CELEX: 61978CJ0267
Language: it
Date: 1980-01-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 10 gennaio 1980. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Trasgressione di uno Stato - risorse proprie delle Comunità - controllo supplementare - segreto istruttorio. # Causa 267/78.

Avis juridique important

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61978J0267

SENTENZA DELLA CORTE DEL 10 GENNAIO 1980.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUOPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  TRASGRESSIONE DI UNO STATO - RISORSE PROPRIE DELLE COMUNITA'- CONTROLLO SUPPLEMENTARE - SEGRETO ISTRUTTORIO.  -  CAUSA 267/78.  

raccolta della giurisprudenza 1980 pagina 00031 edizione speciale greca pagina 00021 edizione speciale spagnola pagina 00021

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . COMUNITA EUROPEE - RISORSE PROPRIE - ACCERTAMENTO E MESSA A DISPOSIZIONE - VERIFICHE ED INDAGINI - POTERI DELLA COMMISSIONE - MODALITA DI ESERCIZIO  ( REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO N . 2/71 , ARTT . 6 E 14 E N . 2891/77 , ART . 18 )   2 . COMUNITA EUROPEE - RISORSE PROPRIE - ACCERTAMENTO E MESSA A DISPOSIZIONE - VERIFICHE ED INDAGINI - COMPETENZA DELLA COMMISSIONE - MODALITA D ' ESERCIZIO - OPPONIBILITA DEL SEGRETO DELL ' ISTRUTTORIA PENALE - CONDIZIONI   ( REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO N . 2/71 , ART . 14 E N . 2891/77 , ART . 18 )    

Massima

1 . UNO STATO MEMBRO NON PUO CONTESTARE IL POTERE DELLA COMMISSIONE DI ESERCITARE IL PROPRIO CONTROLLO SIN DALLA FASE DELL ' ACCERTAMENTO DELLE RISORSE PROPRIE DA PARTE DEGLI ORGANI NAZIONALI COMPETENTI . IN EFFETTI , LA CIRCOSTANZA CHE , A NORMA DELL ' ART . 6 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 2/71 , I DIRITTI ACCERTATI SIANO CONTABILIZZATI NELLE SCRITTURE COMUNITARIE COME ENTRATE DA RISCUOTERE ESIGE CHE IL DIRITTO DELLA COMMISSIONE DI CHIEDERE CHE SI PROCEDA A CONTROLLI SUPPLEMENTARI E DI ESSERE ASSOCIATA AI CONTROLLI ATTUATI DAGLI STESSI STATI MEMBRI SORGA FIN DAL MOMENTO IN CUI SI SAREBBE DOVUTO EFFETTUARE L ' ACCERTAMENTO .     2 . BENCHE I CONTROLLI CHE LA COMMISSIONE PUO CHIEDERE ED AI QUALI DEVE ESSERE ASSOCIATA - IN OCCASIONE DELL ' ACCERTAMENTO DELLA MESSA A DISPOSIZIONE DELLE RISORSE PROPRIE DA PARTE DEGLI ORGANI NAZIONALI COMPETENTI - COMPRENDANO TUTTI QUELLI CUI LE AMMINISTRAZIONI NAZIONALI POSSONO PROCEDERE , NELLO STATO ATTUALE DEL DIRITTO COMUNITARIO NON SI PUO TUTTAVIA DESUMERE DALL ' ART . 14 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 2/71 , SOSTITUITO DALL ' ART . 18 DEL REGOLAMENTO     N . 2891/77 , L ' INTENZIONE DI MODIFICARE I RAPPORTI FRA L ' AMMINISTRAZIONE ED IL POTERE GIUDIZIARIO . SI POSSONO QUINDI FAR VALERE NEI CONFRONTI DELLA COMMISSIONE LE NORME CHE , NELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI DI CARATTERE PENALE , IMPEDISCONO LA COMUNICAZIONE A DETERMINATE PERSONE DI ATTI DEL PROCEDIMENTO PENALE , IN QUANTO LE STESSE RESTRIZIONI SIANO OPPONIBILI ALL ' AMMINISTRAZIONE NAZIONALE .      

Parti

NELLA CAUSA 267/78 , COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATA DAL SIG . GIANCARLO OLMI , DIRETTORE GENERALE AGGIUNTO DEL SERVIZIO GIURIDICO , E DAL SIG . GIANLUIGI CAMPOGRANDE , DEL SERVIZIO GIURIDICO , IN QUALITA DI AGENTI , ASSISTITI DALL ' AVV . GIORGIO GREGORI , DEL FORO DI TRENTO , E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . MARIO CERVINO , CONSIGLIERE GIURIDICO DELLA COMMISSIONE , EDIFICIO JEAN MONNET , KIRCHBERG ,   RICORRENTE ,   CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA , RAPPRESENTATA DALL ' AMBASCIATORE ADOLFO MARESCA , IN QUALITA DI AGENTE , ASSISTITO DAL SIG . OSCAR FIUMARA , AVVOCATO DELLO STATO , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L ' AMBASCIATA D ' ITALIA ,   CONVENUTA ,    

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO LA DICHIARAZIONE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AD OBBLIGHI IMPOSTILE DAGLI ARTT . 5 DEL TRATTATO CEE E 14 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DEL 2 GENNAIO 1971 , N . 2 ( ORA SOSTITUITO DALL ' ART . 18 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 19 DICEMBRE 1977 , N . 2891 ),  

Motivazione della sentenza

1 CON ISTANZA IN DATA 21 DICEMBRE 1978 , REGISTRATA IN CANCELLERIA IL GIORNO SEGUENTE , LA COMMISSIONE , AI SENSI DELL ' ART . 169 , 2* COMMA , DEL TRATTATO CEE , INTENDE FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA , RIFIUTANDO DI ASSOCIARE LA COMMISSIONE A CONTROLLI SULL ' ACCERTAMENTO E LA MESSA A DISPOSIZIONE DELLE     RISORSE PROPRIE DELLE COMUNITA E DI COMUNICARLE I RISULTATI ACQUISITI , E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL ' ART . 5 DEL TRATTATO E DALL ' ART . 14 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 2 GENNAIO 1971 , N . 2 , RECANTE APPLICAZIONE DELLA DECISIONE DEL 21 APRILE 1970 RELATIVA ALLA SOSTITUZIONE DEI CONTRIBUTI FINANZIARI DEGLI STATI MEMBRI CON RISORSE PROPRIE DELLE COMUNITA ( GU N . L 3 , PAG . 1 ), ORA SOSTITUITO DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 19 DICEMBRE 1977 , N . 2891 ( GU N . L 336 , PAG . 1 ).    2 NELL ' APRILE 1976 LA COMMISSIONE VENIVA A CONOSCENZA DI OPERAZIONI FRAUDOLENTE EFFETTUATE NELL ' AMBITO DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI E RELATIVE A 6 000 TONNELLATE DI BURRO PROVENIENTE DA PAESI TERZI . LA MERCE VENIVA TRASPORTATA IN AUTOCARRO DA UN DEPOSITO DI ROTTERDAM IN ITALIA . LE SPEDIZIONI DAL PORTO VENIVANO EFFETTUATE REGOLARMENTE IN REGIME DI TRANSITO COMUNITARIO ESTERNO . I DOCUMENTI RELATIVI A QUESTO REGIME ( DETTI ' T1 ' ) VENIVANO TUTTAVIA APPURATI IRREGOLARMENTE , SIA DURANTE IL VIAGGIO , SIA IN ITALIA , MEDIANTE DOCUMENTI DI TRANSITO COMUNITARIO INTERNO FALSI O FALSIFICATI . CIO PERMETTEVA DI ELUDERE CONSIDEREVOLI IMPORTI DI PRELIEVI AGRICOLI .    3 CON LETTERA DEL 26 LUGLIO 1976 , LA COMMISSIONE FACEVA SAPERE AL RAPPRESENTANTE PERMANENTE DELL ' ITALIA CHE LE ' INFORMAZIONI '  DI CUI ESSA DISPONEVA GIUSTIFICAVANO ' UNA RICHIESTA DI CONTROLLO SUPPLEMENTARE AI SENSI DELL ' ART . 14 DEL REGOLAMENTO N . 2/71 ' . SI CHIEDEVA NON SOLO CHE L ' ITALIA PROCEDESSE AD UN CONTROLLO SUPPLEMENTARE , MA ALTRESI CHE LA COMMISSIONE VI FOSSE ASOCIATA .    4 L ' AMMINISTRAZIONE CENTRALE ITALIANA DELLE DOGANE ACCOGLIEVA LA RICHIESTA ED UN INCONTRO FRA FUNZIONARI DELLE DOGANE ITALIANE E DELLA COMMISSIONE VENIVA ORGANIZZATO A MILANO ED A COMO . IN SEGUITO A TALE INCONTRO SI CONSTATAVA LA PROBABILE ESISTENZA DI UN COLLEGAMENTO FRA LE SUDDETTE OPERAZIONI FRAUDOLENTE ED ALCUNE OPERAZIONI OGGETTO DAL 1975 DELLE INDAGINI DELLA GUARDIA DI FINANZA . SECONDO L ' AMMINISTRAZIONE ITALIANA , GLI ASPETTI DELL ' INCHIESTA CONNESSI CON FATTI PENALMENTE RILEVANTI SONO , IN ULTIMA ANALISI , DI COMPETENZA DELL ' AUTORITA GIUDIZIARIA .        5 L ' AMMINISTRAZIONE ITALIANA DELLE DOGANE , RITENENDO CHE SUSSISTESSE UN NESSO FRA L ' INDAGINE CONDOTTA DALL ' UFFICIO ISTRUZIONE PENALE DI TORINO E LE IMPORTAZIONI IN QUESTIONE RICHIEDEVA AL GIUDICE ISTRUTTORE DI TORINO COPIA DEL RAPPORTO DELLA GUARDIA DI FINANZA . IL GIUDICE ISTRUTTORE , PERO , RESPINGEVA LA RICHIESTA , IL 2 FEBBRAIO 1977 , PER IL MOTIVO CHE IL RAPPORTO RIGUARDAVA FATTI OGGETTO DI ISTRUTTORIA PENALE , COSICCHE IL RAPPORTO , COME TUTTI GLI ATTI DELL ' ISTRUZIONE , ERA COPERTO DAL SEGRETO ISTRUTTORIO .    6 UNA NUOVA RICHIESTA , PRESENTATA IL 24 GENNAIO 1978 DAL MINISTERO DELLE FINANZE , VENIVA RESPINTA DAL GIUDICE ISTRUTTORE DI TORINO PER GLI STESSI MOTIVI .    7 DATO IL RIGETTO DELLE MENZIONATE RICHIESTE , L ' AMMINISTRAZIONE ITALIANA DELLE DOGANE NON HA POTUTO CONOSCERE GLI ELEMENTI DEL FASCICOLO RELATIVO AL PROCEDIMENTO PENALE , NE , DI CONSEGUENZA , DARNE COMUNICAZIONE ALLA COMMISSIONE .    8 IL 20 APRILE 1978 LA COMMISSIONE INVIAVA ALLA REPUBBLICA ITALIANA IL PARERE MOTIVATO DI CUI ALL ' ART . 169 DEL TRATTATO . IL PARERE SOTTOLINEA IN PARTICOLARE IL POTERE DELLA COMMISSIONE DI EFFETTUARE CONTROLLI APPROFONDITI ANCHE IN ORDINE AI ' FATTI GENERATORI '  DELL ' ONERE FISCALE EVASO , POICHE IL DIRITTO COMUNITARIO PREVALE SUL DIRITTO INTERNO , NONCHE L ' OBBLIGO DEGLI STATI MEMBRI DI COLLABORARE CON OGNI MEZZO A LORO DISPOSIZIONE ALL ' ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CONTROLLO . AD AVVISO DELLA COMMISSIONE , L ' APPLICABILITA DIRETTA DEL REGOLAMENTO N . 2/71 E DA INTENDERSI NEL SENSO CHE LE NORME DI DIRITTO COMUNITARIO DEBBONO PRODURRE EFFETTI PIENI , QUALI FONTE IMMEDIATA DI DIRITTI E DI OBBLIGHI PER TUTTI COLORO CH ' ESSE RIGUARDANO , CHE SI TRATTI DI SINGOLI O DI STATI MEMBRI . TALI EFFETTI CONCERNONO ANCHE TUTTE LE GIURISDIZIONI CHE , NELL ' AMBITO DELLE LORO COMPETENZE , HANNO PER COMPITO , QUALI ORGANI DI UNO STATO MEMBRO , DI RISPETTARE I POTERI ATTRIBUITI ALLE ISTITUZIONI DAL DIRITTO COMUNITARIO . INOLTRE , LE NORME DI DIRITTO COMUNITARIO , PER IL FATTO STESSO DELLA LORO ENTRATA IN VIGORE , RENDONO ' IPSO JURE '  INAPPLICABILE QUALSIASI DISPOSIZIONE CONTRARIA DELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE ANTERIORE , COMPRESE LE NORME DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE , CHE NON SI POSSONO OPPORRE AL FINE DI ESCLUDERE L ' ESERCIZIO DA PARTE DELLA COMMISSIONE DEL POTERE DI CONTROLLO AD ESSA ATTRIBUITO DAL REGOLAMENTO N . 2/71 .        9 RISPONDENDO AL PARERE , IL GOVERNO ITALIANO HA SOSTENUTO CHE LA COMMISSIONE NON PUO PRETENDERE DI ESSERE ASSOCIATA ALL ' ATTIVITA GIUDIZIARIA ( CUI SONO ESTRANEI ANCHE GLI ORGANI AMMINISTRATIVI DI CONTROLLO DEGLI STATI MEMBRI , CHE PERTANTO NON POSSONO ASSOCIARE LA COMUNITA AD ATTIVITA DALLE QUALI SONO ESSI STESSI ESCLUSI ), NE QUINDI PUO FAR VALERE L ' ASSERITA VIOLAZIONE , NELLA FATTISPECIE , DELL ' ART . 14 DEL REGOLAMENTO N . 2/71 , PER I RITARDI RISULTANTI DAL PASSAGGIO DELLE VERIFICHE DAL LIVELLO AMMINISTRATIVO A QUELLO GIUDIZIARIO .    10 INFORMATA , IL 6 NOVEMBRE 1978 , DELLA CHIUSURA DELL ' ISTRUTTORIA , L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE ITALIANA PRESENTAVA , IN DATA 16 DICEMBRE 1978 , UNA NUOVA RICHIESTA AL GIUDICE ISTRUTTORE .    11 CON ORDINANZA DEL 20 DICEMBRE 1978 , IL GIUDICE ISTRUTTORE CONSENTIVA SOLTANTO L ' ESTRAZIONE DI COPIA DEI CAPI D ' ACCUSA , QUALI RISULTAVANO DALLA FORMULAZIONE DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA . TALE DOCUMENTO VENIVA INVIATO ALLA COMMISSIONE ED E ANNESSO AL CONTRORICORSO .    12 IL 19 GENNAIO 1979 LA COMMISSIONE RICEVEVA COPIA DEI CAPI D ' ACCUSA DEFINITIVI RIGUARDANTI TUTTI GLI IMPUTATI .   SUL POTERE DI CONTROLLO DELLA COMMISSIONE   13 IL GOVERNO ITALIANO SOSTIENE CHE L ' ESERCIZIO DEL POTERE DI CONTROLLO ATTRIBUITO ALLA COMMISSIONE DAL REGOLAMENTO N . 2/71 E POSSIBILE SOLTANTO DAL MOMENTO IN CUI L ' ORGANISMO AMMINISTRATIVO NAZIONALE HA ADEMPIUTO AL PROPRIO COMPITO DI ACCERTAMENTO DELLE RISORSE PROPRIE , HA CIOE DEFINITO L ' AMMONTARE DEL CREDITO METTENDOLO A DISPOSIZIONE DELLE COMUNITA . LA PROCEDURA STABILITA DALLA NORMATIVA COMUNITARIA COMPRENDE , IN EFFETTI , TRE FASI : QUELLA DELL '  ' ACCERTAMENTO '  DELLE RISORSE PROPRIE , QUELLA DELLA ' MESSA A DISPOSIZIONE '  DELLE RISORSE ACCERTATE E QUELLA DELL ' ESECUZIONE DI ' CONTROLLI ' . PERCHE SI APRA LA FASE DEL CONTROLLO , IN CUI LA COMMISSIONE HA IL POTERE DI INTERVENIRE , E NECESSARIO CHE GLI ORGANI AMMINISTRATIVI NAZIONALI ABBIANO ESAURITO LE FASI PRECEDENTI ; SOLTANTO ALLORA LA COMMISSIONE PUO COLLABORARE CON DETTI ORGANI PER VERIFICARE CHE LE RISORSE PROPRIE SIANO STATE ACCERTATE E VERSATE CORRETTAMENTE .        14 LA COMMISSIONE RIBATTE A TALE TESI CHE , PER ESSERE EFFICACE , IL SUO CONTROLLO DEVE POTERSI ESERCITARE DAL MOMENTO IN CUI SI CONSTATA LA SUSSISTENZA DI UN FATTO GENERATORE DI RISORSE PROPRIE . CIO RISULTA DALLE DISPOSIZIONI CHE DISCIPLINANO I CONTROLLI , IN PARTICOLARE DAGLI ARTT . 6 E 14 DEL REGOLAMENTO N . 2/71 .    15 LA CORTE NON PUO ACCOGLIERE L ' ARGOMENTAZIONE DEL GOVERNO ITALIANO , CHE SVUOTEREBBE DEL LORO CONTENUTO LE DISPOSIZIONI DEI TESTI APPLICABILI IN MATERIA . I POTERI DELLA COMMISSIONE SI RIDURREBBERO ALLORA AD UNA SEMPLICE VERIFICA A POSTERIORI DELLA CONTABILITA DELLE RISORSE PROPRIE , CHE GLI STATI MEMBRI SONO OBBLIGATI A TENERE . ORA , L ' ART . 6 DEL REGOLAMENTO N . 2/71 CONTEMPLA UN SISTEMA DI CONTABILITA MENSILE E L ' ART . 9 , N . 2 , PREVEDE CHE OGNI RITARDO NELL ' ACCREDITAMENTO DIA LUOGO AL PAGAMENTO DI INTERESSI DA PARTE DELLO STATO MEMBRO IN QUESTIONE . IL FATTO CHE , AI TERMINI DEL CITATO ART . 6 , I DIRITTI ACCERTATI SONO CONTABILIZZATI NELLE SCRITTURE COMUNITARIE QUALI ENTRATE DA RISCUOTERE ESIGE CHE IL DIRITTO DELLA COMMISSIONE DI CHIEDERE CHE SI PROCEDA A CONTROLLI SUPPLEMENTARI SORGA FIN DA QUEL MOMENTO E QUELLO DI ESSERE ASSOCIATA AI CONTROLLI ATTUATI DAGLI STESSI STATI MEMBRI FIN DAL MOMENTO IN CUI SI SAREBBE DOVUTO EFFETTUARE L ' ACCERTAMENTO .    16 IL GOVERNO ITALIANO NON PUO QUINDI CONTESTARE VALIDAMENTE IL POTERE DELLA COMMISSIONE DI ESERCITARE IL PROPRIO CONTROLLO FIN DALLA FASE DI ' ACCERTAMENTO '  DELLE RISORSE PROPRIE DA PARTE DEL COMPETENTE ORGANISMO DELLO STATO MEMBRO INTERESSATO .   SUL PROBLEMA DEL SEGRETO ISTRUTTORIO   17 DALL ' ESAME DEGLI ARGOMENTI DEDOTTI A SOSTEGNO DEL RICORSO RISULTA CHE LA CRITICA ESSENZIALE DELLA COMMISSIONE RIGUARDA IL RIFIUTO , DA PARTE DELL ' AMMINISTRAZIONE ITALIANA , DI COMUNICARE LE INFORMAZIONI OGGETTO DEL PROCEDIMENTO PENALE E COPERTE PERTANTO DA SEGRETO ISTRUTTORIO . SI PONE QUINDI LA QUESTIONE SE LA NORMATIVA COMUNITARIA IN MATERIA SI POSSA INTERPRETARE NEL SENSO CHE IMPONGA AGLI STATI MEMBRI L ' OBBLIGO DI COMUNICARE INFORMAZIONI DEL GENERE , DEROGANDO , SE DEL CASO , ALLE NORME NAZIONALI SULLA PROCEDURA GIUDIZIARIA .        18 L ' ART . 14 DEL REGOLAMENTO N . 2/71 , RIPRESO DALL ' ART . 18 DEL REGOLAMENTO N . 2891/77 , RECITA :    ' 1 . GLI STATI MEMBRI PROCEDONO ALLE VERIFICHE ED INDAGINI RELATIVE ALL ' ACCERTAMENTO E ALLA MESSA A DISPOSIZIONE DELLE RISORSE PROPRIE . LA COMMISSIONE ESERCITA LE SUE COMPETENZE ALLE CONDIZIONI PREVISTE DAL PRESENTE ARTICOLO .    2.IN QUESTO QUADRO , GLI STATI MEMBRI :   - PROCEDONO AI CONTROLLI SUPPLEMENTARI CHE LA COMMISSIONE PUO LORO CHIEDERE CON RICHIESTA MOTIVATA ;   - ASSOCIANO LA COMMISSIONE , A SUA RICHIESTA , AI CONTROLLI DA ESSI EFFETTUATI .   GLI STATI MEMBRI PRENDONO TUTTE LE MISURE ATTE A FACILITARE TALI CONTROLLI . . . '   19 E IL CASO DI RILEVARE ANZITUTTO CHE I TESTI COMUNITARI APPLICABILI IN MATERIA NON AUTORIZZANO LA COMMISSIONE A PROCEDERE ESSA STESSA A CONTROLLI , MA PREVEDONO CHE LA COMMISSIONE SIA ' ASSOCIATA '  AI CONTROLLI EFFETTUATI DAGLI STATI MEMBRI . NE DISCENDE CHE TALI TESTI NON HANNO L ' EFFETTO DI MODIFICARE DI PER SE STESSE LE PROCEDURE DI CONTROLLO CHE SI APPLICANO NEI DIVERSI STATI MEMBRI .    20 E OPPORTUNO RICORDARE INOLTRE CHE I REGOLAMENTI COMUNITARI NON FANNO MENZIONE DI UNA RELAZIONE FRA I POTERI DI CONTROLLO RELATIVI ALL ' ACCERTAMENTO DELLE RISORSE PROPRIE DA UN LATO , E LE GARANZIE DISPOSTE DALLE LEGISLAZIONI NAZIONALI PER IL BUON SVOLGIMENTO DEI PROCEDIMENTI PENALI , DALL ' ALTRO .    21 DALLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE RISULTA CHE , ALLO STATO ATTUALE DEL DIRITTO COMUNITARIO , I CONTROLLI CHE LA COMMISSIONE PUO CHIEDERE ED AI QUALI DEVE ESSERE ASSOCIATA COMPRENDONO TUTTI QUELLI CUI LE AMMINISTRAZIONI NAZIONALI POSSONO     PROCEDERE , MA CHE NON SI PUO DEDURRE DAI TESTI IN QUESTIONE L ' INTENZIONE DI MODIFICARE I RAPPORTI FRA L ' AMMINISTRAZIONE ED IL POTERE GIUDIZIARIO .    22 SI POSSONO QUINDI FAR VALERE NEI CONFRONTI DELLA COMMISSIONE LE NORME CHE , NELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI DI CARATTERE PENALE , IMPEDISCONO LA COMUNICAZIONE A DETERMINATE PERSONE DI ATTI DEL PROCEDIMENTO PENALE , IN QUANTO LE STESSE RESTRIZIONI SIANO OPPONIBILI ALL ' AMMINISTRAZIONE NAZIONALE .    23 DAL FASCICOLO RISULTA CHE IL GOVERNO ITALIANO , DOPO AVER COLLABORATO CON LA COMMISSIONE NELLA MISURA DELLE SUE POSSIBILITA GIURIDICHE NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO , HA COMUNICATO ALLA COMMISSIONE GLI ELEMENTI COPERTI DAL SEGRETO ISTRUTTORIO NON APPENA IL GIUDICE ISTRUTTORE HA TOLTO IL VINCOLO DEL SEGRETO .    24 SI DEVE QUINDI CONSTATARE CHE L ' ITALIA NON E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI AD ESSA INCOMBENTI IN BASE AL TRATTATO .    25 IL RICORSO VA PERTANTO RESPINTO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  26 AI SENSI DELL ' ART . 69 , PAR  2 , DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA , LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE .    27 POICHE LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE , E CONDANNATA ALLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :   1* IL RICORSO E RESPINTO .   2* LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE .