CELEX: C1999/281/11
Language: it
Date: 1999-10-02 00:00:00
Title: Causa C-272/99: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Granducato del Lussemburgo, presentato il 20 luglio 1999

C 281/6                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          2.10.1999
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       Ricorso del signor B. Connolly contro la sentenza emessa
tro il Granducato del Lussemburgo, presentato il 20 luglio                  il 19 maggio 1999 dal Tribunale di primo grado delle
                                1999                                        Comunità europee (Prima Sezione) nella causa T-203/95,
                                                                            B. Connolly/Commissione delle Comunità europee, pro-
                                                                                                  posto il 20 luglio 1999
                         (Causa C-272/99)
                          (1999/C 281/11)                                                           (Causa C-273/99 PV)
Il 20 luglio 1999 la Commissione delle Comunità europee,                                              (1999/C 281/12)
rappresentata dalla signora Lena Ström, consigliere giuridico,
e dal signor Olivier Couvert-Castéra, membro del servizio
giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussem-            Il 20 luglio 1999 il signor B. Connolly, con avv.ti Jacques
burgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre                     Sambon e Pierre-Paul van Gehuchten, del foro di Bruxelles,
Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia              con domicilio eletto in Lussemburgo presso l’avv. Louis
delle Comunità europee un ricorso contro il Granducato del                  Schiltz, rue du Fort Rheinsheim, 2, ha proposto dinanzi alla
Lussemburgo.                                                                Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                            sentenza emessa il 19 maggio 1999 dal Tribunale di primo
                                                                            grado delle Comunità europee (Prima Sezione) nella causa
La Commissione delle Comunità europee conclude che la                       T-203/95, B. Connolly/Commissione delle Comunità europee.
Corte voglia:
1. constatare che, adottando la legge 15 marzo 1983 avente                  Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
    lo scopo di assicurare la protezione della vita e il benessere
    degli animali, che non assicura una corretta trasposizione                   Annullare la sentenza emessa dal Tribunale di primo grado
    della direttiva del Consiglio 24 novembre 1986,                              delle Communità europee il 19 maggio 1999;
    86/609/CEE, concernente il ravvicinamento delle disposi-
    zioni legislative, regolamentari e amministrative degli
    Stati membri relative alla protezione degli animali a fini                   Statuendo sulla domanda proposta in primo grado dal
    sperimentali o ad altri fini scientifici (1), il Granducato                  ricorrente,
    del Lussemburgo è venuto meno agli obblighi che gli
    incombono ai sensi di tale direttiva e, in particolare, dei
    suoi artt. 5, 7, n. 2, 8, nn. 1 e 3, e 19, n. 5;                             — annullare la decisione 6 settembre 1995, con la quale
                                                                                     è stato instaurato un procedimento disciplinare nei
                                                                                     suoi confronti, la decisione 27 settembre 1995, con
2. condannare il Granducato del Lussemburgo alle spese di                            cui egli è stato sospeso dalle sue funzioni, e la decisione
    causa.                                                                           4 ottobre 1995, con la quale il suo caso è stato
                                                                                     sottoposto alla commissione disciplinare;
Motivi e principali argomenti                                                    — condannare la Commissione a versargli la somma di
                                                                                     750 000 BEF come risarcimento del danno materiale e
— Violazione dell’art. 5 della direttiva: la menzionata legge                        morale da lui subito in conseguenza della campagna di
    lussemburghese, su numerosi punti, non soddisfa gli                              stampa e delle affermazioni diffamatorie di cui è stato
    obblighi posti dalla direttiva.                                                  vittima;
— Violazione dell’art. 7, n. 2, della direttiva: dalla legge
    lussemburghese non emerge chiaramente che l’impiego di                       — disporre la pubblicazione del dispositivo dell’emanan-
    un «animale la cui sensibilità e sviluppo neurologico sono                       da sentenza a spese della Commissione nei quotidiani
    minori» possa costituire un’alternativa a una «soluzione                         The Times, The Daily Telegraph e The Financial Times;
    alternativa ragionevole», solo nel caso in cui si tratti di
    animali non contemplati dall’art. 2, punto a), della direttiva.
                                                                                 — condannare la Commissione a tutte le spese giudiziali.
— Violazione dell’art. 19, n. 5, della direttiva: l’assenza
    dell’obbligo di indicare in un registro la provenienza e la
    data di arrivo di tutti gli animali acquistati priva le autorità
    competenti in ampia misura della possibilità di assicurarsi             Motivi e principali argomenti
    che gli animali utilizzati provvengono da allevamenti o da
    fornitori autorizzati ai sensi dell’art. 15 della direttiva, o
    che siano stati regolarmente allevati nello stabilimento                Violazione del diritto comunitario:
    dell’utilizzatore conformemente all’art. 20 della direttiva.
                                                                            — Difetto di motivazione, errata interpretazione dell’art. 88,
                                                                                 prima comma, dello Statuto del personale: il Tribunale non
(1) GU L 358 del 18.12.1986, pag. 1.                                             ha tenuto conto del fatto che l’obbligo di motivazione
                                                                                 impone all’APN non solo di specificare la mancanza grave
                                                                                 ascritta al dipendente interessato, ma anche di spiegare
                                                                                 perché tale mancanza grave rende necessaria l’immediata
                                                                                 sospensione del dipendente dalle sue funzioni.