CELEX: 62014CA0105
Language: it
Date: 2015-09-08 00:00:00
Title: Causa C-105/14: Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’8 settembre 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Cuneo — Italia) — procedimento penale a carico di Ivo Taricco e a. [Rinvio pregiudiziale — Procedimento penale riguardante reati in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) — Articolo 325 TFUE — Normativa nazionale che prevede termini assoluti di prescrizione che possono determinare l’impunità dei reati — Potenziale lesione degli interessi finanziari dell’Unione europea — Obbligo per il giudice nazionale di disapplicare qualsiasi disposizione di diritto interno che possa pregiudicare gli obblighi imposti agli Stati membri dal diritto dell’Unione]

3.11.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 363/11
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’8 settembre 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Cuneo — Italia) — procedimento penale a carico di Ivo Taricco e a.
   (Causa C-105/14) (1)
   
   ([Rinvio pregiudiziale - Procedimento penale riguardante reati in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) - Articolo 325 TFUE - Normativa nazionale che prevede termini assoluti di prescrizione che possono determinare l’impunità dei reati - Potenziale lesione degli interessi finanziari dell’Unione europea - Obbligo per il giudice nazionale di disapplicare qualsiasi disposizione di diritto interno che possa pregiudicare gli obblighi imposti agli Stati membri dal diritto dell’Unione])
   (2015/C 363/13)
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Giudice del rinvio
   
   Tribunale di Cuneo
   
      Parti nel procedimento penale principale
   
   Ivo Taricco, Ezio Filippi, Isabella Leonetti, Nicola Spagnolo, Davide Salvoni, Flavio Spaccavento, Goranco Anakiev
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               Una normativa nazionale in materia di prescrizione del reato come quella stabilita dal combinato disposto dell’articolo 160, ultimo comma, del codice penale, come modificato dalla legge 5 dicembre 2005, n. 251, e dell’articolo 161 di tale codice — normativa che prevedeva, all’epoca dei fatti di cui al procedimento principale, che l’atto interruttivo verificatosi nell’ambito di procedimenti penali riguardanti frodi gravi in materia di imposta sul valore aggiunto comportasse il prolungamento del termine di prescrizione di solo un quarto della sua durata iniziale — è idonea a pregiudicare gli obblighi imposti agli Stati membri dall’articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE nell’ipotesi in cui detta normativa nazionale impedisca di infliggere sanzioni effettive e dissuasive in un numero considerevole di casi di frode grave che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea, o in cui preveda, per i casi di frode che ledono gli interessi finanziari dello Stato membro interessato, termini di prescrizione più lunghi di quelli previsti per i casi di frode che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea, circostanze che spetta al giudice nazionale verificare. Il giudice nazionale è tenuto a dare piena efficacia all’articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE disapplicando, all’occorrenza, le disposizioni nazionali che abbiano per effetto di impedire allo Stato membro interessato di rispettare gli obblighi impostigli dall’articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE.
            
         
               2)
            
            
               Un regime della prescrizione applicabile a reati commessi in materia di imposta sul valore aggiunto, come quello previsto dal combinato disposto dell’articolo 160, ultimo comma, del codice penale, come modificato dalla legge 5 dicembre 2005, n. 251, e dell’articolo 161 di tale codice, non può essere valutato alla luce degli articoli 101 TFUE, 107 TFUE e 119 TFUE.
            
         
      (1)  GU C 194 del 24.6.2014.