CELEX: C2003/213/80
Language: it
Date: 2003-09-06 00:00:00
Title: Causa T-256/03: Ricorso del Bundesverband der Nahrungsmittel- und Speiseresteverwerter e.V. e del sig. Josef Kloh contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 14 luglio 2003

6.9.2003                IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 213/41
sanden e Laure Levi, avvocats, ha presentato al Tribunale di              A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce asserite
primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la                   violazioni dell’allegato X dello Statuto, del principio di non
Commissione delle Comunità europee.                                       discriminazione e del principio «patere legem quam ipse fecit».
                                                                          Per quanto riguarda la decisione relativa alle sue indennità
                                                                          correlate alle condizioni di vita, il ricorrente invoca altresì
                                                                          l’arricchimento senza giusta causa delle Comunità e asserite
                                                                          violazioni dell’obbligo di motivazione e dei principi di legalità
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                           e di buona amministrazione.
—      annullare la decisione 12 giugno 2002, con la quale
       l’APN assegna al ricorrente un alloggio e la decisione             (1 ) Sentenza 12 novembre 2002, nella causa T-271/01, Raccolta PI,
       dell’APN contenuta nel foglio paga del ricorrente per il                pag. II-1109, pubblicata su GU C 19 del 25.1.03, pag. 33.
       mese di luglio 2002, relativa all’applicazione dell’inden-
       nità correlata alle condizioni di vita di cui all’art. 10,
       dell’allegato X dello Statuto;
—      annullare per quanto necessario la decisione 28 marzo
       2003 che respinge il reclamo del ricorrente proposto il
       5 settembre 2002;
—      condannare la convenuta al pagamento degli interessi di            Ricorso del Bundesverband der Nahrungsmittel- und
       mora a partire dal luglio 2000 sulla differenza tra                Speiseresteverwerter e.V. e del sig. Josef Kloh contro la
       l’importo percepito dal ricorrente a titolo di indennità           Commissione delle Comunità europee, proposto il
       correlata alle condizioni di vita e quanto avrebbe dovuto                                      14 luglio 2003
       percepire tenuto conto dei quattro figli a carico, fino al
       momento dell’integrale pagamento, applicando il tasso
       fissato dalla Banca Centrale Europea per le principali
       operazioni di rifinanziamento, applicabile per il periodo                                    (Causa T-256/03)
       riguardato maggiorato di due punti;
                                                                                                     (2003/C 213/80)
—      condannare la convenuta al pagamento di un euro
       simbolico a titolo di risarcimento del danno morale;
                                                                                               (Lingua processuale: il tedesco)
—      condannare la convenuta a tutte le spese.
                                                                          Il 14 luglio 2003 il Bundesverband der Nahrungsmittel- und
                                                                          Speiseresteverwerter e. V., con sede in Bochum (Germania), e
                                                                          il sig. Josef Kloh, residente in Eichenried (Germania), rappresen-
Motivi e principali argomenti                                             tati dagli avv.ti R. Steiling e S. Wienhues, hanno proposto
                                                                          dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                          un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
Il ricorrente, dipendente della Commissione assegnato alla
Delegazione di Brasilia, ha quattro figli che attualmente                 I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
vivono con la madre, ex-moglie del ricorrente. Il ricorrente
contribuisce tuttavia al mantenimento effettivo dei figli, secon-
do quanto è già stato riconosciuto del Tribunale, nell’ambito             —      annullare la decisione della Commissione 12 maggio
di un altro ricorso proposto dal ricorrente (1). La presente                     2003 (2003/328/CE), nella parte in cui, negli artt. 1 e 6
controversia verte su due decisioni della Commissione, delle                     dichiara che le deroghe relative ai rifiuti di cucina e
quali una nega al ricorrente l’autorizzazione ad un alloggio di                  ristorazione della categoria 3 nei mangimi per suini e al
cinque camere da letto per sistemare i suoi quattro figli per il                 divieto di riciclaggio all’interno della specie per quanto
motivo che questi vivono con la loro madre in Europa, e                          attiene alla somministrazione di broda ai suini valgono al
l’altro, notificato al ricorrente tramite il suo foglio paga                     massimo fino al 31 ottobre 2006;
2 luglio 2002, che tiene conto, per la definizione dell’indennità
correlata alle condizioni di vita (art. 10 dell’allegato X dello
Statuto) solo di due figli anziché di quattro.                            —      condannare la convenuta alle spese.
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Motivi e principali argomenti                                                  Motivi e principali argomenti
Nella causa T-391/02 (1) i ricorrenti hanno proposto un ricorso                Il ricorrente presta la sua attività lavorativa fino dal 1o luglio
di annullamento contro il regolamento (CE) del Parlamento                      1999 per il convenuto. In data 1 o luglio 2003 scadeva il suo
europeo e del Consiglio ( 2) n. 1774/2002, ed hanno chiesto di                 attuale contratto. La domanda del ricorrente che il suo
annullare tale regolamento nella parte in cui autorizza deroghe                contratto fosse prorogato veniva però respinta dal convenuto.
al divieto di utilizzazione di rifiuti di cucina e ristorazione per            Tale decisione veniva impugnata dal ricorrente.
mangimi di cui all’art. 22, per un massimo di 4 anni a
decorrere dal 1o novembre 2002. Con la decisione impugnata
sono state emanate norme transitorie ai sensi dell’art. 32, n. 2,              A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduceva il primo
del regolamento.                                                               luogo violazione del principio di motivazione.
I ricorrenti sostengono che la delimitazione temporale delle                   Il ricorrente deduce altresì, che il convenuto ha ecceduto i
norme transitorie sia illegittima. Essa non sarebbe necessaria al              limiti del suo potere discrezionale. Il convenuto ha emanato
raggiungimento del fine perseguito. I ricorrenti rinviano per il               presupposti, regole amministrative e un programma articolato
resto ai motivi e agli argomenti fatti valere nella causa T-391/               su più fasi, per curare che la proroga dei contratti avvenisse in
02.                                                                            modo chiaro e trasparente. Secondo il ricorrente il convenuto
                                                                               nell’applicare tali regole ha ecceduto i limiti del suo potere
                                                                               discrezionale.
( 1) GU C 44, pag. 42.
( 2) Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio
     3 ottobre 2002, n. 1774, recante norme sanitarie relative ai
                                                                               Il ricorrente deduce altresì violazione del dovere di sollecitudine
     sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano
     (GU L 273, pag. 1).
                                                                               e del principio di parità.
                                                                               Il ricorrente deduce infine che il fatto che faccia parte del
                                                                               consiglio d’azienda dell’Europol, nella sua posizione di mem-
                                                                               bro del sindacato è stata la ragione per cui il suo contratto non
                                                                               è stato prorogato. Il ricorrente è del parere che un lavoratore
                                                                               che faccia parte di un organo paritetico debba godere di una
                                                                               particolare tutela del licenziamento e che spetta al datore di
Ricorso del sig. Andreas Mausolf contro Europol, presen-                       lavoro rendere evidente che non vi è alcun nesso tra il
                        tato l’11 luglio 2003                                  licenziamento e l’attività del lavoratore.
                           (Causa T-258/03)
                            (2003/C 213/81)
                    (Lingua processuale: l’olandese)
                                                                                      Cancellazione dal ruolo della causa T-280/93 ( 1)
                                                                                                        (2003/C 213/82)
L’11 luglio 2003, il sig. Andreas Mausolf, abitante in Leiden
(Olanda) rappresentato dagli Avvocati Maria Franciscus Baltus-
                                                                                                   (Lingua processuale: l’inglese)
sen e Pauline de Casparis, ha presentato al Tribunale di primo
grado delle Comunità europee un ricorso contro l’Europol.
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                                Con ordinanza 12 giugno 2003, il presidente della Prima
                                                                               Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                               ha disposto la cancellazione dal ruolo della causa T-280/93:
1.     annullare la decisione dell’Europol di parziale rigetto del
                                                                               Brian Stephen Garrett contro Consiglio dell’Unione europea e
       reclamo del ricorrente avverso la decisione 30 settembre
                                                                               Commissione delle Comunità europee.
       2002 previo contestuale annullamento della decisione
       30 settembre 2002;
                                                                               (1 ) GU C 302 del 19.11.92.
2.     condannare l’Europol al risarcimento dei danni a favore
       del sig. Andreas Mausolf, inclusi, comunque, le spese
       della presente causa.