CELEX: 51998PC0088
Language: it
Date: 1998-03-10
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni ovine e caprine (versione codificata)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
     •      ir
                                                     Bruxelles, 10.03.1998
                                                     COM(1998) 88 def.
                                                     98/ 0062 (CNS)
                                       Proposta di
                       REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni ovine e caprine
                                  (versione codificata)
                             (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                             RELAZIONE
1.    Nel contesto dell'"Europa dei cittadini", la Commissione annette grande importanza
      alla semplificazione e alla chiarezza del diritto comunitario onde renderlo più accessi-
      bile e comprensibile al cittadino; in tal modo gli si aprono nuove possibilità e gli ven-
      gono riconosciuti diritti specifici di cui potersi avvalere.
      Tuttavia il suddetto obiettivo non potrà venir conseguito fintantoché sussista un nume-
      ro eccessivo di disposizioni che, essendo state modificate a più riprese e spesso in
      modo sostanziale, si trovano sparpagliate in parte nell'atto originario ed in parte negli
      atti modificativi successivi. Questa situazione rende necessario un lavoro di ricerca e
      di raffronto di numerosi atti per identificare le disposizioni in vigore.
      Ne consegue che la chiarezza e la trasparenza del diritto comunitario dipendono an-
      che dalla codificazione della regolamentazione che ha costituito oggetto di numerose
     modifiche.
2.   Con la decisione del I s aprile 1987, la Commissione ha dato istruzioni ai suoi servizi
     di procedere alla codificazione costitutiva od ufficiale degli atti giuridici al più tardi
     dopo la decima modifica ad essi apportata, sottolineando che si trattava di una regola
     minima, poiché nell'interesse della chiarezza e della corretta comprensione della legi-
     slazione comunitaria i servizi dovrebbero tentare di codificare i testi di cui sono re-
     sponsabili ad intervalli ancora più brevi
3.   Le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo, nel dicembre
      1992, hanno confermato questi imperativi, sottolineando quanto sia importante la co-
     riificaTione costitutiva od ufficiale che offre certezza giurìdica quanto al diritto applica-
     bile ad una determinata fattispecie in un determinato momento.
     La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo comunita-
     rio.
     Dal momento che in sede di codificazione costitutiva od ufficiale nessuna modifica di
     carattere sostanziale può essere apportata agli atti che ne fanno oggetto, il Parlamento
     europeo, il Consiglio e la Commissione, con accordo interistituzionale del 20 dicembre
     1994, hanno convenuto di optare per un metodo di lavoro accelerato che consenta la
     rapida adozione degli atti codificati.
4.   La presente proposta di codificazione (x) del regolamento (CEE) n. 3013/89 del Con-
     siglio, del 25 settembre 1989, relativo all'organizzazione dei mercati nel settore delle
     carni ovine e caprine, è intesa a rendere possibile tale codificazione. Il nuovo regola-
     mento si sostituirà ai vari regolamenti oggetto dell'operazione di codificazione (2); ri-
     spetterà totalmente la sostanza dei testi codificati, limitandosi a raggrupparli apportan-
     dovi solo quei ritocchi formali che sono necessari alla stessa operazione di
     codificazione.
5.   La presente proposta di codificazione è stata elaborata sulla base di un testo coordi-
     nato del regolamento (CEE) n. 3013/89 e degli atti modificativi, realizzato, in tutte le
     lingue ufficiali, mediante il sistema informatico dell'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali
     delle Comunità europee previsto nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio di
     Edimburgo. La precedente numerazione degli articoli è stata conservata per agevolare
     la lettura e viene indicata a margine, mentre la nuova numerazione figura sopra il
     testo degli articoli; la corrispondenza fra le due numerazioni è indicata in un'apposita
     tabella figurante all'allegato II, parte A, del regolamento codificato.
 (Ï) Iscritta nel programma legislativo per il 1997.
 (2) Allegato II, parte B, della presente proposta.
 ---pagebreak---                                              Proposta di
                         REGOLAMENTO (CE) N. .../... DEL CONSIGLIO
                                                 del...
   relativo all'organizzazione comune di mercati nel settore delle carni ovine e caprine
     IL CONSIGLIO DELL! UNIONE EUROPEA,
    visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
    in particolare gli articoli 42 e 43,
    vista la proposta della Commissione,
    visto il parere del Parlamento europeo (1),
    visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
1)  considerando che il regolamento (CEE) n. 3013/89 del
    Consiglio, del 25 settembre 1989, relativo all'organizza-
    zione comune di mercati nel settore delle carni ovine e
    caprine (3), è stato modificato a più riprese e in maniera
    sostanziale (4); che, a fini di razionalità e chiarezza, oc-
    corre procedere alla codificazione di tale regolamento;
2)  considerando che al funzionamento e allo sviluppo del                 3013/89
    mercato comune dei prodotti agricoli deve accompagnar-
    si l'instaurazione di una politica agricola comune e che
    tale politica deve comportare in particolare un'organizza-
    zione comune dei mercati agricoli la quale può assumere
    diverse forme secondo i prodotti;
3)  considerando che, per conseguire gli obiettivi dell'articolo
    39 del trattato, in particolare stabilizzare i mercati ed assi-
    curare un equo tenore di vita alla popolazione agricola in-
    teressata, è necessario mantenere determinate misure che
    permettano di agevolare l'adattamento dell'offerta alle esi-
    genze del mercato; che occorre, in particolare, prevedere
    ancora la concessione di un premio ai produttori comunita-
    ri di carni ovine e caprine per compensare la loro perdita di
    reddito, nonché misure d'intervento;
4)  considerando che occorre prevedere la fissazione di un          7.
    prezzo di base, sia per determinare il livello a partire dal
    quale devono essere applicate misure d'intervento, sia
    per proteggere il mercato comunitario dalle fluttuazioni
    dei prezzi sul mercato mondiale per alcuni prodotti del
    settore;
   0
   (3)     GUn.L289del7.10.1989,pag. 1. Regolamento modifica-
           toda ultimo dal regolamento (CE) n. 1589/96 (GU n. L206
           del 16. 8.19%, pag. 25).
   (4)     Cfr. allegato LI, parte B.
                                                        3
 ---pagebreak---  5)  considerando che l'importo del premio da concedere ai            4. 3013/89
     produttori, fissato in base ad una perdita di reddito uni-          (adattato)
     ca comunitaria, deve tener conto della differente specia-
     lizzazione dei sistemi di produzione nella Comunità; che,
     per limitare l'aumento del costo in termini di bilancio in
     questo settore, è stato necessario prevedere di limitare il
     premio a tasso intero a 1000 capi per produttore nelle
     zone svantaggiate    ai sensi della direttiva 75/268/CEE del
     Consiglio (1), ed a 500 capi per produttore nelle altre
     zone; che per un aumento di animali superiore a tali
     cifre si continuerà a versare il premio al tasso ridotto del
     50%;
 6)  considerando che è opportuno, per motivi di buona                2. 2069/92
     gestione amministrativa, di far coincidere la data limite           (adattato)
     per il versamento del premio con la fine dell'esercizio
     finanziario;
 7)  considerando che la tendenza all'aumento del patrimonio             (adattato)
     ovino nella Comunità ha per effetto una sensibile dimi-
     nuzione dei prezzi, con gravi conseguenze per l'equilibrio
     del mercato; che tale evoluzione, pur essendo stata par-
     zialmente frenata dalle varie misure introdotte, soprat-
     tutto nel settore dei prezzi e degli stabilizzatori, ha tutta-
     via avuto per conseguenza un aumento della produzione
     e delle spese del FEAOG;
 8)  considerando che è quindi opportuno imporre, con riser-          4. (adattato)
    va di disposizioni particolari applicabili alle associazioni
     di produttori, un limite individuale per produttore in ba-
     se al totale dei premi concessi a ciascun produttore nella
     campagna 1991;
 9)  considerando che, al fine di tenere conto' di talune ten-        5. (adattato)
     denze della produzione nella Comunità, è tuttavia op-
    portuno applicare al suddetto totale un coefficiente fissa-
     to per ciascuno Stato membro e che riflette il rapporto
     fra il numero totale di animali ammissibili all'inizio del
     1989, 1990 o 1991 e il numero totale di animali ammis-
    sibili che hanno dato diritto al premio nella campagna di
    commercializzazione 1991; che, tuttavia, devono essere
    previste disposizioni particolari per la Germania per te-
     ner conto di taluni problemi specifici dei nuovi Lander,
10) considerando che i nuovi produttori, nonché i produttori             (adattato)
    già esistenti il cui patrimonio ovino di riferimento non
    corrisponde alla normale evoluzione delle mandrie, non
    devono essere esclusi dal diritto al premio; che è oppor-
    tuno, a tal uopo, prevedere una riserva nazionale costi-
    tuita inizialmente mediante un prelievo forfettario sui li-
    miti individuali di tutti i produttori; che occorre adottare
    provvedimenti per aumentare la riserva nelle zone meno
    favorite;
    (!)    GU n. L128 del 19.5.1975, pag. 1, direttiva sostituita dal
           regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio (GU n. L142 del
           2. 6.1997, pag. 1).
                                                        4
 ---pagebreak--- 11) considerando che talune evoluzioni della produzione pos-      7. 2069/92
    sono essere rese necessarie da eventuali modifiche del           (adattato)
    patrimonio o delle capacità di produzione dei beneficia-
    ri; che è opportuno prevedere che i diritti acquisiti in
    materia di limiti individuali possano, a talune condizioni,
    essere trasferiti ad altri produttori; che per dare al siste-
    ma del trasferimento la massima flessibilità possibile
    conviene consentire che il trasferimento dei diritti possa
    aver luogo anche senza trasferimento dell'azienda; che
    conviene assoggettare il trasferimento a norme che con-
    sentano che taluni diritti vengano ceduti senza versamen-
    to alla riserva nazionale per poter attribuire, in particola-
    re, diritti a nuovi produttori;
12) considerando che, per tener conto del fatto che ai pro-       8. (adattato)
    duttori può essere consentito di ridurre la loro produzio-
    ne per un periodo limitato, conviene autorizzare gli Stati
    membri a prevedere la possibilità di un trasferimento
    temporaneo dei diritti al premio;
13) considerando che è opportuno creare un legame fra le          9.
    zone o località sensibili e la produzione ovina e caprina,
    al fine di assicurarne il mantenimento, soprattutto nelle
    zone in cui non esistono attività alternative;
14) considerando che la fissazione di limiti individuali del         233/94
    premio per produttori limita il numero delle pecore e            (adattato)
    delle capre che possono beneficiare del premio;
15) considerando che questa misura rende i limiti per capo        3.
    inutili ai fini della determinazione dell'importo del pre-
    mio da pagare nel settore in questione, senza pregiudica-
    re il diritto ai premi di cui i produttori già fruiscono; che
    conviene pertanto prevedere la possibilità di rettificare i
    limiti individuali;
16) considerando che la concessione di un limite individuale         1265/95
    per produttore, relativamente all'ottenimento di un dirit-       (adattato)
    to al premio, può porre difficoltà di carattere ammi-
    nistrativo nel caso di alcune associazioni di produttori, in
    particolare per le aziende familiari, all'atto del trasferi-
    mento dei diritti al premio tra i soci di dette associazio-
    ni; che per ragioni di corretta gestione amministrativa è
    opportuno prevedere la possibilità, a determinate condi-
    zioni, di esentare alcune associazioni dal versamento alla
    riserva nazionale della percentuale di diritti prevista in
    caso di trasferimento dei diritti senza trasferimento
    dell'azienda; che tale disposizione non deve comportare
    un aumento dei diritti individuali attualmente attribuiti
    in ciascuno Stato membro, né permettere che si formino
    nuove associazioni di produttori al solo scopo di eludere
    l'obbligo di versamento nella riserva nazionale della per-
    centuale di diritti prevista in caso di trasferimento di di-
    ritti senza trasferimento dell'azienda;
 ---pagebreak--- 17)  considerando che il limite individuale è stato stabilito, in     1265/95
     base al totale dei premi concessi per la campagna 1991 a
     ciascun produttore; che in Italia e in Grecia, poiché la
     campagna 1991 costituiva un anno di transizione tra due
     diversi regimi di premio, alcuni produttori non sono stati
     in grado di presentare una domanda di premio per tale
    campagna per il corrispondente numero di capi ammissi-
    bili; che si è quindi rivelato opportuno, per porre rime-
    dio a tale situazione, creare per l'Italia, da un lato, e per
    la Grecia, dall'altro, una riserva speciale corrispondente
     al numero massimo stimato di diritti potenziali di cui i
    produttori avrebbero potuto avvalersi; che a tal fine è
     appropriato disporre che, in una prima fase, le autorità
    competenti dei suddetti due Stati membri possano con-
    cedere nuovi diritti limitatamente alla riserva speciale
    suddetta e, in seguito, subordinatamente alla verifica, da
    parte della Commissione, della corretta ripartizione dei
    diritti concessi nell'ambito di tale riserva speciale, soprat-
    tutto nelle regioni maggiormente colpite da tale situazio-
    ne, che la riserva nazionale sia aumentata per l'Italia e
    per la Grecia di un numero di diritti corrispondenti alla
    somma dei nuovi diritti attribuiti, con efficacia a decor-
    rere dalla campagna 1995;
18) considerando che occorre precisare a quali condizioni la          1589/96
    Germania può adottare disposizioni speciali per tener             (adattato)
    conto dei problemi specifici che sussistono nei nuovi
    Lander,
19) considerando che può risultare necessario applicare alcu-
    ne misure transitorie per consentire un passaggio agevole
    dal regime in vigore nei territori dei nuovi Lander al
    regime di premio applicabile nel resto della Comunità;
20) considerando che nel quadro della produzione di carni          4. 233/94
    ovine e caprine la tutela dell'ambiente è diventata un
    fattore importante da prendere in considerazione; che gli
    Stati membri devono pertanto avere la possibilità di ri-
    durre o sopprimere i pagamenti inerenti al regime del
    premio a favore dei produttori di carni ovine e caprine
    se il produttore interessato non rispetta pienamente le
    norme in materia ambientale adottate dagli Stati mem-
    bri, fermo restando il principio della proporzionalità;
21) considerando che, relativamente alle misure d'intervento,         3013/89
    è opportuno prevedere che esse abbiano la forma di aiu-
    ti all'ammasso privato, dato che sono le misure che me-
    no si ripercuotono sulla normale commercializzazione
    dei prodotti;
 ---pagebreak--- 22) considerando che in generale, qualora siano raggiunti de-        1589/96
    terminati criteri in materia di prezzi di mercato, la con-       (adattato)
    cessione degli aiuti all'ammasso privato deve essere deci-
    sa nell'ambito di una procedura di gara; che, tuttavia, la
    concessione di aiuti all'ammasso privato nell'ambito di
    una fissazione anticipata dell'importo dell'aiuto potrebbe
    migliorare l'efficacia della misura di aiuto all'ammasso
    privato qualora un ricorso urgente a questo si rivelasse
    necessario nel caso di una situazione di mercato partico-
    larmente difficile in una o più zone di quotazione; che è
    quindi necessario autorizzare la Commissione a far ricor-
    so alla procedura di fissazione anticipata dell'importo
    dell'aiuto qualora sia constatata tale situazione di merca-
    to, anche se i criteri in materia di prezzi di mercato di
    cui sopra non siano stati raggiunti;
23) considerando che l'obiettivo del premio suddetto è di ga-        3013/89
    rantire un reddito equo al produttore; che tuttavia, tenu-
    to conto delle possibilità di smercio sul mercato comuni-
    tario nonché degli impegni internazionali della Comuni-
    tà, è necessario non incoraggiare la produzione di carni
    ovine e caprine non appena il numero di animali supera
    il livello stabilito secondo la situazione del mercato; che
    è opportuno disporre a tale scopo una diminuzione della
    garanzia prevista dalle misure in oggetto; che è opportu-
    no fissare il livello massimo garantito al livello raggiunto
    dal patrimonio ovino il 31 dicembre 1987 nelle regioni
    considerate e prevedere la sua revisione entro un deter-
    minato periodo;
24) considerando che l'introduzione dei limiti individuali per   10. 2069/92
    produttore per la concessione del premio, mantenendo             (adattato)
    l'attuale livello delle mandrie, dovrebbe ridurre sensibil-
    mente i rischi di bilancio; che è pertanto opportuno fis-
    sare il coefficiente di riduzione del prezzo di base di cui
    all'articolo 13, paragrafo 2, del presente regolamento al
    livello deciso per la campagna 1990;
25) considerando che un regime degli scambi, che si ag-
    giunge ad un regime dei prezzi, dei premi e degli inter-
    venti e che comporti un regime di dazi all'importazione
    può, in principio, stabilizzare il mercato comunitario; che
    questo regime degli scambi si fonda sugli accordi siglati
    nel quadro delle negoziazioni commerciali multilaterali
    dell'Uruguay Round, di seguito denominati «accordi
    GATT»;
 ---pagebreak--- 26)  considerando che le autorità competenti devono essere        11. 3013/89
     messe nelle condizioni di seguire permanentemente l'an-          (adattato)
     damento degli scambi, al fine di poter valutare l'evolu-
     zione del mercato ed applicare eventualmente le misure
     previste nel presente regolamento che questa necessiti;
     che, a tale fine, è opportuno prevedere la concessione di
     certificati di importazione e, se del caso, di esportazione,
     unitamente alla costituzione di una garanzia che assicuri
     la realizzazione delle operazioni per le quali tali certifi-
     cati sono richiesti;
27)  considerando che, al fine di evitare o reprimere gli effet-
     ti pregiudizievoli sul mercato nella Comunità che posso-
     no risultare dalle importazioni di certi prodotti agricoli,
     l'importazione di uno o più di questi prodotti deve es-
     sere assoggettata al pagamento di un dazio all'importa-
    zione addizionale, nel caso in cui determinate condizioni
     si verifichino;
28)  considerando che è opportuno attribuire alla Commis-
     sione la competenza di aprire e gestire i contingenti ta-
     riffari derivanti degli accordi GATT, in determinate con-
     dizioni;
29) considerando che, per completare il sistema sopra             13. 3013/89
    descritto, si deve prevedere la possibilità, nella misura         (adattato)
    necessaria al suo buon funzionamento, di regolamentare
     il ricorso al regime detto del traffico di perfezionamento
     attivo o passivo e, a seconda della situazione sul merca-
    to, vietare interamente o parzialmente tale ricorso;
30) considerando che il regime dei dazi doganali o dei pre-       14. (adattato)
    lievi consente di rinunciare a qualsiasi altra misura di
    protezione alle frontiere esterne della Comunità; che,
    tuttavia, il meccanismo dei prezzi e dei dazi doganali
    può, in circostanze eccezionali, rivelarsi inefficace; che,
    per non lasciare, in simili casi, il mercato comunitario
    indifeso contro le perturbazioni che rischiano di derivar-
    ne, è opportuno permettere alla Comunità di adottare
    rapidamente tutte le misure necessarie; che tali misure
    devono essere in conformità con gli obblighi derivanti
    dagli accordi GATT,
31) considerando che è opportuno prevedere la possibilità di          1855/74
    adottare misure quando il mercato della Comunità                  (adattato)
    subisce o potrebbe subire perturbazioni a causa di un
    aumento notevole dei prezzi; che la situazione del mer-
    cato richiede di estendere tale possibilità al caso di una
    dimunuzione notevole dei prezzi;
32) considerando che le restrizioni alla libera circolazione,     15. 3013/89
    risultanti dall'applicazione di misure destinate a combat-
    tere la propagazione delle malattie degli ammali, posso-
    no provocare difficoltà sul mercato di uno o più Stati
    membri; che occorre prevedere la possibilità di applicare
    misure eccezionali di sostegno del mercato, intese a ri-
    mediare alla situazione;
33) considerando che, per facilitare l'attuazione delle disposi-  16.
    zioni previste, è opportuno prevedere una procedura che
    instauri una stretta cooperazione fra gli Stati membri e
    la Commissione nell'ambito di un comitato di gestione;
 ---pagebreak--- 34) considerando che l'organizzazione comune dei mercati          17. 3013/89
    nel settore delle carni ovine e caprine deve tener conto,
    parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivi di cui
    agli articoli 39 e 110 del trattato;
35) considerando che la concessione di determinati aiuti pre-     18. (adattato)
    giudicherebbe il buon funzionamento del mercato inter-
    no basato su un regime di prezzi comuni; che conviene
    perciò estendere al settore delle carni ovine e caprine la
    validità delle disposizioni del trattato che consentono di
    vagliare gli aiuti concessi dagli Stati membri e di vietare
    quelli incompatibili col mercato comune;
36) considerando che le spese occasionate agli Stati membri       20. (adattato)
    dal rispetto degli obblighi inerenti all'applicazione del
    presente regolamento incombono alla Comunità, confor-
    memente al regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio,
    del 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politi-
    ca agricola comune (1),
    HA ADOTTATO LL PRESENTE REGOLAMENTO:
    (!)   GU n. L 94 del 28.4.1970,pag. 13. Regolamento modifica-
          to da ultimo dal regolamento (CE) n. 1287/95 (GUn. L125
          dell'8. 6.1995, pag. 1).
                                                        9
 ---pagebreak---                           CAPO I                              3013/89
                                                              (adattato)
                  Ambito di applicazione
                        Articolo 1                            3890/92 art. 5.1                 Articolo 1
Lorganizzazione comune dei mercati nel settore delle carni    (adattato)
ovine e caprine comporta un regime dei prezzi e un regi-
me degli scambi e disciplina i prodotti seguenti:
   Codice NC                Designazione delle merci
 a) 0104 10 30 Agnelli (non ancora usciti dall'anno)
    010410 80 Altri animali vivi della specie ovina, diver-
                 si dai riproduttori di razza pura
    0104 20 90 Animali vivi della specie caprina, diversi
                 dai riproduttori di razza pura
    0204         Carni di animali delle specie ovina e
                 caprina, fresche, refrigerate o congelate
    0210 90 11 Carni di animali della specie ovina e
                 caprina, non disossate, salate o in sala-
                 moia, secche o affumicate
    0210 90 19 Carni di animali delle specie ovina e
                 caprina, disossate, salate o in salamoia,
                 secche o affumicate
 b) 0104 10 10 Animali vivi della specie ovina, riprodut-
                 tori di razza pura
    0104 20 10 Animali vivi della specie caprina, riprodut-
                 tori di razza pura
    0206 80 99 Frattaglie commestibili di animali della
                 specie ovina e caprina, fresche o refrige-
                 rate, diverse da quelle destinate alla fab-
                 bricazione di prodotti farmaceutici
    0206 90 99 Frattaglie commestibili di animali delle
                 specie ovina e caprina, congelate, diverse
                 da quelle destinate alla fabbricazione di
                 prodotti farmaceutici
    0210 90 60 Frattaglie commestibili di animali delle
                 specie ovina e caprina, salate o in sala-
                 moia, secche o affumicate
 ex 1502 0P 90 Grassi di animali delle specie ovina e         1096/94 art. 1.2 - 1734/96 art 1
                 caprina, diverse da quelle figuranti al n,
                 1503
 e) lfiQ29Q72 Altre preparazioni e conserve di carni o di     1734/96 art. 1
    16Q2 90 74 frattaglie di ovini o caprini, non cotte;
                 miscugli di carni o di frattaglie cotte e di
                 carne o di frattaglie non cotte
 d) 1602 90 76 Altre preparazioni e conserve di carni o di    1734/96 art. 1
    1602 90 78 frattaglie di ovini o di caprini
                                            10
 ---pagebreak---                             CAPO II                             3013/89      Titolo I
                                                                (adattato)
        Regime dei prezzi, dei premi e degli interventi
                           Articolo 2                                      Articolo 2
 Per incoraggiare le iniziative professionali ed interprofes-
 sionali atte a facilitare l'adattamento dell'offerta alle esi-
 genze del mercato, possono essere adottate le seguenti mi-
 sure comunitarie per i prodotti di cui all'articolo 1:
 a)   misure intese a consentire un migliore orientamento
      dell'allevamento;
 b)   misure intese a promuovere una migliore organizza-
      zione della produzione, della trasformazione e della
      commercializzazione;
 e)   misure intese a migliorare la qualità;
 d)   misure intese a consentire l'elaborazione di previsioni
      a breve e lungo termine in base alla conoscenza dei
      mezzi di produzione impiegati;
 e)   misure intese ad agevolare l'accertamento dell'anda-
      mento dei prezzi sul mercato.
Le norme generali concernenti tali misure sono adottate
secondo la procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2 del
trattato.
                           Articolo 3                                      Articolo 3
 1. In base alla procedura di cui all'articolo 43, paragrafo
2 del trattato, viene fissato ogni anno, per la campagna di
commercializzazione successiva, un prezzo di base per le
carcasse ovine fresche o refrigerate.
2. Il prezzo di base viene fissato tenendo conto in parti-
colare degli elementi seguenti:
a)    situazione del mercato nel settore delle carni ovine
      durante l'anno in corso;
b)    prospettive di sviluppo della produzione e del consu-
      mo di carni ovine;
e)    costi di produzione delle carni ovine;
d)    situazione del mercato negli altri settori di prodotti
      animali e, più particolarmente, in quello delle carni
      bovine;
e)    esperienza acquisita.
Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su pro-
posta della Commissione, fissa dei prezzi di base stagiona-
lizzati per tenere conto delle normali oscillazioni stagionali
normali del mercato comunitario delle carni ovine.
3. Salvo deroga decisa dal Consiglio, che delibera a
maggioranza qualificata su proposta della Commissione, la
campagna di commercializzazione inizia il primo lunedì di
gennaio e termina l'anno successivo alla vigilia dello stesso
giorno.
                                            11
 ---pagebreak---                           Articolo 4                           3013/89    Articolo 4
 1. Un prezzo medio ponderato settimanale delle carcasse
ovine, fresche o refrigerate, viene constatato sui mercati
 rappresentativi della Comunità; esso è calcolato in base ai
prezzi rilevati sul mercato o sui mercati rappresentativi di
ciascuna zona di quotazione della qualità tipo comunitaria
 di carcasse ovine fresche o refrigerate, in considerazione
dell'importanza relativa della produzione totale di carni
ovine di ciascuna zona di quotazione.
Per zona di quotazione si intende:                             (adattato)
— la Gran Bretagna,
— l'Irlanda del Nord,
— ogni altro Stato membro considerato separatamente.
2. La quotazione comunitaria della qualità tipo di cui al      (adattato)
paragrafo 1 rappresenta la produzione mediamente più dif-
fusa nella Comunità per gli allevamenti specializzati nella
produzione ovina che producono agnelli "pesanti.
Il Consiglio, deliberando, a maggioranza qualificata su pro-
posta della Commissione:
— determina la qualità tipo,
— elabora una definizione degli agnelli ingrassati in car-
      casse pesanti
3. È considerato produttore di agnelli leggeri qualsiasi
produttore di ovini che commercializzi latte di pecora o
prodotti lattiero-caseari a base di latte di pecora. Tutti gli
altri produttori di ovini sono considerati produttori di
agnelli pesanti.
4. Gli Stati membri instaurano, in modo soddisfacente
per la Commissione ed al più tardi per la campagna di
commercializzazione 1991, un dispositivo atto a distinguere
i produttori di agnelli pesanti da quelli di agnelli leggeri.
5. Le modalità di applicazione del presente articolo sono
adottate secondo la procedura prevista all'articolo 25.
                         Articolo 5                                       Articolo 5
1. Un premio è concesso nella misura necessaria per
compensare la perdita di reddito dei produttori di carni
ovine nella Comunità nel corso di una campagna di com-
mercializzazione.
A tale scopo viene determinata una perdita di reddito uni-
ca che rappresenta, per 100 kg, peso carcassa, l'eventuale
differenza tra il prezzo di base di cui all'articolo 3, para-
grafo 1 e la media aritmetica dei prezzi di mercato setti-
manali constatati conformemente all'articolo 4.
                                            12
 ---pagebreak--- 2. L'importo del premio pagabile per pecora ai produtto-         3013/89
ri di agnelli pesanti di cui all'articolo 4, paragrafo 3 è otte-
nuto applicando alla perdita di reddito di cui al paragrafo
1 del presente articolo un coefficiente che esprime, per tut-    (adattato)
ta la Comunità, la produzione media annua normale di
carni di agnelli pesanti per pecora produttrice di tali agnel-
li, espressa in 100 kg, peso carcassa.
3. Limporto del premio pagabile per pecora ai produtto-
ri di agnelli leggeri di cui all'articolo 4, paragrafo 3 è otte-
nuto applicando alla perdita di reddito di cui al paragrafo
1 del presente articolo un coefficiente che rappresenta
l'80% del coefficiente determinato conformemente alle di-        2069/92 art 1.1
sposizioni del paragrafo 2 del presente articolo.
4. Ciascun produttore riscuoterà il premio calcolato per
la categoria in cui è classificato. Tuttavia, se un produttore
che commercializza latte o prodotti lattiero-caseari derivati
dal latte di pecora può dimostrare che almeno il 40 % de-
gli agnelli nati nel suo allevamento viene ingrassato per
ottenere carcasse pesanti a scopo di macellazione, potrà,
dietro sua richiesta, beneficiare del premio corrispondente
alla categoria pesante, proporzionalmente al numerò di
agnelli nati nel suo allevamento che vengono ingrassati per
ottenere carcasse pesanti.
5. Un premio è concesso per compensare una perdita di            (adattato)
reddito dei produttori di carni caprine:
a)    da un lato, nelle zone di cui all'allegato I,
b)    dall'altro, nelle zone di montagna ai sensi dell'articolo
      23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 950/97, di-
      verse dalle zone di cui all'allegato I del presente rego-
      lamento, purché sia constatato, secondo la procedura
      di cui all'articolo 25, che la produzione di queste zone
      soddisfa i criteri seguenti:
      — l'allevamento di capre deve essere principalmente
            orientato alla produzione di carni caprine;
      — le tecniche di allevamento dei caprini e degli ovi-
            ni devono essere della stessa natura.
Eimporto del premio pagabile per capra è pari all'80 % del       2069/92 art. 1.1
premio pagabile per pecora conformemente al paragrafo 2.
6. Prima della fine di ogni semestre, la Commissione, in
base alla procedura di cui all'articolo 25, procede alla sti-
ma della perdita di reddito prevedibile per l'intera campa-
gna e dell'importo prevedibile del premio.
Sulla base di questa perdita di reddito stimata, gli Stati
membri sono autorizzati a versare a tutti i loro produttori
un acconto semestrale pari al 30 % del premio previsto.
                                               13
 ---pagebreak--- Gli Stati membri possono prevedere che questi due acconti        3013/89
saranno oggetto di un unico versamento ai produttori a
decorrere dalla fine del secondo semestre.
Eimporto del premio definitivo è fissato immediatamente          2069/92 art 1.1
dopo la fine della campagna in questione e non oltre il 31
marzo. Entro il 15 ottobre dello stesso anno si procede, se
del caso, al versamento del saldo.
Il premio è versato al produttore beneficiario in funzione       3013/89
del numero di pecore e/o di capre presenti nell'azienda per
un periodo minimo da determinare secondo la procedura
di cui all'articolo 25.
7. Fino alla fine della campagna di commercializzazione          233/94 art. 1.1
1994, il premio ai produttori di carni ovine e caprine di cui
all'articolo 5 viene corrisposto al tasso intero entro il limite (adattato)
di 1000 capi per produttore nelle zone svantaggiate ai sen-
si dell'articolo 3, paragrafi 3, 4 e 5 della direttiva
75/268/CEE ed entro il limite di 500 capi per produttore
nelle altre zone.
Al di là dei limiti di cui al primo comma, l'importo del
premio pagabile è fissato, fino alla campagna 1994, al
50 % dell'importo che sarà calcolato.
Nel caso di gruppi, associazioni o altre forme di coopera-
zione tra produttori, i limiti di cui al primo comma sono
applicati individualmente a ciascuno dei produttori associa-
ti.
8. U Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su        3013/89
proposta della Commissione, adotta le norme generali del
regime previsto dal presente articolo, segnatamente le defi-
nizioni di produttore beneficiario del premio, pecora che
dà diritto al premio e capra che dà diritto al premio nelle
zone di cui al paragrafo 5.
Il Consiglio, che delibera secondo la stessa procedura:
— può estendere la concessione del premio ad alcune
      femmine di razze di montagna, allevate in zone ben
      determinate, caratterizzate da condizioni di produzio-
      ne particolarmente difficili, le quali non rispondono
      alla definizione delle pecore che danno diritto al pre-
      mio; in questo caso, l'importo unitario del premio pa-
      gabile per queste femmine è pari al 70 % di quello
      fissato per pecora che dà diritto al premio, conforme-
      mente al paragrafo 2;
— può stabilire che il premio sia concesso soltanto ai
      produttori che detengono un numero minimo di peco-
      re e, per le zone di cui al paragrafo 5, un numero
      minimo di pecore e/o di capre.
9. La Commissione, secondo la procedura di cui all'arti-
colo 25:
                                              14
 ---pagebreak--- — fissa, se del caso, i premi pagabili per pecora ai pro-      3013/89
      duttori di cui ai paragrafi 2 e 3, per femmina di razze
      di montagna ai sensi del paragrafo 8, nonché per ca-
      pra per le zone di cui al paragrafo 5,
— fissa per ogni campagna, e per la durata della medesi-
      ma, i coefficienti di cui al paragrafo 2,
— adotta le modalità d'applicazione del presente artico-
      lo, in particolare quelle relative alla presentazione
      delle domande di premio e al versamento di quest'ul-
      timo.
10. Le spese effettuate nell'ambito del regime previsto dal
presente articolo sono considerate come facenti parte degli
interventi destinati a regolarizzare i mercati agricoli.
                           Articolo 6                          2069/92 art 1.2 Articolo 5 bis
1. Ai fini della concessione del premio di cui all'articolo    (adattato)
5 è instaurato un limite individuale per produttore.
Per i produttori che hanno beneficiato della concessione
del premio prima della campagna 1992, il premio è versato
a titolo della campagna 1993 e delle campagne successive
nei limiti del numero di ammali per i quali il premio è
stato versato a titolo della campagna 1991, applicando a
tale numero il coefficiente di cui al paragrafo 5.
Tuttavia, qualora questo coefficiente sia superiore a 1, gli
Stati membri possono decidere di utilizzare, in tutto o in
parte, il numero supplementare dei diritti al premio che ne
risultano per alimentare la riserva nazionale di cui all'arti-
colo 7, paragrafo 1.
I limiti sono ridotti in marnera tale che possa essere costi-
tuita la riserva nazionale di cui all'articolo 7, paragrafo 1.
2. In caso di circostanze naturali che hanno determinato
il mancato versamento o un versamento ridotto del premio
per la campagna 1991, è preso in considerazione il numero
di capi corrispondente ai versamenti effettuati nella campa-
gna più vicina. In caso di mancato versamento o di versa-
mento ridotto del premio per la campagna 1991 a seguito
dell'applicazione delle sanzioni a tal fine previste, è preso
in considerazione il numero di capi constatato all'atto del
controllo che ha dato luogo a dette sanzioni
3. In caso di gruppi di associazioni o altre forme di coo-
perazione fra produttori, i limiti di cui al paragrafo 1 sono
applicati individualmente a ciascuno dei produttori associa-
ti secondo la regola seguente:
                                              15
 ---pagebreak--- a)    nel caso in cui il criterio di ripartizione del patrimo-    2069/92 art 1.2
      nio ovino previsto all'articolo 2, paragrafo 2, del rego-   (adattato)
      lamento (CEE) n. 2385/91 della Commissione (*) sia
      stato comunicato dall'associazione di produttori all'au-
      torità competente a titolo della campagna 1991, con-
      formemente all'articolo 4 del suddetto regolamento, i
      limiti sono fìssati per ciascun produttore sulla base di
      detto criterio di ripartizione;
b)    nel caso in cui il criterio di ripartizione previsto alla
      lettera a) non sia stato comunicato dall'associazione di
      produttori a titolo della campagna 1991, il premio è
      versato all'associazione nei limiti del numero di ani-
      mali per i quali il premio è stato concesso all'associa-
      zione a titolo della campagna 1991 e secondo le rego-
      le definite al paragrafo 1. Un limite individuale è
      fissato per ciascun produttore a titolo della campagna
      1993, secondo il criterio di ripartizione comunicato
      dall'associazione.
In caso di ulteriori modifiche della composizione dell'asso-
ciazione, per il versamento del premio all'associazione si
tiene conto della contabilizzazione dei limiti individuali di
ciascun produttore che ha aderito all'associazione o l'ha
abbandonata.
4. Il diritto al premio è disciplinato dalle seguenti re-         (adattato)
gole:
a)    il premio spetta ai produttori che lo hanno ottenuto a
      titolo della campagna 1991 e che hanno presentato
      una domanda di premio anche a titolo della campag-
      na 1992.
b)    Se un produttore vende o cede altrimenti la sua
      azienda, egli può trasferire tutti i suoi diritti al premio
      al suo successore nell'azienda.
      Il produttore può anche trasferire, in tutto o in parte,
      i suoi diritti ad altri produttori, senza trasferimento
      dell'azienda. La Commissione può stabilire, secondo
      la procedura prevista all'articolo 25, le norme speci-
      fiche relative al numero minimo che può formare og-
      getto di un trasferimento parziale.
      In caso di trasferimento senza trasferimento dell'a-
     zienda, una parte dei diritti al premio trasferiti, entro
      un limite del 15 %, è ceduta, senza compenso, alla
      riserva nazionale dello Stato membro in cui l'azienda
      è situata, ai fini di una distribuzione gratuita a nuovi
     produttori o ad altri produttori prioritari di cui all'ar-
      ticolo 7, paragrafo 2.
 (x) GU n. L 219 del 7. 8. 1991, pag. 15.
                                               16
 ---pagebreak---    Tuttavia, a decorrere dalla campagna 1995, il terzo       1265/95 art. 1.1
   comma non si applica, in caso di trasferimenti di dirit-  (adattato)
   ti tra soci di una stessa associazione, alle associazioni
   di produttori rispondenti ai requisiti che la Commis-
   sione deve fissare secondo la procedura di cui all'arti-
   colo 25.
   Tali requisiti dovranno almeno prendere in considera-
   zione:
   — lo statuto dei membri dell'associazione;
   — la durata d'appartenenza e la durata di parteci-
         pazione dei membri all'associazione;
   — la composizione dell'associazione,
         nella misura necessaria per non mettere in
         pericolo l'applicazione del terzo comma.
e) Gli Stati membri:                                         2069/92 art. 1.2
   — prendono le misure necessarie per evitare che di-
         ritti al premio vengano trasferiti fuori dalle zone
         sensibili o regioni in cui la produzione ovina è
         particolarmente importante per l'economia lo-
         cale;
   — possono prevedere che i trasferimenti dei diritti
         senza trasferimento dell'azienda sono effettuati o
         direttamente fra i produttori o per l'intermedia-
         rio della riserva nazionale.
d) Gli Stati membri possono autorizzare, prima di una
   data da stabilirsi, cessioni temporanee di una parte
   dei diritti al premio che il produttore avente diritto
   non intende utilizzare.
e) I diritti al premio trasferiti o temporaneamente ceduti   (adattato)
   ad un produttore si sommano a quelli che gli sono
   stati attribuiti inizialmente.
f) La Commissione adotta le norme di attuazione del
   presente paragrafo secondo la procedura prevista
   all'articolo 25, in particolare quelle che consentono
   agli Stati membri di determinare, tenuto conto della
   struttura delle loro greggi di pecore, la riduzione di
   cui al paragrafo 1 nonché quelle che consentono agli
   Stati membri di risolvere i problemi specifici connessi
   con il trasferimento dei diritti al premio di produttori
   che non sono proprietari delle superfici occupate dalla
   loro azienda.
5. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, gli Stati
membri fissano un coefficiente che esprime il rapporto fra:
                                           17
 ---pagebreak--- a)    il numero totale di animali ammissibili che hanno da-      2069/92 art. 1.2
      to diritto al premio, presenti all'inizio di una delle
      campagne 1989, 1990 o 1991 nelle aziende dei benefi-
      ciari
b)    il numero totale di animali ammissibili che hanno da-
      to diritto al premio nella campagna 1991.
Gli Stati membri informano la Commissione prima del 31
ottobre 1992, sull'anno da essi scelto ai fini della lettera
a).
6. Gli Stati membri ricalcolano i limiti individuali in mo-      233/94 art. 1.2
do da ridurre del 50 % i quantitativi superiori ai limiti di     (adattato)
 1 000 capi e di 500 capi di cui all'articolo 5, paragrafo 7.
Questi nuovi limiti sono applicabili a decorrere dalla cam-
pagna 1995.
                           Articolo 7                            2069/92 art. 1.2 Articolo 5 ter
 1. Ciascuno Stato membro costituisce una riserva nazio-
nale iniziale pari al minimo all'I % e al massimo al 3 %
della somma dei limiti individuali applicabili ai produttori
la cui azienda è situata nel suo territorio. La riserva nazio-
nale riceve anche i diritti a norma dell'articolo 6, paragrafo
4, lettera b).
Per la Germania la riserva nazionale iniziale è calcolata in
base al numero totale della somma dei limiti individuali
applicabili ai produttori la cui azienda è situata nei vecchi
Lànder tedeschi. La riserva concerne soltanto questi pro-
duttori.
Inoltre, per l'Italia e per la Grecia, è istituita una riserva   1265/95 art. 1.2
speciale con un limite massimo di 600 000 diritti per cia-       (adattato)
scuno dei due Stati membri, destinata a permettere la con-
cessione di diritti supplementari ai produttori vittime della
situazione creatasi a causa della coincidenza, nel corso del-
la campagna 1991, della modifica delle condizioni di am-
missibilità degli animali ammessi al beneficio del premio,
da una parte, e dell'istituzione del regime dei limiti indivi-
duali di garanzia per produttore che si basa sul numero di
premi versati nel corso della stessa campagna, dall'altra.
La Commissione verifica che la concessione dei diritti sup-
plementari da prevedere sia limitata ai produttori interes-
sati evitando tuttavia che essifiniscanoper ottenere un nu-
mero di diritti maggiore di quello che sarebbe stato loro
attribuito qualora non si fosse verificata la situazione di cui
al terzo comma.
Fatta salva tale verifica e entro i limiti della riserva specia-
le di cui al terzo comma, la riserva nazionale costituita a
norma del presente articolo è maggiorata di un importo
corrispondente alla somma dei diritti supplementari da at-
tribuire; tale aumento non ha alcuna incidenza sulla riserva
addizionale di cui al paragrafo 3.
                                              18
 ---pagebreak--- 2. Gli Stati membri utilizzano le riserve nazionali per la      2069/92 art 1.2
concessione, nei limiti delle medesime, di diritti, in partico-
lare ai produttori in appresso indicati:
a)    produttori che hanno presentato una domanda di pre-
      mio anteriormente alla campagna 1992 e hanno com-
      provato all'autorità competente che l'applicazione dei
      limiti, conformemente all'articolo 6, compromettereb-
      be la validità economica della loro azienda, tenuto
      conto dell'esecuzione di un programma di investimenti
      nel settore ovino/caprino stabilito anteriormente al 1 °
      gennaio 1993;
b)    produttori che hanno presentato a titolo della campa-
      gna 1991 una domanda di premio che, per circostanze
      eccezionali, non corrisponde alla situazione reale, qua-
      le risulta dalle campagne precedenti;
e)    i produttori che hanno presentato regolarmente una
      domanda di premio, senza aver presentato una tale
      domanda a titolo della campagna 1991;
d)    produttori che presentano una domanda di premio
      per la prima volta durante la campagna 1993 o nelle
      campagne successive;
e)    produttori che hanno acquisito una parte delle super-
      fici precedentemente riservate all'allevamento ovino
      e/o caprino da altri produttori.
3. È istituita una riserva addizionale, pari all'I % della
somma dei limiti individuali dei produttori nelle zone svan-
taggiate di ogni Stato membro; questa riserva viene asse-
gnata unicamente ai produttori nella stessa zona, secondo
criteri che saranno stabiliti dagli Stati membri.
Per la Germania la riserva nazionale addizionale è pari
all'I % della somma dei limiti individuali applicabili ai pro-
duttori la cui azienda è situata nelle zone svantaggiate dei
vecchi Lànder. Tale riserva concerne soltanto questi pro-
duttori.
4. Ferma restando l'applicazione delle disposizioni di cui      (adattato)
all'articolo 6, paragrafo 4, lettera f), le modalità d'applica-
zione dell'articolo 6 e del presente articolo sono adottate
secondo la procedura prevista all'articolo 25.
Secondo la stessa procedura sono adottate le misure appli-
cabili qualora in uno Stato membro la riserva nazionale
 non sia utilizzata.
                           Articolo 8                           1589/96 art. 1.1 Articolo 5 quater
 1. In deroga all'articolo 6, paragrafo 1, per i nuovi
Lander della Germania:
 a)    è fissato un limite regionale di 1 milione di animali
       ammissibili;
                                              19
 ---pagebreak---  b)    la Germania stabilisce le condizioni di distribuzione di  1589/96 art. 1.1
       questo limite e la sua ripartizione regionale.
 2. Al più tardi a partire dalla campagna di commercializ-
 zazione 2000, la Germania applica nei territori dei nuovi
Lander le disposizioni relative al limite individuale per pro-
 duttore applicabili nel resto della Comunità, fatte salve le
 disposizioni di cui al presente articolo.
 Ai fini della concessione del premio di cui all'articolo 5, la
 Germania comunica a ciascun produttore il rispettivo limi-
 te individuale. Quest'ultimo viene stabilito in base al nu-
 mero di pecore per le quali è stato pagato il premio relati-
 vamente alla campagna di commercializzazione che prece-
 de l'anno in cui è stato notificato al produttore il rispettivo
 limite individuale.
 3. In caso di circostanze naturali che abbiano determina-
 to il mancato versamento o un versamento ridotto del pre-
 mio per l'anno di riferimento, è preso in considerazione il
 numero di capi corrispondente ai versamenti effettuati nel-
 la campagna più recente. In caso di mancato versamento o
 di versamento ridotto del premio per l'anno di riferimento
 a seguito dell'applicazione delle sanzioni a tal fine previste,
è preso in considerazione il numero di capi constatato
 all'atto del controllo che ha dato luogo a dette sanzioni.
4. Qualora la somma totale dei limiti individuali dei pro-
duttori le cui aziende sono situate nei nuovi Lander della
Germania sia inferiore al limite regionale fissato per tale
territorio, i diritti residui sono aggiunti alla riserva nazio-
nale della Germania di cui all'articolo 7, paragrafo 1. La
nuova riserva così costituita si applica a tutto il territorio
della Germania.
5. La Commissione adotta, se del caso, le norme di at-
tuazione del presente articolo secondo la procedura previ-
sta all'articolo 25.
                            Articolo 9                           233/94 art. 1.3  Articolo 5 quinquies
Gli Stati membri possono applicare opportune misure di
protezione dell'ambiente in funzione della situazione speci-
fica dei terreni utilizzati per l'allevamento degli animali
della specie ovina o caprina che possono beneficiare del
regime di premi.
Gli Stati membri che si avvalgono di tale possibilità stabili-
scono, in caso di inosservanza di dette misure, opportune
sanzioni in proporzione alla gravità delle conseguenze am-
bientali Le sanzioni possono consistere in una riduzione o,
se del caso, nella soppressione dei benefici derivanti dai
regimi di premi rispettivi. Gli Stati membri informano la
Commissione delle misure adottate in applicazione del pre-
sente articolo.
                                             20
 ---pagebreak---                            Articolo 10                          95/1/CE, Euratom, CECA Articolo 5 series
1. In deroga all'articolo 6, paragrafi 1, 2, 3, 4, lettera a),
5 e 6, per l'Austria, la Finlandia e la Svezia è stabilito un
massimale complessivo per la concessione del premio di
cui all'articolo 5. Il numero totale dei diritti compresi in-
tale massimale è stabilito in:
— 205 651 per l'Austria,
— 80 000 per la Finlandia,
—     180 000 per la Svezia.
Tali cifre comprendono sia i quantitativi da attribuire
inizialmente sia le riserve fissate da detti Stati membri.
2. In base ai massimali di cui al paragrafo 1, ai produt-       (adattato)
tori di Austria, Finlandia e Svezia sono attribuiti i limiti
individuali:
— entro il 31 dicembre 1996 per l'Austria,
— entro il 31 dicembre 1995 per la Finlandia e la Sve-
      zia.
3. La Commissione adotta le modalità di applicazione
del presente articolo e in particolare le necessarie misure
transitorie e di adattamento, conformemente alla procedu-
ra di cui all'articolo 25.
                           Articolo 11                          3013/89                       Articolo 6
Possono essere adottate misure d'intervento sotto forma di
aiuti all'ammasso privato per le carcasse di agnelli e loro
tagli.
                           Articolo 12                                                        Articolo 7
       Qualora:
— il prezzo constatato conformemente all'articolo 4, da
       un lato,
— il prezzo di mercato di una zona di quotazione di cui
       all'articolo 4, paragrafo 1, dall'altro,
siano inferiori al 90 % del prezzo di base stagionalizzato
di cui all'articolo 3, paragrafo 2, e rischino di mantenersi a
tale livello, per la zona di quotazione in questione possono
essere decisi gli aiuti all'ammasso privato di cui all'articolo
 11.
2.     Qualora:                                                  1589/96 art. 1.2
— il prezzo constatato a norma dell'articolo 4, da un la-
       to,
— il prezzo di mercato di una zona di quotazione,
       dall'altro,
                                                21
 ---pagebreak--- siano inferiori al 70 % del prezzo di base stagionalizzato e    1589/96 art 1.2
rischino di mantenersi a tale livello, per la zona di quota-
zione in questione possono essere decisi gli aiuti all'am-
masso privato di cui all'articolo 11. In tal caso essi sono
decisi mediante una procedura di gara.
È tuttavia possibile decidere di concedere questi aiuti
nell'ambito di una procedura difissazioneanticipata qualo-
ra si rivelasse necessario un ricorso urgente all'ammasso
privato dovuto ad una situazione di mercato particolarmen-
te difficile in una o più zone di quotazione. In tal caso,
questa procedura può essere decisa soltanto per le zone di
quotazione in cui tale situazione di mercato è già stata
constatata.
3. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su      3013/89
proposta della Commissione, adotta le norme generali di
applicazione del presente articolo.
4.    Secondo la procedura prevista all'articolo 25:
a)    vengono determinati i prodotti e le qualità ammessi
      all'ammasso privato;
b)    è decisa l'applicazione delle misure di cui ai paragrafi  1741/91 art. 1
      1 e 2;
e)    vengono decisi gli aiuti all'ammasso privato, i quanti-   3013/89
      tativi accettati e la scadenza della loro applicazione;
d)    vengono stabilite le altre modalità d'applicazione del
      presente articolo, in particolare le condizioni per l'ap-
      plicazione delle misure d'intervento.
                           Articolo 13                                          Articolo 8
1. Il quantitativo massimo garantito è fissato a
63 400 000 capi di pecore.
2.    Per ciascuna campagna di commercializzazione:
— quando la stima del patrimonio ovino di una campa-
      gna supera il quantitativo massimo garantito per tale
      campagna, il premio di cui all'articolo 5 viene ridotto,
      sia per le pecore che per le capre, in misura pari
      all'incidenza sul prezzo di base di un coefficiente che
      rappresenta l'I % di diminuzione del prezzo di base
      per ciascuna unità percentuale di superamento del li-
     vello massimo garantito;
                                             22
 ---pagebreak--- — se, applicando il meccanismo previsto al primo tratti-         3013/89
       no al patrimonio ovino effettivamente constatato per
       la precedente campagna, si ottiene un importo del
       premio diverso da quello che è stato calcolato, la cor-
       rezione viene effettuata al momento della fissazione
       del premio per pecora definitivo per la campagna
       considerata o, se non si è proceduto alla correzione,
       se ne terrà conto nel calcolo del premio per la cam-
       pagna successiva.
 Al momento della stima e della constatazione del patrimo-       3577/90 art. 1
 nio ovino, non si tiene conto degli ovini allevati nel territo-
 rio dell'ex Repubblica democratica tedesca.
 3. Le modalità d'applicazione del presente articolo, in         3013/89
particolare per quanto riguarda il coefficiente e l'importo
di cui al paragrafo 2, sono adottati secondo la procedura
prevista all'articolo 25.
4. Tuttavia, a decorrere dalla campagna 1993, il coeffi-         2069/92 art. 1.3
ciente di riduzione del prezzo di base di cui al paragrafo 2
è del 7 %.
                            CAPO III                             3290/94 art. 1     TitoJoJI
            Regime degli scambi con i paesi terzi
                          Articolo 14                                              Articolo 9
 1. Tutte le importazioni ed esportazioni comunitarie dei
prodotti di cui all'articolo 1 possono essere subordinate al-
la presentazione di un titolo di importazione o di esporta-
zione.
Il titolo è rilasciato dagli Stati membri ad ogni interessato
che ne faccia domanda, a prescindere dal suo luogo di sta-
bilimento nella Comunità e fatte salve le disposizioni adot-
tate per l'applicazione dell'articolo 17.
Il titolo di importazione e di esportazione è valido in tutta
la Comunità. Il rilascio dei titoli è subordinato alla costitu-
zione di una cauzione che garantisca l'impegno di importa-
re o di esportare durante il periodo di validità del titolo e
che resta acquisita, salvo in caso di forza maggiore, in tut-
to o in parte, se l'operazione non è realizzata entro tale
termine o se è realizzata solo parzialmente.
2. L'elenco dei prodotti per i quali è richiesto un titolo
di esportazione, il periodo di validità dei titoli e le altre
modalità di applicazione del presente articolo sono stabiliti
secondo la procedura di cui all'articolo 25.
                          Articolo 15                                             Articolo 10
Salvo disposizione contraria del presente regolamento, ai
prodotti di cui all'articolo 1 si applicano le aliquote dei
dazi della tariffa doganale comune.
                                             23
 ---pagebreak---                              Articolo 16                          3290/94 art 1 Articolo 11
  1. Per evitare o reprimere eventuali effetti negativi sui
 mercati comunitari imputabili a importazioni di taluni pro-
 dotti di cui all'articolo 1, l'importazione all'aliquota del da-
 zio previsto nella tariffa doganale comune, di uno o più di
 questi prodotti è soggetta al pagamento di un dazio all'im-
 portazione addizionale se sono soddisfatte le condizioni
 stabilite dall'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura, conclu-
 so ai sensi dell'articolo 228 del trattato nell'ambito di ne-
 goziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, tran-
 ne qualora le importazioni rischino di perturbare il
 mercato comunitario o gli effetti siano sproporzionati ri-
 spetto all'obiettivo perseguito.
 2. I prezzi limite al di sotto dei quali può essere imposto
 un dazio all'importazione addizionale sono quelli trasmessi
 dalla Comunità ail'Organizazzione mondiale del commer-
 cio.
 I volumi che devono essere superati perché scatti l'imposi-
 zione di un dazio addizionale all'importazione sono deter-
 minati in particolare in base alle importazioni nella Comu-
 nità nei tre anni che precedono quello in cui si presentano
 0 rischiano di presentarsi gli effetti negativi di cui al para-
 grafo 1.
 3. I prezzi d'importazione da prendere in considerazione
 per l'imposizione di un dazio addizionale all'importazione
 sono determinati in base ai prezzi d'importazione cif della
 partita in questione.
 1 prezzi all'importazione cif sono verificati a tale fine in
 base ai prezzi rappresentativi per il prodotto in questione
 sul mercato mondiale o sul mercato comunitario di impor-
 tazione del prodotto.
 4. La Commissione stabilisce le modalità d'applicazione
del presente articolo secondo la procedura prevista all'arti-
colo 25. Tali modalità riguardano segnatamente:
a)    la determinazione dei prodotti ai quali sono applicati
      dazi all'importazione addizionali ai sensi dell'articolo
      5 dell'accordo sull'agricoltura;
b)    gli altri criteri necessari per garantire l'applicazione
      del paragrafo 1 in conformità all'articolo 5 di detto
      accordo.
                            Articolo 17                                         Articolo 12
1. I contingenti tariffari per i prodotti di cui all'articolo
1, istituiti in virtù degli accordi conclusi nell'ambito dei ne-
goziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, sono
aperti e gestiti secondo le modalità adottate in base alla
procedura descritta all'articolo 25.
2. La gestione dei contingenti può effettuarsi mediante
l'applicazione di uno dei seguenti metodi o di una loro
combinazione:
a)    metodo basato sull'ordine cronologico di presentazio-
      ne delle domande (secondo il principio «primo arriva-
      to, primo servito»);
                                               24
 ---pagebreak--- b)    metodo di ripartizione in proporzione dell'entità delle   3290/94 art. 1
      richieste all'atto della presentazione delle domande
      (secondo il cosiddetto metodo «dell'esame simulta-
      neo»);
e)    metodo basato sulla presa in considerazione delle cor-
      renti commerciali tradizionali (secondo il cosiddetto
      metodo «produttori tradizionali/nuovi arrivati»).
Possono essere stabiliti altri metodi appropriati.
Essi devono comunque evitare qualsiasi discriminazione tra
gli operatori interessati.
3. U metodo di gestione stabilito tiene conto, ove risulti
opportuno, dei bisogni di approvvigionamento del mercato
comunitario e della necessità di salvaguardarne l'equilibrio,
pur potendo ispirarsi ai metodi applicati nel passato ai
contingenti corrispondenti a quelli di cui al paragrafo 1,
fatti salvi i diritti derivanti dagli accordi conclusi nel qua-
dro dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay
Round.
4. Le modalità di cui al paragrafo 1 prevedono l'apertu-
ra dei contingenti su base annua e, se necessario, secondo
lo scaglionamento appropriato, e, se del caso:
a)    comprendono disposizioni che garantiscono la natura,
      la provenienza e l'origine del prodotto, nonché, ove
      opportuno, il mantenimento delle correnti tradizionali
      degli scambi,
b)    determinano le condizioni diriconoscimentodel docu-
      mento che consentirà di verificare l'osservanza delle
      disposizioni di cui alla lettera a),
e) fissano le condizioni di rilascio e la durata di validità
      dei titoli di importazione.
                           Articolo 18                                         Articolo 13
1. Nella misura necessaria al corretto funzionamento
dell'organizzazione comune dei mercati nel settore delle
carni ovine e caprine, il Consiglio, che delibera su proposta
della Commissione secondo la procedura di voto di cui
all'articolo 43, paragrafo 2 del trattato, può in casi partico-
lari escludere totalmente o parzialmente il ricorso al regi-
me di perfezionamento attivo o passivo per i prodotti di
cui all'articolo 1.
2. In deroga al paragrafo 1, se la situazione di cui allo
stesso paragrafo si presenta straordinariamente urgente e il
mercato comunitario subisce o rischia di subire perorazio-
ni a motivo del regime di perfezionamento attivo o passi-
vo, la Commissione, su richiesta di uno Stato membro o di
sua iniziativa, decide le misure necessarie che vengono co-
municate al Consiglio e agli Stati membri, la cui durata di
validità non può essere superiore a sei mesi, e che sono
immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state ri-
chieste da uno Stato membro, la Commissione decide al
riguardo entro una settimana dalla data di ricezione delia
domanda.
                                               25
 ---pagebreak--- 3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la deci-         3290/94 art 1
sione della Commissione entro una settimana dalla data
della sua comunicazione. Il Consiglio, che delibera a mag-
gioranza qualificata, può confermare, modificare o abroga-
re la decisione della Commissione. Se il Consiglio non ha
deciso entro tre mesi, la decisione della Commissione è
considerata abrogata.
                          Articolo 19                                         Articolo 14
1. Per la classificazione dei prodotti disciplinati dal pre-
sente regolamento si applicano le norme generali relative
all'interpretazione della nomenclatura combinata, nonché
le relative modalità di attuazione; la nomenclatura tariffa-
ria risultante dall'applicazione del presente regolamento
viene inserita nella tariffa doganale comune.
2. Salvo disposizione contraria prevista dal presente re-
golamento o adottata in virtù di una delle sue disposizioni,
negli scambi con i paesi terzi sono vietate:
a)    la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equiva-
      lente a un dazio doganale,
b)    l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa
      all'importazione o misure di effetto equivalente.
                          Articolo 20                                         Articolo 15
1. Qualora, per effetto delle importazioni o delle espor-
tazioni, il mercato comunitario di uno o più prodotti di cui
all'articolo 1 subisca o rischi di subire gravi perturbazioni,
tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi
enunciati all'articolo 39 del trattato, si possono applicare
misure adeguate negli scambi con i paesi terzi, fintantoché
sussista la suddetta perturbazione o minaccia di perturba-
zione.
Il Consiglio, che delibera su proposta della Commissione
secondo la procedura di voto di cui all'articolo 43, paragra-
fo 2 del trattato, adotta le modalità generali d'applicazione
del presente paragrafo e definisce i casi e i limiti in cui gli
Stati membri possono prendere misure cautelative.
2. Qualora si delinei la situazione descritta al paragrafo
1, la Commissione, su richiesta di uno Stato membro o di
propria iniziativa, decide l'adozione delle opportune misu-
re, che vengono comunicate agli Stati membri e devono
essere applicate immediatamente. Ove tali misure siano
state richieste da uno Stato membro, la Commissione deci-
de al riguardo entro tre giorni lavorativi dalla data di rice-
zione della domanda.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la misu-
ra decisa dalla Commissione, entro tre giorni lavorativi dal-
la data della sua comunicazione. Il Consiglio si riunisce
senza indugio e, deliberando a maggioranza qualificata,
può modificare o annullare la misura stessa.
4. Nell'applicazione del presente articolo occorre tener
conto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi
conformemente all'articolo 228, paragrafo 2 del trattato.
                                             26
 ---pagebreak---                             CAPO IV                             3013/89                 Titolo IV
                     Disposizioni generali
                          Articolo 21                                                  Articolo 26
 Per tener conto delle limitazioni alla libera circolazione
 che potrebbero essere causate dall'applicazione di misure
 intese a combattere il diffondersi di malattie degli animali,
 possono essere adottate, secondo la procedura di cui all'ar-
 ticolo 25, misure eccezionali di sostegno del mercato colpi-
 to da tali limitazioni Queste misure possono essere adotta-
 te soltanto entro i limiti e per il periodo strettamente
 necessari al sostegno del mercato.
                          Articolo 22                                                  Articolo 27
 Fatte salve le disposizioni contrarie del presente regola-
 mento, gli articoli 92, 93 e 94 del trattato sono applicabili
 alla produzione e al commercio dei prodotti di cui all'arti-
 colo 1 del presente regolamento.
                          Articolo 23                                                  Articolo 28
 Gli Stati membri e la Commissione si comunicano recipro-
camente i dati necessari all'applicazione del presente rego-
 lamento.
Le modalità di comunicazione e di diffusione dei dati ven-
gono stabilite secondo la procedura prevista all'articolo 25.
                          Articolo 24                                                  Articolo 29
È istituito un comitato di gestione «ovini-caprini», in ap-     (adattato)
presso denominato «comitato», composto da rappresentanti
degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della
Commissione.
                          Articolo 25                                                  Articolo 30
1. Qualora sia fatto riferimento alla procedura definita
al presente articolo, il comitato è chiamato a pronunciarsi
dal suo presidente per iniziativa di quest'ultimo o su richie-
sta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al co-         95/1/CE, Euratom, CECA
mitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato
formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in funzione dell'urgenza della que-
stione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'ado-
zione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su pro-
posta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comi-
tato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati
membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il
presidente non partecipa al voto.
                                             27
 ---pagebreak--- La Comissione adotta misure che sono immediatamente          3013/89
 applicabili. Tuttavia, se esse non sono conformi al parere  (adattato)
del comitato, esse vengono immediatamente comunicate
 dalla Commissione al Consiglio. In tal caso, la Commissio-
 ne può rinviare l'applicazione delle misure da essa decise
 di un mese al massimo a decorrere dalla data di tale co-
 municazione.
 Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può
 adottare una decisione diversa nel termine di un mese.
                          Articolo 26                                   Articolo 31
 Il comitato può esaminare qualunque altro problema solle-
vato dal suo presidente, per iniziativa di quest'ultimo o su
richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
                          Articolo 27                                   Articolo 32
Il presente regolamento deve essere applicato in modo da
 tener conto, parallelamente e in modo adeguato, degli
obiettivi enunciati agli articoli 39 e 110 del trattato.
                          Articolo 28                                   Articolo 33
Eallegato I del presente regolamento può essere modificati
dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su
proposta della Commissione.
                          Articolo 29
Il regolamento (CEE) n. 3013/89 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al
presente regolamento e vanno letti secondo la tavola di
concordanza che figura all'allegato II, parte A.
                          Articolo 30
II presente regolamento entra in vigore il giorno della sua
pubblicazione nella Gazetta ufficiale delle Comunità euro-
pee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi ele-
menti e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                          Per il Consiglio
                                           Il Presidente
                                            28
 ---pagebreak---                ALLEGATO I                              3013/89
1. FRANCIA:    Corsica.
2. GRECIA:     Eintero territorio.
3. ITALIA:     Lazio, Abruzzo, Molise, Campania,
               Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e
               Sardegna.
4. SPAGNA:     Le seguenti comunità autonome: An-
               dalucfa, Aragón, Baléares, Castilla-la
               Mancha, Castilla y Leon, Cataluna,
               Extremadura, Galicia (eccettuate le
               province di La Coruna e Lugo), Ma-
               drid, Murcia, La Rioja, Valencia e le.  1601/92 art 1.4
               isole Canarie.
5. PORTOGALLO: Eintero territorio, eccetto le Azzore e
               Madera.
                                    29
 ---pagebreak---                                                      ALLEGATO II
                                                          Parte A
                                              TAVOLA DI CONCORDANZA
Regolamento (CEE) n. 3013/89                                   Presente regolamento
—                                                              CAPO I
Articolo 1                                                    Articolo 1
—                                                             CAPO II
Articolo 2                                                    Articolo 2
Titolo I                                                      —
Articolo 3                                                    Articolo 3
Articolo 4                                                    Articolo 4
Articolo 5, paragrafi da 1 a 4                                 Articolo 5, paragrafi da 1 a 4
Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, primo trattino          Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, lettera a)
Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, secondo trattino        Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, lettera b)
Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, secondo trattino,       Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, lettera b), primo
lettera a)                                                    trattino
Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, secondo trattino,       Articolo 5, paragrafo 5, primo comma, lettera b), secondo
lettera b)                                                    trattino
Articolo 5, paragrafo 5, secondo comma                        Articolo 5, paragrafo 5, secondo comma
Articolo 5, paragrafi da 6 a 10                               Articolo 5, paragrafi da 6 a 10
Articolo 5 bis, paragrafi 1,2 e 3                             Articolo 6, paragrafi 1,2 e 3
Articolo 5 bis, paragrafo 4, lettere da a) a d)               Articolo 6, paragrafo 4, frase iniziale, lettere da a) a d)
Articolo 5 bis, paragrafo 4, lettera e), primo comma          Articolo 6, paragrafo 4, lettera e)
Articolo 5 bis, paragrafo 4, lettera e), secondo comma        —
Articolo 5 bis, paragrafo 4, lettera f)                       Articolo 6, paragrafo 4, lettera f)
Articolo 5 bis, paragrafo 5                                   Articolo 6, paragrafo 5
Articolo 5 bis, paragrafo 6                                   Articolo 6, paragrafo 6
Articolo 5 ter, paragrafo 1, primo comma                       Articolo 7, paragrafo 1, primo comma
Articolo 5 ter, paragrafo 1, secondo comma                     Articolo 7, paragrafo 1, secondo comma
Articolo 5 ter, paragrafo 1, terzo comma                      Articolo 7, paragrafo 1, terzo comma
Articolo 5 ter, paragrafo 1, quarto comma                     —
Articolo 5 ter, paragrafo 1, quinto comma                     —
Articolo 5 ter, paragrafo 1, sesto comma, prima parte della —
frase
Articolo 5 ter, paragrafo 1, sesto comma, parte della frase a Articolo 7, paragrafo 1, quarto comma
partire dalla seconda virgola
Articolo 5 ter, paragrafo 1, settimo comma                     Articolo 7, paragrafo 1, quinto comma
Articolo 5 ter, paragrafo 2                                   Articolo 7, paragrafo 2
Articolo 5 ter, paragrafo 3                                   Articolo 7, paragrafo 3
Articolo 5 ter, paragrafo 4, primo comma                      Articolo 7, paragrafo 4, primo comma
Articolo 5 ter, paragrafo 4, secondo comma, primo trattino Articolo 7, paragrafo 4, secondo comma
Articolo 5 ter, paragrafo 4, secondo trattino                 —
                                                            30
 ---pagebreak--- Regolamento CEE n. 3013/89                                 Presente regolamento
Articolo 5 ter, paragrafo 5                                —
Articolo 5 quater                                          Articolo 8
Articolo 5 quinquies                                       Articolo 9
Articolo 5 series                                          Articolo 10
Articoli 6,7 e 8                                           Articoli 11,12 e 13
Titolo n                                                   CAPO in
Articoli 9,10 e 11                                         Articoli 14,15 e 16
Articolo 12, paragrafo 1                                   Articolo 17, paragrafo 1
Articolo 12, paragrafo 2, primo comma, primo trattino      Articolo 17, paragrafo 2, primo comma, lettera a)
Articolo 12, paragrafo 2, primo comma, secondo trattino    Articolo 17, paragrafo 2, primo comma, lettera b)
Articolo 12, paragrafo 2, primo comma, terzo trattino      Articolo 17, paragrafo 2, primo comma, lettera c)
Articolo 12, paragrafo 2, secondo comma                    Articolo 17, paragrafo 2, secondo comma
Articolo 12, paragrafo 2, terzo comma                      Articolo 17, paragrafo 2, terzo comma
Articolo 12, paragrafo 3                                  Articolo 17, paragrafo 3
Articolo 12, paragrafo 4                                  Articolo 17, paragrafo 4
Articolo 13                                               Articolo 18
Articolo 14, paragrafo 1                                  Articolo 19, paragrafo 1
Articolo 14, paragrafo 2, primo trattino                   Articolo 19, paragrafo 2, lettera a)
Articolo 14, paragrafo 2, secondo trattino                Articolo 19, paragrafo 2, lettera b)
Articolo 15                                               Articolo 20
Titolo HI                                                 —
Articoli da 21 a 25                                       —
Titolo IV                                                 CAPO IV
Articolo 26                                               Articolo 21
Articolo 27                                               Articolo 22
Articolo 28                                               Articolo 23
Articolo 29, paragrafo 1                                  Articolo 24
Articolo 29, paragrafo 2                                  —
Articolo 30                                               Articolo 25
Articolo 31                                               Articolo 26
Articolo 32                                               Articolo 27
Articolo 33                                               Articolo 28
—                                                         Articolo 29
—                                                         Articolo 30
Allegato I                                                Allegato I
Allegata II                                               —
—                                                         Allegato II
                                                        31
 ---pagebreak---                                                     Parte B
                          Regolamenti modificateri del regolamento (CEE) n. 3013/89
                                                                                    Gazzetta ufficiale
                                                                                n.     pagina           data
Regolamento (CEE) n. 3577/90 del Consiglio del 4 dicembre 1990                L353       23         17.12.1990
Regolamento (CEE) n. 1741/91 dei Consiglio del 13 giugno 1991                 L 163      41          26. 6.1991
Regolamento (CEE) n. 1601/92 del Consiglio del 15 giugno 1992                 L 173      13          27. 6.1992
Regolamento (CEE) n. 2069/92 del Consiglio del 30 giugnol992                  L215       59          30.7.1992
Regolamento (CEE) n. 3890/92 della Commissione del 28 dicembre 1992           L391       51        31.12.1992
Regolamento (CEE) n. 363/93 del Consiglio del 10 febbraio 1993                L42         1          19.2.1993
Regolamento (CE) n. 233/94 del Consiglio del 24 gennaio 1994                  L30         9            3.2.1994
Regolamento (CE) n. 1096/94 della Commissione dell'll maggio 1994             L121        9          12.5.1994
Regolamento (CE) n. 1886/94 del Consiglio del 27 luglio 1994                  L 197      30          30. 7.1994
Regolamento (CE) n. 3290/94 del Consiglio del 22 dicembre 1994                L 349     105        31.12.1994
Regolamento (CE) n. 1265/95 del Consiglio del 29 maggio 1995                  L 123       1           3. 6.1995
Regolamento (CE) n. 1589/96 del Consiglio del 30 luglio 1996                  L206       25          16.8.1996
                                                      32
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 88 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                03 10 01
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-093-IT-C
                                                             ISBN 92-78-31176-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                               32