CELEX: 42006X1227(05)
Language: it
Date: 2006-12-27 00:00:00
Title: Regulation No 49 of the Economic Commission for Europe of the United Nations (UN/ECE) — Uniform provisions concerning the approval of compression-ignition (C.I.) and natural gas (NG) engines as well as positive-ignition (P.I.) engines fuelled with liquefied petroleum gas (LPG) and vehicles equipped with c.i. and ng engines and P.I. engines fuelled with lpg, with regard to the emissions of pollutants by the engine

27.12.2006        IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/1
                                                                I
                            (Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità)
                   Regolamento n. 49 della Commissione economica per l’Europa delle
                        Nazioni Unite (UN/ECE) — Disposizioni uniformi relative
                  all’omologazione dei motori ad accensione spontanea e a gas naturale
                  (GN) nonché dei motori ad accensione comandata alimentati con gas
                       di petrolio liquefatto (GPL) e dei veicoli muniti di motore ad
                   accensione spontanea e a GN e di motore ad accensione comandata
                    alimentato a GPL, per quanto riguarda le emissioni inquinanti del
                                                           motore
                                                        Revisione 3
    Comprendente:
    Serie di emendamenti 01 - data di entrata in vigore: 14 maggio 1990
    Serie di emendamenti 02 - data di entrata in vigore: 30 dicembre 1992
    Rettifica 1 alla serie di emendamenti 02 oggetto della notifica del depositario
       C.N.232.1992.TREATIES-32 dell’11 settembre 1992
    Rettifica 2 alla serie di emendamenti 02 oggetto della notifica del depositario
       C.N.353.1995.TREATIES-72 del 13 novembre 1995
    Rettifica 1 alla revisione 2 (erratum – solo versione inglese)
    Supplemento 1 alla serie di emendamenti 02 - data di entrata in vigore: 18 maggio1996
    Supplemento 2 alla serie di emendamenti 02 - data di entrata in vigore: 28 agosto 1996
    Rettifica 1 al supplemento 1 alla serie di emendamenti 02 oggetto della notifica del depositario
    C.N.426.1997.TREATIES-96 del 21 novembre 1997
    Rettifica 2 al supplemento 1 alla serie di emendamenti 02 oggetto della notifica del depositario
       C.N.272.1999.TREATIES-2 del 12 aprile 1999
    Rettifica 1 al supplemento 2 alla serie di emendamenti 02 oggetto della notifica del depositario
       C.N.271.1999.TREATIES-1 del 12 aprile 1999
    Serie di emendamenti 03 - data di entrata in vigore: 27 dicembre 2001
    Serie di emendamenti 04 - data di entrata in vigore: 31 gennaio 2003
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   1.      CAMPO DI APPLICAZIONE
           Il presente regolamento si applica all’emissione di inquinanti gassosi e di particolato
           prodotti dai motori ad accensione spontanea e a GN, nonché dai motori ad accensione
           comandata alimentati a GPL, utilizzati per la propulsione di veicoli a motore aventi
           velocità massima di progetto superiore a 25 km/h delle categorie 1/ 2/ M1 con massa
           totale superiore a 3,5 tonnellate, M2, M3, N1, N2 ed N3.
   2.      DEFINIZIONI E ABBREVIAZIONI
           Ai fini del presente regolamento si intende per:
   2.1.     "ciclo di prova" una sequenza di punti di prova aventi ciascuno un regime e una coppia
            definite da far seguire al motore in condizioni operative stazionarie (prova ESC) o
            transienti (prove ETC, ELR);
   2.2.     "omologazione di un motore (di una famiglia di motori)" l’omologazione di un tipo di
            motore (famiglia di motori) relativamente al livello di emissione di inquinanti gassosi
            e di particolato;
   2.3.     "motore diesel" un motore che funziona secondo il principio dell’accensione
            spontanea;
            "motore a gas" un motore alimentato con gas naturale (GN) o gas di petrolio liquefatto
            (GPL);
   2.4.     "tipo di motore" una categoria di motori che non differiscono per quanto riguarda
            aspetti essenziali quali le caratteristiche del motore definite nell’allegato 1 del presente
            regolamento;
   2.5.     "famiglia di motori" un raggruppamento, operato dal costruttore, comprendente motori
            che, in base alle caratteristiche di progetto definite nell’allegato 1, appendice 2 del
            presente regolamento, hanno caratteristiche di emissione allo scarico simili; tutti i
            componenti della famiglia devono essere conformi ai valori limite di emissione
            applicabili;
   2.6.     "motore capostipite" un motore scelto all’interno della famiglia di motori in modo che
            le sue caratteristiche di emissione siano rappresentative di tale famiglia di motori;
        1/     Conformemente all’allegato 7 della risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3),
               (TRANS/WP.29/78/Rev.1/Amend.2).
        2/     I motori usati dai veicoli a motore delle categorie N1, N2 e M2 non sono omologati in applicazione del
               presente regolamento a condizione se sono omologati in applicazione del regolamento n. 83.
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    2.7.      "inquinanti gassosi" monossido di carbonio, idrocarburi (assumendo un rapporto CH
              pari a 1,85 per il carburante diesel, 2,525 per il GPL e per la molecola CH3O un
              rapporto pari a 0,5 per i motori ad accensione spontanea a etanolo), idrocarburi diversi
              dal metano (assumendo un rapporto CH pari a 1,85 per il carburante diesel, 2,525 per
              il GPL e 2,93 per il GN), metano (assumendo un rapporto CH pari a 4 per il GN) e
              ossidi di azoto, questi ultimi espressi in biossido di azoto (NO2) equivalente;
              "particolato" qualsiasi materiale raccolto su un materiale filtrante specificato dopo
              diluizione dello scarico con aria filtrata e pulita in modo che la temperatura non superi
              i 325 K (52°C);
    2.8.      "fumo" le particelle sospese nel flusso di gas di scarico di un motore diesel che
              assorbono, riflettono o rifrangono la luce;
    2.9.      "potenza netta" la potenza in kW ECE ottenuta sul banco di prova all’estremità
              dell’albero a gomiti, o suo equivalente, misurata secondo il metodo di misurazione
              della potenza definito nel regolamento n. 24.
    2.10.  "potenza massima (Pmax) dichiarata" la potenza massima in kW ECE (potenza netta)
           dichiarata dal costruttore nella domanda di omologazione;
    2.11.  "carico percentuale" la frazione della coppia massima disponibile ad un dato regime del
           motore;
    2.12.  "prova ESC" un ciclo di prova costituito da 13 modalità a regime stazionario da applicare
           conformemente al punto 5.2 del presente regolamento;
    2.13.  "prova ELR" un ciclo di prova costituito da una sequenza di aumenti di carico a regimi
           costanti del motore da applicare conformemente al punto 5.2 del presente regolamento;
    2.14.  "prova ETC" un ciclo di prova costituito da 1800 modalità in regime transiente,
           normalizzate secondo per secondo, da applicare conformemente al punto 5.2 del presente
           regolamento;
    2.15.  "intervallo del regime di funzionamento del motore" l’intervallo di regime del motore più
           frequentemente utilizzato durante il funzionamento del motore sul campo e compreso tra
           il basso e l’alto regime, definiti nell’allegato 4 del presente regolamento;
    2.16.  "basso regime (nlo)" il più basso regime di rotazione del motore al quale si ottiene il 50
           per cento della potenza massima dichiarata;
    2.17.  "alto regime (nhi)" il più alto regime di rotazione del motore al quale si ottiene il 70 per
           cento della potenza massima dichiarata;
    2.18.  "regimi A, B e C del motore" i regimi di prova all’interno dell’intervallo del regime di
           funzionamento del motore da usare per la prova ESC e per la prova ELR, conformemente
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         all’allegato 4, appendice 1 del presente regolamento;
   2.19. "area di controllo" l’area compresa tra i regimi A e C del motore e tra il 25 e il 100 per
         cento di carico;
   2.20. "regime di riferimento (nref)" il regime da impiegare come valore pari al 100 per cento
         per denormalizzare i valori del regime relativo della prova ETC, conformemente
         all’allegato 4, appendice 2 del presente regolamento;
   2.21. "opacimetro" lo strumento progettato per misurare l’opacità di particelle di fumo
         mediante il principio di estinzione della luce;
   2.22. "gruppo di gas GN" uno dei gruppi H o L definiti nella norma europea EN 437 del
         novembre 1993;
   2.23. "autoadattabilità" qualsiasi dispositivo del motore che permette di mantenere costante il
         rapporto aria/carburante;
   2.24. "ritaratura" la regolazione fine di un motore a GN in modo che fornisca le stesse
         prestazioni (potenza, consumo di carburante) con gas naturale di un gruppo differente;
   2.25.  "indice di Wobbe (inferiore Wl; o superiore Wu)" il rapporto tra il potere calorifico di
          un gas per unità di volume e la radice quadrata della sua densità relativa nelle stesse
          condizioni di riferimento:
                                W    =  H  gas   X       ρ  air / ρ gas
   2.26.  "fattore di spostamento λ (Sλ)" l’espressione che descrive la flessibilità richiesta ad un
          sistema di gestione del motore relativamente alla capacità di variare il rapporto di
          eccesso d’aria λ allorché il motore è alimentato con una composizione di gas diversa dal
          metano puro (per il calcolo di Sλ cfr. allegato 8).
   2.27.  "EEV" (Enhanced Environmentally Friendly Vehicle, veicolo ecologico migliorato) un
          tipo di veicolo azionato da un motore conforme ai valori limite di emissione facoltativi
          indicati nella riga C delle tabelle di cui al punto 5.2.1 del presente regolamento;
   2.28.  "impianto di manipolazione (defeat device)" un dispositivo che misura, rileva o reagisce
          a variabili di funzionamento (per es. la velocità del veicolo, il regime del motore, la
          marcia innestata, la temperatura, la pressione di aspirazione od ogni altro parametro) al
          fine di attivare, modulare, ritardare o disattivare il funzionamento di qualsiasi
          componente o funzione del sistema di controllo delle emissioni, in modo da diminuire
          l’efficacia del sistema di controllo delle emissioni in condizioni che si verificano
          durante la normale utilizzazione del veicolo, a meno che l’utilizzazione di tale
          dispositivo sia parte integrante delle procedure di prova applicate per la certificazione
          delle emissioni;
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    2.29.       "dispositivo ausiliario di controllo" un sistema, una funzione o una strategia di controllo
                installato in un motore o in un veicolo e utilizzato per proteggere il motore e/o i suoi
                accessori da condizioni di funzionamento che potrebbero danneggiarlo o per facilitare
                l’avviamento del motore. Un dispositivo ausiliario di controllo può anche essere una
                strategia o una misura di cui sia stato dimostrato che non costituisce un impianto di
                manipolazione;
    2.30.       "strategia contraddittoria di controllo delle emissioni" qualsiasi strategia o mezzo che,
                quando il veicolo è in funzione in condizioni d’utilizzazione normali, riduce l’efficacia
                del sistema di controllo delle emissioni a un livello inferiore a quello prevedibile
                secondo le procedure applicabili di prova delle emissioni.
                             Figura 1: definizioni specifiche dei parametri di prova
    Net power (% of net Pmax):   potenza netta (% di Pmax netta)
    50 % of Pmax:                50 % di Pmax
    Control area:                area di controllo
    70 % of Pmax:                70 % di Pmax
    idle:                        minimo
    Engine speed:                regime del motore
    2.31.         Simboli e abbreviazioni
    2.31.1.       Simboli dei parametri di prova
                  Simbolo       Unità               Definizione
                 AP             m²                  Area della sezione trasversale della sonda di
                                                    campionamento isocinetico
                 AT             m²                  Area della sezione trasversale del condotto di scarico
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        Simbolo   Unità               Definizione
        CEE         -                 Efficienza riferita all’etano
        CEM       -                   Efficienza riferita al metano
        C1        -                   Idrocarburo carbonio 1 equivalente
        conc       ppm / vol%         Pedice indicante la concentrazione
        D0         m³/s               Intercetta della funzione di taratura della PDP
        DF         -                  Fattore di diluizione
        D          -                  Costante della funzione di Bessel
        E          -                  Costante della funzione di Bessel
        EZ         g/kWh              Emissione di NOx interpolata del punto di controllo
        fa         -                  Fattore atmosferico del laboratorio
        fc         s-1                Frequenza di taglio del filtro di Bessel
        FFH        -                  Fattore specifico per il carburante per il calcolo della
                                      concentrazione su umido a partire dalla
                                      concentrazione su secco
        FS         -                  Fattore stechiometrico
        GAIRW      kg/h               Portata massica di aria di aspirazione su umido
        GAIRD      kg/h               Portata massica di aria di aspirazione su secco
        GDILW      kg/h               Portata massica di aria di diluizione su umido
        GEDFW      kg/h               Portata massica di gas di scarico diluito equivalente
                                      su umido
        GEXHW      kg/h               Portata massica di gas di scarico su umido
        GFUEL      kg/h               Portata massica di carburante
        GTOTW      kg/h               Portata massica di gas di scarico diluito su umido
        H          MJ/m³              Potere calorifico
        HREF       g/kg               Valore di riferimento dell’umidità assoluta
                                      (10,71g/kg)
        Ha         g/kg               Umidità assoluta dell’aria di aspirazione
        Hd         g/kg               Umidità assoluta dell’aria di diluizione
        HTCRA      mol/mol            Rapporto idrogeno/carbonio
                T
        i          -                  Pedice indicante una singola modalità
        K          -                  Costante di Bessel
        k          m-1                Coefficiente di assorbimento della luce
        KH,D       -                  Fattore di correzione del valore di NOx in funzione
                                      dell’umidità per motori diesel
        KH,G       -                  Fattore di correzione del valore di NOx in funzione
                                      dell’umidità per motori a gas
        KV                            Funzione di taratura del CFV
        KW,a       -                  Fattore di correzione da secco a umido per l’aria di
 ---pagebreak--- 27.12.2006 IT               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/7
           Simbolo Unità               Definizione
                                       aspirazione
           KW,d    -                   Fattore di correzione da secco a umido per l’aria di
                                       diluizione
           KW,e    -                   Fattore di correzione da secco a umido per il gas di
                                       scarico diluito
           KW,r    -                   Fattore di correzione da secco a umido per il gas di
                                       scarico grezzo
           L       %                   Coppia percentuale riferita alla coppia massima per il
                                       motore di prova
           La      M                   Lunghezza efficace del cammino ottico
           m                           Coefficiente angolare della funzione di taratura della
                                       PDP
           mass    g/h or g            Pedice indicante la portata massica o il flusso
                                       massico delle emissioni
           MDIL    Kg                  Massa del campione di aria di diluizione passata
                                       attraverso i filtri di campionamento del particolato
           Md      Mg                  Massa del campione di particolato raccolto dall’aria
                                       di diluizione
           Mf      Mg                  Massa del campione di particolato raccolto
           Mf,p    Mg                  Massa del campione di particolato raccolto sul filtro
                                       principale
           Mf,b    Mg                  Massa del campione di particolato raccolto sul filtro
                                       di sicurezza
           MSAM    Kg                  Massa del campione di scarico diluito passato
                                       attraverso i filtri di campionamento del particolato
           MSEC    Kg                  Massa dell’aria di diluizione secondaria
           MTOTW   Kg                  Massa CVS totale nell’arco del ciclo, su umido
           MTOTW,i Kg                  Massa CVS istantanea su umido
           N       %                   Opacità
           NP      -                   Giri totali della PDP su tutto il ciclo
           NP,i    -                   Giri della PDP nel corso di un intervallo di tempo
           n       min-1               Regime del motore
           nP      s-1                 Velocità della PDP
           nhi     min-1               Regime alto del motore
           nlo     min-1               Regime basso del motore
           nref    min-1               Regime di riferimento del motore per la prova ETC
           pa      kPa                 Pressione di vapore di saturazione dell’aria di
                                       aspirazione del motore
           pA      kPa                 Pressione assoluta
           pB      kPa                 Pressione atmosferica totale
           pd      kPa                 Pressione di vapore di saturazione dell’aria di
                                       diluizione
           ps      kPa                 Pressione atmosferica a secco
           p1      kPa                 Depressione all’entrata della pompa
           P(a)    kW                  Potenza assorbita dai dispositivi applicati per la
 ---pagebreak--- L 375/8 IT             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
        Simbolo Unità             Definizione
                                  prova
        P(b)    kW                Potenza assorbita dai dispositivi rimossi per la prova
        P(n)    kW                Potenza netta non corretta
        P(m)    kW                Potenza misurata al banco di prova
        Ω       -                 Costante di Bessel
        Qs      m³/s              Portata volumica CVS
        q       -                 Rapporto di diluizione
        r       -                 Rapporto tra l’area della sezione trasversale della
                                  sonda isocinetica e quella del condotto di scarico
        Ra      %                 Umidità relativa dell’aria di aspirazione
        Rd      %                 Umidità relativa dell’aria di diluizione
        Rf      -                 Fattore di risposta del FID
        ρ       kg/m³             Densità
        S       kW                Regolazione del dinamometro
        Si      m-1               Indice di fumo istantaneo
        Sλ      -                 Fattore di spostamento λ
        T       K                 Temperatura assoluta
        Ta      K                 Temperatura assoluta dell’aria di aspirazione
        t       S                 Tempo di misurazione
        te      S                 Tempo di risposta elettrica
        tf      S                 Tempo di risposta del filtro per la funzione di Bessel
        tp      S                 Tempo di risposta fisica
        ∆t      S                 Intervallo di tempo tra successivi dati di fumo
                                  (= 1/frequenza del campionamento)
        ∆ti     S                 Intervallo di tempo per il flusso istantaneo nel CFV
        τ       %                 Trasmittanza del fumo
        V0      m³/rev            Portata volumica della PDP nelle condizioni effettive
        W       -                 Indice di Wobbe
        Wact    kWh               Lavoro nel ciclo effettivo dell’ETC
        Wref    kWh               Lavoro nel ciclo di riferimento dell’ETC
        WF      -                 Fattore di ponderazione
        WFE     -                 Fattore di ponderazione effettivo
        X0      m³/rev            Funzione di taratura della portata volumica della PDP
        Yi      m-1               Indice di fumo medio di Bessel misurato su 1 s
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/9
    2.31.2.  Simboli dei componenti chimici
             CH4              Metano
             C2H6             Etano
             C2H5OH           Etanolo
             C3H8             Propano
             CO               Monossido di carbonio
             DOP              Diottilftalato
             CO2              Biossido di carbonio
             HC               Idrocarburi
             NMHC             Idrocarburi diversi dal metano
             NOx              Ossidi di azoto
             NO               Ossido nitrico
             NO2              Biossido di azoto
             PT               Particolato”
    2.31.3.  Abbreviazioni
             CFV             Venturi a flusso critico
             CLD             Rivelatore a chemiluminescenza
             ELR             Prova europea di risposta al carico
             ESC             Ciclo europeo in condizioni operative stazionarie
             ETC             Ciclo europeo in condizioni operative transienti
             FID             Rivelatore a ionizzazione di fiamma
             GC              Gascromatografo
             HCLD            Rivelatore a chemiluminescenza riscaldato
             HFID            Rivelatore a ionizzazione di fiamma riscaldato
             GPL             Gas di petrolio liquefatto
             NDIR            Analizzatore a infrarossi non dispersivo
             GN              Gas naturale
             NMC             Cutter idrocarburi diversi dal metano”
    3.      DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
    3.1.    Domanda di omologazione di un motore in quanto entità tecnica
    3.1.1.  La domanda di omologazione di un motore relativamente al livello dell’emissione di
            inquinanti gassosi e di particolato deve essere presentata dal costruttore del motore o da
            un suo mandatario.
    3.1.2.  La domanda deve essere accompagnata dai documenti necessari, in triplice copia. Deve
            includere almeno le caratteristiche fondamentali del motore di cui all’allegato 1 del
            presente regolamento.
    3.1.3.  Al servizio tecnico responsabile dell’esecuzione delle prove di omologazione definite
 ---pagebreak--- L 375/10      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     27.12.2006
             nel punto 5 deve essere presentato un motore conforme alle caratteristiche del "tipo di
             motore" descritto nell’allegato 1.
   3.2.      Domanda di omologazione di un tipo di veicolo relativamente al motore
   3.2.1.    La domanda di omologazione di un veicolo per quanto concerne l’emissione di
             inquinanti gassosi e di particolato prodotti dal suo motore deve essere presentata dal
             costruttore del veicolo o da un suo mandatario.
   3.2.2.    La domanda deve essere accompagnata dai documenti necessari, in triplice copia, e
             includere almeno quanto segue:
   3.2.2.1.  caratteristiche fondamentali del motore di cui all’allegato 1;
   3.2.2.2.  descrizione dei componenti correlati al motore di cui all’allegato 1;
   3.2.2.3.  copia della scheda di comunicazione relativa all’omologazione (allegato 2A) per il tipo
             di motore installato.
   3.3.     Domanda di omologazione di un tipo di veicolo con motore omologato
   3.3.1.   La domanda di omologazione di un veicolo per quanto concerne l’emissione di
            inquinanti gassosi e di particolato prodotti dal motore o famiglia di motori diesel
            omologati e per quanto concerne il livello dell’emissione di inquinanti gassosi prodotti
            dal motore o famiglia di motori a gas omologati deve essere presentata dal costruttore
            del veicolo o da un suo mandatario.
   3.3.2.   La domanda deve essere accompagnata dai documenti necessari, in triplice copia, e dalle
            seguenti informazioni:
   3.3.2.1. descrizione del tipo di veicolo e delle parti del veicolo correlate al motore compresi i
            dati di cui all’allegato 1, se del caso, e copia della scheda di comunicazione
            dell’omologazione (allegato 2a) relativa al motore o alla famiglia di motori, a seconda
            dei casi, in quanto entità tecnica installata nel tipo di veicolo.
   4.        OMOLOGAZIONE
   4.1.      Omologazione per carburante universale
             Ai fini della concessione dell’omologazione per carburante universale devono essere
             soddisfatte le seguenti prescrizioni.
   4.1.1.   Nel caso del carburante diesel: se a norma dei punti 3.1, 3.2 o 3.3 del presente
            regolamento il motore o veicolo soddisfa le prescrizioni dei punti 5, 6 e 7 successivi con
            il carburante di riferimento specificato nell’allegato 5 del presente regolamento,
            l’omologazione di quel tipo di motore o veicolo deve essere concessa.
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/11
    4.1.2.   Nel caso del gas naturale si deve dimostrare che il motore capostipite è in grado di
             adattarsi a qualsiasi composizione di carburante reperibile sul mercato. Come gas
             naturale sono disponibili in genere due tipi di carburante, ad elevato potere calorifico
             (gas H) e a basso potere calorifico (gas L); entrambi i gruppi, tuttavia, presentano una
             significativa variabilità e comprendono gas che differiscono in modo significativo per
             quanto riguarda il contenuto energetico espresso dall’indice di Wobbe e per quanto
             riguarda il fattore di spostamento λ (Sλ). Le formule per il calcolo dell’indice di Wobbe
             e di Sλ sono riportate ai punti 2.25 e 2.26. I gas naturali con fattore di spostamento λ
             compreso tra 0,89 e 1,08 (0,89 ≤ Sλ ≤ 1,08) sono considerati come appartenenti al
             gruppo H, mentre i gas naturali con fattore di spostamento λ compreso tra 1,08 e 1,19
             (1,08 ≤ Sλ ≤ 1,19) sono considerati come appartenenti al gruppo L. La composizione dei
             carburanti di riferimento riflette le variazioni di Sλ.
             Il motore capostipite deve rispettare i requisiti del presente regolamento con i carburanti
             di riferimento GR (carburante 1) e G25 (carburante 2), quali specificati nell’allegato 6,
             senza alcuna regolazione di adeguamento al carburante tra le due prove. Tuttavia, dopo
             il cambio del carburante è ammesso un periodo di adattamento su tutto un ciclo ETC
             senza misure. Prima della prova, il motore capostipite deve essere rodato con la
             procedura indicata all’appendice 2, punto 3, dell’allegato 4.
    4.1.2.1. A richiesta del costruttore, il motore può essere provato con un terzo carburante
             (carburante 3) se il fattore di spostamento λ (Sλ) è compreso tra 0,89 (ossia il gruppo
             inferiore del GR) e 1,19 (ossia il gruppo superiore del G25), per esempio quando il
             carburante 3 sia un carburante disponibile sul mercato. I risultati di questa prova
             possono essere utilizzati come base per la valutazione della conformità della
             produzione.
    4.1.3.   Nel caso di un motore alimentato a gas naturale autoadattabile al gruppo dei gas H da
             una parte e al gruppo dei gas L dall’altra, e che effettua il passaggio dal gruppo H al
             gruppo L e viceversa mediante un commutatore, il motore capostipite deve essere
             provato con il carburante di riferimento pertinente specificato nell’allegato 6 per ciascun
             gruppo, in ciascuna posizione del commutatore. I carburanti sono GR (carburante 1) e
             G23 (carburante 3) per il gruppo di gas H e G25 (carburante 2) e G23 (carburante 3) per
             il gruppo di gas L. Il motore capostipite deve essere conforme alle prescrizioni del
             presente regolamento in entrambe le posizioni del commutatore senza alcuna
             regolazione di adeguamento al carburante tre le due prove nella rispettiva posizione del
             commutatore. Tuttavia, dopo il cambio del carburante è ammesso un periodo di
             adattamento su tutto un ciclo ETC senza misure. Prima della prova, il motore
             capostipite deve essere rodato con la procedura indicata al punto 3, appendice 2
             dell’allegato 4.
    4.1.3.1. A richiesta del costruttore, il motore può essere provato con un terzo carburante invece
             del G23 (carburante 3) se il fattore di spostamento λ (Sλ) è compreso tra 0,89 (ovvero il
             gruppo inferiore del GR) e 1,19 (ovvero il gruppo superiore del G25), per esempio
             quando il carburante 3 sia un carburante disponibile sul mercato. I risultati di questa
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            prova possono essere utilizzati come base per la valutazione della conformità della
            produzione.
   4.1.4.    Nel caso dei motori a gas naturale, il rapporto dei risultati di emissione "r" viene
             determinato come segue per ciascun inquinante:
                          r = risultato di emissione con il carburante di riferimento 2
                               risultato di emissione con il carburante di riferimento1
                 o
                          ra = risultato di emissione con il carburante di riferiment o 2
                                risultato di emissione con il carburante di riferiment o 3
   e
                          rb = risultato di emissione con il carburante di riferiment o 1
                                risultato di emissione con il carburante di riferiment o 3
   4.1.5.    Nel caso del GPL, si deve dimostrare che il motore capostipite è in grado di adattarsi a
             qualsiasi composizione di carburante che si possa trovare sul mercato. Nel caso del
             GPL vi sono variazioni della composizione C3/C4. I carburanti di riferimento riflettono
             queste variazioni. Il motore capostipite deve essere conforme ai requisiti di emissione
             con i carburanti di riferimento A e B specificati nell’allegato 7 senza alcuna regolazione
             di adeguamento al carburante tra le due prove. Tuttavia, dopo il cambio del carburante
             è ammesso un periodo di adattamento su tutto un ciclo ETC senza misure. Prima della
             prova, il motore capostipite deve essere rodato con la procedura indicata all’appendice
             2, punto 3, dell’allegato 4.
   4.1.5.1.  Il rapporto dei risultati di emissione "r" viene determinato come segue per ciascun
             inquinante:
                            risu ltato di emissione con il carburante di riferiment o B
                       r=
                            risultato di emissione con il carburante di riferiment o A
   4.2.      Concessione dell’omologazione per un gruppo di carburanti limitato
             Ai fini della concessione dell’omologazione per un gruppo di carburanti limitato
             devono essere soddisfatte le seguenti prescrizioni.
   4.2.1.    Omologazione per quanto riguarda le emissioni allo scarico di un motore funzionante
             con gas naturale e predisposto per funzionare o con i gas del gruppo H o con i gas del
             gruppo L.
             Il motore capostipite deve essere provato con il carburante di riferimento pertinente
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 375/13
              specificato nell’allegato 6 per il gruppo corrispondente. I carburanti sono GR
              (carburante 1) e G23 (carburante 3) per i gas del gruppo H, e G25 (carburante 2) e G23
              (carburante 3) per i gas del gruppo L. Il motore capostipite deve essere conforme ai
              requisiti del presente regolamento senza alcuna regolazione di adeguamento al
              carburante tra le due prove. Tuttavia, dopo il cambio del carburante è ammesso un
              periodo di adattamento su tutto un ciclo ETC senza misure. Prima della prova, il
              motore capostipite deve essere rodato con la procedura indicata all’appendice 2, punto
              3, dell’allegato 4.
    4.2.1.1. A richiesta del costruttore, il motore può essere provato con un terzo carburante invece
             del G23 (carburante 3) se il fattore di spostamento λ (Sλ) è compreso tra 0,89 (ovvero il
             gruppo inferiore del GR) e 1,19 (ovvero il gruppo superiore del G25), per esempio
             quando il carburante 3 sia un carburante disponibile sul mercato. I risultati di questa
             prova possono essere utilizzati come base per la valutazione della conformità della
             produzione.
    4.2.1.2.  Il rapporto dei risultati di emissione "r" viene determinato come segue per ciascun
             inquinante:
                             r = risu ltato di emissione con il carburante di riferiment o 2
                                 risu ltato di emissione con il carburante di riferiment o 1
                  o
                            ra = risu ltato di emissione con il carburante di riferiment o 2
                                  risu ltato di emissione con il carburante di riferiment o 3
                  e
                                rb = risu ltato di emissione con il carburante di riferiment o 1
                                      risu ltato di emissione con il carburante di riferiment o 3
    4.2.1.3.  Alla consegna al cliente, il motore deve recare una targhetta (cfr. punto 4.11) indicante
              il gruppo di gas per il quale il motore è omologato.
    4.2.2.    Omologazione per quanto riguarda le emissioni allo scarico di un motore funzionante a
              gas naturale o GPL e predisposto per funzionare con una composizione specifica di
              carburante.
    4.2.2.1.  Il motore capostipite deve essere conforme ai requisiti di emissione con i carburanti di
              riferimento GR e G25 nel caso del gas naturale, o con i carburanti di riferimento A e B
              nel caso del GPL, specificati nell’allegato 7.
 ---pagebreak--- L 375/14     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
            Tra una prova e l’altra è ammessa la registrazione del sistema di alimentazione. Questa
            registrazione consiste in una ritaratura della base di dati del sistema di alimentazione,
            senza alcuna modifica della strategia di controllo o della struttura fondamentale della
            base di dati. Se necessario, è ammessa la sostituzione di parti che influiscono
            direttamente sulla portata di carburante (come gli ugelli dell’iniettore).
   4.2.2.2. Se il costruttore lo desidera, il motore può essere provato con i carburanti di riferimento
            GR e G23 o con i carburanti di riferimento G25 e G23, nel qual caso l’omologazione è
            valida solo per i gas del gruppo H o per i gas del gruppo L, rispettivamente.
   4.2.2.3. Alla consegna al cliente, il motore deve recare una targhetta (cfr. punto 4.11) indicante
            la composizione del carburante per la quale il motore è stato tarato.
 ---pagebreak--- L 375/15
                                                                                                                                                                                                                                                  L
                                                     L oppurg li rep                                                            91,1 -                                                                                                      oppurg led
                                                                                                       98,0 = λS es ,32G led ecevni                                                                                                          sag i o H
                                         )otacrem lus.brac o 32G( 3 .brac                 2             )3( otacrem lus elibinopsid                                                                                                         oppurg led
                                                  )52G( 2 .brac
                                                                            = ar
                                                                                                                   etnarubrac nu noc                                                                                                         sag i noc
                                                                                   L oppurg li rep 2     otavorp eresse òup erotom                                                                                                          eranoiznuf
                                                          o                               o             li erotturtsoc led atseihcir a                                                                                                         rep o
                                                    H oppurg li rep                H oppurg li rep 2     L rep )3( 32G e )2( 52G                                                                                                            tsopsiderp
                                         )otacrem lus.brac o 32G( 3.brac                                              o                                                                                                                         NG
                                                                            = br                         H rep )3( 32G e )1( RG                                                                                                             a erotoM 1
                                                   )RG( 1 .brac                                                                                                                                                                             .2.4 otnup
                                                                                                                                                                                                                                                .rfC
                                                                                                                                                                                                                              91,1
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                                                                                                                                                                                                                     - 98,0 = λS es ,32G
                                                                                                                                                                                                                  led ecevni )3( otacrem         er
                                                                                                                                                                                                    4                   lus elibinopsid     otatummoc
                                                                                                                                         )otacrem lus .psid o 32G( 3 .brac
                                                                                                                                                                                    = ar                              etnarubrac nu noc       noc elib
                                                                                                                                                        )52G(2 .brac                           erotatummoc           otavorp eresse òup     attadaotua
                                                                                                                                                                                               led enoizisop        erotom li erotturtsoc       NG
                                                                                                                                             )otacrem lus .psid o 32G( 3 .brac                avittepsir allen           led atseihcir a    a erotoM 3
                                                                                                                                         e               )RG( 1 .brac
                                                                                                                                                                                     = br    L oppurg li rep 2                  L           .1.4 otnup
                                                                                                                                                                                            e H oppurg li rep 2   rep )3( 32G e )2( 52G         .rfC
                                                                                                                                                                                                                                e
                                                                                                                                                                                                                                H
                                                                                                                                                                                                                   rep )3( 32G e )1( RG
                                                                                                                                         )otacrem lus .psid o 32G( 3 .brac
                                                                                                                                                                                     = br                                                   etnarubrac
                                                                                                                                                         )RG( 1 .brac                                               91,1 – 98,0 = λS es        id eno
                                                                                                                                                                  e                                                   ,)3( otacrem lus      izisopmoc
                                                                                                                                               )otacrem lus .psid( 3 .brac
                                                                                                                                                                                                 )3 .xam(         elibinopsid etnarubrac     isaislauq
                                                                                                                                                                                 = ar                                 eroiretlu nu noc          a elib
                                                                                                                                                        )52G(2 .brac
                                                                                                                                                                                                    2               otavorp eresse òup      attadaotua
                                                                                                                                                             etnarubrac                                            erotom li erotturtsoc         NG
                                                                                                                                              eroiretlu nu noc otavorp è erotom li es ,e                               led atseihcir a      a erotoM 2
                                                                                                                                                         )RG(1 .brac                                                 )2( 52G e )1( RG       .1.4 otnup
                                                                                                                                                                     =r                                                                          .rfC
                                                                                                                                                        )52G(2 .brac
                                                                                                                otatimil                                                                                               elasrevinu
   IT
                                                                                       etiugese          itnarubrac id oppurg                                                                etiugese evorp         etnarubrac rep
                                                     "r"" id oloclaC               evorp id oremuN     nu rep enoizagolomo’lled                             "r" id oloclaC                     id oremuN           enoizagolomo’lled
                                                                                                              enoissecnoC                                                                                             enoissecnoC
                                                                                                               2.4 otnuP                                                                                               1.4 otnuP
27.12.2006
                                                                                                        OMOLOGAZIONE DEI MOTORI A GN
 ---pagebreak--- 27.12.2006
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
                                                                                              etnarubrac
                                                                                                   id
                                                               L rep )3( 32G e )2( 52G         acificeps
                                                2                           o                     eno
                                                             H rep )3( 32G e )1( RG noc       izisopmoc
                                         L oppurg li rep 2    otavorp eresse òup erotom         anu noc
   IT                                           o            li erotturtsoc led atseihcir a   eranoiznuf
                                         H oppurg li rep 2                                       rep o
                                                o                    avorp e avorp            tsopsiderp
                                                2             art enoizartsiger assemma           NG
                                                                  ,)2( 52G e )1( RG           a erotoM 2
                                                                                              .2.4 otnup
L 375/16
                                                                                                  .rfC
 ---pagebreak---                                                            LPG A IROTOM IED ENOIZAGOLOMO                                                      27.12.2006
                                                                                              Punto 4.2.
                            Punto 4.1.
                                                   Numero di                                 Concessione                Numero di
                           Concessione                                                                                              Calcolo
                                                     prove         Calcolo di "r"      dell’omologazione per un           prove                IT
                      dell’omologazione per                                                                                         di "r"
                                                    eseguite                             gruppo di carburanti            eseguite
                      carburante universale
                                                                                               limitato
 Cfr. punto 4.1.5
  Motore a GPL
   adattabile a                                                        B etnarubrac
                                                       2          =r
    qualsiasi        B etnarubrac e A etnarubrac
                                                                       A etnarubrac
 composizione di
   carburante
  Cfr. punto 4.2.2
  Motore a GPL
                                                                                       carburante A e carburante B,
  predisposto per
                                                                                      ammessa la registrazione tra le
funzionare con una                                                                                                         2
                                                                                                  prove
   composizione
    specifica di
                                                                                                                                              Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
    carburante
                                                                                                                                              L 375/17
 ---pagebreak--- L 375/18             IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                       27.12.2006
   4.3.            Omologazione di un componente di una famiglia di motori per quanto riguarda le
                   emissioni allo scarico
   4.3.1.          Con l’eccezione del caso citato al punto 4.3.2, l’omologazione di un motore capostipite
                   viene estesa a tutti i componenti della famiglia, senza prove ulteriori, per qualsiasi
                   composizione di carburante che rientri nel gruppo per il quale il motore capostipite è
                   stato omologato (nel caso dei motori descritti al punto 4.2.2) o lo stesso gruppo di
                   carburanti (nel caso dei motori descritti ai punti 4.1 o 4.2) per cui è stato omologato il
                   motore capostipite.
   4.3.2.          Secondo motore di prova
                   Nel caso di una domanda di omologazione di un motore, o di un veicolo per quanto
                   concerne il suo motore, allorché tale motore fa parte di una famiglia di motori, se
                   l’autorità di omologazione stabilisce che, per quanto concerne il motore capostipite
                   scelto, la domanda presentata non rappresenta totalmente la famiglia di motori definita
                   nel regolamento all’appendice 1, l’autorità di omologazione stessa può selezionare e
                   provare un motore di riferimento alternativo e, se necessario, uno addizionale.
   4.4.            A ciascun tipo omologato deve essere assegnato un numero di omologazione. Le prime
                   due cifre (attualmente 04, corrispondenti alla serie di emendamenti 04) indicano la serie
                   di emendamenti che incorporano le principali modifiche tecniche più recenti apportate
                   al regolamento alla data di rilascio dell’omologazione. Una parte contraente non può
                   assegnare lo stesso numero a un altro tipo di motore o di veicolo.
   4.5.            Il rilascio, l’estensione o il rifiuto dell’omologazione o la cessazione definitiva della
                   produzione di un tipo di motore o di veicolo ai sensi del presente regolamento devono
                   essere comunicati alle parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente
                   regolamento mediante una scheda conforme al modello di cui agli allegati 2A o 2B, a
                   seconda dei casi, del presente regolamento, indicando anche i valori misurati durante la
                   prova.
   4.6.            Su ogni motore conforme a un tipo di motore omologato ai sensi del presente
                   regolamento o su ogni veicolo conforme a un tipo di veicolo omologato ai sensi del
                   presente regolamento deve essere apposto, in un punto ben visibile e facilmente
                   accessibile, un marchio di omologazione internazionale costituito da:
   4.6.1.          un cerchio all’interno del quale è iscritta la lettera "E" seguita dal numero distintivo del
                   paese che ha rilasciato l’omologazione; 3/
   3/        1 per la Germania, 2 per la Francia, 3 per l’Italia, 4 per i Paesi Bassi, 5 per la Svezia, 6 per il Belgio, 7 per
   l’Ungheria, 8 per la Repubblica ceca, 9 per la Spagna, 10 per la Serbia e Montenegro, 11 per il Regno Unito, 12 per
   l’Austria, 13 per il Lussemburgo, 14 per la Svizzera, 15 (non assegnato), 16 per la Norvegia, 17 per la Finlandia, 18 per
   la Danimarca, 19 per la Romania, 20 per la Polonia, 21 per il Portogallo, 22 per la Federazione russa, 23 per la Grecia,
   24 per l’Irlanda, 25 per la Croazia, 26 per la Slovenia, 27 per la Slovacchia, 28 per la Bielorussia, 29 per l’Estonia, 30
   (non assegnato), 31 per la Bosnia Erzegovina, 32 per la Lettonia, 33 (non assegnato), 34 per la Bulgaria, 35 (non
   assegnato), 36 per la Lituania, 37 per la Turchia, 38 (non assegnato), 39 per l’Azerbaigian, 40 per l’ex repubblica
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    4.6.2.           il numero del presente regolamento, seguito dalla lettera "R", da un trattino e dal
                     numero di omologazione, a destra del cerchio di cui al punto 4.4.1.
    4.6.3.           Tuttavia, il marchio di omologazione deve contenere dopo la lettera "R" un’altra lettera
                     che permetta di distinguere i valori limite di emissione per i quali è stata rilasciata
                     l’omologazione. Per le omologazioni che indicano la conformità ai limiti contenuti
                     della riga A delle appropriate tabelle di cui al punto 5.2.1, la lettera "R" deve essere
                     seguita dal numero romano "I". Per le omologazioni che indicano la conformità ai
                     limiti contenuti nella riga B1 delle appropriate tabelle di cui al punto 5.2.1, la lettera
                     "R" deve essere seguita dal numero romano "II". Per le omologazioni che indicano la
                     conformità ai limiti contenuti nella riga B2 delle appropriate tabelle di cui al punto
                     5.2.1, la lettera "R" deve essere seguita dal numero romano "III". Per le omologazioni
                     che indicano la conformità ai limiti contenuti nella riga C delle appropriate tabelle di
                     cui al punto 5.2.1, la lettera "R" deve essere seguita dal numero romano "IV".
    4.6.3.1.         Per i motori alimentati a GN il marchio di omologazione deve contenere, dopo il
                     simbolo nazionale, un suffisso che permetta di distinguere il gruppo di gas per il quale è
                     stata rilasciata l’omologazione. Tale marcatura deve essere:
    4.6.3.1.1.       H se il motore è omologato e tarato per gas del gruppo H;
    4.6.3.1.2.       L se il motore è omologato e tarato per gas del gruppo L;
    4.6.3.1.3.       HL se il motore è omologato e tarato per gas dei gruppi H e L;
    4.6.3.1.4.       Ht se il motore è omologato e tarato per una specifica composizione di gas del gruppo
                     H e può essere trasformato per utilizzare un altro specifico gas del gruppo H mediante
                     registrazione dell’alimentazione del motore;
    4.6.3.1.5.       Lt se il motore è omologato e tarato per una specifica composizione di gas del gruppo L
                     e può essere trasformato per utilizzare un altro specifico gas del gruppo L mediante
                     registrazione dell’alimentazione del motore;
    4.6.3.1.6.       HLt se il motore è omologato e tarato per una specifica composizione di gas del gruppo
                     H o del gruppo L e può essere trasformato per utilizzare un altro specifico gas del
                     gruppo H o del gruppo L mediante registrazione dell’alimentazione del motore.
    iugoslava di Macedonia, 41 (non assegnato), 42 per la Comunità europea (le omologazioni sono rilasciate dagli Stati
    membri utilizzando il rispettivo simbolo ECE), 43 per il Giappone, 44 (non assegnato), 45 per l’Australia, 46 per
    l’Ucraina, 47 per il Sudafrica, 48 per la Nuova Zelanda, 49 per Cipro, 50 per Malta e 51 per la Repubblica di Corea. I
    numeri successivi saranno attribuiti ad altri paesi secondo l’ordine cronologico di ratifica dell’accordo sull’adozione di
    prescrizioni tecniche uniformi applicabili ai veicoli a motore, agli accessori ed alle parti che possono essere installati e/o
    utilizzati sui veicoli a motore e sulle condizioni del riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate sulla base di
    tali prescrizioni, oppure di adesione al medesimo accordo. I numeri così asssegnati...
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   4.7.    Se il veicolo o motore è conforme a un tipo omologato a norma di uno o più
           regolamenti allegati all’accordo, nel paese che ha concesso l’omologazione a norma del
           presente regolamento, non è necessario ripetere il simbolo di cui al punto 4.6.1; in tal
           caso i numeri di regolamento e di omologazione e i simboli supplementari di tutti i
           regolamenti a norma dei quali è stata concessa l’omologazione in forza del presente
           regolamento sono indicati in colonne verticali a destra del simbolo di cui al punto 4.6.1.
   4.8.    Il marchio di omologazione deve essere collocato sulla targhetta dati apposta dal
           costruttore sul tipo omologato, o accanto ad essa.
   4.9.    Nell’allegato 3 del presente regolamento figurano alcuni esempi di disposizione dei
           marchi di omologazione.
   4.10.   Il motore omologato come entità tecnica deve recare, oltre al marchio omologato:
   4.10.1. il marchio o la denominazione commerciale del costruttore del motore;
   4.10.2. la descrizione commerciale del costruttore.
   4.11.   Targhette
           Nel caso di motori alimentati a GN o GPL con omologazione limitata ad un gruppo di
           carburanti particolare, si possono applicare le seguenti targhette:
   4.11.1. Contenuto
           Le targhette devono riportare le seguenti informazioni:
           Nel caso del punto 4.2.1.3, la targhetta deve riportare la dicitura "USARE SOLO GAS
           NATURALE GRUPPO H". Se del caso, sostituire "H" con "L".
           Nel caso del punto 4.2.2.3, la targhetta deve riportare la dicitura "USARE SOLO GAS
           NATURALE DI COMPOSIZIONE …" o "USARE SOLO GAS DI PETROLIO
           LIQUEFATTO DI COMPOSIZIONE …" secondo il caso. La targhetta deve riportare
           tutte le informazioni indicate nelle appropriate tabelle degli allegati 6 o 7, con i singoli
           costituenti e i limiti specificati dal costruttore del motore.
           Le lettere e le cifre devono avere un’altezza di almeno 4 mm.
           Nota:
           Se per mancanza di spazio non è possibile applicare tale targhetta, si può utilizzare un
           codice semplificato. In tal caso note esplicative contenenti tutte le suddette
           informazioni devono essere facilmente accessibili per la persona che riempie il
           serbatoio o esegue la manutenzione o riparazione del motore e dei suoi accessori,
           nonché per le autorità interessate. L’ubicazione e il contenuto di dette note esplicative
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               saranno stabiliti di concerto dal costruttore e dall’autorità che rilascia l’omologazione.
    4.11.2.    Proprietà
               Le targhette devono essere in grado di durare per tutta la vita utile del motore e devono
               essere chiaramente leggibili e indelebili. Inoltre, devono essere apposte in modo tale
               che il loro fissaggio abbia una durata pari alla vita utile del motore e che non sia
               possibile asportarle senza distruggerle o cancellarle.
    4.11.3.    Posizionamento
               Le targhette devono esser fissate ad una parte del motore necessaria per il normale
               funzionamento dello stesso e che in linea di massima non deve essere sostituita per
               tutta la vita del motore. Inoltre, devono essere posizionate in modo da essere facilmente
               visibili per una persona di altezza media dopo che il motore è stato completato con tutti
               i dispositivi occorrenti per il suo funzionamento.
    4.12.      Se la domanda di omologazione riguarda un tipo di veicolo relativamente al suo
               motore, la marcatura specificata al punto 4.11 deve essere apposta anche in prossimità
               del bocchettone del carburante.
    4.13.      Se la domanda di omologazione riguarda un tipo di veicolo con motore omologato, la
               marcatura specificata al punto 4.11 deve essere apposta anche in prossimità del
               bocchettone del carburante.
    5.         PRESCRIZIONI E PROVE
    5.1.       Prescrizioni generali
    5.1.1.     Dispositivo di controllo delle emissioni
    5.1.1.1.   I componenti che possono influire sull’emissione di inquinanti gassosi e di particolato
               da motori diesel e sull’emissione di inquinanti gassosi da motori a gas devono essere
               progettati, costruiti, montati e installati in modo che, in condizioni d’uso normali, il
               motore sia conforme alle prescrizioni del presente regolamento.
    5.1.2.     Funzioni del dispositivo di controllo delle emissioni
    5.1.2.1.   L’utilizzo di un impianto di manipolazione e/o di una strategia contraddittoria di
               controllo delle emissioni è vietato.
    5.1.2.2.   Sul motore o veicolo può essere montato un dispositivo di controllo ausiliario purché
               esso:
    5.1.2.2.1. funzioni soltanto al di fuori delle condizioni di cui al punto 5.1.2.4, o
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   5.1.2.2.2. sia attivato soltanto temporaneamente nelle condizioni di cui al punto 5.1.2.4. per scopi
              quali la protezione contro i danni del motore, la protezione del dispositivo di
              trattamento dell’aria, la gestione dei fumi, l’avviamento a freddo o il riscaldamento, o
   5.1.2.2.3. sia attivato soltanto da segnali a bordo per scopi quali la sicurezza di funzionamento e
              strategie di recupero della funzionalità in condizioni degradate.
   5.1.2.3.   L’uso di un dispositivo, una funzione, un sistema o un mezzo di controllo del motore
              operante nelle condizioni specificate al punto 5.1.2.4 e che abbia per effetto l’uso di
              una strategia di controllo del motore diversa o modificata rispetto a quella abitualmente
              impiegata durante i cicli applicabili di prova delle emissioni è consentito se,
              conformemente ai requisiti di cui ai punti 5.1.3 e/o 5.1.4, è pienamente dimostrato che
              non ne consegue una riduzione dell’efficacia del sistema di controllo delle emissioni. In
              ogni altro caso, tali dispositivi sono considerati impianti di manipolazione.
   5.1.2.4.   Le condizioni d’uso di cui al punto 5.1.2.2 in regime stazionario e in regime transitorio
              sono le seguenti:
                    i)        altitudine non superiore a 1.000 metri (o equivalente pressione atmosferica
                              di 90 kPa),
                    ii)       temperatura ambiente compresa entro 283 e 303 K (10-30°C),
                    iii)      temperatura del liquido di raffreddamento del motore compresa tra 343 e
                              368 K (70-95°C).
   5.1.3.     Requisiti speciali per i sistemi elettronici di controllo delle emissioni
   5.1.3.1.   Documentazione richiesta
              Il costruttore fornisce una documentazione che illustra le caratteristiche principali del
              sistema e i mezzi con i quali esso controlla, direttamente o indirettamente, le sue
              variabili d’uscita.
              La documentazione consta di due parti:
                    a)        la documentazione ufficiale, fornita al servizio tecnico al momento della
                              presentazione della domanda di omologazione, comprende una descrizione
                              completa del sistema. Tale documentazione può essere sommaria, purché
                              dimostri che sono stati identificati tutti gli "output" permessi da una matrice
                              ottenuta dalla gamma di controllo dei singoli "input" unitari. Tali
                              informazioni sono accluse alla documentazione richiesta nel punto 3 del
                              presente regolamento;
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                   b)        materiale supplementare indicante i parametri che sono modificati da ogni
                             dispositivo ausiliario di controllo e le condizioni limite in cui funziona il
                             dispositivo. Il materiale supplementare comprende una descrizione della
                             logica di controllo dell’impianto del carburante, delle strategie di fasatura e
                             dei punti di commutazione in tutti i modi di funzionamento.
                             Il materiale supplementare indica inoltre i motivi alla base dell’utilizzo di
                             ogni dispositivo di controllo ausiliario e dati relativi a prove che dimostrino
                             l’effetto sulle emissioni di gas di scarico di ogni dispositivo di controllo
                             ausiliario installato sul motore o sul veicolo.
                             Questo materiale supplementare è strettamente riservato e resta in possesso
                             del costruttore, ma può essere oggetto di verifica al momento
                             dell’omologazione o in qualsiasi momento nel corso del periodo di validità
                             dell’omologazione.
    5.1.4.   Nel verificare se una strategia o una misura sia da considerarsi un dispositivo di
             manipolazione o una strategia contraddittoria di controllo delle emissioni, secondo le
             definizioni date ai punti 2.28 e 2.30, l’autorità di omologazione e/o il servizio tecnico
             possono richiedere una prova aggiuntiva per l’individuazione degli NOX mediante la
             prova ETC, che può essere eseguita congiuntamente alla prova di omologazione o alle
             procedure di controllo della conformità della produzione.
    5.1.4.1. In alternativa a quanto disposto nell’appendice 4 dell’allegato 4 del presente
             regolamento, per la prova ETC di individuazione delle emissioni di NOX può essere
             utilizzato un campione di gas di scarico grezzo seguendo le prescrizioni tecniche della
             norma ISO FDIS 16183 del 15 settembre 2001.
    5.1.4.2. Nel verificare se una strategia o una misura sia da considerarsi un dispositivo di
             manipolazione o una strategia contraddittoria di controllo delle emissioni, secondo le
             definizioni date ai punti 2.28 e 2.30 è ammesso un margine addizionale del 10 per cento
             per il valore limite di NOX appropriato.
    5.2.     Per l’omologazione in base alla riga A delle tabelle di cui al punto 5.2.1, le emissioni
             sono determinate mediante le prove ESC e ELR sui motori diesel convenzionali, inclusi
             quelli provvisti di dispositivi elettronici di iniezione del carburante, ricircolo del gas di
             scarico (EGR) e/o catalizzatori di ossidazione. I motori diesel provvisti di sistemi
             avanzati di post-trattamento dei gas di scarico, come catalizzatori deNOx e/o trappole
             del particolato, devono inoltre essere sottoposti alla prova ETC.
             Per le prove di omologazione in base alle righe B1 o B2 o alla riga C delle tabelle di cui
             al punto 5.2.1 le emissioni sono determinate mediante le prove ESC, ELR ed ETC.
             Per i motori a gas le emissioni gassose sono determinate mediante la prova ETC.
             Le procedure di prova ESC ed ELR sono descritte nell’allegato 4, appendice 1; la
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                procedura di prova ETC nell’allegato 4, appendici 2 e 3.
                Le emissioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotte dal motore sottoposto a
                prova, se del caso, devono essere misurate mediante il metodo descritto all’allegato 4.
                L’allegato 4, appendice 4 descrive i sistemi raccomandati di analisi degli inquinanti
                gassosi e del particolato e i sistemi raccomandati di campionamento del particolato. Il
                servizio tecnico può approvare altri sistemi o analizzatori se questi danno risultati
                equivalenti. Per ogni singolo laboratorio, l’equivalenza è data quando i risultati di
                prova corrispondono con un’approssimazione di ± 5 % ai risultati di prova di uno dei
                sistemi di riferimento qui descritti. Per le emissioni di particolato, è riconosciuto come
                sistema di riferimento solo il sistema di diluizione a flusso totale. Ai fini
                dell’introduzione di un nuovo sistema nel regolamento, la determinazione
                dell’equivalenza deve basarsi sul calcolo di ripetibilità e riproducibilità con una prova
                interlaboratorio, così come descritta nella ISO 5725.
   5.2.1.       Valori limite
                La massa specifica del monossido di carbonio, degli idrocarburi totali, degli ossidi di
                azoto e del particolato, determinate secondo la prova ESC, e l’opacità del fumo,
                determinata secondo la prova ELR, non devono superare i valori indicati nella tabella 1.
                Per i motori diesel sottoposti anche alla prova ETC, e specificamente per i motori a gas,
                le masse specifiche del monossido di carbonio, degli idrocarburi diversi dal metano, del
                metano (se del caso), degli ossidi di azoto e del particolato (se del caso) non devono
                superare i valori indicati nella tabella 2.
          Tabella 1        Valori limite – prove ESC ed ELR
                            Massa di                               Massa di
                           monossido          Massa di              ossidi di   Massa di
              Riga         di carbonio      idrocarburi               azoto    particolato       Fumo
                               (CO)             (HC)                 (NOx)        (PT)
                              g/kWh            g/kWh                 g/kWh       g/kWh             m-1
           A (2000)             2,1              0,66                  5,0        0,10             0,8
                                                                                  0,13(a)
          B1 (2005)             1,5              0,46                  3,5        0,02             0,5
          B2 (2008)             1,5              0,46                  2,0        0,02             0,5
            C (EEV)             1,5              0,25                  2,0        0,02            0,15
          (a)
               Per motori aventi cilindrata inferiore a 0,75 dm3 per cilindro e regime nominale
               superiore a 3000 min-1.
 ---pagebreak--- 27.12.2006          IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/25
            Tabella 2         Valori limite – prove ETC (b)
                                  Massa di            Massa di              Massa di Massa di      Massa di
                                 monossido           idrocarburi             metano   ossidi      particolato
                    Riga         di carbonio         diversi dal                     di azoto
                                     (CO)              metano               (CH4)(c)  (NOx)         (PT)(d)
                                    g/kWh             (NMHC)                 g/kWh   g/kWh         g/kWh)
                                                        g/kWh
                 A (2000)             5,45                0,78                 1,6      5,0          0,16
                                                                                                     0,21(a)
                 B1 (2005)            4,0                 0,55                 1,1      3,5          0,03
                 B2 (2008)            4,0                 0,55                 1,1      2,0          0,03
                 C (EEV)              3,0                 0,40                0,65      2,0          0,02
            (a)
                  Per motori aventi cilindrata inferiore a 0,75 dm3 per cilindro e regime nominale
                  superiore a 3000 min-1.
             (b)
                  Le condizioni per verificare l’accettabilità delle prove ETC (cfr. allegato 4, appendice 2,
                  punto 3.9) durante la misurazione delle emissioni prodotte da motori a gas rispetto ai
                  valori limite applicabili di cui alla riga A devono essere riesaminate ed eventualmente
                  modificate secondo la procedura istituita nella risoluzione consolidata R.E.3.
             (c)
                  Solo per i motori a GN.
             (d)
                  Non si applica ai motori a gas nella fase A e nelle fasi B1 e B2.
    5.2.2.         Misura degli idrocarburi per i motori diesel e a gas
    5.2.2.1.       Il costruttore può scegliere di misurare la massa degli idrocarburi totali (THC) nella
                   prova ETC invece di misurare la massa degli idrocarburi totali diversi dal metano. In tal
                   caso, il limite relativo alla massa degli idrocarburi totali è uguale a quello indicato nella
                   tabella 2 per la massa degli idrocarburi diversi dal metano.
    5.2.3.         Prescrizioni specifiche per i motori diesel
    5.2.3.1.       La massa specifica degli ossidi di azoto misurata nei punti di controllo casuali
                   all’interno dell’area di controllo della prova ESC non deve superare di oltre il 10 per
                   cento i valori interpolati dalle modalità di prova adiacenti (cfr. allegato 4, appendice 1,
                   punti 4.6.2 e 4.6.3).
    5.2.3.2.       L’indice di fumo al regime di prova casuale dell’ELR non deve superare il più alto
                   degli indici di fumo dei due regimi di prova adiacenti di oltre il 20 per cento, o il valore
                   limite di oltre il 5 per cento; si considera il valore più alto.
 ---pagebreak--- L 375/26   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
   6.     INSTALLAZIONE SUL VEICOLO
   6.1.   Il motore deve essere installato sul veicolo in modo da rispettare le seguenti
          caratteristiche concernenti l’omologazione del motore.
   6.1.1. La depressione di aspirazione non deve superare quella specificata nell’allegato 2A per
          il motore omologato.
   6.1.2. La contropressione allo scarico non deve superare quella specificata nell’allegato 2A
          per il motore omologato.
   6.1.3. La potenza assorbita dai dispositivi necessari per il funzionamento del motore non deve
          superare quella specificata nell’allegato 2A per il motore omologato.
   7.     FAMIGLIA DI MOTORI
   7.1.   Parametri che definiscono la famiglia di motori
          La famiglia di motori, determinata dal costruttore del motore, può essere definita in
          base a caratteristiche fondamentali che devono essere comuni a tutti i motori della
          famiglia. In alcuni casi si possono avere interazioni fra i parametri. Affinché in una
          famiglia di motori siano inclusi solo motori con caratteristiche di emissione allo scarico
          simili, occorre tenere conto anche di questi effetti.
          Perché motori differenti siano considerati appartenenti alla stessa famiglia di motori,
          essi devono avere in comune i parametri fondamentali del seguente elenco.
   7.1.1. Ciclo di combustione:
          – 2 tempi
          – 4 tempi
   7.1.2. Fluido di raffreddamento:
          – aria
          – acqua
          – olio
   7.1.3. Per motori a gas e per motori con post-trattamento
          – numero di cilindri
          (altri motori diesel con un numero di cilindri minore rispetto al motore capostipite
          possono essere considerati come appartenenti alla stessa famiglia di motori se il sistema
          di alimentazione dosa il carburante per ogni singolo cilindro).
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 375/27
    7.1.4.  Cilindrata unitaria:
            – i motori devono rientrare in una fascia totale di variazione del 15 per cento.
    7.1.5.  Metodo di aspirazione dell’aria:
            – aspirazione naturale
            – con sovralimentazione
            – con sovralimentazione e dispositivo di raffreddamento dell’aria di sovralimentazione
    7.1.6.  Tipo/disegno della camera di combustione:
            – pre-camera
            – camera di turbolenza
            – camera aperta
    7.1.7.  Valvole e luci – configurazione, dimensione e numero:
            – testata cilindri
            – parete cilindri
            – basamento motore
    7.1.8.  Sistema di iniezione del carburante (motori diesel):
            – iniettore a pompa
            – pompa in linea
            – pompa distributore
            – elemento singolo
            – iniettore unitario
    7.1.9.  Sistema di alimentazione (motori a gas):
            – unità di miscelazione
            – induzione/iniezione di gas (punto singolo, punti multipli)
            – iniezione di liquido (punto singolo, punti multipli)
    7.1.10. Sistema di accensione (motori a gas)
    7.1.11. Varie:
            – ricircolo dei gas di scarico
            – iniezione/emulsione di acqua
            – iniezione d’aria secondaria
            – sistema di raffreddamento dell’aria di sovralimentazione
 ---pagebreak--- L 375/28    IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
   7.1.12. Post-trattamento dei gas di scarico:
           – catalizzatore a tre vie
           – catalizzatore di ossidazione
           – catalizzatore di riduzione
           – reattore termico
           – trappola del particolato
   7.2.    Scelta del motore capostipite
   7.2.1.  Motori diesel
           Il criterio principale in base a cui deve essere scelto il motore capostipite della famiglia
           è rappresentato dalla quantità massima di carburante erogata per ogni corsa al regime
           dichiarato di coppia massima. Nel caso in cui due o più motori condividano questo
           criterio principale, il motore capostipite deve essere scelto in base al criterio secondario
           della quantità massima di carburante erogata per ogni corsa al regime nominale. In certi
           casi, l’autorità omologante può ritenere che il caso peggiore per quanto riguarda il
           livello delle emissioni di una famiglia possa essere caratterizzato meglio provando un
           secondo motore. Pertanto l’autorità omologante può scegliere un secondo motore da
           sottoporre a prova, sulla base di caratteristiche che indicano che esso può presentare i
           livelli massimi di emissioni all’interno di quella famiglia di motori.
           Se la famiglia comprende motori che presentano altre caratteristiche variabili che
           probabilmente incidono sulle emissioni allo scarico, anche queste caratteristiche
           devono essere identificate e considerate nella scelta del motore capostipite.
   7.2.2.  Motori a gas
           Il criterio principale in base a cui deve essere scelto il motore capostipite della famiglia
           è rappresentato dalla cilindrata più elevata. Nel caso in cui due o più motori
           condividano questo criterio principale, il motore capostipite deve essere scelto
           utilizzando i criteri secondari nel seguente ordine:
           – quantità più elevata di carburante erogata per ogni corsa al regime di potenza
           nominale dichiarato;
           – fasatura di accensione più avanzata;
           – tasso più basso di EGR;
           – mancanza di pompa dell’aria o pompa con il più basso flusso effettivo d’aria.
           In certi casi, l’autorità omologante può ritenere che il caso peggiore per quanto riguarda
           il livello delle emissioni di una famiglia possa essere caratterizzato meglio provando un
           secondo motore. Pertanto l’autorità omologante può scegliere un secondo motore da
           sottoporre a prova, sulla base di caratteristiche che indicano che esso può presentare i
           livelli massimi di emissioni all’interno di quella famiglia di motori.
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/29
    8.       CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
             Le procedure intese a garantire la conformità della produzione devono rispettare le
             disposizioni dell’appendice 2 dell’accordo (E/ECE/324-E/ECE/TRANS/505/Rev.2),
             nonché le disposizioni seguenti.
    8.1.     Ogni motore o veicolo recante il marchio di omologazione prescritto ai sensi del
             presente regolamento deve essere costruito in modo da risultare conforme, con
             riferimento alla descrizione riportata nella scheda di omologazione e nei relativi allegati,
             al tipo omologato.
    8.2.     In linea di principio, la conformità della produzione relativamente alla limitazione delle
             emissioni viene controllata sulla base della descrizione riportata nella scheda di
             omologazione e nei relativi allegati.
    8.3.     Se si deve eseguire la misurazione delle emissioni inquinanti e se per l’omologazione di
             un motore sono previste una o più estensioni, le prove sono eseguite sul motore o sui
             motori descritti nel fascicolo informativo riguardante l’estensione in esame.
    8.3.1.   Conformità del motore per la prova delle emissioni inquinanti
             Dopo la presentazione all’autorità, il costruttore non può eseguire alcuna regolazione sui
             motori selezionati.
    8.3.1.1. Si scelgono a caso tre motori della serie. I motori sottoposti soltanto alle prove ESC ed
             ELR o soltanto alla prova ETC per l’omologazione in base alla riga A delle tabelle del
             punto 5.2.1 devono essere sottoposti alle prove previste in modo specifico per il
             controllo della conformità della produzione. Con l’assenso dell’autorità competente tutti
             gli altri motori omologati in base alle righe A, B1 o B2, o C delle tabelle del punto 5.2.
             sono sottoposti ai cicli di prova ESC ed ELR o al ciclo ETC per il controllo della
             conformità della produzione. I valori limite sono indicati al punto 5.2.1 del regolamento.
    8.3.1.2. Se l’autorità competente è soddisfatta della deviazione standard della produzione
             indicata dal costruttore, le prove sono eseguite secondo l’appendice 1 del presente
             regolamento.
             Se l’autorità competente non è soddisfatta della deviazione standard della produzione
             indicata dal costruttore, le prove sono eseguite secondo l’appendice 2 del presente
             regolamento.
             Su richiesta del costruttore, le prove possono essere effettuate secondo l’appendice 3 del
             presente regolamento.
 ---pagebreak--- L 375/30      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
   8.3.1.3. La produzione di una serie è considerata conforme o non conforme sulla base di una
            prova dei motori mediante campionamento, quando siano stati ottenuti rispettivamente
            un’accettazione per tutti gli inquinanti o un rifiuto per un inquinante, secondo i criteri di
            prova applicati nella rispettiva appendice.
            Quando sia stata raggiunta una decisione di accettazione per un inquinante, questa non è
            modificata da eventuali altre prove eseguite per giungere a una decisione in merito agli
            altri inquinanti.
            Quando non sia stata adottata una decisione di accettazione per tutti gli inquinanti ma
            non sia stato registrato alcun rifiuto per un inquinante, la prova è eseguita su un altro
            motore (cfr. figura 2).
            Il costruttore può decidere in qualunque momento di interrompere le prove se non viene
            presa alcuna decisione, nel qual caso viene registrato un rifiuto.
   8.3.2.   Le prove sono eseguite su motori nuovi. I motori alimentati a gas devono essere rodati
            utilizzando la procedura definita nel punto 3 dell’appendice 2 dell’allegato 4.
   8.3.2.1. Tuttavia, a richiesta del costruttore, le prove possono essere eseguite su motori diesel o a
            gas rodati per un periodo di tempo superiore a quello indicato al punto 8.4.2.2, fino ad
            un massimo di 100 ore di rodaggio. In questo caso il rodaggio è effettuato dal
            costruttore che deve impegnarsi a non eseguire alcuna regolazione su detti motori.
   8.3.2.2. Se il costruttore chiede di eseguire un rodaggio in conformità del punto 8.4.2.2.1, questo
            può venire effettuato:
            – su tutti i motori sottoposti a prova,
            oppure
            – sul primo motore sottoposto a prova, determinando un coefficiente di evoluzione
                 calcolato come segue:
            –     le emissioni di inquinanti sono misurate a zero e a "x" ore sul primo motore
                  sottoposto a prova,
            – il coefficiente di evoluzione delle emissioni tra zero e "x" ore è calcolato per ciascun
                 inquinante:
                                        Emissioni " x" ore
                                       Emissioni zero ore
            Il coefficiente può essere inferiore a 1.
            Gli altri motori non sono sottoposti al rodaggio, ma alle loro emissioni a zero ore è
            applicato il coefficiente di evoluzione.
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/31
             In questo caso, i valori da considerare sono:
             - i valori ad "x" ore per il primo motore,
             - i valori a zero ore moltiplicati per il coefficiente di evoluzione per i motori successivi.
    8.3.2.3  Per i motori diesel e a GPL, tutte queste prove possono essere eseguite con carburante
             normalmente in commercio. Tuttavia, a richiesta del costruttore, possono essere
             utilizzati i carburanti di riferimento descritti negli allegati 5 o 7. In questo caso, come
             descritto al punto 4 del presente allegato, le prove devono essere eseguite con almeno
             due carburanti di riferimento per ogni motore a gas.
    8.3.2.4. Per i motori a GN, tutte queste prove possono essere eseguite con carburante
             normalmente in commercio nel modo seguente:
             i)     per motori marcati H, con un carburante normalmente in commercio del gruppo H
                    (0,89 ≤ Sλ ≤ 1,00);
             ii)    per motori marcati L, con un carburante normalmente in commercio del gruppo L
                    (1,00 ≤ Sλ ≤ 1,19);
             iii)   per motori marcati HL, con un carburante normalmente in commercio del gruppo
                    estremo del fattore di spostamento 8 (0,89 ≤ Sλ ≤ 1,19).
             Tuttavia, a richiesta del costruttore, possono essere utilizzati i carburanti di riferimento
             descritti nell’allegato 6. In questo caso le prove sono eseguite conformemente al punto
             4 del presente allegato.
    8.3.2.5. In caso di controversia allorché utilizzando un carburante normalmente in commercio
             venga rilevata la non conformità di un motore a gas, le prove devono essere eseguite con
             il carburante di riferimento con il quale è stato provato il motore capostipite, o con
             l’eventuale carburante aggiuntivo 3 di cui ai punti 4.1.3.1 e 4.2.1 con i quali potrebbe
             essere stato provato il motore capostipite. I risultati devono poi essere convertiti
             mediante un calcolo che applica gli appropriati fattori "r", "ra" o "rb" come descritto nei
             punti 4.1.3.2, 4.1.5.1 e 4.2.1.2. Se r, ra o rb sono inferiori ad 1, non si effettua alcuna
             correzione. I risultati misurati e i risultati calcolati devono dimostrare che il motore
             rispetta i valori limite con tutti i carburanti pertinenti (carburanti 1, 2 e, se applicabile,
             carburante 3 nel caso dei motori a gas naturale e carburanti A e B nel caso dei motori a
             GPL).
    8.3.2.6. Le prove per accertare la conformità della produzione di un motore a gas predisposto
             per funzionare con una composizione specifica del carburante devono essere eseguite
             sul carburante per il quale il motore è stato tarato.
 ---pagebreak--- L 375/32 IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     27.12.2006
                             Prova su tre motori
                   Calcolo del risultato statistico della prova
                     Conformemente all'appendice pertinente, il
                   risultato statistico della prova concorda con il       Serie rifiutata
                     criterio di rifiuto della serie per almeno un
                                       inquinante?                     SÌ
                                              NO
                     Conformemente all'appendice pertinente, il
                   risultato statistico della NO
                                              prova concorda con il
                criterio per l'accettazione della serie per almeno un
      NO                               inquinante?
                                                                 SÌ
                 È presa una decisione di accettazione per uno o
                                     più inquinanti
                                              SÌ
               SÌ
                  È presa una decisione di accettazione per tutti          Serie accettata
                                     gli inquinanti?
                                              SÌ
                    Prova di un motore supplementare
                                              SÌ
            Figura 2: Schema della prova di conformità della produzione
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/33
    9.      SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
    9.1.    L’omologazione di un tipo di motore o di veicolo rilasciata in forza del presente
            regolamento può essere revocata se non sono soddisfatte le prescrizioni indicate al
            punto 7.1 o se i motori o i veicoli in questione non superano le prove di cui al punto
            7.4.
    9.2.    Se una delle parti contraenti dell’accordo del 1958 che applica il presente regolamento
            revoca un’omologazione precedentemente concessa, deve informarne immediatamente
            le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento per mezzo di una scheda
            di comunicazione conforme al modello che figura negli allegati 2A o 2B del presente
            regolamento.
    10.     MODIFICA ED ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE DEL TIPO OMOLOGATO
    10.1.   Qualsiasi modifica del tipo omologato deve essere comunicata al servizio
            amministrativo che ha rilasciato l’omologazione. Detto servizio può:
    10.1.1. ritenere che le modifiche effettuate non avranno verosimilmente ripercussioni negative
            di rilievo e che in ogni caso il tipo modificato sia ancora conforme alle prescrizioni;
            oppure
    10.1.2. richiedere un ulteriore verbale di prova al servizio tecnico incaricato delle prove.
    10.2.   La conferma o il rifiuto dell’omologazione, con l’indicazione delle modifiche
            apportate, devono essere comunicati alle parti contraenti dell’accordo che applicano il
            presente regolamento per mezzo della procedura indicata nel punto 4.3 precedente.
    10.3.   L’autorità competente che rilascia un’estensione di omologazione assegna un numero
            di serie all’estensione e ne informa le altre parti dell’accordo del 1958 che applicano il
            presente regolamento per mezzo di una scheda di comunicazione conforme al modello
            che figura negli allegati 2A o 2B del presente regolamento.
    11.     CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
            Se il titolare di un’omologazione cessa completamente la produzione del tipo
            omologato ai sensi del presente regolamento, ne informa l’autorità che ha rilasciato
            l’omologazione. A seguito di tale comunicazione, l’autorità informa le altre parti
            contraenti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento per mezzo di
            una scheda di comunicazione conforme al modello che figura negli allegati 2A o 2B del
            presente regolamento.
 ---pagebreak--- L 375/34    IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
   12.     DISPOSIZIONI TRANSITORIE
   12.1.   Disposizioni generali
   12.1.1. Dalla data ufficiale di entrata in vigore della serie 04 di emendamenti nessuna delle
           parti contraenti che applicano il presente regolamento potrà rifiutare di rilasciare
           un’omologazione CEE a norma del presente regolamento modificato dalla serie 04 di
           emendamenti.
   12.1.2. Dalla data di entrata in vigore della serie 04 di emendamenti, le parti contraenti che
           applicano il presente regolamento rilasciano le omologazioni CEE unicamente se il
           motore è conforme alle prescrizioni del presente regolamento modificato dalla serie 04
           di emendamenti.
           Il motore deve essere sottoposto alle prove pertinenti indicate al punto 5.2 del presente
           regolamento e, ai sensi dei punti 12.2.1, 12.2.2 e 12.2.3 successivi, soddisfare i limiti di
           emissione pertinenti indicati nel punto 5.2.1 del presente regolamento.
   12.2.   Nuove omologazioni
   12.2.1. Fatte salve le disposizioni del punto 12.4.1, dalla data di entrata in vigore della serie 04
           di emendamenti del presente regolamento, le parti contraenti che applicano il presente
           regolamento concedono l’omologazione CEE unicamente se il motore è conforme ai
           limiti di emissione pertinenti indicati nelle righe A, B1, B2 o C delle tabelle di cui al
           punto 5.2.1 del presente regolamento.
   12.2.2. Fatte salve le disposizioni del punto 12.4.1, dal 1° ottobre 2005 le parti contraenti che
           applicano il presente regolamento concedono l’omologazione CEE unicamente se il
           motore è conforme ai limiti di emissione pertinenti indicati nelle righe B1, B2 o C delle
           tabelle di cui al punto 5.2.1 del presente regolamento.
   12.2.3. Fatte salve le disposizioni del punto 12.4.1, dal 1° ottobre 2008 le parti contraenti che
           applicano il presente regolamento concedono l’omologazione CEE unicamente se il
           motore è conforme ai requisiti di emissione pertinenti indicati nelle righe B2 o C delle
           tabelle di cui al punto 5.2.1 del presente regolamento.
   12.3.   Limite di validità delle vecchie omologazioni
   12.3.1. Ad eccezione delle disposizioni dei punti 12.3.2 e 12.3.3, dalla data ufficiale di entrata
           in vigore della serie 04 di emendamenti, le omologazioni rilasciate in forza del
           presente regolamento modificato dalla serie 03 di emendamenti cessano di essere valide
           a meno che la parte contraente che ha rilasciato l’omologazione notifichi alle altre parti
           contraenti che applicano il presente regolamento che il tipo di motore omologato
           soddisfa le prescrizioni del presente regolamento modificato dalla serie 04 di
           emendamenti, conformemente al punto 12.2.1 precedente.
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/35
    12.3.2.   Estensione dell’omologazione
    12.3.2.1. I punti 12.3.2.2 e 12.3.2.3 si applicano soltanto ai motori ad accensione spontanea
              nuovi e ai veicoli nuovi azionati da un motore ad accensione spontanea che sono stati
              omologati in base ai requisiti di cui alla riga A delle tabelle figuranti al punto 5.2.1 del
              presente regolamento.
    12.3.2.2. In alternativa a quanto disposto ai punti 5.1.3 e 5.1.4, il costruttore può presentare al
              servizio tecnico i risultati di una prova di individuazione degli NOx mediante la prova
              ETC sul motore conforme alle caratteristiche del motore capostipite descritte
              nell’allegato 1 e tenendo conto delle disposizioni di cui ai punti 5.1.4.1 e 5.1.4.2. Il
              costruttore deve inoltre dichiarare per iscritto che il motore non utilizza un impianto di
              manipolazione o una strategia contraddittoria di controllo delle emissioni, definiti al
              punto 2 del presente regolamento.
    12.3.2.3. Il costruttore deve dichiarare per iscritto che i risultati della prova di individuazione
              degli NOX e la dichiarazione per il motore capostipite di cui al punto 5.1.4 si applicano
              anche a tutti i tipi di motore della famiglia di motori descritta nell’allegato 1.
    12.3.3.   Motori a gas
              Dal 1° ottobre 2003, le omologazioni dei motori a gas rilasciate in applicazione del
              presente regolamento modificato dalla serie 03 di emendamenti cessano di essere valide
              a meno che la parte contraente che ha rilasciato l’omologazione notifichi alle altre parti
              contraenti che applicano il presente regolamento che il tipo di motore omologato
              soddisfa i requisiti del presente regolamento modificato dalla serie 04 di emendamenti,
              conformemente al punto 12.2.1 preceente.
    12.3.4.   Dal 1° ottobre 2006, le omologazioni rilasciate in applicazione del presente
              regolamento modificato dalla serie 04 di emendamenti cessano di essere valide a meno
              che la parte contraente che ha rilasciato l’omologazione notifichi alle altre parti
              contraenti che applicano il presente regolamento che il tipo di motore omologato
              soddisfa i requisiti del presente regolamento modificato dalla serie 04 di emendamenti,
              conformemente al punto 12.2.2 precedente.
    12.3.5.   Dal 1° ottobre 2009, le omologazioni rilasciate in applicazione del presente
              regolamento modificato dalla serie 04 di emendamenti cessano di essere valide a meno
              che la parte contraente che ha rilasciato l’omologazione notifichi alle altre parti
              contraenti che applicano il presente regolamento che il tipo di motore omologato
              soddisfa i requisiti del presente regolamento modificato dalla serie 04 di emendamenti,
              conformemente al punto 12.2.3 precedente.
    12.4.     Pezzi di ricambio per veicoli in servizio
    12.4.1.   Le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono continuare a
              rilasciare omologazioni ai motori conformi ai requisiti del presente regolamento
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         modificato da una serie precedente di emendamenti, o ad un qualsiasi livello del
         regolamento modificato dalla serie 04 di emendamenti, a condizione che il motore sia
         destinato ad essere utilizzato come motore di ricambio per un veicolo in uso e che a tale
         veicolo, alla data dell’immissione in servizio, si applicasse tale versione precedente
         della norma.
   13.   DENOMINAZIONE E INDIRIZZO DEI SERVIZI TECNICI INCARICATI DELLE
         PROVE DI OMOLOGAZIONE E DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI
         Le parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento devono
         comunicare al Segretariato delle Nazioni Unite la denominazione e l’indirizzo dei
         servizi tecnici incaricati delle prove di omologazione e dei servizi amministrativi che
         rilasciano l’omologazione, ai quali devono essere inviate le schede di omologazione,
         estensione o rifiuto dell’omologazione rilasciate in altri paesi.
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/37
                                                 Appendice 1
           PROCEDIMENTO PER LA PROVA DI CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
                    QUANDO LA DEVIAZIONE STANDARD È SODDISFACENTE
    1.        La presente appendice descrive il procedimento da applicare per verificare la
              conformità della produzione per le emissioni inquinanti quando la deviazione standard
              della produzione indicata dal costruttore è soddisfacente.
    2.        Con una dimensione minima del campione di tre motori, il procedimento di
              campionamento è fissato in modo che la probabilità che un lotto sia accettato con il 40
              % di produzione difettosa sia 0,95 (rischio del produttore = 5 per cento), mentre la
              probabilità che un lotto sia accettato con il 65 % di produzione difettosa sia è 0,10
              (rischio del consumatore = 10 per cento).
    3.        Per ciascuno degli inquinanti indicati al punto 5.2.1 del regolamento (cfr. figura 2):
              sia:
                  L    = il logaritmo naturale del valore limite dell’inquinante;
                  xi = il logaritmo naturale del valore misurato per il motore "i" del campione;
                  s    = una stima della deviazione standard della produzione (dopo aver calcolato il
                          logaritmo naturale delle misurazioni);
                  n    = il numero del campione in esame
    4.        Per ciascun campione si calcola la somma delle deviazioni standard rispetto al limite
              con la seguente formula:
                                                  1    n
                                                  s  ∑ (L − xi)
                                                     i =1
    5.        Successivamente:
             – se il risultato statistico della prova è superiore al valore di accettazione per la
                  dimensione del campione indicata nella tabella 3, si giunge all’accettazione per
                  l’inquinante;
             – se il risultato statistico della prova è inferiore al valore di rifiuto per la dimensione
                  del campione indicata nella tabella 3, si giunge ad un rifiuto per l’inquinante;
 ---pagebreak--- L 375/38  IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  27.12.2006
         – altrimenti, si effettua la prova su un motore supplementare conformemente al punto
             8.4.2.1 del regolamento applicando il procedimento al campione maggiorato di
             un’unità.
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 375/39
    Tabella 3:    valori di accettazione e di rifiuto del piano di campionamento dell’appendice 1
                      Dimensione minima del campione: 3
                            Numero totale dei                   Valore di           Valore di
                            motori sottoposti                  accettazione           rifiuto
                                 a prova                            An                  Bn
                             (dimensione del
                                campione)
                                     3                             3,327              -4,724
                                     4                             3,261              -4,790
                                     5                             3,195              -4,856
                                     6                             3,129              -4,922
                                     7                             3,063              -4,988
                                     8                             2,997              -5,054
                                     9                             2,931              -5,120
                                    10                             2,865              -5,185
                                    11                             2,799              -5,251
                                    12                             2,733              -5,317
                                    13                             2,667              -5,383
                                    14                             2,601              -5,449
                                    15                             2,535              -5,515
                                    16                             2,469              -5,581
                                    17                             2,403              -5,647
                                    18                             2,337              -5,713
                                    19                             2,271              -5,779
                                    20                             2,205              -5,845
                                    21                             2,139              -5,911
                                    22                             2,073              -5,977
                                    23                             2,007              -6,043
                                    24                             1,941              -6,109
                                    25                             1,875              -6,175
                                    26                             1,809              -6,241
                                    27                             1,743              -6,307
                                    28                             1,677              -6,373
                                    29                             1,611              -6,439
                                    30                             1,545              -6,505
                                    31                             1,479              -6,571
                                    32                            -2,112              -2,112
                                                  __________
 ---pagebreak--- L 375/40     IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
                                                 Appendice 2
          PROCEDIMENTO PER LA PROVA DI CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
       QUANDO LA DEVIAZIONE STANDARD È INSODDISFACENTE O NON DISPONIBILE
   1.       La presente appendice descrive il procedimento da applicare per verificare la
            conformità della produzione per le emissioni inquinanti quando la deviazione standard
            della produzione indicata dal costruttore sia insoddisfacente o non disponibile.
   2.       Con una dimensione minima del campione di tre motori, il procedimento di
            campionamento è fissato in modo che la probabilità che un lotto sia accettato con il
            40 per cento di produzione difettosa sia 0,95 (rischio del produttore = 5 per cento),
            mentre la probabilità che un lotto sia accettato con il 65 per cento di produzione
            difettosa sia 0,10 (rischio del consumatore = 10 per cento).
   3.       I valori degli inquinanti di cui al punto 5.2.1. del regolamento sono considerati
            logaritmi a distribuzione normale e devono essere trasformati nei loro logaritmi
            naturali.
            Siano m0 e m rispettivamente le dimensioni minime e massime del campione (m0 = 3 e
            m = 32) e sia "n" il numero del campione in esame.
   4.       Se i logaritmi naturali delle misurazioni eseguite sulla serie sono x1, x2, .., xi ed L è il
            logaritmo naturale del valore limite per l’inquinante, si definiscano
                                                  di = xi – L
            e
                                                          1       n
                                            d  n     =
                                                          n     ∑ di
                                                                i =1
                                                         1    n
                                              Vn2 =
                                                         n   ∑ (d i
                                                            i=1
                                                                       − d n )2
   5.       La tabella 4 mostra i valori di accettazione (An) e di rifiuto (Bn) in funzione del numero
            di campioni considerati. Il risultato statistico della prova è dato dal rapporto d n e
                                                                                                 Vn
            deve essere utilizzato nel modo seguente per determinare se la serie debba essere
            accettata o rifiutata.
            Per m0 ≤ n ≤ m:
                                                dn/Vn ≤ An
                –  serie accettata se
                –  serie rifiutata se           dn/Vn ≥ Bn
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/41
               –  eseguire un’altra misurazione se
                                                              A n ≤ d n/V n ≥ B n
    6.     Osservazioni:
           Per calcolare i valori successivi dei risultati statistici della prova, sono utili le seguenti
           formule ricorsive:
                                          ⎛        1⎞            1
                                 dn   = ⎜1 −         ⎟d       +     d
                                          ⎝        n ⎠ n −1      n n
                                 V 2    ⎛
                                         1−
                                                1⎞ 2
                                                  ⎟V
                                                             (dn  −  dn )
                                                                         2
                                   n = ⎜                   +
                                        ⎝       n ⎠ n−1         n−1
                                (n = 2,3,...; d1 = d1; V1 = 0)
 ---pagebreak--- L 375/42      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     27.12.2006
   Tabella 4:    valori di accettazione e di rifiuto del piano di campionamento dell’appendice 2
                 Dimensione minima del campione: 3
                  Numero totale dei motori                   Valore di             Valore di
                      sottoposti a prova                  accettazione               rifiuto
                       (dimensione del                           A n                   B n
                           campione)
                               3                             -0,80381              16,64743
                               4                             -0,76339               7,68627
                               5                             -0,72982               4,67136
                               6                             -0,69962               3,25573
                               7                             -0,67129               2,45431
                               8                             -0,64406               1,94369
                               9                             -0,61750               1,59105
                              10                             -0,59135               1,33295
                              11                             -0,56542               1,13566
                              12                             -0,53960               0,97970
                              13                             -0,51379               0,85307
                              14                             -0,48791               0,74801
                              15                             -0,46191               0,65928
                              16                             -0,43573               0,58321
                              17                             -0,40933               0,51718
                              18                             -0,38266               0,45922
                              19                             -0,35570               0,40788
                              20                             -0,32840               0,36203
                              21                             -0,30072               0,32078
                              22                             -0,27263               0,28343
                              23                             -0,24410               0,24943
                              24                             -0,21509               0,21831
                              25                             -0,18557               0,18970
                              26                             -0,15550               0,16328
                              27                             -0,12483               0,13880
                              28                             -0,09354               0,11603
                              29                             -0,06159               0,09480
                              30                             -0,02892               0,07493
                              31                             -0,00449               0,05629
                              32                              0,03876               0,03876
                                                __________
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/43
                                                 Appendice 3
           PROCEDIMENTO PER LA PROVA DI CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
                                 SU RICHIESTA DEL COSTRUTTORE
    1.       La presente appendice descrive il procedimento da applicare per verificare, su richiesta
             del costruttore, la conformità della produzione relativamente alle emissioni inquinanti.
    2.       Con una dimensione minima del campione di tre motori, il procedimento di
             campionamento è fissato in modo che la probabilità che un lotto sia accettato con il 30
             per cento di produzione difettosa sia 0,90 (rischio del produttore = 10 per cento), mentre
             la probabilità che un lotto sia accettato con il 65 per cento di produzione difettosa sia
             0,10 (rischio del consumatore = 10 per cento).
    3.       Per ciascuno degli inquinanti indicati al punto 5.2.1 del regolamento si applica il
             seguente procedimento (cfr. figura 2):
             sia:
             L = il valore limite dell’inquinante,
             x = il valore della misurazione per il motore "I" del campione,
               i
             n = il numero del campione in esame.
    4.       Calcolare per il campione il risultato statistico della prova quantificando il numero dei
             motori non conformi, cioè x ≥ L.
                                            i
    5.       Successivamente:
             – se il risultato statistico della prova è inferiore o uguale al valore di accettazione per la
                  dimensione del campione indicata nella tabella 5, si giunge all’accettazione per
                  l’inquinante;
             – se il risultato statistico della prova è superiore o uguale al valore di rifiuto per la
                  dimensione del campione indicata nella tabella 5, si giunge ad un rifiuto per
                  l’inquinante;
             – altrimenti, si effettua la prova su un motore supplementare conformemente al
                  punto 8.4.2.1 del regolamento applicando il procedimento di calcolo al campione
                  maggiorato di un’unità.
             I valori di accettazione e di rifiuto indicati nella tabella 5 sono calcolati conformemente
             alla norma internazionale ISO 8422:1991.
 ---pagebreak--- L 375/44        IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    27.12.2006
         Tabella 5: valori di accettazione e di rifiuto del piano di campionamento dell’appendice 3
                    Dimensione minima del campione: 3
                     Numero totale dei motori                                        Valore
                        sottoposti a prova             Valore di accettazione       di rifiuto
                            (dimensione
                           del campione)
                                  3                                  -                   3
                                  4                                  0                   4
                                  5                                  0                   4
                                  6                                  1                   5
                                  7                                  1                   5
                                  8                                  2                   6
                                  9                                  2                   6
                                 10                                  3                   7
                                 11                                  3                   7
                                 12                                  4                   8
                                 13                                  4                   8
                                 14                                  5                   9
                                 15                                  5                   9
                                 16                                  6                 10
                                 17                                  6                 10
                                 18                                  7                 11
                                 19                                  8                   9
 ---pagebreak--- 27.12.2006    IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                          L 375/45
                                                             Allegato 1
     CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL MOTORE (CAPOSTIPITE) E INFORMAZIONI
                                                                                                                (1)
                        RELATIVE ALL’EFFETTUAZIONE DELLA PROVA
    1.           DESCRIZIONE DEL MOTORE
    1.1.         Costruttore: ..................................................................................................................
    1.2.         Codice assegnato al motore dal costruttore: ................................................................
                                                              (2)
    1.3.         Ciclo: quattro tempi/due tempi
    1.4.         Numero e disposizione dei cilindri: .............................................................................
    1.4.1.       Alesaggio: ..............................................................................................................mm
    1.4.2.       Corsa: .....................................................................................................................mm
    1.4.3.       Ordine di accensione: ..................................................................................................
    1.5.         Cilindrata: ..............................................................................................................cm³
                                                                           (3)
    1.6.         Rapporto volumetrico di compressione : ..................................................................
    1.7.         Disegno della camera di combustione e del cielo del pistone: ....................................
    1.8.         Sezione minima delle luci di ammissione e di scarico: .........................................cm²
                                                                                                                                               -1
    1.9.         Regime di minimo: ............................................................................................. min
                                                                                                                                               -1
    1.10.        Potenza massima netta: ........kW a ..................................................................... min
                                                                                                                                               -1
    1.11.        Regime massimo ammesso: ............................................................................... min
                                                                                                                                               -1
    1.12.        Coppia massima netta: ........Nm a ...................................................................... min
                                                                                                                            (2)
    1.13.        Sistema di combustione: accensione spontanea/accensione comandata
                                                                                                  (1)
    1.14.        Carburante: diesel/GPL/GN-H/GN-L/GN-HL/etanolo
    1.15.        Sistema di raffreddamento
    1.15.1.      A liquido
    1.15.1.1.    Tipo di liquido: ............................................................................................................
                                                          (2)
    1.15.1.2.    Pompa di circolazione: sì/no
    1.15.1.3.    Caratteristiche o marca e tipo (se applicabile): ...........................................................
    1.15.1.4.    Rapporto di trasmissione (se applicabile): ..................................................................
    1.15.2.      Ad aria
                                   (2)
    1.15.2.1.    Ventola: sì/no
    1.15.2.2.    Caratteristiche o marca e tipo (se applicabile): ...........................................................
    1.15.2.3.    Rapporto di trasmissione (se applicabile): ..................................................................
    1.16.        Temperatura ammessa dal costruttore
    1.16.1.      Raffreddamento a liquido: temperatura massima all’uscita: ....................................K
    1.16.2.      Raffreddamento ad aria: ............ Punto di riferimento: ......................
                 Temperatura massima in corrispondenza del punto di riferimento: .........................K
    1.16.3.      Temperatura massima dell’aria all’uscita del refrigeratore intermedio
                 di aspirazione (se applicabile) ...................................................................................K
    1.16.4.      Temperatura massima del gas di scarico nel punto del condotto di scarico
                 adiacente alla flangia esterna del collettore di scarico
                 del turbocompressore: ..............................................................................................K
    1.16.5.      Temperatura del carburante: min. .................K, max. ..............................................K
                 per motori diesel all’ingresso della pompa di iniezione, per motori a gas in
                 corrispondenza dello stadio finale del regolatore di pressione
 ---pagebreak--- L 375/46     IT                                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                        27.12.2006
   1.16.6.      Pressione del carburante: min. ......................kPa, max. ........................................kPa
                in corrispondenza dello stadio finale del regolatore di pressione, solo per motori a
                GN
   1.16.7.      Temperatura del lubrificante: min. ..................K, max. ...........................................K
                                               (2)
   1.17         Compressore: sì/no
   1.17.1.      Marca: ..........................................................................................................................
   1.17.2.      Tipo: ............................................................................................................................
   1.17.3.      Descrizione del sistema
                (per es. pressione max. di sovralimentazione, valvola limitatrice della pressione di
                sovralimentazione, se applicabile): .............................................................................
                                                                  (2)
   1.17.4.      Refrigeratore intermedio: sì/no
   1.18.        Sistema di aspirazione
                Depressione massima ammissibile all’aspirazione al regime nominale del motore e
                sotto carico del 100 per cento, misurata conformemente al regolamento n. 24 e nelle
                condizioni operative in esso indicate..................................................................... kPa
   1.19.        Sistema di scarico
                Contropressione massima ammissibile allo scarico al regime nominale del motore e
                sotto carico del 100 per cento, misurata conformemente al regolamento n. 24 e nelle
                condizioni operative in esso indicate......................................................................kPa
                Volume del sistema di scarico: ............................................................................. dm³
   2.           MISURE CONTRO L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO
   2.1.         Dispositivo per il riciclo dei gas del basamento (descrizione e disegni): ....................
                ...................................................................
   2.2.         Dispositivi supplementari contro l’inquinamento (se esistono e se non sono compresi
                in altre voci)
                                                              (2)
   2.2.1.       Convertitore catalitico: sì/no
   2.2.1.1.     Marca: ..........................................................................................................................
   2.2.1.2.     Tipo: ............................................................................................................................
   2.2.1.3.     Numero di convertitori catalitici e di elementi: .......................
   2.2.1.4.     Dimensioni, forma e volume dei convertitori catalitici: ..............................................
   2.2.1.5.     Tipo di azione catalitica: .............................................................................................
   2.2.1.6.     Contenuto totale di metalli preziosi: ...........................................................................
   2.2.1.7.     Concentrazione relativa: ..............................................................................................
   2.2.1.8.     Substrato (struttura e materiale): .................................................................................
   2.2.1.9.     Densità delle celle: ......................................................................................................
   2.2.1.10.    Tipo di alloggiamento dei convertitori catalitici: ........................................................
   2.2.1.11.    Posizione dei convertitori catalitici (ubicazione e distanza di riferimento nel condotto
                di scarico): ...................................................................................................................
                ......................................................................................................................................
                                                          (2)
   2.2.2.       Sensore di ossigeno: sì/no
   2.2.2.1.     Marca: ..........................................................................................................................
   2.2.2.2.     Tipo: ............................................................................................................................
   2.2.2.3.     Posizione: ....................................................................................................................
                                                    (2)
   2.2.3.       Iniezione di aria: sì/no
 ---pagebreak--- 27.12.2006       IT                                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                           L 375/47
    2.2.3.1.        Tipo (aria pulsata, pompa per aria, ecc.): ....................................................................
                                     (2)
    2.2.4.          EGR: sì/no
    2.2.4.1.        Caratteristiche (portata, ecc.): ......................................................................................
                                                                    (2)
    2.2.5.          Trappola del particolato: sì/no
    2.2.5.1.        Dimensioni, forma e capacità della trappola del particolato: ......................................
    2.2.5.2.        Tipo e caratteristiche progettuali della trappola del particolato: .................................
    2.2.5.3.        Ubicazione (distanza di riferimento nel condotto di scarico): .....................................
    2.2.5.4.        Metodo o sistema di rigenerazione, descrizione e/o disegno: .....................................
                                                 (2)
    2.2.6 .         Altri sistemi: sì/no
    2.2.6.1.        Descrizione e funzionamento: .....................................................................................
    3.              ALIMENTAZIONE DEL CARBURANTE
    3.1.            Motori diesel
    3.1.1.          Pompa di alimentazione
                                   (3)                                                             (2)
                    Pressione : .........kPa o diagramma caratteristico : ..................................................
    3.1.2.          Sistema di iniezione
    3.1.2.1.        Pompa
    3.1.2.1.1.      Marca: ..........................................................................................................................
    3.1.2.1.2.      Tipo: ............................................................................................................................
                                                 (3)                                                 -1
    3.1.2.1.3.      Mandata: ......mm³ per corsa al regime di.......min a iniezione massima, o
                                                           (2)(3)
                    diagramma caratteristico                     : ...................
                    ......................................................................................................................................
                                                                                                                        (2)
                    Indicare il metodo utilizzato: su motore/su banco prova pompe
                    Se dotato di controllo della sovralimentazione, specificare la mandata di carburante e
                    la pressione di sovralimentazione caratteristiche in funzione del regime
    3.1.2.1.4.      Anticipo dell’iniezione
                                                                          (3)
    3.1.2.1.4.1.    Curva dell’anticipo dell’iniezione : ...........................................................................
                                                                   (3)
    3.1.2.1.4.2.    Fasatura statica dell’iniezione : .................................................................................
    3.1.2.2.        Condotti di iniezione
    3.1.2.2.1.      Lunghezza: ............................................................................................................mm
    3.1.2.2.2.      Diametro interno: ..................................................................................................mm
    3.1.2.3.        Iniettore
    3.1.2.3.1.      Marca: ..........................................................................................................................
    3.1.2.3.2.      Tipo: ............................................................................................................................
                                                                                                                                                       (3)
    3.1.2.3.3.      Pressione di apertura: .........................................................................................kPa
                                                              (2)(3)
                    o diagramma caratteristico                      : ...................................................................................
    3.1.2.4.        Regolatore
    3.1.2.4.1.      Marca: ..........................................................................................................................
    3.1.2.4.2.      Tipo: ............................................................................................................................
                                                                                                                                                        -1
    3.1.2.4.3.      Regime di inizio dell’interruzione a pieno carico: ............................................. min
                                                                                                                                                        -1
    3.1.2.4.4.      Regime massimo a vuoto: .................................................................................. min
                                                                                                                                                        -1
    3.1.2.4.5.      Regime di minimo: ............................................................................................. min
    3.1.3.          Sistema di avviamento a freddo
    3.1.3.1.        Marca: ..........................................................................................................................
    3.1.3.2.        Tipo: ............................................................................................................................
 ---pagebreak--- L 375/48      IT                              Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                        27.12.2006
   3.1.3.3.      Descrizione: .................................................................................................................
   3.1.3.4.      Dispositivo ausiliario di avviamento: ..........................................................................
   3.1.3.4.1.    Marca: ..........................................................................................................................
   3.1.3.4.2.    Tipo: ............................................................................................................................
                                 (6)
   3.2.          Motori a gas
                                                            (2)
   3.2.1.        Carburante: gas naturale/GPL
                                                                                                                            (3)
   3.2.2.        Regolatore di pressione o regolatore del vaporizzatore/della pressione
   3.2.2.1.      Marca: ..........................................................................................................................
   3.2.2.2.      Tipo: ............................................................................................................................
   3.2.2.3.      Numero degli stadi di riduzione della pressione: ........................................................
   3.2.2.4.      Pressione nello stadio finale: min................kPa, max. ..........................................kPa
   3.2.2.5.      Numero di punti di regolazione principali: .................................................................
   3.2.2.6.      Numero di punti di regolazione del minimo: ..............................................................
   3.2.2.7.      Numero di omologazione in forza del regolamento n.: ...............................................
   3.2.3.        Sistema di alimentazione: unità di miscelazione/iniezione di gas/iniezione di
                                                   (2)
                 liquido/iniezione diretta
   3.2.3.1.      Regolazione del titolo della miscela: ...........................................................................
   3.2.3.2.      Descrizione del sistema e/o diagramma e disegni: ......................................................
   3.2.3.3.      Numero di omologazione in forza del regolamento n. ................................................
   3.2.4.        Unità di miscelazione
   3.2.4.1.      Numero: .......................................................................................................................
   3.2.4.2.      Marca: ..........................................................................................................................
   3.2.4.3.      Tipo: ............................................................................................................................
   3.2.4.4.      Posizione: ....................................................................................................................
   3.2.4.5.      Possibilità di regolazione: ...........................................................................................
   3.2.4.6.      Numero di omologazione in forza del regolamento n. ................................................
   3.2.5.        Iniezione nel collettore di ammissione
                                                                          (2)
   3.2.5.1.      Iniezione: punto singolo/punti multipli
   3.2.5.2.      Iniezione: continua/fasatura simultanea/
                                             (2)
                 fasatura sequenziale
   3.2.5.3.      Dispositivi di iniezione
   3.2.5.3.1.    Marca: ..........................................................................................................................
   3.2.5.3.2.    Tipo: ............................................................................................................................
   3.2.5.3.3.    Possibilità di regolazione: ...........................................................................................
   3.2.5.3.4.    Numero di omologazione in forza del regolamento n. ................................................
   3.2.5.4.      Pompa di alimentazione (se applicabile): ....................................................................
   3.2.5.4.1.    Marca: ..........................................................................................................................
   3.2.5.4.2.    Tipo: ............................................................................................................................
   3.2.5.4.3.    Numero di omologazione in forza del regolamento n. ................................................
   3.2.5.5.      Iniettore: ......................................................................................................................
   3.2.5.5.1.    Marca: ..........................................................................................................................
   3.2.5.5.2.    Tipo: ............................................................................................................................
   3.2.5.5.3.    Numero di omologazione in forza del regolamento n. ................................................
   3.2.6.        Iniezione diretta
                                                                                      (2)
   3.2.6.1.      Pompa di iniezione/regolatore della pressione
   3.2.6.1.1.    Marca: ..........................................................................................................................
 ---pagebreak--- 27.12.2006        IT                               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                         L 375/49
    3.2.6.1.2.       Tipo: ............................................................................................................................
    3.2.6.1.3.       Fasatura dell’iniezione: ...............................................................................................
    3.2.6.1.4.       Numero di omologazione in forza del regolamento n. ................................................
    3.2.6.2.         Iniettore
    3.2.6.2.1.       Marca: ..........................................................................................................................
    3.2.6.2.2.       Tipo: ............................................................................................................................
                                                                                              (3)
    3.2.6.2.3.       Pressione di apertura o diagramma caratteristico : ....................................................
    3.2.6.2.4.       Numero di omologazione in forza del regolamento n. ................................................
    3.2.7.           Unità elettronica di controllo
    3.2.7.1.         Marca: ..........................................................................................................................
    3.2.7.2.         Tipo: ............................................................................................................................
    3.2.7.3.         Possibilità di regolazione: ...........................................................................................
    3.2.8.           Apparecchiature specifiche per il carburante GN
    3.2.8.1.         Variante 1 (solo nel caso di omologazione di motori per diverse composizioni
                     specifiche di carburante)
    3.2.8.1.1.       Composizione del carburante:
                      metano (CH ):     4                     base....% mol                  min.....% mol                max.....% mol
                      etano (C H ):
                                 2   6                        base....% mol                  min.....% mol                max.....% mol
                      propano (C H ): 3   8                   base....% mol                  min.....% mol                max.....% mol
                      butano (C H ):
                                   4    10                    base....% mol                  min.....% mol                max.....% mol
                      C5/C5+:                                 base....% mol                  min.....% mol                max.....% mol
                      ossigeno (O ): ................. base....% mol
                                       2                                                     min.....% mol                max.....% mol
                      gas inerti (N , He ecc): base....% mol
                                        2                                                    min.....% mol                max.....% mol
    3.2.8.1.2.       Iniettore
    3.2.8.1.2.1.     Marca:
    3.2.8.1.2.2.     Tipo:
    3.2.8.1.3.       Altro (se del caso)
    3.2.8.2.         Variante 2 (solo nel caso di omologazioni per diverse composizioni specifiche di
                     carburante)
    4.       FASATURA DELLE VALVOLE
    4.1.     Alzata massima delle valvole e angoli di apertura e chiusura riferiti ai punti morti o dati
             equivalenti .....................................
                                                                             (2)
    4.2.     Intervalli di riferimento e/o di regolazione : ...................................
    5.       SISTEMA DI ACCENSIONE (SOLO MOTORI CON ACCENSIONE A SCINTILLA)
    5.1.      Tipo di sistema di accensione:
              bobina comune e candele/bobina singola e candele/bobina sulla candela/altro
                             (2)
              (specificare)
    5.2.     Unità di comando dell’accensione
    5.2.1.   Marca: ..............................................................
    5.2.2.   Tipo: ..............................................................
 ---pagebreak--- L 375/50         IT                                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                     27.12.2006
                                                                        (2)(3)
   5.3.   Curva/mappa dell’anticipo di accensione                             : .....................................................................
                                                 (3)
   5.4.   Fasatura dell’accensione : ..... gradi prima del punto morto superiore ad un regime di .......
                -1
          min e una MAP di ................. kPa
   5.5.   Candele
   5.5.1. Marca: ..............................................................
   5.5.2. Tipo: .................................................................
   5.5.3. Distanza tra gli elettrodi: ............................mm
   5.6.   Bobina di accensione
   5.6.1. Marca: ..............................................................
   5.6.2. Tipo: ................................................................
   6.     DISPOSITIVI AZIONATI DAL MOTORE
          Il motore deve essere presentato alla prova completo dei dispositivi ausiliari necessari per
          il suo funzionamento (per esempio ventola, pompa dell’acqua, ecc.) conformemente a
          quanto specificato nel regolamento n. 24 e nelle condizioni operative in esso indicate.
   6.1.   Dispositivi ausiliari da montare per la prova
          Se è impossibile o inopportuno montare i dispositivi ausiliari sul banco prova, determinare
          la potenza da essi assorbita e sottrarla alla potenza del motore misurata su tutta l’area di
          funzionamento del ciclo o dei cicli di prova.
   6.2.   Dispositivi ausiliari da rimuovere per la prova
          I dispositivi ausiliari necessari solo per il funzionamento del veicolo (per esempio
          compressore dell’aria, sistema di condizionamento dell’aria ecc.) devono essere smontati
          per la prova. Se non è possibile rimuovere i dispositivi ausiliari, determinare la potenza da
          essi assorbita e aggiungerla alla potenza del motore misurata su tutta l’area di
          funzionamento del ciclo o dei cicli di prova.
   7.     INFORMAZIONI ADDIZIONALI SULLE CONDIZIONI DI PROVA
   7.1.   Lubrificante usato
   7.1.1. Marca: .................................................................
   7.1.2. Tipo: .................................................................
          (Se lubrificante e carburante sono miscelati dichiarare la percentuale d’olio nella miscela):
          .....................................................
   7.2.   Dispositivi azionati dal motore (se applicabile)
          La potenza assorbita dai dispositivi ausiliari deve essere determinata solo
          – se non sono applicati sul motore dispositivi ausiliari necessari per il suo funzionamento
            e/o
          – se sono applicati al motore dispositivi ausiliari non necessari per il suo funzionamento.
   7.2.1. Elenco e dettagli per l’identificazione: ..................................
   7.2.2. Potenza assorbita a vari regimi del motore indicati:
 ---pagebreak--- 27.12.2006        IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             L 375/51
       Dispositivi ausiliari                                Potenza assorbita (kW) a vari regimi
                              minimo basso                      alto            regime   regime regime regime di
                                                                                   (7)      (7)     (7)            (8)
                                             regime           regime              A        B      C     riferimento
               P(a)
     Dispositivi necessari
     per il funzionamento
     del motore
     (da sottrarre alla
     potenza misurata del
     motore)
     cfr. punto 6.1
               P(b)
     Dispositivi non
     necessari per il
     funzionamento del
     motore (da
     aggiungere alla
     potenza misurata del
     motore)
     cfr. punto 6.2
    8.        PRESTAZIONI DEL MOTORE
                       (9)
    8.1.      Regimi
                                                                                      -1
              Basso regime (n ): ...........................................min
                                 lo
                                                                                      -1
              Alto regime (n ): .............................................min
                              hi
              per i cicli ESC e ELR
                                                                                     -1
              Minimo: ..........................................................min
                                                                                     -1
              Regime A: .......................................................min
                                                                                     -1
              Regime B: .......................................................min
                                                                                     -1
              Regime C: .......................................................min
              per il ciclo ETC
                                                                                    -1
              Regime di riferimento: ...................................min
 ---pagebreak--- L 375/52       IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             27.12.2006
   8.2.   Potenza del motore (misurata conformemente al regolamento n. 24) in kW
                                                                          Regime
                                                                (7)           (7)          (7)
                                       minimo regime A               regime B     regime C         regime di
                                                                                                             (8)
                                                                                                 riferimento
                      P(m)
           Potenza misurata al
           banco prova
                      P(a)
           Potenza assorbita dai
           dispositivi ausiliari da
           montare per la prova
           (punto 6.1)
           -       se montati
           -       se non montati         0               0               0            0               0
                      P(b)
           Potenza assorbita dai
           dispositivi ausiliari da
           smontare per la prova
           (punto 6.2)
           -       se montati
           -       se non montati         0               0               0            0               0
                      P(n)
           Potenza netta del motore
           = P(m) - P(a) + P(b)
   8.3.      Regolazioni del dinamometro (kW)
             Le regolazioni del dinamometro per le prove ESC e ELR e per il ciclo di riferimento
             della prova ETC devono essere basate sulla potenza netta P(n) del motore del punto 8.2.
             Si raccomanda di installare il motore sul banco prova nella condizione netta. In tal caso,
             P(m) e P(n) sono uguali. Se è impossibile o inopportuno far funzionare il motore in
             condizioni nette, le regolazioni del dinamometro devono essere corrette per riportarle
             alle condizioni nette utilizzando la formula di cui sopra.
   8.3.1.    Prove ESC e ELR
             Calcolare le regolazioni del dinamometro secondo la formula dell’allegato 4, appendice
             1, punto 1.2.
                   Carico                                            Regime
                percentuale
                                    minimo               regime A            regime B          regime C
 ---pagebreak--- 27.12.2006        IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/53
                        10        --
                        25                 --
                        50                 --
                        75                 --
                       100
    8.3.2.      Prova ETC
                Se il motore non viene sottoposto a prova in condizioni nette, il costruttore del motore
                deve fornire la formula di correzione per la conversione della potenza misurata o del
                lavoro misurato nel ciclo, determinati secondo l’allegato III, appendice 2, punto 2, nella
                potenza netta o nel lavoro netto prodotto nel ciclo per tutta l’area di funzionamento del
                ciclo; tale formula deve essere approvata dal servizio tecnico.
    Note:
    (1)
           Nel caso di motori e sistemi non convenzionali, il fabbricante deve fornire dettagli
           equivalenti a quelli specificati.
    (2)
           Cancellare le diciture inutili.
    (3)
           Specificare la tolleranza.
    (6)
           Nel caso di sistemi predisposti in modo diverso, fornire informazioni equivalenti (per il
           punto 3.2).
    (7)
           Prova ESC
    (8)
           Solo prova ETC.
    (9)
           Specificare la tolleranza; deve essere compresa entro ± 3 per cento del valore dichiarato dal
           costruttore.
    __________
 ---pagebreak--- L 375/54           IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                   27.12.2006
                                             Allegato 1 – Appendice 1
            CARATTERISTICHE DELLE PARTI DEL VEICOLO CORRELATE AL MOTORE
   1.         Depressione del sistema di aspirazione al regime nominale e
              al 100 per cento di carico: ............................................kPa
   2.         Contropressione del sistema di scarico al regime nominale e
              al 100 per cento di carico: ............................................kPa
   3.         Volume del sistema di scarico: .....................................cm³
   4.         Potenza assorbita dai dispositivi ausiliari necessari per il funzionamento del motore,
              misurata conformemente al regolamento n. 24 e nelle condizioni operative in esso indicate.
       Dispositivi ausiliari                         Potenza assorbita (kW) a vari regimi
                             minimo    basso            alto             regime         regime  regime       regime
                                      regime          regime               A (1)
                                                                                          B (1)
                                                                                                  C (1)
                                                                                                        di riferimento (2)
               P(a)
     Dispositivi necessari
     per il funzionamento
     del motore
     (da sottrarre alla
     potenza del motore
     misurata)
     cfr. allegato 1, punto
     6.1
   (1)
          Prova ESC
   (2)
          Solo prova ETC.
                                                        __________
 ---pagebreak--- 27.12.2006        IT                                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             L 375/55
                                                         Allegato 1 – Appendice 2
              CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DELLA FAMIGLIA DEI MOTORI
    1.     PARAMETRI COMUNI
    1.1.   Ciclo di combustione: .....................................................
    1.2.   Fluido di raffreddamento: .......................................................
                                         (1)
    1.3.   Numero di cilindri : .................................................
    1.4.   Cilindrata unitaria: .....................................
    1.5.   Metodo di alimentazione dell’aria: .............................................
    1.6.   Tipo/caratteristiche progettuali della camera di combustione: .......................................
    1.7.   Valvole e luci: configurazione, dimensioni e numero: ...................
           .......................................................................
    1.8.   Sistema di alimentazione del carburante: ..........................................................
    1.9.   Sistema di accensione (motori a gas): ........................................
    1.10.  Varie:
                                                                                            (1)
           - sistema di raffreddamento dell’aria di sovralimentazione : ...........................................
                                                        (1)
           - ricircolo dei gas di scarico : .......................................
                                                            (1)
           - iniezione/emulsione di acqua : ........................................
                                       (1)
           - iniezione di aria .....................................................
                                                                                   (1)
    1.11.  Dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico : ........................................................
           Dimostrazione di identicità del rapporto (o di valore minimo per il motore capostipite):
           capacità del sistema/carburante erogato per ogni corsa in base al o ai numeri di diagramma:
           ..................................................
    2.     ELENCO DELLA FAMIGLIA DI MOTORI
    2.1.   Nome della famiglia di motori diesel: .......................................
    2.1.1. Specifiche dei motori della famiglia:
 ---pagebreak--- L 375/56       IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
                                                                                            Motore
                                                                                          capostipite
          Tipo di motore
          N. cilindri
                                   -1
          Regime nominale (min )
          Carburante erogato per corsa
                       (mm³)
          Potenza netta nominale (kW)
          Regime di coppia massima
                            -1
                       (min )
          Carburante erogato per corsa
                       (mm³)
          Coppia massima (Nm)
                                    -1
          Regime di minimo (min )
          Cilindrata del motore
                                                                                             100
          (in % rispetto al motore
            capostipite)
   2.2.  Nome della famiglia di motori a gas: ...........................................
   2.2.1  Specifiche dei motori della famiglia:
                                                                                            Motore
                                                                                          capostipite
           Tipo di motore
           N. cilindri
                                    -1
           Regime nominale (min )
           Carburante erogato per corsa
           (mg)
           Potenza netta nominale (kW)
           Regime di coppia massima
                 -1
           (min )
           Carburante erogato per corsa
           (mm³)
           Coppia massima (Nm)
                                     -1
           Regime di minimo (min )
           Cilindrata del motore
                                                                                             100
           (in % rispetto al motore
           capostipite)
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 375/57
             Fasatura dell’accensione
             Flusso EGR
             Pompa dell’aria sì/no
             Portata effettiva della pompa
             dell’aria
    (1)
           Se non è applicabile, indicare "N/A"
                                                  __________
 ---pagebreak--- L 375/58     IT                                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
                                                  Allegato 1 - Appendice 3
                       CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL MOTORE
                                                                                                     (1)
                                    FACENTE PARTE DELLA FAMIGLIA
   1.           DESCRIZIONE DEL MOTORE
   1.1.         Costruttore: ...................................................
   1.2.         Codice assegnato al motore dal costruttore: .....................................
                                                                  (2)
   1.3.         Ciclo: quattro tempi/due tempi
   1.4.         Numero e disposizione dei cilindri: ............................
   1.4.1.       Alesaggio: .........................................................mm
   1.4.2.       Corsa: .......................................................mm
   1.4.3.       Ordine di accensione: ...................................................
   1.5.         Cilindrata: .............................................cm³
                                                                              (3)
   1.6.         Rapporto volumetrico di compressione : ................................
   1.7.         Disegno della camera di combustione e del cielo del pistone: ..............
                .................................................................
   1.8.         Sezione minima delle luci di ammissione e di scarico ......................................cm²
                                                                                                     -1
   1.9.         Regime di minimo: ...............................................min
                                                                                                          -1
   1.10.        Potenza massima netta: ..................kW a ..................min
                                                                                                 -1
   1.11.        Regime massimo ammesso: .............................min
                                                                                                        -1
   1.12.        Coppia massima netta: .................Nm a ..................min
                                                                                                             (2)
   1.13.        Sistema di combustione: accensione per compressione/accensione comandata
                                                                                                     (1)
   1.14.        Carburante: diesel/GPL/GN-H/GN-L/GN-HL/etanolo
   1.15.        Sistema di raffreddamento
   1.15.1.      A liquido
   1.15.1.1.    Tipo di liquido: ...............................................
                                                              (2)
   1.15.1.2.    Pompa di circolazione: sì/no
   1.15.1.3.    Caratteristiche o marca e tipo (se applicabile): .........
                ....................................................................................
   1.15.1.4.    Rapporto di trasmissione (se applicabile): .................................
   1.15.2.      Ad aria
                                       (2)
   1.15.2.1.    Ventola: sì/no
   1.15.2.2.    Caratteristiche o marca e tipo (se applicabile): .........
                .................................................................
   1.15.2.3.    Rapporto di trasmissione (se applicabile): .................................
   1.16.        Temperatura consentita dal costruttore
   1.16.1.      Raffreddamento a liquido: temperatura massima all’uscita: .................K
   1.16.2.      Raffreddamento ad aria: punto di riferimento: ...............................
                Temperatura massima in corrispondenza del punto di riferimento: ....................K
   1.16.3.      Temperatura massima dell’aria all’uscita del refrigeratore intermedio di aspirazione
                (se applicabile): ...................................K
   1.16.4.      Temperatura massima del gas di scarico nel punto del tubo di scarico adiacente alla
                flangia esterna del collettore di scarico del turbocompressore: ....................K
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea              L 375/59
    1.16.5.     Temperatura del carburante: min. ..............K, max. ................K
                per motori diesel all’ingresso della pompa di iniezione, per motori a GN in
                corrispondenza dello stadio finale del regolatore di pressione
    1.16.6.     Pressione del carburante: min. ..............kPa, max. ...............kPa
                in corrispondenza dello stadio finale del regolatore di pressione, solo per motori a
                GN
    1.16.7.     Temperatura del lubrificante: min. .............K, max. .............K
                                               (2)
    1.17.       Compressore: sì/no
    1.17.1.     Marca: ...........................................................
    1.17.2.     Tipo: ...........................................................
    1.17.3.     Descrizione del sistema (per es. pressione max. di sovralimentazione, valvola di
                limitatrice della pressione di sovralimentazione, se applicabile):
                ..................................
                                                                  (2)
    1.17.4.     Refrigeratore intermedio: sì/no
    1.18.       Sistema di aspirazione
                Depressione massima ammissibile all’aspirazione al regime nominale del motore e
                sotto carico del 100 per cento, misurata conformemente al regolamento n. 24 e nelle
                condizioni operative in esso indicate: .............................kPa
    1.19.       Sistema di scarico
                Contropressione massima ammissibile allo scarico al regime nominale del motore e
                sotto carico del 100 per cento, misurata conformemente al regolamento n. 24 e nelle
                condizioni operative in esso indicate: .............................kPa
                Volume del sistema di scarico: .......................................cm³
    2.          MISURE CONTRO L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO
    2.1.        Dispositivo per il riciclo dei gas del basamento (descrizione e disegni):
                .................................................................
    2.2.        Dispositivi supplementari contro l’inquinamento (se esistono e se non sono
                compresi in altre voci)
                                                              (2)
    2.2.1.      Convertitore catalitico: sì/no
    2.2.1.1.    Numero di convertitori catalitici e di elementi: ....................
    2.2.1.2.    Dimensioni, forma e volume dei convertitori catalitici: .....
                .................................................................
    2.2.1.3.    Tipo di azione catalitica: .......................................
    2.2.1.4.    Contenuto totale di metalli preziosi: ................................
    2.2.1.5.    Concentrazione relativa: .........................................
    2.2.1.6.    Substrato (struttura e materiale): .............................
    2.2.1.7.    Densità delle celle: ...................................................
    2.2.1.8.    Tipo di alloggiamento dei convertitori catalitici: ..................
    2.2.1.9.    Posizione dei convertitori catalitici (ubicazione e distanza di riferimento nel
                condotto di scarico): ..................................
                .................................................................
                                                          (2)
    2.2.2.      Sensore di ossigeno: sì/no
    2.2.2.1.    Tipo: ...........................................................
                                                    (2)
    2.2.3.      Iniezione di aria: sì/no
 ---pagebreak--- L 375/60        IT                                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             27.12.2006
   2.2.3.1.        Tipo (aria pulsata, pompa per aria, ecc.): ...............................
                                     (2)
   2.2.4.          EGR: sì/no
   2.2.4.1.        Caratteristiche (portata ecc.): ...............................
                                                                    (2)
   2.2.5.          Trappola del particolato: sì/no
   2.2.5.1.        Dimensioni, forma e capacità della trappola del particolato: .........
                   .................................................................
   2.2.5.2.        Tipo e caratteristiche progettuali della trappola del particolato: ........................
   2.2.5.3.        Ubicazione (distanza di riferimento nel condotto di scarico): ..............
   2.2.5.4.        Metodo o sistema di rigenerazione, descrizione e/o disegno: ...
                   .................................................................
                                                 (2)
   2.2.6.          Altri sistemi: sì/no
   2.2.6.1.        Descrizione e funzionamento: ......................................
   3.              ALIMENTAZIONE DEL CARBURANTE
   3.1.            Motori diesel
   3.1.1.          Pompa di alimentazione
                                  (3)                                                                   (2)
                   Pressione : ..............kPa o diagramma caratteristico : ....
                   .................................................................
   3.1.2.          Sistema di iniezione
   3.1.2.1.        Pompa
   3.1.2.1.1.      Marca: ........................................................
   3.1.2.1.2.      Tipo: ........................................................
                                                 (3)                                                  -1
   3.1.2.1.3.      Mandata: ......mm³ per corsa al regime di........min a iniezione massima, o
                                                           (2)(3)
                   diagramma caratteristico                      : .............
                   .................................................................
                                                                                                              (2)
                   Indicare il metodo utilizzato: su motore/su banco prova
                   Se dotato di controllo della sovralimentazione, specificare la mandata di carburante
                   e la pressione di sovralimentazione caratteristiche in funzione del regime
   3.1.2.1.4.      Anticipo dell’iniezione
                                                                         (3)
   3.1.2.1.4.1.    Curva dell’anticipo dell’iniezione : .....................................
                                                                   (3)
   3.1.2.1.4.2.    Fasatura statica dell’iniezione : .....................................
   3.1.2.2.        Condotti di iniezione
   3.1.2.2.1.      Lunghezza: .......................................................mm
   3.1.2.2.2.      Diametro interno: ............................................mm
   3.1.2.3.        Iniettore
   3.1.2.3.1.      Marca: .......................................................
   3.1.2.3.2.      Tipo: .......................................................
                                                                                                     (3)
   3.1.2.3.3.      Pressione di apertura: ........................................kPa
                                                              (2)(3)
                   o diagramma caratteristico                       : .................................
   3.1.2.4.        Regolatore
   3.1.2.4.1.      Marca: .......................................................
   3.1.2.4.2.      Tipo: ........................................................
                                                                                                                  -1
   3.1.2.4.3.      Regime di inizio dell’interruzione a pieno carico: ..............min
                                                                                                           -1
   3.1.2.4.4.      Regime massimo a vuoto: ......................................min
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea               L 375/61
                                                                                       -1
    3.1.2.4.5.    Regime di minimo: ...............................................min
    3.1.3.        Sistema di avviamento a freddo
    3.1.3.1.      Marca: ........................................................
    3.1.3.2.      Tipo: ........................................................
    3.1.3.3.      Descrizione: ....................................................
    3.1.3.4.      Dispositivo ausiliario di avviamento: .........................................
    3.1.3.4.1.    Marca: ...........................................................
    3.1.3.4.2.    Tipo: ...........................................................
    3.2.          Motori a gas
                                                                  (2)
    3.2.1.        Carburante: gas naturale/GPL
                                                                                                 (2)
    3.2.2.        Regolatore di pressione o vaporizzatore/regolatore di pressione
    3.2.2.1.      Marca: ........................................................
    3.2.2.2.      Tipo: ........................................................
    3.2.2.3.      Numero degli stadi di riduzione della pressione: ............................
    3.2.2.4.      Pressione nello stadio finale: min. .........kPa, max. ..........kPa
    3.2.2.5.      Numero di punti di regolazione principali: ...............................
    3.2.2.6.      Numero di punti di regolazione del minimo: ...............................
    3.2.2.7.      Numero di omologazione: ................................................
    3.2.3.        Sistema di alimentazione: unità di miscelazione/iniezione di gas/iniezione di
                                                        (2)
                  liquido/iniezione diretta
    3.2.3.1.      Regolazione del titolo della miscela: ....................................
    3.2.3.2.      Descrizione del sistema e/o diagramma e disegni: .................
                  .................................................................
    3.2.3.3.      Numero di omologazione: ................................................
    3.2.4.        Unità di miscelazione
    3.2.4.1.      Numero: .........................................................
    3.2.4.2.      Marca: ........................................................
    3.2.4.3.      Tipo: ........................................................
    3.2.4.4.      Posizione: .......................................................
    3.2.4.5.      Possibilità di regolazione: .......................................
    3.2.4.6.      Numero di omologazione: ................................................
    3.2.5.        Iniezione nel collettore di ammissione
                                                                                (2)
    3.2.5.1.      Iniezione: punto singolo/punti multipli
                                                                                             (2)
    3.2.5.2.      Iniezione: continua/fasatura simultanea/fasatura sequenziale
    3.2.5.3.      Dispositivi di iniezione
    3.2.5.3.1.    Marca: ........................................................
    3.2.5.3.2.    Tipo: ........................................................
    3.2.5.3.3.    Possibilità di regolazione: .......................................
    3.2.5.3.4.    Numero di omologazione: ................................................
    3.2.5.4.      Pompa di alimentazione (se applicabile): ....................................
    3.2.5.4.1.    Marca: ........................................................
    3.2.5.4.2.    Tipo: ........................................................
    3.2.5.4.3.    Numero di omologazione: ................................................
    3.2.5.5.      Iniettore: .....................................................
    3.2.5.5.1.    Marca: ........................................................
    3.2.5.5.2.    Tipo: ........................................................
 ---pagebreak--- L 375/62        IT                                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            27.12.2006
   3.2.5.5.3.      Numero di omologazione: ................................................
   3.2.6.          Iniezione diretta
                                                                                         (2)
   3.2.6.1.        Pompa di iniezione/regolatore della pressione
   3.2.6.1.1.      Marca: ........................................................
   3.2.6.1.2.      Tipo: ........................................................
   3.2.6.1.3.      Fasatura dell’iniezione: ...............................................
   3.2.6.1.4.      Numero di omologazione: ................................................
   3.2.6.2.        Iniettore
   3.2.6.2.1.      Marca: ........................................................
   3.2.6.2.2.      Tipo: ........................................................
                                                                                             (3)
   3.2.6.2.3.      Pressione di apertura o diagramma caratteristico : ..................
                   .................................................................
   3.2.6.2.4.      Numero di omologazione: ................................................
   3.2.7.          Unità elettronica di controllo
   3.2.7.1.        Marca: ........................................................
   3.2.7.2.        Tipo: ........................................................
   3.2.7.3.        Possibilità di regolazione: .......................................
   3.2.8.          Apparecchiature specifiche per il carburante di tipo GN
   3.2.8.1.        Variante 1 (solo nel caso di omologazione di motori per diverse composizioni
                   specifiche di carburante)
   3.2.8.1.1.      Composizione del carburante:
                    metano (CH ):       4                   base: ....% mol               min.....% mol max.....% mol
                    etano (C H ): 2   6                     base: ....% mol               min.....% mol max.....% mol
                    propano (C H ):   3   8                 base: ....% mol               min.....% mol max.....% mol
                    butano (C H ):  4   10                  base: ....% mol               min.....% mol max.....% mol
                    C5/C5+:                                 base: ....% mol               min.....% mol max.....% mol
                    ossigeno (O ):     2                    base: ....% mol               min.....% mol max.....% mol
                    gas inerti (N , He ecc):
                                        2                   base: ....% mol               min.....% mol max.....% mol
   3.2.8.1.2.      Iniettore
   3.2.8.1.2.1.    Marca: ........................................................
   3.2.8.1.2.2.    Tipo: ........................................................
   3.2.8.1.3.      Altro (se applicabile)
   3.2.8.2.        Variante 2 (solo nel caso di omologazione per varie composizioni specifiche di
                   carburante)
   4.              FASATURA DELLE VALVOLE
   4.1.            Alzata massima delle valvole e angoli di apertura e chiusura riferiti ai punti morti o
                   dati equivalenti: ....................
                   .................................................................
                                                                                     (2)
   4.2.            Intervalli di riferimento e/o di regolazione : ............................
                   .................................................................
 ---pagebreak--- 27.12.2006    IT                                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             L 375/63
    5.            SISTEMA DI ACCENSIONE (SOLO MOTORI CON ACCENSIONE A
                  SCINTILLA)
    5.1.          Sistema di accensione tipo: bobina comune e candele/bobina singola e
                                                                                              (2)
                  candele/bobina sulla candela/altro (specificare)
    5.2.          Unità di comando dell’accensione
    5.2.1.        Marca: ........................................................
    5.2.2.        Tipo: ........................................................
                                                                                    (2)(3)
    5.2.          Curva/mappa dell’anticipo di accensione                                 : ......................
                  .................................................................
                                                         (3)
    5.4.          Fasatura dell’accensione : ...............gradi prima del punto morto superiore ad un
                                                         -1
                  regime di ................ min e una MAP di ....................... kPa
    5.5.          Candele
    5.5.1.        Marca: ........................................................
    5.5.2.        Tipo: ........................................................
    5.5.3.        Distanza tra gli elettrodi: ..................................................mm
    5.6.          Bobina di accensione
    5.6.1.        Marca: ........................................................
    5.6.2.        Tipo: ........................................................
    Note
    (1)
           Da presentare per ogni motore della famiglia.
    (2)
           Cancellare le diciture inutili.
    (3)
           Specificare la tolleranza.
                                                              __________
 ---pagebreak--- L 375/64          IT                                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                        27.12.2006
                                                                  Allegato 2A
                                                           COMUNICAZIONE
                                            (formato massimo: A4 (210 x 297 mm)
                                                                 rilasciata da: denominazione dell’amministrazione:
                                                                                         .......................
                                                                                         .......................
                                                                                         .......................
   relativa a: 2/             RILASCIO DELL’OMOLOGAZIONE
                              ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE
                              RIFIUTO DELL’OMOLOGAZIONE
                              REVOCA DELL’OMOLOGAZIONE
                              CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
   di un motore ad accensione spontanea, di un motore a gas naturale (GN) o di un motore ad
   accensione comandata alimentato a GPL 2/ in quanto entità tecnica per quanto riguarda l’emissione
   di inquinanti in forza del regolamento n. 49
   N. di omologazione .....                                                               N. di estensione .....
   1.           Marchio di fabbrica o commerciale del motore: .............................................................
   2.           Tipo di motore: ................................................................................................................
   3.           Tipo di combustione: accensione spontanea/accensione comandata 2/
   3.1.         Tipo di carburante: ..........................................................................................................
   4.           Nome e indirizzo del costruttore: ....................................................................................
   5.           Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del costruttore:
                ..........................................................................................................................................
   6.           Depressione massima ammissibile all’aspirazione: .................................................. kPa
   7.           Contropressione massima ammessa: ......................................................................... kPa
   8.           Potenza massima ammissibile assorbita dai dispositivi azionati dal motore:
 ---pagebreak--- 27.12.2006    IT                                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                           L 375/65
            intermedia: .................kW; nominale: ...................................................................... kW
    9.      Eventuali limitazioni d’uso: ............................................................................................
    10.    Livelli di emissione del motore/motore capostipite
    10.1.  Prova ESC (se applicabile):
           CO: .....................g/kWh
           THC: ..................g/kWh
           NO : ...................g/kWh
                 x
           PT: ......................g/kWh
    10.2.  Prova ELR (se applicabile):
                                                              -1
           Indice di fumo: ......................m
    10.3.  Prova ETC (se applicabile):
           CO: .....................g/kWh
           THC: ..................g/kWh
           NMHC: ..............g/kWh
           CH : ....................g/kWh
                 4
           NO : ...................g/kWh
                 x
           PT: ......................g/kWh
    11.     Motore presentato per le prove il: ...................................................................................
    12.     Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione:
            ..........................................................................................................................................
    13.     Data del verbale di prova rilasciato da tale servizio: ......................................................
    14.     Numero del verbale di prova rilasciato da tale servizio: .................................................
    15.     Posizione del marchio di omologazione sul motore: ......................................................
    16.     Luogo: .............................................................................................................................
    17.     Data: ................................................................................................................................
    18.     Firma: ..............................................................................................................................
    19.     Alla comunicazione sono allegati i seguenti documenti, che recano il numero di
            omologazione sopra indicato:
            una copia dell’allegato 1 del presente regolamento, debitamente compilata e corredata
            dei disegni e degli schemi a cui si fa riferimento.
 ---pagebreak--- L 375/66  IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     27.12.2006
         1/  Numero distintivo del paese che la rilasciato/esteso/rifiutato/revocato
             l’omologazione (cfr. le disposizioni del presente regolamento in materia di
             omologazione).
         2/  Cancellare le diciture inutili.
 ---pagebreak--- 27.12.2006          IT                                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                           L 375/67
                                                                    Allegato 2B
                                                             COMUNICAZIONE
                                             (formato massimo: A4 (210 x 297 mm))
                                                                                rilasciata da: denominazione dell’amministrazione
                                                                                                        .......................
                                                                                                        .......................
                                                                                                        .......................
    relativa a: 2/              RILASCIO DELL’OMOLOGAZIONE
                                ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE
                                RIFIUTO DELL’OMOLOGAZIONE
                                REVOCA DELL’OMOLOGAZIONE
                                CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
    di un veicolo per quanto riguarda l’emissione di inquinanti prodotti dal motore in forza del
    regolamento n. 49
    N. di omologazione ...                                                                  N. di estensione ...
    1.        Marchio di fabbrica o commerciale del motore: .................................................................
    2.        Tipo di veicolo: ...................................................................................................................
    3.        Nome e indirizzo del costruttore: ........................................................................................
    4.        Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del costruttore: .............................................
               .............................................................................................................................................
    5.        Depressione massima ammissibile all’aspirazione: ...................................................... kPa
    6.        Contropressione massima ammessa: ............................................................................. kPa
    7.        Potenza massima ammissibile assorbita dai dispositivi azionati dal motore:
              Intermedia: . . . . . . . . . . kW; nominale: ..................................................................... kW
    8.        Marca e tipo del motore: .....................................................................................................
 ---pagebreak--- L 375/68         IT                                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                        27.12.2006
   9.       Livelli di emissione del motore/motore capostipite
   9.1.       Prova ESC (se applicabile):
              CO: .....................g/kWh
              THC: ..................g/kWh
              NO : ...................g/kWh
                    x
              PT: ......................g/kWh
   9.2.       Prova ELR (se applicabile):
                                                                 -1
              Indice di fumo: ......................m
   9.3.       Prova ETC (se applicabile):
              CO: .....................g/kWh
              THC: ..................g/kWh
              NMHC: ..............g/kWh
              CH : ....................g/kWh
                   4
              NO : ...................g/kWh
                    x
              PT: ......................g/kWh
   10.      Motore presentato per le prove il: .......................................................................................
   11.      Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione: ..................................................
            .............................................................................................................................................
   12.      Data del verbale di prova rilasciato da tale servizio: ..........................................................
   13.      Numero del verbale di prova rilasciato da tale servizio: .....................................................
   14.      Posizione del marchio di omologazione sul veicolo/motore 2/: .........................................
   15.      Luogo: .................................................................................................................................
   16.      Data: ....................................................................................................................................
   17.      Firma: ..................................................................................................................................
   18.      Alla comunicazione sono allegati i seguenti documenti, che recano il numero di
            omologazione sopra indicato:
            una copia dell’allegato 1 del presente regolamento, debitamente compilata e corredata dei
            disegni e degli schemi a cui si fa riferimento.
         1/     Numero distintivo del paese che la rilasciato/esteso/rifiutato/revocato l’omologazione
                 (cfr. le disposizioni del presente regolamento in materia di omologazione).
         2/     Cancellare le diciture inutili.
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/69
                                                     Allegato 3
                   ESEMPI DI DISPOSIZIONE DEI MARCHI DI OMOLOGAZIONE
                                  (cfr. punto 4.6 del presente regolamento)
    I.     OMOLOGAZIONE "I" (riga A)
           (cfr. punto 4.6.3 del presente regolamento)
                                                    Modello A
           Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga A e alimentati con carburante diesel
           o gas di petrolio liquefatto (GPL).
                                a
                                    a
                                    2
                                         E 11            a
                                                         3   49 RI - 042439
                                                                                a = 8 mm min   .
                                                    Modello B
           Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga A e alimentati con gas naturale (GN).
            Il suffisso che segue il simbolo nazionale indica la qualificazione del carburante stabilita
           conformemente al punto 4.6.3.1 del presente regolamento.
                                                     a
                                                     3
                                                            HLt
                               a
                                   a
                                   2
                                         E 11           a
                                                        3   49 RI - 042439
                                                                               a      mm min
                                                                                  = 8        .
           Il marchio di omologazione sopra riportato, apposto su un motore/veicolo, indica che il
           motore/veicolo è stato omologato nel Regno Unito (E11) in forza del regolamento n. 49 e con
           il numero di omologazione 042439. Il marchio indica che l’omologazione è stata rilasciata
           conformemente al regolamento n. 49 modificato dalla serie 04 di emendamenti e che sono
           soddisfatti i limiti pertinenti precisati nel punto 5.2.1 del presente regolamento.
    II.    OMOLOGAZIONE "II" (riga B1)
           (cfr. punto 4.6.3 del presente regolamento)
                                                    Modello C
 ---pagebreak--- L 375/70      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
         Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga B1 e alimentati con carburante diesel
         o gas di petrolio liquefatto (GPL).
                             a
                                 a
                                 2
                                       E 11            a
                                                  Modello D
                                                       3   49 RII - 042439
                                                                               a = 8    mm min .
         Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga B1 e alimentati con gas naturale
         (GN). Il suffisso che segue il simbolo nazionale indica la qualificazione del carburante
         stabilita conformemente al punto 4.6.3.1 del presente regolamento.
                                                   a
                                                   3
                                                          Ht
                             a
                                 a
                                 2
                                       E 11           a
                                                      3  49 RII - 042439
                                                                             a = 8   mm min .
         Il marchio di omologazione sopra riportato, apposto su un motore/veicolo, indica che il
         motore/veicolo è stato omologato nel Regno Unito (E11) in forza del regolamento n. 49 e con
         il numero di omologazione 042439. Il marchio indica che l’omologazione è stata rilasciata
         conformemente al regolamento n. 49 modificato dalla serie 04 di emendamenti e che sono
         soddisfatti i limiti pertinenti precisati nel punto 5.2.1 del presente regolamento.
   III.   OMOLOGAZIONE "III" (riga B2)
         (cfr. punto 4.6.3 del presente regolamento)
                                                  Modello E
         Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga B2 e alimentati con carburante diesel
         o gas di petrolio liquefatto (GPL).
                                a
                                    a
                                    2
                                          E 11            a
                                                          3    49 RIII - 042439
                                                                                  a = 8  mm min  .
                                                  Modello F
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/71
           Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga B2 e alimentati con gas naturale
           (GN). Il suffisso che segue il simbolo nazionale indica la qualificazione del carburante
           stabilita conformemente al punto 4.6.3.1 del presente regolamento.
                                                      a
                                                      3
                                                             Lt
                               a
                                   a
                                   2
                                         E 11            a
                                                         3  49 RIII - 042439
                                                                                 a  = 8  mm min  .
           Il marchio di omologazione sopra riportato, apposto su un motore/veicolo, indica che il
           motore/veicolo è stato omologato nel Regno Unito (E11) in forza del regolamento n. 49 e con
           il numero di omologazione 042439. Il marchio indica che l’omologazione è stata rilasciata
           conformemente al regolamento n. 49 modificato dalla serie 04 di emendamenti e che sono
           soddisfatti i limiti pertinenti precisati nel punto 5.2.1 del presente regolamento.
    IV.     OMOLOGAZIONE "IV" (riga C)
           (cfr. punto 4.6.3. del presente regolamento)
                                                    Modello G
           Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga C e alimentati con carburante diesel
           o gas di petrolio liquefatto (GPL).
                                a
                                   a
                                   2
                                         E 11            a
                                                         3   49 RIV - 042439
                                                                               a  = 8   mm min .
                                                    Modello H
 ---pagebreak--- L 375/72          IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
             Motori omologati in base ai limiti di emissione della riga C e alimentati con gas naturale (GN).
              Il suffisso che segue il simbolo nazionale indica la qualificazione del carburante stabilita
             conformemente al punto 4.6.3.1 del presente regolamento.
                                                      a
                                                      3
                                                             HLt
                                a
                                    a
                                    2
                                          E 11           a
                                                         3  49 RIV - 042439
                                                                                 a     mm min
                                                                                   = 8        .
             Il marchio di omologazione sopra riportato, apposto su un motore/veicolo, indica che il
             motore/veicolo è stato omologato nel Regno Unito (E11) in forza del regolamento n. 49 e con
             il numero di omologazione 042439. Questa omologazione indica che l’omologazione è stata
             rilasciata conformemente al regolamento n. 49 modificato dalla serie 04 di emendamenti e che
             sono soddisfatti i limiti pertinenti precisati nel punto 5.2.1 del presente regolamento.
   V.         MOTORE/VEICOLO OMOLOGATO IN FORZA DI UNO O PIÙ REGOLAMENTI
             (cfr. punto 4.7 del presente regolamento)
                                                      Modello I
                                                     49 IV HL 04 2439                           a   a
                            a
                                 E 11         a                                                 3   2
                        a
                                                      24                      03 1628           a   a
                            2
                                              3
                                                                                                3   2
             Il marchio di omologazione sopra riportato, apposto su un motore/veicolo, indica che il
             motore/veicolo è stato omologato nel Regno Unito (E11) in forza del regolamento n. 49
             (livello di emissione IV) e del regolamento n. 24 1/. Le prime due cifre del numero di
             omologazione indicano che, alla data in cui sono state rilasciate le omologazioni, il
             regolamento n. 49 comprendeva la serie 04 di emendamenti e il regolamento n. 24 la serie 03
             di emendamenti.
   _____________
   1/    Il secondo numero di regolamento è riportato unicamente a titolo di esempio.
                                                         _________
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/73
                                                  Allegato 4
                                    PROCEDIMENTO DI PROVA
    1.     INTRODUZIONE
    1.1.   Il presente allegato descrive i metodi per la determinazione delle emissioni di
           componenti gassosi, particolato e fumo prodotte dai motori sottoposti a prova. Sono
           descritti tre cicli di prova da applicarsi secondo le disposizioni del regolamento,
           punto 5.2:
    1.1.1. il ciclo ESC, costituito da un ciclo in 13 modi in regime stazionario,
    1.1.2. il ciclo ELR, costituito da una sequenza di aumenti di carico a gradino a differenti
           regimi costanti del motore; gli aumenti di carico sono parte integrante di un
           procedimento di prova e sono eseguiti in successione immediata;
    1.1.3. il ciclo ETC, costituito da una sequenza di modalità in regime transitorio normalizzate
           secondo per secondo.
    1.2.   La prova deve essere eseguita con il motore montato su banco di prova e collegato a un
           dinamometro.
    1.3.   Principio di misura
           Le emissioni da misurare prodotte dallo scarico del motore includono i componenti
           gassosi (monossido di carbonio, idrocarburi totali per i motori diesel nella sola prova
           ESC; idrocarburi diversi dal metano per i motori diesel e a gas nella sola prova ETC;
           metano per i motori a gas nella sola prova ETC e ossidi di azoto), il particolato (motori
           diesel, motori a gas nel solo stadio C) e il fumo (motori diesel nella sola prova ELR).
           Inoltre, si usa spesso il biossido di carbonio come gas tracciante per determinare il
           rapporto di diluizione dei sistemi di diluizione a flusso parziale e a flusso totale. In base
           ai principi di buona pratica ingegneristica è consigliabile effettuare una misurazione
           generale del biossido di carbonio: questa rappresenta infatti un eccellente strumento per
           individuare problemi di misurazione durante l’esecuzione della prova.
    1.3.1. Prova ESC
           Durante una sequenza prescritta di condizioni di funzionamento a caldo del motore, si
           esaminano in continuo le quantità di emissioni allo scarico di cui sopra prelevando un
           campione dal gas di scarico grezzo. Il ciclo di prova è costituito da un certo numero di
           modalità di regime e di potenza che coprono l’intervallo tipico di funzionamento dei
           motori diesel. Durante ciascuna modalità, si determinano la concentrazione di ciascun
           inquinante gassoso, il flusso di gas di scarico e la potenza in uscita, ponderando i valori
           misurati. Si diluisce il campione di particolato con aria ambiente condizionata. Si
           preleva un unico campione durante l’intero procedimento di prova raccogliendolo su
 ---pagebreak--- L 375/74          IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          27.12.2006
                filtri adatti. Si calcolano i grammi di ciascun inquinante emesso per kilowattora (kWh)
                come descritto nell’appendice 1 del presente allegato. Si misurano inoltre gli NOx in tre
                punti all’interno dell’area di controllo scelta dal servizio tecnico 1/ e si confrontano
                confrontare i valori misurati con i valori calcolati in base alle modalità del ciclo di
                prova che inviluppano i punti di prova scelti. La verifica del controllo degli NOx
                garantisce l’efficacia del controllo delle emissioni del motore nell’intervallo tipico di
                funzionamento del motore.
   1.3.2.       Prova ELR
                Si misura mediante un opacimetro il fumo emesso a caldo da un motore durante una
                prova di risposta a carichi prescritti. La prova consiste nel sottoporre il motore, a
                regime costante, a un carico dal 10 per cento al 100 per cento a tre differenti regimi. La
                prova è inoltre eseguita a un quarto gradino di carico scelto dal servizio tecnico1
                confrontando il valore con i valori dei gradini di carico precedenti. Si determina il picco
                del fumo usando un algoritmo di calcolo della media, descritto nell’appendice 1 del
                presente allegato.
   1.3.3.       Prova ETC
                Durante un ciclo transiente prescritto di condizioni di funzionamento a caldo del
                motore, basato su modelli di guida specifici definiti per i vari tipi di strade per i motori
                pesanti montati su autocarri e autobus, si esaminano gli inquinanti di cui sopra dopo
                avere diluito il gas di scarico totale con aria ambiente condizionata. Utilizzando i
                segnali di retroazione relativi alla coppia motrice e al regime forniti dal dinamometro
                collegato al motore, si integra la potenza rispetto al tempo del ciclo in modo da ricavare
                il lavoro prodotto dal motore durante il ciclo. Si determina la concentrazione di NOx e
                HC nell’arco del ciclo mediante integrazione del segnale dell’analizzatore. La
                concentrazione di CO, CO2 e NMHC può essere determinata mediante integrazione del
                segnale dell’analizzatore o mediante campionamento con sacchetto. Per il particolato si
                raccoglie su filtri adatti un campione proporzionale. Si determina la portata del gas di
                scarico diluito sulla durata del ciclo per calcolare i valori massici di emissione degli
                inquinanti. Dalla relazione tra i valori massici delle emissioni e il lavoro del motore si
                ottengono i grammi di ciascun inquinante emessi per kilowattora (kWh), come descritto
                nell’appendice 2 del presente allegato.
   1/     I punti di prova devono essere scelti utilizzando metodi statistici di randomizzazione approvati.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/75
    2.     CONDIZIONI DI PROVA
    2.1.   Condizioni di prova del motore
    2.1.1. Misurare la temperatura assoluta (Ta) dell’aria di aspirazione del motore espressa in
           Kelvin e la pressione atmosferica riferita al secco (ps) espressa in kPa, e determinare il
           parametro F nel modo seguente:
               a) per i motori diesel:
               motori ad aspirazione naturale e con sovralimentatore meccanico:
                                              ⎛ 99 ⎞ ⎛ T ⎞
                                                                 0,7
                                         F = ⎜⎜ ⎟⎟ ∗ ⎜ a ⎟
                                              ⎝ ps ⎠ ⎝ 298 ⎠
               motori turbocompressi, con o senza raffreddamento dell’aria aspirata:
                                                     0,7
                                             ⎛ 99 ⎞        ⎛ T ⎞
                                                                   1, 5
                                       F = ⎜⎜ ⎟⎟          ∗⎜ a ⎟
                                             ⎝ ps ⎠        ⎝ 298 ⎠
               b)     per i motori a gas:
                                                     1, 2
                                             ⎛ 99 ⎞        ⎛ T ⎞
                                                                   0, 6
                                       F = ⎜⎜ ⎟⎟          ∗⎜ a ⎟
                                             ⎝ ps ⎠        ⎝ 298 ⎠
    2.1.2. Validità della prova
           Una prova è riconosciuta valida quando il parametro F soddisfa la relazione:
                                            0,96 ≤ F ≤ 1,06
    2.2.   Motori con raffreddamento dell’aria di sovralimentazione
           Registrare la temperatura dell’aria di sovralimentazione che, al regime della potenza
           massima dichiarata e a pieno carico, deve coincidere con un’approssimazione di ± 5 K
           con la temperatura massima dell’aria di sovralimentazione specificata nell’allegato 1,
           appendice 1, punto 1.16.3. La temperatura del fluido di raffreddamento non deve
           essere minore di 293 K (20°C).
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         Se si usa un impianto di condizionamento dell’aria di sovralimentazione proprio della
         sala prova o un ventilatore estraneo al motore in prova, la temperatura dell’aria di
         sovralimentazione, al regime della potenza massima dichiarata e a pieno carico, deve
         coincidere con un’approssimazione di ± 5 K con la temperatura massima dell’aria di
         sovralimentazione specificata nell’allegato 1, punto 1.16.3. Usare per tutto il ciclo di
         prova la regolazione del dispositivo di raffreddamento dell’aria di sovralimentazione
         necessaria per rispettare le condizioni di cui sopra.
   2.3.  Sistema di aspirazione aria del motore
         Usare un sistema di aspirazione aria del motore che presenti una limitazione
         dell’aspirazione d’aria coincidente con un’approssimazione di ± 100 Pa con il limite
         superiore del motore funzionante al regime di potenza massima dichiarata e a pieno
         carico.
   2.4.  Sistema di scarico del motore
         Usare un sistema di scarico che presenti una contropressione allo scarico coincidente
         con un’approssimazione di ± 1000 Pa con il limite superiore del motore funzionante al
         regime di potenza massima dichiarata e a pieno carico e un volume coincidente con
         un’approssimazione di ± 40 per cento con quello specificato dal costruttore. È ammesso
         l’uso di un impianto di estrazione dei gas di scarico proprio della sala prova purché
         riproduca le condizioni effettive di funzionamento del motore. Il sistema di scarico
         deve essere conforme ai requisiti di campionamento dei gas di scarico presentati
         nell’allegato 4, appendice 4, punto 3.4 e nell’allegato 4, appendice 6, punto 2.2.1, EP e
         punto 2.3.1, EP.
         Se il motore è equipaggiato con un dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico, il
         condotto di scarico deve avere lo stesso diametro di quello effettivamente utilizzato per
         il motore per almeno 4 diametri del condotto a monte dell’ingresso dell’inizio della
         sezione di espansione che contiene il dispositivo di post-trattamento. La distanza tra la
         flangia del collettore di scarico o l’uscita del turbocompressore e il dispositivo di post-
         trattamento dei gas di scarico deve essere uguale a quella utilizzata nella configurazione
         del veicolo o compresa entro i limiti indicati dal costruttore. La contropressione o la
         restrizione dello scarico deve seguire gli stessi criteri di cui sopra e può essere regolata
         con una valvola. Il contenitore del dispositivo di post-trattamento può essere rimosso
         durante le prove preparatorie e durante la mappatura del motore e sostituito con un
         contenitore equivalente avente un supporto del catalizzatore inattivo.
   2.5.  Sistema di raffreddamento
         Usare un sistema di raffreddamento del motore avente una capacità sufficiente per
         mantenere il motore alle temperature di funzionamento normali prescritte dal
         costruttore.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/77
    2.6    Olio lubrificante
           Le caratteristiche tecniche dell’olio lubrificante usato per la prova devono essere
           registrate e presentate con i risultati della prova come specificato nell’allegato 1,
           punto 7.1.
    2.7.   Carburante
           Il carburante utilizzato deve essere il carburante di riferimento specificato negli allegati
           5, 6 o 7.
           La temperatura del carburante e il punto di misurazione devono essere specificati dal
           costruttore entro i limiti indicati nell’allegato 1, punto 1.16.5. La temperatura del
           carburante non deve essere inferiore a 306 K (33°C). Se non è specificata, deve essere
           di 311 K ± 5 K (38°C ± 5°C) all’ingresso dell’alimentazione del carburante.
           Per i motori a GN e GPL, la temperatura del carburante e il punto di misurazione
           devono essere compresi nei limiti indicati nell’allegato 1, punto 1.16.5 o nell’allegato
           1, appendice 3, punto 1.16.5 se il motore non è capostipite.
    2.8.   Controllo dei sistemi di post-trattamento del gas di scarico
           Se il motore è dotato di un sistema di post-trattamento del gas di scarico, le emissioni
           misurate nel ciclo o nei cicli di prova devono essere rappresentative delle emissioni in
           condizioni reali di utilizzo. Se questa condizione non può essere ottenuta con un
           singolo ciclo di prova (p. es. per filtri del particolato con rigenerazione periodica),
           effettuare più cicli di prova e fare una media e/o ponderazione dei risultati delle prove.
           La procedura esatta deve essere concordata tra il costruttore del motore e il servizio
           tecnico sulla base di criteri di buona pratica ingegneristica.
                                               __________
 ---pagebreak--- L 375/78  IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
                                     Allegato 4 - Appendice 1
                                  CICLI DI PROVA ESC E ELR
   1.    REGOLAZIONI DEL MOTORE E DEL BANCO DINAMOMETRICO
   1.1.  Determinazione dei regimi A, B e C del motore
         I regimi A, B e C devono essere dichiarati dal costruttore in conformità delle seguenti
         disposizioni.
         L’alto regime nhi deve essere determinato calcolando il 70 per cento della potenza netta
         P(n) massima dichiarata, determinata conformemente all’allegato 1, appendice 1,
         punto 8.2. Il regime massimo al quale si ottiene questo valore di potenza sulla curva
         della potenza è definito nhi.
         Il basso regime nlo deve essere determinato calcolando il 50 per cento della potenza
         netta P(n) massima dichiarata, determinata conformemente all’allegato 1, appendice 1,
         punto 8.2. Il regime minimo al quale si ottiene questo valore di potenza sulla curva
         della potenza è definito nlo.
         I regimi A, B e C devono essere calcolati come segue:
             regime A        =       nlo + 25 % (nhi - nlo )
             regime B        =       nlo + 50 % (nhi - nlo )
             regime C        =       nlo + 75 % (nhi - nlo)
         I regimi A, B e C possono essere verificati mediante uno dei seguenti metodi.
         a)         Per una determinazione accurata di nhi e nlo, effettuare la misura su punti di
                    prova addizionali durante l’omologazione della potenza del motore
                    conformemente al regolamento n. 24. Determinare la potenza massima, nhi e
                    nlo in base alla curva della potenza e calcolare i regimi A, B e C del motore
                    secondo le disposizioni di cui sopra.
         b)         Mappare il motore lungo la curva di pieno carico, dal regime massimo a
                    vuoto al regime minimo, utilizzando almeno 5 punti di misurazione per ogni
                    intervallo di 1000 min-1 e punti di misurazione compresi entro ± 50 min-1 del
                    regime alla potenza massima dichiarata. Determinare la potenza massima, nhi
                    e nlo in base a questa curva di mappatura e calcolare i regimi A, B e C del
                    motore secondo le disposizioni di cui sopra.
         Se i regimi A, B e C misurati coincidono con un’approssimazione di ± 3 per cento con i
         regimi dichiarati dal costruttore, per la prova delle emissioni usare i regimi dichiarati.
         Se per uno qualsiasi dei regimi del motore viene superata la tolleranza, per la prova
         delle emissioni usare i regimi misurati.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/79
    1.2.   Determinazione delle regolazioni del banco dinamometrico
           Determinare sperimentalmente la curva di coppia a pieno carico per calcolare i valori
           della coppia per le modalità di prova specificate in condizioni nette, come specificato
           nell’allegato 1, appendice 1, punto 8.2. Tenere conto, se del caso, della potenza
           assorbita dai dispositivi azionati dal motore. Calcolare la regolazione del banco
           dinamometrico per ciascuna modalità di prova eccetto il minimo usando la formula
                                                               L
                                          s = P(n) ∗
                                                             100
           se la prova viene eseguita in condizioni nette e
                                                    L
                                 s = P(n) ∗               + (P(a) − P(b))
                                                  100
           se la prova viene eseguita in condizioni non nette
           dove:
           s      =                regolazione del banco dinamometrico, kW
           P(n) =                  potenza netta del motore indicata nell’allegato 1, appendice 1,
                                   punto 8.2, kW
           L      =                carico percentuale indicato al punto 2.7.1,
           P(a) =                  potenza assorbita dai dispositivi ausiliari da montare come
                                   indicato nell’allegato 1, appendice 1, punto 6.1.
           P(b) =                  potenza assorbita dai dispositivi ausiliari da rimuovere come
                                   indicato nell’allegato 1, appendice 1, punto 6.2.
    2.     ESECUZIONE DELLA PROVA ESC
           Su richiesta dei costruttori è possibile eseguire una prova senza valore per condizionare
           il motore e il sistema di scarico prima del ciclo di misurazione.
    2.1.   Preparazione dei filtri di campionamento
           Almeno un’ora prima della prova introdurre ciascun filtro o coppia di filtri in una
           scatola di Petri chiusa ma non sigillata e porlo in una camera di pesata per la
           stabilizzazione. Al termine del periodo di stabilizzazione pesare ciascun filtro o coppia
 ---pagebreak--- L 375/80  IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           27.12.2006
         di filtri e registrare la tara. In seguito conservare il filtro o coppia di filtri in una scatola
         di Petri chiusa o in un portafiltri sigillato fino al momento della prova. Se non si
         utilizza il filtro o coppia di filtri entro otto ore dall’estrazione dalla camera di pesata,
         condizionarlo e pesarlo nuovamente prima di utilizzarlo.
   2.2.  Installazione dell’apparecchiatura di misurazione
         Installare la strumentazione e le sonde di campionamento nel modo prescritto. Quando
         si utilizza un sistema di diluizione a flusso totale per la diluizione dei gas di scarico, il
         condotto di scarico deve essere collegato al sistema.
   2.3.  Avviamento del sistema di diluizione e del motore
         Avviare e riscaldare il sistema di diluizione e il motore fino alla stabilizzazione delle
         temperature e delle pressioni al regime di potenza massima attenendosi alle
         raccomandazioni del costruttore e alla buona pratica ingegneristica.
   2.4.  Avviamento del sistema di campionamento del particolato
         Avviare il sistema di campionamento del particolato e farlo funzionare in derivazione
         (bypass). Il livello di fondo del particolato dell’aria di diluizione può essere determinato
         facendo passare aria di diluizione attraverso i filtri del particolato. Se si usa aria di
         diluizione filtrata, si può effettuare una misurazione unica prima o dopo la prova. Se
         l’aria di diluizione non è filtrata, si possono eseguire più misurazioni all’inizio e al
         termine del ciclo e calcolare la media dei valori.
   2.5.  Regolazione del rapporto di diluizione
         L’aria di diluizione deve avere caratteristiche tali che la temperatura del gas di scarico
         diluito immediatamente a monte del filtro principale non superi i 325 K (52°C) in
         nessuna modalità. Il rapporto di diluizione (q) non deve essere minore di 4.
         Con i sistemi in cui si usa la misurazione della concentrazione di CO2 o NOx per il
         controllo del rapporto di diluizione, misurare il contenuto di CO2 o NOx dell’aria di
         diluizione all’inizio e al termine di ciascuna prova. Le concentrazioni di fondo di CO2
         o NOx misurate nell’aria di diluizione prima e dopo la prova devono coincidere con una
         differenza massima di 100 ppm o 5 ppm, rispettivamente.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/81
    2.6.   Controllo degli analizzatori
           Azzerare e calibrare gli analizzatori delle emissioni.
    2.7.   Ciclo di prova
    2.7.1. Nel funzionamento al banco dinamometrico del motore di prova, utilizzare il seguente
           ciclo di 13 modalità:
            Modalità        Regime             Carico              Fattore di Durata delle
             numero       del motore       percentuale           ponderazione  modalità
                1           minimo                 -                  0,15     4 minuti
                2              A                 100                  0,08     2 minuti
                3              B                  50                  0,10     2 minuti
                4              B                  75                  0,10     2 minuti
                5              A                  50                  0,05     2 minuti
                6              A                  75                  0,05     2 minuti
                7              A                  25                  0,05     2 minuti
                8              B                 100                  0,09     2 minuti
                9              B                  25                  0,10     2 minuti
               10              C                 100                  0,08     2 minuti
               11              C                  25                  0,05     2 minuti
               12              C                  75                  0,05     2 minuti
               13              C                  50                  0,05     2 minuti
    2.7.2. Sequenza di prova
           Avviare la sequenza di prova ed eseguire prova seguendo nell’ordine indicato le
           modalità specificate al punto 2.7.1.
           Fare funzionare il motore per il tempo prescritto in ciascuna modalità, completando le
           variazioni di regime e di carico nei primi 20 secondi. Mantenere il regime specificato
           con una differenza massima di ± 50 min-1 e la coppia specificata con una differenza
           massima di ± 2 per cento rispetto alla coppia massima al regime di prova.
           Su richiesta del costruttore, la sequenza di prova può essere ripetuta un numero di volte
           sufficiente per campionare una maggior massa di particolato sul filtro. Il costruttore
           deve fornire una descrizione dettagliata delle procedure di valutazione e di calcolo dei
           dati. Le emissioni gassose devono essere determinate solo nel primo ciclo.
 ---pagebreak--- L 375/82          IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          27.12.2006
   2.7.3.       Risposta degli analizzatori
                Registrare i dati forniti dagli analizzatori su un registratore scrivente o misurarli con un
                sistema equivalente di acquisizione dei dati mentre il gas di scarico fluisce attraverso
                gli analizzatori per tutta la durata del ciclo di prova.
   2.7.4.       Campionamento del particolato
                Per la procedura di prova completa usare una coppia di filtri (filtro principale e filtro di
                sicurezza, cfr. allegato 4, appendice 4). Tenere conto dei fattori di ponderazione
                specificati per le singole modalità nella procedura del ciclo di prova prelevando un
                campione proporzionale alla portata massica dello scarico durante ciascuna modalità
                del ciclo. A questo scopo si può regolare la portata del campione, il tempo di
                campionamento e/o il rapporto di diluizione in modo da rispettare il criterio per i fattori
                di ponderazione effettivi di cui al punto 5.6.
                Il tempo di campionamento per ogni modalità deve essere di almeno 4 secondi per 0,01
                fattore di ponderazione. Eseguire il campionamento il più tardi possibile all’interno di
                ciascuna modalità. Il campionamento del particolato deve essere completato non più di
                5 secondi prima del termine di ciascuna modalità.
   2.7.5.       Condizioni del motore
                Durante ciascuna modalità, registrare il regime e il carico del motore, la temperatura e
                la depressione dell’aria di aspirazione, la temperatura e la contropressione del gas di
                scarico, la portata di carburante e la portata d’aria o gas di scarico, la temperatura
                dell’aria di sovralimentazione, la temperatura del carburante e la sua umidità
                rispettando le prescrizioni relative a regime e carico (cfr. punto 2.7.2) durante il tempo
                di campionamento del particolato e comunque durante l’ultimo minuto di ciascuna
                modalità.
                Registrare qualsiasi dato ulteriore occorrente per il calcolo (cfr. punti 4 e 5).
   2.7.6.       Controllo degli NOx all’interno dell’area di controllo
                La verifica degli NOx all’interno dell’area di controllo deve essere eseguita
                immediatamente dopo il completamento della modalità 13. Condizionare il motore per
                tre minuti nella modalità 13 prima di iniziare le misurazioni. Effettuare tre misurazioni
                in differenti punti scelti dal servizio tecnico all’interno dell’area di controllo 1/. La
                durata di ciascuna misurazione è di 2 minuti.
                La procedura di misurazione è uguale a quella per la misurazione degli NOx nel ciclo a
                13 modalità ed è effettuata in conformità dei punti 2.7.3, 2.7.5 e 4.1 della presente
                appendice, e dell’allegato 4, appendice 4, punto 3.
   1/     I punti di prova devono essere scelti utilizzando metodi statistici di randomizzazione approvati.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/83
           Il calcolo è eseguito secondo il punto 4.
    2.7.7. Controllo degli analizzatori al termine della prova
           Dopo il controllo delle emissioni, ricontrollare l’analizzatore con un gas di azzeramento
           e con lo stesso gas di calibrazione. La prova è considerata accettabile se la differenza
           dei risultati prima e dopo la prova è minore del 2 % del valore relativo al gas di
           calibrazione.
 ---pagebreak--- L 375/84   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
   3.     ESECUZIONE DELLA PROVA ELR
   3.1.   Installazione dell’apparecchiatura di misurazione
          Montare l’opacimetro e le sonde di campionamento, se applicabile, a valle del
          silenziatore di scarico o di eventuali dispositivi di post-trattamento, secondo le
          procedure generali di installazione specificate dal fabbricante dello strumento.
          Rispettare inoltre, se del caso, le prescrizioni del punto 10 della norma ISO 11614.
          Prima dei controlli di zero e fondo scala, riscaldare e stabilizzare l’opacimetro secondo
          le raccomandazioni del fabbricante dello strumento. Se l’opacimetro è dotato di un
          sistema di aria di spurgo per evitare che l’ottica di misura si sporchi di fuliggine,
          attivare anche questo sistema e regolarlo secondo le raccomandazioni del fabbricante.
   3.2.   Controllo dell’opacimetro
          I controlli di zero e fondo scala devono essere eseguiti nella modalità di lettura
          dell’opacità perché la scala dell’opacità offre due punti di taratura definibili con
          precisione, cioè 0 % di opacità e 100 % di opacità. Il coefficiente di assorbimento della
          luce viene poi calcolato in modo corretto sulla base dell’opacità misurata e del valore di
          LA, fornito dal fabbricante dell’opacimetro, quando lo strumento viene riportato nella
          modalità di lettura k per l’esecuzione della prova.
          Senza intercettazione del raggio di luce dell’opacimetro, regolare il valore letto su
          0,0 % ± 1,0 % di opacità. Impedendo che la luce raggiunga il ricevitore, regolare la
          lettura su 100,0 % ± 1,0 % di opacità.
   3.3.   Ciclo di prova
   3.3.1. Condizionamento del motore
          Il riscaldamento del motore e del sistema deve essere eseguito alla potenza massima per
          stabilizzare i parametri del motore secondo le raccomandazioni del costruttore. La fase
          di precondizionamento dovrebbe inoltre proteggere la misurazione vera e propria
          dall’influenza di depositi rimasti nel sistema di scarico dopo una prova precedente.
          Quando il motore è stabilizzato, avviare il ciclo entro 20 ± 2 s dal termine della fase di
          precondizionamento. Su richiesta del costruttore è ammessa l’esecuzione di una prova
          senza valore per un condizionamento ulteriore prima del ciclo di misurazione.
 ---pagebreak--- 27.12.2006        IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 375/85
    3.3.2.       Sequenza di prova
                 La prova è costituita da una sequenza di tre gradini di carico a ciascuno dei tre regimi A
                 (ciclo 1), B (ciclo 2) e C (ciclo 3) determinati secondo l’allegato 4, punto 1.1, a cui
                 segue il ciclo 4 ad un regime, scelto dal servizio tecnico, compreso nell’area di
                 controllo e ad un carico tra il 10 % e il 100 % 1/. Nel funzionamento del motore di
                 prova al banco dinamometrico procedere secondo la sequenza mostrata in figura 3.
                                     Figura 3:           sequenza della prova ELR
    Speed               Regime
    Cycle 1             Ciclo 1
    Cycle 2             Ciclo 2
    Cycle 3             Ciclo 3
    Cycle 4             Ciclo 4
    Selected point      Punto selezionato
    Load                Carico
                a)      Far funzionare il motore al regime A e al 10 per cento di carico per 20 ± 2 s.
                        Mantenere il regime specificato con un’approssimazione di ± 20 min-1 e la coppia
                        specificata con un’approssimazione di ± 2 per cento rispetto alla coppia massima
                        al regime di prova.
    1/     I punti di prova devono essere scelti utilizzando metodi statistici di randomizzazione approvati.
 ---pagebreak--- L 375/86   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
         b)     Al termine di un segmento spostare rapidamente la leva di comando nella
                posizione di apertura totale e mantenerla in tale posizione per 10 ± 1 s. Applicare
                il carico dinamometrico necessario per mantenere il regime del motore con
                un’approssimazione di ± 150 min-1 per i primi 3 secondi e di ± 20 min-1 per il
                resto del segmento.
         c)     Ripetere due volte la sequenza descritta alle lettere a) e b).
         d)     Al completamento del terzo gradino di carico, regolare il motore sul regime B e
                sul 10 per cento di carico entro 20 ± 2 s.
         e)     Eseguire la sequenza da a) a c) con il motore funzionante al regime B.
         f)     Al completamento del terzo gradino di carico, regolare il motore sul regime C e
                sul 10 per cento di carico entro 20 ± 2 s.
         g)     Eseguire la sequenza da a) a c) con il motore funzionante al regime C.
         h)     Al completamento del terzo gradino di carico, regolare il motore sul regime scelto
                e su qualunque carico superiore al 10 per cento entro 20 ± 2 s.
         i)     Eseguire la sequenza da a) a c) con il motore funzionante al regime scelto.
   3.4.   Convalida del ciclo
          Le deviazioni standard relative degli indici medi di fumo a ciascun regime di prova
          (SVA, SVB, SVC, calcolati secondo il punto 6.3.3 della presente appendice in base a tre
          gradini successivi di carico a ciascun regime di prova) devono essere minori del valore
          più alto tra il 15 per cento del valore medio corrispondente e il 10 per cento del valore
          limite mostrato nella tabella 1 del regolamento. Se la differenza è maggiore ripetere la
          sequenza fino a quando tre gradini di carico successivi sono conformi ai criteri di
          convalida.
   3.5.   Controllo dell’opacimetro al termine della prova
          La deriva dello zero dell’opacimetro dopo la prova non deve essere superiore al ± 5,0
          per cento del valore limite mostrato nella tabella 1 del regolamento.
   4.     CALCOLO DELLE EMISSIONI GASSOSE
   4.1.   Valutazione dei dati
          Per la valutazione delle emissioni gassose calcolare la media dei valori registrati relativi
          agli ultimi 30 secondi di ciascuna modalità e determinare le concentrazioni (conc)
          medie di HC, CO e NOx durante ciascuna modalità in base alla media dei valori
          registrati e ai corrispondenti dati di taratura. È ammesso un differente tipo di
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/87
           registrazione, purché assicuri un’acquisizione equivalente dei dati.
           Per la verifica degli NOx all’interno dell’area di controllo, le prescrizioni di cui sopra
           valgono solo per gli NOx.
           Determinare il flusso del gas di scarico GEXHW o, se usato in alternativa, il flusso del
           gas di scarico diluito GTOTW conformemente all’allegato 4, appendice 4, punto 2.3.
    4.2.   Correzione secco/umido
           Convertire la concentrazione misurata nel valore su umido secondo le formule seguenti,
           salvo che sia già stata misurata su umido.
                                     conc(umido) = KW * conc(secco)
           Per il gas di scarico grezzo:
                                                 ⎛             G       ⎞
                                       KW r = ⎜⎜ 1 − FFH ∗ FUEL        ⎟⎟ − KW
                                                               G AIRD
                                           ,                                   2
                                                 ⎝                      ⎠
           e
                                                             1,969
                                                FFH =
                                                        ⎛ G FUEL        ⎞
                                                        ⎜⎜1 +           ⎟⎟
                                                         ⎝ G AIRW        ⎠
           Per il gas di scarico diluito:
                                        ⎛ HTCRAT ∗ CO %(umido ) ⎞
                           K W e = ⎜1 −                           2
                                                                                 ⎟ − KW
                                                             200
                               , ,1                                                     1
                                        ⎝                                        ⎠
           o
                                            ⎛                                        ⎞
                                            ⎜               (1 − KW                  ⎟
                               KW e =       ⎜                        1)
                                                                                     ⎟
                                            ⎜ 1 + HTCRAT ∗ CO %(sec co ) ⎟
                                    , ,2
                                            ⎜                                        ⎟
                                                                      2
                                            ⎝                    200                 ⎠
                                                                            Per l’aria di aspirazione:
                 Per l’aria di diluizione:                           (se diversa dall’aria di diluizione)
                      KW,d = 1- KW1                                               KW,a = 1- KW2
                            1,608 ∗ H d                                                1,608 ∗ H a
               KW1 =                                                       KW2 =
                       1000 + (1,608 ∗ H d )                                       1000 + (1,608 ∗ H a )
 ---pagebreak--- L 375/88   IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
                          6,220 ∗ Rd ∗ p d                                      6,220 ∗ Ra ∗ p a
                Hd =                                                     Ha =
                        p B − p d ∗ Rd ∗10 − 2                                p B − p a ∗ Ra ∗10 −2
          dove:
                 Ha, Hd         = g di acqua per kg di aria secca
                 Rd, Ra         = umidità relativa dell’aria di diluizione/aspirazione, %
                 pd, pa         = pressione di vapore di saturazione dell’aria di
                                    diluizione/aspirazione, kPa
                 pB             = pressione barometrica totale, kPa
   4.3.   Correzione del valore Nox in funzione dell’umidità e della temperatura
          Poiché l’emissione di NOx dipende dalle condizioni dell’aria ambiente, correggere la
          concentrazione di NOx per tenere conto della temperatura e dell’umidità dell’aria
          ambiente applicando i fattori ricavati dalle formule seguenti:
                                                                1
                              KH D =
                                        1 + A ∗ ( H a − 10,71) + B ∗ (Ta − 298)
                                  ,
          in cui:
           A =        0,309 GFUEL/GAIRD -0,0266
           B =        -0,209 GFUEL/GAIRD +0,00954
           Ta =       temperatura dell’aria, K
           Ha =       umidità dell’aria di aspirazione, g di acqua per kg di aria secca in cui:
                                                    6,220 ∗ R a ∗ p a
                                         Ha =
                                                 p B − p a ∗ R a ∗ 10 − 2
              Ra = umidità relativa dell’aria di aspirazione, %
              ρa = pressione di vapore di saturazione dell’aria di aspirazione, kPa
              ρB = pressione barometrica totale, kPa
   4.4.   Calcolo della portata massica delle emissioni
          La portata massica delle emissioni (g/h) deve essere calcolata per ciascuna modalità nel
          modo seguente, assumendo per la densità dei gas di scarico un valore di 1,293 kg/m³ a
          273 K (0°C) e 101,3 kPa:
         1)             NOx mass         = 0,001587 * NOx conc * KH,D * GEXHW
         2)             COmass           = 0,000966 * COconc * GEXHW
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                3)            HCmass        = 0,000479 * HCconc * GEXHW
                 dove NOx conc, COconc, HCconc 1/ sono le concentrazioni medie (ppm) nel gas di scarico
                 grezzo, determinate nel punto 4.1.
                 Se, facoltativamente, le emissioni gassose sono determinate con un sistema di
                 diluizione a flusso totale, applicare le formule seguenti:
                1)            NOx mass      = 0,001587 * NOx conc * KH,D * GTOTW
                2)            COmass        = 0,000966 * COconc * GTOTW
                3)            HCmass        = 0,000479 * HCconc* GTOTW
                 dove NOx conc, COconc, HCconc 1/ sono le concentrazioni medie con correzione del fondo
                 (ppm) relative a ciascuna modalità nel gas di scarico diluito, determinate
                 conformemente all’allegato 4, appendice 2, punto 4.3.1.1.
    4.5.         Calcolo delle emissioni specifiche
                 Calcolare le emissioni (g/kWh) per tutti i singoli componenti nel modo seguente:
                                            NO x =
                                                       ∑ NO x mass ∗WFi
                                                                  ,
                                                         ∑ P(n) i ∗WFi
                                              CO =
                                                       ∑ COmass ∗WFi
                                                        ∑ P(n) i ∗WFi
                                              HC =
                                                       ∑ HC mass ∗ WFi
                                                        ∑ P(n ) i ∗ WFi
                 I fattori di ponderazione (WF) utilizzati nel calcolo di cui sopra sono conformi al punto
                 2.7.1.
    4.6.         Calcolo dei valori di controllo dell’area
                 Per i tre punti di controllo prescelti secondo il punto 2.7.6 misurare e calcolare secondo
                 il punto 4.6.1 l’emissione di NOx. Questa deve essere anche determinata mediante
                 interpolazione dalle modalità del ciclo di prova più prossime al rispettivo punto di
                 controllo secondo il punto 4.6.2. Confrontare in seguito i valori misurati con i valori
                 interpolati secondo il punto 4.6.3.
    1/     Su base C1 equivalente.
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   4.6.1. Calcolo delle emissioni specifiche
          Calcolare l’emissione di NOx per ciascuno dei punti di controllo (Z) nel modo
          seguente:
                         NOx mass,Z =         0,001587 * NOx conc,Z * KH,D * GEXHW
                         NOx,Z       =        NOx mass,Z / P(n)Z
   4.6.2. Determinazione del valore di emissione in base al ciclo di prova
          Interpolare l’emissione di NOx per ciascuno dei punti di controllo sulla base delle
          quattro modalità più prossime del ciclo di prova che inviluppano il punto di controllo Z
          prescelto indicato nella figura 4. Per queste modalità (R, S, T, U), valgono le seguenti
          definizioni:
              Regime(R) = Regime(T) = nRT
              Regime(S) = Regime(U) = nSU
              Carico percentuale(R) = Carico percentuale(S)
              Carico percentuale(T) = Carico percentuale(U).
          Calcolare l’emissione di NOx del punto di controllo Z prescelto nel modo seguente:
                       EZ = ERS + (ETU - ERS) · (MZ - MRS) / (MTU - MRS)
          e:
                          ETU = ET + (EU - ET) · (nZ - nRT) / (nSU - nRT)
                          ERS = ER + (ES - ER) · (nZ - nRT) / (nSU - nRT)
                         MTU = MT + (MU - MT) · (nZ - nRT) / (nSU - nRT)
                         MRS = MR + (MS - MR) · (nZ - nRT) / (nSU - nRT)
          dove:
          ER, ES, ET, EU =        emissione specifica di NOx delle modalità di inviluppo calcolate
                                  secondo il punto 4.6.1.
          MR, MS, MT, MU =       coppia del motore nelle modalità di inviluppo
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                   Figura 4:       Interpolazione del punto di controllo degli NOx
    Coppia    coppia
    Speed     regime
    4.6.3. Confronto dei valori di emissione di NOx
           Confrontare l’emissione specifica di NOx misurata del punto di controllo Z (NOx,Z) con
           il valore interpolato (EZ) nel modo seguente:
                                    NOx,diff = 100 * (NOx,z - Ez) / Ez
    5.     CALCOLO DELLE EMISSIONI DI PARTICOLATO
    5.1.   Valutazione dei dati
           Per la valutazione del particolato registrare per ciascuna modalità le masse totali del
           campione (MSAM,i) che passa attraverso i filtri.
           Riportare i filtri nella camera di pesata e condizionarli per almeno un’ora ma non più di
           80 ore prima di pesarli. Registrare il peso lordo dei filtri e sottrarre la tara (cfr. punto 1
           della presente appendice). La massa del particolato Mf è la somma delle masse di
           particolato raccolte sul filtro principale e sul filtro di sicurezza.
           Se occorre applicare una correzione del fondo, registrare la massa dell’aria di diluizione
           (MDIL) che passa attraverso i filtri e la massa del particolato (Md). Se è stata effettuata
           più di una misurazione, calcolare il quoziente Md/MDIL per ogni singola misurazione e
           in seguito determinare la media dei valori.
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   5.2.          Sistema di diluizione a flusso parziale
                 Determinare i risultati finali della prova relativa all’emissione di particolato nel modo
                 seguente. Poiché è possibile usare vari tipi di controllo del grado di diluizione, si
                 possono utilizzare diversi metodi per il calcolo di GEDFW. Tutti i calcoli devono essere
                 basati sui valori medi delle singole modalità durante il periodo di campionamento.
   5.2.1.        Sistemi isocinetici
                                                  GEDFW,i = GEXHW,i * qI
                                                        GDILW,i + (G EXHW,i ∗ r)
                                                qi =
                                                              (G EXHW,i ∗ r)
                 dove r è il rapporto delle aree delle sezioni trasversali della sonda isocinetica e del tubo
                 di scarico:
                                                                     Ap
                                                           r =
                                                                     Ar
   5.2.2.        Sistemi con misurazione della concentrazione CO2 o NOx
                                                   G EDFW,i = G EXHW,i * qi
                                                          concE,i − conc A,i
                                                 qi =
                                                          concD,1 − conc A,1
                 dove:
                 concE = concentrazione su umido del gas tracciante nel gas di scarico grezzo
                 concD = concentrazione su umido del gas tracciante nel gas di scarico diluito
                 concA = concentrazione su umido del gas tracciante nell’aria di diluizione
                 Convertire le concentrazioni misurate su secco nel valore su umido conformemente al
                 punto 4.2 della presente appendice.
   5.2.3.        Sistemi con misurazione del CO2 e metodo del bilancio del carbonio 1/
                                                               206,5 − GCARB i
                                                G EDFW i =                       ,
                                                              CO          − CO
                                                        ,
                                                                   2 D ,i      2 A,i
                 dove:
   1/     Il valore è valido solo per il carburante di riferimento specificato nel regolamento.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/93
           CO2D = concentrazione di CO2 nel gas di scarico diluito
           CO2A = concentrazione di CO2 nell’aria di diluizione
           (concentrazioni in % in volume su umido)
           Questa equazione è basata sull’ipotesi del bilancio del carbonio (gli atomi di carbonio
           forniti al motore vengono emessi come CO2) e si ricava nel modo seguente:
                                               G EDFW i = G EXHW i * qi
                                                       ,               ,
           e
                        206,5 ∗ GCARB i
           qi =                         ,
                G EXW i * (CO
                      ,        2 D ,i − CO   2 A,i )
    5.2.4. Sistemi con misurazione del flusso
                                               G EDFW i = G EXHW i * qi
                                                       ,               ,
                                                             GTOTW i
                                            qi =
                                                                     ,
                                                     (GTOTW i − G DILW i )
                                                              ,            ,
    5.3.   Sistema di diluizione a flusso totale
           Determinare i risultati della prova relativa all’emissione di particolato nel modo
           seguente. Tutti i calcoli devono essere basati sui valori medi delle singole modalità
           durante il periodo di campionamento.
                                                G   EDFW,i    = G  TOTW,i
    5.4.   Calcolo della portata massica del particolato
           Calcolare la portata massica del particolato nel modo seguente:
                                                              Mf G EDFW
                                               PTmass =            ∗
                                                             M SAM 1000
           dove:
                                                         i= n
                                          G EDFW =       ∑ G EDFW,i
                                                         i=1
                                                                         * WFi
                                                              i= n
                                                 M SAM =      ∑
                                                              i=1
                                                                   M SAM,i
 ---pagebreak--- L 375/94  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            27.12.2006
         i=1,...n
         determinati sull’arco dell’intero ciclo di prova per sommatoria dei valori medi delle
         singole modalità durante il periodo di campionamento.
         La portata massica del particolato può essere corretta per tener conto del fondo nel
         modo seguente:
                            ⎡ M          ⎛ M          ⎛ i= n ⎛        1 ⎞        ⎞⎞⎤ G
                PTmass = ⎢ f − ⎜⎜ d ∗ ⎜ ∑ ⎜ 1 −                          ⎟ ∗ WF1 ⎟ ⎟⎟ ⎥ ∗ EDFW
                            ⎢⎣ M SAM     ⎝ M DIL ⎝ i = n ⎝          DFi ⎠        ⎠ ⎠ ⎥⎦ 1000
         Se si effettua più di una misura, sostituire (Md/MDIL) con il valore medio di (Md/MDIL).
         DFi = 13,4/(conc CO2 + (conc CO + conc HC)*10-4))                     per le singole modalità
         oppure
         DFi = 13,4/concCO2                      per le singole modalità
   5.5.  Calcolo delle emissioni specifiche
         Calcolare le emissioni di particolato nel modo seguente:
                                                         PTmass
                                         PT =
                                                    ∑ P(n)i ∗ WFi
   5.6.  Fattore di ponderazione effettivo
         Calcolare il fattore di ponderazione effettivo WFE,i per ciascuna modalità nel modo
         seguente:
                                                      M SAM,i ∗ G EDFW
                                        WFE,i =
                                                      M SAM ∗ G EDFW,i
         Il valore dei fattori di ponderazione effettivi deve coincidere, con un’approssimazione
         di ± 0,003 (0,005 per la modalità di minimo), con i fattori di ponderazione elencati al
         punto 2.7.1.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 375/95
    6.     CALCOLO DEGLI INDICI DI FUMO
    6.1.   Algoritmo di Bessel
           Usare l’algoritmo di Bessel per calcolare i valori medi su 1 s in base alle letture
           istantanee del fumo, convertite secondo il punto 6.3.1. L’algoritmo emula un filtro
           passa-basso del secondo ordine e il suo uso richiede calcoli iterativi per determinare i
           coefficienti. Questi coefficienti sono una funzione del tempo di risposta del sistema
           opacimetrico e della frequenza di campionamento. Pertanto, ripetere il punto 6.1.1 tutte
           le volte che il tempo di risposta del sistema e/o la frequenza di campionamento
           cambiano.
    6.1.1. Calcolo del tempo di risposta del filtro e delle costanti di Bessel
           Il tempo di risposta di Bessel (tF) richiesto è una funzione dei tempi di risposta fisica ed
           elettrica del sistema opacimetrico specificati nell’allegato 4, appendice 4, punto 5.2.4, e
           si calcola mediante la seguente equazione:
                                       tf =       1 − (t2p + t2e)
           dove:
           tp     =                tempo di risposta fisica, s
           te     =                tempo di risposta elettrica, s
           I calcoli per la stima della frequenza di taglio del filtro (fc) sono basati su un segnale di
           ingresso a gradino da 0 a 1 in ≤ 0,01s (cfr. allegato 8). Il tempo di risposta è definito
           come il tempo trascorso tra il momento in cui il segnale in uscita di Bessel raggiunge il
           10 per cento (t10) e quello in cui raggiunge il 90 per cento (t90) di questa funzione a
           gradino. Questo valore si ottiene mediante iterazione su fc fino a quando t90 - t10 ≈ tF.
           La prima iterazione per fc è data dalla formula seguente:
                                            fc = π / (10 * tF)
           Le costanti di Bessel E e K si calcolano mediante le equazioni seguenti:
                                                           1
                                   E =
                                          1 + Ω∗        3∗ D + D∗ Ω 2
                                     K = 2 * E * (D * Ω2 - 1) - 1
           dove:
           D      =                0,618034
           ∆t     =                1 / frequenza del campionamento
 ---pagebreak--- L 375/96   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
          Ω      =                 1 / [tan(π * ∆t * fc )]
   6.1.2. Calcolo dell’algoritmo di Bessel
          Utilizzando i valori di E e K, calcolare la risposta media di Bessel su 1 s ad un segnale
          di ingresso a gradino Si nel modo seguente:
          Yi     =                 Yi-1 + E * (Si + 2 * Si-1 + Si-2 - 4 * Yi-2) + K * (Yi-1 - Yi-2)
          dove:
          Si-2 = Si-1 = 0
          Si     =1
          Yi-2 = Yi-1 = 0
          I tempi t10 e t90 devono essere interpolati. La differenza di tempo tra t90 e t10
          definisce il tempo di risposta tF per il valore di fc considerato Se il tempo di risposta
          non è sufficientemente prossimo al tempo di risposta richiesto, continuare l’iterazione
          fino a quando il tempo effettivo di risposta coincide con un’approssimazione dell’1 %
          con la risposta prescritta come segue:
                                    (t90 − t10) − tF ≤ 0,01 ∗ tF
   6.2    Valutazione dei dati
          I valori di misura del fumo devono essere campionati con una frequenza minima
          di 20 Hz.
   6.3    Determinazione del fumo
   6.3.1  Conversione dei dati
          Poiché l’unità di misura fondamentale di tutti gli opacimetri è la trasmittanza, per
          ottenere gli indici di fumo la trasmittanza (τ) deve essere convertita nel coefficiente di
          assorbimento della luce (k) come segue:
                                                1                  N ⎞
                                       k  = −        ∗ ln⎛⎜1   −      ⎟
                                                LA         ⎝     100 ⎠
          e:                                    N = 100 - τ
          dove:
          k      =                 coefficiente di assorbimento della luce, m-1
          LA     =                 lunghezza efficace del cammino ottico indicata dal fabbricante
                                   dello strumento, m
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 375/97
           N      =                 opacità, %
           τ      =                 trasmittanza, %
           Applicare la conversione prima di qualsiasi altra elaborazione dei dati.
    6.3.2  Calcolo del fumo medio di Bessel
           La frequenza di taglio fc corretta è quella che dà luogo al tempo di risposta del filtro tF
           prescritto. Una volta determinata questa frequenza mediante il processo iterativo del
           punto 6.1.1, calcolare le costanti E e K appropriate dell’algoritmo di Bessel. Applicare
           poi l’algoritmo di Bessel alla registrazione istantanea del fumo (valori di K) come
           descritto al punto 6.1.2:
           Yi     =                 Yi-1 + E * (Si + 2 * Si-1 + Si-2 - 4 * Yi-2) + K * (Yi-1 - Yi-2)
           L’algoritmo di Bessel è di tipo ricorsivo. Pertanto per avviare l’algoritmo sono
           necessari dei valori iniziali di ingresso Si-1 e Si-2 e dei valori iniziali di uscita Yi-1 e
           Yi-2. Questi possono essere assunti pari a 0.
           Per ciascun gradino di carico dei tre regimi A, B e C, scegliere il valore massimo su 1 s
           (Ymax) tra i singoli valori Yi di ciascuna registrazione del fumo.
    6.3.3  Risultato finale
           Gli indici di fumo (SV) medi di ciascun ciclo (regime di prova) si calcolano come
           segue.
           Per il regime di prova A:       SVA        = (Ymax1,A + Ymax2,A + Ymax3,A) / 3
           Per il regime di prova B:       SVB        = (Ymax1,B + Ymax2,B + Ymax3,B) / 3
           Per il regime di prova C:       SVC        = (Ymax1,C + Ymax2,C + Ymax3,C) / 3
           dove:
           Ymax1, Ymax2, Ymax3 = indice di fumo medio di Bessel su 1 s più elevato in ciascuno dei
                                   tre gradini di carico
           Il valore finale si calcola come segue:
           SV                       =           (0,43 * SVA) + (0,56 * SVB) + (0,01 * SVC)
                                               __________
 ---pagebreak--- L 375/98   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             27.12.2006
                                     Allegato 4 - Appendice 2
                                     CICLO DI PROVA ETC
   1.    PROCEDIMENTO DI MAPPATURA DEL MOTORE
   1.1.  Determinazione dell’intervallo dei regimi di mappatura
         Per la generazione dell’ETC nella cella di prova, il motore deve essere mappato prima
         di ogni ciclo di prova per determinare la curva della coppia in funzione del regime. I
         regimi minimo e massimo di mappatura sono definiti come segue:
         regime minimo di mappatura          = regime di minimo
         regime massimo di mappatura = nhi * 1,02 o regime al quale la coppia a pieno carico
                                                               scende a zero; si adotta il valore minore
   1.2.  Realizzazione della mappa della potenza del motore
         Riscaldare il motore alla potenza massima per stabilizzare i parametri del motore
         secondo le raccomandazioni del costruttore e la buona pratica ingegneristica. Quando il
         motore è stabilizzato, determinare la mappa del motore come segue.
         Togliere il carico al motore e farlo funzionare al minimo.
         Far funzionare il motore al regime minimo di mappatura in condizioni di pieno carico
         della pompa di iniezione.
         Aumentare il regime del motore ad una media di 8 ± 1 min-1/s dal minimo al massimo
         regime di mappatura. Registrare il regime e la coppia con una frequenza di
         campionamento di almeno un punto al secondo.
   1.3.  Generazione della curva di mappatura
         Collegare tutti i punti dato registrati al punto 1.2 mediante interpolazione lineare tra i
         punti. La curva di coppia risultante è la curva di mappatura da usare per convertire i
         valori di coppia normalizzati del ciclo del motore nei valori di coppia effettivi per il
         ciclo di prova, come descritto al punto 2.
   1.4.  Mappatura alternativa
         Se un costruttore ritiene che le tecniche di mappatura di cui sopra non siano sicure o non
         siano rappresentative di un dato motore, è ammesso l’uso di tecniche alternative. Queste
         tecniche di mappatura devono soddisfare la finalità delle procedure di mappatura
         specificate, cioè determinare la coppia massima disponibile a tutti i regimi del motore
         raggiunti durante i cicli di prova. Ogni deviazione rispetto alle tecniche di mappatura
         specificate nel presente punto giustificata da motivi di sicurezza o rappresentatività deve
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/99
           essere approvata dal servizio tecnico insieme con la motivazione del suo uso. In nessun
           caso, tuttavia, si devono usare curve continue discendenti del regime per motori regolati
           o turbocompressi.
    1.5.   Prove ripetitive
           Non è necessario mappare un motore prima di ciascun ciclo di prova. Rimappare un
           motore prima del ciclo di prova se:
           – è trascorso un tempo eccessivo da quando è stata determinata l’ultima mappa,
                secondo una valutazione ingegneristica,
           o
           – il motore è stato sottoposto a modifiche fisiche o ritarature che potrebbero influire
                sulle sue prestazioni.
    2.     GENERAZIONE DEL CICLO DI PROVA DI RIFERIMENTO
           Il ciclo di prova transiente è descritto nell’appendice 3 del presente allegato. Il ciclo di
           riferimento si ottiene convertendo nel modo seguente i valori normalizzati di coppia e
           regime nei valori effettivi.
    2.1.   Regime effettivo
           Denormalizzare il regime usando la seguente equazione:
           Regime effettivo = % regime (regime di riferimento – regime di minimo) + regime di minimo
                                                                  100
           Il regime di riferimento (nref) corrisponde ai valori di regime pari al 100 per cento
           specificati nella tabella della macchina dinamometrica dell’appendice 3. Esso è definito
           come segue (cfr. figura 1 del regolamento):
                                       nref = nlo + 95 % * (nhi - nlo)
           dove nhi e nlo sono specificati secondo il punto 2 del regolamento o determinati secondo
           l’allegato 4, appendice 1, punto 1.1.
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   2.2.   Coppia effettiva
          Normalizzare la coppia trasformandola nella coppia massima al regime corrispondente. I
          valori di coppia del ciclo di riferimento devono essere denormalizzati nel modo
          seguente utilizzando la curva di mappatura determinata secondo il punto 1.3:
                                                  % torque ∗ max. torque
                            Actual torque =
                                                                 100
                       Coppia effettiva = % coppia * coppia max
                                                           100
          per il regime effettivo corrispondente determinato al punto 2.1.
          Per i valori di coppia negativi dei punti di trascinamento ("m"), ai fini della generazione
          del ciclo di riferimento si devono adottare valori denormalizzati determinati in uno dei
          modi seguenti:
          – 40 per cento negativo della coppia positiva disponibile al punto di regime associato;
          – mappatura della coppia negativa richiesta per trascinare il motore dal regime di
               mappatura minimo al regime di mappatura massimo;
          – determinazione della coppia negativa richiesta per trascinare il motore al regime di
               minimo e al regime di riferimento e interpolazione lineare tra questi due punti.
   2.3.   Esempio della procedura di denormalizzazione
          L’esempio che segue illustra l’applicazione della procedura di denormalizzazione ai
          seguenti punti sperimentali:
          % regime = 43
          % coppia = 82
          Dati i seguenti valori:
          regime di riferimento      =    2200 min-1
          regime di minimo           =    600 min-1
          si ottengono
                                  43 ∗ ( 2200 − 600 )
          regime effettivo =                               + 600 = 1288 min −1
                                          100
                                  82 ∗ 700
          coppia effettiva =                = 574 Nm
                                    100
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 375/101
           dove la coppia massima osservata in base alla curva di mappatura a 1288 min-1 è pari a
           700 Nm.
    3.     ESECUZIONE DELLA PROVA DELLE EMISSIONI
           Su richiesta dei costruttori, si può eseguire una prova senza valore per condizionare il
           motore e il sistema di scarico prima del ciclo di misurazione.
           Condizionare i motori a GN e GPL utilizzando la prova ETC. Sottoporre il motore ad
           almeno due cicli ETC e proseguire fino a quando le emissioni di CO misurate nell’arco
           di un ciclo ETC non superano di oltre il 10 per cento le emissioni di CO misurate nel
           precedente ciclo ETC.
    3.1.   Preparazione dei filtri di campionamento (se applicabile)
           Almeno un’ora prima della prova introdurre ciascun filtro o coppia di filtri in una
           scatola di Petri chiusa ma non sigillata e porlo in una camera di pesata per la
           stabilizzazione. Al termine del periodo di stabilizzazione pesare ciascun filtro o coppia
           di filtri e registrare la tara. In seguito conservare il filtro o coppia di filtri in una scatola
           di Petri chiusa o in un portafiltri sigillato fino al momento della prova. Se non si utilizza
           il filtro o coppia di filtri entro otto ore dall’estrazione dalla camera di pesata,
           condizionarlo e pesarlo nuovamente prima di utilizzarlo.
    3.2.   Installazione dell’apparecchiatura di misurazione
           Installare la strumentazione e le sonde di campionamento nel modo prescritto.
           Collegare, all’occorrenza, il tubo di scarico al sistema di diluizione a flusso totale.
    3.3.   Avviamento del sistema di diluizione e del motore
           Avviare e riscaldare il sistema di diluizione e il motore fino alla stabilizzazione delle
           temperature e delle pressioni alla potenza massima secondo le raccomandazioni del
           costruttore e i principi di buona pratica ingegneristica.
    3.4.   Avviamento del sistema di campionamento del particolato (se applicabile)
           Avviare il sistema di campionamento del particolato e farlo funzionare in derivazione
           (bypass). Il livello di fondo del particolato dell’aria di diluizione può essere determinato
           facendo passare aria di diluizione attraverso i filtri del particolato. Se si usa aria di
           diluizione filtrata, si può effettuare una misurazione unica prima o dopo la prova. Se
           l’aria di diluizione non è filtrata, è possibile eseguire misurazioni all’inizio e al termine
           del ciclo e calcolare la media dei valori.
 ---pagebreak--- L 375/102   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
   3.5.   Regolazione del sistema di diluizione a flusso totale
          Il flusso di gas di scarico diluito totale deve essere regolato in modo da eliminare la
          condensazione d’acqua nel sistema e ottenere una temperatura superficiale massima del
          filtro di 325 K (52°C) o minore (cfr. allegato 4, appendice 7, punto 2.3.1, DT).
   3.6.   Controllo degli analizzatori
          Azzerare e calibrare gli analizzatori delle emissioni. Se utilizzati, svuotare i sacchetti di
          campionamento.
   3.7.   Procedura di avviamento del motore
          Avviare il motore stabilizzato secondo la procedura di avviamento raccomandata dal
          costruttore nel manuale d’uso utilizzando un motorino di avviamento di serie o il
          dinamometro. Facoltativamente, la prova può partire direttamente dalla fase di
          precondizionamento del motore senza spegnere il motore quando questo ha raggiunto il
          regime minimo.
   3.8.   Ciclo di prova
   3.8.1. Sequenza di prova
          Se il motore ha raggiunto il regime minimo, avviare la sequenza di prova. Eseguire la
          prova secondo il ciclo di riferimento di cui al punto 2 della presente appendice. Le
          regolazioni di comando del regime e della coppia devono essere emesse ad una
          frequenza equivalente o superiore a 5 Hz (è raccomandata una frequenza di 10 Hz).
          Registrare almeno una volta al secondo durante il ciclo di prova il regime e la coppia di
          retroazione; i segnali possono essere filtrati elettronicamente.
   3.8.2. Risposta degli analizzatori
          All’avviamento del motore o della sequenza di prova, se il ciclo viene avviato
          direttamente dal precondizionamento, avviare simultaneamente le apparecchiature di
          misurazione:
          – avviare la raccolta o l’analisi dell’aria di diluizione;
          – avviare la raccolta o l’analisi del gas di scarico diluito;
          – avviare la misurazione della quantità di gas di scarico diluito (CVS) e delle
               temperature e pressioni prescritte;
          – avviare la registrazione dei dati di retroazione (feedback) del regime e della coppia
               del dinamometro.
          Misurare in modo continuo HC e NOx nel tunnel di diluizione con una frequenza di 2
          Hz. Determinare le concentrazioni medie mediante integrazione dei segnali
          dell’analizzatore su tutto il ciclo di prova. Il tempo di risposta del sistema deve essere
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           pari o inferiore a 20 s e, all’occorrenza, deve essere coordinato con le fluttuazioni del
           flusso nel CVS e con gli scarti tra tempo di campionamento e ciclo di prova.
           Determinare CO, CO2, NMHC e CH4 mediante integrazione o analisi delle
           concentrazioni nel sacchetto di campionato raccolte nel ciclo. Determinare le
           concentrazioni degli inquinanti gassosi presenti nell’aria di diluizione mediante
           integrazione o raccolta nel sacchetto del fondo. Registrare con almeno una misurazione
           al secondo (1 Hz) tutti gli altri valori.
    3.8.3. Campionamento del particolato (se applicabile)
           All’avviamento del motore o della sequenza di prova, se il ciclo viene avviato viene
           avviato direttamente dal precondizionamento, commutare il sistema di campionamento
           del particolato dal bypass alla raccolta del particolato.
           Se non si usa compensazione del flusso, regolare le pompe del campione in modo che la
           portata attraverso la sonda di campionamento del particolato o il condotto di
           trasferimento venga mantenuta al valore di portata impostato con un’approssimazione
           del ±5 per cento. Se si usa la compensazione del flusso (vale a dire il controllo
           proporzionale del flusso del campione), si deve dimostrare che il rapporto tra il flusso
           nel tunnel principale e il flusso del campione di particolato non devia di oltre il ±5 per
           cento dal valore stabilito (salvo per i primi 10 secondi di campionamento).
           Note:        per operazioni a doppia diluizione, il flusso del campione è la differenza netta
                   tra la portata attraverso i filtri di campionamento e la portata dell’aria di
                   diluizione secondaria.
           Registrare la temperatura e la pressione medie all’ingresso dei misuratori del gas o della
           strumentazione di controllo del flusso. Se la portata impostata non può essere mantenuta
           per tutto il ciclo (con un’approssimazione di ±5 per cento) a causa di un elevato carico
           di particolato sul filtro, la prova deve essere annullata. Ripetere la prova utilizzando una
           portata minore e/o un filtro di diametro maggiore.
    3.8.4. Arresto del motore
           Se il motore si ferma in qualunque momento durante il ciclo di prova, precondizionare e
           riavviare il motore e ripetere la prova. In caso di malfunzionamento di qualsiasi
           apparecchiatura di prova prescritta durante il ciclo di prova, annullare la prova.
    3.8.5. Operazioni da eseguire dopo la prova
           Al completamento della prova, arrestare la misurazione del volume di gas di scarico
           diluito, il flusso di gas nei sacchetti di raccolta e la pompa di campionamento del
           particolato. Se si usa un analizzatore integratore, proseguire il campionamento fino a
           quando sono trascorsi i tempi di risposta del sistema.
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          Se si usano i sacchetti di raccolta, analizzare le concentrazioni al più presto e in ogni
          caso non oltre 20 minuti dopo il termine del ciclo di prova.
          Dopo la prova delle emissioni, usare un gas di azzeramento e lo stesso gas di
          calibrazione per ricontrollare gli analizzatori. La prova è considerata valida se la
          differenza tra i risultati prima e dopo la prova è inferiore al 2 per cento del valore del
          gas di calibrazione.
          Per i soli motori diesel, riportare i filtri del particolato nella camera di pesata non più di
          un’ora dopo il completamento della prova e condizionarli in una scatola di Petri chiusa
          ma non sigillata per almeno un’ora e non più di 80 ore prima dell’esecuzione della
          pesata.
   3.9.   Verifica del ciclo di prova
   3.9.1. Spostamento dei dati
          Per minimizzare l’effetto distorsivo del ritardo temporale tra i valori di retroazione e i
          valori del ciclo di riferimento, è possibile anticipare o ritardare nel tempo l’intera
          sequenza dei segnali di retroazione del regime e della coppia rispetto alla sequenza del
          regime e della coppia di riferimento. Se i segnali di retroazione sono spostati, spostare il
          regime e la coppia nella stessa misura e nella stessa direzione.
   3.9.2. Calcolo del lavoro prodotto nel ciclo
          Calcolare il lavoro prodotto nel ciclo effettivo Wact (kWh) utilizzando ciascuna coppia
          di valori di retroazione del regime e della coppia del motore. Questo calcolo deve
          essere eseguito dopo l’eventuale spostamento dei dati di retroazione, se si sceglie questa
          opzione. Il lavoro prodotto nel ciclo effettivo Wact è utilizzato per confronto con il
          lavoro prodotto nel ciclo di riferimento Wref e per il calcolo delle emissioni specifiche al
          freno (cfr. punti 4.4 e 5.2). Usare la stessa metodologia per integrare sia la potenza di
          riferimento che la potenza effettiva del motore. Se si devono determinare valori
          compresi tra valori di riferimento adiacenti ovvero fra valori misurati adiacenti,
          impiegare l’interpolazione lineare.
          Nell’integrazione del lavoro prodotto nel ciclo di riferimento e in quello effettivo, tutti i
          valori di coppia negativi vengono posti uguali a zero ed inclusi. Se l’integrazione viene
          eseguita ad una frequenza minore di 5 Hertz e se durante un dato segmento di tempo il
          valore di coppia si modifica da positivo a negativo o da negativo a positivo, calcolare la
          porzione negativa e porla uguale a zero. Includere la porzione positiva nel valore
          integrato.
          Wact deve essere tra -15 % e + 5 % di Wref.
 ---pagebreak--- 27.12.2006         IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/105
    3.9.3.       Analisi statistica di convalida del ciclo di prova
                 Eseguire regressioni lineari sui valori di retroazione (feedback) e sui valori di
                 riferimento per il regime, la coppia e la potenza. Questo calcolo deve essere eseguito
                 dopo l’eventuale spostamento dei dati di retroazione, se si sceglie questa opzione. Usare
                 il metodo dei minimi quadrati con un’equazione di interpolazione ottimale avente la
                 forma:
                                                       y = mx + b
                 dove:
                 y = valore di retroazione (effettivo) del regime (min-1), della coppia (Nm), o della
                        potenza (kW)
                 m = coefficiente angolare della linea di regressione
                 x = valore di riferimento del regime (min-1), della coppia (Nm) o della potenza (kW)
                 b = intercetta su y della linea di regressione
                 Calcolare l’errore standard della stima (SE) di y su x e il coefficiente di determinazione
                 (r²) per ciascuna linea di regressione.
                 Si raccomanda di eseguire questa analisi a 1 Hertz. Tutti i valori negativi della coppia di
                 riferimento e i valori di feedback associati devono essere cancellati dal calcolo statistico
                 di convalida della coppia e della potenza del ciclo. La prova è considerata valida se
                 sono rispettati i criteri indicati nella tabella 6.
                Tabella 6: tolleranze della linea di regressione
                                               Regime                        Coppia               Potenza
    Errore standard della stima (SE) max 100 min-1                  max 13 % (15 %)        max 8% (15 %)
    di Y su X                                                       della coppia massima   della potenza
                                                                    del motore che risulta massima del motore
                                                                    dalla mappa di         che risulta dalla
                                                                    potenza                mappa di potenza
    Coefficiente angolare della           0,95 - 1,03               0,83 - 1,03            0,89 - 1,03
    linea di regressione, m                                                                (0,83 - 1,03)
    Coefficiente di determinazione,       min 0,9700                min 0,8800             min 0,9100
    r²                                    (min 0,9500)              (min 0,7500)           (min 0,7500)
    Intercetta su Y della linea di        ± 50 min-1                valore più elevato tra valore più elevato
    regressione, b                                                  ± 20 Nm e ± 2 %        tra ± 4 kW e ± 2 %
                                                                    (± 20 Nm e ± 3 %)      (± 4 Kw e ± 3 %)
                                                                    della coppia massima   della potenza
                                                                                           massima
 ---pagebreak--- L 375/106       IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
              I valori indicati tra parentesi possono essere utilizzati nella prova di omologazione dei
              motori a gas fino al 1° ottobre 2005.
              Tabella 7:     cancellazioni ammesse di punti dall’analisi di regressione
                                            Condizioni                                 Punti da cancellare
          Pieno carico e coppia di retroazione ≠ coppia di riferimento               coppia e/o potenza
          A vuoto, non al minimo, e coppia di retroazione > coppia di                coppia e/o potenza
          riferimento
          A vuoto/ammissione chiusa, al minimo e regime > regime di                  regime e/o potenza
          riferimento al minimo
   4.         CALCOLO DELLE EMISSIONI GASSOSE
   4.1.       Determinazione del flusso di gas di scarico diluito
              Determinare il flusso totale di gas di scarico diluito durante il ciclo (kg/prova) in base ai
              valori delle misurazioni effettuate durante il ciclo e ai corrispondenti dati di taratura del
              dispositivo di misurazione del flusso (V0 per PDP o KV per CFV, determinato
              conformemente all’allegato 4, appendice 5, punto 2). Se la temperatura del gas di
              scarico diluito è mantenuta costante durante tutto il ciclo mediante l’uso di uno
              scambiatore di calore (± 6 K per PDP-CVS, ± 11 K per CFV-CVS, cfr. allegato 4,
              appendice 7, punto 2.3), applicare le formule seguenti.
              Per il sistema PDP-CVS
              MTOTW = 1,293 * V0 * NP * (pB - p1) * 273 / (101,3 * T)
              dove:
              MTOTW =     massa del gas di scarico diluito, su umido, nell’arco del ciclo, kg
              V0       =  volume di gas pompato per giro nelle condizioni di prova, m³/giro
              NP       =  giri totali della pompa per prova
              pB       =  pressione atmosferica nell’ambiente di prova, kPa
              p1       =  depressione al di sotto della pressione atmosferica all’ingresso della pompa,
                          kPa
              T        = temperatura media del gas di scarico diluito all’ingresso della pompa nell’arco
                          del ciclo, K
              Per il sistema CFV-CVS
                                       MTOTW = 1,293 * t * Kv * pA / T 0,5
              dove:
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/107
           MTOTW = massa del gas di scarico diluito, su umido, nell’arco del ciclo, kg
           t        = durata del ciclo, s
           KV       = coefficiente di taratura del tubo di Venturi a flusso critico per le condizioni
                       normali
           pA       = pressione assoluta all’ingresso del tubo di Venturi, kPa
           T        = temperatura assoluta all’ingresso del tubo di Venturi, K
           Se si usa un sistema con compensazione del flusso (ovvero senza scambiatori di calore),
           calcolare le emissioni massiche istantanee e integrarle nel ciclo. In questo caso calcolare
           la massa istantanea del gas di scarico diluito nel modo seguente.
           Per il sistema PDP-CVS:
                      MTOTW,i = 1,293 * V0 * NP,i * (pB - p1) * 273 / (101,3 ≅ T)
           dove:
           MTOTW,i = massa istantanea del gas di scarico diluito, su umido, kg
           NP,i      = giri totali della pompa per intervallo di tempo
           Per il sistema CFV-CVS:
           MTOTW,i = 1,293 * ∆ti * KV * pA / T 0,5
           dove:
           MTOTW,i = massa istantanea del gas di scarico diluito, su umido, kg
           ∆ti       = intervallo di tempo, s
           Se la massa totale del campione di particolato (MSAM) e degli inquinanti gassosi supera
           lo 0,5 % del flusso totale nel CVS (MTOTW), correggere tale flusso tenendo conto di
           MSAM oppure rinviare il flusso del campione di particolato nel CVS prima che nel
           dispositivo di misurazione del flusso (PDP o CFV).
    4.2.   Correzione del valore di NOx in funzione dell’umidità
           Poiché l’emissione di NOx dipende dalle condizioni dell’aria ambiente, correggere la
           concentrazione di NOx per tenere conto della temperatura e dell’umidità dell’aria
           ambiente applicando i fattori indicati nelle seguenti formule.
           a)   per motori diesel:
                                                             1
                                   KH D =
                                            1 − 0,0182 ∗ ( H a − 10,71)
                                       ,
 ---pagebreak--- L 375/108   IT                    Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
          b) per motori a gas:
                                                           1
                                 KH G =
                                         1 − 0,0329 ∗ ( H a − 10,71)
                                    ,
          dove:
          Ha = umidità dell’aria di aspirazione, grammi di acqua per kg di aria secca,
          in cui:
                                               6,220 ∗ Ra ∗ p a
                                      Ha =
                                            p B − p a ∗ Ra ∗10 −2
          Ra = umidità relativa dell’aria di aspirazione, %
          pa = pressione di vapore di saturazione dell’aria di aspirazione, kPa
          pB = pressione barometrica totale, kPa
   4.3.   Calcolo del flusso massico delle emissioni
   4.3.1. Sistemi a flusso massico costante
          Per i sistemi con scambiatore di calore, la massa degli inquinanti (g/prova) è determinata
          mediante le equazioni seguenti:
          1) NOx mass        = 0,001587 · NOxconc · KH,D · MTOTW         (motori diesel)
          2) NOx mass        = 0,001587 · NOxconc · KH,G · MTOTW         (motori a gas)
          3) COmass          = 0,000966 · COconc · MTOTW
          4) HCmass            = 0,000479 · HCconc · MTOTW’              (motori diesel)
          5) HCmass            = 0,000502 · HCconc · MTOTW’              (motori a GPL)
          6) HCmass            = 0.000552 · HCconc · MTOTW’              (motori a GN)
          7) NMHCmass          = 0,000479 · NMHCconc · MTOTW’            (motori diesel)
          8) NMHCmass          = 0,000502 · NMHCconc · MTOTW’            (motori a GPL)
          9) NMHCmass          = 0,000516 * NMHCconc * MTOTW’            (motori a GN)
          10) CH4 mass         = 0,000552 * CH4conc * MTOTW              (motori a GN)
          dove:
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/109
               NOxconc, COconc, HCconc, 4/ NMHCconc, CH4conc = concentrazioni con correzione del fondo,
                          medie sul ciclo ricavate per integrazione (metodo obbligatorio per NOx e HC) o
                          misura in sacchetto, ppm
               MTOTW = massa totale del gas di scarico diluito nell’arco del ciclo determinata
                         conformemente al punto 4.1, kg
               KH,D =    fattore di correzione in funzione dell’umidità per motori diesel determinato
                         conformemente al punto 4.2, basato sul valore medio di umidità dell’aria di
                         aspirazione nell’arco del ciclo
               KH,G =    fattore di correzione in funzione dell’umidità per motori a gas determinato
                         conformemente al punto 4.2, basato sul valore medio di umidità dell’aria di
                         aspirazione nell’arco del ciclo
               Le concentrazioni misurate su secco devono essere convertite in valori su umido
               conformemente all’allegato 4, appendice 1, punto 4.2.
               La determinazione di NMHCconc e CH4 conc dipende del metodo usato (cfr. allegato 4,
               appendice 4, punto 3.3.4). Per determinare le due concentrazioni si procede nel modo
               seguente, sottraendo la concentrazione di CH4 alla concentrazione di HC per la
               determinazione di NMHCconc:
               a)     metodo GC
                                       NMHCconc = HCconc - CH4 conc
                                      CH4 conc = concentrazione misurata
               b)     metodo NMC
                                        HC(w/o Cutter) ⋅ (1 - CE M ) - HC(w/ Cutter)
                         NMHC conc =
                                                            CE E - CE M
                                      HC(w/ Cutter) - HC(w/o Cutter) ⋅ (1 - CE     )
                         CH         =                                            E
                                                         CE - CE
                             4,conc
                                                               E        M
               dove:
               HC(w/ Cutter)        =   concentrazione di HC quando il campione di gas fluisce attraverso
    4/    Su base C1 equivalente
 ---pagebreak--- L 375/110     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
                                      l’NMC
            HC(w/o Cutter)       =    concentrazione di HC quando il campione di gas bypassa l’NMC
            CEM                  =    efficienza riferita al metano determinata secondo l’allegato 4,
                                      appendice 5, punto 1.8.4.1.
            CEE                  =    efficienza riferita all’etano determinata secondo l’allegato 4,
                                      appendice 5, punto 1.8.4.2.
   4.3.1.1. Determinazione delle concentrazioni con correzione del fondo
            Per ottenere le concentrazioni nette degli inquinanti sottrarre la concentrazione di fondo
            media degli inquinanti gassosi nell’aria di diluizione alle concentrazioni misurate. I valori
            medi delle concentrazioni di fondo possono essere determinati con il metodo del sacchetto
            di campionamento oppure mediante misurazione continua con integrazione. Usare la
            formula seguente:
                                   conc = conce - concd · (1 - (1/DF))
            dove:
            conc = concentrazione dell’inquinante misurata nel gas di scarico diluito, corretta
                       tenendo conto della quantità dello stesso inquinante contenuta nell’aria di
                       diluizione, ppm
            conce = concentrazione dell’inquinante misurata nel gas di scarico diluito, ppm
            concd = concentrazione dell’inquinante misurata nell’aria di diluizione, ppm
            DF      = fattore di diluizione
            Calcolare il fattore di diluizione nel modo seguente:
                                                                F
                                 DF =                             S
                                        CO   2, conce
                                                      + (HC   conce
                                                                    + CO conce
                                                                               ) ⋅ 10 -4
            dove:
            CO2,conce = concentrazione di CO2 nel gas di scarico diluito, % vol
            HCconce   = concentrazione di HC nel gas di scarico diluito, ppm C1
            COconce   = concentrazione di CO nel gas di scarico diluito, ppm
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/111
           FS            = fattore stechiometrico
           Le concentrazioni misurate su secco devono essere convertite nel valore su umido
           conformemente all’allegato 4, appendice 1, punto 4.2.
           Il fattore stechiometrico si calcola nel modo seguente:
                                                                    x
                                         Fs = 100 ⋅
                                                            y           ⎛     y⎞
                                                       x+      + 3,76 ⋅ ⎜ x +  ⎟
                                                            2           ⎝     4⎠
           dove:
           x,y = composizione del carburante CxHy
           In alternativa, se la composizione del carburante non è nota, si possono usare i seguenti
           fattori stechiometrici:
           FS (diesel)       = 13,4
           FS (GPL)          = 11,6
           FS (GN)           = 9,5
    4.3.2. Sistemi con compensazione del flusso
           Per i sistemi non provvisti di scambiatore di calore, la massa degli inquinanti (g/prova)
           deve essere determinata calcolando le emissioni massiche istantanee e integrando i valori
           istantanei sul ciclo. Inoltre, la correzione del fondo deve essere applicata direttamente al
           valore di concentrazione istantaneo. Si applicano le formule seguenti:
           1) NOx mass =
             n
            ∑   (MTOTW,i × NOxconce,i × 0,001587 × K H,D ) − (MTOTW × NOxconcd × (1 − 1/DF ) × 0,001587 × K H,D )
            i=1
                                                                                    (motori diesel)
           2) NOx mass =
             n
            ∑   (M TOTW,i × NOxconce,i × 0,001587 × K H,G ) − (M TOTW × NOxconcd × (1 − 1/DF) × 0,001587 × K H,G )
            i=1
                                                                                    (motori a gas)
           3) COmass =
             n
            ∑   (M TOTW,i × COconce,i × 0,000966) − (M TOTW × COconcd × (1 − 1/DF) × 0,000966)
            i=1
           4) HCmass =
             n
           ∑    (M TOTW,i × HCconce,i × 0,000479) − (M TOTW × HCconcd × (1 − 1/DF) × 0,000479)
            i=1
 ---pagebreak--- L 375/112    IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                   27.12.2006
                                                                                                     (motori diesel)
          5) HCmass =
             n
          ∑     (M TOTW,i × HCconce,i × 0,000502) − (M TOTW × HCconcd × (1 − 1/DF) × 0,000502)
          i=1
                                                                                                     (motori a GPL)
          6) HCmass =
          ∑= (M                            × 0,000552 ) − (M
             n
                    TOTW, i
                            × HC  conce,i                         TOTW
                                                                         × HC  concd
                                                                                     × (1 − 1/DF ) × 0,000552 )
           i  1
                                                                                                     (motori a GN)
          7) NMHCmass =
          ∑= (M                                   × 0,000479 ) − (M
             n
                    TOTW, i
                            × NMHC        conce,i                       TOTW
                                                                              × NMHC      concd
                                                                                                × (1 − 1/DF) × 0,000479 )
           i  1
                                                                                                     (motori diesel)
          8) NMHCmass =
          ∑= (M                                   × 0,000502 ) − (M
             n
                    TOTW, i
                            × NMHC        conce,i                       TOTW
                                                                              × NMHC      concd
                                                                                                × (1 − 1/DF) × 0,000502 )
           i  1
                                                                                                     (motori a GPL)
          9) NMHCmass =
             n
          ∑     (M TOTW,i × NMHCconce,i × 0,000516) − (M TOTW × NMHCconcd × (1 − 1/DF) × 0,000516)
          i=1
                                                                                                     (motori a GN)
          10) CH4 mass =
             n
          ∑     (M TOTW,i × CH4 conce,i × 0,000552) − (M TOTW × CH4 concd * (1 − 1/DF) × 0,000552)
          i=1
                                                                                                    (motori a GN)
          dove:
          conce          =    concentrazione dell’inquinante misurata nel gas di scarico diluito, ppm
          concd          =    concentrazione dell’inquinante misurata nell’aria di diluizione, ppm
          MTOTW,i =           massa istantanea del gas di scarico diluito (cfr. punto 4.1), kg
          MTOTW          =    massa totale del gas di scarico diluito nell’arco del ciclo (cfr. punto 4.1), kg
          KH,D           =    fattore di correzione in funzione dell’umidità per i motori diesel determinato
                              conformemente al punto 4.2, basato sul valore medio di umidità dell’aria di
                              aspirazione nel ciclo
          KH,G           =    fattore di correzione in funzione dell’umidità per i motori a gas determinato
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/113
                           conformemente al punto 4.2, basato sul valore medio di umidità dell’aria di
                           aspirazione nel ciclo
           DF         =    fattore di diluizione determinato conformemente al punto 4.3.1.1.
    4.4.   Calcolo delle emissioni specifiche
           Calcolare le emissioni (g/kWh) per tutti i singoli componenti, come prescritto ai punti 5.2.1
           e 5.2.2 per le diverse tecnologie di motori, nel modo seguente:
           NO x = NOx mass /Wact           (motori diesel e a gas)
           CO = CO mass /Wact              (motori diesel e a gas)
           HC = HC mass /Wact              (motori diesel e a gas)
           NMHC = NMHC mass /Wact          (motori diesel e a gas)
           CH 4 = CH 4mass /Wact           (motori a gas alimentati a GN)
           dove:
           Wact    = lavoro nel ciclo effettivo determinato conformemente al punto 3.9.2, kWh.
    5.     CALCOLO DELL’EMISSIONE DI PARTICOLATO (SE APPLICABILE)
    5.1.   Calcolo del flusso massico
           Calcolare la massa di particolato (g/prova) nel modo seguente:
                                                      Mf        M
                                        PTmass =             ∗ TOTW
                                                     MSAM       1000
           dove:
           Mf    = massa di particolato campionata nel ciclo, mg
           MTOTW = massa totale del gas di scarico diluito nel ciclo determinata conformemente al
                    punto 4.1, kg
           MSAM = massa del gas di scarico diluito prelevato dal tunnel di diluizione per la raccolta
                    del particolato, kg
           e
           Mf    = Mf,p + Mf,b, se pesati separatamente, mg
 ---pagebreak--- L 375/114   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
          Mf,p = massa di particolato raccolta sul filtro principale, mg
          Mf,b = massa di particolato raccolta sul filtro di sicurezza, mg
          Se si usa un sistema a doppia diluizione, sottrarre la massa dell’aria di diluizione
          secondaria alla massa totale del gas di scarico sottoposto a doppia diluizione
          campionato attraverso i filtri di raccolta del particolato.
                                        MSAM = MTOT - MSEC
          dove:
          MTOT = massa del gas di scarico doppiamente diluito che passa attraverso il filtro di
                  raccolta del particolato, kg
          MSEC = massa dell’aria di diluizione secondaria, kg
          Se il valore di fondo del particolato nell’aria di diluizione viene determinato secondo il
          punto 3.4, si può correggere la massa del particolato per tenere conto dei valori di fondo.
          In questo caso la massa di particolato (g/prova) si calcola nel modo seguente:
                                   ⎡ Mf        ⎛ Md ⎛             1 ⎞ ⎞⎤ M TOTW
                         PTmass = ⎢         − ⎜⎜         ∗ ⎜1 −      ⎟ ⎟⎟⎥ ∗
                                   ⎣ M SAM ⎝ M DIL ⎝ DF ⎠ ⎠⎦ 1000
          dove:
          Mf, MSAM, MTOTW       =     cfr. sopra
          MDIL                  =     massa dell’aria di diluizione primaria campionata mediante il
                                      campionatore del particolato di fondo, kg
          Md                    =     massa del particolato di fondo raccolto dall’aria di diluizione
                                      primaria, mg
          DF                    =     fattore di diluizione determinato conformemente al punto
                                      4.3.1.1.
   5.2.   Calcolo delle emissioni specifiche
          Calcolare le emissioni di particolato (g/kWh) nel modo seguente:
                                         PT = PTmass / Wact
          dove:
          Wact = lavoro nel ciclo effettivo determinato conformemente al punto 3.9.2, kWh.
                                             ___________
 ---pagebreak--- 27.12.2006 IT                    Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/115
                                   Allegato 4 - Appendice 3
                     TABELLA MACCHINA DINAMOMETRICA ETC
           Tempo Regime. Coppia.             Tempo Regime        Coppia. Tempo Regime Coppia
                  norm.   norm.                          norm.    norm.         norm. norm.
              s    %       %                     s         %        %      s     %      %
              1     0       0                  52           0        0    103     0      0
              2     0       0                  53           0        0    104     0      0
              3     0       0                  54           0        0    105     0      0
              4     0       0                  55           0        0    106     0      0
              5     0       0                  56           0        0    107     0      0
              6     0       0                  57           0        0    108   11,6   14,8
              7     0       0                  58           0        0    109     0      0
              8     0       0                  59           0        0    110   27,2   74,8
              9     0       0                  60           0        0    111    17    76,9
             10     0       0                  61           0        0    112    36     78
             11     0       0                  62         25,5     11,1   113   59,7    86
             12     0       0                  63         28,5     20,9   114   80,8   17,9
             13     0       0                  64          32      73,9   115   49,7     0
             14     0       0                  65           4      82,3   116   65,6    86
             15     0       0                  66         34,5     80,4   117   78,6   72,2
             16    0,1     1,5                 67         64,1      86    118   64,9   "m"
             17   23,1    21,5                 68          58        0    119   44,3   "m"
             18   12,6    28,5                 69         50,3     83,4   120   51,4   83,4
             19   21,8     71                  70         66,4     99,1   121   58,1    97
             20   19,7    76,8                 71         81,4     99,6   122   69,3   99,3
             21   54,6    80,9                 72         88,7     73,4   123    72    20,8
             22   71,3     4,9                 73         52,5       0    124   72,1   "m"
             23   55,9    18,1                 74         46,4     58,5   125   65,3   "m"
             24    72     85,4                 75         48,6     90,9   126    64    "m"
             25   86,7    61,8                 76         55,2     99,4   127   59,7   "m"
             26   51,7      0                  77         62,3      99    128   52,8   "m"
             27   53,4    48,9                 78         68,4     91,5   129   45,9   "m"
             28   34,2    87,6                 79         74,5     73,7   130   38,7   "m"
             29   45,5    92,7                 80          38        0    131   32,4   "m"
             30   54,6    99,5                 81         41,8     89,6   132    27    "m"
             31   64,5    96,8                 82         47,1     99,2   133   21,7   "m"
             32   71,7    85,4                 83         52,5     99,8   134   19,1    0,4
             33   79,4    54,8                 84         56,9     80,8   135   34,7    14
             34   89,7    99,4                 85         58,3     11,8   136   16,4   48,6
             35   57,4      0                  86         56,2     "m"    137     0    11,2
             36   59,7    30,6                 87          52      "m"    138    1,2    2,1
             37   90,1    "m"                  88         43,3     "m"    139   30,1   19,3
             38   82,9    "m"                  89         36,1     "m"    140    30    73,9
             39   51,3    "m"                  90         27,6     "m"    141   54,4   74,4
             40   28,5    "m"                  91         21,1     "m"    142   77,2   55,6
             41   29,3    "m"                  92           8        0    143   58,1     0
             42   26,7    "m"                  93           0        0    144    45    82,1
             43   20,4    "m"                  94           0        0    145   68,7   98,1
             44   14,1      0                  95           0        0    146   85,7   67,2
             45    6,5      0                  96           0        0    147   60,2     0
             46     0       0                  97           0        0    148   59,4    98
             47     0       0                  98           0        0    149   72,7   99,6
             48     0       0                  99           0        0    150   79,9    45
             49     0       0                 100           0        0    151   44,3     0
             50     0       0                 101           0        0    152   41,5   84,4
             51     0       0                 102           0        0    153   56,2   98,2
 ---pagebreak--- L 375/116 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                 27.12.2006
          Tempo Regime Coppia            Tempo Regime         Coppia Tempo Regime Coppia
                 norm. norm.                          norm.    norm.        norm. norm.
             s    %      %                   s         %         %     s     %      %
           154   65,7   99,1               205          0         0   256   51,7    17
           155   74,4   84,7               206          0         0   257   56,2   78,7
           156   54,4    0                 207          0         0   258   59,5   94,7
           157   47,9   89,7               208          0         0   259   65,5   99,1
           158   54,5   99,5               209          0         0   260   71,2   99,5
           159   62,7   96,8               210          0         0   261   76,6   99,9
           160   62,3    0                 211          0         0   262    79      0
           161   46,2   54,2               212          0         0   263   52,9   97,5
           162   44,3   83,2               213          0         0   264   53,1   99,7
           163   48,2   13,3               214          0         0   265    59    99,1
           164    51    "m"                215          0         0   266   62,2    99
           165    50    "m"                216          0         0   267    65    99,1
           166   49,2   "m"                217          0         0   268    69    83,1
           167   49,3   "m"                218          0         0   269   69,9   28,4
           168   49,9   "m"                219          0         0   270   70,6   12,5
           169   51,6   "m"                220          0         0   271   68,9    8,4
           170   49,7   "m"                221          0         0   272   69,8    9,1
           171   48,5   "m"                222          0         0   273   69,6     7
           172   50,3   72,5               223          0         0   274   65,7   "m"
           173   51,1   84,5               224          0         0   275   67,1   "m"
           174   54,6   64,8               225        21,2     62,7   276   66,7   "m"
           175   56,6   76,5               226        30,8     75,1   277   65,6   "m"
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 ---pagebreak--- 27.12.2006 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/117
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 ---pagebreak--- L 375/118 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                27.12.2006
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 ---pagebreak--- 27.12.2006 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/119
           Tempo Regime Coppia             Tempo Regime         Coppia Tempo Regime Coppia
                  norm. norm.                          norm.    norm.         norm. norm.
              s    %      %                    s         %        %      s     %      %
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 ---pagebreak--- L 375/120 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                27.12.2006
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 ---pagebreak--- L 375/122 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                27.12.2006
          Tempo Regime Coppia            Tempo Regime         Coppia Tempo Regime Coppia
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 ---pagebreak--- 27.12.2006 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/123
           Tempo Regime Coppia             Tempo Regime         Coppia Tempo Regime Coppia
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 ---pagebreak--- L 375/124 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                27.12.2006
          Tempo Regime Coppia            Tempo Regime         Coppia Tempo Regime Coppia
                 norm. norm.                          norm.    norm.        norm. norm.
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 ---pagebreak--- 27.12.2006 IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/125
           Tempo Regime Coppia             Tempo Regime         Coppia Tempo Regime Coppia
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 ---pagebreak--- L 375/126  IT                    Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                27.12.2006
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           1703 59,9        8,5              1754 58,4              38
           1704 59,4         6               1755 58,1            15,4
           1705 59,5        5,5              1756 58,8            11,8
           1706 59,5       14,2              1757 58,3             8,1
           1707 59,5        6,2              1758 58,3             5,5
           1708 59,4       10,3              1759         59       4,1
           1709 59,6       13,8              1760 58,2             4,9
           1710 59,5       13,9              1761 57,9            10,1
           1711 60,1       18,9              1762 58,5             7,5
           1712 59,4       13,1              1763 57,4               7
           1713 59,8        5,4              1764 58,2             6,7
           1714 59,9        2,9              1765 58,2             6,6
           1715 60,1        7,1              1766 57,3            17,3
           1716 59,6        12               1767         58      11,4
           1717 59,6        4,9              1768 57,5            47,4
           1718 59,4       22,7              1769 57,4            28,8
           1719 59,6        22               1770 58,8            24,3
           1720 60,1       17,4              1771 57,7            25,5
           1721 60,2       16,6              1772 58,4            35,5
           1722 59,4       28,6              1773 58,4            29,3
           1723 60,3       22,4              1774         59      33,8
           1724 59,9        20               1775         59      18,7
           1725 60,2       18,6              1776 58,8             9,8
           1726 60,3       11,9              1777 58,8            23,9
           1727 60,4       11,6              1778 59,1            48,2
           1728 60,6       10,6              1779 59,4            37,2
           1729 60,8        16               1780 59,6            29,1
           1730 60,9        17               1781         50        25
           1731 60,9       16,1              1782         40        20
           1732 60,7       11,4              1783         30        15
           1733 60,9       11,3              1784         20        10
           1734 61,1       11,2              1785         10         5
          "m" = trascinamento
 ---pagebreak--- 27.12.2006       IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea       L 375/127
    La figura 5 mostra una rappresentazione grafica della tabella dinamometrica ETC.
           ]
           {%
            e
            m
            ig
             e
             R
             ]
             %
             [
             ai
              pp
               o
               C
    Urban streets:        Strade urbane
    Rural roads:          Strade rurali
    Motorways:            Autostrade
    Time (sec):           Tempo (s)
                                  Figura 5: tabella dinamometrica ETC
                                                   __________
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                                      Allegato 4 - Appendice 4
                 PROCEDIMENTO DI MISURAZIONE E CAMPIONAMENTO
   1.     INTRODUZIONE
          I componenti gassosi, il particolato e il fumo emessi dal motore sottoposto alla prova
          sono misurati con i metodi definiti nell’allegato 4, appendice 7, che descrive nei
          rispettivi punti i sistemi analitici raccomandati per le emissioni gassose (punto 1), i
          sistemi raccomandati di diluizione e campionamento del particolato (punto 2) e gli
          opacimetri raccomandati per la misurazione del fumo (punto 3).
          Per il metodo ESC i componenti gassosi sono determinati nel gas di scarico grezzo.
          Facoltativamente possono essere determinati nel gas di scarico diluito se per la
          determinazione del particolato si usa un sistema di diluizione a flusso totale. Il
          particolato è determinato con un sistema di diluizione a flusso parziale o a flusso totale.
          Per il metodo ETC, la determinazione delle emissioni gassose e di particolato può essere
          effettuata unicamente con un sistema di diluizione a flusso totale, considerato sistema di
          riferimento. Tuttavia il servizio tecnico può approvare sistemi di diluizione a flusso
          parziale se ne viene dimostrata l’equivalenza secondo il punto 6.2 del regolamento e a
          condizione che gli venga fornita una descrizione dettagliata delle procedure di calcolo e
          di valutazione dei dati.
   2.     BANCO DINAMOMETRICO E APPARECCHIATURE DELLA SALA PROVA
          Per le prove di emissione dei motori al banco dinamometrico si usano le seguenti
          apparecchiature.
   2.1.   Dinamometro
          Usare un dinamometro con caratteristiche adeguate per eseguire i cicli di prova descritti
          nelle appendici 1 e 2 di questo allegato. Il sistema di misurazione del regime deve avere
          una accuratezza pari a ± 2 % del valore indicato. Il sistema di misurazione della coppia
          deve avere una accuratezza pari a ± 3 % del valore indicato nel campo > 20 per cento
          del fondo scala e un’accuratezza pari a ± 0,6 % del fondo scala nel campo < 20 % del
          fondo scala.
   2.2.   Altri strumenti
          Usare gli strumenti necessari per misurare il consumo di carburante, il consumo d’aria,
          la temperatura del refrigerante e del lubrificante, la pressione del gas di scarico e la
          depressione al collettore di aspirazione, la temperatura del gas di scarico, la temperatura
          dell’aria aspirata, la pressione atmosferica, l’umidità e la temperatura del carburante.
          Questi strumenti devono essere conformi alle prescrizioni di cui alla tabella 8.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/129
                Tabella 8:     Accuratezza degli strumenti di misura
                     Strumento di misura                                    Accuratezza
            Consumo di carburante                         ± 2 % del valore massimo del motore
            Consumo d’aria                                ± 2 % del valore massimo del motore
            Temperature ≤ 600 K (327°C)                   ± 2 K assoluti
            Temperature ≥ 600 K (327°C)                   ± 1 % del valore indicato
            Pressione atmosferica                         ± 0,1 kPa assoluti
            Pressione del gas di scarico                  ± 0,2 kPa assoluti
            Depressione all’aspirazione                   ± 0,05 kPa assoluti
            Altre pressioni                               ± 0,1 kPa assoluti
            Umidità relativa                              ± 3 % assoluti
            Umidità assoluta                              ± 5 % del valore indicato
    2.3.   Flusso di gas di scarico
           Per il calcolo delle emissioni contenute nel gas di scarico grezzo, è necessario conoscere
           il flusso di gas di scarico (cfr. punto 4.4 dell’appendice 1). Per la determinazione del
           flusso di gas di scarico si può usare uno dei metodi seguenti:
           misurazione diretta del flusso di gas di scarico mediante boccaglio di misurazione del
           flusso o sistema equivalente;
           misurazione del flusso d’aria e del flusso di carburante mediante idonei sistemi di
           misurazione e calcolo del flusso di gas di scarico mediante l’equazione seguente:
           GEXHW = GAIRW + GFUEL                         (per la massa di gas di scarico umido)
           L’accuratezza della determinazione del flusso di gas di scarico deve essere ± 2,5 % del
           valore indicato o migliore.
    2.4.   Flusso di gas di scarico diluito
           Per il calcolo delle emissioni contenute nel gas di scarico diluito con l’uso del sistema di
           diluizione a flusso totale (obbligatorio per l’ETC), è necessario conoscere la portata del
           gas di scarico diluito (cfr. punto 4.3 dell’appendice 2). Misurare la portata massica totale
           del gas di scarico diluito (GTOTW) o la massa totale del gas di scarico diluito nell’arco
           del ciclo (MTOTW) con una PDP o un CFV (allegato 4, appendice 7, punto 2.3.1).
           L’accuratezza deve essere di ± 2 % del valore indicato o migliore, e si determina come
           prescritto nell’allegato 4, appendice 5, punto 2.4.
 ---pagebreak--- L 375/130   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
   3.     DETERMINAZIONE DEI COMPONENTI GASSOSI
   3.1.   Specifiche generali degli analizzatori
          Gli analizzatori devono avere un intervallo di misurazione appropriato in funzione
          dell’accuratezza richiesta per misurare le concentrazioni dei componenti del gas di
          scarico (punto 3.1.1). Si raccomanda di utilizzare gli analizzatori in modo tale che la
          concentrazione misurata sia compresa tra il 15 per cento e il 100 per cento del fondo
          scala.
          Se sistemi di estrazione dati (computer, registratori di dati) sono in grado di assicurare
          un livello sufficiente di accuratezza e risoluzione al di sotto del 15 per cento del fondo
          scala, sono accettabili anche misure al di sotto del 15 per cento del fondo scala. In tal
          caso, si devono eseguire tarature addizionali su almeno quattro punti diversi da zero
          nominalmente equidistanti per garantire l’accuratezza delle curve di taratura
          conformemente all’allegato 4, appendice 5, punto 1.5.5.2.
          La compatibilità elettromagnetica (CEM) dell’apparecchiatura deve essere tale da
          minimizzare altri errori.
   3.1.1. Errore di misura
          L’errore totale di misura, inclusa la sensibilità incrociata con altri gas (cfr. allegato 4,
          appendice 5, punto 1.9), non deve superare il valore minore tra il ± 5 per cento del
          valore letto e il ± 3,5 per cento del fondo scala. Per concentrazioni minori di 100 ppm,
          l’errore di misura non deve essere superiore a ± 4 ppm.
   3.1.2. Ripetibilità
          La ripetibilità, definita come 2,5 volte la deviazione standard di dieci risposte ripetitive
          ad un dato gas di taratura o calibrazione, non deve essere superiore a ± 1 per cento della
          concentrazione di fondo scala per ciascun campo utilizzato al di sopra di 155 ppm (o
          ppm di C) o a ± 2 per cento di ciascun campo utilizzato al di sotto di 155 ppm (o ppm
          di C).
   3.1.3. Rumore
          La risposta dell’analizzatore da picco a picco ai gas di azzeramento e di taratura o
          calibrazione su qualsiasi periodo di 10 secondi non deve superare il 2 per cento del
          fondo scala su tutti i campi utilizzati.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/131
    3.1.4. Deriva dello zero
           La deriva dello zero su un periodo di un’ora deve essere inferiore al 2 per cento del
           fondo scala sul campo più basso utilizzato. La risposta di zero è definita come la
           risposta media, incluso il rumore, ad un gas di azzeramento su un intervallo di tempo di
           30 secondi.
    3.1.5  Deriva di calibrazione
           La deriva di calibrazione su un periodo di un’ora deve essere inferiore al 2 per cento del
           fondo scala sul campo più basso utilizzato. La calibrazione è definita come la
           differenza tra la risposta di calibrazione e la risposta zero. La risposta di calibrazione è
           definita come la risposta media, incluso il rumore, ad un gas di calibrazione su un
           intervallo di tempo di 30 secondi.
    3.2.   Essiccazione del gas
           Il dispositivo facoltativo di essiccazione del gas deve avere effetti trascurabili sulla
           concentrazione dei gas misurati. Non è ammesso l’uso di essiccatori chimici per
           rimuovere l’acqua dal campione.
    3.3.   Analizzatori
           I punti da 3.3.1. a 3.3.4 descrivono i principi di misurazione da applicare. Una
           descrizione dettagliata dei sistemi di misurazione figura nell’allegato 4, appendice 7. I
           gas da misurare devono essere analizzati con gli strumenti seguenti. Per gli analizzatori
           non lineari è ammesso l’uso di circuiti di linearizzazione.
    3.3.1. Analisi del monossido di carbonio (CO)
           L’analizzatore del monossido di carbonio deve essere del tipo ad assorbimento non
           dispersivo nell’infrarosso (NDIR).
    3.3.2. Analisi del biossido di carbonio (CO2)
           L’analizzatore del biossido di carbonio deve essere del tipo ad assorbimento non
           dispersivo nell’infrarosso (NDIR).
    3.3.3. Analisi degli idrocarburi (HC)
           Per i motori diesel e a GPL l’analizzatore degli idrocarburi deve essere del tipo con
           rivelatore a ionizzazione di fiamma riscaldato (HFID) in cui il rivelatore, le valvole, le
           tubature, ecc. sono riscaldati in modo da mantenere il gas ad una temperatura di 463K
           ±10K (190 ±10 °C). Per i motori a GN l’analizzatore degli idrocarburi può essere del
           tipo con rivelatore a ionizzazione di fiamma (FID) non riscaldato, a seconda del metodo
           usato (cfr. allegato 4, appendice 7, punto 1.3).
 ---pagebreak--- L 375/132     IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
   3.3.4.   Analisi degli idrocarburi diversi dal metano (NMHC) (solo per motori a GN)
            Per la determinazione degli idrocarburi diversi dal metano si utilizza uno dei metodi
            seguenti.
   3.3.4.1  Metodo gascromatografico (GC)
            La determinazione degli idrocarburi diversi dal metano si effettua sottraendo il metano
            analizzato con un gascromatografo (GC) condizionato a 423 K (150 °C) agli idrocarburi
            misurati secondo il punto 3.3.3.
   3.3.4.2. Metodo del separatore (cutter) della frazione diversa dal metano (NMC)
            La determinazione della frazione non costituita da metano si effettua con un NMC
            riscaldato disposto in linea con un FID secondo il punto 3.3.3 sottraendo il metano agli
            idrocarburi.
   3.3.5.   Analisi degli ossidi di azoto (NOx)
            L’analizzatore degli ossidi di azoto deve essere del tipo con rivelatore a
            chemiluminescenza (CLD) o con rivelatore a chemiluminescenza riscaldato (HCLD)
            con un convertitore NO2/NO se la misurazione viene effettuata sul secco. Se la
            misurazione viene effettuata su umido, usare un HCLD con convertitore mantenuto al di
            sopra di 328 K (55 °C), a condizione che il controllo dell’estinzione causata dall’acqua
            rientri nella norma (cfr. allegato 4, appendice 5, punto 1.9.2.2).
   3.4.     Campionamento delle emissioni gassose
   3.4.1.   Gas di scarico grezzo (solo ESC)
            Disporre le sonde di campionamento delle emissioni gassose ad una distanza non
            inferiore al valore più elevato tra 0,5 m e il triplo del diametro del condotto di scarico a
            monte dell’uscita del sistema dei gas di scarico, ma sufficientemente vicino al motore da
            assicurare una temperatura del gas di scarico di almeno 343 K (70 °C) in corrispondenza
            della sonda.
            Nel caso di un motore multicilindrico con collettore di scarico ramificato spostare
            l’ingresso della sonda sufficientemente verso valle in modo da assicurare che il
            campione sia rappresentativo delle emissioni medie allo scarico di tutti i cilindri. In
            motori multicilindrici con gruppi di collettori distinti, come nel caso dei motori a "V", è
            consentito acquisire un campione da ciascun gruppo e calcolare un’emissione media di
            gas di scarico. È ammesso anche l’uso di altri metodi dimostratisi corrispondenti ai
            metodi suddetti. Per il calcolo delle emissioni di gas di scarico usare il flusso massico
            totale di scarico.
            Se il motore è dotato di un sistema di post-trattamento dei gas di scarico, prelevare il
            campione di gas di scarico a valle del sistema di post-trattamento.
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    3.4.2. Gas di scarico diluito (obbligatorio per l’ETC, facoltativo per l’ESC)
           Il condotto di scarico tra il motore e il sistema di diluizione a flusso totale deve essere
           conforme all’allegato 4, appendice 7, punto 2.3.1, EP.
           Le sonde per il campionamento delle emissioni gassose devono essere installate nel
           tunnel di diluizione in un punto in cui l’aria di diluizione e il gas di scarico sono ben
           miscelati, e in stretta vicinanza della sonda di campionamento del particolato.
           Per l’ETC, in linea di massima il campionamento può essere eseguito in due modi:
           – campionamento degli inquinanti in un sacchetto di campionamento nell’arco di tutto
                il ciclo e loro misurazione dopo il completamento della prova;
           – campionamento in continuo degli inquinanti e loro integrazione nell’arco del ciclo;
                questo metodo è obbligatorio per HC e NOx.
    4.     DETERMINAZIONE DEL PARTICOLATO
           La determinazione del particolato richiede l’uso di un sistema di diluizione. La
           diluizione può essere realizzata mediante un sistema di diluizione a flusso parziale (solo
           per l’ESC) o un sistema di diluizione a flusso totale (obbligatorio per l’ETC). La
           portata del sistema di diluizione deve essere sufficientemente elevata da eliminare
           completamente la condensazione dell’acqua nei sistemi di diluizione e campionamento
           e mantenere la temperatura del gas di scarico diluito a un valore pari o inferiore a 325 K
           (52 °C) immediatamente a monte dei portafiltri. La deumidificazione dell’aria di
           diluizione prima dell’ingresso nel sistema di diluizione è ammessa ed è particolarmente
           utile se l’umidità è elevata. La temperatura dell’aria di diluizione deve essere
           di 298 K ± 5 K (25 °C ± 5°C). Se la temperatura ambiente è inferiore a 293 K (20 °C),
           si raccomanda di preriscaldare l’aria di diluizione al di sopra del limite superiore di
           temperatura di 303 K (30 °C). La temperatura dell’aria di diluizione non deve però
           superare i 325 K (52 °C) prima dell’introduzione del gas di scarico nel tunnel di
           diluizione.
           Il sistema di diluizione a flusso parziale deve essere progettato in modo da suddividere
           la corrente di gas di scarico in due frazioni, la più piccola delle quali viene diluita con
           aria e successivamente utilizzata per la misura del particolato. Ne consegue che il
           rapporto di diluizione deve essere determinato con estrema precisione. Si possono
           applicare vari metodi di divisione e il tipo di divisione usato determina in misura
           significativa i materiali e le procedure di campionamento da impiegare (allegato 4,
           appendice 7, punto 2.2). La sonda di campionamento del particolato deve essere
           montata in stretta vicinanza della sonda di campionamento delle emissioni gassose e
           conformemente al disposto del punto 3.4.1.
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          Per determinare la massa del particolato è necessario utilizzare un sistema di
          campionamento del particolato, filtri di campionamento del particolato, una bilancia
          precisa al microgrammo e una camera di pesata a temperatura e umidità controllate.
          Per il campionamento del particolato applicare il metodo a filtro unico che utilizza una
          coppia di filtri (cfr. punto 4.1.3) per l’intero ciclo di prova. Per l’ESC prestare molta
          attenzione ai tempi di campionamento e ai flussi durante la fase di campionamento della
          prova.
   4.1.   Filtri di campionamento del particolato
   4.1.1. Specifiche dei filtri
          Utilizzare filtri in fibra di vetro ricoperta di fluorocarburi o filtri a membrana a base di
          fluorocarburi. I filtri di tutti i tipi devono avere un’efficienza di raccolta del DOP (di-
          ottilftalato) da 0,3 µm pari ad almeno il 95 % ad una velocità frontale del gas compresa
          tra 35 e 80 cm/s.
   4.1.2. Dimensioni dei filtri
          Utilizzare filtri per particolato di diametro non inferiore a 47 mm (37 mm di diametro
          della macchia). Sono accettabili anche filtri di diametro maggiore (punto 4.1.5).
   4.1.3. Filtro principale e filtro di sicurezza
          Durante la sequenza di prova, il gas di scarico diluito deve essere raccolto mediante una
          coppia di filtri (un filtro principale e un filtro di sicurezza) disposti in serie. Il filtro di
          sicurezza deve essere posto non più di 100 mm a valle del filtro principale e non deve
          essere in contatto con esso. I filtri possono essere pesati separatamente o in coppia, con i
          filtri disposti lato macchiato contro lato macchiato.
   4.1.4. Velocità frontale alla superficie del filtro
          Si deve ottenere una velocità frontale del gas attraverso il filtro compresa fra 35 e 80
          cm/s. Fra l’inizio e la fine della prova la perdita di carico non deve registrare un
          aumento superiore a 25 kPa.
   4.1.5. Carico sui filtri
          Il carico minimo raccomandato depositato sui filtri deve essere di 0,5 mg/1075 mm2 di
          area della macchia. Per i filtri delle dimensioni più comuni, i valori sono mostrati in
          tabella 9.
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                Tabella 9:     carichi sul filtro raccomandati
              Diametro del filtro (mm)        Diametro raccomandato              Carico minimo
                                                      della macchia               raccomandato
                          47                                  37                        0,5
                          70                                  60                        1,3
                          90                                  80                        2,3
                         110                                 100                        3,6
    4.2.   Specifiche della camera di pesata e della bilancia analitica
    4.2.1. Condizioni della camera di pesata
           La temperatura della camera (o locale) in cui sono condizionati e pesati i filtri del
           particolato deve essere mantenuta a 295 K ± 3 K (22°C ±3°C) durante tutto il
           condizionamento e la pesata dei filtri. L’umidità deve essere mantenuta ad una
           temperatura di rugiada di 282,5 K ± 3 K (9,5°C ±3°C) e un’umidità relativa del 45 % ±
           8 %.
    4.2.2. Pesata del filtro di riferimento
           L’ambiente della camera (o locale) deve essere esente da qualsiasi contaminante
           ambientale (come la polvere) che possa depositarsi sui filtri del particolato durante la
           loro stabilizzazione. Sono ammessi disturbi delle caratteristiche della camera di pesata
           indicate al punto 4.2.1 purché la durata del disturbo non superi i 30 minuti. La camera di
           pesata deve essere conforme alle caratteristiche richieste prima dell’ingresso del
           personale nella camera di pesata. Entro 4 ore dalla pesata del filtro campione, ma
           preferibilmente allo stesso momento, pesare almeno due filtri di riferimento non
           utilizzati. Questi devono essere delle stesse dimensioni e dello stesso materiale dei filtri
           campione.
           Se il peso medio dei filtri di riferimento o delle coppie di filtri di riferimento varia di
           oltre il ± 5 per cento (± 7,5 per cento per le coppie di filtri) rispetto al carico minimo
           raccomandato sul filtro (punto 4.1.5), tra le pesate del filtro campione, tutti i filtri
           campione devono essere scartati e le prove di emissione ripetute.
           Se non sono soddisfatti i criteri di stabilità della camera di pesata di cui al punto 4.2.1,
           ma le pesate dei filtri o coppie di filtri di riferimento sono conformi ai criteri
           sopraindicati, il costruttore del motore può accettare i pesi del filtro campione o
           annullare le prove, riparando il sistema di controllo della camera di pesata e ripetendo la
           prova.
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   4.2.3. Bilancia analitica
          La bilancia analitica utilizzata per determinare il peso del filtro deve avere una
          precisione (deviazione standard) di almeno 2 µg e una risoluzione di almeno 1 µg (1
          divisione della scala = 1 µg). Per i filtri di diametro inferiore a 70 mm, la precisione e la
          risoluzione devono essere rispettivamente di 2 µg e 1 µg.
   4.2.4. Eliminazione degli effetti dell’elettricità statica
          Per eliminare gli effetti dell’elettricità statica, i filtri devono essere neutralizzati prima
          della pesata, ad esempio mediante un neutralizzatore al polonio o un dispositivo con
          effetto simile.
   4.3.   Specifiche supplementari per la misura del particolato
          Tutte le parti del sistema di diluizione e del sistema di campionamento comprese tra il
          condotto di scarico e il supporto dei filtri che vengono a contatto con gas di scarico
          grezzi e diluiti devono essere progettate in modo da minimizzare la deposizione o
          l’alterazione del particolato. Le parti devono essere fabbricate con materiali
          elettroconduttori che non reagiscano con i componenti dei gas di scarico e devono essere
          a massa per impedire effetti elettrostatici.
   5.     DETERMINAZIONE DELL’OPACITÀ DEL FUMO
          In questo punto sono indicate le specifiche per le apparecchiature prescritte e facoltative
          da usare per la prova ELR. Per la misurazione del fumo si utilizza un opacimetro avente
          una scala di lettura dell’opacità e una scala di lettura del coefficiente di assorbimento
          della luce. La modalità di indicazione dell’opacità è usata solo per la taratura e il
          controllo dell’opacimetro. Gli indici di fumo del ciclo di prova sono misurati nella
          modalità di indicazione del coefficiente di assorbimento della luce.
   5.1.   Prescrizioni generali
          L’ELR richiede l’uso di un sistema di misurazione del fumo e di elaborazione dati
          comprendente tre unità funzionali, che possono essere integrate in un unico componente
          o costituire un sistema di componenti collegati fra loro. Le tre unità funzionali sono:
          – un opacimetro conforme alle specifiche dell’allegato 4, appendice 7, punto 3.
          – un’unità di elaborazione dati in grado di eseguire le funzioni descritte nell’allegato 4,
               appendice 1, punto 6.
          – una stampante e/o un supporto di memorizzazione elettronica per registrare e fornire
               gli indici di fumo specificati nell’allegato 4, appendice 1, punto 6.3.
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    5.2.   Prescrizioni specifiche
    5.2.1. Linearità
           La linearità deve essere compresa entro il ± 2 per cento dell’opacità.
    5.2.2. Deriva dello zero
           La deriva dello zero su un periodo di un un’ora non deve superare il ± 1 per cento
           dell’opacità.
    5.2.3. Quadrante dell’opacimetro e campo
           Per l’indicazione in opacità, la scala deve essere dello 0-100 per cento di opacità e la
           risoluzione dello 0,1 per cento di opacità. Per l’indicazione in coefficiente di
           assorbimento della luce, la scala deve essere di 0-30 m-1 di coefficiente di assorbimento
           della luce, e la risoluzione di 0,01 m-1 di coefficiente di assorbimento della luce.
    5.2.4. Tempo di risposta dello strumento
           Il tempo di risposta fisica dell’opacimetro non deve superare 0,2 secondi. Il tempo di
           risposta fisica è il tempo che trascorre tra gli istanti in cui l’uscita di un ricevitore a
           risposta rapida raggiunge il 10 e il 90 per cento della deviazione piena quando l’opacità
           del gas misurato viene modificata in meno di 0,1 s.
           Il tempo di risposta elettrica dell’opacimetro non deve superare 0,05 s. Il tempo di
           risposta elettrica è il tempo che trascorre tra gli istanti in cui l’uscita dell’opacimetro
           raggiunge il 10 e il 90 per cento del fondo scala quando la sorgente di luce viene
           interrotta o spenta completamente in meno di 0,01 s.
    5.2.5. Filtri di densità neutra
           Il valore di eventuali filtri di densità neutra usati in combinazione con la taratura
           dell’opacimetro, le misure di linearità o la regolazione della calibrazione deve essere
           noto con una precisione dello 1,0 per cento di opacità. L’accuratezza del valore
           nominale del filtro deve essere controllata almeno una volta l’anno utilizzando un
           sistema di riferimento riferibile a una norma nazionale o internazionale.
           I filtri di densità neutra sono dispositivi di precisione e possono facilmente essere
           danneggiati durante l’uso. La manipolazione deve essere minima e, quando necessaria,
           eseguita con cura per evitare di graffiare o sporcare il filtro.
                                                 __________
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                                      Allegato 4 - Appendice 5
                                PROCEDIMENTO DI TARATURA
   1.     TARATURA DEGLI STRUMENTI ANALITICI
   1.1.   Introduzione
          Ciascun analizzatore deve essere tarato con la frequenza necessaria per soddisfare i
          requisiti di accuratezza della presente direttiva. In questo punto è descritto il metodo di
          taratura da utilizzare per gli analizzatori indicati nell’allegato 4, appendice 4, punto 3 e
          nell’allegato 4, appendice 7, punto 1.
   1.2.   Gas di taratura
          Rispettare la durata di conservazione di tutti i gas di taratura.
          Registrare la data di scadenza dei gas di taratura dichiarata dal produttore.
   1.2.1. Gas puri
          La purezza dei gas richiesta è definita dai limiti di contaminazione sottoindicati. Devono
          essere disponibili i seguenti gas:
          azoto purificato
          (contaminazione ≤ 1 ppm C1, ≤1 ppm CO, ≤ 400 ppm CO2, ≤ 0,1 ppm NO)
          ossigeno purificato
          (purezza ∃ 99,5 % vol 02)
          miscela idrogeno-elio
          (40 ± 2 % idrogeno, resto elio)
          (contaminazione ≤ 1 ppm C1, ≤ 400 ppm CO2)
          aria sintetica purificata
          (contaminazione ≤ 1 ppm C1, ≤ 1 ppm CO, ≤ 400 ppm CO2, ≤ 0,1 ppm NO)
          (tenore di ossigeno 18-21 % vol.)
          propano purificato o CO per la verifica del CVS
   1.2.2. Gas di taratura e di calibrazione
          Devono essere disponibili miscele di gas aventi le seguenti composizioni chimiche:
               C3H8 e aria sintetica purificata (cfr. punto 1.2.1);
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                CO     e azoto purificato;
                NOx e azoto purificato (la quantità di NO2 contenuta in questo gas di taratura non
                       deve essere superiore al 5 per cento del tenore di NO);
                CO2 e azoto purificato
                CH4 e aria sintetica purificata
                C2H6 e aria sintetica purificata
           Nota: sono ammesse combinazioni di altri gas, purché i gas non reagiscano uno con
                    l’altro.
           La concentrazione effettiva dei gas di taratura e di calibrazione deve corrispondere alla
           concentrazione nominale con un’approssimazione massima del ± 2 per cento. Tutte le
           concentrazioni dei gas di taratura devono essere indicate in volume (percentuale in
           volume o ppm in volume).
           I gas utilizzati per la taratura e per la calibrazione possono essere ottenuti anche
           mediante un divisore di gas effettuando la diluizione con N2 purificato o con aria
           sintetica purificata. L’accuratezza del dispositivo di miscelazione deve essere tale che la
           concentrazione dei gas di taratura diluiti possa essere determinata con un errore non
           superiore al ± 2 per cento.
    1.3.   Procedura operativa per gli analizzatori e per il sistema di campionamento
           La procedura operativa per gli analizzatori deve seguire le istruzioni di avviamento e
           esecuzione dell’analisi del costruttore dello strumento. Devono essere rispettati i
           requisiti minimi presentati nei punti da 1.4 a 1.9.
    1.4.   Prova di tenuta
           Eseguire una prova di trafilamento del sistema. La sonda deve essere disinserita dal
           sistema di scarico e l’estremità chiusa. Mettere in funzione la pompa dell’analizzatore.
           Dopo un periodo iniziale di stabilizzazione, tutti i flussimetri devono indicare zero; in
           caso contrario, controllare le linee di campionamento e rimediare ai difetti.
           Il trafilamento massimo ammissibile sul lato in depressione è pari allo 0,5 per cento
           della portata di utilizzo per la porzione di sistema controllata. Si possono usare le
           portate attraverso l’analizzatore e attraverso il bypass per stimare le portate di utilizzo.
           Un altro metodo è l’introduzione di un cambiamento di concentrazione a gradino
           all’inizio della linea di campionamento passando dal gas di azzeramento a quello di
           calibrazione. Se, dopo un congruo periodo di tempo, il valore letto indica una
           concentrazione inferiore a quella introdotta, esistono problemi di taratura o di
           trafilamento.
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   1.5.     Procedimento di taratura
   1.5.1.   Strumentazione
            Tarare la strumentazione e controllare le curve di taratura rispetto ai gas campione,
            impiegando le stesse portate di gas utilizzate per il campionamento dei gas di scarico.
   1.5.2.   Tempo di riscaldamento
            Per il tempo di riscaldamento seguire le raccomandazioni del costruttore. In assenza di
            indicazioni, si raccomanda un tempo di riscaldamento degli analizzatori di almeno due
            ore.
   1.5.3.   Analizzatori NDIR e HFID
            Regolare opportunamente l’analizzatore NDIR e ottimizzare la fiamma di combustione
            dell’analizzatore HFID (punto 1.8.1).
   1.5.4.   Taratura
            Tarare ciascun campo di lavoro normalmente usato.
            Azzerare gli analizzatori di CO, CO2, NOx e HC con aria sintetica purificata (o azoto).
            Introdurre negli analizzatori gli opportuni gas di taratura, registrare i valori e tracciare le
            curve di taratura conformemente al punto 1.5.5.
            All’occorrenza, ricontrollare la regolazione dello zero e ripetere la procedura di taratura.
   1.5.5.   Determinazione della curva di taratura
   1.5.5.1. Indicazioni generali
            Determinare la curva di taratura mediante almeno cinque punti di taratura (escluso lo
            zero) distribuiti in modo il più possibile uniforme. La concentrazione nominale
            massima deve essere pari o superiore al 90 per cento del fondo scala.
            Calcolare la curva di taratura con il metodo dei minimi quadrati. Se il grado della
            polinomiale risultante è maggiore di 3, il numero dei punti di taratura (incluso lo zero)
            non deve essere inferiore al grado di questa polinomiale aumentato di 2.
            La curva di taratura non deve differire di oltre il ± 2 per cento dal valore nominale di
            ciascun punto di taratura né di oltre il ± 1 per cento del fondo scala a zero.
            In base alla curva di taratura e ai punti di taratura è possibile verificare se la taratura è
            stata eseguita correttamente. Devono essere indicati i differenti parametri caratteristici
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             dell’analizzatore e in particolare:
                  – il campo di misura;
                  – la sensibilità;
                  – la data di esecuzione della taratura.
    1.5.5.2. Taratura al di sotto del 15 per cento del fondo scala
             Determinare la curva di taratura dell’analizzatore mediante almeno 4 punti di taratura
             addizionali, escluso lo zero, nominalmente equidistanti al di sotto del 15 per cento del
             fondo scala.
             Calcolare la curva di taratura con il metodo dei minimi quadrati.
             La curva di taratura non deve differire di oltre il ± 4 per cento dal valore nominale di
             ciascun punto di taratura né di oltre il ± 1 per cento del fondo scala a zero.
    1.5.5.3. Metodi alternativi
             È possibile utilizzare tecniche alternative (ad esempio computer, commutatore di campo
             a comando elettronico, ecc.) purché si possa dimostrare che tali tecniche sono in grado
             di assicurare un’accuratezza equivalente.
    1.6.     Verifica della taratura
             Ciascun campo di lavoro normalmente utilizzato deve essere controllato prima di ogni
             analisi secondo la procedura seguente.
             Controllare la taratura utilizzando un gas di azzeramento e un gas di calibrazione il cui
             valore nominale sia superiore all’80 per cento del fondo scala campo di misura.
             Se, per i due punti considerati, il valore trovato non differisce di oltre il ± 4 per cento
             del fondo scala dal valore di riferimento dichiarato, si possono modificare i parametri di
             aggiustamento. In caso contrario, determinare una nuova curva di taratura secondo il
             punto 1.5.5.
    1.7.     Prova di efficienza del convertitore di NOx
             Controllare l’efficienza del convertitore usato per la conversione degli NO2 in NO nel
             modo indicato nei punti da 1.7.1 a 1.7.8 (figura 6).
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        Figura 6: schema del dispositivo di determinazione dell’efficienza del convertitore di NO2
   solenoid valve:         valvola a solenoide
   ozonator:               ozonizzatore
   to analyser:            all’analizzatore
   1.7.1.       Impianto di prova
                L’efficienza dei convertitori può essere controllata con un ozonizzatore utilizzando
                l’impianto di prova illustrato in figura 6 (cfr. anche allegato 4, appendice 4, punto 3.3.5)
                e il procedimento descritto di seguito.
   1.7.2.       Taratura
                Il CLD e l’HCLD devono essere tarati secondo le specifiche del costruttore nel campo di
                lavoro più comune, utilizzando un gas di azzeramento e un gas di calibrazione (con un
                tenore di NO pari circa all’80 per cento del campo di lavoro e una concentrazione di
                NO2 della miscela di gas inferiore al 5 per cento della concentrazione di NO).
                L’analizzatore di NOx deve essere regolato nella posizione NO, in modo che il gas di
                calibrazione non passi attraverso il convertitore. Registrare la concentrazione indicata.
   1.7.3.       Calcolo
                Calcolare l’efficienza del convertitore di NOx nel modo seguente:
                                                             ⎛      a  − b⎞
                                     Efficiency(%)        = ⎜1 +           ⎟ ∗ 100
                                                             ⎝      c  − d⎠
                                   Efficiency(%): Efficienza (%)
                dove:
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           a    è la concentrazione di NOx conformemente al punto 1.7.6
           b    è la concentrazione di NOx conformemente al punto 1.7.7
           c    è la concentrazione di NO conformemente al punto 1.7.4
           d    è la concentrazione di NO conformemente al punto 1.7.5.
    1.7.4. Aggiunta di ossigeno
           Attraverso un raccordo a T, aggiungere in continuo ossigeno o aria di azzeramento al
           flusso di gas fino a quando la concentrazione indicata risulti inferiore di circa il 20 per
           cento alla concentrazione di taratura indicata al punto 1.7.2 (analizzatore in posizione
           NO). Registrare la concentrazione c indicata. Mantenere disattivato l’ozonizzatore
           durante tutto il processo.
    1.7.5. Attivazione dell’ozonizzatore
           Attivare quindi l’ozonizzatore per generare una quantità di ozono sufficiente a ridurre la
           concentrazione di NO a circa il 20 per cento (minimo 10 per cento) della concentrazione
           di taratura di cui al punto 1.7.2. Registrare la concentrazione d indicata (analizzatore in
           posizione NO).
    1.7.6. Posizione NOx
           Commutare quindi l’analizzatore di NO sulla posizione NOx in modo che la miscela
           gassosa (costituita da NO, NO2, O2 e N2) passi attraverso il convertitore. Registrare la
           concentrazione a indicata (analizzatore in posizione NOx).
    1.7.7. Disattivazione dell’ozonizzatore
           Disattivare quindi l’ozonizzatore. La miscela di gas descritta al punto 1.7.6 entra nel
           rivelatore passando attraverso il convertitore. Registrare la concentrazione b indicata
           (analizzatore in posizione NOx).
    1.7.8. Posizione NO
           Dopo commutazione sulla posizione NO con l’ozonizzatore disattivato, chiudere anche
           il flusso di ossigeno o aria sintetica. Il valore di NOx letto sull’analizzatore non deve
           deviare di oltre il ± 5 per cento dal valore misurato conformemente al punto 1.7.2
           (analizzatore in posizione NO).
    1.7.9. Intervallo di prova
           Verificare l’efficienza del convertitore prima di ciascuna taratura dell’analizzatore di
           NOx.
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   1.7.10. Efficienza
           L’efficienza del convertitore non deve essere inferiore al 90 per cento, ma è vivamente
           raccomandata un’efficienza del 95 per cento.
           Nota:     se, con l’analizzatore campo più comune, l’ozonizzatore non è in grado di
                     assicurare una riduzione dall’80 per cento al 20 per cento conformemente al
                     punto 1.7.5, utilizzare il campo più elevato che consente tale riduzione.
   1.8.    Regolazione del FID
   1.8.1.  Ottimizzazione della risposta del rivelatore
           Il rivelatore FID deve essere regolato come specificato dal costruttore dello strumento.
           Come gas di calibrazione, utilizzare propano in aria per ottimizzare la risposta nel
           campo di lavoro più comune.
           Con le portate di carburante e di aria raccomandate dal costruttore, introdurre
           nell’analizzatore un gas di calibrazione contenente 350 ± 75 ppm di C. Determinare la
           risposta ad una data portata di carburante in base alla differenza tra la risposta al gas di
           calibrazione e la risposta al gas di azzeramento. Il flusso del carburante deve essere
           regolato per incrementi al di sopra e al di sotto del valore specificato dal costruttore.
           Registrare le risposte di calibrazione e azzeramento a questi flussi di carburante.
           Riportare in grafico la differenza tra la risposta di calibrazione e la risposta di
           azzeramento e regolare il flusso di carburante sul lato ricco della curva.
   1.8.2.  Fattori di risposta degli idrocarburi
           Tarare l’analizzatore utilizzando propano in aria e aria sintetica purificata conformemente
           al punto 1.5.
           Quando un analizzatore viene messo in servizio e dopo interruzioni di funzionamento
           piuttosto lunghe, determinare i fattori di risposta. Il fattore di risposta (Rf) per una
           particolare specie idrocarburica è il rapporto tra il valore di C1 letto sul FID e la
           concentrazione del gas nella bombola espressa in ppm di C1.
           La concentrazione del gas di prova deve essere ad un livello tale da assicurare una risposta
           pari approssimativamente all’80 per cento del fondo scala. La concentrazione deve essere
           nota con un’accuratezza del ± 2 per cento riferita ad uno standard gravimetrico espresso in
           volume. Inoltre, la bombola del gas deve essere precondizionata per 24 ore ad una
           temperatura di 298 K ± 5 K (25°C ± 5°C).
           I gas di prova e gli intervalli raccomandati per i fattori di risposta relativi sono i seguenti:
           metano e aria sintetica purificata                1,00 ≤ Rf ≤ 1,15 (motori diesel e a GPL)
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/145
             metano e aria sintetica purificata                1,00 ≤ Rf ≤ 1,07 (motori a GN)
             propilene e aria sintetica purificata             0,90 ≤ Rf ≤ 1,1
             toluene e aria sintetica purificata               0,90 ≤ Rf ≤ 1,10
             Questi valori sono relativi al fattore di risposta (Rf) di 1,00 per propano e aria sintetica
             purificata.
    1.8.3.   Controllo dell’interferenza dell’ossigeno
             Quando si mette in servizio un analizzatore e dopo interruzioni di funzionamento
             piuttosto lunghe, controllare l’interferenza dell’ossigeno.
             Il fattore di risposta è definito e deve essere determinato come descritto nel punto 1.8.2.
             Il gas di prova e l’intervallo raccomandato del fattore di risposta relativo sono i
             seguenti:
                               propano e azoto                      0,95 ≤ Rf ≤ 1,05
             Questo valore è relativo al fattore di risposta (Rf) di 1,00 per propano e aria sintetica
             purificata.
             La concentrazione dell’ossigeno nell’aria del bruciatore FID deve essere uguale, con
             un’approssimazione non superiore a ± 1 mol per cento, alla concentrazione
             dell’ossigeno nell’aria del bruciatore utilizzata nell’ultimo controllo dell’interferenza
             dell’ossigeno. Se la differenza è maggiore, controllare l’interferenza dell’ossigeno e
             regolare se necessario l’analizzatore.
    1.8.4.   Efficienza del dispositivo di eliminazione ("cutter") degli idrocarburi diversi dal metano
             (NMC, solo per motori a GN)
             L’NMC viene usato per eliminare gli idrocarburi diversi dal metano dal gas campione
             mediante ossidazione di tutti gli idrocarburi escluso il metano. L’ideale sarebbe che la
             conversione del metano fosse dello 0 % e quella degli altri idrocarburi rappresentati
             dall’etano del 100 %. Per una misura accurata degli NMHC, si devono determinare le
             due efficienze e usarle per il calcolo della portata massica dell’emissione di NMHC (cfr.
             allegato 4, appendice 2, punto 4.3.).
    1.8.4.1. Efficienza riferita al metano
             Far fluire il gas di taratura del metano attraverso il FID, con e senza bypass dell’NMC, e
             registrare le due concentrazioni. L’efficienza si determina come segue:
                                                               conc w
                                             CE M = 1 −
                                                              concw /o
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            dove:
            concw = concentrazione di HC quando il CH4 attraversa l’NMC
            concw/o = concentrazione di HC quando il CH4 bypassa l’NMC
   1.8.4.2. Efficienza riferita all’etano
            Far fluire il gas di taratura dell’etano attraverso il FID, con e senza bypass dell’NMC, e
            registrare le due concentrazioni. L’efficienza si determina come segue:
                                                               conc w
                                             CEE = 1 −
                                                             concw /o
            dove:
            concw = concentrazione di HC quando il C2H6 attraversa l’NMC
            concw/o = concentrazione di HC quando il C2H6 bypassa l’NMC
   1.9.     Effetti di interferenza con gli analizzatori di CO, CO2 e NOx
            La presenza nel gas di scarico di gas diversi da quello analizzato può interferire in vari
            modi col valore letto. Si verifica un’interferenza positiva negli analizzatori NDIR
            quando il gas interferente produce, in minor misura, lo stesso effetto del gas misurato. Si
            verifica invece una interferenza negativa negli analizzatori NDIR quando il gas
            interferente amplia la banda di assorbimento del gas misurato e, nei rivelatori CLD,
            quando il gas interferente estingue la radiazione. Eseguire i controlli di interferenza
            descritti nei punti 1.9.1 e 1.9.2 prima dell’utilizzo iniziale dell’analizzatore e dopo
            periodi di inutilizzo prolungati.
   1.9.1.   Controllo dell’interferenza sull’analizzatore di CO
            Acqua e CO2 possono interferire con le prestazioni dell’analizzatore di CO. Pertanto, far
            gorgogliare attraverso acqua a temperatura ambiente un gas di calibrazione del CO2
            avente una concentrazione compresa tra l’80 e il 100 per cento del fondo scala del
            campo di lavoro massimo usato durante la prova e registrare la risposta
            dell’analizzatore. La risposta dell’analizzatore non deve essere superiore all’1 per cento
            del fondo scala per campi uguali o superiori a 300 ppm, e non deve essere superiore a 3
            ppm per campi al di sotto di 300 ppm.
   1.9.2.   Controlli dell’estinzione sull’analizzatore di NOx
            I due gas che possono dare problemi sugli analizzatori CLD (e HCLD) sono CO2 e
            vapore acqueo. Le risposte di estinzione a questi gas sono proporzionali alle
            concentrazioni degli stessi e richiedono pertanto tecniche di analisi per determinare
            l’estinzione alle più elevate concentrazioni prevedibili durante la prova.
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/147
    1.9.2.1. Controllo dell’estinzione causata da CO2
             Far passare attraverso l’analizzatore NDIR un gas di calibrazione del CO2 avente una
             concentrazione compresa tra l’80 e il 100 per cento del fondo scala del campo di lavoro
             massimo e registrare come A il valore del CO2. Diluirlo poi approssimativamente al 50
             per cento con gas di calibrazione dell’NO e farlo passare attraverso gli analizzatori
             NDIR e CLD (o HCLD), registrando come B e C rispettivamente i valori di CO2 e NO.
             Chiudere poi il CO2, e far passare solo il gas di calibrazione dell’NO attraverso
             l’analizzatore CLD (o HCLD) e registrare come D il valore di NO.
             L’estinzione viene calcolata come segue e non deve essere maggiore del 3 per cento del
             fondo scala:
                                               ⎡      ⎛       (C ∗ A)     ⎞⎤
                                 % Quench = ⎢1 − ⎜                        ⎟ ⎥ ∗ 100
                                               ⎢⎣     ⎝(D ∗ A) − (D ∗ B)⎠ ⎥⎦
                  % Quench:      % estinzione
             dove:
             A    è la concentrazione di CO2 non diluito misurata con l’NDIR, in %
             B    è la concentrazione di CO2 diluito misurata con l’NDIR, in %
             C    è la concentrazione di NO diluito misurata con il CLD (o HCLD), in ppm
             D    è la concentrazione di NO non diluito misurata con il CLD (o HCLD), in ppm
             È ammesso l’uso di metodi alternativi di diluizione e quantificazione dei valori dei gas
             di calibrazione di CO2 e NO, come la miscelazione dinamica.
    1.9.2.2. Controllo dell’estinzione causata dall’acqua
             Il controllo si applica solo alle misure della concentrazione dei gas umidi. Il calcolo
             dell’estinzione provocata dall’acqua deve considerare la diluizione del gas di
             calibrazione dell’NO con vapore acqueo e scalare la concentrazione di vapore acqueo
             nella miscela in proporzione a quella prevista durante l’esecuzione delle prove.
             Far passare attraverso l’analizzatore CLD (o HCLD) un gas di calibrazione dell’NO
             avente una concentrazione compresa tra l’80 e il 100 per cento del fondo scala del
             normale campo di lavoro e registrare come D il valore di NO. Far gorgogliare poi
             attraverso acqua a temperatura ambiente il gas di calibrazione dell’NO e farlo passare
             attraverso l’analizzatore CLD (o HCLD) registrando come C il valore di NO.
             Determinare e registrare rispettivamente come E ed F la pressione assoluta di
             funzionamento dell’analizzatore e la temperatura dell’acqua. Determinare e registrare
             come G la pressione di vapore di saturazione della miscela che corrisponde alla
             temperatura dell’acqua nel gorgogliatore F. Calcolare la concentrazione di vapore
 ---pagebreak--- L 375/148   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
          acqueo (H, in %) della miscela come segue:
                                            H = 100*( G/E)
          Calcolare la concentrazione attesa (De) del gas di calibrazione dell’NO diluito (in
          vapore acqueo) come segue:
                                        De = D* ( 1- H/100 )
          Per lo scarico di motori diesel, stimare la concentrazione massima del vapore acqueo nel
          gas di scarico (Hm, in %) attesa durante le prove assumendo un rapporto tra gli atomi H
          e C del carburante pari a 1,8:1, in base alla concentrazione del gas di calibrazione del
          CO2 non diluito (A, misurato conformemente al punto 1.9.2.1) come segue:
                                              Hm = 0,9*A
          Calcolare nel modo seguente l’estinzione provocata dall’acqua, che non deve essere
          superiore al 3 per cento del fondo scala:
                           % estinzione = 100 * ( ( De - C )/De) * (Hm/H)
          dove:
          De     è la concentrazione attesa di NO diluito, in ppm
          C      è la concentrazione di NO diluito, in ppm
          Hm     è la concentrazione massima di vapore acqueo, in %
          H      è la concentrazione effettiva di vapore acqueo, in %
          Note:     è importante che per questa prova il gas di calibrazione dell’NO contenga una
                    concentrazione minima di NO2 perché nei calcoli dell’estinzione non si è
                    tenuto conto dell’assorbimento di NO2 in acqua.
   1.10.  Frequenza di taratura
          Tarare gli analizzatori conformemente al punto 1.5 almeno una volta ogni tre mesi o
          tutte le volte che sul sistema vengono effettuate riparazioni o modifiche in grado di
          influire sulla taratura.
   2.     TARATURA DEL SISTEMA CVS
   2.1.   Introduzione
          Per tarare il sistema CVS si utilizzano un flussimetro accurato riferibile a norme
          nazionali e/o internazionali e un dispositivo di limitazione. Il flusso attraverso il sistema
          viene misurato in corrispondenza di differenti regolazioni del limitatore, misurando i
          parametri di controllo del sistema e mettendoli in relazione al flusso.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/149
           Si possono usare vari tipi di flussimetro, per esempio tubo di Venturi tarato, flussimetro
           laminare tarato, flussimetro a turbina tarato.
    2.2.   Taratura della pompa volumetrica (PDP)
           Misurare tutti i parametri relativi alla pompa contemporaneamente ai parametri relativi
           al flussimetro collegato in serie con la pompa. Tracciare il grafico della portata calcolata
           (in m3/min all’ingresso della pompa, a pressione e temperature assolute) rispetto a una
           funzione di correlazione che è il valore di una combinazione specifica di parametri della
           pompa. Determinare poi l’equazione lineare che indica la relazione tra la mandata della
           pompa e la funzione di correlazione. Se un CVS è dotato di comando a velocità
           multiple, eseguire la taratura per ogni campo usato. Durante la taratura la temperatura
           deve essere mantenuta stabile.
    2.2.1. Analisi dei dati
           La portata dell’aria (Qs) a ciascuna regolazione del limitatore (minimo 6 punti) viene
           calcolata in m3 normali al minuto in base ai dati del flussimetro usando il metodo
           prescritto dal costruttore. La portata d’aria viene poi convertita in mandata della pompa
           (V0) in m3/giro alla temperatura e pressione assolute all’ingresso della pompa nel modo
           seguente:
                                                  Qs      T 1013    .
                                         V0 =         ∗        ∗
                                                  n 273           PA
           dove:
           Qs =   portata d’aria in condizioni normali (101,3 kPa, 273 K), m3/s
           T =    temperatura all’ingresso della pompa, K
           pA =   pressione assoluta all’ingresso della pompa (pB - p1), kPa
           n =    velocità della pompa, giri/s
           Per tener conto dell’interazione tra le variazioni di pressione sulla pompa e il grado di
           scorrimento della pompa, calcolare la funzione di correlazione (X0) tra la velocità della
           pompa, il differenziale di pressione tra l’ingresso e l’uscita della pompa e la pressione
           assoluta all’uscita della pompa come segue:
                                                       1      ∆pp
                                              X0 =       ∗
                                                       n       pA
           dove:
           ∆pP = differenziale di pressione tra l’ingresso e l’uscita della pompa, kPa
           pA = pressione di mandata assoluta all’uscita della pompa, kPa
 ---pagebreak--- L 375/150   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     27.12.2006
          Ricavare l’equazione di taratura mediante interpolazione lineare secondo il metodo dei
          minimi quadrati come segue:
                                           V0 = D0 - m * (X0)
          D0 e m sono le costanti intercetta e coefficiente angolare, rispettivamente, che
          descrivono le linee di regressione.
          Per un sistema CVS con velocità multiple, le curve di taratura generate nei vari
          intervalli di mandata della pompa devono essere approssimativamente parallele e i
          valori dell’intercetta (D0) devono crescere al ridursi dell’intervallo di mandata della
          pompa.
          I valori calcolati in base all’equazione devono corrispondere con un’approssimazione di
          ± 0,5 per cento al valore misurato di V0. I valori di m variano da pompa a pompa.
          L’ingresso di particolato provoca nel tempo una riduzione dello scorrimento della
          pompa che si riflette in valori più bassi per m. Pertanto, la taratura deve essere eseguita
          all’avviamento della pompa, dopo importanti interventi di manutenzione e se la verifica
          complessiva del sistema (punto 2.4) indica una variazione del grado di scorrimento.
   2.3.   Taratura del tubo di Venturi a flusso critico (CFV)
          La taratura del CFV è basata sull’equazione di flusso per un tubo di Venturi a flusso
          critico. Il flusso di gas è una funzione della pressione e temperatura di ingresso, come
          mostrato qui sotto:
                                                        K v ∗ pA
                                               Qs =
                                                             T
          dove:
          Kv = coefficiente di taratura
          pA = pressione assoluta all’ingresso del tubo di Venturi, kPa
          T = temperatura all’ingresso del tubo di Venturi, K
   2.3.1. Analisi dei dati
          La portata dell’aria (Qs) in corrispondenza di ciascuna regolazione del limitatore
          (minimo 8 punti) è calcolata in normal m3/min in base ai dati del flussimetro usando il
          metodo prescritto dal costruttore. Il coefficiente di taratura si calcola come segue in base
          ai dati di taratura per ciascuna regolazione:
                                                        Qs ∗ T
                                               Kv =
                                                           pA
          dove:
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/151
                Qs =   portata d’aria in condizioni normali (101,3 kPa, 273 K), m3/s
                T =    temperatura all’ingresso del tubo di Venturi, K
                pA =   pressione assoluta all’ingresso del tubo di Venturi, kPa
           Per determinare il campo di flusso critico, tracciare Kv in funzione della pressione di
           ingresso nel tubo di Venturi. Al flusso critico (strozzato), Kv avrà un valore
           relativamente costante. Al diminuire della pressione (aumento del vuoto), cessa lo
           strozzamento del tubo di Venturi e Kv diminuisce, indicando che il CFV funziona al di
           fuori del campo ammesso.
           Calcolare il Kv medio e la deviazione standard per almeno 8 punti nella regione di flusso
           critico. La deviazione standard non deve superare ± 0,3 per cento del KV medio.
    2.4.   Verifica complessiva del sistema
           L’accuratezza totale del sistema di campionamento CVS e del sistema analitico viene
           determinata introducendo una massa nota di un gas inquinante nel sistema funzionante
           nella maniera normale. Analizzare l’inquinante e calcolare la massa secondo l’allegato
           4, appendice 2, punto 4.3, salvo nel caso del propano per il quale si usa un fattore di
           0,000472 anziché 0,000479 per HC. Utilizzare una delle due tecniche seguenti.
    2.4.1. Misurazione con un orifizio a flusso critico
           Alimentare nel sistema CVS una quantità nota di gas puro (monossido di carbonio o
           propano) attraverso un orifizio tarato critico. Se la pressione di immissione è
           sufficientemente elevata, la portata, che viene regolata mediante l’orifizio a flusso
           critico, è indipendente dalla pressione di uscita dall’orifizio (≡ flusso critico). Il sistema
           CVS viene fatto funzionare come nella normale analisi delle emissioni di scarico per
           circa 5 - 10 minuti. Analizzare un campione di gas con l’apparecchiatura usuale
           (sacchetto di campionamento o metodo di integrazione) e calcolare la massa del gas. La
           massa così determinata deve corrispondere con un’approssimazione del ± 3 per cento
           alla massa nota del gas iniettato.
    2.4.2. Misurazione mediante tecnica gravimetrica
           Determinare, con una precisione di ± 0,01 grammi, il peso di una piccola bombola
           riempita di monossido di carbonio o propano. Far funzionare per circa 5 - 10 minuti il
           sistema CVS come nella normale analisi delle emissioni allo scarico iniettando
           monossido di carbonio o propano nel sistema. Determinare la quantità di gas puro
           scaricato mediante pesata differenziale. Analizzare un campione di gas con
           l’apparecchiatura usuale (sacchetto di campionamento o metodo di integrazione) e
           calcolare la massa del gas. La massa così determinata deve corrispondere con
           un’approssimazione del ± 3 per cento alla massa nota del gas iniettato.
    3.     TARATURA DEL SISTEMA PER LA DETERMINAZIONE DEL PARTICOLATO
 ---pagebreak--- L 375/152   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
   3.1.   Introduzione
          Tarare ciascun componente con la frequenza necessaria per rispettare i requisiti di
          accuratezza del presente regolamento. Il metodo di taratura da usare è descritto in
          questo punto per i componenti indicati nell’allegato 4, appendice 4, punto 4 e
          nell’allegato 4, appendice 7, punto 2.
   3.2.   Misurazione del flusso
          La taratura dei flussimetri per gas o della strumentazione per la misura dei flussi deve
          essere riferibile a campioni nazionali e/o internazionali. L’errore massimo del valore
          misurato non deve eccedere il ± 2 per cento del valore letto.
          Se il flusso di gas viene determinato mediante misura differenziale di flusso, l’errore
          massimo della differenza deve essere tale che l’accuratezza di GEDF sia compresa entro
          il ± 4 per cento (cfr. anche allegato 4, appendice 7, punto 2.2.1, EGA). Questo valore
          può essere calcolato in base alla radice quadrata dell’errore quadratico medio di
          ciascuno strumento.
   3.3.   Controllo delle condizioni di flusso parziale
          Controllare il campo di velocità e le oscillazioni della pressione dei gas di scarico e
          regolarli secondo i requisiti dell’allegato 4, appendice 7, punto 2.2.1, EP, se applicabile.
   3.4.   Intervallo di taratura
          La strumentazione di misura del flusso deve essere tarata almeno una volta ogni 3 mesi
          o tutte le volte che sul sistema vengono effettuate modifiche o riparazioni in grado di
          influire sulla taratura.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/153
    4.     TARATURA DELL’APPARECCHIATURA DI MISURAZIONE DEL FUMO
    4.1.   Introduzione
           Tarare l’opacimetro con la frequenza necessaria per rispettare i requisiti di accuratezza
           della presente direttiva. In questo punto è descritto il metodo di taratura da usare per i
           componenti indicati nell’allegato 4, appendice 4, punto 5 e nell’allegato 4, appendice 7,
           punto 3.
    4.2.   Procedimento di taratura
    4.2.1. Tempo di riscaldamento
           Riscaldare e stabilizzare l’opacimetro secondo le raccomandazioni del costruttore. Se
           l’opacimetro è provvisto di un sistema aria di spurgo per evitare depositi di fuliggine
           sulle parti ottiche dello strumento, attivare anche questo sistema e regolarlo secondo le
           raccomandazioni del costruttore.
    4.2.2. Determinazione della risposta di linearità
           Controllare la linearità dell’opacimetro nella modalità di lettura dell’opacità secondo le
           raccomandazioni del costruttore. Introdurre nell’opacimetro tre filtri di densità neutra
           con trasmittanza nota conformi ai requisiti dell’allegato 4, appendice 4, punto 5.2.5, e
           registrare i valori. I filtri di densità neutra devono avere opacità nominali
           approssimativamente del 10 %, 20 % e 40 %.
           La linearità non deve differire di oltre il ± 2 per cento di opacità dal valore nominale del
           filtro di densità neutra. Eventuali deviazioni dalla linearità superiori a tale valore devono
           essere corrette prima di eseguire la prova.
    4.3.   Frequenza di taratura
           Tarare l’opacimetro secondo quanto indicato al punto 4.2.2 almeno ogni 3 mesi o tutte
           le volte che sul sistema vengono effettuate modifiche o riparazioni in grado di influire
           sulla taratura.
                                                 __________
 ---pagebreak--- L 375/154        IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                   27.12.2006
                                               ALLEGATO 4 – Appendice 6
                                    SISTEMI ANALITICI E DI CAMPIONAMENTO
   1.          DETERMINAZIONE DELLE EMISSIONI GASSOSE
   1.1.        Introduzione
               Il punto 1.2 e le figure 7 e 8 contengono la descrizione dettagliata dei sistemi di
               campionamento e analisi raccomandati. Poiché varie configurazioni possono fornire
               risultati equivalenti, non è richiesta una stretta conformità a queste figure. Componenti
               addizionali come strumenti, valvole, solenoidi, pompe e interruttori possono essere usati
               per ricavare informazioni aggiuntive e coordinare le funzioni dei sistemi componenti.
               Altri componenti che non sono necessari per mantenere l’accuratezza su alcuni sistemi
               possono essere esclusi se la loro esclusione è basata su criteri di buona valutazione
               ingegneristica.
          EP                HSL1
                   gas di             T1                            T2     gas di G1
               azzeramento                                HSL1
                                                                       azzeramento
          SP1                                                                                            sfiato
                                                                                            HC
                     V1                                                          V2
                   gas di      F1          F2     P                       gas di
                azzeramento           T1                              calibrazione R3
          SP1                                                                             R1 R2            sfiato
                     V1                                                                    aria carburante
                               F1         F2       P                                                   FL1
               2 sonde facoltative di campionamento
                    SL                                         HSL2
                     gas di G3
                                                   sfiato                                                         sfiato
         T5      azzeramento
                                                 FL5             T3         G2         V8
                                                                    gas di                                   FL4
                                      CO           sfiato        azzeramento
    B           V10         V4
                       gas di calibrazione                                              C                    NO
                        gas di azzeramento                              V3      V6          V7      V9
                                                 FL6               gas di calibrazione
                                      CO                                                                 T5       sfiato
     V12 V11                 V5          2                           R4                T4
                                                                                           B
                        gas di                      sfiato
              R5     calibrazione                                                                            FL2
                                                       FL3                                  V12 V11
   Figura 7 -    Schema di flusso del sistema di analisi dei gas di scarico grezzi per CO, CO2, NOx, HC
                 (solo ESC)
 ---pagebreak--- 27.12.2006               IT                                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                     L 375/155
    1.2.       Descrizione del sistema analitico
                       Viene descritto un sistema analitico per la determinazione delle emissioni gassose nel
                       gas di scarico grezzo (figura 7, solo ESC) o diluito (figura 8, ETC e ESC) basato
                       sull’uso di:
                       −     analizzatore HFID per la misura degli idrocarburi;
                       −     analizzatori NDIR per la misura del monossido di carbonio e del biossido di
                             carbonio;
                       −     analizzatore HCLD o equivalente per la misura degli ossidi di azoto.
                       Per il prelievo del campione dei vari componenti è possibile utilizzare una sola sonda di
                       campionamento oppure due sonde disposte in stretta vicinanza e suddivise internamente
                       verso i differenti analizzatori. Aver cura che in nessun punto del sistema di analisi si
                       verifichino condensazioni dei componenti dello scarico (comprendenti acqua e acido
                       solforico).
                        a PSS vedi figura 21             HSL1
                                                 T1                    HSL1
                                                                                   T2
                                                                                          gas di    G1
               PSP                                                                    azzeramento
                                  BK
                                                                                                                        sfiato
               SP2
                                                                                                            HC
                                                                                               V2
                                  V1
              stesso piano               F1           F2       P
              vedi fig. 21gas di azzeramento     T1                             gas di calibrazione
                                                                                                   R3
                                                                        HSL2
             SP3                                                                                                       sfiato
                                                                                                         R1    R2
       DT vedi fig. 20            V1
                                                                                                          aria
                                                                                                               carburante
                                         F1          F2         P                                                    FL1
                                 V14
                                                                   SL
           BG                                  BK
                             gas di     G3                      sfiato
                                                                                                                               sfiato
           T5             azzeramento
                                                                              T3          G2          V9
                                                              FL5
                                                                                  gas di
                                                 CO             sfiato
                                                                               azzeramento                                 FL4
    B                   V11          V4
                                gas di calibrazione
                                                                                                       C                   NO
                                gas di azzeramento                                     V3
                                                                                              V7            V8    V10
                                                              FL6                   gas di
                                                 CO                              calibrazione                                  sfiato
     V13   V12                                      2                                                 T4
                                       V5                                          R4
                                 gas di
                       R5    calibrazione                        sfiato
                                                                                                                           FL2
                                                                   FL3
    Figura 8           - Schema di flusso del sistema di analisi dei gas di scarico diluiti per CO, CO2, NOx,
                            HC (ETC, facoltativo per la prova ESC)
 ---pagebreak--- L 375/156   IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
   1.2.1. Componenti delle figure 7 e 8
          EP        Condotto di scarico
          SP1       Sonda di campionamento del gas di scarico (solo figura 7)
          Si raccomanda l’uso di una sonda diritta di acciaio inossidabile con l’estremità chiusa e
          a fori multipli. Il diametro interno non deve essere maggiore del diametro interno della
          linea di campionamento. Lo spessore di parete della sonda deve essere non superiore a 1
          mm. Prevedere almeno 3 fori in 3 differenti piani radiali, dimensionati in modo da
          campionare flussi approssimativamente uguali. La sonda deve coprire almeno l’80 per
          cento del diametro del tubo di scarico. Si possono usare una o due sonde di
          campionamento.
          SP2           Sonda di campionamento per HC nel gas di scarico diluito (solo figura 8)
          La sonda deve:
          − essere definita come primo tratto, lungo da 254 mm a 762 mm, della linea di
               campionamento riscaldata HSL1;
          − avere un diametro interno non inferiore a 5 mm;
          − essere installata nel tunnel di diluizione DT (cfr. punto 2.3, figura 20) in un punto in
               cui l’aria di diluizione e il gas di scarico sono ben miscelati (cioè circa 10 diametri
               del tunnel a valle del punto in cui il gas di scarico entra nel tunnel di diluizione);
          − essere sufficientemente distante (radialmente) da altre sonde e dalla parete del tunnel
               per non subire l’influenza di scie o elementi vorticosi;
          − essere riscaldata in modo da innalzare la temperatura della corrente gassosa a 463
               K ± 10 K (190°C ± 10°C) all’uscita della sonda.
          SP3           Sonda di campionamento per CO, CO2, NOx nel gas di scarico diluito (solo
                       figura 8)
          La sonda deve:
          − essere nello stesso piano di SP2;
          − essere sufficientemente distante (radialmente) da altre sonde e dalla parete del tunnel
               per non subire l’influenza di scie o elementi vorticosi;
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 375/157
           − essere isolata e riscaldata sulla sua intera lunghezza ad una temperatura non inferiore
               a 328 K (55°C) per impedire la condensazione dell’acqua.
           HSL1         Linea di campionamento riscaldata
           Attraverso la linea di campionamento il campione di gas prelevato da una singola sonda
           viene inviato al punto o ai punti di divisione e all’analizzatore di HC.
           La linea di campionamento deve:
           − avere un diametro interno non inferiore a 5 mm e non superiore a 13,5 mm;
           − essere di acciaio inossidabile o PTFE;
           − mantenere una temperatura di parete di 463 K ± 10 K (190°C ± 10°C) misurata su
               ciascuna sezione riscaldata separatamente controllata, se la temperatura del gas di
               scarico in corrispondenza della sonda di campionamento è uguale o minore di 463 K
               (190°C);
           − mantenere una temperatura di parete maggiore di 453 K (180°C), se la temperatura
               del gas di scarico in corrispondenza della sonda di campionamento è maggiore di 463
               K (190°C);
           − mantenere una temperatura del gas di 463 K ± 10 K (190°C ± 10°C) immediatamente
               a monte del filtro riscaldato F2 e dell’analizzatore HFID.
           HSL2         Linea di campionamento riscaldata per NOx
           La linea di campionamento deve:
           − mantenere una temperatura di parete tra 328 K e 473 K (55°C - 200°C) fino al
               convertitore C se si usa un bagno di raffreddamento B, o fino all’analizzatore se non
               si usa il bagno di raffreddamento B;
           − essere di acciaio inossidabile o PTFE.
           SL           Linea di campionamento per CO e CO2
           La linea deve essere realizzata in PTFE o acciaio inossidabile e può essere riscaldata o
           non riscaldata.
           BK           Sacchetto per il campionamento del fondo (facoltativo; solo figura 8)
           Per la misura delle concentrazioni di fondo.
 ---pagebreak--- L 375/158   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    27.12.2006
          BG           Sacchetto del campione (facoltativo; figura 8 solo per CO e CO2)
          Per la misura delle concentrazioni del campione.
          F1           Prefiltro riscaldato (facoltativo)
          La temperatura deve essere uguale a quella di HSL1.
          F2           Filtro riscaldato
          Il filtro deve estrarre eventuali particelle solide dal campione di gas prima
          dell’analizzatore. La temperatura deve essere uguale a quella di HSL1. Cambiare il filtro
          quando necessario.
          P            Pompa di campionamento riscaldata
          La pompa deve essere riscaldata alla temperatura di HSL1.
          HC           Rivelatore a ionizzazione di fiamma riscaldato (HFID) per la determinazione
                       degli idrocarburi
          La temperatura deve essere mantenuta tra 453 K e 473 K (180°C-200°C).
          CO, CO Analizzatori NDIR per la determinazione del monossido di carbonio e del
                     2
                       biossido di carbonio (facoltativi per la determinazione del rapporto di
                       diluizione per la misura del PT)
          NO           Analizzatore CLD o HCLD per la determinazione degli ossidi di azoto
          Se si utilizza un HCLD, mantenerlo ad una temperatura compresa fra 328 K e 473 K
          (55°C-200°C).
          C            Convertitore
          Usare un convertitore per la riduzione catalitica di NO2 a NO prima dell’analisi nel CLD
          o HCLD.
          B            Bagno di raffreddamento (facoltativo)
          Per raffreddare e condensare l’acqua del campione di gas di scarico. Il bagno deve
          essere mantenuto ad una temperatura compresa fra 273 K e 277 K (0°C-4°C) mediante
          ghiaccio o mediante refrigerazione. Il bagno di raffreddamento è facoltativo se il vapore
          acqueo non crea interferenze nell’analizzatore, secondo quanto indicato nell’allegato 4,
          appendice 5, punti 1.9.1 e 1.9.2. Se l’acqua viene rimossa mediante condensazione,
          sorvegliare la temperatura del gas campione o la temperatura di rugiada all’interno della
          trappola dell’acqua o a valle di essa. Il valore massimo consentito per la temperatura del
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           gas campione o la sua temperatura di rugiada è 280 K (7°C). Non è ammesso l’uso di
           essiccatori chimici per rimuovere l’acqua dal campione.
           T1, T2, T3         Sensore di temperatura
           Per il controllo della temperatura della corrente gassosa.
           T4         Sensore di temperatura
           Per il controllo della temperatura del convertitore NO2 - NO.
           T5         Sensore di temperatura
           Per il controllo della temperatura del bagno di raffreddamento.
           G1, G2, G3         Manometro
           Per la misura della pressione nelle linee di campionamento.
           R1, R2     Regolatore di pressione
           Per il controllo della pressione dell’aria e del carburante, rispettivamente, per l’HFID.
           R3, R4, R5         Regolatore di pressione
           Per il controllo della pressione nelle linee di campionamento e nel flusso diretto agli
           analizzatori.
           FL1, FL2, FL3 Flussimetro
           Per il controllo del flusso di bypass del campione.
           FL4-FL6 Flussimetro (facoltativo)
           Per il controllo della portata attraverso gli analizzatori.
           V1-V5      Valvola di selezione
           Per la selezione del flusso di gas campione, gas di calibrazione o gas di azzeramento
           agli analizzatori.
           V6, V7       Valvola a solenoide
           Per l’esclusione (bypass) del convertitore NO2-NO.
           V8           Valvola ad ago
 ---pagebreak--- L 375/160   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
          Per il bilanciamento del flusso attraverso il convertitore NO2-NO C e il bypass.
          V9, V10      Valvola ad ago
          Per la regolazione dei flussi agli analizzatori.
          V11, V12 Valvola a scatto (facoltativa)
          Per lo scarico della condensa dal bagno B.
   1.3.   Analisi degli NMHC (solo motori a GN)
   1.3.1. Metodo gascromatografico (GC, figura 9)
          Quando si usa il metodo GC, un piccolo volume misurato del campione viene iniettato
          in una colonna analitica in cui viene sottoposto al flusso di un gas di trasporto inerte. La
          colonna separa i vari componenti in base ai rispettivi punti di ebollizione in modo che
          eluiscano dalla colonna in momenti differenti. I componenti poi passano attraverso un
          rivelatore che produce un segnale elettrico che dipende dalla loro concentrazione.
          Poiché non si tratta di una tecnica di analisi in continuo, può essere utilizzata solo in
          combinazione con il metodo di campionamento a sacchetto descritto nell’allegato 4,
          appendice 4, punto 3.4.2.
          Per gli NMHC si usa un GC automatico con FID. Il gas di scarico deve essere
          campionato in un sacchetto di campionamento dal quale viene prelevata una parte che
          viene iniettata nel GC. Il campione viene separato in due parti (CH4/aria/CO e
          NMHC/CO2/H2O) sulla colonna Porapak. La colonna a setacci molecolari separa il CH4
          dall’aria e dal CO prima di inviarli al FID dove viene misurata la concentrazione. Un
          ciclo completo, dall’iniezione di un campione a quella di un secondo campione, può
          essere realizzato in 30 s. Per determinare gli NMHC, sottrarre la concentrazione di CH4
          alla concentrazione di HC totali (cfr. allegato 4, appendice 2, punto 4.3.1).
          La figura 9 mostra un GC tipico assemblato per la determinazione di routine del CH4.
          Si possono usare anche altri metodi GC purché tali metodi siano scelti sulla base di una
          buona valutazione ingegneristica.
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/161
           10               y    to x
            1                                F4       D                          F1
                                                        V2                   R1
            2               PC                                                       fuel inlet
            3                                                       HC
                                           V4
            4
            5                                     MSC
            6                                                               FC        air inlet
            7
                                                          SLP                    F3
            8                                                                R2              vent
            9
           10                       x      to y         Oven                  V6          FM1
                                                             P        V3
                                                  F5                         F2
                                        V7                                        R3
                  V1                                               V8
             sample      vent               span gas
           Figura 9     - Schema di flusso per l’analisi del metano (metodo GC)
           to y:              ay
           fuel inlet:        ingresso carburante
           air inlet:         ingresso aria
           vent:              sfiato
           to y:              ay
           oven               forno
           sample:            campione
           vent:              sfiato
           span gas:          gas di calibrazione
           Componenti della figura 9
           PC          Colonna Porapak
           Usare una colonna Porapak N, 180/300 µm (50/80 mesh), 610 mm lunghezza × 2,16
           mm DI e condizionarla per almeno 12 ore a 423 K (150°C) con gas di trasporto prima
           dell’uso iniziale.
           MSC         Colonna a setaccio molecolare
           Usare una colonna di tipo 13X, 250/350 µm (45/60 mesh), 1220 mm lunghezza × 2,16
           mm DI e condizionarla per almeno 12 ore a 423 K (150°C) con gas di trasporto prima
           dell’uso iniziale.
 ---pagebreak--- L 375/162   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    27.12.2006
          OV          Forno
          Per il mantenimento di colonne e valvole ad una temperatura stabile per il
          funzionamento dell’analizzatore, e per il condizionamento delle colonne a 423 K
          (150°C).
          SLP         Ansa di iniezione del campione
          Tubazione d’acciaio inossidabile di lunghezza sufficiente ad ottenere un volume di circa
          1 cm³.
          P           Pompa
          Per il trasferimento del campione al gascromatografo.
          D           Essiccatore
          Usare un essiccatore contenente setaccio molecolare per rimuovere l’acqua ed altri
          contaminanti che potrebbero essere presenti nel gas di trasporto.
          HC          Rivelatore a ionizzazione di fiamma (FID) per la misura della concentrazione
                      del metano.
          V1          Valvola di iniezione del campione
          Per l’iniezione del campione prelevato dal sacchetto di campionamento attraverso SL di
          figura 8. Deve essere di piccolo volume morto, a tenuta di gas e riscaldabile a 423 K
          (150°C).
          V3          Valvola di selezione
          Per la selezione del gas di calibrazione, campione o flusso nullo.
          V2, V4, V5, V6, V7, V8 Valvola ad ago
          Per la regolazione dei flussi nel sistema.
          R1, R2, R3          Regolatore di pressione
          Per il controllo dei flussi di carburante (= gas di trasporto), campione e aria
          rispettivamente.
          FC          Capillare di flusso
          Per il controllo della portata d’aria al FID.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/163
           G1, G2, G3          Manometro
           Per il controllo dei flussi di carburante (= gas di trasporto), campione, e aria
           rispettivamente.
           F1, F2, F3, F4, F5          Filtro
           Filtri di metallo sinterizzato utilizzati per impedire l’ingresso di polveri grossolane nella
           pompa o nello strumento.
           FL1           Flussimetro
           Per la misura della portata di bypass del campione.
    1.3.2. Metodo del dispositivo di eliminazione degli idrocarburi diversi dal metano (NMC,
           figura 10)
           Il dispositivo di eliminazione (cutter) ossida tutti gli idrocarburi escluso il CH4 a CO2 e
           H2O, in modo che facendo passare il campione attraverso l’NMC il FID riveli solo il
           CH4. Se si usa il campionamento a sacchetto, installare un sistema deviatore di flusso su
           SL (cfr. punto 1.2, figura 8) così da poter far passare il flusso attraverso il cutter oppure
           in parallelo ad esso secondo la parte superiore della figura 10. Per le misure di NMHC,
           osservare ambedue i valori (HC e CH4) sul FID e registrarli. Se si usa il metodo di
           integrazione, installare un NMC in linea con un secondo FID in parallelo al FID
           normale in HSL1 (cfr. punto 1.2, figura 8) secondo la parte inferiore della figura 10. Per
           la misurazione di NMHC, osservare i valori dei due FID (HC e CH4) e registrarli.
           Caratterizzare il cutter a 600 K (327°C) o temperatura superiore prima di controllare il
           suo effetto catalitico su CH4 e C2H6 a valori di H2O rappresentativi delle condizioni
           della corrente di scarico. Il punto di rugiada e il livello di O2 della corrente di scarico
           campionata devono essere noti. Registrare la risposta relativa del FID al CH4 (cfr.
           allegato 4, appendice 5, punto 1.8.2.).
 ---pagebreak--- L 375/164   IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea               27.12.2006
                azzeramento
               calibrazione                  V4
                                                                                      sfiato
                                                 NMC
                                V1  V2                             V3
                campione                                                         HC
               SL (cfr. figura 8)
                              Metodo di campionamento a sacchetto
                azzeramento
                                                                            HC
                                                                               sfiato
                calibrazione
                                                                                 sfiato
                                                  NMC
                                V1   V2
                campione                                                     HC
               HSL1 (cfr. figura 8)
                                     Metodo di integrazione
          Figura 10 - Schema di flusso per l’analisi del metano con il dispositivo di
                               eliminazione degli idrocarburi diversi dal metano (NMC)
          Componenti della figura 10
          NMC             Cutter idrocarburi diversi dal metano
          Per l’ossidazione di tutti gli idrocarburi tranne il metano.
          HC              Rivelatore a ionizzazione di fiamma riscaldato (HFID)
          Per la misura delle concentrazioni di HC e CH4. La temperatura deve essere mantenuta
          tra 453 K e 473 K (180°C-200°C).
          V1              Valvola di selezione
          Per la selezione del campione, gas di azzeramento o gas di calibrazione. V1 è identica a
          V2 della figura 8.
          V2, V3          Valvola a solenoide
          Per il bypass dell’NMC.
          V4              Valvola ad ago
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/165
           Per il bilanciamento del flusso attraverso l’NMC e il bypass.
           R1         Regolatore di pressione
           Per il controllo della pressione nella linea di campionamento e del flusso verso HFID.
           R1 è identico a R3 della figura 8.
           FL1         Flussimetro
           Per la misura della portata di bypass del campione. FL1 è identico a FL1 della figura 8.
    2.     DILUIZIONE DEL GAS DI SCARICO E DETERMINAZIONE DEL PARTICOLATO
    2.1.   Introduzione
           I punti 2.2, 2.3 e 2.4 e le figure da 11 a 22 contengono la descrizione dettagliata dei
           sistemi di diluizione e campionamento raccomandati. Poiché varie configurazioni
           possono fornire risultati equivalenti, non è richiesta una stretta conformità a queste
           figure. Componenti addizionali come strumenti, valvole, solenoidi, pompe ed
           interruttori possono essere usati per ricavare informazioni aggiuntive e coordinare le
           funzioni dei sistemi componenti. Altri componenti che non sono necessari per
           mantenere l’accuratezza su alcuni sistemi possono essere esclusi se la loro esclusione è
           basata su criteri di buona valutazione ingegneristica
    2.2.   Sistema di diluizione a flusso parziale
           Nelle figure da 11 a 19 è descritto un sistema di diluizione basato sulla diluizione di una
           parte della corrente di gas di scarico. La divisione della corrente di gas di scarico e il
           successivo processo di diluizione possono essere effettuati mediante sistemi di
           diluizione di vario tipo. Per la successiva raccolta del particolato, si può trasferire al
           sistema di campionamento del particolato tutto il gas di scarico diluito o solo una
           frazione dello stesso (punto 2.4, figura 21). Il primo metodo è detto metodo di
           campionamento totale, il secondo metodo di campionamento frazionario.
           Il calcolo del rapporto di diluizione dipende dal tipo di sistema usato. Sono
           raccomandati i tipi seguenti.
           Sistemi isocinetici (figure 11, 12)
           Con questi sistemi, il flusso che entra nel condotto di trasferimento deve corrispondere,
           per quanto riguarda la velocità e/o la pressione del gas, con il flusso principale di gas di
           scarico e pertanto è necessario che il gas di scarico abbia un flusso uniforme e non
           disturbato in corrispondenza della sonda di campionamento. Normalmente questo si
           ottiene utilizzando un risonatore e un condotto di avvicinamento rettilineo a monte del
           punto di campionamento. Il rapporto di divisione viene poi calcolato in base a valori
           facilmente misurabili, come i diametri dei tubi. Si noti che le condizioni isocinetiche
 ---pagebreak--- L 375/166   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
          vengono usate solo per far concordare le condizioni di flusso, ma non la distribuzione
          granulometrica. Tipicamente questa ultima condizione non è necessaria perché il
          particolato è sufficientemente piccolo da seguire i filetti fluidi.
          Sistemi a controllo di flusso con misura della concentrazione (figure 13-17)
          Con questi sistemi, si preleva un campione dalla massa della corrente di gas di scarico
          regolando il flusso dell’aria di diluizione e il flusso totale del gas di scarico diluito. Il
          rapporto di diluizione viene determinato in base alle concentrazioni di gas traccianti,
          come CO2 o NOx, presenti naturalmente nel gas di scarico del motore. Le concentrazioni
          nel gas di scarico diluito e nell’aria di diluizione sono misurate, mentre la
          concentrazione nel gas di scarico grezzo può essere misurata direttamente o determinata
          in base al flusso di carburante e all’equazione del bilancio del carbonio, se è nota la
          composizione del carburante. I sistemi possono essere controllati in base al rapporto di
          diluizione calcolato (figure 13, 14) oppure in base al flusso entrante nel condotto di
          trasferimento (figure 12, 13, 14).
          Sistemi a controllo di flusso con misura di portata (figure 18, 19)
          Con questi sistemi, si preleva un campione dalla massa della corrente di gas di scarico
          fissando la portata dell’aria di diluizione e la portata totale del gas di scarico diluito. Il
          rapporto di diluizione viene determinato in base alla differenza delle due portate. È
          necessaria una taratura accurata dei flussimetri uno rispetto all’altro perché la grandezza
          relativa delle due portate può essere causa di errori significativi a rapporti di diluizione
          elevati (15 o più). Il controllo della portata è molto semplice se si mantiene costante la
          portata del gas di scarico diluito e si varia secondo necessità la portata dell’aria di
          diluizione.
          Quando si usano sistemi di diluizione a flusso parziale, occorre fare attenzione al fine di
          evitare potenziali problemi di perdita di particolato nel condotto di trasferimento e di
          assicurare che venga prelevato un campione rappresentativo dallo scarico del motore;
          occorre inoltre porre cura nella determinazione del rapporto di divisione. Nei sistemi
          descritti questi punti critici sono attentamente considerati.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                               L 375/167
                   DAF       PB      FM1                         l > 10*d                       SB
                                                                                 PSP
                                                                         d
            aria                                                                                   sfiato
                                                                    DT         PTT
                                                    TT                           al sistema di
                                                                vedi figura 21 campionamento
                                                                                del particolato
                           ISP
                                                 DPT
                             EP                delta p
                                                                       FC1
                             gas di scarico
           Figura 11      - Sistema di diluizione a flusso parziale con sonda isocinetica e
                              campionamento frazionario (controllo tramite SB)
           Il gas di scarico grezzo viene prelevato con la sonda di campionamento isocinetico ISP e
           trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione DT facendolo passare
           attraverso il condotto di trasferimento TT. La pressione differenziale del gas di scarico
           tra il condotto di scarico e l’ingresso della sonda viene misurata con il trasduttore di
           pressione DPT. Questo segnale viene trasmesso al controllore di flusso FC1 che
           controlla l’aspiratore dinamico SB in modo da mantenere una pressione differenziale
           pari a zero all’estremità della sonda. In queste condizioni, le velocità del gas di scarico
           in EP e ISP sono uguali e la portata attraverso ISP e TT è una frazione costante della
           portata di gas di scarico. Il rapporto di divisione è determinato in base alle aree delle
           sezioni ortogonali di EP e ISP. La portata dell’aria di diluizione viene misurata con il
           dispositivo di misurazione della portata FM1. Il rapporto di diluizione è calcolato in
           base alla portata dell’aria di diluizione e al rapporto di divisione.
 ---pagebreak--- L 375/168   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                              27.12.2006
                  DAF          FM1                             l > 10*d                      SB
                                                                                                sfiato
                                                                              PSP
                                                                      d
           aria
                                TT                                DT         PTT
                                                              vedi figura 21     al sistema di
                                                                               campionamento
                                                                                del particolato
                 ISP                            PB
                   EP
                                     DPT                 FC1
                        gas di
                       scarico
                                    delta p
          Figura 12      - Sistema di diluizione a flusso parziale con sonda isocinetica e
                            campionamento frazionario (controllo tramite PB)
          Il gas di scarico grezzo viene prelevato con la sonda di campionamento isocinetico ISP e
          trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione DT attraverso il condotto di
          trasferimento TT. La pressione differenziale del gas di scarico tra il condotto di scarico e
          l’ingresso della sonda viene misurata con il trasduttore di pressione DPT. Questo
          segnale viene trasmesso al controllore di flusso FC1 che controlla il compressore
          dinamico PB per mantenere una pressione differenziale pari a zero all’estremità della
          sonda. A questo scopo si preleva una piccola frazione dell’aria di diluizione, la cui
          portata è già stata misurata con il dispositivo di misurazione della portata FM1, e la si
          invia a TT mediante un orifizio pneumatico. In queste condizioni, le velocità del gas di
          scarico in EP e ISP sono uguali e la portata attraverso ISP e TT è una frazione costante
          della portata di gas di scarico. Il rapporto di divisione è determinato in base alle aree
          delle sezioni ortogonali di EP e ISP. L’aria di diluizione viene aspirata attraverso DT
          mediante l’aspiratore dinamico SB, e la portata viene misurata con FM1 all’ingresso di
          DT. Il rapporto di diluizione viene calcolato in base alla portata dell’aria di diluizione e
          al rapporto di divisione.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 375/169
                       FC2             EGA                                  EGA
                           facoltativo
                  DAF         a PB o SB                     l > 10*d                          SB
                                                                      d
                                                                             PSP                 sfiato
            aria
                           PB                                    DT           PTT
                                                 TT          cfr. figura 21     al sistema di
                                                                               campionamento
                 EGA                                                            del particolato
                                          SP
                           EP
                           gas di scarico
           Figura 13      - Sistema di diluizione a flusso parziale con misura della concentrazione
                              di CO2 o NOx e campionamento frazionario
           Il gas di scarico grezzo viene trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione
           DT facendolo passare attraverso la sonda di campionamento SP e il condotto di
           trasferimento TT. Le concentrazioni di un gas tracciante (CO2 o NOx) vengono misurate
           nel gas di scarico grezzo, in quello diluito e nell’aria di diluizione con l’analizzatore o
           gli analizzatori dei gas di scarico EGA. Questi segnali vengono trasmessi al controllore
           di flusso FC2 che controlla il compressore dinamico PB o l’aspiratore dinamico SB per
           mantenere la desiderata divisione dello scarico e il rapporto di diluizione in DT. Il
           rapporto di diluizione viene calcolato in base alle concentrazioni del gas tracciante nel
           gas di scarico grezzo, nel gas di scarico diluito e nell’aria di diluizione.
 ---pagebreak--- L 375/170   IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
                       FC2             EGA                                      EGA
                 DAF   facoltativo a P
                                                                                    PTT
                                                                       d
            aria
                           PB                                     DT
                                                                                PSS
                                                  TT
               CARBURANTE                                                                      FH
                   G
                                           SP              facoltativo da FC2
                                                                                              P
                           EP
                                                                               dettagli cfr. figura 21
                           gas di scarico
          Figura 14       - Sistema di diluizione a flusso parziale con misura della concentrazione
                              di CO2, bilancio del carbonio e campionamento totale
          Il gas di scarico grezzo viene trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione
          DT facendolo passare attraverso la sonda di campionamento SP e il condotto di
          trasferimento TT. Le concentrazioni di CO2 vengono misurate nel gas di scarico diluito
          e nell’aria di diluizione con l’analizzatore o gli analizzatori dei gas di scarico EGA. I
          segnali di CO2 e di portata di carburante GFUEL vengono trasmessi al controllore di
          flusso FC2, o al controllore di flusso FC3 del sistema di campionamento del particolato
          (cfr. figura 21). FC2 controlla il compressore dinamico PB, mentre FC3 controlla la
          pompa del particolato P (cfr. figura 21), aggiustando in questo modo i flussi in ingresso
          e in uscita dal sistema in modo da mantenere la desiderata divisione dello scarico e il
          rapporto di diluizione in DT. Il rapporto di diluizione viene calcolato in base alle
          concentrazioni di CO2 e a GFUEL assumendo come valido il bilancio del carbonio.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/171
                                 EGA                                         EGA
                      DAF           PB                            l > 10*d
                                                            VN           d PSP
               aria                                                                          sfiato
                                                                     DT       PTT
                                                    TT
                                                             cfr. figura 21  al sistema di
                                                                            campionamento
                                                                             del particolato
                                           SP
                            EP                      EGA
                             gas di scarico
           Figura 15      - Sistema di diluizione a flusso parziale con tubo di Venturi singolo,
                             misura della concentrazione e campionamento frazionario
           Il gas di scarico grezzo viene trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione
           DT facendolo passare attraverso la sonda di campionamento SP e il condotto di
           trasferimento TT grazie alla pressione negativa creata dal tubo di Venturi VN in DT. La
           portata del gas attraverso TT dipende dallo scambio di quantità di moto nella zona del
           tubo di Venturi ed è pertanto influenzata dalla temperatura assoluta del gas all’uscita di
           TT. Di conseguenza, la divisione dello scarico per una data portata nel tunnel non è
           costante e il rapporto di diluizione a basso carico è leggermente inferiore a quello a
           carico elevato. Le concentrazioni del gas tracciante (CO2 o NOx) vengono misurate nel
           gas di scarico grezzo, nel gas di scarico diluito e nell’aria di diluizione con
           l’analizzatore o gli analizzatori del gas di scarico EGA, e il rapporto di diluizione viene
           calcolato in base ai valori così misurati.
 ---pagebreak--- L 375/172   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            27.12.2006
                                       EGA                                       EGA
                  DAF              PCV2                         l > 10*d                     HE
                                                                         d
            aria                                                             PSP
                            PB                                        DT      PTT
                        PCV1                        TT        cfr. figura 21   al sistema di
                                                                             campionamento
                                                                                    del      SB
                                                                                particolato
                 EP
                                                                                                sfiato
                       FD1
                              FD2
                                         EGA
                    gas di scarico
          Figura 16      - Sistema di diluizione a flusso parziale con tubi Venturi gemelli od
                             orifizi gemelli, misura della concentrazione e campionamento
                             frazionario
          Il gas di scarico grezzo viene trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione
          DT facendolo passare attraverso la sonda di campionamento SP e il condotto di
          trasferimento TT mediante un divisore di flusso che contiene una serie di orifizi o tubi
          di Venturi. Il primo (FD1) è situato in EP, il secondo (FD2) in TT. Sono inoltre
          necessarie due valvole di controllo della pressione (PCV1 e PCV2) per mantenere una
          divisione costante dello scarico mediante il controllo della contropressione in EP e della
          pressione in DT. PCV1 è situata a valle di SP in EP, PCV2 è situata tra il compressore
          dinamico PB e DT. Le concentrazioni del gas tracciante (CO2 o NOx) vengono misurate
          nel gas di scarico grezzo, nel gas di scarico diluito e nell’aria di diluizione con
          l’analizzatore o gli analizzatori dei gas di scarico EGA. Queste concentrazioni sono
          necessarie per controllare la divisione dello scarico e possono essere utilizzate per
          regolare PCV1 e PCV2 ai fini di un controllo preciso della divisione. Il rapporto di
          diluizione è calcolato in base alle concentrazioni del gas tracciante.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             L 375/173
                                       EGA                                       EGA
                          DAF                                       l > 10*d                   HE
                aria                                                       d
                                                                 DT            PSP
                                                                               PTT
                                                                cfr. figura 21                      SB
                      iniezione di aria fresca                                   al sistema di
                                                                                campionamento
                                                                                   del particolato
                  EGA                          TT
                                                                         FC1
                                                               DPT                     DAF         sfiato
                       FD3
                                                                                    aria
                                                              DC
                EP
           Figura 17       - Sistema di diluizione a flusso parziale con divisione a tubi multipli,
                              misura della concentrazione e campionamento frazionario
           Il gas di scarico grezzo viene trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione
           DT facendolo passare attraverso il condotto di trasferimento TT mediante il divisore di
           flusso FD3 che è costituito da un certo numero di tubi delle stesse dimensioni (diametro,
           lunghezza e raggio di curvatura uguali) installati in EP. Il gas di scarico che passa
           attraverso uno di questi tubi viene inviato a DT, e il gas di scarico che passa attraverso il
           resto dei tubi viene fatto passare attraverso la camera di attenuazione DC. Quindi la
           divisione dello scarico è determinata dal numero totale di tubi. Un controllo costante
           della divisione richiede tra DC e l’uscita di TT una pressione differenziale pari a zero,
           che viene misurata con il trasduttore di pressione differenziale DPT. Si ottiene una
           pressione differenziale pari a zero iniettando aria fresca in DT all’uscita di TT. Le
           concentrazioni del gas tracciante (CO2 o NOx) vengono misurate nel gas di scarico
           grezzo, nel gas di scarico diluito e nell’aria di diluizione con l’analizzatore o gli
           analizzatori dei gas di scarico EGA. Queste concentrazioni sono necessarie per
           controllare la divisione dello scarico e possono essere utilizzate per controllare la
           portata dell’aria di iniezione ai fini di un controllo preciso della divisione. Il rapporto di
           diluizione è calcolato in base alle concentrazioni del gas tracciante.
 ---pagebreak--- L 375/174   IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
                           FC2
                   DAF         facoltativo a P (PSS)
                                                                        d               PTT
                                    FM1                             DT        PSS
                                                     TT                                    FH
                GEXH
                                                                                 P
                   o                         SP
                  GAIR                                                                  sfiato
                   o
                 GFUEL
                                           EP                                dettagli cfr. figura 21
                            gas di scarico
          Figura 18      - Sistema di diluizione a flusso parziale con controllo di flusso e
                            campionamento totale
          Il gas di scarico grezzo viene trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione
          DT facendolo passare attraverso la sonda di campionamento SP e il condotto di
          trasferimento TT. La portata totale attraverso il tunnel viene regolata con il controllore
          di flusso FC3 e la pompa di campionamento P del sistema di campionamento del
          particolato (cfr. figura 18). La portata dell’aria di diluizione viene controllata mediante
          il controllore di flusso FC2, che può utilizzare GEXHW, GAIRW, o GFUEL come segnale di
          comando, per ottenere la desiderata divisione dello scarico. La portata del campione in
          DT è la differenza tra la portata totale e la portata dell’aria di diluizione. La portata
          dell’aria di diluizione viene misurata con il dispositivo di misurazione della portata
          FM1, la portata totale con il dispositivo di misurazione della portata FM3 del sistema di
          campionamento del particolato (cfr. figura 21). Il rapporto di diluizione viene calcolato
          in base a queste due portate.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/175
                            FC2
                           a PB o SB
                  DAF                                            l > 10*d                  SB
                                                            DT        d PSP
            aria
                            PB     FM1
                                                                         PTT
                                                  TT     cfr. figura 21    al sistema di FM2
                                                                         campionamento
                 GEXH                                                     del particolato
                   o                                                       cfr. figura 21
                  GAIR
                                         SP
                   o                    EP
                 GFUEL
                                                                                            sfiato
                            gas di scarico
           Figura 19      - Sistema di diluizione a flusso parziale con controllo del flusso e
                             campionamento frazionario
           Il gas di scarico grezzo viene trasferito dal condotto di scarico EP al tunnel di diluizione
           DT facendolo passare attraverso la sonda di campionamento SP e il condotto di
           trasferimento TT. La divisione dello scarico e la portata entrante in DT vengono
           controllate mediante il controllore di flusso FC2 che regola di conseguenza le portate (o
           velocità) del compressore dinamico PB e dell’aspiratore dinamico SB. Ciò è possibile
           perché il campione prelevato con il sistema di campionamento del particolato viene
           inviato nuovamente in DT. Come segnali di comando per FC2 si possono utilizzare
           GEXHW, GAIRW, o GFUEL. La portata dell’aria di diluizione viene misurata con il
           dispositivo di misurazione della portata FM1, la portata totale con il dispositivo di
           misurazione della portata FM2. Il rapporto di diluizione viene calcolato in base a queste
           due portate.
 ---pagebreak--- L 375/176   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
   2.2.1. Componenti delle figure da 11 a 19
          EP          Condotto di scarico
          Il condotto di scarico può essere isolato. Allo scopo di ridurre l’inerzia termica del
          condotto di scarico, si raccomanda un rapporto spessore/diametro pari o inferiore a
          0,015. L’uso di sezioni flessibili deve essere limitato ad un rapporto lunghezza/diametro
          pari o inferiore a 12. Minimizzare le curve per ridurre la deposizione per inerzia. Se il
          sistema include un silenziatore del banco di prova, anche il silenziatore può essere
          isolato.
          Per un sistema isocinetico, il condotto di scarico non deve avere gomiti, curve né
          cambiamenti bruschi di diametro per almeno sei diametri del condotto a monte e tre
          diametri del condotto a valle dell’estremità della sonda. La velocità del gas nella zona di
          campionamento deve essere maggiore di 10 m/s, salvo al minimo. Le oscillazioni di
          pressione del gas di scarico non devono superare in media i ± 500 Pa. Qualsiasi misura
          attuata per ridurre le oscillazioni di pressione a parte l’utilizzo di un sistema di scarico
          del tipo a telaio (comprendente il silenziatore e il dispositivo di post-trattamento) non
          deve modificare le prestazioni del motore né provocare la deposizione di particolato.
          Per sistemi senza sonda isocinetica, si raccomanda un condotto rettilineo di lunghezza
          pari a 6 diametri del condotto a monte e 3 diametri del condotto a valle dell’estremità
          della sonda.
          SP          Sonda di campionamento (figure 10, 14, 15, 16, 18, 19)
          Il diametro interno minimo è di 4 mm. Il rapporto minimo tra il diametro del condotto di
          scarico e quello della sonda è 4. La sonda deve essere un condotto aperto rivolto verso
          monte sull’asse del condotto di scarico, oppure una sonda a fori multipli come descritto
          sotto SP1 nel punto 1.2.1, figura 5.
          ISP         Sonda di campionamento isocinetico (figure 11, 12)
          La sonda di campionamento isocinetico deve essere installata rivolta verso monte
          sull’asse del condotto di scarico dove sono rispettate le condizioni di flusso indicate nel
          punto EP e progettata in modo da assicurare un campione proporzionale del gas di
          scarico grezzo. Il diametro interno minimo è di 12 mm.
          È necessario un sistema di controllo per realizzare la divisione isocinetica dello scarico
          mantenendo una pressione differenziale pari a zero tra EP e ISP. In queste condizioni, la
          velocità dei gas di scarico in EP e quella in ISP sono identiche e la portata massica
          attraverso ISP è una frazione costante della portata del gas di scarico. L’ISP deve essere
          collegata ad un trasduttore di pressione differenziale DPT. Per ottenere una pressione
          differenziale pari a zero tra EP e ISP, si agisce sul controllore di flusso FC1.
          FD1, FD2       Divisore di flusso (figura 16)
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/177
           Nel condotto di scarico EP e nel condotto di trasferimento TT, rispettivamente, è
           installata una serie di tubi di Venturi o di orifizi attraverso cui si ottiene un campione
           proporzionale del gas di scarico grezzo. Per la divisione proporzionale mediante il
           controllo delle pressioni in EP e DT è necessario un sistema di controllo costituito da
           due valvole di controllo della pressione PCV1 e PCV2.
           FD3         Divisore di flusso (figura 17)
           Nel condotto di scarico EP è installata una serie di tubi (unità a tubi multipli) attraverso
           cui si ottiene un campione proporzionale del gas di scarico grezzo. Uno dei tubi
           alimenta il gas di scarico al tunnel di diluizione DT, mentre gli altri trasferiscono il gas
           di scarico in una camera di attenuazione DC. I tubi devono avere le stesse dimensioni
           (diametro, lunghezza e raggio di curvatura uguali) in modo che la divisione dello scarico
           dipenda dal numero totale di tubi. Un sistema di controllo provvede alla divisione
           proporzionale mantenendo una pressione differenziale pari a zero tra l’uscita dell’unità a
           tubi multipli in DC e l’uscita di TT. In queste condizioni, la velocità dei gas di scarico in
           EP e quella in FD3 sono proporzionali e il flusso in TT è una frazione costante del
           flusso di gas di scarico. I due punti devono essere collegati ad un trasduttore di
           pressione differenziale DPT. Il controllo necessario per assicurare una pressione
           differenziale pari a zero è assicurato dal controllore di flusso FC1.
           EGA         Analizzatore dei gas di scarico (figure 13, 14, 15, 16, 17)
           Si possono utilizzare analizzatori di CO2 o NOx (con il metodo del bilancio del carbonio
           solo CO2). Gli analizzatori devono essere tarati come gli analizzatori per la misura delle
           emissioni gassose. Si possono usare uno o più analizzatori per determinare le differenze
           di concentrazione. L’accuratezza dei sistemi di misurazione deve essere tale che
           l’accuratezza di GEDFW,i sia compresa entro ± 4 per cento.
           TT          Condotto di trasferimento (figure da 11 a 19)
           Il condotto di trasferimento deve:
           −    essere il più breve possibile e comunque non più lungo di 5 m;
           −    avere un diametro uguale o maggiore della sonda, ma non superiore a 25 mm;
           −    uscire sull’asse del tunnel di diluizione ed essere rivolto verso valle.
           Se la lunghezza del tubo è di 1 metro o inferiore, il condotto deve essere isolato con
           materiale avente una conducibilità termica non superiore a 0,05 W/m*K; lo spessore
           radiale dell’isolamento deve essere pari al diametro della sonda. Se il condotto è più
           lungo di 1 metro, deve essere isolato e riscaldato ad una temperatura minima di parete di
           523 K (250 °C).
 ---pagebreak--- L 375/178   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
          DPT         Trasduttore di pressione differenziale (figure 11, 12, 17)
          Il trasduttore di pressione differenziale deve coprire un campo di ± 500 Pa o minore.
          FC1         Controllore di flusso (figure 11, 12, 17)
          Per i sistemi isocinetici (figure 11, 12), è necessario impiegare un controllore di flusso
          per mantenere una pressione differenziale pari a zero tra EP e ISP. La regolazione può
          essere effettuata:
          a)     controllando la velocità o la portata nell’aspiratore dinamico SB e mantenendo
                 costante la velocità o la portata nel compressore dinamico PB durante ciascuna
                 modalità (figura 11), oppure
          b)     regolando l’aspiratore dinamico SB su una portata massica costante del gas di
                 scarico diluito e controllando la portata nel compressore dinamico PB, e quindi il
                 flusso del campione di gas di scarico in una regione all’estremità del condotto di
                 trasferimento TT (figura 12).
          Nel caso di un sistema a controllo di pressione, l’errore residuo nell’anello di
          regolazione non deve superare i ± 3 Pa. Le oscillazioni di pressione nel tunnel di
          diluizione non devono essere in media superiori a ± 250 Pa.
          Per un sistema a tubi multipli (figura 17), è necessario un controllore di flusso per
          realizzare la divisione proporzionale dello scarico allo scopo di mantenere una pressione
          differenziale pari a zero tra l’uscita dell’unità a tubi multipli e l’uscita di TT.
          L’aggiustamento viene effettuato controllando la portata nell’aria di iniezione in DT
          all’uscita di TT.
          PCV1, PCV2          Valvola di controllo della pressione (figura 16)
          Occorrono due valvole di controllo della pressione per il sistema a tubi di Venturi
          gemelli od orifizi gemelli per la divisione proporzionale del flusso mediante controllo
          della contropressione di EP e della pressione in DT. Le valvole devono essere poste a
          valle di SP in EP e tra PB e DT.
          DC           Camera di attenuazione (figura 17)
          Installare una camera di attenuazione all’uscita dell’unità a tubi multipli per
          minimizzare le oscillazioni di pressione nel condotto di scarico EP.
          VN           Tubo di Venturi (figura 15)
          Nel tunnel di diluizione DT è installato un tubo di Venturi per creare una pressione
          negativa nella regione all’uscita del condotto di trasferimento TT. La portata di gas
          attraverso TT è determinata dallo scambio di quantità di moto nella zona del tubo di
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           Venturi ed è fondamentalmente proporzionale alla portata del compressore dinamico PB
           che determina un rapporto di diluizione costante. Poiché lo scambio di quantità di moto
           è influenzato dalla temperatura all’uscita di TT e dalla differenza di pressione tra EP e
           DT, l’effettivo rapporto di diluizione è leggermente inferiore a basso carico che a carico
           elevato.
           FC2         Controllore di flusso (figure 13, 14, 18, 19, facoltativo)
           Per controllare il flusso del compressore dinamico PB e/o dell’aspiratore dinamico SB si
           può usare un controllore di flusso. Esso può essere collegato al segnale di portata
           relativo allo scarico, all’aria di aspirazione o al carburante e/o al segnale differenziale di
           CO2 o NOx.
           Quando si alimenta con aria pressurizzata (figura 18), FC2 controlla direttamente il
           flusso d’aria.
           FM1         Dispositivo di misurazione della portata (figure 11, 12, 18, 19)
           Contatore di gas o altro strumento per la misurazione della portata dell’aria di
           diluizione. FM1 è facoltativo se il compressore dinamico PB è tarato per misurare la
           portata.
           FM2         Dispositivo di misurazione della portata (figura 19)
           Contatore di gas o altro strumento per la misurazione della portata del gas di scarico
           diluito. FM2 è facoltativo se l’aspiratore dinamico PB è tarato per misurare la portata.
           PB         Compressore dinamico (figure 11, 12, 13, 14, 15, 16, 19)
           Per il controllo della portata d’aria di diluizione, PB può essere collegato ai controllori
           di flusso FC1 o FC2. PB non è necessario se si usa una valvola a farfalla. Se è tarato, PB
           può essere usato per misurare la portata dell’aria di diluizione.
           SB           Aspiratore dinamico (figure 11, 12, 13, 16, 17, 19)
           Solo per sistemi di campionamento frazionario. Se è tarato, SB può essere usato per
           misurare la portata del gas di scarico diluito.
           DAF         Filtro dell’aria di diluizione (figure da 11 a 19)
           Si raccomanda di filtrare l’aria di diluizione e di depurarla su carbone vegetale per
           eliminare gli idrocarburi di fondo. Su richiesta dei costruttori dei motori, l’aria di
           diluizione deve essere prelevata seguendo principi di buona pratica ingegneristica per
           determinare i livelli di fondo del particolato, che possono poi essere sottratti ai valori
           misurati nel gas di scarico diluito.
           DT           Tunnel di diluizione (figure da 11 a 19)
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          Il tunnel di diluizione:
          –    deve essere di lunghezza sufficiente a provocare una miscelazione completa dello
               scarico e dell’aria di diluizione in condizioni di flusso turbolento;
          –    deve essere costruito in acciaio inossidabile con:
                  un rapporto tra spessore e diametro non superiore a 0,025 per tunnel con
                   diametro interno maggiore di 75 mm;
                  uno spessore nominale non inferiore a 1,5 mm per tunnel con diametro interno
                   uguale o minore di 75 mm;
          –    deve avere un diametro di almeno 75 mm per il tipo a campionamento frazionario;
          –    dovrebbe avere un diametro di almeno 25 mm per il tipo a campionamento totale;
          –    può essere riscaldato ad una temperatura di parete non superiore a 325 K (52°C)
               mediante riscaldamento diretto o mediante preriscaldamento dell’aria di diluizione,
               purché la temperatura dell’aria non superi i 325 K (52°C) prima dell’introduzione
               dello scarico nel tunnel di diluizione;
          –    può essere isolato.
          Il gas di scarico del motore deve essere accuratamente miscelato con l’aria di diluizione.
          Per i sistemi a campionamento frazionario, la qualità della miscelazione deve essere
          controllata dopo l’immissione in circolazione mediante un profilo di CO2 del tunnel con
          il motore in funzione (almeno quattro punti di misura equidistanti). Se necessario, è
          ammesso l’uso di un orifizio di miscelazione.
          Nota:       se la temperatura ambiente in prossimità del tunnel di diluizione (DT) è
                      inferiore a 293 K (20°C), occorrono precauzioni per evitare perdite di
                      particolato sulle pareti fredde del tunnel. Pertanto, si raccomanda di riscaldare
                      e/o isolare il tunnel entro i limiti indicati.
          Ad elevati carichi del motore, il tunnel può essere raffreddato mediante mezzi non
          aggressivi, come una ventola di circolazione, sempreché la temperatura del fluido di
          raffreddamento non sia inferiore a 293 K (20°C).
          HE            Scambiatore di calore (figure 16, 17)
          Lo scambiatore di calore deve avere una capacità sufficiente per mantenere la
          temperatura all’ingresso dell’aspiratore dinamico SB entro un intervallo di ± 11 K dalla
          temperatura di funzionamento media osservata durante la prova.
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    2.3.   Sistema di diluizione a flusso totale
           In figura 20 è descritto un sistema di diluizione basato sulla diluizione dello scarico
           totale secondo il concetto di CVS (campionamento a volume costante). Con questo tipo
           di sistema si misura il volume totale della miscela di gas di scarico e aria di diluizione.
           Si può utilizzare un sistema PDP o un sistema CFV.
           Per la successiva raccolta del particolato, trasferire un campione del gas di scarico
           diluito al sistema di campionamento del particolato (punto 2.4, figure 21 e 22). Se
           l’operazione viene effettuata direttamente, si parla di diluizione singola. Se il campione
           viene diluito ancora una volta nel tunnel di diluizione secondaria, si parla di doppia
           diluizione, utile quando non è possibile rispettare il requisito di temperatura sulla faccia
           del filtro con la diluizione singola. Benché si tratti in parte di un sistema di diluizione, il
           sistema di doppia diluizione è descritto come modifica di un sistema di campionamento
           del particolato nel punto 2.4, figura 22, perché i suoi elementi sono per la maggior parte
           comuni a quelli di un tipico sistema di campionamento del particolato.
                                al filtro di misura del fondo
                   DAF                                                      HE facoltativo
            aria                                   PSP
                gas di scarico                         PTT
                                      EP cfr. figura 21                   facoltativo
                               al sistema di campionamento del PDP
                               particolato o a DDS cfr. figura 22
                                                                                           CFV
                                                           FC3
                                                se si usa EFC
                                                                               sfiato          sfiato
                                                            FC3
           Figura 20      - Sistema di diluizione a flusso totale
           Tutto il gas di scarico grezzo viene miscelato nel tunnel di diluizione DT con l’aria di
           diluizione. La portata del gas di scarico diluito viene misurata con una pompa
           volumetrica PDP o con un tubo di Venturi a flusso critico CFV. Per il campionamento
           proporzionale del particolato e per la determinazione del flusso si può usare uno
           scambiatore di calore HE o la compensazione elettronica della portata EFC. Poiché la
           determinazione della massa di particolato è basata sul flusso di gas di scarico diluito
           totale, non è necessario calcolare il rapporto di diluizione.
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   2.3.1. Componenti della figura 20
          EP         Condotto di scarico
          La lunghezza del condotto di scarico dall’uscita del collettore di scarico del motore,
          dello scarico di un turbocompressore o del dispositivo di post-trattamento al tunnel di
          diluizione non deve essere superiore a 10 m. Se il condotto di scarico a valle del
          collettore di scarico del motore, dello scarico del turbocompressore o del dispositivo di
          post-trattamento supera i 4 m di lunghezza, tutta la tubatura eccedente i 4 metri deve
          essere isolata, salvo per un misuratore dei fumi in linea, se usato. Lo spessore radiale
          dell’isolamento non deve essere inferiore a 25 mm. La conducibilità termica del
          materiale isolante deve avere un valore non superiore a 0,1 W/mK misurato a 673 K.
          Per ridurre l’inerzia termica del condotto di scarico, si raccomanda un rapporto
          spessore/diametro uguale o inferiore a 0,015. L’uso di sezioni flessibili deve essere
          limitato ad un rapporto lunghezza/diametro uguale o inferiore a 12.
          PDP        Pompa volumetrica
          La PDP misura il flusso totale di gas di scarico diluito in base al numero di giri della
          pompa e alla sua cilindrata. La contropressione del sistema di scarico non deve essere
          abbassata artificialmente dalla PDP o dal sistema di immissione dell’aria di diluizione.
          La contropressione statica allo scarico misurata con la PDP in funzione non deve
          discostarsi di oltre ± 1,5 kPa della pressione statica misurata senza collegamento alla
          PDP a pari regime e carico del motore. La temperatura della miscela gassosa
          immediatamente a monte della PDP deve essere pari, con un’approssimazione di ± 6 K,
          alla temperatura media di funzionamento osservata durante la prova, senza
          compensazione del flusso. La compensazione del flusso può essere usata solo se la
          temperatura all’entrata della PDP non supera i 323 K (50°C)
          CFV        Tubo di Venturi a flusso critico
          Il CFV misura il flusso totale di gas di scarico diluito mantenendo il flusso in condizioni
          strozzate (flusso critico). La contropressione statica allo scarico misurata con il sistema
          CFV in funzione deve corrispondere, con un’approssimazione di ± 1,5 kPa, alla
          pressione statica misurata senza collegamento al CFV a pari regime e carico del motore.
          La temperatura della miscela gassosa immediatamente a monte del CFV deve essere
          pari, con un’approssimazione di ± 11 K, alla temperatura media di funzionamento
          osservata durante la prova, senza compensazione del flusso.
          HE         Scambiatore di calore (facoltativo se si usa l’EFC)
          Lo scambiatore di calore deve avere una capacità sufficiente a mantenere la temperatura
          entro i limiti sopraindicati.
          EFC        Compensazione elettronica della portata (facoltativa, se si usa l’HE)
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           Se la temperatura all’ingresso della PDP o del CFV non viene mantenuta entro i limiti
           sopraindicati, è necessario utilizzare un sistema di compensazione della portata per la
           misura in continuo della portata e per il controllo del campionamento proporzionale nel
           sistema per la determinazione del particolato. A questo scopo, si usano i segnali di
           portata misurati in continuo per correggere la portata del campione attraverso i filtri del
           particolato del sistema di campionamento dello stesso (cfr. punto 2.4, figure 21, 22).
           DT          Tunnel di diluizione
           Il tunnel di diluizione:
           –    deve essere di diametro sufficientemente piccolo da provocare un flusso turbolento
                (numero di Reynolds maggiore di 4000) e di lunghezza sufficiente a produrre una
                miscelazione completa del gas di scarico con l’aria di diluizione; si può usare un
                orifizio di miscelazione;
           –    deve avere un diametro non inferiore a 460 mm con un sistema a diluizione singola;
           –    deve avere un diametro non inferiore a 210 mm con un sistema a diluizione doppia;
           –    può essere isolato.
           I gas di scarico del motore devono essere diretti a valle del punto in cui vengono
           introdotti nel tunnel di diluizione e accuratamente miscelati.
           Quando si utilizza la diluizione singola, un campione prelevato dal tunnel di diluizione
           viene trasferito al sistema di campionamento del particolato (punto 2.4, figura 21). La
           portata della PDP o del CFV deve essere sufficiente a mantenere il gas di scarico diluito
           ad una temperatura minore o uguale a 325 K (52°C) immediatamente a monte del filtro
           principale del particolato.
           Quando si usa la doppia diluizione, un campione prelevato dal tunnel di diluizione viene
           trasferito al tunnel di diluizione secondaria dove viene sottoposto a un’ulteriore
           diluizione e poi fatto passare attraverso i filtri di campionamento (punto 2.4, figura 22).
           La portata della PDP o del CFV deve essere sufficiente a mantenere la corrente di gas di
           scarico diluiti nel DT ad una temperatura minore o uguale a 464 K (191°C) in
           corrispondenza della zona di campionamento. Il sistema di diluizione secondaria deve
           assicurare una quantità di aria di diluizione secondaria sufficiente per mantenere la
           corrente di gas di scarico sottoposto a doppia diluizione ad una temperatura minore o
           uguale a 325 K (52 °C) immediatamente a monte del filtro principale del particolato.
           DAF         Filtro dell’aria di diluizione
           Si raccomanda di filtrare l’aria di diluizione e di depurarla su carbone vegetale per
           eliminare gli idrocarburi di fondo. Su richiesta dei costruttori dei motori, l’aria di
           diluizione deve essere prelevata seguendo principi di buona pratica ingegneristica per
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          determinare i livelli di fondo del particolato, che possono poi essere sottratti ai valori
          misurati nel gas di scarico diluito.
          PSP           Sonda di campionamento del particolato
          La sonda è la sezione iniziale di PTT e:
          −     deve essere installata rivolta verso monte in un punto in cui l’aria di diluizione e i
                gas di scarico sono ben miscelati, cioè sull’asse del tunnel di diluizione (DT),
                approssimativamente a 10 diametri del tunnel a valle del punto in cui il gas di
                scarico entra nel tunnel di diluizione;
          −     deve avere un diametro interno non inferiore a 12 mm;
          −     può essere riscaldata ad una temperatura di parete non superiore a 325 K (52°C)
                mediante riscaldamento diretto o preriscaldamento dell’aria di diluizione, purché la
                temperatura dell’aria non superi i 325 K (52°C) prima dell’introduzione del gas di
                scarico nel tunnel di diluizione;
          −     può essere isolata.
   2.4.   Sistema di campionamento del particolato
          Il sistema di campionamento del particolato è necessario per raccogliere il particolato
          sul filtro del particolato. Se si utilizza la diluizione a flusso parziale con campionamento
          totale, che consiste nel far passare l’intero campione di gas di scarico diluito attraverso i
          filtri, il sistema di diluizione (punto 2.2, figure 14, 18) e quello di campionamento
          formano di norma un’unità integrata. Se si utilizza la diluizione a flusso totale o a flusso
          parziale con campionamento frazionario, che consiste nel far passare attraverso i filtri
          solo una frazione del gas di scarico diluito, il sistema di diluizione (punto 2.2, figure 11,
          12, 13, 15, 16, 17, 19; punto 2.3, figura 20) e quello di campionamento costituiscono di
          norma unità differenti.
          Nel presente regolamento, il sistema di doppia diluizione (figura 22) di un sistema di
          diluizione a flusso totale è considerato una modifica specifica di un sistema di
          campionamento del particolato tipico quale illustrato nella figura 21. Il sistema di
          doppia diluizione include tutte le parti importanti del sistema di campionamento del
          particolato, come portafiltri e pompa di campionamento, e in più alcuni dispositivi di
          diluizione, come un dispositivo per l’erogazione dell’aria di diluizione e un tunnel di
          diluizione secondaria.
          Allo scopo di evitare qualsiasi impatto sugli anelli di regolazione, si raccomanda di
          tenere in funzione la pompa di campionamento durante l’intera procedura di prova. Per
          il metodo a filtro singolo, usare un sistema di bypass per far passare il campione
          attraverso i filtri di campionamento nei momenti desiderati. Si deve minimizzare
          l’interferenza della procedura di commutazione sugli anelli di regolazione.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea             L 375/185
                            PTT            dalla galleria di diluizione DT
                                               cfr. figure da 11 a 20
                            BV
                                                   FH
                          P
                                               FC3
                                                                          facoltativo
                                                                          da EGA
                                                                      o
                                                                          da PDP
                       FM3
                                                                       o
                                                                          da CFV
                                                                       o
                                                                          da GFUEL
           Figura 21            - Sistema di campionamento del particolato
           Un campione del gas di scarico diluito viene prelevato dal tunnel di diluizione DT di un
           sistema di diluizione a flusso parziale o a flusso totale facendolo passare attraverso la
           sonda di campionamento del particolato PSP e il condotto di trasferimento del
           particolato PTT mediante la pompa di campionamento P. Il campione viene fatto
           passare attraverso il portafiltro o i portafiltri FH contenenti i filtri di campionamento del
           particolato. La portata del campione viene controllata mediante il controllore di flusso
           FC3. Se si usa la compensazione elettronica di portata EFC (cfr. figura 20) il flusso di
           gas di scarico diluito è utilizzato come segnale di comando per FC3.
                  FM4        DP                                      FH      P      FM3
                                            SDT
                                                             BV                         sfiato
                                      PTT
                                                                                FC3
            dalla galleria   BV facoltativo
            di
            dildiluizione
                ti         DT                                  PDP
            vedi figura 20                                     o
                                                               CFV
           Figura 22            - Sistema di doppia diluizione (solo sistema a flusso totale)
           Un campione del gas di scarico diluito viene trasferito dal tunnel di diluizione DT di un
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          sistema di diluizione a flusso totale facendolo passare attraverso la sonda di
          campionamento del particolato PSP e il condotto di trasferimento del particolato PTT al
          tunnel di diluizione secondaria SDT, dove è sottoposto a un’ulteriore diluizione. Il
          campione viene poi fatto passare attraverso il portafiltro o i portafiltri FH che
          contengono i filtri di campionamento del particolato. La portata dell’aria di diluizione in
          genere è costante, mentre la portata del campione viene controllata mediante il
          controllore di flusso FC3. Se si usa la compensazione elettronica di portata EFC (cfr.
          figura 20) il flusso totale di gas di scarico diluito è utilizzato come segnale di comando
          per FC3.
   2.4.1. Componenti delle figure 21 e 22
          PTT          Condotto di trasferimento del particolato (figure 21, 22)
          La lunghezza del condotto di trasferimento del particolato deve essere non superiore a
          1020 mm e deve essere minimizzata ogniqualvolta possibile. Se applicabile (cioè per i
          sistemi di campionamento frazionario con diluizione a flusso parziale e per i sistemi di
          diluizione a flusso totale), deve essere inclusa la lunghezza delle sonde di
          campionamento (SP, ISP, PSP, rispettivamente, cfr. punti 2.2 e 2.3).
          Le dimensioni sono valide per:
          −      il tipo a campionamento frazionario con diluizione del flusso parziale e il sistema
                 di diluizione singola a flusso totale: dall’estremità della sonda (SP, ISP, PSP,
                 rispettivamente) al portafiltri;
          −      il tipo a campionamento totale con diluizione del flusso parziale: dalla fine del
                 tunnel di diluizione al portafiltri;
          −      il sistema di doppia diluizione a flusso totale: dall’estremità della sonda (PSP) al
                 tunnel di diluizione secondaria.
          Il condotto di trasferimento:
          −             può essere riscaldato ad una temperatura di parete non superiore a 325 K
                        (52°C) mediante riscaldamento diretto oppure mediante preriscaldamento
                        dell’aria di diluizione, purché la temperatura dell’aria non superi i 325 K
                        (52°C) prima dell’introduzione del gas di scarico nel tunnel di diluizione;
          −             può essere isolato.
          SDT          Tunnel di diluizione secondaria (figura 22)
          Il tunnel di diluizione secondaria deve avere un diametro non inferiore a 75 mm e una
          lunghezza sufficiente ad assicurare un tempo di residenza pari ad almeno 0,25 secondi
          per il campione sottoposto a doppia diluzione. Il portafiltro principale FH deve essere
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           posto entro 300 mm dall’uscita di SDT.
           Il tunnel di diluizione secondaria:
           −      può essere riscaldato ad una temperatura di parete non superiore a 325 K (52°C)
                  mediante riscaldamento diretto o mediante preriscaldamento dell’aria di
                  diluizione, purché la temperatura dell’aria non superi i 325 K (52 °C) prima
                  dell’introduzione dello scarico nel tunnel di diluizione;
           −      può essere isolato.
           FH           Portafiltri (figure 21, 22)
           Per i filtri principale e di sicurezza è possibile usare un alloggiamento unico o
           alloggiamenti separati. Devono essere soddisfatti i requisiti dell’allegato 4, appendice 4,
           punto 4.1.3.
           I portafiltri:
           −    possono essere riscaldati ad una temperatura di parete non superiore a 325 K (52°C)
                mediante riscaldamento diretto o preriscaldamento dell’aria di diluizione, purché la
                temperatura dell’aria non superi i 325 K (52°C) prima dell’introduzione dello
                scarico nel tunnel di diluizione;
           −    possono essere isolati.
           P            Pompa di campionamento (figure 21, 22)
           La pompa di campionamento del particolato deve essere posta ad una distanza
           sufficiente dal tunnel perché la temperatura del gas all’ingresso sia mantenuta costante
           (± 3 K), salvo si applichi la correzione di portata mediante FC3.
           DP           Pompa dell’aria di diluizione (figura 22)
           La pompa dell’aria di diluizione deve essere posizionata in modo tale che l’aria di
           diluizione secondaria venga fornita ad una temperatura di 298 K ± 5 K (25°C ± 5°C), se
           non è preriscaldata.
           FC3          Controllore di flusso (figure 21, 22)
           Usare un controllore di flusso per compensare le variazioni di portata del campione di
           particolato dovute alle variazioni di temperatura e di contropressione nel percorso del
           campione, sempreché non siano disponibili altri mezzi. Il controllore di flusso è
           necessario se si applica la compensazione elettronica di portata EFC (cfr. figura 20).
           FM3          Dispositivo di misurazione della portata (figure 21, 22)
 ---pagebreak--- L 375/188   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
          Il contatore di gas o lo strumento per la misurazione della portata del campione di
          particolato devono essere posti a distanza sufficiente dalla pompa di campionamento P
          perché la temperatura del gas all’ingresso rimanga costante (± 3 K), salvo si applichi la
          correzione di portata mediante FC3.
          FM4         Dispositivo di misurazione della portata (figura 22)
          Il contatore di gas o lo strumento per la misurazione della portata dell’aria di diluizione
          devono essere posizionati in modo che la temperatura del gas all’ingresso rimanga a 298
          K ± 5 K (25°C ± 5°C).
          BV           Valvola a sfera (facoltativa)
          La valvola a sfera deve avere un diametro interno non inferiore al diametro interno del
          condotto di trasferimento del particolato PTT, e un tempo di commutazione inferiore a
          0,5 secondi.
          Nota:     se la temperatura ambiente in prossimità di PSP, PTT, SDT e FH è inferiore a
                    293 K (20°C), prendere opportune precauzioni per evitare perdite di particolato
                    sulle pareti fredde di questi componenti. Pertanto, si raccomanda di riscaldare
                    e/o isolare questi componenti nei limiti indicati nelle rispettive descrizioni. Si
                    raccomanda anche di mantenere la temperatura della faccia del filtro durante il
                    campionamento ad un livello non inferiore a 293 K (20°C).
          Ad elevati carichi del motore, i componenti sopraindicati possono essere raffreddati
          mediante mezzi non aggressivi, come una ventola di circolazione, sempreché la
          temperatura del fluido di raffreddamento non sia inferiore a 293 K (20°C).
   3.     DETERMINAZIONE DELL’OPACITÀ DEL FUMO
   3.1.   Introduzione
          I punti 3.2 e 3.3 e le figure 23 e 24 contengono la descrizione dettagliata dei sistemi
          opacimetrici raccomandati. Poiché diverse configurazioni possono fornire risultati
          equivalenti, non è richiesta una stretta conformità con le figure 23 e 24. Componenti
          addizionali come strumenti, valvole, solenoidi, pompe ed interruttori possono essere
          usati per ricavare informazioni aggiuntive e coordinare le funzioni dei sistemi
          componenti. Altri componenti che non sono necessari per mantenere l’accuratezza su
          alcuni sistemi possono essere esclusi se la loro esclusione è basata su criteri di buona
          valutazione ingegneristica.
          Il principio di misura si basa sulla trasmissione della luce attraverso un tratto di
          lunghezza specifica del fumo da misurare e sull’uso della proporzione della luce
          incidente che raggiunge un ricevitore per valutare le proprietà di oscuramento della luce
          del materiale. La misurazione del fumo dipende dalle caratteristiche progettuali
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/189
              dell’apparecchio e può essere eseguita nel condotto di scarico (opacimetro a flusso
              totale in linea), al termine del condotto di scarico (opacimetro a flusso totale a fine
              linea), oppure prelevando un campione dal condotto di scarico (opacimetro a flusso
              parziale). Per la determinazione del coefficiente di assorbimento della luce in base al
              segnale di opacità, la lunghezza del cammino ottico dello strumento deve essere indicata
              dal costruttore dello strumento stesso.
    3.2.      Opacimetro a flusso totale
              Si possono usare due tipi di opacimetro generalmente definibili a flusso totale (figura
              23). Con l’opacimetro in linea, si misura l’opacità del flusso di gas di scarico totale nel
              condotto di scarico. Con questo tipo di opacimetro, la lunghezza efficace del cammino
              ottico dipende dalle caratteristiche progettuali dell’opacimetro.
              Con l’opacimetro a fine linea, l’opacità dell’intero pennacchio di scarico viene misurata
              all’uscita del condotto di scarico. Con questo tipo di opacimetro, la lunghezza efficace
              del cammino ottico dipende dalle caratteristiche progettuali del condotto di scarico e
              della distanza tra la sua estremità e l’opacimetro.
                                                                 T1 (optional)
                                                                                 LD
                  LS
                                            OPL
                     CL                                                        CL
                                                                  EP
              Figura 23       - Opacimetro a flusso totale
    optional:      facoltativo
    3.2.1.    Componenti della figura 23
              EP           Condotto di scarico
 ---pagebreak--- L 375/190   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
          Con un opacimetro in linea non vi devono essere variazioni del diametro del condotto di
          scarico entro tre diametri del condotto di scarico prima o dopo la zona di misurazione.
          Se il diametro della zona di misurazione è maggiore del diametro del condotto di
          scarico, si raccomanda di usare un condotto convergente gradualmente prima della zona
          di misurazione.
          Con un opacimetro a fine linea, gli 0,6 m terminali del condotto di scarico devono avere
          sezione trasversale circolare e non contenere gomiti o curve. L’estremità del condotto di
          scarico deve essere tagliata ortogonalmente. Montare l’opacimetro al centro del
          pennacchio ad una distanza di 25 ± 5 mm dall’estremità del condotto di scarico.
          OPL         Lunghezza del cammino ottico
          La lunghezza del cammino ottico oscurato dal fumo, tra la sorgente di luce
          dell’opacimetro e il ricevitore, deve essere tale da tener conto di disuniformità dovute a
          gradienti di densità e effetto frangia. La lunghezza del cammino ottico deve essere
          indicata dal costruttore dello strumento tenendo conto di eventuali misure contro la
          deposizione di fuliggine (per esempio aria di spurgo). Se la lunghezza del cammino
          ottico non è nota, deve essere determinata secondo la norma ISO IDS 11614, punto
          11.6.5. Per una corretta determinazione della lunghezza del cammino ottico è necessaria
          una velocità minima del gas di scarico di 20 m/s.
          LS          Sorgente di luce
          La sorgente di luce deve essere una lampada a incandescenza con una temperatura di
          colore compresa fra 2800 e 3250 K, oppure un diodo fotoemettitore (LED) verde con un
          picco spettrale compreso tra 550 e 570 nm. La sorgente di luce deve essere protetta
          contro la deposizione di fuliggine mediante mezzi che non influiscano sulla lunghezza
          del cammino ottico in misura superiore alle specifiche del costruttore.
          LD          Rivelatore di luce
          Il rivelatore è una fotocellula o un fotodiodo (con filtro se necessario). Nel caso di una
          sorgente di luce a incandescenza, il ricevitore deve avere una risposta spettrale di picco
          simile alla curva fototopica dell’occhio umano (risposta massima) nell’intervallo da 550
          a 570 nm, con una deviazione minore del 4 per cento di tale risposta massima al di sotto
          di 430 nm e al di sopra di 680 nm. Il rivelatore della luce deve essere protetto contro la
          deposizione di fuliggine mediante mezzi che non influiscano sulla lunghezza del
          cammino ottico in misura superiore alle specifiche del costruttore.
          CL          Lente di collimazione
          La luce emessa deve essere collimata in un fascio di diametro non superiore a 30 mm. I
          raggi del fascio luminoso devono essere paralleli all’asse ottico con una tolleranza di 3°.
          T1          Sensore di temperatura (facoltativo)
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/191
              Durante la prova può essere controllata la temperatura del gas di scarico.
    3.3.      Opacimetro a flusso parziale
              Con l’opacimetro a flusso parziale (figura 24), si preleva un campione di gas di scarico
              rappresentativo dal condotto di scarico e attraverso una linea di trasferimento lo si invia
              nella camera di misurazione. Con questo tipo di opacimetro, la lunghezza efficace del
              cammino ottico dipende dalle caratteristiche progettali dell’opacimetro. I tempi di
              risposta indicati nel punto seguente valgono per la portata minima dell’opacimetro
              specificata dal costruttore dello strumento.
              Exhaust
                                     SP
                            EP
                                                TT
                                              FM
                                              T1             LS
                             LD
                                      OPL
                                                                    CL
                            CL
                                                             MC
                                              P (optional)
              Figura 24       - Opacimetro a flusso parziale
    exhaust:       gas di scarico
    optional:      facoltativo
    3.3.1.    Componenti della figura 24
              EP           Condotto di scarico
              Il condotto di scarico deve essere un tubo rettilineo che si estende almeno 6 diametri del
              tubo a monte e 3 diametri del tubo a valle dell’estremità della sonda.
              SP           Sonda di campionamento
              La sonda di campionamento deve essere un tubo aperto rivolto verso monte sull’asse o
 ---pagebreak--- L 375/192   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
          approssimativamente sull’asse del condotto di scarico. La distanza dalla parete del
          condotto di scarico deve essere di almeno 5 mm. Il diametro della sonda deve essere tale
          da garantire un campionamento rappresentativo e un flusso sufficiente attraverso
          l’opacimetro.
          TT          Condotto di trasferimento
          Il condotto di trasferimento:
          −      deve essere il più breve possibile e garantire una temperatura del gas di scarico di
                 373 ± 30 K (100°C ± 30°C) all’ingresso della camera di misurazione;
          −      deve avere una temperatura di parete sufficientemente al di sopra della
                 temperatura di rugiada del gas di scarico da impedire la condensazione;
          −      deve essere uguale al diametro della sonda di campionamento su tutta la
                 lunghezza;
          −      deve avere un tempo di risposta minore di 0,05 s al flusso minimo attraverso lo
                 strumento determinato secondo l’allegato 4, appendice 4, punto 5.2.4;
          −      non deve avere effetti significativi sul picco di fumo.
          FM          Dispositivo di misurazione della portata
          Strumento utilizzato per rilevare quando il flusso entrante nella camera di misurazione è
          corretto. Le portate minima e massima devono essere specificate dal costruttore dello
          strumento ed essere tali da rispettare le prescrizioni riguardanti il tempo di risposta di
          TT e le specifiche relative alla lunghezza del cammino ottico. Il dispositivo di
          misurazione della portata può essere adiacente alla pompa di campionamento P, se
          usata.
          MC          Camera di misurazione
          La camera di misurazione deve avere una superficie interna non riflettente, o un
          ambiente ottico equivalente. L’incidenza della luce diffusa sul rivelatore dovuta a
          riflessioni interne o effetti di diffusione deve essere ridotta al minimo.
          La pressione del gas nella camera di misurazione non deve differire più di 0,75 kPa
          dalla pressione atmosferica. Ove ciò non sia possibile per le caratteristiche di progetto, il
          valore indicato dall’opacimetro deve essere ricalcolato a pressione atmosferica.
          La temperatura di parete della camera di misurazione deve essere regolata con una
          precisione di ± 5 K tra 343 K (70 °C) e 373 K (100 °C), e in ogni caso sufficientemente
          al di sopra della temperatura di rugiada del gas di scarico da impedire la condensazione.
          La camera di misurazione deve essere equipaggiata di appropriati dispositivi per la
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           misura della temperatura.
           OPL         Lunghezza del cammino ottico
           Lunghezza del cammino ottico oscurato dal fumo tra la sorgente di luce dell’opacimetro
           e il ricevitore, corretta tenendo conto di disuniformità dovute a gradienti di densità e
           effetto frangia. La lunghezza del cammino ottico deve essere indicata dal costruttore
           dello strumento tenendo conto di eventuali misure contro il deposito di fuliggine (per
           esempio aria di spurgo). Se la lunghezza del cammino ottico non è nota, deve essere
           determinata secondo la norma ISO IDS 11614, punto 11.6.5.
           LS          Sorgente di luce
           La sorgente di luce deve essere una lampada a incandescenza con una temperatura di
           colore compresa tra 2800 e 3250 K o un diodo fotoemettitore (LED) verde con un picco
           spettrale compreso tra 550 e 570 nm. La sorgente di luce deve essere protetta contro la
           deposizione di fuliggine mediante mezzi che non influiscano sulla lunghezza del
           cammino ottico in misura superiore alle specifiche del costruttore.
           LD          Rivelatore di luce
           Il rivelatore è una fotocellula o un fotodiodo (con filtro se necessario). Nel caso di una
           sorgente di luce a incandescenza, il ricevitore deve avere una risposta spettrale di picco
           simile alla curva fototopica dell’occhio umano (risposta massima) nell’intervallo da 550
           a 570 nm, con una deviazione minore del 4 per cento di tale risposta massima al di sotto
           di 430 nm e al di sopra di 680 nm. Il rivelatore di luce deve essere protetto contro la
           deposizione di fuliggine mediante mezzi che non influiscano sulla lunghezza del
           cammino ottico in misura superiore alle specifiche del costruttore.
           CL          Lente di collimazione
           La luce emessa deve essere collimata in un fascio di diametro massimo di 30 mm. I
           raggi del fascio luminoso devono essere paralleli all’asse ottico con una tolleranza di 3°.
           T1          Sensore di temperatura
           Per il controllo della temperatura del gas di scarico all’ingresso della camera di
           misurazione.
           P           Pompa di campionamento (facoltativa)
           Si può usare una pompa di campionamento a valle della camera di misurazione per
           trasferire il gas campione attraverso la camera di misurazione.
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                                                       Allegato 5
                 CARATTERISTICHE TECNICHE DEL CARBURANTE DI RIFERIMENTO PER
                 MOTORI AD ACCENSIONE SPONTANEA PRESCRITTO PER LE PROVE DI
                 OMOLOGAZIONE E PER LA VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DELLA
                 PRODUZIONE
   1.         CARBURANTE DIESEL(1)
            Parametro             Unità            Limiti(1)                 Metodo di prova(2) Pubblicazione
                                            Minimo Massimo
                        (3)
    Numero di cetano                           52              54                 ISO 5165         1998(4)
                                      3
    Densità a 15 °C             kg/m          833             837                 ISO 3675          1995
    Distillazione:
    - punto 50 %                °C            245                                 ISO 3405          1998
    - punto 95 %                °C            345             350                 ISO 3405          1998
    - punto di ebollizione      °C             ---            370                 ISO 3405          1998
       finale
    Punto di                    °C             55              ---                EN 27719          1993
    infiammabilità
    CFPP                        °C             ---             -5                  EN 116           1981
    Viscosità a 40 °C           mm²/s          2,5            3,5              EN-ISO 3104          1996
    Idrocarburi aromatici       % m/m          3,0            6,0                 IP 391 (*)        1995
     policiclici
    Tenore di zolfo(5)          mg/kg          ---            300         pr. EN-ISO/DIS 14596     1998(4)
    Corrosione del rame                        ---              1              EN-ISO 2160          1995
    Residuo carbonioso          % m/m          ---            0,2             EN-ISO 10370
     Conradson (10 % DR)
    Tenore di ceneri            % m/m          ---           0,01              EN-ISO 6245          1995
    Tenore di acqua             % m/m          ---           0,05             EN-ISO 12937          1995
    Numero di                   mg             ---           0,02            ASTM D 974-95         1998(4)
     neutralizzazione           OH/g
     (acido forte)
    Stabilità                   mg/ ml         ---          0,025             EN-ISO 12205          1996
     all’ossidazione(6)
   (1)           Se è richiesto per il calcolo dell’efficienza termica di un motore o veicolo, il potere
                 calorifico del carburante può essere calcolato con la seguente formula:
                 Energia specifica (potere calorifico) (netto) in MJ/kg = (46,423 – 8,792d² + 3,170d) (1 -
                 (x + y + s)) + 9,420s – 2,499x
                 dove:
                 d = densità a 15 °C
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 375/195
           x = percentuale di acqua in massa (% diviso 100)
           y = percentuale di ceneri in massa (% diviso 100)
           s = percentuale di zolfo in massa (% diviso 100).
    (2)    I valori indicati nella specifica sono "valori effettivi". Per stabilire i valori limite sono
           state applicate le condizioni indicate nella norma UNI EN ISO 4259 "Prodotti
           petroliferi. Determinazione e applicazione dei dati di precisione in relazione ai metodi di
           prova", e nel fissare un valore minimo si è tenuto conto di una differenza minima di 2R
           sopra lo zero; nel fissare un valore massimo e uno minimo la differenza minima è 4R (R
           - riproducibilità). Nonostante questa misura, necessaria per ragioni statistiche, il
           produttore di un carburante deve comunque mirare ad un valore zero quando il valore
           massimo stabilito è 2R e al valore medio quando sono indicati i limiti massimo e
           minimo. In caso di dubbi circa la conformità di un carburante alle specifiche, si
           applicano le condizioni della norma UNI EN ISO 4259.
    (3)    Il campo di variazione del numero di cetano non è conforme al requisito di un campo di
           variazione minimo di 4R. Tuttavia, eventuali controversie tra il fornitore e l’utilizzatore
           del carburante possono essere risolte applicando le condizioni della norma UNI EN ISO
           4259 ed eseguendo misurazioni ripetute fino ad ottenere la necessaria precisione,
           anziché ricorrere a determinazioni singole.
    (4)    Il mese di pubblicazione sarà inserito a tempo debito.
    (5)    Deve essere indicato il tenore effettivo di zolfo del carburante di prova. Inoltre il
           carburante di riferimento utilizzato per l’omologazione di un veicolo o motore in base ai
           valori limite di cui alla riga B della tabella al punto 5.2.1 del presente regolamento deve
           avere un tenore massimo di zolfo pari a 50 ppm.
    (6)    Anche se la stabilità all’ossidazione è controllata, è probabile che la durata di
           conservazione sia limitata. Per le condizioni e la durata di immagazzinaggio chiedere
           istruzioni al fornitore.
 ---pagebreak--- L 375/196           IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
   2.         ETANOLO PER MOTORI DIESEL(1)
                                                                     Limiti(2)
               Parametro                   Unità                                     Metodo di prova(3)
                                                           Minimo            Massimo
    Alcol, massa                         % m/m                92,4                -    ASTM D 5501
    Alcol diverso dall’etanolo           % m/m                  -                2     ASTM D 5501
    contenuto nell’alcol totale, massa
    Densità a 15°C                        kg/m3               795               815    ASTM D 4052
    Tenore di ceneri                     % m/m                                 0,001      ISO 6245
    Punto di infiammabilità                 °C                 10                         ISO 2719
    Acidità calcolata come acido         % m/m                  -             0,0025     ISO 1388-2
    acetico
    Numero di neutralizzazione         KOH mg/1                 -                1
    (acido forte)
    Colore                              in base alla            -               10     ASTM D 1209
                                           scala
    Residuo secco a 100°C                 mg/kg                                  15        ISO 759
    Tenore di acqua                      % m/m                                  6,5        ISO 760
    Aldeidi calcolate come acido         % m/m                                0,0025     ISO 1388-4
    acetico
    Tenore di zolfo                       mg/kg                 -                10    ASTM D 5453
    Esteri calcolati come                % m/m                  -               0,1    ASTM D 1617
    etilacetato
   (1)            Può essere utilizzato un additivo per migliorare l’indice di cetano dell’etanolo,
                  conformemente a quanto specificato dal costruttore del motore. La quantità massima
                  ammessa è 10 % m/m.
   (2)            I valori indicati nella specifica sono "valori effettivi". Per stabilire i valori limite è stata
                  applicata la norma UNI EN ISO 4259, "Prodotti petroliferi. Determinazione e applicazione
                  dei dati di precisione in relazione ai metodi di prova" e, per fissare un valore minimo, si è
                  tenuto conto di una differenza minima di 2R sopra lo zero; nel fissare un valore massimo e
                  uno minimo la differenza minima è 4R (R - riproducibilità). Nonostante questa misura,
                  necessaria per ragioni statistiche, il produttore di un carburante deve comunque mirare ad
                  un valore zero quando il valore massimo stabilito è 2R e al valore medio quando sono
                  indicati i limiti massimo e minimo. In caso di dubbi circa la conformità di un carburante
                  alle specifiche, si applicano le condizioni della norma UNI EN ISO 4259
   (3)            Quando saranno pubblicati metodi ISO equivalenti, questi verranno adottati per tutte le
                  proprietà sopra elencate.
                                                      __________
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                                                    Allegato 6
       CARATTERISTICHE TECNICHE DEL CARBURANTE DI RIFERIMENTO DI TIPO GAS
       NATURALE PRESCRITTO PER LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E PER LA VERIFICA
                             DELLA CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
           Tipo: GAS NATURALE (GN)
           Sul mercato europeo sono disponibili due gruppi di carburanti:
           – il gruppo H, i cui carburanti di riferimento estremi sono GR e G23;
           – il gruppo L, i cui carburanti estremi di riferimento sono G23 e G25.
           Le caratteristiche dei carburanti di riferimento GR, G23 e G25 sono riassunte qui di seguito.
           Carburante di riferimento GR
               Caratteristiche          Unità            Base             Limiti     Metodo di prova
                                                                      Min      Max
           Composizione:
           Metano                      % mol               87          84        89
           Etano                       % mol               13          11        15
           Resto (*)                   % mol                -           -         1     ISO 6974
           Tenore di zolfo           mg/m3 (**)             -           -        10    ISO 6326-5
           (*)     Inerti +C2+
           (**)    Valore da determinare in condizioni normali (293,2 K (20°C) e 101,3 kPa)
           Carburante di riferimento G23
               Caratteristiche         Unità          Base           Limiti         Metodo di prova
                                                                 Min       Max
           Composizione:
           Metano                      % mol          92,5       91,5      93,5
           Resto (*)                   % mol             -         -         1        ISO 6974
           N2                         % mol            7,5        6,5       8,5
           Tenore di zolfo           mg/m3 (**)          -         -        10       ISO 6326-5
           (*)     Inerti (diversi da N2) +C2/C2+
           (**)    Valore da determinare in condizioni normali (293,2 K (20°C) e 101,3 kPa).
 ---pagebreak--- L 375/198      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                 27.12.2006
          Carburante di riferimento G25
              Caratteristiche         Unità          Base           Limiti   Metodo di prova
                                                                Min Max
          Composizione:
          Metano                      % mol           86         84       88
          Resto (*)                   % mol             -         -        1   ISO 6974
          N2                          % mol           14         12       16
          Tenore di zolfo           mg/m3 (**)          -         -       10  ISO 6326-5
          (*)     Inerti (diversi da N2) +C2/C2+
          (**)    Valore da determinare in condizioni normali (293,2 K (20°C) e 101,3 kPa).
                                                 _________
 ---pagebreak--- 27.12.2006         IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/199
                                                         Allegato 7
      CARATTERISTICHE TECNICHE DEL CARBURANTE DI RIFERIMENTO DI TIPO GAS DI
                          PETROLIO LIQUEFATTO (GPL) PRESCRITTO PER LE PROVE DI
                       OMOLOGAZIONE E PER LA VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DELLA
                                                             PRODUZIONE
           Parametro              Unità          Limiti        Carburante       Limiti Carburante   Metodo di
                                                                     A                      B         prova
                                                   Min              Max          Min      Max
     Numero di ottano motore                      92,5 (1)
                                                                                 92,5                EN 589
                                                                                                   Allegato B
     Composizione:
     Tenore C3                    % vol             48               52           83        87
     Tenore C4                    % vol             48               52           13        17      ISO 7941
     Olefine                      % vol                              12                     14
     Residuo                      mg/kg                              50                     50      NFM 41015
     all’evaporazione
     Tenore totale di zolfo    ppm massa  (1)
                                                                     50                     50       EN 24260
     Solfuro di idrogeno            ---                          assente                assente     ISO 8819
     Corrosione striscia di     valutazione                       classe 1               classe 1  ISO 6251(2)
     rame
     Acqua a 0°C                                                  assente                assente  esame visivo
    (1)       Valore da determinare in condizioni normali 293,2 K (20 °C) e 101,3 kPa.
    (2)       La determinazione della presenza di materiali corrosivi secondo questo metodo può risultare
              imprecisa se il campione contiene inibitori della corrosione o altri prodotti chimici che
              diminuiscono la corrosività del campione nei confronti della striscia di rame. È pertanto vietata
              l’aggiunta di tali composti al solo scopo di falsare il metodo di prova.
                                                         ________
 ---pagebreak--- L 375/200   IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
                                                  Allegato 8
                           ESEMPIO DI PROCEDIMENTO DI CALCOLO
   1.     PROVA ESC
   1.1.   Emissioni gassose
          Di seguito sono riportati i dati di misura per il calcolo dei risultati nelle singole
          modalità. In questo esempio, CO e NOx sono misurati su secco, HC su umido. La
          concentrazione di HC è indicata in propano equivalente (C3) e deve essere
          moltiplicata per 3 per ottenere il C1 equivalente. Il procedimento di calcolo è
          identico per le altre modalità.
               P          Ta        Ha       GEXH GAIRW               GFUEL    HC        CO    NOx
             (kW)        (K)      (g/kg)      (kg)         (kg)        (kg)   (ppm)     (ppm) (ppm)
              82,9      294,8      7,81     563,38 545,29             18,09     6,3      41,2  495
          Calcolo del fattore di correzione da secco a umido KW,r (allegato 4, appendice 1,
          punto 4.2):
                       1,969                                    1,608 ∗ 7,81
          FFH =                    = 1,9058 e KW2 =                               = 0,0124
                  ⎛      18,09 ⎞                           1000 + (1,608 ∗ 7,81)
                  ⎜1 +          ⎟
                  ⎝ 545,29 ⎠
                    ⎛              18,09 ⎞
          KW,r = ⎜1 − 1,9058 ∗            ⎟ − 0,0124 = 0,9239
                    ⎝              541,06 ⎠
          Calcolo delle concentrazioni a umido:
          CO = 41,2 * 0,9239 = 38,1 ppm
          NOx = 495 * 0,9239 = 457 ppm
          Calcolo del fattore di correzione di NOx KH,D in funzione dell’umidità (allegato
          4, appendice 1, punto 4.3):
          A = 0,309 * 18,09/541,06 – 0,0266                   = -0,0163
          B = -0,209 * 18,09/541,06 + 0,00954                 = 0,0026
                                                        1
                KH D =                                                               = 0,9625
                          1 − 0,0163 ∗ (7,81 − 10,71) + 0,0026 ∗ ( 294,8 − 298)
                     ,
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    L 375/201
           Calcolo delle portate massiche delle emissioni (allegato 4, appendice 1,
           punto 4.4):
           NOx = 0,001587 * 457 * 0,9625 * 563,38 = 393,27 g/h
           CO        = 0,000966 * 38,1 * 563,38 = 20,735 g/h
           HC        = 0,000479 * 6,3 * 3 * 563,38 = 5,100 g/h
           Calcolo delle emissioni specifiche (allegato 4, appendice 1, punto 4.5):
           Il seguente esempio è riferito al calcolo di CO; il procedimento di calcolo è
           identico per gli altri componenti.
           Le portate massiche delle emissioni delle singole modalità vengono moltiplicate
           per i rispettivi fattori di ponderazione come indicato nell’allegato 4, appendice 1,
           punto 2.7.1, e sommate per ottenere la portata massica media delle emissioni nel
           ciclo:
           CO = (6,7 * 0,15) + (24,6 * 0,08) + (20,5 * 0,10) + (20,7 * 0,10) + (20,6 *
           0,05) + (15,0 * 0,05) + (19,7 * 0,05) + (74,5 * 0,09) + (31,5 * 0,10) + (81,9 *
           0,08) + (34,8 * 0,05) + (30,8 * 0,05) + (27,3 * 0,05) = 30,91 g/h
           La potenza del motore delle singole modalità viene moltiplicata per i rispettivi
           fattori di ponderazione come indicato nell’allegato 4, appendice 1, punto 2.7.1, e
           sommata per ottenere la potenza media sul ciclo:
           P(n) = (0,1 * 0,15) + (96,8 * 0,08) + (55,2 * 0,10) + (82,9 * 0,10) + (46,8 *
           0,05) + (70,1 * 0,05) + (23,0 * 0,05) +(114,3 * 0,09) + (27,0 * 0,10) + (122,0 *
           0,08) + (28,6 * 0,05) + (87,4 * 0,05) + (57,9 * 0,05) = 60,006 kW
                                               30,91
                                       CO =               = 0,515 g/kWh
                                              60,006
           Calcolo delle emissioni specifiche di NOx del punto casuale (allegato 4,
           appendice 1, punto 4.6.1):
           Si assuma di aver determinato i seguenti valori sul punto casuale:
           nZ            =  1600 min-1
           MZ            =  495 Nm
           NOx mass,Z    =  487,9 g/h (calcolata secondo le formule precedenti)
           P(n)Z         =  83 kW
           NOx,Z         =  487,9/83 = 5,878 g/kWh
           Determinazione del valore di emissione in base al ciclo di prova (allegato 4,
           appendice 1, punto 4.6.2)
 ---pagebreak--- L 375/202      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
              Si assuma che i valori delle quattro modalità di inviluppo nell’ESC siano i
              seguenti:
                 nRT      nSU     ER        ES         ET         EU       MR     MS  MT      MU
                1368     1785    5,943    5,565      5,889      4,973      515    460 681     610
          ETU = 5,889 + (4,973-5,889) * (1600-1368)/(1785-1368) = 5,377 g/kWh
          ERS = 5,943 + (5,565-5,943) * (1600-1368)/(1785-1368) = 5,732 g/kWh
          MTU = 681 + (601-681) * (1600-1368)/(1785-1368) = 641,3 Nm
          MRS = 515 + (460-515) * (1600-1368)/(1785-1368) = 484,3 Nm
          EZ = 5,732 + (5,377-5,732) * (495-484,3)/(641,3-484,3) = 5,708 g/kWh
          Confronto dei valori di emissione di NOx (allegato 4, appendice 1, punto 4.6.3):
          NOx diff = 100 * (5,878-5,708)/5,708 = 2,98 %
   1.2.   Emissioni di particolato
          La misura del particolato prevede il campionamento del particolato in tutto l’arco
          del ciclo; il campione e le portate (MSAM e GEDF) vengono però determinati durante
          le singole modalità. Il calcolo di GEDF dipende dal sistema usato. Negli esempi che
          seguono, vengono usati un sistema con misurazione del CO2 e metodo del bilancio
          del carbonio e un sistema con misurazione del flusso. Quando si utilizza un sistema
          di diluizione a flusso totale, GEDF viene misurata direttamente mediante
          l’apparecchiatura CVS.
          Calcolo di GEDF (allegato 4, appendice 1, punti 5.2.3 e 5.2.4)
          Si assumano i seguenti dati di misura relativi alla modalità 4. Il procedimento di
          calcolo è identico per le altre modalità.
                GEXH          GFUEL          GDILW              GTOTW          CO2D     CO2A
               (kg/h)         (kg/h)         (kg/h)             (kg/h)          (%)       (%)
               334,02         10,76          5,4435               6,0          0,657    0,040
          a) metodo del bilancio del carbonio
                                             206,5 ∗10,76
                                  GEDFW =                        = 3601,2 kg/h
                                             0,657 − 0,040
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 375/203
           b) metodo di misurazione del flusso
                                                6,0
                                     q=                       = 10,78
                                          (6,0 − 5,4435
           GEDFW = 334,02 * 10,78 = 3600,7 kg/h
           Calcolo della portata massica (allegato 4, appendice 1, punto 5.4)
           Moltiplicare le portate GEDFW relative alle singole modalità per i rispettivi fattori di
           ponderazione, come indicato nell’allegato 4, appendice 1, punto 2.7.1, e sommare i valori
           così ottenuti per ottenere la GEDF media sul ciclo. La portata totale del campione MSAM si
           ottiene sommando le portate del campione nelle singole modalità.
            G EDFW = (3567 * 0,15)+(3592 * 0,08)+(3611 * 0,10)+(3600 * 0,10)
           +(3618 * 0,05) +(3600 * 0,05)+(3640 * 0,05)+(3614 * 0,09)+(3620 *
           0,10)+(3601 * 0,08) +(3639 * 0,05)+(3582 * 0,05)+(3635 * 0,05)
           = 3604,6 kg/h
           MSAM = 0,226 + 0,122 + 0,151 + 0,152 + 0,076 + 0,076 + 0,076 + 0,136 + 0,151
           + 0,121 + 0,076 + 0,076 + 0,075 = 1,515 kg
           Si assuma che la massa del particolato sui filtri sia pari a 2,5 mg, allora
                                                2,5 3604,6
                                    PTmass =           ∗            = 5,948 g/h
                                              1,515 1000
           Correzione del fondo (facoltativa)
           Si assuma una misurazione del fondo con i valori seguenti. Il calcolo del fattore di
           diluizione DF è identico al punto 3.1 del presente allegato e non è riportato.
                                     Md = 0,1 mg; MDIL = 1,5 kg
           Sommatoria di DF = [(1-1/119,15) * 0,15] + [(1-1/8,89) * 0,08] + [(1-1/14,75) *
           0,10] + [(1-1/10,10) * 0,10] + [(1-1/18,02) * 0,05] + [(1-1/12,33) * 0,05] + [(1-
           1
            /32,18) * 0,05] + [(1-1/6,94) * 0,09] + [(1-1/25,19) * 0,10] + [(1-1/6,12) * 0,08] +
           [(1-1/20,87) * 0,05] + [(1-1/8,77) * 0,05] + [(1-1/12,59) * 0,05] = 0,923
                                   2,5 ⎛ 0,1              ⎞ 3604,6
                        PTmass =        − ⎜ ∗ 0,923⎟ ∗                  = 5,726 g/h
                                  1,515 ⎝ 1,5             ⎠ 1000
 ---pagebreak--- L 375/204      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
          Calcolo delle emissioni specifiche (allegato 4, appendice 1, punto 5.5):
          P(n) = (0,1 * 0,15) + (96,8 * 0,08) + (55,2 * 0,10) +(82,9 * 0,10) +(46,8 * 0,05)
          +(70,1 * 0,05) + (23,0 * 0,05) +(114,3 * 0,09) + (27,0 * 0,10) +(122,0 * 0,08) +
          (28,6 * 0,05) + (87,4 * 0,05) + (57,9 * 0,05) = 60,006 kW
                                  5,948
                            PT =          = 0,099 g/kWh con correzione del fondo
                                 60,006
                                          5,726
                                   PT =             = 0,095 g/kWh
                                         60,006
             Calcolo del fattore di ponderazione specifico (allegato 4, appendice 1,
             punto 5.6):
             Si assumono i valori calcolati per la modalità 4 di cui sopra. Ne consegue
                                               0,152 ∗ 3604,6
                                     WFE,I =                       = 0,1004
                                               1,515 ∗ 3600,7
             Questo valore è conforme al valore prescritto di 0,10 ± 0,003.
   2.        PROVA ELR
             Poiché la filtrazione di Bessel è un procedimento di calcolo della media completamente
             nuovo nella legislazione europea concernente gli scarichi, nel seguito vengono forniti
             una spiegazione del filtro di Bessel, un esempio di costruzione di un algoritmo di Bessel
             e un esempio di calcolo dell’indice finale di fumo. Le costanti dell’algoritmo di Bessel
             dipendono solo dalle caratteristiche progettuali dell’opacimetro e dalla frequenza di
             campionamento del sistema di acquisizione dei dati. Il costruttore dell’opacimetro
             dovrebbe fornire le costanti di filtrazione di Bessel finali per varie frequenze di
             campionamento e il cliente dovrebbe usare queste costanti per sviluppare l’algoritmo di
             Bessel e calcolare gli indici di fumo.
   2.1.      Note generali sul filtro di Bessel
             A motivo delle distorsioni ad alta frequenza, il segnale di opacità grezzo mostra di solito
             un tracciato molto disperso. Per eliminare queste distorsioni ad alta frequenza, per la
             prova ELR è necessario un filtro di Bessel. Il filtro di Bessel è un filtro passa-basso di
             secondo ordine ricorsivo che garantisce la più rapida salita del segnale senza eccesso di
             correzione.
             Assumendo un pennacchio di scarico grezzo in tempo reale nel condotto di scarico,
             ciascun opacimetro mostra una traccia di opacità ritardata e misurata in modo differente.
             Il ritardo e l’ampiezza della traccia di opacità misurata dipendono principalmente dalla
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 375/205
           geometria della camera di misurazione dell’opacimetro, incluse le linee di
           campionamento dello scarico, e dal tempo necessario per elaborare il segnale nei circuiti
           elettronici dell’opacimetro. I valori che caratterizzano questi due effetti sono detti tempo
           di risposta fisica ed elettrica e sono specifici di un singolo filtro per ciascun tipo di
           opacimetro.
           L’obiettivo dell’applicazione di un filtro di Bessel è di garantire una caratteristica di
           filtrazione complessiva uniforme dell’intero sistema opacimetrico, comprendente:
           - tempo di risposta fisica dell’opacimetro (tp)
           - tempo di risposta elettrica dell’opacimetro (te)
           - tempo di risposta del filtro di Bessel applicato (tF).
           Il tempo di risposta complessivo risultante del sistema tAver è dato dalla relazione:
                                                        2        2      2
                                         tAver =     t F + t p + te
           e deve essere uguale per tutti i tipi di opacimetro allo scopo di ottenere lo stesso indice
           di fumo. Pertanto, un filtro di Bessel deve essere creato in modo tale che il tempo di
           risposta del filtro (tF) insieme con il tempo di risposta fisica (tp) ed elettrica (te) del
           singolo opacimetro diano il tempo di risposta complessivo (tAver) prescritto. Poiché tp e
           te sono valori dati per ogni singolo opacimetro e tAver nel presente regolamento è definito
           pari a 1,0, tF può essere calcolato come segue:
                                                         2      2     2
                                           tF =    t Aver − t p − te
           Per definizione, il tempo di risposta del filtro tF è il tempo di risalita dal 10 % al 90 % di
           un segnale in uscita filtrato a seguito di un segnale in ingresso a gradino. Pertanto, la
           frequenza di taglio del filtro di Bessel deve essere iterata in modo tale che il tempo di
           risposta del filtro di Bessel concordi con il tempo di risalita prescritto.
 ---pagebreak--- L 375/206        IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
                      ]-[
                        la
                         ng
                          iS
                           .A
               Figura a - Tracciati del segnale in ingresso a gradino e del segnale in uscita filtrato
   Step Input Signal:                 Segnale in ingresso a gradino
   Signal:                            Segnale
   Bessel Filtered Output Signal:     Segnale in uscita filtrato secondo Bessel
   Time:                              Tempo
   -0.50:                             -0,50
   0.00:                              0,00
   0.50:                              0,50
   1.00:                              1,00
   1.50:                              1,50
   2.00:                              2,00
   2.50:                              2,50
               In figura a, sono mostrati i tracciati di un segnale in ingresso a gradino e del
               segnale in uscita filtrato secondo Bessel nonché il tempo di risposta del filtro di
               Bessel (tF).
               La costruzione dell’algoritmo di filtrazione di Bessel finale è un processo in più
               fasi che richiede parecchi cicli di iterazione. Lo schema del procedimento di
               iterazione è presentato di seguito.
 ---pagebreak--- 27.12.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 375/207 ---pagebreak--- L 375/208        IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
   Characteristics of Opacimeter:                     Caratteristiche dell’opacimetro
   Regulation:                                        Regolazione
   Data Acquisition System Sample Rate:               Frequenza di campionamento del sistema di
                                                      acquisizione
   required overall Bessel filter response time: Tempo complessivo richiesto di risposta del
                                                      filtro di Bessel
   Step 1:                                            Fase 1
   design of Bessel filter algorithm:                 Costruzione dell’algoritmo del filtro di Bessel
   Step 2:                                            Fase 2
   application of Bessel filter on step input:        Applicazione del filtro di Bessel all’ingresso a
                                                      gradino
   Step 3:                                            Fase 3
   adjustment of cut-off frequency:                   Regolazione della frequenza di taglio
   calculation of iterated filter response time: Calcolo del tempo di risposta del filtro iterato
   Step 4:                                            Fase 4
   deviation between tF and tFiter:                   Deviazione tra tF e tF,iter
   Step 5:                                            Fase 5
   Iteration:                                         Iterazione
   check for iteration criteria:                      Controllo del criterio di iterazione
   Step 6:                                            Fase 6
   yes:                                               sì
   final Bessel filter constants and algorithm: Costanti e algoritmo finali del filtro di Bessel
   Step 7:                                            Fase 7
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                             L 375/209
    2.2.   Calcolo dell’algoritmo di Bessel
           In questo esempio un algoritmo di Bessel viene sviluppato in più fasi secondo il
           procedimento iterativo di cui sopra basato sull’allegato 4, appendice 1, punto 6.1.
           Per l’opacimento e il sistema di acquisizione dei dati, si assumano le seguenti
           caratteristiche:
           - tempo di risposta fisica tp                 0,15 s
           - tempo di risposta elettrica te              0,05 s
           - tempo di risposta complessivo tAver 1,00 s               (per definizione del presente
                                                                      regolamento)
           - frequenza del campionamento                 150 Hz
           Fase 1: tempo di risposta richiesto del filtro di Bessel tF
                               tF = 12 − (0,152 + 0,052 ) = 0,987421 s
           Fase 2: stima della frequenza di taglio e calcolo delle costanti di Bessel E, K per
           la prima iterazione
           fc = 3,1415 / (10 * 0,987421) = 0,318152 Hz
           ∆t = 1 / 150 = 0,006667 s
           Ω = 1 / [tan (3,1415 * 0,006667 * 0,318152)] = 150,076644
                                                        1
                 E=                                                                    2
                                                                                         = 7,07948 ∗10 −5
                      1 + 150,076644 ∗ 3 ∗ 0,618034 + 0,618034 ∗150,076644
           K = 2 * 7,07948 * 10-5 * (0,618034 * 150,076644 - 1) – 1 = 0,970783
           Si ricava così l’algoritmo di Bessel:
           Yi = Yi-1 + 7,07948 * 10-5 * (Si + 2 * Si-1 + Si-2 - 4 * Yi-2) + 0,970783 * (Yi-1 - Yi-
                  2)
           dove Si rappresenta i valori del segnale in ingresso a gradino ("0" o "1"), e Yi
           rappresenta i valori filtrati del segnale in uscita.
           Fase 3: applicazione del filtro di Bessel ad un ingresso a gradino
           Il tempo di risposta tF del filtro di Bessel è definito come il tempo di risalita dal
           10 % al 90 % del segnale in uscita filtrato a seguito di un segnale in ingresso a
           gradino. Per la determinazione dei tempi di 10 % (t10) e 90 % (t90) del segnale
           di uscita, si deve applicare un filtro di Bessel ad un ingresso a gradino
           utilizzando i valori di fc, E e K visti sopra.
 ---pagebreak--- L 375/210   IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    27.12.2006
          I numeri indice, il tempo e i valori di un segnale in ingresso a gradino e i valori
          conseguenti del segnale in uscita filtrato per la prima e la seconda iterazione
          sono mostrati in tabella B. I punti adiacenti a t10 e t90 sono indicati in grassetto. In
          tabella B, prima iterazione, il valore del 10 % si incontra tra i numeri indice 30 e
          31, e il valore del 90 % tra i numeri indice 191 e 192. Per il calcolo di tF,iter si
          determinano i valori esatti di t10 e t90 mediante interpolazione lineare tra i punti
          di misurazione adiacenti, come segue:
                              t10=tlower + ∆t * (0,1-outlower)/(outupper - outlower)
                              t90=tlower + ∆t * (0,9-outlower)/(outupper - outlower)
          dove outupper e outlower, rispettivamente sono i punti adiacenti dei segnali in uscita filtrati
          secondo Bessel, e tlower è il tempo del punto di tempo adiacente, come indicato in tabella
          B.
                   t10 =0,200000+0,006667*(0,1-0,099208)/(0,104794-0,099208)=0,200945 s
                   t90 =1,273333+0,006667*(0,9-0,899147)/(0,901168-0,899147)=1,276147 s
          Fase 4: tempo di risposta del filtro per il primo ciclo di iterazione
                               tF,iter =   1,276147 - 0,200945 = 1,075202 s
          Fase 5: deviazione tra il tempo di risposta del filtro richiesto e quello ottenuto nel
          primo ciclo di iterazione
                            ∆ = (1,075202 - 0,987421) / 0,987421 = 0,081641
          Fase 6: controllo del criterio di iterazione
          Si richiede |∆| ≤ 0,01. Poiché 0,081641 < 0,01, il criterio di iterazione non è rispettato e
          bisogna avviare un ulteriore ciclo di iterazione. Per questo ciclo di iterazione, si calcola
          una nuova frequenza di taglio da fc e ∆ come segue:
                      f c,new  = 0,318152 * (1 + 0,081641) = 0,344126 Hz
          Questa nuova frequenza di taglio viene utilizzata nel secondo ciclo di iterazione
          iniziando di nuovo dalla fase 2. L’iterazione deve essere ripetuta fino a quando si rientra
          nel criterio di iterazione. I valori ottenuti nella prima e nella seconda iterazione sono
          riassunti in tabella A.
 ---pagebreak--- 27.12.2006   IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 375/211
                     Parametro                      Prima iterazione          Seconda iterazione
                    fc      (Hz)                       0,318152                   0,344126
                    E       (-)                        7,07948 * 10-5             8,272777 * 10-5
                    K       (-)                        0,970783                   0,968410
                    t10     (s)                        0,200945                   0,185523
                    t90     (s)                        1,276147                   1,179562
                    tF,iter (s)                        1,075202                   0,994039
                    ∆       (-)                        0,081641                   0,006657
                    fc,new (Hz)                        0,344126                   0,346417
           Tabella A - Valori della prima e della seconda iterazione
           Fase 7: algoritmo finale di Bessel
           Non appena si rientra nel criterio di iterazione, si calcolano le costanti finali del filtro di
           Bessel e l’algoritmo finale di Bessel secondo la fase 2. In questo esempio, il criterio di
           iterazione è stato rispettato dopo la seconda iterazione (∆ = 0,006657 ≤ 0,01).
           L’algoritmo finale viene poi usato per determinare gli indici di fumo medi (cfr. il
           successivo punto 2.3).
                 YI=Yi-1+8,272777*10-5*(Si+2*Si-1+Si-2-4*Yi-2)+0,968410*(Yi-1-Yi-2)
 ---pagebreak--- L 375/212     IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        27.12.2006
                                      Segnale in                        Segnale in uscita
                                       ingresso                             filtrato
                                       a gradino                               Yi
            Indice I     Tempo              Si                                 [-]
               [-]         [s]              [-]            Prima iterazione Seconda iterazione
                -2      -0,013333            0                   0,000000              0,000000
                -1
                        -0,006667            0                   0,000000              0,000000
                 0      0,000000             1                   0,000071              0,000083
                 1      0,006667             1                   0,000352              0,000411
                 2      0,013333             1                   0,000908              0,001060
                 3      0,020000             1                   0,001731              0,002019
                 4      0,026667             1                   0,002813              0,003278
                 5      0,033333             1                   0,004145              0,004828
                ~           ~                ~                       ~                     ~
               24       0,160000             1                   0,067877              0,077876
               25       0,166667             1                   0,072816              0,083476
               26       0,173333             1                   0,077874              0,089205
               27       0,180000             1                   0,083047              0,095056
               28       0,186667             1                   0,088331              0,101024
               29       0,193333             1                   0,093719              0,107102
               30       0,200000             1                   0,099208              0,113286
               31       0,206667             1                   0,104794              0,119570
               32       0,213333             1                   0,110471              0,125949
               33       0,220000             1                   0,116236              0,132418
               34       0,226667             1                   0,122085              0,138972
               35       0,233333             1                   0,128013              0,145605
               36       0,240000             1                   0,134016              0,152314
               37       0,246667             1                   0,140091              0,159094
                ~           ~                ~                       ~                     ~
               175      1,166667             1                   0,862416              0,895701
               176      1,173333             1                   0,864968              0,897941
               177      1,180000             1                   0,867484              0,900145
               178      1,186667             1                   0,869964              0,902312
               179      1,193333             1                   0,872410              0,904445
               180      1,200000             1                   0,874821              0,906542
               181      1,206667             1                   0,877197              0,908605
               182      1,213333             1                   0,879540              0,910633
               183      1,220000             1                   0,881849              0,912628
               184      1,226667             1                   0,884125              0,914589
               185      1,233333             1                   0,886367              0,916517
               186      1,240000             1                   0,888577              0,918412
               187      1,246667             1                   0,890755              0,920276
               188      1,253333             1                   0,892900              0,922107
               189      1,260000             1                   0,895014              0,923907
               190      1,266667             1                   0,897096              0,925676
               191      1,273333             1                   0,899147              0,927414
               192      1,280000             1                   0,901168              0,929121
               193      1,286667             1                   0,903158              0,930799
               194      1,293333             1                   0,905117              0,932448
               195      1,300000             1                   0,907047              0,934067
                ~           ~                ~                       ~                     ~
          Tabella B - Valori del segnale in ingresso a gradino e del segnale in uscita filtrato
                      secondo Bessel per il primo e il secondo ciclo di iterazione
 ---pagebreak--- 27.12.2006      IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                L 375/213
    2.3.   Calcolo degli indici di fumo
           Nello schema seguente è presentato un procedimento generale per la determinazione
           dell’indice finale di fumo.
    Speed:                                Regime
 ---pagebreak--- L 375/214         IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         27.12.2006
   Load Step:                                Gradino di carico
   raw opacity values N [%]:                 Valori di opacità grezzi N [%]
   conversion to light absorption
   coefficient k [1/m]:                      Conversione in coefficiente di assorbimento della luce k
   [1/m]
   filtering with Bessel filter              Filtrazione con filtro di Bessel
   selection of maximum
   k-value (peak) for each speed
   and load step:                            Scelta del valore massimo di k (picco) per ciascun regime e
                                             ciascun gradino di carico
   cycle validation for each speed:          Convalida del ciclo per ciascun regime
   calculation of mean smoke value
   for each speed:                           Calcolo dell’indice di fumo medio per ciascun regime
   calculation of the final smoke value: Calcolo dell’indice di fumo finale
   In figura b, sono mostrati i tracciati del segnale di opacità grezzo misurato e dei coefficienti di
   assorbimento della luce (k) non filtrato e filtrato del primo gradino di carico di una prova ELR ed è
   indicato il valore massimo Ymax1,A (picco) del tracciato di k filtrato. In maniera corrispondente, la
   tabella C contiene i valori numerici dell’indice i, del tempo (frequenza di campionamento 150 Hz),
   dell’opacità grezza, di k non filtrato e di k filtrato. La filtrazione è stata condotta utilizzando le
   costanti dell’algoritmo di Bessel sviluppato al punto 2.2 del presente allegato. Data la grande
   quantità di dati, sono riportate in tabella solo le parti del tracciato di fumo intorno all’inizio e al
   picco.
                         ]
                         %
                         [
                         N
                         àti
                           ca
                            p
                            O
                            .B
             Figura b        - Tracciati dell’opacità misurata N, del k del fumo non filtrato e del k del
                               fumo filtrato
   Peak = 0,5424 m:            Picco = 0,5424 m
   Opacity N:                  Opacità N
 ---pagebreak--- 27.12.2006          IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/215
    unfiltered Smoke k:            k non filtrato del fumo
    filtered Smoke k:              k filtrato del fumo
    Time [s]                       Tempo [s]
                  Il valore del picco (i = 272) è calcolato assumendo i seguenti dati della tabella C. Tutti
                  gli altri singoli indici di fumo sono calcolati allo stesso modo. All’inizio dell’algoritmo
                  s-1, s-2, y-1 e y-2 sono riportati a zero.
                  Calcolo del valore di k (allegato 4, appendice 1, punto 6.3.1):
                                                   LA (m)                               0,430
                                                  Indice I                               272
                                                   N (%)                               16,783
                                                 S271 (m-1)                           0,427392
                                                 S270 (m-1)                           0,427532
                                                Y271 (m-1)                            0,542383
                                                Y270 (m-1)                            0,542337
                                               1         ⎛ 16,783 ⎞                       -1
                                       k=-          ∗ ln ⎜1 −            ⎟ = 0,427252 m
                                             0,430       ⎝        100    ⎠
              Questo valore corrisponde a S272 nell’equazione seguente.
              Calcolo del valore medio di fumo secondo Bessel (allegato 4, appendice 1, punto 6.3.2)
              Nell’equazione che segue si usano le costanti di Bessel del precedente punto 2.2. Il valore
              effettivo di k non filtrato calcolato sopra corrisponde a S272 (Si). S271 (Si-1) e S270 (Si-2) sono
              i due precedenti valori non filtrati di k, Y271 (Yi-1) e Y270 (Yi-2) sono i due precedenti valori
              filtrati di k.
                  Y272 = 0,542383+8,272777*10-5*(0,427252+2*0,427392+0,427532-4*0,542337)+
                            0,968410*(0,542383-0,542337) = 0,542389 m-1
              Questo valore corrisponde a Ymax1,A nell’equazione seguente.
              Calcolo dell’indice di fumo finale (allegato 4, appendice 1, punto 6.3.3)
              Da ciascun tracciato del fumo si ricava il valore massimo filtrato di k per il calcolo
              ulteriore. Si assumano i valori seguenti:
 ---pagebreak--- L 375/216     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            27.12.2006
                                                             Ymax (m-1)
                   Regime             Ciclo 1                  Ciclo 2            Ciclo 3
                      A                0,5424                  0,5435             0,5587
                      B                0,5596                  0,5400             0,5389
                      C                0,4912                  0,5207             0,5177
             SVA = (0,5424 + 0,5435 + 0,5587) / 3             =                        0,5482 m-1
             SVB = (0,5596 + 0,5400 + 0,5389) / 3             =                        0,5462 m-1
             SVC = (0,4912 + 0,5207 + 0,5177) / 3             =                        0,5099 m-1
             SV      = (0,43*0,5482)+(0,56*0,5462)+(0,01*0,5099)                   =   0,5467 m-1
          Convalida del ciclo (allegato 4, appendice 1, punto 3.4)
          Prima di calcolare SV, il ciclo deve essere convalidato mediante calcolo delle deviazioni
          standard relative del fumo dei tre cicli per ciascun regime.
                       Regime        SV medio (m-1)             Deviazione standard       Deviazione standard
                                                                   assoluta (m-1)            relativa (%)
                          A               0,5482                       0,0091                     1,7
                          B               0,5462                       0,0116                     2,1
                          C               0,5099                       0,0162                     3,2
          In questo esempio, il criterio di convalida del 15 per cento è rispettato per tutti e tre i
          regimi.
 ---pagebreak--- 27.12.2006    IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 375/217
                                                   Tabella C
           Valore dell’opacità N, k non filtrato e k filtrato all’inizio del gradino di carico
                                                                          Valore di k   Valore di k
               Indice I          Tempo               Opacità N            non filtrato    filtrato
                 [-]               [s]                    [%]                [m-1]         [m-1]
                  -2            0,000000              0,000000             0,000000      0,000000
                  -1            0,000000              0,000000             0,000000      0,000000
                  0             0,000000              0,000000             0,000000      0,000000
                  1             0,006667              0,020000             0,000465      0,000000
                  2             0,013333              0,020000             0,000465      0,000000
                  3             0,020000              0,020000             0,000465      0,000000
                  4             0,026667              0,020000             0,000465      0,000001
                  5             0,033333              0,020000             0,000465      0,000002
                  6             0,040000              0,020000             0,000465      0,000002
                  7             0,046667              0,020000             0,000465      0,000003
                  8             0,053333              0,020000             0,000465      0,000004
                  9             0,060000              0,020000             0,000465      0,000005
                 10             0,066667              0,020000             0,000465      0,000006
                 11             0,073333              0,020000             0,000465      0,000008
                 12             0,080000              0,020000             0,000465      0,000009
                 13             0,086667              0,020000             0,000465      0,000011
                 14             0,093333              0,020000             0,000465      0,000012
                 15             0,100000              0,192000             0,004469      0,000014
                 16             0,106667              0,212000             0,004935      0,000018
                 17             0,113333              0,212000             0,004935      0,000022
                 18             0,120000              0,212000             0,004935      0,000028
                 19             0,126667              0,343000             0,007990      0,000036
                 20             0,133333              0,566000             0,013200      0,000047
                 21             0,140000              0,889000             0,020767      0,000061
                 22             0,146667              0,929000             0,021706      0,000082
                 23             0,153333              0,929000             0,021706      0,000109
                 24             0,160000              1,263000             0,029559      0,000143
                 25             0,166667              1,455000             0,034086      0,000185
                 26             0,173333              1,697000             0,039804      0,000237
                 27             0,180000              2,030000             0,047695      0,000301
                 28             0,186667              2,081000             0,048906      0,000378
                 29             0,193333              2,081000             0,048906      0,000469
                 30             0,200000              2,424000             0,057067      0,000573
                 31             0,206667              2,475000             0,058282      0,000693
                 32             0,213333              2,475000             0,058282      0,000827
                 33             0,220000              2,808000             0,066237      0,000977
                 34             0,226667              3,010000             0,071075      0,001144
                 35             0,233333              3,253000             0,076909      0,001328
                 36             0,240000              3,606000             0,085410      0,001533
                 37             0,246667              3,960000             0,093966      0,001758
                 38             0,253333              4,455000             0,105983      0,002007
                 39             0,260000              4,818000             0,114836      0,002283
                 40             0,266667              5,020000             0,119776      0,002587
                  ~                 ~                      ~                   ~              ~
 ---pagebreak--- L 375/218     IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
                                       Tabella C (continuazione)
          Valori dell’opacità N, k non filtrato e k filtrato intorno a Ymax1,A
                               (≡ picco, indicato in grassetto)
                                                                               k            k
               Indice i          Tempo              Opacità N             non filtrato  filtrato
                  [-]              [s]                   [%]                 [m-1]       [m-1]
                 259           1,726667             17,182000              0,438429    0,538856
                 260           1,733333             16,949000              0,431896    0,539423
                 261           1,740000             16,788000              0,427392    0,539936
                 262           1,746667             16,798000              0,427671    0,540396
                 263           1,753333             16,788000              0,427392    0,540805
                 264           1,760000             16,798000              0,427671    0,541163
                 265           1,766667             16,798000              0,427671    0,541473
                 266           1,773333             16,788000              0,427392    0,541735
                 267           1,780000             16,788000              0,427392    0,541951
                 268           1,786667             16,798000              0,427671    0,542123
                 269           1,793333             16,798000              0,427671    0,542251
                 270           1,800000             16,793000              0,427532    0,542337
                 271           1,806667             16,788000              0,427392    0,542383
                 272           1,813333             16,783000              0,427252    0,542389
                 273           1,820000             16,780000              0,427168    0,542357
                 274           1,826667             16,798000              0,427671    0,542288
                 275           1,833333             16,778000              0,427112    0,542183
                 276           1,840000             16,808000              0,427951    0,542043
                 277           1,846667             16,768000              0,426833    0,541870
                 278           1,853333             16,010000              0,405750    0,541662
                 279           1,860000             16,010000              0,405750    0,541418
                 280           1,866667             16,000000              0,405473    0,541136
                 281           1,873333             16,010000              0,405750    0,540819
                 282           1,880000             16,000000              0,405473    0,540466
                 283           1,886667             16,010000              0,405750    0,540080
                 284           1,893333             16,394000              0,416406    0,539663
                 285           1,900000             16,394000              0,416406    0,539216
                 286           1,906667             16,404000              0,416685    0,538744
                 287           1,913333             16,394000              0,416406    0,538245
                 288           1,920000             16,394000              0,416406    0,537722
                 289           1,926667             16,384000              0,416128    0,537175
                 290           1,933333             16,010000              0,405750    0,536604
                 291           1,940000             16,010000              0,405750    0,536009
                 292           1,946667             16,000000              0,405473    0,535389
                 293           1,953333             16,010000              0,405750    0,534745
                 294           1,960000             16,212000              0,411349    0,534079
                 295           1,966667             16,394000              0,416406    0,533394
                 296           1,973333             16,394000              0,416406    0,532691
                 297           1,980000             16,192000              0,410794    0,531971
                 298           1,986667             16,000000              0,405473    0,531233
                 299           1,993333             16,000000              0,405473    0,530477
                 300           2,000000             16,000000              0,405473    0,529704
                   ~                ~                     ~                    ~            ~
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    L 375/219
    3.     PROVA ETC
    3.1.      Emissioni gassose (motore diesel)
              Si assumano i seguenti risultati di prova per un sistema PDP-CVS.
                    V0            (m3/giro)                                         0,1776
                    Np            (giri)                                        23073
                    pB            (kPa)                                            98,0
                    p1            (kPa)                                             2,3
                    T             (K)                                             322,5
                    Ha            (g/kg)                                           12,8
                    NOx conce     (ppm)                                            53,7
                    NOx concd     (ppm)                                             0,4
                    CO conce      (ppm)                                            38,9
                    CO concd      (ppm)                                             1,0
                    HC conce      (ppm) senza cutter                                9,00
                    HC concd      (ppm) senza cutter                                3,02
                    HC conce      (ppm) con cutter                                  1,20
                    HC concd      (ppm) con cutter                                  0,65
                    CO2,conce     (%)                                               0,723
                    Wact          (kWh)                                            62,72
           Calcolo del flusso di gas di scarico diluito (allegato 4, appendice 2, punto 4.1)
           MTOTW       = 1,293 * 0,1776 * 23073 * (98,0 - 2,3) * 273 / (101,3 * 322,5)
                       = 4237,2 kg
           Calcolo del fattore di correzione di NOx (allegato 4, appendice 2, punto 4.2)
                                              1
                       K      =                                    = 1,039
                                1 - 0,0182 ⋅ (12,8 - 10,71)
                         H, D
            Calcolo della concentrazione di NMHC con il metodo NMC (allegato 4, appendice 2,
            punto 4.3.1), assumendo un’efficienza riferita al metano pari a 0,04 e un’efficienza riferita
            all’etano pari a 0,98:
 ---pagebreak--- L 375/220     IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
                                              9,0 × (1 - 0.04) - 1,2
                             NMHC conce =                              = 7,91 ppm
                                                   0,98 - 0,04
                                             3,02 × (1 - 0,04) - 0,65
                            NMHC concd =                                  = 2,39 ppm
                                                   0,98 - 0,04
          Calcolo delle concentrazioni con correzione del fondo (allegato 4, appendice 2, punto 4.3.1.1)
          Assumendo un carburante diesel di composizione C1H1,8
                                                           1
                             Fs = 100 ⋅                                           = 13,6
                                        1 + (1,8/2) + (3,76 ⋅ (1 + (1,8/4))
                                                     13,6
                                 DF =                                        = 18,69
                                        0,723 + (9,00 + 38,9) ⋅ 10     -4
                      NOx conc          = 53,7 – 0,4 · (1 - (1/18,69)) = 53,3 ppm
                      COconc            = 38,9 – 1,0 · (1 - (1/18,69)) = 37,9 ppm
                      HCconc            = 9,00 - 3,02 · (1 - (1/18,69)) = 6,14 ppm
                      NMHCconc          = 7,91 - 2,39 · (1 - (1/18,69)) = 5,65 ppm
          Calcolo del flusso massico delle emissioni (allegato 4, appendice 2, punto 4.3.1)
                      NOx mass      = 0,001587 · 53,3 · 1,039 · 4237,2               = 372,391 g
                      COmass        = 0,000966 · 37,9 · 4237,2                       = 155,129 g
                      HCmass        = 0,000479 · 6,14 · 4237,2                       = 12,462 g
                      NMHCmass = 0,000479 · 5,65 · 4237,2                            = 11,467 g
          Calcolo delle emissioni specifiche (allegato 4, appendice 2, punto 4.4)
                        NO x    =   372,391 / 62,72 = 5,94 g/kWh
                        CO       = 155,129 / 62,72 = 2,47 g/kWh
                        HC       =   12,462 / 62,72          = 0,199 g/kWh
                        NMHC = 11,467 / 62,72                = 0,183 g/kWh
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/221
    3.2.   Emissioni di particolato (motore diesel)
           Si assumano i seguenti risultati di prova per un sistema PDP-CVS con doppia diluizione
                       MTOTW (kg)                                         4237,2
                       Mf,p (mg)                                           3,030
                       Mf,b (mg)                                           0,044
                       MTOT (kg)                                           2,159
                       MSEC (kg)                                           0,909
                       Md (mg)                                             0,341
                       MDIL (kg)                                           1,245
                       DF                                                  18,69
                       Wact (kWh)                                          62,72
           Calcolo delle emissioni massiche (allegato 4, appendice 2, punto 5.1)
                                      Mf = 3,030 + 0,044          = 3,074 mg
                                      MSAM = 2,159 - 0,909 = 1,250 kg
                                                3,074 4237,2
                                     PTmass =          ∗           = 10,42     g
                                                1,250 1000
           Calcolo delle emissioni massiche con correzione del fondo (allegato 4, appendice 2,
           punto 5.1)
                               ⎡ 3,074 ⎛ 0,341 ⎛                1 ⎞ ⎞⎤ 4237,2
                      PTmass = ⎢        − ⎜⎜        ∗ ⎜1 −          ⎟ ⎟⎟⎥ ∗      = 9,32 g
                               ⎣ 1, 250    ⎝ 1, 245   ⎝     18  ,69 ⎠  ⎠⎦   1000
            Calcolo delle emissioni specifiche (allegato 4, appendice 2, punto 5.2):
                                    NO x = 372,391 / 62,72 = 5,94 g/kWh
                                     CO = 155,129 / 62,72 = 2,47 g/kWh
                                     HC = 12,462 / 62,72 = 0,199 g/kWh
    3.3.      Emissioni gassose (motore a GN)
              Si assumano i seguenti risultati di prova per un sistema PDP-CVS
 ---pagebreak--- L 375/222   IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       27.12.2006
                MTOTW        (kg)                                              4237,2
                Ha           (g/kg)                                              12,8
                NOx conce    (ppm)                                               17,2
                NOx concd    (ppm)                                                0,4
                CO conce     (ppm)                                               44,3
                CO concd     (ppm)                                                1,0
                HC conce     (ppm) senza cutter                                  27,0
                HC concd     (ppm) senza cutter                                   2,02
                HC conce     (ppm) senza cutter                                  18,0
                HC concd     (ppm) con cutter                                     0,65
                CH4 conce    (ppm)                                               18,0
                CH4 concd    (ppm)                                                1,1
                CO2,conce    (%)                                                  0,723
                Wact         (kWh)                                               62,72
          Calcolo del fattore di correzione di NOx (allegato 4, appendice 2, punto 4.2)
                                                       1
                              K     =                                  = 1,074
                                      1 - 0,0329 × (12,8 - 10,71)
                                H,G
          Calcolo della concentrazione di NMHC (allegato 4, appendice 2, punto 4.3.1)
          a) metodo GC
                                NMHCconce = 27,0 - 18,0 = 9,0 ppm
          b) metodo NMC
          Assumendo un’efficienza riferita al metano pari a 0,04 e un’efficienza riferita all’etano pari
          a 0,98 (cfr. allegato 4, appendice 5, punto 1.8.4)
                                            27,0 ⋅ (1 - 0,04) - 18,0
                            NMHC conce =                               = 8,4 ppm
                                                   0,98 - 0,04
                                           2,02 ⋅ (1 - 0,04) - 0,65
                           NMHC concd =                                = 1,37 ppm
                                                  0,98 - 0,04
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                     Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            L 375/223
           Calcolo delle concentrazioni con correzione del fondo (allegato 4, appendice 2,
           punto 4.3.1.1)
           Assumendo un carburante 100 % metano di composizione C1H4
                                                               1
                                 FS = 100 ⋅                                      = 9,5
                                            1 + (4/2) + (3,76 × (1 + (4/4)))
                                                           9,5
                                   DF =                                      = 13,01
                                          0,723 + (27,0 + 44,3) ⋅ 10      -4
           Per gli NMHC con il metodo GC, la concentrazione di fondo è la differenza tra HCconcd e
           CH4 concd
                NOx conc     = 17,2 - 0,4 · (1 - (1/13,01)) = 16,8 ppm
                COconc       = 44,3 - 1,0 · (1 - (1/13,01)) = 43,4 ppm
                NMHCconc     = 8,4 - 1,37 · (1 - (1/13,01)) = 7,13 ppm                    (metodo NMC)
                NMHCconc     = 9,0 - 0,92 · (1 - (1/13,01)) = 8,15 ppm                    (metodo GC)
                CH4 conc     = 18,0 - 1,1 · (1 - (1/13,01)) = 17,0 ppm                    (metodo GC)
           Calcolo del flusso massico delle emissioni (allegato 4, appendice 2, punto 4.3.1)
                NOx mass     = 0,001587 · 16,8 · 1,074 · 4237,2 =121,330 g
                COmass       = 0,000966 · 43,4 · 4237,2 = 177,642 g
                NMHCmass = 0,000516 · 7,13 · 4237,2 = 15,589 g                      (metodo NMC)
                NMHCmass = 0,000516 · 8,15 · 4237,2 = 17,819 g                      (metodo GC)
                CH4 mass     = 0,000552 · 17,0 · 4237,2 = 39,762 g                  (metodo GC)
           Calcolo delle emissioni specifiche (allegato 4, appendice 2, punto 4.4)
                   NOx       = 121,330/62,72           = 1,93 g/kWh
                   CO        = 177,642/62,72           = 2,83 g/kWh
                   NMHC = 15,589/62,72                 = 0,249 g/kWh                       (metodo NMC)
 ---pagebreak--- L 375/224          IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                 27.12.2006
                          NMHC = 17,819/62,72                     = 0,284 g/kWh                            (metodo GC)
                          CH 4        = 39,762/62,72              = 0,634 g/kWh                            (metodo GC)
   4.           FATTORE DI SPOSTAMENTO λ (Sλ)
   4.1.         Calcolo del fattore di spostamento λ (Sλ) 5/
                                                                    2
                                           Sλ =
                                                   ⎛ inert % ⎞⎛           m⎞ O *
                                                   ⎜1 -           ⎟⎜ n + ⎟ - 2
                                                   ⎝      100 ⎠⎝          4 ⎠ 100
              dove:
              Sλ             =         fattore di spostamento λ
              inert %        =         % in volume di gas inerti nel carburante (cioè N2, CO2, He, ecc.)
              O2*            =         % in volume dell’ossigeno originale nel carburante
              nem            =         sono riferiti al CnHm medio rappresentativo degli idrocarburi del
                                      carburante, cioè
                             ⎡ CH 4 % ⎤        ⎡ C2 % ⎤         ⎡ C3 % ⎤        ⎡ C4 % ⎤         ⎡ C5 % ⎤
                         1∗ ⎢            + 2 ∗           +  3 ∗ ⎢       ⎥ + 4 ∗           +  5 ∗ ⎢⎣ 100 ⎥⎦ + ..
                             ⎣   100 ⎥⎦        ⎢⎣ 100 ⎥⎦        ⎣ 100 ⎦         ⎢⎣ 100 ⎥⎦
                      n=
                                                                diluent %
                                                           1−
                                                                   100
                                ⎡ CH 4 % ⎤         ⎡ C2 H 4 % ⎤        ⎡ C2 H 6 % ⎤        ⎡ C3 H 8 % ⎤
                            4∗⎢            + 4   ∗ ⎢ 100 ⎥       + 6 ∗ ⎢ 100 ⎥       + 8 ∗ ⎢ 100 ⎥ + ..
                                ⎣  100 ⎥⎦          ⎣          ⎦        ⎣           ⎦       ⎣           ⎦
                       m=
                                                                diluent %
                                                            1−
                                                                    100
                      dove:
                 CH4    = % in volume di metano nel carburante
                 C2     = % in volume di tutti gli idrocarburi C2 (per es. C2H6, C2H4, ecc.) nel carburante;
                 C3     = % in volume di tutti gli idrocarburi C3 (per es. C3H8, C3H6, ecc.) nel carburante;
                 C4     = % in volume di tutti gli idrocarburi C4 (per es. C4H10, C4H8, ecc.) nel carburante;
                 C5     = % in volume di tutti gli idrocarburi C5 (per es. C5H12, C5H10, ecc.) nel
                         carburante;
                 diluent = % in volume di gas di diluizione nel carburante (per es. O2*, N2, CO2, He,
                               ecc.).
   5/ Stoichiometric Air/Fuel ratios of automotive fuels: SAE J1829, giugno 1987.
       John B. Heywood, Internal Combustion Engine Fundamentals, McGraw-Hill, 1988, capitolo 3.4. “Combustion
       stoichiometry” (pagine 68-72).
 ---pagebreak--- 27.12.2006     IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 375/225
    4.2.          Esempio del calcolo del fattore di spostamento λ Sλ:
                  Esempio 1: G25: CH4 = 86%, N2 = 14% (in volume)
                                ⎡ CH % ⎤            ⎡C % ⎤
                           1 ∗ ⎢ 4 ⎥ + 2 ∗ ⎢ 2 ⎥ + ..
                                                                         1 ∗ 0,86 0,86
                      n= ⎣
                                   100 ⎦            ⎣ 100 ⎦            =             =         =1
                                          diluent %                             14 0,86
                                      1-                                  1-
                                               100                            100
                                  ⎡ CH % ⎤              ⎡C H % ⎤
                              4 ∗ ⎢ 4 ⎥ + 4 ∗ ⎢ 2 4 ⎥ + ..
                                  ⎣ 100 ⎦               ⎣ 100 ⎦                   4 ∗ 0,86
                        m=                                                     =             =4
                                            1-
                                                diluent %                           0 ,86
                                                   100
                                            2                                  2
                       Sλ =                                      =                          = 1,16
                             ⎛ inert % ⎞⎛         m ⎞ O2 * ⎛             14 ⎞ ⎛          4⎞
                             ⎜1 -          ⎟⎜ n + ⎟ -               ⎜1 -      ⎟ x ⎜1+ ⎟
                             ⎝     100 ⎠⎝         4 ⎠ 100 ⎝ 100 ⎠ ⎝                      4⎠
           Esempio 2: GR: CH4 = 87 %, C2H6 = 13 % (in volume)
                         ⎡ CH % ⎤           ⎡C %⎤
                      1∗ ⎢ 4 ⎥ + 2 ∗ ⎢ 2 ⎥ + ..
                             100 ⎦          ⎣ 100 ⎦              1∗0,87 + 2 ∗0,13 1,13
                 n= ⎣                                        =                           =       = 1,13
                                    diluent%                                 0               1
                                1-                                      1-
                                       100                                 100
                              ⎡ CH 4 % ⎤        ⎡C H % ⎤
                          4∗⎢          ⎥ + 6 ∗ ⎢ 2 6 ⎥ + ..
                              ⎣ 100 ⎦           ⎣ 100 ⎦                4 ∗ 0,87 + 6 ∗ 0,13
                     m=                                              =                       = 4,26
                                         diluent %                               1
                                     1-
                                             100
                                        2                                     2
                   Sλ =                                     =                                  = 0,911
                        ⎛ inert % ⎞⎛          m ⎞ O2 * ⎛              0 ⎞ ⎛             4,26 ⎞
                        ⎜1 -          ⎟⎜ n + ⎟ -               ⎜1 -      ⎟ ∗ ⎜ 1,13 +        ⎟
                        ⎝       100 ⎠⎝        4 ⎠ 100 ⎝ 100 ⎠ ⎝                           4 ⎠
           Esempio 3: USA: CH4 = 89 %, C2H6 = 4,5 %, C3H8 = 2,3 %, C6H14 = 0,2 %, O2 = 0,6 %,
           N2 = 4%
 ---pagebreak--- L 375/226   IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          27.12.2006
               ⎡ CH % ⎤          ⎡C %⎤
            1x⎢ 4 ⎥ + 2x⎢ 2 ⎥ + ..
                                                    1∗0,89 + 2 ∗0,045+ 3 ∗0,023+ 4 ∗0,002
          n= ⎣
                  100 ⎦          ⎣ 100 ⎦        =                                                = 1,11
                     1-
                         diluent%
                                                                        1-
                                                                            (0,64 + 4)
                             100                                               100
                      ⎡ CH 4 % ⎤       ⎡C H % ⎤              ⎡C H % ⎤                ⎡C H % ⎤
                  4∗⎢          ⎥ + 4 ∗ ⎢ 2 4 ⎥ + 6 ∗ ⎢ 2 6 ⎥ + ..+ 8 ∗ ⎢ 3 8 ⎥
              m=      ⎣ 100 ⎦          ⎣ 100 ⎦               ⎣ 100 ⎦                 ⎣ 100 ⎦ =
                                                      diluent %
                                                 1-
                                                         100
                           4 ∗ 0,89 + 4 ∗ 0,045 + 8 ∗ 0,023 + 14 ∗ 0,002
                         =                                                      = 4,24
                                                   0,6 + 4
                                              1-
                                                     100
                                 2                                         2
            Sλ =                                    =                                     = 0,96
                  ⎛ inert % ⎞⎛        m ⎞ O2 * ⎛               4 ⎞ ⎛           4,24 ⎞ 0,6
                  ⎜1 -         ⎟⎜ n + ⎟ -              ⎜1 -       ⎟ ∗ ⎜ 1,11 +      ⎟-
                  ⎝      100 ⎠⎝        4 ⎠ 100 ⎝ 100 ⎠ ⎝                        4 ⎠ 100
                                               __________
 ---pagebreak--- 27.12.2006        IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                              L 375/227
                                                        Allegato 9
                               REQUISITI TECNICI SPECIFICI RELATIVI AI
                               MOTORI DIESEL ALIMENTATI A ETANOLO
    Nel caso dei motori diesel a etanolo, ai procedimenti di prova di cui all’allegato 4 del presente
    regolamento devono essere applicate le seguenti modifiche specifiche dei punti, delle equazioni e dei
    fattori appropriati.
    Nell’allegato 4, appendice 1
    4.2.         Correzione secco/umido
                                                              1,877
                                            FFH =
                                                     ⎛               G       ⎞
                                                     ⎜⎜1 + 2,577 ⋅ FUEL      ⎟⎟
                                                      ⎝              G AIRW   ⎠
    4.3.         Correzione del valore di NOx in funzione dell’umidità e della temperatura
                                   K                               1
                                            1 A (H 10,71) B (T 298)
                                          =
                                     H, D
                                             +     ⋅     a
                                                           −          +   ⋅    a
                                                                                 −
                 in cui:
                 A=       0,181 GFUEL/GAIRD – 0,0266
                 B=       - 0,123 GFUEL/GAIRD + 0,00954
                 Ta =     temperatura dell’aria, K
                 Ha =     umidità dell’aria di aspirazione, g di acqua per kg di aria secca
    4.4.         Calcolo delle portate massiche di emissione
                 Le portate massiche di emissione (g/h) per ciascuna modalità si calcolano come segue,
                 assumendo per la densità del gas di scarico un valore di 1,272 kg/m3 a 273 K (0°C) e 101,3
                 kPa:
                 1)    NOx mass                                               = 0,001613 · NOx conc · KH,D · GEXHW
                 2)    COmass                                                 = 0,000982 · COconc · GEXHW
                 3)    HCmass                                                 = 0,000809 · HCconc · KH,D · GEXHW
                 dove NOx conc, COconc, HCconc 1/ sono le concentrazioni medie (ppm) nel gas di scarico
                 grezzo, determinate secondo il punto 4.1.
    1/       Su base C1 equivalente.
 ---pagebreak--- L 375/228         IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                            27.12.2006
                Se, in alternativa, le emissioni gassose vengono determinate con un sistema di diluizione a
                flusso totale, si applicano le formule seguenti:
                1)     NOx mass                                              = 0,001587 · NOx conc · KH,D · GTOTW
                2)     COmass                                                = 0,000966 · COconc · GTOTW
                3)     HCmass                                                = 0,000795 · HCconc· GTOTW
                dove NOx conc, COconc, HCconc 1/ sono le concentrazioni medie con correzione del fondo
                (ppm) per ciascuna modalità nel gas di scarico diluito, determinate secondo l’allegato 4,
                appendice 2, punto 4.3.1.1.
   Nell’allegato 4, appendice 2
   I punti 3.1, 3.4, 3.8.3 e 5 dell’appendice 2 non si applicano solo ai motori diesel, ma anche ai motori
   diesel alimentati con etanolo.
   4.2.         Le condizioni della prova devono essere predisposte in modo che la temperatura e l’umidità
                dell’aria misurate all’aspirazione del motore siano regolate per le condizioni normali
                durante lo svolgimento della prova. Il valore normale deve essere 6 ∀ 0,5 g di acqua per kg
                di aria secca ad un intervallo di temperatura di 298 ∀ 3 K. Entro questi limiti, non è
                necessaria un’ulteriore correzione di NOX. La prova è nulla se queste condizioni non sono
                soddisfatte.
   4.3.         Calcolo del flusso massico delle emissioni
   4.3.1.       Sistemi a flusso massico costante
                Per sistemi con scambiatore di calore, la massa degli inquinanti (g/prova) viene determinata
                con le equazioni seguenti:
                1) NOX mass = 0,001587 · NOX conc · KH,D · MTOTW (motori a etanolo)
                2) CO mass = 0,000966 · CO conc MTOTW (motori a etanolo)
                3) HC mass = 0,000794 · HC conc · MTOTW’ (motori a etanolo)
 ---pagebreak--- 27.12.2006        IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 375/229
                dove:
                NOx conc, CO conc, HC conc, 1/ NMHC conc = concentrazioni medie con correzione del fondo
                ricavate nell’arco del ciclo mediante integrazione (metodo obbligatorio per NOx e HC) o
                misura in sacchetto, ppm.
                MTOTW = massa totale del gas di scarico diluito su tutto il ciclo come determinata al punto
                4.1, kg.
    4.3.1.1.    Determinazione delle concentrazioni con correzione del fondo
                La concentrazione di fondo media degli inquinanti gassosi nell’aria di diluizione deve
                essere sottratta alle concentrazioni misurate per ottenere le concentrazioni nette degli
                inquinanti. I valori medi delle concentrazioni di fondo possono essere determinati mediante
                il metodo del sacchetto di campionamento oppure mediante misurazione continua e
                integrazione. Usare la formula seguente.
                                       conc = conce - concd * (1 - (1/DF))
                dove:
                conc     = concentrazione dell’inquinante nel gas di scarico
                            diluito, corretta tenendo conto della quantità dello
                            stesso inquinante contenuta nell’aria di diluizione, ppm
                conce = concentrazione dell’inquinante misurata nel gas di
                            scarico diluito, ppm
                concd = concentrazione dell’inquinante misurata nell’aria di
                            diluizione, ppm
                DF       = fattore di diluizione
                Il fattore di diluizione si calcola nel modo seguente:
                                                                F
                              DF =                                S
                                     CO 2, conce + (HC conce + CO conce ) *10 - 4
                dove:
                CO2,conce = concentrazione di CO2 nel gas di scarico diluito, % vol
                HCconce = concentrazione di HC nel gas di scarico diluito, ppm C1
    1/    Su base C1 equivalente.
 ---pagebreak--- L 375/230    IT                                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      27.12.2006
          COconce           = concentrazione di CO nel gas di scarico diluito, ppm
          FS                = fattore stechiometrico
          Le concentrazioni misurate su secco devono essere convertite nel valore su umido
          conformemente all’allegato 4, appendice 1, punto 4.2.
          Il fattore stechiometrico per la composizione del carburante generale CHαOßNY si calcola
          nel modo seguente:
                                                                          1
                               FS = 100          ⋅
                                                        α                 ⎛        α β ⎞           γ
                                                   1+       + 3,76 ⋅ ⎜ 1 +             -    ⎟ +
                                                        2                 ⎝        4 2 ⎠          2
          In alternativa, se la composizione del carburante non è nota, si può usare il fattore
          stechiometrico seguente:
          FS (etanolo) = 12,3
   4.3.2. Sistemi con compensazione del flusso
          Per sistemi senza scambiatore di calore, la massa degli inquinanti (g/prova) deve essere
          determinata calcolando le emissioni massiche istantanee e integrando i valori istantanei
          nell’arco del ciclo. La correzione del fondo deve essere applicata direttamente al valore di
          concentrazione istantaneo. Si applicano le formule seguenti:
          1) NOx mass =
             n
           ∑= (M
           i   1
                    TOTW, i
                            ⋅ NO x
                                   conce, i
                                            ⋅ 0,001587)  − (M TOTW    ⋅ NO x
                                                                             concd
                                                                                   ⋅ (1 − 1/DF) ⋅ 0,001587)
          2) COmass =
            n
          ∑
          i =1
                (M TOTW,i ∗ CO conc ,i ∗ 0,000966)
                                    e                      −(M TOTW ∗ CO conc d ∗(1 − 1/DF) ∗ 0,000966)
 ---pagebreak--- 27.12.2006  IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  L 375/231
           3) HCmass =
            n
           ∑
           i=1
              (M TOTW,i ∗ HC conc ,i ∗ 0,000479)
                                 e                  −(M TOTW ∗ HC conc d ∗(1 − 1/DF) ∗ 0,000479)
           dove:
           conce         =    concentrazione dell’inquinante misurata
                              nel gas di scarico diluito, ppm
           concd         =    concentrazione dell’inquinante misurata
                              nell’aria di diluizione, ppm
           MTOTW,I       =    massa istantanea del gas di scarico diluito (cfr. punto 4.1), kg
           MTOTW         =    massa totale di gas di scarico diluito nell’arco del ciclo
                              (cfr. punto 4.1), kg
           DF            =    fattore di diluizione determinato conformemente al punto 4.3.1.1.
    4.4.   Calcolo delle emissioni specifiche
           Calcolare le emissioni (g/kWh) per tutti i singoli componenti nel modo seguente:
           NO x = NO x mass / Wact
           CO = CO mass / Wact
           HC = HC mass / Wact
           dove:
           Wact = lavoro nel ciclo effettivo determinato conformemente al punto 3.9.2, kWh
                                                  ____________