CELEX: 
Language: it
Date: 2009-01-08 00:00:00
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad un sostegno finanziario comunitario a medio termine alla Lettonia

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IT    IT
 ---pagebreak---                 COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                  Bruxelles, 8.1.2009
                                                  COM(2009) 4 definitivo
                                  Raccomandazione di
                           DECISIONE DEL CONSIGLIO
            relativa alla concessione del concorso reciproco alla Lettonia
                                           e
                                      Proposta di
                           DECISIONE DEL CONSIGLIO
   relativa ad un sostegno finanziario comunitario a medio termine alla Lettonia
IT                                                                               IT
 ---pagebreak---                                           Raccomandazione di
                                   DECISIONE DEL CONSIGLIO
                   relativa alla concessione del concorso reciproco alla Lettonia
                                                    e
                                               Proposta di
                                   DECISIONE DEL CONSIGLIO
          relativa ad un sostegno finanziario comunitario a medio termine alla Lettonia
                                             RELAZIONE
   1.        INTRODUZIONE
   Negli ultimi anni l’economia lettone ha accumulato squilibri sostanziali in quanto, malgrado i
   consigli dati dalla Commissione e dal Consiglio, in particolare nei pareri emessi sui vari
   programmi di convergenza, la crescita rapida è stata alimentata dalla facilità di ottenere crediti
   e da una politica di bilancio eccessivamente espansionista. La situazione è stata notevolmente
   aggravata dalla crisi dei mercati finanziari internazionali e dal deterioramento generalizzato
   dell’atteggiamento nei confronti delle economie di mercato emergenti, il che ha reso l’accesso
   al credito sempre più difficile e costoso. I mercati dei capitali ed i mercati finanziari lettoni
   sono divenuti oggetto di pressioni significative a partire da ottobre, a causa delle crescenti
   preoccupazioni per la sostenibilità della situazione economica e finanziaria del paese.
   È apparsa particolarmente allarmante la situazione del settore bancario, in particolare quella
   della principale banca lettone (Parex), che ha dovuto essere nazionalizzata in quanto
   ampiamente dipendente dai finanziamenti esterni. In sintesi la Lettonia è alle prese con una
   crisi grave e repentina del settore bancario e dei finanziamenti esterni.
   In questo contesto le autorità lettoni si sono rivolte all’UE e all’FMI per ottenere un sostegno
   finanziario. Il 22 novembre la Commissione e la presidenza del Consiglio hanno annunciato
   che l’UE era disposta a partecipare con l’FMI ad un pacchetto di misure di finanziamento
   coordinate volto a sostenere la bilancia dei pagamenti lettone. Esse hanno tuttavia sottolineato
   che tali misure sarebbero state condizionate all’assunzione di un fermo impegno da parte delle
   autorità lettoni ad attuare un programma di adeguamento economico rigoroso e credibile.
   Sulla base delle discussioni svoltesi con la Commissione e l’FMI, il Parlamento lettone ha
   adottato il 12 dicembre la proposta delle autorità per un programma di “stabilizzazione
   economica e di rilancio della crescita” (nel seguito “il programma”). Gli obiettivi
   fondamentali del programma sono i seguenti: mantenere la fiducia interna e internazionale nel
   sistema finanziario, contribuire direttamente e indirettamente ad interrompere e ad invertire la
   tendenza al deterioramento della competitività sul piano dei costi e dell’inflazione tramite la
   riduzione dei costi salariali nel settore pubblico, in quanto chiave di volta di una politica di
   bilancio molto più rigorosa, e rafforzare il potenziale di crescita dell’economia tramite una
   serie di riforme strutturali.
IT                                                  2                                                 IT
 ---pagebreak---    2.        EVOLUZIONE MACROECONOMICA RECENTE
   Sulla scia di un periodo continuo di crescita elevata alimentata soprattutto dalla domanda
   interna, iniziato alla fine degli anni ‘90, il PIL reale della Lettonia ha registrato una crescita
   annua a due cifre nel periodo 2005-2007. Tale crescita era trainata principalmente da
   un’espansione considerevole del credito che spingeva i consumi privati e gli investimenti
   immobiliari. Questa tendenza si è però interrotta a metà del 2007, quando è emerso che era
   impossibile impedire lo sgonfiamento dei prezzi degli immobili. In questi anni il baricentro
   dell’economia si è spostato dal settore tradeable (beni scambiabili nei mercati internazionali)
   a quello non tradeable, mettendo a repentaglio la sostenibilità esterna dell’economia e
   determinando gravi rischi di surriscaldamento.
   La crescita del PIL è crollata nei primi tre trimestri del 2008, una tendenza che dovrebbe
   continuare principalmente a causa della contrazione del consumo e dell’investimento privati.
   Il consumo privato è stato colpito dall’inflazione elevata, dalla caduta dei prezzi degli
   immobili, dall’aumento del servizio del debito, dalla diminuzione delle possibilità di prestito e
   dal deterioramento delle prospettive sul piano dell’occupazione e dei redditi. Nel settore
   dell’edilizia, gli investimenti in capitale fisso sono in caduta a seguito della fine del boom del
   mercato immobiliare e degli investimenti in attrezzature a causa delle prospettive di un
   indebolimento della domanda sia interna che esterna. Le imprese subiscono pressioni
   considerevoli sul piano dei costi a causa degli aumenti del costo del lavoro, mentre le
   possibilità di finanziamento sono sempre più ridotte. I progetti finanziati dall’UE e in generale
   i progetti pubblici consentiranno di ammortizzare parzialmente il forte calo degli altri
   investimenti. Tuttavia il PIL dovrebbe contrarsi per un lungo periodo tenuto conto che la
   domanda interna molto scarsa non sarà pienamente compensata dall’espansione delle
   esportazioni nette.
   Le tensioni nel mercato del lavoro hanno iniziato ad attenuarsi solo di recente, ma la reazione
   del mercato al crollo della domanda interna sarà significativa. La disoccupazione è già passata
   dal 6,3% nel secondo trimestre del 2008 al 7,2% nel terzo trimestre; la crescita dei salari
   nominali rallenta, ma i tassi di partenza sono molto elevati. Il mercato lettone del lavoro è
   considerato relativamente flessibile, il che dovrebbe limitare i costi di produzione e del lavoro
   connessi al riallineamento dei salari alla produttività.
   Dopo aver raggiunto un livello record del 17,7% nel maggio 2008, l’inflazione basata
   sull’IPCA è scesa all’11,8% in novembre. Di pari passo con la discesa della domanda,
   l’inflazione di fondo1 (11% in novembre) e quella dei prezzi dei servizi sono in costante calo.
   Le prospettive di una diminuzione più marcata dell’inflazione sono incoraggianti, tenuto
   conto delle previsioni di un considerevole indebolimento della domanda interna, di riduzioni
   dei salari nel settore pubblico (cfr. punto 6) con una conseguente moderazione salariale anche
   nel settore privato, e di una diminuzione dei prezzi delle materie prime sui mercati mondiali.
   Gli squilibri esterni si sono accentuati in misura notevole con un accumulo insostenibile di
   passività esterne, ma nel 2008, con la diminuzione dell’assorbimento interno, il ricorso a
   finanziamenti esterni è diminuito in modo sostanziale. La situazione della bilancia dei
   pagamenti e degli investimenti esteri è esaminata al punto 5 infra.
   1
           Indice globale dei prezzi esclusi gli alimentari non trasformati e l’energia.
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 ---pagebreak---    3.        FINANZE PUBBLICHE
   Le finanze pubbliche svolgono un ruolo particolarmente importante in Lettonia tenuto conto
   dello scarso margine di manovra della politica monetaria in un regime di tasso di cambio
   quasi fisso2. Ciò nonostante la Lettonia ha svolto una politica di bilancio prociclica durante il
   periodo di espansione della domanda interna tra il 2005 e il 2007, malgrado il miglioramento
   dei risultati di bilancio globali e i consigli formulati ripetutamente nei pareri del Consiglio
   sugli aggiornamenti dei programmi di convergenza della Lettonia. Le entrate impreviste sono
   state spese generalmente tramite bilanci suppletivi in corso di esercizio e la Lettonia non ha
   costituito riserve in previsione di periodi più difficili. La crescita dei salari nel settore
   pubblico ha comportato incrementi anche nel settore privato, con livelli salariali comparabili
   più elevati nel settore pubblico. In Lettonia oltre il 30% dei lavoratori sono occupati nel
   settore pubblico e, poiché il settore dei servizi è relativamente importante, circa il 75% del
   VAL, la fissazione dei salari nel settore pubblico influisce fortemente sui salari nel settore
   privato.
   Durante i primi dieci mesi del 2008, il gettito IVA è notevolmente diminuito (del 3% su base
   annua) a causa di un sensibile calo del consumo privato. Le entrate provenienti da altre grandi
   categorie di imposte hanno resistito relativamente bene in un primo tempo sulla base
   dell’inflazione elevata, ma questi effetti favorevoli hanno cominciato anch’essi ad attenuarsi.
   In base alle stime del Ministero del tesoro lettone, il disavanzo pubblico consolidato
   dell’amministrazione centrale e della previdenza sociale nel 2008 potrebbe essere compreso
   tra il 2½ e il 2¾% del PIL3. Tenuto conto della possibilità che nelle circostanze attuali le
   amministrazioni locali registrino un leggero disavanzo (malgrado i limiti volti a preservare
   l’equilibrio o un avanzo di bilancio in questo sottosettore), il disavanzo pubblico del 2008
   sembra essere vicino al 3% del PIL.
   Il bilancio per il 2009 adottato dal Parlamento il 14 novembre mirava ad un disavanzo
   consolidato dell’amministrazione centrale pari all’1½ del PIL, ma si basava sull’ipotesi
   irrealistica di una contrazione della produzione di solo l’1%. Esso prevedeva riduzioni
   sostanziali delle imposte dirette e aumenti della spesa. Era chiaro in quel momento che la
   produzione sarebbe diminuita molto di più e che in assenza di misure compensative il
   disavanzo rischiava di accentuarsi raggiungendo importi molto consistenti. Le autorità hanno
   annunciato un disavanzo pubblico dell’1,8% del PIL ed un disavanzo primario dell’1,1%,
   incluso un disavanzo molto limitato delle amministrazioni locali. Tenuto conto dei dati
   relativi al gettito fiscale degli ultimi mesi del 2008 e del peggioramento delle prospettive
   economiche per il 2009, le previsioni relative al saldo della finanza pubblica si sono
   deteriorate significativamente rispetto alla proiezione di un disavanzo del 5,6% del PIL
   contenuta nelle previsioni di autunno dei servizi della Commissione. Per contro, il rapporto
   debito pubblico/PIL a fine 2007 era del 9,5%, ovvero uno dei più bassi dell’UE.
   4.        MERCATI FINANZIARI
   Il sistema finanziario lettone è quasi esclusivamente dominato dal settore bancario, che ha
   registrato una crescita molto rapida nel corso degli ultimi dieci anni. Possono essere
   2
            La Lettonia ha una lunga tradizione di ancoraggio del tasso di cambio della sua moneta, il lat, ai DSP
            dal 1994 e all’euro dal 2005. Nel maggio 2005 la Lettonia è entrata nell’ERM 2 adottando
            unilateralmente una banda di oscillazione di +/- 1% rispetto alla parità centrale.
   3
            Dati derivanti dal metodo di calcolo nazionale, senza tener conto delle amministrazioni locali.
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 ---pagebreak---    chiaramente identificati due segmenti. Da un lato vi sono le banche estere, finanziate
   principalmente tramite prestiti diretti delle imprese madri, che detengono circa il 70% del
   mercato, dall’altro le banche lettoni, finanziate principalmente da prestiti esteri consorziali e
   da depositi di non residenti. L’importanza dei depositi dei non residenti, che rappresentavano
   il 43,5% del totale dei depositi diversi da quelli delle istituzioni monetarie e finanziarie (IMF)
   all’inizio del mese di novembre 2008, è un tratto particolarmente saliente. Il sistema
   finanziario lettone si basa pertanto principalmente sui finanziamenti esteri, provenienti da
   imprese madri, depositi di non residenti o prestiti esteri consorziali. Il livello molto elevato e
   crescente delle passività estere che ne deriva ha come contropartita prestiti ai residenti,
   principalmente in valuta estera (quasi il 90% del totale dei prestiti). Il credito interno è passato
   dal 10% del PIL nel 1997 al 90% nel 2007. Sembra pertanto che i due rischi principali che
   gravano sul sistema bancario lettone siano rischi di liquidità e di credito.
   Il rischio di liquidità si è già concretizzato in forti pressioni sulla liquidità dall’ottobre
   del 2008. Prevedendo difficoltà di rimborso, due consorzi esteri hanno lasciato intendere
   chiaramente che potrebbero esigere il rimborso anticipato di prestiti concessi alla banca Parex,
   in scadenza in febbraio e giugno 2009, per un totale di 0,8 miliardi di euro. Ciò ha
   determinato una parziale nazionalizzazione della banca il 10 novembre 2008. Le garanzie
   pubbliche sui prestiti accordate in questo modo sono state tuttavia ritenute insufficienti, il che
   ha determinato la nazionalizzazione completa di Parex all’inizio del mese di dicembre e
   l’imposizione di limiti sui prelievi di somme in deposito (50 000 al mese per persona).
   Malgrado queste misure, Parex e le banche nazionali che presentano un modello aziendale
   analogo registrano da allora prelievi molto consistenti dai depositi dei non residenti, di cui
   solo una parte è stata spostata su altre banche lettoni. Le pressioni sistemiche sulla liquidità
   hanno indotto la Banca centrale lettone ad annunciare il 13 novembre nuove riduzioni del
   coefficiente di riserva obbligatorio dal 7% al 5% per le passività a breve termine e dal 5%
   al 3% per le passività con una scadenza superiore ai due anni, il che ha consentito di liberare
   liquidità (queste decisioni sono entrate in vigore con due riduzioni di un punto percentuale
   ciascuna il 24 novembre e il 24 dicembre). Il drenaggio delle riserve è tuttavia proseguito e la
   situazione della Banca centrale per quanto concerne gli investimenti internazionali netti si è
   deteriorata di 0,9 miliardi di euro durante il periodo compreso tra l’inizio del mese di
   ottobre 2008 e la fine dell’anno. I depositi dei residenti e dei non residenti nelle banche di
   proprietà estera sono aumentati durante lo stesso periodo e, molto importante, le imprese
   madri sembrano garantire un sostegno di liquidità.
   Il rischio di credito non si è ancora materializzato in modo sensibile, ma dovrebbe
   intensificarsi durante i prossimi mesi. Mentre il volume dei prestiti scaduti è già aumentato, i
   prestiti in sofferenza permangono per ora inferiori all’1% del totale, in particolare a causa
   della ristrutturazione dei prestiti problematici attualmente in corso. L’incidenza negativa della
   prevista prolungata recessione sui redditi dei residenti e pertanto sulla loro capacità di
   rimborsare i propri debiti è destinata tuttavia sicuramente ad accentuarsi. I coefficienti di
   solvibilità si abbasseranno e potrebbero avvicinarsi al minimo regolamentare, nel qual caso
   potrebbe essere necessario iniettare nuovi capitali.
   La posizione attuale e futura del settore bancario dipende da fattori obiettivi, ma anche dalle
   prospettive legate alla credibilità e alla fiducia. Nella situazione attuale è fondamentale
   garantire la fiducia in modo da stabilizzare i depositi ed alleggerire le pressioni sulla liquidità.
   Tenuto conto della situazione delle finanze pubbliche, il ristabilimento della fiducia nei
   confronti del settore finanziario tramite un intervento del governo sarà credibile solo se
   accompagnato da un sostegno finanziario internazionale forte.
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 ---pagebreak---    5.        REQUISITI IN MATERIA DI BILANCIA DEI PAGAMENTI E FINANZIAMENTI ESTERNI
   La fase di espansione economica della Lettonia che è durata fino al 2007 è stata caratterizzata
   da squilibri esterni rilevanti e da un accumulo non sostenibile di passività esterne. Alla fine
   del 2007 il debito esterno lordo superava il 135% del PIL (mentre il debito esterno netto si
   attestava al 52% del PIL). Sempre alla fine del 2007 la posizione relativa agli investimenti
   internazionali registrava un incremento delle passività nette al 79% del PIL; in base alle stime,
   alla fine del secondo trimestre del 2008 tali passività erano passate all’82% del PIL.
   Nel 2008 il ricorso ai prestiti esterni è diminuito in modo sostanziale tenuto conto della caduta
   dell’assorbimento interno. In base alle stime preliminari della Banca centrale lettone, il
   disavanzo delle partite correnti è sceso a circa il 12½% del PIL durante il terzo trimestre del
   2008 (a fronte di un livello record di oltre il 27% del PIL durante il quarto trimestre del 2006).
   Nel 2009 il disavanzo della bilancia commerciale dovrebbe mantenersi a circa il 10% del PIL
   (come durante gli ultimi mesi del 2008), ma a causa del saldo positivo degli scambi di servizi
   e del miglioramento del conto redditi, il disavanzo delle partite correnti sarebbe più ridotto.
   Tenuto conto della diminuzione della domanda interna, affinché la crescita del PIL possa
   essere alimentata da un incremento delle esportazioni è necessario riallineare maggiormente i
   salari alla produttività e far progredire le riforme strutturali che rafforzano l’offerta.
   Per quanto sia fondamentale correggere il disavanzo delle partite correnti che aveva raggiunto
   livelli non sostenibili in questi ultimi anni, per risanare la bilancia dei pagamenti, ciò non sarà
   sufficiente per raggiungere una posizione esterna sostenibile, tenuto conto della rilevanza del
   debito pubblico che è per lo più a breve termine. Il finanziamento esterno dovrebbe essere
   ancora oggetto di pressioni significative per qualche tempo, tenuto conto della diminuzione
   del credito estero disponibile, della probabilità di prelievi sui conti dei non residenti e dei
   residenti e del deterioramento delle prospettive dell’investimento estero. Un nuovo drenaggio
   delle riserve di valuta estera (che sono diminuite di circa il 25% tra l’inizio del mese di
   ottobre e l’inizio del mese di dicembre 2008) metterebbe a repentaglio la sostenibilità
   dell’ancoraggio del tasso di cambio lettone. In questo contesto, per alleggerire a breve termine
   le restrizioni sulla liquidità e sostenere un risanamento ordinato del saldo esterno a medio
   termine, sarà necessario un sostegno finanziario esterno integrato da un programma politico
   solido.
   Alla luce di quanto precede la Commissione ritiene che vi sia una grave minaccia per la
   bilancia dei pagamenti lettone. La Commissione raccomanda pertanto al Consiglio di adottare
   una decisione relativa alla concessione del concorso reciproco alla Lettonia.
   6.        PROGRAMMA DI STABILIZZAZIONE ECONOMICA E                 DI RILANCIO DELLA CRESCITA
             DELLA LETTONIA: MISURE MACROECONOMICHE                    E DI SOSTEGNO AL SISTEMA
             FINANZIARIO
   Le discussioni in corso tra le autorità lettoni e le parti che potrebbero contribuire ad un
   insieme coordinato di misure di sostegno finanziario internazionale hanno portato
   all’adozione di un programma politico ambizioso da parte delle autorità (approvato dal
   Parlamento il 12 dicembre, come indicato in precedenza). Il programma si basa sul
   mantenimento dell’ancoraggio esistente del lat, che resterà un elemento politico centrale in
   futuro. Tale programma mira a porre rimedio alle fragilità del settore finanziario, a correggere
   gli squilibri di bilancio e a migliorare la competitività mantenendo nel contempo il tasso di
   cambio entro una banda di oscillazione ristretta. Esso prevede un risanamento di bilancio
IT                                                    6                                                IT
 ---pagebreak---    immediato e sostenuto, una strategia globale per rimettere in piedi il settore bancario, il
   rafforzamento della capacità di gestione delle crisi da parte delle autorità di regolamentazione,
   riforme strutturali globali nonché altre misure importanti. Si basa su uno scenario
   macroeconomico che prevede una contrazione del PIL del 5% nel 2009 e del 3% nel 2010
   prima di una leggera ripresa del 2% nel 2011. La strategia di bilancio mira a riportare il
   disavanzo pubblico al di sotto del 3% del PIL nel 2011 al più tardi, per poter rispettare il
   criterio di Maastricht in materia di disavanzo in tale anno.
   I negoziati intercorsi tra l’UE, l’FMI ed altre parti relativamente al sostegno finanziario, dai
   quali sono emersi gli elevati disavanzi di bilancio attesi per gli esercizi futuri, hanno portato il
   governo ad adottare un progetto di bilancio modificato per il 2009; quest’ultimo è stato
   adottato dal Parlamento il 12 dicembre conformemente al programma di stabilizzazione
   economica di emergenza. Il bilancio modificato, basato su una previsione rivista di una
   contrazione del PIL del 5% nel 2009, tiene conto del recente deterioramento delle prospettive
   economiche e mira ad un disavanzo di bilancio globale inferiore al 5% del PIL4, il che implica
   solo un leggero aggiustamento strutturale rispetto ai risultati stimati per il 2008 (un
   aggiustamento tuttavia nettamente più rilevante rispetto ai dati del bilancio adottato nello
   scorso novembre). Un bilancio suppletivo completo per il 2009, conforme al progetto di
   bilancio adottato in dicembre, dovrebbe essere inoltre approvato prima della fine del
   marzo 2009.
   Sul lato della spesa, il risanamento è incentrato su una riduzione sostanziale dei salari nel
   settore pubblico (in media del 15% rispetto al bilancio iniziale del 14 novembre 2008 – che
   corregge solo parzialmente gli aumenti rilevanti registrati in questi ultimi anni in termini reali)
   e ulteriori riduzioni di personale; si prevede inoltre di ridurre in modo significativo la spesa
   corrente diversa dalla spesa per il personale. Una riduzione delle sovvenzioni (esclusi gli aiuti
   sociali) e delle spese per beni e servizi, nonché una restrizione della spesa delle
   amministrazioni locali rientrano tra le altre misure significative previste. In questo ambito, la
   partecipazione finanziaria nazionale ai progetti finanziati dall’UE sarà mantenuta al livello
   previsto e contribuirà ad orientare l’economia verso il settore tradeable. Sul piano delle
   entrate si prevede un aumento di tre punti percentuali dell’aliquota normale dell’IVA, che
   passerà così al 21%, un incremento dal 5 al 10% dell’aliquota ridotta applicabile ad una base
   imponibile nettamente più ristretta (principalmente le medicine), un incremento dei diritti di
   accisa sul carburante (realizzazione dell’acquis comunitario) ed una parziale compensazione
   in forma di riduzione di due punti percentuali dell’aliquota dell’imposta sulle persone fisiche.
   Si prevede di proseguire il risanamento di bilancio nel 2010 e il quadro di bilancio a medio
   termine mira a raggiungere nel 2011 un disavanzo pubblico globale non superiore al 3% del
   PIL, un obiettivo conforme al criterio di convergenza di Maastricht riguardante il bilancio.
   L’imposizione di una nuova disciplina di spesa nel 2010, l’introduzione di un’imposta sui
   redditi da capitale (10%), l’aumento dell’imposta sugli immobili tramite la soppressione delle
   esenzioni al fine di allargare la base imponibile consentiranno di rafforzare il risanamento nel
   corso dello stesso anno. Saranno inoltre adottati provvedimenti per rafforzare
   l’organizzazione e l’applicazione delle procedure di bilancio grazie all’adozione di un nuovo
   quadro di bilancio e di una nuova legge per la riforma di bilancio.
   4
           Questo programma di aiuto riconosce che la Lettonia sarà oggetto di una procedura di disavanzo
           eccessivo nel 2009.
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 ---pagebreak---    Oltre al pacchetto di misure di bilancio descritto in precedenza, qualsiasi sostegno finanziario
   esterno sarà parimenti subordinato alla ricerca di una risoluzione per la banca Parex in base
   alla quale gli azionisti attuali non deterranno più alcuna quota di proprietà. Dopo un primo
   audit il governo ha già assunto il controllo di oltre l’85% del capitale della banca. Il
   management è stato sostituito. Il nuovo management sta preparando un piano di risanamento
   che dovrebbe consentire di minimizzare le perdite per lo Stato. Tale piano mira ad ottenere
   dai partner esterni un impegno fermo a rinnovare i finanziamenti consorziali di Parex in un
   futuro prossimo.
   Altre misure mirano a garantire una maggiore stabilità del settore bancario a medio e lungo
   termine. In un primo tempo le autorità si impegneranno a ristabilire la fiducia nei confronti
   del sistema bancario. Saranno effettuati controlli mirati nel sistema bancario per verificare che
   tutte le banche siano solvibili e dispongano di capitali sufficienti. Le banche solvibili che
   necessitano di aumenti di capitale saranno invitate a rivolgersi ad investitori esterni ai fini di
   una ristrutturazione privata o a ricorrere a fusioni, o a chiedere un sostegno patrimoniale alle
   loro imprese madri.
   Quasi tutto il debito esterno attuale è a carico del settore privato. In aggiunta alle misure
   prudenziali, di vigilanza e di politica monetaria, la ristrutturazione del debito è una
   componente importante del programma per riportare il debito a livelli che consentano in
   futuro una crescita sostenibile. Sarà rafforzata la base giuridica appropriata per la
   ristrutturazione del debito in termini di durata e di valuta. Sarà data inoltre priorità al
   miglioramento delle procedure fallimentari e alla rapida attuazione dei programmi di
   risanamento.
   Il programma di politica economica comprende altresì misure di riforma strutturale nel
   contesto della strategia di Lisbona, in particolare politiche attive del mercato del lavoro e di
   formazione permanente, un maggior coinvolgimento degli operatori del settore privato nelle
   attività di R&S e di innovazione, misure di promozione delle esportazioni e la soppressione
   degli oneri amministrativi a carico delle imprese.
   7.        ASSISTENZA DELL’UE A TITOLO DEL MECCANISMO DI SOSTEGNO DELLA BILANCIA
             DEI PAGAMENTI NELL’AMBITO DELL’ASSISTENZA INTERNAZIONALE
   Tenuto conto delle gravi difficoltà registrate dalla Lettonia per quanto concerne la bilancia dei
   pagamenti e a condizione del fermo impegno da parte delle autorità lettoni ad attuare un
   ampio programma di risanamento economico, dopo la consultazione del Comitato economico
   e finanziario il 12 gennaio 2009, la Commissione raccomanda al Consiglio di concedere il
   concorso reciproco previsto dall’articolo 119 del trattato.
   La Commissione, dopo la consultazione del Comitato economico e finanziario, propone
   inoltre che, dopo l’adozione della suddetta decisione del Consiglio di fornire il concorso
   reciproco alla Lettonia su raccomandazione della Commissione, il Consiglio adotti una
   decisione relativa alla concessione di un sostegno finanziario a medio termine alla Lettonia,
   nel quadro del meccanismo dell’UE per gli Stati membri (di cui al regolamento (CE)
   n. 332/2002 del Consiglio del 18 febbraio 2002), di un importo massimo di 3,1 miliardi di
   euro, per favorire la sostenibilità della sua bilancia dei pagamenti.
   Questo sostegno finanziario a medio termine interverrebbe in un momento in cui la Lettonia è
   seriamente minacciata dalla perdita di fiducia interna e internazionale nel suo sistema
IT                                                   8                                                IT
 ---pagebreak---    finanziario, una situazione di bilancio in via di peggioramento e forti pressioni finanziarie a
   breve termine. Nell’insieme questo sostegno finanziario mira ad agevolare i necessari
   aggiustamenti esterni ed interni. Il fabbisogno finanziario complessivo per il periodo fino al
   primo trimestre del 2011 è stimato a 7,5 miliardi di euro. Tale somma deve consentire di far
   fronte al previsto disavanzo dei conti esterni (partite correnti e capitali), ai prelievi dai
   depositi, al rinnovo solo parziale dei prestiti in scadenza e ad errori e omissioni nella bilancia
   dei pagamenti, e consentire l’accumulo di riserve di valute internazionali fino ad un livello
   prudenziale.
   Questo sostegno verrebbe accordato in collaborazione con l’FMI e in combinazione con altri
   aiuti multilaterali e bilaterali. Sarebbe erogato in sei quote e subordinato a condizioni di
   politica economica. La decisione proposta scadrebbe tre anni dopo la sua entrata in vigore. Le
   condizioni di politica economica alle quali sono subordinati i versamenti dei prestiti dell’UE
   saranno oggetto di un memorandum d’intesa da concludere con le autorità lettoni, i cui punti
   principali saranno:
   Un risanamento finanziario importante nel periodo fino al 2011. Rispetto al bilancio iniziale
   del 14 novembre 2008, per il 2009 è previsto un risanamento finanziario molto rilevante per
   raggiungere un disavanzo di bilancio non superiore al 5% del PIL, prima di una nuova
   correzione nel 2010. Tra le misure di bilancio previste rientrano in particolare: i) l’adozione di
   un programma di bilancio chiaramente definito a medio termine per riportare il disavanzo
   delle finanze pubbliche al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL previsto dal
   trattato al più tardi nel 2011; ii) nel rispetto dei massimali di bilancio a medio termine la
   riduzione delle remunerazioni medie del settore pubblico di circa il 15% nel 2009 in termini
   nominali; ciò dovrebbe valere anche per le amministrazioni locali, le agenzie governative e le
   imprese pubbliche; iii) l’eliminazione di bonus e pagamenti simili; iv) una riduzione di
   almeno il 5% dell’occupazione nel settore pubblico e nelle amministrazioni locali;
   v) riduzioni sostanziali delle sovvenzioni (esclusi gli aiuti sociali) e delle spese per beni e
   servizi; vi) l’attuazione di progetti finanziati dall’UE ai livelli previsti anteriormente.
   Condizioni finanziarie volte a garantire una maggiore stabilità del settore bancario a medio e
   lungo termine. In un primo tempo le autorità si impegneranno a ristabilire la fiducia nel
   sistema bancario. Si procederà a controlli mirati nel sistema bancario per verificare che tutte
   le banche siano solvibili e dispongano di capitali sufficienti. Le banche solvibili che
   necessitano di aumenti di capitale saranno invitate a rivolgersi ad investitori esterni ai fini di
   una ristrutturazione privata o a ricorrere a fusioni, o a sollecitare un sostegno patrimoniale alle
   loro imprese madri. Una tappa importante di questo processo è che il 18 dicembre 2008 tre
   grandi gruppi bancari esteri hanno annunciato separatamente di impegnarsi a restare in
   Lettonia e a sostenere le operazioni delle loro controllate nel paese.
   La ristrutturazione del debito del settore privato per ridurre le fragilità legate a livelli di
   indebitamento elevati (quasi tutto il debito esterno è a carico del settore privato), in aggiunta a
   misure prudenziali, di vigilanza e di politica monetaria. Dovrà essere rafforzata la base
   giuridica appropriata per la ristrutturazione del debito in termini di durata e di valuta. Occorre
   inoltre dare priorità al miglioramento delle procedure fallimentari e alla rapida attuazione dei
   programmi di risanamento. In questo contesto è opportuno in particolare modificare la legge
   sull’insolvenza per facilitare gli accordi tra le imprese solvibili ed i loro creditori e migliorare
   il quadro del fallimento personale.
   Misure strutturali nel settore delle politiche dei redditi, della disciplina di bilancio, della
   procedura e della gestione di bilancio. La legge sul bilancio e la gestione finanziaria sarà
IT                                                   9                                                  IT
 ---pagebreak---    modificata per rafforzare le disposizioni relative alla responsabilità finanziaria e alla
   trasparenza in materia finanziaria, e sarà reso operativo il quadro di bilancio a medio termine.
   Sarà costituito un comitato speciale per controllare la moderazione salariale ed emettere
   raccomandazioni per fare in modo che l’andamento dei salari consenta di ripristinare la
   competitività.
   Misure di riforma strutturale in particolare nel contesto della strategia di Lisbona, ad
   esempio politiche attive in materia di occupazione e di formazione permanente, un maggiore
   coinvolgimento degli operatori del settore privato nelle attività di R&S e di innovazione,
   misure di promozione delle esportazioni e la soppressione degli oneri amministrativi a carico
   delle imprese.
   Per garantire la flessibilità necessaria nel contesto attuale del mercato, si propone di
   consentire di utilizzare gli swap sui tassi di interesse per l’operazione di assunzione di prestiti
   volti al finanziamento del prestito concesso. Per salvaguardare il bilancio dell’UE, le
   controparti di un potenziale swap dovrebbero appartenere alla classe di merito di credito più
   elevata.
IT                                                  10                                                 IT
 ---pagebreak---                                              Raccomandazione di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
                     relativa alla concessione del concorso reciproco alla Lettonia
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 119,
   vista la raccomandazione della Commissione presentata previa consultazione del Comitato
   economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   (1)      In un contesto di fabbisogno di finanziamento esterno molto elevato, i mercati dei
            capitali e finanziari lettoni sono stati di recente oggetto di pressioni, che riflettono un
            deterioramento generale del clima sui mercati e crescenti preoccupazioni in merito alla
            salute dell’economia lettone dati i gravi squilibri dovuti ad un ampio disavanzo e
            debito esterno, all’indebolimento della finanza pubblica e ad elevati tassi di inflazione
            dei costi e dei prezzi. Il settore bancario lettone registra gravi problemi di liquidità e di
            fiducia. Il livello delle riserve valutarie estere è sceso poiché la Banca centrale è
            intervenuta per preservare l’ancoraggio della valuta.
   (2)      Il Consiglio esamina periodicamente le politiche economiche attuate dalla Lettonia, in
            particolare nel contesto dei programmi di convergenza e del programma nazionale di
            riforma della Lettonia nonché nel quadro delle relazioni sulla convergenza.
   (3)      Il fabbisogno di finanziamento esterno complessivo della Lettonia fino al primo
            trimestre del 2011 è stimato a 7,5 miliardi di euro.
   (4)      Le autorità lettoni hanno richiesto un sostegno finanziario considerevole all’UE e ad
            altri paesi e istituzioni finanziarie internazionali per sostenere la bilancia dei
            pagamenti.
   (5)      Esiste una grave minaccia per la bilancia dei pagamenti lettone che giustifica la
            concessione urgente di un concorso reciproco da parte della Comunità in cooperazione
            con l’FMI ed altre parti.
   (6)      Il pacchetto di sostegno finanziario sarebbe subordinato ad un forte impegno da parte
            delle autorità lettoni ad attuare un programma ambizioso di riforme di bilancio,
            strutturali e del sistema finanziario per facilitare gli aggiustamenti esterni ed interni
            necessari, stabilizzare l’economia e ristabilire la credibilità della politica economica.
            La Commissione verificherà attentamente ad intervalli regolari, in collaborazione con
            il Comitato economico e finanziario, che le condizioni di politica economica cui è
            subordinata la concessione del concorso reciproco siano pienamente rispettate,
IT                                                    11                                                  IT
 ---pagebreak---    HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                            Articolo unico
   La Comunità concede il concorso reciproco alla Lettonia.
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
IT                                                12             IT
 ---pagebreak---                                                  Proposta di
                                      DECISIONE DEL CONSIGLIO
          relativa ad un sostegno finanziario comunitario a medio termine alla Lettonia
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto il regolamento (CE) n. 332/2002 del Consiglio, del 18 febbraio 2002, che istituisce un
   meccanismo di sostegno finanziario a medio termine delle bilance dei pagamenti degli Stati
   membri5, in particolare l’articolo 3, paragrafo 2,
   vista la proposta della Commissione presentata previa consultazione del Comitato economico
   e finanziario (CEF),
   considerando quanto segue:
   (1)      Il [...] il Consiglio ha deciso di concedere il concorso reciproco alla Lettonia.
   (2)      In un contesto di fabbisogno di finanziamento esterno molto elevato, i mercati dei
            capitali e finanziari lettoni sono stati di recente oggetto di pressioni, che riflettono un
            deterioramento generale del clima sui mercati e crescenti preoccupazioni in merito alla
            salute dell’economia lettone dati i gravi squilibri dovuti all’ampio disavanzo e debito
            esterno, all’indebolimento della finanza pubblica e ad elevati tassi di inflazione dei
            costi e dei prezzi. Il settore bancario lettone registra gravi problemi di liquidità e di
            fiducia. Il livello delle riserve valutarie estere è sceso poiché la Banca centrale è
            intervenuta per preservare l’ancoraggio della valuta.
   (3)      Il fabbisogno di finanziamento esterno complessivo della Lettonia fino al primo
            trimestre del 2011 è stimato a 7,5 miliardi di euro.
   (4)      È necessario fornire alla Lettonia un sostegno comunitario per un importo massimo
            di 3,1 miliardi di euro nel quadro del meccanismo di sostegno finanziario a medio
            termine delle bilance dei pagamenti degli Stati membri istituito con il regolamento
            (CE) n. 332/2002. Il sostegno comunitario dovrebbe essere fornito in combinazione
            con un prestito del Fondo monetario internazionale di 1,5 miliardi di DSP
            (circa 1,7 miliardi di euro – ovvero approssimativamente il 1 200% della quota della
            Lettonia nell’FMI) in virtù di un accordo di stand-by dell’FMI approvato
            il 23 dicembre 2008. I paesi nordici (Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia)
            dovrebbero apportare 1,8 miliardi di euro in totale, la Banca mondiale 0,4 miliardi di
            euro, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Repubblica ceca, la
            Polonia e l’Estonia 0,5 miliardi di euro complessivamente, il che porterebbe il totale
            a 7,5 miliardi di euro nel periodo che si estende fino al primo trimestre del 2011.
   (5)      L’aiuto comunitario deve essere gestito dalla Commissione. Le condizioni di politica
            economica convenute con le autorità lettoni dopo la consultazione del Comitato
   5
            GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1.
IT                                                   13                                                 IT
 ---pagebreak---         economico e finanziario devono essere oggetto di un memorandum di intesa. Esse
        devono comprendere in particolare le misure intese ad alleggerire nell’immediato le
        pressioni sulla liquidità, a ristabilire la stabilità a lungo termine rafforzando il settore
        bancario, a correggere gli squilibri di bilancio e ad adottare le politiche interne volte a
        migliorare la competitività. Le misure devono consentire un risanamento di bilancio
        immediato e sostenuto, una strategia globale di sostegno al settore bancario, il
        rafforzamento della capacità di gestione delle crisi da parte delle autorità di
        regolamentazione, riforme strutturali globali nonché altre misure importanti. Le
        modalità finanziarie dettagliate devono essere fissate dalla Commissione nell’accordo
        sul prestito.
   (6)  L’aiuto deve essere accordato al fine di alleggerire nell’immediato le pressioni sulla
        liquidità a condizione dell’applicazione di politiche volte a ristabilire la stabilità di
        lungo termine rafforzando il settore bancario, correggendo gli squilibri di bilancio e
        adottando politiche che consentano di migliorare la competitività, mantenendo il tasso
        di cambio all’interno della banda di oscillazione ristretta attorno all’attuale parità
        centrale,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                               Articolo 1
   1.     La Comunità mette a disposizione della Lettonia un prestito di medio termine per un
          importo massimo di 3,1 miliardi di euro, con una scadenza media massima di
          cinque anni.
   2.     Il sostegno finanziario della Comunità copre un periodo di tre anni a decorrere dal
          primo giorno successivo all’entrata in vigore della presente decisione.
                                               Articolo 2
   1.     Il sostegno è gestito dalla Commissione in modo coerente con gli impegni della
          Lettonia e le raccomandazioni del Consiglio. Tali condizioni sono fissate in un
          memorandum d’intesa. Le condizioni finanziarie sono stabilite nel dettaglio dalla
          Commissione nell’accordo sul prestito.
   2.     La Commissione verifica periodicamente in collaborazione con il CEF che siano
          soddisfatte le condizioni di politica economica cui è subordinato il sostegno. La
          Commissione tiene informato il CEF in merito al possibile rifinanziamento dei
          prestiti o alla ristrutturazione delle condizioni finanziarie.
   3.     La Lettonia è disposta ad adottare e ad applicare misure di risanamento
          supplementari per stabilizzare l’economia, se esse risulteranno necessarie durante
          l’applicazione del programma di assistenza. Le autorità lettoni consultano la
          Commissione prima di adottare tali misure.
                                               Articolo 3
   1.     La Commissione mette a disposizione della Lettonia il sostegno finanziario
          comunitario in un massimo di sei quote, la cui entità sarà fissata nel memorandum
          d’intesa.
   2.     La prima quota è erogata con riserva dell’entrata in vigore dell’accordo sul prestito e
          del memorandum d’intesa.
IT                                                 14                                                IT
 ---pagebreak---    3.   Se necessario per finanziare il prestito, è consentito l’uso prudente di swap sui tassi
        di interesse con controparti appartenenti alla classe di merito di credito più elevata.
   4.   La Commissione decide in merito allo svincolo delle quote successive dopo aver
        ottenuto il parere del CEF.
   5.   L’esborso di ciascuna quota successiva avviene sulla base di un’attuazione
        soddisfacente del nuovo programma economico (programma di stabilizzazione
        economica e di rilancio della crescita) del governo lettone, incluso nel programma di
        convergenza, ed in particolare delle condizioni economiche specifiche stabilite nel
        memorandum d’intesa, tra cui rientrano in particolare:
      (a)      l’adozione di un programma di bilancio a medio termine chiaramente definito
               per riportare il disavanzo delle amministrazioni pubbliche al di sotto del valore
               di riferimento del 3% del PIL previsto dal trattato entro il 2011;
      (b)      l’esecuzione del bilancio per il 2009 modificato dal bilancio suppletivo
               adottato il 12 dicembre 2008 (e che sarà modificato nel dettaglio nel primo
               trimestre del 2009) per contenere il disavanzo pubblico entro il 5% del PIL;
      (c)      la riduzione delle retribuzioni medie del settore pubblico di almeno il 15%
               nel 2009 in termini nominali rispetto al bilancio iniziale del 14 novembre 2008
               e di un ulteriore 2% nel 2010-2011;
      (d)      una riduzione di almeno il 5% dell’occupazione nel settore pubblico e nelle
               amministrazioni locali nel 2009;
      (e)      il rafforzamento dell’organizzazione e dell’attuazione delle procedure di
               bilancio grazie all’adozione di un quadro di bilancio e di una legge di riforma
               di bilancio;
      (f)      l’introduzione di un sistema di pagamento dei salari chiaro e trasparente per i
               dipendenti diretti delle amministrazioni pubbliche e l’istituzione di un sistema
               unico di pianificazione e di gestione delle risorse umane delle amministrazioni
               pubbliche;
      (g)      meccanismi destinati a stabilizzare maggiormente il sistema bancario a medio e
               lungo termine, in particolare un’ampia gamma di misure di vigilanza,
               prudenziali e di politica monetaria. Tali misure dovrebbero limitare la crescita
               del credito a livelli sostenibili ed evitare una dipendenza eccessiva da
               finanziamenti esterni non garantiti. Si effettuano controlli mirati nel sistema
               bancario per verificare che tutte le banche siano solvibili e dispongano di
               capitali sufficienti;
      (h)      misure appropriate riguardanti la ristrutturazione del debito nel settore privato.
               È rafforzata la base giuridica appropriata per la ristrutturazione del debito in
               termini di durata e di valuta. È inoltre data priorità al miglioramento delle
               procedure fallimentari e alla rapida attuazione dei programmi di risanamento;
      (i)      misure volte a garantire che i residui azionisti di minoranza della banca Parex
               non traggano vantaggio del piano di risanamento della banca e misure intese a
IT                                              15                                                IT
 ---pagebreak---                   rafforzare la stabilità finanziaria tramite una completa nazionalizzazione della
                  banca Parex;
           (j)    misure di riforma strutturale nel contesto della strategia di Lisbona, attuate nel
                  quadro del programma nazionale di riforma della Lettonia, in particolare
                  politiche attive in materia di occupazione e di formazione permanente, un
                  maggiore coinvolgimento degli operatori del settore privato nelle attività di
                  R&S e di innovazione, misure di promozione delle esportazioni e la
                  soppressione degli oneri amministrativi a carico delle imprese;
           (k)    l’attuazione di progetti finanziati dall’UE al livello previsto per migliorare il
                  contributo del settore tradeable alla crescita economica;
           (l)    misure intese a migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese e gli
                  imprenditori le cui richieste di fondi strutturali siano state approvate o che
                  prevedano eventualmente di presentare una domanda per l’ottenimento di fondi
                  strutturali.
   La Repubblica di Lettonia è destinataria della presente decisione. Essa è pubblicata nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
IT                                                 16                                                IT
 ---pagebreak---                              SCHEDA DI INCIDENZA SUL BILANCIO
                                (cfr. articolo 16 del regolamento interno).
    SETTORE: TITOLO 01 – AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI
    ATTIVITÀ: OPERAZIONI E STRUMENTI FINANZIARI
    DENOMINAZIONE DELL’AZIONE: SOSTEGNO FINANZIARIO COMUNITARIO
    A MEDIO TERMINE ALLA LETTONIA
    1.       DENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA: LINEA DI BILANCIO E
             DENOMINAZIONE
             01 04 01 01 Garanzia della Comunità europea sui prestiti comunitari destinati a
             sostenere le bilance dei pagamenti
    2.       BASE GIURIDICA:
             art. 119; regolamento n. 332/2002 del Consiglio del 18 febbraio 2002.
    3.       DATI GLOBALI IN CIFRE PER L’ESERCIZIO (IN EURO)
             Questa voce costituisce la struttura della garanzia fornita dall’Unione europea.
             Consentirà alla Commissione il servizio del debito (capitale, interessi e altri costi) in
             caso di inadempimento del debitore (Lettonia).
             La linea di bilancio (p.m.) che riflette la garanzia di bilancio sarà attivata solo in caso
             di effettivo ricorso alla garanzia. Di norma non si prevede un ricorso alla garanzia di
             bilancio.
             3a- Anno in corso
             Non pertinente
                                                         SI
   Stanziamento iniziale per
   l’esercizio (bilancio)
   Trasferimenti
   Stanziamenti
   supplementari
   Stanziamento totale
   Stanziamenti già riservati
   da un altro programma di
   lavoro
   Saldo disponibile
   Importo      per     l’azione
   proposta
IT                                                   17                                                  IT
 ---pagebreak---               3b- Riporti
              Non pertinente
                                                        SI
   Riporti
   Stanziamenti già riservati da
   un altro programma di lavoro
   Saldo disponibile
   Importo       per     l’azione
   proposta
              3c - Prossimo esercizio:
              Non pertinente
                                                        SI
   Stanziamento iniziale per                            p.m.
   l’esercizio (bilancio)
   Trasferimenti
   Stanziamenti supplementari
   Stanziamento totale
   Stanziamenti già riservati
   da un altro programma di
   lavoro
   Saldo disponibile
   Importo       per     l’azione                       p.m.
   proposta
    4.        DESCRIZIONE DELL’INIZIATIVA
              La proposta di sostegno finanziario a medio termine alla Lettonia prevede un prestito
              comunitario (finanziato da prestiti contratti dalla Comunità nei mercati internazionali
              dei capitali) per un importo pari a 3,1 miliardi di EUR. Tale sostegno sarà fornito nel
              contesto di un pacchetto di finanziamenti internazionali, composto in particolare da
              un prestito stand-by dell’FMI pari a 1,5 miliardi di DSP (circa 1,7 miliardi di EUR).
              I paesi nordici contribuiscono con 1,8 miliardi di EUR e anche Estonia, Repubblica
              ceca, Polonia e BERS hanno impegnato un importo totale di 0,5 miliardi di EUR.
              Il sostegno riflette la volontà di aiutare la Lettonia, i cui mercati dei capitali e
              finanziari sono sotto pressione a causa del generale deterioramento
              dell’atteggiamento degli operatori verso i mercati emergenti. Il sostegno finanziario
              comunitario a medio termine alla Lettonia è inteso ad arginare nell’immediato le
              pressioni sulla liquidità, a ripristinare la stabilità a lungo termine rafforzando il
              settore bancario, a correggere gli squilibri di bilancio e ad adottare politiche interne
IT                                                   18                                                IT
 ---pagebreak---            che miglioreranno la competitività, mantenendo la banda di oscillazione ristretta per
           il tasso di cambio. Il pacchetto di politica economica sostenuto in questo modo
           include un risanamento di bilancio immediato e sostenuto, una strategia globale di
           sostegno al settore bancario, il rafforzamento della capacità di gestione delle crisi da
           parte delle autorità di regolamentazione, ampie riforme strutturali nonché altre
           misure importanti.
           Infine, l’assistenza gestita dalla Commissione in consultazione con il Comitato
           economico e finanziario è un modo per garantire che la UE continui a partecipare
           all’elaborazione delle politiche economiche in Lettonia e che tali politiche siano
           coerenti con gli impegni della Lettonia nel contesto della UE e con le
           raccomandazioni del Consiglio, in particolare per quanto concerne l’attuazione del
           programma nazionale di riforme nonché del programma di convergenza.
           I prestiti assunti dalla Comunità sui mercati dei capitali o presso istituti finanziari ai
           fini dell’estensione del prestito alla Lettonia sono coperti dalla garanzia comunitaria.
           I fondi per il prestito sono reperiti sui mercati finanziari o presso istituti finanziari.
           L’importo in capitale dei prestiti che saranno concessi alla Lettonia ammonta
           a 3,1 miliardi di EUR.
           La struttura della garanzia fornita dall’Unione europea consentirà alla Commissione
           di assicurare il servizio del debito in caso di inadempimento della Lettonia.
           Per onorare le proprie obbligazioni, la Commissione può attingere alle proprie risorse
           di cassa per assicurare temporaneamente il servizio del debito. In questo caso si
           applicherà l’articolo 12 del regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000,
           del 22 maggio 2000, recante applicazione della decisione 2000/597/CE, Euratom,
           relativa al sistema delle risorse proprie della Comunità (GU L 130 del 31.5.2000,
           pag. 1).
   5.      METODO DI CALCOLO ADOTTATO
           Non pertinente.
   6.      SCADENZARIO DEI PAGAMENTI (IN EURO)
           Non pertinente.
   Denomi- Stanziamenti                  Pagamenti
   nazione
                                                                                           Esercizi
                                                                                           finanziari
                                         Anno n       Anno n + 1 Anno n + 2 Anno n + 3 seguenti
              Anno n
              Anno n + 1
              Anno n
              Anno n + 1
              Totale
IT                                                 19                                                 IT