CELEX: 51997PC0059
Language: it
Date: 1997-02-19
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che determina le misure e le compensazioni relative alle rivalutazioni sensibili che incidono sui redditi agricoli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ* EUROPEE
                                        Bruxelles, 19.02.1997
                                        COM(97) 59 def.
                           Proposta di
           REGOLAMENTO (CEÌ DEL CONSIGLIO
    che determina le misure e le compensazioni relative
alle rivalutazioni sensibili che incidono sui redditi agricoli
                (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         RELAZIONE
Il regolamento (CEE) n. 3813/92 del Consiglio prevede misure di compensazione
allorquando, dopo una rivalutazione, il tasso di conversione agricolo scende al di sotto
di determinati limiti, stabiliti in funzione dell'evoluzione monetaria osservata in passato.
Per procedere alle compensazioni gli Stati membri possono chiedere l'applicazione:
        dell'articolo 7 del regolamento citato, vale a dire un aumento in ecu della maggior
        parte degli aiuti diretti ai produttori in modo da evitare la riduzione in moneta
        nazionale rivalutata,
        dell'articolo 8 del regolamento citato, vale a dire la concessione di un aiuto
        compensativo decrescente su tre anni, cofinanziato al 50% o al 75% dall'Unione
        europea.
L'applicazione dell'articolo 7 determina un onere di circa 250 milioni di ecu all'anno per
ogni punto percentuale di rivalutazione. L'ammontare massimo dell'aiuto compensativo
di cui all'articolo 8 deve essere determinato dal Consiglio almeno 12 mesi dopo la
rivalutazione di cui trattasi, in base ad una stima della perdita di reddito constatata.
L'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 3813/92 dispone tuttavia che, in caso di
rivalutazione sensibile, il Consiglio adotti tutte le misure necessarie che, essenzialmente
per garantire il rispetto degli obblighi derivanti dall'accordo GATT e della disciplina di
bilancio, possono comportare deroghe alle disposizioni di tale regolamento relative agli
aiuti e all'entità dello smantellamento dei divari monetari, senza tuttavia che possa
derivarne un'estensione della franchigia di 5 punti.
Allo scopo di evitare le conseguenze soprattutto finanziarie ed internazionali
dell'applicazione degli articoli 7 e 8 del regolamento (CEE) n. 3813/92, il Consiglio ha
adottato i regolamenti (CE) n. 1527/95 e (CE) n. 2990/95 che, con riguardo a riduzioni
sensibili dei tassi di conversione agricoli intervenute prima del 31 dicembre 1996,
sostituiscono le misure di cui ai summenzionati articoli 7 e 8 con:
        il blocco del tasso di conversione agricolo applicabile agli importi di cui
        all'articolo 7 per lo Stato membro interessato e fino al 1° gennaio 1999, data
        prevista per l'introduzione dell'euro;
        la possibilità di concedere un aiuto compensativo decrescente su tre anni il cui
        ammontare massimo è determinato in base ad un'anticipazione forfettaria delle
        future perdite di reddito annuale.
Le monete di otto Stati membri sono state interessate dalle disposizioni di cui sopra.
Tuttavia, nel caso della riduzione del 2% del tasso di conversione agricolo della sterlina
irlandese (8 novembre 1996), non è stato concesso alcun aiuto compensativo. Infatti,
nonostante lo 0,3% di tale riduzione fosse considerato "sensibile", il Consiglio non ha
fissato il pertinente ammontare massimo dell'aiuto.
 ---pagebreak--- L'incidenza dell'insieme di queste misure è stata analizzata nella relazione annuale
agromonetaria per il periodo 1995-19961. Il costo approssimativo del blocco dei tassi di
conversione agricoli è di 185 milioni di ecu all'anno, mentre quello degli aiuti
compensativi è di 200 milioni di ecu nel 1996, che si ridurrà poi di un terzo e di due terzi
rispettivamente negli anni seguenti. Per il futuro la relazione, pur sottolineando vari
problemi, indica la necessità di adottare un comportamento analogo anche per i nuovi casi
di rivalutazione sensibile, cercando comunque di scongiurare il pericolo di un
aggravamento delle difficoltà che potrebbero presentarsi per il passaggio all'euro il 1°
gennaio 1999.
A norma dell'articolo 1, lettera e) del regolamento (CEE) n. 3813/92, qualsiasi nuova
riduzione di un tasso di conversione agricolo (salvo nel caso della dracma) andrebbe
attualmente considerata "sensibile". Le riduzioni che hanno interessato la sterlina irlandese
e la sterlina britannica nel gennaio 1997 hanno caratteristiche di "sensibilità" analoghe a
quelle registrate nel 1995 e 1996. Tenuto conto delle rispettive situazioni agromonetarie,
il Regno Unito potrebbe quindi chiedere l'applicazione dell'articolo 7 per un aumento
dell'8,5% di alcuni aiuti diretti in ecu dal luglio 1997, mentre l'Irlanda potrebbe chiedere
l'applicazione dell'articolo 8 dall'aprile 1997. D'altro canto, i criteri indicati all'articolo 1,
lettera e) non corrispondono esattamente a quelli che determinano l'applicazione degli
articoli 7 e 8. Ne consegue che qualora la lira italiana mantenesse il livello del gennaio
1997, l'Italia potrebbe a sua volta chiedere l'applicazione dell'articolo 8 in marzo e
dell'articolo 7 in luglio 1997.
È dunque necessario adottare misure a livello comunitario per evitare l'insorgere di
difficoltà, in particolare finanziarie, nell'attuazione della politica agraria comune.
Conformemente a quanto indicato nelle conclusioni della relazione annuale agromonetaria,
si propone di seguire gli orientamenti definiti dai regolamenti (CE) n. 1527/95 e (CE) n.
2990/95, tenendo comunque conto dell'esperienza acquisita.
Più precisamente si propone di estendere il campo d'applicazione delle misure
compensative a tutti i casi che determinano l'applicazione degli articoli 7 e 8 del
regolamento (CEE) n. 3813/92. Se la rivalutazione sensibile non corrisponde ad una
riduzione sensibile del tasso di conversione agricolo ai sensi dell'articolo 1, lettera e) di
detto regolamento, le condizioni per l'applicazione degli articoli 7 e 8 possono ad esempio
risultare soddisfatte a seguito di una o più riduzioni del tasso in parola che siano
intervenute nei 12 mesi precedenti, senza essere state compensate dalle svalutazioni
registrate nello stesso periodo. Per casi del genere è opportuno determinare con precisione
la data in cui si considera intervenuta la rivalutazione sensibile. A tal fine si propone di
fare riferimento alla data in cui risultano soddisfatte sia le condizioni di applicazione
dell'articolo 7 sia quelle dell'articolo 8, escluse le domande dello Stato membro
interessato.
L'esperienza ha dimostrato che il blocco della tasso di conversione agricolo per gli
importi di cui all'articolo 7 può determinare divari monetari assai ingenti. Nel breve
periodo tali divari sono praticamente irrilevanti per i mercati, ma a lungo termine
potrebbero provocare qualche difficoltà di carattere strutturale tra Stati membri o tra
settori produttivi di un medesimo Stato membro; il blocco tuttavia non va oltre il
         Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sul regime agromonetario del
         mercato unico. Periodo dal 1° luglio 1995 al 30 giugno 1996. COM(96) 636 def.
 ---pagebreak--- 1° gennaio 1999. Rischiano invece di insorgere gravi problemi quando si tratterà di
riassorbire i divari per applicare l'euro al posto delle monete nazionali. Viene di
conseguenza proposto di limitare l'entità dei divari monetari di cui trattasi. La differenza
tra il tasso di conversione agricolo bloccato e il tasso di conversione agricolo da esso
sostituito non dovrebbe mai superare il 7%. Tale valore limite del 7% è proposto tenendo
presente la situazione in cui venne a trovarsi la corona svedese nel luglio 1996, quando
le differenze risultarono del 14,7% per gli aiuti per ettaro di seminativi e del 6,9% per
i premi per i bovini e gli ovini nonché per gli aiuti di carattere strutturale.
Ove del caso, le perdite di reddito eventualmente determinate dalla riduzione del tasso
di conversione agricolo con riguardo agli importi di cui all'articolo 7 verrebbero prese in
considerazione nel quadro degli aiuti compensativi.
Gli aiuti compensativi (quali quelli concessi ai sensi dei regolamenti (CE) n. 1527/95 e
(CE) n. 2990/95) sarebbero svincolati dalla produzione corrente, corrisposti in tre quote
annuali decrescenti, eventualmente prorogabili per un periodo limitato, e finanziati
dall'Unione a concorrenza del 50% del loro ammontare massimo. Gli importi degli ultimi
due periodi vengono riconsiderati in caso di svalutazione che incida sui redditi, ma
l'esperienza acquisita ha altresì evidenziato la necessità e la possibilità di procedere ad
una revisione dell'importo massimo dell'aiuto del primo periodo di dodici mesi se una
svalutazione interviene nel corso dei primi sei mesi cui si riferisce detto importo. Una tale
evoluzione monetaria non giustificherebbe infatti più l'erogazione dell'intero aiuto
previsto. D'altro canto, i primi pagamenti dell'aiuto sono effettuati soltanto una volta
concluse le procedure di elaborazione, notifica ed autorizzazione delle modalità nazionali
di concessione, che richiedono grosso modo almeno sei mesi. Inoltre, quando la
rivalutazione sensibile è contenuta, l'ammontare dell'aiuto compensativo per azienda non
è correlato ad una perdita di reddito cospicua e significativa. Si propone pertanto di
introdurre un minimo forfettario di 150 ecu per azienda esistente, al di sotto del quale non
viene concesso alcun aiuto. In passato, il più piccolo aiuto che veniva pagato
corrispondeva ad un importo massimo erogabile di circa 200 ecu per azienda.
Con i regolamenti (CE) n. 1527/95 e (CE) n. 2990/95 il Consiglio ha di fatto espresso il
proprio accordo sul metodo di calcolo dell'ammontare dell'aiuto. Si propone pertanto di
formalizzare tale metodo in modo che la Commissione lo applichi, secondo la procedura
del comitato di gestione, ogniqualvolta risulti necessario e in funzione degli ultimi dati
economici e finanziari disponibili. Il metodo si basa sulla determinazione della
percentuale da considerarsi sensibile nella rivalutazione di cui trattasi e sulla
determinazione di una perdita di reddito forfettaria e prevedibile per ogni punto
percentuale di rivalutazione sensibile.
La percentuale di rivalutazione sensibile corrispondente ad una riduzione del tasso di
conversione agricolo, quale definita all'articolo 1, lettera e) del regolamento (CEE) n.
3813/92, risulta direttamente da tale definizione. Per gli altri casi di rivalutazione
sensibile il problema è invece più complesso in quanto la differenza tra il livello cui si
è mediamente attestato il tasso di conversione e il livello a partire dal quale una
rivalutazione può essere considerata sensibile varia nel tempo, ampliandosi o
restringendosi. Con riguardo a questi casi si propone di prendere in considerazione la
media delle riduzioni che, su un arco di 12 mesi, avrebbero potuto giustificare la
domanda di applicazione dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 3813/92.
 ---pagebreak--- La stima della perdita di reddito per punto percentuale di rivalutazione sensibile è basata
sui conti economici dell'agricoltura e sui documenti relativi al bilancio dell'Unione
europea. Si considera globalmente che una riduzione dei tassi di conversione agricoli
incida appieno
         sul valore delle produzioni per le quali, generalmente, un prezzo d'intervento
         influenza in modo effettivo i prezzi di mercato: cereali e riso, barbabietole da
         zucchero, latte e prodotti lattiero-caseari, carni bovine;
         sui prodotti cui si applica un prezzo minimo, e sugli aiuti o premi direttamente
         riscossi dagli agricoltori, nella misura in cui la riduzione del tasso di conversione
         agricolo considerata risulta effettivamente applicata.
Tuttavia, con riguardo agli importi di cui al secondo trattino, non si tiene conto delle
perdite (stimate non significative) che, nel settore considerato, concernono meno dello
0,01% del valore della produzione agricola totale per punto percentuale di rivalutazione
sensibile.
Si assume inoltre l'ipotesi che la perdita di reddito considerata sia ridotta dall'incidenza
del tasso di conversione agricolo sul valore degli alimenti per animali e degli oneri fiscali,
che si presume diminuiscano parallelamente ai prezzi dei cereali da un lato e del valore
aggiunto lordo dall'altro. Infine, conformemente a quanto convenuto nel quadro dei
regolamenti (CE) n. 1527/95 e (CE) n. 2990/95, viene applicata una detrazione
giustificata da considerazioni di bilancio, in particolare per agevolare ilfinanziamentodel
blocco dei tassi di conversione agricoli applicabili agli importi di cui all'articolo 7 del
regolamento (CEE) n. 3813/92.
Così strutturato, il presente regolamento consentirà di ovviare alle principali conseguenze
negative che le rivalutazioni monetarie esercitano sui redditi agricoli, limitando al
contempo il rischio dell'insorgere di difficoltà quando saranno abbandonate le monete
nazionali. Esso tutelerà adeguatamente gli interessi finanziari della Comunità senza
generare discriminazioni di trattamento tra gli Stati membri. Va comunque considerato
un provvedimento transitorio, in attesa che l'introduzione dell'euro il 1° gennaio 1999
renda possibile la riforma e la semplificazione del regime agromonetario.
 ---pagebreak---                     REGOLAMENTO (CE) N. ...191 DEL CONSIGLIO
                                                 del
                     che determina le misure e le compensazioni relative
                 alle rivalutazioni sensibili che incidono sui redditi agricoli
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la proposta della Commissione,
visto il regolamento (CEE) n. 3813/92 del Consiglio, del28 dicembre 1992, relativo
all'unità di conto e ai tassi di conversione da applicare nel quadro della politica agricola
comune2, in particolare l'articolo 9,
considerando che per la sterlina irlandese, la lira sterlina e la lira italiana si constata
attualmente una situazione di rivalutazione sensibile; che è necessario adottare, a livello
comunitario, misure intese ad evitare distorsioni di origine monetaria nell'attuazione della
politica agraria comune;
considerando che, a norma dell'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 3813/92, in caso di
rivalutazione sensibile, il Consiglio adotta tutte le misure necessarie che, essenzialmente
per garantire il rispetto degli obblighi derivanti dall'accordo GATT e della disciplina di
bilancio, possono comportare deroghe alle disposizioni di tale regolamento relative agli
aiuti e all'entità dello smantellamento dei divari monetari, senza condurre tuttavia ad
un'estensione della franchigia; che le misure di cui agli articoli 7 e 8 del citato
regolamento non possono dunque essere applicate tal quali;
considerando che i regolamenti (CE) n. 1527/953 e (CE) n. 2990/954 del Consiglio hanno
determinato le compensazioni in caso di riduzioni sensibili dei tassi di conversione
        GU n. L 387 del 31.12.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
         150/95 (GU n. L 22 del 31.1.1995, pag. 1).
        GU n. L 148 del 30.6.1995, pag. 1.
        GU n. L 312 del 23.12.1995, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1451/96
        (GU n. L 187 del 26.7.1996, pag. 1).
 ---pagebreak--- agricoli intervenute anteriormente al 1° gennaio 1997; che, per motivi di equità, i nuovi
casi devono essere trattati in modo analogo, tenendo comunque conto dell'esperienza
acquisita; che le informazioni attualmente disponibili non consentono di prefigurare la
situazione oltre i prossimi 12 mesi;
considerando che il mantenimento del tasso di conversione agricolo applicabile agli
importi di cui all'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 3813/92 fino al 1° gennaio 1999,
data prevista per la terza tappa della realizzazione dell'Unione economica e monetaria,
potrebbe determinare l'insorgere di difficoltà, in particolare al momento dell'adozione
dell'euro; che occorre conseguentemente limitare il divario monetario del tasso di
conversione agricolo applicabile agli importi di cui trattasi;
considerando che le disposizioni per la concessione dell'aiuto compensativo devono essere
completate tenendo conto dell'esperienza acquisita; che, a tale proposito, occorre fare
riferimento all'evoluzione monetaria di alcuni mesi successivi alla rivalutazione sensibile
e fissare un importo limite per azienda al di sotto del quale la concessione dell'aiuto
sarebbe priva di significato economico;
considerando che l'ammontare dell'aiuto compensativo deve esserefissato,volta per volta,
tenendo conto dei più recenti dati economici e finanziari disponibili; che detto ammontare
dovrebbe essere determinato dalla Commissione, secondo la procedura del comitato di
gestione, basandosi sulla metodologia definita ed utilizzata nell'ambito dei regolamenti
(CE) n. 1527/95 e (CE) n. 2990/95 del Consiglio; che tale metodologia serve per il
calcolo, forfettario ed anticipato, di una perdita di reddito annuale ascrivibile alla
rivalutazione sensibile e comprendente una detrazione per considerazioni di bilancio;
considerando che la rivalutazione sensibile della sterlina irlandese dell'8 novembre 1996
non ha dato luogo alla concessione di un aiuto compensativo; che, con riguardo a tale
situazione, appare opportuno prevedere un aiuto conforme alle condizioni stabilite dal
presente regolamento,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
 ---pagebreak---                                            Articolo 1
1.      Il presente regolamento si applica nei casi di rivalutazioni sensibili che dovessero
        intervenire tra il 1° gennaio 1997 e la fine del dodicesimo mese successivo alla
        pubblicazione del presente regolamento.
2.      Ai fini del presente regolamento, per rivalutazione sensibile si intende una
        riduzione dei tassi di conversione agricoli che determini l'applicazione degli
        articoli 7 e 8 del regolamento (CEE) n. 3813/92, ovvero qualsiasi altra riduzione
        di cui all'articolo 1, lettera e) del medesimo regolamento.
3.      La rivalutazione sensibile è considerata intervenuta:
                 ove del caso, alla data della riduzione sensibile del tasso di conversione
                 agricolo di cui all'articolo 1, lettera e) del regolamento (CEE) n. 3813/92,
                 oppure
                 negli altri casi, alla prima delle date in cui risultano soddisfatte le
                 condizioni di applicazione degli articoli 7 o 8 del regolamento (CEE) n.
                 3813/92, fatta eccezione per la domanda dello Stato membro interessato.
                                           Articolo 2
Gli articoli 7 e 8 del regolamento (CEE) n. 3813/92 non si applicano con riguardo alle
rivalutazioni di cui all'articolo 1.
                                           Articolo 3
1.      Il tasso di conversione agricolo applicato ad uno degli importi di cui all'articolo
        7 del regolamento (CEE) n. 3813/92 il giorno che precede quello in cui risultano
        soddisfatte le condizioni di applicazione di detto articolo, fatta eccezione per la
        domanda dello Stato membro interessato, resta invariato fino al 1 * gennaio 1999.
        Tuttavia, fatto salvo l'articolo 3 dei regolamenti (CE) n. 1527/95 e (CE) n.
        2990/95, qualora il tasso di conversione agricolo di cui al primo comma superasse
        di più del 7% il tasso di conversione agricolo da esso sostituito, il tasso di cui al
                                                8
 ---pagebreak---     primo comma è adattato in modo da risultare pari al tasso inizialmente sostituito,
    aumentato del 7%.
 2. Il tasso di conversione agricolo di cui al paragrafo 1 si applica all'importo di cui
    trattasi, nonché alle maggiorazioni e alle modifiche di valore dello stesso decise
    anteriormente al 2 gennaio 1999.
                                      Articolo 4
1.  Lo Stato membro interessato può concedere agli agricoltori un aiuto compensativo
    per tre periodi successivi di dodici mesi, a decorrere dal mese che segue quello
    in cui è intervenuta la rivalutazione sensibile.
    L'aiuto compensativo non può essere concesso sotto forma di un importo vincolato
    alla produzione, diversa da quella di un periodo fisso ed antecedente. Esso non
    può essere orientato verso una produzione o essere subordinato all'esistenza di una
    produzione successiva a detto periodo fisso.
2.  L'importo massimo dell'aiuto compensativo concesso per il primo periodo di
    dodici mesi è calcolato, per l'intero Stato membro interessato, moltiplicando:
             la percentuale da considerarsi sensibile nella rivalutazione di cui trattasi,
             determinata conformemente all'articolo 5,
    per
             la perdita forfettaria di reddito per punto percentuale di rivalutazione
             sensibile, determinata conformemente all'articolo 6.
    Il risultato del calcolo di cui al primo comma è aumentato della parte degli aiuti
    di cui all'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 3813/92 per i quali il tasso di
    conversione agricolo è ridotto conformemente all'articolo 3.
3.  Ove del caso, l'importo massimo di cui al paragrafo 2 è ridotto o annullato in base
    all'effetto sul reddito dell'evoluzione dei tassi di conversione agricoli constatata
    sino alla fine del sesto mese che segue quello in cui è intervenuta la rivalutazione
     sensibile.
 ---pagebreak---    Tuttavia, nessun aiuto è concesso se l'importo calcolato conformemente al
   paragrafo 2 e al primo comma risulta mediamente inferiore a 150 ecu per azienda
   agricola esistente nello Stato membro di cui trattasi.
4. L'importo dell'aiuto corrisposto per il secondo e il terzo periodo è ridotto, rispetto
   a quello del periodo precedente, almeno di un terzo dell'importo concesso nel
   primo periodo.
   Gli importi dell'aiuto compensativo corrisposti per il secondo e il terzo periodo
   sono ridotti o annullati in base all'effetto sul reddito dell'evoluzione dei tassi di
   conversione agricoli constatata sino all'inizio del mese che precede il primo mese
   cui è riferito l'importo di cui trattasi.
5. Il contributo della Comunità al finanziamento dell'aiuto compensativo è pari al
   50% degli importi che possono essere erogati.
   Con riguardo al finanziamento della politica agraria comune, questo contributo è
   considerato parte degli interventi destinati a regolarizzare i mercati agricoli. Lo
   Stato membro può rinunciare alla concessione della partecipazione nazionale al
   finanziamento dell'aiuto.
                                       Articolo 5
1. La percentuale da considerarsi sensibile di cui all'articolo 4, paragrafo 2, primo
   trattino è pari:
   a)      in caso di riduzione sensibile del tasso di conversione agricolo ai sensi
           dell'articolo 1, lettera e) del regolamento (CEE) n. 3813/92, alla differenza
           tra il livello che discrimina le riduzioni sensibili da quelle non sensibili e
           il nuovo tasso di conversione agricolo; tale differenza è espressa in
           percentuale del livello in parola;
   b)      negli altri casi, alla media, calcolata per i 12 mesi che seguono quello in
           cui è intervenuta la rivalutazione sensibile, delle riduzioni dei tassi di
           conversione agricoli medi al di sotto del livello che consente di applicare
                                            10
 ---pagebreak---            l'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 3813/92; dette riduzioni sono
           stabilite il primo giorno di ciascuno dei mesi interessati e sono espresse
           in percentuale del livello in parola.
2. Nel caso di varie rivalutazioni sensibili successive, non possono essere prese
   nuovamente in considerazione le riduzioni dei tassi di conversione agricoli di cui
   si è tenuto conto per determinare la percentuale da considerarsi sensibile che ha
   portato alla concessione di un aiuto.
                                       Articolo 6
1. La perdita forfettaria di reddito di cui all'articolo 4, paragrafo 2, secondo trattino
   è pari:
   a)       alla somma dell'1%
                    della produzione finale agricola dei settori dei cereali e del riso,
                    della barbabietola da zucchero, del latte e dei prodotti lattiero-
                    caseari e delle carni bovine,
           e
                    del valore dei quantitativi di prodotti consegnati in adempimento
                    di un contratto che preveda, a norma di una regolamentazione
                    comunitaria, il rispetto di un prezzo minimo alla produzione, nei
                    settori non considerati al primo trattino,
           e
                    degli aiuti o dei premi riscossi dagli agricoltori, ad eccezione di
                    quelli di cui all'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 3813/92;
   b)      diminuita
                    dello 0,5% del valore dei consumi intermedi relativi agli alimenti
                    per animali,
           e
                    dell'incidenza sugli oneri tributari della diminuzione del valore
                    aggiunto lordo ai prezzi di mercato conseguente alle operazioni di
                    cui alla lettera a) e alla lettera b), primo trattino,
                                            11
 ---pagebreak---                     di una detrazione corrispondente all'I % delle previsioni di spesa a
                    carico del FEAOG per:
                            l'integralità degli aiuti forfettari per ettaro,
                            la metà degli aiuti a carattere strutturale o ambientale, e
                            il 130% dei premi del settore ovino.
2. Gli importi di cui al paragrafo 1, lettera a), secondo e terzo trattino non sono presi
   in considerazione se, con riguardo al settore produttivo interessato, la loro somma
   è inferiore allo 0,01% del valore della produzione finale dell'agricoltura dello
   Stato membro di cui trattasi.
   Ai fini del presente regolamento i settori produttivi sono quelli specificati in
   allegato.
3. La perdita forfettaria di reddito è determinata in base ai dati riguardanti:
   a)      i conti economici dell'agricoltura, disponibili presso EUROSTAT, relativi
           all'ultimo anno civile conclusosi prima della data della rivalutazione
           sensibile, per quanto concerne il paragrafo 1, lettera a), primo trattino e
           lettera b), primo e secondo trattino,
   b)      l'esecuzione del bilancio o, in mancanza dello stesso, i bilanci o progetti
           di bilancio o progetti preliminari di bilancio relativi:
                    ai redditi dell'anno di cui alla lettera a) del presente paragrafo, per
                    quanto concerne il paragrafo 1, lettera a), secondo e terzo trattino,
                    all'esercizio finanziario che inizia durante la campagna di
                    commercializzazione dei cereali nel corso della quale ha luogo la
                    rivalutazione sensibile, per quanto concerne il paragrafo 1, lettera
                    b), terzo trattino.
   Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, i dati di cui alla lettera a) del presente
   paragrafo sono presi in considerazione, nei casi limite, tenendo conto dei dati
   analoghi constatati nei due anni precedenti.
   L'aumento di cui all'articolo 4, paragrafo 2, secondo comma, è calcolato in base
   ai dati di cui alla lettera b), primo trattino del presente paragrafo.
                                            12
 ---pagebreak---                                           Articolo 7
La Commissione stabilisce, secondo la procedura di cui all'articolo 12 del regolamento
(CEE) n. 3813/92, le modalità di applicazione del presente regolamento ed in particolare
gli importi degli aiuti corrisposti per periodo di dodici mesi, di cui all'articolo 4, nonché
gli elementi necessari per il loro calcolo, di cui agli articoli 5 e 6.
                                          Articolo 8
Prima della fine del terzo periodo di concessione dell'aiuto compensativo la Commissione
esamina l'incidenza sul reddito della rivalutazione sensibile di cui trattasi.
Qualora si constati il rischio che le perdite di reddito perdurino, la Commissione può
prorogare, secondo la procedura di cui all'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 3813/92,
la possibilità di concedere l'aiuto compensativo di cui all'articolo 4 del presente
regolamento per due periodi supplementari di 12 mesi e nei limiti di un importo massimo
globale di ciascun periodo pari a quello concesso nel terzo periodo.
                                          Articolo 9
Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Gli articoli da 4 a 8 si applicano con riguardo alle circostanze inerenti alla riduzione del
tasso di conversione agricolo della sterlina irlandese dell'8 novembre 1996.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi'                                       Per il Consiglio
                                               13
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO
I settori produttivi corrispondono agli aggregati statistici definiti nell'ambito dei conti
economici dell'agricoltura, stabiliti da EUROSTAT, o ai loro raggruppamenti, di seguito
specificati:
1.      Cereali e riso
2.      Barbabietole da zucchero
3.      Latte e prodotti lattiero-caseari
4.      Carni bovine
5.      Semi oleosi e olio d' oliva
6.      Frutta fresca
7.      Ortaggi freschi
8.      Patate
9.      Vini e mosti
10.     Fiori e piante di vivaio
11.     Carni suine
12.     Carni ovine e caprine
13.     Uova e pollame
14.     Altri
                                            14
 ---pagebreak---           SCHEDA FINANZIARIA
       LINEA DI BILANCIO: 390                                                             STANZIAMENTI: 140,9 Mio di ECU
2.     DEFINIZIONE DEL PROVVEDIMENTO:
       Regolamento del Consiglio che determina le misure e le compensazioni relative alle rivalutazioni sensibili che incidono
       sui redditi agricoli
       BASE GIURIDICA: Art. 9 del regolamento 3813/92
       OBIETTIVO DEL PROVVEDIMENTO:
       Determinare misure e aiuti decrescenti finanziati tramite il bilancio comunitario per compensare la perdita di reddito
       subita dagli agricoltori in seguito alla diminuzione del tasso di conversione agricolo.
5.     INCIDENZE FINANZIARIE                                    PERIODO DI 12            ESERCIZIO IN              ESERCIZIO
                                                                      MESI                   CORSO                SUCCESSIVO
                                                                                               (97)                     (98)
                                                                    Mio ECU                 Mio ECU                  Mio ECU
5.0.   SPESE A CARICO
       - DEL BILANCIO DELLA CE                                                                 263                      369
         (RESTITUZIONI/INTERVENTI)
         DEI BILANCI NAZIONALI
         ALTRI SETTORI
5.1.   ENTRATE
         RISORSE PROPRIE DELLA CE
         (PRELIEVI/DAZI DOGANALI)
         SUL PIANO NAZIONALE
                                                                   1999             2000               2001                2002
5.0.1. PREVISIONI DI SPESA                                          306
5.1.1. PREVISIONI DI ENTRATA
5.2.   METODO DI CALCOLO:
       FINANZIAMENTO POSSIBILE A MEZZO STANZIAMENTI ISCRITTI NEL CAPITOLO
       CORRISPONDENTE DEL BILANCIO?                                                                                      Si/NO
6.1.   FINANZIAMENTO POSSIBILE PER STORNO DI FONDI DA CAPITOLO A CAPITOLO DEL
       BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE?                                                                                 SU NO
6.2.   NECESSITÀ DI UN BILANCIO SUPPLEMENTARE?                                                                           SI/NO
6.3.   STANZIAMENTI DA ISCRIVERE NEI BILANCI SUCCESSIVI?                                                                 SI/NO
OSSERVAZIONI:           La mancanza di stanziamenti è stata causata dalla riduzione di 1 000 milioni di ecu intervenuta nel PB
                        1997. Qualora nel corso dell'esercizio gli stanziamenti globali della rubrica 1 risultino insufficienti, la
                        Commissione alimenterà mediante storno le linee interessate di questo capitolo. In caso di insufficienza
                        globale, la Commissione proporrà di mobilitare gli stanziamenti necessari mediante BRS, secondo
                        quanto convenuto nella dichiarazione congiunta del Consiglio e della Commissione del 21 luglio 1996.
                                                               15
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO
Le recenti rivalutazioni della sterlina irlandese, della lira sterlina e della lira italiana
rendono necessaria l'adozione di alcuni provvedimenti.
La misura proposta evita l'applicazione degli articoli 7 e 8 del regolamento (CEE) n.
3813/92 che rischierebbe di avere un'incidenza finanziaria sul bilancio 1998 e sugli
esercizi successivi dell'ordine di 1 800 milioni di ecu. Il costo della misura è calcolato
sulla situazione monetaria in data 21.1.1997.
Per quanto riguarda gli importi massimi degli aiuti compensativi, questi ultimi sono
calcolati in base alle ultime previsioni disponibili al momento in cui sono fissati dalla
Commissione.
Costo della misura (in milioni di ecu)
1997                                    IRL      UK          lì       TOTALE
- aiuto compensativo                     62      104         97           263
1998
- aiuto compensativo                     41        69        65           175
- blocco tasso verde                       -     143         51           194
TOTALE                                   41      212        116           369
1999
- aiuto compensativo                     21        35        32            88
- blocco tasso verde                      -      167         51           218
TOTALE                                   21      202         83           306
                                             16
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 59 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                       03 01
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-049-IT-C
                                                             ISBN 92-78-15666-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo