CELEX: 62005TJ0243
Language: it
Date: 2007-09-12
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) del 12 settembre 2007. # Repubblica ellenica contro Commissione delle Comunità europee. # FEAOG - Sezione "Garanzia" - Spese escluse dal finanziamento comunitario - Seminativi - Olio d’oliva - Audit finanziario - Termine di 24 mesi. # Causa T-243/05.

Causa T‑243/05
      Repubblica ellenica
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «FEAOG — Sezione “Garanzia” — Spese escluse dal finanziamento comunitario — Seminativi — Olio d’oliva — Audit finanziario — Termine di 24 mesi»
      Massime della sentenza
      1.      Agricoltura — FEAOG — Liquidazione dei conti 
      [Regolamenti del Consiglio n. 729/70, art. 5, n. 2, lett. c), e n. 1258/1999, art. 7, n. 4, quinto comma; regolamento della
            Commissione n. 1663/95, come modificato dal regolamento n. 2245/1999, art. 8, n. 1, primo e terzo comma]
      2.      Agricoltura — FEAOG — Liquidazione dei conti 
      3.      Atti delle istituzioni — Regolamenti — Regolamento che prescrive misure specifiche di controllo
      1.      Tanto secondo l’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento n. 729/70, relativo al finanziamento della politica agricola comune,
         quanto secondo l’art. 7, n. 4, quinto comma, del regolamento n. 1258/1999, relativo al finanziamento della politica agricola
         comune, che limitano nel tempo le spese il cui finanziamento da parte del FEAOG può essere rifiutato, il termine di 24 mesi
         deve essere calcolato a partire dal momento in cui la Commissione comunica allo Stato membro interessato le proprie risultanze,
         ossia i risultati delle indagini compiute in loco, negli Stati membri, da parte dei suoi servizi. La garanzia procedurale
         conferita, sotto forma di termine di 24 mesi, dalle citate disposizioni è legata soltanto a tale comunicazione dei risultati
         delle indagini e non ad una valutazione delle spese che la Commissione intende escludere. Infatti, sono tali risultanze a
         costituire la base di qualsiasi rettifica e sono queste stesse risultanze a dover essere comunicate allo Stato membro nel
         più breve tempo possibile, affinché quest’ultimo possa porre rimedio quanto prima alle carenze riscontrate e, di conseguenza,
         evitare nuove rettifiche in futuro.
      
      Ne deriva che, anche se la valutazione delle spese ai fini dell’esclusione si effettua nella seconda comunicazione inviata
         dalla Commissione allo Stato membro interessato, a seguito delle discussioni bilaterali, conformemente all’art. 8, n. 1, terzo
         comma, del regolamento n. 1663/95, che stabilisce modalità d’applicazione del regolamento n. 729/70 per quanto riguarda la
         liquidazione dei conti del FEAOG, sezione «Garanzia», come modificato dal regolamento n. 2245/1999, il termine di 24 mesi
         deve essere sempre calcolato, in base ai regolamenti nn. 729/70 e 1258/1999, a partire dalla prima comunicazione, che espone
         le risultanze della Commissione, quale prevista dall’art. 8, n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95.
      
      Ciò non pregiudica i diritti procedurali degli Stati membri. Infatti, le decisioni in materia di liquidazione dei conti del
         FEAOG sono emanate al termine di un procedimento in contraddittorio che garantisce debitamente agli Stati membri interessati
         la possibilità di esporre le loro ragioni.
      
      (v. punti 41-44)
      2.      In materia di finanziamento della politica agricola comune da parte del FEAOG la Commissione, al fine di provare l’esistenza
         di una violazione delle norme sull’organizzazione comune dei mercati agricoli, è tenuta non a dimostrare esaurientemente l’insufficienza
         dei controlli effettuati dalle amministrazioni nazionali o l’inesattezza dei dati da loro trasmessi, bensì a corroborare con
         elementi probatori i dubbi seri e ragionevoli che essa nutre a proposito di tali controlli o di tali dati. Questo temperamento
         dell’onere della prova di cui gode la Commissione è dovuto al fatto che è lo Stato membro a disporre delle migliori possibilità
         di raccogliere e verificare i dati necessari alla liquidazione dei conti del FEAOG, ed è quindi tale Stato a dover fornire
         la prova più circostanziata ed esauriente dell’attendibilità dei propri controlli o dei propri dati nonché, eventualmente,
         dell’inesattezza delle affermazioni della Commissione.
      
      (v. punto 57)
      3.      Quando un regolamento istituisce misure specifiche di controllo, gli Stati membri sono tenuti ad applicarle senza che sia
         necessario valutare la fondatezza della tesi secondo cui un diverso sistema di controllo sarebbe più efficace, anche supponendo
         che siano già stati organizzati controlli alternativi.
      
      (v. punti 59-60)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Seconda Sezione)
      12 settembre 2007 (*)
      
      «FEAOG – Sezione “Garanzia” – Spese escluse dal finanziamento comunitario – Seminativi – Olio d’oliva – Audit finanziario – Termine di 24 mesi»
      Nella causa T‑243/05,
      Repubblica ellenica, rappresentata dal sig. G. Kanellopoulos e dalla sig.ra E. Svolopoulou, in qualità di agenti,
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalla sig.ra H. Tserepa‑Lacombe e dal sig. L. Visaggio, in qualità di agenti, assistiti dall’avv. N. Korogiannakis,
      
      convenuta,
      avente ad oggetto la domanda di annullamento della decisione della Commissione 29 aprile 2005, 2005/354/CE, che esclude dal
         finanziamento comunitario alcune spese eseguite dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo agricolo di orientamento e di
         garanzia (FEAOG), sezione «Garanzia» (GU L 112, pag. 14), nella parte in cui essa esclude alcune spese eseguite dalla Repubblica
         ellenica nei settori dei seminativi, dell’olio d’oliva e dell’audit finanziario, 
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Seconda Sezione),
      composto dal sig. J. Pirrung, presidente, e dai sigg. N.J. Forwood e S. Papasavvas, giudici,
      cancelliere: sig.ra C. Kantza, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 20 marzo 2007,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Ambito normativo
      1        Il regolamento (CEE) del Consiglio 21 aprile 1970, n. 729, relativo al finanziamento della politica agricola comune (GU L 94,
         pag. 13), nella versione da ultimo modificata dal regolamento (CE) del Consiglio 22 maggio 1995, n. 1287 (GU L 125, pag. 1),
         ha stabilito le regole generali applicabili al finanziamento della politica agricola comune. Il regolamento (CE) del Consiglio
         17 maggio 1999, n. 1258, relativo al finanziamento della politica agricola comune (GU L 160, pag. 103) ha sostituito il regolamento
         n. 729/70 e si applica alle spese effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2000. 
      
      2        Ai sensi dell’art. 1, n. 2, lett. b), e dell’art. 3, n. 1, del regolamento n. 729/70 nonché dell’art. 1, n. 2, lett. b), e
         dell’art. 2, n. 2, del regolamento n. 1258/99, la sezione «Garanzia» del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia
         (FEAOG), finanzia, nell’ambito dell’organizzazione comune dei mercati agricoli, gli interventi destinati a regolarizzare tali
         mercati, effettuati secondo le norme comunitarie.
      
      3        Ai sensi dell’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento n. 729/70 e dell’art. 7, n. 4, del regolamento n. 1258/99, la Commissione
         decide in merito alle spese non ammesse al finanziamento comunitario qualora constati che queste ultime non sono state eseguite
         in conformità alle norme comunitarie. Nella valutazione degli importi da rifiutare, la Commissione tiene conto della natura
         e della gravità dell’inosservanza nonché del danno finanziario causato alla Comunità europea. 
      
      4        L’art. 5, n. 2, lett. c), quinto comma, del regolamento n. 729/70 dispone che un «rifiuto del finanziamento non può riguardare
         le spese effettuate anteriormente a 24 mesi che precedono la comunicazione scritta, da parte della Commissione allo Stato
         membro interessato, dei risultati delle verifiche [della Commissione]». L’art. 7, n. 4, quinto comma, del regolamento n. 1258/99
         contiene un’identica disposizione. 
      
      5        Le modalità relative alla procedura di liquidazione dei conti del FEAOG sono stabilite dal regolamento (CE) della Commissione
         7 luglio 1995, n. 1663, che stabilisce modalità d’applicazione del regolamento n. 729/70 per quanto riguarda la procedura
         di liquidazione dei conti del FEAOG, sezione «Garanzia» (GU L 158, pag. 6), come modificato in particolare dal regolamento
         (CE) della Commissione 22 ottobre 1999, n. 2245 (GU L 273, pag. 5). 
      
      6        L’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95 così dispone:
      
      «Qualora ritenga, a seguito di un’indagine, che le spese non sono effettuate nel rispetto delle norme comunitarie, la Commissione
         comunica allo Stato membro interessato le proprie risultanze e indica i provvedimenti da adottare per garantire, in futuro,
         l’osservanza delle norme stesse.
      
      La comunicazione fa riferimento al presente regolamento. Lo Stato membro risponde entro due mesi e la Commissione può conseguentemente
         modificare la sua posizione. In casi giustificati la Commissione può accordare una proroga del termine per la risposta.
      
      Alla scadenza del termine stabilito per la risposta, i servizi della Commissione convocano una discussione bilaterale ed entrambe
         le parti si adoperano per raggiungere un accordo sulle misure da adottare, nonché sulla valutazione della gravità dell’infrazione
         e del danno finanziario causato alla Comunità europea. In esito a tale discussione e dopo un’eventuale data fissata dalla
         Commissione, di concerto con lo Stato membro, dopo la discussione bilaterale per la comunicazione d’informazioni supplementari
         o, qualora lo Stato membro non accetti la convocazione nel termine fissato dalla Commissione, dopo la scadenza di tale termine,
         quest’ultima comunica ufficialmente le sue conclusioni allo Stato membro facendo riferimento alla decisione 94/442/CE della
         Commissione. Fatte salve le disposizioni del quarto comma del presente paragrafo, tale comunicazione valuta le spese di cui
         sarà proposta l’esclusione in virtù dell’articolo 5, paragrafo 2, lettera c), del regolamento [...] n. 729/70. 
      
      Lo Stato membro informa la Commissione quanto prima possibile dei provvedimenti adottati per assicurare il rispetto delle
         norme comunitarie e della data effettiva della loro attuazione. La Commissione adotta, se del caso, una o più decisioni in
         applicazione dell’articolo 5, paragrafo 2, lettera c), del regolamento [...] n. 729/70 per escludere fino alla data effettiva
         di attuazione dei provvedimenti le spese per le quali non sono state rispettate le norme comunitarie».
      
      7        Gli orientamenti in materia di rettifiche forfettarie sono stati definiti nel documento della Commissione 23 dicembre 1997,
         n. VI/5330/97, intitolato «Linee-guida per il calcolo delle conseguenze finanziarie nell’ambito della preparazione della decisione
         sulla liquidazione dei conti della sezione Garanzia del FEAOG» (in prosieguo: il «documento n. VI/5330/97»). Quando le informazioni
         fornite dall’indagine non consentono di valutare le perdite subite dalla Comunità a partire da un’estrapolazione di tali perdite
         mediante strumenti statistici o con riferimento ad altri dati verificabili, può essere presa in considerazione una rettifica
         forfettaria. Il tasso di rettifica applicato ammonta, in generale, al 2%, al 5%, al 10% o al 25% delle spese dichiarate, in
         funzione dell’ampiezza del rischio di perdita. 
      
       Fatti di causa
      8        Con la decisione 29 aprile 2005, 2005/354/CE, che esclude dal finanziamento comunitario alcune spese eseguite dagli Stati
         membri a titolo del FEAOG, sezione «Garanzia» (GU L 112, pag. 14; in prosieguo: la «decisione impugnata»), la Commissione
         ha escluso dal finanziamento comunitario, per quanto riguarda la Repubblica ellenica, nei settori dei seminativi, dell’olio
         d’oliva e dell’audit finanziario, la somma di EUR 26 437 135,76 per gli esercizi di bilancio 1996‑1998, 2001 e 2002.
      
      9        I motivi delle rettifiche finanziarie effettuate dalla Commissione sono stati riassunti nella relazione di sintesi 31 ottobre
         2004, AGRI‑64241‑2004, relativa ai risultati dei controlli nella liquidazione dei conti del FEAOG, sezione «Garanzia», a norma
         dell’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento n. 729/70 e dell’art. 7, n. 4, del regolamento (CE) n. 1258/1999, per quanto
         riguarda le restituzioni all’esportazione, gli ortofrutticoli, i prodotti lattiero‑caseari, l’ammasso pubblico, i premi per
         animali, i seminativi, l’olio d’oliva e i grassi, lo sviluppo rurale e i ritardi di pagamento (in prosieguo: la «relazione
         di sintesi»). 
      
      10      Il ricorso riguarda tre tipi di rettifiche:
      
      –        una rettifica forfettaria del 5% riguardante i seminativi in ragione di un livello insufficiente di garanzia della regolarità
         delle domande, corrispondente a EUR 25 361 283 per l’esercizio 2002; 
      
      –        una rettifica specifica per un ammontare totale di EUR 200 146,68 riguardante l’olio d’oliva in ragione di ritardi nelle revoche
         dei riconoscimenti e della mancata irrogazione di sanzioni relative alla qualità per gli esercizi 1996‑1998; 
      
      –        una rettifica specifica di EUR 488 788,96 per il mancato rispetto dei termini di pagamento (audit finanziario) per l’esercizio
         2001, da distinguere in EUR 455 070,44 per quanto riguarda l’aiuto alle vecce e in EUR 33 718,52 per quanto riguarda l’aiuto
         per ettaro al riso. 
      
       Procedimento e conclusioni delle parti 
      11      Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 30 giugno 2005, la Repubblica ellenica ha proposto il
         presente ricorso.
      
      12      La Repubblica ellenica chiede che il Tribunale voglia: 
      
      –        annullare o, in subordine, riformare la decisione impugnata; 
      –        condannare la Commissione alle spese.
      13      La Commissione conclude che il Tribunale voglia:
      
      –        respingere il ricorso;
      –        condannare la Repubblica ellenica alle spese.
       Sulla fondatezza del ricorso
      14      Il ricorso riguarda tre interventi finanziati dal FEAOG, ossia quelli riguardanti i seminativi, l’olio d’oliva e l’audit finanziario.
         Seguendo tale ordine e distinguendo a seconda dei tre interventi, il Tribunale esaminerà il merito dei motivi dedotti dalla
         Repubblica ellenica. 
      
       Sui seminativi
       La normativa comunitaria
      15      Il regolamento (CEE) del Consiglio 27 novembre 1992, n. 3508, che istituisce un sistema integrato di gestione e di controllo
         di taluni regimi di aiuti comunitari (GU L 355, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 17 luglio 2000,
         n. 1593 (GU L 182, pag. 4), prevede che ciascuno Stato membro crei un tale tipo di sistema (in prosieguo: il «SICG») che si
         applica in particolare ai regimi di sostegno finanziario a favore dei coltivatori di taluni seminativi. 
      
      16      Conformemente all’art. 1, n. 1, lett. a), del regolamento n. 3508/92, il SIGC si applica, tra l’altro, agli aiuti previsti
         dal regolamento (CEE) del Consiglio 30 giugno 1992, n. 1765, che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori
         di taluni seminativi (GU L 181, pag. 12), sostituito a decorrere dal 1° luglio 2000 dal regolamento (CE) del Consiglio 17
         maggio 1999, n. 1251, che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi (GU L 160, pag. 1).
         
      
      17      Ai sensi dell’art. 2 del regolamento n. 3508/92: 
      
      «Il [SIGC] comprende gli elementi seguenti:
      a) una base di dati informatizzata;
      b) un sistema di identificazione delle parcelle agricole;
      c) un sistema di identificazione e di registrazione degli animali;
      d) domande di aiuti;
      e) un sistema integrato di controllo».
      18      L’art. 7 del regolamento n. 3508/92 precisa che il SIGC «riguarda l’insieme delle domande di aiuto presentate e interessa
         particolarmente i controlli amministrativi, i controlli in loco e, se del caso, le verifiche mediante telerilevamento aereo
         o spaziale». 
      
      19      Ai sensi dell’art. 8 del regolamento n. 3508/92:
      
      «1. Lo Stato membro procede a un controllo amministrativo delle domande di aiuto.
      2. I controlli amministrativi sono completati da controlli in loco aventi per oggetto un campione delle aziende agricole.
         Per l’insieme di tali controlli, lo Stato membro elabora un piano di campionatura.
      
      3. Ciascuno Stato membro designa un’autorità incaricata del coordinamento dei controlli previsti dal presente regolamento.
      4. Le autorità nazionali possono, secondo condizioni da stabilire, utilizzare il telerilevamento per determinare le superfici
         delle parcelle agricole, per identificare le colture e per accertarne lo stato.
      
      (…)».
      20      L’art. 13, n. 1, del regolamento n. 3508/92, come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 17 dicembre 1996, n. 2466
         (GU L 335, pag. 1), dispone che il SIGC è applicabile a decorrere dal 1° febbraio 1993, per quanto riguarda le domande di
         aiuti, un sistema alfanumerico di identificazione e di registrazione delle specie bovine, nonché il sistema integrato di controllo
         di cui all’art. 7, e a decorrere dal 1° gennaio 1997 al più tardi, per quanto riguarda gli altri elementi di cui all’art. 2.
         
      
      21      Le modalità di applicazione del SIGC erano fissate, per gli esercizi interessati dalla decisione impugnata, dal regolamento
         (CEE) della Commissione 23 dicembre 1992, n. 3887, recante modalità di applicazione del SIGC relativo a taluni regimi di aiuti
         comunitari (GU L 391, pag. 36), come modificato dal regolamento (CE) della Commissione 21 dicembre 1999, n. 2801 (GU L 340,
         pag. 29).
      
      22      Gli artt. 6 e 7 del regolamento n. 3887/92 prevedono le modalità particolareggiate dei controlli che le autorità degli Stati
         membri devono effettuare. 
      
       La relazione di sintesi 
      23      Dal 6 al 9 agosto 2001 e dal 15 al 17 aprile 2002, i servizi della Commissione hanno effettuato in Grecia alcune ispezioni
         aventi ad oggetto la predisposizione degli strumenti necessari ad assicurare la legalità e la regolarità dei pagamenti nel
         settore dei seminativi. 
      
      24      A mente del punto B.7.1.1 della relazione di sintesi, la Grecia, con riferimento al raccolto del 2001, non aveva predisposto
         il SIGC né la procedura di riconoscimento, tramite la quale il Ministero dell’Agricoltura era tenuto a garantire, a decorrere
         dal 16 ottobre 1995, l’esecuzione di tutti i controlli necessari prima di effettuare i pagamenti a favore dei beneficiari.
         La Commissione indica che l’organismo incaricato dei pagamenti (la Gedidagep) ha comunque continuato ad effettuare tali pagamenti
         pur non disponendo delle prove attestanti la compiuta previa verifica delle rispettive domande da parte di altri servizi,
         in particolare da alcune prefetture. 
      
      25      Per quanto concerne l’attuazione del SIGC, il medesimo punto della relazione di sintesi sottolinea che il sistema di identificazione
         delle parcelle agricole (in prosieguo: il «SIPA») (v. precedente punto 17), che avrebbe dovuto essere terminato il 1° gennaio
         1997 (v. precedente punto 20), nel 2003 non lo era ancora e che solo il 67,5% delle superfici di seminativi e delle superfici
         destinate alla produzione di foraggi era stato inserito nel SIPA con parcelle di riferimento identificate sulla base di ortofotografie.
         Pertanto, secondo la Commissione, una parte rilevante dei terreni, pari al 28,2% delle superfici interessate, è stata identificata
         con l’uso di materiali inappropriati, mentre il 4,3% delle superfici non è stato identificato affatto. 
      
      26      Secondo la relazione di sintesi, i controlli effettuati in loco sono stati di qualità insufficiente e, per di più, hanno interessato
         un campione ristretto di domande di aiuto e non sono pertanto sufficienti ad assicurare un’adeguata verifica dell’ammissibilità
         nella totalità dei casi o ad impedire un cumulo anormale di aiuti. Affinché le ispezioni classiche siano efficaci, esse devono
         essere effettuate prima o immediatamente dopo il raccolto. Orbene, poiché la maggior parte delle colture sono raccolte tra
         la fine di maggio e l’inizio di luglio, la Commissione sostiene che le autorità elleniche non hanno potuto garantire, per
         il 2001, il rispetto delle condizioni di concessione degli aiuti, dato che il 28% delle ispezioni classiche sono state realizzate
         dopo il 31 agosto. Ad avviso della Commissione, tale circostanza ha un’importanza particolare per le colture di grano duro,
         il quale è raccolto nel mese di luglio e rappresenta, in Grecia, dal 40 al 50% delle superfici destinate ai seminativi. Dalla
         relazione di sintesi si evincono altresì le carenze che riguardano la qualità dei controlli effettuati tramite telerilevamento
         (tardività nella conclusione dei contratti nonché nelle visite di controllo e con riguardo alla comunicazione dei risultati
         all’amministrazione, vetustà delle foto, mancato rispetto delle raccomandazioni relative alle tolleranze tecniche). 
      
      27      Quanto alla procedura di riconoscimento, la Commissione denuncia una situazione insoddisfacente nelle prefetture, in particolar
         modo sul piano dell’organizzazione del personale, della realizzazione dei controlli nonché dei compiti assunti dalle organizzazioni
         sindacali degli agricoltori. 
      
       Sul primo motivo, relativo all’incompetenza ratione temporis della Commissione 
      –       Argomenti delle parti
      28      In primo luogo, il governo ellenico menziona il limite temporale stabilito dalle norme citate al precedente punto 4. In seguito,
         esso sottolinea che l’art. 8, n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95 precisa il contenuto della comunicazione scritta
         con la quale la Commissione comunica agli Stati membri le proprie risultanze. Esso fa parimenti osservare che questa stessa
         disposizione, prima di essere modificata dal regolamento n. 2245/1999, prevedeva che la comunicazione di cui trattasi doveva
         includere una stima delle spese che la Commissione intendeva escludere ai sensi dell’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento
         n. 729/70 e dell’art. 7, n. 4, quinto comma, del regolamento n. 1258/1999. 
      
      29      Orbene, il limite temporale previsto dagli articoli cui si fa riferimento al precedente punto 4 avrebbe lo scopo di tutelare
         gli Stati membri dall’incertezza del diritto che si determinerebbe se la Commissione fosse legittimata a rimettere in discussione
         spese effettuate diversi anni prima dell’adozione di una decisione sulla loro conformità rispetto alle norme comunitarie.
         Inoltre, detto limite avrebbe lo scopo di rafforzare la trasparenza della procedura, consentendo che lo Stato membro sia informato
         in tempo utile riguardo alla valutazione del danno finanziario, ma anche riguardo alla rettifica proposta. L’importanza del
         ruolo svolto dagli Stati membri nella procedura di liquidazione dei conti del FEAOG giustificherebbe il loro diritto ad essere
         pienamente informati nei vari stadi della procedura e a presentare di volta in volta le loro osservazioni. 
      
      30      Di conseguenza, il governo ellenico ritiene che sia opportuno verificare se ciascuna comunicazione effettuata ai sensi dell’art. 8,
         n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95 sia tale da soddisfare i requisiti di tale disposizione. In questo ambito, l’espressione
         «valutazione delle spese di cui sarà proposta l’esclusione» dovrebbe essere interpretata nel senso che non è necessaria un’indicazione
         in cifre dell’importo delle spese di cui trattasi, ma è sufficiente l’indicazione degli elementi che consentono di calcolare
         tale importo, almeno in via approssimativa. 
      
      31      Tali valutazioni non possono essere rimesse in discussione dalla modifica dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95 avvenuta
         con il regolamento n. 2245/1999. Infatti, lo spostamento dell’obbligo di valutazione della rettifica finanziaria non può dimostrare
         la volontà del legislatore di eliminare la tutela in favore degli Stati membri menzionata al precedente punto 29. Al contrario,
         l’intenzione del legislatore sarebbe quella di integrare la procedura di liquidazione dei conti del FEAOG con il parere dello
         Stato membro interessato. Ne deriverebbe che una comunicazione non contenente una valutazione delle spese di cui la Commissione
         intende proporre l’esclusione non potrebbe far decorrere il termine dei 24 mesi previsto dai regolamenti nn. 729/70 e 1258/1999.
         La giurisprudenza avrebbe affermato che il termine di 24 mesi inizia a decorrere con la seconda comunicazione prevista dall’art. 8,
         n. 1, terzo comma, del regolamento n. 1663/95, poiché è in tale comunicazione che la Commissione fa riferimento alle spese
         che intende escludere. 
      
      32      Nella fattispecie, la prima comunicazione nella quale la Commissione ha effettuato una valutazione delle spese che si proponeva
         di escludere sarebbe stata la lettera del 16 febbraio 2004. Ne deriverebbe che la Commissione non sarebbe competente ratione
         temporis ad imporre una rettifica riguardante le spese effettuate prima del 16 febbraio 2002. Pertanto, la decisione impugnata
         dovrebbe essere annullata in quanto applica, nel settore dei seminativi, una rettifica finanziaria alle spese che riguardano
         la raccolta del 2001. 
      
      33      La Commissione, da parte sua, nega di aver comunicato le proprie risultanze per la prima volta con lettera del 16 febbraio
         2004. Essa precisa di averlo fatto in precedenza, con due lettere del 1° marzo e del 21 agosto 2002, le quali soddisfacevano
         i requisiti dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95. 
      
      34      Peraltro, l’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95, come modificato dal regolamento n. 2245/1999, non esigerebbe più che
         la Commissione compia una valutazione delle spese da escludere nella sua comunicazione agli Stati membri. Tale comunicazione
         avrebbe una funzione di avvertimento. Per di più, si dovrebbe distinguere tra, da un lato, la «comunicazione delle risultanze»,
         contemplata all’art. 8, n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95 e, dall’altro, la «comunicazione ufficiale delle conclusioni»,
         contemplata, inizialmente, nel secondo comma di questa stessa disposizione, poi al terzo comma di questa, in seguito alla
         sua modifica da parte del regolamento n. 2245/1999. La comunicazione delle risultanze non dovrebbe soddisfare condizioni di
         forma così restrittive come la comunicazione formale delle conclusioni. Pertanto, la Commissione considera che le lettere
         del 1° marzo e del 21 agosto 2002 soddisfacevano, contrariamente a quanto sostenuto dal governo ellenico, i requisiti relativi
         alla comunicazione delle proprie risultanze. 
      
      35      La Commissione si basa su un’interpretazione letterale dell’art. 7, n. 4, quinto comma, del regolamento n. 1258/1999 e dell’art. 8,
         n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95, per dedurne che il dies a quo del periodo di 24 mesi coincide con la lettera
         di comunicazione delle proprie risultanze. A parte questa interpretazione, lo scopo di quest’ultima disposizione consisterebbe
         in una migliore tutela dei diritti procedurali degli Stati membri. Di conseguenza, l’argomento del governo ellenico basato
         su una giurisprudenza elaborata sotto il vigore della precedente formulazione dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95
         non potrebbe essere accolto. 
      
      –       Giudizio del Tribunale
      36      Da una giurisprudenza consolidata emerge che l’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento n. 729/70 e l’art. 7, n. 4, quinto
         comma, del regolamento n. 1258/1999, da una parte, e l’art. 8, n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95, dall’altra,
         riguardano la stessa fase della procedura di liquidazione dei conti del FEAOG, ossia l’invio allo Stato membro della prima
         comunicazione da parte della Commissione a seguito dei controlli da questa effettuati. Pertanto, l’art. 8, n. 1, primo comma,
         del regolamento n. 1663/95 precisa il contenuto della comunicazione scritta di cui all’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento
         n. 729/70 e all’art. 7, n. 4, quinto comma, del regolamento n. 1258/1999 (sentenze della Corte 24 gennaio 2002, causa C‑170/00,
         Finlandia/Commissione, Racc. pag. I‑1007, punti 26 e 27; 13 giugno 2002, causa C‑158/00, Lussemburgo/Commissione, Racc. pag. I‑5373,
         punto 23, e 24 febbraio 2005, causa C‑300/02, Grecia/Commissione, Racc. pag. I‑1341, punto 68). 
      
      37      Prima di essere modificato dal regolamento n. 2245/1999, l’art. 8, n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95 disponeva
         che la comunicazione in questione doveva indicare i provvedimenti da adottare per garantire, in futuro, l’osservanza delle
         norme in questione, nonché una valutazione delle spese di cui la Commissione può proporre l’esclusione, e doveva far riferimento
         al regolamento n. 1663/95 (sentenze Finlandia/Commissione, cit. supra al punto 36, punto 26; Lussemburgo/Commissione, cit.
         supra al punto 36, punto 23, e Grecia/Commissione, cit. supra al punto 36, punto 69). 
      
      38      Tuttavia, l’obbligo per la Commissione di indicare, nella comunicazione da inviare allo Stato membro interessato ai sensi
         dell’art. 8, n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95, una valutazione delle spese che intende escludere è stato abrogato
         dal regolamento n. 2245/1999. Oramai, tale valutazione deve figurare nella lettera inviata dopo le discussioni bilaterali,
         conformemente all’art. 8, n. 1, terzo comma, del regolamento n. 1663/95, come modificato. 
      
      39      Il governo ellenico non contesta che la Commissione non sia più obbligata ad effettuare una valutazione delle spese da escludere
         nella prima lettera che invia a seguito dell’indagine. Esso tuttavia far valere che, se oramai la Commissione deve effettuare
         tale valutazione nella seconda lettera che invia a seguito delle discussioni bilaterali e prima della procedura di conciliazione,
         è l’invio di tale lettera che deve essere considerato d’ora in avanti il dies a quo del periodo di 24 mesi. Per suffragare
         la sua affermazione, il governo ellenico si basa sulla formulazione delle sentenze sopra menzionate, in base alla quale, se
         la Commissione non osserva gli obblighi che si è imposta mediante il regolamento n. 1663/95, tale inosservanza, a seconda
         della sua importanza, può privare del suo contenuto sostanziale la garanzia procedurale concessa agli Stati membri dalle disposizioni
         dei regolamenti n. 729/70 e 1258/1999, che limitano nel tempo le spese il cui finanziamento da parte del FEAOG può essere
         rifiutato. 
      
      40      Se, pertanto, la comunicazione della valutazione delle spese da escludere fa parte della «garanzia procedurale accordata agli
         Stati membri dall’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento n. 729/70 e dall’art. 7, n. 4, quinto comma, del regolamento n. 1258/1999»,
         occorre concludere, ad avviso del governo ellenico, che il termine di 24 mesi deve essere calcolato a partire dal momento
         in cui è effettuata detta comunicazione. 
      
      41      L’argomento del governo ellenico non può essere accolto. Occorre ricordare che, tanto secondo l’art. 5, n. 2, lett. c), del
         regolamento n. 729/70 quanto secondo l’art. 7, n. 4, quinto comma, del regolamento n. 1258/1999, il termine di 24 mesi deve
         essere calcolato a partire dal momento in cui la Commissione comunica allo Stato membro interessato le proprie risultanze,
         ossia i risultati delle indagini compiute in loco, negli Stati membri, da parte dei suoi servizi (sentenza Finlandia/Commissione,
         cit. supra al punto 36, punto 27). 
      
      42      Pertanto, i regolamenti nn. 729/70 e 1258/1999 non richiedono affatto che la Commissione presenti una valutazione delle spese
         che intende escludere affinché decorra il termine di 24 mesi. Tale requisito era previsto soltanto nel regolamento n. 1663/95
         prima di essere modificato dal regolamento n. 2245/1999. Pertanto, la garanzia procedurale conferita, sotto forma di termine
         di 24 mesi, dalle citate disposizioni dei regolamenti nn. 729/70 e 1258/1999, è legata soltanto alla comunicazione delle risultanze
         della Commissione e non ad una valutazione delle spese che quest’ultima intende escludere. Infatti, sono tali risultanze a
         costituire la base di ogni rettifica e sono queste stesse risultanze a dover essere comunicate allo Stato membro nel più breve
         tempo possibile, affinché quest’ultimo possa porre rimedio quanto prima alle carenze riscontrate e, di conseguenza, evitare
         nuove rettifiche in futuro. 
      
      43      Ne deriva che, anche se la valutazione delle spese ai fini dell’esclusione si effettua d’ora in avanti nella seconda comunicazione
         inviata dalla Commissione allo Stato membro interessato, a seguito delle discussioni bilaterali, il termine di 24 mesi deve
         essere sempre calcolato, in base ai regolamenti nn. 729/70 e 1258/1999, a partire dalla prima comunicazione, che espone le
         risultanze della Commissione. 
      
      44      Ciò non pregiudica i diritti procedurali invocati dal governo ellenico. Infatti, le decisioni in materia di liquidazione dei
         conti del FEAOG sono emanate al termine di un procedimento in contraddittorio che garantisce debitamente agli Stati membri
         interessati la possibilità di esporre le loro ragioni (sentenza della Corte 29 gennaio 1998, causa C‑61/95, Grecia/Commissione,
         Racc. pag. I‑207, punto 39). In particolare, dall’entrata in vigore del regolamento n. 2245/1999, gli Stati membri hanno sempre
         la possibilità di far valere le loro ragioni con riferimento alle constatazioni che la Commissione formula a seguito delle
         indagini, nella lettera prevista a tal fine dall’art. 8, n. 1, secondo comma, del regolamento n. 1663/95, come modificato,
         nonché durante la discussione bilaterale che ne segue. Per quanto riguarda le rettifiche proposte, che sono comunicate per
         la prima volta nella lettera inviata dopo le discussioni bilaterali, gli Stati membri hanno la possibilità di esporre il loro
         punto di vista nelle fasi successive della procedura, segnatamente, facendo ricorso all’organo di conciliazione. 
      
      45      Ciò considerato, qualora la Commissione non indichi agli Stati membri, fin dalla prima comunicazione, la sua valutazione relativa
         alle spese che intende escludere dal finanziamento comunitario, non può ritenersi che questi si trovino in una situazione
         insostenibile di incertezza, come addotto dal governo ellenico. Infatti, anche prima della modifica del regolamento n. 1663/95,
         la valutazione di tali spese che la Commissione effettuava nella sua prima comunicazione non era definitiva e, pertanto, era
         suscettibile di modifica alla luce delle risposte fornite dallo Stato membro durante il procedimento amministrativo. Di conseguenza,
         fintantoché non sia adottata la rettifica finale, un’incertezza riguardo al suo livello è inerente a ogni procedimento che
         preveda contatti bilaterali preliminari all’adozione della decisione definitiva. 
      
      46      Pertanto, è la lettera inviata ai sensi dell’art. 8, n. 1, primo comma, del regolamento n. 1663/95, come modificato, che segna
         il dies a quo del periodo di 24 mesi. Nella fattispecie, la Commissione ha comunicato alle autorità elleniche le proprie risultanze
         tramite lettere del 1° marzo e del 21 agosto 2002. Poiché la rettifica forfettaria applicata riguarda soltanto le spese relative
         all’esercizio 2002, essa è stata effettuata conformemente al termine di 24 mesi previsto dall’art. 7, n. 4, quinto comma,
         del regolamento n. 1258/1999. Il primo motivo d’annullamento va dunque respinto. 
      
       Sul secondo motivo, relativo ad errori di diritto e di fatto accompagnati da una carenza di motivazione
      –       Argomenti delle parti
      47      In primo luogo, il governo ellenico fa valere che il SIPA non costituisce un controllo, ma un mezzo di controllo. 
      
      48      In secondo luogo, il 67,5% delle superfici debitamente identificate quali seminativi e superfici a foraggio corrisponderebbe,
         in realtà, al 70,5% delle superfici per le quali è stato effettuato un pagamento. Infatti, le autorità elleniche non avrebbe
         effettuato alcun pagamento per il 4,3% delle superfici non identificate (v. precedente punto 25). Tale elemento sarebbe rilevante,
         poiché rimetterebbe in discussione uno degli argomenti sui quali la Commissione fonda la rettifica controversa. 
      
      49      In terzo luogo, il governo ellenico indica che il sistema alfanumerico in vigore prima dell’adozione del SIPA riposava su
         alcuni elementi (piani e documenti catastali, cartine, ecc.) corrispondenti a quelli utilizzati per identificare il 28,2%
         delle superfici dichiarate (v. precedente punto 25).
      
      50      In quarto luogo, le autorità, prima dell’attuazionedel SIPA, avrebbero effettuato ogni sorta di controllo (in loco, incrociato,
         ecc.) sulla base di un sistema alfanumerico di identificazione delle parcelle, senza mai suscitare dubbi quanto all’affidabilità
         di quest’ultimo, rispetto al quale il SIPA si porrebbe semplicemente come un sistema migliorato. 
      
      51      Da quanto precede deriverebbe che, per quanto riguarda l’anno di raccolta 2001, il SIPA sarebbe stato applicato al 70% delle
         superfici dichiarate, mentre, per il resto, le autorità elleniche avrebbero applicato un sistema che, pur non essendo compatibile
         con il SIPA, sarebbe stato del tutto affidabile ed operativo. Pertanto, l’insieme dei pagamenti effettuati per l’anno di raccolta
         2001 sarebbe stato coperto da un sistema di controllo affidabile ed operativo. 
      
      52      Il governo ellenico contesta la censura secondo la quale la Gedidagep avrebbe continuato ad effettuare pagamenti senza disporre
         di prove attestanti la verifica delle rispettive domande da parte di altri servizi, in particolare da alcune prefetture (v.
         precedente punto 24). Nel sottolineare il carattere rigoroso della procedura di liquidazione dei conti del FEAOG, il governo
         ellenico rileva che la Gedidagep, nel corso del 2001, è stata sostituita, in quanto servizio del Ministero dell’Agricoltura
         e organismo incaricato dei pagamenti, dall’Opekepe. La Commissione era a conoscenza di tale elemento di fatto. 
      
      53      Pertanto, la decisione impugnata dovrebbe essere annullata nella parte in cui impone la rettifica forfettaria in questione.
         
      
      54      Secondo la Commissione, il governo ellenico ammette che il SIPA non era operativo, ma fa valere che le autorità elleniche
         applicavano dei sistemi di controllo, pur se differenti, da esse ritenuti adatti al raggiungimento dello stesso risultato.
         Orbene, secondo una giurisprudenza costante, anche supponendo che controlli alternativi siano stati organizzati, gli Stati
         membri sarebbero tenuti ad applicare le specifiche misure di controllo stabilite da un regolamento, senza che sia necessario
         valutare se un sistema di controllo diverso eventualmente applicato sarebbe più efficace.
      
      55      Pertanto, ammettendo che le autorità elleniche non abbiano effettuato pagamenti per il 4,3% delle superfici non identificate,
         l’identificazione del 28,2% delle superfici, compiuta sulla base di un sistema non compatibile con il SIPA e, d’altronde,
         non affidabile, giustificherebbe pienamente la rettifica forfettaria applicata. Il SIPA, inoltre, richiederebbe un’applicazione
         sull’insieme delle superfici al fine di garantire l’esattezza dei risultati presentati. 
      
      56      Con riferimento al nome esatto dell’organismo incaricato dei pagamenti, la Commissione sottolinea la mancanza di pertinenza
         di questo elemento nonché il fatto che l’Opekepe ha sostituito la Gedidagep a partire dal 3 settembre 2001, mentre l’indagine
         in questione è stata svolta nell’agosto 2001. 
      
      –       Giudizio del Tribunale
      57      In forza di una giurisprudenza costante, la Commissione, al fine di provare l’esistenza di una violazione delle norme dell’organizzazione
         comune dei mercati agricoli, è tenuta non a dimostrare esaurientemente l’insufficienza dei controlli effettuati dalle amministrazioni
         nazionali o l’inesattezza dei dati da loro trasmessi, bensì a corroborare con elementi probatori i dubbi seri e ragionevoli
         da essa espressi a proposito di tali controlli o di tali dati. Questo temperamento dell’onere della prova, di cui gode la
         Commissione, è dovuto al fatto che è lo Stato membro a disporre delle migliori possibilità di raccogliere e verificare i dati
         necessari alla liquidazione dei conti del FEAOG, ed è quindi tale Stato a dover fornire la prova più circostanziata ed esauriente
         dell’attendibilità dei propri controlli o dei propri dati nonché, eventualmente, dell’inesattezza delle affermazioni della
         Commissione (sentenze della Corte 11 gennaio 2001, causa C‑247/98, Grecia/Commissione, Racc. pag. I‑1, punti 7‑9; 6 marzo
         2001, causa C‑278/98, Paesi Bassi/Commissione, Racc. pag. I‑1501, punti 39‑41, e 19 giugno 2003, causa C‑329/00, Spagna/Commissione,
         Racc. pag. I‑6103, punto 68). 
      
      58      Pertanto, nella fattispecie, occorre verificare se il governo ellenico abbia dimostrato l’inesattezza delle valutazioni della
         Commissione o l’assenza di rischio di perdite o di irregolarità per il FEAOG (v., in tal senso, sentenza della Corte 24 febbraio
         2005, causa C‑318/02, Paesi Bassi/Commissione, punto 36) fondandosi sull’applicazione di un sistema di controllo affidabile
         ed efficace (v., in tal senso, sentenza 24 febbraio 2005, Grecia/Commissione, cit. supra al punto 36, punto 95). 
      
      59      Per quanto riguarda l’argomento relativo all’esatta percentuale di superfici prese in considerazione dal SIPA, esso deve essere
         esaminato insieme con quello relativo all’utilizzo di un sistema alfanumerico affidabile ed operativo, diverso dal SIPA, per
         l’identificazione del 28,2% delle superfici dichiarate. A tal proposito, occorre sottolineare che, quando un regolamento istituisce
         misure specifiche di controllo, gli Stati membri sono tenuti ad applicarle senza che sia necessario valutare la fondatezza
         della loro tesi secondo cui un diverso sistema di controllo eventualmente applicato sarebbe più efficace (sentenze della Corte
         21 marzo 2002, causa C‑130/99, Spagna/Commissione, Racc. pag. I‑3005, punto 87, e 9 settembre 2004, causa C‑332/01, Grecia/Commissione,
         Racc. pag. I‑7699, punto 62). 
      
      60      Pertanto, anche supponendo che siano stati organizzati controlli alternativi, tale fatto non incide sulla valutazione della
         Commissione basata sulla mancata applicazione del SIPA, circostanza che d’altronde il governo ellenico non contesta. Di conseguenza,
         la questione se la percentuale delle superfici soggette all’applicazione del SIPA sia pari a 67,5% o a 70,5% non ha un’importanza
         determinante, poiché una parte rilevante delle superfici in questione non era soggetta al SIPA. 
      
      61      Per di più, occorre ricordare l’importanza che riveste l’attuazione del SIGC. Infatti, l’identificazione delle parcelle agricole
         di per sé, non ancora interamente conclusa in Grecia, costituisce un elemento essenziale dell’applicazione corretta di un
         regime connesso alla superficie. L’assenza di un sistema affidabile di identificazione delle parcelle implica di per sé un
         elevato rischio di pregiudizio per il bilancio comunitario (sentenze della Corte 24 febbraio 2005, Grecia/Commissione, cit.
         supra al punto 36, punto 97, e 17 marzo 2005, causa C‑285/03, Grecia/Commissione, punto 62). 
      
      62      Per quanto riguarda la sostituzione della Gedidagep con l’Opekepe, è giocoforza constatare che il governo ellenico non ha
         dimostrato in che modo un preteso errore sul nome dell’organismo pagatore poteva incidere nel merito delle censure formulate
         dalla Commissione. 
      
      63      Dato che il governo ellenico non è riuscito a dimostrare l’inesattezza delle valutazioni della Commissione, né l’assenza di
         incidenza sul bilancio comunitario delle constatate irregolarità, il secondo motivo va respinto. 
      
       Sul terzo motivo, relativo ad una violazione del documento n. VI/5330/97 e del principio di proporzionalità, ad un errore
         di fatto e ad una carenza di motivazione riguardante il tasso della rettifica forfettaria in questione
      
      –       Argomenti delle parti
      64      Il governo ellenico fa riferimento alle valutazioni esposte ai precedenti punti 48‑50 aggiungendo che occorrerebbe tenere
         altresì conto delle difficoltà che risultano dal notevole frazionamento delle parcelle agricole nonché dei progressi realizzati
         dal 2001 in poi. Infatti, attualmente il SIPA riguarderebbe il 90% del paese. 
      
      65      Per quanto riguarda le ispezioni classiche (v. precedente punto 26), il governo ellenico sottolinea che esse hanno interessato
         più del 10% delle domande di aiuti, ossia una percentuale superiore a quella richiesta dalla disciplina comunitaria. Per di
         più, oltre 200 000 ha di tali superfici costituirebbero colture primaverili (mais), le quali vengono raccolte sino a metà
         autunno, il che spiegherebbe la possibilità di effettuare le ispezioni dopo il 31 agosto. Il clima caldo e secco che regna
         nel paese favorirebbe d’altronde il permanere, per un periodo abbastanza lungo, di residui della coltura in uno stato relativamente
         identificabile, tale da consentire l’identificazione della coltura di grano duro. Nel caso in cui il controllo si effettuasse
         dopo il raccolto, le autorità competenti domanderebbero ai produttori di non distruggere i residui della coltura al fine di
         poter portare a termine le ispezioni. Pertanto, la censura della Commissione riguardante le ispezioni classiche non può giustificare
         o utilmente suffragare la rettifica forfettaria applicata. 
      
      66      Per quanto riguarda i controlli tramite telerilevamento (v. precedente punto 26), il governo ellenico fa valere che i ritardi
         dovuti alle procedure di appalto non possono falsare i risultati dei controlli e, pertanto, non possono costituire un rischio
         reale per il FEAOG. Infatti, il telerilevamento si effettuerebbe sulla base di immagini satellitari prese prima del raccolto
         e nei vari stadi dello sviluppo. 
      
      67      Per quanto concerne la tolleranza tecnica consentita (v. precedente punto 26), il governo ellenico osserva che il suo livello
         è stato fissato a più o meno 3 m in seguito ad un’indagine e conformemente alle specifiche tecniche stabilite in collaborazione
         con il Centro comune di ricerca di Ispra (documento del 24 novembre 2000). Inoltre, tale livello di tolleranza, che sarebbe
         stato applicato alle ortofotografie effettuate dal 1996 al 1998, sarebbe preferibile a quello fissato a più o meno 5 m, che
         sarebbe stato applicato se le autorità avessero utilizzato immagini satellitari. 
      
      68      Riguardo alla vetustà delle ortofotografie scattate dal 1996 al 1998, nella lettera del 21 agosto 2002, la Commissione stessa
         avrebbe ammesso che una vetustà di cinque anni è considerata accettabile. Pertanto, le censure relative ai controlli tramite
         telerilevamento non potrebbero giustificare o utilmente suffragare la rettifica forfettaria applicata, che, ad ogni modo,
         sarebbe viziata da una carenza di motivazione. 
      
      69      In subordine, il governo ellenico fa valere che una rettifica che non oltrepassa il 2% delle spese dichiarate sarebbe conforme
         al principio di proporzionalità. 
      
      70      La Commissione, da parte sua, ribadisce il suo giudizio espresso al precedente punto 55. Il SIPA costituirebbe un elemento
         essenziale nel sistema dei controlli, del quale la Repubblica ellenica non avrebbe rispettato il numero, la frequenza o il
         rigore raccomandato dalla normativa comunitaria. 
      
      71      La Commissione non nega i progressi realizzati fino ad oggi (v. precedente punto 65), ma sottolinea che essi riguardano periodi
         posteriori a quello di cui si tratta. 
      
      72      Per quanto riguarda l’argomento relativo alla possibilità di effettuare controlli dopo il raccolto (v. precedente punto 65),
         la Commissione sostiene che, una volta effettuato il raccolto, una parcella non offre più informazioni sufficientemente precise
         sulla produzione. Essa sottolinea che le misure di sostegno in questione si basano sulla produzione e non sulla superficie
         coltivata. Il grano duro, il cui raccolto ha luogo verso la fine di luglio e agli inizi di agosto, costituirebbe d’altronde
         la parte maggiore delle colture. 
      
      73      La Commissione ribadisce di considerare accettabile il livello di tolleranza di più o meno 3 metri, precisando, tuttavia,
         di non aver formulato alcuna censura in proposito. In compenso, il suo motivo di doglianza riguarderebbe il livello di tolleranza
         del 5% per almeno il 50% della superficie controllata. Tale livello di tolleranza sarebbe previsto nel documento di lavoro
         n. VI/8388/94 relativo alle raccomandazioni per le misurazioni in loco delle superfici, e sarebbe menzionato nel documento
         del 24 novembre 2000 elaborato dal Centro comune di ricerca (v. precedente punto 67).
      
      74      Riguardo alla vetustà delle ortofotografie, la Commissione precisa che per la costituzione del SIPA essa considera accettabile
         una vetustà risalente fino a cinque anni, ma i controlli in loco necessitano di foto relative al medesimo anno di controllo.
         Infatti, ad avviso della Commissione, le ortofotografie archiviate possono servire alle misurazioni effettuate nell’ambito
         del SIPA. Tuttavia, sarebbe chiaramente impossibile utilizzare vecchie ortofotografie per registrare il raccolto relativo
         ad un esercizio di bilancio successivo. Poiché gli aiuti previsti dai regolamenti nn. 1765/92 e 1251/1999 sono calcolati sulla
         base della produzione, la Commissione considera di fondamentale importanza la constatazione relativa al fatto che, durante
         un preciso anno di raccolta, una specifica parcella sia stata coltivata con una particolare coltura. Orbene, tale constatazione
         potrebbe essere fondata unicamente su foto relative al medesimo anno di raccolta. 
      
      –       Giudizio del Tribunale
      75      Per quanto riguarda il ribadito argomento relativo alla percentuale esatta di superfici interessate dal SIPA, nonché all’applicazione
         di altri metodi di controllo, occorre rinviare all’analisi effettuata ai precedenti punti 59 e 60. 
      
      76      Del resto, nelle sentenze 24 febbraio 2005, Grecia/Commissione, cit. supra al punto 36 (punti 97 e 100), e 17 marzo 2005,
         Grecia/Commissione, cit. supra al punto 61 (punti 62‑64), la Corte ha considerato che il mancato completamento del SIGC giustificava
         di per sé l’applicazione di una rettifica forfettaria del 5% senza che fosse necessario esaminare dettagliatamente la questione
         della qualità dei controlli per telerilevamento o della percentuale dei controlli effettuati in loco. 
      
      77      L’argomento invocato dal governo ellenico all’udienza, secondo il quale il Tribunale dovrebbe discostarsi da tali conclusioni
         in considerazione dei progressi compiuti nel completamento del SIGC, non può essere accolto. Infatti, anche supponendo che
         siano provati i miglioramenti relativi al funzionamento del SICG, il governo ellenico non può sostenere che, in ragione di
         questa constatazione, la percentuale delle rettifiche da effettuare debba essere ridotta. Infatti, malgrado questi miglioramenti,
         il rischio di pregiudizio per il FEAOG, a causa del mancato completamento di una parte importante del SIGC, ha continuato
         ad essere assai elevato, in particolare dopo la scadenza del termine assegnato per l’attuazione di quest’ultimo, cioè il 1º
         gennaio 1997 (sentenze 24 febbraio 2005, Grecia/Commissione, cit. supra al punto 36, punto 99, e 17 marzo 2005, Grecia/Commissione,
         cit. supra al punto 61, punto 63).
      
      78      Di conseguenza, la rettifica forfettaria in esame appare conforme agli orientamenti stabiliti dalla Commissione nel documento
         n. VI/5330/97. Il terzo motivo va quindi respinto nella sua interezza senza che sia necessario pronunciarsi sulla fondatezza
         dell’argomento relativo ai controlli tramite telerilevamento effettuati sulla base di immagini satellitari prese prima del
         raccolto e su quello relativo alla vetustà accettabile delle ortofotografie. 
      
       Sull’olio d’oliva
       Normativa comunitaria
      79      Le norme generali relative all’aiuto nel settore dell’olio d’oliva erano stabilite, per gli esercizi di bilancio interessati,
         dal regolamento (CEE) del Consiglio 19 dicembre 1978, n. 3089, che stabilisce le norme generali relative all’aiuto al consumo
         di olio d’oliva (GU L 369, pag. 12), come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 30 luglio 1996, n. 1582 (GU L 206,
         pag. 13).
      
      80      Le modalità d’applicazione del regime di aiuto al consumo di olio d’oliva erano stabilite, per gli esercizi di bilancio interessati,
         dal regolamento (CEE) della Commissione 24 settembre 1985, n. 2677, recante modalità d’applicazione del regime di aiuto al
         consumo di olio d’oliva (GU L 254, pag. 5), come modificato dai regolamenti (CE) della Commissione 19 marzo 1993, n. 643 (GU L 69,
         pag. 19), e dal regolamento (CE) della Commissione 15 maggio 1996, n. 887 (GU L 119, pag. 16). 
      
       Relazione di sintesi
      81      Viste le ispezioni già effettuate dalla Commissione nel luglio 1996 (riguardanti gli esercizi 1994 e 1995), il controllo nel
         settore dell’olio d’oliva si è limitato, nel caso di specie, ad un’analisi documentaria che includeva numerosi scambi di lettere
         avvenuti tra il 1999 e il 2001 (punto B.8.4.1 della relazione di sintesi). Tale analisi ha confermato che diversi problemi
         riscontrati con riferimento agli esercizi 1994 e 1995 persistevano, anche se erano stati introdotti notevoli miglioramenti.
         
      
      82      In tal modo, una rettifica specifica pari ad un ammontare complessivo di EUR 200 146,68 è stata applicata per gli esercizi
         1996‑1998 (punto B.8.4.3 della relazione di sintesi). 
      
       Argomenti delle parti
      83      Il governo ellenico deduce un solo motivo di annullamento relativo all’incompetenza ratione temporis della Commissione. Infatti,
         facendo riferimento all’analisi effettuata nell’ambito del primo motivo riguardante il settore dei seminativi, il governo
         ellenico fa valere che la prima lettera con la quale la Commissione menziona la rettifica in questione è stata quella del
         14 aprile 2004. Di conseguenza, esso ritiene che la Commissione non potesse escludere le spese sostenute anteriormente al
         14 aprile 2002, salvo nel caso in cui le autorità elleniche avessero comunicato alla Commissione gli elementi necessari per
         il calcolo di detta rettifica successivamente a tale data. Orbene, i pertinenti elementi sarebbero stati comunicati alla Commissione
         molto prima di tale data. 
      
      84      Pertanto, la decisione impugnata deve essere annullata nella parte in cui impone una rettifica forfettaria nel settore dell’olio
         d’oliva. 
      
      85      La Commissione contesta queste affermazioni. Infatti, con la sua lettera del 3 luglio 1998, essa avrebbe già palesato la necessità
         di imporre per gli esercizi successivi le rettifiche applicate per gli anni 1994 e 1995. Le carenze caratterizzanti il sistema
         di aiuti nel settore in questione sarebbero state riscontrate fin dal 1990 e avrebbero dato luogo alle rettifiche imposte
         per gli esercizi di bilancio 1992‑1995. La rettifica in esame sarebbe fondata sugli stessi elementi fattuali, visto che la
         Grecia avrebbe apportato al suo sistema di aiuti soltanto miglioramenti parziali. La Repubblica ellenica sarebbe venuta a
         conoscenza delle irregolarità in questione fin dal 1992, senza mai contestarle nel merito. La Commissione avrebbe ribadito
         tali doglianze con una lettera del 3 luglio 1998 e, con lettera dell’8 febbraio 1999, avrebbe chiesto alle autorità elleniche
         di comunicarle i provvedimenti adottati in proposito per gli esercizi 1996 e 1997. La domanda di informazioni sarebbe stata
         ribadita nell’invito del 3 agosto 2001 ad una riunione bilaterale. 
      
      86      Ad ogni modo, le rettifiche per gli anni 1996‑1998 si iscriverebbero nel prolungamento di quelle applicate dal 1992. La Repubblica
         ellenica dunque sarebbe stata pienamente informata della rettifica in questione, di cui ammetterebbe indirettamente la fondatezza.
         
      
       Giudizio del Tribunale
      87      Ai fini dell’analisi del presente motivo, occorre innanzitutto prendere in considerazione le constatazioni esposte ai precedenti
         punti 36-46. In seguito, si deve sottolineare che, indipendentemente dalla questione se la data ritenuta dal governo ellenico
         quale dies a quo del periodo di 24 mesi sia corretta, quest’ultimo ha dedotto innanzi al Tribunale, nell’ambito del presente
         motivo, la questione relativa alla competenza ratione temporis della Commissione ad imporre la rettifica in questione. 
      
      88      A tal proposito, occorre rilevare che gli elementi fattuali del procedimento all’origine di tale rettifica e invocati dalle
         parti dimostrano che, anche sotto il vigore del regolamento n. 2245/1999, la Commissione ha agito al di fuori della sua sfera
         di competenza ratione temporis. 
      
      89      Infatti, con lettera del 3 luglio 1998, la Commissione ha informato le autorità elleniche della sua posizione definitiva raggiunta
         in seguito al controllo relativo agli esercizi 1994 e 1995. Come emerge dal punto B.8.4.1 della relazione di sintesi e dalla
         lettera del 3 luglio 1998, tale controllo aveva rivelato che il Ministero dell’Agricoltura aveva omesso di dar seguito alle
         constatazioni e alle proposte di sanzioni emanate dall’organismo di controllo degli aiuti all’olio d’oliva, inserite in alcune
         relazioni di controllo inviate al detto Ministero fino alla fine dell’ottobre 1994. Con lettera del 12 gennaio 1999, la Commissione
         ha informato le autorità elleniche, nell’ambito dello stesso procedimento, dell’ammontare definitivo della rettifica specifica
         proposta [3 068 123 875 dracme greche (GRD), pari a EUR 9 004 031,91]. Come attestato al punto B.8.4.1 della relazione di
         sintesi, tale rettifica è stata infine applicata. 
      
      90      Per quanto riguarda la presente procedura di liquidazione dei conti del FEAOG relativa agli esercizi 1996‑1998, con lettera
         dell’8 febbraio 1999, la Commissione ha chiesto alle autorità elleniche di fornirle alcune informazioni riguardanti i provvedimenti
         adottati nei confronti delle imprese rientranti nella terza categoria delle cinque menzionate nella lettera del 3 luglio 1998,
         per le quali i controlli avevano rivelato alcune irregolarità. 
      
      91      Con lettera del 2 maggio 2001, inviata ai sensi dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95, la Commissione ha comunicato
         allo Stato membro le proprie risultanze nell’ambito dell’indagine 2000/11 relativa alle spese effettuate a titolo di aiuto
         al consumo di olio d’oliva per gli esercizi 1996‑1998. A tal proposito, la Commissione fa riferimento alla lettera dell’8
         febbraio 1999. Con lettera del 3 agosto 2001, la Commissione ha invitato lo Stato membro a partecipare ad una riunione bilaterale
         conformemente all’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95, riguardante, segnatamente, l’aiuto al consumo di olio d’oliva.
         Infine, con lettera del 14 aprile 2004, la Commissione ha comunicato ufficialmente alle autorità elleniche le sue conclusioni
         e ha valutato le spese che intendeva escludere. 
      
      92      Occorre considerare che, nella fattispecie, la lettera dell’8 febbraio 1999 costituisce l’inizio di un nuovo controllo da
         parte della Commissione e che non si tratta di una lettera ai sensi dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95. 
      
      93      A tal proposito, si deve rilevare che la rettifica in questione effettuata per gli esercizi 1996‑1998 è stata basata su alcuni
         riscontri relativi a fatti posteriori a quelli che hanno dato luogo alla rettifica riguardante gli esercizi 1994 e 1995. 
      
      94      Infatti, dal punto B.8.4.3 della relazione di sintesi, letto in combinato disposto con la lettera della Commissione del 14
         aprile 2004, emerge che la rettifica finanziaria in questione è stata applicata per due motivi. In primo luogo, a causa dei
         ritardi nelle revoche dei riconoscimenti di alcune imprese, le quali, in forza dell’art. 12, n. 6, del regolamento n. 2677/85,
         come modificato dall’art. 1 del regolamento n. 643/93, avrebbero dovuto essere operate per gli esercizi 1996 e 1997, e in
         secondo luogo a causa della mancata irrogazione di sanzioni per irregolarità relative alla qualità dell’olio d’oliva ai sensi
         dell’art. 5, n. 2, del regolamento n. 2677/85, come modificato dall’art. 1 del regolamento n. 887/96. 
      
      95      Come emerge dal punto B.8.4.3 della relazione di sintesi, letto in combinato disposto con una lettera della Commissione del
         31 ottobre 2001, la rettifica applicata a causa di ritardi nelle revoche dei riconoscimenti è pari all’ammontare degli aiuti
         indebitamente percepiti, durante gli esercizi 1996 e 1997, da parte di quattro imprese il cui riconoscimento avrebbe dovuto
         essere revocato relativamente a tali periodi. 
      
      96      Inoltre, dalla comunicazione della Commissione del 14 aprile 2004 emerge che la rettifica applicata a causa della mancata
         irrogazione di sanzioni per irregolarità riguardanti la qualità dell’olio d’oliva è pari alle sanzioni pecuniarie che, durante
         gli esercizi 1996‑1998, avrebbero dovuto essere imposte in 38 casi e che, ai sensi dell’art. 5, n. 2, terzo comma, del regolamento
         n. 2677/85, come da ultimo modificato dall’art. 1 del regolamento n. 887/96, avrebbero dovuto essere detratte dalle spese
         del FEAOG. Peraltro, dalla comunicazione del 14 aprile 2004 emerge che l’insieme delle campionature effettuate dalle autorità
         nazionali per il controllo di qualità ha avuto luogo dopo la fine dell’esercizio 1995 (15 ottobre 1995), mentre il passaggio
         della lettera del 3 luglio 1998 riguardante le imprese della terza categoria (v. precedente punto 90) si riferisce ad alcune
         relazioni di controllo redatte dalle autorità elleniche fino al mese di ottobre 1994. 
      
      97      Ciò considerato, è giocoforza constatare che le carenze che hanno dato luogo alla rettifica in causa (mancata revoca dei riconoscimenti
         e mancata irrogazione di sanzioni pecuniarie) sono posteriori all’esercizio 1995, che è l’ultimo esercizio interessato dal
         primo controllo della Commissione. Pertanto, la tesi sostenuta dalla Commissione all’udienza, secondo la quale il controllo
         di cui si tratta non può essere distinto dal primo controllo riguardante gli esercizi 1994 e 1995 (v. precedente punto 89),
         non può essere accolta. Infatti, nel caso di specie occorre considerare che, andando a verificare se le autorità elleniche
         avevano proceduto alle revoche dei riconoscimenti nonché all’irrogazione di sanzioni durante gli esercizi 1996‑1998, la Commissione
         ha proceduto ad un nuovo controllo, distinto dal primo. Allo stesso modo, la garanzia procedurale consistente nel termine
         di 24 mesi stabilito dai regolamenti nn. 729/70 e 1258/1999 non può essere disconosciuta per la sola ragione che le risultanze
         di un controllo sono in parte analoghe a quelle di un controllo anteriore. 
      
      98      Infine, l’argomento della Commissione secondo il quale le autorità elleniche avrebbero accettato la possibilità della rettifica
         in esame durante la procedura amministrativa non può essere accolto. Infatti, questa circostanza non è sufficiente per conferire
         alla Commissione la competenza ratione temporis richiesta dai regolamenti nn. 729/70 e 1258/1999 al fine di imporre rettifiche
         forfettarie nell’ambito del FEAOG. 
      
      99      Nella fattispecie, la lettera del 2 maggio 2001, inviata ai sensi dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95, come modificato
         dal regolamento n. 2245/1999, è la prima che comporta tutti gli elementi richiesti dal primo comma di tale disposizione. Tale
         lettera segna dunque il dies a quo a partire dal quale deve essere calcolato il periodo di 24 mesi. 
      
      100    Ne consegue che la Commissione era incompetente ratione temporis a escludere spese effettuate anteriormente al 2 maggio 1999.
         Pertanto, occorre annullare la decisione impugnata nella parte in cui esclude dal finanziamento comunitario le spese relative
         all’aiuto al consumo di olio d’oliva. 
      
       Sull’audit finanziario 
       Normativa comunitaria
      101    In forza dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1251/1999, «[i] pagamenti [ai produttori] vengono effettuati tra il 16 novembre
         e il 31 gennaio che seguono il raccolto».
      
      102    Il regolamento (CE) della Commissione 16 febbraio 1996, n. 296, relativo ai dati che devono essere forniti dagli Stati membri
         ed alla contabilizzazione mensile delle spese finanziate dalla sezione «Garanzia» del FEAOG e che abroga il regolamento (CEE)
         n. 2776/88 (GU L 39, pag. 5), precisa le condizioni alle quali gli Stati membri possono beneficiare della copertura del FEAOG,
         sezione «Garanzia», per le spese che hanno sostenuto. 
      
      103    Ai sensi dell’art. 4, n. 2, del regolamento n. 296/96, come modificato dal regolamento (CE) della Commissione 1° agosto 2001,
         n. 1577 (GU L 209, pag. 12): 
      
      «Qualsiasi spesa effettuata al di là dei termini o delle scadenze prescritti verrà imputata con una riduzione degli anticipi,
         secondo le modalità seguenti:
      
      a)      fino a concorrenza del 4% delle spese pagate entro i termini e le scadenze previsti, non verrà effettuata alcuna riduzione
         e il numero di mesi di ritardo nel pagamento non avrà alcuna importanza;
      
      b)      una volta superato il margine del 4%, qualsiasi spesa supplementare effettuata con un ritardo fino ad un massimo:
      –        di un mese sarà ridotta del 10%,
      –        di due mesi sarà ridotta del 25%,
      –        di tre mesi sarà ridotta del 45%,
      –        di quattro mesi sarà ridotta del 70%,
      –        di cinque mesi o più sarà ridotta del 100%.
      Tuttavia, la Commissione applicherà una graduazione differente e/o dei tassi di riduzione inferiori o nulli qualora si dovessero
         verificare particolari condizioni di gestione per talune misure, o se vi siano giustificazioni fondate presentate dagli Stati
         membri.
      
      Qualsiasi riduzione di cui al presente articolo è effettuata nel rispetto delle modalità previste dall’articolo 14 del regolamento
         (CE) n. 2040/2000».
      
       Relazione di sintesi 
      104    In base al punto C.1.1.1 della relazione di sintesi, i servizi della Commissione hanno esaminato i ritardi di pagamento riscontrati
         nel corso del periodo che va dal 16 ottobre 2000 al 15 ottobre 2001, in conformità all’art. 4 del regolamento n. 296/96. A
         seguito di tale controllo e delle discussioni bilaterali, la Commissione ha applicato rettifiche riguardanti otto voci di
         bilancio. 
      
       Argomenti delle parti
      105    Tra le voci di bilancio interessate dalle rettifiche in materia di audit finanziario, il governo ellenico contesta la rettifica
         di EUR 455 070,44 riguardante l’aiuto alle vecce e quella di EUR 33 718,52 riguardante l’aiuto per ettaro al riso. 
      
      106    Il governo ellenico deduce un solo motivo di annullamento relativo alla violazione dell’art. 4, n. 2, del regolamento n. 296/96,
         dell’art. 7, n. 4 e dell’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1258/1999 nonché del documento n. VI/5330/97, accompagnata da una
         carenza di motivazione e da un errore di fatto. 
      
      107    Dalle disposizioni di cui sopra emergerebbe che gli Stati membri devono osservare i termini di pagamento degli aiuti, pena
         subire rettifiche finanziarie decrescenti che potrebbero raggiungere il 100% delle spese. Orbene, a tale scopo la Commissione
         dovrebbe, in primo luogo, tenere conto del danno finanziario subito dalla Comunità a causa dell’inosservanza di tali termini
         e, in secondo luogo, rispettare il principio di proporzionalità. Per di più, la Commissione dovrebbe applicare tassi di riduzione
         inferiori o nulli qualora si dovessero verificare particolari condizioni di gestione per talune misure, o se vi siano giustificazioni
         fondate presentate dagli Stati membri. Pertanto, il superamento di un termine di pagamento a causa di controlli supplementari
         in casi contestati o a causa di pagamenti complementari intervenuti in seguito all’esame di eccezioni basate su errori di
         registrazione nelle banche di dati, costituirebbe una condizione particolare accompagnata da giustificazioni fondate. 
      
      108    Le autorità elleniche avrebbero informato la Commissione che il ritardo di pagamento era dovuto a controlli supplementari
         indispensabili, in particolare nella prefettura di Heraklion, che è la più grande del paese quanto alla produzione di vecce.
         Con lettera del 26 gennaio 2001, le autorità elleniche avrebbero chiesto la proroga del termine di pagamento degli aiuti al
         fine di rispettare i requisiti posti dal documento di lavoro n. VI/7105/98 relativo all’aumento della percentuale di controllo
         in caso di riscontro di irregolarità significative. Con lettera del 1° febbraio 2001, la Commissione avrebbe respinto tale
         richiesta, pur indicando che i giustificativi ad essa relativi sarebbero stati presi in considerazione durante la procedura
         di liquidazione dei conti del FEAOG al fine di evitare l’imposizione di rettifiche. La soglia del 4% prevista dall’art. 4,
         n. 2, del regolamento n. 296/96 (v. precedente punto 103) sarebbe stata oltrepassata soltanto a causa del notevole aumento
         dei controlli effettuati dalle autorità prefettizie di Heraklion. 
      
      109    Orbene, la Commissione, con lettera del 6 novembre 2003, avrebbe ritenuto che la realizzazione dei controlli in questione
         rientrasse nell’ambito dell’art. 4, n. 2, lett. a), del regolamento n. 296/96. La Commissione dunque non avrebbe dovuto imporre
         alcuna rettifica o quantomeno imporre una rettifica inferiore. 
      
      110    Per quanto riguarda la rettifica relativa all’aiuto per ettaro al riso, il governo ellenico sottolinea che i ritardi riscontrati
         erano dovuti all’esame delle eccezioni fondate su errori di registrazione di alcuni elementi nella banca di dati. Per quanto
         riguarda una delle tre prefetture interessate, il ritardo sarebbe dovuto ad uno sciopero scoppiato in seno ad un’associazione
         di cooperative agricole, circostanza che costituisce un caso di forza maggiore. Ne conseguirebbe che i ritardi in questione
         sarebbero dovuti a circostanze eccezionali relative alla protezione degli interessi finanziari della Comunità. Ciò considerato,
         il governo ellenico chiede l’annullamento della decisione impugnata nella parte in cui impone la rettifica in questione o,
         in subordine, la limitazione di questa al 2% dei pagamenti effettuati fuori termine. 
      
      111    La Commissione risponde che l’art. 4, n. 2, lett. b), ultimo comma, del regolamento n. 296/96, in quanto disposizione derogatoria,
         deve essere interpretato restrittivamente, e che l’onere della prova incombe alla parte che intende avvalersene. 
      
      112    Per quanto concerne gli aiuti alle vecce, i ritardi di pagamento al di là del margine del 4% (v. precedente punto 103) sarebbero
         ingiustificati, poiché tale margine era concesso allo scopo di facilitare l’approfondimento dei controlli nonché la realizzazione
         di controlli supplementari. La domanda di proroga del termine, d’altronde, sarebbe stata introdotta tre giorni prima della
         scadenza dei termini supplementari e non potrebbe, pertanto, essere accolta. Dal documento n. VI/5330/97 emergerebbe che,
         quando gli Stati membri intendono ottenere una deroga per la realizzazione di controlli supplementari, devono fornire la prova
         che le somme contestate superino la soglia del 4% delle spese pagate. La Commissione considera che le autorità elleniche non
         hanno debitamente provato il superamento dei termini e che, ad ogni modo, la domanda di proroga è stata introdotta tardivamente.
         
      
      113    La situazione sarebbe la stessa riguardo all’aiuto per ettaro al riso. Il governo ellenico non può invocare circostanze che
         rientrano nella propria sfera di responsabilità, quali l’esame dei ricorsi e delle eccezioni sollevate a causa di errori nella
         banca di dati, per giustificare il superamento del termine. 
      
       Giudizio del Tribunale
      114    Occorre rilevare che, come emerge dalla tabella rappresentata al punto C.1.1.4 della relazione di sintesi, la Commissione
         ha applicato, per quanto riguarda l’aiuto alle vecce e l’aiuto per ettaro al riso, rettifiche pari alle deduzioni già effettuate
         nell’ambito degli anticipi mensili ai sensi dell’art. 4, n. 2, del regolamento n. 296/96. 
      
      115    Al pari della Commissione, si deve altresì sottolineare che l’art. 4, n. 2, secondo comma, del regolamento n. 296/96 costituisce
         una disposizione derogatoria e che, pertanto, deve essere interpretato restrittivamente. 
      
      116    Peraltro, le spese di finanziamento a carico del FEAOG devono essere calcolate supponendo che i termini previsti dalla regolamentazione
         agricola applicabile siano rispettati. Di conseguenza, le autorità nazionali, quando procedono al pagamento degli aiuti dopo
         lo spirare del termine, imputano al FEAOG spese irregolari e, pertanto, non ammissibili, come comprovato dal quarto ‘considerando’
         del regolamento n. 296/96 (v., in tal senso, sentenza della Corte 28 ottobre 1999, causa C‑253/97, Italia/Commissione, Racc. pag. I‑7529,
         punto 126). Pertanto, lo Stato membro deve organizzare il suo sistema di controlli tenendo conto del termine per i pagamenti
         degli aiuti impartito dall’art. 8, n. 1, del regolamento n. 1251/1999 (v., per analogia, sentenza del Tribunale 20 giugno
         2006, causa T‑251/04, Grecia/Commissione, punto 76). D’altronde, il margine del 4% previsto dall’art. 4, n. 2, del regolamento
         n. 296/96 è diretto proprio a consentire agli Stati membri di effettuare controlli supplementari, precisando che il numero
         di mesi di ritardo non ha alcuna influenza per il pagamento che non oltrepassa tale margine. 
      
      117    Come emerge dal fascicolo, le autorità prefettizie di Heraklion avrebbero informato il Ministero dell’Agricoltura dei primi
         risultati dei controlli soltanto il 19 gennaio 2001, mentre quest’ultimo, con lettera del 22 gennaio 2001, avrebbe rammentato
         l’obbligo di effettuare nuovi controlli conformemente al documento n. VI/7105/98 (v. precedente punto 108). Con lettera del
         26 gennaio 2001 (venerdì), il Ministero ha sollecitato la proroga del termine di pagamento in scadenza il 31 dello stesso
         mese, senza per questo precisare quale fosse la coltura interessata, né fornire documenti giustificativi ad essa attinenti.
         Tale richiesta è stata respinta a giusto titolo dalla Commissione con fax del 1° febbraio 2001, in quanto imprecisa e soprattutto
         tardiva. 
      
      118    Ciò considerato, giustamente la Commissione ha mantenuto la sua posizione nella lettera del 6 novembre 2003, secondo la quale
         la necessità di effettuare i controlli supplementari, fatta valere dalle autorità elleniche, non avrebbe dovuto oltrepassare
         il margine del 4% (v. precedente punto 103). 
      
      119    Pertanto, il governo ellenico non ha dimostrato che ricorressero le condizioni di applicazione dell’art. 4, n. 2, ultimo comma,
         del regolamento n. 296/96, per quanto riguarda i ritardi di pagamento relativi all’aiuto alle vecce. 
      
      120    Lo stesso vale per l’aiuto per ettaro al riso. Infatti, la Commissione a ragione sottolinea che lo Stato membro non può giustificare
         pagamenti tardivi invocando le carenze che riguardano le procedure nazionali e i ricorsi che ne derivano. L’argomento fondato
         sullo sciopero, invocato dalle autorità elleniche come un caso di forza maggiore, non può essere accolto. L’unico documento
         che vi fa riferimento è una lettera del 25 ottobre 2001 della prefettura di Imathia indirizzata al Ministero dell’Agricoltura,
         che spiegava che lo sciopero in questione aveva provocato l’invio tardivo, il 30 aprile 2001, dei risultati dell’esame dei
         ricorsi. Orbene, tale sciopero ha comportato un ritardo nell’esame dei ricorsi introdotti a causa di errori nei pagamenti
         dell’aiuto, complicazione che è imputabile allo Stato membro. Il governo ellenico d’altronde non fornisce alcun elemento sulla
         durata dello sciopero in questione, né sul suo carattere più o meno inopinato. Il presente motivo di annullamento va pertanto
         respinto. 
      
      121    Dall’insieme delle considerazioni che precedono deriva che la decisione impugnata deve essere annullata nella parte in cui
         impone alla Repubblica ellenica una rettifica specifica di EUR 200 146,68 per gli esercizi di bilancio 1996‑1998 (aiuto al
         consumo di olio d’oliva), mentre il ricorso deve essere respinto per il resto.
      
       Sulle spese
      122    Ai sensi dell’art. 87, n. 3, del regolamento di procedura, il Tribunale, se le parti soccombono rispettivamente su uno o più
         capi, può ripartire le spese o decidere che ciascuna parte sopporti le proprie spese. Poiché la Repubblica ellenica è rimasta
         soccombente sulla maggior parte dei capi del ricorso, si deve disporre che essa sopporterà le proprie spese nonché il 70%
         di quelle sostenute dalla Commissione. Quest’ultima sopporterà il 30% delle proprie spese. 
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Seconda Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      La decisione della Commissione 29 aprile 2005, 2005/354/CE, che esclude dal finanziamento comunitario alcune spese eseguite
            dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), sezione «Garanzia», è annullata
            nella parte in cui impone alla Repubblica ellenica una rettifica specifica di EUR 200 146,68 per gli esercizi di bilancio
            1996‑1998 (aiuto al consumo di olio d’oliva).
      2)      Il ricorso deve essere respinto per il resto.
      3)      La Repubblica ellenica sopporterà, oltre alle proprie spese, il 70% di quelle sostenute dalla Commissione. Quest’ultima sopporterà
            il 30% delle proprie spese.
      
               Pirrung 
            
            
                Forwood 
            
            
                Papasavvas
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 12 settembre 2007.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                      J. Pirrung
            
         Indice
      
      Ambito normativo
      Fatti di causa
      Procedimento e conclusioni delle parti
      Sulla fondatezza del ricorso
      Sui seminativi
      La normativa comunitaria
      La relazione di sintesi
      Sul primo motivo, relativo all’incompetenza ratione temporis della Commissione
      – Argomenti delle parti
      – Giudizio del Tribunale
      Sul secondo motivo, relativo ad errori di diritto e di fatto accompagnati da una carenza di motivazione
      – Argomenti delle parti
      – Giudizio del Tribunale
      Sul terzo motivo, relativo ad una violazione del documento n. VI/5330/97 e del principio di proporzionalità, ad un errore
         di fatto e ad una carenza di motivazione riguardante il tasso della rettifica forfettaria in questione
      
      – Argomenti delle parti
      – Giudizio del Tribunale
      Sull’olio d’oliva
      Normativa comunitaria
      Relazione di sintesi
      Argomenti delle parti
      Giudizio del Tribunale
      Sull’audit finanziario
      Normativa comunitaria
      Relazione di sintesi
      Argomenti delle parti
      Giudizio del Tribunale
      Sulle spese
      *Lingua processuale: il greco.