CELEX: E1997C0121
Language: it
Date: 1997-04-24 00:00:00
Title: DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 121/97/COL del 24 aprile 1997 relativa ad un procedimento di applicazione dell'articolo 53 dell'accordo SEE nel caso COM 020.0130 - TFB (I testi in lingua norvegese ed inglese sono i soli facenti fede)

Avis juridique important

|

E1997C0121

DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 121/97/COL del 24 aprile 1997 relativa ad un procedimento di applicazione dell'articolo 53 dell'accordo SEE nel caso COM 020.0130 - TFB (I testi in lingua norvegese ed inglese sono i soli facenti fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 284 del 16/10/1997 pag. 0091 - 0103

DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA N. 121/97/COL del 24 aprile 1997 relativa ad un procedimento di applicazione dell'articolo 53 dell'accordo SEE nel caso COM 020.0130 - TFB (I testi in lingua norvegese ed inglese sono i soli facenti fede) L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE), in particolare l'articolo 1 del protocollo 21,visto il capitolo II del protocollo 4 dell'Accordo tra gli Stati EFTA che istituisce un'Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia («accordo vigilanza e Corte»), in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,vista la domanda di attestazione negativa e di notifica di esenzione presentata dalla Treforedlingsindustriens Bransjeforening, a norma degli articoli 2, 4 e 5 del capitolo II del protocollo 4 dell'accordo vigilanza e Corte,vista la decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA, del 3 luglio 1996, di dare inizio al procedimento nel caso in oggetto,dopo aver dato alle imprese interessate e alle altre persone fisiche o giuridiche aventi sufficiente interesse al riguardo la possibilità di rendere noto il loro parere sulle obiezioni sollevate dall'Autorità di vigilanza EFTA nella sua dichiarazione di obiezioni del 3 luglio 1996, a norma dell'articolo 19, paragrafi 1 e 2 del capitolo II del protocollo 4 dell'accordo vigilanza e Corte e del capitolo IV del medesimo protocollo,dopo aver sentito il comitato consultivo sulle pratiche restrittive e posizioni dominanti,considerato quanto segue:I. IL FATTO 1. La notifica (1) Il 22 febbraio 1996, la Treforedlingsindustriens Bransjeforening (TFB), l'Associazione norvegese delle industrie di lavorazione del legno, ha notificato a nome dei suoi membri un accordo, datato 22 gennaio 1986, di ripartizione del mercato geografico per l'acquisto di legname in tronchi e di trucioli di legno in Norvegia (il «Virkesfordelingsavtal»). Scopo della notifica era ottenere un'attestazione negativa o l'esenzione dall'articolo 53 dell'accordo SEE. L'accordo notificato non aveva una data fissa di scadenza, ma, secondo la notifica, non era più in vigore sotto il profilo formale (1). Successivamente, il 26 marzo 1996, è stato presentato all'Autorità di vigilanza EFTA un accordo riveduto di ripartizione del mercato, adottato dalla TFB nella sua riunione del 25 marzo 1996 in sostituzione dell'accordo precedente.(2) La notifica comprendeva anche l'accordo implicito tra i membri della TFB, secondo il quale quest'associazione aveva il diritto di negoziare a nome dei suoi membri i prezzi e le altre condizioni commerciali per il legno da pasta, allo scopo di centralizzare le trattative sui prezzi con le associazioni dei proprietari forestali. Tuttavia, le parti hanno poi ritirato la notifica di quest'accordo con lettera del 16 settembre 1996 all'Autorità di vigilanza EFTA, nella quale hanno dichiarato che i membri della TFB avevano deciso di non cooperare tramite tale associazione riguardo alle trattative sui prezzi. Successivamente, le parti hanno confermato per iscritto che tra i membri della TFB non vi è cooperazione per quanto riguarda i prezzi e le altre condizioni commerciali a livello nazionale per gli acquisti di legname in tronchi e di trucioli di legno. Considerati tali sviluppi, l'Autorità di vigilanza EFTA non inizierà nessun ulteriore procedimento al riguardo.2. Le parti 2.1. La TFB(3) La TFB è un forum di cooperazione di tutte le società nel settore industriale norvegese della lavorazione del legno (vedi più oltre), tra l'altro per quanto riguarda l'acquisto di materia a base di legno per questo settore industriale. Secondo lo statuto, lo scopo della TFB è salvaguardare l'interesse comune dei suoi membri, fungendo da forum d'interesse comune per gli scambi commerciali di legno, di carta riciclabile, ecc. e cooperando con le associazioni industriali.(4) Tradizionalmente, una parte delle attività della TFB riguardava le trattative sui prezzi per gli acquisti di legno da pasta e di trucioli da parte dell'industria della carta e della pasta di legno e la loro distribuzione ai membri a norma del suddetto «Virkesfordelingsavtal». Tuttavia, i veri e propri contratti di acquisto vengono conclusi dai membri a titolo individuale o tramite organizzazioni di acquisti in comune.(5) La TFB è gestita dall'assemblea generale e da un consiglio di amministrazione, ma in pratica svolge le sue attività soprattutto tramite gruppi di lavoro, nominati dall'assemblea o dal consiglio di amministrazione, presso i quali sono rappresentati i membri della TFB stessa.(6) Il gruppo di lavoro sull'approvvigionamento in legno («Virkesutvalg», qui di seguito denominato gruppo di approvvigionamento) è responsabile delle questioni relative all'approvvigionamento dei membri della TFB in legno da pasta e in trucioli. Il gruppo di approvvigionamento viene descritto dalla TFB come un forum di discussione sull'attuazione dell'accordo notificato e su problemi politici quali la politica e le infrastrutture forestali.2.2. I membri della TFB (2)(7) Le Borregaard industries Ltd (Borregaard), con un fatturato di 3 155 milioni di NDK, sono la divisione chimica del Gruppo Orkla, il cui fatturato è di 20 800 milioni di NDK. I loro impianti di lavorazione del legno (carta e pasta di legno) comprendono la Hellefos di Hokksund e la Vafos di Kragerø.(8) La M. Peterson & Søn AS è la società del Gruppo Peterson, con un fatturato di 3 390 milioni di NDK nel 1995, attivo nell'industria della carta. La Peterson Moss AS, con un fatturato di 852 milioni di NDK, è l'unico utilizzatore di legname in tronchi nel gruppo e produce copertine kraft.(9) Le Norske Skogindustrier ASA (Norske Skog) sono la massima società norvegese di lavorazione del legno, con un fatturato di 9 170 milioni di NDK. Il gruppo più numeroso di proprietari sono le associazione dei proprietari forestali, che controllano il 30 % [36 % (3)] delle azioni della società. Tra le sue unità, le maggiori utilizzatrici di legno sono la Nordenfjeldske Treforedling, la Follum e la Saugbrugsforening, che producono soprattutto carta, e le Tofte Industrier e le Folla CTMP, che producono soprattutto pasta di legno.(10) La A/S Egelands Verk, con un fatturato di 46 milioni di NDK nel 1995, è attiva nei settori della lavorazione del legno e dell'ingegneria meccanica.(11) Le Hunsfos Fabrikker AS (Hunsfos), con un fatturato di 859 milioni di NDK nel 1995, producono soprattutto carta e pannelli per rivestimenti murali.(12) La Rena Karton AS, con un fatturato di 296 milioni di NDK, produce vari tipi di contenitori di cartone.(13) La Fritzøe Fiber AS, con un fatturato di 209 milioni di NDK nel 1995, è una filiale appartenente integralmente alle Laagen Skogindustrie AS (4) ed opera nei settori della produzione di pasta di legno e, in misura limitata, della generazione di elettricità.(14) La Rygene-Smith & Thommesen AS (Rygene), con un fatturato di 126 milioni di NDK nel 1995, produce pasta di legno.(15) La A/S Union, con un fatturato di 1 250 milioni di NDK nel 1995, opera principalmente nei settori della produzione della carta, della generazione di elettricità degli immobili e terreni commerciali. La Norske Skog possiede il 57,4 % [47,8 % (5)] delle sue azioni.3. L'accordo (16) Il «Virkesfordelingsavtal», qui di seguito indicato come VA, è un accordo all'interno della TFB, tra i suoi membri, imperniato sul principio secondo il quale ogni singolo operatore del settore industriale della lavorazione del legno acquista legname in tronchi e trucioli nella propria «zona naturale di approvvigionamento», determinata dalla vicinanza all'unità di lavorazione interessata e alle rispettive foreste. In base a quote stabilite in passato dalle autorità norvegesi, le società partecipanti sono raggruppate in quattro regioni geografiche, come è indicato nella tabella 1 qui di seguito. A tre di queste regioni sono assegnate quote in forma di percentuali fisse della disponibilità totale di legname in tronchi e trucioli di produzione norvegese. La regione Nord non fa parte di questo sistema di quote. In base all'accordo, la quota assegnata alle singole società viene determinata mediante accordi tra le società stesse in ciascuna regione.>SPAZIO PER TABELLA>(17) Di recente, secondo quanto segnalato dalla TFB, la determinazione geografica di ciascuna regione ha acquistato importanza, mentre in pratica hanno perduto importanza le quote fisse basate sulla disponibilità totale.(18) L'accordo riveduto è in certo modo una versione semplificata del precedente VA. Secondo il suo titolo, esso riguarda la cooperazione nel ripartire i tronchi di conifere ed i trucioli di legno tra tutti i membri della TFB utilizzatori di legname. L'intento dichiarato consiste nell'assicurare, sul mercato norvegese, una logistica razionale dell'offerta di legname in tronchi e di trucioli di legno di produzione norvegese. L'accordo riveduto si basa sulle quote e sulla divisione geografica del precedente VA: con qualche lieve modifica, le regioni geografiche restano le stesse, ma non vi è più un riferimento esplicito alla quota di ciascuna regione.(19) Alcune disposizioni dell'accordo riveduto riguardano la ripartizione tra le regioni del legname in tronchi e dei trucioli: in comuni dove vi è più di un acquirente, «nel breve periodo» si dovrebbe mantenere l'attuale assegnazione, ma lo scopo dichiarato è modificare la distribuzione dei comuni tra gli acquirenti, per ottenere la «logistica più razionale possibile». Per i trucioli i fornitori tradizionali delle imprese interessate dovrebbero rimanere gli stessi.(20) È inoltre previsto che fluttuazioni temporanee dell'offerta o della domanda saranno risolte dai membri della TFB previ dibattiti in sede di gruppo di approvvigionamento. L'accordo sarà riveduto ogni anno dal consiglio di amministrazione della TFB.(21) Non si è costituita nessuna struttura per il funzionamento e l'attuazione del VA, tranne la possibilità di discutere e di accordarsi in sede di gruppo di approvvigionamento sulle questioni relative all'offerta di legno da pasta e di trucioli. Manca anche il coordinamento dei trasporti o di altre attività logistiche previsto nell'accordo.4. Il prodotto (22) Una caratteristica essenziale del legname in tronchi è il lunghissimo tempo di produzione: da quando si pianta l'albero a quando lo si può tagliare con il massimo rendimento economico. Nei paesi nordici possono essere necessari da 70 sino a 100 anni per ottenere ciocchi di legno da segheria delle massime dimensioni. In linea di principio, e sino a un certo limite, la qualità e quindi anche il valore di una foresta aumentano con gli anni: di conseguenza per un proprietario forestale privato normalmente è possibile «ammassare» il legname in tronchi mantenendolo allo stato di albero senza porne a repentaglio il valore.(23) Il legname in tronchi si può definire un prodotto intermedio, che serve per fabbricare prodotti a base di legno quali carta, assi e legno da segheria. I ciocchi, che rappresentano la percentuale di alta qualità della produzione di legname in tronchi, sono venduti soprattutto come legno da segheria alle segherie e alle industrie del legno (qui di seguito indicate collettivamente come segherie), mentre la massima parte di ciò che non è di alta qualità viene venduto come legno da pasta alle industrie della carta e della pasta di legno. Una percentuale inferiore del legname in tronchi prodotto viene utilizzato per il riscaldamento, spesso per uso personale. Della produzione annuale di 10-12 milioni di m³, di norma circa 8-9 milioni di m³ vengono venduti alle industrie del legno come legno da pasta o legno da segheria. Il legname in tronchi prodotto è principalmente di abete rosso (77 %) e di pino (20 %), mentre la produzione di legno di latifoglie, soprattutto di betulla, rappresenta soltanto il 3 % circa del totale.(24) Il legname in tronchi è un prodotto che, per la sua forma, è difficile da maneggiare e presenta un volume massimo rispetto al suo prezzo: i costi di manipolazione, in termini di taglio e di trasporto, sono relativamente elevati e richiedono attrezzi speciali. Secondo le stime, il costo medio del trasporto rappresenta circa il 25 % del costo totale per il legno da segheria e per il legno da pasta.(25) Gli utilizzatori di legno da pasta, principalmente le industrie della carta e della pasta di legno, assorbono di norma circa il 40 % della produzione nazionale di legname in tronchi per uso industriale, pari a 3-4 milioni di m³, mentre gli utilizzatori di legno da segheria, principalmente le segherie, assorbono circa 5 milioni di m³. Secondo le stime, il 35-38 % in termini di volume del legno lavorato nelle segherie finisce in trucioli, ma, dati i progressi delle tecniche di produzione, probabilmente questa percentuale è oggi un pochino inferiore. A titolo pressoché esclusivo, i trucioli vengono venduti per essere utilizzati nella fabbricazione di carta e di pasta di legno. Altri usi dei trucioli, come la produzione di bricchetti per il riscaldamento, non sembrano costituire un'alternativa interessante sotto il profilo economico. Considerati i quantitativi in oggetto, il commercio di trucioli è considerato vitale per la redditività delle segherie.(26) Il legno da pasta si può suddividere in diverse categorie a seconda del tipo e della qualità. Spesso la produzione di carta e di pasta di legno è specializzata, il che significa che, per ragioni tecniche od economiche, si possono usare soltanto pochi tipi e qualità di legno da pasta: per esempio, i membri della TFB perlopiù utilizzano l'abete rosso fresco, mentre solo alcuni possono servirsi di tutte le qualità di abete rosso ed altri impiegano sia l'abete rosso sia il pino. Anche i trucioli di legno si possono suddividere in tipi e qualità, a seconda del tipo di legno utilizzato dalla segheria di produzione e della freschezza dei trucioli stessi.5. Il mercato (27) Secondo le statistiche statali, il valore lordo degli 8,5 milioni di m³ di legname in tronchi prodotto in Norvegia nel 1993/94 per essere venduto alle industrie del legno è stato di 2,5 miliardi di NOK, con un calo progressivo rispetto ai 3,8 miliardi del 1989/90, dovuto soprattutto al rallentamento delle operazioni di taglio. Nel 1994 le esportazioni e importazioni si situavano rispettivamente a 121 e 657 milioni di NOK. In media circa il 50 % della produzione di legname in tronchi che viene commercializzato viene venduto alle segherie e in misura lievemente inferiore alle industrie della carta e della pasta di legno. Poiché il prezzo del legno da segheria è più elevato, questo tipo di legno fornisce circa due terzi del reddito dei proprietari forestali.5.1. I fornitori di legname in tronchi(28) In Norvegia, la parte più consistente (78 %) del patrimonio forestale appartiene a circa 126 000 privati, che per circa il 75 % sono anche conduttori agricoli, mentre una percentuale inferiore (12 %) appartiene ad enti pubblici, soprattutto alla Statsskog, che è un'impresa statale, oppure è di proprietà comunale. La percentuale appartenente alle industrie forestali è relativamente esigua: soltanto il 2-3 % del totale.(29) La Norges Skogeierforbund (NSF), la principale associazione di proprietari forestali, comprende circa 57 000 proprietari forestali, suddivisi in 19 società forestali distrettuali e in 446 gruppi forestali locali. La NSF fornisce in media circa il 75 % del totale del legname in tronchi prodotto in Norvegia. Tutti i proprietari forestali appartenenti alla NSF sono tenuti a vendere tutto il legname in tronchi commerciabile da loro prodotto alla società distrettuale NSF della rispettiva zona geografica. Il totale delle vendite di legname in tronchi tramite la struttura NSF è stato pari a circa 2 miliardi di NOK nel 1994.(30) Molti dei maggiori proprietari forestali privati sono membri dell'altra associazione di proprietari forestali, la Norskog, che attualmente conta circa 200 membri, i quali forniscono circa il 5-10 % del legname in tronchi prodotto in Norvegia. I membri della Norskog hanno l'obbligo di vendere tramite la loro associazione il 50 % del legname in tronchi di loro produzione.(31) La Statsskog è una società statale che produce e vende legno proveniente da foreste di proprietà dello Stato e della Chiesa, che costituisce circa il 5-10 % delle forniture totali di legname in tronchi prodotto in Norvegia.(32) Circa 68 000 proprietari forestali, per lo più di dimensioni molto modeste, operano al di fuori delle associazioni forestali, ma molti di loro tagliano solo a intervalli irregolari. Insieme, essi rappresentano circa il 10 % della produzione norvegese totale di legname in tronchi e vendono alle industrie acquirenti a titolo individuale oppure tramite commercianti autonomi di legname in tronchi, che sono attivi per lo più nella contea di Østfold.5.2. Gli acquirenti di legname in tronchi e di trucioli5.2.1. Gli acquirenti di legno da segheria(33) In Norvegia vi sono circa 600 segherie e stabilimenti per la lavorazione del legno. Gli acquisti vengono effettuati individualmente da ogni segheria o, nel caso di proprietà collegate, da gruppi di segherie. Alcuni acquisti vengono effettuati dalle organizzazioni di acquisti delle industrie della carta e della pasta di legno poiché, come è il caso della Norske Skog, queste possiedono anche segherie proprie oppure allo scopo di barattare, con le segherie, legno da segheria con trucioli di legno.5.2.2. Gli acquirenti di legno da pasta e di trucioli di legno.(34) Anche se alcune industrie minori della carta e della pasta di legno acquistano individualmente il legno da pasta nella loro rispettiva area geografica, circa il 90 % del legno da pasta viene fornito da due organizzazioni di acquisti.(35) La Norsk Virke AS, una società di acquisti congiunti di proprietà della Norske Skog AS (91 %) e della A/S Union (9 %), è preposta alle forniture di legno da pasta e di trucioli di legno alle industrie di lavorazione del legno della Norske Skog e della Union, oltre alle forniture alla Saugbrugsforening, nella regione orientale della Norvegia, e agli stabilimenti della società in Francia e in Austria. Inoltre, essa fornisce materia prima alle fabbriche di pannelli di rivestimento murale della Norske Skog, carta straccia, se viene utilizzata dalle fabbriche di carta e di pasta di legno della Norske Skog, e legno da segheria a 4 delle 7 segherie di proprietà della Norske Skog. La Norsk Virke AS acquista poco meno del 60 % della produzione norvegese di legno da pasta.(36) La Østfoldtømmer ANS, la società di acquisti congiunti per le società Borregard Industries Limited, M. Peterson & Søn A/S e Norske Skog Saugbrugs AS (Saugbrugsforening), è attiva nella contea di Østfold, nella regione orientale della Norvegia ed effettua gli acquisti di legno da pasta e di trucioli da utilizzare nelle fabbriche dell'Østfold per i suoi proprietari ed anche per la Rena Karton. La Østfoldtømmer ANS acquista oltre il 30 % del legno da pasta prodotto in Norvegia.(37) Le dimensioni relative dei maggiori acquirenti di legno da pasta e di trucioli di legno nelle rispettive regioni geografiche sono indicate nella seguente Tabella 2:>SPAZIO PER TABELLA>(38) Si deve notare che le percentuali indicate in questa tabella non riflettono appieno la situazione della concorrenza nella rispettiva regione: la Norsk Virke ha il diritto di acquistare legno da pasta e trucioli in certe zone più piccole della regione Est, mentre, secondo la TFB, agli acquisti della Rena Karton provvede la società Østfoldtømmer. La Norsk Virke e la Østfoldtømmer, e forse anche altri membri della TFB, collaborano in singoli casi al coordinamento dei trasporti e possono scambiare legname in tronchi e trucioli tra le regioni. Questi fattori non compaiono nella tabella sopra riportata. Va notato inoltre che le cifre comprendono il legno di latifoglie ed i trucioli di legno. Nel 1995 è stato venduto ai membri della TFB un totale di 4,84 milioni di m³ di legname in tronchi e di trucioli di conifere.5.3. Commercio estero(39) Il commercio estero di legname in tronchi risulta limitato da fattori quali i costi di trasporto relativamente elevati, la disponibilità dei tipi e delle qualità richiesti, la freschezza, le differenze tra le regole di misurazione ed altre normative nazionali (per esempio sulla scortecciatura). Il commercio di trucioli di legno è limitato anche dalla natura voluminosa del prodotto. Nonostante ciò si registra un incremento del commercio estero, tra l'altro perché ci si serve sempre più di tipi di legno a crescita rapida, e quindi più a buon mercato, prodotti in paesi appartenenti soprattutto all'emisfero sud. Questi tipi di legno servono per la fabbricazione di vari tipi di prodotti a base di legno per i quali in precedenza era richiesto legno prodotto nell'emisfero nord. Inoltre, l'incremento del commercio nell'Europa settentrionale è stato determinato anche dalla maggiore disponibilità di legno di conifere relativamente a basso costo prodotto in Russia e nei Paesi Bassi Baltici. Inoltre, l'uso di carta riciclata ha contribuito a limitare la pressione che la produzione locale o regionale di legname in tronchi esercitava sulla capacità. In Norvegia le importazioni di legname in tronchi per uso industriale superano nettamente le esportazioni.(40) Vi sono ampie possibilità d'importare legno da pasta e, in misura più limitata, trucioli di legno, poiché le industrie norvegesi della carta e della pasta di legno hanno accesso ai porti e sono in grado di acquistare ingenti quantitativi ogni volta, mantenendo così a livelli non elevati i costi unitari di trasporto, che costituiscono l'ostacolo principale agli scambi. Le esportazioni di legno da pasta, invece, sembrano trovare un limite, tra l'altro, nelle condizioni geografiche e topografiche tipiche della Norvegia, che comportano un aumento dei costi di raccolta e di trasporto, e inoltre nei costi di produzione relativamente elevati e in una struttura della proprietà caratterizzata da piccoli e molto dispersi proprietari forestali privati. Nondimeno, vi è da molto tempo un certo commercio di legno da pasta nelle zone di frontiera con la Svezia. Le esportazioni di trucioli sono ancora più limitate, a causa soprattutto della natura voluminosa del prodotto e del fatto che i fornitori, cioè le segherie, hanno accesso limitato ai porti.Tabella 3 Acquisti in Norvegia e importazioni di legno da pasta e trucioli di legno di conifere da parte dei membri della TFB (1 000 m³) (6) >RIFERIMENTO A UN FILM>(41) Come risulta dalla Tabella 3, le importazioni di legno da pasta e di trucioli hanno registrato un incremento di rilievo negli ultimi anni: nel 1994 sono più che raddoppiate, a causa di un aumento concomitante della domanda interna e internazionale di prodotti a base di legno proprio in un periodo in cui la produzione nazionale era calata a livelli record. Nel 1995 le importazioni sono state di quasi 2,5 milioni di m³, pari a oltre il 30 % dell'approvvigionamento totale in legno da pasta e in trucioli delle industrie norvegesi del legno. Fonte principale delle importazioni è la Svezia, ma vi sono anche scambi commerciali regolari con la Finlandia, la Danimarca, la Germania, la Russia ed i paesi baltici. Vi è la possibilità di acquistare su un mercato internazionale a pronti, ma per la massima parte le importazioni si effettuano tramite contratti annuali.(42) Le esportazioni di legno da pasta e di trucioli sono relativamente scarse: 400-600 m³ all'anno negli ultimi anni, pari a circa il 5-10 % del totale dell'uso industriale in Norvegia. Destinatari delle esportazioni sono i paesi vicini, soprattutto la Svezia.(43) Gli incrementi relativi del prezzo del legno da pasta sembrano seguire la medesima tendenza nell'Europa settentrionale. D'altro canto, secondo le statistiche ufficiali (7), sembra che vi siano ampie differenze nei prezzi assoluti del legno da pasta e del legno da segheria anche all'interno dell'Europa. Tuttavia, è molto difficile stabilire confronti tra l'incremento relativo o il livello assoluto dei prezzi di paesi diversi, tra l'altro per i seguenti motivi: differenze delle percentuali relative di tipi e di qualità del legname in tronchi, fluttuazioni valutarie, condizioni di vendita (per esempio subito dopo il taglio, CIF, prima del taglio), sistemi nazionali di misurazione, variazioni locali di prezzo all'interno dei paesi e disponibilità di statistiche valide relative ai prezzi. In considerazione di tutto ciò, in base alle informazioni disponibili l'Autorità di vigilanza EFTA non è stata in grado di trarre conclusioni precise per quanto riguarda i livelli e gli incrementi di prezzo in Norvegia rispetto agli altri paesi.(44) I diversi prodotti a base di legno fabbricati con legno da pasta e con trucioli sono esportati in ampia percentuale, soprattutto all'interno del SEE: per esempio, nel 1994 le esportazioni di carta e cartone fabbricati in Norvegia verso gli altri paesi SEE sono ammontate, in valore, a 5,9 miliardi di NOK (8).II. IN DIRITTO 1. Articolo 53, paragrafo 1 (45) A norma dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'Accordo SEE sono vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra le Parti contraenti e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza nel territorio del SEE.1.1. Ambito di efficacia dell'articolo 53, paragrafo 1(46) I membri di TFB sono società che svolgono attività commerciali e vanno quindi considerate «imprese» ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 1. TFB è un'associazione di imprese e, conseguentemente l'accordo VA va considerato o un accordo fra imprese o una decisione presa dall'associazione.1.2. Le caratteristiche del mercato1.2.1. Il mercato dei prodotti in questione(47) VA ha per oggetto l'acquisto di tronchi di conifere e di trucioli di legno da parte dei membri di TFB. Per quanto il legno da segheria non sia escluso dall'accordo, i membri di TFB acquistano prevalentemente legno per pasta da carta. Il legno da segheria di cui dispongono i membri è venduto alle segherie o scambiato con trucioli per cui è opportuno limitare il mercato in questione al legno per carta e ai trucioli. Inoltre, in Norvegia il legno di latifoglia rappresenta una quantità trascurabile del mercato complessivo; pertanto, ai fini della presente valutazione, è indifferente che i mercati di riferimento siano soltanto quello del legno di conifere e quello dei trucioli per la fabbricazione della carta o che comprendono anche il legno di latifoglia.(48) TFB ha sostenuto che i trucioli e il legno per carta appartengono allo stesso mercato. Va però rilevato che, per quanto questi due prodotti siano in larga misura sostituibili fisicamente per gli impieghi industriali, vi sono varie ragioni che dimostrano che le condizioni di concorrenza dei due prodotti sono diverse. I trucioli di legno sono sottoprodotti della trasformazione del legno segato nelle segherie e le quantità prodotte sono funzione della domanda dei prodotti finiti delle segherie anziché della domanda di trucioli a legno per carta emanante dall'industria. La rigidità dell'offerta è ulteriormente accentuata da problemi dovuti ai lunghi tempi d'immagazzinaggio, a loro volta provocati dal grande ingombro del prodotto e dal più rapido deterioramento del legno in trucioli rispetto al legno in tronchi. Poiché non risulta che vi siano molte alternative economicamente valide per l'impiego dei trucioli, se ne deduce che, nei confronti degli acquirenti, le segherie si trovano in una posizione più debole rispetto ai fornitori di legno per carta. Benché esista un nesso tra prezzo dei trucioli e prezzo del legno per carta, il prezzo finale del primo prodotto risulta dipendere più dal potere contrattuale della segheria che lo vende e dell'impresa cartaria che dal prezzo del legno per carta. Di conseguenza, i trucioli e il legno per carta non vanno considerati prodotti appartenenti allo stesso mercato. Va tuttavia rilevato che, dato che la posizione relativa dei membri di TFB sul mercato sarebbe la stessa anche se i trucioli e il legno per carta venissero considerati un unico mercato anziché due mercati separati, la distinzione testé operata non influisce sulla valutazione giuridica del caso.(49) Va altresì affrontata la questione del se i mercati del legno per pasta meccanica e del legno in trucioli possano essere ulteriormente suddivisi. TFB ha correttamente fatto osservare che alcuni tipi o qualità di trucioli e legno per carta non sono, in condizioni normali, prodotti sostituibili per l'utente finale per motivi dovuti in parte alle differenze di prezzo e in parte ai requisiti tecnici. È però anche vero che alcune condizioni caratteristiche del commercio di questi prodotti (come le modalità di trasporto e i requisiti dimensionali) sono identici per tutti e due; inoltre, gli acquirenti e in certa misura anche i venditori che definiscono i prezzi ed altre condizioni commerciali sono in gran parte gli stessi sia nel mercato del legno per carta che nel mercato dei trucioli. Pertanto, ai fini della valutazione dell'incidenza che gli accordi in oggetto hanno sulle condizioni di concorrenza, è sufficiente fare riferimento ad un solo mercato comprensivo del prodotto «legno per carta» e del prodotto «trucioli».1.2.2. Il mercato geografico(50) Per delimitare il mercato geografico di cui trattasi, l'ovvio punto di partenza è l'area geografica in cui hanno efficacia gli accordi in esame; nel caso presente quest'area coincide con il territorio norvegese. È chiaro, d'altra parte, che la sfera di applicazione territoriale degli accordi deve essere considerata più ampia ove le obiettive condizioni di concorrenza inerenti ai prodotti in questione risultino identiche per tutti gli operatori commerciali attivi all'interno di un'area geografica più vasta.(51) TFB ha sostenuto che il mercato geografico in questione comprende il territorio dei seguenti Stati: Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, Finlandia, Polonia, Inghilterra, Scozia, Russia e gli Stati baltici (nel seguito: «l'Europa del Nord»). A sostegno di questa tesi si afferma che il legno per carta e i trucioli provenienti da questi paesi sono prodotti sostituibili sotto il profilo del tipo e della qualità, che tra questi paesi si svolge un volume considerevole di scambi commerciali e che l'andamento dei prezzi relativi mostra sostanziali analogie in tutta l'area. Si afferma inoltre che nonostante l'alto costo dei trasporti (dovuto specialmente alle condizioni geotopografiche della Norvegia) le importazioni possono però rivelarsi vantaggiose, in dipendenza dei prezzi relativi e della disponibilità di soluzioni di trasporto razionale: lo dimostra il fatto che le importazioni sono attualmente pari al 25-30 % dell'offerta totale di trucioli e legno per carta (dati del 1994-1995).(52) Dai confronti tra i prezzi disponibili nell'Europa del Nord l'Autorità non è stata in grado di raggiungere conclusioni definitive (cfr. considerando 43). Va tuttavia rilevato, a titolo generale, che non deve sorprendere il fatto che l'andamento dei prezzi relativi del legno in tronchi nella maggior parte dei paesi del mondo mostri sostanziali analogie; questo fatto non sorprende poiché gli acquirenti industriali di tronchi possono pagare prezzi più o meno alti per questo prodotto a seconda che aumenti o diminuisca il prezzo di prodotti, come la carta, la cellulosa ed altri prodotti finiti e semifiniti derivati dal legno, prezzi che in larga misura sono determinati dal mercato internazionale. Tuttavia, ciò non significa necessariamente che esista un unico mercato mondiale del legno per carta; al contrario, i prezzi assoluti nei singoli paesi mostrano l'esistenza di notevoli variazioni che starebbero piuttosto a indicare l'esistenza di mercati nazionali.(53) È un fatto generalmente riconosciuto che la pasta e il legno per carta provenienti dall'Europa settentrionale sono sostituibili sotto il profilo del tipo e della qualità e che, almeno attualmente, vi sono buone possibilità per le importazioni di legno per carta e, in una certa misura anche per i trucioli. Gli acquirenti norvegesi sono di dimensioni tali da poter procedere all'acquisto di grossi quantitativi di prodotto, come l'intero carico di una nave, e in tal modo tenere bassi i costi di trasporto. Altro elemento a loro favore è l'accesso ai porti. I costi di trasporto dalla regione di frontiera con la Svezia - che è la principale fonte di importazioni - non sono necessariamente più alti, per le industrie che si trovano in prossimità di tale regione, di quelli del prodotto grezzo proveniente dal mercato nazionale. Resta però il fatto che i costi di trasporto e, in particolare, i requisiti di qualità per determinati tipi di carta e cellulosa pongono invece alcuni limiti a queste importazioni.(54) I venditori norvegesi si trovano invece a dover affrontare non pochi problemi in fatto di esportazione di pasta da carta. I costi di trasporto (elevati in relazione al valore del prodotto «legno per carta») escludono che le esportazioni costituiscano un'alternativa valida per la maggioranza dei proprietari di foreste, a meno che non si trovino in prossimità del confine svedese o nelle vicinanze di un porto. Inoltre, i singoli proprietari di foreste sono in genere troppo piccoli per organizzare, da soli, la vendita, e per adeguarsi ai vari sistemi di misurazione e di trasporto e le organizzazioni di vendita non possono fare granché sotto questo profilo.(55) Le caratteristiche generali delle attuali condizioni di mercato, compresa la fissazione dei prezzi, che avviene in base a trattative fra i venditori e gli acquirenti norvegesi, nonché il sistema di distribuzione e di acquisto, anch'esso determinato dalla domanda e dall'offerta interne, sono tutti fattori che concorrono a indicare l'esistenza di un mercato nazionale. In pari tempo, il volume molto elevato delle importazioni dimostra che esiste un certo grado di sostituibilità dal lato della domanda fra il legno per carta acquistato in Norvegia e quello proveniente, in primo luogo, dalla Svezia, dalla Russia e dagli Stati baltici. Occorre riconoscere che i prezzi che i compratori possono spuntare per il prodotto importato da questi paesi può costituire un elemento importante quando si negoziano i prezzi con i venditori in Norvegia. Questa circostanza può incidere in una certa misura sul potere contrattuale degli operatori e dovrebbe quindi essere presa in considerazione in sede di valutazione del loro effettivo potere di mercato. Va però rilevato che il notevole volume delle importazioni non è un fatto che, di per sé, deve far concludere che la Norvegia e i principali paesi esportatori appartengono allo stesso mercato; infatti, date le condizioni generali del mercato, gli ostacoli al commercio (considerando 53 e 54), il prezzo e le altre condizioni di mercato - tutti gli aspetti fondamentali per identificare un determinato mercato - risultano in primo luogo influenzati da fattori propri del mercato norvegese.(56) Come nel caso del legno per carta, anche il prezzo dei trucioli viene fissato mediante contrattazione fra le segherie e gli acquirenti industriali locali o regionali. Mentre il compratore può utilizzare i prezzi d'importazione come limite superiore dell'offerta che sottopone alla segheria, a quest'ultima non è possibile usare i prezzi internazionali per spuntare un prezzo superiore per i suoi trucioli, dato che - come si è detto - l'esportazione non è un'alternativa praticabile per le segherie. Va inoltre notato che i prezzi del truciolo sono spesso un aspetto di un più ampio scambio di legno da segheria, trucioli e, in certa misura, di legno per carta. Le condizioni in cui si svolgono queste operazioni commerciali sono influenzate dall'accesso della segheria a fonti alternative di legno da segheria e a sbocchi alternativi per il truciolo e il legno da carta piuttosto che dai prezzi internazionali di questi prodotti. Sulle condizioni commerciali finali che regolano il commercio nel mercato del truciolo influiscono quindi fattori tipici del mercato interno norvegese.(57) Dalle considerazioni sopra svolte segue necessariamente questa conclusione: le attuali condizioni obiettive della concorrenza in una zona che abbraccia un territorio più vasto della Norvegia ed eventualmente alcune zone della Svezia prossime al confine norvegese, non sono abbastanza omogenee da poter configurare questa zona come un unico mercato geografico. I flussi commerciali con queste regioni di confine non raggiungono un volume tale da incidere sulla valutazione che deve farsi del caso in esame. È quindi sufficiente riferirsi alla Norvegia e considerare la Norvegia quale mercato geografico di riferimento dei trucioli di legno e del legno per carta.1.3. Le restrizioni della concorrenza(58) I membri di TFB sono, in atto o in potenza, concorrenti nel mercato degli acquisti di trucioli e legno per carta. VA costituisce un accordo per la ripartizione del mercato vietato espressamente all'articolo 53, paragrafo 1, lettera c) dell'accordo SEE poiché non solo limita la possibilità dei membri di RFB di approvvigionarsi presso altri fornitori di trucioli e legno per carta, ma limita anche la possibilità dei fornitori di accedere a offerte competitive di acquisto di tali prodotti e in tal modo influenza artificialmente l'equilibrio fra offerta e domanda. L'accordo può inoltre influenzare indirettamente i prezzi dei trucioli e del legno per carta attribuendo alle società implicate aree di approvvigionamento sicure nelle quali la concorrenza di altre società non esiste affatto o è molto limitata.(59) Dato che la TFB rappresenta praticamente tutti gli acquirenti norvegesi di trucioli e legno per pasta da carta (con un fatturato complessivo che supera i 30 miliardi di NOK) e dato che l'accordo di ripartizione del mercato è efficace in tutta la Norvegia, se ne trae la conclusione che queste restrizioni della concorrenza sono sensibili.1.4. Effetti sul commercio(60) L'accordo notificato può influenzare indirettamente i prezzi dei trucioli e del legno per carta riducendo la concorrenza fra i potenziali acquirenti di questi prodotti; questa circostanza può a sua volta incidere sull'esportazione di trucioli e legno per carta giacché il livello dei prezzi interni può influenzare la volontà o la possibilità dei fornitori di legno per carta di esportare il prodotto. È assodato che le esportazioni norvegesi sono relativamente scarse poiché rappresentano solo il 5 % del raccolto totale e, di regola, si limitano ad affluire alle regioni frontaliere della Svezia e ad alcune zone costiere che hanno accesso diretto ai porti, per cui flussi commerciali di questo genere sono probabilmente limitati.(61) Tuttavia, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, fissare il prezzo di un protocollo semilavorato che normalmente non viene esportato dalla regione di produzione ma che costituisce la materia prima di un altro prodotto venduto in tutta la Comunità è una circostanza che può pregiudicare gli scambi commerciali fra gli Stati membri (9). Nel caso in esame, gli accordi notificati sono idonei a incidere indirettamente sui prezzi e sulle condizioni del commercio dei trucioli o del legno per carta restringendo la concorrenza fra gli acquirenti di questi due prodotti. I trucioli e il legno per carta sono prodotti intermedi utilizzati come materia prima per la fabbricazione di prodotti di esportazione molto importanti per la Norvegia, quali la carta e la pasta per carta. Dal momento che possono influenzare nel modo testé precisato i prezzi e altre condizioni del commercio dei trucioli e del legno per carta, gli accordi notificati possono anche pregiudicare il commercio dei prodotti a valle nello Spazio economico europeo.(62) Gli accordi notificati possono inoltre pregiudicare le importazioni di trucioli e legno per carta. Il fattore che incide nel modo più determinante sull'offerta di legno per carta è il prezzo; variazioni della disponibilità di legno per carta sul mercato interno hanno un effetto diretto sul fabbisogno norvegese di importazioni dei trucioli e del legno da triturazione necessari per la fabbricazione dei prodotti a valle. Che la disponibilità di legno per carta norvegese incida effettivamente sulle importazioni è un fatto ampiamente dimostrato dalla situazione verificatasi nel 1994, allorché lo scarso raccolto e la ridotta disponibilità di pasta per legno di origine nazionale fecero raddoppiare le esportazioni.(63) È quindi assodato che, stante la forte influenza che hanno le imprese interessate sul mercato in questione e viste le loro dimensioni complessive, gli accordi notificati sono atti a pregiudicare il commercio ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 1.2. Articolo 53, paragrafo 3 (64) Per poter beneficiare di un'esenzione dal divieto sancito dall'articolo 53, paragrafo 1, il richiedente deve dimostrare che gli accordi migliorano la produzione o la distribuzione dei prodotti di cui trattasi oppure che promuovono il progresso tecnico ed economico, pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva. Ora, per poter avere questi requisiti, l'accordo deve obiettivamente produrre vantaggi superiori al pregiudizio arrecato alla concorrenza (10). Inoltre, le restrizioni ivi dedotte devono essere indispensabili per il conseguimento dei suddetti utili e non devono consentire alle imprese interessate di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi. A parere dell'Autorità, non è stata fornita la prova che gli accordi in questione possiedano uno dei prescritti requisiti.2.1. I vantaggi che scaturiscono dagli accordi notificati(65) TFB sostiene che l'accordo VA diminuisce i costi di trasporto dell'industria norvegese della cellulosa e della carta, incoraggia il raccolto e assicura all'industria una stabile disponibilità di materia prima.(66) La diminuzione dei costi di trasporto sarebbe essenzialmente una questione di organizzazione più efficiente della logistica. Ebbene, all'Autorità non è stata notificata alcuna misura di questo genere; al contrario, TFB ha asserito che non esiste sul piano logistico alcuna cooperazione che sia direttamente collegata all'accordo VA. Per quanto si possa supporre che i trucioli o il legno per carta debbano percorrere distanze più brevi (visto che gli utilizzatori industriali acquistano il prodotto in prossimità dei loro impianti o almeno nel distretto designato) dal VA non scaturiscono necessariamente gli effetti conclamati; infatti, si potrebbe con pari legittimità sostenere che un'impresa che abbia «esaurito» l'offerta regionale sarà costretta ad importare dall'estero trucioli o legno per carta, addirittura con un eventuale aumento dei costi di trasporto, anziché rivolgersi, per l'acquisto, ad altri distretti del mercato norvegese. Pertanto, non è provato che l'accordo VA contribuisca, di per sé, ad abbassare effettivamente i costi di trasporto.(67) Si deve supporre che l'incentivo principale al taglio sia costituito dal prezzo o da altre condizioni di vendita offerte per il legno in tronchi. Non è escluso, ovviamente, che VA stimoli il raccolto forestale nelle diverse regioni offrendo uno sbocco sicuro per il legno per carta; sennonché, l'accordo di ripartizione del mercato impedisce ai proprietari di foreste e ad altri venditori di uscire dai confini del loro distretto per cercare acquirenti che potrebbero offrire condizioni migliori di acquisto del loro legno per carta rispetto a quelle esistenti nel distretto. Questa circostanza finisce col diminuire la propensione dei venditori a tagliare quantità supplementari. Nel complesso, l'effetto dell'accordo di ripartizione del mercato sul tasso di taglio delle foreste è verosimilmente marginale, e potrebbe anzi rivelarsi negativo.(68) Infine, benché sia legittimo sostenere che l'accordo VA serva, in una certa misura, a garantire la stabilità degli approvvigionamenti di materia prima per le imprese del settore riducendo l'erraticità dell'offerta che deriverebbe da una concorrenza fra gli acquirenti, esistono tuttavia altri fattori capaci di avere effetti positivi sotto questo profilo (contratti di lunga durata, stipulazione tempestiva dei contratti, efficienza del sistema logistico e politica generale degli acquisti da parte delle singole imprese).(69) Dalle considerazioni che precedono si trae dunque una conclusione: i vantaggi obiettivi che scaturiscono dagli accordi notificati sono pochi o mancano del tutto. Anzi, l'accordo di ripartizione del mercato contenuto nel VA impedisce effettivamente al singolo acquirente di comprare trucioli o legno da carta al di fuori della «sua» regione, indipendentemente dal fatto che le condizioni dell'offerta e della domanda in un determinato momento rendano tali acquisti economicamente convenienti. Per le stesse ragioni VA impedisce ai venditori di trucioli o legno per carta di cercare, fuori dalla propria regione, acquirenti che potrebbero trovare conveniente offrire condizioni migliori di quelle prevalenti nella regione stessa. In altri termini, gli accordi notificati esercitano notevoli effetti negativi sulla concorrenza nei mercati dei trucioli e del legno per carta, effetti che possono dar luogo ad una allocazione non efficiente delle risorse nei mercati stessi.(70) Si deve quindi concludere che gli eventuali vantaggi obiettivi scaturenti dagli accordi notificati non superano né compensano il pregiudizio che questi ultimi arrecano alla concorrenza nei mercati dei trucioli e del legno da carta. Di conseguenza, non risulta provato che VA migliori la produzione o la distribuzione o promuova il progresso tecnico o economico ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3.2.2. Indispensabilità degli accordi notificati(71) Una volta assodato che gli accordi notificati non hanno dimostrato di generare i vantaggi che li renderebbero meritevoli di un'esenzione a norma dell'articolo 53, paragrafo 3, non è necessario accertare se le restrizioni dedotte negli accordi siano indispensabili per conseguire i suddetti vantaggi. Giova tuttavia rilevare che anche se gli accordi avessero contributo a produrre gli asseriti vantaggi (cioè a diminuire i costi di trasporto, a stimolare la produzione di tronchi e ad assicurare all'industria della carta e della cellulosa la stabilità degli approvvigionamenti di materia prima) e anche se questi vantaggi non fossero annullati dal pregiudizio arrecato dalla concorrenza, sarebbe comunque difficile dimostrare come le risultanti restrizioni della concorrenza possano ritenersi indispensabili per il conseguimento dei suddetti vantaggi.(72) Per abbassare i costi di trasporto un mezzo più efficiente (e meno restrittivo della concorrenza) dell'accordo VA sarebbe con tutta la probabilità un sistema di cooperazione istituito dagli acquirenti di trucioli e legno da carta che si limitasse a coordinare gli aspetti logistici senza introdurre elementi di ripartizione del mercato. Analogamente, per conseguire i due obiettivi di indurre i privati proprietari di foreste a incrementare il taglio e di garantire la stabilità dell'offerta, un sistema flessibile di fissazione dei prezzi e una politica di acquisto più attiva da parte dei singoli acquirenti industriali risulterebbe con tutta probabilità più efficiente della ripartizione geografica dell'offerta.(73) Ne segue che, anche ammettendo che gli accordi notificati abbiano contribuito a migliorare la produzione o la distribuzione o a promuovere il progresso tecnico o economico, le restrizioni imposte alle imprese interessate non risultano indispensabili per il conseguimento dei suddetti obiettivi.2.3. Eliminazione della concorrenza(74) Non sussistendo i requisiti per concedere un'esenzione non è necessario accertare se gli accordi notificati possano dar luogo a restrizioni sostanziali della concorrenza; tuttavia, l'Autorità intende fare alcune considerazioni al riguardo. Gli accordi notificati riguardano praticamente l'intera offerta interna di trucioli e legno da carta (circa il 70 % dell'offerta totale) per l'industria della cellulosa e della carta in Norvegia. Se si prescinde da un piccolo numero di fornitori di questi prodotti presso i quali l'industria della cellulosa e della carta dei paesi confinanti potrebbe trovare economicamente conveniente acquistare il prodotto grazie alla loro ubicazione, sul mercato norvegese non esistono altri acquirenti se non i membri TFB. Si deve quindi concludere che gli accordi notificati consentono alla TFB e ai membri di questa di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti in questione,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 L'accordo sottoscritto il 22 gennaio 1986 dei membri di TFB (noto come «virkesfordelingsavtalen») e la sua versione modificata del 25 marzo 1996 violano le disposizioni dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE.Articolo 2 La domanda di esenzione ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3 dell'accordo SEE per l'accordo di cui all'articolo 1 è respinta.Articolo 3 Le imprese interessate pongono termine senza indugio alle violazioni di cui all'articolo 1 e si astengono dal prendere qualsiasi misura avente lo stesso scopo o lo stesso effetto.Articolo 4 Sono destinatari della presente decisione le seguenti imprese:Treforedlingsindustriens Bransjeforening,A/S Egelands Verk,Hunsfos Fabrikker,Peterson Moss A/S,Norske Skogindustrier ASA,Borregaard Industries Ltd,Rena Karton AS,Rygene-Smith & Thommesen AS,Fritzøe Fiber A/S,A/S Union.I testi della presente decisione nelle lingue inglese e norvegese sono i soli facenti fede.Fatto a Bruxelles, il 24 aprile 1997.Per l'Autorità di vigilanza EFTAIl PresidenteKnut ALMESTAD(1) Secondo una lettera inviata all'Autorità di vigilanza EFTA il 2 novembre 1995 dalla Østfoldtømmer ANS, un'organizzazione di acquisti che rappresenta vari membri della TFB, l'accordo doveva scadere il 31 dicembre 1995.(2) Se non è indicato altrimenti, il fatturato è quello del 1994. I membri elencati sono i principali utilizzatori di legno da pasta all'interno della TFB.(3) Percentuale dei diritti di voto.(4) Nella notifica, non è stata data nessuna informazione sulle Laagen Skogsindustier AS.(5) Percentuale dei diritti di voto.(6) Questo grafico è basato su informazioni fornite dalla TFB.(7) Cfr. tra l'altro «Forest product prices 1992-1994», Timber Bulletin, Vol. XLVIII (1995), N. 1.(8) Fonte: Istituto statistico norvegese.(9) Cfr. per es. la sentenza nella causa BNIC (Bureau du Cognac), Raccolta 1987, pag. 4789, vol. 11.(10) Cfr., tra le altre, la sentenza Consten e Grundig/Commissione (Raccolta 1966, pagg. 299 e 348).