CELEX: C2005/281/11
Language: it
Date: 2005-11-12 00:00:00
Title: Causa C-315/05: Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dall'Ufficio del Giudice di pace di Monselice con ordinanza 12/07/2005 nel procedimento Lidl Italia Srl contro Comune di Arcole (VR)

12.11.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 281/6
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dall'Ufficio del Giudice di pace di Monselice con ordinanza 12/07/2005 nel procedimento Lidl Italia Srl contro Comune di Arcole (VR)
   (Causa C-315/05)
   (2005/C 281/11)
   Lingua di procedura: italiano
   Con ordinanza 12/07/2005, pervenuta nella cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee il 12/08/2005, nel procedimento Lidl Italia Srl contro Comune di Arcole (VR), il Giudice di pace di Monselice ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               «Se la direttiva 2000/13/CE (1) del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 marzo 2000 relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità, per quanto riguarda i prodotti preconfezionati di cui all'articolo 1 della direttiva 2000/13/CE citata, debba essere interpretata nel senso che gli obblighi normativi in essa previsti, ed in particolare quelli di cui agli articoli 2, 3 e 12, debbano essere considerati imposti esclusivamente al produttore dell'alimento preconfezionato»
            
         
               2)
            
            
               «In caso di risposta affermativa al primo quesito, se gli articoli 2,3,12 della direttiva 2000/13/CE debbano essere interpretati nel senso che escludono che il semplice distributore, situato all'interno di uno Stato membro, di un prodotto preconfezionato (come definito dall'articolo 1 della direttiva 2000/13/CE) da un operatore situato in uno Stato membro diverso dal primo — possa essere considerato responsabile di una violazione contestata da un'Autorità pubblica, consistente nella differenza tra il valore (nella fattispecie titolo alcolimetrico) indicato dal produttore sull'etichetta del prodotto alimentare preconfezionato e venga di conseguenza sanzionato anche se lo stesso (il semplice distributore) si limita a commercializzare il prodotto alimentare così come consegnato dal produttore dell'alimento stesso».
            
         
      (1)  Gazzetta ufficiale n. L 109 del 06/05/2000 pag. 0029