CELEX: 62009FJ0043
Language: it
Date: 2010-09-30
Title: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) del 30 settembre 2010. # Carlo van Heuckelom contro Ufficio europeo di polizia (Europol). # Pubblico impiego. # Causa F-43/09.

Raccolta della giurisprudenza
                        SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA
                                                 (Prima Sezione)
                                               30 settembre 2010
                                                  Causa F-43/09
                                             Carlo van Heuckelom
                                                     contro
                                      Ufficio europeo di polizia (Europol)
        «Funzione pubblica — Statuto del personale dell’Europol — Art. 29 — Avanzamento di scatto
      concesso sul fondamento dei rapporti informativi — Eccezione di illegittimità della decisione che
   stabilisce le modalità di determinazione dei gradi e degli scatti — Competenze rispettive del direttore e
      del consiglio di amministrazione dell’Europol — Potere discrezionale del direttore dell’Europol —
                                                     Limiti»
   Oggetto:      Ricorso, proposto ai sensi dell’art. 40, n. 3, della convenzione basata sull’art. K.3 del
                 Trattato sull’Unione europea che istituisce un Ufficio europeo di polizia (convenzione
                 Europol) e dell’art. 93, n. 1, dello Statuto del personale dell’Europol, con il quale il
                 sig. van Heuckelom chiede l’annullamento della decisione del direttore dell’Europol del
                 14 luglio 2008, che gli accorda un avanzamento di un solo scatto a partire dal 1o aprile
                 2008, nonché l’annullamento della decisione del 19 gennaio 2009 recante rigetto del suo
                 reclamo diretto contro la detta decisione.
   Decisione: Il ricorso è respinto. Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.
                                                    Massime
   1. Ricorso di annullamento — Interesse ad agire — Persone fisiche o giuridiche
   (Art. 263, quarto comma, TFUE)
   2. Funzionari — Ricorso — Reclamo amministrativo previo — Concordanza tra reclamo e ricorso —
   Identità di petitum e di causa petendi — Eccezione di illegittimità riferentesi ad una causa giuridica
   diversa da quella che risulta nel reclamo — Ricevibilità
   (Statuto dei funzionari, artt. 90 e 91)
   3. Funzionari — Agenti dell’Europol — Avanzamento biennale di scatto
   (Statuto del personale dell’Europol, artt. 28 e 29)
   4. Funzionari — Agenti dell’Europol — Avanzamento biennale di scatto
   (Statuto del personale dell’Europol, art. 29)
IT
          ECLI:EU:F:2010:121                                                                               1
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                                                VAN HEUCKELOM / EUROPOL
1. Un ricorso di annullamento proposto da una persona fisica o giuridica è ricevibile solo qualora il
ricorrente abbia un interesse all’annullamento dell’atto impugnato. Un tale interesse presuppone che
l’annullamento di tale atto possa produrre di per sé conseguenze giuridiche o, secondo un’altra
formulazione, che il ricorso possa, con il suo esito, procurare un beneficio alla parte che lo ha
proposto.
                                                                                                                (v. punto 31)
          Riferimento:
          Corte: 24 giugno 1986, causa 53/85, AKZO Chemie e AKZO Chemie UK/Commissione (Racc. pag. 1965, punto 21)
          Tribunale di primo grado: 14 settembre 1995, cause riunite T-480/93 e T-483/93, Antillean Rice Mills
          e a./Commissione (Racc. pag. II-2305, punti 59 e 60 e giurisprudenza ivi citata); 20 giugno 2001, causa T-188/99,
          Euroalliages/Commissione (Racc. pag. II-1757, punto 26), e 28 settembre 2004, causa T-310/00, MCI/Commissione
          (Racc. pag. II-3253, punto 44)
2. La regola della concordanza tra il reclamo e il ricorso richiede, in sostanza, che vi sia concordanza
tra l’oggetto e la causa del ricorso e l’oggetto e la causa del reclamo. È necessaria un’interpretazione
flessibile di questa prescrizione. Infatti, la regola di concordanza può intervenire esclusivamente nel
caso in cui il ricorso contenzioso modifichi l’oggetto del reclamo o la relativa causa, nozione
quest’ultima di «causa» da interpretare in senso lato. Secondo tale interpretazione e per quanto
riguarda le domande di annullamento, con l’espressione «causa della controversia» occorre intendere
la contestazione da parte del ricorrente della legittimità interna dell’atto impugnato o, in alternativa, la
contestazione della sua legittimità esterna.
Riguardo alle eccezioni di illegittimità, quand’anche esse si riferiscano a una causa giuridica diversa da
quella presente nel reclamo, la loro irricevibilità per mancato rispetto della regola di concordanza
romperebbe l’equilibrio tra la tutela dei diritti processuali del funzionario e lo scopo del procedimento
precontenzioso e costituirebbe una sanzione sproporzionata e ingiustificata per il funzionario. Infatti,
per la natura intrinsecamente giuridica di un’eccezione di illegittimità, nonché del ragionamento che
induce l’interessato a cercare e ad eccepire tale illegittimità, non si può chiedere al funzionario o
all’agente che presenta il reclamo, e che non dispone necessariamente delle adeguate competenze
giuridiche, di formulare siffatta eccezione nella fase precontenziosa, e ciò pena la successiva
irricevibilità. Ciò tanto più in quanto sollevare un’eccezione di illegittimità nella fase precontenziosa
appare poco idoneo a far sì che l’autore del reclamo veda la sua domanda accolta in tale fase, giacché
è improbabile che l’amministrazione scelga di lasciare inapplicata una disposizione in vigore, che violi
eventualmente una norma di rango superiore, al solo scopo di consentire la soluzione stragiudiziale
della controversia.
                                                                                                           (v. punti 43 e 44)
          Riferimento:
          Tribunale della funzione pubblica: 1o luglio 2010, causa F-45/07, Mandt/Parlamento, punti 109, 115 e 119 e
          giurisprudenza ivi citata, nonché punto 121)
3. Il sistema di determinazione dei gradi e degli scatti in vigore all’Europol prevede due procedure
distinte: da una parte, la valutazione, oggetto dell’art. 28 dello Statuto del personale dell’Europol e
rientrante nella competenza del valutatore, e, dall’altra, l’avanzamento di scatto, previsto dall’art. 29
del detto Statuto e la cui competenza spetta al direttore dell’Europol.
Ai sensi dell’art. 29, primo comma, prima frase, dello stesso Statuto del personale dell’Europol, le
decisioni del direttore dell’Europol relative all’attribuzione degli scatti biennali al personale
dell’Europol sono adottate sulla base di una «valutazione» che tiene conto delle prestazioni di ciascun
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 ---pagebreak---                                                  MASSIME — CAUSA F-43/09
                                               VAN HEUCKELOM / EUROPOL
agente interessato. Ne consegue che, quando l’art. 29, primo comma, terza frase, dello Statuto del
personale dell’Europol prescrive che «ulteriori dettagli sulla procedura di valutazione saranno stabiliti
dal consiglio di amministrazione», tale disposizione rinvia alla procedura secondo la quale le
prestazioni degli agenti dell’Europol sono valutate e sono oggetto di un rapporto. Essa non impone
pertanto che il consiglio di amministrazione dell’Europol stabilisca le modalità della procedura relativa
all’avanzamento di scatto.
                                                                                                   (v. punti 48-50)
          Riferimento:
          Tribunale di primo grado: 22 marzo 2006, cause riunite T-209/02 e T-210/04, Mausolf/Europol (Racc. PI
          pagg. I-A-2-79 e II-A-2-335, punto 37)
4. In forza dell’art. 29 dello Statuto del personale dell’Europol, il direttore può concedere al massimo
due scatti ogni due anni sulla base di una valutazione e tenendo conto delle prestazioni
dell’interessato. L’applicazione di tale articolo rientra in un ambito nel quale occorre riconoscere al
direttore dell’Europol un ampio margine discrezionale, così come quello riconosciuto all’autorità che
ha il potere di nomina nell’applicazione dell’art. 45 dello Statuto dei funzionari.
L’art. 5, n. 1, della politica di determinazione dei gradi e degli scatti del personale dell’Europol, adottata
dal direttore, determina i criteri di attribuzione degli scatti. Basandosi sulle due ultime valutazioni
annuali, il direttore accorda due scatti agli agenti che hanno superato costantemente o
frequentemente le aspettative, nessuno scatto a coloro che non hanno per nulla — o hanno solo
parzialmente — risposto alle aspettative, e uno scatto a tutti gli altri agenti.
Risulta dal detto art. 5, n. 1, che il direttore si limita ad accordare due scatti solo nei casi in cui l’agente
interessato ha realizzato prestazioni eccellenti e non si è limitato a rispondere alle aspettative per
ciascuno dei due anni del periodo di riferimento. Questi criteri, certo molto esigenti, mirano a
ricompensare la continuità dello sforzo. Non si può negare che la politica diretta ad incentivare gli
agenti a persistere nei loro sforzi per superare le aspettative, politica adottata dal direttore dell’Europol
nell’esercizio del potere discrezionale conferitogli dall’art. 29 dello statuto del personale dell’Europol,
persegue l’interesse del servizio.
Poiché il direttore non dispone di alcun potere discrezionale nell’applicazione dell’art. 5, n. 1, della
politica di cui sopra ed è tenuto a rispettare rigorosamente i criteri fissati dalla detta disposizione, la
limitazione attraverso i detti criteri del suo potere in materia di avanzamento di scatto permette
appunto al direttore di vegliare a che le candidature siano esaminate con cura, in maniera equa e nel
rispetto del principio di parità di trattamento.
                                                                                              (v. punti 59 e 61-63)
          Riferimento:
          Tribunale di primo grado: Mausolf/Europol, cit., punto 67
ECLI:EU:F:2010:121                                                                                                3