CELEX: 32008B0539
Language: it
Date: 2008-04-24 00:00:00
Title: 2008/539/CE: Decisione del Parlamento europeo, del 24 aprile 2007, sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005

15.7.2008   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 187/189
            
         DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 24 aprile 2007
   sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005
   (2008/539/CE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   vista la relazione della Commissione sul seguito dato alle decisioni di discarico 2004 [COM(2006) 0641 e il relativo allegato SEC(2006) 1376],
   visti i rendiconti finanziari e i conti di gestione relativi al 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005 [COM(2006) 0429 — C6-0264/2006] (1),
   vista la relazione sulla gestione finanziaria del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005 [COM(2006) 0405],
   vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dal sesto, settimo, ottavo e nono Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005, corredata delle risposte delle istituzioni (2),
   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE (3),
   viste le raccomandazioni del Consiglio del 27 febbraio 2007 (6061/2007 — C6-0094/2007, 6062/2007 — C6-0095/2007, 6063/2007, — C6-0096/2007, 6064/2007 — C6-0097/2007),
   visto l'articolo 33 dell'accordo interno, del 20 dicembre 1995, tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE (4),
   visto l'articolo 32 dell'Accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità Europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE (5),
   visto l'articolo 276 del trattato CE,
   visto l'articolo 74 del regolamento finanziario del 16 giugno 1998 applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE, (6)
   
   visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il nono Fondo europeo di sviluppo (7),
   visti l'articolo 70, l'articolo 71, terzo trattino, e l'allegato V del regolamento,
   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A6-0115/2007),
   
               A.
            
            
               considerando che, nella sua dichiarazione di affidabilità relativa ai Fondi europei di sviluppo (FES), la Corte dei conti ha concluso che, fatte salve alcune eccezioni, la contabilità per l'esercizio 2005 riflette in modo affidabile le entrate e le spese dell'esercizio e la situazione finanziaria al termine dello stesso,
            
         
               B.
            
            
               considerando che le conclusioni della Corte dei conti sulla legittimità e la regolarità delle operazioni interessate sono fondate, tra l'altro, sull'audit di transazioni campione,
            
         
               C.
            
            
               considerando che la Corte dei conti, sulla base della documentazione esaminata, ritiene che le entrate iscritte in contabilità e gli importi assegnati per gli impegni e i pagamenti del FES sono, nell'insieme, legittimi e regolari,
            
         
               1.
            
            
               concede alla Commissione il discarico per l'esecuzione del bilancio del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005;
            
         
               2.
            
            
               esprime le proprie osservazioni nella risoluzione riportata in appresso;
            
         
               3.
            
            
               incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che la accompagna al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Hans-Gert PÖTTERING
      
      
         
            Il segretario generale
         
         Harald RØMER
      
   
   
      (1)  GU C 265 del 31.10.2006, pag. 1.
   
      (2)  GU C 263 del 31.10.2006, pag. 205.
   
      (3)  GU C 263 del 31.10.2006, pag. 213.
   
      (4)  GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
   
      (5)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
   
      (6)  GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
   
      (7)  GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.
    ---documentbreak--- 
   
               15.7.2008   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 187/191
            
         RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 24 aprile 2007
   recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   vista la relazione della Commissione sul seguito dato alle decisioni di discarico 2004 [COM(2006) 0641 e il relativo allegato SEC(2006) 1376],
   visti i rendiconti finanziari e i conti di gestione relativi al 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005 [COM(2006) 0429 — C6-0264/2006] (1),
   vista la relazione sulla gestione finanziaria del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005 [COM(2006) 0405],
   vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dal sesto, settimo, ottavo e nono Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2005, corredata delle risposte delle istituzioni controllate (2),
   vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE (3),
   viste le raccomandazioni del Consiglio del 27 febbraio 2007 (6061/2007 — C6-0094/2007, 6062/2007 — C6-0095/2007, 6063/2007 — C6-0096/2007, 6064/2007 — C6-0097/2007),
   visto l'articolo 33 dell'accordo interno, del 20 dicembre 1995, tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE (4),
   visto l'articolo 32 dell'Accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità Europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE (5),
   visto l'articolo 276 del trattato CE,
   visto l'articolo 74 del regolamento finanziario del 16 giugno 1998 applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE, (6)
   
   visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il nono Fondo europeo di sviluppo (7),
   visti l'articolo 70, l'articolo 71, terzo trattino, e l'allegato V del regolamento,
   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A6-0115/2007),
   
               A.
            
            
               considerando che l'articolo 119 del regolamento finanziario del 27 marzo 2003 obbliga la Commissione ad adoperarsi per dare seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico e a riferire, su richiesta del Parlamento, in merito alle misure adottate a seguito di tali osservazioni e commenti,
            
         
               B.
            
            
               considerando che l'accordo di partenariato tra i membri del Gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (8), è stato rettificato dall'accordo firmato a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (9),
            
         La dichiarazione di affidabilità
   
               1.
            
            
               rileva che, nonostante i problemi descritti in appresso, la Corte dei conti europea è del parere che i conti riflettano fedelmente le entrate e le spese del sesto, settimo, ottavo e nono Fondo europeo di sviluppo (FES):
               
                           a)
                        
                        
                           incapacità del sistema informatico esistente di fornire informazioni contabili complete,
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           incompletezza delle informazioni sulle garanzie bancarie, per cui queste ultime sono risultate sottovalutate del 4 %;
                        
                     
         
               2.
            
            
               nota che, per quanto riguarda le operazioni sottostanti, la Corte ritiene che le entrate, le dotazioni FES, gli impegni e i pagamenti siano, nel complesso, legittimi e regolari;
            
         
               3.
            
            
               ricorda che circa la metà della dotazione totale consiste in aiuto programmabile, destinato all'esecuzione di progetti; osserva che tali fondi sono attuati in due fasi: la Commissione adotta decisioni di finanziamento (che si riflettono nei conti sotto forma di impegni finanziari), mentre la stipula dei contratti (che si riflette nei conti sotto forma di impegni giuridici specifici) e l'autorizzazione dei pagamenti sono effettuate dall'ordinatore nazionale dello Stato interessato, in conformità della convenzione di finanziamento tra la Commissione e lo Stato in questione;
            
         
               4.
            
            
               evidenzia che la Corte ha osservato un crescente rischio di errore per quanto riguarda le operazioni che rientrano nella responsabilità degli ordinatori nazionali; nota che, in relazione a impegni giuridici specifici, gli errori riscontrati interessano per esempio l'uso di procedure di gara appropriate, principalmente a livello della gestione dei programmi a preventivo e delle convenzioni di sovvenzione, le garanzie bancarie e il rispetto delle scadenze previste per l'inizio dell'esecuzione dei progetti; rileva che, in relazione ai pagamenti, gli errori hanno interessato gli importi dei pagamenti e l'inosservanza degli obblighi contrattuali;
            
         
               5.
            
            
               riconosce, in linea con la Corte dei conti, che la Commissione si è adoperata per il rafforzamento delle capacità di gestione degli ordinatori nazionali fornendo assistenza tecnica, attrezzatura e formazione; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che la Corte giudichi variabili i risultati di tali sforzi; chiede alla Commissione di perfezionare la sua strategia di sostegno in relazione ai casi problematici;
            
         Incrementare la responsabilità nella gestione dei fondi FES da parte della Commissione
   
               6.
            
            
               ricorda che nella precedente risoluzione sul discarico il Parlamento invitava la Commissione a limitare più chiaramente le responsabilità dei commissari per quanto concerne il FES e l'aiuto esterno; è consapevole della posizione della Commissione secondo cui la ripartizione delle responsabilità, nonostante una certa complessità dovuta alla necessità di coordinare i diversi servizi della Commissione, funziona bene nella pratica; invita comunque la Commissione a riflettere sulle possibilità di semplificare l'attuale struttura amministrativa al fine di minimizzare i rischi di ambiguità in merito alle responsabilità del FES;
            
         Potenziare il controllo democratico sui fondi FES gestiti dalla Banca europea per gli investimenti
   
               7.
            
            
               nota che la dotazione iniziale del 9o Fondo europeo di sviluppo, di 13 800 milioni di euro, è gestita per una quota pari a 2 200 milioni euro dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) che opera attraverso il fondo di investimenti del FES; osserva che quest'ultimo non è soggetto né alla dichiarazione di affidabilità della Corte né alla procedura di discarico del Parlamento;
            
         
               8.
            
            
               propone che la BEI renda conto della sua gestione del fondo di investimenti del FES dinanzi alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento e ricorda che i conti del FES gestiti dalla BEI sono soggetti all'esame della Corte dei conti europea, in applicazione del titolo VII del regolamento finanziario applicabile al 9o FES;
            
         
               9.
            
            
               ribadisce l'opinione, espressa in precedenti risoluzioni sul discarico, che emerge una certa discrepanza nell'attuale regolamento finanziario del FES per quanto concerne i conti del FES: mentre nel corso della procedura di discarico la Commissione presenta i conti consolidati del FES al Parlamento con i rendiconti finanziari e le informazioni trasmesse dalla BEI, il Parlamento successivamente esamina solo i conti e non le informazioni fornite dalla BEI;
            
         
               10.
            
            
               ricorda che la Corte dei conti, nel suo parere n. 12/2002 (10), si rammarica del fatto che le operazioni gestite dalla BEI non siano soggette a una procedura di discarico che faccia intervenire il Consiglio e il Parlamento; condivide le argomentazioni della Corte secondo cui queste operazioni sono eseguite dalla BEI a nome e a rischio della Comunità e che, inizialmente, le risorse per tali operazioni provengono dal contribuente europeo e non dai mercati finanziari;
            
         
               11.
            
            
               è convinto che la trasparenza e il controllo democratico sui fondi del FES gestiti dalla BEI sarebbero rafforzati se tali operazioni fossero soggette a una procedura di discarico con il coinvolgimento del Parlamento e del Consiglio; invita gli Stati membri, la Commissione e la BEI ad affrontare la questione nel corso della prossima revisione del regolamento finanziario del FES;
            
         Ovviare alle limitazioni delle risorse
   
               12.
            
            
               torna a constatare che un'integrazione del FES nel bilancio dell'Unione europea rafforzerebbe la coerenza della cooperazione allo sviluppo europea, assicurerebbe maggiore trasparenza ed efficacia e consentirebbe un controllo democratico;
            
         
               13.
            
            
               è preoccupato per il fatto che la Commissione, nella sua relazione sulla gestione finanziaria, segnali che, a causa di limitazioni di bilancio, alcuni settori del controllo finanziario sono stati tralasciati, quali per esempio il controllo dei programmi Stabex e l'esecuzione di controlli ex post; nota, inoltre, che le relazioni annuali di attività sia della DG AIDCO (EuropeAid) sia della DG Sviluppo prevedono una carenza di personale a fronte di un notevole aumento del volume di lavoro nei prossimi anni;
            
         
               14.
            
            
               osserva che la Commissione applica parametri di riferimento derivati dal raffronto con altri donatori, e che si è prefissata di mantenere un numero di addetti pari a 4,5 unità ogni 10 milioni di euro di assistenza; è dell'opinione che il fatto di raggiungere un determinato livello complessivo di addetti ogni 10 milioni di euro di assistenza non possa di per sé dare all'autorità di discarico la garanzia sufficiente che l'esecuzione e il controllo finanziario non risentano della carenza concreta di personale, come riconosciuto dalla stessa Commissione;
            
         
               15.
            
            
               richiede, in linea con la Corte dei conti, che la Commissione, nella sua relazione sulla gestione finanziaria per il 2006, indichi le priorità stabilite in considerazione delle limitazioni delle risorse e dell'impatto di tali limitazioni sull'attuazione dei FES;
            
         
               16.
            
            
               invita la Commissione a rivedere la sua strategia di audit e a riorganizzare le strutture e il personale di audit esistenti, anche alla luce delle possibili limitazioni delle risorse, a valutare una collaborazione più stretta con gli esperti nazionali delle amministrazioni degli Stati membri nella gestione finanziaria dei fondi FES in generale, nonché un ampio ricorso a imprese private di chiara fama e indiscussa reputazione degli Stati membri nell'esecuzione dei programmi e di progetti individuali;
            
         Costruire sistemi informatici solidi a fini contabili e gestionali
   
               17.
            
            
               condivide i timori della Corte quanto al fatto che il sistema contabile usato attualmente non ha fornito informazioni contabili complete per l'esercizio 2005 e che, pertanto, i conti si sono dovuti completare manualmente per rispettare i principi della contabilità per competenza;
            
         
               18.
            
            
               è preoccupato per i risultati di un audit sul sistema informatico locale di EuropeAid realizzato dalla struttura di audit interno di EuropeAid, da cui è emerso che i controlli sulle applicazioni erano adeguati, mentre l'amministrazione e la sicurezza del sistema rispondevano solo alle norme minime rispetto alle «migliori prassi»;
            
         
               19.
            
            
               nota che la gestione dei fondi FES migrerà verso lo stesso sistema informativo utilizzato per la gestione dell'aiuto allo sviluppo finanziato dal bilancio generale (CRIS — ABAC); osserva che la migrazione è stata posticipata e se ne prevede la realizzazione entro la fine del 2007, in tempo per l'avvio del 10o FES nel 2008; invita la Commissione a informare il Parlamento sui risultati della procedura di migrazione; si aspetta che la Commissione garantisca durante la procedura di migrazione la trasmissione di informazioni contabili complete e affidabili alla Corte dei conti e all'autorità di discarico;
            
         
               20.
            
            
               si compiace della disponibilità della Commissione ad informare il Parlamento in merito all'integrazione della gestione finanziaria del FES nel sistema comune d'informazione RELEX (CRIS) nel mese di luglio e nuovamente in settembre;
            
         
               21.
            
            
               sostiene l'intenzione della Commissione di migliorare il sistema informatico di EuropeAid per quanto riguarda il suo funzionamento non solo come strumento contabile ma anche come strumento gestionale; chiede alla Commissione, in proposito, di prestare particolare attenzione a dare un seguito migliore e coerente ai risultati dell'audit;
            
         Valutare l'impatto dell'aiuto allo sviluppo finanziato dall'UE attraverso il FES
   
               22.
            
            
               è convinto che per misurare le realizzazioni dell'aiuto dell'UE allo sviluppo erogato attraverso il FES sia necessario, come primo passo, che la Commissione collabori con i partner nei paesi beneficiari al fine di fissare obiettivi quanto più precisi possibile, che consentano di misurare i progressi agevolmente e correttamente in ogni stadio di attuazione;
            
         
               23.
            
            
               nota che la Commissione, nel seguito dato al discarico del 2004, presentato nell'ottobre del 2006, indica che, con riferimento al prossimo ciclo di programmazione per paese 2007-2013, sta attualmente elaborando raccomandazioni per l'impiego di indicatori significativi in ciascuno dei settori di concentrazione elencati nei documenti di programmazione;
            
         
               24.
            
            
               ritiene fondamentale l'inclusione di indicatori significativi di efficacia fin dalle prime fasi del processo di programmazione; invita la Commissione a indicare, nella sua relazione sulla gestione finanziaria 2006, in che misura le raccomandazioni per l'introduzione di indicatori dell'efficacia siano state attuate in tempo utile per il processo di programmazione per il periodo 2007-2013;
            
         
               25.
            
            
               si attende che la Commissione istruisca le proprie delegazioni nei paesi beneficiari affinché esse espongano dettagliatamente, nelle proprie relazioni, i risultati concreti dell'utilizzazione di risorse dell'UE, al fine di permettere alla Commissione di misurare e rendere pubblici i risultati della cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea;
            
         Migliorare ulteriormente l'attuazione dei fondi FES
   
               26.
            
            
               auspica che si concretizzino le previsioni presentate nella valutazione dell'efficacia, secondo cui tutti i fondi del 9o FES saranno impegnati entro la fine del 2007, alla scadenza di detto FES; chiede alla Commissione di informare il Parlamento, in tempo utile per il discarico relativo all'esercizio finanziario 2006, sull'evoluzione degli impegni concernenti il 9o FES, sulla situazione relativa ai FES precedenti e sulla situazione relativa ai pagamenti;
            
         
               27.
            
            
               ricorda che la riduzione degli impegni in sospeso (reste à liquider = RAL) è stata per molto tempo una preoccupazione del Parlamento nel discarico relativo a esercizi precedenti; appoggia le recenti iniziative della Commissione per la riduzione dei RAL; nota che nel 2006, i RAL si sono ridotti per la prima volta, attestandosi oggi a 10 324 milioni di euro; osserva che i «vecchi» RAL, ossia gli impegni pendenti da oltre cinque anni, si sono ridotti da 1,62 miliardi di euro a 867 milioni di euro; nota che gli impegni dormienti, ossia quelli per cui non sono stati firmati contratti e non sono stati eseguiti pagamenti negli ultimi due anni, si sono ridotti da 350 milioni di euro a 285 milioni di euro; chiede alla Commissione di continuare a impegnarsi per la riduzione dei RAL, riferendo in dettaglio all'autorità di discarico in merito ai progressi registrati;
            
         
               28.
            
            
               nota che la relazione sulla gestione finanziaria per l'esercizio 2005 è stata trasmessa in ritardo; si attende che la Commissione fornisca, nella sua relazione sulla gestione finanziaria per l'esercizio 2005, informazioni più dettagliate, così come richiesto dalla Corte dei conti, in particolare per quanto attiene alla strategia per la riduzione degli impegni dormienti;
            
         
               29.
            
            
               si rallegra del fatto che la quota di stanziamenti UE destinati ai settori della sanità e dell'istruzione di base sia aumentata dal 4,98 al 6,83 %; deplora tuttavia che tale quota continui ad essere ben lungi dall'obiettivo del 20 % fissato nel bilancio 2005; non accetta che la Commissione utilizzi l'obiettivo — legittimo e necessario — di un migliore coordinamento e di una migliore ripartizione dei compiti tra i donatori per giustificare l'insufficienza degli investimenti in tali settori, e la esorta ad attuare senza indugio misure che consentano di raggiungere l'obiettivo del 20 % e ad informare per iscritto il Parlamento, almeno due volte all'anno, sullo stato dell'attuazione e sui fattori inseriti nel calcolo;
            
         
               30.
            
            
               deplora che la Commissione non abbia sinora elaborato, congiuntamente ai paesi beneficiari, una strategia di ampia portata volta a rendere i settori della sanità e dell'istruzione prioritari nei nuovi documenti strategici nazionali;
            
         
               31.
            
            
               si rammarica inoltre del fatto che, nonostante le assicurazioni del contrario fornite dalla Commissione, i documenti di strategia nazionale attualmente in fase di preparazione non abbiano in genere un chiaro profilo in termini di obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM), per non parlare di obiettivi specifici e calendari per la realizzazione di ciascun OSM, e non affrontino in modo adeguato il contributo della Comunità al loro conseguimento;
            
         
               32.
            
            
               esorta la Commissione a seguire con maggiore attenzione l'emigrazione di lavoratori qualificati dai paesi in via di sviluppo verso gli Stati membri dell'Unione europea e a proporre misure volte a facilitare la permanenza in patria o il rientro nei propri paesi di tali lavoratori qualificati, affinché l'azione dei donatori, in particolare nei settori della sanità e dell'istruzione, possa contribuire efficacemente e a lungo termine alla lotta contro la povertà nei paesi in via di sviluppo;
            
         
               33.
            
            
               accoglie con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione per attuare la strategia di integrazione dell'ambiente nella cooperazione allo sviluppo e invita la Commissione a promuovere ulteriormente la dimensione ambientale della politica dello sviluppo includendovi la promozione di un approvvigionamento energetico ecologico;
            
         Garantire una gestione finanziaria sana in relazione al sostegno di bilancio
   
               34.
            
            
               osserva che la Commissione considera il sostegno di bilancio erogato ai paesi beneficiari come uno strumento di fondamentale importanza per una realizzazione efficace delle politiche di sviluppo; nota che la percentuale di impegni del FES nel settore del sostegno di bilancio generale e settoriale è cresciuta notevolmente, dal 18 % nel 2004 al 32 % nel 2005;
            
         
               35.
            
            
               segnala che i poteri di controllo della Corte dei conti nel settore del sostegno al bilancio sono limitati; cita l'esempio per cui, in relazione alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti, la Corte si limita alla verifica della valutazione appropriata, da parte della Commissione, delle condizioni pertinenti; sostiene pertanto con forza la richiesta della Corte dei conti alla Commissione di delineare in modo strutturato e dettagliato, nella sua relazione sulla gestione finanziaria per l'esercizio 2006, i motivi alla base delle conclusioni della Commissione in merito all'ammissibilità dei diversi Stati al sostegno di bilancio; accoglie con favore l'impegno della Commissione a fornire le informazioni richieste;
            
         
               36.
            
            
               ribadisce che il Parlamento, in linea con la Corte dei conti, attribuisce grande importanza al ruolo delle istituzioni superiori nazionali di controllo (ISC) dei paesi beneficiari del sostegno di bilancio; insiste per ricevere, come richiesto nella precedente risoluzione sul discarico, la valutazione della Commissione circa le diverse possibilità di collaborazione tra la Comunità europea e tali ISC;
            
         
               37.
            
            
               accoglie favorevolmente l'iniziativa della Commissione di avviare progetti di gemellaggio con il coinvolgimento di esperti nazionali delle ISC degli Stati membri e delle ISC dei paesi beneficiari del sostegno di bilancio, come, per esempio, la collaborazione tra l'ufficio nazionale di controllo britannico e l'ufficio di controllo del Ghana; chiede alla Commissione di valutare ulteriormente come impiegare le competenze delle ISC degli Stati membri per accrescere il controllo finanziario pubblico dei paesi partner;
            
         Sistemi di supervisione e di controllo
   
               38.
            
            
               prende atto dell'opinione della Corte dei conti secondo cui deve ancora essere istituita una strategia globale di controllo in relazione alla gestione dei fondi del FES e all'aiuto esterno; accoglie con favore le raccomandazioni concrete della Corte dei conti in merito all'inclusione di alcuni elementi in questa strategia; osserva che il piano d'azione della Commissione verso un Quadro di controllo interno integrato (11) prevede l'istituzione di orientamenti comuni per gruppi di politiche, che dovrebbero tradursi in un resoconto più chiaro e più coerente nell'ambito delle relazioni annuali di attività dei servizi; riconosce la disponibilità della Commissione a migliorare ulteriormente i sistemi di supervisione e di controllo e le misure concrete che propone in questo senso; chiede alla Commissione di riferire, alla luce delle raccomandazioni precise della Corte, sui progressi conseguiti nelle prossime relazioni annuali di attività;
            
         
               39.
            
            
               si compiace del fatto che la Corte dei conti abbia constatato un miglioramento dei sistemi di controllo e di sorveglianza della Commissione; deplora tuttavia che tale miglioramento non riguardi il controllo, la sorveglianza e l'audit degli organismi esecutivi; reputa inaccettabile che per questa ragione continuino a verificarsi numerosi errori materiali in un punto strategico della catena che porta dal contribuente europeo al beneficiario finale nel paese in via di sviluppo interessato;
            
         
               40.
            
            
               invita la Commissione ad elaborare e attuare un approccio globale di controllo, sorveglianza e audit degli organismi esecutivi al fine di assicurare che questi ultimi applichino correttamente le procedure contrattuali, cosa che sinora troppo spesso non si verifica;
            
         
               41.
            
            
               esorta la Commissione, per migliorare la sorveglianza finanziaria, ad assicurare che EuropeAid fornisca un'assistenza migliore al personale finanziario operativo nelle delegazioni e nei servizi centrali, ad assicurare una migliore analisi dei rischi incentrata sui settori particolarmente vulnerabili e ad effettuare un maggior numero di visite di controllo, ad assicurare una migliore sorveglianza centralizzata dell'esecuzione e del seguito dato alle verifiche esterne richieste dalle delegazioni e dai servizi centrali, nonché a ridurre il numero di controlli a posteriori, migliorandone nel contempo la portata, il momento della loro realizzazione e la qualità dei controlli;
            
         
               42.
            
            
               in generale sostiene con convinzione la richiesta della Corte dei conti alla Commissione di descrivere in dettaglio il seguito dato ai risultati dell'audit della Corte nelle relazioni annuali di attività e nelle relazioni sulla gestione finanziaria dei fondi FES.
            
         
      (1)  GU C 265 del 31.10.2006, pag. 1.
   
      (2)  GU C 263 del 31.10.2006, pag. 205.
   
      (3)  GU C 263 del 31.10.2006, pag. 213.
   
      (4)  GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
   
      (5)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
   
      (6)  GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
   
      (7)  GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.
   
      (8)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
   
      (9)  GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4.
   
      (10)  GU C 12 del 17.1.2003, pag. 19.
   
      (11)  GU C 67 del 18.3.2006, pag. 32.