CELEX: 62015CN0105
Language: it
Date: 2015-03-04 00:00:00
Title: Causa C-105/15 P: Impugnazione proposta il 4 marzo 2015 da Konstantinos Mallis ed Elli Konstantinou Malli avverso l’ordinanza del Tribunale (Prima Sezione) del 16 ottobre 2014, causa T-327/13, Mallis e Malli/Commissione e Banca centrale europea

1.6.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 178/2
            
         Impugnazione proposta il 4 marzo 2015 da Konstantinos Mallis ed Elli Konstantinou Malli avverso l’ordinanza del Tribunale (Prima Sezione) del 16 ottobre 2014, causa T-327/13, Mallis e Malli/Commissione e Banca centrale europea
   (Causa C-105/15 P)
   (2015/C 178/02)
   Lingua processuale: il greco
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Konstantinos Mallis ed Elli Konstantinou Malli (rappresentanti: E. Efstathiou, K. Efstathiou e K. Liasidou, avvocati)
   
      Altre parti nel procedimento: Commissione europea, Banca centrale europea
   
      Conclusioni dei ricorrenti
   
   I ricorrenti chiedono che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare l’ordinanza impugnata;
            
         
               —
            
            
               annullare la conclusione del Tribunale di accoglimento dell’eccezione di irricevibilità e, in particolare, la conclusione che «una dichiarazione dell’Eurogruppo non può (…) essere considerata quale atto destinato a produrre effetti giuridici nei confronti dei terzi» e conseguentemente nei confronti dei ricorrenti e che con la dichiarazione contestata l’Eurogruppo ha «svolto, in modo assai generale, un resoconto di talune misure convenute sul piano politico con la Repubblica di Cipro»;
            
         
               —
            
            
               annullare l’ordinanza impugnata con cui è stata imputata alla Repubblica di Cipro la riduzione di valore dei depositi senza addebitare alcun comportamento, atto o decisione all’Eurogruppo, ai convenuti o a questi ultimi per mezzo dell’Eurogruppo;
            
         
               —
            
            
               annullare la condanna dei ricorrenti alle spese del procedimento.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   I ricorrenti deducono quattro motivi a sostegno della loro impugnazione. In particolare:
   
               1.
            
            
               L’ordinanza impugnata è viziata da difetto di motivazione ed è stata emessa in base ad un’erronea interpretazione di fatto e di diritto in relazione all’istituzione che ha effettivamente adottato la decisione sulla riduzione di valore dei depositi «bail in».
            
         
               2.
            
            
               L’ordinanza impugnata è stata pronunciata in violazione dei principi generali di diritto, in quanto il Tribunale ha travisato il fatto che, a prescindere dal tipo o dalla forma che ha assunto la decisione contestata dell’Eurogruppo, quest’ultima era, nel caso di specie, un atto impugnabile con ricorso di annullamento.
            
         
               3.
            
            
               L’ordinanza impugnata è viziata, in quanto il Tribunale, nell’emettere l’ordinanza, non aveva esaminato il rapporto giuridico e fattuale tra la Commissione europea, la Banca centrale europea e l’Eurogruppo, né aveva esaminato il fatto che, in base al principio di Legal Causation e al criterio del vero responsabile, gli atti dell’Eurogruppo costituivano atti della Banca centrale europea e della Commissione europea, le quali avrebbero dovuto anch’esse agire conformemente al Trattato e ai Protocolli dell’Unione europea, nonché in base al diritto secondario e derivato.
               Di conseguenza, il Tribunale non ha esaminato la sostanza degli argomenti e della controversia dei ricorrenti, respingendo in tal modo erroneamente il ricorso di annullamento.
            
         
               4.
            
            
               Una volta accolta la presente impugnazione, i ricorrenti non devono essere condannati né alle spese del presente procedimento, né a quelle sostenute in primo grado.