CELEX: 62019CB0755
Language: it
Date: 2021-02-11 00:00:00
Title: Causa C-755/19: Ordinanza della Corte (Sesta Sezione) dell’11 febbraio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil d'État — Belgio) — T.H.C. / Commissaire général aux réfugiés et aux apatrides (Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Politica di asilo – Procedure comuni per la concessione e la revoca della protezione internazionale – Direttiva 2013/32/UE – Articolo 46 – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articolo 47 – Diritto a un ricorso effettivo – Ricorso contro una decisione di rigetto di una domanda ulteriore di protezione internazionale in quanto irricevibile – Termine di ricorso – Messa in stato di trattenimento)

10.5.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 182/22
            
         
      Ordinanza della Corte (Sesta Sezione) dell’11 febbraio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil d'État — Belgio) — T.H.C. / Commissaire général aux réfugiés et aux apatrides
      (Causa C-755/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte - Politica di asilo - Procedure comuni per la concessione e la revoca della protezione internazionale - Direttiva 2013/32/UE - Articolo 46 - Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Articolo 47 - Diritto a un ricorso effettivo - Ricorso contro una decisione di rigetto di una domanda ulteriore di protezione internazionale in quanto irricevibile - Termine di ricorso - Messa in stato di trattenimento)
      (2021/C 182/31)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      Conseil d'État
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: T.H.C.
      
         Convenuto: Commissaire général aux réfugiés et aux apatrides
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 46 della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale, letto alla luce dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale che assoggetta il ricorso contro una decisione di irricevibilità di una domanda ulteriore di protezione internazionale a un termine di decadenza di cinque giorni, inclusi i giorni festivi e non lavorativi, qualora il richiedente interessato sia stato posto in stato di trattenimento, a condizione, da un lato, che il principio di equivalenza sia rispettato, e, dall’altro lato, che l’accesso effettivo del richiedente in stato di trattenimento alle garanzie processuali riconosciute ai richiedenti protezione internazionale dal diritto dell’Unione sia assicurato entro un tale termine.
      Spetta al giudice del rinvio verificare se la normativa nazionale in questione soddisfa tali requisiti.
      
         (1)  GU C 423 del 16.12.2019.