CELEX: 51991PC0075
Language: it
Date: 1991-03-15
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE STABILISCE I PRINCIPI RELATIVI ALL' ORGANIZZAZIONE DEI CONTROLLI VETERINARI PER GLI ANIMALI IMPORTATI NELLA COMUNITA DAI PAESI TERZI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                     C0MC91) 75 def.
                                     Bruxelles, 15 marzo 1991
                            Proposta di
                 REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
   che stabilisce i principi relativi all'organizzazione dei
         controlli veterinari per gli animali importati
                  nella Comunità dai paesi terzi
                  (presentata dalla Commissione)
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                                       RELAZIONE
 In sede di     adozione   della direttiva 90/425/CEE, relativa ai           controlli
veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitarI di taluni
animali     vivi    nella     prospettiva    della    realizzazione     del    mercato
         (1)
 interno     , il Consiglio si è impegnato a definire entro il 1* gennaio
1991   i principi generali applicabili ai controlli delle             importazioni di
animali vivi provenienti dai paesi terzi.
La definizione a       livello comunitario di principi        comuni   per  quanto si
riferisce all'organizzazione dei         controlli   e al   regime   di   circolazione
 interna degli animali vivi dei paesi terzi è ancor più necessaria per il
fatto che i controlli frontalieri interni saranno e I iminati.
La proposta prende in considerazione i seguenti principi generali:
 In ogni   caso sin dall'introduzione nel         territorio della Comunità        deve
essere effettuato un controllo documentario. Un controllo d'identità e un
controllo materiale dovranno essere poi effettuati             sugli   animali o sui
prodotti   in un posto d'ispezione situato nelle           immediate vicinanze del
punto dì     ingresso. Una volta effettuati        questi  controlli, gli      animali
saranno sottoposti allo stesso regime di quelli comunitari.
La   proposta    prevede    inoltre  norme   generali   per    l'approvazione    e   il
controllo dei posti d'ispezione, la messa in quarantena degli animali vivi,
l'organizzazione      del    seguito   dei    controlli,    il   regolamento     delle
controversie, i programmi di scambi di funzionari ed i casi particolari.
Viene   proposto    un   regime   generale   di   salvaguardia.    Ê   compito   della
Commissione    prendere    le misure conservative necessarie. Con          la massima
sollecitudine possibile la situazione viene esaminata in sede di comitato
veterinario permanente e le decisioni opportune vengono adottate con la
procedura detta del "comitato di regolamentazione" (formula 3.A).
   (1) GU n. L 224 del 18.08.1990, pag. 29.
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                                      Proposta di
                           REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
            che stabilisce i principi relativi all'organizzazione dei
                  controlli veterinari per gli animali      importati
                           nella Comunità dai paesi terzi
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto    il   trattato   che   istituisce   la   Comunità   economica    europea,   in
particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che gli animali vivi figurano nell'elenco dell'allegato II dei
trattato;
considerando che la definizione a livello comunitario dei principi relativi
all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali provenienti dai
paesi terzi concorre a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e la
stabilizzazione     dei   mercati,   armonizzando    al   tempo   stesso   le  misure
necessarie a garantire       la protezione della salute delle persone e degli
animali;
considerando che      l'articolo  23 della direttiva 90/425/CEE       del  Consiglio,
del   26    giugno   1989,   relativa   ai   controlli   veterinari    e   zootecnici
applicabili negli scambi      intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti
animali    nella   prospettiva   della   realizzazione    del   mercato   interno  d)
prevede che     il Consiglio stabilisca, anteriormente al        1' gennaio 1991   le
norme e I principi generali da applicarsi nei controlli delle importazioni,
da paesi terzi, degli animali soggetti alla direttiva stessa;
   (1) GU n. L 224, del 18.8.1990, pag. 29.
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considerando l'importanza che ogni partita di animali provenienti dai paesi
terzi sia sottoposta a controllo documentario, sin dall'Introduzione nella
Comunità;
considerando che è opportuno fissare principi validi per tutta la Comunità
per  quanto   si  riferisce    all'organizzazione     e   al  seguito   da   dare  ai
controlli   materiali    d'identità    che   dovranno    essere   effettuati    dalle
autorità competenti;
considerando   l'importanza di prevedere un regime di salvaguardia; che a
questo proposito la Commissione deve poter agire, in particolare mediante
sopralluoghi e adottando le misure adeguate alla situazione;
considerando che il funzionamento armonioso del regime di controllo implica
ispezioni  dei   posti   di  controllo    e  scambi   di   funzionari   abilitati   a
effettuare i controlli sugli animali vivi provenienti da paesi terzi;
considerando che la definizione a livello comunitario dt principi comuni è
tanto più necessaria in quanto, nella prospettiva della realizzazione del
mercato interno, i controlli frontalieri interni saranno soppressi;
considerando che è opportuno affidare alla Commissione             l'adozione delle
misure applicative del presente regolamento,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                    CAPITOLO I
                              DISPOSIZIONI GENERALI
                                    Articolo 1
1.  Fatte   salve   le  norme    particolari    che   risultano    dalle   normative
    comunitarie   specifiche,     gli   Stati   membri    effettuano   i   controlli
    veterinari, per    gli  animali   provenienti    da paesi   terzi   che   vengano
    introdotti nella Comunità, conformemente alle disposizioni del presente
    regolamento.
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2. Le disposizioni del presente regolamento non ostano al mantenimento in
   vigore  delle   norme   veterinarie    relative   agli  animali   considerati,
   prescritte da normative comunitarie o nazionali, che non siano state
   armonizzate a livello comunitario.
                                  Ar t i co Io 2
1. Ai fini del presente regolamento valgono se del caso, le definizioni di
   cui all'articolo 2 della direttiva 90/425/CEE:
2. Si intende inoltre per:
   a) controllo documentario: la verifica dei documenti che accompagnano
      l'animale, senza un controllo del medesimo;
   b) controllo d'identità: la verifica mediante semplice ispezione          della
      concordanza   fra   i   documenti    e   l'animale,   senza   un   controllo
      materiale del medesimo*,
   e) control lo   mater laie:    il    controllo     dell'animale,    che     può'
      comprendere,   in particolare     il prelievo di campioni,       l'esame   in
      laboratorio degli stessi e, se necessario,        la messa in quarantena e
      le operazioni relative alla permanenza in quarantena.
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                   ORGANIZZAZIONE E SEGUITO DEI CONTROLLI
                                    Articolo 3
1. Ciascuna partita di animali in provenienza dai paesi terzi è sottoposta
   a  un   controllo   documentario      da   parte  delle    competenti   autorità,
   qualunque ne sia la destinazione doganale.
2. Il controllo documentario viene effettuato sin dall'introduzione nel
   territorio definito nell'al legato I
3. Le modalità d'applicazione del presente articolo vengono adottate, se
   necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 21.
                                    Ar t i co Io 4
1. Gli animali sono avviati direttamente, sotto sorveglianza doganale, al
   posto  d'ispezione    menzionato      all'articolo   5   o   eventualmente    alla
   stazione di quarantena di cui all'art. 6. Ciascuna partita è sottoposta
   a un controllo d'identità e ad un controllo materiale. Il controllo di
   identità e il controllo materiale sono effettuati mediante sondaggio
   con la frequenza stabilita a norma del paragrafo 3.
2. Tuttavia, in deroga al paragrafo 1, per gli animali             introdotti  in un
   porto o    in un aeroporto     del   territorio   di   cui   all'allegato   I, il
   controllo    d'identità    ed    il    controllo   materiale     possono   essere
   effettuati nel porto o nell'aeroporto di destinazione, a condizione che
   questi ultimi dispongano di un posto d'ispezione citato all'articolo 5
   e che gli animali siano trasportati a seconda che il trasporto avvenga
   per via marittima o aerea, con la stessa nave o lo stesso aereo. In
   questo   caso,   l'autorità   competente      che ha   proceduto    ai  controlli
   documentari   e informa   il veterinario ufficiale del posto d'ispezione
   dello Stato membro di destinazione del passaggio degli animali.
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3. Le modalità d'applicazione del       paragrafo 1 vengono adottate con      la
   procedura di cui all'articolo 21.
                                   Articolo 5
1. Il posto d'ispezione di cui all'articolo 4, paragrafo 1 deve rispondere
   alle disposizioni del presente articolo.
2. Il posto d'ispezione dev'essere situato nelle immediate vicinanze del
   punto di entrata del territorio definito all'allegato I. Tuttavia, in
   caso di introduzione nella Comunità per ferrovia o mediante trasporto
   su strada, qualora lo giustifichino condizioni geografiche particolari
   e su richiesta di uno Stato membro, corredata dei necessari documenti
   giustificativi, può essere concessa una deroga secondo          la procedura
   prevista all'articolo 21.
3. Il posto d'ispezione deve sottostare all'autorità di un veterinario
   ufficiale, che assume effettivamente la responsabilità dei controlli.
   Il  veterinario   ufficiale    può  farsi   assistere,  nell'esecuzione   dei
   compiti   puramente   materiali,    da   personale  ausiliario   avente   una
   formazione apposita. Le modalità di questa assistenza sono stabilite
   secondo la procedura prevista all'articolo 21.
4. Le condizioni   generali   per   il riconoscimento dei    posti   d'ispezione
   figurano   all'allegato    II.   La   Commissione   determina,   secondo   la
   procedura   di  cui    all'articolo    21,   le  specifiche   condizioni   di
   riconoscimento per le varie specie animali.
5. La Commissione procede al riconoscimento dei posti d'ispezione secondo
   la procedura di cui all'articolo 21.
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                                     Ar t i co Io 6
1. Qualora la normativa comunitaria o la normativa nazionale, nei settori
   non  ancora   armonizzati    e   nel    rispettto dei     principi    generali   del
   trattato, prevedano      la permanenza       in quarantena degli     animali   vivi,
   oppure quest'ultima sia disposta dal veterinario responsabile del posto
   d'ispezione,   gli   animali    in questione       vengono  messi    In  quarantena
   presso l'azienda di destinazione o presso una stazione di quarantena.
2. Le  condizioni     generali    per    il    riconoscimento   delle     stazioni   di
   quarantena figurano all'allegato M I . La Commissione determina, secondo
   la procedura    di   cui   all'articolo       21,  le specifiche    condizioni    di
   riconoscimento relative alle varie specie animali.
3. La Commissione procede al riconoscimento delle stazioni di quarantena
   secondo la procedura di cui all'articolo 21.
                                    Articolo 7
1. Se dai controlli     di cui    agli    articoli    3 e 4 risulta     che   le norme
   veterinarie di    importazione sono effettivamente rispettate e che non
   esiste alcun pericolo per        la sanità pubblica o per         la salute degli
   animali, il veterinario ufficiale responsabile del posto d'ispezione di
   cui al l'artoclo 5:
   - fornisce   all'interessato una o -            in caso di   frazionamento     della
     partita - più copie autenticate dei certificati originali                relativi
     agii animali
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   - rilascia   un   certificato   nel   quale   si  attesta   che   sono   stati
     effettuati i controlli di cui al l'articolo 4;
   -conserva    il  certificato  o   i certificati    originari   relativi   agli
     animali;
2. Le modalità di applicazione del paragrafo 1 sono adottate secondo la
   procedura prevista all'articolo 21.
3. Gli scambi   intracomunitari degli animali di cui al paragrafo 1 sono
   effettuati secondo le norme fissate dalla direttiva 90/425/CEE.
                                  Art icolo 8
1. Per gli animali destinati a essere trasportati da un paese terzo in un
   altro paese terzo si applicano le disposizioni del presente articolo.
2. Il trasporto di     cui  al paragrafo   1 è autorizzato    dalla   competente
   autorità alle seguenti condizioni:
   a) il controllo di cui all'articolo 3, deve essere stato effettuato con
      risultato giudicato soddisfacente dalla competente autorità, in caso
      di  sospetto   di   frode questa   può   effettuare  qualsiasi   controlio
      veterinario ritenuto opportuno e decidere        in particolare che gli
      animali  debbano essere condotti      al posto d'ispezione     per   essere
      sottoposte ai controlli appropriati.
   b) l'interessato deve comprovare alla competente autorità che il primo
      paese terzo nel quale gli animali sono diretti, dopo il transito nel
      territorio comunitario definito all'allegato        I, si  impegna a non
      rispedire in alcun caso gli animali nella Comunità;
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    e) il   trasporto   deve    essere     effettuato     nel   territorio   definito
       all'allegato I sotto il regime di transito comunitario (procedura
       esterna) o sotto un altro regime di transito doganale previsto dalla
       normativa comunitaria.
3.  L'artorità competente informa le autorità competenti degli Stati membri
    di transito in merito al passaggio degli animali.
4.  Le modalità    d'applicazione    del   presente articolo sono adottate, se
    necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 20.
                                    Articolo 9
In caso di sospetto di frode o di dubbi circa l'identità degli animali, la
competente   autorità   procede    a    tutti    i   controlli    che  essa   ritenga
appropriati.
                                   Articolo ^Q
1.  Se   i  controlli   definiti    nel    presente     regolamento   rivelano   alla
    competente   autorità   che   gli    animali    non  soddisfano    le  condizioni
    fissate dalla normativa comunitaria o dalla normativa nazionale nei
    settori che non sono ancora oggetto di un'armonizzazione comunitaria o
    se detti controlli rivelano un pericolo per la sanità pubblica o per la
    salute  degli   animali,   la competente       autorità,   previa   consultazione
    dell'importatore o del suo rappresentante, decide:
    a) di prendere disposizioni       per   ricoverare, se del      caso presso una
       stazione di quarantena, e curare opportunamente gli              animali  fino
       alla completa soluzione del problema; ovvero
    b) di disporre la r(esportazione dogi I animali fuori del territorio di
       cui all'allegato    I e verso il paese terzo d'origine, dopo averli
       fatti riposare, abbeverati e nutriti in modo soddisfacente, secondo
       le istruzioni   impartite dal veterinario ufficiale; in questo caso,
       il veterinario responsabile del posto d'ispezione informa gli altri
       posti d'ispezione della Comunità;
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     e) di procedere all'abbattimento e/o alla distruzione degli animali o.
Tutte   le spese derivanti dall'applicazione del presente paragrafo sono a
carico dell'importatore o del          suo rappresentante e non comportano alcun
intervento finanziario da parte dello Stato membro interessato.
2.   Le modalità    d'applicazione del       presente   articolo   sono  adottate, se
     necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 21.
3.   Le competenti autorità comunicano, se del caso, le informazioni di cui
     dispongono, conformemente alle disposizioni della direttiva 89/608/CEE
                     (1)
     del Consigi io      .
                                       Articolo 11
E' possibile derogare, secondo la procedura di cui all'articolo 21, alle
disposizioni   del    presente     capitolo,    in particolare   per   gli   animali   a
seguito dei viaggiatori.
                                      CAPITOLO M I
                                      SALVAGUARDIA
                                       Articolo 12
     Qualora sul territorio di un paese terzo si manifesti o si diffonda una
                                                                           (2)
     malattia prevista dalla direttiva 82/894/CEE del Consiglio                , ovvero
     una zoonosi, una malattia o causa che possa costituire un grave rischio
     per gli animali o per        la pubblica sanità, oppure      se qualsiasi altro
     motivo grave di polizia sanitaria o di protezione della pubblica sanità
     lo giustifichi,       la Commissione     può  vietare,  a   titolo   cautelativo,
     l'importazione    di    animali   provenienti   direttamente   o   indirettamente
     dall'intero   paese      terzo  o   da  una   parte  di  esso,   oppure     fissare
     condizioni particolari di importazione.
   (1) GU n. L 351 del 2.12.1989, pag. 34.
   (2) GU n. L 378 del 31.12.1982, pag. 58.
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2.  Rappresentanti    della   Commissione    possono  recarsi    immediatamente    sul
    posto.
                                    Articolo 13
1.  Entro   il più breve termine      la Commissione     procede a un esame della
    situazione    in  seno   al  comitato    di  cui  all'articolo      19.  Essa  può
    adottare    le   decisioni   necessarie,     comprese    quelle    relative   alla
    circolazione    intracomunitaria degli      animali, secondo     la procedura di
    cui al l'articolo 20.
2.  Le decisioni che moodificano, abrogano o prorogano le misure stabilite
    ai  sensi   dell'articolo    12, paragrafo     1,   sono   adottate    secondo  la
    procedura di cui all'articolo 20.
                                    Articolo 14
Le  modalità    d'applicazione    del    presente   capitolo    sono    adottate,   se
necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 21.
                                    CAPITOLO IV
                                      ISPEZIONE
                                    Articolo 15
1.  Esperti veterinari della Commissione accertano, in collaborazione con
    le autorità competenti
    a) che   I posti    d'ispezione    riconosciuti    in  forza   dell'articolo    5,
       paragrafo 5, rispondano alle condizioni per il riconoscimento;
    b) che le stazioni di quarantena riconosciute in forza dell'articolo 6,
       paragrafo 3 rispondano alle condizioni per il riconoscimento.
2.  Esperti   veterinari   della Commissione     possono effettuare controlli       in
    loco, in collaborazione con le autorità competenti.
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3. Lo   Stato   membro     sul    cui   territorio      viene    effettuata     l'ispezione
   fornisce agli esperti veterinari della Commissione tutta                    l'assistenza
   necessaria per l'espletamento del loro compiti.
4. La   Commissione      informa    gli   Stati    membri    sull'esito     dei   controlli
   effettuati.
5. Se   la Commissione ritiene che           l'esito del controllo         lo giustifichi,
   essa procede a un esame della situazione                in seno al comitato di cui
   all'articolo 19. Essa può adottare le decisioni necessarie secondo la
   procedura di cui all'articolo 21.
6. La Commissione       segue    l'andamento     della   situazione     e,   in base   alla
   procedura di cui all'articolo 21, modifica o abroga in funzione di tale
   andamento le decisioni di cui al paragrafo 5.
7. Le modalità     d'applicazione del         presente    articolo sono adottate,        se
   necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 21.
                                      Articolo 16
1. Se l'autorità competente di uno Stato membro ritiene, a seguito dei
   risultati    dei   controlli     effettuati     nel   luogo di     destinazione    degli
   animali    che    le   disposizioni      del    presente     regolamento     non   siano
   rispettate in un posto d'ispezione, una stazione di quarantena o in un
    luogo di arrivo situati         in un altro Stato membro, essa si mette in
   contatto senza      indugio con      l'autorità     centrale competente       di questo
   Stato. Tale autorità prende            tutte    le misure      necessarie e     comunica
   all'autorità competente del primo Stato membro le decisioni adottate e
    i motivi delle stesse.
2. Se l'autorità competente del primo Stato membro teme che queste misure
   non siano sufficienti, essa individua con l'autorità competente dello
   Stato membro     in questione       le vie e     i mezzi     per porre rimedio alla
   situazione, se del caso mediante una visita in loco.
3. Quando   I controlli       di   cui   al    paragrafo     1   rivelano    un'infrazione
   reiterata    alle     disposizioni      del    presente     regolamento,      l'autorità
   competente dello Stato membro di destinazione informa la Commissione e
   le autorità competenti degli altri Stati membri.,
 ---pagebreak---                                        - 14 -
4. Su    richiesta     dell'autorità     competente     dello   Stato    membro    di
   destinazione o di sua propria         iniziativa   la Commissione può, tenendo
   conto della natura delle infrazioni rilevate:
   - inviare sul posto una missione d'ispezione;
   - incaricare un veterinario ufficiale, il cui nome deve figurare su un
      elenco   che   dovrà  essere    elaborato    da  questa   istituzione   dietro
      suggerimento degli     Stati membri    e che sia accettato dalle diverse
      parti  in causa, di verificare i fatti nel posto d'ispezione, presso
      la stazione di quarantena o nel luogo di introduzione interessati;
   - chiedere all'autorità competente di potenziare i controlli effettuati
      nel posto d'ispezione, presso la stazione di quarantena o nel             luogo
      di introduzione interessati.
5. La Commissione informa gli Stati membri        in merito alle sue conclusioni.
   Quando lo ritiene necessario, essa procede a un esame della situazione
    in seno   al   comitato   di  cui   all'articolo    19. Essa  può   adottare   le
   decisioni del caso secondo la procedura di cui all'articolo 20.
6. La   Commissione    segue    l'andamento    della   situazione   e,   secondo   la
   procedura di cui all'articolo 21, modifica o abroga le decisioni di cui
   al paragrafo 5 in funzione di tale andamento.
7. Le modalità     d'applicazione del      presente   articolo  sono   adottate, se
   necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 21.
                                     CAPITOLO V
                              PISPQSIZIQNI GENERALI
                                    Articolo 17
1. Ciascuno Stato membro elabora un programma             di scambi  di   funzionari
   abilitati ad effettuare i controlli degli animali provenienti dai paesi
   terzi.
2. In seno al comitato di cui all'articolo 19 la Commissione procede con
   gli Stati membri ad un coordinamento dei programmi di cui al paragrafo
   1.
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3.   Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per consentire la
     realizzazione  dei   programmi   derivanti    dal   coordinamento    di  cui  al
     paragrafo 2.
4.   Ogni anno, in seno al comitato di cui all'articolo 19, si procede,
     sulla base di una relazione degli         Stati membri, ad un esame della
     realizzazione dei programmi.
5.   Gli Stati membri prendono in considerazione l'esperienza acquisita, per
     migliorare e approfondire i programmi di scambi.
6.   Può essere concessa una partecipazione finanziaria della Comunità per
     consentire lo sviluppo efficiente dei programmi di scambi. Le modalità
     della  partecipazione     finanziaria    della   Comunità    e   il   contributo
     previsto  a carico    del   bilancio  della    stessa   sono   stabiliti   dalla
                                           (1)
     decisione 90/425/CEE del Consiglio        .
7.   Le modalità d'applicazione dei paragrafi        1, 4 e 5 sono adottate, se
     necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 21.
                                    Articolo 18
1.   L'articolo 20, paragrafo 1, della direttiva 90/425/CEE è applicabile
     agli scambi di informazioni nel quadro del presente regolamento.
2.   L'articolo 21, paragrafo 3 della direttiva 90/425/CEE è applicabile per
     quanto concerne   le misure necessarie per        informatizzare    l'inventario
     delle  norme   sull'ammissione     degli    animali    nel   territorio    della
     Comunità.
   (1) GU n. L 224 del 18.08.1990, pag. 19
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                                    Articolo 19
La Commissione è assistita dal comitato veterinario permanente             istituito
                                (1)
dalla   decisione   68/361/CEE        del   Consiglio,    appresso   denominato   il
"comitato".
                                    Articolo 20
Qualora   sia   fatto   riferimento    alla   procedura    definita   nel   presente
articolo, si applicano le disposizioni seguenti.
 Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere su tale progetto
entro   il termine di due giorni. Il parere è formulato alla maggioranza
prevista   all'articolo   148, paragrafo     2 del   trattato per     l'adozione  di
decisioni che    il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione.
Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati
membri   è applicata    la ponderazione     definita   al   suddetto   articolo.   Il
presidente non partecipa alla votazione.
La Commissione adotta le misure previste, se sono conformi al parere del
comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato o se non è
formulato    alcun   parere,   la   Commissione    sottopone     immediatamente   al
Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio si
pronuncia a maggioranza qualificata.
Se, nel termine di quindici giorni a decorrere dalla data in cui è stato
 invitato a pronunciarsi, il Consiglio non ha deliberato, le misure proposte
sono adottate
dal la Commissione.
                                    Articolo 21
Quando si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo, sì
applicano le disposizioni seguenti:
   (1) GU n. L 255 del 18.10.1968, pag. 23.
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Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere su tale progetto
entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza del
problema    in esame,    eventualmente    procedendo   a  votazione.    Il  parere  è
iscritto    a  verbale,   inoltre,   ciascuno   Stato   membro  ha   il   diritto  di
chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione     tiene  in massima consideraizione      il parere   formulato dal
comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
                                     Art icolo 22
Le modifiche degli allegati       sono apportate secondo     la procedura prevista
al l'art icolo 21.
                                     Art icolo 23
Il presente regolamento       lascia  impregiudicati gli obblighi     che risultano
dalle normative doganali.
                                     Art icolo 24
La direttiva 90/425/CEE è modificata nel seguente modo:
1.   L'articolo 7 ò sostituito dal testo seguente:
                                     "Articolo 7
     1. Gli   Stati   membri    provvedono    affinché,   all'atto   dei    controlli
        effettuati    nei    luoghi   in   cui   possono   essere   introdotti    nel
        territorio della Comunità animali o prodotti animali provenienti da
        paesi terzi, come i porti, gli aeroporti e i posti di frontiera con
         i paesi terzi, siano adottate le seguenti misure:
       a)       deve   essere    effettuata    una   verifica   di   certificati    o
                documenti relativi agli animali oppure ai prodotti;
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       b)       gli animali e i prodotti di origine comunitaria sono soggetti
                alle norme di controllo previste all'articolo 5
       e)       gli animali dei paesi terzi sono soggetti alle norme previste
                dal regolamento CEE 90/.../CEE del Consiglio (*).
    2. Tuttavia, in deroga al paragrafo 1, a decorrere dal 1' gennaio 1993
        tutti   gli   animali   o   prodotti    animali   trasportati    con  mezzi   di
        trasporto che effettuatno collegamenti           diretti  e regolari    tra due
        punti   geografici     della    Comunità    sono   soggetti    alle   norme   di
        controllo previste all'artìcolo 5.
    (*) GU n. L
2.  L'articolo 26 è sostituito dal testo seguente:
                                      "Articolo 26
Gli   Stati   membri     mettono     in   vigore     le   disposizioni     legislative,
regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi:
    i )         all'articolo    10 della presente       direttiva ed all'articolo      9
                della   direttiva    89/662/CEE,    entro   due mesi    dalla   data  di
                notifica delà presente direttiva;
    ii)         alle altre disposizioni della presente direttiva entro il 1'
                 luglio 1991.
Tuttavia,   la Grecia    dispone   di un    termine supplementare di       un anno per
conformarsi a tali disposizioni".
Quando gli   Stati membri     adottano tali disposizioni, queste contengono un
riferimento   alla    presente    direttiva    o   sono   corredate   da   un  siffatto
riferimento    all'atto    della    pubblicazione     ufficiale.    Le   modalità    del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
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                                Articolo ?5
Il presente regolamento entra   in vigore il trentesimo giorno successivo
alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1' luglio 1991. Il presente regolamento è
obbligatorio  in  tutti  i suoi   elementi  e direttamente  applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi                            Per il Consiglio
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                                 ALLEGATO I
1.  Il territorio del Regno dei Belgio.
2.  Il territorio del Regno di Danimarca, ad eccezione delle isole Fer «ter e
    del la Groenlandia.
3.  Il territorio della Repubblica federale di Germania.
4.  Il territorio del Regno di Spagna, ad eccezione delle isole Canarie, di
    Ceuta e MeiiI la.
5.  Il territorio della Repubblica ellenica.
6.  Il territorio della Repubblica francese in Europa.
7.  Il territorio del I'Irlanda.
8.  Il territorio della Repubblica italiana.
9.  Il territorio del Granducato di Lussemburgo.
10.  I territorio del Regno dei Paesi Bassi in Europa.
11.  I territorio della Repubblica portoghese.
12. Il territorio del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
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                                   ALLEGATO II
    CONDIZIONI GENERALI PER IL RICONOSCIMENTO DEI POSTI DI ISPEZIONE
2. I posti d'ispezione devono disporre:
   1) di personale sufficiente e adeguatamente qualificato per accudire
      agii animal I in arrivo;
   2) di un'attrezzatura adeguata per       le operazioni di scarico e carico
      dei vari mezzi di trasporto in arrivo;
   3) di impianti - facili da pulire e disinfettare - atti ad accogliere,
      controllare,    nutrire   ed   abbeverare   gli   animali    e  idonei,  per
      superficie,      illuminazione,     ventilazione     e     dispositivi    di
      evacuazione, ad ospitare il numero e le specie di animali previsti;
   4) di  impianti   atti   ad ospitare    separatamente    gli   animali  malati,
      feriti o bisognosi di cure particolari;
   5) di idonei servizi, tra cui spogliatoi, bagni, lavandini, docce ed
      attrezzatura per la pulizia e la disinfezione degli stivali e altri
      indumenti protettivi;
   6) di  uffici   riservati    all'autorità    competente,     i quali   siano i
      sufficientemente vasti, tali da potersi chiudere a chiave;
   7) di un idoneo sistema di evacuazione dei rifiuti e delle carcasse di
      animali mort i;
   8) di impianti adeguati per l'abbattimento degli animali.
   9) delle  attrezzature     necessarie   per   la  realizzazione    del  sistema
      d'informazione previsto dal presente regolamento.
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                                 AUESATQ m
         Condizioni generali per II riconoscimento delle stazioni
                                di quarantena
1. Valgono le disposizioni dell'allegato II, punti 1-8.
2. La stazione di quarantena deve inoltre:
   essere posta sotto il controllo permanente e la responsabilità di un
   veterinario ufficiale;
   essere   lontana  da  allevamenti   o da  altri  luoghi   dove  soggiornano
   animali che potrebbero esserre contagiati da malattia;
   disporre   di  un  efficace   sistema  di  controllo  che   garantisca  una
   sorveglianza adeguata degli animali.
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                                                                       COM(91)75def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                                             03
                                           N. di catalogo : CB-CO-91-104-IT-C
                                                                  ISBN 92-77-70145-5
PREZZO DI VENDITA         fino a 30 pagine: 3,50 ECU         Ogni 10 pagine in più: 1,25 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo