CELEX: C2001/134/03
Language: it
Date: 2001-05-05 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 14 dicembre 2000 nella causa C-446/98: Fazenda Pública contro Câmara Municipal do Porto ("Fiscalità — Sesta direttiva IVA — Soggetti passivi — Enti pubblici — Locazione di aree destinate al parcheggio degli autoveicoli")

C 134/2                   IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  5.5.2001
Commissione delle Comunità europee (agente: sig. F.P. Ruggeri                 1)   La locazione di aree destinate al parcheggio degli autoveicoli è
Laderchi), avente ad oggetto, in via principale, l’annullamento                    un’attività che, allorché svolta da un ente pubblico, è esercitata
del regolamento (CE) della Commissione 22 dicembre 1998,                           da quest’ultimo in quanto pubblica autorità, ai sensi dell’art. 4,
n. 2815, relativo alle norme commerciali dell’olio d’oliva (GU                     n. 5, primo comma, della sesta direttiva del Consiglio 17 mag-
L 349, pag. 56), o, in via subordinata, degli artt. 1 e 2, n. 1 e                  gio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle
n. 2, terzo comma, nonché 3, n. 2, terzo comma, e n. 3, di                         legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra
detto regolamento, la Corte (Quinta Sezione), composta dai                         di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto:
sigg. A. La Pergola, presidente di sezione, M. Wathelet,                           base imponibile uniforme, se tale attività è esercitata nell’ambito
D.A.O. Edward, P. Jann (relatore) e L. Sevón, giudici, avvocato                   di un regime giuridico proprio degli enti pubblici. Ciò si verifica
generale: S. Alber, cancelliere: H. von Holstein, cancelliere                      quando l’esercizio di tale attività implica l’uso di poteri propri
aggiunto, ha pronunciato, il 14 dicembre 2000, una sentenza                        della pubblica autorità.
il cui dispositivo è del seguente tenore:
1)    Il ricorso è respinto.                                                  2)   L’art. 4, n. 5, terzo comma, della sesta direttiva 77/388
                                                                                   va interpretato nel senso che gli enti pubblici non sono
2)    la Repubblica italiana è condannata alle spese.                              necessariamente considerati come soggetti passivi allorché eserci-
                                                                                   tano attività non trascurabili. Solo quando tali enti svolgono
                                                                                   un’attività o effettuano un’operazione fra quelle elencate all’alle-
(1) GU C 188 del 3.7.1999.
                                                                                   gato D della sesta direttiva 77/388 può essere preso in
                                                                                   considerazione il criterio del carattere trascurabile di una
                                                                                   tale attività o di una tale operazione al fine di escluderle
                                                                                   dall’assoggettamento all’imposta sul valore aggiunto quando
                                                                                   sono trascurabili e l’ordinamento nazionale si è avvalso della
                                                                                   facoltà di cui all’art. 4, n. 5, terzo comma, della sesta direttiva
                                                                                   77/388.
                     SENTENZA DELLA CORTE
                           (Quinta Sezione)                                   3)   Il Ministro delle Finanze di uno Stato membro può essere
                                                                                   autorizzato da una legge nazionale a precisare cosa sottenda,
                                                                                   da una parte, la nozione di distorsioni di concorrenza di una
                          14 dicembre 2000                                         certa importanza, ai sensi dell’art. 4, n. 5, secondo comma,
                                                                                   della sesta direttiva 77/388, e, dall’altra, quella di attività
nella causa C-446/98: Fazenda Pública contro Câmara                               svolte in misura trascurabile, ai sensi dell’art. 4, n. 5, terzo
                        Municipal do Porto (1)                                     comma, della stessa direttiva, a condizione che i suoi atti di
                                                                                   applicazione possano essere sottoposti al sindacato dei giudici
(«Fiscalità — Sesta direttiva IVA — Soggetti passivi — Enti                        nazionali.
pubblici — Locazione di aree destinate al parcheggio degli
                              autoveicoli»)
                                                                              4)   L’art. 4, n. 5, quarto comma, della sesta direttiva 77/388 va
                                                                                   interpretato nel senso che la mancata esenzione della locazione
                            (2001/C 134/03)                                        di aree destinate al parcheggio degli autoveicoli, che discende
                                                                                   dall’art. 13, parte B, lett. b), di tale direttiva, non esclude gli enti
                                                                                   pubblici che esercitano tale attività dal beneficio dell’esenzione
                    (Lingua processuale: il portoghese)
                                                                                   dall’imposta sul valore aggiunto per detta attività, allorché
                                                                                   sussistono i requisiti di cui al primo e secondo comma di tale
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella            disposizione.
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                              5)   Il giudice nazionale ha la facoltà ed, eventualmente, l’obbligo
Nel procedimento C-446/98, avente ad oggetto la domanda                            di deferire alla Corte, anche d’ufficio, una questione di interpreta-
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                            zione della sesta direttiva 77/388, se ritiene che una decisione
dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal                          della Corte sia necessaria su tale punto per pronunciare la sua
Supremo Tribunal Administrativo (Portogallo) nella causa                           sentenza e, quando ha effettuato tale rinvio, è vincolato dalla
dinanzi ad esso pendente tra Fazenda Pública e Câmara                             decisione della Corte allorché esso pronuncia la sentenza che
Municipal do Porto, interveniente: Ministério Público, doman-                     definisce la controversia principale.
da vertente sull’interpretazione dell’art. 4, n. 5, della sesta
direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU                     (1) GU C 33 del 6.2.1999.
L 145, pag. 1), la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg.
A. La Pergola (relatore), presidente di sezione, D.A.O. Edward
e P. Jann, giudici, avvocato generale: S. Alber, cancelliere: sig.ra
L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato il 14 dicembre
2000 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore: