CELEX: 62009TO0283
Language: it
Date: 2009-10-12
Title: Ordinanza del Tribunale di primo grado (Sezione delle impugnazioni) del 12 ottobre 2009. # Laleh Aayhan e altri contro Parlamento europeo. # Impugnazione - Pubblico impiego. # Causa T-283/09 P.

ORDINANZA DEL TRIBUNALE (Sezione delle impugnazioni) 
      12 ottobre 2009
      Causa T‑283/09 P
      Laleh Aayhan e altri
      contro
      Parlamento europeo
      «Impugnazione – Funzione pubblica – Agenti ausiliari – Termine di impugnazione – Tardività – Impugnazione manifestamente irricevibile»
      Oggetto: Impugnazione diretta all’annullamento della sentenza del Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea (Seconda Sezione)
         30 aprile 2009, causa F‑65/07, Aayhan e a./Parlamento (non ancora pubblicata nella Raccolta).
      
      Decisione: L’impugnazione è respinta. La sig.ra Laleh Aayhan e gli altri 78 ex agenti ausiliari del Parlamento europeo i cui nomi figurano
         in allegato alla sentenza sopporteranno le proprie spese.
      
      Massime
      Procedura – Termini di ricorso – Decadenza – Forza maggiore – Nozione
      (Statuto della Corte di giustizia, art. 45)
      La nozione di «caso fortuito» o di «forza maggiore», ai sensi dell’art. 45, secondo comma, dello Statuto della Corte di giustizia,
         impone che sussistano difficoltà anormali, indipendenti dalla volontà del ricorrente, che risultino inevitabili, malgrado
         l’adozione di tutte le precauzioni del caso. Tali nozioni contengono entrambe un elemento oggettivo, relativo alle circostanze
         anormali ed estranee all’interessato, e un elemento soggettivo, costituito dall’obbligo dell’interessato di premunirsi contro
         le conseguenze dell’evento anormale, adottando misure appropriate senza incorrere in sacrifici eccessivi. In particolare,
         l’interessato deve seguire attentamente lo svolgimento della procedura in corso e, segnatamente, dar prova di diligenza nel
         rispettare i termini previsti. Pertanto, la nozione di forza maggiore non si applica ad una situazione in cui una persona
         diligente e accorta sarebbe obiettivamente stata in grado di evitare la scadenza di un termine di ricorso. Ciò si verifica
         qualora la causa principale del carattere tardivo di un’impugnazione possa riscontrarsi nella circostanza che l’avvocato dell’interessato
         ha utilizzato un «plico raccomandato non conforme per l’estero» e che, pertanto, non ha rispettato taluni dei criteri che
         consentono all’operatore del servizio postale di garantire il buon inoltro di un plico del genere.
      
      (v. punti 19 e 20)
      Riferimento: Corte 12 luglio 1984, causa 209/83, Ferriera Valsabbia/Commissione (Racc. pag. 3089, punto 22); Corte 15 dicembre
         1994, causa C‑195/91 P, Bayer/Commissione (Racc. pag. I‑5619, punti 31 e 32); Corte 18 gennaio 2005, causa C‑325/03 P, Zuazaga
         Meabe/UAMI (Racc. pag. I‑403, punto 25), e Corte 8 novembre 2007, causa C‑242/07 P, Belgio/Commissione (Racc. pag. I‑9757,
         punto 17)