CELEX: C2000/285/24
Language: it
Date: 2000-10-07 00:00:00
Title: Causa T-179/00: Ricorso della A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite Srl contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 3 luglio 2000

C 285/12                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          7.10.2000
b)    violazione dell’art. 13 del regolamento (CEE) del Consiglio         Secondo la Cargill non vi è alcuna ragione per parlare di
      2 luglio 1979 n. 1430, relativo al rimborso o allo sgravio          negligenza, dal momento che la concessione del perfeziona-
      dei diritti all’importazione o all’esportazione, per ultimo         mento attivo era allo stesso tempo la premessa per fruire della
      modificato con regolamento (CEE) n. 1854/89 e, rispetti-            possibilità di applicare la compensazione per equivalenza.
      vamente, dell’art. 239 del regolamento (CEE) del Consi-
      glio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice
      doganale comunitario (in prosieguo: «CDW»), e degli                 Inoltre la Cargill si è già rivolta in precedenza ripetutamente alle
      artt. 905-909 del regolamento (CEE) della Commissione               autorità olandesi competenti per chiarire se avesse applicato
      2 luglio 1993, n. 2454, che fissa talune disposizioni               correttamente o no il pertinente regime relativo al perfeziona-
      di applicazione del regolamento (CEE) del Consiglio,                mento attivo ed alla compensazione per equivalenza.
      n. 2913/92, che istituisce il codice doganale comunitario
      (in prosieguo: «CDC»), per falsa applicazione di norme
      della legge;                                                        Il fatto che le autorità olandesi si siano sbagliate non può essere
                                                                          addebitato alla Cargill, e costituisce inoltre una circostanza
c)    violazione dell’obbligo di motivazione di cui all’art. 253          particolare, secondo l’accezione dell’art. 13, del regolamento
      del Trattato CE;                                                    n. 1430/79 e dell’art. 239 CDC.
d)    violazione del principio di proporzionalità.
La Cargill era in origine un’azienda per la trasformazione del
mais. Il suo prodotto finale era il glucosio. In conseguenza del
basso prezzo del frumento e delle migliorate tecniche di
lavorazione, è nel frattempo divenuta redditizia anche la
trasformazione del frumento in glucosio. Nella fase terminale
di tale procedimento di produzione, i medesimi impianti
                                                                          Ricorso della A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite
venivano utilizzati indifferentemente per le due materie prime.
                                                                          Srl contro la Commissione delle Comunità europee,
                                                                                               proposto il 3 luglio 2000
La Cargill importava mais ai sensi del regime del perfeziona-
mento attivo e non pagava alcun diritto sui quantitativi
importati. Per contro, era tenuta ad esportare il prodotto                                          (Causa T-179/00)
perfezionato entro 6 mesi senza restituzioni.
                                                                                                     (2000/C 285/24)
L’autorità olandese competente accertava a carico della ricor-
rente un debito doganale, affermando che nella misura in cui
veniva ottenuto il glucosio, partendo da un miscuglio di
prodotti costituito da mais e frumento, l’uso del frumento non                                 (Lingua processuale: l’inglese)
deve essere consentito ai sensi delle disposizioni relative alla
compensazione per equivalenza [art. 9 del regolamento (CEE)
n. 2228/91, art. 569 della CDC e art. 27, n. 3, del regolamento           Il 3 luglio 2000, la A. Menarini Industrie Farmaceutiche
(CEE) della Commissione 27 novembre 1987, n. 3665, recante                Riunite Srl, rappresentata dagli avv.ti Denis Waelbroeck e Dirk
modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni             Brinckman dello studio Liedekerke Simeon Wessing Houthoff,
all’importazione per i prodotti agricoli].                                di Bruxelles, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado
                                                                          delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione
                                                                          delle Comunità europee.
La Commissione dichiara nella sua decisione che nel caso di
specie ci si trova di fronte ad una particolare situazione,
secondo l’accezione dell’art. 13 del regolamento (CEE)                    La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
n. 1430/79 e, rispettivamente, dell’art. 239 CDW. I motivi che
a tal proposito deduce sono che la Cargill ha osservato tutte le
norme relative al regime doganale sopra menzionato del                    —      annullare la decisione della Commissione, recante rigetto
perfezionamento attivo. Il procedimento di produzione di                         dell’istanza della ricorrente di poter utilizzare il proprio
cui trattasi è, inoltre, nell’industria europea degli amidi, un                  logotipo nel «blue box» (riquadro azzurro) della confezio-
procedimento usuale per le aziende che utilizzano il mais o il                   ne del prodotto farmaceutico Optruma;
frumento come materia prima per il glucosio.
                                                                          —      in subordine, dichiarare inoltre illegittimi, ex art. 241 CE,
La Commissione rileva però che una siffatta particolare                         gli Orientamenti della Commissione delle Comunità
situazione può dare anche luogo alla concessione di sgravi di                   europee in materia di informazioni sulle confezioni di
diritti all’importazione solo se agli interessati non possono                    medicinali per uso umano autorizzati dalla Comunità,
essere addebitate alterazioni della mancanza di trasparenza.                     nella parte in cui essi possono essere interpretati nel senso
Secondo la Commissione, dagli atti trasmessile dalle autorità                    che vietino l’uso del logotipo da parte del concessionario
olandesi, risulta che non vi è alcuna ragione per ritenere                       locale o del licenziatario;
manipolazioni da parte della Cargill. Nella specie la Cargill
avrebbe agito negligentemente.                                            —      condannare la convenuta alle spese.
 ---pagebreak--- 7.10.2000                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 285/13
Motivi e principali argomenti                                                  Ricorso del sig. Marco Pannella contro il Parlamento
                                                                                             europeo, proposto l’11 luglio 2000
La ricorrente è licenziataria e concessionaria locale per un
prodotto farmaceutico che si trova in commercio con il nome                                              (Causa T-182/00)
di Optruma. Questo prodotto è stato registrato seguendo
la procedura comunitaria centralizzata di autorizzazione,
disciplinata dal regolamento (CEE) del Consiglio n. 2309/93 (1).                                          (2000/C 285/25)
La ricorrente chiede l’annullamento della decisione della Com-
missione con la quale si fa divieto dell’uso del proprio logotipo                                  (Lingua processuale: l’italiano)
societario nel cosiddetto «blue box» sulla confezione esterna
del prodotto.                                                                  L’11 luglio 2000, Marco Pannela, con l’avvocato Piero
                                                                               A.M. Ferrari, del foro di Roma, con domicilio eletto in
Il «blue box» è un riquadro previsto al fine di contenere le                   Lussemburgo presso lo studio dell’avvocato Alain Lorang, 51,
specifiche informazioni la cui presenza sulla confezione può                  rue Albert 1er, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo
essere resa obbligatoria dagli Stati membri ex art. 5, n. 2, della             grado delle Comunità europee un ricorso contro il Parlamento
direttiva 92/27/CEE (2).                                                       europeo.
A sostegno dell’annullamento si deduce che la decisione                        Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
impugnata:
                                                                               —     dichiarare il presente ricorso ricevibile
—      sarebbe stata adottata in totale mancanza di fondamenti
       giuridici nella normativa comunitaria vigente;                          —     annullare la decisione del Collegio dei Questori del
                                                                                     17 aprile 2000, n. 303663
—      rappresenterebbe un’illegittima interferenza nel diritto di
       proprietà della ricorrente, in quanto il logotipo costitui-
                                                                               —     condannare il Parlamento al pagamento delle spese di
       rebbe oggetto di un diritto di proprietà tutelato dal
                                                                                     giudizio
       Trattato;
—      violerebbe il principio di non discriminazione;
                                                                               Motivi e principali argomenti
—      frustrerebbe le legittime aspettative generate dalla Com-
       missione in capo alla ricorrente;                                       Il presente ricorso ha per oggetto l’annullamento della decisio-
                                                                               ne del Collegio dei Questori del Parlamento europeo
—      sarebbe inadeguatamente motivata;                                       n. 303663, del 17 aprile 2000, con la quale è stata respinta la
                                                                               richiesta del ricorrente di giustificare la propria assenza alla
—      violerebbe il principio di proporzionalità ed il diritto                sessione del Parlamento del gennaio 2000, presentata ai sensi
       della ricorrente al libero esercizio delle proprie attività             dell’art. 28, paragrafo 2, della Regolamentazione riguardante
       economiche;                                                             le spese e le indennità dei deputati. ll motivo della domanda
                                                                               sarebbe stato l’esigenza del ricorrente di partecipare alla
—      non avrebbe rispettato il termine di 90 giorni di cui                   celebrazione delle udienze dei processi penali che lo vedevano
       all’art. 10, n. 3, della direttiva 92/27/CEE.                           imputato.
Inoltre, la ricorrente allega che gli Orientamenti in materia di               A sostegno delle sue pretensioni, il ricorrente fa valere:
informazioni sulle confezioni, emanati dalla Commissione per
chiarire i requisiti dell’etichettatura, non sarebbero giuridica-
mente vincolanti. Comunque, qualora i detti Orientamenti                       —     L’erronea interpretazione dell’art. 28, paragrafo 2, sovra-
dovessero non di meno essere giudicati vincolanti, essa formula                      citato, nella misura in cui la ratio della norma sarebbe
una censura di illegittimità ex art. 241 CE, in quanto la                            quella di non penalizzare il deputato che non abbia
Commissione non sarebbe stata competente ad adottare una                             potuto presenziare alle sessioni del Parlamento per motivi
norma in violazione di diritti di proprietà fondamentali.                            indipendenti dalla propria volontà. In concreto, si ritiene
                                                                                     possano essere ricompresi nella categoria «gravi ragioni
                                                                                     familiari» tutte quelle situazioni in cui non si può
(1) Regolamento (CEE) del Consiglio 22 luglio 1993, n. 2309, che                     ragionevolmente pretendere che il soggetto interessato
    stabilisce le procedure comunitarie per l’autorizzazione e la                    svolga normalmente la propria attività.
    vigilanza dei medicinali per uso umano e veterinario e che
    istituisce un’Agenzia europea di valutazione dei medicinali                —     La violazione del suo diritto della difesa, che verrebbe
    (GU L 214, pag. 1).                                                              compreso nel senso che la persona sottoposta al processo
(2) Direttiva del Consiglio 31 marzo 1992, 92/27/CEE, concernente
                                                                                     è titolare del diritto di partecipazione personale al proces-
    l’etichettatura ed il foglietto illustrativo dei medicinali per uso
    umano (GU L 113, pag. 8).                                                        so medesimo.