CELEX: 62006FJ0048
Language: it
Date: 2008-11-05
Title: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Seconda Sezione) del 5 novembre 2008. # Eric Avanzata e altri contro Commissione delle Comunità europee. # Pubblico impiego. # Causa F-48/06.

SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA 
      (Seconda Sezione)
      5 novembre 2008 
      Causa F‑48/06
      Eric Avanzata e altri
      contro
      Commissione delle Comunità europee 
      «Funzione pubblica – Agenti contrattuali – Inquadramento e retribuzione – Ex lavoratori subordinati di diritto lussemburghese»
      Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA, con il quale il sig. Avanzata e altri 20 agenti contrattuali della
         Commissione chiedono l’annullamento delle decisioni del capo dell’unità del personale dell’Ufficio «Infrastrutture e logistica»
         a Lussemburgo con cui vengono fissate le loro condizioni di assunzione e, in particolare, il loro gruppo di funzioni, il loro
         grado, il loro scatto e la loro retribuzione.
      
      Decisione: Il ricorso è respinto. Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.
      
      Massime
      1.      Procedura – Termine per la produzione delle prove – Art. 42 del regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica
      [Regolamento di procedura del Tribunale di primo grado, artt. 46, n. 1, primo comma, lett. d), 48, n. 1, e 66, n. 2; regolamento
            di procedura del Tribunale della funzione pubblica, artt. 39, n. 1, primo comma, lett. e), 42 e 58, n. 5)
      2.      Procedura – Atto introduttivo del ricorso – Requisiti di forma – Omessa produzione dell’atto impugnato
      (Statuto della Corte di giustizia, art. 21; regolamento di procedura del Tribunale di primo grado, art. 44, nn. 3‑6)
      3.      Funzionari – Ricorso – Reclamo amministrativo previo – Termini
      (Statuto dei funzionari, art. 90, n. 2; Regime applicabile agli altri agenti, art. 117)
      4.      Funzionari – Ricorso – Reclamo amministrativo previo – Data di presentazione – Ricezione da parte dell’amministrazione
      (Statuto dei funzionari, art. 90, n. 2; Regime applicabile agli altri agenti, art. 117)
      5.      Funzionari – Regime applicabile agli altri agenti – Applicabilità del titolo IV, relativo agli agenti contrattuali, non subordinata
            alla previa adozione della descrizione delle funzioni e attribuzioni di ciascun tipo di mansioni dei vari gruppi di funzioni
            di tali agenti
      (Regime applicabile agli altri agenti, art. 80, nn. 2 e 3, e titolo IV; regolamento del Consiglio n. 723/2004)
      6.      Funzionari – Agenti contrattuali – Retribuzione – Compensazione della diminuzione di retribuzione subita dagli agenti precedentemente
            impiegati con status di diritto nazionale
      (Regime applicabile agli altri agenti, allegato, art. 2, n. 2)
      7.      Funzionari – Rappresentanza – Comitato del personale
      (Statuto dei funzionari, art. 9, n. 3, primo comma)
      1.      Ai sensi dell’art. 46, n. 1, primo comma, lett. d), del regolamento di procedura del Tribunale di primo grado, che è ripreso,
         in sostanza, dall’art. 39, n. 1, primo comma, lett. e), del regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica,
         i mezzi di prova devono, in linea di massima, essere proposti nel controricorso. Tuttavia, analogamente all’art. 48, n. 1,
         del regolamento di procedura del Tribunale di primo grado, l’art. 42 del regolamento di procedura del Tribunale della funzione
         pubblica prevede che le parti possano proporre ancora mezzi di prova sino alla fine dell’udienza, purché il ritardo nella
         presentazione di questi ultimi sia debitamente giustificato.
      
      Tuttavia, la prova contraria e l’ampliamento dei mezzi di prova forniti a seguito di una prova contraria della controparte
         non sono interessati dalla regola di decadenza di cui all’art. 42 del regolamento di procedura del Tribunale della funzione
         pubblica. Infatti, tale disposizione riguarda le proposte di nuovi mezzi di prova e dev’essere letta alla luce dell’art. 58,
         n. 5, del detto regolamento che ricalca l’art. 66, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale di primo grado, ai sensi
         del quale una parte può sempre fornire la prova contraria o presentare un ampliamento dei mezzi di prova.
      
      Non costituiscono nuovi mezzi di prova, ma prove contrarie a quelle fornite dalla controparte, non soggette alla detta regola
         di decadenza, le copie di contratti di agente contrattuale il cui contenuto diverga da quello dei contratti comunicati dalla
         controparte.
      
      (v. punti 33-38)
      Riferimento:
      Corte: 17 dicembre 1998, causa C‑185/95 P, Baustahlgewebe/Commissione (Racc. pag. I‑8417, punti 71 e 72)
      Tribunale di primo grado: 28 settembre 1993, causa T‑84/92, Nielsen e Møller/CES (Racc. pag. II‑949, punto 39); 6 marzo 2001,
         causa T‑100/00, Campoli/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑71 e II‑347, punto 19); 5 dicembre 2006, causa T‑303/02, Westfalen
         Gassen Nederland/Commissione (Racc. pag. II‑4567, punto 189), e 12 settembre 2007, causa T‑449/04, Commissione/Trends (Racc. pag. II‑106*,
         punto 59)
      
      2.      Se, in forza dell’art. 21 dello Statuto della Corte di giustizia e dell’art. 44, n. 4, del regolamento di procedura del Tribunale
         di primo grado, al ricorso dev’essere allegato, ove occorra, l’atto di cui è chiesto l’annullamento, né il detto Statuto né
         il detto regolamento di procedura prevedono che la mancata allegazione di tale atto comporti automaticamente l’irricevibilità
         del ricorso. Infatti, ai sensi dell’art. 44, n. 6, del detto regolamento di procedura, se il ricorso non è conforme agli obblighi
         prescritti dall’art. 44, nn. 3-5, dello stesso regolamento, il cancelliere impartisce al ricorrente un adeguato termine per
         regolarizzare il ricorso o produrre i documenti di cui alle dette disposizioni. In mancanza di regolarizzazione o di produzione
         di documenti, il Tribunale della funzione pubblica decide se l’inosservanza di tali condizioni comporti l’irricevibilità formale
         del ricorso.
      
      Tuttavia, nel caso in cui il cancelliere non abbia chiesto al ricorrente di regolarizzare il suo ricorso o di produrre documenti
         mancanti, è giocoforza constatare che nessuna disposizione del regolamento di procedura del Tribunale di primo grado osta
         a che il Tribunale della funzione pubblica proceda a misure di organizzazione del procedimento per ottenere la produzione
         del documento di cui trattasi. D’altro canto, dalle disposizioni dell’art. 44, n. 6, del detto regolamento di procedura non
         risulta che un ricorso debba essere dichiarato irricevibile per il solo motivo dell’inosservanza delle condizioni dell’art. 44,
         n. 4, dello stesso regolamento quando il ricorrente non è stato invitato a integrare il suo ricorso.
      
      (v. punti 48-50)
      Riferimento:
      Tribunale di primo grado: 5 agosto 2003, causa T‑158/03 R, Industrias Químicas del Vallés/Commissione (Racc. pag. II‑3041,
         punto 44)
      
      3.      Ai sensi dell’art. 90, n. 2, dello Statuto, applicabile per analogia agli agenti contrattuali in forza dell’art. 117 del Regime
         applicabile agli altri agenti, un reclamo diretto contro un atto che arreca pregiudizio dev’essere presentato entro un termine
         di tre mesi che decorre dal giorno della notifica della decisione al destinatario e comunque non oltre il giorno in cui l’interessato
         ne prende conoscenza, se si tratta di una misura a carattere individuale. Perché una decisione sia debitamente notificata
         ai sensi del detto art. 90, n. 2, occorre non soltanto che essa sia stata comunicata al suo destinatario, ma anche che quest’ultimo
         sia stato in grado di prendere utilmente conoscenza del suo contenuto.
      
      Tuttavia, la presa di conoscenza, da parte di un agente contrattuale, del contenuto del suo contratto non è sufficiente a
         far decorrere il termine di tre mesi per presentare reclamo. Infatti, è a partire dalla firma che il contratto concluso tra
         un agente e un’istituzione dispiega i suoi effetti e, pertanto, la sua capacità di arrecare pregiudizio all’agente, a condizione
         che tutti gli elementi del contratto siano fissati.
      
      (v. punti 59-62)
      Riferimento:
      Corte: 15 giugno 1976, causa 5/76, Jänsch/Commissione (Racc. pag. 1027, punto 10)
      Tribunale di primo grado: 11 luglio 2002, cause riunite T‑137/99 e T‑18/00, Martínez Páramo e a./Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑119
         e II‑639, punto 56); 14 febbraio 2005, causa T‑406/03, Ravailhe/Comitato delle regioni (Racc. PI pagg. I‑A‑19 e II‑79, punto
         57), e 19 ottobre 2006, causa T‑311/04, Buendía Sierra/Commissione (Racc. pag. II‑4137, punto 121)
      
      Tribunale della funzione pubblica: 21 febbraio 2008, causa F‑60/05, Vande Velde/Commissione (non pubblicata nella Raccolta,
         punto 25), e 10 luglio 2008, causa F‑141/07, Maniscalco/Commissione (Racc. FP pagg. I‑A‑1‑0000 e II‑A‑1‑0000, punto 25)
      
      4.      Trattandosi di determinare la data in cui un reclamo diretto contro un atto che arreca pregiudizio è stato presentato ai sensi
         dell’art. 90, n. 2, dello Statuto, sebbene il fatto che un’amministrazione apponga un timbro di registrazione su un documento
         inviatole non consenta di attribuire una data certa alla presentazione di tale documento, cionondimeno esso costituisce un
         mezzo, rientrante nella buona gestione amministrativa, tale da far presumere, sino a prova contraria, che il detto documento
         è pervenuto alla data indicata. In caso di contestazione, spetta al funzionario fornire ogni elemento di prova tale da invertire
         la presunzione conferita dal timbro di registrazione e da dimostrare così che il reclamo sia stato effettivamente presentato
         in data diversa.
      
      (v. punto 67)
      Riferimento:
      Tribunale della funzione pubblica: 15 maggio 2006, causa F‑3/05, Schmit/Commissione (Racc. FP pagg. I‑A‑1‑9 e II‑A‑1‑33, punti
         29 e 30)
      
      5.      Nessuna disposizione del Regime applicabile agli altri agenti o del regolamento n. 723/2004, che modifica lo Statuto dei funzionari
         e il Regime applicabile agli altri agenti, fa dipendere l’applicabilità del titolo IV di tale regime, relativo agli agenti
         contrattuali, e, in particolare, delle sue disposizioni relative alla loro assunzione, dall’adozione di una descrizione delle
         funzioni e delle attribuzioni prevista all’art. 80, n. 3, del detto regime.
      
      Pertanto, non può essere validamente sostenuto che un’istituzione comunitaria ha violato il principio di buona gestione e
         di buona amministrazione non descrivendo con precisione, nelle sue disposizioni interne relative alle procedure che disciplinano
         l’assunzione e l’impiego degli agenti contrattuali, le attribuzioni di ciascun tipo di mansioni che caratterizza ciascuno
         dei gruppi di funzioni descritti all’art. 80, n. 2, del Regime applicabile agli altri agenti.
      
      D’altro canto, per il fatto che le dette disposizioni interne non contengono alcuna descrizione delle attribuzioni ai sensi
         dell’art. 80, n. 3, del Regime applicabile agli altri agenti, non può farsi valere alcuna irregolarità procedurale derivante
         dalla mancata consultazione del comitato dello Statuto, quale prevista dallo stesso art. 80, n. 3.
      
      (v. punti 89-93)
      Riferimento:
      Tribunale della funzione pubblica: 19 ottobre 2006, causa F‑59/05, De Smedt/Commissione (Racc. FP pagg. I‑A‑1‑109 e II‑A‑1‑409,
         punto 52, confermata dal Tribunale di primo grado 9 luglio 2007, causa T‑415/06 P, De Smedt/Commissione (Racc. FP pagg. I‑A‑2‑0000
         e II‑A‑2‑0000, punto 40)
      
      6.      Risulta chiaramente dal tenore letterale dell’art. 2, n. 2, dell’allegato del Regime applicabile agli altri agenti che il
         versamento di un supplemento di retribuzione, in caso di diminuzione di quest’ultima, dopo l’assunzione in qualità di agente
         contrattuale di un lavoratore precedentemente vincolato all’istituzione da un contratto di lavoro assoggettato al diritto
         dello Stato membro di occupazione, rispetto a quanto egli percepiva in quest’ultima qualità, rientra in una mera facoltà per
         l’istituzione. Per giunta, il detto art. 2, n. 2, lascia all’istituzione un ampio margine discrezionale per fissare l’importo
         supplementare nella misura in cui essa deve tener conto delle differenze esistenti tra la legislazione nazionale che si applicava
         in materia di fiscalità, sicurezza sociale e pensioni e le norme applicabili all’agente contrattuale.
      
      (v. punto 101)
      Riferimento:
      Tribunale della funzione pubblica: 5 luglio 2007, causa F‑24/06, Abarca Montiel e a./Commissione (Racc. FP pagg. I‑A‑1‑0000
         e II‑A‑1‑0000, punto 92); 5 luglio 2007, causa F‑25/06, Ider e a./Commissione (Racc. FP pagg. I‑A‑1‑0000 e II‑A‑1‑0000, punto
         92), e 5 luglio 2007, causa F‑26/06, Bertolete e a./Commissione (Racc. FP pagg. I‑A‑1‑0000 e II‑A‑1‑0000, punto 80)
      
      7.      Anche se l’art. 9, n. 3, primo comma, dello Statuto dispone che il comitato del personale rappresenti gli interessi del personale
         presso l’istituzione, assicuri un collegamento permanente tra quest’ultima e il personale e cooperi al buon funzionamento
         dei servizi permettendo al personale di manifestare ed esprimere le sue opinioni, tale disposizione non può essere intesa
         nel senso che crea, per l’istituzione, un obbligo di consultare il comitato del personale per tutti i provvedimenti adottati
         da tale istituzione in materia di funzionamento dei servizi.
      
      (v. punti 115 e 116)