CELEX: 51993PC0096(01)
Language: it
Date: 1993-03-15
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 90/539/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                          COM(93) 96 def.
                                          Bruxelles, 15 marzo 1993
                 RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
 sui rischi di trasmissione della malattia di Newcastle, conformemente
     all'articolo 3 della direttiva 91/494/CEE relativa alle norme
         di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e
              le importazioni in provenienza dai paesi terzi
                  di carni fresche di volatili da cortile
                                 Proposta di
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
      che modifica la direttiva 90/539/CEE relativa alle norme di
  polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni
        in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova
                                 Proposta di
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       che modifica la direttiva 91/494/CEE relativa alle norme
         di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e
            le importazioni in provenienza dai paesi terzi di
                   carni fresche di volatili da cortile
                       (Presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                    RELAZIONE
Nell'ottobre del 1990 il Consiglio ha adottato la direttiva 90/539/CEE
relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le
importazioni in provenienza da paesi terzi di pollame e di uova da cova e, nel
giugno 1991, la direttiva 91/494/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria
per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza da paesi terzi
di carni fresche di volatili da cortile. Conformemente all'articolo 35 della
direttiva 90/539/CEE e all'articolo 20 della direttiva 91/494/CEE, le due
direttive dovevano essere riesaminate entro il 31 dicembre 1992, in relazione
alle proposte concernenti il completamento del mercato interno. L'articolo 3
della direttiva 91/494/CEE prevede inoltre che venga presentata, sulla base di
una relazione concernente i rischi di trasmissione della malattia di
Newcastle, una proposta sul regime applicabile a decorrere dal 1° gennaio
1993.
Nel settembre 1992 il comitato scientifico veterinario ha approvato una
relazione sui rischi di trasmissione della malattia di Newcastle; la relazione
e la proposta allegate si basano su tale relazione, si è inoltre tenuto conto
dell'esperienza degli Stati membri per quanto concerne l'applicazione della
legislazione comunitaria relativa al funzionamento degli stabilimenti
autorizzati per il commercio intracomunitario e si propone di chiarire alcuni
dei requisiti previsti per tali stabilimenti.
Grazie all'adozione di misure comunitarie per la lotta all'influenza aviaria
(direttiva 92/40/CEE del Consiglio) e alla malattia di Newcastle, (direttiva
92/66/CEE del Consiglio) sono state poste le basi per un'armonizzazione in
materia di sanità animale; le modifiche proposte tengono conto di tale
situazione.
 ---pagebreak---                         Relazione della Commissione al Consiglio
                sui rischi di trasmissione della malattia di Newcastle,
                conformemente all'articolo 3 della direttiva 91/494/CEE
                relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi
                    intracomunitari e le importazioni in provenienza
                            dai paesi terzi di carni fresche
                                 di volatili da cortile
1. Introduzione
    Il Coaei^lio ha adottato, a»l 1990, la direttiva 90/539/CEE relativa alle norme
    di pollai* sanitaria per eli acambi intracomunitari m le iwportaaioni in
    provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova t 1 ) e, nel .1991, la
    direttiva 91/494/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi
    intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di carni
    fresche di volatili da cortile < 2 ) . Le due direttive prevedono disposizioni
    speciali per la malattia di Newcastle qualora le partite di volatili da
    cortile, uova da cova o carni di pollame vengano spedite da stati membri o da
    regioni di Stati membri che vaccinano il pollame contro la suddetta malattia
    verso Stati membri o regioni di Stati membri che ufficialmente non praticano la
    vaccinazione. Conformemente all'articolo 3, punto A 1 della direttiva
    91/494/CEE la Commissione deve proporre, sulla base di una relazione
    concernente i rischi di trasmissione della malattia di Newcastle, il regime
    applicabile agli scambi di carni fresche di volatili da cortile a decorrere dal
    1* gennaio 1993.
    In seguito alla richiesta del Consiglio la Commissione ha invitato il comitato
    scientifico veterinario :
    - a riesaminare i rischi relativi di introduzione della malattia di Newcastle
      in una popolazione avicola sensibile al contagio e a formulare un parere sui
      rischi di trasmissione della malattia,
    (1) GU n. L 303 del 31.10.1990, pag. 6.
    (2) GU n. L 268 del 24.09.1991, pag. 35.
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    - a formulare raccomandazioni sui vaccini da utilizzare per vaccinare il
      pollame contro la malattia di Newcastle,
    - a proporre un piano di vaccinazione contro la malattia di Newcastle.
    Il comitato scientifico veterinario ha istituito un sottogruppo per svolgere le
    attività richieste. Le conclusioni del sottogruppo sono state presentate al
    comitato scientifico veterinario, che le ha adottate all'unanimità. La presente
    relazione tiene conto del parere espresso dal comitato.
II. Rischi di trasmissione della malattia di Newcastle
    I rischi di trasmissione della malattia di Newcastle sono stati valutati
    nel modo seguente:
1. Introduzione della malattia di Newcastle in un paese
    Focolaio                             Rischio di diffusione
a) Uccelli in gabbia      rischio elevato
b) Uccelli selvatici      rischio medio per il pollame lungo le rotte migratorie
e) Piccioni               rappresentano attualmente un rischio elevato se hanno
                          accesso ai mangimi e agli allevamenti o se il pollame è
                          allevato all'aperto.
d) Pollame vivo e uova    il pollame vivo rappresenta un rischio variabile
   da cova                (da basso a elevato) in funzione del grado di prevenzione
                          all'origine e durante il trasporto. Il rischio è basso
                          nel caso di scambi intracomunitari se le misure di lotta
                          vengono pienamente applicate e rispettate.
                          Le uova da cova costituiscono un rischio basso in caso di
                          corretta fumigazione.
 ---pagebreak---  e) Mangimi             rischio variabile (da basso ad elevato) in funzione dei
                        paese di origine dei prodotti, del tipo di
                        immagazzinamento e del trattamento, in particolare di
                       quello termico.
 f) Carni di pollame    rischio variabile (da basso ad elevato) in funzione del
                        grado di prevenzione all'origine e durante il trasporto.
                       Rischio basso per gli scambi intracomunitari se le misure
                       di lotta sono pienamente applicate e rispettate.
g) Uova da mensa       rischio basso
    ovoprodotti
h) Altri prodotti      il rischio dipende dal paese di origine e dal
    avicoli            trattamento. Rischio elevato per le importazioni da paesi
                       in cui la malattia di Newcastle è endemica. Rischio basso
                       per i prodotti comunitari se vengono applicate le misure
                       di lotta.
i) Fertilizzanti       rischio elevato se non sono trattati adeguatamente.
    contenenti pollina
j) Persone             rischio medio, che può essere ridotto mediante
                       l'applicazione nell'azienda di adeguate misure di
                       biosicurezza.
k) Organismi saprofagi basso rischio
i) Rettili             basso rischio
m) Diffusione per      rischio bassissimo, a meno che i branchi di animali
     via aerea         da cortile non si trovino in prossimità del confine con
                       paesi in cui la malattia di Newcastle è enzootica.
n) Acqua potabile      basso rischio
o) Oggetti contaminati normalmente basso rischio; tuttavia, possono
                       rappresentare un rischio elevato i treni e i camion
                       contaminati provenienti da paesi in cui la malattia di
                       Newcastle è enzootica.
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 p) Vaccini                 rischio ridotto se i vaccini utilizzati sono conformi
                            alla normativa comunitaria.
 2. Diffusione dopo la comparsa dei primi focolai
a) Uccelli in gabbia       rischio ridottissimo
b) Uccelli selvatici        in teoria rischio considerevole, in pratica non è
                            sufficientemente provato. L'eventuale rischio può essere
                           eliminato impedendo agli uccelli di entrare negli
                           allevamenti. Il rischio è maggiore per gli animali
                           all'aperto.
e) Piccioni                attualmente rischio notevole
d) Pollame vivo e          il pollame vivo rappresenta un rischio elevatissimo,
    uova da cova           le uova da cova un rischio medio qualora non venga
                           eseguita una corretta fumigazione.
e) Mangimi                 rischio elevato se esiste la possibilità di
                           contaminazione da parte di uccelli selvatici. Rappresenta
                           un rischio elevato anche la riutilizzazione di alimenti
                           provenienti da allevamenti infetti.
f) Carni di pollame        rischio ridotto
g) Uova da mensa e         rischio ridotto
    ovoprodotti
h) Altri prodotti          rischio ridotto se la trasformazione viene eseguita
                           conformemente alla direttiva 90/667/CEE del Consiglio che
                           armonizza le disposizioni per la trasformazione e
                           l'eliminazione di rifiuti di origine animale.
i) Fertilizzanti           rischio elevatissimo
   contenenti pollina
 ---pagebreak---  j) Persone                dopo la comparsa di un focolaio, la libera circolazione
                           delle persone (indipendentemente dalla loro funzione o
                           dal loro status) costituisce un rischio elevatissimo di
                           diffusione meccanica del virus.
 k) Organismi saprofagi    rischio medio
 1) Rettili                rischio ridotto, che tuttavia non dev'essere ingnorato
                           qualora tali animali infestino gli allevamenti.
m) Diffusione per          rischio elevato ma dipendente da molteplici fattori
    via aerea              quali la concentrazione dei branchi di volatili, dalle
                           condizioni atmosferiche, dal ceppo virale ecc.
n) Acqua potabile          rischio elevato se si tratta di acque superficiali non
                           trattate.
o) Vaccini                 rischio ridotto se vengono utilizzati vaccini conformi
                           alla normativa comunitaria.
p) Oggetti contaminati     qualora non si proceda ad una disinfezione rigorosa gli
                           oggetti contaminati provenienti da allevamenti infetti
                           rappresentano un rischio elevatissimo.
q) Insetti                 rischio ridotto di contagio, ad eccezione delle zone ad
                           elevata concentrazione di popolazioni di pollame
                           infestate da insetti.
III. Vaccinazione -contro la malattia di Newcastle
Si ritiene che sin quando la Comunità condurrà una politica di vaccinazione si
dovrebbe mirare, a medio termine, alla produzione di un vaccino che consenta di
distinguere facilmente la risposta anticorpale al vaccino da quella ai virus
selvaggi. Diversi laboratori stanno attualmente studiando, ad esempio, la
possibilità di produrre vaccini vettori in grado di esprimere la proteina F del
viruc della malattia di Newcastle. Tali vaccini consentirebbero, mediante prove
sierologiche, di individuare infezioni da virus selvaggi e di sorvegliare il
pollame.
Finché non saranno disponibili tali vaccini si dovranno seguire, per quanto
concerne l'impiego dei vaccini contro la malattia di Newcastle, le seguenti
raccomandazioni :
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1. Vaccini per la malattia di Newcastle
   Vaccini vivi:
   Tali vaccini non devono presentare, nei pulcini di un giorno, un ICPI
   superiore a 0,4.
   La dose per singolo esemplare dovrebbe contenere almeno IO6 EID5Q di virus
   in acqua potabile o in preparazione oftalmologica.
   Vaccini inattivati:
   I vaccini inattivati non devono essere derivati da un virus con ICPI nei
   pulcini di un giorno superiore a 0,7; solitamente non vi è motivo di
   utilizzare virus con ICPI superiore a 0,4. Nei casi in cui sia
   inequivocabilmente dimostrato che i virus con ICPI inferiore a 0,7 non danno
   una buona protezione, può essere utilizzato per il vaccino inattivato il virus
   omologo.
   La dose di vaccino inattivato per singolo esemplare deve contenere almeno
   50 PD 50 .
2- Piani di vaccinazione
   Non è attualmente possibile raccomandare un unico programma di vaccinazione ed
   in genere i programmi utilizzati debbono essere conformi a quelli sperimentati
   e raccomandati dai produttori dei vaccini, si possono formulare osservazioni
   in merito al calendario e alle modalità di applicazione, che tuttavia possono
   essere controindicate in taluni paesi o in determinate regioni od aziende. Si
   è constatato ad esempio che somministrando il vaccino vivo mediante spray,
   invece che disciolto nell'acqua potabile, si ottiene una migliore risposta
   immunologica, ma in presenza di micoplasmi o di altri agenti patogeni delle
   vie respiratorie il vantaggio che presenta tale metodica sarebbe ovviamente
   annullato da successivi effetti secondari.
 ---pagebreak---      Vaccinazione di emergenza (vaccinazione circoscritta)
     Qualora si sia deciso di procedere ad una vaccinazione circoscritta, è
     fondamentale che la prima vaccinazione sia eseguita mediante spray,
     preferibilmente con vaccino sottoposto a sospensione in acqua deionizzata. I
     successivi richiami dovrebbero essere effettuati secondo modalità stabilite
     dalle autorità nazionali, previa consultazione della Commissione.
     Vaccinazione dei piccioni da competizione
     Per quanto riguarda la malattia di Newcastle classica virulenta non si
     dovrebbero operare distinzioni tra i piccioni da competizione e il pollame.
     Inoltre, non risultano chiari i motivi per cui la variante del virus della
    malattia di Newcastle che ha colpito i piccioni da competizione europei a
    partire dal 1981 sia stata trattata in modo diverso quando si è diffusa tra il
    pollame rispetto a quando contaminava i piccioni. Sono disponibili vari tipi
    di vaccini inattivati da somministrare ai piccioni; vista la buona protezione
    contro la variante del virus offerta dai vaccini inattivati derivati da virus
    della malattia di Newcastle con ICPI inferiore a 0,7, non vi è motivo di
    ricorrere a vaccini inattivati omologhi.
    E' assolutamente necessario adottare provvedimenti per eradicare la malattia
    dalla popolazione dei piccioni da competizione. Nonostante le difficoltà
    connesse all'attuazione di misure di lotta in tale categoria di animali, si
    raccomanda:
    - di applicare una politica di vaccinazione obbligatoria dei piccioni da
       competizione e da esibizione mediante vaccino inattivato
    - di macellare tutti i piccioni di un allevamento qualora venga isolato in un
       esemplare di tale allevamento il virus della malattia di Newcastle con ICPI
       superiore a 0,7;
    - di non consentire la partecipazione alle gare di piccioni non accompagnati
       dal certificato di vaccinazione.
IV. conclusioni e misure proposte
    E* stato chiesto il riesame, entro il 31 dicembre 1992, delle direttive
    90/539/CEE e 91/494/CEE, in relazione alla presentazione di proposte per il
    completamento del mercato interno. Nell'ambito di tale riesame sono stati
    considerati in particolare:
 ---pagebreak---                                          - -«s
      il parere formulato dal comitato scientifico veterinario in merito ai
      rischi di trasmissione della malattia di Newcastle
      le misure nazionali relative al controllo della malattia e al funzionamento
      degli stabilimenti autorizzati ai fini degli scambi intracomunitari,
      illustrate nei piani presentati dagli Stati membri e adottate dalla
      Commissione nel 1992
      le misure comunitarie adottate con la direttiva 92/40/CEE del Consiglio che
      istituisce delle misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria^)
      e con la direttiva 92/66/CEE del Consiglio che istituisce misure
      comunitarie di lotta contro la malattia di Newcastle(2).
   In base al riesame sono state presentate le seguenti proposte, allegate alla
  presente relazione:
a)    progetto di proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva
      90/539/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi
      intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame
      e uova da cova,
b)    progetto di proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva
      91/494/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi
      intracomunitari e le importazioni in provenienza da paesi terzi di carni
      fresche di volatili da cortile.
(1) Ci n. v 167 dei 22.6.1992, pag. 1
(2) GU n. L 260 del 5.9.1932, pag. 1
 ---pagebreak---                                           - 10 -
                                       Proposta di
                                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
              che modifica la direttiva 90/539/CEE relativa alle norme di
        polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni
                in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione* *•),
visto il parere del Parlamento europeo* 2 ),
visto il parere del Comitato economico e sociale* 3 ),
considerando che, in seguito ad alcuni sviluppi nell'industria avicola con
l'impiego di impianti più ampi e intensivi, è necessario adeguare determinati
aspetti della direttiva 90/539/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria per
gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di
pollame e uova da cova* 4 ), nell'intento di chiarirne le disposizioni e di
agevolarne l'applicazione da parte degli Stati membri;
considerando che il Consiglio ha adottato la direttiva 92/66/CEE, che istituisce
misure comunitarie di lotta contro la malattia di      Newcastle* 5 ), e la direttiva
92/40/CEE, che istituisce delle misure comunitarie di lotta contro l'influenza
aviaria* 6 ), rendendo così possibile una semplificazione della direttiva
90/539/CEE;
considerando che, tenuto conto della relazione della Commissione al Consiglio sui
rischi di trasmissione della malattia di Newcastle e dei requisiti richiesti per
i vaccini contro tale malattia, è necessario prevedere che a determinati Stati
membri e regioni sia riconosciuto eventualmente lo status di non vaccinazione
contro la malattia di     Newcastle. Occorre tuttavia prevedere la possibilità di
revocare, se del caso, tale status;
(1) GU n.   L
(2) GU n.   L
(3) GU n.   L
(4) GU n.   L 303 del 31.09.90, p. 6
(5) GU n.   L 260 del 05.09.92, p. 1
(6) GU n.   L 167 del 22.06.92, p. 1
 ---pagebreak---                                       - 11 -
considerando che occorre modificare le norme relative agli scambi con i paesi
terzi, onde garantire che esse equivalgano a quelle applicate negli Stati membri,
in particolare per quanto riguarda la malattia di Newcastle e l'influenza
aviaria;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                    Articolo 1
La direttiva 90/539/CEE è modificata nel seguente modo:
1. All'articolo 2, il punto 3 è sostituito dal seguente testo: "3) "pulcini di
    un giorno: tutti i volatili di meno di 72 ore, che non sono stati ancora
    nutriti; le anatre muschiate (Cairina moschata) o i rispettivi ibridi possono
    essere tuttavia nutriti;"
2.  All'articolo 2, il punto 7 è sostituito dal seguente testo: "7) "branco:
    l'insieme dei volatili di uguale stato sanitario, allevati in uno stesso
    locale o recinto e che costituiscono un'unità epidemiologica. Per il pollame
    in batteria il branco comprende tutti i volatili che dividono lo stesso
    ambiente."
3. All'articolo 2, punto 9, la lettera e) è sostituita dal seguente testo:
    "e) stabilimento di allevamento:
      i) uno stabilimento per l'allevamento del pollame riproduttore sino allo
         stadio riproduttivo, oppure
    (ii) uno stabilimento per l'allevamento del pollame da reddito fino allo
         stadio di produzione delle uova."
4. All'articolo 2, il punto 15 è soppresso.
         t
5 „ L'articolo 5 è sostituito dal seguente:
                                   "Articolo 5
    Per essere oggetto di scambi intracomunitari :
    a)  le uova da cova, i pulcini di un giorno, il pollame riproduttore e da
        reddito devono soddisfare le condizoni di cui agli articoli 6, 12, 15 e
        17. Debbono inoltre soddisfare tutte le condizioni stabilite in
        applicazione degli articoli 13 e 14.
 ---pagebreak---                                         - 12 -
         Inoltre :
         -    le uova da cova debbono soddisfare le condizioni di cui
              all'articolo 7.
         -    i pulcini di un giorno debbono soddisfare le condizioni di cui
              ali'articolo 8.
         -    il pollame riproduttore e il pollame da reddito devono soddisfare le
              condizioni di cui ali'articolo 9.
    (b) il pollame da macellazione deve soddisfare le condizioni di cui agli
         articoli 10, 12, 15 e 17 e quelle stabilite in applicazione degli
        articoli 13 e 14.
    (e) il pollame (compresi pulcini di un giorno e uova da cova) destinato alla
         fornitura di selvaggina da ripopolamento deve soddisfare le condizioni di
        cui agli articoli lObis, 12, 15 e 17 e quelle stabilite in applicazione
        degli articoli 13 e 14."
6. All'articolo 6, punto 1, la lettera e) è sostituita dal seguente testo:
   "e) devono essere situati al di fuori di una zona soggetta, per motivi di
        polizia sanitaria, a misure restrittive conformemente alla legislazione
        comunitaria, in seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il
        pollame in questione è sensibile."
7. All'articolo 6, il punto 2 è sostituito dal seguente testo:
   "2) da un branco che, al momento della spedizione, non presenta alcun sintomo
        o sospetto di malattia contagiosa per il pollame."
8. L'articolo 7 è sostituito dal seguente testo:
                                     "Articolo 7
   Al momento della spedizione, le uova da cova devono:
   1)   provenire da branchi:
        -•   che hanno soggiornato, per più di sei settimane, in uno o più
             stabilimenti comunitari di cui all'articolo 6, punto 1, lettera a ) ,
        -    che, se vaccinati, sono stati vaccinati alle condizioni fissate
             nell'allegato III,
        -    che sono stati sottoposti ad un esame sanitario effettuato da un
            veterinario ufficiale o da un veterinario abilitato nel corso delle
             72 ore precedenti la spedizione e, all'atto di quest'esame, non
             presentavano alcun sintomo clinico o sospetto di malattia contagiosa,
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               oppure
               che sono stati sottoposti ad un esame sanitario mensile, effettuato
               da un veterinario ufficiale o da un veterinario abilitato, nei 31
               giorni precedenti la spedizione.Qualora si opti per questa
               possibilità, il veterinario ufficiale o il veterinario abilitato deve
               inoltre esaminare i documenti relativi allo status sanitario del
               branco e valutarne lo status corrente in base ad informazioni
               aggiornate fornite dal responsabile del branco durante le 72 ore
               precedenti la spedizione. Nel caso in cui i documenti o le altre
               informazioni diano adito a sospetto di malattia, i branchi debbono
               essere sottoposti ad un esame sanitario, effettuato da un veterinario
               ufficiale o da un veterinario abilitato, che escluda la possibilità
               di malattia contagiosa.
    2.   essere contrassegnate conformemente al regolamento (CEE) n. 186 8/77 della
         commissione;
    3.   Prima di essere spedite verso un altro Stato membro le uova da cova
         devono essere state disinfettate secondo le istruzioni del veterinario
         ufficiale.
    4.   Qualora nel branco che fornisce le uova da cova insorga, durante il
         periodo dell'incubazione, una malattia contagiosa del pollame che può
         essere trasmessa mediante le uova, è necessario informarne l'incubatoio
         interessato e l'autorità o le autorità competenti per l'incubatoio e il
         branco di origine."
9.  All'articolo 8, la lettera b) è sostituita dal seguente testo:
    n
      b) soddisfare, se sono stati vaccinati, le condizioni di vaccinazione
         fissate nell'allegato III;"
10, All'articolo S, la lettera b) è sostituita dal seguente testo:
    "b) soddisfare, se è stato vaccinato, le condizioni di vaccinazione fissate
         nell'allegato III;"
il. All'articolo 9, la lettera e) è sostituita dal seguente testo:
    "e; esseve stato sottoposte ad un esajne sanitario, effettuato da un
         veterinario ufficiale o da un veterinario abilitato nelle 4 8 ore
         precedenti la spedizione, nel   corso del quale non presentava alcun
         siï.toipo clinico o sospetto di malattia contagiosa."
 ---pagebreak---                                         - 14 -
 12. All'articolo 10, la lettera e) è sostituita dal seguente testo:
      "e) in cui, all'atto dell'esame sanitario effettuato nei cinque giorni che
          precedono la spedizione dal veterinario ufficiale o abilitato sul branco
          di cui fanno parte i volatili destinati alla macellazione, il pollame
          esaminato non presentava alcun sintomo clinico o sospetto di malattia
          contagiosa."
13. All'articolo 10, la lettera d) è sostituita dal seguente testo:
     "d) situata al di fuori di una zona soggetta, per motivi di polizia
          sanitaria, a misure restrittive conformemente alla legislazione
          comunitaria, in seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il
          pollame in questione è sensibile."
14. Dopo l'articolo 10 è inserito il seguente :
     "Articolo lObis
     Al momento della spedizione, il pollame destinato alla fornitura di
     selvaggina da ripopolamento deve provenire da un'azienda:
     a)   in cui ha soggiornato dopo la schiusa o per oltre 21 giorni;
     b)  non soggetta ad alcuna misura di polizia sanitaria applicabile al
         pollame;
     e)   in cui, all'atto dell'esame sanitario effettuato nelle 4 8 ore che
         precedono la spedizione dal veterinario ufficiale o abilitato sul branco
         di cui fanno parte i volatili destinati alla spedizione, il pollame
         esaminato non presentava alcun sintomo clinico o sospetto di malattia
         contagiosa;
    d)   situata al di fuori di una zona soggetta, per motivi di polizia
         sanitaria, a divieti conformemente alla legislazione comunitaria, in
         seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il pollame è
         sensibile."
15. All'articolo 11, paragrafo 2, il terzo trattino è sostituito dal seguente
    testo:
     "-  che, se vaccinati, soddisfano le condizioni di vaccinazione fissate
         nell'allegato III;"
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16. All'articolo 11, paragrafo 2, il quinto trattino è sostituito dal seguente
     testo:
          situati al di fuori di una zona soggetta, per motivi di polizia
          sanitaria, a misure restrittive conformemente alla legislazione
          comunitaria, in seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il
          pollame in questione è sensibile."
17. All'articolo 11, paragrafo 2, l'ultimo trattino è soppresso.
18. All'articolo 11 è aggiunto il seguente paragrafo 3 :
     "3. Tutti i volatili della spedizione debbono essere stati sottoposti, con
    esito negativo, alle prove sierologiche per la ricerca di anticorpi della
    Salmonella pullorum e gallinarum, conformemente all'allegato II,
    capitolo III. Per le uova da cova o i pulcini di un giorno il branco di
    origine dev'essere sottoposto a prove sierologiche per la ricerca di
    Salmonella pullorum - Gallinarum, tali da consentire di individuare, con un
    grado di affidabilità del 95%, un'infezione avente una diffusione del 5%.
19. All'articolo 12, i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dal seguente testo:
    2. Qualora uno Stato membro o una regione o più regioni di uno stato membro
    desiderino che venga loro riconosciuto lo status di non vaccinazione essi
    possono presentare un programma di cui all'articolo 13, paragrafo 1.
    La Commissione esamina i programmi presentati dagli stati membri, che sono
    approvati sulla base dei criteri stabiliti dall'articolo 13, paragrafo 1 e
    secondo la procedura di cui all'articolo 32. Qualsiasi garanzia
    supplementare, di natura generica o specifica, richiesta per il commercio
    intracomunitario è stabilita secondo la stessa procedura.
    Qualora uno stato membro o una regione di uno Stato membro ritenga di aver
    acquisito lo status di zona di non vaccinazione per la malattia di
    Newcastle, essi possono presentare alla Commissione la domanda del
    riconoscimento di tale status secondo la procedura di cui all'articolo 32.
    Gli elementi in base ai quali stabilire se attribuire ad una zona lo staus di
    non vaccinazione per la malattia di Newcastle sono i dati menzionati
    all'articolo 14, paragrafo l e , in particolare, i seguenti criteri:
    • sul pollame di cui all'articolo 1 non sono state autorizzate vaccinazioni
       coni o la 3»e*i&ttia di Newcastle perlomeno nei 12 mesi precedenti,
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     - i branchi da riproduzione sono stati sottoposti, almeno una volta all'anno,
        ai controlli sierologici per individuare la presenza della malattia di
        Newcastle, secondo le modalità adottate in applicazione della procedura di
        cui all'articolo 32,
     - nelle aziende non esiste pollame che sia stato vaccinato contro la malattia
        di Newcastle nei 12 mesi precedenti.
     3.   La Commissione può sospendere, secondo la procedura di cui all'articolo
          32, il riconoscimento dello status di non vaccinazione per la malattia di
          Newcastle qualora:
        (i)   non si riesca a controllare una grave epizoozia della malattia di
              Newcastle,
       oppure
        (ii)  vengano abolite le restrizioni legislative che proibiscono le
              vaccinazioni di routine contro la malattia di Newcastle.
    4.    Le condizioni di cui al paragrafo 1 saranno riesaminate prima che entri
          in vigore la legislazione che armonizza l'impiego dei vaccini contro la
          malattia di Newcastle.
20. All'articolo 15, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "1. i pulcini di un giorno e le uova da cova debbono essere trasportati:
          -   in imballaggi nuovi a perdere progettati a tal fine, da utilizzare
              una sola volta e poi distruggere
          oppure
              in contenitori riutilizzabili, a condizione che vengano puliti e
              disinfettati prima di essere riutilizzati.
          I contenitori debbono comunque:
          a)  contenere solamente pulcini di un giorno o uova da cova della stessa
              specie, categoria e tipo di pollame, provenienti dalla stesssa
              azienda,
         b)   avere un'etichetta indicante:
              il nome dello Stato membro e della regione di origine,
         -    il numero distintivo di riconoscimento dello stabilimento di origine
              di cui all'allegato II, capitolo I, punto 2,
              il numero di pulcini o di uova contenuti in ciascun imballaggio."
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21. All'articolo 15, paragrafo 3, il terzo trattino è soppresso.
22. All'articolo 15, paragrafo 4 è aggiunta la seguente lettera e):
    "e) Il pollame per la fornitura di selvaggina da ripopolamento deve essere
         avviato quanto prima verso il luogo di destinazione senza entrare in
         contatto con altri volatili, ad eccezione del pollame per la fornitura di
         selvaggina da ripopolamento che soddisfa le condizioni stabilite dalla
         presente direttiva."
23. All'articolo 17, l'ultimo trattino è sostituito dal seguente testo:
    "- recante un timbro e una firma di colore diverso da quello del
    certificato."
24. L'articolo 19 è soppresso.
25. L'articolo 22 è sostituito dal seguente:
    "Articolo 22
    1. Il pollame e le uova da cova devono provenire da paesi terzi:
       a) nei quali l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle, quali sono
          definite rispettivamente nelle direttive 92/40/CEE e 92/66/CEE del
          Consiglio, sono soggette ad obbligo di notifica,
       b) che sono indenni dall'influenza aviaria e dalla malattia di Newcastle,
          oppure
          che, sebbene non siano indenni da queste malattie, applicano misure di
          lotta almeno equivalenti a quelle previste dalle direttive 92/40/CEE e
          92/66/CEE.
    2.   I criteri generali per classificare i paesi terzi in base al paragrafo 1,
         lettera b) sono stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo 32.
    3. La Commissione può, secondo la procedura di cui all'articolo 32, decidere
         a quali condizioni le disposizioni del paragrafo 1 si applicano solamente
         ad una parte del territorio di paesi terzi.
      Secondo la stessa procedura, essa può decidere in quali casi specifici e a
      quali condizioni gli Stati membri possono autorizzare deroghe ai principi
      generali stabiliti al paragrafo 1.
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     4.   I paesi terzi o parti del loro territorio che sono indenni da influenza
          aviaria o dalla malattia di Newcastle non perdono tale status qualora si
          verifichi un numero limitato di focolai epidemiologicamente collegati tra
          di loro in una zona ben circoscritta, purché:
       - tali focolai vengano eradicati entro 3 mesi e
       - il pollame vivo, le uova da cova o la carne fresca di pollame non possa
         uscire da tale zona, tranne che per la trasformazione o la distruzione.
       La Commissione può, secondo la procedura di cui all'articolo 32, introdurre
       condizioni supplementari per le importazioni di pollame vivo e di uova da
       cova da tali paesi o da parti del loro territorio".
26. All'articolo 24, la lettera h) è sostituita dal seguente testo:
    "h) recare un timbro e una firma di colore diverso da quello del
         certificato".
27. All'articolo 32, paragrafo 4, la parte di frase "tranne nel caso in cui il
    consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice contro dette misure" è
    soppressa.
28. All'articolo 33, paragrafo 4 la parte di frase "tranne nel caso in cui il
    consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice contro dette misure" è
    soppressa.
29. L'articolo 35 è soppresso.
30. All'allegato II il laboratorio nazionale di riferimento per la Danimarca è
    sostituito dal seguente:
    "National Veterinary Laboratory
     Poultry Disease Division
      Hangovej 2
      DK-8200 Aarhus N."
31. All'allegato IV, modello 5, punto 14, la lettera a) è sostituita dal seguente
    testo:
    "a) I volatili di cui sopra sono conformi alle disposizioni degli articoli 10
         e 15 della direttiva 90/539/CEE del Consiglio."
32. All'allegalo IV, modello 6, punto 14, la* lettera a) è sostituita dal seguente
    testo:
    *a) I volatili di cui sopra sono conformi alle disposizioni degli
         articoli lObis e 15 della direttiva 90/539/CEE."
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                                    Articolo 2
1. Gli stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari
    e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il
    31 dicembre 1993. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
    Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
    riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
    riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale
    riferimento sono decise dagli stati membri.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di
    diritto interno da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente
    direttiva.
                                   Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
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                                    Proposta di
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
            che modifica la direttiva 91/494/CEE relativa alle norme
              di polizia sanitaria per gì i scambi intracomunitari e
                le importazioni in provenienza dai paesi terzi di
                      carni fresche di volatili da cortile
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'articolo 43,
vista la proposta della commissione* 1 ),
visto il parere del Parlamento europeo* 2 ),
visto il parere del Comitato economico e sociale * 3 ) ,
considerando che l'articolo 3, punto A 1) della direttiva 91/494/CEE del
Consiglio, del 26 giugno 1991, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli
scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di carni
fresche di volatili da cortile* 4 ) stabilisce le norme, per quanto concerne la
vaccinazione contro la malattia di Newcastle, dei branchi da cui provengono le
carni di pollame destinate a Stati membri o regioni di stati membri il cui status
è stato riconosciuto conformemente all'articolo 12, paragrafo 2 della direttiva
90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990, relativa alle norme di polizia
sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai
paesi terzi di pollame e uova da covala;
considerando che è necessario stabilire le norme in materia di vaccinazione
contro la malattia di   Newcastle da applicare a decorrere dal 1* gennaio 1993 per
quanto concerne gli scambi di carni fresche di volatili destinati a Stati membri
o regioni di Stati membri il cui status è stato riconosciuto conformemente
all'articolo 12, paragrafo 2 della direttiva del Consiglio 90/539/CEE;
(1) GU n. L
(2) GU n. L
(3) GU n. L
(4) GO n. T, -68 del £4.09.1991, p. 35
(5) GC (, L 303 del 31.10.1990, p. 6
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considerando che le norme da adottare a decorrere dal 1° gennaio 1993 debbono
tener conto della relazione, presentata dalla Commissione al Consiglio, sui
rischi di trasmissione della malattia di Newcastle;
considerando che il Consiglio ha adottato la direttiva 92/66/CEE sulle misure di
lotta contro la malattia Newcastle***) e la direttiva 92/40/CEE sulle misure di
lotta contro l'influenza aviaria*^), consentendo così di semplificare la
direttiva del consiglio 91/494/CEE;
considerando che è opportuno prevedere un'alternativa all'impiego del bollo
speciale di cui all'articolo 5 della direttiva del Consiglio 91/494/CEE;
considerando che è necessario modificare le norme in materia di scambi con i
paesi terzi per garantirne l'equivalenza a quelle applicate agli Stati membri, in
modo particolare per quanto concerne la malattia di Newcastle e l'influenza
aviaria;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                     Articolo 1
La direttiva 91/494/CEE è modificata nel seguente modo:
1.  All'articolo 3, il punto A 1) è sostituito dal seguente testo:
    "1) che, dal momento in cui sono sgusciati, abbiano soggiornato sul
        territorio della Comunità o che siano stati importati da paesi terzi
        conformemente ai requisiti del capitolo III della direttiva 9 0/539/CEE.
        Le carni di volatili destinate a stati membri o regioni di Stati membri
         il cui status è stato riconosciuto conformemente all'articolo 12,
        paragrafo 2 della suddetta direttiva devono provenire da volatili che non
        siano stati vaccinati contro la malattia di Newcastle con un vaccino vivo
        attenuato nei 30 giorni precedenti la macellazione.
        Tale norma verrà riesaminata prima che entri in vigore la legislazione
        comunitaria volta ad armonizzare l'impiego del vaccino contro la malattia
        di Newcastle."
(6) GU n. L 260 del 05.09.1992, pag. 1
(7) GU n. L 167 del 22.06.1992, pag. 1
 ---pagebreak---                                     - 23
All'articolo 3, punto A 2), il secondo trattino è sostituito dal seguente
testo:
 "-   non situata in una zona soggetta, per motivi di polizia sanitaria, a
     misure restrittive che prevedano controlli sulle carni di volatili
     conformemente alla legislazione comunitaria, in seguito ad un focolaio di
     una malattia alla quale i volatili in questione sono sensibili."
All'articolo 5, è aggiunto il seguente paragrafo 3:
"3. su richiesta di uno Stato membro, debitamente motivata e secondo la
     procedura di cui all'articolo 17, è tuttavia possibile trovare soluzioni
     specifiche, in particolare per quanto riguarda la marchiatura delle carni
     di cui al paragrafo 1 ed il successivo impiego, nonché la destinazione
     dei prodotti della trasformazione."
L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
"Articolo 10
1. Le carni fresche di volatili da cortile debbono provenire da paesi:
   a) nei quali l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle, quali definite
       rispettivamente nelle direttive 92/40/CEE e 92/66/CEE del Consiglio,
       costituiscono malattie soggette ad obbligo di notifica,
   b) che sono esenti da influenza aviaria e malattia di Newcastle,
       oppure
       che, sebbene non siano esenti da queste malattie, applicano misure di
       lotta perlomeno equivalenti a quelle previste dalle direttive 92/40/CEE
       e 92/66/CEE.
2.   I criteri generali per classificare i paesi terzi in base al paragrafo 1,
     lettera b) sono fissati secondo la procedura di cui all'articolo 17.
3. La commissione può decidere, secondo la procedura di cui all'articolo 17,
     a quali condizioni le disposizioni del paragrafo 1 si applicano solamente
     ad una parte del territorio di paesi terzi.
4.   I paesi terzi o le parti del loro territorio che sono indenni da
     influenza aviaria o malattia di Newcastle non perdono tale status
     qualora si verifichi, in una zona ben definita, un numero limitato
     di focolai epidemiologicamente collegati tra di loro, purché:
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      - tali focolai vengano eradicati entro tre mesi e
      - il pollame vivo, le uova da cova o le carni fresche di volatili da
        cortile non possano uscire da tale zona, tranne che per la trasformazione
        o la distruzione.
      La Commissione può eventualmente imporre, secondo la procedura di cui
      all'articolo 17, condizioni supplementari per l'importazione di volatili
      vivi e uova da cova da tali paesi o da parti dei loro territori."
5. L'articolo 17 è sostituito dal seguente:
   Articolo 17
   "1. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente
        articolo, il presidente sottopone la questione al comitato veterinario
        permanente sia di propria iniziativa, sia su richiesta del rappresentante
        di uno stato membro.
   2.    Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto
         delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto
         entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza
         della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
         prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione
         delle decisioni che il Consiglo deve prendere su proposta della
         Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei
         rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata
         nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
   3.    La Commissione adotta le misure previste, se sono conformi al parere
         espresso dal comitato.
   4.   Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in
        mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio
        una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a
        maggioranza qualificata.
        Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi dalla data di
        presentazione della proposta, la Commissione adotta le misure proposte."
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   L'articolo 18 è sostituita dal seguente:
                                  "Articolo 18
   1.  Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente
       articolo, il presidente sottopone la questione al comitato veterinario
       permanente sia di propria iniziativa, sia su richiesta del rappresentante
       di uno Stato membro.
   2.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto
       delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto
       entro due giorni. Il parere è formulato alla maggioranza prevista
       dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle
       decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione.
       Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli
       Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell•articolo
       precitato. Il presidente non partecipa al voto.
   3.  La Commissione adotta le misure proposte, se sono conformi al parere del
       comitato.
   4.  Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in
       mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio
       una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a
       maggioranza qualificata.
     Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di 15 giorni dalla data
     di trasmissione della proposta, la Commissione adotta le misure proposte."
                                   Articolo 2
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari
   e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il
   31 dicembre 1993. Essi ne informano la Commissione.
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    Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
    riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
    riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale
    riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione le principali disposizioni di
    diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente
    direttiva.
                                   Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
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                                                                COM (93) 96 def.
                                                           DOCUMENT!
IT                                                                         10 03
                                           N. di catalogo : CB-CO-93-116-IT-C
                                                             ISBN 92-77-53694-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo