CELEX: 61999CO0111
Language: it
Date: 2001-01-25
Title: Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) del 25 gennaio 2001. # Lech-Stahlwerke GmbH contro Commissione delle Comunità europee. # Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - CECA - Aiuti di Stato ad imprese siderurgiche - Ricorso manifestamente irricevibile e manifestamente infondato. # Causa C-111/99 P.

Avis juridique important

|

61999O0111

Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) del 25 gennaio 2001.  -  Lech-Stahlwerke GmbH contro Commissione delle Comunità europee.  -  Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - CECA - Aiuti di Stato ad imprese siderurgiche - Ricorso manifestamente irricevibile e manifestamente infondato.  -  Causa C-111/99 P.  

raccolta della giurisprudenza 2001 pagina I-00727

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1. Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - Interesse ad agire - Fatto successivo alla sentenza del Tribunale che l'ha privata dei suoi effetti dannosi per il ricorrente nel procedimento di impugnazione2. Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - Motivi - Motivo dedotto per la prima volta in sede di ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - Irricevibilità(Statuto CECA della Corte di giustizia, art. 51)3. CECA - Aiuti alla siderurgia - Divieto - Presupposti - Pregiudizio per la concorrenza - Esclusione[Trattato CECA, art. 4, lett. c)] 

Massima

1. La Corte può dichiarare irricevibile un ricorso contro una sentenza del Tribunale di primo grado quando un fatto successivo a tale sentenza ha privato quest'ultima dei suoi effetti dannosi per il ricorrente nel procedimento di impugnazione. Infatti, la sussistenza dell'interesse ad agire del ricorrente presuppone che il ricorso possa, con il suo esito, procurare un beneficio alla parte che lo ha proposto.( v. punto 18 )2. Consentire ad una parte di sollevare per la prima volta dinanzi alla Corte un motivo che essa non aveva dedotto dinanzi al Tribunale equivarrebbe a consentirle di sottoporre alla Corte, la cui competenza in materia di ricorsi avverso decisioni del Tribunale di primo grado è limitata, una controversia più ampia di quella di cui era stato investito il Tribunale. Nell'ambito di un siffatto ricorso, la competenza della Corte è pertanto limitata alla valutazione della soluzione giuridica che è stata fornita dal Tribunale a fronte dei motivi discussi dinanzi ad esso.( v. punto 25 )3. L'art. 4, lett. c), del Trattato CECA, a differenza dell'art. 92, n. 1, del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 87, n. 1, CE), non richiede, perché gli aiuti siano considerati incompatibili con il mercato comune, la condizione che essi falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Infatti, la detta disposizione del Trattato CECA vieta tutti gli aiuti senza alcuna limitazione, con la conseguenza che non vi sono contenute regole de minimis.( v. punto 41 ) 

Parti

Nel procedimento C-111/99 P,Lech-Stahlwerke GmbH, con sede in Meitingen-Herbertshofen (Germania), rappresentata dall'avv. R. Bierwagen, Rechtsanwalt,ricorrente,avente ad oggetto un ricorso diretto all'annullamento della sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione ampliata) il 21 gennaio 1999 nelle cause riunite T-129/95, T-2/96 e T-97/96 (Racc. pag. II-17), nella parte in cui riguarda la ricorrente,procedimento in cui le altre parti sono:Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. V. Kreuschitz e P.F. Nemitz, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,convenuta in primo grado,Repubblica federale di Germania, rappresentata dai sigg. W.-D. Plessing e C.-D. Quassowski, in qualità di agenti,Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord,intervenienti in primo grado,Neue Maxhütte Stahlwerke GmbH, con sede in Sulzbach-Rosenberg (Germania),ricorrente in primo grado,LA CORTE (Quinta Sezione),composta dai sigg. A. La Pergola, presidente di Sezione, M. Wathelet, P. Jann (relatore) L. Sevón e C.W.A. Timmermans, giudici,avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomercancelliere: R. Grasssentito l'avvocato generale,ha emesso la presenteOrdinanza 

Motivazione della sentenza

1 Con ricorso depositato nella cancelleria della Corte il 30 marzo 1999, la Lech-Stahlwerke GmbH (in prosieguo: la «LSW») ha impugnato, in forza dell'art. 49 dello Statuto CECA della Corte di giustizia, la sentenza del Tribunale di primo grado 21 gennaio 1999, cause riunite T-129/95, T-2/96 e T-97/96, Neue Maxhütte Stahlwerke e Lech-Stahlwerke/Commissione (Racc. pag. II-17, in prosieguo: la «sentenza impugnata»), nella parte in cui respinge il suo ricorso, nella causa T-129/95, diretto all'annullamento della decisione della Commissione 4 aprile 1995, 95/422/CECA, relativa ad un previsto aiuto di Stato del Land della Baviera a favore delle imprese siderurgiche CECA Neue Maxhütte Stahlwerke GmbH, Sulzbach-Rosenberg, e Lech-Stahlwerke GmbH, Meitingen-Herbertshofen (GU L 253, pag. 22; in prosieguo: la «decisione controversa»). Tale aiuto progettato era relativo ad una compensazione dell'ammontare di DEM 20 milioni che il Land della Baviera era disposto a pagare alla LSW.2 Nella decisione controversa, la Commissione aveva qualificato come aiuti di Stato vietati, ai sensi dell'art. 4, lett. c), del Trattato CECA, progetti di aiuti finanziari risultanti da due atti notarili firmati il 27 gennaio 1995 tra il Land della Baviera e la Max Aicher GmbH & Co. KG (in prosieguo: la «Aicher»), con i quali il Land della Baviera si impegnava, da un lato, a prendere a carico una parte delle perdite accumulate dalla Neue Maxhütte Stahlwerke GmbH (in prosieguo: la «NMH»), fino ad un ammontare di DEM 125,7 milioni e a concederle un contributo finanziario di DEM 56 milioni nonché, dall'altro, a versare una compensazione globale di DEM 20 milioni alla LSW.3 La NMH e la LSW impugnavano la decisione controversa dinanzi al Tribunale nell'ambito del procedimento T-129/95. Le cause T-2/96 e T-97/96, riunite dal Tribunale alla causa T-129/95, riguardavano prestiti successivamente accordati alla NMH dal Land della Baviera per gli importi di DEM 49,9 milioni (causa T-2/96) e di DEM 24,1 milioni (causa T-129/95) e considerati anch'essi dalla Commissione come aiuti vietati. La LSW non è interessata da tali due cause.4 Risulta dalla sentenza impugnata che i pagamenti controversi venivano effettuati a seguito del fallimento, nel 1986, della società siderurgica Eisenwerk-Gesellschaft Maximilianshütte («Maxütte»), stabilita in Baviera, nelle vicinanze della frontiera ceca, la cui chiusura rischiava di provocare una rilevante perdita di posti di lavoro in quest'area geografica sfavorita. Il Land della Baviera partecipava allora ad una ristrutturazione tramite un'impresa di salvataggio finanziario, la NMH, in cui esso deteneva una partecipazione pari al 45% del capitale sociale. Il capitale della NMH era detenuto per una quota dell'11% dalla LSW. Il capitale di quest'ultima apparteneva, durante il periodo controverso, per una quota del 19,73% al Land della Baviera e per una quota di ammontare variabile, ma sempre rilevante, alla Aicher. Nel 1994, dopo che la NMH ebbe a sua volta accumulato forti perdite, il Land della Baviera decideva la privatizzazione della NMH a beneficio del gruppo Aicher. Il 27 gennaio 1995 venivano così redatti due atti notarili con i quali il Land della Baviera vendeva alla Aicher la sua partecipazione nella NMH, per il prezzo simbolico di DEM 3, e quella nella LSW, per il prezzo di DEM 1, mentre i pagamenti compensativi descritti al punto 2 della presente ordinanza erano stati anch'essi convenuti nei detti atti. Il Land della Baviera notificava tali due contratti alla Commissione prima di effettuare i pagamenti. Quest'ultima, con la decisione controversa, negava il proprio consenso. Per una più ampia esposizione dei fatti di causa si rinvia ai punti 6-26 della sentenza impugnata.5 L'8 giugno 1995, la NMH e la LSW hanno proposto dinanzi al Tribunale un ricorso diretto all'annullamento della decisione controversa. Con ordinanza 15 gennaio 1996 del presidente della Prima Sezione ampliata, la Repubblica federale di Germania è stata ammessa ad intervenire a sostegno delle ricorrenti. Con la sentenza impugnata, il Tribunale ha respinto il ricorso nonché gli altri due ricorsi, proposti dalla NMH in ordine a prestiti concessi a quest'ultima dal Land della Baviera, che erano stati riuniti al primo ricorso.La sentenza impugnata6 Ai punti 97-99 della sentenza impugnata, il Tribunale ha innanzi tutto rilevato che la NMH e la LSW sono società rientranti nella sfera di applicazione del regime CECA e che l'art. 4, lett. c), del Trattato vieta, con un insolito carattere generale, sovvenzioni o aiuti concessi dagli Stati in qualunque forma.7 Ai punti 104-140, il Tribunale ha poi esaminato, nell'ambito del primo motivo dedotto dalla NMH e dalla LSW, il problema se, in circostanze analoghe, un investitore privato di dimensioni paragonabili a quelle degli enti che gestiscono il settore pubblico avrebbe potuto procedere a pagamenti dell'entità di quelli convenuti negli atti notarili del 27 gennaio 1995 («criterio dell'investitore privato»), per concludere che ciò non sarebbe stato possibile.8 Nell'ambito del secondo motivo, fondato in particolare sull'esigua quota di mercato interessata dalla produzione delle imprese ricorrenti, il Tribunale ha rilevato, ai punti 146-151, che il Trattato non contiene alcuna disposizione in base alla quale gli aiuti che comportano una distorsione di concorrenza di entità modesta sfuggano al divieto sancito dal suo art. 4, lett. c).9 Il Tribunale ha altresì respinto il terzo motivo, che era relativo ad una violazione di forme sostanziali, ossia una presentazione ingannevole di talune constatazioni di fatto nella decisione controversa e un difetto di motivazione di quest'ultima, nonché il quarto motivo, relativo ad una violazione dei diritti della difesa.Il ricorso contro la sentenza del Tribunale10 Il 30 marzo 1999, la LSW ha proposto il presente ricorso contro la sentenza impugnata, nella parte in cui essa la riguarda. Con memoria depositata nella cancelleria della Corte il 18 giugno 1999, la Repubblica federale di Germania ha dichiarato di voler proseguire, nell'ambito dell'impugnazione, il suo intervento a sostegno della LSW. La NMH che, in data 6 novembre 1998, ha dichiarato la propria insolvenza, non ha impugnato la sentenza del Tribunale.11 A sostegno del proprio ricorso, la LSW deduce sette motivi. Il primo è relativo al fatto che il Tribunale non avrebbe verificato se la compensazione finanziaria ad essa accordata soddisfacesse le condizioni di fatto e di diritto per rientrare nell'ambito di applicazione del divieto sancito all'art. 4, lett. c), del Trattato. Il secondo motivo consiste nel sostenere che la sentenza impugnata sarebbe viziata, al riguardo, da una carenza di motivazione. Il terzo motivo è fondato sulla mancata qualificazione giuridica dei fatti presentati al Tribunale nell'ambito del terzo motivo dedotto dinanzi a quest'ultimo. Il quarto motivo è fondato sull'assenza di ogni motivazione al riguardo. Con il suo quinto motivo, la LSW contesta l'applicazione del diritto operata dal Tribunale nell'ambito del raffronto fra il comportamento del Land della Baviera e quello di un investitore privato. Il sesto motivo è riferito ad un vizio di procedura relativo ad una richiesta di accesso al fascicolo sulla quale non sarebbe stato statuito, ed il settimo ad una violazione del principio di proporzionalità.12 La LSW e la Repubblica federale di Germania concludono che la Corte voglia:- annullare la sentenza impugnata, nella parte in cui essa riguarda la ricorrente;- statuire direttamente sulla causa e annullare la decisione controversa, nei limiti in cui essa riguarda la ricorrente;- condannare la Commissione alle spese dei due gradi di giudizio;- in subordine, ove la Corte non decida direttamente la causa, rinviare la controversia dinanzi al Tribunale e riservare la decisione relativa alle spese.13 La Commissione, dal canto suo, conclude che, con ordinanza pronunciata ai sensi dell'art. 119 del regolamento di procedura, la Corte voglia:- dichiarare l'impugnazione manifestamente irricevibile;- in subordine, respingerla;- nel caso in cui il ricorso sia riesaminato, respingerlo, e- condannare la ricorrente alle spese.Giudizio della Corte14 Ai sensi dell'art. 119 del suo regolamento di procedura, quando l'impugnazione è manifestamente irricevibile o manifestamente infondata, la Corte può respingerla, in qualsiasi momento, con ordinanza motivata.Sulla ricevibilità del presente ricorso15 La Commissione solleva, in via preliminare, un'eccezione di irricevibilità fondata su una mancanza di interesse ad agire da parte della LSW.16 Secondo la Commissione, il fallimento della NMH, l'abbandono definitivo dei piani di ristrutturazione da parte del Land della Baviera ed il fatto che la sentenza impugnata sia passata in giudicato su tutti i punti riguardanti la NMH, in mancanza di un'impugnazione da parte di questa, con la conseguenza che è stato avviato il recupero di tutte le somme versate, costituiscono fatti posteriori alla detta sentenza, tali da togliere a quest'ultima il suo carattere pregiudizievole nei confronti della LSW. Infatti, i motivi economici e, di conseguenza, il fondamento giuridico del versamento di una somma di DEM 20 milioni da parte del Land della Baviera alla LSW sarebbero venuti meno, poiché l'esecuzione del piano di risanamento della NMH, di cui il pagamento della detta somma alla LSW - soggetto alla condizione della realizzazione del piano stesso - faceva parte, sarebbe definitivamente divenuta impossibile. In nessun caso il Land della Baviera verserebbe ancora una somma del genere alla LSW. Così, mancherebbe l'interesse ad agire da parte di quest'ultima nell'ambito del presente procedimento.17 La LSW ed il governo tedesco ritengono che l'eccezione di irricevibilità fatta valere dalla Commissione debba essere respinta. Essi sostengono che la sorte della NMH non ha alcuna influenza sul credito di DEM 20 milioni vantato dalla LSW nei confronti del Land della Baviera. Infatti, il pagamento di questa somma, convenuto con l'atto notarile del 27 gennaio 1995, avrebbe rappresentato una compensazione per la perdita di valore della LSW risultante dal suo impegno nel capitale della NMH, ma non avrebbe costituito un aiuto legato al risanamento di quest'ultima.18 A questo proposito occorre ricordare che la Corte può dichiarare irricevibile un ricorso contro una sentenza del Tribunale di primo grado quando un fatto successivo a tale sentenza ha privato quest'ultima dei suoi effetti dannosi per il ricorrente nel procedimento di impugnazione. Infatti, la sussistenza dell'interesse ad agire del ricorrente presuppone che il ricorso possa, con il suo esito, procurare un beneficio alla parte che lo ha proposto (v. sentenza 19 ottobre 1995, causa C-19/93 P, Rendo e a./Commissione, Racc. pag. I-3319, punto 13).19 Per quanto riguarda l'interesse della LSW a mantenere in essere il proprio ricorso contro la sentenza del Tribunale, occorre rilevare che, benché appaia probabile che il Land della Baviera abbia definitivamente abbandonato il progetto di risanamento finanziario della NMH e che non sia più disposto a pagare l'importo di DEM 20 milioni alla LSW, non si tratta di un fatto giuridicamente accertato e incontestabile. Infatti, nel caso in cui quest'ultima veda accolta la propria domanda nel presente procedimento e la decisione controversa venga annullata, non è escluso che un giudice nazionale, competente al riguardo, possa condannare il Land della Baviera a pagarle l'importo di DEM 20 milioni sul fondamento dell'atto notarile del 27 gennaio 1995.20 Pertanto, la Commissione non ha provato che il presente ricorso non possa, con il suo esito, procurare un beneficio alla LSW. Di conseguenza, l'eccezione di irricevibilità fatta valere dalla Commissione dev'essere respinta.Sul primo e sul secondo motivo21 Con il suo primo motivo, la LSW fa principalmente valere che il Tribunale, nella sentenza impugnata, si è concentrato sui soli fatti relativi alla NMH, omettendo di controllare se anche il pagamento della somma di DEM 20 milioni alla LSW soddisfacesse le condizioni di fatto e di diritto necessarie per la sua qualificazione come aiuto di Stato ai sensi dell'art. 4, lett. c), del Trattato. Infatti, le circostanze di fatto non sarebbero state identiche per le due ricorrenti in primo grado; in particolare, la LSW sarebbe stata un'impresa sana e redditizia che non aveva alcun bisogno di aiuti finanziari provenienti da fonti pubbliche. La sua partecipazione alle misure di salvataggio della Maxhütte sarebbe stata semplicemente compensata dal Land della Baviera che, dopo aver deciso di cedere le quote da esso detenute nel capitale della LSW, le avrebbe promesso una compensazione finanziaria per la sua partecipazione in definitiva non redditizia. Non si tratterebbe quindi, contrariamente al caso della NMH, di un aiuto ai sensi dell'art. 4, lett. c), del Trattato.22 Secondo la LSW, il Tribunale non si è pronunciato in alcun modo al riguardo, né in ordine alla situazione economica e finanziaria della LSW né per quanto riguarda gli effetti della compensazione prevista. La sentenza impugnata sarebbe pertanto erronea in diritto.23 Di conseguenza, il secondo motivo consiste nel sostenere che il Tribunale avrebbe con ciò violato l'obbligo generale di motivazione che incombe ad ogni giudice.24 In via preliminare, occorre constatare che il ricorso nella causa T-129/95 è stato proposto congiuntamente dalla NMH e dalla LSW. Esso consta di una formulazione unica, che non contiene alcuna divergenza di argomenti specificamente riconducibile alla situazione della NMH o a quella della LSW. Infatti, il solo passaggio del ricorso dinanzi al Tribunale che si riferisca esplicitamente alla LSW, ossia il punto 94, è del seguente tenore: «Il conferimento di capitale nella Lech-Stahlwerke costituisce altresì - secondo i criteri sopra enunciati - un atto rientrante nell'ambito di quanto avrebbe potuto fare un imprenditore operante in condizioni di mercato. Questa conclusione costituisce necessariamente la conseguenza dell'impegno del 1987 relativo alla società acquirente [e cioè la NMH] preso dal Land della Baviera». La LSW non ha quindi mai sostenuto in primo grado che la sua situazione si distinguesse da quella della NMH né, a fortiori, in che misura ciò si sarebbe verificato; al contrario, essa ha sottolineato il parallelismo delle due situazioni.25 Ora, risulta dalla giurisprudenza della Corte che consentire ad una parte di sollevare per la prima volta dinanzi alla Corte un motivo che essa non aveva dedotto dinanzi al Tribunale equivarrebbe a consentirle di sottoporre alla Corte, la cui competenza in materia di ricorsi avverso decisioni del Tribunale di primo grado è limitata, una controversia più ampia di quella di cui era stato investito il Tribunale. Nell'ambito di un siffatto ricorso, la competenza della Corte è pertanto limitata alla valutazione della soluzione giuridica che è stata fornita a fronte dei motivi discussi dinanzi ad esso (v., in particolare, ordinanza 14 ottobre 1999, causa C-437/98 P, Infrisa/Commissione, Racc. pag. I-7145, punto 29).26 Nella fattispecie, è pacifico che il primo motivo, fondato su una disparità di trattamento tra la NMH e la LSW e sul fatto che, alla luce della situazione particolare di quest'ultima, il pagamento da essa ricevuto non costituiva un aiuto ai sensi dell'art. 4, lett. c), del Trattato CECA, non è stato sollevato dinanzi al Tribunale. Si tratta pertanto di un motivo nuovo che, sollevato per la prima volta in sede di impugnazione, è manifestamente irricevibile.27 Ne consegue che il secondo motivo, relativo ad una pretesa violazione dell'obbligo di motivazione per quanto riguarda la disparità di trattamento delle due ricorrenti in primo grado, è anch'esso irricevibile.Sul terzo, sul quarto e sul quinto motivo28 Il terzo motivo, relativo ad una «mancata qualificazione dei fatti riguardo al terzo motivo», il quarto motivo, fondato su un «accertamento erroneo e [una] motivazione insufficiente», nonché il quinto motivo, relativo ad una «scorretta applicazione del diritto nel raffronto con un investitore privato», riguardano in realtà un solo motivo, suddiviso in due parti, e debbono pertanto essere esaminati congiuntamente.29 Infatti, la LSW fa valere, con la prima parte, che il Tribunale, quando ha esaminato il terzo motivo dedotto in primo grado, non ha preso in considerazione gli esempi, da essa fornitigli, di un certo numero di investitori privati che avrebbero messo in atto un comportamento analogo a quello del Land della Baviera nelle circostanze del caso di specie e, con la seconda parte, che la valutazione operata dal Tribunale, nell'applicare il «criterio dell'investitore privato», era fondata su accertamenti di fatto errati.30 Quanto alla prima parte, è vero che, come sostiene la LSW, al punto 184 della sentenza impugnata, relativo al terzo motivo dedotto in primo grado, il Tribunale si limita ad un esame di questo sotto il profilo della sola violazione di forme sostanziali.31 Tuttavia, come giustamente rileva la Commissione, il Tribunale aveva già esaminato il contenuto sostanziale di tale censura in relazione al primo motivo dinanzi ad esso sollevato. Così, al punto 86 della sentenza impugnata, il Tribunale si riferisce espressamente agli esempi fatti valere dalle ricorrenti per sostenere che un investitore privato avrebbe potuto, in circostanze analoghe a quelle del caso di specie, procedere al salvataggio della NMH come ha fatto il Land della Baviera e, ai punti 104-129, esso esamina in dettaglio il criterio dell'investitore privato alla luce degli argomenti delle ricorrenti.32 Di conseguenza, la prima parte del motivo fatto valere dalla LSW, secondo la quale il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto non avendo preso in considerazione le censure dinanzi ad esso avanzate, è manifestamente privo di fondamento.33 Quanto alla seconda parte, e cioè la contestazione delle valutazioni operate dal Tribunale nell'applicare il «criterio dell'investitore privato», la ricorrente non precisa la ragione per la quale il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto, ma si limita a riprodurre i motivi e gli argomenti già addotti dinanzi a quest'ultimo. Ora, una tale impugnazione costituisce in realtà una domanda intesa ad ottenere un semplice riesame del ricorso proposto dinanzi al Tribunale, il che, ai sensi dell'art. 49 degli Statuti CECA e CE della Corte di giustizia, sfugge alla competenza di quest'ultima (v., in particolare, ordinanza 9 luglio 1998, causa C-317/97 P, Smanor e a./Commissione, Racc. pag. I-4269, punto 21). Ne consegue che la seconda parte del motivo è manifestamente irricevibile.34 I motivi terzo, quarto e quinto dedotti dalla ricorrente sono quindi in parte manifestamente infondati e in parte manifestamente irricevibili.Sul sesto motivo35 Con il suo sesto motivo, la LSW sostiene che il Tribunale ha omesso di statuire su una richiesta da essa rivoltagli e diretta ad ottenere che le fosse accordato l'accesso a tutti i documenti che fossero trasmessi al giudice dalla Commissione, in applicazione dell'art. 23 dello Statuto CECA della Corte di giustizia.36 Al riguardo, basta rilevare che, ai sensi dell'art. 51 del detto Statuto, l'impugnazione può essere fondata su mezzi relativi a vizi della procedura dinanzi al Tribunale recanti pregiudizio agli interessi della parte ricorrente. Nella fattispecie, è giocoforza constatare che la ricorrente non ha dimostrato e neppure addotto a sostegno in quale misura siano stati violati i suoi diritti della difesa per il fatto che la sua richiesta non è stata accolta dal Tribunale. Essa non ha neppure precisamente asserito che l'esame del fascicolo della Commissione, ad eccezione degli elementi già disponibili, abbia avuto un effetto sulla sentenza impugnata o che abbia condotto ad una valutazione giuridica diversa in fatto o in diritto. In mancanza di precisazioni a questo proposito nell'impugnazione, non è stato provato che la mancata risposta del Tribunale alla richiesta di accesso al fascicolo abbia pregiudicato i diritti della difesa della LSW o abbia altrimenti leso i suoi interessi.37 Ne consegue che il sesto motivo è manifestamente infondato.Sul settimo motivo38 Con il suo settimo motivo, la ricorrente fa valere che il Tribunale ha commesso un errore di diritto non facendo applicazione del principio di proporzionalità, nei limiti in cui ha constatato, ai punti 146-151 della sentenza impugnata, che la regola de minimis non è applicabile nel caso di specie.39 Secondo la LSW, la regola de minimis costituisce un principio di diritto applicabile indipendentemente dalla sua traduzione in diritto positivo. A questo proposito, importerebbe quindi poco che tale regola non abbia trovato espressione concreta nel diritto positivo derivante dal Trattato. Questo stesso Trattato e il diritto derivato prevederebbero altre eccezioni al divieto generale di aiuti, il che dimostrerebbe che le norme applicabili in materia di aiuti non sono assolute. In maniera generale, ogni iniziativa della Commissione sarebbe subordinata alla sua necessità. L'art. 5, secondo comma, terzo trattino, del Trattato CECA disporrebbe anch'esso che la Commissione interviene solo quando le circostanze lo richiedano, ai fini del mantenimento delle condizioni normali di concorrenza. Così, il Tribunale avrebbe dovuto prendere in considerazione il fatto che la LSW occupava solo uno spazio molto ristretto sul mercato e che, di conseguenza, il previsto versamento della compensazione non poteva incidere sulla concorrenza.40 La Commissione ricorda, al riguardo, che la LSW ha già sostenuto la stessa tesi in primo grado. Si tratterebbe quindi, in sede di ricorso contro la sentenza del Tribunale, di una mera ripetizione, senza alcuna analisi seria, degli argomenti in base ai quali il Tribunale ha respinto tale affermazione.41 A questo proposito, occorre constatare che l'art. 4, lett. c), del Trattato CECA, a differenza dell'art. 92, n. 1, del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 87, n. 1, CE), non richiede, perché gli aiuti siano considerati incompatibili con il mercato comune, la condizione che essi falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Infatti, come il Tribunale ha giustamente dichiarato al punto 147 della sentenza impugnata, la detta disposizione del Trattato CECA vieta tutti gli aiuti senza alcuna limitazione, con la conseguenza che non vi sono contenute regole de minimis.42 Il Tribunale ha quindi compiuto un'applicazione corretta della norma giuridica, di modo che il settimo motivo è manifestamente infondato.43 Dall'insieme delle considerazioni che precedono risulta che i motivi dedotti dalla LSW a sostegno del proprio ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado sono o manifestamente irricevibili o manifestamente infondati. Pertanto il ricorso dev'essere respinto in applicazione dell'art. 119 del regolamento di procedura. 

Decisione relativa alle spese

Sulle spese44 Ai sensi dell'art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, applicabile al procedimento di impugnazione in forza dell'art. 118, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché la Commissione ha chiesto la condanna della LSW che è rimasta soccombente, quest'ultima va condannata alle spese. Poiché il n. 4 della detta norma prevede, al suo primo comma, che gli Stati membri e le istituzioni intervenuti nella causa sopportano le proprie spese, si deve disporre che la Repubblica federale di Germania sopporti le proprie spese. 

Dispositivo

Per questi motivi,LA CORTE (Quinta Sezione)così provvede:1) Il ricorso è respinto.2) La Lech-Stahlwerke GmbH è condannata alle spese.3) La Repubblica federale di Germania sopporterà le proprie spese.