CELEX: 51988PC0608
Language: it
Date: 1988-11-09
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di stampanti a impatto seriale a matrice di punti originarie del Giappone (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 608
Vol. 1988/0205
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
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informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
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on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
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sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---            COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
VERSION REVISEE
                                                         COM(88 ) 608 def. / 2
                                                         Bruxelles , 9 novembre 1988
                                         Proposta di
                             REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO
          che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
                    stampanti a impatto seriale a matrice di punti
                                  originarie del Giappone
                              ( presentata dalla Commissione )
                                      j
 ---pagebreak---                                     NOTA INTRODUTTIVA
1 . Con regolamento ( CEE ) n . 1418/88 (D la Commissione ha istituito un dazio
antidumping provvisorio sulle importazioni di stampanti a Impatto seriale a
matrice di punti originarie del Giappone . Con regolamento ( CEE )
n . 2943/ 88        || dazio è stato prorogato per un periodo massimo di due mesi .
2.     A livello di conclusioni preliminari sono state considerate prodotto
simile tutte le stampanti a Impatto seriale a matrice di punti ( SIDM ), in
quanto basate sulla stessa tecnologia ad impatto a prescindere dalla loro
velocità o dalle loro specificazioni . Non essendo stati forniti nuovi elementi
a sostegno di alcuni prodotti slmili sulla base della velocità di stampa , si
propone di confermare le conclusioni preliminari .
3 . Per quanto riguarda il dumping , sono state confermate le conclusioni
preliminari secondo le quali tutte le società sottoposte ad inchiesta avevano
esportato II prodotto in questione nella Comunità in regime di dumping . Ove
possibile , Il valore normale è stato determinato In base al prezzi praticati
sul mercato giapponese ; tuttavia , In genere le società Interessate non avevano
effettuato sufficienti vendite del modelli In oggetto sul mercato giapponese ;
di conseguenza , in tali casi , il valore normale è stato determinato sommando
ai costi di produzione un equo margine di profitto . La maggior parte degli
esportatori ha venduto II prodotto tramite importatori collegati nella
Comunità ; In tali casi , sono stati considerati prezzi all' esportazione quelli
praticati nel confronti del primo acquirente Indipendente della Comunità ,
deducendo I costi tra importazione e rivendita per giungere ad un valore
costruito cif . I prezzi di trasferimento tra esportatori ed Importatori
collegati non sono stati pertanto utilizzati .
 ( 1 ) GU n . L 130 , del 26.5.1988 , pag . 12 .
 ( 2 ) GU n . L 264 , del 24.9.1988 , pag .
                                                                                    1
 ---pagebreak---                                          2
4.   Il confronto tra prezzi all' esportazione e valore normale è stato
effettuato per ciascun modello , tenendo debitamente conto delle differenze
riguardanti i costi di vendita . Tutti i confronti sono stati effettuati al
medesimo stadio commerciale . I margini di dumping determinati sono I seguenti
Alps Electrical Co Ltd                                          6,1%
Brother Industries Ltd                                         39,6%
Citizen Watch Co Ltd                                           43,3%
Copal Co Ltd                                                   18,6%
Fujitsu Ltd                                                    86,0%
Japan Business Computer Co Ltd                                 22,4%
Juki Corporation ( previously Tokyo Juki )                     80,0%
Nakaj ima Ltd                                                  12,0%
NEC Corporation                                                67,5%
OKI Electric Industry Co Ltd                                    8,1%
Seiko Epson Corporation                                        29,7%
Selkosha Co Ltd                                                73,0%
Shlnwa Digital Industry Co Ltd                                  9,5%
Star Mlcronlcs Co Ltd                                          13,6%
Tokyo Electric Co Ltd                                           4,8%
5.  L' industria comunitaria Interessata comprendeva quattro produttori che
coprivano il 65% della produzione totale di stampanti a matrice di punti . Tre
di queste società avevano anche importato il prodotto in questione da società
giapponesi sottoposte all' Inchiesta . Tuttavia , è stato stabilito che i
produttori comunitari avevano dovuto abbandonare la produzione dei modelli di
stampanti importati a causa delle Importazioni a basso prezzo ( di dumping ) e
che l' Importazione di stampanti giapponesi era stata una legittima misura di
autodifesa per poter mantenere la gamma completa del prodotti in esame .
6.  Per quanto riguarda II pregiudizio , è stato accertato che in un mercato
caratterizzato da una crescita del 162% tra il 1983 e il 1986 ,    le vendite
giapponesi sono aumentate , nello stesso periodo dei 290% . A tale evoluzione
corrispondono un Incremento della quota di mercato dal 49% al 73% e un calo
della quota detenuta dai produttori comunitari dal 38% al 19% .
 ---pagebreak---                                         - 3 -
7.    Dopo l' Istituzione delle misure provvisorie è stata effettuata
un' Inchiesta approfondita sulla sottoquotazione . I modelli confrontati
comprendevano II 67% delle vendite del produttori comunitari e II 65% delle
vendite degli esportatori giapponesi nella Comunità . Ove opportuno sono stati
effettuati adeguamenti In considerazione di differenze nel canali di vendita e
nelle caratteristiche fisiche del modelli confrontati . Sono emersi margini di
sottoquotaz Ione compresi tra il 3,9% e il 43,4% per tutti gli esportatori
tranne tre I cui prezzi , tuttavia , se applicati a modelli simili comunitari ,
erano troppo bassi per consentire al produttori comunitari di realizzare un
equo margine di utile .
8.    In conclusione , si ritiene che gli effetti delle Importazioni in dumping
per I produttori comunitari siano stati la diminuzione delie vendite e della
quota di mercato , il calo del prezzi , un conseguente aumento del costo
unitario ed una perdita di profitti . SI è avuto inoltre un calo
dell' occupazione , nonché degli Investimenti nelle attività di ricerca e
sv I luppo .
9.    Anche le conclusioni preliminari della Commissione sull' Interesse della
Comunità sono state confermate . SI ritiene che l' adozione di misure
antidumping sia nell' Interesse della Comunità , in quanto dette misure
avrebbero l' effetto di ristabilire una situazione di concorrenza leale che
consentirebbe all' Industria comunitaria di beneficiare , come hanno fatto in
passato gli esportatori giapponesi , di maggiori economie di scala , di un
potenziamento della ricerca e dello sviluppo , di nuovi metodi di produzione e ,
Infine , di un ulteriore contenimento del costi di produzione . E' prevedibile
che anche l' industria di trasformazione , gli operatori commerciali , gli
utilizzatori finali e I consumatori benef Icerebbero delle migliorate
condizioni economiche dell' Industria comunitaria . Pertanto , il Consiglio
ritiene che dazi antidumping non superiori all' Importo necessario per
eliminare il pregiudizio non avranno l' effetto protezionistico cui fanno
ri ferimento gll esportatorl .
10 . Il livello del dazio per ciascun esportatore è stato calcolato In base
alla necessità di eliminare la sottoquotaz Ione praticata nella Comunità dai
singoli esportatori e di consentire al produttori comunitari di aumentare I
prezzi per ottenere un adeguato margine di utile sulle vendite ( 12% ) senza
ridurre la loro quota di mercato . I livelli calcolati sono I seguenti :
 ---pagebreak--- Alps Electrical Co . Ltd                    6.1X
Brother   Industries Ltd                  35 . 1%
Citizen Watch Co . Ltd                    37.4%
Copal Co . Ltd                             18 . 6%
FuJ Itsu Ltd                              47 . OX
Japan Business Computer Co . Ltd            6.4X
Juki Corporation ( formerly Tokyo Juki )  27 . 9X
NakaJIma All Precision Co . Ltd            12 . OX
NEC Corporation                           32 . 9X
Ok I Electric Industry Co . Ltd             8.1X
Seiko Epson Corporation                   25 . 7X
Selkosha Co . Ltd                          36 . 9X
Shlnwa Digital Industry Co . Ltd            9.5X
Star Mlcronlcs Co . Ltd                    13.6%
Tokyo Electric Co . Ltd                     4.8%
 11 . Date l' entità del margini di dumping accertati e la gravità del
 pregiudizio arrecato , si propone che gli Importi garantiti a titolo di dazio
 provvisorio vengano definitivamente riscossi , Interamente oppure fino a
 concorrenza del dazio definitivo nel casi      In cui questo sla inferiore al dazio
 provvisor lo .
 12 . SI propone che determinate stampanti SIDM molto specifiche vengano escluse
 dall' applicazione del dazio definitivo ; In tali casi    II dazio provvisorio non
 viene riscosso .
 13 . In conclusione si propone che il Consiglio istituisca I dazi antidumping
 definitivi di cui al paragrafo 10 e riscuota a titolo definitivo I dazi
 antidumping provvisori conformemente agli articoli 11 , 12 e 13 del
 regolamento ( CEE ) n . 2423 / 88 .
 ---pagebreak---                                          Proposta di
                             RFOOL AMI NIO ( CFP ) DLI CONSI GLIO
                                   del   9 novembre 1988
       che Istituisce un dazio antidumping definitivo sulle Importazioni di
                    stampanti a Impatto seriale a matrice di punti
                                 originarle del Giappone
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,
visto II regolamento ( CEE ) n . 2423 / 88 del Consiglio , dell '11 luglio 1988 ,
relativo alla difesa contro le Importazioni oggetto di dumping o di
sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica
europea          in particolare l' articolo 12 ,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del
comitato        consultivo Istituito dal suddetto regolamento ,
considerando quanto segue :
A. MISURE PROVVISORIE
1 . Con regolamento ( CEE ) n . 1418/88 ( 2 ), la Commissione ha istituito un
dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di stampanti a Impatto
seriale a matrice di punti originarle del Giappone . Con regolamento ( CEE ) n .
2943/88 del Consiglio             il dazio è stato prorogato per un periodo non
superiore a due mesi .
B. SEGUITO DELLA PROCEDURA
2 . Dopo l' Istituzione del dazio antidumping provvisorio , tutti gli
esportatori e alcuni Importatori Indipendenti , nonché l' Industria comunitaria
ricorrente , hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti dalla Commissione .
Essi hanno inoltre reso noto per iscritto le proprie considerazioni sulle
conclusioni della Commissione .
 ( 1 ) GU n . L 209 del 2.8.1988 , pag . 1
 ( 2 ) GU n . L 130 del 26.5.1988 , pag . 12
 ( 3 ) GU n . L 264 del 24.9.1988 , pag .
 ---pagebreak---                                                 2
 3 . Su richiesta ,     le parti sono state altresì     Informate delle considerazioni e
del   fatti essenziali      in base ai   quali  si intendeva raccomandare     l' Istituzione
di dazi definitivi e la riscossione definitiva degli             Importi vincolati a
 titolo di dazio provvisorio . Alle parti è stato Inoltre assegnato un termine per la
presentazione d' osservazioni   in merito alle Informazioni ricevute . Le osservazioni
 formulate sono state prese In esame e , ove opportuno , le conclusioni della
Commissione sono state modificate di conseguenza .
4 . Oltre alle      inchieste   In base alle quali sono state elaborate       le
determinazioni preliminari ,         la Commissione ha effettuato ulteriori        inchieste
 In loco presso tutte le società ricorrenti .
C.   PRODOTTO    IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
5 . Nelle     conclusioni  provvisorie ,  la Commissione ha dichiarato che    I prodotti       in
esame sono costituiti dalle stampanti a impatto seriale a matrice di punti ( serial impact
 dot matrlx ) che stampano punti su un supporto mediante aghi attivati
elettronicamente ( stampanti SIDM ), e che tutte           le stampanti SIDM     prodotte
 nella Comunità costituiscono prodotti slmili alle stampanti SIDM esportate
 dal Giappone , fatta eccezione per         le macchine destinate a Impieghi specifici
 ( considerando 7 e 31 del regolamento ( CEE ) n . 1418 / 88 della Commissione , qui
  di  seguito   denominato " regolamento della Commissione ").
   Tali    conclusioni          sono state contestate da esportatori e importatori .
  In primo luogo       è stato ribadito che per le stampanti SIDM non esiste un
unico mercato e che è possibile operare            una netta distinzione tra vari
 segmenti di mercato ,        quali    sono definiti     da uno studio della Ernst
14 Whinney Consei l ,         in relazione alle' utilizzazioni           finali      ( se - -
guenti      :  inferiore , medio qualità " lettera " e superiore ).                    E 1 stato
sostenuto        che dovrebbero pertanto essere determinati                  quattro o
cinque diversi           prodotti     simili   ed effettuate , di conseguenza , quattro
o cinque diverse determinazioni                 dèli'   entità   del dumping e del
 pregiudizio .     In secondo luogo , alcuni esportatori ed un Importatore hanno
 sostenuto che specifici modelli di stampanti dovrebbero essere esclusi                    dal
concetto         di prodotto slmile a causa delle loro caratteristiche uniche , del
 loro design esclusivo , del        loro specifico software e /o della loro specifica
 applicazione ed utilizzazione .
                                                                                                  T
 ---pagebreak---                                            - 3 -
a ) Argomenti relativi         alla definizione di prodotto slmile
6 . La Commissione ha preso In esame tutti        gli argomenti    formulati ed ha
concluso che in nessuno di essi si contestava  II fatto che tutte le stampanti SIDM
presenti sul mercato comunitario ( circa 800 modelli ) fossero basate sulla
stessa tecnologia ad Impatto e che le loro caratteristiche fisiche e tecniche
di base fossero Identiche . D' altro canto       ò ovvio che 1 numerosi modelli di
stampanti sul mercato differiscano per quanto riguarda specifiche tecniche ,
Interfacce , software , peso , dimensione , qualità , caratteristiche e accessori .
7 . IL mercato delle stampanti , inoltre , è caratterizzato dal fatto che la
tecnologia , le caratteristiche fisiche e tecniche , la dimensione e II peso
delle stampanti SIDM sono soggetti a rapida trasformazione . A questo
proposito , la società tedesca di ricerca di mercato IMV Info-Marketing
Ver lagsgesel Ischaft fur Burosysteme , Dusseldorf ( qui di seguito IMV Info-
Marketing ) ha confermato l' attuale tendenza del mercato a decentrare le
operazioni di stampa , vale a dire a sostituire le grandi stampanti con varie
stampanti di minor durata , più leggere , più piccole e meno costose . Secondo
 ia IMV Info-Market Ing II rapporto tra prezzo e prestazioni delle stampanti
sostitutive sta costantemente migliorandosi .
8 . Per quanto riguarda l' applicazione e l' utilizzazione delle stampanti , gli
esportatori non hanno formulato alcuna argomentazione contro la definizione
di prodotto slmile contenuta nel regolamento della Commissione . In
particolare , non sono stati forniti nuovi elementi In base al quali si possa
operare una netta distinzione tra i prodotti interessati in relazione alle
caratteristiche e utilizzazioni . La Commissione ha ritenuto pertanto che , in
presenza di una gamma di prodotti non nettamente distinti tra loro , sarebbe
stato arbitrarlo , fuorvi ante e probabilmente Impossibile classificare I
prodotti In più categorie o In serie di prodot t I slml I I .
    ê
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9 . In base agli elementi forniti , Il Consiglio conferma le conclusioni
provvisorie della Commissione ( considerando da 11 a 17 del regolamento della
Comm I ss ione ) , secondo cui   il mercato comunitario delle stampanti SI DM
comprende una serie di prodotti non classificabili In categorie nettamente
separate . Pertanto         le stampanti SIDM che , a prescindere dalle loro
differenze , presentano caratteristiche fisiche e tecniche          nonché
applicazioni ed utilizzazioni di base uguali devono essere considerate prodotti
slmili .
b ) Argomentazioni relative a specifici modelli di stampanti
10 . Per quanto riguarda le richieste di escludere specifici modelli di
stampanti , la società Selkosha ha sostenuto che la sua stampante SBP10 , per
velocità e altre qualità , non può essere considerata un prodotto simile alle
altre stampanti SIDM presenti sul mercato comunitario . Tuttavia           la
Commissione non ha ritenuto che l' alta velocità di stampa e le differenze di
qualità distinguano la stampante SBP10 da altri modelli SIDM ad elevata
velocità . In realtà , soltanto differenze tecniche o qualitative tali da far
si che, per uso , applicazione o Immagine presso II consumatore, una determinata
stampante si differenzi sostanzialmente da altre macchine SIDM possono
rendere una stampante SIDM " non slmile ". Benché attualmente l' elevata
velocità della SBP10 , misurata In caratteri per secondo ( cps ) non sla
raggiunta da nessuna stampante SIDM prodotta nella Comunità , Il numero di cps
non dà l' esatta misura della velocità di una stampante su testi tipici . Se li
rendimento della SBP10 viene confrontato con quello del modelli Europrlnt , la
differenza non è tale da comportare una sostanziale distinzione tra runa e
g I i a l tr I .
11 . Un esportatore ( Hitachi Ltd ) e un Importatore ( Apple Computer
 International ) hanno sostenuto di esportare ed Importare rispettivamente ,
nella Comunità , stampanti SIDM destinate ad essere utilizzate nei rispettivi
sistemi di elaborazione . Le stampanti In questione costituiscono parte
 Integrante di detti sistemi di elaborazione , hanno specifiche rispondenti
esclusivamente ai due sistemi e possono essere utilizzate soltanto
all' Interno di questi . L' Importatore ( Apple ), che non è un
 ---pagebreak--- produttore di SIDM , potrebbe tuttavia acquistare stampanti per II suo
sistema anche da produttori comunitari , mentre l' esportatore ( Hitachi ) è egli
stesso un produttore di stampanti SIDM che esporta e vende tali stampanti sol ¬
tanto come parti del suo sistema di elaborazione .
12 . Per quanto riguarda tali            argomenti ,          la Commissione ha
accertato che non di rado le stampanti SIDM sono specificamente create e
prodotte per un particolare sistema di elaborazione . Poiché non possono
essere utilizzate come prodotto separato ma devono essere col legate con un
elaboratore , le stampanti SIDM costituiscono sempre parte di un sistema . Le
caratteristiche fisiche e tecniche di base           nonché l' applicazione e
l' utilizzazione     di queste stampanti specificamente progettate e fabbricate per
un dato sistema rimangono slmili a quelle di altre stampanti SIDM non create
e prodotte esclusivamente per un determinato sistema . Inoltre              I prodotti In
esame sono stampanti a impatto seriale a matrice di punti e non sistemi di
elaborazione . Pertanto , le stampanti SIDM che costituiscono parte Integrante
e sono unità periferiche esclusive           di un sistema fornito dal produttore e / o
esportatore delle medesime , e che sono Importate e vendute soltanto con detto
sistema , non possono essere considerate slmili alle stampanti SIDM prodotte
nella Comunità . Tuttavia        il solo fatto che una determinata stampante sia stata creata e
prodotta esclusivamente per un sistema di un Importatore , senza costituire parte
integrante del sistema stesso o essere Importata Insieme ad esso , non può
essere ritenuto sufficiente per           rendere  la stessa un
prodotto dissimile            dalle stampanti SIDM prodotte nella Comunità .
13 . La società Epson ha sostenuto che le sue ministampanti compact 15011 ,
160 , 180 e 183 , create per essere utilizzate con gli elaboratori portatili
Epson PX16 e HX20 e con gli elaboratori tascabili EHT , non sono prodotti
slmili ai modelli di produzione comunitaria .
 In proposito , la Commissione ha accertato , in primo luogo , , che le stampanti
 In esame non hanno le stesse caratteristiche fisiche e tecniche di base delle
stampanti SIDM . Le min Istampant I compact sono Infatti stampanti a matrice di
punti parallele , che cioè stampano linea dopo linea anziché carattere dopo
carattere . In secondo luogo esse utilizzano soltanto carta di larghezza
 Inferiore a quella usata da altre stampanti SIDM . In terzo luogo , si tratta
di stampanti portatili , leggere , specificamente idonee a stampare dati
elaborati da sistemi portatili .
 ---pagebreak--- 14 . Per contro, te stancanti SIDM prodotte nella Comunità che formano oggetto della presente
procedura sono stampanti desk-top non Intese come stampanti portatili di un
sistema di elaborazione portatile tascabile . Per questi motivi                  la
Commissione ritiene tali modelli diversi dalle stampanti SIDM ad aghi
prodotte nella Comunità . Il Consiglio conferma tale risultanza e conclude che
le mlnlstampant I In questione non rientrano fra I prodotti In oggetto .
15 .  Quanto      alle            richieste relative all' esclusione di altri
modelli , esse sono state trattate nel considerando da 24 a 29 del regolamento
della Commissione . Poiché nessun          nuovo argomento è stato              formulato In
proposito , Il Consiglio conferma le conclusioni provvisorie della
Commissione .
16 . in base agli accertamenti esposti             nel regolamento della Commissione
( considerando da 11 a 31 ), e delle considerazioni sopra esposte , il Consiglio
conclude che le stampanti SIDM ad aghi sono sufficientemente slmili per
essere considerate           prodotti simili nel contesto della procedura . Di
conseguenza , tutte le stampanti SIDM ad aghi prodotte nella Comunità sono
prodotti     simili        a      quelle esportate dal Giappone , fatta eccezione per
 le stampanti destinate ad Impieghi speciali , per quelle che costituiscono
parti Integranti di un sistema di elaborazione e vengono Importate e vendute
Insieme al sistema stesso , e per quelle tascabili .
D. VALORE NORMALE
17 . Al fini de I le conclusioni     definitive , per I prodotti soggetti al dazio
provvisorio II valore normale è stato In genere               calcolato      In base al metodi
seguiti per la determinazione del dumping , tenendo conto del nuovi elementi
forniti dalle parti Interessate .
18 . Un esportatore ha sostenuto che , nel determinare II valore normale per
alcune delle sue vendite sul mercato Interno , si sarebbe dovuto tener conto
del valore di alcune merci assegnate         a titolo di sconto sul prezzo pagato per
il prodotto In esame . E' stato accertato tuttavia che detti sconti sono stati
concessi soltanto su accessori e non sono , pertanto , direttamente connessi
con le vendite In questione .
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 19 . Taluni esportatori hanno continuato a chiedere che , nel determinare II
valore normale in base al prezzi praticati sul mercato Interno , si tenesse
conto del prezzi di trasferimento tra società col legate o filiali di vendita
 degli esportatori sul mercato giapponese . La Commissione tuttavia ha
 continuato a ritenere tale metodo Inadeguato per I motivi elencati nel
 considerando 33 , 39 e 40 del regolamento della Commissione , e. tal.e posizione
è confermata dal Consiglio ..
 20 . Alcuni esportatori hanno contestato l' esclusione di certe vendite , o
 canali di vendita , dal calcolo del valore normale basato sui prezzi Interni
 sostenendo che si trattava di vendite realmente effettuate nel corso di
 normali operazioni commerciali . Tuttavia , secondo la Commi ss Ione , le vendite
 escluse erano state effettuate In quantitativi rilevanti durante II periodo
 di riferimento e a prezzi che non consentivano II ricupero , nel corso di
 normali operazioni commerciali e nel periodo di cui sopra , di tutti I costi
adeguatamente ripartiti , come è previsto dall' articolo 2 , paragrafo 4 del
 regolamento ( CEE ) o- 2423/88. Tale conclusione della Commissione è confermata
 dal Conslgl lo .
 Al fini delle      conclusioni, definitive , Il Consiglio conferma che in tali
 circostanze e nel casi In cui le restanti vendite , vale a dire quelle
 ritenute effettuate nel corso di normali operazioni commerciali ,
 comprendevano meno del 5% del volume delle esportazioni verso la Comunità del
 particolare modello Interessato , Il valore normale era stato
 determinato In base al valore costruito .
 21 . Per quanto riguarda II calcolo del valore costruito e In particolare
 I ' Importo ideile spese di .vendita, delle spese amministrative e delle altre spese generali ,
 nonché . del profitto , un esportatore 4ia sostenuto che , non avendo egli
 effettuato alcuna vendita del prodotto in questione sul mercato Interno , nel
 determinare , detto importo , ai fini del calcolo del valore costruito
 del prodotto , «si dov.esèe fare . riferimento al le. spese e al.prbfitto
 relativi alle sue vendite , pera Itro modeste , di altri prodotti , non correlati
al prodotto in esame .
 La Commissione , tuttavia , non ha ritenuto giustificato modificare II proprio
 punto di vista , come risulta dal considerando 36 del suo regolamento . Il
 Consiglio dal canto suo conferma che il fatto che un esportatore non venda il
 prodotto In questione e , di conseguenza , non ha abbia
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 ---pagebreak--- un' organizzazione di vendita sul mercato Interno ,         non incide sui
criteri da seguire per stimare Le spese di vendita
amministrative , nonché altre spese generali , e II profitto nel calcolo del
valore normale per l' esportatore . Inoltre , L’articolo 2, paragrafo 3, Lettera b), punto ii )
del        regolamento ( CEE ) n . 2423 / 88 conferma che , In tale circostanza , le
spese suddette e il profitto devono essere calcolati in base alle spese sostenute e
al profitto realizzato da altri produttori o esportatori nel paese di origine
o di esportazione sulle vendite redditizie del prodotto slmile .
22 . Alcuni esportatori hanno contestato II calcolo effettuato , al fine di
determinare II valore normale , sulla base delle spese di vendita ,
amministrative , nonché di altre spese generali , e del profitto realizzato da
altri produttori o esportatori sulle vendite redditizie del prodotto slmile
In Giappone . In tali casi , gli esportatori Interessati non avevano venduto ,
nel corso di normali operazioni commerciali , almeno il 5% del volume delle
esportazioni verso la Comunità del modello di cui trattasi ey pertanto , secondo
 le prassi seguita dalla Commissione , Il valore normale era stato calcolato in
a norma-     ^ dell' articolo 2 , paragrafo 3 , lettera b ), punto MVdel
regolamento ( CEE ) n . 2423 / 88 . Una delle società esportatrici , che non aveva
contestato le conclusioni provvisorie         della Commissione sulla regola del 5% ,
successivamente ha sostenuto di avere venduto II prodotto slmile sul mercato
 Interno In quantitativi sufficienti perché nel calcolo del valore normale
fossero prese In considerazione le spese di vendita , amministrative , nonché
le altre spese generali , e il profitto relativi a dette vendite . Non è stato
tuttavia possibile verificare questa affermazione e il Consiglio conferma , di conse ¬
guenza^ le conclusioni provvisorie della Commissione .
Confermando La posizione de l l a „ Comm i s s i one , || Consiglio conclude
pertanto che In tali circostanze , conformemente all’articolo 2,. . paragrafo 3 ,
lettera b ), punto II ) del regolamento ( CEE ) n . 2423/ 88 , l' Importo per le
spese di vendita , amministrative , nonché per altre spese generali , e per il
profitto deve essere calcolato In base alle spese sostenute e al profitto
rea I I zzato , da altri esportator I, sul le vendite redditizie del prodotto slmile
sul mercato giapponese .
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23 . Un altro esportatore ha sostenuto che il. calcato non doveva
 Includere certe spese di vendita , amministrative , nonché altre spese
generali , di società distributrici , affiliate o collegate . La
Commissione ritiene , e II Consiglio conferma , tuttavia , che per includere nel valore
costruito , al sensi dell' articolo 2 , paragrafo 3, Ietterà b) punto ii del regolamento
 ( CEE ) n . 2423/ 88 , tutte le spese sostenute sla necessario tenere debitamente
 conto anche delle spese suddette .
 24 . Per quanto riguarda II profitto , taluni esportatori hanno tsostenutq . che- il rela¬
tivo importo Incluso nel loro valore normale fosse eccessivo . Tuttavia , nel casi
 In cui è stato possibile calcolare un Importo specifico per un determinato , esportatore,
  questo        Importo , vale a dire il profitto realmente realizzato sulle
 vendite redditizie , è stato utilizzato per costruire JI valore normale .
 25 . Alcuni esportatori hanno sostenuto Inoltre che , I Imi tando II calcolo alle
 vendite di stampanti effettuate nel corso di normali operazioni commerciali
 ed escludendo pertanto alcune vendite effettuate In perdita , si otteneva un
 margine di profitto artificialmente elevato . Inoltre , alcune vendite In
 perdita avrebbero dovuto essere considerate come effettuate nel corso di
 normali operazioni commerciali , In quanto rappresentavano una normale pratica
 commerciale nel settore delle stampanti a matrice di punti . La Commissione ha
 respinto tale obiezione , In quanto ,     a norma dell 'articolo 2 , paragrafo 4 del
 regolamento ( CEE ) n . 2423/88 , In tali circostanze il valore normale viene
 determinato soltanto in base alle altre vendite , vale a dire a quelle
 redditizie .
 26 . Nel caso degli esportatori per I quali I dati disponibili erano
 Insufficienti per effettuare II calcolo , o che hanno venduto In perdita , o
 non hanno effettuato vendite , oppure hanno effettuato vendite Insufficienti ,
di     prodotti slmili sul mercato Interno , considerata la molteplicità dèi
 margini di profitto accordati è stata applicata una media ponderata del margine
 di profitto attribuito per I prodotti slmili agli altri esportatori riguardo
 al quali la Commissione disponeva di Informazioni sufficienti .
 La media ponderata del margine di profitto cosi calcolata ò pari al 37% .
  Il metodo adottato dalla Commissione per l' Inserimento del profitto nel
 valore costruito risulta del tutto conforme a quello di cui all * articolo 2, paragrafo 3,
  lettera b ), punto II ) del regolamento ( CEE ) n . 2423/88 e , di conseguenza , Il
 Consiglio conferma le conclusioni provvisorie del la Commissione .
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 27 . Par quanto riguarda ie vendite del prodotto In questione ad acquirenti
  Indipenaant ! che hanno rivenduto il prodotto con II loro marchio ( vendite
 OEM ), un est>or + rtore ha ribadito che II valore normale dovrebbe essere basato
 sulla madia ponderata di tutte le vendite effettuate nel corso di normali
 operazioni commerciali sul mercato giapponese , vale a dire sulla media
 ponderata delle vendite effettuate con II        suo    marchio e di quelle OEM . In
 proposito I ! Consiglio ha confermato la posizione espressa nel considerando 38
 del regolamento della Commissione . IL Consiglio ritiene inoltre che , mentre'
 tutte le stampanti a Impatto seriale a matrice di punti        devono     essere
considerate prodot t I slmili al sensi dell' articolo 2 , paragrafo 12 del
 regolamento ( CEE ) N. 2423/ 88 ( considerando da 5 a 9 ), determinare un valore
 normale unico per tutti I modelli del prodotto in questione non consentirebbe
 un equo confronto con I prezzi all' esportazione al sensi dell' articolo 2 ,
 paragrafi 9 e 10 del regolamento ( CEE ) n . 2423/ 88 . Per consentire un siffatto
 confronto , si . è     determinato II valore normale di ciascun modello e lo si è
 confrontato con II prezzo all’esportazione del medesimo modello o di uno ad
 esso molto slmile . Tale metodo è conforme a quello 'seguito per II calcolo
 del margine di pregiudizio ,      in cui , al fine di determinare i
  livelli di sottoquotaz Ione, sono stati confrontati soltanto model II Identici o
 siml I I .
 28 . Il Consiglio conferma inoltre la posizione della Commissione
 riguardo ad alcune spese di vendita , amministrative , nonché ad altre spese
 generali sostenute da società o reparti di vendita In Giappone , quale risulta dai
 considerando 39 e 40 del regolamento della Commissione .
 E. PREZZO ALL ' ESPORTAZ I0NE
 29 . I prezzi all' esportazione del prodotti direttamente venduti dal
 produttori giapponesi a Importatori Indipendenti nella Comunità sono stati
 determinati In base al prezzi realmente pagati oda pagare per I prodotti
 vendut I .
 30 . In altri casi I prodotti esportati sono stati venduti a affiliate che
 hanno Importato il prodotto nella Comunità . In tali casi si è ritenuto opportuno ,
 in considerazione del rapporto esistente tra esportatore e importatore , costruire
 i prezzi all' esportazione in base ai prezzi ai
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quali II prodotto Importato è stato venduto per la prima volta ad un acquirente
indipendente . Gl I sconti    nonché II valore del prodotti offerti a titolo
gratuito , direttamente connessi con le vendite In quest Ione, sono stati dedotti
dal prezzo di vendita all' acquirente indipendente e sono stati effettuati
opportuni adeguamenti per tener conto di tutti I costi sostenuti tra
 l' importazione e la rivendita , dazi e imposte compresi .
31 . Inoltre , varie volte II prodotto è stato venduto ad acquirenti indipendenti
comunitari da società affiliate degli esportatori all' Interno o fuori della
Comunità . In alcuni di questi casi , le affiliate , pur non essendo formalmente
importatrici , si sono assunte funzioni e spese normalmente spettanti agli
importatori . Esse hanno Infatti ricevuto te ordinazioni , acquistato il prodotto
dall' esportatore e rivenduto il prodotto, tra l' altro anche ad acquirenti non
collegati . Questi ultimi erano In genere società distributrici del prodotto in
aree nelle quali l' esportatore non aveva una affiliata        che provvedesse
all' Importazione e alia distribuzione del prodotto medesimo . Alcuni esportatori
hanno venduto II prodotto ad un acquirente indipendente della Comunità tramite
più     affiliate .        in ciascuno di tali casi entrambe le uff-iliate erano
stabilite all' interno della Comunità , tranne in un unico caso In cui una
affiliata     era stabilita all' Interno e l' altra all' esterno della Comunità . Nel
casi in questione I costi normalmente sostenuti       dall 1 Importatore sono stati
sostenuti da entrambe le affiliate degli esportatori interessati . In tutti I
casi si riscontrano un prezzo pagato da una consociata agli esportatori e un
prezzo più elevato pagato dalla seconda consociata alla prima . E' stato
sostenuto che , In tali circostanze , li prezzo all' esportazione realmente pagato o
da pagare ai sensi dell' articolo 2 , paragrafo 8 , lettera a ) del regolamento
( CEE ) n . 2423/ 88 dovrebbe sempre essere quello fatturato dalla affiliata che
vende II prodotto agli acquirenti Indipendenti della Comunità .
La Commissione ritiene che , nel casi In questione , I prodotti siano stati
venduti per trasportazione verso la Comunità dall' esportatore giapponese ad una
sua affiliata stabilita all' Interno o fuori della Comunità . Le affiliate ,
 siano esse o meno formalmente importatrici del prodotto , si assumono le funzioni
 ---pagebreak---                                               12 -
propria dì una    affiliata Importatrice . Dato li rapporto tra l' esportatore e la
sua affiliata , in tali casi il prezzo concreto all' esportazione , considerato un prezzo
di trasferimentu , viene preso a riferimento in quanto non è pertinente . Di conseguenza, il
prezzo all' esportazione ò stato determinato In base al prezzo ai quale II
prodotto è stato venduto per la prima volta ad un acquirente Indipendente ,
tenendo debitamente conto di tutti I costi sostenuti dalla affiliata -, o dalle
affiliate . In questione , conformemente all' articolo 2 , paragrafo 8 , lettera b )
del regolamento ( CEE ) n . 2423/ 88 .
32 . Il Consiglio conferma - le conclusioni relative alla determinazione del
prezzi all' esportazione , di cui ai considerando da 45 a 49 del regolamento della
Commissione .
F . CONFRONTO
33 . Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e I prezzi
all' esportazione , la Commissione ha opportunamente tenuto conto delle differenze
che Influiscono sulla comparabilità del prezzi , quali quelle riguardanti la natura
del prodottoci costi di vendita , nel casi in cui le affermazioni relative
all' esistenza di un rapporto diretto tra tali differenze e le vendite In oggetto
sono state debitamente comprovate . A questo proposito , sono state prese in
considerazione le differenze riguardanti condizioni di credito , garanzie ,
commissioni , retribuzioni degli operatori         commerciali , Imballaggio , trasporto ,
assicurazione , movimentazione e costi accessori .
34 . Il valore normale ed I prezzi all' esportazione ( questi ultimi determinati in
base al prezzi pagati e al prezzi all' esportazione costruiti ) sono stati
confrontati allo stesso stadio commerciale . I prezzi o I valori costruiti ai
quali sono stati applicati adeguamenti sono stati stabiliti allo stadio delle società
di esportaz ione , oppure delle società o - organ Izzaz ion I di vend I ta operant I sul
mercato Interno . I prezzi all' esportazione sono stati stabiliti franco società
oppure organizzazioni di vendita esportatrici .-
35 . Un esportatore ha chiesto un adeguamento per la differenza tra I
quantitativi venduti sul mercato Interno e quelli vendut I per l' esportaz Ione verso
la Comunità . Tale richiesta era basata su una presunta differenza di costo
conseguente alla differenza nel volume della produzione . Tuttavia , nessun
ulteriore elemento di prova oltre quelli disponibili per le conclusioni
provvisorie è stato fornito In merito al risparmio di costi connesso con la
produzione di quantitativi differenti . Pertanto , confermando le conclusioni
della Commissione , Il Consiglio ha ritenuto che la richiesta dovesse essere disattesa .
                                                                                           u
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36 . Il Conslgl lo conferma inoltre le conclusioni della Commissione relative al confronto tra
Il valore normale e II prezzo all' esportazione , di cui al considerando 52 e da
54 a 56 del regolamento della Commissione .
G. MARGINE DI DUMPING
37 . Il valore normale di ciascun modello di ciascun esportatore è stato confrontato
con I prezzi all' esportazione di modelli comparabili , prendendo in esame le
singole transazioni . Dall' esame dei fatti risulta l' esistenza di pratiche di
dumping relative alle Importazioni di stampanti a matrice di punti originarie
del Giappone da parte di tutti gli esportatori giapponesi sottoposti
all' Inchiesta , con un margine di dumping pari alla differenza tra II valore
normale accertato      e II prezzo all' esportazione verso la Comunità .
38 . Il margine di dumping varia a seconda dell' esportatore . Espressa come
percentuale del valori Clf frontiera comunitaria , la media ponderata di ciascun
margine è la seguente :
Alps Electrical Co Ltd                                   6,1%
Brother industries Ltd                                  39,6%
Citizen Warch Co Ltd                                    43,3%
Copal Co Ltd                                            18,6%
 Fujitsu Ltd                                            86,0%
 Japan Business Computer Co Ltd                         22,4%
 Juki Corporation ( previously Tokyo Juki )             80,0%
 Nakaj ima Ltd                                          12,0%
 NEC Corporation                                        67,5%
OKI Electric Industry Co Ltd                             8,1%
 Seiko Epson Corporation                                29,7%
 Seikosha Co Ltd                                        73,0%
 Shlnwa Digital Industry Co Ltd                          9,5%
 Star Mlcronics Co Ltd                                  13,6%
 Tokyo Electric Co Ltd                                   4,8%
 ---pagebreak---                                            - 14
29 . Fer gii esportatori che      non hanno risposto al questionarlo delia
Commissione , né si siano altrimenti manifestati , li margine di dumping è stato
determinato In         j al dati disponibili , In conformità dell' articolo 7 ,
paragrafo 7 , ietterà b ) del regolamento ( CEE ) n . 2423 / 38 .
A questo proposito la Commissione ha ritenuto che I risultati dell' Inchiesta
costituissero la base più Idonea per determinare II margine di dumping e che ,
attribuendo agli esportatori In questione un margine di dumping Inferiore al
margine massimo dell '86% stabilito per un esportatore che aveva collaborato
a II ' Inch lesta , si sarebbe offerta l' opportunità di eludere il dazio . SI ritiene
pertanto opportuno applicare al gruppo degli esportatori, in questione II suddetto
margine .
Per quanto riguarda la società che ha rifiutato di collaborare con la
Commissione durante l' Inchiesta preliminare , le circostanze sonò rimaste invariate
sino all' esame definitivo dei fatti ; pertanto il Consi glio_. conferma, che
anche per questa società le conclusioni definitive debbano essere elaborate In
base al fatti disponibili , vale a dire al risultati dell' Inchiesta .
40 . Anche In questo caso è stato ritenuto che , attribuendo all' esportatore in
questione un margine di dumping Inferiore al margine massimo determinato per un
esportatore che aveva collaborato all' Inchiesta , si sarebbe creata l' opportunità
di eludere II dazio e sarebbe stata premiata la mancata collaborazione . SI
ritiene pertanto opportuno applicare alla società In questione il margine di
dumping più elevato .
H.   INDUSTRIA COMUNITÁRIA
41 . Secondo la Commissione per " Industria comunitaria " dovevano Intendersi I
quattro produttori comunitari membri di Europrint ( cfr . considerando 69 del
regolamento della Commissione ). Tale Interpretazione era basata sul fatto che
nel periodo dell' Inchiesta I quattro membri di Europrint avevano realizzato il 65%
circa della produzione comunitaria totale di stampanti SIDM , vale a dire una
parte sostanziale della produzione comunitaria complessiva del prodotto slmile ,
e che le importazioni di stampanti SIDM originarle del Giappone da parte di tre
membri di Europrint , per le ragioni che le avevano determinate, per II loro volume ,
 Il loro valore e altre circostanze , potevano essere ritenute legittime azioni di
autodifesa ( cfr . considerato da 63 a 67 del regolamento della Commissione ).
42 . Riguardo a tale conclusione , alcuni esportatori hanno sostenuto , In primo
 luogo , che I tre produttori non avevano alcun bisogno di Importare stampanti
SIDM giapponesi e di offrire una gamma completa di stampanti, In secondo luogo ,
che le Importazioni hanno arrecato un pregiudizio al produttori che le hanno
effettuate In quanto le stampanti SIDM Importate erano prodotti slmili
alle stampanti SIDM di loro produzione e             In terzo luogo , che l' importo e
l' andamento di queste importazioni dimostrano che le stesse superano i limiti
di una semplice azione di autodifesa .
 ---pagebreak--- 43 . Per quanto riguarda la prima obiezione , si deve                    ricordare , In primo
 luogo , che I tre produttori comunitari già producevano tipi slmili di stampanti
prima di decidere , negli anni 1984-1986 , di sostituire le stampanti di loro
produzione con stampanti a basso prezzo originarle del Giappone . Pertanto , l tre
produttori non hanno semplicemente ampliato la loro gamma di stampanti , ma hanno
sostituito alle stampanti di loro produzione modelli originari del Giappone , in
secondo luogo , è ovvio che potenziali acquirenti siano più Inclini ad acquistare
materiale per burotlca da un fornitore che offra una gamma completa di
stampanti . Non si può pertanto addebitare . al tre produttori comunitari di
aver deciso di continuare ad offrire una gamma completa di modelli di stampanti
SI DM .
 In terzo luogo , è pacifico           che    la ragione principale delle importazioni in
esame consiste nel fatto che , dato il basso livello dei prezzi sul mercato delle
 stampanti dovuto alle Importazioni dal Giappone , I costi di sviluppo e di
 produzione dei nuovi modelli non avrebbero potuto essere recuperati entro un
 periodo di tempo convenevole .
 44 . Nella seconda obiezione degli esportatori , vengono confusi due problemi , vale a dire
 la determinazione del prodotto slmile e il problema del se I modelli Importati
 siano direttamente concorrenziali rispetto alle stampanti prodotte dagli
 importatori . Per quanto riguarda la definizione del prodotto slmile ,
 I ' Impossibl I Ità di operare una netta distinzione tra I vari prodotti è
 sufficiente , secondo il Consiglio , per concludere che in generale il complesso delle
  stampanti SIDM ad aghi costituisce un prodotto simile unico . La mancanza di
  elementi distintivi non implica , tuttavia , che i produttori comunitari abbiano
  arrecato un pregiudizio a se stessi importando tali stampanti . Poiché la
 maggior parte degli esportatori giapponesi vende modelli di stampanti nel vari
 segmenti di mercato e offre un' ampia gamma di modelli , non si può sostenere che
 I loro concorrenti comunitari danneggino se stessi quando cercano , mediante le
 Importazioni , di offrire anch' essl una gamma di modelli altrettanto completa .
 45 . Per quanto riguarda la terza obiezione , la Commissione ha verificato i
  dati relativi alle Importazioni effettuate dal tre produttori durante II
 periodo dell' Inchiesta . Tali Importazioni rappresentavano rispettivamente II
 10,68% , Il 28,9% e II 47,4% della produzione totale di ciascuno di essi . A
 questo proposito , la Commissione ha riscontrato che le stampanti Importate
 appartenevano tutte al segmento Inferiore del mercato ( quale definito nello
 studio dell' Ernst and Whlnney Consei I ). Nel mercato delle stampanti questo
 ---pagebreak---                                          16
segmento è il più Importante e ha di recente registrato una crescita
notevolmente» più rapida di tutti gli altri segmenti . Inoltre , I produttori
comunitari desideravano recuperare le quote di mercato perdute quando avevano
Interrotto la loro produzione nel settore .   Il volume , Il valore e l' aumento di
queste Importazioni non possono pertanto essere ritenuti sproporzionati rispetto
ai   livelli di produzione dei tre produttori .
46 . Sulla base di quanto sopra , nonché dei motivi e delle circostanze che hanno
Indotto I produttori comunitari membri di Europrlnt a Importare stampanti SIDM
originarie del Giappone ( cfr . considerando da 63 a 67 del regolamento della
Commissione ), Il Consiglio ha concluso che dette Importazioni devono essere
ritenute legittime misure di autodifesa . Pertanto , le tre società aderenti ad
Europrlnt non devono essere escluse dal novero del produttori comunitari che
rappresentano l' industria comunitaria .
I . PREGIUDIZIO
a ) Volume e quote di mercato delle Importazioni effettuate In dumping
47 . In via provvisoria la Commissione ha concluso che la quota di mercato
detenuta dagli esportatori giapponesi nella Comunità era aumentata dal 49% nel
1983 ai 73% nel 1986 . Mentre il mercato globale delle stampanti SIDM ha registrato un aumento da
800 000 unità nel 1983 a 2 093 000 unità nel 1986 , con un Incremento del 162% ,
la quota di mercato detenuta dal Giappone è passata da 390 000 unità nel 1983 a
1 522 000 unità nel 1986 , con un Incremento del 290% . La Commissione ha Inoltre
riscontrato un considerevole aumento , tra il 1983 e II 1986 , del prodotti
giapponesi nel vari segmenti di mercato , distinti In base alla velocità di
stampa da talune società di ricerca di mercato ( IDC e Data quest ) e al quali fa
riferimento lo studio dell' Ernst and Whlnney Consei I. Nel segmento Inferiore , la
quota degli esportatori giapponesi è aumentata dal 65% all '88% , mentre quella
dell' Industria comunitaria è diminuita dal 24% al 7% . Nel segmento Intermedio ,
la quota degli esportatori giapponesi è aumentata dal 46% al 65% , mentre quella
 ---pagebreak--- dell' industria comunitaria è diminuita dal 34% al 25% . Nel segmento superiore ,
la quota degli esportatori giapponesi è passata dal 4% al 47% , mentre quella
dell' Industria comunitaria è scesa dal 61% al 28% . L' Ernst and Whlnney Consei I
ha osservato in proposito che nel segmento Inferiore I produttori comunitari
erano all' ultimo posto e facevano ricorso alle vendite OEM giapponesi per
commercializzare questa gamma di prodotti con II loro marchio .
48 . Per quanto riguarda le cifre relative al segmento Inferiore , gli esportatori
hanno sostenuto che la quota di mercato dell' Industria comunitaria dovesse
essere adeguata in considerazione delle Importazioni OEM effettuate dai tre
membri di Europrint . Le stampanti da essi Importate sono vendute con il loro
marchio . Secondo gli esportatori , la quota di mercato dell' Industria comunitaria
era pertanto notevolmente sottovalutata . Il Consiglio ritiene tuttavia che , per
 le cosiddette importazioni OEM . I produttori comunitari operino più come
distributori delle stampanti SIDM giapponesi che come produttori . Pertanto
 l' adeguamento richiesto non è giustificato .
b ) Prezzl
aa ) Calo del prezzl
49 . In base allo studio effettuato dall' Ernst and Whlnney Consei I , la
Commissione ha accertato che la tendenza      del prezzo unitario sul mercato
complessivo delle stampanti SIDM nella Comunità ha registrato tra il 1983 e II 1986
un calo del 25-35% . La diminuzione del prezzo risultava molto più accentuata nei
segmenti Inferiore e superiore che       . In quello Intermedio . Tale diversità
corrisponde al considerevole incremento della quota di mercato degli esportatori
giapponesi nel segmenti Inferiore e superiore . Anche l' Industria comunitaria si
ò dovuta adeguare a questa tendenza depressiva .
bb ) Sottoquotaz lone
50 . La Commissione ha effettuato un dettagliato studio In materia , prendendo in
considerazione I prezzi praticati dagli esportatori giapponesi e dal produttori
comunitari nei confronti del primo acquirente Indipendente .
 ---pagebreak---                                           18 -
In primo luogo , sono stati scelti modelli di stampanti SIDM rappresentativi
della produzione del quattro membri di Europrlnt . Questi tipi rappresentavano il
88% circa delle vendite complessive nella Comunità di tutti I modelli prodotti
dall' Industria comunitaria . In secondo luogo , sono stati individuati in base ad
uno studio sui vari modelli condotto dalla IMV Info-Marketing e in stretta colla ¬
borazione con la stessa , i modelli di stampanti SIDM degli esportatori giapponesi
più slmili al modelli prodotti dal membri di Europrlnt per quanto riguarda specifiche
tecniche , caratteristiche , velocità , applicazione ed utilizzazione . I modelli
giapponesi selezionati rappresentavano II 65% circa di tutte le vendite
effettuate dagli esportatori giapponesi nella Comunità durante II periodo
dell' Inchiesta . In terzo luogo , è stato effettuato II confronto tra la media
ponderata dei prezzi praticati per I modelli comparabili In Francia , Germania ,
Italia e Regno Unito , tenendo conto delle vendite OEM , nonché delle vendite alle
società distributrici , agli operatori commerciali e agli utilizzatori finali .
51 . Nei casi in cui non sono stati riscontrati prezzi corrispondenti nei vari ca ¬
nali di vendita si è proceduto ad adeguamenti ( 25% tra rivenditori e distribu¬
tori ). Nei casi in cui la Commissione ha ritenuto che notevoli
differenze tecniche o fisiche avessero una considerevole Incidenza sull' Immagine
delle stampanti presso I consumatori e sul prezzi , sono stati effettuati
opportuni adeguamenti , oppure i modelli di stampanti sono stati esclusi dal
confronto . Adeguamenti supplementari sono stati effettuati In considerazione
delle differenze riguardanti II peso dei modelli posti a confronto ( per
differenze tra II 50% e il 74% , adeguamenti di prezzo del 10% ; per differenze
tra II 75% e II 99% , adeguamento del prezzo In ragione del 20% ).
52 . Secondo alcuni esportatori gli adeguamenti effettuati per le differenze di
peso erano Insufficienti e occorreva effettuare adeguamenti supplemetarl per le
differenze riguardanti la durabilità delle stampanti ( ad es ., " tempo minimo di
funzionamento senza guasti " e durata della testina ). Un altro esportatore ha
sostenuto che si dovesse tener conto delle differenze tra I costi di produzione
delle stampanti SIDM da lui prodotte e quelli delle stampanti di produzione
comun I tar I a .
 La Commissione , tuttavia , non ha potuto accedere a tali argomenti . Per
quanto riguarda le differenze di peso , le società di ricerca di mercato IMV
Info-Market Ing e Ernst and Whinney Consell hannno stabilito che , al fini del
confronto del prezzi , le differenze di peso devono essere prese in
considerazione , ma soltanto entro certi limiti . Mentre secondo la IMV Info-
Market Ing è Impossibile effettuare un adeguamento esattamente commisurato alle
differenze di peso , la società Ernst and Whinney Consell ha presentato una
                                                                                    1i
 ---pagebreak--- formula per II calcolo di questi adeguamenti . Per ammissione della stessa
società , si tratta tuttavia di una formula basata su Ipotesi e stime e non su
dati precisi , attendibili e verificabili . Il maggiore peso di una stampante può
anche dipendere da tecniche di produzione superate e , pertanto , non è
necessariamente una migliore qualità o un maggiore apprezzamento da parte degli
utilizzatori . E' stato quindi r I tenuto opportuno limitare gli adeguamenti
effettuati In considerazione del peso . Quanto agli adeguamenti per la
durabilità , basandosi sul parere della IMV Info-Market Ing , la Commissione ha
concluso che tali differenze , quando esistono , non sono quantificabili . Inoltre ,
non esistono cr i ter I generalmente  riconosciuti per misurare le differenze di
durabilità . Non è stato pertanto effettuato alcun adeguamento . Il Consiglio
conferma le conclusioni della Commissione .
53 . Dal confronto dei prezzi è emerso che tutti gli esportatori giapponesi ,
tranne tre , avevano , In media , praticato prezzi    Inferiori a quelli praticati per
modelli comparabili dal produttori comunitari . La media ponderata delle
sottoquotaz lon I variava fra 3,93% e 43,42% . Del tre esportatori che non avevano
praticato sottoquotaz lon I , due avevano esportato quantitativi molto modesti e /o
venduto II prodotto tramite        taluni    acquirenti . Tutti e tre avevano
praticato prezzi che , se applicati al modelli comparabili dell' Industria
comunitaria , non avrebbero consentito di realizzare un equo profitto .
 Il Consiglio conclude pertanto che II prezzo delle Importazioni in dumping è
stato notevolmente Inferiore a quello delle stampanti SIDM simili prodotte nella
Comun 1 1 à .
c ) Altrl fattorl économie ! pertinent !
54 . La Commissione ha accertato In via provvisoria ( cfr . considerando da 83 a 87
del regolamento della Commissione ) che tra II 1983 e il 1986 la capacità , la
produzione e le vendite di stampanti SIDM dell' Industria comunitaria sono
aumentate . L' utilizzazione degli Impianti si è mantenuta , tuttavia , Intorno
  al 70% .
 ---pagebreak---                                           20
Nello stesso periodo , le giacenze del produttori comunitari sono aumentate più
rapidamente delle vendite . Inoltre    la media ponderata degli utili realizzati
dall' Industria comunitaria ricorrente sulle vendite di stampanti SIDM di sua
produzione è diminuita dal 9% circa nel 1984 all' 1% circa nel periodo
dell' inchiesta . SI noti In proposito che dal 1984 al 1987 ( primo trimestre ) Il
costo medio di produzione delle stampanti SIDM per l' Industria comunitaria è
diminuito . Tuttavia , quest’ultlma ha accusato un crescente calo di redditività .
1 produttori comunitari inoltre     hanno Investito più per ridurre 1 loro costi di
produzione che per I nuovi impianti . Infine , sono stati costretti a tagliare le
spese per la ricerca e lo sviluppo , che sono sostanzialmente Inferiori a quelle
del  loro principali concorrenti giapponesi .
d ) Conclusion !
55 . Nei considerando da 88 a 92 del regolamento della Commissione sono
specificati I motivi per I quali    la Commissione ha concluso che l' Industria
comunitaria di stampanti SIDM ha subito un pregiudizio       notevole .   Le cifre
relative al mercato di stampanti SIDM in generale mostrano un costante aumento
della domanda e , di conseguenza , un mercato In continua espansione . Invece , le
cifre relative al produttori comunitari rivelano che I      loro risultati non hanno
seguito le tendenze del mercato , In quanto la loro presenza nel settore va
notevolmente diminuendo . Inoltre , il netto calo registrato nella loro
redditività ha Indotto il Consiglio a concludere che l' industria comunitaria
continua ad accusare livelli di    rendimento finanziarlo bassi e    In diminuzione e
subisce un pregiudizio notevole .
J. PREGIUDIZIO DERIVANTE DALLE    IMPORTAZIONI   IN DUMPING
56 . Secondo II considerando 108 del regolamento della Commissione , il volume
delle Importazioni In dumping , la relativa quota di mercato e I prezzi al quali le
stampanti SIDM oggetto di dumping erano state messe In vendita , considerati
separatamente , avevano arrecato un pregiudizio notevole        all' industria
comun I tar I a .
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57 . In merito a tale conclusione , gli esportatori e gli Importatori hanno
sollevato due obiezioni : In primo luogo , che la Commissione ha omesso il
definire lo specifico pregiudizio arrecato dalle Importazioni In dumping di
ciascuno del membri del CJPRINT e , In secondo luogo , che la difficile situazione
dell' Industria comunitaria sul mercato era provocata dal produttori stessi o da
altri fattori quali Importazioni a basso prezzo , ma non In dumping , da paesi
terzi diversi dal Giappone . In proposito        gli esportatori hanno altresì
sostenuto che i produttori comunitari seguivano da anni una politica ormai
 inadeguata al rapido sviluppo del mercato delle stampanti , che applicavano
strategie di mercato errate (" nicchie " di mercato ), che non erano disposti a
destinare risorse sufficienti alla ricerca e allo sviluppo e , Infine , che
subivano gli effetti del loro costi elevati .
58 . Il Consiglio non può accedere a tali argomenti . Per quanto riguarda la prima
di esse , va osservato che , a norma dell' articolo 4, paragrafo 1 del regola¬
mento ( CEE ) n . 2423/ 88 del Consiglio , è necessario stabilire che il pregiudizio
sia stato causato da importazioni effettuate in dumping . Tale disposizione , che
si riferisce a tutte le importazioni in dumping , non può essere interpretata in
modo così restrittivo che essa esiga la determinazione del pregiudizio arrecato
dalle vendite di ciascun esportatore , considerate separatamente . Nella maggior
parte dei casi procedere in tal modo sarebbe impossibile e il regolamento
n . 2423 / 88 risulterebbe inapplicabile . Inoltre le esportazioni in dumping che ,
considerate separatamente , non avvessero arrecato un notevole pregiudizio non
sarebbero oggetto di alcuna procedura antidumping , pur avendo complessivamente po ¬
tuto produrre effetti alquanto dannosi . Conformemente agli obiettivi del regola ¬
mento ( CEE ) n . 2423/ 88 in effetti , l' effetto dell' insieme delle importazioni sul ¬
l' industria comunitaria deve essere esaminato e le misure opportune devono essere
^dottate nei confronti di tutti gli esportatori , anche se i l volume delle esporta ¬
zioni di ciascuno di essi , individualmente considerato , è di lieve entità ( vedasi
la sentenza della Corte del 5 ottobre 1988, causa 294/ 86, Technointorg c . Commis¬
sione , non ancora pubblicata ). Il Consiglio ritiene pertanto che il pregiudizio
arrecato dalle importazioni in dumping di tutti gli esportatori interessati debba
essere valutato su base cumulativa e non separatamente per ciascun esportatore .
 59 . Per quanto riguarda il secondo argomento , da un' ulteriore inchiesta della Com¬
missione è emerso che sin dal 1983 le strategie commerciali e le importazioni OEM
dell' industria comunitaria sono sostanzialmente dipese dalle importazioni di stam¬
 panti giapponesi a basso prezzo . Infatti , da un lato , il prezzo delle stampanti
 SIDM sul mercato comunitario è diminuito costantemente da quando le importazioni
 dal Giappone hanno cominciato ad aumentare e , dall' altro , i costi dei produttori
 comunitari , nonostante notevoli sforzi , non si sono adeguati al calo dei prezzi .
 Non si può pertanto censurare l' industria comunitaria per
                                                                                          2b
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essersi rivolta a segmenti di mercato caratterizzati da una scarsa elasticità dei
prezzi , almeno per un certo periodo , e non ancora Invasi da Importazioni di
prodotti giapponesi a basso prezzo , o per aver Importato stampanti SIDM
giapponesi a basso prezzo . Dall' Inchiesta ò emerso altresì che le strategie
commerciali dell' industria comunitaria sono state condizionate dalla mancanza di
risorse finanziarie conseguente al calo della redditività dovuto a sua volta
alle Importazioni In dumping . Infine , per quanto riguarda l' argomento relativo
alla qualità del prodotto , gli esportatori giapponesi hanno ribadito , al fini
della determinazione del margine di sottoquotaz Ione , che le stampanti prodotte
nella Comunità sono In genere , In termini di qualità , pari se non addirittura
superiori alle stampanti comparabili originarle del Giappone .
60 . Alcuni esportatori hanno sostenuto Inoltre che le Importazioni di stampanti
SIDM a basso prezzo da paesi terzi diversi dal Giappone hanno avuto un' Incidenza
alquanto negativa sul mercato e sul livello del prezzi . Secondo le informazioni
fornite dal medesimi esportatori , il pregiudizio arrecato da tali importazioni
riguarda tuttavia un solo Stato membro ed è divenuto         notevole   soltanto dopo
la fine del periodo dell' Inchiesta . Pertanto , le Importazioni suddette non
possono aver avuto sul mercato comunitario l' Impatto sostenuto dagli
esportator l .
 Inoltre , il Consiglio ritiene , conformemente alla giurisprudenza della Corte
 ( vedasi la sentenza del 5 ottobre 1988, Canon C. Consiglio , cause riunite
 277 / 85 e 300 / 85 , non ancora pubblicata ) che l’accertamento del pregiudizio non
 sia limitato a casi in cui il dumping costituisce la causa principale e che si
possa allora attribuire agli esportatori la responsabilità del pregiudizio da
esso causato , anche se le perdite dovute al dumping non sono che una parte di un
pregiudizio più ampio imputabile ad altri fattori .
 Infine , il fatto che un produttore comunitario esperimenti delle difficoltà
dovute anche a cause diverse dal dumping non costituisce motivo per togliere
a tale produttore ogni protezione contro il pregiudizio causato dal dumping .
 ---pagebreak---                                      - 22 a -
61 . Confermando le conclusioni preliminari della Commissione , Il Consiglio
ritiene che II volume e la quota di mercato delle Importazioni in dumping , I
prezzi ai quali le stampanti oggetto di dumping sono state vendute nella
Comunità , la diminuzione del profitti e le perdite subite dall' Industria
comunitaria abbiano arrecato a quest' ultlma un pregiudizio        notevole .
K.   INTERESSE DELLA COMUNITA'
62 . Nelle conclusioni preliminari , la Commissione ha esaminato la posizione
dell' Industria comunltar la delle stampanti , dell' Industria di trasformazione ,
dei rivenditori         e degli utilizzatori finali . Per I motivi esposti nel
considerando da 109 a 120 del suo regolamento essa ha concluso che /
nell' interesse primario della Comun I tà , fosse opportuno eliminare il pregiudizio
arrecato dalle Importazioni effettuate in dumping .
                                                                                     1$
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63. Gli esportatori hanno contestato queste conclusioni , adducendo sostanzialmente
tre argomenti . In primo luogo , hanno sostenuto che ciascuno del quattro membri
di Europrlnt fa parte di un gruppo Industriale che dispone di risorse
sufficienti per effettuare 1 necessari Investimenti nella ricerca tecnologica ,
per potenziare la propria presenza sul mercato e per ridurre I costi di
produzione . In secondo luogo , gli aumenti di prezzo conseguenti all' Istituzione
del dazio sarebbero gravosi per l' Industria di trasformazione , per l
distributori e       i rivenditori , ma soprattutto per g l i u t i l i z z a t o r i
finali . In terzo luogo , l' Istituzione di un dazio sulle Importazioni di
stampanti ( SIDM ) originarie del Giappone servirebbe soltanto a proteggere gli
alti costi del produttori comunitari . Un esportatore In particolare ha
sottolineato che aveva realizzato             utili notevoli sulle vendite delle
stampanti SIDM di sua produzione nella Comunità . Poiché da studi indipendenti era
emerso che I costi di produzione del modelli Europrlnt erano più elevati di
quelli del modelli comparabili dell' esportatore In questione ( anche a parità di
volume e condizioni di produzione ), I dazi antidumping sarebbero divenuti uno
strumento per proteggere la decisione del produttori comunitari di fabbricare
modelli di costo più elevato di quelli dell' esportatore medesimo . Le misure
antidumping avrebbero pertanto un evidente effetto protezionistico che non
sarebbe nell' Interesse della Comunità .
64 . Per quanto riguarda II primo argomento va osservato che , come risulta dal
regolamento della Commissione , Il fatto che tutti            I membri di Europrlnt
facciano parte di una società più grande non implica che siano In grado di
impegnarsi per migliorare l' attuale tecnologia delle stampanti SIDM o , ancora
meno , per sviluppare nuove tecnologie diverse da quelle ad impatto . . L' esperienza ha dimostrato
che anche società complessivamente redditizie non sono disposte ad Investire a
lungo In settori       d' attività poco efficienti o in perdita .
Tali   investimenti sono tanto meno probabili In quanto richiedono un Impegno
finanziario considerevole con II rischio di profitti molto modesti o nulli .
Considerazioni analoghe si possono fare per gli sforzi intesi a migliorare la
commercializzazione o per gli investimenti finalizzati a ridurre I costi di
produzione . Confermando le conclusioni provvisorie della Commissione , il
Consiglio ritiene pertanto che , senza alcuna difesa da pratiche commerciali
illecite , r indi stria comunitaria regredirebbe ulteriormente sul mercato delle
stampanti SIDM e , di con ìguenza , nel campo dello sviluppo di nuove tecnologie .
Data la stretta conness'         o esistente tra stampanti ed elaboratori , l' arresto o
 la sostanziale r i d' zio r''  iella produzione di stampanti avrebbero gravi
conseguenze sui sellar »       e : ; 'e I aboraz ione elettronica del dati nella Comunità .
                                                                                                1Я
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65 . Per quanto riguarda l' Industria di trasformazione , I distributori ,
i    rivenditori             ® 0ll utilizzatori finali , l' eventuale aumento netto del
costi per gli utilizzatori di stampanti SIDM , dovuto all' Istituzione del dazio ,
rappresenterebbe soltanto una parte relativamente esigua del costi totali di
esercizio .         Inoltre , I precedenti vantaggi erano dovuti a pratiche Illecite
e non si può consentire nè giustificare che continuino ad essere Illecitamente
praticati prezzi bassi . I vantaggi devono Inoltre essere confrontati con le
molteplici conseguenze , compresa la disoccupazione , che si creerebbero nella
Comunità non offrendo una protezione all' Industria comunitaria e mettendo In
pericolo la continuità di un' efficiente Industria europea come quella delle
stampanti SIDM . I vantaggi a breve termine offerti dalla sottoquotazione sono
Irrilevanti di fronte agli svantaggi a lungo termine connessi con L’eliminazione del ¬
l' industria comunitaria di stampanti . Il Consiglio ritiene pertanto che sia
nell' interesse della Comunità adottare misure in difesa dell' Industria
comun I tar I a del le stampanti SIDM .
66 . Per quanto riguarda l' argomento relativo ai costi , occorre osservare che negli ultimi armi i produttori
 comunitari hanno già ridotto i costi di produzione . Tuttavia, I I costante calo della
redditività dovuto alla diminuzione delle vendite in seguito alle importazioni
in dumping ha impedito ai produttori comunitari di migliorare la struttura del
costi e di produrre          quindi stampanti SIDM più redditizie . Anche dopo
l' Istituzione dei dazi        l' Industria comunitaria continuerà a dover affrontare la
concorrenza sui prezzi e sulla qualità .                 Il ripristino di una situazione di
concorrenza leale consentirà all' Industria comunitaria di beneficiare , come in
passato gli esportatori giapponesi , di maggiori economie di scala , nonché di
Intensificare la ricerca e lo sviluppo , di mettere a punto nuovi metodi di
produzione e , Infine , di ridurre ulteriormente I costi di produzione . E'
Inoltre prevedibile che l' Industria di trasformazione ,                  i  riven¬
  ditori ,       gli utilizzatori finali ed I consumatori benef Iceranno anch' essl
delle migliori condizioni economiche dell' Industria comunitaria . Il Consiglio
ritiene pertanto ’ che dazi antidumping non superiori all' Importo necessario per
eliminare II pregiudizio non avranno l' effetto protezionistico prospettato
dag I I esportator I .
Il Consiglio ritiene che gli interessi della Comunità siano efficacemente garantiti
da misure di protezione contro le importazioni facenti oggetto di dumping , anche se
il dazio antidumping non abbia l' effetto di sottrarre l' industria comunitaria alla
concorrenza dei prodotti di altri produttori comunitari oppure originari di altri
paesi terzi ma non formanti oggetto di dumping ( vedasi sentenza della Corte del
 5 ottobre 1988 , causa 250 / 86, Brother c . Consiglio , non ancora pubblicata ).
                                                                                                        l>o
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67 .  Gli altri    argomenti   addotti dagli esportatori o dagli Importatori      sono
già state prese dettagliatamente In considerazione nelle conclusioni
provvisorie del la Commissione .
Nessun nuovo argomento è stato presentato in materia . Pertanto , per i motivi
sopra esposti e per quelli di cui al considerando da 103 a 120 del regolamento
della Commissione , Il Consiglio conclude che , ne II ' i nteresse primario della
Comunità , il pregiudizio conseguente alle pratiche di dumping deve essere
eliminato e l' industria comunitaria deve essere tutelata contro le importazioni
 in dumping di stampanti SI DM originarie del Giappone .
L. DAZIO
68 . Al fine di eliminare il pregiudizio subito dal produttori comunitari ,
occorre consentire a questi ultimi di aumentare sostanzialmente il prezzo di
vendita delle stampanti SIDM di     loro produzione senza perdere , e addirittura
recuperando , la loro quota di mercato comunitario . Di conseguenza il dazio
dovrebbe essere tale da eliminare la sottoquotaz Ione attuata da ciascun
esportatore giapponese di stampanti SIDM e da consentire ai produttori
comunitari di aumentare I loro prezzi per ottenere un adeguato margine di
utile . Infatti , in una situazione in cui I prezzi sono già bassi a causa delle
 importazioni in dumping ( cfr . considerando da 49 a 53 ), il dazio non deve
soltanto eliminare la sottoquotaz Ione , ma anche garantire all' Industria
comunitaria un equo profitto .
a ) Metodo di calcolo
69 . Al fini del calcolo del dazio e per quanto riguarda l' eliminazione delle
sottoquotaz lon l , la Commissione ha determinato la media ponderata dei margini
di sottoquotazione per ciascun esportatore ( cfr . considerando 53 ). Il prezzo
medio dei singoli esportatori giapponesi calcolato sulla base dei modelli
comparati è stato confrontato con II prezzo medio dell' Industria comunitaria ,
 indicizzato a 100 .
                                                                                       l\
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70 . Per quanto riguarda la redditività delle vendite                di stampanti SIDM nella
Comunità , secondo la Commissione II margine di profitto del 9% circa ottenuto
dall' Industria comunitaria nel 1984 non costituiva una base valida per il
calcolo , In quanto in tale anno sulla redditività aveva influito l 'adoz Ione, da
parte dei produttori comun I tar         de I l' emù laz Ione IBM . Un margine di utile al
 lordo di Imposte del 12% è stato quindi ritenuto un minimo adeguato per
 I ' industria comunitaria . Tale margine dovrebbe coprire l costi supplementari
per La ricerca e Lo sviLuppo, La promozione commerciaLe e La pubblicità, nonché un adeguato
finanziamento nella Comunità .
Questo impegno supplementare potrebbe consentire ai produttori comunitari di
riaffermare la loro presenza sul mercato e di recuperare II tempo perduto neL campo
deLLa tecnoLogia SIDM diversa da queLLa ad impatto . In taLe contesto è stato tenuto
conto del margine       di utile medio realizzato dal produttori comunitari sulle
vendite di stampanti SIDM di loro produzione nella Comunità durante li periodo
dell' Inchiesta ( 1% ) .
Sulla base di quanto sopra , è stato calcolato un fattore di profitto netto
corrispondente alla differenza tra I prezzi medi effettivi dell' Industria
 comunitaria e il prezzo obiettivoche consentirebbe al produttori comunitari di
 realizzare un margine di utile del 12% . Essendo tale fattore pari a 12,5 il
 prezzo obiettivo' per l' Industria comunitaria è stato fissato a 112,5 ( assumendo
 100 come prezzo medio dell' Industria comunitaria ).
71 . Alfine di determinare il fattore di pregiudizio Imputabile ai singoli
 esportatori giapponesi , il margine di sottoquotazione di ognuno di essi è stato
 sommato al fattore di profitto netto . La soglia di pregiudizio corrisponde
 all' aumento di prezzo necessario per eliminare li pregiudizio arrecato da
 ciascun esportatore . Per gli esportatori a carico del quali non sono emerse
 sottoquotazioni , è stata determinata la differenza tra II prezzo medio di
 vendita del modelli giapponesi ed il prezzo obiettivo del modelli comunitari
 comparabili . Per tale calcolo è stato applicato II metodo di cui ai
 considerando 50 e 51 . E' emerso che i tre esportatori avevano venduto I loro
 modelli a prezzi inferiori al prezzi obiettivo di modelli comunitari
 comparabili ; la differenza tra la media ponderata dei prezzi di vendita
 praticati dagli esportatori ed il prezzo obiettivo determinato per I produttori
 comunitari costituisce la soglia di pregiudizio per ciascuno degli esportatori
  in quest ione .
                                                                                             Я ?,
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72 . Per determinare l' aliquota del dazio da istituire , la soglia di pregiudizio
di cui al considerando 71 ha dovuto essere espressa come percentuale del valore
 cif delle Importazioni . A tal fine , la media ponderata del prezzo di vendita
 praticato da ciascun esportatore nelle vendite al primo acquirente
 Indipendente , usata per determinare la sottoquotaz Ione ( cfr . considerando 50 ),
è stata confrontata con il valore medio cif di dette vendite . La soglia di
pregiudizio è stata poi espressa come percentuale della media ponderata dei
prezzi di rivendita di ciascun esportatore a livello cif .           Il risultato di
questo calcolo è l' aumento del prezzo frontiera comunitaria necessario per
eliminare II pregiudizio arrecato da ogni esportatore .
b)   Argomenti      degli esportatori
73 . Secondo alcuni esportatori , il pregiudizio ed il dazio non devono essere
calcolati individualmente,  bensì su una base globale ed equa per tutti gli
 esportatori , in quanto, essendo   l' esistenza del pregiudizio         determinata in
modo globale e cumulativo e essendo la sottoquotazione soltanto una potenziale causa del pregiu¬
dizio , sarebbe inadeguato          calcolare dazi individuali soltanto sulla base
 della sottoquotazione e del profitto obiettivo .
 A questo proposito si deve notare che il pregiudizio può essere determinato in
 base a numerosi fattori . Nel valutare se un dazio inferiore al margine di
 dumping determinato sla sufficiente per eliminare II pregiudizio , si devono
 effettuare valutazioni economiche difficili e complesse che implicano
 inevitabilmente una certa discrezionalità .    In tale contesto II Consiglio ritiene
 che nel caso In esame gli effetti del dumping si siano sostanzialmente
 concretati nel fatto che gli esportatori giapponesi hanno venduto a prezzi più
 bassi di quelli praticati dall' industria comunitaria . Pertanto , secondo il
 Consiglio , il riferimento alla sottoquotaz Ione e l' uso di un prezzo obiettivo
 che l' industria comunitaria avrebbe praticato In assenza di            dumping ,
 costituiscono criteri idonei per determinare l' entità del pregiudizio . Poiché i
 margini di sottoquotaz Ione erano stati calcolati singolarmente e variavano in
 misura notevole , il Consiglio     ritiene       che nel caso In esame la
 sottoquotaz Ione di un esportatore non dovesse essere utilizzata per calcolare
 Il dazio relativo ad un altro esportatore .
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 74 . Secondo alcuni esportatori , nel calcolare II dazio la Commissione dovrebbe
 tener conto del fatto che una notevole differenza tra II dazio meno elevato ed il
 dazio Più elevato potrebbe eliminare dal mercato comunitario gli esportatori
 colpiti da dazi antidumping elevati . Tale circostanza potrebbe ridurre la
 concorrenza ed avvantaggiare soltanto gli esportatori giapponesi colpiti da
 dazl non molto elevatl .
 La Commissione non ha accolto tale obiezione . Va osservato, in primo luogo, che essa è Ì
basata soltanto su un' ipotesi , in secondo luogo, la Commissione ha ritenuto che fosse nell' interesse
  della   Comunità  ripristinare una situazione di concorrenza leale . Tale
 posizione è confermata dal Consiglio .
 DI conseguenza , I dazi antidumping non dovrebbero né avere un effetto
 protezionistico per l' Industria comunitaria , né ostacolare Indebitamente gli
 esportatori giapponesi . Essi sono Intesi a ripristinare e difendere una
 concorrenza operativa e leale e non a proteggere singoli operatori . Pertanto , le
 eventuali difficoltà Incontrate sul mercato da alcuni esportatori dopo
  l' Istituzione di dazi antidumping dipendono esclusivamente dalla loro
  incapacità di operare In una situazione di concorrenza leale ed operativa .
 75 . Sulla base delle considerazioni sopra esposte , confermando le conclusioni
 della Commissione , il Consiglio ritiene che non sla nell' Interesse della
 Comunità attenuare le conseguenze delle sleali pratiche commerciali degli
 esportatori interessati e , quindi , proteggere questi dagli effetti di una
 normale situazione sul mercato e di una concorrenza operativa .
  in conclusione , in base al metodo di calcolo del dazio di cui ai considerando
  69 , 70 e 71 , previsto dall' articolo 13 , paragrafo 3 del regolamento ( CEE )
 n . 2423 /88 II Consiglio ritiene        opportuno istituire I seguenti dazi :
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A I ps E lect r i ca 1 Co Ltd                             6,1%
Brother     Industries Ltd                               35,1%
C 1 1 1 zen Watch Co Ltd                                 37,4%
Copal Co Ltd                                             18,6%
FuJ I tsu Ltd                                            47,0%
Japan Business Computer Co Ltd                            6,4%
Juki Corporation ( ex Tokyo Juki )                       27,9%
NakaJ ima                                                12,0%
Nec Corporat Ion                                         32,9%
Ok I Electric Industry Co Ltd                             8,1%
Seiko Epson Corporation                                  25,7%
Selkosha Co Ltd                                          36,9%
Shlnwa Digital         Industry Co Ltd                    9,5%
Star Mlcronics Co Ltd                                    13,6%
Tokyo Electric Co Ltd                                     4,8%
76 . Alle società che non abbiano risposto al questionario della Commissione , né
si siano espresse In altro modo , oppure che abbiano rifiutato di fornire tutte le
 Informazioni ritenute necessarie dalla Commissione per la verifica della loro
documentazione contabile , Il Consiglio ha ritenuto opportuno applicare il dazio
p iù e I ovato , vale a dire pari al 47%.stab I I I re per questi esportatori dazi
antidumping Inferiori a quello più elevato equivarrebbe a premiare la mancata
co I I aboraz Ione .
77 . I dazi antidumping definitivi dovrebbero applicarsi a tutti I modelli di
stampanti SIDM ad aghi originarle del Giappone , con le seguenti eccezioni : in
primo luogo , stampanti SIDM ad aghi utilizzate In macchine per operazioni
bancarie , sportelli bancari automatici , registratori di cassa , macchine per
punti di vendita , calcolatori , distributori automatici di biglietti e ricevute
aventi un' unica larghezza di caratteri e / o lettori di strisce magnetiche e / o
dispositivi automatici per II cambiamento di pagina ; in secondo luogo ,
stampanti SIDM ad aghi che costituiscono parte integrante ed esclusiva di un
sistema di elaborazione fornito dal produttore e / o esportatore delle stampanti
In questione e che sono importate o vendute soltanto con tale sistema ; In terzo
luogo , stampanti SIDM ad aghi , parallele , portatili , create per computer
portatili e / o tascabili , ed utilizzate esclusivamente per la stampa di dati
elaborati da detti computer .
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M. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
78 . Date l' entità del margini di dumping accertati e la gravità del pregiudizio
arrecato all' Industria comunitaria , il Consiglio ritiene necessario che gli
Importi garantiti a titolo di dazio antidumping provvisorio vengano riscossi ,
interamente o fino a concorrenza del dazio definitivo qualora quest' ultimo sia
Inferiore a quello provvisorio . I dazi antidumping provvisori riscossi o le
garanzie prestate per le stampanti SIDM non soggette al dazio antidumping
definitivo devono essere restituiti ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                                      Art I co lo 1
1 . E' Istituito un dazio antidumping definitivo sulle Importazioni di stampanti
    ad impatto seriale a matrice di punti , ad aghi , di cui al codice NC ex 8471
    92 90 , originarie del Giappone .
2 . L' aliquota del dazio è pari al 47,0% del prezzo netto franco frontiera
    comunitaria , dazio non corrisposto , fatta eccezione per le Importazioni del
    prodotti di cui al paragrafo 1 venduti per l' esportazione verso la Comunità
    dalle seguenti società , cui si applicano le aliquote sottoelencate :
    Alps Electrical Co Ltd                           6,1%
    Brother Industries Ltd                          35,1%
    Citizen Watch Co Ltd                            37,4%
    Copal Co Ltd                                    18,6%
     Japan Business Computer Co Ltd                  6,4%
     Juki Corporation                               27,9%
     Nakajima All Precision Co Ltd                  12,0%
     Nec Corporation                                32,9%
    Ok I Electric Industry Co Ltd                    8,1%
     Seiko Epson Corporation                        25,7%
     Selkosha Co Ltd                                36,9%
     Shinwa Digital Industry Co Ltd                  9,5%
     Star Mlcronics Co Ltd                          13,6%
     Tokyo Electric Co Ltd                           4,8%
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 3. I ! dazio specificato nel presente articolo non si applica al prodotti di cui
    al paragrafo 1 che abbiano Le seguenti caratteristiche :
    - stampanti a Impatto seriale a matrice di punti ad aghi utilizzate In
       macchine per operazioni bancarie , sportelli bancari automatici ,
       registratori di cassa , macchine per punti di vendita , calcolatori ,
       distributori automatici di biglietti e ricevute aventi un' unica larghezza
       di caratteri e / o lettori di strisce magnetiche e / o dispositivi automatici
       per II cambiamento di pagina ;
    - stampanti ad Impatto seriale a matrice di punti ad aghi che costituiscono
       parte Integrante ed esclusiva di un sistema di elaborazione fornito dal
       produttore e / o esportatore delle stampanti        in questione e che sono importate
       e /o vendute soltanto con detto sistema ;
    - stampant I S I DM ad aghi , parallele , por tat I I I e tascab ili ,   e create per
       computer portatili e / o tascabili ed utilizzate esclusivamente per la
       stampa di dati elaborati da tali      computer .
                                        Articolo 2
Gli Importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio al sensi del
regolamento ( CEE ) n . 1418 / 88 sono riscossi sino a concorrenza
del dazio definitivo , qualora questo sla Inferiore al dazio antidumping
provvisorio , e fino a concorrenza del dazio provvisorio In tutti gli altri
casi . GII Importi vincolati     per Importazioni non soggette al dazio definitivo
sono rest i tu i t I .
                                        Articolo 3
 Il presente regolamento entra in vigore II giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale       delle Comunità europee .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri .
Fatto a Bruxelles , addì                                      Per il Consiglio
                                                                                             3"