CELEX: 62018TN0197
Language: it
Date: 2018-03-16 00:00:00
Title: Causa T-197/18: Ricorso proposto il 16 marzo 2018 — JV Voscf e altri / Consiglio e altri

4.6.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 190/34
            
         Ricorso proposto il 16 marzo 2018 — JV Voscf e altri / Consiglio e altri
   (Causa T-197/18)
   (2018/C 190/57)
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: JV Voscf LTD (Limassol, Cipro) e 9 altri ricorrenti (rappresentanti: P. Tridimas, Barrister, K. Kakoulli, P. Panayides e C.Pericleous, lawyers)
   
      Convenuti: Consiglio dell’Unione europea, Commissione europea, Banca centrale europea, Eurogruppo e Unione europea.
   
      Conclusioni
   
   I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               ordinare ai convenuti di pagare ai ricorrenti le somme indicate nel prospetto allegato al ricorso, oltre agli interessi a decorrere dal 26 marzo 2013 fino alla data di pronuncia della sentenza del Tribunale
            
         
               —
            
            
               condannare i convenuti alle spese del procedimento.
            
         In alternativa, in via subordinata, i ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare che l’Unione europea e/o le istituzioni convenute sono incorse in responsabilità extracontrattuale;
            
         
               —
            
            
               stabilire la procedura da seguire per determinare il danno risarcibile effettivamente subìto dai ricorrenti; e
            
         
               —
            
            
               condannare i convenuti alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   I ricorrenti osservano che le misure di bail-in adottate dalla Repubblica di Cipro sono state introdotte al solo scopo di attuare le misure adottate dai convenuti e sono state altresì approvate dalle istituzioni convenute. I ricorrenti ritengono che il piano di bail-in costituisca una grave violazione e a sostegno del ricorso deducono quattro motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente sulla violazione del diritto di proprietà tutelato dall’articolo 17, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dall’articolo 1 del protocollo n. 1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità.
            
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente sulla violazione del principio di tutela del legittimo affidamento.
            
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, vertente sulla violazione del principio di non discriminazione.