CELEX: 62014CN0336
Language: it
Date: 2014-07-11 00:00:00
Title: Causa C-336/14: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Sonthofen (Germania) l’ 11 luglio 2014 — Procedimento penale a carico di Sebat Ince

29.9.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 339/6
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Sonthofen (Germania) l’11 luglio 2014 — Procedimento penale a carico di Sebat Ince
   (Causa C-336/14)
   2014/C 339/07
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Giudice del rinvio
   
   Amtsgericht Sonthofen
   
      Parti nel procedimento principale
   
   Sebat Ince
   
      Altra parte: Staatsanwaltschaft Kempten
   
      Questioni pregiudiziali
   
   I.   Sul primo capo di accusa (gennaio 2012) e sul secondo capo di accusa, fino a fine giugno 2012
   
               1. a)
            
            
               Se l’articolo 56 TFUE debba essere interpretato nel senso che è vietato alle autorità giudiziarie sanzionare penalmente l’attività di intermediazione per la raccolta, effettuata senza autorizzazione tedesca, di scommesse su competizioni sportive per conto di un organizzatore di scommesse dotato di licenza in un altro Stato membro dell’Unione europea, quando l’esercizio di tale attività di intermediazione presupponga che anche detto organizzatore sia in possesso di un’autorizzazione tedesca, ma alle autorità nazionali non sia consentito concedere autorizzazioni ad operatori non statali, in forza di una situazione normativa in contrasto con il diritto dell’Unione («monopolio in materia di scommesse sulle competizioni sportive»).
            
         
               1. b)
            
            
               Se la risposta alla lettera a) della prima questione sia diversa qualora, in uno dei quindici Länder tedeschi che insieme hanno istituito e insieme attuano il monopolio pubblico in materia di scommesse sulle competizioni sportive, autorità pubbliche sostengano, nell’ambito di procedimenti penali o repressivi, che il divieto legislativo di concedere autorizzazioni ad operatori privati non si applica nell’ipotesi di una domanda di autorizzazione per l’esercizio di un’attività di organizzazione o intermediazione in quello stesso Land.
            
         
               1. c)
            
            
               Se i principi del diritto dell’Unione, in particolare la libera prestazione dei servizi, e la sentenza della Corte nella causa C-186/11 debbano essere interpretati nel senso che ostano ad un permanente divieto o sanzionamento, definito come «preventivo», dell’attività di intermediazione transfrontaliera di scommesse su competizioni sportive, se questo viene motivato con il fatto che, al momento della decisione, per l’autorità competente non è «evidente, ovvero riconoscibile senza ulteriore esame», che l’attività di intermediazione soddisfi tutti i requisiti sostanziali per l’autorizzazione, salvo per quanto riguarda la riserva di monopolio dello Stato.
            
         
               2)
            
            
               Se la direttiva 98/34/CE (1) debba essere interpretata nel senso che osta al sanzionamento dell’attività d’intermediazione nella raccolta di scommesse su competizioni sportive, effettuata senza autorizzazione tedesca, attraverso distributori automatici per conto di un organizzatore di scommesse dotato di licenza in un altro Stato membro, qualora gli interventi statali si fondano sulla legge di un singolo Land non notificata alla Commissione europea e corrispondente, nel contenuto, allo Staatsvertrag zum Glücksspielwesen (Trattato statale sui giochi d’azzardo; in prosieguo: il «GlüStV»), non più in vigore.
            
         II.   Sul secondo capo di accusa (periodo successivo al luglio 2012)
   
               3)
            
            
               Se l’articolo 56 TFUE, nonché il principio di trasparenza, il principio di uguaglianza e il divieto di favoritismo sancito dal diritto dell’Unione debbano essere interpretati nel senso che ostano al sanzionamento dell’attività di intermediazione nella raccolta di scommesse su competizioni sportive, effettuata senza autorizzazione tedesca, per conto di un organizzatore di scommesse dotato di licenza in un altro Stato membro, in una situazione che, in virtù del Glücksspieländerungsstaatsvertrag (trattato statale che modifica il trattato sui giochi d’azzardo, in prosieguo: il «GlüÄndStV») istituito per una durata di nove anni, è caratterizzata da una «clausola sperimentale per le scommesse sulle competizioni sportive», che prevede per un periodo di sette anni, con effetto di legalizzazione per tutti i Länder tedeschi quale condizione necessaria per il rilascio delle autorizzazioni per l’attività di intermediazione, la possibilità teorica di assegnare un numero massimo di 20 concessioni anche a operatori non statali, allorché:
               
                           a)
                        
                        
                           la procedura per il rilascio delle concessioni e le controversie che insorgono in tale ambito sono condotte dall’autorità concedente insieme allo studio legale che ha regolarmente fornito consulenza alla maggior parte dei Länder e alle loro imprese di lotterie su questioni relative al monopolio delle scommesse su competizioni sportive contrario al diritto dell’Unione e li ha rappresentati dinanzi ai giudici nazionali contro operatori privati di scommesse, e a cui era affidata la rappresentanza degli organi statali nei procedimenti di pronuncia pregiudiziale Markus Stoß [e a., C-316/07, C-358/07, C-359/07, C-360/07, C-409/07 e C-410/07, EU:C:2010:504], Carmen Media Group, [C-46/08, EU:C:2010:505] e Winner Wetten [C-409/06, EU:C:2010:503];
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           il bando di gara relativo all’assegnazione delle concessioni pubblicato in data 8 agosto 2012 nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea non conteneva dettagli in merito ai requisiti minimi dei progetti da presentare, al contenuto delle altre dichiarazioni ed attestazioni richieste nonché al numero massimo di 20 candidati selezionabili; per contro, tali dettagli sono stati comunicati solo dopo la scadenza del termine per la presentazione delle candidature, tramite un cosiddetto «memorandum informativo», insieme a numerosi altri documenti, e solo ai candidati che si erano qualificati per la «seconda fase» della procedura di assegnazione delle concessioni;
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           otto mesi dopo l’inizio della procedura, contrariamente a quanto indicato sul bando di gara stesso, l’autorità concedente ha invitato unicamente quattordici candidati a presentare personalmente i loro progetti sotto il profilo sociale e della sicurezza, in quanto questi avrebbero soddisfatto appieno i requisiti minimi per ottenere la concessione; tuttavia, quindici mesi dopo l’inizio della procedura, l’autorità stessa ha comunicato che nessun candidato aveva dimostrato, in «maniera verificabile», di soddisfare i suddetti requisiti minimi;
                        
                     
                           d)
                        
                        
                           il candidato sottoposto a controllo statale («Ods», Ods Deutschland Sportwetten GmbH), e costituito dal consorzio delle società di lotterie statali, figurava tra i quattordici candidati invitati a presentare i loro progetti all’autorità competente per il rilascio delle concessioni, ma probabilmente non era ammissibilie alla concessione a motivo dei vincoli operativi che lo legano ad organizzatori di competizioni sportive, in quanto la normativa vigente (articolo 21, paragrafo 3, del GlüÄndStV) richiede una rigorosa separazione della pratica dello sport attivo e delle associazioni che ne curano l’organizzazione rispetto alle attività di organizzazione e di intermediazione di scommesse sulle competizioni sportive;
                        
                     
                           e)
                        
                        
                           per ottenere una concessione è necessario, tra l’altro, dimostrare «la provenienza legittima delle risorse necessarie per l’organizzazione delle scommesse sulle competizioni sportive che si intendono offrire»;
                        
                     
                           f)
                        
                        
                           l’autorità concedente e il Glücksspielkollegium [Collegio sul gioco d’azzardo], composto da rappresentanti dei Länder e che decide sull’assegnazione delle concessioni, non si avvalgono della possibilità di attribuire concessioni a organizzatori di scommesse privati, mentre invece è consentito alle imprese pubbliche di lotterie, fino a un anno dopo l’eventuale aggiudicazione delle concessioni, organizzare scommesse su competizioni sportive, lotterie e altri giochi d’azzardo senza disporre di concessione, nonché operare e pubblicizzare tali attività attraverso la propria estesa rete di punti di raccolta di scommesse.
                        
                     
         
      (1)  Direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche (GU L 204, pag. 37).