CELEX: 52007PC0026
Language: it
Date: 2007-01-25
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di polietilene tereftalato (PET) originarie dell'India in seguito ad un riesame in previsione della scadenza ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 2026/97

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                     Bruxelles, 25.1.2007
                                                     COM(2007) 26 definitivo
                                         Proposta di
                          REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
     che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di polietilene
   tereftalato (PET) originarie dell'India in seguito ad un riesame in previsione della
            scadenza ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 2026/97
                               (presentata dalla Commissione)
IT                                                                                      IT
 ---pagebreak---                                           RELAZIONE
   1) CONTESTO DELLA PROPOSTA
      •    Motivazione e obiettivi della proposta
      La presente proposta riguarda l’applicazione del regolamento (CE) n. 2026/97 del
      Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
      sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea, modificato da
      ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 del Consiglio, dell’8 marzo 2004 (in
      appresso “regolamento di base”), nel procedimento relativo alle importazioni di alcuni
      tipi di polietilene tereftalato originarie dell’India.
      •    Contesto generale
      La proposta è presentata nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed è il
      risultato di un'inchiesta svolta in conformità alle prescrizioni sostanziali e procedurali
      di cui al regolamento di base.
      •    Disposizioni vigenti nel settore della proposta
      Non vi sono disposizioni in vigore nel settore della proposta
      •    Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione
      Non pertinente.
   2) CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
      •    Consultazione delle parti interessate
      In conformità alle disposizioni del regolamento di base, le parti interessate dal
      procedimento hanno già avuto la possibilità di difendere i loro interessi nel corso
      dell'inchiesta.
      •    Consultazione di esperti
      Non c'è stato bisogno di consultare esperti esterni.
      •    Valutazione dell'impatto
      La presente proposta scaturisce dall'attuazione del regolamento di base.
      Il regolamento di base non prevede una valutazione generale dell'impatto ma contiene
      un elenco esauriente delle condizioni che devono essere valutate.
   3) ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
      •    Sintesi delle misure proposte
      Il 1° dicembre 2005, la Commissione ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle
IT                                               2                                               IT
 ---pagebreak---      Comunità europee un avviso (in appresso "Avviso di apertura")1 relativo all'apertura di
     un riesame in previsione della scadenza delle misure di compensazione relative alle
     importazioni nella Comunità di alcuni tipi di polietilentereftalato originarie dell'India.
     Il riesame in previsione della scadenza è stato aperto in seguito a una richiesta di
     riesame presentata il 30 agosto 2005 dal comitato polietilentereftalato (PET)
     dell'associazione PlasticsEurope (in appresso "il richiedente") per conto di produttori
     che rappresentano una quota maggioritaria, in questo caso oltre il 90%, della
     produzione comunitaria complessiva di alcuni tipi di polietilentereftalato.
     La proposta di regolamento del Consiglio avanzata qui in appresso dalla Commissione
     contiene le conclusioni definitive in merito al sovvenzionamento, al pregiudizio, al
     nesso di causalità e all’interesse della Comunità.
     Gli Stati membri sono stati consultati durante i comitati antisovvenzioni del 16
     gennaio. 26 Stati membri si sono espressi a favore delle misure proposte mentre uno
     Srtato membro ha espresso parere contrario.
     Si propone pertanto che il Consiglio adotti l'allegata proposta di regolamento, da
     pubblicare nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro e non oltre il 28 febbraio
     2007.
     •    Base giuridica
     Regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa
     contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della
     Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 del
     Consiglio, dell'8 marzo 2004.
     •    Principio di sussidiarietà
     La proposta rientra tra le materie di competenza esclusiva della Comunità. Il principio
     di sussidiarietà, quindi, non si applica.
     •    Principio di proporzionalità
     La proposta è conforme al principio di proporzionalità per la/e ragione/i in appresso
     esposta/e.
     Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base sopraindicato e non consente
     l'adozione di decisioni a livello nazionale.
     Non sono necessarie indicazioni su come ridurre al minimo e rendere commisurato
     all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico della
     Comunità, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici
     e dei cittadini.
     •    Scelta dello strumento
   1
     GU C 304 del 1.12.2005, Avviso di apertura (2005/C 304/03 ), pag. 4
IT                                                3                                             IT
 ---pagebreak---       Strumento proposto: Regolamento.
      Altri strumenti non sarebbero adeguati per la seguente ragione.
      Il regolamento di base sopraindicato non prevede altre opzioni.
   4) INCIDENZA SUL BILANCIO
      La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio.
IT                                           4                        IT
 ---pagebreak---                                                    Proposta di
                                  REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
         che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di polietilene
       tereftalato (PET) originarie dell'India in seguito ad un riesame in previsione della
                  scadenza ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 2026/97
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa
   contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della
   Comunità europea2 (in appresso: ‘il regolamento di base’), in particolare l'articolo 18,
   visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
   contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
   europea3, in particolare l’articolo 14, paragrafo 1,
   vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
   considerando quanto segue:
                                               A. PROCEDURA
   1. Misure in vigore
   (1)      Il 30 novembre 2000 il Consiglio ha istituito, con il regolamento (CE) n. 2603/20004,
            un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di polietilene
            tereftalato ('PET') originarie dell'India, della Malaysia e della Thailandia (in appresso:
            "i paesi interessati") (in appresso: "l'inchiesta iniziale"). Le misure istituite sono basate
            su un'inchiesta relativa a misure compensative avviata a norma dell'articolo 10 del
            regolamento di base. Al contempo il Consiglio ha istituito, con il regolamento (CE) n.
            2604/20005, un dazio antidumping definitivo sulle importazioni dello stesso prodotto
            originario degli stessi paesi. Le misure istituite sono basate su un'inchiesta
            antidumping avviata a norma dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 384/96,
            menzionato al preambolo.
   2
            GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 del Consiglio
            (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).
   3
            GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005
            del Consiglio (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 12).
   4
            GU L 301 del 30.11. 2001, pag. 1
   5
            GU L 301 del 30.11. 2000, pag. 1
IT                                                       5                                                       IT
 ---pagebreak---    (2)     Il regolamento 2604/2000 del Consiglio, di cui al considerando (1), è stato modificato
           dai regolamenti (CE) n. 496/2002, 823/2004, 83/2005 e 1646/2005 del Consiglio6 Le
           modifiche traggono origine dalle inchieste di revisione avviate a norma dell'articolo 11
           par. 3 e dell'articolo 4 o di impegni sui prezzi accettati a norma dell'articolo 8 par. 1
           del regolamento (CE) n. 384/96, menzionato al preambolo e al considerando (1).
   (3)     Inoltre il 19 agosto 20047 il Consiglio ha imposto dazi antidumping definitivi sulle
           importazioni di alcuni tipi di PET originarie dell'Australia e della Repubblica popolare
           cinese (in appresso 'RPC') e ha chiuso il procedimento antidumping nei confronti delle
           importazioni di PET originarie del Pakistan.
   (4)     L'11 ottobre 2005 il Consiglio ha modificato il livello delle misure di compensazione
           in vigore nei confronti delle importazioni di PET originarie dell'India.8 Le modifiche si
           basano su un riesame accelerato avviato a norma dell'articolo 20 del regolamento di
           base.
   2. Domanda di riesame
   (5)     In seguito alla pubblicazione di un avviso di imminente scadenza la Commissione, il
           30 agosto 2005, ha ricevuto una domanda di riesame a norma dell'articolo 18 del
           regolamento di base (in appresso 'riesame di scadenza')
   (6)     La domanda è stata presentata il 30 agosto 2005 dal comitato polietilentereftalato
           (PET) dell'associazione PlasticsEurope (in appresso il "richiedente") per conto di
           produttori che rappresentano una quota maggioritaria, in questo caso oltre il 90 %,
           della produzione comunitaria complessiva di PET.
   (7)     La domanda di riesame in previsione della scadenza è stata motivata con il fatto che la
           scadenza delle misure comporterebbe il rischio del persistere o della reiterazione del
           sovvenzionamento e del pregiudizio ai danni dell'industria comunitaria.
   (8)     Avendo stabilito, previa consultazione del comitato consultivo, che esistevano
           elementi sufficienti per giustificare l'apertura del riesame nei vari casi, a norma
           dell'articolo 18, paragrafo 2, del regolamento di base, la Commissione ha avviato tali
           riesami in data 1° dicembre 20059.
   (9)     Si rileva che prima di avviare il riesame, e conformemente all’articolo 22, paragrafo 1,
           e all’articolo 10, paragrafo 9, del regolamento di base, la Commissione ha notificato
           alle autorità indiane di aver ricevuto una richiesta di riesame debitamente documentata
           e le ha invitate a tenere consultazioni intese a chiarire la situazione riguardo al
           contenuto della denuncia e a giungere ad una soluzione concordata. Tuttavia, la
           Commissione non ha ricevuto risposta dalle autorità indiane per quanto riguarda la sua
           offerta di consultazione.
   3. Inchieste parallele
   6
           GU L 78 del 21.3.2002 pag. 4, GU L 127 del 29.4.2004, pag. 7, GU L 19 del 21.1.2005, pag. 1, GU L
           266 dell'11.10.2005, pag. 10
   7
           Regolamento (CE) n. 1467/2004 del Consiglio del 19.8.2004, pag. 1
   8
           GU L 266 del 11.10.2005, pag. 1.
   9
           GU C 304 dell'1.12.2005, pag. 4
IT                                                    6                                                      IT
 ---pagebreak---    (10)    Inoltre il 1° dicembre 2005 la Commissione ha avviato un riesame, a norma
           dell'articolo 11, par. 2 del regolamento n. 384/9610 del Consiglio, delle misure
           antidumping applicabili alle importazioni di PET originarie dell'India, dell'Indonesia,
           della Malaysia, della Repubblica di Corea, della Thailandia e di Taiwan11 Al contempo
           è stato avviato un riesame intermedio parziale a norma dell'articolo 11 par. 3 del
           regolamento 384/96 rispetto alle importazioni dello stesso prodotto originarie della
           Repubblica di Corea e di Taiwan12
   4. Periodo dell’inchiesta ai fini del riesame
   (11)    Il periodo dell’inchiesta ai fini del riesame copriva il periodo che va dal 1° ottobre
           2004 al 30 settembre 2005 (in appresso 'periodo dell'inchiesta' o 'PIR'). L'analisi delle
           tendenze necessaria per valutare il pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il
           1° gennaio 2002 e la fine del periodo dell'inchiesta ai fini del riesame (‘il periodo in
           esame’).
   5. Parti interessate dall’inchiesta
   (12)    La Commissione ha formalmente avvisato dell'inizio del riesame in previsione della
           scadenza i produttori esportatori, i rappresentanti del paese esportatore, i produttori
           comunitari nonché il richiedente. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di
           rendere note le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un’audizione entro il termine
           fissato nell’avviso di apertura. È stata concessa un’audizione a tutte le parti che ne
           hanno fatto richiesta e hanno dimostrato di avere particolari motivi per essere sentite.
   (13)    Visto l'elevato numero di produttori esportatori indiani, di produttori comunitari e di
           importatori elencati nella richiesta di riesame in previsione della scadenza, si è ritenuto
           opportuno, a norma dell'articolo 27 del regolamento di base, valutare se fosse il caso di
           ricorrere al campionamento. Per consentire alla Commissione di decidere se il
           campionamento fosse necessario e, in tal caso, di selezionare un campione, ai sensi
           dell'articolo 27, del regolamento di base, le parti sopramenzionate sono state invitate a
           manifestarsi entro 15 giorni dall'apertura del riesame e a fornire alla Commissione le
           informazioni richieste nell'avviso di apertura.
   (14)    In seguito all’esame delle informazioni fornite e in considerazione del numero esiguo
           di produttori esportatori in India che hanno dimostrato la loro disponibilità a
           cooperare, è stato deciso che il campionamento non era necessario per quanto riguarda
           i produttori esportatori in India.
   (15)    Dopo l'esame delle informazioni trasmesse dai produttori e dagli importatori
           comunitari, e visto il numero relativamente basso di risposte, si è ritenuto che il
           campionamento non fosse giustificato per nessuna di tali categorie.
   (16)    Si è quindi provveduto a inviare dei questionari a tutti i produttori esportatori verso il
           paese interessato nonché agli importatori, ai fornitori, ai produttori comunitari e agli
           utilizzatori.
   10
           GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento del Consiglio modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
           2117/2005 del Consiglio (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17)
   11
           GU C 304 dell'1.12. 2005, pag. 9
   12
           GU C 304 dell' 1.12.2005, pag. 9
IT                                                     7                                                        IT
 ---pagebreak---    (17)   Sono pervenute risposte ai questionari da parte di tre produttori indiani, di dodici
          produttori comunitari, di un importatore, di un fornitore e di dieci
          convertitori/utilizzatori
   (18)   La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per
          l’analisi e ha effettuato controlli di verifica nelle sedi delle seguenti società:
            1.    Produttori comunitari
            Voridian BV (Paesi Bassi)
            M & G Polimeri Italia Spa (Italia)
            Equipolymers Srl (Italia)
            La Seda de Barcelona SA (Spagna)
            Novapet SA(Spagna)
            Selenis Industria de Polímeros SA (Portogallo)
            Selenis Itália Spa (Italia)
            Fornitori comunitari
            Interquisa SA (Spagna)
            Importatori comunitari indipendenti
            Global Service International SRL (Italia)
            Utilizzatori comunitari:
            Coca Cola Enterprises Europe Ltd (Belgio)
            2.    Autorità indiane
            Ministero del Commercio, Nuova Delhi.
            Governo del Maharashtra – Direzione dell'Industria, Mumbai
            3.    Produttori esportatori indiani
                         SENPET Ltd, Calcutta (già Elque Polyesters Limited)
                         Futura Polyesters Limited, Chennai (già Futura Polymer Limited)
                           Pearl Engineering Polymers Ltd., Nuova Delhi
                       B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
   1. Prodotto in esame
IT                                                   8                                          IT
 ---pagebreak---    (19)    l prodotto in esame è lo stesso prodotto esaminato nell’inchiesta iniziale, vale a dire
           PET avente un coefficiente di viscosità pari o superiore a 78 ml/g, conformemente alla
           norma ISO 1628-5, originario dei paesi interessati. Attualmente esso è classificabile al
           codice NC 3907 60 20.
   2. Prodotto simile
   (20)    Analogamente a quanto avvenuto durante l'inchiesta originaria, si è accertato che il
           prodotto interessato, il PET prodotto e venduto sul mercato interno nel paese
           interessato e il PET prodotto e venduto dai produttori comunitari presentano le
           medesime caratteristiche fisiche e chimiche di base e trovano le stesse applicazioni. Si
           conclude pertanto che tutti i tipi di PET di viscosità pari o superiore a 78 ml/g
           costituiscono un unico prodotto e sono simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 5, del
           regolamento di base.
         C. PROBABILITÀ DEL PERSISTERE O DELLA REITERAZIONE DELLE
                                           SOVVENZIONI
   I. Persistere delle sovvenzioni - Introduzione
   (21)    Sulla base delle informazioni contenute nella richiesta di riesame e delle risposte al
           questionario, la Commissione ha esaminato i seguenti regimi, che secondo i
           richiedenti comporterebbero la concessione di sovvenzioni.
   1.      Regimi di sovvenzione originariamente esaminati
   Regimi nazionali
             (a)   Credito sui dazi d'importazione (Duty Entitlement Passbook Scheme - DEPBS)
             (b)   Esenzione dall'imposta sul reddito (ITES) (a)
             (c)   Esenzione totale o parziale dal dazio d'importazione sui beni strumentali
                   (EPCG)
             (d)   Zone di trasformazione per l'esportazione (EPZ) / Zone economiche
                   speciali(SEZ)/Unità orientate all'esportazione (EOU)
     2.    Regimi di sovvenzione originariamente non esaminati
   Regimi nazionali
             (e)   Sistema di licenze preliminari (Advance Licence Scheme - ALS)
             (f)   Regime di crediti all’esportazione (Export Credit Scheme - ECS) (precedente
                   alla spedizione e successivo alla spedizione)
   Regimi regionali
             (g)   Regime del Gujarat di incentivi fiscali alle vendite (Gujarat Sales Tax
                   Incentive Scheme - GSTIS)
IT                                                  9                                               IT
 ---pagebreak---           (h)   Regime del Gujarat di esenzione dalla tassa sull’elettricità (Gujarat Electricity
                Duty Exemption Scheme - GEDES)
          (i)   Sistema d’incentivi del governo del Bengala Occidentale (West Bengal
                Incentives Scheme - WBIS)
          (j)   Pacchetto di incentivi del governo di Maharashtra(PSI)
   (22) I regimi (a) e (c)-(e) si basano sulla legge sul commercio estero (sviluppo e
        regolamentazione) del 1992 (n. 22 del 1992), entrata in vigore il 7 agosto 1992 (legge
        sul commercio estero), che autorizza le autorità indiane a pubblicare dei documenti
        relativi alle politiche in materia di esportazione e importazione, sintetizzati nei
        documenti di politica in materia di esportazione e importazione (denominati 'Foreign
        Trade Policy', ovvero 'politica in materia di commercio estero' dal 1° settembre 2004)
        pubblicati ogni cinque anni dal Ministero del commercio e periodicamente aggiornati.
        Il documento di politica in materia di esportazione e importazione pertinente per il
        periodo dell'inchiesta del riesame in oggetto è il piano quinquennale relativo al periodo
        1° settembre 2004 – 31 marzo 2009 (in appresso 'politiche import-export 2004-2009').
        Le autorità indiane hanno inoltre fissato le procedure di applicazione delle politiche
        import-export 2004-2009, pubblicandole nel manuale di procedura 1° settembre 2004
        – 31 marzo 2009, volume I (in appresso ‘manuale di procedura 2004-2009, volume 1’)
        . Anche il manuale è aggiornato regolarmente.
   (23) L'esenzione dall'imposta sul reddito di cui al punto (b) si basano sulla legge in materia
        di imposta sul reddito del 1961, modificata annualmente dalla legge finanziaria.
   (24) Il sistema di crediti all'esportazione di cui al punto (f) si basa sui capitoli 21 e 35 A
        della legge sul regolamento bancario (Banking Regulation Act) del 1949, che permette
        alla Banca centrale indiana di dare istruzioni alle banche commerciali per quanto
        riguarda i crediti all'esportazione.
   (25) Il regime del Gujarat di incentivi fiscali alle vendite (Gujarat Sales Tax Incentive
        Scheme - GSTIS) di cui al punto (g) è amministrato dal governo del Gujarat sulla base
        della propria politica di incentivi industriali; il regime del Gujarat di esenzione dalla
        tassa sull’elettricità (Gujarat Electricity Duty Exemption Scheme - GEDES) di cui al
        punto (h) si basa sull'imposta sul consumo di elettricità di Bombay del 1958;
   (26) Il regime (j) è gestito dallo stato del Maharashtra e si basa su risoluzioni del
        dipartimento per le industrie, l'energia e il lavoro del governo del Maharashtra.
   (27) Il regime (i) figura nella notifica del Dipartimento del Commercio e dell’industria del
        governo del Bengala Occidentale n. 588-CI/H del 22 giugno 1999 (“WBIS 1999”),
        sostituita da ultimo dalla notifica n. 134-CI/O/Incentive/17/03/I del 24 marzo 2004
        (“WBIS 2004”).
   (28) In seguito alla diffusione degli accertamenti relativi al presunto sovvenzionamento, le
        autorità indiane hanno avanzato una serie di obiezioni relative alla compensabilità dei
        regimi e al calcolo degli importi delle sovvenzioni. Inoltre esse ribadiscono che nella
        fattispecie non vi è probabilità di un proseguimento della sovvenzione. A tale riguardo
        và osservato che queste osservazioni non contengono alcuna nuova motivazione
        passibile di modificare le conclusioni esposte nel presente regolamento.
IT                                                10                                              IT
 ---pagebreak---    II. Regimi nazionali
   1. Credito di dazi d’importazione (“Duty Entitlement Passbook Scheme – DEPBS”)
             (a)Base giuridica
   (29)   La descrizione dettagliata del sistema si trova alla sezione 4.3 delle politiche import-
          export 2004-2009 e al capitolo 4.3-4.4 del manuale di procedura 2004-2009 , volume
          I.
   (30)   Si è accertato che nessuno tra i produttori esportatori che hanno collaborato ha
          ottenuto vantaggi compensabili dai (DEPBS) Si è quindi ritenuto che nel quadro della
          presente inchiesta non fosse necessario analizzare ulteriormente tale regime.
   2. Regimi di esenzione dall’imposta sul reddito
   (31)   Si è accertato che nessuno tra i produttori esportatori che hanno collaborato ha
          ottenuto vantaggi compensabili dai (ITES) Si è quindi ritenuto che nel quadro della
          presente inchiesta non fosse necessario analizzare ulteriormente tale regime.
   3. Export Promotion Capital Goods Scheme (“EPCGS”) Regime di esenzione dal dazio
   d’importazione sui beni strumentali
             (a) Base giuridica
   (32)   La descrizione dettagliata dell’EPCGS si trova al paragrafo 5 delle politiche import-
          export 2004-2009 e al capitolo 5 del manuale di procedura 2004-2009, volume I.
             (b) Ammissibilità
   (33)   Possono beneficiare del sistema i produttori esportatori e gli operatori commerciali
          esportatori collegati a produttori e i fornitori di servizi.
             (c)Attuazione pratica
   (34)   Se rispetta l’obbligo di esportare i prodotti, un’impresa può importare beni strumentali
          (nuovi e, dall’aprile 2003, usati fino a dieci anni d’età) pagando un’aliquota di dazio
          ridotta o pari a zero. A tale scopo, su domanda e dietro versamento di un’imposta, le
          autorità indiane rilasciano una licenza EPCG. Per soddisfare l’obbligo di esportazione,
          i beni strumentali importati devono essere immessi, per un certo periodo, nel processo
          produttivo di un determinato quantitativo di beni destinati all’esportazione.
   (35)   Il titolare di una licenza EPCGS può anche rifornirsi di beni strumentali sul mercato
          interno. In tal caso, il produttore nazionale dei beni strumentali può avvalersi della
          facoltà di importare in franchigia dal dazio le componenti necessarie alla fabbricazione
          di tali beni. In alternativa, il produttore nazionale può reclamare i vantaggi connessi
          alle presunte esportazioni per quanto riguarda la fornitura di beni strumentali ad un
          titolare di licenza PCG.
             (d) Conclusioni relative al sistema EPCG
IT                                                  11                                             IT
 ---pagebreak---    (36)   L’EPCGS fornisce sovvenzioni ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto
          ii), e dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base. La riduzione dei dazi
          costituisce un contributo finanziario accordato dalle autorità indiane, in quanto con
          tale concessione esse rinunciano a entrate che sarebbero altrimenti dovute. Inoltre, la
          riduzione dei dazi conferisce un vantaggio all'esportatore in quanto i dazi risparmiati
          all'importazione ne migliorano la liquidità.
   (37)   Il sistema EPCGS, poi, è condizionato di diritto all'andamento delle esportazioni, in
          quanto tali licenze non possono essere rilasciate senza un impegno a esportare i beni
          prodotti. Per questo motivo, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del
          regolamento di base, esso è ritenuto specifico e passibile di compensazione.
   (38)   Di conseguenza tale regime non può essere ritenuto di restituzione del dazio o di
          restituzione sostitutiva, che, secondo l’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del
          regolamento di base, non sono considerati sovvenzioni. I sistemi consentiti, di cui
          all'allegato I, lettera i), non riguardano i beni strumentali, in quanto questi non sono
          immessi nel processo produttivo dei manufatti destinati all'esportazione.
            (e )Calcolo dell’importo della sovvenzione
   (39)   Nessuno tra gli esportatori che hanno collaborato ha acquistato beni strumentali nel PI.
          Tuttavia una società ha continuato a beneficiare di esenzioni da dazi per beni
          strumentali acquistati prima del PI, per l'importo accertato nel corso dell'inchiesta
          iniziale. Conformemente all’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento di base, il valore
          della sovvenzione ottenuta durante il periodo dell'inchiesta di riesame (“PIR”) è stato
          calcolato in base ai dazi doganali non pagati sui beni strumentali, ripartito su un
          periodo corrispondente all'effettivo periodo di ammortamento di tali beni strumentali
          del produttore esportatore. Conformemente alla prassi consolidata, tale valore, relativo
          al periodo dell'inchiesta del riesame, è stato adeguato aggiungendo gli interessi relativi
          a tale periodo, affinché l'importo corrisponda al valore effettivo del vantaggio nel
          tempo. Le spese necessariamente sostenute per ottenere la sovvenzione sono state
          detratte da tale somma, conformemente all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del
          regolamento di base ed è stato così ottenuto l’importo della sovvenzione da usare
          come numeratore. Conformemente all'articolo 7, paragrafo 2 e all'articolo 7, paragrafo
          3, del regolamento di base, il valore delle sovvenzioni è stato ripartito in base al
          fatturato relativo alle esportazioni durante il periodo dell'inchiesta del riesame
          (denominatore), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle
          esportazioni e non è concessa in riferimento ai quantitativi fabbricati, prodotti,
          esportati o trasportati. La sovvenzione ottenuta per la società che ha continuato a
          beneficiare del regime è stata dello 0,38%.
   4. Export Credit Scheme (“ECS”) Regime di crediti all’esportazione
            (a) Base giuridica
   (40)   I dettagli relativi a tale sistema si trovano nella Master Circular IECD n.
          5/04.02.01/2002-03 (crediti all'esportazione in valuta straniera) e nella Master Circular
          IECD n. 10/04.02.01/2003-04 (crediti all'esportazione in rupie), pubblicate dalla
          Banca centrale indiana e destinate a tutte le banche commerciali indiane.
            (b) Ammissibilità
IT                                                 12                                                  IT
 ---pagebreak---    (41) Possono beneficiare del regime i produttori esportatori e gli operatori commerciali
        esportatori. Si è accertato che una delle società che hanno cooperato al procedimento
        si è avvalsa di vantaggi in base all'ECS.
          (c)Attuazione pratica
   (42) Nel quadro di questo sistema, la Banca centrale indiana fissa in maniera vincolante i
        tassi massimi di interesse applicabili ai crediti all'esportazione in valuta estera ed in
        rupie che le banche commerciali possono praticare nei confronti degli esportatori, allo
        scopo di rendere accessibili a questi ultimi il credito a tassi competitivi a livello
        internazionale. Il sistema ECS consiste di due sottosistemi, il sistema di crediti
        all'esportazione precedente alla spedizione (Pre-Shipment Export Credit Scheme,
        “packing credit”), che riguarda i crediti forniti ad un esportatore per l'acquisto, la
        trasformazione, la fabbricazione, l'imballaggio e/o la spedizione di beni prima
        dell'esportazione, e il sistema di crediti all'esportazione successivo alla spedizione
        (Post-Shipment Export Credit Scheme), che fornisce prestiti al capitale circolante allo
        scopo di finanziare i crediti a breve termine relativi alle esportazioni. La RBI obbliga
        inoltre le banche a destinare una certa percentuale del loro credito bancario netto al
        finanziamento delle esportazioni.
   (43) Grazie a quanto previsto dalle suddette Master Circulars, gli esportatori possono
        ottenere crediti all'esportazione a tassi di interesse migliori rispetto ai tassi d'interesse
        dei crediti commerciali normali (crediti per cassa), che sono a condizioni di mercato.
          (d) Conclusioni sul sistema ECS
   (44) In primo luogo, i tassi d’interesse preferenziali del sistema di crediti all’esportazione
        stabiliti dalle Master Circulars della Banca centrale indiana possono diminuire i costi
        degli interessi sostenuti dagli esportatori rispetto al costo del credito determinato dalle
        condizioni del mercato, e conferire quindi un vantaggio ai sensi dell’articolo 2,
        paragrafo 2, del regolamento di base. La Commissione ha concluso che sia stato
        conferito un vantaggio solamente nei casi dei produttori esportatori in cui si sono
        riscontrate tali differenze tra tassi d'interesse. Il divario tra i tassi dei crediti concessi a
        titolo delle Master Circulars RBI e i tassi commerciali 'cash credit' non può essere
        spiegato come una semplice reazione alla situazione di mercato da parte della banca
        commerciale.
   (45) In secondo luogo, e nonostante il fatto che i crediti agevolati del sistema di crediti
        all'esportazione siano concessi da banche commerciali, il vantaggio è un contributo
        finanziario accordato da una pubblica amministrazione, conformemente all'articolo 2,
        paragrafo 1, punto (iv), del regolamento di base. La Banca centrale indiana è un ente
        pubblico che rientra nella definizione di pubblica amministrazione di cui all'articolo 1,
        paragrafo 3, del regolamento di base, essendo di proprietà statale al 100%,
        perseguendo finalità corrispondenti alle politiche pubbliche, per esempio in materia di
        politica monetaria, ed essendo i suoi dirigenti nominati dal governo indiano. La Banca
        centrale indiana determina le scelte di enti privati, in quanto le banche commerciali
        sono vincolate dalle condizioni, relative tra l'altro ai tetti massimi per i tassi d'interesse
        sui crediti all'esportazione, pubblicate nelle sue Master Circulars e dalle sue
        disposizioni relative al fatto che le banche commerciali debbano destinare una certa
        percentuale di credito bancario netto al finanziamento delle esportazioni. Tale azione
        obbliga le banche commerciali a svolgere le funzioni di cui all’articolo 2, paragrafo 1,
IT                                                 13                                                    IT
 ---pagebreak---          lettera a), punto i), del regolamento di base, nella fattispecie mutui sotto forma di
         finanziamento agevolato delle esportazioni. Questi trasferimenti diretti di fondi sotto
         forma di prestiti a condizioni particolari sarebbero di norma di competenza della
         pubblica amministrazione e la prassi non differisce in modo significativo dalla prassi
         normalmente seguita dalle pubbliche amministrazioni, articolo 2, paragrafo 1, lettera
         a), punto (iv), del regolamento di base. La sovvenzione è ritenuta specifica e
         compensabile poiché i tassi d’interesse preferenziali sono accessibili solo in relazione
         al finanziamento di operazioni di esportazione e quindi condizionati all’andamento
         delle esportazioni, come previsto dall’articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del
         regolamento di base.
           (e )Calcolo dell’importo della sovvenzione
   (46)  L'importo della sovvenzione è stato calcolato in base alla differenza tra l'interesse
         pagato per i crediti all'esportazione utilizzati durante il periodo dell'inchiesta del
         riesame e l'importo che sarebbe stato pagato se fossero stati applicati gli stessi interessi
         dei normali crediti commerciali utilizzati dalla società in oggetto. Conformemente
         all’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, detto importo della sovvenzione
         (numeratore) è stato ripartito in base al fatturato totale delle esportazioni generato
         durante il periodo dell’inchiesta ai fini del riesame (considerato il denominatore
         adeguato), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni e
         non è stata concessa in riferimento ai quantitativi fabbricati, prodotti, esportati o
         trasportati. La società che si è avvalsa di vantaggi in base all'ECS ha ottenuto una
         sovvenzione dello 0,1%.
   5. Export Oriented Unit Scheme (“EOUS”) / Special Economic Zones Scheme (“SEZS”) -
   Regime delle unità orientate all’esportazione e delle zone economiche speciali
   (47)  Si è accertato che nessuno tra i produttori esportatori che hanno collaborato ha
         ottenuto vantaggi compensabili dai (SEZS). Tuttavia due società indiane considerate
         EOU (unità orientate all’esportazione) hanno ottenuto vantaggi compensabili durante
         il periodo dell'inchiesta del riesame. La descrizione e valutazione che segue è quindi
         circoscritta all'EOUS.
           (a) Base giuridica
   (48)  La descrizione dettagliata del regime EOU si trova al paragrafo 6 delle politiche
         import-export 2004-2009 e al manuale di procedura 2004-2009, volume I.
           (b) Ammissibilità
   (49)  Ad eccezione delle società commerciali pure, tutte le società che, in linea di principio,
         intendono esportare l'intera produzione di beni o di servizi possono essere costituite
         nel quadro di un’EOUS. Per essere ammissibili all'EOUS, le imprese dei settori
         industriali devono superare una soglia minima di investimento in attività fisse (pari a
         10 milioni di rupie indiane).
           (c) Attuazione pratica
   (50)  Come accertato dall'inchiesta iniziale, una EOU può avere sede e impianti in qualsiasi
         luogo dell'India.
IT                                               14                                                   IT
 ---pagebreak---    (51) La domanda relativa ai sistemi EOU deve indicare, tra l'altro, per i cinque anni
        successivi, i quantitativi di produzione programmati, il valore delle esportazioni
        previsto, il fabbisogno di importazioni e di beni locali. Se le autorità accolgono la
        domanda della società, questa viene informata dei termini e delle condizioni che tale
        accettazione comporta. Il riconoscimento come unità EOU è valido per un periodo di
        cinque anni e può essere rinnovato per ulteriori periodi.
   (52) Una condizione fondamentale per beneficiare del sistema EOU prevista dalle politiche
        import-export 2004-2009 è quella di ottenere un reddito netto in valuta straniera: nel
        periodo di riferimento (5 anni), cioè, il valore totale delle esportazioni deve essere
        superiore al valore totale delle merci importate.
   (53) Le EOU beneficiano dei seguenti vantaggi:
          (i)   esenzione dai dazi all'importazione su tutti i tipi di beni (compresi beni
                strumentali, materie prime e beni di consumo) necessari alla fabbricazione, alla
                produzione e alla trasformazione o collegati a tali attività;
          (ii)  esenzione dalle accise sui beni acquistati da fonti locali;
          iii)  rimborso dell'imposta centrale sulle vendite pagata sui beni acquistati in ambito
                locale;
          (iv) possibilità di vendere una quota della produzione sul mercato interno, fino a un
                massimo del 50% del valore FOB delle esportazioni, ottemperando alla
                condizione del reddito netto in valuta straniera ('NFE') all'atto di pagare i dazi
                agevolati, ovvero le accise sui prodotti finiti;
          v)    rimborso parziale dei dazi pagati sul carburante acquistato presso compagnie
                petrolifere nazionali;
          (vi) esenzione dell'imposta sul reddito normalmente prevista per le vendite
                destinate all'esportazione, conformemente al capitolo 10B della legge
                sull'imposta sul reddito (Income Tax Act), per un periodo di 10 anni dall'inizio
                delle attività e non oltre il 2010;
          vii) possibilità di una partecipazione di capitale straniero del 100%.
   (54) Conformemente al capitolo 65 della legge doganale (Customs Act), le unità che
        beneficiano di questi sistemi sono soggette alla vigilanza delle autorità doganali.
   (55) Esse hanno l’obbligo di tenere una contabilità specifica relativa a tutte le importazioni,
        al consumo e all’utilizzo di tutti i materiali importati nonché delle esportazioni
        effettuate conformemente al paragrafo 6.11.1 del Manuale di procedura 2004-2009.
        Tali documenti dovrebbero essere presentati periodicamente alle autorità competenti,
        nel quadro di relazioni trimestrali e annuali.
   (56) Tuttavia, i paragrafi 6.11.2 e 7.13.2 del Manuale di procedura, volume I, prevedono
        che alle EOU “non venga mai richiesto di stabilire, per ogni partita di merce importata,
        un collegamento con le esportazioni, con i trasferimenti ad altre unità, con le vendite
        DTA o con le scorte”.
IT                                                15                                               IT
 ---pagebreak---    (57) Le vendite sul mercato interno sono spedite e registrate sulla base di
        autocertificazione. La spedizione delle partite di merci destinate all'esportazione di una
        EOU è controllata da un funzionario doganale, di stanza permanente presso l'unità.
   (58) Nel caso presente, il sistema EOU è stato utilizzato da due esportatori che hanno
        collaborato. Gli esportatori che hanno collaborato se ne sono serviti per importare
        materie prime e beni strumentali in esenzione dai dazi all'importazione, per acquistare
        merci sul mercato interno in esenzione dalle accise, per ottenere il rimborso
        dell'imposta sulle vendite e per vendere parte della propria produzione sul mercato
        interno, Una delle società esportatrici ha inoltre utilizzato il regime al fine di ottenere
        il rimborso parziale dei dazi acquistati da società petrolifere nazionali. Esse si sono
        quindi avvalse di tutti i vantaggi descritti al considerando 56, punti da (i) a (v).
        L'inchiesta ha evidenziato che gli esportatori in questione non si sono avvalsi dei
        vantaggi derivanti dall’esenzione dall’imposta sul reddito prevista dal sistema EOU.
          (d) Conclusioni sul sistema EOU
   (59) L'esenzione di cui beneficiano le EOU di due tipi di dazi sulle importazioni (i dazi
        doganali di base e i dazi doganali speciali supplementari) e il rimborso delle imposte
        sulle vendite rappresentano, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii),
        del regolamento di base, contributi finanziari attribuiti dalle autorità indiane.
        Applicando tale sistema, la pubblica amministrazione rinuncia a delle entrate
        obbligatorie e conferisce un vantaggio alla EOU, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2,
        del regolamento di base, in quanto la EOU risparmia liquidità, non dovendo versare i
        dazi obbligatori e ottenendo il rimborso delle imposte sulle vendite.
   (60) L'esenzione dalle accise e dai dazi equivalenti sulle importazioni (dazi doganali
        supplementari), tuttavia, non comporta la rinuncia ad entrate altrimenti obbligatorie.
        Le accise e i dazi doganali supplementari, se versati, potrebbero essere usati come
        crediti per futuri pagamenti di dazi (il cosiddetto meccanismo CENVAT). Tali dazi
        non sono quindi definitivi. Con il sistema di crediti CENVAT, il dazio definitivo grava
        solo sul valore aggiunto, e non sui fattori di produzione.
   (61) Di conseguenza, solamente l'esenzione dai dazi doganali di base e dai dazi doganali
        supplementari speciali, il rimborso parziale dei dazi pagati sull'acquisto di carburante
        da compagnie petrolifere nazionali e il rimborso delle imposte sulle vendite
        costituiscono sovvenzioni ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di base. Inoltre, tali
        provvedimenti sono condizionati di diritto all’andamento delle esportazioni e sono
        quindi ritenuti specifici e passibili di compensazione a titolo dell’articolo 3, paragrafo
        4, lettera a), del regolamento di base. L'obiettivo di esportazione di una EOU, di cui al
        paragrafo 6.1 delle politiche import-export 02-07 è una conditio sine qua non per
        ottenere gli incentivi.
   (62) Uno degli esportatori che hanno cooperato sostiene che la Commissione si sarebbe
        distaccata dall'approccio adottato nell'inchiesta iniziale per quanto riguarda la
        valutazione dell'esenzione dal dazio relativo alle materie prime, e che semmai si
        dovrebbero compensare unicamente le restituzioni eccessive. Tuttavia a questo
        riguardo è opportuno controbattere che all'epoca dell'inchiesta iniziale, nel valutare
        l'importo compensabile, la questione se l'EOU fosse un sistema di restituzione dei dazi
        ammissibile o meno venne posta 'lasciando impregiudicata la questione se questo
        programma costituisca o meno un sistema di restituzione ai sensi delle disposizioni del
IT                                                16                                                IT
 ---pagebreak---         regolamento di base13'. Nel quadro della presente revisione si è attentamente
        analizzato il regime nella sua totalità, insieme al sistema di controllo.
   (63) Le indagini hanno rivelato che le sovvenzioni in questione non possono essere
        considerate sistemi consentiti di restituzione del dazio (duty drawback) o sistemi di
        restituzione sostitutiva, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), comma ii), del
        regolamento di base, non essendo conformi alle severe norme enunciate nell'allegato I,
        lettera i), nell'allegato II (definizione e norme relative alla restituzione) e nell'allegato
        III (definizioni e norme relative alla restituzione sostitutiva) del regolamento di base.
        Nei casi in cui il rimborso delle imposte sulle vendite e l’esenzione dei dazi
        all’importazione sono utilizzati per l’acquisto di beni strumentali, ciò viola le
        condizioni relative ai sistemi consentiti di restituzione, in quanto i beni strumentali
        non sono immessi nel processo di produzione, come richiesto dall’allegato I, lettere h)
        (rimborso delle imposte sulle vendite) e i) (restituzione dei dazi all’importazione).
   (64) Inoltre, non è stato stabilito se le autorità indiane dispongono di un sistema o di un
        procedimento di verifica efficaci per confermare se e per quale importo i fattori di
        produzione acquistati in esenzione dal dazio o dall’imposta sulle vendite siano stati
        impiegati nella fabbricazione del prodotto esportato (cfr. l’allegato II, titolo II,
        paragrafo 4, del regolamento di base e, nel caso dei sistemi di restituzione sostitutiva,
        l'allegato III, titolo II, paragrafo 2, del medesimo regolamento). Il sistema di verifica
        utilizzato mira a controllare l'obbligo relativo al guadagno netto in valuta estera, e non
        i consumi di importazioni in relazione alla produzione di beni esportati.
   (65) Una EOU può vendere una proporzione significativa della propria produzione,
        corrispondente al 50% da fatturato annuo, sul mercato interno e non esiste quindi
        l'obbligo giuridico di esportare la totalità dei prodotti fabbricati. Inoltre tali transazioni
        interne si svolgono in assenza di supervisione e controllo da parte di funzionari
        governativi e sono soggette unicamente alla procedura di autocertificazione. Pertanto,
        le sedi delle EOU non sono completamente soggette ad un controllo fisico da parte
        delle autorità indiane. Date queste circostanze, affinché un sistema di verifica della
        restituzione dei dazi sia ritenuto tale, è necessario disporre di ulteriori elementi di
        verifica, in particolare elementi in grado di determinare la relazione esistente tra i
        fattori produttivi importati in esenzione dai dazi e i prodotti risultanti destinati
        all’esportazione.
   (66) Per quanto concerne le altre procedure o misure di verifica applicate, va osservato che
        le EOU non sono mai obbligate, di diritto, a descrivere la relazione tra ogni partita di
        merci importata e la destinazione del corrispondente prodotto risultante. Solo
        l'applicazione di questo tipo di controlli metterebbe però le autorità indiane nella
        condizione di ottenere informazioni sulla destinazione finale dei fattori produttivi
        sufficienti a verificare che le esenzioni dai dazi e dalle imposte sulle vendite non siano
        superiori alla quantità di fattori immessi nel processo produttivo destinato
        all'esportazione. Le dichiarazioni mensili autocertificate dei versamenti delle imposte
        sulle vendite sul mercato interno, che vengono periodicamente controllate dalle
        autorità indiane, non sono infatti sufficienti. Inoltre l'obiettivo delle dichiarazioni
        mensili autocertificate è il monitoraggio delle accise e non il controllo della
        destinazione dei fattori produttivi. Nemmeno i sistemi interni delle società, adottati ma
   13
        Regolamento (CE) n. 2603/2000 del Consiglio, GU L 301 del 30.11.2000, pag. 1, considerando (26).
IT                                                 17                                                    IT
 ---pagebreak---            non obbligatori, sarebbero sufficienti, giacché un sistema di verifica della restituzione
           dei dazi deve essere elaborato ed adottato dalle autorità pubbliche e non deve essere
           lasciato alla discrezionalità degli amministratori delle singole società. Pertanto
           l'inchiesta ha stabilito che, giacché alle EOU non viene esplicitamente richiesto, in
           base alle politiche import-export, di registrare la relazione tra fattori produttivi e
           prodotti finiti, le autorità indiane non hanno adottato un meccanismo di controllo
           efficace in grado di determinare quali fattori, e in quali quantità, sono stati immessi
           nella produzione destinata all’esportazione.
   (67)    Le autorità indiane non hanno effettuato esami ulteriori, normalmente richiesti ove il
           meccanismo o la procedura di verifica non esistano (Allegato II, titolo II, paragrafo 5 e
           Allegato III, titolo II, paragrafo 3, del regolamento di base), sulla base dei fattori
           produttivi effettivamente consumati. Inoltre le autorità indiane non sono riuscite a
           dimostrare che non si tratta di un caso di restituzione eccessiva.
   (68)    Alla luce di queste osservazioni l'opinione della società, secondo cui la Commissione
           si sarebbe distaccata dall'approccio adottato nell'inchiesta iniziale per quanto riguarda
           la valutazione dell'esenzione dal dazio relativo alle materie prime, e che semmai si
           dovrebbero compensare unicamente le restituzioni eccessive, deve essere respinta.
             (e) Calcolo dell’importo della sovvenzione
   (69)    Pertanto, in mancanza di un sistema consentito di restituzione dei dazi o di restituzione
           sostitutiva, il vantaggio compensabile corrisponde alla restituzione della totalità dei
           dazi all'importazione (dazi doganali di base e dazi doganali supplementari speciali)
           normalmente dovuti al momento dell'importazione, al rimborso del dazio pagato
           sull’acquisto di carburante da compagnie petrolifere nazionali e al rimborso
           dell'imposta sulle vendite, il tutto nel periodo dell'inchiesta ai fini del riesame.
   (i) Esenzione dai dazi all'importazione (dazi doganali di base e dazi doganali supplementari
   speciali e rimborso delle imposte sulle vendite relative alle materie prime e rimborso del
   dazio pagato sull’acquisto di carburante da compagnie petrolifere nazionali
   (70)    L’importo della sovvenzione per gli esportatori che sono EOU è stato calcolato in base
           all'importo dei dazi all'importazione non riscossi (dazi doganali di base e dazi doganali
           supplementari speciali) sui materiali importati per la totalità dell'EOU, nonché alle
           imposte sulle vendite rimborsate e al rimborso del dazio pagato sull’acquisto di
           carburante da compagnie petrolifere nazionali, il tutto durante il periodo dell’inchiesta
           ai fini del riesame. Le spese necessariamente sostenute per ottenere la sovvenzione
           sono state detratte da tale somma, conformemente all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a),
           del regolamento di base ed è stato così ottenuto l’importo della sovvenzione da usare
           come numeratore. Conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base,
           il valore della sovvenzione è stato ripartito in base al corrispondente fatturato relativo
           alle esportazioni del prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta del riesame
           (denominatore corrispondente), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento
           delle esportazioni e non è stata accordata in riferimento ai quantitativi fabbricati,
           prodotti, esportati o trasportati. Il margine di sovvenzione così ottenuto è risultato pari
           rispettivamente allo 0.9 % e al 5.8% per le due società.
   (ii) Esenzione dai dazi all'importazione (dazi doganali di base e dazi doganali speciali
   supplementari) sui beni strumentali
IT                                                   18                                                IT
 ---pagebreak---    (71)    I beni strumentali non vengono fisicamente incorporati nei prodotti finiti.
           Conformemente all’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento di base, il vantaggio
           conferito alle società oggetto dell’inchiesta è stato calcolato in base all’ammontare dei
           dazi doganali non pagati sui beni strumentali ripartito su un periodo corrispondente al
           normale periodo di ammortamento di tali beni strumentali nelle società indagate. Per
           determinare il normale periodo di ammortamento si sono utilizzati come riferimento i
           periodi di ammortamento dei due esportatori che hanno collaborato, ovvero 18 anni.
           L'importo calcolato in questo modo è quindi attribuibile al periodo di inchiesta del
           riesame ed è stato adeguato aggiungendo gli interessi relativi a tale periodo, al fine di
           ottenere il valore del vantaggio nel tempo e quindi determinare il vantaggio integrale
           di cui il destinatario ha beneficiato nel quadro di tale sistema. Conformemente
           all'articolo 7, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base, questo importo della
           sovvenzione è stato ripartito in base al fatturato delle esportazioni generato durante il
           periodo dell’inchiesta ai fini del riesame (considerato il denominatore adeguato), in
           quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni e non è stata
           concessa in riferimento ai quantitativi fabbricati, prodotti, esportati o trasportati. Il
           margine di sovvenzione così ottenuto è risultato pari rispettivamente all'1,8 % e allo
           0,4% per le due società.
   (72)    Pertanto i margini di sovvenzione complessivi di cui hanno beneficiato le società nel
           quadro del sistema EOU sono risultati pari rispettivamente al 2,7% e allo 6.2%.
   6. Sistema di licenze preliminari (Advance Licence Scheme, ALS)
             (a) Base giuridica
   (73)    La descrizione dettagliata del regime si trova alle sezioni 4,1 - 4.1.14 delle politiche
           import-export 2004-2009 e ai capitoli 4,1 - 4.1.14 del manuale di procedura 2004-
           2009, volume I.
             (b) Ammissibilità
   (74)    L'ALS consiste di sei sottosistemi diversi, descritti più dettagliatamente di seguito, che
           differiscono, tra gli altri aspetti, anche dal punto di vista dell'ammissibilità. Possono
           beneficiare dell'ALS per esportazioni fisiche e dell'ALS per il fabbisogno annuo i
           produttori esportatori e gli operatori commerciali esportatori “collegati” a produttori. I
           produttori esportatori che riforniscono gli esportatori finali possono beneficiare
           dell’ALS per le forniture intermedie. Possono beneficiare dell'ALS per le esportazioni
           presunte i principali contraenti che riforniscono le categorie di cui al paragrafo 8.2
           delle politiche import-export 2004-2009, per esempio i fornitori delle unità orientate
           all'esportazione (EOU). Infine, i fornitori intermedi che riforniscono i produttori
           esportatori possono beneficiare di vantaggi relativi alle esportazioni presunte nel
           quadro del sottosistema Advance release order (ARO) e della back to back inland
           letter of credit.
             b) Attuazione pratica
   (75)    Le licenze preliminari possono essere rilasciate per:
             (i)    Esportazioni fisiche. Questo è il sottosistema principale, e permette
                    l'importazione esente da dazio di fattori produttivi necessari alla fabbricazione
IT                                                  19                                                IT
 ---pagebreak---         di uno specifico prodotto di esportazione. L'esportazione deve essere "fisica",
        ovvero il prodotto di esportazione deve uscire dal territorio indiano. Le
        condizioni per le importazioni ammesse, per le esportazioni obbligatorie e per i
        tipi di prodotto da esportare sono specificate nella licenza;
   (ii) Fabbisogno annuo. Questo tipo di licenza non è collegato ad un prodotto
        specifico, ma ad un gruppo di prodotti (p.es. prodotti chimici e affini). Il
        titolare della licenza può importare, fino ad una soglia il cui valore dipende
        dall’andamento delle esportazioni nel periodo di riferimento precedente,
        qualsiasi fattore produttivo necessario alla fabbricazione di uno qualsiasi dei
        prodotti che rientrano nella categoria di prodotti in oggetto. Il titolare può
        scegliere se esportare i prodotti, fabbricati utilizzando i materiali esenti da
        dazio, che rientrano nella categoria di prodotti;
   iii) Forniture intermedie. Questo sistema riguarda i casi in cui due produttori
        intendono fabbricare un unico prodotto di esportazione, occupandosi di fasi
        diverse del processo produttivo. Il produttore esportatore produce il prodotto
        intermedio e può importare, grazie all'ALS per le forniture intermedie, fattori
        produttivi in esenzione da dazio. L’esportatore finale mette a punto il prodotto
        ed è obbligato ad esportare il prodotto finito;
   (iv) Esportazioni presunte. Questo sistema permette ad un imprenditore principale
        di importare in esenzione da dazio fattori produttivi necessari alla
        fabbricazione di prodotti che saranno venduti come “esportazioni presunte”
        alle categorie di clienti di cui al paragrafo 8.2 lettere da (b) a (g) e da (i) a (j)
        delle politiche import-export 2004-2009. In altri termini i beni finiti non
        dovranno lasciare il paese ma verranno considerati esportazioni presunte in
        virtù dello status del cliente. Rientrano in questa casistica le forniture a un
        EOU o a un detentore di licenza a norma del regime di esenzione totale o
        parziale dal dazio d’importazione sui beni strumentali;
   (v)  ARO (Advance Release Order). Il titolare della licenza che ha intenzione di
        procurarsi i fattori produttivi da fonti indiane, invece di importarli direttamente,
        può farlo attraverso gli ARO. Le licenze preliminari vengono convalidate come
        ARO e girate al fornitore all'atto della consegna dei fattori produttivi
        menzionati negli stessi ARO. La girata dell'ARO abilita il fornitore locale a
        vantaggi relativi alle presunte esportazioni, conformemente a quanto previsto
        dal paragrafo 8.3 delle politiche import-export 02-07 (sistema di licenze
        preventive per forniture intermedie / esportazioni presunte, restituzione e
        rimborso dell'accisa finale sulle esportazioni presunte). Il sistema degli ARO
        rimborsa le imposte e i dazi al fornitore e non, sotto forma di restituzione e
        rimborso di dazi, all'esportatore definitivo. Il rimborso delle imposte o dei dazi
        è previsto sia per i fattori produttivi locali che per quelli importati;
   (vi) back to back inland letter of credit: anche questo sottosistema riguarda la
        fornitura di merci locali ad un titolare di licenza preventiva, il quale può aprire
        presso una banca una lettera di credito interna a favore di un fornitore indiano.
        La banca convaliderà la licenza per le importazioni dirette, solo relativamente
        al valore e al volume delle merci acquistate in India e non importate. Il
        fornitore indiano avrà diritto ai vantaggi relativi alle presunte esportazioni,
        conformemente a quanto previsto dal paragrafo 8.3 delle politiche import-
IT                                        20                                                  IT
 ---pagebreak---                  export 02-07 (ALS per forniture intermedie / esportazioni presunte, restituzione
                 e rimborso dell'accisa finale sulle esportazioni presunte).
   (76) Durante il periodo dell'inchiesta per il riesame, un esportatore che ha collaborato ha
        ottenuto, per quanto riguarda il prodotto in esame, vantaggi relativi a tre sottosistemi,
        ovverosia (i) ALS per esportazioni fisiche, (v) ARO e (iv) ALS per esportazioni
        presunte. Non è pertanto necessario valutare la compensabilità dei sistemi (ii) ALS per
        fabbisogno annuo, (iii) ALS per forniture intermedie in quanto fornitore di un
        esportatore definitivo e vi) (back to back inland letter of credit).
   (77) Per poter procedere alle verifiche, le autorità indiane obbligano il titolare della licenza
        a tenere, nel formato richiesto, una contabilità corretta e accurata del consumo e
        utilizzo di beni importati sulla base di licenze (capitolo 4.30 e appendice 23 del
        manuale di procedura 2004-2009, volume I), in pratica un registro dell'utilizzo
        effettivo (registro di cui all'appendice 23). Dal maggio 2005 l'appendice 23 non deve
        essere più solo custodita presso la società ma anche controfirmata da un contabile
        iscritto all'albo professionale e inviata alle autorità indiane. L'obbligo di presentare
        l'appendice 23 è applicabile alle licenze rilasciate successivamente all'entrata in vigore
        delle nuove norme, nel maggio 2005. Non essendo al momento dell'inchiesta
        disponibili relazioni afferenti a tali licenze, non si è potuta verificare l'attuazione
        pratica di tale nuovo sistema.
   (78) Per quanto riguarda i sottosistemi (i), (iv) e (v) elencati qui sopra, sia le importazioni
        ammesse che le esportazioni obbligatorie (comprese le presunte esportazioni) sono
        fissate per volume e valore dalle autorità indiane e specificate sulla licenza. Al
        momento dell'importazione e dell'esportazione, le operazioni sono trascritte sulla
        licenza da funzionari del governo. Il volume delle importazioni permesse nel quadro di
        tale sistema è fissato dalle autorità indiane sulla base delle Standard Input-Output
        Norms. Le Standard Input/Output Norms esistono per la maggioranza dei prodotti, tra
        cui il prodotto in questione, e sono pubblicate nel manuale di procedura 2004-2009,
        volume II.
   (79) I fattori produttivi importati non sono trasferibili e devono essere utilizzati per
        produrre le merci destinate all'esportazione. L'obbligo di esportazione deve essere
        osservato entro un periodo di tempo prescritto dal rilascio della licenza (18 mesi, sono
        ammesse due proroghe di 6 mesi ciascuna).
   (80) Il titolare di una licenza preliminare che intenda rifornirsi di fattori produttivi da fonti
        interne invece di ricorrere a importazioni dirette può scegliere di acquistarli in cambio
        di Advance Release Orders (ARO). In tal caso, le licenze preventive vengono
        convalidate come ARO e girate al fornitore all'atto della consegna dei fattori produttivi
        menzionati negli stessi ARO.
   (81) Nel corso dell'inchiesta ai fini del riesame è emerso che i fattori produttivi importati
        dall'esportatore che ha collaborato in esenzione dai dazi nel quadro dei vari
        sottosistemi, in base alle importazioni ammesse calcolate con le Standard Input/Output
        Norms, sono stati importati in quantità superiore rispetto a quanto necessario per
        produrre il quantitativo di riferimento del prodotto risultante destinato all'esportazione.
        In questo caso, le Standard Input/Output Norms relative al prodotto in esame non sono
        risultate accurate.
IT                                                21                                                 IT
 ---pagebreak---           d) Conclusioni
   (82) L’esenzione dai dazi all’importazione costituisce una sovvenzione ai sensi
        dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell’articolo 2, paragrafo 2, del
        regolamento di base, ovverosia un contributo finanziario del governo dell’India che ha
        conferito un vantaggio agli esportatori oggetto dell’inchiesta.
   (83) Inoltre, il sistema ALS 'esportazioni fisiche' dipende chiaramente di diritto
        dall'andamento delle esportazioni ed è quindi ritenuto specifico e passibile di
        compensazione a titolo dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base.
        Senza un impegno di esportazione, una società non può, nel quadro dell’ALS, avere
        diritto ad alcun vantaggio.
   (84) Di fatto le 'esportazioni presunte' dell'ALS sono condizionate dall'andamento delle
        esportazioni, in quanto sono state utilizzate da una sola società, in misura limitata, e
        solo nel quadro di forniture a EOU o a unità in una SEZ, due tipi di strutture a cui si
        riferisce il paragrafo 8.2, lettera (b), delle politiche import-export 02-07. La società ha
        affermato che i suoi clienti hanno successivamente esportato il prodotto in esame.
        Conformemente al paragrafo 6.1 delle politiche import-export 02-07, l'obiettivo delle
        EOU / SEZ è l'esportazione. Nel quadro dell'ALS relativo alle esportazioni presunte, al
        fornitore indiano viene conferito un vantaggio, poiché le autorità indiane anticipano
        proventi da esportazione che saranno successivamente ricevuti da un esportatore che
        opera in una EOU / SEZ. Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del
        regolamento di base, una sovvenzione è considerata condizionata alle esportazioni
        qualora i fatti dimostrino che la concessione di una sovvenzione, anche se non
        condizionata di diritto all'andamento delle esportazioni, sia vincolata di fatto ai
        proventi, effettivi o previsti, derivanti dalle esportazioni.
   (85) In questo caso la società che ha cooperato non ha fatto ricorso alla licenza preventiva
        al fine di effettuare importazioni esenti da dazi. La società ha invece ottenuto un
        vantaggio per l'ottenimento della materia prima da fornitori nazionali tramite la
        conversione delle licenze in ARO. In base a questo regime il diritto di esenzione delle
        imposte e dei dazi spetta al fornitore invece che all'esportatore finale, sotto forma di
        restituzione/rimborso del dazio. L'esenzione dalle imposte o dai dazi è prevista sia per
        i fattori produttivi locali che per quelli importati. L'inchiesta ha evidenziato una
        significativa differenza di prezzo tra le materie prime provenienti dal fornitore
        nazionale non collegato nel quadro del regime ARO e le materie prime ottenute da un
        fornitore nazionale senza ricorrere a licenze. Il vantaggio dell'esenzione da dazi e
        imposte è stato scaricato, in forma di prezzi più bassi, dal fornitore alla società
        utilizzante le materie prime e oggetto della presente procedura. La società era in
        condizione di distinguere chiaramente i prezzi di acquisto delle materie prime in caso
        di ricorso alla licenza e il prezzo pagato per le stesse materie prime senza ricorrere alla
        licenza. La società ha definito i vantaggi così ottenuti come la differenza di prezzo tra
        le forniture ottenute attraverso l'ARO e il prezzo delle forniture ottenute senza tale
        licenza.
   (86) Nessuno dei tre sottosistemi in oggetto può essere ritenuto un sistema di restituzione
        del dazio o un sistema di restituzione sostitutiva che, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo
        1, lettera a), comma ii), del regolamento di base, non sono considerati sovvenzioni.
        Essi non sono conformi alle severe norme enunciate all’allegato I, lettera i),
        nell’allegato II (definizione e norme relative alla restituzione) e all’allegato III
IT                                                22                                                IT
 ---pagebreak---            (definizioni e norme relative alla restituzione sostitutiva) del regolamento di base.
           Anche se le autorità indiane hanno affermato che il sistema è stato modificato a partire
           dal maggio 2005, appare evidente che durante il PIR tali modifiche non incidevano in
           alcun modo sui regimi in questione, giacché il nuovo sistema di verifiche non era stato
           ancora pienamente attuato. A prescindere dalla possibile modifica del sistema di
           verifica da parte delle autorità indiane, l'inchiesta ha rivelato che durante il PIR tali
           autorità non hanno applicato efficacemente tale sistema di verifica. Inoltre esse non
           hanno applicato procedure volte a stabilire quali fattori produttivi, e in che quantità,
           fossero stati utilizzati nella fabbricazione del prodotto esportato (cfr. l'allegato II, titolo
           II, paragrafo 4, del regolamento di base, e, nel caso dei sistemi di restituzione
           sostitutiva, l'allegato III, titolo II, paragrafo 2, del medesimo regolamento). Le
           Standard Input/Output Norms relative al prodotto in esame non sono risultate
           sufficientemente precise e hanno sovrastimato il consumo di materie prime.
           L'inchiesta ha evidenziato che le SION vengono attualmente modificate per
           rispecchiare meglio il consumo di fattori produttivi, ma durante il PIR le nuove
           Standard Input/Output Norms non erano ancora in vigore. Ciò conferma quindi che le
           Standard Input/Output Norms non possono essere considerate un metodo di verifica
           del consumo reale, poiché, essendo eccessivamente generose, non permettono alle
           autorità indiane di verificare con sufficiente precisione la quantità di fattori produttivi
           consumati nella produzione. Inoltre, le autorità indiane non hanno mai proceduto a
           controlli effettivi sulla base di registri del consumo (“registro di cui all'appendice 23”,
           precedentemente appendice 18) adeguatamente compilati per le licenze utilizzate
           durante il PIR. Le autorità indiane non hanno nemmeno effettuato un ulteriore esame,
           previsto ove il meccanismo o la procedura di verifica non esistano (Allegato II, titolo
           II, paragrafo 5 e Allegato III, titolo II, paragrafo 3, del regolamento di base), sulla base
           dei fattori produttivi effettivamente consumati, né sono riuscite a escludere la
           possibilità di restituzioni eccessive.
   (87)    I tre sottosistemi risultano quindi compensabili.
             (e) Calcolo dell’importo della sovvenzione
   (88)    In mancanza di sistemi permessi di restituzione dei dazi o di restituzione sostitutiva,
           l'importo della sovvenzione è stato fissato, come dimostrato dalla società, sulla base
           della differenza di prezzo tra lo stesso tipo di materia prima acquistata con e senza
           licenza.
   (89)    Conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, questo importo
           della sovvenzione è stato ripartito in base al fatturato totale delle esportazioni del
           prodotto in esame (considerato il denominatore adeguato), in quanto la sovvenzione è
           condizionata all'andamento delle esportazioni e non è stata concessa in riferimento ai
           quantitativi fabbricati, prodotti, esportati o trasportati.
   (90)    Una società ha beneficiato di questo regime durante il periodo dell'inchiesta ed ha
           ottenuto sovvenzioni pari al 22%.
   III. Sistemi regionali
   1       Regime del Gujarat di incentivi fiscali alle vendite (Gujarat Sales Tax Incentive
   Scheme - GSTIS) e Regime del Gujarat di esenzione dalla tassa sull’elettricità (Gujarat
   Electricity Duty Exemption Scheme - GEDES)
IT                                                    23                                                   IT
 ---pagebreak---    (91)  Si è accertato che nessuno tra i produttori esportatori che hanno collaborato ha
         ottenuto vantaggi compensabili dal Gujarat Sales Tax Incentive Scheme (GSTIS) o dal
         Gujarat Electricity Duty Exemption Scheme (GEDES). Si è quindi ritenuto che nel
         quadro della presente inchiesta non fosse necessario analizzare ulteriormente tale
         regime.
   2     Sistema d’incentivi del governo del Bengala Occidentale (West Bengal Incentives
   Scheme - WBIS)
   (92)  La descrizione dettagliata del regime WBIS figura nella notifica del Dipartimento del
         Commercio e dell’industria del governo del Bengala Occidentale n. 588-CI/H del 22
         giugno 1999 (“WBIS 1999”), sostituita da ultimo dalla notifica n. 134-
         CI/O/Incentive/17/03/I del 24 marzo 2004 (“WBIS 2004”). Detto regime conferisce a
         chi ne usufruisce una serie di vantaggi, tra cui il pagamento differito dell'imposta sulle
         vendite, una sovvenzione per l’installazione di beni di investimento e varie
         sovvenzioni per lo sviluppo. L'inchiesta ha evidenziato che in passato una società ha
         beneficiato di tali regimi. Tuttavia l'impatto di tali vantaggi durante il PIR è stato
         trascurabile. Per tale ragione si è ritenuto che nel quadro della presente inchiesta non
         fosse necessario analizzare ulteriormente tali regimi.
   3     Sistema di incentivi del governo del Maharashtra (Package Scheme of Incentives
   (“PSI”) of the Government of Maharashtra (“GOM”))
           (a) Base giuridica
   (93)  Al fine di incoraggiare l'industrializzazione delle aree meno sviluppate dello Stato del
         Maharashtra, fin dal 1964 il governo del Maharashtra accorda una serie di incentivi
         alle unità di nuova costituzione o in fase di espansione nelle regioni in via di sviluppo
         del suo territorio. Tale regime è stato modificato a più riprese dalla sua introduzione, e
         il 'regime 2001' è rimasto in vigore dal 1° aprile 2001 al 31 marzo 2006, dopodiché è
         stato prorogato di un anno, fino al 31 marzo 2007. Il sistema di incentivi del governo
         del Maharashtra è composto da vari sottosistemi dei quali i principali sono: (i)
         rimborso dell’imposta sul consumo/dazio d'entrata (ii) esenzione dal pagamento
         dell'imposta sull'elettricità nonché (iii) esenzione dall'imposta locale sulle vendite,
         scaduta il 24.10.2004. L'inchiesta ha evidenziato che il solo sottosistema utilizzato da
         uno dei due produttori esportatori che hanno cooperato è stata l'esenzione dall'imposta
         locale sulle vendite.
           (b)Ammissibilità
   (94)  Per poter beneficiare del regime, di norma le imprese devono investire nelle aree meno
         sviluppate installandovi un nuovo stabilimento industriale o apportando nuovi capitali
         per espandere o diversificare uno stabilimento già esistente. Le aree in questione
         vengono classificate in varie categorie sulla base del loro diverso grado di sviluppo
         economico (grado di sviluppo minore, basso, bassissimo) I criteri principali per
         stabilire l’importo degli incentivi sono: l’area in cui l’impresa è o sarà situata e l’entità
         degli investimenti che intende realizzarvi.
           (c) Attuazione pratica
IT                                                24                                                   IT
 ---pagebreak---    (95)  In base al regime di esenzione dalle imposte regionali, scaduto nell'ottobre 2004, le
         unità designate non sono tenute a riscuotere l’imposta sulle vendite relativa alle loro
         transazioni. Analogamente, le unità designate erano esenti dal pagamento dell'imposta
         locale sulle vendite relativa ai loro acquisti di merci da un fornitore ammissibile a
         beneficiare del sistema. Mentre l’esenzione relativa all'operazione di vendita non
         conferisce alcun vantaggio all'unità di vendita designata, l’operazione di acquisto
         conferisce un vantaggio all'unità di acquisto designata. L'inchiesta ha accertato che la
         società in questione ha beneficiato dell'esenzione dall'imposta sulle vendite fino al 24
         ottobre 2006.
           (d) Conclusioni
   (96)  Il PSI del GOM fornisce sovvenzioni ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a),
         punto (ii), e dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base. Il sottoregime
         suesposto costituisce un contributo finanziario del GOM, poiché questa concessione
         riduce le entrate del GOM che sarebbero altrimenti dovute. Inoltre,
         l’esenzione/rimborso in questione conferisce un vantaggio alla società poiché migliora
         la sua liquidità.
   (97)  Possono beneficiare del sottosistema soltanto le società che hanno realizzato
         investimenti in talune aree geografiche ben definite nel territorio dello Stato del
         Maharashtra. Le società situate al di fuori di queste aree non sono ammissibili al
         regime. L'entità del vantaggio varia a seconda dell'area interessata. Il sistema è
         specifico ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, lettera a), e dell’articolo 3, paragrafo 3,
         del regolamento di base e dunque passibile di compensazione.
           (e) Calcolo dell’importo della sovvenzione
   (98)  Riguardo all'esenzione dall’imposta sulle vendite, l’ammontare della sovvenzione è
         stato calcolato in base all’importo dell’imposta sulle vendite normalmente dovuta
         durante il periodo dell’inchiesta ai fini del riesame e non pagata grazie al sistema di
         esenzione. Giacché il regime di esenzione dall'imposta sulle vendite è scaduto il
         24.10.2004, sono state prese in considerazione unicamente le vendite non pagate del
         periodo 1.10.2004 – 24.10.2004, giacché solo questo periodo rientrava nel periodo
         dell'inchiesta del riesame. Conformemente all’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento
         di base, il valore delle sovvenzioni (numeratore) è stato ripartito in base al totale del
         fatturato totale durante il periodo dell’inchiesta ai fini del riesame (considerato il
         denominatore appropriato), in quanto la sovvenzione non è condizionata
         all’andamento delle esportazioni e non è stata accordata in riferimento ai quantitativi
         fabbricati, prodotti, esportati o trasportati. Durante il PIR una società ha beneficiato
         del sottosistema; Tuttavia l'importo della sovvenzione ottenuta è stato inferiore allo
         0,1%, e quindi trascurabile.
   IV. Importo delle sovvenzioni compensabili
   (99)  Per i produttori esportatori oggetto dell'inchiesta, l'importo ad valorem delle
         sovvenzioni compensabili ai sensi delle disposizioni del regolamento di base varia tra
         il 2,7% e il 20,9 %.
   (100) Anche se vi è stato un elevato livello di cooperazione in termini di quota di
         esportazioni verso la Comunità, và notato che una serie di produttori esportatori non
IT                                               25                                                   IT
 ---pagebreak---             hanno cooperato al procedimento, compreso il produttore esportatore per il quale
            l'inchiesta iniziale aveva accertato il più alto margine di sovvenzioni. La capacità e il
            livello produttivo dei produttori che non hanno cooperato sono assai significativi per
            l'India, e inoltre appare probabile che tali produttori esportatori continueranno ad
            avvalersi dei vantaggi previsti dai regimi di sovvenzione oggetto dell'inchiesta, a un
            tasso almeno pari a quello accertato dall'inchiesta iniziale.
      SISTEMA      DEPBS     ITES   EPGS   EOU    ALS   ECS   GSTIS   GEDES     WBIS   PSI          Totale
      SOCIETÀ       %        %      %      %      %     %     %       %         %      %            %
      Senpet
      (ex
      Elque)       zero      zero   zero   2.7    zero  zero  zero    zero      zero   zero         2.7
      Futura       zero      zero   zero   6.2    zero  0.1   zero    zero      zero   zero         6.3
      Pearl        zero      zero   0.3    zero   20.6  zero  zero    zero      zero   trascurabile 20.9
   V. CONCLUSIONI
   (101) In conformità dell'articolo 18, paragrafo 2, del regolamento di base, la Commissione
            ha esaminato se la scadenza delle misure in vigore rischiasse di comportare il
            persistere o la reiterazione delle sovvenzioni.
   (102) Come illustrato ai considerando (21) e (100), la Commissione ha appurato che durante
            il periodo dell'inchiesta del riesame, gli esportatori indiani del prodotto in esame
            hanno continuato a beneficiare di sovvenzioni compensabili concesse dalle autorità
            indiane. Di fatto i margini di sovvenzionamento accertati durante il riesame sono più
            alti di quelli stabiliti durante l'inchiesta iniziale, con l'eccezione di un produttore
            esportatore. I sistemi di sovvenzioni esaminati conferiscono continui vantaggi e niente
            indica che tali programmi saranno gradualmente abbandonati in un futuro prossimo. In
            mancanza di informazioni sui modi in cui verrà applicata praticamente la modifica del
            sistema di verifica ALS, non è possibile trarre conclusioni sul possibile effetto di tali
            cambiamenti. A tali condizioni gli esportatori del prodotto in questione continueranno
            a ricevere le sovvenzioni passibili di compensazione. Ogni esportatore è ammissibile a
            più programmi di sovvenzioni. Tenuto conto della situazione, la Commissione ha
            ritenuto ragionevole concludere che è probabile che le sovvenzioni continueranno in
            futuro.
   (103) Poiché è stato dimostrato che le sovvenzioni sono state continue durante il periodo del
            riesame e che con ogni probabilità continueranno in futuro, la questione della
            probabilità della reiterazione delle sovvenzioni è irrilevante.
                         D. DEFINIZIONE DI INDUSTRIA COMUNITARIA
   1.       Produzione comunitaria
   (104) Il PET viene fabbricato nella Comunità dalle seguenti società:
              Dodici produttori che hanno richiesto il riesame in previsione della scadenza, hanno
              fornito il proprio sostegno e hanno cooperato all'inchiesta (cfr. considerando (107))
IT                                                   26                                                    IT
 ---pagebreak---            Due produttori che hanno richiesto il riesame in previsione della scadenza, ma non
           hanno cooperato all'attuale inchiesta;
           Una società controllata da un produttore coreano, con sede nella Comunità, che ha
           cooperato all'inchiesta ed ha sostenuto la richiesta;
   (105) Pertanto il PET prodotto da tutte queste società rappresenta la produzione comunitaria
         totale ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento di base.
   2.    Industria comunitaria
   (106) La Commissione ha esaminato se i produttori comunitari che hanno cooperato e hanno
         richiesto o sostenuto la domanda di revisione in vista della scadenza rappresentassero
         la proporzione maggioritaria della produzione comunitaria complessiva di PET. Detti
         produttori comunitari rappresentavano circa l'88% della produzione comunitaria
         complessiva di PET. I produttori comunitari che non hanno pienamente cooperato
         sono stati esclusi dalla definizione di industria comunitaria. La Commissione ha
         pertanto ritenuto che i dodici produttori comunitari che hanno cooperato pienamente
         rappresentassero l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, e
         dell'articolo 10, paragrafo 8 del regolamento di base. Nell'inchiesta iniziale l'industria
         comunitaria rappresentava più dell'85% della produzione comunitaria totale di PET in
         quel momento.
   (107) I seguenti dodici produttori comunitari costituiscono l'industria comunitaria.
           Voridian BV (Paesi Bassi)
           M & G Polimeri Italia Spa (Italia)
           Equipolymers Srl (Italia)
           La Seda de Barcelona SA (Spagna)
           Novapet SA(Spagna)
           Selenis Industria de Polímeros SA (Portogallo)
           Aussapol SpA (Italia)
           Advansa Ltd (Regno Unito)
           Voridian BV (Paesi Bassi)
           Boryszew subsidiary Elana Wse (Polonia)
           V.P.I. SA (Grecia)
           SK Eurochem Sp.Z. o.o. (Polonia)
                     E. SITUAZIONE DEL MERCATO COMUNITARIO
   1.    Consumo sul mercato comunitario
IT                                                 27                                               IT
 ---pagebreak---    (108) Il consumo nella Comunità è stato determinato in base al volume delle vendite
          dell’industria comunitaria, alle stime sulle vendite degli altri produttori sul mercato
          comunitario, basate su dati forniti al momento della denuncia, e ai dati Eurostat sul
          volume totale delle importazioni da paesi terzi.
   (109) Tra il 2002 e il PIR, il consumo comunitario del prodotto in questione è continuamente
          aumentato fino a raggiungere un totale di 2.400.000 tonnellate nel RIP. L'aumento
          globale durante tale periodo è stato pari al 18%. L'aumento è stato in parte dovuto a
          nuovi campi d'applicazione (tra le altre cose, bottiglie di birra e di vino), in parte
          all'aumento del consumo nei paesi aderenti.
              Tabella 1                     2002          2003         2004       PIR
              Consumo      comunitario     2.041.836     2.213.157    2.226.751  2.407.387
              (t)
              Indice                             100           108          109        118
   2.     Importazioni dall'India
   2.1    Volume, quota di mercato e prezzo delle importazioni
   (110) Tra il 2002 ed il PIR le importazioni totali dall'India sono aumentate del 13%. Mentre
          le importazioni sono calate del 17% tra il 2002 e il 2003, esse sono aumentate di 100
          punti percentuali nel 2004 e sono di nuovo calate durante il PIR, fino a circa 6800
          tonnellate, ovvero del 70 % circa. I prezzi all'importazione sono saliti di 5 punti
          percentuali nel 2003 e rispettivamente di ulteriori 3 e 7 punti percentuali nel 2004 e nel
          PIR. Tale tendenza dei prezzi rispecchia solo parzialmente il forte aumento dei costi
          per le materie prime. La quota di mercato delle importazioni indiane è rimasta
          relativamente bassa durante tutto il periodo esaminato, ovvero lo 0.3% nel 2002, lo
          0.2% nel 2003, lo 0.5% nel 2004 e lo 0.3% nel PIR.
                  Tabella 2                         2002       2003      2004    PIR
                  Importazioni dall'India
                  Volume (tonnellate)                6 046      4 999    11 079   6 831
                  Indice                               100         83       183     113
                  Prezzo (euro/tonnellate)             883        930       955    1018
                  Indice                               100        105       108     115
                  Quota di mercato                   0,3%       0,2%      0,5%    0,3%
   3. Importazioni da altri paesi
   (111) Il volume delle importazioni da altri paesi terzi è aumentato del 25% durante il periodo
          esaminato. L'aumento maggiore si è registrato nel 2003, quando le importazioni sono
          aumentate di 41 punti percentuali. Dopo l'imposizione di misure antidumping sulle
          esportazioni cinesi nel 2004, le importazioni sono scese di 14 punti percentuali nel
          2004 e di due ulteriori punti percentuali nel PIR. Le quote di mercato hanno seguito
IT                                                   28                                              IT
 ---pagebreak---          una tendenza simile, passando dal 15.9% nel 2002 al 20.6% nel 2003, al 18.5% nel
         2004 e al 16.9% durante il PIR. L'aumento della quota di mercato delle importazioni è
         stato inferiore all'aumento delle importazioni in termini assoluti, a causa del
         rafforzamento dei consumi. In media i prezzi all'importazione sono stati costantemente
         inferiori ai prezzi UE tra il 2002 e il 2004. Solo durante il PIR essi sono stati
         lievemente superiori ai prezzi dell'industria comunitaria.
               Tabella 3                         2002      2003       2004       RIP
               Importazioni da altri paesi
               Volume (tonnellate) Indice
                                                324 749   456 499    411 020    406 562
               Prezzo medio      (EUR      per
               tonnellata)                          100       141        127        125
               Indice                               869       821        907       1061
               Quota di mercato                100             94        104        122
               Esportatori principali            15,9%     20,6%      18,5%      16,9%
               Corea
               Pakistan                         113 685   129 188    139 296    127 734
               Cina                              28 558    83 208     55 125     73 426
               USA                               47 875   131 343     49 678     72 814
               Taiwan                            20 570    16 105     49 763     50 393
                                                 42 136    36 986     16 796     29 382
           F. SITUAZIONE ECONOMICA DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
   1.    Osservazioni preliminari
   (112) All'inizio della revisione era stato previsto un campionamento dei produttori
         comunitari, ma visto il loro numero ridotto si è deciso di includerli tutti, stimando i
         fattori di pregiudizio sulla base delle informazioni raccolte a livello dell'industria
         comunitaria nella sua totalità.
   (113) In conformità dell'articolo 8, paragrafo 5 del regolamento di base, la Commissione ha
         esaminato tutti i fattori e gli indicatori economici pertinenti che incidono sulla
         situazione dell'industria comunitaria.
   2.1.  Produzione
   (114) Tra il 2002 e il periodo dell’inchiesta di revisione, la produzione dell’industria
         comunitaria è cresciuta del 20%, passando da 1.465.000 t circa a 1.760.000 t circa.
         L'aumento annuale è stato pari al 4.8% nel 2003 e al 4.6% nel 2004. Un ulteriore
         aumento si è registrato durante il PIR, quando la produzione è aumentata di 150.000
         tonnellate, ovvero del 10.8%. Ciò va fatto risalire al processo di ristrutturazione
         intrapreso dall'industria al fine di controllare meglio i costi di produzione e trarre così
         vantaggio dal crescente consumo sul mercato comunitario, il quale, come menzionato
IT                                                 29                                                IT
 ---pagebreak---          in precedenza, è aumentato del 19% tra il 2002 e il PIR (da 2 milioni di tonnellate nel
         2002 a 2,4 milioni di tonnellate nel PIR).
            Tabella 4                     2002        2003         2004           PIR
            Produzione (in tonnellate)   1 464 522   1 534 480    1 602 086     1 760 828
            Indice                             100         105          109           120
   2.2.  Capacità e utilizzazione degli impianti
   (115) La capacità di produzione è aumentata del 22% tra il 2002 e il PIR, ovvero da un
         livello di 1.760.000 tonnellate nel 2002 a 2.156.000 tonnellate nel PI. L'aumento è
         avvenuto in massima parte durante il PIR, quando la capacità di produzione, rispetto al
         2004, è aumentata di 300.000 tonnellate, ovvero del 16.7%. Questo significativo
         aumento della capacità di produzione è stato parallelo all'aumento della produzione
         nello stesso periodo (cfr. considerando (114)). L'aumento della capacità di produzione
         deriva da investimenti supplementari nelle linee di produzione, mirati a trarre
         vantaggio dalla crescita di mercato. L’utilizzazione delle capacità è aumentata di 4
         punti percentuali nel 2003, è rimasta su tale livello nel 2004 ed è poi diminuita di 5
         punti percentuali durante il PIR, attestandosi su un livello pari all'82%. Il calo tra il
         2004 e il PIR è stato causato dal significativo aumento della capacità di produzione
         durante tale periodo. Di conseguenza, un volume di produzione superiore durante il
         PIR, rispetto al 2004, è coinciso con un minor tasso di capacità di utilizzazione.
         Tabella 5                          2002        2003          2004          PIR
         Capacità produttiva (t)           1 760 332   1 762 378     1 848 315     2 156 294
         Indice                                  100         100           105           122
         Utilizzazione delle capacità           83%         87%           87%           82%
         Indice                                  100         105           104            98
   2.3.  Vendite e quota di mercato
   (116) Il volume delle vendite dell'industria comunitaria sul mercato comunitario è aumentato
         del 21% tra il 2002 e il PIR. Una crescita del 2% nel 2003 è stata seguita da un
         aumento sia nel 2004 che nel PIR, rispettivamente di 8 e di 11 punti percentuali.
         Malgrado l'aumento delle vendite, dovute all'aumento del consumo, la quota di
         mercato dell'industria comunitaria è scesa di 4 punti percentuali nel 2003 ed è
         gradualmente aumentata di 5 punti percentuali nel 2004 e di un punto percentuale nel
         PIR.
         Tabella 6                          2002        2003          2004          PIR
         Vendite nella CE (tonnellate)     1 306 768   1 333 976    1 438 883      1 586 902
         Indice                                  100       102%         110%           121%
         Quota di mercato                       64%         60%          65%            66%
IT                                                30                                               IT
 ---pagebreak---    2.4.    Crescita
   (117) In generale, va osservato che durante il periodo in esame la quota di mercato detenuta
           dall'industria comunitaria è cresciuta del 2%, una percentuale che dimostra che la
           crescita ha avuto un andamento inferiore al consumo complessivo del mercato.
   2.5.    Occupazione
   (118) Il livello di occupazione dell’industria comunitaria è cresciuto del 18% nel corso del
           periodo in esame. La crescita principale si è registrata nel 2003 (11 punti percentuali )
           e nel 2004 (ulteriori 6 punti percentuali). Anche se questa tendenza crescente è
           continuata durante il PIR, l'aumento si è limitato a 2 punti percentuali. L'aumento del
           18% durante l'intero periodo è ricollegabile al livello di produzione, che è aumentato
           del 20%.
                  Tabella 7                      2002       2003      2004        PIR
                  Lavoratori dipendenti            1 010     1 124      1 170      1 190
                  Indice                             100       111        116        118
   2.6.    Produttività
   (119) La produttività della manodopera dell'industria comunitaria, in termini di produzione
           annua per lavoratore, è aumentata globalmente durante il periodo in esame. Dopo
           essere inizialmente calata del 6% nel 2003 rispetto al 2002, essa è rimasta a tale livello
           nel 2004, mentre la produttività nel PIR è cresciuta significativamente, di oltre l'8%
           rispetto al 2004, periodo durante il quale la produttività ha avuto una significativa
           crescita.
                  Tabella 8                     2002       2003       2004        PIR
                  Produttività                    1450        1365       1369       1480
                  (t/dipendente)Indice
                                                   100          94         94        102
   2.7. Salari
   (120) Và osservato che la produzione di trucioli di PET è un'industria a forte intensità di
           capitale e che quindi i costi del lavoro hanno un impatto limitato sul costo globale del
           prodotto. Durante il periodo in esame i salari sono cresciuti del 12%, di fronte a una
           crescita del 20% dei costi di produzione globali. Un altro indicatore significativo è il
           costo relativo ai salari speso per tonnellata prodotta. Durante il periodo in esame, tale
           costo è calato del 6%.
                  Tabella 9                     2002       2003       2004        PIR
                  SALARI (milioni di euro)        62,3        63,0       66,3       69,5
                  Indice                           100         101        106        112
                  Salari     per     tonnellata   44,4        42,9       43,6       41,9
IT                                                 31                                                 IT
 ---pagebreak---                 prodotta (€)
                Indice
                                            100               96         98         94
   2.8.  Prezzi di vendita e fattori che incidono sui prezzi dell'industria comunitaria
   (121) I prezzi di vendita per unità sono lievitati da 924 EUR/tonnellata nel 2002 a 1058
         EUR/tonnellata nel PIR. Globalmente la tendenza è in crescita (del 15 % durante
         l'intero periodo). Tale aumento è dovuto in gran parte all'aumento del prezzo delle
         materie prime, a sua volta ricollegabile all'aumento del prezzo del petrolio. Anche se
         la l'industria comunitaria ha alzato i prezzi, essa non era nelle condizioni di scaricare
         tale aumento sui finitori e di riversare pienamente sui propri prezzi di vendita
         l'aumento dei prezzi delle materie prime. Ciò è dovuto principalmente al fatto che
         l'aumento del prezzo delle materie prime è stato superiore all'aumento dei prezzi del
         PET. Mirando a mantenere la propria quota di mercato, l'industria comunitaria ha
         dovuto limitarsi ad aumentare moderatamente i propri prezzi, ed ha così visto una
         contrazione dei prezzi.
                Tabella 10                    2002       2003        2004       PIR
                Media ponderata del prezzo       924         902       1006       1058
                (EUR/tonnellata)Indice
                                                 100          98        109        115
   2.9.  Costi di produzione delle materie prime
   (122) Tenendo presente il fatto che per produrre una tonnellata di PET sono necessari
         almeno 850 kg di acido tereftalico purificato (PTA) e 350 kg di glicole monoetilenico
         (MEG), il costo delle materie prime (PTA e MEG) è aumentato significativamente,
         vale a dire del 67% e del 31% tra il 2002 e il PIR fino a raggiungere il livello di 770
         EUR/tonnellata (PTA) e di 721 EUR/tonnellata (MEG) (media del PIR). Anche se è
         stato osservato un lieve calo dei prezzi del PTA nel terzo trimestre del 2005, quando i
         prezzi sono scesi al livello di 700 EUR/tonnellata, mentre per il MEG si è osservato un
         prezzo sostanzialmente stabile, è stato rilevato che le materie prime vengono
         acquistate in anticipo, sulla base di contratti a lungo termine. Di conseguenza, per il
         periodo in esame, malgrado il lieve calo dei prezzi del PTA alla fine del PIR,
         l'industria comunitaria subisce ancora le conseguenze del pesante aumento dei costi.
         Inoltre, a causa della situazione del mercato mondiale del petrolio, i prezzi delle
         materie prime per la produzione di PET sono soggetti a cambiamenti imprevedibili,
         ma è probabile che rimangano attestati su un livello elevato. Tutti i suddetti fattori
         contribuiscono a un livello rafforzato di vulnerabilità dei produttori comunitari di PET.
         Occorre tuttavia notare che le principali materie prime sono prodotti commercializzati
         a livello mondiale, e dovrebbero quindi influenzare nella stessa misura anche i
         produttori indiani.
                Tabella 11                    2002       2003        2004       PIR
                Media ponderata del prezzo
                (EUR/tonnellata)
                -PTA                             460         566        718        770
IT                                               32                                                IT
 ---pagebreak---                 Indice                              100         123         156         167
                -MEG                                551         550         650         721
                Indice                              100         100         118         131
   (123) A raffronto, il costo medio per unità per tonnellata di trucioli di PET è stato il
         seguente:
                Tabella 12                       2002      2003         2004        PIR
                Media ponderata del prezzo          899         918       1013         1092
                (EUR/tonnellata)Indice
                                                    100         102         113         121
   (124) Durante il periodo in esame, come si evince dalle tabelle 11 e 12, le principali materie
         prime hanno subito un aumento costante (PTA del 67%, MEG del 31%), mentre il
         costo globale della produzione è aumentato solo del 21%. Tuttavia, come si evince
         dalla tabella 10, i prezzi sono aumentati solo del 15%, a causa del fatto che l'industria
         comunitaria non era nelle condizioni di scaricare tale aumento sui finitori, riversando
         pienamente sui propri prezzi di vendita l'aumento dei prezzi delle materie prime.
   2.10. Scorte
   (125) L'evoluzione delle scorte durante l'intero periodo in esame, ovvero tra il 2002 e il PIR,
         vede un calo del 10%. Tuttavia, come già per le indagini originarie, le scorte non
         dovrebbero costituire un indicatore significativo per quanto riguarda il PET prodotto
         dall'industria comunitaria, vista la natura stagionale del mercato del PET nell'arco
         dell'anno. Le scorte rappresentano circa il 5/6% della produzione.
                Tabella 13                       2002      2003         2004        PIR
                Scorte (t)                      101 554     110 695      90 422      91 123
                Indice                              100         109          89          90
   2.11. Redditività, utile sul capitale investito e flusso di cassa
   (126) Per "redditività delle vendite" si intendono gli utili generati dalle vendite del prodotto
         in esame nella Comunità. È stato possibile valutare il rendimento delle attività totali e
         il cash flow soltanto in relazione alla gamma di prodotti più ristretta possibile,
         comprendente il prodotto simile, a norma dell'articolo 8, paragrafo 8, del regolamento
         di base. L'utile sul capitale investito, inoltre, è stato calcolato in base al rendimento
         delle attività totali, considerato più pertinente per l'analisi della tendenza.
                Tabella 14                        2002       2003       2004      Periodo
                                                                                  dell’inch
                                                                                    iesta
                Profitto al lordo delle imposte
IT                                                  33                                              IT
 ---pagebreak---                 sulle vendite nella Comunità        2,7%    -1,8%     -0,7%     -3,2%
                Rendimento      delle   attività    2,0%    -1,4%     -0,6%     -2,4%
                totali
                Flusso di cassa (% delle           18,1%     5,5%     10,1%     -2,6%
                vendite totali)
   (127) Sulla scorta della contrazione dei prezzi iniziata nel 2002 e coincisa con un forte
         aumento delle importazioni in dumping dalla RPC, da Taiwan, dalla Malaysia, dalla
         Corea e dall'Australia (fino al 2004), nonché delle importazioni sovvenzionate
         dall'India, la situazione finanziaria dell'industria comunitaria si è deteriorata fino ad
         entrare in perdita nel 2003. Dopo un lieve recupero nel 2004, dovuto alle misure
         antidumping imposte alla RPC e all'Australia, le perdite sono aumentate raggiungendo
         il -3,2% nel PIR. Si rileva quindi che vi è una chiara tendenza negativa.
   (128) Le tendenze per il rendimento delle attività totali e per il cash flow si sono sviluppate
         in maniera simile, ovvero hanno mostrato una situazione relativamente buona nel
         2002, un netto peggioramento nel 2003, un lieve recupero nel 2004 ed un ulteriore
         peggioramento nel PIR.
   2.12. Investimenti e capacità di reperire capitali
                Tabella 15                       2002     2003       2004      PIR
                Investimenti netti (000 EUR)      31779     42302     63986     50397
                Indice                              100        133       201       159
   (129) Gli investimenti sono stati in parte dedicati a un aumento delle capacità e in parte al
         miglioramento dl processo di produzione. La maggior parte delle spese è stata
         sostenuta nel 2004 e durante il PIR, in coincidenza con l'aumento della capacità e al
         fine di mantenere la quota di mercato alla luce del consumo aumentato. Tuttavia
         l'attuale situazione dell'industria comunitaria e l'evoluzione dei mercati comunitari e
         mondiali del PET, contrassegnata dalla mancanza di redditività, non ha certo
         rappresentato un incentivo a operare investimenti troppo grandi. Anche se in talune
         circostanze i produttori comunitari sono riusciti a mobilitare capitali (in particolare da
         compagnie collegate), la mancanza di redditività non ha incoraggiato gli investimenti,
         e in alcuni casi la decisione è stata rinviata.
   2.13. Entità del margine di sovvenzione effettivo
   (130) Quanto all'incidenza dell'entità del margine di sovvenzione effettivo delle importazioni
         indiane sull'industria comunitaria, questa non può considerarsi trascurabile, data la
         sensibilità ai prezzi propria del mercato di questi prodotti. Và osservato che questo
         indicatore è più pertinente nel contesto della probabile reiterazione del pregiudizio. Se
         le misure dovessero essere lasciate scadere, è probabile che le importazioni
         sovvenzionate tornerebbero a volumi e prezzi tali che l'impatto del margine di
         sovvenzione sarebbe significativo.
   2.14  Ripresa dagli effetti negativi delle sovvenzioni precedenti
IT                                                  34                                              IT
 ---pagebreak---    (131) Gli indicatori sopra esaminati mostrano un certo miglioramento nella situazione
         economica e finanziaria dell'industria comunitaria, in seguito all’istituzione di misure
         compensative definitive nel 2001, ma rivelano anche che la Comunità è ancora fragile
         e vulnerabile.
   3.    Conclusioni sulla situazione dell’industria comunitaria
   (132) L'aumento costante del consumo, in parte dovuto a nuovi campi d'applicazione (tra le
         altre cose, bottiglie di birra e di vino), in parte all'aumento del consumo nei paesi
         aderenti, ha obbligato l'industria comunitaria a rafforzare la capacità e la produzione
         per non perdere quote di mercato. A tal fine durante il 2004 e nel corso del PIR si è
         svolto un importante processo di ristrutturazione, affiancato da frequenti cambi di
         proprietà per i vari produttori. Parallelamente è stata in linea generale aumentata la
         quantità di linee di produzione, al fine di tenere il passo con l'aumento dei consumi e
         ottenere al contempo economie di scala. In tal modo alcuni indicatori economici, quali
         ad esempio i consumi, la capacità di produzione, la produzione, le vendite nell'UE e
         l'occupazione hanno effettivamente visto un'evoluzione positiva. Inoltre, nel periodo in
         esame, anche i prezzi di vendita sono aumentati. Tuttavia tutti gli sforzi di
         ristrutturazione descritti non hanno potuto controbilanciare l'impatto del costante e
         massiccio aumento dei prezzi delle materie prime durante il periodo in esame.
         L'aumento dei prezzi per le materie prime non ha potuto essere scaricato sul settore dei
         finitori nella misura che sarebbe stata necessaria per mantenere un determinato livello
         di redditività. Ciò ha causato un serio deterioramento della redditività, calata dal
         +2,7% nel 2002 al -3,2% durante il PIR. Tendenze negative analoghe sono state
         registrate anche per l'andamento dell’utile sugli investimenti e del flusso di cassa.
   (133) Ciò ha coinciso con il basso livello dei prezzi delle importazioni dal paese in
         interessato, i quali hanno chiaramente contribuito alla pressione al ribasso sui prezzi
         dell'industria comunitaria. Tuttavia, visti i volumi ridotti delle importazioni
         sovvenzionate nel quadro della presente revisione in previsione della scadenza,
         bisogna concentrarsi sull'analisi della probabilità di reiterazione del pregiudizio.
         Quindi, malgrado gli apparenti sviluppi positivi per quanto riguarda produzione,
         vendite e prezzi di vendita, la situazione finanziaria globale della Comunità si è
         deteriorata e si rispecchia nell'evoluzione negativa della redditività (dal 2,7% di
         profitti nel 2002 al 3,2% di perdite durante il PIR), delle vendite in esportazione, dei
         costi di produzione, degli utili sul capitale investito e del cash flow.
   (134) Se si confrontano le suddette tendenze con quelle descritte nei regolamenti che hanno
         istituito le misure di compensazione provvisorie e definitive, il quadro si presenta
         nuovamente misto. Per quanto riguarda la quota di mercato, l'industria comunitaria ha
         perso un punto percentuale tra il 2002 e il PIR, mentre aveva guadagnato cinque punti
         percentuali nei quattro anni precedenti l'adozione delle misure compensative
         definitive. D'altra parte, la redditività dell'industria comunitaria durante il PIR è meno
         negativa rispetto a prima dell'istituzione di misure compensative definitive. Di
         conseguenza, malgrado alcune tendenze apparentemente positive mostrate dagli
         indicatori di pregiudizio, la situazione dell'industria comunitaria è ancora lontana dai
         livelli che ci si potrebbero attendere se essa si fosse ripresa pienamente dai pregiudizi
         subiti durante le indagini originarie.
   (135) La Commissione ha quindi concluso che la situazione dell’industria comunitaria è
         leggermente migliorata rispetto al periodo precedente all’istituzione delle misure ma
IT                                                 35                                               IT
 ---pagebreak---           che è ancora molto fragile e vulnerabile. Inoltre la pressione sui prezzi esercitata dalle
          importazioni dal paese interessato non ha consentito all'industria comunitaria di
          riversare pienamente sui propri prezzi di vendita l'aumento dei prezzi delle materie
          prime.
                 G. PROBABILITÀ DI REITERAZIONE DEL PREGIUDIZIO
   Rapporto tra i volumi e i prezzi di esportazione nei paesi terzi e i volumi e i prezzi di
   esportazione nella Comunità
   (136) Si è constatato che il prezzo di vendita medio dei prodotti indiani all’esportazione nei
          paesi diversi dall’UE era significativamente inferiore al prezzo medio di esportazione
          nella Comunità ed anche inferiore ai prezzi sul mercato interno. Le vendite indiane
          all’esportazione nei paesi non UE sono state effettuate in quantità significative,
          corrispondenti ad oltre il 95% di tutte le vendite all’esportazione. Si è considerato
          pertanto che, se venissero a mancare le misure in vigore, gli esportatori indiani
          avrebbero un incentivo a spostare quantità significative di esportazioni da altri paesi
          terzi verso il più attraente mercato della Comunità, praticando livelli di prezzi, che,
          anche se aumentassero, probabilmente sarebbero ancora più bassi degli attuali prezzi
          di esportazione verso la Comunità.
   Capacità di produzione, capacità inutilizzate e scorte
   (137) Come indicato di seguito al considerando (140) i produttori esportatori in India hanno
          la possibilità di aumentare le esportazioni verso il mercato comunitario. L'India ha
          registrato una crescita significativa della propria capacità di produzione, dal livello di
          330.000 tonnellate del 2003 a quello di 600.000 tonnellate nel 2005. In base alle
          previsioni di mercato ci si attende un ulteriore aumento di 220.000 tonnellate nel 2008.
          Nel 2005 le vendite interne ammontavano a 220.000 tonnellate e le esportazioni a
          290.000 tonnellate (comprese 6831 tonnellate verso l'UE). Sulla base dei dati
          disponibili, in media, le attuali capacità inutilizzate dovrebbero ammontare a circa
          90.000 tonnellate, una cifra significativa se si considera che rappresenta circa il 4%
          dell'attuale consumo comunitario. La stima è confermata dai risultati dei produttori
          indiani che hanno collaborato, i quali avevano significative capacità inutilizzate.
   (138) Per quanto riguarda il livello delle scorte, l'inchiesta ha evidenziato che il livello delle
          scorte detenute dai produttori indiani che hanno collaborato non era significativo. Và
          osservato che il livello delle scorte non rappresenta un fattore significativo, giacché il
          mercato del PET ha un andamento ciclico.
   (139) In conclusione, anche se le importazioni verso l'UE erano limitate, esiste il rischio che
          un significativo volume di esportazioni possa essere dirottato verso l'UE.
   Conclusioni
   (140) I produttori del paese interessato dispongono pertanto del potenziale per aumentare e/o
          riorientare i volumi delle loro esportazione nel mercato della Comunità. L’inchiesta ha
          mostrato che i produttori esportatori che hanno cooperato hanno venduto il prodotto in
          esame ad un prezzo più basso rispetto all'industria comunitaria Molto probabilmente
          questi prezzi bassi continueranno ad essere praticati o diminuiranno ancora, in linea
          con i prezzi più bassi applicati all’esportazione nel resto del mondo, come indicato al
IT                                                36                                                  IT
 ---pagebreak---          considerando (137), anche per riconquistare il livello di quote di mercato detenuto nel
         periodo prima dell’istituzione delle misure. Tale strategia dei prezzi, associata alla
         capacità dimostrata dagli esportatori del paese interessato di inviare nella Comunità
         elevati quantitativi del prodotto in esame, avrebbe con ogni probabilità l'effetto di
         accentuare la tendenza del mercato alla riduzione dei prezzi, con conseguenti
         prevedibili ripercussioni negative sulla situazione economica dell'industria
         comunitaria.
   (141) Come indicato, la situazione dell'industria comunitaria rimane caratterizzata da
         vulnerabilità e fragilità. Se l'industria comunitaria fosse confrontata ad un aumento dei
         volumi delle importazioni dal paese interessato a prezzi sovvenzionati, è probabile che
         si assisterebbe ad un deterioramento delle sue vendite, quote di mercato e prezzi di
         vendita nonché al conseguente peggioramento della sua situazione finanziaria fino ai
         livelli constatati nell’inchiesta iniziale. In base a queste considerazioni, si conclude
         pertanto che l'abrogazione delle misure in vigore determinerebbe con ogni probabilità
         un peggioramento della situazione già fragile dell'industria comunitaria nonché la
         reiterazione di condizioni ancora più pregiudizievoli.
   (142) Sulla base degli elementi menzionati si conclude che in assenza di qualsiasi misura
         antisovvenzione i prezzi all'importazione sul mercato comunitario sarebbero con tutta
         probabilità più bassi, giacché i produttori in India cercherebbero probabilmente di
         aumentare le proprie quote di mercato. Tale strategia dei prezzi, associata alla capacità
         dimostrata dai produttori esportatori in India di inviare nella Comunità elevati
         quantitativi di PET, avrebbe con ogni probabilità l'effetto di accentuare la pressione
         sui prezzi, con conseguenti prevedibili ripercussioni negative sulla situazione
         dell'industria comunitaria
                              H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
   1.    Introduzione
   (143) Ai sensi dell'articolo 31 del regolamento di base, la Commissione ha esaminato se una
         proroga delle misure antisovvenzioni attualmente in vigore possa essere contraria
         all'interesse generale della Comunità. La determinazione dell’interesse della Comunità
         si è basata su una valutazione degli interessi di tutte le parti coinvolte. L'attuale
         inchiesta analizza una situazione in cui le misure antisovvenzioni sono già in vigore e
         permette di valutare qualsiasi indebito impatto negativo sulle parti coinvolte ad opera
         delle misure antisovvenzioni esistenti.
   (144) La Commissione ha pertanto esaminato se, nonostante le conclusioni sul rischio di
         persistenza o reiterazione delle sovvenzioni pregiudizievoli, non esistano ragioni
         valide per concludere che, in questo caso particolare, il mantenimento delle misure
         non sia nell'interesse della Comunità.
   2.    Interesse dell’industria comunitaria
   (145) Come indicato qui sopra esiste una chiara probabilità di reiterazione delle sovvenzioni
         pregiudizievoli in caso di abrogazione delle misure. Tutti i produttori comunitari, ad
         eccezione di due, hanno pienamente cooperato ed hanno espresso il proprio sostegno
         per le misure in applicazione.
IT                                                 37                                              IT
 ---pagebreak---    (146) Il proseguimento delle misure antisovvenzioni nei confronti delle importazioni
         dall'India rafforzerebbe le possibilità dell'industria comunitaria di raggiungere un
         margine di redditività ragionevole, giacché a medio termine è probabile che essa
         riuscirebbe ad incrementare le quantità delle vendite e dunque di beneficiare delle
         economie di scala; al contempo essa sarebbe probabilmente in condizione di apportare
         un lieve aumento ai propri prezzi di vendita e quindi di raggiungere un soddisfacente
         livello di profitto. Anche se la quantità di importazioni sovvenzionate dall'India
         durante il PIR fosse limitata, e non avesse quindi potuto provocare seri pregiudizi,
         probabilmente esse inciderebbero in maniera negativa sull'industria comunitaria in
         caso di abrogazione delle misure antisovvenzioni. Tali misure sono quindi
         indispensabili per garantire l' esistenza del settore comunitario dei di trucioli di PET, il
         quale da alcuni anni è soggetto alla concorrenza di importazioni sovvenzionate
         dall'India.
   3.    Interesse degli importatori
   (147) La cooperazione da parte degli importatori/operatori commerciali è stata scarsa, e tra
         coloro che hanno cooperato nessuno acquistava dall'India. Tuttavia gli
         importatori/operatori commerciali che hanno cooperato possono essere considerati
         rappresentativi, giacché il loro volume complessivo di vendite corrispondeva circa al
         5% del consumo comunitario. Essi preferirebbero un mercato privo di dazi, anche se i
         loro risultati finanziari sono costantemente buoni.
   (148) L'inchiesta ha evidenziato che sono ancora disponibili fonti di approvvigionamento
         alternative sulle quali non gravano misure antisovvenzioni o antidumping, ad esempio
         in Messico, in Brasile, negli Stati Uniti, in Turchia, in Pakistan, in Iran e nell' Arabia
         Saudita. Gli importatori/operatori sarebbero così in condizione di affidarsi/passare a
         considerevoli fonti di approvvigionamento alternative.
   (149) Tenendo presente che le misure in vigore non hanno avuto un impatto considerevole
         sugli importatori, si conclude che il mantenimento delle attuali misure compensative
         nei confronti delle importazioni originarie dell'India continuerebbe a non sortire una
         forte incidenza negativa sulla situazione degli importatori nella Comunità.
   4.    Interesse di convertitori /utilizzatori
   (150) La Commissione ha inviato questionari a 47 convertitori/utilizzatori noti. Sono
         pervenute risposte ai questionari solo da parte di dieci convertitori/utilizzatori, il cui
         livello di rappresentatività globale è basso. In base alle informazioni sugli acquisti
         fornite nelle loro risposte ai questionari, i convertitori/utilizzatori nel corso del PI
         rappresentano il 20% del consumo comunitario totale di PET. Durante il PI essi hanno
         acquistato il 95% del proprio PET da produttori comunitari e il resto da importazioni
         originarie di paesi diversi dal paese oggetto della presente revisione. Sono state
         presentate diverse argomentazioni contro l’istituzione di dazi.
   (151) Cinque convertitori (la cui attività prevede la trasformazione di trucioli di PET in
         preformati e in bottiglie e che rappresentano il 10% del consumo) hanno risposto al
         questionario. Il costo dei trucioli di PET rappresenta il 55% del loro prodotto finale (in
         massima parte preformati). È stato accertato che essi importano quantità trascurabili
         dall'India e da altri paesi terzi. Tuttavia essi si oppongono al mantenimento dei dazi,
IT                                                38                                                  IT
 ---pagebreak---          sostenendo che le misure potrebbero causare un aumento artificiale dei prezzi in
         Europa.
   (152) Cinque utilizzatori, che rappresentano circa il 10% del consumo, hanno fornito dati
         piuttosto incompleti. Il basso livello di cooperazione da parte dei forti utilizzatori è
         probabilmente ricollegabile al fatto che l'ultima inchiesta sulle importazioni di PET
         dalla RPCF, dall'Australia e dal Pakistan si è svolta appena due anni fa. I costi per il
         PET rappresentano circa il 6/7% dei costi globali e sono quindi piuttosto limitati. Pur
         non avendo dichiarato importazioni dall'India, analogamente ai convertitori, essi si
         oppongono all'imposizione dei dazi, sostenendo che le misure potrebbero causare un
         aumento artificiale dei prezzi in Europa
   (153) In considerazione della situazione finanziaria piuttosto buona dell'industria di
         trasformazione,      rispetto      a   quella   dell'industria     comunitaria,   nessun
         convertitore/utilizzatore ha argomentato che il mantenimento degli attuali dazi
         potrebbe causare una perdita di posti di lavoro o la delocalizzazione degli impianti di
         produzione.
   (154) Inoltre, in termini di volumi di produzione, l'industria comunitaria ha adeguato le
         proprie dimensioni all'aumento dei consumi, ed è quindi altamente probabile che le
         capacità inutilizzate dell'industria comunitaria possano coprire pienamente la quantità
         delle importazioni.
   (155) Tenendo presente che sono ancora disponibili fonti di approvvigionamento alternative
         sulle quali non gravano misure antisovvenzioni o antidumping, ad esempio in
         Messico, in Brasile, negli Stati Uniti, in Turchia, in Pakistan, in Iran e nell' Arabia
         Saudita, gli utilizzatori comunitari sarebbero in condizione di affidarsi/passare a fonti
         di approvvigionamento diversificate per il prodotto in questione.
   (156) Per quanto concerne la performance dell'industria utilizzatrice, l'inchiesta ha
         evidenziato che durante il periodo in esame gli utilizzatori che hanno cooperato hanno
         aumentato il proprio fatturato, mantenuto stabile l'occupazione e migliorato la propria
         redditività globale. Si è quindi accertato che le misure antisovvenzione non hanno
         avuto effetti negativi su di essi.
   (157) Sulla base di quanto precede si conclude che il mantenimento delle attuali misure
         antisovvenzioni nei confronti delle importazioni originarie dell'India non avrebbe una
         forte incidenza negativa sulla situazione degli utilizzatori nella Comunità.
   5.    Interesse dei fornitori
   (158) I fornitori di materie prime (glicole monoetilenico (MEG) e acido tereftalico purificato
         (PTA), DMT e IPA, tutti prodotti petrolchimici derivati dalla nafta) hanno
         chiaramente indicato il proprio sostegno per le misure e fornito una buona
         cooperazione. Essi ricaverebbero un vantaggio dal mantenimento delle misure, giacché
         probabilmente l'industria comunitaria si riprenderebbe e consentirebbe loro di
         migliorare la propria performance.
   6.    Conclusioni in merito all'interesse della Comunità
IT                                                39                                               IT
 ---pagebreak---    (159) Tenuto conto di tutti i fatti e le considerazioni che precedono, si conclude che non
         esistono motivi validi per non mantenere le misure antisovvenzioni in vigore.
                                  I. MISURE COMPENSATIVE
   (160) Tutte le parti interessate sono state informate delle considerazioni e dei dati essenziali
         in base ai quali si intende raccomandare il mantenimento delle misure attualmente in
         vigore. È stato inoltre loro concesso un termine entro il quale presentare le proprie
         osservazioni. Le autorità indiane hanno espresso commenti su alcuni aspetti del
         pregiudizio, sostenendo che non sarebbe stato dimostrato che l'industria comunitaria
         abbia subito un pregiudizio continuato; inoltre secondo le autorità indiane la pressione
         esercitata dalle importazioni provenienti dall'India non sarebbe la ragione per cui i
         produttori comunitari non hanno riversato interamente l'aumento del costo delle
         materie prime sul loro prezzo di vendita. Và rammentato che, come indicato
         nell'analisi della situazione dell'industria comunitaria, la situazione finanziaria della
         stessa si è deteriorata e, come illustrato al considerando (127), il basso livello dei
         prezzi delle importazioni provenienti dal paese interessato ha chiaramente contribuito
         alla pressione al ribasso sui prezzi dell'industria comunitaria. Tuttavia, visti i volumi
         ridotti delle importazioni sovvenzionate nel quadro della presente revisione in
         previsione della scadenza, la probabilità di reiterazione del pregiudizio andava
         valutata. In questo contesto, come osservato precedentemente al considerando (127) si
         è concluso che in mancanza di misure il volume aumentato delle importazioni a basso
         costo dall'India avrebbe un impatto negativo sulla situazione dell'industria
         comunitaria. Inoltre, un esportatore indiano ha affermato che in assenza di misure non
         è probabile che l'India orienti nuovamente le vendite verso la Comunità. Tale
         esportatore sostiene infatti che i mercati emergenti sono più attraenti della Comunità,
         che la domanda indiana è in rapida crescita e che non sono dunque disponibili capacità
         inutilizzate. Va tuttavia considerato che, nonostante un aumento della domanda sul
         mercato indiano, l'inchiesta a livello delle società ha evidenziato capacità inutilizzate,
         come del resto viene confermato dalle indagini di mercato. Si conclude dunque che
         nessuna delle osservazioni ricevute riguardo alla comunicazione sia suscettibile di
         modificare le conclusioni contenute nel regolamento.
   (161) Si deduce da quanto sopra esposto che, come previsto dall'articolo 21, paragrafo 2, del
         regolamento di base, è opportuno mantenere le misure compensative applicabili alle
         importazioni di trucioli di PET originarie dell'India. Si ricorda che queste misure
         consistono in dazi specifici.
   (162) Le aliquote individuali del dazio compensativo specificate nel presente regolamento
         corrispondono alla situazione rilevata durante il riesame relativamente agli esportatori
         che hanno collaborato. Pertanto, esse si applicano esclusivamente alle importazioni del
         prodotto in esame fabbricato da tali società e precisamente dalle specifiche persone
         giuridiche menzionate. Le importazioni del prodotto in esame fabbricato da qualsiasi
         altra società, la cui ragione sociale e indirizzo non compaiano espressamente nel
         dispositivo del presente regolamento, comprese le persone giuridiche collegate a
         quelle espressamente citate, non possono beneficiare di tali aliquote e sono soggette
         all'aliquota del dazio applicabile a tutte le "altre società".
   (163) Le eventuali richieste di applicazione di tali aliquote del dazio compensativo
         specifiche per ciascuna società (ad es. in seguito ad un cambiamento della ragione
         sociale della società o alla creazione di nuove entità produttive o di vendita) devono
IT                                                 40                                               IT
 ---pagebreak---            essere inoltrate senza indugio alla Commissione14 con tutte le informazioni pertinenti,
           in particolare l'indicazione di eventuali modifiche dell'attività della società legate alla
           produzione, alle vendite sul mercato interno e alle vendite per l'esportazione connesse
           ad esempio a tale cambiamento della ragione sociale o ai cambiamenti a livello di
           entità produttive o di vendita. Se del caso, la Commissione, previa consultazione del
           comitato consultivo, provvederà a modificare di conseguenza il regolamento,
           aggiornando l’elenco delle società che beneficiano di aliquote individuali del dazio.
   (164) Per assicurare la corretta applicazione del dazio compensativo, è opportuno applicare
           il livello del dazio residuo, non solo agli esportatori che non hanno cooperato, ma
           anche alle società che non hanno effettuato esportazioni durante il PIR. Tuttavia,
           queste società sono invitate, se soddisfanno i requisiti di cui all'articolo 20 del
           regolamento di base, a presentare una richiesta di riesame conformemente a tale
           articolo, perché la loro situazione sia analizzata individualmente,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                  Articolo 1
   1. È istituito un dazio compensativo sulle importazioni di polietilentereftalato avente una
   viscosità pari o superiore a 78 ml/g, Il prodotto in esame è lo stesso prodotto esaminato
   nell’inchiesta iniziale, vale a dire PET avente un coefficiente di viscosità pari o superiore a 78
   ml/g, conformemente alla norma ISO 1628-5, dichiarate di norma al codice 3907 60 20 e
   originarie dell'India.
   2. Salvo il disposto dell'articolo 2, le aliquote del dazio compensativo applicabili al prezzo
   netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per i prodotti fabbricati dalle società
   sottoelencate sono le seguenti:
   Paese                      Società                            Dazio             Codice      addizionale
                                                                 compensativ TARIC
                                                                 o
                                                                 (EUR/tonnel
                                                                 lata)
   India                      Reliance Industries Limited         41,3             A181
   India                      Pearl Engineering Polymers          31,3             A182
                              Ltd.
   India                      Senpet Ltd                          22,2             A183
   India                      Futura Polymers Ltd.                0                A184
   India                      South Asian Petrochem Ltd           106,5            A585
   India                      Tutte le altre società              41,3             A999
   14
           Commissione europea, Direzione Generale del Commercio, Direzione H, J-79 5/17, B-1049 Bruxelles.
IT                                                    41                                                    IT
 ---pagebreak---    3. Qualora le merci siano state danneggiate prima dell'immissione in libera pratica e, di
   conseguenza, il prezzo effettivamente pagato o pagabile sia ridotto proporzionalmente ai fini
   della determinazione del valore in dogana conformemente all'articolo 145 del regolamento
   (CEE) n. 2454/93 della Commissione15, l'importo del dazio compensativo, calcolato sulla base
   dell'importo summenzionato, è ridotto di una percentuale corrispondente alla riduzione del
   prezzo effettivamente pagato o pagabile.
   4. In deroga alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2, il dazio compensativo definitivo non si
   applica alle importazioni immesse in libera pratica in conformità dell'articolo 2.
   5. Se non altrimenti specificato, le disposizioni in vigore relative ai dazi doganali restano
   valide.
                                                  Articolo 2
   1.      Le importazioni del prodotto fabbricato ed esportato direttamente (cioè fatturato e
   spedito) ad una società operante come importatore nella Comunità dalle società di cui al
   paragrafo 3 sono esenti dai dazi compensativi istituiti all'articolo 1, a condizione che siano
   dichiarate al codice addizionale TARIC appropriato e che sussistano i requisiti di cui al
   paragrafo 2.
   2.      Al momento della richiesta di immissione in libera pratica, l'esenzione dal dazio è
   subordinata alla presentazione ai servizi doganali degli Stati membri interessati di una fattura
   valida corrispondente all'impegno rilasciata da una delle società esportatrici di cui al
   paragrafo 3, contenente gli elementi fondamentali elencati in allegato. Per poter beneficiare
   dell'esenzione dal dazio, inoltre, i prodotti dichiarati e presentati in dogana devono
   corrispondere esattamente alla descrizione della fattura corrispondente all'impegno.
   3.      Le importazioni accompagnate da una fattura corrispondente ad un impegno vengono
   dichiarate nei seguenti codici addizionali Taric:
   Paese                     Società                                Codice addizionale
                                                                    TARIC
   India                     Pearl Engineering Polymers A182
                             Ltd
   India                     Reliance Industries Ltd                A181
   India                     South Asian Petrochem Ltd              A585
   15
           GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
           2286/2003 del Consiglio (GU L 343 del 31.12.2003, pag. 1).
IT                                                    42                                              IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 3
   Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
   ufficiale dell'Unione europea.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles,
                                                Per il Consiglio
                                                Il presidente
IT                                                43                                              IT
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO
   Elementi da indicare nella fattura corrispondente all'impegno di cui all'articolo 2, paragrafo 2:
   1. Il numero della fattura corrispondente all'impegno
   2. Il codice addizionale Taric con il quale le merci figuranti nella fattura possono essere
   sdoganate alla frontiera comunitaria (come specificato nel regolamento),
   3. La descrizione esatta delle merci, compresi:
   il numero di codice del prodotto (quale figura nell'impegno offerto dal produttore esportatore
   in questione).
   — il codice NC,
   - il quantitativo (indicato in unità).
   4. Descrizione delle condizioni di vendita, compresi:
   il prezzo unitario,
   — le condizioni di pagamento applicabili,
   — i termini di consegna applicabili,
   sconti e riduzioni complessivi.
   5. Nome della società operante come importatore alla quale la società ha rilasciato
   direttamente la fattura.
   6. Il nome del responsabile della società che ha emesso la fattura corrispondente all'impegno,
   seguito dalla seguente dichiarazione firmata:
   "Il sottoscritto certifica che la vendita per l’esportazione diretta nella Comunità europea delle
   merci coperte dalla presente fattura è effettuata nell’ambito e alle condizioni dell’impegno
   offerto da … [nome della società] e accettato dalla Commissione europea con la decisione
   2000/745/CE. Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute sulla presente fattura sono
   complete ed esatte.”
IT                                                   44                                              IT