CELEX: 51992PC0508
Language: it
Date: 1992-12-14
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO concernente la conclusione della convenzione quadro sul cambiamento climatico

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                    C0MC92) 508 def.
                                    Bruxelles, 14 dicembre 1992
                       Proposta di
                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
            concernente la conclusione della
      convenzione quadro sul cambiamento climatico
             (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                     - 1
                                  RELAZIONE
 1.  Nel vertice di Dublino del giugno 1990, il Consiglio europeo ha
      riconosciuto il carattere planetario dell'effetto serra ed ha
     esortato tutti i paesi a definire quanto prima obiettivi e strategie
     per    la riduzione delle emissioni     dei gas che concorrono a
     determinare tale effetto.
 2.  Riconoscendo che si deve affrontare l'effetto serra in termini
     globali, la Comunità ha ritenuto di dover adottare al proprio
      livello misure preventive volte a ridurre le emissioni di C0 2 .
     Nella seduta del 29 ottobre 1990, il Consiglio congiunto dei
     ministri dell'energia e dell'ambiente ha deciso di intraprendere
     azioni intese ad assicurare entro il 2000 la stabilizzazione ai
      livelli del 1990 delle emissioni totali di C0 2 nella Comunità.
 3.  La Dichiarazione dei ministri stilata nella seconda Conferenza
     mondiale sul clima del 7 novembre 1990 invitava a negoziare una
     convenzione quadro sul cambiamento climatico ed esortava tutti I
     paesi e le organizzazioni regionali di integrazione economica a
     parteciparvi.
4.   In data 4 febbraio 1991 il Consiglio ha autorizzato la Commissione a
     partecipare a nome della Comunità ai negoziati sulla convenzione sul
     cambiamento climatico.
5.   In data 14 ottobre 1991 la Commissione ha presentato al Consiglio
    una comunicazione relativa alla strategia comunitaria per il
     raggiungimento dell'obiettivo della stabilizzazione. La strategia
    proposta si basa su tre elementi: misure convenzionali, misure
    fiscali e programmi nazionali.
6.   Il Consiglio congiunto dei ministri dell'energia e dell'ambiente ha
    ribadito nella seduta del 13 dicembre 1991            l'importanza che
    attribuisce al successo dei negoziati in corso presso il comitato
     intergovernativo sul cambiamento climatico.
7.  Nella seduta del 26 maggio 1992 il Consiglio Ambiente ha deciso che
     la Comunità avrebbe firmato la convenzione quadro sul cambiamento
    climatico, previo inserimento nel testo di una dichiarazione che
    afferma che il Consiglio e la Commissione dichiarano, per chiarezza
    e secondo quanto previsto dal punto 3 dell'articolo 21 della
    convenzione, che l'inserimento della Comunità europea e degli Stati
    membri negli elenchi riportati negli allegati alla convenzione non
    pregiudica la distinzione delle competenze e delle responsabilità
    della Comunità da quelle degli Stati membri.
8.  Il Sig. A. Cavaco Silva, primo ministro portoghese, parlando a nome
    della Comunità europea e degli Stati membri in occasione della firma
    della convenzione da parte della Comunità, ha ribadito l'obiettivo
    di stabilizzare entro il 2000 nella Comunità le emissioni di C0 2
    ai livelli del 1990 e ha esortato tutti i paesi a firmarla durante
    l'UNCED e a ratificarla quanto prima.
 ---pagebreak---                                       - 2 -
 PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO CONCERNENTE LA CONCLUSIONE DELLA
 CONVENZIONE QUADRO SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
 visto il trattato che istituisce       la Comunità economica europea e in
 particolare l'articolo 130 S,
 vista la proposta della Commissione,
 visto II parere del Parlamento europeo*1*,
 visto il parere del Comitato economico e sociale*2*,
 1.  considerando che      la Comunità ha partecipato ai negoziati*3*
     svoltisi nell'ambito del comitato intergovernativo di negoziato
      Istituito dall'assemblea generale delle Nazioni Uniteti per la
     preparazione di una convenzione quadro sul cambiamento climatico;
2.   considerando che nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite su
     ambiente e sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno
     1992 la Comunità ha firmato la convenzione quadro sul cambiamento
     ci imatico;
3.   considerando che la suddetta convenzione ha per obiettivo la
     stabilizzazione della concentrazione nell'atmosfera dei gas serra a
      livelli tali da evitare pericolose interferenze di origine antropica
     sul clima, e che tale obiettivo ò conforme alla polìtica comunitaria
      in questo campo;
4.   considerando che nelle conclusioni del Consiglio del 29 ottobre 1990
     si afferma che la Comunità europea e gli Stati membri sono concordi
     nelrintraprendere azioni volte a raggiungere entro il 2000 la
     stabilizzazione ai livelli del 1990 delle emissioni complessive di
     C 0 2 dell'intera Comunità;
5.   considerando che per il raggiungimento del suddetto obiettivo è
     essenziale che altri paesi si affianchino alla Comunità e agli Stati
     membri e intraprendano azioni analoghe;
6.   considerando     che   la   convenzione,   secondo   quanto   stabilito
     dall'articolo     22,   ò   aperta   alla  ratifica,   accettazione   o
     approvazione da parte      di Stati e organizzazioni regionali di
     integrazione economica;
(1)     GU C ...
(2)     GU C ...
(3)     Conclusioni del Consiglio del 4 febbraio 1992 non pubblicate sulla
        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
(4)     Risoluzione 45/212 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del
        19 dicembre 1990 sulla protezione del clima del pianeta per le
        generazioni umane presenti e future.
 ---pagebreak---                                     - 3 -
 7.   considerando che uno degli obiettivi della Comunità, secondo quanto
      stabilito   dall'articolo   130   R,    consiste    nella    protezione
      dell'ambiente, la quale include l'adozione di misure intese a
      prevenire   il cambiamento climatico; che        le relative azioni
      preventive devono essere prese a livello internazionale;
 8.   considerando che la Comunità e gli Stati membri condividono le
      competenze relative alle aree coperte dalla convenzione; che la
      Comunità e gli Stati membri devono pertanto diventare parti
      contraenti, in modo da ottemperare adeguatamente a tutti gli
      obblighi stabiliti dalla convenzione;
 9.   considerando che, nell'intento di rispettare l'obiettivo della
      convenzione di giungere alla stabilizzazione delle emissioni, pur
      non essendo    tutti  gli   Stati   membri   pronti    a    conseguirlo
      individualmente, è necessario che       la Comunità diventi       parte
     contraente della convenzione e si assuma le proprie responsabilità;
10. considerando che, data l'urgenza di agire rapidamente, é essenziale
     che la Comunità e gli Stati membri completino quanto prima le
     procedure di ratifica e di approvazione della convenzione-,
11. considerando l'opportunità che la Comunità e gli           Stati membri
     depositino, se possibile contemporaneamente, gli          strumenti di
     ratifica, accettazione o approvazione,
DECIDE:
Articolo 1
Con il presente documento la Comunità economica europea approva la
convenzione sul cambiamento climatico firmata a Rio de Janeiro nel
giugno 1992.
 Il testo della     convenzione  figura   nell'allegato   l  alla    presente
decisione.
Art icolo 2
1.   Il Presidente del Consiglio, in nome della Comunità economica
     europea, depositerà presso il Segretario generale delle Nazioni
     Unite gli strumenti di approvazione, secondo quanto stabilito al
     paragrafo 1 dell'articolo 22 della convenzione.
2.   Contemporaneamente il Presidente depositerà la dichiarazione sulle
     competenze enunciata nell'allegato II alla presente decisione,
     secondo quanto previsto dal paragrafo 3 dell'articolo 22 della
     convenzione unitamente al testo della dichiarazione contenuta
     nell'allegato III della presente decisione.
 ---pagebreak---                                    - 4 -
Articolo 3
1.  GII Stati membri prendono le misure necessarie al deposito, per quanto
    possibile simultaneo ed entro la data del 30 giugno 1993, degli
    strumenti di ratifica o di approvazione da parte degli Stati membri e
    del la Comunità.
2.  Gli Stati membri informeranno la Commissione, al più tardi entro il
    30 aprile 1993, della loro decisione di ratificare la convenzione o, a
    seconda delle circostanze, della probabile data di completamento delle
    relative procedure. La Commissione indicherà di comune accordo con gli
    Stati membri la data di deposito simultaneo dei suddetti strumenti.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,                               Per il Consiglio
 ---pagebreak---         - 5 -
A L L E G A T O I
 ---pagebreak--- NAZIONI UNITE
ASSEMBLEA GENERALE
                                                    Distribuzione
                                                    GENERALE
                                                    A/AC237/18 (Part ll)/Add.1
                                                    15 Maggio 1992
COMITATO INTERGOVERNATIVO PER LA NEGOZIAZIONE
DI UNA CONVENZIONE QUADRO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI
Quinta sessione, parte seconda
New York, 30 aprile - 9 maggio 1992
          RELAZIONE DEL COMITATO INTERGOVERNATIVO PER LA NEGOZIAZIONE
        SU UNA CONVENZIONE QUADRO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI CONCERNENTE
  I LAVORI SVOLTI DURANTE LA SECONDA PARTE, QUINTA SESSIONE, CHE SI E' SVOLTA
                   A NEW YORK DAL 30 APRILE AL 9 MAGGIO 1992
                                     Addendum
La relazione del Comitato intergovernativo di«negoziazione su una convenzione
quadro sui cambiamenti climatici, concernente i lavori svolti durante la
seconda parte della quinta sessione, sarà pubblicata con la numerazione
A/AC237/18 (Parte 11 ). Nel l'al legato I del presente addendum è riportato il
testo della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
quale concordato e adottato dal Comitato il 9 maggio 1992. La risoluzione
INC/1992/1 sulle disposizioni provvisorie, adottato dal Comitato il 9 maggio
1992, è riportata nell'allegato II.
 ---pagebreak---  A/AC237/18 (Parte ll)/Add.1
                      ALLEGATO I ALLA RELAZIONE DEL COMITATO
         CONVENZIONE QUADRO DELLE NAZIONI UNITE SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI
 Le parti alla Convenzione,
consapevo Ii che i cambiamenti di clima dei pianeta e i relativi effetti
negativi costituiscono un motivo di preoccupazione per il genere umano,
preoccupate per il fatto che le attività umane hanno notevolmente aumentato le
concentrazioni atmosferiche di gas ad effetto serra, che questo aumento
 intensifica l'effetto serra naturale e che tale fenomeno provocherà in media un
ulteriore riscaldamento della superficie della terra e dell'atmosfera e può
avere un'influenza negativa sugli ecosistemi naturali e sul genere umano,
constatando che sia in passato che attualmente le emissioni mondiali di gas ad
effetto serra sono dovute in gran parte ai paesi sviluppati, che le emissioni
pro capite nei paesi in via di sviluppo sono ancora relativamente basse e che
 la quota delle emissioni mondiali dovute ai paesi in via di sviluppo aumenterà
 fino a che siano soddisfatte le esigenze sociali e di sviluppo,
consapevo I i del ruolo e dell'importanza dei pozzi e dei     serbatoi  di gas ad
effetto serra negli ecosistemi terrestri e marini,
costatando che la previsione dei cambiamenti climatici è soggetta a molte
 incertezze, in particolare per quanto riguarda la collocazione nel tempo, la
grandezza e le manifestazioni regionali,
consapevo Ii che la portata mondiale dei cambiamenti climatici richiede la più
vasta cooperazione possibile di tutti i paesi e la loro partecipazione ad
un'azione    internazionale adeguata ed efficace,       in rapporto alle     loro
responsabilità comuni mai differenziate, alle rispettive capacità e alle loro
condizioni economiche e sociali,
r icordando le pertinenti disposizioni della dichiarazione della Conferenza
delle Nazioni Unite sull'ambiente umano, adottata a Stoccolma il 16 giugno
1972,
ricordando anche che in conformità alla Carta delle Nazioni Unite e ai principi
del diritto internazionale gli Stati hanno il diritto sovrano di sfruttare le
loro risorse in rapporto alle loro politiche nel campo dell'ambiente e dello
sviluppo, e che hanno la responsabilità di garantire che le attività svolte nel
territorio soggetto alla loro giurisdizione o al loro controllo non causino
danni all'ambiente di altri Stati o di regioni al di fuori della loro
giurisdizione nazionale,
confermando il principio della sovranità degli Stati         nella   cooperazione
internazionale per far fronte ai cambiamenti climatici,
r i conoscendo che gli Stati devono adottare un'efficace normativa ambientale e
che le norme ambientali, gli obiettivi e le priorità di gestione devono
riflettere lo stato dell'ambiente e dello sviluppo al quale si applicano, e che
le norme applicate da alcuni paesi possono essere inadeguate e possono
comportare ingiustificati costi economici e sociali nel caso di altri paesi, in
particolare nei paesi in via di sviluppo,
 ---pagebreak---                                    -s -
 r icordando le disposizioni della risoluzione dell'Assemblea generale n. 44/228
 del 22 dicembre 1989 relativa alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente
 e sullo sviluppo, e le risoluzioni 43/53 del 6 dicembre 1988, 44/207 del 22
 dicembre 1989, 45/212 del 21 dicembre 1990 e 46/169 del 9 dicembre 1991 sulla
 protezione del clima mondiale per le presenti e future generazioni del genere
 umano,
 ricordando anche le disposizioni della risoluzione dell'Assemblea generale n.
 44/206 del 22 dicembre 1989, concernente         i possibili   effetti    negativi
 dell'aumento del     livello del mare sulle isole e le zone costiere, in
 particolare sulle zone costiere di basso livello, e le pertinenti disposizioni
 della risoluzione dell'Assemblea generale n. 44/172 del 19 dicembre 1989
 sull'attuazione del piano di azione per combattere la desertificazione,
 r icordando inoltre la Convenzione di Vienna per la protezione dello strato di
 ozono del 1985 e il protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo
 strato di ozono del 1987, quali adeguati e modificati il 29 giugno 1990,
 prendendo atto della dichiarazione ministeriale       della  seconda   Conferenza
mondiale sul clima, adottata il 7 novembre 1990,
 consapevo Ii del rilevante lavoro analitico che viene svolto da molti stati sui
 cambiamenti climatici, e degli     importanti contributi che l'Organizzazione
meteorologica mondiale, il Programma ambiente delle Nazioni Unite e altri
organismi, organizzazioni ed enti delle Nazioni Unite, come pure altre
 istituzioni   internazionali ed intergovernative apportano allo scambio dei
 risultati della ricerca scientifica e al coordinamento delle ricerche,
 r i conoscendo che le iniziative necessarie per comprende e fronteggiare i
 cambiamenti climatici, sono più efficaci sul piano ambientale, economico e
 sociale, se sono basate su pertinenti considerazioni scientifiche, tecniche ed
economiche e se sono costantemente riesaminate alla luce dei nuovi risultati
 raggiunti in questi campi,                     Ï
riconoscendo che le varie azioni necessarie per fronteggiare i cambiamenti
climatici possono essere di per sé giustificate sul piano economico e che
possono inoltre essere utili per risolvere altri problemi ambientali,
r i conoscendo   anche   che è necessario    che   i paesi   sviluppati     agiscano
 immediatamente in modo flessibile e sulla base di priorità            chiaramente
definite, come primo passo verso strategie generali di intervento sul piano
mondiale, nazionale ed eventualmente regionale, che tengano conto di tutti i
gas ad effetto serra e prendano nella debita considerazione il loro relativo
contributo all'aggravamento dell'effetto serra,
riconoscendo inoltre che i paesi di basso livello ed i paesi che sono piccole
 isole, i paesi con zone costiere di basso livello, aride e semi ari de oppure con
zone soggette ad inondazioni, siccità e desertificazione, nonché i paesi in via
di sviluppo con fragili ecosistemi montuosi sono particolarmente vulnerabili
agli effetti negativi dei cambiamenti climatici,
ammettendo che qualsiasi az.ione intesa a limitare le emissioni di gas ad
effetto serra causa gravi difficoltà ai suddetti paesi e soprattutto ai paesi
in via di sviluppo, le cui economie dipendono in modo rilevante dalla
produzione, dall'uso e dall'esportazione di combustibili fossili,
conv int i che i provvedimenti da adottare per fronteggiare         i cambiamenti
climatici devono essere coordinati in forma integrata con lo sviluppo economico
e sociale, al fine di evitare effetti negativi su quest'ultimo, e tenendo
pienamente conto della necessità giustamente prioritaria dei paesi in via di
sviluppo di raggiungere una crescita economica sostenuta e di eliminare la
povertà,
 ---pagebreak---                                           - «*>  -
 r i conoscendo che tutti i paesi e in particular modo i paesi in via di sviluppo
devono poter accedere alle risorse necessarie per raggiungere uno sviluppo
economico e sociale sostenibile; e che i paesi in via di sviluppo, per
realizzare l'obiettivo suddetto, devono aumentare i consumi di energia, tenendo
comunque conto delle possibilità di ottenere una maggiore efficienza energetica
e di controllare le emissioni di gas ad effetto serra in generale, tra l'altro
mediante applicazione di nuove tecnologie in condizioni che le rendono
economicamente e socialmente vantaggiose,
decisi a proteggere      il sistema climatico a beneficio della presente e delle
future generazioni,
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
                                       ARTICOLO 1
                                     DEFINIZIONI *
Ai fini della presente Convenzione s'intende per:
1.    "effetti negativi dei cambiamenti climatici": i cambiamenti dell'ambiente
      fisico o della vita animale e vegetale dovuti a cambiamenti climatici, che
      hanno rilevanti effetti deleteri per la composizione, la capacità di
      recupero o la produttività di ecosistemi naturali e gestiti per il
      funzionamento dei sistemi socioeconomici oppure per la sanità e il
      benessere del genere umano;
2.    "cambiamenti    climatici": qualsiasi        cambiamento   di   clima  attribuito
      direttamente o indirettamente ad attività umane, il quale altera la
      composizione dell'atmosfera mondiale e si aggiunge alla variabilità
      naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili;
3.    "sistema    climatico":   l'insieme    del l'atmosfera,     idrosfera,  biosfera,
      geosfera e delle relative interazioni;
4.    "emissioni": emissione di gas ad effetto serra e/o dei loro precursori
      nell'atmosfera al di sopra di una determinata zona e in un determinato
      periodo di tempo;
5.    "gas ad effetto serra": i gas di origine naturale o prodotti da attività
      umane, che fanno parte dell'atmosfera e assorbono e rif Jet tono i raggi
      infrarossi ;
6.    "organizzazione     regionale    di     integrazione     economica":    qualsiasi
      organizzazione costituita da Stati sovrani di una determinata regione, che
      é competente per le materie trattate dalla presente Convenzione o dai
      relativi protocolli e che é stata debitamente autorizzata, in conformità
      delle sue procedure interne, a firmare, ratificare, accettare, approvare
      relativi strumenti o ad accedervi;
   I titoli degli articoli sono indicati soltanto per facilitare la lettura
 ---pagebreak---                                        — Ao-
7.    "serbatoio": una o più compon enti del sistema climatico, in cui è
      immagazzinato un gas ad effetto serra o un precursore di un gas ad effetto
      serra-,
8.    "pozzo":   qualsiasi   processo,    attività  o  meccanismo    che  elimina
      dall'atmosfera un gas ad effetto serra, un aerosol o un precursore di un
     gas ad effetto serra;
9.    "fonte": qualsiasi processo o attività, che immette nell'atmosfera un gas
      ad effetto serra, un aerosol o un precursore di un gas ad effetto serra.
                                     ARTICOLO 2
                                     OBIETTIVO
L'obiettivo ultimo delia presente Convenzione e di tutti i relativi strumenti
giuridici che la Conferenza delle Parti può adottare, é di stabilizzare, in
conformità delle pertinenti disposizioni della Convenzione, le concentrazioni
di gas ad effetto serra nell'atmosfera a un livello tale che escluda qualsiasi
pericolosa interferenza delle attività umane sul sistema climatico. Tale
 livello deve essere raggiunto entro un periodo di tempo sufficiente per
permettere agii ecosistemi di adattarsi naturalmente ai cambiamenti di clima e
per garantire che la produzione alimentare non sia minacciata e lo sviluppo
economico possa continuare ad un ritmo sostenibile.
                                    ARTICOLO 3
                                      PRINCIPI
Nello svolgimento delle azioni         intese a raggiungere    l'obiettivo della
Convenzione e ad adempierne le disposizioni, le Parti devono basarsi, inter
ajja., ai principi qui di seguito espost i.      ,.
1.   Le Parti devono proteggere il sistema climatico, a beneficio della presente
     e delle future generazioni, su una base di equità e in rapporto alle loro
     comuni ma differenziate responsabilità e alle rispettive capacità. Pertanto
     i paesi sviluppati che sono Parti alla Convenzione, devono prendere
     l'iniziativa nella lotta contro i cambiamenti climatici e i relativi
     effetti negativi.
2.   Le esigenze specifiche e le circostanze speciali dei paesi in via di
     sviluppo che sono Parti alla Convenzione, in particolare modo di quelli che
     sono facilmente vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti di clima,
     e di quelle Parti, soprattutto dei paesi in via di sviluppo, che dovrebbero
     sostenere un onere sproporzionato o abnorme ai sensi della Convenzione,
     devono essere prese in completa considerazione.
 ---pagebreak---                                        -AA-
3. Le Parti devono adottare misure precauzionali per rilevare in anticipo,
   prevenire o ridurre al minimo le cause dei cambiamenti climatici e per
   mitigarne gli effetti negativi. Qualora esistano rischi di danni gravi o
    irreversibili, la mancanza di un'assoluta certezza scientifica non deve
   essere addotta come pretesto per rinviare l'adozione di tali misure,
    tenendo presente che le politiche e i provvedimenti necessari per far
   fronte ai cambiamenti climatici devono essere il più possibili efficaci in
   rapporto ai costi, in modo da garantire vantaggi mondiali al più basso
   costo possibile. A tal fine si devono elaborare politiche e provvedimenti
   che riflettano diversi contesti socioeconomici, siano completi, riguardino
   tutte le fonti pertinenti, i pozzi e i serbatoi di gas ad effetto serra,
   prevedano l'adeguamento e comprendano tutti i settori economici. Le azioni
   necessarie per fronteggiare i cambiamenti climatici possono essere attuate
    in cooperazione dalle Parti interessate.
4. Le Parti hanno il diritto e il dovere di promuovere uno sviluppo
   sostenibile. La politiche e i provvedimenti per proteggere il sistema
   climatico dai cambiamenti causati dalle attività umane, devono essere
   adattati alle specifiche condizioni di ciascuna Parte e devono essere
    integrati nei programmi nazionali di sviluppo, tenendo conto che lo
   sviluppo economico é essenziale per l'adozione di misure necessarie per far
   fronte ai cambiamenti climatici.
5. Le Parti collaborano per promuovere un sistema economico internazionale
   aperto e cooperativo, che porti ad una crescita e ad uno sviluppo economico
   sostenibile in tutte le Parti, in particolar modo nelle Parti che sono
   paesi in via di sviluppo, che potrebbero cosi lottare meglio contro i
   problemi dei cambiamenti climatici. Le misure adottate per combattere i
   cambiamenti    climatici,   ivi comprese    quelle unilaterali, non   devono
   costituire un mezzo di discriminazione arbitraria o ingiustificabile oppure
   una restrizione dissimulata degli scambi internazionali.
                                    ARTICOLO 4  t
                                     OBBLIGHI
1. Tenendo conto delle loro responsabilità comuni, ma differenziate e delle
   loro specifiche priorità nazionali e regionali di sviluppo, dei loro
   obiettivi e delle diverse circostanze, tutte le Parti:
   a)   elaborano,   aggiornano   periodicamente,    pubblicano *e  mettono   a
        disposizione della Conferenza delle Parti, in conformità dell'articolo
        12, inventari nazionali delle emissioni, causate dall'uomo, di gas ad
        effetto serra suddivise per fonti e delle eliminazioni suddivise per
        pozzi, qualora tali gas non siano inclusi nel protocollo di Montreal,
        applicando metodologie comparabili che devono essere stabilite di
        comune accordo dalla Conferenza delle Parti;
   b)   formulano, attuano, pubblicano e aggiornano regolarmente programmi
        nazionali e, se del caso, regionali, che stabiliscono misure intese a
        mitigare i cambiamenti     climatici, tenendo conto delle emissioni,
        causate dall'uomo, suddivise per fonte e delle eliminazioni suddivise
        per pozzi di tutti i gas ad effetto serra non inclusi nel protocollo di
        Montreal, e misure intese a facilitare un adeguato adattamento ai
        cambiamenti climatici;
 ---pagebreak---                                      ~-\*2 -
e) promuovono    in cooperazione per      lo sviluppo, l'applicazione e la
   diffusione, ivi compreso il trasferimento, di tecnologie, prassi e
    processi   che permettono di controllare, ridurre o prevenire               le
   emissioni causate dall'uomo di gas ad effetto serra, qualora non siano
    inclusi nel protocollo di Montreal, in tutti i settori pertinenti, ivi
   compresi     i settori    dell'energia, dei     trasporti,    dell'industria,
   dell'agricoltura, della forestazione e della gestione dei rifiuti;
d) promuovono una gestione sostenibile e promuovono in cooperazione la
   conservazione e l'incremento, se del caso, dei pozzi e dei serbatoi di
    tutti i gas ad effetto serra, che non sono inclusi nel protocollo di
   Montreal, ivi compresi la biomassa, le foreste e gli oceani, nonché
   altri ecosistemi terrestri, costieri e marini;
e) preparano in cooperazione l'adattamento all'impatto dei cambiamenti
   climatici; sviluppano ed elaborano opportuni piani integrati per la
   gestione    delle    zone   costiere,   per   le risorse     idriche    e per
    l'agricoltura, nonché per la protezione e il ripristino delle zone,
   particolarmente quelle africane, colpite           dalla   siccità    e dalla
   desert ificazione oppure dalle inondazioni;
f) tengono conto nella misura del possibile delle considerazioni sui
   cambiamenti climatici nel l'elaborare le loro pertinenti politiche e
   azioni sociali, economiche ed ambientali, e applicano opportuni metodi,
   per esempio la valutazione dell'impatto, formulati e definiti a livello
   nazionale, al fine di ridurre ai minimo gli effetti negativi che i
   progetti o i provvedimenti da esse adottati per mitigare i cambiamenti
   climatici o per adattarvisi, possono avere sull'economia, sulla sanità
   pubblica e sulla qualità dell'ambiente;
g) promuovono    in cooperazione      la ricerca scientifica,       tecnologica,
   tecnica, socioeconomica e in altri settori, l'osservazione sistematica
   e la creazione di archivi di dati concernenti il sistema climatico e
   volti a migliorare le conoscenze, a ridurre o eliminare le restanti
    incertezze riguardo alle cause, agli effetti, alla portata e al periodo
   dei cambiamenti climatici e riguardo alle conseguenze economiche e
   sociali delle varie strategie di intervento;
h) promuovono in cooperazione uno scambio completo, aperto e rapido delle
   pertinenti      informazioni    scientifiche,     tecnologiche,      tecniche,
   socioeconomiche e giuridiche, concernenti il sistema/ climatico e i
   cambiamenti climatici, nonché le conseguenze economiche e sociali delle
   varie strategie di intervento;
i) promuovono     in   cooperazione    l'educazione,    la   formazione     e  la
   consapevolezza del pubblico riguardo ai cambiamenti climatici che
   incoraggiano la più vasta partecipazione possibile a questo processo,
   ivi compresa la partecipazione delle organizzazioni non governative;
j) comunicano alla Conferenza delle Parti           le   informazioni    relative
   all'attuazione in conformità dell'articolo 12.
 ---pagebreak---                                        —   Y*
     Le Parti che sono paesi sviluppati e le altre Parti elencate nell'allegato
     I assumono gli obblighi di seguito specificati.
     a)  Ciascuna di queste Parti adotta politiche nazionali^ 1 ) e prende
         corrispondenti provvedimenti per mitigare i cambiamenti climatici,
          limitando le emissioni causate dall'uomo di gas ad effetto serra e
         proteggendo e incrementando i suoi pozzi e serbatoi di gas ad effetto
         serra. Queste politiche e provvedimenti dimostreranno che i paesi
         sviluppati prendono l'iniziativa per modificare le tendenze a lunga
         scadenza delle emissioni causate dall'uomo in conformità dell'obiettivo
         della Convenzione, riconoscendo che il ritorno entro la fine del
         presente   decennio   ai  precedenti    livelli     di  emissioni,   causate
         dall'uomo, di biossido di carbonio e di altri gas ad effetto serra, non
          inclusi nel protocollo di Montreal, contribuirebbe a tale modifica, e
         prendendo in considerazione le differenze di punti di partenza e di
         approcci, di strutture economiche e di risorse, la necessità di
         mantenere una crescita economica forte e sostenibile, le tecnologie
         disponibili e le altre singole circostanze, nonché la necessità che
         ciascuna di queste Parti contribuisca in misura equa ed adeguata allo
         sforzo mondiale per questo obiettivo. Queste Parti possono attuare tali
         politiche e provvedimenti congiuntamente con altre Parti e possono
         assistere   altre   Parti   prestando    aiuto     per   il   raggiungimento
         dell'obiettivo della Convenzione e, in particolare, di quello del
         presente sottoparagrafo.
    b)   Al fine di ottenere progressi in questo senso, ciascuna di queste Parti
         comunica in conformità dell'articolo 12 ed entro sei mesi dall'entrata
         in vigore     della Convenzione nei      suoi    confronti   e   in seguito
         periodicamente, informazioni particolareggiate sulle sue politiche e
        misure dì cui al precedente sottoparagrafo a ) , nonché sulle previste
         risultanti emissioni, causate dall'uomo, suddivise per fonte e sulle
         eliminazioni suddivise per pozzo dei gas ad effetto serra non inclusi
         nel protocollo di Montreal, nel periodo di cui al sottoparagrafo a) al
         fine di ritornare singolarmente o congiuntamente ai livelli 1990 di
         queste emissioni, causate dall'uomo, di biossido di carbonio o di altri
        gas ad effetto serra non inclusi nella convenzione di Montreal. Queste
         informazioni sono esaminate dalla Conferenza delle Parti nella sua
        prima sessione e in seguito periodicamente, in conformità dell'articolo
        7.
    e)  Per il calcolo delle emissioni suddivise per fonti e delle eliminazioni
        suddivise per pozzo di gas ad effetto serra ai fini del precedente
        sottoparagrafo b ) , si deve tener conto delle migliori cognizioni
        scientifiche disponibili, ivi compresa l'effettiva capacità dei pozzi
        ed i rispettivi contributi di tali gas ai cambiamenti climatici. La
        Conferenza    delle Parti   prende    in considerazione e concorda         le
        metodologie per questi calcoli durante la prima sessione e in seguito
         le riesamina regolarmente.
(1) Incluse le politiche e le misure       adottate    da  organizzazioni   regionali
    d'integrazione economica.
 ---pagebreak---                                          --AV..
    d)  La Conferenza delle Parti esamina durante la sua prima sessione
         l'adeguatezza dei precedenti sottoparagrafi a) e b ) . L'esame deve
        essere svolto tenendo presenti le migliori informazioni scientifiche e
         le migliori valutazioni disponibili dei cambiamenti climatici e dei
        relativi impatti, nonché le pertinenti informazioni tecniche, sociali
        ed economiche. In base a questo esame la Conferenza delle Parti decide
        gli    opportuni    interventi,   tra    cui   eventualmente   l'adozione   di
        emendamenti degli obblighi di cui ai precedenti sottoparagrafi a) e b ) .
        Durante la prima sessione la Conferenza delle Parti stabilisce inoltre
         i criteri per l'applicazione congiunta come indicato al precedente
        sottoparagrafo a ) . Un secondo esame dei sottoparagrafi a) e b) avrà
         luogo entro il 31 dicembre 1998 ed in seguito ad intervalli regolari,
        stabiliti    dalla    Conferenza    delie    Parti,  finché  sarà    raggiunto
         l'obiettivo della Convenzione.
    e)  Ciascuna delie Parti:
        i)   coordina nel modo opportuno con le altri Parti             interessate i
             pertinenti strumenti economici ed amministrativi,         elaborati per
             raggiungere l'obiettivo della Convenzione;
        ii) identifica e periodicamente esamina le proprie politiche e prassi
             che incoraggiano attività che portano a livelli di emissioni,
             causate dall'uomo, di gas ad effetto serra, non inclusi nel
             protocollo di Montreal, maggiori di quanto sarebbero altrimenti.
   f)   La Conferenza delle Parti esamina entro il 31 dicembre 1998 le
        informazioni disponibili nell'intento di assumere, con l'approvazione
        della Parte interessata, decisioni riguardo agli eventuali opportuni
       emendamenti agli elenchi di cui agli allegati I e II.
   g)  Qualsiasi Parte non inclusa nell'allegato I può al momento della
        ratifica, dell'accettazione, dell'appiovazione o dell'adesione o in
       qualsiasi momento successivo notificare al depositario che intende
       assumere gli obblighi dì cui ai precedenti sottoparagrafi a) e b. Il
       depositario informa gli altri firmatari e le altre Parti di tale
       not i f i ca.
3. Le Parti che sono paesi sviluppati e le altre Parti sviluppate incluse
   nell'allegato II forniscono risorse finanziarie nuove e addizionali per
   coprire tutti i costi concordati, che le Parti che sono paesi in via di
   sviluppo, hanno sostenuto per soddisfare agli obblighi di cui all'articolo
   12, paragrafo 1. Esse forniscono inoltre risorse finanziarie, fra l'altro
   per il trasferimento di tecnologie, necessarie aile Parti che sono paesi in
   via    di   sviluppo,    per   sostenere    tutti    i maggiori   costi    relativi
   all'attuazione delle misure che sono previste dal paragrafo 1 del presente
   articolo e che sono concordate, in conformità dell'articolo 11, tra una
   Parte che é un paese in via di sviluppo e l'istituzione o le istituzioni
   internazionali di cui all'articolo 11. Nel l'osservare questi obblighi si
   deve tener conto della necessità che il flusso di fondi sia adeguato e
   prevedibile, e dell'importanza di suddividere in modo opportuno questo
   onere finanziario tra le Parti che sono paesi sviluppati.
4. Le Parti che sono paesi sviluppati e le altre Parti sviluppate incluse
   nell'allegato II forniscono inoltre alle Parti che sono paesi in via di
   sviluppo e sono particolarmente vulnerabili agli effetti negativi dei
   cambiamenti climatici, un contributo per sostenere i costi di adattamento a
   tali effett i negat ivi .
 ---pagebreak--- 5.   Le Parti che sono paesi sviluppati e le altre Parti sviluppate incluse
     nell'allegato II, assumono tutte le iniziative possibili per promuovere,
     facilitare e, se necessario, finanziare l'accesso di altre Parti, in
    particolare le Parti che sono paesi in via di sviluppo, alle tecnologie
     innocue per l'ambiente e alle conoscenze tecniche oppure il trasferimento
    di tali tecnologie e conoscenze a dette Parti, in modo che possano
    ottemperare alle disposizioni della Convenzione. In questo processo le
    Parti    che sono paesi      sviluppati, devono sostenere     lo sviluppo e
     l'incremento delle capacità e delie tecnologie proprie delle Parti che sono
    paesi in via di sviluppo. Le altre Parti ed organizzazioni che sono in
    grado di intervenire in questo senso, possono anche prestare assistenza per
    facilitare il trasferimento di tali tecnologie.
6.  Per l'adempimento degli obblighi cui al precedente paragrafo 2, la
    Conferenza delie Parti accorda un certo grado di flessibilità alle Parti,
     incluse nell'allegato I, che si trovano in una situazione di transizione
    verso un'economia di mercato, al fine di incrementarne la capacità a
    fronteggiare i cambiamenti climatici, tenendo conto anche del livello
    storico, preso come riferimento, delle emissioni causate dall'uomo di gas
    ad effetto serra non inclusi nel protocollo di Montreal.
7.  La misura in cui le Parti che sono paesi in via di sviluppo, adempiranno
    gli obblighi a loro derivanti dalla Convenzione, dipenderà dall'effettivo
    adempimento da Parte dei paesi sviluppati che sono Parti alla Convenzione,
    degli obblighi che a loro derivano dalla Convenzione e che riguardano le
    risorse finanziarie e il trasferimento di tecnologie, e sarà subordinata
    alle esigenze di sviluppo economico e sociale e di eliminazione della
    povertà, che sono le prime e principali priorità dei paesi in via di
    sviluppo che sono Parti alla Convenzione.
8.  Nell'adempimento degli obblighi stabiliti nel presente articolo, le Parti
   esaminano in modo approfondito quali sono le azioni, ivi comprese le azioni
    relative al      finanziamento, all'assicurazione e al     trasferimento di
    tecnologia, necessarie a norma della Convenzione per risolvere le esigenze
   ed i problemi specifici dei paesi in via di sviluppo che sono Parti alla
   Convenzione, che sono causati dagli effetti negativi dei cambiamenti
   climatici e/o dall'impatto dell'attuazione dei provvedimenti di difesa, in
   particolare riguardo ai seguenti paesi:
   a)    piccoli paesi insulari;
   b)    paesi con zone costiere basse;                         4
   e)    paesi con zone aride e semiaride, zone boschive e zone soggette alla
         deforestazione;
   d)    paesi con zone soggette a disastri naturali;
   e)    paesi con zone soggette alla siccità e alla desertificazione;
   f)    paesi con zone di elevato inquinamento atmosferico urbano;
   g)    paesi con zone che presentano ecosistemi fragili, ivi compresi gli
        ecos i stem i montan i;
   h)   paesi le cui economie dipendono in larga misura dal reddito ricavato
        dalla produzione, dalla lavorazione, dall'esportazione e/o dal consumo
        di combustibili fossili e dei relativi prodotti ad elevato potere
        caior ico;
   i)   paesi senza sbocco sul mare e paesi di transito.
   Inoltre la Conferenza delle Parti può svolgere, se opportuno, azioni       in
   merito alle disposizioni del presente paragrafo.
 ---pagebreak---                                         — AC -
9.   Nell'esecuzione di azioni concernenti il finanziamento e il trasferimento
     di tecnologia, le Parti prendono nella massima considerazione le esigenze
     specifiche e le situazioni speciali dei paesi meno sviluppati.
10. Nell'adempimento degli obblighi stabiliti dalla Convenzione, le Parti
     prendono in considerazione, in conformità dell'articolo 10, la situazione
     delle Parti, in particolare delle Parti che sono paesi in via di sviluppo,
      le cui economie sono vulnerabili agli effetti negativi dell'attuazione di
     provvedimenti adottati per far fronte ai cambiamenti climatici. Tale
     disposizione si applica soprattutto alle Parti le cui economie dipendono in
     elevata misura dal reddito ricavato dalla produzione, dalla lavorazione,
     dall'esportazione e/o dal consumo di combustibili fossili e dei relativi
     prodotti ad elevato potere calorico, e/o dall'uso di combustibili fossili
     che tali     paesi   molto difficilmente possono sostituire       con energie
     alternat ive.
                                      ARTICOLO 5
                          RICERCA E OSSERVAZIONE SISTEMATICA
Nell'adempimento    degli  obblighi  di  cui all'articolo  4, paragrafo   1 (g), le
Part i :
a)  sostengono e, se opportuno, sviluppano ulteriormente i programmi e le reti
    o le organizzazioni internazionali e intergovernative, che hanno il compito
    di definire, svolgere, valutare e finanziare la ricerca, la raccolta di
    dati e l'osservazione sistematica, tenendo conto della necessità di ridurre
    al minimo la duplicazione degli sforzi;
b)   sostengono gli sforzi internazionali e intergovernativi volti a rafforzare
     l'osservazione sistematica e le possibilità qualitative e quantitative di
     ricerca scientifica e tecnica sul piano nazionale, in particolare nei paesi
     in via di sviluppo, e a promuovere la comunicazione e lo scambio di dati ed
    analisi di tali ricerche registrati ed elaborati in zone che sono al di
     fuori della giurisdizione nazionale;
e)  tengono conto delle preoccupazioni e delle esigenze particolari dei paesi
     in via di sviluppo e cooperano per migliorare            le loro possibilità
    qualitative e quantitative di partecipare agli sforzi di cui ai precedenti
    sottoparagrafi a) e b ) .
 ---pagebreak---                                                • AY-
                                            ARTICOLO 6
                  EDUCAZIONE, FORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEL PUBBLICO
    Nell'adempimento    degli   obblighi   di  cui  all'articolo 4, paragrafo    1 (i),   le
    Part i:
    a)   promuovono e facilitano a livello nazionale e, se opportuno, a livello
         regionale e provinciale, in conformità delle leggi e dei regolamenti
         nazionali e nei limiti delle rispettive capacità:
         i)     io sviluppo e        l'attuazione di programmi     di educazione e di
               sensibilizzazione del pubblico riguardo ai cambiamenti climatici ed
               ai relat ivi effetti ;
         ii)    l'accesso del pubblico alle informazioni sui cambiamenti climatici e
               sui relat ivi effett i;
         iii)   la partecipazione del pubblico all'esame dei cambiamenti climatici e
               dei relativi effetti, e all'elaborazione di adeguati interventi;
         iv)   la formazione del personale scientifico, tecnico e direttivo.
    b)  Cooperano e si        impegnano ad      incrementare a   livello    internazionale,
        ricorrendo, se opportuno, ad organismi esistenti:
         i)    lo sviluppo e         lo scambio di materiale di         educazione e     di
               sensibilizzazione del pubblico ai cambiamenti            climatici ed     ai
               relativi effetti;
         ii)   lo sviluppo e        l'attuazione dei programmi di educazione e di
               formazione, ivi compreso il rafforzamento di organismi nazionali e io
               scambio o l'invio di personale per formare esperti in questo campo,
               in particolare per i paesi in via di sviluppo.
                                            ARTICOLO 7
                                     CONFERENZA DELLE PARTI
    1.  E' istituita una Conferenza delle Parti.
                                                                          i
    2.  La Conferenza delle Parti, in quanto organo supremo della presente
        Convenzione, esamina regolarmente l'attuazione della Convenzione e di
        qualsiasi relativo strumento giuridico che la conferenza delle Parti
        eventualmente adotta, e nei limiti del suo mandato assume le decisioni
        necessarie per promuovere l'effettiva attuazione della Convenzione. A tal
        fine la conferenza delle Parti:
14)
 ---pagebreak---                                               A^ .-
 a)  esamina     periodicamente    gli   obblighi    delle    Parti    e   gli    accordi
      istituzionali, adottati a norma della Convenzione, alla luce dell'obiettivo
     della      Convenzione,     dell'esperienza      acquisita      nell'attuar la      e
     dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche;
 b)  promuove e facilita lo scambio di informazioni sui provvedimenti adottati
     dalle Parti per fronteggiare i cambiamenti climatici e i loro effetti,
     tenendo conto delle diverse circostanze, responsabilità e capacità delle
     Parti e dei loro rispettivi obblighi derivanti dalla Convenzione;
 e)  facilita, su richiesta di due o più Parti,                 il coordinamento       dei
     provvedimenti da esse adottati per fronteggiare i cambiamenti climatici e i
      loro effetti, tenendo conto delle diverse circostanze, responsabilità e
     capacità delle Parti e dei loro rispettivi obblighi derivanti                   dalla
     Convenzione;
 d)  promuove e dirige, in conformità dell'obiettivo e delle disposizioni della
     Convenzione, l'elaborazione ed il perfezionamento periodico di metodologie
     comparabili, che devono essere stabilite di comune accordo dalla Conferenza
     delle Parti, intese, fra l'altro, a preparare inventari di emissioni di gas
     ad effetto serra suddivise per fonti e di eliminazioni di tali gas
     suddivise per pozzi, e a valutare l'efficacia di provvedimenti volti a
     limitare le emissioni ed incrementare le eliminazioni di questi gas-,
e)   valuta, sulla base di tutte le informazioni ad essa comunicate                     in
     conformità    delle   disposizioni    della Convenzione,       l'attuazione    della
    Convenzione da parte delle Parti, gli effetti globali dei provvedimenti
    adottati in applicazione della Convenzione, in particolare gli effetti
    ambientali, economici e sociali, nonché i relativi impatti cumulativi, e la
    misura in cui si ottengono progressi nel raggiungimento dell'obiettivo
    de II a Convenzione;
 f) esamina ed adotta relazioni regolari        sull'attuazione della Convenzione e
    provvede alla loro pubblicazione;
g)   formula raccomandazioni su qualsiasi problema relativo all'attuazione della
    Convenzione;
h)  si impegna a mobilitare le risorse finanziarie        in conformità    dell'articolo
    4, paragrafi 3, 4 e 5, e dell'articolo 11;
 i)  istituisce organi sussidiari, se ritenuti necessari per         l'attuazione   della
    Convenzione;
j)  esamina le relazioni      presentate  dagli  organi  sussidiari    e  fornisce    loro
     Iinee dirett ive;
k)  stabilisce di comune accordo ed adotta all'unanimità le norme di procedura
    e le norme finanziarie per se stessa e per gli organi sussidiari;
I)  richiede e utilizza, se opportuno, i servizi, la cooperazione                   e le
    informazioni     delle   competenti   organizzazioni     internazionali    e   degli
    organismi intergovernativi e non governativi;
m)  svolge    le altre funzioni che sono necessarie per              il raggiungimento
    dell'obiettivo della Convenzione, nonché tutte le altre funzioni assegnate
    ad essa dalla Convenzione.
 ---pagebreak---                                          - -\<V-
 3.  La Conferenza delle Parti adotta durante la prima sessione le proprie norme
     di procedura, nonché quelle degli organi sussidiari         istituiti dalla
     Convenzione. Tali norme devono regolamentare anche le procedure decisionali
     per questioni che non sono già soggette alle procedure decisionali
     stabilite dalla Convenzione. Tali procedure possono prevedere maggioranze
    specifiche per l'adozione di decisioni particolari.
4.  La prima sessione della Conferenza delle Parti deve essere convocata dal
    segretariato interinale di cui all'articolo 21 e deve aver luogo entro un
    anno a decorrere dalla data di entrata in vigore della Convenzione.
    Successivamente le sessioni ordinarie della Conferenza delle Parti hanno
     luogo ogni anno, a meno che sia deciso diversamente dalla Conferenza delle
    Part i.
5.  Le sessioni straordinarie della Conferenza delle Parti hanno luogo
    ogniqualvolta ciò sia ritenuto necessario dalla Conferenza oppure richiesto
    per iscritto da una Parte, a condizione però che almeno un terzo delle
    Parti esprimano il loro accordo entro sei mesi dalla data in cui il
    segretariato ha comunicato loro la richiesta.
6.  Le Nazioni Unite, le loro agenzie specializzate e l'Agenzia internazionale
    dell'energia atomica, nonché qualsiasi Stato membro di tali istituzioni
    oppure osservatore presso tali        istituzioni  che non é Parte alla
    Convenzione, possono essere rappresentati alle sessioni della Conferenza
    delle Parti in qualità di osservatori. Qualsiasi ente o agenzia, sia esso
    nazionale o internazionale, governativo o non governativo, competente nelle
    questioni soggette alla Convenzione, che ha informato il segretariato del
    suo desiderio di essere rappresentato ad una sessione della Conferenza
    delle Parti in qualità di osservatore, può essere ammesso, a meno che si
    opponga almeno un terzo delle Parti. L'ammissione e la partecipazione degli
    osservatori      sono soggette alle norme di procedura adottatte dalla
    Conferenza delle Parti
                                                £
                                    ARTICOLO 8
                                   SEGRETARIATO
1.  è istituito un segretariato.
2.  Le funzioni del segretariato sono:
    a)   organizzare le sessioni della Conferenza delle Parti e dei suoi organi
         sussidiari istituiti a norma dalla Convenzione e predisporre i servizi
         r ichi est i;
    b)   raccogliere e diffondere le relazioni ricevute;
    e)   facilitare, su richiesta, l'assistenza alle Parti, in particolar modo
         alle Parti che sono paesi in via di sviluppo, nel raccogliere e
         comunicare le informazioni richieste in conformità delle disposizioni
         de II a Convenz i one ;
    d)   preparare le relazioni sulle sue attività e presentarle alla Conferenza
         del le Part i ;
 ---pagebreak---                                      -'I*
e)   provvedere al necessario coordinamento    con   i segretariati    di  altre
     istituzioni internazionali competenti;
 f) stipulare, sotto la direzione penale della       Conferenza delle Parti,
    accordi amministrativi e contrattuali che         sono necessari     per un
    efficace svolgimento delle sue funzioni;
g)  svolgere     le  altre  funzioni   di  segretariato     specificate    nella
    Convenzione e nei relativi protocolli e le altre funzioni che fossero
    stabilite dalla Conferenza delle Parti.
La Conferenza delle Parti designa durante la prima sessione un segretariato
permanente e prende disposizioni per il suo funzionamento.
                                ARTICOLO 9
         ORGANO SUSSIDIARIO DI CONSULENZA SCIENTIFICA E TECNICA
È istituito un organo sussidiario di consulenza scientifica e tecnica, che
deve fornire alla Conferenza delle Parti e, se opportuno, agli altri organi
sussidiari,    tempestive  informazioni   e consulenza     per   le questioni
scientifiche e tecniche relative alia Convenzione. Tutte le Parti possono
partecipare a questo organo. Esso deve essere pluridisciplinare e deve
comprendere i rappresentanti governativi esperti del pertinente settore.
Rende conto regolarmente alla Conferenza delle Parti su tutti gli aspetti
del suo lavoro.
Sotto la direzione della Conferenza delle Parti e basandosi sui      lavori dei
competenti organismi internazionali, questo organo deve:
a)  eseguire valutazioni dello stato delle conoscenze scientifiche relative
    ai cambiamenti climatici ed ai loro eftetti;
b)  preparare valutazioni scientifiche sugli      effetti   dei  provvedimenti
    presi per l'attuazione della Convenzione;
e)  individuare tecnologie e conoscenze tecniche innovative, efficaci ed
    avanzate e fornire consulenza sui modi e sui mezzi per promuovere lo
    sviluppo e/o il trasferimento di tali tecnologie;
d)  prestare consulenza sui programmi      scientifici, s u U a    cooperazione
    internazionale per la ricerca e lo sviluppo relativi ai cambiamenti
    climatici, nonché sui modi e sui mezzi per favorire la formazione di
    una capacità nei paesi in via di sviluppo grazie alle forze interne-,
e)  rispondere alle questioni scientifiche, tecnologiche e metodologiche
    che la Conferenza delle Parti ed i suoi organi sussidiari possono
    sottoporre al suo parere.
 ---pagebreak---                                        --(. A ~
 3.  Le funzioni ed il mandato di questo organo possono essere ulteriormente
     elaborati dalla Conferenza delle Parti.
                                    ARTICOLO 10
                         ORGANO SUSSIDIARIO DI ATTUAZIONE
 1.  Ê istituito un organo sussidiario per l'attuazione della Convenzione, che
     ha il compito di prestare assistenza alia Conferenza delle Parti nella
     valutazione e nell'esame dell'effettiva attuazione della Convenzione.
     Tutte le Parti possono partecipare a questo organo. Esso comprende i
     rappresentanti governativi, che sono esperti in questioni relative ai
     cambiamenti climatici. Rende conto regolarmente alla Conferenza delle Parti
     di tutti gli aspetti dei suoi lavori.
2.   Sotto la direzione della Conferenza delle Parti, questo organo assolve le
     seguenti funzioni:
    a)   prende in considerazione le informazioni comunicate in conformità
         dell'articolo 12, paragrafo       1, al    fine di    valutare   l'effetto
         complessivo degli interventi assunti dalle Parti alla luce delle più
         recenti valutazioni scientifiche in merito ai cambiamenti climatici;
    b)   prende in considerazione le informazioni comunicate in conformità
         dell'articolo 12, paragrafo 2, al fine di assistere la Conferenza delle
         Parti  nello svolgimento dei       riesami  stabiliti   dall'articolo 4,
         paragrafo 2 (b);
    e)   assiste la Conferenza delle Parti, se opportuno, nella preparazione e
         nell'attuazione delie sue decisioni.
                                    ARTICOLO 11 ..
                              MECCANISMO FINANZIARIO
1.  E' istituito un meccanismo per l'assegnazione di risorse finanziarie a
    titolo di dono o di prestito agevolato, anche per il trasferimento di
    tecnologia. Esso svolge le sue funzioni sotto la direzione della Conferenza
    delle Parti, verso la quale è responsabile. Quest'ultima decide le sue
    politiche e priorità di programma e i suoi criteri di assegnazione di
    risorse finanziarie in rapporto alla presente Convenzione.JLa gestione del
    meccanismo finanziario é affidata ad uno o più enti internazionali
    esistent i.
2.  Tutte le Parti devono essere rappresentate nel meccanismo finanziario in
    modo equo e proporzionale, nel quadro di un sistema trasparente di
    gest ione.
 ---pagebreak---                                             - ^   -
3.  La Conferenza delle Parti e l'ente o gli enti cui è stata affidata la
   gestione del meccanismo finanziario, stabiliscono di comune accordo le
    disposizioni necessarie per dare effetto ai precedenti paragrafi. Tali
   d i spos i z i on i compr endono:
   a)    le modalità per garantire che i progetti finanziati, intesi a far
         fronte ai cambiamenti climatici, siano conformi aile politiche, alle
        priorità di programma e ai criteri di assegnazione stabiliti dalia
        Conferenza delle Parti;
   b)    le modalità con cui una particolare decisione di finanziamento può
        essere riesaminata alla luce di tali politiche, priorità di programma e
        criteri di assegnazione;
   e)    l'invio da parte dell'ente o degli enti alla Conferenza delle Parti di
         regolari relazioni sulle operazioni di finanziamento svolte-, questa
        disposizione è conforme alla prescrizione di responsabilità stabilita
        al precedente paragrafo 1;
   d)    la   determinazione       in una    forma   prevedibile    ed    identificabile
        dell'importo dei finanziamenti necessari e disponibili per l'attuazione
        della Convenzione e l'indicazione delle condizioni alle quali tale
         importo deve essere periodicamente rieesami nato.
4. La Conferenza delle Parti adotta, durante la prima sessione, gli accordi
   necessari per attuare le summenzionate disposizioni, riesaminando e tenendo
   conto degli accordi provvisori di cui all'articolo 21, paragrafo 3, e
   decide     se     questi    accordi   provvisori    devono    restare     in   vigore.
   Successivamente, entro quattro anni, la Conferenza delle Parti riesamina il
   meccanismo finanziario ed adotta le opportune misure.
5. Le Parti che sono paesi sviluppati, possono anche fornire alle Parti che
   sono paesi in via di sviluppo, le qua Ii /possono avvalersene, le risorse
   finanziarie necessarie per l'attuazione della Convenzione tramite canali
   bilaterali, regionali e multilaterali.
                                       ARTICOLO 12
   COMUNICAZIONE DI INFORMAZIONI RELATIVE ALL'ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE
1. In conformità dell'articolo 4, paragrafo 1, ciascuna Parte comunica,
   tramite     il segretariato, alla         Conferenza   delle    Parti    le seguenti
   informazioni :
   a)   un inventario nazionale delle emissioni, causate dall'uomo, suddivise
        per fonti e delle eliminazioni suddivise per pozzi di tutti i gas ad
        effetto serra non inclusi nel protocollo di Montreal; ciascuna Parte
        deve     compilare     l'inventario    nella  misura    delle    sue    capacità,
        utilizzando metodologie comparabili, che la Conferenza delle Parti deve
        concordare e promuovere;
   b)   una descrizione generale delle iniziative prese o previste dalla Parte
        per attuare la Convenzione;
 ---pagebreak---      e)   qualsiasi altra      informazione che la Parte ritiene attinente al
          raggiungimento dell'obiettivo della Convenzione e opportuna per
           l'inclusione    nella   sua   comunicazione, aggiungendo     se possibile
          materiale utile per i calcoli delle tendenze mondiali delle emissioni.
 2.  Ciascuna Parte che é un paese svilluppato e ciascuna altra Parte elencata
     nell'allegato.     I   deve    includere   nella   comunicazione    le  seguenti
      informazioni :
     a)   una descrizione particolareggiata delle politiche e dei provvedimenti
          che ha adottato per adempiere l'obbligo di cui all'articolo 4,
          paragrafo 2 (a) e 2 (b);
     b)   una stima specifica degli effetti che le politiche ed i provvedimenti
          di cui al precedente sottoparagrafo (a) avranno sulle emissioni,
          causate dall'uomo, suddivise per fonti e sull'eliminazioni suddivise
          per pozzi dei gas ad effetto serra durante il periodo di cui
          all'articolo 4, paragrafo 2 (a).
 3.  Inoltre, ciascuna Parte che é un paese sviluppato e ciascun'altra Parte
     sviluppata inclusa nell'allegato II deve aggiungere i particolari dei
     provvedimenti adottati in conformità dell'articolo 4, paragrafi 3, 4 e 5.
 4.  Le Parti che sono paesi in via di sviluppo, possono proporre, su base
     volontaria, progetti da finanziare, ivi comprese tecnologie specifiche,
     materiali, apparecchiature, tecniche o prassi che sarebbero necessari per
     attuare tali progetti, indicando anche, se possibile, una stima di tutti i
     costi supplementari, delle riduzioni delle emissioni e degli aumenti delle
     eliminazioni di gas ad effetto serra, nonché una stima dei vantaggi che ne
     der ivano.
5.  Ciascuna Parte che é un paese sviluppatole ciascun'altra Parte elencata
    nell'allegato I presenta una prima relazione entro sei mesi dall'entrata in
     vigore della Convenzione per la Parte in questione. Ciascuna Parte non
    elencata nell'allegato I presenta la sua prima comunicazione entro tre anni
    dall'entrata in vigore della Convenzione per la Parte in questione, o dalla
    disponibilità di risorse finanziarie in conformità dell'articolo 4,
    paragrafo 3. Le Parti che sono paesi meno sviluppati, possono presentare la
     loro prima comunicazione ad una data scelta a loro discrezione. La
    frequenza delle successive comunicazioni é determinata per tutte le Parti
    dalla Conferenza delle Parti, tenendo conto dello scadenzario differenziato
    stabilito nel presente paragrafo.
6.  Le informazioni comunicate dalle Parti a norma del presente articolo sono
    sollecitamente trasmesse dal segretariato alla Conferenza delle Parti e a
    ciascun ente sussidiario interessato. Se necessario, la Conferenza delle
    Parti riesamina le procedure per la comunicazione delie informazioni.
7.  A partire dalla prima sessione, la Conferenza delle Parti prevede accordi
    affinché le Parti che sono paesi in via di sviluppo ottengano, su loro
    richiesta, assistenza tecnica e finanziaria per              la raccolta e la
    comunicazione delle informazioni a norma del presente articolo, nonché per
     l'accertamento delle esigenze tecniche e finanziarie connesse ai progetti
    proposti     e ai     provvedimenti    d'intervento   di  cui   all'articolo   4.
    L'assistenza può essere prestata, a seconda dell'opportunità, da altre
    Parti, dalle competenti organizzazioni internazionali e dal segretariato.
8.  Qualsiasi gruppo di Parti può presentare, tenendo presenti le direttive
    adottate dalla Conferenza delle Parti e salvo preventiva notifica alla
    Conferenza delle Parti, una comunicazione comune relativa all'adempimento
    degli obblighi derivanti dal presente articolo, purché tale comunicazione
    comprenda informazioni sull'adempimento da parte di ciascuna di queste
    Parti dei singoli obblighi derivanti dalla Convenzione.
 ---pagebreak--- 9.    Le informazioni che una Parte invia al segretariato con la qualifica di
      riservate, in conformità dei criteri che devono essere stabiliti dalla
     Conferenza delle Parti, sono raccolte dal segretariato per proteggerne la
      riservatezza, prima di essere messe a disposizione di qualsiasi ente
     deputato a comunicare ed esaminare le informazioni.
10. Fatto salvo ii disposto del precedente paragrafo 9 e senza pregiudizio per
      la facoltà di qualsiasi Parte di rendere pubblica in qualsiasi momento la
     sua comunicazione, il segretariato rende pubbliche         le comunicazioni
     ricevute dalle Parti a norma del presente articolo, quando esse sono
     sottoposte alla Conferenza delle Parti.
                                    ARTICOLO 13
      RISOLUZIONE DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE
Alla prima sessione la Conferenza delle Parti prende in considerazione
l'istituzione di un processo consultivo multilaterale, disponibile alle Parti
su loro richiesta, per la risoluzione delle questioni concernenti l'attuazione
de M a Convenzione.
                                    ARTICOLO 14
                            COMPOSIZIONE DELLE VERTENZE
1.    In caso di vertenza tra due o più Parti riguardo all'interpretazione o
     all'applicazione della Convenzione, le Parti in questione cercano di
     arrivare ad una composizione della controversia tramite trattative o
     qualsiasi altro mezzo conciliativo di loro scelta.
2.   Nel ratificare, accettare, approvare la Convenzione o nell'accedervi oppure
     in qualsiasi momento successivo, una Parte, che non sia un'organizzazione
     regionale di integrazione economica, pudt dichiarare, con atto scritto
     presentato al depositario, che per qualsiasi controversia concernente
     l'interpretazione o     l'applicazione della Convenzione     riconosce come
     obbligatoria ipso facto e senza speciale accordo con qualsiasi Parte che
     accetta lo stesso obbligo-.
     a)   la presentazione   della  controversia  alla  Corte  internazionale di
          giustizia e/o
     b)   l'arbitrato svolto in conformità delle procedure che la Conferenza
          delle Parti deve adottare il più presto possibile con un allegato
          sul l'arbitrato.
    La Parte che sia un'organizzazione regionale di integrazione economica può
     fare una dichiarazione con identico effetto per quanto riguarda l'arbitrato
    svolto in conformità delle procedure di cui al precedente sottoparagrafo
    b).
 ---pagebreak---                                         -Ss-
 3.  Una dichiarazione compiuta in conformità del precedente paragrafo 2 è
     valida fino alla scadenza in essa stabilita o fino al termine di un periodo
     di tre mesi calcolato a decorrere dalla data in cui è stato depositato
     presso il depositario un avviso di revoca.
4.   Una nuova dichiarazione, un avviso di revoca o la scadenza di una
     dichiarazione non pregiudicano in nessun modo un procedimento in corso
     presso   la Corte    internazionale di giustizia o presso      il tribunale
     arbitrale, a meno che le Parti alla controversia stabiliscano diversamente
     di comune accordo.
5.   Salvo il disposto dei precedente paragrafo 2, se 12 mesi   dopo la notifica
     che una Parte ha presentato all'altra per dichiarare che    tra esse esiste
    una disputa, le Parti in questione non sono state capaci     di risolvere la
     loro controversia tramite i mezzi indicati al precedente    paragrafo 1, la
    disputa é sottoposta a conciliazione su richiesta di una    delle Parti alla
    controversia.
6.  Su richiesta di una delle Parti alla disputa é istituita una commissione di
    conciliazione. La commissione è composta, in pari numero, di membri
    nominati da ciascuna delle Parti in questione e da un presidente scelto di
    comune accordo dai membri nominati da ciascuna Parte. La commissione
    esprime una raccomandazione, che le Parti devono esaminare in buona fede.
7.  La Conferenza delie Parti deve adottare il più presto possibile ulteriori
    procedure relative alla conciliazione con un allegato sulla conciliazione.
8.  Le disposizioni del presente articolo si applicano a qualsiasi strumento
    giuridico che la Conferenza delle Parti possa adottare, a meno che sia
    disposto diversamente nello strumento.
                                     ARTICOLO 15 M
                            EMENDAMENTI ALLA CONVENZIONE
1.  Qualsiasi Parte può proporre emendamenti alla Convenzione.
2.  Gli emendamenti alla Convenzione sono adottati in sessione ordinaria della
    Conferenza delle Parti. Il testo di qualsiasi proposta di emendamento alla
    Convenzione deve essere comunicato alle Parti dal segretariato almeno sei
    mesi    prima   della     riunione    alla   quale   é proposta    l'adozione
    dell'emendamento, li segretariato comunica gli emendamenti proposti anche
    ai firmatari della Convenzione e per informazione al depositario.
3.  Le Parti si impegnano a raggiungere un accordo unanime su qualsiasi
    proposta di emendamento alla Convenzione. Se nonostante tutti gli sforzi
    compiuti non viene raggiunto un accordo unanime, l'emendamento è adottato
    in ultima istanza alla maggioranza di tre quarti delle Parti presenti alla
    riunione e partecipanti alla votazione. L'emendamento adottato é comunicato
    dal segretariato al depositario, che lo trasmette a tutte le Parti per
    accettazione.
 ---pagebreak---                                       - <i G -
 4.  Gli strumenti di accettazione di un emendamento sono depositati presso il
     depositario. L'emendamento adottato in conformità del precedente paragrafo
     3 entra in vigore per le Parti che lo hanno accettato, il novantesimo
     giorno successivo alla data in cui il depositario ha ricevuto lo strumento
     di accettazione da almeno tre quarti delle Parti alla Convenzione.
 5.  Per qualsiasi altra Parte l'emendamento entra in vigore il novantesimo
     giorno successivo alla data in cui tale Parte deposita presso il
     depositario il suo strumento di accettazione di detto emendamento.
 6.  Ai fini del presente articolo, per "Parti presenti alla riunione e
     partecipanti alla votazione" si intendono le Parti che sono presenti ed
     esprimono voto positivo o negativo.
                                   ARTICOLO 16
             ADOZIONE ED EMENDAMENTO DEGLI ALLEGATI ALLA CONVENZIONE
 1.  Gli allegati alla Convenzione formano Parte integrante di essa e, se non é
    espressamente disposto in modo diverso, un riferimento alla Convenzione
    costituisce nello stesso tempo un riferimento ai suoi allegati. Fatto salvo
     il disposto dell'articolo 14, paragrafi 2 (b) e 7, l'uso di tali allegati è
     limitato ad elenchi, formulari e qualsiasi altro materiale di natura
    descrittiva, che abbia un carattere scientifico, tecnico, procedurale o
    amministrat ivo.
2.  Gli allegati della Convenzione sono proposti ed adottati in conformità
    della procedura stabilita dall'articolo 15, paragrafi 2, 3 e 4.
3.  Un allegato che é stato adottato in conformità del precedente paragrafo 2,
    entra in vigore per tutte le Parti alla Convenzione sei mesi dopo la data
     in cui il depositario ha comunicato a tali#Parti l'adozione dell'allegato,
    escluse le Parti che hanno notificato per ascritto al.depositario entro il
    suddetto periodo, che non accettano l'allegato. L'allegato entra in vigore
    per le Parti che ritirano la loro notifica di non accettazione, il
    novantesimo giorno successivo alla data in cui il depositario ha ricevuto
    comunicazione del ritiro di tale notifica.
4.  La proposta, l'adozione e l'entrata in vigore degli emendamenti agli
    allegati della Convenzione sono soggette alla stessa procedura applicata
    per la proposta, l'adozione e l'entrata in vigore degli1 allegati alla
    Convenzione in conformità dei precedenti paragrafi 2 e 3.
5.  Se l'adozione di un allegato o di un emendamento ad un allegato comporta un
    emendamento alla Convenzione, tale allegato o emendamento ad un allegato
    non entra in vigore finché non sia entrato in vigore l'emendamento ad una
    Convenzione.
 ---pagebreak---                                          -t*
                                  ARTICOLO 17
                                   PROTOCOLLI
1.  La Conferenza delle Parti può adottare,        durante  qualsiasi   sessione
    ordinaria, protocolli alla Convenzione.
2.  Il segretariato comunica alle Parti, almeno sei mesi         prima  di  tale
    sessione, il testo di qualsiasi proposta di protocollo.
3.  Le disposizioni per l'entrata in vigore di un protocollo sono stabilite dal
    protocollo stesso.
4.  Solo le Parti alla Convenzione possono essere Parti ad un protocollo.
5.  Le decisioni proposte a norma di un protocollo sono assunte soltanto dalle
    Parti al protocollo in questione.
                                  ARTICOLO 18
                                DIRITTO DI VOTO
1.  Ciascuna Parte alla Convenzione ha un voto, fatto salvo     il disposto del
    successivo paragrafo 2.
2.  Le organizzazioni regionali di integrazione economica esercitano il diritto
    di voto, nei settori di loro competenza, con un numero di voti pari al
    numero dei loro Stati membri che sono Parti alla Convenzione. Tale
    organizzazione non esercita il diritto di vote, se uno dei suoi Stati
    membri esercita il suo diritto e viceversa.
                                  ARTICOLO 19 s
                                  DEPOSITARIO
Il segretario generale delle Nazioni Unite è il depositario della Convenzione e
dei protocolli adottati in conformità dell'articolo 17.
 ---pagebreak---                                       —cLrg -
                                    ARTICOLO 20
                                       FIRMA
La presente Convenzione é aperta alla firma degli Stati membri delle Nazioni
Unite o delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, degli Stati che sono
Parti   allo statuto della Corte         internazionale di   giustizia   e delle
organizzazioni regionali di integrazione economica a Rio de Janeiro, durante la
Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo, e successivamente
alla sede delle Nazioni Unite a New York dal 20 giugno 1992 al 19 giugno 1993.
                                    ARTICOLO 11
                             DISPOSIZIONI TRANSITORIE
1.  Le funzioni del segretariato di cui all'articolo 8 sono svolte a titolo
    provvisorio dal segretariato       istituito dall'Assemblea Generale delle
    Nazioni Unite con la risoluzione 45/212 del 21 dicembre 1990, fino al
    termine della prima sessione della Conferenza delle Parti.
2.  Il capo del segretariato interinale di cui al precedente paragrafo 1 opera
    in stretta collaborazione con il Gruppo intergovernativo di esperti dei
    cambiamenti climatici, per garantire che detto gruppo possa soddisfare alle
    esigenze di una obiettiva consulenza scientifica e tecnica. Possono essere
    consultati anche altri enti scientifici e tecnici.
3.  Il Fondo mondiale dell'ambiente del Programma delle Nazioni Unite per lo
    sviluppo, del Programma ambiente delle Nazioni Unite e della Banca
    internazionale per     la ricostruzione e lo sviluppo é         l'istituzione
    internazionale a cui é affidata a titolo provvisorio la gestione del
    meccanismo finanziario. In rapporto a ciò, il Fondo mondiale per l'ambiente
    deve essere adeguatamente ristrutturato e la possibilità di diventarne
    membro deve essere universale, in moda che esso possa adempiere le
    disposizioni del l'articollo 11.
 ---pagebreak---                                         - ^  ,
                                   ARTICOLO 22
                 RATIFICA,  ACCETTAZIONE, APPROVAZIONE 0 ADESIONE
 1.  La Convenzione é soggetta a ratifica, accettazione, approvazione o adesione
     da Parte degli Stati e delle organizzazioni regionali di integrazione
     economica. Essa é aperta all'adesione dal giorno successivo alla data in
     cui non è più aperta alla firma. Strumenti di ratifica, accettazione,
     approvazione o adesione devono essere depositati presso il depositario.
2.  Qualsiasi organizzazione regionale di integrazione economica che diventi
     Parte alla convenzione, senza che nessuno dei suoi Stati membri sia Parte,
     é soggetta a tutti gli obblighi che derivano dalla Convenzione. Nel caso in
     cui uno o più Stati membri di una simile organizzazione sono Parti alla
    Convenzione, l'organizzazione e i suoi Stati membri decidono delle
     rispettive responsabilità per l'adempimento degli obblighi che derivano
    dalla Convenzione. In tali casi, l'organizzazione e gli Stati membri non
    hanno la facoltà di esercitare in concomitanza i diritti derivanti dalla
    Convenzione.
3.  Negli strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, le
    organizzazioni regionali di      integrazione economica devono dichiarare
     l'estensione delle loro competenze riguardo alle materie disciplinate dalla
    Convenzione. Inoltre tali organizzazioni devono informare il depositario,
    che a sua volta ne informa le Parti, di qualsiasi modifica sostanziale
    della estensione delle loro competenze.
                                   ARTICOLO 23
                                ENTRATA IN VIGORE
1.  La Convenzione entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data
     in cui é stato depositato il cinquantesimo strumento di ratifica,
    accettazione, approvazione o adesione.
2.  Per ciascuno Stato o organizzazione regionale di integrazione economica che
    ratifica, accetta o approva la Convenzione o vi aderisce dopo il deposito
    del cinquantesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o
    adesione, la Convenzione entra in vigore il novantesimo giorno successivo
    alla data in cui tale Stato o organizzazione regionale di integrazione
    economica    ha  depositato   lo   strumento   di  ratifica/ accettazione,
    approvazione o adesione.
3.  Ai fini dei precedenti paragrafi 1 e 2 lo strumento depositato da una
    organizzazione regionale di integrazione economica non è aggiunto al numero
    di quelli depositati dagli Stati membri dell'organizzazione.
 ---pagebreak---                                         -^>«v_
                                   ARTICOLO 24
                                      RISERVE
Non possono essere fatte riserve alla Convenzione.
                                   ARTICOLO 25
                                     DENUNCIA
1.  Tre anni dopo l'entrata in vigore della Convenzione per una Parte, detta
    Parte può in qualsiasi momento denunciare ia Convenzione inviando notifica
    scritta al depositario.
2.  Tale denuncia prende effetto dopo un anno a decorrere dalla data in cui il
    depositario ha ricevuto la notifica di denuncia oppure ad una data
    successiva specificata nella notifica di denuncia.
3.  La Parte che denuncia la Convenzione,         denuncia    implicitamente  anche
    qualsiasi protocollo di cui è Parte.
                                   ARTICOLO 26
                               TESTI FACENTI FEDE
L'originale della presente Convenzione, di cui i testi in lingua araba, in
lingua cinese, in lingua inglese, in lingua francese, in lingua russa e in
lingua spagnola fanno ugualmente fede, deve essere depositato presso il
Segretario generale delle Nazioni Unite.
In fede di che, i sottoscritti      debitamente- autor izza t i a  tal  fine, hanno
firmato la presente Convenzione.
Fatto a New York, il nove maggio mi Ilenovecentonovantadue
 ---pagebreak---                                       --^-A-
                                   ALLEGATO I
 Australia
 Austria
 Bielorussia *
 Belgio
 Bulgaria*
 Canada
Cecoslovacchia*
 Danimarca
Comunità europea
 Estonia*
 Fini and i a
Francia
Germania
Grecia
Ungheria*
 Islanda
 Irlanda
 Italia
G i appone
Lettonia*
Lituania*
Lussemburgo
Paesi Bassi
Nuova Zelanda
Norvegia
Polonia*
Portoga I lo
Roman i a*
Federazione russa*
Spagna                                         /
Svezia
Svizzera
Turchia
Ucraina*
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord
Stati Uniti d'America
* Paesi che si   trovano  in un processo di   transizione verso un'economia di
mercato.
 ---pagebreak---                                       - 'M -
                                  ALLEGATO I I
Australia
Austria
Be I g i o
Canada
Danimarca
Comunità europea
Finlandia
Francia
Germania
Grecia
Islanda
Irlanda
Italia
G i appone
Lussemburgo
Paesi Bassi
Nuova Zelanda
Norvegia
Portoga I lo
Spagna
Svezia
Svizzera
Turchia
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord
Stati Uniti d'America
 ---pagebreak---                                          -•"VS
                      ALLEGATO II DELLA RELAZIONE DEL COMITATO
             RISOLUZIONE ADOTTATA DAL COMITATO INTERGOVERNATIVO PER LA
          NEGOZIAZIONE Di UNA CONVENZIONE QUADRO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI
                         INC/1992/1 Disposizioni provvisorie
 Il comitato intergovernativo per ia negoziazione di una Convenzione quadro sui
cambiamenti climatici,
avendo approvato ed adottato il testo della Convenzione quadro sui cambiamenti
climatici delle Nazioni Unite,
considerando che sono necessari preparativi per una pronta            ed  efficace
applicazione della Convenzione, dopo la sua entrata in vigore,
considerando inoltre che, nel caso delle disposizioni transitorie, è essenziale
 la partecipazione ai negoziati di tutti i membri del comitato,
r icordando le risoluzioni dell'Assemblea Generale 45/212 del 21 dicembre 1990 e
46/169 del 19 dicembre 1991,
1.   chiede a tutti gli Stati e a tutte fé organizzazioni regionali di
      integrazione economica abilitate in tal senso, di firmare la Convenzione
     durante la Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e sullo sviluppo a
     Rio de Janeiro o il più presto possibile e in seguito di ratificare,
     accettare, approvare la Convenzione o di aderirvi;
2-   prega il Segretario generale di adottare le misur„ necessarie per convocare
     una sessione del comitato, in conformità del paragrafo 4 della risoluzione
     dell'Assemblea Generale 46/169, al fine di preparare la prima sessione
     della Conferenza delle Parti, come specificato nella Convenzione;
3.   prega inoltre il Segretario generale di presentare una raccomandazione
     all'Assemblea Generale, durante la quarantasettesima sessione, in merito
     alle misure da adottare per ulteriori sessioni del comitato fino
     all'entrata in vigore della Convenzione;
4.   invita il Segretario generale ad includere nella sua relazione per
     l'Assemblea Generale, in conformità dei paragrafi 4 e 9 della risoluzione
     46/169, proposte che permettano al segretariato istituito in conformità
     della risoluzione 45/212, di continuare        le sue attività finché la
     Conferenza delle Parti abbia designato il segretariato della Convenzione;
 ---pagebreak---                                   -~^H-
fa appel lo ai governi e alle organizzazioni affinché versino contributi
volontari per i fondi fuori bilancio costituiti        in conformità della
risoluzione dell'Assemblea Generale 45/212, al fine di contribuire ai costi
delle misure provvisorie e garantire una piena ed effettiva partecipazione
dei paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati e i
paesi in via di svilupppo che sono piccole isole, nonché dei paesi in via
di sviluppo colpiti dalla siccità e dalla desertificazione a tutte le
sessioni del comitato;
invita gli Stati e le organizzazioni regionali di integrazione economica
abilitate a firmare la Convenzione, a comunicare il più presto possibile al
capo del segretariato informazioni relative a provvedimenti conformi alle
disposizioni della Convenzione, in attesa della sua entrata in vigore.
                                                            9 maggio 1992
 ---pagebreak---                                     r- < ^ b S ^
                                ALLEGATO II
Dichiarazione della Comunità economica europea, in conformità con quanto
disposto al paragrafo 3 dell'articolo 22 della convenzione quadro sui
cambiamento climatico
Conformemente alle disposizioni pertinenti del trattato che istituisce la
Comunità economica europea, modificato dall'Atto unico europeo (e dal
trattato sull'Unione europea), la Comunità è competente ad intraprendere
azioni per la protezione dell'atmosfera e del clima, nonché a partecipare
ad accordi    Internazionali. Tale competenza è esclusiva       in materia
commerciale. Nelle materie coperte dalla legislazione, ed elecate di
seguito, essa è in parte esclusiva e in parte mista.
La Comunità potrà assumere in futuro maggiori responsabilità mediante
l'adozione di una legislazione più specifica sul cambiamento climatico.
 ---pagebreak---                                                   ^><£
             ELENCO DELLA LEGISLAZIONE E DELLE AZIONI COMUNITARIE
 A.  SETTORE E N E R G E T I C O : aspetti generali
 1.  Regolamento (CEE) del Consiglio 2008/90 riguardante la promozione delle
     tecnologie energetiche per l'Europa (programma THERMIE), GU L 185 del
     17.7.1990, pag. 1.
 2.  Decisione del Consiglio 89/364/CEE concernente un programma d'azione
     comunitario per un impiego più efficiente dell'energia elettrica,
     GU L 157 del 9.6.1989.
 3.  Decisione del Consiglio 91/565/CEE sulla promozione dell'efficienza
     energetica nella Comunità (programma SAVE), GU L 307 del I'8.11.1991.
 4.  Risoluzione del Consiglio del 16 settembre 1986 relativa a nuovi
    obiettivi comunitari di politica energetica per il 1995 e alla
     convergenza delle politiche degli Stati membri, GU C 241 del 25.9.1986,
     pag. 1.
5.  Risoluzione del Consiglio del 26 novembre 1986 concernente un
    orientamento comunitario di sviluppo delle fonti di energia nuove e
     rinnovabili, GU C 316 del 9.12.1986.
6    Comunicazione          della     Commissione   al   Consiglio   sull'energia   non
     Inquinante ed efficiente per lo sviluppo, SEC(92) 708 del 26.5.1992.
7.  Comunicazione della Commissione al Consiglio "L'energia e l'ambiente",
    COM(89) 369 def. del I'8.2.1990.
8.  Proposta di direttiva del Consiglio concernente l'indicazione mediante
     l'etichettatura e mediante schede Informative del consumo di energia e
    di altre risorse negli apparecchi domestici, C0M(91) 285 def. dei
    6.8.1991.
9.  Proposta di direttiva del Consiglio che fissa i tassi minimi di resa
    per le nuove caldaie di acqua calda alimentate con combustibili liquidi
    o gassosi, COM(90) 368 def. del 12.11.1990.
B.  STRATEGIA COMUNITARIA PER LA STABIUZZAZIONE DELLE EMISSIONI DI CO g
10. Comunicazione della Commissione - Una strategia comunitaria per
     limitare le emissioni di C 0 2 e migliorare l'efficienza energetica,
    COM(92) 246 def. del 4.6.1992.
11. Proposta di decisione del Consiglio su un meccanismo comunitario di
    sorveglianza delle emissioni di CO2 e di altre emissioni di gas
    serra, SEC(92) 854 def. del 22.5.1992.
12. Proposta di direttiva del Consiglio intesa a limitare le emissioni di
    biossido di carbonio migliorando l'efficienza energetica (programma
    SAVE), COM(92) 182 def. del 26.6.1992.
13. Proposta di direttiva del Consiglio relativa a un'imposta sulle
    emissioni di biossido di carbonio e sull'energia, COM(92) 226 def. del
    30.6.1992.
14. Proposta     di       decisione       del  Consiglio   concernente   un   maggiore
    sfruttamento delle energie rinnovabili                nella Comunità (programma
    ALTENER), COM(92) 180 def. del 29.6.1992.
 ---pagebreak---                                       ~ ^ * -
C.  STRUMENTI FINANZIARI
15. Regolamento (CEE) del Consiglio 1973/92 del 21 maggio 1992 che
     istituisce uno strumento finanziario per l'ambiente (LIFE), GU L 206
    del 22.7.1992.
16. Raccomandazione per una decisione del Consiglio in merito alla
    partecipazione della Comunità al GEF (Global Environment Facility),
    SEC(92) 694, approvata dalla Commissione il 5 maggio 1992.
17. Regolamento (CEE) del Consiglio 443/92 del 25 febbraio 1992 riguardante
     l'aiuto finanziario e tecnico per         I paesi    in via di sviluppo
    dell'America latina e dell'Asia nonché la cooperazione economica con
    tali paesi.
18. Regolamento (CEE) del Consiglio 1762/92 del 29 giugno 1992 concernente
     l'applicazione dei protocolli relativi alla cooperazione finanziaria e
    tecnica conclusi dalla Comunità con paesi terzi mediterranei.
19. Regolamento (CEE) del Consiglio 1763/92 del 29 giugno 1992 relativo
    alla cooperazione finanziaria con tutti I paesi terzi mediterranei.
20. Decisione del Consiglio e della Commissione 91/400/CECA, CEE del
    25 febbraio 1991 relativa alla conclusione della quarta convenzione
    ACP-CEE, GU L 229 del 17.8.1991.
D.  RICERCA E OSSERVAZIONE SISTEMATICA
21. Regolamento    (CEE)  del    Consiglio    1210/90   del   7  maggio   1990
    sull'istituzione dell'Agenzia europea dell'ambiente e della rete
    europea d'informazione e di osservazione          in materia ambientale,
    GU L 120 dell'11.5.1990.
22. Decisione del Consiglio 89/625/CEE del 20 novembre 1989 relativa a due
    programmi specifici di ricerca e di sviluppo tecnologico nel settore
    dell'ambiente STEP e EPOCH (1989-1992), GU L 359 del I'8.12.1989.
23. Decisione del Consiglio del 7 giugno 1991 relativa ad un programma
    specifico   di   ricerca   e   di   sviluppo    tecnologico  nel   settore
    dell'ambiente (1990-1994), GU L 192 del 16.7.1991.
24. Decisione del Consiglio 89/236/CEE del 14 marzo 1989 concernente un
    programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico nel campo
    dell'energia - energie non nucleari e impiego razionale dell'energia -
    1989-1992 (programma JOULE), GU L 98 del I'11.4.1989.
 ---pagebreak---                                      -^>&
E.  FORESTE
25. Regolamento (CEE) del Consiglio 2157/92 del 23 luglio 1992 che modifica
    il regolamento 3528/86/CEE relativo alla protezione delle foreste nella
    Comunità contro l'inquinamento atmosferico, GU L 217 del 31.7.1992.
26. Regolamento (CEE) del Consiglio 2158/92 del 23 luglio 1992 relativo
    alla protezione delle foreste nella Comunità contro gli incendi,
    GU L 217 del 31.7.1992.
27. Regolamento (CEE) del Consiglio 1765/92 del 30 giugno 1992 che
    istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni
    seminativi, GU L 181 del I'1.7.1992.
28. Regolamento (CEE) del Consiglio 2080/92 del 30 giugno 1992 che
    istituisce un regime comunitario di aiuti alle misure forestali nel
    settore agricolo, GU L 215 del 30.7.1992.
F.  TRASPORTI
29. Direttiva del Consiglio 92/6/CEE del 10 febbraio 1992 concernente il
    montaggio e l'impiego di limitatori della velocità per talune categorie
    di autoveicoli nella Comunità, GU L 57 del 2.3.1992.
30. Proposta di direttiva del Consiglio che modifica          la direttiva
    77/143/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
    membri relative al controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro
    rimorchi (emissioni dei gas di scarico), C0M(91) 244 def. GU C 189 del
    20.7.1991.
31. Direttiva del Consiglio 91/440/CEE del 29 luglio 1991 relativa allo
    sviluppo delle ferrovie comunitarie, GU L 237 del 24.8.1991.
32. Regolamento (CEE) del Consiglio 1893/91 del 20 giugno 1991 che modifica
    il regolamento 1191/69/CEE relativo all'azione degli Stati membri in
    materia di obblighi inerenti alla nozione di servizio pubblico nel
    settore dei trasporti per ferrovia, su strada e per via navigabile, GU
    L 169 del 29.6.1991.
33. Direttiva del Consiglio 75/130/CEE del 17 febbraio 1975 relativa alla
    fissazione di norme comuni per taluni trasporti di merci combinati
    strada/ferrovia tra Stati membri GU L 48 del 22.2.1975, in procinto di
    essere modificata da una comunicazione concernente la creazione di una
    rete      europea     di       trasporti    combinati,      COM/92/230.
 ---pagebreak---                                  ~ì>°)
                              ALLEGATO I I I
           Progetto di dichiarazione concernente l'attuazione
        da parte della Comunità europea della Convenzione quadro
                   dell'ONU sul cambiamento climatico
La Comunità europea e gli Stati membri riaffermano l'obiettivo   di
stabilizzare entro il 2000 nella Comunità le emissioni di C 0 2  ai
livelli del 1990.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(92) 508 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              14
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-530-IT-C
                                                             ISBN 92-77-50090-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo