CELEX: C2004/071/16
Language: it
Date: 2004-03-20 00:00:00
Title: Causa C-24/04: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioikitiko Protodikeio di Atene con sentenza 30 settembre 2003, nella causa SFAKIANAKIS A.E.B.E. contro Stato greco

20.3.2004               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 71/11
2)   Se l’art. 32 del citato Protocollo n. 4 debba essere                  Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioiki-
     interpretato nel senso che le autorità doganali dello Stato           tiko Protodikeio di Atene con sentenza 30 settembre
     membro di importazione sono tenute a prendere in                      2003, nella causa SFAKIANAKIS A.E.B.E. contro Stato
     considerazione le sentenze dei giudici dello Stato di                                                  greco
     esportazione che abbiano sovvertito i risultati dei control-
     li disposti ed effettuati dalle autorità ungheresi successiva-
                                                                                                     (Causa C-24/04)
     mente all’esportazione, nel caso in cui:
                                                                                                      (2004/C 71/16)
     a)    le autorità dello Stato di importazione siano state
           informate, per competenza, tanto della litispendenza
           dinanzi ai giudici ungheresi quando dell’esito dei
           relativi procedimenti, e
                                                                           Con sentenza 30 settembre 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                           della Corte il 26 gennaio 2004, nella causa SFAKIANAKIS
     b)    le stesse autorità non abbiano mai chiesto, da parte            contro Stato greco, il Dioikitiko Protodikeio di Atene ha
           loro, lo svolgimento del controllo.                             sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
                                                                           seguenti questioni pregiudiziali:
3)   In caso di risposta affermativa ad una delle suesposte
     questioni, se le citate disposizioni di diritto comunitario           Le questioni pregiudiziali nella presente causa sono identiche
     debbano essere interpretate nel senso che non consentono              a quelle della causa C-23/04.
     l’adozione di provvedimenti amministrativi di imposizio-
     ne di dazi aggiuntivi, imposte e ammende, da parte delle
     autorità nazionali dello Stato di importazione, dopo la
     comunicazione da parte delle autorità ungheresi dei
     risultati del controllo da esse svolto ma prima della
     notifica del contenuto delle sentenze con le quali tali
     risultati sono stati sovvertiti, in modo che sia salvaguarda-
     to l’effetto utile del divieto di imposizione di dazi sancito         Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     dall’Accordo europeo di associazione CEE-Ungheria, con-                   tro il Regno di Spagna, proposto il 27 gennaio 2004
     siderato il fatto che, in conclusione, i certificati EUR.1
     rilasciati si sono rivelati esatti.
                                                                                                     (Causa C-26/04)
4)   Se incida sulla soluzione delle suesposte questioni il fatto
     che né le autorità doganali elleniche e né quelle ungheresi                                      (2004/C 71/17)
     abbiano chiesto la convocazione del comitato di associa-
     zione previsto dall’art. 33 del citato Protocollo n. 4
     affinché decidesse in merito, situazione questa che indica
     come nessuna delle due autorità ritenesse che la pronun-              Il 27 gennaio 2004 la Commissione delle Comunità europee,
     cia delle sentenze dei giudici ungheresi costituisse tra di           rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
     esse materia controversa, da sottoporre al giudizio del               suo servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo,
     detto comitato.                                                       ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                           europee un ricorso contro il Regno di Spagna.
5)   In subordine, in caso di risposta negativa alle suesposte
     questioni, qualora cioè le autorità doganali elleniche                La ricorrente chiede che la Corte voglia:
     non abbiano violato le citate disposizioni di diritto
     comunitario allorché hanno applicato un dazio aggiunti-               —     dichiarare che, non avendo designato ufficialmente come
     vo, l’IVA e un’ammenda, se si possa ritenere che una                        zone di balneazione le spiagge «A Videira», «Niño do
     contabilizzazione a posteriori dei dazi a carico dell’impor-                Corvo» e «Canabal», situate a Moaña, Ría de Vigo, nella
     tatore sia inammissibile ai sensi dell’art. 220, n. 2, del                  Comunità autonoma di Galizia, il Regno di Spagna è
     codice doganale comunitario, essendosi trattato di un                       venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza
     errore da parte delle autorità doganali stesse, dello Stato                 dell’art. 4, n. 1 della direttiva del Consiglio 8 dicembre
     di importazione o di quello di esportazione, ove si prenda                  1975, 76/160/CEE, concernente la qualità delle acque di
     in considerazione in particolare il fatto che le autorità                   balneazione (1);
     doganali dello Stato di esportazione disponevano di tutti
     i dati di fatto relativi all’origine dei veicoli da esportare,        —     dichiarare che, non avendo adottato alcun programma di
     sulla base dei quali non avrebbero dovuto emettere il                       riduzione dell’inquinamento per la Ría de Vigo , il Regno
     certificato EUR.1, cosicché le autorità dello Stato di                      di Spagna è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti
     importazione sarebbero state fin dall’inizio in grado di                    in forza dell’ art. 5 della direttiva del Consiglio 30 ottobre
     contabilizzare il dazio legalmente dovuto.                                  1979, 79/923/CEE, relativa ai requisiti di qualità delle
                                                                                 acque destinate alla molluschicoltura (2).
                                                                           —     condannare il Regno di Spagna alle spese.