CELEX: 61997CJ0259
Language: it
Date: 1998-12-03 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 3 dicembre 1998. # Uwe Clees contro Hauptzollamt Wuppertal. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Finanzgericht Düsseldorf - Germania. # Tariffa doganale comune - Collezioni ed esemplari per collezioni aventi un interesse storico o etnografico - Auto d'epoca. # Causa C-259/97.

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61997J0259

Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 3 dicembre 1998.  -  Uwe Clees contro Hauptzollamt Wuppertal.  -  Domanda di pronuncia pregiudiziale: Finanzgericht Düsseldorf - Germania.  -  Tariffa doganale comune - Collezioni ed esemplari per collezioni aventi un interesse storico o etnografico - Auto d'epoca.  -  Causa C-259/97.  

raccolta della giurisprudenza 1998 pagina I-08127

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

Tariffa doganale comune - Voci doganali - Collezioni ed esemplari per collezioni aventi un interesse storico o etnografico ai sensi della voce 9705 della nomenclatura combinata - Autoveicoli - Inclusione - Presupposti 

Massima

La voce 9705 della nomenclatura combinata dev'essere interpretata nel senso che si presume che presentino un interesse storico o etnografico gli autoveicoli i quali:- si trovano nel loro stato originale, senza cambiamenti sostanziali di telaio, organi di direzione o di sistema frenante, motore, ecc., - hanno almeno trent'anni e - appartengono a un modello o tipo non più in produzione. Tuttavia, gli autoveicoli che soddisfano tali condizioni non presentano un interesse storico o etnografico quando l'autorità competente dimostra che non sono in grado di segnare un passo caratteristico nell'evoluzione delle realizzazioni umane o di illustrare un periodo di tale evoluzione. Occorre inoltre che veicoli siffatti costituiscano esemplari per collezioni ai sensi della voce 9705, vale a dire che siano oggetti relativamente rari, che non siano normalmente usati secondo la loro destinazione originaria, che formino oggetto di transazioni speciali al di fuori del mercato abituale degli analoghi oggetti di uso comune e che abbiano un valore elevato.  

Parti

Nel procedimento C-259/97,avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 177 del Trattato CE, dal Finanzgericht di Düsseldorf (Germania) nella causa dinanzi ad esso pendente tra Uwe Clees e Hauptzollamt Wuppertal, domanda vertente sull'interpretazione della voce 9705 della nomenclatura combinata contenuta nell'allegato I del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2658, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 256, pag. 1), LA CORTE (Quarta Sezione), composta dai signori P.J.G. Kapteyn, presidente di sezione, H. Ragnemalm e K.M. Ioannou (relatore), giudici, avvocato generale: P. Léger cancelliere: R. Grass viste le osservazioni scritte presentate: - per il signor Clees, dall'avv. Stefan Hertwig, del foro di Colonia; - per la Commissione delle Comunità europee, dal signor Fernando Castillo de la Torre, membro del servizio giuridico, e dalla signora Karin Schreyer, funzionaria tedesca presso il servizio giuridico, distaccata presso la Commissione nell'ambito degli scambi con i funzionari nazionali, in qualità di agenti, vista la relazione del giudice relatore, sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza dell'11 giugno 1998, ha pronunciato la seguente Sentenza  

Motivazione della sentenza

1 Con ordinanza 2 luglio 1997, pervenuta alla Corte il 18 luglio successivo, il Finanzgericht di Düsseldorf ha proposto, a norma dell'art. 177 del Trattato CE, una questione pregiudiziale relativa all'interpretazione della voce 9705 della nomenclatura combinata contenuta nell'allegato I del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2658, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 256, pag. 1, in prosieguo: la «NC»).2 Tale questione è stata sollevata nell'ambito di una controversia tra il signor Clees e lo Hauptzollamt Wuppertal (ufficio doganale principale), avente ad oggetto la classificazione di un autoveicolo usato secondo la tariffa doganale. 3 Dall'ordinanza di rinvio si rileva che il 29 aprile 1991 il signor Clees ha chiesto all'ufficio doganale competente lo sdoganamento per immissione in libera pratica di una vettura usata, modello Mercedes-Benz 300 SL, costruita nel 1956, come oggetto da collezione avente un interesse storico, rientrante nella voce 9705 della NC. Quest'ultima, contenuta nel capitolo 97, intitolato «Oggetti d'arte, da collezione o di antichità», è così formulata: «Collezioni ed esemplari per collezioni di zoologia, di botanica, di mineralogia, di anatomia, o aventi interesse storico, archeologico, paleontologico, etnografico o numismatico». 4 Dopo aver esaminato il veicolo l'ufficio doganale ha effettuato la seguente constatazione: «Numero di telaio corrispondente a quanto dichiarato. L'autoveicolo presenta portiere a battenti come particolare caratteristica di costruzione. Di conseguenza, accanto alla rarità, sussiste un interesse storico collegato alla costruzione (anno di fabbricazione: 1956). 9705 0000 0003». Esso ha pertanto accolto la domanda del signor Clees mediante avviso d'imposizione 29 aprile 1991. 5 Il 16 luglio 1992 l'autorità doganale di cui trattasi ha però inviato al signor Clees un avviso di rettifica fiscale per dazi all'importazione, poiché il veicolo in oggetto era stato classificato erroneamente nella voce 9705 e doveva essere classificato come autoveicolo usato, rientrando nella voce 8703 della NC, in base alla sentenza della Corte 10 ottobre 1985, causa 200/84, Daiber (Racc. pag. 3363). 6 Poiché il reclamo presentato dal signor Clees contro l'avviso di rettifica fiscale dell'autorità doganale è stato respinto il 1_ febbraio 1993, l'interessato ha proposto un ricorso dinanzi al Finanzgericht di Düsseldorf. 7 Il giudice nazionale adito constata che l'autoveicolo di cui trattasi non soddisfa il criterio dell'interesse storico, nell'interpretazione datane dalla citata sentenza Daiber. Esso ritiene tuttavia sorpassata questa interpretazione dopo l'adozione da parte della Commissione, in forza dell'art. 9, n. 1, del regolamento n. 2658/87, delle note esplicative relative alla voce 9705 della NC (GU 1996, C 127, pag. 3). 8 Poiché tuttavia nutriva dubbi sulla questione se le condizioni formulate nelle note esplicative della Commissione corrispondano ai principi stabiliti dalla Corte nella citata sentenza Daiber, il Finanzgericht di Düsseldorf ha sospeso il giudizio e ha sottoposto alla Corte la seguente questione pregiudiziale: «Se la voce 9705 della nomenclatura combinata, di cui al regolamento (CEE) n. 2658/87 nella versione di cui al suo allegato I in osservanza del regolamento (CEE) n. 2472/80, vada interpretata nel senso che gli autoveicoli che costituiscono esemplari da collezione di interesse storico di regola debbano: - trovarsi nel loro stato originale, senza cambiamenti sostanziali di telaio, organi di direzione o di sistema frenante, motore, ecc., - avere almeno trent'anni e - appartenere ad un modello o tipo non più in produzione». 9 Occorre ricordare che, nella sentenza Daiber, il Finanzgericht del Baden-Württemberg aveva proposto due questioni pregiudiziali relative all'interpretazione della voce 9905 della tariffa doganale comune (in prosieguo: la «TDC»), nella sua versione precedente all'introduzione della NC, il cui disposto era quasi identico a quello dell'attuale voce 9705. La Corte ha risposto dichiarando che: «- Gli oggetti da collezione ai sensi della voce 9905 della TDC sono quelli che possiedono le qualità richieste per far parte di una collezione, cioè gli oggetti relativamente rari, che non sono normalmente usati secondo la loro destinazione originaria, e che formano oggetto di transazioni speciali al di fuori del mercato abituale degli analoghi oggetti di uso comune ed hanno un valore elevato. - Vanno considerati di interesse storico o etnografico gli oggetti da collezione che, ai sensi della voce 9905 della TDC, segnino un passo significativo nell'evoluzione delle realizzazioni dell'uomo, o illustrino un periodo di tale evoluzione». 10 Avendo constatato che la citata sentenza Daiber aveva costituito oggetto di interpretazioni divergenti da parte delle autorità doganali nazionali, la Commissione ha adottato le suddette note esplicative. Ai sensi del punto 1 delle medesime: «Sono compresi in questa voce gli autoveicoli quali esemplari da collezione di interesse storico se rispondono ai criteri definiti dalla Corte di giustizia delle Comunità europee con sentenza di cui alla causa n. 200/84, vale a dire: - sono relativamente rari; - non sono normalmente utilizzati conformemente alla loro destinazione originaria; - formano oggetto di transazioni speciali al di fuori del mercato abituale degli analoghi oggetti di uso comune; - hanno un valore elevato e - segnano un passo significativo nell'evoluzione delle realizzazioni dell'uomo o illustrano un periodo di tale evoluzione. Considerato che un autoveicolo è di uso corrente, che ha una durata relativamente breve e che è costantemente migliorato dal progresso tecnico, le condizioni fissate dalla predetta sentenza possono ritenersi soddisfatte, salvo prova contraria, quando: - gli autoveicoli nel loro stato originale, senza cambiamenti sostanziali di telaio, organi di direzione o di sistema frenante, motore, ecc., abbiano almeno 30 anni e appartengano ad un modello o tipo non più in produzione; - gli autoveicoli siano stati fabbricati prima del 1950, anche se non sono in grado di circolare». 11 Il giudice nazionale rileva che i criteri così stabiliti non sono necessariamente soddisfatti da qualsiasi auto d'epoca, come farebbero capire le note esplicative di cui trattasi. Sarebbe infatti escluso, conformemente ai principi indicati dalla Corte, che qualsiasi autoveicolo di valore elevato, fabbricato almeno trent'anni fa, non più in produzione e che si trovi nel suo stato originale, possa segnare un passo significativo nell'evoluzione delle realizzazioni umane. 12 Occorre preliminarmente ricordare che l'interpretazione data da una sentenza della Corte a una disposizione in materia di classificazione tariffaria non può essere modificata in seguito all'adozione di note esplicative da parte della Commissione le quali, benché costituiscano strumenti importanti per assicurare un'interpretazione uniforme della NC da parte delle autorità doganali degli Stati membri, non sono giuridicamente vincolanti (sentenza 16 giugno 1994, causa C-35/93, Develop Dr. Eisbein, Racc. pag. I-2655, punto 21). La questione consiste correttamente nell'accertare se le note di cui trattasi corrispondano ai principi fissati dalla giurisprudenza della Corte in materia di interpretazione della disposizione della tariffa doganale in oggetto. 13 E' importante poi sottolineare che la Corte ha giudicato che il fatto che un oggetto presenti le sole caratteristiche degli «oggetti da collezione», vale a dire che esso abbia unicamente le qualità richieste per far parte di una collezione, non basta per la sua classificazione nella voce della tariffa doganale in oggetto. Esso deve inoltre avere un «interesse storico o etnografico». La Corte ha infatti giudicato che queste due condizioni devono essere soddisfatte cumulativamente (v. sentenza Daiber, citata, punto 22). 14 Per quanto riguarda la prima condizione, si deve ritenere che presentano le qualità richieste per far parte di una collezione gli oggetti che soddisfano i quattro criteri elencati nel primo trattino del dispositivo della citata sentenza Daiber. Occorre rilevare che i criteri contenuti nei primi quattro trattini del primo comma delle note esplicative della Commissione, relativi a questa prima condizione, corrispondono a quelli stabiliti dalla Corte nella sentenza Daiber. 15 Per quanto concerne la seconda condizione, vale a dire che l'oggetto di cui trattasi debba presentare anche un interesse storico o etnografico, la Corte ha rilevato, nella sentenza Daiber, che la nozione di storia comprende l'evoluzione dell'umanità e le realizzazioni dell'uomo in tutti i campi (punto 23), incluso anche quello della costruzione di automobili. Infatti un autoveicolo, che possa essere considerato alla stregua di una realizzazione umana in quest'ambito della tecnica, può avere un interesse storico o etnografico quando segna un passo significativo nell'evoluzione delle realizzazioni umane o illustra un periodo di tale evoluzione (sentenza Daiber, secondo trattino del dispositivo). 16 La Commissione ha precisato dinanzi alla Corte che i tre criteri enunciati nel punto 1, secondo comma, primo trattino, delle sue note esplicative, ai quali fa riferimento la questione pregiudiziale, vale a dire che l'autoveicolo di cui trattasi debba trovarsi nel suo stato originale, avere più di trent'anni e appartenere a un modello o tipo non più in produzione, vanno riferiti unicamente alla seconda condizione, concernente l'interesse storico o etnografico, e non incidono assolutamente sull'applicazione dei quattro criteri stabiliti dalla Corte nel primo trattino del dispositivo della sentenza Daiber per quanto riguarda la prima condizione. 17 La Commissione rileva peraltro che i tre criteri di cui trattasi, stabiliti in collaborazione e in accordo con i rappresentanti delle autorità doganali degli Stati membri, costituiscono solo una presunzione della presenza delle caratteristiche definite dalla Corte nella detta sentenza Daiber. 18 E' importante sottolineare al riguardo che la premessa sulla quale si è basata la Commissione, vale a dire che un autoveicolo è in teoria un oggetto di uso abituale, di durata relativamente breve, che il progresso tecnico perfeziona incessantemente, è corretta e conforme all'orientamento indicato dalla Corte nella sentenza Daiber. Infatti, tenendo presente che la nozione di storia comprende le realizzazioni umane in tutti i campi, occorre tener conto delle particolarità di ognuno di essi. E' pertanto opportuno prendere in considerazione la circostanza che un autoveicolo è un oggetto costruito, in linea di principio, a fini pratici e non celebrativi, e condizionato dalle conoscenze tecniche della sua epoca. 19 In base a questa premessa, la Commissione ha in primo luogo stabilito come criterio che l'autoveicolo di cui trattasi debba trovarsi nel suo stato originale, senza cambiamenti sostanziali dei suoi componenti più importanti. Questo criterio è giustificato. Infatti, un autoveicolo che non si trovi nel suo stato originale non può testimoniare lo stato del progresso tecnico della sua epoca. 20 Parimenti, è giustificato il criterio della cessata produzione dell'autoveicolo di cui trattasi. Un autoveicolo la cui produzione continui presenta ancora, infatti, un interesse attuale per i consumatori in conseguenza della sua funzione pratica e non può pertanto apparire collegato a un'epoca ormai conclusa tanto da poter avere un interesse storico. 21 Il criterio dell'età minima dell'autoveicolo di cui trattasi dev'essere valutato unitamente a quello della cessata produzione del medesimo, nel senso che un autoveicolo di almeno trent'anni dovrebbe appartenere, in teoria, a un modello non più in produzione e non dovrebbe presentare un interesse collegato alla sua funzione pratica. Tuttavia, occorre non dimenticare che questo criterio ha un carattere relativo, nel senso che non si può escludere che un autoveicolo più nuovo possa presentare qualità tali da attribuirgli un interesse storico. 22 Occorre pertanto concludere che i criteri di cui trattasi, in quanto elementi costitutivi della presunzione stabilita dalla Commissione, non si discostano dagli orientamenti indicati dalla Corte nella citata sentenza Daiber. Infatti, gli autoveicoli che soddisfano questi criteri sono in grado, in linea di principio, di testimoniare le particolarità tecniche ed estetiche della loro epoca di fabbricazione e di illustrare così, in particolare, un periodo dell'evoluzione delle realizzazioni umane nell'ambito della produzione automobilistica. 23 Questa conclusione è inoltre corroborata dalla finalità che la Corte ha riconosciuto propria dell'esenzione dalla tariffa stabilita nella voce 9705 della NC, la quale mira a promuovere gli scambi culturali ed educativi tra i popoli (sentenza Daiber, citata, punto 15). 24 Viceversa, il fatto che un autoveicolo soddisfi i tre criteri stabiliti dalla Commissione non basta a giustificare la classificazione nella voce 9705 della NC. Da un lato, questi tre criteri stabiliscono solo una presunzione della presenza di un interesse storico o etnografico, che è confutata quando l'autorità competente dimostra che l'autoveicolo non contiene nessuna caratteristica collegata a un'epoca del passato, nel senso che non è in grado di segnare un passo significativo nell'evoluzione delle realizzazioni umane o di illustrare un periodo di tale evoluzione. Dall'altro, occorre inoltre che siano soddisfatti i quattro criteri, menzionati nel primo trattino del dispositivo della sentenza Daiber, concernenti la presenza delle qualità richieste affinché un autoveicolo possa far parte di una collazione. 25 Di conseguenza, occorre rispondere al giudice a quo dichiarando che la voce 9705 della NC dev'essere interpretata nel senso che si presume che presentino un interesse storico o etnografico gli autoveicoli i quali: - si trovano nel loro stato originale, senza cambiamenti sostanziali di telaio, organi di direzione o di sistema frenante, motore, ecc., - hanno almeno trent'anni e - appartengono a un modello o tipo non più in produzione. Tuttavia, gli autoveicoli che soddisfano tali condizioni non presentano un interesse storico o etnografico quando l'autorità competente dimostra che non sono in grado di segnare un passo caratteristico nell'evoluzione delle realizzazioni umane o di illustrare un periodo di tale evoluzione. Occorre inoltre che siano soddisfatti i criteri stabiliti dalla giurisprudenza della Corte relativamente alle qualità richieste affinché un autoveicolo possa far parte di una collezione.  

Decisione relativa alle spese

Sulle spese26 Le spese sostenute dalla Commissione, che ha presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.  

Dispositivo

Per questi motivi,LA CORTE (Quarta Sezione), pronunciandosi sulla questione sottopostale dal Finanzgericht di Düsseldorf con ordinanza 2 luglio 1997, dichiara: La voce 9705 della nomenclatura combinata contenuta nell'allegato I del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2658, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, dev'essere interpretata nel senso che si presume che presentino un interesse storico o etnografico gli autoveicoli i quali: - si trovano nel loro stato originale, senza cambiamenti sostanziali di telaio, organi di direzione o di sistema frenante, motore, ecc., - hanno almeno trent'anni e - appartengono a un modello o tipo non più in produzione. Tuttavia, gli autoveicoli che soddisfano tali condizioni non presentano un interesse storico o etnografico quando l'autorità competente dimostra che non sono in grado di segnare un passo caratteristico nell'evoluzione delle realizzazioni umane o di illustrare un periodo di tale evoluzione. Occorre inoltre che siano soddisfatti i criteri stabiliti dalla giurisprudenza della Corte relativamente alle qualità richieste affinché un autoveicolo possa far parte di una collezione.