CELEX: 31983R1992
Language: it
Date: 1983-07-11 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 1992/83 del Consiglio dell' 11 luglio 1983 che fissa regole per l' applicazione nel 1983 del regolamento (CEE) n. 3331/82 relativo alla politica e alla gestione dell' aiuto alimentare

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31983R1992

Regolamento (CEE) n. 1992/83 del Consiglio dell' 11 luglio 1983 che fissa regole per l' applicazione nel 1983 del regolamento (CEE) n. 3331/82 relativo alla politica e alla gestione dell' aiuto alimentare  

Gazzetta ufficiale n. L 196 del 20/07/1983 pag. 0001 - 0005

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 1992/83 DEL CONSIGLIO  dell'11 luglio 1983  che fissa regole per l'applicazione nel 1983 del regolamento (CEE) n. 3331/82 relativo alla politica e alla gestione dell'aiuto alimentare  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3331/82 del Consiglio, del 3 dicembre 1982, relativo alla politica e alla gestione dell'aiuto alimentare e che modifica il regolamento (CEE) n. 2750/75 (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1, primo e quarto a settimo trattino, e paragrafo 2,  vista la proposta della Commissione,  considerando che l'attuazione del regolamento (CEE) n. 3331/82 richiede la determinazione dei quantitativi globali, per prodotto, da fornire nel quadro dei programmi d'aiuto alimentare, nel rispetto degli impegni internazionali della Comunità;  considerando che la Comunità ha assunto degli impegni nel quadro della convenzione relativa all'aiuto alimentare;  considerando che occorre stabilire l'elenco dei paesi e degli organismi eliggibili per azioni d'aiuto alimentare, fatte salve le azioni d'urgenza;  considerando che occorre inoltre prevedere la possibilità di mettere un aiuto alimentare a disposizione delle organizzazioni non governative (ONG); che queste devono soddisfare talune condizioni intese a garantire il buon esito delle azioni di aiuto alimentare;  considerando che è opportuno determinare i prodotti di base e i derivati che possono formare oggetto di azioni d'aiuto alimentare tenendo conto in particolare delle scorte disponibili di tali prodotti;  considerando che occorre determinare i criteri generali relativi al trasporto dell'aiuto alimentare oltre lo stadio fob tenendo conto della situazione finanziaria e geografica dei paesi beneficiari, nonché dei canali e degli intermediari attraverso i quali questo aiuto sarà avviato; che occorre al riguardo tener conto altresì della necessità di garantire una maggiore efficacia delle azioni di aiuto alimentare in questione;  considerando che per garantire gli obiettivi delle azioni di aiuto alimentare occorre inoltre prevedere che l'aiuto sia concesso ai beneficiari soltanto se si impegnano a rispettare le condizioni di fornitura fissate dalla Commissione;  considerando che devono essere precisati i metodi di mobilitazione, trasporto e consegna dei prodotti; che occorre inoltre determinare la procedura da seguire nei casi di mobilitazione dei prodotti al di fuori della Comunità;  considerando che la Commissione deve poter prendere tutte le disposizioni necessarie alla buona esecuzione dei programmi e delle azioni di aiuto alimentare; che gli Stati membri devono prestarle tutta l'assistenza necessaria a tal fine e fornirle in particolare le informazioni utili;  considerando che la Commissione ha presentato al Consiglio, successivamente alla proposta, una comunicazione relativa all'aiuto alimentare della Comunità al servizio dello sviluppo, il cui studio approfondito richiede un certo tempo; che occorre non pregiudicare i risultati di tale studio; che pertanto non conviene prevedere per ora quantitativi pluriennali;  considerando che con una lettera del 9 marzo 1983 il Consiglio ha chiesto il parere del Parlamento europeo sulla proposta della Commissione; che mediante un telex del 13 maggio 1983 e una lettera del 2 giugno 1983 il Consiglio ha chiesto al Parlamento europeo di applicare la procedura d'urgenza prevista dal suo regolamento interno; che con una lettera del 30 giugno 1983 il Consiglio ha infine chiesto, in particolare sulla base dell'articolo 139, secondo comma, del trattato, di rendere urgentemente il suo parere sulla proposta della  Commissione, eventualmente in una sessione straordinaria, entro l'8 luglio 1983 ed ha richiamato la sua attenzione sul fatto che le riserve del 1982 sono praticamente esaurite; che in mancanza delle regole d'applicazione che formano l'oggetto della proposta della Commissione il contributo materiale della Comunità alla lotta contro la fame nel mondo rischia di essere perturbata, a svantaggio delle popolazioni bisognose;  considerando che il Parlamento europeo non ha ancora reso il parere richiesto; che il Consiglio ritiene di avere esaurito tutte le possibilità di ottenerlo; che occorre pertanto adottare, pur in mancanza del parere, le regole per l'applicazione nel 1983 del regolamento (CEE) n. 3331/82,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. Nel 1983 sono messi a disposizione di taluni paesi in via di sviluppo e di taluni organismi i seguenti quantitativi di prodotti destinati all'aiuto alimentare:  - cereali:  a) una prima quota di 927 663 tonnellate,  b) una seconda quota non eccedente le 115 706 tonnellate;  - latte scremato in polvere: un massimo di 150 000 tonnellate;  - butteroil: un massimo di 36 500 tonnellate;  - zucchero: un massimo di 16 086 tonnellate;  - olio vegetale/olio d'oliva: un massimo di 6 150 tonnellate;  - altri prodotti (pesce, legumi secchi e farine di legumi secchi, ecc.): quantitativi equivalenti al massimo a 147 436 tonnellate di cereali.  I prodotti elencati agli ultimi tre trattini sono messi, nel 1983, a disposizione di taluni paesi in via di sviluppo o di taluni organismi mediante azioni puntuali o azioni urgenti, che saranno decise dalla Commissione secondo le disposizioni dell'articolo 5 o dell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3331/82, secondo il caso.  2. I prodotti presi in considerazione per le azioni di aiuto alimentare nel 1983 alle condizioni previste nel paragrafo 1, sono specificati nell'allegato I.  Articolo 2  1. I paesi e gli organismi che possono ricevere l'aiuto di cui all'articolo 1, sono elencati nell'allegato II.  2. L'aiuto può essere anche messo a disposizione ad organizzazioni non governative (ONG) rispondenti in particolare ai seguenti criteri:  a) abbiano sede in uno Stato membro o, eccezionalmente, in un paese terzo,  b) posseggano lo statuto caratteristico di una organizzazione di questo tipo,  c) abbiano dimostrato la capacità di condurre a buon fine azioni di aiuto alimentare,  d) si siano impegnate a rispettare le condizioni di fornitura fissate dalla Commissione conformemente all'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3331/82.  Articolo 3  La Commissione, se ritiene che la Comunità debba prendere a proprio carico le spese relative al trasporto dell'aiuto alimentare oltre lo stadio fob, tiene conto dei seguenti criteri generali:  - l'appartenenza del paese beneficiario all'elenco dei paesi meno avanzati;  - il fatto che il paese beneficario sia o non sia privo di sbocco sul mare;  - la situazione finanziaria del paese beneficiario;  - la destinazione dell'aiuto alimentare agli organismi specializzati o alle ONG di cui all'articolo 2;  - la necessità di mobilitare il prodotto sul mercato di un paese in via di sviluppo;  - la necessità di concedere l'aiuto alimentare con un'azione d'urgenza;  - la necessità di garantire una maggiore efficacia dell'azione d'aiuto alimentare in questione.  Articolo 4  Le spese di distribuzione possono essere prese a carico dalla Comunità quando ciò sia necessario per la buona esecuzione delle relative azioni d'aiuto alimentare.  Articolo 5  1. La Commissione comunica ai beneficiari le condizioni di fornitura dell'aiuto alimentare di cui all'articolo 6, primo comma, lettera c), del regolamento (CEE) n. 3331/82.  2. L'aiuto alimentare è concesso ai beneficiari soltanto se si impegnano a rispettare le condizioni di fornitura loro comunicate dalla Commissione.  Articolo 6  1. Salvo per le azioni d'urgenza o quando i prodotti devono essere acquistati in un paese in via di sviluppo data la loro indisponibilità sul mercato comunitario, si procede ad una gara comunitaria:  - per la mobilitazione del prodotto sul mercato comunitario e, se del caso, per il suo acquisto e la sua fabbricazione su detto mercato;  - per il trasporto e la consegna del prodotto al di là della sua mobilitazione. Tuttavia, se un'azione di aiuto alimentare riguarda unicamente importi relativamente limitati, si può altresì applicare il paragrafo 2.  2. Per le azioni di aiuto alimentare d'urgenza o se i prodotti devono essere acquistati in un paese in via di sviluppo data la loro indisponibilità sul mercato comunitario, la Commissione può concludere i necessari contratti a trattativa privata o incaricare gli Stati membri e, se del caso, un mandatario di concludere detti contratti alle condizioni da essa stabilite.  Articolo 7  1. La Commissione fissa le norme relative alla mobilitazione dei prodotti che devono essere acquistati in un paese in via di sviluppo a motivo della loro indisponibilità sul mercato comunitario.  Per stabilire l'indisponibilità, essa tiene conto delle scorte dei prodotti in questione disponibili nella Comunità e del fabbisogno del mercato comunitario circa tali prodotti.  2. I prodotti lattiero-caseari forniti a titolo di aiuto alimentare possono essere fabbricati ed acquistati soltanto nella Comunità.  3. La Commissione fissa le norme di cui al paragrafo 1 secondo la procedura dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 3331/82.  Articolo 8  La Commissione fissa, secondo la procedura dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 3331/82, i coefficienti tecnici ed i criteri di equivalenza previsti dall'articolo 3 del suddetto regolamento.  Articolo 9  La Commissione adotta tutte le disposizioni necessarie alla buona esecuzione dei programmi e delle azioni di aiuto alimentare.  Gli Stati membri le prestano tutta l'assistenza necessaria a tal fine e le forniscono in particolare tutte le informazioni utili.  Articolo 10  Il Parlamento europeo è informato della gestione dell'aiuto alimentare mediante la comunicazione, sin dalla loro adozione, delle decisioni di cui agli articoli 7 e 8.  Articolo 11  Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxeles, addì 11 luglio 1983.  Per il Consiglio  Il Presidente  C. SIMITIS  (1) GU n. L 352 del 14. 12. 1982, pag. 1.  ALLEGATO I  Elenco dei prodotti menzionati all'articolo 1  1.2 //   //   // Numero della tariffa doganale comune  // Designazione delle merci  //   //   // 03.02  // Pesci secchi, salati o in salamoia; pesci affumicati, anche cotti prima o durante l'affumicatura  //   //   // 04.02 A II e B I  // Latte e crema di latte, in polvere o granulati  //   //  // ex 04.03  // Butteroil (come definito all'allegato III del regolamento (CEE) n. 1354/83)  //   //   // 07.05 B  // Legumi da granella, secchi, sgranati, anche decorticati o spezzati (diversi da quelli destinati alla semina)  //   //   // ex capitolo 10 (ex 10.01 - 10.07)  // Cereali (diversi da quelli destinati alla semina)  //   //   // 11.01  // Farine di cereali  //   //   // ex 11.02  // Semole, semolini; cereali mondati, perlati, spezzati, schiacciati o in fiocchi, escluso il riso della voce n. 10.06  //   //   // 11.04 A  // Farine dei legumi da granella secchi compresi nella voce n. 07.05  //  //   // 15.07 A  // Olio d'oliva  //   //   // 15.07 D II  // Oli vegetali fissi, fluidi o concreti, greggi, depurati o raffinati, diversi da olio d'oliva, olio di legno della Cina, di abrasin, di tung, di oleococca, di oiticica, cera di mirica e cera del Giappone, olio di ricino e altri oli destinati a usi tecnici o industriali diversi dalla fabbricazione di prodotti per l'alimentazione umana  //   //   // 16.04 D  // Sardine  // ex 16.04 F  // Acciughe  //   //   // 17.01 A e B  // Zuccheri di barbabietola e di canna, allo stato solido  //  //   // ex 19.03  // Maccheroni, spaghetti o prodotti analoghi  //   //  ALLEGATO II  Paesi e organismi di cui all'articolo 2  1. Paesi  1.2.3 // Angola Antigua e Barbuda Bangladesh Benin Bolivia Botswana Burundi Capo Verde Repubblica Centraficana Cina Comore Costa Rica Gibuti Repubblica Dominicana Dominica Egitto Ecuador Etiopia Gambia Ghana Grenada Guinea (Conakry) Guinea-Bissau Guinea Equatoriale Guiana  // Haiti Alto Volta Honduras India Indonesia Giamaica Giordania Kenia Lesotho Libano Madagascar Malawi Maldive Mali Malta Marocco Maurizio Mauritania Mozambico Nepal Nicaragua Niger Uganda Pakistan Perù  // Filippine Ruanda St. Kitts-Nevis Santa Lucia St. Vincent e Grenadine São Tomé e Principe Senegal Seicelle Sierra Leone Somalia Sudan Sri Lanka Swaziland Siria Tanzania Ciad Thailandia Togo Tunisia Yemen (Repubblica araba) Yemen (Repubblica democratica) Zaire Zambia Zimbabwe  2. Organismi  1 // CICR LICROSS UNHCR UNRWA PAM UNICEF