CELEX: 51999PC0403
Language: it
Date: 1999-07-28
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Bulgaria

Avis juridique important

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51999PC0403

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Bulgaria  /* COM/99/0403 def. - CNS 99/0165 */  

Gazzetta ufficiale n. C 307 E del 26/10/1999 pag. 0046 - 0048

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Bulgaria (presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. introduzioneDall'introduzione di un programma di riforme di ampia portata, verso la metà del 1997, la situazione macroeconomica in Bulgaria ha registrato un notevole miglioramento. Il programma in oggetto, sostenuto da un accordo di stand-by con l'FMI, prevedeva l'introduzione di un regime di "currency board", un inasprimento della politica fiscale ed un rinnovato impegno per l'attuazione di riforme strutturali. I risultati del programma in termini di stabilizzazione sono stati estremamente positivi. La crescita economica ed i salari reali hanno registrato una ripresa rispetto ai bassi livelli degli inizi del 1997, l'inflazione è diminuita rapidamente grazie alla stabilizzazione del tasso di cambio e le riserve di valuta estera sono aumentate sensibilmente. Sul fronte delle riforme strutturali sono state adottate importanti misure per far avanzare il processo di transizione verso un'economia di mercato. Le risorse fornite dall'FMI e dalla Banca mondiale quale contributo finanziario al programma del governo sono state integrate da un prestito a sostegno della bilancia dei pagamenti di 250 milioni di ECU concesso dalla Comunità e da un contributo supplementare del Gruppo dei 24 paesi industrializzati. Tenuto conto del rispetto da parte della Bulgaria delle condizioni contenute nel Memorandum d'intesa, nel 1998 sono state erogate integralmente entrambe le quote del prestito comunitario.Lo scorso autunno il governo bulgaro ha presentato domanda per beneficiare di ulteriore assistenza macrofinanziaria da parte della Comunità a sostegno del suo nuovo programma economico, in favore del quale l'FMI aveva già approvato lo scorso settembre un accordo triennale nell'ambito dell'Extended Fund Facility. Il 21 aprile 1999, la Commissione europea e la Banca mondiale hanno organizzato congiuntamente una riunione ad alto livello del G-24 e del Gruppo consultivo per esaminare i progressi realizzati dalla Bulgaria in materia di stabilizzazione e riforme strutturali e per mobilitare un sostegno complementare da parte dei creditori ufficiali al fine di contribuire a coprire il fabbisogno di finanziamento esterno del paese per il 1999. Tenuto conto del parere favorevole del comitato economico e finanziario, in occasione della riunione, la Commissione ha annunciato la sua intenzione di proporre la concessione di assistenza macrofinanziaria alla Bulgaria a concorrenza massima di 100 milioni di euro. Anche alcuni donatori bilaterali hanno dato indicazioni preliminari di disponibilità ad offrire un sostegno finanziario al programma di riforme della Bulgaria.Le relazioni della Bulgaria con l'Unione europea sono disciplinate dall'Accordo europeo entrato in vigore il 1  febbraio 1995. Il 14 dicembre 1995 la Bulgaria ha presentato la propria candidatura per entrare a far parte dell'Unione. Nel dicembre 1997, sulla base del parere della Commissione, il Consiglio europeo di Lussemburgo ha deciso di lanciare un processo di adesione che comprende la Bulgaria, nonché gli altri paesi PECO candidati all'adesione e Cipro. Il Consiglio ha finora approvato tre prestiti macrofinanziari in favore della Bulgaria nell'ambito di una serie di programmi sostenuti dall'FMI.2. Situazione economica e progressi realizzati in materia di stabilizzazione e di riforme strutturaliDue anni dopo la profonda crisi economica degli inizi del 1997, la situazione economica in Bulgaria è notevolmente migliorata. Le difficoltà economiche, che si stavano accumulando nel corso del 1996, sono culminate nel febbraio 1997 nella caduta del governo socialista e in una spinta iperinflazionistica. La vittoria travolgente del Fronte democratico unito alle elezioni dell'aprile 1997 ha dato lo slancio necessario per le riforme della politica economica così a lungo attese. Il nuovo governo ha optato per una strategia di stabilizzazione incentrata sul regime di "currency board" che l'FMI ha acconsentito a sostenere mediante un accordo di stand-by. L'ambizioso programma di riforme unito al deciso impegno del governo per la sua attuazione hanno convinto la Banca mondiale, l'UE ed altri creditori ufficiali a fornire ulteriore sostegno.Considerevoli passi avanti verso la stabilizzazione macroeconomica sono stati compiuti nel 1997. Dopo una recessione durata un anno e mezzo, nel secondo semestre del 1997 è cominciata la ripresa dell'attività economica. Il meccanismo del "currency board" ha condotto ad una rimonetarizzazione dell'economia che ha contribuito ad una rapida discesa dei tassi d'interesse. Dal dicembre 1997, il tasso base d'interesse ha fluttuato tra il 5% ed il 6%, rispetto al 200% degli inizi del 1997. L'inflazione ha rallentato ad un ritmo più rapido di quello previsto. I risultati sotto il profilo del bilancio sono stati migliori di quanto programmato. Tassi d'interesse nominali nettamente inferiori ed entrate fiscali maggiori di quanto previsto hanno fatto scendere il disavanzo pubblico al 2,6% del PIL, rispetto all'obiettivo rivisto del 4%. Un ingente saldo attivo delle partite correnti in combinazione con flussi significativi di investimenti diretti esteri ha condotto ad un sostanziale aumento delle riserve di valuta estera della Banca centrale.Malgrado il contesto esterno meno favorevole, nel 1998 l'andamento economico ha continuato ad essere positivo. Dopo che nel 1996-97 si era avuta una contrazione pari ad un complessivo 17%, nel 1998 il PIL in termini reali sarebbe aumentato, secondo le stime, del 4%. L'inflazione ha continuato a rallentare, in parte rispecchiando la caduta dei prezzi internazionali dell'energia e delle materie prime. Il tasso d'inflazione alla fine dell'anno era pari all'1%, ben al di sotto del 16% delle previsioni alla base del bilancio.Nel 1998, come nel 1997, i risultati del bilancio si sono rivelati migliori di quanto previsto. A seguito di entrate fiscali inaspettatamente elevate e del contenimento della spesa, il bilancio consolidato ha registrato un attivo dell'1% del PIL, a fronte di un previsto disavanzo dell'1,7%. Fattori straordinari sono stati all'origine di un gettito tributario più elevato del previsto per quanto concerne le imposte sulle persone fisiche e le imposte sulle società. Le modifiche della legislazione fiscale hanno avuto ripercussioni positive anche sul gettito IVA.Tuttavia, nel 1998, l'andamento dei conti con l'estero è stato meno favorevole che nell'anno precedente. Dopo aver registrato, nel 1997, un consistente saldo attivo, la bilancia commerciale e quella delle partite correnti hanno chiuso con un saldo passivo, in parte a seguito delle ripercussioni negative della crisi russa sull'economia bulgara.I risultati raggiunti in termini di stabilizzazione nel 1997 ed il loro consolidamento nel 1998 sono in buona parte dovuti all'impegno del governo in favore del regime di "currency board" (CBA). Nell'ambito di tale regime, l'obiettivo della Banca centrale è quello di promuovere la stabilità della valuta. Il 1  gennaio 1999 il marco tedesco è stato sostituito dall'euro come valuta di riferimento.Il 1997 ed il 1998 hanno visto un nuovo impulso delle riforme strutturali. Sono state adottate misure per liberalizzare l'economia, compresa l'abolizione della maggior parte dei controlli sui prezzi, l'eliminazione dei divieti di esportazione per i prodotti agricoli ed una riduzione della sovrattassa sulle importazioni. Inoltre, circa l'80% dei terreni agricoli sono stati restituiti ai loro proprietari. Per quanto riguarda le imprese di proprietà dello Stato, è stata rilanciata la privatizzazione. Tuttavia, dopo lo slancio iniziale alla base dei che progressi registrati verso la metà del 1997, nel 1998 il ritmo del processo di privatizzazione è rallentato. Le autorità sono anche riuscite a limitare parzialmente le perdite delle imprese statali ed a promuoverne la ristrutturazione isolando dal sistema bancario le principali imprese in perdita.Nel settore finanziario sono state introdotte importanti riforme del settore bancario per accompagnare il regime di "currency board" e sono stati adottati provvedimenti per rafforzare le disposizioni in materia di vigilanza prudenziale ed introdurre un sistema limitato di assicurazione dei depositi. Passi avanti sono stati compiuti per quanto riguarda il rafforzamento della vigilanza bancaria e si è proceduto alla chiusura degli enti creditizi più deboli. Di conseguenza, la posizione finanziaria del settore bancario è notevolmente migliorata. Tuttavia le banche devono ancora consolidare ulteriormente i loro bilanci e ridurre i costi di gestione e continuano a mostrare una certa debolezza nell'adempimento del loro ruolo di intermediari finanziari. La privatizzazione delle banche procede lentamente. Due delle sette banche statali sono state privatizzate negli ultimi due anni.3. Il programma economico a medio termine della bulgariaDa quando, nel giugno 1998, è giunto a scadenza l'accordo di stand-by, le autorità bulgare hanno iniziato a dare attuazione ad un ambizioso programma economico a medio termine. Basandosi sui risultati positivi conseguiti a partire dalla metà del 1997 e riconoscendo che ancora molto resta da fare per trasformare la Bulgaria in un'economia di mercato competitiva, il governo ha reiterato il proprio impegno per le riforme e ha concordato con l'FMI un programma di ampio respiro di aggiustamento e di riforme economiche relativo al periodo luglio 1998-giugno 2001.Il programma delle autorità bulgare è volto al raggiungimento di una crescita economica sostenuta e sostenibile, portando avanti al tempo stesso il processo di trasformazione dell'economia bulgara in un'economia di mercato competitiva. I principali elementi del programma sono la continuazione del regime di "currency board", rafforzato da politiche fiscali prudenti e da riforme strutturali. Le autorità bulgare intendono mantenere un bilancio sottostante sostanzialmente in pareggio, con la possibilità di un disavanzo effettivo non superiore al 2% a copertura dei costi di transizione legati alle riforme strutturali e dell'incremento degli investimenti pubblici in infrastrutture. Per aumentare la sostenibilità fiscale a medio termine, il programma comprende misure volte a migliorare la trasparenza fiscale, potenziare l'efficienza e la gestione del sistema impositivo e riformare i principali sistemi di spesa (assistenza sociale, assistenza sanitaria e pensioni).Il programma a medio termine si concentra sulla privatizzazione quale strumento più efficace per rafforzare la disciplina finanziaria nelle imprese e nelle banche di proprietà dello Stato. Il governo prevede di completare la privatizzazione di tutte le imprese commerciali, nonché di una parte significativa delle imprese di servizi pubblici, entro la fine del 1999. Fino al momento della privatizzazione, la disciplina finanziaria nelle imprese statali verrà rafforzata attraverso una migliore applicazione della politica dei redditi, il proseguimento della separazione delle imprese in perdita dal sistema bancario ed una più rigorosa applicazione delle disposizioni in materia di fallimento. Nel settore finanziario, le autorità bulgare intendono privatizzare le principali banche statali restanti. La privatizzazione delle banche, accompagnata dall'elaborazione di un adeguato quadro giuridico e regolamentare, contribuirà ad aumentare il livello dell'intermediazione finanziaria, mentre una più rigorosa vigilanza prudenziale sulle banche dovrebbe contribuire a migliorare ulteriormente la posizione finanziaria del sistema bancario. Altre riforme strutturali e misure di liberalizzazione comprendono la riforma del settore energetico, l'ulteriore liberalizzazione del regime di cambio e di quello degli scambi, la liberalizzazione delle politiche agricole e le riforme giuridiche e giudiziarie necessarie per il corretto funzionamento di un'economia di mercato.4. Andamento della bilancia dei pagamenti e fabbisogno di finanziamentoDopo l'accordo di ristrutturazione del debito e del servizio del debito (RDSD) firmato dalla Bulgaria con i creditori commerciali esteri nel luglio 1994, il paese ha regolarmente onorato le sue obbligazioni finanziarie verso l'estero.Il contesto estero sfavorevole creato dalla crisi asiatica e da quella russa ha avuto ripercussioni negative sull'andamento della bilancia dei pagamenti nel 1998 e si prevede che continuerà ad indebolire la posizione della Bulgaria nei confronti dell'estero anche nel 1999. Il bilancio delle partite correnti è passato da un consistente avanzo nel 1997 ad un deficit stimato pari al 2¼% del PIL nel 1998, in quanto le importazioni sono state stimolate dalla ripresa della domanda interna e le esportazioni si sono ridotte a seguito di una diminuzione della domanda estera e di una caduta dei prezzi delle principali esportazioni. Per quanto riguarda la bilancia dei movimenti di capitale, gli afflussi di investimenti esteri, ingenti nel 1997, si sono ridotti in misura significativa nel 1998, come conseguenza delle turbolenze sui mercati finanziari internazionali e del rallentamento del processo di privatizzazione. Tuttavia, la riduzione degli afflussi di capitali è stata parzialmente compensata dagli ingenti esborsi da parte dei creditori ufficiali, che hanno contribuito ad incrementare ulteriormente le riserve della Banca centrale. Alla fine del 1998, queste ammontavano a 2,7 miliardi di euro, l'equivalente di più di sei mesi di importazioni di beni e servizi.Tenuto conto delle condizioni esterne meno favorevoli del previsto, alla fine di marzo l'FMI ha rivisto le proiezioni relative alla bilancia dei pagamenti della Bulgaria. Se non si tiene conto degli effetti della crisi nel Kosovo, secondo le stime attuali, nel 1999 il disavanzo delle partite correnti dovrebbe raggiungere il 4,5% del PIL, rispetto alla proiezione iniziale di un disavanzo del 3%. I volumi delle importazioni dovrebbero aumentare moderatamente, mentre quelli delle esportazioni dovrebbero continuare a registrare una diminuzione a causa del calo dei prezzi sui mercati mondiali e delle ristrutturazioni delle imprese attualmente in corso. Per quanto concerne la crisi nel Kosovo, le sue ripercussioni sull'economia bulgara dipenderanno dalla durata del conflitto. I principali fattori attraverso i quali tale conflitto potrebbe influenzare l'economia bulgara sono l'aumento dei costi di trasporto dovuti alla chiusura della frontiera con la Serbia, una perdita delle entrate derivanti dagli scambi e dal turismo ed il clima di accresciuta incertezza che pesa sugli investimenti e che influirà sulla fiducia degli investitori esteri rendendo più onerosa l'assunzione di prestiti sui mercati dei capitali internazionali.A sostegno del programma di riforme della Bulgaria, il 28 settembre 1998 l'FMI ha approvato un accordo triennale con tale paese nell'ambito dell'Extended Fund Facility. L'accesso ai finanziamenti dell'FMI, secondo quanto previsto dall'accordo, è del valore di 627,6 milioni di DSP (circa 860 milioni di USD), ripartiti in 12 tranche di 52,3 milioni di DSP nell'arco del periodo coperto dal programma. Finora il programma ha dato buoni risultati rendendo possibile lo svincolo delle prime tre tranche previste dall'accordo.Inoltre, la Banca mondiale intende sostenere lo sforzo di riforma compiuto dalla Bulgaria mediante un contributo di complessivi 365 milioni di USD nel periodo 1999-2001. Un Social Protection Adjustment Loan (SPAL) è già stato autorizzato nel novembre 1998. Oltre a ciò, la Banca mondiale è disposta a concedere due Financial and Enterprise Sector Adjustment Loans (FESAL), nonché prestiti a sostegno delle riforme per l'aggiustamento del settore agricolo e di quello ambientale.Tuttavia, anche dopo aver preso in considerazione i contributi dell'FMI e della Banca mondiale, dal programma risulta ancora un fabbisogno di finanziamento residuo consistente per il periodo 1999-2001. Secondo le proiezioni rivedute presentate dall'FMI alla riunione congiunta del G-24 e del Gruppo consultivo, senza tenere conto delle conseguenze della crisi nel Kosovo, si stima che il fabbisogno di finanziamento residuo per il 1999 ammonti ancora a 500 milioni di USD. Qualora la crisi si risolva rapidamente, il conflitto comporterebbe un incremento di circa 100 milioni di USD del fabbisogno di finanziamento. In caso contrario, presupponendo un protrarsi della crisi, il fabbisogno di finanziamento complementare dovuto al conflitto potrebbe essere dell'ordine di 300-400 milioni di USD.A meno che non si trovi una copertura per il fabbisogno residuo, la capacità della Bulgaria di dare attuazione al suo programma di aggiustamento e di riforme e di far fronte ai suoi impegni finanziari verso l'estero verrebbe rimessa in discussione. Il successo del programma del governo bulgaro dipende in primo luogo dalla sua decisa attuazione da parte delle autorità nazionali. A questo proposito, tenuto conto del continuo deteriorarsi del contesto esterno, le autorità bulgare si sono impegnate a raddoppiare i propri sforzi in favore delle riforme strutturali ed a seguire una politica di bilancio più restrittiva. Il sostegno finanziario è tuttavia necessario anche da parte della comunità internazionale, ed in particolare da parte dell'Unione europea, in quanto la Bulgaria è un paese candidato all'adesione i cui progressi in tal senso dipendono notevolmente dalla riuscita dell'attuazione del programma.5. Assistenza macrofinanziaria ulteriore proposta e principali caratteristiche del prestitoLa Commissione propone che la Comunità metta a disposizione della Bulgaria un prestito a sostegno della bilancia dei pagamenti a concorrenza massima di 100 milioni di euro per una durata non superiore a dieci anni. La durata proposta per il prestito è identica a quella del prestito precedente concesso alla Bulgaria ed è in linea con le prospettive a medio e lungo termine della bilancia dei pagamenti del paese la quale, secondo le previsioni, nei prossimi anni dovrebbe far registrare un fabbisogno di finanziamento molto consistente.L'assistenza verrebbe concessa nell'ambito dell'attuale accordo esteso ed andrebbe ad integrare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni finanziarie internazionali e da altri donatori bilaterali.L'assistenza verrebbe erogata in due quote, subordinatamente alla soddisfacente messa in atto del programma economico concordato con l'FMI ed alla realizzazione di progressi nel campo delle riforme strutturali (incluso il rispetto di una serie di criteri relativi ai risultati da raggiungere). Il comitato economico e finanziario sarebbe consultato prima di ogni erogazione.Come per operazioni simili a favore di altri paesi partner, la Comunità si procurerebbe i fondi grazie all'assunzione sul mercato di prestiti garantiti dal bilancio generale. La Bulgaria contrarrebbe successivamente un prestito con la Comunità. Le operazioni di erogazione e assunzione del prestito sarebbero esattamente coincidenti ed escluderebbero qualsiasi rischio commerciale per la Comunità.Secondo il meccanismo del Fondo di garanzia, sotto il profilo del bilancio, la decisione di mettere a disposizione della Bulgaria un finanziamento fino a 100 milioni di euro comporterebbe un accantonamento al Fondo di 14 milioni di euro.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della BulgariaIL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [1],[1]   GU Cvisto il parere del Parlamento europeo [2],[2]   GU C(1) considerando che la Commissione, prima di presentare la sua proposta, ha consultato il comitato economico e finanziario;(2) considerando che la Bulgaria sta intraprendendo riforme economiche fondamentali e sta compiendo sforzi considerevoli per instaurare un'economia di mercato in grado di funzionare correttamente;(3) considerando che la Bulgaria e l'Unione europea hanno stipulato un Accordo europeo che istituisce un rapporto di associazione;(4) considerando che, nella sua riunione a Lussemburgo del dicembre 1997, il Consiglio europeo ha deciso di lanciare un processo di adesione comprendente la Bulgaria, insieme agli altri paesi PECO candidati e Cipro;(5) considerando che nel settembre 1998 la Bulgaria ha concordato con il Fondo monetario internazionale (FMI) un accordo nell'ambito dell'Extended Fund Facility (EFF) a sostegno del programma di aggiustamento e di riforme elaborato dalle autorità bulgare;(6) considerando che nell'aprile 1998 la Banca mondiale ha adottato in favore della Bulgaria una Country Assistance Strategy triennale che prevede ingenti finanziamenti in favore di interventi di aggiustamento e di investimenti a sostegno degli sforzi compiuti dalla Bulgaria per attuare riforme in settori prioritari;(7) considerando che le autorità della Bulgaria hanno presentato richiesta di assistenza finanziaria alle istituzioni finanziarie internazionali, alla Comunità e ad altri donatori bilaterali; che al di là dei finanziamenti che potrebbero essere prevedibilmente messi a disposizione da parte dell'FMI e della Banca mondiale resta da coprire un consistente fabbisogno di finanziamento residuo durante il periodo cui si riferisce il programma, al fine di rafforzare le riserve valutarie del paese e di sostenere gli obiettivi politici del programma di riforme del governo;(8) considerando che un prestito comunitario a lungo termine in favore della Bulgaria è uno strumento atto ad alleggerire i vincoli finanziari esterni che gravano sul paese, sostenendo la bilancia dei pagamenti e rafforzando le riserve valutarie;(9) considerando che è opportuno che il prestito della Comunità sia gestito dalla Commissione;(10) considerando che per l'adozione della presente decisione il trattato non prevede poteri diversi da quelli di cui all'articolo 308,DECIDE:Articolo 11. La Comunità concede alla Bulgaria un prestito a lungo termine per un importo massimo di 100 milioni di euro in conto capitale, per una durata massima di dieci anni, al fine di garantire la sostenibilità della bilancia dei pagamenti ed incoraggiare l'attuazione delle necessarie riforme strutturali.2. A tal fine, la Commissione è abilitata all'assunzione di prestiti a nome della Comunità europea per raccogliere i fondi necessari, che verranno messi a disposizione della Bulgaria attraverso la concessione di un prestito alla medesima.3. Tale prestito è gestito dalla Commissione in stretta consultazione con il comitato economico e finanziario, secondo criteri conformi ai termini degli accordi conclusi tra l'FMI e la Bulgaria.Articolo 21. Previa consultazione del comitato economico e finanziario, la Commissione è abilitata a negoziare con le autorità della Bulgaria le condizioni di politica economica cui è subordinato il prestito. Tali condizioni sono compatibili con gli accordi di cui all'articolo 1, paragrafo 3.2. La Commissione verifica, ad intervalli regolari, in collaborazione con il comitato economico e finanziario e in stretto coordinamento con l'FMI, che la politica economica della Bulgaria sia conforme agli obiettivi del prestito in oggetto e che le condizioni cui questo è subordinato siano soddisfatte.Articolo 31. Il prestito è messo a disposizione della Bulgaria in due quote. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 2, la prima quota viene svincolata subordinatamente alla soddisfacente messa in atto del programma macroeconomico della Bulgaria nell'ambito dell'attuale accordo EFF concordato con l'FMI.2. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 2, la seconda quota è svincolata subordinatamente al proseguimento soddisfacente del programma di aggiustamento e di riforme della Bulgaria e almeno tre mesi dopo lo svincolo della prima.3. I fondi sono versati alla Banca nazionale bulgara.Articolo 41. Le operazioni di assunzione ed erogazione del prestito di cui all'articolo 1 comportano valuta identica e gli eventuali cambiamenti di scadenza, rischi di cambio o di tasso d'interesse o altri rischi commerciali non sono a carico della Comunità.2. La Commissione prende le disposizioni necessarie, qualora la Bulgaria decida in tal senso, per includere nelle condizioni del prestito una clausola di rimborso anticipato e per consentire l'esercizio di tale facoltà.3. Su richiesta della Bulgaria, e qualora le circostanze consentano un miglioramento del tasso d'interesse sui prestiti, la Commissione può procedere ad un rifinanziamento della totalità o di parte dei prestiti da essa inizialmente assunti e ad una revisione delle relative condizioni finanziarie. Tali operazioni sono effettuate alle condizioni di cui al paragrafo 1 e non possono comportare un prolungamento della durata media del prestito assunto, né un aumento dell'ammontare, al tasso di cambio corrente, del capitale non ancora rimborsato alla data delle suddette operazioni.4. Le spese sostenute dalla Comunità per la conclusione e l'esecuzione dell'operazione di cui alla presente decisione sono a carico della Bulgaria.5. Il comitato economico e finanziario è informato almeno una volta all'anno dello svolgimento delle operazioni di cui ai paragrafi 2 e 3. Articolo 5Almeno una volta all'anno, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione, comprensiva di una valutazione, sull'attuazione della presente decisione.Fatto a Bruxelles, addì Per il Consiglio Il PresidenteALLEGATORISORSE DI BILANCIO NECESSARIE PER GLI ACCANTONAMENTI AL FONDO DI GARANZIA NEL 1999 E MARGINE FIGURATIVO NEL QUADRO DELLA RISERVA PER PRESTITI E GARANZIE A FAVORE DI ED IN PAESI TERZI(in milioni di euro)Operazioni // Base di calcolo [3] // Accantonamenti al fondo [4] // Margine di riserva[3]   La base di approvvigionamento del fondo è calcolata applicando i tassi della copertura mediante garanzia in vigore, cioè il 70% (per i prestiti concessi dalla BEI nell'ambito dei nuovi mandati), il 75% (per i prestiti concessi dalla BEI nell'ambito dei vecchi protocolli) o il 100% (per i prestiti concessi nell'ambito dell'assistenza macrofinanziaria).[4]   Sulla base delle norme relative agli accantonamenti al fondo di cui al regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 del Consiglio, del 31 ottobre 1994, poiché il fondo ha raggiunto l'importo-obiettivo al 31.12.1997, la percentuale di versamento è stata ridotta al 14%. //  //  //  // 346,0  [5][5]   Ammontare della riserva per prestiti e garanzie a favore di ed in paesi terzi per il 1999, fissata nell'ambito delle prospettive finanziarie.Operazioni decise // BEI/Nuovi mandati [6] //  //  // [6]   Importi annuali stimati dei prestiti da firmare per il 1999 e correzione degli importi già versati al fondo per tenere conto dei prestiti effettivamente firmati alla fine del 1998: versamento 5/99 al fondo di garanzia. // PECO // 872,9 // 122,2 // 223,8 // ALA // 218,1 // 30,5 // 193,3 // Sudafrica // 143,5 // 20,1 // 173,2 // MED // 351,4 // 49,2 // 124,0 // ERIM // 38,5 // 5,4 // 118,6 // Bosnia // 42,0 // 5,9 // 112,7 // BEI/Vecchi protocolli6 //  //  //  // Siria // -30 // -4,2 // 116,9 // Assistenza macrofinanziaria //  //  //  // Albania III // 20 // 2,8 // 114,1 // Bosnia I // 20 // 2,8 // 111,3Operazioni proposte // BEI/Turchia [7] // 105 // 14,7 // 96,6[7]   Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'attuazione di un'azione speciale di cooperazione finanziaria a favore della Turchia (COM(95) 389/3). // BEI/Croazia [8] // 35 // 4,9 // 91,7[8]   Accordo di cooperazione CE/Croazia (SEC(95) 180/def.). // Assistenza macrofinanziaria //  //  //  // Bulgaria IV [9] // 100 // 14,0 // 77,7[9]   Proposta della Commissione. // Romania IV9 // 200 // 28,0 // 49,7SCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneUlteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Bulgaria2. Linea di bilancioLinea B0-211: garanzia della Comunità europea sui programmi di prestiti assunti dalla Comunità per concedere un'assistenza finanziaria a favore di paesi terzi dell'Europa centrale e orientale.3. Base giuridicaArticolo 308 del trattato.4. Descrizione e motivazione dell'azionea) Descrizione dell'azioneConcessione alla Bulgaria di un prestito comunitario (da finanziarsi mediante l'assunzione di prestiti da parte della Comunità sui mercati internazionali dei capitali) per un importo massimo di 100 milioni di euro, al fine di sostenere l'impegno di riforma del governo.b) Motivazione dell'azioneLa sostenibilità della posizione verso l'estero della Bulgaria dipende dall'assistenza finanziaria esterna fornita da fonti ufficiali.5. Classificazione della spesaObbligatoria.6. Natura della spesaAttivazione potenziale della garanzia di bilancio per un debito assunto dalla Comunità allo scopo di finanziare il prestito alla Bulgaria.7. Incidenza finanziariaa) Metodo di calcoloLa valutazione dell'importo degli aiuti ritenuti necessari è basata sulle stime attuali del fabbisogno residuo di finanziamento estero della Bulgaria.Si propone un'iscrizione "per memoria", poiché non è possibile determinare in anticipo l'importo e il momento di un eventuale ricorso a questa linea di bilancio, e poiché si auspica che tale ricorso non debba mai avvenire.b) Incidenza dell'azione sugli stanziamenti d'interventoLa linea di bilancio relativa alla garanzia per il prestito sarà attivata solo in caso di effettivo ricorso alla garanzia.c) Finanziamento della spesa d'interventoIn caso di eventuale ricorso alla garanzia di bilancio:- Ricorso al Fondo di garanzia istituito dal regolamento (CE, Euratom) n. 2728 del Consiglio, del 31 ottobre 1994.- Ove le risorse del Fondo di garanzia non si rivelassero sufficienti, si procederebbe a finanziare i pagamenti supplementari a carico del bilancio mediante storno:  degli eventuali importi ancora restanti nella riserva per garanzie;  degli eventuali pagamenti tardivi al bilancio per i quali sia stata attivata la garanzia di bilancio (ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 3 del regolamento finanziario);  degli importi disponibili nel rispetto del massimale previsto per la categoria 4 delle attuali prospettive finanziarie o relativa ridistribuzione.- Per adempiere ai suoi obblighi, la Commissione può provvedere in via provvisoria al servizio del debito mediante fondi di tesoreria. In tal caso si applica l'articolo 12 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989.8. Misure antifrode previsteI versamenti verranno effettuati direttamente a favore della Banca centrale del paese beneficiario solo dopo che i servizi della Commissione avranno verificato, in consultazione con il comitato economico e finanziario ed in collegamento con i servizi dell'FMI e della Banca Mondiale, l'adeguatezza delle politiche macroeconomiche attuate in tale paese ed il rispetto delle specifiche condizioni connesse all'assistenza in questione.9. Elementi d'analisi costo-efficaciaa) Giustificazione dell'azione ed obiettivi specificiSostenendo l'impegno di riforma macroeconomica della Bulgaria ed integrando i finanziamenti concessi dalla comunità internazionale nel contesto del programma concordato con l'FMI, l'assistenza proposta allevierà i vincoli di finanziamento estero del paese, favorirà la transizione verso un'economia di mercato e migliorerà le sue prospettive di crescita.b) Controllo e valutazioneLa presente assistenza ha carattere macroeconomico; il controllo e la valutazione della stessa sono realizzati nel quadro del programma di aggiustamento e di riforma sostenuto dall'FMI, attualmente messo in atto dalla Bulgaria.I servizi della Commissione effettueranno il controllo dell'azione sulla base di un opportuno sistema di indicatori macroeconomici e strutturali da stabilire di concerto con le autorità del paese beneficiario. Essi rimarranno inoltre in stretto contatto con i servizi dell'FMI e della Banca Mondiale al fine di beneficiare della valutazione da parte di questi ultimi dei risultati ottenuti dalla Bulgaria sotto il profilo delle riforme.La proposta di decisione del Consiglio prevede la presentazione di una relazione annuale al Parlamento europeo, che comporterà una valutazione dell'attuazione data all'operazione in questione.10. Spese amministrativeLa presente azione ha carattere eccezionale e non comporta alcun aumento del personale della Commissione.