CELEX: 
Language: it
Date: 2020-01-30 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme per l'ingresso nell'Unione, e per i movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, di partite di determinati animali, materiale germinale e prodotti di origine animale

COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                       Bruxelles, 30.1.2020
                                                       C(2020) 416 final
           REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                          del 30.1.2020
    che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
         quanto riguarda le norme per l'ingresso nell'Unione, e per i movimenti e la
   manipolazione dopo l'ingresso, di partite di determinati animali, materiale germinale e
                                  prodotti di origine animale
                                (Testo rilevante ai fini del SEE)
IT                                                                                         IT
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
   1.  CONTESTO DELL'ATTO DELEGATO
       Il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo
       2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in
       materia di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale1") stabilisce norme
       relative alle malattie animali trasmissibili. In particolare la parte V, capo 1, stabilisce
       le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione, e per i
       movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, di partite di animali, materiale
       germinale e prodotti di origine animale provenienti da paesi terzi e territori.
       La normativa in materia di sanità animale conferisce alla Commissione il potere di
       adottare atti delegati che integrano tali norme.
       A fini di coerenza e di trasparenza e onde evitare duplicazioni, è quindi importante
       che tali norme siano stabilite nello stesso atto delegato, essendo tutte correlate tra
       loro e in molti casi applicate in parallelo.
       Le norme stabilite nel presente regolamento riprendono in larga misura le norme
       attualmente contenute negli atti dell'Unione vigenti, poiché si sono dimostrate
       efficaci nel prevenire la diffusione delle malattie elencate verso l'Unione e al suo
       interno. Come già indicato, tali norme sono incentrate sulla definizione delle
       prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione, e per i movimenti
       e la manipolazione dopo l'ingresso, di partite di animali, materiale germinale e
       prodotti di origine animale provenienti da paesi terzi e territori.
       Il presente regolamento adotta tuttavia un approccio generale e unico per stabilire le
       prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione di tali partite, in
       quanto tiene conto delle nuove conoscenze scientifiche disponibili e dell'esperienza
       acquisita nell'applicazione delle norme vigenti dell'Unione in questo settore.
       Aggiorna inoltre le norme in materia di sanità animale in linea con il nuovo quadro
       politico dell'Unione in materia di sanità animale e con le norme internazionali. Offre
       pertanto maggiore chiarezza, trasparenza e coerenza nelle prescrizioni per l'ingresso
       nell'Unione di tali partite.
       Più specificamente il presente regolamento stabilisce le norme per l'ingresso
       nell'Unione, e per i movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, di:
       a)     ungulati, pollame, volatili in cattività, cani, gatti, furetti, api mellifere e bombi
              detenuti;
       b)     materiale germinale di determinate specie di ungulati e uova da cova di
              pollame e volatili in cattività;
       c)     carni fresche di ungulati, di pollame e di selvaggina da penna;
       d)     prodotti a base di carne ottenuti da carni fresche di ungulati, pollame e
              selvaggina da penna;
       e)     latte, colostro, prodotti lattiero-caseari e prodotti ottenuti dal colostro di
              ungulati;
       f)     prodotti di origine animale contenuti in prodotti composti;
       g)     prodotti di origine animale destinati ad uso personale;
   1
      GU L 84 del 31.3.2016, pag. 1.
IT                                              1                                                   IT
 ---pagebreak---       h)     determinate specie di animali acquatici in tutte le fasi della vita, compresi uova,
             spermatozoi e gameti, nonché i loro prodotti di origine animale.
      Esso stabilisce inoltre norme generali e deroghe per il transito attraverso l'Unione e la
      reintroduzione nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di
      origine animale.
   2. CONSULTAZIONI PRECEDENTI L'ADOZIONE DELL'ATTO
      La Commissione ha partecipato a numerosi scambi e riunioni con il gruppo di esperti
      in materia di sanità animale (E00930). Il progetto di regolamento delegato è stato
      inoltre messo a disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio, che non hanno
      formulato osservazioni. Nell'ambito dei lavori del comitato consultivo in materia di
      sanità animale si sono tenute varie riunioni con una serie di portatori di interessi, nel
      corso delle quali sono stati illustrati e discussi i principali elementi del progetto di
      atto.
      I principali elementi del progetto di atto sono stati presentati nella riunione del 21
      marzo 2019 del Comitato per le misure sanitarie e fitosanitarie dell'Organizzazione
      mondiale del commercio (OMC-SPS) e il progetto di regolamento è stato trasmesso
      per notifica a tale comitato nel luglio 2019. I paesi membri dell'OMC disponevano di
      due mesi per presentare le loro osservazioni.
      Nel periodo compreso fra il 17 giugno e il 12 luglio 2019 sono state inoltre raccolte
      le osservazioni dei portatori di interessi sul progetto di regolamento delegato nel
      contesto del meccanismo di feedback previsto dall'agenda "Legiferare meglio". Sono
      pervenuti in totale 27 contributi, compresi i pareri dei seguenti portatori di interessi:
      European Live Poultry and Hatching Egg Association (ELPHA) ed European Poultry
      Breeders Association (EPB) (BE), Comité Interprofessionnel des Produits de
      l'Aquaculture (FR), Fédération Française d'Equitation (FR), quattro associazioni in
      rappresentanza dello European Thoroughbred Racing & Breeding (EMSBLC) (IE),
      Dibevo (NL), British Equestrian Federation (UK), European Federation for Animal
      Health and Sanitary Security (FESASS) (BE), UECBV (Unione Europea Commercio
      e Industria Carni e Bestiame) (BE), GDS FRANCE (FR), International Pet & Animal
      Transportation Association (IPATA) (US), Associazione europea degli zoo e degli
      acquari (EAZA) (NL), National Pig Association (UK), British Poultry Council (UK),
      National Farmers' Union (NFU) (UK), World Horse Welfare (UK), NFU Scotland
      (UK), Ulster Farmers' Union (UK), Dogs Trust (UK), Stallion AI Services/
      Cryogenetics Ltd, Federazione dei veterinari d'Europa (BE), un contributo da
      un'istituzione accademica/di ricerca (US), tre da autorità pubbliche (BE, AU e UK),
      uno da un cittadino privato e quattro contributi anonimi.
      Di seguito figurano le principali richieste presentate e i principali punti sollevati:
      –      richiesta di includere talune definizioni di cui ai regolamenti (UE) 2016/429 e
             (UE) 2017/625 al fine di garantire un'interpretazione uniforme in tutta l'Unione
             e tra tutti i partner commerciali. Tali regolamenti sono atti di base e di
             conseguenza le definizioni in essi stabilite si applicano automaticamente; la
             legislazione terziaria deve comprendere solo le definizioni supplementari;
      –      richiesta di riconsiderare il livello delle prescrizioni relative al controllo delle
             malattie emergenti nei paesi terzi;
      –      proposta di aggiungere ulteriori prescrizioni per quanto riguarda la conformità
             ad altre norme dell'UE (ad es. le norme sull'uso responsabile dei medicinali e
IT                                             2                                                  IT
 ---pagebreak---             sul benessere degli animali). Queste norme si applicano automaticamente in
            aggiunta alla normativa in materia di sanità animale e alla legislazione
            integrativa;
      –     richiesta di includere l'identificazione elettronica per gli ungulati destinati a
            stabilimenti confinati;
      –     richiesta di precisare la periodicità delle visite di sanità animale nello
            stabilimento di origine degli animali;
      –     richiesta di estendere il periodo per l'esecuzione dell'ispezione degli animali
            prima della loro spedizione nell'Unione in determinate specie e categorie di
            animali;
      –     richiesta di deroga in relazione ai segni di identificazione visibili, leggibili e
            indelebili per gli ungulati destinati a stabilimenti confinati.
   3. ELEMENTI GIURIDICI DELL'ATTO DELEGATO
      Il presente regolamento delegato della Commissione deve essere adottato a norma
      del regolamento (UE) 2016/429, in particolare degli articoli 234, 237 e 239.
IT                                            3                                                IT
 ---pagebreak---                REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                                 del 30.1.2020
      che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
            quanto riguarda le norme per l'ingresso nell'Unione, e per i movimenti e la
     manipolazione dopo l'ingresso, di partite di determinati animali, materiale germinale e
                                         prodotti di origine animale
                                       (Testo rilevante ai fini del SEE)
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
   visto il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo
   2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia
   di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale")2, in particolare l'articolo 234,
   paragrafo 2, l'articolo 237, paragrafo 4, e l'articolo 239, paragrafo 2,
   considerando quanto segue:
   (1)      La legislazione dell'Unione in materia di sanità animale è stata recentemente
            aggiornata con l'adozione della "normativa in materia di sanità animale". Tale
            regolamento, entrato in vigore il 20 aprile 2016 e applicabile a decorrere dal 21 aprile
            2021, ha abrogato e sostituito circa 40 atti di base. Esso richiede inoltre l'adozione di
            numerosi regolamenti delegati e di esecuzione della Commissione intesi ad abrogare e
            a sostituire circa 400 atti della Commissione che vigevano nel settore della sanità
            animale prima del nuovo quadro giuridico istituito dalla "normativa in materia di
            sanità animale".
   (2)      Le condizioni degli scambi commerciali si sono evolute dall'adozione delle prime
            norme in materia di sanità animale a livello dell'Unione, con un sensibile aumento del
            volume degli scambi di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale sia
            all'interno dell'Unione che con i paesi terzi. Nello stesso periodo, in conseguenza di
            politiche e norme dell'Unione in materia di sanità animale, alcune malattie sono state
            eradicate nell'Unione e altre sono state oggetto di prevenzione e controllo in molti
            Stati membri. In diverse occasioni, tuttavia, malattie emergenti hanno posto nuove
            sfide per lo stato sanitario dell'Unione come pure per gli scambi e l'economia locale
            delle zone interessate.
   (3)      Le norme elaborate nel presente atto integrano quelle già stabilite dalla "normativa in
            materia di sanità animale". Esse dovrebbero fornire le necessarie garanzie per
            assicurare che le partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale
            che entrano nell'Unione non presentino rischi per la sanità degli animali detenuti o
            selvatici in grado di compromettere lo stato sanitario dell'Unione per quanto riguarda
            le malattie animali e di avere un impatto economico negativo sui settori interessati.
   (4)      L'articolo 234 della "normativa in materia di sanità animale" dispone che in attesa
            dell'adozione di atti delegati che stabiliscano prescrizioni in materia di sanità animale
   2
            GU L 84 del 31.3.2016, pag. 1.
IT                                                     4                                              IT
 ---pagebreak---         per una specie e categoria particolare di animali, materiale germinale o prodotti di
        origine animale, gli Stati membri possano, a seguito di una valutazione dei rischi
        implicati, applicare norme nazionali purché tali norme rispettino determinate
        prescrizioni stabilite in tale regolamento. L'ingresso nell'Unione di specie e categorie
        di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale non contemplati dal
        presente regolamento può pertanto essere soggetto a tali norme nazionali applicate
        dagli Stati membri.
   (5)  Le norme vigenti in materia di sanità animale, stabilite in precedenti atti della
        Commissione concernenti l'ingresso nell'Unione di animali, materiale germinale e
        prodotti di origine animale, si sono dimostrate efficaci; è pertanto opportuno
        mantenere lo scopo e il contenuto di tali norme nel presente regolamento,
        aggiornandoli tuttavia per tener conto delle norme per una migliore regolamentazione,
        del nuovo quadro per la sanità animale disposto dalla "normativa in materia di sanità
        animale" e delle nuove conoscenze scientifiche disponibili, delle norme internazionali
        e dell'esperienza acquisita nell'applicazione di precedenti atti dell'Unione.
   (6)  Al fine di evitare inutili perturbazioni degli scambi, le prescrizioni in materia di sanità
        animale per l'ingresso nell'Unione di partite che rientrano nell'ambito di applicazione
        del presente regolamento dovrebbero garantire un'agevole transizione dalle
        prescrizioni stabilite in atti preesistenti dell'Unione.
   (7)  La "normativa in materia di sanità animale" stabilisce le norme per la prevenzione e il
        controllo delle malattie degli animali che sono trasmissibili agli animali o all'uomo. In
        particolare la parte V, capo 1, di tale regolamento, che stabilisce le prescrizioni in
        materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale
        germinale e prodotti di origine animale, prevede che la Commissione adotti atti
        delegati per integrare le prescrizioni in materia di sanità animale già stabilite in tale
        capo.
   (8)  L'articolo 229, paragrafo 1, della "normativa in materia di sanità animale" stabilisce le
        prescrizioni in base alle quali gli Stati membri consentono l'ingresso nell'Unione di
        partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale. Le prescrizioni
        riguardano le condizioni relative al paese terzo o territorio di origine, lo stabilimento
        di origine, le prescrizioni in materia di sanità animale che tali partite sono tenute a
        rispettare, nonché il certificato sanitario, le dichiarazioni o altri documenti che
        dovrebbero accompagnare tali partite.
   (9)  L'articolo 234, paragrafo 1, della "normativa in materia di sanità animale" stabilisce
        inoltre che le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione di
        partite di specie e categorie di animali, materiale germinale e prodotti di origine
        animale da paesi terzi o territori o loro zone devono essere almeno altrettanto rigorose
        di quelle stabilite in tale regolamento e negli atti delegati adottati in applicazione dello
        stesso per i movimenti delle specie e categorie di prodotti in questione all'interno
        dell'Unione. Se tali prescrizioni non sono altrettanto rigorose di quelle del
        regolamento, esse devono offrire garanzie equivalenti alle prescrizioni in materia di
        sanità animale previste nella parte IV di tale regolamento.
   (10) L'articolo 234, paragrafo 2, della "normativa in materia di sanità animale" dispone che
        siano adottati atti delegati per integrare le norme stabilite da tale regolamento per
        quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione
        di specie e categorie di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale da
        paesi terzi o territori e i movimenti all'interno dell'Unione e la manipolazione, dopo il
IT                                                  5                                                IT
 ---pagebreak---         loro ingresso nell'Unione, di tali prodotti, ove ciò sia necessario ai fini della riduzione
        del relativo rischio.
   (11) L'articolo 237, paragrafo 1, della "normativa in materia di sanità animale" dispone che
        gli Stati membri autorizzino l'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale
        germinale e prodotti di origine animale solo se tali partite sono accompagnate dai
        certificati sanitari e dalle dichiarazioni o altri documenti prescritti in base a tale
        regolamento. L'articolo 237, paragrafo 2, di tale regolamento dispone che il certificato
        sanitario debba essere stato verificato e firmato da un veterinario ufficiale nel paese
        terzo o territorio di origine. In tale contesto, l'articolo 237, paragrafo 4, della
        "normativa in materia di sanità animale" prevede che la Commissione adotti atti
        delegati riguardo alle deroghe alle prescrizioni in materia di certificati sanitari di cui
        all'articolo 237, paragrafi 1 e 2, di tale regolamento e per stabilire norme che
        prescrivano per tali partite di essere accompagnate da dichiarazioni o altri documenti.
   (12) L'articolo 239, paragrafo 2, della "normativa in materia di sanità animale" prevede che
        la Commissione adotti atti delegati riguardo a norme speciali e a prescrizioni
        supplementari per taluni specifici tipi di ingresso nell'Unione di partite di animali,
        materiale germinale e prodotti di origine animale, e prevede deroghe alle prescrizioni
        generali in materia di sanità animale di cui all'articolo 229, paragrafo 1, e all'articolo
        237, paragrafo 1, di tale regolamento e alle norme integrative stabilite negli atti
        delegati adottati in conformità all'articolo 234, paragrafo 2, e all'articolo 237,
        paragrafo 4.
   (13) Le norme integrative da stabilire nel presente regolamento in conformità all'articolo
        234, paragrafo 2, e all'articolo 239, paragrafo 2, della "normativa in materia di sanità
        animale" sono correlate tra loro. L'articolo 234, paragrafo 2, prevede che la
        Commissione stabilisca le prescrizioni generali per l'ingresso nell'Unione di partite di
        animali, materiale germinale e prodotti di origine animale, mentre l'articolo 239,
        paragrafo 2, prevede che la Commissione stabilisca le norme speciali e le prescrizioni
        supplementari relative alle deroghe a tali prescrizioni generali.
   (14) Le prescrizioni in materia di certificati sanitari di cui all'articolo 237 della "normativa
        in materia di sanità animale" rientrano nel quadro delle norme relative all'ingresso
        nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale. In
        tale quadro generale di norme l'articolo 237, paragrafo 4, di tale regolamento
        conferisce alla Commissione il potere di concedere deroghe alle prescrizioni in materia
        di sanità animale.
   (15) La "normativa in materia di sanità animale" fornisce già una serie di definizioni. In
        aggiunta ad esse, il presente regolamento dovrebbe tenere conto delle definizioni
        stabilite in altri atti dell'Unione nei settori correlati dell'igiene degli alimenti e dei
        controlli ufficiali, quali le definizioni stabilite nel regolamento (CE) n. 853/20043.
        Tuttavia, al fine di stabilire le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso
        nell'Unione di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale, è opportuno
        includere definizioni specifiche, comprese definizioni per determinate categorie di
        animali, materiale germinale e prodotti di origine animale. Tali definizioni sono
        necessarie per chiarire quali categorie di animali, materiale germinale e prodotti di
        origine animale rappresentino un rischio per la sanità animale e siano pertanto soggette
        alle prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione.
   3
        Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che
        stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (GU L 139 del
        30.4.2004, pag. 55).
IT                                                    6                                                    IT
 ---pagebreak---    (16) Nell'interesse della coerenza della legislazione dell'Unione e sulla base dei rischi per la
        sanità animale che le carni fresche rappresentano, la definizione di "carni fresche" ai
        fini del presente regolamento dovrebbe incorporare le definizioni di "carni fresche",
        "carni macinate" e "preparazioni di carni" di cui all'allegato I del regolamento (CE) n.
        853/2004.
   (17) Inoltre, la definizione di "prodotti a base di carne" ai fini del presente regolamento
        dovrebbe incorporare le definizioni di "prodotti a base di carne", "stomachi trattati",
        "vesciche", "intestini", "grasso animale fuso" ed "estratti di carne" di cui al
        regolamento (CE) n. 853/2004. Dal punto di vista della sanità animale, tutti i prodotti
        in questione pongono infatti lo stesso rischio per la sanità animale e dovrebbero essere
        sottoposti alle stesse misure di riduzione dei rischi.
   (18) La definizione di "carcassa" di cui al regolamento (CE) n. 853/2004 dovrebbe essere
        adattata in "carcassa di ungulato" al fine di differenziarla dalle "frattaglie". Questi due
        prodotti presentano infatti rischi diversi per la sanità animale, e le "frattaglie"
        rappresentano un rischio più elevato.
   (19) Il presente regolamento dovrebbe prevedere una definizione di "budelli" e tale
        definizione dovrebbe tenere conto di quella contenuta nel glossario del codice sanitario
        per gli animali terrestri dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE). La
        definizione dovrebbe chiarire quali prodotti di origine animale debbano essere
        considerati budelli ed essere di conseguenza sottoposti ai trattamenti specifici di
        riduzione dei rischi previsti dal presente regolamento.
   (20) L'articolo 229, paragrafo 1, della "normativa in materia di sanità animale" prevede che
        le partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale possano essere
        autorizzate a entrare nell'Unione solo se provengono da paesi terzi o da territori che
        figurano negli elenchi per l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie specifiche di
        animali, materiale germinale o prodotti di origine animale, conformemente ai criteri di
        cui all'articolo 230, paragrafo 1, e se le partite soddisfano le prescrizioni in materia di
        sanità animale definite all'articolo 234 e negli atti delegati successivi. Il presente
        regolamento dovrebbe conferire all'autorità competente la responsabilità di verificare
        che tali partite in entrata nell'Unione siano conformi a tali prescrizioni.
   (21) L'articolo 237, paragrafo 1, della "normativa in materia di sanità animale" dispone che
        l'ingresso nell'Unione di partite di specie e categorie di animali, materiale germinale e
        prodotti di origine animale da paesi terzi o territori sia autorizzato solo se tali partite
        sono accompagnate da un certificato sanitario rilasciato dall'autorità competente del
        paese terzo o territorio o da dichiarazioni o altri documenti, o da tutti i suddetti
        documenti. Il presente regolamento dovrebbe pertanto chiarire quali documenti siano
        prescritti in ciascun caso e dovrebbe conferire all'autorità competente la responsabilità
        di verificare che tali partite in entrata nell'Unione siano conformi a tale prescrizione
        generale.
   (22) Le informazioni che devono figurare nei certificati sanitari, nelle dichiarazioni e negli
        altri documenti che accompagnano le partite di animali, materiale germinale e prodotti
        di origine animale devono indicare con precisione se tali partite siano conformi o
        meno alle prescrizioni generali previste nella "normativa in materia di sanità animale"
        e alle prescrizioni pertinenti stabilite nel presente regolamento. Il presente regolamento
        dovrebbe pertanto stabilire gli obblighi per gli operatori responsabili dell'ingresso
        nell'Unione di tali partite e per le autorità competenti dello Stato membro di ingresso
        nell'Unione, per quanto riguarda la validità dei documenti di accompagnamento delle
        partite e l'ammissibilità di tali partite per l'ingresso nell'Unione.
IT                                                  7                                               IT
 ---pagebreak---    (23) Tenuto conto dei rischi per la sanità animale, quali i periodi di incubazione delle
        malattie, e al fine di evitare l'uso improprio dei certificati sanitari, è necessario
        stabilire un termine per la validità di tali certificati solo nel caso degli animali e delle
        uova da cova. Questi comportano infatti un rischio più elevato per la sanità animale
        rispetto ai prodotti di origine animale, che possono essere stati sottoposti a misure di
        riduzione dei rischi, e del materiale germinale, che viene trasportato congelato in
        contenitori chiusi e sigillati. Tuttavia, poiché il trasporto via mare di animali vivi e
        uova da cova può richiedere molto tempo, il periodo di validità del certificato in
        questo caso dovrebbe essere prorogato, purché siano state adottate determinate misure
        di riduzione dei rischi.
   (24) Le prescrizioni in materia di sanità animale che devono essere rispettate e le garanzie
        che i paesi terzi e i territori devono fornire per l'ingresso nell'Unione di partite di
        animali, materiale germinale e prodotti di origine animale dipendono dalle malattie
        elencate all'articolo 5 e all'allegato II della "normativa in materia di sanità animale" e
        dalla categorizzazione delle stesse di cui all'articolo 9, paragrafo 1, di tale regolamento
        e all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione4. Tale
        regolamento stabilisce le definizioni per le malattie di categoria A, B, C, D ed E e
        dispone che le norme di prevenzione e controllo delle malattie per le malattie elencate
        di cui all'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/429 debbano essere
        applicate alle specie elencate e ai gruppi di specie elencate figuranti nel suo allegato.
   (25) La parte II, capo 1, della "normativa in materia di sanità animale" stabilisce le norme
        in materia di notifica e comunicazione della malattia per garantire l'individuazione
        precoce e un controllo ufficiale delle malattie nell'Unione. Il presente regolamento
        dovrebbe specificare i dettagli dei sistemi di notifica e di comunicazione da
        predisporre nei paesi terzi o territori per garantire sistemi equivalenti a quelli attuati
        nell'Unione, comprese le malattie che dovrebbero essere soggette a notifica e a
        comunicazione. In tal senso, mentre gli animali vivi possono trasmettere le malattie
        per le quali sono una specie elencata nel regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882
        della Commissione, non tutti i prodotti di origine animale e il materiale germinale
        ottenuti da tali animali possono trasmettere tutte queste malattie. Il presente
        regolamento dovrebbe chiarire quali sono le malattie animali che suscitano
        preoccupazione e che sono pertanto soggette a notifica e a comunicazione per ciascuna
        specie e categoria specifica di animali, materiale germinale e prodotti di origine
        animale destinati all'ingresso nell'Unione.
   (26) Le prescrizioni in materia di sanità animale stabilite nel presente regolamento
        dovrebbero essere basate su diversi livelli di protezione dai rischi per la sanità
        animale. Le diverse prescrizioni variano a seconda che si riferiscano a un paese terzo
        di origine, a un territorio di origine, a una zona all'interno di tale paese terzo o
        territorio, a un compartimento all'interno di tale paese terzo o territorio nel caso degli
        animali d'acquacoltura, allo stabilimento di origine degli animali o dei prodotti di
        origine animale, o allo stabilimento o centro per la raccolta di materiale germinale.
   (27) La sorveglianza delle malattie e la tracciabilità negli stabilimenti sono elementi chiave
        della politica di controllo delle malattie nell'Unione. Il presente regolamento dovrebbe
        includere alcune prescrizioni di base in materia di tracciabilità e di visite di sanità
   4
        Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione, del 3 dicembre 2018, relativo
        all'applicazione di determinate norme di prevenzione e controllo delle malattie alle categorie di malattie
        elencate e che stabilisce un elenco di specie e gruppi di specie che comportano un notevole rischio di
        diffusione di tali malattie elencate (GU L 308 del 4.12.2018, pag. 21).
IT                                                      8                                                          IT
 ---pagebreak---         animale negli stabilimenti di origine degli animali destinati all'ingresso nell'Unione e
        negli stabilimenti di origine degli animali da cui sono stati ottenuti il materiale
        germinale e i prodotti di origine animale destinati all'ingresso nell'Unione. Tali
        prescrizioni dovrebbero essere equivalenti a quelle stabilite nel regolamento (UE)
        2016/429 e negli atti delegati e di esecuzione adottati a norma di tale regolamento.
   (28) Inoltre, qualora un determinato tipo di stabilimento che detiene animali o materiale
        germinale in un paese terzo o territorio costituisca un rischio specifico per la sanità
        animale, esso dovrebbe ottenere un riconoscimento specifico dall'autorità competente
        nel paese terzo o territorio al fine di esportare nell'Unione, che fornisca garanzie
        equivalenti a quelle di cui agli articoli da 92 a 100 del regolamento (UE) 2016/429 per
        determinati stabilimenti nell'Unione.
   (29) Le partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale destinate
        all'ingresso nell'Unione non dovrebbero essere considerate costituire un rischio per la
        sanità animale nel loro paese o territorio di origine e non dovrebbero essere soggette a
        programmi di eradicazione nazionali o ad altre restrizioni nazionali basate su
        preoccupazioni in materia di sanità animale.
   (30) Le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione di partite di
        animali, materiale germinale e prodotti di origine animale devono garantire una
        protezione efficace contro l'introduzione e la diffusione delle malattie animali
        trasmissibili nell'Unione. Non dovrebbe essere consentito l'ingresso nell'Unione di tali
        partite da paesi terzi o territori o loro zone o, nel caso di animali d'acquacoltura, da
        loro compartimenti, infetti da determinate malattie elencate per le quali l'Unione ha lo
        status di indenne da malattia e che presentano pertanto un grave rischio per la salute
        degli animali nell'Unione.
   (31) Spetta all'Unione valutare se un paese terzo, un territorio o una zona o, nel caso di
        animali d'acquacoltura, un compartimento di origine siano indenni da una specifica
        malattia. La valutazione dell'Unione dovrebbe basarsi su informazioni relative alla
        sorveglianza delle malattie fornite dall'autorità competente del paese terzo o territorio
        e tenere conto delle norme in materia di sanità animale dell'Unione di cui alla parte II
        della "normativa in materia di sanità animale" e al regolamento delegato (UE) 2019/...
        della Commissione per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
        programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
        malattie elencate ed emergenti [documento C(2019)4056]5. Per determinate malattie e
        circostanze possono essere necessarie condizioni specifiche quali misure
        supplementari di riduzione dei rischi.
   (32) L'indennità da una specifica malattia di un paese terzo o territorio o di una loro zona
        deve essere basata su prove e metodi diagnostici riconosciuti a livello internazionale
        effettuati secondo le stesse norme e procedure applicate all'interno dell'Unione.
   (33) È necessario garantire che lo stato sanitario degli animali, del materiale germinale e
        dei prodotti di origine animale destinati all'ingresso nell'Unione sia conforme alle
        garanzie fornite dal paese terzo, dal territorio o dalla zona di origine. Il presente
        regolamento dovrebbe pertanto prevedere un periodo minimo di permanenza per gli
        animali nel paese terzo, nel territorio, nella zona o nello stabilimento di origine e un
        periodo minimo senza contatto con prodotti di stato sanitario inferiore prima di essere
   5
        Regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto riguarda le norme relative alla
        sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
        malattie elencate ed emergenti [C(2019)4056].
IT                                                   9                                                  IT
 ---pagebreak---         spediti nell'Unione. La durata del periodo minimo di permanenza dovrebbe tenere
        conto del periodo di incubazione delle malattie pertinenti e della destinazione e
        dell'uso previsti degli animali, del materiale germinale e dei prodotti di origine
        animale.
   (34) Nel caso di cani, gatti e furetti, il periodo di permanenza è superfluo in quanto la
        vaccinazione contro la rabbia, malattia che suscita la maggiore preoccupazione per tali
        specie, è prescritta in tutti i casi. Anche i cavalli registrati destinati a competizioni,
        corse e manifestazioni culturali equestri dovrebbero essere esentati da determinate
        prescrizioni per quanto riguarda il periodo di permanenza se rispettano garanzie
        supplementari. Tale esenzione si basa sul presupposto che tali cavalli presentino un
        livello sanitario elevato.
   (35) Lo stato sanitario degli animali, del materiale germinale e dei prodotti di origine
        animale destinati all'ingresso nell'Unione può essere messo a rischio durante il
        trasporto dal luogo di origine al luogo di ingresso nell'Unione se essi entrano in
        contatto con animali o prodotti che non soddisfano le stesse prescrizioni o se
        transitano attraverso paesi terzi, territori o zone con uno stato sanitario inferiore
        rispetto a quello del paese o territorio di origine o della loro zona. È pertanto
        opportuno applicare determinate misure preventive al fine di preservarne lo stato
        sanitario.
   (36) Per garantire che siano spediti nell'Unione solo animali sani, gli animali presenti nelle
        partite dovrebbero essere sottoposti a un'ispezione clinica effettuata da un veterinario
        ufficiale prima della spedizione. I tempi necessari per l'esecuzione di tale ispezione
        dovrebbero essere adattati per determinate specie e per il loro rischio intrinseco.
   (37) Gli animali terrestri, le uova da cova e gli animali acquatici destinati all'ingresso
        nell'Unione dovrebbero essere trasportati attraverso o scaricati soltanto in paesi terzi,
        territori o zone anch'essi elencati per l'ingresso nell'Unione delle stesse specie e
        categorie di animali e uova da cova. Il fatto che tali paesi, territori o zone siano inclusi
        nell'elenco indica che forniscono garanzie in materia di sanità animale equivalenti a
        quelle del paese terzo o territorio di origine o della loro zona.
   (38) Il trasporto di animali terrestri e di uova da cova mediante aeromobili o navi potrebbe
        dover far fronte a eventi imprevisti quali problemi meccanici nei mezzi di trasporto,
        scioperi in porti e aeroporti o ritardi imprevisti. È pertanto opportuno prevedere
        deroghe per tali casi se possono essere fornite garanzie. Ciò consentirà il
        proseguimento del trasporto verso l'Unione degli animali terrestri e delle uova da cova,
        garantendo nel contempo lo stato sanitario di tali prodotti e prevenendo rischi
        supplementari per la sanità animale.
   (39) Nel caso degli equini, i trasbordi e gli scali in paesi non elencati rientrano nelle
        consuete operazioni di trasporto e dovrebbero pertanto essere autorizzati in presenza di
        determinate misure preventive.
   (40) La pulizia e la disinfezione dei mezzi di trasporto è un'attività fondamentale per
        prevenire il rischio di diffusione delle malattie animali. Quando si trasportano partite
        di animali vivi destinate all'Unione, la pulizia e la disinfezione del mezzo di trasporto
        dovrebbero essere effettuate immediatamente prima del carico degli animali per la
        spedizione nell'Unione.
   (41) Le operazioni di raccolta degli animali in paesi terzi o territori di origine possono
        comportare un rischio supplementare per lo stato sanitario degli animali destinati
        all'ingresso nell'Unione, per effetto della compresenza e del contatto con animali di
IT                                                10                                                 IT
 ---pagebreak---         diverse origini. Il numero e la durata di tali operazioni e le specie ammesse a
        sottoporvisi dovrebbero pertanto essere limitati al minimo e alle specie con sistemi di
        tracciabilità affidabili.
   (42) Oltre alle prescrizioni generali in materia di sanità animale, è necessario prevedere
        prescrizioni specifiche che tengano conto dei rischi per la sanità animale connessi alle
        diverse specie e categorie di animali terrestri che rientrano nel campo di applicazione
        del presente regolamento.
   (43) Diverse specie di ungulati, come definite nella "normativa in materia di sanità
        animale", sono elencate come specie sensibili a varie malattie elencate nel
        regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione. In tale regolamento le
        malattie elencate sono inoltre suddivise in diverse categorie per diverse specie di
        ungulati. Il presente regolamento dovrebbe pertanto stabilire chiaramente le
        prescrizioni e le garanzie specifiche in relazione alle malattie elencate per le diverse
        specie e categorie di ungulati.
   (44) Per prevenire l'insorgenza di malattie di categoria A, da cui l'Unione è considerata
        indenne, la prescrizione generale applicabile al paese terzo o territorio di origine o alla
        loro zona per quanto riguarda gli ungulati dovrebbe essere un'equivalente indennità da
        malattia per un periodo di tempo tale da garantire che l'ingresso di animali provenienti
        dal paese terzo, territorio o zona non comprometta l'indennità dell'Unione da tali
        malattie. Per le malattie di categoria B, per le quali l'Unione dispone di programmi di
        eradicazione obbligatori, il presente regolamento dovrebbe prevedere misure di
        riduzione dei rischi qualora il paese terzo o territorio di origine non ne sia
        completamente indenne.
   (45) Se le partite di ungulati sono destinate all'ingresso in Stati membri ufficialmente
        indenni o che dispongono di un programma di eradicazione approvato per la
        rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva, la diarrea virale bovina
        o l'infezione da virus della malattia di Aujeszky, tali partite dovrebbero conformarsi a
        prescrizioni supplementari volte a garantire che gli animali non compromettano lo
        stato sanitario di tali specifici Stati membri in relazione a tali malattie.
   (46) Dovrebbero applicarsi norme speciali relative al paese terzo o territorio di origine e
        prescrizioni supplementari in materia di sanità animale qualora gli ungulati siano
        originari di uno stabilimento confinato e siano destinati all'ingresso in uno
        stabilimento confinato nell'Unione. Le norme speciali dovrebbero tenere conto della
        specificità di tali stabilimenti confinati e delle condizioni specifiche cui si conformano
        per essere riconosciuti dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine e
        dall'autorità competente degli Stati membri di destinazione.
   (47) Lo stabilimento confinato di origine potrebbe essere situato in un paese terzo o
        territorio non elencato per l'ingresso nell'Unione della specifica specie di ungulati.
        Occorrerà tuttavia valutare la legislazione nazionale e i servizi veterinari del paese
        terzo o territorio. Inoltre lo stabilimento di origine dovrebbe conformarsi a prescrizioni
        supplementari per quanto riguarda la sorveglianza delle malattie, la supervisione
        veterinaria, la conservazione della documentazione e le operazioni. Al fine di
        assicurare che tali garanzie possano essere fornite, il presente regolamento dovrebbe
        stabilire condizioni specifiche per il riconoscimento di tali stabilimenti confinati da
        parte dell'autorità competente nel paese terzo o territorio. Lo Stato membro di
        destinazione dovrebbe compilare un elenco di tali stabilimenti confinati, a seguito
        dell'esito favorevole di una valutazione del rischio, da parte dell'autorità competente in
IT                                                11                                                IT
 ---pagebreak---         tale Stato membro, di tutte le informazioni pertinenti fornite dallo stabilimento in
        merito ai rischi per la sanità animale implicati.
   (48) È opportuno che si applichino prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per
        l'ingresso nell'Unione di pollame e volatili in cattività per far fronte ai rischi specifici
        posti dalle malattie elencate pertinenti per tali animali. Tali prescrizioni dovrebbero
        tenere conto della categoria, della specie e dell'uso previsto del pollame e dei volatili
        in cattività, e garantire una protezione efficace contro la diffusione nell'Unione di
        malattie che suscitano preoccupazione in provenienza da paesi terzi o da territori.
   (49) Al fine di agevolare gli scambi di partite di piccole quantità di pollame, è opportuno
        stabilire prescrizioni e deroghe specifiche per le partite di meno di 20 capi di pollame
        diversi dai ratiti.
   (50) Tenendo conto delle attività e dei rischi per la sanità animale associati ai volatili in
        cattività, è opportuno consentire l'ingresso nell'Unione di partite di tali animali solo se
        provengono da stabilimenti riconosciuti dalle autorità competenti nel paese terzo o
        territorio di origine dei volatili in cattività o nella loro zona. I volatili in cattività
        dovrebbero essere sottoposti a quarantena al loro arrivo nell'Unione per confermare
        l'assenza di qualsiasi malattia che suscita preoccupazione.
   (51) Inoltre, qualora le partite di volatili e uova da cova siano destinate a Stati membri
        aventi lo status di indenne da infezione da virus della malattia di Newcastle senza
        vaccinazione, tali partite dovrebbero conformarsi a prescrizioni supplementari per
        garantire di non compromettere lo stato sanitario di tali specifici Stati membri in
        relazione a tale malattia.
   (52) L'infestazione da piccolo coleottero dell'alveare (Aethina tumida) è una delle malattie
        che suscitano la maggiore preoccupazione per le api. È relativamente esotica per
        l'Unione, ma si è diffusa a livello mondiale negli ultimi decenni, creando gravi
        problemi per l'industria dell'apicoltura e colpendo potenzialmente anche i bombi.
        L'acaro Tropilaelaps (Tropilaelaps spp.) è un patogeno potenzialmente devastante per
        le api mellifere. Anch'esso è esotico per l'Unione. Attualmente non sono disponibili
        terapie efficaci e sicure contro tali malattie. Se entrassero nell'Unione attraverso
        l'ingresso di partite, tali malattie rappresenterebbero un rischio per la sostenibilità del
        settore dell'apicoltura e non solo, con potenziali ripercussioni sull'agricoltura e
        sull'ambiente, che beneficiano dell'opera di impollinazione delle api detenute e
        selvatiche.
   (53) Occasionalmente si registrano casi di peste americana nell'Unione, ma tale malattia è
        oggetto di controllo per quanto riguarda gli scambi di api mellifere e alcune zone
        dell'Unione sono state riconosciute indenni da acaro Varroa e protette da garanzie
        commerciali supplementari atte a salvaguardare i luoghi di destinazione nell'Unione.
        Le norme a livello dell'Unione sono state e restano essenziali per ridurre il rischio di
        ingresso nell'Unione dei suddetti agenti patogeni allorché associati alle partite di api
        mellifere e di bombi. È pertanto opportuno che tali norme siano stabilite nel presente
        regolamento.
   (54) L'infestazione da piccolo coleottero dell'alveare e da acaro Tropilaelaps può essere
        individuata facilmente solo per le api mellifere regine senza covata e scortate da un
        piccolo numero di operaie accompagnatrici in gabbiette individuali; di conseguenza,
        l'ingresso di api mellifere nell'Unione dovrebbe essere limitato a tali partite.
   (55) Le colonie di bombi allevate e riprodotte in stabilimenti isolati dal punto di vista
        ambientale sono spesso commercializzate per l'orticoltura. In considerazione delle
IT                                                12                                                 IT
 ---pagebreak---         strutture, delle procedure e dei contenitori chiusi comunemente utilizzati per le colonie
        spedite, è opportuno che sia consentito l'ingresso nell'Unione di bombi (Bombus spp.)
        soltanto per le colonie allevate, riprodotte e poste in contenitori in condizioni
        ambientali controllate in stabilimenti e che possono essere sottoposte a controlli per
        garantirne l'indennità dall'infestazione da piccolo coleottero dell'alveare.
   (56) A causa dei suoi potenziali effetti sull'uomo e sugli animali, la rabbia è la malattia
        elencata di cani, gatti e furetti che suscita la maggiore preoccupazione nell'Unione. Gli
        Stati membri sono pertanto tenuti ad attuare un programma di eradicazione
        obbligatorio contro l'infezione da rabbia conformemente al regolamento delegato (UE)
        2019/... della Commissione per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza,
        ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
        malattie elencate ed emergenti [documento C(2019)4056]. Per evitare ogni possibilità
        di introduzione della rabbia nell'Unione è opportuno che la vaccinazione sia prescritta
        per tutte le partite di cani, gatti e furetti in entrata, tenendo conto della disponibilità e
        dell'efficacia dei vaccini esistenti contro la malattia.
   (57) I cani destinati all'ingresso in uno Stato membro avente lo status di indenne da malattia
        o un programma di eradicazione approvato per l'Echinococcus multilocularis
        dovrebbero conformarsi a prescrizioni supplementari affinché sia garantita la
        protezione di tale status in questi Stati membri. A tale riguardo è opportuno applicare
        un trattamento preventivo a tali cani prima che entrino nell'Unione. Nel caso di cani,
        gatti e furetti destinati a uno stabilimento confinato nell'Unione, dovrebbero tuttavia
        applicarsi norme speciali relative alla rabbia e all'infestazione da Echinococcus
        multilocularis e prescrizioni supplementari in materia di sanità animale, tenuto conto
        della specificità delle attività di tali stabilimenti e delle condizioni specifiche in cui gli
        animali vi sono detenuti.
   (58) Il materiale germinale può comportare un rischio significativo di diffusione di malattie
        animali. Ciò vale in particolare per lo sperma, ma in misura minore anche per gli
        ovociti e gli embrioni. Poiché il materiale germinale è raccolto o prodotto da un
        numero limitato di donatori ma utilizzato ampiamente nella popolazione animale in
        generale, se non è manipolato correttamente o non è classificato con il corretto stato
        sanitario può costituire una fonte di malattie per molti animali. Casi del genere si sono
        verificati in passato e hanno determinato notevoli perdite economiche. È pertanto
        necessario prevedere prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso
        nell'Unione di materiale germinale di determinati animali terrestri detenuti.
   (59) Le prescrizioni per l'ingresso nell'Unione del materiale germinale di ungulati
        dovrebbero basarsi sulle prescrizioni per l'ingresso nell'Unione degli animali vivi.
   (60) Le prescrizioni specifiche per gli stabilimenti di materiale germinale in cui è raccolto,
        prodotto, trasformato e immagazzinato il materiale germinale di ungulati ammissibile
        all'ingresso nell'Unione dovrebbero corrispondere a quelle stabilite per i movimenti
        all'interno dell'Unione. Lo stesso approccio vale per le prescrizioni in materia di
        tracciabilità e di sanità animale applicabili al materiale germinale.
   (61) Data la necessità di spostare il materiale germinale da stabilimenti confinati situati in
        paesi terzi a stabilimenti confinati situati nell'Unione, il presente regolamento
        dovrebbe stabilire prescrizioni speciali in materia di tracciabilità e di sanità animale
        per tale ingresso.
   (62) Le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione delle uova da
        cova dovrebbero far fronte ai rischi relativi alle malattie elencate che le diverse
IT                                                  13                                                 IT
 ---pagebreak---         categorie di uova da cova potrebbero introdurre nell'Unione. Tali prescrizioni
        dovrebbero pertanto corrispondere a quelle per l'ingresso nell'Unione delle rispettive
        specie o categorie di volatili.
   (63) Qualora le uova da cova di pollame siano destinate all'ingresso in Stati membri aventi
        lo status di indenne da infezione da virus della malattia di Newcastle senza
        vaccinazione, le uova dovrebbero conformarsi a prescrizioni supplementari affinché lo
        status di tali specifici Stati membri non sia compromesso.
   (64) I prodotti di origine animale possono trasmettere agenti patogeni ad animali e prodotti.
        Il rischio per la sanità animale connesso ai prodotti freschi e crudi di origine animale è
        ovviamente superiore a quello connesso ai prodotti che sono stati trasformati e trattati.
        Le prescrizioni in materia di sanità animale per il paese terzo o territorio di origine
        delle carni fresche, del latte crudo, del colostro e dei prodotti ottenuti dal colostro
        dovrebbero pertanto essere più rigorose di quelle per i prodotti a base di carne e per i
        prodotti lattiero-caseari. Il trattamento applicato a tali prodotti trattati deve tuttavia
        essere efficace nel ridurre il rischio che comportano a seconda delle specie di origine
        del prodotto e del paese o territorio di origine.
   (65) I trattamenti di riduzione dei rischi applicabili ai prodotti di origine animale originari
        di zone soggette a restrizioni istituite in caso di conferma di malattie di categoria A
        nell'Unione sono stabiliti nel regolamento delegato (UE) 2019/XXX della
        Commissione [documento C(2019)4057]6, sulla base delle conoscenze scientifiche
        disponibili e dell'esperienza acquisita nell'applicazione di normative precedenti. Gli
        stessi trattamenti di riduzione dei rischi dovrebbero pertanto applicarsi ai prodotti
        originari di paesi terzi, territori o loro zone che presentano un rischio equivalente per
        la sanità animale.
   (66) I rischi connessi alle carni fresche che entrano nell'Unione dovrebbero essere ridotti
        mediante prescrizioni sull'indennità da malattia del paese terzo o territorio di origine e
        mediante prescrizioni sulle malattie animali per gli animali vivi da cui sono ottenute le
        carni, sulla spedizione degli animali detenuti alla macellazione, sulle operazioni di
        macellazione e abbattimento e sulle operazioni di manipolazione e preparazione.
   (67) Le carni fresche di animali terrestri possono essere ottenute da animali detenuti,
        compresa la selvaggina d'allevamento quale definita nel regolamento (CE) n.
        853/2004, e da animali selvatici. Nell'Unione tuttavia la carne ottenuta da animali
        detenuti come animali da reddito, in particolare quelli appartenenti alle specie Bos
        taurus, Capra hirchus, Ovis aries e Sus scrofa, deve essere ottenuta in un macello. Al
        fine di fornire garanzie adeguate ed equivalenti, è pertanto opportuno escludere tali
        specie dalla possibilità di essere classificate come selvaggina d'allevamento o animali
        selvatici qualora le carni fresche destinate all'ingresso nell'Unione provengano da
        esse.
   (68) Quando insorge un focolaio di una malattia animale pertinente in un paese terzo o
        territorio, la data e il luogo di macellazione degli animali detenuti o la data di
        abbattimento degli animali selvatici o della selvaggina d'allevamento sono
        fondamentali per stabilire i possibili rischi per la sanità animale connessi a tali animali
        e prodotti di origine animale da essi ottenuti. Occorre pertanto stabilire la data di
        macellazione o di abbattimento per verificare che gli animali siano stati macellati o
   6
        Regolamento delegato (UE) 2019/xxx della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/429 del
        Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme relative alla prevenzione e al
        controllo di determinate malattie elencate [documento C(2019)4057].
IT                                                     14                                                 IT
 ---pagebreak---         abbattuti in un periodo privo di focolai di malattie e in cui il paese terzo o territorio
        figurava negli elenchi dei paesi e territori autorizzati a far entrare carni fresche
        nell'Unione.
   (69) Il tipo di trattamento da applicare ai prodotti di origine animale dovrebbe essere
        commisurato al rischio posto dal paese terzo o territorio o dalla loro zona in cui è stato
        fabbricato il prodotto. L'ingresso nell'Unione di prodotti trasformati di origine animale
        che sono stati sottoposti a trattamenti la cui efficacia nell'eliminare i rischi connessi
        alle malattie elencate che suscitano preoccupazione per la particolare categoria di
        prodotti di origine animale non è stata dimostrata dovrebbe essere autorizzato
        unicamente a partire da paesi terzi o territori o loro zone che offrono tutte le garanzie
        di indennità dalle pertinenti malattie. Per i paesi terzi o territori o loro zone che non
        forniscono tutte queste garanzie, l'ingresso nell'Unione di prodotti di origine animale
        dovrebbe essere consentito solo se tali prodotti sono stati sottoposti a un trattamento
        specifico.
   (70) In alcuni casi un paese terzo, un territorio o una loro zona ottengono le carni crude per
        la produzione di prodotti a base di carne da un paese terzo, un territorio o una loro
        zona elencati per l'ingresso nell'Unione di prodotti a base di carne delle specie
        pertinenti a condizione di aver subito un trattamento specifico. In tali casi il prodotto a
        base di carne dovrebbe sempre essere sottoposto al trattamento specifico più rigoroso
        per ridurre tutti i possibili rischi per la sanità animale.
   (71) I prodotti a base di carne contenenti carni di pollame provenienti da un paese terzo, un
        territorio o una loro zona in cui si è registrato un focolaio di influenza aviaria ad alta
        patogenicità o di infezione da virus della malattia di Newcastle dovrebbero essere
        sottoposti a un trattamento che sia efficace nel ridurre il rischio nel paese terzo, nel
        territorio o nella loro zona elencati per l'ingresso nell'Unione. In tal modo si può
        consentire il proseguimento degli scambi prima di passare all'attuazione di misure di
        controllo come la regionalizzazione. L'applicazione immediata di un trattamento di
        riduzione dei rischi a seguito di un focolaio riduce i rischi per la sanità animale e al
        tempo stesso limita l'impatto sugli scambi.
   (72) Quando i prodotti a base di carne sono fabbricati a partire da carni fresche di specie
        diverse, il trattamento applicato dovrebbe eliminare tutti i possibili rischi per la sanità
        animale. Pertanto, se il trattamento viene applicato prima della miscelazione, i diversi
        tipi di carni fresche dovrebbero essere sottoposte al trattamento corrispondente
        assegnato alle specie di origine delle carni fresche. Se invece il trattamento è applicato
        dopo la miscelazione, il prodotto finale a base di carne dovrebbe essere sottoposto al
        trattamento assegnato all'ingrediente, tra le carni fresche, con il maggiore rischio per la
        sanità animale.
   (73) I trattamenti per ridurre i rischi specifici per la sanità animale connessi all'ingresso di
        budelli dovrebbero essere riesaminati e aggiornati tenendo conto delle conclusioni e
        delle raccomandazioni derivanti dai più recenti riscontri scientifici valutati dal gruppo
        di esperti scientifici sulla salute e sul benessere degli animali dell'Autorità europea per
        la sicurezza alimentare (EFSA)7.
   (74) Le condizioni per l'ingresso nell'Unione di latte crudo, prodotti lattiero-caseari,
        colostro e prodotti ottenuti dal colostro si basano sui rischi che tali prodotti
   7
        Gruppo di esperti scientifici sulla salute e sul benessere degli animali dell'EFSA (AHAW); Scientific
        Opinion on animal health risk mitigation treatments as regards imports of animal casings. EFSA
        Journal 2012; 10(7):2820. [32pp.] doi:10.2903/j.efsa.2012.2820. Disponibile online all'indirizzo:
        www.efsa.europa.eu/efsajournal.
IT                                                     15                                                     IT
 ---pagebreak---         comportano per la sanità animale. Tali rischi sono connessi al paese o territorio di
        origine o alla loro zona e alle specie animali da cui i suddetti prodotti sono stati
        ottenuti. L'afta epizootica e l'infezione da virus della peste bovina sono le due malattie
        che suscitano preoccupazione nel caso del latte e del colostro, pertanto il latte crudo e
        il colostro dovrebbero entrare soltanto da paesi terzi o territori o da loro zone indenni
        da tali malattie. Anche i prodotti ottenuti dal colostro dovrebbero provenire
        esclusivamente da tali paesi terzi, territori o zone, in quanto non esistono trattamenti di
        riduzione dei rischi scientificamente provati per garantire la distruzione dell'agente
        patogeno in tale categoria di prodotti.
   (75) Per il latte ottenuto da Bos taurus, Ovis aries, Capra hircus, Bubalus bubalis e
        Camelus dromedarius, il rischio connesso all'afta epizootica può essere attenuato con
        l'applicazione di specifici trattamenti noti di riduzione dei rischi. Tuttavia, poiché
        l'efficacia di alcuni di tali trattamenti non può essere garantita per i prodotti lattiero-
        caseari ottenuti da specie animali diverse da Bos taurus, Ovis aries, Capra hircus,
        Bubalus bubalis e Camelus dromedarius, tali prodotti dovrebbero essere sottoposti al
        trattamento di riduzione dei rischi più rigoroso.
   (76) I trattamenti per i prodotti di origine animale dovrebbero essere sempre effettuati nel
        paese terzo o territorio di origine o nella loro zona elencati per l'ingresso di tali
        prodotti nell'Unione.
   (77) Gli animali acquatici delle specie elencate sono talvolta trasportati via mare in navi,
        comprese barche vivaio, che possono effettuare un ricambio di acqua durante il
        viaggio. In tali casi, oltre che da un certificato sanitario, gli animali dovrebbero essere
        accompagnati anche da una dichiarazione firmata dal comandante della nave che
        riporta i dati dei porti di origine e di destinazione e di tutti gli altri porti visitati durante
        il viaggio. Tale dichiarazione dovrebbe confermare che gli animali delle specie
        elencate a bordo della nave non sono stati esposti a condizioni che potrebbero averne
        alterato lo stato sanitario nel corso del viaggio fino alla destinazione finale.
   (78) Gli animali acquatici possono entrare nell'Unione per numerosi scopi diversi. Dato il
        rischio di malattia connesso ai movimenti di animali vivi, è opportuno che gli animali
        acquatici che entrano nell'Unione per il consumo umano siano trattati allo stesso modo
        di quelli che entrano nell'Unione per altri scopi, come l'agricoltura o il rilascio in
        natura. I prodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici diversi dagli animali
        acquatici vivi rappresentano un rischio inferiore rispetto agli animali acquatici, e le
        misure da adottare in relazione a tali prodotti che entrano nell'Unione ai fini
        dell'ulteriore trasformazione sono pertanto meno rigorose di quelle che si applicano
        agli animali vivi.
   (79) Il rilascio di animali acquatici nelle acque naturali costituisce un'attività ad alto rischio
        se tali animali sono infetti da una malattia elencata. Per tale motivo, in particolare per
        le malattie di categoria A e B, il paese terzo o territorio di origine, la loro zona o il loro
        compartimento dovrebbero essere indenni da tali malattie se gli animali acquatici sono
        destinati ad essere rilasciati nelle acque naturali dell'Unione. Inoltre gli animali
        acquatici introdotti nell'Unione per essere rilasciati nelle acque naturali dovrebbero in
        ogni caso provenire da un paese terzo, un territorio, una zona o un compartimento
        dichiarati indenni da una malattia di categoria C anche se lo Stato membro o la zona o
        il compartimento di destinazione non sono indenni da tale malattia.
   (80) Nel caso delle malattie acquatiche, gli Stati membri possono adottare misure nazionali
        a norma dell'articolo 226 della "normativa in materia di sanità animale" intese a
        limitare le ripercussioni di malattie diverse dalle malattie elencate, sul loro territorio.
IT                                                 16                                                     IT
 ---pagebreak---         In tali casi anche le partite di specie sensibili alle malattie cui si applicano tali misure
        nazionali devono essere originarie di paesi terzi, territori, loro zone o compartimenti
        indenni da tali malattie.
   (81) L'articolo 226 della "normativa in materia di sanità animale" rispecchia lo stesso
        intento di cui all'articolo 43 della direttiva 2006/88/CE, in quanto consente agli Stati
        membri di adottare misure nazionali contro malattie non elencate. È pertanto
        opportuno continuare a riconoscere l'elenco delle malattie e le specie pertinenti per cui
        tali misure sono state messe in atto. Tali informazioni dovrebbero figurare nel presente
        regolamento.
   (82) All'interno dell'Unione si applicano determinate norme in materia di registrazione e di
        riconoscimento degli stabilimenti di acquacoltura. La distinzione tra gli stabilimenti
        che possono essere registrati e quelli che devono essere riconosciuti si basa sul rischio
        che comportano di contrarre o diffondere una malattia. È pertanto importante che gli
        animali d'acquacoltura che entrano nell'Unione da stabilimenti di acquacoltura situati
        in un paese terzo o in un territorio o in una loro zona o in un loro compartimento
        provengano da stabilimenti di acquacoltura valutati in modo analogo. In tale contesto
        detti stabilimenti dovrebbero soddisfare prescrizioni di registrazione o di
        riconoscimento almeno altrettanto rigorose di quelle previsti per tali stabilimenti
        all'interno dell'Unione.
   (83) Non in tutte le situazioni è obbligatorio applicare la prescrizione che gli animali
        acquatici delle specie elencate e i prodotti di origine animale ottenuti da tali animali
        siano originari di un paese terzo o territorio o di una loro zona o un loro
        compartimento indenni da malattia. Determinate misure di riduzione dei rischi
        possono essere adottate per facilitare l'ingresso nell'Unione di animali acquatici e di
        determinati prodotti di origine animale da essi ottenuti che non hanno tale origine. Per
        gli animali acquatici delle specie elencate sono accettabili alcune misure di riduzione
        dei rischi, mentre per i prodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici diversi
        dagli animali acquatici vivi, dato il livello inferiore di rischio connesso a tali
        movimenti, sono accettabili altre misure meno rigide di riduzione dei rischi.
   (84) Tra le misure di riduzione dei rischi che si applicano agli animali acquatici vi è il loro
        invio, dopo l'ingresso nell'Unione, a uno stabilimento di alimenti di origine acquatica
        autorizzato a lottare contro le malattie, a uno stabilimento confinato o a uno
        stabilimento riconosciuto di quarantena. Svariate altre misure di riduzione dei rischi si
        applicano ai molluschi e ai crostacei delle specie elencate che entrano nell'Unione vivi
        e in conformità al regolamento (UE) n. 853/2004, ma che rappresentano un rischio
        accettabile per via delle modalità di trattamento o imballaggio cui sono stati sottoposti
        prima della spedizione o perché non sono destinati al magazzinaggio nell'Unione
        prima di essere trasformati.
   (85) È possibile derogare alle prescrizioni secondo cui determinati prodotti di origine
        animale ottenuti da animali acquatici diversi dagli animali acquatici vivi devono essere
        originari di un paese terzo o territorio, una loro zona o un loro compartimento indenni
        dalle pertinenti malattie elencate. Le misure di riduzione dei rischi che consentono lo
        svolgersi di tali scambi commerciali possono consistere nell'inviare i prodotti di
        origine animale a uno stabilimento di alimenti di origine acquatica autorizzato a lottare
        contro le malattie nell'Unione ai fini dell'ulteriore trasformazione, oppure nel garantire
        che i prodotti di origine animale siano costituiti da pesci che sono stati macellati ed
        eviscerati prima di essere spediti nell'Unione. In entrambi i casi il rischio posto dai
        prodotti di origine animale è considerato trascurabile.
IT                                               17                                                  IT
 ---pagebreak---    (86) Il regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione stabilisce un elenco
        di specie acquatiche e gruppi di specie acquatiche che comportano un notevole rischio
        di diffusione delle malattie elencate di cui all'articolo 5 e all'allegato II della
        "normativa in materia di sanità animale". L'elenco comprende anche un elenco di
        specie vettrici, riportato nella colonna 4 della tabella di cui all'allegato di detto
        regolamento. Molte di queste specie, tuttavia, non agiscono come vettrici in tutte le
        circostanze. Le informazioni specifiche relative alle circostanze in cui tali specie sono
        considerate vettrici delle malattie elencate in caso di movimenti figurano nell'allegato
        XXX del presente regolamento. Non sono contemplati dalle norme stabilite dal
        presente regolamento gli animali acquatici delle specie elencate in circostanze in cui
        dette specie non soddisfano le condizioni per essere vettrici. In considerazione del
        livello inferiore di rischio posto dai prodotti di origine animale ottenuti da animali
        acquatici diversi dagli animali acquatici vivi, le misure stabilite nel presente
        regolamento in relazione a tali prodotti non si applicano alle specie elencate nella
        colonna 4 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE)
        2018/1882 della Commissione.
   (87) Tutte le deroghe e le prescrizioni in materia di manipolazione previste nel presente
        regolamento in relazione agli animali acquatici delle specie elencate e ai prodotti di
        origine animale ottenuti da tali specie elencate diverse dagli animali acquatici vivi
        dovrebbero applicarsi anche alle specie elencate nella colonna 4 della tabella di cui
        all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione per cui
        gli Stati membri hanno adottato misure nazionali a norma dell'articolo 226 della
        "normativa in materia di sanità animale". Analogamente, tali deroghe e prescrizioni in
        materia di manipolazione dovrebbero applicarsi anche a determinate specie sensibili.
   (88) È importante che gli animali acquatici delle specie elencate e le acque in cui sono
        trasportati siano manipolati in modo appropriato dopo l'ingresso nell'Unione per
        garantire che non comportino un rischio di malattia. Una manipolazione adeguata
        consiste anche nel garantire che gli animali siano trasportati direttamente al luogo di
        destinazione e non siano rilasciati o altrimenti immersi nelle acque naturali
        dell'Unione, dove potrebbero causare un potenziale rischio di malattia.
   (89) In alcuni casi, tuttavia, l'autorità competente nel luogo di destinazione può concedere
        l'autorizzazione a rilasciare tali animali nelle acque naturali. In tutti questi casi
        dovrebbe spettare all'autorità competente garantire che il rilascio o l'immersione non
        compromettano lo stato sanitario nel luogo del rilascio. Inoltre, anche se le acque
        riceventi non sono indenni da una determinata malattia di categoria C, gli animali da
        rilasciare dovrebbero essere indenni da malattia, al fine di garantire il raggiungimento
        del migliore stato sanitario generale per le popolazioni selvatiche nelle acque naturali
        dell'Unione.
   (90) In relazione ai rischi per la sanità animale implicati, tutti i movimenti di transito
        attraverso l'Unione dovrebbero essere considerati come movimenti per l'ingresso
        nell'Unione in quanto comportano lo stesso livello di rischio. I movimenti di transito
        dovrebbero pertanto soddisfare tutte le pertinenti prescrizioni per l'ingresso
        nell'Unione. Dovrebbero essere tuttavia stabilite deroghe e norme speciali per il
        transito nel quadro di condizioni specifiche di riduzione dei rischi connesse al luogo di
        origine. Tali deroghe e norme speciali sono intese a disciplinare situazioni in cui
        l'Unione non è la destinazione finale degli animali e dei prodotti da essi derivati e a
        tenere conto di vincoli geografici e fattori geopolitici.
IT                                               18                                               IT
 ---pagebreak---    (91) È inoltre opportuno stabilire deroghe e norme speciali per il transito tra Stati membri
        di partite di animali e prodotti da essi derivati attraverso un paese terzo o territorio.
        Ciò permette di gestire situazioni in cui tale tipo di ingresso nell'Unione è prescritto da
        uno Stato membro.
   (92) In alcuni casi i prodotti originari dell'Unione sono respinti dalle autorità competenti di
        un paese terzo o di un territorio a seguito di controlli effettuati alle loro frontiere. È
        opportuno adottare norme speciali in conformità all'articolo 239 della "normativa in
        materia di sanità animale" per consentire il ritorno di tali prodotti sulla base del fatto
        che sono stati fabbricati a norma della legislazione dell'Unione in materia di sanità
        animale.
   (93) Sono inoltre necessarie norme speciali per il ritorno nell'Unione di cavalli registrati
        dopo un'esportazione temporanea in paesi terzi per partecipare a corse, competizioni e
        manifestazioni culturali equestri.
   (94) Ai fini di un'applicazione uniforme della legislazione dell'Unione in materia di
        ingresso nell'Unione di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale e
        onde garantirne la chiarezza e trasparenza, il presente regolamento dovrebbe abrogare
        il regolamento (UE) n. 206/2010 della Commissione8, il regolamento di esecuzione
        (UE) 139/2013 della Commissione9, il regolamento (UE) n. 605/2010 della
        Commissione10, il regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione11, la decisione
        2007/777/CE della Commissione12, il regolamento (CE) n. 119/2009 della
        Commissione13, il regolamento (UE) n. 28/2012 della Commissione14 e il regolamento
        di esecuzione (UE) 2016/759 della Commissione15.
   8
        Regolamento (UE) n. 206/2010 della Commissione, del 12 marzo 2010, che istituisce elenchi di paesi
        terzi, territori o loro parti autorizzati a introdurre nell'Unione europea determinati animali e carni
        fresche e che definisce le condizioni di certificazione veterinaria (GU L 73 del 20.3.2010, pag. 1).
   9
        Regolamento di esecuzione (UE) n. 139/2013 della Commissione, del 7 gennaio 2013, che stabilisce le
        condizioni di polizia sanitaria per le importazioni nell'Unione di determinati volatili e le relative
        condizioni di quarantena (GU L 47 del 20.2.2013, pag. 1).
   10
        Regolamento (UE) n. 605/2010 della Commissione, del 2 luglio 2010, che stabilisce le condizioni
        sanitarie e di polizia sanitaria e la certificazione veterinaria per l'introduzione nell'Unione europea di
        latte crudo, prodotti a base di latte, colostro e prodotti a base di colostro destinati al consumo umano
        (GU L 175 del 10.7.2010, pag. 1).
   11
        Regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione, dell'8 agosto 2008, che istituisce un elenco di paesi
        terzi, loro territori, zone o compartimenti da cui sono consentiti le importazioni e il transito nella
        Comunità di pollame e prodotti a base di pollame e che definisce le condizioni di certificazione
        veterinaria (GU L 226 del 23.8.2008, pag. 1).
   12
        Decisione 2007/777/CE della Commissione, del 29 novembre 2007, che definisce le condizioni
        sanitarie e di polizia sanitaria nonché i modelli dei certificati per le importazioni da paesi terzi di
        prodotti a base di carne e stomaci, vesciche e intestini trattati destinati al consumo umano e abroga la
        decisione 2005/432/CE (GU L 312 del 30.11.2007, pag. 49).
   13
        Regolamento (CE) n. 119/2009 della Commissione, del 9 febbraio 2009, che stabilisce un elenco di
        paesi terzi, o di parti di essi, nonché i requisiti di certificazione veterinaria ai fini dell'importazione nella
        Comunità, o del transito sul suo territorio, della carne dei leporidi selvatici, di alcuni mammiferi
        terrestri selvatici e dei conigli d'allevamento (GU L 39 del 10.2.2009, pag. 12).
   14
        Regolamento (UE) n. 28/2012 della Commissione, dell'11 gennaio 2012, che fissa requisiti per
        importare nell'Unione e per consentire il transito attraverso di essa di alcuni prodotti composti e che
        modifica la decisione 2007/275/CE nonché il regolamento (CE) n. 1162/2009 (GU L 12 del 14.1.2012,
        pag. 1).
   15
        Regolamento di esecuzione (UE) 2016/759 della Commissione, del 28 aprile 2016, relativo alla
        definizione di elenchi di paesi terzi, parti di paesi terzi e territori dai quali gli Stati membri autorizzano
        l'introduzione nell'Unione di determinati prodotti di origine animale destinati al consumo umano e alla
        determinazione delle specifiche dei certificati, recante modifica del regolamento (CE) n. 2074/2005 e
        abrogazione della decisione 2003/812/CE (GU L 126 del 14.5.2016, pag. 13).
IT                                                         19                                                             IT
 ---pagebreak---    (95) Le norme contenute nel presente regolamento sono correlate con, e integrano, quelle
        della "normativa in materia di sanità animale" che si applica a decorrere dal 21 aprile
        2021. Per questo motivo e per facilitare l'applicazione del nuovo quadro giuridico in
        materia di sanità animale, anche il presente regolamento dovrebbe applicarsi a
        decorrere dal 21 aprile 2021,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           PARTE I
                                       Norme generali
                                            TITOLO 1
             OGGETTO, AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
                                             Articolo 1
                                  Oggetto e ambito di applicazione
   1.    Il presente regolamento stabilisce norme integrative in materia di sanità animale
         relative all'ingresso nell'Unione di partite di determinate specie e categorie di
         animali, materiale germinale e prodotti di origine animale da paesi terzi o territori o
         loro zone o, in caso di animali di acquacoltura, da loro compartimenti. Esso stabilisce
         inoltre norme riguardanti i movimenti e la manipolazione di tali partite dopo
         l'ingresso nell'Unione.
   2.    La parte I stabilisce:
         a)     gli obblighi per le autorità competenti degli Stati membri di autorizzare
                l'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di
                origine animale delle specie e categorie di animali di cui alle parti da II a VI
                (articoli 3 e 4);
         b)     gli obblighi degli operatori per quanto riguarda l'ingresso nell'Unione, e i
                movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, di partite di animali, materiale
                germinale e prodotti di origine animale di cui alle parti da II a VI (articolo 5);
         c)     le prescrizioni generali in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione, e
                per i movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, delle partite di cui alle
                lettere a) e b), come pure le deroghe a tali prescrizioni generali, applicabili a
                tutte le specie e categorie di animali, materiale germinale e prodotti di origine
                animale di cui alle parti da II a VI (articoli da 6 a 10).
   3.    La parte II stabilisce le prescrizioni generali in materia di sanità animale per
         l'ingresso nell'Unione, i movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, come pure le
         deroghe a tali prescrizioni, per quanto riguarda determinati animali terrestri (titolo 1).
         Tale parte stabilisce inoltre le prescrizioni specifiche in materia di sanità animale
         anch'esse applicabili a ciascuna di tali specie e categorie di animali terrestri, in
         particolare:
         a)     ungulati detenuti delle specie elencate (titolo 2);
         b)     pollame e volatili in cattività, esclusi i volatili in cattività importati per
                programmi di conservazione approvati dall'autorità competente dello Stato
                membro di destinazione (titolo 3);
         c)     api mellifere (Apis mellifera) e bombi (Bombus spp.) (titolo 4);
IT                                                20                                                IT
 ---pagebreak---             d)     cani, gatti e furetti (titolo 5).
   4.       La parte III stabilisce le prescrizioni generali in materia di sanità animale per
            l'ingresso nell'Unione, i movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, come pure le
            deroghe a tali prescrizioni, per quanto riguarda il materiale germinale delle seguenti
            specie e categorie di animali terrestri detenuti:
            a)     bovini, suini, ovini, caprini ed equini (titolo 1);
            b)     pollame e volatili in cattività (titolo 2);
            c)     animali diversi da quelli elencati alle lettere a) e b) (titolo 3).
   5.       La parte IV stabilisce le prescrizioni generali in materia di sanità animale per
            l'ingresso nell'Unione, i movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, come pure le
            deroghe a tali prescrizioni, per quanto riguarda i prodotti di origine animale delle
            seguenti specie e categorie di animali terrestri:
            a)     ungulati detenuti e selvatici delle specie elencate;
            b)     pollame;
            c)     selvaggina da penna.
   6.       La parte V stabilisce le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso
            nell'Unione, i movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso, come pure le deroghe a
            tali prescrizioni, per quanto riguarda le seguenti specie di animali acquatici in tutte le
            fasi della vita e i loro prodotti di origine animale, ad esclusione degli animali
            acquatici selvatici e dei prodotti di origine animale ottenuti da tali animali acquatici
            selvatici sbarcati da pescherecci per il consumo umano diretto:
            a)     pesci delle specie elencate appartenenti alla superclasse Agnatha e alle classi
                   Chondrichthyes, Sarcopterygii e Actinopterygii;
            b)     molluschi acquatici delle specie elencate appartenenti al phylum Mollusca;
            c)     crostacei acquatici delle specie elencate appartenenti al subphylum Crustacea;
            d)     animali acquatici delle specie elencate nell'allegato XXIX che sono sensibili
                   alle malattie acquatiche per le quali alcuni Stati membri applicano misure
                   nazionali intese a limitare le ripercussioni di malattie diverse dalle malattie
                   elencate di cui all'articolo 226 del regolamento (UE) 2016/429.
   7.       La parte VI stabilisce le norme generali, alcune deroghe e prescrizioni supplementari
            per il transito nell'Unione e per il ritorno nell'Unione di determinate specie e
            categorie di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale.
   8.       La parte VII stabilisce le disposizioni finali.
                                                   Articolo 2
                                                  Definizioni
   Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni stabilite nel regolamento di
   esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione e nell'allegato I del regolamento (CE) n.
   853/2004, tranne nel caso in cui tali definizioni riguardino termini che sono definiti nel
   secondo comma del presente articolo.
   Si applicano inoltre le seguenti definizioni:
IT                                                     21                                              IT
 ---pagebreak---    1)  "paese terzo, territorio o loro zona elencati": un paese terzo, un territorio o una loro
       zona inclusi in un elenco di paesi terzi, territori o loro zone, o compartimenti in caso
       di animali di acquacoltura, da cui è autorizzato l'ingresso nell'Unione di specie e
       categorie specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale
       conformemente agli atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo 230, paragrafo 1,
       del regolamento (UE) 2016/429;
   2)  "l'elenco": l'elenco di paesi terzi, territori o loro zone, o compartimenti in caso di
       animali di acquacoltura, da cui è autorizzato l'ingresso nell'Unione di partite di specie
       e categorie specifiche di animali, materiale germinale o prodotti di origine animale
       mediante atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo 230, paragrafo 1, del
       regolamento (UE) 2016/429;
   3)  "mezzo di trasporto": i veicoli stradali o ferroviari, le navi e gli aeromobili;
   4)  "contenitore": qualsiasi cassa, box, alloggiamento o altra struttura rigida usati per il
       trasporto di animali, materiale germinale o prodotti di origine animale che non siano
       il mezzo di trasporto;
   5)  "bovino": un animale di una delle specie di ungulati appartenenti ai generi Bison, Bos
       (compresi i sottogeneri Bos, Bibos, Novibos e Poephagus) e Bubalus (compreso il
       sottogenere Anoa) nonché un animale derivato dall'incrocio di tali specie;
   6)  "ovino": un animale di una delle specie di ungulati appartenenti al genere Ovis
       nonché un animale derivato dall'incrocio di tali specie;
   7)  "caprino": un animale di una delle specie di ungulati appartenenti al genere Capra
       nonché un animale derivato dall'incrocio di tali specie;
   8)  "suino": un animale di una delle specie di ungulati appartenenti alla famiglia Suidae
       di cui all'allegato III del regolamento (UE) 2016/429;
   9)  "equino": un animale di una delle specie di solipedi appartenenti al genere Equus
       (compresi cavalli, asini e zebre) nonché un animale derivato dall'incrocio di tali
       specie;
   10) "camelide": un animale di una delle specie di ungulati appartenenti alla famiglia
       Camelidae di cui all'allegato III del regolamento (UE) 2016/429;
   11) "cervide": un animale di una delle specie di ungulati appartenenti alla famiglia
       Cervidae di cui all'allegato III del regolamento (UE) 2016/429;
   12) "equino registrato":
       a)     un animale riproduttore di razza pura delle specie Equus caballus ed Equus
              asinus, iscritto o idoneo a essere iscritto nella sezione principale di un libro
              genealogico istituito da un ente selezionatore o da un organismo di allevamento
              riconosciuto conformemente all'articolo 4 o all'articolo 34 del regolamento
              (UE) 2016/1012;
       b)     un animale detenuto della specie Equus caballus, registrato presso
              un'associazione od organismo internazionale, direttamente o tramite la sua
              federazione o le sue filiali nazionali, che gestisce cavalli per competizioni o
              corse ("cavallo registrato");
   13) "animali destinati alla macellazione": animali terrestri detenuti che devono essere
       trasportati a un macello, direttamente o dopo essere stati oggetto di un'operazione di
       raccolta;
IT                                             22                                                IT
 ---pagebreak---    14) "non sono stati segnalati casi di malattia": nessun animale o gruppo di animali di
       specie pertinenti detenuto nello stabilimento è stato classificato come caso
       confermato della malattia in questione ed è stato escluso qualsiasi caso sospetto di
       tale malattia;
   15) "gruppo sanitario": un gruppo di paesi terzi elencati in cui prevalgono rischi comuni
       in materia di sanità animale per quanto riguarda le malattie elencate per gli equini,
       che richiedono misure specifiche di riduzione dei rischi e garanzie sanitarie quando
       gli equini entrano nell'Unione;
   16) "gruppo": l'insieme del pollame o dei volatili in cattività aventi il medesimo stato
       sanitario, tenuti negli stessi locali o nello stesso recinto e che costituiscono un'unica
       unità epidemiologica; per quanto riguarda il pollame allevato al chiuso, il gruppo
       comprende tutti i volatili che dividono lo stesso ambiente;
   17) "pollame riproduttore": il pollame di 72 ore o più, destinato alla produzione di uova
       da cova;
   18) "pollame da reddito": il pollame di 72 ore o più, allevato per la produzione di carne,
       uova per il consumo o altri prodotti o per il ripopolamento di selvaggina da penna;
   19) "pulcini di un giorno": il pollame di meno di 72 ore;
   20) "ape mellifera": un animale appartenente alla specie Apis mellifera;
   21) "bombo": un animale di una delle specie appartenenti al genere Bombus;
   22) "cane": un animale detenuto della specie Canis lupus;
   23) "gatto": un animale detenuto della specie Felis silvestris;
   24) "furetto": un animale detenuto della specie Mustela putorius furo;
   25) "numero di riconoscimento unico": un numero assegnato dall'autorità competente;
   26) "uova esenti da organismi patogeni specifici": le uova da cova ottenute da
       "allevamenti di polli esenti da patogeni specificati", secondo quanto descritto nella
       Farmacopea europea, e destinate esclusivamente a usi diagnostici, di ricerca o
       farmaceutici;
   27) "partita di sperma, ovociti o embrioni" o "partita di materiale germinale": la quantità
       di sperma, ovociti, embrioni concepiti in vivo o embrioni prodotti in vitro spedita da
       un unico stabilimento riconosciuto di materiale germinale e accompagnata da un
       unico certificato sanitario;
   28) "sperma": l'eiaculato di uno o più animali, tal quale, preparato o diluito;
   29) "ovociti": le fasi aploidi dell'ootidogenesi comprendenti gli ovociti secondari e gli
       ovuli;
   30) "embrione": lo stadio iniziale dello sviluppo di un animale in grado di essere
       trasferito in una madre ricevente;
   31) "stabilimento riconosciuto di materiale germinale": un centro di raccolta dello
       sperma, un gruppo di raccolta di embrioni, un gruppo di produzione di embrioni, uno
       stabilimento di trasformazione di materiale germinale o un centro di stoccaggio di
       materiale germinale;
   32) "veterinario del centro": il veterinario responsabile delle attività svolte presso il
       centro di raccolta dello sperma, lo stabilimento di trasformazione di materiale
IT                                             23                                                IT
 ---pagebreak---        germinale o il centro di stoccaggio di materiale germinale, come stabilito dal
       presente regolamento;
   33) "veterinario del gruppo": il veterinario responsabile delle attività svolte da un gruppo
       di raccolta di embrioni o da un gruppo di produzione di embrioni, come stabilito dal
       presente regolamento;
   34) "impianto di quarantena": una struttura autorizzata dall'autorità competente ai fini
       dell'isolamento di bovini, suini, ovini o caprini per un periodo almeno pari ai 28
       giorni precedenti la loro ammissione in un centro di raccolta dello sperma;
   35) "centro di raccolta dello sperma": uno stabilimento di materiale germinale
       riconosciuto dall'autorità competente per la raccolta, la trasformazione, lo stoccaggio
       e il trasporto di sperma di bovini, suini, ovini, caprini o equini destinato all'ingresso
       nell'Unione;
   36) "gruppo di raccolta di embrioni": uno stabilimento di materiale germinale costituito
       da un gruppo di professionisti o da una struttura riconosciuti dall'autorità competente
       per la raccolta, la trasformazione, lo stoccaggio e il trasporto di embrioni concepiti in
       vivo destinati all'ingresso nell'Unione;
   37) "gruppo di produzione di embrioni": uno stabilimento di materiale germinale
       costituito da un gruppo di professionisti o da una struttura riconosciuti dall'autorità
       competente per la raccolta, la trasformazione, lo stoccaggio e il trasporto di ovociti e
       la produzione in vitro, se del caso con seme immagazzinato, la trasformazione, lo
       stoccaggio e il trasporto di embrioni, destinati entrambi all'ingresso nell'Unione;
   38) "stabilimento di trasformazione di materiale germinale": uno stabilimento di
       materiale germinale riconosciuto dall'autorità competente per la trasformazione,
       compreso, se del caso, il sessaggio dello sperma, e lo stoccaggio di sperma, ovociti o
       embrioni di una o più specie, o di qualsiasi combinazione di tali tipi di materiale
       germinale o di specie, destinati all'ingresso nell'Unione;
   39) "centro di stoccaggio di materiale germinale": uno stabilimento di materiale
       germinale riconosciuto dall'autorità competente per lo stoccaggio di sperma, ovociti
       o embrioni di una o più specie, o di qualsiasi combinazione di tali tipi di materiale
       germinale o di specie, destinati all'ingresso nell'Unione;
   40) "carne": tutte le parti di ungulati, pollame e selvaggina da penna idonee al consumo
       umano, compreso il sangue;
   41) "carni fresche": carne, carni macinate e preparazioni di carni, comprese quelle
       confezionate sotto vuoto o in atmosfera controllata, che non hanno subito trattamenti
       di conservazione diversi da refrigerazione, congelamento o surgelazione;
   42) "carcassa di ungulato": il corpo intero di un ungulato macellato o abbattuto dopo:
       a)     dissanguamento, nel caso di animali macellati;
       b)     eviscerazione;
       c)     asportazione degli arti in corrispondenza del carpo e del tarso;
       d)     asportazione della coda, delle mammelle, della testa e della pelle, tranne che
              nei suini;
   43) "frattaglie": carni fresche diverse da quelle della carcassa di ungulato, anche se
       rimangono naturalmente connesse con la carcassa;
IT                                             24                                                IT
 ---pagebreak---    44)      "prodotti a base di carne": prodotti trasformati, compresi stomaci, vesciche e intestini
            trattati, grassi animali fusi ed estratti di carne, ottenuti dalla trasformazione di carne o
            dall'ulteriore trasformazione di tali prodotti trasformati in modo che la superficie di
            sezionamento permetta di constatare che il prodotto non presenta più le
            caratteristiche delle carni fresche;
   45)      "budelli": vesciche e intestini che, dopo essere stati puliti, sono stati trasformati
            mediante raschiatura dei tessuti, sgrassatura e lavaggio e trattati mediante salatura o
            essiccati;
   46)      "colostro": liquido secreto dalle ghiandole mammarie di animali detenuti fino a 3-5
            giorni dopo il parto, ricco di anticorpi e minerali e prodotto prima del latte crudo;
   47)      "prodotti ottenuti dal colostro": prodotti trasformati ottenuti dalla trasformazione del
            colostro o dall'ulteriore trasformazione di tali prodotti trasformati;
   48)      "barca vivaio": una nave utilizzata nel settore dell'acquacoltura, dotata di una cisterna
            o una vasca per lo stoccaggio e il trasporto di pesci vivi in acqua;
   49)      "IMSOC": il sistema per il trattamento delle informazioni per i controlli ufficiali di
            cui all'articolo 131 del regolamento (UE) 2017/625.
                                                TITOLO 2
        PRESCRIZIONI GENERALI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
   L'INGRESSO NELL'UNIONE, E PER I MOVIMENTI E LA MANIPOLAZIONE
   DOPO L'INGRESSO, DI PARTITE DI ANIMALI, MATERIALE GERMINALE E
                                PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE
                                                  Articolo 3
                          Obblighi delle autorità competenti degli Stati membri
   L'autorità competente autorizza l'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale
   germinale e prodotti di origine animale delle specie e categorie di cui alle parti da II a VI, che
   sono presentate ai fini dei controlli ufficiali di cui all'articolo 47, paragrafo 1, del regolamento
   (UE) 2017/625 purché:
   a)       le partite provengano:
            i)     in caso di animali terrestri, da un paese terzo, territorio o loro zona elencati per
                   le specie e categorie specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di
                   origine animale;
            ii)    in caso di animali acquatici, da un paese terzo, territorio o loro zona elencati
                   per le specie e categorie specifiche di animali e prodotti di origine animale e, in
                   caso di animali di acquacoltura, da un paese terzo, territorio, loro zona o loro
                   compartimento elencati a tal fine;
   b)       l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine abbia certificato che le
            partite soddisfano:
            i)     le prescrizioni generali in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione
                   di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale di cui al presente
                   articolo, all'articolo 4 e agli articoli da 6 a 10;
IT                                                     25                                                IT
 ---pagebreak---       ii)    le prescrizioni in materia di sanità animale applicabili alle specie e categorie
             specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale e
             all'uso previsto di cui alle parti da II a VI;
   c) le partite siano accompagnate dai seguenti documenti, con i quali l'autorità
      competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito le necessarie garanzie
      sulla conformità alle prescrizioni in materia di sanità animale di cui alla lettera b):
      i)     un certificato sanitario ad hoc per la specie e categoria specifica di animali,
             materiale germinale e prodotti di origine animale e per l'uso previsto, rilasciato
             da un veterinario ufficiale del paese terzo o territorio di origine;
      ii)    una dichiarazione e altri documenti, se prescritti dal presente regolamento.
      In caso di partite di animali e uova da cova, il certificato sanitario di cui alla lettera
      c), punto i), deve essere stato rilasciato nei 10 giorni precedenti la data di arrivo della
      partita al posto di controllo frontaliero; in caso di trasporto via mare, tale periodo può
      tuttavia essere prorogato di un periodo supplementare corrispondente alla durata del
      viaggio via mare.
                                           Articolo 4
                              Data di certificazione delle partite
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine
      animale delle specie e categorie che rientrano nell'ambito di applicazione del
      presente regolamento è consentito solo a condizione che tali partite siano state
      certificate per la spedizione nell'Unione non prima della data in cui il paese terzo o
      territorio di origine o la loro zona, o il loro compartimento in caso di animali di
      acquacoltura, sono stati elencati per l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie
      specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale.
   2. L'ingresso nell'Unione di partite di animali, uova da cova e prodotti di origine
      animale originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona, o di un loro
      compartimento in caso di animali di acquacoltura, non è consentito a decorrere dalla
      data in cui tale paese terzo, territorio, zona o compartimento non soddisfano più le
      prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione delle specie e
      categorie specifiche di animali, uova da cova o prodotti di origine animale, tranne
      qualora l'Unione abbia assegnato condizioni specifiche, nell'elenco, al paese terzo,
      territorio o loro zona elencati e alle specie e categorie specifiche di animali, uova da
      cova o prodotti di origine animale.
                                           Articolo 5
                                    Obblighi degli operatori
   1. Gli operatori responsabili dell'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale
      germinale e prodotti di origine animale delle specie e categorie che rientrano
      nell'ambito di applicazione del presente regolamento presentano tali partite
      all'autorità competente dell'Unione ai fini dei controlli ufficiali di cui all'articolo 47,
      paragrafo 1, del regolamento (UE) 2017/625 e garantiscono che esse soddisfino le
      seguenti prescrizioni:
      a)     le prescrizioni generali in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione
             di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale di cui agli articoli
             3 e 4 e agli articoli da 6 a 10;
IT                                              26                                                IT
 ---pagebreak---            b)     le prescrizioni in materia di sanità animale applicabili alle specie e categorie
                  specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale della
                  partita e all'uso previsto di cui alle parti da II a VI.
   2.      Gli operatori responsabili dei movimenti delle partite di animali, materiale germinale
           e prodotti di origine animale delle specie e categorie che rientrano nell'ambito di
           applicazione del presente regolamento dal punto di ingresso nell'Unione al luogo di
           destinazione e gli operatori responsabili della manipolazione di tali partite dopo
           l'ingresso nell'Unione garantiscono che:
           a)     il loro ingresso nell'Unione           sia    consentito dall'autorità competente
                  conformemente all'articolo 3;
           b)     esse soddisfino le prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti e la
                  manipolazione di tali partite dopo l'ingresso nell'Unione applicabili alle specie
                  e categorie specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di origine
                  animale di cui alle parti da II a VI;
           c)     esse non siano utilizzate per scopi diversi da quelli per cui sono state certificate
                  dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine per l'ingresso
                  nell'Unione.
                                                Articolo 6
      Legislazione nazionale e sistemi di sanità animale del paese terzo o territorio di origine
   1.      L'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine
           animale è consentito solo se tali partite provengono da un paese terzo o un territorio
           in cui:
           a)     qualsiasi sospetto o caso confermato di una malattia elencata di cui all'allegato
                  I, pertinente per le specie elencate di animali presenti nella partita o per le
                  specie elencate di animali da cui sono ottenuti il materiale germinale o i
                  prodotti di origine animale presenti nella partita autorizzati ad entrare
                  nell'Unione, debba essere notificato e comunicato per legge all'autorità
                  competente;
           b)     siano in vigore sistemi per l'individuazione delle malattie emergenti;
           c)     siano in vigore sistemi per garantire che l'alimentazione con rifiuti alimentari
                  non sia una fonte delle malattie elencate di cui all'allegato I per:
                  i)     gli animali destinati all'ingresso nell'Unione;
                  o
                  ii)    gli animali da cui è ottenuto il materiale germinale destinato all'ingresso
                         nell'Unione;
                  o
                  iii)   gli animali da cui sono ottenuti i prodotti di origine animale destinati
                         all'ingresso nell'Unione.
   2.      L'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine
           animale destinati all'ingresso nell'Unione è consentito solo se tali partite provengono
           da un paese terzo, un territorio o una loro zona dove possono essere legalmente
           immesse sul mercato e commercializzate.
IT                                                   27                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 7
   Prescrizioni generali relative allo stato sanitario degli animali, del materiale germinale e dei
                                       prodotti di origine animale
   1.      L'ingresso nell'Unione di partite di animali è consentito solo se gli animali di tali
           partite:
           a)     non sono destinati ad essere abbattuti nel quadro di un programma nazionale di
                  eradicazione di malattie, comprese le pertinenti malattie elencate di cui
                  all'allegato I e le malattie emergenti, attuato nel paese terzo o territorio di
                  origine;
           b)     non presentavano sintomi di malattie trasmissibili al momento del carico per la
                  spedizione nell'Unione;
           c)     sono originari di uno stabilimento che, al momento della spedizione da tale
                  stabilimento verso l'Unione, non era soggetto a misure nazionali di restrizione:
                  i)     per motivi di sanità animale;
                  ii)    in caso di animali di acquacoltura, per motivi di sanità animale o in
                         seguito al verificarsi di casi anormali di mortalità le cui cause siano
                         indeterminate.
   2.      L'ingresso nell'Unione di partite di materiale germinale è consentito solo se tale
           materiale germinale è stato ottenuto da animali che al momento della raccolta:
           a)     non presentavano sintomi di malattie trasmissibili;
           b)     erano detenuti in uno stabilimento non soggetto a misure nazionali di
                  restrizione per motivi di sanità animale, comprese restrizioni connesse alle
                  pertinenti malattie elencate di cui all'allegato I e alle malattie emergenti.
   3.      L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti di origine animale è consentito solo se
           tali prodotti sono stati ottenuti da animali che:
           a)     in caso di animali terrestri, non presentavano sintomi di malattie trasmissibili al
                  momento:
                  i)     dell'abbattimento o della macellazione, per la produzione di carni fresche
                         e di prodotti a base di carne;
                  o
                  ii)    della raccolta di latte o uova;
           b)     in caso di animali acquatici, non presentavano sintomi di malattie trasmissibili
                  al momento della macellazione o della raccolta per la produzione di prodotti di
                  origine animale;
           c)     non sono stati abbattuti, macellati o, in caso di molluschi e crostacei vivi,
                  rimossi dall'acqua nel quadro di un programma nazionale di eradicazione di
                  malattie;
           d)     erano detenuti in uno stabilimento non soggetto a misure nazionali di
                  restrizione per motivi di sanità animale, tra cui, se pertinenti, le malattie
                  elencate di cui all'allegato I e le malattie emergenti, al momento:
                  i)     dell'abbattimento o della macellazione di tali animali per la produzione di
                         carni fresche e prodotti a base di carne o di prodotti di origine animale
                         ottenuti da animali acquatici; o
IT                                                   28                                               IT
 ---pagebreak---                     ii)    della raccolta di latte e uova.
                                                   Articolo 8
                  Prescrizioni generali relative agli stabilimenti di origine degli animali
   In aggiunta alle prescrizioni specifiche di cui alle parti da II a V, l'ingresso nell'Unione di
   partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale è consentito solo se lo
   stabilimento di origine degli animali detenuti, o lo stabilimento di origine degli animali
   detenuti da cui sono stati ottenuti il materiale germinale o i prodotti di origine animale,
   soddisfa le seguenti prescrizioni:
   a)        deve essere registrato dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine e
             deve aver ottenuto l'assegnazione di un numero di registrazione unico;
   b)        deve essere riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo o territorio di
             origine, se richiesto dal presente regolamento e alle condizioni da questo previste, e
             deve aver ottenuto l'assegnazione di un numero di riconoscimento unico;
   c)        deve essere sotto il controllo dell'autorità competente del paese terzo o territorio di
             origine;
   d)        deve disporre di un sistema per conservare e mantenere aggiornata, per un periodo
             minimo di tre anni, una documentazione contenente almeno le seguenti informazioni:
             i)     le specie, le categorie, il numero e, se del caso, l'identificazione degli animali
                    presenti nello stabilimento;
             ii)    i movimenti di animali in entrata e in uscita dallo stabilimento;
             iii)   la mortalità nello stabilimento;
   e)        deve essere oggetto di regolari visite di sanità animale effettuate da un veterinario ai
             fini dell'identificazione dei segni indicativi dell'insorgenza di malattie, comprese le
             malattie elencate di cui all'allegato I pertinenti per le specie e le categorie specifiche
             di animali, materiale germinale o prodotti di origine animale e le malattie emergenti,
             e della relativa informazione.
             Tali visite di sanità animale hanno luogo ad intervalli proporzionati ai rischi
             rappresentati dallo stabilimento interessato.
                                                   Articolo 9
                            Campionamenti, prove di laboratorio e altre prove
   L'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale
   è consentito solo se sono stati effettuati campionamenti, prove di laboratorio e altre prove
   richieste dal presente regolamento:
   a)        su campioni prelevati dall'autorità competente o sotto il controllo dell'autorità
             competente:
             i)     del paese terzo o territorio di origine se il campionamento e le prove devono
                    essere effettuati prima dell'ingresso nell'Unione;
             o
             ii)    dello Stato membro di destinazione se il campionamento e le prove devono
                    essere effettuati dopo l'ingresso nell'Unione;
   b)        conformemente:
IT                                                     29                                               IT
 ---pagebreak---       i)     ai metodi e alle procedure pertinenti di cui al regolamento delegato (UE)
             2019/... della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/429 del
             Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme relative alla
             sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da
             malattia per determinate malattie elencate ed emergenti [documento
             C(2019)4056] e al regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che
             integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio
             per quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per i
             movimenti all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova
             [documento C(2019)4058];
      o
      ii)    ai fini dell'ingresso nell'Unione di materiale germinale di bovini, suini, ovini,
             caprini ed equini, ai metodi e alle procedure di cui all'allegato II del
             regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra il
             regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
             quanto riguarda il riconoscimento degli stabilimenti di materiale germinale e
             le prescrizioni in materia di tracciabilità e di sanità animale per i movimenti
             all'interno dell'Unione di materiale germinale di determinati animali terrestri
             detenuti [documento C(2019)4055];
      o
      iii)   alle procedure descritte nel presente regolamento, laddove espressamente
             richiesto;
   c) in un laboratorio ufficiale designato a norma dell'articolo 37 del regolamento (UE)
      2017/625.
                                         Articolo 10
             Indennità da malattia del luogo di origine e condizioni specifiche
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine
      animale è consentito solo se l'indennità da determinate malattie del paese terzo o
      territorio di origine o della loro zona, o dello stabilimento di origine degli animali,
      del materiale germinale o dei prodotti di origine animale, quale richiesta dal presente
      regolamento, è stata dimostrata dall'autorità competente del paese terzo o territorio di
      origine:
      a)     conformemente al regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che
             integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio
             per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di
             eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie
             elencate ed emergenti [documento C(2019)4056];
      o
      b)     per le malattie che non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento
             delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra il regolamento (UE)
             2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le
             norme relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di
             indenne da malattia per determinate malattie elencate ed emergenti
             [documento C(2019)4056], conformemente a norme specifiche allorché tali
IT                                           30                                                IT
 ---pagebreak---                 norme sono stabilite nel presente regolamento, e al programma di sorveglianza
                delle malattie attuato dal paese terzo o territorio di origine, che:
                i)     deve essere stato presentato alla Commissione a fini di valutazione e
                       contenere almeno le informazioni di cui all'allegato II;
                ii)    fornisce, secondo la valutazione dalla Commissione, le necessarie
                       garanzie sull'indennità da malattia in base:
                       –     alle norme in materia di sorveglianza delle malattie di cui agli
                             articoli 24, 25, 26 e 27 del regolamento (UE) 2016/429;
                       –     alle norme integrative relative all'organizzazione della sorveglianza
                             e alle norme per la conferma della malattia e le definizioni di caso
                             di cui alla parte II, capo 1, sezioni 1 e 2 e articolo 10, del
                             regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra
                             il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del
                             Consiglio per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza,
                             ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia
                             per determinate malattie elencate ed emergenti [documento
                             C(2019)4056];
                iii)   deve essere in vigore da un periodo di tempo sufficiente a garantirne la
                       piena attuazione e una corretta supervisione.
   2.     In caso di animali di acquacoltura e di prodotti di origine animale ottenuti da animali
          di acquacoltura, qualora sia richiesta l'indennità da determinate malattie del
          compartimento di origine, l'ingresso nell'Unione di partite di tali animali e prodotti è
          consentito solo se l'autorità competente del paese terzo di origine ha dimostrato
          l'indennità da malattia conformemente al paragrafo 1, lettere a) e b).
   3.     Qualora il presente regolamento imponga condizioni specifiche relative all'indennità
          da determinate malattie del paese terzo o territorio di origine o della loro zona:
          a)    l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine deve avere garantito
                in precedenza la conformità a tali condizioni;
          b)    l'Unione ha espressamente assegnato tali condizioni specifiche, nell'elenco, al
                paese terzo, territorio, loro zona o loro compartimento elencati e alle specie e
                categorie specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di origine
                animale.
                                           PARTE II
      PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
       L'INGRESSO NELL'UNIONE DI ANIMALI TERRESTRI
                 DETENUTI DI CUI AGLI ARTICOLI 3 E 5
IT                                                31                                               IT
 ---pagebreak---                                                TITOLO 1
           PRESCRIZIONI GENERALI IN MATERIA DI SANITÀ
          ANIMALE PER GLI ANIMALI TERRESTRI DETENUTI
                                                Articolo 11
                  Periodo di permanenza richiesto per gli animali terrestri detenuti
   L'ingresso nell'Unione di partite di animali terrestri detenuti diversi da cani, gatti e furetti è
   consentito solo se sono soddisfatte le seguenti prescrizioni:
   a)       gli animali hanno rispettato il pertinente periodo di permanenza indicato nelle
            seguenti tabelle dell'allegato III in modo continuativo immediatamente prima della
            data di spedizione nell'Unione:
            i)     tabella 1 in caso di ungulati, api mellifere e bombi;
            ii)    tabella 2 in caso di pollame e volatili in cattività;
   b)       gli animali:
            i)     sono rimasti in modo continuativo nel paese terzo o territorio di origine o nella
                   loro zona nel corso del periodo indicato nella seconda colonna della tabella 1 e
                   nella terza colonna della tabella 2 dell'allegato III;
            ii)    sono rimasti in modo continuativo nello stabilimento di origine, in cui nessun
                   animale è stato introdotto nel corso del periodo indicato nella terza colonna
                   della tabella 1 e nella quarta colonna della tabella 2 dell'allegato III;
            iii)   non sono stati a contatto con animali di stato sanitario inferiore nel corso del
                   periodo indicato nella quarta colonna della tabella 1 e nella quinta colonna
                   della tabella 2 dell'allegato III.
                                                Articolo 12
        Deroghe relative al periodo di permanenza per i cavalli registrati destinati a corse,
                                 competizioni e manifestazioni culturali
   1.       In deroga all'articolo 11, lettera b), punto i), si considera che gli equini diversi dagli
            equini destinati alla macellazione abbiano rispettato il periodo di permanenza di cui
            alla tabella 1 dell'allegato III, se, prima della loro spedizione nell'Unione, hanno
            soggiornato per il periodo indicato nella seconda colonna della tabella 1 dell'allegato
            III, oltre che nel paese terzo o territorio di origine o loro zona, anche:
            a)     in uno Stato membro;
            o
            b)     in caso di cavalli registrati, in un paese terzo o territorio di permanenza
                   intermedia o una loro zona elencati, a partire dai quali l'ingresso nell'Unione di
                   cavalli registrati è autorizzato a tal fine e a condizione che siano stati introdotti
                   nel paese terzo o territorio di origine, o nella loro zona, conformemente a
                   prescrizioni in materia di sanità animale che forniscono garanzie di sanità
                   animale almeno altrettanto rigorose di quelle applicabili all'ingresso diretto
                   nell'Unione di cavalli registrati destinati a corse e competizioni a partire da tale
                   paese terzo o territorio di permanenza intermedia o loro zona.
IT                                                    32                                                 IT
 ---pagebreak---    2. In deroga all'articolo 11, lettera b), punto ii), si considera che i cavalli registrati
      destinati a corse, competizioni e manifestazioni culturali equestri abbiano rispettato
      le prescrizioni in materia di permanenza di cui alla terza colonna della tabella 1
      dell'allegato III se hanno soggiornato nel paese terzo di origine o nel paese terzo di
      permanenza intermedia in stabilimenti diversi dallo stabilimento di origine che:
      a)      erano sotto la supervisione del veterinario ufficiale di un paese terzo o
              territorio;
      b)      non erano soggetti a misure nazionali di restrizione per motivi di sanità
              animale, comprese restrizioni connesse alle pertinenti malattie di cui
              all'allegato I e alle pertinenti malattie emergenti;
      c)      soddisfano le prescrizioni in materia di sanità animale di cui all'articolo 23.
   3. Sempre in deroga all'articolo 11, lettera b), punto ii), è consentito l'ingresso
      nell'Unione di cavalli registrati destinati a corse, competizioni e manifestazioni
      culturali equestri che sono stati a contatto con equini introdotti nel paese terzo,
      territorio o loro zona a partire da un altro paese terzo, territorio o loro zona, o a
      partire da un'altra zona del paese terzo o territorio di origine, purché:
      a)      tali equini siano stati introdotti nel paese terzo o territorio di origine o nella
              loro zona conformemente a prescrizioni in materia di sanità animale almeno
              altrettanto rigorose di quelle applicabili all'ingresso diretto di tali equini
              nell'Unione;
      b)      la possibilità di un contatto diretto con altri animali sia limitata al periodo della
              corsa, della competizione o della manifestazione culturale equestre, compreso
              il periodo del relativo addestramento e riscaldamento nonché quello della
              presentazione prima della corsa.
                                            Articolo 13
            Ispezione degli animali terrestri prima della spedizione nell'Unione
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di animali terrestri è consentito solo se gli animali di
      tali partite sono stati sottoposti ad ispezione clinica, effettuata da un veterinario
      ufficiale nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona nelle 24 ore
      precedenti il carico per la spedizione nell'Unione, al fine di individuare i segni
      indicativi dell'insorgenza di malattie, comprese le pertinenti malattie elencate di cui
      all'allegato I e le malattie emergenti.
      In caso di pollame e volatili in cattività, l'ispezione riguarda sia gli animali destinati
      ad essere spediti nell'Unione sia il gruppo di origine.
   2. In deroga al paragrafo 1, primo comma, in caso di equini registrati l'ispezione ivi
      prevista può essere effettuata nelle 48 ore precedenti il carico per la spedizione
      nell'Unione o l'ultimo giorno lavorativo precedente la spedizione nell'Unione.
   3. In deroga al paragrafo 1, primo comma, in caso di cani, gatti e furetti l'ispezione ivi
      prevista può essere effettuata nelle 48 ore precedenti il carico per la spedizione
      nell'Unione.
IT                                              33                                                  IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 14
                 Norme generali per la spedizione nell'Unione di animali terrestri
   1.     L'ingresso nell'Unione di partite di animali terrestri è consentito solo se gli animali di
          tali partite, tra il momento del carico nello stabilimento di origine per la spedizione
          nell'Unione e il momento del loro arrivo nell'Unione, non sono stati a contatto con
          altri animali terrestri:
          a)     della stessa specie, non destinati all'ingresso nell'Unione;
          b)     di altre specie elencate per le stesse malattie, non destinati all'ingresso
                 nell'Unione;
          c)     di stato sanitario inferiore.
   2.     In caso di trasporto per via aerea, via mare, per ferrovia, su strada o a piedi, l'ingresso
          nell'Unione delle partite di cui al paragrafo 1 è consentito solo se tali partite non sono
          state trasportate attraverso, scaricate o trasbordate in paesi terzi, territori o loro zone
          non elencati per l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie specifiche di animali e
          per il loro uso previsto nell'Unione.
   3.     In caso di trasporto via mare, anche solo per una parte del viaggio, l'ingresso
          nell'Unione delle partite di cui al paragrafo 1 è consentito solo se tali partite arrivano
          nell'Unione accompagnate da una dichiarazione, allegata al certificato sanitario che
          accompagna gli animali e firmata dal comandante della nave, che fornisce le seguenti
          informazioni:
          a)     il porto di partenza nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona;
          b)     il porto di arrivo nell'Unione;
          c)     i porti di scalo, qualora la nave abbia fatto scalo in porti al di fuori del paese
                 terzo o territorio di origine degli animali o della loro zona;
          d)     conferma del rispetto delle seguenti prescrizioni durante il viaggio verso
                 l'Unione:
                 i)     gli animali sono rimasti a bordo;
                 ii)    mentre si trovavano a bordo gli animali non sono stati a contatto con
                        animali di stato sanitario inferiore.
                                               Articolo 15
   Deroga per il trasbordo di animali terrestri, diversi dagli equini, in paesi terzi o territori non
                 elencati in caso di problemi tecnici o di altri incidenti imprevisti
   1.     In deroga all'articolo 14, paragrafo 2, l'autorità competente autorizza l'ingresso
          nell'Unione di partite di animali terrestri, diversi dagli equini, che, per proseguire il
          viaggio, sono state trasbordate dal mezzo di trasporto originale di spedizione su un
          altro mezzo di trasporto in un paese terzo, territorio o loro zona non elencati per
          l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie specifiche di animali solo se
          l'operazione di trasbordo è stata effettuata a causa di un problema tecnico o di un
          altro incidente imprevisto che ha causato problemi logistici durante il trasporto degli
          animali verso l'Unione via mare o per via aerea, al fine di completare il trasporto al
          punto di ingresso nell'Unione, purché:
IT                                                 34                                                 IT
 ---pagebreak---               c)    l'ingresso delle partite di animali nell'Unione sia autorizzato dall'autorità
                    competente dello Stato membro di destinazione e, ove applicabile, degli Stati
                    membri di passaggio fino all'arrivo al luogo di destinazione nell'Unione;
              d)    il trasbordo sia avvenuto per tutta la durata dell'operazione sotto la
                    supervisione di un veterinario ufficiale del paese terzo o territorio per garantire
                    che:
                    i)     siano state applicate misure efficaci di protezione contro i vettori delle
                           pertinenti malattie animali;
                    ii)    siano state adottate misure efficaci per evitare contatti diretti e indiretti
                           tra gli animali destinati all'ingresso nell'Unione e altri animali;
                    iii)   nel mezzo di trasporto utilizzato per proseguire il viaggio verso l'Unione
                           non siano stati aggiunti mangimi, acqua o materiali da lettiera originari di
                           paesi terzi, territori o loro zone non elencati per l'ingresso nell'Unione
                           delle specie e categorie specifiche di animali;
                    iv)    gli animali di tali partite siano stati trasferiti direttamente e il più
                           rapidamente possibile, per proseguire il viaggio verso l'Unione, su una
                           nave o un aeromobile che soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 17,
                           senza lasciare i confini del porto o dell'aeroporto;
              e)    la partita di animali sia accompagnata da una dichiarazione dell'autorità
                    competente del paese terzo o territorio in cui è stato effettuato il trasferimento,
                    che fornisce informazioni sull'operazione di trasferimento e attesta che sono
                    state adottate misure pertinenti per soddisfare le prescrizioni di cui alla lettera
                    b).
   2.         La deroga di cui al paragrafo 1 non si applica alle partite di api mellifere e di bombi.
                                                   Articolo 16
                  Deroga per il trasbordo di equini in paesi terzi o territori non elencati
   In deroga all'articolo 14, paragrafo 2, in caso di partite di equini che, durante il trasporto degli
   animali verso l'Unione, sono state trasbordate su un altro mezzo di trasporto in paesi terzi,
   territori o loro zone non elencati per l'ingresso nell'Unione della categoria specifica di equini,
   tali partite sono autorizzate ad entrare nell'Unione solo se soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)         gli animali di tali partite sono stati trasportati nell'Unione via mare o per via aerea;
   b)         gli animali di tali partite sono stati trasbordati direttamente dal mezzo di trasporto
              originale di spedizione sull'altro mezzo di trasporto per proseguire il viaggio;
   c)         nel corso dell'operazione di trasbordo:
              i)    è stata garantita una protezione efficace contro i vettori delle pertinenti malattie
                    animali e gli equini non sono venuti a contatto con equini di stato sanitario
                    inferiore;
              ii)   gli animali di tali partite sono stati trasferiti direttamente e il più rapidamente
                    possibile, per proseguire il viaggio, su una nave o un aeromobile che
                    soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 17, senza lasciare i confini del
                    porto o dell'aeroporto e sotto la supervisione diretta di un veterinario ufficiale;
   d)         un veterinario ufficiale deve aver certificato che la partita era conforme alle
              prescrizioni di cui alle lettere a), b) e c).
IT                                                      35                                               IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 17
                Prescrizioni generali relative ai mezzi di trasporto degli animali terrestri
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di animali terrestri detenuti è consentito solo se i
             mezzi di trasporto utilizzati per trasportarle:
             a)     sono costruiti in modo che:
                    i)     gli animali non possano uscire o cadere;
                    ii)    possa essere effettuata un'ispezione visiva dello spazio in cui gli animali
                           sono detenuti;
                    iii)   sia impedita o ridotta al minimo la fuoriuscita di mangime, lettiera o
                           deiezioni animali;
                    iv)    in caso di pollame e volatili in cattività, sia impedita o ridotta al minimo
                           la fuoriuscita di piume;
             b)     sono stati puliti e disinfettati, con un disinfettante autorizzato dall'autorità
                    competente del paese terzo o territorio di spedizione, e sono stati asciugati o
                    lasciati asciugare immediatamente prima di qualsiasi nuovo carico di animali
                    destinati all'ingresso nell'Unione.
   2.        Il paragrafo 1 non si applica al trasporto di partite di api mellifere e bombi destinate
             all'ingresso nell'Unione.
                                                 Articolo 18
      Prescrizioni relative ai contenitori in cui gli animali terrestri sono trasportati nell'Unione
   L'ingresso nell'Unione di partite di animali terrestri detenuti è consentito solo se i contenitori
   in cui gli animali terrestri detenuti sono trasportati nell'Unione sui mezzi di trasporto:
   a)        soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera a);
   b)        contengono unicamente animali delle stesse specie e categorie provenienti dal
             medesimo stabilimento;
   c)        sono:
             i)     contenitori nuovi monouso, progettati a tal fine, destinati a essere distrutti dopo
                    il primo utilizzo;
             o
             ii)    puliti e disinfettati e asciugati o lasciati asciugare prima del carico degli
                    animali destinati all'ingresso nell'Unione.
                                                 Articolo 19
                   Movimenti e manipolazione degli animali terrestri dopo l'ingresso
   1.        Dopo l'ingresso nell'Unione, le partite di animali terrestri sono trasportate
             direttamente e senza indugio:
             a)     nello stabilimento di destinazione nell'Unione, dove rimangono come minimo
                    per il periodo di tempo prescritto nei pertinenti articoli specifici di cui alle parti
                    da II a V;
IT                                                   36                                                    IT
 ---pagebreak---            b)     nel macello di destinazione nell'Unione, in caso di animali destinati alla
                  macellazione, dove devono essere macellati entro cinque giorni dalla data di
                  arrivo nell'Unione.
   2.      Se le partite di animali terrestri che sono entrate nell'Unione da un paese terzo, un
           territorio o una loro zona sono destinate a un macello, a uno stabilimento
           riconosciuto di quarantena o a uno stabilimento confinato nell'Unione, il trasporto e
           l'arrivo della partita al luogo di destinazione sono controllati conformemente agli
           articoli 2 e 3 del regolamento delegato (UE) 2019/1666 della Commissione16.
   3.      I paragrafi 1 e 2 non si applicano all'ingresso nell'Unione di equini registrati
           provenienti da paesi terzi né al reingresso dopo un'esportazione temporanea di cavalli
           registrati.
                                                 TITOLO 2
      PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER GLI
                                                UNGULATI
                                                    Capo 1
        Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per gli
                                                   ungulati
                                                    Articolo 20
                                     Spedizione di ungulati nell'Unione
   1.      L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati è consentito solo se tali partite sono state
           spedite dallo stabilimento di origine verso l'Unione senza passare per un altro
           stabilimento.
   2.      In deroga al paragrafo 1, le partite di ungulati provenienti da più di uno stabilimento
           di origine possono essere autorizzate ad entrare nell'Unione se gli animali di tali
           partite sono stati sottoposti a un'unica operazione di raccolta nel paese terzo o
           territorio di origine o nella loro zona purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
           a)     gli ungulati appartengono a una delle seguenti specie e categorie:
                  i)      Bos taurus, Ovis aries, Capra hircus o Sus scrofa;
                  o
                  ii)     Equidae destinati alla macellazione;
           b)     l'operazione di raccolta è stata effettuata in uno stabilimento:
                  i)      riconosciuto per le operazioni di raccolta di ungulati dall'autorità
                          competente del paese terzo o territorio conformemente a prescrizioni
                          almeno altrettanto rigorose di quelle di cui all'articolo 5 del regolamento
                          delegato (UE) 2019/2035 della Commissione17;
   16
         Regolamento delegato (UE) 2019/1666 della Commissione, del 24 giugno 2019, che integra il
         regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le condizioni
         di controllo del trasporto e dell'arrivo di partite di talune merci dal posto di controllo frontaliero di
         arrivo fino allo stabilimento nel luogo di destinazione nell'Unione (GU L 255 del 4.10.2019, pag. 1).
   17
         Regolamento delegato (UE) 2019/2035 della Commissione, del 28 giugno 2019, che integra il
         regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme
IT                                                       37                                                        IT
 ---pagebreak---                 ii)    elencato a tal fine dall'autorità competente del paese terzo o territorio di
                       spedizione, con le informazioni indicate all'articolo 21 del regolamento
                       delegato (UE) 2019/2035 della Commissione;
               iii)    in cui, per un periodo minimo di tre anni, è conservata e mantenuta
                       aggiornata una documentazione contenente le seguenti informazioni:
                       –     l'origine degli animali;
                       –     le date di arrivo al centro di raccolta e di spedizione dallo stesso;
                       –     il codice di identificazione degli animali;
                       –     il numero di registrazione dello stabilimento di origine degli
                             animali;
                       –     il numero di registrazione dei trasportatori e i mezzi di trasporto
                             che consegnano la partita di ungulati al centro o la prelevano dallo
                             stesso;
               iv)     che soddisfa le prescrizioni di cui all'articolo 8 e all'articolo 23,
                       paragrafo 1;
        c)     l'operazione di raccolta nel centro di raccolta non è durata più di sei giorni; tale
               periodo è considerato parte del periodo di campionamento per le prove
               precedenti la spedizione nell'Unione, se tale campionamento è prescritto dal
               presente regolamento;
        d)     gli ungulati devono essere arrivati nell'Unione entro 10 giorni dalla data di
               spedizione dallo stabilimento di origine.
                                                 Articolo 21
                                     Identificazione degli ungulati
   1.   L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati diversi dagli equini è consentito solo se
        gli animali di tali partite sono stati identificati individualmente prima della
        spedizione dallo stabilimento di origine con un mezzo fisico di identificazione
        recante in modo visibile, leggibile e indelebile:
        a)     il codice di identificazione dell'animale, che stabilisce un collegamento
               inequivocabile tra l'animale e il certificato sanitario che lo accompagna;
        b)     il codice del paese esportatore conformemente alla norma ISO 3166, in forma
               di codice a due lettere.
   2.   L'ingresso nell'Unione di partite di equini è consentito solo se gli animali di tali
        partite sono stati identificati individualmente prima della spedizione dallo
        stabilimento di origine almeno con uno dei seguenti metodi:
        a)     un transponder iniettabile o un marchio auricolare che presenti in modo
               visibile, leggibile e indelebile:
               i)      il codice di identificazione dell'animale, che stabilisce un collegamento
                       inequivocabile tra l'animale e il certificato sanitario che lo accompagna;
      relative agli stabilimenti che detengono animali terrestri e agli incubatoi nonché alla tracciabilità di
      determinati animali terrestri detenuti e delle uova da cova (GU L 314 del 5.12.2019, pag. 115).
IT                                                    38                                                       IT
 ---pagebreak---              ii)    il codice del paese esportatore conformemente alla norma ISO 3166, in
                    forma di codice alfabetico a due lettere o di codice numerico a tre cifre;
      b)     in caso di equini diversi da quelli destinati alla macellazione, un documento di
             identificazione, rilasciato al più tardi al momento della certificazione per
             l'ingresso nell'Unione, che:
             i)     descrive e rappresenta l'animale, compresi i metodi alternativi di
                    identificazione, in modo da stabilire un collegamento inequivocabile tra
                    l'animale e il documento di identificazione che lo accompagna;
             ii)    contiene informazioni sul codice individuale emesso da un transponder
                    iniettabile impiantato nel caso in cui tale codice non sia conforme alle
                    specifiche di cui alla lettera a).
   3. In deroga al paragrafo 1, l'ingresso nell'Unione di partite di ungulati destinati a
      stabilimenti confinati può essere consentito se tali animali sono identificati
      individualmente mediante un transponder iniettabile o un metodo alternativo di
      identificazione che garantisce un collegamento inequivocabile tra l'animale e la
      documentazione di entrata che lo accompagna.
   4. Se gli ungulati sono identificati con un identificatore elettronico non conforme alle
      norme ISO 11784 e 11785, l'operatore responsabile dell'ingresso nell'Unione delle
      partite di ungulati fornisce il dispositivo di lettura che consente in qualsiasi momento
      di verificare l'identificazione dell'animale.
                                           Articolo 22
                 Paese terzo o territorio di origine degli ungulati o loro zona
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati diversi dagli equini è consentito solo se
      gli animali di tali partite sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona
      indenni dalle malattie di categoria A di cui alla tabella dell'allegato IV, parte A,
      punto 1, per il periodo in essa indicato.
   2. L'ingresso nell'Unione di partite di equini è consentito solo se gli animali di tali
      partite sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona:
      a)     indenni dalle malattie elencate di cui alla tabella dell'allegato IV, parte A,
             punto 2, per il periodo in essa indicato;
      b)     in cui, nel periodo indicato, non sono stati segnalati casi di nessuna delle
             malattie elencate di cui alla tabella dell'allegato IV, parte A, punto 3.
   3. I periodi di cui ai paragrafi 1 e 2 possono essere ridotti per le malattie indicate
      nell'allegato IV, parte B, alle pertinenti condizioni specifiche ivi indicate.
   4. L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati è consentito solo se gli animali di tali
      partite sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona in cui non è stata
      effettuata la vaccinazione contro le malattie di categoria A di cui all'allegato IV,
      parte C, conformemente alle indicazioni che figurano:
      a)     al punto 1 di tale allegato, in caso di ungulati diversi dagli equini;
      b)     al punto 2 di tale allegato, in caso di equini.
   5. Per quanto riguarda l'infezione da complesso Mycobacterium tuberculosis (M. bovis,
      M. caprae, M. tuberculosis), l'ingresso nell'Unione di partite di bovini è consentito
      solo se gli animali di tali partite:
IT                                              39                                                IT
 ---pagebreak---       c)     sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona indenni da tale
             malattia senza vaccinazione;
      o
      d)     soddisfano le prescrizioni di cui all'allegato V, punto 1.
   6. Per quanto riguarda l'infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis, l'ingresso
      nell'Unione di partite di bovini, ovini e caprini è consentito solo se gli animali di tali
      partite:
      a)     sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona indenni da tale
             malattia senza vaccinazione;
      o
      b)     soddisfano le prescrizioni di cui all'allegato V, punto 2.
   7. Per quanto riguarda l'infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-
      24), l'ingresso nell'Unione di partite di ungulati delle specie elencate è consentito
      solo se gli animali di tali partite:
      a)     sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona indenni da tale
             malattia nei due anni precedenti la data di spedizione nell'Unione; o
      b)     soddisfano una delle condizioni specifiche di cui all'allegato VI, parte A.
   8. Per quanto riguarda la leucosi bovina enzootica, l'ingresso nell'Unione di partite di
      bovini è consentito solo se tali animali:
      a)     sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona indenni da tale
             malattia;
      o
      b)     soddisfano le condizioni specifiche di cui all'allegato VI, parte B.
   9. L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati destinate a Stati membri o loro zone
      aventi lo status di indenne da malattia o un programma di eradicazione approvato per
      le malattie di categoria C di cui all'allegato VII, per le quali le specie di ungulati sono
      elencate, è consentito solo se gli animali di tali partite:
      a)     sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona indenni da tali
             malattie per le specie pertinenti;
      o
      b)     soddisfano le pertinenti prescrizioni supplementari di cui al suddetto allegato.
                                           Articolo 23
                            Stabilimento di origine degli ungulati
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati è consentito solo se gli animali di tali
      partite:
      a)     provengano da uno stabilimento all'interno del quale e intorno al quale,
             compreso se del caso il territorio di un paese limitrofo, non sono stati segnalati
             casi di nessuna delle malattie elencate di cui all'allegato VIII, per le quali le
             specie di ungulati destinati all'ingresso nell'Unione sono elencate, in un'area e
             per il periodo indicati nelle tabelle che figurano:
             i)     ai punti 1 e 2 di tale allegato per gli ungulati diversi dagli equini;
IT                                              40                                                IT
 ---pagebreak---              o
             ii)    ai punti 3 e 4 di tale allegato per gli equini;
      b)     nel periodo di cui alla lettera a), non sono venuti a contatto con animali di stato
             sanitario inferiore.
   2. Per quanto riguarda l'infezione da complesso Mycobacterium tuberculosis (M. bovis,
      M. caprae, M. tuberculosis), l'ingresso nell'Unione di partite di bovini, ovini, caprini,
      camelidi e cervidi è consentito solo se lo stabilimento di origine degli animali di tali
      partite soddisfa le prescrizioni pertinenti di cui all'allegato IX, punto 1.
   3. Per quanto riguarda l'infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis, l'ingresso
      nell'Unione di partite di bovini, ovini, caprini, suini, camelidi e cervidi è consentito
      solo se lo stabilimento di origine degli animali di tali partite soddisfa le prescrizioni
      pertinenti di cui all'allegato IX, punto 2.
                                           Articolo 24
                                     Ungulati della partita
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati è consentito solo se gli animali di tali
      partite soddisfano le seguenti prescrizioni:
      a)     non sono stati vaccinati contro le malattie di categoria A indicate nelle tabelle
             che figurano:
             i)     all'allegato IV, parte C, punto 1, in caso di ungulati diversi dagli equini;
             o
             ii)    all'allegato IV, parte C, punto 2, in caso di equini;
      b)     tra il momento della spedizione dal loro stabilimento di origine al momento del
             loro arrivo nell'Unione, non devono essere stati scaricati in un luogo che non
             soddisfa le prescrizioni stabilite nelle tabelle che figurano:
             i)     all'allegato VIII, punti 1 e 2, in caso di ungulati diversi dagli equini;
             o
             ii)    all'allegato VIII, punti 3 e 4, in caso di equini.
   2. Per quanto riguarda l'infezione da complesso Mycobacterium tuberculosis (M. bovis,
      M. caprae, M. tuberculosis) e l'infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B.suis,
      l'ingresso nell'Unione di partite di specie elencate di ungulati è consentito solo se gli
      animali di tali partite non sono stati vaccinati contro tali malattie.
   3. Per quanto riguarda l'infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-
      24), l'ingresso nell'Unione di partite di specie elencate di ungulati è consentito solo se
      gli animali di tali partite non sono stati vaccinati con un vaccino vivo contro detta
      malattia nei 60 giorni precedenti la data del movimento.
   4. L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati destinate a Stati membri o loro zone
      aventi lo status di indenne da malattia o un programma di eradicazione approvato per
      le malattie di categoria C di cui all'allegato VII, per le quali le specie di ungulati sono
      elencate, è consentito solo se gli animali di tali partite non sono stati vaccinati contro
      tali malattie.
   5. In aggiunta alle prescrizioni di cui al paragrafo 1, l'ingresso nell'Unione di partite di
      maschi non castrati di ovini e di ungulati della famiglia Tayassuidae è consentito
IT                                              41                                                IT
 ---pagebreak---              solo se gli animali di tali partite soddisfano le pertinenti prescrizioni specifiche per
             l'infezione da Brucella di cui all'allegato X.
   6.        In aggiunta alle prescrizioni di cui al paragrafo 1, l'ingresso nell'Unione di partite di
             equini è consentito solo se gli animali di tali partite soddisfano le condizioni
             specifiche di cui all'allegato XI, punto 2, in funzione del gruppo sanitario,
             determinato conformemente all'allegato XI, punto 1, al quale il paese terzo, il
             territorio o la loro zona sono stati assegnati nell'elenco.
                                                Articolo 25
      Deroghe e prescrizioni supplementari per l'ingresso nell'Unione di ungulati destinati alla
                                               macellazione
   In deroga alle prescrizioni di cui all'articolo 22, paragrafi 5 e 6, l'ingresso nell'Unione di
   partite di ungulati appartenenti alle specie indicate ai suddetti paragrafi che non soddisfano
   tali prescrizioni è consentito a condizione che gli animali di tali partite siano unicamente
   destinati alla macellazione.
                                                Articolo 26
                 Movimenti e manipolazione degli ungulati dopo l'ingresso nell'Unione
   Dopo l'ingresso nell'Unione, gli ungulati, ad eccezione dei cavalli destinati a corse,
   competizioni e manifestazioni culturali equestri, restano nello stabilimento di destinazione per
   un periodo pari almeno ai 30 giorni successivi al loro arrivo in tale stabilimento.
                                                 Capo 2
       Norme speciali per l'ingresso nell'Unione di ungulati detenuti
                               destinati a stabilimenti confinati
                                                Articolo 27
   Prescrizioni in materia di sanità animale non applicabili agli ungulati destinati a stabilimenti
                                                  confinati
   Gli articoli 11, 22, 23, 24 e 26 non si applicano alle partite di ungulati, ad eccezione degli
   equini, che entrano nell'Unione alle condizioni stabilite agli articoli da 28 a 34.
                                                 Articolo 28
             Norme specifiche per l'ingresso di ungulati destinati a stabilimenti confinati
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati destinate a stabilimenti confinati è
             consentito solo se gli animali di tali partite soddisfano le seguenti prescrizioni:
             a)     devono provenire da uno stabilimento confinato che figura in un elenco di
                    stabilimenti confinati, redatto conformemente all'articolo 29, dai quali è
                    consentito l'ingresso di ungulati nell'Unione;
             b)     devono essere stati spediti direttamente dallo stabilimento confinato di origine
                    a uno stabilimento confinato nell'Unione.
   2.        L'autorità competente dello Stato membro di destinazione rilascia un'autorizzazione
             specifica per l'ingresso di ciascuna partita di ungulati di cui al paragrafo 1, a seguito
             dell'esito favorevole di una valutazione dei potenziali rischi che l'ingresso di tale
             partita può comportare per l'Unione.
IT                                                   42                                                IT
 ---pagebreak---    3.       L'ingresso nell'Unione di ogni partita di ungulati di cui al paragrafo 1 e i loro
            movimenti attraverso Stati membri diversi dallo Stato membro di destinazione sono
            consentiti solo previa autorizzazione delle autorità competenti di tali Stati membri di
            passaggio.
            Tale autorizzazione è rilasciata solo se la valutazione del rischio effettuata
            dall'autorità competente degli Stati membri di passaggio, sulla base delle
            informazioni trasmesse dallo Stato membro del luogo di destinazione nell'Unione, ha
            avuto esito favorevole.
   4.       Lo Stato membro del luogo di destinazione delle partite di cui al paragrafo 1 notifica
            alla Commissione e agli altri Stati membri, nell'ambito del comitato permanente per
            le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, e notifica direttamente al punto di
            ingresso degli ungulati nell'Unione, le autorizzazioni rilasciate a norma dei paragrafi
            1 e 2, prima di qualsiasi eventuale movimento attraverso altri Stati membri e prima
            dell'arrivo degli ungulati nel loro territorio.
                                                 Articolo 29
          Elenco di stabilimenti confinati di origine degli ungulati nei paesi terzi o territori
   1.       Gli Stati membri possono redigere un elenco di stabilimenti confinati nei paesi terzi o
            territori dai quali è consentito l'ingresso di ungulati nel loro territorio.
            Tale elenco precisa le specie di ungulati che possono entrare nel territorio dello Stato
            membro da ciascuno stabilimento confinato nel paese terzo o territorio.
   2.       Gli Stati membri possono inserire nel loro elenco di stabilimenti confinati di cui al
            paragrafo 1 stabilimenti confinati che figurano già negli elenchi di altri Stati membri.
            Fatto salvo quanto previsto nel primo comma, gli Stati membri inseriscono uno
            stabilimento confinato di un paese terzo o territorio nell'elenco di stabilimenti
            confinati di cui al paragrafo 1 solo dopo l'esito favorevole di una valutazione
            completa basata sui seguenti elementi:
            a)     lo stabilimento confinato deve soddisfare le prescrizioni per il riconoscimento
                   da parte dell'autorità competente del paese terzo o territorio di origine di cui
                   all'articolo 30;
            b)     l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine deve aver fornito
                   informazioni sufficienti a garantire che lo stabilimento confinato soddisfa le
                   prescrizioni per il riconoscimento degli stabilimenti confinati di cui all'articolo
                   30.
   3.       Gli Stati membri mantengono aggiornati gli elenchi di stabilimenti confinati di cui al
            paragrafo 1, tenendo conto in particolare dell'eventuale sospensione o revoca del
            riconoscimento rilasciato dall'autorità competente di un paese terzo o territorio di
            origine di cui all'articolo 30 o dall'autorità competente di un altro Stato membro.
   4.       Gli Stati membri pubblicano gli elenchi di cui al paragrafo 1 sui propri siti web.
                                                 Articolo 30
      Condizioni applicabili agli stabilimenti confinati di origine degli ungulati nei paesi terzi o
                                      territori ai fini dell'articolo 29
   Gli Stati membri inseriscono uno stabilimento confinato situato in un paese terzo o territorio
   nell'elenco di stabilimenti confinati di cui all'articolo 29 solo se lo stabilimento confinato è
IT                                                    43                                               IT
 ---pagebreak---    riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo o territorio e soddisfa le seguenti
   condizioni:
    a)      deve essere chiaramente delimitato e l'accesso di animali e persone alle strutture
            riservate agli animali deve essere controllato;
   b)       deve possedere mezzi adeguati per la cattura, il confinamento e l'isolamento degli
            animali, nonché strutture di quarantena adeguate e disporre di procedure operative
            standardizzate riconosciute per i nuovi animali in entrata;
   c)       i locali di stabulazione degli animali devono essere di livello adeguato e costruiti in
            modo da:
            i)    impedire il contatto con gli animali presenti al di fuori dello stabilimento
                  confinato e permettere di effettuare agevolmente ispezioni ed eventuali
                  trattamenti necessari;
            ii)   permettere di pulire e disinfettare facilmente i pavimenti, le pareti e tutti gli
                  altri materiali o attrezzature;
   d)       per quanto riguarda le misure di controllo e sorveglianza delle malattie:
            i)    deve attuare un programma adeguato di sorveglianza delle malattie,
                  comprendente misure di controllo delle zoonosi, e aggiornarlo in base al
                  numero e alle specie di animali presenti nello stabilimento confinato e alla
                  situazione epidemiologica all'interno dello stabilimento confinato e intorno ad
                  esso per quanto riguarda le malattie elencate ed emergenti;
            ii)   deve sottoporre a esami clinici, prove di laboratorio o esami post mortem gli
                  ungulati che si sospetta siano infetti o contaminati da agenti patogeni delle
                  malattie elencate o delle malattie emergenti;
            iii)  deve procedere, se del caso, alla vaccinazione e al trattamento degli ungulati
                  sensibili contro le malattie trasmissibili;
   e)       deve conservare, per un periodo minimo di tre anni, una documentazione aggiornata
            che indichi:
            i)    il numero e l'identità (ossia l'età stimata, il sesso, la specie e l'identificazione
                  individuale, ove appropriato) degli ungulati di ciascuna specie presenti nello
                  stabilimento confinato;
            ii)   il numero e l'identità (ossia l'età stimata, il sesso, la specie e il codice di
                  identificazione individuale, ove appropriato) degli ungulati in entrata o in
                  uscita dallo stabilimento confinato, nonché informazioni sullo stabilimento di
                  origine o di destinazione di tali animali, sui mezzi di trasporto e sullo stato
                  sanitario degli animali;
            iii)  informazioni dettagliate sull'attuazione e sui risultati del programma di
                  controllo e sorveglianza delle malattie di cui alla lettera d), punto i);
            iv)   i risultati degli esami clinici, delle prove di laboratorio e degli esami post
                  mortem di cui alla lettera d), punto ii);
            v)    informazioni dettagliate sulla vaccinazione e sul trattamento di cui alla lettera
                  d), punto iii);
            vi)   le eventuali istruzioni dell'autorità competente del paese terzo o territorio di
                  origine per quanto riguarda le osservazioni fatte durante eventuali periodi di
                  isolamento o quarantena;
IT                                                 44                                                  IT
 ---pagebreak---    f)        deve garantire lo smaltimento dei corpi degli ungulati morti a seguito di una malattia
             o sottoposti a eutanasia;
   g)        deve assicurarsi, per via contrattuale o attraverso altra forma giuridica, i servizi di un
             veterinario dello stabilimento, responsabile:
             i)     della supervisione delle attività dello stabilimento e del rispetto delle
                    condizioni per il riconoscimento di cui al presente articolo;
             ii)    del riesame del programma di sorveglianza delle malattie di cui alla lettera d),
                    punto i), almeno una volta all'anno;
   h)        in deroga all'articolo 9, lettera c), deve avere:
             i)     un accordo con un laboratorio riconosciuto dall'autorità competente del paese
                    terzo o territorio per l'esecuzione degli esami post mortem;
             o
             ii)    uno o più locali idonei in cui possano essere eseguiti gli esami post mortem
                    sotto l'autorità del veterinario dello stabilimento.
                                                 Articolo 31
       Deroga all'obbligo di inclusione nell'elenco del paese terzo o territorio e di inclusione
                    nell'elenco dello stabilimento confinato di origine degli ungulati
   1.        In deroga alle prescrizioni di cui all'articolo 3, primo comma, e all'articolo 28,
             paragrafo 1, l'ingresso nell'Unione di partite di ungulati provenienti da stabilimenti di
             paesi terzi o territori che non soddisfano tali prescrizioni è consentito se le partite
             sono destinate a uno stabilimento confinato e purché:
             a)     circostanze impreviste eccezionali rendano impossibile la conformità a tali
                    prescrizioni;
             b)     le partite soddisfino le condizioni di cui all'articolo 32.
   2.        Lo Stato membro del luogo di destinazione della partita di cui al paragrafo 1 notifica
             alla Commissione e agli Stati membri, nell'ambito del comitato permanente per le
             piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, e notifica direttamente al punto di
             ingresso degli ungulati nell'Unione, le autorizzazioni rilasciate a norma del paragrafo
             1, prima di qualsiasi eventuale movimento attraverso altri Stati membri e prima
             dell'arrivo degli ungulati nel loro territorio.
                                                 Articolo 32
       Prescrizioni supplementari che devono essere soddisfatte dagli stabilimenti di origine di
      ungulati destinati a uno stabilimento confinato ai sensi della deroga di cui all'articolo 31
   L'autorità competente di uno Stato membro di destinazione autorizza deroghe ai sensi
   dell'articolo 31 solo per le partite di ungulati che soddisfano le seguenti condizioni
   supplementari:
   a)        il proprietario, o una persona fisica che lo rappresenta, ha presentato in precedenza
             una domanda di deroga specifica ai sensi dell'articolo 31 all'autorità competente dello
             Stato membro di destinazione e lo Stato membro di destinazione ha rilasciato tale
             autorizzazione dopo aver effettuato una valutazione del rischio da cui sia risultato
             che l'introduzione di tale partita di ungulati non comporterebbe un rischio per la
             sanità animale nell'Unione;
IT                                                    45                                                IT
 ---pagebreak---    b)       gli ungulati sono stati sottoposti a quarantena nel paese terzo o territorio di origine,
            sotto la supervisione dell'autorità competente, per il tempo necessario a soddisfare le
            prescrizioni specifiche in materia di sanità animale di cui agli articoli 33 e 34:
            i)    in locali riconosciuti dall'autorità competente del paese terzo o territorio di
                  origine degli ungulati;
            ii)   conformemente alle modalità precisate nell'autorizzazione di cui alla lettera a),
                  che devono fornire almeno le stesse garanzie di quelle previste dall'articolo 28,
                  paragrafi 2 e 4, e dagli articoli 33 e 34;
   c)       gli ungulati devono essere sottoposti a quarantena nello stabilimento confinato di
            destinazione per un periodo almeno pari a sei mesi dalla data di ingresso nell'Unione
            e nel corso di tale periodo l'autorità competente dello Stato membro di destinazione
            può intraprendere le azioni previste all'articolo 138, paragrafo 2, del regolamento
            (UE) 2017/625, in particolare alle lettere a), d) e k).
                                                Articolo 33
      Prescrizioni in materia di sanità animale per lo stabilimento di origine degli ungulati per
                                  quanto riguarda le malattie elencate
   L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati destinate a uno stabilimento confinato situato
   nell'Unione è consentito solo se lo stabilimento confinato di origine soddisfa le seguenti
   prescrizioni per quanto riguarda le malattie elencate:
   a)       per quanto riguarda lo stabilimento confinato di origine degli ungulati, non sono state
            segnalate malattie elencate di cui alla tabella dell'allegato XII, parte A, nei periodi in
            essa precisati per tali malattie elencate;
   b)       per quanto riguarda l'area all'interno dello stabilimento confinato e intorno ad esso,
            non sono state segnalate malattie elencate di cui alla tabella dell'allegato XII, parte B,
            nei periodi in essa precisati per tali malattie elencate.
                                                Articolo 34
   Prescrizioni in materia di sanità animale per gli ungulati della partita per quanto riguarda le
                                            malattie elencate
   L'ingresso nell'Unione di partite di ungulati destinate a uno stabilimento confinato situato
   nell'Unione è consentito solo se gli animali di tali partite soddisfano le seguenti prescrizioni
   supplementari in materia di sanità animale:
   a)       devono rispettare un periodo di permanenza nello stabilimento confinato di origine
            pari a un periodo continuativo di sei mesi o dalla nascita in caso di animali di età
            inferiore a sei mesi;
   b)       non devono essere stati a contatto con animali di stato sanitario inferiore durante:
            i)    i 30 giorni precedenti la data della spedizione nell'Unione o dalla nascita in
                  caso di animali di età inferiore a 30 giorni;
            ii)   il trasporto dallo stabilimento confinato di origine riconosciuto al luogo di
                  spedizione nell'Unione;
   c)       per quanto riguarda le malattie di cui alla tabella dell'allegato XII, parte C, devono:
            i)    essere originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona conformi ai
                  periodi di indennità da malattia per le malattie pertinenti di cui a tale tabella;
IT                                                  46                                                 IT
 ---pagebreak---             o
            ii)   soddisfare le pertinenti prescrizioni supplementari di cui all'allegato XII, parte
                  D;
   d)       non devono essere stati vaccinati secondo quanto indicato nella tabella dell'allegato
            XII, parte E;
   e)       se sono stati vaccinati contro il carbonchio ematico e la rabbia, l'autorità competente
            del paese terzo o territorio di origine deve aver fornito informazioni relative alla data
            della vaccinazione, al vaccino utilizzato e all'eventuale prova eseguita per dimostrare
            una risposta immunitaria protettiva;
   f)       devono essere stati trattati contro i parassiti interni ed esterni almeno due volte nei 40
            giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
   Se le garanzie specifiche di cui alla lettera c), punto ii), comprendono un periodo di
   quarantena in una struttura protetta dai vettori nello stabilimento confinato, tale struttura deve
   soddisfare le prescrizioni di cui all'allegato XII, parte F.
                                                Articolo 35
     Movimenti e manipolazione degli ungulati destinati a stabilimenti confinati dopo l'ingresso
   Dopo l'ingresso nell'Unione, gli ungulati originari di uno stabilimento confinato in un paese
   terzo o territorio di cui all'articolo 27 devono rimanere nello stabilimento confinato di
   destinazione per un periodo almeno pari ai sei mesi precedenti la data in cui sono spostati in
   un altro stabilimento confinato nell'Unione, tranne qualora siano esportati a partire
   dall'Unione o spostati a fini di macellazione.
IT                                                  47                                                 IT
 ---pagebreak---                                               TITOLO 3
      PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER IL
                      POLLAME E I VOLATILI IN CATTIVITÀ
                                                 Capo 1
    Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per il pollame
                                              SEZIONE 1
     PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER TUTTE LE
                           SPECIE E CATEGORIE DI POLLAME
                                                Articolo 36
   Pollame importato nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona prima dell'ingresso
                                                nell'Unione
   1.       L'ingresso nell'Unione delle seguenti partite è consentito solo se l'autorità competente
            del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie conformemente al paragrafo
            2:
            a)     pollame importato nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona a
                   partire da un altro paese terzo, territorio o loro zona;
            b)     pulcini di un giorno originari di gruppi (parent) che sono stati importati nel
                   paese terzo o territorio di origine o nella loro zona a partire da un altro paese
                   terzo, territorio o loro zona.
   2.       L'ingresso nell'Unione delle partite di animali di cui al paragrafo 1 è consentito solo
            se l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine del pollame ha fornito
            garanzie che:
            a)     il pollame e i gruppi (parent) di cui a tale paragrafo sono stati importati a
                   partire da un paese terzo, un territorio o una loro zona elencati per l'ingresso
                   nell'Unione di tali partite;
            b)     l'importazione del pollame e dei gruppi (parent) di cui al paragrafo 1 in tale
                   paese terzo, territorio o loro zona è avvenuta conformemente a prescrizioni in
                   materia di sanità animale almeno altrettanto rigorose di quelle applicabili alle
                   partite di tali animali che entrano direttamente nell'Unione.
                                                Articolo 37
       Prescrizioni relative al paese terzo o territorio di origine del pollame o alla loro zona
   L'ingresso nell'Unione di partite di pollame è consentito solo se tali partite sono originarie di
   un paese terzo, un territorio o una loro zona che soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)       applicano un programma di sorveglianza delle malattie per l'influenza aviaria ad alta
            patogenicità da almeno sei mesi prima della data di spedizione della partita
            nell'Unione e tale programma di sorveglianza è conforme alle prescrizioni stabilite:
            i)     nell'allegato II del presente regolamento;
                   o
IT                                                   48                                              IT
 ---pagebreak---       ii)    nel pertinente capitolo del codice sanitario per gli animali terrestri
             dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE);
   b) sono considerati indenni dall'influenza aviaria ad alta patogenicità conformemente
      all'articolo 38;
   c) se effettuano la vaccinazione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità, l'autorità
      competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie che:
      i)     il programma di vaccinazione è conforme alle prescrizioni di cui all'allegato
             XIII;
      ii)    il programma di sorveglianza di cui alla lettera a) del presente articolo, in
             aggiunta alle prescrizioni di cui all'allegato II, è conforme alle prescrizioni di
             cui all'allegato XIII, punto 2;
      iii)   si è impegnata a comunicare alla Commissione qualsiasi modifica del
             programma di vaccinazione nel paese terzo, nel territorio o nella loro zona;
   d) sono considerati:
      i)     in caso di pollame diverso dai ratiti, indenni da infezione da virus della malattia
             di Newcastle conformemente all'articolo 39;
      ii)    in caso di ratiti:
      –      indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle conformemente
             all'articolo 39;
             o
      –      non sono considerati indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle
             conformemente all'articolo 39, ma l'autorità competente del paese terzo o
             territorio di origine ha fornito garanzie in merito alla conformità alle
             prescrizioni per l'infezione da virus della malattia di Newcastle per quanto
             riguarda l'isolamento, la sorveglianza e le prove, come stabilito nell'allegato
             XIV;
   e) qualora sia effettuata la vaccinazione contro l'infezione da virus della malattia di
      Newcastle, l'autorità competente del paese terzo o territorio ha fornito garanzie che:
      i)     i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali e specifici per i vaccini contro
             l'infezione da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
      o
      ii)    i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali per i vaccini contro l'infezione
             da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e il pollame
             è conforme alle prescrizioni in materia di sanità animale previste all'allegato
             XV, punto 2, per il pollame e le uova da cova originari di un paese terzo, un
             territorio o una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus
             della malattia di Newcastle non soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato
             XV, punto 1;
   f) si sono impegnati a comunicare alla Commissione le seguenti informazioni dopo la
      comparsa di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità o di un focolaio di
      infezione da virus della malattia di Newcastle:
IT                                            49                                                 IT
 ---pagebreak---            i)     informazioni sulla situazione della malattia entro 24 ore dalla conferma del
                  focolaio iniziale di influenza aviaria ad alta patogenicità o di infezione da virus
                  della malattia di Newcastle;
           ii)    aggiornamenti regolari sulla situazione della malattia;
   g)      si sono impegnati a inviare al laboratorio di riferimento dell'Unione europea per
           l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle isolati virali dei focolai iniziali di
           influenza aviaria ad alta patogenicità e di infezione da virus della malattia di
           Newcastle.
                                               Articolo 38
    Indennità dall'influenza aviaria ad alta patogenicità del paese terzo o territorio di origine o
                                             della loro zona
   1.      Un paese terzo, un territorio o una loro zona sono considerati indenni dall'influenza
           aviaria ad alta patogenicità se hanno fornito alla Commissione le seguenti garanzie:
           a)     è stato attuato un programma di sorveglianza dell'influenza aviaria ad alta
                  patogenicità conformemente all'articolo 37, lettera a), per un periodo almeno
                  pari ai sei mesi precedenti la data di certificazione della partita, ai fini della
                  spedizione nell'Unione, da parte del veterinario ufficiale;
           b)     non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità nel
                  pollame in tale paese terzo, territorio o loro zona nel periodo almeno pari ai 12
                  mesi precedenti la data di certificazione della partita, ai fini della spedizione
                  nell'Unione, da parte del veterinario ufficiale.
   2.      Successivamente alla comparsa di un focolaio di influenza aviaria ad alta
           patogenicità in un paese terzo, un territorio o una loro zona precedentemente
           considerati indenni da tale malattia, come indicato al paragrafo 1, il paese terzo, il
           territorio o la loro zona in questione sono considerati di nuovo indenni dall'influenza
           aviaria ad alta patogenicità purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
           a)     è stata attuata una politica di abbattimento totale per lottare contro l'influenza
                  aviaria ad alta patogenicità;
           b)     si è proceduto a una pulizia e a una disinfezione adeguate in tutti gli
                  stabilimenti precedentemente infetti;
           c)     per un periodo almeno pari ai tre mesi successivi al completamento della
                  politica di abbattimento totale e della pulizia e disinfezione di cui alle lettere a)
                  e b), l'autorità competente del paese terzo o territorio ha attuato, con esito
                  negativo, un programma di sorveglianza che offre almeno la confidenza, sulla
                  base di un campione rappresentativo randomizzato delle popolazioni a rischio,
                  atta a dimostrare l'assenza di infezione, tenuto conto delle specifiche
                  circostanze epidemiologiche relative ai focolai che si sono verificati.
                                               Articolo 39
      Indennità da infezione da virus della malattia di Newcastle del paese terzo o territorio di
                                        origine o della loro zona
   1.      Un paese terzo, un territorio o una loro zona sono considerati indenni da infezione da
           virus della malattia di Newcastle se in essi non si sono verificati focolai di tale
           infezione nel pollame per un periodo almeno pari ai 12 mesi precedenti la data di
IT                                                  50                                                  IT
 ---pagebreak---       certificazione della partita, ai fini della spedizione nell'Unione, da parte del
      veterinario ufficiale.
   2. A seguito della comparsa di un focolaio di infezione da virus della malattia di
      Newcastle in un paese terzo, un territorio o una loro zona precedentemente indenni
      da tale malattia, come indicato al paragrafo 1, il paese terzo, il territorio o la loro
      zona in questione sono considerati di nuovo indenni dall'infezione da virus della
      malattia di Newcastle purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
      a)     è stata attuata una politica di abbattimento totale per lottare contro la malattia;
      b)     si è proceduto a una pulizia e a una disinfezione adeguate in tutti gli
             stabilimenti precedentemente infetti;
      c)     per un periodo almeno pari ai tre mesi successivi al completamento della
             politica di abbattimento totale e della pulizia e disinfezione di cui alle lettere a)
             e b), l'autorità competente del paese terzo o territorio ha dimostrato l'assenza di
             tale malattia nel paese terzo, nel territorio o nella loro zona mediante
             un'intensificazione delle indagini, comprese prove di laboratorio relative al
             focolaio.
                                          Articolo 40
                              Stabilimento di origine del pollame
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di pollame riproduttore e di pollame da reddito è
      consentito solo se gli animali di tali partite provengono da stabilimenti che sono stati
      riconosciuti dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine
      conformemente a prescrizioni almeno altrettanto rigorose di quelle di cui all'articolo
      8 del regolamento delegato (UE) 2019/2035 della Commissione, e:
      a)     il cui riconoscimento non è stato sospeso né revocato;
      b)     attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un
             paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
             patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo
             almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di carico per la spedizione
             nell'Unione;
      c)     nei quali non sono stati segnalati casi confermati di infezione da virus
             dell'influenza aviaria a bassa patogenicità nel periodo almeno pari ai 21 giorni
             precedenti la data di carico per la spedizione nell'Unione.
   2. L'ingresso nell'Unione di partite di pollame destinato alla macellazione è consentito
      solo se gli animali di tali partite provengono da stabilimenti:
      a)     attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un
             paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
             patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo
             almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di carico per la spedizione
             nell'Unione;
      b)     nei quali non sono stati segnalati casi di infezione da virus dell'influenza
             aviaria a bassa patogenicità nel periodo almeno pari ai 21 giorni precedenti la
             data di carico per la spedizione nell'Unione.
   3. L'ingresso nell'Unione di partite di pulcini di un giorno è consentito solo se gli
      animali di tali partite:
IT                                             51                                                  IT
 ---pagebreak---             a)     sono nati in stabilimenti che sono stati riconosciuti dall'autorità competente del
                   paese terzo o territorio di origine conformemente a prescrizioni almeno
                   altrettanto rigorose di quelle di cui all'articolo 7 del regolamento delegato (UE)
                   2019/2035 della Commissione, e
                   i)     il cui riconoscimento non è stato sospeso né revocato;
                   ii)    attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio
                          di un paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad
                          alta patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel
                          periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di spedizione
                          nell'Unione;
            b)     provengono da gruppi detenuti in stabilimenti che sono stati riconosciuti
                   dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine conformemente a
                   prescrizioni almeno altrettanto rigorose di quelle di cui all'articolo 8 del
                   regolamento delegato (UE) 2019/2035 della Commissione, e
                   i)     il cui riconoscimento non era stato sospeso né revocato al momento
                          dell'invio all'incubatoio delle uova da cova da cui sono nati i pulcini di un
                          giorno;
                   ii)    nei quali non sono stati segnalati casi confermati di infezione da virus
                          dell'influenza aviaria a bassa patogenicità nel periodo almeno pari ai 21
                          giorni precedenti la data di raccolta delle uova da cova da cui sono nati i
                          pulcini di un giorno.
                                                 Articolo 41
          Misure di prevenzione specifiche per i contenitori in cui è trasportato il pollame
   L'ingresso nell'Unione di partite di pollame è consentito solo se tali partite sono state
   trasportate in contenitori che, in aggiunta alle prescrizioni dell'articolo 18, soddisfano le
   seguenti prescrizioni:
   a)       sono chiusi secondo le istruzioni dell'autorità competente del paese terzo o territorio
            di origine al fine di evitare qualsiasi possibilità di sostituzione del contenuto;
   b)       recano le informazioni relative alle specie e categorie specifiche di pollame di cui
            all'allegato XVI;
   c)       in caso di pulcini di un giorno, sono monouso, puliti e utilizzati per la prima volta.
                                                 Articolo 42
      Ingresso di pollame in Stati membri aventi lo status di indenne da infezione da virus della
                                 malattia di Newcastle senza vaccinazione
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di pollame riproduttore e di pollame da reddito
            destinate a uno Stato membro avente lo status di indenne da infezione da virus della
            malattia di Newcastle senza vaccinazione è consentito solo se gli animali di tali
            partite soddisfano le seguenti prescrizioni:
            a)     non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle;
            b)     sono stati tenuti in isolamento, per un periodo almeno pari ai 14 giorni
                   precedenti la data di carico della partita per la spedizione nell'Unione, nello
                   stabilimento di origine o in uno stabilimento di quarantena sotto la
                   supervisione di un veterinario ufficiale, in cui:
IT                                                   52                                                 IT
 ---pagebreak---             i)     nessun capo di pollame è stato vaccinato contro l'infezione da virus della
                   malattia di Newcastle per un periodo almeno pari ai 21 giorni precedenti
                   la data di carico della partita;
            ii)    nel periodo di cui al punto i) non è stato introdotto alcun volatile non
                   appartenente alla partita;
            iii)   non è stata effettuata alcuna vaccinazione;
      c)    sono risultati negativi, nel periodo almeno pari ai 14 giorni precedenti la data di
            carico per la spedizione nell'Unione, alle prove sierologiche per la ricerca di
            anticorpi contro il virus della malattia di Newcastle eseguite su campioni di
            sangue, con un livello tale da rilevare una prevalenza dell'infezione del 5% con
            il 95% di confidenza.
   2. L'ingresso nell'Unione di partite di pollame destinato alla macellazione in uno Stato
      membro avente lo status di indenne da infezione da virus della malattia di Newcastle
      senza vaccinazione è consentito solo se gli animali di tali partite provengono da
      gruppi che:
      a)    non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle e
            sono risultati negativi, nel periodo almeno pari ai 14 giorni precedenti la data di
            carico della partita per la spedizione nell'Unione, alle prove sierologiche per la
            ricerca di anticorpi contro il virus della malattia di Newcastle eseguite su
            campioni di sangue, con un livello tale da rilevare una prevalenza dell'infezione
            del 5% con il 95% di confidenza;
      o
      b)    sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle, ma
            non con un vaccino vivo, nel periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la
            data di carico della partita per la spedizione nell'Unione e sono stati sottoposti,
            con esito negativo, a una prova di isolamento del virus per la ricerca
            dell'infezione da virus della malattia di Newcastle nei 14 giorni precedenti tale
            data, su un campione casuale di tamponi cloacali o su campioni di feci
            prelevati da almeno 60 volatili.
   3. L'ingresso nell'Unione di partite di pulcini di un giorno destinate a uno Stato membro
      avente lo status di indenne da infezione da virus della malattia di Newcastle senza
      vaccinazione è consentito solo se gli animali di tali partite:
      a)    non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle;
      b)    sono nati da uova da cova provenienti da gruppi che soddisfano una delle
            seguenti prescrizioni:
            i)     non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di
                   Newcastle;
            o
            ii)    sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle
                   con un vaccino inattivato;
            o
            iii)   sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle
                   con un vaccino vivo al più tardi 60 giorni prima della data di raccolta
                   delle uova;
IT                                            53                                                IT
 ---pagebreak---              c)     provengono da un incubatoio in cui i metodi di lavoro adottati garantiscono che
                    le uova dei pulcini di un giorno destinati all'ingresso nell'Unione siano incubate
                    in momenti e locali completamente separati rispetto alle uova che non
                    soddisfano le prescrizioni di cui alla lettera b).
                                                SEZIONE 2
       PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE
      PER IL POLLAME RIPRODUTTORE E IL POLLAME DA REDDITO
                                                  Articolo 43
                        Identificazione dei ratiti riproduttori e dei ratiti da reddito
   L'ingresso nell'Unione di partite di ratiti riproduttori e di ratiti da reddito è consentito solo se
   gli animali di tali partite sono identificati individualmente mediante collari o un transponder
   iniettabile:
   a)        con il codice del paese terzo o territorio di origine conforme alla norma ISO 3166, in
             forma di codice a due lettere;
   b)        conforme alle norme ISO 11784 e ISO 11785.
                                                  Articolo 44
      Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i gruppi di origine delle partite di
                                  pollame riproduttore e pollame da reddito
   L'ingresso nell'Unione di partite di pollame riproduttore e pollame da reddito è consentito solo
   se gli animali di tali partite sono originari di gruppi che soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)        i gruppi non sono stati vaccinati contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità;
   b)        se i gruppi sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle:
             i)     le autorità competenti del paese terzo o territorio di origine hanno fornito
                    garanzie che i vaccini utilizzati soddisfano:
                    –      i criteri generali e specifici per i vaccini contro l'infezione da virus della
                           malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
                           o
                    –      i criteri generali per i vaccini contro l'infezione da virus della malattia di
                           Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e il pollame è conforme alle
                           prescrizioni in materia di sanità animale previste all'allegato XV, punto 2,
                           per il pollame e le uova da cova originari di un paese terzo, un territorio o
                           una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della
                           malattia di Newcastle non soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato
                           XV, punto 1;
             ii)    per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato XV,
                    punto 4;
   c)        i gruppi sono stati sottoposti a un programma di sorveglianza delle malattie conforme
             alle prescrizioni di cui all'allegato II del regolamento delegato (UE) 2019/2035 della
             Commissione e non sono risultati infetti né hanno mostrato elementi che facessero
             sospettare un'infezione dai seguenti agenti:
IT                                                     54                                                 IT
 ---pagebreak---             i)     Salmonella pullorum, Salmonella gallinarum e Mycoplasma gallisepticum in
                   caso di Gallus gallus;
            ii)    Salmonella arizonae [sierogruppo O:18(k)], Salmonella pullorum, Salmonella
                   gallinarum, Mycoplasma meleagridis e Mycoplasma gallisepticum in caso di
                   Meleagris gallopavo;
            iii)   Salmonella pullorum e Salmonella gallinarum in caso di Numida meleagris,
                   Coturnix coturnix, Phasianus colchicus, Perdix perdix, Anas spp;
   d)       i gruppi sono detenuti in stabilimenti che, in caso di conferma di infezione da
            Salmonella pullorum, S. gallinarum e S. arizonae, nei 12 mesi precedenti la data di
            carico della partita per la spedizione nell'Unione hanno applicato le seguenti misure:
            i)     il gruppo infetto è stato macellato o è stato abbattuto e distrutto;
            ii)    dopo la macellazione o l'abbattimento del gruppo infetto di cui al punto i), lo
                   stabilimento è stato pulito e disinfettato;
            iii)   dopo la pulizia e la disinfezione di cui al punto ii), tutti i gruppi nello
                   stabilimento sono risultati negativi a due prove per la ricerca dell'infezione da
                   Salmonella pullorum, S. gallinarum e S. arizonae eseguite ad almeno 21 giorni
                   di intervallo conformemente al programma di sorveglianza delle malattie di cui
                   alla lettera c);
   e)       i gruppi sono detenuti in stabilimenti che, in caso di conferma di micoplasmosi
            aviare (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis), nei 12 mesi precedenti la data
            di carico della partita per la spedizione nell'Unione hanno applicato le seguenti
            misure:
            i)     il gruppo infetto è risultato negativo a due prove per la ricerca di micoplasmosi
                   aviare (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis) eseguite conformemente
                   al programma di sorveglianza delle malattie di cui alla lettera c) sull'intero
                   gruppo ad almeno 60 giorni di intervallo;
            o
            ii)    il gruppo infetto è stato macellato o è stato abbattuto e distrutto, lo stabilimento
                   è stato pulito e disinfettato e dopo la pulizia e la disinfezione tutti i gruppi nello
                   stabilimento sono risultati negativi a due prove per la ricerca di micoplasmosi
                   aviare (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis) eseguite ad almeno 21
                   giorni di intervallo conformemente al programma di sorveglianza delle malattie
                   di cui alla lettera c).
                                              SEZIONE 3
       PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE
             PER IL POLLAME DESTINATO ALLA MACELLAZIONE
                                                Articolo 45
      Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i gruppi di origine delle partite di
                                    pollame destinato alla macellazione
   L'ingresso nell'Unione di partite di pollame destinato alla macellazione è consentito solo se gli
   animali di tali partite sono originari di gruppi che soddisfano le seguenti prescrizioni:
IT                                                   55                                                   IT
 ---pagebreak---    a)        non sono stati vaccinati contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità;
   b)        se sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle:
             i)     l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie
                    che:
                    –      i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali e specifici per i vaccini
                           contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato
                           XV, punto 1;
                           o
                    –      i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali per i vaccini contro
                           l'infezione da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV,
                           punto 1, e il pollame è conforme alle prescrizioni in materia di sanità
                           animale previste all'allegato XV, punto 2, per il pollame e le uova da
                           cova originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona in cui i
                           vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle
                           non soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato XV, punto 1;
             ii)    per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato XV,
                    punto 4.
                                                SEZIONE 4
       PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE
                                  PER I PULCINI DI UN GIORNO
                                                   Articolo 46
      Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i gruppi di origine delle partite di
                                              pulcini di un giorno
   L'ingresso nell'Unione di partite di pulcini di un giorno è consentito solo se gli animali di tali
   partite sono originari di gruppi che soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)        se i gruppi sono stati vaccinati contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità, il paese
             terzo o territorio di origine ha fornito garanzie in merito alla conformità alle
             prescrizioni minime per i programmi di vaccinazione e per la sorveglianza
             supplementare di cui all'allegato XIII;
   b)        se i gruppi sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle:
             i)     l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie
                    che i vaccini utilizzati soddisfano:
                    –      i criteri generali e specifici per i vaccini contro l'infezione da virus della
                           malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
                           o
                    –      i criteri generali per i vaccini riconosciuti contro l'infezione da virus della
                           malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e il pollame e le
                           uova da cova da cui provengono i pulcini di un giorno sono conformi alle
                           prescrizioni in materia di sanità animale previste all'allegato XV, punto 2,
                           per il pollame e le uova da cova originari di un paese terzo, un territorio o
                           una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della
                           malattia di Newcastle non soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato
                           XV, punto 1;
IT                                                     56                                                  IT
 ---pagebreak---       ii)   per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato XV,
            punto 4;
   c) i gruppi sono stati sottoposti a un programma di sorveglianza delle malattie conforme
      alle prescrizioni di cui all'allegato II del regolamento delegato (UE) 2019/2035 della
      Commissione e non sono risultati infetti né hanno mostrato elementi che facessero
      sospettare un'infezione dai seguenti agenti:
      i)    Salmonella pullorum, Salmonella gallinarum e Mycoplasma gallisepticum in
            caso di Gallus gallus;
      ii)   Salmonella arizonae [sierogruppo O:18(k)], Salmonella pullorum, Salmonella
            gallinarum, Mycoplasma meleagridis e Mycoplasma gallisepticum in caso di
            Meleagris gallopavo;
      iii)  Salmonella pullorum e Salmonella gallinarum in caso di Numida meleagris,
            Coturnix coturnix, Phasianus colchicus, Perdix perdix, Anas spp;
   d) i gruppi sono detenuti in stabilimenti che, in caso di conferma di infezione da
      Salmonella pullorum, S. gallinarum e S. arizonae, nei 12 mesi precedenti la data di
      carico della partita per la spedizione nell'Unione hanno applicato le seguenti misure:
      i)    il gruppo infetto è stato macellato o è stato abbattuto e distrutto;
      ii)   dopo la macellazione o l'abbattimento del gruppo infetto di cui al punto i), lo
            stabilimento è stato pulito e disinfettato;
      iii)  dopo la pulizia e la disinfezione di cui al punto ii), tutti i gruppi nello
            stabilimento sono risultati negativi a due prove per la ricerca dell'infezione da
            Salmonella pullorum, S. gallinarum e S. arizonae eseguite ad almeno 21 giorni
            di intervallo conformemente al programma di sorveglianza delle malattie di cui
            alla lettera c);
   e) i gruppi sono detenuti in stabilimenti che, in caso di conferma di micoplasmosi
      aviare (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis), nei 12 mesi precedenti la data
      di carico della partita per la spedizione nell'Unione hanno applicato le seguenti
      misure:
      i)    il gruppo infetto è risultato negativo a due prove per la ricerca di micoplasmosi
            aviare (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis) eseguite conformemente
            al programma di sorveglianza delle malattie di cui alla lettera c) sull'intero
            gruppo ad almeno 60 giorni di intervallo;
      o
      ii)   il gruppo infetto è stato macellato o è stato abbattuto e distrutto, lo stabilimento
            è stato pulito e disinfettato e dopo la pulizia e la disinfezione tutti i gruppi nello
            stabilimento sono risultati negativi a due prove per la ricerca di micoplasmosi
            aviare (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis) eseguite ad almeno 21
            giorni di intervallo conformemente al programma di sorveglianza delle malattie
            di cui alla lettera c).
IT                                             57                                                  IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 47
      Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per le uova da cova di origine delle
                                        partite di pulcini di un giorno
   L'ingresso nell'Unione di partite di pulcini di un giorno è consentito solo se gli animali di tali
   partite sono nati da uova da cova che:
   a)        soddisfano le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione di
             cui alla parte III, titolo 2;
   b)        prima di essere spedite all'incubatoio, sono state marcate secondo le istruzioni
             dell'autorità competente;
   c)        erano state disinfettate secondo le istruzioni dell'autorità competente;
   d)        non sono state a contatto con pollame o uova da cova di stato sanitario inferiore,
             volatili in cattività o volatili selvatici, né durante il trasporto all'incubatoio né
             nell'incubatoio stesso.
                                                  Articolo 48
            Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i pulcini di un giorno
   L'ingresso nell'Unione di partite di pulcini di un giorno è consentito solo se gli animali di tali
   partite non sono stati vaccinati contro l'influenza aviaria.
                                                SEZIONE 5
      PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE
                             PER MENO DI 20 CAPI DI POLLAME
                                                  Articolo 49
    Deroga e prescrizioni specifiche per le partite di meno di 20 capi di pollame diversi dai ratiti
   In deroga all'articolo 14, paragrafo 3, agli articoli 17, 18, 40 e 41 nonché agli articoli da 43 a
   48, l'ingresso nell'Unione di partite contenenti meno di 20 capi di pollame diversi dai ratiti è
   consentito a condizione che tali partite soddisfino le seguenti prescrizioni:
   a)        il pollame proviene da stabilimenti:
             i)     in cui non sono stati segnalati casi confermati di infezione da virus
                    dell'influenza aviaria a bassa patogenicità nel periodo almeno pari ai 21 giorni
                    precedenti la data di carico della partita per la spedizione nell'Unione o la data
                    di raccolta delle uova da cova da cui sono nati i pulcini di un giorno;
             ii)    attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un
                    paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
                    patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo
                    almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di carico della partita per la
                    spedizione nell'Unione;
   b)        il pollame o, in caso di pulcini di un giorno, il gruppo di origine dei pulcini di un
             giorno è stato isolato presso lo stabilimento di origine per un periodo almeno pari ai
             21 giorni precedenti la data di carico della partita per la spedizione nell'Unione;
   c)        per quanto riguarda la vaccinazione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità:
             i)     il pollame non è stato vaccinato contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità;
IT                                                     58                                              IT
 ---pagebreak---             ii)    se i gruppi (parent) dei pulcini di un giorno sono stati vaccinati contro
                   l'influenza aviaria ad alta patogenicità, il paese terzo o territorio di origine ha
                   fornito garanzie in merito alla conformità alle prescrizioni minime per i
                   programmi di vaccinazione e per la sorveglianza supplementare di cui
                   all'allegato XIII;
   d)       se il pollame o il gruppo (parent) dei pulcini di un giorno è stato vaccinato contro
            l'infezione da virus della malattia di Newcastle:
            i)     l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie
                   che i vaccini utilizzati soddisfano:
                   –      i criteri generali e specifici per i vaccini contro l'infezione da virus della
                          malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
                          o
                   –      i criteri generali per i vaccini contro l'infezione da virus della malattia di
                          Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e il pollame è conforme alle
                          prescrizioni in materia di sanità animale previste all'allegato XV, punto 2,
                          per il pollame e le uova da cova originari di un paese terzo, un territorio o
                          una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della
                          malattia di Newcastle non soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato
                          XV, punto 1;
            ii)    per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato XV,
                   punto 4;
   e)       nelle prove effettuate conformemente alle prescrizioni di cui all'allegato XVII per
            sottoporre a prova le partite di meno di 20 capi di pollame diversi dai ratiti e meno di
            20 uova da cova di tale pollame prima dell'ingresso nell'Unione, il pollame o, in caso
            di pulcini di un giorno, il gruppo di origine dei pulcini di un giorno non è risultato
            infetto né ha mostrato elementi che facessero sospettare un'infezione dai seguenti
            agenti:
            i)     Salmonella pullorum, Salmonella gallinarum e Mycoplasma gallisepticum in
                   caso di Gallus gallus;
            ii)    Salmonella arizonae [sierogruppo O:18(k)], Salmonella pullorum, Salmonella
                   gallinarum, Mycoplasma meleagridis e Mycoplasma gallisepticum in caso di
                   Meleagris gallopavo;
            iii)   Salmonella pullorum e Salmonella gallinarum in caso di Numida meleagris,
                   Coturnix coturnix, Phasianus colchicus, Perdix perdix, Anas spp..
                                               SEZIONE 6
       PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE
      PER I MOVIMENTI E LA MANIPOLAZIONE DEL POLLAME DOPO
                                   L'INGRESSO NELL'UNIONE
                                                 Articolo 50
      Obblighi degli operatori dello stabilimento di destinazione dopo l'ingresso nell'Unione di
                                              partite di pollame
   1.       Gli operatori dello stabilimento di destinazione tengono il pollame riproduttore, il
            pollame da reddito, ad eccezione del pollame da reddito per il ripopolamento di
IT                                                    59                                                 IT
 ---pagebreak---              selvaggina da penna, e i pulcini di un giorno che sono entrati nell'Unione da un paese
             terzo, un territorio o una loro zona nello stabilimento di destinazione dalla data di
             arrivo per un periodo continuativo:
             a)     di almeno sei settimane;
             o
             b)     fino al giorno della macellazione, se gli animali sono macellati entro sei
                    settimane dalla data di arrivo.
   2.        In caso di pollame diverso dai ratiti, il periodo di sei settimane di cui al paragrafo 1,
             lettera a), può essere ridotto a tre settimane, a condizione che, su richiesta
             dell'operatore, siano stati effettuati, con esito positivo, il campionamento e le prove
             di cui all'articolo 51, lettera b).
   3.        Gli operatori dello stabilimento di destinazione provvedono affinché il pollame di cui
             al paragrafo 1 sia sottoposto a un'ispezione clinica effettuata da un veterinario
             ufficiale presso lo stabilimento di destinazione entro la data di scadenza dei periodi
             pertinenti previsti in tale paragrafo.
   4.        Durante i periodi di cui al paragrafo 1, gli operatori tengono il pollame entrato
             nell'Unione da un paese terzo, un territorio o una loro zona separato dagli altri gruppi
             di pollame.
   5.        Qualora il pollame di cui al paragrafo 1 sia posto nello stesso gruppo di altro pollame
             presente nello stabilimento di destinazione, i periodi di cui al paragrafo 1, lettere a) e
             b), decorrono dalla data di introduzione dell'ultimo volatile nello stabilimento di
             destinazione e nessun capo di pollame presente è spostato dal gruppo prima dello
             scadere di tali periodi.
                                                  Articolo 51
     Obblighi delle autorità competenti per quanto riguarda il campionamento e le prove per le
                               partite di pollame dopo l'ingresso nell'Unione
   L'autorità competente dello Stato membro di destinazione garantisce che:
   a)        durante i periodi di cui all'articolo 50, paragrafo 1, il pollame riproduttore, il pollame
             da reddito, ad eccezione del pollame da reddito per il ripopolamento di selvaggina da
             penna, e i pulcini di un giorno che sono entrati nell'Unione da un paese terzo, un
             territorio o una loro zona siano sottoposti a un'ispezione clinica effettuata da un
             veterinario ufficiale presso lo stabilimento di destinazione entro la data di scadenza
             dei periodi pertinenti previsti in tale articolo e, se necessario, siano sottoposti a
             campionamento per realizzare prove destinate a verificarne lo stato sanitario;
   b)        in caso di pollame diverso dai ratiti e qualora l'operatore ne faccia richiesta come
             previsto all'articolo 50, paragrafo 2, il campionamento e le prove cui è sottoposto il
             pollame diverso dai ratiti siano effettuati conformemente all'allegato XVIII.
                                                  Articolo 52
      Obblighi delle autorità competenti per quanto riguarda il campionamento e le prove dopo
     l'ingresso nell'Unione per le partite di ratiti originari di un paese terzo, un territorio o una
                loro zona non indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle
   L'autorità competente dello Stato membro di destinazione garantisce che, durante i periodi di
   cui all'articolo 50, paragrafo 1, i ratiti riproduttori, i ratiti da reddito e i pulcini di un giorno di
IT                                                    60                                                    IT
 ---pagebreak---    ratiti che sono entrati nell'Unione da un paese terzo, un territorio o una loro zona non indenni
   da infezione da virus della malattia di Newcastle:
   a)        siano sottoposti a una prova per la ricerca del virus della malattia di Newcastle
             effettuata dall'autorità competente su un tampone cloacale o su un campione di feci
             prelevato da ciascun ratito;
   b)        in caso di partite di ratiti destinate a uno Stato membro avente lo status di indenne da
             infezione da virus della malattia di Newcastle senza vaccinazione provenienti da un
             paese terzo, un territorio o una loro zona non indenni da infezione da virus della
             malattia di Newcastle, gli animali, in aggiunta alle prescrizioni di cui alla lettera a),
             siano sottoposti a una prova sierologica per la ricerca dell'infezione da virus della
             malattia di Newcastle, effettuata dall'autorità competente su ciascun ratito;
   c)        tutti i ratiti siano risultati negativi alle prove di cui alle lettere a) e b) prima di uscire
             dall'isolamento.
IT                                                      61                                                  IT
 ---pagebreak---                                                   Capo 2
   Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i volatili in
                                                 cattività
                                               SEZIONE 1
    PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER I VOLATILI
                                             IN CATTIVITÀ
                                                 Articolo 53
                      Prescrizioni relative all'identificazione dei volatili in cattività
   L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività è consentito solo se gli animali di tali
   partite sono identificati con un numero di identificazione individuale mediante un anello
   chiuso applicato alla zampa, recante una marcatura unica, o un transponder iniettabile,
   contenente almeno le seguenti informazioni:
   a)        il codice del paese terzo o territorio di origine conforme alla norma ISO 3166, in
             forma di codice a due lettere;
   b)        un numero di serie unico.
                                                 Articolo 54
    Misure di prevenzione specifiche per i contenitori in cui sono trasportati i volatili in cattività
   L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività è consentito solo se tali partite sono
   state trasportate in contenitori che, in aggiunta alle prescrizioni per i contenitori di cui
   all'articolo 18, soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)        sono chiusi secondo le istruzioni dell'autorità competente del paese terzo o territorio
             di origine al fine di evitare qualsiasi possibilità di sostituzione del contenuto;
   b)        recano le informazioni relative alle specie e categorie specifiche di volatili di cui
             all'allegato XVI;
   c)        sono utilizzati per la prima volta.
                                                 Articolo 55
           Prescrizioni relative agli stabilimenti di origine delle partite di volatili in cattività
   L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività è consentito solo se gli animali di tali
   partite provengono da uno stabilimento che soddisfa le seguenti prescrizioni:
   a)        è stato riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine
             come stabilimento che soddisfa le prescrizioni specifiche in materia di sanità animale
             di cui all'articolo 56 e tale riconoscimento non è stato sospeso né revocato;
   b)        dispone di un numero di riconoscimento unico assegnato dall'autorità competente del
             paese terzo o territorio di origine, che è stato comunicato alla Commissione;
   c)        il nome e il numero di riconoscimento dello stabilimento d'origine figurano in un
             elenco di stabilimenti redatto e pubblicato dalla Commissione;
   d)        in un raggio di 10 km attorno allo stabilimento, compreso se del caso il territorio di
             un paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
IT                                                    62                                               IT
 ---pagebreak---              patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo almeno
             pari ai 30 giorni precedenti la data di carico per la spedizione nell'Unione;
   e)        in caso di psittacidi:
             i)     la clamidiosi aviare non è stata confermata nello stabilimento nel periodo
                    almeno pari ai 60 giorni precedenti la data di carico per la spedizione
                    nell'Unione e, qualora la sua presenza nello stabilimento sia stata confermata
                    nei sei mesi precedenti la data di carico per la spedizione nell'Unione, sono
                    state applicate le seguenti misure:
                    –      i volatili infetti e quelli a rischio di infezione sono stati sottoposti a
                           trattamento;
                    –      una volta completato il trattamento, i volatili sono risultati negativi alle
                           prove di laboratorio per la ricerca della clamidiosi aviare;
                    –      una volta completato il trattamento, lo stabilimento è stato pulito e
                           disinfettato;
                    –      sono trascorsi almeno 60 giorni dal completamento delle operazioni di
                           pulizia e disinfezione di cui al terzo trattino;
             o
             ii)    gli animali sono stati tenuti sotto controllo veterinario per i 45 giorni precedenti
                    la data di carico per la spedizione nell'Unione e sono stati sottoposti a
                    trattamento contro la clamidiosi aviare.
                                                  Articolo 56
     Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per il riconoscimento, il mantenimento
      del riconoscimento, la sospensione, la revoca e la nuova concessione del riconoscimento
                      degli stabilimenti di origine delle partite di volatili in cattività
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività è consentito solo se gli animali
             di tali partite provengono da stabilimenti riconosciuti dall'autorità competente del
             paese terzo o territorio di origine come indicato all'articolo 55 e che soddisfano le
             prescrizioni di cui all'allegato XIX:
             a)     punto 1, per quanto riguarda le misure di biosicurezza;
             b)     punto 2, per quanto riguarda le strutture e le attrezzature;
             c)     punto 3, per quanto riguarda la conservazione della documentazione;
             d)     punto 4, per quanto riguarda il personale;
             e)     punto 5, per quanto riguarda lo stato sanitario.
   2.        L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività è consentito solo se gli animali
             di tali partite provengono da stabilimenti che sono sotto il controllo di un veterinario
             ufficiale dell'autorità competente del paese terzo o territorio, il quale:
             a)     assicura il rispetto delle condizioni stabilite nel presente articolo;
             b)     visita i locali dello stabilimento almeno una volta all'anno;
             c)     controlla l'attività del veterinario dello stabilimento e l'attuazione del
                    programma annuale di sorveglianza delle malattie;
IT                                                    63                                                 IT
 ---pagebreak---             d)     verifica che i risultati delle prove cliniche, post mortem e di laboratorio
                   eseguite sugli animali non abbiano evidenziato alcun caso di influenza aviaria
                   ad alta patogenicità, infezione da virus della malattia di Newcastle o clamidiosi
                   aviare.
   3.       Il riconoscimento di uno stabilimento di volatili in cattività è sospeso o revocato se
            tale stabilimento non soddisfa più le condizioni di cui ai paragrafi 1 e 2, o se vi è
            stata una modifica dell'uso e lo stabilimento non è più utilizzato esclusivamente per i
            volatili in cattività.
   4.       Il riconoscimento di uno stabilimento di volatili in cattività è sospeso quando
            all'autorità competente del paese terzo o territorio è stato notificato un sospetto di
            influenza aviaria ad alta patogenicità, infezione da virus della malattia di Newcastle o
            clamidiosi aviare e finché tale sospetto non sia stato ufficialmente escluso. In seguito
            alla notifica di un sospetto, sono adottate le misure necessarie per confermarlo o
            escluderlo e per evitare la diffusione della malattia conformemente alle prescrizioni
            di cui al regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra il
            regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto
            riguarda le norme relative alla prevenzione e al controllo di determinate malattie
            elencate [documento C(2019)4057].
   5.       In caso di sospensione o revoca del riconoscimento di uno stabilimento, quest'ultimo
            è nuovamente riconosciuto quando sono soddisfatte le seguenti condizioni:
            a)     la malattia e la fonte di infezione sono state eradicate;
            b)     si è proceduto a una pulizia e a una disinfezione adeguate negli stabilimenti
                   precedentemente infetti;
            c)     lo stabilimento soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1.
   6.       L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività è consentito solo se il paese
            terzo o il territorio di origine si sono impegnati a comunicare alla Commissione la
            sospensione, la revoca o la nuova concessione del riconoscimento di uno
            stabilimento.
                                                Articolo 57
            Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i volatili in cattività
   L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività è consentito solo se gli animali di tali
   partite:
   a)       non sono stati vaccinati contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità;
   b)       sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle e l'autorità
            competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie che i vaccini
            utilizzati soddisfano i criteri generali e specifici per i vaccini contro l'infezione da
            virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
   c)       sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca del virus
            dell'influenza aviaria ad alta patogenicità e del virus della malattia di Newcastle nel
            periodo compreso fra i sette e i 14 giorni precedenti la data di carico per la
            spedizione nell'Unione.
IT                                                   64                                                IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 58
      Prescrizioni relative all'ingresso di partite di volatili in cattività in Stati membri aventi lo
       status di indenne da infezione da virus della malattia di Newcastle senza vaccinazione
   L'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività appartenenti a specie di galliformi
   destinate a uno Stato membro avente lo status di indenne da infezione da virus della malattia
   di Newcastle senza vaccinazione è consentito solo se gli animali di tali partite:
   a)       non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle;
   b)       sono stati tenuti in isolamento sotto la supervisione di un veterinario ufficiale, per un
            periodo almeno pari ai 14 giorni precedenti la data di carico della partita per la
            spedizione nell'Unione, nello stabilimento di origine o in uno stabilimento di
            quarantena nel paese terzo o territorio di origine, in cui:
            i)     nessun volatile sia stato vaccinato contro l'infezione da virus della malattia di
                   Newcastle nei 21 giorni precedenti la data di spedizione della partita;
            ii)    durante tale periodo non sia entrato alcun volatile non destinato alla partita;
            iii)   non siano state effettuate vaccinazioni;
   c)       sono risultati negativi, nei 14 giorni precedenti la data di carico per la spedizione
            nell'Unione, alle prove sierologiche per la ricerca di anticorpi contro il virus della
            malattia di Newcastle eseguite su campioni di sangue, con un livello tale da rilevare
            una prevalenza dell'infezione del 5% con il 95% di confidenza.
                                             SEZIONE 2
      PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE
         PER I MOVIMENTI E LA MANIPOLAZIONE DEI VOLATILI IN
                   CATTIVITÀ DOPO L'INGRESSO NELL'UNIONE
                                               Articolo 59
         Prescrizioni relative ai movimenti di volatili in cattività dopo l'ingresso nell'Unione
   Dopo l'ingresso nell'Unione, le partite di volatili in cattività sono trasportate direttamente e
   senza indugio in uno stabilimento di quarantena riconosciuto conformemente all'articolo 14
   del regolamento delegato (UE) 2019/2035 della Commissione, come segue:
   a)       il viaggio complessivo dal punto di ingresso nell'Unione allo stabilimento di
            quarantena non deve superare nove ore;
   b)       i veicoli utilizzati per trasportare la partita allo stabilimento di quarantena devono
            essere sigillati dall'autorità competente in modo da impedire qualsiasi possibilità di
            sostituzione del contenuto.
                                               Articolo 60
      Obblighi degli operatori dello stabilimento di quarantena dopo l'ingresso nell'Unione di
                                      partite di volatili in cattività
   Gli operatori dello stabilimento di quarantena per i volatili in cattività di cui all'articolo 59:
   a)       tengono in quarantena i volatili in cattività per un periodo minimo di 30 giorni;
   b)       qualora si utilizzino volatili sentinella per le procedure di esame, campionamento e
            prova, provvedono affinché:
IT                                                  65                                                 IT
 ---pagebreak---              i)    in ciascuna unità dello stabilimento di quarantena si utilizzino almeno 10
                   volatili sentinella;
             ii)   gli animali abbiano un'età di almeno tre settimane e siano utilizzati solo una
                   volta per questi scopi;
             iii)  gli animali siano identificati per inanellamento o mediante altro sistema di
                   identificazione permanente;
             iv)   gli animali non siano vaccinati e siano risultati sieronegativi all'influenza
                   aviaria ad alta patogenicità e all'infezione da virus della malattia di Newcastle
                   nei 14 giorni precedenti la data di inizio della quarantena;
             v)    gli animali siano introdotti nello stabilimento riconosciuto di quarantena prima
                   dell'arrivo dei volatili in cattività nello stesso ambiente in modo che siano il più
                   vicino possibile a questi ultimi e che sia garantito un contatto ravvicinato tra i
                   volatili sentinella e gli escrementi dei volatili in cattività in quarantena;
             vi)   i volatili in cattività siano fatti uscire dalla quarantena solo previa
                   autorizzazione scritta di un veterinario ufficiale.
                                                 Articolo 61
   Obblighi delle autorità competenti dopo l'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività
   Dopo l'arrivo dei volatili in cattività nello stabilimento di quarantena di cui all'articolo 59,
   l'autorità competente:
   a)        procede a una verifica delle condizioni di quarantena, comprendente un esame dei
             dati di mortalità e un'ispezione clinica dei volatili in cattività, almeno all'inizio e alla
             fine del periodo di quarantena;
   b)        sottopone i volatili in cattività a prove per la ricerca dell'influenza aviaria ad alta
             patogenicità e dell'infezione da virus della malattia di Newcastle, conformemente alle
             procedure di esame, campionamento e prova di cui all'allegato XX.
                                               SEZIONE 3
   DEROGHE ALLE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE
   PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI VOLATILI IN CATTIVITÀ E PER
       I MOVIMENTI E LA MANIPOLAZIONE DI TALI VOLATILI DOPO
                                  L'INGRESSO NELL'UNIONE
                                                 Articolo 62
      Deroga alle prescrizioni in materia di sanità animale per i volatili in cattività originari di
                                     determinati paesi terzi o territori
   In deroga alle prescrizioni di cui alla parte I, articoli da 3 a 10, ad eccezione dell'articolo 3,
   lettera a), punto i), e alle prescrizioni di cui agli articoli da 11 a 19 e agli articoli da 53 a 61,
   l'ingresso nell'Unione di partite di volatili in cattività non conformi alle suddette prescrizioni è
   consentito se tali partite sono originarie di paesi terzi o territori espressamente elencati per
   l'ingresso nell'Unione di volatili in cattività sulla base di garanzie equivalenti.
IT                                                    66                                                  IT
 ---pagebreak---                                              TITOLO 4
      PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LE
                               API MELLIFERE E I BOMBI
                                               Capo 1
        Prescrizioni generali in materia di sanità animale per le api
                                        mellifere e i bombi
                                              Articolo 63
                                       Categorie di api autorizzate
   È consentito l'ingresso nell'Unione solo di partite delle seguenti categorie di api:
   a)       api mellifere regine;
   b)       bombi.
                                              Articolo 64
                           Spedizione nell'Unione di api mellifere e di bombi
   L'ingresso nell'Unione di partite di api mellifere regine e di bombi è consentito solo se sono
   soddisfatte le seguenti prescrizioni:
   a)       il materiale da imballaggio e le gabbiette delle regine utilizzate per la spedizione
            nell'Unione di api mellifere e di bombi devono:
            i)     essere nuovi;
            ii)    non essere venuti a contatto con api né con favi di covata;
            iii)   essere stati oggetto di tutte le precauzioni necessarie per evitare la loro
                   contaminazione con agenti patogeni che causano le malattie delle api mellifere
                   o dei bombi;
   b)       il mangime che accompagna le api mellifere e i bombi deve essere privo di agenti
            patogeni che causano le malattie di questi animali;
   c)       il materiale da imballaggio e i prodotti che lo accompagnano devono essere stati
            sottoposti a un esame visivo prima della spedizione nell'Unione in modo da garantire
            che non comportino un rischio per la sanità animale e non contengano:
            i)     in caso di api mellifere, Aethina tumida (piccolo coleottero dell'alveare) né
                   acaro Tropilaelaps in qualsiasi fase del ciclo di vita;
            ii)    in caso di bombi, Aethina tumida (piccolo coleottero dell'alveare) in qualsiasi
                   fase del ciclo di vita.
IT                                                 67                                              IT
 ---pagebreak---                                                   Capo 2
        Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per le api
                                           mellifere regine
                                                 Articolo 65
                               Apiario di origine delle api mellifere regine
   L'ingresso nell'Unione di partite di api mellifere regine è consentito solo se le api mellifere di
   tali partite sono originarie di un apiario situato in un'area:
   a)         avente un raggio di almeno 100 km, compreso se del caso il territorio di un paese
              terzo limitrofo:
              i)    in cui non sono stati segnalati casi di infestazione da Aethina tumida (piccolo
                    coleottero dell'alveare) né di infestazione da Tropilaelaps spp.;
              ii)   in cui non sono in vigore restrizioni a seguito di un sospetto, un caso o un
                    focolaio delle malattie di cui al punto i);
   b)         avente un raggio di almeno 3 km, compreso se del caso il territorio di un paese terzo
              limitrofo:
              i)    in cui non sono stati segnalati casi di peste americana per un periodo almeno
                    pari ai 30 giorni precedenti la data di carico per la spedizione nell'Unione;
              ii)   in cui non sono in vigore restrizioni a seguito di un sospetto o di un caso
                    confermato di peste americana nel periodo di cui al punto i);
              iii)  in cui, qualora si sia verificato un caso confermato di peste americana prima
                    del periodo di cui al punto i), l'autorità competente del paese terzo o territorio
                    di origine ha successivamente controllato tutti gli alveari e tutti quelli infetti
                    sono stati sottoposti a trattamento e poi ispezionati, con esito positivo, nei 30
                    giorni successivi alla data dell'ultimo caso registrato della malattia.
                                                 Articolo 66
                               Alveare di origine delle api mellifere regine
   L'ingresso nell'Unione di partite di api mellifere regine è consentito solo se le api mellifere di
   tali partite sono originarie di alveari da cui sono stati prelevati campioni di favi che sono stati
   sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca della peste americana nei 30 giorni
   precedenti la data di carico per la spedizione nell'Unione.
                                                 Articolo 67
                                       Partite di api mellifere regine
   L'ingresso nell'Unione di partite di api mellifere regine è consentito solo se le api mellifere di
   tali partite sono in gabbiette chiuse, ciascuna delle quali contiene una sola regina con un
   massimo di 20 operaie accompagnatrici.
IT                                                    68                                               IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 68
      Garanzie supplementari applicabili alle api mellifere regine destinate a determinati Stati
             membri o zone per quanto riguarda l'infestazione da Varroa spp. (varroasi)
   L'ingresso nell'Unione di partite di api mellifere regine destinate a uno Stato membro o a una
   zona aventi lo status di indenne da malattia per l'infestazione da Varroa spp. (varroasi) è
   consentito solo se tali partite soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)       le api mellifere di tali partite devono essere originarie di un paese terzo, un territorio
            o una loro zona indenni da infestazione da Varroa spp. (varroasi);
   b)       nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona non sono stati segnalati casi di
            infestazione da Varroa spp. (varroasi) nei 30 giorni precedenti la data di carico per la
            spedizione nell'Unione;
   c)       durante il carico e la spedizione nell'Unione sono state prese tutte le precauzioni
            necessarie per evitare la contaminazione della partita con Varroa spp..
                                                 Capo 3
      Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i bombi
                                                Articolo 69
                                     Stabilimento di origine dei bombi
   L'ingresso nell'Unione di partite di bombi è consentito solo se:
   a)       i bombi di tali partite sono stati allevati e tenuti in uno stabilimento di produzione di
            bombi isolato dal punto di vista ambientale:
            i)     che dispone di strutture atte a garantire che la produzione di bombi sia
                   effettuata all'interno di un edificio a prova di insetti volanti;
            ii)    che dispone di strutture e attrezzature atte a garantire che i bombi siano
                   ulteriormente isolati in unità epidemiologiche separate e ciascuna colonia sia
                   tenuta all'interno dell'edificio in contenitori chiusi durante tutto il processo di
                   produzione;
            iii)   in cui il polline è conservato e manipolato in strutture isolate dai bombi durante
                   tutto il processo di produzione di questi ultimi, prima di essere utilizzato per la
                   loro alimentazione;
            iv)    che dispone di procedure operative standardizzate per impedire l'ingresso del
                   piccolo coleottero dell'alveare nello stabilimento e per svolgere indagini
                   periodiche volte a rilevare la presenza del piccolo coleottero dell'alveare
                   all'interno dello stabilimento;
   b)       all'interno dello stabilimento di cui alla lettera a), i bombi provengono da un'unità
            epidemiologica in cui non sono stati individuati casi di infestazione da Aethina
            tumida (piccolo coleottero dell'alveare).
                                                Articolo 70
                                              Partite di bombi
   L'ingresso nell'Unione di partite di bombi è consentito solo se tali partite sono state spedite
   nell'Unione in contenitori chiusi, ciascuno dei quali contiene una colonia di un massimo di
   200 bombi adulti, con o senza una regina.
IT                                                   69                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Capo 4
         Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per la
     manipolazione di api mellifere regine e di bombi dopo l'ingresso
                                                Articolo 71
                   Manipolazione di api mellifere regine e di bombi dopo l'ingresso
   1.       Dopo l'ingresso nell'Unione, le api mellifere regine non devono essere introdotte in
            colonie locali, tranne qualora siano trasferite dalla gabbietta di trasporto in nuove
            gabbiette conformemente al paragrafo 2 con l'autorizzazione e, se del caso, sotto la
            supervisione diretta dell'autorità competente.
   2.       Dopo il trasferimento nelle nuove gabbiette di cui al paragrafo 1, le gabbiette di
            trasporto, le operaie accompagnatrici e l'altro materiale che ha accompagnato le api
            mellifere regine dal paese terzo di origine devono essere inviati a un laboratorio
            ufficiale che procede agli esami per escludere la presenza di Aethina tumida (piccolo
            coleottero dell'alveare), comprese uova e larve, e di segni dell'acaro Tropilaelaps.
   3.       Gli operatori che ricevono i bombi distruggono il contenitore e il materiale di
            imballaggio che li ha accompagnati dal paese terzo o territorio di origine, ma
            possono tenere gli animali nel contenitore nel quale sono entrati nell'Unione fino alla
            fine del ciclo di vita della colonia.
                                                Articolo 72
                    Obblighi specifici delle autorità competenti degli Stati membri
   L'autorità competente dello Stato membro del luogo di destinazione delle partite di api
   mellifere o di bombi:
   a)       procede alla supervisione del trasferimento dalla gabbietta di trasporto alle nuove
            gabbiette di cui all'articolo 71, paragrafo 1;
   b)       garantisce l'invio dei materiali di cui all'articolo 71, paragrafo 2, da parte
            dell'operatore;
   c)       garantisce che il laboratorio ufficiale di cui all'articolo 71, paragrafo 2, disponga dei
            mezzi necessari per distruggere le gabbiette, le operaie accompagnatrici e il materiale
            dopo gli esami di laboratorio previsti in tale disposizione.
                                              TITOLO 5
        PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
       L'INGRESSO NELL'UNIONE DI CANI, GATTI E FURETTI
                                                Articolo 73
                              Spedizione nell'Unione di cani, gatti e furetti
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di cani, gatti e furetti è consentito solo se tali partite
            sono state spedite dallo stabilimento di origine verso l'Unione senza passare per un
            altro stabilimento.
   2.       In deroga al paragrafo 1, le partite di cani, gatti e furetti provenienti da più di uno
            stabilimento di origine possono essere autorizzate ad entrare nell'Unione se gli
            animali di tali partite sono stati sottoposti a un'unica operazione di raccolta nel paese
IT                                                  70                                                   IT
 ---pagebreak---       terzo o territorio di origine o nella loro zona purché siano soddisfatte le seguenti
      condizioni:
      a)     l'operazione di raccolta è stata effettuata in uno stabilimento:
             i)    riconosciuto per le operazioni di raccolta di cani, gatti e furetti
                   dall'autorità competente del paese terzo o territorio conformemente a
                   prescrizioni almeno altrettanto rigorose di quelle di cui all'articolo 10 del
                   regolamento delegato (UE) 2019/2035 della Commissione;
             ii)   dotato di un numero di riconoscimento unico assegnato dall'autorità
                   competente del paese terzo o territorio;
             iii)  elencato a tal fine dall'autorità competente del paese terzo o territorio di
                   spedizione, con le informazioni indicate all'articolo 21 del regolamento
                   delegato (UE) 2019/2035 della Commissione;
             iv)   in cui, per un periodo minimo di tre anni, è conservata e mantenuta
                   aggiornata una documentazione contenente le seguenti informazioni:
                   –      l'origine degli animali;
                   –      le date di arrivo al centro di raccolta e di spedizione dallo stesso;
                   –      il codice di identificazione degli animali;
                   –      il numero di registrazione dello stabilimento di origine degli
                          animali;
                   –      il numero di registrazione dei trasportatori e i mezzi di trasporto
                          che consegnano la partita di cani, gatti e furetti al centro o la
                          prelevano dallo stesso;
      b)     l'operazione di raccolta nel centro di raccolta non è durata più di sei giorni; tale
             periodo è considerato parte del periodo di campionamento per le prove
             precedenti la spedizione nell'Unione, se tale campionamento è prescritto dal
             presente regolamento;
      c)     gli animali devono essere arrivati nell'Unione entro 10 giorni dalla data di
             spedizione dallo stabilimento di origine.
                                           Articolo 74
                             Identificazione di cani, gatti e furetti
   1. L'ingresso nell'Unione di partite di cani, gatti e furetti è consentito solo se gli animali
      di tali partite sono identificati individualmente tramite un transponder iniettabile,
      impiantato da un veterinario, conforme alle prescrizioni tecniche per i mezzi di
      identificazione degli animali stabilite negli atti di esecuzione adottati dalla
      Commissione a norma dell'articolo 120 del regolamento (UE) 2016/429.
   2. Nel caso in cui il transponder iniettabile impiantato di cui al paragrafo 1 non sia
      conforme alle specifiche tecniche di cui a detto paragrafo, l'operatore responsabile
      dell'ingresso della partita nell'Unione fornisce il dispositivo di lettura che consente di
      verificare in qualsiasi momento l'identificazione individuale dell'animale.
IT                                              71                                                IT
 ---pagebreak---                                                        Articolo 75
       Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda cani, gatti e furetti
   L'ingresso nell'Unione di partite di cani, gatti e furetti è consentito solo se gli animali di tali
   partite sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona dove sono in vigore
   norme per la prevenzione e il controllo dell'infezione da virus della rabbia che sono attuate
   efficacemente per ridurre al minimo il rischio di infezione di cani, gatti e furetti, comprese
   norme sulle importazioni di tali specie da altri paesi terzi o territori.
                                                       Articolo 76
                                                  Cani, gatti e furetti
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di cani, gatti e furetti è consentito solo se gli animali
             di tali partite soddisfano le seguenti prescrizioni:
             a)      gli animali sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della rabbia
                     conformemente alle seguenti condizioni:
                     i)      gli animali devono avere almeno 12 settimane al momento della
                             vaccinazione;
                     ii)     il vaccino deve essere conforme ai requisiti di cui all'allegato III del
                             regolamento (UE) n. 576/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio18;
                     iii)    il giorno della spedizione nell'Unione, devono essere trascorsi almeno 21
                             giorni dal completamento della prima vaccinazione contro l'infezione da
                             virus della rabbia;
                     iv)     al certificato sanitario di cui all'articolo 3, primo comma, lettera c), punto
                             i) deve essere allegata una copia certificata dei dati di vaccinazione;
             b)      gli animali devono essere stati sottoposti a una prova valida di titolazione degli
                     anticorpi per la rabbia conformemente all'allegato XXI, punto 1.
   2.        In deroga al paragrafo 1, lettera b), i cani, i gatti e i furetti originari di paesi terzi,
             territori o loro zone che figurano nell'elenco di cui al regolamento (UE) n.
             577/201319 sono autorizzati ad entrare nell'Unione senza essere sottoposti alla prova
             di titolazione per la rabbia.
   3.        L'ingresso di partite di cani in uno Stato membro avente lo status di indenne da
             malattia per l'Echinococcus multilocularis o un programma di eradicazione
             approvato per l'infestazione da tale malattia è consentito se gli animali di tali partite
             sono stati trattati contro tale infestazione conformemente all'allegato XXI, parte 2.
   18
           Regolamento (UE) n. 576/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sui
           movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia e che abroga il regolamento (CE) n.
           998/2003 (GU L 178 del 28.6.2013, pag. 1).
   19
           Regolamento di esecuzione (UE) n. 577/2013 della Commissione, del 28 giugno 2013, relativo ai
           modelli dei documenti di identificazione per i movimenti a carattere non commerciale di cani, gatti e
           furetti, alla definizione di elenchi di territori e paesi terzi, e ai requisiti relativi al formato, all'aspetto e
           alle lingue delle dichiarazioni attestanti il rispetto di determinate condizioni di cui al regolamento (UE)
           n. 576/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 178 del 28.6.2013, pag. 109).
IT                                                           72                                                               IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 77
    Deroga per cani, gatti e furetti destinati a uno stabilimento confinato o a uno stabilimento di
                                                  quarantena
   In deroga all'articolo 76, l'ingresso nell'Unione di partite di cani, gatti e furetti che non
   soddisfano le prescrizioni in materia di vaccinazione contro la rabbia e quelle relative
   all'infestazione da Echinococcus multilocularis è consentito purché tali partite siano destinate
   ad entrare direttamente:
   a)        in uno stabilimento confinato;
   o
   b)        in uno stabilimento riconosciuto di quarantena nello Stato membro di destinazione.
                                                  Articolo 78
      Movimenti e manipolazione, dopo l'ingresso nell'Unione, di cani, gatti e furetti destinati a
                     uno stabilimento confinato o a uno stabilimento di quarantena
   1.        Le partite di cani, gatti e furetti destinati a uno stabilimento confinato nell'Unione
             sono mantenute nello stabilimento confinato di destinazione per un periodo almeno
             pari ai 60 giorni successivi alla data di ingresso nell'Unione.
   2.        Le partite di cani, gatti e furetti destinati a entrare direttamente in uno stabilimento
             riconosciuto di quarantena di cui all'articolo 77, lettera b), sono mantenute in tale
             stabilimento per un periodo:
             a)     non inferiore ai sei mesi successivi alla data di arrivo in caso di mancata
                    conformità ai requisiti in materia di vaccinazione contro l'infezione da virus
                    della rabbia di cui all'articolo 76, paragrafo 1;
             o
             b)     in caso di cani che non soddisfano le prescrizioni in materia di infestazione da
                    Echinococcus multilocularis di cui all'articolo 76, paragrafo 3, pari alle 24 ore
                    successive al trattamento contro l'infestazione da Echinococcus multilocularis
                    conformemente all'allegato XXI, punto 2.
IT                                                    73                                              IT
 ---pagebreak---                                                 Parte III
        Prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso
    nell'Unione di materiale germinale di cui agli articoli 3 e 5
                                                TITOLO 1
       PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER IL
                  MATERIALE GERMINALE DEGLI UNGULATI
                                                   Capo 1
    Prescrizioni generali in materia di sanità animale per il materiale
                                     germinale degli ungulati
                                                  Articolo 79
                              Paese terzo o territorio di origine o loro zona
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini, suini, ovini, caprini
   ed equini è consentito solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali provenienti
   da paesi terzi o territori che soddisfano le prescrizioni in materia di sanità animale di cui
   all'articolo 22.
                                                  Articolo 80
                              Periodo di permanenza degli animali donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini, suini, ovini, caprini
   ed equini è consentito solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali che:
   a)        per un periodo almeno pari ai sei mesi precedenti la data di raccolta sono rimasti in
             un paese terzo, un territorio o una loro zona elencati per l'ingresso nell'Unione delle
             specie e categorie specifiche di materiale germinale;
   b)        per un periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data della prima raccolta del
             materiale germinale e durante il periodo di raccolta:
             i)     sono stati tenuti in stabilimenti che non sono situati in una zona soggetta a
                    restrizioni istituita in seguito all'insorgere nei bovini, nei suini, negli ovini, nei
                    caprini o negli equini di una malattia di categoria A o di una malattia
                    emergente pertinente per i bovini, i suini, gli ovini, i caprini o gli equini;
             ii)    sono stati tenuti in un unico stabilimento in cui non sono stati segnalati casi di
                    nessuna delle malattie di categoria D pertinenti per i bovini, i suini, gli ovini, i
                    caprini o gli equini;
             iii)   non sono stati a contatto con animali provenienti da stabilimenti situati in una
                    zona soggetta a restrizioni di cui al punto i) o da stabilimenti di cui al punto ii);
             iv)    non sono stati utilizzati per la riproduzione naturale.
IT                                                     74                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 81
                                   Identificazione degli animali donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini, suini, ovini, caprini
   ed equini è consentito solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali che erano
   identificati conformemente all'articolo 21.
                                                 Articolo 82
                                    Stabilimenti di materiale germinale
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini, suini,
            ovini, caprini ed equini è consentito solo se tali partite sono state spedite a partire da
            stabilimenti riconosciuti di materiale germinale elencati dalle autorità competenti di
            paesi terzi, territori o loro zone elencati.
   2.       L'ingresso nell'Unione di partite di materiale germinale è consentito solo se tali
            partite provengono da stabilimenti riconosciuti di materiale germinale di cui al
            paragrafo 1 che soddisfano le seguenti prescrizioni stabilite all'allegato I del
            regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra il regolamento
            (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il
            riconoscimento degli stabilimenti di materiale germinale e le prescrizioni in materia
            di tracciabilità e di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di
            materiale germinale di determinati animali terrestri detenuti [documento
            C(2019)4055]:
            a)     le prescrizioni di cui alla parte 1 di tale allegato, per i centri di raccolta dello
                   sperma;
            b)     le prescrizioni di cui alla parte 2 di tale allegato, per i gruppi di raccolta di
                   embrioni;
            c)     le prescrizioni di cui alla parte 3 di tale allegato, per i gruppi di produzione di
                   embrioni;
            d)     le prescrizioni di cui alla parte 4 di tale allegato, per gli stabilimenti di
                   trasformazione di materiale germinale;
            e)     le prescrizioni di cui alla parte 5 di tale allegato, per i centri di stoccaggio di
                   materiale germinale.
                                                 Articolo 83
                                            Materiale germinale
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini, suini, ovini, caprini
   ed equini è consentito solo se tale materiale germinale soddisfa le seguenti prescrizioni:
   a)       è marcato in modo da poter prontamente determinare le seguenti informazioni:
            i)     la data di raccolta o di produzione di tale materiale germinale;
            ii)    la specie e l'identificazione degli animali donatori;
            iii)   il numero di riconoscimento unico, che comprende il codice ISO 3166-1 alpha-
                   2 del paese in cui è rilasciato il riconoscimento;
            iv)    qualsiasi altra informazione pertinente;
IT                                                    75                                                IT
 ---pagebreak---    b)        soddisfa le prescrizioni in materia di sanità animale per la raccolta, la produzione, la
             trasformazione e lo stoccaggio di cui all'allegato III del regolamento delegato (UE)
             2019/... della Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento
             europeo e del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli stabilimenti di
             materiale germinale e le prescrizioni in materia di tracciabilità e di sanità animale
             per i movimenti all'interno dell'Unione di materiale germinale di determinati animali
             terrestri detenuti [documento C(2019)4055];
                                                 Articolo 84
                                      Trasporto di materiale germinale
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini, suini,
             ovini, caprini ed equini è consentito solo se:
             a)     il materiale germinale è stato collocato in un contenitore che soddisfa le
                    seguenti prescrizioni:
                    i)    è stato sigillato e numerato prima della spedizione dallo stabilimento
                          riconosciuto di materiale germinale sotto la responsabilità di un
                          veterinario del centro o del gruppo, o da un veterinario ufficiale;
                    ii)   è stato pulito e disinfettato o sterilizzato prima dell'uso, o è un
                          contenitore monouso;
                    iii)  è stato riempito con un agente criogeno non utilizzato in precedenza per
                          altro materiale;
             b)     nel contenitore di cui alla lettera a) è stato collocato solo un tipo di materiale
                    germinale di una sola specie.
   2.        In deroga al paragrafo 1, lettera b), gli operatori possono collocare in un unico
             contenitore sperma, ovociti ed embrioni della stessa specie, purché:
             a)     le paillette o gli altri imballaggi in cui il materiale germinale viene collocato
                    siano sigillati in modo sicuro ed ermetico;
             b)     i diversi tipi di materiale germinale siano separati gli uni dagli altri mediante
                    compartimenti fisici o siano collocati in sacchetti protettivi secondari.
   3.        In deroga al paragrafo 1, lettera b), gli operatori possono collocare in un unico
             contenitore lo sperma, gli ovociti e gli embrioni di ovini e caprini.
                                                 Articolo 85
                          Prescrizioni supplementari per il trasporto di sperma
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma di bovini, suini, ovini e caprini che è stato raccolto
   da più di un animale donatore e collocato in un'unica paillette o in un unico altro imballaggio
   ai fini dell'ingresso nell'Unione è consentito solo se:
   a)        lo sperma è stato raccolto in un unico centro di raccolta dello sperma e spedito da
             quest'ultimo;
   b)        erano applicate procedure relative alla trasformazione di tale sperma al fine di
             garantirne la conformità alle prescrizioni in materia di marcatura di cui all'articolo
             83, lettera a).
IT                                                   76                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Capo 2
          Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per il
                               materiale germinale dei bovini
                                               Articolo 86
                               Stabilimento di origine dei bovini donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini è consentito solo se
   tale materiale germinale è stato raccolto da animali provenienti da stabilimenti che soddisfano
   le prescrizioni seguenti e se tali animali non sono mai stati detenuti in uno stabilimento di
   stato sanitario inferiore:
   a)       soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 23;
   b)       in caso di animali donatori di sperma prima della loro ammissione in un impianto di
            quarantena, erano indenni dalle malattie indicate in appresso:
            i)     infezione da complesso Mycobacterium tuberculosis (M. bovis, M. caprae e M.
                   tuberculosis);
            ii)    infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis;
            iii)   leucosi bovina enzootica;
            iv)    rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva.
                                               Articolo 87
          Deroghe alle prescrizioni relative agli stabilimenti di origine dei bovini donatori
   1.       In deroga all'articolo 86, lettera b), punto iii), l'ingresso nell'Unione di partite di
            sperma di bovini è consentito se l'animale donatore proviene da uno stabilimento non
            indenne da leucosi bovina enzootica e:
            a)     ha un'età inferiore a due anni ed è nato da una madre che, successivamente
                   all'allontanamento dell'animale, è stata sottoposta, con esito negativo, a una
                   prova sierologica per la ricerca della leucosi bovina enzootica;
            o
            b)     ha raggiunto l'età di due anni ed è stato sottoposto, con esito negativo, a una
                   prova sierologica per la ricerca della leucosi bovina enzootica.
   2.       In deroga all'articolo 86, lettera b), punto iii), l'ingresso nell'Unione di partite di
            ovociti ed embrioni di bovini è consentito se l'animale donatore proviene da uno
            stabilimento non indenne da leucosi bovina enzootica e ha un'età inferiore a due anni
            purché il veterinario ufficiale responsabile dello stabilimento di origine abbia
            certificato che non si sono verificati casi clinici di leucosi bovina enzootica per un
            periodo almeno pari ai tre anni precedenti.
   3.       In deroga all'articolo 86, lettera b), punto iv), l'ingresso nell'Unione di partite di
            sperma, ovociti ed embrioni di bovini è consentito se l'animale donatore proviene da
            uno stabilimento non indenne da rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite
            pustolosa infettiva, purché:
            a)     in caso di sperma, l'animale sia stato sottoposto, con esito negativo, alla prova
                   richiesta conformemente al punto 1, lettera b), punto iv), dell'allegato II, parte
                   1, capitolo I, del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che
IT                                                  77                                                IT
 ---pagebreak---                     integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio
                    per quanto riguarda il riconoscimento degli stabilimenti di materiale
                    germinale e le prescrizioni in materia di tracciabilità e di sanità animale per i
                    movimenti all'interno dell'Unione di materiale germinale di determinati
                    animali terrestri detenuti [documento C(2019)4055];
             b)     in caso di ovociti ed embrioni, il veterinario ufficiale responsabile dello
                    stabilimento di origine abbia certificato che non si sono verificati casi clinici di
                    rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva per un periodo
                    almeno pari ai 12 mesi precedenti.
                                                Articolo 88
               Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i bovini donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni è consentito solo se tale
   materiale germinale è stato raccolto da bovini donatori che soddisfano le prescrizioni in
   materia di sanità animale stabilite nell'allegato II, parte 1, e parte 5, capitoli I, II e III, del
   regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra il regolamento (UE)
   2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli
   stabilimenti di materiale germinale e le prescrizioni in materia di tracciabilità e di sanità
   animale per i movimenti all'interno dell'Unione di materiale germinale di determinati animali
   terrestri detenuti [documento C(2019)4055].
                                                 Capo 3
          Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per il
                                 materiale germinale dei suini
                                                Articolo 89
                                 Stabilimento di origine dei suini donatori
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di suini è consentito
             solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali provenienti da
             stabilimenti:
             a)     che soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 23;
             b)     in caso di animali donatori di sperma prima della loro ammissione in un
                    impianto di quarantena, in cui non sono state constatate evidenze cliniche,
                    sierologiche, virologiche o patologiche di infezione da virus della malattia di
                    Aujeszky per un periodo almeno pari ai 12 mesi precedenti.
   2.        L'ingresso nell'Unione di partite di sperma di suini è consentito solo se esso è stato
             raccolto da animali che:
             a)     prima della loro ammissione in un impianto di quarantena, provenivano da
                    stabilimenti indenni da infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis
                    conformemente alle prescrizioni di cui all'allegato II, parte 5, capitolo IV, del
                    regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra il
                    regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
                    quanto riguarda il riconoscimento degli stabilimenti di materiale germinale e
                    le prescrizioni in materia di tracciabilità e di sanità animale per i movimenti
IT                                                   78                                                  IT
 ---pagebreak---                    all'interno dell'Unione di materiale germinale di determinati animali terrestri
                   detenuti [documento C(2019)4055];
             b)    erano detenuti presso un impianto di quarantena che, alla data dell'ammissione,
                   era indenne da infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis da un
                   periodo almeno pari ai tre mesi precedenti;
             c)    erano detenuti in un centro di raccolta dello sperma in cui non erano state
                   segnalate evidenze cliniche, sierologiche, virologiche o patologiche di
                   infezione da virus della malattia di Aujeszky per un periodo pari almeno ai 30
                   giorni precedenti la data di ammissione e almeno ai 30 giorni immediatamente
                   precedenti la data della raccolta;
             d)    erano detenuti, sin dalla nascita o da un periodo almeno pari ai tre mesi
                   precedenti la data di ingresso nell'impianto di quarantena, in uno stabilimento
                   in cui, durante tale periodo, nessun animale era stato vaccinato contro
                   l'infezione da virus della sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini e non
                   erano stati constatati casi di infezione da virus della sindrome riproduttiva e
                   respiratoria dei suini.
                                                  Articolo 90
                Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i suini donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti o embrioni è consentito solo se tale
   materiale germinale è stato raccolto da suini donatori che:
   a)        soddisfano le prescrizioni specifiche in materia di sanità animale di cui all'allegato II,
             parte 2, e parte 5, capitoli I, II, III e IV, del regolamento delegato (UE) 2019/... della
             Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e
             del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli stabilimenti di materiale
             germinale e le prescrizioni in materia di tracciabilità e di sanità animale per i
             movimenti all'interno dell'Unione di materiale germinale di determinati animali
             terrestri detenuti [documento C(2019)4055];
   b)        non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della sindrome riproduttiva e
             respiratoria dei suini.
                                                   Capo 4
          Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per il
                     materiale germinale degli ovini e dei caprini
                                                  Articolo 91
                        Stabilimento di origine degli ovini e dei caprini donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di ovini e caprini è consentito
   solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali donatori che:
   a)        in caso di animali detenuti donatori di sperma, prima della loro ammissione in un
             impianto di quarantena non provenivano da uno stabilimento né sono stati a contatto
             con animali provenienti da uno stabilimento soggetto a restrizioni dei movimenti per
             quanto riguarda l'infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis. Le restrizioni
             dei movimenti riguardanti lo stabilimento sono revocate dopo un periodo almeno pari
             a 42 giorni dalla data di macellazione e di smaltimento dell'ultimo animale infetto o
             sensibile a tale malattia;
IT                                                      79                                              IT
 ---pagebreak---    b)        provengono da uno stabilimento indenne da infezione da B. abortus, B. melitensis e
             B. suis e, in precedenza, non sono mai stati detenuti in uno stabilimento di stato
             sanitario inferiore.
                                                Articolo 92
         Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per gli ovini e i caprini donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di ovini e caprini è consentito
   solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali donatori che soddisfano le
   prescrizioni specifiche in materia di sanità animale stabilite nell'allegato II, parte 3, e parte 5,
   capitoli I, II e III, del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che integra il
   regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il
   riconoscimento degli stabilimenti di materiale germinale e le prescrizioni in materia di
   tracciabilità e di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di materiale
   germinale di determinati animali terrestri detenuti [documento C(2019)4055].
                                                Capo 5
            Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per il
                              materiale germinale degli equini
                                                Articolo 93
                               Stabilimento di origine degli equini donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di equini è consentito solo se
   tale materiale germinale è stato raccolto da animali donatori provenienti da stabilimenti che
   soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 23.
                                                Articolo 94
              Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per gli equini donatori
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti o embrioni di equini è consentito solo se
   gli animali donatori di tale materiale germinale soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo
   24, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e lettera b), punto ii), e all'articolo 24, paragrafo 6, del
   presente regolamento, nonché le ulteriori prescrizioni specifiche in materia di sanità animale
   di cui all'allegato II, parte 4, del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione che
   integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto
   riguarda il riconoscimento degli stabilimenti di materiale germinale e le prescrizioni in
   materia di tracciabilità e di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di
   materiale germinale di determinati animali terrestri detenuti [documento C(2019)4055].
                                                Capo 6
     Norme speciali per il materiale germinale di ungulati destinati a
                                      stabilimenti confinati
                                                Articolo 95
                   Materiale germinale destinato a stabilimenti confinati nell'Unione
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di bovini, suini, ovini, caprini
   ed equini spedite da stabilimenti confinati in paesi terzi o territori elencati conformemente
   all'articolo 29 è consentito solo se tali partite sono spedite in uno stabilimento confinato
   nell'Unione e sono soddisfatte le seguenti prescrizioni:
IT                                                  80                                                  IT
 ---pagebreak---    a)        l'autorità competente dello Stato membro di destinazione ha effettuato una
             valutazione dei rischi associati all'ingresso nell'Unione di tale materiale germinale;
   b)        gli animali donatori di tale materiale germinale sono originari di uno stabilimento
             confinato nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona che figura in un
             elenco di stabilimenti confinati, stabilito conformemente all'articolo 29, a partire dai
             quali può essere autorizzato l'ingresso di ungulati nell'Unione;
   c)        il materiale germinale è destinato a uno stabilimento confinato nell'Unione,
             riconosciuto conformemente all'articolo 95 del regolamento (UE) 2016/429;
   d)        il materiale germinale è trasportato direttamente nello stabilimento confinato di cui
             alla lettera c).
                                                  Articolo 96
       Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per gli animali donatori detenuti in
                                             stabilimenti confinati
   L'ingresso nell'Unione delle partite di materiale germinale di cui all'articolo 95 è consentito
   solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali donatori che soddisfano le seguenti
   prescrizioni:
   a)        non provengono da uno stabilimento né sono stati a contatto con animali provenienti
             da uno stabilimento situato in una zona soggetta a restrizioni istituita in seguito
             all'insorgere di una malattia di categoria A o di una malattia emergente pertinente per
             i bovini, i suini, gli ovini, i caprini o gli equini;
   b)        provengono da uno stabilimento in cui, per un periodo almeno pari ai 30 giorni
             precedenti la data di raccolta dello sperma, degli ovociti o degli embrioni, non sono
             stati segnalati casi di nessuna delle malattie di categoria D pertinenti per i bovini, i
             suini, gli ovini, i caprini o gli equini;
   c)        sono rimasti in un unico stabilimento confinato di origine per un periodo almeno pari
             ai 30 giorni precedenti la data di raccolta dello sperma, degli ovociti o degli embrioni
             destinati all'ingresso nell'Unione e durante il periodo di raccolta;
   d)        sono stati sottoposti a esame clinico da parte del veterinario dello stabilimento
             responsabile delle attività svolte presso lo stabilimento confinato, senza presentare
             sintomi di malattia il giorno della raccolta dello sperma, degli ovociti o degli
             embrioni.
   e)        per quanto possibile, non sono stati utilizzati per la riproduzione naturale per un
             periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data della prima raccolta dello sperma,
             degli ovociti o degli embrioni destinati all'ingresso nell'Unione e durante il periodo di
             raccolta;
   f)        sono identificati conformemente all'articolo 21.
                                                  Articolo 97
            Prescrizioni relative al materiale germinale ottenuto in stabilimenti confinati
   L'ingresso nell'Unione di partite di materiale germinale di cui all'articolo 95 è consentito solo
   se tale materiale germinale:
   a)        è marcato conformemente alle prescrizioni in materia di informazioni di cui
             all'articolo 83, lettera a);
IT                                                     81                                              IT
 ---pagebreak---    b)         è trasportato conformemente agli articoli 84 e 85.
                                                  TITOLO 2
       PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LE
        UOVA DA COVA DI POLLAME E VOLATILI IN CATTIVITÀ
                                                    Capo 1
         Prescrizioni in materia di sanità animale per le uova da cova
                                                   Articolo 98
                                            Periodo di permanenza
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova è consentito solo se, immediatamente prima
   della data di carico delle uova da cova per la spedizione nell'Unione, il gruppo di origine delle
   uova da cova ha rispettato, per un periodo di tempo continuativo, le prescrizioni relative ai
   periodi di permanenza di cui all'allegato XXII e durante tale periodo:
   a)         è rimasto nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona;
   b)         è rimasto nello stabilimento di origine in cui nessun animale è stato introdotto nel
              corso di tale periodo precedente il carico;
   c)         non è stato a contatto con pollame o uova da cova di stato sanitario inferiore né con
              volatili in cattività o volatili selvatici.
                                                   Articolo 99
                    Manipolazione delle uova da cova durante il trasporto nell'Unione
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova è consentito solo se il materiale germinale di
   tali partite soddisfa le seguenti prescrizioni:
   a)         le uova da cova destinate all'ingresso nell'Unione non devono essere venute a
              contatto con pollame, volatili in cattività o uova da cova non destinati all'ingresso
              nell'Unione o di stato sanitario inferiore tra il momento del carico nello stabilimento
              di origine per la spedizione nell'Unione e il momento del loro arrivo nell'Unione;
   b)         le uova da cova non devono essere state trasportate, scaricate o spostate su un altro
              mezzo di trasporto quando sono trasportate su strada, via mare o per via aerea
              attraverso un paese terzo, un territorio o una loro zona non elencati per l'ingresso
              nell'Unione delle specie e categorie specifiche di uova da cova.
                                                   Articolo 100
    Deroga e prescrizioni supplementari per il trasbordo di uova da cova in caso di incidente sui
                            mezzi di trasporto per via navigabile o per via aerea
   In deroga all'articolo 99, lettera b), l'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova che, per
   proseguire il viaggio, sono state trasbordate dal mezzo di trasporto di spedizione su un altro
   mezzo di trasporto in un paese terzo, un territorio o una loro zona non elencati per l'ingresso
   di uova da cova nell'Unione è consentito solo se il trasbordo è stato effettuato a causa di un
   problema tecnico o di un altro incidente imprevisto che ha causato problemi logistici durante
   il trasporto delle uova da cova verso l'Unione via mare o per via aerea, al fine di completare il
   trasporto al punto di ingresso nell'Unione, purché:
IT                                                      82                                            IT
 ---pagebreak---    a)         l'ingresso delle uova da cova nell'Unione sia autorizzato dall'autorità competente
              dello Stato membro di destinazione e, ove applicabile, degli Stati membri di
              passaggio fino all'arrivo al luogo di destinazione nell'Unione;
   b)         il trasbordo sia avvenuto sotto la supervisione di un veterinario ufficiale o del
              funzionario doganale responsabile e per tutta la durata dell'operazione:
              i)     siano state adottate misure efficaci per evitare contatti diretti o indiretti tra le
                     uova da cova destinate all'ingresso nell'Unione e altre uova da cova o altri
                     animali;
              ii)    le uova da cova siano state trasferite direttamente e il più rapidamente
                     possibile, per proseguire il viaggio verso l'Unione, su una nave o un
                     aeromobile che soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 17, senza lasciare i
                     locali del porto o dell'aeroporto;
   c)         le uova da cova siano accompagnate da una dichiarazione dell'autorità competente
              del paese terzo o territorio in cui è stato effettuato il trasferimento, che fornisce le
              informazioni necessarie sull'operazione di trasferimento e attesta che sono state
              adottate misure pertinenti per soddisfare le prescrizioni di cui alla lettera b).
                                                   Articolo 101
                                     Trasporto delle uova da cova su nave
   1.         L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova trasportate su nave, anche solo per
              una parte del viaggio, è consentito solo se il materiale germinale di tali partite
              soddisfa le seguenti prescrizioni:
              a)     le uova da cova:
                     i)     sono rimaste a bordo della nave per l'intera durata del trasporto;
                     ii)    non sono state a contatto con volatili o altre uova da cova di stato
                            sanitario inferiore mentre erano a bordo della nave;
              b)     le uova da cova trasportate conformemente alla lettera a) devono essere
                     accompagnate da una dichiarazione, contenente le seguenti informazioni:
                     i)     il porto di partenza nel paese terzo o territorio di origine o nella loro
                            zona;
                     ii)    il porto di arrivo nell'Unione;
                     iii)   i porti di scalo, qualora la nave abbia fatto scalo in porti al di fuori del
                            paese terzo o territorio di origine, o della loro zona, della partita;
                     iv)    la conformità delle uova da cova, durante il trasporto, alle prescrizioni di
                            cui alla lettera a) e ai punti i), ii) e iii) della presente lettera.
   2.         L'operatore responsabile della partita di uova da cova provvede affinché la
              dichiarazione di cui al paragrafo 1 sia allegata al certificato sanitario e firmata dal
              comandante della nave nel porto di arrivo il giorno di arrivo della nave.
                                                   Articolo 102
                 Misure preventive per i mezzi di trasporto e i contenitori di uova da cova
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova è consentito solo se il materiale germinale di
   tali partite soddisfa le seguenti prescrizioni:
IT                                                      83                                                IT
 ---pagebreak---    a)        le uova da cova devono essere state trasportate in veicoli che:
             i)     sono costruiti in modo che le uova da cova non possano cadere;
             ii)    sono stati progettati in modo da consentire la pulizia e la disinfezione;
             iii)   sono stati puliti e disinfettati, con un disinfettante autorizzato dall'autorità
                    competente del paese terzo o territorio di origine, e asciugati o lasciati
                    asciugare immediatamente prima di ogni carico delle uova da cova destinate
                    all'ingresso nell'Unione;
   b)        le uova da cova devono essere state trasportate in contenitori conformi alle seguenti
             prescrizioni:
             i)     la prescrizione di cui alla lettera a);
             ii)    i contenitori contengono unicamente uova da cova della stessa specie, della
                    stessa categoria e dello stesso tipo, provenienti dal medesimo stabilimento;
             iii)   i contenitori sono stati chiusi secondo le istruzioni dell'autorità competente del
                    paese terzo o territorio di origine al fine di evitare qualsiasi possibilità di
                    sostituzione del contenuto;
             iv)    i contenitori:
                    –      sono stati puliti e disinfettati prima del carico secondo le istruzioni
                           dell'autorità competente del paese terzo o territorio di origine;
                           o
                    –      sono monouso, puliti e utilizzati per la prima volta;
             v)     i contenitori recano le informazioni relative alle specie e categorie specifiche di
                    uova da cova di cui all'allegato XVI.
                                                 Articolo 103
                     Movimenti e manipolazione delle uova da cova dopo l'ingresso
   Gli operatori, compresi i trasportatori, provvedono affinché le partite di uova da cova dopo
   l'ingresso nell'Unione:
   a)        siano trasportate direttamente dal punto di ingresso al luogo di destinazione
             nell'Unione;
   b)        soddisfino le prescrizioni per i movimenti all'interno dell'Unione e la manipolazione
             dopo l'ingresso nell'Unione quali stabilite per le specie e categorie specifiche di uova
             da cova nei capi 5 e 7 del presente titolo.
                                                  Capo 2
    Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per le uova da
                                           cova di pollame
                                                 Articolo 104
      Uova da cova di pollame importato nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova di pollame, originarie di gruppi che sono
   stati importati nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona a partire da un altro
   paese terzo, territorio o loro zona, è consentito solo se l'autorità competente del paese terzo o
   territorio di origine delle uova da cova ha fornito garanzie che:
IT                                                    84                                                IT
 ---pagebreak---    a)       i gruppi di origine delle uova da cova sono stati importati a partire da un paese terzo,
            un territorio o una loro zona elencati per l'ingresso nell'Unione di tali gruppi;
   b)       l'importazione dei gruppi di origine delle uova da cova in tale paese terzo, territorio o
            loro zona è avvenuta conformemente a prescrizioni in materia di sanità animale
            almeno altrettanto rigorose di quelle applicabili qualora i gruppi fossero entrati
            direttamente nell'Unione.
                                               Articolo 105
        Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda le uova da cova
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova di pollame è consentito solo se tali uova da
   cova sono originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona che soddisfano le seguenti
   prescrizioni:
   a)       applicano un programma di sorveglianza delle malattie per l'influenza aviaria ad alta
            patogenicità da almeno sei mesi prima della data di spedizione della partita
            nell'Unione e tale programma di sorveglianza è conforme alle prescrizioni stabilite:
            i)     nell'allegato II del presente regolamento;
            o
            ii)    nel pertinente capitolo del codice sanitario per gli animali terrestri
                   dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE);
   b)       sono considerati indenni dall'influenza aviaria ad alta patogenicità conformemente
            all'articolo 38;
   c)       se effettuano la vaccinazione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità, l'autorità
            competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie che:
            i)     il programma di vaccinazione è conforme alle prescrizioni di cui all'allegato
                   XIII;
            ii)    il programma di sorveglianza di cui alla lettera a) del presente articolo, in
                   aggiunta alle prescrizioni di cui all'allegato II, è conforme alle prescrizioni di
                   cui all'allegato XIII, punto 2;
            iii)   si è impegnata a comunicare alla Commissione qualsiasi modifica del
                   programma di vaccinazione nel paese terzo, nel territorio o nella loro zona;
   d)       sono considerati:
            i)     in caso di uova da cova di pollame diverso dai ratiti, indenni da infezione da
                   virus della malattia di Newcastle conformemente all'articolo 39;
            ii)    in caso di uova da cova di ratiti:
                   –      indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle conformemente
                          all'articolo 39;
                          o
                   –      non indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle
                          conformemente all'articolo 39, ma l'autorità competente del paese terzo o
                          territorio di origine ha fornito garanzie in merito alla conformità alle
                          prescrizioni per l'infezione da virus della malattia di Newcastle per
                          quanto riguarda l'isolamento, la sorveglianza e le prove, come stabilito
                          nell'allegato XIV;
IT                                                  85                                                IT
 ---pagebreak---    e)       qualora sia effettuata la vaccinazione contro l'infezione da virus della malattia di
            Newcastle, l'autorità competente del paese terzo o territorio ha fornito garanzie che:
            i)     i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali e specifici per i vaccini contro
                   l'infezione da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
                   o
            ii)    i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali per i vaccini contro l'infezione
                   da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e il pollame
                   è conforme alle prescrizioni in materia di sanità animale previste all'allegato
                   XV, punto 2, per il pollame e le uova da cova originari di un paese terzo, un
                   territorio o una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus
                   della malattia di Newcastle non soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato
                   XV, punto 1;
   f)       si sono impegnati a comunicare alla Commissione le seguenti informazioni dopo la
            comparsa di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità o di un focolaio di
            infezione da virus della malattia di Newcastle:
            i)     informazioni sulla situazione della malattia entro 24 ore dalla conferma del
                   focolaio iniziale di influenza aviaria ad alta patogenicità o di infezione da virus
                   della malattia di Newcastle;
            ii)    aggiornamenti regolari sulla situazione della malattia;
   g)       si sono impegnati a inviare al laboratorio di riferimento dell'Unione europea per
            l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle isolati virali dei focolai iniziali di
            influenza aviaria ad alta patogenicità e di infezione da virus della malattia di
            Newcastle.
                                               Articolo 106
                               Stabilimento di origine delle uova da cova
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova di pollame è consentito solo se tali uova
   sono originarie:
   a)       di incubatoi riconosciuti dall'autorità competente del paese terzo o territorio di
            origine conformemente a prescrizioni almeno altrettanto rigorose di quelle di cui
            all'articolo 7 del regolamento delegato (UE) 2019/2035 della Commissione e
            i)     il cui riconoscimento non è stato sospeso né revocato;
            ii)    attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un
                   paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
                   patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo
                   almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di carico delle uova da cova per la
                   spedizione nell'Unione;
            iii)   dotati di un numero di riconoscimento unico assegnato dall'autorità competente
                   del paese terzo o territorio di origine;
   b)       di gruppi detenuti in stabilimenti che sono stati riconosciuti dall'autorità competente
            del paese terzo o territorio di origine conformemente a prescrizioni almeno
            equivalenti a quelle di cui all'articolo 8 del regolamento delegato (UE) 2019/2035
            della Commissione e
            i)     il cui riconoscimento non è stato sospeso né revocato;
IT                                                   86                                                IT
 ---pagebreak---             ii)    attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un
                   paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
                   patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo
                   almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova da cova per la
                   spedizione nell'Unione;
            iii)   nei quali non sono stati segnalati casi confermati di infezione da virus
                   dell'influenza aviaria a bassa patogenicità nel periodo almeno pari ai 21 giorni
                   precedenti la data di raccolta delle uova per la spedizione nell'Unione;
                                                 Articolo 107
                                    Gruppo di origine delle uova da cova
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova di pollame è consentito solo se tali uova
   sono originarie di gruppi che soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)       se i gruppi sono stati vaccinati contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità, il paese
            terzo o territorio di origine ha fornito garanzie in merito alla conformità alle
            prescrizioni minime per i programmi di vaccinazione e per la sorveglianza
            supplementare di cui all'allegato XIII;
   b)       se i gruppi sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle:
            i)     l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie
                   che i vaccini utilizzati soddisfano:
                   –      i criteri generali e specifici per i vaccini contro l'infezione da virus della
                          malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1; o
                   –      i criteri generali per i vaccini riconosciuti contro l'infezione da virus della
                          malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e il pollame e le
                          uova da cova da cui provengono i pulcini di un giorno sono conformi alle
                          prescrizioni in materia di sanità animale previste all'allegato XV, punto 2,
                          per il pollame e le uova da cova originari di un paese terzo, un territorio o
                          una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della
                          malattia di Newcastle non soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato
                          XV, punto 1;
            ii)    per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato XV,
                   punto 4;
   c)       i gruppi sono stati sottoposti a un programma di sorveglianza delle malattie conforme
            alle prescrizioni di cui all'allegato II del regolamento delegato (UE) 2019/2035 della
            Commissione e non sono risultati infetti né hanno mostrato elementi che facessero
            sospettare un'infezione dai seguenti agenti:
            i)     Salmonella pullorum, Salmonella gallinarum e Mycoplasma gallisepticum in
                   caso di Gallus gallus;
            ii)    Salmonella arizonae [sierogruppo O:18(k)], Salmonella pullorum, Salmonella
                   gallinarum, Mycoplasma meleagridis e Mycoplasma gallisepticum in caso di
                   Meleagris gallopavo;
            iii)   Salmonella pullorum e Salmonella gallinarum in caso di Numida meleagris,
                   Coturnix coturnix, Phasianus colchicus, Perdix perdix, Anas spp.;
IT                                                    87                                                  IT
 ---pagebreak---    d)       sono stati tenuti in stabilimenti che, in caso di conferma di infezione da Salmonella
            pullorum, S. gallinarum e S. arizonae nei 12 mesi precedenti la data di raccolta delle
            uova per la spedizione nell'Unione, hanno applicato le seguenti misure:
            i)     il gruppo infetto è stato macellato o è stato abbattuto e distrutto;
            ii)    dopo la macellazione o l'abbattimento del gruppo infetto di cui al punto i), lo
                   stabilimento è stato pulito e disinfettato;
            iii)   dopo la pulizia e la disinfezione di cui al punto ii), tutti i gruppi nello
                   stabilimento sono risultati negativi a due prove per la ricerca dell'infezione da
                   Salmonella pullorum, S. gallinarum e S. arizonae eseguite ad almeno 21 giorni
                   di intervallo conformemente al programma di sorveglianza delle malattie di cui
                   alla lettera c);
   e)       sono stati tenuti in stabilimenti che, in caso di conferma di micoplasmosi aviare
            (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis) nei 12 mesi precedenti la data di
            raccolta delle uova per la spedizione nell'Unione, hanno applicato le seguenti misure:
            i)     il gruppo infetto è risultato negativo a due prove per la ricerca di micoplasmosi
                   aviarie (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis) eseguite conformemente
                   al programma di sorveglianza delle malattie di cui alla lettera c) sull'intero
                   gruppo ad almeno 60 giorni di intervallo;
            o
            ii)    il gruppo infetto è stato macellato o è stato abbattuto e distrutto, lo stabilimento
                   è stato pulito e disinfettato e dopo la pulizia e la disinfezione tutti i gruppi nello
                   stabilimento sono risultati negativi a due prove per la ricerca di micoplasmosi
                   aviarie (Mycoplasma gallisepticum e M. meleagridis) eseguite ad almeno 21
                   giorni di intervallo conformemente al programma di sorveglianza delle malattie
                   di cui alla lettera c);
   f)       i gruppi sono stati sottoposti ad ispezione clinica, effettuata da un veterinario
            ufficiale nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona nelle 24 ore
            precedenti il carico della partita di uova da cova per la spedizione nell'Unione, al fine
            di individuare i segni indicativi dell'insorgenza di malattie, comprese le pertinenti
            malattie elencate di cui all'allegato I e le malattie emergenti, senza presentare sintomi
            di malattia né elementi che facessero sospettare la presenza di nessuna di tali
            malattie.
                                                Articolo 108
                                         Uova da cova della partita
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova di pollame è consentito solo se soddisfano le
   seguenti prescrizioni:
   a)       se le uova da cova sono state vaccinate contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità,
            il paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie in merito alla conformità alle
            prescrizioni minime per i programmi di vaccinazione e per la sorveglianza
            supplementare di cui all'allegato XIII;
   b)       se le uova da cova sono state vaccinate contro l'infezione da virus della malattia di
            Newcastle:
IT                                                   88                                                   IT
 ---pagebreak---             i)    l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie
                  che i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali e specifici per i vaccini
                  contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV,
                  punto 1;
            ii)   per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato XV,
                  punto 4;
   c)       le uova da cova devono essere marcate:
            i)    utilizzando un inchiostro colorato;
            ii)   in caso di uova da cova di pollame diverso dai ratiti, con un timbro che indichi
                  il numero di riconoscimento unico dello stabilimento di origine di cui
                  all'articolo 106;
            iii)  in caso di uova da cova di ratiti, con un timbro indicante il codice ISO del
                  paese terzo o territorio di origine e il numero di riconoscimento unico dello
                  stabilimento di origine di cui all'articolo 106;
   d)       le uova da cova devono essere state disinfettate secondo le istruzioni dell'autorità
            competente del paese terzo o territorio di origine.
                                              Articolo 109
      Ingresso di uova da cova in Stati membri aventi lo status di indenne da infezione da virus
                            della malattia di Newcastle senza vaccinazione
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova da cova destinate a uno Stato membro avente lo
   status di indenne da infezione da virus della malattia di Newcastle senza vaccinazione è
   consentito solo se tali uova:
   a)       non sono state vaccinate contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle;
   b)       sono originarie di gruppi che soddisfano le prescrizioni di uno dei seguenti punti:
            i)    non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle;
            o
            ii)   sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle con
                  un vaccino inattivato;
            o
            iii)  sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle con
                  un vaccino vivo al più tardi 60 giorni prima della data di raccolta delle uova.
IT                                                 89                                               IT
 ---pagebreak---                                                   Capo 3
    Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per le partite
           di meno di 20 uova da cova di pollame diverso dai ratiti
                                                Articolo 110
    Deroghe e prescrizioni speciali per le partite di meno di 20 uova da cova di pollame diverso
                                                  dai ratiti
   In deroga agli articoli 101, 102, 106, 107 e 108, l'ingresso nell'Unione di partite di meno di 20
   uova da cova di pollame diverso dai ratiti è consentito se tali uova soddisfano le seguenti
   prescrizioni:
   a)       provengono da stabilimenti:
            i)    registrati dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine;
            ii)   nei quali non sono stati segnalati casi confermati di infezione da virus
                  dell'influenza aviaria a bassa patogenicità nei 21 giorni precedenti la data di
                  raccolta delle uova da cova;
            iii)  attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un
                  paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
                  patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo
                  almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova da cova;
   b)       per quanto riguarda la vaccinazione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità:
            i)    le uova da cova non sono state vaccinate contro l'influenza aviaria ad alta
                  patogenicità;
            ii)   se i gruppi di origine sono stati vaccinati contro l'influenza aviaria ad alta
                  patogenicità, il paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie in merito
                  alla conformità alle prescrizioni minime per i programmi di vaccinazione e per
                  la sorveglianza supplementare di cui all'allegato XIII;
   c)       per quanto riguarda la vaccinazione contro il virus della malattia di Newcastle, le
            uova da cova non sono state vaccinate contro il virus della malattia di Newcastle e se
            il gruppo di origine è stato vaccinato contro l'infezione da virus della malattia di
            Newcastle:
            i)    l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie
                  che i vaccini utilizzati soddisfano:
                  –      i criteri generali e specifici per i vaccini contro l'infezione da virus della
                         malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
                         o
                  –      i criteri generali per i vaccini riconosciuti contro l'infezione da virus della
                         malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e le uova da cova
                         sono conformi alle prescrizioni in materia di sanità animale previste
                         all'allegato XV, punto 2, per il pollame e le uova da cova originari di un
                         paese terzo, un territorio o una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro
                         l'infezione da virus della malattia di Newcastle non soddisfano i criteri
                         specifici di cui all'allegato XV, punto 1;
IT                                                   90                                                  IT
 ---pagebreak---             ii)   per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato XV,
                  punto 4;
   d)       provengono da gruppi che sono stati sottoposti ad ispezione clinica, effettuata da un
            veterinario ufficiale nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona nelle 24
            ore precedenti il carico della partita di uova da cova per la spedizione nell'Unione, al
            fine di individuare i segni indicativi dell'insorgenza di malattie, comprese le
            pertinenti malattie elencate di cui all'allegato I e le malattie emergenti, senza
            presentare sintomi di malattia né elementi che facessero sospettare la presenza di
            nessuna di tali malattie;
   e)       provengono da gruppi che:
            i)    sono stati isolati nello stabilimento di origine per un periodo almeno pari ai 21
                  giorni precedenti la raccolta delle uova;
            ii)   nelle prove effettuate conformemente alle prescrizioni di cui all'allegato XVII
                  per sottoporre a prova le partite di meno di 20 capi di pollame diversi dai ratiti
                  e meno di 20 uova da cova di tale pollame prima dell'ingresso nell'Unione, non
                  sono risultati infetti né hanno mostrato elementi che facessero sospettare
                  un'infezione dai seguenti agenti:
                  –     Salmonella pullorum, Salmonella              gallinarum     e   Mycoplasma
                        gallisepticum in caso di Gallus gallus;
                  –     Salmonella arizonae [sierogruppo O:18(k)], Salmonella pullorum,
                        Salmonella gallinarum, Mycoplasma meleagridis e Mycoplasma
                        gallisepticum in caso di Meleagris gallopavo;
                  –     Salmonella pullorum e Salmonella gallinarum in caso di Numida
                        meleagris, Coturnix coturnix, Phasianus colchicus, Perdix perdix, Anas
                        spp..
                                                Capo 4
      Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per le uova
                        esenti da organismi patogeni specifici
                                              Articolo 111
          Deroga e prescrizioni speciali per le uova esenti da organismi patogeni specifici
   In deroga alle prescrizioni relative al periodo di permanenza di cui all'articolo 98 come pure
   alle prescrizioni specifiche in materia di sanità animale stabilite negli articoli da 105 a 110 e
   da 112 a 114, l'ingresso nell'Unione di partite di uova esenti da organismi patogeni specifici
   che non soddisfano le prescrizioni in materia di sanità animale di cui alle suddette
   disposizioni è consentito se tali uova soddisfano invece le seguenti prescrizioni in materia di
   sanità animale:
   a)       sono originarie di gruppi che:
            i)    sono esenti da patogeni specificati, secondo quanto descritto nella Farmacopea
                  europea, e i risultati di tutte le prove e di tutti gli esami clinici richiesti per
                  questo status specifico sono stati favorevoli, compresi gli esiti negativi delle
                  prove per la ricerca dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, dell'infezione da
                  virus della malattia di Newcastle e dell'infezione da virus dell'influenza aviaria
IT                                                  91                                                IT
 ---pagebreak---                   a bassa patogenicità effettuate nei 30 giorni precedenti la data della raccolta
                  delle uova per la spedizione nell'Unione;
           ii)    sono stati sottoposti a esame clinico almeno una volta alla settimana secondo
                  quanto descritto nella Farmacopea europea senza presentare sintomi di malattie
                  né elementi che ne facessero sospettare la presenza;
           iii)   sono stati tenuti, per un periodo almeno pari alle sei settimane precedenti la
                  data della raccolta delle uova per la spedizione nell'Unione, in stabilimenti che
                  soddisfano le condizioni descritte nella Farmacopea europea;
           iv)    non sono stati a contatto con pollame non conforme alle prescrizioni del
                  presente articolo né con volatili selvatici per un periodo almeno pari alle sei
                  settimane precedenti la data della raccolta delle uova per la spedizione
                  nell'Unione;
   b)      sono state marcate, utilizzando un inchiostro colorato, con un timbro indicante il
           codice ISO del paese terzo o territorio di origine e il numero di riconoscimento unico
           dello stabilimento di origine;
   c)      sono state disinfettate secondo le istruzioni dell'autorità competente del paese terzo o
           territorio di origine.
                                               Capo 5
         Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i
    movimenti e la manipolazione delle uova da cova di pollame dopo
            l'ingresso nell'Unione e del pollame nato da tali uova
                                              Articolo 112
      Obblighi degli operatori per quanto riguarda la manipolazione delle uova da cova dopo
                    l'ingresso nell'Unione e del pollame nato da tali uova da cova
   1.      Gli operatori dello stabilimento di destinazione collocano le uova da cova di pollame
           entrate nell'Unione da un paese terzo, un territorio o una loro zona:
           a)     in incubatrici separate dalle altre uova da cova;
           o
           b)     in incubatrici in cui sono già presenti altre uova da cova.
   2.      Gli operatori di cui al paragrafo 1 provvedono affinché il pollame riproduttore e il
           pollame da reddito nato dalle uova da cova di cui al suddetto paragrafo sia tenuto in
           modo continuativo:
           a)     nell'incubatoio per un periodo almeno pari alle tre settimane successive alla
                  data della schiusa;
           o
           b)     negli stabilimenti in cui il pollame è stato inviato dopo la schiusa, nello stesso
                  Stato membro o in un altro Stato membro, per un periodo almeno pari alle tre
                  settimane successive alla data della schiusa.
   3.      Durante i periodi di cui al paragrafo 2, gli operatori tengono il pollame nato da uova
           da cova entrate nell'Unione separato dagli altri gruppi di pollame.
IT                                                  92                                               IT
 ---pagebreak---    4.        Se il pollame riproduttore e il pollame da reddito nato da uova da cova che sono
             entrate nell'Unione da un paese terzo, un territorio o una loro zona è stato introdotto
             in locali o recinti dove è presente altro pollame, i pertinenti periodi di cui al
             paragrafo 2 decorrono dalla data di introduzione dell'ultimo volatile e nessun capo di
             pollame è spostato da tali locali o recinti prima della fine di tali periodi.
   5.        Se le uova da cova di pollame entrate nell'Unione da un paese terzo, un territorio o
             una loro zona sono state collocate in incubatrici in cui altre uova da cova erano già
             presenti:
             a)      le disposizioni dei paragrafi da 2 a 4 si applicano a tutto il pollame nato dalle
                     uova da cova presenti nella stessa incubatrice delle uova da cova che sono
                     entrate nell'Unione da un paese terzo, un territorio o una loro zona;
             b)      i pertinenti periodi di cui al paragrafo 2 decorrono dalla data della schiusa
                     dell'ultimo uovo da cova entrato nell'Unione da un paese terzo, un territorio o
                     una loro zona.
                                                  Articolo 113
                            Campionamento e prove dopo l'ingresso nell'Unione
   L'autorità competente dello Stato membro di destinazione garantisce che il pollame
   riproduttore e il pollame da reddito nato da uova da cova che sono entrate nell'Unione da un
   paese terzo, un territorio o una loro zona sia sottoposto a un esame clinico effettuato da un
   veterinario ufficiale presso lo stabilimento di destinazione entro la data di scadenza dei
   pertinenti periodi di cui all'articolo 112, paragrafo 2, e, se necessario, sottoposto a
   campionamento per realizzare prove destinate a verificarne lo stato di salute.
                                                  Articolo 114
     Obblighi delle autorità per quanto riguarda il campionamento e le prove per i ratiti nati da
       uova da cova originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona non indenni da
                                infezione da virus della malattia di Newcastle
   L'autorità competente dello Stato membro di destinazione provvede affinché, durante i periodi
   di cui all'articolo 112, paragrafo 2, i ratiti nati da uova da cova entrate nell'Unione da un paese
   terzo, un territorio o una loro zona non indenni da infezione da virus della malattia di
   Newcastle:
   a)        siano sottoposti a una prova per la ricerca del virus della malattia di Newcastle
             effettuata dall'autorità competente su un tampone cloacale o su un campione di feci
             prelevato da ciascun ratito;
   b)        in caso di ratiti destinati a uno Stato membro avente lo status di indenne da infezione
             da virus della malattia di Newcastle senza vaccinazione, gli animali, in aggiunta alle
             prescrizioni di cui alla lettera a), siano sottoposti a una prova sierologica per la
             ricerca dell'infezione da virus della malattia di Newcastle, effettuata dall'autorità
             competente su ciascun ratito;
   c)        tutti i ratiti siano risultati negativi alle prove di cui alle lettere a) e b) prima di uscire
             dall'isolamento.
IT                                                      93                                                  IT
 ---pagebreak---                                                    Capo 6
    Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per le uova da
                                   cova di volatili in cattività
                                                 Articolo 115
                                         Uova da cova della partita
   L'ingresso nell'Unione di uova da cova di volatili in cattività è consentito solo se tali uova
   sono state ottenute da volatili in cattività che soddisfano le prescrizioni per l'ingresso
   nell'Unione di cui agli articoli da 55 a 58.
                                                   Capo 7
           Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i
       movimenti e la manipolazione delle uova da cova di volatili in
    cattività dopo l'ingresso nell'Unione e dei volatili in cattività nati
                                              da tali uova
                                                 Articolo 116
      Manipolazione delle uova da cova di volatili in cattività dopo l'ingresso nell'Unione e dei
                               volatili in cattività nati da tali uova da cova
   Gli operatori dello stabilimento di destinazione:
   a)        collocano le uova da cova di volatili in cattività che sono entrate nell'Unione da un
             paese terzo, un territorio o una loro zona in incubatrici separate dalle altre uova da
             cova;
   b)        provvedono affinché i volatili in cattività nati dalle uova da cova di cui all'articolo
             115 siano tenuti in uno stabilimento riconosciuto di quarantena conformemente alle
             prescrizioni degli articoli da 59 a 61.
                                                 TITOLO 3
      PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER IL MATERIALE
           GERMINALE DI ANIMALI DIVERSI DAGLI UNGULATI E PER IL
    MATERIALE GERMINALE DIVERSO DALLE UOVA DA COVA DI POLLAME
       E VOLATILI IN CATTIVITÀ DESTINATI A STABILIMENTI CONFINATI
                                                 Articolo 117
   Prescrizioni per l'ingresso nell'Unione di partite di materiale germinale di animali diversi da
       quelli di cui all'articolo 1, paragrafo 4, lettere a) e b), spedite da stabilimenti confinati
   L'ingresso nell'Unione di partite di sperma, ovociti ed embrioni di animali diversi da quelli di
   cui all'articolo 1, paragrafo 4, lettere a) e b), spedite da stabilimenti confinati elencati
   conformemente all'articolo 29 è consentito solo se tali partite sono spedite in uno stabilimento
   confinato situato nell'Unione e purché:
   a)       l'autorità competente dello Stato membro di destinazione abbia effettuato una
            valutazione dei rischi che l'ingresso di tale materiale germinale può comportare per
            l'Unione;
IT                                                    94                                             IT
 ---pagebreak---    b)       gli animali donatori di tale materiale germinale siano originari di un paese terzo, un
            territorio o una loro zona da cui è autorizzato l'ingresso nell'Unione delle specie e
            categorie specifiche di animali;
   c)       gli animali donatori di tale materiale germinale siano originari di uno stabilimento
            confinato nel paese terzo, territorio o zona di origine che figura in un elenco di
            stabilimenti confinati, stabilito conformemente all'articolo 29, da cui può essere
            autorizzato l'ingresso nell'Unione di animali di determinate specie;
   d)       il materiale germinale sia destinato a uno stabilimento confinato nell'Unione,
            riconosciuto conformemente all'articolo 95 del regolamento (UE) 2016/429;
   e)       il materiale germinale sia trasportato direttamente nello stabilimento confinato di cui
            alla lettera d).
                                               Articolo 118
            Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per gli animali donatori
   L'ingresso nell'Unione delle partite di sperma, ovociti ed embrioni di cui all'articolo 117 è
   consentito solo se tale materiale germinale è stato raccolto da animali donatori che soddisfano
   le seguenti prescrizioni:
   a)       non provengono da uno stabilimento né sono stati a contatto con animali provenienti
            da uno stabilimento situato in una zona soggetta a restrizioni istituita in seguito
            all'insorgere di una malattia di categoria A o di una malattia emergente pertinente per
            le specie di appartenenza di tali animali terrestri detenuti;
   b)       provengono da uno stabilimento in cui non sono stati segnalati casi di nessuna delle
            malattie di categoria D pertinenti per le specie di tali animali terrestri detenuti per un
            periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti;
   c)       sono rimasti in un unico stabilimento confinato di origine per un periodo almeno pari
            ai 30 giorni precedenti la raccolta dello sperma, degli ovociti o degli embrioni
            destinati all'ingresso nell'Unione;
   d)       sono stati sottoposti a esame clinico da parte del veterinario dello stabilimento,
            responsabile delle attività svolte presso lo stabilimento confinato, senza presentare
            sintomi di malattia il giorno della raccolta dello sperma, degli ovociti o degli
            embrioni;
   e)       per quanto possibile, non sono stati utilizzati per la riproduzione naturale per un
            periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data della prima raccolta e durante il
            periodo di raccolta dello sperma, degli ovociti o degli embrioni destinati all'ingresso
            nell'Unione;
   f)       sono identificati e registrati conformemente alle norme di tale stabilimento confinato.
                                               Articolo 119
                               Prescrizioni relative al materiale germinale
   L'ingresso nell'Unione delle partite di sperma, ovociti ed embrioni di cui all'articolo 117 è
   consentito solo se tale materiale germinale soddisfa le seguenti prescrizioni:
   a)       è marcato in modo da poter prontamente determinare le seguenti informazioni:
            i)     la data di raccolta o di produzione di tale materiale germinale;
IT                                                  95                                                 IT
 ---pagebreak---           ii)     la specie e, se necessario, la sottospecie, nonché l'identificazione degli animali
                  donatori;
          iii)    il numero di riconoscimento unico dello stabilimento confinato, che comprende
                  il codice ISO 3166-1 alpha-2 del paese in cui è rilasciato il riconoscimento;
          iv)     ogni altra informazione pertinente;
   b)     è trasportato in un contenitore che:
          i)      è stato sigillato e numerato, prima della spedizione dallo stabilimento
                  confinato, dal veterinario dello stabilimento responsabile delle attività svolte
                  presso lo stabilimento confinato;
          ii)     è stato pulito e disinfettato o sterilizzato prima dell'uso, o è un contenitore
                  monouso;
          iii)    è stato riempito con un agente criogeno non utilizzato in precedenza per altro
                  materiale.
                                             PARTE IV
         Prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso
    nell'Unione di prodotti di origine animale di cui agli articoli 3 e 5
                                              TITOLO 1
         PRESCRIZIONI GENERALI IN MATERIA DI SANITÀ
    ANIMALE PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI PRODOTTI DI
                                      ORIGINE ANIMALE
                                               Articolo 120
                         Limitazioni temporali relative alla data di produzione
   1.     L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti di origine animale è consentito solo se i
          prodotti di tali partite non sono stati ottenuti in un periodo in cui:
          a)      l'Unione ha adottato misure di restrizione in materia di sanità animale per
                  l'ingresso di tali prodotti dal paese terzo o territorio di origine o dalla loro zona;
          b)      l'autorizzazione per l'ingresso di tali prodotti nell'Unione dal paese terzo o
                  territorio di origine o dalla loro zona è stata sospesa.
                                               Articolo 121
                Prescrizioni relative al trattamento dei prodotti di origine animale
   1.     L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti di origine animale diversi da quelli
          freschi o crudi è consentito solo se i prodotti di tali partite sono stati trattati
          conformemente ai titoli da 3 a 6 della presente parte.
          Il trattamento di cui al primo comma deve essere stato:
IT                                                  96                                                   IT
 ---pagebreak---              a)    espressamente assegnato dall'Unione, nell'elenco, al paese terzo o al territorio
                   di origine o alla loro zona e alla specie da cui è ottenuto il prodotto di origine
                   animale;
             b)    applicato in un paese terzo, un territorio o una loro zona elencati per l'ingresso
                   nell'Unione delle specie e categorie specifiche di prodotti di origine animale;
             c)    applicato conformemente alle prescrizioni relative:
                   i)    ai trattamenti di riduzione dei rischi per i prodotti a base di carne di cui
                         all'allegato XXVI;
                   ii)   ai trattamenti di riduzione dei rischi per i prodotti lattiero-caseari di cui
                         all'allegato XXVII;
                   iii)  ai trattamenti di riduzione dei rischi per gli ovoprodotti di cui all'allegato
                         XXVIII.
   2.        Dopo il completamento del trattamento di cui al paragrafo 1, i prodotti di origine
             animale devono essere manipolati fino all'imballaggio in modo da evitare qualsiasi
             contaminazione incrociata che possa comportare un rischio per la sanità animale.
                                               Articolo 122
               Prescrizioni relative ai mezzi di trasporto dei prodotti di origine animale
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti di origine animale è consentito solo se tali partite
   sono state trasportate su un mezzo di trasporto progettato, costruito e mantenuto in modo tale
   da non compromettere lo stato sanitario dei prodotti di origine animale durante il trasporto dal
   luogo di origine all'Unione.
                                               Articolo 123
                         Spedizione di prodotti di origine animale nell'Unione
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti di origine animale è consentito solo se tali partite
   sono state spedite al luogo di destinazione nell'Unione separate da animali e prodotti di
   origine animale non conformi alle pertinenti prescrizioni in materia di sanità animale per
   l'ingresso nell'Unione stabilite nel presente regolamento.
                                              TITOLO 2
         PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
              L'INGRESSO NELL'UNIONE DI CARNI FRESCHE
                                                Capo 1
       Prescrizioni generali in materia di sanità animale per le carni
                                                fresche
                                               Articolo 124
          Spedizione al macello degli animali detenuti da cui sono ottenute le carni fresche
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di animali detenuti, ad eccezione degli
   animali detenuti come selvaggina d'allevamento che sono stati abbattuti in loco, è consentito
   solo se le carni fresche di tali partite sono state ottenute da animali detenuti che soddisfano le
   seguenti prescrizioni:
IT                                                   97                                                 IT
 ---pagebreak---    a)       lo stabilimento di origine degli animali è situato:
            i)     nello stesso paese terzo, territorio o loro zona del macello in cui sono state
                   ottenute le carni fresche;
                   o
            ii)    in un paese terzo o un territorio o una loro zona che, al momento della
                   spedizione degli animali al macello, erano autorizzati a far entrare carni fresche
                   delle specie di animali pertinenti nell'Unione;
   b)       gli animali detenuti sono stati spediti al macello direttamente dal loro stabilimento di
            origine;
   c)       durante il trasporto al macello di cui alla lettera a), gli animali detenuti:
            i)     non sono passati attraverso un paese terzo, un territorio o una loro zona non
                   elencati per l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie specifiche di carni
                   fresche;
            ii)    non sono venuti a contatto con animali di stato sanitario inferiore;
   d)       i mezzi di trasporto e i contenitori utilizzati per trasportare gli animali detenuti al
            macello di cui alla lettera a) soddisfano le prescrizioni di cui agli articoli 17 e 18.
                                               Articolo 125
          Spedizione di carcasse di animali selvatici o di animali detenuti come selvaggina
                                      d'allevamento abbattuti in loco
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di animali selvatici o di animali detenuti
   come selvaggina d'allevamento che sono stati abbattuti in loco è consentito solo se le carni
   fresche di tali partite sono state ottenute da carcasse che soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)       sono state spedite direttamente dal luogo di abbattimento a un centro di lavorazione
            della selvaggina situato nello stesso paese terzo, territorio o zona elencati;
   b)       durante il trasporto al centro di lavorazione della selvaggina di cui alla lettera a), le
            carcasse:
            i)     non sono passate attraverso un paese terzo, un territorio o una loro zona non
                   elencati per l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie specifiche di carni
                   fresche;
            ii)    non sono venute a contatto con animali o carcasse di stato sanitario inferiore;
   c)       sono state trasportate al centro di lavorazione della selvaggina di cui alla lettera a) in
            mezzi di trasporto e contenitori che soddisfano le seguenti prescrizioni:
            i)     sono stati puliti e disinfettati, con un disinfettante autorizzato dall'autorità
                   competente del paese terzo o territorio di origine, prima del carico delle
                   carcasse per la spedizione nell'Unione;
            ii)    sono stati costruiti in modo tale da non compromettere lo stato sanitario delle
                   carcasse durante il trasporto.
IT                                                  98                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 126
                                   Ispezioni ante mortem e post mortem
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di animali detenuti e selvatici è consentito
   solo se le carni fresche di tali partite sono state ottenute da animali sottoposti alle seguenti
   ispezioni:
   a)       in caso di animali detenuti:
            i)     un'ispezione ante mortem nelle 24 ore precedenti la macellazione;
            ii)    un'ispezione post mortem effettuata, senza indugio, dopo l'abbattimento o la
                   macellazione.
   b)       in caso di animali selvatici, un'ispezione post mortem effettuata, senza indugio, dopo
            l'abbattimento.
   Le ispezioni di cui al primo comma devono essere state effettuate da un veterinario ufficiale
   nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona al fine di escludere la presenza delle
   malattie pertinenti di cui all'allegato I e delle malattie emergenti.
                                                 Articolo 127
    Manipolazione, durante l'abbattimento o la macellazione, degli animali da cui sono ottenute
                                               le carni fresche
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche è consentito solo se le carni fresche di tali
   partite sono state ottenute da animali che non sono stati a contatto con animali di stato
   sanitario inferiore durante l'abbattimento o la macellazione.
                                                 Articolo 128
      Manipolazione e preparazione delle carni fresche nello stabilimento di origine delle carni
                                                    fresche
   Le partite di carni fresche devono essere tenute rigorosamente separate dalle carni fresche che
   non soddisfano le pertinenti prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso
   nell'Unione di carni fresche, stabilite agli articoli da 124 a 146, per l'intera durata delle
   operazioni di macellazione e sezionamento e fino:
   a)       al loro imballaggio per essere poi immagazzinate o spedite nell'Unione;
            o
   b)       al loro arrivo nell'Unione in caso di carni fresche non imballate.
IT                                                     99                                           IT
 ---pagebreak---                                                 Capo 2
      Prescrizioni in materia di sanità animale per le carni fresche di
                                                ungulati
                                               SEZIONE 1
        PRESCRIZIONI GENERALI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LE CARNI
                         FRESCHE DI UNGULATI DETENUTI E SELVATICI
                                               Articolo 129
                         Specie da cui sono ottenute le carni fresche di ungulati
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati è consentito solo se le carni
   fresche di tali partite sono ottenute dalle seguenti specie:
   a)       in caso di ungulati detenuti, tutte le specie di ungulati;
   b)       in caso di ungulati selvatici e di ungulati detenuti come selvaggina d'allevamento,
            tutte le specie di ungulati ad eccezione dei bovini, degli ovini, dei caprini e delle
            razze domestiche dei suini.
                                               Articolo 130
                              Divieto relativo all'ingresso di sangue fresco
   L'ingresso nell'Unione di partite di sangue fresco di ungulati destinato al consumo umano non
   è consentito.
                                               SEZIONE 2
       PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LE CARNI
                                 FRESCHE DI UNGULATI DETENUTI
                                               Articolo 131
     Periodo di permanenza precedente la macellazione o l'abbattimento degli ungulati detenuti
                                   da cui sono ottenute le carni fresche
   1.       Gli ungulati detenuti da cui sono ottenute le carni fresche destinate all'ingresso
            nell'Unione non sono tenuti a rispettare un periodo di permanenza prima della
            macellazione o dell'abbattimento purché siano stati introdotti nel paese terzo, nel
            territorio o nella loro zona a partire da:
            a)     un altro paese terzo o territorio o un'altra zona elencati per l'ingresso
                   nell'Unione di carni fresche ottenute dalle stesse specie di ungulati, dove gli
                   ungulati detenuti siano rimasti per almeno tre mesi prima della macellazione;
                   o
            b)     uno Stato membro.
   2.       Gli ungulati detenuti da cui sono ottenute le carni fresche destinate all'ingresso
            nell'Unione, diversi da quelli di cui al paragrafo 1, devono aver rispettato,
            immediatamente prima della data di macellazione o di abbattimento, un periodo di
            permanenza continuativo conformemente all'allegato XXIII durante il quale:
            a)     sono rimasti nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona;
IT                                                  100                                            IT
 ---pagebreak---               b)     sono rimasti nello stabilimento di origine;
              c)     non sono stati a contatto con ungulati di stato sanitario inferiore.
                                                 Articolo 132
    Deroga alla spedizione diretta al macello degli animali detenuti da cui sono ottenute le carni
                                                    fresche
   In deroga all'articolo 124, lettera b), l'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di
   ungulati detenuti che non soddisfano tali prescrizioni è consentito purché le carni fresche di
   tali partite siano ottenute da bovini, ovini o caprini, e:
   a)         gli ungulati siano passati per un unico stabilimento che effettua operazioni di
              raccolta, che soddisfa le prescrizioni di cui all'articolo 20, lettera b), dopo aver
              lasciato lo stabilimento di origine e prima dell'arrivo al macello;
   b)         l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine abbia fornito ulteriori
              garanzie che lo stato sanitario degli ungulati, durante il movimento dallo stabilimento
              di origine al macello, non sia stato compromesso;
   c)         il paese terzo, il territorio o la loro zona di cui alla lettera b) siano autorizzati
              nell'elenco relativamente a tale deroga.
                                                 Articolo 133
        Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda le carni fresche di
                                               ungulati detenuti
   1.         L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati detenuti è consentito solo
              se le carni fresche di tali partite sono originarie di un paese terzo, un territorio o una
              loro zona che rispettano i periodi minimi di indennità da malattia di cui alla tabella
              dell'allegato XXIV, parte A, per le malattie elencate menzionate, per le quali le
              specie di ungulati da cui sono state ottenute le carni fresche sono elencate.
              I periodi minimi di cui al primo comma possono essere ridotti per le malattie
              elencate nell'allegato XXIV, parte B, purché siano soddisfatte le condizioni
              specifiche ivi previste; tali condizioni specifiche devono essere espressamente
              assegnate dall'Unione, nell'elenco, al paese terzo, al territorio o alla loro zona in
              questione e alle specie specifiche da cui sono ottenute le carni fresche.
   2.         L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati è consentito solo se le
              carni fresche di tali partite sono originarie di un paese terzo, un territorio o una loro
              zona in cui la vaccinazione contro le malattie elencate di cui al paragrafo 1 non è
              stata effettuata conformemente alla tabella dell'allegato XXV, parte A.
   3.         In deroga al paragrafo 2, la vaccinazione contro l'afta epizootica può essere stata
              effettuata purché siano soddisfatte le condizioni specifiche che devono essere
              garantite dall'autorità competente di cui all'allegato XXV, parte B, punto 1, lettera b),
              o punto 3.1, lettera a), e che devono essere espressamente assegnate dall'Unione,
              nell'elenco, al paese terzo, al territorio o alla loro zona in questione e alle specie
              specifiche da cui sono ottenute le carni fresche.
IT                                                    101                                                IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 134
         Stabilimento di origine degli ungulati detenuti da cui sono ottenute le carni fresche
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati detenuti è consentito solo
            se le carni fresche di tali partite sono state ottenute da ungulati provenienti da uno
            stabilimento:
            a)     all'interno del quale e intorno al quale in un'area con un raggio di 10 km,
                   compreso se del caso il territorio di un paese limitrofo, non sono stati segnalati
                   casi di nessuna delle malattie elencate di cui all'allegato XXIV, parte A, per le
                   quali le specie di ungulati da cui sono state ottenute le carni fresche destinate
                   all'ingresso nell'Unione sono elencate, nei 30 giorni precedenti la data della
                   macellazione; o
            b)     che, se la vaccinazione contro l'afta epizootica è stata effettuata nel paese terzo
                   o territorio o nella loro zona meno di 12 mesi prima della data di macellazione,
                   soddisfa le condizioni specifiche che devono essere garantite dalle autorità
                   competenti di cui all'allegato XXV, parte B, punto 1, lettera b), o punto 3.1,
                   lettera a), e che devono essere state espressamente assegnate dalla
                   Commissione, nell'elenco, al paese terzo, al territorio o alla loro zona,
                   autorizzati per l'ingresso nell'Unione di carni fresche di ungulati, e alle specie
                   da cui sono ottenute le carni fresche.
   2.       L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati detenuti è consentito solo
            se le carni fresche di tali partite sono state ottenute da ungulati provenienti da uno
            stabilimento:
            a)     in cui nessun animale è stato vaccinato conformemente all'allegato XXV, parte
                   A; o
            b)     che è situato in un paese terzo, un territorio o una loro zona che soddisfano le
                   condizioni specifiche di cui all'allegato XXIV, parte B, punto 1; tali condizioni
                   devono essere state espressamente assegnate dalla Commissione, nell'elenco, al
                   paese terzo, al territorio o alla loro zona, elencati per l'ingresso nell'Unione di
                   carni fresche di ungulati, e alle specie da cui sono ottenute le carni fresche.
                                               Articolo 135
      Prescrizione specifica per le carni fresche ottenute da ungulati detenuti della specie Sus
                                                   scrofa
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati detenuti della specie Sus scrofa è
   consentito solo se le carni fresche di tali partite sono state ottenute da animali che sono stati
   tenuti separati dagli ungulati selvatici fin dalla nascita.
                                               Articolo 136
                    Stabilimento di origine delle carni fresche di ungulati detenuti
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati detenuti è consentito solo se le
   carni fresche di tali partite sono state ottenute in un macello, o in un centro di lavorazione
   della selvaggina, all'interno del quale e intorno al quale in un'area con un raggio di 10 km,
   compreso se del caso il territorio di un paese limitrofo, non sono stati segnalati casi di nessuna
   delle malattie elencate di cui all'allegato XXIV, parte A, nei 30 giorni precedenti la data della
   macellazione o dell'abbattimento.
IT                                                  102                                                IT
 ---pagebreak---                                                SEZIONE 3
        PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LE CARNI
                                 FRESCHE DI UNGULATI SELVATICI
                                               Articolo 137
        Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda le carni fresche di
                                             ungulati selvatici
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati selvatici è consentito solo se le
   carni fresche di tali partite sono originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona che
   soddisfano le prescrizioni in materia di sanità animale di cui all'articolo 133.
                                               Articolo 138
                         Ungulati selvatici da cui sono ottenute le carni fresche
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati selvatici è consentito solo se le
   carni fresche di tali partite sono state ottenute da animali che soddisfano le seguenti
   prescrizioni:
   a)        sono stati abbattuti a una distanza superiore a 20 km dalla frontiera con un paese
             terzo, un territorio o una loro zona che all'epoca non erano elencati per l'ingresso
             nell'Unione di carni fresche delle specie di ungulati selvatici;
   b)        sono stati abbattuti in un'area con un raggio di 20 km all'interno della quale, nei 60
             giorni precedenti l'abbattimento, non sono stati segnalati casi di malattie di cui
             all'allegato XXIV, parte A.
                                               Articolo 139
        Centro di lavorazione della selvaggina da cui provengono le carni fresche di ungulati
                                                 selvatici
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di ungulati selvatici è consentito solo se le
   carni fresche di tali partite sono state ottenute in un centro di lavorazione della selvaggina
   all'interno del quale e intorno al quale in un'area con un raggio di 10 km, compreso se del caso
   il territorio di un paese limitrofo, non sono stati segnalati casi di nessuna delle malattie
   elencate di cui all'allegato XXIV, parte A, nei 30 giorni precedenti la data dell'abbattimento.
                                                 Capo 3
      Prescrizioni in materia di sanità animale per le carni fresche di
                             pollame e di selvaggina da penna
                                               SEZIONE 1
        PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LE CARNI
                                         FRESCHE DI POLLAME
                                               Articolo 140
                                   Periodo di permanenza del pollame
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di pollame è consentito solo se le carni
   fresche di tali partite sono state ottenute da pollame che:
IT                                                  103                                               IT
 ---pagebreak---    a)       è stato tenuto dal momento della schiusa delle uova fino alla macellazione nel paese
            terzo o territorio di origine, o nella loro zona, delle carni fresche;
            o
   b)       è stato importato come pulcini di un giorno, pollame riproduttore, pollame da reddito
            o pollame destinato alla macellazione da un paese terzo, un territorio o una loro zona
            elencati per l'ingresso nell'Unione di tali prodotti o da uno Stato membro, e
            l'importazione è avvenuta conformemente a prescrizioni in materia di sanità animale
            almeno altrettanto rigorose delle pertinenti prescrizioni del presente regolamento.
                                               Articolo 141
       Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda le carni fresche di
                                                  pollame
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di pollame è consentito solo se le carni
   fresche di tali partite sono originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona che
   soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)       applicano un programma di sorveglianza delle malattie per l'influenza aviaria ad alta
            patogenicità da almeno sei mesi prima della data di spedizione della partita
            nell'Unione e tale programma di sorveglianza è conforme alle prescrizioni stabilite:
            i)     nell'allegato II del presente regolamento;
                   o
            ii)     nel pertinente capitolo del codice sanitario per gli animali terrestri
                    dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE);
   b)       sono considerati indenni dall'influenza aviaria ad alta patogenicità conformemente
            all'articolo 38;
   c)       se hanno effettuato la vaccinazione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità,
            l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito garanzie che:
            i)     il programma di vaccinazione è conforme alle prescrizioni di cui all'allegato
                   XIII;
            ii)    il programma di sorveglianza di cui alla lettera a) del presente articolo, in
                   aggiunta alle prescrizioni di cui all'allegato II, è conforme alle prescrizioni di
                   cui all'allegato XIII, punto 2;
            iii)   si è impegnata a comunicare alla Commissione qualsiasi modifica del
                   programma di vaccinazione nel paese terzo, nel territorio o nella loro zona;
   d)       sono considerati:
            i)     in caso di carni fresche di pollame diverso dai ratiti, indenni da infezione da
                   virus della malattia di Newcastle conformemente all'articolo 39;
            ii)    in caso di carni fresche di ratiti:
                   –      indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle conformemente
                          all'articolo 39;
                          o
                   –      non indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle
                          conformemente all'articolo 39, ma l'autorità competente del paese terzo o
IT                                                   104                                              IT
 ---pagebreak---                           territorio di origine ha fornito garanzie in merito alla conformità alle
                          prescrizioni per l'infezione da virus della malattia di Newcastle per
                          quanto riguarda l'isolamento, la sorveglianza e le prove, come stabilito
                          nell'allegato XIV;
   e)       qualora sia effettuata la vaccinazione contro l'infezione da virus della malattia di
            Newcastle, l'autorità competente del paese terzo o territorio ha fornito garanzie che:
            i)     i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali e specifici per i vaccini contro
                   l'infezione da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1;
                   o
            ii)    i vaccini utilizzati soddisfano i criteri generali per i vaccini contro l'infezione
                   da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e il pollame
                   da cui sono state ottenute le carni fresche è conforme alle prescrizioni in
                   materia di sanità animale previste all'allegato XV, punto 3, per le carni fresche
                   di pollame originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona in cui i
                   vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle non
                   soddisfano i criteri specifici di cui all'allegato XV, punto 1;
   f)       si sono impegnati a comunicare alla Commissione le seguenti informazioni dopo la
            comparsa di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità o di un focolaio di
            infezione da virus della malattia di Newcastle:
            i)     informazioni sulla situazione della malattia entro 24 ore dalla conferma del
                   focolaio iniziale di influenza aviaria ad alta patogenicità o di infezione da virus
                   della malattia di Newcastle;
            ii)    aggiornamenti regolari sulla situazione della malattia;
   g)       si sono impegnati a inviare al laboratorio di riferimento dell'Unione europea per
            l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle isolati virali dei focolai iniziali di
            influenza aviaria ad alta patogenicità e di infezione da virus della malattia di
            Newcastle.
                                               Articolo 142
                                    Stabilimento di origine del pollame
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di pollame è consentito solo se le carni
   fresche di tali partite sono state ottenute da pollame proveniente da uno stabilimento:
   a)       all'interno del quale e intorno al quale in un raggio di 10 km, compreso se del caso il
            territorio di un paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad
            alta patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo
            almeno pari ai 30 giorni precedenti la data della macellazione;
   b)       che, in caso di carni fresche di ratiti provenienti da un paese terzo, un territorio o una
            loro zona non indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle, soddisfa le
            prescrizioni in materia di sanità animale per i ratiti, le relative uova da cova e le carni
            fresche di ratiti originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona non indenni
            da infezione da virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XIV, punto 3,
            lettere b) e c).
IT                                                  105                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 143
                               Pollame da cui sono ottenute le carni fresche
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di pollame è consentito solo se le
            carni fresche di tali partite sono state ottenute da pollame che non è stato vaccinato
            contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità o contro l'infezione da virus della
            malattia di Newcastle, o che soddisfa le seguenti prescrizioni:
            a)     se è stato vaccinato contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità, il paese terzo
                   o territorio di origine ha fornito garanzie in merito alla conformità alle
                   prescrizioni minime per i programmi di vaccinazione e per la sorveglianza
                   supplementare di cui all'allegato XIII;
            b)     se è stato vaccinato contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle:
                   i)     l'autorità competente del paese terzo o territorio di origine ha fornito
                          garanzie che i vaccini utilizzati soddisfano:
                          –      i criteri generali e specifici per i vaccini contro l'infezione da virus
                                 della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1; o
                          –      i criteri generali per i vaccini riconosciuti contro l'infezione da
                                 virus della malattia di Newcastle di cui all'allegato XV, punto 1, e
                                 il pollame da cui sono state ottenute le carni fresche è conforme
                                 alle prescrizioni in materia di sanità animale previste all'allegato
                                 XV, punto 3, per le carni fresche di pollame originarie di un paese
                                 terzo, un territorio o una loro zona in cui i vaccini utilizzati contro
                                 l'infezione da virus della malattia di Newcastle non soddisfano i
                                 criteri specifici di cui all'allegato XV, punto 1;
                   ii)    per ogni partita devono essere fornite le informazioni di cui all'allegato
                          XV, punto 4.
   2.       L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di pollame destinate a uno Stato
            membro o a un territorio aventi lo status di indenne da infezione da virus della
            malattia di Newcastle senza vaccinazione è consentito solo se le carni fresche di tali
            partite sono state ottenute da pollame che non è stato vaccinato contro la malattia di
            Newcastle con un vaccino vivo nei 30 giorni precedenti la data della macellazione.
                                                 Articolo 144
                          Stabilimento di origine delle carni fresche di pollame
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di pollame è consentito solo se le carni
   fresche di tali partite sono originarie di un macello:
   a)       che, al momento della macellazione, non era soggetto a restrizioni a seguito di un
            focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità o di infezione da virus della malattia
            di Newcastle né a restrizioni ufficiali ai sensi della legislazione nazionale per motivi
            di sanità animale;
   b)       attorno al quale in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un paese
            limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità né di
            infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo almeno pari ai 30 giorni
            precedenti la data della macellazione.
IT                                                     106                                                IT
 ---pagebreak---                                                SEZIONE 2
        PRESCRIZIONI SPECIFICHE IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LE CARNI
                                FRESCHE DI SELVAGGINA DA PENNA
                                               Articolo 145
        Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda le carni fresche di
                                           selvaggina da penna
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di selvaggina da penna è consentito solo se le
   carni fresche di tali partite sono originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona che
   soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)        applicano un programma di sorveglianza delle malattie per l'influenza aviaria ad alta
             patogenicità da almeno sei mesi prima della data di spedizione della partita
             nell'Unione e tale programma di sorveglianza è conforme alle prescrizioni stabilite:
             i)    nell'allegato II del presente regolamento;
                   o
             ii)    nel pertinente capitolo del codice sanitario per gli animali terrestri
                    dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE);
   b)        in cui non erano in vigore restrizioni di sanità animale a seguito di un focolaio di
             influenza aviaria ad alta patogenicità o di infezione da virus della malattia di
             Newcastle nel periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data dell'abbattimento.
                                               Articolo 146
                   Stabilimento di origine delle carni fresche di selvaggina da penna
   L'ingresso nell'Unione di partite di carni fresche di selvaggina da penna è consentito solo se le
   carni fresche di tali partite sono originarie di un centro di lavorazione della selvaggina:
   a)        che, al momento della tolettatura, non era soggetto a restrizioni a seguito di un
             focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità o di infezione da virus della malattia
             di Newcastle né a restrizioni ufficiali per motivi di sanità animale;
   b)        attorno al quale in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un paese
             limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità né di
             infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo almeno pari ai 30 giorni
             precedenti la data di ricevimento delle carcasse.
                                              TITOLO 3
       PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
         L'INGRESSO NELL'UNIONE DI PRODOTTI A BASE DI
                                    CARNE E DI BUDELLI
                                               Articolo 147
                                 Trattamento dei prodotti a base di carne
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne è consentito solo se i prodotti a
   base di carne di tali partite sono stati trattati conformemente all'articolo 121 come prescritto
   all'articolo 148 o all'articolo 149.
IT                                                  107                                                IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 148
           Prodotti a base di carne non sottoposti a un trattamento di riduzione dei rischi
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne è consentito se i prodotti a base di
   carne di tali partite non sono stati sottoposti a un trattamento di riduzione dei rischi
   conformemente all'allegato XXVI solo se:
   a)       il paese terzo o territorio di origine o la loro zona sono elencati per l'ingresso
            nell'Unione di carni fresche delle specie pertinenti, e per l'ingresso nell'Unione di
            queste carni fresche non sono richieste condizioni specifiche conformemente alla
            parte IV, titolo 1, capi 1 e 2;
   b)       le carni fresche utilizzate per la trasformazione del prodotto a base di carne erano
            conformi a tutte le prescrizioni per l'ingresso nell'Unione di carni fresche e quindi
            idonee all'ingresso nell'Unione ed erano originarie:
            i)    del paese terzo o territorio o della loro zona in cui il prodotto a base di carne è
                  stato trasformato;
            ii)   di un paese terzo, un territorio o una loro zona elencati per l'ingresso
                  nell'Unione di carni fresche delle specie pertinenti;
            iii)  di uno Stato membro.
                                              Articolo 149
              Prodotti a base di carne sottoposti a un trattamento di riduzione dei rischi
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne che non soddisfano le
            prescrizioni di cui all'articolo 148 è consentito solo se tali prodotti sono stati
            sottoposti almeno al trattamento di riduzione dei rischi di cui all'allegato XXVI,
            espressamente assegnato dall'Unione, nell'elenco, al paese terzo o territorio di origine
            del prodotto a base di carne o alla loro zona conformemente all'articolo 121, se le
            carni fresche utilizzate per la trasformazione dei prodotti a base di carne sono
            originarie:
            a)    del paese terzo o territorio o della loro zona in cui il prodotto a base di carne è
                  stato trasformato;
            b)    di un paese terzo, un territorio o una loro zona elencati, autorizzati per
                  l'ingresso nell'Unione di carni fresche delle specie pertinenti;
            c)    di uno Stato membro.
   2.       L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne è consentito solo se tali
            prodotti sono stati sottoposti almeno al trattamento di riduzione dei rischi "B",
            conformemente all'allegato XXVI, se le carni fresche utilizzate per la trasformazione
            dei prodotti a base di carne sono originarie di un paese terzo, un territorio o una loro
            zona:
            a)    diversi dal paese terzo, dal territorio o dalla loro zona in cui il prodotto a base
                  di carne è stato ottenuto;
            b)    elencati a loro volta per l'ingresso nell'Unione di prodotti a base di carne delle
                  specie pertinenti, soggetti a un trattamento di riduzione dei rischi
                  espressamente assegnato dall'Unione, nell'elenco, al paese terzo, al territorio o
                  alla loro zona in questione e alle specie pertinenti conformemente all'articolo
                  121.
IT                                                 108                                                IT
 ---pagebreak---    3.       L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne che sono stati trasformati
            a partire da carni fresche di pollame è consentito solo se tali prodotti sono stati
            sottoposti almeno al trattamento di riduzione dei rischi "D", conformemente
            all'allegato XXVI, se le carni fresche utilizzate per la trasformazione dei prodotti a
            base di carne sono originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona:
            a)     elencati per l'ingresso nell'Unione di carni fresche di pollame;
            b)     in cui si è verificato un caso o un focolaio di influenza aviaria ad alta
                   patogenicità o di infezione da virus della malattia di Newcastle.
   4.       L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne che sono stati trasformati
            a partire da carni fresche di più specie di animali provenienti dal paese terzo, dal
            territorio o dalla loro zona in cui è stato trasformato il prodotto a base di carne è
            consentito solo se soddisfano le seguenti prescrizioni:
            a)     i prodotti a base di carne devono essere stati sottoposti ai trattamenti di
                   riduzione dei rischi più rigorosi assegnati, nell'elenco, al paese terzo, al
                   territorio o alla loro zona, conformemente all'articolo 121, per le diverse specie
                   di animali di origine, se la miscelazione delle carni fresche avviene prima della
                   trasformazione finale del prodotto a base di carne; o
            b)     i prodotti a base di carne devono essere stati sottoposti al trattamento di
                   riduzione dei rischi assegnato, nell'elenco, al paese terzo, al territorio o alla
                   loro zona, conformemente all'articolo 121, per ciascuna delle diverse specie di
                   animali di origine, se la miscelazione dei prodotti a base di carne avviene dopo
                   la trasformazione di ciascuno dei loro ingredienti.
   5.       L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne che sono stati trasformati
            a partire da carni fresche di più specie di animali provenienti da un paese terzo, un
            territorio o una loro zona diversi dal paese terzo, dal territorio o dalla loro zona in cui
            è stato trasformato il prodotto a base di carne è consentito solo se tali prodotti sono
            stati sottoposti a un trattamento di riduzione dei rischi conformemente al paragrafo 1
            o al paragrafo 2.
                                                Articolo 150
              Stabilimento di origine degli animali da cui sono ottenute le carni fresche
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne è consentito solo se tali prodotti
   sono stati trasformati a partire da carni fresche ottenute da animali provenienti da uno
   stabilimento o, nel caso di animali selvatici da un luogo, all'interno del quale e intorno al
   quale in un'area con un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un paese
   limitrofo, non sono stati segnalati casi di nessuna delle malattie elencate di cui all'allegato I,
   pertinenti per le specie di origine dei prodotti a base di carne, nei 30 giorni precedenti la data
   di spedizione della partita nell'Unione.
                                                Articolo 151
      Ingresso in Stati membri aventi lo status di indenne da infezione da virus della malattia di
                                       Newcastle senza vaccinazione
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti a base di carne di pollame destinate a uno Stato
   membro o a un suo territorio aventi lo status di indenne da infezione da virus della malattia di
   Newcastle senza vaccinazione è consentito solo se tali prodotti sono stati ottenuti da pollame
IT                                                  109                                                 IT
 ---pagebreak---    che non è stato vaccinato contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle con un
   vaccino vivo nei 30 giorni precedenti la data della macellazione.
                                                 Articolo 152
                       Prescrizioni specifiche per l'ingresso nell'Unione di budelli
   L'ingresso nell'Unione di partite di budelli che non soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo
   148 è consentito solo se tali budelli sono stati sottoposti ai seguenti trattamenti di riduzione
   dei rischi di cui all'allegato XXVI, parte 2:
   a)        trattamenti "Budelli 1" o "Budelli 2", se le vesciche e gli intestini utilizzati per la
             trasformazione dei budelli provengono da bovini, ovini, caprini o suini detenuti;
   b)        trattamenti "Budelli 3", "Budelli 4" o "Budelli 5", se le vesciche e gli intestini
             utilizzati per la trasformazione dei budelli provengono da animali di specie diverse
             da quelle di cui alla lettera a).
                                                TITOLO 4
         PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
             L'INGRESSO NELL'UNIONE DI LATTE, PRODOTTI
      LATTIERO-CASEARI, COLOSTRO E PRODOTTI OTTENUTI
                                          DAL COLOSTRO
                                                  Capo 1
       Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per il latte
                 crudo, il colostro e i prodotti ottenuti dal colostro
                                                 Articolo 153
           Paese di origine del latte crudo, del colostro e dei prodotti ottenuti dal colostro
   L'ingresso nell'Unione di partite di latte crudo, colostro o prodotti ottenuti dal colostro è
   consentito solo se il latte crudo, il colostro e i prodotti ottenuti dal colostro di tali partite sono
   originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona indenni da afta epizootica e da
   infezione da virus della peste bovina per un periodo almeno pari ai 12 mesi precedenti la data
   della mungitura e, durante tale periodo, non è stata effettuata alcuna vaccinazione contro tali
   malattie.
                                                 Articolo 154
        Animali da cui sono ottenuti il latte crudo, il colostro e i prodotti ottenuti dal colostro
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di latte crudo, colostro o prodotti ottenuti dal
             colostro è consentito solo se il latte crudo, il colostro o i prodotti ottenuti dal colostro
             di tali partite sono stati ottenuti da animali delle specie Bos taurus, Ovis aries, Capra
             hircus, Bubalus bubalis o Camelus dromedarius.
   2.        L'ingresso nell'Unione di partite di latte crudo, colostro o prodotti ottenuti dal
             colostro è consentito solo se il latte crudo, il colostro o i prodotti ottenuti dal colostro
             di tali partite sono stati ottenuti da animali che hanno rispettato, prima della data di
             mungitura, un periodo continuativo di permanenza di almeno tre mesi nel paese terzo
             o nel territorio in cui avviene la mungitura o nella loro zona.
IT                                                   110                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  Capo 2
    Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per i prodotti
                                            lattiero-caseari
                                                Articolo 155
                                 Trattamento dei prodotti lattiero-caseari
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti lattiero-caseari è consentito solo se i prodotti
   lattiero-caseari di tali partite sono stati trattati conformemente all'articolo 156 o all'articolo
   157.
                                                Articolo 156
            Prodotti lattiero-caseari non sottoposti a un trattamento di riduzione dei rischi
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti lattiero-caseari originari di un paese terzo, un
   territorio o una loro zona elencati per l'ingresso nell'Unione di latte crudo è consentito senza
   che tali prodotti siano stati sottoposti a un trattamento specifico di riduzione dei rischi se i
   prodotti lattiero-caseari di tali partite soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)        sono stati trasformati a partire da latte crudo ottenuto dalle specie Bos taurus, Ovis
             aries, Capra hircus, Bubalus bubalis e Camelus dromedarius;
   b)        il latte crudo utilizzato per la trasformazione dei prodotti lattiero-caseari era
             conforme alle pertinenti prescrizioni generali per l'ingresso nell'Unione di cui agli
             articoli da 3 a 10 e alle prescrizioni specifiche per l'ingresso nell'Unione di latte
             crudo di cui all'articolo 153 e all'articolo 154 e quindi idoneo all'ingresso nell'Unione
             ed era originario di uno dei seguenti:
             i)     del paese terzo o del territorio o della zona elencati in cui i prodotti lattiero-
                    caseari sono stati trasformati;
             ii)    di un paese terzo, un territorio o una loro zona diversi dal paese terzo, dal
                    territorio o dalla loro zona elencati in cui i prodotti lattiero-caseari sono stati
                    trasformati e che sono autorizzati per l'ingresso nell'Unione di latte crudo; o
             iii)   di uno Stato membro.
                                                Articolo 157
              Prodotti lattiero-caseari sottoposti a un trattamento di riduzione dei rischi
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti lattiero-caseari che non soddisfano le
             prescrizioni di cui all'articolo 156 è consentito solo se i prodotti di tali partite sono
             stati sottoposti ad almeno uno dei trattamenti di riduzione dei rischi di cui all'allegato
             XXVII, colonna A, se:
             a)     sono stati trasformati a partire da latte ottenuto dalle specie Bos taurus, Ovis
                    aries, Capra hircus, Bubalus bubalis o Camelus dromedarius;
             b)     il paese terzo o territorio di origine o la loro zona non erano indenni da afta
                    epizootica e da infezione da virus della peste bovina per un periodo almeno
                    pari ai 12 mesi precedenti la data della mungitura, o se durante tale periodo è
                    stata effettuata la vaccinazione contro tali malattie.
   2.        L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti lattiero-caseari è consentito solo se i
             prodotti lattiero-caseari di tali partite sono stati sottoposti ad almeno uno dei
IT                                                   111                                                IT
 ---pagebreak---             trattamenti di riduzione dei rischi di cui all'allegato XXVII, colonna B, se tali
            prodotti sono stati trasformati a partire da latte ottenuto da specie di animali diverse
            da quelle di cui al paragrafo 1, lettera a).
   3.       L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti lattiero-caseari che sono stati trasformati
            a partire da latte crudo o da prodotti lattiero-caseari ottenuti da più specie di animali
            è consentito solo se tali prodotti lattiero-caseari sono stati sottoposti:
            a)     almeno al trattamento di riduzione dei rischi più rigoroso assegnato a ciascuna
                   delle specie di animali di origine, se la miscelazione del latte crudo o dei
                   prodotti lattiero-caseari avviene prima della trasformazione finale del prodotto;
                   o
            b)     al trattamento di riduzione dei rischi assegnato a ciascuna delle specie di
                   animali di origine, se la miscelazione dei prodotti avviene dopo la
                   trasformazione di ciascuno dei loro ingredienti.
                                              TITOLO 5
        PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
        L'INGRESSO NELL'UNIONE DI UOVA E OVOPRODOTTI
                                                Capo 1
      Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per le uova
                                               Articolo 158
             Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda le uova
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova è consentito solo se le uova di tali partite sono
   originarie di un paese terzo, un territorio o una loro zona che applicano un programma di
   sorveglianza delle malattie per l'influenza aviaria ad alta patogenicità che soddisfa le
   prescrizioni stabilite:
   a)       nell'allegato II del presente regolamento;
            o
   b)       nel pertinente capitolo del codice sanitario per                   gli   animali  terrestri
            dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE).
                                               Articolo 159
                                    Stabilimento di origine delle uova
   L'ingresso nell'Unione di partite di uova è consentito solo se le uova di tali partite sono
   originarie di uno stabilimento che soddisfa le seguenti prescrizioni:
   a)       durante i 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova e fino alla data di rilascio
            del certificato per l'ingresso nell'Unione non si sono verificati focolai di influenza
            aviaria ad alta patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle; e
   b)       attorno allo stabilimento in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di
            un paese limitrofo, non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
            patogenicità né di infezione da virus della malattia di Newcastle nel periodo almeno
            pari ai 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova e fino alla data di rilascio
            del certificato per l'ingresso nell'Unione.
IT                                                  112                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Capo 2
          Prescrizioni specifiche in materia di sanità animale per gli
                                             ovoprodotti
                                                Articolo 160
         Paese terzo o territorio di origine, o loro zona, per quanto riguarda gli ovoprodotti
   L'ingresso nell'Unione di partite di ovoprodotti è consentito solo se gli ovoprodotti di tali
   partite sono originari di un paese terzo, un territorio o una loro zona che applicano un
   programma di sorveglianza delle malattie per l'influenza aviaria ad alta patogenicità che
   soddisfa le prescrizioni stabilite:
   a)        nell'allegato II del presente regolamento;
             o
   b)        nel pertinente capitolo del codice sanitario per                  gli   animali    terrestri
             dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE).
                                                Articolo 161
                                     Stabilimento di origine delle uova
   L'ingresso nell'Unione di partite di ovoprodotti è consentito solo se gli ovoprodotti di tali
   partite sono stati trasformati a partire da uova originarie di stabilimenti:
   a)        in cui, nei 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova, non si sono verificati
             focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità né di infezione da virus della malattia
             di Newcastle;
   b)        attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un paese
             limitrofo:
             i)     non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità nel
                    periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova; o
             ii)    nei 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova si è verificato un focolaio
                    di influenza aviaria ad alta patogenicità e l'ovoprodotto è stato sottoposto a uno
                    dei trattamenti di riduzione dei rischi per gli ovoprodotti di cui all'allegato
                    XXVIII, punto 1;
   c)        attorno ai quali in un raggio di 10 km, compreso se del caso il territorio di un paese
             limitrofo:
             i)     non si sono verificati focolai di infezione da virus della malattia di Newcastle
                    nel periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova; o
             ii)    nei 30 giorni precedenti la data di raccolta delle uova si è verificato un focolaio
                    di infezione da virus della malattia di Newcastle e l'ovoprodotto è stato
                    sottoposto a uno dei trattamenti di riduzione dei rischi per gli ovoprodotti di cui
                    all'allegato XXVIII, punto 2.
IT                                                  113                                                   IT
 ---pagebreak---                                                TITOLO 6
         PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER
    L'INGRESSO NELL'UNIONE DI PRODOTTI TRASFORMATI DI
      ORIGINE ANIMALE CONTENUTI IN PRODOTTI COMPOSTI
                                                Articolo 162
        Prodotti composti contenenti prodotti a base di carne e prodotti composti non a lunga
                   conservazione contenenti prodotti lattiero-caseari e/o ovoprodotti
   1.        L'ingresso nell'Unione di partite dei seguenti prodotti composti è consentito solo se i
             prodotti composti di tali partite provengono da un paese terzo, un territorio o una loro
             zona elencati per l'ingresso nell'Unione del prodotto specifico di origine animale
             contenuto in tali prodotti composti:
             a)     prodotti composti contenenti prodotti a base di carne;
             b)     prodotti composti contenenti prodotti lattiero-caseari od ovoprodotti che non
                    sono stati trasformati per diventare a lunga conservazione.
   2.        L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti composti è consentito solo se i prodotti
             trasformati di origine animale contenuti nei prodotti composti di cui al paragrafo 1:
             a)     soddisfano:
                    i)    le pertinenti prescrizioni generali in materia di sanità animale per
                          l'ingresso nell'Unione di prodotti di origine animale di cui alla parte 1 del
                          presente regolamento;
                    ii)   le prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso nell'Unione dei
                          prodotti specifici di origine animale di cui ai titoli da 3 a 5 della presente
                          parte;
             b)     sono stati ottenuti:
                    i)    nello stesso paese terzo o territorio o loro zona elencati di cui è originario
                          il prodotto composto;
                    ii)   nell'Unione; o
                    iii)  in un paese terzo o territorio o in una loro zona elencati per l'ingresso
                          nell'Unione di tali prodotti senza essere soggetti a un trattamento
                          specifico di riduzione dei rischi, conformemente agli articoli 148 e 156,
                          se il paese terzo, il territorio o la loro zona in cui è prodotto il prodotto
                          composto sono a loro volta elencati per l'ingresso nell'Unione dei prodotti
                          in questione senza l'obbligo di applicare un trattamento specifico di
                          riduzione dei rischi.
                                                Articolo 163
    Prodotti composti a lunga conservazione contenenti prodotti lattiero-caseari e/o ovoprodotti
   L'ingresso nell'Unione di partite di prodotti composti contenenti esclusivamente prodotti
   lattiero-caseari od ovoprodotti è consentito solo se i prodotti lattiero-caseari o gli ovoprodotti
   contenuti nei prodotti composti sono stati trattati per diventare a lunga conservazione a
   temperatura ambiente e se:
   a)        sono stati sottoposti a un trattamento almeno equivalente ai seguenti trattamenti:
IT                                                   114                                                 IT
 ---pagebreak---              i)     i trattamenti di riduzione dei rischi per i prodotti lattiero-caseari di cui
                    all'allegato XXVII, colonna B;
             ii)    ai trattamenti di riduzione dei rischi per gli ovoprodotti di cui all'allegato
                    XXVIII;
   b)        in deroga all'articolo 3, primo comma, lettera c), punto i), sono accompagnati da una
             dichiarazione dell'operatore del paese terzo o del territorio di origine dei prodotti
             composti, attestante che i prodotti lattiero-caseari e gli ovoprodotti contenuti nei
             prodotti composti sono stati sottoposti almeno al trattamento di riduzione dei rischi
             di cui alla lettera a).
                                                TITOLO 7
         NORME SPECIALI PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI
         PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE DESTINATI AD USO
                                             PERSONALE
                                                 Articolo 164
       Deroga alle prescrizioni in materia di sanità animale e prescrizioni supplementari per
       l'ingresso di latte per lattanti, preparazioni alimentari per bambini e alimenti speciali
                                          destinati ad uso personale
   In deroga alle prescrizioni di cui alla parte I, articoli da 3 a 10, e di cui agli articoli da 120 a
   163, l'ingresso nell'Unione di partite di latte in polvere per lattanti, preparazioni alimentari per
   bambini e alimenti speciali necessari per motivi medici contenenti prodotti di origine animale
   non conformi alle suddette prescrizioni è consentito se tali prodotti:
   a)        sono destinati ad uso personale;
   b)        non superano un quantitativo cumulato di due chilogrammi per persona;
   c)        non richiedono di essere refrigerati prima dell'apertura;
   d)        sono prodotti di marca imballati destinati alla vendita diretta al consumatore finale;
   e)        mantengono la confezione intatta, salvo utilizzazione in corso.
                                                 Articolo 165
       Deroga alle prescrizioni in materia di sanità animale per i prodotti di origine animale
         destinati ad uso personale originari di determinati paesi terzi o territori o loro zone
   1.        In deroga alle prescrizioni di cui alla parte I, articoli da 3 a 10, ad eccezione
             dell'articolo 3, lettera a), punto i), e alle prescrizioni di cui agli articoli da 120 a 163,
             l'ingresso nell'Unione di partite di prodotti di origine animale non conformi alle
             suddette prescrizioni è consentito se tali prodotti sono destinati ad uso personale e
             sono originari di paesi terzi o territori elencati per l'ingresso nell'Unione di
             quantitativi specifici di prodotti di origine animale destinati ad uso personale in base
             ad accordi specifici con l'Unione sul commercio di prodotti agricoli.
   2.        Il quantitativo specifico cumulato che una persona è autorizzata ad introdurre
             nell'Unione non deve superare il quantitativo massimo stabilito nell'elenco per il
             paese terzo o il territorio.
                                                PARTE V
            Prescrizioni in materia di sanità animale per l'ingresso
IT                                                    115                                                  IT
 ---pagebreak---        nell'Unione, di cui agli articoli 3 e 5, di animali acquatici delle
         specie elencate e dei loro prodotti di origine animale, e per i
                    movimenti e la manipolazione dopo l'ingresso
                                               TITOLO 1
            PRESCRIZIONI GENERALI IN MATERIA DI SANITÀ
        ANIMALE PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI ANIMALI
     ACQUATICI DI CUI ALL'ARTICOLO 1, PARAGRAFO 6, E DEI
                                        LORO PRODOTTI
                                                Articolo 166
                         Ispezione degli animali acquatici prima della spedizione
   L'ingresso nell'Unione di partite di animali acquatici diversi da quelli di cui all'articolo 172,
   lettere d), e) ed f), è consentito solo se tali animali acquatici sono stati sottoposti ad ispezione
   clinica, effettuata da un veterinario ufficiale nel paese terzo o territorio di esportazione, loro
   zona o loro compartimento, nelle 72 ore precedenti il momento del carico per la spedizione
   della partita nell'Unione, al fine di individuare sintomi di malattie e casi anormali di mortalità.
                                                Articolo 167
                               Spedizione nell'Unione di animali acquatici
   L'ingresso nell'Unione di partite di animali acquatici è consentito solo se gli animali acquatici
   di tali partite soddisfano le seguenti prescrizioni:
   a)        sono stati spediti nell'Unione direttamente dal loro stabilimento di origine;
   b)        non sono stati scaricati, spostati su un altro mezzo di trasporto né scaricati dal loro
             contenitore durante il trasporto per via aerea, via mare, per ferrovia o su strada, né
             l'acqua in cui sono trasportati è stata cambiata, in un paese terzo, un territorio, una
             zona o un compartimento non elencati per l'ingresso nell'Unione delle specie e
             categorie specifiche di animali acquatici;
   c)        non sono stati trasportati in condizioni che ne abbiano compromesso lo stato
             sanitario, in particolare:
             i)     ove pertinente, devono essere stati caricati e trasportati in acqua che non ne
                    abbia modificato lo stato sanitario;
             ii)    i mezzi di trasporto e i contenitori devono essere stati costruiti in modo tale da
                    non compromettere lo stato sanitario degli animali acquatici durante il
                    trasporto;
             iii)   il contenitore o la barca vivaio devono essere stati puliti e disinfettati,
                    conformemente a un protocollo e con prodotti approvati dall'autorità
                    competente del paese terzo o territorio di origine, prima del carico per la
                    spedizione nell'Unione, in modo da garantire che lo stato sanitario degli
                    animali acquatici non sia compromesso durante il trasporto;
   d)        tra il momento del carico nello stabilimento di origine e il momento del loro arrivo
             nell'Unione non devono essere stati trasportati nella stessa acqua, nello stesso
             contenitore o nella stessa barca vivaio di animali acquatici di stato sanitario inferiore
             o non destinati all'ingresso nell'Unione;
IT                                                   116                                                IT
 ---pagebreak---    e)       qualora sia necessario un ricambio di acqua in un paese terzo, un territorio, una zona
            o un compartimento elencati per l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie
            specifiche di animali acquatici, tale operazione non deve aver compromesso lo stato
            sanitario degli animali trasportati e deve essere avvenuta esclusivamente:
            i)     in caso di trasporto via terra, presso punti di ricambio dell'acqua approvati
                   dall'autorità competente del paese terzo o territorio in cui avviene il ricambio di
                   acqua;
            ii)    in caso di trasporto su barca vivaio, a una distanza di almeno 10 km da
                   qualsiasi stabilimento di acquacoltura situato nella rotta tra il luogo di origine e
                   il luogo di destinazione nell'Unione.
                                               Articolo 168
                                Trasporto degli animali acquatici su nave
   Se la spedizione nell'Unione di partite di animali acquatici comprende il trasporto su nave o
   su barca vivaio, anche solo per una parte del viaggio, tali partite di animali acquatici
   trasportate conformemente all'articolo 167 possono entrare nell'Unione solo se gli animali
   acquatici di tali partite sono accompagnati da una dichiarazione, allegata al certificato
   sanitario e firmata dal comandante della nave il giorno dell'arrivo della nave al porto di
   destinazione, che fornisca le seguenti informazioni:
   a)       il porto di partenza nel paese terzo o territorio;
   b)       il porto di arrivo nell'Unione;
   c)       i porti di scalo, qualora la nave abbia fatto scalo in porti al di fuori del paese terzo o
            territorio di origine o della loro zona;
   d)       la conferma della conformità della partita di animali acquatici alle prescrizioni
            pertinenti di cui all'articolo 167 per tutta la durata del viaggio dal porto di partenza
            nel paese terzo o territorio al porto di arrivo nell'Unione.
                                               Articolo 169
                     Prescrizioni specifiche in materia di trasporto ed etichettatura
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di animali acquatici è consentito solo se gli animali
            acquatici di tali partite sono identificati mediante un'etichetta leggibile all'esterno del
            contenitore o, se trasportati su una barca vivaio, mediante una voce nel manifesto di
            carico che faccia riferimento al certificato sanitario che è stato rilasciato per la partita
            in questione.
   2.       L'etichetta leggibile di cui al paragrafo 1 contiene inoltre almeno le seguenti
            informazioni:
            a)     il numero di contenitori presenti nella partita;
            b)     il nome delle specie presenti in ciascun contenitore;
            c)     il numero di animali in ciascun contenitore per ciascuna delle specie presenti;
            d)     lo scopo cui sono destinati.
   3.       I prodotti di origine animale destinati all'ingresso nell'Unione, ottenuti da animali
            acquatici diversi dagli animali acquatici vivi, soddisfano le seguenti prescrizioni:
IT                                                  117                                                  IT
 ---pagebreak---            a)     devono essere identificati mediante un'etichetta leggibile all'esterno del
                  contenitore, che faccia riferimento al certificato che è stato rilasciato per la
                  partita in questione;
           b)     l'etichetta leggibile di cui alla lettera a) deve inoltre riportare le seguenti
                  diciture, a seconda dei casi:
                  i)     pesci destinati al consumo umano nell'Unione europea;
                  ii)    molluschi destinati al consumo umano nell'Unione europea;
                  iii)   crostacei destinati al consumo umano nell'Unione europea.
                                                 Articolo 170
    Prescrizioni relative al paese terzo o territorio di origine, loro zona o loro compartimento e
                                        allo stabilimento di origine
   1.      L'ingresso nell'Unione di partite di animali acquatici e di prodotti di origine animale
           ottenuti da animali acquatici diversi dagli animali acquatici vivi è consentito solo se
           gli animali acquatici e i prodotti di origine animale di tali partite provengono da un
           paese terzo, un territorio, una loro zona o un loro compartimento che soddisfano le
           seguenti prescrizioni:
           a)     devono essere indenni dalle seguenti malattie elencate:
                  i)     malattie di categoria A e malattie di categoria B degli animali acquatici;
                  ii)    le pertinenti malattie di categoria C se gli animali acquatici o i prodotti di
                         origine animale sono destinati a Stati membri, zone o compartimenti
                         aventi lo status di indenne da malattia o un programma di eradicazione
                         approvato per le malattie specifiche;
                  iii)   malattie di categoria C in tutti i casi in cui gli animali acquatici sono
                         destinati al rilascio in natura;
                  iv)    se gli Stati membri di destinazione hanno adottato le misure nazionali di
                         cui all'articolo 176 del presente regolamento, gli animali acquatici delle
                         specie elencate nell'allegato XXIX devono essere inoltre originari di
                         paesi terzi, territori, zone o compartimenti indenni dalle malattie di cui al
                         suddetto allegato;
           b)     tutti gli animali acquatici delle specie elencate entrati nel paese terzo, nel
                  territorio, nella zona o nel compartimento che esportano nell'Unione devono
                  essere originari di un altro paese terzo o territorio, loro zona o loro
                  compartimento indenni dalle malattie di cui alla lettera a);
           c)     nel paese terzo o territorio di origine gli animali acquatici delle specie elencate
                  non sono stati vaccinati contro le malattie di categoria A, di categoria B o, ove
                  pertinente, di categoria C.
   2.      L'ingresso nell'Unione di partite di animali di acquacoltura e di prodotti di origine
           animale ottenuti da animali di acquacoltura diversi dagli animali di acquacoltura vivi
           è consentito solo se gli animali di acquacoltura e i prodotti di origine animale di tali
           partite provengono da uno stabilimento che è:
           a)     registrato conformemente a prescrizioni almeno altrettanto rigorose di quelle di
                  cui alla parte IV, titolo II, capo 1, sezione 1, del regolamento (UE) 2016/429;
                  o
IT                                                   118                                                IT
 ---pagebreak---             b)     riconosciuto conformemente a prescrizioni almeno altrettanto rigorose di quelle
                   di cui alla parte IV, titolo II, capo 1, sezione 2, del regolamento (UE) 2016/429
                   e alla parte II, titolo I, del regolamento delegato (UE) 2019/xxx della
                   Commissione che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento
                   europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme relative agli stabilimenti
                   di acquacoltura e ai trasportatori di animali acquatici [SANTE/7208/2019].
                                                Articolo 171
                                               Specie vettrici
   1.       Gli animali acquatici delle specie elencate nella colonna 4 della tabella dell'allegato
            del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione sono considerati
            vettori di tali malattie soltanto alle condizioni di cui all'allegato XXX.
   2.       Al loro ingresso nell'Unione i prodotti di origine animale ottenuti da animali
            acquatici diversi dagli animali acquatici vivi delle specie elencate nella colonna 4
            della tabella dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della
            Commissione non sono considerati vettori delle malattie elencate in tale allegato.
                                                Articolo 172
           Deroghe per determinate categorie di animali acquatici delle specie elencate
   In deroga all'articolo 170, le prescrizioni stabilite in tale articolo non si applicano alle seguenti
   categorie di animali acquatici:
   a)       gli animali acquatici destinati a uno stabilimento di alimenti di origine acquatica
            autorizzato a lottare contro le malattie dove saranno trasformati per il consumo
            umano;
   b)       gli animali acquatici da utilizzare a fini di ricerca destinati a stabilimenti confinati
            che sono stati riconosciuti a tal fine dall'autorità competente dello Stato membro di
            destinazione;
   c)       gli animali acquatici selvatici diversi da quelli di cui alla lettera b) del presente
            articolo, purché siano stati sottoposti a quarantena in uno stabilimento di quarantena
            riconosciuto a tal fine dall'autorità competente:
            i)     nel paese terzo di origine; o
            ii)    nell'Unione;
   d)       i molluschi o i crostacei imballati ed etichettati per il consumo umano
            conformemente al regolamento (CE) n. 853/2004 e che non sono più in grado di
            sopravvivere come organismi viventi se riportati in ambiente acquatico;
   e)       i molluschi o i crostacei imballati ed etichettati per il consumo umano
            conformemente al regolamento (CE) n. 853/2004 e destinati a ulteriore
            trasformazione senza stoccaggio temporaneo nel luogo di trasformazione;
   f)       i molluschi bivalvi o i crostacei vivi destinati al consumo umano senza ulteriore
            trasformazione, purché siano imballati per la vendita al dettaglio conformemente alle
            disposizioni del regolamento (CE) n. 853/2004.
IT                                                   119                                                 IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 173
      Deroghe per determinati prodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici diversi
                                       dagli animali acquatici vivi
   In deroga all'articolo 170, paragrafo 1, le prescrizioni stabilite in tale articolo non si applicano
   ai seguenti prodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici diversi dagli animali
   acquatici vivi:
   a)       prodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici diversi dagli animali
            acquatici vivi e destinati a uno stabilimento di alimenti di origine acquatica
            autorizzato a lottare contro le malattie dove saranno trasformati per il consumo
            umano;
   b)       pesci destinati al consumo umano, macellati ed eviscerati prima della spedizione
            nell'Unione.
                                               Articolo 174
        Manipolazione di animali acquatici e prodotti di origine animale ottenuti da animali
              acquatici diversi dagli animali acquatici vivi dopo l'ingresso nell'Unione
   1.       Dopo l'ingresso nell'Unione, le partite di animali acquatici e di prodotti di origine
            animale ottenuti da animali acquatici diversi dagli animali acquatici vivi devono
            essere:
            a)     trasportate direttamente al luogo di destinazione nell'Unione;
            b)     manipolate correttamente per garantire che le acque naturali non siano
                   contaminate.
   2.       Gli animali acquatici e i prodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici
            diversi dagli animali acquatici vivi che sono entrati nell'Unione non possono essere
            rilasciati dall'operatore né altrimenti immersi nelle acque naturali dell'Unione, se non
            sono autorizzati dall'autorità competente dello Stato membro in cui avviene tale
            rilascio o tale immersione.
   3.       L'autorità competente dello Stato membro può concedere l'autorizzazione di cui al
            paragrafo 2 del presente articolo solo se il rilascio o l'immersione nelle acque naturali
            non compromettono lo stato sanitario degli animali acquatici nel luogo di rilascio e,
            in ogni caso, il rilascio in natura deve essere conforme a quanto disposto all'articolo
            170, lettera a), punto iii).
   4.       L'acqua di trasporto delle partite di animali acquatici è manipolata correttamente
            dall'operatore in modo da evitare la contaminazione delle acque naturali nell'Unione.
                                               TITOLO 2
      PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE INTESE A LIMITARE
        LE RIPERCUSSIONI DI DETERMINATE MALATTIE NON ELENCATE
                                               Articolo 175
    Prescrizioni supplementari in materia di sanità animale intese a limitare le ripercussioni di
           malattie non elencate per le quali gli Stati membri applicano misure nazionali
   1.       L'autorità competente degli Stati membri che hanno adottato misure nazionali contro
            malattie diverse dalle malattie elencate, come previsto all'articolo 226 del
            regolamento (UE) 2016/429, adotta misure per prevenire l'introduzione di tali
IT                                                 120                                                  IT
 ---pagebreak---           malattie non elencate mediante l'applicazione di prescrizioni supplementari in
          materia di sanità animale per l'ingresso, in tali Stati membri, zone o compartimenti
          dell'Unione, di animali acquatici e di prodotti di origine animale ottenuti da animali
          acquatici diversi dagli animali acquatici vivi.
   2.     L'autorità competente di cui al paragrafo 1 autorizza l'ingresso nel proprio Stato
          membro di partite di animali acquatici di specie sensibili alle malattie di cui al
          paragrafo 1 solo se il paese terzo o territorio di origine non ha effettuato la
          vaccinazione contro tali malattie.
   3.     L'autorità competente di cui al paragrafo 1 si assicura che gli animali acquatici delle
          specie di cui al paragrafo 2 introdotti in un paese terzo o un territorio di origine o in
          una loro zona o in un loro compartimento siano originari di un altro paese terzo, zona
          o compartimento che sono a loro volta indenni dalla malattia pertinente.
   4.     Le deroghe di cui agli articoli 172 e 173 si applicano agli animali acquatici e ai
          prodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici di cui al paragrafo 2 e
          destinati a Stati membri che applicano misure nazionali contro le malattie di cui al
          paragrafo 1 del presente articolo.
   5.     La manipolazione, dopo l'ingresso nell'Unione, degli animali acquatici di cui al
          paragrafo 2 del presente articolo e dei prodotti ottenuti da tali animali avviene
          conformemente alle condizioni di cui all'articolo 174.
                                             Parte VI
    Norme speciali relative all'ingresso di determinati prodotti di cui
   agli articoli 3 e 5 per i quali l'Unione non è la destinazione finale e
         per l'ingresso di determinati prodotti che sono originari
                             dell'Unione e vi fanno ritorno
                                            Articolo 176
                            Prescrizioni relative al transito nell'Unione
   1.     Le partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale che rientrano
          nell'ambito di applicazione del presente regolamento e che non sono originarie
          dell'Unione, ma vi transitano, e la cui destinazione prevista è al di fuori dell'Unione
          sono autorizzate a transitare nell'Unione solo se:
          a)    soddisfano tutte le prescrizioni pertinenti per l'ingresso nell'Unione delle specie
                e categorie specifiche di animali, materiale germinale o prodotti di origine
                animale in questione stabilite nelle parti da I a V; o
          b)    sono oggetto di condizioni specifiche, che l'Unione ha espressamente
                assegnato, nell'elenco, al paese terzo, al territorio o alla zona di origine elencati
                e alle specie e categorie specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di
                origine animale, al fine di ridurre tutti i potenziali rischi per la sanità animale
                connessi a tali movimenti.
   2.     Le partite di animali, materiale germinale e prodotti di origine animale che rientrano
          nell'ambito di applicazione del presente regolamento e che sono originarie
          dell'Unione e vi fanno ritorno dopo il transito attraverso un paese terzo, un territorio
          o una loro zona sono autorizzate a rientrare nell'Unione solo se soddisfano tutte le
          prescrizioni pertinenti per l'ingresso nell'Unione delle categorie specifiche di animali,
IT                                               121                                                  IT
 ---pagebreak---             materiale germinale o prodotti di origine animale in questione stabilite nelle parti da I
            a V, tranne qualora siano oggetto:
            a)     delle prescrizioni supplementari di cui agli articoli da 177 a 182;
                   o
            b)     di condizioni specifiche, che l'Unione ha espressamente assegnato, nell'elenco,
                   al paese terzo, al territorio o alla zona di transito elencati e alle specie e
                   categorie specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di origine
                   animale, al fine di ridurre tutti i potenziali rischi per la sanità animale connessi
                   a tali movimenti.
   3.       Le condizioni specifiche di cui al paragrafo 1, lettera b), e al paragrafo 2, lettera b),
            sono stabilite e assegnate al paese terzo, al territorio o alla loro zona sulla base di una
            valutazione del rischio e tenendo conto dei seguenti elementi:
            a)     i criteri di cui all'articolo 230 del regolamento (UE) 2016/429;
            b)     le specie e categorie specifiche di animali, materiale germinale e prodotti di
                   origine animale destinati al transito e i relativi rischi per la sanità animale;
            c)     le limitazioni geografiche;
            d)     le rotte commerciali stabilite;
            e)     altri fattori pertinenti.
                                                  Articolo 177
   Prescrizioni supplementari per l'ingresso di cavalli registrati che sono originari dell'Unione e
    vi fanno ritorno dopo un'esportazione temporanea in un paese terzo, un territorio o una loro
           zona per partecipare a corse, competizioni o manifestazioni culturali equestri
   1.       L'ingresso nell'Unione di partite di cavalli registrati esportati temporaneamente da
            uno Stato membro in paesi terzi, territori o loro zone elencati per l'ingresso di equini
            nell'Unione è consentito solo se soddisfano le seguenti prescrizioni supplementari:
            a)     i cavalli sono rimasti al di fuori dell'Unione per un periodo, non superiore a 90
                   giorni, specificato dalla Commissione per i diversi fini;
            b)     sono stati tenuti in isolamento nel paese terzo, nel territorio o nella loro zona,
                   tranne nel corso di corse, competizioni o manifestazioni culturali e delle attività
                   correlate (compresi l'addestramento, il riscaldamento e la presentazione);
            c)     sono stati tenuti solo in paesi terzi, territori o loro zone appartenenti allo stesso
                   gruppo sanitario cui è assegnato il paese terzo o territorio di spedizione verso
                   l'Unione, conformemente alle prescrizioni specifiche di cui all'allegato XI,
                   parte B, e sono stati spostati nel paese terzo o territorio o direttamente nella
                   zona di spedizione a condizioni almeno altrettanto rigorose di quelle applicabili
                   se fossero stati spostati direttamente nell'Unione.
   2.       In deroga al paragrafo 1, lettera c), l'ingresso nell'Unione di cavalli registrati dopo
            un'esportazione temporanea in paesi terzi, territori o loro zone appartenenti a più di
            un gruppo sanitario è autorizzato in caso di cavalli registrati che hanno partecipato
            esclusivamente a corse o competizioni specifiche di alto livello.
IT                                                    122                                                IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 178
      Prescrizioni speciali per l'ingresso di ungulati, pollame e animali acquatici che sono
        originari dell'Unione e vi fanno ritorno in quanto non ammessi in un paese terzo
   1.     La reintroduzione nell'Unione di partite di ungulati, pollame e animali acquatici che
          sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno dopo che l'autorità competente di un
          paese terzo o territorio ne ha negato l'ingresso è consentita solo se sono soddisfatte le
          seguenti prescrizioni:
          a)    il paese terzo o il territorio che hanno negato l'ingresso sono un paese terzo, un
                territorio o una loro zona elencati per l'ingresso nell'Unione della specie e
                categoria di animali che fanno ritorno;
          b)    gli animali di cui alla lettera a) non sono transitati attraverso un paese terzo, un
                territorio o una loro zona diversi da quelli di cui alla lettera a);
          c)    gli animali sono accompagnati dai seguenti documenti:
                i)     il certificato sanitario originale rilasciato dall'autorità competente dello
                       Stato membro - o gli equivalenti elettronici presentati nell'IMSOC - o
                       una copia autenticata del certificato sanitario ufficiale fornita dall'autorità
                       competente dello Stato membro di origine;
                ii)    uno dei seguenti documenti:
                       –      una dichiarazione ufficiale dell'autorità competente o di un'altra
                              autorità pubblica del paese terzo o territorio, che indichi il motivo
                              per cui l'ingresso è stato negato e, se del caso, confermi che sono
                              soddisfatte le prescrizioni di cui alla lettera d);
                              o
                       –      in caso di partite sigillate con un sigillo originale intatto, una
                              dichiarazione dell'operatore responsabile della partita attestante che
                              il trasporto è avvenuto conformemente alla lettera d), punto ii), e,
                              ove richiesto, alla lettera d), punto iii);
                iii)   una dichiarazione dell'autorità competente dello Stato membro di origine
                       in cui quest'ultima accetta la partita e indica il luogo di destinazione per il
                       suo ritorno;
          d)    qualora gli animali siano stati scaricati nel paese terzo, nel territorio o nella
                loro zona, l'autorità competente del paese terzo o territorio certifica quanto
                segue:
                i)     ha autorizzato e sorvegliato lo scarico degli animali direttamente in
                       strutture idonee al loro isolamento e alla loro manipolazione temporanea
                       presso i locali del posto di controllo frontaliero del paese terzo o
                       territorio;
                ii)    sono state adottate misure efficaci per evitare contatti diretti o indiretti tra
                       gli animali della partita e altri animali;
                iii)   se necessario, è stata garantita una protezione efficace contro i vettori
                       delle pertinenti malattie animali.
   2.     Il trasporto e l'arrivo della partita nel luogo di destinazione sono controllati
          conformemente agli articoli 2 e 3 del regolamento delegato (UE) 2019/1666 della
          Commissione.
IT                                                 123                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 179
      Prescrizioni speciali per l'ingresso di animali, diversi dagli ungulati, dal pollame e dagli
   animali acquatici, che sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno in quanto non ammessi in
                                         un paese terzo o territorio
   1.       La reintroduzione nell'Unione di partite di animali, diversi dagli ungulati, dal
            pollame e dagli animali acquatici, che sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno
            dopo che l'autorità competente di un paese terzo o territorio ne ha negato l'ingresso è
            consentita solo se gli animali di tali partite sono accompagnati dai seguenti
            documenti:
            a)     il certificato sanitario originale rilasciato dall'autorità competente dello Stato
                   membro di origine - o gli equivalenti elettronici presentati nell'IMSOC - o una
                   copia autenticata del certificato sanitario ufficiale fornita dall'autorità
                   competente dello Stato membro di origine;
            b)     uno dei seguenti documenti:
                   i)     una dichiarazione ufficiale dell'autorità competente o di un'altra autorità
                          pubblica del paese terzo o territorio, che indichi il motivo per cui
                          l'ingresso è stato negato;
                          o
                   ii)    in caso di partite sigillate o di contenitori non aperti, una dichiarazione
                          dell'operatore responsabile della partita che indichi il motivo per cui
                          l'ingresso è stato negato;
            c)     una dichiarazione dell'autorità competente dello Stato membro di origine in cui
                   quest'ultima accetta la partita e indica il luogo di destinazione per il suo ritorno.
   2.       Il trasporto e l'arrivo della partita nel luogo di destinazione sono controllati
            conformemente agli articoli 2 e 3 del regolamento delegato (UE) 2019/1666 della
            Commissione.
                                                 Articolo 180
      Prescrizioni speciali per l'ingresso di materiale germinale e prodotti di origine animale
   imballati che sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno in quanto non ammessi in un paese
                                              terzo o territorio
   1.       La reintroduzione nell'Unione di partite di materiale germinale e di prodotti di
            origine animale imballati che sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno dopo che
            l'autorità competente di un paese terzo o territorio ne ha negato l'ingresso è
            consentita solo se sono soddisfatte le seguenti prescrizioni:
            a)     il materiale germinale rimane nel contenitore originale e l'imballaggio dei
                   prodotti di origine animale è intatto;
            b)     il materiale germinale e i prodotti di origine animale sono accompagnati:
                   i)     dal certificato sanitario originale rilasciato dall'autorità competente dello
                          Stato membro di origine - o dagli equivalenti elettronici presentati
                          nell'IMSOC - o da una copia autenticata del certificato sanitario ufficiale
                          fornita dall'autorità competente dello Stato membro di origine;
                   ii)    da uno dei seguenti documenti, in cui sia indicato il motivo per cui
                          l'ingresso è stato negato e, se del caso, il luogo e la data di scarico,
IT                                                   124                                                 IT
 ---pagebreak---                           magazzinaggio e ricarico nel paese terzo o nel territorio e in cui sia
                          confermato che sono soddisfatte le prescrizioni di cui alla lettera c):
                          –      una dichiarazione dell'autorità competente o di un'altra autorità
                                 pubblica del paese terzo o territorio; o
                          –      in caso di contenitori con un sigillo originale intatto, una
                                 dichiarazione dell'operatore responsabile della partita;
                   iii)   una dichiarazione dell'autorità competente di uno Stato membro in cui
                          quest'ultima accetta la partita e indica il luogo di destinazione per il suo
                          ritorno;
            c)     qualora il materiale germinale o i prodotti di origine animale di cui alle lettere
                   a) e b) siano stati scaricati nel paese terzo o nel territorio, l'autorità competente
                   del paese terzo o del territorio certifica quanto segue:
                   i)     il materiale germinale o i prodotti di origine animale non sono stati
                          sottoposti ad altre manipolazioni, eccetto lo scarico, il magazzinaggio e il
                          ricarico;
                   ii)    sono state adottate misure efficaci per evitare la contaminazione del
                          contenitore in cui il materiale germinale viene collocato o
                          dell'imballaggio dei prodotti di origine animale con agenti patogeni delle
                          malattie elencate durante lo scarico, il magazzinaggio e il ricarico;
   2.       Il trasporto e l'arrivo della partita nel luogo di destinazione sono controllati
            conformemente agli articoli 2 e 3 del regolamento delegato (UE) 2019/1666 della
            Commissione.
                                                 Articolo 181
      Prescrizioni speciali per l'ingresso di prodotti di origine animale non imballati o sfusi che
     sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno in quanto non ammessi in un paese terzo o un
                                              territorio elencati
   1.       La reintroduzione nell'Unione di partite di prodotti di origine animale non imballati o
            sfusi che sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno dopo che l'autorità competente
            di un paese terzo o di un territorio elencati ne ha negato l'ingresso è consentita solo
            se sono soddisfatte le seguenti prescrizioni:
            a)     il paese terzo o il territorio che hanno negato l'ingresso sono elencati per
                   l'ingresso nell'Unione delle specie e categorie specifiche di prodotti di origine
                   animale che sono rinviati nell'Unione;
            b)     i prodotti di origine animale sono accompagnati:
                   i)     dal certificato sanitario originale rilasciato dall'autorità competente dello
                          Stato membro di origine - o dagli equivalenti elettronici presentati
                          nell'IMSOC - o da una copia autenticata del certificato ufficiale fornita
                          dall'autorità competente dello Stato membro di origine;
                   ii)    da uno dei seguenti documenti:
                          –      da una dichiarazione ufficiale dell'autorità competente o di un'altra
                                 autorità pubblica del paese terzo o territorio, che indichi il motivo
                                 per cui l'ingresso è stato negato e confermi che il sigillo apposto sul
                                 veicolo o sul contenitore della partita è stato aperto solo per scopi
                                 ufficiali, che i prodotti sono stati manipolati solo nella misura
IT                                                    125                                                IT
 ---pagebreak---                                 minima necessaria a tali scopi, in particolare senza scaricarli, e che
                                il veicolo o il contenitore sono stati nuovamente sigillati subito
                                dopo; o
                         –      in caso di partite sigillate, da una dichiarazione dell'operatore
                                responsabile della partita che indichi il motivo per cui l'ingresso è
                                stato negato;
                  iii)   da una dichiarazione dell'autorità competente di uno Stato membro in cui
                         quest'ultima accetta la partita e indica il luogo di destinazione per il suo
                         ritorno.
   2.       Il trasporto e l'arrivo della partita nel luogo di destinazione sono controllati
            conformemente agli articoli 2 e 3 del regolamento delegato (UE) 2019/1666 della
            Commissione.
                                                Articolo 182
      Prescrizioni speciali per l'ingresso di prodotti di origine animale non imballati o sfusi che
      sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno in quanto non ammessi in un paese terzo non
                                                  elencato
   1.       La reintroduzione nell'Unione di partite di prodotti di origine animale non imballati o
            sfusi che sono originari dell'Unione e vi fanno ritorno dopo che l'autorità competente
            di un paese terzo o di un territorio, non elencati per l'ingresso nell'Unione delle
            specie e categorie specifiche di prodotti di origine animale che sono rinviati, ne ha
            negato l'ingresso è consentita solo se sono soddisfatte le seguenti prescrizioni:
            a)    la spedizione è sigillata con un sigillo originale intatto;
            b)    i prodotti di origine animale sono accompagnati:
                  i)     il certificato sanitario originale rilasciato dall'autorità competente dello
                         Stato membro di origine - o gli equivalenti elettronici presentati
                         nell'IMSOC - o una copia autenticata del certificato sanitario ufficiale
                         fornita dall'autorità competente dello Stato membro di origine;
                  ii)    da uno dei seguenti documenti:
                         –      una dichiarazione ufficiale dell'autorità competente o di un'altra
                                autorità pubblica del paese terzo o territorio, che indichi il motivo
                                per cui l'ingresso è stato negato; o
                         –      da una dichiarazione dell'operatore responsabile della partita che
                                indichi il motivo per cui l'ingresso è stato negato;
                  iii)   da una dichiarazione dell'autorità competente di uno Stato membro in cui
                         quest'ultima accetta la partita e indica il luogo di destinazione per il suo
                         ritorno.
   2.       Il trasporto e l'arrivo della partita nel luogo di destinazione sono controllati
            conformemente agli articoli 2 e 3 del regolamento delegato (UE) 2019/1666 della
            Commissione.
                                               Parte VII
                                         Disposizioni finali
IT                                                   126                                               IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 183
                                              Abrogazioni
   I seguenti atti sono abrogati a decorrere dal 21 aprile 2021:
   –         regolamento (UE) n. 206/2010 della Commissione;
   –         regolamento di esecuzione (UE) n. 139/2013 della Commissione;
   –         regolamento (UE) n. 605/2010 della Commissione;
   –         regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione;
   –         decisione 2007/777/CE della Commissione;
   –         regolamento (CE) n. 119/2009 della Commissione;
   –         regolamento (UE) n. 28/2012 della Commissione;
   –         regolamento di esecuzione (UE) 2016/759 della Commissione.
                                              Articolo 184
   Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
   ufficiale dell'Unione europea.
   Esso si applica a decorrere dal 21 aprile 2021.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il 30.1.2020
                                                 Per la Commissione
                                                 La presidente
                                                 Ursula von der LEYEN
IT                                                127                                             IT
 ---documentbreak---                             COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                     Bruxelles, 30.1.2020
                                                     C(2020) 416 final
                                                     ANNEXES 1 to 30
                                        ALLEGATI
                                              del
            REGOLAMENTO DELEGATO (UE) .../... DELLA COMMISSIONE
    che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
         quanto riguarda le norme per l'ingresso nell'Unione, e per i movimenti e la
   manipolazione dopo l'ingresso, di partite di determinati animali, materiale germinale e
                                 prodotti di origine animale
IT                                                                                         IT
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO I
          ELENCO DELLE MALATTIE CHE DEVONO ESSERE NOTIFICATE E
        COMUNICATE NEL PAESE TERZO O NEL TERRITORIO ESPORTATORE
   1.      ANIMALI TERRESTRI
           Tutte le malattie elencate di cui all'articolo 5 del regolamento (UE) 2016/429 e di cui
           all'allegato II dello stesso regolamento per le specie elencate di animali terrestri di
           cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   2.      MATERIALE GERMINALE
   2.1.    Ottenuto da ungulati
           –      Afta epizootica
           –      infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis
           –      infezione da complesso Mycobacterium tuberculosis (M. bovis, M. caprae e M.
                  tuberculosis)
           –      infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24)
           –      infezione da virus della malattia emorragica epizootica
           –      rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva
           –      diarrea virale bovina
           –      campilobatteriosi genitale bovina
           –      tricomoniasi
           –      leucosi bovina enzootica
           –      epididimite ovina (Brucella ovis)
           –      infezione da virus dell'arterite equina
           –      anemia infettiva equina
           –      metrite contagiosa equina
           –      peste suina classica
           –      infezione da virus della malattia di Aujeszky
           –      infezione da virus della sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini.
   2.2.    Ottenuto da pollame e volatili in cattività
           Tutte le malattie elencate di cui all'articolo 5 del regolamento (UE) 2016/429 ed
           elencate all'allegato II dello stesso regolamento che sono pertinenti per le specie
           elencate di pollame e volatili in cattività di cui all'allegato del regolamento di
           esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione da cui è ottenuto il materiale
           germinale autorizzato a entrare nell'Unione.
IT                                                  1                                              IT
 ---pagebreak---    3.   PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE OTTENUTI DA UNGULATI, POLLAME E SELVAGGINA
        DA PENNA
   3.1. Carni fresche ottenute da ungulati
        –    Afta epizootica
        –    infezione da virus della peste bovina
        –    infezione da virus della febbre della Rift Valley
        –    vaiolo degli ovini e dei caprini
        –    peste dei piccoli ruminanti
        –    peste suina classica
        –    peste suina africana.
   3.2. Carni fresche ottenute da pollame e selvaggina da penna
        –    Influenza aviaria ad alta patogenicità
        –    infezione da virus della malattia di Newcastle.
   3.3. Prodotti a base di carne ottenuti da ungulati
        –    Afta epizootica
        –    infezione da virus della peste bovina
        –    peste suina classica
        –    peste suina africana.
   3.4. Prodotti a base di carne ottenuti da pollame e selvaggina da penna
        –    Influenza aviaria ad alta patogenicità
        –    infezione da virus della malattia di Newcastle.
   3.5. Latte, colostro, prodotti lattiero-caseari e prodotti ottenuti dal colostro
        –    Afta epizootica
        –    infezione da virus della peste bovina.
   4.   ANIMALI   ACQUATICI E PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE OTTENUTI DA ANIMALI
        ACQUATICI
        –    Necrosi ematopoietica epizootica
        –    setticemia emorragica virale
        –    necrosi ematopoietica infettiva
        –    infezione da virus dell'anemia infettiva del salmone con delezione a livello di
             HPR (highly polymorphic region)
        –    virus erpetico della carpa koi
        –    infezione da Mikrocytos mackini
        –    infezione da Perkinsus marinus
        –    infezione da Bonamia ostreae
        –    infezione da Bonamia exitiosa
IT                                            2                                              IT
 ---pagebreak---    – infezione da Marteilia refringens
   – infezione da virus della sindrome di Taura
   – infezione da virus della malattia della testa gialla
   – infezione da virus della sindrome dei punti bianchi (white spot syndrome).
IT                                    3                                         IT
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO II
      INFORMAZIONI MINIME PER I PROGRAMMI DI SORVEGLIANZA DELLE
                                                MALATTIE
                                           (di cui all'articolo 10)
   La presentazione di un programma di sorveglianza delle malattie deve contenere almeno le
   seguenti informazioni:
   a)       una descrizione della situazione epidemiologica della malattia prima della data di
            inizio dell'attuazione del programma di sorveglianza e dati relativi all'evoluzione
            epidemiologica della malattia;
   b)       la popolazione animale interessata, le unità epidemiologiche e le zone del
            programma di sorveglianza;
   c)       una descrizione:
            i)     dell'organizzazione dell'autorità competente;
            ii)    delle modalità di supervisione dell'attuazione del programma di sorveglianza;
            iii)   dei controlli ufficiali da applicare durante l'attuazione del programma;
            iv)    del ruolo di tutti i pertinenti operatori, professionisti della sanità animale,
                   veterinari, laboratori di sanità animale interessati e delle altre persone fisiche o
                   giuridiche pertinenti interessate;
   d)       una descrizione e delimitazione delle aree geografiche e amministrative in cui sarà
            attuato il programma di sorveglianza;
   e)       gli indicatori per misurare i progressi del programma;
   f)       i metodi diagnostici da utilizzare, il numero di campioni da sottoporre a prova, la
            frequenza delle prove e i modelli di campionamento;
   g)       i fattori di rischio da tenere in considerazione per la progettazione di una
            sorveglianza mirata basata sui rischi.
IT                                                     4                                                IT
 ---pagebreak---                                                                     ALLEGATO III
        Tabella 1. Prescrizioni relative ai periodi di permanenza di ungulati, api mellifere e bombi prima del loro ingresso nell'Unione
                                      Periodo di permanenza minimo                                                 Periodo minimo senza contatto
                                                                           Periodo di permanenza minimo nello
                                       nel paese terzo o territorio di                                               con animali di stato sanitario
    Specie e categoria di animali                                               stabilimento di origine di cui
                                      origine o nella loro zona, di cui                                             inferiore di cui all'articolo 11,
                                                                            all'articolo 11, lettera b), punto ii)
                                     all'articolo 11, lettera b), punto i)                                                lettera b), punto iii)
                                         6 mesi o dalla nascita se gli         40 giorni o dalla nascita se gli     30 giorni o dalla nascita se gli
    Bovini, ovini, caprini e suini   animali hanno un'età inferiore a 6     animali hanno un'età inferiore a 40    animali hanno un'età inferiore a
                                                     mesi                                  giorni                                30 giorni
                                         3 mesi o dalla nascita se gli         40 giorni o dalla nascita se gli     30 giorni o dalla nascita se gli
    Bovini, ovini, caprini e suini
                                     animali hanno un'età inferiore a 3     animali hanno un'età inferiore a 40    animali hanno un'età inferiore a
     destinati alla macellazione
                                                     mesi                                  giorni                                30 giorni
                                                                               30 giorni o dalla nascita se gli
                                         3 mesi o dalla nascita se gli      animali hanno un'età inferiore a 30
     Equini diversi dagli equini
                                     animali hanno un'età inferiore a 3    giorni, tranne per le aree a rischio di               15 giorni
               registrati
                                                     mesi                   peste equina, per cui il periodo è di
                                                                                          40 giorni
                                                                               30 giorni o dalla nascita se gli
                                                                            animali hanno un'età inferiore a 30
                                       40 giorni o dalla nascita se gli                    giorni,
          Equini registrati           animali hanno un'età inferiore a                                                           15 giorni
                                                   40 giorni                tranne per le aree a rischio di peste
                                                                              equina, per cui il periodo è di 40
                                                                                           giorni
    Cavalli registrati reintrodotti            fino a 30 giorni
          nell'Unione dopo                             o                                                           l'intero periodo di esportazione
                                                                                        non stabilito
   un'esportazione temporanea per        fino a 90 giorni nel caso di                                                          temporanea
        competizioni, corse o               competizioni, corse o
IT                                                                             5                                                                      IT
 ---pagebreak---    manifestazioni culturali equestri  manifestazioni culturali equestri
                                                specifiche
                                        6 mesi o dalla nascita se gli     40 giorni o dalla nascita se gli     6 mesi o dalla nascita se gli
     Ungulati diversi da bovini,
                                     animali hanno un'età inferiore a 6 animali hanno un'età inferiore a 40 animali hanno un'età inferiore a 6
    ovini, caprini, suini ed equini
                                                   mesi                               giorni                              mesi
       Api mellifere e bombi                   dalla schiusa                      dalla schiusa                       dalla schiusa
IT                                                                        6                                                                    IT
 ---pagebreak---              Tabella 2. Prescrizioni relative ai periodi di permanenza di pollame e volatili in cattività prima del loro ingresso nell'Unione
                                  Il periodo      Periodo di permanenza minimo            Periodo di permanenza         Periodo minimo senza contatto
                                       di          nel paese terzo o territorio di     minimo nello stabilimento di      con animali di stato sanitario
       Categoria di volatili     permanenza       origine o nella loro zona, di cui    origine di cui all'articolo 11,  inferiore di cui all'articolo 11,
                                  si applica     all'articolo 11, lettera b), punto i)       lettera b), punto ii)            lettera b), punto iii)
                                      a:
                                                     3 mesi o dalla schiusa se gli     6 settimane o dalla schiusa se  6 settimane o dalla schiusa se gli
       Pollame riproduttore           AP         animali hanno un'età inferiore a 3       gli animali hanno un'età     animali hanno un'età inferiore a 6
                                                                 mesi                      inferiore a 6 settimane                  settimane
    Pollame da reddito per la                        3 mesi o dalla schiusa se gli     6 settimane o dalla schiusa se  6 settimane o dalla schiusa se gli
   produzione di carne e uova         AP         animali hanno un'età inferiore a 3       gli animali hanno un'età     animali hanno un'età inferiore a 6
          per il consumo                                         mesi                      inferiore a 6 settimane                  settimane
                                                 6 settimane o dalla schiusa se gli
    Pollame da reddito per il                    animali hanno un'età inferiore a 6                                        30 giorni o dalla schiusa
         ripopolamento di             AP                      settimane                   30 giorni o dalla schiusa
       selvaggina da penna
                                                 6 settimane o dalla schiusa se gli                                        30 giorni o dalla schiusa
      Pollame destinato alla                     animali hanno un'età inferiore a 6
                                      AP                      settimane                   30 giorni o dalla schiusa
           macellazione
                                      AP                     dalla schiusa                       dalla schiusa                    dalla schiusa
       Pulcini di un giorno
                                      GO                        3 mesi                            6 settimane                            -
   Meno di 20 capi di pollame
     riproduttore, pollame da                        3 mesi o dalla schiusa se gli     3 settimane o dalla schiusa se  3 settimane o dalla schiusa se gli
   reddito e pollame destinato        AP         animali hanno un'età inferiore a 3       gli animali hanno un'età     animali hanno un'età inferiore a 3
    alla macellazione diversi                                    mesi                      inferiore a 3 settimane                  settimane
             dai ratiti
    Meno di 20 pulcini di un          AP                     dalla schiusa                       dalla schiusa                    dalla schiusa
IT                                                                               7                                                                        IT
 ---pagebreak---      giorno diversi dai ratiti                                          3 settimane prima della raccolta
                               GO 3 mesi           3 settimane            delle uova da cui sono nati i
                                                                               pulcini di un giorno
                                                                       3 settimane o dalla schiusa se gli
       Volatili in cattività   AP  NA      3 settimane o dalla schiusa animali hanno un'età inferiore a 3
                                                                                    settimane
   AP = animali della partita.
   GO = gruppo di origine.
   NA = non applicabile.
IT                                       8                                                                IT
 ---pagebreak---                                                                                 ALLEGATO IV
   PARTE A
   1.     Periodi minimi di indennità da malattia del paese terzo o territorio di origine o della loro zona, di cui all'articolo 22, paragrafo 1, per gli
          ungulati diversi dagli equini:
                                                                                                                                                                7. Ungulati diversi da
                                                                                                                                                                   quelli di cui alle
                                                    1. Bovini         2. Ovini           3. Caprini         4. Suini      5. Camelidi         6. Cervidi
                                                                                                                                                               colonne 1, 2, 3, 4, 5, 6,
                                                                                                                                                                           *
                     Afta epizootica               24 mesi**         24 mesi**           24 mesi**         24 mesi**       24 mesi**         24 mesi**                24 mesi**
             Infezione da virus della peste
                                                    12 mesi           12 mesi             12 mesi           12 mesi         12 mesi            12 mesi                 12 mesi
                          bovina
            Infezione da virus della febbre
                                                    12 mesi           12 mesi             12 mesi             NA            12 mesi            12 mesi                 12 mesi
                    della Rift Valley
               Infezione da Mycoplasma
             mycoides subsp. mycoides SC
                                                    12 mesi              NA                  NA               NA               NA                NA                    12 mesi
          (pleuropolmonite contagiosa dei
                         bovini)
             Infezione da virus della peste
                                                       NA             12 mesi             12 mesi             NA            12 mesi            12 mesi                    NA
                  dei piccoli ruminanti
           Vaiolo degli ovini e dei caprini            NA             12 mesi             12 mesi             NA               NA                NA                       NA
              Pleuropolmonite contagiosa
                                                       NA             12 mesi             12 mesi             NA               NA                NA                    12 mesi
                         caprina
                  Peste suina africana                 NA                NA                  NA             12 mesi            NA                NA                       NA
                   Peste suina classica                NA                NA                  NA            12 mesi**           NA                NA                    12 mesi
                Infezione da virus della
                                                    12 mesi              NA                  NA               NA               NA                NA                       NA
            dermatite nodulare contagiosa
          *        Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
          **       O condizioni specifiche fornite dall'autorità competente del paese terzo o del territorio conformemente alla parte B come disposto all'articolo 22, paragrafo 3.
IT                                                                                            9                                                                                          IT
 ---pagebreak---    NA = non applicabile.
IT                       10 IT
 ---pagebreak---    2. Periodi minimi di indennità da malattia del paese terzo o territorio di origine o della loro zona, conformemente all'articolo 22, paragrafo
      2, lettera a), per gli equini:
       Peste equina                                      24 mesi
   3. Periodi minimi durante i quali non sono stati segnalati casi di malattia nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona,
      conformemente all'articolo 22, paragrafo 2, lettera b), per gli equini:
       Encefalomielite equina venezuelana             24 mesi
       Morva (infezione da Burkholderia
                                                        36 mesi**
       mallei)
       Durina                                           24 mesi**
       Surra (Tripanosoma evansi)                       24 mesi**
      ** O condizioni specifiche fornite dall'autorità competente del paese terzo o del territorio conformemente alla parte B come disposto all'articolo 22,
             paragrafo 3.
IT                                                                            11                                                                             IT
 ---pagebreak---    PARTE B
   Condizioni specifiche che devono essere garantite dall'autorità competente del paese terzo o del territorio se il paese terzo, il territorio o la loro
   zona sono indenni da determinate malattie da un periodo inferiore a quello indicato nella tabella della parte A del presente allegato, di cui
   all'articolo 22, paragrafo 3:
                                 Informazioni supplementari per determinare la data a partire dalla quale il paese terzo, il territorio o la loro zona sono
         Afta epizootica
                                 considerati indenni da afta epizootica.
                                 a) Informazioni supplementari per determinare la data a partire dalla quale il paese terzo, il territorio o la loro zona
                                 sono considerati indenni da peste suina classica;
       Peste suina classica
                                 b) gli animali destinati all'ingresso nell'Unione hanno reagito negativamente a una prova per la ricerca della peste
                                 suina classica effettuata entro i 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
                                 a) Non sono stati segnalati casi della malattia nello stabilimento di origine per un periodo almeno pari ai sei mesi
      Morva (infezione da        precedenti la data di spedizione nell'Unione;
      Burkholderia mallei)       b) la Commissione ha riconosciuto il programma di sorveglianza effettuato sugli equini riproduttori nello
                                 stabilimento di origine per dimostrare l'assenza di infezione nel corso di tale periodo di sei mesi.
                                 a) Non sono stati segnalati casi della malattia nello stabilimento di origine per un periodo almeno pari ai sei mesi
                                 precedenti la data di spedizione nell'Unione;
              Durina
                                 b) la Commissione ha riconosciuto il programma di sorveglianza effettuato per dimostrare l'assenza dell'infezione
                                 nello stabilimento di origine nel corso di tale periodo di sei mesi.
                                 a) Non sono stati segnalati casi di malattia nello stabilimento di origine per un periodo almeno pari ai 6 mesi
      Surra (Tripanosoma         precedenti la data di spedizione nell'Unione;
              evansi)            b) la Commissione ha riconosciuto il programma di sorveglianza effettuato per dimostrare l'assenza dell'infezione
                                 nello stabilimento di origine nel corso di tale periodo di sei mesi.
IT                                                                                12                                                                        IT
 ---pagebreak---    PARTE C
   1.     Prescrizioni relative all'assenza di vaccinazione per il paese terzo o territorio di origine o la loro zona e per gli ungulati diversi dagli equini
          di cui all'articolo 22, paragrafo 4, lettera a):
                                                                                                                                             7. Ungulati diversi da
                                                                                                                                                quelli di cui alle
                                                1. Bovini          2. Ovini        3. Caprini         4. Suini        5. Camelidi 6. Cervidi
                                                                                                                                              colonne 1, 2, 3, 4, 5,
                                                                                                                                                       6*
                     Afta epizootica            NV/ NVA           NV/ NVA          NV/ NVA          NV/ NVA            NV/ NVA    NV/ NVA          NV/ NVA
              Infezione da virus della peste
                                                NV/ NVA           NV/ NVA          NV/ NVA          NV/ NVA            NV/ NVA    NV/ NVA          NV/ NVA
                          bovina
               Virus della febbre della Rift
                                                NV/ NVA           NV/ NVA          NV/ NVA              NA             NV/ NVA    NV/ NVA          NV/ NVA
                          Valley
                Infezione da Mycoplasma
              mycoides subsp. mycoides SC
                                                NV/ NVA               NA              NA                NA                NA         NA            NV/ NVA
            (pleuropolmonite contagiosa dei
                         bovini)
            Infezione da virus della peste dei
                                                    NA            NV/ NVA          NV/ NVA              NA             NV/ NVA    NV/ NVA              NA
                    piccoli ruminanti
             Vaiolo degli ovini e dei caprini       NA            NV/ NVA          NV/ NVA              NA                NA         NA                NA
               Pleuropolmonite contagiosa
                                                    NA            NV/ NVA          NV/ NVA              NA                NA         NA            NV/ NVA
                         caprina
                   Peste suina classica             NA                NA              NA            NV/ NVA               NA         NA                NA
                 Infezione da virus della
                                                   NVA                NA              NA                NA                NA         NA                NA
             dermatite nodulare contagiosa
          NV = per un periodo almeno pari ai 12 mesi precedenti la data di spedizione nell'Unione non sono state effettuate vaccinazioni nel paese terzo, nel
          territorio o nella zona e non sono stati introdotti animali vaccinati nel paese terzo, nel territorio o nella zona.
          NVA = gli animali destinati all'ingresso nell'Unione non sono stati vaccinati.
          NA = non applicabile.
          * Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
IT                                                                                    13                                                                             IT
 ---pagebreak---    2. Prescrizioni relative all'assenza di vaccinazione per il paese terzo o territorio di origine o la loro zona e per gli equini di cui all'articolo 22,
      paragrafo 4, lettera b):
                                                                       - Non è stata effettuata alcuna vaccinazione sistematica nel paese terzo o
                                                                         territorio di origine o nella loro zona per un periodo almeno pari ai 12
                                 Peste equina                            mesi precedenti la data di spedizione nell'Unione e gli equini non sono
                                                                         stati vaccinati almeno negli ultimi 40 giorni precedenti la spedizione
                                                                         nell'Unione
                                                                       - Gli equini non sono stati vaccinati almeno negli ultimi 60 giorni
                   Encefalomielite equina venezuelana
                                                                         precedenti la spedizione nell'Unione
IT                                                                       14                                                                                IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO V
          PRESCRIZIONI PER L'INGRESSO NELL'UNIONE PER QUANTO RIGUARDA
       L'INDENNITÀ DA MALATTIA DEL PAESE TERZO O TERRITORIO DI ORIGINE O
         DELLA LORO ZONA PER L'INFEZIONE DA COMPLESSO MYCOBACTERIUM
      TUBERCULOSIS (M. BOVIS, M. CAPRAE, M. TUBERCULOSIS) E PER L'INFEZIONE DA
                          BRUCELLA ABORTUS, B. MELITENSIS E B. SUIS
   1.       INFEZIONE DA COMPLESSO MYCOBACTERIUM TUBERCULOSIS (M.                         BOVIS,  M.
            CAPRAE E M. TUBERCULOSIS) (DI CUI ALL'ARTICOLO 22, PARAGRAFO 5)
   1.1.     Bovini
            Se non sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona indenni da
            complesso Mycobacterium tuberculosis (M. bovis, M. caprae, M. tuberculosis) per
            quanto riguarda i bovini, i bovini devono soddisfare una delle seguenti prescrizioni:
            a)    sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca
                  dell'infezione da complesso Mycobacterium tuberculosis (M. bovis, M. caprae
                  e M. tuberculosis) effettuata avvalendosi di uno dei metodi diagnostici di cui
                  all'allegato I, parte 2, del regolamento delegato (UE) 2019/... della
                  Commissione per quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale
                  per i movimenti all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova
                  [documento C(2019)4058] nei 30 giorni precedenti la data di spedizione
                  nell'Unione; o
            b)    hanno un'età inferiore a sei settimane.
   2.       INFEZIONE DA BRUCELLA ABORTUS, B. MELITENSIS E B. SUIS (DI CUI ALL'ARTICOLO
            22, PARAGRAFO 6)
   2.1.     Bovini
            Se non sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona indenni da
            Brucella abortus, B. melitensis e B. suis senza vaccinazione per quanto riguarda i
            bovini, i bovini devono soddisfare una delle seguenti prescrizioni:
            a)    sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca
                  dell'infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis effettuata avvalendosi
                  di uno dei metodi diagnostici di cui all'allegato I, parte 1, del regolamento
                  delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto riguarda le prescrizioni
                  in materia di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di animali
                  terrestri e di uova da cova [documento C(2019)4058] su un campione
                  prelevato nei 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione e, nel caso
                  di capi femmine nel periodo del post-parto, la prova è stata effettuata su un
                  campione prelevato almeno 30 giorni dopo il parto; o
            b)    hanno un'età inferiore a 12 mesi; o
            c)    sono castrati.
   2.2.     Ovini e caprini
            Se non sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona indenni da
            Brucella abortus, B. melitensis e B. suis senza vaccinazione per quanto riguarda gli
            ovini e i caprini, ovini e caprini devono soddisfare una delle seguenti prescrizioni:
IT                                                 15                                                IT
 ---pagebreak---    a) sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca
      dell'infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis effettuata avvalendosi
      di uno dei metodi diagnostici di cui all'allegato I, parte 1, del regolamento
      delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto riguarda le prescrizioni
      in materia di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di animali
      terrestri e di uova da cova [documento C(2019)4058] su un campione
      prelevato nei 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione e, nel caso
      di capi femmine nel periodo del post-parto, la prova è stata effettuata su un
      campione prelevato almeno 30 giorni dopo il parto; o
   b) hanno un'età inferiore a sei mesi; o
   c) sono castrati.
IT                                    16                                                 IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO VI
                                                 PARTE A
            CONDIZIONI SPECIFICHE PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI UNGULATI PER QUANTO
               RIGUARDA L'INDENNITÀ DEL PAESE TERZO O TERRITORIO DI ORIGINE O DELLA
                LORO ZONA DA INFEZIONE DA VIRUS DELLA FEBBRE CATARRALE DEGLI OVINI
                                   (SIEROTIPI 1-24) DA UN PERIODO DI DUE ANNI
                                      (DI CUI ALL'ARTICOLO 22, PARAGRAFO 7)
   Se non sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona indenni da infezione
   da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24), gli ungulati di specie elencate
   devono essere originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona che soddisfano
   almeno una delle seguenti prescrizioni:
   a)      gli animali sono stati detenuti in un paese terzo, in un territorio o in una loro zona
           stagionalmente indenni da infezione da virus della febbre catarrale degli ovini
           (sierotipi 1-24), come definito nel regolamento delegato (UE) 2019/... della
           Commissione per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi
           di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie
           elencate ed emergenti [documento C(2019)4056]:
           i)      per un periodo almeno pari ai 60 giorni precedenti la data di spedizione
                   nell'Unione; o
           ii)     per un periodo almeno pari ai 28 giorni precedenti la data di spedizione
                   nell'Unione e sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova sierologica
                   effettuata su campioni prelevati almeno 28 giorni dopo la data di ingresso
                   dell'animale nel paese terzo, nel territorio o nella loro zona stagionalmente
                   indenni da infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24);
                   o
           iii)    per un periodo almeno pari ai 14 giorni precedenti la data di spedizione
                   nell'Unione e sono stati sottoposti, con esito negativo, a un test di reazione a
                   catena della polimerasi (PCR) effettuato su campioni prelevati almeno 14
                   giorni dopo la data di ingresso dell'animale nel paese terzo, nel territorio o nella
                   loro zona stagionalmente indenni da virus della febbre catarrale degli ovini;
   b)      gli animali sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona che
           dispongono di un sistema di sorveglianza progettato e attuato conformemente
           all'allegato, parte II, capitolo 1, punti 1 e 2, del regolamento delegato (UE) 2019/...
           della Commissione per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
           programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
           malattie elencate ed emergenti [documento C(2019)4056], sono stati vaccinati contro
           tutti i sierotipi (da 1 a 24) del virus della febbre catarrale degli ovini segnalati nei due
           anni precedenti in tale paese terzo, territorio o loro zona, e gli animali sono ancora
           nel periodo di immunità garantito dalle specifiche del vaccino e soddisfano almeno
           una delle seguenti prescrizioni:
           i)      sono stati vaccinati più di 60 giorni prima della data di spedizione nell'Unione;
                   o
           ii)     sono stati vaccinati con un vaccino inattivato e sono stati sottoposti, con esito
                   negativo, a una prova PCR su campioni prelevati almeno 14 giorni dopo
                   l'inizio della protezione immunitaria indicata nelle specifiche del vaccino;
IT                                                  17                                                  IT
 ---pagebreak---    c)       gli animali sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona che
            dispongono di un sistema di sorveglianza progettato e attuato conformemente
            all'allegato, parte II, capitolo 1, punti 1 e 2, del regolamento delegato (UE) 2019/...
            della Commissione per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
            programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
            malattie elencate ed emergenti [documento C(2019)4056], e gli animali sono stati
            sottoposti, con esito positivo, a una prova sierologica in grado di individuare
            anticorpi specifici contro tutti i sierotipi (1-24) del virus della febbre catarrale degli
            ovini segnalati nei due anni precedenti in tale paese terzo, territorio o loro zona, e:
            i)     la prova sierologica deve essere stata effettuata su campioni prelevati almeno
                   60 giorni prima della data del movimento;
                   o
            ii)    la prova sierologica deve essere stata effettuata su campioni prelevati almeno
                   30 giorni prima della data del movimento e gli animali sono stati sottoposti,
                   con esito negativo, a una prova PCR effettuata su campioni prelevati non prima
                   dei 14 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
                                                 PARTE B
             CONDIZIONI SPECIFICHE PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI PARTITE DI BOVINI PER
            QUANTO RIGUARDA L'INDENNITÀ DA MALATTIA DEL PAESE TERZO O TERRITORIO DI
                      ORIGINE O DELLA LORO ZONA PER LA LEUCOSI BOVINA ENZOOTICA
                                     (DI CUI ALL'ARTICOLO 22, PARAGRAFO 8)
   Se non sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona indenni da leucosi
   bovina enzootica, i bovini devono provenire da uno stabilimento in cui non sono stati
   segnalati casi di malattia nei 24 mesi precedenti la data di spedizione nell'Unione, e:
   a)       se hanno un'età superiore a 24 mesi, gli animali sono stati sottoposti, con esito
            negativo, a un esame di laboratorio per la ricerca della leucosi bovina enzootica
            effettuato avvalendosi di uno dei metodi diagnostici di cui all'allegato I, parte 4, del
            regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto riguarda le
            prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di
            animali terrestri e di uova da cova [documento C(2019)4058] effettuato:
            a)     su campioni prelevati in due occasioni ad almeno quattro mesi di intervallo,
                   mentre gli animali erano tenuti in isolamento dagli altri bovini dello stesso
                   stabilimento; o
            b)     su campioni prelevati negli ultimi 30 giorni precedenti la loro spedizione
                   nell'Unione, e tutti i bovini di età superiore a 24 mesi detenuti nello
                   stabilimento sono stati sottoposti, con esito negativo, a un esame di laboratorio
                   per la ricerca della leucosi bovina enzootica effettuato con uno dei metodi
                   diagnostici di cui all'allegato I, parte 4, del regolamento delegato (UE) 2019/...
                   della Commissione per quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità
                   animale per i movimenti all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova
                   da cova [documento C(2019)4058] su campioni prelevati in due occasioni ad
                   almeno quattro mesi di intervallo negli ultimi 12 mesi precedenti la data di
                   spedizione nell'Unione;
   b)       se hanno un'età inferiore a 24 mesi, gli animali sono nati da madri che sono state
            sottoposte, con esito negativo, a un esame di laboratorio per la ricerca della leucosi
            bovina enzootica effettuato avvalendosi di uno dei metodi diagnostici di cui
IT                                                   18                                                IT
 ---pagebreak---    all'allegato I, parte 4, del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione per
   quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti
   all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova [documento
   C(2019)4058] su campioni prelevati in due occasioni ad almeno quattro mesi di
   intervallo nei 12 mesi precedenti la data di spedizione nell'Unione.
IT                                        19                                             IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO VII
        PRESCRIZIONI SUPPLEMENTARI PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI UNGULATI PER
                      QUANTO RIGUARDA DETERMINATE MALATTIE DI CATEGORIA C
                                    (DI CUI ALL'ARTICOLO 22, PARAGRAFO 9)
   1.      RINOTRACHEITE INFETTIVA BOVINA/VULVOVAGINITE PUSTOLOSA INFETTIVA
   1.1.    Bovini
           Gli animali non devono essere stati vaccinati e devono essere stati tenuti in
           quarantena per un periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di spedizione
           nell'Unione e sono stati sottoposti a una prova sierologica per la ricerca degli
           anticorpi contro il BoHV-1 (virus intero). Tale prova deve essere stata effettuata, con
           esito negativo, avvalendosi di uno dei metodi diagnostici di cui all'allegato I, parte 5,
           del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto riguarda le
           prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di
           animali terrestri e di uova da cova [documento C(2019)4058]. La prova deve inoltre
           essere stata effettuata su un campione raccolto nello stabilimento di origine entro i 15
           giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
   1.2.    Camelidi e cervidi
           I camelidi e i cervidi destinati all'ingresso in uno Stato membro o in una sua zona
           aventi lo status di indenne da malattia o che dispongono di un programma di
           eradicazione approvato per la rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa
           infettiva nei bovini devono provenire da uno stabilimento in cui non sono stati
           segnalati casi di rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva negli
           animali della stessa specie di quelli della partita negli ultimi 30 giorni precedenti la
           spedizione nell'Unione.
   2.      DIARREA VIRALE BOVINA
           Gli animali non sono stati vaccinati contro la diarrea virale bovina e devono essere
           stati sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca dell'antigene o del
           genoma del virus della diarrea virale bovina effettuata avvalendosi di uno dei metodi
           diagnostici di cui all'allegato I, parte 6, del regolamento delegato (UE) 2019/... della
           Commissione per quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per i
           movimenti all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova [documento
           C(2019)4058] e:
           a)     gli animali sono stati tenuti in uno stabilimento riconosciuto di quarantena per
                  un periodo almeno pari ai 21 giorni precedenti la partenza e, nel caso di
                  femmine gravide, sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova
                  sierologica per la ricerca degli anticorpi contro il virus della diarrea virale
                  bovina effettuata avvalendosi di uno dei metodi diagnostici di cui all'allegato I,
                  parte 6, del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto
                  riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti
                  all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova [documento
                  C(2019)4058] su campioni prelevati almeno 21 giorni dopo l'inizio della
                  quarantena; o
           b)     gli animali sono stati sottoposti, con esito positivo, a una prova sierologica per
                  la ricerca degli anticorpi contro il virus della diarrea virale bovina effettuata
IT                                                 20                                                IT
 ---pagebreak---            avvalendosi di uno dei metodi diagnostici di cui all'allegato I, parte 6, del
           regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto riguarda le
           prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti all'interno
           dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova [documento C(2019)4058],
           su campioni prelevati prima della partenza o, nel caso di femmine gravide,
           prima dell'inseminazione precedente l'attuale gestazione.
   3. INFEZIONE DA VIRUS DELLA MALATTIA DI AUJESZKY
      Gli animali non sono stati vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di
      Aujeszky e devono essere stati:
      a)   tenuti in uno stabilimento riconosciuto di quarantena per un periodo di almeno
           30 giorni; e
      b)   sottoposti, con esito negativo, a una prova sierologica per la ricerca degli
           anticorpi contro il virus intero della malattia di Aujeszky effettuata con il
           metodo diagnostico di cui all'allegato I, parte 7, del regolamento delegato (UE)
           2019/... della Commissione per quanto riguarda le prescrizioni in materia di
           sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di animali terrestri e di
           uova da cova [documento C(2019)4058] su campioni prelevati in due occasioni
           ad almeno 30 giorni di intervallo, l'ultimo dei quali prelevato nei 15 giorni
           precedenti la data di spedizione nell'Unione.
IT                                         21                                               IT
 ---pagebreak---                                                                                            ALLEGATO VIII
        PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE RELATIVE ALLO STABILIMENTO DI ORIGINE DEGLI UNGULATI
   1.           Aree minime (raggio) e periodi minimi (prima della spedizione nell'Unione) in cui non sono stati segnalati casi della malattia nella zona all'interno
                dello stabilimento e intorno allo stabilimento di origine degli ungulati diversi dagli equini, di cui all'articolo 23, paragrafo 1, lettera a), punto i):
                                                                                                                                                                                   7. Ungulati diversi da
                                                      1. Bovini             2. Ovini             3. Caprini            4. Suini         5. Camelidi           6. Cervidi        quelli di cui alle colonne 1,
                                                                                                                                                                                        2, 3, 4, 5, 6*
               Afta epizootica                  10 km /30 giorni        10 km /30 giorni      10 km /30 giorni    10 km /30 giorni    10 km /30 giorni     10 km /30 giorni           10 km /30 giorni
    Infezione da virus della peste bovina         10 km /30 giorni      10 km /30 giorni      10 km /30 giorni    10 km /30 giorni    10 km /30 giorni     10 km /30 giorni           10 km /30 giorni
    Infezione da virus della febbre della
                                                  10 km /30 giorni      10 km /30 giorni      10 km /30 giorni           NA           10 km /30 giorni     10 km /30 giorni           10 km /30 giorni
                  Rift Valley
     Infezione da Mycoplasma mycoides
   subsp. mycoides SC (pleuropolmonite            10 km /30 giorni             NA                    NA                  NA                  NA                   NA                  10 km / 30 giorni
            contagiosa dei bovini)
      Infezione da virus della peste dei
                                                         NA             10 km /30 giorni      10 km /30 giorni           NA           10 km /30 giorni     10 km / 30 giorni                 NA
              piccoli ruminanti
        Vaiolo degli ovini e dei caprini                 NA             10 km /30 giorni      10 km /30 giorni           NA                  NA                   NA                         NA
    Pleuropolmonite contagiosa caprina                   NA             10 km /30 giorni      10 km /30 giorni           NA                  NA                   NA                  10 km /30 giorni
             Peste suina africana                        NA                    NA                    NA           10 km /30 giorni           NA                   NA                         NA
             Peste suina classica                        NA                    NA                    NA           10 km /30 giorni           NA                   NA                         NA
      Infezione da virus della dermatite
                                                  10 km /30 giorni             NA                    NA                  NA                  NA                   NA                         NA
             nodulare contagiosa
       Infezione da virus della malattia                                    150 km /              150 km /                                150 km /             150 km /                   150 km /
                                                 150 km / 2 anni**                                                       NA
            emorragica epizootica                                           2 anni**              2 anni**                                2 anni**             2 anni**                   2 anni**
   *            Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   **           Non applicabile se gli animali sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona stagionalmente indenni da malattia in conformità al pertinente capitolo del codice
                sanitario per gli animali terrestri dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE).
IT                                                                                                        22                                                                                                  IT
 ---pagebreak---    NA = non applicabile.
   2.        Periodi minimi in cui non sono stati segnalati casi della malattia nello stabilimento di origine per gli ungulati diversi dagli equini, di cui all'articolo
             23, paragrafo 1, lettera a), punto i):
                                                                                                                                                      7. Ungulati
                                                                                                                                                   diversi da quelli
                                       1. Bovini        2. Ovini          3. Caprini         4. Suini          5. Camelidi          6. Cervidi         di cui alle
                                                                                                                                                    colonne 1, 2, 3,
                                                                                                                                                         4, 5, 6*
                                                                                                             Come gli equini
   Morva (Burkholderia mallei)                      NA                      6 mesi             NA                                                NA
                                                                                                                (punto 4)
               Rabbia                                                                            30 giorni
    Surra (Tripanosoma evansi)        30 giorni**      30 giorni**       30 giorni**           NA              30 giorni**         30 giorni**        30 giorni**
        Carbonchio ematico                                                                       15 giorni
      Infezione da virus della
                                                           NA                               30 giorni                                 NA
        malattia di Aujeszky
   *         Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   **        Qualora siano stati segnalati casi della malattia nello stabilimento di origine nei due anni precedenti la data di spedizione nell'Unione, dopo l'ultimo
             focolaio lo stabilimento interessato deve essere rimasto soggetto a restrizioni finché:
             a)      gli animali infetti non sono stati allontanati dallo stabilimento;
             b)      gli animali rimanenti nello stabilimento non sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca della surra
                     (Trypanosoma evansi) come descritto all'allegato I, parte 3, del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione per quanto
                     riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova
                     [documento C(2019)4058], effettuata su campioni prelevati almeno sei mesi dopo che gli animali infetti sono stati allontanati dallo
                     stabilimento.
IT                                                                                     23                                                                                IT
 ---pagebreak---    NA = non applicabile.
IT                       24 IT
 ---pagebreak---    3.         Aree minime (raggio) e periodi minimi in cui non sono stati segnalati casi o focolai
              di anemia infettiva equina nella zona all'interno dello stabilimento e intorno allo
              stabilimento di origine degli equini, di cui all'articolo 23, paragrafo 1, lettera a),
              punto ii):
                                             Prescrizioni da rispettare qualora vi sia stato un focolaio nello
                      Area    Periodo
                                                                          stabilimento
                                            Tutti gli equini sono stati isolati finché non sono stati sottoposti,
      Anemia                                    con esito negativo, a una prova sierologica per la ricerca
      infettiva      200 m     3 mesi1       dell'anemia infettiva equina eseguita su due campioni prelevati
       equina                               dopo la macellazione dell'animale infetto e a distanza di tre mesi
                                                                        l'uno dall'altro.
   4.         Periodi minimi in cui non sono stati segnalati casi o focolai di determinate malattie
              nello stabilimento di origine per gli equini, di cui all'articolo 23, paragrafo 1, lettera
              a), punto ii):
                                                Prescrizioni da rispettare qualora vi sia stato un focolaio
                             Periodo
                                                                precedente nello stabilimento
                                          Qualora nello stabilimento sia stata segnalata un'infezione nei tre
                                          anni precedenti la data di spedizione nell'Unione, dopo l'ultimo
                                          focolaio lo stabilimento è rimasto soggetto a restrizioni dei
                                          movimenti da parte dell'autorità competente finché:
                                          –          gli animali infetti non sono stati abbattuti e distrutti; e
    Morva (infezione
    da Burkholderia          6 mesi       –          gli animali rimanenti non sono stati sottoposti, con esito
          mallei)                                    negativo, a una prova effettuata come descritto al
                                                     capitolo 2.5.11, punto 3.1, del manuale dell'OIE per
                                                     animali terrestri (versione 2015) su campioni prelevati
                                                     almeno sei mesi dopo la data di abbattimento e
                                                     distruzione degli animali infetti e la pulizia e la
                                                     disinfezione dello stabilimento.
                                          Se provengono da uno stabilimento situato in un paese terzo, in un
                                          territorio o in una loro zona in cui sono stati segnalati casi di
                                          encefalomielite equina venezuelana negli ultimi due anni
                                          precedenti la data di spedizione nell'Unione, soddisfano le
                                          condizioni di cui al punto i) e quelle di cui al punto ii) o al punto
                                          iii):
                                                     i)      nel periodo almeno pari ai 21 giorni precedenti la
                                                     partenza sono rimasti clinicamente sani e qualsiasi
                                                     animale di cui al punto ii) o iii) che abbia manifestato un
     Encefalomielite
                             6 mesi                  innalzamento della temperatura corporea, rilevata
   equina venezuelana                                quotidianamente, è stato sottoposto, con esito negativo, a
                                                     una prova diagnostica per la ricerca dell'encefalomielite
                                                     equina venezuelana con il metodo diagnostico di cui
                                                     all'allegato I, parte 10, punto 1, lettera a), del
                                                     [documento C(2019)4058]; e
                                                     ii)     gli animali sono stati tenuti in quarantena per un
                                                     periodo almeno pari a 21 giorni, protetti da attacchi di
                                                     insetti vettori, e
                                                             –      sono stati vaccinati contro l'encefalomielite
IT                                                    25                                                          IT
 ---pagebreak---                                          equina venezuelana mediante un primo
                                         ciclo vaccinale completo e rivaccinati
                                         secondo le indicazioni del fabbricante nel
                                         corso di un periodo non inferiore a 60
                                         giorni e non superiore ai 12 mesi precedenti
                                         la data di spedizione; o
                                  –      sono stati sottoposti, con esito negativo, a
                                         una prova per la ricerca dell'encefalomielite
                                         equina venezuelana, effettuata con il
                                         metodo diagnostico di cui all'allegato I,
                                         parte 10, punto 1, lettera b), del [documento
                                         C(2019)4058], su un campione prelevato
                                         almeno 14 giorni dopo la data di ingresso in
                                         quarantena;
                           iii)   gli animali sono stati sottoposti a:
                                  –      una prova per la ricerca dell'encefalomielite
                                         equina venezuelana con il metodo
                                         diagnostico di cui all'allegato I, parte 10,
                                         punto 1, lettera b), del [documento
                                         C(2019)4058], senza un incremento del
                                         titolo degli anticorpi, effettuata su coppie di
                                         campioni prelevati in due occasioni ad
                                         almeno 21 giorni di intervallo, il secondo
                                         dei quali prelevato nei 10 giorni precedenti
                                         la data di partenza; e
                                  –      una prova, con esito negativo, per la ricerca
                                         del genoma del virus dell'encefalomielite
                                         equina venezuelana con il metodo
                                         diagnostico di cui all'allegato I, parte 10,
                                         punto 2, del [documento C(2019)4058],
                                         effettuata su un campione prelevato nelle
                                         48 ore precedenti la partenza, e gli animali
                                         sono stati protetti da attacchi di insetti
                                         vettori nel periodo tra il campionamento e
                                         la partenza.
                 Qualora nello stabilimento siano stati segnalati casi di infezione
                 nei due anni precedenti la data di spedizione nell'Unione, dopo
                 l'ultimo focolaio lo stabilimento è rimasto soggetto a restrizioni
                 dei movimenti da parte dell'autorità competente finché:
                 –         gli animali infetti non sono stati abbattuti e distrutti o
                           macellati, o gli equini maschi infetti interi non sono stati
                           sottoposti a castrazione, e
   Durina 6 mesi –         gli equini rimanenti nello stabilimento, ad eccezione
                           degli equini maschi castrati di cui al primo trattino tenuti
                           separati dalle femmine, non sono stati sottoposti, con
                           esito negativo, a una prova per la ricerca della durina
                           effettuata con il metodo diagnostico di cui all'allegato I,
                           parte 8, del [documento C(2019)4058] su campioni
                           prelevati almeno sei mesi dopo il completamento delle
                           misure di cui al primo trattino.
IT                          26                                                           IT
 ---pagebreak---                               Qualora nello stabilimento siano stati segnalati casi di infezione
                              nei due anni precedenti la data di spedizione nell'Unione, lo
                              stabilimento è rimasto soggetto a restrizioni dei movimenti da
                              parte dell'autorità competente finché:
                              –          gli animali infetti non sono stati allontanati dallo
         Surra                           stabilimento, e
    (Trypanosoma     6 mesi   –          gli animali rimanenti non sono stati sottoposti, con esito
       evansi)                           negativo, a una prova per la ricerca della surra
                                         (Trypanosoma evansi), effettuata avvalendosi di uno dei
                                         metodi diagnostici di cui all'[allegato I, parte 3, del
                                         documento C(2019)4058], su campioni prelevati almeno
                                         sei mesi dopo che l'ultimo animale infetto è stato
                                         allontanato dallo stabilimento.
                              Qualora nello stabilimento siano stati segnalati casi di infezione
                              nei 12 mesi precedenti la data di spedizione nell'Unione, dopo
                              l'ultimo focolaio lo stabilimento è rimasto soggetto a restrizioni
                              dei movimenti da parte dell'autorità competente finché:
                              –          gli animali infetti non sono stati abbattuti e distrutti o
                                         macellati, e
   Anemia infettiva
                    90 giorni –          gli animali rimanenti nello stabilimento non sono stati
        equina                           sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca
                                         dell'anemia infettiva equina, effettuata con il metodo
                                         diagnostico di cui all'allegato I, parte 9, del [documento
                                         C(2019)4058], su campioni prelevati in due occasioni ad
                                         almeno tre mesi di intervallo dopo il completamento
                                         delle misure di cui al primo trattino e la pulizia e la
                                         disinfezione dello stabilimento.
       Rabbia       30 giorni                                     -
     Carbonchio
                    15 giorni                                     -
       ematico
IT                                        27                                                        IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO IX
   1.       INFEZIONE DA COMPLESSO MYCOBACTERIUM TUBERCULOSIS (M. BOVIS, M. CAPRAE
            E M. TUBERCULOSIS) (DI CUI ALL'ARTICOLO 23, PARAGRAFO 2)
        Specie                        Prescrizioni relative allo stabilimento di origine
        Bovini                               Indenne per quanto riguarda i bovini
                     Nello stabilimento non sono stati segnalati casi di infezione da complesso
         Ovini       Mycobacterium tuberculosis (M. bovis, M. caprae e M. tuberculosis) negli ultimi
                     42 giorni prima della spedizione nell'Unione.
                     Nello stabilimento la sorveglianza per individuare l'infezione da complesso
        Caprini      Mycobacterium tuberculosis (M. bovis, M. caprae e M. tuberculosis) è stata
                     effettuata su animali della stessa specie di quelli della partita detenuti negli
                     stabilimenti in conformità alle procedure di cui all'allegato II, parte 1, punti 1 e 2,
       Camelidi      del regolamento delegato (UE) 2019/… della Commissione [documento
                     C(2019)4058] almeno negli ultimi 12 mesi precedenti la spedizione nell'Unione, e
                     durante tale periodo:
                     a)        sono stati introdotti nello stabilimento solo animali della stessa
                               specie di quelli della partita provenienti da stabilimenti che
                               applicano le misure di cui al presente paragrafo;
                     b)        nel caso in cui siano stati segnalati casi di infezione da complesso
        Cervidi                Mycobacterium tuberculosis (M. bovis, M. caprae e M.
                               tuberculosis) in animali della stessa specie di quelli della partita
                               detenuti nello stabilimento, sono state adottate misure
                               conformemente all'allegato II, parte 1, punto 3, del regolamento
                               delegato (UE) 2019/… della Commissione [documento
                               C(2019)4058].
   2.       INFEZIONE DA BRUCELLA ABORTUS, B. MELITENSIS E B. SUIS (DI CUI ALL'ARTICOLO
            23, PARAGRAFO 3)
        Specie                        Prescrizioni relative allo stabilimento di origine
        Bovini       Lo stabilimento è indenne senza vaccinazione per quanto riguarda i bovini.
                     Lo stabilimento è indenne senza vaccinazione per quanto riguarda gli ovini e i
         Ovini
                     caprini.
                     Lo stabilimento è indenne senza vaccinazione per quanto riguarda gli ovini e i
   Caprini
                     caprini.
                     Nello stabilimento non sono stati segnalati casi di infezione da Brucella abortus,
                     B. melitensis e B. suis negli ultimi 42 giorni precedenti la spedizione nell'Unione,
                     e almeno negli ultimi 12 mesi precedenti la spedizione nell'Unione:
         Suini       a)        nello stabilimento sono state applicate misure di biosicurezza e di
                               riduzione dei rischi, anche per quanto riguarda le condizioni di
                               stabulazione e i sistemi di alimentazione, nella misura necessaria
                               ad impedire la trasmissione dell'infezione da Brucella abortus, B.
IT                                                  28                                                       IT
 ---pagebreak---                        melitensis e B. suis dagli animali selvatici delle specie elencate ai
                       suini detenuti nello stabilimento e sono stati introdotti solo suini
                       provenienti da stabilimenti che applicano misure equivalenti di
                       biosicurezza; o
            b)         è stata effettuata una sorveglianza dell'infezione da Brucella
                       abortus, B. melitensis e B. suis nei suini detenuti nello
                       stabilimento in conformità all'allegato III del regolamento
                       delegato (UE) 2019/... della Commissione [documento
                       C(2019)4058], e durante tale periodo:
                       –      sono stati introdotti nello stabilimento solo suini provenienti da
                              stabilimenti che applicano le misure di biosicurezza e di
                              riduzione dei rischi di cui alle lettere a) e b); e
                       –      se sono stati segnalati casi di infezione da Brucella abortus, B.
                              melitensis e B. suis in suini detenuti nello stabilimento, sono state
                              adottate misure conformemente all'allegato II, parte 1, punto 3,
                              del regolamento delegato (UE) 2019/... della Commissione
                              [documento C(2019)4058].
            Non sono stati segnalati casi di infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B.
            suis in camelidi negli ultimi 42 giorni precedenti la spedizione nell'Unione, e
            questi ultimi sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova per la ricerca
            dell'infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis effettuata con uno dei
   Camelidi
            metodi diagnostici di cui all'allegato I, parte 1, del regolamento delegato (UE)
            2019/... della Commissione [documento C(2019)4058] su un campione prelevato
            negli ultimi 30 giorni precedenti la spedizione nell'Unione e, nel caso di capi
            femmine nel periodo del post-parto, prelevato almeno 30 giorni dopo il parto.
            Non sono stati segnalati casi di infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B.
    Cervidi
            suis in cervidi negli ultimi 42 giorni precedenti la spedizione nell'Unione.
IT                                          29                                                      IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO X
        PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI
      DETERMINATE SPECIE E CATEGORIE DI UNGULATI PER QUANTO
      RIGUARDA L'INFEZIONE DA BRUCELLA DI CUI ALL'ARTICOLO 24,
                                       PARAGRAFO 5
   1.   OVINI:
        I maschi non castrati di ovini, diversi da quelli destinati alla macellazione
        nell'Unione, devono soddisfare le seguenti prescrizioni:
        a)    sono rimasti per un periodo continuativo di almeno 60 giorni in uno
              stabilimento in cui non sono stati segnalati casi di infezione da Brucella ovis
              (epididimite contagiosa) nei 12 mesi precedenti la data di spedizione
              nell'Unione;
        b)    sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova sierologica per la ricerca
              di Brucella ovis (epididimite contagiosa) nei 30 giorni precedenti la data di
              spedizione nell'Unione.
   2.   UNGULATI DELLA FAMIGLIA TAYASSUIDAE
        Gli ungulati della famiglia Tayassuidae devono essere stati sottoposti, con esito
        negativo, a una prova per la ricerca di Brucella suis effettuata avvalendosi di uno dei
        metodi diagnostici di cui all'allegato I, parte 1, punto 2, del documento
        [C(2019)4058] nei 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
IT                                             30                                               IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO XI
       PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER GLI EQUINI DI CUI ALL'ARTICOLO 24,
                                            PARAGRAFO 6
   1.       GRUPPI SANITARI AI QUALI SONO ASSEGNATI I PAESI TERZI, I TERRITORI O LE LORO
            ZONE
    Gruppo
                             Malattie per le quali sono necessarie prescrizioni specifiche
   sanitario
        A      anemia infettiva equina
        B      anemia infettiva equina, morva, durina
        C      anemia infettiva equina, encefalomielite equina venezuelana
        D      anemia infettiva equina, morva, durina, encefalomielite equina venezuelana, surra
        E      anemia infettiva equina, morva, durina, peste equina, surra
        F      anemia infettiva equina, durina, peste equina
       G       anemia infettiva equina, morva, durina, surra
   2.       PRESCRIZIONI SPECIFICHE
   2.1.     Prescrizioni specifiche per la peste equina
            Gli equini devono soddisfare la serie di prescrizioni stabilita in una delle lettere che
            seguono:
            a)    gli animali sono stati tenuti in isolamento in strutture protette da vettori per un
                  periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la spedizione nell'Unione e sono
                  state effettuate, con esito negativo, una prova sierologica e una prova di
                  identificazione dell'agente per la peste equina, in ciascun caso su un campione
                  di sangue prelevato non meno di 28 giorni dopo la data di introduzione nelle
                  strutture protette da vettori ed entro i 10 giorni precedenti la data di spedizione;
            b)    gli animali sono stati tenuti in isolamento in strutture protette da vettori per un
                  periodo almeno pari ai 40 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione e
                  sono state effettuate prove sierologiche per la ricerca di anticorpi contro il virus
                  della peste equina, senza un incremento significativo del titolo degli anticorpi,
                  su campioni di sangue prelevati in due occasioni ad almeno 21 giorni di
                  intervallo, di cui il primo campione prelevato almeno sette giorni dopo
                  l'introduzione nelle strutture protette da vettori;
            c)    gli animali sono stati tenuti in isolamento in strutture protette da vettori per un
                  periodo almeno pari ai 14 giorni precedenti la spedizione ed è stata effettuata,
                  con esito negativo, una prova di identificazione dell'agente per il virus della
                  peste equina su un campione di sangue prelevato almeno 14 giorni dopo la data
                  di introduzione nelle strutture protette da vettori e non più di 72 ore prima del
                  momento della spedizione;
            d)    esistono prove documentate del fatto che gli animali sono stati vaccinati contro
                  la peste equina mediante un primo ciclo vaccinale completo, e rivaccinati
                  secondo le indicazioni del fabbricante, con un vaccino autorizzato contro tutti i
                  sierotipi del virus della peste equina presenti nella popolazione di origine
IT                                                   31                                                IT
 ---pagebreak---               almeno 40 giorni prima dell'ingresso nelle strutture protette da vettori, e gli
              animali sono stati tenuti in isolamento in strutture protette da vettori per un
              periodo di almeno 40 giorni;
        e)    gli animali sono stati tenuti in isolamento in strutture protette da vettori per un
              periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione e
              sono stati sottoposti a una prova sierologica per la ricerca di anticorpi contro il
              virus della peste equina, effettuata lo stesso giorno dallo stesso laboratorio su
              campioni di sangue prelevati durante il periodo di isolamento in strutture
              protette da vettori in due occasioni a 21-30 giorni di intervallo. Il secondo di
              questi deve essere stato prelevato entro i 10 giorni precedenti la data di
              spedizione, con esito negativo in ciascun caso o con esito negativo in un test di
              identificazione del virus della peste equina per il secondo campione.
   2.2. Prescrizioni specifiche per l'encefalomielite equina venezuelana
        Gli equini devono soddisfare almeno una delle seguenti prescrizioni:
        a)    gli animali sono stati vaccinati contro l'encefalomielite equina venezuelana
              mediante un primo ciclo vaccinale completo e rivaccinati secondo le
              indicazioni del fabbricante durante un periodo non inferiore ai 60 giorni e non
              superiore ai 12 mesi precedenti la data di spedizione nell'Unione e sono stati
              tenuti in quarantena protetta da vettori per un periodo almeno pari ai 21 giorni
              precedenti la data di spedizione nell'Unione e durante tale periodo sono rimasti
              clinicamente sani e la loro temperatura corporea, rilevata quotidianamente, si è
              mantenuta entro valori fisiologici normali.
              Qualsiasi altro equino dello stesso stabilimento che abbia manifestato un
              innalzamento della temperatura corporea, rilevata quotidianamente, è stato
              sottoposto, con esito negativo, a un esame del sangue per l'isolamento del virus
              dell'encefalomielite equina venezuelana;
         b)   gli animali non sono stati vaccinati contro l'encefalomielite equina venezuelana
              e sono stati messi e tenuti in quarantena protetta da vettori per un periodo di
              almeno 21 giorni e durante tale periodo sono rimasti clinicamente sani e la loro
              temperatura corporea, rilevata quotidianamente, si è mantenuta entro valori
              fisiologici normali. Durante la quarantena gli animali sono stati sottoposti, con
              esito negativo, a una prova diagnostica per la ricerca dell'encefalomielite
              equina venezuelana, effettuata su un campione prelevato almeno 14 giorni
              dopo la data di ingresso degli animali in quarantena protetta da vettori; gli
              animali sono rimasti protetti da insetti vettori fino alla spedizione.
              Qualsiasi altro equino dello stesso stabilimento che abbia manifestato un
              innalzamento della temperatura corporea, rilevata quotidianamente, è stato
              sottoposto, con esito negativo, a un esame del sangue per l'isolamento del virus
              dell'encefalomielite equina venezuelana;
         c)   gli animali sono stati sottoposti a un test di inibizione dell'emoagglutinazione
              per l'encefalomielite equina venezuelana effettuato lo stesso giorno dallo stesso
              laboratorio su campioni prelevati in due occasioni a un intervallo di 21 giorni,
              il secondo dei quali prelevato in un periodo di 10 giorni precedente la data di
              spedizione, senza un incremento del titolo degli anticorpi, e a una prova, con
              esito negativo, di RT-PCR (reazione a catena della polimerasi-trascrittasi
              inversa) per la ricerca del genoma del virus dell'encefalomielite equina
              venezuelana, effettuata su un campione prelevato nelle 48 ore precedenti la
IT                                             32                                                 IT
 ---pagebreak---                spedizione, e sono stati protetti da attacchi di vettori dal momento del prelievo
               per la prova di RT-PCR fino al carico per la spedizione, mediante l'utilizzo
               combinato sugli animali di insettifughi e insetticidi omologati e la
               disinsettazione della stalla e del mezzo per il trasporto degli animali.
   2.3. Prescrizioni specifiche per la morva (infezione da Burkholderia mallei)
        Gli equini devono essere stati sottoposti a una prova di fissazione del complemento
        per la ricerca della morva, come descritto al capitolo 2.5.11, punto 3.1, del manuale
        dell'OIE per animali terrestri (versione 2015). La prova deve essere stata effettuata,
        con esito negativo, con una diluizione del siero di 1:5 su un campione di sangue
        prelevato entro i 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
   2.4. Prescrizioni specifiche per la durina
        Gli equini devono essere stati sottoposti a una prova di fissazione del complemento
        per la ricerca della durina, come descritto al capitolo 2.5.3, punto 3.1, del manuale
        dell'OIE per animali terrestri (versione 2013). La prova deve essere stata effettuata,
        con esito negativo, con una diluizione del siero di 1:5 su un campione di sangue
        prelevato entro i 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione. Inoltre, gli
        animali sottoposti alla prova non devono essere stati impiegati per la riproduzione
        per un periodo almeno pari ai 30 giorni prima e dopo la data in cui il campione è
        stato prelevato.
   2.5. Condizioni specifiche per la surra (Trypanosoma evansi)
        Gli equini devono essere stati sottoposti a un saggio di agglutinazione su carta per la
        tripanosomiasi (CATT), come descritto al capitolo 2.1.21, punto 2.3, del manuale
        dell'OIE per animali terrestri (versione 2012). Il saggio deve essere stato effettuato,
        con esito negativo, con una diluizione del siero di 1:4 su un campione di sangue
        prelevato entro i 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
   2.6. Condizioni specifiche per l'anemia infettiva equina
        Gli equini devono essere stati sottoposti a un test di immunodiffusione in gel di agar
        (test AGID) o a un saggio immunoenzimatico (ELISA) per la ricerca dell'anemia
        infettiva equina, come descritto al capitolo 2.5.6, punti 2.1 e 2.2, del manuale
        dell'OIE per animali terrestri (versione 2013). La prova deve essere stata effettuata,
        con esito negativo, su un campione di sangue prelevato entro un periodo non
        superiore ai 90 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
IT                                              33                                               IT
 ---pagebreak---                                                                         ALLEGATO XII
                                                     UNGULATI DESTINATI A STABILIMENTI CONFINATI
   PARTE A: Periodi minimi in cui non sono stati segnalati casi della malattia nello stabilimento confinato di origine degli ungulati destinati a stabilimenti
   confinati nell'Unione:
                                                                                                                                            7. Ungulati diversi
                                                                                                                                           da quelli di cui alle
                                                      1. Bovini 2. Ovini     3. Caprini       4. Suini      5. Camelidi      6. Cervidi
                                                                                                                                           colonne 1, 2, 3, 4, 5,
                                                                                                                                                   6*
   Afta epizootica                                     6 mesi    6 mesi        6 mesi          6 mesi          6 mesi          6 mesi            6 mesi
   Infezione da virus della febbre della Rift Valley   6 mesi    6 mesi        6 mesi           NA             6 mesi          6 mesi            6 mesi
   Infezione da Mycoplasma mycoides subsp.
   mycoides SC (pleuropolmonite contagiosa dei         6 mesi      NA           NA              NA              NA              NA               6 mesi
   bovini)
   Infezione da virus della peste dei piccoli
   ruminanti
                                                         NA      6 mesi        6 mesi           NA             6 mesi          6 mesi              NA
   Vaiolo degli ovini e dei caprini                      NA      6 mesi        6 mesi           NA              NA              NA                 NA
   Pleuropolmonite contagiosa caprina                    NA      6 mesi        6 mesi           NA              NA              NA               6 mesi
   Peste suina africana                                  NA        NA           NA              6m              NA              NA                 NA
   Peste suina classica                                  NA        NA           NA              6m              NA              NA                 NA
   Infezione da virus della dermatite nodulare
   contagiosa
                                                         6m        NA           NA              NA              NA              NA                 NA
   Morva (infezione da Burkholderia mallei)              NA        NA          6 mesi           NA             6 mesi           NA                 NA
   Infezione da Brucella abortus, B. melitensis e B.
   suis
                                                       6 mesi    6 mesi        6 mesi          6 mesi          6 mesi          6 mesi            6 mesi
   Infezione da complesso Mycobacterium
   tuberculosis (M. bovis, M. caprae, M.               6 mesi    6 mesi        6 mesi          6 mesi          6 mesi          6 mesi            6 mesi
   tuberculosis)
   Rabbia                                              6 mesi    6 mesi        6 mesi          6 mesi          6 mesi          6 mesi            6 mesi
   Surra (Tripanosoma evansi)                         30 giorni 30 giorni     30 giorni         NA           180 giorni       30 giorni         30 giorni
IT                                                                                34                                                                              IT
 ---pagebreak---    Carbonchio ematico                                30 giorni       30 giorni         30 giorni      30 giorni      30 giorni      30 giorni    30 giorni
   Infezione da virus della febbre catarrale degli    6 mesi          6 mesi            6 mesi          NA            6 mesi         6 mesi       6 mesi
   ovini (sierotipi 1-24)
   Infezione da virus della malattia di Aujeszky        NA              NA               NA           12 mesi          NA             NA           NA
   *            Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   NA = non applicabile.
IT                                                                                         35                                                              IT
 ---pagebreak---    PARTE B: Aree minime (raggio) e periodi minimi in cui non sono stati segnalati casi della malattia nella zona intorno allo stabilimento confinato
   di origine degli ungulati destinati a stabilimenti confinati nell'Unione:
                                                                                                                                                      7. Ungulati diversi da
                                                                                                                                                         quelli di cui alle
                                             1. Bovini       2. Ovini         3. Caprini            4. Suini       5. Camelidi         6. Cervidi
                                                                                                                                                       colonne 1, 2, 3, 4, 5,
                                                                                                                                                                6*
   Afta epizootica                                          10 km /30
                                        10 km /30 giorni                   10 km /30 giorni    10 km /30 giorni  10 km /30 giorni   10 km /30 giorni     10 km /30 giorni
                                                              giorni
   Infezione da virus della febbre                         150 km / 30
                                        150 km / 30 giorni                150 km / 30 giorni          NA        150 km / 30 giorni 150 km / 30 giorni   150 km / 30 giorni
   della Rift Valley                                          giorni
   Infezione da Mycoplasma
   mycoides subsp. mycoides SC
                                         10 km /30 giorni       NA               NA                   NA               NA                 NA             10 km /30 giorni
   (pleuropolmonite contagiosa dei
   bovini)
   Infezione da virus della peste dei                       10 km /30
                                                NA                         10 km /30 giorni           NA         10 km /30 giorni   10 km /30 giorni            NA
   piccoli ruminanti                                          giorni
   Vaiolo degli ovini e dei caprini                         10 km /30
                                                NA                         10 km /30 giorni           NA               NA                 NA                    NA
                                                              giorni
   Pleuropolmonite contagiosa                               10 km /30
                                                NA                         10 km /30 giorni           NA               NA                 NA             10 km /30 giorni
   caprina                                                    giorni
   Peste suina africana                         NA              NA               NA             10 km /12 mesi         NA                 NA                    NA
   Peste suina classica                         NA              NA               NA             10 km /12 mesi         NA                 NA                    NA
   Infezione da virus della dermatite
                                        150 km / 30 giorni      NA               NA                   NA               NA                 NA                    NA
   nodulare contagiosa
   Infezione da virus della febbre      150 km / 30 giorni 150 km / 30    150 km / 30 giorni          NA        150 km / 30 giorni 150 km / 30 giorni   150 km / 30 giorni
   catarrale degli ovini (sierotipi 1-                        giorni
   24)
   Infezione da virus della malattia                       150 km / 30
                                        150 km / 30 giorni                150 km / 30 giorni          NA        150 km / 30 giorni 150 km / 30 giorni   150 km / 30 giorni
   emorragica epizootica                                      giorni
   Infezione da virus della malattia di
                                                NA              NA               NA            5 km /12 mesi**         NA                 NA                    NA
   Aujeszky
   *           Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
IT                                                                                          36                                                                                IT
 ---pagebreak---    **      Devono essere inoltre effettuate una prova virologica e una prova sierologica per escludere la presenza della malattia 30 giorni prima della
           spedizione nell'Unione.
   NA = non applicabile.
IT                                                                           37                                                                         IT
 ---pagebreak---    PARTE C
   Periodi minimi di indennità da malattia del paese terzo, del territorio o della loro zona in cui è situato lo stabilimento confinato di origine per
   ungulati destinati a stabilimenti confinati nell'Unione:
                                                                                                                                         7. Ungulati diversi da quelli
                                       1. Bovini        2. Ovini         3. Caprini        4. Suini        5. Camelidi        6. Cervidi di cui alle colonne 1, 2, 3, 4,
                                                                                                                                                      5, 6*
   Afta epizootica                    12 mesi**        12 mesi**         12 mesi**        12 mesi**         12 mesi**         12 mesi**            12 mesi**
   Infezione da virus della peste
                                       12 mesi           12 mesi          12 mesi          12 mesi           12 mesi           12 mesi               12 mesi
   bovina
   Infezione da virus della febbre
                                      48 mesi**        48 mesi**         48 mesi**           NA             48 mesi**         48 mesi**            48 mesi**
   della Rift Valley
   Peste suina africana                   NA               NA                NA           12 mesi**            NA                NA                    NA
   Peste suina classica                   NA               NA                NA           12 mesi**            NA                NA                    NA
   Infezione da Brucella abortus,
                                      12 mesi**        12 mesi**         12 mesi**        12 mesi**         12 mesi**         12 mesi**            12 mesi**
   B. melitensis e B. suis
   Infezione da virus della febbre
   catarrale degli ovini (sierotipi   24 mesi**        24 mesi**         24 mesi**           NA             24 mesi**         24 mesi**            24 mesi**
   1-24)
   Infezione da virus della
   malattia emorragica epizootica     24 mesi**        24 mesi**         24 mesi**           NA             24 mesi**         24 mesi**            24 mesi**
   *           Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   **        O sono fornite garanzie alternative dall'autorità competente del paese terzo o del territorio in conformità alla parte D .
   NA = non applicabile.
IT                                                                                       38                                                                              IT
 ---pagebreak---    PARTE D
   Garanzie alternative che l'autorità competente del paese terzo o del territorio deve fornire in relazione a determinate malattie elencate
   Afta epizootica        a)   Gli animali devono essere stati sottoposti, con esito negativo, a una prova sierologica per la ricerca dell'infezione da virus dell'afta epizootica,
                               effettuata conformemente a una delle prove prescritte per il commercio internazionale, come descritte nel manuale dei test diagnostici e dei
                               vaccini per animali terrestri dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (manuale dell'OIE per animali terrestri), su campioni prelevati
                               entro i 10 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione; e
                          b)   per Bovidae, Cervidae ed Elephas spp.: a un test probang per la ricerca dell'infezione da virus dell'afta epizootica effettuato, con esito negativo,
                               conformemente alle procedure stabilite nel manuale dell'OIE per animali terrestri. La prova deve essere stata effettuata:
                                     i) 10 giorni prima della data di spedizione nell'Unione, per le specie diverse dal bufalo africano (Syncerus caffer);
                                     ii) in due occasioni a distanza di almeno 15 giorni, la seconda delle quali deve essere stata effettuata nei 10 giorni precedenti la data di
                                          spedizione nell'Unione per il bufalo africano (Syncerus caffer).
   Infezione da virus     a)   Gli animali devono:
   della febbre della                i) essere stati tenuti in quarantena in una struttura protetta da vettori nello stabilimento confinato riconosciuto per un periodo almeno pari
                                          ai 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione;
   Rift Valley
                                     ii) non aver presentato alcun sintomo di infezione da virus della febbre della Rift Valley per un periodo almeno pari ai 30 giorni precedenti
                                          la data di spedizione nell'Unione;
                                     iii) essere stati protetti da vettori durante il trasporto tra la struttura protetta da vettori di cui al punto i) e il carico per la spedizione
                                          nell'Unione; e
                          b)   gli animali sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova di neutralizzazione virale per la ricerca dell'infezione da virus della febbre della
                               Rift Valley conformemente al manuale dell'OIE per animali terrestri, effettuata una prima volta su campioni prelevati alla data di inizio del
                               periodo di quarantena e una seconda volta su campioni prelevati a distanza di almeno 42 giorni da tale data e nei 10 giorni precedenti la
                               spedizione nell'Unione.
   Peste suina africana   Gli animali sono stati sottoposti a una prova virologica e a una prova sierologica per la ricerca della peste suina africana e della peste suina classica
                          conformemente alla prova prescritta per il commercio internazionale nel manuale dell'OIE per animali terrestri, effettuate su campioni prelevati nei 30
   Peste suina classica   giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione.
   Infezione da Brucella  Gli animali:
                          a) sono stati sottoposti a una prova come stabilito e prescritto per il commercio internazionale dal manuale dell'OIE per animali terrestri, su campioni
   abortus, B. melitensis
                               prelevati nei 30 giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione, o
   e B. suis
                          b) sono maschi castrati di qualsiasi età.
   Infezione da virus     Gli       animali        devono        soddisfare      le       prescrizioni      stabilite      a      una       delle      lettere       che      seguono:
   della febbre catarrale a)         sono stati tenuti in quarantena in una struttura protetta da vettori nello stabilimento confinato per un periodo almeno pari ai 30 giorni
   degli ovini (sierotipi precedenti la data di spedizione nell'Unione e sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova sierologica per la ricerca dell'infezione da virus della
   1-24)                  febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24) e dell'infezione da virus della malattia emorragica epizootica conformemente al manuale dell'OIE per
IT                                                                                                    39                                                                                 IT
 ---pagebreak---    Infezione da virus animali terrestri effettuata almeno 28 giorni dopo l'introduzione degli animali nello stabilimento confinato;
   della malattia     b)         sono stati tenuti in quarantena in una struttura protetta da vettori nello stabilimento confinato riconosciuto per un periodo almeno pari ai 30
                      giorni precedenti la data di spedizione nell'Unione e sono stati sottoposti, con esito negativo, a una prova PCR per la ricerca dell'infezione da virus
   emorragica
                      della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24) e dell'infezione da virus della malattia emorragica epizootica conformemente al manuale dell'OIE per
   epizootica         animali terrestri effettuata almeno 14 giorni dopo l'introduzione nello stabilimento confinato;
                      c)         provengono da un'area stagionalmente indenne e sono stati sottoposti, con esito negativo, durante tale periodo indenne da malattia a una
                      prova sierologica per la ricerca dell'infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24) e dell'infezione da virus della malattia
                      emorragica epizootica conformemente al manuale dell'OIE per animali terrestri, effettuata su campioni prelevati almeno 28 giorni dopo l'introduzione
                      degli animali nello stabilimento confinato;
                      d)         provengono da un'area stagionalmente indenne e sono stati sottoposti, con esito negativo, durante tale periodo a una prova PCR per la ricerca
                      dell'infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24) e dell'infezione da virus della malattia emorragica epizootica conformemente al
                      manuale dell'OIE per animali terrestri, effettuata su campioni prelevati almeno 14 giorni dopo l'introduzione degli animali nello stabilimento confinato
                      riconosciuto.
IT                                                                                                40                                                                              IT
 ---pagebreak---    PARTE E
   Prescrizioni relative all'assenza di vaccinazione contro determinate malattie per il paese terzo o territorio di origine o la loro zona e per gli
   ungulati destinati a stabilimenti confinati:
                                                                                                                                        7. Ungulati
                                                                                                                                      diversi da quelli
                                      1. Bovini        2. Ovini      3. Caprini       4. Suini       5. Camelidi      6. Cervidi         di cui alle
                                                                                                                                      colonne 1, 2, 3,
                                                                                                                                          4, 5, 6*
   Afta epizootica                      NVA             NVA             NVA            NVA               NVA             NVA                NVA
   Infezione da virus della febbre
   della Rift Valley
                                      NVA**            NVA**          NVA**             NA             NVA**           NVA**              NVA**
   Peste suina classica                  NA               NA             NA            NVA                NA              NA                NA
   Infezione da Brucella abortus,
   B. melitensis e B. suis
                                      NVA**            NVA**          NVA**           NVA**            NVA**           NVA**              NVA**
   Infezione da virus della
   malattia di Aujeszky
                                         NA               NA             NA            NVA                NA              NA                NA
   NVA = gli ungulati destinati all'Unione non sono stati vaccinati.
   NA = non applicabile.
   *          Applicabile solo alle specie elencate in conformità al regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   **         O sono fornite garanzie alternative dall'autorità competente del paese terzo o del territorio in conformità alla parte D del presente allegato.
IT                                                                                     41                                                                     IT
 ---pagebreak---    PARTE F
   Prescrizioni per la struttura protetta da vettori in stabilimenti confinati in paesi terzi
   Se prescritto nella parte D del presente allegato, la struttura protetta da vettori negli
   stabilimenti confinati in paesi terzi o in territori deve soddisfare le seguenti prescrizioni:
   a)       è dotata di appropriate barriere fisiche all'ingresso e all'uscita;
   b)       le aperture della struttura protetta da vettori devono essere schermate dai vettori con
            maglie di calibro opportuno, impregnate a intervalli regolari con un insetticida
            omologato, secondo le istruzioni del produttore;
   c)       il controllo e la sorveglianza dei vettori devono essere effettuati all'interno e nei
            pressi della struttura protetta da vettori;
   d)       devono essere adottate misure atte a limitare o a eliminare i siti di riproduzione dei
            vettori in prossimità della struttura protetta da vettori;
   e)       devono essere in vigore procedure operative standardizzate, comprensive delle
            descrizioni dei sistemi di back-up e di allarme, da seguire nella gestione della
            struttura protetta da vettori e per il trasporto degli animali da tale struttura al luogo di
            carico per la spedizione nell'Unione.
IT                                                   42                                                  IT
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO XIII
      PRESCRIZIONI MINIME PER I PROGRAMMI DI VACCINAZIONE E LA
   SORVEGLIANZA SUPPLEMENTARE EFFETTUATI IN UN PAESE TERZO, IN UN
          TERRITORIO O IN UNA LORO ZONA IN CUI È PRATICATA LA
    VACCINAZIONE CONTRO L'INFLUENZA AVIARIA AD ALTA PATOGENICITÀ
   1.    Prescrizioni minime per i programmi di vaccinazione effettuati in un paese
         terzo, in un territorio o in una loro zona
         I programmi di vaccinazione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità presentati
         da un paese terzo o da un territorio devono comprendere almeno le seguenti
         informazioni:
         1)    obiettivi della strategia di vaccinazione, popolazioni di volatili e aree
               selezionate;
         2)    dati relativi all'evoluzione epidemiologica della malattia, compresi precedenti
               focolai in pollame o volatili selvatici;
         3)    descrizione dei motivi della decisione di introdurre la vaccinazione;
         4)    valutazione del rischio basata su:
               –      focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità all'interno di tale paese
                      terzo o territorio o loro zona;
               –      focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità in un paese limitrofo;
               –      altri fattori di rischio quali determinate aree, tipi di allevamento o
                      categorie di pollame o volatili in cattività;
         5)    area geografica in cui si effettua la vaccinazione;
         6)    numero di stabilimenti nell'area sottoposta a vaccinazione;
         7)    numero di stabilimenti in cui si effettua la vaccinazione, se diverso da quello di
               cui al punto 6;
         8)    specie e categorie di pollame o volatili in cattività nell'area geografica in cui si
               effettua la vaccinazione;
         9)    numero approssimativo di capi di pollame o volatili in cattività negli
               stabilimenti di cui al punto 7;
         10)   sintesi delle caratteristiche del vaccino, dell'autorizzazione e del controllo di
               qualità;
         11)   manipolazione, stoccaggio, fornitura, distribuzione e vendita di vaccini contro
               l'influenza aviaria sul territorio nazionale;
         12)   attuazione di una strategia di distinzione degli animali infetti da quelli vaccinati
               (DIVA);
         13)   durata prevista della campagna di vaccinazione;
         14)   disposizioni e restrizioni relative ai movimenti del pollame vaccinato e dei
               prodotti a base di pollame vaccinato o di volatili in cattività vaccinati;
         15)   prove cliniche e di laboratorio, quali le prove di efficacia e che precedono i
               movimenti, effettuate negli stabilimenti in cui è stata praticata la vaccinazione
               o situati nell'area di vaccinazione;
IT                                                43                                                IT
 ---pagebreak---       16)    sistemi per la conservazione della documentazione.
   2. Sorveglianza supplementare in paesi terzi, in territori o in loro zone che
      effettuano la vaccinazione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità
      Se la vaccinazione è effettuata in un paese terzo, in un territorio o in una loro zona,
      tutti gli stabilimenti in cui è effettuata la vaccinazione contro l'influenza aviaria ad
      alta patogenicità devono essere tenuti a sottoporsi a prove di laboratorio e, oltre alle
      informazioni di cui all'allegato II, devono essere presentate alla Commissione le
      seguenti informazioni:
      1)     numero di stabilimenti sottoposti a vaccinazione nell'area per categoria;
      2)     numero di stabilimenti sottoposti a           vaccinazione     da  sottoporre    a
             campionamento per categoria di pollame;
      3)     uso di volatili sentinella (ossia specie e numero di volatili sentinella utilizzati
             per unità epidemiologica);
      4)     numero di campioni prelevati per stabilimento e/o unità epidemiologica;
      5)     dati sull'efficacia del vaccino.
IT                                            44                                                 IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO XIV
        PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER I RATITI, LE
    RELATIVE UOVA DA COVA E LE CARNI FRESCHE DI RATITI ORIGINARI DI
    UN PAESE TERZO, DI UN TERRITORIO O DI UNA LORO ZONA NON INDENNI
           DA INFEZIONE DA VIRUS DELLA MALATTIA DI NEWCASTLE
   1.     I ratiti riproduttori, i ratiti da reddito e i ratiti destinati alla macellazione originari di
          un paese terzo, di un territorio o di una loro zona non indenni da infezione da virus
          della malattia di Newcastle, devono:
          a)     essere stati posti sotto sorveglianza ufficiale per un periodo almeno pari ai 21
                 giorni precedenti la data di spedizione della partita per l'ingresso nell'Unione;
          b)     essere stati tenuti in completo isolamento durante il periodo di cui alla lettera
                 a), lontano dal contatto diretto o indiretto con altri volatili, in strutture
                 riconosciute dall'autorità competente del paese terzo o territorio di origine a tal
                 fine;
          c)     essere stati sottoposti a una prova per la ricerca dell'infezione da virus della
                 malattia di Newcastle;
          d)     provenire da gruppi nei quali la sorveglianza dell'infezione da virus della
                 malattia di Newcastle è stata effettuata mediante un piano di campionamento
                 su base statistica che ha dato risultati negativi per un periodo almeno pari ai sei
                 mesi immediatamente precedenti la data di spedizione della partita per
                 l'ingresso nell'Unione.
   2.     I pulcini di un giorno di ratiti e le uova da cova di ratiti originari di un paese terzo, di
          un territorio o di una loro zona non indenni da infezione da virus della malattia di
          Newcastle devono provenire da gruppi:
          a)     che sono stati posti in isolamento sotto sorveglianza ufficiale per un periodo
                 almeno pari ai 30 giorni precedenti la data di deposizione delle uova da cova
                 destinate all'ingresso nell'Unione o delle uova da cova da cui derivano i pulcini
                 di un giorno destinati all'ingresso nell'Unione;
          b)     che sono stati sottoposti a una prova per la ricerca dell'infezione da virus della
                 malattia di Newcastle;
          c)     nei quali la sorveglianza dell'infezione da virus della malattia di Newcastle è
                 stata effettuata mediante un piano di campionamento su base statistica che ha
                 dato risultati negativi per un periodo almeno pari ai sei mesi immediatamente
                 precedenti la data di spedizione della partita per l'ingresso nell'Unione;
          d)     che non sono stati a contatto con pollame non conforme alle garanzie di cui alle
                 lettere a), b) e c) durante il periodo dei 30 giorni precedenti la data di
                 deposizione e durante la deposizione delle uova da cova destinate all'ingresso
                 nell'Unione o delle uova da cova da cui derivano i pulcini di un giorno destinati
                 all'ingresso nell'Unione.
   3.     Le carni fresche di ratiti originarie di un paese terzo, di un territorio o di una loro
          zona non indenni da infezione da virus della malattia di Newcastle, devono:
          a)     essere disossate e scuoiate;
          b)     provenire da ratiti che per un periodo almeno pari ai tre mesi precedenti la data
                 di macellazione sono stati tenuti in stabilimenti:
IT                                                  45                                                   IT
 ---pagebreak---              i)    nei quali non si sono verificati focolai di infezione da virus della malattia
                   di Newcastle o di influenza aviaria ad alta patogenicità nei sei mesi
                   precedenti la data di macellazione;
             ii)   intorno ai quali non si sono verificati focolai di influenza aviaria ad alta
                   patogenicità o di infezione da virus della malattia di Newcastle per un
                   periodo almeno pari ai tre mesi precedenti la data di macellazione entro
                   10 km dal perimetro della parte dello stabilimento contenente i ratiti,
                   compreso, ove opportuno, il territorio di uno Stato membro o paese terzo
                   limitrofo;
             iii)  sui quali la sorveglianza dell'infezione da virus della malattia di
                   Newcastle è stata effettuata mediante un piano di campionamento su base
                   statistica che ha dato risultati negativi per un periodo almeno pari ai sei
                   mesi precedenti la data di macellazione;
      c)     essere state sottoposte alla sorveglianza di cui alla lettera b), punto iii):
             i)    di tipo sierologico, nel caso di ratiti non vaccinati contro l'infezione da
                   virus della malattia di Newcastle;
             ii)   su tamponi tracheali dei ratiti, nel caso di ratiti vaccinati contro
                   l'infezione da virus della malattia di Newcastle;
      d)     provenire da ratiti che, se vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di
             Newcastle, non sono stati vaccinati con vaccini che non soddisfacevano i criteri
             specifici di cui all'allegato XV, parte 1, nei 30 giorni precedenti la data di
             macellazione.
   4. Le prove per la ricerca del virus di cui al paragrafo 1, lettera c), e al paragrafo 2,
      lettera b), devono essere state effettuate:
      a)     entro 7-10 giorni dalla data in cui i ratiti sono entrati in isolamento;
      b)     su tamponi cloacali o campioni di feci prelevati da ogni volatile.
   5. Le prove per la ricerca del virus di cui al paragrafo 1, lettera c), e al paragrafo 2,
      lettera b), devono aver dimostrato che non sono stati riscontrati isolati dei
      paramyxovirus aviari di tipo 1 con un indice di patogenicità intracerebrale (ICPI)
      superiore a 0,4. Devono inoltre essere disponibili risultati favorevoli per tutti i
      volatili della partita prima:
      a)     che i ratiti riproduttori, i ratiti da reddito o i ratiti destinati alla macellazione
             abbiano lasciato le strutture di cui al punto 1, lettera b), per essere spediti
             nell'Unione;
      b)     che i pulcini di un giorno abbiano lasciato l'incubatoio per essere spediti
             nell'Unione;
      c)     che le uova da cova siano state caricate per essere spedite nell'Unione.
IT                                              46                                                 IT
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO XV
   CRITERI PER I VACCINI CONTRO L'INFEZIONE DA VIRUS DELLA MALATTIA
    DI NEWCASTLE E PRESCRIZIONI PER LE PARTITE DI POLLAME, UOVA DA
   COVA E CARNI FRESCHE DI POLLAME ORIGINARIE DI UN PAESE TERZO, DI
         UN TERRITORIO O DI UNA LORO ZONA IN CUI È PRATICATA LA
      VACCINAZIONE CONTRO L'INFEZIONE DA VIRUS DELLA MALATTIA DI
                                          NEWCASTLE
   1.     Criteri per i vaccini contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle
   1.1.   Criteri generali
          a)    I vaccini devono essere conformi alle norme stabilite nel capitolo concernente
                la malattia di Newcastle nel manuale dei test diagnostici e dei vaccini per
                animali terrestri dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE).
          b)    I vaccini devono essere registrati dalle autorità competenti del paese terzo o
                territorio di origine interessati prima di poter essere distribuiti e utilizzati. Per
                tale registrazione le autorità competenti del paese terzo o territorio di origine
                interessati devono basarsi su un fascicolo completo presentato dal richiedente
                che contenga dati relativi all'efficacia e all'innocuità del vaccino. Nel caso di
                vaccini importati, le autorità competenti del paese terzo o territorio di origine
                possono basarsi sui dati controllati dalle autorità competenti del paese in cui il
                vaccino è prodotto, purché tali controlli siano stati effettuati in conformità alle
                norme dell'OIE.
          c)    In aggiunta alle prescrizioni di cui alle lettere a) e b), le importazioni o la
                produzione e la distribuzione dei vaccini devono essere controllate dalle
                autorità competenti del paese terzo o territorio di origine interessati.
          d)    Prima che sia autorizzata la distribuzione dei vaccini, di ciascuna partita di
                vaccini devono essere sottoposte a prova l'innocuità, con particolare riguardo
                all'attenuazione o inattivazione e all'assenza di agenti estranei, e l'efficacia. Le
                prove sono effettuate sotto il controllo delle autorità competenti del paese terzo
                o territorio di origine.
   1.2.   Criteri specifici
          I vaccini vivi attenuati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle devono
          essere preparati a partire da un ceppo virale di detta malattia il cui ceppo madre è
          stato sottoposto a una prova che ha rivelato un indice di patogenicità intracerebrale
          (ICPI):
          a)    inferiore a 0,4 se ad ogni volatile è somministrata per la prova una dose di
                almeno 107 EID50;
                o
          b)    inferiore a 0,5 se ad ogni volatile è somministrata per la prova una dose di
                almeno 108 EID50.
   2.     Prescrizioni in materia di sanità animale per il pollame e le uova da cova
          originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona in cui i vaccini
          utilizzati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle non soddisfano i
          criteri specifici di cui al punto 1
IT                                                47                                                  IT
 ---pagebreak---       Il pollame e le uova da cova originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro
      zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle
      non soddisfano i criteri specifici di cui al punto 1.2 devono soddisfare le seguenti
      prescrizioni:
      a)     il pollame e i gruppi di origine delle uova da cova non devono essere stati
             vaccinati con tali vaccini per un periodo almeno pari ai 12 mesi precedenti la
             data di carico della partita per la spedizione nell'Unione;
      b)     i gruppi di origine del pollame e delle uova da cova devono essere stati
             sottoposti a una prova di isolamento del virus per la ricerca dell'infezione da
             virus della malattia di Newcastle non prima di due settimane prima della data
             di carico della partita per la spedizione nell'Unione o, nel caso delle uova da
             cova, non prima di due settimane prima della raccolta delle uova. La prova
             deve essere stata eseguita in un laboratorio ufficiale su un campione casuale di
             tamponi cloacali prelevati da almeno 60 volatili in ciascun gruppo, e non deve
             aver rilevato paramyxovirus aviari con un ICPI superiore a 0,4;
      c)     il pollame e i gruppi di origine delle uova da cova devono essere stati tenuti in
             isolamento sotto sorveglianza ufficiale nello stabilimento di origine durante il
             periodo di due settimane di cui alla lettera b);
      d)     il pollame e i gruppi di origine delle uova da cova non devono essere stati a
             contatto con pollame che non soddisfa le prescrizioni di cui alle lettere a) e b):
             i)     nel caso del pollame, nei 60 giorni precedenti la data in cui la partita è
                    stata caricata per la spedizione nell'Unione;
             ii)    nel caso delle uova da cova, nei 60 giorni precedenti la data di raccolta
                    delle uova;
      e)     i pulcini di un giorno e le uova da cova da cui derivano i pulcini di un giorno
             non devono essere stati a contatto, nell'incubatoio o durante il trasporto verso
             l'Unione, con pollame o uova da cova che non soddisfano le prescrizioni di cui
             alle lettere da a) a d).
   3. Prescrizioni in materia di sanità animale per le carni fresche di pollame
      originarie di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona in cui i vaccini
      utilizzati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle non soddisfano i
      criteri specifici di cui al punto 1
      Le carni fresche di pollame originarie di un paese terzo, di un territorio o di una loro
      zona in cui i vaccini utilizzati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle
      non soddisfano i criteri specifici di cui al punto 1.2 devono essere ottenute da
      pollame che soddisfa le seguenti prescrizioni sanitarie:
      a)     il pollame non è stato vaccinato con vaccini vivi attenuati preparati a partire da
             un ceppo madre dell'infezione da virus della malattia di Newcastle che presenta
             una patogenicità superiore rispetto ai ceppi lentogeni del virus nei 30 giorni
             precedenti la data di macellazione;
      b)     il pollame è stato sottoposto a una prova di isolamento del virus per la ricerca
             dell'infezione da virus della malattia di Newcastle, eseguita in un laboratorio
             ufficiale al momento della macellazione su un campione casuale di tamponi
             cloacali di almeno 60 volatili in ciascun gruppo interessato, la quale non ha
             rivelato paramyxovirus aviari con un ICPI superiore a 0,4;
IT                                             48                                               IT
 ---pagebreak---       c)    il pollame non è stato in contatto nei 30 giorni precedenti la data di
            macellazione con pollame che non soddisfa le condizioni di cui alle lettere a) e
            b).
   4. Informazioni da fornire se i gruppi di origine del pollame, i gruppi di origine
      delle uova da cova e le uova da cova sono vaccinati contro l'infezione da virus
      della malattia di Newcastle
      Se i gruppi di origine del pollame, i gruppi di origine delle uova da cova o le uova da
      cova sono vaccinati contro l'infezione da virus della malattia di Newcastle, devono
      essere fornite le seguenti informazioni:
      a)    identificazione del gruppo;
      b)    età dei volatili;
      c)    data di vaccinazione;
      d)    nome e tipo del ceppo virale usato;
      e)    numero di lotto del vaccino;
      f)    nome del vaccino;
      g)    fabbricante del vaccino.
IT                                           49                                               IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO XVI
        PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE INFORMAZIONI DA INDICARE SUI
      CONTENITORI DI POLLAME, VOLATILI IN CATTIVITÀ E UOVA DA COVA
   1.     Il pollame riproduttore e il pollame da reddito devono essere trasportati in contenitori
          recanti le seguenti indicazioni:
          a)     il nome e il codice ISO del paese terzo o territorio di origine;
          b)     la specie di pollame interessata;
          c)     il numero di animali;
          d)     la categoria e il tipo di produzione cui sono destinati;
          e)     il nome, l'indirizzo e il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine;
          f)     il nome dello Stato membro di destinazione.
   2.     Il pollame destinato alla macellazione deve essere trasportato in contenitori recanti le
          seguenti indicazioni:
          a)     il nome e il codice ISO del paese terzo o territorio di origine;
          b)     la specie di pollame interessata;
          c)     il numero di animali;
          d)     la categoria e il tipo di produzione cui sono destinati;
          e)     il nome, l'indirizzo e il numero di registrazione dello stabilimento di origine;
          f)     il nome dello Stato membro di destinazione.
   3.     I pulcini di un giorno devono essere trasportati in contenitori recanti le seguenti
          indicazioni:
          a)     il nome e il codice ISO del paese terzo o territorio di origine;
          b)     la specie di pollame interessata;
          c)     il numero di animali;
          d)     la categoria e il tipo di produzione cui sono destinati;
          e)     il nome, l'indirizzo e il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine
                 dei pulcini di un giorno;
          f)     il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine del gruppo di origine;
          g)     il nome dello Stato membro di destinazione.
   4.     I volatili in cattività devono essere trasportati in contenitori recanti le seguenti
          indicazioni:
          a)     il nome e il codice ISO del paese terzo o territorio di origine;
          b)     il numero di animali;
          c)     il nome, l'indirizzo e il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine;
          d)     il numero di identificazione specifico del contenitore;
          e)     il nome dello Stato membro di destinazione.
IT                                                50                                               IT
 ---pagebreak---    5. Le uova da cova di pollame devono essere trasportate in contenitori recanti le
      seguenti indicazioni:
      a)    la dicitura "da cova";
      b)    il nome e il codice ISO del paese terzo o territorio di origine;
      c)    la specie di pollame interessata;
      d)    il numero di uova;
      e)    la categoria e il tipo di produzione cui sono destinati;
      f)    il nome, l'indirizzo e il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine
            delle uova;
      g)    il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine del gruppo di origine,
            se diverso dalla lettera f);
      h)    il nome dello Stato membro di destinazione.
   6. Le uova esenti da organismi patogeni specifici devono essere trasportate in
      contenitori recanti le seguenti indicazioni:
      a)    la dicitura "Uova esenti da organismi patogeni specifici destinate unicamente a
            usi diagnostici, di ricerca o farmaceutici";
      b)    il nome e il codice ISO del paese terzo o territorio di origine;
      c)    il numero di uova;
      d)    il nome, l'indirizzo e il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine;
      e)    il nome dello Stato membro di destinazione.
   7. Le uova da cova di volatili in cattività devono essere trasportate in contenitori recanti
      le seguenti indicazioni:
      a)    il nome e il codice ISO del paese terzo o territorio di origine;
      b)    il numero di uova;
      c)    il nome, l'indirizzo e il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine;
      d)    il numero di identificazione specifico del contenitore;
      e)    il nome dello Stato membro di destinazione.
IT                                           51                                                 IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO XVII
       PRESCRIZIONI PER SOTTOPORRE A PROVA LE PARTITE DI MENO DI 20
      CAPI DI POLLAME DIVERSI DAI RATITI E MENO DI 20 UOVA DA COVA DI
              TALE POLLAME PRIMA DEL LORO INGRESSO NELL'UNIONE
   Le partite di meno di 20 capi di pollame diversi dai ratiti o meno di 20 uova da cova di
   pollame diverso dai ratiti devono essere state sottoposte, con esito negativo, a prove per la
   ricerca delle malattie di cui all'articolo 49, lettera e), e all'articolo 110, lettera e), punto ii),
   come segue:
   a)       nel caso del pollame riproduttore, del pollame da reddito e del pollame destinato alla
            macellazione diverso dai ratiti, gli animali devono essere stati sottoposti, con esito
            negativo, a prove sierologiche e/o batteriologiche nei 30 giorni precedenti la data di
            carico della partita per la spedizione nell'Unione;
   b)       nel caso delle uova da cova di pollame diverso dai ratiti e dei pulcini di un giorno
            diversi dai ratiti, il gruppo di origine deve essere stato sottoposto, con esito negativo,
            a prove sierologiche e/o batteriologiche nei 90 giorni precedenti la data di carico
            della partita per la spedizione nell'Unione in modo da consentire di rilevare, con un
            livello di confidenza del 95 %, un'infezione con una prevalenza del 5 %;
   c)       qualora gli animali siano stati vaccinati contro l'infezione da qualsiasi sierotipo di
            Salmonella o Mycoplasma, devono essere impiegate solo prove batteriologiche, ma il
            metodo di conferma deve essere in grado di distinguere tra ceppi vaccinali vivi e
            ceppi di campo.
IT                                                   52                                                  IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO XVIII
    CAMPIONAMENTO E PROVE PER IL POLLAME DIVERSO DAI RATITI DOPO
                                 L'INGRESSO NELL'UNIONE
   1.   Il veterinario ufficiale raccoglie i campioni per l'esame virologico dal pollame
        riproduttore diverso dai ratiti, dal pollame da reddito diverso dai ratiti e dai pulcini di
        un giorno diversi dai ratiti che sono entrati nell'Unione da un paese terzo, da un
        territorio o da una loro zona. I campioni devono essere raccolti come segue:
        a)     tra il settimo e il quindicesimo giorno successivo alla data in cui gli animali
               sono stati posti negli stabilimenti di destinazione nell'Unione devono essere
               prelevati tamponi cloacali in modo da consentire di rilevare, con un livello di
               confidenza del 95 %, un'infezione con una prevalenza del 5 %;
        b)     i campioni devono essere sottoposti a prova per la ricerca:
               i)     dell'influenza aviaria ad alta patogenicità;
               ii)    dell'infezione da virus della malattia di Newcastle.
   2.   I campioni possono essere aggregati fino a un massimo di cinque campioni
        provenienti da singoli volatili per ogni pool.
IT                                               53                                                 IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO XIX
      PRESCRIZIONI IN MATERIA DI SANITÀ ANIMALE PER LA CONCESSIONE
   DEL RICONOSCIMENTO ALLO STABILIMENTO DI ORIGINE DEI VOLATILI IN
                                              CATTIVITÀ
   1.     Le prescrizioni in materia di sanità animale relative alle misure di biosicurezza di cui
          all'articolo 56 sono le seguenti:
          a)     possono essere introdotti nello stabilimento solo animali provenienti da altri
                 stabilimenti riconosciuti;
          b)     i volatili possono essere introdotti nello stabilimento da fonti diverse dagli
                 stabilimenti riconosciuti, previa approvazione di tale introduzione da parte
                 dell'autorità competente del paese terzo o del territorio, purché tali animali
                 siano isolati per almeno 30 giorni dalla data in cui sono stati introdotti nello
                 stabilimento, conformemente alle istruzioni impartite dall'autorità competente
                 del paese terzo o del territorio, prima di essere aggiunti all'insieme degli
                 animali dello stabilimento.
   2.     Le prescrizioni in materia di sanità animale relative alle strutture e alle attrezzature
          dello stabilimento di cui all'articolo 56 sono le seguenti:
          a)     lo stabilimento deve essere chiaramente delimitato e separato dall'ambiente
                 circostante;
          b)     lo stabilimento deve disporre di mezzi adeguati per catturare, rinchiudere e
                 isolare gli animali, nonché di adeguate strutture di quarantena riconosciute, e
                 applicare procedure riconosciute per quanto concerne gli animali provenienti
                 da stabilimenti non riconosciuti;
          c)     lo stabilimento deve aver adottato disposizioni idonee o disporre in loco di
                 strutture e attrezzature idonee per l'eliminazione delle carcasse degli animali
                 morti per malattia o sottoposti a eutanasia.
   3.     Le prescrizioni in materia di sanità animale relative alla conservazione della
          documentazione di cui all'articolo 56 sono le seguenti:
          a)     l'operatore responsabile dello stabilimento deve tenere una documentazione
                 aggiornata in cui siano annotati:
                 i)     il numero e l'identità (ossia età, sesso, specie e numero di identificazione
                        individuale, se fattibile) dei capi di ogni specie presenti nello
                        stabilimento;
                 ii)    il numero e l'identità (ossia età, sesso, specie e numero di identificazione
                        individuale, se fattibile) degli animali che arrivano allo stabilimento o
                        che lo lasciano, nonché i dati relativi alla loro origine o destinazione, al
                        trasporto in provenienza o a destinazione dello stabilimento e al loro stato
                        sanitario;
                 iii)   i risultati degli esami del sangue o di qualsiasi altra procedura
                        diagnostica;
                 iv)    i casi di malattia e l'eventuale terapia praticata;
                 v)     i risultati degli esami post mortem di tutti gli animali deceduti nello
                        stabilimento, compresi gli animali nati morti;
IT                                                  54                                               IT
 ---pagebreak---              vi)    le constatazioni effettuate durante eventuali periodi di isolamento o di
                    quarantena;
      b)     successivamente alla data di riconoscimento, l'operatore responsabile dello
             stabilimento deve conservare la documentazione di cui alla lettera a) per un
             periodo di almeno 10 anni.
   4. Le prescrizioni in materia di sanità animale relative al personale di cui all'articolo 56
      sono le seguenti:
      a)     la persona responsabile dello stabilimento deve possedere capacità e
             conoscenze adeguate;
      b)     l'operatore responsabile dello stabilimento deve assicurarsi, per via contrattuale
             o attraverso altra forma giuridica, i servizi di un veterinario riconosciuto
             dall'autorità competente del paese terzo o del territorio e soggetto al controllo
             di detta autorità, il quale:
             i)     provvede affinché nello stabilimento vengano applicate misure di
                    sorveglianza e di controllo della malattia adeguate in relazione alla
                    situazione sanitaria del paese terzo o del territorio e approvate
                    dall'autorità competente; tali misure devono comprendere quanto segue:
                    –      un programma di sorveglianza annuale delle malattie contenente
                           adeguate misure di controllo delle zoonosi;
                    –      prove cliniche, di laboratorio e post mortem sugli animali che si
                           sospetta essere affetti da malattie;
                    –      ove opportuno, la vaccinazione contro le malattie infettive degli
                           animali sensibili, conformemente al codice sanitario per gli animali
                           terrestri e al manuale dei test diagnostici e dei vaccini per animali
                           terrestri dell'OIE;
             ii)    provvede affinché eventuali decessi sospetti o la presenza di qualunque
                    altro sintomo indicativo dell'influenza aviaria ad alta patogenicità,
                    l'infezione da virus della malattia di Newcastle o la clamidiosi aviare
                    siano notificati senza indugio all'autorità competente del paese terzo o del
                    territorio;
             iii)   garantisce che gli animali introdotti nello stabilimento siano stati isolati
                    come necessario, in conformità alle prescrizioni di cui al paragrafo 1,
                    lettera b), e alle eventuali istruzioni dell'autorità competente del paese
                    terzo o del territorio.
   5. Le prescrizioni in materia di sanità animale relative allo stato sanitario di cui
      all'articolo 56 sono le seguenti:
      a)     lo stabilimento deve essere indenne da influenza aviaria ad alta patogenicità,
             dall'infezione da virus della malattia di Newcastle e dalla clamidiosi aviare;
             affinché lo stabilimento sia dichiarato indenne da tali malattie, l'autorità
             competente del paese terzo o del territorio esamina la documentazione relativa
             allo stato sanitario degli animali riguardante un periodo di almeno tre anni
             precedente la data della domanda di riconoscimento e i risultati delle prove
             cliniche e di laboratorio effettuate sugli animali in questione. I nuovi
             stabilimenti tuttavia devono ottenere il riconoscimento unicamente sulla base
IT                                             55                                                IT
 ---pagebreak---       dei risultati delle prove cliniche e di laboratorio effettuate sugli animali in tali
      stabilimenti;
   b) l'operatore responsabile dello stabilimento deve avere accordi con un
      laboratorio per lo svolgimento degli esami post mortem oppure disporre di uno
      o più locali idonei dove questi esami possano essere effettuati da una persona
      competente sotto l'autorità di un veterinario riconosciuto a tal fine dall'autorità
      competente del paese terzo o del territorio.
IT                                     56                                                  IT
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO XX
      PROCEDURE DI ESAME, CAMPIONAMENTO E PROVA DEI VOLATILI IN
      CATTIVITÀ PER L'INFLUENZA AVIARIA AD ALTA PATOGENICITÀ E LA
                                  MALATTIA DI NEWCASTLE
   1.    Durante la quarantena i volatili sentinella o, qualora questi non vengano utilizzati, i
         volatili in cattività devono essere sottoposti alle procedure seguenti:
         a)    casi per cui è previsto l'impiego di volatili sentinella:
               i)     i campioni di sangue per l'esame sierologico devono essere prelevati da
                      tutti i volatili sentinella entro un periodo non inferiore a 21 giorni dalla
                      data del loro ingresso in quarantena ed entro un periodo di almeno tre
                      giorni prima della data di fine della quarantena;
               ii)    se i volatili sentinella presentano risultati sierologici positivi o non
                      conclusivi per i campioni di cui al punto i):
                      –      i volatili importati devono essere sottoposti a esame virologico;
                      –      devono essere prelevati tamponi cloacali (o feci) e tamponi
                             tracheali/orofaringei da almeno 60 volatili o da tutti i volatili se la
                             partita comprende meno di 60 volatili;
         b)    casi per cui non è previsto l'impiego di volatili sentinella:
               –      i volatili importati devono essere sottoposti ad una prova virologica (una
                      prova sierologica non è pertanto adeguata);
               –      nel periodo compreso tra i primi 7-15 giorni di quarantena devono essere
                      prelevati tamponi tracheali/orofaringei o cloacali (o feci) da almeno 60
                      volatili o da tutti i volatili se la partita comprende meno di 60 volatili.
   2.    Oltre alle prove di cui al punto 1, devono essere prelevati i seguenti campioni per
         l'esame virologico:
         a)    campioni cloacali (o feci) e, se possibile, campioni tracheali/orofaringei dai
               volatili clinicamente malati o dai volatili sentinella malati;
         b)    campioni di contenuto intestinale, tessuto celebrale, trachea, polmoni, fegato,
               milza, reni e altri organi chiaramente interessati, quanto prima dopo il decesso:
               i)     dai volatili sentinella morti e da tutti i volatili giunti morti all'arrivo in
                      quarantena e da quelli morti durante la quarantena; o
               ii)    nel caso di un'elevata mortalità in grandi partite di piccoli volatili, da
                      almeno il 10 % dei volatili morti.
   3.    Ai fini dell'esame virologico i campioni possono essere aggregati fino a un massimo
         di cinque campioni provenienti da singoli volatili per ogni pool.
         Il materiale fecale deve essere aggregato separatamente da altri campioni di organi e
         tessuti.
IT                                                  57                                               IT
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO XXI
      PRESCRIZIONI SPECIFICHE RELATIVE A CANI, GATTI E FURETTI
                    DESTINATI ALL'INGRESSO NELL'UNIONE
   1.  PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA                   PROVA       DI    TITOLAZIONE      DEGLI
       ANTICORPI PER LA RABBIA:
       a)   deve essere effettuata su un campione prelevato da un veterinario autorizzato
            dall'autorità competente nel periodo compreso tra almeno 30 giorni dopo la
            data della vaccinazione primaria, nell'ambito di serie di vaccinazioni valide in
            corso, e tre mesi prima della data di rilascio del certificato;
       b)   deve misurare un titolo di anticorpi neutralizzanti del virus della rabbia pari o
            superiore a 0,5 IU/ml;
       c)   deve essere certificata da una relazione ufficiale del laboratorio ufficiale per
            quanto riguarda il risultato, e una copia di tale relazione deve essere allegata al
            certificato sanitario che accompagna gli animali verso l'Unione;
       d)   non è necessario che venga rinnovata su un animale che, sottoposto con
            risultati soddisfacenti alla prova di titolazione degli anticorpi per la rabbia, è
            stato rivaccinato contro la rabbia entro il periodo di validità della vaccinazione
            primaria di cui alla lettera a) e di tutte le vaccinazioni successive valide della
            serie.
   2.  TRATTAMENTO             CONTRO         L'INFESTAZIONE           DA     ECHINOCCOCUS
       MULTILOCULARIS
       Prima dell'ingresso nell'Unione i cani devono essere trattati contro l'infestazione da
       Echinococcus multilocularis come segue:
       a)   il trattamento deve consistere in un medicinale veterinario autorizzato
            contenente la dose appropriata di praziquantel o di sostanze
            farmacologicamente attive che, da sole o combinate, hanno dimostrato di
            ridurre la quantità di forme intestinali mature e immature dell'Echinococcus
            multilocularis nelle specie ospiti interessate;
       b)   il prodotto deve essere somministrato da un veterinario entro un periodo
            compreso tra non più di 48 ore e non meno di 24 ore prima dell'arrivo
            nell'Unione;
       c)   le seguenti informazioni relative al trattamento devono essere certificate dal
            veterinario che lo somministra nel certificato sanitario di cui all'articolo 3,
            paragrafo 1, lettera c), punto i):
            i)     il codice alfanumerico del transponder o del tatuaggio del cane, del gatto
                   o del furetto;
            ii)    il nome del          prodotto   contro   l'infestazione   da  Echinococcus
                   multilocularis;
            iii)   il nome del fabbricante del prodotto;
            iv)    la data e l'ora del trattamento;
            v)     il nome, il timbro e la firma del veterinario che lo ha somministrato.
IT                                             58                                               IT
 ---pagebreak---                                     ALLEGATO XXII
     PRESCRIZIONI RELATIVE AI PERIODI DI PERMANENZA DELLE UOVA DA
                COVA PRIMA DEL LORO INGRESSO NELL'UNIONE
                                                                         Periodo minimo
                                 Periodo di
                                                                        senza contatto con
                                permanenza             Periodo di
                 Il periodo                                             pollame o uova da
                             minimo nel paese     permanenza minimo
                      di                                                    cova di stato
   Categoria di             terzo o territorio di nello stabilimento di
                permanenza                                              sanitario inferiore,
   uova da cova                origine o nella        origine di cui
                 minimo si                                              volatili in cattività
                              loro zona di cui       all'articolo 98,
                 applica a:                                             o volatili selvatici
                               all'articolo 98,         lettera b)
                                                                         di cui all'articolo
                                  lettera a)
                                                                           98, lettera c)
     Uova da
                 Gruppo di
      cova di                       3 mesi             6 settimane           6 settimane
                   origine
     pollame
     Partite di
    meno di 20
   uova da cova  Gruppo di
                                    3 mesi             3 settimane           3 settimane
    di pollame     origine
    diverso dai
       ratiti
IT                                           59                                               IT
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO XXIII
      PRESCRIZIONI RELATIVE AL PERIODO DI PERMANENZA PRIMA DELLA
    MACELLAZIONE O DELL'ABBATTIMENTO DEGLI UNGULATI DETENUTI DA
                        CUI SONO OTTENUTE LE CARNI FRESCHE
   1.     Il periodo durante il quale gli ungulati devono essere rimasti nel paese terzo o
          territorio di origine o nella loro zona prima della data di macellazione o di
          abbattimento di cui all'articolo 131, paragrafo 2, lettera a), deve essere:
          a)     almeno pari ai tre mesi precedenti tale data; o
          b)     inferiore ai tre mesi precedenti tale data se gli ungulati hanno un'età inferiore a
                 tre mesi.
   2.     Gli ungulati detenuti devono essere rimasti nel loro stabilimento di origine senza
          essere entrati in contatto con ungulati di stato sanitario inferiore, come indicato
          all'articolo 131, paragrafo 2, lettere b) e c), almeno per i 40 giorni precedenti la data
          di macellazione o di abbattimento, se tali animali:
          a)     sono originari di un paese terzo, di un territorio o di una loro zona che applica
                 una o più delle condizioni specifiche di cui all'allegato XXIV, parte B;
          b)     rientrano nell'ambito di applicazione della deroga di cui all'articolo 132.
IT                                                60                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                              ALLEGATO XXIV
          INDENNITÀ DA MALATTIA NEL PAESE TERZO O TERRITORIO DI ORIGINE DEI PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE
   Parte A
   Periodi minimi (in mesi) di indennità da malattia del paese terzo o territorio di origine o della loro zona, conformemente all'articolo 133, paragrafo 1.
                                                                                                                                             7. Ungulati diversi
                                                                                                                                               da quelli di cui
                                          1. Bovini         2. Ovini          3. Caprini       4. Suini       5. Camelidi      6. Cervidi
                                                                                                                                              alle colonne 1, 2,
                                                                                                                                                  3, 4, 5, 6*
   Afta epizootica                         12 m**           12 m**             12 m**          12 m**           12 m**           12 m**            12 m**
   Infezione da virus della peste
                                            12 m             12 m                12 m            12 m            12 m             12 m              12 m
   bovina
   Peste suina africana                      NA                NA                 NA             12 m             NA               NA                NA
   Peste suina classica                      NA                NA                 NA           12 m**             NA               NA                NA
   *         Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   **        Questo periodo può essere ridotto in presenza di condizioni specifiche, conformemente alla parte B, fornite dall'autorità competente del paese terzo o del
             territorio.
   NA = non applicabile.
IT                                                                                     61                                                                               IT
 ---pagebreak---    Parte B
   Condizioni specifiche che devono essere garantite dall'autorità competente se il paese terzo, il territorio o la loro zona sono indenni da malattia da un periodo
   inferiore a 12 mesi, come previsto dalla deroga di cui all'articolo 133, paragrafo 1:
          Afta epizootica
                                   Informazioni supplementari per garantire la determinazione della data a partire dalla quale il paese terzo, il territorio o la loro
                                                                               zona sono considerati indenni da malattia.
       Peste suina classica
IT                                                                                     62                                                                              IT
 ---pagebreak---                                                                            ALLEGATO XXV
      VACCINAZIONE NEL PAESE TERZO O TERRITORIO DI ORIGINE, O NELLA LORO ZONA, E NEGLI STABILIMENTI DI
                                    ORIGINE DEGLI ANIMALI DA CUI SONO OTTENUTE LE CARNI FRESCHE
   Parte A
   Prescrizioni in materia di sanità animale relative all'assenza di vaccinazione nel paese terzo o territorio di origine o nella loro zona e nello
   stabilimento di origine degli ungulati da cui sono ottenute le carni fresche:
                                                                                                                                       7. Ungulati
                                                                                                                                    diversi da quelli
                                      1. Bovini        2. Ovini       3. Caprini        4. Suini       5. Camelidi  6. Cervidi          di cui alle
                                                                                                                                     colonne 1, 2, 3,
                                                                                                                                         4, 5, 6*
           Afta epizootica           NV/NVS**        NV/NVS**        NV/NVS**          NV/NVS         NV/NVS**     NV/NVS**           NV/NVS**
    Infezione da virus della peste
                                     NV/NVS**        NV/NVS**        NV/NVS**          NV/NVS         NV/NVS**     NV/NVS**           NV/NVS**
                bovina
         Peste suina africana            NA               NA              NA           NV/NVS              NA          NA                  NA
         Peste suina classica            NA               NA              NA           NV/NVS              NA          NA                  NA
   NV = per un periodo almeno pari ai 12 mesi precedenti la data di spedizione nell'Unione: non sono state effettuate vaccinazioni nel paese terzo, nel territorio o
   nella loro zona e non sono stati introdotti animali vaccinati nel paese terzo, nel territorio o nella zona.
   NVS = nessun animale vaccinato nello stabilimento di origine degli ungulati da cui sono ottenute le carni fresche.
   NA = non applicabile.
   *          Applicabile solo alle specie elencate in conformità all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione.
   **         O condizioni specifiche, conformemente alla parte B, fornite dall'autorità competente del paese terzo o del territorio.
IT                                                                                       63                                                                          IT
 ---pagebreak---    Parte B
   Condizioni specifiche che devono essere garantite dalle autorità competenti se la
   vaccinazione contro l'afta epizootica è stata effettuata nel paese terzo, nel territorio o
   nella loro zona da meno di 12 mesi, di cui all'articolo 133, paragrafo 3
   1.       IN  PROVENIENZA DA UN PAESE TERZO, DA UN TERRITORIO O DA UNA LORO ZONA
            INDENNI DA AFTA EPIZOOTICA E IN CUI È PRATICATA LA VACCINAZIONE CONTRO I
            CEPPI A, O O C DELL'AFTA EPIZOOTICA
            L'autorità competente del paese terzo o territorio di origine deve fornire informazioni
            supplementari per garantire l'assenza del virus dell'afta epizootica nelle carni fresche
            e il soddisfacimento delle seguenti prescrizioni:
            a)     un programma di vaccinazione contro l'afta epizootica è attuato nei bovini
                   detenuti e controllato dall'autorità competente del paese terzo o territorio di
                   origine;
            b)     le carni fresche sono ottenute:
                   i)    da bovini, ovini e caprini originari di stabilimenti all'interno dei quali e
                         intorno ai quali, in un'area con un raggio di 25 km, non sono stati
                         segnalati casi di afta epizootica e di peste bovina nei 60 giorni precedenti
                         la data di spedizione al macello;
                   o
                   ii)   da ungulati detenuti di specie elencate diversi da bovini, ovini, caprini e
                         suini originari di stabilimenti all'interno dei quali e intorno ai quali, in
                         un'area con un raggio di 50 km, non sono stati segnalati casi di afta
                         epizootica e di peste bovina nei 90 giorni precedenti la data di spedizione
                         al macello;
                   o
                   iii)  da ungulati che soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 138;
            c)     le carni sono carni fresche disossate, diverse dalle frattaglie, ottenute da
                   carcasse:
                   i)    da cui sono stati rimossi i principali linfonodi accessibili;
                   ii)   che sono state sottoposte a frollatura a una temperatura superiore a + 2 ºC
                         per almeno 24 ore prima del disossamento;
                   iii)  in cui il pH della carne misurato elettronicamente all'interno del muscolo
                         longissimus dorsi dopo la frollatura e prima del disossamento è risultato
                         inferiore a 6,0.
   2.       IN  PROVENIENZA DA UN PAESE TERZO, DA UN TERRITORIO O DA UNA LORO ZONA
            INDENNI DA AFTA EPIZOOTICA E IN CUI È PRATICATA LA VACCINAZIONE CONTRO I
            CEPPI A, O O C DELL'AFTA EPIZOOTICA E CHE SONO SOGGETTI A CONDIZIONI
            SPECIFICHE SUPPLEMENTARI
            In aggiunta alle prescrizioni di cui al punto 1, l'autorità competente del paese terzo o
            del territorio deve soddisfare condizioni specifiche supplementari in relazione al
IT                                                  64                                                IT
 ---pagebreak---         programma di vaccinazione che dimostrano l'assenza del virus dell'afta epizootica
        nelle carni fresche provenienti dalla zona.
   3.   ZONE INDENNI DA AFTA EPIZOOTICA IN CUI NON È PRATICATA LA VACCINAZIONE
   3.1. Ceppi dell'afta epizootica SAT o ASIA 1
        Se le carni fresche sono originarie di una zona indenne da afta epizootica in cui non è
        praticata la vaccinazione, ma tale zona è situata in un paese terzo o in un territorio in
        cui è praticata la vaccinazione contro i ceppi SAT o ASIA 1 dell'afta epizootica (AE)
        in altre zone, o se tali ceppi sono endemici in una o più parti del paese terzo o del
        territorio o nello Stato membro o nei paesi terzi limitrofi, le autorità competenti del
        paese terzo o del territorio di origine di tali carni devono fornire le necessarie
        informazioni supplementari per garantire l'assenza del virus dell'afta epizootica nelle
        carni fresche e assicurare il soddisfacimento delle seguenti prescrizioni in materia di
        sanità animale:
        a)     le carni fresche sono ottenute:
               i)     da animali detenuti di specie elencate originari di stabilimenti all'interno
                      dei quali e intorno ai quali, in un'area con un raggio di 10 km, non sono
                      stati segnalati casi di afta epizootica e di peste bovina nei 12 mesi
                      precedenti la data di macellazione;
               o
               ii)    da ungulati che soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 138;
        b)     non è autorizzata l'esportazione delle carni nell'Unione prima che siano
               trascorsi 21 giorni dalla data di macellazione;
        c)     le carni sono carni fresche disossate, diverse dalle frattaglie, ottenute da
               carcasse:
               i)     da cui sono stati rimossi i principali linfonodi accessibili;
               ii)    che sono state sottoposte a frollatura a una temperatura superiore a + 2 ºC
                      per almeno 24 ore prima del disossamento.
   3.2. Ceppi dell'afta epizootica A, O o C
        Se le carni fresche sono originarie di una zona indenne da afta epizootica in cui non è
        praticata la vaccinazione contro l'afta epizootica, ma tale zona è situata in un paese
        terzo o in un territorio in cui è praticata la vaccinazione contro i ceppi A, O o C
        dell'afta epizootica e se le autorità competenti del paese terzo o del territorio hanno
        fornito garanzie supplementari sulle condizioni specifiche per il paese terzo, il
        territorio o la zona che dimostrano l'assenza del virus dell'afta epizootica nelle carni
        fresche provenienti dalla zona, le autorità competenti del paese terzo o territorio di
        origine devono fornire le seguenti informazioni supplementari:
        a)     garanzie in merito al fatto che il programma di sorveglianza per l'afta
               epizootica applicabile alla zona indenne, che dimostra l'assenza dell'afta
               epizootica, è effettuato e controllato dalle autorità competenti del paese terzo o
               territorio di origine;
        b)     garanzie sull'applicazione delle prescrizioni in materia di sanità animale di cui
               al punto 1, lettere b) e c).
IT                                               65                                                IT
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO XXVI
      TRATTAMENTI DI RIDUZIONE DEI RISCHI PER I PRODOTTI A BASE DI
                                               CARNE
   1.    TRATTAMENTI        PER LA RIDUZIONE DEI RISCHI PER I PRODOTTI A BASE DI CARNE,
         ELENCATI IN ORDINE DECRESCENTE DI RIGOROSITÀ
   B   =    Trattamento in contenitore sigillato ermeticamente per raggiungere un valore F o pari o
           superiore a tre.
   C   =    Durante la trasformazione il prodotto a base di carne deve raggiungere una temperatura
            minima di 80 ºC nell'intera massa.
   D   =    Durante la trasformazione di prodotti a base di carne e stomaci, vesciche e intestini
            trattati, le carni o gli stomaci, le vesciche e gli intestini devono raggiungere una
            temperatura di almeno 70 °C nell'intera massa, oppure, per il prosciutto crudo, è
            necessario un processo di fermentazione naturale e maturazione di almeno nove mesi che
            produca come risultato i seguenti valori:
            — Aw non superiore a 0,93;
            — pH non superiore a 6,0.
   D1  =    Cottura accurata della carne, precedentemente disossata e sgrassata, sottoposta a
            riscaldamento in modo da mantenere una temperatura interna pari o superiore a 70 °C per
            almeno 30 minuti.
   E   =    Per le carni essiccate ("biltong") o prodotti assimilati, un trattamento che produca come
            risultato i seguenti valori:
            — Aw non superiore a 0,93;
            — pH non superiore a 6,0.
   F   =    Trattamento termico in virtù del quale la carne mantenga una temperatura nella parte più
            interna di almeno 65 °C per un tempo sufficiente a raggiungere un valore di
            pastorizzazione (Pv) pari o superiore a 40.
   2.    TRATTAMENTI PER LA RIDUZIONE DEI RISCHI PER I BUDELLI
         Budelli 1 = Salatura con cloruro di sodio (NaCl), secco o sotto forma di salamoia
         satura (Aw < 0,80), per un periodo continuativo di almeno 30 giorni a una
         temperatura di 20 °C o superiore.
         Budelli 2 = Salatura con fosfato addizionato a sale contenente 86,5 % NaCl, 10,7 %
         Na2HPO4 e 2,8 % Na3PO4 (peso/peso/peso), secco o sotto forma di salamoia satura
         (Aw < 0,80), per un periodo continuativo di almeno 30 giorni a una temperatura di
         20 °C o superiore.
         Budelli 3 = Salatura con NaCl per 30 giorni.
         Budelli 4 = Decolorazione.
IT                                                66                                                  IT
 ---pagebreak---    Budelli 5 = Essiccatura dopo la raschiatura.
IT                                      67      IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO XXVII
   TRATTAMENTI DI RIDUZIONE DEI RISCHI PER IL LATTE E I PRODOTTI LATTIERO-
                                                  CASEARI
                                                                    A                B
                                                                              Diverse da Bos
                                                           Bos Taurus, Ovis
                                                                             Taurus, Ovis aries,
                                                              aries, Capra
            Specie di origine del latte e dei prodotti                         Capra hircus,
                                                            hircus, Bubalus
                         lattiero-caseari                                    Bubalus bubalis e
                                                          bubalis e Camelus
                                                                                 Camelus
                                                             dromedarius
                                                                               dromedarius
                                                          1. Paesi terzi non
                                                             ufficialmente
                                                             indenni da afta
                                                             epizootica (AE)
                                                             nei 12 mesi
         Stato sanitario degli animali del paese terzo       precedenti            Tutti
                                                          2. Paesi terzi in
                                                             cui è praticata
                                                             la vaccinazione
                                                             contro l'AE
        Processo di sterilizzazione fino a raggiungere
                                                                   Sì                Sì
        un valore Fo pari o superiore a 3
        Trattamento a temperatura ultra alta (UHT) ad
        almeno 135 °C per un periodo di durata                     Sì                Sì
        appropriata
        Trattamento di pastorizzazione rapida ad
        elevata temperatura (HTST) a 72 °C per 15
        secondi, applicato due volte al latte con un pH
        pari o superiore a 7,0 sufficiente a garantire,            Sì               No
        ove applicabile, una reazione negativa alla
        prova della fosfatasi alcalina eseguita
        immediatamente dopo il trattamento
        Trattamento HTST del latte con un pH
                                                                   Sì               No
        inferiore a 7,0
        Trattamento HTST associato ad un altro
        trattamento fisico, quale:
         i) un abbassamento del pH al di sotto di 6
             per un'ora, oppure                                    Sì               No
         ii) un ulteriore trattamento termico a
             temperatura pari o superiore a 72 °C,
             associato a essiccazione
         No: trattamento non consentito.
         Sì: trattamento accettabile.
IT                                                     68                                        IT
 ---pagebreak---                                    ALLEGATO XXVIII
      TRATTAMENTI DI RIDUZIONE DEI RISCHI PER GLI OVOPRODOTTI
   1.   TRATTAMENTI         DEGLI OVOPRODOTTI PER L'INATTIVAZIONE DELL'INFLUENZA
        AVIARIA AD ALTA PATOGENICITÀ
        I seguenti trattamenti sono idonei all'inattivazione dell'influenza aviaria ad alta
        patogenicità nei seguenti ovoprodotti:
         Ovoprodotto                                          Trattamento
                                  Temperatura nella parte più             Durata del trattamento
                                            interna
                                                                        [in secondi (s) o ore (ore)]
                                     [in gradi Celsius (oC)]
         Albume liquido                      55,6 oC                              870 s
                                             56,7 oC                              232 s
         Tuorlo salato al 10 %               62,2 oC                              138 s
         Albume essiccato                     67 oC                               20 ore
                                             54,4 oC                             513 ore
         Uova intere                          60 oC                               188 s
                                                             cottura completa
         Miscele di uova intere               60 oC                               188 s
                                             61,1 oC                               94 s
                                                             cottura completa
   2.   TRATTAMENTI        DEGLI OVOPRODOTTI PER L'INATTIVAZIONE DELL'INFEZIONE DA
        VIRUS DELLA MALATTIA DI NEWCASTLE
        I seguenti trattamenti sono idonei all'inattivazione dell'infezione da virus della
        malattia di Newcastle nei seguenti ovoprodotti:
         Ovoprodotto                                          Trattamento
                                  Temperatura nella parte più             Durata del trattamento
                                            interna
                                                                        [in secondi (s) o ore (ore)]
                                     [in gradi Celsius (oC)]
         Albume liquido                       55 oC                              2 278 s
                                              57 oC                               986 s
                                              59 oC                               301 s
         Tuorlo salato al 10 %                55 oC                               176 s
IT                                             69                                                    IT
 ---pagebreak---    Albume essiccato 57 oC                  50,4 ore
   Uova intere      55 oC                  2 521 s
                    57 oC                  1 596 s
                    59 oC                   674 s
                          cottura completa
IT                   70                             IT
 ---pagebreak---                                                                  ALLEGATO XXIX
       ELENCO DELLE SPECIE SENSIBILI A MALATTIE PER LE QUALI GLI STATI MEMBRI APPLICANO MISURE NAZIONALI
                                  CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 226 DEL REGOLAMENTO (UE) 2016/429
                      Malattia                                                            Specie sensibili
   Viremia primaverile delle carpe (VPC)      Carpa testa grossa (Aristichthys nobilis), carassio dorato (Carassius auratus), carassio comune
                                              (Carassius carassius), carpa erbivora (Ctenopharyngodon idellus), carpa comune e carpa koi
                                              (Cyprinus carpio), carpa argentata (Hypophthalmichthys molitrix), siluro (Silurus glanis), tinca
                                              (Tinca tinca), ido (Leuciscus idus)
   Nefrite batterica (BKD)                    Famiglia: salmonidi
   Necrosi pancreatica infettiva (IPN)        Salmerino di fontana (Salvelinus fontinalis), salmotrota (Salmo trutta), salmone atlantico (Salmo
                                              salar), salmone del Pacifico (Oncorhynchus spp.), coregone lavarello (Coregonus lavaretus)
   Infezione da alfavirus dei salmonidi (SAV) Salmone atlantico (Salmo salar), trota iridea (Oncorhynchus mykiss), salmotrota (Salmo trutta)
   Infezione da Gyrodactylus salaris (GS)     Salmone atlantico (Salmo salar), trota iridea (Oncorhynchus mykiss), salmerino alpino (Salvelinus
                                              alpinus), salmerino di fontana nordamericano (Salvelinus fontinalis), temolo (Thymallus
                                              thymallus), salmerino di lago nordamericano (Salvelinus namaycush), salmotrota (Salmo trutta)
                                              Qualunque specie entrata in contatto con specie sensibili è a sua volta considerata sensibile.
   Ostreid herpes virus 1 µvar (OsHV-1 μvar)  Ostrica giapponese (Crassostrea gigas)
IT                                                                        71                                                                    IT
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         CONDIZIONI ALLE QUALI LE SPECIE ELENCATE NELLA COLONNA 4 DELLA TABELLA DI CUI ALL'ALLEGATO DEL
                REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/1882 DELLA COMMISSIONE SONO CONSIDERATE VETTRICI
                                                    Condizioni alle quali le specie di animali acquatici elencate nella colonna 4 della tabella di cui
     Elenco di malattie            Vettori         all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione sono considerate
                                                                                                 vettrici
   Necrosi
   ematopoietica                                 Considerate vettrici della necrosi ematopoietica epizootica in qualsiasi condizione.
   epizootica
   Setticemia                                    Considerate vettrici della setticemia emorragica virale quando entrano in contatto con le specie
   emorragica virale                             elencate nella colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE)
                                                 2018/1882 della Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
   Necrosi                                       Considerate vettrici della necrosi ematopoietica infettiva quando entrano in contatto con le specie
   ematopoietica          Come elencato    nella elencate nella colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE)
   infettiva              colonna      4   della 2018/1882 della Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
   Infezione da virus     tabella      di    cui
   dell'anemia infettiva  all'allegato       del
   del salmone con        regolamento         di Non sono elencate specie vettrici dell'infezione da virus dell'anemia infettiva del salmone con
   delezione a livello di esecuzione       (UE)  delezione a livello di HPR (highly polymorphic region).
   HPR (highly            2018/1882        della
   polymorphic region)    Commissione
   Infezione da
   Mikrocytos mackini                            Non sono elencate specie vettrici dell'infezione da Mikrocytos mackini.
   Infezione da                                  Considerate vettrici di Perkinsus marinus quando entrano in contatto con le specie elencate nella
   Perkinsus marinus                             colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della
                                                 Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
IT                                                                          72                                                                         IT
 ---pagebreak---                                     Condizioni alle quali le specie di animali acquatici elencate nella colonna 4 della tabella di cui
     Elenco di malattie Vettori    all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione sono considerate
                                                                                 vettrici
   Infezione da                 Considerate vettrici di Bonamia ostreae quando entrano in contatto con le specie elencate nella
   Bonamia ostreae              colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della
                                Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
   Infezione da                 Considerate vettrici di Bonamia exitiosa quando entrano in contatto con le specie elencate nella
   Bonamia exitiosa             colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della
                                Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
   Infezione da                 Considerate vettrici di Marteilia refringens quando entrano in contatto con le specie elencate nella
   Marteilia refringens         colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della
                                Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
   Infezione da virus           Considerate vettrici del virus della sindrome di Taura quando entrano in contatto con le specie
   della sindrome di            elencate nella colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE)
   Taura                        2018/1882 della Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
   Infezione da virus           Considerate vettrici del virus della malattia della testa gialla quando entrano in contatto con le
   della malattia della         specie elencate nella colonna 3 della tabella di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE)
   testa gialla                 2018/1882 della Commissione mediante la coabitazione o l'approvvigionamento idrico.
   Infezione da virus           Considerate vettrici del virus della sindrome dei punti bianchi (white spot syndrome) quando
   della sindrome dei           entrano in contatto con le specie elencate nella colonna 3 della tabella di cui all'allegato del
   punti bianchi (white         regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione mediante la coabitazione o
   spot syndrome)               l'approvvigionamento idrico.
IT                                                          73                                                                         IT