CELEX: 51998PC0505
Language: it
Date: 1998-09-03
Title: Proposta modificata di direttiva del Consiglio relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi (versione codificata)

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                 COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                      Bruxelles, 03.09.1998
                                                      COM(1998) 505 def.
                                                      95/0320 (CNS)
                                 Proposta modificata di
                            DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
               relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi
                                   (versione codificato)
           (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A,
                               paragrafo 2 del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                              Relazione
1.   L'll dicembre 1995, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva del Consiglio intesa a codificare la
     direttiva 70/458/CEE del Consiglio, del 29 settembre 1970, relativa alla commercializzazione delle sementi di
     ortaggi (*).
2.   In considerazione delle modificazioni legislative nel frattempo apportate alla suddetta direttiva e dei risultati dei
     lavori che si sono svolti in sede di Consiglio sulla proposta di cui al punto 1, la Commissione — in conformità
     dell'articolo 189 A, paragrafo 2, del trattato CE — ha deciso di presentare una proposta modificata di codificazione
     della direttiva (allegato I).
     La proposta modificata tiene altresì conto dei ritocchi di natura puramente redazionale o formale suggeriti dal
     gruppo consultivo dei servizi giuridici, previsto dall'Accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 sul metodo di
     lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi, e di cui si è costatata la fondatezza (2).
3.   Per facilitarne la lettura e l'esame, si allega inoltre il testo integrale della proposta di codificazione modificata
     (allegato II).
 (!) COM(95) 628 def. dell'll. 12. 1995.
 (2) Si veda pure il parere del gruppo consultivo del 25. 3. 1996, trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio ed alla Commis-
     sione in data 15. 4. 1996.
 ---pagebreak--- ALLEGATO I ---pagebreak---                                     PROPOSTA MODIFICATA DI
                                   DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                     relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi
                                          versione codificata
        La proposta di direttiva del Consiglio - versione codificata COM(95) 628 def.
                   dell'll. 12.1995 - 95/0320 (CNS) è modificata come segue:
1.  La nota n. 3 relativa al considerando n. 1 è sostituita dalla seguente:
    «(3) GU n. L 225 del 12. 10. 1970, pag. 7. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva
          96/72/CE (GU n. L 304 del 27. 11. 1996, pag. 10).».
2.  Al considerando n. 13, l'indicazione «Gazzetta ufficiale delle Comunità europee» è sostituita
    dall'indicazione «Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C» e, a destra del testo, è
    aggiunta l'indicazione «(adattato)».
3.  Al considerando n. 25, il frammento di frase «considerando che, per garantire l'individuali-
    tà delle sementi, sono fissate norme comunitarie» è sostituito dal frammento di frase se-
    guente:
    «considerando che, per garantire l'individualità delle sementi, devono essere fissate norme
    comunitarie».
4.  Il considerando n. 33 è sostituito dal seguente:
   «33) considerando che è opportuno conferire alla Commissio-             29.
           ne la competenza di adottare talune misure d'applicazio-
           ne; che, per facilitare l'attuazione delle disposizioni pre-
           viste, è opportuno prevedere una procedura che instauri
           una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Com-
           missione, in seno al comitato permanente per le sementi
           e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e foresta-
           li;
5.  Labbreviazione «CEE» è sostituita dall'abbreviazione «CE»:
   —      all'articolo 26, paragrafo 1, primo comma,
   — all'allegato IV, parte A, lettera a) 1, e parte B, lettera a) 1,
   e a destra del testo è aggiunta l'indicazione «96/72/CE art. 1.6».
6. All'articolo 27, paragrafo 3, terzo comma, il frammento di frase «debbano differenziarsi in
   qualche modo da qualsiasi altra informazione» va sostituito con «debbano differenziarsi in
   qualsiasi altro modo da qualsiasi altra informazione». In margine destro del testo va inseri-
   ta l'indicazione «Rettifica (GU n. L 234 del 26. 8. 1997, pag. 27)».
7. All'articolo 27, paragrafo 4, il secondo comma è sostituito dal seguente:
   «La data di cui sopra è sostituita da quella del:
   —      1 ° gennaio 1973 per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito;
   —      1° marzo 1986 per la Spagna.».
8. All'articolo 27, paragrafo 4, il quarto comma è sostituito dal seguente:
 ---pagebreak---        «Successivamente ad una data da stabilire prima del 1° luglio 1992, conformemente alla
       procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 2, sull'etichetta si potrà fare riferimento solo alle
       selezioni conservatrici dichiarate prima di tale data.».
9.     All'articolo 40, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
    «2. Gli esami comparativi servono ad armonizzare i meto-              70/458/CEE
    di tecnici di certificazione ed i controlli a posteriori, per         (adattato)
    ottenere l'equivalenza dei risultati. Conseguito tale obietti-
    vo, gli esami formeranno oggetto di una relazione annuale
    d'attività, da notificarsi in via riservata agli Stati membri
    ed alla Commissione. La Commissione determina secondo
    la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, la data
    alla quale la relazione viene redatta per la prima volta.».
10. Larticolo 42 è sostituito dal seguente:
                               «Articolo 42                                                              Articolo 40
    1. Nei casi in cui si fa riferimento alia procedura definita          70/458/CEE
    nel presente articolo, il comitato permanente per le semen-           (adattato)
    ti e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e foresta-
    li, istituito con decisione 66/399/CEE del Consiglio ( J ), è
   chiamato a pronunciarsi dal suo presidente, sia su iniziativa
   di quest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di uno
   Stato membro.
   2. Il rappresentante della Commissione sottopone al co-               95/1/CE, Euratom, CECA
   mitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato              allegato I, punto V. E A. 49
   formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
   presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
   questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
   prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'ado-
   zione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su pro-
   posta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comi-
   tato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati
   membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il
   presidente non partecipa al voto.
   La Commissione adotta misure che sono di immediata ap-                70/458/CEE
   plicazione. Tuttavia, qualora non siano conformi al parere
   formulato dal comitato, esse sono immediatamente comu-
   nicate dalla Commissione al Consiglio. In tal caso, la Com-
   missione può rinviare l'applicazione delle misure da essa
   decise di un mese al massimo, a decorrere da tale comuni-
   cazione.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può
   prendere una decisione diversa nel termine di un mese.
   3. Il comitato può inoltre prendere in esame ogni altro               66/399/CEE art. 2
   problema che rientri nell'ambito della presente direttiva e           (adattato)
   che sia sollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ul-
   timo sia a richiesta del rappresentante di uno Stato mem-
   bro.
   (!) GU n. 125 dell'I 1. 7. 1966, pag. 2289/66.».
 ---pagebreak--- 11. All'allegato II, punto 3 a), l'indicazione:
 «Beta vulgaris                  97             0,5           70       88/380/CEE art. 7.22»
 (Cheltenham beetì
è sostituita dalla seguente indicazione:
 «Beta vulgaris                  97             0,5           50       Atto d'adesione DK, IRL, UK
 (Cheltenham beetì                                        (glomeruli)  88/380/CEE art. 7.22».
12. All'allegato III, è inserito il titolo seguente:
     «Pesi previsti all'articolo 24, paragrafo 2».
13. Il punto 1 dell'allegato III è sostituito dal seguente:
    «1. Peso massimo di un lotto:                                     96/18/CE art. 3
           a)   sementi di Phaseolus vulgaris, Pisum
               sativum e Vicia faba                            25 t
           b)   sementi di dimensioni uguali o supe-
                riori a quelle delle cariossidi di grano,
                escluse quelle di Phaseolus vulgaris,
               Pisum sativum e Vicia faba                      201
           e)   sementi di dimensioni inferiori a
                quelle delle cariossidi di grano              101
                Il peso massimo di un lotto non può eccedere di
                oltre il 5 % il peso massimo prescritto.
14. Lallegato VI, parte A, è sostituito dal seguente:
 ---pagebreak---                                           «ALLEGATO VI
                                               Parte A
                                         Direttive abrogate
                                      (previste all'articolo 45)
 Direttiva 70/458/CEE
 e atti modificativi successivi:
 direttiva 71/162/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 6
 direttiva 72/274/CEE del Consiglio            unicamente per quanto riguarda i riferimenti
                                               alle disposizioni della direttiva 70/458/CEE di
                                               cui agli articoli 1 e 2
 direttiva 72/418/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 6
 direttiva 73/438/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 6
 direttiva 76/307/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 2
 direttiva 78/55/CEE del Consiglio             unicamente l'articolo 7
 direttiva 78/692/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 7
 direttiva 79/641/CEE della Commissione        unicamente l'articolo 4
 direttiva 79/692/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 4
 direttiva 79/967/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 3
 direttiva 80/1141/CEE del Consiglio           unicamente l'articolo 2
 direttiva 86/155/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 6
 direttiva 87/120/CEE della Commissione        unicamente l'articolo 5
 direttiva 87/481/CEE della Commissione
 direttiva 88/332/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 8
 direttiva 88/380/CEE del Consiglio            unicamente l'articolo 7
 direttiva 90/654/CEE del Consiglio            unicamente per quanto riguarda i riferimenti
                                               alle disposizioni della direttiva 70/458/CEE di
                                               cui all'articolo 2 e all'allegato II.I.7
 direttiva 96/18/CE della Commissione          unicamente l'articolo 3
 direttiva 96/72/CE della Commissione          unicamente l'articolo 1, punto 6».
15. Lâllegato VI, parte B, è sostituito dal seguente:
 ---pagebreak---                                                                    «Parte B
                                        Elenco dei termini di attuazione nel diritto nazionale
                                                          (previsti all'articolo 45)
                             , Direttiva                                                        Termini di attuazione
70/458/CEE (GU n. L 225 del 12.10. 1970, pag. 7)                         1° luglio 1972 ( ! )( 2 )
71/162/CEE (GU n. L 87 del 17. 4.1971, pag. 24)                          1" luglio 1972
72/274/CEE (GU n. L 171 del 29. 7.1972, pag. 37)                          1' luglio 1972 (articolo 1)
                                                                         1* gennaio 1973 (articolo 2)
72/418/CEE (GU n. L 287 del 26.12.1972, pag. 22)                         1 * gennaio 1973 (articolo 6, paragrafi 13 e 18)
                                                                         1" luglio 1972 (altre disposizioni)
73/438/CEE (GU n. L 356 del 27.12.1973, pag. 79)                         1 * gennaio 1974 (articolo 6, paragrafo 4)
                                                                         1* luglio 1974 (altre disposizioni)
76/307/CEE (GU n. L 72 del 18. 3.1976, pag. 16)                          1 * luglio 1975
78/55/CEE (GU n. L 16 del 20.1. 1978, pag. 23)                           1 * luglio 1977 (articolo 7, paragrafo 5)
                                                                         1' luglio 1979 (altre disposizioni)
78/692/CEE (GU n. L 236 del 26. 8.1978, pag. 13)                         1' luglio 1977 (art. 7)
                                                                         1* luglio 1979 (altre disposizioni)
79/641/CEE (GU n. L 183 del 19. 7.1979, pag. 13)                         1' luglio 1980
79/692/CEE (GU n. L 205 del 13. 8.1979, pag. 1)                          1 * luglio 1977
79/967/CEE (GU n. L 293 del 20.11.1979, pag. 16)                         1 * luglio 1982
80/1141/CEE (GU n. L 341 del 16.12.1980, pag. 27)                        1' luglio 1980
86/155/CEE (GU n. L118 del 7. 5.1986, pag. 23)                           1' marzo 1986 (articolo 6, paragrafi 3 e 8)
                                                                         1 * luglio 1987 (altre disposizioni)
87/120/CEE (GU n. L 49 del 18. 2. 1987, pag. 39)                         1' luglio 1988
87/481/CEE (GU n. L 273 del 26. 9.1987, pag. 45)                         1' luglio 1989
88/332/CEE (GU n. L151 del 17. 6.1988, pag. 82)
88/380/CEE (GU n. L 187 del 16. 7.1988, pag. 31)                         1' luglio 1982 (articolo 7, paragrafo 9)
                                                                         1 * gennaio 1986 (articolo 7, paragrafi 6 e 10)
                                                                         1* luglio 1992 (articolo 7, paragrafo 18)
                                                                         1* luglio 1990 (altre disposizioni)
90/654/CEE (GU n. L 353 del 17.12.1990, pag. 48)
96/18/CE (GU n. L 76 del 26. 3.1996, pag. 21)                            1' luglio 1996
96/72/CE (GU n. L 304 del 27.11.1996, pag. 10)                           1 * luglio 1997 (3)
(J)   Per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito il 1 * luglio 1973, per la Grecia il 1 ' gennaio 1986, per la Spagna il 1 * marzo 1986 e
      per il Portogallo il 1 * gennaio 1991.
(2)   Il 1 * gennaio 1995 per l'Austria, la Finlandia e la Svezia.
      — La Finlandia e la Svezia possono rinviare, fino al 31 dicembre 1995 al più tardi, l'applicazione nei loro territori della pre-
              sente direttiva per quanto concerne la commercializzazione nei loro territori di sementi delle varietà elencate nei rispettivi
              cataloghi nazionali delle varietà delle specie di piante agricole e delle varietà delle specie di ortaggi che non sono state
              ufficialmente accettate ai sensi delle disposizioni della suddetta direttiva. Le sementi delle suddette varietà non possono
              essere commercializzate nel territorio di altri Stati membri durante il suddetto periodo.
      — Le varietà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi che, alla data dell'adesione o successivamente, sono elen-
              cate sia nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della Svezia sia nei cataloghi comuni non sono soggette ad alcuna
              restrizione di commercializzazione relativamente alle varietà.
      — Durante il periodo indicato nel primo trattino, le varietà riportate nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della
              Svezia che siano state ufficialmente accettate ai sensi delle disposizioni della suddetta direttiva sono inserite, rispettivamen-
              te, nei cataloghi comuni delle varietà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi.
(3)   Le scorte residue di etichette recanti l'abbreviazione «CEE» possono continuare ad essere utilizate sino al 31 dicembre 2001.».
 ---pagebreak--- ALLEGATO II ---pagebreak---                                          Proposta modificata di
                                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                                    del
                       relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi
     IL CONSIGLIO DELL UNIONE EUROPEA,
     visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
     particolare 1' articolo 43,
     vista la proposta della Commissione,
     visto il parere del Parlamento europeo (*),
     visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
1)   considerando che la direttiva 70/458/CEE del Consiglio,
     del 29 settembre 1970, relativa alla commercializzazione
     delle sementi di ortaggi (3), ha subito diverse e sostan-
     ziali modificazioni; che, a fini di razionalità e chiarezza,
     occorre pertanto procedere alla codificazione di detta di-
     rettiva;
2)   considerando che la produzione di sementi di ortaggi oc-                 70/458/CEE
     cupa un posto importante nell'agricoltura della Comunità
     europea;
3)   considerando che i risultati soddisfacenti della coltura di
     ortaggi dipendono in ampia misura dall'utilizzazione di
     sementi adeguate; che alcuni Stati membri hanno pertan-
     to limitato, da qualche tempo, la commercializzazione
     delle sementi di ortaggi di certe specie alle sementi con-
     trollate di varietà determinate, mentre altri Stati hanno
     introdotto controlli facoltativi della qualità di tali semen-
     ti;
4)   considerando che, nella misura in cui gli Stati membri
     procedono a siffatti controlli di sementi, essi hanno be-
     neficiato del risultato dei lavori di sistematica selezione
     delle piante svolti attraverso parecchi decenni e che han-
     no portato a varietà di ortaggi distinte, stabili e sufficien-
     temente omogenee, le cui caratteristiche consentono di
     prevedere sostanziali vantaggi per le utilizzazioni perse-
     guite;
5)   considerando che una maggiore produttività in materia
     delle colture di ortaggi nella Comunità sarà ottenuta con
     l'applicazione, da parte degli Stati membri, di norme
     unificate e il più possibile rigorose circa la scelta delle
     varietà ammesse alla certificazione, al controllo e alla
     commercializzazione;
      GUn. C
 ()   GU n. C
  3
 ( )  GU n. L 225 del 12. 10. 1970, pag. 7. Direttiva modificata da
      ultimo dalla direttiva 96/72/CE (GU n. L 304 del 27. 11. 1996,
      pag. 10).
                                                          10
 ---pagebreak---   6)  considerando che un catalogo comune delle varietà del-            (adattato)
      le specie di ortaggi può essere compilato soltanto sulla
      base di cataloghi nazionali;
  7)  considerando che è pertanto opportuno che tutti gli Stati
      membri compilino uno o più cataloghi nazionali delle va-
      rietà ammesse, nel rispettivo territorio, alla certificazio-
      ne, al controllo e alla commercializzazione;
  8)  considerando che la compilazione di tali cataloghi deve
      avvenire secondo regole unificate, affinché le varietà am-
      messe siano distinte, stabili e sufficientemente omoge-
      nee;
  9)  considerando che gli esami per l'ammissione di una va-
      rietà esigono che sia determinato un notevole numero di
      criteri e di condizioni minime d'esecuzione unificati;
 10)  considerando, d'altra parte, che le prescrizioni relative
      alla durata di validità di un'ammissione, ai motivi del
      suo ritiro ed all'esecuzione di una selezione conservativa
      devono essere unificate e che occorre prevedere la reci-
      proca informazione degli Stati membri, per quanto con-
      cerne l'ammissione e il ritiro delle varietà;
11)   considerando che occorre prevedere norme particolari             73/438/CEE
      per ciò che riguarda le varietà per le quali si costati che      (adattato)
      non possono essere coltivate in nessun luogo del territo-
      rio di uno Stato membro.
12)  considerando che le sementi delle varietà registrate nel      10. 70/458/CEE
     catalogo comune non devono esser soggette, all'interno
     della Comunità, ad alcuna restrizione di commercializza-
     zione per ciò che riguarda la varietà;
13)  considerando che è opportuno che la Commissione prov-         11. (adattato)
     veda a pubblicare nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
     europee, serie C, le varietà ammesse al catalogo comune;
14)  considerando che è inoltre opportuno concedere agli           12.
     Stati membri il diritto di far valere talune obiezioni su
     una varietà se sono giustificate da motivi di natura fito-
     sanitaria;
15)  considerando che occorre prevedere prescrizioni che ri-       13.
     conoscano l'equivalenza degli esami e dei controlli delle
     varietà effettuati in paesi terzi;
16)  considerando tuttavia che una limitazione della commer-       14.
     cializzazione ad alcune varietà non è giustificata se non
     in quanto esista al tempo stesso la garanzia per l'agricol-
     tore di poter effettivamente ottenere sementi di queste
     stesse varietà;
17)  considerando che occorre istituire un sistema applicabile     15.
     tanto agli scambi intracomunitari, quanto alla commer-
     cializzazione sui mercati nazionali;
18)  considerando che, in generale, le sementi di ortaggi de-      16.
     vono poter essere commercializzate solo se, conforme-
     mente alle norme di certificazione, sono state ufficial-
     mente esaminate e certificate come sementi di base o
     sementi certificate;
                                                       il
 ---pagebreak--- 19)  considerando che è necessario disporre affinché i mate-           72/418/CEE
     riali selezionati di generazioni anteriori alle sementi di        (adattato)
    base, ammessi alla commercializzazione nei vari Stati
    membri devono rispondere alle condizioni fissate dalla
     presente direttiva;
20)  considerando che, per determinate specie di ortaggi, sa-      17. 70/458/CEE
     rebbe indicato limitare la commercializzazione alle se-
    menti certificate; che è tuttavia impossibile raggiungere
     tale obiettivo poiché, in tal caso, non si potrebbe soddi-
    sfare l'intero fabbisogno comunitario; che è pertanto op-
    portuno ammettere la commercializzazione di sementi
    standard controllate, le quali devono pure possedere
    l'identità e la purezza della varietà, caratteristiche sog-
    gette peraltro unicamente a controllo ufficiale a posterio-
    ri, effettuato sul posto mediante sondaggi;
21) considerando che occorre escludere le sementi di ortaggi      18.
    non commercializzate dal campo d'applicazione delle
    norme comunitarie, data la loro scarsa importanza eco-
    nomica; che non dev'essere pregiudicato il diritto degli
    Stati membri di sottoporle a particolari prescrizioni;
22) considerando che le sementi di alcune specie soggette              72/418/CEE
    alle disposizioni della presente direttiva non presentano          (adattato)
    alcun interesse per alcuni Stati membri, sebbene venga-
    no prodotte nei medesimi o perlomeno commercializzate
    in minima quantità; che è pertanto opportuno che talune
    specie siano escluse dal campo di applicazione della pre-
    sente direttiva e che, per alcune altre specie, gli Stati
    membri abbiano la possibilità di essere dispensati dalla
    sua applicazione;
23) considerando che, per migliorare la qualità delle sementi     19.  70/458/CEE
    di ortaggi nella Comunità, devono essere previste deter-
    minate condizioni per quanto concerne la purezza speci-
    fica minima e la facoltà germinativa;
24) considerando che occorre estendere il campo d'applica-        20.
    zione della presente direttiva a un catalogo delle specie
    per quanto possibile completo, comprendente anche spe-
    cie atte a fungere da piante foraggere o piante oleagino-
    se; che, se tuttavia, nel territorio di uno Stato membro,
    non esiste normalmente una moltiplicazione e una com-
    mercializzazione di sementi di determinate specie, occor-
    re prevedere la possibilità di dispensare lo Stato membro
    dall'applicare le disposizioni della presente direttiva alle
    specie in questione;
25) considerando che, per garantire l'individualità delle se-     21.
    menti, devono essere fissate norme comunitarie relative
    all'imballaggio, al prelievo dei campioni, alla chiusura e
    al contrassegno; che è anche opportuno prevedere con-
    trolli ufficiali a priori delle sementi certificate e fissare
    gli obblighi cui deve adempiere il responsabile della
    commercializzazione delle sementi tipo e delle sementi
    certificate presentate in piccoli imballaggi;
                                                        12
 ---pagebreak--- 26)  considerando che per garantire, in fase di commercializ-       22.
     zazione, il rispetto sia delle condizioni relative alla quali-
     tà delle sementi, sia delle disposizioni intese a garantirne
     l'identità, gli Stati membri devono prevedere disposizioni
     di controllo adeguate;
27)  considerando che le sementi rispondenti a tali condizioni      23.
     devono essere soggette — fatta salva l'applicazione
     dell'articolo 36 del trattato — unicamente alle restrizioni
     di commercializzazione previste dalle norme comunitarie;
28)  considerando che è necessario riconoscere, a determinate       24.
     condizioni, l'equivalenza tra sementi moltiplicate in un
     altro paese da sementi certificate in uno Stato membro e
     sementi moltiplicate nello stesso Stato membro;
29)  considerando, inoltre, che occorre prevedere che le se-        25.
     menti di ortaggi raccolte in paesi terzi possano essere
     commercializzate nella Comunità soltanto se offrono le
     stesse garanzie delle sementi ufficialmente certificate o
     commercializzate nella Comunità in quanto sementi stan-
     dard conformi alle norme comunitarie;
30) considerando che, per periodi nei quali l'approvvigiona-        26.
    mento di sementi certificate delle diverse categorie o di
    sementi standard incontri difficoltà, occorre ammettere          +
    provvisoriamente sementi di qualità inferiore, ma anche          3. 72/418/CEE
    sementi appartenenti a varietà che non figurano né sul              (adattato)
    catalogo comune delle varietà, né sul catalogo nazionale
    delle varietà;
31) considerando che, al fine di armonizzare i metodi tecnici       27. 78/458/CEE
    di certificazione e di controllo degli Stati membri e per
    avere possibilità di raffronto tra le sementi certificate
    all'interno della Comunità e quelle provenienti da paesi
    terzi, è opportuno stabilire negli Stati membri campi
    comparativi comunitari per consentire un controllo an-
    nuale a posteriori delle sementi di talune varietà della
    categoria «sementi di base» e delle sementi delle catego-
    rie «sementi certificate» e «sementi standard»;
32) considerando che le norme comunitarie non devono es-            28.
    sere applicate alle sementi per le quali sia provato che
    sono destinate all'esportazione verso paesi terzi;
33) considerando che è opportuno conferire alla Commissio-          29.
    ne la competenza di adottare talune misure d'applicazio-
    ne; che, per facilitare l'attuazione delle disposizioni pre-
    viste, è opportuno prevedere una procedura che instauri
    una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Com-
    missione, in seno al comitato permanente per le sementi
    e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e foresta-
    li;
34) considerando che la presente direttiva deve lasciare im-
    pregiudicati gli obblighi degli Stati membri relativi ai ter-
    mini d'attuazione delle direttive indicate all'allegato VI,
    parte B,
    HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                         13
 ---pagebreak---                           Articolo 1
La presente direttiva riguarda le sementi di ortaggi com-      70/458/CEE
mercializzate all'interno della Comunità.
Essa non si applica alle sementi di ortaggi per le quali sia                     Articolo 34
provata la destinazione alla esportazione in paesi terzi.
                          Articolo 2
1.  Ai sensi della presente direttiva s'intende per:
A.  ortaggi: le piante delle specie seguenti destinate alla
    produzione agricola od orticola, ad esclusione degli
    usi ornamentali:
    Allium cepa L.                    Cipolla
    Allium porrum L.                  Porro
    Anthriscus cerefolium (L.)          Cerfoglio
     Hoffm.
    Apium graveolens L.                Sedano
    Asparagus officinalis L.           Asparago
    Beta vulgaris L. var. vulgaris     Bietola da coste      87/120/CEE art. 5.1
    Beta vulgaris L. var. conditi-     Bietola da orto
     Vfl Ajef,
    Brassica oleracea L. con-          Cavolo laciniato
     var. acephala (DC.Ì Alef.
    var. sabellica L.
    Brassica oleracea L. con-          Cavolfiore
     var. bQtrytjs (L.) Alef, var.
    botrvtis L.
    Brassica oleracea L. con-          Cavolo broccolo
    var. botrvtis (L.Ì Alef. var.
     çymosa Duch.
    Brassica oleracea L. con-          Cavolo di Bruxelles
    var. oleracea var. gemmi-
    fera PC.
    Brassica oleracea L. con-        Cavolo verza
    var. capitata (L.) Alef. var.
    sabauda L,
    Brassica oleracea L. con-        Cavolo cappuccio
     var. capitata (L.) Alef. var.
    alba PC.
    Brassica oleracea L. con- Cavolo cappuccio rosso
    var. capitata (L.) Alef, var.
    rubra PC.
    Brassica oleracea L. con- Cavolo rapa
    var. acephala fPC.1 Alef.
    var. gongylodes
    Brassica pekinensis (Lour.)      Cavolo cinese           88/380/CEE art. 7.1
     Rupr.
    Brassica rapa L. var. rapa       Rapa primaverile, Rapa 87/120/CEE art. 5.1
                                     autunnale
                                           14
 ---pagebreak--- Capsicum annuum L.         Peperone                     70/458/CEE
Cichorium endivia L.       Indivia riccia o scarola
Cichorium intybus L. (par- Cicoria di tipo Witloof, 87/120/CEE art. 5.1 - 88/380/CEE art. 7.1
timi                       cicoria di tipo italiano
                           (o cicoria a foglia largai,
                           cicoria industriale
Citrullus lanatus (Thunb.)  Anguria                     79/641/CEE art. 4.1
Matsum. e Nakai
Cucumis melo L.            Melone                       70/458/CEE
Cucumis sativus L.          Cetriolo
Cucurbita maxima            Zucca                        86/155/CEE art. 6.1
Puchesne
Cucurbita pepo L.           Zucchino                     70/458/CEE
Cynara cardunculus L.        Cardo                        86/155/CEE art. 6.1
Daucus carota L.            Carota                     I 79/641/CEE art. 4.1
Foeniculum vulgare Miller  Finocchio                   87/120/CEE art. 5.1
Lactuca saliva L.          Lattuga                     70/458/CEE
Lvcopersicon bicopersicum  Pomodoro                    79/641/CEE art. 4.2 - 87/120/CEE art. 5.1
(L.ì Karsten ex Farw.
Petroselinum      crispum  Prezzemolo                  79/641/CEE art. 4.1 - 87/120/CEE art. 5.1
(Miller) Nvman ex A. W.
Hill
Phaseolus coccineus L.     Fagiolo di Spagna           70/458/CEE
Phaseolus vulgaris L.      Fagiolo
Pisum sativum L. (partim)  Pisello, ad eccezione       79/641/CEE art. 4.1
                           del pisello da foraggio
Raphanus sativus L.        Ravanello                   70/458/CEE
Scorzonera hispanica L.    Scorzonera
Solanum melongena L.       Melanzana
Spinacio oleracea L.       Spinacio
Valerianella locusta (L.)  Valeriana                   79/641/CEE art. 4.1
Laterr.
Vicia faba L. (partim)     Fava da orto
                                  15
 ---pagebreak--- B.  sementi di base: le sementi                                 70/458/CEE
   'a)   prodotte sotto la responsabilità del costitutore o
         del selezionatore secondo metodi di selezione
         per la conservazione della varietà,
    b)   previste per la produzione di sementi della cate-
         goria «sementi certificate»,
    e)   conformi, fatto salvo quanto disposto all'articolo
         22, alle condizioni previste dagli allegati I e II
         per le sementi di base, e
    d)   per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
         ta costatata la rispondenza alle condizioni sum-
         menzionate;
C.  sementi certificate: le sementi
    a)   provenienti direttamente da sementi di base o, a
         richiesta del costitutore, da sementi di una gene-
         razione anteriore a quella delle sementi di base
         che possano soddisfare e abbiano soddisfatto,
         all'atto di un esame ufficiale, alle condizioni pre-
         viste dagli allegati I e II per le sementi di base,
    b)   previste soprattutto per la produzione di ortaggi,
    e)   conformi, fatto salvo quanto disposto all'articolo
         22, lettera b), alle condizioni previste agli allegati
         I e II per le sementi certificate,
    d)   per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
         ta costatata la rispondenza alle condizioni sum-
         menzionate, e
    e)   sottoposte a posteriori a controllo ufficiale me-
         diante sondaggi, per quanto concerne l'identità e
         la purezza della varietà;
P.  sementi standard: le sementi
    a)   che presentano sufficiente identità e purezza del-
         la varietà,
    b)   che sono soprattutto previste per la produzione
         di ortaggi,
    e)   conformi alle condizioni dell'allegato II e
    d)   sottoposte a posteriori a controllo ufficiale me-
         diante sondaggi, per quanto concerne l'identità e
         la purezza della varietà;
E.  disposizioni ufficiali: le disposizioni che sono adottate
    a)   dalle autorità di uno Stato o,
    b)   sotto la responsabilità dello Stato, da persone
         giuridiche di diritto pubblico o privato o,
                                             16
 ---pagebreak---        e)   per attività ausiliarie, sempre sotto il controllo
            dello Stato, da persone fisiche vincolate da giura-
            mento,
       a condizione che le persone di cui alle lettere sub b)
       e e) non traggano profitto particolare dal risultato di
       dette disposizioni;
 E     piccoli imballaggi: imballaggi aventi un peso netto       70/458/CEE
       massimo di sementi di:
       a)   5 kg per le leguminose,
       b)   500 g per le cipolle, il cerfoglio, gli asparagi, le
            bietole da coste, le bietole da orto, le rape pri-
            maverili, le rape autunnali, le angurie, zucca, gli  86/155/CEE art. 6.2
            zucchini, le carote, i ravanelli, la scorzonera, gli
            spinaci e la valeriana,
       e)   100 g per tutte le altre specie di ortaggi.
 2. Le modifiche da apportare, a motivo dell'evoluzione          78/55/CEE art. 7.1
 delle conoscenze scientifiche o tecniche, all'elenco delle
 specie di cui al paragrafo 1, lettera A, per quanto riguarda
 le denominazioni e gli ibridi risultanti da incroci tra le spe-
 cie contemplate dalla presente direttiva, sono adottate se-
 condo la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2.
3. I diversi tipi di varietà, compresi i componenti, posso-      88/380/CEE art. 7.4
no essere specificati e definiti conformemente alla proce-
dura di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
4^ Secondo la procedura prevista all'articolo 42, paragra-       78/55/CEE art. 7.1 - 88/380/CEE art. 7.3
fo 2, gli Stati membri possono essere autorizzati a consen-
tire, in deroga al paragrafo 1, lettera C a), la certificazione
in quanto «sementi certificate» di sementi di specie auto-
game che sono state presentate alla certificazione quali se-
menti di base e che provengono direttamente da sementi
di una generazione precedente alle sementi di base che
non è stata ufficialmente esaminata. Questa disposizione
non si applica alle sementi ibride. La certificazione in
quanto «sementi certificate» può essere effettuata soltanto
su domanda del richiedente la certificazione, d'accordo con
il costitutore, e qualora si sia constatato, in un controllo
ufficiale a posteriori in base a campioni prelevati ufficial-
mente e realizzato al più tardi nella stagione colturale du-
rante la quale avviene la produzione delle sementi oggetto
della domanda, che le sementi della generazione preceden-
te soddisfacevano ai requisiti fissati per le sementi di base
in ordine all'identità e alla purezza varietale. In tale caso il
costitutore dichiara, al momento del prelievo del campione,
la superficie totale di produzione delle sementi della gene-
razione precedente. Queste condizioni possono essere mo-
dificate in funzione dell'evoluzione delle conoscenze scien-
tifiche o tecniche secondo la procedura prevista all'articolo
42, paragrafo 2.
                                              17
 ---pagebreak--- Gli Stati membri prescrivono che le etichette ufficiali delle
sementi commercializzate in applicazione dell'autoriz-
zazione di cui al primo comma portino la menzione «Com-
mercializzazione ammessa soltanto in ... (Stato membro in-
teressato)»; gli Stati membri possono inoltre prescrivere in
questo caso che le etichette ufficiali portino anche la men-
zione «destinate esclusivamente alla riproduzione».
                           Articolo 3
1. Gli Stati membri prescrivono che le sementi di ortaggi      70/458/CEE
possono essere certificate, controllate quali sementi stan-
dard e commercializzate soltanto se la loro varietà è uffi-
cialmente ammessa almeno in uno Stato membro.
2. Ogni Stato membro compila uno o più cataloghi delle
varietà ammesse ufficialmente alla certificazione, al con-
trollo in quanto sementi standard ed alla commercializza-
zione sul suo territorio. I cataloghi sono suddivisi:
a)    secondo le varietà le cui sementi possono essere certi-
      ficate in quanto «sementi di base» o «sementi certifi-
      cate», o controllate in quanto «sementi standard» e
b)    secondo le varietà le cui sementi possono essere con-
      trollate soltanto quali sementi standard.
Tali cataloghi possono essere consultati da chiunque.
3. Il catalogo comune delle varietà delle specie di ortag-
gi è compilato in base ai cataloghi nazionali degli Stati
membri, conformemente alle disposizioni degli articoli 17 e
18.
4. Gli Stati membri possono stabilire che l'ammissione di
una varietà nel catalogo comune o nel catalogo di un altro
Stato membro equivalga all'ammissione nel loro catalogo.
In tal caso lo Stato membro è dispensato dagli obblighi
previsti dagli articoli 7, 10, paragrafo 3, e 11, paragrafi 2,
3, 4 e 5.
                           Articolo 4
Gli Stati membri provvedono a che una varietà venga am-
messa solo ove sia distinta, stabile e sufficientemente omo-
genea.
Per la cicoria industriale, la varietà deve possedere un va-   88/380/CEE art. 7.5
lore agronomico e di utilizzazione soddisfacente
                           Articolo 5
1. Una varietà è distinta se, indipendentemente dall'ori-      79/967/CEE art. 3.1
gine — artificiale o naturale — della variazione iniziale da
cui proviene, si distingue nettamente per uno o più caratte-
ri importanti da qualsiasi altra varietà nota nella Comuni-
tà.
I caratteri di una varietà si debbono poter riconoscere con
precisione e descrivere con altrettanta precisione.
                                              18
 ---pagebreak---   Una varietà nota nella Comunità è qualsiasi varietà che, al
 momento in cui la richiesta di ammissione della varietà da
 giudicare è presentata nei debiti modi,
 — figura nel catalogo comune delle varietà delle specie
       di ortaggi o nel catalogo comune delle varietà delle
       specie di piante agricole
 — o, pur senza figurare in uno dei suddetti cataloghi, è          79/967/CEE art. 3.1
       ammessa o in corso di ammissione nello Stato mem-
       bro in questione o in un altro Stato membro alla cer-
       tificazione e alla commercializzazione, o alla certifica-
       zione per altri paesi, oppure al controllo quali sementi
       standard,
 a meno che, prima della decisione in merito alla richiesta
 d'ammissione della varietà da giudicare, non siano più sod-
 disfatti in tutti gli Stati membri interessati i requisiti sopra
 indicati.
 2. Una varietà è stabile se dopo le sue riproduzioni o            70/458/CEE
 moltiplicazioni successive o alla fine di ogni ciclo, qualora
 il costitutore abbia definito un ciclo particolare di riprodu-
 zioni o di moltiplicazioni, essa resta conforme alla defini-
 zione dei suoi caratteri essenziali.
 3. Una varietà è sufficientemente omogenea se le piante
 che la compongono — a parte qualche rara aberrazione —
sono, tenendo conto delle particolarità del sistema di ripro-
 duzione delle piante, simili o geneticamente identiche per
l'insieme delle caratteristiche considerate a tal fine.
                             Articolo 6
Gli Stati membri vigilano a che le varietà provenienti da
altri Stati membri siano soggette, in particolare per quanto
concerne la procedura d'ammissione, alle stesse condizioni
applicate alle varietà nazionali.
                             Articolo 7
1. Gli Stati membri stabiliscono che l'ammissione delle
varietà sia subordinata ad esami ufficiali effettuati princi-
palmente in campo e volti ad accertare la rispondenza ad
un numero di caratteri sufficienti per descrivere la varietà.
I metodi impiegati per l'accertamento dei caratteri devono
essere precisi e provati. Ai fini della distinzione, gli esami    79/967/CEE art. 3.2
in coltura comprendono almeno le varietà paragonabili di-
sponibili, note nella Comunità ai sensi dell'articolo 5. para-
grafo 1. Per l'applicazione dell'articolo 10 sono comprese
altre varietà paragonabili disponibili. Nel caso di varietà le
cui sementi possono essere controllate soltanto quali se-
menti standard, possono essere presi in considerazione i
risultati di esami non ufficiali e le cognizioni pratiche attin-
te durante la coltivazione. Può tuttavia essere prescritto.       72/418/CEE art. 6.3
con la procedura di cui all'articolo 42. paragrafo 2. che, a
partire da date determinate, le varietà di talune specie di
ortaggi possono essere ammesse soltanto sulla base di esa-
mi ufficiali.
                                              19
 ---pagebreak--- 2. Secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo
2, si provvede a fissare, tenendo conto dello stato delle
conoscenze tecniche e scientifiche:
a)    i caratteri minimi su cui devono vertere gli esami per    70/458/CEE
      le varie specie;
b)    le condizioni minime cui devono soddisfare gli esami.
3. Ove l'esame dei componenti genealogici si renda indi-
spensabile per lo studio degli ibridi e delle varietà sinteti-
che, gli Stati membri, su richiesta del costitutore, vigilano a
che i risultati dell'esame e la descrizione dei componenti
genealogici siano tenuti segreti.
                           Articolo 8
Gli Stati membri prescrivono che il richiedente, all'atto del
deposito della domanda d'ammissione di una varietà, deve
indicare se questa ultima è già stata oggetto di domanda di
iscrizione in un altro Stato membro, di quale Stato mem-
bro si tratta ed il risultato di tale domanda.
                           Articolo 9
1. Gli Stati membri possono ammettere varietà ufficial-         72/418/CEE art. 6.4
mente ammesse sul loro territorio anteriormente al 1" lu-
glio 1972 senza dover procedere a nuovi esami secondo le
disposizioni della presente direttiva, ove risulti dagli esami
precedenti che dette varietà sono distinte, stabili e suffi-
cientemente omogenee. Tesarne dei caratteri di cui all'arti-
colo 7, paragrafo 2, deve aver luogo entro e non oltre il 30
giugno 1975.
Le date di cui sopra sono sostituite rispettivamente da
quelle del:
—     1° marzo 1986 e 31 dicembre 1988, per la Spagna,          86/155/CEE art. 6.3
      relativamente alle specie seguenti:                       (adattato)
      Apium graveolens
      Beta vulgaris var. esculenta
      Brassica oleracea
      Cichorium endivia
      Cucurbita pepo
      Petroselinum crispum
      Phaseolus coccineus
      Raphanus sativus
      Scorzonera hispanica;
—     1" gennaio 1973 e 31 dicembre 1977, per la Pani-          Atto d'adesione PK, IRL, UK art. 29
      marca, l'Irlanda e il Regno Unito.                        (adattato)
2. Gli Stati membri adottano le misure necessarie af-           72/418/CEE art. 6.4
finché le ammissioni ufficiali delle varietà, che abbiano
avuto luogo anteriormente al 1 * luglio 1972, secondo prin-
cipi diversi da quelli della presente direttiva, scadano il 30
giugno 1980 al più tardi, se a tale data le varietà in que-
stione non sono state ammesse in base alle disposizioni
della presente direttiva.
                                             20
 ---pagebreak--- Le date di cui sopra sono sostituite rispettivamente da         72/418/CEE art. 6.4
quelle del:
       1° marzo 1986 e 31 dicembre 1993, per la Spagna, e       86/155/CEE art. 6.4
      relativamente alla specie di cui al paragrafo 1, secon-   (adattato)
      do comma, primo trattino,
      1° gennaio 1973, per la Panimarca, l'Irlanda e il         Atto d'adesione PK, IRL, UK art. 29
      Regno Unito.                                              (adattato)
Per quanto riguarda il territorio dell'ex Repubblica de-        90/654/CEE art. 2
mocratica tedesca e per le varietà ammesse dalle autorità       (adattato)
dell'ex Repubblica democratica tedesca, le date di cui al
primo comma, sono sostituite rispettivamente dalle date
del 3 ottobre 1990 e del 31 dicembre 1994.
Questa disposizione è applicabile mutatis mutandis alle va-
rietà che non sono state ufficialmente ammesse, ma le cui
sementi erano commercializzate o seminate nel territorio
in parola prima dell'unificazione tedesca.
3. Gli Stati membri possono essere autorizzati, secondo         80/1141/CEE art. 2
la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, a proro-
gare per determinate varietà il termine di scadenza previ-
sto al paragrafo 2, fino al 31 dicembre 1982 al più tardi,
qualora alla data del 1* luglio 1980 non sia stata ancora
conclusa la procedura di esame iniziata per tali varietà pri-
ma di questa data, in vista della loro ammissione confor-
memente alla presente direttiva.
4. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1,    72/418/CEE art. 6.4
gli Stati membri possono ammettere sul loro territorio che
sementi tipo di varietà non ammesse ufficialmente vengano
commercializzate fino al 30 giugno 1975 se le sementi di
tali varietà erano commercializzate nel loro territorio ante-
riormente al 1" luglio 1972.
Le date di cui sopra sono sostituite rispettivamente da
quelle del:
—     31 dicembre 1988 e 1" gennaio 1986, per la Grecia;        88/380/CEE art. 7.6
                                                                (adattato)
—     31 dicembre 1988 e 1° marzo 1986, per la Spagna,          86/155/CEE art. 6.5
      relativamente alle specie di cui al paragrafo 1, secon-   (adattato)
      do comma, primo trattino.
                          Articolo 10
1. Gli Stati membri vigilano affinché il catalogo delle va-     70/458/CEE
rietà ammesse sul loro territorio e, quando è richiesta la
selezione conservatrice, il nome del responsabile o dei re-
sponsabili nei rispettivi paesi siano pubblicati ufficialmente.
Qualora più persone siano responsabili della selezione con-
servatrice di una varietà, la pubblicazione del loro nome
non è indispensabile. Nel caso in cui non sia effettuata la
pubblicazione, il catalogo indica l'autorità che dispone
dell'elenco dei nomi dei responsabili della selezione con-
servatrice.
                                             21
 ---pagebreak--- 2. Quando ammettono una varietà, gli Stati membri vigi-         70/458/CEE
lano a che essa abbia, se possibile, la stessa denominazione
adottata negli altri Stati membri.
Ove si sappia che delle sementi o materiali di moltiplica-
zione di una determinata varietà sono commercializzate in
altro paese sotto una denominazione differente, quest'ulti-
ma dovrà figurare anch'essa nel catalogo.
Nel caso di varietà derivate da varietà la cui ammissione       88/380/CEE art. 7.7
ufficiale è stata determinata conformemente all'articolo 13,
paragrafo 3, seconda e quarta frase, e ammesse in uno o
più Stati membri a seguito delle misure ufficiali contempla-
te da tale disposizione, si può decidere, conformemente al-
la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, che tutti
gli Stati membri che hanno proceduto a tale ammissione
assicurino che le varietà abbiano denominazioni determina-
te secondo la stessa procedura e conformi ai su enunciati
principi.
3. Gli Stati membri, tenendo conto delle informazioni           79/967/CEE art. 3.3
disponibili, provvedono inoltre affinché una varietà che
non si distingue nettamente
— da una varietà precedentemente ammessa nello Stato
      membro in questione o in un altro Stato membro
— o da un'altra varietà sulla quale sia già stato espresso
      un giudizio, per quanto concerne la distinzione, la sta-
      bilità e l'omogeneità secondo norme che corrispondo-
      no a quelle della presente direttiva, senza tuttavia es-
      sere una varietà nota nella Comunità ai sensi
      dell'articolo 5, paragrafo 1,
porti la denominazione di tale varietà. Tale disposizione
non si applica se la denominazione può indurre in errore o
dare adito a confusione per quanto concerne la varietà op-
pure se altri fatti si oppongono al suo impiego in base alle
disposizioni dello Stato membro interessato in materia di
denominazioni varietali ovvero se un diritto di un terzo
ostacola il libero impiego di tale denominazione in relazio-
ne con la varietà.
4. Per ciascuna varietà ammessa, gli Stati membri ap-           70/458/CEE - 79/967/CEE art. 3.4
prontano un fascicolo che comprende un riassunto chiaro
di tutti i fatti su cui si basa l'ammissione. In tale fascicolo
la descrizione delle varietà si riferisce alle piante ottenute
direttamente da sementi della categoria «sementi certifica-
te» o della categoria «sementi standard».
                           Articolo 11
1. Ogni richiesta, o ritiro di richiesta, di ammissione di      79/967/CEE art. 3.5
una varietà ed ogni iscrizione in un catalogo delle varietà
nonché le varie modifiche del medesimo sono immediata-
mente notificate agli altri Stati membri e alla Commissio-
ne.
                                              22
 ---pagebreak---  2. Gli Stati membri comunicano agli altri Stati membri e          70/458/CEE
 alla Commissione, per ogni nuova varietà ammessa, una
 breve descrizione delle caratteristiche di cui sono a cono-
 scenza grazie alla procedura d'ammissione. A richiesta, essi      72/418/CEE art. 6.5
 comunicano anche i caratteri che differenziano la varietà in
 questione da altre varietà analoghe.
 3. Ogni Stato membro tiene a disposizione degli altri
 Stati membri e della Commissione i fascicoli di cui all'arti-
 colo 10, paragrafo 4, relativi alle varietà ammesse o che
 hanno cessato di esserlo. Le informazioni reciproche relati-
 ve ai suddetti fascicoli restano segrete.
 4. Gli Stati membri provvedono a che i fascicoli di am-
 missione siano resi accessibili, a titolo personale ed esclusi-
 vo a coloro che abbiano dimostrato un interesse giustifica-
 to a tale riguardo. Tali disposizioni non sono applicabili
 quando, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3, i dati devono
 restare segreti.
 5. In caso di rifiuto o di revoca dell'ammissione di una
varietà, i risultati degli esami sono resi accessibili agli inte-
 ressati.
                           Articolo 12
 1. Gli Stati membri stabiliscono che le varietà ammesse
vengano mantenute mediante selezione conservatrice. Que-
sta disposizione non si applica alle varietà le cui sementi
possono essere controllate soltanto come sementi standard
e che sono notoriamente conosciute entro il 1* luglio
1970.
La data di cui sopra è sostituita da quella del:
—     l'gennaio 1973, per la Panimarca, l'Irlanda e il Re-        Atto d'adesione PK, IRL, UK art. 29
      gno Unito;                                                  (adattato)
—     1* marzo 1986, per la Spagna.                               86/155/CEE art. 6.6
                                                                  (adattato)
2. La selezione conservatrice deve poter essere sempre            70/458/CEE
controllata in base alle registrazioni effettuate dal respon-
sabile o dai responsabili della varietà. Tali registrazioni de-
vono estendersi anche alla produzione di tutte le genera-
zioni precedenti le sementi di base.
3. Al responsabile della varietà si possono richiedere dei
campioni. In caso di necessità essi possono essere prelevati
ufficialmente.
4. Se la selezione conservatrice ha luogo in uno Stato
membro diverso da quello in cui la varietà è stata ammes-
sa, gli Stati membri interessati si prestano reciprocamente
assistenza amministrativa in materia di controllo.
                           Articolo 13
1. Lammissione di una varietà è valida sino alla fine del
decimo anno civile successivo all'ammissione medesima.
                                              23
 ---pagebreak--- Eammissione delle varietà accordata dalle autorità dell'ex      90/654/CEE art. 2
Repubblica democratica tedesca prima dell'unificazione te-
desca resta valida al più tardi sino alla fine del decimo
anno civile che segue l'iscrizione di tali varietà nel catalogo
compilato dalla Repubblica federale di Germania a norma
dell'articolo 3, paragrafo 1.
2. Lammissione di una varietà può essere rinnovata per          70/458/CEE
periodi determinati qualora sia giustificata dall'importanza
di mantenerne la coltura e ove risultino soddisfatti i previ-
sti requisiti di distinzione, di omogeneità e di stabilità. La
domanda di rinnovo dev'essere introdotta almeno due anni
prima della data di scadenza dell'ammissione.
Nel caso di varietà di cui all'articolo 12, paragrafo 1, se-    88/380/CEE art. 7.8
conda frase, l'ammissione può essere rinnovata soltanto se,
senza pregiudizio dell'articolo 38, il nome della o delle
persone responsabili della selezione conservatrice è stato
ufficialmente registrato e pubblicato conformemente all'ar-
ticolo 10, paragrafo 1.
3. Lammissione deve essere provvisoriamente prolungata          70/458/CEE
sino a che venga presa una decisione quanto alla domanda
di rinnovo.
Nel caso di varietà per le quali l'ammissione è stata           88/380/CEE art. 7.9
concessa anteriormente al 1* luglio 1972, o, per quanto         (adattato)
riguarda la Panimarca, l'Irlanda e il Regno Unito, ante-
riormente al 1* gennaio 1973, la scadenza di cui al para-
grafo 1, primo comma, può essere prorogata, conforme-
mente alla procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2,
fino al 30 giugno 1990 al massimo soltanto per varietà in-
dividuali, qualora misure ufficiali organizzate a livello co-
munitario siano state adottate anteriormente al 1° luglio
1982 al fine di garantire che siano soddisfatte le condizioni
per il rinnovo della loro ammissione o per l'ammissione di
varietà da esse derivate.
Per quanto riguarda la Grecia, la Spagna e il Portogallo, la
scadenza del periodo di ammissione per talune varietà am-
messe in detti Stati membri anteriormente al 1° gennaio
1986 può essere parimenti fissata, a richiesta di questi stes-
si Stati membri, al 30 giugno 1990, conformemente alla
procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, e le varietà
di cui trattasi possono essere incluse nelle misure ufficiali
di cui al secondo comma.
                          Articolo 14                                               Articolo 13 bis
1. Gli Stati membri provvedono affinché siano dissipati i       79/967/CEE art. 3.6
dubbi sorti dopo l'ammissione di una varietà per quanto
concerne la valutazione della sua distinzione o la sua deno-
minazione al momento dell'ammissione.
                                              24
 ---pagebreak---  2. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la         79/967/CEE art. 3.6
 condizione della distinzione ai sensi dell'articolo 5 non è
 stata soddisfatta al momento dell'ammissione, quest'ultima
 è sostituita da un'altra decisione, eventualmente dal suo
 annullamento, conforme alla presente direttiva.
 Con quest'altra decisione la varietà non è più considerata
 come una varietà nota nella Comunità ai sensi dell'articolo
 5, paragrafo 1, con effetto a partire dal momento della sua
 ammissione iniziale.
 3. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la
 denominazione ai sensi dell'articolo 10 non era accettabile
 al momento dell'ammissione, la denominazione viene adat-
 tata in modo tale da renderla conforme alla presente diret-
 tiva. Gli Stati membri possono permettere che la denomi-
 nazione precedente sia temporaneamente utilizzata a titolo
 supplementare. Le modalità d'impiego della precedente de-
 nominazione a titolo supplementare possono essere fissate
 secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
                           Articolo 15                                               Articolo 14
 1. Gli Stati membri provvedono a che l'ammissione di           70/458/CEE
 una varietà venga revocata:
 a)    qualora, in sede d'esame, risulti che una varietà non è
      più distinta, stabile o sufficientemente omogenea;
b)     qualora il responsabile o i responsabili della varietà
      ne facciano richiesta e purché resti assicurata la sele-
      zione conservatrice.
2. Gli Stati membri possono revocare l'ammissione di
una varietà:
a)    in caso di mancata osservanza delle disposizioni legi-
      slative, regolamentari o amministrative adottate in ap-
      plicazione della presente direttiva;
b)    qualora, all'atto dell'inoltro della domanda di ammis-
      sione o nel corso della procedura di esame, siano sta-
      te fornite indicazioni false o fraudolente in merito agli
      elementi da cui dipende l'ammissione.
                          Articolo 16                                                Articolo 15
1. Gli Stati membri provvedono a ritirare una varietà dal
loro catalogo, qualora l'ammissione di tale varietà sia revo-
cata o se la validità dell'ammissione sia giunta a scadenza.
2. Gli Stati membri possono consentire nel loro territo-        79/967/CEE art. 3.7
rio un periodo transitorio per la certificazione, il controllo
quali sementi standard e la commercializzazione delle se-
menti che si protragga al massimo fino al 30 giugno del
terzo anno successivo alla scadenza dell'ammissione.
                                             25
 ---pagebreak--- Per le varietà che, ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1,     79/967/CEE art. 3.7
sono state comprese nel catalogo comune delle varietà di
cui all'articolo 18, il periodo transitorio che scade per ulti-
mo fra quelli accordati dai vari Stati membri di ammissio-
ne a norma del primo comma si applica alla commercia-
lizzazione in tutti gli Stati membri quando le sementi della
varietà in questione non sono state sottoposte a nessuna
restrizione di commercializzazione per quanto riguarda la
varietà.
                           Articolo 17                                                           Articolo 16
1. Gli Stati membri vigilano a che le sementi delle varie-      72/418/CEE art. 6.7
tà ammesse conformemente alle disposizioni della presente
direttiva o secondo principi corrispondenti alle medesime
non siano soggette, dopo un periodo di due mesi dalla
pubblicazione di cui all'articolo 18, ad alcuna restrizione di
commercializzazione per ciò che riguarda la varietà.
2. In deroga alle disposizioni previste al paragrafo 1, uno     70/458/CEE
Stato membro può essere autorizzato, su sua richiesta e
secondo la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, a
vietare la commercializzazione in tutto o parte del suo ter-
ritorio delle sementi della varietà in questione, se la varie-
tà non è distinta, stabile o sufficientemente omogenea. La
richiesta deve essere inoltrata entro i tre anni successivi a
quello dell'ammissione.
3. Prima della scadenza, il termine previsto al paragrafo
2 può essere prolungato con la procedura di cui all'articolo
42, paragrafo 2, a condizione che una ragione essenziale lo
giustifichi.
4. Per le varietà ammesse anteriormente al 1" luglio
1972, il termine di cui al paragrafo 2, seconda frase, decor-
re dal 1' luglio 1972.
La data di cui sopra è sostituita da quella del:
      1° luglio 1973, per la Panimarca, l'Irlanda e il Regno    Atto d'adesione PK, IRL, UK art. 29
      Unito;                                                    (adattato)
      1° marzo 1986, per la Spagna;                             86/155/CEE art. 6.7
                                                                (adattato)
Per quanto riguarda la Germania e per le varietà ammesse        90/654/CEE art. 2
dalle autorità dell'ex Repubblica democratica tedesca, il       (adattato)
termine decorre dal 3 ottobre 1990.
5. Per quanto riguarda la Grecia, per le varietà che sono       88/380/CEE art. 7.10
state ammesse anteriormente al 1° gennaio 1986 in uno o
più altri Stati membri e che non sono mai state commer-
cializzate in Grecia anteriormente a tale data, il termine
previsto al paragrafo 2 scade il 31 dicembre 1988.
                                             26
 ---pagebreak---                            Articolo 18                                                 Articolo V
 Conformemente alle informazioni fornite dagli Stati mem-         70/458/CEE
 bri e via via che esse le pervengono, la Commissione prov-
 vede a pubblicare nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
 europee, serie C, sotto la designazione «Catalogo comune
 delle varietà delle specie di ortaggi», tutte le varietà le cui
 sementi, in forza dell'articolo 17, non sono soggette, dopo      72/418/CEE art. 6.8
 un periodo di due mesi, ad alcuna restrizione di commer-
 cializzazione per quanto concerne la varietà, nonché le in-
 dicazioni previste all'articolo 10, paragrafo 1, circa il re-
 sponsabile o i responsabili della selezione conservatrice. La
pubblicazione indica gli Stati membri che hanno beneficia-
 to di una autorizzazione secondo l'articolo 17, paragrafo 2,
o l'articolo 19. Tale pubblicazione comprende le varietà         79/967/CEE art. 3.8
per le quali si applica un periodo transitorio a norma
 dell'articolo 16. paragrafo 2. secondo comma. Vi si indica
inoltre la durata del periodo transitorio e. eventualmente,
gli Stati membri nei quali quest'ultimo non è previsto.
                          Articolo 19                                                 Articolo 18
Qualora si costati che la coltura di una varietà ammessa
nel catalogo comune delle varietà delle specie di ortaggi
potrebbe, in uno Stato membro, nuocere sul piano fitosani-
tario alla coltura di altre varietà o specie, detto Stato
membro può, a sua richiesta, essere autorizzato, secondo la
procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, a vietare la
commercializzazione delle sementi di tale varietà in tutto il
suo territorio o in una parte di esso. In caso di imminente
pericolo di propagazione di organismi nocivi, lo Stato
membro interessato può prendere disposizioni subito dopo
aver inoltrato la sua richiesta sino al momento della presa
di posizione definitiva che deve essere adottata secondo la
procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2.
                          Articolo 20                                                 Articolo 19
Quando una varietà non è più ammessa in uno Stato
membro in cui era stata ammessa inizialmente, uno o più
altri Stati membri possono mantenere l'ammissione di tale
varietà qualora perdurino le condizioni dell'ammissione. Se
si tratta di una varietà per la quale è richiesta la selezione
conservatrice, questa deve restare assicurata.
                          Articolo 21                                                 Articolo 20
1. Gli Stati membri prescrivono che le sementi di cicoria        88/380/CEE art. 7.11
industriale non possono essere commercializzate a meno
che non siano state ufficialmente certificate come «sementi
di base» o «sementi certificate» e non soddisfino le condi-
zioni di cui all'allegato II.
2.      Gli Stati membri prescrivono che le sementi di altre
specie di ortaggi non possono essere commercializzate a
meno che non siano state ufficialmente certificate come
«sementi di base» o «sementi certificate», o siano sementi
standard, e a meno che non soddisfino le condizioni di cui
all'allegato II.
                                             27
 ---pagebreak--- 3. Tuttavia si può prescrivere, secondo la procedura pre-         70/458/CEE
vista all'articolo 42, paragrafo 2, che delle sementi di certe
specie di ortaggi possono essere commercializzate a decor-
rere da determinate date, soltanto se sono state ufficial-
mente certificate come «sementi di base» o «sementi certi-
ficate».
4. Gli Stati membri vigilano affinché gli esami ufficiali
delle sementi siano effettuati secondo i metodi internazio-
nali in uso, ove tali metodi esistano.
5. Gli Stati membri possono prevedere deroghe alle di-
sposizioni del paragrafo 1:
a)     per sementi di selezione di generazioni precedenti ri-
       spetto alle sementi di base;
b)     per prove sperimentali o a scopi scientifici;
e)    per lavori di selezione;
d)    per sementi in natura commercializzate ai fini del
      condizionamento, a condizione che l'individualità di
      tali sementi sia garantita.
                           Articolo 22                                       Articolo 21
Gli Stati membri possono tuttavia autorizzare, in deroga
all'articolo 21:
a)    la certificazione ufficiale e la commercializzazione di
      sementi di base non rispondenti alle condizioni dell'al-
      legato II per quanto riguarda la facoltà germinativa.
      All'uopo sono adottate disposizioni opportune perché
      il fornitore garantisca una determinata facoltà germi-
      nativa che egli indica, per la commercializzazione, su
      una speciale etichetta recante il suo nome e indirizzo,
      nonché il numero di riferimento del lotto;
b)    nell'interesse di un rapido approvvigionamento di se-
      menti, la certificazione ufficiale e la commercializza-
      zione sino al primo destinatario commerciale di se-
      menti delle categorie «sementi di base» o «sementi
      certificate», per le quali non sia terminato l'esame uf-
      ficiale volto a controllare la rispondenza alle condizio-
      ni dell'allegato II per quanto riguarda la facoltà ger-
      minativa. La certificazione è concessa a condizione
      che sia presentato un rapporto di analisi provvisoria
      delle sementi e che sia indicato il nome e l'indirizzo
      del primo destinatario; sono adottate tutte le disposi-
      zioni opportune perché il fornitore garantisca la facol-
      tà germinativa risultante dall'analisi provvisoria; tale
      facoltà germinativa dev'essere indicata, per la com-
      mercializzazione, su un'etichetta speciale recante il
      nome e l'indirizzo del fornitore, nonché il numero di
      riferimento del lotto.
Queste disposizioni non sono applicabili alle sementi im-
portate dai paesi terzi, fatti salvi i casi previsti all'articolo
33 per la riproduzione al di fuori della Comunità.
                                              28
 ---pagebreak---                           Articolo 23                            70/458/CEE          Articolo 22
 Gli Stati membri, per la propria produzione, possono stabi-
 lire, per quanto si riferisce agli allegati I e II, condizioni
 supplementari o più rigorose per la certificazione.
                          Articolo 24                                               Articolo 23
 1. Gli Stati membri prescrivono che, durante l'esame
 delle sementi per la certificazione e durante il controllo
 a posteriori, i campioni siano prelevati ufficialmente secon-
 do metodi adeguati.
Tali disposizioni sono applicabili anche qualora vengano uf-
 ficialmente prelevati campioni di sementi standard per il
 controllo a posteriori.
 2. Purante l'esame delle sementi ai fini della certifica-
zione e il controllo a posteriori delle stesse, i campioni so-
 no prelevati da lotti omogenei; nell'allegato III sono indi-
 cati il peso massimo di un lotto e il peso minimo di un
campione.
                          Articolo 25                                               Articolo 24
 1. Gli Stati membri prescrivono che possono essere com-
mercializzate sementi di base, sementi certificate e sementi
standard soltanto in partite sufficientemente omogenee e
in imballaggi chiusi, muniti, conformemente agli articoli 26
e 27, di un sistema di chiusura e di contrassegno.
2. Gli Stati membri possono prevedere deroghe alle di-
sposizioni del paragrafo 1 per la commercializzazione di
piccoli quantitativi al consumatore diretto per quanto ri-
guarda l'imballaggio, il sistema di chiusura e il contrasse-
gno.
3. Gli Stati membri possono ammettere che miscugli di           73/438/CEE art. 6.2
sementi standard di più varietà di Lactuca sativa L. e mi-
scugli di sementi standard di più varietà di Raphanus sati-
vus L. siano commercializzati in piccoli imballaggi che non
superino un peso massimo di 50 g, purché sull'imballaggio
figuri la menzione «miscuglio di varietà» e il nome delle
varietà che compongono detto miscuglio.
                         Articolo 26                                                Articolo 25
1. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di se-       78/692/CEE art. 7.1
menti di base e di sementi certificate, quando non si tratta
di sementi di quest'ultima categoria presentate sotto forma
di piccoli imballaggi C£, siano chiusi ufficialmente o sotto    96/72/CE art. 1.6
controllo ufficiale in modo che non si possano aprire senza
deteriorare il sistema di chiusura o senza lasciare tracce di
manomissione sull'etichetta ufficiale prevista dall'articolo
27, paragrafo 1, o sull'imballaggio stesso.
Per assicurare la chiusura, il sistema di chiusura comporta
almeno l'incorporazione dell'etichetta ufficiale o l'apposi-
zione di un sigillo ufficiale.
                                             29
 ---pagebreak--- Le misure previste dal secondo comma non sono indispen-        78/692/CEE art. 7.1
sabili nel caso di un sistema di chiusura non riutilizzabile.
Secondo la procedura prevista dall'articolo 42, paragrafo 2,
si può constatare se un determinato sistema di chiusura
risponde alle disposizioni del presente paragrafo.
2. Nel caso di imballaggi chiusi ufficialmente non si può      70/458/CEE
procedere ad una o più nuove chiusure, se non ufficial-
mente o sotto controllo ufficiale. In tal caso, sull'etichetta 78/692/CEE art. 7.2
prevista all'articolo 27, paragrafo 1, si menzionerà anche
l'ultima nuova operazione di chiusura, la data della mede-
sima e il servizio che l'ha effettuata
3. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di se-      78/692/CEE art. 7.3
menti standard e i piccoli imballaggi di sementi certificate
siano chiusi in modo che non si possano aprire senza dete-
riorare il sistema di chiusura o senza lasciare tracce di ma-
nomissione sull'etichetta prevista dall'articolo 27, paragrafo
3, e sull'imballaggio stesso. Ad eccezione dei piccoli imbal-
laggi, essi devono essere piombati o provvisti di un sistema
di chiusura equivalente dal responsabile dell'apposizione
delle etichette. Secondo la procedura prevista dall'articolo
42, paragrafo 2, si può constatare se un determinato siste-
ma di chiusura risponde alle disposizioni del presente para-
grafo. Nel caso dei piccoli imballaggi della categoria se-
menti certificate è possibile effettuare una o più nuove
chiusure soltanto sotto controllo ufficiale.
4. Gli Stati membri possono prevedere deroghe ai para-         78/692/CEE art. 7.4
grafi 1 e 2 per i piccoli imballaggi di sementi di base.
                         Articolo 27                                               Articolo 26
1. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di se-      78/55/CEE art 7.2
menti di base e di sementi certificate, purché le sementi di
quest'ultima categoria non si presentino sotto forma di pic-
coli imballaggi,
                                             30
 ---pagebreak---  a)   siano muniti, all'esterno, di un'etichetta ufficiale non     78/55/CEE art. 7.2
      ancora utilizzata, conforme ai requisiti fissati nell'alle-
      gato IV, parte A, e redatta in una delle lingue ufficiali
      della Comunità. Nel caso degli imballaggi trasparenti
      l'etichetta può figurare all'interno quando essa è leg-
      gibile attraverso l'imballaggio. Il colore dell'etichetta è
      bianco per le sementi di base e azzurro per le sementi
      certificate. Se l'etichetta è munita di un occhiello, la
      sua fissazione è sempre assicurata mediante un sigillo
      ufficiale. Se, nel caso previsto all'articolo 22, le se-
      menti di base non soddisfano ai requisiti fissati nell'al-
      legato II per quanto riguarda la facoltà germinativa,
      tale circostanza è menzionata sull'etichetta. È autoriz-
      zato l'impiego di etichette ufficiali adesive. Secondo la
      procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 2, può esse-
      re autorizzata, sotto controllo ufficiale, la stampa
      sull'imballaggio in modo indelebile e secondo il mo-
      dello dell'etichetta, delle indicazioni prescritte,
b)    contengano un attestato ufficiale dello stesso colore
      dell'etichetta, che riproduca almeno le indicazioni pre-
      viste per l'etichetta nell'allegato IV, parte A, lettera
      a), punti da 4 a 7. Lattestato deve presentarsi in mo-
      do da non poter essere scambiato con l'etichetta di
      cui alla lettera a). Esso non è indispensabile quando
      tali indicazioni sono stampate in modo indelebile
      sull'imballaggio o quando, conformemente alla lettera
      a), l'etichetta figura all'interno di un imballaggio tra-
      sparente o è utilizzata un'etichetta adesiva o un'eti-
      chetta costituita da materiale non lacerabile.
2.      Gli Stati membri possono prevedere deroghe al pa-         78/55/CEE art. 7.3
ragrafo 1 per i piccoli imballaggi di sementi di base,
purché essi rechino la menzione «Commercializzazione am-
messa soltanto in ... (Stato membro interessato)».
i       Gli imballaggi di sementi standard e i piccoli imbal-     70/458/CEE - 88/380/CEE art. 7.13
laggi di sementi della categoria «sementi certificate» sono
muniti, conformemente all'allegato IV, parte B, di un'eti-
chetta del fornitore o di una scritta stampata o di un tim-
bro in una delle lingue ufficiali della Comunità. Il colore
dell'etichetta è azzurro per le sementi certificate e giallo
scuro per le sementi standard.
Tranne per i piccoli imballaggi di sementi standard, le in-       88/380/CEE art. 7.13
formazioni prescritte o autorizzate dal presente paragrafo
sono chiaramente distinte da qualsiasi altra informazione
che figuri sull'etichetta o sull'imballaggio, comprese quelle
previste all'articolo 29.
                                              31
 ---pagebreak--- Popò il 30 giugno 1992 si può decidere, conformemente            88/380/CEE art. 7.13
alla procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, se i pic-
coli imballaggi di sementi standard di tutte o di alcune
specie debbano soddisfare questa norma o se le informa-
zioni prescritte o autorizzate debbano differenziarsi in         Rettifica (GU n. L 234 del 26. 8. 1997, pag 27)
qualsiasi altro modo da qualsiasi altra informazione se la
caratteristica distintiva è espressamente dichiarata in quan-
to tale sull'etichetta o sull'imballaggio.
4. In caso di varietà ampiamente note il 1° luglio 1970,         88/380/CEE art. 7.12
sull'etichetta si può fare riferimento ad una selezione con-     (adattato)
servatrice della varietà che è stata o sarà dichiarata confor-
memente all'articolo 38, paragrafo 2. E vietato far riferi-
mento a proprietà particolari connesse alla selezione
conservatrice.
La data di cui sopra è sostituita da quella del:
—     1° gennaio 1973, per la Panimarca, l'Irlanda e il Re-
      gno Unito;
—     1° marzo 1986, per la Spagna.
Tale riferimento segue la denominazione varietale, dalla
quale deve essere chiaramente separato, preferibilmente
con un trattino. Esso non prevale sulla denominazione va-
rietale.
Successivamente ad una data da stabilire prima del 1° lu-
glio 1992, conformemente alla procedura di cui all'articolo
42, paragrafo 2, sull'etichetta si potrà fare riferimento solo
alle selezioni conservatrici dichiarate prima di tale data.
                           Articolo 28                                                               Articolo 27
Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni opportune        70/458/CEE
per permettere che il controllo dell'identità delle sementi
sia assicurato nel caso di piccoli imballaggi di sementi cer-
tificate, in particolare durante il frazionamento dei lotti di
sementi. A tale scopo essi possono prevedere che i piccoli
imballaggi, frazionati nel loro territorio, devono essere
chiusi ufficialmente o sotto controllo ufficiale.
                           Articolo 29                                                              Articolo 28
.L Non è pregiudicato il diritto degli Stati membri di           88/380/CEE art. 7.14
prescrivere che gli imballaggi di sementi di base, di semen-
ti certificate o di sementi standard di produzione nazionale
o importate siano muniti, per la commercializzazione all'in-
terno del proprio territorio, in casi diversi da quelli previsti
agli articoli 22 o 27, di indicazioni supplementari apposte
mediante etichetta o direttamente stampate dal fornitore.
2. Nel caso di sementi di base e di sementi certificate,         88/380/CEE art. 7.15
l'etichetta o la stampigliatura di cui al paragrafo 1 sono
redatte in modo da non poter essere confuse con l'etichet-
ta ufficiale di cui all'articolo 27, paragrafo 1.
                                              32
 ---pagebreak---                           Articolo 30                                                   Articolo 29
Gli Stati membri prescrivono che ogni trattamento chimico       70/458/CEE
di sementi di base, di sementi certificate o di sementi stan-
dard sia menzionato sull'etichetta ufficiale o su un'etichetta
del fornitore, nonché sull'imballaggio o all'interno dello
stesso. Per i piccoli imballaggi, queste menzioni possono
figurare direttamente sull'imballaggio o all'interno dello
stesso.
                          Articolo 31                                                Articolo 29 hù
Al fine di trovare migliori alternative a taluni elementi del   88/380/CEE art. 7.16
regime di certificazione adottato dalla presente direttiva, si
può decidere l'organizzazione, in condizioni specifiche, di
esperimenti temporanei a livello comunitario, conforme-
mente alla procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
Nell'ambito di tali esperimenti gli Stati membri possono
essere esonerati da taluni obblighi previsti dalla presente
direttiva. La portata dell'esonero sarà definita facendo rife-
rimento alle pertinenti disposizioni. La durata di un esperi-
mento non deve superare sette anni.
                          Articolo 32                                                   Articolo 30
1. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi di base        70/458/CEE
e le sementi certificate, che siano state certificate ufficial-
mente e il cui imballaggio sia contrassegnato e chiuso uffi-    78/55/CEE art. 7.14
cialmente o sotto controllo ufficiale conformemente alla
presente direttiva, nonché le sementi certificate in piccoli
imballaggi e le sementi standard il cui imballaggio sia con-
trassegnato e chiuso conformemente alla presente direttiva,
siano soggette unicamente alle restrizioni di commercializ-
zazione previste nella direttiva stessa, per quanto riguarda
le loro caratteristiche, le disposizioni relative all'esame, il
contrassegno e la chiusura.
2. Finché non sia stata presa una decisione conforme-
mente all'articolo 21, paragrafo 3, ogni Stato membro, a
sua richiesta, può essere autorizzato, secondo la procedura
di cui all'articolo 42, paragrafo 2, a prescrivere che le se-
menti di certe specie di ortaggi possono essere commercia-
lizzate a decorrere da determinate date, soltanto se sono
state ufficialmente certificate come «sementi di base» o
«sementi certificate».
3. òli Stati membri che hanno previsto deroghe confor-          72/418/CEE art. 6.10
memente al disposto dell'articolo 21, paragrafo 5, lettera
a), provvedono a che le sementi di selezione di generazioni
anteriori alle sementi di base non siano soggette ad alcuna
restrizione di commercializzazione per quanto riguarda le
loro caratteristiche, le disposizioni relative all'esame, il
contrassegno o la chiusura:
a)    qualora siano state controllate ufficialmente dal servi-
      zio competente per la certificazione, conformemente
      alle norme che disciplinano la certificazione delle se-
      menti di base;
                                             33
 ---pagebreak--- b)   qualora siano contenute in imballaggi conformi alle        72/418/CEE art. 6.10
     disposizioni della presente direttiva;
e)   qualora tali imballaggi siano provvisti di un'etichetta
     ufficiale, recante almeno le seguenti indicazioni:
     — il servizio di certificazione e lo Stato membro o
           la relativa sigla,
     — il numero di riferimento della partita,
     — mese e anno della chiusura                               78/692/CEE art. 7.5
           o
     — mese e anno dell'ultimo prelievo ufficiale di cam-
           pioni per la decisione relativa alla certificazione,
     — specie, indicata almeno in caratteri latini con la       88/380/CEE art. 7.17
           sua denominazione botanica che può essere ri-
           portata in forma abbreviata e senza i nomi degli
           autori, o con il suo nome comune, o con entram-
           bi,
     — varietà, indicata almeno in caratteri latini,
     — la dicitura «sementi pre-base»                           72/418/CEE art. 6.10
     — il numero delle generazioni anteriori alle sementi
           della categoria «sementi certificate».
           Letichetta è di colore bianco ed è barrata diago-
           nalmente da una linea viola.
                           Articolo 33                                               Articolo 31
1.   Gli Stati membri prescrivono che le sementi di ortaggi     88/380/CEE art. 7.18
— provenienti direttamente da sementi di base o da se-
     menti certificate ufficialmente certificate in uno o più
     Stati membri o in un paese terzo a cui sia stata con-
     cessa l'equivalenza conformemente all'articolo 34, pa-
     ragrafo 1, lettera d), o provenienti direttamente
     dall'ibridazione di sementi di base ufficialmente certi-
     ficate in uno Stato membro con sementi di base uffi-
     cialmente certificate in un siffatto paese terzo, e
— raccolte in un altro Stato membro,
devono, a richiesta e senza pregiudizio delle altre disposi-
zioni della presente direttiva, essere certificate ufficialmen-
te come sementi certificate in ciascuno degli Stati membri,
se sono state sottoposte sul campo di produzione ad
un'ispezione che soddisfi le condizioni previste all'allegato
I per la categoria interessata e se è stato constatato, al
momento di un esame ufficiale, che sono state soddisfatte
le condizioni previste all'allegato II per la stessa categoria.
Allorché in questi casi le sementi sono state prodotte diret-
tamente a partire da sementi ufficialmente certificate di
produzioni anteriori alle sementi di base, gli Stati membri
possono autorizzare anche la certificazione ufficiale come
sementi di base, se le condizioni previste per tale categoria
sono state rispettate.
                                              34
 ---pagebreak---  2. Le sementi di ortaggi raccolte in un altro Stato mem-         88/380/CEE art. 7.18
 bro e destinate ad essere certificate conformemente al pa-
 ragrafo 1, sono
— confezionate e provviste di un'etichetta ufficiale ri-
       spondente alle condizioni di cui all'allegato V, lettere
       A e B, conformemente all'articolo 26, paragrafo 1, e
— accompagnate da un documento ufficiale rispondente
       alle condizioni di cui all'allegato V, lettera C.
3. Gli Stati membri prescrivono inoltre che le sementi di
ortaggi
— provenienti direttamente da sementi di base o da se-
      menti certificate ufficialmente certificate in uno o più
      Stati membri o in un paese terzo a cui sia stata con-
      cessa l'equivalenza conformemente all'articolo 34, pa-
      ragrafo 1, lettera d), o provenienti direttamente
      dall'ibridazione di sementi di base ufficialmente certi-
      ficate in uno Stato membro con sementi di base uffi-
      cialmente certificate in un siffatto paese terzo, e
— raccolte in un paese terzo
devono, a richiesta, essere certificate ufficialmente come
sementi certificate in ciascuno Stato membro in cui le se-
menti di base sono state prodotte o certificate ufficialmen-
te, se sono state sottoposte sul campo di produzione ad
un'ispezione che soddisfi le condizioni previste in una deci-
sione di equivalenza presa conformemente all'articolo 34,
paragrafo 1, lettera a), per la categoria interessata e se è
stato constatato, al momento di un esame ufficiale, che so-
no state rispettate le condizioni previste all'allegato II per
la stessa categoria. Anche gli altri Stati membri possono
autorizzare la certificazione ufficiale di tali sementi.
                           Articolo 34                                                 Articolo 32
1. Su proposta della Commissione, il Consiglio, delibe-           70/458/CEE
rando a maggioranza qualificata, costata:
a)    se gli esami ufficiali delle varietà, effettuati in un pae-
      se terzo, offrono le stesse garanzie degli esami effet-
      tuati negli Stati membri conformemente all'articolo 7;
b)    se i controlli delle selezioni conservative, effettuati in
      un paese terzo, offrono le stesse garanzie dei controlli
      effettuati dagli Stati membri;
e)    se, nei casi previsti all'articolo 33, le ispezioni in cam-
      po in un paese terzo soddisfano alle condizioni dell'al-
      legato I;
                                                35
 ---pagebreak--- d)    se le sementi di ortaggi raccolte in un paese terzo e       70/458/CEE
      che offrono le stesse garanzie quanto alle loro carat-
      teristiche ed alle disposizioni adottate per il loro esa-
      me, onde assicurarne l'identità, per il contrassegno e
      per il controllo, sono per questi aspetti equivalenti al-
      le sementi di base, alle sementi certificate o alle se-
      menti standard raccolte all'interno della Comunità e
      conformi alle disposizioni della presente direttiva.
2. Il paragrafo 1 si applica anche a ogni nuovo Stato             72/274/CEE art. 2
membro per il periodo che va dal giorno della sua adesio-
ne alla data alla quale deve mettere in vigore le disposizio-
ni legislative, regolamentari o amministrative necessarie
per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva
                          Articolo 35                                                             Articolo 33
1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvi-        72/418/CEE art. 6.11
gionamento generale in sementi di base, in sementi certifi-
cate o in sementi tipo, che si manifestino in almeno uno
Stato membro e non possano essere superate all'interno
della Comunità, uno o più Stati membri possono essere
autorizzati, secondo la procedura di cui all'articolo 42, pa-
ragrafo 2, ad ammettere alla commercializzazione, per un
periodo determinato, sementi di una categoria soggetta a
requisiti ridotti ovvero sementi appartenenti a varietà che
non figurano né sul «Catalogo comune delle varietà delle
specie di ortaggi», né sui rispettivi cataloghi nazionali delle
varietà.
2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una            70/458/CEE
data varietà, l'etichetta ufficiale o l'etichetta del fornitore è
quella prevista per la categoria corrispondente; in tutti gli
altri casi, essa è di color bruno. Letichetta indica sempre
che si tratta di sementi di una categoria soggetta a requisiti
ridotti.
3. Le modalità d'applicazione del paragrafo 1 possono             88/332/CEE art. 8
essere adottate secondo la procedura prevista all'articolo
42, paragrafo 2.
                          Articolo 36                                                             Articolo 35
L Gli Stati membri adottano le disposizioni opportune a           70/458/CEE - 72/418/CEE art. 6.12
consentire durante la commercializzazione un controllo uf-
ficiale, almeno mediante sondaggi, della effettiva rispon-
denza delle sementi di ortaggi alle condizioni previste nella
presente direttiva.
                                                36
 ---pagebreak---   2. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie         72/418/CEE art. 6.13
  affinché vengano fornite le seguenti indicazioni all'atto del-
 la commercializzazione di quantitativi di sementi superiori
 a 2 kg provenienti da un altro Stato membro o da un pae-
 se terzo:
 a)     specie,
 b)     varietà,
 e)     categoria,
 d)     paese di produzione e servizio di controllo ufficiale,
 e)     paese speditore,
 f)     importatore,
 g)     quantitativo di sementi.
 Conformemente alla procedura stabilita all'articolo 42, pa-
 ragrafo 2, potranno essere fissate le modalità secondo cui
 dette indicazioni devono essere fornite.
                           Articolo 37                                                 Articolo 36
 Gli Stati membri provvedono a che le sementi delle cate-        70/458/CEE
 gorie «sementi certificate» e «sementi standard» vengano
 sottoposte a un controllo ufficiale a posteriori su pianta
 mediante sondaggi per quanto attiene all'identità ed alla
 purezza della varietà rispetto a campioni testimoni.
                           Articolo 38                                                 Articolo 37
 1. Gli Stati membri provvedono a che i responsabili
dell'apposizione delle etichette relative alle sementi stan-
dard destinate alla commercializzazione
a)     li tengano informati dell'inizio e della fine delle loro
       attività,
b)     tengano una contabilità relativa a tutte le partite di
       sementi standard e la mettano a loro disposizione per
       almeno tre anni,
e)     tengano a loro disposizione, almeno durante due anni,
       un campione testimone delle sementi delle varietà per
       le quali non è richiesta una selezione conservatrice, e
d)     prelevino campioni di ciascuna partita destinata alla
       commercializzazione e li tengano a loro disposizione
       almeno per due anni.
Le operazioni di cui ai punti b) e d) sono sottoposte a
vigilanza ufficiale effettuata mediante sondaggi. Lobbligo       72/418/CEE art. 6.14
di cui alla lettera e) è applicabile solo ai responsabili che
sono nel contempo produttori.
2. Gli Stati membri provvedono a che ogni persona che
intenda far menzione di una selezione conservatrice ai sen-
si dell'articolo 27, paragrafo 4, comunichi preventivamente
tale intenzione.
                                             37
 ---pagebreak---                            Articolo 39                          70/458/CEE              Articolo 38
1. Se in seguito a controlli a posteriori effettuati su pian-
ta si è ripetutamente costatata l'insufficiente rispondenza
delle sementi di una data varietà ai previsti requisiti
d'identità o di purezza della varietà, gli Stati membri prov-
vedono a che la commercializzazione delle dette sementi
possa essere interamente o parzialmente, ed eventualmente
per un determinato periodo, vietata al responsabile della
commercializzazione stessa.
2. Le misure adottate in applicazione del paragrafo 1
vengono annullate, non appena si determini con sufficiente
certezza che le sementi destinate alla commercializzazione
risponderanno in futuro ai requisiti d'identità e di purezza
della varietà.
                          Articolo 40                                                  Articolo 39
1. Nell'ambito della Comunità vengono effettuati saggi          71/162/CEE art. 6.1
comparativi comunitari al fine di controllare a posteriori
campioni di sementi di base, escluse quelle di varietà ibri-
de e sintetiche, e di sementi certificate e di sementi stan-
dard di ortaggi, prelevati mediante sondaggi. L esame dei
requisiti cui devono soddisfare le sementi può essere ef-
fettuato al momento del controllo a posteriori. E organiz-
zazione dei saggi ed i relativi risultati sono sottoposti alla
valutazione del comitato di cui all'articolo 42, paragrafo 1.
2. Gli esami comparativi servono ad armonizzare i me-           70/458/CEE
todi tecnici di certificazione ed i controlli a posteriori, per (adattato)
ottenere l'equivalenza dei risultati. Conseguito tale obietti-
vo, gli esami formeranno oggetto di una relazione annuale
d'attività, da notificarsi in via riservata agli Stati membri
ed alla Commissione. La Commissione determina secondo
la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, la data
alla quale la relazione viene redatta per la prima volta.
3. Le disposizioni relative all'esecuzione degli esami
comparativi vengono adottate secondo la procedura previ-
sta all'articolo 42, paragrafo 2. Gli esami comparativi pos-
sono includere sementi di ortaggi raccolte in paesi terzi.
                          Articolo 41                                               Articolo 40 bis
Le modifiche da apportare al testo degli allegati in funzio-    73/438/CEE art. 6.4
ne dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche
sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 42,
paragrafo 2.
                                             38
 ---pagebreak---                            Articolo 42                                                            Articolo 40
  1. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita      70/458/CEE
 nel presente articolo, il comitato permanente per le semen-        (adattato)
 ti e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e foresta-
 li, istituito con decisione 66/399/CEE del Consiglio (*), è
 chiamato a pronunciarsi dal suo presidente, sia su iniziativa
 di quest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di uno
 Stato membro.
 2. Il rappresentante della Commissione sottopone al co-            95/1/CE, Euratom, CECA
 mitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato           allegato I, punto V. E A. 49
 formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
 presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
 questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
 prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'ado-
 zione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su pro-
 posta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comi-
 tato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati
 membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il
 presidente non partecipa al voto.
 La Commissione adotta misure che sono di immediata ap-             70/458/CEE
 plicazione. Tuttavia, qualora non siano conformi al parere
formulato dal comitato, esse sono immediatamente comu-
 nicate dalla Commissione al Consiglio. In tal caso, la Com-
missione può rinviare l'applicazione delle misure da essa
decise di un mese al massimo, a decorrere da tale comuni-
cazione.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può
prendere una decisione diversa nel termine di un mese.
Il comitato può inoltre prendere in esame ogni altro pro-          66/399/CEE art. 2
blema che rientri nell'ambito della presente direttiva e che       (adattato)
sia sollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo
sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
                           Articolo 43                                                           Articolo 41
Con riserva delle disposizioni dell'articolo 19 e degli alle-      70/458/CEE
gati I e II, la presente direttiva non pregiudica le disposi-
zioni delle legislazioni nazionali giustificate da motivi di
tutela della salute e della vita delle persone e degli animali
o di preservazione dei vegetali o di protezione della pro-
prietà industriale e commerciale.
                          Articolo 44                                                            Articolo 42
Secondo la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2,        72/418/CEE art. 6.15
uno Stato membro può, su suarichiesta,essere dispensato            (adattato)
in tutto o in parte dall'applicazione delle disposizioni della
presente direttiva, escluse tuttavia le disposizioni di cui
all'articolo 17, paragrafo 1, e all'articolo 32, paragrafo 1,
a)     per le specie seguenti:
 0) GU n. 125 dell'I 1. 7.1966, pag. 2289/66.
                                              39
 ---pagebreak---       Anthriscus cerefolium (L.)       Cerfoglio                     72/418/CEE art. 6.15
       Hoffm.                                                        (adattato)
      Asparagus officinalis L.         Asparago
      Beta vulgaris L. var. vulga- Bietola da coste
       ris
      Brassica oleracea L.
       convar. acephala (PC)           Cavolo laciniato
       Alef. var. sabellica L.
      Brassica oleracea L.
       convar. botrytis (L.) Alef.     Cavolfiore
      var. botrytis L.
      Brassica pekinensis (Lour.)      Cavolo cinese               88/380/CEE art. 7.20
       Rupr.                                                       (adattato)
      Brassica oleracea L.             Cavolo broccolo             72/418/CEE art. 6.15
      convar. botrytis (L.) Alef.                                  (adattato)
      var. cymosa Puch.
      Cichorium intybus L. (par- Cicoria di tipo Witloof, 88/380/CEE art. 7.20
      tim)                             cicoria di tipo italiano, (adattato)
                                       (o cicoria a foglia larga),
                                       cicoria industriale
      Citrullus lanatus (Thunb.)         Anguria                   72/418/CEE art. 6.15
      Matsum. e Nakai                                              (adattato)
      Foeniculum vulgare Miller           Finocchio
      Scorzonera hispanica L.             Scorzonera
b)    per altre specie, se non esiste normalmente né ripro-
      duzione né commercializzazione di tali specie sul suo
      territorio.
                           Articolo 45
1. Le direttive indicate nell'allegato VI, parte A, sono
abrogate, salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai
termini d'attuazione indicati nell'allegato VI, parte B.
2. I riferimenti alle direttive abrogate devono intendersi
come riferimenti fatti alla presente direttiva e devono esse-
re letti secondo la tavola di concordanza che figura all'alle-
gato VII.
                          Articolo 46
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
                          Articolo 47
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
                                           Per il Consiglio
                                             Il Presidente
                                              40
 ---pagebreak---                        ALLEGATO I                                70/458/CEE
 CONDIZIONI PER LA CERTIFICAZIONE RELATIVA
                     ALLA COLTURA
1.  La coltura deve presentare identità e purezza varietali
    in grado sufficiente.
2.  Per le sementi di base, si deve procedere ad almeno
   un'ispezione ufficiale in campo. Per le sementi certifi-
   cate, si deve procedere ad almeno un'ispezione sul
   posto, controllata ufficialmente mediante sondaggi, su
   non meno del 20 % delle colture di ogni singola spe-
   cie.
3. Lo stato colturale del campo di produzione e lo stato
   di sviluppo della coltura devono consentire un con-
   trollo sufficiente dell'identità e della purezza varietali,
   nonché dello stato sanitario.
4. Le distanze minime fra colture vicine che possano de-
   terminare un'impollinazione estranea indesiderabile
   sono di:
   A. Beta vulgaris                                             87/481/CEE art. 1.1
         1.   Rispetto a qualsiasi fonte di pol-
              line del genus Beta non compresa
              sotto:                                   1000
                                                      metri;
         2.   rispetto a fonti di polline di va-
              rietà della stessa sottospecie ap-
              partenente a un gruppo diverso
              di varietà:
             a)    per le sementi di base             1000
                                                      metri,
             b)    per le sementi certificate          600
                                                     metri;
        3.    rispetto a fonti di polline di va-
             rietà della stessa sottospecie ap-
             partenente allo stesso gruppo di
             varietà:
             a)    per le sementi di base              600
                                                      metri,
             b)    per le sementi certificate          300
                                                     metri.
             I gruppi di varietà di cui ai punti 2 e 3 sono
             stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo
             42, paragrafo 2.
   ]L    Specie di Brassica                                     70/458/CEE - 87/481/CEE art. 1.2
             Rispetto a fonti di polline estra-
             neo che può provocare una note-
             vole degradazione delle varietà
             delle specie di Brassica:
                                            41
 ---pagebreak---                a)    per le sementi di base          1000   70/458/CEE
                                                    metri,
               b)    per le sementi certificate       600
                                                    metri;
         2.    rispetto ad altre fonti di polline
               estraneo che può incrociarsi con
               varietà delle specie di Brassica:
               a)   per le sementi di base           500
                                                    metri,
               b)   per le sementi certificate       300
                                                    metri.
    C.    Cicoria industriale                               88/380/CEE art. 7.21
         1.    Rispetto ad altre specie dello
               stesso genere o sottospecie:         1000
                                                    metri;
         2.    rispetto ad altre varietà di cicoria
               industriale:
              — per le sementi di base               600
                                                    metri,
              — per le sementi certificate           300
                                                    metri.
   D.    Altre specie                                       70/458/CEE
         1. Rispetto a fonti di polline estra-
               neo che può provocare una note-
               vole degradazione di varietà di
               altre specie risultanti da impolli-
               nazione incrociata,
              a)    per le sementi di base           500
                                                    metri,
              b)    per le sementi certificate       300
                                                    metri;
         2.    rispetto ad altre fonti di polline
               estraneo che può incrociarsi con
              varietà di altre specie risultanti
               da impollinazione incrociata
              a)    per le sementi di base           300
                                                    metri,
              b)    per le sementi certificate       100
                                                    metri.
         Queste distanze possono non essere osservate, se
         esiste una protezione sufficiente contro qualsiasi
         impollinazione estranea indesiderabile.
5. La presenza di malattie e di organismi nocivi che ri-
   ducano il valore di utilizzazione delle sementi non è
   tollerata che nella misura più limitata possibile.
                                              42
 ---pagebreak---                    ALLEGATO II                            70/458/CEE
CONDIZIONI CUI DEVONO SODDISFARE LE
                     SEMENTI
Le sementi devono presentare identità e purezza va-
rietali in grado sufficiente.
La presenza di malattie e di organismi nocivi che ri-
ducono il valore di utilizzazione delle sementi non è
tollerata che nella misura più limitata possibile.
Le sementi devono inoltre soddisfare alle seguenti
condizioni:
a)    Norme
                                          Tenore    Fa-
                                                   colta
                                 Purez- massi- germi-
                                   za      modi
                                 mini- semi di nativa
                                  ma        altre  mini-
              Specie                       specie ma   (%
                                 speci-
                                  fica       di     dei
                                 (%in piante glome-
                                 peso) (%in ruli o
                                           peso)   semi
                                                   puri)
Allium cepa                        97         0,5   70
Allium porrum                      97         0,5   65
Anthriscus cerefolium              96         1     70
Apium graveolens                   97         1     70
Asparagus officinalis              96         0,5   70
Beta vulgaris (Cheltenham                                 Atto d'adesione PK, IRL, UK -
beeO                               97         0,5   50    88/380/CEE art. 7.22
                                                   (glo-
                                                  meni-
                                                    li)
Beta vulgaris fdiversa dalla                              70/458/CEE - 88/380/CEE art. 7.22
Cheltenham beert                   97         0,5   70
                                                   (glo-
                                                  meni-
                                                    li)
Brassica oleracea (cavolfiore)     97         1     70    87/120/CEE art. 5.2
Brassica oleracea (altre sotto-                           87/120/CEE art. 5.2
specje)                            97         1     75
Brassica pekinensis                97         1     75    88/380/CEE art. 7.23
Brassica rapa                      97         1     80    70/458/CEE
Capsicum annuum                    97        0,5    65
Cichorium intvbus (partim)                                88/380/CEE art. 7.23
(cicoria di tipoWitloof. cicoria
di tipo italiano o cicoria a fo-   95         1,5   65
glia targa)
                                        43
 ---pagebreak---                                                    70/458/CEE
                                     Tenore   Fa-
                                     massi-  colta
                           Purez- modi      germi-
                           za mi- semi di   nativa
                            nima             mini-
                           speci-     altre ma (%
             Specie                  specie
                             fica             dei
                           (%in        di    glo-
                           peso) piante     meruli
                                     (%in
                                     peso)  osemi
                                             puri)
Cichorium intybus (partim)                         88/380/CEE art. 7.23
(cicoria industriale)         97        1     80
Cichorium endivia             95        1     65   70/458/CEE
Citrullus lanatus             98        0,1   75   79/641/CEE art .4.3
Cucumis melo                  98        0,1   75
Cucumis sativus               98        0,1   80
Cucurbita maxima              98        0,1   80   86/155/CEE art. 6.9
Cucurbita pepo                98        0,1   75   70/458/CEE
Cynara cardunculus            96        0,5   65   86/155/CEE art. 6.9
Daucus carota                 95        1     65   70/458/CEE
Foeniculum vulgare            96        1     70
Lactuca sativa                95       0,5    75
Lvcopersicon Ivcopersicum     97       0,5    75   79/641/CEE art. 4.3
Petroselinum crispum          97        1     65   79/641/CEE art .4.3
Phaseolus coccineus           98       0,1    80
Phaseolus vulgaris            98       0,1    75
Pisum sativum                 98       0,1    80
Raphanus sativus              97        1     70
Scorzonera hispanica          95        1     70
Solanum melongena             96        0,5   65
Spinacia oleracea             97        1     75
Valerianella locusta          95        1     65
Vicia faba                    98       0,1    80
                                  44
 ---pagebreak--- b) Requisiti supplementari                               70/458/CEE
   i)  Le sementi di leguminose non devono essere
       contaminate dagli insetti vivi sotto specificati:
       Acanthoscelides obtectus Sag.
       Bruchus affinis Froel.
       Bruchus atomarius L.
       Bruchus pisorum L.
       Bruchus rufimanus Boh.
   ii) Le sementi non devono essere contaminate da
       Acarina vivi.
                                        45
 ---pagebreak---                          ALLEGATO III                                70/458/CEE
   PESI PREVISTI ALL'ARTICOLO 24, PARAGRAFO 2
1.   Peso massimo di un lotto:                                       96/18/CE art. 3
      a)    sementi di Phaseolus vulgaris, Pisum
            sativum e Vicia faba                           25 t
     b)     sementi di dimensioni uguali o supe-
            riori a quelle delle cariossidi di grano,
            escluse quelle ài Phaseolus vulgaris, Pi-
            sum sativum e Vicia faba                       20 t
     e)     sementi di dimensioni inferiori a quel-
            le delle cariossidi di grano                  10 t
     Il peso massimo di un lotto non può eccedere di oltre
     il 5 % il peso massimo prescritto.
2.   Pesi minimi di un campione                                      73/438/CEE art. 6.5
      Specie                                          Peso (in g)
     Allium cepa                                         25
     Allium porrum                                       20
     Anthriscus cerefolium                               20
     Apium graveolens                                      5
     Asparagus officinalis                              100
     Beta vulgaris                                      100
     Brassica oleracea                                   25
     Brassica pekinensis                                 20         88/380/CEE art. 7.24
     Brassica rapa                                       20         73/438/CEE art. 6.5
      Capsicum annuum                                    40
      Cichorium intybus (partim ) (cicoria di tipo                  88/380/CEE art. 7.24
      Witloof. cicoria di tipo italiano o cicoria a
      foglia largai                                      15
      Cichorium intybus (partim) (cicoria indu-                     88/380/CEE art. 7.24
      striale)                                           50
      Cichorium endivia                                  15         73/438/CEE art. 6.5
      Citrullus lanatus                                 250         79/641/CEE art. 4.3
      Cucumis melo                                      100
     Cucumis sativus                                     25
      Cucurbita maxima                                  250       | 86/155/CEE art. 6.10
      Cucurbita pepo                                    150       | 73/438/CEE art. 6.5
      Cynara cardunculus                                 50       | 86/155/CEE art. 6.10
     Daucus carota                                       10         73/438/CEE art. 6.5
                                                46
 ---pagebreak---  Foeniculum vulgare                               25      73/438/CEE art. 6.5
Lactuca saliva                                    10
LyÇQpersiçon lyÇQpersjçum                         20      79/641/CEE art. 4.3
Petroselinum crispum                              10      79/641/CEE art. 4.3
Phaseolus coccineus                           1000
Phaseolus vulgaris                              700
Pisum sativum                                   500
Raphanus sativus                                  50
Scorzonera hispanica                              30
Solanum melongena                                 20
Spinacio oleracea                                 75
 Valerìanella locusta                             20
 Vicia faba                                   1000
Per le varietà ibride F-l delle specie succitate, il peso
minimo del campione può essere ridotto fino ad un
quarto del peso fissato. Tuttavia il campione deve ave-
re almeno il peso di 5 g e contenere almeno 400 semi.
                                       47
 ---pagebreak---                   ALLEGATO IV                              70/458/CEE
                   ETICHETTA
Etichetta ufficiale (sementi di base e sementi certifi-
cate, ad esclusione dei piccoli imballaggi)
a)   Indicazioni prescritte
     1.   «Normativa CE».                                  78/692/CEE art. 7.6 - 96/72/CE art. 1.6
     2.   Servizio di certificazione e Stato membro o
          sigla degli stessi.
     3.   Mese e anno della chiusura, indicati con
          l'espressione: «chiuso . . . (mese, anno)»
          mese e anno dell'ultimo prelievo ufficiale di
          campioni per la decisione relativa alla certi-
          ficazione, indicati con l'espressione: «cam-
          pione prelevato . . . (mese, anno)».
     4.   Numero di riferimento del lotto.
     5.   Specie, indicata almeno in caratteri latini      88/380/CEE art. 7.25
          con la sua denominazione botanica, che può
          essere riportata in forma abbreviata e senza
          i nomi degli autori o con il suo nome comu-
          ne, o con entrambi.
     6.   Varietà, indicata almeno in caratteri latini.    88/380/CEE art. 7.26
     7.   Categoria.
     8.   Paese di produzione.
     9.   Peso netto o lordo dichiarato o numero di-
          chiarato di semi puri.
     10. In caso di indicazione del peso o di impiego
          di antiparassitari granulati, di sostanze di ri-
          vestimento o di altri additivi solidi, indica-
          zione della natura dell'additivo e rapporto
          approssimativo fra il peso di semi puri e il
          peso totale.
     11. Nel caso di varietà ibride o linee inbred:        88/380/CEE art. 7.27
          — per le sementi di base se l'ibrido o la
               linea inbred cui appartengono le se-
               menti sono stati ufficialmente ammessi
               conformemente alla presente direttiva:
               il nome di questo componente con cui
               è stata ufficialmente ammessa, con o
               senza riferimento alla varietà finale,
               corredato, nel caso di ibridi o linee in-
               bred destinati unicamente a servire da
               componenti per varietà finali, del ter-
               mine «componente»;
                                        48
 ---pagebreak---            — per le altre sementi di base:                  88/380/CEE art. 7.27
                il nome del componente cui apparten-
                gono le sementi di base che può essere
                indicato sotto forma di codice, con un
                riferimento alla varietà finale, con o
                senza riferimento alla sua funzione
                (maschio o femmina) e corredato del
                termine «componente»;
           — per le sementi certificate:
                il nome della varietà cui appartengono
                le sementi certificate, corredate dal ter-
                mine .«ibrido».
      12. In caso di rianalisi, per lo meno della facol-   78/692/CEE art. 7.6
           tà germinativa, può essere inserita l'indica-
           zione: «rianalizzato .. . (mese, anno)».
b)   Dimensioni minime                                     70/458/CEE
     110 X 67 mm
Etichetta del fornitore o diciture sull'imballaggio (se*
menti standard e piccoli imballaggi della categoria
«sementi certificate»)
a)   Indicazioni prescritte
     1.   «Normativa CE».                                  78/692/CEE art. 7.7 - 96/72/CE art. 1.6
     2.   Nome e indirizzo del responsabile dell'appo-
          sizione delle etichette o suo marchio di
          identificazione.
     3.   Campagna della chiusura o dell'ultimo esa-
          me della facoltà germinativa. Può essere in-
          dicata la fine della campagna.
     4.   Specie, indicata almeno in caratteri latini.     88/380/CEE art. 7.28
     5.   Varietà, indicata almeno in caratteri latini.    88/380/CEE art. 7.29
     6.   Categoria; per i piccoli imballaggi, le semen-
          ti certificate possono essere contrassegnate
          dalle lettere «C» o «Z» e le sementi stan-
          dard dalle lettere «St».
    7.    Numero di riferimento dato dal responsabile
          dell'apposizione delle etichette, per le se-
          menti standard.
    8.    Numero di riferimento che consente di
          identificare un lotto certificato, per le se-
          menti certificate.
                                        49
 ---pagebreak---    9.   Peso netto o lordo dichiarato di semi puri,      78/692/CEE art. 7.7
        ad eccezione dei piccoli imballaggi fino a
        500 g.
   10. In caso di indicazione del' peso e di impiego
        di antiparassitari granulati, di sostanze di ri-
        vestimento o di altri additivi solidi, indica-
        zione della natura dell'additivo e rapporto
        approssimativo fra il peso di semi puri e il
        peso totale.
b) Dimensioni minime dell'etichetta (ad esclusione 70/458/CEE
   dei piccoli imballaggi)
   110 X 67 mm
                                      50
 ---pagebreak---                        ALLEGATO V                              88/380/CEE art. 7.30
ETICHETTA E DOCUMENTI PREVISTI NEL CASO DI
 SEMENTI NON DEnNITTVAMENTE CERTIFICATE E
    RACCOLTE IN UN ALTRO STATO MEMBRO
A.  Indicazioni prescritte per l'etichetta
    —      Autorità responsabile dell'ispezione sul campo di
          produzione e Stato membro o sigla dei medesi-
          mi.
    —     Specie, indicata almeno in caratteri latini con la
          sua denominazione botanica, che può essere ri-
          portata in forma abbreviata e senza i nomi degli
          autori, o con il suo nome comune, o con entram-
          bi.
    — Varietà, indicata almeno in caratteri latini.
    —     Categoria.
    — Numero di riferimento del campo o della partita.
    —     Peso netto o lordo dichiarato.
          La menzione «sementi non definitivamente certi-
          ficate».
B   Colore dell'etichetta
    L'etichetta è di colore grigio.
C. Indicazioni prescritte per il documento
    — Autorità che rilascia il documento.
    — Specie, indicata almeno in caratteri latini con la
          sua denominazione botanica, che può essere ri-
          portata in forma abbreviata e senza i nomi degli
          autori, o con il suo nome comune, o con entram-
          bi.
   —      Varietà, indicata almeno in caratteri latini.
    —     Categoria.
   — Numero di riferimento delle sementi utilizzate e
          indicazione del paese o dei paesi che hanno ef-
         fettuato la certificazione delle sementi.
   —      Numero di riferimento del campo o della partita.
   — Superficie coltivata per la produzione della parti-
          ta coperta dal documento.
   —      Quantità di sementi raccolte e numero di colli.
   — Attestato che sono state soddisfatte le condizioni
         prescritte per la coltura da cui le sementi pro-
         vengono.
   —     Se del caso, risultati dell'analisi preliminare delle
         sementi.
                                             51
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO VI
                                             Parte A
                                       Direttive abrogate
                                    (previste all'articolo 45)
Pirettiva 70/458/CEE
e atti modificativi successivi:
direttiva 71/162/CEE del Consiglio           unicamente l'articolo 6
direttiva 72/274/CEE del Consiglio           unicamente per quanto riguarda i riferimenti
                                             alle disposizioni della direttiva 70/458/CEE di
                                             cui agli articoli 1 e 2
direttiva 72/418/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 6
direttiva 73/438/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 6
direttiva 76/307/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 2
direttiva 78/55/CEE del Consiglio            unicamente 'articolo 7
direttiva 78/692/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 7
direttiva 79/641/CEE della Commissione       unicamente 'articolo 4
direttiva 79/692/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 4
direttiva 79/967/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 3
direttiva 80/1141/CEE del Consiglio          unicamente 'articolo 2
direttiva 86/155/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 6
direttiva 87/120/CEE della Commissione       unicamente 'articolo 5
direttiva 87/481/CEE della Commissione
direttiva 88/332/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 8
direttiva 88/380/CEE del Consiglio           unicamente 'articolo 7
direttiva 90/654/CEE del Consiglio           unicamente per quanto riguarda i riferimenti
                                             alle disposizioni della direttiva 70/458/CEE di
                                             cui all'articolo 2 e all'allegato II.I.7
direttiva 96/18/CE della Commissione         unicamente l'articolo 3
direttiva 96/72/CE della Commissione         unicamente l'articolo 1, punto 6
                                               52
 ---pagebreak---                                                                      Parte B
                                         Elenco dei termini di attuazione nei diritto nazionale
                                                           (previsti all'articolo 45)
                               Direttiva                                                         Termini di attuazione
                                                                                                 2
 70/458/CEE (GU n. L 225 del 12. 10. 1970, pag. 7)                         1° luglio 1972 (*) ( )                    '              "
 71/162/CEE (GU n. L 87 del 17. 4. 1971, pag. 24)                          1 ° luglio 1972
 72/274/CEE (GU n. L 171 del 29. 7.1972, pag. 37)                          1 ° luglio 1972 (articolo 1)
                                                                          1 ° gennaio 1973 (articolo 2)
 72/418/CEE (GU n. L 287 del 26.12.1972, pag. 22)                         1° gennaio 1973 (articolo 6, paragrafi 13 e 18)
                                                                          1° luglio 1972 (altre disposizioni)
 73/438/CEE (GU n. L 356 del 27. 12.1973, pag. 79)                        1° gennaio 1974 (articolo 6, paragrafo 4)
                                                                          1* luglio 1974 (altre disposizioni)
 76/307/CEE (GU n. L 72 del 18. 3.1976, pag. 16)                          r luglio 1975
 78/55/CEE (GU n. L 16 del 20. 1. 1978, pag. 23)                          1" luglio 1977 (articolo 7, paragrafo 5)
                                                                          1 " luglio 1979 (altre disposizioni)
 78/692/CEE (GU n. L 236 del 26. 8.1978, pag. 13)                         1° luglio 1977 (art. 7)
                                                                          1* luglio 1979 (altre disposizioni)
 79/641/CEE (GU n. L 183 del 19. 7.1979, pag. 13)
                                                                          1° luglio 1980
 79/692/CEE (GU n. L 205 del 13. 8.1979, pag. 1)                          r luglio 1977
 79/967/CEE (GU n. L 293 del 20. 11.1979, pag. 16)                        1° luglio 1982
 80/1141/CEE (GU n. L 341 del 16.12.1980, pag. 27)                        1' luglio 1980
 86/155/CEE (GU n. L 118 del 7. 5.1986, pag. 23)                          1 " marzo 1986 (articolo 6, paragrafi 3 e 8)
                                                                          1" luglio 1987 (altre disposizioni)
 87/120/CEE (GU n. L 49 del 18. 2.1987, pag. 39)                          1° luglio 1988
 87/481/CEE (GU n. L 273 del 26. 9.1987, pag. 45)                         1* luglio 1989
 88/332/CEE (GU n. L 151 del 17. 6.1988, pag. 82)
 88/380/CEE (GU n. L 187 del 16. 7.1988, pag. 31)                         1* luglio 1982 (articolo 7, paragrafo 9)
                                                                          1 * gennaio 1986 (articolo 7, paragrafi 6 e 10)
                                                                          1* luglio 1992 (articolo 7, paragrafo 18)
                                                                          1* luglio 1990 (altre disposizioni)
90/654/CEE (GU n. L 353 del 17.12. 1990, pag. 48)
96/18/CE (GU n. L 76 del 26. 3.1996, pag. 21)                             V luglio 1996
96/72/CE (GU n. L 304 del 27.11.1996, pag. 10)                           1" luglio 1997 (3)
(!)   Per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito il 1 * luglio 1973, per la Grecia il 1 * gennaio 1986, per la Spagna il 1 * marzo 1986 e
      per il Portogallo il 1* gennaio 1991.
(2)   Il 1 * gennaio 1995 per l'Austria, la Finlandia e la Svezia.
      — La Finlandia e la Svezia possono rinviare,finoal 31 dicembre 1995 al più tardi, l'applicazione nei loro territori della pre-
              sente direttiva per quanto concerne la commercializzazione nei loro territori di sementi delle varietà elencate nei rispettivi
              cataloghi nazionali delle varietà delle specie di piante agricole e delle varietà delle specie di ortaggi che non sono state
              ufficialmente accettate ai sensi delle disposizioni della suddetta direttiva. Le sementi delle suddette varietà non possono
              essere commercializzate nel territorio di altri Stati membri durante il suddetto periodo.
      — Le varietà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi che, alla data dell'adesione o successivamente, sono elen-
              cate sia nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della Svezia sia nei cataloghi comuni non sono soggette ad alcuna
              restrizione di commercializzazione relativamente alle varietà.
      — Durante il periodo indicato nel primo trattino, le varietà riportate nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della
              Svezia che siano state ufficialmente accettate ai sensi delle disposizioni della suddetta direttiva sono inserite, rispettivamen-
              te, nei cataloghi comuni delie varietà delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi.
(3)   Le scorte residue di etichette recanti l'abbreviazione «CEE» possono continuare ad essere utilizzate sino al 31 dicembre 2001.
                                                                      53
 ---pagebreak---                                     ALLEGATO VII
                               TAVOLA DI CONCORDANZA
Pirettiva 70/458/CEE                        Presente direttiva
Articolo 1                                  Articolo 1,1* comma
Articolo 34                                 Articolo 1, 2* comma
Articolo 2, paragrafo 1                     Articolo 2, paragrafo 1
Articolo 2,paragrafo 1 bis                   Articolo 2, paragrafo 2
Articolo 2, paragrafo 1 ter                  Articolo 2, paragrafo 3
Articolo 2, paragrafo 1 quater               Articolo 2, paragrafo 4
Articolo 3                                  Articolo 3
Articolo 4                                  Articolo 4
Articolo 5                                  Articolo 5
Articolo 6                                  Articolo 6
Articolo 7                                  Articolo 7
Articolo 8                                  Articolo 8
Articolo 9, paragrafo 1                     Articolo 9, paragrafo 1
Articolo 9, paragrafo 2                     Articolo 9, paragrafo 2
Articolo 9, paragrafo 2 bis                 Articolo 9, paragrafo 3
Articolo 9, paragrafo 3                     Articolo 9, paragrafo 4
Articolo 10                                 Articolo 10
Articolo 11                                 Articolo 11
Articolo 12                                 Articolo 12
Articolo 13                                 Articolo 13
Articolo 13 bis                              Articolo 14
Articolo 14                                 Articolo 15
Articolo 15                                 Articolo 16
Articolo 16                                 Articolo 17
Articolo 17                                 Articolo 18
Articolo 18                                 Articolo 19
Articolo 19                                 Articolo 20
Articolo 20, paragrafo 1                    Articolo 21, paragrafo 1
Articolo 20, paragrafo 1 bis                 Articolo 21, paragrafo 2
Articolo 20, paragrafo 2                    Articolo 21, paragrafo 3
Articolo 20, paragrafo 3                     Articolo 21, paragrafo 4
Articolo 20, paragrafo 4                     Articolo 21, paragrafo 5
Articolo 21                                 Articolo 22
Articolo 22                                 Articolo 23
Articolo 23                                 Articolo 24
Articolo 24                                 Articolo 25
Articolo 25                                 Articolo 26
Articolo 26, paragrafo 1                     Articolo 27, paragrafo 1
Articolo 26, paragrafo 1 bis                 Articolo 27, paragrafo 2
Articolo 26, paragrafo 1 ter                 Articolo 27, paragrafo 3
Articolo 26, paragrafo 2                    Articolo 27, paragrafo 4
Articolo 27                                 Articolo 28
Articolo 28                                 Articolo 29
Articolo 29                                 Articolo 30
Articolo 29 bis                             Articolo 31
                                          54
 ---pagebreak--- Art colo 30                                     Articolo 32
Art: colo 31                                    Articolo 33
Art colo 32, paragrafo 1                        Articolo 34, paragrafo 1
Art colo 32, paragrafo 3                        Articolo 34, paragrafo 2
Art colo 33                                     Articolo 35
Art colo 35                                     Articolo 36
Art colo 36                                     Articolo 37
Art colo 37                                     Articolo 38
Art colo 38                                     Articolo 39
Art colo 39                                     Articolo 40
Art: colo 40 bis                                Articolo 41
Art colo 40                                     Articolo 42
Art colo 41                                     Articolo 43
Art: colo 42                                    Articolo 44
                                                Articolo 45
                                                Articolo 46
                                                Articolo 47
ALLEGATO       I, parte 1                       ALLEGATO I, parte 1
ALLEGATO       I, parte 2                       ALLEGATO I, parte 2
ALLEGATO       I, parte 3                       ALLEGATO I, parte 3
ALLEGATO       I, parte 4, lettera A            ALLEGATO I, parte 4, lettera A
ALLEGATO       I, parte 4, lettera bis A        ALLEGATO I, parte 4, lettera B
ALLEGATO       I, parte 4, lettera A ter        ALLEGATO I, parte 4, lettera C
ALLEGATO       I, parte 4, lettera B            ALLEGATO I, parte 4, lettera P
ALLEGATO       I, parte 5                       ALLEGATO I, parte 5
ALLEGATO       II                               ALLEGATO II
ALLEGATO       III                              ALLEGATO III
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 1         ALLEGATO IV, parte A, lettera a 1
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 2 .       ALLEGATO IV, parte A, lettera a 2
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 3         ALLEGATO IV, parte A, lettera a 3
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 4         ALLEGATO IV, parte A, lettera a 4
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 5         ALLEGATO IV, parte A, lettera a 5
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 6         ALLEGATO IV, parte A, lettera a 6
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 7        ALLEGATO IV, parte A, lettera a  7
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 8         ALLEGATO IV, parte A, lettera a 8
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 9        ALLEGATO IV, parte A, lettera a  9
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 10       ALLEGATO IV, parte A, lettera a  10
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 10 bis    ALLEGATO IV, parte A, lettera a 11
ALLEGATO       IV, parte A, lettera a 11       ALLEGATO IV, parte A, lettera a  12
ALLEGATO       IV, parte A, lettera b          ALLEGATO IV, parte A, lettera b
ALLEGATO       IV, parte B                     ALLEGATO IV, parte B
ALLEGATO       V                               ALLEGATO V
                                               ALLEGATO VI
                                               ALLEGATO VII
                                             55
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 505 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                             03 01 10 02
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-513-IT-C
                                                              ISBN 92-78-38839-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              5^