CELEX: 51969PC0126
Language: it
Date: 1969-02-25
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla progressiva uniformazione degli accordi concernenti le relazioni commerciali dagli Stati membri con i paesi terzi ed alla negoziazione degli accordi comunitari (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (69) 126
Vol. 1969/0024
 ---pagebreak--- Disclaimer
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concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
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Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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 ---pagebreak---  COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                              COM(69)126 def.
                                              Bruxelles . 25 febbraio 1969
                                Proposta di
                          DECISIONE DEL CONSIGLIO
          relativa alla progressiva uniformazione degli accordi
         concernenti le relazioni commerciali dagli Stati membri
          con i paesi terzi ed alla negoziazione degli accordi
                                 comunitari
                 (presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM( 69) 126 def
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CONSIDERAZIONI GENERALI
1.     L' articolo 113 del Trattato che istituisce la Comunità Economica
Europea prevede che dopo lo spirare del periodo transitorio la politica
commerciale comune eia fondata su principi uniformi , specialmente per
quanto concerne talune materie ivi espressamente menzionate .
       E.' opportuno rilevare che la politica commerciale comune è già
realizzata nel settore doganale e realizzata in gran parte , in via autono­
ma, .nel settore agricolo . L' instaurazione di una politica comune ha com­
piuto inoltre nuovi progressi con l' adozione , da parte del Consiglio , dei
regolamenti di "base relativi alla difesa in materia di dumping e di sov­
venzioni , ad un elenco comune in materia di liberalizzazione , alla ge­
stione dei contingenti comunitari quantitativi , nonché ad un regime spe­
ciale di vigilanza su determinate importazioni . Tutto questo non è ancora
molto , e tuttavia si tratta di passi essenziali per l' attuazione della
politica commerciale autonoma della Comunità , Quest' ultima dispone cosi'
di strumenti che le consentono di definire , in larga misura , la politi­
ca all' importazione da seguire nei confronti dei paesi terzi .
       D' altro lato , l' instaurazione della politica commerciale comune
implica necessariamente un * azione sul piano degli 'accordi . Questi due
aspetti - è innegabile – costituiscono un tutto inscindibile . E' dif­
ficile infatti poter pensare di condurre in via autonoma Tina politica
comune all' importazione senza che ciò influisca sulle relazioni con­
trattuali con i paesi terzi . E' pertanto necessario , come prevede il
Trattato , introdurre una procedura che permetta di realizzale una po­
litica comune anche sul piano degli accordi , e quésto soprattutto so­
stituendo gli accordi bilaterali esistenti , stipulati , dagli Stati
membri , con accordi comunitari .
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       L' articolo 113 , paragrafo 3 , prescrive che qualora si dettano
negoziare accordi con paesi terzi , la Commissione presenta raccoman­
dazioni al Consiglio che l' autorizza ad aprire e a condurre , in
consultazione con un Comitato speciale , i negoziati necessari .
       Per facilitare l' applicazione di queste disposizioni , il 9
ottobre 1961 il Consiglio ha adottato la decisione relativa al­
l' uniformazione della durata degli accordi commerciali degli
Stati membri con i paesi terzi , la quale prevede tra l' altro che
la durata di tali accordi "non può superare la durata del periodo
transitorio di applicazione del Trattato ".
       Applicare rigorosamente questa decisione implicherebbe l' in­
terdizione sistematica di qualsiasi proroga della validità di questi
accordi oltre la data del 31 dicembre 19^9 » Tuttavia è evidente che
tale misura non corrisponderebbe agli interessi degli Stati membri
e della Comunità . Diffatti , in parecchi casi in cui , dopo la denun­
cia degli accordi , non fossero contemplati o non potessero per un
qualche motivo aver luogo negoziati comunitari , le relazioni com­
merciali degli Stati membri oon i paesi terzi dovrebbero sempre ,
a certe condizioni , poter continuare ad essere regolate sulla
base delle convenzioni esistenti .
       Il problema si era già posto alla fine del 1968 , per alcuni
accordi che a quell' epoca erano ancora in vigore e il cui tacito
rinnovo , previsto per i primi mesi del 1969 , avrebbe comportato
che la loro validità si sarebbe protratta per qualche mese oltre
il periodo transitorio . Stando cosi' le cose , il 28 gennaio 1969
                                                                • • •/ * • •
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il Consiglio , su proposta della Commissione , ha adottato una deci­
sione ( l ) che autorizza gli Stati membri a rinnovare per un perio­
do limitato (un anno a decorrere dalla data della proroga) 26 ac­
cordi elencati in allegato alla decisione stessa .
      v Entro questi limiti tale decisione rappresenta dunque una de­
roga alle disposizioni della decisione del Consiglio del 9 ottobre
19&1 . Questa deroga era giustificata dal fatto che un esame appro­
fondito degli accordi in questione aveva permesso di concludere che
una proroga della loro validità per un' periodo limitato , tenuto
conto del loro contenuto , non costituiva- un ostacolo all' attuzione
della politica commerciale comune . Un esame del genere b in corso
anche per altri accordi . Dato che il numero degli accordi che
vengono a spirare nel 19&9 ^ molto elevato ( parecchie centinaia),
gli Stati membri hanno espresso il desiderio che la Commissione ,
non appena possibile , sottoponga al Consiglio un progetto di
procedura applicabile a tutti questi casi-»
2.      Con la proposta di decisione qui allegata , la Commissione
viene incontro a questo desiderio e propone alcuni principi per
una soluzione d' insieme del problema » 'Questa soluzione mira a . so­
stituire gradualmente gli accordi nazionali con accordi comunita­
ri , tenendo conto tra l'-altro degli interessi degli Stati membri
e della Comunità in quanto tale per quanto riguarda sia lo, svilup­
po degli scambi commerciali , sia l' esigenza di una continuità nelle
relazioni contrattuali bilaterali con i paesi terzi interessati ,
e schivando al tempo stesso gli inconvenienti di un' applicazione
troppo rigorosa dei principi più sopra enunciati .
( l ) G.U. delle Comunità europee n .   del :     •> - del ■.
                                                                • • •/• • •
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II . CAMPO DI APFLTCAZIOrJB DELLA DECISIONE
             La decisione proposta riguarda non solo gli atti denominati
     "accordi commerciali ", ma tutti gli atti bilaterali stipulati dagli
     Stati membri con i paesi terzi che si riferiscano alle materie in­
     dicate negli articoli 111 e 113 e interessino quindi la politica
     commerciale comune . Gli Stati membri e la Commissione concordano
     nel ritenere che non è il "titolo " dell' atto bilaterale in questio­
     ne, bensì' il contenuto , a determinare la competenza comunitaria o
     nazionale . E' inammissibile infatti che gli obiettivi dell' articolo
     113 vengano elusi per il tipo e la denominazione dell' atto nel quale
     trovano , o troveranno posto le disposizioni relative a queste materie .
             Per quanto concerne in particolare i trattati di commercio e
     di navigazione , è opportuno sottolineare che il Consiglio , nell' arti­
     colo 3 della citata decisione del 9 ottobre 1961 , ha espressamente
     osservato che essi possono costituire un ostacolo all' instaurazione
     della politica commerciale comune , e che pertanto devono essere sot­
     toposti ad un esame approfondito . Conformemente all' articolo 3 di
     tale decisione , la Commissione , coadiuvata dagli esperti degli Sta­
     ti membri , ha avviato l' esame degli accordi relativi alle relazioni
     commerciali e precisamente :
     - degli accordi commerciali ( 196 accordi )
     - dei trattati di commercio e di navigazione ( 128 trattati )
     - degli altri accordi capaci di infuire sulla futura politica commer­
       ciale comune , e in particolare di tutti quelli che riguardano più
       da vicino la cooperazione e l' assistenza tecnica , economica e finan­
       ziaria .
           : Una prima relazione in proposito sarà trasmessa prò ssimaraente
     al Consiglio a titolo informativo .
             Naturalmente , la competenza della Comunità riguardo ai trattati
     di commercio e di navigazione nonché ad altri accordi internazionali
     che solo parzialmente interessano gli scambi commerciali ( per esempio
     accordi di cooperazione economica , tecnica o finanziaria , accordi su
                                                                     • 0 • I• • •
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                                      t
      pagamenti o orditi , ecc .), è circoscritta alle disposizioni , quando
      esistano ^ che si riferiscono alle materie di cui all' articolo 113 ,
      mentre lo Stato membro rimane competente per le altre disposizioni
      relative a materie non regolate dal Trattato ,
             Per determinare i.n qual mismura talune disposizioni contenute
      in questi accordi implicano la competenaa della Comunità , è stata
      prevista una consultazione tra Stati membri e Commissione , ed è que­
      sta la prima fase della procedura comunitaria illustrata nel proget- '
      to di decisione .
III . SOLUZIONI CONTEMPLATE                                • ■ ■ '
      A. P-innovo o proroga di validità degli atti in vigore
             Già si è detto che sarebbe difficile imporre che tutti gli
      atti nazionali spirino al termine del periodo transitorio , essendo
      poco realistico presumere di poter negoziare a breve scadenza tut­
      ti gli accordi secondo una procedura comunitaria . Si è anche sottolinea­
      to più sopra che per varie ragioni è indispensabile garantire una cer­
      ta continuità nelle relazioni contrattuali degli Stati membri con i
      paesi terzi .
            Data questa situazione , la Commissione- ritiene . di dover contem­
      plare una soluzione provvisoria la quale consenta , nella misura del
      possibile , di passare senza attriti e inconvenienti di natura econo–
      mica o politica dalla fase attuale delle politiche nazionali alla
      futura politica comune , pur salvaguardando il rispetto integrale de­
      gli obblighi derivanti dal Trattato .
            La Commissione propone pertanto di procedere a rendere comuni­
      tari gli accordi commerciali bilaterali , eliminando progressivamente
      tutti i casi contestati , mediante una procedura di consultazione
      da instaurare tra gli Stati membri e la Commisaione e secondo criteri
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da stabilire gradu&ln.ente ( l ), specie in funzione delle deliberazioni
che avranno luogo sulla decisione proposta in allegato . In questo pro­
cesso di progressiva evoluzione della politica commerciale comune , la
Commissione si limita per il momento a proporre al Consiglio di fissa­
re le modalità seguenti :
1 ) Ove la Commissione accerti che le disposizioni contenute negli ac­
     cordi sottoposti a consultazione non hanno alcuna incidenza diretta
     o indiretta sulla realizzazione della politica comune e in partico­
     lare sulle materie espressamente menzionate all' articolo 113 del
     Trattato , questi accordi possono essere esclusi dalla procedura
     comunitaria .
2 ) Ove invece la Commissione accerti che un determinato atto può avere
     Tina tale inciden?s, ¥ la procedura comunitaria dorrebbe continuare 5 per
     verificare se attualmente e durante un eventuale periodo di proroga
     l' atto in questione possa costituire un osta,colo all' applicazione
     della politica commerciale comune . Questo accertamento si fonderà
     principalmente sull' esame delle esigenze della politica commerciale
     comune rispetto al contenuto dell' atto in questione , nonché sul­
     l' eventuale constatazione dell' esistenza , tra le politiche commei^-
     ciali contrattuali o autonome degli Stati membri di disparità capa­
     ci di provocare deviazioni di traffico , distorsioni della concorren­
      za od altri intralci al funzionamento del Mercato comune .
         Sarà in base a questi dati , nonché alle eventuali clausole di
riserva comunitaria o di denuncia annuale , che la Commissione propor­
rà al Consiglio la proroga dall' accordo in questione ( in deroga alla
decisione del 9 » 10» 1961 ) per un determinato periodo , oppure raccoman­
derà di negoziare nuovamente l' accordo a nome della Comunità ovvero ,
se del caso , proporrà un' azione comunitaria di carattere autonomo
(vedi B ).
( l ) La Commissione si riserva di comunicare più a.vanti al Consiglio
       la propria posizione in merito ai problemi che rimarrebbero da
       risolvere una volta approvato il testo della decisione qui alle­
       gata .
                                                                  • • • /• • •
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B. Negoziazione degli accordi sul piano comunitario
1 . . Quando la consultazione preliminare sfoci nella constatazione
che la proroga di uno o più atti stipulati 'tra gli Stati membri ed i
paesi terzi può costituire un ostacolo all' attuazione della politica
commerciale comune , o a causa delle disparità che possono derivarne
tra le politiche commerciali degli Stati membri e in particolare a
causa di un divergente regime di contingentamento , oppure , più in
                                                                «
generale , a causa delle disposizioni che eventualmente si rivelino
imeompatibili con gli obiettivi generali della Comunità nel campo
della politica commerciale , è necessario che gli atti in questione ,
o almeno le loro disposizioni incriminate , vengano a spirare .
       In questi casi la Commissione non potrà proporre al Consiglio
di autorizzare lo Stato membro o gli Stati membri , in deroga , alle
disposizioni della decisione del 9 ottobre 1961 , a prorogare gli ac­
cordi . La Commissione presenterà invece al Consiglio le proposte o
raccomandazioni che appariranno necessarie , e che dovranno contem­
plare in primo luogo la negoziazione dì un accordo comunitario col
paese terzo interessato .
       Naturalmente , la negoziazione di un aooordo comunitario non
deve essere contemplata unicamente per i casi in cui la Commissione
constati che certi accordi nazionali esistenti possono ostacolare
l' attuazione della politica commerciale comune . La negoziazione di
un accordo comunitario può divenire opportuna in qualunque momento
e per qualunque motivo , anche in assenza di qualsiasi atto bilate­
rale tra gli Stati membri e un paese terzo od anche se gli accordi
esistenti mon costituiscono un ostacolo all' attuazione della politi­
ca commerciale comune . La conclusione di un accordo comunitario
                                                                  e • •/ • • •
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potrebbe infatti rivelarsi auspicabile per varie ragioni , per esempio
per procurare alla Comunità nuove concessioni commerciali , non ancora
negoziate sul piano nazionale da uno Stato membro , o per allacciare
con un paese terzo relazioni commerciali più strette oppure per assi­
curare alla Comunità in quanto tale alcuni vantaggi accordati sino a
quel momento a taluni Stati membri , o ancora per legalizzare i rappor­
ti commerciali di uno Stato terzo con la Comunità .
2.     L' iniziativa di suggerire le negoziazione di un accordo comu­
nitario potrebbe partire dagli Stati membri o dalla Commissione , i
quali naturalmente possono tener conto delle domande avanzate da
paesi terzi in cui si manifesti l' intenzione di negoziare con la
Comunità .
       Quando sia contemplata la possibilità di una negoziazione ,
prima ancora che se ne occupi il Consiglio , conviene prevedere una
consultazione preliminare in seno ad un istituendo Comitato consul­
tivo , in modo che la Commissione , nella sua relazione al Consiglio ,
possa fare il punto delle posizione degli esperti degli Stati membri
in materia , e possa formulare proposte o raccomandazioni con piena
cognizione di causa .
       Inoltre , la consultazione non deve limitarsi soltanto ad un' in­
formazione reciproca . Essa dovrà innanzitutto servire a verificare
se le disposizioni di cui si contempla la negoziazione riguardano le
relazioni commerciali con i paesi terzi e si riferiscono alle mate­
rie esplicitamente menzionate all' articolo 113 del Trattato » In que­
sta sede si potrebbe constatare che cosi' non è , e che di conseguenza
lo Stato membro o gli Stati membri interessati potrebbero condurre la
trattativa sul piano nazionale .
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          Nel primo caso , si raccomanda in questa fase di accertare se
 anche le altre condizioni di apertura della negoziazione comunita­
 ria siano soddisfatte , dal punto di vista tanto economico quanto
politico .
 a) In caso affermativo , la Commissione potrà presentare al Consi­
       glio una raccomandazione , in favore di una negoziazione comu­
       nitaria , la quale tenga conto di tutti gli elementi di valuta­
       zione che la Commissione stessa . sarà riuscita a raccogliere ,,,
       facilitando cosi' 'il compito del Consiglio .                -
"b ) Ma può anche accadere che si accerti che non tutte le condizio­
       ni per aprire la negoziazione comunitaria siano soddisfatte .
       Una situazione del genere potrebbe'' essere determinata per' esem­
       pio dal rifiuto di un paese terzo di negoziare con la Comunità ,
       anche dopo un' offerta formale da parte di quest' ultima . D' altro
       lato , un ritardo nel coordinamento delle politiche degli Stati
   . membri nelle materie da negoziare può , in taluni casi , rendere
       difficile la conclusione di un accordo comunitario entro un
       periodo di tempo ragionevole .
       In situazioni di questo tipo potrebbe rivelarsi opportuno che
       in seno al Comitato consultivo venissero studiati i modi : di
       agevolare un coordinamento delle relazioni commerciali tra gli
       Stati membri ed i paesi terzi interessati tramite un' azione
       comunitaria ed in via autonoma . In altre parole , si arrivereb­
       be ad applicare provvisoriamente una politica commerciale tini-
       forme nei confronti di un paese terzo al di fuori di ogni inte­
       sa di carattere contrattuale . Il risultato di questa consulta-
                                                              I
       zione dovrebbe , a norma dell' articolo 113 , paragrafo 2 , concre­
       tarsi in una proposta della Commissione al Consiglio , i-I quale- -
     - deciderebbe : sulle azioni comunitarie da intraprèndere ; . Bisogna
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     però sottolineare che la Commissione ha coscienza dell' importan­
      za fondamentale che tutti gli Stati membri attribuiscono ad un
      armonico sviluppo degli scambi commerciali , e in questo conte­
      sto essa ritiene che si debba fare di tutto per accelerare la
      definizione e l' applicazione di una politica commerciale auto­
     noma in modo da non pregiudicare l' esigenza di garantire la
      continuità delle correnti tradizionali d' importazione e d' espor­
      tazione con i paesi terzi .
 3.       Non è facile poter determinare a priori secondo quali crite­
ri potrebbe svolgersi una tale azione . Essa dovrà infatti essere
definita tenendo conto degli impegni internazionali esistenti e
 sulla base delle politiche degli Stati membri , a seconda dei pae­
si terzi in questione , a seconda degli interessi economici che
dovranno essere presi in considerazione e , in generale , a seconda
dei problemi concreti che potranno presentarsi . E' bene qui ricor­
dare che a partire dalla fine del periodo transitorio , come è
già il caso per la materia doganale e quella agricola , anche al­
tre materie commerciali diverranno esclusivamente comunitarie ( l ).
4.        In tutti i casi in cui sia opportuno procedere alla denuncia
degli accordi nazionali , tanto in vista di una negoziazione comuni­
taria , quanto in vista di un' azione comunitaria autonoma , il proble­
ma è quello di sapere in che modo la Comunità potrebbe garantire ,
nella misura in cui ciò si rivelasse necessario , una certa continui­
tà nelle relazioni commerciali preesistenti tra gli Stati membri ed
i paesi terzi .
( l ) Per esempio , la politica di liberalizzazione e di contingentamento ,
       in virtù della decisione del Consiglio del 25 settembre 1962
       (G.U. n. 90 del 5.10.1963 . pag. 2353 ).
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         •    E * evidente che » anche in questo campo , "bisogna contemplare
      una soluzione sul piano comunitario che non sia in contrasto con .
      gli obiettivi della politica commerciale comune e che non violi
      le disposizioni del Trattato .
            ' Questa soluzione potrebbe consistere in particolare nell' ap–
  . . plicazione unilaterale , da parte degli Stati membri interessati , _
      delle disposizioni degli accordi preesistenti , fino all' entrata in
      vigore dell' accordo comunitario da negoziare , con riserva di appor­
      tarvi le modifiche necessarie in vista dall' attuazione della ppli-
      tica . commerciale comune .
IV . ISTITUZIONE DEI COMITATI E DISPOSIZIONI FITTALI ...
      1,      La procedura in due fasi contemplata da questa proposta di •
      decisione impone di distinguere tra il Comitato consultivo da
      un lato , la cui funzione si esaurirebbe con la fase preliminare ,
      e il Comitato 113 dall' altro , il quale assisterà la Conmissione ■
      durante la fase dei negoziati . '
              Il Comitato consultivo cercherà quindi innanzitutto di de­
      terminare gli elementi di politica commerciale comunitaria in fun­
      zione delle disposizioni contenute negli accordi in vigore o contem­
      plati , e poi di aiu-fcare la Commissione nell' elaborazione delle prò–
    - poste o delle raccomandazioni che essa sottoporrà al Consiglio .
      Solo quando il Consiglio avrà autorizzato la Commissione ad aprire
      le trattative comunitarie , solo a partire dal quel momento il Co­
   ■ mitàto specìalè previsto dall' articolò 113 sarà chiamato j- conforme­
      mente alle disposizioni di detto articolo , ad esercitare le sue
      funzioni , le quali consisterebbero essenzialmente nell 'assistere
      la Commissione durante il negoziato . Sembra tuttavia raccomandabile
      che il Comitato speciale possa anche pronunciarsi su un calendario
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di trattative che la Commissione potrebbe essere indotta ad elaborare
in ragione delle priorità derivanti dagli interessi degli Stati man-
bri e della Comunità .
2.     Si suggerisce che tutte le disposizioni previste dalla propo­
sta di decisione , articolo 8 escluso , siano applicabili a decorrere
dall' entrata in vigore della decisione . 3 * infatti indispensabile
che la consultazione in merito agli accordi dà prorogare possa aver
luogo prima ancora dello spirare del periodo transitorio , poiché
fin d' ora l' eventuale proroga della validità dì taluni accordi può
porre gravi problemi .
       Invece l' articolo 8 della proposta di decisione che prevede
la negoziazione comunitaria potrà applicarsi in linea di principio
solo dopo lo spirare del periodo transitorio , a norma dell' articolo
113 del Trattato . Non è però escluso che un iiogoziato si riveli
auspicabile prima di tale data : e appunto per questo la proposta
di decisione prevede che in casi particolari il Consiglio , su pro­
posta della Commissione » possa decidere che esso venga applicato
prima dell' 1.1.19?0o
       Si ritiene opportuno precisare infine che la decisione proposta
non abroga , per il momento e nell' interesse della continuità delle
attività comunitarie , la decisione del Consiglio del 9*10.1961 rela­
tiva ad una procedura di consultazione sulle trattative per la con­
clusione di accordi concernenti le relazioni commerciali degli Stati
membri con i paesi terzi . Essa non fa che adattare tale decisione al­
le at'iraali esigenze dell' instaurazione della politica 'commerciale comu­
ne *
 ---pagebreak---                                     Proposta dx
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
             relativa alla progressiva uniformazione degli accordi
            concernenti le relazioni commerciali degli Stati membri
             con i paesi terzi ed alla negoziazione degli accordi'
                                   . comunitari             •
                  (presentata dalla Commissione al Consiglio )
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ 1 EUROPEE ,
Viste le disposizioni del Trattato che istituisce la Comunità Economica
Europea , in particolare gli articoli 111 e 113 ?
Vista la proposta della Commissione ;
Considerando che , a norma della, decisione del Consiglio del 9 ottobre il 961
( 1 ) relativa all' uniformazione della durata degli accordi commerciali degli
Stati membri con i paesi terzi , la durata di detti accordi non può superare
la-fine del' periodo transitorio di applicazione del Trattato ;
Considerando che a norma dell' articolo 113 , comma 3 » del Trattato , qualora ^,
dopo lo spirare del periodo transitorio , si debbano negoziare accordi con
paesi terzi , la Commissione pressata raccomandazioni al Consiglio che l' au ­
torizza ad aprire i negoziati necessari }
Considerando che è necessario instaurare una procedura che permetta di sosti'
tuire gradualmente gli accordi nazionali con accordi comunitari ;
Considerando che , se da un lato ogni negoziato mirante alla stipulazione
di nuovi trattati , accordi o intese o ad una modificazione di quelli esi­
stenti deve essere condotto , dopo lo spirare del periodo transitorio , se­
condo una procedura comunitaria , dall' altro non è però escluso che i Trat­
tati , accordi e intese in vigore possono essere . prorogati o rinnovati
provvisoriamente anche oltre lo spirare del periodo transitorio , a condi­
zione che la proroga o il rinnovo di questi atti non costituisca un
( l ) G.U. n. 71 del 4 novembre 1961 , pag. 1274#
 ---pagebreak---                                       2
ostacolo ali 'appxicazione della politica commerciale comune , in partico­
lare a causa del loro contenuto o di disparità capaci di dar luogo a devia­
zioni di traffico , distorsioni della concorrenza tra gli Stati membri o
perturbazioni del funzionamento del Mercato comune ;
Considerando che per verificare l' esistenza di queste condizioni è opportu­
no procedere sul piano comunitario ad una consultazione preliminare tra
gli Stati membri e la Commissione ;
Considerando che , per il caso in cui negoziati comunitari non possano aver
luogo , è opportuno prevedere un coordinamento sul piano comunitario delle
relazioni commerciali degli Stati membri con i paesi terzi ;
Considerando che per agevolare l' applicazione delle disposizioni contempla­
te è opportuno prevedere una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la
Commissione in seno ad un Comitato consultivo ;
Considerando che è opportuno istituire il Comitato speciale previsto dal­
l' articolo 113 del Trattato ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
                                                                   • • •/ • •
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                                   TITOLO   I
  h •
           RINNOVO 0 PROROGA DI VALIDITÀ *    DEGLI ACCORDI IN VIGORE
                                  Articolo 1                       :• • • .
       Gli Stati membri informano la Commissione , la quale a sua volta
ne informa gli altri Stati membri , dei Trattati , accordi e intese bi­
laterali , concernenti le relazioni commerciali con i paesi terzi , di'
cui è opportuno contemplare il rinnovo espresso o il tacito rinnovo .
       La comunicazione deve pervenire alla Commissione al più tardi
tre mesi prima del rinnovo o della scadenza del termine di denuncia
dell' atto in questione .
                                  Articolo 2
       Sulla base di queste informazioni , o , se del caso , su richiesta
di uno Stato membro ovvero su iniziativa della Commissione , si proce­
de ad una consultazione preliminare in seno al Comitato consultivo
previsto dall' articolo 9 della presente decisione . •                 '
       Questa consultazione mira in particolare ad accertare se talune
disposizioni contenute negli atti bilaterali da prorogare Q rinnovare
possano avere un' incidenza diretta o indiretta sull' attuazione della
politica commerciale comune , e in special modo sulle materie indicate
all' articolo 113 . La consultazione , se necessario , deve estendersi
agli atti in vigore stipulati dagli altri Stati membri col paese ter­
zo interessato .
                                                                         • ««/ «
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                                  Art i colo 3
      Qualora , a conclusione di qussta consultazione , la Commissione accer­
ti che talune disposizioni contenute negli atti da prorogare o rinnovare
non sono tali da costituire , durante il periodo di          previsto , un
ostacolo all' attuazione della politica commerciale comune , la Commissione
propone al Consiglio di autorizzare lo Stato membro o gli Stati membri in­
teressati , in deroga alle disposizioni dell' articolo 1 della decisione
del Consiglio del 9 ottobre 1961 , a prorogare o rinnovare gli atti che
sono stati oggetto della consultazione , per quanto concerne le disposi­
zioni relative alle relazioni commerciali , per un periodo limitato . Que­
sto periodo non può superare la durata di un anno .
      Tuttavia, nei casi in cui gli atti in questione contengano una
clausola di riserva comunitaria o una clausola di denuncia annuale , il
rinnovo o la proroga di validità possono essere autorizzati per una du­
rata maggiore .
                                  Articolo 4
      In altri casi , e in particolare qualora, a conclusione della consul­
tazione , la Commissione accerti che talune disposizioni contenute negli
atti presi in esame possono costituire , durante il periodo di proroga con­
templato , un ostacolo all' attuazione della politica commerciale comune , spe­
cie a causa delle disparità esistenti tra le politiche degli Stati membri ,
la Commissione presenta al Consiglio una relazione dettagliata . Questa
relazione è corredata dalle opportune proposte , e , se necessario , da rac­
comandazioni in cui si chiede di autorizzare la Commissione ad aprire i
negoziati comunitari col paese terzo in questione . Per la negoziazione
degli accordi comunitari , si applicano le disposizioni del Titolo II
della presente decisione .
                                                                    • • • /* •
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                                       TITOLO II                            .
                 NSGOZIÀZIONE DSGLI ACCORDI CON I PÀSSI TERZI
             '                                            <           \
  -                                  Articolo 5
        Qualora uno Stato membro ritenga che un trattato , accordo o intesa ...
bilaterale , concernente le relazioni commerciali , debba essere negoziato
con un paese terzo , esso investe della questione la Commissione , la qua­
le a sua volta ne informa gli altri Stati membri . La Commissione può an­
che suggerire . essa - stessa una tale negoziazione . La Commissione è gli Sta­
ti membri tengono conto delle domande e delle iniziative dei paesi terzi#
                                     Articolo 6
        Sulla base di queste informazioni , una consultazione ha luogo in
seno al Comitato consultivo previsto dall' articolo 9 della presente de­
cisione . Tale consultazione , che tiene conto degli atti bilaterali in
vigore stipulati dagli Stati membri col paese terzo interessato , ha .lo
scopo di : .
l ) verificare se talune disposizioni da negoziare riguardino le relazio-
                       • , .        •j
     ni commerciali degli Stati membri con i paesi terzi e in particolare
     si riferiscano alle materie indicate all' articolo 113 del Trattato ;
2 ) determinare se le condizioni per l' apertura della negoziazione comuni-
                                            i    •               '  .    *
    •tana siano soddisfatte e se tale negoziazione si riveli opportuna;
3 ) giungere se del caso , e qualora le condizioni di apertura di una nego­
     ziazione comunitaria non siano ancora soddisfatte , ovvero qualora que­
     sta negoziazione non si riveli opportuna , ad un coordinamento mediante
     azione comunitaria autonoma delle relazioni commerciali degli Stati
     membri con i paesi terzi .
                                                                        • ••/ • • •
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                                 Articolo 7
      Qualora , a conclusione della consultazione , risulti che talune di­
sposizioni da negoziare abbiano un' incidenza sulla politica commerciale
della Comunità , la Commissione presenta senza indugio al Consiglio una
relazione dettagliata , corredata eventualmente dalle proposte per un' azio­
ne comunitaria autonoma o da raccomandazioni in cui si chiede di autoriz­
zarla ad aprire i negoziati necessari .
                                  Articolo 8
      I negoziati sono condotti dalla Commissione in consultazione col
Comitato speciale di cui all' articolo 10 della presente decisione .
                                 TITOLO   III
                          ISTITUZIONE   DEI COMITATI
                                 Articolo 9
      E' istituito un Comitato consultivo composto da rappresentanti
degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione .
Il Comitato si riunisce su convoncazione da parte del suo presidente .
      II Comitato consultivo esercita le funzioni che gli sono devolute
con la presente decisione .
                                 Articolo ]Q
      Il Comitato speciale previsto dall' articolo 113 del Trattato è com­
posto da rappresentanti degli Stati membri .
      Esso è presieduto dal rappresentante dello Stato membro a cui spet­
ta di assicurare la presidenza del Consiglio . La Commissione partecipa a
tutti i suoi lavori e può chiederne la convocazione in qualsiasi momento .
 ---pagebreak---                                        7
       Il Comitato speciale assolve le funzioni che gli sono devolute
conformemente all' articolo 113 del Trattato . Esso può inoltre essere
consultato dalla Commissione in merito ad un eventuale programma di
trattative .
                                   TITOLO IV • '
                            . DISPOSIZIONI FINALI
                                  Articolo 11
       L' articolo 8 della presente decisione è applicabile a decorrere
dall' 1.1.1970 .                   *
       In casi particolari il Consiglio può tuttavia , su proposta della
Commissione , decidere che esso venga applicato prima di tale data.
                                  Articolo 12
       Le disposizioni della presente decisione modificano quelle della
decisione del Consiglio del 9*10.1961 relativa ad una procedura di con­
sultazione sulle trattative per la conclusione di accordi concernenti le
relazioni commerciali degli Stati membri con. i paesi terzi , nella misura
in cui tra le une e le altre vi è incompatibilità .
                                  Articolo 13
       Destinatari della presente decisione sono gli Stati membri .