CELEX: 62016CN0472
Language: it
Date: 2016-08-24 00:00:00
Title: Causa C-472/16: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla y León (Spagna) il 24 agosto 2016 — Jorge Luís Colino Sigüenza/Ayuntamiento de Valladolid e IN-PULSO MUSICAL Sociedad Cooperativa

28.11.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 441/7
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla y León (Spagna) il 24 agosto 2016 — Jorge Luís Colino Sigüenza/Ayuntamiento de Valladolid e IN-PULSO MUSICAL Sociedad Cooperativa
      (Causa C-472/16)
      (2016/C 441/10)
      Lingua processuale: lo spagnolo
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunal Superior de Justicia de Castilla y León
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: Jorge Luís Colino Sigüenza
      
         Convenuti: Ayuntamiento de Valladolid e IN-PULSO MUSICAL Sociedad Cooperativa
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se debba ritenersi che configuri un trasferimento ai sensi della direttiva 2001/23/CE (1) una fattispecie nella quale il titolare di una concessione di una Scuola di musica di un Comune, che riceve da questo tutti i mezzi materiali (locali, strumenti, aule, mobilio), che dispone di personale proprio e che presta i propri servizi per anni scolastici, cessi l’attività il 1o aprile 2013, due mesi prima della conclusione dell’anno scolastico, restituendo tutti i mezzi materiali al Comune, e quest’ultimo non riprenda l’attività per portare a termine il corso 2012-13, bensì proceda a una nuova aggiudicazione ad un nuovo appaltatore, il quale riprenda l’attività nel settembre 2013, all’inizio del nuovo anno scolastico 2013-14, e gli trasferisca a tal fine i mezzi materiali necessari di cui disponeva il precedente appaltatore (locali, strumenti, aule, mobilio).
               
            
                  2)
               
               
                  In caso di risposta affermativa alla questione precedente, se, in una situazione quale quella sopra descritta — in cui l’inadempimento dei propri obblighi da parte dell’impresa principale (il Comune) costringe il primo appaltatore a cessare l’attività e a licenziare tutti i propri dipendenti, e in cui subito dopo detta impresa principale trasferisce i mezzi materiali a un altro appaltatore, che prosegue la medesima attività — debba ritenersi, ai fini dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2001/23/CE, che il licenziamento dei dipendenti del primo appaltatore abbia avuto luogo per «motivi economici, tecnici o d’organizzazione che comportano variazioni sul piano dell’occupazione», oppure che la causa di detto licenziamento sia stata il «trasferimento di un’impresa, di uno stabilimento o di una parte di impresa o di stabilimento», vietata dalla succitata disposizione.
               
            
                  3)
               
               
                  Qualora la precedente questione venisse risolta nel senso che la causa del licenziamento è stata il trasferimento e che dunque tale causa era in contrasto con la direttiva 2001/23/CE, se l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea debba essere interpretato nel senso che esso osta a che la normativa nazionale vieti a un giudice di pronunciarsi sul merito degli argomenti addotti da un lavoratore, il quale abbia impugnato in un procedimento individuale il proprio licenziamento, intervenuto nell’ambito di un licenziamento collettivo, per far valere i diritti risultanti dall’applicazione della direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, e della direttiva 98/59/CE (2) del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, in quanto detto divieto derivi dal fatto che sia intervenuta una precedente sentenza passata in giudicato in ordine al licenziamento collettivo, emessa nell’ambito di un procedimento cui il lavoratore non ha potuto partecipare, sebbene vi abbiano partecipato o abbiano potuto parteciparvi i sindacati presenti nell’impresa e/o i rappresentanti legali collettivi dei lavoratori.
               
            
         (1)  Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU 2001, L 82, pag. 16).
      
         (2)  GU 1998, L 225, pag. 16.