CELEX: 62018CA0445
Language: it
Date: 2019-11-14 00:00:00
Title: Causa C-445/18: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 14 novembre 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal College van Beroep voor het Bedrijfsleven - Paesi Bassi) – Vaselife International BV, Chrysal International BV/College voor de toelating van gewasbeschermingsmiddelen en biociden [Rinvio pregiudiziale – Regolamento (CE) n. 1107/2009 – Immissione in commercio dei prodotti fitosanitari – Commercio parallelo – Modifica del periodo di validità del permesso di commercio parallelo – Identità del prodotto fitosanitario e del prodotto di riferimento – Presupposti]

13.1.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 10/15
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 14 novembre 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal College van Beroep voor het Bedrijfsleven - Paesi Bassi) – Vaselife International BV, Chrysal International BV/College voor de toelating van gewasbeschermingsmiddelen en biociden
      (Causa C-445/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Regolamento (CE) n. 1107/2009 - Immissione in commercio dei prodotti fitosanitari - Commercio parallelo - Modifica del periodo di validità del permesso di commercio parallelo - Identità del prodotto fitosanitario e del prodotto di riferimento - Presupposti)
      (2020/C 10/17)
      Lingua processuale: il neerlandese
      
         Giudice del rinvio
      
      College van Beroep voor het Bedrijfsleven
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Vaselife International BV, Chrysal International BV
      
         Convenuto: College voor de toelating van gewasbeschermingsmiddelen en biociden
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  Il diritto dell’Unione e, in particolare, il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE, devono essere interpretati nel senso che non ostano a una procedura nazionale in forza della quale l’autorità competente è legittimata ad adottare d’ufficio l’iniziativa di adeguare la durata di validità di un permesso di commercio parallelo alla durata di validità dell’autorizzazione del prodotto di riferimento rinnovata.
                  Il regolamento n. 1107/2009 e, in particolare, il suo articolo 52, devono essere interpretati nel senso che l’adeguamento della durata di validità di un permesso di commercio parallelo non deriva automaticamente dalla decisione di rinnovare l’autorizzazione del prodotto di riferimento, ma impone che una decisione sia adottata a tal riguardo.
                  Il regolamento n. 1107/2009 deve essere interpretato nel senso che, quando si tratta dell’adeguamento della durata di validità di un permesso di commercio parallelo alla durata di validità dell’autorizzazione del prodotto di riferimento rinnovata, le condizioni fissate all’articolo 52, paragrafi da 1 a 3, del regolamento n. 1107/2009, necessarie per ottenere tale permesso, devono essere soddisfatte e spetta all’autorità competente dello Stato membro interessato verificare che ciò abbia luogo effettivamente.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 52, paragrafo 3, lettera a), del regolamento n. 1107/2009 deve essere interpretato nel senso che esso comprende una situazione in cui il prodotto fitosanitario autorizzato dallo Stato membro di origine è fabbricato da una società A, mentre il prodotto fitosanitario di riferimento è fabbricato, secondo lo stesso processo ma in un luogo di produzione diverso da quello anteriore, da una società B con l’accordo della società A, purché tale accordo sia duraturo come un contratto di licenza.
               
            
                  3)
               
               
                  L’articolo 52, paragrafi da 2 a 4, del regolamento n. 1107/2009 deve essere interpretato nel senso che spetta al titolare del permesso di commercio parallelo presentare una nuova domanda completa, fornendo le informazioni di cui al paragrafo 4 di tale articolo, al fine di dimostrare che i prodotti interessati rimangono «identici», ai sensi del paragrafo 3 di detto articolo, fatta salva la possibilità per l’autorità competente di chiedere allo Stato membro di origine del prodotto importato le informazioni necessarie per valutare l’identità di tali prodotti. In caso di contestazione della decisione che concede il permesso di commercio parallelo, si applicano le norme nazionali dello Stato membro interessato in materia di onere della prova, purché rispettino il principio di equivalenza e non rendano in pratica impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti dall’ordinamento giuridico dell’Unione.
               
            
         (1)  GU C 373 del 15.10.2018.