CELEX: C2004/021/17
Language: it
Date: 2004-01-24 00:00:00
Title: Causa C-427/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Massa e Carrara — Sezione III — con ordinanza 21 luglio 2003, nella causa OMYA Spa contro Comune di Carrara

C 21/10                 IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          24.1.2004
B)   Se siano compatibili con il diritto comunitario le norme              Tributaria Provinciale di Massa e Carrara — Sezione III — ha
     di legge in forza delle quali viene riscosso tale tributo. In         sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
     particolare, se la norma contenuta nella legge dello                  seguenti questioni pregiudiziali:
     Stato Italiano del 15 luglio 1911 n. 749 (e successive
     modificazioni ed integrazioni) — in forza della quale è
     disposta e riscossa, in favore del Comune di Carrara, una
     tassa sui marmi (e derivati) scavati nel suo territorio e             A)   Se una tassa riscossa da un Comune di uno Stato membro
     trasportati fuori di esso (così detta tassa marmi) — sia                   per le merci esportate in un altro Stato membro, a motivo
     compatibile — o invece contrasti — con l’art. 23 (ex                       della loro uscita da un Comune del primo Stato membro,
     articolo 9) del Trattato istitutivo delle Comunità Europee                 costituisca una tassa ad effetto equivalente ai dazi doganali
     che prevede che «la Comunità è fondata sopra un’unione                     all’esportazione pur se detto peso fiscale gravi pure sulle
     doganale che si estende al complesso degli scambi di                       merci spedite dal suddetto Comune verso un’altra parte
     merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi                dello Stato membro;
     doganali all’importazione e all’esportazione, e di qualsiasi
     tassa di effetto equivalente» e con l’art. 25 (ex articolo 12)
     che prevede che «i dazi doganali all’importazione o                   B)   Se siano compatibili con il diritto comunitario le norme
     all’esportazione o le tasse di effetto equivalente sono                    di legge in forza delle quali viene riscosso tale tributo. In
     vietati tra gli stati membri. Tale divieto si applica anche ai             particolare, se la norma contenuta nella legge dello
     dazi doganali di carattere fiscale»;                                       Stato Italiano del 15 luglio 1911 n. 749 (e successive
                                                                                modificazioni ed integrazioni) — in forza della quale è
C)   Se tale tassa sui marmi sia compatibile con gli artt. da 81                disposta e riscossa, in favore del Comune di Carrara, una
     a 89 (ex artt. da 85 a 90 e da 92 a 94) del predetto                       tassa sui marmi (e derivati) scavati nel suo territorio e
     Trattato i quali prevedono una serie di regole miranti a                   trasportati fuori di esso (così detta tassa marmi) — sia
     creare un regime inteso a garantire che la concorrenza                     compatibile — o invece contrasti — con l’art. 23 (ex
     non sia falsata nel mercato comune ed a eliminare gli                      articolo 9) del Trattato istitutivo delle Comunità Europee
     ostacoli esistenti per il raggiungimento di tale obiettivo;                che prevede che «la Comunità è fondata sopra un’unione
                                                                                doganale che si estende al complesso degli scambi di
D)   In caso di soluzione negativa al quesito precedente —                      merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi
     tenendo conto che per il Comune in cui è riscossa la tassa                 doganali all’importazione e all’esportazione, e di qualsiasi
     sui marmi (e loro derivati) non sono previste misure                       tassa di effetto equivalente» e con l’art. 25 (ex articolo 12)
     particolari in favore della Repubblica Italiana nel Trattato               che prevede che «i dazi doganali all’importazione o
     predetto — si chiede se sia consentita dal diritto comuni-                 all’esportazione o le tasse di effetto equivalente sono
     tario una disciplina normativa con la quale si impone un                   vietati tra gli stati membri. Tale divieto si applica anche ai
     peso pecuniario (c. tassa marmi) sulle merci spedite da un                 dazi doganali di carattere fiscale»;
     Comune e destinate ad altre zone dello stesso Stato, o se
     invece questo particolare peso comporti un trattamento
     meno favorevole delle merci che sono destinate alle zone              C)   Se tale tassa sui marmi sia compatibile con gli artt. da 81
     suddette rispetto a quelle esportate in altri Stati membri,                a 89 (ex artt. da 85 a 90 e da 92 a 94) del predetto
     e se tale peso pecuniario si traduca in un ostacolo alla                   Trattato i quali prevedono una serie di regole miranti a
     libera circolazione delle merci nel complesso del mercato                  creare un regime inteso a garantire che la concorrenza
     comunitario.                                                               non sia falsata nel mercato comune ed a eliminare gli
                                                                                ostacoli esistenti per il raggiungimento di tale obiettivo;
                                                                           D)   In caso di soluzione negativa al quesito precedente —
                                                                                tenendo conto che per il Comune in cui è riscossa la tassa
                                                                                sui marmi (e loro derivati) non sono previste misure
                                                                                particolari in favore della Repubblica Italiana nel Trattato
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Com-                          predetto — si chiede se sia consentita dal diritto comuni-
missione Tributaria Provinciale di Massa e Carrara —                            tario una disciplina normativa con la quale si impone un
Sezione III — con ordinanza 21 luglio 2003, nella causa                         peso pecuniario (c. tassa marmi) sulle merci spedite da un
           OMYA Spa contro Comune di Carrara                                    Comune e destinate ad altre zone dello stesso Stato, o se
                                                                                invece questo particolare peso comporti un trattamento
                         (Causa C-427/03)                                       meno favorevole delle merci che sono destinate alle zone
                                                                                suddette rispetto a quelle esportate in altri Stati membri,
                                                                                e se tale peso pecuniario si traduca in un ostacolo alla
                           (2004/C 21/17)                                       libera circolazione delle merci nel complesso del mercato
                                                                                comunitario.
Con ordinanza 21 luglio 2003, pervenuta nella Cancelleria
della Corte delle Comunità europee il 7 ottobre 2003, nella
causa OMYA Spa contro Comune di Carrara, la Commissione