CELEX: 32001B0446
Language: it
Date: 2001-04-04 00:00:00
Title: 2001/446/CE: Decisione del Parlamento europeo, del 4 aprile 2001, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1999 — Sezione I — Parlamento europeo/allegato: mediatore europeo

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32001B0446

2001/446/CE: Decisione del Parlamento europeo, del 4 aprile 2001, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1999 — Sezione I — Parlamento europeo/allegato: mediatore europeo  

Gazzetta ufficiale n. L 160 del 15/06/2001 pag. 0025 - 0031

Decisione del Parlamento europeodel 4 aprile 2001sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1999 - Sezione I - Parlamento europeo/allegato: mediatore europeo(2001/446/CE)IL PARLAMENTO EUROPEO,visto il suo regolamento, in particolare l'articolo 184, paragrafo 3,visti l'articolo 77 del regolamento finanziario e l'articolo 13 delle norme interne di esecuzione del bilancio del Parlamento europeo,visti il conto di gestione e il bilancio finanziario relativi all'esercizio 1999 [SEC(2000) 539 - C5-0312/2000],visto l'accordo di cooperazione amministrativa concluso tra il Parlamento europeo e il mediatore europeo il 22 settembre 1995 e prorogato il 7 dicembre 1999,viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esercizio finanziario 1999 e le risposte delle istituzioni (C5-0617/2000)(1),vista la dichiarazione che attesta l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle operazioni pertinenti, presentata dalla Corte dei conti ai sensi dell'articolo 248 del trattato CE (C5-0617/2000),vista la sua decisione, del 6 luglio 2000, che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1998 - Sezione I - Parlamento europeo/allegato mediatore(2), in particolare il paragrafo 3, in cui chiedeva alla commissione per il controllo dei bilanci di includere fra i temi del discarico per l'esercizio 1999 le procedure di aggiudicazione degli appalti, la politica immobiliare, la politica del personale e l'inventario dei beni del Parlamento,vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A5-0099/2001),Il Parlamento europeo1. Approva i dati di chiusura dei conti del Parlamento europeo per l'esercizio 1999 sulla base dei seguenti importi:>SPAZIO PER TABELLA>Esecuzione del bilancio2. Constata un miglioramento dell'esecuzione del bilancio come emerge da:- l'elevato tasso di impegno degli stanziamenti disponibili nell'esercizio 1999 (98,97 %),- il considerevole aumento dell'utilizzazione degli stanziamenti oggetto di riporto di diritto dal 1998 (91,96 % contro il 79,80 % dal 1997 al 1998),- l'impegno integrale degli stanziamenti non riportati automaticamente dallo stesso esercizio.Politica del personale3. Continua ad annettere la massima priorità alla formazione professionale continua e sistematica degli ordinatori e, in generale, di quanti gestiscono stanziamenti, ai fini di un ulteriore miglioramento dell'esecuzione del bilancio del Parlamento; pur plaudendo alle misure finora adottate (seminari di aggiornamento, circolari sul rigoroso rispetto delle disposizioni del regolamento finanziario, ecc.), ritiene che il persistere di carenze come la mancata presentazione al controllore finanziario di proposte di impegno di spesa per il visto giustifichi un'intensificazione di tale formazione.4. Osserva che, conformemente al paragrafo 14 della sua decisione, del 7 ottobre 1998, che concede il discarico per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 1996 - sezione I - Parlamento europeo/allegato mediatore(3), in cui esprimeva la necessità di organizzare regolarmente concorsi per assumere personale con competenze informatiche e qualifiche in materia di contabilità e revisione dei conti, il Parlamento ha organizzato congiuntamente con altre istituzioni alcuni concorsi di questo tipo (EUR/A/154, EUR/B/164).5. Osserva che il segretario generale sta per sottoporre all'ufficio di presidenza, per la riunione di aprile, una relazione sulla politica del personale che comprende misure relative alla mobilità; chiede all'Ufficio di presidenza di introdurre elementi di flessibilità, qualifiche e risultati nella politica del Parlamento in materia di mobilità del personale al fine di promuovere l'obiettivo dell'efficienza.6. Esprime soddisfazione per la tendenza ad una riduzione del numero complessivo e del costo delle missioni dei funzionari nei tre luoghi di lavoro del Parlamento, in particolare tra Lussemburgo e Bruxelles:>SPAZIO PER TABELLA>è favorevole a qualsiasi misura di razionalizzazione dei servizi dell'istituzione (come ad esempio l'accordo di recente raggiunto tra il governo del Lussemburgo e il Parlamento europeo per il trasferimento di 99 posti da Lussemburgo a Bruxelles) che contribuisca alla riduzione del numero di missioni; sottolinea, a tale riguardo, che tutti i servizi aventi una relazione diretta con le attività dei parlamentari (DG II, DG III, interpreti, necessario numero di uscieri parlamentari, autisti, ecc.) devono essere insediati nel luogo in cui si svolgono le attività in questione; accoglie positivamente lo sforzo di limitare le spese di funzionamento del Parlamento, comprese le spese per le missioni, ma ritiene che non si debba giungere al punto di compromettere la qualità dei lavori dell'Assemblea; chiede che vengano esaminate le possibilità di un ampio ricorso al metodo della teleconferenza ai fini della collaborazione tra i funzionari di Lussemburgo e quelli di Bruxelles, così da ridurre al massimo le missioni e le relative spese.7. Prende atto della decisione dell'ufficio di presidenza, dell'11 dicembre 2000, con cui si chiariscono i termini e si stabiliscono quali sono i documenti giustificativi indispensabili per le missioni "fuori organigramma"; prende altresì atto di un'analoga decisione adottata dall'ufficio di presidenza il 12 marzo 2001 concernente le missioni "da organigramma", che il segretario generale dovrà applicare di concerto con il comitato del personale; invita il segretario generale a presentare un consuntivo del nuovo sistema entro un anno dalla sua entrata in vigore.8. Plaude alle misure aggiuntive adottate per accertare l'effettivo insediamento di un funzionario nella sede di servizio prima della concessione dell'indennità di dislocazione; chiede un controllo sistematico della rigorosa applicazione di tali misure e una verifica periodica della validità dei requisiti per la concessione dell'indennità in questione; desidera inoltre essere informato se tutte le istituzioni e gli organi consultivi dell'Unione applichino una politica uniforme in tale settore.9. Sottolinea che, nella sua nota sulle decisioni di non tener conto dei rifiuti di visto dei controllori finanziari delle istituzioni per il 1999, conformemente all'articolo 39, terzo comma, del regolamento finanziario, la Corte dei conti commenta le cause 99/7 e 99/9 che riguardano il Parlamento, senza però tenere minimamente conto degli argomenti in base ai quali l'ufficio di presidenza ha deciso di non tener conto dei rifiuti di visto in questione; fa presente che all'OLAF è stato chiesto di svolgere un'inchiesta al riguardo, di cui si attendono le conclusioni.10. Osserva di aver definito con maggiore chiarezza, unitamente alle altre istituzioni, le condizioni per determinare il luogo di residenza dei funzionari in pensione; chiede all'amministrazione di controllare rigorosamente, a intervalli regolari, il rispetto di dette condizioni; invita inoltre l'amministrazione a insistere sulla presentazione di documenti giustificativi affidabili, a procedere al recupero dei fondi nel caso di pagamenti effettuati in base a dichiarazioni risultate successivamente false, e ad avviare, ove del caso, procedimenti disciplinari in conformità alle disposizioni dell'articolo 86 e dell'allegato IX dello statuto dei funzionari.11. Ribadisce la posizione espressa al paragrafo 9 della sua decisione, del 23 maggio 1996, che concede il discarico per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 1994 - sezione I - Parlamento europeo(4), in cui chiedeva che il bacino di assunzione degli agenti ausiliari fosse il più vasto possibile; attende dal segretario generale, entro il 1o luglio 2001, una relazione che illustri in che modo si è tenuto conto di tale richiesta e in base a quali criteri e procedure tale personale è stato selezionato.Procedure di aggiudicazione degli appalti12. Osserva che, stando alla relazione d'attività della Commissione consultiva per gli acquisti e i contratti (CCAM) per il 1999, vi è la tendenza a un più frequente ricorso alle procedure del bando di gara per l'aggiudicazione degli appalti rispetto alle procedure negoziate o alla trattativa privata:- procedura aperta [1998: 99 (27,5 %); 1999: 107 (33 %)],- procedura ristretta [1998: 82 (22,5 %); 1999: 64 (19,7 %)],- trattativa privata/procedura negoziata [1998: 181 (50 %); 1999: 153 (47,35 %)].constata a questo proposito che la diminuzione degli appalti aggiudicati sulla base di una procedura negoziata o per trattativa privata, rispetto al 1999, è ancora insoddisfacente e che il Parlamento ha preso posizione al riguardo solo nel quadro della succitata risoluzione del 6 luglio 2000; prende atto delle affermazioni del segretario generale, secondo cui nel 2000 il numero degli appalti aggiudicati per trattativa privata si sarebbe dimezzato rispetto al 1998; si attende che la procedura del bando di gara rappresenti la prassi normale, ove di applicazione, e che venga fatto ricorso alla procedura ristretta e alla trattativa privata/procedura negoziata solo nelle condizioni previste dal regolamento finanziario e tenendo conto delle osservazioni del comitato di esperti indipendenti(5).13. Ricorda che, nella sua risoluzione, del 13 aprile 2000, sul rinvio del discarico per l'esecuzione del bilancio generale per l'esercizio 1998, sezione I - Parlamento europeo/mediatore(6), il Parlamento ha chiesto alla Corte dei conti di presentare una relazione speciale sulla prassi di aggiudicazione degli appalti per la custodia degli edifici del Parlamento, che comprenda una verifica della loro economicità; prende atto della nota della Corte dei conti, del 27 ottobre 2000, sulle decisioni dell'ufficio di presidenza del Parlamento di non tener conto dei rifiuti di visto nell'esercizio 1999, nella quale la Corte ha espresso l'intenzione di proseguire l'esame della questione nell'ambito della sua verifica dell'esercizio 2000.14. Attende che il segretario generale mantenga l'impegno di presentare alla commissione per il controllo dei bilanci, a partire dal 2001, relazioni trimestrali d'attività della commissione consultiva per gli acquisti e i contratti da cui risultino i contratti stipulati e gli acquisti effettuati con riferimento alla procedura seguita per ciascuno di essi.15. Ricorda la sua succitata risoluzione, del 6 luglio 2000, sulla concessione del discarico per l'esercizio 1998, in cui al paragrafo 5 chiedeva a tutte le istituzioni di includere nel conto di gestione e nel bilancio finanziario di ogni anno dati statistici paragonabili relativi all'aggiudicazione degli appalti; chiede che la comunicazione di tali dati abbia inizio con l'esercizio 2000.Politica immobiliare16. Sottolinea che, nel parere del 13 luglio 2000 con cui ha dato seguito alla richiesta del Parlamento(7), la Corte dei conti fa osservare che:- ha in parte accolto il parere della Commissione quanto al fatto che il ricorso al finanziamento diretto per l'acquisto di edifici non contrasta con le disposizioni del trattato, e- il regolamento finanziario in vigore non autorizza né vieta espressamente il ricorso al finanziamento indiretto.17. Sottolinea che la proposta della Commissione di una radicale revisione del regolamento finanziario prevede espressamente la possibilità del finanziamento diretto per la politica immobiliare delle istituzioni dell'Unione europea, come ripetutamente proposto dalla Corte dei conti.18. Ribadisce ancora una volta la sua posizione di principio a favore del finanziamento diretto delle spese immobiliari, comprese quelle relative all'acquisto dell'edificio Louise Weiss a Strasburgo; nelle more della revisione del regolamento finanziario, invita nuovamente il Consiglio a rivedere la propria posizione al riguardo.19. Considera inaccettabile che, malgrado l'edificio Louise Weiss sia utilizzato già dal luglio 1999, il suo costo definitivo non sia ancora stato stabilito, e ritiene molto improbabile che possa esserlo nell'immediato futuro; si attende che le competenti autorità politiche e amministrative dell'istituzione pongano senza indugio i contraenti di fronte alle loro responsabilità in modo da risolvere il problema, che ha evidenti ripercussioni finanziarie.20. Ribadisce la necessità di eliminare, nella massima misura possibile, ulteriori ostacoli logistici legati al fabbisogno immobiliare del Parlamento nel quadro del futuro allargamento; sottolinea altresì che le future decisioni in materia di politica edilizia devono essere guidate dal principio della funzionalità e dell'utilizzo ottimale dei mezzi finanziari; sottolinea inoltre che il principio della funzionalità si applica non solo all'accorpamento dei servizi del Parlamento nei singoli luoghi di lavoro, ma anche al raggruppamento dei vari edifici in ciascuno dei luoghi di lavoro.Inventario dei beni del Parlamento21. Deplora che la prima fase di attuazione (1o dicembre 1999 - 31 maggio 2000) del nuovo sistema di inventario e di gestione dei beni mobili del Parlamento (ELS) - già utilizzato alla Corte dei conti - sia chiaramente al disotto delle aspettative, nonostante taluni miglioramenti registrati rispetto al precedente sistema IMMO; ricorda che, nel corso della procedura di discarico per l'esercizio 1998, il segretario generale aveva ammesso tale fatto e si era impegnato a informare la commissione per il controllo dei bilanci in merito all'efficacia di tale sistema nel suo primo anno di applicazione nell'ambito della chiusura dei conti dell'esercizio 2000; prende atto della relazione presentata dal segretario generale il 22 febbraio 2001, relazione da cui emerge il miglioramento riscontrato grazie all'applicazione sistematica dell'ELS e che sottolinea i passi ancora da compiere, soprattutto nei prossimi sei mesi; afferma che continuerà a seguire da vicino la questione dell'inventario dei beni dell'istituzione.Settore mense, bar, ristoranti e negozi (MBRN)22. Chiede che venga elaborata in tempo utile per la prima lettura del progetto di bilancio 2002 una relazione sulla gestione delle casse di anticipazione, con particolare riferimento al settore MBRN (e agli uffici informazioni), nonché sulle misure adottate per evitare una ripetizione dei problemi verificatisi in passato in questo ambito.23. Chiede che la politica di riduzione delle sovvenzioni a favore del settore MBRN sia riesaminata alla luce dell'evoluzione della situazione reale negli ultimi anni.Gruppi politici24. Sottolinea che, in risposta alle osservazioni della Corte dei conti riguardo al finanziamento dei gruppi politici, il Parlamento ha proceduto alla creazione di una nuova voce di bilancio (3 7 0 1) e che le norme relative all'utilizzazione degli stanziamenti di tale voce sono state adottate dall'ufficio di presidenza il 13 dicembre 2000.25. Deplora che la Corte dei conti non abbia proceduto a una verifica contabile delle spese dei gruppi politici nel 1999, anno delle ultime elezioni europee; ricorda alla Corte dei conti la posizione assunta nella succitata risoluzione del 13 aprile 2000, in cui raccomandava che la Corte verificasse i conti dei gruppi ogni due anni, e la invita a destinare eventuali risorse supplementari, all'occorrenza, alla verifica dei fondi spesi dai gruppi politici negli anni elettorali.Causa riguardante la Cassa dei deputati26. Fa notare che è stata avviata e si trova nella fase preparatoria la procedura di cui all'articolo 22 dello Statuto dei funzionari, onde stabilire le responsabilità riguardo alla differenza di 4136125 FB tra la situazione di tesoreria effettiva e la contabilità dell'esercizio 1982.Valutazione delle risorse umane e finanziarie previste per la realizzazione dei compiti istituzionali e politici del Parlamento27. Ritiene che la valutazione annuale dell'utilizzazione delle risorse disponibili, a parte i fondi riguardanti la politica immobiliare, deve incentrarsi soprattutto sui servizi direttamente collegati alle competenze istituzionali del Parlamento; sottolinea a tale riguardo i poteri legislativi conferitigli dai trattati e le nuove prospettive dischiuse dal trattato di Nizza, attualmente in corso di ratifica.28. Prende nota dei provvedimenti adottati per assicurare che le strutture amministrative e i servizi offerti corrispondano alle priorità istituzionali e politiche del Parlamento e sottolinea l'esigenza di un ulteriore rafforzamento dei programmi di formazione professionale.29. Ritiene che tali provvedimenti - e eventuali ulteriori provvedimenti che vadano nella stessa direzione - debbano portare a risultati quantitativi e qualitativi comparabili per quanto attiene al contributo del Parlamento alla concezione e realizzazione dell'attività legislativa dell'Unione europea.30. Sottolinea che l'"immagine" del Parlamento si riflette nella qualità dei testi prodotti, che sono però il risultato di una serie di procedure interne che richiedono la cooperazione di molti servizi.31. Ritiene pertanto che il metodo di valutazione dell'influenza del Parlamento sull'attività legislativa dell'Unione europea non debba limitarsi a dati statistici elementari (come il numero di emendamenti approvati in plenaria), ma estendersi piuttosto al trattamento di tali dati in modo da pervenire a una valutazione più specialistica e meglio documentata dell'attività legislativa.Politica d'informazione32. Ritiene che si debba tener conto di questo approccio qualitativo all'attività legislativa anche nella politica seguita in relazione al programma delle visite; sottolinea in particolare la necessità di registrare e valutare le informazioni preliminari riguardo agli interessi dell'opinione pubblica per quanto concerne l'Unione europea, informazioni che il Parlamento può raccogliere dai gruppi dei visitatori; chiede che venga presentata anteriormente alla prima lettura del progetto di bilancio 2002 una relazione sui provvedimenti da prendere in tal senso.33. Chiede la creazione di una task force composta dai vicepresidenti responsabili e dai relatori rispettivi delle commissioni competenti incaricata di esaminare l'efficacia della spesa del Parlamento nel settore della politica dell'informazione, in particolare all'interno degli Stati membri, e di proporre, se necessario, nuove priorità.Varie34. Esprime soddisfazione per il modo in cui è stata affrontata la questione dell'acquisto di un secondo computer per gli uffici dei deputati(8).35. Ricorda il paragrafo 24 della sua risoluzione, del 19 gennaio 2000, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 1997(9) e il paragrafo 27 della sua risoluzione, del 16 gennaio 2001, sulla relazione della Commissione sul seguito dato alle misure adottate in conseguenza delle osservazioni del Parlamento europeo nella risoluzione di scarico 1997(10), in cui incarica il proprio segretario generale di formulare proposte per la creazione di un archivio sicuro; osserva che proposte in tal senso sono state approvate dall'ufficio di presidenza il 14 febbraio 2001; invita il segretario generale a dare prontamente attuazione alla decisione dell'ufficio di presidenza predisponendo le necessarie strutture a Bruxelles e Strasburgo; sottolinea che l'esistenza di forme sicure di trasporto costituisce una condizione indispensabile per l'attivazione del nuovo sistema.36. Ricorda il paragrafo 24 della propria risoluzione, del 13 dicembre 2000, sulla riforma delle procedure e degli organi di controllo di bilancio(11), in cui dava mandato all'ufficio di presidenza di instaurare un servizio di controllo dei conti interno pienamente operativo entro il 1o gennaio 2002; invita il segretario generale a informare la commissione per il controllo dei bilanci, entro il 1o luglio 2001, sui progressi registrati nell'esecuzione di tale mandato.37. Manifesta la propria soddisfazione per il programma Euroscola duale veicolo di avvicinamento fra il Parlamento e gli elettori, ma sollecita informazioni in merito alla sua forma di gestione, le varie fasi, le scuole selezionate e i calendari delle visite; ricorda il paragrafo 18 della sua risoluzione, del 26 ottobre 2000, sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per il 2001(12), in cui si è deciso l'aumento della dotazione del programma.38. Insiste affinché, come regola generale, i documenti connessi alle riunioni di delegazione vengano stampati nel luogo di riunione (Bruxelles), onde assicurare che tali documenti siano messi a disposizione dei membri delle delegazioni in tempo utile.39. Ritiene che l'attuazione della decisione sulla concessione del discarico debba sempre avvenire nel contesto di un dialogo permanente tra le competenti autorità del Parlamento e della commissione per il controllo di bilancio, rappresentata dal relatore responsabile del discarico e dal membro competente per le spese amministrative dell'istituzione.Mediatore40. Nota che, dopo l'invito rivoltogli dal Parlamento nell'ambito della procedura di bilancio per l'esercizio 1999, il mediatore ha elaborato un progetto di ristrutturazione del proprio segretariato al fine di trasformare gradualmente la maggior parte dei posti temporanei in posti statutari e di separare i servizi amministrativi e giuridici; si attende che i posti statutari così creati vengano coperti a norma dell'articolo 29 dello Statuto dei funzionari.41. Sottolinea l'esigenza di evitare che gran parte degli stanziamenti disponibili vengano annullati, come è avvenuto nel 1999:- stanziamenti 1999: 14,46 % (1998: 8,58 %),- stanziamenti oggetto di riporto di diritto dal 1998: 38,09 % (dal 1997 al 1998: 36,5 %),chiede al mediatore di migliorare l'utilizzazione delle risorse messe a sua disposizione dall'autorità di bilancio,42. Concede al suo segretario generale il discarico per l'esecuzione del bilancio dell'esercizio 1999.43. Autorizza la concessione del discarico al contabile per l'esercizio 1999.44. Incarica la sua presidente di trasmettere la presente decisione alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti e al mediatore europeo e di provvedere alla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (serie L).Il Segretario generaleJulian PriestleyLa PresidenteNicole Fontaine(1) GU C 342 dell'1.12.2000.(2) GU L 234 del 16.9.2000, pag. 20.(3) GU C 328 del 26.10.1998, pag. 111.(4) GU C 166 del 10.6.1996, pag. 189.(5) Seconda relazione, sezione "aggiudicazione di un appalto - scelta della procedura", in particolare punti 2.2.23 e 2.2.26.(6) GU C 40 del 7.2.2001, pag. 398.(7) Cfr. paragrafo 11 della succitata risoluzione del 13 aprile 2000.(8) Cfr. paragrafo 28 della succitata risoluzione del 13 aprile 2000.(9) GU L 45 del 17.2.2000, pag. 37.(10) "Testi approvati", punto 6.(11) "Testi approvati", punto 15.(12) "Testi approvati", punto 2.