CELEX: 32013D1127(01)
Language: it
Date: 2013-11-26 00:00:00
Title: Decisione di esecuzione della Commissione, del 26 novembre 2013 , che identifica i paesi terzi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti a norma del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

27.11.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 346/2
            
         DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE
   del 26 novembre 2013
   che identifica i paesi terzi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti a norma del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
   2013/C 346/02
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
   visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (1), in particolare l'articolo 31,
   considerando quanto segue:
   1.   INTRODUZIONE
   
   
               (1)
            
            
               Il regolamento (CE) n. 1005/2008 (il regolamento INN) istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN).
            
         
               (2)
            
            
               Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura concernente l'identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione ai paesi identificati come paesi terzi non cooperanti, l'elaborazione di un elenco dei paesi non cooperanti, la radiazione dall'elenco dei paesi non cooperanti, la pubblicità dell'elenco dei paesi non cooperanti e le misure di emergenza.
            
         
               (3)
            
            
               A norma dell'articolo 31 del regolamento INN, la Commissione europea può identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti in materia di lotta alla pesca INN. Possono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all'obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN.
            
         
               (4)
            
            
               L'identificazione dei paesi terzi non cooperanti è basata sull'esame di tutte le informazioni indicate all'articolo 31, paragrafo 2, del regolamento INN.
            
         
               (5)
            
            
               A norma dell'articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio può elaborare un elenco dei paesi non cooperanti. A tali paesi si applicano le misure di cui all'articolo 38 del regolamento INN.
            
         
               (6)
            
            
               A norma dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, gli Stati di bandiera sono tenuti a notificare alla Commissione le loro disposizioni in materia di attuazione, controllo ed esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili ai propri pescherecci.
            
         
               (7)
            
            
               A norma dell'articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione coopera sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all'attuazione di detto regolamento.
            
         
               (8)
            
            
               Conformemente all'articolo 32 del regolamento INN, la Commissione, con decisione del 15 novembre 2012, ha notificato a otto paesi terzi che riteneva che potessero essere identificati come paesi terzi non cooperanti a norma del regolamento (CE) n. 1005/2008 che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
            
         
               (9)
            
            
               Nella sua decisione del 15 novembre 2012 la Commissione ha incluso le informazioni relative ai fatti essenziali e alle considerazioni alla base di tale identificazione preliminare.
            
         
               (10)
            
            
               Sempre il 15 novembre 2012, la Commissione ha comunicato agli otto paesi terzi, mediante lettere distinte, che stava valutando la possibilità di identificarli come paesi terzi non cooperanti. Le lettere recavano in allegato la decisione del 15 novembre 2012.
            
         
               (11)
            
            
               In tali lettere la Commissione sottolineava che, per evitare l'identificazione e la proposta di inserimento nell'elenco dei paesi terzi non cooperanti, come previsto rispettivamente agli articoli 31 e 33 del regolamento INN, i paesi terzi interessati erano invitati a stabilire e ad attuare, in stretta collaborazione con la Commissione, un piano d'azione volto ad ovviare alle carenze individuate nella decisione della Commissione del 15 novembre 2012. L'attuazione tempestiva ed efficace del piano d'azione da parte dei paesi interessati avrebbe potuto evitarne l'identificazione come paesi terzi non cooperanti e la proposta di inserimento definitivo nell'elenco pertinente.
            
         
               (12)
            
            
               La Commissione ha pertanto invitato gli otto paesi terzi interessati: 1) ad adottare tutte le misure necessarie per attuare le azioni contenute nei piani d'azione proposti dalla Commissione; 2) a valutare l'attuazione delle azioni contenute nei piani d'azione proposti dalla Commissione; 3) a trasmettere ogni sei mesi alla Commissione relazioni dettagliate intese a valutare l'attuazione di ogni azione, in particolare per quanto riguarda l'efficacia, individuale e/o collettiva, nel garantire un sistema di controllo della pesca pienamente conforme.
            
         
               (13)
            
            
               Agli otto paesi terzi interessati è stata data la possibilità di rispondere per iscritto in merito alle questioni espressamente indicate nella decisione della Commissione e a ogni altra informazione pertinente, nonché di presentare elementi di prova per confutare o per meglio illustrare i fatti citati nella decisione del 15 novembre 2012 o di adottare, se del caso, un piano d'azione inteso a migliorare la situazione e idonee misure per porvi rimedio. Agli otto paesi è stato garantito il diritto di chiedere o comunicare ulteriori informazioni.
            
         
               (14)
            
            
               Pertanto, con la decisione e le lettere del 15 novembre 2012, la Commissione ha avviato un processo di dialogo con gli otto paesi terzi, precisando che in linea di principio un periodo di sei mesi era a suo avviso sufficiente per giungere a una soluzione.
            
         
               (15)
            
            
               La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni che riteneva necessarie. Le osservazioni scritte e orali presentate dagli otto paesi a seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 sono state esaminate e prese in considerazione. Agli otto paesi sono state trasmesse, oralmente o per iscritto, le considerazioni della Commissione.
            
         
               (16)
            
            
               Come spiegato nella presente decisione di esecuzione della Commissione, il Belize, il Regno di Cambogia e la Repubblica di Guinea non sono stati in grado di confutare i fatti citati dalla Commissione, né di predisporre un piano d'azione per porvi rimedio.
            
         
               (17)
            
            
               La presente decisione di esecuzione della Commissione, che identifica il Belize, il Regno di Cambogia e la Repubblica di Guinea come paesi terzi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, si colloca nel contesto dell'attuazione del regolamento INN e rappresenta il risultato di un processo di indagine e dialogo svolto secondo le prescrizioni sostanziali e procedurali istituite dal regolamento INN, che disciplina, in particolare, l'obbligo imposto ai paesi terzi dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN.
            
         
               (18)
            
            
               La decisione di esecuzione della Commissione che identifica il Belize, il Regno di Cambogia e la Repubblica di Guinea come paesi terzi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata comporta, se del caso, le conseguenze cui all'articolo 18, paragrafo 1, lettera g), del regolamento INN.
            
         2.   PROCEDURA RELATIVA AL BELIZE
   
   
               (19)
            
            
               Il 15 novembre 2012 la Commissione ha notificato al Belize, mediante decisione a norma dell'articolo 32 del regolamento INN, che stava valutando la possibilità di identificarlo come paese terzo non cooperante (2).
            
         
               (20)
            
            
               La Commissione ha invitato il Belize a stabilire, in stretta collaborazione con i suoi servizi, un piano d'azione inteso ad ovviare alle carenze individuate nella decisione della Commissione.
            
         
               (21)
            
            
               La Commissione ha individuato, nel piano d'azione proposto, diverse carenze nell'attuazione degli obblighi di diritto internazionale, in particolare per quanto riguarda l'adozione di un idoneo quadro giuridico, l'assenza di un sistema adeguato ed efficiente di monitoraggio, controllo e ispezione, la mancanza di un sistema di sanzioni dissuasivo e di una corretta attuazione del regime di certificazione delle catture. Le carenze identificate riguardavano, in via generale, la conformità agli obblighi internazionali, tra cui le raccomandazioni e le risoluzioni delle organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) e le condizioni di registrazione delle navi a norma del diritto internazionale. È stata inoltre identificata una mancanza di conformità alle raccomandazioni e alle risoluzioni emanate da organismi competenti, come il piano d'azione internazionale delle Nazioni Unite contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IPOA). Tale mancanza di conformità a raccomandazioni e risoluzioni non vincolanti è stata tuttavia ritenuta un mero elemento di prova e non una base per l'identificazione.
            
         
               (22)
            
            
               Il 20 novembre 2012 la Commissione ha incontrato a Bruxelles le autorità del Belize per chiarire la situazione e discutere le azioni da intraprendere a seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (23)
            
            
               Con lettera del 10 dicembre 2012 il Belize ha accettato di avviare discussioni con la Commissione e ha espresso l'intenzione di concordare una tabella di marcia.
            
         
               (24)
            
            
               Il Belize ha presentato osservazioni scritte in data 28 dicembre 2012, 29 gennaio 2013 e 13 febbraio 2013.
            
         
               (25)
            
            
               Con lettera del 24 gennaio 2013 la Commissione ha invitato il Belize a trasmettere informazioni aggiornate sui punti chiave del piano d'azione proposto.
            
         
               (26)
            
            
               Il 26 febbraio 2013 le autorità del Belize hanno presentato la seguente documentazione: 1) lettera di accompagnamento e lettera esplicativa; 2) aggiornamento del piano d'azione strategico del Belize; 3) informazioni aggiornate sui punti principali del piano d'azione proposto; 4) calendario provvisorio delle ispezioni in porto nel contesto della pesca d'altura; 5) elenco delle infrazioni e delle sanzioni per gli anni 2011 e 2012; 6) dati statistici sui certificati di cattura; 7) elenco dei pescherecci autorizzati a operare in alto mare; 8) elenco dei pescherecci autorizzati a operare nelle zone della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT), della Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC), della Commissione per il tonno dell'Oceano Indiano (IOTC) e della Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC); 9) elenco degli altri pescherecci autorizzati a operare sotto la bandiera del Belize.
            
         
               (27)
            
            
               Il 5 marzo 2013 si sono svolte a Bruxelles consultazioni tecniche tra la Commissione e il Belize. Nel corso di tale riunione le autorità del Belize hanno presentato alla Commissione le misure adottate per gestire e controllare la flotta nazionale per la pesca d'altura.
            
         
               (28)
            
            
               Con la lettera del 14 marzo 2013 la Commissione ha trasmesso al Belize un riepilogo particolareggiato e aggiornato delle carenze che ancora sussistevano dopo le consultazioni tecniche svoltesi a Bruxelles il 5 marzo 2013 e ha invitato tale paese a esaminare le osservazioni della Commissione in relazione al piano d'azione proposto e a trasmettere ogni ulteriore informazione o documento ritenuti pertinenti.
            
         
               (29)
            
            
               Il 30 maggio 2013 il Belize ha presentato ulteriori osservazioni scritte, tra cui i seguenti documenti: 1) riepilogo dei progressi compiuti dal Belize nell'attuazione del piano d'azione proposto dalla Commissione; 2) progetto di piano d'azione nazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN (risalente al 2005); 3) progetto di regolamento sulle sanzioni applicabili nel contesto della pesca d'altura; 4) descrizione sintetica del programma di osservazione nazionale; 5) elenco dei pescherecci battenti bandiera del Belize (al 20 maggio 2013); 6) relazione concernente un seminario di formazione sulla raccolta dei dati biologici per i tonnidi e le specie affini; 7) principali caratteristiche del nuovo sistema «e-log» e del sistema di monitoraggio dei pescherecci.
            
         
               (30)
            
            
               Il 24 luglio 2013 il Belize ha chiesto informazioni riguardo allo stato del procedimento. La Commissione ha risposto al Belize con lettera del 5 agosto 2013.
            
         
               (31)
            
            
               La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni che riteneva necessarie. Le osservazioni scritte e orali presentate dal Belize a seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 sono state prese in considerazione e il Belize è stato tenuto al corrente, oralmente o per iscritto, delle considerazioni della Commissione.
            
         
               (32)
            
            
               Alla luce degli elementi raccolti, illustrati nella sezione 3 della presente decisione, la Commissione ritiene che le carenze e i motivi di preoccupazione descritti nella sua decisione del 15 novembre 2012 non siano stati sufficientemente affrontati dal Belize. Inoltre, non sono state pienamente attuate le misure proposte nel piano d'azione che accompagnava la decisione.
            
         3.   IDENTIFICAZIONE DEL BELIZE COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (33)
            
            
               A norma dell'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione esamina la conformità del Belize agli obblighi ad esso spettanti in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, alla luce delle conclusioni formulate nella decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e delle pertinenti informazioni trasmesse in merito dal Belize, del piano d'azione proposto nonché delle misure adottate per porre rimedio alla situazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all'articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
            
         3.1.   Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN)
   
   
               (34)
            
            
               Come precisato nel considerando (20) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Commissione, sulla base delle informazioni ricavate dagli elenchi delle navi INN redatti dalle ORGP, ha individuato numerosi pescherecci INN che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in tali elenchi (3). Alla data del 15 novembre 2012, i pescherecci così identificati erano: Goidau Ruey n. 1, Orca, Reymar 6, Sunny Jane, Tching Ye n. 6 e Wen Teng n. 688.
            
         
               (35)
            
            
               Sulla base delle informazioni ricavate dagli elenchi delle navi INN redatti da varie ORGP, la Commissione ha individuato otto pescherecci INN battenti bandiera del Belize dopo l'inclusione in tali elenchi (4). Si tratta dei seguenti pescherecci: Amorinn, Chia Hao n. 66, Orca, Ray, Reymar 6, Tchaw, Tching Ye n. 6 e Wen Teng n. 688. I pescherecci Amorinn, Ray e Tchaw figurano negli elenchi della Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico (CCAMLR) e dell'Organizzazione per la pesca nell'Atlantico sudorientale (SEAFO), i pescherecci Orca, Reymar 6, Tching Ye n. 6 e Wen Teng n. 688 figurano nell'elenco della IATTC, mentre il peschereccio Chia Hao n. 66 figura sia nell'elenco della IATTC che in quello dell'ICCAT. La Commissione ha inoltre appurato che, in base ai dati dell'elenco SEAFO delle navi INN, la nave Ray batte bandiera del Belize.
            
         
               (36)
            
            
               Come sottolineato nella sezione 3.1 della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ritiene che l'esistenza, negli elenchi INN delle ORGP, di numerosi pescherecci INN che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in tali elenchi sia una chiara indicazione del fatto che tale paese è venuto meno alle proprie responsabilità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale.
            
         
               (37)
            
            
               Inoltre, dalla decisione della Commissione del 15 novembre 2012 il numero dei pescherecci che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in un elenco delle navi INN di un'ORGP è salito a otto. Pertanto, il Belize non ha esercitato le proprie responsabilità in modo efficace e non ha rispettato le misure di conservazione e di gestione delle ORGP. Questo significa che tale paese è venuto meno ai propri obblighi a norma dell'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in base al quale uno Stato di bandiera esercita giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la sua bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa. Significa inoltre che il Belize non ha provveduto a garantire che i pescherecci autorizzati a battere la sua bandiera non esercitino né coadiuvino attività di pesca INN, contravvenendo alla raccomandazione di cui al punto 34 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN (IPOA), che invita gli Stati a provvedere affinché i pescherecci autorizzati a battere la loro bandiera non esercitino né coadiuvino attività di pesca INN.
            
         
               (38)
            
            
               Inoltre, a norma dell'articolo 18, paragrafi 1 e 2, dell'accordo delle Nazioni Unite ai fini dell'applicazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, del 10 dicembre 1982, relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori (UNFSA), lo Stato di bandiera è responsabile dei propri pescherecci operanti in alto mare. Si ricorda che l'UNFSA disciplina le questioni relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori. Come sottolineato nel considerando (35) della presente decisione, cinque pescherecci INN figurano negli elenchi INN di ORGP che gestiscono questo tipo di stock. La Commissione ritiene che l'esistenza, negli elenchi INN della IATTC e dell'ICCAT, di cinque pescherecci INN che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in tali elenchi sia una chiara indicazione del fatto che tale paese è venuto meno alle proprie responsabilità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale. L'esistenza, negli elenchi INN della IATTC e dell'ICCAT, di cinque pescherecci INN che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in tali elenchi è inoltre indice del fatto che tale paese non si è conformato agli obblighi ad esso imposti dall'articolo 19, paragrafi 1 e 2, dell'UNFSA. Tale situazione è anche in contrasto con quanto disposto dall'articolo 20 dell'UNFSA, che impone agli Stati l'obbligo di svolgere indagini, cooperare fra loro e sanzionare le attività esercitate da navi INN. Infatti, per questi cinque pescherecci, il Belize è venuto meno all'obbligo ad esso imposto dal diritto internazionale di cooperare a livello internazionale per garantire l'osservanza delle norme.
            
         
               (39)
            
            
               Pertanto, l'esistenza, negli elenchi INN delle ORGP, di otto pescherecci INN che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in tali elenchi evidenzia il fatto che tale paese non si è conformato ai propri obblighi di Stato di bandiera. I pescherecci riconosciuti come navi INN pregiudicano infatti la conservazione e la gestione delle risorse biologiche. Il comportamento del Belize è in contrasto con l'articolo 118 dell'UNCLOS, in base al quale gli Stati sono tenuti a cooperare alla conservazione e alla gestione delle risorse biologiche nelle zone di alto mare.
            
         
               (40)
            
            
               Il mancato rispetto, da parte del Belize, degli obblighi in materia di osservanza e di esecuzione viola anche l'articolo III (8) dell'accordo di conformità dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite (accordo FAO), in base al quale ciascuna parte è tenuta ad adottare misure di esecuzione nei confronti dei pescherecci autorizzati a battere la propria bandiera che agiscono in violazione delle disposizioni dell'accordo FAO, ove necessario anche rendendo la violazione di tali disposizioni un reato ai sensi della legislazione nazionale. Le sanzioni applicabili a tali violazioni devono essere sufficientemente gravi da garantire il rispetto degli obblighi sanciti dall'accordo FAO e da privare i trasgressori dei vantaggi ottenuti dalle loro attività illecite.
            
         
               (41)
            
            
               Le suddette attività di pesca INN accertate, praticate da pescherecci battenti bandiera del Belize e descritte nei considerando (22) e (23) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, portano a concludere che il Belize non ha provveduto ad assicurare sanzioni adeguate, a scoraggiare il ripetersi delle violazioni e a privare i trasgressori dei vantaggi derivanti dalle loro attività illecite. Inoltre, il Belize non dispone di un adeguato apparato amministrativo per l'esecuzione delle indagini e di un idoneo sistema di monitoraggio delle sue navi. A tale mancanza di idonee misure non era stato posto rimedio al momento in cui è stata adottata la presente decisione.
            
         
               (42)
            
            
               A seguito dell'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il Belize ha trasmesso la documentazione citata nei considerando (26) e (29) della presente decisione.
            
         
               (43)
            
            
               La Commissione è giunta alla conclusione che il Belize non era in grado di adottare misure efficaci per contrastare il reiterarsi di attività di pesca INN a causa delle carenze del suo quadro giuridico. Nel piano d'azione la Commissione ha pertanto proposto che tale paese procedesse a una revisione del suo quadro giuridico al fine di garantire la conservazione e la gestione delle risorse biologiche nelle acque d'altura. Tuttavia, il progetto di legge sulle risorse acquatiche viventi presentato dal Belize non è stato adottato, né sottoposto alla Camera dei rappresentanti. Il progetto comprende, in particolare, disposizioni riguardanti: la conservazione e la gestione delle risorse ittiche; i requisiti e le condizioni per il rilascio delle licenze; le attività di pesca all'interno e all'esterno della zona economica esclusiva (ZEE) del Belize; le attività di monitoraggio, controllo e sorveglianza; la registrazione dei pescherecci, nonché disposizioni generali in materia di sanzioni. Tuttavia, il progetto di legge sulle risorse acquatiche viventi è soltanto un atto di portata generale; come disposto nella parte XXI dell'atto, possono essere necessari diversi regolamenti per dare piena attuazione e gestire in modo efficace le sue disposizioni. Il progetto di legge precisa che tali regolamenti potrebbero risultare necessari in particolare per disciplinare gli aspetti seguenti: concessione delle licenze e regolamentazione delle attività di pesca; condizioni applicabili al nolo di pescherecci battenti bandiera del Belize e circostanze in cui può esservi fatto ricorso; installazione e impiego di ricetrasmittenti mobili in singoli pescherecci o in una categoria di navi autorizzate a pescare in virtù della legge sulle risorse acquatiche viventi; nomina degli agenti incaricati della gestione delle procedure avviate in applicazione della suddetta legge; definizione dei requisiti concernenti le informazioni da trasmettere con riguardo alla proprietà effettiva delle navi per la cattura, il carico, lo sbarco, il trasbordo, il trasporto, il trattamento, il possesso e lo smaltimento del pescato; definizione delle infrazioni ai regolamenti e delle relative sanzioni. Di tutti gli elementi summenzionati, dopo l'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 le autorità del Belize hanno presentato soltanto il progetto di regolamento sulle sanzioni applicabili nel contesto della pesca d'altura. Il progetto di legge sulle risorse acquatiche viventi è in corso di elaborazione dal 2011, data dalla quale non si è registrato alcun ulteriore sviluppo concreto. Il progetto non è ancora stato adottato e pertanto non è giuridicamente vincolante. Le competenti autorità del Belize non hanno neppure trasmesso un calendario concreto per la conversione in legge e l'attuazione del progetto. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (44)
            
            
               Il piano d'azione nazionale del Belize per la lotta contro la pesca INN risale al 2005 e non è ancora stato adottato, contrariamente a quanto disposto nei punti 25, 26 e 27 del piano d'azione contro la pesca INN (IPOA), che invita gli Stati a elaborare un piano nazionale per contrastare la pesca INN. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (45)
            
            
               La Commissione è quindi giunta alla conclusione che, oltre alle attività ricorrenti di pesca INN praticate da pescherecci battenti bandiera del Belize, in tale paese si riscontra la mancanza di un sistema di sanzioni dissuasivo. La legislazione vincolante attualmente in vigore (5) prevede le seguenti sanzioni: ammonimento scritto, ammenda, annullamento dello status e/o del documento e sospensione o revoca dell'autorizzazione. L'ammontare dell'ammenda massima (50 000 USD) non è sufficientemente dissuasivo e pertanto non è conforme all'articolo 19, paragrafo 2, dell'UNFSA, che dispone, in particolare, che le sanzioni devono essere sufficientemente severe e privare i trasgressori dei vantaggi ottenuti dalle loro attività illecite.
            
         
               (46)
            
            
               Come indicato nel considerando (43) della presente decisione, il Belize ha presentato un nuovo progetto di regolamento sulle sanzioni applicabili nel contesto della pesca d'altura, che tuttavia, essendo un atto complementare al progetto di legge sulle risorse acquatiche viventi, non entrerà in vigore prima dell'adozione di quest'ultimo. Inoltre, il progetto di regolamento sulle sanzioni applicabili nel contesto della pesca d'altura prevede sanzioni meramente amministrative. Il regolamento dispone che vengano irrogate ammende, ma non ne stabilisce chiaramente l'entità. Il procedimento sanzionatorio non definisce scadenze precise per l'esame delle presunte violazioni. Manca una chiara ripartizione delle responsabilità tra le autorità nazionali del Belize incaricate di attuare il regime sanzionatorio proposto. La mancanza di una chiara definizione dell'importo delle ammende induce a ritenere che, se il progetto fosse adottato, il Belize non sarebbe in grado di soddisfare i requisiti di cui all'articolo 19, paragrafo 2, dell'UNFSA. Sempre in caso di adozione del progetto, il fatto che non sia stato chiaramente definito l'importo delle ammende non sarebbe conforme alle raccomandazioni del punto 21 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati sono tenuti a provvedere affinché le sanzioni applicabili alle attività di pesca INN esercitate da pescherecci siano sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace tali pratiche di pesca e da privare i trasgressori dei benefici che ne derivano. Inoltre, il progetto di regolamento sulle sanzioni applicabili nel contesto della pesca d'altura non stabilisce un catalogo di sanzioni per le attività di pesca INN che potrebbero essere praticate da pescherecci battenti bandiera del Belize nelle acque dei paesi terzi.
            
         
               (47)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dal Belize per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni degli articoli 94 e 118 dell'UNCLOS, degli articoli 18, 19 e 20 dell'UNFSA e dell'articolo III (8) dell'accordo FAO.
            
         
               (48)
            
            
               Alla luce dei considerando da (21) a (27) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 3 e paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN, è del parere che il Belize non abbia rispettato gli obblighi ad esso incombenti in qualità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale con riguardo ai pescherecci INN e alla pesca INN praticata o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini e che non abbia preso provvedimenti sufficienti per contrastare le attività di pesca INN ricorrenti e documentate praticate da pescherecci che in precedenza battevano la sua bandiera.
            
         3.2.   Mancata cooperazione ed esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, lettere b), c) e d), del regolamento INN)
   
   
               (49)
            
            
               Come indicato nei considerando da (31) a (36) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Commissione ha esaminato se il Belize ha adottato misure di esecuzione efficaci nei confronti degli operatori responsabili di attività pesca INN e se sono state irrogate sanzioni sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali pratiche.
            
         
               (50)
            
            
               Come indicato nel considerando (33) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il Belize non ha provveduto affinché le sanzioni applicabili alle attività di pesca INN esercitate da pescherecci e, nella misura maggiore possibile, da cittadini soggetti alla sua giurisdizione fossero sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici da essa derivanti.
            
         
               (51)
            
            
               Come indicato nei considerando da (45) a (46) della presente decisione, il Belize non ha provveduto a istituire un sistema sanzionatorio dissuasivo in seguito all'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012. L'attuale catalogo di sanzioni non è conforme all'articolo 19, paragrafo 2, dell'UNFSA che dispone, in particolare, che le sanzioni devono essere sufficientemente severe e privare i trasgressori dei vantaggi ottenuti dalle loro attività illecite.
            
         
               (52)
            
            
               Le prove disponibili confermano che il Belize non ha ottemperato ai propri obblighi a norma del diritto internazionale per quanto riguarda l'adozione di misure di esecuzione efficaci. A tale riguardo vale la pena ricordare che, come indicato nei considerando da (35) a (40) della presente decisione, negli elenchi INN delle ORGP figuravano otto pescherecci INN che battevano bandiera del Belize dopo il loro inserimento in tali elenchi. L'esistenza di tali pescherecci INN è una chiara prova del fatto che il Belize non ha ottemperato alle responsabilità ad esso spettanti con riguardo ai propri pescherecci operanti in alto mare, secondo il disposto dell'articolo 18, paragrafi 1 e 2, dell'UNFSA.
            
         
               (53)
            
            
               Inoltre, come indicato nel considerando (32) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, l'esistenza, negli elenchi INN delle ORGP, di numerosi pescherecci INN che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in tali elenchi costituisce un'ulteriore conferma del fatto che tale paese non ha esercitato piena giurisdizione sui propri pescherecci. Allo stadio attuale, in seguito alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il numero dei pescherecci INN compresi negli elenchi INN delle ORGP, che battevano bandiera del Belize dopo essere stati inclusi in tali elenchi, è salito a otto. In questo modo il Belize ha dimostrato di non soddisfare le condizioni di cui all'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera esercita giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la sua bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa.
            
         
               (54)
            
            
               Come indicato nel considerando (35) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il livello di sviluppo del Belize non può essere considerato un fattore che pregiudica la capacità delle autorità competenti di cooperare con altri paesi e di porre in atto misure volte a garantire il rispetto delle norme. La valutazione delle difficoltà specifiche per lo sviluppo è trattata in modo più approfondito nei considerando da (70) a (72) della presente decisione.
            
         
               (55)
            
            
               Per quanto riguarda la storia, la natura, le circostanze, l'entità e la gravità dei casi di pesca INN considerati, la Commissione ha tenuto conto delle attività di pesca INN ricorrenti e ripetitive svolte da pescherecci battenti bandiera del Belize fino al 2013. La Commissione ha tenuto conto anche degli sviluppi intervenuti in seguito alla sua decisione del 15 novembre 2012.
            
         
               (56)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dal Belize per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni dell'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS e degli articoli 18 e 19 dell'UNSFA.
            
         
               (57)
            
            
               Alla luce dei considerando da (31) a (36) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 3 e paragrafo 5, lettere b), c) e d), del regolamento INN, è del parere che il Belize non abbia rispettato gli obblighi ad esso incombenti in qualità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.
            
         3.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
   
   
               (58)
            
            
               Come indicato nei considerando da (39) a (63) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Commissione ha esaminato le informazioni ritenute pertinenti con riguardo allo status del Belize come parte contraente della IOTC e dell'ICCAT e come parte non contraente cooperante della WCPFC. Poiché il Belize è stato parte non contraente cooperante della Commissione per la pesca nell'Atlantico nord-orientale (NEAFC) fino alla fine del 2011, la Commissione ha esaminato anche le informazioni ritenute pertinenti con riguardo a tale ORGP. La Commissione ha inoltre esaminato le informazioni ritenute pertinenti con riguardo allo status del Belize come parte contraente della IOTC e dell'ICCAT in seguito alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (59)
            
            
               Si rammenta che nel 2013, a seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il segretariato dell'ICCAT ha trasmesso al Belize una lettera di richiamo (6) in cui esprimeva preoccupazione in merito agli aspetti seguenti: necessità di ulteriori indagini su possibili trasbordi non dichiarati o non autorizzati di specie regolamentate dall'ICCAT prelevate come catture accessorie; funzionalità del nuovo sistema VMS istituito dal Belize; necessità di ulteriori informazioni sulla gestione dei contingenti di pesca per lo stock meridionale di pesce spada. In questo contesto il segretariato dell'ICCAT ha precisato che avrebbe raccomandato azioni adeguate per ovviare alla carenza di dati e alla mancata presentazione delle informazioni necessarie per dare piena attuazione alle pertinenti raccomandazioni dell'ICCAT.
            
         
               (60)
            
            
               La Commissione ha inoltre esaminato le informazioni trasmesse dall'ICCAT sul rispetto, da parte del Belize, delle norme e degli obblighi di comunicazione dell'ICCAT. A tal fine la Commissione si è avvalsa delle tabelle di conformità dell'ICCAT (ICCAT Compliance Summary Tables) relative al 2012 (7). In base alle informazioni disponibili, l'identificazione del Belize è motivata dalle carenze riscontrate con riguardo all'esecuzione di trasbordi in mare al di fuori del pertinente programma di osservazione nonché da carenze connesse alle trasmissioni VMS. Inoltre, il Belize non ha ancora finalizzato il piano volto a migliorare la raccolta dei dati sugli squali a livello monospecifico.
            
         
               (61)
            
            
               Secondo le informazioni tratte dalla relazione di conformità della IOTC del 2013 (8), nel 2012 il Belize non si era ancora conformato, o si era conformato solo in parte, a una serie di risoluzioni adottate dalla IOTC. In particolare, riguardo alla risoluzione IOTC 12/13 applicabile ai pescherecci con palangari, concernente le misure giuridiche e amministrative necessarie per l'attuazione della zona di chiusura, il Belize non ha trasmesso informazioni sul periodo di chiusura 2012/2013. Con riguardo alla risoluzione IOTC 10/08 relativa all'elenco dei pescherecci in attività, il Belize non ha trasmesso la relazione obbligatoria concernente le navi operanti nella zona della IOTC nel corso del 2012. Tale paese si è conformato solo in parte alla risoluzione 07/02 relativa all'elenco dei pescherecci autorizzati di lunghezza fuori tutto pari o superiore a 24 metri, in quanto non ha fatto pervenire una serie di informazioni obbligatorie, quali il porto operativo, il tipo di attrezzo o i dati relativi a una serie di pescherecci sprovvisti di autorizzazione in corso di validità. Inoltre il Belize non ha istituito l'obbligo di relazione sullo stato di avanzamento e di attuazione del sistema VMS quale previsto dalla risoluzione IOTC 06/03 sull'adozione di un sistema di controllo dei pescherecci (VMS). Con riguardo alla risoluzione IOTC 10/02 sugli obblighi statistici, i dati trasmessi dal Belize in materia di catture nominali, catture, sforzo di pesca e frequenza della taglia non sono conformi allo standard richiesto dalla risoluzione. Il Belize si è conformato solo in parte alla risoluzione IOTC 05/05 sulla trasmissione dei dati relativi agli squali, in quanto non ha fatto pervenire i dati relativi alla taglia, e non ha trasmesso la relazione obbligatoria prevista dalla risoluzione 12/05 sui trasbordi effettuati in mare. Il Belize non ha attuato il programma di osservazione previsto dalla risoluzione 11/04 relativa agli osservatori. In particolare, tale paese non ha istituito il programma obbligatorio di osservazione in mare applicabile al 5 % dei pescherecci di lunghezza superiore a 24 m e non si è conformato all'obbligo di relazione degli osservatori. Per quanto riguarda la risoluzione IOTC 01/06 relativa al programma di documentazione statistica, il Belize non ha trasmesso informazioni sugli organismi e sui soggetti autorizzati a convalidare i documenti statistici relativi al tonno obeso.
            
         
               (62)
            
            
               Il comportamento del Belize con riguardo agli obblighi ICCAT illustrati nei considerando (59) e (60) della presente decisione e la mancata trasmissione alla IOTC delle informazioni indicate nel considerando (61) della medesima dimostrano che il Belize non ha ottemperato ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera stabiliti nell'UNCLOS e nell'UNFSA. In particolare, il fatto che il Belize non abbia trasmesso per tempo le statistiche, i dati VMS, i dati relativi alle catture e allo sforzo di pesca e le informazioni sui trasbordi in mare e sul programma di osservazione pregiudica la capacità di questo paese di ottemperare agli obblighi di cui agli articoli 117 e 118 dell'UNCLOS, secondo i quali gli Stati sono tenuti ad adottare, nei confronti dei propri cittadini, misure ai fini della conservazione delle risorse biologiche in alto mare e di cooperare alle misure di conservazione e di gestione di tali risorse.
            
         
               (63)
            
            
               Come indicato nel considerando (46) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, nel corso della missione in Belize del novembre 2010 sono emersi vari elementi, in particolare per quanto riguarda il funzionamento del sistema VMS e del programma di osservazione. Ulteriori elementi di preoccupazione per quanto riguarda il sistema di controllo e la supervisione dei trasbordi sono stati menzionati nel considerando (51) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 nel contesto della relazione di conformità della IOTC per il 2010. A questo proposito, dalle informazioni trasmesse dalle autorità del Belize per quanto riguarda la creazione di un sistema affidabile di ispezioni, un programma di osservazione, i rapporti sugli sbarchi, la supervisione dei trasbordi e il monitoraggio degli sbarchi si evince che tali autorità non hanno garantito un sistema efficace di controllo e sorveglianza delle navi battenti bandiera del Belize, in conformità degli obblighi internazionali. In particolare, il Belize era stato invitato a elaborare e ad attuare un sistema nazionale di monitoraggio, controllo e sorveglianza, sistemi per la compilazione del giornale di bordo, per la dichiarazione delle catture e per le dichiarazioni di sbarco, un regime di ispezione e controllo degli sbarchi, un sistema di porti designati e un programma di osservazione. Le autorità del Belize hanno trasmesso informazioni sul programma di osservazione nazionale e sulle principali caratteristiche del nuovo sistema di controllo dei pescherecci e del sistema «e-log». Tuttavia, questi documenti si limitano a una descrizione dei lavori preliminari e non contengono un calendario dettagliato per l'entrata in vigore e la corretta attuazione di questi sistemi. Il calendario provvisorio delle ispezioni in porto nel contesto della pesca d'altura, presentato dal Belize il 5 marzo 2013, è ancora a livello di bozza e deve essere rielaborato a fondo per poter produrre risultati concreti. Il programma di osservazione nazionale è ancora in fase di elaborazione. L'attuale sistema di ispezioni non garantisce una copertura adeguata delle flotta battente bandiera del Belize operante in alto mare, in quanto non dispone di sufficienti mezzi di ispezione. A tale riguardo si ricorda che in Belize si registrano gravi carenze nella comunicazione dei dati a varie ORGP, cosa che compromette la capacità di tale paese di esercitare i propri obblighi di Stato di bandiera.
            
         
               (64)
            
            
               Come spiegato nei considerando (41), (42), (51) e (52) della decisione della Commissione del novembre 2012 e nel considerando (62) della presente decisione, il Belize non ha ottemperato ai propri obblighi in materia di registrazione e comunicazione. A seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il Belize ha dichiarato che le carenze in materia di registrazione non erano di tipo sostanziale, senza tuttavia contestare le inadempienze segnalate dalle ORGP. A tale riguardo si fa notare che sussistono discrepanze tra la documentazione ufficiale delle ORGP e le dichiarazioni del Belize. In particolare, la Commissione ha osservato che il sistema di dichiarazione elettronica delle catture del Belize è ancora in fase di sviluppo e deve essere ulteriormente testato. In effetti, dalle informazioni trasmesse dal Belize non risulta che siano intervenuti cambiamenti con riguardo alla conformità di questo paese alle disposizioni delle ORGP di cui alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012. Il Belize non ha prodotto, a sostegno delle sue dichiarazioni, alcuna documentazione che consentirebbe alla Commissione di ignorare quanto segnalato nelle relazioni delle ORGP che, come già spiegato nella presente sezione, esprimono forti perplessità sulla capacità di tale paese di conformarsi alle norme internazionali. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (65)
            
            
               Per quanto riguarda il sistema di controllo dei pescherecci via satellite (VMS), come spiegato nei considerando (48) e (52) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e nel considerando (63) della presente decisione, la Commissione richiama l'attenzione su una serie di problemi segnalati dalla WCPFC, dalla IOTC e dall'ICCAT. In seguito alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il Belize ha dichiarato che il sistema VMS è in via di perfezionamento. Tuttavia, il nuovo sistema informativo per la pesca e il sistema «e-log» sono tuttora in fase di sviluppo e non sono ancora operativi. Inoltre, il Belize non dispone di un centro di controllo della pesca (CCP). Per quanto riguarda l'osservanza dei requisiti delle ORGP in materia di VMS, sussistono discrepanze tra la documentazione ufficiale delle ORGP e le dichiarazioni del Belize. Il Belize ha contestato le risultanze delle ORGP. Tuttavia, dalle informazioni trasmesse da tale paese non risulta che siano intervenuti cambiamenti con riguardo alla conformità di questo paese alle disposizioni delle ORGP. Il Belize non ha prodotto, a sostegno delle sue dichiarazioni, alcuna documentazione che consentirebbe alla Commissione di ignorare quanto segnalato nelle relazioni delle ORGP. Alla luce delle informazioni raccolte sulle capacità di monitoraggio, controllo e sorveglianza delle autorità del Belize, in particolare a livello operativo, tale paese non soddisfa le condizioni fissate all'articolo 18, paragrafo 3, lettera g), dell'UNFSA.
            
         
               (66)
            
            
               Gli elementi menzionati nella sezione 3.3 della presente decisione dimostrano che il Belize ha violato gli obblighi stabiliti all'articolo 18, paragrafo 3, dell'UNFSA.
            
         
               (67)
            
            
               Come sottolineato nel considerando (63) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il Belize tiene un registro internazionale della marina mercantile per l'immatricolazione delle navi; tuttavia tale registro non garantisce che le navi battenti bandiera del Belize abbiano un legame reale con il paese. Il Belize ha affermato di esercitare il controllo della sua flotta peschereccia a prescindere dal fatto che il registro IMMARBE sia gestito da un ente privato. Informazioni di dominio pubblico rivelano che dal giugno 2013 (9) il governo del Belize ha assunto il controllo operativo del registro. Nonostante la nazionalizzazione del registro sia stata decisa dal Belize con effetto a decorrere dal 13 luglio 2013, alla Commissione non è pervenuta nessuna comunicazione dalla quale emergano ulteriori elementi atti a dimostrare l'esistenza di un reale legame tra il Belize e le navi registrate sotto la sua bandiera. In questo modo continuano ad essere disattesi gli obblighi stabiliti nell'articolo 91 dell'UNCLOS.
            
         
               (68)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dal Belize per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni degli articoli 91, 117 e 118 dell'UNCLOS e dell'articolo 18, paragrafo 3, dell'UNSFA.
            
         
               (69)
            
            
               Alla luce dei considerando da (39) a (63) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, è del parere che il Belize non abbia rispettato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale con riguardo all'osservanza di norme, regolamenti e misure di conservazione e di gestione internazionali.
            
         3.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
   
   
               (70)
            
            
               Si ricorda che, secondo l'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (10), il Belize è considerato un paese a sviluppo umano medio (96mo su 186 paesi) e, secondo il regolamento (CE) n. 1905/2006, esso rientra nella categoria dei paesi a reddito medio-basso.
            
         
               (71)
            
            
               Come spiegato nel considerando (66) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, non sono state individuate prove a conferma del fatto che il mancato rispetto, da parte del Belize, degli obblighi che ad esso incombono a norma del diritto internazionale sia dovuto a uno scarso sviluppo. Successivamente al 15 novembre 2012 non sono stati presentati ulteriori elementi concreti atti a dimostrare che le carenze individuate sono dovute alla mancanza di adeguate infrastrutture e capacità amministrative.
            
         
               (72)
            
            
               Alla luce dei considerando (65) e (66) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, è del parere che lo stato di sviluppo e il comportamento complessivo del Belize nel settore della pesca non siano pregiudicati dal suo livello di sviluppo.
            
         4.   PROCEDURA RELATIVA AL REGNO DI CAMBOGIA
   
   
               (73)
            
            
               Il 15 novembre 2012 la Commissione ha notificato al Regno di Cambogia (Cambogia), mediante decisione a norma dell'articolo 32 del regolamento INN, che stava valutando la possibilità di identificarlo come paese terzo non cooperante (11).
            
         
               (74)
            
            
               La Commissione ha invitato la Cambogia a stabilire, in stretta collaborazione con i suoi servizi, un piano d'azione inteso ad ovviare alle carenze individuate nella decisione della Commissione.
            
         
               (75)
            
            
               La Commissione ha individuato, nel piano d'azione proposto, diverse carenze nell'attuazione degli obblighi di diritto internazionale, in particolare per quanto riguarda l'adozione di un idoneo quadro giuridico, l'assenza di un sistema adeguato ed efficiente di monitoraggio, controllo e ispezione, la mancanza di un sistema di sanzioni dissuasivo e di una corretta attuazione del regime di certificazione delle catture. Le carenze identificate riguardavano, in via generale, la conformità agli obblighi internazionali e le condizioni di registrazione delle navi a norma del diritto internazionale. È stata inoltre identificata la mancanza di conformità alle raccomandazioni e alle risoluzioni emanate da organismi competenti, come il piano d'azione internazionale delle Nazioni Unite contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IPOA). Tale mancanza di conformità a raccomandazioni e risoluzioni non vincolanti è stata tuttavia ritenuta un mero elemento di prova e non una base per l'identificazione.
            
         
               (76)
            
            
               Il 22 novembre 2012 la Commissione ha incontrato a Bruxelles le autorità cambogiane per chiarire la situazione e discutere le azioni da intraprendere a seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (77)
            
            
               Il 7 febbraio 2013 la Cambogia ha risposto alla lettera del 15 novembre 2012, presentando un elenco di misure adottate in materia di lotta contro la pesca INN. La Cambogia ha dichiarato di aver completato il quadro di pianificazione strategica per il settore della pesca 2010-2019, che comprendeva il codice nazionale di condotta per una pesca responsabile (documento fondamentale per il controllo e lo sviluppo delle risorse della pesca marittima e per l'eliminazione della pesca illegale), la definizione del giornale di bordo per le navi adibite alla pesca marittima e la dichiarazione relativa ai requisiti tecnici per la gestione dei pescherecci. La Cambogia ha inoltre affermato di aver rafforzato e ampliato il sistema di monitoraggio, controllo e sorveglianza e di aver collaborato con gli Stati membri del piano d'azione regionale per l'attuazione del piano d'azione sulla pesca INN. Nella sua lettera del 7 febbraio 2013 la Cambogia ha affermato che, a causa della mancanza di risorse umane e finanziarie, aveva bisogno di più tempo per adempiere pienamente ai propri impegni.
            
         
               (78)
            
            
               La Commissione ha tentato più volte di stabilire un contatto con la Cambogia per proseguire le discussioni sul piano d'azione proposto. Il 29 aprile 2013 la Commissione ha inviato alla Cambogia una seconda lettera in cui ribadiva la sua richiesta del 15 novembre 2012 e chiedeva documenti a conferma delle azioni già adottate dal paese.
            
         
               (79)
            
            
               Il 24 maggio 2013 è stata organizzata una videoconferenza con i rappresentanti della Cambogia, che in tale occasione hanno dichiarato che il sistema di registrazione delle navi era stato modificato nel 2003, anno in cui il registro era passato da un ente privato con sede a Singapore a un ente privato con sede in Corea. I rappresentanti della Cambogia hanno sottolineato l'impegno del loro paese a rispettare tutte le norme nazionali e internazionali. Hanno inoltre affermato che per contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata si faceva ricorso alla radiazione delle navi presumibilmente implicate in attività di pesca INN, precisando che tale provvedimento era già stato adottato in diversi casi e che le navi già inserite in un elenco INN non potevano essere immatricolate in Cambogia. Hanno infine affermato che nessun nuovo peschereccio era stato immatricolato dal 2010.
            
         
               (80)
            
            
               Durante la videoconferenza del 24 maggio 2013 la Commissione ha richiamato l'attenzione delle autorità cambogiane sulle conclusioni formulate nella sua decisione del 15 novembre 2012, rammentando che era necessario ovviare quanto prima alle carenze riscontrate e presentare documenti a conferma delle dichiarazioni formulate oralmente o per iscritto dalla Cambogia; in tale occasione la Commissione ha inoltre illustrato le conseguenze che sarebbero potute derivare dal persistere di tali carenze.
            
         
               (81)
            
            
               Con lettera del 14 giugno 2013 la Cambogia ha trasmesso ulteriori informazioni sulle vigenti politiche nazionali in materia di lotta contro la pesca INN e su un piano d'azione contro la pesca INN applicato dalla sua amministrazione come Stato di bandiera, il Registro navale internazionale della Cambogia. Tale documentazione era conforme a quanto affermato verbalmente nel corso della videoconferenza del 24 maggio 2013. La Cambogia ha inoltre trasmesso un elenco dei pescherecci e delle navi per il trasporto di pesce/navi frigorifere battenti bandiera cambogiana aggiornato al maggio 2013.
            
         
               (82)
            
            
               La Cambogia non ha precisato quando le vigenti politiche in materia di lotta contro la pesca INN e gli impegni assunti nell'ambito del piano d'azione contro la pesca INN saranno tradotti in norme giuridiche vincolanti e concretamente attuati dalle autorità nazionali.
            
         
               (83)
            
            
               Alla Commissione non sono pervenute ulteriori informazioni sulle misure prese dalla Cambogia per contrastare la pesca INN.
            
         
               (84)
            
            
               La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni che riteneva necessarie. Le osservazioni scritte e orali presentate dalla Cambogia a seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 sono state prese in considerazione e la Cambogia è stata tenuta al corrente, oralmente o per iscritto, delle considerazioni della Commissione.
            
         
               (85)
            
            
               Alla luce degli elementi raccolti, illustrati nella sezione seguente, la Commissione ritiene che le carenze e i motivi di preoccupazione descritti nella sua decisione del 15 novembre 2012 non siano stati affrontati dalla Cambogia. Inoltre, non sono state pienamente attuate le misure proposte nel piano d'azione che accompagnava la decisione.
            
         5.   IDENTIFICAZIONE DELLA CAMBOGIA COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (86)
            
            
               A norma dell'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione esamina la conformità della Cambogia agli obblighi ad essa spettanti in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, alla luce delle conclusioni formulate nella decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e del piano d'azione proposto, successivamente rielaborato sulla base delle pertinenti informazioni trasmesse dalla Cambogia. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all'articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
            
         5.1.   Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN)
   
   
               (87)
            
            
               Come sottolineato nei considerando (75) e (76) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Commissione, sulla base delle informazioni ricavate dalle ORGP nonché di indagini da essa stessa condotte, ha appurato che diverse navi battenti bandiera cambogiana erano state avvistate mentre pescavano illegalmente.
            
         
               (88)
            
            
               Come sottolineato nel considerando (75) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione, sulla base delle informazioni tratte dagli elenchi di pescherecci INN delle ORGP, ha riscontrato diversi casi di attività INN svolte da pescherecci battenti bandiera cambogiana o in possesso di una licenza di pesca cambogiana. Il peschereccio Draco-1 [nome attuale (12): Shaanxi Henan 33; nome nel novembre 2012 quale citato nel considerando (75) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012: Xiong Nu Baru 33] è stato avvistato mentre pescava illegalmente nella zona della CCAMLR nel gennaio 2010 (13) e nell'aprile 2010 (14) mentre batteva bandiera cambogiana. Anche il peschereccio Trosky (nome attuale (15): Huiqunan; nome nel novembre 2012 quale citato nel considerando (75) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012: Yangzi Hua 44) è stato avvistato mentre pescava illegalmente nella zona della CCAMLR nell'aprile 2010 (16) mentre batteva bandiera cambogiana.
            
         
               (89)
            
            
               Come sottolineato nella sezione 5.1 della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ritiene che l'esistenza, negli elenchi INN delle ORGP, di numerosi pescherecci INN che battevano bandiera della Cambogia dopo essere stati inclusi in tali elenchi sia una chiara indicazione del fatto che tale paese è venuto meno alle proprie responsabilità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale.
            
         
               (90)
            
            
               Inoltre, come indicato nel considerando (76) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha raccolto prove del mancato rispetto, da parte della Cambogia, delle misure di conservazione e di gestione previste dal diritto internazionale. Sulla base dei certificati di cattura dell'Unione, infatti, la Commissione ha raccolto prove fattuali di ripetute infrazioni delle misure di conservazione e di gestione dell'ICCAT da parte di un peschereccio cambogiano; tali infrazioni sono state classificate come attività di pesca INN. Le infrazioni riguardavano una nave da trasporto cambogiana che aveva ricevuto pesce in mare da pescherecci con reti da circuizione. In conformità alla raccomandazione ICCAT 06-11, i pescherecci con reti da circuizione non sono autorizzati a trasbordare tonnidi in mare all'interno della zona ICCAT. Inoltre la nave da trasporto cambogiana non era iscritta nel registro ICCAT delle navi da trasporto autorizzate ad operare all'interno della zona ICCAT, come previsto nella sezione 3 della raccomandazione ICCAT 06-11. Le autorità cambogiane non hanno adottato nessun provvedimento a questo riguardo. Tale modo di agire viola l'articolo 94, paragrafi 1 e 2, dell'UNCLOS, in base al quale ogni Stato è tenuto ad esercitare efficacemente la propria giurisdizione e il proprio controllo sulle navi che battono la sua bandiera. La Cambogia non ha provveduto ad assicurare sanzioni adeguate, a scoraggiare il ripetersi delle violazioni e a privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite, contravvenendo così alla raccomandazione di cui al punto 21 del piano d'azione contro la pesca INN.
            
         
               (91)
            
            
               A fronte delle suddette attività di pesca INN accertate, praticate da pescherecci battenti bandiera cambogiana, e nonostante quanto disposto al riguardo nel piano d'azione, la Cambogia non ha presentato alcuna documentazione a riprova del fatto che in relazione alle presunte attività di pesca illegali erano state adottate misure atte a garantire l'esistenza di sanzioni adeguate, a scoraggiare il ripetersi delle violazioni e a privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite. La Cambogia si è limitata a precisare che per contrastare la pesca INN si procedeva alla radiazione delle navi inadempienti e alla revoca di qualsiasi licenza, certificato, permesso o documento rilasciato a navi battenti cambogiana. Inoltre, la Cambogia non dispone di un adeguato apparato amministrativo per l'esecuzione delle indagini e di un idoneo sistema di monitoraggio delle sue navi. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (92)
            
            
               Per quanto riguarda la revisione del quadro giuridico al fine di garantire la conservazione e la gestione delle risorse biologiche nelle acque d'altura, la Cambogia ha dichiarato che era stato elaborato un quadro di pianificazione strategica per il settore della pesca 2010-2019, comprendente il codice nazionale di condotta per una pesca responsabile. Nessuna conferma, tuttavia, è stata data circa l'adozione di misure concrete intese a ovviare alle carenze evidenziate nella decisione della Commissione del 15 novembre 2012. I documenti presentati dalla Cambogia erano di carattere generale e non contenevano un piano d'azione concreto inteso a garantire la conservazione e la gestione delle risorse biologiche nelle acque d'altura. Tali documenti si limitavano a enunciare principi generali e riguardavano esclusivamente le attività di pesca praticate in Cambogia (acque interne e acque marine costiere). Comprendevano inoltre una descrizione del settore della pesca cambogiano e il mandato dell'amministrazione della pesca, che ha carattere generale e non entra nel merito di questioni specifiche di gestione delle attività alieutiche. I documenti presentati dalle autorità cambogiane comprendevano un'analisi che confermava l'esistenza di una serie di carenze: scarsa capacità di governance, contesto giuridico e normativo carente in alcuni settori, assenza di demarcazione, scarso rigore nell'applicazione delle norme, inadeguatezza delle competenze, degli standard e degli orientamenti. Inoltre, nonostante le richieste della Commissione, la Cambogia non ha presentato alcuna documentazione che dimostrasse l'intenzione di modificare il quadro giuridico a seguito dell'adozione del succitato quadro di pianificazione strategica e del codice di condotta per una pesca responsabile.
            
         
               (93)
            
            
               La Cambogia non ha presentato alcuna documentazione con riguardo al quadro giuridico concernente la registrazione dei pescherecci. Tale paese ha affermato di aver finalizzato una dichiarazione sui requisiti tecnici per la gestione dei pescherecci, che disciplinano gli aspetti connessi alla sicurezza in mare.
            
         
               (94)
            
            
               Nessuna documentazione è stata presentata dalla Cambogia con riguardo a una revisione del quadro giuridico intesa a istituire un regime sanzionatorio dissuasivo.
            
         
               (95)
            
            
               Analogamente, non sono state trasmesse informazioni sui punti evidenziati nel piano d'azione con riguardo alla revisione del quadro giuridico necessaria per consentire alle autorità di chiedere informazioni e indagare sulle attività esercitate da operatori, proprietari registrati e proprietari effettivi di pescherecci battenti bandiera cambogiana.
            
         
               (96)
            
            
               Agendo nel modo illustrato nella presente sezione con riguardo alle misure intese a contrastare l'esercizio reiterato della pesca INN, la Cambogia non ha adempiuto alle responsabilità fondamentali che incombono agli Stati di bandiera a norma dell'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, in base al quale tali Stati esercitano un controllo, a norma del loro diritto interno, su ciascuna nave battente la loro bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa. La documentazione presentata dalla Cambogia non consente alla Commissione di ritenere che dall'adozione della decisione del 15 novembre 2012 tale paese abbia compiuto un qualsiasi progresso dimostrabile in relazione al proprio quadro giuridico.
            
         
               (97)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dalla Cambogia per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni dell'articolo 94 dell'UNCLOS. Si ricorda che il fatto che la Cambogia abbia effettivamente ratificato l'UNCLOS è irrilevante, in quanto le disposizioni dell'UNCLOS sulla navigazione in alto mare (articoli da 86 a 115 dell'UNCLOS) sono state riconosciute come diritto internazionale consuetudinario. Tali disposizioni codificano norme preesistenti di diritto internazionale consuetudinario e riprendono quasi letteralmente la formulazione della convenzione sull'alto mare e della convenzione sul mare territoriale e sulla zona contigua, che la Cambogia ha ratificato e cui ha aderito.
            
         
               (98)
            
            
               Alla luce dei considerando da (76) a (79) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 3, e paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN, è del parere che la Cambogia non abbia rispettato gli obblighi ad essa incombenti in qualità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale con riguardo ai pescherecci INN e alla pesca INN praticata o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini e che non abbia preso provvedimenti sufficienti per contrastare le attività di pesca INN ricorrenti e documentate praticate da pescherecci che in precedenza battevano la sua bandiera.
            
         5.2.   Mancata cooperazione ed esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, lettere b), c) e d), del regolamento INN)
   
   
               (99)
            
            
               Come indicato nei considerando da (83) a (86) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha esaminato se la Cambogia ha adottato misure di esecuzione efficaci nei confronti degli operatori responsabili di attività pesca INN e se sono state irrogate sanzioni sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali pratiche.
            
         
               (100)
            
            
               Come indicato nel considerando (84) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Cambogia non ha provveduto affinché le sanzioni applicabili alle attività di pesca INN esercitate da pescherecci e, nella misura maggiore possibile, da cittadini soggetti alla sua giurisdizione fossero sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici da essa derivanti.
            
         
               (101)
            
            
               Nel corso della videoconferenza del 24 maggio 2013 la Cambogia ha affermato verbalmente di aver proceduto alla radiazione dei pescherecci ritenuti colpevoli di attività di pesca INN. Nella lettera del 14 giugno 2013 la Cambogia ha spiegato che quando una nave viene sorpresa a praticare attività di pesca illegali o viene inserita nell'elenco delle navi INN di una ORGP, il registro navale internazionale della Cambogia è tenuto ad adottare misure disciplinari immediate e decisive, tra cui la radiazione dal registro e la revoca di qualsiasi licenza, certificato, permesso o documento rilasciato alla nave battente bandiera cambogiana. La Commissione ritiene che la mera radiazione di una nave dal registro, non accompagnata da ulteriori ammende o sanzioni, non costituisca una misura sufficientemente severa. La sola radiazione non basta a privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite, né impedisce loro di reimmatricolare la nave sotto una bandiera di comodo. Inoltre, nonostante le richieste della Commissione, nessuna documentazione è stata presentata dalla Cambogia a conferma di tali dichiarazioni formulate oralmente o per iscritto. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (102)
            
            
               Come indicato nei considerando da (91) a (95) della presente decisione, la Cambogia non ha provveduto a istituire un sistema sanzionatorio dissuasivo in seguito all'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (103)
            
            
               Come sottolineato nel considerando (86) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la capacità della Cambogia di cooperare con altri paesi e di attuare misure volte a garantire il rispetto delle norme è limitata dall'assenza di un quadro giuridico e amministrativo adeguato e dal fatto che le autorità non dispongono dei poteri necessari per lo svolgimento delle loro funzioni. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (104)
            
            
               Per quanto riguarda la formazione degli osservatori e dei funzionari cambogiani incaricati del controllo degli sbarchi, nessuna documentazione è stata presentata dalla Cambogia. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (105)
            
            
               Agendo nel modo illustrato nella presente sezione con riguardo alle azioni di cooperazione e alle misure intese a garantire il rispetto delle norme, la Cambogia è venuta meno alle responsabilità ad essa spettanti con riguardo ai propri pescherecci operanti in alto mare; pertanto, tale paese non ha adempiuto agli obblighi fondamentali che incombono agli Stati di bandiera a norma dell'articolo 94, paragrafi 1 e 2, dell'UNCLOS, in base al quale ogni Stato è tenuto ad esercitare efficacemente la propria giurisdizione e il proprio controllo sulle navi che battono la sua bandiera.
            
         
               (106)
            
            
               Per quanto riguarda la storia, la natura, le circostanze, l'entità e la gravità dei casi di pesca INN considerati, la Commissione ha tenuto conto delle attività di pesca INN ricorrenti e ripetitive svolte da pescherecci battenti bandiera cambogiana fino al 2013. La Commissione ha tenuto conto anche degli sviluppi intervenuti in seguito alla sua decisione del 15 novembre 2012.
            
         
               (107)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dalla Cambogia per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni dell'articolo 94 dell'UNCLOS.
            
         
               (108)
            
            
               Alla luce dei considerando da (83) a (86) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 3, e paragrafo 5, lettere b), c) e d), del regolamento INN, è del parere che la Cambogia non abbia rispettato gli obblighi ad essa incombenti in qualità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.
            
         5.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
   
   
               (109)
            
            
               Come spiegato nei considerando da (89) a (96) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha esaminato le informazioni ritenute pertinenti ottenute dai dati disponibili pubblicati dalle ORGP, in particolare l'ICCAT e la Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Atlantico (CCAMLR). La Commissione ha inoltre esaminato le informazioni ritenute pertinenti con riguardo allo status della Cambogia come parte non contraente dell'ICCAT e della CCAMLR in seguito alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (110)
            
            
               Si ricorda che, dopo la decisione della Commissione del 15 novembre 2012, nella sua relazione per il biennio 2012-2013 (17) l'ICCAT ha concluso che era necessario mantenere l'identificazione della Cambogia, in quanto tale paese non aveva risposto alle lettere della Commissione ICCAT. In assenza di una risposta della Cambogia che fornisse le informazioni richieste concernenti il rispetto delle misure di conservazione e di gestione, l'ICCAT ha deciso di mantenere l'identificazione della Cambogia nel 2013. La Commissione ICCAT ha infatti riesaminato le informazioni disponibili per valutare la cooperazione delle parti non contraenti e al segretariato non è pervenuta alcuna comunicazione a seguito della lettera di identificazione inviata alla Cambogia da parte della Commissione. In tale contesto è stato deciso di mantenere l'identificazione della Cambogia fino alla trasmissione di ulteriori informazioni. Tale situazione dimostra che la Cambogia non ha ottemperato agli obblighi concernenti le misure di conservazione e di gestione previsti dall'UNCLOS per gli Stati di bandiera.
            
         
               (111)
            
            
               Dalle informazioni provenienti dalla CCAMRL (18) relative al sistema di documentazione delle catture risulta che la Cambogia, in qualità di parte non contraente e non cooperante della CCAMLR, potrebbe aver partecipato nel 2012 alla raccolta e/o alla commercializzazione di austromerluzzi. Nel corso del 2012 la CCAMRL ha stabilito contatti formali con la Cambogia, sollecitandone la cooperazione e invitandola a trasmettere dati sugli scambi di austromerluzzi. Tuttavia, nessun seguito è stato dato a tale richiesta. Questa situazione dimostra che la Cambogia non ha ottemperato agli obblighi concernenti le misure di conservazione e di gestione previsti dall'UNCLOS per gli Stati di bandiera.
            
         
               (112)
            
            
               Nonostante le richieste formulate in tal senso nel piano d'azione, nessuna documentazione è stata trasmessa dalla Cambogia per quanto riguarda la creazione di un sistema affidabile di ispezioni, un programma di osservazione, i rapporti sugli sbarchi, la supervisione dei trasbordi e il monitoraggio degli sbarchi. La Cambogia ha dichiarato di aver completato l'elaborazione del giornale di bordo per le navi adibite alla pesca marittima e rafforzato ed esteso il sistema di monitoraggio, controllo e sorveglianza («sistema MCS»), ma non ha fornito ulteriori precisazioni al riguardo. Essa si è limitata a presentare il modello del giornale di bordo. Alla Commissione non sono pervenuti altri elementi a questo riguardo. Nessun progresso è stato compiuto a questo proposito dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (113)
            
            
               Nonostante le richieste formulate in tal senso nel piano d'azione, nessuna documentazione è stata trasmessa dalla Cambogia per quanto riguarda gli obblighi di registrazione e dichiarazione. Nessun progresso è stato compiuto a questo proposito dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (114)
            
            
               Per quanto riguarda il sistema di controllo dei pescherecci (VMS), la Cambogia ha riferito che, in linea di principio, le navi da trasporto battenti bandiera cambogiana sarebbero state dotate delle necessarie attrezzature di bordo, compreso il sistema VMS. Tuttavia, nonostante le richieste formulate nel piano d'azione, nessuna documentazione è stata presentata dalla Cambogia a conferma di tali dichiarazioni formulate per iscritto. Nessun progresso è stato compiuto a questo proposito dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (115)
            
            
               Agendo nel modo descritto nei considerando da (112) a (114) la Cambogia ha dimostrato di non soddisfare le condizioni di cui all'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera esercita giurisdizione su questioni di carattere amministrativo, tecnico e sociale, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la sua bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa.
            
         
               (116)
            
            
               Come sottolineato nel considerando (96) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Cambogia tiene un registro navale internazionale per l'immatricolazione delle navi che, come precisato nella comunicazione della Cambogia del 14 giugno 2013, funge da amministrazione nazionale dello Stato di bandiera. Il registro navale internazionale della Cambogia ha sede fuori dal territorio nazionale e non garantisce che i pescherecci battenti bandiera cambogiana abbiano un legame reale con il paese. La Cambogia non ha presentato alcuna documentazione dalla quale risulti che il sistema di registrazione dei pescherecci è stato modificato, ma si è limitata a comunicare, verbalmente e per iscritto, che dal 2010 sono vietate le nuove immatricolazione di pescherecci battenti bandiera cambogiana. Dalla lettera del 14 giugno 2013 risulta che a maggio 2013 il registro navale della Cambogia contava 6 pescherecci e 78 navi per il trasporto del pesce/navi frigorifere. Informazioni di pubblico dominio (19) sembrano tuttavia indicare che sono 150 i pescherecci immatricolati sotto bandiera cambogiana. Questa flotta rappresenta una considerevole capacità di pesca non soggetta a un sistema di controllo efficace, il che non consente alla Cambogia di assolvere pienamente le proprie responsabilità di Stato di bandiera. Alla Commissione non è pervenuta nessuna comunicazione dalla quale emergano ulteriori elementi atti a dimostrare l'esistenza di un reale legame tra la Cambogia e le navi registrate sotto la sua bandiera. In questo modo continuano ad essere disattesi gli obblighi stabiliti nell'articolo 91 dell'UNCLOS.
            
         
               (117)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dalla Cambogia per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni degli articoli 91 e 94 dell'UNCLOS.
            
         
               (118)
            
            
               Alla luce dei considerando da (83) a (86) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, è del parere che la Cambogia non abbia rispettato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale con riguardo all'osservanza di norme, regolamenti e misure di conservazione e di gestione internazionali.
            
         5.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
   
   
               (119)
            
            
               Come indicato nel considerando (99) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Cambogia è considerata un paese a sviluppo umano medio (138ma su 186 paesi) (20) e, secondo il regolamento (CE) n. 1905/2006, essa rientra nella categoria dei paesi meno sviluppati.
            
         
               (120)
            
            
               Come spiegato nel considerando (100) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, non sono state individuate prove a conferma del fatto che il mancato rispetto, da parte della Cambogia, degli obblighi che ad essa incombono a norma del diritto internazionale sia dovuto a uno scarso sviluppo. Con lettera del 7 febbraio 2013 la Cambogia ha affermato che, a causa della mancanza di risorse umane e finanziarie, aveva bisogno di più tempo per adempiere pienamente agli obblighi imposti dall'UE. Non sono stati presentati ulteriori elementi concreti atti a dimostrare che le carenze individuate sono dovute alla mancanza di capacità e di infrastrutture.
            
         
               (121)
            
            
               Alla luce dei considerando (99) e (100) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, è del parere che lo stato di sviluppo e il comportamento complessivo della Cambogia nel settore della pesca non siano pregiudicati dal suo livello di sviluppo.
            
         6.   PROCEDURA RELATIVA ALLA REPUBBLICA DI GUINEA
   
   
               (122)
            
            
               Il 15 novembre 2012 la Commissione ha notificato alla Repubblica di Guinea (Guinea), mediante decisione a norma dell'articolo 32 del regolamento INN, che stava valutando la possibilità di identificarla come paese terzo non cooperante (21).
            
         
               (123)
            
            
               La Commissione ha invitato la Guinea a stabilire, in stretta collaborazione con i suoi servizi, un piano d'azione inteso ad ovviare alle carenze individuate nella decisione della Commissione.
            
         
               (124)
            
            
               Le principali carenze identificate dalla Commissione nel piano d'azione proposto riguardavano le riforme necessarie al fine di garantire un controllo sufficientemente adeguato ed efficiente della flotta di pesca, un'efficace attuazione del diritto e della regolamentazione nazionale in materia di pesca, il rispetto delle norme mediante la repressione e il sanzionamento delle attività di pesca INN rilevate, il rafforzamento dei mezzi di ispezione e sorveglianza, un sistema di sanzioni dissuasivo e una politica della pesca compatibile con la capacità amministrativa in termini di controllo e sorveglianza. Le carenze identificate riguardavano, in via generale, la conformità agli obblighi internazionali, tra cui le raccomandazioni e le risoluzioni delle ORGP e le condizioni di registrazione delle navi a norma del diritto internazionale. Tale mancanza di conformità a raccomandazioni e risoluzioni non vincolanti è stata tuttavia ritenuta un mero elemento di prova e non una base per l'identificazione.
            
         
               (125)
            
            
               Il 6 dicembre 2012 la Commissione ha incontrato a Bruxelles le autorità della Guinea. La Commissione ha risposto alle domande delle autorità guineane e ha commentato i rilievi formulati nella sua decisione e le azioni proposte nel piano d'azione.
            
         
               (126)
            
            
               Il 7 dicembre 2012 la Guinea ha presentato documenti riguardanti la decisione, adottata dal ministro della pesca e dell'acquacoltura, di licenziare un funzionario nazionale coinvolto nel rilascio di false licenze guineane a navi straniere operanti nella zona economica esclusiva della Guinea (ZEE).
            
         
               (127)
            
            
               Il 10 dicembre 2012 la Guinea ha comunicato che accettava di avviare discussioni con la Commissione e ha chiesto che il termine di risposta alla notifica della Commissione fosse prorogato al 17 gennaio 2013. La Guinea ha presentato i seguenti documenti: 1) lettera del ministro dell'economia e delle finanze; 2) lettera del ministro della pesca e dell'acquacoltura, accompagnata da una proposta di piano d'azione e da un bilancio e un calendario di attuazione.
            
         
               (128)
            
            
               Il 10 gennaio 2013, a integrazione di quanto già comunicato, la Guinea ha presentato i seguenti documenti: 1) lettera del ministro dell'economia e delle finanze; 2) lettera del ministro della pesca e dell'acquacoltura, accompagnata da una proposta di piano d'azione e da un bilancio e un calendario di attuazione; 3) lettera del ministro della pesca e dell'acquacoltura, accompagnata da una nota sui risultati delle indagini e delle azioni intraprese con riguardo al rilascio di false licenze guineane a navi UE operanti nella zona economica esclusiva (ZEE) della Guinea.
            
         
               (129)
            
            
               Il 22 gennaio 2013 la Guinea ha trasmesso ulteriori informazioni sulle misure concrete che intendeva adottare per ovviare alle principali carenze constatate: 1) decreto del 18 giugno 2012 sulla creazione di una prefettura marittima; 2) decreto del 18 giugno 2012 sulla nomina di un prefetto; 3) decreto del 15 gennaio 2013 sulla creazione e composizione della commissione nazionale incaricata del fermo dei pescherecci inadempienti; 4) documentazione sul sistema di segnalazione (semaforo); 5) relazione delle riunioni del comitato interministeriale per gli affari marittimi; 6) relazione di un incontro del novembre 2012 sulla strategia nazionale per la sicurezza marittima.
            
         
               (130)
            
            
               Il 24 gennaio 2013 la Commissione ha accettato di incontrare a Bruxelles le autorità guineane, che avevano chiesto che fosse stilata una nota sui principali punti ancora in sospeso.
            
         
               (131)
            
            
               In risposta alla richiesta della Guinea, il 4 febbraio 2013 la Commissione ha inviato alle autorità guineane una lettera accompagnata da una nota che riassumeva i punti principali ancora da affrontare in conformità della decisione del 15 novembre 2012 e del proposto piano d'azione.
            
         
               (132)
            
            
               Il 19 febbraio 2013 la Commissione ha incontrato a Bruxelles le autorità guineane al fine di organizzare la missione di controllo in loco in Guinea dal 26 febbraio al 1o marzo 2013.
            
         
               (133)
            
            
               La Commissione ha effettuato una missione in Guinea dal 26 febbraio al 1o marzo 2013, nel corso della quale ha visitato tutte le autorità guineane interessate, in particolare il primo ministro, il ministro dell'economia e delle finanze, il ministro della pesca e dell'acquacoltura e il ministro dei trasporti marittimi, il prefetto marittimo e il consigliere speciale del presidente della Repubblica di Guinea, aggiornandole sullo stato di avanzamento della situazione in conformità della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e del piano d'azione proposto. Nel corso della missione in loco le autorità guineane hanno potuto formulare le loro osservazioni e fornire tutti i documenti pertinenti in risposta alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e alla nota del 4 febbraio 2013 che riassumeva i principali punti ancora da affrontare.
            
         
               (134)
            
            
               Il 26 febbraio 2013 la Guinea ha presentato i seguenti documenti: 1) sviluppo e attuazione del piano d'azione e informazioni sull'utilizzo dei fondi derivanti dall'applicazione dell'accordo di pesca nel 2009; 2) elenco dei pescherecci battenti bandiera guineana in via permanente o temporanea; 3) elenco delle navi straniere titolari di una licenza di pesca per il 2013 in applicazione di un accordo tra Stati concluso tra la Guinea e un paese straniero per l'accesso alle risorse biologiche nella ZEE guineana o nell'ambito di licenze di pesca private rilasciate a pescherecci stranieri operanti nelle acque della Guinea; 4) risposta ai singoli punti della nota trasmessa dalla Commissione il 4 febbraio 2013; 5) elenco delle sanzioni applicate a pescherecci operanti nella ZEE della Guinea nel 2012 e nel 2013; 6) relazione sulla campagna di ricerca scientifica per il 2012; 7) bilancio dettagliato e calendario di attuazione del piano d'azione; 8) Arrêté n. A/2012/942 sulle condizioni applicabili ai trasbordi nelle acque guineane; 9) accordo tra Stati concluso per il periodo 2012-2013 tra la Guinea e la Repubblica della Cina, che concede alle navi cinesi, a determinate condizioni, l'accesso alle acque guineane.
            
         
               (135)
            
            
               Il 1o marzo 2013, per informare le autorità guineane in merito alla valutazione della situazione in questa fase del processo, la Commissione ha trasmesso una serie di osservazioni scritte sui punti in sospeso, formulate nel corso della missione in loco. Lo stesso documento è stato ufficialmente inviato con lettera del 14 marzo 2013 a tutte le autorità guineane interessate.
            
         
               (136)
            
            
               Il 6 marzo 2013 la Guinea ha presentato alcuni dei documenti richiesti nel corso della missione in loco: 1) lettera di accompagnamento del direttore generale del Centre National de Surveillance et de Protection des Pêches; 2) tabella riepilogativa delle ispezioni effettuate e delle infrazioni constatate nel 2011 e 2012; 3) relazioni sulle infrazioni commesse da pescherecci stranieri nella ZEE guineana; 4) tabella riepilogativa delle catture complessive e dei quantitativi percentuali per ogni tipo di pesca per il 2012; 5) varie relazioni stilate dagli osservatori.
            
         
               (137)
            
            
               Il 1o aprile 2013 la Guinea ha presentato ulteriori elementi per informare la Commissione in merito alle condizioni in cui operano i pescherecci dell'UE nelle acque guineane nel 2013.
            
         
               (138)
            
            
               Il 14 maggio 2013 la Guinea ha trasmesso i seguenti ulteriori documenti: 1) repliche alle osservazioni scritte trasmesse dalla Commissione il 1o marzo 2013; 2) progetto di decreto sulle sanzioni principali e accessorie applicabili alle infrazioni; 3) statuto di una società autorizzata a rappresentare i pescherecci stranieri in Guinea.
            
         
               (139)
            
            
               Il 30 maggio 2013 la Commissione ha accettato di incontrare a Bruxelles le autorità guineane, che hanno presentato una versione aggiornata del piano d'azione e il relativo livello di attuazione. Come richiesto, la Commissione ha segnalato alle autorità guineane che non erano ancora state affrontate molte delle questioni sollevate nella sua decisione del 15 novembre 2012 e che non erano ancora state attuate le misure proposte nel piano d'azione.
            
         
               (140)
            
            
               Il 16 luglio 2013 la Guinea ha presentato i seguenti documenti: 1) elenco delle azioni che la Guinea intende adottare a seguito della nota trasmessa dalla Commissione il 4 febbraio 2013, con indicazione del relativo livello di attuazione; 2) copia dell'Arrêté amministrativo del 13 giugno 2013 che istituisce un Comité de suivi-évaluation delle misure previste in relazione alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012; 3) copia della decisione amministrativa del 1o luglio 2013 relativa alle norme applicabili con riguardo al sistema di localizzazione VMS installato a bordo dei pescherecci guineani e dei pescherecci operanti nelle acque guineane; 4) copia della decisione amministrativa del 1o luglio 2013 che istituisce un Comité de suivi-évaluation incaricato di valutare l'attuazione del piano nazionale di gestione della pesca; 5) copia di una lettera del 27 giugno 2013 con la quale il ministro della pesca invitava gli operatori del settore a partecipare a consultazioni in vista dell'applicazione di un fermo delle attività di pesca («période de repos biologique»); 6) copia di una lettera del 15 maggio 2013 del ministro della pesca e dell'acquacoltura intesa a intensificare la cooperazione con la Préfecture Maritime; 7) progetto di decreto riveduto sulle nuove sanzioni applicabili.
            
         
               (141)
            
            
               La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni che riteneva necessarie. Le osservazioni scritte e orali presentate dalla Guinea a seguito della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 sono state prese in considerazione e la Guinea è stata tenuta al corrente, oralmente o per iscritto, delle considerazioni della Commissione.
            
         
               (142)
            
            
               La Commissione ritiene che le carenze e i motivi di preoccupazione descritti nella sua decisione del 15 novembre 2012 non siano stati sufficientemente affrontati dalla Guinea. Inoltre, non sono state pienamente attuate le misure proposte nel piano d'azione che accompagnava la decisione.
            
         7.   IDENTIFICAZIONE DELLA GUINEA COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (143)
            
            
               A norma dell'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione esamina la conformità della Guinea agli obblighi ad essa spettanti in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, alla luce delle conclusioni formulate nella decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e delle pertinenti informazioni trasmesse in merito dalla Guinea, del piano d'azione proposto nonché delle misure adottate per porre rimedio alla situazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all'articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
            
         7.1.   Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN)
   
   
               (144)
            
            
               Come precisato nei considerando (153) e (154) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Commissione, sulla base delle informazioni ricavate dagli elenchi delle navi INN redatti dalle ORGP, ha individuato numerosi pescherecci INN che battevano bandiera della Guinea dopo essere stati inclusi in tali elenchi (22). Alla data del 15 novembre 2012, i pescherecci così identificati erano: Daniaa (nome precedente: Carlos) e Maine.
            
         
               (145)
            
            
               Inoltre, sulla base delle informazioni tratte dagli elenchi dei pescherecci INN delle ORGP (23), la Commissione ha stabilito che uno dei pescherecci INN compreso nei suddetti elenchi (RED, il cui nome precedente era KABOU) batteva bandiera della Guinea dopo essere stato incluso in tali elenchi (24).
            
         
               (146)
            
            
               Sulla base delle informazioni ricavate dagli elenchi delle navi INN tenuti da varie ORGP, la Commissione ha individuato due pescherecci INN battenti bandiera della Guinea dopo l'inclusione in tali elenchi (25). Si tratta dei seguenti pescherecci: Daniaa e Maine.
            
         
               (147)
            
            
               Come sottolineato nella sezione 9.1 della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ritiene che l'esistenza, negli elenchi INN delle ORGP, di pescherecci INN attualmente battenti bandiera della Guinea o che battevano bandiera della Guinea dopo essere stati inclusi in tali elenchi è una chiara indicazione del fatto che tale paese è venuto meno alle proprie responsabilità di Stato di bandiera ai sensi del diritto internazionale.
            
         
               (148)
            
            
               Oltre a questi pescherecci guineani attualmente inclusi negli elenchi INN delle ORGP, come sottolineato nei considerando (155), (156), (174) e (175) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha stabilito che altri tre pescherecci con reti da circuizione battenti bandiera guineana hanno ripetutamente esercitato operazioni di pesca nel 2010 e nel 2011 in violazione delle raccomandazioni dell'ICCAT. La Commissione ha appurato che questi pescherecci della Guinea, che rappresentano l'intera flotta guineana delle tonniere operanti nella zona ICCAT, hanno esercitato attività di pesca per tutto il 2010 e per diversi mesi del 2011 senza essere in possesso di una licenza di pesca internazionale e senza avere a bordo l'apparecchiatura VMS, effettuando almeno 30 trasbordi illegali in mare in violazione delle norme dell'ICCAT. Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, tali operazioni rappresentano un volume significativo di catture praticate illegalmente (8 922 tonnellate di tonnidi nel 2010), nonché un ingente quantitativo di pesce trasbordato in mare illegalmente (almeno 14 200 tonnellate nel 2010 e 2011). Inoltre, nel luglio 2013 le autorità di uno Stato membro hanno trasmesso alla Commissione ulteriori informazioni riguardanti presunte attività di pesca INN praticate da questi tre pescherecci con reti da circuizione nel corso del 2012. Considerata la ripetitività e la continuità, per un lungo periodo di tempo, delle pratiche illegali esercitate da tali tonniere, che rappresentano l'intera flotta guineana operante nella zona ICCAT, la Commissione è giunta alla conclusione che i fatti constatati costituiscono un chiaro indice di attività ricorrenti di pesca INN ad opera di pescherecci battenti bandiera della Guinea. Come è chiaramente dimostrato in questa sezione della presente decisione, le navi in questione continuano a operare sotto bandiera guineana secondo le medesime modalità operative e regolamentari, tranne per quanto riguarda l'installazione a bordo di apparecchiature VMS. La Commissione ha osservato che dall'adozione della sua decisione del 15 novembre 2012 non sono stati compiuti progressi sufficienti per assicurare un efficace controllo e monitoraggio delle attività dei pescherecci guineani operanti nella zona ICCAT.
            
         
               (149)
            
            
               La Commissione ha inoltre stabilito che la Guinea non ha adottato misure appropriate per individuare le violazioni continue e ripetute del diritto internazionale e per evitare che i prodotti della pesca provenienti da attività INN siano immessi sul mercato dell'UE. A tale riguardo si rammenta che l'Unione ha introdotto misure intese a vietare l'ingresso nell'UE di prodotti della pesca per ragioni sanitarie (26). La Commissione ha appurato che nel 2010 i tre pescherecci con reti da circuizione battenti bandiera guineana citati nel considerando (148) hanno sistematicamente ottenuto certificati di cattura in modo da poter esportare nel mercato UE i prodotti della pesca catturati e trasbordati illegalmente. In questo contesto la Commissione ha inoltre stabilito che le autorità guineane hanno convalidato certificati di cattura dai quali risultava chiaramente che i tre pescherecci in questione avevano trasbordato in mare illegalmente prodotti della pesca destinati a essere esportati nell'UE (sui certificati di cattura, firmati dai comandanti della nave cedente e della nave ricevente, figuravano operazioni di trasbordo in mare con l'indicazione delle relative posizioni geografiche).
            
         
               (150)
            
            
               Come sottolineato nel considerando (161) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, l'esistenza, negli elenchi INN delle ORGP, di numerosi pescherecci INN che battevano bandiera della Guinea dopo essere stati inclusi in tali elenchi dimostra l'incapacità di tale paese di provvedere affinché i pescherecci autorizzati a battere la sua bandiera non esercitino né coadiuvino attività di pesca INN, contrariamente a quanto disposto al punto 34 del piano internazionale contro la pesca INN.
            
         
               (151)
            
            
               Inoltre, dalla decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il numero delle navi che battevano bandiera della Guinea dopo l'inclusione negli elenchi INN delle ORGP non è diminuito, né sono state modificate in modo significativo le condizioni in cui opera la flotta tonniera guineana nella zona ICCAT. Durante la missione del febbraio 2013 la Commissione ha constatato che la Guinea aveva installato apparecchiature VMS a bordo di questi pescherecci, ma che di fatto non era in grado di monitorare e controllare effettivamente le attività di pesca e di trasbordo in mare da essi praticate. A questo proposito la Commissione ha stabilito che, in assenza di una riforma del codice della pesca della Guinea, tali pescherecci continuano a operare senza disporre di una licenza di pesca internazionale e che non sono state prese misure per garantire che essi si conformino effettivamente alle norme ICCAT con riguardo al divieto di trasbordo in mare (per esempio, contrariamente alle norme ICCAT, non è prevista la presenza di osservatori a bordo, pratica che consentirebbe di migliorare la capacità della Guinea di controllare e monitorare l'attività dei suoi pescherecci operanti nelle acque d'altura). A questo proposito, poiché la Guinea non è in grado di controllare le proprie navi operanti in alto mare e di garantire il rispetto, da parte delle navi battenti la sua bandiera, delle misure regionali di conservazione e di gestione applicabili agli stock ittici transzonali e agli stock ittici altamente migratori, la Commissione ritiene che tale paese non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma degli articoli 18 e 19 dell'UNFSA.
            
         
               (152)
            
            
               In tale contesto, la Commissione è giunta alla conclusione che la Guinea non ha esercitato le proprie responsabilità di Stato di bandiera nel garantire la conformità della sua flotta peschereccia alle misure di conservazione e di gestione delle ORGP. La Commissione ritiene che la situazione descritta nei considerando da (144) a (151) della presente decisione dimostri che la Guinea non ha ottemperato ai propri obblighi a norma degli articoli 94 e 117 dell'UNCLOS.
            
         
               (153)
            
            
               Inoltre, a norma dell'articolo 18, paragrafi 1 e 2, dell'UNFSA, lo Stato di bandiera è responsabile dei propri pescherecci operanti in alto mare. Si ricorda che l'UNFSA disciplina le questioni relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori. Come sottolineato nei considerando da (144) a (151) della presente decisione, nel 2010 e 2011 la flotta peschereccia battente bandiera guineana operante nella zona ICCAT ha violato ripetutamente e in modo continuativo le norme dell'ICCAT, organizzazione regionale responsabile della gestione degli stock ittici presenti in tale zona. In tale contesto, essendo stato appurato che l'intera flotta guineana operante nella zona ICCAT ha violato in modo sistematico e per un lungo periodo di tempo le norme dell'ICCAT, la Commissione ritiene che la Guinea sia venuta meno alle proprie responsabilità di Stato di bandiera a norma del diritto internazionale. Oltre ai fatti summenzionati, l'esistenza, nell'elenco INN dell'ICCAT, di un peschereccio INN che batteva bandiera della Guinea dopo essere stato incluso in tale elenco è inoltre indice del fatto che tale paese non si è conformato agli obblighi ad esso imposti dall'articolo 19, paragrafi 1 e 2, dell'UNFSA.
            
         
               (154)
            
            
               La mancanza generalizzata di conformità delle tonniere guineane operanti nella zona ICCAT è una chiara prova del fatto che la Guinea non ha ottemperato ai propri obblighi di Stato di bandiera. Le attività di pesca INN accertate, praticate dalla flotta guineana operante nella zona ICCAT, costituiscono infatti una minaccia per la conservazione e la gestione delle risorse biologiche. Il comportamento della Guinea è in contrasto con l'articolo 118 dell'UNCLOS, in base al quale gli Stati sono tenuti a cooperare alla conservazione e alla gestione delle risorse biologiche nelle zone di alto mare.
            
         
               (155)
            
            
               Per quanto riguarda le misure adottate dalla Guinea in relazione alla situazione descritta nei considerando da (144) a (154) della presente decisione, la Commissione ha constatato che tale paese non era stato in grado di prendere idonee misure per contrastare le attività ricorrenti di pesca INN praticate da navi battenti la sua bandiera in quanto non disponeva di un quadro giuridico adeguato destinato a garantire un efficace controllo e monitoraggio delle attività dei pescherecci operanti in alto mare. Nel piano d'azione la Commissione ha pertanto invitato la Guinea a realizzare le necessarie riforme per garantire un efficace controllo e monitoraggio dei propri pescherecci operanti in alto mare. In un documento scritto trasmesso alle autorità nazionali il 1o marzo 2013 ha inoltre reiterato la raccomandazione di avviare una riforma del quadro giuridico guineano. Nelle sue osservazioni menzionate nella sezione 6 della presente decisione, la Guinea ha annunciato l'intenzione di procedere a una revisione della legislazione nazionale sulla pesca. Tuttavia, fino ad ora non è stata avviata alcuna riforma del quadro giuridico guineano, né è stato comunicato un calendario concreto di attuazione. Nessun progresso è stato quindi compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (156)
            
            
               Per quanto riguarda le misure adottate dalla Guinea in relazione alla situazione descritta nel considerando (148) della presente decisione, e come spiegato nel considerando (162) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha constatato che la Guinea non ha provveduto ad assicurare sanzioni adeguate, a scoraggiare il ripetersi delle violazioni e a privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite. Inoltre, tale paese non dispone di un adeguato apparato amministrativo per l'esecuzione delle indagini e di un idoneo sistema di monitoraggio delle sue navi. A tale mancanza di idonee misure non era stato posto rimedio al momento in cui è stata adottata la presente decisione.
            
         
               (157)
            
            
               Ai fini della revisione del quadro giuridico e dell'efficace applicazione di un sistema di sanzioni dissuasivo, il 1o marzo 2012 la Guinea ha adottato un nuovo decreto che ha innalzato il livello delle sanzioni. Tuttavia, nel campo di applicazione del codice guineano della pesca non rientrano eventuali attività di pesca illegali esercitate in alto mare da pescherecci battenti bandiera della Guinea. In questo contesto, data la ricorrenza e l'entità delle attività di pesca INN praticate da pescherecci guineani operanti in alto mare, illustrate nel considerando (155) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Commissione ritiene che tale misura non sia sufficiente per conseguire l'obiettivo di assicurare sanzioni adeguate, scoraggiare il ripetersi delle violazioni e privare i trasgressori dei benefici economici derivanti dalle loro attività illecite. Nessun progresso concreto è stato quindi compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012. Pertanto, poiché la Guinea non è in grado di adottare per i propri cittadini le misure necessarie ai fini della conservazione delle risorse biologiche d'alto mare, la Commissione ritiene che tale paese non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 117 dell'UNCLOS. Analogamente, poiché la Guinea non è in grado di garantire il rispetto, da parte delle navi battenti la sua bandiera, delle misure regionali di conservazione e di gestione applicabili agli stock ittici transzonali e agli stock ittici altamente migratori, la Commissione ritiene che tale paese non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 19 dell'UNFSA.
            
         
               (158)
            
            
               La Commissione ritiene che il comportamento della Guinea per quanto riguarda l'applicazione di misure di esecuzione efficaci non sia conforme alle raccomandazioni del punto 21 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati sono tenuti a provvedere affinché le sanzioni applicabili alla pesca INN esercitata da pescherecci e, nella misura maggiore possibile, da cittadini posti sotto la loro giurisdizione siano sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici da essa derivanti. A questo riguardo, la Guinea non ha provveduto ad attuare un piano d'azione inteso a contrastare la pesca INN, contravvenendo così alle raccomandazioni del punto 25 del piano internazionale contro la pesca INN.
            
         
               (159)
            
            
               Nel corso della missione effettuata nel maggio 2011, sulla base di elementi debitamente documentati trasmessi dalle autorità guineane, la Commissione ha appurato che erano state praticate attività ricorrenti di pesca INN da parte di pescherecci operanti nelle acque marittime guineane.
            
         
               (160)
            
            
               Come spiegato nel considerando (163) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha stabilito che in relazione alle suddette attività la Guinea non aveva adottato provvedimenti adeguati per prevenire, rilevare e sanzionare le attività ricorrenti di pesca INN praticate da pescherecci operanti nelle proprie acque.
            
         
               (161)
            
            
               Con riguardo a tali attività ricorrenti di pesca INN, dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 la Guinea ha adottato una serie di misure volte a migliorare l'individuazione delle attività di pesca INN nella propria ZEE. Tale paese ha rafforzato i mezzi di controllo e monitoraggio delle attività praticate nelle acque della propria ZEE (fino a 50 miglia nautiche) erigendo una torre di segnalazione sull'isola di Tamara e istituendo una prefettura marittima incaricata di coordinare le operazioni di sorveglianza in mare (per rilevare le attività di pesca INN nella ZEE viene fatto ricorso a navi pattuglia della Marina).
            
         
               (162)
            
            
               Riguardo alle azioni per contrastare tali attività ricorrenti di pesca INN, dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 la Guinea non ha ancora provveduto ad adottare una serie di misure essenziali proposte nel piano d'azione trasmesso il 15 novembre 2012, menzionate nella nota inviata alle autorità guineane il 4 febbraio 2013 e illustrate nelle osservazioni scritte sulle questioni in sospeso comunicate alle autorità guineane il 1o marzo 2013: alla data di adozione della presente decisione non sono state adottate sanzioni contro le infrazioni accertate sulla base di prove documentali (dichiarazioni di cattura, relazioni degli osservatori, rapporti VMS); non sono stati rafforzati il ruolo e le prerogative degli osservatori a bordo; molti degli obblighi istituiti dal diritto guineano non vengono ancora attuati e fatti rispettare dalle autorità nazionali (obbligo di segnalare le posizioni VMS; irrogazione di sanzioni agli operatori che non comunicano i segnali VMS; obbligo di trasmettere copia del giornale di bordo al termine della campagna di pesca; obbligo di dichiarare l'entrata e l'uscita dalla ZEE guineana).
            
         
               (163)
            
            
               Inoltre, la Commissione ritiene che le misure adottate dalla Guinea, descritte nel considerando (161) della presente decisione, costituiscano meri prerequisiti generali e non siano quindi sufficienti per prevenire, individuare ed eliminare le attività ricorrenti di pesca INN praticate da pescherecci operanti nelle acque marittime guineane. In effetti, come evidenziato nel considerando (163) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, nella sua qualità di Stato costiero la Guinea non è stata finora in grado di attuare efficacemente il proprio quadro giuridico e non ha provveduto a perseguire adeguatamente le attività di pesca INN e ad applicare sanzioni ai pescherecci e agli operatori che vi partecipano. A tale riguardo, la Commissione considera inefficace la politica attuata dal 2011 ad oggi dalla Guinea in materia di repressione delle attività ricorrenti di pesca INN nelle proprie acque marittime. In particolare, nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha appurato che a tale data sette infrazioni commesse da navi straniere operanti nelle acque guineane e rilevate dalle autorità della Guinea erano state sanzionate con l'ammenda in assoluto meno elevata prevista dalla normativa nazionale in vigore. A norma dell'articolo 7 del decreto n. 27 del 1o marzo 2012, infatti, le attività di pesca praticate con attrezzi o reti illegali sono sanzionate con ammende comprese tra 15 000 e 30 000 USD e con la confisca degli attrezzi. Ora, a tre infrazioni di questo tipo (pesca praticata con reti illegali) commesse da tre pescherecci in data 8 novembre 2012 le autorità guineane hanno applicato la sanzione amministrativa meno elevata (15 000 USD), senza procedere alla confisca degli attrezzi da pesca. Analogamente, allorché l'articolo 6 del decreto n. 27 del 1o marzo 2012 prevede, per le attività di pesca illegali praticate in una zona di divieto o in una zona riservata alla pesca artigianale, ammende comprese tra 30 000 e 50 000 USD associate alla confisca automatica delle catture e degli attrezzi, a quattro infrazioni di questo tipo (pesca in zone di divieto) commesse da quattro pescherecci in data 30 novembre 2012 le autorità guineane hanno applicato, nonostante la gravità dell'infrazione e diversamente da quanto disposto dalla stessa legislazione guineana, la sanzione amministrativa meno elevata (30 000 USD), senza procedere alla confisca degli attrezzi da pesca e delle catture.
            
         
               (164)
            
            
               A fronte della situazione descritta nei considerando da (159) a (163) della presente decisione, la Commissione ritiene che la Guinea, non avendo provveduto ad applicare in modo efficace il proprio quadro giuridico al fine di perseguire adeguatamente le attività ricorrenti di pesca INN nelle proprie acque e sanzionare i pescherecci e gli operatori in esse coinvolti, abbia agito in violazione degli articoli 61 e 62 dell'UNCLOS, che impongono agli Stati costieri l'obbligo di promuovere l'obiettivo dell'utilizzo ottimale delle risorse biologiche nelle rispettive ZEE e di assicurare che tali risorse non siano messe a rischio dallo sfruttamento eccessivo.
            
         
               (165)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dalla Guinea per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera e di Stato costiero non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni degli articoli 61, 62, 94, 117 e 118 dell'UNCLOS e degli articoli 18, 19 e 20 dell'UNSFA.
            
         
               (166)
            
            
               Alla luce dei considerando da (153) a (163) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 3, e paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN, è del parere che la Guinea non abbia rispettato gli obblighi ad essa incombenti in qualità di Stato di bandiera e di Stato costiero a norma del diritto internazionale con riguardo ai pescherecci INN e alla pesca INN praticata o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o operanti nelle sue acque marittime, o da suoi cittadini, e che non abbia preso provvedimenti sufficienti per contrastare le attività di pesca INN ricorrenti e documentate praticate da pescherecci battenti la sua bandiera o operanti nelle sue acque marittime.
            
         7.2.   Mancata cooperazione ed esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, lettera b), del regolamento INN)
   
   
               (167)
            
            
               Come indicato nei considerando da (165) a (180) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha esaminato se la Guinea ha adottato misure di esecuzione efficaci nei confronti degli operatori responsabili di attività pesca INN e se sono state irrogate sanzioni sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali pratiche.
            
         
               (168)
            
            
               Come indicato nei considerando da (165) a (175) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Guinea non ha provveduto affinché le sanzioni applicabili alle attività ricorrenti di pesca INN esercitate da pescherecci battenti la sua bandiera e da cittadini soggetti alla sua giurisdizione fossero sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici da essa derivanti.
            
         
               (169)
            
            
               In relazione ai considerando da (165) a (175) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, nel corso della procedura avviata dalla Commissione a norma dell'articolo 27 del regolamento INN la Guinea ha irrogato sanzioni amministrative a tre pescherecci con reti da circuizione battenti bandiera guineana al fine di evitare l'inclusione negli elenchi INN di tre navi battenti bandiera della Guinea. La Commissione è giunta alla conclusione che il livello globale delle sanzioni applicate non era sufficiente per assicurare un efficace rispetto e scoraggiare le violazioni delle norme ICCAT. Inoltre, tenuto conto della ripetitività e della durata delle infrazioni nonché dei quantitativi e del tipo di catture oggetto di tali attività illecite, la Commissione è giunta alla conclusione che le sanzioni definitive applicate erano manifestamente insufficienti per privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite. Applicando il proprio quadro giuridico, Guinea non era in grado di infliggere sanzioni più dissuasive a tali pescherecci. Inoltre, come spiegato nel considerando (157) della presente decisione, le sanzioni adottate dalla Guinea nei confronti dei pescherecci operanti in alto mare in violazione delle norme internazionali dell'ICCAT mancano di una solida base giuridica, in quanto il codice guineano della pesca non è applicabile ad azioni perpetrate fuori delle acque marittime della Guinea. La Guinea non è quindi in grado di applicare sanzioni sufficientemente severe da assicurare un efficace rispetto delle norme, scoraggiare le violazioni e privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite. Di conseguenza, la Commissione ritiene che la Guinea non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 117 dell'UNCLOS e dell'articolo 19, paragrafo 2, dell'UNFSA. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (170)
            
            
               Per quanto riguarda il considerando (173) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, nonostante l'adozione del decreto del 1o marzo 2012 menzionato nel considerando (157), il livello delle sanzioni continua ad essere chiaramente insufficiente per privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite. Inoltre, come spiegato nei considerando (157) della presente decisione, il codice della pesca della Guinea si applica esclusivamente alle attività alieutiche praticate nelle acque guineane; pertanto, in assenza di una sostanziale revisione di tale strumento, la suddetta misura non consente di disciplinare eventuali attività di pesca illegali esercitate in alto mare da pescherecci battenti bandiera guineana. In tale contesto la Guinea non è in grado di garantire il rispetto, da parte delle navi battenti la sua bandiera, delle misure internazionali di conservazione e di gestione applicabili agli stock ittici transzonali e agli stock ittici altamente migratori. Di conseguenza, la Commissione ritiene che la Guinea non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 117 dell'UNCLOS e dell'articolo 19, paragrafo 1, dell'UNFSA. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (171)
            
            
               Come descritto nel considerando (168) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, il quadro giuridico della Guinea non istituisce condizioni adeguate per la cooperazione con l'UE o con i paesi terzi e le ORGP al fine di monitorare le attività di pesca INN svolte da pescherecci d'altura operanti in alto mare e adottare misure di esecuzione efficaci nei confronti degli operatori e delle navi che praticano la pesca INN. In questo contesto la Guinea non ha collaborato con la Commissione e con l'ICCAT per garantire l'osservanza e l'attuazione delle misure internazionali di conservazione e di gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori. Di conseguenza, la Commissione ritiene che la Guinea non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 118 dell'UNCLOS e dell'articolo 20 dell'UNFSA. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (172)
            
            
               Come descritto nel considerando (176) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, nella sua qualità di Stato costiero la Guinea non è in grado di garantire il rispetto degli obblighi che incombono alle navi e agli operatori economici operanti nella propria ZEE, né di sanzionare in modo adeguato le navi e gli operatori per i quali è stato accertato l'esercizio di attività di pesca INN. Nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione non ha riscontrato alcun miglioramento rispetto alla situazione descritta nella sua decisione. Si è infatti constatato che molte infrazioni continuano a non essere perseguite (mancanza di segnali VMS; reiterate violazioni delle norme sulle catture accessorie) o a non essere sanzionate in modo adeguato dalle autorità guineane (le ultime sette infrazioni rilevate nelle acque guineane dalle autorità della Guinea alla data della missione del febbraio 2013 sono state punite con l'ammenda in assoluta meno elevata, nonostante si trattasse di infrazioni gravi). Non avendo provveduto ad applicare in modo efficace il proprio quadro giuridico al fine di perseguire adeguatamente le attività ricorrenti di pesca INN nelle proprie acque e sanzionare i pescherecci e gli operatori in esse coinvolti, la Guinea ha agito in violazione degli articoli 61 e 62 dell'UNCLOS, che impongono agli Stati costieri l'obbligo di garantire che le risorse non siano sottoposte ad eccessivo sfruttamento.
            
         
               (173)
            
            
               Allo stesso modo, in relazione al rilascio di false licenze guineane a navi straniere operanti nelle acque della Guinea nel 2012, nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha appurato che il ministro della pesca e dell'acquacoltura non ha avviato indagini e procedimenti penali nei confronti delle persone fisiche e giuridiche coinvolte in tale pratica fraudolenta, contrariamente alla procedura prevista all'articolo 10 del decreto del 1o marzo 2012 sulle sanzioni principali e accessorie. La Guinea è stata ufficialmente informata in merito a tale caso specifico con la nota riepilogativa trasmessa il 4 febbraio 2013 ed è stata invitata dalla Commissione ad applicare le pertinenti disposizioni della normativa guineana al fine di sanzionare e scoraggiare tali pratiche fraudolente, che comportano un rischio immediato di sovrasfruttamento per le risorse biologiche nella ZEE della Guinea. Non avendo provveduto ad adottare azioni efficaci in questo caso specifico, la Guinea ha agito in violazione dell'articolo 61 e 62 dell'UNCLOS in quanto Stato costiero; in quanto Stato di bandiera essa ha inoltre violato l'articolo 19, paragrafo 2, dell'UNFSA, che prevede l'obbligo di svolgere indagini sollecite e di avviare procedimenti giudiziari.
            
         
               (174)
            
            
               Come indicato nei considerando (177) e (178) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, nella sua qualità di Stato costiero la Guinea non collabora attivamente con gli altri Stati interessati per garantire l'osservanza e l'esecuzione delle misure di conservazione e di gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori. A questo proposito, nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha rilevato che, con riguardo alla concessione delle licenze di pesca per talune specie altamente migratorie e taluni stock ittici transzonali (piccoli pelagici), il Plan de Pêche guineano per il 2013 non attua una strategia affidabile e sostenibile, che sia conforme ai pareri scientifici elaborati a livello internazionale. In particolare, le possibilità di pesca previste nel 2013 per i piccoli pelagici sono in contrasto con il parere scientifico formulato dal Comitato per la pesca nell'Atlantico centro-orientale (27) (COPACE). Il rapporto COPACE 2011 fissava infatti a 112 000 tonnellate/anno le catture complessive di piccoli pelagici da praticarsi nelle ZEE di Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone e Liberia; la Guinea ha disatteso tale raccomandazione, istituendo per il solo 2013 un contingente nazionale di 100 000 tonnellate per la ZEE guineana. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012. Al contrario, il comportamento delle autorità guineane dal 15 novembre 2012 è un chiaro segno dell'assenza di cooperazione con la comunità internazionale nella lotta contro la pesca INN.
            
         
               (175)
            
            
               Inoltre, mentre il Plan de Pêche della Guinea per il 2012 prevedeva disposizioni volte a contenere lo sforzo di pesca nella ZEE guineana e a proteggere i piccoli pelagici mediante restrizioni applicabili alla capacità dei pescherecci, nel Plan de Pêche relativo al 2013 tali restrizioni sono state rese meno rigorose, per cui in tale anno sono state rilasciate licenze di pesca a pescherecci di capacità superiore. Infatti, in base al Plan de Pêche per il 2012, erano autorizzati a operare in Guinea soltanto i pescherecci di stazza lorda non superiore a 2 000 t dediti alla cattura di piccoli pelagici. La Commissione ha osservato che nel Plan de Pêche relativo al 2013 è stata introdotta una modifica che autorizza l'esercizio della pesca nelle acque guineane da parte di navi di stazza superiore (fino a 4 500 tsl). Grazie a questa modifica del Plan de Pêche relativo al 2013, altri cinque pescherecci pelagici di notevole capacità sono stati autorizzati a operare nelle acque marittime guineane nel 2013 sulla base di licenze di pesca guineane rilasciate dal ministero della pesca e dell'acquacoltura.
            
         
               (176)
            
            
               Sulla base dei fatti illustrati nei considerando (174) e (175), è stato stabilito che nel 2013 la Guinea ha adottato un piano nazionale di gestione della pesca che non rispetta le misure regionali e subregionali di conservazione e di gestione applicabili agli stock ittici transzonali e agli stock ittici altamente migratori. La Commissione ritiene pertanto che la Guinea non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 20 dell'UNFSA, che impone agli Stati l'obbligo di cooperare in modo rapido e sollecito per garantire l'osservanza e l'attuazione delle misure di conservazione e di gestione. Analogamente, è stato appurato che nel 2013 la Guinea ha deciso di modificare le misure di conservazione e di gestione applicabili ai piccoli pelagici senza tener conto dei pareri scientifici. La Commissione ha osservato che la Guinea ha agito in violazione del principio dell'utilizzo ottimale delle risorse biologiche nella propria ZEE, mettendo in pericolo lo stock ittico in questione a causa dell'eccessivo sfruttamento. La Commissione ritiene pertanto che la Guinea non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di costiero a norma degli articoli 61 e 62 dell'UNCLOS.
            
         
               (177)
            
            
               Per quanto riguarda la storia, la natura, le circostanze, l'entità e la gravità dei casi di pesca INN considerati, la Commissione ha tenuto conto delle attività di pesca INN ricorrenti e ripetitive svolte da pescherecci battenti bandiera guineana fino al 2013, delle attività di pesca INN ricorrenti e ripetitive svolte da pescherecci operanti nelle sue acque marittime, nonché delle attività di pesca INN coadiuvate da suoi cittadini. La Commissione ha tenuto conto anche degli sviluppi intervenuti in seguito alla sua decisione del 15 novembre 2012.
            
         
               (178)
            
            
               La Commissione ha inoltre constatato che continua a sussistere una chiara mancanza di coordinamento tra la nuova Préfecture Maritime e il Centre National de Surveillance des Pêches. A tale riguardo, nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha stabilito e comunicato alle autorità guineane che, per ottenere risultati concreti nell'individuazione e nel sanzionamento della pesca INN praticata nella ZEE guineana, occorre migliorare il coordinamento tra la Préfecture maritime (soggetta all'autorità della presidenza) e il Centre National de Surveillance des Pêches (ministero della pesca e dell'acquacoltura). Tale situazione compromette l'efficacia delle procedure poste in atto dalla Guinea, in qualità di Stato di bandiera e Stato costiero, per garantire il rispetto delle norme ed è quindi in contrasto con l'UNFSA.
            
         
               (179)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dalla Guinea per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera e di Stato costiero non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni degli articoli 61, 62, 94, 117 e 118 dell'UNCLOS e degli articoli 18, 19 e 20 dell'UNSFA.
            
         
               (180)
            
            
               Alla luce dei considerando da (165) a (180) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, è del parere che la Guinea non abbia rispettato gli obblighi ad essa incombenti in qualità di Stato di bandiera e di Stato costiero a norma del diritto internazionale con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.
            
         7.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
   
   
               (181)
            
            
               Come indicato nei considerando da (183) a (205) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha esaminato le informazioni ritenute pertinenti con riguardo allo status della Guinea come parte contraente della IOTC e dell'ICCAT. La Commissione ha inoltre esaminato le informazioni ritenute pertinenti con riguardo allo status della Guinea come parte contraente della IOTC e dell'ICCAT in seguito alla decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (182)
            
            
               La Commissione ha rilevato che nel 2013, in seguito alla sua decisione del 15 novembre 2012, l'ICCAT ha trasmesso alla Guinea una lettera di richiamo (28). Nonostante gli sforzi profusi dalla Guinea, il segretariato dell'ICCAT ha espresso preoccupazione circa le carenze riscontrate nel 2012. In particolare, in tale lettera la Guinea è stata identificata per non essersi pienamente ed effettivamente conformata all'obbligo di trasmettere le pertinenti informazioni sugli scambi come stabilito nella raccomandazione ICCAT 06-13. L'ICCAT ha quindi espresso preoccupazione per la mancata trasmissione, da parte della Guinea, delle necessarie informazioni e relazioni concernenti: l'obbligo di comunicazione dei dati statistici (raccomandazione ICCAT 05-09); la parte II della relazione annuale; i dati relativi al compito 1 (statistiche relative alla flotta o dati relativi alle dimensioni delle navi); le informazioni sulle misure di gestione applicabili alle grandi tonniere con palangari e le tabelle di conformità. Vale inoltre la pena ricordare che l'ICCAT ha chiesto alla Guinea informazioni riguardanti le misure adottate nei confronti della nave Daniaa, che figura in un elenco INN dal 2008. In effetti, con riguardo alla raccomandazione ICCAT 11-18 relativa all'elenco dei pescherecci che si presume abbiano esercitato la pesca INN, l'ICCAT ha chiesto alla Guinea di indagare sulla bandiera attuale della nave Daniaa e di informare l'ICCAT in proposito.
            
         
               (183)
            
            
               La Commissione ha inoltre esaminato le informazioni trasmesse dall'ICCAT sul rispetto, da parte della Guinea, delle norme e degli obblighi di comunicazione dell'ICCAT. A tal fine la Commissione si è avvalsa delle tabelle di conformità dell'ICCAT (ICCAT Compliance Summary Tables) relative al 2012 (29). Secondo le informazioni disponibili, la Guinea è stata identificata in quanto non ha provveduto a trasmettere le necessarie informazioni sui contingenti e sui limiti di cattura, le relazioni riguardanti le misure di conservazione e di gestione applicabili ai pescherecci di lunghezza fuori tutto pari o superiore a 20 metri, la parte II della relazione annuale nonché i dati relativi alla flotta e alle dimensioni delle navi nell'ambito del compito 1. Inoltre, la Guinea non ha trasmesso informazioni sulle misure adottate nei confronti di una nave figurante nell'elenco ICCAT delle navi INN (Daniaa).
            
         
               (184)
            
            
               Secondo le informazioni tratte dalla relazione di conformità della IOTC del 2013 (30), nel 2012 la Guinea non si era ancora conformata a una serie di risoluzioni adottate dalla IOTC. In particolare, essa non ha trasmesso la relazione di attuazione di cui all'articolo X dell'accordo IOTC. Con riguardo alla risoluzione IOTC 10/09 sull'obbligo di attuazione, la Guinea non ha trasmesso il questionario di conformità debitamente compilato. Con riguardo alla risoluzione IOTC 12/11 relativa alla trasmissione di informazioni sulle navi, la Guinea non ha trasmesso la relazione obbligatoria sulle sue capacità di base per il tonno tropicale e/o il pesce spada e il tonno bianco. Con riguardo alla risoluzione IOTC 10/02 sugli obblighi statistici, la Guinea non ha trasmesso i dati riguardanti le catture nominali, le catture, lo sforzo di pesca e la frequenza della taglia secondo quanto previsto nella risoluzione. Tale paese non si è conformato neppure alla risoluzione IOTC 05/05 sulla trasmissione dei dati relativi agli squali, in quanto non ha presentato la relazione obbligatoria contenente i dati sugli squali.
            
         
               (185)
            
            
               Il comportamento della Guinea con riguardo agli obblighi ICCAT illustrati nei considerando (182) e (183) della presente decisione e la mancata trasmissione alla IOTC delle informazioni indicate nel considerando (184) della medesima dimostrano che la Guinea non ha ottemperato ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera stabiliti nell'UNCLOS e nell'UNFSA. In particolare, il fatto che la Guinea non abbia trasmesso le statistiche, i dati relativi alle catture e allo sforzo di pesca, i dati relativi alle capacità di base per il tonno, il pesce spada e il tonno bianco e i dati sugli squali pregiudica la capacità di questo paese di ottemperare agli obblighi di cui agli articoli 117 e 118 dell'UNCLOS, secondo i quali gli Stati sono tenuti ad adottare, nei confronti dei propri cittadini, misure ai fini della conservazione delle risorse biologiche in alto mare e di cooperare alle misure di conservazione e di gestione di tali risorse.
            
         
               (186)
            
            
               Alla luce dei nuovi elementi esposti nei considerando da (182) a (184) della presente decisione, che costituiscono un'ulteriore conferma di quanto dimostrato nei considerando da (200) a (205) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ritiene che la Guinea non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 18, paragrafi 3 e 4, dell'UNFSA. Nessun progresso è stato compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (187)
            
            
               Con riguardo al considerando (191) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e alla violazione della raccomandazione ICCAT 03-14 (relativa alle norme minime per l'istituzione di un sistema VMS nella zona della convenzione ICCAT), la Guinea ha adottato misure intese a ripristinare e a rendere operativo il sistema VMS a partire dal 1o gennaio 2013. Tuttavia, nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha constatato e comunicato alla Guinea che le condizioni in cui viene attualmente utilizzato il sistema VMS non sono atte a garantire un efficace controllo e monitoraggio delle attività di pesca delle navi battenti bandiera guineana e delle navi straniere operanti nella ZEE della Guinea (assenza di copertura durante la notte e nei fine settimana, mancata segnalazione delle posizioni VMS da parte di diversi pescherecci, applicazione discriminatoria degli obblighi vigenti, insufficiente formazione del personale, mancanza di cooperazione e di coordinamento tra il Centre National de Surveillance des Pêches operante sotto l'egida del ministero della pesca e dell'acquacoltura e il sistema di segnalazione (semaforo) operante sotto l'egida della Préfecture Maritime). La Commissione ritiene che, sebbene costituisca uno sviluppo positivo, la decisione amministrativa del 1o luglio 2013, citata nel considerando (140) della presente decisione e concernente le norme applicabili con riguardo al sistema di localizzazione VMS, non sia sufficiente, da un punto di vista operativo, per garantire un efficace controllo e monitoraggio delle attività di pesca delle navi battenti bandiera guineana e delle navi straniere operanti nella ZEE della Guinea. In tale contesto, poiché, alla data della presente decisione, la Guinea non dispone di un centro di sorveglianza della pesca pienamente operativo che le consenta di controllare e monitorare in modo efficace le attività delle navi battenti la sua bandiera operanti nella zona ICCAT, la Commissione ritiene che tale paese non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera g), dell'UNFSA. Dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 non sono stati pertanto compiuti progressi sufficienti a questo riguardo.
            
         
               (188)
            
            
               Allo stesso modo, con riguardo al considerando (192) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e alla violazione della raccomandazione ICCAT 06-11 (che istituisce un programma per i trasbordi), la Guinea ha presentato (come specificato nel considerando (134) della presente decisione) un decreto adottato in qualità di Stato costiero che istituisce un divieto di trasbordo in mare nelle sue acque marittime e disciplina i trasbordi in porto. Tuttavia, dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Guinea non ha adottato, nell'ambito delle sue responsabilità di Stato di bandiera, alcuna misura preventiva e correttiva per assicurare l'efficace controllo e applicazione del divieto di trasbordo in mare nella zona ICCAT con riguardo ai tre pescherecci con reti da circuizione battenti bandiera guineana che nel 2010 e 2011 hanno violato ripetutamente e in modo continuativo la raccomandazione ICCAT 06-11. In tale contesto, poiché, alla data della presente decisione, la Guinea non è in grado di regolamentare in modo efficace i trasbordi effettuati nelle acque d'altura da navi battenti la sua bandiera operanti nella zona ICCAT, la Commissione ritiene che tale paese non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera h), dell'UNFSA. Dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 non sono stati pertanto compiuti progressi sufficienti a questo riguardo.
            
         
               (189)
            
            
               Per quanto riguarda gli obblighi che incombono alla Guinea in quanto Stato costiero a norma del diritto internazionale, con riferimento ai considerando (193) e (194) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e come spiegato nei considerando (174) e (175) della presente decisione, la Commissione ha stabilito che attualmente la situazione in termini di gestione dello sforzo di pesca è anche più critica di quanto non fosse al momento in cui è stata adottata la sua decisione del 15 novembre 2012. In conseguenza della politica attuata dal ministero della pesca e dell'acquacoltura, la Commissione ha osservato che il numero dei pescherecci stranieri autorizzati a operare nelle acque della Guinea è passato da 60 nel 2010 e 56 nel giugno 2011 a 70 nel febbraio 2013, nonostante tale paese non sia in grado di controllare e monitorare in modo efficace le attività di pesca praticate nella propria ZEE. A tale riguardo, la Commissione ritiene che la politica della pesca attuata dalla Guinea (aumento dello sforzo di pesca esercitato nelle acque marittime nazionali, non compatibile con i migliori dati scientifici disponibili e non associato a un'adeguata capacità amministrativa in termini di controllo e di monitoraggio) violi il principio dell'utilizzo ottimale delle risorse biologiche nella ZEE nazionale e possa quindi mettere a repentaglio gli stock ittici interessati (piccole specie pelagiche, specie demersali e crostacei) a causa dell'eccessivo sfruttamento.
            
         
               (190)
            
            
               In tale contesto, come sottolineato nei considerando da (206) a (208) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e contrariamente agli obblighi che incombono alla Guinea, nella sua qualità di Stato costiero, in virtù del diritto internazionale, l'attuale politica della pesca guineana non garantisce l'attuazione di misure di conservazione e di gestione basate sui migliori dati scientifici e atte a preservare le risorse biologiche della ZEE dal rischio di sovrasfruttamento. Nessun progresso è stato quindi compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012. Al contrario, la Commissione ha constatato che la Guinea ha adottato nuove misure che contrastano con i migliori dati scientifici disponibili e ha modificato le misure di conservazione e di gestione in un modo che potrebbe mettere a repentaglio le risorse biologiche nella propria ZEE nonché gli stock ittici transzonali e altamente migratori, in assenza di qualsiasi cooperazione con gli altri Stati costieri della zona. La Commissione ritiene pertanto che la Guinea non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di costiero a norma degli articoli 61 e 62 dell'UNCLOS. Tale intervento delle autorità guineane competenti potrebbe aver compromesso l'efficacia della vigente normativa nazionale e delle misure internazionali di conservazione e di gestione.
            
         
               (191)
            
            
               A questo riguardo, a norma dell'articolo 31, paragrafo 6, lettera c), del regolamento INN, nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha constatato che, come descritto nei considerando (174) e (175) della presente decisione, il Plan de Pêche della Guinea era stato modificato dal ministero della pesca e dell'acquacoltura. Tali modifiche adottate nel 2013 dalle autorità della Guinea hanno ridotto l'efficacia delle leggi e regolamentazioni applicabili. Inoltre, la politica attuata dalle autorità guineane in materia di licenze di pesca è in contrasto con i pareri scientifici elaborati a livello internazionale (COPACE) per una serie di specie altamente migratorie e di stock ittici transzonali (piccoli pelagici). La Commissione ritiene che la decisione amministrativa del 1o luglio 2013 che istituisce un Comité de suivi-évaluation incaricato di valutare l'attuazione del piano guineano di gestione della pesca, di cui è fatta menzione nel considerando (140), non sia sufficiente per rimediare alla situazione. Per scongiurare il rischio di sovrasfruttamento delle risorse biologiche nella ZEE della Guinea, infatti, occorrerebbe una revisione sostanziale del Plan de Pêche nazionale.
            
         
               (192)
            
            
               Con riguardo al considerando (209) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Guinea non ha adottato alcuna misura intesa a elaborare un piano d'azione nazionale contro la pesca INN a norma dei punti 25, 26 e 27 del piano d'azione internazionale contro la pesca INN. Nessun progresso è stato quindi compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (193)
            
            
               Con riguardo al considerando (210) della sua decisione del 15 novembre 2012, la Commissione ha appurato che la Guinea non ha adottato alcuna misura intesa ad abrogare o a modificare la procedura che consente l'immatricolazione temporanea delle navi sotto bandiera guineana senza garanzie per scoraggiare ed evitare l'immatricolazione di navi INN. Inoltre, nel corso della missione effettuata dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha appurato e comunicato alle autorità guineane che la mancanza di coordinamento tra l'Agence de Navigation Maritime (ANAM - sotto l'egida del ministero dei trasporti) e il ministero della pesca e dell'acquacoltura accresce ulteriormente il rischio che vengano immatricolate navi INN sotto bandiera guineana. In tale contesto, poiché, alla data della presente decisione, la Guinea non è in grado di esercitare efficacemente la propria giurisdizione e il proprio controllo su navi che potrebbe essere temporaneamente immatricolate sotto la sua bandiera, la Commissione ritiene che tale paese non adempia agli obblighi ad esso incombenti in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell'UNCLOS, in base al quale uno Stato di bandiera esercita giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la sua bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull'equipaggio della stessa. Nessun progresso è stato quindi compiuto a questo riguardo dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012.
            
         
               (194)
            
            
               Inoltre, con riguardo all'attuazione di un idoneo sistema di licenze per le navi battenti bandiera della Guinea operanti nelle acque d'altura, nel corso della missione effettuata in Guinea dal 26 febbraio al 1o marzo 2013 la Commissione ha constatato che nessun progresso era stato compiuto a questo proposito dall'adozione della decisione della Commissione del 15 novembre 2012. In tale contesto, poiché, alla data della presente decisione, la Guinea non è in grado di esercitare un controllo efficace sulle navi battenti la sua bandiera mediante un sistema di licenze di pesca e mediante regolamenti che stabiliscano le condizioni applicabili a tali licenze, la Commissione ritiene che tale paese non adempia ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera a norma dell'articolo 18, lettera b), dell'UNFSA.
            
         
               (195)
            
            
               Di conseguenza, le misure adottate dalla Guinea per far fronte ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera e di Stato costiero non sono sufficienti per ottemperare alle disposizioni degli articoli 61, 62, 94, 117 e 118 dell'UNCLOS e degli articoli 18 e 20 dell'UNSFA.
            
         
               (196)
            
            
               Alla luce dei considerando da (182) a (210) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, è del parere che la Guinea non abbia rispettato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale con riguardo all'osservanza di norme, regolamenti e misure di conservazione e di gestione internazionali.
            
         7.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
   
   
               (197)
            
            
               Come indicato nel considerando (212) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Guinea è considerata un paese a basso sviluppo umano (178ma su 186 paesi) (31) e, secondo il regolamento (CE) n. 1905/2006, essa rientra nella categoria dei paesi meno sviluppati.
            
         
               (198)
            
            
               Come descritto nei considerando (215) e (216) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, negli ultimi anni l'UE ha fornito alla Guinea assistenza tecnica e finanziaria.
            
         
               (199)
            
            
               Inoltre, con riguardo al considerando (180) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012, la Commissione ha osservato che la Guinea ha ricevuto da uno Stato membro dell'UE un ulteriore sostegno tecnico e finanziario per sviluppare il proprio sistema di monitoraggio, controllo e sorveglianza e migliorare così la capacità di individuare e contrastare la pesca INN nelle acque marittime nazionali (installazione di due sistemi di segnalazione (semafori); cooperazione e assistenza tecnica prestata in loco da un militare per la creazione della Prefecture Maritime e il coordinamento delle azioni e delle operazioni in mare).
            
         
               (200)
            
            
               Alla luce del considerando (217) della decisione della Commissione del 15 novembre 2012 e degli sviluppi intervenuti dopo tale data, la Commissione, a norma dell'articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, è del parere che lo stato di sviluppo della Guinea potrebbe essere stato pregiudicato dal suo livello di sviluppo. Tuttavia, tenuto conto della natura delle carenze rilevate, dell'assistenza fornita dall'Unione e dagli Stati membri e delle azioni intraprese per porre rimedio alla situazione, il livello di sviluppo della Guinea non può spiegare il comportamento generale di tale paese nel settore della pesca in quanto Stato di bandiera o Stato costiero, né l'inadeguatezza dell'azione da esso intrapresa per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN.
            
         8.   CONCLUSIONI CONCERNENTI L'IDENTIFICAZIONE DEI PAESI TERZI NON COOPERANTI
   
   
               (201)
            
            
               Alla luce delle conclusioni suesposte concernenti il mancato adempimento, da parte del Belize, della Cambogia e della Guinea, dell'obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN, questi paesi devono essere identificati, a norma dell'articolo 31 del regolamento INN, come paesi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti in materia di lotta contro la pesca INN.
            
         
               (202)
            
            
               In conformità dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera g), del regolamento INN, le autorità competenti degli Stati membri sono tenute a rifiutare, se del caso, l'importazione di prodotti della pesca nell'Unione senza dover chiedere prove supplementari o presentare domanda di assistenza allo Stato di bandiera, se sono venute a conoscenza del fatto che il certificato di cattura è stato convalidato dalle autorità di uno Stato di bandiera identificato come Stato non cooperante a norma dell'articolo 31.
            
         
               (203)
            
            
               Si precisa che l'identificazione del Belize, della Cambogia e della Guinea come paesi che la Commissione considera come paesi non cooperanti ai fini della presente decisione non esclude che la Commissione o il Consiglio possano successivamente procedere alla compilazione di un elenco di paesi non cooperanti.
            
         9.   PROCEDURA DI COMITATO
   
   
               (204)
            
            
               Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato per la pesca e l'acquacoltura,
            
         DECIDE:
   Articolo unico
   Il Belize, il Regno di Cambogia e la Repubblica di Guinea sono identificati come paesi terzi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
   
      Fatto a Bruxelles, il 26 novembre 2013
      
         
            Per la Commissione
         
         Maria DAMANAKI
         
            Membro della Commissione
         
      
   
   
      (1)  GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.
   
      (2)  Lettera al ministro dell'agricoltura e della pesca del Belize del 15.11.2012.
   
      (3)  Si veda la parte B dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 724/2011 della Commissione, del 25 luglio 2011, recante modifica del regolamento (UE) n. 468/2010 che stabilisce l'elenco UE delle navi che esercitano pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU L 194 del 26.7.2011, pag. 15).
   
      (4)  Si veda la parte B dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 672/2013 della Commissione, del 15 luglio 2013, recante modifica del regolamento (UE) n. 468/2010 che stabilisce l'elenco UE delle navi che esercitano pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU L 193 del 16.7.2013, pag.15).
   
      (5)  Norme disciplinari per la registrazione delle navi mercantili (Registration of Merchant Ships Disciplinary Regulations — RMSDR), 1999, http://www.immarbe.com/IMMARBELIB/S.I.Number-56-of-1999%20.pdf
   
      (6)  Lettera ICCAT dell'11 febbraio 2013, circolare ICCAT n. 605 dell'11.2.2013.
   
      (7)  Tabelle di conformità ICCAT, relazione ICCAT 2012-2013, appendice 3 dell'allegato 10.
   
      (8)  Relazione di conformità della IOTC per il Belize, decima sessione del comitato di conformità, 2013, CoC10-CR02.
   
      (9)  http://amandala.com.bz/news/gob-assumes-control-ibc-immarbe/
   
      (10)  Per qualsiasi riferimento all'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (classifica dei paesi menzionati nella presente decisione aggiornata in conformità dell'ultima relazione delle Nazioni Unite), si veda: http://hdr.undp.org/en/media/HDR2013_EN_Summary.pdf
   
      (11)  Lettera al ministro dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca del Regno di Cambogia del 15.11.2012.
   
      (12)  http://iuu-vessels.org/iuu/iuu/vessel?uid=63
   
      (13)  Documento CCAMLR COM CIRC 10/11 del 2 febbraio 2010.
   
      (14)  Documento CCAMLR COM CIRC 10/45 del 20 aprile 2010.
   
      (15)  http://iuu-vessels.org/iuu/iuu/vessel?uid=102
   
      (16)  Cfr. nota 14.
   
      (17)  La relazione ICCAT per il biennio 2012-2013, descrive, nella parte I (2012), vol. 1, le attività svolte dalla Commissione nella prima metà del suddetto biennio e comprende la relazione della 18ma riunione straordinaria della Commissione (Agadir, Marocco, 12-19 novembre 2012). Relazione tratta dal sito: http://www.iccat.es/Documents/BienRep/REP_EN_12-13_I_1.pdf
   
      (18)  Relazione CCAMLR della 31ma riunione della Commissione, Australia, 23 ottobre-1o novembre 2012. Informazioni tratte dal sito web della CCAMLR: http://www.ccamlr.org/en/system/files/e-cc-xxxi.pdf
   
      (19)  http://www.world-register.org/
   
      (20)  Cfr. nota 10.
   
      (21)  Lettera al ministro della pesca e dell'agricoltura della Guinea del 15.11.2012.
   
      (22)  Si veda la parte B dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 724/2011 della Commissione, del 25 luglio 2011, recante modifica del regolamento (UE) n. 468/2010 che stabilisce l'elenco UE delle navi che esercitano pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU L 194 del 26.7.2011, pag. 15).
   
      (23)  Le ORGP interessate sono la NEAFC, la NAFO e la SEAFO.
   
      (24)  Si veda il regolamento di esecuzione (UE) n. 724/2011 della Commissione (GU L 194 del 26.7.2011, pag. 14).
   
      (25)  Si veda la parte B dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 672/2013 della Commissione, del 15 luglio 2013, recante modifica del regolamento (UE) n. 468/2010 che stabilisce l'elenco UE delle navi che esercitano pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU L 193 del 16.7.2013, pag. 6).
   
      (26)  Si veda la decisione della Commissione del 2 febbraio 2007 relativa a misure di emergenza che sospendono le importazioni di prodotti della pesca destinati al consumo umano provenienti dalla Repubblica di Guinea, consultabile all'indirizzo http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:028:0025:0026:IT:PDF
   
      (27)  http://www.spcsrp.org/
   
      (28)  Lettera ICCAT dell'11 febbraio 2013, circolare ICCAT n. 620 dell'11.2.2013.
   
      (29)  Tabelle di conformità ICCAT, relazione ICCAT 2012-2013.
   
      (30)  Relazione di conformità della IOTC per la Guinea, decima sessione del comitato di conformità, 2013, CoC10-CR08 [E].
   
      (31)  Cfr. nota 10.