CELEX: C2005/006/12
Language: it
Date: 2005-01-08 00:00:00
Title: Judgment of the Court (Grand Chamber) of 16 November 2004 in Case C-327/02 (reference for a preliminary ruling from the Rechtbank te 's-Gravenhage): Lili Georgieva Panayotova and Others v Minister voor Vreemdelingenzaken en Integratie (Association Agreements between the Communities and, respectively, Bulgaria, Poland and Slovakia — Right of establishment — National legislation under which applications for full residence permits with a view to establishment are rejected without examination where the applicant lacks a temporary residence permit)

8.1.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 6/7
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Grande Sezione)
   16 novembre 2004
   nel procedimento C-327/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Rechtbank te 's-Gravenhage): Lili Georgieva Panayotova e a. contro Minister voor Vreemdelingenzaken en Integratie (1)
   
   («Accordi di associazione della Comunità con la Bulgaria, la Polonia e la Repubblica slovacca - Diritto di stabilimento - Normativa nazionale in base alla quale le domande di permesso di soggiorno, presentate ai fini dello stabilimento, vengono respinte senza esame qualora il richiedente non disponga di un permesso di soggiorno temporaneo»)
   (2005/C 6/12)
   Lingua processuale: l'olandese
   Nel procedimento C-327/02, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 234 CE, dal Rechtbank te 's-Gravenhage (Paesi Bassi) con decisione16 settembre 2002, pervenuta in cancelleria il 18 settembre 2002, nella causa Lili Georgieva Panayotova, Radostina Markova Kalcheva, Izabella Malgorzata Lis, Lubica Sopova, Izabela Leokadia Topa, Jolanta Monika Rusiecka contro Minister voor Vreemdelingenzaken en Integratie, la Corte (Grande Sezione), composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. P. Jann, C.W.A. Timmermans, A. Rosas, e dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, presidenti di sezione, dai sigg. J.-P. Puissochet (relatore), R. Schintgen, S. von Bahr e J.N. Cunha Rodrigues, giudici; avvocato generale: sig. Poiares Maduro; cancelliere: sig.ra M.F. Contet, amministratore principale, ha pronunciato il 16 novembre 2004, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               Il combinato disposto, rispettivamente, degli artt. 45, n. 1, e 59, n. 1, dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un lato, e la Bulgaria, dall'altro, approvato con decisione del Consiglio e della Commissione 19 dicembre 1994, 94/908/CE, CECA, Euratom, degli artt. 44, n. 3, e 58, n. 1, dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra, approvato con decisione del Consiglio e della Commissione 13 dicembre 1993, 93/743/CE, CECA, Euratom, nonché degli artt. 45, n. 3, e 59, n. 1, dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica slovacca, dall'altra, approvato con decisione del Consiglio e della Commissione 19 dicembre 1994, 94/909/CE, CECA, Euratom, non osta, in linea di principio, ad una normativa di uno Stato membro che comporta un sistema di controllo preventivo in base al quale l'ingresso nel territorio di detto Stato membro ai fini dello stabilimento come lavoratore autonomo è subordinato al rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo da parte delle rappresentanze diplomatiche o consolari di tale Stato nel paese d'origine dell'interessato o in quello in cui egli soggiorna stabilmente. Un tale sistema può validamente subordinare il rilascio di tale permesso alla condizione che l'interessato provi la sua effettiva intenzione di avviare un'attività di lavoro autonomo, senza svolgere simultaneamente alcuna attività di lavoro dipendente né ricorrere a sussidi pubblici, nonché la disponibilità, sin dall'inizio, di mezzi economici sufficienti e ragionevoli probabilità di successo. Il regime applicabile a tali previe autorizzazioni al soggiorno deve basarsi tuttavia su un sistema procedurale di facile accesso e tale da garantire agli interessati che la loro domanda sarà trattata entro un termine ragionevole ed in modo oggettivo ed imparziale, dovendo inoltre eventuali dinieghi di autorizzazione poter venir considerati nell'ambito di un ricorso giurisdizionale;
            
         
               2)
            
            
               dette disposizioni degli accordi di associazione devono essere interpretate nel senso che non ostano, in linea di principio, nemmeno a che una tale normativa nazionale preveda che le autorità competenti dello Stato membro ospitante respingano una domanda di permesso di soggiorno ai fini dello stabilimento sulla base di detti accordi di associazione, presentata nel territorio di tale Stato, qualora il richiedente non disponga di un permesso di soggiorno temporaneo, necessario ai sensi di tale normativa;
            
         
               3)
            
            
               non rilevano a tale proposito il fatto che il richiedente affermi di soddisfare in termini chiari e manifesti i requisiti sostanziali necessari per il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo e del permesso di soggiorno ai fini dello stabilimento, o la circostanza che detto richiedente soggiorni legalmente nello Stato membro ospitante in base ad altro titolo alla data della sua domanda, se quest'ultima è incompatibile con i requisiti prescritti relativi all'ingresso dell'interessato in detto Stato membro e in particolare con quelli relativi alla durata del soggiorno autorizzato.
            
         
      (1)  GU C 274 del 9.11.2002.