CELEX: 31995D0514
Language: it
Date: 1995-11-29 00:00:00
Title: 95/514/CE: Decisione del Consiglio, del 29 novembre 1995, relativa all'equivalenza delle ispezioni in campo delle colture di sementi effettuate in paesi terzi e all'equivalenza delle sementi prodotte in paesi terzi

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31995D0514

95/514/CE: Decisione del Consiglio, del 29 novembre 1995, relativa all'equivalenza delle ispezioni in campo delle colture di sementi effettuate in paesi terzi e all'equivalenza delle sementi prodotte in paesi terzi  

Gazzetta ufficiale n. L 296 del 09/12/1995 pag. 0034 - 0040

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 29 novembre 1995 relativa  all'equivalenza delle ispezioni in campo delle colture di sementi effettuate in paesi terzi e  all'equivalenza delle sementi prodotte in paesi terzi (95/514/CE)IL CONSIGLIO  DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, vista la direttiva 66/400/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione  delle sementi di barbabietole  (1), in particolare l'articolo 16, paragrafo 1, vista la direttiva 66/401/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione  delle sementi di piante foraggere  (2), in particolare l'articolo 16, paragrafo 1, vista la direttiva 66/402/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione  delle sementi di cereali  (3), in particolare l'articolo 16, paragrafo 1, vista la direttiva 69/208/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1969, relativa alla commercializzazione  delle sementi di piante oleaginose e da fibra  (4), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1, vista la proposta della Commissione, considerando che esistono norme relative ai controlli ufficiali delle sementi nei seguenti paesi:  Australia, Bulgaria, Canada, Svizzera, Croazia, Repubblica ceca, Ungheria, Israele, Marocco, Nuova  Zelanda, Polonia, Romania, Argentina, Cile, Repubblica slovacca, la Slovenia, Turchia, Uruguay,  Stati Uniti d'America e Repubblica Sudafricana; che queste norme contemplano un'ispezione ufficiale  in campo da effettuarsi durante la produzione delle sementi; considerando che le norme suddette dispongono di massima che le sementi di base, le sementi  certificate e le «  sementi certificate della prima generazione  » possono essere ufficialmente  certificate e gli imballaggi ufficialmente chiusi in conformità dei sistemi dell'OCSE per la  certificazione varietale delle sementi destinate al commercio internazionale; che inoltre tali  norme prevedono per le sementi un campionamento e un'analisi in conformità dei metodi dell'ISTA  (Associazione internazionale per l'analisi delle sementi); considerando che l'esame di tali norme e della loro applicazione nei rispettivi paesi terzi ha  permesso di constatare che le ispezioni in campo previste delle colture di sementi rispondono ai  requisiti di cui alle direttive summenzionate; che le condizioni contemplate per le sementi  raccolte e controllate in tali paesi offrono, per quanto concerne le loro caratteristiche, il  regime di esame, l'identificazione, l'etichettatura e il controllo, le stesse garanzie delle  condizioni applicabili alle sementi raccolte e controllate nella Comunità; considerando che la decisione 85/355/CEE  (5), che ha stabilito l'equivalenza delle ispezioni in  campo effettuate nei paesi suddetti e la decisione 85/356/CEE  (6), che ha stabilito l'equivalenza  delle sementi prodotte negli stessi paesi, sono scadute il 30 giugno 1995; che occorre pertanto  adottare una nuova decisione; considerando che i sistemi OCSE per la certificazione varietale delle sementi commercializzate nel  mercato internazionale, sui quali questa decisione si basa, potrebbero subire modifiche in un  prossimo futuro; che, in questa situazione, è opportuno limitare a solo diciotto mesi la  continuazione dell'equivalenza di cui a questa decisione; considerando che la presente decisione non pregiudica l'eventuale proroga dell'equivalenza per  quanto riguarda Cipro, dove non ha avuto luogo produzione di sementi né sono state effettuate  ispezioni in campo ai sensi delle decisioni 85/355/CEE e 85/356/CEE; considerando che la presente decisione non impedisce che constatazioni comunitarie siano annullate  qualora risulti che le condizioni su cui sono basate non sono più soddisfatte; che occorre a tal  fine ottenere ulteriori informazioni pratiche sulle sementi prodotte dai suddetti paesi procedendo  alla coltura e al controllo di campioni di tali sementi mediante prove comparative comunitarie; considerando che alcune disposizioni della presente decisione possono essere oggetto di modifiche  di ordine tecnico; che, per semplificare le procedure, è necessario sottoporre tali modifiche alla  procedura del comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli,  orticoli e forestali, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 Si constata che le ispezioni in campo delle colture destinate alla  produzione di sementi delle categorie «  sementi certificate  », e «  sementi certificate della  prima generazione  » effettuate nei paesi e dalle autorità indicate nella parte I dell'allegato,  per le specie o gruppi di specie ivi elencati, soddisfano alle condizioni previste nell'allegato I,  parte A, della direttiva 66/400/CEE e nell'allegato I delle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE e  69/208/CEE, purché siano soddisfatte le condizioni previste nella parte II A dell'allegato della  presente decisione. Articolo 2 Si constata inoltre che, qualora siano soddisfatte rispettivamente le condizioni di  cui alla parte II B dell'allegato, le sementi delle categorie «  sementi di base  », «  sementi  certificate  » e «  sementi certificate della prima generazione  » raccolte nei paesi menzionati  nella parte I dell'allegato e controllate ufficialmente dalle rispettive autorità indicate nella  stessa parte dell'allegato e appartenenti alle specie o gruppi di specie ivi elencati, sono  equivalenti alle sementi delle corrispondenti categorie raccolte nella Comunità e conformi alle  direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE e 69/208/CEE. Articolo 3 1.  Sono parimenti equivalenti, ai sensi dell'articolo 2, le sementi che non sono  state certificate ufficialmente da un'autorità del paese produttore, purché siano soddisfatte le  seguenti condizioni: -  che le sementi siano state raccolte nella Comunità e che siano state ivi sottoposte alle  ispezioni in campo previste e -  che le sementi siano state ufficialmente certificate da un'autorità indicata nell'allegato per  la specie interessata e appartenente al paese in cui le sementi della generazione precedente,  prodotte nella Comunità o in tale paese, erano state ufficialmente certificate. 2.  In deroga al paragrafo 1, primo trattino, del presente articolo, l'equivalenza può essere  concessa a sementi raccolte in taluni paesi terzi determinati, secondo la procedura di cui  all'articolo 21 delle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE e 66/402/CEE e all'articolo 20 della  direttiva 69/208/CEE a condizione che tali paesi beneficino, in virtù della presente decisione,  dell'equivalenza delle ispezioni in campo effettuate in paesi terzi, e sottoposte in tali paesi  alle ispezioni in campo previste. Articolo 4 Qualora vengano effettuate nell'ambito della Comunità le operazioni di «   rietichettatura  » e «  richiusura  » secondo i sistemi OCSE, devono essere parimenti applicate,  per quanto di ragione, le direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE e 69/208/CEE applicabili  alla richiusura degli imballaggi delle sementi prodotte nella Comunità, fatte salve le norme OCSE  applicabili a tali operazioni. Non si devono utilizzare le etichette CE a tale scopo. Le condizioni alle quali possono essere previste deroghe al divieto di cui al primo comma sono  decise, se necessario, conformemente alla procedura di cui all'articolo 21 delle direttive  66/400/CEE, 66/401/CEE e 66/402/CEE ed all'articolo 20 della direttiva 69/208/CEE. Articolo 5 Le modifiche di ordine tecnico e amministrativo da apportare all'allegato I, tranne  quelle riguardanti la colonna 1 della tabella figurante nella parte I del medesimo allegato, sono  adottate secondo la procedura di cui all'articolo 21 delle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE e  66/402/CEE e all'articolo 20 della direttiva 69/208/CEE. Articolo 6 La presente decisione è applicabile dal 1° luglio 1995 al 31 dicembre 1996. Articolo 7 Gli Stati membri sono destinatari della presente decisone. Fatto a Bruxelles, addì 29 novembre 1995. Per il Consiglio Il Presidente L. ATIENZA SERNA  ALLEGATO PARTE I Paesi, autorità e specie >SPAZIO PER TABELLA> PARTE II A. Condizioni relative alle ispezioni in campo delle colture di sementi effettuate nai  paesi terzi 1.  L'ispezione in campo è effettuata secondo le norme nazionali per l'applicazione dei sistemi  dell'OCSE per la certificazione varietale delle sementi destinate al commercio internazionale, nei  confronti delle: -  sementi di barbabietole da zucchero e di barbabietole da foraggio, nel caso delle sementi di  Beta vulgaris di cui alla direttiva 66/400/CEE; -  sementi di piante foraggere e di piante oleaginose, nel caso delle sementi delle specie di cui  alle direttive 66/401/CEE e 69/208/CEE; -  sementi di cereali, nel caso delle sementi delle specie di cui alla direttiva 66/402/CEE diverse  da Zea mays e Sorghum spp.; -  sementi di mais e di sorgo nel caso delle sementi di Zea mays e Sorghum spp. di cui alla  direttiva 66/402/CEE. L'ispezione in campo è effettuata dalle autorità dei paesi produttori elencati nella colonna 2  della tabella che figura nella parte I del presente allegato, o da persone giuridiche di diritto  pubblico o privato di tali paesi, che operano sotto la responsabilità delle autorità suddette,  purché tali persone non traggano vantaggio personale dall'esito dell'ispezione. 2.  Le sementi raccolte devono essere contenute in imballaggi ufficialmente chiusi e muniti di  un'etichetta speciale prevista dall'OCSE per le sementi non definitivamente certificate;  sull'etichetta devono figurare le seguenti indicazioni supplementari: -  numero di riferimento delle sementi di base, -  denominazione dello Stato membro che ha effettuato la certificazione di tali sementi di base. 3.  Le sementi raccolte devono essere accompagnate da un certificato ufficiale recante le seguenti  indicazioni: -  superficie coltivata, -  quantità delle sementi, -  l'attestazione comprovante che sono state rispettate le condizioni alle quali devono soddisfare  le colture dalle quali provengono le sementi. 4.  Nel caso del Sudafrica, le condizioni di cui al punto 1, quarto trattino, non sono applicabili.  In questo caso le ispezioni in campo devono essere effettuate secondo le norme nazionali. B. Condizioni relative alle sementi prodotte in paesi terzi 1.  Le sementi di base, le sementi certificate e le sementi certificate della prima generazione  devono essere ufficialmente certificate e i loro imballaggi ufficialmente chiusi e contrassegnati  in conformità dei sistemi OCSE per la certificazione varietale delle sementi destinate al commercio  internazionale, specificati qui di seguito; le partite di sementi devono essere accompagnate dai  certificati previsti da tali sistemi: -  per le sementi di barbabietole da zucchero e di barbabietole da foraggio, nel caso delle sementi  di Beta vulgaris di cui alla direttiva 66/400/CEE; -  per le sementi di piante foraggere e di piante oleaginose, nel caso delle sementi delle specie  di cui alle direttive 66/401/CEE e 69/208/CEE; -  per le sementi di cereali, nel caso delle sementi delle specie di cui alla direttiva 66/402/CEE,  ad esclusione delle sementi di Zea mays e di Sorghum spp.; -  per le sementi di mais e di sorgo, nel caso delle sementi di Zea mays e Sorghum spp. di cui alla  direttiva 66/402/CEE. Le sementi devono inoltre essere conformi alle condizioni previste dalla normativa comunitaria  diverse da quelle relative all'identità varietale ad alla purezza varietale. 2.  Le ispezioni in campo e l'esame delle condizioni cui devono soddisfare le sementi sono  effettuati dalle autorità dei paesi produttori indicate nella colonna 2 della tabella di cui alla,  parte I del presente allegato, o da persone giuridiche di diritto pubblico o privato di tali paesi,  che operano sotto la responsabilità di dette autorità, purché tali persone non traggano alcun  vantaggio personale dall'esito dell'ispezione o dell'esame. 3.  Le condizioni che le sementi devono soddisfare a norma del paragrafo 1, seconda comma figurano  nelle seguenti direttive: -  direttiva 66/400/CEE, allegato I (B), -  direttiva 66/401/CEE, allegato II, -  direttiva 66/402/CEE, allegato II, -  direttiva 69/208/CEE, allegato II. Ai fini dell'esame destinato a verificare il rispetto delle condizioni di cui sopra, i campioni  devono essere ufficialmente prelevati in conformità dei metodi dell'ISTA e il loro peso deve essere  conforme al peso stabilito da tali metodi, tenuto conto di quello specificato nelle seguenti  direttive: -  direttiva 66/400/CEE, allegato II, seconda riga, -  direttiva 66/401/CEE, allegato III, colonne 3 e 4, -  direttiva 66/402/CEE, allegato III, colonne 3 e 4, -  direttiva 69/208/CEE, allegato III, colonne 3 e 4. Gli esami devono essere effettuati ufficialmente in conformità delle norme stabilite dai metodi  dell'ISTA suddetti. 4.  Per quanto riguarda l'etichetta degli imballaggi, le sementi devono soddisfare le seguenti  condizioni addizionali: 4.1.  Sull'etichettatura devono figurare le seguenti indicazioni ufficiali: -  nel caso delle sementi certificate, numero di riferimento delle sementi di base e denominazione  del paese in cui tali sementi sono state ufficialmente certificate; -  attestazione che le sementi sono conformi alle condizioni previste dalla normativa comunitaria  diverse da quelle relative all'identità varietale e alla purezza varietale: «  le sementi sono  conformi alla normativa CE  »; -  attestazione che le sementi sono state sottoposte a campionamento e analizzate in conformità dei  metodi internazionali in uso: «  campionamento e analisi effettuati, in conformità delle norme ISTA  relative al certificato di color arancio o verde, da .  .  . (nome o iniziali della stazione ISTA  di analisi delle sementi)  »; -  data della chiusura ufficiale dell'imballaggio; -  qualora le partite di sementi siano state rietichettate e richiuse secondo i sistemi OCSE, anche  un'attestazione che tali operazioni sono state effettuate ed un'indicazione della data più recente  di richiusura e delle autorità responsabili; -  paese di produzione; -  peso netto o lordo dichiarato o numero dichiarato di semi puri o di glomeruli nel caso delle  sementi di barbabietole; -  in caso di indicazioni del paese e di utilizzazione di antiparassitari granulari, di sostanze di  rivestimento o di altri solidi, indicazione della natura dell'additivo e del rapporto  approssimativo fra il peso di semi e il peso totale. Tali indicazioni possono figurare o sull'etichetta OCSE o su un'etichetta ufficiale supplementare  sulla quale devono essere indicati il nome del servizio e il paese. Le eventuali etichette del  fornitore devono avere una presentazione tale da non poter essere confuse con l'etichetta ufficiale  supplementare. 4.2.  Un attestato ufficiale, inserito nell'imballaggio, deve precisare almeno il numero di  riferimento della partita, la specie e la varietà; inoltre, per quanto concerne le sementi di  barbabietole, deve essere indicato, se del caso, se si tratta di sementi monogermi o di sementi di  precisione. Tale attestato non è indispensabile quando le indicazioni minime sono apposte in modo indelebile  sull'imballaggio, o se sono utilizzate un'etichetta adesiva o un'etichetta in materiale non  lacerabile. 4.3.  Gli eventuali trattamenti chimici subiti dalle sementi ed il principio attivo devono figurare  sull'etichetta ufficiale o su un'etichetta speciale, nonché sull'imballaggio o all'interno del  medesimo. 4.4.  Tutte le indicazioni prescritte per le etichette ufficiali per gli imballaggi devono essere  redatte almeno in una delle lingue ufficiali della Comunità. 5.  Le partite di sementi devono essere accompagnate da un certificato ISTA color arancio o verde,  recante le informazioni relative alle condizioni di cui al punto 3. 6.  Nel caso delle sementi di base di varietà la cui selezione conservatrice si effettua  esclusivamente nella Comunità, le sementi della generazione precedente devono essere state prodotte  nella Comunità. Nel caso delle sementi di base delle altre varietà, le sementi della generazione precedente devono  essere state prodotte sotto la responsabilità della persona che si occupa della selezione  conservatrice, di cui al catalogo comune delle varietà delle specie delle piante agricole o, se la  varietà non è ancora iscritta, al catalogo nazionale dello Stato membro di ammissione, nella  Comunità o in un paese terzo che beneficia, in virtù della decisione 92/420/CEE  (1),  dell'equivalenza dei controlli delle selezioni conservatrici effettuate in paesi terzi. Nel caso delle sementi di base delle varietà ibride, le sementi della generazione precedente  possono anche essere state prodotte, sotto la responsabilità della persona di cui sopra, in un  paese terzo in cui i componenti della varietà sono mantenuti. 7.  Nel caso delle sementi certificate della prima generazione, le sementi di base da cui esse  provengono devono essere state prodotte e ufficialmente controllate e certificate -  nella Comunità o -  in un paese terzo che benefici dell'equivalenza ai termini della presente decisione per la  produzione delle sementi di base della specie in questione, sempreché siano state prodotte a  partire da sementi prodotte conformemente al punto 6. 8.  Nel caso degli Stati Uniti d'America, in deroga al punto 4.1, terzo trattino e al punto 5, il  campionamento, l'analisi e il rilascio dei certificati possono essere effettuati da laboratori  statali ufficiali di analisi delle sementi conformemente alle norme dell'associazione degli  analisti ufficiali delle sementi (AOSA) applicabili all'ispezione di una partita di sementi. In  questo caso: -  deve essere fatta la seguente dichiarazione ai sensi del punto 4.1: «  Condizionate ed  analizzate conformemente all'AOSA da .  .  .  (nome o iniziali del laboratorio statale ufficiale di  analisi delle sementi)  » e -  il certificato obbligatorio ai sensi del punto 5 è il certificato di ispezione di una partita  rilasciato dal laboratorio ufficiale di analisi delle sementi sotto l'autorità dell'organismo  statale di analisi delle sementi. Casi specifici in cui tale deroga non viene applicata possono essere definiti secondo la procedura  di cui all'articolo 21 delle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE e 66/402/CEE e all'articolo 20 della  direttiva 69/208/CEE. 9.  Nel caso del Sudafrica, la condizione di cui al punto 1, quarto trattino, non è applicabile. In  tal caso le sementi devono essere ufficialmente certificate e gli imballaggi ufficialmente chiusi  conformemente alle norme nazionali. Fatto salvo quanto disposto al punto 4.1, sull'etichetta ufficiale devono figurare almeno le  seguenti indicazioni: -  servizio di certificazione e paese; -  numero di riferimento della partita; -  qualora le partite di sementi siano state rietichettate e richiuse, anche un'attestazione che  tali operazioni sono state effettuate, e l'indicazione della data più recente di richiusura e delle  autorità responsabili; -  specie; -  varietà; -  per gli ibridi: -  per le sementi della categoria «  sementi di base  »: linea inbred o ibrido, -  per le sementi della categoria «  sementi certificate  »: tipo di ibrido e, qualora le sementi  di base non siano state certificate nella Comunità, attestazione che le sementi di base hanno  subito un esame ufficiale; -  paese di produzione. Il colore dell'etichetta è: -  bianco per le sementi di base, -  blu per le sementi certificate. (1) GU n. L 231 del 13. 8. 1992, pag. 22.