CELEX: 52018DC0419
Language: it
Date: 2018-05-23 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2018 dell’Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 dell’Austria

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 23.5.2018
            COM(2018) 419 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2018 dell’Austriae che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 dell’Austria
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2018 dell’Austria
               
                  e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 dell’Austria
            
            
               Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea
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               ,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo
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               ,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l’occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2018. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 22 marzo 2018 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l’Austria non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha anche adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 22 marzo 2018. Il 14 maggio 2018 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro («raccomandazione per la zona euro»).
            
            
               (2)In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, l’Austria dovrebbe assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione sulla politica economica della zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 2.
            
            
               (3)Il 7 marzo 2018 è stata pubblicata la relazione per paese relativa all’Austria 2018
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               . Nella relazione sono valutati i progressi compiuti dall’Austria nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio l’11 luglio 2017, il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
            
         
         
            
               (4)L’Austria ha presentato il 25 aprile 2018 il suo programma nazionale di riforma 2018 e il 21 marzo 2018 il suo programma di stabilità 2018. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente per tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (5)La programmazione dei Fondi strutturali e d’investimento europei per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. In applicazione dell’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               , ove necessario per sostenere l’attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio, la Commissione può chiedere a uno Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi strutturali e d’investimento europei a una sana gestione economica
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               . 
            
            
               (6)L’Austria è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito. Nel suo programma di stabilità 2018 il governo prevede un miglioramento del saldo nominale che passa da un disavanzo dello 0,7% del PIL nel 2017 a un avanzo dell’0,4% del PIL nel 2022. L’obiettivo di bilancio a medio termine, ossia un disavanzo strutturale dello 0,5 % del PIL a partire dal 2017, dovrebbe essere conseguito nel 2019. Secondo il programma di stabilità, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire progressivamente passando dal 78,1% del PIL nel 2017 al 62,2% del PIL nel 2022. Lo scenario macroeconomico alla base di queste proiezioni di bilancio è favorevole nel 2018 e plausibile successivamente. I rischi principali alla base della pianificazione di bilancio a medio termine sono alcune misure politiche discrezionali previste a partire dal 2020, come, ad esempio, l’annunciata riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, i cui effetti netti di bilancio non sono stati ancora pienamente precisati. 
            
            
               (7)Il programma di stabilità indica che l’impatto sul bilancio dell’eccezionale afflusso di rifugiati e delle misure relative alla sicurezza è considerevole e documenta in modo adeguato la portata e la natura di tali costi di bilancio aggiuntivi. Secondo la Commissione, nel 2017 la spesa aggiuntiva ammissibile per l’afflusso eccezionale di rifugiati ammonta allo 0,03% del PIL, mentre non si sono registrati ulteriori costi per le misure relative alla sicurezza. Tale spesa aggiuntiva rientra nell’ambito di applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, e all’articolo 6, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97, dato che l’afflusso di rifugiati e la gravità della minaccia terroristica sono eventi inconsueti che hanno rilevanti ripercussioni sulle finanze pubbliche austriache e visto che la sostenibilità non sarebbe compromessa se si consentisse una deviazione temporanea dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine. L’aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine richiesto per il 2017 è stato pertanto ridotto per tener conto dei costi aggiuntivi legati ai rifugiati. 
            
            
               (8)L’11 luglio 2017 il Consiglio ha raccomandato all’Austria di assicurare che lo scostamento dall’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2018 sia limitato all’importo ammissibile accordato per l’impatto sul bilancio dell’afflusso eccezionale di rifugiati e le misure relative alla sicurezza. Ciò è in linea con un tasso massimo di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta pari al 3,3% nel 2018, corrispondente a un deterioramento del saldo strutturale consentito dello 0,2% del PIL. Tenendo conto degli importi ammissibili accordati, le previsioni di primavera 2018 della Commissione indicano il rischio di una certa deviazione da tale requisito nel 2018 e complessivamente nel periodo 2017-2018. 
            
            
               (9)Nel 2019 l’Austria dovrebbe raggiungere il suo obiettivo di bilancio a medio termine, tenuto conto degli importi ammissibili legati ad eventi inconsueti per i quali è stata accordata una deviazione temporanea. Ciò è in linea con un tasso massimo di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta del 2,9%, corrispondente a un miglioramento del saldo strutturale dello 0,3% del PIL. Sulla base delle previsioni di primavera 2018 della Commissione, a politiche invariate, per l’Austria vi è il rischio di una deviazione significativa da tale requisito nel 2019, dovuta alla deviazione complessiva del periodo 2018-2019. Allo stesso tempo, secondo le proiezioni, nel 2019 l’Austria si discosterà dello 0,1% del PIL dal suo obiettivo a medio termine. Si prevede inoltre che l’Austria rispetterà la regola del debito nel 2018 e nel 2019. Nel complesso, il Consiglio è del parere che l’Austria deve essere pronta ad adottare ulteriori provvedimenti per assicurare la conformità nel 2018, e che nel 2019 dovrebbe adottare le misure necessarie per rispettare le regole del patto di stabilità e crescita.
            
            
               (10)In base alla relazione 2018 sull’invecchiamento demografico, il previsto aumento della spesa per le pensioni, la sanità e l’assistenza a lungo termine presenta un rischio medio per la sostenibilità delle finanze pubbliche a medio e lungo termine. La spesa pubblica per le pensioni in Austria è superiore alla media UE (13,8% rispetto all’11,2% del PIL nel 2016) e dovrebbe aumentare ulteriormente entro il 2070 (0,5% rispetto al -0,2% del PIL). Sebbene le recenti riforme abbiano fornito con successo incentivi per andare in pensione più tardi, l’ulteriore accumulo di diritti alle prestazioni legato all’estensione della vita lavorativa non migliora la sostenibilità a lungo termine. L’età pensionabile prevista per legge a 60 anni per le donne è fra le più basse dell’UE e sarà solo gradualmente adeguata a partire dal 2024 per raggiungere l’armonizzazione con l’età pensionabile prevista per gli uomini solo a partire dal 2033. In termini generali, un aumento dell’età pensionabile prevista per legge e una limitazione del prepensionamento contribuirebbero alla sostenibilità del sistema pensionistico in un contesto di invecchiamento demografico.
            
            
               (11)La spesa sanitaria pubblica è al di sopra della media UE (7% rispetto al 6,8% del PIL nel 2016) e dovrebbe aumentare in misura maggiore rispetto alla media dell’UE (1,3% rispetto allo 0,9% del PIL) per raggiungere l’8,3% del PIL entro il 2070. Entro il 2070 è previsto un raddoppiamento della spesa per l’assistenza a lungo termine, che dall’1,9% dovrebbe passare al 3,8% del PIL. Con l’introduzione di massimali di spesa attraverso la legge di perequazione finanziaria del 2017 e la riforma per rafforzare l’assistenza sanitaria di base e ridurre il ricorso al settore ospedaliero l’Austria ha iniziato ad affrontare la questione della sostenibilità. Il numero ancora elevato di enti di assicurazione sanitaria costituisce un’opportunità per ulteriori risparmi relativi ai costi amministrativi e di governance. Inoltre, appalti pubblici più efficaci (ad esempio, gare di appalto a livello dell’UE, l’uso di criteri di aggiudicazioni diversi dal prezzo e l’aggregazione interregionale degli appalti) aiuterebbero a migliorare la qualità e l’efficienza in termini di costi. Nel settore dell’assistenza a lungo termine, recenti misure politiche, quali la decisione di abolire il ricorso al patrimonio privato per finanziare l’assistenza ospedaliera di lunga durata, dovrebbero aumentare le spese, invece di contenerle.
            
            
               (12)La legge di perequazione finanziaria del 2017 ha contribuito a semplificare i rapporti di bilancio tra i diversi livelli di governo, avviando un finanziamento basato sui compiti, il che semplifica la distribuzione dei trasferimenti intergovernativi e attribuisce una fonte propria di entrate ai Länder. Tuttavia, nonostante questi sforzi di riforma, il quadro di bilancio rimane opaco e persiste un notevole squilibrio tra spese e creazione del gettito, una situazione che offre scarsi incentivi per la disciplina di bilancio a livello subnazionale.
            
            
               (13)Nonostante la riforma tributaria del 2016, l’onere fiscale sul lavoro rimane elevato ed è destinato ad aumentare progressivamente qualora gli scaglioni di imposta non siano indicizzati in base all’inflazione. Le persone con redditi più elevati hanno tratto benefici relativamente ampi dalla riforma rispetto alle persone con redditi più bassi e l’onere fiscale rimane alto per le persone a basso reddito. Inoltre gli uomini hanno tratto maggiori benefici dalla riforma rispetto alle donne. Le fonti di entrate ritenute meno penalizzanti per la crescita, quali le imposte patrimoniali ricorrenti, sembrano sottoutilizzate, soprattutto perché la base imponibile è obsoleta. Il gettito delle imposte patrimoniali ricorrenti in Austria è basso, pari allo 0,2% del PIL, rispetto alla media UE dell’1,6% del PIL nel 2016. Lo spostamento dell’onere fiscale dal lavoro a fonti di entrate meno penalizzanti potrebbe aiutare ad affrontare il problema.
            
            
               (14)Il mercato del lavoro funziona bene, ma permangono sfide per gruppi specifici (ad esempio, le donne e le persone provenienti da un contesto migratorio). Il tasso di occupazione delle donne è elevato in generale, ma i risultati del mercato del lavoro in termini di occupazione a tempo pieno rimangono piuttosto scarsi. Il tasso di occupazione femminile a tempo parziale, pari al 47,9% nel 2016, rimane uno dei più elevati dell’UE (media UE: 31.4%). Le problematiche relative all’accesso a strutture formali di cura dell’infanzia, in particolare al di fuori delle aree urbane, contribuiscono a questo risultato. L’alta percentuale di donne che lavorano a tempo parziale, dovuta in gran parte agli importanti compiti non retribuiti svolti dalle donne, come la cura di figli e familiari, e retribuzioni orarie inferiori contribuiscono a un elevato divario retributivo di genere. Ciò ha un impatto diretto sull’accumulo dei diritti pensionistici delle donne, determinando un notevole divario pensionistico.
            
            
               (15)I risultati scolastici degli studenti svantaggiati non sono migliorati. Permane un ampio divario tra gli studenti provenienti da un contesto migratorio e gli altri. Nel 2016 i test nazionali hanno confermato che oltre il 25% degli alunni non dispone di competenze di base in tedesco. Gli ultimi test internazionali hanno inoltre confermato carenze crescenti nella lettura per gli studenti che provengono da un ambiente socio-economico basso o da un contesto migratorio. Dal confronto dei risultati del Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) del 2012 con quelli del 2015 emerge che la quota di studenti con risultati insufficienti è aumentata in tutti e tre i principali ambiti oggetto dell’indagine, vale a dire matematica, lettura e scienze. I risultati ottenuti dagli allievi nati in Austria supera quello dei migranti di prima generazione di un livello pari a tre anni di scolarizzazione.
            
            
               (16)Sebbene in Austria la produttività sia elevata, , la sua crescita è stata debole negli ultimi anni, nonostante i notevoli sforzi compiuti dal paese, quali, ad esempio, gli investimenti in ricerca e sviluppo e il miglioramento del quadro per le start-up. Ulteriori leve per sostenere la crescita della produttività sono la digitalizzazione delle imprese, la crescita delle imprese e la concorrenza nel settore dei servizi. L’Austria presenta notevoli norme restrittive e ostacoli all’accesso per quanto riguarda l’offerta di servizi alle imprese e le professioni regolamentate. Di tali norme e ostacoli fanno parte requisiti specifici in materia di partecipazioni, un ampio ventaglio di attività riservate e restrizioni interdisciplinari
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               . Uno sforzo costante per ridurre gli oneri e il previsto riesame della legge austriaca sulle licenze commerciali (Gewerbeordnung) sono strumenti importanti per affrontare il problema.
            
            
               (17)Una maggiore concorrenza nel settore dei servizi permetterebbe all’Austria di affrontare meglio le sfide legate alla diffusione delle tecnologie digitali e dei modelli imprenditoriali, in particolare a livello di micro, piccole e medie imprese la cui digitalizzazione è particolarmente importante per il paese in quanto tali imprese costituiscono la struttura portante dell’economia austriaca. Iniziative quali «KMU digitale» e «AT: net» e l’attuazione della tabella di marcia digitale in Austria sono di fondamentale importanza. Un’ulteriore questione riguarda l’espansione delle attività delle imprese, in particolare di quelle fortemente innovative. Vi sono strozzature per quanto riguarda il finanziamento delle fasi più avanzate di espansione di tali imprese, ad esempio sotto forma di venture capital e di accesso ai mercati pubblici dei capitali. Le imprese a forte crescita, tra cui quelle digitali, sono fondamentali per la diffusione di nuove tecnologie e di nuovi modelli commerciali e quindi per la crescita della produttività.
            
            
               (18)Nell’ambito del semestre europeo 2018, la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dell’Austria, che ha pubblicato nella relazione per paese 2018. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2018, il programma nazionale di riforma 2018 nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte all’Austria negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Austria, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (19)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2018 e il suo parere
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                trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
            
               RACCOMANDA che l’Austria adotti provvedimenti nel 2018 e nel 2019 al fine di:
            
            
               1.raggiungere il suo obiettivo di bilancio a medio termine nel 2019, tenuto conto degli importi ammissibili relativi ad eventi inconsueti per i quali è stata accordata una deviazione temporanea. Garantire la sostenibilità dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza a lungo termine e dei sistemi pensionistici, anche innalzando l’età pensionabile prevista per legge e limitando il prepensionamento. Rendere i servizi pubblici più efficienti, anche mediante l’allineamento delle competenze di finanziamento e di spesa;
            
            
               2.ridurre il cuneo fiscale soprattutto per le persone a basso reddito, spostando l’onere fiscale su fonti di reddito meno penalizzanti per la crescita. Migliorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Migliorare le competenze di base dei giovani svantaggiati e delle persone provenienti da un contesto migratorio. Sostenere la crescita della produttività stimolando la digitalizzazione delle imprese e la crescita delle società e riducendo gli ostacoli normativi nel settore dei servizi.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
         
         
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        COM(2018) 419 final.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        P8_TA(2018)0077 e P8_TA(2018)0078.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        SWD(2018) 218 final.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2014) 494 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Raccomandazioni per affrontare tali questioni sono state emesse nel gennaio 2017 nei documenti COM(2016) 820 e SWD (2016)436.
               
               
                  
                     (8)
                  
                        A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.