CELEX: 52006SC1529
Language: it
Date: 2006-11-29 00:00:00
Title: decisione del Consiglio che abroga la decisione 2003/487/CE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Francia

Avviso legale importante

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52006SC1529

decisione del Consiglio che abroga la decisione 2003/487/CE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Francia  /* SEC/2006/1529 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 29.11.2006SEC(2006) 1529 definitivoRaccomandazione diDECISIONE DEL CONSIGLIOche abroga la decisione 2003/487/CE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Francia(presentata dalla Commissione)RELAZIONECONTESTO E RACCOMANDAZIONIL'articolo 104 del trattato dispone che gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi e stabilisce una procedura per la loro individuazione e correzione. La procedura per i disavanzi eccessivi è stata precisata in dettaglio dal regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi"[1], che fa parte del Patto di stabilità e crescita.Conformemente al Protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato al trattato, la Commissione fornisce i dati statistici per l'applicazione della procedura. Nell'ambito dell'applicazione del protocollo, gli Stati membri devono comunicare i dati relativi ai disavanzi e al debito della pubblica amministrazione nonché altre variabili correlate due volte all'anno, segnatamente entro il 1° aprile e il 1° ottobre, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3605/93 del Consiglio[2].Il 2 aprile 2003 la Commissione ha avviato una procedura per disavanzo eccessivo nei confronti della Francia mediante l'adozione della relazione di cui all'articolo 104, paragrafo 3, del trattato, a motivo di un disavanzo pubblico del 3,1% del PIL nel 2002[3]. Il 3 giugno 2003 il Consiglio ha stabilito, su raccomandazione della Commissione, che in Francia esisteva una situazione di disavanzo eccessivo ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 6. Nel contempo, e sempre su raccomandazione della Commissione, il Consiglio ha formulato raccomandazioni alla Francia ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, affinché ponesse termine, quanto prima ed entro il 2004 al più tardi, a tale situazione di disavanzo pubblico eccessivo[4] mediante un miglioramento nel 2003 del disavanzo corretto per il ciclo significativamente maggiore rispetto alla correzione dello 0,1% del PIL prevista per lo stesso periodo e l'applicazione di misure atte a ridurre il disavanzo corretto per il ciclo almeno dello 0,5% del PIL nel 2004, in modo da riportare il disavanzo nominale sotto la soglia del 3% al massimo entro la fine del 2004.Nel corso del 2003 il disavanzo di bilancio della Francia ha continuato ad accentuarsi. Nell'ottobre 2003, la Commissione ha concluso che le misure adottate dalla Francia erano insufficienti per conformarsi alla raccomandazione e ha formulato raccomandazioni affinché il Consiglio (i) prendesse una decisione ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 8, e (ii) intimasse alla Francia di adottare le misure volte alla riduzione del disavanzo eccessivo a norma dell'articolo 104, paragrafo 9. Segnatamente, le previsioni effettuate dai servizi della Commissione nell'autunno 2003 indicavano un disavanzo del 4,2% del PIL nel 2003 e del 3,8% del PIL nel 2004. Nelle sue raccomandazioni, la Commissione proponeva di prorogare fino al 2005 il termine accordato per la correzione del disavanzo eccessivo, giacché lo slittamento poteva essere attribuito in parte al deterioramento delle condizioni congiunturali (la crescita effettiva è stata soltanto dell'1,1%). Il 25 novembre 2003 il Consiglio ha votato le due raccomandazioni, senza adottarle. Per contro, ha adottato una serie di conclusioni con le quali invitava la Francia a correggere il disavanzo eccessivo entro il 2005 e nelle quali decideva di tenere in sospeso la procedura per disavanzo eccessivo, a fronte degli impegni assunti dalla Francia. Le citate conclusioni sono state annullate dalla Corte di giustizia europea il 13 luglio 2004[5].Il 14 dicembre 2004, la Commissione ha adottato una comunicazione al Consiglio[6] nella quale conclude che, in considerazione delle circostanze eccezionali venutesi a creare dopo la conclusioni del Consiglio e la sentenza della Corte di giustizia del 13 luglio 2004, fosse necessario riferire all'anno 2005 la valutazione dei provvedimenti presi per correggere il disavanzo eccessivo. La Commissione conclude inoltre affermando che le iniziative intraprese dalle autorità francesi erano generalmente in linea con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2005 e, benché la situazione finanziaria rimanesse vulnerabile al momento, non servivano ulteriori provvedimenti nell'ambito della procedura per disavanzo eccessivo. Il 18 gennaio 2005, il Consiglio ha accolto tale parere ed ha accettato le misure d'adeguamento sottostante riassunte nella tabella 1. In particolare, secondo le previsioni, il disavanzo francese corretto per il ciclo sarebbe stato ridotto di 0,7 punti percentuali del PIL nel 2005, compreso l'impatto delle misure una tantum quantificabile in 0,5 punti percentuali[7].Tabella 1: Adeguamento sottostante approvato dal Consiglio il 18 gennaio 2005 |% del PIL, salvo indicazione contraria | 2003 (dati storici) | 2004 | 2005 |Saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche Saldo di bilancio corretto per il ciclo (CAB) Variazioni nel CAB Debito pubblico lordo p.m.: Crescita (%) del PIL reale | -4,1 -3,8 -0,5 63,7 0,5 | -3,7 -3,5 +0,3 64,9 2,4 | -3,0 -2,8 +0,7 65,5 2,2 |Fonte : Comunicazione della Commissione al Consiglio «La situazione della Germania e della Francia rispetto agli impegni cui devono far fronte nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi a seguito della sentenza della Corte di giustizia.» del 14 dicembre 2004, COM(2004)813 def. Calcoli fatti dalla Commissione sulla base delle previsioni dell'autunno 2004.Ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 12, del trattato, una decisione del Consiglio che accerta l'esistenza di un disavanzo eccessivo è abrogata su raccomandazione della Commissione, quando il Consiglio ritiene che il disavanzo eccessivo nello Stato membro interessato sia stato corretto.EVOLUZIONE DEL DISAVANZO NEL 2005Dopo una flessione rispetto al PIL dal 4,2% al 3,7% nel 2004 nel contesto di un rafforzamento della crescita, il disavanzo è ulteriormente calato al 2,9% del PIL nel 2005. Tale dato è stato confermato da Eurostat nella prima notifica sui dati in materia di disavanzo e di debito per il 2005[8] sulla base delle informazioni comunicate dalla Francia prima del 1º aprile 2006[9]. A questo livello, il disavanzo era conforme all'obiettivo fissato nell'aggiornamento del dicembre 2004 del programma di stabilità per la Francia ed al percorso approvato dal Consiglio nel gennaio 2005[10], nonostante una crescita più lenta del previsto. La diminuzione del disavanzo è attribuibile soprattutto alle entrate, in quanto il rapporto totale entrate/PIL è aumentato dell'1,3% del PIL, fatto che ha più che compensato l'aumento del rapporto totale spese/PIL. Lo slittamento registrato nelle voci di spesa si evince soprattutto a livello delle amministrazioni locali. L'adeguamento corretto per il ciclo ha raggiunto l'1,2% del PIL, superando così l'adeguamento sottostante dello 0,7% approvato dal Consiglio nel gennaio 2005. Tuttavia, il risultato era attribuibile ad entrate una tantum pari allo 0,6% del PIL, relative a (a) una somma forfettaria per il trasferimento di responsabilità per il pagamento delle pensioni dei lavoratori delle imprese pubbliche dell'elettricità e del gas alla sicurezza sociale (" soulte EDF ") e (b) una modifica della legge sulle imposte societarie nel dicembre 2005. Di conseguenza, nonostante l'adeguamento strutturale (l'adeguamento corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum) dello 0,6% del PIL[11] registrato nel 2005 secondo la notifica di primavera, non era possibile concludere che il disavanzo eccessivo fosse stato corretto in modo credibile e duraturo. Per giungere a tale conclusione era necessario accertare che il livello del disavanzo sarebbe stato mantenuto sotto la soglia del 3% del PIL negli anni successivi. Ciò non era ancora ipotizzabile nella primavera del 2006, poiché le previsioni della primavera 2006 dei servizi della Commissione indicavano un leggero incremento del disavanzo fino al 3% del PIL nel 2006 e al 3,1% nel 2007.PROIEZIONI RELATIVE AL DISAVANZO PER IL 2006 E GLI ANNI SUCCESSIVITenendo conto di informazioni supplementari, le previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione indicano che il disavanzo pubblico continuerà a diminuire fino a raggiungere il 2,7% del PIL nel 2006, il 2,6% nel 2007 e, nell'ipotesi di politiche invariate, il 2,2% del PIL nel 2008.Il risultato del 2,7% del PIL annunciato per il 2006 è conforme alle proiezioni ufficiali più recenti[12] e inferiore agli obiettivi stabiliti nell'aggiornamento del gennaio 2006 del programma di stabilità per la Francia, pari al 2,9% del PIL. Stando alle previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione, la riduzione del disavanzo dello 0,2% del PIL rispetto al 2005 è il risultato (a) di un'accelerazione della crescita del PIL (dall'1,2% al 2,2% secondo le proiezioni) che ha incrementato le entrate e (b) di un rallentamento delle spese. Per quanto concerne le entrate, un elevato livello di consumi (IVA), l'aumento degli utili delle imprese (imposta societaria) e gli ottimi risultati in materia d'occupazione (imposta sul reddito) dovrebbero portare ad un rafforzamento delle entrate, con la conseguenza di un leggero aumento (0,1% del PIL) della pressione fiscale, che si attesterebbe poco sopra il 44% del PIL. Dal lato delle spese, l'aumento delle spese sanitarie e di sicurezza sociale è rallentato grazie alle misure adottate nell'ambito della riforma sanitaria del 2004 e al miglioramento del mercato del lavoro, mentre le spese dello Stato dovrebbero rispettare la norma della crescita zero in termini di volume. Nell'insieme, questi elementi potrebbero più che compensare la crescita ancora rapida delle spese delle amministrazioni locali, connesse in particolare ad una ripresa degli investimenti locali che non può essere esclusa al termine del mandato elettorale delle autorità comunali. Di conseguenza, il rapporto spese/PIL dovrebbe diminuire dello 0,3% del PIL per raggiungere 53,5%. La riduzione del disavanzo si baserà ancora su misure una tantum pari allo 0,25% del PIL e relative al trasferimento alla sicurezza sociale degli impegni di pagamento delle pensioni ai lavoratori del settore postale e al prelievo fiscale eccezionale su specifici piani di risparmio la cui applicazione è stata anticipata. Le previsioni di disavanzo per il 2006 implicano un miglioramento del saldo strutturale (il saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum) dello 0,5% del PIL.Per il 2007, i servizi della Commissione prevedono un disavanzo del 2,6% del PIL, superiore dello 0,1% rispetto all'obiettivo annunciato dalle autorità francesi nel progetto di bilancio. Le previsioni si basano su un tasso di crescita del PIL previsto al 2,3% del PIL nel 2007 e tengono conto delle misure presentate nel progetto di bilancio del 2007 con riferimento alle spese dello Stato e del settore della sicurezza sociale. Per quanto concerne le spese, il rapporto spese/PIL dovrebbe diminuire dello 0,4% del PIL rispetto al 2006, secondo i servizi della Commissione. Questa riduzione è il risultato di due tendenze opposte. Da un lato si registrano: (a) una diminuzione delle spese statali dell'1% in termini reali, grazie all'applicazione di un massimale più rigoroso per le spese dello Stato, che costituisce la principale innovazione del progetto di bilancio del 2007, (b) una riduzione del numero di funzionari, e (c) un rallentamento significativo della crescita delle spese per la sicurezza sociale dovuto soprattutto agli ottimi risultati ottenuti sul fronte dell'occupazione. Dall'altro lato, le spese delle amministrazioni locali, che non si sono allineate alle nuove norme/ massimali di spesa annunciati nell'aggiornamento del gennaio 2006 del programma di stabilità (cfr. infra , punto 5), dovrebbero invece continuare a crescere a ritmo rapido.Per quanto riguarda le entrate, le principali misure sono: a) la riduzione dell'imposta sul reddito (0,2% del PIL), (b) un nuovo aumento del premio all'occupazione (imposta negativa) (0,05% del PIL) e (c) il mantenimento dell'esenzione fiscale per nuovi investimenti (0,06% del PIL). Assieme ad altri elementi di minor portata, queste misure dovrebbero aumentare il disavanzo di circa lo 0,4% del PIL. Tuttavia, poiché le entrate dovrebbero continuare a registrare una crescita sostenuta – l'elasticità gettito fiscale/PIL dovrebbe restare leggermente superiore alla media storica – il rapporto entrate/PIL dovrebbe diminuire soltanto dello 0,3% del PIL rispetto al 2006, comprese le entrate una tantum pari allo 0,05%[13]. In termini strutturali, le previsioni dei servizi della Commissione sul disavanzo per il 2007 indicano un miglioramento dello 0,3% del PIL.Le previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione prevedono altresì un'ulteriore flessione del disavanzo che dovrebbe attestarsi al 2,2% del PIL nel 2008, nel contesto di una crescita del PIL del 2,1%, nell'ipotesi di politiche invariate e senza altre misure una tantum. Per contro, il progetto di bilancio 2007 prospetta un obiettivo di disavanzo dell'1,8% del PIL. Secondo le previsioni dei servizi della Commissione, il disavanzo dovrebbe diminuire di un ulteriore 0,6% del PIL in termini strutturali nel 2008[14].La prevista riduzione del disavanzo e l'adeguamento strutturale necessario a partire dal 2006 devono anche essere visti in funzione dei progressi necessari per conseguire l'obiettivo a medio termine stabilito dalle autorità francesi, ovvero il raggiungimento di una posizione strutturale equilibrata.Tabella 2: Evoluzione del bilancio, 2002-2008SVILUPPI E PROIEZIONI RELATIVE AL DEBITOTra il 2002 e il 2005, il rapporto debito/PIL è aumentato di circa 8,5 punti percentuali. Il valore di riferimento del 60% del PIL stabilito dal trattato è stato superato nel 2003, anno in cui è cresciuto di 4,2 punti percentuali fino a raggiungere 62,4%, per poi continuare ad aumentare fino ad attestarsi al 66,6% del PIL nel 2005, il livello più elevato mai raggiunto. Il superamento del valore di riferimento del 60% era dovuto soprattutto all'evoluzione del disavanzo, amplificata in alcuni anni dall'aggiustamento stock/flussi[15].La riduzione del rapporto debito/PIL al di sotto della soglia del 60% del PIL entro il 2010 costituisce uno dei due obiettivi a medio termine annunciati nell'aggiornamento 2006 del programma di stabilità, che presentava alcune proposte della "relazione Pébereau" per la riduzione del debito[16]. Il progetto di bilancio 2007 prospetta una diminuzione di 2 punti percentuali del rapporto debito/PIL nel 2006 e di 1 punto percentuale nel 2007. Nel 2006, questa riduzione dovrebbe derivare dall'attuazione di una rafforzata strategia di riduzione del debito basata: (a) sull'attribuzione di tutte le entrate di privatizzazione alla riduzione del debito per circa l'1% del PIL, e (b) su una migliore gestione quotidiana dei flussi di cassa da parte dell'agenzia francese incaricata della gestione del debito e una migliore gestione globale del debito dei vari organismi amministrativi, il che dovrebbe portare nel complesso a ridurre ulteriormente il debito dell'1% circa del PIL. In effetti, il rapporto è già sceso dal 66,6% nel 2005 al 65,4% del PIL nel secondo trimestre del 2006. Nel 2007, la metà della riduzione di 1 punto di percentuale del rapporto debito/PIL dovrebbe provenire dalle entrate di privatizzazione e la restante metà da un ulteriore miglioramento della gestione dei flussi di cassa del debito pubblico.Secondo le previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione, il debito pubblico lordo dovrebbe calare ulteriormente al 64,6% del PIL nel 2006 e al 63% circa del PIL entro il 2008 (nell'ipotesi di politiche invariate).La strategia a medio termine pubblicata nel progetto di bilancio 2007 prevede che il rapporto debito/PIL sarà vicino al valore di riferimento stabilito dal trattato nel 2009, anno in cui dovrebbe attestarsi al 60,7%, e quindi scendere al di sotto del valore di riferimento (58% del PIL) nel 2020 (un obiettivo più ambizioso di quello previsto dall'aggiornamento del gennaio 2006 del programma di stabilità).ALTRE CONSIDERAZIONINella sua raccomandazione formulata ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, del trattato, il Consiglio aveva anche preso atto dell'impegno assunto dalle autorità francesi di garantire un controllo più rigoroso delle spese nel 2003 e aveva espresso compiacimento per l'impegno del governo francese di completare la riforma delle pensioni in corso al fine di assicurare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.Dal 2003, lo Stato ha sempre rispettato la norma di crescita zero delle spese in termini di volume e dovrebbe rafforzare il controllo delle spese avvicinandosi gradualmente ad una norma di crescita nominale zero delle spese entro il 2010, come annunciato nell'aggiornamento del gennaio 2006 del programma di stabilità. Il progetto di bilancio del 2007 si basa in realtà su una norma più rigorosa per lo Stato, le cui spese dovrebbero diminuire di 1 punto percentuale in termini di volume nel 2007. Il miglioramento del controllo delle spese riguarda anche il settore sanitario poiché l'obiettivo nazionale ( Objectif national de dépenses d'assurance maladie , ONDAM) è stato quasi pienamente rispettato (lo scarto rispetto all'obiettivo del tasso di crescita è stato limitato allo 0,1 punti percentuali) nel 2005 per la prima volta da anni, segnatamente grazie alla riforma sanitaria del 2004. Tra l'altro, nell'ambito della riforma è stato istituito un comitato di vigilanza che raccomanda misure ogniqualvolta si profila una significativa divergenza rispetto agli obiettivi stabiliti. L'aggiornamento del gennaio 2006 del programma di stabilità mirava ad una sorta di "patto di stabilità interno" che avrebbe comportato norme di spesa per tutti i sottosettori dell'amministrazione. Tuttavia, non sono ancora stati conseguiti progressi sul fronte delle amministrazioni locali e della sicurezza sociale nel suo insieme benché l'istituzione di una conferenza sulle finanze pubbliche, che riunisce una volta all'anno tutti i responsabili della gestione delle finanze pubbliche, dovrebbe contribuire a rafforzare la consapevolezza e la sensibilizzazione agli sforzi di risanamento necessari nel settore delle finanze pubbliche.Per quanto riguarda le pensioni, la riforma su grande scala realizzata nel 2003 ha sensibilmente rallentato l'aumento delle spese tra il 2004 e il 2050, del 2% circa del PIL. La riforma ha introdotto l'estensione del periodo contributivo necessario per avere diritto ad una pensione completa nel periodo 2004-2020. Fino al 2008, l'aumento del periodo contributivo riguarderà soltanto il settore pubblico; successivamente, la maggior parte dei regimi pubblici e privati dovrà mantenere costante il rapporto tra il numero di anni di contribuzione e il numero di anni di riscossione della pensione grazie all'applicazione di una norma automatica. Come sottolineato nell'aggiornamento del gennaio 2006 del programma di stabilità, l'aumento del periodo contributivo per avere diritto a una pensione completa è destinato ad essere ancora modificato sulla base del parere espresso da una commissione indipendente che si riunirà nel 2008. È pertanto difficile stabilire in questa fase se il periodo contributivo subirà modifiche e se le eventuali modifiche renderanno più rigorosi o più flessibili i requisiti per la titolarità di una pensione completa. La relazione dell'ottobre 2006 sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche nell'Unione europea[17] concludeva che, complessivamente, le finanze pubbliche francesi erano esposte a rischi di media entità sotto l'aspetto della sostenibilità.CONCLUSIONIDopo un aumento dal 3,2% del PIL nel 2002 al 4,2% del PIL nel 2003, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è diminuito al 3,7% del PIL nel 2004 e al 2,9% nel 2005, scendendo al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL. L'adeguamento strutturale (cioè il miglioramento del saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee) corrispondeva lo stesso anno allo 0,6% del PIL. La riduzione al di sotto della soglia nel 2005 ha beneficiato di considerevoli entrate una tantum, benché un'ulteriore flessione del disavanzo al 2,7% del PIL nel 2006 e circa 2% nel 2008 fosse già prevista sia dalle autorità francesi sia dai servizi della Commissione. Inoltre, il ricorso alle misure una tantum è limitato nel 2006 (0,2% del PIL) e trascurabile o nullo negli anni successivi. Ciò sembra indicare che il disavanzo è stato riportato sotto il limite massimo del 3% del PIL in modo credibile e duraturo.Dopo essere aumentato per anni, il rapporto debito/PIL ha iniziato a diminuire dal 66,6% del PIL nel 2005 al 65,4% del PIL durante il secondo trimestre del 2006. Secondo le previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione, il debito pubblico lordo dovrebbe ancora scendere al 64,6% del PIL nel 2006 e al 63% circa del PIL entro il 2008 (nell'ipotesi di politiche invariate).A seguito di una valutazione generale, si evince che il disavanzo eccessivo è stato corretto in Francia. Per questo motivo, la Commissione raccomanda al Consiglio di abrogare la decisione relativa all'esistenza di un disavanzo eccessivo in Francia.Raccomandazione diDECSIONE DEL CONSIGLIOche abroga la decisione 2003/487/CE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in FranciaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 104, paragrafo 12,vista la raccomandazione della Commissione,considerando quanto segue:1.  Con decisione del Consiglio 2003/487/CE[18], adottata su raccomandazione della Commissione emessa ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 6, del trattato, il Consiglio ha deciso che in Francia esisteva una situazione di disavanzo eccessivo. Il Consiglio ha constatato che nel 2002 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche francesi aveva raggiunto il 3,1% del PIL, tasso superiore al valore di riferimento del 3% del PIL previsto dal trattato, e che secondo i calcoli effettuati dalle autorità francesi e dai servizi della Commissione avrebbe superato la soglia del 3% nel 2003, mentre il debito pubblico lordo aveva raggiunto il 58,2% del PIL e nel 2003 avrebbe superato molto probabilmente il valore di riferimento del 60% del PIL stabilito dal trattato.2.  Il 3 giugno 2003, ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, del trattato e dell'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi[19], il Consiglio ha emesso una raccomandazione, sulla base di una raccomandazione della Commissione, con la quale invitava le autorità francesi a porre termine, entro il 2004, alla situazione di disavanzo eccessivo. La raccomandazione è stata resa pubblica.3.  Nell'ottobre 2003, la Commissione ha ritenuto che le misure adottate dalla Francia non fossero sufficienti per conformarsi alla raccomandazione del 3 giugno 2003 e hanno raccomandato di proseguire la procedura per disavanzo eccessivo. Per contro, il 25 novembre 2003, il Consiglio ha adottato conclusioni contenenti raccomandazioni all'indirizzo della Francia affinché correggesse il disavanzo entro il 2005, che sono state annullate dalla Corte di giustizia delle Comunità europee il 13 luglio 2004[20]. Il 14 dicembre 2004 la Commissione ha adottato una comunicazione[21] al Consiglio nella quale concludeva che fosse necessario riferire all'anno 2005 la valutazione dei provvedimenti presi per la correzione. Ha anche concluso che le azioni intraprese dalla Francia permettevano nell'insieme una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2005. Il 18 gennaio 2005, il Consiglio ha condiviso tale opinione.4.  A norma dell'articolo 104, paragrafo 12, del trattato, una decisione del Consiglio che constata l'esistenza di un disavanzo eccessivo è abrogata quando il Consiglio ritenga che il disavanzo eccessivo nello Stato membro in questione sia stato corretto.5.  Conformemente al protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato al trattato, la Commissione fornisce i dati statistici necessari per l'applicazione del protocollo. Nell'ambito dell'applicazione di questo protocollo, gli Stati membri devono trasmettere dati relativi al disavanzo e al debito delle amministrazioni pubbliche nonché altre variabili connesse due volte all'anno, e segnatamente entro il 1º aprile e entro il 1º ottobre, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3605/93 del Consiglio del 22 novembre 1993 relativo all'applicazione del protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi, allegato al trattato che istituisce la Comunità europea[22].6.  I dati forniti dalla Commissione (Eurostat) a norma dell'articolo 8 octies , paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 3605/93 a seguito della notifica della Francia prima del 1º ottobre 2006 e le previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione giustificano le conclusioni seguenti:7.  dopo essere aumentato dal 3,2% del PIL nel 2002 al 4,2% del PIL nel 2003, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è sceso al 3,7% del PIL nel 2004 e successivamente al 2,9% del PIL nel 2005, rientrando al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL stabilito dal trattato;8.  nel periodo 2004-2005, l'adeguamento strutturale (il miglioramento del saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee) ha raggiunto 1 punto percentuale del PIL, 0,4% nel 2004 e 2,6% nel 2005. In realtà, benché la riduzione del disavanzo non corretto nel 2005 sotto il valore di riferimento del 3% del PIL abbia beneficiato di significative entrate una tantum e di entrate fiscali più elevate del previsto, la riduzione del disavanzo era anche attribuibile a un migliore controllo delle spese dello Stato e della sanità. In particolare, la progressione annuale delle spese nel settore sanitario è stata considerevolmente rallentata rispetto agli anni precedenti poiché le misure intraprese nell'ambito della riforma sanitaria del 2004 stanno dando risultati positivi;9.  per il 2006, le previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione prevedono una nuova riduzione del disavanzo al 2,7% del PIL, superiore all'obiettivo stabilito nell'aggiornamento del gennaio 2006 del programma di stabilità (2,9%). Tale riduzione del disavanzo dovrebbe derivare da un nuovo rallentamento del tasso di crescita delle spese annuali nel settore sanitario e del mantenimento del controllo delle spese statali, che dovrebbe rispettare il suo obiettivo di crescita zero in termini di volume per le spese. Il ricorso alle misure una tantum sarebbe limitato allo 0,25% del PIL. Le previsioni d'autunno annunciano una nuova flessione del disavanzo al 2,6% del PIL nel 2007 (con un ricorso a misure una tantum limitato allo 0,05% del PIL) e al 2,2% nel 2008 (a politiche invariate e senza misure una tantum). Ciò sembra indicare che il rapporto disavanzo/PIL è stato riportato sotto il limite massimo del 3% del PIL in modo credibile e duraturo. Il miglioramento del saldo strutturale (il saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum) è stimato a 0,5%, 0,3% e 0,6% del PIL rispettivamente nel 2006, 2007 e 2008. Questa tendenza deve essere vista anche nell'ambito dei progressi necessari per raggiungere l'obiettivo a medio termine fissato dalle autorità francesi, vale a dire una posizione strutturale equilibrata;10.  dopo essere salito dal 58,2% del PIL nel 2002 al 66,6% del PIL nel 2005, superando il valore di riferimento del 60% del PIL stabilito dal trattato nel 2003, il rapporto debito/PIL è sceso nuovamente al 65,4% del PIL nel corso del secondo trimestre 2006. Secondo le previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione, il debito pubblico lordo dovrebbe ridursi ulteriormente per raggiungere il 64,6% del PIL nel 2006 e circa il 63% del PIL nel 2008 al più tardi (a politiche invariate).11.  Il Consiglio ritiene che il disavanzo eccessivo della Francia sia stato corretto e che la decisione 2003/487/CE debba pertanto essere abrogata,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Da una valutazione globale si evince che in Francia il disavanzo eccessivo è stato corretto.Articolo 2La decisione (CE) n. 2003/487 è abrogata.Articolo 3La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.Fatto a [Bruxelles], il [30 gennaio 2007].Per il ConsiglioIl Presidente [1] GU L 209 del 02.08.1997, pag. 6. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1056/2005 (GU L 174 del 07.07.2005, pag. 5).[2] GU L 332 del 31.12.1993, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2103/2005 (GU L 337 del 22.12.2005, pag. 1).[3] Il deficit del 2002 è stato rivisto in aumento e portato al 3,2% del PIL nel marzo 2004.[4] Tutti i documenti relativi alla procedura che riguarda il disavanzo eccessivo della Francia sono consultabili all'indirizzo Internet:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/procedures_en.htm.[5] Causa C-27/04, Commissione vs Consiglio, Racc. [2004] I-6649.[6] Comunicazione della Commissione al Consiglio «La situazione della Germania e della Francia rispetto agli impegni cui devono far fronte nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi a seguito della sentenza della Corte di giustizia. » COM(2004)813 def.[7] Relative alle entrate connesse al trasferimento alla sicurezza sociale delle responsabilità per il pagamento delle pensioni future ai lavoratori delle imprese pubbliche del gas e dell'elettricità.[8] Comunicato stampa n. 48/2006 sugli Euroindicatori – 24 aprile 2006. La notifica di bilancio del 23 ottobre 2006 ha confermato che il deficit del 2005 ammontava al 2,9% del PIL (Comunicato stampa sugli Euroindicatori n. 139/2006 – 23 ottobre 2006).[9] I conti pubblici sono generalmente riesaminati per 4 anni prima di diventare definitivi. Sulla base dell'esperienza passata, le statistiche del governo francese sono molto affidabili. Di conseguenza, ogni revisione futura (al rialzo o al ribasso) delle cifre in materia di disavanzo dovrebbe essere molto limitata.[10] Giova sottolineare che il disavanzo ha beneficiato di una diminuzione delle spese pari allo 0,1% del PIL collegata all'attuazione della decisione Eurostat del 9 marzo 2006 sulla registrazione delle spese militari (alla data della consegna).[11] La differenza apparentemente maggiore tra i saldi strutturali del 2004 e del 2005 è effetto dell'arrotondamento.[12] Le proiezioni dei servizi della Commissione e del progetto di bilancio 2007 riguardante il disavanzo del 2006 hanno tenuto conto dell'attuazione della decisione di Eurostat del marzo 2006 concernenti le spese militari, che comporta una riduzione delle spese dello 0,1% del PIL per il 2005 e il 2006.[13] Le entrate una tantum derivano da una modifica della legge sull'imposta delle società e dal prelievo fiscale anticipato sui piani di risparmio.[14] La differenza apparentemente maggiore tra i saldi strutturali nel 2004 e 2005 alla tabella 2 è effetto dell'arrotondamento.[15] Nel 2003, la Francia ha trasformato le attività del fondo di riserva per le pensioni (FRR, Fonds de Réserve pour les Retraites ) sotto forma di obbligazioni di Stato in obbligazioni e azioni private ed ha partecipato all'aumento del capitale sociale di France Telécom. Queste operazioni hanno contribuito ad aumentare il rapporto debito lordo/PIL di 2 punti percentuali nel 2003. Sempre nel 2005 oltre 1 punto percentuale dell'aumento del rapporto debito/PIL, che ha raggiunto il 66,6%, derivava da adeguamenti stock-flussi relativi all'acquisizione da parte del FRR di considerevoli attività finanziarie e di regimi pensionistici complementari nonché all'accumulo di liquidità (a seguito della modifica nel dicembre 2005 della legislazione sull'imposta societaria, che ha anticipato una parte dei pagamenti dalla prima tranche del 2006 all'ultima del 2005). Il resto era collegato alla differenza di contabilizzazione delle spese effettive e maturate nell'ambito della modifica della contabilizzazione delle spese militari e del c.d. " soulte EDF " (poiché gran parte dei pagamenti già registrati come entrate sarà effettuata nel corso dei prossimi 20 anni).[16] La commissione Pébereau, una commissione indipendente designata dal Ministro francese delle finanze nel luglio 2005 con l'incarico di analizzare il debito pubblico e individuarne le possibilità di riduzione, ha pubblicato la sua relazione a metà dicembre 2005 e ha ricevuto grande attenzione da parte dei media e del mondo politico. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione per la valutazione del programma di stabilità francese del gennaio 2006 ne contiene un'analisi: (http://ec.europa.eu/economy_finance/about/activities/sgp/country/commwd/fr/com_fr20052006.pdf).[17] Commissione europea (2006), Direzione generale degli Affari economici e finanziari, "Sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche nell'Unione europea", European Economy , n. 4/2006.[18] GU L 165 del 3.7.2003, pag. 29.[19] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1056/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 5).[20] Causa C-27/04, Commissione vs Consiglio, Racc. [2004] I-6649.[21] Comunicazione della Commissione al Consiglio: La situazione della Germania e della Francia rispetto agli impegni cui devono far fronte nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi a seguito della sentenza della Corte di giustizia , COM (2004) 813 def.[22] GU L 332 del 31.12.1993, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2103/2005 (GU L 337 del 22.12.2005, pag. 1).