CELEX: 51983PC0292
Language: it
Date: 1983-07-08
Title: PROPOSTA MODIFICATA DI DIRETTIVA SULL' INFORMAZIONE E LA CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI

12. 8. 83                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                           N. C 217/3
                                                              II
                                                      (Atti preparatori)
                                             COMMISSIONE
                 Proposta modificata di direttiva sull'informazione e la consultazione dei lavoratori (')
               (Presentata dalla Commissione al Consiglio, in virtù dell'articolo 149, secondo comma, del
                                              trattato CEE, il 13 luglio 1983)
                     PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                              Invariato.
visto il trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l'articolo 100,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando che il Consiglio ha adottato il 21 gen-
naio 1974 la risoluzione relativa ad un programma di
azione sociale (2),
considerando che, in un mercato comune le cui eco-
nomie nazionali si compenetrano strettamente, è es-
senziale, per lo sviluppo armonioso delle attività eco-
nomiche, che le imprese siano soggette agli stessi ob-
blighi nei confronti dei lavoratori della Comunità in-
teressati dalle loro decisioni, siano essi occupati nello
Stato membro alla cui legislazione è soggetta l'im-
presa o in un altro Stato membro;
considerando che i sistemi d'informazione e di con-
sultazione dei lavoratori previsti dalla legislazione e
dalla prassi degli Stati membri spesso non coincidono
con le strutture complesse dell'entità da cui emanano
le decisioni che interessano i lavoratori; che ciò può
dar luogo ad un diverso trattamento dei lavoratori in-
teressati dalle decisioni di una stessa impresa; che tali
differenze possono derivare, in particolare, dalla limi-
tazione territoriale di detti sistemi d'informazione e di
 consultazione;
(l) GU n. C 297 del 15. 11. 1980, pag. 3.
 (*) GU n. C 13 del 12. 2. 1974, pag. 1.
 ---pagebreak--- N. C 217/4                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   12.8.83
                      PROPOSTA INIZIALE                                               PROPOSTA MODIFICATA
considerando che queste differenze di trattamento
hanno un'incidenza diretta sul funzionamento del
mercato comune e che è pertanto necessario porvi ri-
medio operando un ravvicinamento delle legislazioni
nel progresso, secondo quanto stabilito dall'articolo
117 del trattato;
considerando che la presente direttiva rientra nell'am-
bito delle direttive e delle proposte di direttive in ma-
teria di diritto delle società e di diritto del lavoro,
                                                                  considerando che la direttiva 75/129/CEE del Consi-
                                                                  glio, del 17 febbraio 1975, concernente il ravvicina-
                                                                  mento delle legislazioni degli Stati membri in materia
                                                                  di licenziamenti collettivi (') e la direttiva 77/187/
                                                                  CEE del Consiglio, del 14 febbraio 1977, concernente
                                                                  il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
                                                                  relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in
                                                                  caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di
                                                                  parti di stabilimenti (2) dispongono di una procedura
                                                                  obbligatoria di informazione e di consultazione dei
                                                                  rappresentanti dei lavoratori interessati dalle opera-
                                                                  zioni di cui sopra; che la direttiva 8 3 / . . . ./CEE del
                                                                  Consiglio, del . . . , sulla struttura delle società per
                                                                  azioni nonché i poteri e gli obblighi dei loro organi
                                                                  sociali dispone una partecipazione dei lavoratori nel
                                                                  contesto di tale struttura;
                                                                  considerando che le informazioni e consultazioni dei
                                                                  rappresentanti dei lavoratori così previste non concer-
                                                                  nono tutte le situazioni tali da influire sugli interessi
                                                                  dei lavoratori e che, segnatamente, non concernono
                                                                  in maniera specifica le decisioni che non sono prese
                                                                  autonomamente a livello dell'impresa che occupa i la-
                                                                 voratori di cui è filiale l'impresa che occupa i lavora-
                                                                  tori stessi;
                                                                  considerando che è opportuno definire le nozioni di
                                                                  «impresa madre» e «filiale» secondo gli stessi criteri
                                                                  presi in considerazioni nella direttiva 8 3 / . . . ./CEE
                                                                  del Consiglio sui conti consolidati; che uno Stato
                                                                  membro alla cui legislazione è soggetta un'impresa
                                                                  madre deve pertanto garantire che essa ottemperi agli
                                                                  obblighi che le incombono, in virtù della presente di-
                                                                  rettiva, nei confronti di tutte le sue filiali nella Comu-
                                                                  nità e che, di conseguenza, uno Stato membro alla
                                                                  cui legislazione è soggetta un'impresa che deve essere
                                                                  considerata una filiale deve garantire che quest'ultima
                                                                  ottemperi a tutti gli obblighi che le incombono in
                                                                  virtù della presente direttiva;
                                                                  considerando che occorre prevedere apposite disposi-
                                                                  zioni per garantire l'informazione e la consultazione
                                                                  dei lavoratori delle imprese all'interno della Comunità
                                                                  che sono filiali di un'impresa madre all'esterno della
                                                                  Comunità;
                                                                   (*) GU n. L 48 del 22. 2. 1975, pag. 29.
                                                                   (2) GU n. L 61 del 5. 3. 1977, pag. 26.
 ---pagebreak--- 12.8.83                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N . C 217/5
        PROPOSTA INIZIALE                                              PROPOSTA MODIFICATA
                                                  considerando che è necessario garantire che i lavora-
                                                  tori di una filiale situata nella Comunità siano infor-
                                                  mati delle operazioni e delle prospettive dell'impresa
                                                  madre e dell'insieme delle sue filiali per poterne valu-
                                                  tare l'eventuale incidenza sui loro interessi; che al-
                                                  l'uopo è opportuno prevedere che vengano comuni-
                                                  cate ai rappresentanti dei lavoratori informazioni di
                                                  carattere generale, analoghe a quelle previste nella di-
                                                  rettiva 8 3 / . . ./CEE, ma modulate in funzione degli
                                                  interessi dei lavoratori, nonché informazioni che trat-
                                                  tino più particolareggiatamente delle attività e pro-
                                                  spettive atte a influire sugli interessi dei lavoratori;
                                                  considerando che è necessario garantire che i rappre-
                                                  sentanti dei lavoratori siano informati e invitati a dare
                                                  il loro parere in tempo utile, prima che venga presa
                                                  una decisione che possa avere ripercussioni sostanziali
                                                  sui loro interessi e che siano avviate consultazioni con
                                                  i medesimi per tentare di pervenire ad un accordo
                                                  sulle misure previste nei loro confronti nella decisione
                                                  progettata;
                                                  considerando che la direzione di ogni filiale deve es-
                                                  sere posta in grado di comunicare ai rappresentanti
                                                  dei lavoratori tutte le informazioni richieste e che
                                                  deve avere i poteri necessari per procedere in buona
                                                  fede alle consultazioni previste con i rappresentanti
                                                  dei lavoratori;
                                                  considerando che occorre disciplinare in maniera
                                                  equivalente le informazioni e consultazioni dei rap-
                                                  presentanti dei lavoratori occupati nella Comunità in
                                                  stabilimenti geograficamente distinti dal centro deci-
                                                  sionale dell'impresa di cui fanno parte;
                                                  considerando che gli Stati membri dovranno preve-
                                                  dere adeguate sanzioni in caso di violazione dell'ob-
                                                  bligo di informazione e di consultazione previsto
                                                  dalla presente direttiva;
                                                  considerando che è opportuno garantire che si ottem-
                                                  peri all'obbligo per quanto possibile nello schema isti-
                                                  tuzionale rappresentativo dei lavoratori esistente in
                                                  virtù delle disposizioni e prassi degli Stati membri;
                                                   considerando che è necessario esentare dall'obbligo
                                                   d'informazione previsto dalla presente direttiva talune
                                                   informazioni di carattere segreto e garantire che i la-
                                                  voratori ed i loro rappresentanti mantengano la ne-
                                                   cessaria discrezione in merito ad informazioni comu-
                                                   nicate loro in via confidenziale; che è necessario ga-
                                                   rantire peraltro che spetti ad un tribunale o ad altro
                                                   organo nazionale dirimere le controversie concernenti
                                                   il carattere segreto o riservato di una data informa-
                                                   zione,
 ---pagebreak--- N . C 217/6                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  12.8.83
                      PROPOSTA INIZIALE                                                PROPOSTA MODIFICATA
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:                                HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                         SEZIONE I                                                          SEZIONE I
              Campo di applicazione e definizioni                                Definizioni e campo d'applicazione
                         Articolo 1                               Soppresso e fuso con l'ex articolo 4 nel nuovo arti-
                                                                  colo 2.
La presente direttiva contempla:
— nella sezione II, le procedure d'informazione e
     consultazione dei lavoratori occupati in uno Stato
     membro della Comunità da un'impresa il cui cen-
     tro decisionale è situato in un altro Stato membro
     o in un paese terzo;
— nella sezione III, le procedure d'informazione e
     consultazione dei lavoratori applicabili qualora
     un'impresa abbia, in un solo Stato membro, più
     stabilimenti, ovvero una o più filiali, e il suo cen-
     tro decisionale sia situato nello stesso Stato mem-
     bro.
                         Articolo 2                                                          Articolo 1
Ai sensi della presente direttiva s'intendono per:                Ai fini della presente direttiva si intende per:
a) rappresentanti dei lavoratori:                                 a) società madre e filiale:
    i rappresentanti dei lavoratori di cui all'articolo 2,           — una società madre all'interno della Comunità è
    lettera e), della direttiva 77/187/CEE del Consi-                     un'impresa di cui un'altra impresa è una filiale
    glio, del 14 febbraio 1977, concernente il ravvici-                   secondo la legislazione applicabile alla società
    namento delle legislazioni degli Stati membri rela-                   madre e secondo gli stessi criteri di cui all'arti-
    tive al mantenimento dei diritti dei lavoratori in                    colo 1 della direttiva 8 3 / . . . ./CEE,
    caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o              — una società madre all'esterno della Comunità è
    di parti di stabilimenti (*) ;                                        una società madre di cui un'altra impresa è una
b) direzione:                                                             filiale secondo la legislazione applicabile a que-
                                                                          st'ultima e secondo gli stessi criteri di cui all'ar-
    il dirigente o i dirigenti di un'impresa, secondo la                  ticolo 1 della direttiva 8 3 / . . ./CEE;
    legislazione dello Stato cui l'impresa stessa è sog-
    getta;                                                        b) stabilimento: un'unità, in particolare un laborato-
                                                                     rio, una succursale, un'agenzia, una fabbrica, un
e) centro decisionale:                                               ufficio, geograficamente separata ma non giuridi-
    il luogo in cui la direzione di un'impresa esercita              camente indipendente dall'impresa di cui fa parte;
    effettivamente le sue funzioni :
                                                                  e) centro decisionale: il luogo in cui ha sede l'ammini-
                                                                     strazione centrale di un'impresa;
                                                                  d) direzione: la persona o le persone responsabili
                                                                     della direzione di un'impresa in base alla legisla-
                                                                     zione nazionale alla quale essa è soggetta;
                                                                  e) organismi rappresentativi dei lavoratori: gli organi-
                                                                     smi rappresentativi dei lavoratori previsti dalla le-
                                                                     gislazione o dalla prassi vigente negli Stati mem-
                                                                     bri, ad eccezione dei membri degli organismi am-
                                                                     ministrativi, direzionali o di controllo delle società
                                                                     che in alcuni Stati membri fanno parte di tali orga-
                                                                     nismi come rappresentanti dei lavoratori.
(') GU n. L 61 del 5. 3. 1977.
 ---pagebreak---  12.8.83                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                               N . C 217/7
                     PROPOSTA INIZIALE                                             PROPOSTA MODIFICATA
                        Articolo 3
 1.    Ai sensi della presente direttiva, un'impresa è          Soppresso.
considerata impresa dominante di tutte le imprese da
essa controllate, dette imprese filiali.
2.     Si considerano imprese filiali le imprese in cui
l'impresa dominante, in via diretta o indiretta,
 a) dispone della maggioranza dei voti corrispondenti
    alle quote emesse dall'impresa;
    ovvero
b) può designare almeno la metà dei membri del con-
    siglio di amministrazione, di direzione o di vigi-
    lanza dell'impresa, sempreché tali membri dispon-
    gano della maggioranza dei voti.
                       SEZIONE II
Informazione e consultazione nelle imprese a carattere trans-
                          nazionale
                        Articolo 4                                                      Articolo 2
La direzione di un'impresa dominante il cui centro             1.     La presente direttiva concerne le procedure d'in-
decisionale è situato in uno Stato membro della Co-            formazione e consultazione dei lavoratori:
munità e che abbia una o più imprese filiali ubicate in        — in ogni filiale insediata nella Comunità, quando
almeno un altro Stato membro è tenuta ad informare,                 almeno 1 000 lavoratori in totale siano occupati
per il tramite delle direzione delle imprese filiali, i             nella Comunità presso la società madre e le filiali;
rappresentanti dei lavoratori di tutte le imprese filiali
che occupano almeno 100 dipendenti nella Comunità              — in ogni impresa che abbia nella Comunità uno o
conformemente all'articolo 5 e a consultarli, confor-               più stabilimenti quando almeno 1 000 lavoratori in
memente all'articolo 6.                                             totale siano occupati nella Comunità presso l'im-
                                                                    presa nel suo complesso.
                                                               2.     Quando il centro decisionale di un'impresa e in-
                        Articolo 8                             sediato in un paese terzo, la direzione rappresentata
                                                               nella Comunità da un agente, può essere responsabile
Se la direzione dell'impresa dominante il cui centro           dell'adempimento degli obblighi di informazione e di
decisionale è situato fuori della Comunità e che con-          consultazione, prescritti dalla presente direttiva. In as-
trolla una o più imprese filiali della Comunità non ga-        senza di tale agente, gli obblighi di cui agli articoli 3
rantisce la presenza nella Comunità di almeno un re-           e 4 incomberanno alla direzione di ogni filiale interes-
sponsabile in grado di adempiere agli obblighi d'in-           sata insediata nella Comunità.
formazione e di consultazione prescritti dalla presente
direttiva, la direzione dell'impresa filiale che occupa
nella Comunità il maggior numero di lavoratori è re-
sponsabile dell'assolvimento degli obblighi che incom-
bono alla direzione dell'impresa dominante in virtù
della presente direttiva.
                                                                                      SEZIONE II
                                                                       Procedure d'informazione e consultazione
                        Articolo 5                                                     Articolo 3
1.    La direzione di un'impresa dominante deve tra-           1.     Almeno una volta all'anno, ad una data prestabi-
smettere, almeno semestralmente, alla direzione delle          lita, la direzione della società madre deve trasmettere
sue imprese filiali nella Comunità informazioni perti-         alla direzione di ciascuna delle sue filiali nella Comu-
nenti che diano un quadro preciso delle attività svolte        nità, informazioni generali ma esplicite, da cui risulti
dall'impresa dominante e dalle sue imprese filiali.            un quadro preciso delle attività svolte dalla società
 ---pagebreak--- N . C 217/8                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 12.8.83
                      PROPOSTA INIZIALE                                              PROPOSTA MODIFICATA
                                                                madre e dalle filiali nel loro complesso al fine di co-
                                                                municare tali informazioni ai rappresentanti dei lavo-
                                                                ratori, come previsto al paragrafo 4. Allo stesso
                                                                scopo, la direzione della società madre deve trasmet-
                                                                tere alla direzione di ogni filiale interessata informa-
                                                                zioni specifiche concernenti un settore di produzione
                                                                o una zona geografica nel quale o nella quale essa
                                                                esercita le sue attività.
2.      Le informazioni devono riguardare in partico-           2.       Le informazioni devono riguardare in partico-
lare:                                                           lare:
a) la struttura e il personale;                                 a) la struttura;
b) la situazione economica e finanziaria;                       b) la situazione economica e finanziaria;
e) la situazione e l'evoluzione probabile degli affari,         e) il probabile andamento degli affari, della produ-
     della produzione e delle vendite;                                zione e delle vendite;
d) la situazione e l'evoluzione probabile dell'occupa-          d) la situazione e le prospettive dell'occupazione;
     zione;
e) i programmi di produzione e d'investimento;                  e) indicazioni sulle prospettive di produzione e di in-
f) i progetti di razionalizzazione;                                   vestimento.
g) i metodi di fabbricazione e di lavoro, in partico-
     lare l'introduzione di nuovi metodi di lavoro;
h) tutte le procedure e tutti i progetti che possano
     avere ripercussioni sostanziali sugli interessi dei la-
     voratori.
3.      La direzione di ogni impresa filiale è tenuta a         3.       Ogni qualvolta le informazioni di cui al para-
comunicare immediatamente queste informazioni ai                grafo 2 sono aggiornate dopo la data stabilita per la
rappresentanti dei lavoratori occupati nell'impresa fi-         comunicazione di cui al paragrafo 1 e, secondo la le-
liale stessa.                                                   gislazione applicabile, sono comunicate agli azionisti
                                                                o creditori, la direzione della società madre deve tra-
                                                                smetterle anche alla direzione delle sue filiali al fine
                                                                di comunicarle ai rappresentanti dei lavoratori.
 4.     Se la direzione delle imprese filiali non è in           4.      La direzione di ogni filiale è tenuta a comuni-
 grado di comunicare ai rappresentanti dei lavoratori           care immediatamente ai rappresentanti dei lavoratori
 le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2, la direzione         le informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 ad eccezione
 dell'impresa dominante deve comunicare queste infor-            delle informazioni segrete quali sono definite all'arti-
 mazioni ai rappresentanti dei lavoratori che ne                 colo 7, paragrafo 1. I rappresentanti dei lavoratori
 avranno fatto richiesta.                                        possono chiedere alla direzione spiegazioni orali sulle
                                                                 informazioni comunicate. La direzione è tenuta a for-
                                                                 nire tali spiegazioni specificando tuttavia, se del caso,
                                                                 quali informazioni abbiano carattere riservato ai sensi
                                                                 dell'articolo 7, paragrafo 2.
  5.     Gli Stati membri prevedono adeguate sanzioni            5.      Se la direzione della filiale non ottempera all'o-
 in caso di violazione dell'obbligo stabilito dal presente       bligo di comunicare ai rappresentanti dei lavoratori le
 articolo.                                                       informazioni richieste entro trenta giorni dalla data
                                                                 prestabilita, di cui al paragrafo 1, o dopo la data di
                                                                 comunicazione in caso di informazione aggiornata di
                                                                 cui al paragrafo 3, i rappresentanti dei lavoratori della
                                                                  filiale possono rivolgersi per iscritto alla direzione
                                                                  della società madre, la quale è tenuta a comunicare
 ---pagebreak--- 12.8.83                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. C 217/9
                     PROPOSTA INIZIALE                                             PROPOSTA MODIFICATA
                                                               immediatamente alla direzione della filiale le informa-
                                                               zioni richieste.
                                                               6.      Le disposizioni del presente articolo si applicano
                                                               anche quando la società madre è al tempo stesso una
                                                               filiale di un'altra società madre, nella misura in cui
                                                               quest'ultima non ottemperi agli obblighi risultanti dal-
                                                               l'applicazione del presente articolo.
                                                               7.      Gli Stati membri prevedono sanzioni adeguate
                                                               in caso di mancato adempimento degli obblighi stabi-
                                                               liti dal presente articolo.
                        Articolo 6                                                      Articolo 4
1.     La direzione di un'impresa dominante che in-            1.      La direzione di una società madre che intenda
tenda adottare una decisione riguardante la totalità o         prendere una decisione riguardante la totalità o una
una parte importante dell'impresa dominante o di una           parte importante della società madre o di una filiale
impresa filiale che può avere ripercussioni sostanziali        insediata nella Comunità, decisione che può avere se-
sugli interessi dei lavoratori è tenuta a trasmettere alla     rie conseguenze per gli interessi dei lavoratori delle
direzione di ciascuna delle sue imprese filiali nella          sue filiali nella Comunità, è tenuta a trasmettere alla
Comunità, al più tardi 40 giorni prima dell'adozione           direzione di ogni filiale interessata informazioni pre-
della decisione stessa, informazioni precise riguar-           cise, in tempo utile prima che la decisione sia presa, al
danti in particolare;                                          fine di comunicarle ai rappresentanti dei lavoratori,
                                                               secondo quanto previsto al paragrafo 3. Tali informa-
                                                               zioni devono vertere in particolare su :
— i motivi della prevista decisione,                           — i motivi della decisione che intende prendere,
— le conseguenze giuridiche, economiche e sociali              — le conseguenze giuridiche, economiche e sociali
    della decisione per i lavoratori interessati,                   della decisione stessa per i lavoratori interessati,
— le misure previste nei confronti dei lavoratori.             — le misure previste nei confronti di questi lavora-
                                                                     tori.
2.     Le decisioni di cui al paragrafo 1 concernono in        2.      Le decisioni che possono overe conseguenze
particolare :                                                  gravi possono essere in particolare quelle riguardanti:
a) la chiusura o il trasferimento di uno stabilimento o        a) la chiusura o il trasferimento di uno stabilimento o
    di reparti importanti di uno stabilimento,                      di reparti importanti di uno stabilimento,
b) limitazioni, ampliamenti o modifiche di rilievo del-        b) importanti limitazioni o modifiche di attività;
    l'attività,
e) rilevanti modifiche organizzative,                          e) importanti modifiche dell'organizzazione, dei me-
                                                                    todi di lavoro o dei processi di produzione, com-
                                                                    prese le modifiche derivanti dall'introduzione di
                                                                    nuove tecnologie,
d) l'avvio di una cooperazione durevole con altre im-          d) l'instaurazione o la cessazione di una coopera-
    prese o la cessazione di tale cooperazione.                     zione a lungo termine con altre imprese,
                                                               e) misure che potrebbero influire sulla salute dei la-
                                                                    voratori o sulla sicurezza nel luogo di lavoro.
 3.    La direzione di ogni impresa filiale è tenuta a         3.      La direzione di ogni filiale interessata è tenuta a
 comunicare immediatamente queste informazioni ai              comunicare immediatamente e per iscritto ai rappre-
 rappresentanti dei lavoratori ed a richiederne il parere      sentanti dei lavoratori le informazioni di cui al para-
 entro un termine che non può essere inferiore a               grafo 1, ad eccezione delle informazioni segrete di
 30 giorni.                                                    cui all'articolo 7, paragrafo 1, a chiedere il loro pa-
                                                               rere entro un termine di almeno trenta giorni a de-
                                                               correre dalla data in cui sono state comunicate le in-
 ---pagebreak--- N . C 217/10                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                12.8.83
                     PROPOSTA INIZIALE                                             PROPOSTA MODIFICATA
                                                                formazioni e ad avviare con essi delle consultazioni
                                                                per tentare di raggiungere un accordo sulle misure
                                                                previste nei confronti dei lavoratori. Si applica per
                                                                quanto di ragione l'articolo 3, paragrafo 4, secondo
                                                                comma.
4.      Se i rappresentanti dei lavoratori ritengono che         4.     In caso di inadempimento degli obblighi di cui
la decisione prevista possa avere ripercussioni dirette          al paragrafo 3, gli Stati membri riconoscono ai rap-
sulla loro situazione occupazionale o sulle loro condi-         presentanti dei lavoratori il diritto di adire un tribu-
zioni di lavoro, la direzione dell'impresa filiale è te-         nale o un'altra autorità nazionale competente per
nuta a consultarli per pervenire ad un accordo sulle            chiedere che siano presi entro un termine massimo di
misure previste nei loro confronti.                             trenta giorni provvedimenti intesi a costringere la di-
                                                                rezione della filiale ad assolvere detti obblighi.
5.      Se la direzione delle imprese filiali non comu-         5.     La decisione prevista di cui al paragrafo 1 non
nica ai rappresentanti dei lavoratori le informazioni di        può essere eseguita prima che sia stato comunicato il
cui al paragrafo 3 ovvero non effettua le consul-               parere dei rappresentanti dei lavoratori o, in man-
tazioni di cui al paragrafo 4, questi ultimi saranno            canza di un parere, prima dello scadere del termine
autorizzati ad avviare consultazioni, per il tramite di         accordato conformemente al paragrafo 3.
delegati incaricati, con la direzione dell'impresa
dominante per ottenere tali informazioni e pervenire
eventualmente ad un accordo sulle misure previste
nei confronti dei lavoratori interessati.
6.      Gli Stati membri prevedono adeguate sanzioni            6.     Quando delle informazioni concernenti una de-
in caso di violazione degli obblighi stabiliti dal pre-         cisione ai sensi del paragrafo 1 non sono comunicate
sente articolo. In particolare, essi concedono il diritto       in quanto vengono qualificate come informazioni se-
ai rappresentanti dei lavoratori interessati dalla deci-        grete ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, la direzione
sione di chiedere, ai tribunali o alle altre autorità na-       della filiale è nondimeno tenuta, almeno trenta giorni
zionali competenti in materia, l'adozione di provvedi-          prima dell'esecuzione di qualsiasi decisione avente
menti cautelativi dei loro interessi.                           un'incidenza diretta sulle condizioni di occupazione e
                                                                di lavoro, ad avviare consultazioni con i rappresen-
                                                                tanti dei lavoratori, al fine di giungere ad un accordo
                                                                sulle misure previste nei confronti dei lavoratori.
                                                                7.     Le disposizioni del presente articolo si applicano
                                                                altresì quando una società madre è al tempo stesso
                                                                una filiale di un'altra società madre, nella misura in
                                                                cui quest'ultima non ottemperi agli obblighi derivanti
                                                                dall'applicazione del presente articolo.
                                                                8.     Gli Stati membri prevedono le sanzioni adeguate
                                                                da infliggere in caso di inadempimento degli obblighi
                                                                imposti dal presente articolo.
                         Articolo 7                                                      Articolo 5
 1.     Quando in uno Stato membro un organo di rap-             1.    Quando in uno Stato membro esiste un orga-
presentanza dei lavoratori esiste ad un livello supe-           nismo rappresentativo dei lavoratori ad un livello
riore rispetto a quello dell'impresa filiale, le informa-       superiore a quello della filiale, le informazioni di
zioni di cui all'articolo 5 sono fornite a tale organo          cui all'articolo 3, concernenti i lavoratori di tutte le
per quanto riguarda i lavoratori di tutte le imprese            filiali così rappresentate, devono essere date a tale
filiali così rappresentate.                                     organismo.
2.      Le consultazioni previste dall'articolo 6 avven-        2.     Le consultazioni di cui all'articolo 4 avvengono
gono alle stesse condizioni con l'organo di rappresen-          alle stesse condizioni con l'organismo rappresentativo
tanza dei lavoratori di cui al paragrafo 1.                     dei lavoratori di cui al paragrafo 1, se i rappresentanti
                                                                dei lavoratori, la cui situazione occupazionale o le cui
 ---pagebreak--- 12.8.83                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                N . C 217/11
                       PROPOSTA INIZIALE                                             PROPOSTA MODIFICATA
                                                                 condizioni di lavoro sono direttamente interessate
                                                                 dalla decisione, acconsentono a demandare ad un
                                                                 livello superiore il loro diritto di essere consultati.
3.      Mediante accordi tra la direzione dell'impresa           3.     Mediante accordi tra la direzione dell'impresa
dominante ed i rappresentanti dei lavoratori, può es-            interessata ed i rappresentanti dei lavoratori può es-
sere costituito un organo di rappresentanza di tutti i           sere costituito un organismo rappresentativo di tutti i
lavoratori dell'impresa dominante e delle sue imprese            lavoratori della società madre e delle filiali insediate
filiali nella Comunità.                                          nella Comunità. Qualora venga costituito un siffatto
Qualora venga costituito un siffatto organo, si appli-           organismo, si applicano i paragrafi 1 e 2.
cano i paragrafi 1 e 2.
                                                                 4.    Gli Stati membri possono limitare gli obblighi di
                                                                 cui agli articoli 3 e 4 alle filiali che in materia di nu-
                                                                 mero di lavoratori soddisfano alle condizioni previste
                                                                 per l'elezione o la designazione di un organo colle-
                                                                 giale di rappresentanza dei lavoratori.
                                                                 5.    Gli Stati membri possono stabilire che le proce-
                                                                 dure d'informazione e di consultazione di cui all'arti-
                                                                 colo 3, paragrafi 4 e 5 e all'articolo 4, paragrafi da 3
                                                                 a 6, siano attuate direttamente con i lavoratori, fatta
                                                                 salva l'applicazione delle altre disposizioni della pre-
                                                                 sente direttiva.
                          Articolo 9                                                      Articolo 6
1.      La direzione di un'impresa che abbia il proprio          1.    Le disposizioni di cui agli articoli 3, 4 e 5 s'ap-
centro decisionale in uno Stato membro della Comu-               plicano quanto di ragione alle procedure d'informa-
nità e uno o più stabilimenti in almeno un altro Stato           zione e di consultazione dei rappresentanti dei lavora-
membro è tenuto ad informare, per il tramite della               tori nelle imprese di cui al secondo trattino dell'arti-
direzione degli stabilimenti, i rappresentanti dei lavo-         colo 2, paragrafo 1.
ratori di tutti gli stabilimenti che occupano almeno
100 lavoratori nella Comunità conformemente all'ar-
ticolo 5, e a consultarli conformemente all'articolo 6.
2.      La direzione di un'impresa che abbia il proprio
centro decisionale in un paese terzo ed almeno uno
stabilimento in uno Stato membro della Comunità è
soggetta agli obblighi di cui al paragrafo 1.
3.      Ai fini dell'applicazione del presente articolo, i       2.     Ai fini dell'applicazione del presente articolo i
termini «impresa» e «stabilimento» sostituiscono                 termini «società madre» e «filiale» sono sostituiti ri-
rispettivamente negli articoli da 4 a 8, i termini               spettivamente con i termini «impresa» e «stabili-
«impresa dominante» e impresa «filiale».                         mento».
                         SEZIONE III
Informazione e consultazione dei lavoratori delle im-
prese a struttura complessa il cui centro decisionale è
       situato nello stesso paese in cui sono occupati
                          Articolo 10                                                Articoli da 10 a 14
La direzione di un'impresa dominante che abbia il                Soppressi e fusi con gli articoli 2, paragrafo 1, e con
proprio centro decisionale in uno Stato membro della             gli articoli da 3 a 6.
 ---pagebreak--- N . C 217/12                            Gazzetta, ufficiale delle Comunità europee                 12.8.83
                     PROPOSTA INIZIALE                                         PROPOSTA MODIFICATA
Comunità e una o più imprese filiali nello stesso Stato
membro è tenuta a informare, per il tramite della di-
rezione delle imprese filiali, i rappresentanti dei lavo-
ratori di tutte le imprese filiali che occupano almeno
100 dipendenti in tale Stato, in conformità dell'arti-
colo 11, e a consultarli, in conformità dell'articolo 12.
                        Articolo 11
1. Almeno ogni sei mesi, la direzione di un'impresa
dominante deve trasmettere alla direzione delle pro-
prie imprese filiali nella Comunità informazioni perti-
nenti che diano un quadro preciso delle attività svolte
dall'impresa dominante e dalle sue imprese filiali.
2.     Le informazioni devono riguardare in partico-
lare:
a) la struttura e il personale,
b) la situazione economica e finanziaria,
e) la situazione e la probabile evoluzione degli affari,
    della produzione e delle vendite,
d) la situazione e l'evoluzione probabile dell'occupa-
    zione,
e) i programmi di produzione e d'investimento,
f) i progetti di razionalizzazione,
g) i metodi di fabbricazione e di lavoro, in partico-
    lare l'introduzione di nuovi metodi di lavoro,
h) tutte le procedure e tutti i progetti che possano
    avere ripercussioni sostanziali sugli interessi dei la-
    voratori.
3.    La direzione di ogni impresa filiale è tenuta a
comunicare immediatamente queste informazioni ai
rappresentanti dei lavoratori dell'impresa filiale stessa.
4.    Se la direzione delle imprese filiali non è in
grado di comunicare ai rappresentanti dei lavoratori
le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2, la direzione
dell'impresa dominante deve comunicare tali informa-
zioni ai rappresentanti dei lavoratori che ne avranno
fatto richiesta.
5.    Gli Stati membri prevedono adeguate sanzioni
in caso di violazione dell'obbligo stabilito dal presente
articolo.
                        Articolo 12
 1.    La direzione di un'impresa dominante, che in-
tenda adottare una decisione, riguardante la totalità o
una parte importante dell'impresa dominante o di una
impresa filiale, che può avere ripercussioni sostanziali
sugli interessi dei lavoratori, è tenuta a trasmettere
alla direzione di ciascuna delle sue imprese filiali, al
 ---pagebreak--- 12.8.83                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                     N . C 217/13
                     PROPOSTA INIZIALE                                        PROPOSTA MODIFICATA
più tardi 40 giorni prima dell'adozione della deci-
sione, informazioni precise riguardanti, in particolare:
— i motivi della prevista decisione;
— le conseguenze giuridiche, economiche e sociali
    che tale decisione può avere per i lavoratori inte-
     ressati;
— le misure previste nei confronti dei lavoratori.
2.     Le decisioni di cui al paragrafo 1 concernono in
particolare:
a) la chiusura o il trasferimento di uno stabilimento o
    di reparti importanti di uno stabilimento;
b) limitazioni, ampliamenti o modifiche di rilievo
    dell'attività;
e) rilevanti modifiche organizzative;
d) l'avvio di una cooperazione durevole con altre im-
    prese o la cessazione di tale cooperazione.
3.     La direzione di ciascuna impresa filiale è tenuta
a comunicare immediatamente tali informazioni ai
rappresentanti dei lavoratori e a richiederne il parere
entro un termine che non può essere inferiore a 30
giorni.
4.     Se i rappresentanti dei lavoratori ritengono che
la decisione prevista possa avere ripercussioni dirette
sulla loro situazione occupazionale o sulle loro condi-
zioni di lavoro, la direzione dell'impresa filiale è te-
nuta a consultarli per pervenire ad un accordo sulle
misure previste nei loro confronti.
5.     Se la direzione delle imprese filiali non comu-
nica ai rappresentanti dei lavoratori le informazioni di
cui al paragrafo 3 o non procede alle consultazioni di
cui al paragrafo 4, questi ultimi saranno autorizzati
ad avviare consultazioni, per il tramite di delegati
all'uopo designati, con la direzione dell'impresa
dominante per ottenere tali informazioni e pervenire
eventualmente ad un accordo sulle misure previste
nei confronti dei lavoratori interessati.
6.     Gli Stati membri prevedono adeguate sanzioni
in caso di violazione degli obblighi stabiliti dal pre-
sente articolo. In particolare, essi concedono ai rap-
presentanti dei lavoratori interessati dalla decisione
il diritto di chiedere ai tribunali o alle altre autorità
nazionali competenti di adottare provvedimenti caute-
lativi dei loro interessi.
                        Articolo 13
 1.    Se in uno Stato membro esiste un organo di rap-
presentanza dei lavoratori ad un livello superiore
 ---pagebreak--- N . C 217/14                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 12.8.83
                      PROPOSTA INIZIALE                                           PROPOSTA MODIFICATA
a quello dell'impresa filiale, le informazioni di cui
all'articolo 11 sono comunicate a tale organo per
quanto riguarda i lavoratori di tutte le imprese filiali
da esso rappresentate.
2.     Le consultazioni previste all'articolo 12 hanno
luogo nelle stesse condizioni, con l'organo di rappre-
sentanza dei lavoratori di cui al paragrafo 1.
3.     Se la legislazione nazionale non contempla l'esi-
stenza di un organo di rappresentanza di tutti i lavo-
ratori dell'impresa dominante e delle sue imprese fi-
liali, questo può essere costituito mediante accordi tra
la direzione dell'impresa dominante e i rappresentanti
dei lavoratori. In tal caso si applicano i paragrafi 1
e 2.
                         Articolo 14
 1.    In conformità dell'articolo 11, la direzione di
un'impresa avente il centro decisionale in uno Stato
membro della Comunità e uno o più stabilimenti nello
stesso Stato membro, è tenuta ad informare, per il
tramite della direzione degli stabilimenti medesimi, i
rappresentanti dei lavoratori di tutti gli stabilimenti
che occupano almeno 100 dipendenti e a consultarli
in conformità dell'articolo 12.
2.     Ai fini dell'applicazione del presente articolo,
negli articoli da 10 a 13, i termini «impresa» e
«stabilimento» sostituiscono, rispettivamente, i termini
«impresa dominante» e «impresa filiale».
                                                                                      SEZIONE III
                        SEZIONE IV
                                                               Obbligo di mantenere il segreto e di tener conto del
                    Obbligo del segreto                                            carattere riservato
                         Articolo 15                                                   Articolo 7
1.     I membri e gli ex membri degli organi di rappre-        1.    La direzione di un'impresa è autorizzata a non
sentanza dei lavoratori e di delegati da questi desi-          comunicare qualsiasi informazione segreta. Possono
gnati sono tenuti a non divulgare informazioni aventi          essere considerate segrete soltanto le informazioni la
carattere riservato. Se comunicano informazioni a              cui divulgazione potrebbe pregiudicare gravemente gli
terzi, essi devono tener conto degli interessi dell'im-        interessi dell'impresa o far fallire i suoi progetti.
presa e non devono, in particolare, divulgare segreti
industriali o commerciali.
2.     Gli Stati membri incaricano un tribunale o un'al-       2.    I lavoratori, i loro rappresentanti, nonché gli
tra istanza nazionale di risolvere le controversie sulla       esperti cui fanno ricorso, non devono divulgare a
valutazione del carattere riservato di talune informa-         terzi le informazioni che sono state comunicate loro a
zioni.                                                         titolo riservato.
                                                               3.     Gli Stati membri garantiscono che un tribunale
                                                               o un'altra autorità nazionale competente possa diri-
                                                               mere le controversie sulla valutazione del carattere se-
                                                               greto delle informazioni non comunicate a norma del
 ---pagebreak--- 12.8.83                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                             • N . C 217/15
                     PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
                                                               paragrafo 1 o del carattere riservato di quelle di cui al
                                                               paragrafo 2.
3.     In caso di violazione dell'obbligo del segreto gli      4.    Gli Stati membri prevedono sanzioni adeguate
Stati membri adottano sanzioni adeguate.                       da infliggere in caso di violazione degli obblighi im-
                                                               posti dal presente articolo.
                        SEZIONE V                                                     SEZIONE IV
                    Disposizioni finali                                            Disposizioni finali
                        Articolo 16                                                    Articolo 8
La presente direttiva non pregiudica le misure che             1.    La presente direttiva non pregiudica le misure
verranno adottate in applicazione della direttiva             adottate in applicazione della direttiva 75/129/CEE e
75/129/CEE del Consiglio, del 17 febbraio 1975,               della direttiva 77/187/CEE né la facoltà degli Stati
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli        membri di applicare o di introdurre disposizioni legi-
Stati membri in materia di licenziamenti collettivi ('),      slative, regolamentari o amministrative più favorevoli
e della direttiva 77/187/CEE (2), né la facoltà degli         ai lavoratori.
Stati membri di applicare o d'introdurre disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative più favore-
voli ai lavoratori.
                                                              2.     Per l'attuazione della presente direttiva gli Stati
                                                              membri possono prendere disposizioni speciali per le
                                                              imprese e gli stabilimenti le cui finalità dirette e prin-
                                                              cipali siano:
                                                              a) politiche, religiose, umanitarie, caritatevoli, peda-
                                                                  gogiche, scientifiche o artistiche oppure
                                                              b) riguardino l'informazione pubblica o la manifesta-
                                                                  zione di opinioni.
                                                              Le presenti disposizioni speciali devono limitarsi a
                                                              quelle necessarie per garantire che queste imprese
                                                              possono effettivamente fruire della libertà cui hanno
                                                              rispettivamente diritto secondo le normative nazionali
                                                               loro applicabili.
                                                              3.     La presente direttiva non pregiudica l'applica-
                                                              zione delle normative nazionali in materia di proce-
                                                              dure relative al fallimento, ai concordati e ai provve-
                                                              dimenti affini, a condizione che le procedure stesse
                                                              derivino da sentenze giudiziarie.
                        Articolo 17                                                    Articolo 9
                                                              Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
                                                              legislative, regolamentari e amministrative necessarie
                                                              per conformarsi alla presente direttiva al più tardi il
                                                               1° luglio 1987. Essi ne informano immediatamente la
                                                              Commissione.
2.    Gli Stati membri comunicano alla Commissione            2.     Invariato.
il testo delle disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative che essi adottano nel settore discipli-
nato dalla presente direttiva.
                        Articolo 18                                                   Articolo 10
Entro due anni a decorrere dalla data di cui all'arti-        Entro due anni a decorrere dalla data di cui all'arti-
colo 17, gli Stati membri trasmettono alla Commis-            colo 9, gli Stati membri trasmettono alla Commis-
sione tutti i dati utili per consentirle di redigere una      sione tutti i dati utili per consentirle di redigere una
(«) GU n. L 48 del 22. 2. 1975.
(2) GU n. L 61 del 5. 3. 1977.
 ---pagebreak--- N.C 217/16                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                          12.8.83
                   PROPOSTA INIZIALE                                          PROPOSTA MODIFICATA
relazione, che sarà sottoposta al Consiglio, sulPappli-      relazione, da presentare al Consiglio, sull'applica-
cazione della presente direttiva.                            zione della presente direttiva.
                      Articolo 19                                                  Articolo 11
Gli Stati membri sono destinatari della presente diret-      Invariato,
tiva.