CELEX: 32006R1967
Language: it
Date: 2006-12-21 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio, del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante modifica del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94

30.12.2006          IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 409/9
                                  Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio
                                                 del 21 dicembre 2006
                         relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile
                                  delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo
                             e recante modifica del regolamento (CEE) n. 2847/93 e
                                    che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94
    IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
    visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,
    vista la proposta della Commissione,
    visto il parere del Parlamento europeo,
    considerando quanto segue:
    (1)        Le disposizioni del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002,
               relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca
               nell'ambito della politica comune della pesca1, si applicano al Mediterraneo.
    (2)        Con decisione 98/392/CE2, il Consiglio ha concluso la Convenzione delle Nazioni Unite
               sul diritto del mare, che contiene norme e principi relativi alla conservazione e alla
               gestione delle risorse biologiche d'alto mare. Ai sensi delle norme di tale convenzione, la
               Comunità si sforza di coordinare la gestione e la conservazione delle risorse acquatiche
               vive con gli altri Stati costieri.
    1
             GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.
    2
             GU L 179 del 23.6.1998, pag. 1.
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   (3)    Ai sensi della decisione 98/416/CE1, la Comunità è parte contraente dell’accordo sulla
          Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (in appresso denominata "CGPM").
          L'accordo CGPM fornisce un contesto per la cooperazione regionale in materia di
          conservazione e gestione delle risorse marine del Mediterraneo adottando raccomandazioni
          nella zona oggetto dell'accordo stesso che diventano vincolanti per le parti contraenti.
   (4)    Le caratteristiche biologiche, sociali e economiche della pesca nel Mediterraneo
          necessitano da parte della Comunità la creazione di un contesto gestionale specifico.
   (5)    La Comunità si è impegnata ad applicare una strategia precauzionale nell'adozione di
          misure volte a proteggere e conservare le risorse acquatiche vive e gli ecosistemi marini e a
          garantirne uno sfruttamento sostenibile.
   (6)    Il sistema di gestione disposto dal presente regolamento riguarda le operazioni relative alla
          pesca degli stock del Mediterraneo condotta da pescherecci comunitari nelle acque
          comunitarie e in quelle internazionali, da paesi terzi nelle zone di pesca degli Stati membri
          o da cittadini dell'Unione nelle acque d'altura del Mediterraneo.
   (7)    Tuttavia, per non ostacolare la ricerca scientifica, il presente regolamento non si applica
          alle operazioni che possono risultare necessarie per lo svolgimento di tale ricerca.
   (8)    È necessario creare un contesto efficace di gestione, tramite un'adeguata ripartizione delle
          responsabilità tra la Comunità e gli Stati membri.
   (9)    La rigorosa protezione di alcune specie marine già offerta dalla direttiva 92/43/CEE del
          Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e della
          flora e della fauna selvatiche2, e applicabile alle acque marine soggette alla sovranità degli
          Stati membri, deve essere estesa alle acque d'altura del Mediterraneo.
   1
         GU L 190 del 4.7.1998, pag. 34
   2
         GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento
         n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
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    (10)    In conformità della decisione 1999/800/CE del Consiglio1 relativa alla conclusione del
            protocollo relativo alle zone specialmente protette e alla biodiversità nel Mediterraneo e
            all'accettazione degli allegati del protocollo (Convenzione di Barcellona) che, oltre alle
            disposizioni concernenti la conservazione dei siti importanti per il Mediterraneo, prevede
            l'elaborazione di elenchi di specie in pericolo o minacciate e di specie il cui sfruttamento è
            regolamentato.
    (11)    Occorre adottare nuove misure tecniche per la pesca che sostituiscano quelle stabilite dal
            regolamento (CE) n. 1626/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, recante misure tecniche di
            conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo2, per tenere conto dei nuovi pareri
            scientifici. Occorre inoltre tenere conto dei principali elementi del piano d'azione per la
            conservazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo
            nell'ambito della politica comune della pesca.
    (12)    Il regolamento (CE) n. 1626/94 dovrebbe essere pertanto abrogato.
    (13)    Le catture eccessive di individui sottotaglia dovrebbero essere evitate. A tal fine è
            necessario proteggere determinate zone in cui si riunisce il novellame, tenendo conto delle
            condizioni biologiche locali.
    (14)    Gli attrezzi da pesca che risultano troppo dannosi per l'ambiente marino o che conducono
            al depauperamento di determinati stock devono essere vietati o sottoposti a una
            regolamentazione più rigorosa.
    (15)    Per evitare ulteriori aumenti dei tassi di mortalità del novellame e per ridurre
            sostanzialmente l'entità dei rigetti in mare di organismi marini morti da parte dei
            pescherecci, è opportuno disporre un aumento delle dimensioni delle maglie e degli ami
            per le reti da traino, le reti da fondo e i palangari utilizzati per la cattura di alcune specie di
            organismi marini, nonché rendere obbligatorio l'impiego di pezze a maglie quadrate.
    1
           GU L 322 del 14.12.1999, pag. 1.
    2
           GU L 171 del 6.7.1994, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
           813/2004 (GU L 185 del 24.5.2004, pag. 1).
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   (16)  Per il periodo transitorio precedente all'aumento della dimensione delle maglie delle reti a
         strascico, è opportuno determinare alcune caratteristiche dell'armamento delle reti che
         aumentino la selettività delle maglie attualmente utilizzate.
   (17)  La gestione dello sforzo di pesca dovrebbe essere lo strumento principale per favorire una
         pesca sostenibile nel Mediterraneo. A tal fine è opportuno determinare le dimensioni totali
         dei principali attrezzi fissi per limitare uno dei fattori che incidono sullo sforzo di pesca
         messo in atto.
   (18)  Una parte della fascia costiera andrebbe riservata agli attrezzi selettivi utilizzati per la
         pesca artigianale, al fine di proteggere le zone di crescita e gli habitat sensibili nonché di
         favorire la sostenibilità sociale della pesca nel Mediterraneo.
   (19)  È opportuno determinare le taglie minime di sbarco di taluni organismi marini al fine di
         migliorarne lo sfruttamento e di fissare norme a cui gli Stati membri possano far
         riferimento nell'elaborare il proprio sistema di gestione della pesca costiera. A tal fine, la
         selettività di un determinato attrezzo da pesca dovrebbe corrispondere per quanto possibile
         alla taglia minima di sbarco stabilita per una determinata specie o per il gruppo di specie
         catturate con quell'attrezzo.
   (20)  Per non ostacolare il ripopolamento artificiale o il trapianto di stock ittici e di altri
         organismi marini, le operazioni necessarie allo svolgimento di tali attività dovrebbero
         essere consentite, purché compatibili con la sostenibilità delle specie interessate.
   (21)  Data l'importanza della pesca sportiva nel Mediterraneo, occorre garantire che essa venga
         praticata in modo tale da non interferire in misura significativa con la pesca commerciale,
         che sia compatibile con lo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche vive e che
         rispetti gli obblighi comunitari con riguardo alle organizzazioni regionali per la pesca.
   (22)  Date le caratteristiche specifiche di molti tipi di pesca nel Mediterraneo, limitati a
         determinate sottozone geografiche, e tenuto conto della tradizione di applicare il regime di
         gestione dello sforzo a livello subregionale, è opportuno disporre la creazione di piani di
         gestione comunitari e nazionali, combinando in particolare la gestione dello sforzo con
         misure tecniche specifiche.
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    (23)    Per garantire un efficace controllo delle attività di pesca si dovrebbero adottare talune
            misure specifiche complementari o più rigorose rispetto a quelle previste dal regolamento
            (CEE) n. 2847/93 del Consiglio del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo
            applicabile nell'ambito della politica comune della pesca1. In particolare, occorre ridurre la
            soglia, attualmente fissata a 50 kg di equivalente peso vivo, per le specie diverse da quelle
            altamente migratorie e dalle piccole specie pelagiche catturate nel Mediterraneo che
            devono essere registrate nel giornale di bordo.
    (24)    Dato che le attività di pesca comunitarie sono responsabili di oltre il 75% delle catture di
            pesce spada nel Mediterraneo, è opportuno istituire misure di gestione. Per garantire
            l'efficacia di tali misure di gestione, è opportuno che le misure tecniche di conservazione
            per taluni stock migratori siano elaborate dalle organizzazioni regionali per la pesca
            competenti. A tal fine, la Commissione dovrebbe, ove opportuno, presentare proposte
            adeguate alla CGPM e alla commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi
            dell'Atlantico (ICCAT). Il mancato raggiungimento di un accordo entro un periodo
            determinato non impedirà all'UE di adottare misure in questo senso sino al raggiungimento
            di un accordo definitivo su basi multilaterali.
    (25)    Il regolamento (CE) n. 813/2004 del Consiglio ha istituito disposizioni specifiche relative
            alla pesca nelle acque intorno alle isole maltesi, conformemente all'atto di adesione, in
            particolare l'articolo 21 e l'allegato III del medesimo. È opportuno mantenere tali
            disposizioni.
    (26)    Le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento sono adottate secondo la
            decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio
            delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione2.
    (27)    Le modifiche degli allegati del presente regolamento dovrebbero essere altresì adottate in
            conformità della decisione 1999/468/CE,
    1
           GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
           n. 768/2005 (GU L 128 del 21.5.2005, pag. 1).
    2
           GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
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   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                       Capo I
                               Ambito d'applicazione e definizioni
                                                      Articolo 1
                                              Ambito d'applicazione
   1.       Il presente regolamento si applica
            a)     alla conservazione, alla gestione e allo sfruttamento delle risorse acquatiche vive
                   quando tali attività sono condotte:
                   i)     nelle acque marittime del Mediterraneo ad est della linea situata a 5°36' di
                          longitudine ovest (in appresso "il Mediterraneo") soggette alla sovranità o alla
                          giurisdizione degli Stati membri;
                   ii)    da pescherecci comunitari nel Mediterraneo al di fuori delle acque di cui al
                          punto i);
                   iii)   da cittadini di Stati membri, fatta salva la responsabilità primaria dello Stato di
                          bandiera, nel Mediterraneo al di fuori delle acque di cui al punto i);
            b)     alla commercializzazione dei prodotti della pesca catturati nel Mediterraneo.
   2.       Il presente regolamento non si applica alle operazioni di pesca effettuate esclusivamente a
            fini di ricerche scientifiche condotte con il permesso e sotto l'egida dello Stato membro o
            degli Stati membri interessati.
                                                      Articolo 2
                                                     Definizioni
   Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:
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    1)     "attrezzi trainati": qualsiasi attrezzo da pesca, a eccezione dei palangari, trainato dalla forza
           motrice del peschereccio o tirato per mezzo di verricelli con il peschereccio all'ancora o in
           movimento a bassa velocità, incluse in particolare le reti trainate e le draghe;
           a)      "reti trainate": reti da traino, sciabiche da natante e sciabiche da spiaggia;
                   i)     "reti da traino": reti attivamente trainate dal motore principale del peschereccio,
                          costituite da un corpo conico o piramidale (corpo della rete) chiuso in fondo da
                          un sacco, che possono estendersi all'apertura mediante bracci o essere montate
                          su un'armatura rigida; l'apertura orizzontale è assicurata da divergenti o da
                          un'asta o armatura di forma e dimensioni variabili; tali reti possono essere
                          trainate sul fondo (reti a strascico) o a mezz'acqua (reti da traino pelagiche);
                   ii)    "sciabiche da natante": reti da circuizione e sciabiche trainate, azionate e tirate
                          per mezzo di funi e verricelli da un peschereccio in movimento o all'ancora e
                          non rimorchiate dal motore principale, composte da due bracci laterali e da una
                          tasca centrale a forma di cucchiaio o munita di sacco nella parte posteriore;
                          possono essere utilizzate dalla superficie al fondo a seconda delle specie
                          bersaglio;
                   iii)   "sciabiche da spiaggia": reti da circuizione e sciabiche trainate messe in acqua
                          a partire da un peschereccio e manovrate dalla riva;
           b)      "draghe": attrezzi trainati attivamente dal motore principale del peschereccio (draga
                   tirata da natanti) o tirati da un verricello a motore di una nave ancorata (draga
                   meccanizzata) per la cattura di molluschi bivalvi, gasteropodi o spugne e che
                   comprendono un sacco di rete o una gabbia metallica montati su un'armatura rigida o
                   una barra di forma e dimensioni variabili, la cui parte inferiore può presentare una
                   lama che può essere arrotondata, affilata o dentata e può essere o no munita di scivoli
                   e depressori; esistono draghe attrezzate di dispositivi idraulici (draghe idrauliche). Le
                   draghe tirate a mano o da un verricello a mano in acqua bassa con o senza un natante
                   per la cattura di molluschi bivalvi, gasteropodi o spugne (draghe a mano) non sono
                   considerate attrezzi trainati ai fini del presente regolamento.
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   2)    "zona di pesca protetta": un'area geograficamente definita marina in cui la totalità o una
         parte delle attività di pesca sono temporaneamente o permanentemente vietate o soggette a
         restrizioni al fine di migliorare lo sfruttamento e la conservazione delle risorse acquatiche
         viventi o la protezione degli ecosistemi marini;
   3)    "rete da fondo": un tramaglio, una rete da imbrocco calata sul fondo o una rete da fondo
         combinata;
         a)     "tramaglio": rete costituita da due o più pezze fissate insieme in parallelo su un'unica
                ralinga, che sia o che possa essere ancorata con qualsiasi dispositivo sul fondo
                marino;
         b)     "rete da imbrocco calata sul fondo": rete formata da un'unica pezza mantenuta
                verticalmente in acqua per mezzo di piombi e galleggianti che sia o che possa essere
                ancorata con qualsiasi dispositivo sul fondo e mantenuta in prossimità di esso o che
                galleggi nella colonna d'acqua;
         c)     "rete da fondo combinata": rete da imbrocco calata sul fondo combinata con un
                tramaglio che ne costituisce la parte inferiore.
   4)    "reti da circuizione": reti che catturano i pesci circondandoli lateralmente e dal basso.
         Possono essere o meno dotate di cavo di chiusura;
         a)     "ciancioli": reti da circuizione la cui parte inferiore è tenuta insieme da un cavo,
                collegato alla lima da piombo per mezzo di anelli, che consente la chiusura della rete.
                I ciancioli possono essere usati per catturare specie pelagiche piccole o grandi o
                specie demersali.
   5)    "trappole": attrezzi da pesca fissati o sistemati sul fondo e che agiscono come una trappola
         per catturare specie marine. Sono costruite a forma di cesta, nassa, barile o gabbia e, nella
         maggior parte dei casi, includono un telaio rigido o semirigido di vari materiali (legno,
         vimine, aste metalliche, reticolo di cavi, ecc.) che può essere o no ricoperto di rete.
         Possono avere uno o più imbuti o bocche ad estremità lisce che permettono alle specie di
         accedere alla camera interna. Possono essere usate separatamente o in gruppi. Se usate in
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           gruppi una lenza principale comporta numerose trappole su lenze secondarie di varia
           lunghezza e spaziatura, secondo la specie bersaglio.
    6)     "palangaro": attrezzo da pesca che comprende una lenza principale che comporta numerosi
           ami su lenze secondarie (braccioli) di varia lunghezza e spaziatura, secondo la specie
           bersaglio. Può essere piazzato verticalmente o orizzontalmente rispetto alla superficie del
           mare, può essere ancorato sul fondo o presso il fondo (palangaro di fondo) o lasciato
           galleggiare a mezz'acqua o presso la superficie (palangaro di superficie).
    7)     "amo": un pezzo di filo d'acciaio ricurvo e affilato, di solito con un ardiglione. La punta di
           un amo può essere dritta o anche rovesciata e ricurva; il gambo può essere di varia
           lunghezza e forma e la sua sezione può essere rotonda (regolare) o piatta (forgiato). La
           lunghezza totale di un amo corrisponde alla lunghezza massima totale del gambo calcolata
           dall'estremità dell'amo che serve ad assicurare la lenza, di solito a forma di occhiello,
           all'apice del collo; La larghezza di un amo corrisponde alla distanza massima orizzontale
           dalla parte esterna del gambo alla parte esterna dell'ardiglione.
    8)     "pesca sportiva": attività di pesca che sfruttano le risorse acquatiche viventi a fini ricreativi
           o sportivi.
    9)     "dispositivi di concentrazione dei pesci (DCP)": qualsiasi dispositivo galleggiante sulla
           superficie del mare in grado di concentrare nello spazio sottostante novellame o individui
           adulti di specie altamente migratorie.
    10)    "Croce di Sant'Andrea": attrezzo per raccogliere dal fondo marino, con un'azione a forbice,
           il mollusco bivalve Pinna nobilis o il corallo rosso.
    11)    "prateria": area in cui il fondale marino è caratterizzato dalla presenza dominante di
           fanerogame o in cui tale vegetazione è esistita e richiede un intervento di ripristino.
           Prateria è un nome collettivo per indicare le specie Posidonia oceanica, Cymodocea
           nodosa, Zoostera marin e Zoostera noltii.
    12)    "habitat coralligeno": area in cui il fondale marino è caratterizzato dalla presenza
           dominante di una specifica comunità biologica chiamata "coralligena" o in cui tale
           comunità è esistita e richiede un intervento di ripristino. Coralligeno è un termine collettivo
 ---pagebreak--- L 409/18      IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
         per una struttura biogenica molto complessa, risultante dalla continua sovrapposizione, su
         un sostrato roccioso o duro preesistente, di strati calcarei derivanti principalmente
         dall'attività costruttrice, tramite incrostazioni calcaree, di alghe rosse corallinacee e
         organismi animali quali Poriferi, Ascidi, Cnidari (gorgonie, ventagli di mare, ecc.),
         Briozoi, Serpulidi, Anellidi e altri organismi fissatori di calcare.
   13)   "letto di maerl": area in cui il fondale marino è caratterizzato dalla presenza dominante di
         una specifica comunità biologica chiamata "maerl" o in cui tale comunità è esistita e
         richiede un intervento di ripristino. Maerl è un termine collettivo per una struttura
         biogenica risultante da varie specie di alghe coralline rosse (Corallinacee), che sono dotate
         di scheletro rigido di calcio e crescono sul fondale come alghe coralline a ramificazioni
         libere, a rametti o a noduli, formando sedimenti nelle pieghe dei fondali melmosi o
         sabbiosi. I letti di maerl sono di solito composti di una o più alghe rosse variamente
         combinate, in particolare Lithothamnion coralloides e Phymatolithon calcareum;
   14)   "ripopolamento diretto" l'attività di rilascio di fauna selvatica viva di specie selezionate in
         acque in cui essi sono presenti naturalmente, al fine di sfruttare la produzione naturale
         dell'ambiente acquatico per aumentare il numero di individui a disposizione delle attività di
         pesca e/o aumentare il reclutamento naturale.
   15)   "trapianto" il processo con il quale una specie è intenzionalmente trasportata e rilasciata
         dagli uomini all'interno di aree in cui essa è presente con popolazioni stabilite e flusso
         genetico continuo;
   16)   "specie non autoctona" una specie il cui ambiente naturale storicamente conosciuto si trova
         al di fuori dalla zona considerata;
   17)   "introduzione" il processo con il quale una specie non autoctona è intenzionalmente
         trasportata e rilasciata dagli uomini in aree al di fuori del suo ambiente naturale
         storicamente conosciuto.
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                                                     Capo II
                                       Specie e habitat protetti
                                                     Articolo 3
                                                 Specie protette
    1.     Sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo o lo sbarco intenzionali delle
           specie marine di cui all'allegato IV della direttiva 92/43/CEE, salvo in caso di deroga
           concessa in conformità dell'articolo 16 della direttiva 92/43/CEE.
    2.     In deroga al paragrafo 1, la detenzione a bordo, il trasbordo o lo sbarco di esemplari delle
           specie marine di cui allo stesso paragrafo 1, catturate accidentalmente, sono consentiti
           nella misura in cui si tratti di attività necessarie a favorire la ricostituzione dei singoli
           animali catturati e a condizione che le autorità nazionali competenti interessate ne siano
           state debitamente informate in precedenza.
                                                     Articolo 4
                                                 Habitat protetti
    1.     È vietata la pesca con reti da traino, draghe, trappole, ciancioli, sciabiche da natante,
           sciabiche da spiaggia e reti analoghe in particolare sulle praterie di posidonie (Posidonia
           oceanica) o di altre fanerogame marine.
           In deroga al primo comma, l'uso di ciancioli, sciabiche da natante e reti analoghe la cui
           altezza totale e il cui comportamento nelle operazioni di pesca implicano che il cavo di
           chiusura, la lima da piombo o le corde da salpamento non tocchino le praterie può essere
           autorizzato nel quadro di piani di gestione di cui all'articolo 18 o all'articolo 19 del presente
           regolamento.
    2.     È vietata la pesca con reti da traino, draghe, sciabiche da spiaggia e reti analoghe su habitat
           coralligeni e letti di maerl.
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   3.    È vietato l'uso di draghe trainate e di reti da traino per la pesca a profondità superiori a
         1.000 m.
   4.    Il divieto di cui al paragrafo 1, primo comma, e al paragrafo 2 si applica dalla data di
         entrata in vigore del presente regolamento a tutte le zone Natura 2000, a tutte le zone
         particolarmente protette e a tutte le zone particolarmente protette di rilevanza mediterranea
         (ASPIM) designate ai fini della conservazione di tali habitat a norma della direttiva
         92/43/CEE o della decisione 1999/800/CE.
   5.    In deroga al paragrafo 1, primo comma, la pesca esercitata da pescherecci di lunghezza
         fuori tutto inferiore o pari a 12 metri e potenza del motore inferiore o pari a 85 kW con reti
         trainate sul fondo tradizionalmente intrapresa sulle praterie di posidonie può essere
         autorizzata dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2 del
         regolamento (CE) n. 2371/2002, a condizione che:
         i)     le attività di pesca in questione siano regolamentate da un piano di gestione ai sensi
                dell'articolo 19 del presente regolamento;
         ii)    le attività di pesca in questione riguardino non più del 33% della zona coperta da
                praterie di posidonia oceanica all'interno dell'area oggetto del piano di gestione;
         iii)   le attività di pesca in questione riguardino non più del 10% delle praterie nelle acque
                territoriali dello Stato membro interessato.
         Le attività di pesca autorizzate a norma del presente paragrafo devono:
         a)     soddisfare i requisiti di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera h), all'articolo 9,
                paragrafo 3, punto 2, e all'articolo 23;
         b)     essere regolamentate in modo da assicurare che le catture di specie menzionate
                nell'allegato III siano ridotte al minimo. Non si applica tuttavia l'articolo 9, paragrafo
                3, punto 1.
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              Ogniqualvolta un peschereccio operante in base alle disposizioni del presente paragrafo è
              ritirato dalla flotta con fondi pubblici , la licenza di pesca speciale per l'esercizio di questa
              attività di pesca è ritirata e non viene riemessa.
              Gli Stati membri interessati stabiliscono un piano di controllo e riferiscono alla
              Commissione ogni tre anni a partire dalla data di entrata in vigore del presente regolamento
              in merito allo stato delle praterie di posidonia oceanica interessate dalle attività di pesca
              con reti trainate sul fondo e all'elenco dei pescherecci autorizzati. La prima relazione è
              trasmessa alla Commissione entro il 31 luglio 2009.
    6.        Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire la raccolta di informazioni scientifiche
              per consentire l'identificazione e la mappatura degli habitat da proteggere ai fini del
              presente articolo.
                                                        Capo III
                                            Zone di pesca protette
                                                         Articolo 5
                       Procedura d'informazione per l'istituzione di zone di pesca protette
    Entro il 31 dicembre 2007, gli Stati membri trasmettono per la prima volta alla Commissione
    informazioni utili per l'istituzione di zone di pesca protette e per le eventuali misure di gestione da
    applicarvi, sia all'interno che all'esterno delle acque che rientrano nella loro giurisdizione, qualora la
    protezione delle zone di crescita, delle zone di riproduzione o dell'ecosistema marino dagli effetti
    dannosi della pesca richieda misure speciali.
                                                         Articolo 6
                                         Zone di pesca comunitarie protette
    1.        Sulla base delle informazioni fornite a norma dell'articolo 5 del presente regolamento e di
              ogni altra informazione pertinente in proposito, il Consiglio designa, entro due anni
              dall'adozione del presente regolamento, le zone di pesca protette situate essenzialmente al
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         di fuori delle acque territoriali degli Stati membri, indicando i tipi di attività di pesca vietati
         o autorizzati in tali zone.
   2.    Il Consiglio può successivamente designare altre zone di pesca protette, ovvero
         modificarne le delimitazioni e le norme di gestione ivi stabilite, sulla base di nuovi dati
         scientifici pertinenti.
   3.    Gli Stati membri e la Commissione adottano le misure atte a garantire l'appropriata
         raccolta di informazioni scientifiche per consentire l'identificazione e la mappatura
         scientifica delle zone da proteggere a norma del presente articolo.
                                                  Articolo 7
                                     Zone di pesca nazionali protette
   1.    Entro due anni dall'adozione del presente regolamento e sulla base delle informazioni
         fornite a norma dell'articolo 5 del medesimo, gli Stati membri designano altre zone di
         pesca protette, rispetto alle zone di pesca protette già istituite prima dell'entrata in vigore
         del presente regolamento, all'interno delle proprie acque territoriali in cui le attività di
         pesca possono essere vietate o soggette a limitazioni al fine di conservare e gestire le
         risorse acquatiche vive o di mantenere e migliorare lo stato di conservazione degli
         ecosistemi marini. Le autorità competenti degli Stati membri interessati decidono in merito
         agli attrezzi da pesca autorizzati nelle suddette zone protette e fissano norme tecniche
         adeguate e almeno altrettanto vincolanti di quelle previste dalla normativa comunitaria
         vigente.
   2.    Gli Stati membri possono successivamente designare altre zone di pesca protette, o
         modificare le delimitazioni e le regole di gestione stabilite a norma del paragrafo 1, sulla
         base di nuovi dati scientifici pertinenti. Gli Stati membri e la Commissione adottano le
         misure atte a garantire l'appropriata raccolta di informazioni scientifiche per consentire
         l'identificazione e la mappatura scientifica delle zone da proteggere ai fini del presente
         articolo.
   3.    Le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 devono essere notificate alla Commissione.
         Nell'applicare le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri informano la
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           Commissione delle motivazioni di carattere scientifico, tecnico e giuridico su cui si basa
           l'esigenza di misure speciali.
    4.     Nel caso in cui la proposta di istituire una zona di pesca protetta all'interno delle acque
           territoriali di uno Stato membro possa incidere sulle attività dei pescherecci di un altro
           Stato membro, la suddetta zona viene designata solo dopo che la Commissione, lo Stato
           membro e il consiglio consultivo regionale interessato siano stati consultati conformemente
           alla procedura di cui all'articolo 8, paragrafi da 3 a 6, del regolamento (CE) n. 2371/2002.
    5.     Qualora la Commissione ritenga che le misure di gestione della pesca notificate ai sensi del
           paragrafo 3 non siano sufficienti per garantire un elevato livello di protezione delle risorse
           e dell'ambiente essa può, previa consultazione dello Stato membro, chiedere di modificare
           la misura o proporre che il Consiglio designi una zona di pesca protetta o adotti misure di
           gestione della pesca con riguardo alle acque considerate.
                                                     Capo IV
                            Restrizioni relative agli attrezzi da pesca
                                                      Articolo 8
                                            Pratiche e attrezzi vietati
    1.     Sono vietati l'impiego per la pesca e la detenzione a bordo di:
           a)      sostanze tossiche, narcotiche o corrosive;
           b)      apparecchiature che generano scariche elettriche;
           c)      esplosivi;
           d)      sostanze che, se mescolate, possono dar luogo ad esplosioni;
           e)      dispositivi trainati per la raccolta del corallo rosso o altri tipi di corallo o organismi
                   simili al corallo;
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         f)      martelli pneumatici o altri attrezzi a percussione per la raccolta, in particolare, di
                 molluschi bivalvi infissi nelle rocce;
         g)      croci di Sant'Andrea e altri attrezzi simili per la raccolta, in particolare, del corallo
                 rosso o di altri tipi di corallo o organismi simili al corallo;
         h)      pezze di rete con maglie di dimensione inferiore a 40 mm per reti a strascico;
   2.    È vietato l'uso di reti da fondo per la cattura delle specie seguenti: tonno bianco (Thunnus
         alalunga), tonno rosso (Thunnus thynnus), pesce spada (Xiphias gladius), pesce castagna
         (Brama brama), squali (Hexanchus griseus; Cetorhinus maximus; Alopiidae;
         Carcharhinidae; Sphyrnidae; Isuridae e Lamnidae).
         A titolo di deroga, le catture accessorie accidentali di non più di tre esemplari delle specie
         di squali di cui al primo comma possono essere detenute a bordo o sbarcate purché non si
         tratti di specie protette ai sensi del diritto comunitario.
   3.    Sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la
         vendita e l'esposizione o la messa in vendita del dattero di mare (Lithophaga lithophaga) e
         del dattero bianco (Pholas dactylus).
   4.    I fucili subacquei sono vietati se usati in combinazione con respiratori subacquei
         (autorespiratori) oppure di notte dal tramonto all'alba.
   5.    Sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la
         vendita e l'esposizione o la messa in vendita delle femmine mature dell'aragosta
         (Palinuridae spp.) e delle femmine mature dell'astice (Homarus gammarus). Le femmine
         mature dell'aragosta e le femmine mature dell'astice sono rigettate in mare immediatamente
         dopo la cattura accidentale o possono essere utilizzate per il ripopolamento diretto o il
         trapianto nell'ambito dei piani di gestione stabiliti a norma degli articoli 18 o 19 del
         presente regolamento.
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                                                      Articolo 9
                                        Dimensione minima delle maglie
    1.     Sono vietati l'impiego per la pesca e la detenzione a bordo di reti trainate, di reti da
           circuizione o di reti da imbrocco, a meno che la dimensione delle maglie nella parte della
           rete in cui esse sono più piccole sia conforme al disposto dei paragrafi da 3 a 6 del presente
           articolo..
    2.     La dimensione delle maglie è determinata secondo le procedure specificate nel
           regolamento (CE) n. 129/2003 della Commissione1.
    3.     Per le reti trainate diverse da quelle di cui al paragrafo 4, la dimensione minima delle
           maglie è la seguente:
           1)      fino al 31 dicembre 2007: 40 mm;
           2)      dal 1 luglio 2008, la rete di cui al punto (1) è sostituita da una pezza di rete a maglia
                   quadrata da 40 mm nel sacco o, su richiesta debitamente motivata da parte del
                   proprietario del peschereccio, da una rete a maglia romboidale da 50 mm.
                   Per quanto concerne il disposto del paragrafo precedente, i pescherecci sono
                   autorizzati a utilizzare e tenere a bordo solo uno dei due tipi di rete;
           3)      La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 30 giugno
                   2012, una relazione sull'attuazione del presente paragrafo, in base alla quale e in base
                   alle informazioni fornite dagli Stati membri anteriormente al 31 dicembre 2011
                   propone, se del caso, gli opportuni adeguamenti.
    4.     Per le reti da traino destinate alla pesca della sardina e dell'acciuga, quando tali specie
           rappresentano almeno l'80% delle catture in peso vivo misurate dopo la cernita, la
           dimensione minima delle maglie è di 20 mm.
    5.     Per le reti da circuizione, la dimensione minima delle maglie è di 14 mm.
 ---pagebreak--- L 409/26          IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             30.12.2006
   6.       a)       La dimensione delle maglie delle reti da imbrocco calate sul fondo non è inferiore a 16 mm.
            b)      Per le reti da imbrocco calate sul fondo destinate alla pesca dell'occhialone, quando
                    tale specie rappresenta almeno il 20% delle catture in peso vivo, la dimensione
                    minima delle maglie è di 100mm.
   7.       Uno Stato membro può concedere una deroga al disposto dei paragrafi 3, 4 e 5 per le
            sciabiche da natante e le sciabiche da spiaggia che rientrano in un piano di gestione di cui
            all'articolo 19, a condizione che la pesca in questione sia altamente selettiva, abbia un
            effetto trascurabile sull'ambiente marino e non sia interessata dalle disposizioni di cui
            all'articolo 4, paragrafo 5.
   8.       Gli Stati membri forniscono dati scientifici aggiornati e motivazioni tecniche per tale
            deroga.
                                                     Articolo 10
                                            Taglia minima degli ami
   Sono vietati l'impiego per la pesca e la detenzione a bordo di palangari con ami di lunghezza totale
   inferiore a 3,95 cm e di larghezza inferiore a 1,65 cm per i pescherecci che utilizzano palangari e
   che sbarcano o detengono a bordo un quantitativo di occhialone (Pagellus bogaraveo) superiore al
   20% delle catture in peso vivo misurate dopo la cernita.
   1
           GU L 22 del 25.1.2003, pag. 5.
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                                                       Articolo 11
                              Attacco di dispositivi e armamento delle reti da traino
    1.       In qualsiasi parte della rete è vietato ostruire le maglie o ridurne di fatto le dimensioni se
             non con dispositivi autorizzati dal regolamento (CEE) n. 3440/84 della Commissione1 o
             elencati nell'allegato I, lettera a), del presente regolamento.
    2.       L'armamento delle reti da traino deve essere conforme alle specifiche tecniche di cui
             all'allegato I, lettera b), del presente regolamento.
                                                       Articolo 12
                                         Dimensioni degli attrezzi da pesca
    È vietato detenere a bordo o utilizzare in mare attrezzi da pesca non conformi alle dimensioni
    indicate nell'allegato II.
                                                       Articolo 13
                      Valori minimi di distanza e profondità per l'uso degli attrezzi da pesca
    1.       È vietato l'uso di attrezzi trainati entro una distanza di 3 miglia nautiche dalla costa o
             all'interno dell'isobata di 50 m quando tale profondità è raggiunta a una distanza inferiore
             dalla costa.
             In deroga al primo comma, l'uso di draghe è autorizzato entro una distanza di 3 miglia
             nautiche dalla costa, indipendentemente dalla profondità, a condizione che le specie
             diverse dai molluschi catturate non superino il 10% del peso vivo totale della cattura.
    2.       È vietato l'uso di reti da traino entro una distanza di 1,5 miglia nautiche dalla costa. È
             vietato l'uso di draghe tirate da natanti e draghe idrauliche entro una distanza di 0,3 miglia
             nautiche dalla costa.
    1
            GU L 318 del 7.12.1984, pag. 23. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento
            (CEE) n. 2122/89 (GU L 201 del 15.7.1989, pag. 21).
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   3.    È vietato l'uso di ciancioli entro una distanza di 300 metri dalla costa o all'interno
         dell'isobata di 50 m quando tale profondità è raggiunta a una distanza inferiore dalla costa.
         I ciancioli non sono piazzati ad una profondità inferiore al 70% dell'altezza totale dei
         ciancioli stessi secondo i criteri di misura di cui all'allegato II del presente regolamento.
   4.    È vietato l'uso di draghe per la pesca delle spugne all'interno dell'isobata di 50 metri; tale
         pesca non deve essere effettuata entro una distanza di 0,5 miglia nautiche dalla costa.
   5.    Su richiesta di uno Stato membro, la Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo
         30, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2371/2002, autorizza una deroga ai paragrafi 1, 2
         e 3, a condizione che tale deroga sia giustificata da vincoli geografici specifici, come
         l'estensione limitata delle piattaforme costiere lungo tutta la linea costiera di uno Stato
         membro o la dimensione limitata delle zone per la pesca con reti da traino, qualora le
         attività di pesca non abbiano un impatto significativo sull'ambiente marino e interessino un
         numero limitato di imbarcazioni, e a condizione che esse non possano essere esercitate con
         altri attrezzi e rientrino in un piano di gestione ai sensi degli articoli 18 e 19. Gli Stati
         membri forniscono dati tecnici e scientifici aggiornati che giustificano tale deroga.
   6.    In deroga al paragrafo 2, le reti da traino possono essere usate temporaneamente fino al 31
         dicembre 2007 a una distanza dalla costa inferiore a 1,5 miglia nautiche purché ad una
         profondità superiore all'isobata di 50 metri.
   7.    In deroga paragrafo 3, i ciancioli possono essere usati temporaneamente fino al 31
         dicembre 2007 a una distanza dalla costa inferiore a 300 metri o ad una profondità
         inferiore all'isobata di 50 metri, ma non inferiore all'isobata di 30 metri. I ciancioli possono
         essere usati temporaneamente fino al 31 dicembre 2007 ad una profondità inferiore al 70%
         dell'altezza totale dei ciancioli stessi secondo i criteri di misura di cui all'allegato II del
         presente regolamento.
   8.    In deroga al paragrafo 2, le draghe tirate da natanti e le draghe idrauliche possono essere
         usate temporaneamente fino al 31 dicembre 2007 entro una distanza dalla costa inferiore a
         0,3 miglia nautiche.
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    9.     La deroga di cui al paragrafo 5 si applica soltanto alle attività di pesca già autorizzate dagli
           Stati membri e alle imbarcazioni aventi un'attività comprovata nella pesca di più di cinque
           anni e non comporta alcun aumento futuro nello sforzo di pesca previsto.
           Entro il 30 aprile 2007 si trasmette alla Commissione un elenco dei pescherecci autorizzati
           e delle loro caratteristiche che riporti un confronto con le caratteristiche di questa flotta al
           1º gennaio 2000.
           Tali attività di pesca devono inoltre:
           a)      soddisfare i requisiti di cui all'articolo 4, all'articolo 8, paragrafo 1, lettera h),
                   all'articolo 9, paragrafo 3, punto 2 e all'articolo 23;
           b)      non interferire con le attività delle imbarcazioni che utilizzano attrezzi diversi dalle
                   reti da traino, dai ciancioli o da analoghe reti trainate;
           c)      essere regolamentate in modo da garantire che le catture delle specie di cui
                   all'allegato III, ad eccezione dei molluschi bivalvi, siano minime;
           d)      non orientarsi verso i cefalopodi.
           Gli Stati membri interessati elaborano un piano di monitoraggio e presentano una relazione
           alla Commissione ogni tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento. La prima
           relazione è trasmessa alla Commissione entro il 31 luglio 2009. Alla luce di tali relazioni,
           la Commissione può adottare misure in virtù dell'articolo 18 o dell'articolo 19, paragrafo 9
           del presente regolamento.
    10.    Possono essere concesse deroghe ai paragrafi 1 e 2 per le zone di pesca a cui è accordata
           una deroga a norma dell'articolo 4, paragrafo 5, del presente regolamento secondo la
           procedura prevista dell'articolo 30, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2371/2002.
    11.    In deroga al paragrafo 2 l'uso di reti da traino entro una distanza compresa tra 0,7 e 1,5
           miglia nautiche dalla costa è autorizzato alle seguenti condizioni:
           –       profondità marina non inferiore all'isobata di 50 metri;
 ---pagebreak--- L 409/30      IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
         –      vincoli geografici specifici, come l'estensione limitata delle piattaforme costiere
                lungo tutta la linea costiera di uno Stato membro o la dimensione limitata delle zone
                per la pesca con reti da traino;
         –      nessun impatto significativo sull'ambiente marino;
         –      conformità con il paragrafo 9, terzo comma, lettere a) e b);
         –      nessun conseguente aumento nello sforzo di pesca rispetto a quanto già autorizzato
                dagli Stati membri.
         Gli Stati membri comunicano alla Commissione entro il 30 settembre 2007 le modalità di
         applicazione di tale deroga. Tale notifica contiene un elenco dei pescherecci autorizzati e
         delle zone autorizzate, con le rispettive coordinate geografiche sia terrestri sia marine.
         Gli Stati membri interessati sorvegliano le attività di pesca nelle zone in questione e
         garantiscono una valutazione scientifica. I risultati di tale valutazione sono comunicati alla
         Commissione ogni tre anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento. La
         prima relazione è trasmessa alla Commissione entro il 31 luglio 2009.
         Se, in base alle notifiche trasmesse dagli Stati membri ai sensi del secondo e terzo comma,
         o in seguito a nuovi pareri scientifici, la Commissione ritiene che le condizioni per una
         deroga non siano soddisfatte, essa può consultare lo Stato membro e chiedergli di
         modificare il piano o può proporre al Consiglio adeguate misure destinate alla protezione
         delle risorse e dell'ambiente.
                                                  Articolo 14
                        Deroghe transitorie alla dimensione minima delle magli
                                     e alla distanza minima dalla cost
                                      per l'uso degli attrezzi da pesca
   1.    Qualunque attrezzo da pesca di cui all'articolo 9, paragrafi 3, 4 e 5, le cui maglie siano di
         dimensioni inferiore a quelle ivi stabilite e il cui uso sia conforme alla legislazione
 ---pagebreak--- 30.12.2006      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 409/31
           nazionale in vigore al 1º gennaio 1994, può essere usato fino al 31 maggio 2010 anche se
           non rispetta i requisiti di cui all'articolo 13, paragrafo 9.
    2.     Qualunque attrezzo da pesca di cui all'articolo 13, paragrafi 1, 2 e 3, usato a una distanza
           dalla costa inferiore a quella ivi stabilita e il cui uso sia conforme alla legislazione
           nazionale in vigore al 1º gennaio 1994, può essere usato fino al 31 maggio 2010 anche se
           non rispetta i requisiti di cui all'articolo 13, paragrafo 9.
    3.     I paragrafi 1 e 2 si applicano a meno che il Consiglio, su proposta della Commissione e
           sulla scorta di dati scientifici, non decida altrimenti a maggioranza qualificata.
                                                     Capo V
                            Taglie minime degli organismi marini
                                                    Articolo 15
                                    Taglie minime degli organismi marini
    1.     Gli organismi marini di taglia inferiore alla taglia minima di cui all'allegato III (in
           appresso: "gli organismi marini sottotaglia") non possono essere venduti, tenuti a bordo,
           trasbordati, sbarcati, trasferiti, immagazzinati, venduti, esposti o messi in vendita.
    2.     La taglia degli organismi marini è misurata conformemente all'allegato IV. Qualora siano
           ammessi più metodi di misurazione, gli organismi marini hanno la taglia prevista se
           almeno una delle misure determinate mediante questi metodi è pari o superiore alla
           dimensione minima corrispondente.
    3.     Il paragrafo 1 non si applica al novellame di sardine sbarcato ai fini del consumo umano se
           tale novellame è catturato con sciabiche da natante o sciabiche da spiaggia e autorizzato
           conformemente a disposizioni nazionali stabilite in un piano di gestione di cui all'articolo
           19, a condizione che lo stock di sardine rientri nei limiti biologici di sicurezza.
 ---pagebreak--- L 409/32      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          30.12.2006
                                                Articolo 16
                                   Ripopolamento diretto e trapianto
   1.    In deroga all'articolo 15, gli organismi marini sottotaglia possono essere catturati, tenuti a
         bordo, trasbordati, sbarcati, trasferiti, immagazzinati, venduti, esposti o messi in vendita
         vivi a fini di ripopolamento diretto o trapianto con il permesso e sotto l'egida dello Stato
         membro in cui si svolgono tali attività.
   2.    Gli Stati membri provvedono affinché la cattura di organismi marini sottotaglia ai fini di
         cui al paragrafo 1 avvenga secondo modalità compatibili con eventuali misure di gestione
         comunitarie applicabili alla specie in questione.
   3.    Gli organismi catturati ai fini di cui al paragrafo 1 devono essere rigettati in mare o
         destinati all'acquacoltura estensiva. Se successivamente ricatturati, essi possono essere
         venduti, immagazzinati, esposti o messi in vendita a condizione che soddisfino i requisiti
         di cui all'articolo 15.
   4.    Sono vietati l'introduzione, il trapianto e il ripopolamento diretto con specie non autoctone,
         salvo se tali operazioni sono svolte in conformità dell'articolo 22, lettera b), della direttiva
         92/43/CEE del Consiglio.
                                                Capo VI
                                    Pesca non commerciale
                                                Articolo 17
                                              Pesca sportiva
   1.    Nell'ambito della pesca sportiva è vietato l'uso di reti trainate, reti da circuizione, ciancioli,
         draghe, reti da imbrocco tirate da natanti, draghe meccanizzate, tramagli e reti da fondo
         combinate. Nell'ambito della pesca sportiva è altresì vietato l'uso di palangari per la cattura
         di specie altamente migratorie.
 ---pagebreak--- 30.12.2006       IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 409/33
    2.      Gli Stati membri provvedono affinché la pesca sportiva venga praticata secondo modalità
            conformi agli obiettivi e alle norme del presente regolamento.
    3.      Gli Stati membri provvedono affinché le catture di organismi marini effettuate nell'ambito
            della pesca sportiva non vengano commercializzate. Ciononostante, in via eccezionale può
            essere autorizzata la commercializzazione di specie catturate nell'ambito di gare sportive,
            purché il reddito generato dalla loro vendita sia destinato a scopi benefici.
    4.      Gli Stati membri adottano misure per la registrazione e la raccolta separata dei dati relativi
            alle catture di specie altamente migratorie di cui all'allegato I del regolamento (CE)
            n. 973/20011 effettuate nell'ambito della pesca sportiva nel Mediterraneo.
    5.      Gli Stati membri regolamentano la pesca subacquea con fucili subacquei, in particolare per
            adempiere gli obblighi di cui all'articolo 8, paragrafo 4.
    6.      Gli Stati membri informano la Commissione circa le misure adottate in conformità del
            presente articolo.
                                                   Capo VII
                                             Piani di gestione
                                                    Articolo 18
                                    Piani di gestione a livello comunitario
    1.      Il Consiglio può adottare piani di gestione per attività di pesca specifiche praticate nel
            Mediterraneo, segnatamente in zone che si estendono del tutto o in parte al di fuori delle
            acque territoriali degli Stati membri. Tali piani possono includere in particolare:
            a)      misure di gestione dello sforzo di pesca;
    1
           GU L 137 del 19.5.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
           n. 831/2004 (GU L 127 del 29.4.2004, pag. 33).
 ---pagebreak--- L 409/34       IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         30.12.2006
          b)     misure tecniche specifiche, comprendenti se del caso opportune deroghe temporanee
                 alle norme del presente regolamento laddove tali deroghe siano necessarie allo
                 svolgimento delle attività di pesca e a condizione che il piano di gestione garantisca
                 lo sfruttamento sostenibile delle risorse considerate;
          c)     l'estensione dell'uso obbligatorio di sistemi di controllo via satellite VMS o di sistemi
                 analoghi per i pescherecci di lunghezza fuori tutto compresa tra 10 e 15 m;
          d)     restrizioni temporanee o permanenti in talune zone, riservate a determinati attrezzi o
                 alle navi che hanno sottoscritto obblighi nell'ambito del piano di gestione.
          I piani di gestione prevedono il rilascio di permessi di pesca speciali conformemente al
          regolamento (CE) n. 1627/941.
          In deroga al disposto dell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1627/94, ai
          pescherecci di lunghezza fuori tutto inferiore a 10 m può essere richiesto il possesso di un
          permesso di pesca speciale.
   2.     Gli Stati membri e/o il consiglio consultivo regionale per il Mediterraneo possono
          presentare suggerimenti alla Commissione su questioni attinenti alla definizione dei piani
          di gestione. La Commissione risponde a tali richieste entro tre mesi dal ricevimento.
   3.     Gli Stati membri e la Commissione provvedono ad un adeguato monitoraggio scientifico
          dei piani di gestione. In particolare, talune misure di gestione relative alle attività di pesca
          che sfruttano specie con ciclo di vita breve sono rivisti annualmente per tener conto dei
          possibili cambiamenti nella forza di reclutamento.
                                                  Articolo 19
                   Piani di gestione per talune attività di pesca nelle acque territoriali
   1.     Entro il 31 dicembre 2007 gli Stati membri adottano piani di gestione per le attività di
          pesca condotte con reti da traino, sciabiche da natante, sciabiche da spiaggia, reti da
   1
         GU L 171 del 6.7.1994, pag. 7.
 ---pagebreak--- 30.12.2006      IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 409/35
           circuizione e draghe all'interno delle loro acque territoriali. Ai suddetti piani di gestione si
           applica l'articolo 6, paragrafi 2, 3 e 4, primo comma, del regolamento (CE) n. 2371/2002.
    2.     Gli Stati membri possono successivamente elaborare altri piani di gestione sulla base di
           nuovi dati scientifici pertinenti.
    3.     Gli Stati membri provvedono a un adeguato monitoraggio scientifico dei piani di gestione.
           In particolare, talune misure di gestione relative alle attività di pesca che sfruttano specie
           con ciclo di vita breve sono rivisti annualmente per tener conto dei possibili cambiamenti
           nella forza di reclutamento.
    4.     I piani di gestione possono includere misure che vanno oltre le disposizioni del presente
           regolamento al fine di:
           a)      accrescere la selettività degli attrezzi da pesca;
           b)      ridurre i rigetti in mare;
           c)      contenere lo sforzo di pesca.
    5.     Le misure da includere nei piani di gestione sono proporzionate alle finalità, agli obiettivi e
           al calendario previsto, e tengono conto dei seguenti fattori:
           a)      lo stato di conservazione dello stock o degli stock;
           b)      le caratteristiche biologiche dello stock o degli stock;
           c)      le caratteristiche delle attività di pesca nel corso delle quali gli stock sono catturati;
           d)      l'impatto economico delle misure sulle attività di pesca interessate.
    6.     I piani di gestione prevedono il rilascio di permessi di pesca speciali conformemente al
           regolamento (CE) n. 1627/94.
           In deroga al disposto dell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1627/94, ai
           pescherecci di lunghezza fuori tutto inferiore a 10 m può essere richiesto il possesso di un
           permesso di pesca speciale.
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   7.    I piani di gestione di cui al paragrafo 1 sono notificati alla Commissione entro il
         30 settembre 2007 per consentirle di presentare le proprie osservazioni prima che i piani
         stessi vengano adottati. I piani di gestione di cui al paragrafo 2 sono notificati alla
         Commissione sei mesi prima della data prevista di entrata in vigore. La Commissione
         comunica tali piani agli altri Stati membri.
   8.    Nel caso in cui un piano di gestione possa incidere sulle attività dei pescherecci di un altro
         Stato membro, esso viene adottato solo dopo che la Commissione, lo Stato membro e il
         consiglio consultivo regionale interessato siano stati consultati conformemente alla
         procedura di cui all'articolo 8, paragrafi da 3 a 6, del regolamento (CE) n. 2371/2002.
   9.    Se la Commissione, sulla base della notifica di cui al paragrafo 7 o di un nuovo parere
         scientifico, ritiene che un piano di gestione adottato ai sensi del paragrafo 1 o del paragrafo
         2 non sia sufficiente ad assicurare un elevato livello di protezione delle risorse e
         dell'ambiente, essa può consultare lo Stato membro e chiedergli di modificare il piano o
         può proporre al Consiglio adeguate misure destinate alla protezione delle risorse e
         dell'ambiente.
                                                Capo VIII
                                        Misure di controllo
                                                 Articolo 20
                                       Cattura di specie bersaglio
   1.    Le percentuali di cui all'articolo 9, paragrafi 4 e 6, all'articolo 10, paragrafo 1, e
         all'articolo 13, paragrafo 1, sono calcolate in proporzione al peso vivo di tutti gli organismi
         acquatici che si trovano a bordo dopo la cernita o al momento dello sbarco. Esse possono
         essere calcolate in base a uno o più campioni rappresentativi.
   2.    Nel caso di pescherecci da cui sono stati trasbordati quantitativi di organismi acquatici
         vivi, tali quantitativi devono essere presi in considerazione nel calcolo delle percentuali di
         cui al paragrafo 1.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 409/37
                                                      Articolo 21
                                                       Trasbordi
    Il trasbordo di organismi acquatici vivi su altri pescherecci o l'accettazione di trasbordi di tali
    organismi da altri pescherecci sono consentiti unicamente ai comandanti dei pescherecci che
    tengono un giornale di bordo secondo quanto disposto dall'articolo 6 del regolamento (CEE)
    n. 2847/93.
                                                      Articolo 22
                                                   Porti designati
    1.        Le catture effettuate con reti a strascico, reti da traino pelagiche, ciancioli, palangari
              pelagici, draghe tirate da natanti e draghe idrauliche possono essere sbarcate e
              commercializzate per la prima volta solo in porti designati dagli Stati membri.
    2.        Gli Stati membri notificano alla Commissione entro il 30 aprile 2007 un elenco di porti
              designati. La Commissione comunica tale elenco agli altri Stati membri.
                                                      Articolo 23
                                              Controllo delle catture
    Nell'articolo 6, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2847/93, la seconda frase è sostituita dal testo
    seguente:
    "Per le operazioni di pesca nel Mediterraneo, tutte le specie indicate su un elenco adottato
    conformemente al paragrafo 8 e conservate a bordo in quantitativi superiori a 15 kg. di equivalente
    peso vivo devono essere registrate nel giornale di bordo.
    Tuttavia, per le specie altamente migratorie e le piccole specie pelagiche, ogni quantitativo
    superiore a 50 kg di equivalente peso vivo deve essere registrato nel giornale di bordo."
 ---pagebreak--- L 409/38       IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
                                                  Articolo 24
                Registro delle navi autorizzate alla pesca nella zona dell'accordo CGPM
   1.     Entro il 1° giugno 2007 ciascuno Stato membro comunica alla Commissione, sul consueto
          supporto informatico, l'elenco delle navi battenti la sua bandiera e immatricolate nel suo
          territorio, di lunghezza fuori tutto superiore a 15 m, autorizzate alla pesca nella zona
          CGPM grazie al rilascio di un permesso di pesca.
   2.     L'elenco di cui al paragrafo 1 include le informazioni seguenti:
          a)     il numero d'iscrizione della nave nel registro della flotta comunitaria (CFR) e la
                 marcatura esterna ai sensi dell'allegato I del regolamento (CE) n. 26/20041;
          b)     il periodo autorizzato per la pesca e/o il trasbordo;
          c)     gli attrezzi da pesca usati.
   3.     Entro il 1° luglio 2007 la Commissione trasmette l'elenco al segretariato esecutivo della
          CGPM affinché le navi interessate possano essere iscritte nel registro CGPM delle navi
          aventi una lunghezza fuori tutto superiore a 15 metri autorizzate alla pesca nella zona
          dell'accordo CGPM (in appresso denominato "registro CGPM").
   4.     Qualsiasi modifica dell'elenco di cui al paragrafo 1 è comunicata alla Commissione
          affinché la trasmetta al segretariato esecutivo della CGPM, secondo la stessa procedura,
          almeno 10 giorni lavorativi prima della data in cui le navi iniziano l'attività di pesca nella
          zona CGPM.
   5.     I pescherecci comunitari di lunghezza fuori tutto superiore a 15 metri che non sono iscritti
          nell'elenco di cui al paragrafo 1 non possono pescare, detenere a bordo, trasbordare o
          sbarcare alcun tipo di pesce o di mollusco nella zona CGPM.
   6.     Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché:
   1
         GU L 5 del 9.1.2004, pag. 25.
 ---pagebreak--- 30.12.2006       IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 409/39
           a)       soltanto le navi battenti la loro bandiera iscritte nell'elenco di cui al paragrafo 1 e che
                    abbiano a bordo un permesso di pesca da loro rilasciato siano autorizzate, secondo le
                    condizioni stabilite nel permesso, a svolgere attività di pesca nella zona CGPM;
           b)       non sia rilasciato alcun permesso di pesca alle navi che hanno svolto un'attività di
                    pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata (pesca IUU) nella zona CGPM o
                    altrove, tranne qualora i nuovi armatori forniscano adeguate prove documentali del
                    fatto che i precedenti armatori e operatori non hanno più alcun interesse giuridico,
                    finanziario o diritto di godimento rispetto a tali navi, né esercitano alcun controllo
                    sulle medesime, o che le loro navi né prendono parte né sono associate ad una pesca
                    IUU;
           c)       nella misura del possibile la loro legislazione nazionale vieti agli armatori e agli
                    operatori di navi battenti la loro bandiera iscritte nell'elenco di cui al paragrafo 1 di
                    prendere parte o di essere associati ad attività di pesca esercitate nella zona
                    dell'accordo CGPM da navi che non figurano nel registro CGPM;
           d)       nella misura del possibile la loro legislazione nazionale esiga che gli armatori e gli
                    operatoti delle navi battenti la loro bandiera iscritte nell'elenco di cui al paragrafo 1
                    posseggano la cittadinanza o siano entità giuridiche dello Stato membro di bandiera;
           e)       le loro navi siano conformi a tutte le pertinenti misure di gestione e conservazione
                    della CGPM.
    7.     Gli Stati membri adottano le misure necessarie per vietare la pesca, la detenzione a bordo,
           il trasbordo e lo sbarco di pesci e molluschi catturati nella zona CGPM da navi aventi una
           lunghezza fuori tutto superiore a 15 metri che non figurano nel registro CGPM.
    8.     Gli Stati membri notificano senza indugio alla Commissione qualsiasi informazione in
           base alla quale vi siano forti motivi per presumere che navi di lunghezza fuori tutto
           superiore a 15 metri non iscritte nel registro CGPM esercitino attività di pesca o di
           trasbordo di pesci e molluschi nella zona dell'accordo CGPM.
 ---pagebreak--- L 409/40        IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
                                                   Capo IX
                           Misure per le specie altamente migratorie
                                                   Articolo 25
                                             Pesca del pescespada
   Anteriormente al 31 dicembre 2007 il Consiglio decide le misure tecniche per la protezione del
   novellame di pescespada nel Mediterraneo.
                                                    Capo X
                        Misure per le acque intorno alle isole maltesi
                                                   Articolo 26
                          La zona di gestione di 25 miglia intorno alle isole maltesi
   1.      L'accesso dei pescherecci comunitari alle acque e alle risorse della zona che si estende fino
           a 25 miglia nautiche dalle linee di base intorno alle isole maltesi (in appresso: "la zona di
           gestione") è disciplinato come segue:
           a)     la pesca all'interno della zona di gestione è limitata ai pescherecci di lunghezza fuori
                  tutto inferiore a 12 metri che utilizzano attrezzi diversi da quelli trainati;
           b)     lo sforzo complessivo di tali pescherecci, espresso in termini di capacità di pesca
                  totale, non può superare il livello medio registrato nel 2000-2001, corrispondente a
                  1950 pescherecci aventi una potenza motrice e una stazza totali di 83000 kW e 4035
                  GT rispettivamente.
   2.      In deroga al paragrafo 1, lettera a), i pescherecci con reti da traino di lunghezza fuori tutto
           non superiore a 24 metri sono autorizzati a pescare in determinate zone all'interno della
           zona di gestione, secondo quanto specificato all'allegato V, lettera a), del presente
           regolamento, fatto salvo il rispetto delle condizioni seguenti:
 ---pagebreak--- 30.12.2006       IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 409/41
            a)      la capacità di pesca totale dei pescherecci con reti da traino autorizzati ad operare
                    nella zona di gestione non deve superare il limite di 4800 kW;
            b)      la capacità di pesca di un peschereccio con reti da traino autorizzato ad operare ad
                    una profondità inferiore ai 200 m non deve superare i 185 kW; l'isobata di 200 metri
                    di profondità è identificata da una linea spezzata che collega i punti elencati
                    nell'allegato V, lettera b), del presente regolamento;
            c)      i pescherecci con reti da traino che operano nella zona di gestione devono essere in
                    possesso di un permesso di pesca speciale ai sensi dell'articolo 7 del regolamento
                    (CE) n. 1627/94 che stabilisce le disposizioni generali relative ai permessi di pesca
                    speciali1 e devono essere inclusi in un elenco fornito annualmente alla Commissione
                    dagli Stati membri interessati e contenente la loro marcatura esterna e il loro numero
                    d'iscrizione nel registro della flotta comunitaria (CFR) ai sensi dell'allegato I del
                    regolamento (CE) n. 26/2004;
            d)      i limiti di capacità, di cui alle lettere a) e b), devono essere periodicamente rivalutati
                    sulla base del parere di enti scientifici pertinenti con riguardo ai loro effetti sulla
                    conservazione degli stock.
    3.      Se la capacità totale di pesca di cui al paragrafo 2, lettera a) supera la capacità totale di
            pesca dei pescherecci con lunghezza fuori tutto pari o inferiore a 24 metri che operano
            nella zona di gestione nel periodo di riferimento 2000-2001 (in appresso: "la capacità di
            pesca di riferimento"), la Commissione, conformemente alla procedura di cui
            all'articolo 29, ripartisce tale capacità eccedentaria disponibile tra gli Stati membri tenendo
            conto degli interessi di quelli che chiedono un'autorizzazione.
            La capacità di pesca di riferimento corrisponde a 3600 kW.
    4.      I permessi di pesca speciali per la capacità di pesca eccedentaria disponibile di cui al
            paragrafo 3 possono essere rilasciati unicamente ai pescherecci che alla data di
            applicazione del presente articolo figurano nel registro della flotta comunitaria.
    1
           GU L 171 del 6.7.1994, pag. 7.
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   5.    Se la capacità totale di pesca dei pescherecci con reti da traino autorizzati ad operare nella
         zona di gestione ai sensi del paragrafo 2, lettera c), supera il limite stabilito al paragrafo 2,
         lettera a), perché tale limite è stato abbassato a seguito della revisione di cui al paragrafo 2,
         lettera d), la Commissione ripartisce la capacità di pesca tra gli Stati membri sulla base
         seguente:
         a)      la capacità di pesca in kW corrispondente ai pescherecci operanti nella zona nel
                 periodo 2000-2001 è considerata prioritaria;
         b)      la capacità di pesca in kW corrispondente ai pescherecci che hanno operato nella
                 zona in un qualsiasi altro periodo è presa in considerazione in secondo luogo;
         c)      la capacità di pesca rimanente per gli altri pescherecci viene ripartita tra gli Stati
                 membri tenendo conto degli interessi di quelli che chiedono un'autorizzazione.
   6.    In deroga al paragrafo 1, lettera a), i pescherecci con ciancioli o palangari e i pescherecci
         dediti alla pesca della lampuga ai sensi dell'articolo 27 sono autorizzati ad operare
         all'interno della zona di gestione. Essi ricevono un permesso di pesca speciale ai sensi
         dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1627/94 e devono essere inclusi in un elenco fornito
         alla Commissione da ciascuno Stato membro e contenente la loro marcatura esterna e il
         loro numero d'iscrizione nel registro della flotta comunitaria (CFR) ai sensi dell'allegato I
         del regolamento CE) n. 26/2004. Lo sforzo di pesca è in ogni caso controllato per
         salvaguardare la sostenibilità di queste attività di pesca nella zona.
   7.    Il comandante di un peschereccio con reti da traino autorizzato ad operare nella zona di
         gestione ai sensi del paragrafo 2 e che non dispone di VMS a bordo è tenuto a segnalare
         ciascuna entrata e ciascuna uscita dalla zona suddetta alle proprie autorità e alle autorità
         dello Stato costiero.
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                                                    Articolo 27
                                             Pesca della lampuga
    1.     All'interno della zona di gestione, la pesca della lampuga (Coriphaena spp.) mediante
           dispositivi di concentrazione dei pesci (DCP) è vietata dal 1° gennaio al 5 agosto di ogni
           anno.
    2.     La pesca della lampuga all'interno della zona di gestione può essere praticata da un
           massimo di 130 pescherecci.
    3.     Le autorità maltesi stabiliscono le rotte lungo cui sono disposti i DCP e assegnano ciascuna
           rotta a pescherecci comunitari entro il 30 giugno di ogni anno. I pescherecci comunitari
           battenti bandiera diversa da quella di Malta non sono autorizzati ad utilizzare i DCP nella
           zona delle 12 miglia.
           Conformemente alla procedura di cui all'articolo 29, la Commissione definisce i criteri da
           applicare per la fissazione e l'assegnazione delle rotte per i DCP.
    4.     I pescherecci autorizzati a partecipare alla pesca della lampuga ricevono un permesso di
           pesca speciale ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1627/94 e vengono inclusi in
           un elenco fornito alla Commissione dallo Stato membro interessato e contenete la loro
           marcatura esterna e il loro numero d'iscrizione nel registro della flotta comunitaria (CFR)
           ai sensi dell'allegato I del regolamento (CE) n. 26/2004. In deroga al disposto dell'articolo
           1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1627/94, ai pescherecci di lunghezza fuori tutto
           inferiore a 10 m è richiesto il possesso di un permesso di pesca speciale.
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                                                   Capo XI
                                           Disposizioni finali
                                                   Articolo 28
                                            Procedura decisionale
   Salvo diversa disposizione del presente regolamento, il Consiglio decide secondo la procedura di
   cui all'articolo 37 del trattato.
                                                   Articolo 29
                                          Modalità di applicazione
   Le modalità di applicazione degli articoli 26 e 27 del presente regolamento sono adottate secondo la
   procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2371/2002.
                                                   Articolo 30
                                                    Modifiche
   Le modifiche degli allegati sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 3, del
   regolamento (CE) n. 2371/2002.
                                                   Articolo 31
                                                  Abrogazione
   Il regolamento (CE) n. 1626/94 è abrogato.
   I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti
   secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato VI.
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                                                    Articolo 32
                                                Entrata in vigore
    Il presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
    Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
    Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
    degli Stati membri.
    Fatto a Bruxelles, addì 21 dicembre 2006.
                                                   Per il Consiglio
                                                   Il presidente
                                                J. KORKEAOJA
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                                                 ALLEGATO I
              Condizioni tecniche per l'attacco di dispositivi e l'armamento delle reti da traino
   Definizioni
   Ai fini del presente allegato si applicano le seguenti definizioni:
   a)       "pezza di rete a filo accoppiato": una pezza di rete a due o più fili, i quali possono essere
            separati tra i nodi senza danneggiare la struttura dei fili;
   b)       "pezza di rete senza nodo": una pezza di rete costituita da maglie di quattro lati che
            formano un quadrato approssimativo in cui gli angoli delle maglie sono formati
            dall'incrocio dei fili di due lati adiacenti della maglia;
   c)       "pezza di rete a maglia quadrata": una pezza costruita in modo tale che le due serie di linee
            parallele formate dai lati della maglia siano l'una parallela e l'altra perpendicolare all'asse
            longitudinale della rete;
   d)       "corpo della rete": sezione rastremata situata nella parte anteriore di una rete da traino;
   e)       "avansacco": sezione cilindrica, costituita da una o più pannelli, situata tra il corpo della
            rete e il sacco;
   f)       "sacco": la parte posteriore di una rete da traino, costituita da una pezza con maglie delle
            stesse dimensioni avente forma cilindrica o rastremata, le cui sezioni trasversali
            costituiscono all'incirca un cerchio di raggio identico o decrescente;
   g)       "sacco a palla": sacco costituito da uno o più pannelli adiacenti, con maglie delle stesse
            dimensioni, il cui numero di maglie aumenta verso la parte posteriore provocando
            un'estensione sia della lunghezza trasversale rispetto all'asse longitudinale della rete sia
            della circonferenza del sacco;
   h)       "sacco a tasca": un sacco la cui altezza verticale diminuisce verso la parte posteriore del
            sacco e le cui sezioni trasversali costituiscono all'incirca un'ellissi con asse maggiore
            identico o decrescente. La parte posteriore del sacco è costituita da un unico pannello
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           piegato o da pannelli posteriori, sia superiori che inferiori, cuciti insieme trasversalmente
           rispetto all'asse longitudinale della rete;
    i)     "relinga trasversale": corda esterna e interna che corre trasversalmente rispetto all'asse
           longitudinale della rete, situata nella parte posteriore del sacco lungo la giuntura tra due
           pannelli superiori e inferiori o lungo la piega del pannello posteriore unico; può essere un
           prolungamento della relinga laterale o una corda separata.
    j)     "circonferenza-perimetro" della sezione di una pezza di rete a maglia romboidale di una
           rete da traino: il numero delle maglie in quella sezione moltiplicato per la dimensione della
           maglia stirata;
    k)     ""circonferenza-perimetro" della sezione di una pezza di rete a maglia quadrata di una rete
           da traino: il numero di maglie in quella sezione moltiplicato per la lunghezza della maglia;
    a)     Attacco di dispositivi autorizzati alle reti da traino
           1.      In deroga all'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 3440/84, un dispositivo meccanico
                   con chiusura lampo, disposta trasversalmente rispetto all'asse longitudinale della rete
                   o longitudinalmente, può essere utilizzato per chiudere l'apertura destinata allo
                   svuotamento del sacco a tasca.
           2.      La distanza tra la chiusura lampo trasversale e le maglie posteriori del sacco non
                   deve essere superiore a un metro.
    b)     Requisiti degli armamenti
           1.      Le reti da traino non possono essere munite di sacco a palla. Il numero delle maglie
                   di dimensioni uguali non aumenta dall'estremità anteriore all'estremità posteriore
                   intorno a qualsiasi circonferenza di un sacco.
           2.      La circonferenza della parte posteriore del corpo della rete da traino (la parte
                   rastremata) o dell'avansacco (la parte cilindrica) non deve essere inferiore alla
                   circonferenza dell'estremità anteriore del sacco stricto sensu. Nel caso di un sacco a
                   maglie quadrate, in particolare, la circonferenza della parte posteriore del corpo della
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              rete da traino o dell'avansacco deve essere da 2 a 4 volte superiore alla circonferenza
              dell'estremità anteriore del sacco stricto sensu.
         3.   Nelle reti trainate possono essere inseriti pannelli a maglie quadrate, posti di fronte
              all'avansacco o in un qualsiasi punto tra la parte anteriore dell'avansacco e la parte
              posteriore del sacco; tali pannelli non possono essere in alcun modo ostruiti da
              prolungamenti interni o esterni del sacco. Devono essere costituiti di pezze di rete
              senza nodo o di pezze di rete con nodi antiscioglimento ed essere inseriti in modo
              che le maglie si mantengano sempre del tutto aperte durante la pesca. Le norme
              dettagliate relative a ulteriori specifiche tecniche per i pannelli a maglie quadrate
              sono adottate conformemente alla procedura di cui all'articolo 29 del presente
              regolamento.
         4.   Analogamente, i dispositivi tecnici finalizzati a migliorare la selettività delle reti da
              traino, diversi da quelli di cui alla lettera b), punto 3, possono essere autorizzati
              conformemente alla procedura di cui all'articolo 29 del presente regolamento.
         5.   È proibito tenere a bordo o utilizzare qualsiasi rete trainata il cui sacco sia costituito,
              interamente o in parte, di pezze di rete a maglie diverse dalle maglie quadrate o a
              diamante a meno che non siano autorizzate secondo la procedura di cui all'articolo 29
              del presente regolamento.
         6.   I punti 4 e 5 non si applicano alle sciabiche da natante il cui sacco abbia maglie di
              dimensioni inferiori a 10 mm.
         7.   In deroga all'articolo 6, paragrafo 4, del regolamento (CEE) n. 3440/84, nelle reti a
              strascico la dimensione delle maglie della fodera di rinforzo non deve essere
              inferiore a 120 mm se le maglie del sacco sono inferiori a 60 mm. Questa
              disposizione si applica unicamente al Mediterraneo, ferme restando le norme
              applicabili alle altre acque comunitarie. Se la dimensione delle maglie del sacco è
              pari o superiore a 60 mm, si applica l'articolo 6, paragrafo 4 del regolamento (CEE)
              n. 3440/84.
         8.   Il sacco a tasca deve avere un'unica apertura che ne permetta lo svuotamento.
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           9.     La lunghezza della relinga trasversale non deve essere inferiore al 20% della
                  circonferenza del sacco.
           10.    La circonferenza della fodera di rinforzo, quale definita all'articolo 6 del regolamento
                  n. 3440/84, deve essere pari ad almeno 1,3 volte quella del sacco per le reti a
                  strascico.
           11.    È vietato tenere a bordo o utilizzare qualsiasi rete trainata costituita interamente o in
                  parte, nel sacco, di pezze di rete ottenute con un solo filo di spessore superiore a 3,0
                  millimetri.
           12.    È vietato tenere a bordo o utilizzare qualsiasi rete trainata costituita interamente o in
                  parte, nel sacco, di pezze di rete ottenute con fili accoppiati.
           13.    Le pezze di rete con spessore del filo ritorto superiore a 6 mm sono vietate in ogni
                  parte delle reti a strascico.
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                                                 ALLEGATO II
                          Requisiti relativi alle caratteristiche degli attrezzi da pesca
   Definizioni
   Ai fini del presente allegato si applicano le seguenti definizioni:
   1)       la lunghezza della rete corrisponde a quella della lima da sughero; la lunghezza delle reti
            da fondo e delle reti da posta galleggianti può essere anche definita sulla base del peso o
            del volume della loro massa;
   2)       l'altezza della rete corrisponde alla somma delle altezze delle maglie bagnate, compresi i
            nodi, stirate perpendicolarmente alla lima da sughero.
   1.       Draghe
            La larghezza massima consentita per le draghe è di 3 m, a eccezione delle draghe per la
            pesca delle spugne.
   2.       Reti da circuizione (ciancioli e sciabiche senza cavo di chiusura)
            La lunghezza della pezza è limitata a 800 m e l'altezza massima a 120 m, tranne per le
            tonnare volanti.
   3.       Reti da imbrocco calate sul fondo
            3.1. Tramagli e reti da imbrocco calate sul fondo
                    1)   L'altezza massima di un tramaglio non può superare i 4 m.
                    2)   L'altezza massima di una rete da imbrocco calata sul fondo non può superare i
                         10 m.
                    3)   È vietato detenere a bordo e calare più di 6.000 m di tramagli, reti da imbrocco
                         calate sul fondo per nave, tenendo presente che, da gennaio 2008, nel caso di
                         un solo pescatore non si possono superare i 4.000 m, a cui si possono
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                         aggiungere altri 1.000 m nel caso di un secondo pescatore e altri 1.000 m nel
                         caso di un terzo pescatore. Fino al 31 dicembre 2007 tali reti non possono
                         superare i 5.000 m nel caso di un solo pescatore o di un secondo pescatore e
                         6.000 m nel caso di un terzo pescatore.
                   4)    Il diametro del ritorto o del monofilamento di una rete da imbrocco calata sul
                         fondo non può essere superiore a 0,5 mm.
                   5)    In deroga al punto 2), una rete da imbrocco calata sul fondo di lunghezza
                         massima inferiore a 500 m può avere una altezza massima di 30 m. È vietato
                         detenere a bordo o calare più di 500 m di rete da imbrocco calata sul fondo
                         qualora essa ecceda il limite di altezza di 10 m di cui al punto 2).
            3.2. Reti da fondo combinate (tramagli + reti da imbrocco)
                   1)    L'altezza massima di una rete da fondo combinata non può superare i 10 m.
                   2)    È vietato detenere a bordo o calare più di 2 500 m di reti combinate per nave.
                   3)    Il diametro del ritorto o del monofilamento di una rete da imbrocco non può
                         essere superiore a 0,5 mm.
                   4)    In deroga al punto 1), una rete da fondo combinata avente una lunghezza
                         massima di 500 m può avere un'altezza massima di 30 m. È vietato detenere a
                         bordo o calare più di 500 m di rete da fondo combinata qualora essa ecceda il
                         limite di altezza di 10 m di cui al punto 1.
    4.      Palangaro di fondo
            1)     È vietato detenere a bordo o calare più di 1.000 ami per persona a bordo, entro il
                   limite complessivo di 5.000 ami per peschereccio.
            2)     In deroga al punto 1, ogni nave che intraprende una bordata di pesca di durata
                   superiore a 3 giorni può detenere a bordo un massimi di 7.000 ami.
    5.     Trappole per la pesca dei crostacei di profondità
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         È vietato detenere a bordo o calare più di 250 trappole per peschereccio.
   6.    Palangaro di superficie (derivante)
         È vietato detenere a bordo o calare più di:
         1)     2.000 ami per nave per i pescherecci dediti alla pesca di tonno rosso (Thunnus
                thynnus), quando questa specie rappresenta almeno il 70% delle catture in peso vivo
                misurate dopo la cernita;
         2)     3.500 ami per nave per i pescherecci dediti alla pesca di pesce spada (Xyphias
                gladius), quando questa specie rappresenta almeno il 70% delle catture in peso vivo
                misurate dopo la cernita;
         3)     5.000 ami per nave per i pescherecci dediti alla pesca di tonno bianco (Thunnus
                alalunga), quando questa specie rappresenta almeno il 70% delle catture in peso vivo
                misurate dopo la cernita.
         4)     In deroga ai punti 1), 2) e 3) ogni peschereccio che intraprende una bordata di pesca
                di durata superiore a 2 giorni può detenere a bordo un numero equivalente di ami di
                riserva.
   7.    Reti da traino
         Le specifiche tecniche volte a limitare la dimensione massima della lima da galleggiante,
         della lima da piombo, della circonferenza o del perimetro delle reti e il numero mimo di
         reti da trino ad attrezzatura multipla sono adottate entro l'ottobre 2007 secondo la
         procedura di cui all'articolo 30 del presente regolamento.
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                                         ALLEGATO III
                               Taglie minime degli organismi marini
           DENOMINAZIONE                 NOME COMUNE                     Taglia minima
           SCIENTIFICA
           1. Pesci
           Dicentrarchus labrax          Spigola                         25 cm
           Diplodus annularis            Sparaglione                     12 cm
           Diplodus puntazzo             Sarago pizzuto                  18 cm
           Diplodus sargus               Sarago maggiore                 23 cm
           Diplodus vulgaris             Sarago testa nera               18 cm
           Engraulis encrasicolus *      Acciuga                         9 cm
           Epinephelus spp.              Cernie                          45 cm
           Lithognathus mormyrus         Mormora                         20 cm
           Merluccius merluccius ***     Nasello                         20 cm
           Mullus spp.                   Triglie                         11 cm
           Pagellus acarne               Pagello mafrone                 17 cm
           Pagellus bogaraveo            Occhialone                      33 cm
           Pagellus erythrinus           Pagello fragolino               15 cm
           Pagrus pagrus                 Pagro mediterraneo              18 cm
           Polyprion americanus          Cernia di fondale               45 cm
           Sardina pilchardus**          Sardina                         11 cm
           Scomber spp.                  Sgombro                         18 cm
           Solea vulgaris                Sogliola                        20 cm
           Sparus aurata                 Orata                           20 cm
           Trachurus spp.                Suri                            15 cm
 ---pagebreak--- L 409/54        IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
             2. Crostacei
             Homarus gammarus                 Astice                          300 mm LT
                                                                              105 mm LC
             Nephrops norvegicus              Scampo                          20 mm LC
                                                                              70 mm LT
             Palinuridae                      Aragoste                        90 mm LC
             Parapenaeus longirostris         Gambero rosa                    20 mm LC
                                              mediterraneo
             3. Molluschi bivalvi
                                              Cappasanta                      10 cm
             Pecten jacobeus
             Venerupis spp.                   Vongole                         25 mm
             Venus spp.                       Vongole                         25 mm
   LT = lunghezza totale; LC = lunghezza del carapace.
   (*)     Acciuga: gli Stati membri possono convertire la taglia minima in 110 esemplari per kg.
   (**)    Sardina: gli Stati membri possono convertire la taglia minima in 55 esemplari per kg.
   (***)   Nasello: Tuttavia, fino al 31 dicembre 2008 è concesso un margine di tolleranza del 15% in
           peso di esemplari di nasello compresi tra 15 e 20 cm. Tale limite di tolleranza è rispettato
           tanto dal singolo peschereccio, in alto mare o nel luogo di sbarco, quanto nei mercati di
           prima vendita dopo lo sbarco Detto limite è rispettato anche in ciascuna transazione
           commerciale successiva a livello nazionale e internazionale.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 409/55
                                                 ALLEGATO IV
                                Misurazione della taglia di un organismo marino
    1.       La taglia di un pesce è misurata, come indicato nella figura 1, dall'estremità anteriore del
             muso sino all'estremità della pinna caudale.
    2.       La taglia dello scampo (Nephrops norvegicus) è misurata come indicato nella figura 2:
             –       in lunghezza del carapace, parallelamente alla linea mediana, iniziando dalla parte
                     posteriore di una delle orbite fino al punto medio del margine distale dorsale del
                     carapace, o
             –       in lunghezza totale, dalla punta del rostro fino all'estremità posteriore del telson,
                     escludendo le setae.
    3.       La taglia dell'astice (Homarus gammarus) è misurata, come indicato nella figura 3: - in
             lunghezza del carapace, parallelamente alla linea mediana, iniziando dalla parte posteriore
             di una delle orbite fino al punto medio del margine distale dorsale del carapace o, in
             lunghezza totale, dalla punta del rostro fino all'estremità posteriore del telson, escludendo
             le setae.
    4.       La taglia dell'aragosta (Palinuridae) è misurata, come indicato nella figura 4, in lunghezza
             del carapace, parallelamente alla linea mediana, dalla punta del rostro fino al punto medio
             del margine distale dorsale del carapace.
    5.       La taglia di un mollusco bivalve è misurata, come indicato nella figura 5, sulla parte più
             lunga della conchiglia.
    Figura 1
 ---pagebreak--- L 409/56 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 30.12.2006 ---pagebreak--- 30.12.2006       IT            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea           L 409/57
    Figura 3                                        Figura 2
                       astice                                            scampo
    (a) lunghezza del carapace                      (b) lunghezza totale
 ---pagebreak--- L 409/58    IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 30.12.2006
   Figura 4
 ---pagebreak--- 30.12.2006   IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 409/59
    Figura 5
 ---pagebreak--- L 409/60         IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         30.12.2006
                                                ALLEGATO V
                           Zona di gestione di 25 miglia intorno alle isole maltesi
   a)        Zone in cui è autorizzata la pesca con attrezzi da traino nelle acque circostanti le isole
             maltesi: coordinate geografiche
   Zona A                                                Zona H
   A1 – 36.0172°N, 14.1442°E                             H1 – 35.6739°N, 14.6742°E
   A2 – 36.0289°N, 14.1792°E                             H2 – 35.4656°N, 14.8459°E
   A3 – 35.9822°N, 14.2742°E                             H3 – 35.4272°N, 14.7609°E
   A4 – 35.8489°N, 14.3242°E                             H4 – 35.5106°N, 14.6325°E
   A5 – 35.8106°N, 14.2542°E                             H5 – 35.6406°N, 14.6025°E
   A6 – 35.9706°N, 14.2459°E
   Zona B                                                Zona I
   B1 – 35.7906°N, 14.4409°E                             I1 – 36.1489°N, 14.3909°E
   B2 – 35.8039°N, 14.4909°E                             I2 – 36.2523°N, 14.5092°E
   B3 – 35.7939°N, 14.4959°E                             I3 – 36.2373°N, 14.5259°E
   B4 – 35.7522°N, 14.4242°E                             I4 – 36.1372°N, 14.4225°E
   B5 – 35.7606°N, 14.4159°E
   B6 – 35.7706°N, 14.4325°E
   Zona C                                                Zona J
   C1 – 35.8406°N, 14.6192°E                             J1 – 36.2189°N, 13.9108°E
   C2 – 35.8556°N, 14.6692°E                             J2 – 36.2689°N, 14.0708°E
   C3 – 35.8322°N, 14.6542°E                             J3 – 36.2472°N, 14.0708°E
   C4 – 35.8022°N, 14.5775°E                             J4 – 36.1972°N, 13.9225°E
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea      L 409/61
    Zona D                                      Zona K
    D1 – 36.0422°N, 14.3459°E                   K1 – 35.9739°N, 14.0242°E
    D2 – 36.0289°N, 14.4625°E                   K2 – 36.0022°N, 14.0408°E
    D3 – 35.9989°N, 14.4559°E                   K3 – 36.0656°N, 13.9692°E
    D4 – 36.0289°N, 14.3409°E                   K4 – 36.1356°N, 13.8575°E
                                                K5 – 36.0456°N, 13.9242°E
    Zona E                                      Zona L
    E1 – 35.9789°N, 14.7159°E                   L1 – 35.9856°N, 14.1075°E
    E2 – 36.0072°N, 14.8159°E                   L2 – 35.9956°N, 14.1158°E
    E3 – 35.9389°N, 14.7575°E                   L3 – 35.9572°N, 14.0325°E
    E4 – 35.8939°N, 14.6075°E                   L4 – 35.9622°N, 13.9408°E
    E5 – 35.9056°N, 14.5992°E
    Zona F                                      Zona M
    F1 – 36.1423°N, 14.6725°E                   M1 – 36.4856°N,14.3292°E
    F2 – 36.1439°N, 14.7892°E                   M2 – 36.4639°N,14.4342°E
    F3 – 36.0139°N, 14.7892°E                   M3 – 36.3606°N,14.4875°E
    F4 – 36.0039°N, 14.6142°E                   M4 – 36.3423°N,14.4242°E
                                                M5 – 36.4156°N,14.4208°E
    Zona G                                      Zona N
    G1 – 36.0706°N, 14.9375°E                   N1 – 36.1155°N, 14.1217°E
    G2 – 35.9372°N, 15.0000°E                   N2 – 36.1079°N, 14.0779°E
    G3 – 35.7956°N, 14.9825°E                   N3 – 36.0717°N, 14.0264°E
    G4 – 35.7156°N, 14.8792°E                   N4 – 36.0458°N, 14.0376°E
    G5 – 35.8489°N, 14.6825°E                   N5 – 36.0516°N, 14.0896°E
                                                N6 – 36.0989°N, 14.1355°E
 ---pagebreak--- L 409/62        IT                   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
   b)      Coordinate geografiche di alcuni punti intermedi lungo l'isobata dei 200 m all'interno della
           zona di gestione di 25 miglia
   ID    Latitudine         Longitudine
   1     36.3673°N          14.5540°E
   2     36.3159°N          14.5567°E
   3     36.2735°N          14.5379°E
   4     36.2357°N          14.4785°E
   5     36.1699°N          14.4316°E
   6     36.1307°N          14.3534°E
   7     36.1117°N          14.2127°E
   8     36.1003°N          14.1658°E
   9     36.0859°N          14.152°E
   10    36.0547°N          14.143°E
   11    35.9921°N          14.1584°E
   12    35.9744°N          14.1815°E
   13    35.9608°N          14.2235°E
   14    35.9296°N          14.2164°E
   15    35.8983°N          14.2328°E
   16    35.867°N           14.4929°E
   17    35.8358°N          14.2845°E
   18    35.8191°N          14.2753°E
   19    35.7863°N          14.3534°E
   20    35.7542°N          14.4316°E
   21    35.7355°N          14.4473°E
   22    35.7225°N          14.5098°E
   23    35.6951°N          14.5365°E
   24    35.6325°N          14.536°E
 ---pagebreak--- 30.12.2006      IT          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 409/63
    25    35.57°N   14.5221°E
    26    35.5348°N 14.588°E
    27    35.5037°N 14.6192°E
    28    35.5128°N 14.6349°E
    29    35.57°N   14.6717°E
    30    35.5975°N 14.647°E
    31    35.5903°N 14.6036°E
    32    35.6034°N 14.574°E
    33    35.6532°N 14.5535°E
    34    35.6726°N 14.5723°E
    35    35.6668°N 14.5937°E
    36    35.6618°N 14.6424°E
    37    35.653°N  14.6661°E
    38    35.57°N   14.6853°E
    39    35.5294°N 14.713°E
    40    35.5071°N 14.7443°E
    41    35.4878°N 14.7834°E
    42    35.4929°N 14.8247°E
    43    35.4762°N 14.8246°E
    44    36.2077°N 13.947°E
    45    36.1954°N 13.96°E
    46    36.1773°N 13.947°E
    47    36.1848°N 13.9313°E
    48    36.1954°N 13.925°E
    49    35.4592°N 14.1815°E
    50    35.4762°N 14.1895°E
    51    35.4755°N 14.2127°E
    52    35.4605°N 14.2199°E
    53    35.4453°N 14.1971°E
 ---pagebreak--- L 409/64          IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                30.12.2006
                                                ALLEGATO VI
                                             Tavola di concordanza
                Regolamento (CE) N. 1626/94                                     Presente regolamento
   Articolo 1, paragrafo 1                                   Articolo 1, paragrafo 1
   Articolo 1, paragrafo 2, primo comma                      Articolo 7, articolo 17 e articolo 19
   Articolo 1, paragrafo 2, secondo comma                    Articolo 3
   Articolo 2, paragrafi 1 e 2                               Articolo 8
   Articolo 2, paragrafo 3                                   Articolo 13, paragrafo 5, articolo 17 e articolo 19
   Articolo 3, paragrafo 1, primo comma                      Articolo 13, paragrafo 1, primo comma, e paragrafo 5
   Articolo 3, paragrafo 1, secondo comma                    Articolo 13, paragrafo 5, articolo 14, paragrafi 2 e 3,
                                                             articolo 19
   Articolo 3, paragrafo 1, terzo comma (1bis)               Articolo 4, articolo 13, paragrafo 9, articolo 13,
                                                             paragrafo 10, articolo 19
   Articolo 3, paragrafo 2                                   Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafo
                                                             8, e articolo 19
   Articolo 3, paragrafo 3                                   Articolo 4, articolo 13, paragrafo 10 e articolo 19
   Articolo 3, paragrafo 4                                   Articolo 13, paragrafi 3, 5 e 7 e articolo 19
   Articolo 4                                                Articolo 7
   Articolo 5                                                Articolo 12 e allegato II
   Articolo 6, paragrafo 1, primo comma e articolo 6,        Articolo 9, paragrafi 1 e 2
   paragrafo 2
   Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma                    Articolo 9, paragrafo 7, articolo 14, paragrafi 1 e 3
   Articolo 6, paragrafo 3                                   Allegato II, Definizioni
   Articolo 7                                                Articolo 22
   Articolo 8, paragrafi 1 e 3                               Articolo 15, allegato III e allegato IV
   Articolo 8 bis                                            Articolo 26
   Articolo 8 ter                                            Articolo 27
   Articolo 9                                                Articolo 1, paragrafo 2
   Articolo 10 bis                                           Articolo 29
   Articolo 11                                               Articolo 32
   Allegato I                                                Articolo 3 e articolo 4
   Allegato II                                               Articolo 11, allegato I e allegato II
   Allegato III                                              Articolo 9, paragrafi 3, 4 e 5
   Allegato IV                                               Allegato III
   Allegato V, lettera b)                                    Allegato V