CELEX: C2007/269/109
Language: it
Date: 2007-11-10 00:00:00
Title: Causa T-345/07: Ricorso proposto il 13 settembre 2007 — La Banque Postale/Commissione

10.11.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 269/60
            
         Ricorso proposto il 13 settembre 2007 — La Banque Postale/Commissione
   (Causa T-345/07)
   (2007/C 269/109)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: La Banque Postale (rappresentanti: S. Hautbourg e J.-E. Skovron, avocats)
   
      Convenuta: Commisisone delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare integralmente la decisione impugnata in base all'art. 230, n. 4, CE;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione delle Comunità europee alle spese del giudizio.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con il presente ricorso la ricorrente chiede l'annullamento della decisione della Commissione 10 maggio 2007, C(2007) 2110 def., che dichiara incompatibili con l'art. 86, n. 1, CE, in combinato disposto con gli artt. 43 CE e 49 CE, le disposizioni del Code Monétaire et Financier francese che riservano a tre istituti di credito, la ricorrente, le Caisses d'Épargne et de Prévoyance e il Crédit Mutuel, diritti speciali per la distribuzione dei «libretti A» e dei «libretti blu».
   A sostegno del ricorso, essa deduce quattro motivi.
   Con il primo motivo, la ricorrente fa valere che la Commissione avrebbe violato il suo diritto di essere ascoltata nel corso del procedimento sfociato nella decisione impugnata, in quanto l'avrebbe messa in grado di presentare le proprie osservazioni sulle due relazioni presentate alla Commissione dai denuncianti che, secondo la ricorrente, si sarebbero rivelate essenziali ai fini della dimostrazione della Commissione.
   In secondo luogo, la ricorrente sostiene che la Commissione sarebbe incorsa in errori di diritto e di valutazione nel ritenere che il regime di distribuzione del «libretto A» costituisse una restrizione all'esercizio della libertà di stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi. Secondo la ricorrente, la Commissione avrebbe commesso diversi errori di diritto nell'interpretare in modo estremamente ampio la nozione di «restrizione» ai sensi degli artt. 43 e 49 CE nonché le circostanze in presenza delle quali i due principi possono essere invocati. La ricorrente sostiene, del pari, che la Commissione avrebbe erroneamente concluso che il diritto speciale rende più difficile e più costoso l'accesso al mercato del risparmio finanziario in Francia.
   In terzo luogo, la ricorrente asserisce che la decisione impugnata sarebbe viziata da errori di diritto e di valutazione nella parte in cui la Commissione ha ritenuto che l'attuale regime di distribuzione del «libretto A» non possa giustificarsi ai sensi dell'art. 86, n. 2, CE. Secondo la ricorrente, la Commissione sarebbe incorsa in un errore di diritto nonché in molteplici errori di valutazione nella definizione di servizio di interesse generale di accessibilità al settore bancario connesso al «libretto A» nonché nell'analisi del carattere di necessità e di proporzionalità del diritto speciale per lo svolgimento del servizio di interesse generale di accessibilità al settore bancario e di quello relativo all'edilizia sociale.
   Con il quarto motivo, la ricorrente fa valere che la motivazione della decisione impugnata sarebbe contraddittoria e insufficiente.