CELEX: C2004/021/16
Language: it
Date: 2004-01-24 00:00:00
Title: Causa C-426/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Massa e Carrara — Sezione III — con ordinanza 21 luglio 2003, nella causa GE.M.E.G. Srl contro Comune di Carrara nonché Cerit Spa

24.1.2004               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                 C 21/9
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-                    6.   Se sussista uno scioglimento della comunanza familiare
tungsgericht Freiburg con ordinanza 12 marzo 2003, nella                        rilevante nel senso sopradetto, nei casi nei quali il
causa Ceyhun Aydinli contro Land Baden-Würtemberg,                              figlio maggiorenne del lavoratore turco, si allontani
     rappresentato dal Regierungspräsidium Freiburg                             durevolmente dall’abitazione di questi, e non ha più
                                                                                bisogno di una particolare vicinanza e assistenza del
                                                                                lavoratore turco.
                         (Causa C-373/03)
                                                                           7.   Se rispetto alla posizione giuridica di familiare di un
                                                                                lavoratore turco di cui all’art. 7, secondo trattino, una
                          (2004/C 21/15)                                        separazione rilevante dal mercato del lavoro debba defi-
                                                                                nirsi sulla base degli stessi criteri, di quelli relativi alla
                                                                                perdita dei diritti ai sensi dell’art. 6, n. 1, terzo trattino.
                                                                           8.   Se il figlio di un lavoratore turco, che ha conseguito nel
Con ordinanza 12 marzo 2003, pervenuta nella cancelleria                        paese ospitante una formazione professionale perda il
della Corte il 5 settembre 2003, nella causa Ceyhun Aydinli                     diritto di rispondere a qualsiasi offerta sul mercato del
contro Land Baden-Würtemberg, rappresentato dal                                 lavoro nello Stato membro ospitante ai sensi dell’art. 7,
Regierungspräsidium Freiburg, il Verwaltungsgericht Freiburg                    n. 2, della decisione 1/80 qualora abbia già fatto ingresso
ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le                 nel locale mercato del lavoro assumendo uno stabile
seguenti questioni pregiudiziali:                                               impiego.
                                                                           9.   Se il diritto derivante dall’art. 7, secondo comma della
1.   Se l’assenza dal regolare mercato del lavoro di un                         decisione 1/80 vada perduto, qualora l’avente diritto si
     lavoratore turco dovuta all’esecuzione di un periodo di                    sia separato dal regolare mercato del lavoro di tale
     pena detentiva implichi la separazione del detto lavorato-                 Stato membro secondo modalità che comporterebbero la
     re da tale mercato e la perdita dei diritti così acquisiti ai              perdita dello status giuridico di lavoratore turco ai sensi
     sensi dell’art. 6, n. 1, terzo trattino, della decisione                   dell’art. 6, n. 1, terzo trattino.
     19 settembre 1980, n. 1/80 del Consiglio di associazione
     relativa allo sviluppo dell’associazione — decisione n. 1/
     80 — nel corso di una attività lavorativa salariata svolta
     per più anni in uno Stato membro.
2.   Come, se del caso, vada definito il periodo di assenza dal
     mercato del lavoro dovuto all’esecuzione di una pena
     detentiva che comporta l’annullamento dei diritti.
                                                                           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Com-
                                                                           missione Tributaria Provinciale di Massa e Carrara —
3.   Se ai fini della definizione di tale periodo debba essere             Sezione III — con ordinanza 21 luglio 2003, nella causa
     preso in considerazione anche il periodo di assenza del               GE.M.E.G. Srl contro Comune di Carrara nonché Cerit
     lavoratore turco, dovuto ad un ordine di carcerazione                                                  Spa
     cautelare emesso immediatamente prima dell’esecuzione
     della pena detentiva.
                                                                                                    (Causa C-426/03)
4.   Se ai fini della definizione di tale periodo possa anche
     essere preso in considerazione il fatto che il ricorrente al                                     (2004/C 21/16)
     momento della decisione di espulsione sarebbe presumi-
     bilmente rimasto fuori del mercato del lavoro ancora per
     un certo periodo di tempo, poiché egli, senza la decisione
     di espulsione, con grande probabilità — con il rinvio                 Con ordinanza 21 luglio 2003, pervenuta nella Cancelleria
     dell’esecuzione della pena detentiva — può sottoporsi ad              della Corte delle Comunità europee il 7 ottobre 2003, nella
     una terapia di disintossicazione di lunga durata intesa alla          causa GE.M.E.G. Srl contro Comune di Carrara nonché Cerit
     sua reintegrazione sociale e professionale e sussistono               Spa, la Commissione Tributaria Provinciale di Massa e Carrara
     entro questi termini sufficienti probabilità di successo.             — Sezione III — ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
5.   Se ai fini della cessazione dello status giuridico di familiare
     di un lavoratore turco ai sensi dell’art. 7, n. 1, secondo            A)   Se una tassa riscossa da un Comune di uno Stato membro
     trattino, della decisione 1/80, occorra sia lo scioglimento                per le merci esportate in un altro Stato membro, a motivo
     della comunanza familiare del familiare con il lavoratore                  della loro uscita da un Comune del primo Stato membro,
     turco, dal quale egli ha in origine derivato il suo diritto di             costituisca una tassa ad effetto equivalente ai dazi doganali
     soggiorno, sia la separazione definitiva di tale familiare                 all’esportazione pur se detto peso fiscale gravi pure sulle
     dal regolare mercato del lavoro dello Stato membro dove                    merci spedite dal suddetto Comune verso un’altra parte
     i due vivono.                                                              dello Stato membro;
 ---pagebreak--- C 21/10                 IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          24.1.2004
B)   Se siano compatibili con il diritto comunitario le norme              Tributaria Provinciale di Massa e Carrara — Sezione III — ha
     di legge in forza delle quali viene riscosso tale tributo. In         sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
     particolare, se la norma contenuta nella legge dello                  seguenti questioni pregiudiziali:
     Stato Italiano del 15 luglio 1911 n. 749 (e successive
     modificazioni ed integrazioni) — in forza della quale è
     disposta e riscossa, in favore del Comune di Carrara, una
     tassa sui marmi (e derivati) scavati nel suo territorio e             A)   Se una tassa riscossa da un Comune di uno Stato membro
     trasportati fuori di esso (così detta tassa marmi) — sia                   per le merci esportate in un altro Stato membro, a motivo
     compatibile — o invece contrasti — con l’art. 23 (ex                       della loro uscita da un Comune del primo Stato membro,
     articolo 9) del Trattato istitutivo delle Comunità Europee                 costituisca una tassa ad effetto equivalente ai dazi doganali
     che prevede che «la Comunità è fondata sopra un’unione                     all’esportazione pur se detto peso fiscale gravi pure sulle
     doganale che si estende al complesso degli scambi di                       merci spedite dal suddetto Comune verso un’altra parte
     merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi                dello Stato membro;
     doganali all’importazione e all’esportazione, e di qualsiasi
     tassa di effetto equivalente» e con l’art. 25 (ex articolo 12)
     che prevede che «i dazi doganali all’importazione o                   B)   Se siano compatibili con il diritto comunitario le norme
     all’esportazione o le tasse di effetto equivalente sono                    di legge in forza delle quali viene riscosso tale tributo. In
     vietati tra gli stati membri. Tale divieto si applica anche ai             particolare, se la norma contenuta nella legge dello
     dazi doganali di carattere fiscale»;                                       Stato Italiano del 15 luglio 1911 n. 749 (e successive
                                                                                modificazioni ed integrazioni) — in forza della quale è
C)   Se tale tassa sui marmi sia compatibile con gli artt. da 81                disposta e riscossa, in favore del Comune di Carrara, una
     a 89 (ex artt. da 85 a 90 e da 92 a 94) del predetto                       tassa sui marmi (e derivati) scavati nel suo territorio e
     Trattato i quali prevedono una serie di regole miranti a                   trasportati fuori di esso (così detta tassa marmi) — sia
     creare un regime inteso a garantire che la concorrenza                     compatibile — o invece contrasti — con l’art. 23 (ex
     non sia falsata nel mercato comune ed a eliminare gli                      articolo 9) del Trattato istitutivo delle Comunità Europee
     ostacoli esistenti per il raggiungimento di tale obiettivo;                che prevede che «la Comunità è fondata sopra un’unione
                                                                                doganale che si estende al complesso degli scambi di
D)   In caso di soluzione negativa al quesito precedente —                      merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi
     tenendo conto che per il Comune in cui è riscossa la tassa                 doganali all’importazione e all’esportazione, e di qualsiasi
     sui marmi (e loro derivati) non sono previste misure                       tassa di effetto equivalente» e con l’art. 25 (ex articolo 12)
     particolari in favore della Repubblica Italiana nel Trattato               che prevede che «i dazi doganali all’importazione o
     predetto — si chiede se sia consentita dal diritto comuni-                 all’esportazione o le tasse di effetto equivalente sono
     tario una disciplina normativa con la quale si impone un                   vietati tra gli stati membri. Tale divieto si applica anche ai
     peso pecuniario (c. tassa marmi) sulle merci spedite da un                 dazi doganali di carattere fiscale»;
     Comune e destinate ad altre zone dello stesso Stato, o se
     invece questo particolare peso comporti un trattamento
     meno favorevole delle merci che sono destinate alle zone              C)   Se tale tassa sui marmi sia compatibile con gli artt. da 81
     suddette rispetto a quelle esportate in altri Stati membri,                a 89 (ex artt. da 85 a 90 e da 92 a 94) del predetto
     e se tale peso pecuniario si traduca in un ostacolo alla                   Trattato i quali prevedono una serie di regole miranti a
     libera circolazione delle merci nel complesso del mercato                  creare un regime inteso a garantire che la concorrenza
     comunitario.                                                               non sia falsata nel mercato comune ed a eliminare gli
                                                                                ostacoli esistenti per il raggiungimento di tale obiettivo;
                                                                           D)   In caso di soluzione negativa al quesito precedente —
                                                                                tenendo conto che per il Comune in cui è riscossa la tassa
                                                                                sui marmi (e loro derivati) non sono previste misure
                                                                                particolari in favore della Repubblica Italiana nel Trattato
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Com-                          predetto — si chiede se sia consentita dal diritto comuni-
missione Tributaria Provinciale di Massa e Carrara —                            tario una disciplina normativa con la quale si impone un
Sezione III — con ordinanza 21 luglio 2003, nella causa                         peso pecuniario (c. tassa marmi) sulle merci spedite da un
           OMYA Spa contro Comune di Carrara                                    Comune e destinate ad altre zone dello stesso Stato, o se
                                                                                invece questo particolare peso comporti un trattamento
                         (Causa C-427/03)                                       meno favorevole delle merci che sono destinate alle zone
                                                                                suddette rispetto a quelle esportate in altri Stati membri,
                                                                                e se tale peso pecuniario si traduca in un ostacolo alla
                           (2004/C 21/17)                                       libera circolazione delle merci nel complesso del mercato
                                                                                comunitario.
Con ordinanza 21 luglio 2003, pervenuta nella Cancelleria
della Corte delle Comunità europee il 7 ottobre 2003, nella
causa OMYA Spa contro Comune di Carrara, la Commissione