CELEX: 62011CN0245
Language: it
Date: 2011-05-23 00:00:00
Title: Causa C-245/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Asylgerichtshof (Austria) il 23 maggio 2011 — K

10.9.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 269/21
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Asylgerichtshof (Austria) il 23 maggio 2011 — K
   (Causa C-245/11)
   2011/C 269/40
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Giudice del rinvio
   
   Asylgerichtshof
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: K
   
      Convenuta: Bundesasylamt
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se l’art. 15 del regolamento n. 343/2003 (1) debba essere interpretato nel senso che uno Stato membro che, in conformità alle disposizioni degli artt. 6-14 del regolamento stesso, non sia competente in merito al procedimento di una richiedente asilo, diviene obbligatoriamente competente quando in tale Stato si trovi la nuora della richiedente, gravemente ammalata ed esposta a grave minaccia per motivi culturali, o vi si trovino i nipoti minori, bisognosi di essere accuditi a causa della malattia della nuora, e la richiedente asilo sia disposta a, ed in condizione di, prestare aiuto alla nuora o ai nipoti. Se ciò valga anche in mancanza di una richiesta, ai sensi dell’art. 15, n. 1, seconda frase, del regolamento n. 343/2003, da parte dello Stato membro altrimenti competente.
            
         
               2)
            
            
               Se l’art. 3, n. 2, del regolamento n. 343/2003 debba essere interpretato nel senso che, in una fattispecie quale quella descritta nella questione sub 1, si incardini obbligatoriamente la competenza dello Stato membro che, in sé, ne sia privo, quando la competenza altrimenti prevista dalle disposizioni del regolamento stesso comporti la violazione dell’art. 3 o dell’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (di seguito: «CEDU») (art. 4 o art. 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea). Se, in questo caso, nell’interpretazione ed applicazione incidentale dell’art. 3 o dell’art. 8 CEDU (art. 4 o art. 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) si possa far ricorso ad una nozione di «trattamento inumano» e di «famiglia» diversa, e più ampia, rispetto a quella applicata dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
            
         
      (1)  Regolamento (CE) del Consiglio 18 febbraio 2003, n. 343, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo