CELEX: C1997/357/31
Language: it
Date: 1997-11-22 00:00:00
Title: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal College van beroep studiefinanciering, con decisione 26 settembre 1997, nel procedimento C.P.M. Meeusen contro Hoofdirectie van de Informatie Beeher Groep (Causa C-337/97)

C 357/18            LIT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        22 . 11 . 97
petenti incaricate tra l'altro di vigilare sull'effettiva predi­       Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal College
 sposizione dei piani di emergenza e di intervento da appli­           van beroep studiefinanciering, con decisione 26 settembre
care all'esterno degli impianti la cui attività industriale sia        1997, nel procedimento C.P.M. Meeusen contro Hoof­
 notificata . Le autorità competenti, inoltre, sono tenute, ai                      directie van de Informatie Beeher Groep
 sensi del secondo paragrafo dello stesso articolo, ad orga­                                     ( Causa C-337/97)
 nizzare, nel quadro delle regolamentazioni nazionali, ispe­
 zioni o altre misure di controllo, secondo il tipo, di attività                                    ( 97/C 357/31 )
 considerata . E evidente che la corretta attuazione di questa
 disposizione comporta che gli Stati membri non solo desi­
 gnino le autorità competenti, ma anche assicurino l'effet­            Con decisione 26 settembre 1997, pervenuta nella cancel­
 tiva predisposizione dei piani di emergenza e di intervento,          leria della Corte il 29 settembre 1997, nel procedimento
 nonché i controlli sulla potenziale operatività di tali piani,        C.P.M. Meeusen contro Hoofdirectie van de Informatie
 nei termini previsti dalla direttiva .                                Beeher Groep, il College van beroep studiefinanciering ha
                                                                       sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                       le seguenti questioni pregiudiziali :
Il D.P.R. n. 175/88 prevedeva nella sua formulazione origi­
naria che i prefetti dovessero predisporre i piani di emer­            1 . a ) Se una situazione, come quella qui considerata, nella
genza esterni agli impianti notificati ai sensi dell'articolo 4                 quale la madre della ricorrente presta attività lavora­
del DPR, sulla scorta delle informazioni fornite dai fab­                       tiva alle dipendenze di una società a responsabilità
 bricanti e di un'istruttoria specificamente svolta in sede                     limitata di cui il marito è direttore generale ed unico
ministeriale. Esso inoltre demandava le funzioni ispettive                      socio, osti a che essa sia considerata lavoratore
a funzionari nominati dal Ministero dell' Ambiente e dal                        migrante, secondo l'accezione dell'art. 48 del Trat­
Ministero della Sanità, nell'ambito del personale di ammi­                     tato CE e del regolamento n. 1612/68 (').
nistrazioni o organismi pubblici competenti .
                                                                               In caso di soluzione negativa della questione sub 1 . a ):
La Commissione aveva sostenuto che se per un verso tale                1 . b ) Premesso che nella causa Bernini ( sentenza 26 febraio
disciplina poteva sembrare formalmente in grado di soddi­                       1992, causa 3/90 ) la Corte di giustizia ha dichiarato
sfare le esigenze dell'articolo 7 della direttiva 82/501/CEE,                  che un sussidio per gli studi concesso da uno Stato
per altro verso essa si rivelava in pratica del tutto insuffi­                 membro ai figli dei lavoratori costituisce, per un
ciente, in quanto, dopo alcuni anni di applicazione, essa                      lavoratore migrante, un vantaggio sociale ai sensi
aveva condotto alla realizzazione di ben pochi piani di                        dell'art. 7, n. 2, del regolamento ( CEE ) n. 1612/68
emergenza e di intervento, nonché ad una carente attività                      quando il lavoratore continua a provvedere al sosten­
di ispezione e di controllo.                                                   tamento del figlio e che in tal caso il figlio può avva­
                                                                               lersi dell'art. 7, n. 2, per ottenere un sussidio per gli
                                                                               studi alle stesse condizioni che valgono per i figli dei
Le successive modifiche legislative annunciate dalle auto­                     lavoratori nazionali, ed in particolare senza che
rità italiane non sono poi valse a rimediare agli inadempi­                    possa essergli imposta un'ulteriore condizione rela­
menti e dunque a porre fine alle infrazioni contestate.                        tiva alla residenza, se tale regola valga senza limita­
                                                                               zioni di sorta qualora il lavoratore migrante debba
                                                                               essere considerato lavoratore frontaliero .
La Commissione desidera aggiungere che le ulteriori modi­
fiche apportate alla normativa di recepimento della diret­            1 . c ) Se la regola tratta dalla sentenza Bernini, quale espo­
tiva, tramite l'adozione della legge n . 137/97, non consen­                   sta nella questione sopra formulata , valga anche qua­
tono di concludere che sia stato posto un termine agli ina­                    lora il figlio del lavoratore migrante non abbia mai
dempimenti contestati .
                                                                               risieduto nei Paesi Bassi, come nel caso di specie.
                                                                      2.       Se l'art. 52 del Trattato CE debba essere interpretato
La Commissione continua a ritenere che, da un lato, l'alle­
                                                                               nel senso che la garanzia che emerge dalla regola
                                                                               posta dalla sentenza Bernini, quale citata nella que­
stimento dei piani di emergenza e di intervento da appli­
                                                                               stione sub 1 . b ), vale anche per il figlio di un citta­
care all'esterno degli impianti e, d' altro lato l'organizza­
                                                                               dino di uno Stato membro che svolge in un altro
zione di ispezioni o di altre misure di controllo sulle atti­                  Stato membro un' attività lavorativa non subordinata .
vità industriali non siano ad oggi ancora compiutamente
                                                                               In quale misura siano allo stesso tempo determinanti
attuati . La Commissione considera dunque che la Repub­
                                                                               in proposito la circostanza che il figlio non ha mai
blica italiana sia venuta meno ai relativi obblighi che le
incombono ai sensi del diritto comunitario .
                                                                               risieduto nei Paesi Bassi e la circostanza che i genitori
                                                                               non risiedono nel paese dove viene svolta l'attività
                                                                               lavorativa non subordinata .
(') GU L 230 del 5 . 8 . 1982 , pag . 1 .
                                                                      (') GU L 257 del 19 . 10 . 1968 , pag. 2 .