:00:00
Title: Direttiva 84/530/CEE del Consiglio del 17 settembre 1984 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alle disposizioni comuni agli apparecchi funzionanti con combustibili gassosi, ai dispositivi di sicurezza e di regolazione del gas destinati a detti apparecchi ed ai metodi di controllo di questi ultimi

Avis juridique important

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31984L0530

Direttiva 84/530/CEE del Consiglio del 17 settembre 1984 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alle disposizioni comuni agli apparecchi funzionanti con combustibili gassosi, ai dispositivi di sicurezza e di regolazione del gas destinati a detti apparecchi ed ai metodi di controllo di questi ultimi  

Gazzetta ufficiale n. L 300 del 19/11/1984 pag. 0095 - 0105 edizione speciale spagnola: capitolo 13 tomo 18 pag. 0105  edizione speciale portoghese: capitolo 13 tomo 18 pag. 0105 

++++DIRETTIVA DEL CONSIGLIO  del 17 settembre 1984  per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle disposizioni comuni agli apparecchi funzionanti con combustibili gassosi , ai dispositivi di sicurezza e di regolazione del gas destinati a detti apparecchi ed ai metodi di controllo di questi ultimi  ( 84/530/CEE )  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare l ' articolo 100 ,  vista la proposta della Commissione ( 1 ) ,  visto il parere del Parlamento europeo ( 2 ) ,  visto il parere del Comitato economico e sociale ( 3 ) ,  considerando che in taluni Stati membri le caratteristiche tecniche di costruzione , di verifica e/o di funzionamento degli apparecchi funzionanti con combustibili gassosi formano oggetto di disposizioni tassative ; che le norme di cui sopra differiscono da uno Stato membro all ' altro ; che , a causa della loro disparità esse ostacolano gli scambi e possono far nascere condizioni di concorrenza ineguali all ' interno della Comunità ;  considerando che tali ostacoli all ' instaurazione ed al funzionamento del mercato comune possono essere ridotti ed eliminati , se le stesse prescrizioni sono applicabili in ciascuno Stato membro a complemento oppure in luogo e vece delle legislazioni attuali ;  considerando che per proteggere efficacemente gli utenti ed i terzi è necessario un controllo dell ' osservanza di dette disposizioni tecniche ; che le procedure di controllo esistenti differiscono da uno Stato membro all ' altro ; che per realizzare la libera circolazione degli apparecchi in questione all ' interno del mercato comune e per evitare controlli multipli che costituiscono altrettanti ostacoli alla libera circolazione degli apparecchi , è opportuno prevedere un reciprocono riconoscimento delle operazioni di controllo tra gli Stati membri ;  considerando che , per facilitare questo reciproco riconoscimento dei controlli , occorre tra l ' altro , istituire adeguate procedure di certificazione CEE e dio controllo CEE degli apparecchi , ed armonizzare i criteri da prendere in considerazione per designare gli organismi incaricati di effettuare le verifiche ;  considerando che la presenza su un apparecchio funzionante con combustibili gassosi dei contrassegni o marchi CEE corrispondenti ai controlli ai quali è stato sottoposto ne fa presumere la sua conformità alle norme tecniche che lo riguardano e rende quindi inutile ripetere , all ' atto dell ' importazione e della messa in servizio , i controlli già effettuati ;  considerando che le normative nazionali nel settore degli apparecchi funzionamenti con combustibili gassosi hanno come oggetto numerose categorie di questi apparecchi che sono molto diversi quanto a utilizzazione e capacità ; che con la presente direttiva è opportuno fissare le disposizioni generali che riguardano soprattutto le procedure di certificazione CEE e di controllo CEE ; che direttive particolari per categoria di apparecchi fissano le disposizioni relative alla realizzazione tecnica e alle modalità di controllo di tali apparecchi e , se del caso , le condizioni alle quali le disposizioni tecniche comunitarie ; che , per quanto possibile , occorre tener conto nelle direttive particolari dei risultati dei lavori svolti dagli organismi internazionali in materia di normalizzazione ;  considerando che , per tener conto del progresso tecnico , è necessario un rapido adeguamento delle prescrizioni tecniche definite nelle direttive riguardanti gli apparecchi funzionanti con combustibili gassosi ; che , per facilitare l ' attuazione dei provvedimenti all ' uopo necessari , occorre stabilire una stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione nell ' ambito di un comitato per l ' adeguamento al progresso tecnico delle direttive volte ad eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi nel settore degli apparecchi funzionanti con combustibili gassosi ;  considerando che alcuni apparecchi funzionanti con combustibili gassosi immessi sul mercato , pur essendo conformi alla direttiva particolare che li riguarda , potrebbero compromettere la sicurezza ; che occorre , di conseguenza , prevedere una procedura destinata ad ovviare a questo pericolo ;  considerando che negli Stati membri vengono applicate condizioni diverse per quanto si referisce ai tipi dei gas nonchù alle pressioni di alimentazione ; che queste condizion tassative non possono essere armonizzate perchù la situazione degli approvvigionamenti e della distribuzione dell ' energia è specifica di ciascuno Stato membro ;  considerando che taluni apparecchi funzionanti con combustibili gassosi anche essere considerati come parzialmente rientranti nella direttiva 76/767/CEE del Consiglio , del 27 luglio 1976 , concernente il ravvicinamento delle legislazione degli Stati membri relative alle disposizioni comuni agli apparecchi a pressione ed ai metodi di controllo di questi apparecchi ( 4 ) , modificata dall ' atto di adesione del 1979 ; che il consiglio dovrà decidere , caso per caso , se le parti di tali apparecchi sottoposte a pressione debbano essere riferite alla direttiva 76/767/CEE per quanto riguarda le caratteristiche di costruzione e i metodi di controllo ,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :  CAPITOLO I  Definizioni e principi di base  Articolo 1  1 . La presente direttiva si applica a tutti gli apparecchi per la cottura , il riscaldamento , la produzione di acqua calda , la refrigerazione , l ' illuminazione e il lavaggio funzionanti con combustibili gassosi e a tutti i dispositivi di sicurezza e di regolazione destinati ad essere incorporati nei suddetti apparecchi .  2 . Gli apparecchi ed i dispositivi di cui al paragrafo 1 sono denominati in appresso  « apparecchi » .  3 . Sono esclusi dal campo d ' applicazione della presente direttiva :  - gli apparecchi specificamente destinati all ' equipaggiamento delle imbarcazioni o degli aeromobili ;  - gli apparecchi che non formano oggetto di una direttiva particolare ai sensi dell ' articolo 2 .  4 . Ai sensi della presente direttiva , per combustibile gassoso si intende ogni combustibile che in presenza di una temperatura di 15° C e di una pressione di 1,01325 bar si presenti interamente allo stato gassoso .  5 . Ai sensi della presente direttiva , si intende per :  « Certificazione CEE » , la procedura mediante la quale l ' organismo a tal fine autorizzato da uno Stato membro constata , previa , e attesta che un tipo di apparecchi è conforme alle prescrizioni armonizzate , indicate nella presente direttiva e nelle direttive particolari che lo riguardano ;  « Controllo CEE » , la procedura mediante la quale l ' organismo a tal fine autorizzato da uno Stato membro accerta , dopo il rilascio di un attestato di certificazione CEE in conformità della presente direttiva e della direttiva particolare che il riguarda , che gli apparecchi sono stati fabbricati conformemente ai tipi approvati .  Articolo 2  1 . Direttive particolari precisano , per le categorie di apparecchi che ne formano l ' oggetto , le prescrizioni di progettazione e di costruzione , le modalità di controllo e di prova e , del caso , le modalità di funzionamento .  2 . Gli obiettivi da perseguire in linea di principio nell ' elaborazione delle prescrizioni e dei collaudi di cui al paragrafo 1 devono tra l ' altro , tenendo conto dello stato di avanzamento della tecnica , permettere agli apparecchi di :  - non compromettre , in caso di installazione non difettosa , di corretta manutenzione e di utilizzazione conforme alla loro destinazione , la sicurezza delle persone , degli animali domestici e dei beni ;  - soddisfare l ' esigenza di un uso razionale dell ' energia ;  - assolvere la funzione cui sono destinati .  3 . Le direttive particolari possono precisare la data alla quale gli Stati membri non possono più ammettere sui rispettive mercati gli apparecchi considerati da tali direttive che non sono ad esse conformi .  Articolo 3  1 . Ai sensi della presente direttiva , per apparecchio di tipo CEE si intende ogni apparecchio conforme alle prescrizioni della presente direttiva e della direttiva particolare che lo riguarda e che quindi è munito del marchi CEE di conformità contemplato all ' articolo 7 , paragrafi 6 e 7 e/o corredato dei certificati di conformità eventualmente previsti nella direttiva particolare che lo riguarda .  2 . Gli Stati membri non possono rifiutare , vietare o limitare , per motivi inerenti alla costruzione dell ' apparecchio o al controllo della stessa , ai sensi della presente direttiva particolare che lo riguarda , l ' immissione sul mercato , l ' allacciamento alla rete di distribuzione e la messa in servizio per un uso conforme alla sua destinazione , di un apparecchio di tipo CEE .  3 . Essi devono in particolare fare in modo che le autorità o gli organismi responsabili della distribuzione del gas , dell ' allacciamento alla rete e della messa in servizio dei suddetti apparecchi non subordinino l ' allacciamento e la messa in servizio a condizioni tecniche diverse dalle seguenti :  - allacciamento e messa in servizio per un uso conforme alla destinazione dell ' apparecchio ;  - osservanza delle prescrizioni relativi all ' installazione in vigore sul territorio di uno Stato membro .  Articolo 4  Gli Stati membri attribuiscono alla certificazione CEE e al controllo CEE lo stesso valore degli atti nazionali corrispondenti .  CAPITOLO II  Certificazione CEE ed attestato di certificazione CEE  Articolo 5  1 . Quando è prescritta da una direttiva particolare , la certificazione CEE costituisce una condizione preliminare per l ' immissione sul mercato , l ' allacciamento alla rete di distribuzione e la messa in servizio degli apparecchi .  2 . La certificazione CEE viene effettuata ad opera degli organismi all ' uopo autorizzati dallo Stato membro .  Articolo 6  1 . /Gli organismi autorizzati incaricati dagli Stati membr alle prescrizioni dell ' articolo 7 , devono soddisfare i criteri minimi previsti dall ' allegato II , fatta salva la facoltà degli Stati membri di prendere le disposizioni e di stabilire le condizioni da essi ritenute necessarie , sul piano nazionale , per assicurare il funzionamento efficiente , coordinata ed irreprensibile di tali organismi .  L ' osservanza dei criteri minimi da patte di un organismo non comporta per uno Stato membro l ' obbligo di autorizzare detto organismo .  2 . Se uno Stato membro ha autorizzato uno o più organismi ad effettuare la certificazione CEE , notifica agli altri Stati membri e alla Commissione l ' elenco di tale ( i ) organismo ( i ) . Notifica inoltre agli altri Stati membri e alla Commissione ogni ulteriore modifica di tale elenco .  Articolo 7  1 . L ' attestato di certificazione CEE è il documento mediante il quale un organismo autorizzato attesta che un tipo di apparecchio è conforme alle prescrizioni della presente direttiva e delle direttive particolari che lo riguardano .  2 . Su richiesta del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità , gli organismi autorizzati di cui all ' articolo 6 procedono alla certificazione CEE di un tipo di apparecchio . Se tale tipo di apparecchio è conforme alle prescrizioni della presente direttiva e delle direttive particolari che lo riguardano e se il fabbricante si è impegnato a rispettare le condizioni di cui all ' articolo 13 e alle direttive particolari , l ' organismo autorizzato rilascia l ' attestato di certificazione CEE . L ' attestato di certificazione CEE è redatto secondo il modello riportato nelle direttive particolari .  L ' apparecchio sottoposto alla certificazione CEE è un apparecchio rappresentativo della produzione prevista . Gli apparecchi che saranno fabbricati per il rilascio di un attestato di certificazione CEE dovranno essere conformi all ' apparecchio oggetto di tale attestato .  3 . Gli organismi autorizzati rilasciano , rifiutano di rilasciare , sospendono o revocano l ' attestato di certificazione CEE conformemente alle disposizioni del presente capitolo e dell ' allegato I .  4 . Per un stesso tipo di apparecchio , la richiesta di certificazione CEE può essere presentata presso un solo organismo autorizzato .  5 . L ' attestato di certificazione CEE è soggetto alle condizioni di cui all ' articolo 13 ed eventualmente ad una limitazione nel tempo o ad altre condizioni previste nelle direttive particolari .  6 . Il fabbricante , una volta ottenuto l ' attestato di certificazione CEE , ha il diritto di apporre il marchio CEE di conformità sui prodotti da immettere sul mercato che siano conformi al tipo oggetto di tale attestato . Il marchio deve essere apposto in maniera visibile , leggibile e indelebile su ciascun apparecchio .  7 . Le prescrizioni relative all ' attestato di certificazione CEE e al marchio CEE di conformità sono riportate nell ' allegato I .  Articolo 8  1 . Se un organismo autorizzato constata che taluni esemplari di un apparecchio , per il cui tipo ha rilasciato un attestato di certificazione CEE , non sono conformi a questo tipo , chiede al possessore dell ' attestato di rettificarne la fabbricazione entro un periodo da esso determinato , sospendendo eventualmente l ' attestato . Se del caso , la direttiva particolare relativa a tale tipo di apparecchio fissa il numero di esemplari ritenuti sufficienti per giustificare l ' intervento dell ' organismo autorizzato . Se il fabbricante non ottempera alla richiesta entro il termine stabilito , l ' organismo autorizzato sospende o revoca l ' attestato .  2 . L ' organismo autorizzato revoca l ' attestato di certificazione CEE che ha rilasciato se risulta che tale attestato non avrebbe dovuto essere concesso .  3 . Esso sospende o revoca l ' attestato qualora il beneficiario non rispetti gli impegni previsti agli articoli 7 e 13 , assunti verso l ' organismo autorizzato .  Articolo 9  1 . Gli Stati membri curano che gli organismi autorizzati assolvano i suddetti compiti in modo corretto .  A tal fine , obbligano gli organismi autorizzati con misure appropriate a sottoporsi in qualsiasi momento a un controllo delle autorità competenti dello Stato membro che il ha designati .  2 . Uno Stato membro può autorizzare un organismo da esso autorizzato ad affidare , senza che con ciò diminuisca la responsabilità propria dell ' organismo , ad uno o più laboratori , l ' esecuzione di prove da effettuare nell ' ambito della certificazione CEE e del controllo CEE di cui al capitolo III . Questi laboratori devono come minimo soddisfare i criteri previsti all ' allegato II , punti 3 , 4 e 5  3 . Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinchù il richiedente , o la persona cui l ' attestato di certificazione CEE è stato rilasciato , possa ricorrere contro le decisioni dell ' organismo autorizzato riguardanti il rifiuto , la sospensione o la revoca dell ' attestato di certificazione CEE .  4 . Se uno Stato membro constata che un organismo da esso autorizzato non assolve , in modo corretto , i compiti di cui agli articoli 7 e 8 , adotta i provvedimenti del caso nei confronti di questo organismo .  5 . Lo Stato membro revoca in ogni caso l ' autorizzato quando constata che l ' organismo non soddisfa più ai criteri minimi stabiliti dall ' allegato II o  non si sottopone alle condizioni poste dallo Stato membro .  6 . Se uno Stato membro non revoca l ' autorizzazione a un organismo sebbene quest ' ultimo non soddisfi più ai criteri minimi , qualsiasi altro Stato membro può informarne la Commissione . La Commissione prende le misure appropriate che possono portare a una soluzione .  Articolo 10  1 . Lo Stato membro che revoca l ' autorizzazione a un organismo prende tutte le misure necessarie per garantire la continuità nell ' adempimento degli obblighi e dei doveri risultanti dal rilascio , prima della revoca dell ' autorrizzazione , di attestati di certificazione CEE da parte di tale organismo . È possibile peraltro ripresentare le domande respinte dal suddetto organismo .  2 . Lo Stato membro deve revocare tutti gli attestati rilasciati da detto organismo prima della revoca dell ' autorizzazione se essi sono stati concessi indebitamente .  Articolo 11  1 . Se in uno Stato membro si constata uno dei casi previsti all ' articolo 8 , le autorità competenti dello Stato membro ne informano lo Stato membro in cui è stato concesso l ' attestato .  2 . Le autorità competenti dello Stato membro in cui è stato rilasciato un attestato di certificazione CEE obbligano l ' organismo autorizzato interessato a prendere le misure previste all ' articolo 8 .  3 . In caso di contestazione tra lo Stato membro in cui è stato concesso un attestato di certificazione CEE e un altro Stato membro , viene informata la Commissione che prende le misure appropriate .  CAPITOLO III  Controllo CEE  Articolo 12  Gli Stati membri fanno sì che sia effettuato il controllo CEE , il cui fine è di verificare l ' uso corretto del marchio CEE di conformità . Tale controllo può essere effettuato dagli organismi autorizzati di cui all ' articolo 6 che hanno rilasciato l ' attestato di certificazione CEE . Tale controllo viene effettuato tra l ' altro per prelievo e per sondaggio . Gli organismi preposti al controllo devono comunque soddisfare ai criteri enunciati nell ' allegato II ed essere notificati in conformità dell ' articolo 6 .  Articolo 13  1 . Il fabbricante , o il suo mandatario stabilito nella Comunità , nel fare uso del marchio CEE di conformità , deve :  a ) comunicare all ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE :  - i luoghi di fabbricazione e/o di deposito secondo la richiesta dell ' organismo autorizzato ;  - la data d ' inizio della fabbricazione ;  - ogni informazione che sia necessaria all ' organismo per svolgere le sue funzioni e che sia prevista nella direttiva particolare ;  b ) autorizzare i delegati dell ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato ad accedere , per il controllo , ai suddetti luoghi di fabbricazione e/o di fabbricazione di deposito ed ai registri di controllo e fornire loro tutte le informazioni necessarie al controllo stesso ;  c ) consentire all ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato il prelievo di uno o più apparecchi , per controllo , nei luoghi di fabbricazione o di deposito .  2 . L ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE deve trasmettere agli altri organismi autorizzati , agli Stati membri e alla Commissione , qualora ne facciano richiesta , copia del processo verbale relativo alle prove ed eventualmente copia della documentazione tecnica .  3 . Il titolare del marchio CEE dio conformità deve organizzare o accertarsi che venga organizzato un controllo di fabbricazione e disporre delle attrezzature necessarie ad una verifica continua e sufficiente della conformità degli apparecchi di fabbricazione all ' apparecchio oggetto dell ' attestato di certificazione CEE .  Articolo 14  1 . L ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE organizza il controllo CEE degli apparecchi fabbricati per i quali ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE .  Tale controllo deve innanzi tutto permettere all ' organismo autorizzato di accertare che il fabbricante possiede i mezzi di controllo di cui all ' articolo 13 , paragrafo 3 , ed in secondo luogo che egli esercita realmente un controllo di conformità degli apparecchi di fabbricazione con l ' apparecchio oggetto dell ' attestato di certificazione CEE , ad esempio che egli tiene dei registri di controllo , se ciò gli viene richiesto .  Inoltre l ' organismo autorizzato può far procedere a prelievi improvvisi nei luoghi di fabbricazione e nei luoghi di deposito designati . Agli organismi autorizzati non è preclusa la facoltà di procedere , previo pagamento , a prelievi anche in tutte le fasi della commercializzazione .  2 . Se il luogo di fabbricazione , di deposito o di commercializzazione è situato in uno Stato membro diverso dallo Stato in cui risiede l ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE , tale organismo , per procedere ai suddetti controlli , prende eventualmente contatto con un organismo autorizzato dello Stato membro in cui deve aver luogo il prelievo .  L ' organismo autorizzato effettuato il controllo invia una relazione all ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE .  3 . Le spese risultanti per il fabbricante dal controllo CEE effettuato in qualsiasi fase della commercializzazione dopo che l ' apparecchio sia uscito dal luogo di fabbricazione o di deposito possono essere fissate secondo le modalità previste nelle direttive particolari .  Articolo 15  1 . Qualora i controlli di cui all ' articolo 14 provino che gli apparecchi non sono conformi all  ' apparecchio che ha ricevuto l ' attestato di certificazione CEE e/o che non sono soddisfatte tutte le prescrizioni della presente direttiva e della direttiva particolare che li riguarda , l ' organismo autorizzato deve prendere , nei confronti del detentore del marchio CEE di conformità , una delle seguenti misure :  a ) semplice avvertimento con ingiunzione di porre fine entro un termine stabilito alle infrazioni constatate ;  b ) avvertimento come previsto alla lettera a ) accompagnat però da una maggiore frequenza di controlli ;  c ) sospensione dell ' attestato di certificazione CEE ;  d ) revoca dell ' attestato di certificazione CEE .  Queste misure possono essere prese solo dall ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE .  2 . Le prime due misure vengono adottare quando le differenze non hanno ripercussioni sulla concezione generale dell ' apparecchio o quando le infrazioni constatate sono minime e comunque non compromettono la sicurezza .  Una della due ultime misure è presa nei casi in cui le differenze o le infrazioni constatate di importanza rilevante e , comunque , compromettono la sicurezza .  3 . L ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE deve altresì revocarlo :  - quando il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità , impedisce l ' esecuzione dei controlli previsti all ' articolo 14 ;  - quando constata che l ' attestato di certificazione CEE non avrebbe essere rilasciato .  4 . Se l ' organismo autorizzato che ha rilasciato l ' attestato di certificazione CEE è informato dall ' organismo autorizzato di un altro Stato membro dell ' esistenza di uno dei casi previsti ai paragrafi 2 e 3 , adottata parimenti le disposizioni previste ai suddetti paragrafi , previa consultazione di tale organismo .  5 . La sospensione o la revoca dell ' attestato di certificazione CEE sono comunicate agli Stati membri e agli altri organismi autorizzati .  Articolo 16  Tutte le spese relative alla certificazione CEE e al controllo CEE devono essere sostenute dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità .  CAPITOLO IV  Adeguamento delle direttive al progresso tecnico  Articolo 17  Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico l ' allegato I della presente direttiva , salvo i punti 1.1 e 5 , nonchù le disposizioni delle direttive particolari che saranno espressamente designate in ciascuna di tali direttive , sono adottate conformemente alla procedura di cui all ' articolo 19 .  Articolo 18  1 . È istituito un comitato per l ' adeguamento al progresso tecnico delle direttive volte all ' eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi nel settore degli apparecchi funzionanti con combustibili gassosi , qui di seguito denominato « comitato » , composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione .  2 . Il comitato stabilisce il suo regolamento interno .  Articolo 19  1 . Nei casi in cui viene fatto riferimento alla procedura definita nel presente articolo , il comitato viene investito della questione dal suo presidente , o ad iniziativa di quest ' ultimo , o a richiesta del rappresentante di uno Stato membro .  2 . Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da adottare . Il comitato formula il suo parere in merito a tale progetto nel termine che il presidente può stabilire in relazione all' urgenza dei problemi in causa . Il comitato si pronuncia a maggioranza di quarantacinque voti ; ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui all ' articolo 148 , paragrafo 2 , del trattato . Il presidente non partecipa al voto .  3 . a ) La Commissione adotta le misure progettare quando esse sono conformi al parere del comitato .  b ) Quando le misure progettate non sono conformi al parere formulato dal comitato , o in mancanza di parere , la Commissione sottopone immediatamente al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare . Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata .  c ) Se , al termine di un periodo di tre mesi dal momento in cui la proposta è pervenuta al Consiglio , quest ' ultimo non ha deliberato , le misure proposte sono adottate dalla Commissione .  CAPITOLO V  Clausola derogatoria  Articolo 20  1 . La progettazione e le modalità di fabbricazione di un apparecchio possono scostarsi , in casi specifici , da talune disposizioni previste nelle direttive particolari , senza che tale apparecchio perda il beneficio dell ' articolo 3 della presente direttiva , purchù le modifiche apportate mirino a conseguire in materia di sicurezza o di salute un livello di protezione almeno uguale ;  2 . Ciascuna direttiva particolare indica espressamente le disposizioni alle quali , si può in tal modo derogare o quelle alle quali è impossibile derogare .  3 . Qualora venga accettata una richiesta di deroga , si applica la seguente procedura :  a ) Lo Stato membro trasmette alla Commissione , tramite l ' organismo autorizzato da esso designato , i documenti contenenti la descrizione dell ' apparecchio , nonchù la documentazione a sostegno della domanda di deroga , in particolare i risultati delle prove eventualmente effettuate . La Commissione ne invia copia agli altri Stati membri che dispongono di un periodo di quattro mesi a decorrere da tale comunicazione per esprimere nei confronti dello Stato membro interessato il loro accordo o il loro disaccordo o per chiedere di adire il comitato . Copia di ciascuna comunicazione viene inviata alla Commissione ; tutta la corrispondenza ha carattere riservato .  b ) Se , prima della scadenza prevista alla lettera a ) , nessuno Stato membro ha espresso il proprio disaccordo nù ha chiesto di adire il comitato , la Commissione può convocare il comitato o autorizzare lo Stato membro a concedere o a far concedere la deroga richiesta e ne informa gli altri Stati membri .  c ) Se , prima delle scadenza prevista , uno Stato membro non fornisce alcuna risposta , si presume l ' accordo di tale Stato .  d ) In caso contrario la Commissione delibera sulla domanda di deroga dopo aver ascoltato il parere del comitato .  e ) I documenti in questione sono forniti in una lingua ufficiale dello Stato di destinazione o , in casi particolari , in un ' altra lingua accettata da quest ' ultimo .  CAPITOLO VI  Clausola di salvaguardia  Articolo 21  1 . Se uno Stato membro constata , in base a motivazione particolareggiata , che un apparecchio , benchù conforme alle disposizioni della presente direttiva e delle direttive particolari , rappresenta un pericolo per la sicurezza , detto Stato può provvisoriamente vietare nel alla rete di distribuzione e la messa in servizio , per un uso conforme alla sua destinazione , di tale apparecchio o subordinarlo a condizioni particolari . Esso ne informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri , motivando la sua decisione .  2 . Entro sei settimane la Commissione consulta gli Stati membri interessati ; essa esprime quindi senza indugio il suo parere e adotta i provvedimenti del caso .  3 . Se la Commissione ritiene necessario apportare adeguamenti tecnici alla direttiva particolare , questi ultimi sono decisi dalla Commissione o dal Consiglio secondo la procedura di cui all ' articolo 19 ; in tal caso lo Stato membro che ha adottato misure di salvaguardia può mantenerle fino all ' entrata in vigore di tali adeguamenti .  CAPITOLO VII  Disposizioni finali  Articolo 22  Ogni decisione di uno Stato membro o di un organismo autorizzato , presa in applicazione della presente direttiva e delle direttive particolari , che implichi il rifiuto della certificazione CEE , la sospensione o la revoca dell ' attestato di certificazione CEE , il divieto di immissione sul mercato , allacciamento alla rete di distribuzione e messa in servizio per un uso conforme alla sua destinazione di un apparecchio di tipo CEE è debitamente motivata . Essa viene notificata al più presto all ' interessato con l ' indicazione dei mezzi di ricorso dei termini entro i quali i ricorsi devono essere presentati .  Articolo 23  1 . Gli Stati membro mettono in vigore le disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva in modo tale che dette disposizioni entrino in vigore alla stessa data delle disposizioni adottare per conformarsi alla direttiva 84/531/CEE ( 5 ) . Essi ne informano immediatamente la Commissione .  2 . Gli Stati membri provvedono a comunicare alla Commissio il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva .  Articolo 24  Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .  Fatto a Bruxelles , addì 17 settembre 1984 .  Per il Consiglio  Il Presidente  P . BARRY  ( 1 ) GU n . C 134 del 16 . 6 . 1975 , pag . 37 .  ( 2 ) GU n . C 76 del 7 . 4 . 1975 , pag . 37 .  ( 3 ) GU n . C 270 del 27 . 11 . 1975 , pag . 28 .  ( 4 ) GU n . L 262 del 27 . 9 . 1976 , pag . 153 .  ( 5 ) Vedi pagina 106 della presente Gazzetta ufficiale .  ALLEGATO I  CERTIFICAZIONE CEE E ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE CEE  1 . DOMANDA DI CERTIFICAZIONE CEE  1.1 La domanda e la relativa corrispondenza sono redatte in una lingua ufficiale dello Stato in cui la domanda viene presentata , conformemente alla legislazione . L ' organismo autorizzato è in diritto di esigere che anche i documenti allegati siano redatti nella stessa lingua ufficiale .  1.2 . Nella domanda viene indicato quanto segue :  - nome e indirizzo del fabbricante o della ditta , del suo mandatario o del richiedente , nonchù luogo o luoghi di fabbricazione degli apparecchi ;  - natura dell ' apparecchio e sua categoria ;  - utilizzazione prevista ed eventuali esclusioni ;  - eventuale denominazione commerciale o tipo dell ' apparecchio ;  - Stato o Stati membri in cui è prevista la commercializzazione .  1.3 La domanda è corredata di due esemplari dei documenti necessari al quo esame , segnatamente :  1.3.1 . - il fascicolo tecnico dalle direttive particolari ;  - gli spazi previsti per l ' apposizione del marchio CEE di conformità di cui alla presente direttiva e degli altri marchi di cui alle direttive particolari .  1.3.2 . Una dichiarazione attestante che non è stata presentata alcuna altra domanda di certificazione CEE per lo stesso tipo di apparecchio .  2 . ESAME DELLA DOMANDA  L ' esame della domanda viene effettuato conformemente alla procedura prevista da direttive particolari .  3 . ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE CEE E MARCHIO CEE DI CONFORMITÀ  L ' attestato di cui all ' articolo 7 riporta i risultati della certificazione CEE e le condizioni che l ' accompagnano eventualmente . Esso è corredato delle descrizioni e dei disegni necessari per identificare il tipo ed eventualmente per spiegarne il funzionamento . Il marchio CEE di cui all ' articolo 7 della direttiva è costituito da una lettera*stilizzata , racchiusa in un esagono , contenente :  - nella parte superiore , il numero che caratterizza la direttiva particolar assegnato in ordine cronologico di adozione e le lettere maiuscole distintive dello Stato che ha concesso l ' approvizione ( B per il Belgio , D per la Repubblica federale di Germania , DK per la Danimarca , F per la Francia , GR per la Grecia , I per l ' Italia , IRL per l ' Irlanda , L per il Lussemburgo , NL per il Paesi Bassi , UK per il Regno Unito ) e le ultime cifre dell ' anno dell ' attestato ; il numero che caratterizza la direttiva particolare , cui si riferisce l ' attestato , sarà dal Consiglio all ' atto dell ' adozione di tale direttiva ;  - nella parte inferiore , il numero caratteristico dell ' attestato .  Un esempio di questo marchi figura al punto 6.1 . Quando l ' attestato è rilasciato ai sensi dell ' articolo 20 della direttiva , esso deve indicare chiaramente che è stato concesso su tale base .  4 . MODIFICA APPORTATA AL PRODOTTO COMMERCIALIZZATO  L ' organismo autorizzato che ha rilasciato un attestato di certificazione CEE deve essere informato di ogni modifica di rilievo , in particolare di quelle che comportano un cambiamento di denominazione commerciale del prodotto .  5 . PUBBLICITÀ DELL ' ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE CEE  5.1 . Un estratto degli attestati di certificazione CEE è pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee .  5.2 . Al momento della notifica all ' interessato , il servizio dello Stato membro che ha designato l ' organismo autorizzato invia alla Commissione ed agli altri Stati membri copie dell ' attestato di certificazione CEE ; essi possono inoltre ottenere copia del fascicolo tecnico definitivo dell ' apparecchio e dei verbali degli esami e delle prove cui è stato sottoposto .  5 . 3 . La sospensione o la revoca di un attestato di certificazione CEE forma oggetto della procedura di pubblicità di cui ai punti 5.1 e 5.2 .  5.4 . L ' organismo autorizzato che rifiuta un attestato di certificazione CEE ne informa i servizi competenti dello stato membro dal quale è stato designato ; questo ne informa gli altri Stati membri e la Commissione .  6 . MARCHIO CEE DI CONFORMITÀ  6.1 . Marchio CEE di conformità ( vedi punto 3 )  Esempio : vedi G.U .  6.2 . Le direttive particolari possono definire la posizione e le dimensioni del marchio CEE di conformità .  Nei casi in cui nessuna menzione sia contenuta nelle direttive particolari , le lettere e le cifre di tale marchio devono avere un ' altezza di almeno 5 mm .  ALLEGATO II  CRITERI MINIMI SUI QUALI GLI STATI MEMBRI DEVONO FONDARSI PER DESIGNARE GLI ORGANISMI AUTORIZZATI  1 . Gli organismi incaricati dell ' esame degli apparecchi ai fini del rilascio dell  'attestato di certificazione CEE e delle operazioni di controllo devono disporre del personale necessario e possedere i mezzi necessari per eseguire in modo adeguato le operazioni tecniche e amministrative concesse con il rilascio degli attestati di certificazione CEE e con l ' esecuzione dei controlli ed inoltre avere accesso alle apparecchiature necessarie per esami eccezionali , previsti dalle direttive particolari .  2 . L ' organismo , il suo direttore e il personale non possono essere nù il costruttore , nù il fornitore , nù l ' installatore degli apparecchi , nù il mandatario di una di queste persone . Essi non possono intervenire nù direttamente , nù come mandatari , nella progettazione costruzione , commercializzazione , rappresentanza o manutenzione di tali apparecchi . Ciò non esclude la possibilità di uno scambio di informazioni tecniche tra il costruttore e l ' organismo autorizzato .  3 . Il personale incaricato dell ' esame degli apparecchi ai fini del rilascio dell ' attestato di certificazione CEE deve assolvere tale missione con la massima integrità e competenza tecnica e deve inoltre essere libero da qualsivoglia pressione e incentivo , soprattutto di ordine finanziario , che possa influire sul suo giudizio o sui risultati dei controlli , in particolare da pressioni che provengano da persone o gruppi di persone interessati ai risultati dell ' esame .  4 . Il personale incaricato degli esame deve possedere :  - una buona formazione tecnica e professionale ;  - una conoscenza soddisfacente delle norme relative agli esami che effettua , nonchù una sufficiente esperienza pratica di tali lavori ;  - la capacità necessaria a compilare i verbali e la relazioni in cui sono materializzati i lavori effettuati .  5 . Deve essere garantita l ' indipendenza del personale incaricato dell ' esame . La retribuzione di ciascun agente non deve essere fissata in funzione del numero dei controlli eseguiti nù dei risultati ottenuti .  6 . L ' organismo deve essere assicurato in materia di responsabilità civile , a meno che detta responsabilità civile non sia assunta dallo Stato a norma del diritto nazionale .  7 . Il personale dell ' organismo deve essere vincolato dal segreto professionale per tutto quanto viene a sapere nell ' esercizio delle sue funzioni ( tranne nei confronti delle autorità amministrative competenti dello Stato che lo ha designato ) nell ' ambito della presente direttiva e delle direttive particolari o di qualsiasi altra disposizione di diritto interno concernente la loro applicazione .