CELEX: 62009TN0296
Language: it
Date: 2009-07-30 00:00:00
Title: Causa T-296/09: Ricorso proposto il 30 luglio 2009 — EFIM/Commissione

24.10.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 256/27
            
         Ricorso proposto il 30 luglio 2009 — EFIM/Commissione
   (Causa T-296/09)
   2009/C 256/50
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: European Federation of Ink and Ink Cartridge Manufacturers (EFIM) (Colonia, Germania) (rappresentante: avv. D. Ehle)
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione 20 maggio 2009 nel procedimento COMP/C-3/39.391 EFIM;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La ricorrente contesta la decisione della Commissione 20 maggio 2009 nel procedimento COMP/C-3/39.391 EFIM, recante il rigetto della denuncia presentata dalla ricorrente in ordine a diverse violazioni degli artt. 81 CE e 82 CE commesse da vari produttori di stampanti a getto d’inchiostro nei rispettivi mercati di cartucce d’inchiostro.
   A sostegno del suo ricorso, la ricorrente fa valere, innanzitutto, che la Commissione non ha considerato una pluralità di elementi di fatto essenziali, di conseguenza violando i principi della buona amministrazione, il principio di sollecitudine, l’obbligo di motivazione, nonché il principio del rispetto dei diritti della difesa. Inoltre, la ricorrente sostiene che le valutazioni effettuate dalla convenuta nella decisione impugnata sono manifestamente inesatte ed inficiate da errore di valutazione, in particolare con riguardo ai criteri di priorità nel trattamento del procedimento riguardante la denuncia. Da ultimo, la ricorrente deduce che soltanto la convenuta avrebbe potuto garantire un’effettiva tutela della concorrenza nei confronti delle restrizioni della concorrenza da essa denunciate, dato che autorità di concorrenza e i giudizi nazionali dispongono soltanto di competenze territorialmente limitate.