CELEX: 21979A0412(09)
Language: it
Date: 1979-04-12 00:00:00
Title: Accordi multilaterali derivanti dai negoziati commerciali degli anni 1973/1979 (GATT) - Accordo relativo all'attuazione dell'articolo VII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio

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21979A0412(09)

Accordi multilaterali derivanti dai negoziati commerciali degli anni 1973/1979 (GATT) - Accordo relativo all'attuazione dell'articolo VII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio  

Gazzetta ufficiale n. L 071 del 17/03/1980 pag. 0107 - 0126 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 9 pag. 0109  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 9 pag. 0109  edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 19 pag. 0110  edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 12 pag. 0143  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 12 pag. 0143 

(Traduzione)  ACCORDO RELATIVO ALL'ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO VII DELL'ACCORDO GENERALE SULLE TARIFFE DOGANALI E IL COMMERCIO    INTRODUZIONE GENERALE    1. La base prima per la determinazione del valore in dogana, nel quadro del presente accordo, è il «valore di transazione» definito all'articolo 1. L'articolo 1 deve essere considerato in correlazione all'articolo 8 il quale prevede, tra l'altro, talune rettifiche del prezzo effettivamente pagato o da pagare quando determinati elementi specifici, che sono considerati come facenti parte del valore in dogana, sono a carico del compratore ma non sono compresi nel prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate. L'articolo 8 prevede inoltre l'inclusione nel valore di transazione di talune prestazioni del compratore a favore del venditore sotto forma di merci o di servizi determinati anziché in denaro. Gli articoli da 2 a 7 compreso enunciano i metodi da seguire per determinare il valore in dogana qualora tale determinazione non possa farsi applicando le disposizioni dell'articolo 1.       2. Quando il valore in dogana non può essere determinato applicando le disposizioni dell'articolo 1, l'amministrazione doganale e l'importatore dovrebbero, di norma, concertarsi per individuare la base del valore in applicazione delle disposizioni degli articoli 2 o 3. Può verificarsi il caso, ad esempio, che l'importatore sia in possesso di informazioni sul valore in dogana di merci identiche o similari importate, di cui l'amministrazione doganale del punto di importazione non dispone direttamente. Per converso, l'amministrazione doganale può disporre di informazioni sul valore in dogana di merci identiche o similari importate a cui l'importatore non ha facilmente accesso. Una consultazione fra le due parti consentirà di scambiare informazioni, nel rispetto degli obblighi relativi al segreto commerciale, in vista della determinazione della base corretta per la valutazione in dogana.       3. Gli articoli 5 e 6 forniscono due basi di determinazione del valore in dogana qualora esso non possa essere determinato sulla base del valore di transazione delle merci importate o di merci identiche o similari importate. Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, il valore in dogana è determinato sulla base del prezzo al quale le merci sono vendute, allo stato in cui sono importate, ad un compratore non legato al venditore nel paese di importazione. L'importatore ha altresì il diritto, su richiesta, di far valutare, in applicazione delle disposizioni dell'articolo 5, le merci che sono oggetto di una lavorazione o di una trasformazione dopo l'importazione. Ai sensi dell'articolo 6, il valore in dogana è determinato sulla base del valore calcolato. Questi due metodi presentano talune difficoltà e, per tale motivo, l'importatore ha il diritto, secondo quanto disposto dall'articolo 4, di scegliere l'ordine nel quale i due metodi saranno applicati.       4. L'articolo 7 enuncia il modo di determinare il valore in dogana nei casi in cui nessuno degli articoli precedenti lo permetta.          PREAMBOLO  Considerando i negoziati commerciali multilaterali, LE PARTI DEL PRESENTE ACCORDO (in seguito denominate «le parti»),  DESIDEROSE di perseguire gli obiettivi dell'accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio e di apportare nuovi vantaggi al commercio internazionale dei paesi in via di sviluppo,  RICONOSCENDO l'importanza delle disposizioni dell'articolo VII dell'accordo generale e desiderose di elaborare norme di applicazione volte a garantire maggiore uniformità e certezza nell'attuazione di dette disposizioni,  RICONOSCENDO la necessità di un sistema equo, uniforme e neutrale di valutazione in dogana delle merci, che escluda l'impiego di valori in dogana arbitrari o fittizi,  RICONOSCENDO che la base della valutazione in dogana delle merci dovrebbe essere, per quanto possibile, il valore di transazione delle merci da valutare,  RICONOSCENDO che il valore in dogana dovrebbe essere stabilito secondo criteri semplici ed equi, compatibili con la pratica commerciale, e che le procedure di valutazione dovrebbero essere di applicazione generale, senza distinzione tra le fonti di approvvigionamento,  RICONOSCENDO che le procedure di valutazione non dovrebbero essere utilizzate per combattere il dumping,  HANNO CONVENUTO quanto segue:   PARTE I NORME DI VALUTAZIONE IN DOGANA  Articolo 1 1. Il valore in dogana delle merci importate sarà il valore di transazione, cioè il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci allorché esse sono vendute per l'esportazione a destinazione del paese d'importazione, dopo rettifica conformemente alle disposizioni dell'articolo 8, a condizione che    a) non esistano restrizioni sulla cessione o l'utilizzazione delle merci da parte del compratore, oltre le restrizioni che      i) sono imposte o richieste dalla legge o dalle autorità pubbliche del paese di importazione,           ii) limitano l'area geografica nella quale le merci possono essere rivendute, oppure           iii) non intaccano sostanzialmente il valore delle merci,                  b) la vendita o il prezzo non sia subordinato a condizioni o prestazioni il cui valore non possa essere determinato in relazione alle merci da valutare,       c) nessuna parte del prodotto di qualsiasi rivendita, cessione o utilizzazione successiva delle merci da parte del compratore ritorni, direttamente o indirettamente, al venditore, a meno che non possa essere operata un'adeguata rettifica ai sensi delle disposizioni dell'articolo 8, e       d) il compratore e il venditore non siano legati o, se lo sono, che il valore di transazione sia accettabile a fini doganali a norma delle disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo.         2.    a) Per determinare se il valore di transazione è accettabile ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, il fatto che il compratore e il venditore siano legati ai sensi dell'articolo 15 non costituirà di per sé motivo sufficiente per considerare inaccettabile il valore di transazione. In tale caso, le circostanze proprie della vendita saranno esaminate e il valore di transazione ammesso, purché tali legami non abbiano influenzato il prezzo. Se, tenuto conto delle informazioni fornite dall'importatore o ottenute da altre fonti, l'amministrazione doganale ha motivo di ritenere che detti legami abbiano influenzato il prezzo, essa comunicherà tali motivi all'importatore fornendogli una ragionevole possibilità di rispondere. Qualore l'importatore lo richieda, i motivi gli saranno comunicati per iscritto.        b) In una vendita tra persone legate, il valore di transazione sarà accettato e le merci saranno valutate conformemente alle disposizioni del paragrafo 1, quando l'importatore dimostrerà che detto valore è estremamente vicino ad uno dei valori appresso elencati, esistenti allo stesso momento o pressappoco allo stesso momento:      i) valore di transazione in occasione di vendite, a compratori non legati, di merci identiche o similari per l'esportazione a destinazione dello stesso paese di importazione;           ii) valore in dogana di merci identiche o similari, quale esso è determinato in applicazione delle disposizioni dell'articolo 5;           iii) valore in dogana di merci identiche o similari quale esso è determinato in applicazione delle disposizioni dell'articolo 6;           iv) valore di transazione, in occasione di vendite a compratori non legati, per l'esportazione a destinazione dello stesso paese di importazione di merci identiche alle merci importate, se non fosse per il fatto che provengono da un paese di produzione diverso, a condizione che in nessuna delle transazioni comparate a due a due i venditori siano legati.             Nell'applicazione dei criteri che precedono, sarà tenuto debitamente conto delle differenze dimostrate tra i livelli commerciali, le quantità, gli elementi enumerati all'articolo 8 e i costi sostenuti dal venditore in occasione di vendite nelle quali il compratore e il venditore stesso non sono legati e che egli non sostiene in occasione di vendite nelle quali il compratore e lui stesso sono legati.       c) I criteri di cui al paragrafo 2, lettera b), devono essere utilizzati su iniziativa dell'importatore e soltanto a fini comparativi. Non possono essere stabiliti valori sostitutivi in applicazione del paragrafo 2, lettera b).         Articolo 2 1.    a) Se il valore in dogana delle merci importate non può essere determinato applicando le disposizioni dell'articolo 1, il valore in dogana sarà il valore di transazione di merci identiche, vendute per l'esportazione a destinazione dello stesso paese di importazione ed esportate allo stesso momento o pressappoco allo stesso momento delle merci da valutare.       b) Nell'applicazione del presente articolo, il valore in dogana sarà determinato riferendosi al valore di transazione di merci identiche, vendute allo stesso livello commerciale e sensibilmente nella stessa quantità delle merci da valutare. In mancanza di tali vendite sarà fatto riferimento al valore di transazione di merci identiche vendute ad un livello commerciale differente e/o in quantità differenti, rettificato per tener conto delle differenze che il livello commerciale e/o la quantità abbia potuto determinare, purché tali rettifiche, sia che portino ad un aumento che ad una diminuzione del valore, possano basarsi su elementi di prova esibiti che stabiliscano chiaramente che sono ragionevoli ed esatte.        2. Quando i costi e le spese di cui all'articolo 8, paragrafo 2, sono compresi nel valore di transazione, detto valore sarà rettificato per tener conto delle differenze notevoli che possono esistere tra i costi e le spese afferenti, da un lato, le merci importate e, dall'altro, le merci identiche considerate, a causa di differenze tra le distanze e i modi di trasporto.  3. Se, all'atto dell'applicazione del presente articolo, si riscontra più di un valore di transazione di merci identiche, per determinare il valore in dogana delle merci importate sarà fatto riferimento al valore di transazione più basso.   Articolo 3 1.   a) Se il valore in dogana delle merci importate non può essere determinato applicando le disposizioni degli articoli 1 o 2, il valore in dogana sarà il valore di transazione di merci similari vendute per l'esportazione a destinazione dello stesso paese d'importazione ed esportate allo stesso momento o pressappoco allo stesso momento delle merci da valutare.    c) Nell'applicazione del presente articolo, il valore in dogana sarà determinato riferendosi al valore di transazione di merci similari, vendute allo stesso livello commerciale e sensibilmente nella stessa quantità delle merci da valutare. In mancanza di tali vendite, sarà fatto riferimento al valore di transazione di merci similari vendute ad un livello commerciale differente e/o in quantità differenti, rettificato per tener conto delle differenze che il livello commerciale e/o la quantità abbiano potuto determinare, purché tali rettifiche, sia che portino ad un aumento che ad una diminuzione del valore, possano basarsi su elementi di prova esibiti che stabiliscono chiaramente che sono ragionevoli ed esatti.  2. Quando i costi e le spese di cui all'articolo 8, paragrafo 2, sono compresi nel valore di transazione, detto valore sarà rettificato per tener conto delle differenze  notevoli che possono esistere tra i costi e le spese afferenti, da un lato, le merci importate e, dall'altro, le merci similari considerate, a causa di differenze tra le distanze e i modi di trasporto.  3. Se, all'atto dell'applicazione del presente articolo, si riscontra più di un valore di transazione di merci similari, per determinare il valore in dogana delle merci importate sarà fatto riferimento al valore di transazione più basso.   Articolo 4 Se il valore in dogana delle merci importate non può essere determinato applicando le disposizioni degli articoli 1, 2 o 3, il valore in dogana sarà determinato applicando le disposizioni dell'articolo 5 o, nel caso in cui il valore in dogana non potrà essere determinato applicando tale articolo, ricorrendo alle disposizioni dell'articolo 6 ; tuttavia, su richiesta dell'importatore, l'ordine di applicazione degli articoli 5 e 6 sarà invertito.   Articolo 5 1.    a) Se le merci importate o merci identiche o similari importate sono vendute nel paese d'importazione allo stato in cui sono importate, il valore in dogana delle merci importate, determinato a norma del presente articolo, si baserà sul prezzo unitario corrispondente alle vendite delle merci importate o di merci identiche o similari importate, nel quantitativo complessivo maggiore, effettuate a persone non legate ai venditori, nel momento o pressappoco nel momento dell'importazione delle merci da valutare, fatte salve le deduzioni riferentisi agli elementi seguenti:      i) commissioni generalmente pagate o convenute, oppure margini generalmente praticati per utili e spese generali relativi alle vendite, in quel paese, di merci importate della stessa natura o della stessa specie;           ii) spese abituali di trasporto e di assicurazione nonché spese connesse sostenute nel paese d'importazione;           iii) ove occorra, costi e spese di cui all'articolo 8, paragrafo 2;           iv) dazi doganali e altre imposte nazionali da pagare nel paese d'importazione in ragione dell'importazione o della vendita delle merci.                  b) Se né le merci importate né merci identiche o similari importate sono vendute nel momento o pressappoco nel momento dell'importazione delle merci da valutare, il valore in dogana si baserà, fatte salve peraltro le disposizioni del paragrafo 1, lettera a), del presente articolo, sul prezzo unitario al quale le merci importate o merci identiche o similari importate sono vendute nel paese d'importazione allo stato in cui sono importate, alla data più vicina seguente l'importazione delle merci da valutare, ma entro i novanta giorni a decorrere da tale importazione.        2. Se né le merci importate, né merci identiche o similari importate, sono vendute nel paese d'importazione allo stato in cui sono importate, il valore in dogana si baserà, su richiesta dell'importatore, sul prezzo unitario corrispondente alle vendite di merci importate, che assommano la quantità più elevata, fatte, dopo lavorazione o successiva trasformazione, a compratori nel paese d'importazione non legati ai venditori, dopo aver tenuto debitamente conto del valore aggiunto connesso alla lavorazione o alla trasformazione nonché delle deduzioni di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo.   Articolo 6 1. Il valore in dogana delle merci importate, determinato applicando le disposizioni del presente articolo, si baserà su un valore calcolato. Il valore calcolato sarà uguale alla somma:    a) del costo o del valore delle materie e delle operazioni di fabbricazione o altre, utilizzate per la produzione delle merci importate,       b) di un ammontare per gli utili e le spese generali, uguale a quello che comportano generalmente le vendite di merci della stessa natura o della stessa specie delle merci da valutare, fatte da produttori del paese di esportazione per l'esportazione a destinazione del paese d'importazione,       c) del costo o del valore di qualsiasi altra spesa di cui è necessario tener conto secondo la scelta effettuata in materia di valutazione, da ciascuna parte a norma dell'articolo 8, paragrafo 2.         2. Nessuna parte potrà richiedere o obbligare una persona, non residente sul proprio territorio, a produrre per esame documenti contabili o altri documenti né a consentire l'accesso a documenti contabili o altri documenti, allo scopo di determinare un valore calcolato. Tuttavia, le informazioni comunicate dal produttore delle merci ai fini della determinazione del valore in dogana, in applicazione delle disposizioni del presente articolo, potranno essere verificate in un altro paese da parte dell'autorità del paese d'importazione, con  l'accordo del produttore e a condizione che tali autorità diano adeguato preavviso al governo del paese in questione e che quest'ultimo non si opponga all'indagine.   Articolo 7 1. Se il valore in dogana delle merci importate non può essere determinato applicando le disposizioni degli articoli da 1 a 6 incluso, esso sarà determinato ricorrendo a mezzi ragionevoli compatibili con i principi e le disposizioni generali del presente accordo e dell'articolo VII dell'accordo generale e sulla base dei dati disponibili nel paese d'importazione.  2. Il valore in dogana, determinato applicando le disposizioni del presente articolo, non si baserà    a) sul prezzo di vendita, nel paese d'importazione, di merci prodotte nello stesso paese,       b) su un sistema che prevede l'accettazione, ai fini doganali, del più elevato tra due valori possibili,       c) sul prezzo di merci sul mercato interno del paese d'esportazione,       d) sul costo di produzione, diverso dai valori calcolati che sono stati determinati per merci identiche o similari conformemente alle disposizioni dell'articolo 6,       e) sul prezzo di merci vendute per l'esportazione a destinazione di un paese diverso dal paese d'importazione,       f) su valori in dogana minimi,       g) su valori arbitrari o fittizi.         3. Se ne fa richiesta, l'importatore sarà informato per iscritto del valore in dogana determinato applicando le disposizioni del presente articolo nonché del metodo utilizzato per determinarlo.   Articolo 8 1. Per determinare il valore in dogana in applicazione delle disposizioni dell'articolo 1, si addizioneranno al prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate    a) i seguenti elementi, nella misura in cui sono a carico del compratore ma non sono stati inclusi nel prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci:      i) commissioni e senserie, escluse le commissioni di acquisto;           ii) costo dei contenitori considerati, ai fini doganali, come facenti un tutto unico con la merce;           iii) costo dell'imballaggio, comprendenti sia la manodopera che i materiali;                  b) il valore, attribuito in misura adeguata, dei prodotti e servizi qui di seguito elencati, qualora questi siano forniti direttamente o indirettamente dal compratore, senza spese o a costi ridotti, e utilizzati nel corso della produzione e della vendita per l'esportazione delle merci importate, nella misura in cui detto valore non sia stato incluso nel prezzo effettivamente pagato o da pagare:      i) materie, componenti, parti e elementi similari incorporati nelle merci importate;           ii) utensili, matrici, stampi ed oggetti similari utilizzati per la produzione delle merci importate;           iii) materie consumate nella produzione delle merci importate;           iv) lavori di ingegneria, di studio, d'arte e di design, piani e schizzi, eseguiti in un paese diverso da quello d'importazione e necessari per la produzione delle merci importate;                  c) i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore è tenuto a pagare, sia direttamente sia indirettamente, come condizione della vendita delle merci da valutare, nella misura in cui detti corrispettivi e diritti di licenza non siano stati inclusi nel prezzo effettivamente pagato o da pagare;       d) il valore di ogni parte del prodotto di qualsiasi rivendita, cessione o utilizzazione ulteriore delle merci importate spettante direttamente o indirettamente al venditore.         2. Nell'elaborare la propria legislazione in materia, ciascuna parte prenderà disposizioni per includere nel valore in dogana, o escludere da esso, in tutto o in parte, i seguenti elementi:    a) spese di trasporto delle merci importate fino al porto o luogo d'importazione;       b) spese di carico, scarico e movimentazione connesse con il trasporto delle merci importate fino al porto o al luogo d'importazione ; e       c) costo dell'assicurazione.         3. Ogni elemento che sarà aggiunto in applicazione del presente articolo al prezzo effettivamente pagato o da pagare sarà esclusivamente basato su dati oggettivi e quantificabili.  4. Per la determinazione del valore in dogana, nessun elemento sarà aggiunto al prezzo effettivamente pagato o da pagare, fatti salvi quelli previsti dal presente articolo.   Articolo 9 1. Quando è necessario convertire una moneta per determinare il valore in dogana, il tasso di cambio da  utilizzare sarà quello debitamente pubblicato dalle autorità competenti del paese d'importazione interessato e rifletterà in modo quanto più effettivo, per ciascun periodo considerato da tale pubblicazione, il valore corrente di detta moneta nelle transazioni commerciali, espresso nella moneta del paese d'importazione.  2. Il tasso di conversione da utilizzare sarà quello in vigore al momento dell'esportazione o al momento dell'importazione, secondo quanto sarà previsto da ciascuna delle parti.   Articolo 10 Tutte le informazioni che sarebbero di natura confidenziale o che sarebbero fornite a titolo confidenziale, ai fini della valutazione in dogana, saranno trattate come strettamente riservate dalle autorità interessate che non le divulgheranno senza espressa autorizzazione della persona o del governo che le avrà fornite, salvo il caso in cui esse siano tenute a farlo nel quadro di procedure giudiziarie.   Articolo 11 1. La legislazione di ciascuna parte prevederà un diritto di appello, che non comporti alcuna penalità, in merito a qualsiasi determinazione del valore in dogana, per l'importatore o per qualsiasi altra persona che potrebbe essere tenuta al pagamento dei diritti.  2. Un primo diritto d'appello, che non comporti alcuna penalità, può essere esperito dinanzi ad un organo dell'amministrazione doganale o ad un organismo indipendente, ma la legislazione di ciascuna parte prevederà un diritto d'appello, che non comporti alcuna penalità, dinanzi ad un organo giudiziario.  3. Al ricorrente sarà notificata la decisione presa in appello e i motivi della stessa saranno esposti per iscritto. Il ricorrente sarà ugualmente informato dei suoi eventuali diritti per un appello ulteriore.   Articolo 12 Le leggi, regolamenti, decisioni giudiziarie e decisioni amministrative di applicazione generale che danno effetto al presente accordo saranno pubblicati dal paese d'importazione interessato conformemente all'articolo X dell'accordo generale.   Articolo 13 Se, nel corso della determinazione del valore in dogana di merci importate, si rende necessario differire la determinazione definitiva di detto valore, l'importatore potrà tuttavia svincolare le proprie merci dalla dogana, a condizione di fornire, se gli viene richiesta, una garanzia sufficiente sotto forma di cauzione, di deposito o di altro strumento adeguato, che copra il pagamento dei dazi doganali cui le merci potranno essere in definitiva soggette. La legislazione di ciascuna parte prevederà disposizioni applicabili in tali circostanze.   Articolo 14 Le note di cui all'allegato I del presente accordo ne fanno parte integrante e gli articoli dell'accordo devono essere visti ed applicati in correlazione alle note cui si riferiscono. Gli allegati II e IIII fanno anch'essi parte integrante del presente accordo.   Articolo 15 1. Nel presente accordo:    a) l'espressione «valore in dogana delle merci importate» indica il valore delle merci determinato per la riscossione di dazi doganali ad valorem sulle merci importate;       b) l'espressione «paese di importazione» indica il paese o territorio doganale di importazione;       c) il termine «prodotte» significa ugualmente coltivate, fabbricate o estratte.         2.    a) Nel presente accordo, l'espressione «merci identiche» indica le merci che sono le stesse sotto tutti gli aspetti, ivi comprese le caratteristiche fisiche, la qualità e la rinomanza. Differenze di minor rilievo non impedirebbero comunque a merci conformi per altro alla definizione di essere considerate identiche.       b) Nel presente accordo, l'espressione «merci similari» indica merci che, senza essere uguali sotto tutti gli aspetti, presentano caratteristiche simili e sono composte di materie simili, cosa che permette loro di assolvere alle stesse funzioni ed essere commercialmente intercambiabili. La qualità delle merci, la loro rinomanza e l'esistenza di un marchio di fabbrica o di commercio rientrano tra gli elementi da prendere in considerazione per stabilire se talune merci siano similari.       c) Le espressioni «merci identiche» e «merci similari» non si applicano alle merci che incorporano o comportano, a seconda dei casi, lavori di ingegneria, di studio, d'arte o di design, o piani e schizzi per i quali nessuna rettifica è stata operata in applicazione delle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 1, lettera b) iv), poiché tali lavori sono stati eseguiti nel paese di importazione.        d) Saranno considerate «merci identiche» o «merci similari» unicamente le merci prodotte nello stesso paese delle merci da valutare.       e) Merci prodotte da una persona diversa saranno prese in considerazione soltanto se non esistono merci identiche o merci similari, secondo i casi, prodotte dalla stessa persona che ha prodotto le merci da valutare.        3. Nel presente accordo, l'espressione «merci della stessa natura o della stessa specie» indica merci classificate in un gruppo o in una gamma di merci prodotte da una branca di produzione particolare o da un settore particolare di una branca di produzione, e comprende le merci identiche o similari.  4. Ai fini del presente accordo, due o più persone saranno considerate legate solo se:    a) l'una fa parte della direzione o del consiglio d'amministrazione dell'impresa dell'altra e reciprocamente;       b) hanno la veste giuridica di associati;       c) l'una è datore di lavoro dell'altra;       d) una persona qualsiasi possiede, controlla o detiene direttamente o indirettamente il 5 % o più delle azioni o parti emesse con diritto di voto, dell'una e dell'altra;       e) una di esse controlla l'altra direttamente o indirettamente;       f) tutte e due sono direttamente o indirettamente controllate da una terza persona;       g) controllano insieme direttamente o indirettamente una terza persona ; oppure       h) sono membri della stessa famiglia.         5. Le persone associate in affari tra loro per il fatto che l'una è agente, distributore o concessionario esclusivo dell'altra, quale che sia la designazione utilizzata, saranno considerate legate ai fini del presente accordo, se soddisfano uno dei criteri enunciati al paragrafo 4 del presente articolo.   Articolo 16 Su domanda presentata per iscritto, l'importatore avrà il diritto di farsi rilasciare dall'amministrazione doganale del paese d'importazione una spiegazione scritta del modo secondo il quale il valore in dogana delle merci da lui importate sarà stato determinato.   Articolo 17 Nessuna disposizione del presente accordo sarà interpretata come limitativa o contestante i diritti di una amministrazione doganale di accertare la veridicità o l'esattezza di ogni affermazione, documento o dichiarazione presentato ai fini della valutazione in dogana.   PARTE II GESTIONE DELL'ACCORDO, CONSULTAZIONI E COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE  Istituzioni  Articolo 18 In virtù del presente accordo saranno istituiti:    1. un comitato della valutazione in dogana (di seguito denominato «comitato»), composto da rappresentanti di ciascuna delle parti del detto accordo. Il comitato eleggerà il presidente e si riunirà di regola una volta l'anno, o secondo le modalità previste dalle relative disposizioni del presente accordo, allo scopo di consentire alle parti dell'accordo di procedere a consultazioni sulle questioni riguardanti la gestione del sistema di valutazione in dogana da ciascuna parte del presente accordo, nella misura in cui essa potrebbe ripercuotersi sull'applicazione di detto accordo o sul conseguimento dei suoi obiettivi, ed allo scopo di esercitare le altre attribuzioni che gli potranno essere conferite dalle parti. Il segretariato del GATT svolgerà le funzioni di segreteria del comitato;       2. un comitato tecnico della valutazione in dogana (di seguito denominato «comitato tecnico»), posto sotto gli auspici del Consiglio di cooperazione doganale, che eserciterà le attribuzioni enunciate all'allegato II del presente accordo e adempirà le proprie funzioni conformemente alle norme di procedura contenute in detto allegato.         Consultazioni Articolo 19 1. Nel caso in cui una parte ritenga che un vantaggio ad essa derivante, direttamente o indirettamente, dal presente accordo si trovi annullato o compromesso o che la realizzazione di uno degli obiettivi di detto accordo sia compromesso a causa di azioni di un'altra o di altre parti, la parte in questione, per raggiungere una soluzione reciprocamente soddisfacente della questione, potrà chiedere che siano avviate consultazioni con la o  le parti in causa. Ciascuna parte esaminerà con comprensione ogni richiesta di consultazioni formulata da un'altra parte.  2. Le parti interessate inizieranno entro breve termine le consultazioni richieste.  3. Le parti che procederanno a consultazioni su una questione particolare riguardante l'applicazione del presente accordo, si impegneranno a portarle a termine in un lasso di tempo ragionevolmente breve. Il comitato tecnico fornirà, su richiesta, consigli e aiuto alle parti che procedono a consultazioni.  Composizione delle controversie Articolo 20 1. Se nessuna soluzione reciprocamente soddisfacente è stata raggiunta dalle parti interessate in occasione di consultazioni intraprese conformemente al precedente articolo 19, il comitato si riunirà su richiesta di qualsiasi parte in controversia entro trenta giorni a decorrere da quello della ricezione di tale richiesta per esaminare la questione allo scopo di favorire una soluzione reciprocamente soddisfacente.  2. Nel corso dell'esame della questione e nella scelta delle procedure, il comitato considererà se trattasi di questioni controverse legate a considerazioni di politica commerciale o a questioni che richiedano un esame tecnico particolareggiato. Il comitato potrà, di propria iniziativa, chiedere al comitato tecnico di procedere, secondo quanto previsto al seguente paragrafo 4, all'esame di ogni questione che richieda un esame tecnico. Su richiesta di qualsiasi parte in controversia la quale ritenga che la questione è legata a problemi di natura tecnica, il comitato chiederà al comitato tecnico di procedere a tale esame.  3. Nel corso di una qualsiasi fase della procedura di composizione di una controversia, potranno essere consultati organismi competenti nonché esperti specializzati nelle questioni considerate ; a questi organismi e a questi esperti potranno essere richieste informazioni e assistenza adeguate. Il comitato prenderà in considerazione i risultati di tutti i lavori, relativi all'oggetto della controversia, che saranno stati effettuati dal comitato tecnico.  Questioni tecniche  4. Quando il comitato tecnico vi sarà stato invitato, conformemente al precedente paragrafo 2, esso esaminerà la questione e presenterà un rapporto al comitato entro tre mesi a decorrere dal giorno in cui sarà stato investito del problema tecnico, salvo proroga di questo lasso di tempo a seguito di accordo reciproco tra le parti in controversia.  Procedure dei gruppi speciali («panels»)  5. Nei casi in cui la questione non è stata portata dinanzi al comitato tecnico, il comitato istituirà un gruppo speciale su richiesta di una qualsiasi delle parti in controversia, qualora nessuna soluzione reciprocamente soddisfacente sia stata trovata entro tre mesi a decorrere dal giorno in cui il comitato sarà stato invitato ad esaminare la questione. Se la questione è sottoposta al comitato tecnico, il comitato istituirà un gruppo speciale su richiesta di qualsiasi parte in controversia, qualora nessuna soluzione reciprocamente soddisfacente sia stata trovata entro un mese a decorrere dal giorno in cui il comitato tecnico ha presentato il proprio rapporto al comitato.  6.    a) Quando sarà istituito un gruppo speciale, esso sarà disciplinato dalle procedure di cui all'allegato III.       b) Se il comitato tecnico ha presentato un rapporto sugli aspetti tecnici della questione oggetto della controversia, il gruppo speciale si baserà su di esso per procedere all'esame di detti aspetti.     Adempimento degli obblighi   7. Dopo la conclusione dell'esame, o dopo la presentazione da parte del comitato tecnico o del gruppo speciale del previsto rapporto al comitato, quest'ultimo sarà investito della questione entro breve termine. Per quanto riguarda i rapporti dei gruppi speciali, il comitato vi darà seguito in maniera adeguata di norma entro trenta giorni a decorrere dalla loro ricezione. Il comitato dovrà in particolare:    i) esporre i fatti in esame ; e       ii) rivolgere raccomandazioni a una o più parti o deliberare in qualsiasi altro modo che riterrà opportuno.         8. Se una parte, alla quale siano state rivolte raccomandazioni, ritiene di non essere in grado di attuarle, essa dovrebbe entro breve termine fornirne per iscritto i motivi al comitato. In questo caso, quest'ultimo esaminerà quali altre misure adottare.  9. Se il comitato ritiene che le circostanze siano sufficientemente gravi per giustificare tale misura, esso potrà autorizzare una o più parti a sospendere nei confronti di un'altra o altre parti, l'adempimento di qualsiasi obbligo derivante da detto accordo, di cui, tenuto conto delle circostanze, riterrà giustificata la sospensione.   10. Il comitato terrà sotto controllo ogni questione sulla quale esso avrà formulato raccomandazioni o avrà deliberato.  11. In caso di controversia relativa a diritti e obblighi derivanti dal presente accordo tra talune parti, queste ultime dovrebbero espletare le procedure di composizione delle controversie previste dal suddetto accordo prima di far valere i diritti che ad esse possono derivare dall'accordo generale, compreso quello di invocare l'articolo XXIII di detto accordo generale.   PARTE III TRATTAMENTO SPECIALE E DIFFERENZIATO  Articolo 21 1. I paesi in via di sviluppo parti del presente accordo potranno differire l'applicazione delle sue disposizioni per un periodo non superiore a cinque anni a decorrere dal giorno della sua entrata in vigore nei confronti di tali paesi. I paesi in via di sviluppo, parti dell'accordo che opteranno per una applicazione differita del suddetto accordo, notificheranno la loro decisione al direttore generale delle parti contraenti dell'accordo generale.  2. Oltre alle disposizioni del precedente paragrafo 1, i paesi in via di sviluppo, parti del presente accordo, potranno differire l'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera b) iii), e dell'articolo 6, per un periodo non superiore a 3 anni a decorrere dalla data in cui avranno messo in applicazione tutte le altre disposizioni dell'accordo. I paesi in via di sviluppo, parti dell'accordo, che opteranno per una applicazione differita delle disposizioni di cui al presente paragrafo, notificheranno la loro decisione al direttore generale delle parti contraenti dell'accordo generale.  3. I paesi industrializzati parti del presente accordo forniranno, secondo modalità reciprocamente concordate, assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo, parti del suddetto accordo, che ne faranno richiesta. Su tale base, i paesi industrializzati, parti dell'accordo, definiranno programmi di assistenza tecnica che potranno comportare, tra l'altro, la formazione di personale, un'assistenza per l'istituzione di misure di attuazione, l'accesso alle fonti di informazione sulla metodologia in materia di determinazione del valore in dogana, nonché consigli sull'applicazione delle disposizioni del presente accordo.   PARTE IV DISPOSIZIONI FINALI  Accettazione e accessione Articolo 22 1. Il presente accordo sarà aperto all'accettazione, mediante firma o altro, dei governi che sono parti contraenti dell'accordo generale e della Comunità economica europea.  2. Il presente accordo sarà aperto all'accettazione, mediante firma o altro, dei governi che hanno acceduto a titolo provvisorio all'accordo generale, a determinate condizioni, relative all'applicazione effettiva dei diritti e obblighi risultanti dal presente accordo, che terranno conto dei diritti e obblighi enunciati nei loro strumenti di accessione provvisoria.  3. Il presente accordo sarà aperto all'accessione di qualsiasi altro governo, a determinate condizioni, relative all'applicazione effettiva dei diritti e obblighi risultanti dal presente accordo, da convenire tra detto governo e le parti, mediante deposito presso il direttore generale delle parti contraenti dell'accordo generale di uno strumento d'accessione che enuncia le condizioni così convenute.  4. Per quanto riguarda l'accettazione sarà applicabile l'articolo XXVI, paragrafo 5, lettere a) e b), dell'accordo generale.  Riserve Articolo 23 Non potranno essere formulate riserve per quanto riguarda talune disposizioni del presente accordo senza il consenso delle altre parti.  Entrata in vigore Articolo 24 Il presente accordo entrerà in vigore il 1º gennaio 1981 per i governi (1) che l'avranno accettato o che vi avranno acceduto a tale data. Per qualsiasi altro governo, l'accordo entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua accettazione o accessione.  Legislazione nazionale Articolo 25 1. Ogni governo che accetterà il presente accordo o che vi accederà assicurerà entro la data di entrata in vigore del detto accordo per quanto lo riguarda, la conformità delle sue leggi, regolamenti e procedure amministrative con le disposizioni di detto accordo.  (1)Si ritiene che il termine «governo» comprenda le autorità competenti della Comunità economica europea.   2. Ciascuna parte informerà il comitato di qualsiasi modifica apportata alle sue leggi e regolamenti in relazione alle disposizioni del presente accordo, nonché alla gestione di dette leggi e regolamenti.  Esame Articolo 26 Il comitato procederà ogni anno ad un esame dell'attuazione e della applicazione del presente accordo, tenendo conto dei suoi obiettivi. Il comitato informerà ogni anno le parti contraenti dell'accordo generale sui fatti verificatisi nel corso del periodo oggetto di detto esame.  Emendamenti Articolo 27 Le parti potranno modificare il presente accordo tenendo presente, in particolare, l'esperienza della sua attuazione. Quando un emendamento sarà stato approvato dalle parti conformemente alle procedure stabilite dal comitato, esso entrerà in vigore nei confronti di una parte soltanto dopo accettazione di quest'ultima.  Denuncia Articolo 28 Ciascuna parte potrà denunciare il presente accordo. La denuncia avrà effetto alla scadenza di un termine di sessanta giorni a decorrere dalla data in cui il direttore generale delle parti contraenti dell'accordo generale ne avrà ricevuto notifica per iscritto. Alla ricezione di detta notifica, ciascuna parte potrà chiedere la riunione immediata del comitato.  Segretariato Articolo 29 Il segretariato del GATT assicurerà le funzioni di segreteria del presente accordo, salvo ciò che riguarda le attribuzioni specificamente conferite al comitato tecnico, le cui funzioni di segreteria saranno svolte dal Consiglio di cooperazione doganale.  Deposito Articolo 30 Il presente accordo sarà depositato presso il direttore generale delle parti contraenti dell'accordo generale che, entro breve termine, consegnerà a ciascuna parte del presente accordo e a ciascuna parte contraente dell'accordo generale una copia certificata conforme dell'accordo e di qualsiasi emendamento che vi sarà stato apportato conformemente all'articolo 27, nonché una notifica di ciascuna accettazione o accessione conformemente all'articolo 22, o di ciascuna denuncia conformemente all'articolo 28.  Registrazione Articolo 31 Il presente accordo sarà registrato conformemente all'articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite.    Fatto a Ginevra, addì dodici aprile millenovecentosettantanove, in un unico esemplare, in lingua francese, inglese e spagnola, i tre testi facenti ugualmente fede.  ALLEGATO I NOTE INTERPRETATIVE   NOTA GENERALE Applicazione successiva dei metodi di valutazione    1. Gli articoli da 1 a 7 incluso definiscono il modo in cui il valore in dogana delle merci importate deve essere determinato a norma del presente accordo. I metodi di valutazione sono indicati nell'ordine in cui sono applicabili. Il metodo principale per la determinazione del valore in dogana è definito all'articolo 1, e le merci importate devono essere valutate conformemente a detto articolo ogni volta che sono soddisfatte le condizioni in esso previste.       2. Quando il valore in dogana non può essere determinato applicando l'articolo 1, occorre passare via via agli articoli seguenti fino all'articolo che per primo consenta di determinare il valore in dogana. Salvo restando l'articolo 4, unicamente quando il valore in dogana non può essere determinato applicando le disposizioni di un determinato articolo, è consentito ricorrere alle disposizioni dell'articolo che segue immediatamente nell'ordine di applicazione.       3. Se l'importatore non richiede di invertire l'ordine degli articoli 5 e 6, deve essere rispettato l'ordine normale di applicazione. Se detta richiesta viene formulata, ma risulta in seguito impossibile determinare il valore in dogana applicando l'articolo 6, il valore in dogana deve essere determinato applicando, se possibile, l'articolo 5.       4. Quando il valore in dogana non può essere determinato a norma di uno degli articoli da 1 a 6 incluso, esso deve essere determinato applicando l'articolo 7.       Applicazione dei principi di contabilità generalmente ammessi    1. Per «principi di contabilità generalmente ammessi» si intendono quelli che sono oggetto in un paese, e in un momento determinato, di un consenso riconosciuto o di una larga adesione di fonti che fanno testo e che determinano quali siano le risorse e gli obblighi economici da registrare all'attivo e al passivo, quali siano i cambiamenti che si verificano nell'attivo e nel passivo e che dovrebbero essere registrati, come dovrebbero essere valutati l'attivo e il passivo, nonché i cambiamenti intervenuti, quali siano le informazioni da divulgare, il loro modo di divulgazione e quali siano gli stati finanziari da stabilire. Tali norme possono consistere tanto in ampi principi direttivi di applicazione generale quanto in pratiche e procedure particolareggiate.       2. Ai fini del presente accordo, l'amministrazione doganale di ciascuna parte utilizzerà le informazioni raccolte in modo compatibile con i principi di contabilità generalmente ammessi nel paese considerato, visto l'articolo in questione. Ad esempio, gli utili e le spese generali correnti, ai sensi dell'articolo 5, sarebbero determinati in base ad informazioni raccolte in modo compatibile con i principi di contabilità generalmente ammessi nel paese di importazione. Invece, gli utili e le spese generali correnti, ai sensi dell'articolo 6, sarebbero determinati in base alle informazioni raccolte in modo compatibile con i principi di contabilità generalmente ammessi nel paese di produzione. Altro esempio : la determinazione di un elemento contemplato dall'articolo 8, paragrafo 1, lettera b) ii), compiuta nel paese di importazione, utilizzerebbe le informazioni in modo compatibile con i principi di contabilità generalmente ammessi nel paese in questione.        Nota relativa all'articolo 1  Prezzo effettivamente pagato o da pagare  Il prezzo effettivamente pagato o da pagare è il pagamento totale effettuato o da effettuare da parte del compratore al venditore, o a beneficio di quest'ultimo, per le merci importate. Il pagamento non deve necessariamente essere fatto in denaro. Esso potrà essere fatto anche mediante lettere di credito o strumenti negoziabili. Potrà inoltre essere effettuato direttamente o indirettamente. Un esempio di pagamento indiretto sarebbe costituito dal regolamento totale o parziale da parte del compratore di un debito del venditore.  Le attività avviate dal compratore per proprio conto, diverse da quelle per le quali è prevista una rettifica secondo l'articolo 8, non sono considerate un pagamento indiretto al venditore anche se si può ritenere che il venditore ne sia il beneficiario. Ne deriva che, per la determinazione del valore in dogana, il costo di queste attività non verrà aggiunto al prezzo effettivamente pagato o da pagare.  Il valore in dogana non comprenderà le spese o i costi qui di seguito indicati, purché essi siano distinti dal prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate:    a) spese relative a lavori di costruzione, di installazione, di montaggio, di manutenzione o di assistenza tecnica iniziati dopo l'importazione per quanto riguarda merci importate, come impianti, macchinari o materiali industriali;       b) costo del trasporto dopo l'importazione;       c) diritti e imposte del paese di importazione.         Per prezzo effettivamente pagato o da pagare si intende il prezzo delle merci importate. Non rientrano pertanto nel valore in dogana i trasferimenti di dividendi e gli altri pagamenti fatti dal compratore al venditore e che non si riferiscono alle merci importate.  Paragrafo 1 a) iii)  Tra le restrizioni che non renderebbero inaccettabile un prezzo effettivamente pagato o da pagare, figurano quelle che non incidono sostanzialmente sul valore delle merci. Ciò si verifica, ad esempio, allorché il venditore chiede ad un compratore di  automobili di non rivenderle né esporle prima di una determinata data che corrisponde al momento dell'immissione sul mercato dei modelli dell'anno.  Paragrafo 1 b)  Se la vendita o il prezzo sono soggetti a condizioni o a prestazioni il cui valore, nel caso delle merci da valutare, non può essere determinato, il valore di transazione non sarà accettabile ai fini doganali. Potrà trattarsi, ad esempio, delle situazioni seguenti:    a) il venditore fissa il prezzo delle merci importate subordinandolo alla condizione che il compratore acquisterà anche determinate quantità di altre merci;       b) il prezzo delle merci importate dipende dal o dai prezzi a cui il compratore delle merci importate vende altre merci al venditore di dette merci importate;       c) il prezzo è stabilito sulla base di un modo di pagamento senza alcun rapporto con le merci importate : ad esempio, quando le merci importate sono dei prodotti semifiniti che il venditore ha fornito a condizione di ricevere una determinata quantità di prodotti finiti.         Tuttavia, non comporteranno il rigetto del valore di transazione condizioni o prestazioni relative alla produzione o alla commercializzazione delle merci importate. Ad esempio, il fatto che il compratore fornisca lavori di ingegneria o piani eseguiti nel paese di importazione, non comporterà il rigetto del valore di transazione ai fini dell'articolo 1. Analogamente se il compratore intraprende per conto proprio, anche nel quadro di un accordo con il venditore, attività riguardanti la commercializzazione delle merci importate, il valore di queste attività non fa parte del valore in dogana e dette attività non comporteranno tuttavia il rigetto del valore di transazione.  Paragrafo 2    1. I paragrafi 2, lettera a), e 2 lettera b), dell'articolo 1 prevedono diversi mezzi per stabilire l'accettabilità di un valore di transazione.       2. Il paragrafo 2, lettera a), prevede che, nel caso in cui il compratore e il venditore sono legati, le circostanze proprie della vendita saranno esaminate e il valore di transazione sarà ammesso come valore in dogana purché detti legami non abbiano influito sul prezzo. Non si deve intendere con ciò che le circostanze della vendita dovrebbero essere esaminate ogni volta che il compratore e il venditore sono legati. Tale esame sarà richiesto soltanto nel caso in cui esistano dubbi sulla accettabilità del prezzo. Quando l'amministrazione doganale non nutre alcun dubbio sull'accettabilità del prezzo, questo dovrebbe essere accettato senza che l'importatore sia tenuto a fornire informazioni complementari. Ad esempio, l'amministrazione doganale può avere esaminato in precedenza la questione dei legami o essere già in possesso di informazioni particolareggiate concernenti il compratore e il venditore ed essere già convinta, in base a detto esame o dette informazioni, che i legami non hanno influito sul prezzo.       3. Quando l'amministrazione doganale non è in grado di accettare il valore di transazione senza complemento di indagine, essa dovrebbe dare all'importatore la possibilità di fornire tutte le altre informazioni particolareggiate che potrebbero essere necessarie per consentirle di esaminare le circostanze della vendita. A questo riguardo, l'amministrazione doganale dovrebbe essere disposta ad esaminare gli aspetti pertinenti della transazione, ivi compreso il modo in cui il compratore e il venditore organizzano i loro rapporti commerciali e il modo in cui il prezzo in questione è stato deciso, allo scopo di determinare se i legami hanno influito sul prezzo. Se fosse stato possibile provare che il compratore e il venditore, benché legati ai sensi dell'articolo 15, acquistano e vendono l'uno all'altro come se non fossero legati, risulterebbe dimostrato che i legami non hanno influito sul prezzo. Ad esempio, se il prezzo fosse stato deciso in modo compatibile con le pratiche normali di fissazione dei prezzi nel settore produttivo in questione, o nel modo in cui il venditore stabilisce i suoi prezzi per le vendite a compratori che non sono legati a lui, ciò dimostrerebbe che i legami non hanno influito sul prezzo. Analogamente, qualora venisse provato che il prezzo è sufficiente a coprire tutti i costi e ad assicurare un utile rappresentativo dell'utile globale realizzato dall'impresa su un periodo rappresentativo (ad esempio, su una base annua) per vendite di merci della stessa natura o della stessa specie, sarebbe così dimostrato che non si è influito sul prezzo.       4. Il paragrafo 2, lettera b), prevede che l'importatore avrà la possibilità di dimostrare che il valore di transazione è estremamente vicino ad un valore assunto come criterio in precedenza accettato dall'amministrazione doganale e che esso risulta pertanto accettabile secondo le disposizioni dell'articolo 1. Quando è soddisfatto uno dei criteri previsti dal paragrafo 2, lettera b), non è necessario esaminare la questione dell'influsso di cui al paragrafo 2, lettera a). Se l'amministrazione doganale è già in possesso di informazioni sufficienti a convincerla, senza svolgere ricerche più approfondite, che è soddisfatto uno dei criteri previsti al paragrafo 2, essa non avrà motivo di esigere dall'importatore che ne apporti la prova. Nel paragrafo 2, lettera b), coll'espressione «compratori non legati» si intendono compratori che non sono legati al venditore in nessun caso particolare.        Paragrafo 2 b)  Per determinare se un valore «sia estremamente vicino» ad un altro valore è necessario prendere in considerazione vari elementi. Si tratta, in particolare, della natura delle merci importate, della natura del settore produttivo considerato, della stagione nel corso della quale le merci sono importate, nonché di sapere se la differenza di valore è significativa dal punto vista commerciale. Poiché questi elementi possono variare da un caso all'altro, sarebbe impossibile applicare in tutti i casi una norma uniforme come, ad esempio, una percentuale fissa. Ad esempio, per determinare se il valore di transazione sia estremamente vicino ai valori assunti come «criteri» enunciati all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), una piccola differenza di valore potrebbe risultare inaccettabile in un caso riguardante un determinato tipo di merce, mentre una differenza rilevante potrebbe risultare accettabile in un caso concernente un altro tipo di merce.  Nota relativa all'articolo 2     1.  Nell'applicare l'articolo 2, l'amministrazione doganale si riferirà, ogni volta che sarà possibile, a una vendita di merci  identiche effettuata allo stesso livello commerciale e che si avvicini sensibilmente alla stessa quantità della vendita delle merci da valutare. In mancanza di tali vendite sarà possibile riferirsi a una vendita di merci identiche effettuata in una qualsiasi delle tre situazioni seguenti:    a) vendita allo stesso livello commerciale, ma riguardante una quantità differente;       b) vendita ad un livello commerciale differente ma che si avvicini sensibilmente a una stessa quantità ; oppure       c) vendita ad un livello commerciale differente e riguardante una quantità differente.           2.  Se una vendita è stata constatata in una qualsiasi delle tre situazioni succitate, saranno apportate rettifiche per tener conto, a seconda del caso,    a) unicamente del fattore quantità,   b) unicamente del fattore livello commerciale, oppure   c) sia del fattore livello commerciale, sia del fattore quantità.     3.  L'espressione «e/o» offre la facoltà di riferirsi alle vendite e di operare le rettifiche necessarie in una qualsiasi delle tre situazioni in precedenza descritte.    4.  Ai fini dell'articolo 2, per valore di transazione di merci importate identiche si intende un valore in dogana, rettificato conformemente ai paragrafi 1, lettera b), e 2 di detto articolo, che sia già stato accettato a norma dell'articolo 1.    5.  Una condizione per qualsiasi rettifica effettuata a causa di differenze di livello commerciale o di quantità è che tale rettifica, a prescindere dal fatto che porti ad un aumento o ad una diminuzione del valore, venga operata unicamente sulla base di elementi di prova esibiti, che stabiliscano chiaramente che essa è ragionevole ed esatta, ad esempio dei prezzi correnti in vigore, tra i quali figurano prezzi che si riferiscono a livelli differenti o a quantità differenti. Ad esempio, se le merci importate da valutare consistono in un invio di 10 unità, se le sole merci importate identiche per le quali esiste un valore di transazione sono state vendute in quantità pari a 500 unità e se si è riconosciuto che il venditore concede sconti di quantità, la necessaria rettifica potrà essere operata ricorrendo al prezzo corrente del venditore ed utilizzando il prezzo applicabile ad una vendita di 10 unità. Non è necessario per questo che una vendita di 10 unità abbia avuto luogo, allorquando sarà stato stabilito, a seguito di vendite relative a quantità differenti che il prezzo corrente è veritiero e effettivo. Tuttavia, in mancanza di un criterio obiettivo, la determinazione di un valore in dogana secondo l'articolo 2 non è adeguata.  Nota relativa all'articolo 3     1.  Nell'applicare l'articolo 3, l'amministrazione doganale si riferirà, ogni volta che sarà possibile, a una vendita di merci similari, effettuata allo stesso livello commerciale e riguardante sensibilmente la stessa quantità della vendita delle merci da valutare. In mancanza di tali vendite, sarà possibile riferirsi a una vendita di merci similari, effettuata in una qualsiasi delle tre situazioni seguenti:    a) vendita allo stesso livello commerciale, ma riguardante una quantità differente;       b) vendita ad un livello commerciale differente ma riguardante sensibilmente una stessa quantità ; oppure       c) vendita ad un livello commerciale differente e riguardante una quantità differente.           2.  Se una vendita è stata constatata in una qualsiasi delle tre situazioni succitate, saranno apportate rettifiche per tener conto, secondo il caso:    a) unicamente del fattore quantità;       b) unicamente del fattore livello commerciale ; oppure       c) nel contempo del fattore livello commerciale e del fattore quantità.           3.  L'espressione «e/o» offre la facoltà di riferirsi alle vendite e di operare le rettifiche necessarie in una qualsiasi delle tre situazioni in precedenza descritte.    4.  Ai fini dell'articolo 3, per valore di transazione di merci importate similari si intende un valore in dogana, rettificato conformemente ai paragrafi 1, lettera b) e 2 di detto articolo, che sia stato già accettato a norma dell'articolo 1.   5.  Una condizione per qualsiasi rettifica effettuata a causa di differenze di livello commerciale o di quantità è che tale rettifica, a prescindere dal fatto che porti ad un aumento o ad una diminuzione del valore, venga operata unicamente in base ad elementi di prova esibiti, che stabiliscano chiaramente che essa è ragionevole ed esatta, ad esempio dei prezzi correnti in vigore nei quali figurano prezzi che si riferiscono a livelli differenti o a quantità differenti. Ad esempio, se le merci importate da valutare consistono in un invio di 10 unità, se le sole merci importate similari per le quali esiste un valore di transazione sono state vendute in quantità pari a 500 unità e se si è riconosciuto che il venditore concede sconti di quantità, la necessaria rettifica potrà essere operata ricorrendo al prezzo corrente del venditore ed utilizzando il prezzo applicabile ad una vendita di 10 unità. Non è necessario per questo che una vendita di 10 unità abbia avuto luogo, allorquando sarà stato stabilito, a seguito di vendite riguardanti quantità differenti, che il prezzo corrente è veritiero e effettivo. Tuttavia, in mancanza di un criterio obiettivo, la determinazione del valore in dogana secondo l'articolo 3 non è adeguata.  Nota relativa all'articolo 5    1. Con l'espressione «prezzo unitario corrispondente alle vendite... nel quantitativo complessivo maggiore» s'intende il prezzo al quale è venduto il maggior numero di unità in occasione di vendite a persone che non sono legate alle persone da cui acquistano le merci in questione, al primo livello commerciale successivo all'importazione al quale si effettuano le vendite.       2. Ad esempio : talune merci sono vendute sulla base di un prezzo corrente che comporta prezzi unitari favorevoli per gli acquisti in quantità relativamente grandi.   >PIC FILE= "T0000332">   Il numero più elevato di unità vendute ad un determinato prezzo è 80 ; di conseguenza, il prezzo unitario corrispondente alle vendite nel quantitativo maggiore è 90.    3.  Altro esempio : due vendite hanno luogo. Nella prima, 500 unità sono vendute al prezzo di 95 unità monetarie ciascuna. Nella seconda, 400 unità sono vendute al prezzo di 90 unità monetarie ciascuna. In questo esempio il numero più elevato di unità vendute ad un prezzo determinato è 500 ; di conseguenza, il prezzo unitario corrispondente alla vendita nel quantitativo complessivo maggiore è 95.   4.  Terzo esempio : nella seguente situazione diverse quantità sono vendute a prezzi differenti. >PIC FILE= "T0000333">   In questo esempio il numero più elevato di unità vendute a un prezzo determinato è 65 ; di conseguenza, il prezzo unitario corrispondente alle vendite nel quantitativo complessivo maggiore è 90.    5. Una vendita effettuata nel paese d'importazione, alle condizioni di cui al paragrafo 1 precedente, a una persona che fornisce, direttamente o indirettamente e senza spese o a costo ridotto, per essere utilizzato nella produzione e nella vendita per l'esportazione delle merci importate, uno qualsiasi degli elementi specificati all'articolo 8, paragrafo 1, lettera b), non dovrebbe essere presa in considerazione per stabilire il prezzo unitario ai fini dell'articolo 5.    6. Occorre notare che gli «utili e le spese generali» contemplati all'articolo 5, paragrafo 1, dovrebbero essere considerati come un'unica entità. La cifra considerata per tale detrazione dovrebbe essere determinata in base alle informazioni fornite dall'importatore o a suo nome, a meno che le cifre dell'importatore non siano incompatibili con quelle che corrispondono normalmente alle vendite di merci importate della stessa natura o della stessa specie nel paese d'importazione. Quando le cifre dell'importatore sono incompatibili con queste ultime cifre, l'importo da considerare per gli utili e le spese generali può basarsi su informazioni pertinenti, diverse da quelle fornite dall'importatore o a suo nome.    7.  Le «spese generali» comprendono i costi diretti e indiretti della commercializzazione delle merci in questione.    8. Le imposte locali da pagare a seguito della vendita delle merci e che non consentono detrazioni a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a) iv), dovranno essere detratte conformemente all'articolo 5, paragrafo 1, lettera a) i).    9. Per determinare le commissioni o gli utili e le spese generali consuete conformemente all'articolo 5, paragrafo 1, si dovrà decidere, caso per caso, tenendo conto delle circostanze, se talune merci sono «della stessa natura o della stessa specie» di altre merci. Si dovrebbe procedere ad un esame delle vendite, nel paese di importazione, del gruppo o gamma più limitato di merci importate della stessa natura o della stessa specie comprendente le merci da valutare, sulle quali possono essere fornite le necessarie informazioni. Ai fini dell'articolo 5, le «merci della stessa natura o della stessa specie» comprendono le merci importate dallo stesso paese delle merci da valutare, nonché le merci importate provenienti da altri paesi.  10. Ai fini dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera b), la «data più vicina» sarà la data alla quale le merci importate o merci identiche o similari importate sono vendute in quantità sufficiente a individuare il prezzo unitario.    11. Quando si fa ricorso al metodo dell'articolo 5, paragrafo 2, le detrazioni operate per tener conto del valore aggiunto dovuto alla lavorazione o alla successiva trasformazione, si baseranno su dati oggettivi e quantificabili relativi al costo di tale lavoro. I calcoli si effettueranno in base a formule, prescrizioni e metodi di calcolo ammessi nel settore di produzione, nonché ad altre pratiche del settore.     12. È riconosciuto che il metodo di valutazione previsto dall'articolo 5, paragrafo 2, non sarebbe normalmente applicabile qualora, in seguito a una lavorazione o ad una trasformazione successiva, le merci importate abbiano perso la loro identità. Tuttavia, vi possono essere casi in cui, benché le merci importate abbiano perso la loro identità, il valore aggiunto per effetto della lavorazione o della trasformazione può essere determinato con precisione e senza eccessiva difficoltà. Invece, possono verificarsi casi nei quali le merci importate conservano la loro identità, ma costituiscono un elemento talmente minore delle merci vendute nel paese d'importazione che il ricorso a questo metodo di valutazione non sarebbe giustificato. Tenuto conto delle considerazioni che precedono, le situazioni di questo tipo devono essere esaminate caso per caso.  Nota relativa all'articolo 6    1. Di norma, il valore in dogana è determinato, a norma del presente accordo, in base ad informazioni immediatamente disponibili nel paese d'importazione. Tuttavia, al fine di determinare un valore calcolato, potrà essere necessario esaminare i costi di produzione delle merci da valutare nonché altre informazioni che dovranno essere ottenute al di fuori del paese di importazione. Inoltre, nella maggior parte dei casi, il produttore delle merci non sarà assoggettato alla giurisdizione delle autorità del paese di importazione. L'utilizzazione del metodo del valore calcolato sarà, in generale, limitata ai casi in cui il compratore ed il venditore sono legati e nei quali il produttore è disposto a comunicare alle autorità del paese di importazione i dati necessari relativi alla determinazione dei costi nonché ad accordare facilitazioni per ogni ulteriore verifica che potrebbe risultare necessaria.       2. Il «costo o il valore» di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), è da determinare in base ad informazioni relative alla produzione delle merci da valutare che saranno fornite dal produttore o a suo nome. Tale costo si baserà sulla contabilità commerciale del produttore, a condizione che detta contabilità sia compatibile con i principi di contabilità generalmente ammessi e che sono applicati nel paese di produzione delle merci.       3. Il «costo o il valore» comprenderà il costo degli elementi precisati all'articolo 8, paragrafo 1, lettere a) ii) e a) iii). Esso comprenderà inoltre il valore, attribuito nelle proporzioni adeguate conformemente alla nota relativa all'articolo 8, di ogni elemento specificato al paragrafo 1, lettera b), di detto articolo, che sarà stato fornito direttamente o indirettamente dal compratore per essere utilizzato nella produzione delle merci importate. Il valore dei lavori specificati all'articolo 8, paragrafo 1, lettera b) iv), che sono eseguiti nel paese di importazione, verrà incluso unicamente nella misura in cui detti lavori sono a carico del produttore. Dovrà essere inteso che il costo o il valore di ciascuno degli elementi considerati nel presente paragrafo non dovrà essere contabilizzato due volte nella determinazione del valore calcolato.       4. L'«importo per gli utili e le spese generali» di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), dovrà essere determinato in base alle informazioni fornite dal produttore o a suo nome, a meno che le cifre che egli comunica siano incompatibili con quelle che corrispondono normalmente alle vendite di merci della stessa natura o della stessa specie delle merci da valutare, effettuate da produttori del paese d'esportazione per l'esportazione a destinazione del paese di importazione.       5. Occorre notare a questo proposito che «l'importo per gli utili e le spese generali» deve considerarsi come un'unica entità. Ne deriva che, se in un caso particolare, l'utile del produttore è esiguo e le sue spese generali elevate, il suo utile e le sue spese generali considerati nel loro insieme possono essere comunque compatibili con quelli che corrispondono normalmente alle vendite di merci della stessa natura o della stessa specie. Un esempio di ciò si avrebbe nel caso in cui venisse lanciato un prodotto nel paese d'importazione e il produttore si accontentasse di un utile nullo o esiguo, per bilanciare le elevate spese generali relative al lancio del prodotto. Quando il produttore può dimostrare che, a causa di circostanze commerciali particolari, egli può trarre un utile esiguo dalle sue vendite delle merci importate, le cifre relative ai suoi utili effettivi dovrebbero essere prese in considerazione, purché egli le giustifichi con motivi validi di carattere commerciale e che la sua politica in materia di prezzi rifletta le politiche di prezzo abituali nel settore di produzione in questione. Ciò potrebbe avvenire nel caso, ad esempio, in cui taluni produttori siano stati costretti a ridurre temporaneamente i loro prezzi a causa di una diminuzione imprevista della domanda, o nel caso in cui essi vendano merci per completare una gamma di merci prodotte nel paese d'importazione accontentandosi di un utile esiguo per salvaguardare la loro competitività. Quando le cifre relative agli utili e alle spese generali fornite dal produttore non sono compatibili con quelle che corrispondono normalmente alle vendite di merci della stessa natura e della stessa specie delle merci da valutare, effettuate dal produttore del paese d'esportazione per l'esportazione a destinazione del paese d'importazione, l'importo degli utili e delle spese generali potrà basarsi su informazioni pertinenti diverse da quelle fornite dal produttore delle merci o a suo nome.       6. Quando informazioni diverse da quelle fornite dal produttore o a suo nome saranno state utilizzate per determinare un valore calcolato, le autorità del paese d'importazione informeranno l'importatore, qualora questi ne faccia richiesta, della fonte di dette informazioni, nonché dei dati utilizzati e dei calcoli effettuati sulla base di questi stessi dati, fatte salve le disposizioni dell'articolo 10.       7. Le «spese generali» di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), comprendono i costi diretti e indiretti relativi alla produzione ed alla commercializzazione delle merci per l'esportazione e che non sono inclusi a norma della lettera a) di detto paragrafo.       8. Per determinare se talune merci sono «della stessa natura o della stessa specie» di altre merci, si dovrà procedere caso per caso tenendo conto delle circostanze. Per determinare gli utili e le spese generali abituali conformemente all'articolo 6, si dovrebbe procedere ad un esame delle vendite per l'esportazione, a destinazione del paese d'importazione, del gruppo o della gamma di merci più limitato comprendente le merci da valutare, per le quali possono essere fornite le necessarie informazioni. Ai fini dell'articolo 6, le «merci della stessa natura o della stessa specie» debbono provenire dallo stesso paese delle merci da valutare.        Nota relativa all'articolo 7    1. I valori in dogana determinati a norma dell'articolo 7 dovrebbero, nella maggior misura possibile, basarsi su valori in dogana in precedenza determinati.       2. I metodi di valutazione da utilizzare a norma dell'articolo 7 dovrebbero essere quelli definiti dagli articoli da 1 a 6 incluso, pur tenendo presente che una ragionevole elasticità  nell'applicazione di tali metodi risulterebbe conforme agli obiettivi ed alle disposizioni dell'articolo 7. PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 279A0412(09).13. Alcuni esempi illustreranno cosa bisogna intendere per ragionevole elasticità:      a) Merci identiche : la prescrizione in base alla quale le merci identiche dovrebbero essere esportate allo stesso momento, o pressappoco allo stesso momento, delle merci da valutare potrebbe essere interpretata con elasticità ; merci importate identiche, prodotte in un paese diverso dal paese di esportazione delle merci da valutare, potrebbero fornire la base per la valutazione in dogana ; si potrebbero utilizzare i valori in dogana di merci importate identiche, già determinati a norma degli articoli 5 o 6.           b) Merci similari : la prescrizione in base alla quale le merci similari dovrebbero essere esportate allo stesso momento, o pressappoco allo stesso momento, delle merci da valutare potrebbe essere interpretata con elasticità ; merci importate similari, prodotte in un paese diverso da quello di esportazione delle merci da valutare, potrebbero fornire la base per la valutazione in dogana ; si potrebbero utilizzare valori in dogana di merci importate similari già determinati a norma degli articoli 5 o 6.           c) Metodo deduttivo : la prescrizione in base alla quale le merci dovranno essere state vendute «nello stato in cui sono importate», menzionata nell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), potrebbe essere interpretata con elasticità ; il termine di «novanta giorni» potrebbe essere applicato con elasticità.                   Nota relativa all'articolo 8  Paragrafo 1 a) i)  Per «commissioni d'acquisto» si intendono le somme versate da un importatore al suo agente per il servizio da questi fornito nel rappresentarlo all'estero per l'acquisto delle merci da valutare.  Paragrafo 1 b) ii)    1. Due considerazioni intervengono nell'attribuzione degli elementi precisati all'articolo 8, paragrafo 1, lettera b) ii), alle merci importate, e cioè il valore dell'elemento stesso e il modo in cui tale valore deve essere attribuito alle merci importate. L'attribuzione di detti elementi dovrebbe concretizzarsi in modo ragionevole, appropriato alle circostanze e conforme ai principi di contabilità generalmente ammessi.       2. Per quanto riguarda il valore dell'elemento, se l'importatore acquista detto elemento da un venditore a cui non è legato, ad un costo determinato, detto costo rappresenta il valore dell'elemento. Se l'elemento è stato prodotto dall'importatore o da una persona con la quale esso è legato, il suo valore sarebbe dato dal costo della sua produzione. Se l'elemento è stato utilizzato in precedenza dall'importatore, a prescindere dal fatto che questi l'abbia o no acquistato o prodotto, il costo iniziale di acquisto o di produzione dovrebbe essere ridotto per tener conto di detta utilizzazione, al fine di determinare il valore dell'elemento.       3. L'elemento, una volta determinato il suo valore, deve essere attribuito alle merci importate. Esistono varie possibilità a tal fine. Ad esempio, il valore potrebbe essere interamente attribuito al primo invio se l'importatore desidera pagare i dazi in un'unica volta sul valore totale. Altro esempio : l'importatore può chiedere che il valore sia attribuito al numero di unità prodotte fino al momento del primo invio. Altro esempio ancora : egli può chiedere che il valore sia attribuito alla totalità della produzione prevista se esistono già precisi contratti o impegni per questa stessa produzione.  Il metodo di attribuzione utilizzato dipenderà dalla documentazione fornita dall'importatore.    4.  A titolo illustrativo, si può considerare il caso di un importatore che fornisca al produttore uno stampo da utilizzare per la produzione delle merci da importare e che concluda con lo stesso un contratto di acquisto di 10 000 unità. Al momento dell'arrivo del primo invio, di 1 000 unità, il produttore ha già fabbricato 4 000 unità. L'importatore può chiedere all'amministrazione doganale di attribuire il valore dello stampo a 1 000, 4 000 o 10 000 unità.     Paragrafo 1 b) iv)    1. I valori da aggiungere per gli elementi specificati all'articolo 8, paragrafo 1, lettera b) iv), dovrebbero basarsi su dati oggettivi e quantificabili. Al fine di ridurre al minimo, per l'importatore e per l'amministrazione doganale, il lavoro connesso con la determinazione dei valori da aggiungere, sarebbe opportuno utilizzare, nella misura del possibile, i dati immediatamente disponibili nel sistema di scritture commerciali del compratore.       2. Per gli elementi forniti dal compratore e da questi acquistati o noleggiati, il valore da aggiungere sarebbe il costo dell'acquisto o del nolo. Gli elementi che sono di dominio pubblico non daranno luogo a nessuna altra aggiunta salvo quella relativa al costo delle copie.       3. I valori da aggiungere potranno essere calcolati con maggiore o minore facilità a seconda della struttura delle procedure di gestione e dei metodi contabili dell'impresa considerata.       4. Ad esempio, può verificarsi che una impresa, la quale importa diversi prodotti provenienti da più paesi, tenga la contabilità del suo centro di progettazione situato fuori dal paese d'importazione in modo da far risultare con esattezza i costi attribuibili a un determinato prodotto. In siffatto caso, una rettifica diretta potrà essere operata, in misura appropriata, a norma dell'articolo 8.       5. D'altra parte, si può avere il caso di una impresa che trasferisca i costi del suo centro di progettazione, situato fuori dal paese d'importazione, nelle sue spese generali senza attribuirle a prodotti determinati. In siffatti casi sarebbe possibile operare, a norma dell'articolo 8, un'adeguata rettifica per quanto riguarda le merci importate, attribuendo il totale dei costi del centro di progettazione all'intera produzione che beneficia dei servizi del centro stesso e aggiungendo i costi così attribuiti al prezzo delle merci importate in funzione del numero di unità.       6. Le variazioni delle circostanze succitate richiederanno naturalmente la valutazione di fattori diversi per la determinazione del metodo appropriato di attribuzione.       7. Nei casi in cui la produzione dell'elemento in questione richieda l'intervento di un certo numero di paesi e sia  scaglionata lungo un determinato lasso di tempo, la rettifica dovrebbe essere limitata al valore effettivamente aggiunto a tale elemento al di fuori del paese d'importazione.        Paragrafo 1 c)    1. I corrispettivi e i diritti di licenza di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera c), possono comprendere tra l'altro i pagamenti effettuati per brevetti, marchi di fabbrica o di commercio e diritti di riproduzione. Tuttavia, in occasione della determinazione del valore in dogana, le spese relative al diritto di riproduzione delle merci importate nel paese d'importazione non saranno aggiunte al prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate.       2. I pagamenti effettuati dal compratore in contropartita del diritto di distribuzione o di rivendita delle merci importate non saranno aggiunti al prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate se questi pagamenti non costituiscono una condizione della vendita per l'esportazione, a destinazione del paese d'importazione, delle merci importate.        Paragrafo 3  In mancanza di dati oggettivi e quantificabili sugli elementi da aggiungere conformemente alle disposizioni dell'articolo 8, il valore di transazione non può essere determinato applicando le disposizioni dell'articolo 1. Potrebbe verificarsi, ad esempio, il caso seguente : un corrispettivo viene versato sulla base del prezzo di vendita nel paese d'importazione di un litro di un determinato prodotto, in precedenza importato al kg e trasformato in soluzione dopo l'importazione. Se il corrispettivo si basa, in parte, sulle merci importate e in parte su altri elementi che con tali merci non hanno alcun rapporto (ad esempio, quando le merci importate sono mescolate con ingredienti di origine nazionale e non possono più essere identificate separatamente, oppure nel caso in cui l'imposta non possa essere distinta da speciali accordi finanziari conclusi tra il compratore e il venditore), sarebbe inappropriato cercare di aggiungere un elemento corrispondente a detto corrispettivo. Tuttavia, se l'importo del corrispettivo si basa unicamente sulle merci importate e può essere facilmente quantificato, si può aggiungere un elemento al prezzo effettivamente pagato o da pagare.  Nota relativa all'articolo 9  Ai fini dell'articolo 9, il «momento dell'importazione» può essere quello della dichiarazione in dogana.  Nota relativa all'articolo 11  1. L'articolo 11 conferisce all'importatore un diritto di appello avverso una determinazione del valore fatta dall'amministrazione doganale a proposito delle merci da valutare. Si potrà in primo luogo ricorrere ad un'autorità superiore dell'amministrazione doganale, ma l'importatore avrà il diritto in ultima istanza, di interporre appello dinanzi agli organi giudiziari.       2. «Non comportante alcuna penalità» significa che l'importatore non sarà passibile o minacciato di ammenda, per la sola ragione di aver deciso di esercitare il proprio diritto di appello. Le normali spese giudiziarie e gli onorari degli avvocati non saranno considerati un'ammenda.       3. Tuttavia, nessuna delle disposizioni dell'articolo 11 impedirà ad una parte di esigere che i dazi doganali stabiliti siano integralmente pagati prima dell'interposizione dell'appello.        Nota relativa all'articolo 15  Paragrafo 4  Ai fini di questo articolo, il termine «persone» si applica eventualmente alle persone giuridiche.  Paragrafo 4 e)  Ai fini del presente accordo, si riterrà che una persona controlla un'altra allorché la prima è in grado di esercitare, di diritto o di fatto, un potere di costrizione o di orientamento sulla seconda.    ALLEGATO II COMITATO TECNICO DELLA VALUTAZIONE IN DOGANA    1. Conformemente all'articolo 18 del presente accordo, il comitato tecnico sarà istituito sotto gli auspici del Consiglio di cooperazione doganale allo scopo di assicurare, a livello tecnico, l'uniformità di interpretazione e di applicazione del presente accordo.       2. Le attribuzioni del comitato tecnico saranno le seguenti:      a) esaminare i problemi tecnici specifici che si presenteranno nella gestione quotidiana dei sistemi di valutazione in dogana delle parti del presente accordo ed esprimere pareri consultivi in merito alle soluzioni appropriate, sulla base dei fatti presentati;           b) studiare, su richiesta, le leggi, procedure e pratiche in materia di valutazione nella misura in cui attengano al presente accordo nonché elaborare rapporti sui risultati di detti studi;           c) elaborare e distribuire rapporti annuali sugli aspetti tecnici dell'applicazione e dello statuto del presente accordo;           d) fornire su qualsiasi questione riguardante la valutazione in dogana delle merci importate, le informazioni e i pareri che potrebbero essere richiesti da qualsiasi parte del presente accordo o dal comitato. Queste informazioni e pareri potranno assumere la forma di pareri consultivi, di commenti o di note esplicative;           e) agevolare, su richiesta, la concessione di un'assistenza tecnica a favore delle parti del presente accordo allo scopo di promuovere l'accettazione dello stesso sul piano internazionale; e           f) esercitare altri eventuali attribuzioni che potrebbe conferirgli il comitato.            Considerazioni di carattere generale  3. Il comitato tecnico si impegnerà a concludere entro un termine ragionevolmente breve i suoi lavori su talune questioni specifiche, in particolare su quelle che gli saranno state sottoposte dalle parti o dal comitato.       4. Nello svolgimento della sua attività, il comitato tecnico sarà opportunamente assistito dal segretariato del Consiglio di cooperazione doganale.  Rappresentanza       5. Ciascuna delle parti avrà il diritto di essere rappresentata al comitato tecnico. Ciascuna parte potrà designare un delegato e uno o più supplenti per rappresentarla al comitato tecnico. Ogni parte così rappresentata al comitato tecnico è qui di seguito denominata membro del comitato tecnico. I rappresentanti dei membri del comitato tecnico potranno avvalersi dell'opera di consulenti. Il segretariato del GATT potrà anch'esso assistere alle riunioni del comitato in qualità di osservatore.       6. I membri del Consiglio di cooperazione doganale, che non sono parti, potranno farsi rappresentare alle riunioni del comitato tecnico da un delegato e uno o più supplenti. Detti rappresentanti assisteranno come osservatori alle riunioni del comitato tecnico.       7. Con riserva dell'accettazione del presidente del comitato tecnico il segretario generale del Consiglio di cooperazione doganale (qui di seguito denominato il «segretario generale») potrà invitare rappresentanti di governi che non sono né parti né membri del Consiglio di cooperazione doganale, nonché rappresentanti di organizzazioni governative e professionali internazionali, ad assistere in qualità di osservatori alle riunioni del comitato tecnico.       8. Le designazioni dei delegati, dei supplenti e dei consulenti chiamati a partecipare alle riunioni del comitato tecnico, saranno trasmesse al segretario generale.  Riunioni del comitato tecnico       9. Il comitato tecnico si riunirà quando sarà necessario e comunque almeno due volte l'anno. La data di ciascuna riunione sarà fissata dal comitato tecnico nella sua sessione precedente. La data della riunione potrà essere modificata sia su richiesta di un membro del comitato tecnico confermata dalla maggioranza semplice dei membri di questo comitato sia, per i casi urgenti, su richiesta del presidente.       10. Le riunioni del comitato tecnico si svolgeranno presso la sede del Consiglio di cooperazione doganale, salvo decisione contraria.       11. Fatta eccezione per i casi urgenti, il segretario generale informerà almeno 30 giorni prima della data di apertura di ciascuna sessione tutti i membri del comitato, nonché i partecipanti di cui ai paragrafi 6 e 7.  Ordine del giorno       12. Il segretario generale redigerà un ordine del giorno provvisorio per ciascuna sessione e lo comunicherà ai membri del comitato tecnico ed ai partecipanti di cui ai paragrafi 6 e 7, almeno 30 giorni prima dell'apertura della sessione, fatta eccezione per i casi urgenti. Detto ordine del giorno comprenderà tutti i punti la cui iscrizione sarà stata approvata dal comitato tecnico nella sua sessione precedente, tutti i punti iscritti dal presidente stesso su propria iniziativa nonché tutti i punti la cui iscrizione sarà stata richiesta dal segretario generale, dal comitato, o da qualsiasi membro del comitato tecnico.        13. Il comitato tecnico adotterà il proprio ordine del giorno in apertura di ciascuna sessione. Nel corso della stessa, l'ordine del giorno potrà essere modificato in qualsiasi momento dal comitato tecnico.  Composizione dell'ufficio di presidenza e regolamento interno       14. Il comitato tecnico eleggerà tra i delegati dei suoi membri un presidente e uno o più vicepresidenti. Il mandato del presidente e dei vicepresidenti sarà di un anno. Il presidente e i vicepresidenti uscenti saranno rieleggibili. Un presidente, o un vicepresidente, che non sarà più rappresentante di un membro del comitato tecnico perderà automaticamente il proprio mandato.       15. In caso di assenza del presidente ad una seduta, o ad una parte della stessa, un vicepresidente assumerà la presidenza con gli stessi poteri e gli stessi doveri del presidente.       16. Il presidente della seduta parteciperà ai dibattiti del comitato tecnico in qualità di presidente e non in qualità di rappresentante di un membro del comitato tecnico.       17. Oltre a esercitare i poteri attribuitigli da altre disposizioni del presente regolamento, il presidente dichiarerà l'apertura e la chiusura di ciascuna seduta, dirigerà i dibattiti, darà la parola, e, conformemente al presente regolamento, disciplinerà i lavori. Il presidente potrà inoltre richiamare all'ordine un oratore qualora le osservazioni di quest'ultimo non siano pertinenti.       18. Ciascuna delegazione potrà presentare una mozione d'ordine nel corso del dibattito su qualsiasi questione. In questo caso, il presidente deciderà immediatamente. Se la sua decisione è contestata il presidente la metterà ai voti. Se non è respinta, la decisione verrà mantenuta tale e quale.       19. Il segretario generale, o i membri del segretariato da esso designati, svolgeranno le funzioni di segreteria nelle riunioni del comitato tecnico.  Quorum e scrutini       20. Il quorum sarà costituito dai rappresentanti della maggioranza semplice dei membri del comitato tecnico.       21. Ciascun membro del comitato tecnico disporrà di un voto. Ogni decisione del comitato tecnico sarà adottata almeno con la maggioranza dei due terzi dei membri presenti. Prescindendo dai risultati della votazione su una determinata questione, il comitato tecnico avrà la facoltà di presentare un rapporto completo al comitato ed al Consiglio di cooperazione doganale, indicando i diversi punti di vista espressi nei relativi dibattiti.  Lingue e documenti       22. Le lingue ufficiali del comitato tecnico saranno il francese, l'inglese e lo spagnolo. Gli interventi o le dichiarazioni pronunciati in una di queste tre lingue saranno immediatamente tradotti nelle altre lingue ufficiali, a meno che tutte le delegazioni abbiano deciso di rinunciare alla loro traduzione. Gli interventi o le dichiarazioni pronunciati in un'altra lingua saranno tradotti in francese, in inglese e in spagnolo alle stesse condizioni, ma eventualmente, la delegazione interessata ne fornirà la traduzione in francese, in inglese o in spagnolo. Il francese, l'inglese e lo spagnolo saranno le uniche lingue utilizzate nei documenti ufficiali del comitato tecnico. Le memorie e la corrispondenza sottoposte all'esame del comitato tecnico dovranno essere presentate in una delle lingue ufficiali.       23. Il comitato tecnico redigerà un rapporto su ciascuna delle sessioni e, se il presidente lo riterrà necessario, anche processi verbali o resoconti analitici delle sue riunioni. Il presidente o la persona da questi designata presenterà un rapporto sui lavori del comitato tecnico a ciascuna sessione del comitato e a ciascuna sessione del Consiglio di cooperazione doganale.           ALLEGATO III GRUPPI SPECIALI (PANELS)    1. I gruppi speciali eventualmente istituiti dal comitato a norma del presente accordo avranno le attribuzioni seguenti:      a) esaminare la questione rinviata loro dal comitato;           b) effettuare consultazioni con le parti in controversia e fornire loro tutte le possibilità di elaborare una soluzione reciprocamente soddisfacente ; e           c) esporre i fatti controversi nella misura in cui si riferiscano all'applicazione delle disposizioni del presente accordo e formulare apposite constatazioni destinate ad aiutare il comitato a rivolgere raccomandazioni o a decidere sulla questione.                  2. Per facilitare la costituzione di gruppi speciali, il presidente del comitato disporrà di un elenco indicativo ufficioso di funzionari statali informati nel settore della valutazione in dogana e in possesso di una certa esperienza in materia di relazioni commerciali e di sviluppo economico. Potranno far parte di detto elenco anche persone che non siano funzionari statali. In proposito, ciascuna delle parti sarà invitata ad indicare al presidente del comitato all'inizio di ogni anno, il nome di uno o due esperti governativi che essa sarebbe pronta a mettere a disposizione per tale compito. Quando sarà istituito un gruppo speciale, il presidente, previa consultazione delle parti interessate, entro sette giorni a decorrere dalla data di istituzione, proporrà la composizione del gruppo speciale, che sarà di 3 o 5 membri, preferibilmente funzionari statali. Le parti direttamente interessate esprimeranno entro sette giorni lavorativi il loro parere sulle designazioni dei membri di un gruppo speciale fatte dal presidente ; esse non si opporranno a tali designazioni salvo per ragioni cogenti.  Nessun cittadino dei paesi il cui governo è parte in una controversia potrà essere membro del gruppo speciale chiamato ad esaminare la controversia stessa. I membri dei gruppi speciali ne faranno parte a titolo personale e non in qualità di rappresentanti del loro governo o di una organizzazione. I governi e le organizzazioni, pertanto, non daranno istruzioni per quanto riguarda le questioni sottoposte all'esame del gruppo speciale.       3. Ogni gruppo speciale definirà da sé le procedure di lavoro. Tutte le parti che abbiano un interesse sostanziale ad una questione e che avranno dato notifica al comitato, avranno la possibilità di farsi ascoltare. Ogni gruppo speciale potrà consultare tutte le fonti da esso ritenute appropriate, informarsi presso le stesse e richiedere pareri tecnici. Prima di rivolgersi ad una fonte che rientri nella giurisdizione di una parte per chiedere informazioni o pareri tecnici, il gruppo ne informerà il governo di detta parte. Ciascuna delle parti del presente accordo risponderà entro breve termine e in maniera esauriente ad ogni richiesta di informazioni presentata da un gruppo speciale che riterrà dette informazioni necessarie ed appropriate. Le informazioni riservate comunicate a un gruppo speciale non saranno divulgate senza l'espressa autorizzazione della persona o del governo che le avrà fornite. Nel caso in cui dette informazioni saranno chieste a un gruppo speciale, senza che ne sia autorizzata la loro divulgazione, sarà trasmessa una sintesi non riservata, con l'autorizzazione della persona del governo che le avrà fornite.       4. Se le parti in controversia non giungono ad una soluzione soddisfacente, il gruppo speciale presenterà le sue constatazioni per iscritto. Il gruppo speciale dovrebbe normalmente esporre nel suo rapporto le motivazioni delle proprie constatazioni. Se interviene una composizione tra le parti, il gruppo speciale nel suo rapporto potrà limitarsi ad esporre succintamente il contenuto della questione e a dichiarare che è stata raggiunta una soluzione.       5. I gruppi speciali si baseranno su ogni rapporto del comitato tecnico presentato a norma dell'articolo 20, paragrafo 4, del presente accordo, per procedere all'esame dei problemi che comportano questioni di natura tecnica.       6. Il tempo necessario ai gruppi speciali varierà a seconda dei casi. I gruppi dovrebbero cercare di sottoporre senza indebito ritardo le loro constatazioni al comitato, eventualmente accompagnate dalle loro raccomandazioni, in un termine che sarebbe normalmente di tre mesi a decorrere dal giorno in cui il gruppo speciale è stato istituito.       7. Per incentivare l'elaborazione tra le parti in controversia di soluzioni reciprocamente soddisfacenti e raccogliere le loro osservazioni, ciascun gruppo speciale dovrebbe innanzi tutto sottoporre alle parti interessate la parte descrittiva del proprio rapporto e in seguito sottoporre alle parti in controversia le proprie conclusioni, o una sintesi delle stesse, con un lasso di tempo ragionevole prima della loro comunicazione alle parti del presente accordo.