CELEX: 32018H0525(01)
Language: it
Date: 2018-05-14 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 14 maggio 2018, sulla politica economica della zona euro

25.5.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 179/1
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 14 maggio 2018
   sulla politica economica della zona euro
   (2018/C 179/01)
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 136, in combinato disposto con l'articolo 121, paragrafo 2,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
   visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato economico e finanziario,
   visto il parere del comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               L'espansione economica nella zona euro continua e interessa un numero sempre crescente di paesi. La ripresa è sempre più trainata dalla domanda interna, con i consumi privati come motore fondamentale della crescita e un aumento degli investimenti. L'occupazione ha continuato ad aumentare nel corso di tutto il 2016 e nella prima metà del 2017. Il tasso di disoccupazione ha subito una significativa riduzione, sebbene si mantenga superiore al 2008. La ripresa della zona euro è tuttavia caratterizzata da un'inflazione di fondo e una crescita salariale contenute, dall'avanzo elevato delle partite correnti e da tassi di investimento persistentemente bassi, seppur in via di miglioramento. La crescita salariale contenuta, in particolare, sembra essere dovuta al permanere di una situazione di fragilità del mercato del lavoro in alcune economie e alle aspettative di bassa inflazione che entrano in gioco nelle trattative salariali e alla bassa crescita della produttività. Il reddito reale delle famiglie è aumentato, ma rimane in molti paesi al di sotto dei livelli del 2008. Sussistono ancora divergenze tra gli Stati membri della zona euro in termini di prodotto interno lordo (PIL) pro capite e di tassi di disoccupazione. I tassi di disoccupazione di lunga durata e di disoccupazione giovanile restano elevati, mentre la povertà, l'esclusione sociale e la disuguaglianza destano seria preoccupazione in diversi Stati membri.
            
         
               (2)
            
            
               Nel complesso, sulla base della lettura degli indicatori economici per la zona euro, sembrano sussistere motivi per un ulteriore sostegno alla domanda, agli investimenti e alla crescita salariale senza correre il rischio di pressioni inflazionistiche, promuovendo il riequilibrio interno ed esterno e la convergenza economica e sociale, come pure aumentando la crescita potenziale. Nel contempo, come stabilito nella relazione sul meccanismo di allerta adottata dalla Commissione il 22 novembre 2017, è necessario monitorare attentamente i segnali di nuovi squilibri emergenti, ad esempio nel mercato immobiliare di alcuni Stati membri.
            
         
               (3)
            
            
               Nella zona euro persistono notevoli squilibri. Sebbene i paesi debitori netti abbiano compiuto molti progressi per correggere i loro squilibri esterni, alcuni paesi creditori presentano ancora un elevato avanzo delle partite correnti, il che rispecchia una domanda aggregata complessivamente insufficiente. Ne risulta un avanzo per la zona euro del 3,3 % del PIL nel 2016, che dovrebbe scendere al 2,9 % del PIL nel 2019. Le posizioni patrimoniali nette sull'estero degli Stati membri più indebitati registrano un lento miglioramento e sono ancora necessari sforzi di riequilibrio significativi. I paesi che hanno avuto per lungo tempo un disavanzo elevato delle partite correnti continuano ad avere una elevata posizione patrimoniale netta sull'estero negativa, che si accompagna in genere a grandi stock di debito privato o pubblico e rappresenta una vulnerabilità. Nel contempo è opportuno che i paesi che presentano un avanzo elevato delle partite correnti si impegnino a sostenere la domanda interna e la crescita potenziale, favorendo il riequilibrio della zona euro.
            
         
               (4)
            
            
               La crescita salariale e la creazione di posti di lavoro contribuiscono alla ripresa economica nella zona euro sostenendo la domanda aggregata, riducono le disuguaglianze e contribuiscono ad assicurare un tenore di vita elevato nella zona euro. Meccanismi efficienti di fissazione delle retribuzioni dovrebbero garantire che queste siano differenziate in funzione delle condizioni specifiche di ciascun paese e settore e tenendo debitamente conto dei cambiamenti della produttività. Contribuirebbero ad accelerare il processo di riequilibrio della zona euro: l'attuazione di riforme strutturali intese ad aumentare la produttività e il miglioramento della qualità e della composizione della spesa pubblica al fine di sostenere gli investimenti in tutti i paesi; la promozione della crescita salariale in modo che rispetti il ruolo delle parti sociali; e una domanda più dinamica nei paesi creditori netti e l'attuazione di misure a contenimento della crescita del costo del lavoro per unità di prodotto e volte a migliorarne la competitività nei paesi debitori netti.
            
         
               (5)
            
            
               La coerenza e l'equilibrio della combinazione complessiva di politiche macroeconomiche della zona euro, tra cui quelle in materia monetaria, di bilancio e strutturale, sono di fondamentale importanza per garantire una crescita economica solida e sostenibile. Negli ultimi anni la politica monetaria ha fatto ricorso a nuovi strumenti non convenzionali per raggiungere l'obiettivo per l'inflazione a medio termine fissato dalla Banca centrale europea, sostenendo anche, in tal modo, la crescita e la creazione di posti di lavoro. L'orientamento della politica monetaria e gli sviluppi economici chiedono di concentrare l'attenzione sulle politiche di bilancio e strutturali. Per sostenere il potenziale di crescita delle economie degli Stati membri della zona euro occorre elaborare adeguate politiche di bilancio e porre l'accento sulle riforme strutturali.
            
         
               (6)
            
            
               È essenziale un forte coordinamento delle politiche nazionali di bilancio, basato su norme comuni, per giungere a un orientamento aggregato della politica di bilancio adeguato per la zona euro e per il corretto funzionamento dell'Unione monetaria. Tali norme di bilancio comuni sono volte a conseguire la sostenibilità del debito a livello nazionale, offrendo nel contempo la possibilità di procedere alla stabilizzazione macroeconomica. Gli orientamenti della politica di bilancio per gli Stati membri e a livello aggregato per la zona euro devono pertanto assicurare l'equilibrio tra l'obiettivo di garantire la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche nazionali e quello di consentire la stabilizzazione macroeconomica a breve termine a livello di singolo paese e a livello della zona euro. Alla luce dell'attuale ampia crescita economica nella zona euro, seppur con il persistere di retaggi della crisi in alcuni settori, nel 2018 appare ancora appropriato un orientamento della politica di bilancio sostanzialmente neutro a livello aggregato per la zona euro. È necessaria una differenziazione adeguata degli sforzi di bilancio in tutti gli Stati membri della zona euro, tenendo conto del margine di bilancio e degli effetti di ricaduta nei vari paesi. Al tempo stesso, visto il miglioramento delle condizioni economiche è necessario ripristinare le riserve di bilancio, continuando nel contempo a rafforzare il potenziale di crescita delle economie degli Stati membri della zona euro.
            
         
               (7)
            
            
               Un decisivo miglioramento della composizione e della gestione dei bilanci nazionali, sia per quanto riguarda le entrate sia per quanto riguarda la spesa, anche con il trasferimento di risorse verso investimenti materiali e immateriali, aumenterebbe l'impatto dei bilanci pubblici sulla crescita e incrementerebbe la produttività a lungo termine. I miglioramenti del funzionamento dei quadri di bilancio nazionali e la buona gestione della revisione della spesa contribuiscono a perseguire politiche di bilancio credibili e favorevoli alla crescita.
            
         
               (8)
            
            
               Una struttura dell'imposizione tributaria ben concepita è fondamentale per promuovere la crescita e l'occupazione, nonché per contribuire a ridurre le disuguaglianze. La semplificazione e la modernizzazione dei sistemi tributari e la lotta alla frode, all'evasione e all'elusione fiscali sono essenziali per rendere tali sistemi più efficienti e più equi. Ciò può liberare risorse per gli investimenti pubblici e, tra l'altro, l'istruzione e la sanità, e contribuisce a sostenere gli investimenti complessivi, l'occupazione di qualità e la convergenza economica e sociale. In particolare le misure contro la pianificazione fiscale aggressiva sono fondamentali per garantire le entrate pubbliche, impedire la distorsione della concorrenza tra le imprese, salvaguardare la coesione sociale e lottare contro l'aumento delle disuguaglianze. La base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (Common Consolidated Corporate Tax Base - CCCTB) contribuirebbe alla lotta contro l'elusione fiscale, migliorando nel contempo il mercato unico per le imprese.
            
         
               (9)
            
            
               Le caratteristiche strutturali e istituzionali dei mercati del lavoro e del prodotto e il buon funzionamento delle amministrazioni pubbliche sono determinanti importanti della resilienza economica e della convergenza ciclica, reale e sociale in tutti gli Stati membri della zona euro. La resilienza delle strutture economiche impedisce agli shock di avere effetti significativi e di lungo termine sul reddito e sull'occupazione all'interno degli Stati membri e nell'intera zona euro. In tal modo essa riduce le fluttuazioni economiche e crea un ambiente favorevole alla crescita sostenibile e inclusiva. Un migliore coordinamento nell'attuazione delle riforme strutturali, in particolare quelle previste dalle raccomandazioni specifiche per paese, può generare ricadute positive negli Stati membri e rafforzare gli effetti positivi delle riforme stesse.
            
         
               (10)
            
            
               Mercati del lavoro e sistemi di protezione sociale ben funzionanti sono presupposti importanti per una crescita economica inclusiva, per la riduzione della disuguaglianze e per la resilienza delle economie nazionali e della zona euro nel suo complesso. Al fine di raggiungere una convergenza verso l'alto a questo proposito, il pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017, stabilisce venti principi fondamentali, che rientrano in tre grandi capitoli: i) pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, ii) condizioni di lavoro eque, e iii) protezione e inclusione sociali.
            
         
               (11)
            
            
               Nonostante i progressi compiuti con le riforme volte a migliorare la capacità di aggiustamento dei mercati del lavoro, le differenze significative che persistono all'interno della zona euro continuano a metterne in discussione il buon funzionamento. Politiche del mercato del lavoro ben congegnate e pienamente integrate con i sistemi di protezione sociale possono sostenere le transizioni e la reintegrazione nel mercato del lavoro, ridurre la segmentazione di questo mercato, consentire una stabilizzazione automatica efficace e promuovere pari opportunità per tutti e convergenza economica e sociale. Modalità di orario di lavoro ben concepite possono contribuire ad attenuare gli shock. Il reinserimento efficace e tempestivo dei disoccupati che possono accedere al mercato del lavoro può essere conseguito fornendo assistenza personalizzata per la ricerca di un impiego, per la formazione e per la riqualificazione, tutelando allo stesso tempo coloro che non possono partecipare al mercato del lavoro. La nascita di nuove forme di occupazione e di nuovi tipi di contratti comporta sfide legate alla sicurezza del posto di lavoro e alla protezione sociale. In tale contesto è opportuno che la normativa sulla tutela dell'occupazione preveda condizioni di lavoro eque e dignitose per tutti i lavoratori.
            
         
               (12)
            
            
               Sistemi di protezione sociale efficaci sono fondamentali per promuovere mercati del lavoro inclusivi e per assicurare un adeguato sostegno al reddito e un sostegno sociale appropriato mediante l'accesso a servizi di qualità. Anche le riforme pensionistiche e le politiche sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata sono essenziali per promuovere la partecipazione al mercato del lavoro. Restrizioni inutili alla mobilità lavorativa, settoriale e geografica dei lavoratori nel mercato del lavoro e nei sistemi di protezione sociale dovrebbero essere abolite.
            
         
               (13)
            
            
               L'accesso a un'istruzione e a una formazione di alta qualità è fondamentale per garantire le pari opportunità ed evitare lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze. Adeguati investimenti nel capitale umano, mediante sistemi di istruzione e di formazione che migliorino l'apprendimento permanente e garantiscano che i livelli di competenze corrispondano alle esigenze presenti e future del mercato del lavoro, svolgono un ruolo fondamentale per migliorare la capacità di aggiustamento dell'economia e una vera convergenza a lungo termine. L'investimento nelle competenze può anche stimolare l'innovazione e aumentare la produttività e la competitività, oltre a garantire l'inclusione sociale e la mobilità.
            
         
               (14)
            
            
               Le riforme del mercato del prodotto intese a rafforzare la concorrenza e favorire le riforme volte a migliorare il contesto imprenditoriale e la qualità delle istituzioni (compreso un sistema giudiziario efficiente che faciliti l'esecuzione dei contratti) promuovono la resilienza economica negli Stati membri e nella zona euro nel suo complesso. L'ulteriore integrazione nel mercato unico si è dimostrata il più importante motore di crescita e di convergenza tra gli Stati membri. Il mercato unico dispone ancora di un notevole potenziale non sfruttato e sono necessari progressi significativi per il suo completamento. Anche l'attuazione tempestiva e la migliore applicazione della legislazione in vigore sono fondamentali per sfruttare i vantaggi del mercato unico. Il mercato unico dei servizi (compresi i settori finanziario, digitale, dell'energia e dei trasporti) è una questione ancora aperta. L'attenzione dovrebbe tuttavia concentrarsi anche sui mercati dei beni, per evitare eventuali segmentazioni del mercato. Il mercato unico digitale dovrebbe contribuire al completamento del quadro giuridico per accelerare la digitalizzazione delle attività economiche, passo necessario al fine di migliorare il funzionamento dei mercati del prodotto e la competitività globale. L'obiettivo condiviso resta pertanto quello di completare e attuare entro il 2018 le varie strategie per il mercato unico.
            
         
               (15)
            
            
               La solidità generale del settore bancario della zona euro è aumentata dalla crisi e i prestiti bancari sono iniziati a crescere nuovamente, ma permangono vulnerabilità che devono essere affrontate. Le banche si trovano ad affrontare una situazione di bassa redditività. La necessità di adeguamento dei modelli aziendali delle banche, il contesto di bassi tassi d'interesse e l'aumento della concorrenza da parte di altre forme di finanziamento continuano a esercitare pressione sulla redditività degli istituti bancari. Sono pertanto necessari ulteriori sforzi per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo. Le percentuali di crediti deteriorati (non-performing loan - NPL) si sono stabilizzate in quasi tutti gli Stati membri della zona euro più colpiti o sono in calo, ma i progressi sono ancora lenti e disomogenei da una banca all'altra. Percentuali elevate di NPL ostacolano la capacità delle banche di erogare prestiti, la trasmissione della politica monetaria e la capacità di aggiustamento economico. Esse rappresentano inoltre una fonte d'instabilità per l'intero sistema bancario e devono essere affrontate a livello sia nazionale che dell'Unione, come indicato nel piano d'azione per affrontare i crediti deteriorati in Europa, stabilito nelle conclusioni del Consiglio dell'11 luglio 2017 (“piano d'azione del luglio 2017”). Come annunciato nella sua comunicazione dell'11 ottobre 2017 sul completamento dell'unione bancaria dell'11 ottobre 2017, la Commissione sta attualmente lavorando a un ampio pacchetto di misure per ridurre gli attuali stock di NPL e attenuare il rischio di un loro accumulo in futuro.
            
         
               (16)
            
            
               Il rafforzamento dell'architettura istituzionale dell'Unione economica e monetaria (UEM) richiede, in via prioritaria, il completamento dell'unione bancaria e ulteriori progressi verso l'Unione dei mercati dei capitali. Sebbene si siano registrati progressi notevoli per quanto riguarda l'istituzione dell'unione bancaria, la stessa rimane tuttavia incompleta. In linea con la tabella di marcia per completare l'unione bancaria come indicato nelle conclusioni del Consiglio del 17 giugno 2016 (“tabella di marcia del giugno 2016”), è prevista la prosecuzione dei lavori per il completamento dell'unione bancaria sui fronti della riduzione e della condivisione del rischio, anche in relazione al sistema europeo di assicurazione dei depositi e all'avvio dell'operatività del sostegno comune al Fondo di risoluzione unico al più tardi entro la fine del periodo transitorio dello stesso come stabilito nel regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (3). La comunicazione della Commissione sul completamento dell'unione bancaria tenta di definire un percorso allo scopo di raggiungere un accordo per realizzare questo obiettivo. La mancanza di un sistema comune di assicurazione dei depositi e di un meccanismo comune di ultima istanza per il Fondo di risoluzione unico compromette la capacità dell'unione bancaria di spezzare il legame tra banche ed emittenti sovrani. Devono pertanto continuare gli sforzi volti a ridurre il rischio e a migliorare la gestione del rischio nelle banche. In tale contesto è di cruciale importanza adoperarsi per raggiungere un accordo rapido sul pacchetto normativo proposto dalla Commissione a novembre 2016, conseguire ulteriori progressi per ridurre i NPL e prodigarsi per realizzarne altri nella condivisione del rischio, in linea con la tabella di marcia del giugno 2016.
            
         
               (17)
            
            
               Il Libro bianco della Commissione del 1o marzo 2017 sul futuro dell'Europa ha tracciato possibili scenari per il futuro dell'Unione. La Commissione ha inoltre contribuito con una serie di documenti di riflessione tra cui uno del 31 marzo 2017 sull'approfondimento dell'UEM, basato sulla relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015 intitolata «Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa» e ha proposto una visione globale e una sequenza delle tappe per il completamento dell'architettura dell'UEM. La Commissione ha presentato proposte aggiuntive nell'autunno 2017.
            
         
               (18)
            
            
               Il comitato per l'occupazione e il comitato per la protezione sociale sono stati consultati sugli aspetti occupazionali e sociali della presente raccomandazione,
            
         RACCOMANDA agli Stati membri della zona euro di adottare individualmente e collettivamente, nell'ambito dell'Eurogruppo, nel periodo 2018-2019, provvedimenti finalizzati a:
   
               1.
            
            
               Attuare politiche che promuovano la crescita sostenibile e inclusiva e migliorino la resilienza, il riequilibrio e la convergenza. Compiere progressi significativi verso il completamento del mercato unico, in particolare dei servizi, compresi i settori finanziario, digitale, dell'energia e dei trasporti, tra l'altro, attuando le pertinenti riforme del mercato del prodotto a livello nazionale. Considerate le condizioni congiunturali positive, tutti gli Stati membri dovrebbero dare priorità a riforme che aumentino la produttività e il potenziale di crescita, migliorino il contesto istituzionale e imprenditoriale, eliminino le strozzature agli investimenti e favoriscano l'innovazione, sostengano la creazione di posti di lavoro di qualità e riducano le disuguaglianze. Gli Stati membri con disavanzi delle partite correnti o con un elevato debito estero dovrebbero inoltre mirare a contenere la crescita del costo del lavoro per unità di prodotto e cercare di migliorare la loro competitività. Gli Stati membri con avanzi elevati delle partite correnti dovrebbero inoltre creare le condizioni per promuovere la crescita salariale in un modo che rispetti il ruolo delle parti sociali e attuare in via prioritaria misure che promuovano gli investimenti e sostengano la domanda interna e il potenziale di crescita, facilitando altresì, in tal modo, il riequilibrio.
            
         
               2.
            
            
               Conseguire il previsto orientamento globale della politica di bilancio sostanzialmente neutro per la zona euro, contribuendo a una combinazione equilibrata delle politiche. Trovare il giusto equilibrio tra la necessità di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, in particolare laddove il rapporto debito/PIL è elevato, e quella di sostenere l'economia, rispettando pienamente il Patto di stabilità e crescita e tenendo conto del margine di bilancio e degli effetti di ricaduta nei vari Stati membri. Utilizzare il miglioramento delle condizioni economiche per ripristinare le riserve di bilancio, continuando nel contempo a rafforzare il potenziale di crescita economica. Garantire il funzionamento efficace dei quadri di bilancio nazionali. Perseguire politiche che sostengano gli investimenti e migliorino la qualità e la composizione delle finanze pubbliche, anche ricorrendo a revisioni della spesa e adottando strutture fiscali eque e favorevoli alla crescita. Adottare e attuare misure per ridurre la distorsione a favore del debito nella tassazione e lottare contro la pianificazione fiscale aggressiva, per garantire condizioni di parità, assicurare un trattamento equo dei contribuenti e tutelare le finanze pubbliche e la stabilità all'interno della zona euro. Ciò include il proseguimento dei lavori sulla CCCTB.
            
         
               3.
            
            
               Attuare riforme che promuovano la creazione di posti di lavoro di qualità, pari opportunità, accesso al mercato del lavoro e condizioni di lavoro eque, e che sostengano la protezione e l'inclusione sociali. Le riforme dovrebbero mirare a: i) promuovere contratti d'impiego affidabili, che offrano flessibilità e sicurezza sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, accompagnati da un adeguato sostegno durante le transizioni, evitando la segmentazione del mercato del lavoro; ii) favorire sistemi di istruzione e di formazione permanente efficienti, inclusivi e di qualità che si prefiggano di allineare le competenze alle esigenze del mercato del lavoro; iii) sostenere politiche attive del mercato del lavoro efficaci che promuovano la partecipazione a questo tipo di mercato; iv) istituire sistemi sostenibili e adeguati di protezione sociale che contribuiscano all'inclusione sociale e all'integrazione nel mercato del lavoro durante tutto il ciclo di vita e rispondano ai nuovi tipi di occupazione e di rapporti di lavoro; v) facilitare la mobilità dei lavoratori tra i vari posti, settori e luoghi di lavoro; vi) incoraggiare un dialogo sociale efficace e contrattazioni salariali condotte a un livello adeguato conformemente alle specificità nazionali; vii) alleggerire il carico fiscale sui lavoratori, in particolare per quelli a basso reddito e per quelli che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare.
            
         
               4.
            
            
               In linea con la tabella di marcia del giugno 2016, continuare ad adoperarsi per il completamento dell'unione bancaria in relazione alla riduzione e alla condivisione del rischio, incluso un sistema europeo di assicurazione dei depositi, istituendo come convenuto il meccanismo comune di ultima istanza per il Fondo di risoluzione unico. Rafforzare ulteriormente il quadro regolamentare e di vigilanza europeo per evitare l'accumularsi di rischi. Adottare misure per accelerare concretamente la riduzione dei livelli dei NPL in base al piano d'azione del luglio 2017 e promuovere la riduzione ordinata della leva finanziaria negli Stati membri con grandi stock di debito privato. Sviluppare ulteriormente l'Unione dei mercati dei capitali per sostenere la crescita dell'economia reale salvaguardando nel contempo la stabilità dei mercati finanziari.
            
         
               5.
            
            
               Compiere rapidi progressi sul fronte del completamento dell'UEM, tenendo conto delle iniziative della Commissione lanciate nell'autunno 2017, rispettando pienamente il mercato interno dell'Unione e in maniera aperta e trasparente nei confronti degli Stati membri che non fanno parte della zona euro.
            
         
      Fatto a Bruxelles, il 14 maggio 2018
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         E. ZAHARIEVA
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (3)  Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU L 225 del 30.7.2014, pag. 1).