CELEX: 62009CJ0249
Language: it
Date: 2011-05-05 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 5 maggio 2011.#Novo Nordisk AS contro Ravimiamet.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tartu Ringkonnakohus - Estonia.#Medicinali per uso umano - Direttiva 2001/83/CE - Pubblicità - Rivista medica - Indicazioni non contenute nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.#Causa C-249/09.

Causa C‑249/09
      Novo Nordisk AS
      contro
      Ravimiamet
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Tartu ringkonnakohus)
      «Medicinali per uso umano — Direttiva 2001/83/CE — Pubblicità — Rivista medica — Indicazioni non contenute nel riassunto delle caratteristiche del prodotto»
      Massime della sentenza
      1.        Ravvicinamento delle legislazioni — Medicinali per uso umano — Direttiva 2001/83 — Pubblicità — Portata
      (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/83, come modificata dalla direttiva 2004/27, art. 87, n. 2)
      2.        Ravvicinamento delle legislazioni — Medicinali per uso umano — Direttiva 2001/83 — Pubblicità
      (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/83, come modificata dalla direttiva 2004/27, art. 87, n. 2)
      1.        L’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, come modificata
         dalla direttiva 2004/27, deve essere interpretato nel senso che comprende anche le citazioni tratte da riviste mediche o da
         opere scientifiche, che siano contenute nella pubblicità per un medicinale destinata alle persone autorizzate a prescrivere
         o a fornire medicinali. Risulta, infatti, sia dalla collocazione dell’art. 87 della direttiva 2001/83 nell’economia di quest’ultima,
         sia dalla formulazione e dal contenuto di detto art. 87 nel suo insieme, che il n. 2 del medesimo costituisce una norma generale
         riguardante l’insieme della pubblicità per i medicinali, compresa quella destinata alle persone autorizzate a prescriverli
         o a fornirli. Tale interpretazione è confermata dall’obiettivo della direttiva 2001/83. Invero, informazioni errate o incomplete
         potrebbero manifestamente ingenerare un pericolo per la salute umana e quindi compromettere l’obiettivo essenziale perseguito
         dalla direttiva di cui trattasi. 
      
      (v. punti 30-31, 34-35, dispositivo 1)
      2.        L’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, come modificata
         dalla direttiva 2004/27, vieta la pubblicazione, in un messaggio pubblicitario per un medicinale diretto a persone autorizzate
         a prescrivere tale medicinale o a fornirlo, di affermazioni contrarie al riassunto delle caratteristiche del prodotto, ma
         non esige che tutte le affermazioni contenute in tale pubblicità si trovino in detto riassunto o possano essere da esso dedotte.
         Siffatta pubblicità può includere affermazioni che completano le informazioni di cui all’art. 11 di detta direttiva, purché
         tali affermazioni:
      
      – confermino o precisino, in modo compatibile, le summenzionate informazioni senza snaturarle, e 
      – siano conformi ai requisiti indicati agli artt. 87, n. 3, e 92, nn. 2 e 3, della direttiva in parola.
      Pertanto, siffatte affermazioni, da un lato, non possono essere ingannevoli e devono favorire l’impiego razionale del medicinale,
         presentandolo in modo obiettivo e senza esagerarne le proprietà, e, dall’altro, devono essere esatte, attuali, verificabili
         e sufficientemente complete per consentire al destinatario di farsi un’idea propria del valore terapeutico del medicinale.
         Infine, le citazioni, le tabelle e le altre illustrazioni tratte da riviste mediche o da opere scientifiche devono essere
         individuate con chiarezza e le loro fonti devono essere citate con precisione, affinché il professionista della salute ne
         sia informato e possa verificarle. 
      
      (v. punti 50-51, dispositivo 2)
SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
      5 maggio 2011 (*)
      
      «Medicinali per uso umano – Direttiva 2001/83/CE – Pubblicità – Rivista medica – Indicazioni non contenute nel riassunto delle caratteristiche del prodotto»
      Nel procedimento C‑249/09,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dalla Tartu ringkonnakohus
         (Estonia), con decisione 11 giugno 2009, pervenuta in cancelleria il 7 luglio 2009, nella causa
      
      Novo Nordisk AS
      contro
      Ravimiamet,
      LA CORTE (Terza Sezione),
      composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dal sig. D. Šváby (relatore), dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai
         sigg. E. Juhász e J. Malenovský, giudici,
      
      avvocato generale: sig. N. Jääskinen
      cancelliere: sig.ra R. Şereş, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 2 settembre 2010,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Novo Nordisk AS, dall’avv. M. Männik, advokaat, e dal sig. A. Kmiecik, solicitor;
      –        per il governo estone, dal sig. L. Uibo e dalla sig.ra M. Linntam, in qualità di agenti;
      –        per il governo belga, dalla sig.ra A. Wespes e dal sig. T. Materne, in qualità di agenti;
      –        per il governo ceco, dal sig. M. Smolek, in qualità di agente;
      –        per il governo polacco, dal sig. M. Dowgielewicz, in qualità di agente;
      –        per il governo portoghese, dai sigg. L. Inez Fernandes e A.P. Antunes, in qualità di agenti;
      –        per la Commissione europea, dalle sig.re M. Šimerdová e E. Randvere, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 19 ottobre 2010,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di decisione pregiudiziale riguarda l’interpretazione dell’art. 87, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo
         e del Consiglio 6 novembre 2001, 2001/83/CE, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (GU L 311,
         pag. 67), come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004, 2004/27/CE (GU L 136, pag. 34;
         in prosieguo: la «direttiva 2001/83»).
      
      2        La domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la società Novo Nordisk AS (in prosieguo: la «Novo Nordisk»)
         e il Ravimiamet (Ufficio per i medicinali della Repubblica di Estonia), in merito alla decisione di quest’ultimo che ordinava
         alla Novo Nordisk di interrompere la pubblicità per il Levemir (insulina Detemir), in quanto contraria alla legge sui medicinali
         (Ravimiseadus; in prosieguo: la «RavS»), in particolare all’art. 83, n. 3, in fine, che prevede che la pubblicità per un medicinale
         non deve contenere informazioni che non si trovino nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.
      
       Contesto normativo
       Diritto dell’Unione
      3        Il quarantasettesimo, quarantottesimo e cinquantaduesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/83 così recitano:
      
      «(47) La pubblicità dei medicinali presso le persone autorizzate a prescriverli o a fornirli contribuisce all’informazione
         di dette persone. Occorre tuttavia assoggettarla a requisiti severi ed a un controllo effettivo ispirandosi in particolare
         ai lavori realizzati dal Consiglio d’Europa. 
      
      (48) La pubblicità per i medicinali deve essere sottoposta ad un controllo adeguato ed efficace; in proposito, è opportuno
         ispirarsi ai meccanismi di controllo introdotti dalla direttiva 84/450/CEE. 
      
      (...)
      (52) È necessario che le persone autorizzate a prescrivere o a fornire medicinali dispongano di fonti di informazioni imparziali
         e obiettive sui medicinali disponibili sul mercato. Che spetta, tuttavia, agli Stati membri prendere le misure opportune a
         tal fine, in funzione della loro situazione particolare».
      
      4        Ai sensi dell’art. 11 della direttiva 2001/83, il riassunto delle caratteristiche del prodotto contiene un elenco dettagliato
         di informazioni, in particolare, la composizione qualitativa e quantitativa in sostanze attive e in componenti dell’eccipiente
         la cui conoscenza è necessaria per una buona somministrazione del medicinale, le proprietà farmacologiche, le indicazioni
         terapeutiche, le controindicazioni, la frequenza e gravità degli effetti collaterali negativi, le precauzioni per l’uso, le
         interazioni medicamentose, la posologia e il modo di somministrazione, nonché le incompatibilità gravi. 
      
      5        Il titolo VIII della direttiva 2001/83, intitolato «Pubblicità», contiene gli artt. 86‑88, e il titolo VIII bis, intitolato
         «Informazione e pubblicità», contiene gli artt. 88 bis‑100. 
      
      6        L’art. 86 della direttiva 2001/83 prevede quanto segue:
      
      «1. Ai fini del presente titolo si intende per “pubblicità dei medicinali” qualsiasi azione d’informazione, di ricerca della
         clientela o di incitamento, intesa a promuovere la prescrizione, la fornitura, la vendita o il consumo di medicinali; essa
         comprende in particolare quanto segue:
      
      –        la pubblicità dei medicinali presso il pubblico,
      –        la pubblicità dei medicinali presso persone autorizzate a prescriverli o a fornirli,
      –        la visita di informatori scientifici presso persone autorizzate a prescrivere o a fornire medicinali,
      –        la fornitura di campioni di medicinali,
      –        l’incitamento a prescrivere o a fornire medicinali mediante la concessione, l’offerta o la promessa di vantaggi pecuniari
         o in natura, ad eccezione di oggetti di valore intrinseco trascurabile,
      
      –        il patrocinio di riunioni promozionali cui assistono persone autorizzate a prescrivere o a fornire medicinali,
      –        il patrocinio dei congressi scientifici cui partecipano persone autorizzate a prescrivere o a fornire medicinali, in particolare
         il pagamento delle spese di viaggio e di soggiorno di queste ultime in tale occasione. 
      
      (…)».
      7        L’art. 87 della direttiva 2001/83 dispone: 
      
      «1. Gli Stati membri vietano qualsiasi pubblicità di un medicinale per cui non sia stata rilasciata un’autorizzazione all’immissione
         in commercio, conforme al diritto comunitario. 
      
      2. Tutti gli elementi della pubblicità di un medicinale devono essere conformi alle informazioni che figurano nel riassunto
         delle caratteristiche del prodotto. 
      
      3. La pubblicità di un medicinale: 
      –        deve favorire l’uso razionale del medicinale, presentandolo in modo obiettivo e senza esagerarne le proprietà;
      –        non può essere ingannevole».
      8        L’art. 91 della direttiva 2001/83 recita:
      
      «La pubblicità di un medicinale presso le persone autorizzate a prescriverlo o a fornirlo deve comprendere quanto segue: 
      –        le informazioni essenziali compatibili con il riassunto delle caratteristiche del prodotto,
      –        la classificazione del medicinale in materia di fornitura.
      Gli Stati membri possono inoltre esigere che detta pubblicità contenga il prezzo di vendita o la tariffa indicativa delle
         varie presentazioni e le condizioni di rimborso da parte degli organismi di previdenza sociale. 
      
      2. Nonostante il paragrafo 1, gli Stati membri possono prevedere che la pubblicità di un medicinale presso le persone autorizzate
         a prescriverlo o a fornirlo contenga soltanto la denominazione del medicinale o la sua denominazione comune internazionale,
         laddove esistente, o il marchio, qualora si tratti esclusivamente di un richiamo».
      
      9        L’art. 92 della direttiva 2001/83 è formulato nei termini seguenti:
      
      «1. Qualsiasi documentazione sul medicinale, comunicata nell’ambito della promozione del medesimo presso persone autorizzate
         a prescriverlo o a fornirlo, contiene almeno le informazioni di cui all’articolo 91, paragrafo 1, e precisa la data in cui
         è stata redatta o riveduta da ultimo. 
      
      2. Tutte le informazioni contenute nella documentazione di cui al paragrafo 1 devono essere esatte, aggiornate, verificabili
         e sufficientemente complete per permettere al destinatario di formarsi un’opinione personale del valore terapeutico del medicinale.
         
      
      3. Le citazioni, tabelle ed altre illustrazioni tratte da riviste mediche o da opere scientifiche, utilizzate nella documentazione
         di cui al paragrafo 1, devono essere riprodotte fedelmente con l’indicazione esatta della fonte».
      
       Il diritto nazionale
      10      L’art. 83 della RavS stabilisce i requisiti generali per la pubblicità dei medicinali. Secondo la Tartu ringkonnakohus (Corte
         d’appello di Tartu), il n. 3 di tale articolo così dispone:
      
      «La pubblicità di un medicinale deve essere conforme ai requisiti fondamentali e generali stabiliti dalla legge sulla pubblicità
         e deve essere basata sul riassunto delle caratteristiche del prodotto, confermato dall’Ufficio per i medicinali; essa non
         può contenere alcuna informazione che non sia a sua volta contenuta nel riassunto delle caratteristiche del prodotto».
      
      11      L’art. 85 della RavS riguarda la pubblicità dei medicinali destinata agli operatori del settore sanitario. Secondo il giudice
         del rinvio, il n. 1 di detta legge prevede quanto segue:
      
      «Le citazioni tratte da opere scientifiche ed utilizzate in una pubblicità per medicinali destinata a persone autorizzate
         a prescrivere medicinali, a farmacisti e ad operatori del settore farmaceutico devono essere riprodotte fedelmente con l’indicazione
         esatta della fonte. Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio deve, su richiesta, garantire la possibilità
         di accedere ad una copia della fonte in un termine di tre giorni a decorrere dal ricevimento della domanda». 
      
       Causa principale e questioni pregiudiziali
      12      Nell’aprile 2008, la Novo Nordisk pubblicava nella rivista medica «Lege Artis» una pubblicità per il Levemir (insulina Detemir),
         medicinale con obbligo di ricetta.
      
      13      Con decisione 6 giugno 2008, il Ravimiamet ha ordinato alla Novo Nordisk di interrompere la pubblicazione della pubblicità
         per il medicinale Levemir e di non introdurre, nella pubblicità per tale medicinale, informazioni non rientranti nel riassunto
         delle caratteristiche di detto medicinale (in prosieguo: la «decisione impugnata»).
      
      14      Secondo la decisione impugnata, le seguenti affermazioni, contenute nella pubblicità per il Levemir, sono contrarie all’art. 83,
         n. 3, della RavS: 
      
      –        efficace controllo della glicemia con basso rischio di ipoglicemia; 
      –        il 68% dei pazienti non ingrassa, ma addirittura dimagrisce e, 
      –        nella prassi clinica, all’82% dei pazienti viene iniettato una volta al giorno il Levemir (insulina Detemir).
      15      Dal riassunto delle caratteristiche del prodotto risulta invece che: 
      
      –        proprio l’ipoglicemia è l’effetto collaterale più frequente del Levemir;
      –        ricerche comparative con l’insulina NPH e l’insulina glargine hanno dimostrato che nei pazienti del gruppo Levemir vi era
         stato solo un lieve aumento del peso corporeo, o addirittura non vi era stato alcun aumento, e
      
      –        il Levemir viene somministrato da una a due volte al giorno.
      16      Secondo la decisione impugnata, la pubblicità controversa è illegittima in quanto: 
      
      –        non fa riferimento al fatto che il rischio di ipoglicemia è più basso durante la notte; 
      –        menziona una riduzione di peso che non risulta dal riassunto delle caratteristiche del prodotto, e
      –        la percentuale dell’82% citata nella pubblicità non trova riscontro nel riassunto delle caratteristiche del prodotto. 
      17      Il 4 luglio 2008 la società Novo Nordisk ha proposto un ricorso di annullamento contro detta decisione dinanzi al Tartu halduskohus
         (Tribunale amministrativo di Tartu). Essa ha sostenuto in particolare che la pubblicità per un medicinale destinata alle persone
         autorizzate a prescrivere medicinali mirava a fornire a tali persone informazioni supplementari sulla base di dati pubblicati
         nella letteratura scientifica e che pertanto si potevano impiegare citazioni tratte dalla letteratura medica e scientifica
         non espressamente contenute nel riassunto delle caratteristiche del prodotto. 
      
      18      Il Tartu halduskohus ha respinto il ricorso con sentenza 24 novembre 2008. Esso ha rilevato in particolare che, ai sensi dell’art. 87,
         n. 2, della direttiva 2001/83, tutti gli elementi della pubblicità di un medicinale devono essere conformi alle indicazioni
         contenute nel riassunto delle caratteristiche del prodotto e che la possibilità di presentare in una pubblicità per un medicinale
         informazioni non riscontrabili in tale riassunto non emergerebbe neppure dagli artt. 91, n. 1, e 92, n. 1, della direttiva
         2001/83, né dal suo quarantasettesimo ‘considerando’.
      
      19      La Novo Nordisk ha interposto appello contro tale sentenza dinanzi al giudice del rinvio.
      
      20      Alla luce di tali elementi la Tartu ringkonnakohus ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti
         questioni pregiudiziali: 
      
      «1)      Se l’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83 debba essere interpretato nel senso che esso trova applicazione anche con riferimento
         alle citazioni, tratte da riviste mediche o da opere scientifiche, che siano contenute in una pubblicità per un medicinale
         rivolta alle persone autorizzate a prescrivere medicinali.
      
      2)      Se l’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83 debba essere interpretato nel senso che vieta la pubblicazione, nell’ambito di
         una pubblicità di medicinali, di affermazioni contrastanti con il riassunto delle caratteristiche del prodotto, ma che non
         impone che tutte le affermazioni contenute nella pubblicità stessa siano contenute anche nel riassunto delle caratteristiche
         del prodotto o che possano essere dedotte dalle informazioni ivi contenute».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
       Sulla prima questione
      21      Con la sua prima questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83, riguardi
         esclusivamente la pubblicità per i medicinali presso il pubblico o se comprenda anche le citazioni tratte da riviste mediche
         o da opere scientifiche, che siano contenute in una pubblicità per un medicinale rivolta alle persone autorizzate a prescrivere
         o a fornire medicinali. 
      
      22      A tale proposito, occorre anzitutto osservare che, come ha rilevato l’avvocato generale al paragrafo 30 delle sue conclusioni,
         dall’analisi sistematica dei titoli VIII e VIII bis della direttiva 2001/83 emergono quattro gruppi di norme. Nel titolo VIII
         di tale direttiva, intitolato «Pubblicità», sono anzitutto esposti, agli artt. 86‑88, i principi generali e fondamentali relativi
         alla pubblicità per i medicinali, quindi, nel titolo VIII bis, intitolato «Pubblicità ed informazioni» sono successivamente
         precisate le regole specifiche relative alla pubblicità presso il pubblico agli artt. 88‑90 di detta direttiva, seguite da
         quelle sulla pubblicità presso i professionisti della salute agli artt. 91‑96 e, infine, agli artt. 97‑100 della direttiva
         2001/83, quelle riguardanti gli obblighi degli Stati membri e dei titolari di autorizzazione, nonché quelle attinenti alla
         pubblicità per i medicinali omeopatici. 
      
      23      Si deve poi constatare che le disposizioni del titolo VIII della direttiva 2001/83 hanno carattere generale. 
      
      24      Così, l’art. 86 di detta direttiva, che definisce la nozione di «pubblicità per i medicinali» e precisa che essa comprende,
         in particolare, la pubblicità per i medicinali presso il pubblico e quella presso persone autorizzate a prescriverli o a fornirli,
         è una norma generale che si applica in tutti i casi in cui è necessario stabilire se un’attività abbia le caratteristiche
         di una pubblicità per un medicinale. 
      
      25      Analogamente, risulta dal testo e dal contenuto dell’art. 87 della direttiva 2001/83 che esso contiene principi generali che
         si applicano a tutti i tipi ed elementi di pubblicità per i medicinali. 
      
      26      Infatti, da un lato, il divieto di qualsiasi pubblicità per un medicinale per cui non sia stata rilasciata l’autorizzazione
         all’immissione in commercio conforme al diritto dell’Unione, prevista all’art. 87, n. 1, della direttiva 2001/83, si applica
         a qualsiasi tipo di pubblicità, poiché tale procedura di autorizzazione è obbligatoria per tutti i medicinali. 
      
      27      Dall’altro lato, è evidente che i principi generali contenuti all’art. 87, n. 3, di detta direttiva, secondo cui la pubblicità
         di un medicinale deve favorire il suo uso razionale, presentandolo in modo obiettivo e senza esagerarne le proprietà, e non
         può essere ingannevole, si applicano a tutti i tipi di pubblicità per i medicinali, in particolare a quella destinata al pubblico
         o ai professionisti della salute. 
      
      28      Per quanto riguarda l’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83, di cui si chiede l’interpretazione nell’ambito della presente
         questione, dalla sua formulazione risulta che esso contiene una norma generale che si applica, in particolare, alla pubblicità
         per i medicinali destinata al pubblico o ai professionisti della salute. Tale disposizione, a differenza di quelle contenute
         nel titolo VIII bis della stessa direttiva, non contiene la precisazione di riguardare solo la pubblicità presso il pubblico
         o quella presso le persone autorizzate a prescrivere o a fornire i medicinali. 
      
      29      Inoltre, la definizione «tutti gli elementi della pubblicità», utilizzata in tale disposizione, sottolinea il carattere generale
         dell’obbligo di conformità alle indicazioni contenute nel riassunto delle caratteristiche del prodotto che deve essere soddisfatto
         dalle informazioni presentate nella pubblicità per i medicinali. Così, tale definizione comprende le citazioni tratte da riviste
         mediche o da opere scientifiche, al pari di qualsiasi altro elemento contenuto in una pubblicità per un medicinale. 
      
      30      In tal modo risulta, sia dalla collocazione dell’art. 87 della direttiva 2001/83 nell’economia di quest’ultima, sia dalla
         formulazione e dal contenuto di detto art. 87 nel suo insieme, che il n. 2 del medesimo costituisce una norma generale riguardante
         l’insieme della pubblicità per i medicinali, compresa quella destinata alle persone autorizzate a prescriverli o a fornirli.
         
      
      31      L’interpretazione che prende in esame l’obiettivo della direttiva 2001/83 conferma tale conclusione. 
      
      32      Infatti, come ha giudicato la Corte, la pubblicità per i medicinali può nuocere alla salute pubblica la cui tutela costituisce
         l’obiettivo essenziale della direttiva 2001/83 (v. sentenze 2 aprile 2009, causa C‑421/07, Damgaard, Racc. pag. I‑2629, punto
         22, e 22 aprile 2010, causa C‑62/09, Association of the British Pharmaceutical Industry, Racc. pag. I‑3603, punto 34). 
      
      33      L’art. 87 della direttiva 2001/83 è diretto a garantire tale obiettivo nell’ambito della disciplina della pubblicità per i
         medicinali, da un lato, vietando o limitando l’utilizzazione di informazioni tali da indurre in errore il destinatario o non
         esatte e non verificate, con conseguente impiego scorretto di un medicinale, e dall’altro lato, richiedendo la presenza di
         talune informazioni indispensabili.
      
      34      Come affermano tutti gli Stati membri intervenienti, tali regole valgono anche per l’insieme degli elementi di una pubblicità
         destinata alle persone autorizzate a prescrivere o a fornire i medicinali poiché, anche in questo tipo di pubblicità, informazioni
         errate o incomplete potrebbero manifestamente ingenerare un pericolo per la salute umana e quindi compromettere l’obiettivo
         essenziale perseguito dalla direttiva 2001/83.
      
      35      Alla luce delle considerazioni che precedono, si deve risolvere la prima questione posta dichiarando che l’art. 87, n. 2,
         della direttiva 2001/83 deve essere interpretato nel senso che comprende anche le citazioni tratte da riviste mediche o da
         opere scientifiche, che siano contenute nella pubblicità per un medicinale destinata alle persone autorizzate a prescrivere
         o a fornire medicinali.
      
       Sulla seconda questione
      36      Con la sua seconda questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83 vieti
         esclusivamente la pubblicazione, nell’ambito di una pubblicità per un medicinale, di affermazioni contrastanti con il riassunto
         delle caratteristiche del prodotto, o se imponga altresì che tutte le affermazioni contenute nella pubblicità stessa siano
         contenute in tale riassunto o possano essere dedotte dalle indicazioni ivi contenute.
      
      37      In via preliminare, occorre rammentare che, come risulta dal secondo ‘considerando’ della direttiva 2001/83, la tutela della
         salute pubblica costituisce l’obiettivo essenziale di detta direttiva (sentenza Damgaard, cit., punto 22).
      
      38      Così, secondo il quarantasettesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/83, se la pubblicità dei medicinali presso le persone
         autorizzate a prescriverli o a fornirli contribuisce ad informarle, occorre tuttavia assoggettare tale pubblicità a requisiti
         severi e ad un controllo effettivo. 
      
      39      Analogamente, come viene enunciato al quarantottesimo ‘considerando’, la pubblicità dei medicinali deve essere sottoposta
         ad un controllo adeguato ed efficace.
      
      40      Il cinquantaduesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/83 riflette anch’esso il medesimo intento di far sì che le persone
         autorizzate a prescrivere o a fornire medicinali dispongano di fonti di informazioni imparziali e obiettive sui medicinali
         presenti sul mercato.
      
      41      Per quanto riguarda in particolare l’art. 87, n. 2, di detta direttiva, di cui il giudice del rinvio chiede l’interpretazione,
         occorre anzitutto constatare che la sua formulazione vieta la presentazione, nella pubblicità di un medicinale, di affermazioni
         contrarie al riassunto delle caratteristiche del prodotto.
      
      42      In particolare, gli elementi della pubblicità di un medicinale non possono mai suggerire, segnatamente, indicazioni terapeutiche,
         proprietà farmacologiche o altre caratteristiche in contraddizione con il riassunto delle caratteristiche del medicinale approvato
         dall’autorità competente al momento del rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio di tale medicinale. 
      
      43      Tuttavia, occorre rilevare che il legislatore dell’Unione non ha previsto, all’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83, che
         tutti gli elementi della pubblicità di un medicinale debbano essere identici a quelli contenuti nel riassunto delle caratteristiche
         di tale medicinale. Detta disposizione richiede esclusivamente che i summenzionati elementi siano conformi al riassunto.
      
      44      Se, come avviene nella causa principale, si tratta di una pubblicità destinata ai professionisti della salute, l’art. 87,
         n. 2, della direttiva 2001/83 deve essere letto in combinato disposto con gli artt. 91 e 92 della medesima.
      
      45      Orbene, in conformità dell’art. 91, n. 1, della direttiva 2001/83, qualsiasi pubblicità di un medicinale, effettuata presso
         le persone autorizzate a prescriverlo o a fornirlo, deve contenere le informazioni essenziali compatibili con il riassunto
         delle caratteristiche del prodotto.
      
      46      Analogamente, l’art. 92, n. 1, di detta direttiva precisa che qualsiasi documentazione sul medicinale, comunicata nell’ambito
         della promozione del medesimo presso persone autorizzate a prescriverlo o a fornirlo, deve includere «almeno» le informazioni
         di cui al summenzionato art. 91, n. 1, e precisare la data in cui è stata redatta o riveduta da ultimo.
      
      47      Infine, l’art. 92, n. 3, della direttiva 2001/83 prevede espressamente l’impiego, nell’ambito della promozione di un medicinale
         presso persone autorizzate a prescriverlo o a fornirlo, di citazioni, tabelle ed altre illustrazioni tratte da riviste mediche
         o da opere scientifiche, purché riprodotte fedelmente con l’indicazione esatta della fonte.
      
      48      Pertanto, l’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83 non può essere interpretato nel senso che impone che qualsiasi affermazione
         contenuta in una pubblicità per un medicinale, rivolta a persone autorizzate a prescriverlo o a fornirlo, debba trovarsi nel
         riassunto delle caratteristiche del prodotto o poter essere dedotta dalle indicazioni fornite in detto riassunto. Infatti,
         questo tipo di interpretazione priverebbe di senso tanto l’art. 91, n. 1, quanto l’art. 92 di tale direttiva, che autorizzano,
         nella pubblicità destinata ai professionisti della salute, la diffusione di informazioni complementari, purché siano compatibili
         con tale riassunto.
      
      49      Al fine di contribuire, in conformità del quarantasettesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/83, all’informazione delle
         persone autorizzate a prescrivere un medicinale o a fornirlo e tenuto conto delle conoscenze scientifiche di cui esse dispongono
         rispetto al pubblico in generale, la pubblicità di un medicinale presso tali persone può, quindi, contenere informazioni compatibili
         con il riassunto delle caratteristiche del prodotto, che confermino o precisino gli elementi contenuti nel summenzionato riassunto
         in conformità dell’art. 11 di detta direttiva, purché tali informazioni complementari siano conformi alle condizioni previste
         agli artt. 87, n. 3, e 92, nn. 2 e 3, di detta direttiva.
      
      50      In altri termini, siffatte informazioni, da un lato, non possono essere ingannevoli e devono favorire l’impiego razionale
         del medicinale, presentandolo in modo obiettivo e senza esagerarne le proprietà, e, dall’altro, devono essere esatte, attuali,
         verificabili e sufficientemente complete per consentire al destinatario di farsi un’idea propria del valore terapeutico del
         medicinale. Infine, le citazioni, le tabelle e le altre illustrazioni tratte da riviste mediche o da opere scientifiche devono
         essere individuate con chiarezza e le loro fonti devono essere citate con precisione, affinché il professionista della salute
         ne sia informato e possa verificarle.
      
      51      Dalle considerazioni che precedono risulta che si deve risolvere la seconda questione posta dichiarando che l’art. 87, n. 2,
         della direttiva 2001/83 deve essere interpretato nel senso che esso vieta la pubblicazione, in un messaggio pubblicitario
         per un medicinale diretto a persone autorizzate a prescrivere tale medicinale o a fornirlo, di affermazioni contrarie al riassunto
         delle caratteristiche del prodotto, ma non esige che tutte le affermazioni contenute in tale pubblicità si trovino in detto
         riassunto o possano essere da esso dedotte. Siffatta pubblicità può includere affermazioni che completano le informazioni
         di cui all’art. 11 di detta direttiva, purché tali affermazioni:
      
      –        confermino o precisino, in modo compatibile, le summenzionate informazioni senza snaturarle, e
      –        siano conformi ai requisiti indicati agli artt. 87, n. 3, e 92, nn. 2 e 3, di detta direttiva.
       Sulle spese
      52      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione. 
      
      Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara:
      1)      L’art. 87, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 novembre 2001, 2001/83/CE, recante un codice comunitario
            relativo ai medicinali per uso umano, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004,
            2004/27/CE, deve essere interpretato nel senso che comprende anche le citazioni tratte da riviste mediche o da opere scientifiche,
            che siano contenute nella pubblicità per un medicinale destinata alle persone autorizzate a prescrivere o a fornire medicinali.
      2)      L’art. 87, n. 2, della direttiva 2001/83, come modificata dalla direttiva 2004/27, deve essere interpretato nel senso che
            vieta la pubblicazione, in un messaggio pubblicitario per un medicinale diretto a persone autorizzate a prescrivere tale medicinale
            o a fornirlo, di affermazioni contrarie al riassunto delle caratteristiche del prodotto, ma non esige che tutte le affermazioni
            contenute in tale pubblicità si trovino in detto riassunto o possano essere da esso dedotte. Siffatta pubblicità può includere
            affermazioni che completano le informazioni indicate all’art. 11 di detta direttiva, purché tali affermazioni:
      –        confermino o precisino, in modo compatibile, le summenzionate informazioni senza snaturarle, e
      –        siano conformi ai requisiti indicati agli artt. 87, n. 3, e 92, nn. 2 e 3, di detta direttiva.
      Firme
      * Lingua processuale: l’estone.