CELEX: 52015JC0010
Language: it
Date: 2015-04-13
Title: Proposta congiunta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, e all'applicazione provvisoria dell'accordo di partenariato strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall'altra

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		52015JC0010
		
			Proposta congiunta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, e all'applicazione provvisoria dell'accordo di partenariato strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall'altra /* JOIN/2015/0010 final - NLE /2015/0073 */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La presente proposta riguarda la firma e
l'applicazione provvisoria dell'accordo di partenariato strategico (APS) tra
l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall'altra
(nel prosieguo "l'accordo").
L'8 dicembre 2010 il Consiglio ha adottato una
decisione che autorizza la Commissione europea e l'alta rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a negoziare un
accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il
Canada, dall'altro. I negoziati sull'accordo sono iniziati nel settembre 2011. 
L'UE e il Canada hanno una lunga storia di
cooperazione politica ed economica di ampia portata che risale formalmente al
1976, quando l'UE concluse con il Canada un accordo quadro, il primo con un
paese OCSE. Per molto tempo tale accordo ha rappresentato un quadro adeguato
per approfondire le relazioni, consolidare l'associazione politica e ampliare
la cooperazione tra le parti.
La dichiarazione transatlantica del 1990
conclusa tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il
Canada, dall'altro lato, ha rafforzato ulteriormente il partenariato in una
serie di settori quali la cooperazione economica, scientifica e culturale sia a
livello bilaterale che multilaterale.
Successivamente sono stati adottati la
dichiarazione politica congiunta tra Unione europea e Canada e il piano
d'azione del 1996, al fine di rafforzare la cooperazione nel perseguimento di
obiettivi comuni e sulla base di principi profondi e condivisi.
Nel 2004 le parti hanno concordato un
programma di partenariato con l'obiettivo di migliorare la sicurezza
internazionale, la prosperità economica globale, la cooperazione su questioni
di giustizia e affari interni, affrontare le sfide globali e regionali e
rinsaldare i legami tra i cittadini dell'UE e del Canada. Il programma di
partenariato ha istituito un dialogo più intenso, che ha reso possibile
affrontare in modo più strategico, coerente e costante i problemi che
riguardano il Canada e l'UE in un ventaglio sempre più ampio di settori.
La cooperazione tra l'UE e il Canada ha subito
un'evoluzione nel tempo e oggi copre un'ampia gamma di settori, tra cui
l'ambiente, la giustizia e la sicurezza, la migrazione e l'integrazione, la
pesca, l'istruzione, la cultura, i diritti umani, lo sviluppo del Nord e le
questioni relative ai popoli indigeni, gli scambi di giovani e la sicurezza dei
trasporti.
L'accordo persegue un duplice obiettivo: i)
approfondire i legami politici e la cooperazione su questioni di politica
estera e di sicurezza portando la relazione al livello di partenariato
strategico e ii) intensificare la cooperazione in un grande numero di
ambiti strategici oltre a quello commerciale ed economico.
L'accordo fornisce un considerevole contributo
al miglioramento del partenariato, che si basa sui valori comuni dell'UE e del
Canada come il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e delle
libertà fondamentali, dello Stato di diritto, della pace e della sicurezza
internazionali. 
Secondo l'approccio comune per l'uso di
clausole politiche, in alcuni casi specifici di violazione degli elementi
essenziali dell'APS quest'ultimo potrebbe essere sospeso o potrebbero essere
adottate altre misure appropriate che incidono sulle nostre relazioni
bilaterali. L'APS riconosce inoltre che, in tali situazioni estreme, una parte
potrebbe anche avviare la procedura per porre fine all'accordo economico e
commerciale globale (CETA, Comprehensive Economic and Trade Agreement)
UE-Canada.
L'APS, unitamente al CETA, dovrebbe apportare
benefici e opportunità tangibili ai cittadini dell'Unione e del Canada.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Il SEAE e i servizi della Commissione sono
stati coinvolti e consultati nel processo di negoziazione. 
Anche gli Stati membri sono stati consultati
durante il processo di negoziazione nelle riunioni dei pertinenti gruppi di
lavoro del Consiglio. Il 18 giugno 2014 anche il Coreper ha approvato il testo
dell'APS, aprendo la strada verso la sigla da parte dei capi negoziatori l'8
settembre 2014.
Il Parlamento europeo è stato informato regolarmente e
tempestivamente durante i negoziati. 
Il SEAE e la Commissione ritengono che siano stati
raggiunti gli obiettivi di cui alle direttive di negoziato del Consiglio e che
il progetto di accordo possa essere presentato alla firma.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Per quanto riguarda l'Unione, la base
giuridica dell'accordo è costituita dall'articolo 37 del TUE e
dall'articolo 212 del TFUE. La proposta comune allegata costituisce lo
strumento giuridico per la firma e l'applicazione provvisoria dell'accordo.
L'accordo si basa su una struttura a due
pilastri: cooperazione politica su questioni di politica estera e di sicurezza
di interesse comune (ADM, SALW, lotta al terrorismo, promozione della pace e
della sicurezza internazionali, cooperazione nei consessi multilaterali) e
un'ampia cooperazione settoriale (sviluppo economico sostenibile, promozione
del libero scambio e degli investimenti, cooperazione giudiziaria, aspetti
fiscali, ecc.). In quanto tale, l'accordo si compone di disposizioni sulla base
di cooperazione (titolo I), diritti umani, libertà fondamentali, democrazia e
Stato di diritto (titolo II), pace e sicurezza internazionali, multilateralismo
efficace (titolo III), sviluppo economico e sostenibile (titolo IV), giustizia,
libertà e sicurezza (titolo V), dialogo politico e meccanismo di consultazione
(titolo VI), nonché disposizioni finali (titolo VII). 
L'accordo rafforzerà la cooperazione UE-Canada
su una serie di questioni bilaterali, regionali e multilaterali. Esso
consentirà alle parti di agire di concerto per trasmettere ai paesi terzi i
loro valori comuni su questioni fondamentali come la pace e la sicurezza
internazionali, la democrazia e lo Stato di diritto, la giustizia, la libertà e
la sicurezza.
L'accordo costituisce la base della
cooperazione, che comprende i principi sanciti nella Carta delle Nazioni Unite
e il rispetto del diritto internazionale. Esso inoltre fa rispettare alle parti
l'impegno a difendere e promuovere la democrazia, i diritti umani e le libertà
fondamentali.
L'accordo rafforza la cooperazione politica,
economica e settoriale in una vasta gamma di settori strategici quali lo
sviluppo sostenibile, la ricerca e l'innovazione, l'istruzione e la cultura, la
migrazione, la lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla
criminalità informatica. Esso ribadisce l'impegno delle parti a salvaguardare
la pace e la sicurezza internazionali attraverso la prevenzione della
proliferazione delle armi di distruzione di massa e l'adozione di misure volte
a far fronte al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro.
Esso stabilisce il meccanismo per condurre un
dialogo politico mediante l'organizzazione di vertici annuali a livello di
leader e consultazioni a livello ministeriale. L'accordo istituisce inoltre un
comitato ministeriale misto, che sostituisce il precedente dialogo
transatlantico, e un comitato congiunto di cooperazione con l'obiettivo di
monitorare lo sviluppo della relazione strategica tra le parti.
L'accordo prevede la possibilità di sospendere
la sua applicazione in caso di violazione degli elementi essenziali. Inoltre,
le parti riconoscono che tali casi potrebbero fungere anche da motivazione per
una cessazione del CETA. 
Le disposizioni finali fissano condizioni di
applicazione provvisoria di alcune parti dell'accordo prima della sua entrata
in vigore.
2015/0073 (NLE)
Proposta congiunta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla firma, a nome dell'Unione
europea, e all'applicazione provvisoria dell'accordo di partenariato strategico
tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada,
dall'altra
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea, in
particolare l'articolo 37,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 212, paragrafo 1, in combinato
disposto con l'articolo 218, paragrafo 5, e l'articolo 218, paragrafo 8,
secondo comma[1],
vista la proposta congiunta della Commissione
europea e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la
politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
(1)       L'8 dicembre 2010 il
Consiglio ha autorizzato la Commissione e l'alta rappresentante ad avviare
negoziati con il Canada per un accordo quadro destinato a sostituire la
dichiarazione politica congiunta sulle relazioni Canada-UE del 1996.
(2)       Tenendo conto dello stretto
legame storico e dei rapporti sempre più stretti tra le parti nonché del loro
desiderio di rafforzare e ampliare le relazioni in una forma ambiziosa e
innovativa, i negoziati sull'accordo di partenariato strategico
("l'accordo") si sono conclusi positivamente con la sigla
dell'accordo a Ottawa l'8 settembre 2014.
(3)       L'articolo 30 dell'accordo ne
prevede l'applicazione provvisoria prima della sua entrata in vigore.
(4)       L'accordo dovrebbe pertanto
essere firmato a nome dell'Unione europea e applicato in via provvisoria in
conformità all'articolo 30 dell'accordo stesso, in attesa della sua conclusione
in una data successiva.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
1.           La firma dell'accordo di
partenariato strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una
parte, e il Canada, dall'altra, è approvata a nome dell'Unione, fatta salva la
conclusione dell'accordo.
2.           Il testo dell'accordo è accluso alla
presente decisione.
Articolo 2
Il segretariato generale del Consiglio
definisce lo strumento dei pieni poteri per la firma dell'accordo, con riserva
della sua conclusione, per la persona o le persone indicate dai negoziatori
dell'accordo.
Articolo 3
1.           In attesa dell'entrata in vigore
dell'accordo, conformemente al suo articolo 30 e fatte salve le notifiche
ivi previste, si applicano in via provvisoria le seguenti parti dell'accordo
tra l'Unione e il Canada:
-        Titolo I;
-        Titolo II;
-        Titolo III;
-        Titolo IV;
-        Titolo V, ad esclusione dell'articolo
24;
-        Titolo VI e Titolo VII, nella misura
necessaria a garantire l'applicazione provvisoria dell'accordo.
2.           La data a partire dalla quale
l'accordo sarà applicato in via provvisoria sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea a cura del segretariato generale del
Consiglio.
Articolo 4
La
presente decisione entra in vigore il giorno successivo all'adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L [...] del [...], pag. [...].
ALLEGATO
Accordo di partenariato
strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il
Canada, dall'altra
PREAMBOLO
L'UNIONE EUROPEA,
in seguito denominata "l'Unione",
e
IL REGNO DEL BELGIO,
LA REPUBBLICA DI BULGARIA,
LA REPUBBLICA CECA,
IL REGNO DI DANIMARCA,
LA REPUBBLICA FEDERALE DI
GERMANIA,
LA REPUBBLICA DI ESTONIA,
L'IRLANDA,
LA REPUBBLICA ELLENICA,
IL REGNO DI SPAGNA,
LA REPUBBLICA FRANCESE,
LA REPUBBLICA DI CROAZIA,
LA REPUBBLICA ITALIANA,
LA REPUBBLICA DI CIPRO,
LA REPUBBLICA DI LETTONIA,
LA REPUBBLICA DI LITUANIA,
IL GRANDUCATO DI
LUSSEMBURGO,
L'UNGHERIA
LA REPUBBLICA DI MALTA,
IL REGNO DEI PAESI BASSI,
LA REPUBBLICA D'AUSTRIA,
LA REPUBBLICA DI POLONIA,
LA REPUBBLICA PORTOGHESE,
LA ROMANIA,
LA REPUBBLICA DI SLOVENIA,
LA REPUBBLICA SLOVACCA,
LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,
IL REGNO DI SVEZIA,
IL REGNO UNITO DI GRAN
BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,
parti contraenti
del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, nel prosieguo "gli Stati membri",
                                                                            da
una parte, e
IL CANADA,
                                                                            dall'altra,
in seguito denominate congiuntamente "le
parti",
ispirandosi all'amicizia
di lunga data tra i popoli dell'Europa e del Canada, sviluppatasi grazie ai
loro ampi legami storici, culturali, politici ed economici,
prendendo atto dei
progressi compiuti dai tempi dell'accordo quadro di cooperazione commerciale ed
economica tra le Comunità europee e il Canada del 1976, della dichiarazione
sulle relazioni transatlantiche tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e
il Canada del 1990, della dichiarazione politica congiunta sulle relazioni tra
l'Unione europea e il Canada e del piano d'azione congiunto UE-Canada del 1996,
del programma di partenariato UE-Canada del 2004 e dell'accordo tra l'Unione
europea e il Canada del 2005, che istituisce un quadro per la partecipazione
del Canada alle operazioni di gestione delle crisi dell'Unione europea,
ribadendo la grande
importanza attribuita da entrambe le parti ai principi democratici e ai diritti
umani, quali enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,
concordando nel
ritenere che la proliferazione delle armi di distruzione di massa minacci
pesantemente la sicurezza internazionale,
basandosi sulla loro
lunga tradizione di cooperazione nel promuovere i principi internazionali di
pace e sicurezza e lo Stato di diritto,
riaffermando la loro
determinazione a lottare contro il terrorismo e la criminalità organizzata
attraverso canali bilaterali e multilaterali,
condividendo
l'impegno a ridurre la povertà, promuovere la crescita economica inclusiva e
aiutare i paesi in via di sviluppo nel difficile cammino verso le riforme
politiche ed economiche,
riconoscendo il loro
desiderio di promuovere lo sviluppo sostenibile nelle sue dimensioni economica,
sociale e ambientale;
esprimendo
l'orgoglio nei confronti degli ampi contatti interpersonali tra i loro
cittadini e il loro impegno a favore della protezione e della promozione della
diversità delle espressioni culturali,
riconoscendo
l'importante ruolo che possono svolgere le organizzazioni multilaterali
efficaci nel promuovere la cooperazione e ottenere risultati positivi su
questioni e sfide globali,
consapevoli della
loro relazione dinamica nel campo del commercio e degli investimenti, che sarà
ulteriormente rafforzata dall'effettiva attuazione di un accordo economico e
commerciale globale,
ricordando che le
disposizioni del presente accordo, che rientrano nell'ambito di applicazione
della parte terza, titolo V, del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, vincolano il Regno Unito e l'Irlanda in quanto parti contraenti
distinte e non in quanto facenti parte dell'Unione europea, a meno che l'Unione
europea e il Regno Unito e/o l'Irlanda non abbiano notificato congiuntamente al
Canada che il Regno Unito o l'Irlanda sono vincolati in quanto parte
dell'Unione europea, conformemente al protocollo n. 21 sulla posizione del
Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e
giustizia allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul
funzionamento dell'Unione europea. Se il Regno Unito e/o l'Irlanda non sono più
vincolati in quanto parte dell'Unione europea conformemente all'articolo 4 bis
del protocollo n. 21, l'Unione europea, unitamente al Regno Unito e/o
all'Irlanda informano immediatamente il Canada di qualsiasi cambiamento
intervenuto nella loro posizione, nel qual caso restano vincolati dalle
disposizioni dell'accordo a titolo individuale. Le medesime disposizioni si
applicano alla Danimarca, in conformità del protocollo sulla posizione della Danimarca
allegato ai suddetti trattati,
riconoscendo i
cambiamenti istituzionali intervenuti nell'Unione europea a seguito
dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona,
affermando il loro
status di partner strategici e la loro determinazione a rafforzare ulteriormente
e migliorare la loro relazione e la loro cooperazione internazionale sulla base
del rispetto reciproco e del dialogo, al fine di portare avanti i loro
interessi e valori condivisi,
convinti che tale
cooperazione dovrebbe prendere forma progressivamente e in modo pragmatico, di
pari passo con lo sviluppo delle politiche, 
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
TITOLO
I
BASE DELLA COOPERAZIONE
Articolo
1
Principi generali
1.           Le parti confermano il sostegno ai
valori condivisi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite.
2.           Consapevoli della loro relazione
strategica, le parti si adoperano per migliorare la coerenza nello sviluppo
della loro cooperazione ai livelli bilaterale, regionale e multilaterale.
3.           Le parti attuano il presente accordo
basato su valori condivisi, i principi del dialogo, del rispetto reciproco, del
partenariato equo, del multilateralismo, del consenso e del rispetto del
diritto internazionale.
TITOLO II
DIRITTI UMANI, LIBERTÀ FONDAMENTALI, DEMOCRAZIA E 
STATO DI DIRITTO
Articolo 2
Rispetto e promozione dei principi democratici, dei diritti umani e delle 
libertà
fondamentali
1.           Il rispetto dei principi
democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali enunciati nella
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, negli attuali trattati
internazionali sui diritti umani e in altri strumenti giuridicamente vincolanti
dei quali l'UE e gli Stati membri e il Canada sono parti contraenti, è alla
base delle rispettive politiche nazionali e internazionali e costituisce un
elemento essenziale del presente accordo.
2.           Le parti si adoperano per cooperare
e difendere tali diritti e principi nelle loro politiche e incoraggiano gli
altri Stati ad aderire ai trattati internazionali in materia di diritti umani e
agli strumenti giuridicamente vincolanti nonché ad attuare i loro obblighi in
materia di diritti umani.
3.           Le parti si sono impegnate a far
progredire la democrazia, anche attraverso processi elettorali liberi ed equi,
in linea con le norme internazionali. Ciascuna parte informa l'altra parte
delle proprie missioni di osservazione elettorale ed esse si invitano
reciprocamente a partecipare, se del caso.
4.           Le parti riconoscono l'importanza
dello Stato di diritto per la salvaguardia dei diritti umani e per l'efficace
funzionamento delle istituzioni di governo in uno Stato democratico. Ciò
comporta la presenza di un sistema giudiziario indipendente, dell'uguaglianza
davanti alla legge, del diritto a un processo equo e dell'accesso del cittadino
all'effettivo ricorso giuridico.
TITOLO
III
PACE E SICUREZZA INTERNAZIONALI E MULTILATERALISMO EFFICACE
Articolo
3
Armi di distruzione di massa            

1.           Le parti ritengono che la
proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM) e dei relativi vettori,
a livello di attori statali o non statali, costituisca una delle più gravi
minacce per la stabilità e la sicurezza internazionali.
2.           Esse convengono pertanto di
cooperare e di contribuire alla prevenzione della proliferazione delle armi di
distruzione di massa e dei relativi vettori, garantendo il pieno rispetto e
l'attuazione degli obblighi assunti nell'ambito di accordi internazionali sul
disarmo e sulla non proliferazione e di risoluzioni del Consiglio di sicurezza
dell'ONU. Le parti continuano inoltre a cooperare, se opportuno, a sostegno
degli sforzi di non proliferazione attraverso la partecipazione a regimi di
controllo delle esportazioni di cui entrambi sono parti. Le parti convengono
che questa disposizione costituisce un elemento fondamentale del presente
accordo.
3.           Le parti convengono inoltre di
cooperare e di contribuire alla lotta contro la proliferazione delle ADM e dei
relativi vettori:
a)      se del caso, adottando le misure
necessarie per firmare, ratificare o aderire a tutti i pertinenti trattati
internazionali in materia di disarmo e di non proliferazione e per attuare
pienamente tutti gli obblighi ai sensi dei trattati di cui sono parti e
incoraggiare altri Stati membri ad aderire a tali trattati;
b)      mantenendo un sistema efficace di
controlli nazionali all'esportazione esteso tanto all'esportazione quanto alla
prevenzione dell'intermediazione e del transito illeciti dei beni legati alle
armi di distruzione di massa, che verifichi anche l'impiego finale delle
tecnologie a duplice uso in relazione alle armi di distruzione di massa preveda
sanzioni efficaci in caso di violazione dei controlli all'esportazione;
c)      lottando contro la proliferazione delle
armi chimiche, biologiche e tossiniche. Le parti convengono di collaborare nei
consessi pertinenti al fine di far progredire le prospettive di adesione
universale alle convenzioni internazionali, inclusa la convenzione sulle armi
chimiche (convenzione sulla proibizione della messa a punto, produzione,
immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione) e alla
convenzione sulle armi biologiche e tossiniche (convenzione sull'interdizione
della messa a punto, produzione e immagazzinamento delle armi batteriologiche
(biologiche) e tossiniche e sulla loro distruzione). 
4.           Le parti convengono di stabilire
riunioni periodiche ad alto livello tra l'Unione europea e il Canada per lo
scambio di opinioni sulle modalità atte a potenziare la cooperazione su una
serie di questioni di non proliferazione e disarmo.
Articolo
4
Armi leggere e di piccolo calibro 
1.           Le parti riconoscono che la
fabbricazione, il trasferimento e la circolazione illeciti di armi leggere e di
piccolo calibro (SALW) e relative munizioni nonché la loro eccessiva
accumulazione, le carenze nella gestione, i depositi non sufficientemente
sicuri e la diffusione incontrollata continuano a rappresentare una grave
minaccia per la pace e la sicurezza internazionali.
2.           Le parti convengono di attuare i
rispettivi impegni in materia di contrasto del commercio illecito di SALW e
delle relative munizioni nell'ambito degli strumenti internazionali, fra cui il
programma d'azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il
commercio illegale di SALW in tutti i suoi aspetti nonché gli obblighi
derivanti dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
3.           Le parti si adoperano per adottare
misure di lotta contro il commercio illegale di SALW, per cooperare e ricercare
il coordinamento, la complementarietà e la sinergia degli sforzi comuni volti
ad aiutare gli Stati membri a contrastare il traffico illegale di SALW e delle
relative munizioni a livello mondiale, regionale e nazionale, come opportuno.
Articolo 5
 Corte penale internazionale            

1.           Le parti affermano che i crimini più
gravi riguardanti l'intera comunità internazionale non devono rimanere impuniti
e che deve essere assicurato il loro effettivo perseguimento adottando
provvedimenti a livello nazionale e rafforzando la cooperazione internazionale,
anche nell'ambito della Corte penale internazionale (CPI).
2.           Le parti condividono un comune
impegno a promuovere la ratifica universale o l'adesione allo statuto di Roma
della CPI e a operare per una efficace attuazione dello statuto a livello
nazionale negli Stati parti della CPI.
Articolo
6
Cooperazione nella lotta al terrorismo
1.           Le parti riconoscono che la lotta al
terrorismo è una priorità condivisa e sottolineano che deve essere condotta nel
rispetto dello Stato di diritto, del diritto internazionale, in particolare della Carta delle Nazioni Unite
e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,
dei diritti umani, della normativa internazionale sui rifugiati, del diritto
umanitario e delle libertà
fondamentali.
2.           Le parti continuano a tenere
consultazioni ad alto livello in materia di lotta al terrorismo e contatti ad
hoc al fine di promuovere sforzi operativi congiunti di antiterrorismo
efficaci e meccanismi di collaborazione, ove possibile. Questo comprende scambi
regolari sugli elenchi di terroristi, sulla lotta alle strategie di estremismo
violento e sugli approcci alle nuove problematiche della lotta al terrorismo.
3.           Le parti condividono un comune
impegno per la promozione di un approccio globale alla lotta al terrorismo
sotto l'egida delle Nazioni Unite. Le parti si impegnano in particolare a
cooperare per rafforzare il consenso internazionale in questo settore al fine
di promuovere la piena attuazione della strategia globale antiterrorismo delle
Nazioni Unite e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza
dell'ONU, ove opportuno.
4.           Le parti continuano a cooperare
strettamente nel quadro del forum globale antiterrorismo e dei suoi gruppi di
lavoro.
5.           Le parti seguono le raccomandazioni
internazionali del Gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali
per combattere il finanziamento del terrorismo.
6.           Le parti continuano a lavorare
insieme, ove opportuno, per migliorare la capacità antiterrorismo di altri
Stati in modo da prevenire e rilevare le attività terroristiche e da
organizzare la reazione.
Articolo
7
Cooperazione per la promozione della pace e della
stabilità internazionali
Per tutelare i loro interessi comuni nella
promozione della pace e della sicurezza internazionali e di istituzioni e
politiche multilaterali efficaci, le parti:
a)           continuano ad adoperarsi per
rafforzare ulteriormente la sicurezza transatlantica, tenuto conto del ruolo
centrale dell'attuale architettura di sicurezza transatlantica tra l'Europa e
l'America del Nord;
b)           intensificano il loro impegno comune
a sostegno della gestione delle crisi e del rafforzamento delle capacità e
potenziare ulteriormente la loro cooperazione al riguardo, anche su operazioni
e missioni dell'UE. Le parti si adoperano per agevolare la partecipazione a
tali attività, anche mediante consultazioni tempestive e la condivisione delle
informazioni per la pianificazione, qualora lo ritengano appropriato.
Articolo
8
Cooperazione in consessi e organizzazioni
multilaterali, regionali e internazionali
1.           Le parti condividono l'impegno a
favore del multilateralismo e gli sforzi per migliorare l'efficacia dei
consessi e delle organizzazioni regionali e internazionali come le Nazioni
Unite e le sue agenzie e organismi specializzati, l'Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l'Organizzazione del trattato del
Nord Atlantico (NATO), l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in
Europa (OSCE) e altri consessi multilaterali.
2.           Le parti mantengono meccanismi di
consultazione efficaci a margine dei consessi multilaterali. Presso le Nazioni
Unite, in aggiunta ai loro attuali dialoghi in materia di diritti umani e
democrazia, le parti istituiscono meccanismi di consultazione permanente in
sede di Consiglio dei diritti umani, dell'Assemblea generale delle Nazioni
Unite e degli uffici delle Nazioni Unite a Vienna nonché in altra sede, se del
caso e previo accordo di entrambe le parti. 
3.           Le parti si impegnano inoltre a
consultarsi in merito alle elezioni per cercare di ottenere un'efficace
rappresentanza nell'ambito di organizzazioni multilaterali.
TITOLO
IV
SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE
Articolo
9
Dialogo e leadership globale su questioni economiche
Riconoscendo che la globalizzazione sostenibile
e una maggiore prosperità possono essere realizzate soltanto attraverso
un'economia mondiale aperta, basata su principi di mercato, regolamentazioni
efficaci e istituzioni mondiali forti, le parti si adoperano per:
a)           dare prova di leadership nella
promozione di politiche economiche sane e di una prudente gestione finanziaria
a livello nazionale e attraverso i propri impegni internazionali e regionali;
b)           portare avanti un regolare dialogo
politico ad alto livello sulle questioni macroeconomiche, anche con
rappresentanti delle banche centrali ove opportuno, al fine di cooperare su
questioni di reciproco interesse;
c)           promuovere, ove opportuno, il
dialogo e la cooperazione tempestivi ed efficaci su questioni economiche
globali di interesse comune in organizzazioni e consessi multilaterali ai quali
le parti partecipano quali l'OCSE, il G7, il G20, il Fondo monetario
internazionale (FMI), la Banca mondiale e l'Organizzazione mondiale del
commercio (OMC).
Articolo
10
Promuovere il libero scambio e gli investimenti
1.           Le parti cooperano al fine di
promuovere un incremento e lo sviluppo sostenibili del commercio e degli
investimenti a reciproco vantaggio, come previsto in un accordo economico e
commerciale globale.
2.           Le parti si impegnano a cooperare
per rafforzare ulteriormente l'OMC come il quadro più efficace per un forte
sistema commerciale mondiale basato su regole e inclusivo.
3.           Le parti continuano ad impegnarsi nella
cooperazione doganale.
Articolo
11
Cooperazione in ambito fiscale
Al fine di rafforzare e sviluppare la loro
cooperazione economica le parti aderiscono a e applicano i principi di buona
gestione del settore fiscale, ad esempio la trasparenza, lo scambio di
informazioni e la prevenzione di pratiche fiscali dannose nel quadro del forum
dell'OCSE sulle pratiche fiscali dannose e del codice di condotta dell'UE in
materia di tassazione delle imprese, a seconda del caso. Le parti si impegnano
a collaborare per promuovere e migliorare l'attuazione di tali principi a
livello internazionale.
Articolo
12
Sviluppo sostenibile
1.           Le parti ribadiscono il loro impegno
a soddisfare i bisogni dell'attuale generazione senza compromettere i bisogni
delle generazioni future. Esse riconoscono che, per essere sostenibile nel
lungo termine, la crescita economica deve rispettare i principi dello sviluppo
sostenibile.
2.           Le parti continuano a promuovere la
responsabilità e l'utilizzo efficace delle risorse e a sensibilizzare in merito
ai costi economici e sociali dei danni ambientali e al relativo impatto sul
benessere umano.
3.           Le parti continuano a incoraggiare
gli sforzi intesi a promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso il dialogo,
la condivisione delle buone pratiche, del buon governo e di una sana gestione
finanziaria.
4.           Le parti condividono l'obiettivo
comune di ridurre la povertà e sostenere lo sviluppo economico inclusivo in
tutto il mondo e si impegnano a collaborare, ove possibile, al fine di
conseguire tale obiettivo.
5.           A tal fine le parti instaurano un
dialogo politico regolare sulla cooperazione allo sviluppo al fine di
migliorare il coordinamento delle politiche su questioni di comune interesse e
migliorare la qualità e l'efficacia della loro cooperazione allo sviluppo, in
linea con i principi internazionalmente riconosciuti sull'efficacia degli
aiuti. Le parti collaborano al fine di rafforzare la responsabilità e la
trasparenza, con una particolare attenzione al miglioramento dei risultati di
sviluppo, e riconoscono l'importanza di coinvolgere una serie di attori,
compresi il settore privato e la società civile, nella cooperazione allo
sviluppo.
6.           Le parti riconoscono l'importanza
del settore dell'energia per la prosperità economica e la pace e la stabilità
internazionali. Esse convengono sulla necessità di migliorare e diversificare
l'approvvigionamento energetico, promuovere l'innovazione e aumentare
l'efficienza energetica al fine di rafforzare l'opportunità dell'energia, la
sicurezza energetica e un'energia sostenibile e a prezzi abbordabili. Le parti
mantengono un dialogo ad alto livello sull'energia e continuano a collaborare
attraverso strumenti bilaterali e multilaterali al fine di sostenere mercati
aperti e competitivi, condividere le migliori prassi, promuovere una normativa
su base scientifica e trasparente e discutere gli ambiti di cooperazione sulle
questioni energetiche.
7.           Le parti attribuiscono grande
importanza alla protezione e alla conservazione dell'ambiente e riconoscono la
necessità di un livello elevato di protezione dell'ambiente al fine di
conservarlo per le generazioni future.
8.           Le parti riconoscono la minaccia
globale costituita dai cambiamenti climatici e la necessità di adottare misure
di riduzione delle emissioni al fine di stabilizzare le concentrazioni di gas a
effetto serra nell'atmosfera a un livello tale da prevenire una pericolosa
interferenza antropica nel sistema climatico. In particolare esse condividono
la volontà e l'ambizione di trovare soluzioni innovative per mitigare gli
effetti dei cambiamenti climatici e adattarvisi. Le parti riconoscono la natura
globale della sfida e continuano a sostenere gli sforzi internazionali per un
regime equo, efficace, completo e basato sulle regole ai sensi della
convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che
si applichi a tutte le parti della convenzione, comprese quelle che lavorano
insieme ad un ambizioso nuovo protocollo, strumento giuridico o risultato
concordato avente valore giuridico.
9.           Le parti mantengono dialoghi ad alto
livello sull'ambiente e sui cambiamenti climatici al fine di condividere le
migliori prassi e promuovere una cooperazione efficace e inclusiva sui
cambiamenti climatici e altre questioni relative alla tutela dell'ambiente.
10.         Le parti riconoscono
l'importanza del dialogo e della cooperazione bilaterali o multilaterali nel
settore dell'occupazione, degli affari sociali e del lavoro dignitoso, in
particolare nel contesto della globalizzazione e dei cambiamenti demografici.
Esse si impegnano a promuovere la cooperazione e gli scambi d'informazioni e di
esperienze sull'occupazione e sulle questioni sociali. Le parti ribadiscono
inoltre l'importanza attribuita al rispetto, alla promozione e alla
realizzazione di norme sul lavoro riconosciute a livello internazionale per
le quali si sono impegnate, quali quelle
contenute nella dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro
dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) del 1998 e nei suoi
seguiti.
Articolo
13
Dialogo su altre questioni di reciproco interesse
Riconoscendo il loro obiettivo comune di
approfondire e ampliare il loro impegno di lunga data nonché riconoscendo
l'attuale cooperazione, le parti si adoperano, ove opportuno, per incoraggiare
nelle sedi bilaterali e multilaterali il dialogo tra esperti e lo scambio
di buone pratiche nei settori politici di interesse comune. Fra questi figurano
anche, ma non solo, i settori dell'agricoltura, della pesca, della politica
internazionale marittima e sugli oceani, dello sviluppo rurale, dei trasporti
internazionali, dell'occupazione e tematiche circumpolari che comprendono
scienza e tecnologia. Ove opportuno, potrebbero essere compresi anche scambi
sulle prassi legislative, normative e amministrative, nonché sui processi decisionali.
Articolo
14
Benessere dei cittadini
1.           Riconoscendo l'importanza di
ampliare e approfondire il dialogo e la cooperazione su un'ampia gamma di
questioni che influiscono sul benessere dei loro cittadini e sulla più ampia
comunità internazionale, le parti incoraggiano e agevolano, ove possibile, il
dialogo, la consultazione e la cooperazione sulle questioni attuali ed
emergenti di reciproco interesse relative al benessere dei cittadini. 
2.           Le parti riconoscono l'importanza
della protezione dei consumatori e incoraggiano lo scambio di informazioni e di
buone prassi in questo ambito.
3.           Le parti incoraggiano la
cooperazione reciproca e lo scambio di informazioni su questioni sanitarie a
livello mondiale e sulla preparazione e la risposta alle emergenze di salute
pubblica a livello mondiale.
Articolo
15
Cooperazione sulle conoscenze, sulla ricerca,
sull'innovazione e sulla tecnologia della comunicazione
1.           Considerando l'importanza di nuove
conoscenze per affrontare le sfide mondiali, le parti continuano a incoraggiare
la cooperazione nel settore della scienza, della tecnologia, della ricerca e
dell'innovazione.
2.           Riconoscendo l'importanza delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione come elementi chiave della
vita moderna e dello sviluppo economico e sociale, le parti
si impegnano, all'occorrenza, a collaborare e a scambiarsi opinioni
sulle politiche nazionali, regionali e internazionali in questo campo.
3.           Riconoscendo che la sicurezza e la
stabilità di Internet nel pieno rispetto dei diritti e delle libertà
fondamentali è una sfida globale, le parti si adoperano per cooperare a livello
bilaterale e multilaterale attraverso il dialogo e lo scambio di competenze.
4.           Le parti riconoscono che l'uso dei
sistemi spaziali è sempre più importante per il conseguimento dei loro
obiettivi strategici in ambito socioeconomico, ambientale e internazionale. Le
parti continuano a sviluppare la loro cooperazione per lo sviluppo e l'uso dei
dispositivi spaziali a sostegno di cittadini, imprese e amministrazioni
pubbliche.
5.           Le parti si adoperano per proseguire
la cooperazione in materia di statistiche, con un'attenzione particolare alla
promozione attiva della condivisione delle migliori pratiche e politiche.
Articolo 16
Promozione della diversità delle espressioni culturali, istruzione e gioventù
 e
contatti interpersonali       

1.           Le parti sono fiere dei legami
culturali, linguistici e tradizionali di lunga durata che hanno consentito di
creare una base d'intesa reciproca. I legami transatlantici esistono a tutti i
livelli di governo e della società e l'impatto di tale rapporto è significativo
nella società europea e canadese. Le parti si adoperano per incoraggiare questi
legami e trovare nuovi modi per favorire le relazioni mediante contatti
interpersonali. Le parti si impegnano a utilizzare gli scambi mediante
organizzazioni non governative e gruppi di riflessione che riuniscono i
giovani, i partner economici e le parti sociali in modo tale da ampliare e
approfondire queste relazioni e arricchire il flusso di idee a favore della
soluzione di sfide comuni.
2.           Riconoscendo gli ampi rapporti in
ambito accademico, dell'istruzione, dello sport, della cultura, del turismo e
della mobilità dei giovani che si sono sviluppati tra di loro nel corso degli
anni, le parti accolgono con favore e continuano a promuovere la cooperazione
al fine di estendere tali legami, ove opportuno.
3.           Le parti si adoperano per favorire
la diversità delle espressioni culturali, anche mediante la promozione, se del
caso, dei principi e degli obiettivi della convenzione UNESCO del 2005 sulla
protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali.
4.           Le parti si adoperano per
incoraggiare e agevolare gli scambi, la cooperazione e il dialogo tra
istituzioni culturali e professionisti del settore, a seconda dei casi.
Articolo
17
Resilienza alle catastrofi e gestione delle emergenze
Per ridurre al minimo l'impatto delle catastrofi
naturali e di origine umana e migliorare la resilienza della società e delle
infrastrutture, le parti confermano il loro impegno comune a promuovere le
misure di prevenzione, preparazione, risposta e recupero, anche mediante la
cooperazione, se del caso, a livello bilaterale e multilaterale.
TITOLO
V
GIUSTIZIA, LIBERTÀ E SICUREZZA
Articolo
18 
Cooperazione giudiziaria
1.           Per quanto riguarda la cooperazione
giudiziaria penale, le parti si adoperano per migliorare la cooperazione
esistente in materia di assistenza legale reciproca ed estradizione in base
agli accordi internazionali pertinenti. Le parti si adoperano inoltre, nel
quadro dei rispettivi poteri e competenze, per rafforzare i meccanismi
esistenti e, se del caso, considerare lo sviluppo di nuovi meccanismi per
agevolare la cooperazione internazionale in questo settore. Questo include, se
del caso, l'adesione e l'applicazione degli strumenti internazionali
pertinenti, nonché una più stretta cooperazione con Eurojust.
2.           Le parti, nel quadro delle
rispettive competenze, convengono di sviluppare, ove opportuno, la cooperazione
giudiziaria in materia civile e commerciale, in particolare per quanto concerne
la negoziazione, la ratifica e l'attuazione di convenzioni multilaterali sulla
cooperazione giudiziaria in materia civile, incluse le convenzioni della
Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato in materia di 
cooperazione giudiziaria e controversie internazionali e di protezione dei
minori.
Articolo 19
Cooperazione in materia di droghe
illecite 
1.           Conformemente ai rispettivi poteri e
delle rispettive competenze, le parti collaborano per garantire un approccio
equilibrato e integrato nella lotta contro le droghe illecite. Le parti
concentrano i loro sforzi su:
–              
il rafforzamento delle strutture esistenti per la
lotta contro le droghe illecite;
–              
la riduzione dell'offerta, del traffico e della
domanda di droghe illecite;
–              
le conseguenze sanitarie e sociali dell'abuso di
droghe illecite e come affrontarle; 
–              
la massimizzazione dell'efficacia delle strutture
volte a ridurre la diversione dei precursori chimici utilizzati per la
produzione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope.
2.           Le parti collaborano per raggiungere
tali obiettivi anche, se possibile, coordinando i loro programmi di assistenza
tecnica e incoraggiando i paesi che non lo hanno ancora fatto a ratificare e
applicare le convenzioni internazionali esistenti in materia di controllo delle
droghe, delle quali l'Unione o gli Stati membri e il Canada sono parte. Le
parti basano le loro azioni su principi comunemente accettati in linea con le
convenzioni internazionali pertinenti in materia di controllo delle droghe e
rispettano gli obiettivi generali della dichiarazione politica e del piano
d'azione dell'ONU del 2009 sulla cooperazione internazionale verso una
strategia integrata e bilanciata di lotta per affrontare il problema mondiale
della droga.
Articolo
20
Cooperazione delle autorità di contrasto e lotta alla
criminalità organizzata e alla corruzione
1.           Le parti condividono l'impegno a
cooperare nell'ambito della lotta alla criminalità organizzata, economica e
finanziaria, alla corruzione, alla contraffazione e alle transazioni illegali
adempiendo ai loro obblighi internazionali reciproci in tale settore, compresa
la cooperazione effettiva per il recupero di beni o fondi derivanti da atti di
corruzione.
2.           Le parti ribadiscono il loro impegno
a sviluppare la cooperazione delle autorità di contrasto, anche mediante la
continuazione della cooperazione con Europol.
3.           Inoltre, le parti si adoperano per
collaborare in consessi internazionali al fine di promuovere, all'occorrenza,
l'adesione e l'applicazione della convenzione delle Nazioni Unite contro la
criminalità organizzata, integrata dai relativi protocolli, di cui esse sono
parte.
4.           Le parti si impegnano inoltre a
promuovere, ove opportuno, l'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite contro
la corruzione, anche mediante l'applicazione di un forte meccanismo di
revisione, tenendo conto dei principi di trasparenza e di partecipazione della
società civile.
Articolo
21
Riciclaggio dei capitali e finanziamento del
terrorismo
1.           Le parti riconoscono la necessità di
cooperare per impedire che i propri sistemi finanziari siano utilizzati per il
riciclaggio dei proventi di attività illecite, quali traffico di droga e
corruzione, e per il finanziamento del terrorismo. Tale cooperazione si estende
al sequestro dei beni o dei fondi derivanti da attività illecite, conformemente
ai rispettivi quadri giuridici e normativi.
2.           Le parti si scambiano informazioni
pertinenti, ove opportuno, conformemente ai rispettivi quadri giuridici e
normativi e applicano le misure appropriate per lottare contro il riciclaggio
dei capitali e il finanziamento del terrorismo, basandosi sulle raccomandazioni
del gruppo di azione finanziaria internazionale e sulle altre norme adottate
dagli organismi internazionali competenti attivi in tale settore.
Articolo
22 
Criminalità informatica
1.           Le parti riconoscono che la
criminalità informatica è un problema mondiale che richiede risposte globali. A
tal fine le parti rafforzano la cooperazione per prevenire e combattere la
criminalità informatica mediante lo scambio di informazioni e di conoscenze
pratiche, conformemente ai rispettivi quadri giuridici e normativi. Le
parti si adoperano per collaborare, ove opportuno, per fornire assistenza e
sostegno ad altri Stati membri nello sviluppo di leggi, politiche e pratiche
efficaci al fine di prevenire e combattere la criminalità informatica ovunque
si manifesti.
2.           Ove opportuno e conformemente ai
rispettivi quadri giuridici e normativi, le parti scambiano informazioni, anche
nei settori dell'istruzione e della formazione di investigatori specializzati
in criminalità informatica, indagini sulla criminalità informatica e scienza
forense digitale.
Articolo
23
Migrazione, asilo e gestione delle frontiere
1.           Le parti ribadiscono il loro impegno
a cooperare e a scambiare opinioni nell'ambito delle rispettive legislazioni e
normative nel settore della migrazione (migrazione legale e clandestina,
traffico di esseri umani, migrazione e sviluppo compresi), dell'asilo,
dell'integrazione, dei visti e della gestione delle frontiere.
2.           Le parti condividono l'obiettivo di
esenzione dal visto tra l'Unione e il Canada per tutti i rispettivi cittadini.
Le parti cooperano e compiono ogni sforzo per raggiungere quanto prima
l'esenzione del visto di viaggio tra i loro territori per tutti i cittadini con
un passaporto valido.
3.           Le parti concordano di cooperare per
prevenire e controllare la migrazione clandestina. A questo scopo:
a)      il Canada accetta di riammettere
tutti i suoi cittadini presenti illegalmente sul territorio di uno Stato
membro, su richiesta di quest'ultimo e, salvo diversamente disposto da un
accordo specifico, senza ulteriori formalità;
b)      ogni Stato membro accetta di
riammettere tutti i suoi cittadini presenti illegalmente sul territorio del Canada,
su richiesta di quest'ultimo e, salvo diversamente disposto da un accordo
specifico, senza ulteriori formalità;
c)      gli Stati membri e il Canada
forniscono ai propri cittadini gli appropriati documenti di viaggio a tal fine;
d)      le parti si impegnano a negoziare un
accordo specifico che stabilisca gli obblighi in materia di riammissione,
compresa la riammissione di cittadini di paesi terzi e di apolidi. 
Articolo
24 
Tutela dei consumatori
1.           Il Canada consente ai cittadini
dell'Unione di godere in Canada, se lo Stato membro di cui hanno la
cittadinanza non dispone di una rappresentanza permanente in Canada, della
tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro.
2.           Gli Stati membri consentono ai
cittadini canadesi di godere nel territorio di qualsiasi Stato membro, se il
Canada non dispone di una rappresentanza permanente nel territorio di tale
Stato membro, della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi
altro Stato designato dal Canada.
3.           I paragrafi 1 e 2 esentano da
eventuali requisiti in materia di notifica e consenso che altrimenti potrebbero
essere applicati per consentire ai cittadini dell'Unione o del Canada di essere
rappresentati da uno Stato diverso da quello di cui sono cittadini.
4.           Le parti riesaminano ogni anno il
funzionamento amministrativo dei paragrafi 1 e 2.
Articolo
25 
Protezione dei dati personali
1.           Le parti riconoscono la necessità di
proteggere i dati personali e si impegnano a collaborare per promuovere elevati
standard internazionali.
2.           Le parti riconoscono l'importanza di
tutelare i diritti e le libertà fondamentali, tra cui il diritto alla vita
privata in relazione alla tutela dei dati personali. A tal fine le parti si
impegnano, conformemente alle rispettive disposizioni legislative e
regolamentari, a onorare gli impegni assunti in relazione a tali diritti, anche
nel quadro della prevenzione e della lotta al terrorismo e di altri reati gravi
di natura transnazionale, tra cui la criminalità organizzata.
3.           Le parti continuano a cooperare,
conformemente alle rispettive legislazioni e normative, a livello bilaterale e
multilaterale attraverso il dialogo e lo scambio di conoscenze in relazione
alla protezione dei dati personali, a seconda del caso.
TITOLO
VI
MECCANISMI DI DIALOGO POLITICO E DI CONSULTAZIONE
Articolo
26
Dialogo politico
Le parti si adoperano per intensificare il
dialogo e la consultazione in un modo efficace e pragmatico al fine di
sostenere e far avanzare le loro relazioni, nonché promuovere i loro interessi
e valori comuni mediante un impegno multilaterale.
Articolo
27
 Meccanismi di consultazione
1.           Le parti s'impegnano ad avviare il
dialogo mediante contatti, scambi e consultazioni esistenti, tra cui i
seguenti:
a)      i vertici a livello di leader su
base annuale o come concordato tra le parti, da tenere a turno nell'Unione e in
Canada;
b)      le riunioni a livello dei ministri
degli Esteri;
c)      le consultazioni a livello
ministeriale su questioni politiche di interesse reciproco;
d)      le consultazioni di funzionari e
alti funzionari su questioni di interesse reciproco o incontri informativi sui
principali sviluppi internazionali e nazionali;
e)      la promozione di scambi di
delegazioni tra il Parlamento europeo e il Parlamento del Canada.
2.           Comitato ministeriale misto
a)      È istituito un comitato ministeriale
misto (JMC). 
b)      Il comitato ministeriale misto:
i)          sostituisce il
Dialogo transatlantico;
ii)         è
copresieduto dal ministro degli Affari esteri del Canada e dall'alta
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza;
iii)        si riunisce
su base annuale o, all'occorrenza, come concordato dalle parti;
iv)        adotta il
proprio ordine del giorno e le proprie norme e procedure;
v)         prende
decisioni con l'approvazione di entrambe le parti;
vi)        riceve dal
comitato misto di cooperazione (JCC) una relazione annuale sullo stato delle
relazioni e formula raccomandazioni pertinenti per le attività del JCC, anche
per quanto riguarda nuovi settori di cooperazione futura e la risoluzione di
eventuali controversie derivanti dall'applicazione del presente accordo;
vii)       è composto dai
rappresentanti delle parti.
3.           Comitato misto di cooperazione
a)      Le parti istituiscono un comitato misto
di cooperazione (JCC).
b)      Le parti assicurano che il JCC:
i)          raccomandi le
priorità in materia di cooperazione tra le parti;
ii)         segua gli
sviluppi nelle relazioni strategiche tra le parti;
iii)        proceda a
uno scambio di opinioni e presenti suggerimenti su ogni questione di interesse
comune;
iv)        formuli
raccomandazioni per aumentare l'efficienza, l'efficacia e le sinergie tra le
parti;
v)         garantisca il
corretto funzionamento del presente accordo;
vi)        presenti
una relazione annuale al comitato ministeriale misto sullo stato delle
relazioni che le parti rendono pubblico conformemente alle disposizioni del
paragrafo 2, lettera b), punto vi), del presente articolo;
vii)       affronti in
modo appropriato ogni questione ad esso sottoposta dalle parti ai sensi del
presente accordo;
viii)      stabilisca
sottocomitati per assisterlo nell'esecuzione delle proprie mansioni. Tali
sottocomitati, tuttavia, non devono duplicare gli organismi istituiti
nell'ambito di altri accordi tra le parti;
ix)        esamini le
situazioni in cui una delle parti ritiene che i suoi interessi siano stati, o
potrebbero essere, pregiudicati da processi decisionali nei settori di
cooperazione non disciplinati da un accordo specifico.
c)      Le parti assicurano che: il comitato
misto di cooperazione si riunisca annualmente, a turno nell'Unione e in Canada;
le riunioni straordinarie del comitato misto di cooperazione, convocate su
richiesta di una delle parti, siano copresiedute da un alto funzionario del
Canada e da un alto funzionario dell'Unione; il JCC stabilisca il proprio
regolamento interno, compresa la partecipazione degli osservatori.
d)      Il comitato misto di cooperazione è
composto dei rappresentanti delle parti, con la dovuta attenzione alla
promozione dell'efficienza, anche in termini economici, nello stabilire i
livelli di partecipazione.
e)      Le parti convengono che il comitato misto
di cooperazione può chiedere ai comitati e organismi simili, istituiti
nell'ambito di accordi bilaterali esistenti tra le parti, di fornire al JCC
aggiornamenti periodici sulle loro attività nel quadro di una visione globale
delle relazioni tra le parti.
Articolo
28
Adempimento degli obblighi
1.           Nello spirito di rispetto reciproco
e di cooperazione rappresentato dal presente accordo, le parti adottano tutte
le misure, di portata generale o specifica, necessarie per l'adempimento dei
loro obblighi a norma del presente accordo.
2.           In caso di domande o di differenze
nell'applicazione o nell'interpretazione del presente accordo, le parti
intensificano i loro sforzi di consultazione e cooperazione in modo da
risolvere i problemi con tempestività e in termini amichevoli. Su richiesta di
una delle parti, le domande o le differenze vengono riferite al comitato misto
di cooperazione per ulteriore discussione e studio. Le parti possono inoltre
decidere di comune accordo di sottoporre tali questioni a sottocomitati
speciali che fanno riferimento al comitato misto di cooperazione. Le parti
assicurano che il comitato misto di cooperazione, o il sottocomitato designato,
si riunisca entro un lasso di tempo ragionevole per risolvere eventuali
differenze nell'applicazione o nell'interpretazione del presente accordo
mediante un comunicazione tempestiva, un attento esame dei fatti, compresi
all'occorrenza pareri di esperti e prove scientifiche, nonché un dialogo
efficace.
3.           Riaffermando il loro fermo impegno
comune in materia di diritti umani e non proliferazione, le parti considerano
che un'inosservanza particolarmente grave e sostanziale degli obblighi di cui
all'articolo 2, paragrafo 1, e all'articolo 3, paragrafo 2, può essere trattata
come un caso di particolare urgenza. Le parti considerano "un'inosservanza
particolarmente grave e sostanziale" di cui all'articolo 2,
paragrafo 1, una situazione la cui gravità e natura sono eccezionali, ad
esempio un colpo di stato o crimini gravi che costituiscono una minaccia per la
pace, la sicurezza e il benessere della comunità internazionale.
4.           Qualora una situazione in un paese
terzo possa essere considerata, in termini di gravità e natura, un caso di
particolare urgenza, le parti si adoperano per tenere consultazioni urgenti, su
richiesta di una di esse, per scambiare opinioni sulla situazione e valutare
possibili risposte.
5.           Nell'improbabile e inattesa
eventualità che si verifichi un caso di particolare urgenza sul territorio di
una delle parti, ciascuna di esse può riferire la questione al comitato ministeriale
misto. Il comitato ministeriale misto può invitare il comitato misto di
cooperazione a tenere consultazioni urgenti entro 15 giorni. Le parti
forniscono le informazioni pertinenti e le prove necessarie per consentire un
esame approfondito e una risoluzione efficace e tempestiva della situazione. Se
il comitato misto di cooperazione non è in grado di risolvere la situazione,
può sottoporre la questione all'esame urgente del comitato ministeriale misto.
6.
          a)       In una situazione di particolare urgenza, in cui il comitato
ministeriale misto non è in grado di risolvere la situazione, ciascuna parte
può decidere di sospendere le disposizioni del presente accordo. Nell'Unione la
decisione di sospensione richiederebbe l'unanimità. In Canada la decisione di
sospensione sarebbe adottata dal governo del Canada conformemente alle proprie
disposizioni legislative e regolamentari. Una parte informa immediatamente, per
iscritto, l'altra parte della decisione e applica la decisione di sospensione
per il periodo di tempo minimo necessario a risolvere la questione in modo
accettabile per entrambe le parti;
b)       le parti
sottopongono a una verifica permanente gli sviluppi della situazione
all'origine di tale decisione e che potrebbero servire da base per altre misure
appropriate adottate al di fuori del quadro del presente accordo. La parte che
invoca la sospensione o altre misure, le ritira non appena vengono meno i
presupposti.
7.           Le parti riconoscono inoltre che la
violazione particolarmente grave e sostanziale dei diritti umani o del
principio di non proliferazione, di cui al paragrafo 3, potrebbe altresì
fungere da motivazione di risoluzione dell'accordo economico e commerciale
globale UE-Canada (CETA) conformemente all'articolo X.08 di detto
accordo.
8.           Il presente accordo non condiziona
né pregiudica l'interpretazione o l'applicazione di altri accordi tra le parti.
In particolare, le disposizioni sulla risoluzione delle controversie contenute
nel presente accordo non sostituiscono né condizionano in alcun modo le disposizioni
sulla risoluzione delle controversie di altri accordi tra le parti.
TITOLO
VII
 DISPOSIZIONI FINALI
Articolo
29
Sicurezza e diffusione delle informazioni
1.           L'accordo non è interpretato in modo
da pregiudicare le leggi e i regolamenti dell'Unione, degli Stati membri o del
Canada in materia di accesso del pubblico ai documenti ufficiali.
2.           Il presente accordo non può essere
inteso in modo tale da chiedere a una delle parti di fornire un'informazione se
tale parte ritiene che sia contrario ai propri interessi essenziali di
sicurezza divulgare tale informazione.
Articolo
30
 Entrata in vigore ed estinzione
1.           Le parti si notificano
reciprocamente se hanno completato le procedure interne necessarie per
l'entrata in vigore del presente accordo. Il presente accordo entra in vigore
il primo giorno del mese successivo alla data dell'ultima notifica. 
2.           In deroga al paragrafo 1, l'Unione e
il Canada applicano su base provvisoria parti del presente accordo,
conformemente al presente paragrafo, in attesa della sua entrata in vigore e
conformemente alle rispettive legislazioni e procedure interne applicabili.
L'applicazione provvisoria ha inizio il primo
giorno del secondo mese successivo alla data in cui l'Unione e il Canada si
sono notificati reciprocamente:
a)      per l'Unione, la notifica relativa al
completamento delle procedure interne a tal fine necessarie, con l'indicazione
delle parti dell'accordo che si applicano in via provvisoria; e
b)      per il Canada, la notifica relativa al
completamento delle procedure interne a tal fine necessarie, con
la conferma del proprio assenso alle parti dell'accordo che si applicano in via
provvisoria.
3.           Ciascuna delle parti può comunicare
per iscritto all'altra la propria intenzione di denunciare il presente accordo.
La denuncia prende effetto sei mesi dopo la notifica.
Articolo
31
 Modifiche
Le parti possono modificare il presente accordo
mediante accordo scritto. La modifica entra in vigore il primo giorno del mese
successivo alla data dell'ultima notifica mediante cui le parti si comunicano
reciprocamente che tutte le procedure interne necessarie per l'entrata in
vigore della modifica sono complete.
Articolo
32
 Notifiche
Le parti presentano tutte le notifiche
effettuate conformemente agli articoli 30 e 31 al Segretariato generale del
Consiglio dell'Unione europea e al Dipartimento canadese per gli affari esteri,
il commercio e lo sviluppo o ai loro rispettivi successori.
Articolo
33
 Applicazione territoriale
Il presente accordo si applica, da una parte, ai
territori in cui si applicano i trattati fondamentali dell'Unione europea e
alle condizioni precisate in detti trattati e, dall'altra, al Canada.
Articolo
34
Definizione
delle Parti
Ai fini del presente accordo, per
"parti" si intendono l'Unione europea o i suoi Stati membri oppure
l'Unione europea e i suoi Stati membri, secondo le rispettive competenze, da
una parte, e il Canada, dall'altra.
IN FEDE DI CIÒ, i sottoscritti, all'uopo
debitamente autorizzati, hanno firmato il presente accordo.
FATTO in duplice copia a                il      
20  , in bulgaro, spagnolo, ceco, danese, tedesco, estone, greco,
inglese, francese, croato, italiano, lettone, lituano, ungherese, maltese,
neerlandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, finlandese e
svedese, ciascun testo facente ugualmente fede.