CELEX: 62017TN0564
Language: it
Date: 2017-08-18 00:00:00
Title: Causa T-564/17: Ricorso proposto il 18 agosto 2017 — Tong Myong/Consiglio e Commissione

9.10.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 338/19
            
         Ricorso proposto il 18 agosto 2017 — Tong Myong/Consiglio e Commissione
   (Causa T-564/17)
   (2017/C 338/21)
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: So Tong Myong (Pyongyang, Repubblica popolare democratica di Corea) (rappresentanti: M. Lester e S. Midwinter, QC, T. Brentnall e A. Stevenson, Solicitors)
   
      Convenuti: Consiglio dell’Unione europea, Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2017/993 della Commissione, del 12 giugno 2017, che modifica il regolamento (CE) n. 329/2007 del Consiglio relativo a misure restrittive nei confronti della Repubblica democratica popolare di Corea (GU 2017, L 149, pag. 67), e la decisione (PESC) 2017/994 del Consiglio, del 12 giugno 2017, che modifica la decisione (PESC) 2016/849 relativa a misure restrittive nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea (GU 2017, L 149, pag. 75), nella parte in cui tali atti includono la ricorrente nell’elenco delle entità soggette a misure restrittive;
            
         
               —
            
            
               condannare i convenuti alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce sei motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo, relativo al fatto che i convenuti non hanno fornito una motivazione adeguata o sufficiente per includere la ricorrente nell’elenco.
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, relativo al fatto che i convenuti hanno manifestamente errato nel considerare che i criteri per l’inclusione nelle misure contestate erano soddisfatti nel caso della ricorrente; non esiste alcun fondamento di fatto per la sua inclusione.
            
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, relativo al fatto che i convenuti hanno commesso uno sviamento di potere nel tentare di rendere inefficace il diritto della ricorrente ad un ricorso effettivo in relazione al suo inserimento nell’elenco ai sensi dell’articolo 230 TFUE e/o hanno violato il diritto della ricorrente alla parità di trattamento.
            
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, relativo al fatto che i convenuti hanno violato i diritti di difesa della ricorrente omettendo di fornirle gli elementi di prova da essi invocati prima del suo reinserimento nell’elenco.
            
         
               5.
            
            
               Quinto motivo, relativo al fatto che i convenuti hanno violato la normativa riguardante la protezione dei dati.
            
         
               6.
            
            
               Sesto motivo, relativo al fatto che i convenuti hanno violato ingiustificatamente e in modo sproporzionato i diritti fondamentali della ricorrente, compreso il suo diritto alla tutela della proprietà, dell’impresa e della reputazione.