CELEX: 62021CN0723
Language: it
Date: 2021-11-29 00:00:00
Title: Causa C-723/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgericht Cottbus (Germania) il 29 novembre 2021 — Stadt Frankfurt (Oder) e FWA Frankfurter Wasser- und Abwassergesellschaft mbH / Landesamt für Bergbau, Geologie und Rohstoffe

28.2.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 95/14
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgericht Cottbus (Germania) il 29 novembre 2021 — Stadt Frankfurt (Oder) e FWA Frankfurter Wasser- und Abwassergesellschaft mbH / Landesamt für Bergbau, Geologie und Rohstoffe
      (Causa C-723/21)
      (2022/C 95/19)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Verwaltungsgericht Cottbus
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrenti: Stadt Frankfurt (Oder), FWA Frankfurter Wasser- und Abwassergesellschaft mbH
      
         Resistente: Landesamt für Bergbau, Geologie und Rohstoffe
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1
               
               
                  
                              a.
                           
                           
                              Se l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE (1) debba essere interpretato nel senso che tutti gli appartenenti al pubblico direttamente interessato dal progetto siano legittimati a far valere in giudizio violazioni dell’obbligo
                              
                                          a)
                                       
                                       
                                          di impedire il peggioramento della qualità dei corpi idrici utilizzati per la produzione di acqua potabile,
                                       
                                    
                                          b)
                                       
                                       
                                          di ridurre il livello della depurazione necessaria alla produzione di acqua potabile,
                                       
                                    sulla base della protezione dei terzi in riferimento al divieto di deterioramento legato alle acque sotterranee (v. sentenza della Corte del 28 maggio 2020 — C-535/18 (2) — punti 132 e seg. «Ummeln» nonché del 3 ottobre 2019 — C-197/18 (3) — punti 40 e 42 «Burgenland»).
                           
                        
                              b.
                           
                           
                              In caso di risposta negativa alla questione sub a):
                              Se i ricorrenti, incaricati della produzione di acqua potabile e della depurazione, siano in ogni caso legittimati a far valere le violazioni dei divieti e degli obblighi di cui all’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque.
                           
                        
            
                  2
               
               
                  Se l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque preveda, anche con riguardo ai corpi idrici posti al di fuori delle zone di salvaguardia ai sensi della sua seconda frase, oltre al compito di pianificazione a più lungo termine previsto dai piani di gestione e dai programmi di misure analogamente all’articolo 4 della stessa direttiva, l’obbligo di negare l’autorizzazione di progetti particolari in ragione di una violazione del divieto di deterioramento (v. sentenza della Corte del 28 maggio 2020 — C-535/18 — punto 75 «Ummeln»).
               
            
                  3
               
               
                  In considerazione del fatto che l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque — diversamente dall’allegato V relativo all’articolo 4 della medesima direttiva — non stabilisce alcun proprio parametro di riferimento per l’analisi del divieto di deterioramento:
                  
                              a.
                           
                           
                              In presenza di quali condizioni possa presumersi l’esistenza di un deterioramento del corpo idrico e il correlato aumento del livello della depurazione necessaria alla produzione di acqua potabile.
                           
                        
                              b.
                           
                           
                              Se sia possibile individuare il punto di riferimento pertinente per l’aumento del livello di depurazione e quindi per il divieto di deterioramento di cui all’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque nei limiti previsti dall’allegato I della direttiva 98/83/CE (4), come indicato dall’articolo 7, paragrafo 2, ultima frase, della direttiva sulle acque.
                           
                        
                              c.
                           
                           
                              In caso di risposta affermativa alla questione sub b):
                              Se possa ravvisarsi una violazione del divieto di deterioramento di cui all’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque nel caso in cui l’unico valore significativo non costituisca un limite previsto dalla parte A o B dell’allegato I, bensì un cosiddetto parametro indicativo ai sensi della parte C dell’allegato I.
                           
                        
            
                  4
               
               
                  In quale momento possa presumersi una violazione del divieto di deterioramento in materia di acqua potabile sancito dall’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque (v., con riguardo al criterio del divieto di deterioramento, articolo 4 della medesima direttiva: sentenze della Corte del 28 maggio 2020 — C-535/18 –, punto 119 «Ummeln» e, in precedenza, del 1o luglio 2015 — C-461/13 (5) — punto 52 «Dragaggio del fiume Weser»).
                  
                              a.
                           
                           
                              Se, ai fini dell’esistenza di una violazione, sia sufficiente qualsiasi deterioramento
                              oppure
                           
                        
                              b.
                           
                           
                              se sia necessaria la probabilità della mancata osservanza del parametro indicativo di 250 mg/l per quanto riguarda il solfato
                              oppure
                           
                        
                              c.
                           
                           
                              se occorra la minaccia di provvedimenti correttivi ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 6, della direttiva sull’acqua potabile destinati ad aumentare i costi della depurazione per la produzione di acqua potabile.
                           
                        
            
                  5
               
               
                  Se l’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque preveda, oltre a un criterio di valutazione di diritto sostanziale, anche criteri relativi alla procedura di autorizzazione amministrativa, se dunque la giurisprudenza della Corte relativa all’articolo 4 della medesima direttiva sia applicabile anche alla portata dell’esame previsto dal suddetto articolo 7, paragrafo 3 (v. sentenza della Corte del 28 maggio 2020 — C-535/18 — seconda questione pregiudiziale).
               
            
                  6
               
               
                  Se il promotore del progetto debba parimenti effettuare un’indagine peritale vertente su una possibile violazione dell’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque allorché il progetto possa implicare la mancata osservanza dei criteri stabiliti dalla suddetta disposizione.
               
            
                  7
               
               
                  Se anche nella fattispecie in esame debba presumersi che l’indagine sia stata già effettuata al momento della decisione in materia di acque e conseguentemente che un’indagine realizzata in un momento successivo nel corso del procedimento giurisdizionale non possa porre rimedio all’illegittimità dell’autorizzazione in materia di acque (v. sentenza della Corte del 28 maggio 2020 — C-535/18 — punti 76 e 80 e segg., «Ummeln»).
               
            
                  8
               
               
                  Se, nella ponderazione interna alla procedura di autorizzazione, possa derogarsi, a beneficio dello scopo perseguito dal progetto, agli obblighi e ai divieti derivanti dall’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque qualora i costi della depurazione siano di modica entità oppure l’obiettivo del progetto sia particolarmente rilevante.
               
            
                  9
               
               
                  Se l’articolo 4, paragrafo 7, trovi applicazione all’articolo 7, paragrafo 3, della direttiva sulle acque.
               
            
                  10
               
               
                  Quali ulteriori obblighi, oltre a quelli imposti dall’articolo 4 della direttiva sulle acque, siano desumibili dall’articolo 7, paragrafo 2, della medesima direttiva con la conseguenza che essi devono essere presi in considerazione nella procedura di autorizzazione del progetto.
               
            
         (1)  Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (GU 2000, L 327, pag. 1).
      
         (2)  ECLI:EU:C:2020:391.
      
         (3)  ECLI:EU:C:2019:824.
      
         (4)  Direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3 novembre 1998, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU 1998, L 330, pag. 32).
      
         (5)  ECLI:EU:C:2015:433