CELEX: E2020J0016
Language: it
Date: 2021-11-23 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 23 novembre 2021 nella causa E-16/20 Q e altri contro Governo norvegese, rappresentato dall’Ufficio per i ricorsi in materia di immigrazione (Utlendingsnemnda – UNE) (Mantenimento del diritto di soggiorno – Figliastro, cittadino SEE – Diritti derivati per cittadini di paesi terzi genitori affidatari – Abuso di diritti – Matrimoni fittizi – –Regolamento (UE) n. 492/2011 – Direttiva 2004/38/CE) 2022/C 69/11

10.2.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 69/11
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
      del 23 novembre 2021
      nella causa E-16/20
      Q e altri contro Governo norvegese, rappresentato dall’Ufficio per i ricorsi in materia di immigrazione (Utlendingsnemnda – UNE)
      
         
            (Mantenimento del diritto di soggiorno – Figliastro, cittadino SEE – Diritti derivati per cittadini di paesi terzi genitori affidatari – Abuso di diritti – Matrimoni fittizi – –Regolamento (UE) n. 492/2011 – Direttiva 2004/38/CE)
         
      
      (2022/C 69/11)
      Nella causa E-16/20, Q e altri contro Governo norvegese, rappresentato dall’Ufficio per i ricorsi in materia di immigrazione (Utlendingsnemnda – UNE), ISTANZA del tribunale distrettuale di Oslo (Oslo tingrett) ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, relativa all’interpretazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, in particolare l’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), l’articolo 12, paragrafo 3, e l’articolo 35, la Corte, composta da Páll Hreinsson, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Bernd Hammermann, giudici, si è pronunciata il 23 novembre 2021 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
      
                  1.
               
               
                  Il figlio di un cittadino del SEE che ha precedentemente lavorato in un altro Stato SEE e il figlio di un cittadino di un paese terzo che si occupa di tale figlio traggono un diritto di soggiorno sulla base dell’articolo 10 del regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione. Questo si applica indipendentemente dal fatto che il figlio sia comune al cittadino del SEE e al coniuge o che il figlio sia unicamente del coniuge.
               
            
                  2.
               
               
                  Il figlio unicamente del coniuge cittadino di un paese terzo di un cittadino del SEE che ha ottenuto il diritto di soggiorno in base all’articolo 10 del regolamento (UE) n. 492/2011 avendo come persona di riferimento il cittadino del SEE, mantiene tale diritto di soggiorno anche se il cittadino del SEE ha chiesto il divorzio dal genitore di detto figlio.
               
            
                  3.
               
               
                  Qualora le autorità di uno Stato SEE abbiano stabilito che un matrimonio fra un cittadino del SEE e un cittadino di un paese terzo equivale a un matrimonio di convenienza, lo Stato SEE ha la facoltà di adottare le misure ritenute necessarie al fine di rifiutare, estinguere o revocare i diritti derivati da tale abuso. Tali misure devono tuttavia essere proporzionate e soggette a garanzie procedurali.