CELEX: 52002PC0326
Language: it
Date: 2002-06-18
Title: Proposta modificata di direttiva del Consiglio recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del reconoscimento e della revoca dello status di rifugiato

26.11.2002           IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    C 291 E/143
           Proposta modificata di direttiva del Consiglio recante norme minime per le procedure applicate
                     negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato
                                                              (2002/C 291 E/06)
                                                 COM(2002) 326 def. — 2000/0238(CNS)
                                              (Presentata dalla Commissione il 18 giugno 2002)
                                                                 RELAZIONE
           1. Antefatti
           Il 20 settembre 2000, la Commissione ha adottato una proposta di direttiva del Consiglio recante norme
           minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status
           di rifugiato (1).
           La proposta è stata trasmessa al Consiglio, al Parlamento europeo ed al Comitato economico e sociale.
           Il Comitato economico e sociale ha espresso parere favorevole nella sessione del 25 e 26 aprile 2001 (CES
           530/2001).
           Il 20 settembre 2001 il Parlamento europeo ha adottato, in seduta plenaria, un parere favorevole alla
           proposta della Commissione a condizioni che fossero apportate talune modifiche, ed ha chiesto alla
           Commissione di provvedere in tal senso. Sulla base di una relazione presentata in seduta plenaria dal
           Sig. Watson, presidente della commissione per le libertà ed i diritti dei cittadini, giustizia e affari interni, il
           Parlamento europeo ha adottato 106 emendamenti (A5-0291/2001) (2).
           La proposta ha formato oggetto di negoziazioni in sede di Consiglio nel corso del 2001. Sotto presidenza
           belga, il Consiglio ha adottato, nel dicembre 2001, le conclusioni relative agli orientamenti per la futura
           direttiva (3).
           Infine, la dichiarazione del Consiglio europeo di Laeken ha invitato la Commissione a presentare una
           proposta modificata di direttiva.
           2. La proposta modificata: punti salienti
           In conformità delle conclusioni del Consiglio, la presente proposta delinea una struttura diversa per le
           procedure applicate negli Stati membri in materia di asilo e modifica molte delle norme minime proposte
           precedentemente dalla Commissione.
           Inoltre, essa accoglie diversi emendamenti proposti dal Parlamento europeo, sia nei considerando sia nel
           dispositivo della proposta.
           Le principali modifiche apportate sono le seguenti:
           1. Conformemente ai suggerimenti avanzati da taluni Stati membri e dal Parlamento europeo, la maggior
               parte — ove non tutte — le garanzie contenute nel capo II sono state modificate, alcune per migliorare
               il livello di protezione accordato ai richiedenti asilo, ed altre per tener conto di circostanze specifiche o
               di eccezioni che possono verificarsi nella pratica, di metodi di contrasto o di garanzie contro gli abusi,
               nonché di talune condizioni o peculiarità nazionali.
           2. In linea con le conclusioni del Consiglio, la classificazione delle procedure proposta negli originari capi
               III e IV è riorganizzata. Anziché prevedere una distinta procedura di ammissibilità, le domande di asilo
               ritenute inammissibili possono essere esaminate con procedura accelerata.
           (1) COM(2000) 578 def. (GU C 62 E del 27.2.2001, pag. 231).
           (2) GU C 77 E del 28.3.2002, pag. 94.
           (3) (15107/01/REV 1). Comunicato stampa 14581/01 (Presse 444), 2396o Consiglio «Giustizia, affari interni e prote-
               zione civile», Bruxelles, 6 e 7 dicembre 2001.
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            3. Come suggerito da alcuni Stati membri, sono introdotte norme specifiche relative a due nuovi tipi di
                procedura accelerata: una procedura per l'esame delle domande presentate alla frontiera o al momento
                dell'ingresso nel territorio dello Stato membro, ed una procedura volta a valutare la necessità di avviare
                una nuova procedura per l'esame di una domanda ripetuta.
            4. Sono previsti nuovi casi di domande inammissibili, ma anche le altre categorie di domande possono
                essere sottoposte a procedura accelerata, laddove sia dimostrato un comportamento scorretto da parte
                del richiedente o un abuso della procedura.
            5. L'obbligo di fissare un termine ragionevole per l'adozione della decisione con procedura ordinaria,
                l'obbligo di considerare l'inosservanza di tale termine come una decisione negativa che il richiedente
                asilo può impugnare, nonché l'obbligo, per gli organi d'impugnazione, di deliberare entro termini
                ragionevoli, sono soppressi.
            6. Il proposto sistema di ricorso a due livelli, nel quale almeno un'autorità giudiziaria era investita della
                verifica della decisione adottata dall'organo di grado inferiore, è sostituito, in conformità dei principi
                generali di diritto comunitario, dal diritto conferito a ciascun richiedente asilo ad un effettivo rimedio
                dinanzi ad un giudice avverso la decisione adottata nel suo caso, lasciando alla discrezionalità dello
                Stato membro la scelta dei meccanismi istituzionali di verifica o di ricorso.
            7. A seguito di un emendamento del Parlamento europeo, si propone che l'attuazione della presente
                direttiva in materia di asilo sia valutata ad intervalli periodici, non superiori ai due anni.
            Commento degli articoli
            Considerando
            I considerando sono stati adattati in coerenza con le modifiche introdotte nel dispositivo. Inoltre, essi
            tengono (in parte) conto degli emendamenti 2, 3, 4, 5, 8, 11, 17 e 21 proposti dal Parlamento europeo.
            Capo I
            Ambito d'applicazione e definizioni
            Articolo 1
            L'articolo definisce l'obiettivo della direttiva.
            Articolo 2
            L'articolo definisce i diversi concetti ed espressioni che vengono utilizzati nelle disposizioni della proposta.
            Le modifiche delle disposizioni sulle procedure di ricorso hanno reso superflue le definizioni di «organo di
            verifica», «giudice d'impugnazione» e «decisione». Il riferimento ad una autorità accertante di natura «giu-
            diziaria», nonché la specificazione delle diverse aree di trattenimento dei richiedenti asilo sono stati
            eliminati perché superflui. È stata aggiunta la definizione di «rappresentante» per descrivere con maggiore
            precisione le diverse persone o organizzazioni che rappresentano i minori non accompagnati negli Stati
            membri. Essa è stata formulata in analogia con la definizione datane nella risoluzione del 1997 del terzo
            pilastro sui minori non accompagnati, cittadini di paesi terzi. Il termine «rifugiato» nella presente proposta
            modificata è definito con riferimento alla proposta di direttiva del Consiglio recante norme sull'attribu-
            zione, a cittadini di paesi terzi ed apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di
            protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto dello status di protezione [COM(2001)
            510 def.]. Ai fini di una maggiore chiarezza giuridica del testo, è stata fornita una distinta definizione di
            «decisione definitiva».
            Articolo 3
            Il riferimento al Protocollo sull'asilo per i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, allegato al
            trattato che istituisce la Comunità europea è stato eliminato dal dispositivo ed inserito nei considerando.
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           Articolo 4
           Un nuovo articolo è stato inserito allo scopo di rendere esplicito che gli Stati membri sono liberi di
           adottare disposizioni più favorevoli per quanto concerne le procedure, come chiesto dal Parlamento
           europeo nel suo emendamento 18.
           Capo II
           Principi fondamentali e garanzie
           Articolo 5
           L'originario articolo 4 è stato modificato principalmente al fine di tener conto delle varie proposte discusse
           dagli esperti in sede di Consiglio.
           1. Questo paragrafo è inteso a garantire che gli Stati membri non respingano o escludano dall'esame una
              domanda di asilo per il solo motivo che essa non è stata presentata tempestivamente. Fissare un termine
              per la richiesta di protezione non è di per sé vietato, ma lo diventa quando l'applicazione di tale
              termine serve ad evitare di dare adeguato trattamento ad una domanda di asilo.
           2. A norma del secondo paragrafo, gli Stati membri possono esigere che le domande siano presentate di
              persona, nel senso che il richiedente non può farsi rappresentare per tale atto da un avvocato o altro
              consulente legale.
           3. Sebbene le domande di asilo siano generalmente presentate di persona in conformità dell'articolo 2,
              alcuni Stati membri acconsentono a che tale domanda sia presentata per conto di altri. Sulla base
              dell'originario articolo 4, paragrafo 4, che permetteva tale modalità, la presente proposta prevede
              diverse garanzie supplementari nel presente paragrafo e nel successivo. Il paragrafo 3 dispone norme
              applicabili alle persone che non possono presentare a proprio nome una domanda di asilo (minori di
              età inferiore a quanto stabilito dal diritto nazionale, casi di minori non accompagnati per i quali la
              domanda deve essere presentata da un rappresentante).
           4. D'altro canto, questo paragrafo prevede garanzie minime nel caso lo Stato membro voglia disporre per
              legge che una domanda di asilo può essere presentata da un richiedente asilo anche a nome delle
              persone a suo carico (coniuge, minori, ecc.). Per evitare malintesi o abusi, la persona interessata deve
              chiedere espressamente che la domanda sia presentata per suo conto. Ne consegue che tale persona non
              può più inoltrare domanda separata. Qualora ciò avvenga, gli Stati membri possono respingere la
              domanda con la motivazione che è già stata presentata una domanda a suo nome.
           5. Il paragrafo è inteso assicurare che, una volta introdotta la domanda di asilo in uno Stato membro, la
              procedura volta ad accertare lo status di rifugiato sia avviata senza indugio, anche se la legislazione
              nazionale prevede che siano assolte alcune formalità (ad esempio, la compilazione di un modulo di
              domanda, l'obbligo di presentarsi in un luogo stabilito ai fini di identificazione).
           6. Il paragrafo riprende, raggruppandoli, due obblighi precedentemente contenuti in due distinti articoli:
              l'obbligo di assicurare che le autorità alle quali i richiedenti asilo possono rivolgersi, alla frontiera o nel
              territorio dello Stato membro, ricevano l'istruzione di trasmettere tempestivamente le domande di asilo
              alle autorità competenti per l'esame (già articolo 4, paragrafo 3) e l'obbligo di dare adeguata formazione
              al personale di tali autorità a tale scopo [già articolo 14, paragrafo 1, lettera a)].
           Articolo 6
           1. Il campo di applicazione di questo articolo è stato precisato con l'aggiunta del riferimento all'autorità
              accertante. L'articolo riguarda il diritto di rimanere del richiedente asilo fintanto che sia pendente la
              decisione di primo grado. Il diritto di rimanere durante la verifica o il ricorso dipende dall'applicazione
              degli articoli 39 e 40.
           2. Il secondo paragrafo richiama un nuovo articolo che dà facoltà agli Stati membri di prevedere una
              procedura specifica per le domande di asilo ripetute (cfr. articoli 33 e 34). Un esame preliminare
              consentirebbe agli Stati membri di verificare se sussiste un motivo ragionevole per «avviare una nuova
              procedura di asilo». Se la decisione in merito a tale esame è negativa, gli Stati membri sono liberi di
              allontanare i richiedenti asilo dal loro territorio in forza di una decisione precedente. La questione
              dell'effetto sospensivo di una verifica o di un ricorso è trattata nel capo IV.
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            Articolo 7
            I precedenti articoli 6, 13, paragrafo 1 e 14, paragrafo 1, lettera d) sono stati ricondotti ad un unico
            articolo intitolato «Criteri applicabili all'esame della domanda». I criteri previsti si rifanno agli elementi
            fondamentali per una procedura equa ed efficiente volta all'accertamento dello status di rifugiato e pertanto
            sono enunciati assieme. La lettera b) dell'articolo 7, paragrafo 1 suddivide l'obbligo già contenuto nell'ar-
            ticolo 14, paragrafo 1, lettera d) in un obbligo di ottenere le informazioni sulla situazione del paese di
            origine ed in uno di fornire tali informazioni al personale incaricato di esaminare le domande e decidere in
            merito. L'obbligo di cui al secondo paragrafo ha subito cambiamenti sostanziali minimi.
            Articolo 8
            Il concetto di «procedura equa ed efficiente» dovrebbe ispirare anche le disposizioni relative ai criteri
            formali e materiali applicabili alla decisione stessa. Tali disposizioni erano precedentemente integrate
            nell'articolo sulle garanzie procedurali per i richiedenti asilo. Si propone ora di introdurre un distinto
            articolo, che grossomodo ricalca la formulazione dell'originario articolo 7, lettera d).
            Articolo 9
            Questo articolo stabilisce le garanzie per tutti i richiedenti asilo durante la fase di esame della loro
            domanda da parte dell'autorità accertante, sia nell'ambito della procedura accelerata che della procedura
            ordinaria. L'originario articolo 7 ha subito alcuni cambiamenti di sostanza, a seguito delle discussioni in
            sede di Consiglio.
            Il paragrafo 1 è stato adattato come segue:
            a) La disposizione relativa alle informazioni da fornire al richiedente asilo mette in evidenza che le
                informazioni devono essere fornite in tempo affinché il richiedente asilo possa sia esercitare i suoi
                diritti sia conformarsi agli obblighi, come disposto dalla presente direttiva. Non viene prescritta alcuna
                particolare modalità d'informazione. Come suggerito dal Parlamento europeo nell'emendamento 23, ciò
                potrebbe avvenire per il tramite di un foglio illustrativo; ad esempio si potrebbe consegnare un
                documento standard sulla procedura redatto in una lingua che sia ragionevole supporre che il richie-
                dente asilo comprenda. La modifica consiste anche nel sottolineare che le informazioni non devono
                necessariamente essere fornite tutte in una volta, purché siano fornite in tempo utile affinché il
                richiedente asilo possa esercitare i diritti e conformarsi agli obblighi.
            b) Viene qui precisato che gli Stati membri devono perlomeno provvedere affinché il richiedente asilo
                possa avvalere dei servizi di un interprete, quando è convocato per un colloquio prima della decisione
                di primo grado — sia che si tratti del colloquio descritto negli articoli da 10 a 12 o qualsiasi altro
                colloquio previsto in questa fase procedurale.
            c) Anziché disporre che il richiedente asilo può comunicare con (un rappresentante del) l'ACNUR o
                qualsiasi altra organizzazione che opera per conto della stessa, gli Stati membri sono semplicemente
                tenuti a non negare al richiedente asilo tale possibilità.
            d) Questo comma introduce il concetto di notificazione, sottolineando che è necessario che il richiedente
                asilo riceva una comunicazione ufficiale circa la decisione adottata nel suo caso. Tale notificazione
                dovrebbe rientrare in una serie di norme minime relative alla prima fase del processo di armonizza-
                zione. Sono previsti due obblighi. In primo luogo, il richiedente asilo dovrebbe ricevere la comunica-
                zione o notificazione della decisione di primo grado entro un periodo di tempo ragionevole dopo
                l'effettiva adozione della stessa. In secondo luogo, la decisione dovrebbe essere notificata in maniera
                adeguata. La notificazione dovrebbe fare in modo che la decisione sia consegnata al richiedente asilo in
                persona. Ciò può avvenire con l'invio a mezzo posta, all'indirizzo fornito dal richiedente asilo, o tramite
                consegna nelle mani dello stesso richiedente asilo (ad esempio in un centro di accoglienza nel quale
                l'interessato sta attendendo l'esito della procedura). Per consentire una certa flessibilità nell'attuazione di
                quest'obbligo di portata potenzialmente ampia, si aggiunge che se il richiedente asilo è rappresentato da
                un avvocato o altro consulente legale, la decisione può essere notificata a quest'ultimo. «Rappresentare»
                in tale contesto significa che il consulente sostituisce il richiedente asilo in taluni atti giuridici formali.
                Se la decisione non può essere notificata come sopra descritto, ad esempio perché il richiedente asilo si
                è reso irreperibile, la decisione dovrebbe essere notificata in altro modo idoneo. A seconda della prassi
                nazionale, ciò potrebbe avvenire attraverso la pubblicazione nella gazzetta ufficiale, la consegna all'ul-
                timo recapito conosciuto del richiedente asilo o all'avvocato o altro consulente legale che per ultimo ha
                rappresentato il richiedente asilo, ecc. L'irreperibilità dell'interessato non dovrebbe impedire di rendere
                pubblica la decisione.
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           e) Come già previsto nella prima proposta, la decisione stessa non deve essere tradotta in una lingua che il
               richiedente comprende. Giacché nella maggior parte dei casi i richiedenti asilo non sono in grado di
               leggere o di comprendere perfettamente la lingua ufficiale dello Stato membro, essi devono perlomeno
               essere informati del tenore della decisione in una lingua che sia ragionevole supporre che comprendano.
               Gli Stati membri hanno suggerito che dalla formulazione della disposizione si dovrebbe evincere che in
               linea di principio spetta al rispettivo avvocato o consulente legale informare (con l'aiuto di un inter-
               prete) il suo assistito. Tuttavia, se il richiedente asilo non è rappresentato, è necessario che gli Stati
               membri stessi assicurino un'adeguata comunicazione al richiedente asilo, con altri mezzi conformi a tale
               principio. Gli Stati membri possono, ad esempio, allegare un foglio informativo (standard) alla deci-
               sione.
           Il paragrafo 2 sostituisce l'originario articolo 8, paragrafo 3. Il paragrafo 3 dispone che la maggior parte
           delle garanzie possono trovare applicazione anche durante il ricorso o la verifica della domanda. Tuttavia,
           non è necessario riprodurre la lista completa delle garanzie. Ad ogni modo, l'obbligo di cui alla lettera a),
           di informare il richiedente asilo della (intera) procedura da seguire, è già stato assolto in primo grado. Per
           quanto attiene all'obbligo di cui alla lettera e), il livello nazionale è considerato più appropriato per
           disciplinare la comunicazione all'interessato della decisione resa dall'organo di ricorso.
           Articolo 10
           Gli articolo 10, 11 e 12 contengono norme relative al colloquio personale, ed offrono garanzie ai
           richiedenti asilo, ove necessario, e nel contempo una certa flessibilità agli Stati membri, ove opportuno.
           L'originario articolo 8 è stato suddiviso in tre diverse disposizioni che trattano, rispettivamente, il campo di
           applicazione personale dell'obbligo di condurre un colloquio, le condizioni oggettive applicabili al collo-
           quio personale e la funzione del (l'esito del) colloquio personale, vale a dire del verbale, all'interno del
           processo di accertamento.
           L'articolo 10 riguarda le persone convocate ad un colloquio prima che l'autorità accertante prenda una
           decisione in merito alla loro domanda. L'articolo 10 sostituisce l'originario articolo 8, paragrafi 1 e 5. A
           seconda della fase e della natura della procedura, l'articolo si riferisce al colloquio personale relativo alla
           ammissibilità e/o alla sostanza, ovvero al colloquio personale sugli elementi sostanziali della domanda.
           Il principio secondo il quale ciascun richiedente asilo deve avere la possibilità di esporre il proprio caso nel
           corso di un colloquio personale è pienamente mantenuto nel paragrafo 1. Come in tutte le procedure
           amministrative, uno scambio di informazioni è essenziale affinché la decisione possa essere adottata sulla
           base dei fatti rilevanti. Le procedure in materia di asilo in genere si discostano dalle altre procedure
           amministrative nel senso che i richiedenti asilo non sono sempre in grado di fornire all'amministrazione
           per iscritto prove irrefutabili atte a corroborare il loro bisogno di protezione internazionale. Dato che nella
           maggior parte dei casi di asilo, quando non in tutti, l'autorità accertante deve valutare la credibilità delle
           dichiarazioni e/o del richiedente sulla base dei fatti disponibili, ai fini di una corretta valutazione è
           essenziale che il richiedente abbia, per quanto possibile, l'opportunità di esporre personalmente tali fatti,
           vale a dire durante un colloquio.
           La possibilità di rinviare il colloquio è lasciata alla discrezionalità dello Stato membro.
           In alcuni casi si osserva che un colloquio personale non risulta di fatto necessario e che la presente
           direttiva dovrebbe disciplinare tale eventualità. Le quattro eccezioni al principio enunciato nel paragrafo
           2 si fondano sui casi descritti nell'originario articolo 8, paragrafo 5. Si ritiene che i casi indicativi costitui-
           scono un elenco esaustivo dei casi in cui gli Stati membri non sono tenuti ad offrire al richiedente
           l'opportunità di essere ascoltato. In tutti gli altri casi, gli Stati membri devono provvedere a che il
           richiedente abbia perlomeno un'opportunità di essere ascoltato. Il fatto che il richiedente si avvalga o
           meno di tale possibilità non è importante per la finalità perseguita. Di conseguenza, il paragrafo 4 dispone
           che la mancanza del colloquio non impedisce all'autorità accertante di adottare una decisione, di modo che
           la procedura di accertamento possa essere portata a termine in tali casi.
           Perché sia rispettato il principio sopra enunciato, si rende necessaria una disposizione per il caso in cui i
           fatti rilevanti non possono essere presentati nel corso del colloquio personale per motivi indipendenti dal
           controllo del richiedente. Il paragrafo 3 dispone pertanto che nei casi di cui al secondo comma del
           paragrafo 1, paragrafo 2, lettere b), c) e d) si deve dare al richiedente la possibilità, prima che l'autorità
           accertante prenda la decisione, di presentare osservazioni anziché sostenere un colloquio, eventualmente
           con l'assistenza di un avvocato o altro consulente legale e/o, se minore, di un tutore.
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            Articolo 11
            L'articolo 11 accorpa tutte le disposizioni relative alle condizioni per l'organizzazione del colloquio
            personale. Il paragrafo 1 riprende pienamente la formulazione dell'originario articolo 8, paragrafo 4. Il
            paragrafo 2 assicura in termini generali che il colloquio personale sia condotto in condizioni che consen-
            tano al richiedente di esporre diffusamente i motivi della sua domanda, e tratta la questione della scelta
            dell'interprete. Esso sostituisce l'originario articolo 8, paragrafo 7 che si limitava a disciplinare la specifica
            questione della scelta dell'interprete per il colloquio in una prospettiva di genere. Il paragrafo 2, lettera b)
            consente agli Stati membri di scegliere, per motivi di economicità, un interprete di una lingua più comune,
            quando ciò non sia contrario agli interessi del richiedente asilo.
            Articolo 12
            L'articolo distingue due diverse situazioni relative al valore giuridico del verbale del colloquio personale
            all'interno della procedura. Esso riunisce e adatta i paragrafi 2 e 6 dell'ex articolo 8.
            1. Questo paragrafo introduce l'obbligo di redigere un verbale di ciascun colloquio personale.
            2. Per tener conto del principio di un procedimento equo ed effettivo, questo paragrafo stabilisce come
                 norma generale che gli Stati membri sono tenuti ad assicurare che in tutti i casi i richiedenti asilo
                 abbiano un accesso tempestivo al verbale del loro colloquio personale sulla base del quale la decisione
                 viene o verrà presa. Ciò consente al richiedente asilo di esercitare effettivamente il suo diritto di
                 impugnare la decisione e consente agli organi d'impugnazione, ove necessario, di verificare se la
                 decisione sia fondata su informazioni pertinenti. Giova sottolineare che l'obbligo non è più limitato
                 alla procedura ordinaria.
            3. Questa disposizione disciplina la specifica situazione, che si presenta in alcuni Stati membri, in cui il
                 richiedente asilo deve approvare il contenuto del verbale del colloquio personale. Laddove tale accordo
                 è richiesto, si deve assicurare che il richiedente abbia l'opportunità di chiedere o proporre rettifiche di
                 eventuali errori di traduzione o d'interpretazione che appaiano nel verbale. Per assicurare l'efficacia del
                 processo decisionale, è prevista una disposizione complementare per il caso in cui il richiedente rifiuti
                 di approvare il contenuto del verbale del suo colloquio. Gli Stati membri dovrebbero poter prendere, in
                 tale eventualità, una decisione sulla domanda di asilo.
            Articolo 13
            L'originario articolo 9 (assistenza giuridica) è stato suddiviso in due articoli.
            L'articolo 13 stabilisce il diritto all'assistenza giuridica durante il procedimento d'asilo e l'articolo 14 i diritti
            conferiti all'avvocato o altro consulente legale. Per «assistenza giuridica» si deve intendere qualsiasi forma di
            assistenza o di rappresentanza fornita da una persona in relazione all'esame della domanda di asilo. Tale
            assistenza o rappresentanza può essere assicurata da un avvocato o altro consulente legale qualificato ad
            agire in tal senso dal diritto nazionale.
            Nell'articolo 13 sono aggiunte ulteriori condizioni che consentono al richiedente asilo di beneficiare
            dell'assistenza giuridica gratuita a seguito di una decisione negativa.
            1. Il paragrafo 1 stabilisce la regola generale che sancisce il diritto all'assistenza giuridica ed alla rap-
                 presentanza legale. Ciascun richiedente asilo deve avere l'opportunità di consultare (anziché contattare)
                 effettivamente un avvocato o altro consulente legale sugli aspetti relativi alla domanda di asilo in tutte le
                 fasi del procedimento, anche a seguito di una decisione negativa.
            2. Il paragrafo 2 tratta dell'assistenza giuridica gratuita dopo una decisione negativa. Dietro suggerimento
                 di alcuni Stati membri, sono state aggiunte nuove condizioni per accedere all'assistenza giuridica
                 gratuita dopo che l'autorità accertante ha adottato una decisione negativa. In primo luogo, i richiedenti
                 asilo dovranno farne richiesta. In secondo luogo, gli Stati membri possono successivamente procedere
                 ad esaminare se detta assistenza è necessaria. Tale esame può includere una verifica del criterio relativo
                 alle risorse sufficienti e del criterio del fondamento giuridico della domanda. Al riguardo, il diritto
                 comunitario non dovrebbe dare indicazioni particolareggiate sui motivi e sulla procedura, ma limitarsi
                 piuttosto a fissare l'impostazione generale di queste verifiche. Si propone pertanto di riprendere soltanto
                 la norma enunciata all'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In terzo
                 luogo, gli Stati membri possono limitare l'assistenza giuridica gratuita ai servizi resi dagli avvocati o
                 consulenti legali che sono specificamente designati dal diritto nazionale ad assistere e/o rappresentare i
                 richiedenti asilo. Ciò significa che i richiedenti asilo rimangono liberi di scegliere un altro avvocato o
                 consulente legale, ma in tal caso non possono più invocare il diritto all'assistenza giuridica gratuita.
 ---pagebreak--- 26.11.2002          IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    C 291 E/149
           Articolo 14
           Questo articolo conferisce all'avvocato o altro consulente legale tre diritti: il diritto di accesso al fascicolo
           del richiedente asilo, il diritto di visita all'assistito che sia trattenuto in un'area chiusa ed il diritto di
           partecipare al colloquio personale. I diritti sanciti nel primo e terzo paragrafo sono di nuova introduzione.
           1. L'avvocato o altro consulente legale ha diritto di accedere alle informazioni contenute nel fascicolo del
               richiedente asilo affinché possa rappresentare correttamente gli interessi del suo assistito in tutte le
               situazioni. Questa norma non implica tuttavia che egli goda dell'accesso al fascicolo in qualsiasi
               momento o a qualsiasi informazione. Gli Stati membri sono autorizzati a mantenere le loro disposizioni
               pratiche a questo proposito. Per quanto riguarda le informazioni contenute nel fascicolo del richiedente
               asilo, gli Stati membri sono tenuti unicamente a concedere l'accesso alle informazioni che possono
               formare oggetto di esame da parte delle autorità di cui al capo IV.
               L'originario articolo 9, paragrafo 2 è stato modificato per esprimere più compiutamente il principio
               ispiratore e per definire gli obblighi degli Stati membri nel concedere ai consulenti legali l'accesso alle
               aree chiuse in cui è trattenuto il loro assistito. In primo luogo, il presente testo propone che gli Stati
               membri possano controllare l'accesso ai richiedenti asilo trattenuti in un'area chiusa soltanto ove ciò sia
               necessario per la sicurezza dell'area o per assicurare un esame efficiente della domanda. Il riferimento
               alla qualità dell'assistenza giuridica è sostituito da un riferimento alla sicurezza delle aree in questione.
               Onde garantire un esame efficiente delle domande di asilo nelle aree chiuse, compreso il rispetto dei
               termini del processo decisionale fissati con legge o regolamento nazionale, gli Stati membri possono
               stabilire delle regole per disciplinare i tempi e la durata delle visite ai richiedenti asilo da parte
               dell'avvocato o altro consulente legale. In secondo luogo, tale diritto non è concesso a qualsiasi
               avvocato o consulente legale, bensì limitato a coloro che effettivamente assistono e/o rappresentano
               i richiedenti asilo trattenuti nelle aree chiuse. Infine, sulla scorta dell'emendamento 34 del Parlamento
               europeo, è stato aggiunto che le restrizioni applicate in forza di questo paragrafo devono essere
               strettamente necessarie allo scopo descritto e non dovrebbero in nessun caso portare alla soppressione
               di fatto del diritto di accesso all'assistenza giuridica.
           2. Diversamente dall'originario articolo 9, paragrafo 3, questa disposizione estende la presenza del con-
               sulente legale durante i colloqui personali ai colloqui condotti nell'ambito della procedura accelerata.
               Inoltre, la formulazione linguistica del paragrafo ha subito alcune modifiche.
           Articolo 15
           L'articolo 15 introduce le necessarie garanzie procedurali supplementari per i minori non accompagnati,
           conformemente al Piano di azione di Vienna del dicembre 1998 e al Quadro di controllo.
           Il primo paragrafo precisa le garanzie procedurali a favore di tutti i minori non accompagnati, indipen-
           dentemente dalla natura della procedura esperita per l'esame della loro domanda. La definizione è stata
           modificata (è stato introdotto il concetto di rappresentante), e si è reso necessario un richiamo all'articolo
           10, paragrafo 3 (la possibilità di non convocare un minore ad un colloquio personale sulla domanda di
           asilo). Viene tuttavia pienamente mantenuta l'idea di fondo della proposta originaria, ovvero che il rap-
           presentante che assiste un minore non accompagnato può, se del caso, discutere con il minore stesso la
           necessità di proseguire la procedura qualora siano ipotizzabili soluzioni alternative.
           Il paragrafo 2 verte sulle condizioni per l'esame e la decisione in merito alla domanda presentata da un
           minore non accompagnato. Gli originari articoli 10, paragrafo 2 e 14, paragrafo 1, lettere c) e d) sono stati
           riuniti in un'unica disposizione. Come norma minima il colloquio personale deve essere condotto da una
           persona che abbia la competenza necessaria a trattare i particolari bisogni dei minori [alla lettera a)]. Ciò
           vale anche per il funzionario che adotta la decisione in merito alla domanda di asilo [alla lettera b)].
           Il paragrafo 3 stabilisce due norme procedurali applicabili qualora uno Stato membro sottoponga a visita
           medica il minore non accompagnato per determinarne l'età. La lettera a) è stata ridotta all'essenziale:
           l'obbligo di informare il minore non accompagnato della possibilità di una tale visita medica. Il minore
           non accompagnato può rifiutare di sottoporsi alla visita medica, ma tale rifiuto non dovrebbe impedire
           all'autorità accertante di decidere in merito alla sua domanda di asilo. Per assicurare un'equa valutazione si
           propone pertanto di disporre, come garanzia, che l'esito negativo di una domanda di asilo non può essere
           giustificato soltanto dal rifiuto del minore di sottoporsi a tale visita. Questa garanzia è analoga a quella
           prevista in caso di rifiuto di approvare il verbale del colloquio, di cui all'articolo 12, paragrafo 2. Resta
           inteso che i metodi utilizzati per la visita medica finalizzata a determinare l'età dei minori non accompa-
           gnati devono essere innocui e rispettosi della dignità umana. L'originario articolo 10, paragrafo 3, lettera a)
           è soppresso.
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            Articolo 16
            L'articolo enuncia i criteri istruttori comuni per l'esame di tutte le domande di asilo. L'originario articolo
            25 ha subito modifiche meramente redazionali. Tuttavia, esso è stato trasferito dalla sezione sulle proce-
            dure ordinarie contenuta nel capo «Procedura di esame del merito», al capo «Principi fondamentali e
            garanzie», giacché l'esame nel corso della procedura accelerata deve, in conformità delle conclusioni del
            Consiglio, comportare un esame nel merito alla luce della convenzione di Ginevra. Le norme trovano
            pertanto piena applicazione anche nella procedura accelerata.
            Articolo 17
            L'articolo 17 stabilisce una cornice giuridica minima per valutare la legittimità dei casi di trattenimento, ma
            da una prospettiva diversa rispetto all'originario articolo 11. Anziché elencare in modo esaustivo i motivi
            che rendono legittimo un trattenimento, viene proposto di limitare l'ambito di applicazione del diritto
            comunitario relativo alla prima fase del processo di armonizzazione a stabilire le garanzie applicabili alle
            eccezioni al principio secondo il quale un richiedente asilo non dovrebbe essere trattenuto per il solo
            motivo che è un rifugiato. Le garanzie elencate nel paragrafo 1 sono di due ordini: una descrizione in
            termini generali della finalità del trattenimento nella procedura di asilo e le garanzie procedurali. Per
            quanto riguarda la finalità, gli Stati membri dovrebbero fondare i motivi individuali del trattenimento
            sulla necessità di svolgere un esame efficiente della domanda di asilo o di prevenire la fuga del richiedente
            asilo. Le garanzie procedurali, d'altra parte, sono che il trattenimento deve essere conforme alla procedura
            stabilita con legge o regolamento nazionale, che ciascuna decisione di trattenimento di un determinato
            richiedente asilo deve essere oggettivamente necessaria ai fini di un esame efficiente della sua domanda o,
            qualora sussista il rischio di fuga, deve essere fondata unicamente sulla valutazione del comportamento
            personale del richiedente. Inoltre, il provvedimento di trattenimento deve essere all'inizio e periodicamente
            soggetto a controllo giurisdizionale. Gli organi giurisdizionali in questione dovrebbero disporre della
            necessaria competenza per controllare tali provvedimenti di trattenimento in applicazione della presente
            disposizione.
            Seguendo la pratica in vigore in taluni Stati membri, il paragrafo 2 prevede che gli Stati membri possano
            trattenere i richiedenti asilo all'inizio della procedura, al fine di giungere rapidamente ad una decisione. Il
            termine di scadenza di due settimane funge da garanzia fondamentale contro eventuali abusi.
            Giova osservare che il campo di applicazione di questo articolo è limitato alla fase di esame di una
            domanda di asilo da parte dell'autorità accertante. Dalla formulazione del paragrafo 1 si evince che le
            politiche nazionali in materia di trattenimento per altri motivi (sicurezza nazionale, procedimenti penali,
            ecc.) rimangono inalterate. Inoltre, gli Stati membri sono liberi di disporre che i richiedenti asilo siano
            trattenuti durante altre fasi della procedura, ad esempio il trattenimento per riservarsi la possibilità di
            espellere il richiedente o il trattenimento di richiedenti asilo la cui domanda di asilo è stata respinta.
            Articolo 18
            Per rafforzare il meccanismo di determinazione dello Stato membro competente ad esaminare una do-
            manda di asilo nell'UE, la direttiva propone che lo Stato membro possa trattenere un richiedente in attesa
            del suo trasferimento verso un altro Stato membro. Tale disposizione non dovrebbe rientrare nell'articolo
            17, giacché il campo di applicazione temporale è diverso dai casi descritti in tale articolo, in quanto il
            trasferimento verso un altro Stato membro ha luogo dopo che la domanda di asilo è stata respinta perché
            inammissibile. La proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce i criteri e meccanismi di determi-
            nazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di asilo presentata da un cittadino di
            un paese terzo in uno degli Stati membri [COM(2001) 447 def.] dispone che il trasferimento deve avvenire
            entro sei mesi. In caso di trattenimento del richiedente asilo, il trasferimento dovrebbe avvenire in tempi
            più rapidi. Si propone pertanto di limitare il trattenimento in tali situazioni ad un periodo non superiore
            ad un mese.
            Articolo 19
            Gli articoli 19 e 20 costituiscono una significativa integrazione delle norme minime rispetto alla proposta
            iniziale. Essi sono il risultato di ampie discussioni tra gli esperti sui principi sanciti nell'originario articolo
            16. Si ritiene essenziale, a fini di efficienza, stabilire norme chiare e precise sui provvedimenti da adottare
            in caso di interruzione o cessazione della procedura, sia in caso di esplicito ritiro della domanda (articolo
            19) sia per altri motivi (articolo 20). Le norme non si limitano a descrivere in modo esaustivo le opzioni
            procedurali a disposizione degli Stati membri; esse stabiliscono chiaramente le garanzie necessarie per
            assicurare un adeguato esame delle domande in tali casi.
 ---pagebreak--- 26.11.2002           IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    C 291 E/151
           L'articolo 19 tratta dell'esplicito ritiro di una domanda di asilo, quando cioè è lo stesso richiedente asilo a
           ritirare la domanda, per iscritto o oralmente, personalmente o tramite il suo legale. Le discussioni tra gli
           esperti hanno messo in evidenza la necessità di una certa flessibilità per gli Stati membri in tali situazioni.
           La direttiva offre pertanto la scelta agli Stati membri tra sospendere l'esame e respingere la domanda, se il
           richiedente intende ritirarla. Si presume che un respingimento della domanda per motivi di merito (perché
           il richiedente asilo non nutre un fondato timore di essere perseguitato ai sensi della convenzione di
           Ginevra) è possibile soltanto se l'autorità accertante dispone di sufficienti informazioni per giustificare
           in tal senso la decisione (nella maggior parte dei casi ciò può avvenire presumibilmente solo dopo il
           colloquio personale). Se l'esame è sospeso a seguito del ritiro della domanda prima che sia adottata una
           decisione al riguardo, il ritiro della domanda sarà comprovato da una nota registrata nel fascicolo
           (paragrafo 2). Ciò è importante qualora il richiedente asilo ricompaia successivamente e presenti un'altra
           domanda o chieda di riaprire la domanda precedente. L'articolo non specifica che cosa accade in tali
           circostanze. Gli Stati membri dovranno esaminare la domanda in conformità delle altre norme. A tal fine,
           l'articolo 38 (diritto ad un rimedio effettivo) prevede un meccanismo applicabile in tal caso.
           Articolo 20
           L'articolo tratta la situazione in cui un richiedente non ritira esplicitamente la domanda di asilo, ma
           dimostra di non nutrire più alcun interesse per la relativa decisione. Certamente, il comportamento di
           un richiedente asilo può giustificare la conclusione che egli voglia implicitamente ritirare o abbandonare la
           domanda, e la direttiva dovrebbe dare atto di siffatta circostanza.
           Il paragrafo 1 prevede i motivi che giustificano la presunzione del ritiro o dell'abbandono della domanda.
           In generale, si tratta di casi di inosservanza (degli obblighi o delle scadenze, ecc.) o di mancata coopera-
           zione, compresa l'ipotesi dell'irreperibilità (non autorizzata) dell'interessato. Analogamente all'articolo 19,
           paragrafo 1, gli Stati membri sono liberi di adottare una decisione che ponga termine all'esame della
           domanda di asilo o di respingerla.
           Il paragrafo 2 stabilisce le azioni da intraprendere nel caso il richiedente asilo si ripresenti. Indipenden-
           temente dalle disposizioni nazionali in vigore che regolamentano tali casi, la garanzia fondamentale
           dovrebbe consistere nel fatto che l'interessato non può essere allontanato verso il suo paese di origine
           prima che sia accertato che egli non ha fondato motivo di temere di essere perseguitato. Benché quest'idea
           ispiri l'intera direttiva, essa è di particolare rilievo qui, in caso di non riapertura di una domanda. Se il caso
           è riaperto, gli Stati membri possono decidere di riprendere l'esame dalla fase in cui si trovava la domanda
           al momento della sospensione ovvero scegliere di dare inizio ad una nuova procedura. Se la domanda è
           stata respinta anziché sospesa, e tale decisone è diventata definitiva, gli Stati membri possono applicare la
           specifica procedura per le domande ripetute descritta negli articoli 33 e 34.
           Articolo 21
           La prima frase e l'ultimo comma di questo articolo hanno subito delle leggere riformulazioni linguistiche.
           La formulazione originaria dell'articolo 17, lettera c) è stata modificata in «presenti pareri», per evitare
           l'impressione che gli Stati membri siano tenuti ad associare l'ACNUR nei procedimenti di ricorso, alla
           stessa stregua del richiedente asilo e dell'autorità accertante.
           Articolo 22
           In uno dei considerando si prende atto che le disposizioni della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo
           e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento
           dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, trovano applicazione alla trasmissione dei dati
           a norma della presente direttiva e che lo stesso dovrebbe valere per la trasmissione dei dati all'ACNUR. Di
           conseguenza, i paragrafi 1 e 4 dell'originario articolo 15 sono stati soppressi. L'utilizzo dei dati da parte
           dell'ACNUR stesso non è soggetto al diritto nazionale, bensì è regolamentato da rigorose norme sulla
           riservatezza emanate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
 ---pagebreak--- C 291 E/152          IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   26.11.2002
            Capo III
            Procedure di primo grado
            Articolo 23
            L'articolo 23, che indica la scelta delle procedure a disposizione degli Stati membri, costituisce una novità.
            Esso tiene conto delle conclusioni del Consiglio, secondo le quali la direttiva dovrebbe prevedere una
            procedura accelerata per le domande inammissibili e manifestamente infondate (già capo III e capo IV,
            sezione 2) ed una procedura ordinaria (già capo IV, sezione 1), nonché successive consultazioni su
            specifiche norme applicabili alle domande ripetute e alle domande presentate alle frontiere esterne. Atteso
            che le norme vertono in particolar modo sulle procedure accelerate, le procedure ordinarie rimangono di
            competenza degli Stati membri, nel rispetto delle disposizioni di cui al capo II (Principi fondamentali e
            garanzie) e del capo IV (Procedure di ricorso).
            Articolo 24
            L'articolo, che riprende elementi degli originari articoli 23 e 29, è stato semplificato e sostanzialmente
            modificato sulla scorta delle conclusioni del Consiglio. I paragrafi da 1 a 3 riprendono la formulazione
            linguistica proposta nelle conclusioni.
            Il paragrafo 2 precisa ora che una proroga è valida soltanto dopo l'avvenuta notificazione o comunicazione
            al richiedente asilo o al suo consulente legale, riprendendo in tal modo la formulazione dell'originario
            articolo 24, paragrafo 3, ultima frase, ed in considerazione delle modifiche apportate all'originario articolo
            7 sul ruolo dell'assistenza giuridica nel contesto delle informazioni da fornire ai richiedenti asilo. Questa
            norma è inserita ai fini legittimi della certezza giuridica.
            Il paragrafo 3 tratta delle conseguenze dell'inosservanza dei termini. Inoltre, in linea con le conclusioni del
            Consiglio, si aggiunge che quando lo stesso richiedente asilo sia causa del mancato rispetto dei termini da
            parte dell'autorità competente, egli non potrà avvalersi delle conseguenze. L'applicazione di tale disposi-
            zione deve essere limitata ai casi di abuso.
            Il paragrafo 4 introduce un meccanismo specifico per una particolare categoria di casi nei quali non si è
            potuto, benché si sarebbe dovuto, prendere una decisione con procedura accelerata. Si riconosce che fissare
            delle scadenze comporta il rischio che taluni richiedenti asilo siano tentati di ritardare l'esame della loro
            domanda, ad esempio trattenendo deliberatamente informazioni pertinenti, affinché il loro caso sia trattato
            con procedura ordinaria, mentre le circostanze giustificherebbero una procedura accelerata. Gli Stati
            membri dovrebbero allora poter considerare la decisione in merito a siffatta domanda come una decisione
            adottata con procedura accelerata, anche se i termini non sono stati rispettati. A tal fine, si dovrebbe
            accertare che il richiedente asilo ha: a) omesso informazioni determinanti, b) senza valido motivo ed in
            mala fede. Una disposizione analoga è prevista nell'articolo 37 della proposta originaria, seppur tecnica-
            mente diversa dato che era stata inserita nel capo relativo ai ricorsi. Si sottolinea che il paragrafo non è
            applicabile nell'ipotesi in cui il richiedente asilo non sia stato in grado di fornire prima le informazioni, ad
            esempio perché ha ricevuto la documentazione rilevante soltanto dopo quattro mesi. In tal caso, la proroga
            dei termini sarebbe un provvedimento più adeguato. Il paragrafo 5 precisa che tutte le decisioni negative di
            una domanda sulla base della proposta di regolamento «Dublino II» sono considerate decisioni adottate con
            procedura accelerata, a prescindere dal tempo che la sua adozione ha richiesto.
            Articolo 25
            L'articolo 25 elenca i casi nei quali gli Stati membri possono respingere una domanda d'asilo in quanto
            inammissibile. Nella categoria a) relativa al meccanismo creato dalla convenzione di Dublino, che sarà
            presto integrata nel diritto comunitario, è aggiunto un riferimento alla Norvegia ed all'Islanda in vista
            dell'adozione di una decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo fra la Comunità
            europea e la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia sui criteri e i meccanismi per determinare lo
            Stato competente per l'esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri oppure in
            Islanda o in Norvegia [decisione del Consiglio del 15 marzo 2001 (2001/258/CE)]. Inoltre, la formulazione
            è cambiata («ha accettato la competenza» anziché «è competente») nello spirito dell'emendamento 56 del
            Parlamento europeo.
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           Inoltre, a seguito di consultazioni con gli Stati membri, le categorie elencate nell'originario articolo 18
           sono integrate da due categorie che la Commissione aveva proposto nel suo documento di lavoro sulla
           relazione tra la salvaguardia della sicurezza interna ed il rispetto degli obblighi e strumenti internazionali in
           materia di protezione [COM(2001) 743 def.]. Le due categorie di casi riguardano: a) l'ipotesi di incrimi-
           nazione del richiedente asilo da parte di un tribunale penale internazionale e b) l'ipotesi di una richiesta di
           estradizione tuttora pendente da parte di un paese diverso dal paese di origine del richiedente asilo.
           Ulteriori discussioni su tali motivi potrebbero rendersi necessarie.
           Articolo 26
           Il precedente articolo 20 è stato leggermente modificato. Esso stabilisce che il livello di protezione nel
           primo paese di asilo deve essere conforme alle norme di diritto internazionale.
           Articolo 27
           L'originario articolo 21 rimane invariato, ad eccezione dell'ultimo comma nel paragrafo 3. In conformità
           dell'emendamento 58 del Parlamento europeo, si aggiunge che gli Stati membri devono fornire motiva-
           zioni specifiche per la modifica della designazione di un paese quale paese terzo sicuro. Un emendamento
           simile è stato formulato con riferimento all'originario articolo 30 (rimasto articolo 30) sulla designazione
           dei paesi di origine sicuri.
           Articolo 28
           L'originario articolo 22 ha subito alcune modifiche minime. In primo luogo, il riferimento al «precedente
           soggiorno» di cui alla lettera a) è stato soppresso perché divenuto privo di oggetto. In secondo luogo, il
           termine «ammesso» è stato aggiunto per tener conto della situazione in cui una persona non si sia mai
           recata precedentemente nel paese terzo, ma abbia soltanto legami stretti con quel paese. Terzo, l'originario
           articolo 23, paragrafo 5 è stato trasferito in questo articolo, ed il verbo «possono fornire» è mutato in
           «forniscono», come da emendamento 63 del Parlamento europeo. Nonostante tali modifiche, si renderanno
           probabilmente necessarie ulteriori discussioni.
           Articolo 29
           L'originario articolo concernente le domande manifestamente infondate è stato suddiviso in due distinti
           articoli: uno sul respingimento dei casi manifestamente infondati (articolo 29) ed un altro sul respingi-
           mento di altri casi per motivi sostanziali a seguito di procedura accelerata (articolo 32). Il concetto di
           «manifestamente infondato» presuppone che il richiedente asilo abbia presentato una domanda che, con
           ogni evidenza, non dà titolo al riconoscimento dello status di rifugiato; esso è connesso alla mancanza di
           fondamento giuridico della domanda. Le tre fattispecie descritte nei paragrafi da a) a c) esemplificano
           questo concetto, mentre i casi descritti all'articolo 32 non vi rientrano.
           Attesa la nuova impostazione degli articoli 29 e 32, non appare più necessario mantenere l'eccezione di
           cui al precedente articolo 28, paragrafo 2, lettera a) (alternativa di fuga interna). La nuova impostazione nei
           confronti dell'eccezione di cui all'originario articolo 28, paragrafo 2, lettera b) concernente l'esclusione
           dallo status di rifugiato, è tratta dal documento di lavoro della Commissione sulla relazione tra la salva-
           guardia della sicurezza interna ed il rispetto degli obblighi e strumenti internazionali in materia di
           protezione [COM(2001) 743 def.].
           Articoli 30 e 31
           Gli articoli 30, 31 (già articoli 30 e 31) stabiliscono, in combinato disposto, il metodo comune che si
           propone di adottare per quanto riguarda i paesi d'origine sicuri. Il metodo rimane invariato, benché il testo
           sia stato leggermente riformulato.
 ---pagebreak--- C 291 E/154          IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    26.11.2002
            Articolo 32
            L'articolo 32 precisa che una domanda può essere respinta, a seguito di procedura accelerata, per motivi di
            merito soltanto se è stato precedentemente accertato che il richiedente asilo non nutre un fondato motivo
            di essere perseguitato ai sensi della convenzione di Ginevra. Tale impostazione è suggerita dal Consiglio
            nelle sue conclusioni. Taluni comportamenti del richiedente asilo possono giustificare un respingimento
            della domanda con procedura accelerata, se la domanda è infondata. Nondimeno il comportamento non
            può, di per sé, giustificare un respingimento in assoluto giacché, nonostante il suo comportamento il
            richiedente asilo potrebbe comunque essere un rifugiato.
            Nel contempo, le discussioni al Consiglio sulla natura della procedura accelerata hanno portato ad esten-
            dere alla stessa tutte le garanzie stabilite nel capo II della proposta originaria. Data la diversa impostazione
            nei confronti del concetto di domanda manifestamente infondata e la descritta modifica sostanziale ap-
            portata alle disposizioni del capo II, si ritiene che l'aggiunta nell'elenco di cinque nuovi motivi sia giu-
            stificata.
            Articoli 33 e 34
            Le conclusioni del Consiglio suggeriscono di studiare «la possibilità di esaminare in un quadro particolare
            le domande di asilo presentate successivamente al respingimento di una precedente domanda da parte di
            uno Stato membro, per assicurare un esame rapido di questo tipo di domanda» (II.1.10). I proposti articoli
            33 e 34 lasciano agli Stati membri la scelta di prevedere o meno una procedura specifica per le domande
            di asilo ripetute, che consisterebbe nel verificare il rispetto di talune condizioni (un esame analogo a quello
            per l'ammissibilità). Se tali condizioni sono rispettate, gli Stati membri sono tenuti a proseguire l'esame
            della domanda di asilo in conformità delle norme di cui al capo II della presente direttiva (per alcuni Stati
            membri si tratta di «avviare una nuova procedura»). Ove dispongono già di una tale procedura, gli Stati
            membri devono conformarsi alle norme stabilite in questi articoli. L'idea di base è che gli Stati membri
            possono derogare ai criteri applicabili all'esame di una prima domanda (cfr. capo II) durante l'esame
            preliminare, al fine di consentire un processo decisionale più spedito, compresa l'espulsione (cfr. articolo
            40, paragrafo 3), purché ricorrano talune condizioni. Le prassi vigenti in Germania hanno ispirato la
            procedura qui descritta. Giova sottolineare che gli Stati membri non sono tenuti ad adottare tali norme e
            possono continuare ad esaminare le domande ripetute di uno stesso richiedente asilo alla stregua di tutte le
            altre domande. Alcuni Stati membri possono ad esempio preferire tale metodo e respingere con procedura
            accelerata le domande ripetute di uno stesso richiedente asilo in quanto infondate, purché sussistano le
            necessarie condizioni di cui all'articolo 30, paragrafo 2, lettera d).
            Articolo 35
            Le conclusioni del Consiglio indicavano che «la questione dell'applicazione della direttiva alle domande di
            asilo presentate alla frontiera di uno Stato membro resta aperta» (II.1.6). Sulla base di consultazioni
            successive con gli Stati membri, è stato proposto uno specifico approccio per il trattamento delle domande
            presentate alla frontiera. Il punto di base di tale approccio è il primato del diritto nazionale, nonché la
            possibilità di mantenere talune specificità nazionali di tali procedure e disposizioni amministrative.
            Tuttavia, giacché tale impostazione consente agli Stati membri di applicare norme procedurali di livello
            inferiore a quello comunitario, è necessario introdurre una c.d. clausola di «stand still». In applicazione di
            tale clausola, gli Stati membri che al momento dell'adozione della direttiva disponevano già di una
            legislazione per disciplinare le procedure di frontiera possono derogare alle norme minime di cui al
            capo II, ad eccezione delle norme esplicitamente riferite in questo articolo, mentre gli altri Stati membri
            non potranno derogarvi. Questo regime eccezionale permette di conseguire un (delicato) equilibrio tra le
            esigenze di tali Stati membri di mantenere una procedura specifica alle frontiere e la protezione delle
            garanzie fondamentali che dovrebbero essere offerte a tutti i richiedenti asilo nell'UE, indipendentemente
            dalla natura delle disposizioni pratiche applicabili nel singolo Stato membro.
            Articoli 36 e 37
            L'originario articolo 26, che tratta la questione della revoca o dell'annullamento dello status di rifugiato ai
            sensi dell'articolo 63, primo paragrafo, punto 1), lettera d) del trattato CE, è stato modificato soltanto al
            fine di disciplinare le situazioni in cui la decisione di revoca o di annullamento non è presa dall'autorità
            accertante, bensì da un giudice o organo di altra natura.
            I termini «revoca o annullamento» sono intesi a ricomprendere anche i casi di «cessazione» dello status di
            rifugiato.
 ---pagebreak--- 26.11.2002          IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      C 291 E/155
           Capo IV
           Procedure di ricorso
           Articolo 38
           La completa ristrutturazione di questo capo è stata effettuata principalmente sulla scorta degli orientamenti
           forniti dal Consiglio nelle sue conclusioni. Gli Stati membri non hanno accettato il punto di partenza della
           proposta originaria, secondo il quale il diritto comunitario in materia di procedure di asilo dovesse
           prevedere un sistema a tre livelli, ovvero un grado di ricorso da parte di un organo di verifica la cui
           natura era lasciata alla scelta degli Stati membri e, per tutti i richiedenti asilo negli Stati membri, l'accesso
           ad un ulteriore grado di appello dinanzi ad un'autorità giudiziaria. Gli originari articoli da 38 a 40 sono
           pertanto divenuti privi di oggetto. Inoltre, le disposizioni di questo capo sono state semplificate e limitate
           allo stretto indispensabile. Le disposizioni sui termini fissati per la decisione da parte dell'organo di verifica
           e le conseguenze dell'inosservanza del termine fissato nell'originario articolo 35, la procedura facoltativa di
           verifica automatica prevista nell'originario articolo 36, i riferimenti alle procedure rapide per le domande
           presentate alla frontiera di cui agli originari articoli 34, paragrafo 5 e 39, paragrafo 4, sono stati soppressi.
           La proposta modificata si limita ad enunciare il principio del diritto ad un effettivo rimedio dinanzi ad un
           giudice, in sostituzione dell'originario metodo «istituzionale». Il principio è definito nell'articolo 34, para-
           grafo 1 ed è ulteriormente sviluppato negli altri paragrafi dell'articolo 34 e negli articoli successivi del
           presente capo. Il concetto di ricorso effettivo dinanzi a un giudice si ispira all'articolo 47 della Carta dei
           diritti fondamentali dell'Unione europea; esso si basa a sua volta sull'articolo 13 della CEDU, che fa
           riferimento ad «un ricorso effettivo davanti ad un'istanza nazionale». L'articolo 47 della Carta utilizza
           l'espressione «giudice indipendente e imparziale». Tale espressione deve essere intesa come un riferimento
           ad un organo giudiziario. Il diritto comunitario offre una tutela più estesa di quella enunciata dalla CEDU,
           poiché garantisce il diritto ad un effettivo rimedio dinanzi ad un giudice. La Corte di giustizia ha
           consacrato tale principio nella sua giurisprudenza (Causa 222/84, Johnston v Chief Constable of the
           RUC e Causa 222/86, Unectef v Heylens). Secondo la Corte, il principio si applica anche agli Stati membri
           quando danno attuazione al diritto comunitario. Gli elementi di «indipendenza ed imparzialità» sono
           requisiti formali per un rimedio effettivo e possono essere considerati inclusi nel concetto di «giudice».
           La giurisprudenza della Corte di giustizia distingue altri requisiti che rendono effettivo un rimedio, quali il
           potere di confermare o annullare una decisione.
           Atteso che il Consiglio ha preferito non imporre agli Stati membri un sistema di ricorso a due livelli per le
           domande di asilo, ed in considerazione della citata giurisprudenza, si conclude che laddove esiste un solo
           grado di appello, ad esempio in alcuni Stati per le domande inammissibili o manifestamente infondate,
           esso deve essere esperito dinanzi ad un giudice. In tal senso, la Commissione non può conformarsi alle
           conclusioni del Consiglio, che includono la possibilità di un ricorso dinanzi ad un «organo quasi-giudi-
           ziale».
           Il principio di un rimedio effettivo dinanzi ad un giudice non vieta agli Stati membri di investire un organo
           amministrativo della competenza a riesaminare le decisioni ad un livello inferiore rispetto al ricorso davanti
           ad un giudice. Ciò significa che un rimedio effettivo può implicare sia un ricorso davanti ad un giudice sia
           una verifica da parte di un organo amministrativo, seguito da un ricorso davanti ad un giudice. Tuttavia,
           non sembra necessario menzionare esplicitamente tale possibilità nel testo della direttiva.
           Il paragrafo 2 dispone che, a prescindere se la decisione è stata adottata con procedura ordinaria o
           accelerata, il rimedio effettivo dovrebbe comunque prevedere che il giudice possa esaminare la domanda
           sugli elementi di fatto e di diritto.
           Il paragrafo 3 rende possibile il ricorso avverso il rifiuto delle autorità di uno Stato membro di riaprire un
           caso che era stato sospeso. Analogamente, possono essere impugnate davanti ad un giudice anche le
           decisioni concernenti i termini di scadenza e la relativa proroga a norma dell'articolo 24. Il primo
           paragrafo conferisce il diritto di ricorso contro il rifiuto di esaminare una domanda ripetuta in conformità
           del capo II, come indicato negli articoli 33 e 34.
           Articoli 39 e 40
           Atteso che le conclusioni del Consiglio invitano a prevedere una sufficiente differenziazione tra la proce-
           dura ordinaria e la procedura accelerata, si propone di inserire in articoli separati le disposizioni sulla
           verifica e sul ricorso avverso le decisioni adottate con l'una o l'altra procedura.
 ---pagebreak--- C 291 E/156          IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     26.11.2002
            La principale distinzione operata tra il ricorso contro una decisione presa con procedura accelerata o
            ordinaria consiste nel diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro, in una zona di transito portuale
            o aeroportuale o di frontiera dello Stato membro interessato, in attesa dell'esito della verifica o del ricorso
            (di seguito denominato «effetto sospensivo»). Se la decisione è adottata con procedura ordinaria si presume
            che una verifica o un ricorso contro tale decisione avrà un effetto sospensivo automatico (articolo 39,
            paragrafo 1, ma gli Stati membri possono derogare soltanto in applicazione di leggi o regolamenti già in
            vigore alla data di adozione della presente direttiva). Mentre la presunzione si applica per le procedure
            accelerate, non viene qui proposta alcuna clausola di «stand still»; le disposizioni impongono semplice-
            mente agli Stati membri di stabilire per legge in quali casi il ricorso non ha effetto sospensivo (articolo 40,
            paragrafo 1).
            L'altra distinzione concerne i casi in cui si può derogare alla norma secondo la quale, quando non vi è
            effetto sospensivo (automatico), si deve attendere, prima di procedere all'espulsione, che l'autorità giudi-
            ziaria si pronunci sulla richiesta di concedere comunque effetto sospensivo in un determinato caso. Ciò
            consegue dal fatto che decisioni diverse sono adottate nell'ambito della procedura. Le decisioni concernenti
            le eccezioni di cui all'articolo 40, paragrafo 3 sono sempre adottate con procedura accelerata.
            Articolo 41
            L'articolo raccoglie e modifica gli originari articoli 34, paragrafi da 1 a 4, che imponevano agli Stati
            membri di fissare anticipatamente, per ragioni di certezza giuridica, norme sui termini e le competenze
            dell'organo giudiziario o amministrativo nazionale competente, rispettivamente, per il ricorso o per la
            verifica in conformità del nuovo articolo 38. Un secondo paragrafo è stato aggiunto a seguito delle
            discussioni sulla questione del ritiro o dell'abbandono della domanda durante il procedimento di ricorso.
            Capo V
            Disposizioni generali e finali
            Articolo 42
            L'originario articolo 41 sull'applicazione senza discriminazioni della direttiva ai richiedenti asilo è modi-
            ficato in modo da tener conto della formulazione dell'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali
            dell'Unione europea, adottata formalmente dopo l'adozione della proposta iniziale.
            Articolo 43
            L'originario articolo 42 sulle sanzioni rimane invariato.
            Articolo 44
            L'originario articolo 43 relativo alla relazione della Commissione sull'applicazione della direttiva rimane
            invariato, salvo minime modifiche redazionali e la frequenza delle relazioni. Sulla scorta degli emendamenti
            8 e 101 del Parlamento europeo, si propone che la Commissione trasmetta ogni due anni una relazione
            sull'applicazione della direttiva. La Commissione accetta questo emendamento, purché non divenga un
            precedente applicabile a tutti gli atti legislativi della Comunità in materia di asilo. Si ritiene infatti che la
            presente direttiva rivesta un rilievo tutto particolare per il regime comune europeo in materia di asilo,
            giacché le norme applicabili alle procedure precedono e condizionano l'esercizio dei diritti conferiti da altri
            strumenti legislativi comunitari in materia di asilo, quale la proposta di direttiva del Consiglio recante
            norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi ed apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona
            altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto dello status di
            protezione [COM(2001) 510 def.].
            Articolo 45
            È stata aggiunta una norma che fa obbligo agli Stati membri di trasmettere alla Commissione il testo delle
            disposizioni nazionali di legge che adottano nel settore trattato dalla presente direttiva. È stata inoltre
            modificata la data di recepimento nel diritto nazionale.
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                 Articoli 46 e 47
                 Gli originari articoli 45 e 46 rimangono invariati.
                 Allegato I
                 L'allegato I è stato modificato soprattutto a seguito degli emendamenti del Parlamento europeo (numeri
                 102, 108, 110), ed anche per tener conto di alcuni cambiamenti proposti dal Consiglio. L'allegato
                 originario non teneva conto della situazione di un paese che ha ratificato la convenzione di Ginevra
                 ma non ha ancora attuato le relative adeguate disposizioni. Nondimeno, se tale paese osserva di fatto
                 costantemente le norme stabilite nella convenzione di Ginevra riguardo ai diritti delle persone bisognose di
                 protezione internazionale ai sensi di detta convenzione, come comprovato dall'Ufficio dell'ACNUR, il paese
                 dovrebbe essere considerato paese terzo sicuro.
                 Per quanto riguarda la parte II dell'allegato I, è stata aggiunta una frase per prevedere espressamente nella
                 direttiva che, laddove gli Stati membri valutano con decisione individuale la sicurezza di un paese terzo
                 esclusivamente nei confronti di un determinato richiedente e non con riferimento all'elenco dei paesi
                 designati tali, questa decisione non deve necessariamente essere motivata sulla base della valutazione
                 generale di dominio pubblico, come disposto in tale parte dell'allegato. Una disposizione analoga è
                 aggiunta alla parte II dell'allegato II.
                 Allegato II
                 Le modifiche (sostituzione di «osserva generalmente» con «osserva costantemente» e «istituzioni» con
                 «strutture») risultano dall'emendamento 111 del Parlamento europeo.
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,                                                   norme comunitarie debbano indirizzarsi verso una proce-
                                                                                    dura comune in materia di asilo nella Comunità europea.
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in partico-
lare l'articolo 63, primo comma, punto 1, lettera d),                           (4) Le norme minime sulle procedure applicabili negli Stati
                                                                                    membri per il riconoscimento o la revoca dello status di
vista la proposta della Commissione,                                                rifugiato costituiscono pertanto un primo passo in materia
                                                                                    di procedure di asilo, ferma restando l'adozione di ulte-
visto il parere del Parlamento europeo,                                             riori disposizioni volte ad attuare l'articolo 63, primo
                                                                                    comma, punto 1, lettera d) del trattato, o a conseguire
visto il parere del Comitato economico e sociale,                                   l'obiettivo di una procedura comune in materia di asilo,
                                                                                    indicato nelle conclusioni di Tampere.
considerando quanto segue:
  (1) Una politica comune nel settore dell'asilo, che preveda un                (5) Obiettivo principale della presente direttiva è stabilire un
      regime europeo comune in materia di asilo, costituisce                        quadro minimo nella Comunità europea sulle procedure
      uno degli elementi fondamentali dell'obiettivo dell'Unione                    per l'accertamento dello status di rifugiato, di modo che
      europea di istituire progressivamente uno spazio di li-                       nessuno Stato membro possa espellere o respingere, in
      bertà, sicurezza e giustizia aperto a quanti, spinti dalle                    nessun modo, un richiedente asilo verso le frontiere dei
      circostanze, cercano legittimamente protezione nella Co-                      luoghi ove la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate
      munità.                                                                       a causa della sua razza, della sua religione, della sua na-
                                                                                    zionalità, della sua appartenenza ad una determinata ca-
  (2) Il Consiglio europeo, nella riunione straordinaria di Tam-                    tegoria sociale o delle sue opinioni politiche.
      pere del 15 e 16 ottobre 1999, ha convenuto di lavorare
      all'istituzione di un regime europeo comune in materia di                 (6) Per raggiungere questo obiettivo, le conclusioni del Consi-
      asilo basato sull'applicazione, in ogni sua componente,                       glio del 7 dicembre 2001 (modificate il 18 dicembre
      della convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifu-                   2001) sulle procedure applicate negli Stati membri ai
      giati del 28 luglio 1951, integrata dal Protocollo di New                     fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifu-
      York del 31 gennaio 1967, mantenendo in questo modo                           giato evidenziano la necessità di disposizioni che assicu-
      il principio di non refoulement (non respingimento) e                         rino ai richiedenti asilo garanzie consistenti per quanto
      garantendo che nessuno sia nuovamente esposto alla per-                       riguarda il processo decisionale e una qualità delle deci-
      secuzione.                                                                    sioni ottimale, senza venir meno all'obiettivo di efficienza
                                                                                    delle procedure. Tali disposizioni dovrebbero altresì defi-
  (3) Le conclusioni di Tampere prevedono che il regime euro-                       nire le norme minime di una procedura ordinaria, per-
      peo comune in materia di asilo debba, a breve termine,                        mettere di avviare o mantenere una procedura accelerata e
      stabilire norme comuni per procedure di asilo eque ed                         consentire una differenziazione sufficiente fra questi due
      efficaci negli Stati membri e che, nel lungo periodo, le                      tipi di procedura.
 ---pagebreak--- C 291 E/158             IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          26.11.2002
  (7) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e os-                 da persone il cui diritto ad essere ammesso nel territorio
      serva i principi riconosciuti segnatamente nella Carta dei                  degli Stati membri è in corso di valutazione.
      diritti fondamentali dell'Unione europea in quanto prin-
      cipi generali del diritto comunitario. In particolare mira ad          (15) È indispensabile che tali procedure accelerate contengano
      assicurare il pieno rispetto della dignità umana, il diritto                tutte le garanzie necessarie affinché, dissipato ogni dubbio
      di asilo dei richiedenti asilo e delle persone a loro carico, e             dell'autorità accertante, le persone bisognose di protezione
      la protezione in caso di allontanamento, espulsione o                       possano comunque essere correttamente individuate. Que-
      estradizione, promuovendo l'applicazione degli articoli 1,                  ste procedure dovrebbero pertanto contemplare, in linea
      18 e 19 della Carta stessa.                                                 di principio, le stesse garanzie procedurali e criteri minimi
                                                                                  relativi al processo decisionale delle procedure ordinarie,
  (8) È opportuno che l'attuazione della presente direttiva lasci                 ove ciò sia necessario ai fini di quella particolare proce-
      impregiudicati gli obblighi internazionali degli Stati mem-                 dura. Pertanto, i criteri applicabili alle procedure per
      bri derivanti da atti internazionali in materia di diritti                  l'esame delle domande ripetute che non contengano prove
      dell'uomo.                                                                  o argomenti nuovi, ovvero alle procedure nel cui ambito
                                                                                  viene assunta la decisione sul diritto di ingresso di un
                                                                                  richiedente asilo, sono proporzionati alla finalità specifica
  (9) È necessario che la presente direttiva si applichi nel ri-
                                                                                  di tali procedure.
      spetto del protocollo sull'asilo per i cittadini degli Stati
      membri dell'Unione europea, allegato al trattato che isti-
      tuisce la Comunità europea.                                            (16) È opportuno che le garanzie procedurali minime applica-
                                                                                  bili a tutti i richiedenti asilo in tutte le procedure com-
                                                                                  prendano in particolare l'accesso alle procedure; il diritto
(10) È opportuno che le procedure di asilo non si protraggano                     di rimanere in attesa della decisione dell'autorità accer-
      oltre misura per evitare che quanti necessitano di prote-                   tante; la possibilità di ricorrere a un interprete per esporre
      zione internazionale debbano attraversare lunghi periodi                    la loro situazione nei colloqui con le autorità; la possibi-
      d'incertezza prima che la loro situazione sia definita e che                lità di comunicare con l'Alto Commissariato delle Nazioni
      quanti invece non hanno bisogno di protezione ma desi-                      Unite per i rifugiati (ACNUR) o, eventualmente, con altre
      derano restare nel territorio degli Stati membri conside-                   organizzazioni che operino per conto dell'ACNUR; il di-
      rino la domanda di asilo un mezzo per prolungare di                         ritto a un'appropriata notificazione e comunicazione della
      diversi anni la loro permanenza. Al tempo stesso, è indi-                   decisione, corredata di motivazioni in fatto e in diritto; la
      spensabile che tali procedure contengano le garanzie ne-                    possibilità di consultare un avvocato o altro consulente
      cessarie a individuare quanti hanno effettivamente bisogno                  legale e il diritto di essere informati circa la loro posizione
      di protezione.                                                              giuridica nei momenti decisivi del procedimento, in una
                                                                                  lingua che è ragionevole supporre possano capire.
(11) Le norme minime stabilite dalla presente direttiva do-
      vrebbero pertanto consentire agli Stati membri di appli-               (17) È inoltre necessario prevedere specifiche garanzie proce-
      care un sistema rapido e semplice che consenta loro un                      durali per le persone aventi bisogni particolari, quali i
      esame tempestivo e puntuale delle domande di asilo in                       minori non accompagnati.
      conformità agli obblighi internazionali e alle disposizioni
      costituzionali degli Stati membri.                                     (18) È opportuno che fra i criteri minimi relativi al processo
                                                                                  decisionale per tutte le procedure figuri quello secondo
(12) Un sistema procedurale rapido e semplice potrebbe com-                       cui le decisioni sono adottate sulla base dei fatti da auto-
      portare, ferme restando le garanzie necessarie, un ricorso                  rità competenti in materia di asilo e di diritto dei rifugiati.
      unico dinanzi al giudice avverso la decisione sulla do-
      manda di asilo.                                                        (19) È opportuno che le decisioni sulle domande di asilo siano
                                                                                  passibili di ricorso, consistente in un esame da parte del
(13) Ai fini di una corretta individuazione delle persone biso-                   giudice sugli elementi di fatto e di diritto. Il richiedente
      gnose di protezione in quanto rifugiati ai sensi dell'arti-                 dovrebbe altresì avere il diritto di non essere espulso fin-
      colo 1A della convenzione di Ginevra, è opportuno che le                    ché il giudice non si sia pronunciato sul suo diritto di
      garanzie necessarie dispongano affinché ciascun richie-                     rimanere fino all'esito del ricorso, salvo nel numero limi-
      dente abbia un accesso effettivo alle procedure, l'opportu-                 tato di casi previsti dalla presente direttiva, segnatamente
      nità di cooperare e comunicare correttamente con le au-                     per motivi di sicurezza nazionale o di ordine pubblico.
      torità competenti per presentare gli elementi rilevanti
      della sua situazione e sufficienti garanzie procedurali per            (20) Si ritiene che la direttiva 95/46/CE del Parlamento euro-
      far valere i propri diritti in ciascuna fase della procedura.               peo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla
                                                                                  tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento
(14) D'altro canto, ai fini di una rapida individuazione di quei                  dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali
      richiedenti che necessitano protezione in quanto rifugiati                  dati (1) debba applicarsi ai dati personali trattati in appli-
      ai sensi dell'articolo 1A della convenzione di Ginevra, è                   cazione della presente direttiva. La direttiva 95/46/CE do-
      opportuno disporre che gli Stati membri istituiscano pro-                   vrebbe inoltre applicarsi alla trasmissione dei dati dagli
      cedure accelerate per trattare, in base a criteri chiaramente               Stati membri all'ACNUR nell'esercizio delle sue funzioni
      stabiliti in via preliminare, categorie diverse di domande,                 a norma della convenzione di Ginevra. Tale trasmissione è
      segnatamente le domande che non richiedono un appro-                        subordinata al livello di protezione dei dati personali ri-
      fondimento nel merito, quelle che appaiono manifesta-                       tenuto adeguato in seno all'ACNUR.
      mente infondate, le domande ripetute che non conten-
      gano prove o argomenti nuovi o le domande presentate                   (1) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
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(21) Discende dalla natura stessa delle norme minime che gli                     zione di Ginevra. Tutte le domande di protezione interna-
     Stati membri abbiano facoltà di stabilire o mantenere in                    zionale sono considerate domande di asilo, tranne quando
     vigore disposizioni più favorevoli per le persone che chie-                 la persona interessata solleciti esplicitamente un distinto
     dono protezione internazionale, quando ritengano che                        tipo di protezione, che si possa richiedere con domanda
     tale domanda sia presentata da una persona avente la                        separata;
     qualità di rifugiato ai sensi dell'articolo 1A della conven-
     zione di Ginevra.                                                        c) «richiedente» o «richiedente asilo»: qualsiasi persona che
                                                                                 abbia presentato una domanda di asilo sulla quale non
(22) In tale ottica, gli Stati membri andrebbero incoraggiati ad                 sia stata ancora presa una decisione definitiva;
     applicare le disposizioni della presente direttiva anche alle
     procedure per l'esame di domande volte al conseguimento                  d) «decisione definitiva»: una decisione avverso la quale siano
     di una protezione diversa da quella che discende dalla                      stati esperiti tutti i rimedi ammessi in forza della presente
     convenzione di Ginevra per le persone che risultino non                     direttiva;
     essere rifugiati, in considerazione soprattutto della diret-
     tiva . . . del Consiglio [Proposta di direttiva del Consiglio            e) «autorità accertante»: qualsiasi organo paragiudiziario o am-
     recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi                 ministrativo di uno Stato membro che sia competente a
     ed apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altri-                esaminare le domande di asilo e a prendere una decisione
     menti bisognosa di protezione internazionale, nonché                        di primo grado al riguardo;
     norme minime sul contenuto dello status di protezione].
                                                                              f) «rifugiato»: qualsiasi persona che possiede i requisiti stabiliti
(23) È opportuno che gli Stati membri prevedano un sistema                       nell'articolo 1A della convenzione di Ginevra, quali speci-
     di sanzioni contro la violazione delle disposizioni nazio-                  ficati nella direttiva . . . del Consiglio [Proposta di direttiva
     nali adottate in forza della presente direttiva.                            del Consiglio recante norme sull'attribuzione, a cittadini di
                                                                                 paesi terzi ed apolidi, della qualifica di rifugiato o di per-
(24) È altresì opportuno che l'attuazione della presente diret-                  sona altrimenti bisognosa di protezione internazionale,
     tiva formi oggetto di valutazioni periodiche con scadenza                   nonché norme minime sul contenuto dello status di prote-
     non superiore a due anni.                                                   zione];
(25) In base ai principi di sussidiarietà e proporzionalità di cui
                                                                              g) «status di rifugiato»: lo status riconosciuto da uno Stato
     all'articolo 5 del trattato, gli obiettivi dell'azione proposta,
                                                                                 membro a una persona che sia un rifugiato e in quanto
     ossia l'elaborazione di norme minime comuni per le pro-
                                                                                 tale sia ammessa nel territorio di quello Stato membro;
     cedure applicate negli Stati membri ai fini del riconosci-
     mento e della revoca dello status di rifugiato, non pos-
                                                                              h) «minore non accompagnato»: una persona di età inferiore
     sono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri.
                                                                                 ai diciotto anni che entri nel territorio degli Stati membri
     Per le dimensioni e gli effetti dell'azione proposta, pos-
                                                                                 senza essere accompagnata da un adulto per essa respon-
     sono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario.
                                                                                 sabile in base alla legge o agli usi, fino a quando non sia
     La presente direttiva si limita al minimo indispensabile per
                                                                                 effettivamente affidata a tale adulto, o il minore che venga
     il raggiungimento di tali obiettivi e non va al di là di
                                                                                 abbandonato dopo essere entrato nel territorio degli Stati
     quanto necessario a tal fine,
                                                                                 membri;
                                                                              i) «rappresentante»: la persona o l'organizzazione che rappre-
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                                                 senti il minore non accompagnato in qualità di tutore,
                               CAPO I                                            l'organizzazione nazionale responsabile di assisterlo e prov-
                                                                                 vedere al suo benessere, o qualunque altro idoneo rappre-
                     DISPOSIZIONI GENERALI                                       sentante, nominato nell'interesse superiore del minore;
                                                                              j) «trattenimento»: il confinamento del richiedente asilo, da
                              Articolo 1                                         parte di uno Stato membro, in aree ad accesso limitato
                             Obiettivo                                           in cui la sua libertà di movimento sia significativamente
                                                                                 ridotta;
Obiettivo della presente direttiva è stabilire norme minime per
le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconosci-              k) «revoca dello status di rifugiato»: la decisione di un'autorità
mento e della revoca dello status di rifugiato.                                  competente di revocare lo status di rifugiato a una deter-
                                                                                 minata persona, sulla base dell'articolo 1C o dell'articolo
                                                                                 33, paragrafo 2 della convenzione di Ginevra;
                              Articolo 2
                                                                              l) «annullamento dello status di rifugiato»: la decisione, adot-
                            Definizioni
                                                                                 tata da un'autorità competente, di annullare lo status di
Ai fini della presente direttiva, si intende per:                                rifugiato a una determinata persona, a seguito dell'accerta-
                                                                                 mento di circostanze indicanti che quella persona non
a) «convenzione di Ginevra»: la convenzione relativa allo sta-                   avrebbe mai dovuto ottenere la qualifica di rifugiato;
    tus dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951 e
    integrata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967;                 m) «rimanere nel territorio dello Stato membro»: il fatto di
                                                                                 rimanere alla frontiera, in una zona di transito portuale o
b) «domanda di asilo»: la domanda presentata da una persona                      aeroportuale, ovvero nel territorio dello Stato membro in
    a uno Stato membro, che si possa assimilare a una do-                        cui è stata presentata oppure è oggetto d'esame la domanda
    manda di protezione internazionale ai sensi della conven-                    di asilo.
 ---pagebreak--- C 291 E/160           IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         26.11.2002
                             Articolo 3                                     conto loro e, ove non acconsentano, abbiano comunque l'op-
                                                                            portunità di presentare la domanda di asilo personalmente.
                     Campo d'applicazione
1.     La presente direttiva si applica a tutte le domane di asilo          Qualora una persona a carico introduca una domanda per
presentate alla frontiera, nelle zone di transito portuale e aero-          proprio conto dopo aver acconsentito a che la domanda fosse
portuale o nel territorio degli Stati membri.                               presentata a suo nome, la domanda ripetuta può essere respinta
                                                                            a motivo della domanda già presentata a suo nome.
2.     La presente direttiva non si applica alle domande di asilo
diplomatico o territoriale presentate presso le rappresentanze              5.     Gli Stati membri provvedono affinché le procedure pre-
diplomatiche o consolari degli Stati membri.                                viste dalla presente direttiva siano avviate al più presto.
3.     Gli Stati membri possono decidere di applicare le dispo-             6.     Gli Stati membri provvedono affinché:
sizioni della presente direttiva alle procedure per l'esame di
domande volte a ottenere una protezione diversa da quella                   a) tutte le autorità cui potrebbe rivolgersi il richiedente asilo
che discende dalla convenzione di Ginevra per le persone che                    alla frontiera o nel territorio dello Stato membro ricevano
risultino non essere rifugiati.                                                 istruzioni in merito al trattamento delle domande di asilo, in
                                                                                particolare l'istruzione di trasmettere le domande e le rela-
                                                                                tive informazioni alle autorità competenti per l'esame;
                             Articolo 4
                  Disposizioni più favorevoli                               b) il personale di quelle autorità abbia ricevuto un'adeguata
                                                                                formazione in modo da riconoscere le domande di asilo e
Gli Stati membri hanno facoltà di introdurre o mantenere in                     procedere in accordo a tali istruzioni.
vigore criteri più favorevoli in ordine alle procedure di ricono-
scimento e revoca dello status di rifugiato, purché siano com-
patibili con le disposizioni della presente direttiva.                                                    Articolo 6
                                                                                 Diritto di rimanere durante l'esame della domanda
                                                                            1.     I richiedenti asilo sono autorizzati a rimanere nel territo-
                              CAPO II
                                                                            rio dello Stato membro fintanto che l'autorità accertante non
             PRINCIPI FONDAMENTALI E GARANZIE                               abbia preso una decisione.
                             Articolo 5                                     2.     Gli Stati membri possono derogare a questa disposizione
                                                                            solo se, a norma dell'articolo 33 e 34, non sarà dato seguito a
                     Accesso alla procedura                                 una domanda ripetuta.
1.     Gli Stati membri provvedono affinché le domande di asilo
non siano respinte né escluse dall'esame per il solo fatto di non                                         Articolo 7
essere state presentate tempestivamente.
                                                                                       Criteri applicabili all'esame delle domande
2.     Gli Stati membri possono esigere che le domande di asilo             1.     Gli Stati membri provvedono affinché le decisioni dell'au-
siano personalmente introdotte dal richiedente.                             torità accertante relative alle domande di asilo siano adottate
                                                                            previo congruo esame. A tal fine gli Stati membri dispongono:
3.     Gli Stati membri provvedono affinché ciascun adulto ab-
bia il diritto di presentare una domanda di asilo per proprio               a) che le domande siano esaminate e le decisioni prese in
conto.                                                                          modo individuale, obiettivo ed imparziale;
Gli Stati membri possono tuttavia determinare per legge:                    b) che pervengano da varie fonti, fra cui l'Alto Commissariato
                                                                                delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), informazioni
a) i casi in cui il minore non può presentare personalmente                     precise e aggiornate circa la situazione esistente nel paese di
    una domanda e tale domanda deve essere presentata da altri                  origine dei richiedenti asilo e, ove occorra, nei paesi per cui
    per suo conto;                                                              questi hanno transitato, e che tali informazioni siano messe
                                                                                a disposizione del personale incaricato di esaminare le do-
b) i casi in cui la domanda di un minore non accompagnato                       mande e decidere in merito;
    deve essere introdotta da un rappresentante a norma dell'ar-
    ticolo 15, paragrafo 1.                                                 c) che il personale incaricato di esaminare le domande e deci-
                                                                                dere in merito abbia una conoscenza adeguata dei criteri
4.     Gli Stati membri possono disporre per legge che una                      applicabili in materia di asilo e di diritto dei rifugiati.
domanda di asilo può essere presentata da un richiedente anche
per conto delle persone a suo carico, compresi i minori. In                 2.     Gli Stati membri provvedono affinché le autorità di cui al
questi casi gli Stati membri provvedono affinché gli adulti a               capo IV abbiano accesso alle informazioni generali di cui al
carico e i minori a carico non contemplati al paragrafo 3,                  paragrafo 1, lettera b), necessarie per l'adempimento delle loro
lettera a), acconsentano a che la domanda sia presentata per                funzioni.
 ---pagebreak--- 26.11.2002              IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      C 291 E/161
                              Articolo 8                                   In relazione alle procedure di cui al capo IV, gli Stati membri
                                                                           provvedono affinché tutti i richiedenti asilo godano altresì delle
  Criteri applicabili alle decisioni dell'autorità accertante              garanzie di cui al paragrafo 1, lettere b), c) e d).
1.     Gli Stati membri provvedono affinché le decisioni sulle
domande di asilo siano rese per iscritto.
                                                                                                        Articolo 10
2.     Gli Stati membri dispongono inoltre che la decisione con                          Convocazione al colloquio personale
cui viene respinta una domanda debba essere corredata di mo-
tivazioni in fatto e in diritto e che il richiedente sia informato         1.     Prima che l'autorità accertante decida, è data facoltà al
per iscritto dei mezzi per impugnare tale decisione negativa.              richiedente asilo di sostenere un colloquio personale sulla sua
                                                                           domanda di asilo, con una persona competente a svolgere tale
                                                                           colloquio ai sensi della legislazione nazionale.
                              Articolo 9
                                                                           Gli Stati membri possono tuttavia stabilire che non è necessario
            Garanzie minime per i richiedenti asilo                        interrogare i minori al di sotto di una certa età.
1.     In relazione alle procedure di cui al capo III della presente
direttiva, gli Stati membri provvedono affinché tutti i richie-            2.     Il colloquio personale può essere omesso se, sulla base di
denti asilo godano delle seguenti garanzie:                                una valutazione individuale:
a) il richiedente asilo viene informato della procedura da se-             a) l'autorità accertante è in grado di prendere una decisione
    guire e dei suoi diritti e doveri durante il procedimento, in              positiva basandosi sulle prove acquisite;
    una lingua che è ragionevole supporre possa capire. Tali
    informazioni vanno fornite in tempo utile affinché il richie-          b) l'autorità competente reputa che il richiedente asilo è inca-
    dente asilo possa esercitare i diritti sanciti dalla presente              pace di sostenere un colloquio personale a causa di circo-
    direttiva e conformarsi ai doveri descritti agli articoli 16 e             stanze durature indipendenti dal suo controllo. In caso di
    20, paragrafo 1;                                                           dubbio, gli Stati membri possono esigere il certificato di un
                                                                               medico o di uno psicologo;
b) il richiedente asilo dispone, laddove ragionevole, dei servizi
    di un interprete per spiegare la propria situazione nei col-           c) l'autorità competente non può, in tempi ragionevoli, met-
    loqui con le autorità. Gli Stati membri reputano ragionevole               tere a disposizione un interprete a norma dell'articolo 11,
    mettere a disposizione questi servizi quando l'autorità ac-                paragrafo 2, lettera b);
    certante convoca il richiedente a un colloquio personale
    prima di decidere sulla domanda. In questo e negli altri
    casi in cui le autorità competenti ricorrono a un interprete,          d) l'autorità competente non è in grado di svolgere il colloquio
    i servizi di interpretazione sono retribuiti con fondi pub-                poiché il richiedente, senza motivi validi, non ha risposto
    blici;                                                                     alla convocazione.
c) non viene negata al richiedente asilo la possibilità di comu-           3.     Nei casi di cui al paragrafo 1, secondo comma, e al
    nicare con l'ACNUR o con altre organizzazioni che operino              paragrafo 2, lettere b), c) e d), il richiedente deve disporre, in
    per suo conto nel territorio dello Stato membro, conforme-             vece del colloquio personale, dell'opportunità di formulare os-
    mente a un accordo con quello Stato membro;                            servazioni prima che l'autorità accertante decida sul suo caso,
                                                                           laddove necessario con l'assistenza di un avvocato o altro con-
                                                                           sulente legale e/o, se minore, di un rappresentante.
d) la decisione dell'autorità accertante relativa alla domanda di
    asilo viene notificata o comunicata al richiedente asilo con
    anticipo ragionevole e secondo metodi appropriati. Se il               Nei casi in cui non possa esservi colloquio personale poiché
    richiedente è rappresentato da un avvocato o altro consu-              l'autorità competente non è in grado, in tempi ragionevoli, di
    lente legale, gli Stati membri possono scegliere di notificare         ricorrere ai servizi di un interprete a norma dell'articolo 11,
    o comunicare la decisione a quell'avvocato o consulente                paragrafo 2, lettera b), gli Stati membri concedono l'assistenza
    anziché al richiedente asilo;                                          gratuita di un avvocato o altro consulente legale e/o, nel caso
                                                                           di un minore non accompagnato, di un rappresentante, e ga-
                                                                           rantiscono loro, in vece del colloquio personale, l'opportunità
e) il richiedente asilo viene informato della decisione dell'auto-
                                                                           di formulare osservazioni a nome del richiedente prima che
    rità accertante in una lingua che è ragionevole supporre
                                                                           l'autorità accertante decida sul suo caso.
    possa capire, quando non sia assistito o rappresentato da
    un avvocato o altro consulente legale. Il richiedente viene
    contestualmente informato dei mezzi per impugnare                      4.     Il fatto che non vi sia stato colloquio personale per i
    un'eventuale decisione negativa.                                       motivi di cui al paragrafo 2 e che non siano pervenute osser-
                                                                           vazioni a norma del paragrafo 3 non osta a che l'autorità
                                                                           accertante prenda una decisione sulla domanda di asilo.
2.     Ciascuno degli adulti a carico di cui all'articolo 5, para-
grafo 4, è informato in privato della possibilità che le autorità
competenti lo convochino per informazioni sulla sua domanda                L'assenza di colloquio personale per i motivi di cui ai paragrafi
d'asilo prima che l'autorità accertante prenda una decisione al            2 e 3 non incide di per sé negativamente sulla decisione
riguardo.                                                                  dell'autorità accertante.
 ---pagebreak--- C 291 E/162             IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        26.11.2002
                             Articolo 11                                    a) scegliere che l'assistenza giuridica gratuita sia a disposizione
                                                                                soltanto di chi non abbia le risorse necessarie e per quanto
             Criteri applicabili al colloquio personale                         necessaria a garantirne l'accesso effettivo alla giustizia;
1.      Il colloquio personale si svolge, di norma, senza la pre-
senza dei familiari.                                                        b) limitare l'assistenza giuridica gratuita ai servizi di quegli
                                                                                avvocati o altri consulenti legali che sono specificamente
2.      Gli Stati membri emanano le misure necessarie perché il                 designati dalla legge nazionale ad assistere e/o rappresentare
colloquio personale si svolga in condizioni che consentano al                   i richiedenti asilo.
richiedente di esporre diffusamente i motivi della sua domanda.
A tal fine gli Stati membri:
                                                                                                        Articolo 14
a) nel nominare la persona incaricata di condurre il colloquio e
    l'interprete, fanno il possibile per tener conto del contesto                    Diritti dell'avvocato o altro consulente legale
    personale e generale in cui nasce la domanda, nonché
    dell'origine culturale o della vulnerabilità del richiedente,           1.     Gli Stati membri provvedono affinché l'avvocato o altro
    per quanto ciò sia possibile in anticipo e l'autorità compe-            consulente legale che assiste o rappresenta un richiedente asilo
    tente sia a conoscenza di queste circostanze;                           ai sensi della legge nazionale abbia accesso a quelle informa-
                                                                            zioni contenute nella pratica del richiedente che potrebbero
                                                                            costituire oggetto di esame da parte delle autorità di cui al
b) selezionano un interprete idoneo a garantire una comunica-               capo IV.
    zione appropriata fra il richiedente e la persona incaricata di
    condurre il colloquio. Il colloquio non deve svolgersi neces-
    sariamente nella lingua prescelta dal richiedente asilo se              Gli Stati membri provvedono affinché l'avvocato o altro con-
    esiste un'altra lingua che è ragionevole supporre possa ca-             sulente legale che assiste o rappresenta un richiedente asilo
    pire.                                                                   possa accedere alle aree chiuse per rendere visita a quel richie-
                                                                            dente. Gli Stati membri possono limitare le visite ai richiedenti
                                                                            asilo nelle aree chiuse soltanto nei casi in cui questa limitazione
                             Articolo 12                                    è oggettivamente necessaria ai fini della sicurezza dell'area o
    Valore giuridico del verbale del colloquio personale                    garantisce un esame efficiente della domanda ai sensi della
                                                                            legge o della regolamentazione nazionale, purché l'accesso da
1.      Gli Stati membri dispongono che sia steso il verbale di             parte dell'avvocato o altro consulente legale non risulti seria-
ogni singolo colloquio personale.                                           mente limitato o non sia reso impossibile.
2.      Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti ab-              2.     Gli Stati membri provvedono affinché l'avvocato o altro
biano accesso tempestivo al verbale del colloquio personale                 consulente legale che assiste o rappresenta un richiedente asilo
su cui si fonda o si fonderà la decisione.                                  sia informato, con congruo anticipo, della data, ora e luogo del
                                                                            colloquio personale a norma degli articoli 10, 11 e 12, e sia
3.      Gli Stati membri possono chiedere che il richiedente ap-            autorizzato ad assisterlo.
provi il contenuto del verbale del colloquio personale.
In questi casi, gli Stati membri garantiscono al richiedente la             Gli Stati membri adottano norme che dispongano la presenza
possibilità di chiedere o proporre di rettificare gli eventuali             di un avvocato o altro consulente legale a tutti i colloqui
errori di traduzione o interpretazione presenti nel verbale.                previsti nel procedimento, fatto salvo il presente articolo o
                                                                            l'articolo 15, paragrafo 1, lettera b).
Il rifiuto da parte del richiedente di approvare il contenuto del
verbale del colloquio personale non osta a che l'autorità accer-
tante prenda una decisione sulla sua domanda di asilo.                                                  Articolo 15
                                                                                  Garanzie minime per i minori non accompagnati
                             Articolo 13
                                                                            1.     In relazione a tutte le procedure previste dalla presente
Diritto all'assistenza giuridica e alla rappresentanza legale               direttiva e fatti salvi gli articoli 10 e 12, gli Stati membri
                                                                            provvedono affinché i minori non accompagnati godano delle
1.      Gli Stati membri accordano ai richiedenti asilo l'opportu-          seguenti garanzie:
nità di consultare effettivamente un avvocato o altro consulente
legale sugli aspetti relativi alla domanda di asilo in tutte le fasi
del procedimento, anche a seguito di una decisione negativa.                a) quanto prima possibile deve essere assegnato loro un rap-
                                                                                presentante che li rappresenti e/o assista in relazione
                                                                                all'esame della domanda di asilo;
2.      Nell'eventualità di una decisione negativa dell'autorità ac-
certante, gli Stati membri dispongono che l'assistenza giuridica
sia prestata, su richiesta, gratuitamente, nel rispetto delle dispo-        b) il rappresentante deve avere la possibilità di aiutarli a pre-
sizioni di questo paragrafo.                                                    pararsi al colloquio personale. Gli Stati membri permettono
                                                                                al rappresentante di partecipare al colloquio, porre domande
Gli Stati membri possono:                                                       o formulare osservazioni.
 ---pagebreak--- 26.11.2002              IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       C 291 E/163
2.     Gli Stati membri provvedono affinché:                                                              Articolo 17
a) qualora il minore non accompagnato sia convocato a un                        Trattenimento in attesa di una decisione dell'autorità
    colloquio personale sulla sua domanda di asilo a norma                                                accertante
    degli articoli 10, 11 e 12, tale colloquio sia condotto da
    una persona che abbia la competenza necessaria a trattare i              1.     Fatto salvo l'articolo 18, gli Stati membri non possono
    particolari bisogni dei minori;                                          trattenere un richiedente asilo per il solo motivo che la sua
                                                                             domanda di asilo deve essere esaminata prima che l'autorità
b) la decisione sulla domanda di asilo di un minore non ac-                  accertante prenda una decisione al riguardo.
    compagnato sia presa da un funzionario qualificato in rela-
    zione ai particolari bisogni dei minori.                                 Gli Stati membri hanno tuttavia facoltà di trattenere il richie-
                                                                             dente asilo durante l'esame della domanda soltanto se il tratte-
3.     Gli Stati membri che effettuano visite mediche per accer-             nimento risulta, nell'ambito di una procedura prevista dalla
tare l'età del minore non accompagnato provvedono affinché:                  legge o dalla regolamentazione nazionale, oggettivamente ne-
                                                                             cessario per un esame efficiente della domanda, ovvero se, alla
a) il minore non accompagnato sia informato, prima                           luce del comportamento personale del richiedente, sussistono
    dell'esame della domanda di asilo e in una lingua che è                  seri rischi che il richiedente tenti la fuga.
    ragionevole supporre possa capire, della possibilità che si
    ricorra a una visita medica per accertarne l'età;                        2.     Gli Stati membri hanno altresì facoltà di trattenere il
                                                                             richiedente asilo durante l'esame della domanda se vi è ragione
b) la decisione di respingere la domanda di asilo di un minore               di credere che tale limitazione della sua libertà di movimento
    non accompagnato che rifiuta di sottoporsi alla visita me-               sia necessaria per giungere rapidamente a una decisione. Il
    dica non sia motivata unicamente da tale rifiuto.                        trattenimento in questi casi non può eccedere le due settimane.
                             Articolo 16                                     3.     Gli Stati membri dispongono affinché il provvedimento di
                                                                             trattenimento del richiedente asilo trattenuto a norma del pa-
                Stabilire i fatti nel procedimento                           ragrafo 1 sia soggetto a controllo giurisdizionale iniziale, se-
                                                                             guito da controlli giurisdizionali periodici.
1.     Gli Stati membri emanano misure idonee per permettere
al richiedente asilo di adempiere al dovere di cooperazione con
le autorità competenti per stabilire gli elementi sostanziali del            Gli Stati membri provvedono affinché il giudice incaricato di
suo caso.                                                                    controllare il provvedimento di trattenimento abbia compe-
                                                                             tenza per stabilire se il trattenimento è conforme alle disposi-
Si considera che il richiedente asilo abbia adempiuto a tale                 zioni del presente articolo.
dovere quando abbia presentato tutti gli elementi del suo
caso rilevanti per l'esame, nel modo più esauriente possibile,
unitamente a tutti i mezzi di prova disponibili, in tempo utile                                           Articolo 18
perché l'autorità accertante prenda una decisione.                           Trattenimento previo accordo di assunzione a carico a
                                                                                        norma del regolamento . . . del Consiglio
2.     Si considera che il richiedente asilo abbia presentato tutti
gli elementi sostanziali del suo caso quando abbia comunicato i              1.     Gli Stati membri possono trattenere il richiedente asilo
dati concernenti l'età, l'origine, l'identità, la nazionalità, gli iti-      per impedirgli di tentare la fuga o di soggiornare clandestina-
nerari di viaggio, i documenti d'identità e di viaggio, nonché i             mente, dal momento in cui un altro Stato membro abbia ac-
motivi per cui teme di essere perseguitato.                                  cettato di prenderlo o riprenderlo in carico a norma del rego-
                                                                             lamento . . . del Consiglio [che stabilisce i criteri e meccanismi
Una volta che il richiedente si è adoperato per corroborare con              di determinazione dello Stato membro competente per l'esame
tutte le prove disponibili le dichiarazioni relative agli elementi           di una domanda di asilo presentata da un cittadino di un paese
sostanziali del suo caso e ha fornito valide giustificazioni per la          terzo in uno degli Stati membri], fino a quando il richiedente
mancanza eventuale di alcune prove, l'autorità accertante deve               non venga trasferito in quell'altro Stato membro. Il tratteni-
determinare, nel valutare i mezzi di prova, la fondatezza dei                mento in questi casi non può eccedere la durata di un mese.
suoi timori di essere perseguitato.
                                                                             2.     Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità incaricata
3.     Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità accertante
                                                                             di controllare il provvedimento abbia competenza per accertare
conceda al richiedente il beneficio del dubbio anche qualora
                                                                             la legalità del trattenimento in conformità con le disposizioni
manchino prove in merito a talune dichiarazioni, ove sussi-
                                                                             del presente articolo.
stano le seguenti condizioni:
a) il richiedente si è genuinamente adoperato per dimostrare la                                           Articolo 19
    fondatezza della sua domanda;
                                                                                       Procedura in caso di ritiro della domanda
b) sono stati ottenuti e, laddove possibile, verificati tutti i
    mezzi di prova disponibili;                                              1.     Ove il richiedente asilo ritiri esplicitamente la domanda,
                                                                             gli Stati membri provvedono affinché l'autorità accertante
c) l'esaminatore è persuaso che le dichiarazioni del richiedente             prenda la decisione di sospendere l'esame ovvero, purché di-
    siano coerenti e plausibili e non contraddicano fatti notori             sponga delle informazioni necessarie, di respingere la domanda
    che lo riguardino.                                                       per altri motivi conformi alla presente direttiva.
 ---pagebreak--- C 291 E/164            IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        26.11.2002
2.     Gli Stati membri possono altresì stabilire che l'autorità          2.     Il paragrafo 1 si applica anche ad altre organizzazioni che
accertante può decidere di sospendere l'esame senza dover                 operino per conto dell'ACNUR nel territorio dello Stato mem-
prendere una decisione. In questo caso, gli Stati membri di-              bro, conformemente a un accordo con quello Stato membro.
spongono che l'autorità accertante inserisca una nota nella
pratica del richiedente asilo.
                                                                                                       Articolo 22
                             Articolo 20                                                          Protezione dei dati
Procedura in caso di ritiro implicito o abbandono della                   1.     Gli Stati membri non rivelano le informazioni relative alle
                             domanda                                      singole domande di asilo alle autorità del paese d'origine del
                                                                          richiedente asilo.
1.     Qualora vi siano validi motivi per ritenere che il richie-
dente asilo abbia implicitamente ritirato o abbandonato la do-
manda, gli Stati membri provvedono affinché l'autorità accer-             2.     Gli Stati membri emanano apposite misure affinché le
tante prenda la decisione di sospendere l'esame ovvero, purché            informazioni necessarie per l'esame della pratica di un richie-
disponga delle informazioni necessarie, di respingere la do-              dente asilo non siano ottenute dalle autorità del suo paese
manda per altri motivi conformi alla presente direttiva.                  d'origine secondo modalità che potrebbero rivelare loro che il
                                                                          richiedente ha presentato una domanda di asilo.
Gli Stati membri possono presumere che il richiedente asilo
abbia implicitamente ritirato o abbandonato la domanda
quando sia accertato che:                                                                                CAPO III
a) trascorso un termine ragionevole, il richiedente non ha ot-                             PROCEDURE DI PRIMO GRADO
    temperato al dovere di presentarsi o ad altri obblighi di
    comunicazione, non ha risposto alla richiesta di fornire                                          Sezione I
    informazioni essenziali per la sua domanda ai sensi dell'ar-
    ticolo 16 né è comparso al colloquio personale di cui agli
    articoli 10, 11 e 12;                                                                              Articolo 23
                                                                                          Scopo delle procedure accelerate
b) è fuggito o se ne è andato senza autorizzazione dal luogo in
    cui viveva o era trattenuto, senza contattare l'autorità com-         1.     Gli Stati membri possono adottare o mantenere in vigore
    petente in tempi ragionevoli.                                         una procedura accelerata allo scopo di
2.     Gli Stati membri provvedono affinché il richiedente asilo          a) esaminare le domande d'asilo giudicate inammissibili ai
che si ripresenta all'autorità competente una volta assunta la                sensi della sezione II;
decisione di sospendere l'esame di cui al paragrafo 1, abbia il
diritto di chiedere la riapertura del suo caso.
                                                                          b) esaminare le domande d'asilo giudicate manifestamente in-
Gli Stati membri garantiscono che quella persona non sarà                     fondate ai sensi della sezione III;
espulsa in violazione del principio di non-refoulement (non
respingimento).                                                           c) esaminare le domande infondate ai sensi della sezione IV;
Gli Stati membri possono autorizzare l'autorità accertante a              d) esaminare le domande ripetute nel quadro delle disposizioni
riprendere l'esame della domanda dal momento della sua so-                    previste alla sezione V;
spensione.
                                                                          e) pronunciarsi sulle domande di ingresso dei richiedenti asilo
                             Articolo 21                                      nel territorio di uno Stato membro in accordo con la se-
                                                                              zione VI.
                       Il ruolo dell'ACNUR
1.     Gli Stati membri permettono che l'ACNUR:                           2.     Gli Stati membri considerano ordinarie tutte le altre pro-
                                                                          cedure in base alle quali vengono esaminate le domande di
                                                                          asilo.
a) abbia accesso ai richiedenti asilo, in particolare a quelli
    trattenuti in aree ad accesso limitato o in zone di transito
    portuale o aeroportuale;                                                                           Articolo 24
b) abbia accesso, previo consenso del richiedente asilo, alle                            Termini della procedura accelerata
    informazioni sulle singole domande di asilo, sullo svolgi-
    mento della procedura e sulle decisioni rese;                         1.     Gli Stati membri provvedono affinché, nella procedura
                                                                          accelerata, l'autorità accertante si pronunci entro tre mesi dal
c) nell'esercizio della funzione di controllo conferitagli ai sensi       deposito della domanda da parte dell'interessato.
    dell'articolo 35 della convenzione di Ginevra, presenti pareri
    a tutte le autorità competenti e in qualsiasi fase della pro-         2.     Il termine di cui al paragrafo 1 può essere prorogato di
    cedura sulle singole domande di asilo.                                tre mesi per motivi legittimi.
 ---pagebreak--- 26.11.2002              IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      C 291 E/165
La proroga non è efficace se non è comunicata per iscritto al                                             Articolo 26
richiedente o all'avvocato o altro consulente legale che lo assi-
sta o lo rappresenti.                                                             Applicazione del concetto di paese di primo asilo
                                                                             Un paese può essere considerato paese di primo asilo qualora
3.      Decorsi inutilmente i termini di cui ai paragrafi 1 e 2, la          abbia autorizzato il richiedente asilo ad entrare nel suo terri-
domanda di asilo è esaminata secondo la procedura ordinaria a                torio in qualità di rifugiato ovvero per altri motivi che giustifi-
meno che gli Stati membri non stabiliscano che il richiedente                chino la protezione, e il richiedente possa ancora avvalersi della
asilo che è causa del superamento dei termini di cui ai para-                protezione concessagli in quel paese conformemente alle per-
grafi 1 e 2 non può avvalersi delle conseguenze del mancato                  tinenti disposizioni di diritto internazionale.
rispetto di tali termini, in particolare qualora non abbia comu-
nicato le informazioni che ragionevolmente avrebbe dovuto
fornire a norma dell'articolo 16 o non sia comparso al collo-                                             Articolo 27
quio personale in forza degli articoli 10, 11 e 12.
                                                                                            Designazione dei paesi terzi sicuri
4.      Gli Stati membri possono stabilire che una decisione è               1.     Gli Stati membri possono considerare sicuro un paese
presunta essere stata presa con procedura accelerata quando si               terzo ai fini dell'esame delle domande di asilo, solo in base ai
possa stabilire che, decorsi i termini di cui ai paragrafi 1 e 2, il         principi di cui all'allegato I.
richiedente, senza valido motivo e in mala fede, ha omesso
informazioni che, se fossero state note in quella fase della                 2.     Gli Stati membri possono mantenere in vigore o stabilire
procedura, avrebbero giustificato una decisione con procedura                una normativa che consenta di designare, per legge o per
accelerata.                                                                  regolamento, i paesi terzi sicuri. Tali leggi o regolamenti
                                                                             sono compatibili con l'articolo 28.
5.      Il presente articolo non si applica quando uno Stato
membro abbia interpellato un altro Stato membro affinché                     3.     Gli Stati membri che desiderano mantenere in vigore
prenda in carico il richiedente asilo a norma del regolamento                leggi o regolamenti diretti a designare i paesi terzi sicuri, già
. . . del Consiglio [che stabilisce i criteri e meccanismi di deter-         vigenti alla data di entrata in vigore della presente direttiva,
minazione dello Stato membro competente per l'esame di una                   notificano tali disposizioni alla Commissione entro sei mesi
domanda di asilo presentata da un cittadino di un paese terzo                dall'adozione della presente direttiva e comunicano quanto
in uno degli Stati membri].                                                  prima le eventuali modifiche successive.
                                                                             Gli Stati membri notificano tempestivamente alla Commissione
                                                                             le leggi o i regolamenti adottati posteriormente all'entrata in
                             Sezione II
                                                                             vigore della presente direttiva per designare i paesi terzi sicuri,
                                                                             nonché le eventuali modifiche successive.
                              Articolo 25
                                                                             Gli Stati membri forniscono le motivazioni specifiche in base
                      Domande inammissibili                                  alle quali designano i paesi terzi sicuri e eventualmente aggiun-
Gli Stati membri possono respingere una domanda di asilo in                  gono o escludono in seguito un siffatto paese.
quanto inammissibile nei seguenti casi:
                                                                                                          Articolo 28
a) un altro Stato membro, ovvero la Norvegia o l'Islanda, ha
     accettato la competenza per esaminare la domanda secondo                       Applicazione del concetto di paese terzo sicuro
     i criteri e i meccanismi per la determinazione dello Stato              1.     Un paese terzo definito sicuro in applicazione dei principi
     membro competente per l'esame della domanda di asilo                    di cui all'allegato I può essere considerato sicuro per il singolo
     presentata da cittadini di paesi terzi o da apolidi in uno              richiedente asilo soltanto se, indipendentemente da qualunque
     degli Stati membri;                                                     elenco:
b) un paese che non è uno Stato membro è considerato paese                   a) il richiedente ha contatti o legami stretti con quel paese
     di primo asilo per il richiedente ai sensi dell'articolo 26;                ovvero ha avuto la possibilità di ottenere protezione dalle
                                                                                 autorità di quel paese;
c) a norma degli articoli 27 e 28, un paese che non è uno
     Stato membro è considerato paese terzo sicuro per il richie-            b) vi sono motivi per ritenere che il richiedente sarà ammesso
     dente;                                                                      o riammesso nel territorio di quel paese, e
                                                                             c) non vi sono motivi per ritenere che quel paese non sia un
d) un paese diverso dal paese di origine del richiedente ha fatto                paese terzo sicuro nelle circostanze specifiche in cui versa il
     richiesta di estradizione e quel paese è un altro Stato mem-                richiedente.
     bro ovvero un paese terzo che si possa considerare paese
     terzo sicuro in ossequio ai principi di cui all'allegato I,
                                                                             2.     Nell'eseguire la decisione adottata in base al presente ar-
     purché l'estradizione verso quel paese sia legale;
                                                                             ticolo, gli Stati membri forniscono al richiedente un documento
                                                                             redatto nella lingua del paese terzo con cui informano le au-
e) il richiedente è incriminato da un tribunale penale interna-              torità di quel paese che la domanda di asilo non è stata esa-
     zionale.                                                                minata nel merito.
 ---pagebreak--- C 291 E/166             IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        26.11.2002
                           Sezione III                                      sussistano motivi per ritenere che quel paese non sia un paese
                                                                            d'origine sicuro nelle circostanze specifiche in cui versa il ri-
                             Articolo 29                                    chiedente.
              Domande manifestamente infondate
                                                                                                        Sezione IV
Gli Stati membri possono respingere una domanda di asilo in
quanto manifestamente infondata se l'autorità accertante ha
stabilito che:                                                                                            Articolo 32
                                                                                                    Domande infondate
a) nell'introdurre la domanda ed esporre i fatti, il richiedente
    ha sollevato soltanto questioni che manifestamente non                  Gli Stati membri possono respingere una domanda di asilo
    hanno alcuna pertinenza con la convenzione di Ginevra;                  nell'ambito di una procedura accelerata nei seguenti casi:
b) il richiedente proviene da un paese di origine sicuro ai sensi           a) se il richiedente, senza un valido motivo, ha indotto in
    degli articoli 30 e 31 della presente direttiva;                             errore le autorità circa la sua identità e/o nazionalità, pre-
                                                                                 sentando informazioni false o omettendone di pertinenti
c) il richiedente è manifestamente escluso dallo status di rifu-                 che avrebbero potuto influenzare la decisione negativa-
    giato in forza della direttiva . . . del Consiglio [Proposta di              mente;
    direttiva del Consiglio recante norme sull'attribuzione, a
    cittadini di paesi terzi ed apolidi, della qualifica di rifugiato       b) se il richiedente non ha fornito le informazioni necessarie
    o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazio-                  per accertarne, con ragionevole certezza, l'identità o la na-
    nale, nonché norme minime sul contenuto dello status di                      zionalità, e vi sono seri motivi per ritenere che abbia, in
    protezione].                                                                 mala fede, distrutto o comunque fatto scomparire un docu-
                                                                                 mento d'identità o di viaggio che avrebbe permesso di ac-
                                                                                 certarne l'identità o la nazionalità;
                             Articolo 30
            Designazione dei paesi di origine sicuri                        c) se il richiedente ha deliberatamente rilasciato dichiarazioni
                                                                                 false e tendenziose di natura sostanziale, in relazione agli
1.     Gli Stati membri possono considerare sicuro un paese                      elementi di prova a sostegno della domanda d'asilo;
d'origine ai fini dell'esame delle domande di asilo, solo in
base ai principi di cui all'allegato II.                                    d) se il richiedente ha ripetuto la domanda di asilo senza ap-
                                                                                 portare nuovi elementi sostanziali in merito alle sue condi-
2.     Gli Stati membri possono mantenere in vigore o stabilire                  zioni personali o alla situazione nel suo paese di origine;
una normativa che consenta di designare, per legge o per
regolamento, i paesi d'origine sicuri. Tali leggi o regolamenti
                                                                            e) se il richiedente, senza un valido motivo e pur avendone
sono compatibili con l'articolo 31.
                                                                                 tutte le possibilità, ha omesso di presentare la domanda
                                                                                 prima e la presenta ora al solo scopo di ritardare o impedire
3.     Gli Stati membri che desiderano mantenere in vigore                       l'esecuzione di una decisione anteriore o imminente che ne
leggi o regolamenti diretti a designare i paesi d'origine sicuri,                comporta l'espulsione;
già vigenti alla data di entrata in vigore della presente direttiva,
notificano tali disposizioni alla Commissione entro sei mesi
                                                                            f) se il richiedente non ha adempiuto ai doveri di cui agli
dall'adozione della presente direttiva e comunicano quanto
                                                                                 articoli 16 e 20, paragrafo 1, della presente direttiva;
prima le eventuali modifiche successive.
Gli Stati membri notificano tempestivamente alla Commissione                g) se il richiedente è entrato o ha prolungato illegalmente il
le leggi o i regolamenti adottati posteriormente all'entrata in                  suo soggiorno nel territorio dello Stato membro e, senza un
vigore della presente direttiva per designare i paesi d'origine                  valido motivo, non si è presentato alle autorità quanto
sicuri, nonché le eventuali modifiche successive.                                prima date le circostanze del suo ingresso;
Gli Stati membri forniscono le motivazioni specifiche in base               h) se il richiedente è un pericolo per la sicurezza dello Stato
alle quali designano i paesi d'origine sicuri e eventualmente                    membro in cui si trova o rappresenta una minaccia per la
aggiungono o escludono in seguito un siffatto paese.                             comunità di quello Stato membro, essendo stato oggetto di
                                                                                 una condanna già passata in giudicato per un crimine o un
                                                                                 delitto particolarmente grave.
                             Articolo 31
                                                                            La domanda di asilo può essere respinta soltanto se l'autorità
    Applicazione del concetto di paese d'origine sicuro                     accertante ha stabilito che il richiedente asilo non nutre il
                                                                            fondato timore di essere perseguitato, a norma della direttiva
Un paese d'origine definito sicuro in applicazione dei principi             . . . del Consiglio [Proposta di direttiva del Consiglio recante
di cui all'allegato II può essere considerato sicuro per il singolo         norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi ed apolidi,
richiedente asilo soltanto se questi ha la cittadinanza di quel             della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa
paese, ovvero, se il richiedente asilo è un apolide, in quel paese          di protezione internazionale, nonché norme minime sul conte-
aveva precedentemente la residenza abituale e sempre che non                nuto dello status di protezione].
 ---pagebreak--- 26.11.2002             IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      C 291 E/167
                           Sezione V                                       3.     Gli Stati membri provvedono affinché:
                            Articolo 33                                    a) sia competente per l'esame preliminare l'autorità accertante
                                                                               che ha preso la decisione sulla prima domanda di asilo;
                        Domande ripetute
1.     Gli Stati membri possono adottare o mantenere in vigore             b) il richiedente sia debitamente informato dell'esito dell'esame
una procedura specifica comportante l'esame preliminare di cui                 preliminare e, ove sia deciso di non esaminare ulteriormente
al paragrafo 2, qualora il richiedente ripeta la domanda di asilo:             la domanda, dei motivi di tale decisione e delle possibilità di
                                                                               presentare ricorso;
a) dopo il ritiro della sua precedente domanda a norma degli
    articoli 19 o 20;
                                                                           c) se ricorre una delle situazioni di cui all'articolo 33, para-
b) dopo che sia stata presa una decisione sulla sua domanda                    grafo 2, l'autorità accertante procede quanto prima a un
    precedente.                                                                ulteriore esame della domanda ripetuta, in conformità con
                                                                               il capo II.
2.     Una domanda di asilo ripetuta è anzitutto sottoposta a
esame preliminare per accertare se, dopo il ritiro della do-
manda precedente o dopo che sia stata presa una decisione                                             Sezione VI
su quella domanda,
                                                                                                        Articolo 35
a) sia cambiata la situazione personale o lo status giuridico del
    richiedente;                                                                                 Procedure di frontiera
b) nuove informazioni indichino che si potrebbe o si sarebbe               1.     Nel rispetto delle disposizioni del presente articolo, gli
    potuta prendere una decisione più favorevole per il richie-            Stati membri possono mantenere in vigore, conformemente
    dente;                                                                 alle leggi o ai regolamenti vigenti alla data di adozione della
                                                                           presente direttiva, delle procedure specifiche dirette a decidere,
c) la decisione relativa alla precedente domanda di asilo sia              alla frontiera, circa l'ammissione nel loro territorio di richie-
    stata presa su basi errate o menzognere, o                             denti asilo che arrivano e presentano domanda di asilo, per
                                                                           quanto tali leggi o regolamenti siano compatibili con gli arti-
d) a norma della legge nazionale ricorrano altre ragioni per               coli 5, 6, 8, paragrafo 2, 13, paragrafo 1, 14, paragrafi 1 e 2,
    procedere a un ulteriore esame della domanda ripetuta.                 15, 17, 21 e 22.
Se ricorre una delle ipotesi di cui alle lettere a), b), c) e d) e il
richiedente, senza propria colpa, non è riuscito a far valere, nel         2.     Questa procedura può applicarsi anche ai richiedenti asilo
procedimento precedente, le motivazioni esposte nel presente               che sbarcano nelle zone di transito portuale e aeroportuale.
paragrafo, in particolare presentando ricorso dinanzi a un giu-
dice, la domanda viene sottoposta a ulteriore esame in confor-             3.     Gli Stati membri provvedono affinché tali leggi o regola-
mità con il capo II.                                                       menti contemplino norme per queste procedure specifiche che
                                                                           disciplinino l'esame delle domande e le relative decisioni, l'ac-
                            Articolo 34                                    cesso all'assistenza giuridica e alla rappresentanza legale, il
                                                                           procedimento, la durata e le condizioni di trattenimento, non-
                        Norme procedurali                                  ché i termini applicabili.
1.     Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti asilo
la cui domanda è oggetto di un esame preliminare a norma                   4.     Gli Stati membri provvedono affinché la decisione di
dell'articolo 33 godano delle garanzie elencate all'articolo 9.            rifiutare l'ingresso nel territorio di uno Stato membro per mo-
                                                                           tivi inerenti alla domanda di asilo sia presa entro un termine di
2.     Gli Stati membri possono integrare nella legislazione na-           due settimane, prorogabile di non oltre due settimane disposta
zionale norme che disciplinino l'esame preliminare di cui all'ar-          da un organo giurisdizionale competente nell'ambito di una
ticolo 33. Queste disposizioni possono in particolare:                     procedura prevista per legge.
a) obbligare il richiedente a indicare i fatti e a produrre le             5.     Ove non siano osservati i termini prescritti nel paragrafo
    prove che giustificano una nuova procedura;                            4, il richiedente asilo è ammesso nel territorio dello Stato
                                                                           membro affinché la sua domanda di asilo sia esaminata con-
b) obbligare il richiedente a presentare le nuove informazioni             formemente alle altre disposizioni della presente direttiva. Gli
    entro un determinato termine dacché ne è venuto in pos-                Stati membri provvedono affinché il richiedente asilo cui è
    sesso;                                                                 rifiutato l'ingresso a norma della presente procedura goda delle
                                                                           garanzie di cui al capo IV.
c) fare in modo che l'esame preliminare si basi unicamente su
    osservazioni scritte e non comporti alcun colloquio perso-
    nale.                                                                  6.     Il rifiuto di concedere l'ingresso nel territorio non può
                                                                           prevalere sulla decisione sulla domanda di asilo, salvo qualora
Queste disposizioni non devono rendere impossibile l'accesso               tale rifiuto sia fondato sull'esito negativo della domanda, previo
da parte del richiedente a una nuova procedura, né comportare              esame sulla base dei fatti da parte di autorità competenti in
l'annullamento di fatto o una seria limitazione di tale accesso.           materia di asilo e di diritto dei rifugiati.
 ---pagebreak--- C 291 E/168           IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          26.11.2002
                          Sezione VII                                       con procedura ordinaria, a rimanere nel territorio dello Stato
                                                                            membro fino all'esito del ricorso. Gli Stati membri autorizzano
                            Articolo 36                                     a rimanere nel territorio dello Stato membro anche il richie-
                                                                            dente asilo che chiede la verifica da parte di un organo ammi-
      Annullamento o revoca dello status di rifugiato                       nistrativo di una decisione presa con procedura ordinaria prima
                                                                            di presentare ricorso dinanzi al giudice, fino all'esito della ve-
Gli Stati membri provvedono affinché si possa iniziare un                   rifica.
esame per l'annullamento o la revoca dello status di rifugiato
di una data persona, quando emergano informazioni indicanti
che è necessario riesaminare lo status di rifugiato di quella               2.      Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 in
persona.                                                                    forza di leggi o regolamenti vigenti alla data di adozione della
                                                                            presente direttiva.
                            Articolo 37
                       Norme procedurali                                    3.      Se la legge nazionale stabilisce che il richiedente asilo non
                                                                            è autorizzato a rimanere nel territorio dello Stato membro fino
1.    Se in uno Stato membro l'autorità accertante procede al               all'esito della verifica o del ricorso, gli Stati membri provve-
riesame della qualifica di un rifugiato, l'annullamento o la re-            dono affinché il giudice abbia competenza per decidere, su
voca dello status di rifugiato sono decisi con procedura ordi-              istanza del richiedente o di sua iniziativa, se questi, data la
naria a norma della presente direttiva.                                     sua situazione personale, può rimanere nel territorio dello Stato
                                                                            membro.
Se in uno Stato membro un organo giurisdizionale o altro
organo procede al riesame della qualifica di un rifugiato, l'an-
nullamento o la revoca dello status di rifugiato sono decisi                4.      Non può esservi espulsione fintanto che il giudice non
secondo gli stessi criteri applicabili alla verifica delle decisioni        abbia statuito in merito alla fattispecie di cui al paragrafo 3. Gli
prese con procedura ordinaria.                                              Stati membri possono contemplare una deroga laddove sia
                                                                            deciso che per motivi di sicurezza nazionale o di ordine pub-
2.    Gli Stati membri possono derogare agli articoli da 9 a 12             blico il richiedente asilo non può rimanere nel territorio dello
quando è tecnicamente impossibile per le autorità competenti                Stato membro interessato.
conformarsi alle disposizioni di questi articoli.
                                                                                                         Articolo 40
                             CAPO IV
                                                                            Procedimenti di verifica e di ricorso avverso una decisione
                   PROCEDURE DI RICORSO                                                       presa con procedura accelerata
                                                                            1.      Gli Stati membri stabiliscono per legge i casi in cui i
                            Articolo 38                                     richiedenti asilo che propongono ricorso avverso una decisione
                                                                            presa con procedura accelerata, ovvero ne chiedono la verifica,
     Diritto a un rimedio effettivo dinanzi a un giudice                    non devono essere autorizzati a rimanere nel territorio dello
                                                                            Stato membro fino all'esito del ricorso o della verifica.
1.    Gli Stati membri dispongono che il richiedente asilo ab-
bia diritto a un rimedio effettivo dinanzi a un giudice avverso
una decisione sulla sua domanda.
                                                                            2.      In questi casi, gli Stati membri provvedono affinché il
                                                                            giudice abbia competenza per decidere, su istanza del richie-
2.    Gli Stati membri provvedono affinché il rimedio effettivo
                                                                            dente o di sua iniziativa, se questi, data la sua situazione per-
di cui al paragrafo 1 comprenda la possibilità di un esame sugli
                                                                            sonale, può rimanere nel territorio dello Stato membro.
elementi di fatto e di diritto.
3.    Gli Stati membri provvedono affinché:
                                                                            3.      Non può esservi espulsione fintanto che il giudice non
                                                                            abbia statuito in merito alla fattispecie di cui al paragrafo 2. Gli
a) il rifiuto di riaprire l'esame di una domanda, sospeso a                 Stati membri possono derogare nei seguenti casi:
    norma degli articoli 19 e 20, e
b) una proroga dei termini di cui all'articolo 24, siano altresì            a) la domanda di asilo è considerata inammissibile ai sensi
    impugnabili dinanzi al giudice mediante ricorso.                            dell'articolo 25;
                            Articolo 39
                                                                            b) il giudice ha già respinto una domanda del richiedente asilo
Procedimenti di verifica e di ricorso avverso una decisione                     diretta a rimanere nel territorio dello Stato membro ed è
                presa con procedura ordinaria                                   stato deciso che, dal respingimento della domanda, non è
                                                                                stato addotto nessun elemento sostanziale nuovo in rela-
1.    Gli Stati membri autorizzano il richiedente asilo che op-                 zione alla situazione personale del richiedente o del suo
pone ricorso dinanzi al giudice avverso una decisione presa                     paese d'origine;
 ---pagebreak--- 26.11.2002              IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      C 291 E/169
c) non si procederà a un ulteriore esame della domanda ripe-                                             Articolo 43
     tuta in conformità con il capo II, come previsto all'articolo
     33;                                                                                                  Sanzioni
                                                                             Gli Stati membri determinano le sanzioni applicabili in caso di
d) è stato deciso che per motivi di sicurezza nazionale o di                 violazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione
     ordine pubblico il richiedente asilo non può rimanere alla              della presente direttiva e prendono tutti i provvedimenti neces-
     frontiera, né nelle zone di transito portuale o aeroportuale,           sari per la loro applicazione. Le sanzioni devono essere effet-
     né nel territorio dello Stato membro interessato.                       tive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano
                                                                             queste disposizioni alla Commissione entro la data indicata
                                                                             all'articolo 45 e provvedono a comunicare immediatamente
                             Articolo 41                                     le eventuali modifiche successive.
          Termini e portata del ricorso o della verifica
                                                                                                         Articolo 44
1.      Gli Stati membri stabiliscono:
                                                                                                         Relazioni
a) termini ragionevoli per presentare ricorso e, se del caso,
     chiedere una verifica della decisione; questi termini possono           Entro due anni dalla data di cui all'articolo 45, la Commissione
     essere più brevi quando si tratti di presentare ricorso av-             presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione
     verso una decisione presa con procedura accelerata, ovvero              sull'applicazione della presente direttiva, proponendo all'occor-
     di chiederne la verifica;                                               renza le necessarie modifiche. Gli Stati membri trasmettono
                                                                             alla Commissione ogni informazione utile ai fini della rela-
                                                                             zione. Dopo la prima relazione, la Commissione riferisce al
b) tutte le altre norme necessarie per presentare ricorso e, se
                                                                             Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione della pre-
     del caso, chiedere una verifica della decisione;
                                                                             sente direttiva per lo meno ogni due anni.
c) i poteri che autorizzano il giudice a confermare o ad an-
     nullare la decisione dell'autorità accertante;                                                      Articolo 45
                                                                                           Recepimento nel diritto nazionale
d) le norme in base alle quali il giudice che annulla una deci-
     sione deve rinviare gli atti all'autorità accertante affinché           Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
     adotti una nuova decisione, oppure deve decidere nel me-                regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla
     rito.                                                                   presente direttiva entro il 1o gennaio 2005. Essi ne informano
                                                                             immediatamente la Commissione.
2.      Gli Stati membri stabiliscono le condizioni necessarie
perché si possa presumere che il richiedente asilo abbia impli-              Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste
citamente ritirato o abbandonato il procedimento di ricorso o                contengono un riferimento alla presente direttiva o sono cor-
di verifica, nonché le norme procedurali applicabili in questi               redate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
casi.                                                                        ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati
                                                                             membri.
                                                                             Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle
                                                                             principali disposizioni di diritto interno che essi adottano nel
                               CAPO V
                                                                             settore disciplinato dalla presente direttiva.
                 DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI
                                                                                                         Articolo 46
                             Articolo 42
                                                                                                     Entrata in vigore
                       Non discriminazione
                                                                             La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno suc-
Gli Stati membri applicano la presente direttiva senza discrimi-             cessivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
nazioni fondate sul sesso, la razza, la nazionalità, l'apparte-              europee.
nenza a un determinato gruppo sociale, la salute, il colore della
pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la                                     Articolo 47
lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni po-
litiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza a una mino-                                         Destinatari
ranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età, le
tendenze sessuali o il paese d'origine.                                      Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
 ---pagebreak--- C 291 E/170           IT                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              26.11.2002
                                                                      ALLEGATO I
                           PRINCIPI APPLICABILI AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DI PAESE TERZO SICURO
                                                               I. Criteri di designazione
            Un paese è considerato un «paese terzo sicuro» se soddisfa, nei confronti dei cittadini di paesi terzi o degli apolidi ai
            quali tale nozione potrebbe essere applicata, i seguenti due criteri:
            A. il paese rispetta costantemente le norme di diritto internazionale in materia di protezione dei rifugiati;
            B. il paese rispetta costantemente le norme fondamentali di diritto internazionale in materia di diritti dell'uomo alle
                quali non può essere derogato in tempo di guerra o in altre emergenze pubbliche che minacciano la vita della
                nazione.
                                        A. Le norme di diritto internazionale in materia di protezione dei rifugiati
            1) Un paese terzo sicuro è qualsiasi paese che ha ratificato la convenzione di Ginevra, ne rispetta le disposizioni relative
               ai diritti delle persone che sono riconosciute ed ammesse come rifugiati ed applica, nei confronti delle persone che
               desiderano essere riconosciute ed ammesse come rifugiati, una procedura di asilo che si conforma ai seguenti
               principi:
               — La procedura di asilo è stabilita per legge.
               — Le decisioni sulle domande di asilo sono prese in maniera obiettiva ed imparziale.
               — I richiedenti asilo possono rimanere alla frontiera o nel territorio del paese fino a quando non sia adottata una
                    decisione sulla loro domanda di asilo.
               — I richiedenti asilo hanno il diritto ad un colloquio personale, se necessario con l'assistenza di un interprete.
               — Ai richiedenti asilo non è negata la possibilità di comunicare con l'ACNUR o altre organizzazioni che operano
                    per conto dell'ACNUR, in base ad un accordo con detto paese.
               — È previsto il ricorso presso un'autorità amministrativa superiore o un organo giurisdizionale avverso la decisione
                    presa su qualsiasi domanda d'asilo o esiste l'effettiva possibilità di ottenere una revisione della decisione.
               — L'ACNUR o le altre organizzazioni che operano per conto dell'ACNUR in base ad un accordo con tale paese
                    hanno, in generale, accesso ai richiedenti asilo ed alle autorità per chiedere informazioni concernenti le singole
                    domande, il corso della procedura e le decisioni adottate e, nell'esercizio delle loro competenze di sorveglianza a
                    norma dell'articolo 35 della convenzione di Ginevra, possono intervenire presso le menzionate autorità in
                    relazione alle singole domande di asilo.
            2) Indipendentemente da quanto sopra esposto, anche un paese che non ha ratificato la convenzione di Ginevra può
               essere considerato un paese terzo sicuro se:
               — osserva costantemente il principio di non-refoulement (non respingimento), come indicato nella convenzione
                    dell'OUA del 10 settembre 1969 che disciplina specifici aspetti dei problemi dei rifugiati in Africa ed applica, nei
                    confronti delle persone che chiedono asilo a questo fine, una procedura che è conforme ai principi suddetti; o
               — si è conformato alle conclusioni della Dichiarazione di Cartagena sui rifugiati del 19-22 novembre 1984 nel
                    provvedere a che le leggi ed i regolamenti nazionali riflettano i principi ed i criteri della convenzione di Ginevra
                    e che sia stabilita una norma minima relativa al trattamento dei rifugiati; o
               — osserva, di fatto, costantemente le norme stabilite nella convenzione di Ginevra riguardo ai diritti delle persone
                    bisognose di protezione internazionale ai sensi di detta convenzione ed applica, nei confronti delle persone che
                    desiderano essere protette in tal modo, una procedura che è conforme ai principi suddetti; o
               — come comprovato dall'Ufficio dell'ACNUR, si conforma in altro modo al criterio della protezione internazionale
                    di queste persone, attraverso la cooperazione con l'Ufficio dell'ACNUR o di altre organizzazioni che operano per
                    conto dell'ACNUR o tramite altri strumenti che l'ACNUR considera in generale idonei a tal fine.
               Ai fini della parte A, un paese terzo sicuro è anche un paese che ha ratificato la convenzione di Ginevra e, benché
               non abbia (ancora) attuato una procedura di asilo che si conforma ai principi enunciati al punto 1), ne rispetta
               tuttavia di fatto costantemente le disposizioni relative ai diritti delle persone bisognose di protezione internazionale ai
               sensi della convenzione di Ginevra, come comprovato dall'Ufficio dell'ACNUR.
                                     B. Le norme fondamentali di diritto internazionale in materia di diritti dell'uomo
            1) Qualsiasi paese che ha ratificato o la convenzione europea del 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle
               libertà fondamentali (in appresso «Convenzione europea»), oppure il Patto internazionale del 1966 relativo ai diritti
               civili e politici (in appresso «Patto internazionale») e la convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene o
               trattamenti crudeli, inumani o degradanti (in appresso «Convenzione contro la tortura»), e osserva costantemente le
               norme stabilitevi riguardo al diritto alla vita, la libertà dalla tortura e dai trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la
               libertà dalla schiavitù e servitù, il divieto di retroattività del diritto penale, il diritto al riconoscimento come persona
               di fronte alla legge, la libertà dall'incarcerazione a motivo della mera inadempienza di un'obbligazione contrattuale ed
               il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione.
 ---pagebreak--- 26.11.2002           IT                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                      C 291 E/171
           2) Il rispetto delle norme ai fini della determinazione di un paese come paese terzo sicuro implica anche che in detto
              paese siano previsti mezzi di ricorso efficaci che garantiscano che detti stranieri o apolidi non siano allontanati in
              violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea o dell'articolo 7 del Patto internazionale e dell'articolo 3 della
              Convenzione contro la tortura.
                                                             II. Procedura di designazione
           Qualsiasi valutazione generale del rispetto di tali norme affinché un paese possa essere considerato «paese terzo sicuro»,
           in generale o nei confronti di determinati cittadini di paesi terzi o apolidi in particolare, deve essere basata su una serie
           di fonti di informazioni, tra le quali possono rientrare i rapporti delle missioni diplomatiche, di organizzazioni inter-
           nazionali e non governative e le notizie di stampa. Gli Stati membri possono segnatamente tenere conto delle infor-
           mazioni dell'ACNUR.
           La relazione sulla valutazione generale è di dominio pubblico.
           Laddove gli Stati membri valutano in una decisione individuale la sicurezza di un paese terzo esclusivamente nei
           confronti di un determinato richiedente, tale decisione non deve essere motivata sulla base di una valutazione generale
           come disposto più sopra.
                                                                       ALLEGATO II
                        PRINCIPI APPLICABILI AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DI PAESE D'ORIGINE SICURO
                                                                I. Criteri di designazione
           Un paese è considerato un «paese d'origine sicuro» se rispetta costantemente le norme fondamentali di diritto interna-
           zionale in materia di diritti dell'uomo, alle quali non può essere derogato in tempo di guerra o in altre emergenze
           pubbliche che minacciano la vita della nazione, e:
           A. ha strutture democratiche ed i seguenti diritti vi sono osservati costantemente: il diritto alla libertà di pensiero,
               coscienza e religione, il diritto alla libertà d'espressione, il diritto alla libertà di assemblea pacifica, il diritto alla libertà
               di associazione con altri, compresi il diritto di formare e fare parte di sindacati ed il diritto di partecipare al governo
               direttamente o attraverso rappresentanti liberamente eletti;
           B. consente alle ONG di controllare che esso rispetta i diritti dell'uomo;
           C. è retto dalla «norma di legge» ed i seguenti diritti vi sono osservati costantemente: il diritto alla libertà ed alla
               sicurezza personale, il diritto al riconoscimento come persona di fronte alla legge ed uguaglianza davanti alla legge;
           D. prevede mezzi di ricorso generalmente efficaci contro le violazioni di tali diritti civili e politici e, se necessario, ricorsi
               straordinari;
           E. è un paese stabile.
                                                             II. Procedura di designazione
           Qualsiasi valutazione generale del rispetto di tali norme affinché un paese possa essere considerato «paese d'origine
           sicuro», in generale o nei confronti di determinati cittadini di paesi terzi o apolidi in particolare, deve essere basata su
           una serie di fonti di informazioni, tra le quali possono rientrare i rapporti delle missioni diplomatiche, di organizzazioni
           internazionali e non governative e le notizie di stampa. Gli Stati membri possono segnatamente tenere conto delle
           informazioni dell'ACNUR.
           La relazione sulla valutazione generale è di dominio pubblico.
           Laddove gli Stati membri valutano in una decisione individuale la sicurezza di un paese di origine esclusivamente nei
           confronti di un determinato richiedente, tale decisione non deve essere motivata sulla base di una valutazione generale
           come disposto più sopra.