CELEX: 61976CJ0041
Language: it
Date: 1976-12-15
Title: Sentenza della Corte del 15 dicembre 1976. # Suzanne Donckerwolcke, in Criel, e Henri Schou contro Procureur de la République au tribunal de grande instance de Lille e Directeur général des douanes et droits indirects. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Cour d'appel de Douai - Francia. # Libera pratica. # Causa 41-76.

Avis juridique important

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61976J0041

SENTENZA DELLA CORTE DEL 15 DICEMBRE 1976.  -  SUZANNE DONCKERWOLCKE, IN CRIEL E HENRI SCHOU CONTRO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE DI LILLE E DIRETTORE GENERALE DELLE DOGANE E IMPOSTE DIRETTE.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA COUR D'APPEL DI DOUAI).  -  CAUSA 41/76.  

raccolta della giurisprudenza 1976 pagina 01921 edizione speciale greca pagina 00719 edizione speciale portoghese pagina 00781 edizione speciale spagnola pagina 00667 edizione speciale svedese pagina 00247 edizione speciale finlandese pagina 00257

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE - ABOLIZIONE - AMBITO D ' APPLICAZIONE - MERCI MESSE IN LIBERA PRATICA NELLA COMUNITA  ( TRATTATO CEE , ARTT . 9 E 30 )   2 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE - ABOLIZIONE - RELAZIONI INTRACOMUNITARIE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE - NOZIONE   ( TRATTATO CEE , ARTT . 9 E 30 )   3 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - DEROGHE - INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA   ( TRATTATO CEE , ART . 115 )   4 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE - ABOLIZIONE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - MERCI IN LIBERA PRATICA - DICHIARAZIONE IN DOGANA - PAESE D ' ORIGINE - INDICAZIONE - ESIGENZA DELLO STATO MEMBRO IMPORTATORE - LICEITA - CONDIZIONI   ( TRATTATO CEE , ARTT . 30 E 115 )   5 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - ABOLIZIONE - MERCI ORIGINARIE DI UN PAESE TERZO - LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO - IMPORTAZIONE IN UN ALTRO STATO MEMBRO - LICENZA - IMPOSIZIONE IN VISTA DELL ' EVENTUALE APPLICAZIONE DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO CEE - PERIODO TRANSITORIO - LICEITA - CONDIZIONI - PRINCIPIO DELLO ' STAND-STILL '  - GIUDICI NAZIONALI - OBBLIGHI   ( TRATTATO CEE , ARTT . 8 , 30 , 31 , 32 E 115 )    

Massima

1 . LE DISPOSIZIONI DELL ' ART . 30 , RELATIVE ALLA SOPPRESSIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DI OGNI ALTRA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE SI APPLICANO INDISTINTAMENTE AI PRODOTTI DI ORIGINE COMUNITARIA E A QUELLI MESSI IN LIBERA PRATICA IN UNO DEGLI STATI MEMBRI , INDIPENDENTEMENTE DALLA PROVENIENZA ORIGINARIA DEI PRODOTTI STESSI .   2 . OGNI NORMATIVA COMMERCIALE DEGLI STATI MEMBRI CHE POSSA OSTACOLARE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE , IN ATTO O IN POTENZA , GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI VA CONSIDERATA COME UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE . L ' ART . 30 DEL TRATTATO CEE OSTA ALL ' APPLICAZIONE , NEI RAPPORTI INTRACOMUNITARI , DI NORME INTERNE LE QUALI TUTTORA IMPONGANO , SIA PURE SOLO COME FORMALITA , LA CONDIZIONE DELLA LICENZA DI IMPORTAZIONE O ALTRA CONDIZIONE SIMILE . INOLTRE IL N . 2 DELL ' ART . 9 ESCLUDE OGNI PRATICA AMMINISTRATIVA CHE CREI DIFFERENZE DI REGIME CIRCOLATORIO TRA PRODOTTI A SECONDA CHE SIANO DI ORIGINE COMUNITARIA OVVERO DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , MA MESSI IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO .   3 . LE DEROGHE AMMESSE DALL ' ART . 115 , DATO CHE COSTITUISCONO NON SOLO UN ' ECCEZIONE ALLE DISPOSIZIONI DEGLI ARTT . 9 E 30 DEL TRATTATO - I QUALI SONO DI IMPORTANZA FONDAMENTALE PER IL MERCATO COMUNE - MA ANCHE UN OSTACOLO PER L ' INSTAURAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE CONTEMPLATA DALL ' ART . 113 , VANNO INTERPRETATE AD APPLICATE IN MODO RESTRITTIVO .   4 . L ' OBBLIGO , IMPOSTO DALLO STATO MEMBRO IMPORTATORE , DI INDICARE NELLA DICHIARAZIONE DOGANALE IL PAESE D ' ORIGINE PER I PRODOTTI IN LIBERA PRATICA NELLA COMUNITA - LA CUI CONDIZIONE SIA COMPROVATA DAL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE COMUNITARIO - NON COSTITUISCE DI PER SE UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , PURCHE LE MERCI IN QUESTIONE SIANO OGGETTO DI PROVVEDIMENTI DI POLITICA COMMERCIALE ADOTTATI DALLO STATO IMPORTATORE IN CONFORMITA CON IL TRATTATO . TALE OBBLIGO E TUTTAVIA IN CONTRASTO CON L ' ART . 30 DEL TRATTATO SE SI CHIEDE ALL ' IMPORTATORE DI DICHIARARE , QUANTO ALL ' ORIGINE , PIU DI QUANTO GLI E NOTO O PUO RAGIONEVOLMENTE ESSERGLI NOTO , OPPURE SE L ' OMESSA O INESATTA DICHIARAZIONE IMPLICA UNA SANZIONE ECCESSIVA IN RELAZIONE ALL ' INDOLE DELL ' INFRAZIONE , DI CARATTERE PURAMENTE AMMINISTRATIVO . OGNI MISURA AMMINISTRATIVA O REPRESSIVA ESULANTE DAI LIMITI DI QUANTO E STRETTAMENTE NECESSARIO ALLO STATO MEMBRO IMPORTATORE PER ACQUISIRE INFORMAZIONI RAGIONEVOLMENTE ESAURIENTI ED ATTENDIBILI SUL MOVIMENTO DELLE MERCI OGGETTO DI SPECIALI MISURE DI POLITICA COMMERCIALE , VA CONSIDERATO MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , VIETATA DAL TRATTATO .   5 . DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO , UNA DISCIPLINA NAZIONALE CHE PRESCRIVESSE UNA LICENZA , PER L ' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI PROVENIENTI DA UNO STATO MEMBRO , IN CUI SI TROVAVANO IN LIBERA PRATICA E DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , IN VISTA DELL ' APPLICAZIONE EVENTUALE E FUTURA DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO , NON COSTITUIVA UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA VIETATA , A CONDIZIONE CHE L ' IMPOSIZIONE NON COSTITUISSE UN INASPRIMENTO DEL REGIME DA APPLICARSI ALL ' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO . SPETTA AL GIUDICE NAZIONALE LO STABILIRE SE CIO SI VERIFICHI NELLE CAUSE SULLE QUALI DEVE STATUIRE .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 41-76 , AVENTE AD OGGETTO UNA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , AI SENSI DALL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE DALLA COUR D ' APPEL DI DOUAI NELLA CAUSA DINANZI AD ESSA PENDENTE TRA  SUZANNE DONCKERWOLCKE , IN CRIEL , AMMINISTRATRICE DI SOCIETA , RESIDENTE IN HEUSDEN ( BELGIO ), E  HENRI SCHOU , ESPORTATORE , AMMINISTRATORE DI SOCIETA , RESIDENTE IN SAINT-DENIS- WESTREM ( BELGIO )   IMPUTATI  E IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE DI LILLA E IL DIRETTORE GENERALE DELLE DOGANE E IMPOSTE DIRETTE DI PARIGI ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELLA NOZIONE DI MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' IMPORTAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT . 30 E SEGG . DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 7 APRILE 1976 , REGISTRATA NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 13 MAGGIO SUCCESSIVO , LA CORTE D ' APPELLO DI DOUAI HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO , DUE QUESTIONI RELATIVE ALL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 9 , 30 E 115 DEL TRATTATO , IN QUANTO CONCERNENTI LA SOPPRESSIONE DELLE RESTRIZIONI ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI ALL ' INTERNO DELLA COMUNITA NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI PROVENIENTI DA PAESI TERZI , MESSI IN LIBERA PRATICA IN UNO DEGLI STATI MEMBRI .    2 DALLA SENTENZA DI RINVIO SI DESUME CHE GLI IMPUTATI NELLA CAUSA PRINCIPALE , COMMERCIANTI RESIDENTI IN BELGIO , NEL 1969 E NEL 1970 HANNO IMPORTATO IN FRANCIA DALLA SIRIA E DAL LIBANO TESSUTI DI FIBRE SINTETICHE E SACCHI DA IMBALLAGGIO , REGOLARMENTE MESSI IN LIBERA PRATICA IN BELGIO ED INTRODOTTI POI IN FRANCIA MUNITI DI CERTIFICATI DI CIRCOLAZIONE COMUNITARIA DD 1 , RILASCIATI DALLE AUTORITA DOGANALI BELGHE .    3 E ASSODATO CHE TALI CERTIFICATI DI CIRCOLAZIONE , CHE ATTESTANO CHE IL PRODOTTO SI TROVA REGOLARMENTE IN LIBERA PRATICA , AI SENSI DELL ' ART . 9 , N . 2 DEL TRATTATO , NON COMPORTANO ALCUNA INDICAZIONE CIRCA LA PROVENIENZA ORIGINARIA DEL PRODOTTO .    4 PER LO SDOGANAMENTO IN FRANCIA , SU UN DOCUMENTO DELL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE FRANCESE ( D 3 ) ERA STATO DICHIARATO CHE LA MERCE PROVENIVA DALL ' UNIONE ECONOMICA BELGO-LUSSEMBURGHESE , TERRITORIO NEL QUALE ERA STATA MESSA IN LIBERA PRATICA .    5 L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE FRANCESE AVEVA ACCERTATO LA PROVENIENZA ORIGINARIA DELLE MERCI , IL CHE AVEVA PROVOCATO LA CONDANNA DEGLI APPELLANTI ( CON SENTENZA 19 GIUGNO 1975 DEL TRIBUNAL CORRECTIONNEL DI LILLA ) PER CONTRAVVENZIONE ALLA DISCIPLINA DOGANALE , A PENE DETENTIVE DI UNO E TRE MESI , RISPETTIVAMENTE , CON SOSPENSIONE CONDIZIONALE E AD UNA AMMENDA PARI AL VALORE DELLA MERCE IMPORTATA , A TITOLO DI COMPENSAZIONE PER LA MANCATA CONFISCA , NONCHE AD UN ' AMMENDA SUPPLEMENTARE PARI AL DOPPIO DEL VALORE DELLE MERCI STESSE .    6 DAL FASCICOLO RISULTA CHE LA LEGISLAZIONE FRANCESE , PER I PRODOTTI NON ANCORA SOGGETTI ALLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE , CONTEMPLA PROVVEDIMENTI DI SORVEGLIANZA DOGANALE CHE OBBLIGANO L ' IMPORTATORE , SE I PRODOTTI GODONO DEL REGIME DI LIBERA PRATICA IN VIRTU DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO , A DICHIARARE SUL MODULO D 3 NON SOLO LA NAZIONE IN CUI IL PRODOTTO E STATO MESSO IN LIBERA PRATICA , MA ANCHE LA SUA PROVENIENZA ORIGINARIA .    7 TALI DICHIARAZIONI , CONNESSE AL RILASCIO DI LICENZE D ' IMPORTAZIONE , CONSENTONO ALLE AUTORITA NAZIONALI DI SEGUIRE L ' ANDAMENTO DELLE IMPORTAZIONI DEI PRODOTTI SOTTO SORVEGLIANZA E DI ACCERTARE EVENTUALI SVIAMENTI DI TRAFFICO , ONDE FAR AUTORIZZARE DALLA COMMISSIONE L ' ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI DI SALVAGUARDIA A NORMA DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO .    8 SULLA BASE DI QUESTA SITUAZIONE DI FATTO E DI DIRITTO , LA CORTE D ' APPELLO HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE LE SEGUENTI QUESTIONI :    ' 1 . SE COSTITUISCA UNA MISURA EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA IL FATTO CHE LO STATO MEMBRO IMPORTATORE ESIGA L ' INDICAZIONE DEL PAESE D ' ORIGINE SUL DOCUMENTO DI DICHIARAZIONE DOGANALE , PER LE MERCI IN REGIME DI LIBERA PRATICA IL CUI STATUTO COMUNITARIO E ATTESTATO DAL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE NELL ' AMBITO DELLA COMUNITA .    2 . SE COSTITUISCA MISURA EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA :   A ) NEL CORSO DEL PERIODO TRANSITORIO ,   B ) DOPO LA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , E PIU PARTICOLARMENTE NEL PERIODO 1* GENNAIO - 2 GIUGNO 1970 ,   LA DISCIPLINA NAZIONALE CHE SUBORDINA AD UNA DOMANDA DI LICENZA L ' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI TESSILI PROVENIENTI DA UNO STATO MEMBRO IN CUI ESSI SONO IN LIBERA PRATICA ED ORIGINARI DI UN PAESE TERZO , IN VISTA DELL ' EVENTUALE APPLICAZIONE DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA . '   9 LE QUESTIONI VANNO ESAMINATE ANZITUTTO ALLA LUCE DELLE NORME VIGENTI DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO .   SUL REGIME DEL PERIODO DEFINITIVO   10/12 LE QUESTIONI VERTONO SULLA DISCIPLINA VIGENTE PER I PRODOTTI ORIGINARI DEI PAESI TERZI , NON ANCORA SOGGETTI A DISPOSIZIONI COMUNI DI POLITICA COMMERCIALE E CHE , MESSI IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO , VENGONO RIESPORTATI IN UN ALTRO STATO MEMBRO . PIU SPECIALMENTE ESSE RIGUARDANO LA COMPATIBILITA CON IL TRATTATO DI PROVVEDIMENTI DI SORVEGLIANZA ADOTTATI UNILATERALMENTE DALLO STATO IMPORTATORE PRIMA CHE GLI SIA CONCESSO , A NORMA DELL ' ART . 115 , 2* COMMA , SECONDA FRASE , DI DEROGARE ALLE NORME SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE INTRACOMUNITARIA . I PROVVEDIMENTI DI SORVEGLIANZA NELLA FATTISPECIE CONSISTONO NELL ' OBBLIGO IMPOSTO ALL ' IMPORTATORE DI DICHIARARE LA PROVENIENZA ORIGINARIA DEL PRODOTTO IMPORTATO E DI CHIEDERE UNA LICENZA D ' IMPORTAZIONE .    13 IL PROBLEMA VA RISOLTO ISPIRANDOSI ALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO RELATIVE ALL ' UNIONE DOGANALE E A QUELLE , STRETTAMENTE CONNESSE , SULLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE .    14/16 L ' ART . 9 DEL TRATTATO STABILISCE CHE LA COMUNITA E FONDATA SOPRA UN ' UNIONE DOGANALE CHE SI ESTENDE AL COMPLESSO DEGLI SCAMBI DI MERCI TRA GLI STATI MEMBRI . A NORMA DELL ' ART . 2 DELLO STESSO ARTICOLO , I PROVVEDIMENTI CONTEMPLATI PER LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI SI APPLICANO IN MODO IDENTICO AI PRODOTTI ORIGINARI DEGLI STATI MEMBRI E AI PRODOTTI PROVENIENTI DA PAESI TERZI CHE SI TROVINO IN ' LIBERA PRATICA '  NELLA COMUNITA . PER PRODOTTI IN LIBERA PRATICA SI DEVONO INTENDERE I PRODOTTI , ORIGINARI DI UNO STATO TERZO , REGOLARMENTE IMPORTATI IN UNO STATO MEMBRO ALLE CONDIZIONI PRESCRITTE DALL ' ART . 10 .    17/20 DALL ' ART . 9 SI DESUME CHE , PER QUEL CHE RIGUARDA LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI ALL ' INTERNO DELLA COMUNITA , I PRODOTTI MESSI IN LIBERA PRATICA SONO TOTALMENTE E DEFINITIVAMENTE ASSIMILATI AI PRODOTTI D ' ORIGINE COMUNITARIA . CONSEGUENZA DI TALE ASSIMILAZIONE E IL FATTO CHE LE DISPOSIZIONI DELL ' ART . 30 , RELATIVE ALLA SOPPRESSIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DI OGNI ALTRA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE , SI APPLICANO INDISTINTAMENTE AI PRODOTTI DI ORIGINE COMUNITARIA E A QUELLI MESSI IN LIBERA PRATICA IN UNO DEGLI STATI MEMBRI , INDIPENDENTEMENTE DALLA PROVENIENZA ORIGINARIA DEI PRODOTTI STESSI . OGNI NORMATIVA COMMERCIALE DEGLI STATI MEMBRI CHE POSSA OSTACOLARE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE , IN ATTO O IN POTENZA , GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI VA CONSIDERATA COME UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE . LA SUDDETTA DISPOSIZIONE NON CONSENTE QUINDI CHE , NEI RAPPORTI INTRACOMUNITARI , VENGANO APPLICATE NORME INTERNE LE QUALI TUTTORA IMPONGANO , SIA PURE SOLO COME FORMALITA , LA CONDIZIONE DELLA LICENZA DI IMPORTAZIONE O ALTRA CONDIZIONE SIMILE .    21/23 INOLTRE IL N . 2 DELL ' ART . 9 ESCLUDE OGNI PRATICA AMMINISTRATIVA CHE CREI DIFFERENZE DI REGIME CIRCOLATORIO TRA PRODOTTI A SECONDA CHE SIANO DI ORIGINE COMUNITARIA OVVERO DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , MA MESSI IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO , DATO CHE LE DUE CATEGORIE DI PRODOTTI SONO INDISTINTAMENTE FUSE IN UN IDENTICO REGIME DI LIBERA CIRCOLAZIONE . PER QUESTO MOTIVO IL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DD 1 , CREATO MEDIANTE LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 5 DICEMBRE 1960 ( GU 1961 , PAG . 29 ) E DESTINATO AD ACCOMPAGNARE LE MERCI CHE PRESENTANO I PRESUPPOSTI PRESCRITTI PER L ' APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO RELATIVE ALLA SOPPRESSIONE TRA STATI MEMBRI DEI DAZI DOGANALI E DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE NONCHE DI OGNI ALTRA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE , NON COMPORTA ALCUNA INDICAZIONE SULLA PROVENIENZA ORIGINARIA DEI PRODOTTI . NELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO TALE DOCUMENTO - DA SOLO , SENZA ALCUN PROVVEDIMENTO INTERNO COMPLEMENTARE - DEVE GARANTIRE ALL ' OPERATORE ECONOMICO IL VANTAGGIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI CHE ESSO ACCOMPAGNA .    24/26 DAL SISTEMA DEL TRATTATO SI DESUME PERO CHE L ' APPLICAZIONE DEI PRINCIPI SUESPOSTI PRESUPPONE L ' INSTAURAZIONE DI UNA POLITICA COMMERCIALE COMUNE . IN REALTA , L ' ASSIMILAZIONE TRA PRODOTTI COMUNITARI E MERCI IN LIBERA PRATICA PUO ESSERE PIENAMENTE EFFICACE SOLO SE PER QUESTE ULTIME VALGONO LE STESSE CONDIZIONI DI IMPORTAZIONE , DOGANALI E COMMERCIALI , INDIPENDENTEMENTE DALLO STATO MEMBRO NEL QUALE E STATA EFFETTUATA LA MESSA IN LIBERA PRATICA . A NORMA DELL ' ART . 113 DEL TRATTATO TALE UNIFICAZIONE AVREBBE DOVUTO REALIZZARSI AL TERMINE DEL PERIODO TRANSITORIO , GRAZIE ALL ' INSTAURAZIONE DI UNA POLITICA COMMERCIALE COMUNE , FONDATA SU PRINCIPI UNIFORMI .    27/29 UNITAMENTE AD ALTRI FATTORI , LE LACUNE ESISTENTI IN MATERIA DI POLITICA COMMERCIALE COMUNE ALLA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO SONO TALI DA CONSERVARE , TRA GLI STATI MEMBRI , DIVARI DI POLITICA COMMERCIALE CHE POSSONO DARE ORIGINE A SVIAMENTI DI TRAFFICO O PROVOCARE DISAGI ECONOMICI IN ALCUNI STATI MEMBRI . L ' ART . 115 CONSENTE DI FAR FRONTE AD INCONVENIENTI DEL GENERE IN QUANTO CONFERISCE ALLA COMMISSIONE LA FACOLTA DI AUTORIZZARE GLI STATI MEMBRI AD ADOTTARE MISURE DI TUTELA , SPECIE IN FORMA DI DEROGHE AL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE , ALL ' INTERNO DELLA COMUNITA , DEI PRODOTTI D ' ORIGINE EXTRACOMUNITARIA MESSI IN LIBERA PRATICA IN UNO DEGLI STATI MEMBRI . LE DEROGHE AMMESSE DALL ' ART . 115 , DATO CHE COSTITUISCONO NON SOLO UN ' ECCEZIONE ALLE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI 9 E 30 DEL TRATTATO - I QUALI SONO DI IMPORTANZA FONDAMENTALE PER IL MERCATO COMUNE - MA ANCHE UN OSTACOLO PER L ' INSTAURAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE CONTEMPLATA DALL ' ART . 113 , VANNO TUTTAVIA INTERPRETATE ED APPLICATE IN MODO RESTRITTIVO .    30/32 I ' PROVVEDIMENTI DI SORVEGLIANZA '  ILLUSTRATI PIU SOPRA VANNO VAGLIATI , QUANTO ALLA LORO COMPATIBILITA CON LE NORME RELATIVE ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI ALL ' INTERNO DELLA COMUNITA , ALLA LUCE DI DETTA INTERPRETAZIONE . SI DEVE SOTTOLINEARE , ANZITUTTO , QUANTO ALLA SFERA DI APPLICAZIONE DI TALI DISPOSIZIONI , CHE IN VIRTU DELL ' ART . 115 , LIMITAZIONI ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE INTRACOMUNITARIA DELLE MERCI IN LIBERA PRATICA POSSONO ESSERE IMPOSTE SOLO IN FORZA DI PROVVEDIMENTI DI POLITICA COMMERCIALE ADOTTATI DAGLI STATI MEMBRI IN CONFORMITA CON IL TRATTATO . POICHE L ' ART . 113 , N . 1 , HA CONFERITO ALLA COMUNITA UNA COMPETENZA GENERALE IN MATERIA DI POLITICA COMMERCIALE , I PROVVEDIMENTI DI POLITICA COMMERCIALE D ' INDOLE NAZIONALE SONO AMMISSIBILI , DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO , SOLO SE SPECIFICAMENTE AUTORIZZATI DALLA COMUNITA .    33/35 ENTRO QUESTI LIMITI NON E VIETATO AGLI STATI MEMBRI DI RICHIEDERE ALL ' IMPORTATORE LA DICHIARAZIONE DELLA PROVENIENZA ORIGINARIA DI UNA MERCE , ANCHE SE GIA MESSA IN LIBERA PRATICA IN UN ALTRO STATO MEMBRO E ACCOMPAGNATA DAL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE COMUNITARIO . IN QUESTE CONDIZIONI SI PUO AMMETTERE CHE LA CONOSCENZA DI DETTA PROVENIENZA SIA NECESSARIA TANTO ALLO STATO MEMBRO , ONDE CONSENTIRGLI DI DECIDERE LA PORTATA DELLE MISURE DI POLITICA COMMERCIALE CHE ESSO PUO ADOTTARE CONFORMEMENTE AL TRATTATO , QUANTO ALLA COMMISSIONE , ONDE ESERCITARE IL POTERE DI CONTROLLO E DI DECISIONE CHE LE CONFERISCE L ' ART . 115 . GLI STATI MEMBRI , TUTTAVIA , POSSONO SOLTANTO IMPORRE IN PROPOSITO ALL ' IMPORTATORE DI DENUNCIARE LA PROVENIENZA ORIGINARIA DI UN PRODOTTO NEI LIMITI IN CUI GLI E NOTA O PUO ESSERGLI RAGIONEVOLMENTE NOTA .    36/39 INOLTRE L ' EVENTUALE INOSSERVANZA , DA PARTE DELL ' IMPORTATORE , DELL ' OBBLIGO DI DENUNCIA DELLA PROVENIENZA ORIGINARIA DELLA MERCE NON PUO COMPORTARE L ' APPLICAZIONE DI SANZIONI ECCESSIVE , TENUTO CONTO DELL ' INDOLE PURAMENTE AMMINISTRATIVA DELL ' INFRAZIONE . SOTTO QUESTO ASPETTO , E INDUBBIAMENTE INCOMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO , IN QUANTO EQUIVALE AD UN OSTACOLO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI , LA CONFISCA DELLA MERCE OD OGNI ALTRA SANZIONE PECUNIARIA STABILITA IN FUNZIONE DEL VALORE DELLA MERCE STESSA . IN LINEA GENERALE , OGNI MISURA AMMINISTRATIVA O REPRESSIVA ESULANTE DAI LIMITI DI QUANTO E STRETTAMENTE NECESSARIO ALLO STATO MEMBRO IMPORTATORE PER ACQUISIRE INFORMAZIONI RAGIONEVOLMENTE ESAURIENTI ED ATTENDIBILI SUL MOVIMENTO DELLE MERCI OGGETTO DI SPECIALI MISURE DI POLITICA COMMERCIALE , VA CONSIDERATO MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , VIETATA DAL TRATTATO . A MAGGIOR RAGIONE E INCOMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO L ' ESIGERE UNA LICENZA D ' IMPORTAZIONE PER L ' INTRODUZIONE IN UNO STATO MEMBRO DI MERCI GIA IN LIBERA PRATICA IN UN ALTRO STATO MEMBRO , FINCHE ALMENO TALI MERCI NON COSTITUISCANO OGGETTO DI UNA DEROGA DEBITAMENTE AUTORIZZATA DALLA COMMISSIONE A NORMA DELL ' ART . 115 , 1* COMMA , SECONDO INCISO .    40 SE NE CONCLUDE CHE IL RIFIUTO DI RILASCIARE UNA LICENZA D ' IMPORTAZIONE , COME PROVVEDIMENTO CONSERVATIVO , IN PREVISIONE DELL ' APPLICAZIONE EVENTUALE DELL ' ART . 115 , RAPPRESENTA UNA RESTRIZIONE INCOMPATIBILE CON L ' ART . 30 DEL TRATTATO .    41/42 SI DEVE QUINDI RISOLVERE LA PRIMA QUESTIONE NEL SENSO CHE L ' OBBLIGO D ' INDICARE IL PAESE D ' ORIGINE SULLA DICHIARAZIONE DOGANALE , IMPOSTO DALLO STATO MEMBRO IMPORTATORE , PER I PRODOTTI IN LIBERA PRATICA NELLA COMUNITA - LA CUI SITUAZIONE E COMPROVATA DAL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE COMUNITARIO - NON COSTITUISCE DI PER SE UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , PURCHE LE MERCI SIANO OGGETTO DI PROVVEDIMENTI DI POLITICA COMMERCIALE ADOTTATI DALLO STATO IMPORTATORE IN CONFORMITA CON IL TRATTATO . TALE OBBLIGO SAREBBE PERO VIETATO A NORMA DELL ' ART . 30 DEL TRATTATO SE SI CHIEDESSE ALL ' IMPORTATORE DI DICHIARARE , QUANTO ALL ' ORIGINE , PIU DI QUANTO GLI E NOTO O PUO RAGIONEVOLMENTE ESSERGLI NOTO , OPPURE SE L ' OMESSA O INESATTA DICHIARAZIONE IMPLICASSE UNA SANZIONE ECCESSIVA IN RELAZIONE ALL ' INDOLE DELL ' INFRAZIONE , DI CARATTERE PURAMENTE AMMINISTRATIVO .    43 SI DEVE RISOLVERE LA SECONDA QUESTIONE NEL SENSO CHE UNA DISCIPLINA NAZIONALE CHE PRESCRIVA UNA LICENZA PER L ' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI PROVENIENTI DA UNO STATO MEMBRO , IN CUI SI TROVANO IN LIBERA PRATICA , E DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , IN VISTA DELL ' APPLICAZIONE EVENTUALE E FUTURA ALL ' ART . 115 DEL TRATTATO , RAPPRESENTA IN OGNI CASO UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA VIETATA DALL ' ART . 30 DEL TRATTATO .   SUL REGIME DEL PERIODO TRANSITORIO   44 DATO CHE LE IMPORTAZIONI CHE HANNO DATO LUOGO ALLA CONDANNA DEGLI APPELLANTI SONO IN PARTE ANTERIORI AL 1* GENNAIO 1970 , DATA DI SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO , IL GIUDICE PROPONENTE CHIEDE CHE SI INDICHI IN QUALI LIMITI , DURANTE QUESTO PERIODO , UNA DISCIPLINA NAZIONALE CHE PRESCRIVESSE UNA LICENZA PER L ' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI PROVENIENTI DA UNO STATO MEMBRO , IN CUI SI TROVAVANO IN LIBERA PRATICA , E DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , IN VISTA DELL ' APPLICAZIONE EVENTUALE E FUTURA DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO CEE , COSTITUISSE UNA MISURA EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE .    45/47 IN VIRTU DEL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTT . 30-35 E DELL ' ART . 8 , N . 7 , DEL TRATTATO , LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ED OGNI ALTRA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE AVREBBERO DOVUTO VENIR GRADUALMENTE SOPPRESSE , NEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI , DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO , FINO A GIUNGERE ALL ' ABOLIZIONE COMPLETA ALLA SCADENZA DI DETTO PERIODO . PRIMA DI DETTA SCADENZA GLI STATI MEMBRI POTEVANO PERCIO CONSERVARE , PUR SE A TITOLO MERAMENTE RESIDUO , MISURE RESTRITTIVE PER L ' INTERSCAMBIO COMUNITARIO . PER LO STESSO PERIODO IL TRATTATO NON AVEVA ANCORA STABILITO COME SCOPO L ' INSTAURAZIONE DI UNA POLITICA COMMERCIALE COMUNE , COSICCHE POTEVANO LEGITTIMAMENTE SUSSISTERE EVENTUALI DISPARITA TRA LE POLITICHE SEGUITE DAI VARI STATI MEMBRI IN MATERIA DI COMMERCIO ESTERO .    48/49 IN BASE ALLO SPIRITO DI TALI DISPOSIZIONI , IL SECONDO COMMA DELL ' ART . 115 CONSENTIVA AGLI STATI MEMBRI DI ADOTTARE UNILATERALMENTE , DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO , IN CASO D ' URGENZA , I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER OVVIARE AGLI SVIAMENTI DI TRAFFICO , A CONDIZIONE DI DARNE NOTIZIA AGLI ALTRI STATI MEMBRI E ALLA COMMISSIONE , CHE SI RISERVAVA IL DIRITTO DI IMPORRE LA MODIFICA O LA SOPPRESSIONE DEI PROVVEDIMENTI ADOTTATI UNILATERALMENTE . RISULTA QUINDI CHE , IN LINEA DI MASSIMA , L ' OBBLIGO IMPOSTO ALL ' IMPORTATORE DI UN PRODOTTO GIA POSTO IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO DIVERSO , DI RICHIEDERE EVENTUALMENTE UNA LICENZA ERA COMPATIBILE COL DIRITTO COMUNITARIO VIGENTE IN QUEL TEMPO .    50/52 GLI STATI MEMBRI , SOTTO QUESTO ASPETTO E NEL PERIODO IN ESAME , NON GODEVANO PERO DI POTERI DISCREZIONALI ILLIMITATI . IN VIRTU DEGLI ARTT . 31 E 32 DEL TRATTATO GLI STATI MEMBRI DOVEVANO INFATTI ASTENERSI DALL ' INTRODURRE NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE O MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE O DALL ' INASPRIRE I REGIMI VIGENTI ALL ' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO . SPETTA PERCIO AL GIUDICE NAZIONALE STABILIRE SE LE MISURE VIGENTI AL TEMPO DELLE IMPORTAZIONI LITIGIOSE , ALMENO PER QUELLE EFFETTUATE PRIMA DELLA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO , FOSSERO PIU RESTRITTIVE DI QUELLE VIGENTI AL 1* GENNAIO 1958 , DATA IN CUI E ENTRATO IN VIGORE IL TRATTATO .    53 LA QUESTIONE SOTTOPOSTA A QUESTA CORTE SI DEVE DUNQUE RISOLVERE NEL SENSO CHE , DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO , UNA DISCIPLINA NAZIONALE CHE PRESCRIVESSE UNA LICENZA , PER L ' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI PROVENIENTI DA UNO STATO MEMBRO IN CUI SI TROVAVANO IN LIBERA PRATICA , E DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , IN VISTA DELL ' APPLICAZIONE EVENTUALE E FUTURA DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO NON COSTITUIVA UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA VIETATA , A CONDIZIONE CHE L ' IMPOSIZIONE NON COSTITUISSE UN INASPRIMENTO DEL REGIME DA APPLICARSI ALL ' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  54/55 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FRANCESE E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON SONO RIPETIBILI . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO RIVESTE CARATTERE DI INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI ALLA CORTE D ' APPELLO DI DOUAI , CUI SPETTA QUINDI PRONUNCIARSI SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DALLA CORTE D ' APPELLO DI DOUAI CON SENTENZA 7 APRILE 1976 , AFFERMA PER DIRITTO :   1O L ' OBBLIGO , IMPOSTO DALLO STATO MEMBRO IMPORTATORE , DI INDICARE NELLA DICHIARAZIONE DOGANALE IL PAESE D ' ORIGINE PER I PRODOTTI IN LIBERA PRATICA NELLA COMUNITA - LA CUI CONDIZIONE SIA COMPROVATA DAL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE COMUNITARIO - NON COSTITUISCE DI PER SE UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , PURCHE LE MERCI IN QUESTIONE SIANO OGGETTO DI PROVVEDIMENTI DI POLITICA COMMERCIALE ADOTTATI DALLO STATO IMPORTATORE IN CONFORMITA CON IL TRATTATO .   TALE OBBLIGO E PERO IN CONTRASTO CON L ' ART . 30 DEL TRATTATO SE SI CHIEDE ALL ' IMPORTATORE DI DICHIARARE , QUANTO ALL ' ORIGINE , PIU DI QUANTO GLI E NOTO O PUO RAGIONEVOLMENTE ESSERGLI NOTO , OPPURE SE L ' OMESSA O INESATTA DICHIARAZIONE IMPLICA UNA SANZIONE ECCESSIVA IN RELAZIONE ALL ' INDOLE DELL ' INFRAZIONE , DI CARATTERE PURAMENTE AMMINISTRATIVO .   2O UNA DISCIPLINA NAZIONALE CHE PRESCRIVA UNA LICENZA PER L ' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI PROVENIENTI DA UNO STATO MEMBRO , IN CUI SI TROVANO IN LIBERA PRATICA , E DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , IN VISTA DELL ' APPLICAZIONE EVENTUALE E FUTURA DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO , RAPPRESENTA IN OGNI CASO UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA VIETATA DALL ' ART . 30 DEL TRATTATO .   DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO , UNA DISCIPLINA NAZIONALE CHE PRESCRIVESSE UNA LICENZA , PER L ' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI PROVENIENTI DA UNO STATO MEMBRO , IN CUI SI TROVAVANO IN LIBERA PRATICA E DI ORIGINE EXTRACOMUNITARIA , IN VISTA DELL ' APPLICAZIONE EVENTUALE E FUTURA DELL ' ART . 115 DEL TRATTATO , NON COSTITUIVA UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA VIETATA , A CONDIZIONE CHE L ' IMPOSIZIONE NON COSTITUISSE UN INASPRIMENTO DEL REGIME DA APPLICARSI ALL ' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO .