CELEX: E2009C0471
Language: it
Date: 2009-11-25 00:00:00
Title: Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 471/09/COL, del 25 novembre 2009 , che modifica per la settantaquattresima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo relativo ai criteri per l’analisi della compatibilità di aiuti di Stato alla formazione soggetti a notifica individuale

8.9.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 231/23
            
         DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   N. 471/09/COL
   del 25 novembre 2009
   che modifica per la settantaquattresima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo relativo ai criteri per l’analisi della compatibilità di aiuti di Stato alla formazione soggetti a notifica individuale
   L’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA (1),
   VISTO l’accordo sullo Spazio economico europeo (2), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il protocollo 26,
   VISTO l’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (3), in particolare l’articolo 24 e l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b),
   CONSIDERANDO che, ai sensi dell’articolo 24 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, l’Autorità rende esecutive le disposizioni dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato,
   CONSIDERANDO che, a norma dell’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, l’Autorità formula comunicazioni e orientamenti sulle materie oggetto dell’accordo SEE, sempre che tale accordo o l’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte lo preveda esplicitamente e l’Autorità lo consideri necessario,
   RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato adottate il 19 gennaio 1994 dall’Autorità (4),
   CONSIDERANDO che l’11 agosto 2009 la Commissione delle Comunità europee (in appresso «la Commissione») ha pubblicato una comunicazione relativa ai criteri per l’analisi della compatibilità di aiuti di stato alla formazione soggetti a notifica individuale (5),
   CONSIDERANDO che detta comunicazione è rilevante anche ai fini dello Spazio economico europeo,
   CONSIDERANDO che si deve garantire l’applicazione uniforme in tutto lo Spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato,
   CONSIDERANDO che, ai sensi del punto II del capo «DISPOSIZIONI GENERALI» nella parte finale dell’allegato XV all’accordo SEE, l’Autorità, dopo aver consultato la Commissione, deve adottare gli atti corrispondenti a quelli della Commissione,
   PREVIA consultazione della Commissione,
   RAMMENTANDO che l’Autorità ha consultato gli Stati EFTA in materia mediante lettera del 2 ottobre 2009 (evento n. 532318, 532294 e 532322),
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   La guida sugli aiuti di Stato è modificata mediante l’introduzione di un nuovo capitolo relativo ai criteri per l’analisi della compatibilità di aiuti di stato alla formazione soggetti a notifica individuale. Il nuovo capitolo è contenuto nell’allegato alla presente decisione.
   Articolo 2
   Il testo in lingua inglese è il solo facente fede.
   
      Fatto a Bruxelles, il 25 novembre 2009
      
         
            Per l’Autorità di vigilanza EFTA
         
         Per SANDERUD
         
            Presidente
         
         Kurt JÄGER
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  In appresso denominata «l’Autorità».
   
      (2)  In appresso denominato «l’accordo SEE».
   
      (3)  In appresso denominato «l’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte».
   
      (4)  Guida all’applicazione e all’interpretazione degli articoli 61 e 62 dell’accordo SEE e dell’articolo 1 del protocollo 3 all’accordo che istituisce un’Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia, adottata dall’Autorità il 19 gennaio 1994, pubblicata nella 
         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 231 del 3.9.1994, pag. 1, e supplemento SEE n. 32 del 3.9.1994, pag. 1 (in appresso denominata «guida sugli aiuti di Stato»). La versione aggiornata della guida sugli aiuti di Stato è pubblicata nel sito Internet dell’Autorità al seguente indirizzo: http://www.eftasurv.int/state-aid/legal-framework/state-aid-guidelines/
   
      (5)  Pubblicata nella GU C 188 dell’11.8.2009, pag. 1.
   
      ALLEGATO
      
         CRITERI PER L’ANALISI DELLA COMPATIBILITÀ DI AIUTI DI STATO ALLA FORMAZIONE SOGGETTI A NOTIFICA INDIVIDUALE
          (1)
      
      1.   Introduzione
      
      
                  1.
               
               
                  La formazione induce solitamente esternalità positive per la società nel suo complesso, perché aumenta la riserva di lavoratori qualificati alla quale altre imprese possono attingere, migliora la competitività economica e promuove una società della conoscenza in grado di avviare un percorso di sviluppo più innovativo.
               
            
                  2.
               
               
                  Tuttavia, le imprese possono fornire un livello di formazione inferiore a quanto socialmente ottimale se i dipendenti sono liberi di cambiare datore di lavoro e le altre imprese che li assumono finiscono per beneficiare della formazione loro impartita. Ciò riguarda in particolare la formazione che verte su competenze trasferibili da un’impresa all’altra. Gli aiuti di Stato possono contribuire a fornire ulteriori incentivi affinché la formazione erogata dai datori di lavoro raggiunga un livello socialmente auspicabile.
               
            
                  3.
               
               
                  Il presente capitolo fissa alcuni orientamenti relativi ai criteri che l’Autorità di vigilanza EFTA (in appresso «l’Autorità») applicherà per la valutazione delle misure di aiuto alla formazione. Tali orientamenti sono volti a rendere trasparenti le decisioni dell’Autorità e la relativa motivazione, per garantire la prevedibilità e la certezza del diritto. Ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera g), dell’atto cui è fatto riferimento al punto 1j dell’allegato XV all’accordo SEE [regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria) (2)], quale adattato all’accordo SEE mediante il protocollo 1 (3) (in appresso «il regolamento generale di esenzione per categoria»), gli orientamenti si applicano agli aiuti individuali di formazione, concessi ad hoc o nel quadro di un regime, la cui equivalente sovvenzione superi 2 milioni di EUR per progetto di formazione.
               
            
                  4.
               
               
                  I criteri fissati nei presenti orientamenti non saranno applicati in modo meccanico. Il livello della valutazione dell’Autorità e il genere di informazioni che richiederà saranno proporzionati al rischio di distorsione di concorrenza. La portata dell’analisi dipenderà dalla natura del caso.
               
            2.   Effetti positivi degli aiuti
      
      2.1.   Fallimento del mercato
      
      
                  5.
               
               
                  I lavoratori qualificati contribuiscono ad accrescere la produttività e la competitività delle imprese. Tuttavia, per una serie di ragioni si può verificare un sottoinvestimento nella formazione sia da parte dei datori di lavoro che dei lavoratori. I lavoratori potrebbero limitare il loro investimento in formazione perché non sono propensi a correre rischi, attraversano ristrettezze finanziarie o trovano difficile comunicare ai successivi datori di lavoro il livello delle conoscenze acquisite.
               
            
                  6.
               
               
                  Dal canto loro le imprese potrebbero non essere interessate a formare i propri dipendenti a livelli ottimali per la società nel suo complesso, e ciò per via del fallimento di mercato legato alle esternalità positive della formazione e alle difficoltà di recupero dell’investimento se i lavoratori possono liberamente cambiare datore di lavoro. Le imprese possono investire nella formazione meno di quanto risulta economicamente efficiente se temono che, una volta formati, i dipendenti cambieranno lavoro prima che l’impresa abbia recuperato l’investimento. Le imprese possono esitare a fornire ai loro dipendenti una formazione sufficiente a meno che tale formazione dia risultati immediati o sia specifica per le esigenze dell’impresa o a meno che non vi siano clausole contrattuali in base alle quali il dipendente formato non può lasciare l’impresa prima che siano ammortizzati i costi della formazione o sia rimborsata la totalità (o una parte) delle spese di formazione.
               
            
                  7.
               
               
                  Vi può essere un sottoinvestimento nella formazione anche qualora, malgrado l’impresa sia in grado di recuperare il proprio investimento, i benefici da essa ricavati siano inferiori a quelli della società nel suo insieme. Tali esternalità positive della formazione possono emergere, in particolare, se vengono migliorate le competenze trasferibili, ossia quelle che possono essere utilizzate in più di una impresa. Le formazioni specifiche, invece, offrono guadagni di produttività solo in determinate imprese e possono facilmente diventare di loro proprietà (4). Pertanto, le esternalità positive delle formazioni specifiche sono meno pronunciate rispetto a quelle della formazione generale.
               
            
                  8.
               
               
                  Se le imprese devono far fronte a costi maggiori per la formazione di lavoratori svantaggiati o disabili senza la certezza di trarne benefici (5), esse possono essere incentivate a fornire un minor livello di formazione a questi gruppi. Invece la formazione dei lavoratori svantaggiati o disabili genera solitamente esternalità positive per la società nel suo insieme (6).
               
            
                  9.
               
               
                  Gli Stati EFTA dovrebbero dimostrare che gli aiuti sono giustificati da un fallimento del mercato. Nella sua analisi, l’Autorità tiene conto, tra l’altro, dei seguenti elementi:
                  
                              1)
                           
                           
                              natura della formazione, specifica o generale, in base alla definizione di cui all’articolo 38 del regolamento generale di esenzione per categoria. Un progetto di formazione può contenere sia parti generali che specifiche. La formazione generale comporta maggiori esternalità positive;
                           
                        
                              2)
                           
                           
                              trasferibilità delle competenze acquisite durante la formazione. La maggiore trasferibilità delle competenze aumenta la probabilità di esternalità positive. Si ritiene che la formazione comporti competenze trasferibili se, ad esempio:
                              
                                          a)
                                       
                                       
                                          è organizzata congiuntamente da diverse imprese indipendenti o ne possono beneficiare i dipendenti di diverse imprese;
                                       
                                    
                                          b)
                                       
                                       
                                          è certificata, fa conseguire un diploma riconosciuto o è convalidata da autorità o istituzioni pubbliche;
                                       
                                    
                                          c)
                                       
                                       
                                          è rivolta a categorie di lavoratori caratterizzati da un alto tasso di ricambio all’interno dell’impresa e del settore in questione;
                                       
                                    
                                          d)
                                       
                                       
                                          può tornare utile al lavoratore al di là del suo attuale impiego (ai fini di futuri incarichi in altre società, della sua vita sociale o del suo benessere, ecc.);
                                       
                                    
                        
                              3)
                           
                           
                              partecipanti alla formazione: l’inclusione di lavoratori disabili o svantaggiati può aumentare le esternalità positive della formazione.
                           
                        
            2.2.   Adeguatezza dell’aiuto di Stato come strumento politico
      
      
                  10.
               
               
                  L’aiuto di Stato non è l’unico strumento politico di cui dispongono gli Stati EFTA per promuovere la formazione, che viene, in effetti, impartita perlopiù attraverso sistemi di istruzione (università, scuole, formazione professionale svolta o finanziata da autorità statali). La formazione può anche essere intrapresa su iniziativa dei lavoratori, con o senza il sostegno dei loro datori di lavoro.
               
            
                  11.
               
               
                  Se lo Stato EFTA ha preso in considerazione altre opzioni di politica e sono dimostrati i vantaggi derivanti dal ricorso a uno strumento selettivo come l’aiuto di Stato destinato a una particolare impresa, le misure sono considerate strumenti adeguati. L’Autorità terrà conto, in particolare, di tutte le valutazioni di impatto della misura proposta eventualmente realizzate dallo Stato EFTA.
               
            2.3.   Effetto di incentivazione e necessità degli aiuti
      
      
                  12.
               
               
                  Gli aiuti di Stato alla formazione devono indurre nel beneficiario degli aiuti un cambiamento di comportamento, al fine di ottenere una maggiore e/o migliore formazione di quanto non sarebbe avvenuto senza l’aiuto. Nel caso questo aumento quantitativo e qualitativo delle attività di formazione previste non si verifichi, si ritiene che l’aiuto non abbia alcun effetto di incentivazione.
               
            
                  13.
               
               
                  Tale effetto è individuato mediante un’analisi controfattuale, che compara i livelli previsti di formazione con e senza aiuti. La maggior parte dei datori di lavoro reputano necessario formare i loro dipendenti al fine di garantire un adeguato funzionamento delle loro imprese. Non si può dare per scontato che gli aiuti di Stato alla formazione, in particolare quella specifica, siano sempre necessari.
               
            
                  14.
               
               
                  Gli Stati EFTA dovrebbero dimostrare all’Autorità l’esistenza di un effetto di incentivazione dell’aiuto e la sua necessità. Innanzitutto, il beneficiario deve aver presentato domanda di aiuto allo Stato EFTA interessato prima dell’inizio del progetto di formazione. In secondo luogo, lo Stato EFTA deve dimostrare che, rispetto a una situazione senza aiuto, l’aiuto di Stato porta a un aumento delle dimensioni, della qualità, della portata del progetto di formazione o del numero di partecipanti cui è rivolto. La quantità supplementare di formazione offerta grazie agli aiuti può essere attestata, ad esempio, dal numero maggiore di ore o corsi di formazione e di partecipanti, dal passaggio da una formazione specifica per l’impresa a una formazione generale oppure dalla maggiore partecipazione di talune categorie di lavoratori svantaggiati o disabili.
               
            
                  15.
               
               
                  Nella sua analisi, l’Autorità tiene conto, tra l’altro, dei seguenti elementi:
                  
                              a)
                           
                           
                              documenti interni del beneficiario riguardanti i costi, le dotazioni, i partecipanti, il contenuto e la programmazione della formazione sia in presenza che in assenza di aiuto;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              l’esistenza di un obbligo legale del datore di lavoro di fornire un certo tipo di formazione (ad esempio in materia di sicurezza): se tale obbligo esiste, l’Autorità conclude in linea di principio che non vi è alcun effetto di incentivazione;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              la credibilità del progetto presentato, facendo, ad esempio, un confronto con i bilanci stanziati per la formazione negli anni precedenti;
                           
                        
                              d)
                           
                           
                              il rapporto tra il programma di formazione e le attività commerciali del beneficiario dell’aiuto: più è stretto il rapporto, minore è la probabilità che si produca un effetto di incentivazione. Ad esempio, è improbabile che la formazione sull’introduzione di una nuova tecnologia in un settore specifico produca effetti di incentivazione, in quanto le imprese non hanno altra scelta se non quella di formare i dipendenti sulla tecnologia appena introdotta.
                           
                        
            2.4.   Proporzionalità degli aiuti
      
      
                  16.
               
               
                  Lo Stato EFTA deve dimostrare che gli aiuti sono necessari e che il loro importo è limitato al minimo necessario per realizzare la finalità dell’aiuto.
                  I costi ammissibili devono essere calcolati conformemente all’articolo 39 del regolamento generale di esenzione per categoria e limitarsi ai costi che derivano dalle attività di formazione che non sarebbero intraprese senza l’aiuto.
                  Gli Stati EFTA dovrebbero dimostrare che l’importo dell’aiuto non supera la parte dei costi ammissibili che non può essere stanziata dall’impresa (7). In ogni caso, le intensità dell’aiuto non possono superare le percentuali di cui all’articolo 39 del regolamento generale di esenzione per categoria e sono applicate ai costi ammissibili (8).
               
            3.   Effetti negativi dell’aiuto
      
      
                  17.
               
               
                  Se l’aiuto risulta proporzionato a quanto necessario per conseguirne gli obiettivi, è probabile che i suoi effetti negativi siano limitati e potrebbe non essere necessario svolgere un’analisi in merito (9). In alcuni casi, tuttavia, anche se l’aiuto è necessario e proporzionale per una specifica impresa al fine di aumentare la quantità di formazione fornita, l’aiuto può comportare un cambiamento nel comportamento del beneficiario che distorce la concorrenza in modo significativo. In questi casi, l’Autorità svolgerà un’analisi approfondita sulle distorsioni della concorrenza, la cui entità può variare secondo le caratteristiche dell’aiuto e dei mercati interessati (10).
               
            
                  18.
               
               
                  Le caratteristiche dell’aiuto che possono incidere sulla probabilità e sull’entità della distorsione sono le seguenti:
                  
                              a)
                           
                           
                              selettività;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              entità dell’aiuto;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              ripetizione e durata dell’aiuto;
                           
                        
                              d)
                           
                           
                              incidenza dell’aiuto sui costi aziendali.
                           
                        
            
                  19.
               
               
                  Ad esempio, un programma di formazione che viene utilizzato per incoraggiare le imprese di uno Stato EFTA in generale a organizzare un maggior numero di formazioni avrà probabilmente un effetto diverso sul mercato rispetto a un aiuto sostanziale concesso a un’unica impresa affinché possa potenziare la propria formazione. In questo secondo caso, il rischio di distorsione della concorrenza è maggiore in quanto i concorrenti del beneficiario degli aiuti sono meno in grado di competere (11). La distorsione sarà ancora maggiore se i costi di formazione dell’impresa del beneficiario rappresentano una percentuale non trascurabile dei costi totali.
               
            
                  20.
               
               
                  Nella valutazione delle caratteristiche del mercato, grazie alla quale si può ottenere un’indicazione più precisa della probabile incidenza dell’aiuto, l’Autorità terrà conto, tra l’altro, dei seguenti fattori:
                  
                              a)
                           
                           
                              la struttura del mercato;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              le caratteristiche del settore o dell’industria.
                           
                        
            
                  21.
               
               
                  La struttura del mercato sarà valutata in base alla concentrazione del mercato, alle dimensioni delle imprese (12), alla differenziazione dei prodotti (13) e delle barriere all’entrata e all’uscita. Le quote di mercato e i rapporti di concentrazione saranno calcolati una volta definito il mercato rilevante. In genere, se vi sono poche imprese, la loro quota sul mercato è maggiore e si osserva un minore livello di concorrenza (14). Se il mercato interessato è concentrato e presenta notevoli barriere all’entrata (15) e il beneficiario degli aiuti è un operatore importante su tale mercato, è probabile che i concorrenti dovranno modificare il loro comportamento in reazione all’aiuto.
               
            
                  22.
               
               
                  Nella valutazione delle caratteristiche settoriali, l’Autorità esaminerà, tra l’altro, l’importanza della manodopera qualificata per l’impresa, l’esistenza di sovraccapacità, se il mercato del settore sia in crescita, in equilibrio o in flessione, le strategie di finanziamento della formazione adottate dai concorrenti (aiuti di Stato, dipendenti, datori di lavoro). Ad esempio, gli aiuti alla formazione in un’industria in declino possono accrescere il rischio di una distorsione della concorrenza tenendo in vita un’impresa non efficiente.
               
            
                  23.
               
               
                  Gli aiuti alla formazione possono comportare, in particolari casi, distorsioni della concorrenza per quanto riguarda entrata e uscita dal mercato, incidenza sui flussi commerciali ed eliminazione degli investimenti privati nella formazione.
               
            Entrata e uscita dal mercato
      
                  24.
               
               
                  In un mercato competitivo, le imprese vendono prodotti che generano profitti. Incidendo sui costi, l’aiuto di Stato altera la redditività e può quindi condizionare la decisione di un’impresa di offrire o no un determinato prodotto. Ad esempio, un aiuto di Stato che riduce i costi correnti di produzione come quelli derivanti dalla formazione del personale potrebbe consentire a prodotti che altrimenti avrebbero scarse prospettive commerciali di entrare sul mercato, a scapito di una gamma di prodotti offerta da concorrenti più efficienti.
               
            
                  25.
               
               
                  La disponibilità di un aiuto di Stato può anche condizionare la decisione di un’impresa di ritirarsi da un mercato. Gli aiuti di Stato alla formazione potrebbero ridurre l’entità delle perdite e consentire all’impresa di restare più a lungo sul mercato, facendo sì che imprese più efficienti che non ricevono aiuti siano costrette ad uscire dal mercato.
               
            Incidenza sui flussi commerciali
      
                  26.
               
               
                  Gli aiuti di Stato alla formazione potrebbero far beneficiare alcune zone di condizioni di produzione più favorevoli, il che potrebbe comportare uno spostamento dei flussi commerciali a favore delle regioni in cui sono erogati gli aiuti.
               
            Eliminazione degli investimenti privati nella formazione
      
                  27.
               
               
                  Per sopravvivere sul mercato e ottimizzare profitti, le imprese sono interessate a investire nella formazione del personale. La quantità di investimenti nella formazione che ogni impresa è disposta a erogare dipende anche da quanto investono i suoi concorrenti. Le imprese che vengono sovvenzionate dallo Stato possono ridurre i propri investimenti. Invece, se l’aiuto incita i beneficiari a investire di più, i concorrenti potrebbero reagire riducendo la loro spesa in formazione. Se, per conseguire lo stesso obiettivo, i beneficiari dell’aiuto o i loro concorrenti investono meno in presenza di aiuti che in loro assenza, l’aiuto ha come conseguenza la graduale eliminazione degli investimenti privati nella formazione del personale.
               
            4.   Bilancio e decisione
      
      
                  28.
               
               
                  Come ultima fase dell’analisi, si valuterà in che misura gli effetti positivi degli aiuti superano quelli negativi. La valutazione sarà effettuata caso per caso. A tal fine, l’Autorità metterà a confronto gli effetti positivi e negativi, elaborando un giudizio globale relativo al loro impatto sui produttori e consumatori in ciascuno dei mercati interessati. Ai fini della valutazione l’Autorità utilizzerà informazioni qualitative, a meno che non siano subito disponibili informazioni quantitative.
               
            
                  29.
               
               
                  Se l’aiuto risulta necessario, mirato e proporzionato per una specifica impresa che intende accrescere le sue attività di formazione e se a beneficiare della formazione complementare è più la società che il beneficiario dell’aiuto, è probabile che l’Autorità adotti una decisione più positiva accettando, quindi, un maggiore grado di distorsione della concorrenza.
               
            
         (1)  Il presente capitolo corrisponde alla comunicazione della Commissione — Criteri per l’analisi della compatibilità di aiuti di stato alla formazione soggetti a notifica 2009/C 188/01 (GU C 188 dell’11.8.2009, pag. 1).
      
         (2)  GU L 214 del 9.8.2008, pag. 3. Per gli aiuti alla formazione ad hoc destinati a una grande impresa inferiori alla soglia di 2 milioni di EUR, l’Autorità applica mutatis mutandis i principi indicati nel presente capitolo, anche se in modo meno dettagliato.
      
         (3)  Decisione del Comitato misto SEE n. 120/2008 del 7.11.2008 (GU L 339 del 18.12.2008, pag. 111, e supplemento SEE n. 79 del 18.12.2008), entrata in vigore l’8.11.2008.
      
         (4)  Tuttavia, anche le esternalità della formazione generale possono diventare proprietà delle imprese attraverso speciali clausole contrattuali secondo cui il dipendente formato deve restare nell’impresa per un periodo determinato di tempo dopo aver ricevuto la formazione in questione.
      
         (5)  I lavoratori disabili e svantaggiati sono definiti all’articolo 2 del regolamento generale di esenzione per categoria.
      
         (6)  Ad esempio, rispetto a un’impresa, la società darà maggior valore alla formazione dei lavoratori giovani e scarsamente qualificati e ciò per via della presunta o effettiva minore produttività che ne deriva.
      
         (7)  Ciò corrisponde alla parte dei costi supplementari della formazione che l’impresa non può recuperare beneficiando direttamente dalle competenze acquisite dai suoi dipendenti durante la formazione.
      
         (8)  Cfr. anche la prassi attualmente applicata nei casi, ad esempio: C 35/2007, Aiuti alla formazione a Volvo Cars di Gand, la decisione 2008/948/CE della Commissione, del 23 luglio 2008, relativa alle misure previste dalla Germania a favore di DHL e dell’aeroporto di Lipsia/Halle (GU L 346 del 23.12.2008, pag. 1) e la decisione 2007/612/CE della Commissione, del 4 aprile 2007, relativa all’aiuto di Stato C 14/06 al quale il Belgio intende dare esecuzione a favore di General Motors Belgium ad Anversa (GU L 243 del 18.9.2007, pag. 71).
      
         (9)  Inoltre, se il mercato del lavoro funzionasse perfettamente, i dipendenti potrebbero sempre ottenere una retribuzione maggiore grazie alle maggiori competenze acquisite con la formazione, facendo sì che le sue esternalità positive siano internalizzate.
      
         (10)  Alcuni mercati subiscono gli effetti negativi degli aiuti in quanto l’impatto dell’aiuto non si limita ai mercati in cui opera il beneficiario degli aiuti ma si estende ad altri mercati, ad esempio quelli dei fattori produttivi.
      
         (11)  Bisogna, tuttavia, sottolineare che la concessione di aiuti alla formazione ad un intero settore di uno Stato EFTA può provocare una distorsione degli scambi commerciali tra parti contraenti.
      
         (12)  La dimensione dell’impresa si può esprimere in termini di quota di mercato nonché fatturato e/o dipendenti.
      
         (13)  Quanto più debole sarà il livello di differenziazione dei prodotti, tanto più forte sarà l’incidenza dell’aiuto sui profitti dei concorrenti.
      
         (14)  Va osservato, tuttavia, che alcuni mercati sono competitivi nonostante la presenza di poche imprese.
      
         (15)  Va osservato, tuttavia, che talvolta la concessione di un aiuto contribuisce a superare le barriere all’entrata e consente a nuove imprese di entrare sul mercato.