CELEX: E2013J0024
Language: it
Date: 2014-08-29 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 29 agosto 2014 , nella causa E-24/13 — Casino Admiral AG/Wolfgang Egger (Libertà di stabilimento — Libera prestazione dei servizi — Obbligo di trasparenza — Principi di equivalenza e di efficacia)

19.3.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 92/32
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 29 agosto 2014
   nella causa E-24/13
   Casino Admiral AG/Wolfgang Egger
   (Libertà di stabilimento — Libera prestazione dei servizi — Obbligo di trasparenza — Principi di equivalenza e di efficacia)
   (2015/C 92/06)
   Nella causa E-24/13, Casino Admiral AG/Wolfgang Egger — ISTANZA della Corte statale di giustizia del Principato del Liechtenstein (Staatsgerichtshof des Fürstentums Liechtenstein), ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, d’interpretazione degli articoli 31 e 36 dell’accordo SEE e dell’obbligo di trasparenza da essi sancito, nel contesto di una procedura di aggiudicazione di una concessione per casinò — la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente, Per Christiansen e Páll Hreinsson (giudice relatore), giudici, si è pronunciata il 29 agosto 2014 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               In mancanza di disposizioni specifiche, nell’aggiudicare concessioni di servizi le autorità nazionali rimangono vincolate dalle norme fondamentali del diritto SEE. Questo non impedisce alle autorità nazionali di attribuire ai criteri di aggiudicazione una ponderazione relativa; rimane tuttavia il dovere di ottemperare all’obbligo di trasparenza. Quest’ultimo implica che la ponderazione relativa non può alterare i criteri di aggiudicazione originari, né essere di natura tale da incidere significativamente sulla preparazione delle offerte, né essere fonte probabile di discriminazione nei confronti di uno degli offerenti.
            
         
               2.
            
            
               L’obbligo di trasparenza non impone necessariamente alle autorità nazionali di risolvere un contratto, o ai tribunali nazionali di sospendere una decisione di aggiudicazione, ogni volta che si produce una violazione di tale obbligo in rapporto all’aggiudicazione di una concessione di servizi. Nel valutare le circostanze del caso in questione, il tribunale nazionale deve tuttavia prendere in considerazione i mezzi di ricorso disponibili per garantire che non sussistano effetti contrari agli articoli 31 e 36 dell’accordo SEE e che l’aggiudicazione di una concessione serva in modo adeguato l’interesse pubblico alla buona amministrazione, affinché l’aggiudicazione sia effettuata in un modo che non risulti né arbitrario né discriminatorio. In mancanza di norme SEE sui mezzi di ricorso spetta all’ordinamento giuridico nazionale disciplinare le procedure giuridiche idonee a garantire la tutela dei diritti che derivano da tale obbligo in capo ai singoli, in modo che tali vie di ricorso non siano meno favorevoli delle analoghe procedure di natura interna, né rendano praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio di tali diritti.