CELEX: 51993PC0087
Language: it
Date: 1993-03-25
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie del Giappone

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              COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ* EUROPEE
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                                                  C0M(93) 87 def.
                                                 Bruxelles, 25 marzo 1993
                                         Proposta di
                               REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                       che istituisce un dazio antidumping definitivo
                  sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche
                                   originarie del Giappone
                                (Presentata dalla Commissione)
J*SW  .'y If
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                              R E L A Z    IONE
1. Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
   europee C 50 del 26.2.1991        la Commisione ha annunciato         l'apertura
   di una procedura      di   riesame delle misure antidumping            istituite
   sulle  importazioni     nella Comunità di       alcuni    modelli    di   bilance
   elettroniche      originarie      del    Giappone,       conformemente       agii
   articoli 14 e 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
2. La Commissione ha svolto l'inchiesta nel periodo compreso tra il
   1' gennaio e iI 31 dicembre 1990.
3. Per  tutti    i produttori      giapponesi    il   valore    normale     è  stato
   determinato    in base alle vendite realizzate sul mercato               interno,
   quando queste vendite erano comparabili,              in termini    di   tipi di
   prodotto,    struttura     dei   prezzi,   quantitativi       e  categoria     di
   acquirenti,      alle    vendite      effettuate       durante     il     periodo
   dell'inchiesta e destinate al mercato comunitario. In alcuni casi
   eccezionali,     in  mancanza     di   vendite    comparabili      sul    mercato
   interno,   il valore normale è stato costruito              in base al      costo
   effettivo di produzione, al quale è stato aggiunto un adeguato
   margine  di profitto. Dal        confronto   tra    il valore normale e il
   prezzo all'esportazione nella Comunità            risultava     l'esistenza di
   pratiche    di    dumping    nei    confronti    di     tutti    i    produttori
   giapponesi, con margini compresi tra il 15,3% e I'80,7%.
4. Per quanto riguarda       il pregiudizio, sono state svolte             inchieste
   per stabilire se      la situazione dell'industria comunitaria              fosse
   cambiata in seguito al comportamento degli esportatori sul mercato
   comunitario dopo     l'istituzione delle misure antidumping che sono
   oggetto  della    procedura    di   riesame. La     Commissione     ha    inoltre
   esaminato se la scadenza delle misure in vigore potesse provocare
   nuovamente un pregiudizio.
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   Dall'inchiesta      è    emerso     che,     data     l'attuale        situazione
   dell'industria comunitaria, caratterizzata dal calo delle vendite
   e da perdite finanziarie, le misure di difesa nei confronti delle
   importazioni     oggetto    di   dumping     dal    Giappone      erano    ancora
   necessarie.     È    stato    accertato      che,    nonostante       le   misure
   antidumping       in     vigore,       persisteva        una       considerevole
   sottoquotazione     dei  prezzi    dei   produttori     comunitari      da  parte
   delle     importazioni      dal     Giappone.       In     tali      circostanze
   l'eliminazione     delle     misure     antidumping      non    poteva     essere
   giustificata. Le misure dovevano tuttavia essere modificate alla
   luce delle nuove informazioni sul dumping e sul pregiudizio emerse
   nel corso dell'inchiesta.
5. Per   quanto    riguarda     l'interesse     della   Comunità,        l'industria
   interessata     occupa    numerose     persone    qualificate        e   utilizza
   tecnologie    il cui abbandono provocherebbe una perdita globale in
   termini di vantaggio concorrenziale nel settore elettronico.
   L'eliminazione dei      vantaggi   sleali    ottenuti     con   le pratiche di
   dumping      intende      inoltre     prevenire        l'ulteriore        declino
   dell'industria     comunitaria     e    al    tempo    stesso     mantenere    la
   disponitiiI ità di un'ampia gamma di prodotti per i consumatori.
   La Commissione     ha accuratamente       esaminato     le conseguenze      delle
   misure antidumping per       i prezzi al consumo e ha concluso che la
   continuazione     dalle    misure   non    avrebbe     su    di   essi    effetti
   sign ifJ cativi.
6. In   tali   circostanze     le  misure     antidumping      dovrebbero     essere
   mantenute    in vigore e modificate in funzione dei               risultati   del
   riesame.
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Conformemente all'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88 del
Consiglio, nei     confronti    dei singoli esportatori          giapponesi     deve
essere   stabilito     un   dazio     inferiore     al     margine     di    dumping
accertato,     qualora    quest'ultimo      importo      sia    sufficiente      per
eliminare    il pregiudizio. Tale situazione si verifica                 per   i tre
esportatori sottoindicati:
-   Tokyo Electric Co. Ltd                22,5%
-   Ishida Scales Mfg. Ltd.               31,6%
-   Teraoka Seiko Cà. Ltd.                22,6%
Per   la società    Yamato    Scales    Co.  Ltd.,     per    la   quale   è   stato
accertato    un   margine    di   pregiudizio     superiore       al   margine    di
dumping,   il dazio è pari al 15,3%. Per quanto riguarda                 le società
che hanno    rifiutato di collaborare,         la Commissione        ha   stabilito
che   il dazio    non   deve    essere   inferiore      al   dazio    più    elevato
considerato    necessario     per   eliminare    il  pregiudizio,        ovvero   al
31,6%.
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                                   Proposta di
                        REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                che istituisce un dazio antidumping definitivo
        sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche
                            originarie del Giappone
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto      il     regolamento     (CEE)      n.      2423/88     del     Consiglio,
dell'11 luglio 1988,      relativo     alla   difesa     contro   le   importazioni
oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della
Comun i t à econom i ca europea * 1 ) ,  in par t i co lare gli ar t i co Ii 14 e 15 *
vista la proposta del la Commissione,
sentito il comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A.    Procedimento
1.    Con    il   regolamento   (CEE)    n.   2865/85 (2)     ja   Commissione    ha
      istituito un dazio antidumping provvisorio sulle             importazioni di
      alcuni modelli di bilance elettroniche originari del Giappone e ha
      accettato gli     impegni  assunti    in ordine ad      alcune   importazioni
      degli stessi prodotti originari del Giappone.
(1) GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(2) GU n. L 275 del 16.10.1985, pag. 5
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2.   Con il regolamento (CEE) n. 1058/86 < 3 ) il Consiglio ha istituito
     un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di determinati
     modelli di bilance elettroniche originarie del Giappone.
3.   In seguito ad una successiva         inchiesta relativa ali'e lus ione del
     dazio,    la   Commissione,   con     la   decisione   88/398/CEE ( 4 ),  ha
     accettato un     impegno  relativo a determinati       modelli   di bilance
     elettroniche montate nella Comunità.
4.   Nell'aprile    1990 ^5^  la Commissione      ha pubblicato un avviso di
     imminente    scadenza  degli    impegni   di  cui  al  punto   1, ai   sensi
     dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2423/88.
5.   Nel giugno 1990 i produttori         che rappresentano    la maggior   parte
     della   produzione    comunitaria      di  bilance   elettroniche   per   il
     commercio al minuto hanno presentato alla Commisione una domanda
     di riesame del regolamento (CEE) n. 2865/88.
6.   Nell'agosto 1990 gli stessi produttori hanno presentato, ai sensi
     dell'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2423/88,
     hanno   presentato   una  domanda     di  riesame  del   dazio  antidumping
     definitivo istituito dal regolamento (CEE) n. 1058/86.
7.   Di   conseguenza,    nel  febbraio      1991,  previa   consultazione,    la
     Commissione,    con un avviso pubblicato nei la Gazzetta ufficiale
     delle    Comunità   europee < 6 ) ,   ha   annunciato   l'apertura   di   un
     procedimento di     riesame del     regolamento   (CEE) n. 2865/85 e del
     regolamento (CEE) n. 1058/86, ai sensi degli articoli 14 e 15 del
     regolamento (CEE) n. 2423/88 e ha iniziato un'inchiesta.
(3) GU n.  L 97 del 12.4.1986, pag. 1.
(4) GtMr.  1 +89 del 20.7.1988, pag. 27.
(5) GU n.  C  106 del 28.4.1990, pag. 5.
(6) GU n.  C 50 del 26.2.1991, pag. 3.
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8.   Nel   marzo  1991 ^7K    conformemente    all'articolo   15, paragrafo   4
     del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha pubblicato un
     avviso riguardante     la continuazione delle misure antidumping        in
     vigore sulle importazioni di alcuni         tipi di bilance elettroniche
     originarie del Giappone, in attesa dei risultati dei riesame.
9.   La Commissione ha debitamente         informato gli esportatori, nonché
     gli importatori e i produttori comunitari notoriamente interessati
     e   ha dato alle parti       interessate   la possibilità di    comunicare
     osservazioni scritte e di chiedere di essere sentite.
10.  Quasi tutti gli esportatori giapponesi e quasi tutti i produttori
     comunitari denunzianti      hanno comunicato    le loro osservazioni per
      iscritto. Anche numerosi importatori hanno presentato osservazioni
     scritte. Alcune     parti   direttamente    interessate  hanno chiesto e
     ottenuto di essere sentite.
11.  La   Commissione   ha  chiesto     e verificato    tutte  le  informazioni
     ritenute    necessarie   ai    fini  delle   conclusioni   provvisorie  in
     materia di dumping e di pregiudizio e ha svolto inchieste in loco
     presso le sequenti società.
a)   Produttori comunitari
     Bizerba Werke GmbH, Balingen, Germania
     GEC Avery, Smethwick, Regno Unito
     Maatschappij van Berkets Patent N.V., RiJswijk, Paesi Bassi
     Testut, Belluine, Francia
     Lutrana, Viry-ChâtiI Ion, Francia
     Esse ite Meto E.S.T., Saint Maur, Francia
     Brevetti van Berkel S.p.a., Milano, Italia
     Santo Stefano S.p.a., Cassano Magnago, Italia
     Vandoni S.p.a., San Donato Milanese, Italia
     Grupo Campesa, Barcellona, Spagna
(7) GU n. C 81 del 26.3.1991, pag. 5
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b)   Produttori ed esportatori giapponesi
     Ishida Scales Mfg Ltd, Kyoto
     Teraoka Seiko Co Ltd, Tokyo
     Tokyo Electric Co Ltd, Tokyo
     Yamato Scales Co Ltd, Akashi
e) Importatori collegati
     TEC Elektronik GmbH, Ratingen, Germania
     TEC UK Ltd, Watford, Regno Unito
d) Importatori  indipendenti
     Blesta BV, Leusden, Paesi Bassi
     Carrin & Co N.V., Anversa, Belgio
     Digi System N.V., Anversa, Belgio
     Herbert & Sons, Suffolk, Regno Unito
12.  La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte e orali
     da  parte   dei   denunzianti,   degli    esportatori   succitati     e di
     numerosi   importatori  collegati    e   indipendenti  e,   quando   lo ha
     ritenuto necessario, ha verificato le informazioni cosi ottenute.
13.  Gli   esportatori,    gli    importatori     collegati    e    l'industria
     denunzi ante   sono   stati    informati     dei   principali     fatti  e
     considerazioni   sulla  base   dei   quali   si  intendeva    raccomandare
     l'istituzione di nuovi dazi antidumping. Ai fini del le risultanze
     della Commissione si é tenuto debitamente conto delle osservazioni
     delle parti interessate.
14.  L'inchiesta   relativa alle pratiche di       dumping  ha   riguardato il
     periodo    1'   gennaio    1990    -    31    dicembre    1990    (periodo
     dell'inchiesta).
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15.  Il periodo dell'inchiesta ha superato il termine normale a causa
    del   volume e della complessità dei    dati  raccolti  ed esaminati.
    Inoltre, per concludere l'inchiesta, è stato necessario esaminare
    nuove questioni che sono emerse nel corso del procedimento e che
    non potevano essere inizialmente previste.
B.  Prodotto
    Descrizione dei prodotti
16. I prodotti   in esame sono le bilance elettroniche per il commercio
    al minuto, con indicazione numerica del peso, del prezzo unitario
    e del prezzo da pagare, eventualmente provviste di un dispositivo
    per stampare tali indicazioni, di cui al codice NC 8423 81 50, qui
    di seguito denominate "bilance elettroniche".
    Nell'ambito    della   produzione   di   bilance    elettroniche,    si
    evidenziano diversi tipi o livelli di prestazioni e di tecnologia.
    A questo proposito I'industria distingue la produzione di bilance
    in tre segment i:
    -   segmento   inferiore comprendente   bilance   "stand-alone"   senza
        stampante incorporata e senza chiave di programmazione;
    -   segmento intermedio con stampante incorporata e con una chiave
        di programmazione supplementare e
    -   segmento    superiore    con   possibilità     supplementare     di
        integrazione   in  un  sistema  e  di   connessione   a  una   rete
        informatizzata.
17. Anche se l'uso potenziale e la qualità delle bilance elettroniche
    possono variare, non si rilevano differenze significative tra i
    diversi tipi in termini di caratteristiche fisiche essenziali o di
    tecniche di mercato. Non è inoltre possibile tracciare        linee di
    demarcazione nette tra i tre segmenti, poiché       i modelli situati
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     in segmenti   adiacenti    sono spesso    intercambiabili. Ai     fini del
    presente procedimento le bilance devono quindi essere considerate
    un prodotto unico.
18.  Il Consiglio conferma dette risultanze.
    Prodotto simile
19. Dall'inchiesta     è   emerso    che   i  diversi    modelli    di   bilance
    elettroniche    venduti   sul   mercato  giapponese, nonostante       alcune
    differenze    relative    a   dimensioni,   durata    utile,   voltaggio   o
    design, sono identici oppure molto simili alle bilance esportate
    dal   Giappone nella Comunità e quindi         devono essere considerati
    prodott i simili.
    Analogamente, a parte alcune differenze tecniche secondarie, le
    bilance   elttroniche    prodotte    nella   Comunità    nei  tre  segmenti
    suddetti    sono   simili    sotto   tutti   gli   aspetti    alle   bilance
    elettroniche esportate dal Giappone nella Comunità.
20. Il Consiglio conferma queste risultanze.
C.  Prezzi all'esportazione
    Vendite ad importatori indipendenti
21. Quando    le   vendite     sono   state    effettuate     direttamente    ad
    importatori   indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione
    sono stati determinati      in base ai prezzi effettivamente pagati o
    pagabili per il prodotto venduto al l'esportazione nel la Comunità.
    Secondo    i  produttori     giapponesi    queste    vendite    sono   state
    effettuate a     livello degli    importatori, dei     distributori   oppure
    dei rivenditori e la Commissione, in base agli elementi di prova
    presentati, ha accertato che tale affermazione era attendibile. A
    questo proposito la Commissione ha tenuto conto delle funzioni dei
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    venditori    e degli    acquirenti    in base ai     costi   sostenuti   e ai
    quantitativi venduti, della corrispondenza dei prezzi applicati al
     livello commerciale in questione ed infine degli elementi di prova
    disponibili sulla catena di distribuzione.
22.  li Consiglio conferma questa conclusione.
    Vendite ad importatori collegati
23. Quando    le  esportazioni     sono    state   effettuate    ad    importatori
    collegati,    i prezzi   all'esportazione, conformemente         all'articolo
    2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, sono
    stati costruiti in base ai prezzi di rivendita al primo acquirente
     indipendente, debitamente       adeguati   per   tener   conto   di  tutti i
    costi sostenuti     tra   l'importazione e     la rivendita, nonché di un
    margine   di   profitto    del  5%, considerato      equo   alla   luce  delle
    informazioni      comunicate       alla    Commissione      dall'importatore
    indipendente che ha collaborato.
    Per   gli   stessi   motivi    precedentemente     esposti    riguardo    alle
    vendite ad importatori indipendenti, la Commissione ha accolto la
    richiesta    dei   produttori     giapponesi    di   determinare     i prezzi
    al l'esportazione, costruìti al lo stadio C1F frontiera comunitar ia,
    al Iive I lo degli importatori/disiributori.
24. Il Consigi io conferma questa conclusione.
D«  Valore normale
1•  Risposte inadeguate ai questionari
25. Per quanto riguarda un produttore giapponese, la Commissione non
    ha potuto utilizzare        le risposte    fornite nel    questionario come
    base per determinare        il valore normale. Le risposte sono state
    considerate    inattendibili poiché gli elementi di prova comunicati
    in materia di costi erano in gran parte inesatti. Si può valutare
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    l'effettiva portata dell'inesattezza delle informazioni                    comunicate
    dalla società     in base al      fatto che      le deduzioni       richieste dalle
    spese generali, amministrative e di vendita superavano                       l'importo
    complessivo    di   tali     spese    che    la   società     affermava       di   aver
    sostenuto per    il prodotto in questione. Pertanto, se non potevano
    essere   utilizzati      i dati      relativi     ai   costi,      anche    i    prezzi
    dovevano essere considerati           inattendibili      in quanto non é stato
    possibile accertare se fossero sufficienti per compensare                      i costi
    e  se  fossero stati      determinati      nel   corso di     normali      operazioni
    commerciali.
26. Nuove   cifre   relative     ai   costi   sono    state    comunicate      nel    corso
    dell'inchiesta presso la sede del produttore, ma tali                    informazioni
    differivano   sostanzialmente da quelle             fornite     nella    risposta al
    questionario.
27. A  questo   proposito      la Commissione       ricorda     che    è   assolutamente
    necessario    che    le    risposte     ai    questionari        e   le    successive
    correzioni   sostanziali      a tali    risposte siano presentate entro il
    termine   fissato, poiché        le autorità      responsabili       dell'inchiesta
    devono   svolgere     notevoli      lavori     preparatori       e   analizzare      le
    risposte    prima    della      verifica     presso      le   sedi      delle     parti
    interessate.     Nella     fattispecie,       tuttavia,      la     Commissione      ha
    tentato   di   verificare       i nuovi     dati     presentati      dalla     società
    durante   l'inchiesta     in loco, ma a causa del Ile circostanze nelle
    quali  i dati sono stati comunicati e del fatto che le informazioni
    erano    imprecise     e    contraddittorie,         non    é     stato     possibile
    identificare    accuratamente e verificare             in misura      sufficiente i
    costi effettivi. La Commissione ha quindi concluso che le risposte
    fornite dalla società erano sostanzialmente false o fuorvianti e
    che ostacolavano     notevolmente        lo svolgimento       dell'inchiesta.        La
    Commissione    non   ha    quindi    potuto     stabilire      il   valore     normale
    relativo alla società di cui trattasi             in base alle informazioni da
    essa comunicate e ha elaborato le proprie risultanze in base agli
    elementi   disponibili, conformemente all'articolo 7, paragrafo 7,
    lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88 (V. punto 6 3 ) .
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28.  Il Consiglio conferma questa conclusione.
2.  Determinazione     del   valore   normale     in base    ai   prezzi    nel   paese
    esportatore
29. Per  quanto   riguarda gli     altri   produttori     giapponesi,      le vendite
    sul   mercato    interno     sono   state     considerate       sufficientemente
    rappresentative ai fini della determinazione del                 valore normale,
    in quanto la Commissione ha accertato che il volume delle vendite
    sul mercato interno superava        il 5% delle vendite all'esportazione
    nel la Comunità.
    Quasi  tutti   i modelli    sono stati     venduti    sul mercato      interno in
    quantitativi sufficienti e a prezzi tali da consentire il recupero
    di  tutti   i costi, adeguatamente        ripartiti, nel       corso di    normali
    operazioni commerciali sui mercato           interno giapponese. Per questi
    modelli   il valore normale è stato stabilito               in base alla media
    ponderata dei prezzi       applicati    sul mercato     interno, al netto di
    tutti  gli   sconti    e delle    riduzioni     direttamente      col legate   alle
    vendite di bilance elettroniche in questione.
    Valore normale seiettivo
30. Tre produttori     giapponesi    hanno chiesto che fosse effettuata una
    distinzione    tra   le categorie     degli     acquirenti     indipendenti     sul
    mercato   interno e che      il valore normale fosse stabi I ito            in modo
    selettivo in base alla media ponderata dei prezzi applicati per te
    vendite   ad  una   categoria    specifica      di  acquirenti      indipendenti,
    ovvero   dei  pretesi .distributori       o   dei   rivenditori,      che   a  loro
    parere si trovavano allo stadio commerciale più adatto ai fini del
    confronto con le vendi te .al I'esportazione. I produttori hanno tra
    l'altro   sostenuto     che   detta  categoria      specifica      di  acquirenti
    aveva   funzioni    diverse    rispetto    a   quelle    di   altri    acquirenti
    indipendenti, che si riflettevano nell'entità e nei tipi di costi
    sostenuti,    nonché    nei   quantitativi      venduti    e   nella   gamma    dei
    prezz i appI icat i .
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31. A questo proposito occorre ricordare che, secondo                  l'oriornamento
    costantemente     seguito    dalle    istituzioni    comunitarie,       uno   stadio
    commerciale      specifico     può     essere    adeguatamente        identificato
    unicamente se sono dimostrati tutti           i fattori pertinenti, quali le
    funzioni dei venditori e degli acquirenti e 4a corrispondenza dei
    quantitativi, dei costi e dei prezzi nella fase di distribuzione
    in questione rispetto alle altre fasi.
    Un altro elemento       rilevante ai      fini   dell'identificazione di         una
    determinata categoria di acquirenti            riguarda    il posto occupato da
    questa rispetto al sistema di distribuzione sul mercato                   in esame.
    Occorre   inoltre stabilire se dal          confronto     risulta    che    soltanto
    una   determinata      categoria       può   essere      confrontata       con   gli
    acquirenti     che   hanno    una     posizione     analoga    nel     sistema    di
    distribuzione del mercato delle esportazioni.
32. Un  produttore     giapponese      ha   affermato     di   aver    effettuato     le
    vendite attraverso tre canali e ha chiesto che                il valore normale
    fosse    calcolato     in   base    alle     vendite     agli    acquirenti      che
    svolgevano funzioni di distribuzione, che, secondo                 il produttore,
    erano eseguite in un solo canale.
    In uno dei tre canali di distribuzione sono emersi elementi quali
    la particolarità dei quantitativi venduti, una netta differenza di
    costi   e   i prezzi     che   riflettevano       le  diverse     funzioni     della
    categoria di acquirenti operante           in tale canale rispetto ad altri
    acquirenti    indipendenti. Questi        elementi    hanno confermato che        le
    vendite    in  detto    canale    sono    state    effettuate     ad   uno    stadio
    commerciale    diverso    rispetto alle vendite ad altre             categorie di
    acquirenti e rispetto alle vendite all'esportazione. Gli elementi
    di prova disponibili sul sistema di distribuzione nel mercato in
    esame hanno     inoltre confermato       le affermazioni      del produttore      in
    merito alle funzioni degli acquirenti.
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33. Per    quanto    riguarda       gli    altri    due    canali    di    distribuzione
    utilizzati dal produttore, la Commissione ha accertato che non era
    possibile    effettuare       una    netta    distinzione     tra    i  quantitativi
    venduti,    i costi sostenuti e           i prezzi    applicati    in un canale di
    distribuzione rispetto all'altro.
    La   Commissione     ha    quindi    concluso     che   per   quanto     riguarda  le
    vendite    realizzate        in   questi     due    canali    non    era    possibile
     identificare    una    categoria di       acquirenti     specifica    e   nettamente
    distinta.     Il   valore      normale     nei   confronti     del    produttore   in
    questione    è stato quindi         determinato      in modo    selettivo     in base
    alla media ponderata dei prezzi di vendita applicati                     sul mercato
     interno nei canali che sono stati considerati adguati ai fini del
    confronto con le vendite all'esportazione.
34.  Il Consiglio conferma questa conclusione.
35. Per    quanto     riguarda       la    richiesta     di    un    altro     produttore
    giapponese,      la   Commissione        ha   accertato     che    le   informazioni
    fornite   nella     risposta     al   questionario      erano   fuorvianti.     Nella
    risposta risultava infatti che unicamente le vendite realizzate in
    un   determinato       canale     erano     effettuate     a   distributori      o  a
    rivenditori    e   la società ha chiesto che             il valore normale      fosse
    determinato     in modo selettivo          in base a tali vendite. Nel          corso
    dell'inchiesta       è    stato      tuttavia     accertato      che     le   vendite
    realizzate in un altro canale di distribuzione erano effettuate ad
    acquirenti che svolgevano funzioni analoghe.
    La richiesta è stata respinta,             in quanto il valore normale doveva
    essere   stabilito       in   base    alle   vendite     effettuate     alla   stessa
    categoria di acquirenti          indipendenti.
36. Per quanto riguarda il secondo canale di distribuzione, la società
    ha inoltre affermato che una piccola parte delle vendite era stata
    effettuata    a consumatori        finali e ha chiesto che non si             tenesse
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    conto di queste vendite, che             sarebbero state      realizzale      in uno
    stadio commerciale diverso rispetto alle vendite all'esportazione.
    Il   produttore       non   ha   tuttavia     presentato    elementi      di   prova
    sufficienti      in merito alla specificità dei quantitativi, dei costi
    e dei   prezzi      in un unico canale di distribuzione             rispetto agli
    altri.    Gli     elementi    comunicati     su   alcuni   di   questi     fattori,
    riguardo     alia    categoria    di   acquirenti     in  questione,      hanno    in
    realtà    messo       in   evidenza    analogie     significative       con    altre
    categorie che avrebbero dovuto essere diverse.
37. In   tali   circostanze,       riguardo    al   produttore    in   questione,      la
    Commissione       ha    concluso    che   gli    elementi    di    prova,     spesso
    contraddittori,        non   erano    sufficienti     per   dimostrare       che   le
    vendite     siano      state    effettuate      a   categorie     di     acquirenti
    specifiche e nettamente distinte e che, ai fini del confronto con
    i    prezzi       all'esportazione,        fosse     opportuno      prendere       in
    considerazione        soltanto    una   delle     presunte   diverse      categorie
    invece del complesso delle vendite sul mercato interno. Il valore
    normale relativo a questo produttore è stato quindi                   stabilito in
    base a tutte le vendite ad acquirenti             indipendenti.
38. It Consiglio conferma questa conclusione.
39. Il terzo produttore giapponese ha chiesto nel corso del controllo
    che,   ai   fini    della    determinazione     del   valore   normale,      fossero
    prese   in considerazione soltanto            le vendite    a distributori       o a
    rivenditori       sul    mercato    interno.     La   richiesta     non    è   stata
    sostenuta da elementi di prova relativi              a differenze dei costi e
    dei prezzi riguardo a tali vendite ed stata quindi               respinta.
40. I! valore     normale      relativo   a questo     produttore    è   stato    quindi
    stabilito,      in media     ponderata,     in base    a  tutte    le   vendite   ad
    acquirenti     indipendenti in Giappone.
4t. ft Consiglio conferma questa conclusione.
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    Vendite a società col legate
42. Un produttore giapponese ha chiesto che, ai fini del calcolo del
    valore   normale,        fossero      presi    in    considerazione         unicamente     i
    prezzi   applicati        dal    produttore      stesso    alle     società     col legate,
    ovvero    i   prezzi       di    trasferimento,        ai   sensi     dell'articolo       2,
    paragrafo     7    del    regolamento      (CEE)     n.   2423/88      e   non    i prezzi
    applicati dalle società col legate agli acquirenti                      indipendenti.
43. La Commissione ha accertato che questo produttore aveva                          ripartito
     le attività     inerenti alla commercializzazione della sua produzione
     in Giappone tra la società produttrice, che vendeva direttamente a
    distributori oppure a rivenditori, l'ufficio vendite della società
    stessa e due società col legate, che si occupavano delle vendite ai
    consumatori      finali      e   di   cui   il    produttore      aveva     il   controllo
    finanziario.       Le   funzioni      di  vendita       delle    diverse     società    del
    gruppo   non     erano      sostanzialmente        diverse.      La   ripartizione      tra
    attività    di    produzione       e di   vendita      all'interno       del   gruppo   non
    pregiudica      in   alcun     modo    il  fatto     che    il   gruppo     sia   un'unica
    entità   economica          nell'ambito      della      quale     sono     in    tal   modo
    organizzate     le attività che in altri casi possono essere svolte da
    un'unica persona giuridica.
44. Un altro produttore che ha effettuato tutte le vendite sul mercato
    interno attraverso una società di vendita col legata ha chiesto che
    il valore normale non fosse stabilito                  in base ai prezzi         applicati
    dalla sua società di vendita agli acquirenti                     indipendenti, ma che
    fosse  invece costruito           in base ai costi di produzione, escluse le
    spese   generali,        amministrative        e   di    vendita,      sostenuti      dalla
    società    col legata.        La    Commissione       ha   tuttavia       accertato     che
    quest'ultima       scolgeva       funzioni     simili     a    quelle     descritte     nel
    punto 43 e che         quindi     non era un'entità          economica      distinta    dal
    produttore stesso.
 ---pagebreak---                                            - 18 -
45. Di   conseguenza,       secondo     la prassi       della    Commissione        confermata
    dalla    giurisprudenza        della Corte       di   giustizia,       nei   due    casi   le
    attività     e    le   funzioni     delle      diverse    parti     dell'unica         entità
    economica      sono     state     considerate       complessivamente.           Il     valore
    normale     non    è   stato     quindi      stabilito      in   base     ai    prezzi     di
    trasferimento oppure ai costi di produzione del solo produttore,
    bensi    in base ai prezzi applicati per                le vendite agli acquirenti
     indi pendent i.
46.  Il Consiglio conferma queste conclusioni.
3.  Determinazione del valore normale in base al valore costruito
47. Alcuni modelli venduti sul mercato                 interno, pur essendo simili ai
    modelli     venduti       all'esportazione          nella     Comunità,        non      erano
    direttamente       comparabili      a questi       ultimi    a causa       di   differenze
    inerenti      alle      caratteristiche           tecniche      e     fisiche.        Queste
    differenze      non      potevano       essere       valutate         con      sufficiente
    precisione,       in   considerazione        della    diversità       delta     tecnologia
    utilizzata       e    della     varietà       di    forme    e     di    accessori        che
    costituiscono il prodotto.
48. La    Commissione       non    ha   quindi      determinato        il   valore       normale
    relativo a tali         prodotti      in base ai      prezzi     vigenti      sul   mercato
    interno    in quanto,       ai    fini    di   un   equo   confronto        tra   i prezzi
    applicati     sul    mercato      interno e quelli         dei    prodotti      importati,
    avrebbero     dovuto essere effettuati              numerosi     adeguamenti,         che si
    sarebbero basati su stime. In tali circostanze il valore normale é
    stato stabilito in base al valore costruito.
49. Conformemente       all'articolo       2, paragrafo       3   lettera b ) , punto         ii)
    del   regolamento      (CEE) n. 2423/88,           i valori    costruiti       sono stati
    stabiliti      in    base   ai    costi,     fissi    e   variabili,        sostenuti      in
    Giappone per        i materiali      e   la produzione       per     i modelli      venduti
    all'esportazione, ai          quali    è stato aggiunto un             importo     adeguato
    per le spese generali, amministrative e di vendita e il profitto.
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    L'importo     relativo      alle     spese     generali,       amministrative      e  di
    vendita   è stato       calcolato      con    il   riferimento      alla   media   delle
    spese effettivamente sostenute dal produttore                      interessato per     le
    vendite   dei    prodotti     simili     sul    mercato     interno. Per       i singoli
    esportatori    giapponesi       il tasso di profitto è stato calcolato                 in
    base alla media        ponderata      per   tutte     le vendite      del   prodotto   in
    esame sul mercato interno.
50.  Il Consiglio conferma questa risultanza.
4.  Confronto
    Aspetti general i
51. Le esportazioni       giapponesi       erano destinate         a diversi      acquirenti
    nella   Comunità     e   sono    state    realizzate       a   prezzi    differenti   in
    varie   regioni    comunitarie.        I prezzi      all'esportazione        sono  stati
    quindi   confrontati       con    il   valore     normale     in base     alle   singole
    transaz ioni.
52.  Inoltre, ai fini di un equo confronto tra                    il valore normale e i
    prezzi      all'esportazione,              la       Commissione,          conformemente
    all'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88
    ha tenuto debitamente          conto delle differenze             che   incidono   sulla
    comparabilità      dei    prezzi,     nei    casi     in  cui    è   stata    dimostrata
    l'esistenza     di   un    rapporto      diretto      tra    tali    differenze    e  le
    vendite    in   esame.     Tutti     i confronti         sono    stati    effettuati    a
    livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale.
    Differenze inerenti alle caratteristiche fisiche
53. Per  quanto    riguarda     le differenze          inerenti     alle   caratteristiche
    fisiche,     dal    valore      normale       è    stato     detratto      un    importo
    corrispondente alla stima del valore di tali differenze.
54. Il Consiglio conferma questa risultanza.
 ---pagebreak---                                          - 20 -
    D i fferenze relative alle spese di vend[ta
55. Per quanto riguarda        le differenze inerenti alle spese di vendita,
    il    valore   normale      e    i    prezzi     all'esportazione       sono   stati
    debitamente adeguati        per tener conto delle differenze relative a
    condizioni    di   credito,     garanzie,       commissioni,    retribuzioni     dei
    venditori, imballaggio, trasporto, assicurazione, movimentazione e
    costi accessori, nei casi          in cui sono stati presentati elementi di
    prova del fatto che queste spese erano direttamente col legate alle
    vendite in esame.
a)  Retribuzioni degli addetti alle vendite
56. Per quanto riguarda le retribuzioni degli addetti alla vendita sul
    mercato    interno, diversi       produttori       giapponesi   hanno    chiesto di
    tener   conto dei     costi    relativi     al   personale    impegnato    in parte
    nelle vendita di bilance e in parte in attività                 inerenti ad altri
    prodotti. È stato applicato un adeguamento per tener conto della
    parte di costi sostenuti per la vendita del prodotto in questione.
    Alcuni    dei   costi     salariali      per     i  quali   sono    stati    chiesti
    adeguamenti    riguardavano attività           amministrative     e   promozionali.
    Le società non hanno tuttavia potuto stabilire un collegamento tra
    questi   costi   e    il   prodotto      in  esame.    Le  spese    relative    alle
    attività di vendita e promozionali               sono state quindi      considerate
    spese generali che non         incidevano sulla comparabilità dei prezzi.
    La   Commissione    ha   pertanto      respinto     la richiesta     relativa   alla
    deduzione di tali costi.
57. Il Consiglio conferma questa conclusione.
 ---pagebreak---                                    - 21
b)  Servizi di assistenza
58. Alcune società hanno chiesto un adeguamento per tener conto             dei
    servizi di assistenza, ma non hanno potuto dimostrare           l'esistenza
    di   un  collegamento   diretto   tra   tali   costi  e   le   vendite  del
    prodotto in esame.
    La   Commissione   ha  pertanto  concluso    che   i costi    in questione
    dovevano essere considerati spese generali, per le quali non sono
    effettuati adeguamenti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10 del
    regolamento (CEE) n. 2423/88. La Commissione ha quindi respinto la
    r ichiesta.
59.  Il Consiglio conferma questa conclusione,
e)  Condizioni di credito
60. La Commissione    ha applicato adeguamenti per       il credito concesso
    agli acquirenti, nei casi      in cui ha ricevuto elementi probatori
    del   fatto che al momento della vendita era stato convenuto un
    periodo di credito fisso. Numerosi esportatori hanno affermato che
     l'adeguamento relativo alle condizioni       di credito avrebbe dovuto
    essere applicato anche nei casi      in cui non era stato stabilito un
    periodo di credito fisso oppure quando detto periodo era stato
    superato e hanno sostenuto che       in tali circostanze     il costo del
    credito   avrebbe   dovuto  essere   calcolato    in  base   al   tasso  di
     interesse normalmente applicato in Giappone per        i crediti a breve
    termine.
    Queste richieste sono state esaminate per stabilire se, ai sensi
    dell'articolo 2, paragrafo 9,       lettera   a) del   regolamento    (CEE)
    n. 2423/88, i costi del credito in questione avessero inciso sulla
    comparabilità dei prezzi, in linea di massima la comparabilità dei
    prezzi è influenzata unicamente da elementi di cui         l'acquirente è
    a conoscenza nel momento     in cui decide     l'acquisto.   I periodi di
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    credito   che, contrariamente alla        prassi    normalmente      seguita  in
    Giappone,    non   sono   convenuti    al    momento    della     vendita,   non
    rientrano   tra gli    elementi  suddetti. La Commissione            ha  inoltre
    accertato che questi periodi di credito variano sensibilmente da
    un cliente    all'altro.    In tali   circostanze      le   istituzioni    della
    Comunità    avrebbero    normalmente     respinto      la   richiesta.     Nella
    fattispecie, tuttavia, conformemente all'orientamento seguito in
    precedenti     procedimenti,     la     Commissione       ha     valutato    gli
    adeguamenti relativi alle vendite         in esame    in base ad un periodo
    di credito di 30 giorni, che è stato considerato corrispondente al
    periodo di credito medio normalmente accordato agli acquirenti dei
    prodotti nello stesso settore commerciale sul mercato giapponese.
61. Il Consiglio conferma queste conclusioni,
d)  Sconto per permuta
62. Un produttore giapponese ha chiesto di tener conto di pagamenti
    effettuati per beni accettati       in permuta quando gli acquirenti di
    nuove    macchine     (generalmente       distributori        o    rivenditori)
    restituivano    le macchine vecchie e/o usate. A questo proposito è
    stato   stabilito    che   il  valore     di   permuta     non    era   indicato
    nell'importo    della  fattura.   Il produttore      ha tuttavia       affermato
    che   tale   circostanza     non   era    significativa,        in   quanto   le
    operazioni di permuta erano direttamente col legate alle vendite in
    esame e quindi i venditori potevano dedurre direttamente il valore
    di permuta dal prezzo di vendita della fattura. Il produttore ha
    quindi chiesto cha questo contributo finanziario alle attività dei
    client!   fosse considerato come uno sconto e quindi                dedotto dal
    valore normale.
63. La Commissione, conformemente        alla    sua  prassi     confermata    dalla
    giurisprudenza delia Certe di giustizia,          ha tuttavia ritenuto che
    taie contributo finanziario, che il produttore considera come uno
    sconto, sia    in reaità un pagamento per          il quale si ottiene un
    determinato vai ore.
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    Con l'eliminazione delle vecchie macchine dal mercato, infatti, la
    domanda    di   nuove    macchine    é   mantenuta    al    livello     più     elevato
    possibile. L'incremento         della    domanda, oltre       ai   prezzi,      stimola
    anche    i volumi     di  vendita    e   i livelli     di   produzione       e   quindi
    permette di ottenere maggiori economie di scala e margini di utile
    proporzionalmente più elevati.
     In tali   circostanze      si  é  ritenuto che gli         sconti     in questione
    corrispondessero al valore che il produttore attribuisce al ritiro
    delle bilance elettroniche vecchie e/o usate dal mercato.
    Tali   pagamenti,     pertanto,    non    devono   essere     dedotti     dal    prezzo
    pagato o pagabile dall'acquirente e ai fini del confronto è stato
    preso in considerazione il prezzo pieno sul mercato domestico.
64.  Il Consiglio conferma questa risultanza.
5.  Margini di dumping
65. La media ponderata dei margini di dumping per i singoli produttori
    giapponesi     interessati, espressa        in percentuale dei prezzi            franco
    frontiera     comunitaria,     superava     il  60%   in tutti       i casi,      fatta
    eccezione per      la società Yamato Scales Co., nei cui                confronti     è
    stato accertato un margine del 15,3%.
66. Per quanto riguarda        le società che hanno rifiutato di collaborare
    oppure nei casi       in cui   la Commissione non ha potuto utilizzare i
    dati forniti     dal produttore      (V. punto 2 7 ) , il margine di            dumping
    deve    essere     stabilito      in   base     agli    elementi       disponibili,
    conformemente       all'articolo      7,    paragrafo      7,    lettera       b)   del
    regolamento (CEE) n. 2423/88.
    La   Commissione      ha   ritenuto    che    gli   elementi      più    attendibili
    fossero    quelli    determinati     nel    corso    dell'inchiesta        e    che  si
    premierebbe       la    mancata     collaborazione        e    si     faciliterebbe
 ---pagebreak---                                        - 24 -
    I'e lus ione delle misure antidumping se alle soci e là             in questione
    fosse attribuito un margine           inferiore a quello massimo accertato
    per le società che avevano collaborato.
67. Il Consiglio conferma questa risultanza.
E.  Pregiudizio
68. Nella    fattispecie      la  Commissione       doveva   stabilire,      ai   sensi
    dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, se
    la scadenza dei provvedimenti vigenti potesse provocare nuovamente
    pregiudizio oppure una minaccia di pregiudizio.
    È stato quindi necessario esaminare l'attuale situazione economica
    dell'industria      comunitaria     e   il comportamento     degli    esportatori
    giapponesi sul mercato della Comunità.
1•  Situazione dell'industria comunitaria
    Andamento del mercato
69. Il  mercato     comunitario     è   rimasto    stabile,   passando     da   135 000
    unità    circa   nel    1988  a   140 000     unità  nel   1989,   per     scendere
    nuovamente a      135 000 unità nel 1990.
    Capacità     di    produzione,      coefficiente      di   sfruttamento       degli
    impiant i e scorte
70. La  produzione      comunitaria      di   bilance   elettroniche     è    scesa  da
    140 000 unità nel 1988 a 122 000 unità nel 1989 e a 114 000 unità
    nel  1990. Nonostante       il calo della capacità di produzione, che è
    scesa   da   181 000 unità      nel    1988 a    166 000 unità    nel    1989   e a
    155 000    unità    nel   1990,   anche    il   coefficiente   di   sfruttamento
    degli   impianti è diminuito, passando dal 7 7 % al 73%.
 ---pagebreak---                                          - 25 -
71. Tra    il   1988  e    il   1990   le   scorte   sono    rimaste   ad    un    livello
    costantemente        elevato      (superiore      al    10%     della     produzione
    comunitaria complessiva).
    Volume delle vendite e quota di mercato
72.  I quantitativi       di    bilance    elettroniche     venduti    nella    Comunità
    dall'industria comunitaria sono scesi da 113 000 unità nel 1988 a
    105 000 unità       nel    1989 e a 97 000 unità         nel   1990. La quota       di
    mercato dell'industria comunitaria, pari ali'84% nel 1988, era del
    75% nel 1989 e del 7 2 % nel 1990.
    Andamento dei prezzi
73. Tra   il   1988 e     il   1990   i prezzi    dell'industria      comunitaria,      in
    media    ponderata,      sono   scesi    di  quasi   il   6%.   La  tendenza      alla
    diminuzione ha coinciso con la flessione generale dei prezzi delle
    bilance elettroniche         importate e con      la rilevante sottoquotazione
    dei     prezzi    dei     prodotti       importati    dal      Giappone       (vedere
    punt i 78 - 8 1 ) .
    Profitti
74. La Commissione ha accertato che, complessivamente, dal 1988 in poi
     l'industria     comunitaria         ha    registrato     risultati       finanziari
     insoddisfacenti.        Nel    1990    l'industria     comunitaria,       in    media
    ponderata, ha subito perdite pari al 5,5%. Alla fine del                      1990 un
    produttore     comunitario,       che   nel   periodo    suddetto     aveva     subito
    perdite    considerevoli, ha deciso di chiudere               i suoi    impianti    di
    produz ione.
    Occupazione e investimenti
75. Tra  il 1988 e      il 1990 l'industria comunitaria ha perso 245 posti
    di  lavoro, pari al 16% della forza             lavoro, gli     investimenti      sono
    stati ridotti e due stabilimenti sono stati chiusi.
 ---pagebreak---                                         - 26 -
76. Il Consiglio conferma queste risultanze.
2.  Comportamento degli esportatori sul mercato comunitario
    Volume e quote di mercato delle importazioni oggetto di dumping
77. Nonostante     i   vigenti      provvedimenti,        il   volume    delle     bilance
    elettroniche oggetto di dumping             importate dal Giappone è passato
    da 13 000 unità nel 1988 a 17 000 unità nel 1989 e a 19 000 unità
    circa   nel    1990.    La    quota    di   mercato      delle    importazioni     dal
    Giappone nella Comunità è passata dal 9,8% nel                   1988 al 12,1% nel
    1989 e al 14,6% nel 1990.
    Prezz i del le importazioni oggetto di dumping
78. La  Commissione      ha    esaminato      se   nel    periodo     dell'inchiesta
    produttori     giapponesi       avessero      applicato      sottoquotazioni       de
    prezzi. L'esame è stato effettuato in relazione alle vendite degl
    esportatori     in   sei    mercati     comunitari      (Regno    Unito,     Germania,
    Paesi   Bassi,    Belgio,      Francia    e   Grecia),     nei   quali    sono   state
    vendute    quasi     tutte      le    bilance     elettroniche       importate     dal
    Giappone.
79. La   Commissione       ha    selezionato        in   primo      luogo    le    bilance
    elettroniche       rappresentative         dei     diversi      segmenti      (model I
    inferiori,     medi     e   superiori)       che    sono    commercializzate       da
    produttori    comunitari. La Commissione ha quindi                preso    in esame
    modelli   degli    stessi     segmenti     esportati     dal   Giappone     che  erano
    direttamente     comparabili       ai   modelli     dei   produttori     comunitari,
    evitando    in tal modo di effettuare gli adeguamenti                 relativi    alle
    differenze tra le caratteristiche tecniche.
    I modelli selezionati sono stati confrontati                 in base alle vendite
    allo stesso stadio commerciale            (distribuzione/rivendita).
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80. Dal  confronto    cosi   effettuato     risulta    una   sottoquotazione      dei
    prezzi generalizzata e costante da parte di tutti gli esportatori,
    con un margine compreso tra il 20% e il 70%.
81. il Consiglio conferma queste risultanze.
3.  Conclusioni
82. Alla  luce   di   quanto   precede,     la   Commissione     ha   concluso    che
    l'industria   comunitaria     si    trova    in  una   situazione      precaria,
    principalmente a causa della rilevante erosione dei prezzi che ha
    ulteriormente aggravato le perdite finanziarie e che ha provocato
    la riduzione delle quote di mercato e del volume delle vendite.
    Su tale situazione ha inciso in misura sostanziale il fatto che le
    importazioni    oggetto   di   dumping     siano   state    effettuate     in un
    mercato aperto e trasparente nel quale i prezzi sono noti a tutti.
    L'elasticità    e   la  rilevante     sottoquotazione       dei   prezzi    hanno
    pertanto  un   effetto    incontestabile      sul   volume    delle   vendite e
    sulla situazione finanziaria dell'industria comunitaria.
    Per  tali  motivi     l'industria    comunitaria      non   ha   potuto   trarre
    vantaggio dalle misure antidumping in vigore.
83. Il Consiglio conferma questa conclusione.
84. La Commissione ha inoltre esaminato se altri              fattori, oltre alle
    importazioni   oggetto di dumping, avessero           impedito all'industria
    comunitaria di risanare la propria situazione economica.
85. A questo proposito un esportatore ha affermato che le conseguenze
    dell'aumento del volume e dei bassi prezzi delle                importazioni di
    bilance   elettroniche      da    altri     paesi,    quali     Singapore,     la
    Repubblica di Corea, Taiwan e la Turchia hanno in parte provocato
    la situazione critica dell'industria comunitaria.
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86. La  Commissione      sta    attualmente       esaminando     gli    effetti    delle
    importazioni    di   bilance    elettroniche       originarie      di  Singapore   e
    della   Corea.    Tuttavia,      anche     se    venisse   accertato      che   tali
    importazioni        hanno      provocato          pregiudizio         all'industria
    comunitaria,    rimane    il fatto che        le importazioni       in dumping   dal
    Giappone, a causa dell'elevato volume e dei prezzi particolarmente
    bassi,   sono    una    delle     cause     principali     che     hanno    impedito
    all'industria      comunitaria        di     risanare      la     sua    situazione
    finanziar ia.
    Per quanto riguarda       le importazioni        da Taiwan,     la Commissione ha
    accertato che     le bilance     in questione non erano prodotti             simili,
    in quanto la loro principale funzione era il conteggio.
    Nel  periodo    dell'inchiesta,        infine,     non  sono     state   effettuate
    importazioni dalla Turchia.
87. Oltre a tali elementi, la Commissione non ha trovato altri fattori
    che   potessero    spiegare     la   difficile      situazione      dell'industria
    comunitaria. Non sono state infatti riscontrate altre                  importazioni
    importanti    oltre    a  quelle     succitate,      né  si    è   registrata    una
    contrazione della domanda.
88. Alla luce di quanto precede, la Commissione ha concluso che, anche
    se altre importazioni possono aver contribuito al pregiudizio, le
    importazioni      oggetto      di    dumping       dal    Giappone,       esaminate
    isolatamente,    devono     essere    considerate      una   causa     determinante
    dell'attuale situazione critica dell'industria comunitaria.
4.  Probabili effetti della scadenza dei provvedimenti
89. In tali   circostanze      la Commissione        ritiene che      la scadenza    dei
    provvedimenti       aggraverebbe         la     situazione       dei     produttori
    comuni tar i.
 ---pagebreak---                                        - 29 -
90. In  mancanza     di    misure    antidumping,      infatti,     aumenterebbe    la
    sottoquotazione       dei   prezzi    da    parte    delle    importazioni     dal
    Giappone. Tale situazione provocherebbe un'ulteriore diminuzione
    della quota     di mercato dell'industria           comunitaria, con effetti
    negat ivi su II e vena ite.
91. A questo proposito devono essere messi            in evidenza due fattori: i
    produttori     giapponesi      hanno     recentemente      aumentato     la   loro
    capacità    di    produzione      e   il    mercato    comunitario      si   trova
    attualmente in una fase di recessione. In tali circostanze è molto
    probabile che      la pressione esercitata dalle           importazioni oggetto
    di dumping dal Giappone aumenti, in un momento in cui l'industria
    comunitaria è ancora più vulnerabile che in passato.
92. In tali circostanze, se le misure antidumping dovessero scadere,
    l'industria      comunitaria        subirebbe     molto      probabilmente      un
    pregiudizio     notevole     a   causa     delle    importazioni     oggetto    di
    dumping. La Commissione conclude pertanto che queste misure devono
    rimanere in vigore, debitamente modificate in considerazione degli
    elementi   di    prova    relativi    alle    pratiche    di   dumping    e  della
    situazione economica dell'industria comunitaria.
93. Il Consiglio conferma queste conclusioni.
F.  Interesse della Comunità
94. A questo proposito il Consiglio ricorda di aver già concluso, nel
    primo   procedimento,        che     nell'interesse       della     Comunità     è
    necessario intervenire per evitare il pregiudizio provocato dalle
    pratiche     di     dumping.     La    Commissione       ha   considerato      che
    successivamente        la   situazione       non    abbia    subito     modifiche
    sostanziali,      in   particolare     per    quanto    riguarda    gli    effetti
    negativi   che     la   scomparsa     dell'industria      comunitaria      avrebbe
    sull'industria       che   la   rifornisce.      La   produzione     di    bilance
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    elettroniche     implica    infatti tecnologie sempre più avanzate e la
    perdita di know-how tecnologico in tale settore provocherebbe una
    perdita    generalizzata       di   vantaggi   concorrenziali      nel   comparto
    del I'elettronica.
95. La Commissione riconosce che la conferma delle misure antidumping
    inciderà    sui   livelli     dei   prezzi   degli   esportatori     interessati
    nella Comunità e che pertanto potrà             influenzare   la competitività
    relativa    dei    loro    prodotti.    Tali   misure,   tuttavia,      intendono
    unicamente    ripristinare       condizioni   di mercato     normali    ed eque.
    L'eliminazione dei        vantaggi    sleali  ottenuti   con    le pratiche di
    dumping      intende       inoltre      evitare     un    ulteriore       declino
    dell'industria       comunitaria,        contribuendo      in    tal     modo   a
    salvaguardare     la disponibilità di una vasta gamma di prodotti a
    vantaggio dei consumatori.
96. Anche    se   è    probabile       che   gli    utenti   finali,      costituiti
    essenzialmente      da  operatori      indipendenti, debbano       sostenere   un
    aumento   dei   prezzi, occorre        tener  presente   che    i bassi    prezzi
    attuali   sono    il   risultato     di  metodi   sleali   di   concorrenza. I
    consumatori non possono quindi pretendere di continuare a fruire
    degli effetti di tali pratiche.
97. Per  questi    motivi     la Commissione     ritiene, nell'interesse della
    Comunità,     che     sia    necessario      intervenire     per    evitare    la
    prosecuzione del pregiudizio e un ulteriore deterioramento della
    situazione economica dell'industria comunitaria.
98. Il Consiglio conferma questa conclusione.
G.  Livello del dazio
99. Per calcolare l'importo del dazio necessario affinchè                l'industria
    comunitaria possa risanare la sua situazione senza dover subire un
    nuovo pregiudizio, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto
    che   l'industria      comunitaria      nel   suo   complesso     non    realizza
    prof itti.
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     Si   ritiene   pertanto    necessario     istituire misure     che   consentano
     all'industria     comunitaria     di  aumentare    i prezzi    di  un   margine
     sufficiente per compensare         i costi ed ottenere un adeguato utile
     sul le vendi te.
     Data   la situazione dell'industria comunitaria, è stato concluso
     che, in base alle normali condizioni di mercato e alle crescenti
     esigenze in materia di investimenti a lungo termine, l'utile annuo
     sulle vendite, al lordo delle imposte, dovrebbe essere pari almeno
     al 10%.
100. Per stabilire il margine di cui i prezzi dei produttori giapponesi
     dovrebbero     aumentare      affinchè     l'industria    comunitaria     possa
     realizzare    il suddetto      utile   sulle   vendite,   la Commissione      ha
     classificato i modelli di bilance elettroniche più rappresentative
     fabbricate e commercializzante dai produttori              comunitari    in tre
     segmenti    (V. punto     16) e per     ciascun  segmento    ha calcolato     la
     media ponderata dei prezzi su base franco fabbrica (V. punto 49).
     Questi    prezzi     sono   stati    confrontati    con   i   prezzi,    franco
     frontiera comunitaria, dei modelli simili esportati dal Giappone,
     debitamente     adeguati.    La   differenza    cosi   ottenuta    corrisponde
     all'aumento del prezzo, franco frontiera comunitaria, considerato
     necessario      per    eliminare      il    pregiudizio     provocato     dalle
     importazioni oggetto di dumping.
101. Dato che, fatta eccezione per una società, gli aumenti dei prezzi
     cosi   calcolati    erano nettamente      inferiori  ai margini     di "dumping
     accertati,    l'aliquota dei dazi deve essere pari a tali              importi,
     conformemente all'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento                 (CEE)
     n. 2423/88. Per la società suddetta il dazio corrisponde invece al
     margine di dumping.
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102. Pertanto dovrebbero essere imposte le seguenti aliquote del dazio:
     -  Tokyo Electric Co. Ltd               22,5%
     -   Ishida Scales Mfg Ltd               31,6%
     -  Teraoka Seiko Co. Ltd                22,6%
     -  Yamato Scales Co. Ltd                15,3%
103. Per quanto riguarda le società che non hanno collaborato nel corso
     dell'inchiesta,     la Commissione ha ritenuto che         i dazi    dovessero
     essere    stabiliti    in  base   ai   dati    disponibili,    conformemente
     all'articolo 7,     paragrafo   7,   lettera    b)  del  regolamento      (CEE)
     n. 2423/88. È stato       ritenuto   che gli     elementi   più attendibili
     fossero    quelli   accertati    nel   corso    dell'inchiesta     e   che   si
     premierebbe     la    mancata    collaborazione,       agevolando       inoltre
     l'elusione delle misure antidumping se il dazio nei confronti di
     detti   produttori   fosse   inferiore all'aliquota massima         del 31,6%
     stabilita per le società che hanno collaborato.
104. Il Consiglio conferma queste risultanze.
H.   RegoIament i precedent i
100. Il regolamento (CEE) n. 2865/85 e il regolamento (CEE) n. 1058/86
     devono essere abrogati.
'. Provvedimenti antielus ione
106. Con la decisione 88/398/CEE la Commissione ha accettato un impegno
     offerto dalla società TEC (UK) Ltd           in merito ad alcuni       tipi di
     bilance elettroniche montate nella Comunità.
107. La    Commissione     ritiene     che,    in    base    alle     informazioni
     particolareggiate        comunicate      regolarmente       dalla      società
     interessata,     dopo    l'accettazione     dell'impegno     non    si    siano
     verificate violazioni. In tali circostanze la Commissione ritiene
     che la decisione 88/398/CEE debba essere abrogata.
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HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                  Articolo 1
1.   Ê istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
     bilance elettroniche per il commercio al minuto, di cui al codice
     NC  8423 81 50    (codice    Taric    842338150*10)     e   originarie   del
     Giappone.
2.   L'aliquota   dei    dazio   è   pari    al   31,6%    (codice   addizionale
     Taric 8697)   del   prezzo  netto    franco    frontiera   comunitaria,   al
     lordo del dazio, fatta eccezione per         le bilance elettroniche per
     il commercio   al minuto    fabbricate dalle società        qui  di  seguito
     indicate, alle quali si applicano le seguenti aliquote:
     -  Tokyo Electric Co. Ltd, Tokyo                   22,5%
        (codice addizionale Taric 8694)
     -  Teraoka Seiko Co. Ltd, Tokyo                    22,6%
        (codice addi2ionale Taric 8695)
     -  Yamato Scales Co. Ltd, Akashi                   15,3%
        (codice addizionale Taric 8696)
3.   Il regolamento (CEE) n. 2865/85, il regolamento (CEE) n. 1058/86 e
     la decisione 88/398/CEE sono abrogati.
4.   Si  applicano    le   disposizioni     in  vigore    in   materia   di  dazi
     dogana Ii.
                                  Art icolo 2
Il presente   regolamento    entra   in vigore     il  giorno   successivo   alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
 ---pagebreak---                                    34 -
Il  presente regolamento  è obbligatorio   in  tutti  i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, iI
                                        Per iI Consigi io
                                         II Presidente
 ---pagebreak---                                              - 35 -
                                                                      ISSN 0254-1505
                                                                COM(93) 87 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                          02 11
                                           N. di catalogo : CB-CO-93-108-IT-C
                                                             ISBN 92-77-53523-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo