CELEX: 
Language: it
Date: 2006-12-06 00:00:00
Title: 2006/809/CE,Euratom: Decisione del Parlamento europeo, del 27 aprile 2006 , sulla chiusura dei conti relativi all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2004, Sezione III — Commissione#Risoluzione del Parlamento europeo recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2004, Sezione III — Commissione

6.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 340/3
            
         
      DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   
   del 27 aprile 2006
   sulla chiusura dei conti relativi all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2004, Sezione III — Commissione
   (2006/809/CE, Euratom)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   
               —
            
            
               visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2004 (1),
            
         
               —
            
            
               visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi alle operazioni di bilancio dell'esercizio finanziario 2004 — Volume I — Relazioni consolidate sull'esecuzione del bilancio e stati finanziari consolidati (SEC(2005)1158 — C6-0352/2005, SEC(2005)1159 — C6-0351/2005) (2),
            
         
               —
            
            
               vista la relazione della Commissione sul seguito dato alle decisioni di discarico 2003 (COM(2005)0449, COM(2005)0448) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione allegato alla relazione della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2003 (SEC(2005)1161),
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione dal titolo «Sintesi 2004» (COM(2005)0256),
            
         
               —
            
            
               vista la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2004, presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2005)0257),
            
         
               —
            
            
               visto il parere n. 2/2004 della Corte dei conti sul modello di audit unico (single audit) (e proposta concernente un quadro di controllo interno comunitario) (3),
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti europea del 15 giugno 2005 su un percorso verso un quadro di controllo interno integrato(COM(2005)0252),
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti europea concernente un piano d'azione della Commissione per un quadro di controllo interno integrato (COM(2006)0009),
            
         
               —
            
            
               viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esercizio finanziario 2004, accompagnate dalle risposte delle istituzioni controllate (4),
            
         
               —
            
            
               vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE (5),
            
         
               —
            
            
               vista la raccomandazione del Consiglio del 14 marzo 2006 (5971/2006 — C6-0092/2006),
            
         
               —
            
            
               visti gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE e gli articoli 179 bis e 180 ter del trattato Euratom,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (6), e in particolare gli articoli 145, 146 e 147,
            
         
               —
            
            
               visti l'articolo 70 e l'allegato V del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A6-0108/2006),
            
         
               A.
            
            
               considerando che, a norma dell'articolo 275 del trattato CE, la redazione dei conti annuali compete alla Commissione,
            
         
               1.
            
            
               approva la chiusura dei conti relativi all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2004;
            
         
               2.
            
            
               incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti nonché alle istituzioni di controllo nazionali e regionali degli Stati membri, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Josep BORRELL FONTELLES
         
      
      
         
            Il segretario generale
         
         Julian PRIESTLEY
         
      
   
   
      (1)  GU L 53 del 23.2.2004.
   
      (2)  GU C 302 del 30.11.2005, pag. 1.
   
      (3)  GU C 107 del 30.4.2004, pag. 1.
   
      (4)  GU C 301 del 30.11.2005, pag. 1.
   
      (5)  GU C 302 del 30.11.2005, pag. 100.
   
      (6)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
   
      
         RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
      
      recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2004, Sezione III — Commissione
      IL PARLAMENTO EUROPEO,
      
                  —
               
               
                  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2004 (1),
               
            
                  —
               
               
                  visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee per l'esercizio finanziario 2004 — Volume I — Relazioni consolidate sull'esecuzione del bilancio e stati finanziari consolidati (SEC(2005)1158 — C6-0352/2005, SEC(2005)1159 — C6-0351/2005) (2),
               
            
                  —
               
               
                  vista la relazione della Commissione sul seguito dato alle decisioni di discarico 2003 (COM(2005)0449, COM(2005)0448) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2003 (SEC(2005)1161),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione dal titolo «Sintesi 2004» (COM(2005)0256),
               
            
                  —
               
               
                  vista la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2004, presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2005)0257),
               
            
                  —
               
               
                  visto il parere n. 2/2004 della Corte dei conti sul modello di audit unico (single audit) (e proposta concernente un quadro di controllo interno comunitario) (3),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti europea del 15 giugno 2005 su un percorso verso un quadro di controllo interno integrato (COM(2005)0252),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti europea concernente un Piano d'azione della Commissione per un quadro di controllo interno integrato (COM(2006)0009),
               
            
                  —
               
               
                  viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esercizio finanziario 2004, accompagnate dalle risposte delle istituzioni controllate (4),
               
            
                  —
               
               
                  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE (5),
               
            
                  —
               
               
                  vista la raccomandazione del Consiglio del 14 marzo 2006 (5971/2006 — C6-0092/2006),
               
            
                  —
               
               
                  visti gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE e gli articoli 179 bis e 180 ter del trattato Euratom,
               
            
                  —
               
               
                  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (6), e in particolare gli articoli 145, 146 e 147,
               
            
                  —
               
               
                  visti l'articolo 70 e l'allegato V del suo regolamento,
               
            
                  —
               
               
                  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A6-0108/2006),
               
            
                  A.
               
               
                  considerando che l'elevata qualità dell'informazione finanziaria dipende da un'eccellente gestione finanziaria, che a sua volta genera benefici economici reali,
               
            
                  B.
               
               
                  considerando che l'attribuzione in seno alla Commissione di chiare responsabilità ai fini della produzione dei dati informativi finanziari e la previsione per gli stessi di un'idonea procedura di visto a livello centrale contribuisce alla qualità del reporting finanziario,
               
            
                  C.
               
               
                  considerando che, nella sua risoluzione del 12 aprile 2005 (7) relativa al discarico per il 2003, il Parlamento ha proposto che ogni Stato membro fornisca, per l'utilizzo fatto dei fondi UE, una dichiarazione formale di trasparenza ex ante e una dichiarazione di affidabilità (DAS (8)) ex post,
               
            
                  D.
               
               
                  considerando che le procedure a tal fine sono stabilite dal regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali (9) ed attuate tramite il regolamento (CE) n. 438/2001 della Commissione (10) e il regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune (11) per quanto concerne il FEAGA e il FEASR,
               
            
                  E.
               
               
                  considerando che il regolamento (CE) n. 1290/2005 introduce un sistema che prevede i seguenti tre livelli per le dichiarazioni annuali ex post da parte degli Stati membri: primo, i conti annuali dell'organismo pagatore; secondo, la dichiarazione di affidabilità dell'organismo pagatore; terzo, la certificazione di dette dichiarazioni da parte di un organismo di certificazione; considerando che tali firme degli Stati membri sono complementari rispetto a quelle richieste per i pagamenti mensili e le valutazioni ex ante;
               
            
                  F.
               
               
                  considerando che l'articolo 38, paragrafo 1, lettera f) del regolamento (CE) n. 1260/1999 e l'articolo 15 del regolamento (CE) n. 438/2001 prevedono, a conclusione di ciascun intervento comunitario, una dichiarazione finale dello Stato membro da parte di un'autorità che deve essere indipendente dalle varie autorità di gestione e di pagamento;
               
            
                  G.
               
               
                  considerando che il Consiglio Ecofin dell'8 novembre 2005 non ha accolto la proposta del Parlamento sulle dichiarazioni a livello nazionale (12),
               
            
                  H.
               
               
                  considerando che il massimo principio perseguito dal Parlamento è che le competenti autorità degli Stati membri si assumano la responsabilità dei fondi messi a loro disposizione,
               
            
                  I.
               
               
                  considerando che l'80 % della spesa comunitaria è controllata de facto dagli Stati membri e che l'assenza di un'adeguata rendicontabilità a livello dell'amministrazione centrale nazionale costituisce un ostacolo permanente all'ottenimento di una DAS positiva,
               
            
                  J.
               
               
                  considerando che le attività svolte dalla sua commissione per i bilanci in generale, e la procedura di discarico in particolare, sono un processo finalizzato a: istituire la piena rendicontabilità della Commissione in quanto istituzione e di tutti gli altri soggetti interessati, in conformità del Trattato; creare a tal uopo un contesto favorevole; migliorare la gestione finanziaria nell'UE per creare una base decisionale più solida, alla luce dei risultati dei controlli della Corte dei conti,
               
            
                  K.
               
               
                  considerando che in un'organizzazione la buona governance è possibile solo se gli alti dirigenti danno il buon esempio,
               
            
                  L.
               
               
                  considerando che buona governance significa anche istituire un sano sistema di controlli ed equilibri (checks and balances) fra controllori finanziari, contabili e revisori interni da un lato, e management operativo dall'altro,
               
            
                  M.
               
               
                  considerando l'opportunità di includere una procedura efficace ed efficiente di controllo interno fra i principi di bilancio (13) del regolamento finanziario, come proposto dalla Commissione nella summenzionata comunicazione concernente un Piano d'azione per un quadro di controllo interno integrato,
               
            
                  N.
               
               
                  considerando che le direttive e le raccomandazioni emanate dalla Commissione per la contabilità e la revisione contabile del settore privato fanno ritenere che la Commissione creda nell'importanza di una revisione contabile e di un reporting finanziario di elevata qualità,
               
            
                  O.
               
               
                  considerando che il modo più efficace con cui la Commissione può dimostrare il suo reale attaccamento alla trasparenza e all'alta qualità dell'informazione e della rendicontazione finanziaria è quello di «guidare dando l'esempio» (leading by example) e di ottenere una DAS positiva dalla Corte dei conti europea,
               
            QUESTIONI ORIZZONTALI
      Affidabilità dei conti
      
                  1.
               
               
                  prende atto, al pari dello scorso anno, che, ad eccezione degli effetti dell'assenza di procedure efficaci di controllo interno per le entrate varie e per gli anticipi, la Corte è del parere che i conti annuali consolidati delle Comunità europee e le relative note esplicative riflettano fedelmente le entrate e le spese delle Comunità per l'esercizio 2004, nonché la loro situazione finanziaria al termine dello stesso (DAS paragrafi II e III);
               
            
                  2.
               
               
                  nota l'opinione della Commissione secondo cui tali problemi saranno risolti nel 2005 con il nuovo sistema contabile (paragrafo 1.17 della relazione annuale della Corte);
               
            Il bilancio di apertura
      
                  3.
               
               
                  nota i progressi compiuti verso l'attuazione del nuovo regime contabile; esprime peraltro profonda preoccupazione per le osservazioni della Corte in merito ai ritardi nella formazione del bilancio di apertura per il 2005; invita la Commissione a rimediare urgentemente alle carenze identificate dalla Corte per evitare di compromettere l'affidabilità dei rendiconti di esercizio per il 2005;
               
            
                  4.
               
               
                  rileva che spetta all'Ordinatore convalidare le cifre necessarie alla formazione del bilancio di apertura 2005 e al Contabile presentare tali dati finanziari ed assicurarsi che essi offrano «un quadro vero e corretto della situazione» (paragrafo 1.45 della relazione annuale della Corte), in modo da permettere al Presidente della Commissione di vistare i conti a nome della Commissione stessa in quanto Collegio, in conformità del Trattato;
               
            
                  5.
               
               
                  considera inaccettabile l'incertezza su chi sia il responsabile finale della formazione di tali cifre; si attende che tali difficoltà vengano risolte nel 2006 e che i ritardi non siano da imputare a distonie operative fra gli ordinatori e il contabile;
               
            
                  6.
               
               
                  si attende che i risultati del riesame dei conti bancari ignoti relativi alle attività della Commissione iniziate dalla Commissione nell'ottobre 2005 saranno resi completamenti noti al Parlamento e ne sarà dato seguito;
               
            
                  7.
               
               
                  si attende che i conti così istituiti saranno sottoposti a revisione contabile e che i fondi assegnati ai conti entreranno nel bilancio generale;
               
            Prefinanziamento
      
                  8.
               
               
                  Nota che l'ammontare dei prefinanziamenti — ossia le somme erogate ma di cui non è stata ancora dichiarata l'ammissibilità o quelle ancora inutilizzate — sono stimate in ca. 64 000 000 EUR (paragrafo 1.30 della relazione annuale della Corte), corrispondenti all'incirca ai due terzi del bilancio;
               
            
                  9.
               
               
                  considera che la Commissione deve assicurare, in materia di prefinanziamenti, una politica sana (evitando anticipi troppo generosi e tempi eccessivamente lunghi per la chiusura di programmi e progetti), al fine di limitare l'incidenza finanziaria degli importi inutilizzati e/o di quelli non ancora accettati in via definitiva come spese ammissibili; invita la Commissione a presentare una proposta alla competente commissione del Parlamento sulle modalità con cui intende gestire in futuro il prefinanziamento conformemente alle precedenti osservazioni;
               
            Verso un quadro di controllo interno integrato
      
                  10.
               
               
                  accoglie con favore il summenzionato parere n. 2/2004 della Corte dei conti, che comprende una proposta per un quadro di controllo interno comunitario entro il quale analizzare le debolezze dei controlli finanziari ed identificare le necessarie contromisure, e ne rammenta i principi più importanti (paragrafo 57):
                  
                              —
                           
                           
                              «principi e norme comuni … [si devono] applicare a tutti i livelli dell'amministrazione, tanto nelle istituzioni quanto negli Stati membri»;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              «i controlli interni dovrebbero fornire una ragionevole [- non assoluta -] garanzia della legittimità e regolarità delle operazioni, e dell'osservanza dei principi di economia, di efficienza e di efficacia»;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              «il costo dei controlli dovrebbe essere proporzionato ai benefici che ne risultano, in termini monetari e politici»;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              «il sistema dovrebbe basarsi su una struttura logica a catena, in cui i controlli sono effettuati, registrati e i risultati comunicati, secondo una norma comune che consente a tutti i partecipanti al sistema di fare affidamento su di essi»;
                           
                        
            
                  11.
               
               
                  apprezza l'operato della Commissione Barroso che persegue come obiettivo strategico una DAS positiva da parte della Corte dei conti, come indicato nella Comunicazione della Commissione del 26 gennaio 2005 su «Obiettivi Strategici 2005 — 2009, Europa 2010: un partenariato per il rinnovamento europeo — Prosperità, solidarietà e sicurezza» (COM(2005)0012);
               
            
                  12.
               
               
                  accoglie favorevolmente anche la succitata comunicazione della Commissione su un percorso verso un quadro di controllo interno integrato, il comitato di esperti e il Piano d'azione che ne è seguito in risposta alla risoluzione per il discarico 2003 del Parlamento e come follow-up al parere n. 2/2004 della Corte dei conti;
               
            
                  13.
               
               
                  sostiene la Commissione nel suo impegno volto a dare priorità a tale questione; rileva peraltro che, se a norma del Trattato l'esecuzione del bilancio spetta esclusivamente alla Commissione, i quattro quinti del bilancio passano in realtà dagli Stati membri nel quadro della gestione concorrente; sottolinea pertanto che è essenziale che gli Stati membri partecipino attivamente all'iniziativa e che le presidenze del Consiglio le attribuiscano massima priorità e la inseriscano come argomento distinto nei rispettivi programmi semestrali;
               
            
                  14.
               
               
                  sottolinea che se la Commissione deve avere la responsabilità della spesa, deve anche poter disporre di meccanismi che le consentano di esercitarla, e che se detti meccanismi non sono messi a disposizione della Commissione occorre modificare i termini della sua responsabilità;
               
            
                  15.
               
               
                  sottolinea che le carenze della gestione finanziaria dell'Unione europea non possono essere considerate una mera questione di DAS positiva o negativa; diffida pertanto di una DAS positiva ottenuta senza un corrispondente miglioramento qualitativo della gestione finanziaria;
               
            
                  16.
               
               
                  sottolinea che la responsabilità della gestione finanziaria spetta alla Commissione e agli Stati membri e che compete agli Stati membri e alla Commissione congiuntamente assicurare che la Corte sia in grado di raccogliere evidenze di audit che denotino progressi verso un'adeguata gestione dei rischi di errore;
               
            
                  17.
               
               
                  ritiene che il processo di miglioramento della gestione finanziaria nell'Unione debba essere supportato e stimolato da uno stretto monitoraggio dei progressi compiuti presso la Commissione e negli Stati membri;
               
            
                  18.
               
               
                  rileva che gli Stati membri devono essere ritenuti responsabili dell'uso che fanno dei fondi UE e che gli strumenti primari della rendicontabilità devono essere i rispettivi parlamenti nazionali e i mezzi d'informazione; sollecita con urgenza la Corte dei conti e gli organismi di audit nazionali ad adottare ulteriori misure che consentano loro di accedere agevolmente ad informazioni di alta qualità sulle carenze dei controlli finanziari locali;
               
            Tabella di attuazione (Scoreboard) del quadro di controllo interno integrato
      
                  19.
               
               
                  invita la Commissione a pubblicare e a presentare alla sua commissione per il controllo dei bilanci, per ciascuna area delle prospettive finanziarie, una tabella di attuazione dettagliata, con obiettivi precisi e tempificati, delle misure giudicate necessarie ai fini dell'istituzione di un quadro di controllo interno integrato, e a riferire con periodicità semestrale alla commissione competente del Parlamento sui progressi compiuti; si attende inoltre che il quadro di controllo integrato sia varato con il 1o maggio 2009, consentendo alla Commissione di fissare una scadenza per la DAS positiva;
               
            
                  20.
               
               
                  richiede ulteriori e più particolareggiate informazioni — a livello della Commissione e degli Stati membri, e se necessario delle regioni — concernenti le misure attuate, quelle non attuate, i motivi di eventuali ritardi, l'efficacia della loro attuazione, ecc. per poter avere un quadro completo dei risultati ottenuti e delle questioni aperte ancora da trattare; invita la Commissione a presentare queste informazioni nell'ambito della preparazione della procedura di discarico per l'esercizio 2005;
               
            
                  21.
               
               
                  invita la Corte dei conti a:
                  
                              —
                           
                           
                              seguire ed esaminare l'esecuzione del piano d'azione proposto sulla base della valutazione delle carenze (gap assessment) operata dalla Commissione nonché a testare l'efficacia dei sistemi di supervisione e di controllo per la gestione dei rischi di errore, nel quadro di un piano quinquennale scorrevole di audit,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              valutare le connesse dichiarazioni fornite annualmente dalle Direzioni generali circa l'efficace funzionamento dei sistemi di supervisione e di controllo e a vagliare l'adeguatezza delle misure supplementari adottate quando tali sistemi non operano efficacemente, in particolare negli Stati membri;
                           
                        
            
                  22.
               
               
                  plaude alle sedici azioni concrete previste nel Piano d'azione; sollecita la Commissione ad assicurarne il successo nell'interesse dell'Unione europea e dei suoi cittadini; sottolinea che un'approvazione ex ante da parte del Parlamento delle intenzioni e degli sforzi perseguiti sotto forma di accordo o di convergenza di posizioni è in contraddizione con il suo ruolo di autorità di discarico indipendente e che in questa veste il Parlamento può giudicare i risultati conseguiti dalla Commissione solo ex post;
               
            Dichiarazione di affidabilità
      
                  23.
               
               
                  rileva che l'attuale dichiarazione unica di affidabilità non descrive adeguatamente le zone di luce e le zone d'ombra; rileva che molti sistemi nazionali di controllo equivalenti operano su base settoriale; propone alla Corte dei conti di effettuare una revisione del sistema DAS in modo da avere dichiarazioni specifiche di affidabilità per le singole Direzioni generali della Commissione nel quadro di una DAS generale;
               
            
                  24.
               
               
                  ritiene che tale sistema, abbinato a un'equivalente sistema di dichiarazioni nazionali, creerebbe un quadro di controllo in grado di individuare settori di particolare attenzione sia a livello orizzontale, relativamente ai programmi della Commissione, sia a livello verticale, relativamente alle responsabilità degli Stati membri;
               
            Semplificazione
      
                  25.
               
               
                  saluta con favore l'iniziativa della Commissione di semplificare il quadro normativo, soprattutto al fine di ridurre gli adempimenti burocratici che gravano fra l'altro sui singoli e sulle piccole e medie imprese; ritiene che l'obiettivo ultimo del quadro di controllo interno integrato potrà essere conseguito solo alleggerendo notevolmente l'onere che comporta la gestione di normative troppo numerose e farraginose;
               
            
                  26.
               
               
                  sottolinea che la semplicità e la trasparenza sono due fra i principi più importanti del controllo finanziario; ribadisce la necessità che la Commissione, in sede di definizione di progetti e programmi, consideri il rapporto fra risultati perseguiti, complessità delle norme e probabilità di errore;
               
            
                  27.
               
               
                  Chiede alla Commissione di presentare una relazione sull'efficacia del quadro normativo esistente per quanto concerne i sistemi di gestione, di affidabilità e di certificazione delle dichiarazioni emesse dai vari organi degli Stati membri, tenendo presenti:
                  
                              —
                           
                           
                              il grado preciso di applicazione della legislazione esistente da parte degli Stati membri e il meccanismo di normazione;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              i suoi costi burocratici e amministrativi per i contribuenti europei;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il suo valore aggiunto in termini di prevenzione di fenomeni di cattiva amministrazione e di recupero dei fondi comunitari;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la sua incidenza in termini di corretta attribuzione delle responsabilità;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la coerenza dei vari sistemi di dichiarazione esistenti;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              i vantaggi di istituire una procedura di dichiarazione unica degli Stati membri nel contesto del regolamento finanziario piuttosto che una legislazione settoriale frammentata;
                           
                        invita la Commissione, in base ai risultati dell'analisi summenzionata, a presentare adeguate proposte legislative;
               
            Dichiarazioni di gestione, affidabilità e certificazione a livello nazionale
      
                  28.
               
               
                  deplora la decisione del Consiglio di rifiutare di discutere la questione delle dichiarazioni di gestione nazionali ex ante ed ex post a livello politico; invita pertanto le commissioni parlamentari competenti per i conti pubblici e gli stessi parlamenti nazionali a chiedere informazioni ai rispettivi governi e a tenere un pubblico dibattito in merito alla posizione dei loro governi sul paragrafo 12 delle summenzionate conclusioni del Consiglio Ecofin, che recita nel modo seguente:
                  «Tenendo conto della necessità di non mettere in discussione l'attuale equilibrio tra la Commissione e gli Stati membri né di mettere a repentaglio la responsabilità a livello operativo, il Consiglio ritiene che le dichiarazioni esistenti a livello operativo possano fornire un'utile garanzia per la Commissione e in ultima analisi per la Corte dei conti, che dovrebbero essere utili ed efficaci dal punto di vista dei costi ed essere prese in considerazione dalla Commissione ed in ultima analisi dalla Corte di conti in modo da giungere ad una DAS positiva»;
               
            
                  29.
               
               
                  respinge la conclusione del Consiglio secondo cui gli strumenti proposti dal Parlamento «[mettono] in discussione l'attuale equilibrio tra la Commissione e gli Stati membri», visto che essi si limitano a sottolineare le responsabilità che incombono agli Stati membri ai sensi della seconda frase del primo paragrafo dell'articolo 274 del Trattato;
               
            
                  30.
               
               
                  plaude alle iniziative adottate dal Consiglio per rafforzare la responsabilità degli Stati membri nel migliorare il controllo delle azioni condotte in gestione comune, allo scopo di conseguire una dichiarazione di affidabilità positiva e, in particolare, l'impegno del Consiglio di redigere una sintesi annuale, al livello nazionale opportuno, degli audit e delle dichiarazioni disponibili;
               
            
                  31.
               
               
                  rammenta che se, ai termini dell'articolo 274 del Trattato la Commissione è responsabile dell'esecuzione del bilancio, gli Stati membri hanno la responsabilità dei controlli sui fondi che rientrano nella gestione concorrente, come definiti nelle normative settoriali e relative disposizioni di attuazione;
               
            
                  32.
               
               
                  richiama l'attenzione sul fatto che gli Stati membri sono liberi di organizzare tali controlli nel modo che giudicano più opportuno in funzione delle rispettive strutture istituzionali e amministrative e delle norme internazionali applicabili, e tenendo conto del fatto che gli Stati membri, al pari della Commissione, sono tenuti a rispettare le norme internazionali, e che in pratica le competenze sono attribuite a una pluralità di organi diversi che riferiscono ai ministri dei governi nazionali o regionali;
               
            
                  33.
               
               
                  ritiene che la Commissione debba perseguire l'obiettivo di un'unica ubicazione geografica per gli organismi pagatori (Politica agricola comune — PAC) e le autorità di gestione (Fondi strutturali) e, laddove possibile, fare in modo che i due soggetti siano presenti in ogni Stato membro, per consentire alla Commissione di accertare efficacemente dove, quando e come i fondi UE vengano spesi nei vari Stati membri;
               
            
                  34.
               
               
                  ritiene che, data la molteplicità degli organismi di certificazione competenti, vadano approvate e sostenute le iniziative tese alla standardizzazione degli approcci in materia di controlli;
               
            
                  35.
               
               
                  sottolinea che l'articolo 274 del Trattato prescrive anche che gli Stati membri cooperino con la Commissione per garantire che gli stanziamenti siano utilizzati secondi i principi della buona gestione finanziaria;
               
            
                  36.
               
               
                  è pertanto del parere che la Commissione debba poter richiedere da ogni Stato membro una dichiarazione che attesti che tali responsabilità di controllo sono state pienamente assolte, e in particolare che il rischio di errore nelle operazioni viene tenuto sufficientemente sotto controllo;
               
            
                  37.
               
               
                  è persuaso che una dichiarazione a livello politico riguardante tutti i fondi comunitari in gestione concorrente, sottoscritta dai ministri delle finanze come proposto nella succitata risoluzione sul discarico 2003, sia tuttora necessaria e sarebbe anzi un grande passo in avanti;
               
            
                  38.
               
               
                  si compiace che il Consiglio e la Commissione convengano sull'importanza di rafforzare i controlli interni; è del parere che tale obiettivo vada conseguito senza accrescere l'onere amministrativo e che la semplificazione della legislazione vigente ne sia pertanto una premessa; ritiene che per conseguire una DAS positiva vada privilegiata una sana gestione finanziaria dei fondi gestiti in comune; ritiene che le disposizioni a tal fine possano essere enunciate, se del caso, negli atti legislativi fondamentali interessati; constata che, nell'ambito delle loro accresciute responsabilità per i Fondi strutturali e nel rispetto dei requisiti costituzionali nazionali, le autorità di revisione contabile competenti degli Stati membri procederanno a una valutazione circa la conformità dei sistemi di gestione e di controllo con la normativa comunitaria; accogliere con soddisfazione il fatto che gli Stati membri si siano impegnati a redigere una sintesi annuale, al livello nazionale opportuno, degli audit e delle dichiarazioni disponibili;
               
            
                  39.
               
               
                  richiama l'attenzione sul fatto che il livello a cui verrebbe apposta un'eventuale firma sul piano nazionale non è tanto una questione di forma, quanto piuttosto un'indicazione delle aspettative di qualità dei sistemi di supervisione e di controllo sottesi all'atto di firma; ricorda la sua risoluzione del 2 febbraio 2006 sulle dichiarazioni di gestione nazionali (14) in cui si riconosceva che in pratica tali dichiarazioni potrebbero comprendere «varie dichiarazioni in un contesto nazionale, piuttosto che una sola, allo scopo di tenere conto dei sistemi politici federali e decentralizzati di alcuni Stati membri»;
               
            
                  40.
               
               
                  prende atto della resistenza degli Stati membri e, con spirito pragmatico e costruttivo sottolinea che la cosa importante è trovare un modo per individuare le debolezze degli attuali sistemi di supervisione e di controllo e prendere le opportune contromisure per realizzare una migliore gestione finanziaria dei fondi UE;
               
            
                  41.
               
               
                  saluta con favore il dibattito su quale possa essere l'autorità più idonea allo scopo ed invita la Commissione e il Consiglio a considerare l'approccio alternativo delle dichiarazioni a livello settoriale privilegiato dal Consiglio e enunciato al paragrafo 9 delle conclusioni del Consiglio Ecofin (15);
               
            Dichiarazioni ex ante e ex post per ciascuna area delle prospettive finanziarie
      
                  42.
               
               
                  Richiama l'attenzione sulle seguenti cifre:
                  
                              —
                           
                           
                              per il periodo 1994-1999, la Commissione ha approvato 1 104 programmi nel quadro dei Fondi strutturali e 920 progetti a titolo del Fondo di coesione (paragrafo 5.4 della relazione annuale della Corte dei conti);
                           
                        
                              —
                           
                           
                              per il periodo 2000-2006 sono previsti 606 programmi nel quadro dei Fondi strutturali, 1 163 progetti nell'ambito del Fondo di coesione e 72 progetti a titolo dello Strumento per le politiche strutturali di preadesione (paragrafo 5.4 della relazione annuale della Corte dei conti);
                           
                        
                              —
                           
                           
                              ciascun programma può comprendere diverse migliaia di progetti (paragrafo 5.10 della relazione annuale della corte dei conti);
                           
                        
                              —
                           
                           
                              gli organi pagatori nel quadro della PAC sono 91 (cfr. tabella 4.2 della relazione annuale della Corte dei conti);
                           
                        
            
                  43.
               
               
                  concorda pienamente con la Corte quando afferma che «per quanto concerne la legittimità e la regolarità delle spese effettuate nel quadro delle azioni strutturali, i principali rischi intrinseci derivano dalla pluralità di organismi e autorità che intervengono nel processo di gestione, dal gran numero di programmi e progetti attuati nell'arco di più anni, nonché da eventuali carenze dei sistemi di gestione e di controllo»; concorda altresì con l'affermazione secondo cui «date le numerose condizioni in materia di ammissibilità della spesa, non sempre chiare, vi è il rischio di interpretazioni divergenti» (paragrafo 5.10 della relazione annuale dalla Corte dei conti);
               
            
                  44.
               
               
                  sottolinea che né la Commissione né, in ultima istanza, la Corte sono in grado di passare al vaglio ogni singola certificazione e/o ogni singolo rapporto di audit proveniente dal livello di controllo primario o secondario, causa l'elevatissimo numero di progetti, programmi e organismi pagatori;
               
            
                  45.
               
               
                  è pertanto dell'avviso che l'attuale elevato numero di certificazioni e/o rapporti di audit all'interno di ciascun settore rilevante debba essere «consolidato» centralmente a livello nazionale, per garantire la qualità delle informazioni contenute nelle dichiarazioni emesse a un livello inferiore; propone che gli Stati membri si adoperino attivamente per accrescere l'utilizzabilità dei risultati di audit indipendenti nella catena di controllo; considera che tale approccio contribuirebbe notevolmente alla semplificazione e fornirebbe un eccellente visione della legittimità e regolarità delle transazioni a livello nazionale, anche ai fini della dichiarazione di affidabilità;
               
            
                  46.
               
               
                  invita la Commissione a presentare proposte riguardanti la forma e il contenuto di tali disposizioni nel quadro dell'attuazione del suddetto Piano d'azione per un quadro di controllo interno integrato e, come misura temporanea, invita gli Stati membri ad identificare l'organismo centrale nazionale investito della responsabilità e rendicontabilità delle dichiarazioni emesse e ad informarne la Commissione;
               
            Dichiarazione di trasparenza ex ante
      
                  47.
               
               
                  ribadisce la necessità che la dichiarazione formale di trasparenza ex ante confermi che le strutture organizzative predisposte dallo Stato membro ottemperino ai requisiti della legislazione comunitaria e che le stesse siano efficaci nel gestire i rischi di frode e di errore nelle operazioni, conformemente al principio di sussidiarietà;
               
            
                  48.
               
               
                  ritiene che la dichiarazione di trasparenza ex ante a livello dell'amministrazione centrale nazionale possa essere avvalorata da analoghe dichiarazioni emesse dal direttore di ciascun organismo pagatore (PAC) e di ciascuna autorità di gestione (Fondi strutturali) responsabile della gestione e controllo dei fondi comunitari;
               
            Dichiarazione di affidabilità ex post
      
                  49.
               
               
                  considera che la dichiarazione di affidabilità ex post a livello dell'amministrazione centrale nazionale dovrebbe tener conto della dimensione pluriennale del processo di responsabilità nonché della pluriennalità della maggior parte dei programmi comunitari, e dare al tempo stesso la garanzia che i sistemi di controlli hanno funzionato a dovere nell'esercizio in questione;
               
            
                  50.
               
               
                  si attende che le dichiarazioni ex post a livello di amministrazione centrale nazionale si fondino sulle dichiarazioni dei direttori di ciascun organismo pagatore (PAC) e autorità di gestione (Fondi strutturali) nonché sui rapporti dei direttori degli organismi di certificazione;
               
            Articolo 53, paragrafo 5, del regolamento finanziario
      
                  51.
               
               
                  insiste nel ritenere che, fin quando il citato consolidamento settoriale centrale a livello di Stato membro e per ogni area della prospettive finanziarie non sarà una realtà, vista la riluttanza degli Stati membri a fornire alla Commissione le dichiarazioni di cui ha bisogno, la Commissione dovrà applicare integralmente l'articolo 53, paragrafo 5, del regolamento finanziario secondo cui la Commissione si assume la responsabilità finale dell'esecuzione del bilancio conformemente all'articolo 274 del Trattato, ricorrendo a «procedure di liquidazione dei conti o a meccanismi di rettifiche finanziarie»;
               
            
                  52.
               
               
                  invita gli Stati membri ad emettere una dichiarazione volontaria a livello nazionale in linea con quanto indicato al paragrafo 45; raccomanda che gli Stati membri che forniscono tale dichiarazione siano oggetto di un programma ridotto di audit, qualora la Commissione ritenga che lo Stato in questione presenti un tasso di rischio di errore inferiore rispetto agli Stati che non abbiano emesso tale dichiarazione;
               
            
                  53.
               
               
                  invita pertanto la Commissione a varare un piano più intenso di controlli contabili ex post sulla liquidazione dei conti e a far pieno uso della sospensione dei pagamenti e delle rettifiche finanziarie ogni volta che non riesca ad ottenere una dichiarazione di affidabilità dagli Stati membri;
               
            
                  54.
               
               
                  esorta caldamente i parlamenti nazionali (e in particolare le commissioni competenti per i conti pubblici e le commissioni facenti parte della Conferenza degli organi specializzati negli affari comunitari ed europei dei Parlamenti dell'UE — COSAC) a dibattere tale questione con i rispettivi governi nazionali;
               
            
                  55.
               
               
                  invita la Commissione e la Corte a confermare, documentandolo concretamente, che un consolidamento a livello dell'amministrazione nazionale centrale e per ciascuna area della prospettive finanziarie che garantisca la qualità delle singole relazioni e/o dei singoli rapporti di audit, sarebbe una misura efficace ai fini di una dichiarazione unica a livello politico che riguardi tutti i fondi comunitari in regime di gestione concorrente;
               
            Trasparenza
      
                  56.
               
               
                  Plaude all'iniziativa della Commissione sulla trasparenza e si attende che porti ad azioni concrete ed iniziative legislative tali da garantire la trasparenza per quanto concerne il modo in cui i fondi UE sono spesi e gestiti.
               
            
                  57.
               
               
                  invita la Commissione a fare tutto quanto è in suo potere per indurre gli Stati membri a consentire l'accesso del pubblico alle informazioni sui progetti e sui beneficiari dei fondi UE nel quadro di una gestione condivisa;
               
            
                  58.
               
               
                  ritiene che l'attuale situazione in cui la maggior parte degli Stati membri non ha reso accessibili al pubblico le informazioni sui progetti e sui beneficiari dei fondi UE nel quadro di una gestione condivisa non favorisca una trasparenza generale nell'UE; sollecita con forza pertanto la Commissione e gli Stati membri a correggere tale anomalia;
               
            
                  59.
               
               
                  sottolinea che sussistono problemi per quanto concerne il modo in cui attualmente la Commissione applica le regole di pubblicità ex ante e ex post ai fondi gestiti nel quadro una gestione diretta centralizzata; che tali problemi sono legati alla difficoltà di accedere alle informazioni dal momento che le Direzioni Generali hanno modi diversi di pubblicizzare i dati su Internet;
               
            
                  60.
               
               
                  richiama l'attenzione sull'esigenza di una maggiore apertura per quanto concerne i diversi tipi di comitati di esperti che offrono consulenza alla Commissione nonché i comitati che operano nel quadro della procedura di comitatologia.
               
            
                  61.
               
               
                  Esige che la Commissione renda accessibili al pubblico le informazioni sui diversi comitati di esperti, compresi dati sulle attività e la composizione di tali comitati;
               
            Il possibile ruolo degli organismi nazionali di controllo
      
                  62.
               
               
                  rammenta che nella summenzionata risoluzione sul discarico 2003 il Parlamento considerava «essenziale valutare in che modo le istituzioni nazionali di controllo possano svolgere un ruolo più operativo nel processo» (paragrafo 77),
               
            
                  63.
               
               
                  ritiene che le istituzioni nazionali di controllo siano interessate a conoscere — ed abbiano la responsabilità di indagare — se non vi siano passività attuali e potenziali nei conti pubblici, originate da una insoddisfacente osservanza delle normative UE;
               
            
                  64.
               
               
                  ritiene che le istituzioni nazionali di controllo potrebbero verificare i sistemi interni di controllo predisposti dalle amministrazioni nazionali ed accertare la regolarità e legittimità delle operazioni effettuate nei rispettivi paesi;
               
            
                  65.
               
               
                  invita gli organi di controllo nazionali ad assumersi la responsabilità del controllo dell'uso locale dei fondi UE onde evitare di considerare se sia opportuno creare uffici nazionali della Corte dei conti;
               
            
                  66.
               
               
                  ritiene che un audit di questo tipo — che verterebbe sulle attività svolte a livello nazionale — potrebbe sensibilizzare maggiormente alla necessità di un controllo efficace e guidare i parlamentari nazionali nell'orientare la posizione dei rispettivi governi in sede Ecofin; invita inoltre le commissioni parlamentari nazionali competenti per i conti pubblici a dibattere tale questione con le rispettive istituzioni di controllo;
               
            
                  67.
               
               
                  propone che si prenda in considerazione la possibilità di invitare rappresentanti degli organismi di certificazione nazionali e delle commissioni di controllo dei bilanci dei parlamenti nazionali in occasione della presentazione della Relazione annuale della Corte dei conti alla pertinente commissione del Parlamento;
               
            Il sistema di controllo interno della Commissione
      Relazioni annuali di attività e dichiarazioni
      
                  68.
               
               
                  nota che, malgrado qualche progresso, la Corte continua a riferire che restano margini di miglioramento;
               
            
                  69.
               
               
                  chiede agli Stati membri, in linea con le buone prassi di alcuni di essi, di assicurare che le istituzioni nazionali di controllo e, se del caso, quelle regionali, pubblichino una relazione di audit annuale sulla spesa dei fondi UE;
               
            
                  70.
               
               
                  rileva con preoccupazione che la Corte continua ad affermare che «la concezione e l'utilizzo di tali indicatori da parte della Commissione non è ancora sufficiente per misurare in maniera continuativa la qualità dei sistemi di controllo interno e gli aspetti legati alla legittimità ed alla regolarità delle operazioni sottostanti» (paragrafo 1.53); condivide appieno la tesi della Corte — basata sui principi INTOSAI — secondo cui è il management ad essere responsabile dell'elaborazione di indicatori in grado di fornire una precisa valutazione dei progressi;
               
            
                  71.
               
               
                  si attende che la Commissione, e in particolare i servizi centrali responsabili delle direttive per le relazioni annuali di attività e le dichiarazioni, dia priorità allo sviluppo di indicatori che abbiano attinenza diretta con la legittimità e regolarità;
               
            
                  72.
               
               
                  saluta con favore il follow-up dato dalla Corte alle riserve espresse nel 2003 e 2004 dai Direttori generali (tabella 1.2) ed osserva che:
                  
                              —
                           
                           
                              per cinque delle sette rubriche delle prospettive finanziarie la Corte ha identificato debolezze che non erano state incluse nelle dichiarazioni dei direttori generali;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              per tre rubriche le dichiarazioni non erano pertinenti rispetto alle conclusioni dell'audit;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              per due rubriche le dichiarazioni erano pertinenti dopo interventi correttivi
                           
                        
                              —
                           
                           
                              per due rubriche le dichiarazioni erano di pertinenza immediata;
                           
                        
            
                  73.
               
               
                  invita le Direzioni generali della Commissione ad indicare con maggiore precisione le fonti delle rispettive dichiarazioni di affidabilità e a garantire che le dichiarazioni stesse siano veritiere e corrette e mostrino chiaramente l'adeguatezza della gestione dei rischi di errore nelle operazioni sottostanti;
               
            Relazione di sintesi
      
                  74.
               
               
                  rammenta che nella sua risoluzione del discarico per il 2003 il Parlamento invitava la Commissione «a trasformare la relazione di sintesi annuale in una dichiarazione di affidabilità consolidata relativa all'insieme dei controlli finanziari e di gestione della Commissione» (paragrafo 62);
               
            
                  75.
               
               
                  nota con delusione che la Commissione «non attuerà tale raccomandazione», in quanto, come indicato nel suddetto allegato alla relazione della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni nel quadro del discarico 2003,
                  «la sintesi è un atto con cui la Commissione esercita la propria responsabilità politica, analizzando le relazioni d'attività annuali e le dichiarazioni connesse e pronunciandosi sulle grandi questioni orizzontali, fra cui le azioni adeguate riguardanti problemi da risolvere a livello della Commissione. Questo approccio è basato sulla riforma, che ha affidato le responsabilità gestionali ai direttori generali e ai capiservizio, sotto la supervisione politica del pertinente commissario»;
               
            
                  76.
               
               
                  sottolinea che se, dopo la riforma, la responsabilità finale per le operazioni spetta — a giusto titolo — agli amministratori delle linee di bilancio (Direttori generali), la responsabilità in ultima istanza dei sistemi di controllo deve essere centrale, non periferica; nota che la Corte dei conti, che avalla questa posizione, ha formulato una chiara raccomandazione in tal senso (paragrafo 1.57);
               
            
                  77.
               
               
                  non è affatto persuaso che i rischi siano sotto controllo e ritiene che la Commissione non abbia motivi sufficienti per dichiarare che la situazione è «globalmente soddisfacente», come ha fatto nella pagina 7 della succitata comunicazione dal titolo «Sintesi 2004»;
               
            
                  78.
               
               
                  nota che le relazioni annuali di attività così come la suddetta comunicazione (Sintesi 2004) sono elementi del sistema interno di controllo e che il controllo interno in seno alla Commissione non potrà mai essere più forte della sottostante volontà politica;
               
            
                  79.
               
               
                  considera — senza peraltro prescrivere un rimedio unico — che le seguenti misure sono il minimo necessario per mettere il Collegio in una posizione tale da permettergli di ottemperare al disposto dell'articolo 274 del Trattato, per quanto riguarda l'assetto interno della Commissione in quanto istituzione:
                  
                              —
                           
                           
                              poiché il sistema di controllo interno è concepito dal Servizio finanziario centrale della Direzione generale del bilancio, e poiché il decentramento dei controlli finanziari richiede una forte supervisione centrale dei sistemi di controllo che operano nei vari servizi, il Direttore generale di questa direzione dovrebbe emettere un parere formale sulla qualità e l'efficienza dei sistemi interni di controllo;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              poiché la relazione di sintesi è elaborata a cura del Segretario generale della Commissione, al fine di assistere la Commissione allorché si pronunzia in quanto istituzione sul contenuto della relazione, il Segretario generale, che è il massimo responsabile operativo ed esecutivo dei servizi amministrativi, dovrebbe emettere una dichiarazione formale di affidabilità sulla qualità delle singole dichiarazioni provenienti dagli amministratori delle linee di bilancio (Direttori generali);
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il revisore contabile interno della Commissione dovrebbe fornire la sua valutazione sulla qualità e l'efficienza dei controlli descritti nella relazione annuale di gestione e nella relazione di sintesi, sotto forma di parere in merito all'adeguatezza della dichiarazione di affidabilità del Segretario generale;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il Commissario responsabile dovrebbe cofirmare — eventualmente sotto forma di negative assurance per evitare di indebolire le responsabilità attribuite agli ordinatori — la dichiarazione emessa dal Direttore generale, e ciò al fine di colmare il gap fra le singole dichiarazioni di affidabilità dei Direttori generali e la dichiarazione di affidabilità emessa dal Collegio in quanto Istituzione;
                           
                        
            
                  80.
               
               
                  invita pertanto la Commissione a trasmettere alle commissioni competenti del Parlamento la sua posizione sulle considerazioni sopra svolte, sotto forma di relazione completa e dettagliata che illustri e tratti tutte le pertinenti tematiche; si attende che, qualora dissenta dalle considerazioni di cui sopra, la Commissione illustri in modo particolareggiato con quali altri mezzi conta di ottenere la dichiarazione necessaria per assolvere le responsabilità sancite dall'articolo 274 del Trattato;
               
            Il Contabile
      
                  81.
               
               
                  rammenta che al paragrafo 10 della summenzionata risoluzione sul discarico per il 2003 ha invitato la Commissione a elevare il Contabile al grado di responsabile finanziario (Chief Financial Officer, CFO), perché assuma il ruolo di contrappeso istituzionale dell'amministrazione nei confronti dei suoi 39 servizi; si rammarica che le modifiche proposte al regolamento finanziario siano ben lungi dal venire incontro a tale raccomandazione; concorda pienamente con la Corte dei conti quando afferma, al paragrafo 53 del suo parere n. 10/2005 sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del 25 giugno 2002 che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, che «le modifiche proposte [concernenti il ruolo del contabile] non sono abbastanza radicali da permettere di risolvere i problemi a cui cercano di dare una risposta»;
               
            
                  82.
               
               
                  osserva che il ruolo di un contabile qualificato va oltre la mera contabilizzazione ragionieristica delle cifre ricevute dagli ordinatori; richiama l'attenzione sul fatto che la semplice firma del Contabile non sarà null'altro che un'operazione cosmetica fin quando egli non potrà dichiarare «in proprio», e non soltanto sulla base delle informazioni ricevute dai direttori generali, che i conti danno un quadro veritiero e corretto;
               
            
                  83.
               
               
                  ribadisce la raccomandazione — in linea con le migliori prassi del settore privato — che il contabile sia elevato al grado di CFO, responsabile in particolare per la qualità complessiva del reporting finanziario della Commissione e del suo sistema di controllo interno;
               
            
                  84.
               
               
                  sottolinea che un CFO responsabile per la qualità della rendicontazione finanziaria della Commissione e del suo sistema di controllo interno deve possedere le competenze necessarie e risorse adeguate ad assicurarla; che tale esercizio comprende l'uso di strumenti per verificare le dichiarazioni fornite dai direttori generali;
               
            
                  85.
               
               
                  accoglie con favore le iniziative della Commissione per sensibilizzare maggiormente gli Stati membri alle responsabilità loro derivanti dall'articolo 274 del Trattato, ma resta perplesso dinanzi alla riluttanza della Commissione a guardare in modo critico alle sue stesse responsabilità, quali sancite dallo stesso articolo; invita pertanto la Corte ad emettere un parere sul rispetto di tale articolo da parte della Commissione e sulla posizione e il ruolo del Contabile e di un futuro CFO in un contesto di contabilità per competenza;
               
            
                  86.
               
               
                  chiede alla Corte se, a suo parere, le strutture interne di controllo della Commissione siano conformi alle raccomandazioni che la Commissione formula per il settore privato — come ad es. nella sua comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo dal titolo «Modernizzare il diritto delle società e rafforzare il governo societario nell'Unione europea — Un piano per progredire», (COM(2003)0284) — e se sia auspicabile che lo siano;
               
            
                  87.
               
               
                  invita la Corte a comunicare alla commissione competente del Parlamento entro la fine del secondo mese successivo all'approvazione della presente risoluzione, se intende accogliere l'invito a formulare un parere al riguardo e, in caso di decisione affermativa, a presentare un calendario indicativo dei relativi lavori;
               
            Networking
      
                  88.
               
               
                  invita la Commissione ad istituire una rete di organismi ed istituzioni di controllo finanziario (prevedendo una riunione annuale alla presenza dei membri della commissione per il controllo dei bilanci) per discutere e scambiarsi esperienze in merito ai sistemi UE di controllo interno generale (ivi compreso l'audit interno) e alle questioni di accountability, onde promuovere una cooperazione più efficace fra gli Stati membri e l'Unione europea;
               
            
                  89.
               
               
                  invita la sua commissione competente a prevedere per tale rete specifiche risorse a carico del bilancio comunitario;
               
            Tassi di errore, rischio tollerabile di errore e analisi costi-benefici
      
                  90.
               
               
                  ritiene che il tasso globale di errore sia un dato che segnala unicamente che c'è qualcosa di errato ma che nulla dice della natura del problema e che occorrano invece informazioni accurate sull'origine, la frequenza, la natura e l'incidenza finanziaria degli errori nonché sulle aree dove occorre intervenire per evitare che essi abbiano in futuro a ripetersi;
               
            
                  91.
               
               
                  accoglie con favore la revisione operata dalla Corte del suo approccio in materia di DAS, per cui la questione fondamentale è ora se i sistemi di supervisione e i controlli eseguiti a livello comunitario e nazionale diano alla Commissione ragionevoli garanzie circa la legittimità e regolarità delle operazioni;
               
            
                  92.
               
               
                  è del parere che la definizione di rischio di errore tollerabile ex ante sia un atto necessario ai fini della concezione di un quadro di controllo interno efficace ed efficiente;
               
            
                  93.
               
               
                  ritiene inoltre che un tasso tollerabile di errore nelle operazioni possa essere stabilito solo conoscendo i costi e le risorse da destinare alle attività di controllo; plaude pertanto alle azioni lanciate attraverso il summenzionato Piano d'azione per un quadro di controllo interno integrato per valutare i costi e i benefici dei controlli;
               
            
                  94.
               
               
                  conviene con quanto affermato dalla Corte dei conti al paragrafo 55 del succitato parere n. 2/2004, e cioè che il compromesso tra i costi dei controlli e i benefici che ne derivano è un aspetto critico della strategia di controllo per un dato programma o una data politica e dovrebbe essere pertanto «aperto e trasparente»;
               
            
                  95.
               
               
                  ritiene pertanto che il grado di equilibrio fra costi e benefici dei controlli debba essere proposto in forma dettagliata dalla Commissione e successivamente approvato dalle autorità politiche e di bilancio (Parlamento e Consiglio), con conseguente accettazione di un determinato livello di rischio tollerabile di errore; sostiene pertanto l'iniziativa della Commissione di lanciare un dialogo interistituzionale nel 2006;
               
            
                  96.
               
               
                  osserva inoltre che a seconda dei settori di spesa possono aversi differenti gradi di rischio tollerabile, in funzione della tipologia e dei rischi delle relative operazioni;
               
            
                  97.
               
               
                  invita la Commissione ad indicare, nel modo quanto più particolareggiato possibile, quali aree di spesa siano ad alto, medio o basso rischio e ad adeguare le sue attività di controllo e di audit in conformità;
               
            
                  98.
               
               
                  invita la Corte dei conti a considerare, al momento di emettere un parere, il grado di accettazione del rischio deciso dalle autorità politiche e finanziarie;
               
            Corte dei conti europea
      
                  99.
               
               
                  rammenta che, nel suo discorso pronunziato il 14 novembre 2005 a Strasburgo dinanzi alla commissione competente di questo Parlamento, il Presidente della Corte dei conti ha indicato che la Corte «sta predisponendo un'autovalutazione organizzativa e metodologica, che sarà seguita da una revisione paritetica [peer review]»; nota che, dall'istituzione della Corte nel 1977, non sono mai state operate valutazioni indipendenti della sua attività; nell'accogliere con favore tale iniziativa, osserva che la peer review sarà una revisione esterna, come attualmente avviene in alcuni Stati membri, e che la finalità è di accertare la qualità e la pertinenza dell'operato della Corte e di indicare con chiarezza dove essa può apprendere da altri, compresi gli Stati membri ed altri paesi quali gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda;
               
            
                  100.
               
               
                  chiede che tale revisione tenga conto della questione se le risorse della Corte siano sufficienti per realizzare i suoi obiettivi;
               
            
                  101.
               
               
                  invita la Corte, nel quadro della preparazione della peer review, a redigere e a trasmettere alla commissione competente del Parlamento una relazione che descriva — con senso critico e professionalità — le forze e debolezze della Corte ed indichi se il suo assetto di governance le consente di soddisfare gli attuali standard di efficacia ed efficienza, ownership e leadership; invita inoltre la Corte a tenere informata la commissione competente del Parlamento, che è il suo principale «cliente», sui passi più importanti compiuti nel quadro di tale processo e a presentare alla commissione le relazioni definitive e intermedie;
               
            
                  102.
               
               
                  chiede che la Corte prenda in seria e attenta considerazione nella sua relazione la possibilità di introdurre nel suo programma di lavoro tecniche più raffinate di misurazione e di valutazione dei progressi realizzati nell'applicazione di efficaci controlli finanziari;
               
            
                  103.
               
               
                  accoglie con favore gli sforzi della Corte per migliorare la presentazione dei risultati dei suoi audit, e in particolare l'utilizzo di tabelle e indicatori, come quelli impiegati per l'analisi dell'attuazione negli Stati membri dei sistemi di gestione e di controllo per gli interventi strutturali (nella relazione annuale, Allegato 2 al Capitolo 4 e Allegato 1 al Capitolo 5); esprime la speranza che l'uso di tali tabelle e indicatori sia esteso nelle future relazioni;
               
            
                  104.
               
               
                  ritiene che il benchmarking possa rappresentare uno strumento efficace per la valutazione degli sforzi degli Stati membri tesi a migliorare la gestione dei fondi UE; chiede pertanto che le informazioni sui punti deboli e sui punti forti dei sistemi di controllo degli Stati membri siano rese pubbliche sia dalla Commissione che dalla Corte dei conti europea;
               
            
                  105.
               
               
                  si rammarica che la tabella dell'Allegato 1 al Capitolo 5 comprenda un numero limitato di Stati membri ed invita la Corte ad adoperarsi per presentare informazioni più esplicite e specifiche in merito alle debolezze riscontrate nei vari settori e nei vari Stati membri;
               
            
                  106.
               
               
                  ricorda che nella sua relazione sul discarico per il 2003 il Parlamento aveva già chiesto un ulteriore sviluppo della metodologia DAS onde ottenere informazioni sui miglioramenti compiuti di anno in anno in ciascun settore nei diversi Stati membri;
               
            
                  107.
               
               
                  rammenta alla Corte che i suoi servizi operativi potrebbero essere notevolmente rafforzati limitando i gabinetti dei membri ad una sola persona;
               
            QUESTIONI SETTORIALI
      Entrate
      
                  108.
               
               
                  nota che i contributi calcolati sulla base del reddito nazionale lordo (RNL) sono oggi di gran lunga la fonte maggiore di entrate per la Comunità (due terzi del totale nel 2004) e constata con preoccupazione che la Corte segnala significative differenze nei sistemi di supervisione e di controllo degli istituti di statistica degli Stati membri (paragrafo 3.48), una situazione che rischia di influenzare la qualità dei dati utilizzati per il calcolo dei contributi nazionali;
               
            
                  109.
               
               
                  invita la Commissione a informare la commissione competente del Parlamento in merito alle misure che ha adottato o adotterà per migliorare l'affidabilità, la comparabilità e l'esaustività dei conti nazionali;
               
            La politica agricola comune
      
                  110.
               
               
                  rileva con soddisfazione che, per la prima volta, la Corte ha emesso una dichiarazione positiva sulla spesa nel quadro Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) e che considera tale sistema, se implementato con efficacia, un potente strumento atto a ridurre i rischi di spese irregolari;
               
            
                  111.
               
               
                  nota altresì che il sistema non è ancora pienamente attuato in Grecia (avrebbe dovuto esserlo fin dal 1993) e che la Corte, anche qui per la prima volta, ne indica i motivi («i sindacati degli agricoltori controllano l'introduzione di tutti i dati nel sistema informatico»); nota anche «che tali modifiche irregolari hanno un impatto finanziario stimato di almeno 10 000 000 EUR, mentre l'impatto sull'intero periodo previsto per la presentazione delle domande di aiuto potrebbe essere notevolmente maggiore» (paragrafo 4.8); nota che il governo greco ha rigettato tali accuse e che nel novembre 2005 ha intavolato trattative con la Commissione per risolvere la questione; ritiene che debba essere il governo greco e non i sindacati degli agricoltori a controllare l'input di dati;
               
            
                  112.
               
               
                  nota che in base al vigente sistema le rettifiche sono troppo sovente pagate dal contribuente e non dal beneficiario finale che ha commesso l'errore; ritiene pertanto che l'effetto preventivo e dissuasivo delle rettifiche sui beneficiari e sui dirigenti sia alquanto limitato;
               
            
                  113.
               
               
                  nota l'insoddisfazione della Corte in merito all'attività degli organismi di certificazione (paragrafo 4.60), dovuta al fatto che non forniscono garanzie dirette né sulla correttezza delle informazioni trasmesse dai richiedenti ed utilizzate dagli organismi pagatori per calcolare i pagamenti dovuti, né conseguentemente sulla legittimità e regolarità dei pagamenti; invita la Commissione ad esigere esplicitamente che gli organismi di certificazione testino il funzionamento dei controlli di livello primario;
               
            
                  114.
               
               
                  sostiene pienamente il punto di vista della Corte che ispezioni successive ai pagamenti che comportino visite a soli tre Stati membri sono insufficienti per consentire alla Commissione di affermare che esse forniscono «una ragionevole garanzia circa la conformità delle spese (…) con la normativa comunitaria» (paragrafo 4.58);
               
            Relazione speciale n. 9/2004 sulle misure forestali nell'ambito della politica di sviluppo rurale
      
                  115.
               
               
                  condivide la critica della Corte secondo cui non esiste nell'UE una definizione comune di foreste e altri terreni boschivi, anche se l'ONU ha già adottato delle definizioni generali già da dieci anni; raccomanda caldamente che la Commissione introduca un minimo di terminologia comune, ad esempio una serie di definizioni in funzione delle varie zone climatiche dell'Unione; chiede alla Commissione di far uso di definizioni comuni affinché gli interventi e la spesa UE in campo forestale possa essere più mirata;
               
            
                  116.
               
               
                  considera inaccettabile il fatto che in alcuni Stati membri l'accreditamento degli organismi pagatori del FEAOG non sia ancora stato completato dopo l'adesione; chiede alla Commissione di completare la sua attività quanto prima possibile, dal momento che nei prossimi anni saranno imputati al FEAOG importi rilevanti e ulteriori proroghe causeranno inevitabilmente ritardi o rinvii nei pagamenti per questi Stati membri;
               
            
                  117.
               
               
                  rileva una mancanza di coerenza fra il periodo settennale di programmazione (dal 2000 al 2006) per gli interventi di rimboschimento dell'UE e i fondi stanziati per questo periodo da un lato e, dall'altro, il principale strumento di riforestazione consistente in un premio annuale per ettaro versato per 20 anni ai beneficiari che convertono le terre agricoli in terreni boschivi per compensare le perdite di reddito; esprime preoccupazione per il fatto, rilevato dalla Corte, che l'ammontare dei premi supera ampiamente le risorse disponibili per il programma; teme conseguentemente che le risorse umane della Commissione non possano concentrarsi sugli attuali obiettivi, ma debbano occuparsi della gestione dei premi; considera il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (16) un primo passo nella giusta direzione, in quanto riduce il periodo di erogazione delle indennità da 20 a 15 anni; invita la Commissione a presentare ulteriori proposte per rimediare a tale situazione;
               
            Relazione speciale n. 3/2005 sullo sviluppo rurale: la verifica della spesa agro-ambientale
      
                  118.
               
               
                  nota che le misure agro-ambientali formano parte integrante della PAC riformata, anche se la verifica della spesa ambientale può porre particolari problemi essendo ad alta intensità di lavoro e necessitando di conoscenze altamente specialistiche;
               
            
                  119.
               
               
                  rileva che determinate buone prassi nazionali possono servire da modello per tutti gli Stati membri, come il metodo tedesco in due fasi per la verifica delle buone prassi agricole (BPA), consistente in un controllo generale sul 5 % degli agricoltori e un secondo controllo più particolareggiato condotto sull'1 %; esorta le autorità responsabili a migliorare e ad utilizzare più efficacemente il sapere e gli indicatori locali, destinando eventualmente, per l'accrescimento di tali conoscenze, una parte dei fondi per l'assistenza tecnica previsti dal nuovo regolamento sullo sviluppo rurale;
               
            
                  120.
               
               
                  sollecita la Commissione a valutare la verificabilità delle sottomisure al momento dell'approvazione dei programmi di sviluppo rurale, per assolvere meglio le proprie responsabilità;
               
            
                  121.
               
               
                  annette la massima importanza a un uso efficiente e responsabile del bilancio UE e all'applicazione del principio che le iniziative non sufficientemente verificabili non devono essere finanziate con pubblico denaro;
               
            
                  122.
               
               
                  ritiene pertanto la Commissione, il Consiglio e il Parlamento dovrebbero assicurare una più stretta osservanza di tale principio al momento di attuare le proposte di spesa agro-ambientale nel periodo di programmazione 2007-2013, senza accrescere i costi di amministrazione e di controllo;
               
            Misure strutturali
      
                  123.
               
               
                  è pienamente d'accordo con la Corte quando afferma che «gli Stati membri sono responsabili, in prima istanza, della gestione delle operazioni e del controllo della spesa; essi devono inoltre garantire l'esattezza e la legittimità delle operazioni pertinenti tramite l'instaurazione di sistemi controllati da organismi nazionali di controllo» (paragrafo 5.7);. rammenta inoltre alla Commissione e alla Corte che, in mancanza di un'adeguata «traccia contabile» dei programmi strutturali, non esiste una base lineare e trasparente per la certificazione della spesa da parte degli Stati membri;
               
            
                  124.
               
               
                  stante quanto precede, esprime preoccupazione in merito alle seguenti gravi constatazioni della Corte (paragrafo 5.48):
                  
                              —
                           
                           
                              «deficienze nei sistemi di gestione e di controllo di tutti i programmi del campione selezionato per i periodi di programmazione 1994-1999 e 2000-2006»;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              per quanto riguarda il periodo 2000-2006, «la maggioranza dei sistemi esaminati richiedono gradi di miglioramento diversi per essere pienamente conformi alle disposizioni normative di base, onde assicurare l'efficacia delle verifiche quotidiane di gestione e/o l'indipendenza dei controlli a campione delle operazioni»;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              «nelle dichiarazioni su cui sono basati i pagamenti eseguiti dalla Commissione nel 2004 (…) numerosi errori sotto il profilo della legittimità e della regolarità delle spese»;
                           
                        
            
                  125.
               
               
                  invita la Commissione e gli Stati membri a prendere immediatamente tutte le misure necessarie per portare le «verifiche quotidiane di gestione» al livello qualitativo richiesto;
               
            
                  126.
               
               
                  rileva che nel contesto della PAC, gli organismi pagatori possono delegare determinati compiti ad altri soggetti, ma che i pagamenti veri e propri non devono mai formare oggetto di delega; nota, alla luce di tali considerazioni, che l'organismo pagatore resta il primo responsabile di tutte le decisioni che danno luogo a pagamenti effettivi; ritiene che l'attuale situazione nel campo degli interventi strutturali, che vede le autorità di gestione autorizzate a delegare vere e proprie decisioni di pagamento, mina l'efficienza del sistema di checks and balances; chiede pertanto alla Commissione di provvedere a una idonea quanto rapida risoluzione del problema;
               
            
                  127.
               
               
                  ritiene che vi sia l'esigenza di qualificare i controlli e non di aumentarli e che la dichiarazione di affidabilità per la regolarità e legittimità delle operazioni debba fondarsi su controlli primari migliori — da condurre prima dell'approvazione delle domande, durante l'esecuzione delle operazioni e prima del pagamento finale — e non su un numero maggiore di controlli effettuati in loco dalla Commissione;
               
            
                  128.
               
               
                  chiede agli Stati membri di garantire un adeguato investimento di risorse per tali controlli, assicurando tutta l'assistenza necessaria; invita la Commissione a sostenere tali azioni attraverso la diffusione delle buone prassi del settore;
               
            
                  129.
               
               
                  sollecita gli Stati membri a investire di più in attività di informazione dirette ai beneficiari perché siano consapevoli delle disposizioni che regolano i finanziamenti, delle probabilità di subire controlli e delle conseguenze di eventuali violazioni;
               
            
                  130.
               
               
                  nota che l'elevato numero di uffici nazionali, regionali e locali che negli Stati membri si occupano della gestione e del controllo delle misure strutturali fa della proposta di consolidare i rapporti di audit a livello dell'amministrazione centrale nazionale, un mezzo efficiente oltre che indispensabile per agevolare e qualificare i controlli;
               
            
                  131.
               
               
                  nota che in futuro le misure strutturali potranno rappresentare quasi la metà degli stanziamenti del bilancio comunitario e sollecita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad attuare la proposta di introdurre dichiarazioni settoriali a livello dell'amministrazione centrale nazionale;
               
            
                  132.
               
               
                  ritiene che l'indipendenza degli organismi di gestione e di controllo sia di fondamentale importanza ed invita la Commissione a fare il necessario ai fini dell'approvazione, da parte della stessa Commissione, degli organi di gestione e controllo istituiti a livello nazionale;
               
            
                  133.
               
               
                  invita la Commissione a presentare al più presto possibile una proposta che faccia obbligo all'organismo di audit proposto per la normativa 2007-2013 di emettere una certificazione per tutte le richieste di erogazione di fondi strutturali CE fatte in qualsiasi anno, e non soltanto per quelle a titolo dei programmi 2007-2013, visto che la spesa 2000-2006 proseguirà fino al 2010;
               
            
                  134.
               
               
                  sottolinea che la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, dovrebbe assicurare che gli insegnamenti tratti dai programmi (chiusi) per il periodo 1994-1999 siano messi in pratica nel periodo 2000-2006 e nei periodi successivi di attuazione dei programmi dei Fondi strutturali e dei progetti del Fondo di coesione; rileva che ciò implica altresì che gli Stati membri garantiscano un'adeguata e tempestiva presentazione dei documenti di chiusura a livello nazionale;
               
            
                  135.
               
               
                  invita la Commissione a presentare con periodicità semestrale un quadro di punteggio (scoreboard) che illustri i progressi compiuti dagli Stati membri in fatto di implementazione efficiente dei sistemi di supervisione e di controllo descritti nella normativa;
               
            Politiche interne, compresa la ricerca
      
                  136.
               
               
                  chiede alla Commissione di adoperarsi per estendere al massimo le procedure standardizzate nel settore delle politiche interne, onde facilitare i controlli finanziari e ridurre l'onere amministrativo per i beneficiari; in particolare sollecita la Commissione a seguire il reiterato suggerimento della Corte di istituire un sistema comune o integrato di TI per la gestione del Quinto, Sesto programma quadro e successivi della Comunità europea per azioni di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione;
               
            
                  137.
               
               
                  nota che la Commissione condivide le preoccupazioni della Corte relativamente al permanere di un elevato rischio di errori dovuto alle inaccurate dichiarazioni di costi fatte dai beneficiari finali; è persuaso che una semplificazione delle procedure contribuirebbe alla risoluzione di tale problema; invita pertanto la Commissione a considerare seriamente le proposte della Corte in tal senso;
               
            Occupazione e questioni sociali
      
                  138.
               
               
                  prende atto del fatto che, nel settore delle azioni strutturali, la Corte dei conti ha nuovamente constatato carenze nei sistemi di gestione e controllo, e chiede in particolare agli Stati membri di apportarvi urgentemente dei miglioramenti con l'ausilio degli organi di controllo nazionali e delle competenti autorità indipendenti;
               
            
                  139.
               
               
                  condivide la raccomandazione della Corte di aumentare il numero di controlli dei progetti in loco; a tale proposito deplora che la Direzione generale «Occupazione» non abbia effettuato controlli sufficienti per avvalorare le conclusioni relative ai sistemi di gestione e di controllo negli Stati membri per il periodo 2000-2006;
               
            
                  140.
               
               
                  invita gli Stati membri, la Commissione e soprattutto le Direzioni Generali competenti ad avviare un'efficace cooperazione conformemente ai principi di buona fede e di sana gestione finanziaria per una corretta assegnazione degli stanziamenti, in particolare a titolo dei Fondi strutturali;
               
            
                  141.
               
               
                  condivide il parere secondo cui il sistema elettronico introdotto dalla Direzione Generale «Occupazione» per verificare il seguito dato alle raccomandazioni relative ai controlli non può essere considerato efficace e incoraggia la Commissione ad elaborare un memorandum di buona prassi per il controllo della gestione delle spese nazionali e della valutazione dei risultati per ogni tipo di risorsa finanziaria impiegata;
               
            
                  142.
               
               
                  è soddisfatto, in linea generale, dei progressi realizzati a livello dei tassi di utilizzazione; rileva che tali progressi derivano probabilmente anche dall'applicazione della regola n+2;
               
            
                  143.
               
               
                  condivide le conclusioni tratte dalla valutazione dell'iniziativa comunitaria INTEGRA riguardante l'esclusione sociale sul luogo di lavoro ed invita pertanto gli Stati membri e la Commissione a proseguire i loro sforzi per garantire una maggiore coesione sociale;
               
            
                  144.
               
               
                  si dichiara in generale soddisfatto dei tassi di utilizzazione delle linee di bilancio nel settore dell'occupazione e degli affari sociali, che sono attribuibili ad una migliore gestione da parte della Commissione;
               
            
                  145.
               
               
                  rileva che purtroppo, nel settore delle politiche interne, non esistono ancora sufficienti DAS per quanto concerne la legittimità e la regolarità dei pagamenti; invita la Commissione a verificare costantemente la possibilità di semplificare i suoi sistemi di rimborso dei costi e di formulare in modo più chiaro le procedure e le disposizioni relative ai diversi programmi;
               
            
                  146.
               
               
                  invita la Commissione, data l'incertezza circa l'approvazione delle proposte di partecipazione ai programmi comunitari, ad assumere provvedimenti concreti in vista di una semplificazione delle procedure.
               
            Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare
      
                  147.
               
               
                  reputa soddisfacenti i tassi globali di esecuzione delle linee di bilancio relative all'ambiente, alla sanità pubblica e alla sicurezza alimentare;
               
            
                  148.
               
               
                  invita la Commissione a sviluppare ulteriormente l'assistenza ai candidati nel contesto dei programmi pluriennali; plaude all'impegno volto a focalizzare maggiormente i bandi di gara fornendo ai candidati maggiore assistenza, in modo da evitare che siano presentati fascicoli relativi a progetti che non possono evidentemente usufruire di finanziamento o che presentino una qualità insufficiente, ritiene tuttavia che occorra continuare a lavorare per arrivare ad una situazione soddisfacente;
               
            
                  149.
               
               
                  rileva che i tassi di pagamento per i settori dell'ambiente, della sanità e della sicurezza alimentare sono tutti inferiori all'80 %; è consapevole delle difficoltà incontrate nella previsione del fabbisogno di stanziamenti di pagamento, visto che la presentazione di fatture di beneficiari e di appaltatori sfugge in gran parte alla competenza della Commissione; invita comunque la Commissione a esaminare accuratamente le procedure che applica onde stabilire l'eventuale possibilità di migliorare l'utilizzazione degli stanziamenti di pagamento;
               
            
                  150.
               
               
                  sottolinea che il rispetto delle disposizioni amministrative e finanziarie del regolamento finanziario non deve ritardare indebitamente l'attribuzione di sovvenzioni o la selezione dei progetti da finanziare;
               
            Mercato interno e protezione dei consumatori
      
                  151.
               
               
                  esprime compiacimento per le misure adottate sinora dalla Commissione per ovviare al rischio di errori nella gestione delle sovvenzioni, misure grazie alle quali le azioni dei consumatori non figurano tra le osservazioni della Corte; si compiace, inoltre, per l'assenza di osservazioni critiche in materia di azioni relative sia alla politica del mercato interno che alla politica doganale;
               
            
                  152.
               
               
                  riconosce le difficoltà pratiche che la Commissione registra nei suoi sforzi volti a conciliare le richieste di ridurre al minimo gli oneri amministrativi imposti ai soggetti che richiedono sovvenzioni nel quadro dei programmi in questione e l'obbligo di garantire una buona gestione finanziaria in conformità delle disposizioni di esecuzione del regolamento finanziario;
               
            
                  153.
               
               
                  sottolinea l'opportunità di garantire una buona gestione degli inviti annuali a presentare proposte quanto a progetti in materia di protezione dei consumatori; invita la Commissione a trarre insegnamento dall'applicazione dell'attuale programma per i consumatori e a tenerne conto nella concezione del nuovo programma per il periodo 2007-2013 consentendone l'accesso a beneficiari alternativi che potrebbero essere più idonei a portare a termine le azioni previste;
               
            
                  154.
               
               
                  sottolinea l'importanza che attribuisce ad un efficace follow-up delle osservazioni della Corte per quanto riguarda le capacità in materia di audit interno e il mancato rispetto degli standard comunemente riconosciuti;
               
            Trasporti e turismo
      
                  155.
               
               
                  prende atto che, nella sua relazione annuale, la Corte ha rilevato un sostanziale aumento dell'attività di audit interno da parte della Direzione generale dell'energia e trasporti (DG TREN): il valore dei contratti controllati è passato da 52 920 000 EUR a 504 000 000 EUR mentre il valore totale delle rettifiche a favore della Commissione è passato dal 2 530 000 EUR a 14 910 000 EUR (raffronto tra le cifre del 2003 e quelle del 2004);
               
            
                  156.
               
               
                  rileva, inoltre, che, secondo la Corte dei conti, la DG TREN dovrebbe adottare ulteriori misure per realizzare il suo obiettivo di audit, pari al 20 % dei progetti e al 35 % delle spese complessive dei progetti, definire modelli di dichiarazione delle spese e distinguere tra studi e lavori ai fini dell'audit;
               
            
                  157.
               
               
                  esprime apprezzamento per l'adozione, nel 2004, a seguito delle osservazioni presentate dalla Corte nelle sue precedenti relazioni annuali, di un nuovo modello di decisione della Commissione che prevede una più rigorosa definizione delle spese ammissibili e non ammissibili;
               
            
                  158.
               
               
                  esprime preoccupazione per il fatto che, pur essendo stato utilizzato il 93 % degli stanziamenti d'impegno, è stato erogato solo il 60 % degli stanziamenti di pagamento;
               
            
                  159.
               
               
                  esprime il proprio rincrescimento per il fatto che, nel settore della tutela dei diritti dei passeggeri, è stato utilizzato solo il 25 % degli impegni e l'11 % dei pagamenti disponibili;
               
            
                  160.
               
               
                  rileva che l'esecuzione è stata esigua anche per quanto riguarda gli stanziamenti di pagamento Marco Polo e ciò per motivi che esulano dal controllo della Comunità; infatti, un certo numero di pagamenti anticipati non è stato effettuato perché alcuni progetti non erano in grado di fornire la necessaria garanzia bancaria o avevano utilizzato forme di garanzia bancaria non adatte;
               
            
                  161.
               
               
                  rileva con grande soddisfazione che il 100 % degli stanziamenti d'impegno e il 95,82 % degli stanziamenti di pagamento disponibili per le linee di bilancio più importanti della TEN-T sono stati utilizzati, il che lascia supporre che per il futuro sia indispensabile un aumento dei fondi;
               
            Cultura e istruzione
      
                  162.
               
               
                  sottoscrive le raccomandazioni, formulate dalla Corte nel capitolo 6 della sua relazione annuale dedicata alla politiche interne, concernenti la necessità di ridurre il rischio di errori, in particolare alla luce delle specificità che caratterizzano i beneficiari di sovvenzioni all'interno dei programmi dell'UE in materia di istruzione, cultura, gioventù e media;
               
            
                  163.
               
               
                  si compiace del fatto che nelle sue risposte la Commissione si impegni a portare avanti i suoi sforzi tesi a migliorare i suoi sistemi di controllo interno intraprendendo le azioni previste nella summenzionata comunicazione relativa a un percorso verso un quadro di controllo interno integrato;
               
            
                  164.
               
               
                  rileva quanto sia importante per la Commissione far tesoro delle difficoltà e impasse procedurali nella gestione di progetti incontrate dai beneficiari delle sovvenzioni; invita i servizi competenti della Commissione ad individuare soluzioni e a diffonderle tra i beneficiari sotto forma di guida, e ad utilizzarle per migliorare gli input per le procedure interne;
               
            
                  165.
               
               
                  ricorda che intende attribuire una considerevole importanza alle relazioni di valutazione intermedie ed ex post sui futuri programmi «Lifelong Learning» (formazione continua), Cultura, Media, Gioventù e Cittadini per l'Europa, e propugna un uso più vasto degli indicatori di valutazione;
               
            
                  166.
               
               
                  sottolinea l'importanza di rafforzare le procedure plurilingue per gli inviti a presentare proposte rivolti ai cittadini e ai potenziali beneficiari dei programmi dell'UE;
               
            
                  167.
               
               
                  prende atto del basso tasso di esecuzione di alcune fondamentali linee di bilancio relative alla stampa e alla comunicazione, e ritiene che ciò pregiudichi un'efficace politica di comunicazione in grado di riflettere adeguatamente l'attuale necessità di un dibattito sul futuro dell'Unione.
               
            Parità di genere
      
                  168.
               
               
                  nota che il 2004 è stato l'anno dell'allargamento e che la priorità principale del bilancio è stata un'azione proattiva atta a facilitare il processo di integrazione dei dieci nuovi Stati membri,
               
            
                  169.
               
               
                  deplora che la relazione sul discarico non fornisca un numero sufficiente di informazioni pertinenti sul modo in cui il bilancio ha realizzato tale priorità, soprattutto per quanto riguarda le pari opportunità per le donne nell'Unione allargata;
               
            
                  170.
               
               
                  ricorda alla Commissione che le disposizioni del trattato di Nizza implicano che una serie molto ampia di politiche e misure comunitarie deve essere considerata dal punto di vista delle pari opportunità;
               
            
                  171.
               
               
                  ribadisce la sua richiesta alla Commissione come formulata nella sua risoluzione del 3 luglio 2003 sul gender budgeting (17) e deplora che la relazione sul discarico non gli consenta di valutare l'impatto del bilancio nell'ottica della prospettiva di genere; si rammarica per la mancanza di dati di bilancio concernenti i finanziamenti destinati alla promozione dell'uguaglianza di genere nel contesto delle varie linee di bilancio;
               
            
                  172.
               
               
                  chiede che informazioni pertinenti sulle politiche di gender mainstreaming vengano inserite in tutte le relazioni sul discarico; deplora che la Commissione non abbia fornito tali informazioni; ribadisce la sua richiesta concernente dati specifici relativi al genere nelle relazioni sul discarico;
               
            
                  173.
               
               
                  accoglie con favore i progressi compiuti nell'esecuzione del bilancio 2004 per quanto riguarda tutti gli obiettivi e il periodo di programmazione per i Fondi strutturali, il che si traduce in un tasso di attuazione dei pagamenti pari al 99 %, ben al di sopra di quello raggiunto nel 2003 (89 %);
               
            
                  174.
               
               
                  prende atto del basso tasso di attuazione dei pagamenti per quanto riguarda il programma «Daphne» pur accettando le argomentazioni della Commissione circa l'opportunità di mantenere livelli qualità elevati per i progetti sostenuti dal programma;
               
            
                  175.
               
               
                  chiede agli Stati membri, alla Commissione e alle direzioni generali competenti della Commissione di collaborare efficacemente, conformemente ai principi di buona fede e di sana gestione finanziaria, ai fini della corretta esecuzione degli stanziamenti impegnati, in particolare per quanto riguarda i fondi strutturali;
               
            
                  176.
               
               
                  invita la Commissione, tenuto conto dell'incertezza esistente in materia di accettazione delle proposte di partecipazione ai vari programmi comunitari, a prendere misure pratiche volte a facilitare il processo e a ridurre le spese sostenute in occasione della presentazione delle suddette proposte.
               
            Spazio di libertà, sicurezza e giustizia
      
                  177.
               
               
                  si compiace per i progressi registrati nell'esecuzione del bilancio per uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia; deplora fortemente, tuttavia, il livello di esecuzione, ancora molto basso, dei pagamenti (83,8 % secondo la Corte rispetto al 68 % nel 2003), che determina un considerevole aumento degli importi da liquidare (RAL) da 160 000 000 a 238 000 000 EUR; invita la Direzione generale «Giustizia, libertà e sicurezza» a continuare a migliorare l'esecuzione del bilancio e a ridurre i RAL;
               
            
                  178.
               
               
                  deplora che, nella sua relazione sull'esercizio 2004, la Corte dei conti abbia dovuto nuovamente esprimere le proprie preoccupazioni quanto all'attuazione del Fondo per i rifugiati da parte degli Stati membri e, segnatamente, alle lacune dei sistemi di controllo; sottolinea che gli Stati membri devono attuare meccanismi di controllo adeguati per garantire una corretta esecuzione dei programmi delle nuove prospettive finanziarie mediante la gestione condivisa; invita la Commissione a garantire, in tempo utile per i nuovi programmi, una formazione adeguata dei funzionari degli Stati membri;
               
            
                  179.
               
               
                  deplora che la Commissione non abbia ancora approvato il regolamento finanziario di Eurojust.
               
            Azioni esterne
      
                  180.
               
               
                  chiede formalmente alla Commissione, in linea con le raccomandazioni della Corte, a chiarire con le agenzie dell'ONU il diritto della Corte di accedere ai progetti da esse gestiti per poter eseguire i necessari controlli in loco;
               
            
                  181.
               
               
                  chiede formalmente alla Commissione di informare la commissione competente del Parlamento sui tempi e i motivi dei consistenti contributi a favore delle agenzie ONU;
               
            
                  182.
               
               
                  chiede formalmente alla Corte di indicare in che modo i contributi UE possano mantenere la propria identità in seno al sistema delle Nazioni Unite e di riferire sui vantaggi delle azioni finanziate tramite l'ONU rispetto alle azioni condotte dalla Commissione nel campo delle relazioni esterne;
               
            
                  183.
               
               
                  esprime preoccupazione per le osservazioni della Corte sulle organizzazioni preposte all'attuazione dei progetti, e segnatamente l'inadeguatezza dei loro controlli interni e l'elevato numero di errori nelle operazioni condotte; invita EuropeAid a prestare particolare attenzione al livello di esecuzione nella sua valutazione generale dei rischi e ad intensificare gli audit sulle organizzazioni esecutive;
               
            
                  184.
               
               
                  invita la Commissione ad assicurare che le informazioni concernenti tutti gli audit, inclusi quelli commissionati dalle delegazioni e dagli organismi esecutivi, siano immessi nel sistema informativo finanziario CRIS di EuropeAid, in modo da collegarle ai rispettivi dati informativi sul monitoraggio dei progetti e da renderle disponibili ai servizi centrali; si compiace della disponibilità della Commissione ad esaminare tale proposta, ma esorta comunque la Commissione ad attuare quanto prima la raccomandazione della Corte;
               
            
                  185.
               
               
                  pur riconoscendo che EuropeAid ha reagito alla richiesta del Parlamento quanto ad una maggiore trasparenza e appoggiando pienamente la necessità di un miglior sistema di controllo, deplora la complessità, considerevolmente accresciuta, delle nuove procedure che sono molto onerose e necessitano di tempo di attuazione eccessivamente lunghi; sottolinea la necessità di una reale semplificazione, senza per questo perdere di vista l'obiettivo iniziale; accoglie quindi con favore la decisione di EuropeAid di semplificare, a partire dal 1o febbraio 2006, la procedura di valutazione delle proposte ad essa sottoposte, con la finalità di ridurre l'onere a carico delle organizzazioni richiedenti di presentare documentazione in appoggio e garanzie di idoneità;
               
            
                  186.
               
               
                  insiste affinché venga posto analogo accento sulla qualità del programma e sui tassi di impegno e spesa;
               
            
                  187.
               
               
                  invita la Commissione ad informare la commissione competente del Parlamento sulle sue misure attuali e i piani futuri per ridurre i rischi insiti nel finanziamento e nella realizzazione di progetti in contesti fortemente esposti al fenomeno della corruzione e caratterizzati da debolezze nel sistema di checks and balances e nelle strutture di governance; invita altresì la Commissione ad indicare se a suo parere i rischi che ne derivano siano gestibili in base alle disposizioni del Trattato, ed eventualmente in che misura;
               
            
                  188.
               
               
                  ribadisce la propria opinione secondo la quale i notevoli costi addizionali determinati dalla deconcentrazione devono essere giustificati da risultati tangibili; a tale riguardo, esprime compiacimento per la valutazione della Corte che si è espressa positivamente sui risultati della deconcentrazione presso le delegazioni, come richiesto dalla commissione per gli affari esteri del Parlamento nel suo parere sul discarico per l'esercizio 2002; rileva, tuttavia, l'osservazione della Corte secondo la quale «alcuni aspetti problematici» nel processo di pianificazione «richiedono maggiore attenzione»;
               
            
                  189.
               
               
                  riconosce la difficoltà di fornire un resoconto in merito ai risultati di un singolo donatore in un contesto plurilaterale; deplora, tuttavia, l'intenzione della Commissione di passare ad un «approccio basato sui risultati» nella politica di sviluppo senza definire una metodologia per misurare i risultati specifici della cooperazione comunitaria a fronte degli scopi principali degli Obiettivi di sviluppo del millennio (OSM);
               
            
                  190.
               
               
                  concorda con la Corte sulla necessità di stabilire indicatori obiettivi, utili e completi che riflettano il risultato dell'aiuto (relazione speciale n. 4/2005, paragrafo 63); confida nel fatto che questi verranno istituiti per il periodo 2007-2013;
               
            
                  191.
               
               
                  deplora che il totale della dotazione per l'istruzione e la sanità di base indicata dalla Commissione per il 2004 sia stata di appena il 4,98 %, una percentuale ben lontana dal 20 % stabilito dal Parlamento; chiede un dialogo fruttuoso con la Commissione sulle modalità con cui migliorare tale cifra;
               
            
                  192.
               
               
                  insiste sulla necessità di conferire maggiore rilevanza agli OSM in materia di salute e di istruzione — che rappresentano i settori più importanti — nel prossimo pacchetto di documenti di strategia nazionale;
               
            
                  193.
               
               
                  si compiace del fatto che l'aiuto settoriale al bilancio (18) sia stato identificato come mezzo per aumentare il livello dei finanziamenti destinati all'istruzione e alla salute; ritiene che tale opzione sia più efficace di un supporto di bilancio generale, anche quando collegato ai progressi in tali settori;
               
            
                  194.
               
               
                  apprezza il contributo della Commissione al programma «Spese pubbliche e responsabilità finanziaria», che sta contribuendo a ridurre i rischi inerenti agli aiuti al bilancio; rileva, tuttavia, la conclusione della Corte, secondo la quale il controllo della gestione delle finanze pubbliche diviso tra l'ufficio di cooperazione EuropeAid e la Direzione generale Sviluppo «funziona solamente grazie ai buoni rapporti interpersonali» (Relazione speciale n. 2/2005, par. 65),
               
            
                  195.
               
               
                  si congratula con la Commissione per aver aumentato, per ogni anno successivo alla riforma della gestione dell'assistenza esterna, sia i livelli di impegno che quelli di pagamento, e per aver riorganizzato EuropeAid al fine di fornire un miglior sostegno alle delegazioni decentrate; condivide la preoccupazione della Commissione (19) sulla tempestiva disponibilità di personale competente nelle delegazioni, segnatamente per la finanza, i contratti e l'audit;
               
            
                  196.
               
               
                  si compiace per l'aumento delle cifre medie relative al personale per ogni 10 000 000 EUR gestiti, passate da 4,1 nel 1999 a 4,8 nel 2004; deplora peraltro che tale cifra resti ben al di sotto della media per i donatori europei e sia ora in fase di diminuzione;
               
            
                  197.
               
               
                  invita la Commissione a garantire che la capacità amministrativa per la politica di sviluppo in Bulgaria e Romania sia potenziata prima della loro adesione all'Unione europea.
               
            Relazione speciale n. 10/2004 sulla deconcentrazione, a favore delle delegazioni della Commissione, della gestione degli aiuti esterni comunitari
      
                  198.
               
               
                  invita la Commissione a migliorare gli indicatori per la valutazione dei costi e ad accelerare l'attività necessaria per sviluppare gli indicatori per la valutazione della rapidità e della qualità nel trasferimento degli aiuti, al fine di consentire una migliore valutazione di costi e benefici del processo di deconcentrazione;
               
            
                  199.
               
               
                  incoraggia la Commissione a migliorare ulteriormente la qualità del supporto fornito alle delegazioni da parte dei servizi centrali;
               
            
                  200.
               
               
                  incoraggia la Commissione a proseguire i propri sforzi per garantire che le esigenze di personale tanto presso i servizi centrali quanto presso le delegazioni siano soddisfatte, nonché a sviluppare ulteriormente la formazione;
               
            
                  201.
               
               
                  sollecita la Commissione a moltiplicare gli sforzi per limitare i ritardi nell'attuazione dei progetti dovuti a cause esterne alla delegazione;
               
            
                  202.
               
               
                  accoglie con favore le misure adottate dalla Commissione in direzione di una semplificazione e armonizzazione delle procedure finanziarie e contrattuali;
               
            
                  203.
               
               
                  sottolinea la necessità che i 24 standard di controllo interno in vigore presso le delegazioni siano effettivamente applicati;
               
            
                  204.
               
               
                  chiede formalmente alla Corte una relazione che indichi le modalità di finanziamento delle organizzazioni non governative (ONG) — cosa che richiama la questione della definizione di ONG secondo la Corte — la quota di risorse delle ONG che la Commissione finanzia e la quota proveniente da soggetti privati indipendenti da qualunque organismo governativo; chiede inoltre alla Corte di analizzare i vantaggi che comportano i progetti attuati dalle ONG anziché da società private;
               
            
                  205.
               
               
                  chiede inoltre formalmente alla Corte di fornire un'analisi separata che ci dica se la linea di bilancio 19-04 — Iniziativa europea per la democrazia e la tutela dei diritti dell'uomo (EIHDR) creata dal Parlamento nel 1992 — è stata correttamente attuata;
               
            Relazione speciale n. 4/2005 sulla gestione, da parte della Commissione, della cooperazione economica in Asia
      
                  206.
               
               
                  esprime compiacimento per la relazione speciale della Corte sulla gestione, da parte della Commissione, della cooperazione economica in Asia; prende atto della constatazione della Corte quanto al «carattere dispersivo della spesa» e «alle procedure eccessivamente complesse» per le candidature; esprime compiacimento per la constatazione che i progetti controllati hanno permesso di raggiungere un numero considerevole di beneficiari; sottoscrive le raccomandazioni che invitano la Commissione a garantire che le procedure di presentazione delle domande non siano inutilmente complesse, che le delegazioni forniscano assistenza adeguata ai candidati e che venga accordata una maggiore attenzione alla sostenibilità dei progetti;
               
            
                  207.
               
               
                  invita la Commissione a chiarire il quadro operativo degli aiuti UE per l'Asia concentrandosi su un numero limitato di priorità essenziali meglio definite, che permettano a loro volta di migliorare la base necessaria a un'efficace attuazione degli aiuti e di adottare un approccio maggiormente orientato agli effetti e ai risultati;
               
            
                  208.
               
               
                  invita la Commissione ad accelerare l'opera di messa a punto di idonei indicatori che permettano di misurare i progressi realizzati e di assicurare il monitoraggio necessario ai fini della valutazione dei risultati conseguiti;
               
            
                  209.
               
               
                  si attende che la Commissione, nel quadro della revisione attualmente in corso del regolamento finanziario e del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d'esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (20), introduca un'opportuna semplificazione delle procedure contrattuali e delle procedure di concessione delle sovvenzioni, con particolare riguardo ai progetti minori, in modo da assicurare flessibilità nell'applicazione delle norme oltre che efficienza e sana gestione finanziaria;
               
            Strategia di preadesione
      
                  210.
               
               
                  invita la Commissione a rivedere la concezione dei progetti di preadesione per renderli più mirati e semplificarne obiettivi e condizioni; concorda con la Corte nel ritenere che, così facendo, si ridurrebbero i rischi di errore in sede di esecuzione; è persuaso che semplificare la struttura dei progetti significa anche facilitare la valutazione dei risultati;
               
            
                  211.
               
               
                  riconosce che la Commissione deve assistere le amministrazioni dei paesi candidati nell'esecuzione autonoma e pienamente decentrata del controllo della spesa UE; osserva al tempo stesso che la Commissione è ancora oggi costretta a compensare le debolezze di gestione finanziaria dei paesi candidati affidando i controlli ex ante alle delegazioni; è del parere che una corretta gestione del rischio in tale settore significa per la Commissione trovare un giusto compromesso fra questi due estremi;
               
            
                  212.
               
               
                  mette in evidenza la conclusione della Corte secondo la quale permangono insufficienze nella capacità di gestione di Bulgaria e Romania; accoglie con favore i miglioramenti già apportati e incita le autorità bulgare e rumene a proseguire nell'opera di miglioramento della supervisione dell'assistenza di preadesione, in modo da essere preparate ad un più efficiente uso dei Fondi strutturali; contestualmente, invita con insistenza la Commissione a migliorare da parte sua la gestione di tali fondi e ad erogarli in modo più mirato;
               
            Spese amministrative
      Questioni concernenti le agenzie
      
                  213.
               
               
                  è lieto di constatare che la Commissione ha presentato una proposta di accordo interistituzionale sulle agenzie, secondo quanto richiesto dal Parlamento nelle sue relazioni di discarico 2003 sulle agenzie stesse; invita il Consiglio ad avviare negoziati quanto prima per concludere un accordo in base al progetto di testo della Commissione, tenendo presenti i principi adottati dal Parlamento nelle sue risoluzioni, del 13 gennaio 2004 sull'inquadramento delle agenzie europee di regolazione (21) e del 1o dicembre 2005 sulle agenzie europee di regolazione (22);
               
            
                  214.
               
               
                  prende atto che il regolamento finanziario è stato ideato principalmente per la Commissione; è consapevole del fatto che il regolamento finanziario quadro per le agenzie (23) e i successivi regolamenti finanziari individuali per ogni agenzia (24) sono stati concepiti per seguire il più strettamente possibile il regolamento finanziario generale; evidenzia che un regolamento finanziario adatto per la Commissione potrebbe non essere sempre appropriato per le agenzie più piccole; chiede alla Commissione di garantire che le necessità delle agenzie vengano opportunamente considerate nell'attuale riforma del regolamento finanziario;
               
            
                  215.
               
               
                  considera necessario rafforzare la responsabilità delle agenzie in relazione ad un uso efficiente del denaro dei contribuenti UE e ritiene pertanto che tali agenzie dovrebbero rispondere alle competenti commissioni del Parlamento;
               
            
                  216.
               
               
                  è dell'avviso che le agenzie necessitano probabilmente di maggiore assistenza per quanto riguarda l'assunzione di personale rispetto alle istituzioni maggiori che, probabilmente, possiedono un'amministrazione dotate di maggiore esperienza cui attingere; sollecita l'Ufficio di selezione del personale delle Comunità europee (EPSO) a rispondere positivamente alle richieste di assistenza delle agenzie in materia di assunzione; chiede alla Commissione di mettere a disposizione delle agenzie altri servizi orizzontali, ad esempio la formazione professionale e il Servizio giuridico;
               
            
                  217.
               
               
                  chiede alla Commissione di illustrare l'attuale situazione dell'auditing interno nelle agenzie, descrivendo le capacità di auditing interno disponibili presso ognuna di esse e i servizi di audit interno forniti dalla Commissione, anche sotto forma di assistenza;
               
            
                  218.
               
               
                  rileva l'evidente insuccesso dell'ONU nell'applicare adeguatamente l'accordo di finanziamento sottoscritto dalla Commissione e dall'ONU sull'agenzia europea per la ricostruzione, che ha lasciato spesso la Corte nell'impossibilità di attuare un adeguato controllo finanziario dei pagamenti e dei relativi documenti concernenti i contratti gestiti o monitorati dalla Missione delle Nazioni Unite nel Kosovo (UNMIK); prende atto della dichiarazione con la quale il rappresentante speciale aggiunto del Segretario generale delle Nazioni Unite garantisce il pieno accesso a tutti i documenti su richiesta della Corte; esorta tuttavia la Commissione a rivedere l'accordo di finanziamento con l'ONU; è del parere che un'eventuale chiusura graduale dell'Agenzia europea per la ricostruzione non debba avvenire sulla base di calendario prefissato bensì che debba dipendere da criteri e sviluppi economici e politici, avvalendosi pienamente del valore aggiunto di tale Agenzia in termini di competenza e know-how acquisiti nel corso degli anni, e chiede alla Commissione di presentare una proposta, previa adeguata valutazione finale intesa a stabilire se sia possibile modificare il mandato dell'agenzia per la ricostruzione in modo tale che le competenze e il know-how acquisiti possano essere utilizzati per fornire assistenza alla ricostruzione ovunque sia richiesta — per esempio in Irak, Afghanistan, Pakistan, India e nei paesi colpiti dallo Tsunami — come seconda fase successiva al soddisfacimento delle necessità umanitarie immediate da parte dell'Ufficio per gli aiuti umanitari;
               
            
                  219.
               
               
                  sollecita la Commissione ad assistere l'agenzia europea per l'ambiente nella soluzione della controversia con le autorità danesi relativamente al rimborso delle imposte indebitamente versate;
               
            
                  220.
               
               
                  esprime disappunto nel notare che il conflitto tra la Commissione e il Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativamente al pagamento del contributo pensionistico del datore di lavoro resti irrisolto; esorta la Commissione ad accrescere gli sforzi per risolvere tale controversia.
               
            
         (1)  GU L 53 del 23.2.2004.
      
         (2)  GU C 302 del 30.11.2005, pag. 1.
      
         (3)  GU C 107 del 30.4.2004, pag. 1.
      
         (4)  GU C 301 del 30.11.2005, pag. 1.
      
         (5)  GU C 302 del 30.11.2005, pag. 100.
      
         (6)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
      
         (7)  Testi adottati, P6_TA(2005)0092.
      
         (8)  Abbreviazione del termine francese «Déclaration d'assurance».
      
         (9)  GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 173/2005 (GU L 29 del 2.2.2005, pag. 3).
      
         (10)  GU L 63 del 3.3.2001, pag. 21. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2355/2002 (GU L 351 del 28.12.2002, pag. 42).
      
         (11)  GU L 209 dell'11.8.2005, pag. 1.
      
         (12)  Cfr. Conclusioni del Consiglio Ecofin dell'8 novembre 2005 in
      http://www.fco.gov.uk/Files/kfile/EcofinConclusions_08nov.pdf.
      
         (13)  Gli attuali principi di bilancio, enunciati all'articolo 3 del regolamento finanziario, sono: unità, verità di bilancio, annualità, pareggio, unità di conto, universalità, specializzazione, sana gestione finanziaria e trasparenza.
      
         (14)  Testi approvati, P6_TA(2006)0043.
      
         (15)  «La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, dovrebbe fornire una valutazione degli attuali controlli a livello settoriale e regionale, nonché il valore degli estratti e delle dichiarazioni esistenti».
      
         (16)  GU L 277 del 21.10.2005, pag. 1.
      
         (17)  GU C 74 E del 24.3.2004, pag. 746.
      
         (18)  Risposta alla domanda 1,4, questionario DEVE.
      
         (19)  Risposta alla domanda 5.2, questionario DEVE.
      
         (20)  GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1.
      
         (21)  GU C 92 E del 16.4.2004, p. 119.
      
      
         (22)  Testi approvati, P6_TA (2005)0460.
      
         (23)  Regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72).
      
         (24)  GU L 245 del 29.9.2003, p. 1.