CELEX: 51991PC0523
Language: it
Date: 1992-02-13
Title: Proposta di REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO che stabilisce procedure comunitarie relative al contaminanti nel prodotti alimentari

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                     C0M(91) 523 def.- SYN 379
                                    Bruxelles, 13 febbraio 1992
                           Proposta di
                REGOLAMENTO (CEEÌ DEL CONSIGLIO
     che stabilisce procedure comunitarie relative al
    contaminanti nei prodotti alimentari
                 (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                                        ti;"IVAZiONF
                «.t.;;..          >t        possono    penetrare     nel    prodotta   alimentaci ;>e--.
         -, --a-ìv.                durante          io     sviluppo      di    organismi     utl lizzati
       •»;Ì .-'uni *-. o n * e in tutti gli stadi successivi di trasformai ione n
    ••M----<?<. ' 1i . •..Ì':Ì.Ì. I o n a .
   e ttni'atì sono sostanze genera intente presenti nell'ambiente, che non
v-• . ,o agQiunt, intenzionalmente ne! prodotti alimentari, ma vi penetrano
  u ante M processo di produzione o di preparazione. Esse non dovrsbbero
esser*1 presenti nei prodotti alimentari o perlomeno dovrebbero essere
m:ìtenute a livelli mìnimi. In genere la loro presenza è di carattere
resila!*;              nella maggioranza                del   casi è molto difficile eliminarle
interagente              dai        prodotti       alimentari,      anche    effettuando    le   normali
operazioni previste nel processo produttivo (lavaggio, filtraggio o, in
cenerate, purificazione o tecniche di separazione).
Tuttavia, la presenza di contaminanti non rende un prodotto alimentare
automaticamente inadatto al consumo umano o nocivo per la salute . D'altra
parte,           In      alcuni            prodotti     alimentari     vi    sono   sostanze    naturali
 Indesiderabili, come, ad esemplo, alcune sostanze tossiche, che non sono
considerate contaminanti. Queste sostanze tossiche naturali vengono in
genere eliminate nella fase di preparazione (per lo più mediante cottura).
 li miglior modo per evitare la presenza di contaminanti nel prodotti
alimentari è agire alla fonte per limitare la loro presenza nell'ambiente.
La Comunità dispone già di un'ampia serie di misure che mirano ad eliminare
0 limitare la presenza di sostanze pericolose nell'ambiente, che potrebbero
entrare nella catena alimentare come contaminanti.
Un esemplo dell'efficacia dell'Intervento preventivo alla fonte è la
diminuzione del piombo nel prodotti alimentari In seguito al progressivo
diffondersi dell'uso di benzina senza piombo.
Materie prime aventi una percentuale di contaminanti tale da rendere I
prodotti alimentari pericolosi o nocivi per la salute del consumatori non
dovrebbero essere usate per produrre alimenti. SI può cosi evitare che I
contaminanti              entrino nella catena alimentare sorvegliando                        lo stadio
 iniziale, ad es. le materie prime.
 1 progressi scientifici permettono non solo di capire meglio gli effetti di
queste sostanze sulla salute dei consumatori e l'origine della loro
presenza negli alimenti, ma anche di Individuarli a livelli sempre più
bassi.
Gran parte delle norme nazionali sui contaminanti sono il risultato di
un'evoluzione storica delle misure adottate per affrontare situazioni
specifiche e possono quindi                             variare da un paese all'altro. Queste
differenze possono costituire un ostacolo al mercato comune delle derrate
alimentari che si deve attuare entro il 1992.
Per decidere M                      livello ammissibile di un contaminante, è necessario
definirne con studi tossicologici, la dose giornaliera tollerabile. Dato
chs lo stesso contaminante può essere presente In vari cibi è necessario,
nel        definì o             il       livello     tollerabile      di    ingestione,   prendere     in
considerazione tutte le possibili-origini di detto contaminante e definire
 ! live!il ammissibili alla luce del peso di ogni cibo nell'alimentazione.
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E' quindi inopportuno stabilire I livelli ammissibili dì ce i ' . ; : r
normative speciali applicabili a 9**9*1        et prodotti spc rH; i
prendere in considerazione la sua precinta fu altre d o n a t o ammontai
prevede quindi di adottare uno atrweaftto flessibile che pormetl'<*
prendere decisioni alla luce defili obiettivi tossicologici generili e
tenendo conto di tutti gli aspetti dalla produzione e dalia trasformazione
alImentare.
L'acqua, tuttavia, è un caso a parte, vlato che non solo è consumata
direttamente e utilizzata come Ingrediente alimentare, ma è anche
utilizzata per lavare e trasformare le derrate alimentari.
La regolamentazione degli antiparassitari e del medicinali veterinari è
basata direttamente sul loro uso In agricoltura ed I residui consentiti
rientrano nelle disposizioni relative al loro Impiego.
Analogamente, la presenza di contaminanti dovuta a migrazione da materiali
che sono a contatto con le derrate al Intentar I può essere controliata meglio
fissando norme relative a detti materiali piuttosto che fissando M velli
massimi ammissibili per le derrate alimentari stesse.
La presenza di radioattività naturale negli alimenti è dovuta ai la
distribuzione naturale di isotopi radioattivi nella biosfera, compreso
 l'organismo umano. E' quindi necessario disciplinare soltanto la presenza
di radioattività negli alimenti causata da incidenti nucleari, in
particolare quello di Chernobyl; la Comunità ha adottato un regolamento
permanente a tal riguardo.
La contaminazione   microbiologica  costituirà     l'oggetto   di disposizioni
general I distinte.
Non appena questo regolamento-quadro viene approvato, la Commissione si
propone di esaminare le norme nazionali sul contaminanti attualmente In
vigore, alla luce di moderne valutazioni tossicologiche con lo scopo di
adottare, se del caso, delle norme comunitarie. La Commissione ha già
chiesto agli Stati membri di comunicarle le norme nazionali per poter
 Iniziare la valutazione scientifica. Le successive misure a livello
nazionale dovranno essere notificate nel quadro della procedura della
direttiva 83/189/CEE del Consiglio che prevede un periodo di attesa prima
della loro applicazione a livello nazionale per permettere alla Comunità di
prendere misure adeguate.
Nella sua attività in materia, la Commissione intende dare priorità al
contaminanti che sono fonte di particolare preoccupazione, come l metalli
pesant I .
Un'azione In tal campo direttamente a livello comunitario può scaturire da
ricerche scientifiche, dalla cooperazlone nel settore della valutazione
scientifica degli alimenti, da informazioni ottenute da controlli pubblici
o dal sistema di allarme nel settore alimentare.
 ---pagebreak---                  Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio
                che stabilisce procedure comunitarie relative
                   ai contaminanti nei prodotti alimentari
il  CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   II  trattato   che   istituisce   la  Comunità  economica  europea,   in
particolare l'articolo 100 A,
vista    la  proposta   della   Commissioned)     e  In  cooperazione   con   II
Parlamento europeo^2*,
visto il parere del Comitato economico e sociale*3*,
considerando che occorre adottare, nel corso di un periodo che termina il
31 dicembre 1992,    le misure volte a     instaurare gradualmente   il mercato
interno; che detto mercato comporta uno spazio senza frontiere           interne
entro cui sia garantita la libera circolazione dei beni, delle persone, dei
servizi e dei capitali;
considerando che    le disparità fra     le disposizioni  adottate dagli Stati
membri possono ostacolare il buon funzionamento del mercato comune e che è
necessario   prevedere   una   procedura   di  adozione  di  norme  comunitarie
armeni zzate;
considerando che l contaminanti possono penetrare nel prodotti alimentari
 In qualsiasi fase della catena alimentare, dalla produzione al consumo-,
considerando che, per tutelare       la salute dei consumatori, ò essenziale
mantenere I contaminanti a livelli accettabili sul plano tossicologico-,
(1)
(2)
(3)
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considerando che si dovrebbero fissare livelli più severi quando è
possibile pervenirvi attraverso buone pratiche di fabbricazione; che il
controllo sull'osservanza di tali pratiche può essere esercitato con la
dovuta efficienza dalla pubblica amministrazione, vista la preparazione e
l'esperienza del suo personale;
considerando che l'applicazione del presente regolamento non pregiudica le
disposizioni adottate net quadro di regolamentazioni comunitarie più
spec i f1 che ;
considerando che gli Stati membri devono notificare alla Commissione i
progetti di norme e regole tecniche nel settore dell'alimentazione,
compresi quelli concernenti i contaminanti, nel quadro della direttiva
83/189/CEE del Consiglio* 4 ), modificata da ultimo con la direttiva
88/182/CEE* 5 ), e che la procedura di notifica contemplata da detta
direttiva è applicabile ai prodotti alimentari;
considerando che il Comitato scientifico dell'alimentazione umana deve
essere consultato per tutte te questioni che possono riguardare la salute
dei consumatori;
(4) GU L 109 del 26.04.1983, p. 8.
(5) GU L 81 del 26.03.1988. p. 75.
 ---pagebreak---       j ï*ï    II PRESENTE REGOLAMENTO:
                                      Articolo 1
1. li presente regolamento stabilisce          la procedura per    la fissazione di
   norme sui contaminanti contenuti nei prodotti alimentari.
2. L'applicazione del presente regolamento non pregiudica            le disposizioni
   adottate nei quadro di regolamentazioni comunitarie più specifiche.
                                      Articolo 2
Ai fini del presente regolamento, per "contaminante" s'intende             qualsiasi
sostanza non aggiunta      intenzionalmente ai prodotti alimentari ma        in essi
presente a seguito delia produzione, delia fabbricazione, del trattamento,
della     preparazione,      della     trasformazione,      dell'Imballaggio,    del
condizionamento, del trasporto o del I'immagazzinamento di detti prodotti o
a seguito di contaminazione ambientale.
                                      Articolo 3
1. Un   prodotto    alimentare   non   può  essere    commercializzato  se  contiene
   contaminanti     in quantitativi   inaccettabili sul plano tossicologico.
2. I contaminanti      devono essere mantenuti       ai  livelli  più bassi   che si
   possono      ragionevolmente     ottenere     attraverso    buone   pratiche    di
   fabbricazione in tutte le fasi elencate all'articolo 2.
3. Qualora sia necessario al fini          dell'applicazione del paragrafo 1, si
   possono stabilire tolleranze massime per contaminanti specifici seguendo
    la procedura di cui al l'art I colo 8.
   Tali tolleranze vengono adottate sotto forma di elenchi comunitari             non
   esaustivi e possono Indicare:
   -    valori   massimi  diversi   per   gli  stessi   contaminanti  a seconda   dei
       prodotti alimentari in cui sono presenti;
   -    I valori massimi ri levabili con il metodo adottato;
   -    il metodo di campionamento e di analisi applicato.
 ---pagebreak---                                         - 7 -
                                    Articolo 4
In deroga all'articolo 10 della direttiva 83/189/CEE del Consiglio, del
28 marzo 1983 (•) che prevede una procedura di          informazione nel     settore
delle norme e delle regolamentazioni tecniche, modificata da ultimo con            la
direttiva 88/182/CEE ( 7 ) del Consiglio,     le progetti di norme e      le regole
tecniche concernenti I contaminanti devono continuare ad essere notìficate
secondo la procedura di cui agli articoli 8 e 9 della direttiva.
                                     Articolo S
Le disposizioni    che possono    Incidere sulla salute del      consumatori     sono
adottate previa consultazione del Comitato scientifico dell'alimentazione
umana.
                                     Articolo 6
1. Qualora   uno   Stato   membro,    in  seguito  a  nuove   informazioni     o   ad
   aggiornamento di dati già noti, abbia motivi ben precisi per ritenere
   che un contaminante, sebbene conforme alle disposizioni            del   presente
   regolamento o a quelle del regolamenti specifici adottati ai sensi del
   medesimo,   sia  nocivo   per   la salute   dei  consumatori,   può    sospendere
   temporaneamente o limitare l'applicazione delle misure ad esso relative
   nel proprio territorio. Esso ne Informa Immediatamente gli altri Stati
   membri e la Commissione fornendo le motivazioni della sua decisione.
2. La Commissione esamina, nel più breve tempo possibile e nell'ambito del
   Comitato permanente per     I prodotti alimentari, I motivi       forniti   dallo
   Stato membro, di cui al paragrafo 1, esprime il proprio parere in merito
   ed adotta le misure del caso.
(6) GU L 109 del 26.04.1983, p. 8.
(7) GU L 81 del 26.03.1988, p. 75.
 ---pagebreak---                                       Art ico lo 7
al; Slat! cembri non possono proibire o limitare SI commercio di prodotti
'alimentari conformi alle disposizioni del presente regolamento o a quelle
Ci'   regolamenti     specifici   adottati   al  sensi   del   medesimo,   per   motivi
riguardanti aspetti contemplati dal presente del regolamento.
                                      ArtIcolo 8
 1. Qualora si debba seguire       la procedura di cui al presente articolo, la
    Commissione     ò   assistita,    con   funzioni     consultive,    dal    Comitato
    permanente per i prodotti alimentari, istituito in virtù della decisione
    64/414/CEE< 8 ), qui di seguito denominato il "Comitato".
2. Il presidente sottopone al Comitato          II progetto delle disposizioni       da
    adottare.   Il Comitato     esprime   II proprio parere      in merito entro     il
    termine   stabilito     dal    presidente    a   seconda    dell'urgenza    e,   se
    necessario, passando alla votazione.
3. Il parere viene messo a verbale; Inoltre, ogni Stato membro può chiedere
    che la propria posizione venga messa a verbale.
4. La Commissione tiene massimo conto del parere del Comitato e lo Informa
    di conseguenza.
                                      Articolo 9
 il presente regolamento entra In vigore il 1 Gennaio 1993.
 Il  presente   regolamento     ò   obbligatorio    In   tutti   i suoi    elementi   e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
 Fatto a                                                        Per il Consiglio
                                                       11 Presidente
 (8) GU L 291 del 19.11.1969, p. 9.
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0234-1506
                                                              COM(91) 523 del.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              10
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-597-IT-C
                                                             ISBN 92-77-78984-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo