CELEX: 21988A0709(01)
Language: it
Date: 1988-06-13 00:00:00
Title: Accordo in forma di scambio di lettere, tra la Comunità economica europea e le Barbados, Belize, la Repubblica popolare del Congo, Figi, la Repubblica cooperativa di Guiana, la Repubblica della Côte-d'Ivoire, la Giamaica, la Repubblica del Kenia, la Repubblica democratica del Madagascar, la Repubblica del Malawi, Maurizio, la Repubblica dell'Uganda, St. Christopher-et-Nevis, la Repubblica del Suriname, il Regno dello Swaziland, la Repubblica unita della Tanzania, la Repubblica di Trinidad e Tobago e la Repubblica dello Zimbabwe, sui prezzi garantiti dello zucchero di canna per il periodo di consegna 1987/1988

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21988A0709(01)

Accordo in forma di scambio di lettere, tra la Comunità economica europea e le Barbados, Belize, la Repubblica popolare del Congo, Figi, la Repubblica cooperativa di Guiana, la Repubblica della Côte-d'Ivoire, la Giamaica, la Repubblica del Kenia, la Repubblica democratica del Madagascar, la Repubblica del Malawi, Maurizio, la Repubblica dell'Uganda, St. Christopher-et-Nevis, la Repubblica del Suriname, il Regno dello Swaziland, la Repubblica unita della Tanzania, la Repubblica di Trinidad e Tobago e la Repubblica dello Zimbabwe, sui prezzi garantiti dello zucchero di canna per il periodo di consegna 1987/1988  

Gazzetta ufficiale n. L 179 del 09/07/1988 pag. 0049

come:  a) prodotti  originari delle isole Canarie, di Ceuta e di Melilla:     i) i prodotti che sono totalmente ottenuti nelle isole Canarie, a Ceuta e a Melilla;    ii)i prodotti che sono ottenuti nelle isole Canarie, a Ceuta e a Melilla e nella cui fabbricazione sono entrati  prodotti diversi da quelli indicati al punto i), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 5. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto concerne i prodotti originari  ai sensi del presente protocollo dell'Islanda, dell'Austria, della Finlandia, della Norvegia, della Svezia e della Svizzera oppure della Comunità qualora essi siano soggetti nelle isole Canarie, a Ceuta e a Melilla a lavorazioni o trasformazioni, a  condizione che queste siano superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti previste all'articolo 5, paragrafo 5;    b)prodotti originari dell'Islanda:     i)i prodotti che sono totalmente ottenuti in Islanda;    ii)i prodotti che sono ottenuti in  Islanda e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli indicati al punto i), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 5. Tale condizione non è tuttavia  richiesta per quanto riguarda i prodotti originari ai sensi del presente protocollo delle isole Canarie, di Ceuta e Melilla, dell'Austria, della Finlandia, della Norvegia, della Svezia o della Svizzera oppure della Comunità quando essi sono sottoposti a  lavorazioni o trasformazioni, a condizione che queste siano superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui all'articolo 5, paragrafo 5.     4.  Le isole Canarie, Ceuta e Melilla sono considerate come un solo territorio.      5.   L'esportatore o il suo rappresentante autorizzato è tenuto ad apporre le menzioni "Islanda" e "isole Canarie" o "Ceuta" o "Melilla" nella casella 2 del certificato EUR.     1. Inoltre quando trattasi di "prodotti originari delle isole Canarie o di Ceuta e  Melilla", il carattere originario deve essere indicato nella casella 4 del certificato EUR.     1. Quando delle fatture sono redatte nelle isole Canarie, a Ceuta o a Melilla nell'ambito delle disposizioni previste dall'articolo 8, paragrafo 1 del presente  protocollo, l'esportatore è tenuto a far risultare chiaramente, mediante la sigla "CCM", i prodotti originari delle isole Canarie, di Ceuta e Melilla.      6.  I prodotti enumerati all'allegato II, sono temporaneamente esclusi dal campo di applicazione del  presente protocollo.     Ciò nonostante, a questi prodotti si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa.      7.  Le autorità doganali spagnole sono incaricate di garantire alle isole Canarie, Ceuta e Melilla  l'applicazione del presente protocollo.      8.  L'articolo 23 non viene applicato negli scambi tra le isole Canarie, Ceuta e Melilla, da un lato, e l'Islanda, dall'altro.      TITOLO IV  Disposizioni finali  Articolo 20  La Comunità e l'Islanda prendono,  ciascuna per quanto la riguarda, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo.     Articolo 21  Gli allegati del presente protocollo costituiscono parte integrante dello stesso.     Articolo 22  Le parti contraenti si impegnano a prendere le  misure necessarie perché il rilascio dei certificati EUR.     1, che le autorità doganali degli Stati membri della Comunità e dell'Islanda sono abilitate a rilasciare in applicazione degli accordi di cui all'articolo 2, venga effettuato nei modi previsti da  tali accordi.     Esse si impegnano altresì ad assicurare la cooperazione amministrativa necessaria a tal fine, in particolare per quanto riguarda i controlli sul viaggio e sulla sosta delle merci scambiate nel quadro degli accordi di cui all'articolo 2.  Articolo 23  1.  Senza pregiudizio delle disposizioni dell'articolo 1 del protocollo n. 2, i prodotti del tipo di quelli a cui si applica l'accordo, messi in opera nella fabbricazione di prodotti per cui vengono rilasciati o completati un certificato  EUR.     1, un certificato LT o una fattura che vi fa riferimento, oppure una fattura comportante la dichiarazione dell'esportatore, non possono essere oggetto di una restituzione dei dazi doganali o beneficiare di un'esenzione dai dazi doganali sotto  qualsiasi forma, a meno che non si tratti di prodotti originari della Comunità, dell'Islanda o di uno degli altri cinque paesi di cui all'articolo 2 del presente protocollo.      2.  L'espressione "dazi doganali", quando è utilizzata nel presente articolo,  comprende anche le tasse di effetto equivalente ai dazi doganali.     Articolo 24 (1)  1. a) Qualsiasi prodotto accompagnato da un certificato EUR.     1 o da una fattura comportante la dichiarazione dell'esportatore rilasciati o compilati in Spagna è  considerato, per l'applicazione del protocollo addizionale all'accordo, come un prodotto originario della Spagna.     b)Tuttavia la lettera a) non si applica ai certificati EUR.     1 rilasciati in Spagna per prodotti originari del resto della Comunità o  dell'Islanda che non abbiano subito in Spagna alcuna trasformazione o lavorazione o che siano stati oggetto solamente di manipolazioni destinate a garantire la loro conservazione tal quali durante il trasporto o il magazzinaggio.     Tali prodotti  beneficiano al momento della loro importazione di un trattamento identico a quello di cui avrebbero beneficiato se fossero stati spediti direttamente dal resto della Comunità o dall'Islanda.     c)Per l'applicazione della lettera b), nel caso di prodotti  originari del resto della Comunità, l'esportatore o un suo rappresentante autorizzato deve apporre la menzione "EL apartado 1 del artículo 24 - reexportado en el mismo estado" (articolo 24, paragrafo 1 - riesportati tal quali) nella casella 7  "Osservazioni" del certificato EUR.     1. tale menzione è convalidata mediante l'apposizione del timbro usato dall'ufficio doganale competente.     Le autorità doganali spagnole sono incaricate di effettuare i controlli necessari per garantire la corretta  applicazione di detta disposizione.     d)Per l'applicazione della lettera b), in caso di prodotti originari dell'Islanda si applica l'articolo 9, paragrafo 8.  2.  I seguenti prodotti esportati da uno Stato membro della Comunità diverso dalla Spagna in  Islanda, al momento della loro importazione in Islanda, possono beneficiare soltanto di un trattamento identico a quello di cui avrebbero beneficiato se vi fossero stati importati direttamente dalla Spagna:    - i prodotti che hanno acquisito il carattere  originario della Comunità per via di trasformazione o lavorazione effettuata totalmente o parzialmente in Spagna,      -i prodotti che dopo aver acquisito il carattere originario nel resto della Comunità, sono sottoposti in Spagna ad un'operazione  superiore alle manipolazioni destinate a garantire la loro conservazione tal quali durante il trasporto o il magazzinaggio.     Per l'applicazione del primo comma, l'esportatore o il suo rappresentante autorizzato deve apporre la sigla "ES" nella casella 7  "Osservazioni" del certificato EUR.     1 rilasciato in un altro Stato membro della Comunità.  3.  Per l'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), ultima frase, i prodotti che abbiano acquisito il carattere di prodotti originari in Spagna  oppure i prodotti accompagnati da un certificato EUR.     1 con apposta nella casella n. 7 "Osservazioni" la sigla "ES", importati in Islanda e riesportati in uno Stato membro della Comunità diverso dalla Spagna possono beneficiare in tale Stato membro  soltanto di un trattamento identico a quello previsto dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo alle Comunità europee, se fossero stati spediti direttamente dalla Spagna nel resto della Comunità. Per l'applicazione del primo comma,  l'esportatore o il suo rappresentante autorizzato deve apporre la sigla "ES" nella casella n. 7 "Osservazioni" del certificato EUR.     1 rilasciato in Austria.      4.  Per l'applicazione dell'articolo 2, i prodotti che abbiano acquisito il carattere  originario in Spagna o i prodotti accompagnati da un certificato EUR.     1 nella cui casella n. 7 "Osservazioni" sia apposta la sigla "ES", importati in Islanda ed esportati alle condizioni previste dal succitato articolo 2 in uno dei cinque paesi ivi  menzionati, al momento della loro importazione nell'uno o nell'altro di questi cinque paesi beneficiano soltanto di un trattamento identico a quello di cui avrebbero beneficiato se fossero stati importati direttamente dalla Spagna.     Per l'applicazione  del primo comma, l'esportatore o il suo rappresentante autorizzato deve apporre la sigla "ES" nella casella n. 7 "Osservazioni" del certificato EUR.     1 rilasciato in Islanda.      5.  Le disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4 relative all'apposizione della  sigla "ES" si applicano, mutatis mutandis, alle fatture redatte nell'ambito dell'articolo 8, paragrafo 1 del presente protocollo.     Articolo 25  1.  Sono considerati originari ai sensi del presente protocollo i prodotti originari che in data antecedente  al 1° marzo 1986 siano stati oggetto del rilascio di un certificato o di un formulario previsto nell'ambito dell'accordo tra i paesi dell'EFTA e la Spagna, firmato il 26 giugno 1979, della convenzione che istituisce l'EFTA, firmata il 4 gennaio 1960 per  quanto riguarda il Portogallo, dell'accordo del 1970 tra la Comunità economica europea e la Spagna e dell'accordo del 1972 tra la Comunità europea e la Repubblica portoghese.      2.  I certificati EUR.     1 recanti la menzione "EFTA-SPAIN-TRADE", usati  nell'ambito del commercio diretto tra la Spagna e l'Islanda o uno degli altri cinque paesi di cui all'articolo 2, possono continuare ad esssere usati nei suddetti scambi sino ad esaurimento delle riserve.     In caso di utilizzazione dei certificati EUR.     1  non occorre esigere l'apposizione della sigla "ES" prevista all'articolo 24, paragrafi 2, 3 e 4. Articolo 26  Le parti contraenti prendono le misure necessarie al fine di concludere accordi con l'Austria, la Finlandia, la Norvegia, la Svezia e la  Svizzera atti a garantire l'applicazione del presente protocollo.     Articolo 27  1.  Per l'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1, punto A del presente protocollo, ogni prodotto originario di uno dei cinque paesi di cui al suddetto articolo è trattato  come un prodotto non originario durante il periodo o i periodi in cui - per tale prodotto e nei riguardi di tale paese - l'Islanda applica il dazio paesi terzi o una corrispondente misura di salvaguardia in forza delle disposizioni che regolano gli  scambi tra l'Islanda e i paesi di cui all'articolo precitato.      2.  Per l'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1, punto B del presente protocollo ogni prodotto originario di uno dei paesi di cui al suddetto articolo è trattato come un prodotto non  originario durante il periodo o i periodi in cui - per tale prodotto e nei riguardi di tale paese - la Comunità applica il dazio paesi terzi in forza dell'accordo da essa concluso con detto paese.     Articolo 28  Il Comitato misto può decidere di  modificare le disposizioni del presente protocollo.                                                            (1) L'articolo 24 è applicabile fino al 31 dicembre 1992.*****  ACCORDO  in forma di scambio di lettere, tra la Comunità economica europea e le Barbados, Belize, la Repubblica popolare del Congo, Figi, la Repubblica cooperativa di Guiana, la Repubblica della Côte-d'Ivoire, la Giamaica, la Repubblica del Kenia, la Repubblica democratica del Madagascar, la Repubblica del Malawi, Maurizio, la Repubblica dell'Uganda, St. Christopher-et-Nevis, la Repubblica del Suriname, il Regno dello Swaziland, la Repubblica unita della Tanzania, la Repubblica di Trinidad e Tobago e la Repubblica dello Zimbabwe, sui prezzi garantiti dello zucchero di canna per il periodo di consegna 1987/1988  Lettera n. 1  Bruxelles,  Signor . . . . . .,  i rappresentanti degli Stati ACP indicati nel protocollo n. 7 relativo allo zucchero ACP, allegato alla terza convenzione ACP-CEE, e della Commissione, a nome della Comunità economica europea, hanno convenuto, conformemente a detto protocollo, di presentare all'approvazione delle rispettive autorità competenti il seguente testo che deve essere oggetto di uno scambio di lettere tra gli Stati ACP interessati e la Comunità.  Per il periodo 1o luglio 1987 - 30 giugno 1988, i prezzi garantiti di cui all'articolo 5, paragrafo 4 del protocollo sullo zucchero, ai fini dell'intervento previsto all'articolo 6 dello stesso, sono:  a) per lo zucchero greggio: 44,92 ECU per 100 chilogrammi;  b) per lo zucchero bianco: 55,39 ECU per 100 chilogrammi.  Tali prezzi non rappresentano aumenti rispetto ai prezzi per il periodo di consegna precedente e s'intendono per la qualità tipo definita dalla regolamentazione comunitaria, merce non imballata, cif « free out » porti europei della Comunità. L'introduzione di detti prezzi non pregiudica assolutamente le posizioni rispettive delle parti contraenti per quanto riguarda i principi relativi alla fissazione dei prezzi garantiti.  Benché la retroattività non sia stata prevista per l'applicazione dei prezzi 1987/1988, è convenuto che la decisione di quest'anno non pregiudica la posizione degli Stati ACP rispetto alla retroattività in qualsiasi futuro negoziato, conformemente all'articolo 4, paragrafo 3 del protocollo n. 7 allegato alla terza convenzione ACP-CEE.  Si è preso atto del fatto che gli Stati ACP ritengono che debbano essere ricercate misure per migliorare la posizione degli Stati ACP fornitori e per risolvere la questione dei noli marittimi , che rimane un problema insoluto ed impellente, a decorrere dalla campagna in corso. Si è preso parimenti nota che la Commissione ha accettato di svolgere questo esame in collaborazione con gli Stati ACP.  Le sarò grato se vorrà accusare ricevuta della presente lettera e confermarmi che la medesima, accompagnata dalla Sua risposta, costituisce un accordo tra i governi degli Stati ACP interessati e la Comunità.  Voglia gradire, Signor . . . . . ., i sensi della mia più alta considerazione.  A nome  del Consiglio delle Comunità europee  Lettera n. 2  Bruxelles,  Signor . . . . . .,  mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera in data odierna redatta come segue:  « i rappresentanti degli Stati ACP indicati nel protocollo n. 7 relativo allo zucchero ACP, allegato alla terza convenzione ACP-CEE, e della Commissione, a nome della Comunità economica europea, hanno convenuto, conformemente a detto protocollo, di presentare all'approvazione delle rispettive autorità competenti il seguente testo che deve essere oggetto di uno scambio di lettere tra gli Stati ACP interessati e la Comunità.  Per il periodo 1o luglio 1987 - 30 giugno 1988, i prezzi garantiti di cui all'articolo 5, paragrafo 4 del protocollo sullo zucchero, ai fini dell'intervento previsto all'articolo 6 dello stesso, sono:  a) per lo zucchero greggio: 44,92 ECU per 100 chilogrammi;  b) per lo zucchero bianco: 55,39 ECU per 100 chilogrammi.  Tali prezzi non rappresentano aumenti rispetto ai prezzi per il periodo di consegna precedente e s'intendono per la qualità tipo definita dalla regolamentazione comunitaria, merce non imballata, cif "free out" porti europei della Comunità. L'introduzione di detti prezzi non pregiudica assolutamente le posizioni rispettive delle parti contraenti per quanto riguarda i principi relativi alla fissazione dei prezzi garantiti.  Benché la retroattività non sia stata prevista per l'applicazione dei prezzi 1987/1988, è convenuto che la decisione di quest'anno non pregiudica la posizione degli Stati ACP rispetto alla retroattività in qualsiasi futuro negoziato, conformemente all'articolo 4, paragrafo 3 del protocollo n. 7 allegato alla terza convenzione ACP-CEE.  Si è preso atto del fatto che gli Stati ACP ritengono che debbano essere ricercate misure per migliorare la posizione degli Stati ACP fornitori e per risolvere la questione dei noli marittimi, che rimane un problema insoluto ed impellente, a decorrere dalla campagna in corso. Si è preso parimenti nota che la Commissione ha accettato di svolgere questo esame in collaborazione con gli Stati ACP.  Le sarò grato se vorrà accusare ricevuta della presente lettera e confermarmi che la medesima, accompagnata dalla Sua risposta, costituisce un accordo tra i governi degli Stati ACP interessati e la Comunità. »  Ho l'onore di confermarLe l'accordo dei governi degli Stati ACP interessati su quanto precede.  Voglia gradire, Signor . . . . . ., i sensi della mia più alta considerazione.  Per i governi  degli Stati ACP interessati