CELEX: E2006C0085
Language: it
Date: 2006-04-06 00:00:00
Title: Decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 85/06/COL, del 6 aprile 2006 , che modifica per la cinquantaseiesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 25.B: Aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013

28.2.2008   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 54/1
            
         
      DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   
      N. 85/06/COL
   del 6 aprile 2006
   che modifica per la cinquantaseiesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 25.B: «Aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013»
   L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA (1),
   VISTO l'accordo sullo Spazio economico europeo (2), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il protocollo 26,
   VISTO l'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (3), in particolare l'articolo 24 e l'articolo 5, paragrafo 2, lettera b),
   VISTO l'articolo 1 della parte I del protocollo 3 dell'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia,
   CONSIDERANDO che, a norma dell'articolo 24 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità ha il compito di applicare le disposizioni dell'accordo SEE in materia di aiuti di Stato,
   CONSIDERANDO che, a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità emette comunicazioni o orientamenti sulle questioni disciplinate dall'accordo SEE, qualora ciò sia previsto espressamente da tale accordo o dall'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte o qualora l'Autorità lo ritenga necessario,
   RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (4) adottate il 19 gennaio 1994 dall'Autorità (5),
   CONSIDERANDO che, il 4 marzo 2006, la Commissione delle Comunità europee (in appresso, «la Commissione CE») ha adottato gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 (6),
   CONSIDERANDO che tali orientamenti sono rilevanti anche ai fini dello Spazio economico europeo,
   CONSIDERANDO che si deve garantire l’applicazione uniforme in tutto lo Spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato,
   CONSIDERANDO che, ai sensi del punto II delle «Disposizioni generali» nella parte finale dell’allegato XV dell’accordo SEE, l’Autorità, previa consultazione con la Commissione, adotta atti corrispondenti a quelli della Commissione europea,
   VISTO il parere della Commissione europea,
   RAMMENTANDO che l’Autorità ha consultato gli Stati EFTA in merito alla questione con lettera del 20 febbraio 2006 inviata a Islanda, Norvegia e Liechtenstein,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   Gli orientamenti sugli aiuti di Stato saranno modificati mediante l'introduzione di un nuovo capitolo 25.B: «Aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013». Il nuovo capitolo è allegato alla presente decisione.
   Articolo 2
   L’attuale capitolo 25.A «Revisione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo successivo al 1o gennaio 2007» sarà cancellato.
   Articolo 3
   Gli Stati EFTA saranno informati tramite lettera, recante in allegato copia della presente decisione e del nuovo capitolo 25.B.
   Articolo 4
   La Commissione europea verrà informata della decisione, conformemente alla lettera d), del protocollo 27 dell’accordo SEE, mediante invio di copia della stessa, comprendente il nuovo capitolo 25.B.
   Articolo 5
   La decisione, ivi incluso il nuovo capitolo 25.B allegato, è pubblicata nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   Articolo 6
   Il testo in lingua inglese è il solo facente fede.
   
      Fatto a Bruxelles, il 6 aprile 2006.
      
         
            Per l’Autorità di vigilanza EFTA
         
         Bjørn T. GRYDELAND
         
         
            Presidente
         
         Kurt JAEGER
         
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  Di seguito «Autorità».
   
      (2)  Di seguito «accordo SEE».
   
      (3)  Di seguito «accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte».
   
      (4)  Di seguito «orientamenti sugli aiuti di Stato».
   
      (5)  Guida all'applicazione e all'interpretazione degli articoli 61 e 62 dell'accordo SEE e dell'articolo 1 del protocollo 3 all’accordo che istituisce un’Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia, adottata e pubblicata dall'Autorità di vigilanza EFTA il 19 gennaio 1994 (GU L 231 del 3.9.1994, supplemento SEE n. 32). La guida è stata modificata da ultimo il 22 marzo 2006 e viene di seguito denominata «guida sugli aiuti di Stato».
   
      (6)  GU C 54 del 4.3.2006, pag. 13.
   
      ALLEGATO
      
         «25.B   AIUTI DI STATO A FINALITÀ REGIONALE 2007-2013 (1)
         
         25.B.1   Introduzione
         
                     (1)
                  
                  
                     Ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera a), e dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell’accordo SEE, possono considerarsi compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE gli aiuti di Stato concessi per favorire lo sviluppo economico di determinate zone svantaggiate all’interno dello Spazio economico europeo. Gli aiuti di questo tipo sono definiti aiuti di Stato a finalità regionale. Si tratta di aiuti agli investimenti a favore delle grandi imprese o, in determinate circostanze particolari, di aiuti al funzionamento, in entrambi i casi destinati a regioni specifiche al fine di riequilibrare disparità regionali. Sono considerati del pari aiuti a finalità regionale livelli più elevati di aiuti agli investimenti concessi a piccole e medie imprese situate nelle regioni svantaggiate al di sopra di quanto consentito in altre zone.
                  
               
                     (2)
                  
                  
                     Poiché sono volti a colmare gli svantaggi delle regioni sfavorite, gli aiuti di Stato a finalità regionale promuovono la coesione economica, sociale e territoriale degli Stati SEE e dello Spazio economico europeo nel suo insieme. Questa specificità regionale differenzia gli aiuti a finalità regionale da altre forme di aiuti orizzontali, quali gli aiuti alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione, all’occupazione, alla formazione o alla tutela ambientale, che perseguono altri obiettivi di interesse comune ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3 dell’accordo SEE, anche se a volte con intensità di aiuto superiore nelle zone svantaggiate in considerazione delle difficoltà specifiche che esse devono affrontare (2).
                  
               
                     (3)
                  
                  
                     Gli aiuti di Stato a finalità regionale agli investimenti hanno come obiettivo lo sviluppo delle regioni più sfavorite, tramite un sostegno agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro. Gli aiuti a finalità regionale promuovono l’ampliamento e la diversificazione delle attività economiche delle imprese ubicate nelle regioni più svantaggiate, in particolare incoraggiando le imprese ad insediarvi nuovi stabilimenti.
                  
               
                     (4)
                  
                  
                     I criteri seguiti dall’Autorità di vigilanza EFTA (di seguito “l’Autorità”) nell’esaminare la compatibilità degli aiuti di Stato a finalità regionale con l’accordo SEE in applicazione dell’articolo 61, paragrafo 3, lettere a), e c), di tale accordo sono stati codificati nel capitolo 25 degli orientamenti dell’Autorità in materia di aiuti di Stato (3) (di seguito, “gli orientamenti”) relativi al periodo 2000-2006 (4). Le regole specifiche che disciplinano gli aiuti destinati ai grandi progetti d’investimento sono stati codificati nel capitolo 26.A degli orientamenti “Disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento” (5). Tuttavia, gli importanti sviluppi politici ed economici avvenuti dal 1998 in poi, tra cui l’allargamento del SEE il 1o maggio 2004 e la prevista adesione di Bulgaria e Romania, hanno creato la necessità di una revisione generale al fine di redigere nuovi orientamenti applicabili dal 2007 al 2013.
                  
               
                     (5)
                  
                  
                     Gli aiuti a finalità regionale possono svolgere un ruolo efficace solo se utilizzati in modo parsimonioso e proporzionale e se concentrati nelle regioni più svantaggiate del SEE. In particolare, i massimali di aiuto ammissibili dovrebbero riflettere la gravità relativa dei problemi di sviluppo nelle regioni interessate. Inoltre, i vantaggi degli aiuti in termini di sviluppo di una regione sfavorita devono essere superiori alle distorsioni della concorrenza che ne derivano (6). Il peso attribuito ai vantaggi apportati dagli aiuti può variare in funzione della deroga applicata, per cui una maggior distorsione della concorrenza può essere accettata nel caso delle regioni più svantaggiate ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera a), rispetto a quelle di cui alla lettera c) (7).
                  
               
                     (6)
                  
                  
                     In alcuni casi molto limitati e ben definiti, gli svantaggi strutturali di una regione possono essere così gravi che gli aiuti a finalità regionale agli investimenti, combinati con un sistema esaustivo di aiuti orizzontali, possono non essere sufficienti per innescare un processo di sviluppo regionale. Unicamente in questi casi, gli aiuti a finalità regionale agli investimenti possono essere integrati da aiuti a finalità regionale al funzionamento.
                  
               
                     (7)
                  
                  
                     Un numero crescente di elementi rivela l’esistenza di barriere significative alla creazione di nuove imprese nell’ambito del SEE, più accentuate nelle regioni svantaggiate. L’Autorità ha pertanto deciso di introdurre nei presenti orientamenti un nuovo strumento di aiuto per incoraggiare la creazione di nuove imprese di piccole dimensioni nelle regioni svantaggiate con massimali di aiuto differenziati a seconda delle regioni interessate.
                  
               25.B.2   Campo di applicazione
         
                     (8)
                  
                  
                     L’Autorità applicherà i presenti orientamenti agli aiuti a finalità regionale concessi in tutti i settori dell’economia che rientrano nel campo di applicazione dell’accordo SEE e nelle competenze dell’Autorità. Inoltre, alcuni dei settori di applicazione sono soggetti anche a norme specifiche che tengono conto della situazione particolare dei settori in questione, in deroga totale o parziale ai presenti orientamenti (8).
                     Per quanto riguarda l’industria siderurgica, secondo una prassi consolidata, l’Autorità ritiene che gli aiuti a finalità regionale concessi a tale industria, quali definiti all’allegato I, non siano compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE. Tale incompatibilità vale anche per gli aiuti individuali di importo elevato concessi in tale settore alle piccole e medie imprese ai sensi dell’articolo 6 del regolamento (CE) n. 70/2001 (9) o di qualsiasi normativa successiva, che non beneficiano di un’esenzione a norma del regolamento stesso.
                     Inoltre, tenuto conto delle caratteristiche specifiche del settore, non possono essere concessi aiuti a finalità regionale agli investimenti nel settore delle fibre sintetiche quale definito nell’allegato II.
                  
               
                     (9)
                  
                  
                     Possono essere concessi unicamente aiuti ad imprese in difficoltà quali definite al capitolo 16 degli orientamenti (10) a norma di detto capitolo (11).
                  
               
                     (10)
                  
                  
                     Di regola, gli aiuti a finalità regionale dovrebbero essere concessi nel contesto di un regime di aiuti multisettoriale che sia parte integrante di una strategia di sviluppo regionale, con obiettivi chiaramente definiti. Un regime di questo tipo può anche consentire alle autorità competenti di stabilire l’ordine prioritario di progetti di investimento in base al loro interesse per la regione in questione. Quando si prevede, a titolo eccezionale, di concedere aiuti individuali ad hoc ad una singola impresa o aiuti limitati ad un ambito di attività, spetta agli Stati EFTA dimostrare che il progetto contribuisce ad una strategia coerente di sviluppo regionale e che, considerate la natura e le dimensioni del progetto, non determinerà distorsioni inaccettabili della concorrenza. Se un aiuto concesso nell’ambito di un regime risulta essere indebitamente concentrato su un particolare settore d’attività, l’Autorità può esaminare il regime a norma dell’articolo 17, della parte II, del protocollo 3, dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte in merito alle funzioni e ai poteri dell’Autorità nel settore degli aiuti di Stato (di seguito “protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte”), e può proporre l’abolizione del regime in linea con l’articolo 18, paragrafo 3, della parte II del suddetto.
                  
               
                     (11)
                  
                  
                     Gli Stati EFTA non sono tenuti a notificare i regimi di aiuti di Stato a finalità regionale che soddisfano le condizioni stabilite dai regolamenti di esenzione per categoria in merito a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali, quali figurano nell’accordo SEE a seguito dell’integrazione dell’allegato XV.
                  
               25.B.3   Delimitazione delle regioni
         25.B.3.1   Copertura in termini di popolazione ammissibile agli aiuti a finalità regionale 2007-2013
         
                     (12)
                  
                  
                     Alla luce del principio del carattere derogatorio degli aiuti a finalità regionale, l’Autorità ritiene che la copertura totale in termini di popolazione delle regioni assistite negli Stati EFTA debba essere significativamente inferiore a quella delle regioni non assistite.
                  
               
                     (13)
                  
                  
                     In considerazione delle preoccupazioni ampiamente condivise sugli effetti distorsivi degli aiuti agli investimenti a favore delle grandi imprese, l’Autorità ritiene — in linea con la Commissione europea e in conformità al principio di garantire in modo uniforme l’attuazione, l’applicazione e l’interpretazione delle norme SEE sugli aiuti di Stato — che la copertura totale in termini di popolazione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato per il 2007–2013 dovrebbe essere limitata a quanto necessario per consentire la copertura delle regioni più svantaggiate, nonché di un numero limitato di regioni svantaggiate rispetto alla media nazionale negli Stati EFTA interessati.
                  
               25.B.3.2   La deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a)
         
                     (14)
                  
                  
                     L’articolo 61, paragrafo 3, lettera a), statuisce che possono considerarsi compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione. Come sottolinea la Corte di giustizia delle Comunità europee, l’uso dei termini “anormalmente” e “grave” nella deroga contenuta nella lettera a), dell’articolo 87, paragrafo 3, dimostra che questa riguarda solo le regioni nelle quali la situazione economica è estremamente sfavorevole rispetto alla Comunità nel suo complesso (12).
                  
               
                     (15)
                  
                  
                     L’Autorità ritiene di conseguenza che le condizioni fissate siano soddisfatte se la regione, corrispondente ad un’unità geografica del livello II della NUTS (13), ha un prodotto interno lordo (PIL), misurato in standard di potere d’acquisto (SPA), inferiore al 75 % della media SEE (14). Non esiste, tuttavia, nessuna regione negli Stati EFTA del livello II della NUTS che soddisfi attualmente tale condizione (15). Ne consegue che nessuna regione degli Stati EFTA rientra nella deroga prevista dall’articolo 61, paragrafo 3, lettera a).
                  
               25.B.3.3   La deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c)
         
                     (16)
                  
                  
                     La Corte di giustizia, nella causa 248/84 (16), si è pronunciata nei seguenti termini sui diversi problemi contemplati dalla corrispondente deroga del trattato CE e sul quadro di riferimento dell’analisi: “Invece, la deroga di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), ha una portata più ampia in quanto consente lo sviluppo di determinate regioni, senza essere limitata dalle condizioni economiche contemplate dall’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), purché gli aiuti che vi sono destinati” non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Questa disposizione attribuisce alla Commissione il potere di autorizzare sovvenzioni destinate a promuovere lo sviluppo economico delle regioni di uno Stato membro che sono sfavorite rispetto alla media nazionale. L’Autorità reputa che ciò sia applicabile anche a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell’accordo SEE.
                  
               
                     (17)
                  
                  
                     Gli aiuti a finalità regionale che possono beneficiare della deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) devono tuttavia iscriversi nel quadro di una politica regionale ben definita dello Stato EFTA e rispettare il principio di concentrazione geografica. Considerando che tali aiuti sono destinati a regioni meno svantaggiate di quelle di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a), sia la portata geografica della deroga che l’intensità dell’aiuto devono essere rigorosamente limitate. Di conseguenza, soltanto una piccola parte del territorio nazionale di uno stato EFTA potrà di norma beneficiare degli aiuti in questione.
                  
               
                     (18)
                  
                  
                     Per consentire alle autorità nazionali di disporre di un margine sufficiente di discrezionalità nella scelta delle regioni ammissibili senza mettere in causa l’efficacia del sistema di controlli esercitati dall’Autorità su questo tipo di aiuto e la parità di trattamento di tutti gli Stati EFTA, la selezione delle regioni ammissibili nel quadro della deroga in questione dovrà avvenire in due fasi: in primo luogo la determinazione da parte dell’Autorità di un massimale di copertura di popolazione di questi aiuti per Stato EFTA, e in secondo luogo la selezione delle regioni ammissibili.
                  
               25.B.3.3.1   Determinazione della copertura nazionale in termini di popolazione
         
                     (19)
                  
                  
                     La metodologia applicabile per determinare la copertura nazionale in termini di popolazione nell’ambito degli Stati membri è definita dalla Commissione europea nei relativi orientamenti. Tale metodo prevede le seguenti fasi:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 in primo luogo, agli Stati membri CE viene assegnata una quota risultante dall’applicazione della deroga CE corrispondente all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) (17);
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 agli Stati membri CE viene assegnata automaticamente una quota equivalente alla popolazione delle regioni che erano ammissibili agli aiuti in base alla deroga CE corrispondente all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) ma che, grazie al loro sviluppo economico, non soddisfano più le condizioni di ammissibilità a norma di detto articolo (queste regioni sono note come “regioni a sviluppo economico”) (18);
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 onde consentire il sostegno continuo delle regioni a scarsa densità di popolazione, agli Stati membri CE interessati viene assegnata anche una quota in base alla popolazione delle regioni a scarsa densità di popolazione, definite regioni NUTS III con densità di popolazione inferiore a 12,5 abitanti per km2;
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 la somma delle quote precisate alle lettere a), b) e c), va quindi dedotta dalla copertura complessiva in termini di popolazione pari al limite del 42 % (19) per gli Stati membri CE-25 e la differenza così ottenuta va ripartita tra gli Stati membri utilizzando un criterio di distribuzione che tiene conto della situazione economica di tali regioni (la formula relativa alla quota di popolazione ammissibile in cifre, attribuita in base alla disparità regionale riscontrata, è presentata in dettaglio all’allegato IV degli orientamenti della Commissione);
                              
                           
                                 e)
                              
                              
                                 infine, viene impiegata una rete di sicurezza per garantire che nessuno Stato membro della CE perda più del 50 % della copertura in termini di popolazione prevista in base agli orientamenti del 1998.
                              
                           
               
                     (20)
                  
                  
                     Gli Stati EFTA presentano determinate specificità di cui è necessario tener conto nella determinazione della copertura ammissibile in termini di popolazione:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 a causa del PIL pro capite relativamente alto negli Stati EFTA, nessuna regione rientra nella deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) (20);
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 molte delle regioni degli Stati EFTA sono regioni a scarsa densità di popolazione;
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 infine, a nessuna regione al di fuori delle aree a scarsa densità di popolazione può essere applicato il metodo relativo alle disparità regionali illustrato nell’allegato IV degli orientamenti della Commissione.
                              
                           
               
                     (21)
                  
                  
                     A seguito di tali specificità, l’Autorità fisserà la copertura nazionale in termini di popolazione in base a regioni che hanno scarsa densità di popolazione in conformità all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c).
                     La Norvegia ha nove regioni NUTS-III a scarsa densità di popolazione che rappresentano il 29,08 % della popolazione norvegese. Di conseguenza il 29,08 % costituisce per la Norvegia il massimale nazionale in termini di popolazione.
                     Secondo il sistema di classificazione NUTS, l’Islanda è definita in sé una regione NUTS-III (come pure una regione NUTS-I e una regione NUTS-II). La densità di popolazione dell’Islanda è inferiore a 12,5 abitanti per km2
                         (21). Secondo quanto indicato in precedenza (punti 16 e 17), la deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), conferisce all’Autorità il potere di autorizzare la concessione di aiuti al fine di promuovere lo sviluppo di regioni di uno stato EFTA svantaggiate rispetto alla media nazionale. Inoltre, soltanto una piccola parte del territorio nazionale dovrebbe di norma beneficiare degli aiuti in questione. In questo quadro, e in considerazione della specifica configurazione dell’Islanda sotto il profilo della popolazione, l’Autorità determinerà la copertura in termini di popolazione per l’Islanda sulla base di regioni NUTS-IV con scarsa densità di popolazione (22). Il 31,6 % della popolazione islandese vive in tali regioni, che registrano una densità di popolazione inferiore a 12,5 abitanti per km2. La copertura nazionale in termini di popolazione per l’Islanda è quindi pari al 31,6 %.
                     Il Liechtenstein non ha regioni a scarsa densità di popolazione e di conseguenza non presenta regioni ammissibili in base a tale criterio.
                  
               25.B.3.3.2   Selezione delle regioni ammissibili
         
                     (22)
                  
                  
                     I criteri di ammissibilità per la selezione delle regioni da parte degli Stati EFTA devono essere sufficientemente flessibili da permettere un’ampia varietà di situazioni nelle quali la concessione di aiuti a finalità regionale può potenzialmente essere giustificata, ma devono essere al contempo trasparenti e fornire sufficienti garanzie del fatto che la concessione di aiuti a finalità regionale non comporterà una distorsione degli scambi e della concorrenza in misura contraria al comune interesse. L’Autorità ritiene pertanto che le seguenti regioni possano essere ammissibili alla selezione da parte degli Stati EFTA interessati in vista della concessione di aiuti a finalità regionale a favore degli investimenti a norma della deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) (23):
                     
                                 a)
                              
                              
                                 le regioni a scarsa densità di popolazione: tali zone sono costituite essenzialmente da regioni geografiche del livello II della NUTS con densità di popolazione inferiore a 8 abitanti per km2, o da regioni geografiche del livello III della NUTS per quanto riguarda la Norvegia e del livello IV per quanto riguarda l’Islanda (24), che hanno una densità di popolazione inferiore a 12,5 abitanti per km2
                                     (25). È consentita tuttavia una certa flessibilità nella selezione di tali zone, entro i seguenti limiti:
                                 
                                             —
                                          
                                          
                                             la flessibilità nella selezione delle zone non deve comportare un aumento della popolazione coperta,
                                          
                                       
                                             —
                                          
                                          
                                             le aree di livello III della NUTS che beneficiano della flessibilità devono avere una densità di popolazione inferiore a 12,5 abitanti per km2,
                                          
                                       
                                             —
                                          
                                          
                                             le zone devono essere contigue a regioni del livello III della NUTS che rispettano il criterio della scarsa densità di popolazione;
                                          
                                       
                           
                                 b)
                              
                              
                                 le regioni che costituiscono zone contigue con una popolazione minima di almeno 100 000 abitanti e che sono situate in regioni NUTS-II o NUTS-III che hanno un PIL pro capite inferiore alla media SEE o che hanno un tasso di disoccupazione superiore al 115 % della media nazionale (entrambi calcolati sulla media degli ultimi tre anni dei dati EUROSTAT);
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 le regioni NUTS-III con popolazione inferiore a 100 000 abitanti che hanno un PIL pro capite inferiore alla media SEE o che hanno un tasso di disoccupazione superiore al 115 % della media nazionale (entrambi calcolati sulla media degli ultimi tre anni dei dati EUROSTAT);
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 le isole e le altre regioni caratterizzate da un analogo isolamento geografico (26) che hanno un PIL pro capite inferiore alla media SEE o che hanno un tasso di disoccupazione superiore al 115 % della media nazionale (entrambi calcolati sulla media degli ultimi tre anni dei dati EUROSTAT);
                              
                           
                                 e)
                              
                              
                                 le isole con una popolazione inferiore a 5 000 abitanti e altre comunità con meno di abitanti caratterizzate da un analogo isolamento geografico;
                              
                           
                                 f)
                              
                              
                                 le regioni NUTS-III o parti di esse aventi o un confine territoriale oppure un confine con le acque territoriali per meno di 30 chilometri con uno Stato membro dello Spazio economico europeo o dell’EFTA;
                              
                           
                                 g)
                              
                              
                                 in casi debitamente giustificati, gli Stati EFTA possono anche designare altre regioni che costituiscono zone contigue con una popolazione minima di almeno 50 000 abitanti che siano sottoposte a considerevoli cambiamenti strutturali o che siano in grave declino relativo rispetto ad altre regioni confrontabili. Spetterà agli Stati EFTA che desiderano avvalersi di questa possibilità dimostrare che la concessione di aiuti a finalità regionale nella regione interessata è giustificata, utilizzando indicatori economici riconosciuti e raffronti con la situazione a livello SEE.
                              
                           
               
                     (23)
                  
                  
                     Inoltre, per consentire agli Stati EFTA una maggiore flessibilità nel far fronte a disparità regionali molto localizzate, al di sotto del livello NUTS-III, gli Stati EFTA possono anche individuare altre aree più piccole che non soddisfano le condizioni di cui sopra, purché abbiano una popolazione minima di 20 000 abitanti (27). Spetterà agli Stati EFTA che desiderano avvalersi di questa possibilità dimostrare che le aree proposte hanno proporzionalmente un bisogno maggiore di sviluppo economico rispetto ad altre aree di tale regione, utilizzando indicatori economici riconosciuti come il PIL pro capite, il livello di occupazione o di disoccupazione, indicatori relativi alla produttività locale o alle qualificazioni professionali. L’Autorità approverà in queste aree aiuti a finalità regionale a favore delle PMI e verrà inoltre applicata la maggiorazione per le PMI. Tuttavia, a causa della potenziale distorsione della concorrenza derivante dagli effetti di ricaduta (spill-over) nelle regioni circostanti più prospere, l’Autorità non approverà aiuti agli investimenti con spese ammissibili superiori a 25 milioni di euro.
                  
               
                     (24)
                  
                  
                     Il rispetto della copertura totale consentita per ciascuno Stato EFTA sarà stabilito in base alla popolazione effettiva delle regioni interessate, secondo le più recenti informazioni statistiche riconosciute disponibili.
                  
               25.B.4   Aiuti a finalità regionale agli investimenti
         25.B.4.1   Forma e massimali degli aiuti
         25.B.4.1.1   Forma degli aiuti
         
                     (25)
                  
                  
                     Gli aiuti a finalità regionale agli investimenti sono concessi per un progetto d’investimento iniziale.
                  
               
                     (26)
                  
                  
                     Per investimento iniziale s’intende un investimento in attivi materiali e immateriali riguardante:
                     
                                 —
                              
                              
                                 la creazione di un nuovo stabilimento,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 l’ampliamento di uno stabilimento esistente,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 la diversificazione della produzione di uno stabilimento in nuovi prodotti aggiuntivi,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di uno stabilimento esistente.
                              
                           Per “attivi materiali” si intendono gli attivi relativi a terreni, immobili e impianti/macchinari. In caso di acquisizione di uno stabilimento, vanno presi in considerazione esclusivamente i costi di acquisto di attivi da terzi, purché la transazione sia avvenuta a condizioni di mercato.
                     Per «attivi immateriali» si intendono gli attivi derivanti dai trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto, licenze, know-how o conoscenze tecniche non brevettate.
                     Un investimento di sostituzione che non soddisfa nessuna di queste condizioni non rientra dunque in questa definizione (28).
                  
               
                     (27)
                  
                  
                     Anche l’acquisizione degli attivi direttamente collegati ad uno stabilimento può essere considerata un investimento iniziale, a condizione che lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito e venga comperato da un investitore indipendente (29).
                  
               
                     (28)
                  
                  
                     Gli aiuti a finalità regionale sono calcolati facendo riferimento o ai costi materiali e immateriali d’investimento risultanti dal progetto d’investimento iniziale oppure ai costi salariali (stimati) dei posti di lavoro direttamente creati dal progetto d’investimento (30).
                  
               
                     (29)
                  
                  
                     La forma degli aiuti è variabile. Possono ad esempio assumere forma di sovvenzione, prestito a tasso agevolato o con abbuono d’interessi, garanzia statale, acquisizione di una partecipazione o altro apporto di capitale a condizioni favorevoli, esenzione o riduzione fiscale, degli oneri sociali o di altri contributi obbligatori, oppure mediante la fornitura di terreni, beni o servizi a prezzi agevolati.
                  
               
                     (30)
                  
                  
                     È importante garantire che gli aiuti a finalità regionale determinino un reale effetto d’incentivazione a realizzare investimenti che non sarebbero altrimenti realizzati nelle zone assistite. Gli aiuti possono pertanto essere concessi unicamente nell’ambito di regimi di aiuto qualora il beneficiario ne abbia fatto domanda e l’autorità responsabile della gestione del regime abbia successivamente confermato per iscritto (31) che, con riserva di verifica particolareggiata, il progetto soddisfa in linea di principio le condizioni di ammissibilità stabilite dal regime prima dei lavori di avvio del progetto (32). Un riferimento esplicito a queste due condizioni deve essere inserito in tutti i regimi di aiuto (33). In caso di aiuti ad hoc, l’autorità competente deve aver rilasciato una dichiarazione di intenti circa la concessione degli aiuti prima dell’avvio dei lavori sul progetto, fatta salva l’approvazione della misura da parte dell’Autorità. Se i lavori iniziano prima che siano soddisfatte le condizioni stabilite al presente punto, l’intero progetto non sarà ammissibile ad aiuti.
                  
               
                     (31)
                  
                  
                     Qualora gli aiuti vengano calcolati in base ai costi d’investimento materiali o immateriali o ai costi di acquisizione nel caso di cui al precedente punto (27), onde garantire che l’investimento sia economicamente redditizio e finanziariamente solido e rispettare il massimale di aiuto applicabile, il beneficiario deve apportare un contributo finanziario pari almeno al 25 % dei costi ammissibili, attraverso le proprie risorse o mediante un finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico (34).
                  
               
                     (32)
                  
                  
                     Inoltre, onde garantire che l’investimento rappresenti un contributo reale e sostenibile allo sviluppo regionale, gli aiuti devono essere subordinati, tramite le condizioni o le modalità di pagamento dell’aiuto, alla condizione che l’investimento in questione sia mantenuto in essere nella regione interessata per un periodo minimo di cinque anni dopo il suo completamento (35). Inoltre, qualora gli aiuti siano calcolati in base ai costi salariali, i posti di lavoro devono essere occupati entro tre anni dal completamento dei lavori. Ciascun posto di lavoro creato attraverso l’investimento deve essere mantenuto nella regione interessata per un periodo di cinque anni dalla data in cui il posto di lavoro è stato occupato per la prima volta. Nel caso delle PMI, gli Stati EFTA possono ridurre questi periodi quinquennali di mantenimento di un investimento o dei posti di lavoro creati fino ad un minimo di tre anni.
                  
               
                     (33)
                  
                  
                     Il livello degli aiuti è definito in termini di intensità rispetto ai costi di riferimento. Tutte le intensità di aiuto devono essere calcolate in termini di equivalente sovvenzione lordo (ESL) (36). L’intensità degli aiuti in equivalente sovvenzione lordo è il valore attualizzato dell’aiuto espresso come percentuale del valore attualizzato dei costi ammissibili. Per gli aiuti notificati individualmente all’Autorità, l’equivalente sovvenzione lordo è calcolato al momento della notifica. Negli altri casi i costi d’investimento ammissibili vengono attualizzati al loro valore al momento della concessione degli aiuti. Gli aiuti erogabili in diverse rate verranno attualizzati al valore al momento della notifica o concessione, a seconda del caso. Il tasso d’interesse da applicare ai fini dell’attualizzazione e del calcolo dell’importo dell’aiuto nel caso di prestiti agevolati è il tasso di riferimento applicabile al momento della concessione. Nei casi in cui gli aiuti siano concessi mediante esenzioni o riduzioni su imposte dovute in futuro, l’attualizzazione delle rate di aiuto avviene in base ai tassi di riferimento applicabili ogniqualvolta diventa effettivo il beneficio fiscale.
                  
               25.B.4.1.2   Massimali di aiuto (intensità massime di aiuto) per gli aiuti alle grandi imprese
         
                     (34)
                  
                  
                     L’intensità degli aiuti deve essere adeguata alla natura e alla gravità dei problemi regionali presi in considerazione. Questo implica che le intensità d’aiuto ammissibili sono fin dall’origine meno elevate nelle regioni che beneficiano della deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) rispetto a quelle che beneficiano della deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a).
                  
               
                     (35)
                  
                  
                     L’allargamento dello Spazio economico europeo ha portato ad un aumento delle disparità in termini di ricchezza al suo interno, determinando in tal modo la necessità d’introdurre una maggiore categorizzazione delle regioni interessate. Nell’intento di essere coerente con l’approccio adottato nella Comunità europea, l’Autorità ha deciso di applicare la stessa metodologia.
                  
               
                     (36)
                  
                  
                     Nelle regioni ex articolo 61, paragrafo 3, lettera c), il massimale di aiuti a finalità regionale non deve superare il 15 % ESL. Questa percentuale viene ridotta al 10 % ESL per le regioni che superano il 100 % della media ESL del PIL pro capite e che hanno un tasso di disoccupazione inferiore alla media ESL, calcolata a livello NUTS-III (in base alle medie per gli ultimi tre anni, utilizzando dati EUROSTAT) (37).
                  
               
                     (37)
                  
                  
                     Tuttavia, le regioni a scarsa densità di popolazione (corrispondenti al livello NUTS-III o più piccole) e le regioni o parti di regioni NUTS-III confinanti con il territorio di un paese che non è uno Stato membro dello Spazio economico europeo o dell’EFTA sono sempre ammissibili ad un’intensità pari al 15 % ESL.
                  
               25.B.4.1.3   Maggiorazioni per le piccole e medie imprese
         
                     (38)
                  
                  
                     Nel caso di aiuti concessi alle piccole e medie imprese (38), i massimali di cui alla sezione 25.B.4.1.2 possono essere maggiorati del 20 % ESL per gli aiuti concessi alle medie imprese (39).
                  
               25.B.4.2   Spese ammissibili
         25.B.4.2.1   Aiuti calcolati in base ai costi d’investimento
         
                     (39)
                  
                  
                     Le spese per terreni, fabbricati e impianti/macchinari (40) sono ammissibili agli aiuti agli investimenti iniziali.
                  
               
                     (40)
                  
                  
                     Per quanto riguarda le PMI, possono essere presi in considerazione anche i costi di studi preparatori e i costi di consulenza connessi all’investimento fino ad un’intensità pari al 50 % dei costi effettivamente sostenuti.
                  
               
                     (41)
                  
                  
                     In caso di acquisizione del tipo di cui al punto (27), vanno presi in considerazione esclusivamente i costi di acquisto di attivi (41) da terzi (42). La transazione deve avvenire a condizioni di mercato.
                  
               
                     (42)
                  
                  
                     I costi relativi all’acquisizione di attivi diversi da terreni e immobili in locazione possono essere presi in considerazione solo se il contratto di locazione ha la forma di leasing finanziario e contiene l’obbligo di acquisire l’attivo alla scadenza del contratto di locazione. Per quanto riguarda la locazione di terreni e immobili, questa deve proseguire almeno per cinque anni dopo la data prevista di completamento del progetto di investimento per le imprese di grandi dimensioni e per tre anni per le PMI.
                  
               
                     (43)
                  
                  
                     Tranne nel caso di PMI e di rilevazioni, gli attivi acquisiti devono essere nuovi. In caso di rilevazione, devono essere detratti gli attivi per l’acquisizione dei quali sono già stati concessi aiuti prima dell’acquisto.
                  
               
                     (44)
                  
                  
                     Per le PMI, può sempre essere presa in considerazione la totalità dei costi di investimento in attivi immateriali derivanti dal trasferimento di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto, di licenze, di know-how o di conoscenze tecniche non brevettate. Per le grandi imprese, tali costi sono ammissibili solo fino ad un limite pari al 50 % della spesa di investimento totale ammissibile per il progetto.
                  
               
                     (45)
                  
                  
                     In tutti i casi, gli attivi immateriali ammissibili saranno soggetti alle condizioni necessarie per assicurare che restino associati alla regione beneficiaria ammissibile agli aiuti a finalità regionale e che non siano pertanto trasferiti ad altre regioni e in particolare a regioni non ammissibili ad aiuti a finalità regionale. A tal fine, gli attivi immateriali ammissibili dovranno soddisfare in particolare le seguenti condizioni:
                     
                                 —
                              
                              
                                 essere utilizzati esclusivamente nello stabilimento beneficiario degli aiuti a finalità regionale,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 essere considerati ammortizzabili,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 essere acquistati da terzi a condizioni di mercato,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 figurare all’attivo dell’impresa e restare nello stabilimento del beneficiario degli aiuti a finalità regionale per almeno cinque anni (tre anni per le PMI).
                              
                           
               25.B.4.2.2   Aiuti calcolati in base ai costi salariali
         
                     (46)
                  
                  
                     Come specificato alla sezione 25.B.4.1.1, gli aiuti a finalità regionale possono essere calcolati anche facendo riferimento ai costi salariali (43) previsti per i posti di lavoro creati mediante un progetto di investimento iniziale.
                  
               
                     (47)
                  
                  
                     Per «creazione di posti di lavoro» s’intende l’incremento netto del numero di dipendenti (44) direttamente impiegati nello stabilimento considerato rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Si deve quindi detrarre dal numero apparente dei posti di lavoro creati nel corso del periodo di 12 mesi considerato il numero dei posti di lavoro creati durante lo stesso periodo (45).
                  
               
                     (48)
                  
                  
                     L’importo di tale aiuto non deve superare una determinata percentuale del costo salariale della persona assunta, calcolato su un periodo di due anni. Tale percentuale è uguale alla percentuale consentita per gli aiuti agli investimenti nella zona in questione.
                  
               25.B.4.3   Aiuti ai grandi progetti d’investimento
         
                     (49)
                  
                  
                     Ai fini dei presenti orientamenti, per “grande progetto di investimento” si intende un investimento iniziale come definito dai presenti orientamenti con una spesa ammissibile superiore ai 50 milioni di euro (46). Onde evitare che un grande progetto di investimento venga artificiosamente suddiviso in sottoprogetti per eludere le disposizioni dei presenti orientamenti, un grande progetto di investimento verrà considerato un progetto unico qualora l’investimento iniziale sia effettuato da una o più imprese nell’arco di un periodo di tre anni e consista di elementi del capitale fisso combinati in modo economicamente indivisibile (47).
                  
               
                     (50)
                  
                  
                     Per calcolare se la spesa ammissibile ai grandi progetti d’investimento raggiunge le varie soglie previste nei presenti orientamenti, la spesa ammissibile da prendere in considerazione è il valore maggiore fra i tradizionali costi d’investimento e i costi salariali.
                  
               
                     (51)
                  
                  
                     Nelle due successive discipline multisettoriali degli aiuti regionali destinati a grandi progetti d’investimento del 1998 (48) e del 2004 (49), l’Autorità ha ridotto le intensità massime di aiuto dei grandi progetti d’investimento per limitare le distorsioni della concorrenza. In una logica di semplificazione e trasparenza, l’Autorità ha deciso di integrare le disposizioni della disciplina multisettoriale del 2004 negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale relativi al periodo 2007-2013.
                  
               
                     (52)
                  
                  
                     La disciplina multisettoriale del 2004 non sarà pertanto più applicabile per gli aiuti concessi o notificati (50) dopo il 31 dicembre 2006 e sarà sostituita dai presenti orientamenti (51).
                  
               25.B.4.3.1   Maggiore trasparenza e controllo dei grandi progetti d’investimento
         
                     (53)
                  
                  
                     Gli Stati EFTA devono notificare individualmente all’Autorità tutti gli aiuti concedibili a progetti di investimento in base ad un regime di aiuti esistenti qualora gli aiuti proposti provenienti da tutte le varie fonti eccedano il massimale di aiuto consentito per un investimento con spese ammissibili pari a 100 milioni di euro in base alla tabella e alle norme di cui al punto 56 (52).
                     Le soglie di notifica per le diverse regioni con le intensità di aiuto più frequentemente riscontrate sono sintetizzate nella tabella seguente.
                     
                                 (EUR)
                              
                           
                                 Intensità degli aiuti
                              
                              
                                 10 %
                              
                              
                                 15 %
                              
                              
                                 20 %
                              
                              
                                 30 %
                              
                              
                                 40 %
                              
                              
                                 50 %
                              
                           
                                 Soglia di notifica
                              
                              
                                 7,5 Mio
                              
                              
                                 11,25 Mio
                              
                              
                                 15,0 Mio
                              
                              
                                 22,5 Mio
                              
                              
                                 30,0 Mio
                              
                              
                                 37,5 Mio
                              
                           
               
                     (54)
                  
                  
                     Ogniqualvolta vengano concessi aiuti a finalità regionale sulla base di regimi di aiuti esistenti per grandi progetti di investimento non soggetti a notifica, gli Stati EFTA, entro 20 giorni lavorativi dalla concessione degli aiuti da parte dell’autorità competente, devono fornire all’Autorità le informazioni richieste nel modulo standard di cui all’allegato III. Tali informazioni saranno disponibili in forma sintetica sul sito dell’Autorità. (www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid).
                  
               
                     (55)
                  
                  
                     Gli Stati EFTA sono tenuti a conservare registrazioni dettagliate relative alla concessione di aiuti per tutti i grandi progetti d’investimento. Tali registrazioni, che devono contenere tutte le informazioni necessarie per accertare il rispetto dell’intensità massima di aiuto ammissibile, devono essere conservate per 10 anni dalla data di concessione degli aiuti.
                  
               25.B.4.3.2   Regole per la valutazione dei grandi progetti di investimento
         
                     (56)
                  
                  
                     Gli aiuti a finalità regionale a favore di grandi progetti di investimento sono soggetti ad un massimale corretto di aiuti (53), secondo la seguente tabella:
                     
                                 Spesa ammissibile
                              
                              
                                 Massimale corretto
                              
                           
                                 Fino a 50 Mio EUR
                              
                              
                                 100 % del massimale regionale
                              
                           
                                 Per la parte compresa tra 50 e 100 Mio EUR
                              
                              
                                 50 % del massimale regionale
                              
                           
                                 Per la parte superiore a 100 Mio EUR
                              
                              
                                 34 % del massimale regionale
                              
                           Pertanto, l’importo di aiuto ammissibile per un grande progetto d’investimento viene calcolato in base alla seguente formula: importo massimo dell’aiuto = R × (50 + 0,50 × B + 0,34 × C), dove R è il massimale regionale prima della correzione, B è la spesa ammissibile tra 50 e 100 milioni di euro e C è la spesa ammissibile superiore a 100 milioni di euro. Il calcolo viene effettuato in base ai tassi ufficiali di cambio alla data di concessione degli aiuti o, in caso di aiuti soggetti a notifica individuale, alla data della notifica.
                  
               
                     (57)
                  
                  
                     Qualora l’importo complessivo degli aiuti provenienti da varie fonti superi il 75 % dell’ammontare massimo di aiuti che potrebbe ricevere un investimento con spesa ammissibile di 100 milioni di euro, applicando il massimale standard di aiuto vigente per le grandi imprese nella carta nazionale degli aiuti a finalità regionale approvata alla data in cui l’aiuto deve essere concesso e se:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 le vendite del beneficiario rappresentano più del 25 % delle vendite del prodotto o dei prodotti interessati sul mercato o sui mercati in questione prima dell’investimento o rappresenteranno più del 25 % dopo l’investimento; oppure
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 la capacità produttiva creata dal progetto è superiore al 5 % del mercato, misurato utilizzando dati sul consumo apparente (54) relativi al prodotto interessato, a meno che negli ultimi cinque anni il tasso medio di crescita annua del consumo apparente sia stato superiore al tasso medio di crescita annua del PIL all’interno dello Spazio economico europeo;
                              
                           l’Autorità approverà gli aiuti a finalità regionale a favore degli investimenti soltanto al termine di una verifica dettagliata, a seguito dell’apertura della procedura prevista all’articolo 1, paragrafo 2 nella parte I del protocollo 3 dell’accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, attestante che gli aiuti sono necessari per fornire un effetto d’incentivazione per gli investimenti e che i vantaggi della misura d’aiuto sono superiori alla distorsione della concorrenza e agli effetti sugli scambi tra le Parti contraenti che ne derivano (55).
                  
               
                     (58)
                  
                  
                     Il prodotto interessato è solitamente il prodotto oggetto del progetto d’investimento (56). Qualora il progetto riguardi un prodotto intermedio e una parte significativa della produzione non venga venduta sul mercato, il prodotto interessato può essere il prodotto a valle. Il mercato del prodotto rilevante include il prodotto interessato e i suoi succedanei, considerati in modo tale dal consumatore (a causa delle caratteristiche del prodotto, dei prezzi e dell’utilizzo previsto) o dal produttore (mediante la flessibilità degli impianti di produzione).
                  
               
                     (59)
                  
                  
                     L’onere della prova della non sussistenza delle situazioni di cui al punto (57), lettere a) e b), grava sullo Stato EFTA (57). Ai fini dell’applicazione delle lettere a) e b), le vendite e il consumo apparente verranno definiti al livello appropriato della classificazione Prodcom (58), di norma nel SEE, oppure, se tale informazione non è disponibile o rilevante, sulla base di qualsiasi altra segmentazione del mercato generalmente accettata per la quale sono prontamente disponibili dati statistici.
                  
               25.B.4.4   Le regole di cumulo degli aiuti
         
                     (60)
                  
                  
                     I massimali di intensità degli aiuti indicati alle precedenti sezioni 25.B.4.1 e 25.B.4.3 si applicano all’ammontare complessivo degli aiuti:
                     
                                 —
                              
                              
                                 in caso di intervento concomitante di più regimi a finalità regionale o in combinazione con aiuti ad hoc,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 indipendentemente dalla provenienza dell’aiuto da fonti locali, regionali, nazionali o comunitari.
                              
                           
               
                     (61)
                  
                  
                     Quando gli aiuti calcolati in base ai costi di investimenti materiali o immateriali sono combinati con gli aiuti calcolati in base ai costi salariali, deve essere rispettato il massimale di intensità stabilito per la regione in questione (59).
                  
               
                     (62)
                  
                  
                     Quando le spese ammissibili ad aiuti a finalità regionale sono totalmente o parzialmente ammissibili ad aiuti aventi altre finalità, alla parte comune si applica il massimale più favorevole in base alle norme applicabili.
                  
               
                     (63)
                  
                  
                     Quando uno Stato EFTA stabilisce che gli aiuti di un determinato regime siano cumulabili con aiuti di altri regimi, deve specificare, per ogni regime, in che modo garantisce l’osservanza delle condizioni di cui sopra.
                  
               
                     (64)
                  
                  
                     Gli aiuti a finalità regionale a favore degli investimenti non possono essere cumulati con il sostegno de minimis a favore delle stesse spese ammissibili, onde evitare che vengano eluse le intensità massime di aiuto stabilite nei presenti orientamenti.
                  
               25.B.5   Aiuti al funzionamento (60)
         
         
                     (65)
                  
                  
                     Gli aiuti a finalità regionale destinati a ridurre le spese correnti di un’impresa (aiuti al finanziamento) sono di norma vietati. In via eccezionale, tuttavia, possono essere concessi aiuti di questo tipo nelle regioni che beneficiano della deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a), purché essi siano giustificati in funzione del loro contributo allo sviluppo regionale e della loro natura e purché il loro livello sia proporzionale agli svantaggi che intendono compensare (61). Spetta allo Stato EFTA dimostrare l’esistenza e l’importanza di tali svantaggi. Inoltre, certe forme specifiche di aiuti al funzionamento possono essere accettate nelle regioni a scarsa densità di popolazione e nelle zone meno popolate.
                  
               
                     (66)
                  
                  
                     Gli aiuti al funzionamento dovrebbero essere concessi, in linea di principio, solo relativamente ad una serie predefinita di spese o costi ammissibili (62) ed essere limitati ad una determinata percentuale di detti costi.
                  
               
                     (67)
                  
                  
                     A causa della natura specifica delle attività finanziarie e intragruppo, come definite alla sezione J (codici 65, 66 e 67), e delle attività intragruppo che rientrano nel campo di applicazione della sezione K (codice 74) del codice europeo NACE, gli aiuti al funzionamento concessi per tali attività in detto settore hanno solo una probabilità molto limitata di promuovere lo sviluppo regionale, ma presentano un rischio molto elevato di distorsione della concorrenza, come specificato nel capitolo 17.B degli orientamenti (63). L’Autorità non approverà pertanto alcun aiuto al finanziamento a favore del settore dei servizi finanziari o per le attività intragruppo a norma dei presenti orientamenti, a meno che tali aiuti non vengano concessi nell’ambito di regimi di aiuto generici aperti a tutti i settori e destinati a compensare costi salariali o di trasporto supplementari. Sono esclusi parimenti gli aiuti al funzionamento volti a promuovere le esportazioni.
                  
               
                     (68)
                  
                  
                     Essendo destinati a superare i ritardi e le strozzature dello sviluppo regionale, gli aiuti al funzionamento, salvo quanto previsto ai punti 69 e 70, dovrebbero sempre essere temporanei e ridotti nel tempo e venire progressivamente soppressi quando le regioni interessate raggiungono una reale convergenza con le zone più ricche del SEE (64).
                  
               
                     (69)
                  
                  
                     In deroga a quanto previsto al precedente punto, gli aiuti al funzionamento che non siano progressivamente ridotti e limitati nel tempo possono essere autorizzati soltanto nelle regioni meno popolate, nella misura in cui sono destinati a prevenire o ridurre lo spopolamento continuo di tali regioni (65). Le regioni meno popolate rappresentano o appartengono a regioni di livello NUTS-II, per la Norvegia, e di livello NUTS IV, per l’Islanda (66), con una densità di popolazione uguale o inferiore a 8 abitanti per km2 e si estendono ad aree limitrofe e contigue più piccole che soddisfano lo stesso criterio di densità di popolazione.
                  
               
                     (70)
                  
                  
                     Inoltre, nelle regioni a scarsa densità di popolazione, gli aiuti che non siano progressivamente ridotti e limitati nel tempo e che siano destinati in parte a compensare costi di trasporto aggiuntivi possono essere autorizzati alle seguenti condizioni:
                     
                                 —
                              
                              
                                 gli aiuti potranno servire esclusivamente a compensare i sovraccosti di trasporto, tenendo conto di altri regimi di aiuti ai trasporti. L’importo degli aiuti deve essere calcolato su base rappresentativa ma deve essere evitata la sovracompensazione sistematica,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 gli aiuti potranno riguardare esclusivamente i sovraccosti di trasporto imputabili al trasporto di merci prodotte nelle regioni a scarsa densità di popolazione all’interno delle frontiere nazionali del paese interessato. Gli aiuti non potranno assolutamente costituire aiuti all’esportazione. Saranno esclusi dagli aiuti ai trasporti i prodotti di imprese la cui localizzazione non ha alternative (prodotti di estrazione, centrali idroelettriche, ecc.),
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 gli aiuti dovranno essere oggettivamente quantificabili ex ante sulla base di un coefficiente «aiuto per tonnellata/per chilometro», e dovranno essere oggetto di una relazione annuale elaborata, fra l’altro prendendo in considerazione tali coefficienti,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 la stima del sovraccosto dovrà essere fatta sulla base del mezzo di trasporto più economico e della via più diretta tra il luogo di produzione o trasformazione e gli sbocchi commerciali che utilizzano tale forma di trasporto; dovrebbero essere presi in considerazione anche i costi esterni relativi all’ambiente.
                              
                           
               
                     (71)
                  
                  
                     In tutti i casi, la necessità e il livello degli aiuti al funzionamento dovrebbero essere regolarmente riesaminati in modo da garantirne la rilevanza a lungo termine per la regione interessata. L’Autorità approverà pertanto regimi di aiuto al funzionamento soltanto per la durata dei presenti orientamenti.
                  
               
                     (72)
                  
                  
                     Onde verificare gli effetti sugli scambi e sulla concorrenza dei regimi di aiuti al funzionamento, gli Stati EFTA presenteranno ogni anno una relazione unica per ciascuna regione NUTS-II (67) nella quale vengono concessi aiuti al funzionamento, che comprenda una ripartizione della spesa totale o delle perdite di reddito stimate per ciascun regime di aiuti al funzionamento approvato nella regione interessata ed identifichi i dieci principali beneficiari degli aiuti al funzionamento nella regione interessata (68), specificando il settore o i settori di attività dei beneficiari e l’importo degli aiuti ricevuti da ciascuno di essi.
                  
               25.B.6   Aiuti alle piccole imprese di nuova costituzione
         
                     (73)
                  
                  
                     Anche se le piccole imprese di nuova costituzione incontrano difficoltà in tutto lo Spazio economico europeo, nelle regioni assistite si osserva che lo sviluppo economico è ostacolato da livelli relativamente bassi di attività imprenditoriale e, in particolare, dal fatto che il numero delle imprese di nuova costituzione è addirittura inferiore alla media. Risulta pertanto necessario introdurre una nuova forma di aiuto, che può essere concesso in aggiunta agli aiuti a finalità regionale, onde fornire incentivi a sostegno della nuova costituzione di imprese e della prima fase di sviluppo delle piccole imprese nelle zone assistite.
                  
               
                     (74)
                  
                  
                     Onde garantire che siano mirati in maniera efficace, gli aiuti di questo tipo dovrebbero essere modulati in base alle difficoltà incontrate da ciascuna categoria di regione. Inoltre, per evitare l’inaccettabile rischio di distorsioni della concorrenza, compreso il rischio di spiazzamento delle imprese esistenti, essi dovrebbero, almeno per un periodo iniziale, essere strettamente destinati alle piccole imprese e avere un ammontare limitato e decrescente.
                  
               
                     (75)
                  
                  
                     L’Autorità approverà pertanto i regimi che prevedono aiuti fino ad un totale di 1 milione di euro ad impresa (69) per le piccole imprese che svolgono la loro attività in regioni ammissibili alla deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c). Gli importi annuali degli aiuti concessi per le piccole imprese di nuova costituzione non devono superare il 33 % dei summenzionati importi complessivi di aiuti per impresa.
                  
               
                     (76)
                  
                  
                     Le spese ammissibili sono spese legali, amministrative e di consulenza direttamente connesse alla costituzione dell’impresa, nonché i costi seguenti purché siano stati effettivamente sostenuti nei primi cinque anni dalla costituzione dell’impresa (70):
                     
                                 —
                              
                              
                                 interessi sui finanziamenti esterni e dividendi sul capitale proprio impiegato che non superino il tasso di riferimento;
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 spese di affitto di impianti/apparecchiature di produzione;
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 energia, acqua, riscaldamento, tasse (diverse dall’IVA e dalle imposte sul reddito d’impresa) e spese amministrative;
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 possono essere inclusi anche l'ammortamento, le spese di locazione di impianti/apparecchiature di produzione e le spese salariali, compresi gli oneri sociali obbligatori, a condizione che i relativi investimenti o le misure per la creazione di lavoro e le assunzioni non abbiano beneficiato di altre forme d’aiuto.
                              
                           
               
                     (77)
                  
                  
                     L’intensità degli aiuti non può superare il 25 % delle spese ammissibili sostenute nei primi tre anni dalla costituzione dell’impresa e il 15 % nei due anni successivi.
                  
               
                     (78)
                  
                  
                     Tali intensità vengono aumentate del 5 % nelle regioni con densità di popolazione inferiore a 12,5 abitanti per km2 e nelle piccole isole con una popolazione inferiore a 5 000 abitanti, nonché per altre comunità delle stesse dimensioni che risentono di un isolamento analogo.
                  
               
                     (79)
                  
                  
                     Lo Stato EFTA istituirà il sistema necessario per garantire che non vengano superati i massimali di aiuto e le intensità di aiuto relative ai costi ammissibili. In particolare, gli aiuti previsti al presente capitolo non potranno essere cumulati con altri aiuti pubblici (comprese le misure de minimis) per eludere i previsti massimali relativi agli importi o alle intensità degli aiuti.
                  
               
                     (80)
                  
                  
                     La concessione di aiuti destinati esclusivamente alle piccole imprese di recente costituzione può avere effetti incentivanti perversi per le piccole imprese esistenti, spingendole a chiudere e riaprire l’attività per ricevere questo tipo d’aiuto. Gli Stati EFTA dovrebbero essere consapevoli di questo rischio e dovrebbero elaborare i regimi di aiuto in modo da evitare questo problema, ad esempio prevedendo limiti per le domande presentate dai proprietari di imprese recentemente chiuse.
                  
               25.B.7   Carte degli aiuti a finalità regionale e dichiarazione d’incompatibilità
         
                     (81)
                  
                  
                     L’insieme formato, da un lato, dalle regioni di uno Stato EFTA ammesse a beneficiare delle deroghe in questione e, dall’altro, dai massimali d’intensità degli aiuti all’investimento iniziale (71) approvati per ciascuna regione costituisce la carta degli aiuti a finalità regionale dello Stato EFTA. La carta degli aiuti a finalità regionale definisce anche le regioni ammissibili alla concessione di aiuti alle imprese. I regimi di aiuti al funzionamento non sono compresi nelle carte degli aiuti a finalità regionale e sono valutati caso per caso in base alla notifica effettuata dallo Stato EFTA interessato ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3 dell’accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte.
                  
               
                     (82)
                  
                  
                     La Corte di giustizia europea ha stabilito che le “decisioni” mediante le quali la Commissione europea adotta le carte degli aiuti a finalità regionale per ciascuno Stato membro CE devono essere considerate come facenti parte integrante degli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale e aventi forza vincolante solo a condizione di essere state accettate dagli Stati membri della CE (72). L’Autorità reputa che ciò si applichi anche alle decisioni dell’Autorità stessa.
                  
               
                     (83)
                  
                  
                     Va inoltre ricordato che le carte degli aiuti a finalità regionale definiscono anche l’ambito delle esenzioni per categoria relative ad aiuti a finalità regionale esentati dall’obbligo di notifica ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, della parte I, del protocollo all’accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, sia che tali aiuti vengano concessi in base al regolamento (CE) n. 70/2001 (73), sia in base ad eventuali esenzioni future per altre forme di aiuti a finalità regionale.
                  
               
                     (84)
                  
                  
                     A norma dei presenti orientamenti, in funzione della situazione socioeconomica degli Stati EFTA, la carta degli aiuti a finalità regionale comprenderà le regioni che devono essere indicate dagli Stati EFTA come ammissibili agli aiuti a finalità regionale ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), fino al limite della copertura in termini di popolazione stabilita ai sensi della sezione 25.B.3.3.1.
                  
               
                     (85)
                  
                  
                     Spetta agli stessi Stati EFTA, purché rispettino le condizioni previste dai presenti orientamenti, decidere se intendono concedere aiuti a finalità regionale a favore degli investimenti e fino a quale livello. Di conseguenza, dopo la pubblicazione dei presenti orientamenti, ciascuno Stato EFTA deve notificare quanto prima all’Autorità, ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, della parte I, del protocollo 3, dell’accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, un’unica carta degli aiuti a finalità regionale, relativa all’intero territorio nazionale.
                  
               
                     (86)
                  
                  
                     L’Autorità esaminerà le notifiche secondo la procedura di cui all’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3 dell’accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte. Una volta terminata tale analisi, pubblicherà le carte degli aiuti a finalità regionale approvate nella sezione SEE del supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Tali carte saranno valide a partire dal 1o gennaio 2007, o dalla data della loro approvazione da parte dell’Autorità, qualora sia successiva, e saranno considerate parte integrante dei presenti orientamenti.
                  
               
                     (87)
                  
                  
                     La notifica deve identificare chiaramente le regioni proposte per l’ammissibilità a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), e le intensità degli aiuti previsti per le grandi imprese, tenendo conto delle correzioni del massimale degli aiuti a favore di grandi progetti d’investimento.
                  
               
                     (88)
                  
                  
                     Informazioni dettagliate di appoggio dovrebbero essere fornite per chiarire la designazione delle regioni ex articolo 61, paragrafo 3, lettera c), diverse dalle regioni a sviluppo economico, dalle regioni a scarsa densità di popolazione e dalle regioni frontaliere, includendo l’indicazione particolareggiata delle regioni interessate, dati sulla popolazione, informazioni sul PIL e sui livelli di disoccupazione nelle regioni in questione e qualsiasi altra informazione pertinente.
                  
               
                     (89)
                  
                  
                     Onde garantire la continuità, essenziale per lo sviluppo regionale a lungo termine, l’elenco delle regioni notificate dagli Stati EFTA dovrebbe applicarsi in linea di principio per tutto il periodo 2007-2013. Detto elenco può essere tuttavia soggetto ad una revisione intermedia nel 2010 (74). Tutti gli Stati EFTA che intendono modificare l’elenco delle regioni ammissibili agli aiuti a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), o le intensità di aiuto devono presentare una notifica all’Autorità al più tardi entro il 1o aprile 2010. Qualsiasi modifica delle regioni in questo contesto non può superare il 50 % della copertura totale consentita allo Stato EFTA a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c). Le regioni che perdono l’ammissibilità agli aiuti a finalità regionale a seguito di tale revisione intermedia non saranno ammissibili ad alcun sostegno transitorio. Gli Stati EFTA possono inoltre notificare in qualsiasi momento all’Autorità una richiesta per aggiungere ulteriori regioni all’elenco fino al raggiungimento della relativa copertura della popolazione.
                  
               25.B.8   Entrata in vigore, attuazione, trasparenza e revisione
         
                     (90)
                  
                  
                     L’Autorità intende applicare i presenti orientamenti a tutti gli aiuti a finalità regionale da concedere dopo il 31 dicembre 2006. Gli aiuti a finalità regionale concessi o da concedere prima del 2007 verranno valutati in base agli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale del 1999.
                  
               
                     (91)
                  
                  
                     Poiché devono essere coerenti con la carta degli aiuti a finalità regionale, le notifiche dei regimi di aiuti a finalità regionale o di aiuti ad hoc da concedere dopo il 31 dicembre 2006 non possono di regola essere considerate complete fino all’adozione, per lo Stato EFTA interessato, della carta degli aiuti a finalità regionale a norma delle disposizioni di cui alla sezione 25.B.7. Di conseguenza, l’Autorità non valuterà di regola le notifiche dei regimi di aiuti ad hoc da attuarsi dopo il 31 dicembre 2006, o le notifiche dei regimi di aiuti da concedere dopo tale data, fino all’adozione della carta degli aiuti a finalità regionale per lo Stato EFTA interessato (75). Lo stesso si applica ai regimi di aiuti alle piccole imprese di nuova costituzione di cui alla sezione 25.B.6 dei presenti orientamenti.
                  
               
                     (92)
                  
                  
                     L’Autorità ritiene che l’attuazione dei presenti orientamenti determinerà notevoli modifiche delle norme applicabili agli aiuti a finalità regionale in tutti gli Stati EFTA. Inoltre, risulta necessario rivedere la giustificazione continua e l’efficacia di tutti i regimi di aiuti a finalità regionale, compresi gli aiuti agli investimenti e gli aiuti al funzionamento. Per questi motivi, l’Autorità proporrà le seguenti misure opportune agli Stati EFTA conformemente all’articolo 1, della parte I, del protocollo 3, dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte:
                     
                                 —
                              
                              
                                 fatti salvi l’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 70/2001 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, come modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 incorporato nell’accordo SEE dall’allegato XV, punto 1f), con decisione del Comitato misto SEE n. 131/2004, del 24.9.2004 (GU L 64 del 10.3.2005, pag. 67 e supplemento SEE n. 12, pag. 42), e l’articolo 11, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 2204/2002 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione incorporato nell’accordo SEE dall’allegato XV, punto 1g), con decisione del Comitato misto SEE n. 83/2003, del 20.6.2003 (GU L 257 del 9.10.2003, pag. 39 e supplemento n 51, pag. 250), gli Stati EFTA limiteranno l’applicazione nel tempo di tutti i regimi di aiuti a finalità regionale esistenti agli aiuti concessi entro il 31 dicembre 2006,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 qualora i regimi di aiuti a finalità ambientale consentano la concessione di aiuti a finalità regionale per investimenti ambientali conformemente alla nota 31 del capitolo 15 degli orientamenti (76), gli Stati EFTA modificheranno i regimi in questione in modo da assicurare che dopo il 31 dicembre 2006 gli aiuti possano essere concessi solo se conformi alla carta degli aiuti a finalità regionale in vigore alla data di concessione dell’aiuto,
                              
                           
                                 —
                              
                              
                                 se necessario, gli Stati EFTA modificheranno gli altri regimi di aiuti esistenti in modo che dopo il 31 dicembre 2006 le maggiorazioni regionali, ad esempio le maggiorazioni per gli aiuti alla formazione, alla ricerca e allo sviluppo o a favore dell’ambiente, possano essere accordate solo nelle regioni ammesse a beneficiare di aiuti in base all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), conformemente alla carta degli aiuti a finalità regionale adottata dall’Autorità in vigore alla data di concessione dell’aiuto.
                              
                           L’Autorità inviterà gli Stati EFTA a confermare la loro accettazione delle presenti proposte entro un mese.
                  
               
                     (93)
                  
                  
                     L’Autorità ritiene inoltre che siano necessarie ulteriori misure per migliorare la trasparenza degli aiuti a finalità regionale. In particolare, risulta necessario garantire che gli Stati EFTA, gli operatori economici, le parti interessate e l’Autorità stessa abbiano facile accesso al testo completo di tutti i regimi di aiuti a finalità regionale applicabili negli Stati EFTA. L’Autorità ritiene che questo sia facilmente realizzabile creando siti Internet collegati. Per questo motivo, nell’esaminare i regimi di aiuti a finalità regionale, l’Autorità richiederà sistematicamente l’impegno da parte dello Stato EFTA a pubblicare su Internet l’intero testo del regime di aiuti definitivo e a comunicare all’Autorità l’indirizzo Internet di detta pubblicazione. I progetti per i quali le spese sono state sostenute prima della data di pubblicazione del regime non saranno ammissibili agli aiuti a finalità regionale.
                  
               
                     (94)
                  
                  
                     L’Autorità può decidere di rivedere o modificare i presenti orientamenti in qualsiasi momento, se ciò risultasse necessario per motivi connessi con la politica di concorrenza o per tener conto di altre politiche e di impegni comunitari.
                  
               
            ALLEGATO I
            Definizione dell’industria siderurgica
            Ai fini dei presenti orientamenti, l’industria siderurgica è costituita dalle imprese operanti nella produzione dei prodotti siderurgici che figurano nel seguente elenco:
            
                        Prodotto
                     
                     
                        Codice della nomenclatura combinata (77)
                        
                     
                  
                        Ghise gregge
                     
                     
                        7201
                     
                  
                        Ferro-leghe
                     
                     
                        7202 11 20, 7202 11 80, 7202 99 11
                     
                  
                        Prodotti ferrosi ottenuti per riduzione diretta di minerali di ferro e altri prodotti ferrosi spugnosi
                     
                     
                        7203
                     
                  
                        Ferro ed acciai non legati
                     
                     
                        7206
                     
                  
                        Semiprodotti di ferro o di acciai non legati
                     
                     
                        7207 11 11; 7207 11 14; 7207 11 16; 7207 12 10; 7207 19 11; 7207 19 14; 7207 19 16; 7207 19 31; 7207 20 11; 7207 20 15; 7207 20 17; 7207 20 32; 7207 20 51; 7207 20 55; 7207 20 57; 7207 20 71
                     
                  
                        Prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati
                     
                     
                        7208 10 00; 7208 25 00; 7208 26 00; 7208 27 00; 7208 36 00; 7208 37; 7208 38; 7208 39; 7208 40; 7208 51; 7208 52; 7208 53; 7208 54; 7208 90 10; 7209 15 00; 7209 16; 7209 17; 7209 18; 7209 25 00; 7209 26; 7209 27; 7209 28; 7209 90 10; 7210 11 10; 7210 12 11; 7210 12 19; 7210 20 10; 7210 30 10; 7210 41 10; 7210 49 10; 7210 50 10; 7210 61 10; 7210 69 10; 7210 70 31; 7210 70 39; 7210 90 31; 7210 90 33; 7210 90 38; 7211 13 00; 7211 14; 7211 19; 7211 23 10; 7211 23 51; 7211 29 20; 7211 90 11; 7212 10 10; 7212 10 91; 7212 20 11; 7212 30 11; 7212 40 10; 7212 40 91; 7212 50 31; 7212 50 51; 7212 60 11; 7212 60 91
                     
                  
                        Vergella di ferro o di acciai non legati
                     
                     
                        7213 10 00; 7213 20 00; 7213 91; 7213 99
                     
                  
                        Barre di ferro o di acciai non legati
                     
                     
                        7214 20 00; 7214 30 00; 7214 91; 7214 99; 7215 90 10
                     
                  
                        Profilati di ferro o di acciai non legati
                     
                     
                        7216 10 00; 7216 21 00; 7216 22 00; 7216 31; 7216 32; 7216 33; 7216 40; 7216 50; 7216 99 10
                     
                  
                        Acciai inossidabili
                     
                     
                        7218 10 00; 7218 91 11; 7218 91 19; 7218 99 11; 7218 99 20
                     
                  
                        Prodotti laminati piatti, di acciai inossidabili
                     
                     
                        7219 11 00; 7219 12; 7219 13; 7219 14; 7219 21; 7219 22; 7219 23 00; 7219 24 00; 7219 31 00; 7219 32; 7219 33; 7219 34; 7219 35; 7219 90 10; 7220 11 00; 7220 12 00; 7220 20 10; 7220 90 11; 7220 90 31
                     
                  
                        Vergella, barre e profilati di acciai inossidabili
                     
                     
                        7221 00; 7222 11; 7222 19; 7222 30 10; 7222 40 10; 7222 40 30
                     
                  
                        Prodotti laminati piatti, di altri acciai legati
                     
                     
                        7225 11 00; 7225 19; 7225 20 20; 7225 30 00; 7225 40; 7225 50 00; 7225 91 10; 7225 92 10; 7225 99 10; 7226 11 10; 7226 19 10; 7226 19 30; 7226 20 20; 7226 91; 7226 92 10; 7226 93 20; 7226 94 20; 7226 99 20
                     
                  
                        Vergella, barre e profilati di altri acciai legati
                     
                     
                        7224 10 00; 7224 90 01; 7224 90 05; 7224 90 08; 7224 90 15; 7224 90 31; 7224 90 39; 7227 10 00; 7227 20 00; 7227 90; 7228 10 10; 7228 10 30; 7228 20 11; 7228 20 19; 7228 20 30; 7228 30 20; 7228 30 41; 7228 30 49; 7228 30 61; 7228 30 69; 7228 30 70; 7228 30 89; 7228 60 10; 7228 70 10; 7228 70 31; 7228 80
                     
                  
                        Palancole
                     
                     
                        7301 10 00
                     
                  
                        Rotaie e traverse
                     
                     
                        7302 10 31; 7302 10 39; 7302 10 90; 7302 20 00; 7302 40 10; 7302 10 20
                     
                  
                        Tubi e profilati cavi, senza saldatura
                     
                     
                        7303; 7304
                     
                  
                        Altri tubi saldati o ribaditi a sezione circolare con diametro esterno superiore a 406,4 mm, di ferro o di acciaio
                     
                     
                        7305
                     
                  
         
            ALLEGATO II
            Definizione dell’industria delle fibre sintetiche
            Ai fini dei presenti orientamenti, per industria delle fibre sintetiche si intende:
            
                        —
                     
                     
                        l’estrusione/testurizzazione di tutti i tipi generici di fibre e filati poliesteri, poliammidici, acrilici o polipropilenici, a prescindere dal loro impiego finale, ovvero
                     
                  
                        —
                     
                     
                        la polimerizzazione (compresa la policondensazione), laddove questa sia integrata con l’estrusione, sotto il profilo degli impianti utilizzati, ovvero
                     
                  
                        —
                     
                     
                        qualsiasi processo ausiliario connesso all’installazione contemporanea di capacità di estrusione/testurizzazione da parte del potenziale beneficiario o di un’altra società del gruppo cui esso appartiene, il quale nell’ambito della specifica attività economica in questione risulti di norma integrato a tali capacità sotto il profilo degli impianti utilizzati.
                     
                  
         
            ALLEGATO III
            Modulo per la comunicazione di informazioni sintetiche riguardo ad aiuti destinati a grandi progetti di investimento, richiesto al punto 54
            
               
         »
      
         (1)  Il capitolo 25.B corrisponde alla comunicazione della Commissione: «Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013» (GU C 54 del 4.3.2006, pag. 13).
      
         (2)  I supplementi di aiuto a titolo regionale per gli aiuti concessi per tali scopi non vengono pertanto considerati come aiuti a finalità regionale.
      
         (3)  Gli orientamenti dell’Autorità sono consultabili al sito: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/guidelines/
      
         (4)  Il punto 7, alla sezione 25.4 del capitolo 25 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, nella versione del 1999, è stato modificato dal capitolo 16 relativo agli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, corrispondente agli «Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà» (GU C 288 del 9.10.1999, pag. 2).
      
         (5)  Corrispondenti alla comunicazione della Commissione relativa alla disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento, GU C 70 del 19.3.2002, pag. 8, modificata da GU C 263 dell’1.11.2003, pag. 3.
      
         (6)  Si vedano a questo proposito le sentenze della Corte di giustizia europea nella causa 730/79, Philip Morris, Racc. 1980, pag. 2671, punto 17 e nella causa C-169/95, Regno di Spagna/Commissione, Racc. 1997, pag. I-135, punto 20.
      
         (7)  Si veda a questo proposito la sentenza del Tribunale di primo grado europeo nella causa T-380/94, AIUFFASS e AKT, Racc. 1996, pag. II-2169, punto 54.
      
         (8)  I settori disciplinati da regole specifiche che vanno ad aggiungersi a quelle ivi enunciate sono attualmente i trasporti e le costruzioni navali.
      
         (9)  Regolamento (CE) n. 70/2001 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato per le piccole e medie imprese, come modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 incorporato nell’accordo SEE dall’allegato XV, punto 1f) con decisione del Comitato misto SEE n. 131/2004 del 24.9.2004 (GU L 64 del 10.3.2005, pag. 67 e supplemento SEE n. 12, pag. 42).
      
         (10)  Gli orientamenti dell’Autorità sono consultabili al sito: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/guidelines/
      
         (11)  In particolare, gli aiuti concessi alle grandi e medie imprese durante il periodo di ristrutturazione devono sempre essere notificati individualmente all’Autorità, anche se concessi come parte di un regime approvato.
      
         (12)  Causa 248/84, Germania/Commissione, Racc. 1987, pag. 4013, punto 19.
      
         (13)  Secondo quanto indicato nella pubblicazione “Statistical regions in the EFTA countries and in the candidate countries” (Regioni statistiche nei paesi EFTA e nei paesi candidati), edizione 2001 a cura della Commissione delle Comunità europee e dell’Ufficio statistico delle Comunità europee.
      
         (14)  L’ipotesi è dunque che l’indicatore del prodotto interno lordo possa rispecchiare in modo sintetico i due fenomeni citati. In questo e in tutti i riferimenti successivi al PIL pro capite nei presenti orientamenti, il PIL è misurato in standard di potere d’acquisto. Il PIL pro capite di ogni regione e la media SEE da utilizzare nell’analisi sono determinati dall’Ufficio statistico delle Comunità europee.
      
         (15)  Qualora la situazione dovesse mutare, l’Autorità adotterà nuovi orientamenti che tengano conto di tale modifica.
      
         (16)  Si veda la nota 12.
      
         (17)  Per la determinazione della popolazione ammissibile agli aiuti a finalità regionale a norma della corrispondente deroga di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a), la Commissione europea procederà attraverso due fasi: in primo luogo determinerà la copertura in termini di popolazione applicando il criterio relativo al PIL pro capite entro il 75 % come descritto al precedente punto (15) in secondo luogo, prenderà in considerazione le regioni “ad effetto statistico”, ossia le regioni il cui PIL pro capite è superiore al 75 % della media CE-25 unicamente in ragione dell’allargamento dell’UE. Si tratta di regioni NUTS-II che hanno un PIL pro capite superiore al 75 % della media CE-25 ma inferiore al 75 % della media CE-15. Nei relativi orientamenti, la Commissione europea ritiene che tali regioni dovrebbero continuare a poter beneficiare della deroga CE corrispondente all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a), su base transitoria fino 31 dicembre 2010.
      
         (18)  Tali regioni devono distinguersi dalle regioni “ad effetto statistico” (si veda la nota 17). Si tratta di regioni che hanno avuto un PIL pro capite inferiore al 75 % su base CE-15 e che grazie al loro sviluppo economico non soddisfano più tale condizione su base CE-15.
      
         (19)  La Commissione europea ha fissato il limite per la copertura complessiva in termini di popolazione al 42 % dell’attuale CE-25 (in pratica il massimale è fissato al 43,1 % in base ad un meccanismo di correzione inteso a garantire che nessuno degli Stati membri CE-15 perda più del 50 % della propria copertura in termini di popolazione in base alle attuali carte degli aiuti a finalità regionale).
      
         (20)  Deve intendersi che nessuna regione degli Stati EFTA (1) soddisfa il criterio del PIL pro capite entro il 75 % come descritto al punto (15) né (2) rientra nella definizione di regione “ad effetto statistico” o a “sviluppo economico”.
      
         (21)  La cifra attuale è di 2,9 abitanti per km2.
      
         (22)  Secondo l’attuale sistema di classificazione NUTS, l’Islanda costituisce in sé una regione NUTS-III. Qualora tale classificazione venga modificata a seguito dell’introduzione di più regioni NUTS-III, la copertura nazionale in termini di popolazione sarà valutata in base al livello III della NUTS.
      
         (23)  In considerazione delle limitate dimensioni dell’Islanda, è sufficiente che le regioni indicate abbiano un PIL pro capite inferiore alla media EFTA o un tasso di disoccupazione superiore al 115 % della media nazionale, nonché una popolazione minima di 10 000 abitanti.
      
         (24)  Per ciò che concerne l’Islanda, nella parte restante del testo dei presenti orientamenti, le regioni NUTS-III devono eventualmente leggersi quali regioni NUTS-IV. Qualora la classificazione statistica dell’Islanda venga modificata secondo quanto precisato alla precedente nota 22, il testo dovrà leggersi, ove del caso, come regioni NUTS III.
      
         (25)  Per evitare il doppio conteggio, questo criterio si applica su base residua, dopo aver tenuto conto della ricchezza relativa delle regioni interessate.
      
         (26)  Ad esempio le penisole e le regioni montagnose.
      
         (27)  Questo limite minimo può essere ridotto per le isole e le altre aree caratterizzate da un analogo isolamento geografico.
      
         (28)  Un investimento di sostituzione può tuttavia essere considerato un aiuto al funzionamento in base alle condizioni di cui alla sezione 25.B.5.
      
         (29)  Di conseguenza, la mera acquisizione di azioni di un’impresa con personalità giuridica non viene considerata un investimento iniziale.
      
         (30)  Si ritiene che un posto di lavoro sia creato direttamente da un progetto di investimento quando riguarda l’attività alla quale si riferisce l’investimento e viene creato nel corso dei tre anni successivi alla realizzazione integrale dell’investimento, compresi i posti di lavoro creati a seguito dell’aumento del tasso di utilizzo della capacità creata dall’investimento.
      
         (31)  Nel caso di aiuti soggetti a notifica individuale e all’approvazione da parte dell’Autorità, la conferma dell’ammissibilità deve essere subordinata alla decisione di approvazione dell’aiuto da parte delle autorità.
      
         (32)  Per “inizio dei lavori” si intende l’inizio dei lavori di costruzione o il primo fermo impegno ad ordinare attrezzature, esclusi gli studi preliminari di fattibilità.
      
         (33)  L’unica eccezione a queste regole è il caso di regimi di aiuti fiscali approvati nei quali un’esenzione o una riduzione fiscale sono concesse automaticamente per le spese ammissibili senza potere discrezionale da parte delle autorità.
      
         (34)  Ciò non accade, ad esempio, nel caso di un prestito agevolato, di prestiti partecipativi pubblici o di una partecipazione pubblica che non rispettano il principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, delle garanzie statali che contengono elementi di aiuto e del sostegno pubblico nell’ambito della norma de minimis.
      
         (35)  Questa regola non impedisce la sostituzione di impianti o attrezzature divenuti obsoleti a causa del rapido cambiamento tecnologico, durante detto periodo di cinque anni, a condizione che l’attività economica venga mantenuta nella regione interessata per il periodo minimo previsto.
      
         (36)  L’Autorità non applicherà più la prassi adottata in precedenza di convertire gli aiuti a finalità regionale notificati dagli Stati EFTA in equivalente sovvenzione netto onde tener conto della sentenza del Tribunale europeo di primo grado del 15 giugno 2000 nella causa T-298/97, Alzetta. In tale causa, Il Tribunale di primo grado europeo ha statuito quanto segue: “La Commissione non è autorizzata, nel sistema di controllo degli aiuti di Stato istituito dal trattato, a prendere in considerazione i carichi fiscali gravanti sull’importo degli aiuti finanziari erogati, al fine di valutarne la compatibilità con il trattato. Infatti, tali carichi non si ricollegano specificatamente all’aiuto stesso, ma sono prelevati a valle e gravano sugli aiuti controversi così come su ogni introito. Essi non possono quindi, rappresentare un elemento pertinente ai fini della valutazione dell’incidenza specifica dell’aiuto sugli scambi e sulla concorrenza e, in particolare, del calcolo del vantaggio ottenuto dai beneficiari (di un aiuto siffatto nei confronti delle imprese concorrenti che non ne hanno beneficiato e le cui entrate sono anch’esse soggette all’imposizione”. L’Autorità ritiene inoltre che l’uso di ESL, cui si ricorre anche per calcolare le intensità di altri tipi di aiuti di Stato, contribuirà ad aumentare la semplicità e la trasparenza del sistema di controllo degli aiuti di Stato, tenendo altresì conto dell’aumento della percentuale di aiuti di Stato concessi sotto forma di esenzioni fiscali.
      
         (37)  Eccezionalmente, può essere approvata un’intensità più elevata nel caso di una regione NUTS-III o di una regione più piccola contigua ad una regione ex articolo 61, paragrafo 3, lettera a), qualora ciò sia necessario per garantire che il differenziale tra le due regioni non superi 20 punti percentuali.
      
         (38)  Allegato I al regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione, del 25 febbraio 2004, recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001, GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22, incorporato nell’accordo SEE dall’allegato XV punto 1f) con decisione del comitato misto SEE n. 131/2004, del 24.9.2004 (GU L 64 del 10.3.2005, pag. 67 e supplemento SEE n. 12, pag. 42), o altra normativa successiva.
      
         (39)  Tali maggiorazioni non si applicano agli aiuti concessi al settore dei trasporti.
      
         (40)  Nel settore dei trasporti, le spese destinate all’acquisto di materiale di trasporto (attivi mobili) non sono ammissibili agli aiuti agli investimenti iniziali.
      
         (41)  Qualora l’acquisizione sia accompagnata da altri investimenti iniziali, le spese ad essi inerenti sono da aggiungere ai costi di acquisizione.
      
         (42)  In casi eccezionali, gli aiuti possono alternativamente essere calcolati facendo riferimento ai costi salariali (stimati) relativi ai posti di lavoro conservati o creati mediante l’acquisizione. Tali casi devono essere notificati individualmente all’Autorità.
      
         (43)  Per costi salariali si intende l’importo totale effettivamente pagabile dal beneficiario dell’aiuto relativamente ai posti di lavoro in questione, comprendente il salario lordo, prima delle tasse, e i contributi sociali obbligatori.
      
         (44)  Per numero di dipendenti si intende il numero di unità di lavoro-anno (ULA), cioè il numero di lavoratori subordinati impiegati a tempo pieno per un anno; il lavoro a tempo parziale e il lavoro stagionale sono frazioni di ULA.
      
         (45)  Tale definizione si applica sia ad uno stabilimento esistente che ad un nuovo stabilimento.
      
         (46)  I 50 milioni di euro devono essere calcolati ai prezzi e ai tassi di cambio del giorno in cui gli aiuti sono concessi o, nel caso di grandi progetti d’investimento per i quali è richiesta la notifica individuale, ai prezzi e ai tassi di cambio del giorno della notifica.
      
         (47)  Per valutare se l’investimento iniziale è economicamente indivisibile, l’Autorità terrà conto dei collegamenti tecnici, funzionali e strategici e dell’immediata prossimità geografica. L’indivisibilità economica verrà valutata indipendentemente dalla proprietà. Ciò significa che, per stabilire se un grande progetto d’investimento rappresenta un progetto unico, la valutazione sarà la stessa indipendentemente dal fatto che il progetto venga realizzato da un’impresa, da più imprese che ripartiscono i costi d’investimento o da più imprese che sostengono i costi di investimenti distinti nell’ambito del medesimo progetto di investimento (ad esempio nel caso di una joint venture).
      
         (48)  Inserite nel capitolo 26.A della disciplina multisettoriale in materia di aiuti regionali destinati ai grandi progetti di investimento, corrispondente alla comunicazione della Commissione: «Disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti di investimento» (GU C 107 del 7.4.1998, pag. 7), cancellata con decisione dell’Autorità n. 371/04/COL, del 15 dicembre 2004.
      
         (49)  Inserite nel capitolo 26.A.
      
         (50)  I progetti di investimento da notificare individualmente verranno valutati in base alle norme in vigore al momento della notifica.
      
         (51)  Vista l’ampia portata generale dei presenti orientamenti, l’Autorità ha deciso che non è tecnicamente fattibile procedere alla redazione di un elenco di settori caratterizzati da gravi difficoltà strutturali.
      
         (52)  Gli aiuti individuali ad hoc devono essere sempre notificati all’Autorità. Data la loro chiara incidenza sulle condizioni degli scambi e della concorrenza, gli aiuti individuali ad hoc a favore di grandi progetti individuali di investimento comportano, a fortiori, la necessità di giustificare in modo specifico il nesso con lo sviluppo regionale.
      
         (53)  Il punto di partenza per il calcolo del massimale di aiuti corretto è sempre l’intensità di aiuti massima consentita per gli aiuti a favore di grandi imprese ai sensi della sezione 25.B.4.1.2. Le maggiorazioni per le PMI non possono essere concesse ai grandi progetti d’investimento.
      
         (54)  Il consumo apparente del prodotto corrisponde alla produzione più le importazioni meno le esportazioni.
      
         (55)  A tempo debito, l’Autorità potrà elaborare ulteriori indicazioni sui criteri di cui terrà conto durante tale valutazione.
      
         (56)  Qualora un progetto d’investimento comporti la produzione di vari prodotti diversi, è necessario considerare ciascuno dei prodotti singolarmente.
      
         (57)  Se lo Stato EFTA dimostra che il beneficiario crea un nuovo mercato del prodotto, non è necessario verificare se sono soddisfatte le condizioni di cui al precedente punto 57, lettere a) e b), e gli aiuti vengono autorizzati secondo la tabella di cui al punto (56).
      
         (58)  Regolamento (CEE) n. 3924/91 del Consiglio del 19 dicembre 1991, relativo ad un’indagine comunitaria sulla produzione industriale (GU L 374 del 31.12.1991, pag. 1). Il regolamento è stato incorporato nell’accordo SEE (allegato XXI) con decisione del Comitato misto n. 7/94.
      
         (59)  Si ritiene che questa condizione sia rispettata se la somma degli aiuti all’investimento iniziale, in percentuale del valore dell’investimento, e degli aiuti alla creazione di posti di lavoro, in percentuale dei costi salariali, non supera l’importo più favorevole risultante dall’applicazione del massimale stabilito per la regione in base ai criteri indicati alla sezione 25.B.4.1 o del massimale stabilito per la regione in base ai criteri indicati alla sezione 25.B.4.3.
      
         (60)  Come per altre forme di aiuti a finalità regionale, la concessione di aiuti al finanziamento è sempre soggetta a norme specifiche che possono applicarsi in settori particolari.
      
         (61)  In genere gli aiuti al funzionamento assumono soprattutto la forma di esenzioni fiscali o di riduzione degli oneri sociali non connessi ai costi dì investimento ammissibili.
      
         (62)  Ad esempio, investimenti di sostituzione, costi di trasporto o di personale.
      
         (63)  Gli orientamenti dell’Autorità sono consultabili al sito: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/guidelines/
      
         (64)  Il principio della degressività deve essere rispettato anche quando vengono notificati nuovi regimi di aiuti al funzionamento in sostituzione di regimi esistenti. Tuttavia, può essere consentita una flessibilità nell’applicazione di questo principio in caso di regimi di aiuti al funzionamento destinati a compensare gli svantaggi geografici di determinate zone situate in regioni ex articolo 61, paragrafo 3, lettera a).
      
         (65)  Spetta allo Stato EFTA dimostrare che gli aiuti proposti sono necessari ed appropriati a prevenire o ridurre lo spopolamento continuo.
      
         (66)  Qualora si verifichi una variazione della classificazione NUTS in Islanda (si veda la nota 22), il livello NUTS applicabile dovrà essere modificato di conseguenza.
      
         (67)  Per l’Islanda, il livello NUTS ove necessario.
      
         (68)  In base agli importi di aiuto ricevuti.
      
         (69)  Le imprese ammissibili sono le piccole imprese ai sensi dell’articolo 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione europea incorporato nell’accordo SEE dall’allegato XV, punto 1f), con decisione del Comitato misto SEE n. 131/2004, del 24.9.2004 (GU L 64 del 10.3.2005, pag. 67 e supplemento SEE n. 12, pag. 42), o qualsiasi altro regolamento successivo, che sono autonome ai sensi dell’articolo 3 dell’allegato del suddetto regolamento e che sono state costituite meno di cinque anni prima.
      
         (70)  L’IVA e le imposte dirette sui profitti/redditi non sono comprese tra le spese ammissibili.
      
         (71)  Come corretta ai sensi del punto 56 in caso di aiuti a favore di grandi progetti d’investimento soggetti a notifica individuale.
      
         (72)  Sentenza del 18 giugno 2002 nella causa C-242/00, Germania/Commissione.
      
         (73)  Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, come modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 incorporato nell’accordo SEE dall’allegato XV, punto 1f) con decisione del Comitato misto SEE n. 131/2004, del 24.9.2004 ( GU L 64 del 10.3.2005, pag. 67 e supplemento SEE n. 12, pag. 42), recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001 per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22).
      
         (74)  Le disposizioni riguardanti la revisione a medio termine non dovranno precludere la revisione della copertura in termini di popolazione in Islanda prima del 2010, qualora la classificazione NUTS relativa a quel paese, secondo quanto precisato alla nota 22, venga modificata prima di tale data.
      
         (75)  L’Autorità informa gli Stati EFTA che la Commissione europea ha indicato che, onde rendere l’obbligo di notifica il meno oneroso possibile, intende avvalersi della facoltà di esentare dalla notifica ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato tutti i regimi trasparenti di aiuti a finalità regionale a favore degli investimenti che soddisfano le condizioni della carta nazionale degli aiuti a finalità regionale approvata per lo Stato membro in questione. In base a tale regime, gli aiuti individuali ad hoc e i regimi di aiuti al funzionamento non saranno esonerati dall’obbligo di notifica. Inoltre, i requisiti in materia di informazione e di notifica individuale previsti per i grandi progetti d’investimento continueranno ad applicarsi, ivi compresi i casi di aiuti concessi in base a regimi esentati. Tuttavia, fintantoché la Commissione europea non ha formalmente adottato tale regolamento e fino a quando il regolamento non è stato incorporato nell’accordo, questo tipo di regimi di investimento è soggetto ai requisiti generali di notifica di cui all’articolo 1, paragrafo 3, della parte I, e all’articolo 2, della parte II, del protocollo 3, dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte.
      
         (76)  Gli orientamenti dell’Autorità sono consultabili al sito: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/guidelines/
      
         (77)  GU L 279 del 23.10.2001, pag. 1.