CELEX: 62015TN0309
Language: it
Date: 2015-06-05 00:00:00
Title: Causa T-309/15 P: Impugnazione proposta il 5 giugno 2015 da CW avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica del 26 marzo 2015, causa F-124/13, CW/Parlamento

20150731056617072015/C 270/463092015TC27020150817IT01ITINFO_JUDICIAL20150605373711Causa T-309/15 P: Impugnazione proposta il 5 giugno 2015 da CW avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica del 26 marzo 2015, causa F-124/13, CW/Parlamento
 ---documentbreak--- C2702015IT3710120150605IT0046371371Impugnazione proposta il 5 giugno 2015 da CW avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica del 26 marzo 2015, causa F-124/13, CW/Parlamento
   (Causa T-309/15 P)2015/C 270/46Lingua processuale: l’inglese
      Parti
   
   
      Ricorrente: CW (Bruxelles, Belgio) (rappresentante: C. Bernard-Glanz, avvocato)
   
      Controinteressato nel procedimento: Parlamento europeo
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
            —
         
         
            dichiarare l’impugnazione ammissibile;
         
      
            —
         
         
            annullare la sentenza impugnata;
         
      
            —
         
         
            annullare la decisione contestata e la decisione recante rigetto del reclamo;
         
      
            —
         
         
            accordare un risarcimento danni; e
         
      
            —
         
         
            condannare il Parlamento europeo alle spese.
         
      
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce due motivi.
   
            1.
         
         
            Primo motivo, vertente sul fatto che il Tribunale della funzione pubblica avrebbe snaturato elementi di prova e commesso un errore di diritto ritenendo che, nella decisione recante rigetto del reclamo, l’autorità che ha il potere di nomina avesse inteso confermare il contenuto della decisione di diniego di assistenza.
         
      
            2.
         
         
            Secondo motivo, vertente sul fatto che il Tribunale della funzione pubblica avrebbe snaturato elementi di prova e commesso un errore di diritto ritenendo che il Parlamento non fosse incorso in un errore manifesto di valutazione nella sua scelta di misure e metodi per applicare l’articolo 24 dello Statuto dei funzionari.