CELEX: 51974PC1010
Language: it
Date: 1974-07-03
Title: Proposta modificata di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'applicazione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile di cui all'articolo 119 del Trattato CEE (presentata dalla Commissione al Consiglio in virtù dell'articolo 149, secondo comma, del Trattato CEE)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (74) 1010
Vol. 1974/0168
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---   COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            COM(74 ) 1010 def .
                                            Bruxelles , il 3 luglio 1974
                               Proposta modificata di
                             DIFETTIVA DEL CONSIGLIO
  relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
      relative all' applicazione del principio della parità delle
  retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso
           femminile di cui all' articolo 119 del Trattato CEE
            ( presentata dalla Commissione al Consiglio in virtù del­
              l' articolo 149 » secondo comma, del Trattato CEE)
COM(74) 1010
 ---pagebreak---                                           RELAZIONE
          La Commissione presenta al Consiglio una proposta di direttiva mirante
a contribuire all' attuazione del principio della parità delle retribuzioni
fra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stes­
so lavoro in tutti gli Stati membri della Comunità .
          La realizzazione di tale principio , sancito nell' articolo 119 del
Trattato CEE , costituisce infatti parte integrante dell' instaurazione e del
funzionamento del mercato comune : conformemente al Trattato , la sua applica­
zione avrebbe dovuto essere assicurata da ciascuno dei sei Stati membri fon­
datori durante la prima delle tre tappe previste per l' instaurazione progres­
siva del mercato comune , e mantenuta in seguito . Tuttavia , l' ultima relazione
della Commissione sullo stato di applicazione al 31 dicembre 1972 del princi­
pio di parità tra retribuzioni maschili e femminili negli Stati membri fonda­
tori^^, trasmessa al Consiglio il 31 luglio 1973 , ha 'permesso di constatare
che , malgrado incontestabili progressi , esistono ancora notevoli lacune e in­
sufficienze » Inoltre , anche dai dati complementari raccolti dalla Commissione
                                  (2 )
presso i nuovi Stati membri            risultano analoghe lacune anche se questi Stati ,
in seguito alla loro adesione alla Comunità , sono tenuti dagli impegni risul­
tanti dall' articolo 119 del Trattato CEE . Considerato che è a mezzo di dispo­
sizioni legislative , regolamentari e amministrative che gli Stati membri pos­
sono in primo luogo assicurare l' applicazione dell' articolo 119 , la Commissio­
ne ritiene quindi necessario , per dare piena attuazione a questo articolo ,
realizzare un ravvicinamento di quelle disposizioni nazionali che hanno un' in­
cidenza diretta sull' instaurazione e sul funzionamento del mercato comune .
         D' altra parte , se le disposizioni dell' articolo 119 del Trattato CEE
hanno affermato chiaramente il principio della parità delle retribuzioni ,
è apparso necessario ^ in pratica sin dall' inizio , completarle , al fine di pre­
cisare talune modalità che ne facilitino la realizzazione . Questa esigenza ,
alla quale la Commissione ha voluto rispondere in un primo tempo nella Racco­
mandazione del 20 luglio I960 , è stata riconosciuta dai Rappresentanti degli
Stati membri che , nella Risoluzione del 30 dicembre 1961 , hanno dichiarato
di essere " consapevoli dell' opportunità di assicurare un' applicazione armo­
niosa al principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso ~
maschile e di sesso femminile e di prevederne , quindi , delle modalità di ap­
plicazione uniformi in tutti gli Stati membri ". Questo è il duplice obiet­
tivo perseguito dalla presente proposta di direttiva .
( 1 ) Doc . SEC ( 73 ) 3000 def . del l8 luglio 1973 .
( 2 ) Una relazione complementare in materia è in corso di elaborazione e verrà
      ben presto trasmessa al Consiglio .
 ---pagebreak---           Questa proposta s' inserisce rtella linea degli orientamenti già trac »
 ciati tanto dalla Raccomandazione "del" "20 " loglio I960 che dalla Risoluzione
 del 30 dicembre 1961 » Naturalmente essa non riprende le definizioni di
 " retribuzione " e di ''parità di retribuzione senza discriminazione fondata
 cui cesso " date dall' articolo 119 , nè le interpretazioni e i chiarimenti
 risultanti , soprattutto por i sistemi e i criteri di classificazione profes­
 sionale , dalla Raccomandazione e dalla Risoluzione già ricordate#             *
         La proposta di direttiva mira in primo " luogo a generalizzare talune
 norme di tutela minima , come quella - derivante dall' interpretazione già
 acquisita dell' articolo 119 -• che permétte di assicurare il rispetto , per via
 giurisdizionale , del diritto alla parità delle retriburioni ( Art » 2 ). Lo.
 stesso vale per 1 • eliminazione dalle discrl. ir inazioni che hsnt-o un 1 in sic* cnza
.nell' ambito delle retribuzioni , che continuano ad eeistere in alcune cli~po »
 elisioni eli legge ( Art » 3 )»    Senza mettere in questione ' 1 * autonomia delle par­
 ti sociali in quanto tol'e , e pure sembrato indispensabile privare d' effetto
 ogni disposizione contenuta in contratti collettivi o individuali contraria
 al principio della parità d' Ile re tribù? ioni ( Art . k ) , in quanto gli scoerà*
 conclusi . liberamente non possono derogare alle disposizioni di ordino pubbli­
 co e la parità dei diritti tra gli uomini e le donne costituisce sicuramente ,
 un principio basilare dello Stato moderno .        Il timore del - licenziar exit o costi-»
 tusrsco uno dei freni maggiori alle iniziative individuali volte a far rispet­
 terà il diritto alla parità di retribuzione , è parso necessario . impedirà i
 liconsiaflionti dovuti a tali azioni ( Art . 5 )»    Sempre nella stessa prorpet» ,
 ti va - rafforzare la tutela del lavoratore - l' Art » 6 prevede che sa-à , attua »
      *
 to un controllo e verranno prsse sanzioni nei confronti 4ex - da ter?., d ?. lr.vo.ro
 che non rispettino il principio della parità delle retribuzioni »            L' Art » 7 .
 infine , mira ad assicurare una migliore informazione dei lavoratori sui loro
 diritti »
         Le misure proposté nella presente direttiva, si limitano ad alcuni
 punti precisi ed essenziali che diperdono dalla y.espoasÀbj lità diretta dei
 pubblici poteri »     Esse ' devonof inserirsi in un inside più vasto di inizia­
 tive "previste dalla Commissione , che comprendono » da una parte , la propocta
 di negoziazione , tra le parti sociali , di un accordo quadro europeo e t
 d' altra parte , un programma d' azione comunitario volto a promuovere la. valo-
 rizr-asione del lavoro femminile , e che copra settori quali l' orientamento , la
 forruasicne 1 e il riadattamento professionali »
 ---pagebreak---                              Propostamodificàia di
                            DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
          relative all' applicazione del principio della parità delle
retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile
                   di cui all' articolo 119 del Trattato CEE
• IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
  visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,     in parti­
  colare l' articolo 100 ,
  vista la proposta della Commissione ,
  visto il parere del Parlamento europeo ,
                                    À,.
  visto il parere del Comitato economico e sociale ,
  considerando che la realizzazione del principio della parità delle retri­
  buzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile
  per uno stesso lavoro , di cui all' articolo 119 del Trattato CEE , è parte
  integrante dell' instaurazione e del funzionamento del mercato comune ;
  considerando che è , in primo luogo , compito degli Stati membri d' assicurare
  l' applicazione di tale principio attraverso appropriate disposizioni le­
  gislative y regolamentari e amministrative ;                     ••
  considerando che , nonostante l' adozione da parte della Conferenza' degli
  Stati membri di una Risoluzione mirante ad assicurare un' applicazione
  armoniosa al principio della parità delle retribuzioni ed a prevedere
  quindi delle modalità di applicazione uniformi ih tutti gli Stati , sì
• possono constatare notevoli differenze tra le disposizioni nazionali ; .
  considerando che è importante quindi eliminare le disparità esistenti in
  materia e che è dunque necessario ravvicinare le disposizioni nazionali ;
 ---pagebreak---                                       - r5r   \ 1·              1
                                              r lij
considerando inoltre che , anche negli Stati la cui legislazione e più
avanzata , sussistono dubbi in merito all' applicazione concreta del prin­
cipio della parità e che è quindi opportuno rafforzare le disposizioni
legislative di base con norme miranti a facilitarne l' applicazione di
fatto , in modo che tutti i lavoratori della Comunità possano godere di
una tutela efficace in questo settore ;                 '
                                    •   ' Λ " '«7ι · :>
considerando inoltre che , affinchè le lavoratrici , il cui numero e in
continuo alimento , beneficino del ravvicinamento nel progresso delle con­
dizioni di vita e di lavoro della manodopera nel quadro di uno sviluppo
economico è sociale equilibrato della Comunità , è necessario migliorare
e armonizzare le disposizioni di cui sopra ;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                   Articolo 1
           Scopo della presente direttiva è il ravvicinamento delle disposi­
zioni legislative , regolamentari e amministrative relative ali * applica­
zione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di
sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro , di cui
all' articolo 119 del Trattato che istituisce ■ la Comunità economica euro­
pea , denominato in appresso "principio della parità delle retribuzioni"»
           Il "principio della parità delle retribuzioni " implica la parità
di , trattamento dei lavoratori di sesso maschile e di quelli di sèsso fem­
minile per l' insieme degli elementi e delle condizioni di remunerazione ,
ivi compresi i criteri di valutazione senza discriminazione basata sul
sesso .                          •                        •       • . •
              _                    Articolo 2
       ■ 1 Gli Stati membri introducono nei rispettivi ordinamenti giuridici
interni le misure necessarie per consentire "a tutti coloro che si riten­
gano lesi dalla mancata applicazione del principio della parità delle
retribuzioni di far valere i propri diritti per via giudiziaria , eventual­
mente dopò ricorso ad altre istanze competenti ,
 ---pagebreak---                                          - 6 -
                                      Articolo 3
        Gli Stati membri sopprimono le discriminazioni tra gli uomini e le
donne derivanti da una disposizione legislativa , regolamentare o ammi­
nistrativa che abbia un' incidenza nell' ambito delle retribuzioni , in par­
ticolare per quanto riguarda le amministrazioni pubbliche e i servizi
assimilati , il salario minimo legale e le indennità o prestazioni legali
basate sul salario percepito , diverse da quelle dei regimi di sicurezza
sociale regolati direttamente dalla legge .
                                      Articolo k
        Gli Stati membri prendono tutte le misure utili per privare d' ef­
fetto le disposizioni contrarie al principio della parità delle retribu­
zioni e e contenute > inj ooirtrat,tii collettivit, tabelle ot accordi salariali e
contratti, individualii di i lavoro ^                • ••
                                   •  Articolo 5
        Gli Stati membri prendono tutte le misure utili per proteggere i
lavoratori contro i licenziamenti o altre misure pregiudizievoli che
costituiscano una reazione dei datori di lavoro a una richiesta a li­
vello dell' impresa o ad un' azione giudiziaria intentata per far rispet­
tare il principio della parità delle retribuzioni .
                                      Articolo 6
        Gli Stati membri provvedono affinchè l' applicazione del principio
della parità delle retribuzioni faccia oggetto di controllo a livello
delle imprese e affinchè ogni infrazione venga sanzionata .
                                      Articolo 7
        Le disposizioni adottate in applicazione della presente direttiva ,
nonché quelle già in vigore in materia , sono portate a conoscenza dei
lavoratori in forme appropriate , sui luoghi di lavoro , negli uffici di
collocamento e altri luoghi pubblici adatti .
 ---pagebreak---                                         - 7 -
                                     Articolo 8
        Nei 6 mesi successivi alla notificazione della presente direttiva ,
gli Stati membri modificano la loro legislazione conformemente alle dispo<
sizioni minimé precedenti e ne informano immediatamente la Commissione »
La legislazione cosi' modificata è applicata 1 anno dopo questa notifica­
zione o al più tardi il 31 dicembre 1975 »
                                     Articolo 9 •
                                •» •
        Nei due anni successivi alla fine del periodo di un anno di cui
all' Articolo 8 e al più tardi il 31 dicembre 1977 , gli Stati membri
trasmettono alla Commissione tutti i dati utili per consentirle di ap–
prontare una relazione , da sottopórre al Consiglio , sull' applicazione
della presente direttiva .
        Non "appena rioevutaLUa notifica della presente direttiva , gli Stati
membri informano inoltre la Commissione , in tempo utile per consentirle
di presentare le proprie osservazioni , di qualsiasi ulteriore progetto
di disposizioni importanti di barattère legislativo , regolamentare e
amministrativo che essi intendono adottare nel settore ' disciplinato dal­
la direttiva stessa .
                    s                        .
                                     Articolo 10
        Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva#