CELEX: 31995D1729
Language: it
Date: 1995-06-19 00:00:00
Title: 95/275/CE: Decisione n. 1729/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 giugno 1995, riguardante la proroga del programma «l' Europa contro l' Aids»

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31995D1729

95/275/CE: Decisione n. 1729/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 giugno 1995, riguardante la proroga del programma «l' Europa contro l' Aids»  

Gazzetta ufficiale n. L 168 del 18/07/1995 pag. 0001 - 0006

DECISIONE N. 1729/95/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOdel 19 giugno  1995riguardante la proroga del programma «l'Europa contro l'Aids» IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 129, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale (1), deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (2), visto il parere del Comitato delle regioni (3), considerando che il piano d'azione adottato con la decisione 91/317/CEE del Consiglio e dei  ministri della sanità degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio (4), del 4 giugno 1991, nel  quadro del programma «L'Europa contro l'AIDS», è scaduto alla fine del 1993; considerando che le conclusioni del Consiglio e dei ministri della sanità riuniti in sede di  Consiglio, del 27 maggio 1993, hanno sottolineato che è indispensabile continuare le attività del  programma «L'Europa contro l'AIDS», nel rispetto del principio di sussidiarietà; considerando che, a tal fine e onde evitare qualsiasi interruzione dell'azione comunitaria di lotta  contro l'AIDS, il programma in corso dovrebbe essere prorogato, a titolo eccezionale, fino al 1994  e al 1995, in attesa dell'adozione di un nuovo programma di azione pluriennale; considerando che nel prorogare il programma occorre tener conto del contenuto della comunicazione  della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo in ordine all'attuazione del piano d'azione  nel 1991-1992 nel quadro del programma «L'Europa contro l'AIDS», nonché della valutazione di cui  alla decisione 91/317/CEE, e degli elementi nuovi emersi in materia di lotta contro l'AIDS; considerando che le azioni di lotta contro l'AIDS a livello comunitario devono incoraggiare  prioritariamente la cooperazione tra gli Stati membri e, se necessario, appoggiare la loro azione  in questo settore; considerando che nella risoluzione del 13 dicembre 1993 (5) il Consiglio ha delineato orientamenti  di cui bisogna tener conto per la continuazione del programma, DECIDONO: Articolo 11. Il programma «L'Europa contro l'AIDS» è prorogato per due anni  fino al 31 dicembre 1995. 2. La Commissione, in stretta collaborazione con le competenti autorità degli Stati membri, attua  il piano d'azione 1994-1995 riportato nell'allegato I, secondo le modalità previste all'articolo 1  della decisione 91/317/CEE, tenendo pienamente conto degli orientamenti riportati nell'allegato  II. Articolo 2Gli stanziamenti destinati alle attività previste per il programma di cui all'articolo  1 sono adottati nell'ambito della procedura di bilancio. Articolo 31. La Commissione, in collaborazione con il comitato consultivo di cui all'articolo 1,  paragrafo 1 della decisione 91/317/CEE, valuta sistematicamente le azioni intraprese e le priorità  definite. 2. Il Consiglio procede ad una valutazione dell'efficacia delle azioni intraprese. A tale scopo la Commissione presenta al Consiglio una relazione al termine dell'attuazione del  piano d'azione. Tale relazione è altresì trasmessa al Parlamento europeo. Fatto a Bruxelles, addì 19 giugno 1995. Per il Parlamento europeoIl PresidenteK. HAENSCHPer il ConsiglioIl PresidenteA.  MADELIN(1) GU n. C 133 del 16. 5. 1994, pag. 16. (2) Parere del Parlamento europeo del 17 dicembre 1993 (GU n. C 20 del 24. 1. 1994, pag. 501).  Posizione comune del Consiglio del 2 giugno 1994 (GU n. C 213 del 3. 8. 1994, pag. 22), decisione  del Parlamento europeo del 16 novembre 1994 (GU n. C 341 del 5. 12. 1994, pag. 76) e decisione del  Consiglio del 22 dicembre 1994. (3) GU n. C 217 del 6. 8. 1994, pag. 21. (4) GU n. L 175 del 4. 7. 1991, pag. 26. (5) GU n. C 15 del 18. 1. 1994, pag. 4.  ALLEGATO I PIANO D'AZIONE 1994-1995 AREA DI ATTIVITÀ 1 Valutazione delle conoscenze,  degli atteggiamenti e dei comportamenti del grande pubblico e di taluni gruppi obiettivo (persone  con abitudini o viventi in ambienti a rischio, emarginati), campagne di informazione e  sensibilizzazione di tale pubblico e di tali gruppi. Promozione e valutazione dei risultati delle indagini svolte negli Stati membri e a livello  comunitario sulle conoscenze, gli atteggiamenti e i comportamenti. Valutazione della necessità e della opportunità di intraprendere studi, per accrescere le  informazioni esistenti in settori particolari, a livello comunitario. Studi sulle campagne di informazione condotte presso il grande pubblico e gruppi obiettivo della  popolazione quali omosessuali e bisessuali, minoranze e migranti; divulgazione dei risultati;  incentivazione di scambi che consentano di raffrontare le esperienze degli Stati membri. Promozione di progressi metodologici per la misura dei cambiamenti intervenuti a livello di  conoscenze, atteggiamenti e comportamenti, e per la valutazione dell'impatto, su tali  comportamenti, delle misure di prevenzione adottate negli Stati membri. Elaborazione di strategie per accrescere il coordinamento e le connessioni tra le campagne condotte  negli Stati membri e di eventuali provvedimenti della Comunità che possono completare o contribuire  a queste campagne, compreso l'impiego dei media e la produzione di materiali specifici come quelli  destinati a rendere l'informazione facilmente accessibile per opinionisti e figure-guida. Promozione di provvedimenti miranti ad accrescere la comprensione e la consapevolezza della  popolazione riguardo ai problemi posti dall'epidemia alla società nel suo complesso, ai singoli e  alle famiglie direttamente colpite. Incentivazione dei meccanismi telefonici e informatizzati di risposta nella Comunità e di centri  che forniscono informazioni alla popolazione o a gruppi specifici; promozione degli scambi di  esperienze tra i responsabili di tali servizi. Diffusione dei dati relativi alle conoscenze, agli atteggiamenti e ai comportamenti, nonché di  quelli riguardanti le misure di prevenzione. AREA DI ATTIVITÀ 2 Provvedimenti per bambini e giovani Esame e scambio di informazioni  sull'educazione in materia di HIV/AIDS nelle scuole e in altri istituti di istruzione e di  formazione per giovani negli Stati membri e sul modo in cui detta educazione si inserisce nel  programma di educazione sessuale e di educazione sanitaria generale di questi istituti di  istruzione. Scambio di informazioni sui programmi di educazione in materia di HIV/AIDS destinati ai bambini e  ai giovani al di fuori del sistema scolastico e loro interazione con i programmi generali di  educazione sanitaria all'interno e all'esterno del sistema scolastico. Promozione di progetti pilota di educazione in materia di HIV/AIDS che si inseriscano nel contesto  generale dell'educazione sanitaria e della promozione generale della salute rivolta a bambini e  giovani all'interno e all'esterno del sistema scolastico, compresi i programmi specifici per le  minoranze. AREA DI ATTIVITÀ 3 Prevenzione della trasmissione dell'HIV tra alcuni gruppi e in ambienti  particolari Viaggi e turismo Studi e scambi di informazioni e di esperienze riguardanti i  problemi connessi con il turismo, con i viaggiatori all'interno della Comunità e in/da paesi terzi  e in zone di confine con paesi terzi; promozione di progetti pilota e reti con l'obiettivo di  svolgere un'azione preventiva in centri turistici, zone di frontiera e altri luoghi pertinenti. Carceri Esame e scambio di informazioni sui regimi attualmente applicati nella Comunità per i  soggetti sieropositivi o colpiti dall'AIDS in ambiente carcerario, e segnatamente sulle procedure  di ammissione, durante la detenzione e dopo la scarcerazione, sull'educazione dei detenuti, sulla  formazione del personale, nonché sulla possibilità di una prevenzione specifica e di provvedimenti  volti a ridurre effetti nefasti. Promozione, in cooperazione con gli Stati membri, di progetti pilota che tengano conto delle  normative e delle situazioni locali intesi ad elaborare nuovi metodi di assistenza sanitaria e di  aiuto per i sieropositivi e portatori di AIDS, riducendo il rischio della trasmissione di HIV e  migliorando la formazione del personale delle carceri. Tossicodipendenti per via parenterale Valutazione delle conoscenze, atteggiamenti e comportamenti  dei tossicodipendenti per via parenterale riguardo all'HIV/AIDS ed esame delle strategie di  prevenzione della contaminazione da HIV; scambio di informazioni e di esperienze sui metodi  riguardanti la fornitura di aghi e siringhe sicuri; valutazione del possibile ruolo dei programmi  terapeutici a base di metadone nella prevenzione della trasmissione dell'HIV; esame  dell'interazione dei provvedimenti adottati negli Stati membri per combattere la tossicodipendenza  con quelli relativi all'HIV/AIDS e conseguenze per l'epidemia. Donne esposte a particolari rischi di contaminazione da HIV Sintesi e scambio di informazioni  sulla situazione delle donne a particolare rischio di HIV negli Stati membri, comprese le  prostitute e le donne tossicodipendenti, nonché sulle azioni di prevenzione intraprese per questa  categoria; promozione di progetti pilota riguardanti la prevenzione e l'assistenza a favore di  gruppi e ambienti particolari. Trasmissione verticale dell'HIV dalla madre al figlio Esame e scambi d'informazioni sulla  trasmissione dell'HIV dalla madre al figlio negli Stati membri e sulla situazione dei bambini e dei  giovani sieropositivi e delle rispettive famiglie, segnatamente per quanto riguarda l'accesso agli  istituti d'istruzione, l'assunzione dell'onere delle spese e l'assistenza sociale e psicologica;  promozione di progetti pilota. Altri gruppi con abitudini a rischio Scambio di informazioni fra gli Stati membri sulle misure di  prevenzione per gruppi come i giovani di sesso maschile omosessuali o bisessuali; promozione di  progetti pilota. Sicurezza del sangue e dei derivati Continuazione degli sforzi per promuovere l'autosufficienza  della Comunità attraverso donazioni volontarie e non retribuite di sangue. Scambio di informazioni  tra gli Stati membri sui progressi fatti in materia e su conoscenze, atteggiamenti e comportamenti  delle persone per quanto riguarda le trasfusioni. AREA DI ATTIVITÀ 4 Assistenza sociale e psicologica Elaborazione e diffusione di manuali,  bollettini di informazione e guide aggiornate sulla prevenzione della trasmissione dell'HIV,  sull'assistenza sanitaria e sulla terapia, nonché sulle organizzazioni che forniscono informazioni  e supporto; promozione di reti di organizzazioni, soprattutto nel settore non governativo. Scambio di esperienze sui modelli di assistenza e di sostegno ai sieropositivi e agli ammalati di  AIDS, promozione di studi sugli aspetti psicosociali dell'HIV/AIDS. AREA DI ATTIVITÀ 5 Raccolta di dati relativi all'HIV/AIDS Adeguato supporto a sistemi di  monitoraggio epidemiologico negli Stati membri per migliorare la qualità e l'accessibilità dei dati  a livello comunitario; sostegno al centro europeo di sorveglianza epidemiologica dell'AIDS (Centro  di collaborazione OMS-CE di Parigi) per garantire un ulteriore sviluppo della sua attività di  meticolosa rilevazione dei dati a livello comunitario e di analisi degli stessi. Incentivazione degli sforzi per accrescere e migliorare la formazione epidemiologica in materia di  HIV/AIDS e in settori correlati nella Comunità, nonché di quelli volti a creare legami tra le  istituzioni responsabili negli Stati membri. Esame delle circostanze particolari e scambio di informazioni sui soggetti contaminati che restano  asintomatici per lunghi periodi; esame dei problemi riguardanti il ruolo delle altre malattie  coinvolte nell'AIDS. Scambio di informazioni sugli sviluppi significativi in ciascuno Stato membro e a livello  comunitario nell'evoluzione dell'epidemia e nei problemi connessi, compresi i problemi economici  quali il costo dei servizi ufficiali, nonché sui provvedimenti adottati per risolverli. AREA DI ATTIVITÀ 6 Misure volte a combattere la discriminazione nei riguardi delle persone  sieropositive, dei malati di AIDS e dell'ambiente circostante Analisi, a livello comunitario e in  cooperazione con gli Stati membri, delle situazioni discriminatorie esistenti o potenziali negli  Stati membri, in particolare nei settori del lavoro, dell'assicurazione, dell'alloggio,  dell'istruzione e del sistema sanitario. Analisi della situazione in ordine all'attuazione negli Stati membri delle disposizioni in materia  di lotta contro le discriminazioni, enunciate nella risoluzione del Consiglio e dei ministri della  sanità degli Stati membri del 22 dicembre 1989 (1); esame e scambio di informazioni, in  cooperazione con gli Stati membri, sulle misure adottate in questi ultimi per evitare o attenuare  le discriminazioni, soprattutto nei settori summenzionati. AREA DI ATTIVITÀ 7 Coordinamento con altri programmi riguardanti l'HIV/AIDS Promozione di stretti  collegamenti con altri programmi comunitari riguardanti l'HIV/AIDS, compresa la ricerca e  l'assistenza internazionale, e messa in risalto del valore aggiunto apportato dalla Comunità. (1) GU n. C 10 del 16. 1. 1990, pag. 3.  ALLEGATO II ORIENTAMENTI PER IL PERSEGUIMENTO DEL PIANO D'AZIONE 1991-1993 NEL QUADRO  DEL PROGRAMMA «L'EUROPA CONTRO L'AIDS» Gli orientamenti si basano sulla valutazione intermedia,  effettuata dal Consiglio in base alla relazione della Commissione, dell'attuazione del piano  d'azione nel 1991-1992. I. STRUTTURA DEL PROGRAMMA a) ObiettivoGarantire il sostegno della Comunità alle azioni attuate  dagli Stati membri nel quadro del programma. b) Miglioramenti- Rafforzare e valorizzare le risorse umane e finanziarie destinate al programma. - Garantire che il comitato consultivo assolva pienamente la sua funzione. - Rafforzare il coordinamento nel contempo con le strutture e i programmi nazionali, sia in seno  alla Commissione, in particolare per la ricerca, sia tra la Commissione e le organizzazioni  internazionali. II. VALUTAZIONE DEL PROGRAMMA a) ObiettivoMigliorare la trasparenza del meccanismo di decisione  e rafforzare la valutazione continua del programma in funzione dell'efficacia delle azioni  realizzate. b) Miglioramenti- Fissare criteri di selezione più precisi per il finanziamento di progetti. - Orientare i progetti scelti su obiettivi mirati e coerenti di carattere sociale e meno  specificamente medico. - Prevedere la valutazione continua di tutti i progetti. - Adattare il programma alle evoluzioni della malattia. - Informare gli Stati membri sull'insieme dei progetti.