CELEX: 62001TJ0047
Language: it
Date: 2003-10-16
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Quinta Sezione) del 16 ottobre 2003. # Co-Frutta Soc.coop.rl contro Commissione delle Comunità europee. # Ricorso di annullamento - Accesso ai documenti - Decisione 94/90/CECA, CE, Euratom - Rigetto - Regola dell'autore - Sviamento di potere. # Causa T-47/01.

Causa T-47/01 Co-Frutta Soc. coop. rlcontroCommissione delle Comunità europee
            «Ricorso di annullamento – Accesso ai documenti –   Decisione 94/90/CECA, CE, Euratom – Rigetto –   Regola dell'autore – Sviamento di potere»
            
               
                  Sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) 16 ottobre 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime della sentenza
         
         
                  1..
                  Ricorso di annullamento – Atti impugnabili – Nozione – Atti che producono effetti giuridici obbligatori – Atti preparatori – Esclusione – Decisione del segretario generale che sostituisce la presa di posizione iniziale nell'ambito di una domanda di accesso ai
                     documenti della Commissione – Inclusione  
                  (Art. 230 CE; decisione della Commissione 94/90/CECA/CE/Euratom, art. 2, n. 2) 
         
                  2..
                  Commissione – Diritto di accesso del pubblico ai documenti della Commissione – Decisione 94/90 – Limitazioni al principio di accesso ai documenti – Regola dell'autore – Portata – Aggregazione da parte della Commissione in una base informatica unica dei dati comunicati dagli Stati membri  (Decisione della Commissione 94/90) 
         
                  3..
                  Commissione – Diritto di accesso del pubblico ai documenti della Commissione – Decisione 94/90 – Limitazioni al principio di accesso ai documenti – Regola dell'autore – Interpretazione restrittiva – Documenti alla base del processo decisionale  (Decisione della Commissione 94/90) 
         
                  4..
                  Commissione – Diritto di accesso del pubblico ai documenti della Commissione – Decisione 94/90 – Limitazioni al principio di accesso ai documenti – Regola dell'autore – Documenti provenienti dagli Stati membri – Difficoltà di accedere ai documenti rivolgendosi agli Stati membri – Irrilevanza  (Decisione della Commissione 94/90) 
         
                  5..
                  Commissione – Diritto di accesso del pubblico ai documenti della Commissione – Decisione 94/90 – Limitazioni al principio di accesso ai documenti – Regola dell'autore – Possibilità di invocare il regolamento n. 1049/2001 a sostegno di un'interpretazione restrittiva di tale regola – Insussistenza  [Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio n. 1049/2001; decisione della Commissione 94/90] 
         
                  6..
                  Commissione – Diritto di accesso del pubblico ai documenti della Commissione – Decisione 94/90 – Riesame di una decisione iniziale di diniego – Divergenza di motivazioni – Sviamento di potere – Insussistenza  (Art. 230 CE; decisione della Commissione 94/90) 
         
         1.
          Solo i provvedimenti destinati a produrre effetti giuridici obbligatori idonei ad incidere sugli interessi di chi li impugna,
         modificando in misura rilevante la situazione giuridica di questo, costituiscono atti impugnabili con ricorso di annullamento
         ai sensi dell'art. 230 CE. Quando si tratta di atti o decisioni la cui elaborazione ha luogo in varie fasi, in particolare
         al termine di un procedimento interno, costituiscono in via di principio atti impugnabili con ricorso di annullamento solamente
         quei provvedimenti che stabiliscono in modo definitivo la posizione dell'istituzione al termine di tale procedura, ad esclusione
         di provvedimenti provvisori destinati a preparare la decisione finale. In proposito, nell'ambito del procedimento predisposto dalla decisione 94/90, sull'accesso del pubblico ai documenti della
         Commissione, qualora, in caso di risposta iniziale negativa, l'interessato formuli una domanda confermativa presso il segretario
         generale della Commissione, diretta ad ottenere la revisione di tale posizione, la decisione del detto segretario generale
         costituisce la presa di posizione definitiva dell'istituzione. Pertanto, solo il provvedimento adottato dal segretario generale,
         avente la natura di decisione e interamente sostitutivo della presa di posizione precedente, può produrre effetti giuridici
         tali da incidere sugli interessi della ricorrente e, pertanto, essere impugnato con ricorso di annullamento in forza dell'art. 230 CE.
         v. punti 28-29, 31
         
         2.
          Non basta a far perdere agli Stati membri la loro qualità di autori dei documenti ai sensi della decisione 94/90, sull'accesso
         del pubblico ai documenti della Commissione, il fatto che la Commissione aggreghi in una base informatica unica dati comunicati
         dai detti Stati, qualora tale istituzione si limiti ad aggregarli ai soli fini di facilitare i compiti di raffronto e di verifica
         dei doppi computi dei dati, ma senza poter procedere essa stessa a modifiche, correzioni o qualsiasi altro trattamento, mentre
         le verifiche o opportune rettifiche di tali dati debbono essere chieste alle autorità nazionali. v. punto 47
         
         3.
          Anche se è vero che la regola dell'autore, stabilendo una limitazione del diritto di accesso previsto dalla decisione 94/90,
         sull'accesso del pubblico ai documenti della Commissione, dev'essere interpretata ed applicata in senso restrittivo, in modo
         da non limitare tale diritto di accesso, tuttavia la tesi secondo la quale tale regola, dovendo essere interpretata in senso
         restrittivo, non sarebbe applicabile ai casi in cui i documenti dei terzi richiesti sarebbero alla base del processo decisionale
         comunitario non può essere accolta. Nei limiti in cui il codice di condotta adottato dalla decisione 94/90 non prevede alcuna
         limitazione all'applicazione della detta regola, quest'ultima va interpretata nel senso che è pienamente applicabile a tutti
         i documenti dei terzi di cui è chiesta la consultazione, senza che sia possibile stabilire livelli di applicabilità diversi
         a seconda che tali documenti possano pregiudicare gli agenti economici interessati o a seconda dell'utilizzazione che ne è
         fatta dalla Commissione nell'ambito del suo processo decisionale. Peraltro, il criterio giurisprudenziale dell'interpretazione e dell'applicazione restrittive della regola dell'autore si impone
         in particolare quando esistano dubbi sull'autore del documento richiesto. Qualora non esistano dubbi al riguardo, dato che
         gli Stati membri sono i soli autori dei documenti controversi, tale giurisprudenza non può essere validamente invocata. v. punti 57-58, 60-61
         
         4.
          Nell'ambito del procedimento previsto dalla decisione 94/90, sull'accesso del pubblico ai documenti della Commissione, le
         difficoltà di accesso ai documenti sollecitati rivolgendosi agli Stati membri non hanno alcuna incidenza sulla legittimità
         di una decisione di tale istituzione che nega l'accesso ai documenti richiesti per la ragione che hanno come autore i detti
         Stati. Infatti, la posizione degli Stati membri nei confronti delle informazioni richieste, rientrando nell'ambito dei loro
         rispettivi ordinamenti giuridici interni ed essendo soggetta alle limitazioni stabilite dalle normative nazionali applicabili
         a tal fine, non incide sul carattere corretto dell'applicazione operata dalla Commissione della regola dell'autore prevista
         dal legislatore comunitario. v. punto 64
         
         5.
          Atteso che il regolamento n. 1049/2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio
         e della Commissione, è entrato in vigore il 3 giugno 2001 ed è applicabile solo a partire dal 3 dicembre 2001, esso non può
         essere invocato nei confronti di una decisione della Commissione adottata in data anteriore, conforme al regime previsto dalla
         decisione 94/90, sull'accesso del pubblico ai documenti della Commissione, per sostenere un'interpretazione restrittiva della
         regola dell'autore tale da portare alla sua inapplicabilità. v. punto 65
         
         6.
          Un atto è viziato da sviamento di potere solo se, in base ad indizi oggettivi, pertinenti e concordanti, risulta adottato
         allo scopo esclusivo, o quanto meno determinante, di raggiungere fini diversi da quelli dichiarati o di eludere una procedura
         appositamente prevista dal Trattato per far fronte alle circostanze del caso di specie. A tale proposito, poiché il sistema istituito dal codice di condotta relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Consiglio
         e della Commissione ed attuato, per quanto riguarda la Commissione, con decisione 94/90, sottopone il rifiuto di concessione
         dei documenti richiesti ad una procedura di duplice richiesta in cui solo la decisione di conferma del segretario generale
         costituisce la presa di posizione finale dell'istituzione, la divergenza delle motivazioni esposte dalla Commissione nell'ambito
         della procedura di riesame non può essere considerata come un indizio di sviamento di potere, poiché tale procedura ha appunto
         l'obiettivo di permettere al segretario generale di riconsiderare la questione senza vedersi ostacolato da prese di posizione
         precedenti espresse dai servizi competenti. v. punti 72-73
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Quinta Sezione)16 ottobre 2003 (1)
         
         
               «Ricorso di annullamento – Accesso ai documenti – Decisione 94/90/CECA, CE, Euratom – Rigetto – Regola dell'autore – Sviamento di potere»
               
            Nella causa T-47/01, 
            
            
             Co-Frutta Soc. coop. rl , con sede in Padova, rappresentata dagli avv.ti W. Viscardini, M. Paolin e S. Donà,
            
            
            ricorrente, 
            
            contro
             Commissione delle Comunità europee , rappresentata dai sigg. P. Stancanelli, P. Aalto e U. Wölker, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
            
            convenuta, 
            
            avente ad oggetto una domanda di annullamento della decisione della Commissione contenuta nelle lettere 31 luglio 2000 della
            direzione generale  
            Agricoltura e 5 dicembre 2000 del segretario generale della Commissione, con la quale l'accesso ai documenti richiesti dalla ricorrente
            nel contesto del regime di importazione di banane è stato parzialmente rifiutato,
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Quinta Sezione),
            
            composto dal sig. R. García-Valdecasas, presidente, dalla sig.ra P. Lindh e dal sig. J.D. Cooke, giudici, 
            
            cancelliere: sig. J. Palacio González, amministratore principale 
            
            
            vista la fase scritta del procedimento e in seguito all'udienza del 20 marzo 2003,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
               Contesto normativo
            Normativa comunitaria in materia di accesso ai documenti
         
         
         1
            
         A seguito della dichiarazione n. 17 relativa al diritto di accesso all'informazione allegata all'atto finale del Trattato
         sull'Unione europea firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, il Consiglio e la Commissione hanno approvato, il 6 dicembre
         1993, un codice di condotta relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Consiglio e della Commissione (GU 1993, L 340,
         pag. 41; in prosieguo: il  
         codice di condotta), diretto a fissare i principi che disciplinano l'accesso ai documenti da essi detenuti. 
         
         
         2
            
         Per quanto la riguarda, la Commissione ha adottato la decisione 8 febbraio 1994, 94/90/CECA, CE, Euratom, relativa all'accesso
         del pubblico ai documenti della Commissione (GU L 46, pag. 58; in prosieguo: la  
         decisione 94/90), che attua il codice di condotta. 
         
         
         3
            
         Il codice di condotta prevede, sotto la rubrica  
         Principio generale: Il pubblico avrà il più ampio accesso possibile ai documenti di cui dispongono la Commissione e il Consiglio.Con documento si intende ogni scritto, indipendentemente dal suo supporto, contenente dati esistenti, in possesso del Consiglio
         o della Commissione.
         
         
         4
            
         Il codice di condotta, sotto la rubrica intitolata  
         Trattamento delle richieste iniziali, terzo comma (in prosieguo: la  
         regola dell'autore), dispone: Qualora l'autore del documento in possesso di un'istituzione sia una persona fisica o giuridica, uno Stato membro, un'altra
         istituzione o organo comunitario o qualsiasi altro organismo nazionale o internazionale, la richiesta dovrà essere indirizzata
         direttamente all'autore del documento.
         
         
         5
            
         Le circostanze che possono essere fatte valere da un'istituzione per giustificare il rigetto di una domanda di accesso a documenti
         sono elencate, sotto la rubrica del codice di condotta intitolata  
         Regime delle eccezioni, nei seguenti termini: Le istituzioni negano l'accesso a qualsiasi documento la cui divulgazione possa pregiudicare:(...)
         
         
         ─
            la protezione del segreto commerciale e industriale, 
         (...)
         
         
         ─
            la protezione della riservatezza chiesta dalla persona fisica o giuridica che ha fornito l'informazione o richiesta dalla
            legislazione dello Stato membro che ha fornito l'informazione. 
         (...).
         
         
         6
            
         Circa il trattamento delle richieste di accesso del pubblico ai documenti della Commissione, l'art. 2, n. 2, della decisione
         94/90 dispone: Il direttore generale (...) comunica per iscritto al richiedente, entro un mese, se la domanda è accolta o respinta. In quest'ultimo
         caso, il richiedente è informato che dispone di un mese per ripresentare domanda al segretario generale della Commissione
         con preghiera di riesaminare la decisione presa. In mancanza di domanda di riesame, si presume che il richiedente abbia rinunciato
         alla domanda iniziale.
         
         
         7
            
         Il codice di condotta prevede, inoltre, che:  
         Qualora sia presentata una siffatta richiesta di conferma e l'istituzione interessata decida di negare la trasmissione del
         documento, tale decisione, che dev'essere adottata un mese dopo la presentazione della richiesta di conferma, viene tempestivamente
         trasmessa per iscritto al richiedente; essa deve essere debitamente motivata ed indicare i mezzi di impugnazione possibili,
         ossia il ricorso giurisdizionale e l'intervento del mediatore, alle condizioni previste rispettivamente agli articoli 173
         e 138 E [divenuti artt. 230 CE e 195 CE] del Trattato che istituisce la Comunità europea. 
         
         
         8
            
         Il Trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1° maggio 1999, ha espressamente riconosciuto, all'art. 255 CE, il diritto
         di accesso del pubblico ai documenti. Conformemente al n. 2 di tale articolo, il Parlamento e il Consiglio hanno adottato
         il regolamento (CE) 30 maggio 2001, n. 1049, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio
         e della Commissione, applicabile a partire dal 3 dicembre 2001 (GU L 145, pag. 43; in prosieguo: il  
         regolamento n. 1049/2001). 
         Il regime dell'organizzazione comune dei mercati nel settore della banana
         
         
         9
            
         Il regolamento (CEE) del Consiglio 13 febbraio 1993, n. 404, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore della
         banana (GU L 47, pag. 1; in prosieguo: il  
         regolamento n. 404/93), ha introdotto, nel suo titolo IV relativo al regime degli scambi con i paesi terzi, un sistema comune di importazioni provenienti
         dai paesi terzi che ha sostituito, a partire dal 1° luglio 1993, i vari sistemi nazionali esistenti in precedenza. 
         
         
         10
            
         Nell'ambito del detto sistema, quale applicato dal regolamento (CEE) della Commissione 10 giugno 1993, n. 1442, recante modalità
         d'applicazione del regime d'importazione delle banane nella Comunità (GU L 142, pag. 6; in prosieguo: il  
         regolamento n. 1442/93) e, a partire dal 1° gennaio 1999, dal regolamento (CE) della Commissione 28 ottobre 1998, n. 2362, recante modalità d'applicazione
         del regolamento [n. 404/93], con riguardo al regime d'importazione delle banane nella Comunità (GU L 293, pag. 32; in prosieguo:
         il  
         regolamento n. 2362/98), le autorità competenti degli Stati membri sono tenute a comunicare annualmente alla Commissione gli elenchi degli operatori
         registrati presso di esse con dati relativi ai quantitativi smerciati da ciascuno di essi nel corso di un periodo di riferimento,
         ai volumi delle domande formulate dagli operatori nell'anno in corso e ai quantitativi effettivamente smerciati con l'indicazione
         dei numeri dei titoli utilizzati (v., in particolare, art. 4 del regolamento n. 1442/93 e artt. 6 e 28 del regolamento n. 2362/98),
         nonché talune informazioni statistiche ed economiche trimestrali relative, in particolare, ai titoli di importazione (v.,
         in particolare, art. 21 del regolamento n. 1442/93 e art. 27 del regolamento n. 2362/98). 
         
         
         11
            
         La trasmissione degli elenchi di cui trattasi permette alla Commissione di verificare i dati a disposizione delle autorità
         nazionali competenti e, per quanto necessario, di comunicare gli elenchi agli altri Stati membri per individuare o prevenire
         dichiarazioni abusive degli operatori. Sulla base dei dati trasmessi, la Commissione fissa, se del caso, un coefficiente unico
         di rettifica o di adattamento da applicare ad opera degli Stati membri ai quantitativi di riferimento degli operatori (v.
         art. 4 del regolamento n. 1442/93 e artt. 6 e 28 del regolamento n. 2362/98). 
         Fatti all'origine del ricorso
         
         12
            
         La ricorrente è una società cooperativa italiana di maturatori di banane che opera in tale settore da circa un ventennio ed
         importa banane provenienti dalla cosiddetta area del dollaro. Essa fa valere di essere venuta a conoscenza, tramite la stampa
         italiana, di un'importazione fraudolenta di banane nella Comunità avvenuta tra il marzo 1998 e il giugno 2000, a dazio ridotto,
         sulla base di falsi titoli d'importazione.  
         
         
         13
            
         La ricorrente si ritiene danneggiata dalle suddette importazioni, a causa delle gravi distorsioni di prezzo dovute all'immissione
         nel mercato comunitario di quantitativi ulteriori, che hanno comportato il superamento del contingente tariffario, e considera
         che il danno subito sarebbe anche maggiore se risultasse che le importazioni sono state effettuate non già con titoli falsi,
         ma con titoli regolarmente rilasciati sulla base di falsi o errati quantitativi di riferimento. 
         
         
         14
            
         Al fine di tutelare i propri interessi, la ricorrente, con lettera 27 giugno 2000 inviata alla direzione generale (DG)  
         Agricoltura della Commissione e sulla base delle disposizioni del codice di condotta, ha chiesto l'accesso ai seguenti documenti: 
         
         1)
         l'elenco degli operatori tradizionali con l'indicazione, per ciascun operatore, del quantitativo di banane importato durante
         il periodo 1994-1996 e del rispettivo quantitativo di riferimento provvisorio, nonché dei numeri dei titoli utilizzati e dei
         relativi estratti utilizzati; 
         
         
         2)
         gli elenchi, per l'anno 1998 e per l'anno 1999, di tutti gli operatori registrati nella Comunità con l'indicazione, per ciascun
         operatore, dei titoli d'importazione richiesti e dei quantitativi effettivamente importati; 
         
         
         3)
         i dati, relativi agli anni 1998 e 1999 e, se disponibili, quelli relativi al primo trimestre del corrente anno 2000, concernenti
         i quantitativi di banane provenienti dall'Ecuador di cui è stata richiesta l'importazione, distinti da quelli effettivamente
         commercializzati nella Comunità
         . 
         
         
         15
            
         Con lettera 31 luglio 2000 (in prosieguo: la  
         lettera della DG  
         Agricoltura), il direttore generale aggiunto della DG  
         Agricoltura ha inviato alla ricorrente i dati relativi al punto 3) della domanda. Esso ha invece rifiutato l'accesso ai documenti di
         cui ai punti 1) e 2) della domanda facendo valere  
         la protezione del segreto commerciale e industriale, nonché la tutela della riservatezza richiesta dalla persona fisica o
         giuridica o prevista dalla legislazione dello Stato membro che ha fornito le informazioni. Esso ha inoltre fatto riferimento al regime di eccezioni previste dal codice di condotta, all'art. 287 CE e all'art. 20
         del regolamento del Consiglio 6 febbraio 1962, n. 17, primo regolamento di applicazione degli artt. [81] e [82] del Trattato
         (GU 1962, n. 13, pag. 204). 
         
         
         16
            
         Con lettera 1° settembre 2000 e conformemente alle disposizioni del codice di condotta, la ricorrente ha presentato presso
         il segretariato generale della Commissione una richiesta di conferma diretta ad ottenere il riesame di tale posizione. 
         
         
         17
            
         Con lettera 5 dicembre 2000, ricevuta dalla ricorrente il 21 dicembre 2000, il segretario generale ha informato la ricorrente
         dell'impossibilità di trasmetterle i documenti richiesti, in applicazione della regola dell'autore prescritta dal codice di
         condotta (in prosieguo: la  
         lettera del segretario generale). La lettera del segretario generale è così formulata: (...)Dopo aver riesaminato la Sua domanda, devo purtroppo informarLa dell'impossibilità di trasmetterLe tali documenti, in applicazione
         della regola dell'autore prescritta dal codice di condotta relativo all'accesso del pubblico ai documenti adottato l'8 febbraio
         1994 mediante decisione della Commissione [94/90, CECA, CE, Euratom] che prevede che  
         qualora l'autore del documento in possesso di un'istituzione sia una persona fisica o giuridica, uno Stato membro, un'altra
         istituzione od organo comunitario o qualsiasi altro organismo nazionale o internazionale, la richiesta dovrà essere indirizzata
         direttamente all'autore del documento.Rispondere alla Sua domanda significherebbe darLe accesso ai dati individuali relativi agli operatori, raccolti ed elaborati
         dagli Stati membri. Tali dati, che contengono informazioni relative ai quantitativi di riferimento delle imprese, alle richieste
         di titolo e ai quantitativi effettivamente importati da ciascuna di esse, sono stati trasmessi alla Commissione al fine di
         assicurare un'applicazione coerente dei regimi applicabili all'importazione e segnatamente di individuare o prevenire irregolarità,
         in particolare dichiarazioni fraudolente degli operatori, come previsto dalle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 5 del
         [regolamento n. 1442/93] e dell'articolo 6, paragrafo 2 del [regolamento n. 2362/98].Le suggerisco quindi di rivolgersi direttamente alle autorità competenti negli Stati membri per ricevere una copia dei documenti
         che desidera ottenere.
         Procedimento e conclusioni delle parti
         
         18
            
         Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 1° marzo 2001, la ricorrente ha proposto il presente ricorso.
         
         
         
         19
            
         Con atto separato depositato in cancelleria in pari data, la ricorrente ha proposto istanza di procedimento accelerato conformemente
         all'art. 76 bis del regolamento di procedura del Tribunale. Con decisione 5 aprile 2001, il Tribunale (Quinta Sezione) ha
         respinto tale istanza di trattazione accelerata. 
         
         
         20
            
         Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Quinta Sezione) ha deciso di passare alla fase orale. Le difese orali delle
         parti e le loro risposte ai quesiti del Tribunale sono state sentite all'udienza del 20 marzo 2003. 
         
         
         21
            
         La ricorrente conclude che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
            annullare la decisione della Commissione di cui alle lettere della DG 
            Agricoltura 31 luglio 2000 e del segretario generale della Commissione 5 dicembre 2000; 
         
         
         
         ─
            condannare la Commissione alle spese. 
         
         
         
         
         22
            
         La Commissione conclude che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
            dichiarare irricevibile la domanda di annullamento della decisione contenuta nella lettera della DG 
            Agricoltura 31 luglio 2000; 
         
         
         
         ─
            respingere integralmente la domanda di annullamento della decisione contenuta nella lettera 5 dicembre 2000 del segretario
            generale della Commissione; 
         
         
         
         ─
            condannare la ricorrente alle spese. 
         
         
         Sulla ricevibilitàArgomenti delle parti
         
         
         23
            
         Senza sollevare formalmente un'eccezione di irricevibilità, la Commissione sostiene che il ricorso diretto contro la decisione
         contenuta nella lettera della DG 
         Agricoltura è irricevibile in quanto essa non costituisce un atto impugnabile ai sensi dell'art. 230 CE. 
         
         
         24
            
         La ricorrente fa valere che il suo ricorso non è destinato a chiedere distintamente l'annullamento della lettera della DG
          
         Agricoltura e della lettera del segretario generale della Commissione e ammette che, visto che la procedura si è conclusa con la lettera
         di quest'ultimo, verrebbe chiesto soltanto l'annullamento della decisione del segretario generale. 
         
         
         25
            
         Tuttavia, secondo la ricorrente, poiché l'iter procedurale ha evidenziato una prima decisione fondata su una motivazione diversa
         e contraddittoria rispetto a quella adottata dal segretario generale, non sarebbe stato possibile impugnare solo la decisione
         del segretario generale prescindendo da quella della DG  
         Agricoltura, in quanto tale aspetto rivela uno sviamento di potere. 
         
         
         26
            
         Inoltre sarebbe interesse della ricorrente chiedere l'annullamento della decisione della Commissione quale risulta dal complesso
         delle risposte ricevute, al fine di evitare il rischio che, in caso di annullamento da parte del Tribunale della decisione
         risultante dalla lettera del segretario generale, la Commissione dia nuovamente una risposta negativa fondata sulla motivazione
         adottata dalla DG  
         Agricoltura non censurata dal giudice comunitario (v., ad esempio, i fatti della sentenza del Tribunale 7 dicembre 1999, causa T-92/98,
         Interporc/Commissione, Racc. pag. II-3521, punto 54). 
         
         
         27
            
         All'udienza la ricorrente ha chiesto che, anche se il ricorso diretto contro la lettera della DG  
         Agricoltura dovesse essere dichiarato irricevibile, il Tribunale si pronunci, per ragioni di economia e di efficacia processuali, sui
         motivi di rifiuto fatti valere in tale lettera. 
         Giudizio del Tribunale
         
         
         28
            
         Risulta da costante giurisprudenza che solo i provvedimenti destinati a produrre effetti giuridici obbligatori idonei ad incidere
         sugli interessi di chi li impugna, modificando in misura rilevante la situazione giuridica di questo, costituiscono atti impugnabili
         con ricorso di annullamento ai sensi dell'art. 230 CE. Quando si tratta di atti o decisioni la cui elaborazione ha luogo in
         varie fasi, in particolare al termine di un procedimento interno, costituiscono in via di principio atti impugnabili con ricorso
         di annullamento solamente quei provvedimenti che stabiliscono in modo definitivo la posizione dell'istituzione al termine
         di tale procedura, ad esclusione di provvedimenti provvisori destinati a preparare la decisione finale (sentenza della Corte
         11 novembre 1981, causa 60/81, IBM/Commissione, Racc. pag. 2639, punto 10, e sentenza del Tribunale 22 maggio 1996, causa
         T-277/94, AITEC/Commissione, Racc. pag. II-351, punto 51). 
         
         
         29
            
         Nel presente contesto si deve sottolineare che, nell'ambito della procedura prevista dalla decisione 94/90, la decisione del
         segretario generale della Commissione costituisce la presa di posizione definitiva dell'istituzione sulla domanda di accesso
         ai documenti formulata dalla ricorrente. 
         
         
         30
            
         Nella fattispecie risulta chiaramente dall'applicazione combinata dell'art. 2, n. 2, della decisione 94/90 e delle disposizioni
         del codice di condotta sulla trattazione delle richieste di conferma che la risposta contenuta nella lettera della DG 
         Agricoltura ha costituito solo una prima presa di posizione, che attribuiva alla ricorrente la possibilità di invitare il segretario
         generale della Commissione a riesaminare la posizione di cui trattasi. Infatti, in forza dell'art. 2, n. 2, della decisione
         94/90, in caso di rigetto, la risposta del direttore generale costituisce una posizione iniziale che manifesta l'
         intenzione di dare una risposta negativa, che può formare oggetto di una richiesta di conferma diretta ad ottenere  
         il riesame di tale posizione. 
         
         
         31
            
         Di conseguenza, solo il provvedimento adottato dal segretario generale della Commissione, avente la natura di decisione e
         interamente sostitutivo della presa di posizione precedente, può produrre effetti giuridici tali da incidere sugli interessi
         della ricorrente e, pertanto, essere impugnato con ricorso di annullamento in forza dell'art. 230 CE. 
         
         
         32
            
         D'altro canto la ricorrente ha riconosciuto, nelle sue memorie e all'udienza, che può essere richiesto solo l'annullamento
         della decisione del segretario generale, dato che la procedura si è conclusa con tale presa di posizione. 
         
         
         33
            
         Ne consegue che il ricorso è irricevibile per quanto riguarda la domanda di annullamento della lettera della DG 
         Agricoltura 31 luglio 2000 e, pertanto, che il Tribunale non deve pronunciarsi sulla motivazione sulla quale la DG 
         Agricoltura si è basata nella presa di posizione iniziale e che non è stata fatta valere dal segretario generale. 
         Sul merito
         
         34
            
         Gli argomenti fatti valere dalla ricorrente possono essere raggruppati in due motivi relativi, da un lato, alla violazione
         del codice di condotta adottato dalla Commissione attraverso la decisione 94/90 e, dall'altro, ad uno sviamento di potere.
         
         Sul primo motivo, relativo ad una violazione del codice di condotta adottato dalla decisione 94/90
         
         
         35
            
         La ricorrente afferma, in via principale, che la regola dell'autore non è applicabile al caso di specie in quanto i documenti
         richiesti non sarebbero stati elaborati dalle autorità nazionali ma dalla Commissione. In subordine, la ricorrente sostiene
         che, anche ammettendo che i documenti richiesti siano stati effettivamente elaborati dalle autorità nazionali, la regola dell'autore
         non è applicabile poiché dev'essere interpretata in maniera restrittiva, conformemente al principio generale di accesso ai
         documenti previsto dal codice di condotta. 
         a) Sulla questione della determinazione dell'autore dei documenti controversi
         ─ Argomenti delle parti
         
         
         36
            
         La ricorrente asserisce che la tesi del segretario generale secondo cui la richiesta riguarderebbe documenti il cui autore
         non è la Commissione, ma di cui sono autori gli Stati membri, è errata in quanto l'oggetto della richiesta mira ad ottenere
         gli elenchi degli operatori tradizionali della Comunità nel suo complesso, e non gli elenchi di ciascuno Stato membro. 
         
         
         37
            
         In primo luogo, la ricorrente sostiene che, alla luce dei compiti essenziali affidati alla Commissione nell'ambito del regime
         delle importazioni nel settore della banana, risulta chiaramente che gli Stati membri non hanno un ruolo autonomo nello stabilire
         gli elenchi degli operatori ed i loro quantitativi di riferimento, ma fungono da ausiliari della Commissione cui competono
         la gestione e il controllo del regime. 
         
         
         38
            
         In secondo luogo, la ricorrente asserisce che, al fine di esercitare tali poteri di gestione e di controllo, la Commissione
         deve necessariamente disporre di un elenco autonomo, da essa stessa predisposto, che aggrega, a livello comunitario, tutti
         i dati degli operatori tradizionali della Comunità forniti dagli Stati membri. L'elaborazione di tale aggregazione di dati
         costituirebbe un'attività propria della Commissione e non degli Stati membri. 
         
         
         39
            
         La ricorrente sostiene che se la Commissione si limitasse solo a ricevere i dati elaborati dagli Stati membri e a codificarli
         senza effettuare alcuna modifica o rettifica degli errori, essa verrebbe meno al suo dovere di intervento e di controllo d'ufficio
         dei dati trasmessi dagli Stati membri e adotterebbe la decisione di fissare il coefficiente di adattamento facendo unicamente
         affidamento sulla diligenza delle autorità nazionali. Di conseguenza, atteso che la Commissione non si limiterebbe a segnalare
         errori ma interverrebbe altresì d'ufficio, anche se non vi fosse un elenco d'origine comunitaria propriamente detto, sarebbe
         legittimo ritenere che la Commissione sia l'autore dei documenti in questione. 
         
         
         40
            
         La Commissione sostiene che la regola dell'autore è stata correttamente invocata ed è pienamente applicabile in quanto i dati
         richiesti dalla ricorrente al punto 1 della sua richiesta del 27 giugno 2000 si presentano sotto forma di documenti predisposti
         dagli Stati membri. Inoltre, per quanto riguarda i documenti di cui al punto 2 della domanda di accesso, la convenuta sottolinea
         che non risulta alcun documento che precisi i dati richiesti con il livello di dettaglio preteso dalla ricorrente e che in
         ogni caso, se tali dati esistessero, la regola dell'autore si applicherebbe anche per il fatto che essi si presenterebbero
         sotto forma di documento predisposto dagli Stati membri. 
         ─ Giudizio del Tribunale
         
         
         41
            
         La ricorrente contesta l'applicazione al caso di specie della regola dell'autore in quanto gli elenchi di cui sarebbe stato
         richiesto l'accesso non sarebbero stati elaborati dagli Stati membri ma dalla Commissione. 
         
         
         42
            
         Si pone pertanto la questione di stabilire se i documenti richiesti dalla ricorrente costituiscano documenti elaborati dalla
         Commissione o dagli Stati membri. A questo proposito dev'essere operata una distinzione tra i documenti considerati rispettivamente
         ai punti 1 e 2 della richiesta della ricorrente nella sua lettera 27 giugno 2000. 
         
         
         43
            
         In primo luogo, per quanto riguarda la prima serie di documenti ai quali è stato chiesto l'accesso, vale a dire  
         l'elenco degli operatori tradizionali con l'indicazione, per ciascun operatore, del quantitativo di banane importato durante
         il periodo 1994-1996 e del rispettivo quantitativo di riferimento provvisorio, nonché dei numeri dei titoli utilizzati e dei
         relativi estratti utilizzati, occorre constatare che i documenti richiesti corrispondono a quelli che, secondo gli artt. 6, n. 2, e 28, n. 2, del regolamento
         n. 2362/98, gli Stati membri devono elaborare e comunicare alla Commissione. Si tratta pertanto di documenti i cui autori
         sono gli Stati membri. 
         
         
         44
            
         In secondo luogo, per quanto riguarda la seconda serie di documenti richiesti, ossia  
         gli elenchi, per l'anno 1998 e per l'anno 1999, di tutti gli operatori registrati nella Comunità con l'indicazione, per ciascun
         operatore, dei titoli d'importazione richiesti e dei quantitativi effettivamente importati, la Commissione ha sostenuto, nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale, che non disponeva di tali documenti in quanto
         nessun documento degli Stati membri fornirebbe i dati di cui trattasi con il grado di precisione richiesto dalla ricorrente,
         in altre parole facendo riferimento a ciascun operatore preso individualmente, e che, in ogni caso, si tratterebbe di documenti
         elaborati dagli Stati membri. 
         
         
         45
            
         Tuttavia, il Tribunale rileva che nella lettera del segretario generale si afferma che  
         tali dati, che contengono informazioni relative ai quantitativi di riferimento delle imprese, alle richieste di titolo e ai
         quantitativi effettivamente importati da ciascuna di esse, sono stati trasmessi alla Commissione al fine di assicurare un'applicazione
         coerente dei regimi applicabili all'importazione e segnatamente di individuare o prevenire irregolarità. Pertanto, la Commissione, non avendo contestato nella decisione controversa l'esistenza dei documenti richiesti al punto 2
         della domanda della ricorrente, non può validamente far valere, in questa fase del procedimento, l'inesistenza di tali documenti.
         
         
         
         46
            
         E' importante rilevare che risulta dall'art. 28, n. 2, lett. a), del regolamento n. 2362/98 che, per quanto riguarda l'anno
         1999, gli Stati membri comunicano alla Commissione gli elenchi di tutti gli operatori registrati, con l'indicazione dei quantitativi
         provvisori individualmente richiesti nonché, conformemente all'art. 27, lett. c), di tale regolamento, i dati trimestrali
         dei quantitativi totali di banane importati da tutti gli operatori. Per quanto riguarda l'anno 1998, risulta dall'art. 4,
         nn. 4 e 5, e dall'art. 21, del regolamento n. 1442/93 che gli Stati membri comunicano alla Commissione gli elenchi di tutti
         gli operatori registrati, nonché dati globali riguardanti i quantitativi relativi ai titoli d'importazione rilasciati e quelli
         relativi ai titoli utilizzati, raccolti su base nazionale, trimestrale e per categorie di operatori. Pertanto è giocoforza
         concludere che anche la seconda serie di documenti richiesti dalla ricorrente riguarda documenti elaborati dagli Stati membri.
         
         
         
         47
            
         Per quanto riguarda la questione dell'aggregazione di tali dati nazionali in una base informatica unica ─ di cui la Commissione
         ha riconosciuto l'esistenza per quanto riguarda la prima serie di documenti ai quali è stato chiesto l'accesso ─, è importante
         rilevare che, come risulta dagli artt. 6 e 28 del regolamento n. 2362/98 e dall'art. 4 del regolamento n. 1442/93, solo le
         autorità nazionali possono stabilire e rettificare i quantitativi di riferimento di ciascun operatore secondo il coefficiente
         di adattamento fissato globalmente dalla Commissione, mentre l'istituzione non essendo competente a modificare direttamente
         i dati nazionali comunicati (v., in questo senso, sentenza del Tribunale 29 gennaio 2002, causa T-160/98, Van Parys e Pacific
         Fruit Company/Commissione, Racc. pag. II-233, punto 65). La Commissione si limita ad aggregare i dati, ai soli fini di facilitare
         i compiti di raffronto e di verifica dei doppi computi dei dati, ma senza poter procedere essa stessa a modifiche, correzioni
         o qualsiasi altro trattamento, mentre le verifiche o opportune rettifiche di tali dati debbono essere chieste alle autorità
         nazionali. Pertanto, l'aggregazione effettuata dalla Commissione dei dati comunicati dagli Stati membri per quanto riguarda
         la prima serie di documenti richiesti ─ e, supponendola provata, per quanto riguarda la seconda serie di documenti richiesti
         ─ non basta a far perdere agli Stati membri la loro qualità di autori di tali documenti ai sensi della decisione 94/90. Di
         conseguenza, giustamente la Commissione ha considerato che gli autori dei documenti ai quali è stato chiesto l'accesso da
         parte della ricorrente erano esclusivamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri. 
         
         
         48
            
         Alla luce di quanto precede occorre respingere la censura relativa alla qualità di autore dei documenti di cui ai punti 1
         e 2 della richiesta di accesso formulata dalla ricorrente. 
         b) Sulla questione dell'interpretazione in senso restrittivo della regola dell'autore e della sua inapplicabilità ai documenti
         alla base del processo decisionale comunitario
         ─ Argomenti delle parti
         
         
         49
            
         La ricorrente afferma che, se si ritenesse che gli autori dei documenti richiesti sono gli Stati membri, la regola dell'autore
         non sarebbe applicabile nel caso di specie, dato che tale regola dev'essere interpretata in maniera restrittiva, non potendo
         essere invocata nel caso di richieste di accesso a documenti di terzi utilizzati dalla Commissione come base del processo
         decisionale comunitario. 
         
         
         50
            
         Essa sottolinea, innanzi tutto, che il principio generale del codice di condotta garantisce l'accesso ai documenti  
         in possesso della Commissione e che il suo rifiuto di dare accesso ai documenti di terzi di cui essa dispone non appare conforme a tale
         principio. 
         
         
         51
            
         La ricorrente ricorda poi che, secondo una giurisprudenza costante (sentenze del Tribunale 5 marzo 1997, causa T-105/95, WWF
         UK/Commissione, Racc. pag. II-313, e 19 luglio 1999, causa T-188/97, Rothmans/Commissione, Racc. pag. II-2463), tutte le eccezioni
         o limitazioni al diritto di accesso vanno interpretate in senso restrittivo, al fine di assicurare il rispetto del principio
         di trasparenza del processo decisionale. Alla luce di questa giurisprudenza, la Commissione avrebbe il dovere di consentire
         l'accesso a tutti i documenti di cui essa sia in possesso e su cui ha fondato la sua decisione, specialmente quando tali documenti
         sono chiesti da operatori i cui interessi possono essere lesi da una decisione della Commissione. Ciò si verificherebbe nel
         caso di specie, dato che la Commissione avrebbe fissato il coefficiente di adattamento dei quantitativi provvisori stabiliti
         dagli Stati membri sulla base dei dati forniti da questi ultimi, il che avrebbe riguardato la ricorrente riducendone il quantitativo
         di riferimento. 
         
         
         52
            
         Di conseguenza, un'interpretazione estensiva della regola dell'autore, che escludesse tale tipo di documenti dall'ambito di
         applicazione del codice di condotta, sarebbe illegittima. 
         
         
         53
            
         Inoltre, la ricorrente fa valere che il Tribunale, pur avendo ammesso la legittimità della regola dell'autore, ha sottolineato
         che proprio nel caso in cui la sua applicazione può sollevare dubbi quanto all'autore dell'atto occorre procedere ad un'interpretazione
         restrittiva (sentenza Interporc/Commissione, cit., punto 70). Tale principio sarebbe applicabile nel caso di specie dato che
         i documenti di cui trattasi sarebbero il risultato di una cooperazione stretta tra la Commissione e gli Stati membri, e che
         risulterebbe impossibile stabilire chi ne è veramente l'autore. La ricorrente ricorda che, nella detta sentenza, il Tribunale
         ha annullato la decisione di rifiuto di accesso alle  
         rilevazioni interne della Commissione, elaborate sulla base di dati forniti dagli Stati membri, in un contesto assimilabile a quello del settore
         della banana. 
         
         
         54
            
         Per giunta, la ricorrente ritiene che sia assurdo pensare che essa possa ottenere i dati ai quali ha diritto rivolgendosi
         a quindici amministrazioni nazionali. A questo proposito, nella sua replica, la ricorrente asserisce che essa si è rivolta
         agli Stati membri e che, fino ad ora, essa ha praticamente ricevuto solo risposte di rifiuto di accesso di varia natura, basate
         in particolare su questioni formali o che eccepivano regole di riservatezza nazionali. 
         
         
         55
            
         Infine la ricorrente fa valere che risulta dal nuovo regolamento n. 1049/2001, adottato per attuare l'art. 255 CE, che la
         regola dell'autore non può essere opposta ad una richiesta di documenti che sono alla base del processo decisionale, anche
         se provengono da terzi, in quanto l'art. 2, n. 3, prevede l'accesso per  
         tutti i documenti detenuti da un'istituzione, vale a dire i documenti formati o ricevuti dalla medesima e che si trovino in
         suo possesso concernenti tutti i settori d'attività dell'Unione europea. La ricorrente sostiene che tale nuovo regime, anche se non è immediatamente applicabile, può essere fatto valere nel caso
         di specie per dare alla regola dell'autore un'interpretazione restrittiva, nel senso che le istituzioni debbono consentire
         l'accesso più ampio possibile ai documenti  
         da esse formati o ricevuti nei casi in cui esse agiscono in veste di legislatore nella sua accezione più ampia. 
         
         
         56
            
         La Commissione ribatte di aver correttamente interpretato la regola dell'autore nella decisione impugnata e che tale regola
         così applicata è perfettamente legittima nel contesto dell'ordinamento giuridico comunitario in vigore. 
         ─ Giudizio del Tribunale
         
         
         57
            
         Secondo la giurisprudenza la regola dell'autore, stabilendo una limitazione del diritto di accesso previsto dalla decisione
         94/90, dev'essere interpretata ed applicata in senso restrittivo, in modo da non limitare tale diritto di accesso (v., in
         questo senso, sentenza Rothmans/Commissione, cit., punto 55, e sentenza del Tribunale 11 dicembre 2001, causa T-191/99, Petrie
         e a./Commissione, Racc. pag. II-3677, punto 66). 
         
         
         58
            
         Tuttavia, la tesi della ricorrente secondo la quale la regola dell'autore, dovendo essere interpretata in senso restrittivo,
         non sarebbe applicabile a casi come quello di specie in cui i documenti richiesti sarebbero alla base del processo decisionale
         seguito dalla Commissione, non può essere accolta. 
         
         
         59
            
         In primo luogo, occorre sottolineare che il codice di condotta, pur sancendo un principio generale di accesso ai documenti,
         ha stabilito, con la regola dell'autore, una deroga assoluta per quanto riguarda i documenti il cui autore è un terzo, senza
         prevedere attenuazioni possibili. 
         
         
         60
            
         In secondo luogo, un'interpretazione come quella proposta dalla ricorrente priverebbe la regola dell'autore di ogni effetto
         utile, per il fatto che la quasi totalità dei documenti dei terzi detenuti dalla Commissione sono alla base del suo processo
         decisionale o in connessione con esso. Pertanto, nei limiti in cui il codice di condotta non prevede alcuna limitazione all'applicazione
         della detta regola, quest'ultima va interpretata nel senso che è pienamente applicabile a tutti i documenti elaborati dai
         terzi di cui è chiesta la consultazione, senza che sia possibile stabilire livelli di applicabilità diversi a seconda che
         tali documenti possano pregiudicare gli agenti economici interessati o a seconda dell'utilizzazione che ne è fatta dalla Commissione
         nell'ambito del suo processo decisionale. 
         
         
         61
            
         In terzo luogo, occorre precisare che il criterio giurisprudenziale dell'interpretazione e dell'applicazione restrittive della
         regola dell'autore fatto valere dalla ricorrente si impone in particolare quando esistano dubbi sull'autore del documento
         richiesto. Infatti, come ha rilevato il Tribunale, proprio nei casi in cui esiste un dubbio quanto all'autore dell'atto occorre
         procedere a un'interpretazione e a un'applicazione restrittive della regola dell'autore (sentenza Interporc/Commissione, cit.,
         punto 70, confermata su impugnazione dalla sentenza della Corte 6 marzo 2003, causa C-41-00 P, Interporc/Commissione, non
         ancora pubblicata nella Raccolta). Ora, come è stato in precedenza constatato, nel caso di specie non esistono dubbi al riguardo
         dato che gli Stati membri sono i soli autori dei documenti controversi. Pertanto tale giurisprudenza non può, nella fattispecie,
         essere validamente fatta valere. 
         
         
         62
            
         D'altro canto, per quanto riguarda l'argomento della ricorrente secondo il quale il Tribunale, nella citata sentenza Interporc/Commissione,
         ha annullato la decisione di rifiuto di accesso alle rilevazioni interne della Commissione, in un contesto assimilabile a
         quello del settore della banana, basta ricordare che, in tale causa, il Tribunale ha annullato la decisione della Commissione
         di rifiuto di accesso alle rilevazioni interne elaborate dalla DG VI sulla base delle dichiarazioni degli Stati membri e dei
         paesi terzi, nella misura in cui si trattava di documenti provenienti esclusivamente dalla Commissione e per i quali quest'ultima
         aveva fatto valere l'eccezione fondata sulla protezione dell'interesse pubblico. Ora, nel caso di specie, i documenti cui
         è stato chiesto l'accesso da parte della ricorrente non sono, come è stato constatato, rilevazioni interne di analisi dei
         dati nazionali o degli elenchi risultanti dalla verifica o dalla rettifica di tali dati redatti dalla Commissione ma, molto
         semplicemente, l'aggregazione di documenti di base elaborati e trasmessi dagli Stati membri. Pertanto, poiché le due cause
         non sono simili, la ricorrente non può avvalersi della citata sentenza Interporc/Commissione. 
         
         
         63
            
         Risulta da quanto precede che l'interpretazione restrittiva sostenuta dalla ricorrente e diretta all'inapplicabilità della
         regola dell'autore ai documenti dei terzi che siano alla base del processo decisionale comunitario non può essere accolta.
         
         
         
         64
            
         Ad abundantiam occorre sottolineare che, per quanto riguarda l'argomento della ricorrente relativo all'impossibilità di accedere
         ai documenti sollecitati rivolgendosi agli Stati membri, tali difficoltà non hanno alcuna incidenza sulla legittimità della
         decisione controversa, come giustamente sostiene la Commissione. Infatti, la posizione degli Stati membri nei confronti delle
         informazioni richieste, rientrando nell'ambito dei loro rispettivi ordinamenti giuridici interni ed essendo soggetta alle
         limitazioni stabilite dalle normative nazionali applicabili a tal fine, non incide sul carattere corretto dell'applicazione
         operata dalla Commissione della regola dell'autore prevista dal legislatore comunitario. 
         
         
         65
            
         Infine il Tribunale rileva che l'argomento della ricorrente secondo il quale il regolamento n. 1049/2001 permetterebbe di
         sostenere un'interpretazione restrittiva di questa regola tale da portare alla sua inapplicabilità al caso di specie non può
         del pari essere accolto. Infatti, poiché il detto regolamento è entrato in vigore il 3 giugno 2001 ed è applicabile solo a
         partire dal 3 dicembre 2001, è chiaro che la decisione impugnata, essendo stata adottata il 5 dicembre 2000, doveva unicamente
         essere conforme al regime previsto dalla decisione 94/90. 
         
         
         66
            
         Di conseguenza, visto che il codice di condotta era la sola disposizione sostanziale applicabile al caso di specie alla data
         in cui la Commissione ha adottato la decisione controversa, si deve concludere che essa non ha operato illegittimamente avendo
         proceduto ad un'interpretazione e ad un'applicazione della regola dell'autore conformi alla normativa in vigore all'epoca
         dei fatti. 
         
         
         67
            
         Di conseguenza, il primo mezzo relativo ad una violazione del codice di condotta adottato dalla decisione 94/90 dev'essere
         respinto in quanto infondato. 
         Sul secondo motivo, relativo ad uno sviamento di potere
         Argomenti delle parti
         
         
         68
            
         La ricorrente sostiene che il rifiuto di accesso ai documenti risponde a fini diversi da quelli che sono stati dichiarati.
         
         
         
         69
            
         In primo luogo, la ricorrente sostiene che le motivazioni contraddittorie addotte dalla Commissione nelle sue lettere costituiscono
         un chiaro indizio di sviamento di potere. 
         
         
         70
            
         In secondo luogo, per quanto riguarda la finalità reale del rigetto, la ricorrente fa innanzi tutto valere che il rifiuto
         opposto dal segretario generale, unitamente all'invito a rivolgersi a ciascuno Stato membro per ottenere l'elenco degli operatori
         della Comunità, appare volto a disconoscere il potere conferito alla Commissione dal Consiglio in materia di gestione e controllo
         del mercato comunitario delle banane al fine di liberarsi da eventuali responsabilità e di addossarle ad altri soggetti. Inoltre,
         con il suo rifiuto, la Commissione cercherebbe di privare la ricorrente della possibilità di verificare l'attribuzione e la
         ripartizione dei titoli di importazione delle banane nonché il loro utilizzo effettivo e, pertanto, di esercitare un controllo
         sul processo decisionale seguito dalla convenuta. 
         
         
         71
            
         La Commissione ribatte che questo motivo dev'essere respinto in quanto privo di ogni fondamento. A questo proposito, la convenuta
         sostiene in particolare che la lettera del segretario generale persegue lo scopo esclusivo di rispondere alla richiesta di
         riesame inoltrata dalla ricorrente e non intende assolutamente disconoscere le competenze della Commissione con riferimento
         al regime d'importazione delle banane. 
         Giudizio del Tribunale
         
         
         72
            
         Secondo una giurisprudenza consolidata, un atto è viziato da sviamento di potere solo se, in base ad indizi oggettivi, pertinenti
         e concordanti, risulta adottato allo scopo esclusivo, o quanto meno determinante, di raggiungere fini diversi da quelli dichiarati
         o di eludere una procedura appositamente prevista dal Trattato per far fronte alle circostanze del caso di specie (sentenza
         della Corte 25 giugno 1997, causa C-285/94, Italia/Commissione, Racc. pag. I-3519, punto 52, e sentenza del Tribunale 6 aprile
         1995, causa T-143/89, Ferriere Nord/Commissione, Racc. pag. II-917, punto 68). 
         
         
         73
            
         Nella fattispecie, in ordine all'argomento della ricorrente secondo il quale la contraddizione delle due motivazioni opposte
         alla sua richiesta costituisce un chiaro indizio dell'esistenza di uno sviamento di potere, il Tribunale ricorda che, come
         è stato affermato in precedenza, il sistema istituito dal codice di condotta e attuato dalla decisione 94/90 sottopone il
         rifiuto di concessione dei documenti richiesti ad una procedura di duplice richiesta in cui solo la decisione di conferma
         del segretario generale costituisce la presa di posizione finale dell'istituzione. Pertanto, la divergenza delle motivazioni
         esposte dalla Commissione nell'ambito di una procedura del genere non può essere considerata come un indizio di sviamento
         di potere poiché la procedura di riesame concepita da tale disposizione ha appunto l'obiettivo di permettere al segretario
         generale di riconsiderare la questione senza vedersi ostacolato da prese di posizione precedenti espresse dai servizi competenti.
         Ora, se il segretario generale non potesse fondare la sua decisione su una motivazione diversa da quella esposta dal servizio
         responsabile, la detta procedura perderebbe tutto il suo significato, come sostiene giustamente la Commissione. 
         
         
         74
            
         Inoltre, si deve rilevare che la ricorrente non ha fornito alcun elemento di prova tale da dimostrare che, come essa sostiene,
         il rifiuto opposto dalla Commissione perseguirebbe fini diversi da quelli dichiarati nella decisione impugnata. 
         
         
         75
            
         Pertanto è giocoforza constatare che la ricorrente non ha fornito alcun indizio obiettivo, pertinente e concordante, tale
         da corroborare la sua affermazione dell'esistenza di uno sviamento di potere da parte della Commissione. 
         
         
         76
            
         Di conseguenza, occorre respingere il secondo motivo e quindi il ricorso nel suo complesso. 
         
         Sulle spese
         77
            
         Ai sensi dell'art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale, la parte soccombente è condannata alle spese se ne
         è stata fatta domanda. Poiché la convenuta ne ha fatto domanda, la ricorrente, rimasta soccombente, dev'essere condannata
         a sopportare le proprie spese nonché quelle sostenute dalla convenuta. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Quinta Sezione)
         
         
         dichiara e statuisce:  
         
            
            1)
            La domanda di annullamento della decisione contenuta nella lettera della DG 
            Agricoltura del 31 luglio 2000 è irricevibile. 
            
            
            2)
            Per il resto, il ricorso è respinto in quanto infondato. 
            
            
            3)
            La ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché quelle della Commissione. 
            
            
                  Garciá-Valdecasas
               
               
                  Lindh 
               
               
                  Cooke 
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 16 ottobre 2003. 
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung 
               
               
                  P. Lindh  
               
            
         
            
         
      
          1 –
            
             Lingua processuale: l'italiano.