CELEX: 52011PC0615
Language: it
Date: 2011-10-06
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006

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		52011PC0615
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 /* COM/2011/0615 definitivo - 2011/0276 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	{SEC(2011)1141
final}
{SEC(2011)1142
final}
RELAZIONE

1.                      
CONTESTO DELLA PROPOSTA

Il 29 giugno 2011 la Commissione ha adottato
una proposta di quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020: un
bilancio per la strategia Europa 2020[1].
Le principali caratteristiche della nuova serie di programmi sono la
semplificazione dell'esecuzione, l'attenzione ai risultati e un maggiore
ricorso alla condizionalità. 
La semplificazione è considerata un obiettivo
fondamentale nella comunicazione sulla revisione del bilancio[2], nel programma per una
normativa intelligente[3]
e nella predetta comunicazione sul prossimo quadro finanziario pluriennale.
L'esperienza rivela che nell'attuale periodo di programmazione la diversità e
la frammentazione delle norme che disciplinano i programmi di spesa sono spesso
percepite come inutilmente complicate e difficili da applicare e controllare.
Ciò impone pesanti oneri amministrativi ai beneficiari e anche alla Commissione
e agli Stati membri, il che può avere l'effetto indesiderato di scoraggiare la
partecipazione, aumentare il tasso di errore e ritardare l'esecuzione. Ciò
significa che i benefici potenziali dei programmi dell'UE non sono pienamente
realizzati. 
Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR),
il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione (FC), il Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il futuro Fondo europeo per gli
affari marittimi e la pesca (FEAMP) (di seguito "Fondi del QSC")
perseguono obiettivi strategici complementari e prevedono una gestione
concorrente tra gli Stati membri e la Commissione. È quindi importante
aumentare al massimo l'efficacia di tutti gli strumenti strutturali in termini
di realizzazione degli obiettivi generali e specifici fissati nei programmi e
ottimizzare le sinergie e l'efficienza dei diversi strumenti. Ciò sarà
conseguito mediante un solido quadro strategico, normativo e istituzionale per
i fondi, una maggiore attenzione ai risultati e la verifica dei progressi verso
il conseguimento degli obiettivi generali e specifici stabiliti nei programmi,
nonché attraverso l'armonizzazione, per quanto possibile, delle disposizioni di
esecuzione e degli obblighi in materia di controllo.
In questo contesto, il presente regolamento,
che si articola in due parti, pone una serie comune di norme di base. 
La parte I stabilisce una serie di
disposizioni comuni che si applicano a tutti gli strumenti strutturali compresi
nel quadro strategico comune. Tali disposizioni riguardano i principi generali
del sostegno, quali il partenariato, la governance a più livelli, la parità tra
uomini e donne, la sostenibilità e la conformità al diritto applicabile
dell'Unione e nazionale. La proposta contiene inoltre gli elementi comuni di
pianificazione e programmazione strategica, tra cui un elenco di obiettivi
tematici comuni basato sulla strategia Europa 2020 e disposizioni sul
quadro strategico comune a livello di Unione e sui contratti di partenariato da
concludere con ciascuno Stato membro. Definisce un approccio comune finalizzato
a rafforzare l'orientamento ai risultati della politica di coesione, della
politica di sviluppo rurale e della politica marittima e della pesca, e
contiene quindi disposizioni sulla condizionalità e sulla verifica dei
risultati, ma anche sulle modalità di sorveglianza, rendicontazione e
valutazione. Sono altresì stabilite disposizioni comuni concernenti
l'esecuzione dei Fondi del QSC per quanto riguarda le norme di ammissibilità e
disposizioni specifiche relative agli strumenti finanziari e allo sviluppo
locale di tipo partecipativo. Sono infine previste alcune disposizioni comuni a
tutti i Fondi del QSC in materia di gestione e di controllo. 
La parte II contiene disposizioni specifiche
relative al FESR, al FSE e al FC. Tra queste figurano le disposizioni
concernenti la missione e gli obiettivi della politica di coesione, il quadro
finanziario, le modalità specifiche di programmazione e rendicontazione, i
grandi progetti e i piani d'azione comuni. La parte II stabilisce i requisiti
dei sistemi di gestione e di controllo nell'ambito della politica di coesione
ed elabora le modalità specifiche di controllo e di gestione finanziaria.
Contemporaneamente, la Commissione garantirà
il mantenimento delle sinergie già ottenute con la semplificazione e
l'armonizzazione del primo pilastro (FEAGA - Fondo europeo agricolo di
garanzia) e del secondo pilastro (FEASR) della politica agricola comune. Lo
stretto legame tra FEAGA e FEASR sarà dunque preservato e le strutture già in
essere negli Stati membri saranno sostenute.

2.                      
RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI
DI IMPATTO
2.1.                
Consultazioni e pareri di esperti

Il regolamento si fonda su ampie consultazioni
con le parti interessate, tra cui gli Stati membri, le regioni, le parti
sociali ed economiche, esperti accademici e istituzioni internazionali, nel
contesto della preparazione della proposta relativa a ciascun fondo strutturale
per il quadro finanziario 2014-2020. Si è inoltre fatto ricorso ai risultati
delle valutazioni ex post dei programmi realizzati nel periodo 2000-2006 e a un'ampia
serie di studi e pareri di esperti. 
Per il prossimo inquadramento della politica
di coesione, i pareri degli esperti sono stati forniti dal gruppo di alto
livello incaricato di riflettere sul futuro della politica di coesione, che si è
riunito dieci volte fra il 2009 e il 2011 e costituisce una piattaforma
informale istituita per sostenere il lavoro della Commissione inteso a
delineare il futuro indirizzo della politica di coesione, nonché da una task
force sulla condizionalità, che si è riunita tre volte all'inizio del 2011. Fra
il 12 novembre 2010 e il 31 gennaio 2011 si è tenuta una consultazione pubblica
sulle conclusioni della quinta relazione sulla coesione – consultazione nell'ambito
della quale sono pervenuti in tutto 444 contributi. Una sintesi dei risultati è
stata pubblicata il 13 maggio 2011[4].

Fra il 23 novembre 2010 e il 25 gennaio 2011
si è tenuta una consultazione pubblica sul futuro dello sviluppo rurale e il 12
gennaio 2011[5]
è stato organizzato un comitato consultivo con i soggetti interessati
Nell'insieme la Commissione ha ricevuto 517 contributi. Il 44% dei contributi
delle organizzazioni è stato fornito dal settore agricolo e della
trasformazione e il 40% da autorità nazionali, regionali e locali,
organizzazioni ambientali, gruppi di riflessione e istituti di ricerca,
organizzazioni attive nel campo dello sviluppo, dal settore del commercio e da organizzazioni
dei consumatori. Tra le altre organizzazioni (12%) che hanno partecipato alla
consultazione figurano le organizzazioni che si occupano di tutela della
salute, gli organismi di gestione delle risorse idriche e le rappresentanze
della società civile.
Nell'aprile 2009 è stato adottato un libro
verde sulla riforma della politica comune della pesca[6], al quale ha fatto seguito una
consultazione pubblica. Oltre alla consultazione pubblica, sono state
organizzate circa 200 riunioni con gli Stati membri, il comitato consultivo per
la pesca e l'acquacoltura (CCPA) e i consigli consultivi regionali (CCR),
l'industria della pesca, il settore della trasformazione e della
commercializzazione, i sindacati, le ONG e la comunità scientifica. In
particolare, sono stati organizzati: i) due riunioni con gli Stati membri,
durante le quali sono stati esaminati i finanziamenti futuri (Gand, 12-14
settembre 2010, e Noordwijk, 9-11 marzo 2011); ii) un seminario dedicato al
futuro Fondo europeo per la pesca, al quale hanno partecipato i soggetti
interessati del settore, dei sindacati e degli Stati membri (Bruxelles, 13
aprile 2010); iii) una conferenza sul futuro dello sviluppo locale nelle zone
di pesca (Bruxelles, 12-13 aprile 2011). 
Dai risultati delle diverse consultazioni
pubbliche si possono trarre alcune conclusioni, cioè:
–     
la maggior parte dei soggetti interessati ha
chiesto che si continui a fornire sostegno finanziario a favore di queste
politiche;
–     
il sostegno dell'UE dovrebbe concentrarsi su alcune
priorità e le diverse politiche dovrebbero essere allineate alla strategia
Europa 2020;
–     
per la politica di coesione, in particolare, i soggetti
interessati hanno chiesto un approccio più orientato verso i risultati ed è
stato espresso un forte sostegno per una serie di procedure di gestione
finanziaria semplificate e più trasparenti.
La maggior parte dei soggetti interessati ha
chiesto un approccio più integrato o strategie coordinate con altre politiche e
altri strumenti finanziari dell'UE.

2.2.                
Valutazione d'impatto 

La presente proposta si basa su tre valutazioni
d'impatto: la prima relativa al FESR, al FC e al FSE, la seconda relativa al
FEASR e la terza relativa al FEAMP. Queste valutazioni d'impatto hanno
analizzato aspetti riguardanti il valore aggiunto europeo, l'efficacia e
l'efficienza delle politiche e la loro attuazione, la semplificazione e
l'armonizzazione delle norme. Nell'ambito della valutazione d'impatto sono
state esaminate le seguenti opzioni: i) il miglioramento della capacità delle
politiche di fornire valore aggiunto europeo, ii) il rafforzamento
dell'efficacia e dell'efficienza delle politiche e iii) la semplificazione – ridurre
i costi amministrativi e ridurre al minimo il rischio di errori.

2.2.1.          
Fornire valore aggiunto europeo

Per poter fornire un maggiore valore aggiunto
europeo, i programmi strutturali devono: a) concentrare il sostegno sulle
priorità dell'UE e b) essere coordinati con altre politiche e altri strumenti
finanziari dell'UE. La strategia Europa 2020 prevede una serie di obiettivi
comuni ben definiti, tra cui obiettivi principali e iniziative faro, che
forniscono un quadro preciso per individuare le priorità di finanziamento.
Esiste ampio consenso fra i soggetti interessati sul ruolo che le diverse
politiche (politica di coesione, politica di sviluppo rurale e politica
marittima e della pesca) devono svolgere per contribuire alla realizzazione
della strategia Europa 2020[7].
Per quanto riguarda la concentrazione sulle
priorità dell'UE, le alternative valutate comprendevano: un approccio
flessibile alla concentrazione mediante disposizioni sulla destinazione degli
stanziamenti, un coordinamento completo e più visibile con gli obiettivi
principali della strategia Europa 2020 e gli orientamenti integrati così da
raggiungere una massa critica per il FSE, e infine la concentrazione sulle
priorità dell'UE unicamente negli Stati membri meno sviluppati. L'alternativa
preferita è stabilire uno stretto coordinamento con gli obiettivi di Europa
2020 che contribuisca il più possibile a conseguire gli obiettivi principali.
Per quanto riguarda il coordinamento con altre
politiche e altri strumenti finanziari dell'UE, le alternative esaminate
comprendevano: un allineamento generico basato su orientamenti strategici
comunitari non vincolanti; un allineamento più integrato con gli obiettivi
della strategia Europa 2020 tramite il quadro strategico comune e il contratto
di partenariato; nessun allineamento con altre politiche e altri strumenti
finanziari dell'UE al di là della conformità formale Le modalità di
pianificazione strategica comprendenti il quadro strategico comune a livello dell'Unione
e contratti di partenariato a livello nazionale sono considerate atte a
garantire il coordinamento efficace tra le politiche e gli strumenti
dell'Unione. 

2.2.2.          
Rafforzare l'efficacia e l'efficienza della
politica

L'efficacia dei diversi strumenti strutturali
dipende da solidi quadri strategici, normativi e istituzionali. Per affrontare
in modo efficace le strozzature che ostacolano la crescita, in molti settori è
necessaria una combinazione di condizioni strategiche e normative e di
investimenti pubblici. Le alternative esaminate in questo contesto riguardavano:
a) lo status quo (condizionalità macrofinanziaria nell'ambito del Fondo di
coesione, rispetto delle procedure, della legislazione settoriale dell'UE e dei
quadri strategici pur applicati in modo non sistematico, nessuna disposizione
in materia di risultati); b) condizionalità ex ante da soddisfare prima dell'adozione
dei programmi; c) condizionalità ex post, compresi il quadro di riferimento dei
risultati e la riserva di efficacia ed efficienza; d) condizionalità
macrofinanziaria rafforzata; e) opzione combinata. L'alternativa preferita è
l'opzione combinata, in quanto permette di stabilire i requisiti essenziali per
un impiego efficace dei Fondi del QSC e crea incentivi per conseguire gli
obiettivi generali e specifici prestabiliti e allineare l'esecuzione dei
programmi alla governance economica dell'Unione. 

2.2.3.          
Semplificazione – ridurre i costi amministrativi e
ridurre al minimo il rischio di errori

Una gestione sana, efficace ed efficiente
degli strumenti strutturali richiede sistemi appropriati, efficaci e
trasparenti in tutte le diverse amministrazioni interessate. Per poter
realizzare gli obiettivi della politica, tali sistemi devono garantire la
scelta di interventi di alta qualità e la loro esecuzione efficace. I sistemi
di gestione e di controllo devono inoltre garantire la prevenzione e l'individuazione
delle irregolarità, comprese le frodi, e quindi fornire ragionevoli garanzie
sulla regolarità della spesa. Al tempo stesso il sistema di esecuzione deve
essere il più semplice e razionale possibile, al fine di garantire un'esecuzione
efficace e la riduzione degli oneri amministrativi a carico dei beneficiari.
Le alternative esaminate per la politica di
coesione comprendevano diverse opzioni di rimborso (basate sull'opzione dei
costi reali e dei costi semplificati), la e-governance e l'affidabilità. Le
principali differenze tra loro riguardano il livello di partecipazione della
Commissione alla valutazione dei sistemi di gestione e di controllo, la
disponibilità di opzioni di rimborso legate ai risultati e i meccanismi per
promuovere la e-governance nella gestione quotidiana dei fondi UE.
L'alternativa preferita è un approccio proporzionale, che prevede modalità di
controllo basate sul rischio, la disponibilità di un'ampia serie di opzioni di
rimborso e una e-governance avanzata a livello degli Stati membri e delle
regioni, in quanto può determinare una riduzione potenziale significativa dei
costi dei controlli e una diminuzione del carico di lavoro, nonché un più
congruo rispetto del principio di sussidiarietà.

3.                      
ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA

L'intervento dell'UE è giustificato in ragione
degli obiettivi stabiliti all'articolo 174 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea (TFUE) e del principio di sussidiarietà. Il diritto di
intervenire è sancito dall'articolo 175 del TFUE, che impone espressamente
all'Unione di realizzare tale politica attraverso i fondi strutturali, in
combinato disposto con l'articolo 177, che definisce il ruolo del FC. Le
finalità del FSE, del FESR e del FC sono definite rispettivamente agli articoli
162, 176 e 177 del TFUE. Gli interventi nel settore dell'agricoltura e della
pesca sono giustificati dagli articoli 38 e 39 del TFUE.
Ai sensi dell'articolo 174 del TFUE, un'attenzione
particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione
industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali
o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità
demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna.
L'articolo 349 del TFUE prevede l'adozione di
misure specifiche per tenere conto della situazione socioeconomica strutturale
delle regioni ultraperiferiche, aggravata da talune caratteristiche specifiche
che recano grave danno al loro sviluppo. 

4.                      
INCIDENZA SUL BILANCIO

Il quadro finanziario pluriennale proposto dalla
Commissione prevede una dotazione di 376 miliardi di euro per la coesione
economica, sociale e territoriale per il periodo 2014-2020. 
 Dotazione di bilancio proposta per il periodo 2014-2020 || Miliardi di EUR 
 Regioni meno sviluppate Regioni in transizione Regioni più sviluppate Cooperazione territoriale Fondo di coesione Dotazione supplementare per le regioni ultraperiferiche e a bassa densità di popolazione || 162,6 38,9 53,1 11,7 68,7 0,926 
 Meccanismo per collegare l'Europa per i trasporti, l'energia e le TIC || 40 (con altri 10 miliardi di EUR riservati all'interno del Fondo di coesione) 
* Tutte le cifre
sono espresse a prezzi costanti 2011.
Al fine di rafforzare il contribuito dei Fondi
del QSC al conseguimento degli obiettivi principali della strategia Europa
2020, la proposta della Commissione stabilisce altresì quote minime per il FSE
per ciascuna categoria di regioni. Dall'applicazione di tali quote risulta una
quota minima complessiva a favore del FSE pari al 25% del bilancio destinato
alla politica di coesione, ossia 84 miliardi di EUR. È tuttavia importante
tenere conto del fatto che la dotazione minima indicata per il FSE comprende la
dotazione relativa a una proposta imminente della Commissione riguardante gli
aiuti alimentari per gli indigenti.
La proposta della Commissione per il
finanziamento del FEASR e del FEAMP sarà inclusa nei regolamenti specifici
relativi ai singoli fondi.

5.                      
SINTESI DEL CONTENUTO DEL REGOLAMENTO
5.1.                
Disposizioni comuni che disciplinano tutti i Fondi
del QSC 
5.1.1.          
Principi generali

I principi generali che disciplinano il
sostegno di tutti i Fondi del QSC comprendono il partenariato e la governance a
più livelli, la conformità al diritto nazionale e dell'UE applicabile, la
promozione della parità tra uomini e donne e lo sviluppo sostenibile. 
In questo quadro, la Commissione continuerà a
essere assistita, per quanto riguarda il FSE, dal comitato previsto
all'articolo 163 del trattato, composto di un rappresentante governativo, di un
rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e di un
rappresentante delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro di ciascuno
degli Stati membri. 

5.1.2.          
Approccio strategico

Per valorizzare al massimo l'impatto della
politica ai fini della realizzazione delle priorità europee, la Commissione
propone di rafforzare il processo di programmazione strategica. Ciò comporta la
definizione, nel regolamento, di un elenco di obiettivi tematici in linea con
la strategia Europa 2020: 
1)           rafforzare la ricerca, lo sviluppo
tecnologico e l'innovazione;
2)           migliorare l'accesso alle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle
medesime;
3)           promuovere la competitività delle
piccole e medie imprese, il settore agricolo (per il FEASR) e il settore della
pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP);
4)           sostenere la transizione verso un'economia
a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
5)           promuovere l'adattamento al
cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;
6)           tutelare l'ambiente e promuovere l'uso
efficiente delle risorse;
7)           promuovere sistemi di trasporto
sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di
rete;
8)           promuovere l'occupazione e sostenere
la mobilità dei lavoratori;
9)           promuovere l'inclusione sociale e
combattere la povertà;
10)         investire nelle competenze, nell'istruzione
e nell'apprendimento permanente;
11)         rafforzare la capacità istituzionale
e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente.
Il quadro strategico comune tradurrà gli
obiettivi generali e specifici della strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva in azioni chiave per il FESR, il FC, il
FSE, il FEASR e il FEAMP, che garantiranno l'impiego integrato dei Fondi del
QSC per conseguire obiettivi comuni. 
I contratti di partenariato tra la Commissione
e ciascuno Stato membro definiranno gli impegni tra i partner a livello
nazionale e regionale e la Commissione. Essi saranno collegati agli obiettivi
della strategia Europa 2020 e ai programmi nazionali di riforma. Definiranno un
approccio integrato allo sviluppo territoriale sostenuto da tutti i Fondi del
QSC e comprenderanno obiettivi basati su indicatori concordati, investimenti
strategici e una serie di condizionalità. Tali contratti conterranno impegni a
riferire annualmente i progressi conseguiti nelle relazioni annuali sulla
politica di coesione, sulla politica di sviluppo rurale e in altre relazioni
pubbliche. 

5.1.3.          
Condizionalità e risultati 

Per migliorare i risultati, vengono introdotte
nuove disposizioni relative alla condizionalità per garantire che i
finanziamenti dell'UE creino forti incentivi affinché gli Stati membri
conseguano gli obiettivi generali e specifici della strategia Europa 2020. La
condizionalità assumerà la forma di condizionalità ex ante, che devono essere
presenti prima dell'erogazione dei fondi, e di condizionalità ex post, che
vincoleranno l'erogazione di ulteriori finanziamenti ai risultati ottenuti. 
Il rafforzamento della condizionalità ex ante
per questi fondi è motivato dall'esigenza di garantire che siano presenti le
condizioni necessarie perché assicurino un sostegno efficace. L'esperienza
acquisita induce a ritenere che l'efficacia degli investimenti finanziati dai
fondi in alcuni casi sia compromessa da strozzature presenti nei quadri
strategici, normativi e istituzionali. Il concetto di condizionalità non è
nuovo nell'ambito della politica di coesione. Nel corso dei successivi periodi
di programmazione sono stati introdotti diversi meccanismi per aumentare al
massimo l'efficacia degli interventi. Alcuni sono legati alla disciplina di
gestione e di controllo, altri ai quadri strategici e normativi e alla capacità
amministrativa. L'esperienza acquisita nell'applicazione della condizionalità
rivela tuttavia variazioni tra i diversi programmi. È pertanto giustificata
un'applicazione più trasparente e sistematica.
La condizionalità ex post rafforzerà l'accento
posto sui risultati e sulla realizzazione degli obiettivi della strategia
Europa 2020. Si baserà sul conseguimento di tappe fondamentali relative al
raggiungimento degli obiettivi dei programmi inclusi nel contratto di
partenariato connessi agli obiettivi di Europa 2020. Il 5% del bilancio
destinato ai fondi in questione sarà accantonato e assegnato, durante una verifica
intermedia, agli Stati membri i cui programmi hanno conseguito le tappe
fondamentali. Al di là della riserva di efficacia ed efficienza, il mancato
conseguimento delle tappe fondamentali può determinare la sospensione dei
finanziamenti e una grave insufficienza nella realizzazione degli obiettivi di
un programma può dare luogo alla soppressione dei finanziamenti.
Per garantire che l'efficacia dei
finanziamenti non sia compromessa da politiche macrofinanziarie inadeguate, la
Commissione propone di rafforzare le norme in materia di condizionalità
macrofinanziaria che disciplinano i fondi e allinearle alle nuove misure di
applicazione del Patto di stabilità e crescita da adottare nell'ambito del
sesto pacchetto sulla governance economica.
Nel contempo, quando uno Stato membro
beneficia di sostegno finanziario ai sensi dell'articolo 136 e 143 del TFUE,
può essere applicato un tasso di cofinanziamento maggiorato (di dieci punti
percentuali) riducendo così la partecipazione richiesta ai bilanci nazionali in
un periodo di risanamento di bilancio, pur mantenendo lo stesso livello
complessivo di finanziamenti dell'UE.

5.1.4.          
Modalità di gestione comuni

La proposta prevede un sistema di gestione e
di controllo pressoché identico per tutti gli strumenti a gestione concorrente,
basato su principi comuni. Viene introdotto un sistema di accreditamento
nazionale per rafforzare l'impegno degli Stati membri a garantire una sana
gestione finanziaria. Per rafforzare l'affidabilità sono state armonizzate le
disposizioni volte a garantire alla Commissione la regolarità della spesa e
sono stati introdotti nuovi elementi comuni, quali la dichiarazione di
affidabilità di gestione e una procedura annuale di liquidazione dei conti. 

5.1.5.          
Sviluppo locale di tipo partecipativo

Gli Stati membri avranno la possibilità di
utilizzare processi comuni di preparazione, negoziazione, gestione e
attuazione, e saranno incoraggiati a farlo soprattutto laddove è maggiore la
necessità di un miglior coordinamento degli investimenti in infrastrutture e
del capitale umano.
I Fondi del QSC
devono rispondere a una pluralità di esigenze di sviluppo a livello
subregionale e locale. Per facilitare la realizzazione di interventi
multidimensionali e trasversali, la Commissione propone di rafforzare le
iniziative di tipo partecipativo, agevolare l'attuazione di strategie integrate
di sviluppo locale e la formazione di gruppi di azione locale, sulla base dell'esperienza
dell'approccio LEADER.

5.1.6.          
Strumenti finanziari

Oltre alla concessione di finanziamenti, per
le imprese e i progetti da cui ci si attende un notevole rendimento finanziario
si propone di erogare il sostegno principalmente tramite strumenti finanziari
innovativi.
Anche se gli strumenti finanziari resteranno
simili a quelli utilizzati nel periodo 2007-2013, vanno tuttavia evidenziati
alcuni elementi di semplificazione. In primo luogo, la Commissione offrirà
soluzioni pronte all'uso tramite l'accesso a strumenti finanziari istituiti a
livello UE e modelli per i fondi nazionali e regionali basati su condizioni e
termini uniformi stabiliti dalla Commissione stessa. In secondo luogo, la
proposta presenta un quadro ben definito per l'attuazione di tali strumenti e
affronta le ambiguità emerse nell'ambito del quadro legislativo per il periodo
2007-2013, rafforzando la certezza del diritto per tutte le parti interessate.
In terzo luogo, gli strumenti finanziari in futuro potranno essere usati per
tutti i tipi di investimenti e di beneficiari, ampliando così in modo
significativo le possibilità di fare ricorso a tali strumenti innovativi. 

5.1.7.          
Sorveglianza e valutazione

Le disposizioni in materia di sorveglianza e
valutazione comuni a tutti i Fondi del QSC comprendono il ruolo e la
composizione del comitato di sorveglianza, i rapporti annuali di esecuzione, le
riunioni annuali di riesame, le relazioni sullo stato di attuazione del
contratto di partenariato, le valutazioni ex ante ed ex post. 

5.1.8.          
Norme di ammissibilità semplificate e
razionalizzate 

Nel periodo attuale molti beneficiari che fruiscono
di fondi provenienti da diversi strumenti di finanziamento dell'Unione devono
far fronte a norme differenti in materia di ammissibilità che rendono la
gestione più complessa e di conseguenza aumentano il rischio di errori. È stato
quindi posto l'accento su misure volte a garantire che i costi amministrativi
siano proporzionati e che gli oneri amministrativi associati alla gestione dei
fondi dell'UE da parte dei beneficiari siano ridotti. L'intento è quello di
armonizzare, per quanto possibile, tali norme di base per gli strumenti attuati
nell'ambito della gestione concorrente, al fine di ridurre la molteplicità di
norme applicate nella pratica. Le opzioni di costo semplificate, quali i tassi
e gli importi forfettari, offrono agli Stati membri la possibilità di
introdurre una gestione orientata ai risultati a livello dei singoli
interventi.
Le disposizioni comuni relative all'esecuzione
comprendono norme comuni sulle spese ammissibili, le diverse forme di sostegno
finanziario, i costi semplificati e la stabilità degli interventi. La proposta
prevede inoltre principi comuni per quanto riguarda i sistemi di gestione e di
controllo.
Nel quadro della PAC, le attuali regole in
materia di costi amministrativi e i sistemi di controllo saranno mantenuti e
sostenuti. 

5.2.                
Disposizioni generali applicabili al FESR, al FSE e
al FC

La parte III del
regolamento definisce la missione e gli obiettivi della politica di coesione,
la copertura geografica del sostegno, le risorse finanziarie e i principi di
intervento, la programmazione, i grandi progetti, i piani d'azione comuni, lo
sviluppo territoriale, la sorveglianza e la valutazione, l'informazione e la
comunicazione, l'ammissibilità delle spese e i sistemi di gestione e di
controllo.

5.2.1.          
Copertura geografica del sostegno

È prevista una distinzione fra regioni meno
sviluppate, regioni in transizione e regioni più sviluppate. 
Regioni meno sviluppate: conformemente al TFUE, il sostegno alle regioni meno sviluppate
rimarrà un'importante priorità per la politica di coesione. Il processo di
recupero da parte delle regioni in ritardo economico e sociale richiederà
sforzi sostenuti a lungo termine in un contesto globale di crescente
incertezza. Questa categoria riguarda le regioni il cui PIL pro capite è
inferiore al 75% della media del PIL dell'UE-27.
Regioni in transizione: sarà introdotta una nuova categoria di regioni, "le regioni in
transizione", che sostituirà l'attuale sistema di phasing-out e phasing-in.
Questa categoria comprenderà tutte le regioni con un PIL pro capite compreso
tra il 75% e il 90% della media dell'UE-27.
Regioni più sviluppate: gli intereventi nelle regioni meno sviluppate rimarranno una priorità
per la politica di coesione, ma tutti gli Stati membri devono rispondere a
sfide importanti, quali la concorrenza globale nell'economia della conoscenza,
la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e la
polarizzazione sociale esacerbata dal clima economico attuale. Questa categoria
riguarda le regioni con un PIL pro capite superiore al 90% della media
dell'UE-27.
Tutte le regioni il cui PIL pro capite nel
periodo 2007-2013 è stato inferiore al 75% della media della UE-25 per il
periodo di riferimento, ma è salito a più del 75% in rapporto alla media UE-27
riceveranno due terzi della loro dotazione per il periodo 2007-2013.
Saranno stabilite quote minime per il FSE per
ogni categoria di regioni (25% per le regioni dell'obiettivo
"convergenza", 40% per le regioni in transizione e 52% per le regioni
dell'obiettivo "competitività").
Il FC sosterrà gli Stati membri il cui RNL pro
capite è inferiore al 90% della media dell'UE-27 nella realizzazione degli
investimenti nelle reti di trasporto TEN-T e nell'ambiente. Parte della
dotazione del Fondo di coesione (10 miliardi di EUR) sarà accantonata per
finanziare un nucleo di reti di trasporto nell'ambito del "meccanismo per
collegare l'Europa" ("Connecting Europe facility").
L'esperienza acquisita con l'attuale quadro
finanziario indica che molti Stati membri hanno difficoltà ad assorbire
finanziamenti europei di notevole entità nell'arco di un periodo di tempo
limitato. La situazione di bilancio in alcuni Stati membri ha reso inoltre più
difficile mobilitare i fondi necessari per il cofinanziamento nazionale. Per
rispondere al problema di assorbimento dei fondi, la Commissione propone una
serie di misure:
–                        
fissare al 2,5% del PIL il tasso massimo di
stanziamenti per la coesione;
–                        
limitare i tassi di cofinanziamento a livello di
ciascun asse prioritario nell'ambito dei programmi operativi all'85% nelle
regioni meno sviluppate (o in alcuni casi all'80% e al 75%) e ultraperiferiche,
al 60% nelle regioni in transizione e al 50% nelle regioni più sviluppate;
–                        
inserire nei contratti di partenariato determinate
condizioni relative al miglioramento della capacità amministrativa.

5.2.2.          
Programmazione strategica rafforzata orientata ai
risultati

La Commissione propone un processo di
programmazione più orientato ai risultati per garantire che i programmi
nell'ambito della politica di coesione si basino su una logica di intervento
ben definita, siano orientati ai risultati e comprendano disposizioni adeguate
per un approccio integrato allo sviluppo e l'attuazione efficace dei fondi. In
particolare, la Commissione propone di introdurre i piani d'azione comuni, cioè
interventi che comprendono un gruppo di progetti nell'ambito di un programma
operativo, con obiettivi specifici, indicatori di risultato e realizzazioni
concordate fra gli Stati membri e la Commissione. Tali piani offrono un sistema
di gestione e di controllo semplificato e orientato ai risultati.

5.2.3.          
Razionalizzazione della gestione finanziaria e del
controllo 

I sistemi di gestione e di controllo devono
trovare un equilibrio fra i costi di gestione e di controllo e i rischi
potenziali.
Il ruolo della Commissione nella valutazione
ex ante dei sistemi nazionali di gestione e di controllo sarà proporzionato, in
quanto l'esame obbligatorio da parte della Commissione è sostituito da un
approccio basato sul rischio. I programmi di modesta entità non saranno
soggetti alla valutazione della Commissione. L'approccio basato sul rischio
riduce i costi amministrativi associati ai programmi di modesta entità e alle
amministrazioni affidabili. Rafforza anche l'affidabilità, in quanto le risorse
della Commissione possono essere impiegate in modo più efficiente e indirizzate
verso settori a più alto rischio. 
La gestione elettronica dei dati può essere
un'importante fonte di riduzione degli oneri amministrativi e al tempo stesso
aumenta la controllabilità dei progetti e della spesa. Si propone quindi di
imporre a tutti gli Stati membri di istituire, entro la fine del 2014, sistemi
che permettano ai beneficiari di presentare tutte le informazioni mediante
scambio elettronico dei dati. 
Una delle complessità associate al sistema di
gestione finanziaria nel periodo di programmazione 2007-2013 è la disposizione
generale che impone di conservare tutti i documenti giustificativi relativi ai
singoli interventi per i tre anni successivi alla chiusura del programma. La
proposta prevede pertanto l'obbligo di chiusura annuale delle spese o degli
interventi completati nell'ambito della procedura annuale di liquidazione dei
conti. Si riducono così gli oneri a carico dei singoli beneficiari derivanti da
un lungo periodo di conservazione dei documenti e i rischi associati alla
perdita della pista di controllo.
2011/0276 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
recante disposizioni comuni sul Fondo europeo
di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli
affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e
disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo
sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE)
n. 1083/2006
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 177,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[8],

visto il parere del Comitato delle regioni[9],
visto il parere della Corte dei conti[10],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
L'articolo 174 del trattato prevede che, per
rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale al suo interno,
l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie
regioni e il ritardo delle regioni meno favorite o insulari, in particolare le
zone rurali, le zone interessate da transizione industriale e le regioni che
presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici. L'articolo 175
del trattato prevede che l'Unione appoggi la realizzazione di tali obiettivi
con l'azione che essa svolge attraverso il Fondo europeo agricolo di
orientamento e di garanzia, sezione "orientamento", il Fondo sociale
europeo, il Fondo europeo di sviluppo regionale, la Banca europea per gli
investimenti e altri strumenti.
(2)              
Conformemente alle conclusioni del Consiglio
europeo del 17 giugno 2010, con le quali è stata adottata la strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, l'Unione e
gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per conseguire una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva, promuovendo nel contempo lo sviluppo
armonioso dell'Unione e riducendo le disparità regionali.
(3)              
Al fine di migliorare il coordinamento e
armonizzare l'attuazione dei Fondi che forniscono sostegno nell'ambito della
politica di coesione, cioè il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il
Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione (FC), con i Fondi per lo
sviluppo rurale, cioè il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR),
e per il settore marittimo e della pesca, cioè il Fondo europeo per gli affari
marittimi e la pesca (FEAMP), si dovrebbero stabilire disposizioni comuni per
tutti questi Fondi ("Fondi del QSC"). Inoltre, il presente
regolamento reca disposizioni comuni al FESR, al FSE e al FC, che non si
applicano però al FEASR e al FEAMP. Date le particolarità di ciascun Fondo del
QSC, le norme specifiche applicabili a ciascun Fondo del QSC e all'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea" nel quadro del FESR dovrebbero
essere specificate in regolamenti distinti.
(4)              
Per quanto concerne la politica agricola comune
(PAC), si sono già ottenute importanti sinergie grazie a regole di gestione e
controllo uniformi e armonizzate per il primo pilastro (FEAGA – Fondo europeo
agricolo di garanzia) e il secondo pilastro (FEASR) della PAC. Lo stretto
legame tra FEAGA e FEASR va dunque preservato e le strutture già in essere
negli Stati membri vanno sostenute.
(5)              
Le regioni ultraperiferiche dovrebbero beneficiare
di misure specifiche e di finanziamenti supplementari volti a compensare gli
svantaggi derivanti dai fattori di cui all'articolo 349 del trattato. 
(6)              
Per garantire l'interpretazione corretta e coerente
delle disposizioni e contribuire alla certezza del diritto per gli Stati membri
e i beneficiari, è necessario definire alcuni termini utilizzati nel
regolamento. 
(7)              
Il presente regolamento è strutturato in tre parti:
la prima reca i considerando e le definizioni, la seconda reca le regole
applicabili a tutti i fondi del QSC e la terza reca disposizioni applicabili
esclusivamente al FESR, al FSE e al FC ("i Fondi"). 
(8)              
Ai sensi dell'articolo 317 del trattato e
nell'ambito della gestione concorrente occorre specificare le condizioni in
base alle quali la Commissione esercita le proprie responsabilità per
l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea e precisare le responsabilità
di cooperazione degli Stati membri. L'applicazione di tali condizioni dovrebbe
consentire alla Commissione di ottenere l'assicurazione che gli Stati membri
utilizzano i Fondi del QSC legittimamente, regolarmente e conformemente al
principio di sana gestione finanziaria di cui al regolamento (CE, Euratom) n.
1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento
finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[11]. Gli Stati membri e gli
organismi da essi designati a tal fine sono responsabili dell'attuazione dei
programmi al livello territoriale appropriato, secondo il quadro istituzionale,
giuridico e finanziario dello Stato membro. Queste disposizioni garantiscono
altresì che si presti attenzione alla necessità di assicurare la
complementarità e la coerenza dell'intervento dell'Unione, la proporzionalità
delle disposizioni amministrative e una riduzione del carico amministrativo
gravante sui beneficiari dei fondi del QSC.
(9)              
Gli Stati membri organizzano, rispettivamente per
il contratto di partenariato e per ciascun programma operativo, un partenariato
con le autorità regionali, locali, cittadine e le altre autorità pubbliche
competenti, le parti economiche e sociali e gli organismi che rappresentano la
società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non
governative e gli organismi di promozione della parità e della non
discriminazione L'obiettivo di tale partenariato è rispettare il principio
della governance a più livelli, garantire la titolarità degli interventi
programmati in capo alle parti interessate e sfruttare l'esperienza e le
competenze dei soggetti coinvolti. È opportuno che alla Commissione sia
conferito il potere di adottare atti delegati recanti un codice di condotta per
garantire il coinvolgimento costante dei partner nella stesura,
nell'attuazione, nel controllo e nella valutazione dei contratti di partenariato
e dei programmi.
(10)          
Le attività dei Fondi del QSC e gli interventi da
essi finanziati dovrebbero essere conformi alle norme applicabili del diritto dell'Unione
e nazionale direttamente o indirettamente collegato all'esecuzione
dell'intervento.
(11)          
Nel quadro dell'impegno inteso a rafforzare la
coesione economica, sociale e territoriale, l'Unione dovrebbe mirare, in tutte
le fasi di attuazione dei Fondi del QSC, a eliminare le ineguaglianze e
promuovere la parità tra uomini e donne, nonché a combattere le discriminazioni
fondate su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali,
disabilità, età o orientamento sessuale.
(12)          
Gli obiettivi dei Fondi del QSC dovrebbero essere
perseguiti nel quadro dello sviluppo sostenibile e della promozione, da parte
dell'Unione, dell'obiettivo di tutelare e migliorare l'ambiente, conformemente
agli articoli 11 e 19 del trattato, tenendo conto del principio "chi
inquina paga". Gli Stati membri dovrebbero fornire informazioni sul
sostegno agli obiettivi relativi al cambiamento climatico conformemente all'impegno
ambizioso di destinare almeno il 20% del bilancio dell'Unione a tale finalità,
sulla base di una metodologia adottata dalla Commissione mediante un atto di
esecuzione. 
(13)          
Al fine di conseguire gli obiettivi generali e
specifici della strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, i Fondi del QSC dovrebbero concentrare il sostegno su
un numero limitato di obiettivi tematici. L'ambito preciso di ciascuno dei
fondi del QSC è descritto nelle regole specifiche di ciascun fondo e può essere
circoscritto ad alcuni soltanto degli obiettivi tematici definiti nel presente
regolamento. 
(14)          
La Commissione dovrebbe adottare con atto delegato
un quadro strategico comune che traduca gli obiettivi dell'Unione in azioni
chiave per i fondi del QSC così da indicare una direzione strategica più chiara
per il processo di programmazione a livello di Stati membri e di regioni. Il quadro
strategico comune dovrebbe agevolare il coordinamento settoriale e territoriale
dell'intervento dell'Unione nell'ambito dei fondi del QSC e con altre politiche
e strumenti dell'Unione rilevanti. 
(15)          
Il quadro strategico comune dovrebbe pertanto
stabilire i principali settori di intervento, le sfide territoriali cui
rispondere, gli obiettivi strategici, i settori prioritari per le attività di
cooperazione, i meccanismi di coordinamento e i meccanismi per garantire la
coerenza con le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione. 
(16)          
In base al quadro strategico comune adottato dalla
Commissione, ogni Stato membro dovrebbe elaborare un contratto di partenariato
in collaborazione con i partner e in dialogo con la Commissione. Il contratto
di partenariato dovrebbe trasferire gli elementi contenuti nel quadro strategico
comune nel contesto nazionale e stabilire impegni forti per il raggiungimento degli
obiettivi dell'Unione attraverso la programmazione dei fondi del QSC. 
(17)          
Gli Stati membri dovrebbero concentrare il loro
sostegno per garantire un contributo significativo al raggiungimento degli
obiettivi dell'Unione secondo le loro specifiche esigenze di sviluppo nazionali
e regionali. Si dovrebbero definire condizionalità ex-ante per garantire che sussistano
le condizioni quadro necessarie per un uso efficace del sostegno dell'Unione.
Il rispetto di tali condizionalità ex ante dovrebbe essere accertato dalla
Commissione nell'ambito della valutazione del contratto di partenariato e dei
programmi. Nei casi in cui non venisse soddisfatta una condizionalità ex-ante,
la Commissione dovrebbe avere il potere di sospendere i pagamenti a favore del
programma.
(18)          
Per ciascun programma si dovrebbe definire un
quadro di riferimento dei risultati al fine di monitorare i progressi compiuti
verso il raggiungimento degli obiettivi generali e specifici stabiliti nel
corso del periodo di programmazione. La Commissione, in collaborazione con gli
Stati membri, dovrebbe effettuare una verifica dei risultati nel 2017 e nel
2019. Si dovrebbe prevedere una riserva di efficacia e di efficienza e
assegnarla nel 2019 qualora le tappe fondamentali stabilite nel quadro di
riferimento dei risultati siano state raggiunte. Non ci dovrebbe essere alcuna
riserva di efficacia e di efficienza per i programmi di "Cooperazione
territoriale europea" vista la loro diversità e il loro carattere
plurinazionale. Nei casi in cui il raggiungimento delle tappe fondamentali o
degli obiettivi è lontano, la Commissione dovrebbe poter sospendere i pagamenti
al programma o eseguire rettifiche finanziarie alla fine del periodo di
programmazione, al fine di garantire che il bilancio dell'Unione non sia
sprecato o usato in modo inefficiente. 
(19)          
Stabilire un legame più stretto tra politica di
coesione e governance economica dell'Unione garantirà che l'efficacia della
spesa nell'ambito dei Fondi del QSC si fondi su politiche economiche sane e che
i fondi del QSC possano, se necessario, essere riorientati per rispondere ai
problemi economici che un paese si trova ad affrontare. Questo processo deve
essere graduale e il punto di partenza sono le modifiche del contratto di
partenariato e dei programmi a sostegno delle raccomandazioni del Consiglio
volte ad affrontare gli squilibri macroeconomici e le difficoltà
socioeconomiche. Se, nonostante l'accresciuto impiego dei Fondi del QSC, uno
Stato membro non dovesse adottare provvedimenti efficaci nel quadro del
processo di governance economica, la Commissione dovrebbe avere il diritto di
sospendere, in tutto o in parte, i pagamenti e gli impegni. Nel tener conto
dell'impatto che i singoli programmi hanno nel far fronte alla situazione
socioeconomica dello Stato membro interessato e delle precedenti modifiche del
contratto di partenariato, le decisioni relative alle sospensioni dovrebbero
essere proporzionate ed effettive. Nel decidere le sospensioni, la Commissione
dovrebbe inoltre rispettare il principio della parità di trattamento tra Stati
membri, tenendo conto in particolare dell'impatto della sospensione
sull'economia dello Stato membro interessato. Le sospensioni dovrebbero essere
revocate e i fondi dovrebbero essere nuovamente messi a disposizione dello
Stato membro interessato non appena quest'ultimo adotta i provvedimenti
necessari.
(20)          
Si dovrebbero definire elementi comuni a tutti i
programmi per garantire la centralità del raggiungimento degli obiettivi della
strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
Per garantire la coerenza delle modalità di programmazione dei fondi del QSC,
si dovrebbero uniformare le procedure di adozione delle modifiche dei
programmi. La programmazione dovrebbe garantire la coerenza con il quadro
strategico comune e il contratto di partenariato e il coordinamento dei Fondi
del QSC tra di loro, con gli altri strumenti finanziari esistenti e con la Banca
europea per gli investimenti.
(21)          
Il trattato ha aggiunto la coesione territoriale
agli obiettivi della coesione economica e sociale ed è necessario affrontare il
ruolo delle città, delle aree geografiche funzionali e dei territori
subregionali che hanno specifici problemi geografici o demografici. A tal fine,
per sfruttare meglio le potenzialità a livello locale, occorre rafforzare e
agevolare le iniziative di sviluppo locale di tipo partecipativo stabilendo
norme comuni e prevedendo uno stretto coordinamento per tutti i Fondi del QSC.
Un principio essenziale dovrebbe essere quello di assegnare ai gruppi di azione
locale che rappresentano gli interessi della collettività la responsabilità
dell'attuazione delle strategie di sviluppo locale.
(22)          
Gli strumenti finanziari sono sempre più importanti
dato il loro effetto moltiplicatore sui fondi del QSC, la loro capacità di
associare diverse forme di risorse pubbliche e private a sostegno di obiettivi
di politiche pubbliche e in quanto i finanziamenti a rotazione rendono tale
sostegno più sostenibile sul lungo periodo.
(23)          
Gli strumenti finanziari sostenuti dai Fondi del
QSC dovrebbero essere usati per rispondere a specifiche esigenze di mercato in
modo efficace sotto il profilo dei costi, conformemente agli obiettivi dei
programmi, evitando di produrre effetti di esclusione (crowding-out) dei
finanziamenti privati. La decisione di finanziare misure di sostegno
tramite strumenti finanziari dovrebbe quindi essere adottata sulla base di
un'analisi ex ante. 
(24)          
Gli strumenti finanziari dovrebbero essere
concepiti e attuati in modo da promuovere una notevole partecipazione delle
istituzioni finanziarie e degli investitori privati, sulla base di un'adeguata
condivisione dei rischi. Per risultare abbastanza interessanti da attrarre i
privati, gli strumenti finanziari devono essere concepiti e attuati in modo
flessibile. Le autorità di gestione dovrebbero quindi decidere in merito alle
forme di attuazione degli strumenti finanziari più appropriate per rispondere
ai bisogni specifici delle regioni beneficiarie, conformemente agli obiettivi
del programma interessato.
(25)          
Le autorità di gestione dovrebbero avere la
possibilità di fornire risorse dei programmi agli strumenti finanziari
istituiti a livello di Unione, o agli strumenti istituiti a livello regionale.
Le autorità di gestione dovrebbero inoltre avere la facoltà di attuare
direttamente gli strumenti finanziari, attraverso fondi specifici o fondi di
fondi.
(26)          
L'ammontare delle risorse versate in qualsiasi
momento dai Fondi del QSC agli strumenti finanziari dovrebbe corrispondere
all'importo necessario per realizzare gli investimenti previsti e i pagamenti
ai destinatari finali, compresi i costi e le spese di gestione, determinati in
base ai piani aziendali e alle previsioni del flusso di cassa per un periodo
prestabilito non superiore a due anni.
(27)          
È necessario definire norme specifiche riguardanti
gli importi da accettare come spese ammissibili alla chiusura, per garantire
che le risorse versate dai Fondi del QSC, compresi i costi e le spese di
gestione, siano effettivamente usate per gli investimenti e i pagamenti ai
destinatari finali. È altresì necessario stabilire norme specifiche riguardanti
il reimpiego delle risorse imputabili al sostegno da parte dei Fondi del QSC,
compreso l'impiego delle risorse ancora disponibili dopo la chiusura dei
programmi.
(28)          
È opportuno che gli Stati membri provvedano al
controllo dei programmi al fine di esaminare l'attuazione e i progressi verso
il raggiungimento dei loro obiettivi. A tal fine dovrebbero essere istituiti
comitati di sorveglianza per i fondi del QSC, definendone la composizione e le
funzioni. Si potrebbero istituire comitati di sorveglianza congiunti per
agevolare il coordinamento tra i fondi del QSC. Per garantire l'efficacia, i
comitati di sorveglianza dovrebbero avere la facoltà di formulare
raccomandazioni alle autorità di gestione circa l'attuazione del programma e di
verificare i provvedimenti adottati in risposta a tali raccomandazioni.
(29)          
L'allineamento delle disposizioni riguardanti la
sorveglianza e la rendicontazione dei fondi del QSC è necessario per
semplificare i meccanismi di gestione a tutti i livelli. È importante garantire
obblighi di rendicontazione proporzionati, ma anche la disponibilità di
informazioni esaustive sui progressi compiuti quando si effettuano le verifiche
principali. È dunque necessario che gli obblighi di rendicontazione riflettano
le esigenze di informazione che emergono in determinati anni e siano in linea
con la programmazione delle verifiche dei risultati. 
(30)          
Ai fini del controllo dell'andamento dei programmi,
si dovrebbe svolgere ogni anno una riunione di riesame fra gli Stati membri e
la Commissione. Per evitare inutili oneri amministrativi, è tuttavia opportuno
che gli Stati membri e la Commissione possano decidere di non organizzare la
riunione.
(31)          
Per consentire alla Commissione di verificare i
progressi verso la realizzazione degli obiettivi dell'Unione, gli Stati membri
dovrebbero presentare relazioni sullo stato di attuazione dei contratti di
partenariato. Sulla base di queste relazioni la Commissione dovrebbero
presentare nel 2017 e nel 2019 una relazione strategica sui progressi realizzati.
(32)          
È necessario valutare l'efficacia, l'efficienza e
l'impatto dell'assistenza erogata dai Fondi del QSC al fine di migliorare la
qualità dell'esecuzione e dell'elaborazione dei programmi e determinarne
l'impatto in rapporto agli obiettivi della strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nonché in rapporto al PIL e al
tasso di disoccupazione, ove appropriato. È opportuno precisare le
responsabilità degli Stati membri e della Commissione al riguardo. 
(33)          
Per migliorare la qualità e l'elaborazione di
ciascun programma, e per verificare che gli obiettivi generali e specifici
possano essere conseguiti, occorre effettuare una valutazione ex ante di ogni
programma.
(34)          
L'autorità responsabile della preparazione del
programma dovrebbe definire un programma di valutazione. Nel corso del periodo
di programmazione, le autorità di gestione dovrebbero effettuare valutazioni
intese a valutare l'efficacia e l'impatto di un programma. Il comitato di
sorveglianza e la Commissione dovrebbero essere informati in merito ai
risultati delle valutazioni cosicché le decisioni di gestione risultino
agevolate.
(35)          
Dovrebbero essere effettuate valutazioni ex post
per esaminare l'efficacia e l'efficienza dei Fondi del QSC e il loro impatto
rispetto agli obiettivi generali dei Fondi del QSC e alla strategia dell'Unione
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
(36)          
È utile precisare i tipi di intervento che possono
essere realizzati come assistenza tecnica su iniziativa della Commissione e
degli Stati membri con il sostegno dei Fondi del QSC. 
(37)          
Al fine di garantire un uso efficace delle risorse
dell'Unione ed evitare di concedere finanziamenti eccessivi a favore di interventi
generatori di entrate, è necessario definire le norme per il calcolo della partecipazione
dei Fondi del QSC a un intervento generatore di entrate. 
(38)          
Le date rispettivamente iniziale e finale di
ammissibilità della spesa dovrebbero essere definite in modo da garantire una
norma equa e uniforme applicabile all'attuazione dei Fondi del QSC in tutta
l'Unione. Al fine di agevolare l'esecuzione dei programmi, è opportuno
stabilire che la data iniziale di ammissibilità della spesa possa essere
anteriore al 1° gennaio 2014 se lo Stato membro in questione presenta un
programma prima di tale data. Al fine di garantire un uso efficace dei fondi
dell'UE e di ridurre i rischi per il bilancio dell'UE, è necessario prevedere
restrizioni al sostegno a favore di interventi conclusi. 
(39)          
Conformemente al principio di sussidiarietà e fatte
salve le eccezioni previste dai regolamenti (UE) n. […] [regolamenti FESR, FSE,
FC, CTE, FEASR, FEAMP], gli Stati membri dovrebbero adottare norme nazionali
sull'ammissibilità delle spese.
(40)          
Per semplificare l'impiego dei Fondi del QSC e
ridurre il rischio di errori prevedendo, ove necessario, una differenziazione
per tenere conto delle specificità della politica, è opportuno definire le
forme di sostegno, le condizioni armonizzate di rimborso delle sovvenzioni e
dei finanziamenti a tasso forfettario, le norme specifiche in materia di
ammissibilità per le sovvenzioni e le condizioni specifiche relative all'ammissibilità
degli interventi in funzione dell'ubicazione. 
(41)          
Perché l'intervento dei Fondi del QSC sia efficace
ed equo e produca un impatto sostenibile, dovrebbero essere previste
disposizioni che garantiscano il carattere durevole degli investimenti nelle
imprese e nelle infrastrutture e impediscano che i Fondi del QSC siano
sfruttati per produrre un vantaggio indebito. L'esperienza ha dimostrato che un
periodo di cinque anni è un periodo minimo appropriato da applicare, tranne nel
caso in cui le regole sugli aiuti di Stato prevedano un periodo diverso. È
opportuno escludere dal requisito generale della durata nel tempo le azioni
sostenute dal FSE e le azioni che non comportano un investimento produttivo o
un investimento in infrastrutture, salvo che tale requisito derivi dalle regole
applicabili sugli aiuti di Stato, come pure i contributi agli o dagli strumenti
finanziari.
(42)          
Gli Stati membri adottano misure adeguate per garantire
l'istituzione e il funzionamento corretti dei loro sistemi di gestione e di
controllo al fine di garantire l'uso legittimo dei fondi del QSC. Dovrebbero
dunque essere specificati gli obblighi degli Stati membri relativamente ai
sistemi di gestione e di controllo dei programmi e alla prevenzione,
individuazione e rettifica delle irregolarità e delle violazioni del diritto
dell'Unione. 
(43)          
Conformemente ai principi della gestione
concorrente, gli Stati membri dovrebbero avere la responsabilità primaria, attraverso
i propri sistemi di gestione e di controllo, dell'attuazione e del controllo
degli interventi dei programmi. Per rafforzare l'efficacia del controllo
relativo alla selezione e alla realizzazione degli interventi e il
funzionamento del sistema di gestione e controllo, vanno precisate le funzioni
dell'autorità di gestione.
(44)          
Per garantire l'affidabilità ex ante in rapporto
alla concezione e all'istituzione dei principali sistemi di gestione e di
controllo, gli Stati membri dovrebbero designare un organismo di accreditamento
responsabile dell'accreditamento e della revoca dell'accreditamento degli
organismi preposti alla gestione e al controllo.
(45)          
Si dovrebbero definire i poteri e le responsabilità
della Commissione relativi alla verifica del buon funzionamento dei sistemi di
gestione e di controllo, nonché i suoi poteri e responsabilità di imporre agli
Stati membri l'adozione di provvedimenti. La Commissione dovrebbe anche avere
la facoltà di effettuare audit mirati su questioni relative alla sana gestione
finanziaria al fine di trarre conclusioni sull'efficacia e sull'efficienza dei
fondi.
(46)          
Gli impegni di bilancio dell'Unione dovrebbero
essere effettuati annualmente. Per garantire una gestione efficace dei
programmi è necessario stabilire norme comuni relative alle richieste di
pagamento intermedio, al pagamento del saldo annuale, ove applicabile e al
pagamento del saldo finale, fatte salve le norme specifiche prescritte per
ciascuno dei Fondi del QSC.
(47)          
Il pagamento del prefinanziamento all'avvio dei
programmi fa sì che lo Stato membro abbia i mezzi per fornire ai beneficiari il
sostegno per l'attuazione del programma a decorrere dalla sua adozione.
Pertanto nell'ambito dei Fondi del QSC si dovrebbero prevedere prefinanziamenti
iniziali. La liquidazione contabile del prefinanziamento iniziale dovrebbe
essere effettuata integralmente al momento della chiusura del programma. 
(48)          
Per salvaguardare gli interessi finanziari
dell'Unione, si dovrebbero prevedere misure limitate nel tempo che consentano
all'ordinatore delegato di interrompere i pagamenti qualora emergano prove che
lascino supporre una carenza significativa nel funzionamento del sistema di
gestione e di controllo, prove di irregolarità riguardanti una domanda di
pagamento, ovvero in caso di mancata presentazione di documenti ai fini della
liquidazione dei conti.
(49)          
Per garantire che le spese cofinanziate dal
bilancio dell'Unione in ogni esercizio finanziario avvengano nel rispetto delle
norme applicabili, si dovrebbe istituire un quadro di riferimento adeguato per
la procedura annuale di liquidazione dei conti. In tale quadro, gli organismi
accreditati dovrebbero presentare alla Commissione, per ciascun programma, una
dichiarazione di affidabilità di gestione accompagnata dai bilanci annuali
certificati, da una relazione di sintesi sui controlli, un parere di audit e un
rapporto di controllo indipendenti. 
(50)          
Per salvaguardare il bilancio dell'Unione, può
essere necessario che la Commissione apporti rettifiche finanziarie. Per
garantire la certezza del diritto per gli Stati membri, è importante definire
le circostanze in cui le violazioni delle norme nazionali o dell'Unione
applicabili possono portare a rettifiche finanziarie da parte della
Commissione. Per assicurare che le rettifiche finanziarie che la Commissione può
imporre agli Stati membri siano connesse alla protezione degli interessi
finanziari dell'UE, esse dovrebbero limitarsi ai casi in cui la violazione
delle norme nazionali o dell'Unione riguarda direttamente o indirettamente
l'ammissibilità, la regolarità, la gestione o il controllo degli interventi e
della spesa corrispondente. Per garantire la proporzionalità, è importante che
la Commissione valuti la natura e la gravità della violazione nel decidere
l'importo della rettifica finanziaria. 
(51)          
Al fine di incoraggiare la disciplina finanziaria,
è opportuno definire le modalità di disimpegno di una parte dell'impegno di
bilancio in un programma, in particolare se un importo può essere escluso dal
disimpegno, soprattutto quando i ritardi di attuazione derivano da circostanze
indipendenti dalla volontà del soggetto interessato, anormali o imprevedibili,
e le cui conseguenze sono inevitabili malgrado la diligenza dimostrata. 
(52)          
Sono necessarie disposizioni generali supplementari
riguardanti il funzionamento specifico dei Fondi. In particolare, per
accrescerne il valore aggiunto, e per rafforzare il loro contributo alle
priorità della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva, il funzionamento di detti Fondi dovrebbe essere semplificato e
concentrarsi sugli obiettivi "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" e "Cooperazione territoriale europea". 
(53)          
Disposizioni supplementari per il funzionamento
specifico del FEASR e del FEAMP sono riportate nella normativa settoriale pertinente.

(54)          
Al fine di promuovere gli obiettivi del trattato in
materia di coesione economica, sociale e territoriale, l'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione" dovrebbe
sostenere tutte le regioni. Per garantire un sostegno equilibrato e graduale ed
essere in linea con il livello di sviluppo socioeconomico, le risorse del FESR
e del FSE destinate a tale obiettivo dovrebbero essere ripartite fra le regioni
meno sviluppate, le regioni in transizione e le regioni più sviluppate in base
al loro prodotto interno lordo (PIL) pro capite rispetto alla media
dell'Unione. Per garantire la sostenibilità a lungo termine degli investimenti
dei Fondi strutturali, le regioni il cui PIL pro capite nel periodo 2007-2013 è
stato inferiore al 75% della media della UE-25 per il periodo di riferimento,
ma è salito a più del 75% in rapporto alla media UE-27 dovrebbero ricevere
almeno due terzi di quella che è stata la loro dotazione per il periodo
2007-2013. Gli Stati membri il cui reddito nazionale lordo (RNL) pro capite è
inferiore al 90% della media dell'Unione dovrebbero beneficiare del Fondo di
coesione nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita
e dell'occupazione". 
(55)          
Si dovrebbero fissare criteri obiettivi per
designare le regioni e le zone ammesse a beneficiare del sostegno dei Fondi. A
tal fine, l'individuazione delle regioni e zone a livello di Unione dovrebbe
basarsi sul sistema comune di classificazione delle regioni introdotto dal
regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26
maggio 2003, relativo all'istituzione di una classificazione comune delle unità
territoriali per la statistica (NUTS)[12].
(56)          
Per definire un quadro finanziario adeguato, la
Commissione dovrebbe stabilire, mediante atti di esecuzione, la ripartizione
annuale indicativa degli stanziamenti d'impegno disponibili servendosi di un
metodo obiettivo e trasparente, al fine di indirizzare il sostegno verso le
regioni in ritardo di sviluppo, incluse quelle che ricevono un sostegno transitorio.
(57)          
È necessario fissare i limiti di tali risorse per
l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" e adottare criteri oggettivi per la loro assegnazione
agli Stati membri e alle regioni. Al fine di incoraggiare la necessaria accelerazione
dello sviluppo di infrastrutture nei settori del trasporto, dell'energia e
delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in tutta l'Unione, si
dovrebbe creare un "meccanismo per collegare l'Europa". Gli
stanziamenti annuali assegnati nell'ambito dei Fondi e gli importi trasferiti a
uno Stato membro dal Fondo di coesione al meccanismo per collegare l'Europa
dovrebbero essere limitati a un massimale stabilito tenendo conto della
capacità di assorbimento dello Stato membro in questione. Inoltre, in linea con
l'obiettivo principale di riduzione della povertà, è necessario riorientare il
regime del sostegno alimentare alle persone indigenti per promuovere
l'inclusione sociale e lo sviluppo armonioso dell'Unione. Si prevede un
meccanismo che trasferisca risorse a questo strumento e garantisca che tali
risorse siano costituite da contributi del FSE attraverso una diminuzione
corrispondente implicita della percentuale minima di fondi strutturali da
destinare al FSE in ciascun paese.
(58)          
Per rafforzare l'accento posto sui risultati e sul
conseguimento degli obiettivi generali e specifici della strategia Europa 2020,
il 5% delle risorse destinate all'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" dovrebbe essere accantonato come riserva di
efficacia ed efficienza per ciascun fondo e per ciascuna categoria di regioni
in ogni Stato membro. 
(59)          
Per quanto riguarda i fondi, al fine di garantire
una ripartizione adeguata fra le categorie di regioni, le risorse non
dovrebbero essere trasferite fra regioni meno sviluppate, in transizione e più
sviluppate, tranne in circostanze debitamente giustificate legate al
conseguimento di uno o più obiettivi tematici e in misura non superiore al 2%
dello stanziamento complessivo per la categoria di regioni in questione.
(60)          
Per garantire un effettivo impatto economico, i
contributi dei Fondi non dovrebbero sostituire le spese strutturali pubbliche o
assimilabili degli Stati membri ai sensi del presente regolamento. Inoltre,
affinché il sostegno dei Fondi tenga conto del contesto economico generale, il
livello della spesa pubblica dovrebbe essere determinato in funzione delle
condizioni macroeconomiche generali in cui ha luogo il finanziamento, sulla
base degli indicatori previsti nei programmi di stabilità e convergenza
presentati annualmente dagli Stati membri ai sensi del regolamento (CE) n.
1466/1997, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[13].
La verifica del principio di addizionalità, effettuata dalla Commissione,
dovrebbe concentrarsi sugli Stati membri in cui le regioni meno sviluppate e in
transizione rappresentano almeno il 15% della popolazione, data l'entità delle
risorse finanziarie ad esse assegnata.
(61)          
È necessario prevedere disposizioni supplementari
riguardanti la programmazione, la gestione, la sorveglianza e il controllo dei
programmi operativi finanziati dai Fondi. I programmi operativi dovrebbero
definire gli assi prioritari corrispondenti agli obiettivi tematici, elaborare
una logica di intervento coerente per rispondere alle esigenze di sviluppo
individuate e stabilire il quadro per la valutazione dei risultati. Dovrebbero
inoltre comprendere altri elementi necessari a sostenere l'attuazione efficace
ed efficiente di questi fondi. 
(62)          
Al fine di migliorare le complementarità e
semplificare l'esecuzione, dovrebbe essere possibile associare il sostegno del
FC e del FESR a quello erogato dal FSE nei programmi operativi comuni rientranti
nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione".
(63)          
I grandi progetti rappresentano una quota ingente
della spesa dell'Unione e spesso rivestono un'importanza strategica rispetto al
raggiungimento degli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva. È dunque giustificato che gli interventi
di notevoli dimensioni continuino ad essere soggetti all'approvazione della
Commissione a norma del presente regolamento. Onde garantire la chiarezza, è per
questo opportuno definire il contenuto di un grande progetto. La Commissione
dovrebbe anche avere la possibilità di rifiutare di sostenere un grande
progetto se tale sostegno non è giustificato. 
(64)          
Per consentire agli Stati membri di attuare parte
di un programma operativo utilizzando un approccio basato sui risultati, è
utile prevedere un piano d'azione comune comprendente una serie di azioni che
un beneficiario deve svolgere per contribuire agli obiettivi del programma
operativo. Al fine di semplificare e rafforzare l'orientamento dei Fondi verso
i risultati, la gestione del piano d'azione comune dovrebbe basarsi
esclusivamente sulle tappe fondamentali, sulle realizzazioni e sui risultati
stabiliti in comune e definiti nella decisione della Commissione che adotta il
piano d'azione comune. Anche le attività di controllo e di audit del piano
d'azione comune dovrebbero essere limitate al conseguimento di tali tappe
fondamentali, realizzazioni e risultati. Di conseguenza, è necessario stabilire
norme concernenti la preparazione, il contenuto, l'adozione, la gestione
finanziaria e il controllo di tali piani d'azione comuni.
(65)          
Qualora una strategia di sviluppo urbano o
territoriale richieda un approccio integrato in quanto comporta investimenti
nell'ambito di più assi prioritari di uno o più programmi operativi, l'azione
sostenuta dai Fondi dovrebbe essere effettuata sotto forma di investimento
territoriale integrato nell'ambito di un programma operativo.
(66)          
È necessario adottare regole specifiche relativamente
alle funzioni del comitato di sorveglianza e alle relazioni annuali
sull'attuazione dei programmi operativi sostenuti dai fondi. Disposizioni
supplementari per il funzionamento specifico del FEASR sono riportate nella
normativa settoriale pertinente.
(67)          
Per assicurare la disponibilità di informazioni
essenziali e aggiornate sull'attuazione dei programmi, è necessario che gli
Stati membri forniscano regolarmente alla Commissione i dati principali. Per
evitare un onere supplementare per gli Stati membri, tali informazioni
dovrebbero limitarsi ai dati raccolti continuamente e la trasmissione dovrebbe
avvenire mediante lo scambio elettronico di dati.
(68)          
Ai sensi dell'articolo 175 del trattato, la
Commissione presenta ogni tre anni al Parlamento europeo, al Consiglio, al
Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione
sui progressi compiuti nella realizzazione della coesione economica, sociale e
territoriale dell'Unione. Occorre definire il contenuto di detta relazione. 
(69)          
Si ritiene opportuno che la Commissione, in
collaborazione con gli Stati membri, svolga la valutazione ex post dei fondi
per ottenere informazioni di livello appropriato sui risultati e sull'impatto
degli interventi finanziati. Sono anche necessarie disposizioni specifiche per
stabilire una procedura di approvazione dei piani di valutazione dei fondi. 
(70)          
È importante informare il pubblico in merito
all'attuazione dei Fondi dell'Unione. I cittadini hanno il diritto di sapere
come sono investite le risorse finanziarie dell'Unione. La responsabilità di
garantire la comunicazione al pubblico di informazioni adeguate dovrebbe
spettare sia alle autorità di gestione sia ai beneficiari dei progetti. Per
garantire maggiore efficienza della comunicazione al grande pubblico e maggiori
sinergie tra le attività di comunicazione svolte su iniziativa della
Commissione, il bilancio destinato alle attività di comunicazione a norma del
presente regolamento deve anche contribuire a coprire la comunicazione istituzionale
delle priorità politiche dell'Unione europea nella misura in cui sono connesse
agli obiettivi generali del presente regolamento.
(71)          
Al fine di assicurare un'ampia diffusione delle
informazioni sull'attuazione dei Fondi e sul ruolo dall'Unione in questo
ambito, e per informare i potenziali beneficiari in merito alle opportunità di
finanziamento, si dovrebbero definire nell'ambito del presente regolamento
disposizioni dettagliate relative alle misure in materia di informazione e comunicazione
e a talune caratteristiche tecniche di tali misure.
(72)          
Per migliorare l'accessibilità e la trasparenza
delle informazioni sulle opportunità di finanziamento e sui beneficiari dei
progetti, in ogni Stato membro dovrebbe essere messo a disposizione un unico
sito o portale Internet che fornisca informazioni su tutti i programmi
operativi, compresi gli elenchi degli interventi finanziati nell'ambito di
ciascun programma operativo. 
(73)          
È necessario determinare gli elementi che
consentono di modulare il tasso di cofinanziamento dei Fondi ai programmi
operativi, in particolare per accrescere l'effetto moltiplicatore delle risorse
dell'Unione. Occorre inoltre stabilire i tassi massimi di cofinanziamento per
categoria di regioni in modo da garantire il rispetto del principio del
cofinanziamento mediante un livello adeguato di partecipazione nazionale.
(74)          
È necessario che gli Stati membri designino
un'autorità di gestione, un'autorità di certificazione e un'autorità di audit
funzionalmente indipendente per ciascun programma operativo. Per garantire agli
Stati membri flessibilità in rapporto all'istituzione dei sistemi di controllo,
è opportuno prevedere la possibilità che le funzioni dell'autorità di
certificazione siano svolte dall'autorità di gestione. Lo Stato membro dovrebbe
inoltre poter designare organismi intermedi cui affidare taluni compiti
dell'autorità di gestione o dell'autorità di certificazione. In tal caso lo
Stato membro dovrebbe precisare le rispettive responsabilità e funzioni.
(75)          
L'autorità di gestione è la responsabile principale
dell'attuazione efficace ed efficiente dei Fondi e svolge un gran numero di
funzioni connesse alla gestione e al controllo del programma, alla gestione e
ai controlli finanziari, nonché alla scelta dei progetti. Le sue responsabilità
e le sue funzioni dovrebbero essere definite. 
(76)          
L'autorità di certificazione dovrebbe compilare e
inviare le domande di pagamento alla Commissione. Dovrebbe preparare i bilanci
annuali, certificarne la completezza, l'esattezza e la veridicità e certificare
che la spesa iscritta nel bilancio rispetta le norme nazionali e dell'Unione
applicabili. Le sue responsabilità e le sue funzioni dovrebbero essere
definite.
(77)          
L'autorità di audit dovrebbe garantire lo
svolgimento di attività di audit sui sistemi di gestione e controllo su un
campione adeguato di interventi e sui bilanci annuali. Le sue responsabilità e
le sue funzioni dovrebbero essere definite.
(78)          
Al fine di tenere conto dell'organizzazione
specifica dei sistemi di gestione e di controllo per il FESR, il FSE e il Fondo
di coesione e dell'esigenza di garantire proporzionalità nell'approccio, sono
necessarie disposizioni specifiche relative all'accreditamento e alla revoca
dell'accreditamento delle autorità di gestione e di certificazione. 
(79)          
Fatti salvi i poteri della Commissione in materia
di controllo finanziario, occorre rafforzare la cooperazione fra gli Stati
membri e la Commissione in questo campo e fissare criteri che permettano alla
Commissione di determinare, nell'ambito della strategia di controllo dei
sistemi nazionali, il grado di affidabilità che dovrebbe ottenere dagli
organismi di audit nazionali.
(80)          
Oltre alle norme comuni in materia di gestione
finanziaria, sono necessarie disposizioni supplementari per il FESR, il FSE e
il Fondo di coesione. In particolare, al fine di assicurare alla Commissione
garanzie ragionevoli prima della procedura annuale di liquidazione dei conti,
le domande di pagamento intermedio dovrebbero essere rimborsate a un tasso pari
al 90% dell'importo che si ottiene applicando il tasso di cofinanziamento
stabilito nella decisione di adozione del programma operativo per ciascun asse
prioritario alla spesa ammissibile per l'asse prioritario in questione. Gli
importi dovuti dovrebbero essere pagati agli Stati membri alla liquidazione
annuale dei conti, purché si sia ottenuta una garanzia ragionevole rispetto
all'ammissibilità della spesa per l'anno oggetto della procedura di
liquidazione.
(81)          
Per garantire che i beneficiari ricevano il
sostegno quanto prima e per accrescere l'affidabilità per la Commissione, è
opportuno richiedere che le domande di pagamento includano solo la spesa il cui
sostegno è stato pagato ai beneficiari. Si dovrebbe ogni anno prevedere un
prefinanziamento per garantire che gli Stati membri abbiano mezzi sufficienti
per operare secondo dette modalità. Tale prefinanziamento dovrebbe essere
liquidato ogni anno con la liquidazione dei conti.
(82)          
Per garantire l'applicazione corretta delle regole
generali sul disimpegno, le regole stabilite per i fondi dovrebbero specificare
come si determinano le scadenze del disimpegno e come si calcolano i rispettivi
importi. 
(83)          
È necessario specificare la procedura dettagliata
per la liquidazione annuale dei conti applicabile ai Fondi per garantire una
base chiara e la certezza del diritto in relazione a questo aspetto. È importante
prevedere una limitata possibilità per lo Stato membro di definire un
accantonamento nel proprio bilancio annuale corrispondente a un importo su cui
è in corso una procedura dell'autorità di audit. 
(84)          
La procedura di liquidazione annuale dei conti
dovrebbe essere accompagnata da una chiusura annuale degli interventi completati
(per FESR e FC) o delle spese (per il FSE). Per ridurre i costi connessi alla
chiusura definitiva dei programmi operativi, ridurre gli oneri amministrativi
per i beneficiari e garantire la certezza del diritto, la chiusura annuale
dovrebbe essere obbligatoria, limitando così il periodo in cui i documenti
giustificativi devono essere conservati e in cui gli interventi possono essere
oggetto di audit e in cui possono essere imposte le rettifiche finanziarie. 
(85)          
Per salvaguardare gli interessi finanziari
dell'Unione e fornire i mezzi che consentano un'attuazione efficace dei
programmi, si dovrebbero prevedere misure che consentano alla Commissione di
sospendere i pagamenti a livello di asse prioritario o di programma operativo.
(86)          
È opportuno stabilire modalità e procedure
specifiche per le rettifiche finanziarie da parte degli Stati membri e della
Commissione riguardanti i Fondi, così da garantire la certezza del diritto agli
Stati membri. 
(87)          
La frequenza dei controlli di audit sugli
interventi dovrebbe essere proporzionale all'entità del sostegno dell'Unione
erogato attraverso i Fondi. In particolare, si dovrebbe ridurre il numero di
controlli di audit nei casi in cui la spesa totale ammissibile per un
intervento non superi i 100 000 EUR. Ciononostante dovrebbe essere
possibile effettuare controlli di audit in qualsiasi momento laddove emerga
prova di un'irregolarità o frode o, in seguito alla chiusura di un intervento
completato, nell'ambito di un campione da sottoporre ad audit. Perché il
livello di controlli audit effettuati dalla Commissione sia proporzionato al
rischio la Commissione dovrebbe avere la possibilità di ridurre le proprie
attività di audit relative ai programmi operativi se non sussistono carenze
significative o le autorità di audit sono affidabili. 
(88)          
Al fine di integrare e modificare alcuni elementi
non essenziali del presente regolamento, si dovrebbe conferire alla Commissione
il potere di adottare atti ai sensi dell'articolo 290 del trattato per quanto
riguarda un codice di condotta che stabilisca gli obiettivi e i criteri per
sostenere l'attuazione del partenariato, l'adozione di un quadro strategico
comune, norme supplementari sulla ripartizione della riserva per la crescita e la
competitività, la definizione del territorio e della popolazione interessati
dalle strategie di sviluppo locale, norme dettagliate sugli strumenti
finanziari (valutazione ex ante, ammissibilità delle spese, tipi di attività
non finanziate, combinazione del sostegno, trasferimento e gestione delle
attività, richieste di pagamento e capitalizzazione delle rate annuali), la
definizione del tasso forfettario di finanziamento per gli interventi
generatori di entrate, le responsabilità degli Stati membri riguardanti la
procedura di segnalazione delle irregolarità e il recupero degli importi
indebitamente versati, il modello della dichiarazione di affidabilità di
gestione relativa al funzionamento del sistema di gestione e di controllo, le
condizioni per i controlli di audit nazionali, i criteri di accreditamento
delle autorità di gestione e di certificazione, l'indicazione dei supporti per
i dati comunemente accettati, il livello di rettifica finanziaria da applicare,
la modifica degli allegati e le misure specifiche necessarie per agevolare la
transizione dal regolamento (CE) n. 1083/2006. Si dovrebbe conferire alla
Commissione il potere di modificare gli allegati I e IV in risposta a future
esigenze di adeguamento. È particolarmente importante che la Commissione
conduca consultazioni adeguate durante i lavori preparatori, anche a livello di
esperti. 
(89)          
La Commissione, quando prepara e redige gli atti
delegati, dovrebbe garantire la trasmissione simultanea, puntuale e adeguata al
Parlamento europeo e al Consiglio dei documenti pertinenti.
(90)          
La Commissione dovrebbe avere il potere di
adottare, mediante atti di esecuzione, per quanto riguarda tutti i Fondi del
QSC, le decisioni che approvano i contratti di partenariato, le decisioni che
assegnano la riserva di efficacia e di efficienza e le decisioni di sospensione
dei pagamenti collegate alle politiche economiche degli Stati membri e, per
quanto riguarda i Fondi, le decisioni di adozione dei programmi operativi, le
decisioni che approvano i grandi progetti, le decisioni di sospensione dei
pagamenti e le decisioni relative alle rettifiche finanziarie.
(91)          
Per garantire condizioni di attuazione uniformi del
presente regolamento, dovrebbero essere esercitati in conformità al regolamento
(UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011,
che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di
controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di
esecuzione attribuite alla Commissione[14]
i poteri di esecuzione riguardanti la metodologia concernente gli obiettivi
relativi al cambiamento climatico, i termini e le condizioni uniformi per il
controllo degli strumenti finanziari, la metodologia per il calcolo delle
entrate nette per i progetti generatori di entrate, l'individuazione delle
regioni e degli Stati membri che soddisfano i criteri relativi all'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione", il
modello del programma operativo per i Fondi, il formato delle informazioni sui
grandi progetti e la metodologia da utilizzare per effettuare l'analisi dei
costi-benefici dei grandi progetti, il formato standard per il piano d'azione
comune, il modello del rapporto annuale e del rapporto finale di esecuzione, le
caratteristiche tecniche delle misure in materia di informazione e pubblicità,
lo scambio di informazioni ad opera degli Stati membri e le verifiche in loco,
il modello della dichiarazione di gestione, i modelli per la strategia di
audit, il parere e la relazione annuale di controllo, l'impiego dei dati
raccolti durante i controlli di audit e il modello per le domande di pagamento.

(92)          
Il presente regolamento sostituisce il regolamento
(CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante
disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo
sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE)
n. 1260/1999[15].
Occorre pertanto abrogare detto regolamento.
(93)          
Poiché l'obiettivo del presente regolamento, cioè
ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo
delle regioni meno favorite o insulari, in particolare le zone rurali, le zone
interessate da transizione industriale e le regioni che presentano gravi e
permanenti svantaggi naturali o demografici, non può essere realizzato in
maniera sufficiente dagli Stati membri, ma può essere realizzato meglio a
livello di Unione, l'Unione può intervenire nel rispetto del principio di
sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il
presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale
obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello
stesso articolo,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
PARTE I
OGGETTO E DEFINIZIONI
Articolo 1 
Oggetto
Il presente regolamento stabilisce le norme
comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo
sociale europeo (FSE), al Fondo di coesione (FC), al Fondo europeo agricolo per
lo sviluppo rurale (FEASR) e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la
pesca (FEAMP), che rientrano nell'ambito del quadro strategico comune (di
seguito "i Fondi del QSC"). Definisce altresì le disposizioni
necessarie per garantire l'efficacia dei Fondi del QSC e il coordinamento dei
Fondi tra loro e con altri strumenti dell'Unione.
Il presente regolamento stabilisce inoltre le
norme generali che disciplinano il FESR e il FSE (di seguito "i Fondi
strutturali") e il FC. Il regolamento definisce i compiti, gli obiettivi
prioritari e l'organizzazione dei Fondi strutturali e del FC (di seguito
"i Fondi"), i criteri di ammissibilità al sostegno dei Fondi del QSC
per gli Stati membri e le regioni, le risorse finanziarie disponibili e i
criteri per la loro ripartizione. 
L'applicazione delle norme stabilite nel
presente regolamento lascia impregiudicate le disposizioni di cui al
regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sul
finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune[16] (di seguito "il
regolamento PAC") e le disposizioni specifiche di cui ai seguenti
regolamenti:
1)           regolamento (UE)
n. […]/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo
europeo di sviluppo regionale e che abroga il regolamento (CE)
n. 1080/2006[17]
(di seguito "il regolamento FESR"); 
2)           regolamento (UE) n. […]/2012
del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo e che
abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006[18]
(di seguito "il regolamento FSE");
3)           il regolamento (UE) n. […]/2012
del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo di coesione e che abroga
il regolamento (CE) n. 1084/2006[19]
(di seguito "il regolamento FC"); 
4)           il regolamento (UE) n. […]/2012
del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla cooperazione territoriale
europea[20]
(di seguito "il regolamento CTE");
5)           il regolamento (UE) n. […]/2012
del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo agricolo per
lo sviluppo rurale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1698/2005[21] (di seguito "il
regolamento FEASR"); 
6)           il regolamento (UE) n. […]/2012
del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli affari
marittimi e la pesca e recante abrogazione del regolamento (CE)
n. 1198/2006[22]
(di seguito "il regolamento FEAMP").
Articolo 2 
Definizioni
Ai fini del presente regolamento le
definizioni degli strumenti finanziari di cui al regolamento finanziario si
applicano agli strumenti finanziari sostenuti dai fondi del QSC, salvo ove
diversamente specificato nel presente regolamento.
Si applicano inoltre le seguenti
definizioni:
1)           "strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva": gli scopi e gli obiettivi
condivisi che guidano l'azione degli Stati membri e dell'Unione definiti nella
comunicazione della Commissione dal titolo: "Europa 2020: una strategia
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" e contenuti nelle
conclusioni adottate dal Consiglio europeo del 17 giugno 2010, come allegato I
(Nuova strategia europea per l'occupazione e la crescita, obiettivi principali
dell'UE) e nella decisione del Consiglio del 21 ottobre 2010 sugli orientamenti
per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione e qualsiasi
revisione di tali scopi e obiettivi condivisi;
2)           "quadro strategico
comune": il documento che traduce gli obiettivi generali e specifici della
strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in
azioni chiave per i Fondi del QSC, stabilendo per ciascun obiettivo tematico le
azioni chiave che ciascun Fondo del QSC deve sostenere e i meccanismi per
garantire la coerenza della programmazione di detti fondi con le politiche
economiche e dell'occupazione degli Stati membri e dell'Unione;
3)           "norme specifiche di ciascun Fondo":
le disposizioni di cui alla parte III del presente regolamento o stabilite
sulla base della parte III del presente regolamento o in un regolamento
specifico o generico che disciplina uno o più Fondi del QSC menzionati o
elencati all'articolo 1, terzo comma;
4)           "programmazione": l'iter
organizzativo, decisionale e di ripartizione delle risorse finanziarie in più
fasi, finalizzato all'attuazione pluriennale dell'azione congiunta dell'Unione
e degli Stati membri per realizzare la strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva;
5)           "programma": il
"programma operativo" di cui alla parte III del presente regolamento
e al regolamento FEAMP e il "programma di sviluppo rurale" di cui al
regolamento FEASR;
6)           "priorità": l'"asse
prioritario" di cui alla parte III del presente regolamento e la
"priorità dell'Unione" di cui al regolamento FEAMP e al regolamento
FEASR; 
7)           "intervento": un progetto,
un contratto, un'azione o un gruppo di progetti selezionati dall'autorità di
gestione del programma in questione o sotto la sua responsabilità, che
contribuisce alla realizzazione degli obiettivi della priorità o delle priorità
cui si riferisce. Nel contesto degli strumenti finanziari, l'intervento è
costituito dai contributi finanziari di un programma agli strumenti finanziari
e dal successivo sostegno finanziario fornito da tali strumenti finanziari;
8)           "beneficiario": un
organismo pubblico o privato responsabile dell'avvio o dell'avvio e
dell'attuazione degli interventi. Nel quadro degli aiuti di Stato, per
"beneficiario" s'intende l'organismo che riceve l'aiuto; nel quadro
degli strumenti finanziari, per "beneficiario" s'intende l'organismo
che attua lo strumento finanziario; 
9)           "destinatario finale": una
persona fisica o giuridica che riceve sostegno finanziario da uno strumento
finanziario;
10)         "aiuti di Stato": gli aiuti
rientranti nel campo di applicazione dell'articolo 107, paragrafo 1, del
trattato e che, ai fini del presente regolamento, si considerano includere
anche gli aiuti de minimis ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006
della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli
articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza minore ("de
minimis")[23],
del regolamento (CE) n. 1535/2007 della Commissione, del 20 dicembre 2007,
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de
minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli[24] e del regolamento (CE)
n. 875/2007 della Commissione, del 24 luglio 2007, relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis
nel settore della pesca e recante modifica del regolamento (CE)
n. 1860/2004[25];

11)         "intervento completato": un
intervento materialmente completato o pienamente realizzato e per il quale
tutti i pagamenti previsti sono stati effettuati dai beneficiari e il
contributo pubblico corrispondente è stato corrisposto ai beneficiari; 
12)         "sostegno pubblico":
qualsiasi sostegno finanziario al finanziamento di un intervento proveniente
dal bilancio di un'autorità pubblica nazionale, regionale o locale, dal
bilancio dell'Unione destinato ai Fondi del QSC, dal bilancio di un organismo
di diritto pubblico o dal bilancio di un'associazione di autorità pubbliche o
di organismi di diritto pubblico; 
13)         "organismo di diritto
pubblico": qualsiasi organismo di diritto pubblico ai sensi dell'articolo
1, paragrafo 9, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio[26]
e qualsiasi gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) istituito a
norma del regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio[27],
indipendentemente dal fatto che le pertinenti disposizioni nazionali di
applicazione considerino il GECT un organismo di diritto pubblico o di diritto
privato;
14)         "documento": un supporto
cartaceo o elettronico recante informazioni pertinenti nell'ambito del presente
regolamento;
15)         "organismo intermedio":
qualsiasi organismo pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di
un'autorità di gestione o di certificazione o che svolge mansioni per conto di
questa autorità nei confronti dei beneficiari che attuano gli interventi;
16)         "strategia di sviluppo
locale": una serie coerente di interventi rispondenti a obiettivi e
bisogni locali, che contribuisce alla realizzazione della strategia dell'Unione
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e che è eseguita in
partenariato al livello pertinente;
17)         "chiusura modulata": la
chiusura degli interventi risultante dalla procedura annuale di liquidazione
dei conti, prima della chiusura generale del programma;
18)         "contratto di
partenariato": il documento preparato da uno Stato membro con la
partecipazione dei partner in base al sistema della governance a più livelli,
che definisce la strategia e le priorità dello Stato membro nonché le modalità
di impiego efficace ed efficiente dei Fondi del QSC per perseguire la strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e approvato
dalla Commissione in seguito a valutazione e dialogo con lo Stato membro; 
19)         "categoria di regioni": la
classificazione delle regioni come "regioni meno sviluppate",
"regioni in transizione" e "regioni più sviluppate",
conformemente all'articolo 82, paragrafo 2;
20)         "richiesta di pagamento":
una domanda di pagamento o una dichiarazione di spesa presentata alla
Commissione da uno Stato membro;
21)         "BEI": la Banca europea per
gli investimenti, il Fondo europeo per gli investimenti o a una società
controllata della Banca europea per gli investimenti;
22)         "PMI": le microimprese, le
piccole imprese e le medie imprese quali definite nella raccomandazione
2003/361/CE della Commissione o sue eventuali successive modifiche;
23)         "periodo contabile": ai
fini della parte III, il periodo che va dal 1° luglio al 30 giugno, tranne per
il primo periodo contabile, relativamente al quale si intende il periodo che va
dalla data di inizio dell'ammissibilità della spesa al 30 giugno 2015. Il
periodo contabile finale andrà dal 1° luglio 2022 al 1° giugno 2023;
24)         "esercizio finanziario": ai
fini della parte III, il periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre.
PARTE II
DISPOSIZIONI COMUNI APPLICABILI AI FONDI DEL QSC
TITOLO I
Principi di intervento dell'Unione per i Fondi del QSC
Articolo 3
Campo
di applicazione
Le norme stabilite nella presente parte si
applicano si applicano fatte salve le disposizioni di cui alla parte III.
Articolo 4
Principi generali
1.           I Fondi del QSC intervengono,
mediante programmi pluriennali, a complemento delle azioni nazionali, regionali
e locali, per realizzare la strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva, tenendo conto degli orientamenti integrati,
delle raccomandazioni specifiche per ciascun paese ai sensi dell'articolo 121,
paragrafo 2, del trattato e delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio
adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato.
2.           La Commissione e gli Stati
membri provvedono affinché l'intervento dei Fondi del QSC sia coerente con le
politiche e le priorità dell'Unione e complementare agli altri strumenti dell'Unione.
3.           L'intervento dei Fondi del
QSC è eseguito in stretta cooperazione fra la Commissione e gli Stati membri. 
4            Gli Stati membri e gli
organismi da essi designati a tale scopo sono responsabili dell'esecuzione dei
programmi e svolgono i rispettivi compiti ai sensi del presente regolamento e
delle norme specifiche di ciascun Fondo a un livello territoriale appropriato,
conformemente al quadro istituzionale, giuridico e finanziario dello Stato
membro e nel rispetto del presente regolamento e delle norme specifiche di
ciascun Fondo.
5.           Le modalità di attuazione e
di impiego dei Fondi del QSC, in particolare le risorse finanziarie e
amministrative richieste per la loro attuazione, riguardanti la rendicontazione,
la valutazione, la gestione e il controllo tengono conto del principio di
proporzionalità con riguardo al livello del sostegno assegnato.
6.           In base alle rispettive responsabilità,
la Commissione e gli Stati membri provvedono al coordinamento dei Fondi del QSC
tra loro e con altre politiche e altri strumenti dell'Unione, tra cui quelli
compresi nell'ambito dell'azione esterna dell'Unione. 
7.           La parte del bilancio
dell'Unione destinata ai Fondi del QSC è eseguita nell'ambito della gestione
concorrente degli Stati membri e della Commissione, ai sensi dell'articolo 53 ter
del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno,
che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale
delle Comunità europee (di seguito "il regolamento finanziario")[28], fatta eccezione per l'importo
del FC trasferito al meccanismo per collegare l'Europa di cui all'articolo 84,
paragrafo 4, e le azioni innovative su iniziativa della Commissione ai sensi
dell'articolo 9 del regolamento FESR e l'assistenza tecnica su iniziativa della
Commissione. 
8.           La Commissione e gli Stati
membri applicano il principio di sana gestione finanziaria di cui all'articolo 73
del regolamento finanziario. 
9.           La Commissione e gli Stati
membri provvedono affinché l'intervento dei Fondi del QSC sia efficace, in
particolare tramite la sorveglianza, la rendicontazione e la valutazione. 
10.         La Commissione e gli Stati
membri svolgono i rispettivi ruoli in relazione ai Fondi del QSC in modo da
ridurre gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari.
Articolo 5 
Partenariato e governance a
più livelli
1.           Ogni Stato membro organizza,
rispettivamente per il contratto di partenariato e per ciascun programma, un
partenariato con i seguenti partner:
a)      le autorità regionali, locali, cittadine
e le altre autorità pubbliche competenti;
b)      le parti economiche e sociali; e
c)      gli organismi che rappresentano la
società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non
governative e gli organismi di promozione della parità e della non
discriminazione.
2.           Conformemente al sistema
della governance a più livelli, gli Stati membri associano i partner alle
attività di preparazione dei contratti di partenariato e delle relazioni sullo
stato di attuazione, nonché alle attività di preparazione, attuazione, sorveglianza
e valutazione dei programmi. I partner partecipano ai comitati di sorveglianza
dei programmi.
3.           È conferito alla Commissione
il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 140 per stabilire un
codice europeo di condotta che definisca gli obiettivi e i criteri per
sostenere l'attuazione del partenariato e agevolare lo scambio di informazioni,
esperienze, risultati e buone pratiche fra gli Stati membri. 
4.           Per ciascun Fondo del QSC la
Commissione consulta, almeno una volta l'anno, le organizzazioni che
rappresentano i partner a livello di Unione in merito all'esecuzione dell'intervento
dei Fondi del QSC. 
Articolo 6 
Conformità alla normativa dell'Unione
e nazionale
Gli interventi finanziati dai Fondi del QSC
sono conformi alla normativa applicabile dell'Unione e nazionale. 
Articolo 7
Promozione della parità fra
uomini e donne e non discriminazione
Gli Stati membri e la Commissione provvedono
affinché la parità tra uomini e donne e l'integrazione della prospettiva di
genere siano promosse nel corso della preparazione e dell'esecuzione dei
programmi.
Gli Stati membri e la Commissione adottano le
misure necessarie per prevenire qualsiasi discriminazione fondata su sesso,
razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o
orientamento sessuale durante la preparazione e l'esecuzione dei programmi. 
Articolo 8 
Sviluppo sostenibile
Gli obiettivi dei Fondi del QSC sono
perseguiti nel quadro dello sviluppo sostenibile e della promozione, da parte
dell'Unione, dell'obiettivo di tutelare e migliorare l'ambiente, conformemente
agli articoli 11 e 19 del trattato, tenendo conto del principio "chi
inquina paga". 
Gli Stati membri e la Commissione provvedono
affinché nella preparazione e nell'esecuzione dei contratti di partenariato e
dei programmi siano promossi gli obblighi in materia di tutela dell'ambiente,
l'impiego efficiente delle risorse, la mitigazione dei cambiamenti climatici e
l'adattamento ai medesimi, la resilienza alle catastrofi, nonché la prevenzione
e la gestione dei rischi. Gli Stati membri forniscono informazioni sul sostegno
agli obiettivi relativi al cambiamento climatico servendosi della metodologia
adottata dalla Commissione. La Commissione adotta tale metodologia mediante un atto
di esecuzione. L'atto di esecuzione è adottato conformemente alla procedura
d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.
TITOLO II 
APPROCCIO STRATEGICO
CAPO I
Obiettivi tematici per i Fondi del QSC e quadro strategico comune 
Articolo 9
Obiettivi tematici
Al fine di contribuire alla realizzazione
della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva, ogni Fondo del QSC sostiene, conformemente alla propria missione,
gli obiettivi tematici seguenti: 
1)           rafforzare la ricerca, lo sviluppo
tecnologico e l'innovazione;
2)           migliorare l'accesso alle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle
medesime;
3)           promuovere la competitività delle
piccole e medie imprese, il settore agricolo (per il FEASR) e il settore della
pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP);
4)           sostenere la transizione verso
un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
5)           promuovere l'adattamento al
cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;
6)           tutelare l'ambiente e promuovere
l'uso efficiente delle risorse;
7)           promuovere sistemi di trasporto
sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di
rete;
8)           promuovere l'occupazione e sostenere
la mobilità dei lavoratori;
9)           promuovere l'inclusione sociale e
combattere la povertà;
10)         investire nelle competenze,
nell'istruzione e nell'apprendimento permanente;
11)         rafforzare la capacità istituzionale
e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente.
Gli obiettivi tematici sono tradotti in
priorità specifiche per ciascun Fondo del QSC e stabiliti nelle norme
specifiche di ciascun Fondo. 
Articolo 10 
Quadro
strategico comune
Al fine di promuovere lo sviluppo armonioso,
equilibrato e sostenibile dell'Unione, un quadro strategico comune traduce gli
obiettivi generali e specifici della strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva in azioni chiave per i Fondi del QSC. 
Articolo 11
Contenuto
Il quadro strategico comune stabilisce:
a)           per ciascun obiettivo tematico, le
azioni chiave che ciascun Fondo del QSC deve sostenere; 
b)           le principali sfide territoriali per
le zone urbane, rurali, costiere e di pesca, nonché per le zone con
caratteristiche territoriali particolari di cui agli articoli 174 e 349 del
trattato, da affrontare nell'ambito dei Fondi del QSC;
c)           i principi orizzontali e gli
obiettivi strategici per l'attuazione dei Fondi del QSC;
d)           i settori prioritari per le attività
di cooperazione nell'ambito di ciascun Fondo del QSC, tenendo conto, se del
caso, delle strategie macroregionali e di quelle relative ai bacini marittimi;
e)           i meccanismi di coordinamento dei
Fondi del QSC tra loro e con le altre politiche e gli altri strumenti
pertinenti dell'Unione, compresi gli strumenti per la cooperazione esterna;
f)            i meccanismi per garantire la
coerenza della programmazione dei fondi del QSC con le raccomandazioni
specifiche per ciascun paese ai sensi dell'articolo 121, paragrafo 2, del
trattato e le pertinenti raccomandazioni del Consiglio adottate a norma
dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato.
Articolo 12 
Adozione e revisione
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
un atto delegato a norma dell'articolo 142 sul quadro strategico comune entro
tre mesi dall'adozione del presente regolamento. 
Qualora subentrino importanti cambiamenti
nella strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva, la Commissione riesamina e, se del caso, adotta mediante atto
delegato a norma dell'articolo 142 un quadro strategico comune riveduto. 
Entro sei mesi dall'adozione del quadro
strategico comune riveduto, gli Stati membri propongono modifiche, ove necessario,
del contratto di partenariato e dei programmi per garantirne la coerenza con il
quadro strategico comune riveduto.

CAPO II
Contratto di partenariato
Articolo 13 
Preparazione del contratto di
partenariato
1.                      
Ogni Stato membro prepara un contratto di
partenariato per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2014 e il
31 dicembre 2020. 
2.                      
Il contratto di partenariato è elaborato dagli
Stati membri in cooperazione con i partner di cui all'articolo 5. Il contratto
di partenariato è preparato in dialogo con la Commissione. 
3.                      
Il contratto di partenariato si applica alla
totalità del sostegno fornito dai Fondi del QSC nello Stato membro interessato.
4.                      
Ogni Stato membro trasmette alla Commissione il
contratto di partenariato entro tre mesi dall'adozione del quadro strategico
comune.
Articolo 14
Contenuto del contratto di
partenariato 
              Il contratto di partenariato
stabilisce:
a)      le modalità per garantire l'allineamento
con la strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva, tra cui:
i)        un'analisi delle disparità e delle
esigenze di sviluppo con riguardo agli obiettivi tematici e alle azioni chiave
definiti nel quadro strategico comune e agli obiettivi fissati nelle
raccomandazioni specifiche per ciascun paese di cui all'articolo 121, paragrafo
2, del trattato e le pertinenti raccomandazioni del Consiglio adottate a norma
dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato;
ii)       un'analisi sintetica delle valutazioni
ex ante dei programmi che giustifichi la scelta degli obiettivi tematici e la
dotazione indicativa dei Fondi del QSC;
iii)      per ciascun obiettivo tematico, una
sintesi dei risultati principali attesi per ciascun Fondo del QSC;
iv)      la ripartizione indicativa del sostegno
dell'Unione per obiettivo tematico a livello nazionale per ciascun Fondo del
QSC, nonché l'importo complessivo indicativo del sostegno previsto per gli
obiettivi relativi al cambiamento climatico;
v)       i principali settori prioritari per le
attività di cooperazione, tenendo conto, se del caso, delle strategie
macroregionali e relative ai bacini marittimi;
vi)      i principi orizzontali e gli obiettivi
strategici per l'attuazione dei Fondi del QSC;
vii)     l'elenco dei programmi nell'ambito del
FESR, del FSE e del Fondo di coesione, tranne quelli rientranti nell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea", e dei programmi del FEASR e del
FEAMP, con le rispettive dotazioni annuali indicative per ciascun Fondo del
QSC;
b)      un approccio integrato allo sviluppo
territoriale sostenuto dai Fondi del QSC, che stabilisce:
i)        i meccanismi a livello nazionale e
regionale che garantiscono il coordinamento tra i Fondi del QSC e gli altri
strumenti di finanziamento dell'Unione e nazionali e con la BEI;
ii)       le modalità volte a garantire un
approccio integrato all'impiego dei Fondi del QSC per lo sviluppo territoriale
delle zone urbane, rurali, costiere e di pesca e delle zone con caratteristiche
territoriali particolari, segnatamente le modalità di applicazione degli
articoli 28, 29 e 99, corredate, se del caso, di un elenco delle città che
partecipano alla piattaforma per lo sviluppo urbano di cui all'articolo 7 del
regolamento FESR;
c)      un approccio integrato per rispondere ai
bisogni specifici delle aree geografiche particolarmente colpite dalla povertà
o dei gruppi di destinatari a più alto rischio di discriminazione o esclusione,
con particolare riguardo per le comunità emarginate, compresa, se del caso, la
dotazione finanziaria indicativa per i pertinenti Fondi del QSC;
d)      le modalità per garantire un'esecuzione
efficace, tra cui:
i)        una tabella consolidata delle tappe
fondamentali e degli obiettivi stabiliti nei programmi per il quadro di
riferimento dei risultati di cui all'articolo 19, paragrafo 1, insieme con la
metodologia e il meccanismo volti a garantire la coerenza tra tutti i programmi
e i Fondi del QSC; 
ii)       una sintesi della valutazione dell'adempimento
delle condizionalità ex ante stabilite nell'allegato III e delle azioni da
intraprendere a livello nazionale e regionale, con il relativo calendario di
attuazione, qualora le condizionalità ante non siano soddisfatte;
iii)      le informazioni necessarie per la
verifica ex ante della conformità alle norme in materia di addizionalità,
definite nella parte III del presente regolamento;
iv)      le azioni intraprese per associare i
partner e il loro ruolo nella preparazione del contratto di partenariato e del
rapporto sullo stato dei lavori di cui all'articolo 46 del presente
regolamento;
e)      le modalità per garantire l'attuazione
efficiente dei Fondi del QSC, tra cui:
i)        una valutazione per stabilire se sia
necessario rafforzare la capacità amministrativa delle autorità e, se del caso,
dei beneficiari, e le azioni da intraprendere a tal fine;
ii)       una sintesi delle azioni, con i
relativi obiettivi, previste nei programmi per ridurre gli oneri amministrativi
a carico dei beneficiari;
iii)      una valutazione dei sistemi esistenti
per lo scambio elettronico dei dati e le azioni previste per permettere che
tutti gli scambi di informazioni tra i beneficiari e le autorità responsabili
della gestione e del controllo dei programmi avvengano esclusivamente mediante
scambio elettronico dei dati.
Articolo 15 
Adozione e modifica del
contratto di partenariato
1.           La Commissione valuta la
coerenza del contratto di partenariato con il presente regolamento, con il
quadro strategico comune e con le raccomandazioni specifiche per ciascun paese
di cui all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato e le raccomandazioni del
Consiglio adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato,
tenendo conto delle valutazioni ex ante dei programmi, e formula osservazioni
entro tre mesi dalla data di presentazione del contratto di partenariato. Lo
Stato membro fornisce tutte le informazioni supplementari necessarie e, se del
caso, rivede il contratto di partenariato. 
2.           La Commissione adotta una
decisione, mediante atti di esecuzione, che approva il contratto di
partenariato entro sei mesi dalla sua presentazione da parte dello Stato
membro, a condizione che le eventuali osservazioni da essa formulate siano
state adeguatamente recepite. Il contratto di partenariato non entra in vigore
prima del 1° gennaio 2014.
3.           Qualora uno Stato membro
proponga una modifica del contratto di partenariato, la Commissione effettua
una valutazione a norma del paragrafo 1 e, se del caso, adotta una decisione,
mediante atti di esecuzione, che approva la modifica.
CAPO III
Concentrazione tematica, condizionalità ex ante e verifica dei risultati
Articolo 16
Concentrazione tematica 
Conformemente alle norme specifiche di ciascun
Fondo, gli Stati membri concentrano il sostegno sugli interventi che apportano
il maggiore valore aggiunto in relazione alla strategia dell'Unione per una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e che rispondono alle sfide
individuate nelle raccomandazioni specifiche per ciascun paese di cui
all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato e nelle pertinenti raccomandazioni
del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 2, del trattato,
tenendo conto delle esigenze nazionali e regionali. 
Articolo 17
Condizionalità ex ante
1.                      
Per ciascun Fondo del QSC sono definite
condizionalità ex ante nelle norme specifiche di ciascun Fondo. 
2.                      
Gli Stati membri accertano che le condizionalità ex
ante applicabili siano soddisfatte.
3.                      
Se le condizionalità ex ante non sono soddisfatte
alla data di trasmissione del contratto di partenariato, gli Stati membri
includono nel contratto di partenariato una sintesi delle azioni da
intraprendere a livello nazionale e regionale e il relativo calendario di
attuazione per garantire l'adempimento di tali condizionalità entro due anni
dall'adozione del contratto di partenariato oppure, se precedente, entro il 31
dicembre 2016.
4.                      
Gli Stati membri stabiliscono le azioni dettagliate
per conformarsi alle condizionalità ex ante, compreso il relativo calendario di
attuazione, nei programmi pertinenti.
5.                      
La Commissione valuta le informazioni fornite in
merito all'adempimento delle condizionalità ex ante nell'ambito della
valutazione del contratto di partenariato e dei programmi. Quando adotta un
programma, la Commissione può decidere di sospendere del tutto o in parte i
pagamenti intermedi nell'ambito del programma in attesa che siano adeguatamente
completate le azioni volte a soddisfare una condizionalità ex ante. Il mancato
completamento delle azioni volte a soddisfare una condizionalità ex ante entro
il termine fissato nel programma costituisce un motivo per la sospensione dei
pagamenti da parte della Commissione. 
6.                      
I paragrafi da 1 a 5 non si applicano ai programmi
nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea".
Articolo 18 
Riserva di efficacia ed
efficienza
Il 5% delle risorse assegnate a ciascun Fondo
del QSC e a ciascuno Stato membro, fatta eccezione per le risorse assegnate
all'obiettivo "Coesione territoriale europea" e al titolo V del
regolamento FEAMP, costituisce una riserva di efficacia ed efficienza da
ripartire conformemente all'articolo 20. 
Articolo 19
Verifica dei risultati
1.           La Commissione, in
cooperazione con gli Stati membri, effettua una verifica dei risultati dei
programmi in ciascuno Stato membro nel 2017 e nel 2019 alla luce del quadro di
riferimento dei risultati stabilito nel rispettivo contratto di partenariato e
nei programmi. Il metodo per definire il quadro di riferimento dei risultati è
descritto nell'allegato I.
2.           La verifica esamina il
conseguimento delle tappe fondamentali dei programmi a livello delle priorità,
sulla base delle informazioni e delle valutazioni fornite nelle relazioni sullo
stato di attuazione presentate dagli Stati membri nel 2017 e nel 2019.
Articolo 20
Ripartizione della riserva di
efficacia ed efficienza
1.           Qualora la verifica dei
risultati effettuata nel 2017 riveli che nell'ambito di una priorità di un
programma non siano state conseguite le tappe fondamentali previste per il
2016, la Commissione rivolge raccomandazioni allo Stato membro interessato.
2.           Sulla base della verifica
effettuata nel 2019, la Commissione adotta una decisione, mediante atti di
esecuzione, che stabilisce per ciascun Fondo del QSC e ciascuno Stato membro i
programmi e le priorità per i quali sono state raggiunte le tappe fondamentali.
Lo stato membro propone l'attribuzione della riserva di efficacia ed efficienza
ai programmi e alle priorità di cui alla decisione della Commissione. La
Commissione approva la modifica dei programmi interessati conformemente
all'articolo 26. Qualora uno Stato membro non fornisca le informazioni di cui
all'articolo 46, paragrafi 2 e 3, la riserva di efficacia ed efficienza per i
programmi o per la priorità o le priorità interessate non viene assegnata. 
3.           Qualora una verifica dei
risultati dimostri che una priorità non ha conseguito le tappe fondamentali
stabilite nel quadro di riferimento dei risultati, la Commissione può
sospendere del tutto o in parte un pagamento intermedio relativo a una priorità
di un programma conformemente alla procedura stabilita nelle norme specifiche
di ciascun Fondo.
4.           Se la Commissione constata,
sulla base dell'esame del rapporto finale di esecuzione del programma, una
grave inadempienza in relazione al conseguimento degli obiettivi stabiliti nel
quadro di riferimento dei risultati, essa può applicare rettifiche finanziarie
relative alle priorità interessate conformemente alle norme specifiche di
ciascun Fondo. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati
a norma dell'articolo 142 per stabilire i criteri e la metodologia per
determinare il livello di rettifica finanziaria da applicare. 
5.           Il paragrafo 2 non si applica
ai programmi nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale
europea".
CAPO IV
Condizionalità macroeconomiche
Articolo 21
Condizionalità connessa al
coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri
1.           La Commissione può chiedere
ad uno Stato membro di rivedere e di proporre modifiche al suo contratto di
partenariato e ai relativi programmi, ove necessario:
a)      a sostegno dell'attuazione di una
raccomandazione del Consiglio destinata allo Stato membro interessato e
adottata a norma dell'articolo 121, paragrafo 2 e/o dell'articolo 148,
paragrafo 4, del trattato o a sostegno dell'attuazione di misure destinate allo
Stato membro interessato e adottate a norma dell'articolo 136, paragrafo 1, del
trattato; 
b)      a sostegno dell'attuazione di una
raccomandazione del Consiglio destinata allo Stato membro interessato e
adottata a norma dell'articolo 126, paragrafo 7, del trattato; 
c)      a sostegno dell'attuazione di una
raccomandazione del Consiglio destinata allo Stato membro interessato e
adottata a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE)
n. …/2011 [sulla prevenzione e la correzione degli squilibri
macroeconomici], purché tali modifiche siano ritenute necessarie per
contribuire a correggere gli squilibri macroeconomici, o
d)      per massimizzare l'impatto sulla crescita
e sulla competitività dei Fondi disponibili del QSC a norma del paragrafo 4, se
uno Stato membro soddisfa una delle seguenti condizioni:
i)        ad esso è stato concesso un'assistenza
finanziaria dell'Unione conformemente al regolamento (UE) n. 407/2010 del
Consiglio;
ii)       ad esso è stato concesso un sostegno
finanziario a medio termine conformemente al regolamento (CE) n. 332/2002 del
Consiglio[29];
iii)      ad esso è stato concesso un sostegno
finanziario sotto forma di prestito del MES conformemente al trattato che
istituisce il meccanismo europeo di stabilità.
2.           Lo Stato membro presenta una
proposta di modifica del contratto di partenariato e dei relativi programmi
entro un mese. Se necessario, la Commissione presenta osservazioni entro un
mese dalla presentazione delle modifiche, nel qual caso lo Stato membro ripresenta
la propria proposta entro un mese.
3.           Se la Commissione non
presenta osservazioni o se le sue osservazioni sono adeguatamente recepite, la
Commissione adotta senza indugio una decisione di approvazione delle modifiche
al contratto di partenariato e ai relativi programmi.
4.           In deroga al paragrafo 1, se
ad uno Stato membro è stato concesso un sostegno finanziario a norma del
paragrafo 1, lettera d), e tale sostegno finanziario è connesso ad un programma
di riassetto, la Commissione può modificare il contratto di partenariato e i
relativi programmi senza una proposta dello Stato membro al fine di
massimizzare l'impatto sulla crescita e sulla competitività dei fondi
disponibili del QSC. Per garantire l'attuazione efficace del contratto di
partenariato e dei relativi programmi, la Commissione è coinvolta nella
gestione, come specificato nel programma di riassetto o nel memorandum d'intesa
firmato con lo Stato membro interessato.
5.           Se lo Stato membro non
soddisfa la richiesta della Commissione di cui al paragrafo 1 o non risponde in
modo soddisfacente entro un mese alle osservazioni della Commissione di cui al
paragrafo 2, la Commissione può, entro tre mesi dalla presentazione delle sue
osservazioni adottare, con atti di esecuzione, una decisione di sospensione di
parte dei o di tutti i pagamenti relativi ai programmi interessati.
6.           La Commissione, con atti di
esecuzione, sospende parzialmente o totalmente i pagamenti o gli impegni
relativi ai programmi interessati se: 
a)      il Consiglio decide che lo Stato membro
non rispetta le misure specifiche stabilite dal Consiglio a norma dell'articolo
136, paragrafo 1, del trattato; 
b)      il Consiglio decide a norma dell'articolo
126, paragrafo 8 o dell'articolo 126, paragrafo 11, del trattato, che lo Stato
membro interessato non ha realizzato azioni efficaci per correggere il suo
disavanzo eccessivo; 
c)      il Consiglio conclude, a norma
dell'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. …/2011 [sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici], che per due volte
consecutive lo Stato membro non ha presentato un piano d'azione correttivo
sufficiente o il Consiglio adotta una decisione di non conformità a norma
dell'articolo 10, paragrafo 4, del medesimo regolamento; 
d)      la Commissione conclude che lo Stato membro
non ha adottato misure per attuare il programma di riassetto di cui al
regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio o al regolamento (CE)
n. 332/2002 del Consiglio e di conseguenza decide di non autorizzare l'erogazione
del sostegno finanziario concesso a tale Stato membro, o
e)      il consiglio d'amministrazione del
meccanismo europeo di stabilità conclude che la condizionalità attribuita ad un
sostegno finanziario del MES concesso sotto forma di prestito del MES allo
Stato membro interessato non è stata rispettata e di conseguenza decide di non erogare
il sostegno alla stabilità concesso a tale Stato membro.
7.           Quando la Commissione decide
di sospendere parzialmente o totalmente i pagamenti o gli impegni a norma
rispettivamente dei paragrafi 5 e 6, essa garantisce che la sospensione sia
proporzionata ed efficace tenuto conto della situazione socioeconomica dello
Stato membro interessato e che rispetti la parità di trattamento tra Stati
membri, in particolare per quanto riguarda l'impatto della sospensione sull'economia
dello Stato membro interessato.
8.           La Commissione pone fine
senza indugio alla sospensione dei pagamenti e degli impegni non appena lo
Stato membro propone – come richiesto dalla Commissione – modifiche del
contratto di partenariato e dei relativi programmi che sono approvate da
quest'ultima e, ove applicabile:
a)      il Consiglio ha deciso che lo Stato
membro rispetta le misure specifiche stabilite dal Consiglio a norma
dell'articolo 136, paragrafo 1, del trattato;
b)      viene sospesa la procedura relativa ai
disavanzi eccessivi a norma dell'articolo 9 del regolamento (CE)
n. 1467/97 o il Consiglio ha deciso, a norma dell'articolo 126, paragrafo
12, del trattato, di abrogare la decisione riguardante l'esistenza di un
disavanzo eccessivo: 
c)      il Consiglio ha approvato il piano
d'azione correttivo presentato dallo Stato membro interessato a norma
dell'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento(UE) n. […] [regolamento sulla
procedura per gli squilibri eccessivi] o la procedura relativa agli squilibri
eccessivi è sospesa a norma dell'articolo 10, paragrafo 5, del medesimo
regolamento o il Consiglio ha chiuso la procedura relativa agli squilibri
eccessivi a norma dell'articolo 11 del medesimo regolamento; 
d)      la Commissione ha concluso che lo Stato
membro ha adottato misure per attuare il programma di riassetto di cui al
regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio o al regolamento (CE)
n. 332/2002 del Consiglio e di conseguenza ha autorizzato l'erogazione del
sostegno finanziario concesso a tale Stato membro, o
e)      il consiglio d'amministrazione del
meccanismo europeo di stabilità ha concluso che la condizionalità attribuita ad
un sostegno finanziario sotto forma di prestito del MES concesso allo Stato
membro interessato è rispettata e di conseguenza ha deciso di erogare il
sostegno alla stabilità concesso a tale Stato membro.
Contemporaneamente, il Consiglio decide, su
proposta della Commissione, la reiscrizione in bilancio degli impegni sospesi
in conformità all'articolo 8 del regolamento (UE) n. […] del Consiglio che
istituisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020.
Articolo 22
Aumento dei pagamenti a
favore degli Stati membri con temporanee difficoltà di bilancio 
1.           Su richiesta di uno Stato
membro, i pagamenti intermedi e i pagamenti del saldo finale possono essere
aumentati di 10 punti percentuali rispetto al tasso di cofinanziamento
applicabile a ciascuna priorità per il FESR, il FSE e il FC o a ciascuna misura
per il FEASR e il FEAMP. Il tasso maggiorato, che non può superare il 100%, si
applica alle richieste di pagamento relative al periodo contabile in cui lo
Stato membro ha presentato la richiesta e ai periodi contabili successivi in
cui lo Stato membro soddisfa una delle seguenti condizioni:
a)      se lo Stato membro interessato ha adottato
l'euro, riceve assistenza macrofinanziaria dall'Unione a norma del regolamento
(UE) n. 407/2010 del Consiglio[30];
b)      se non ha adottato l'euro, è stato ad
esso concesso un sostegno finanziario a medio termine ai sensi del regolamento
(CE) n. 332/2002 del Consiglio[31];
c)      è stato ad esso concesso un sostegno
finanziario conformemente al trattato che istituisce il meccanismo europeo di
stabilità firmato l'11 luglio 2011.
Il primo comma non si applica ai programmi nell'ambito
del regolamento CTE.
2.           Fermo restando il paragrafo
1, il sostegno dell'Unione mediante i pagamenti intermedi e il pagamento del
saldo finale non è superiore al sostegno pubblico e all'importo massimo della
partecipazione dei Fondi del QSC per ciascuna priorità in relazione al FESR, al
FSE al CF o per ciascuna misura in relazione al FEASR e al FEAMP, secondo
quanto stabilito nella decisione della Commissione che approva il programma.
TITOLO III 
PROGRAMMAZIONE
CAPO I
Disposizioni generali sui fondi del QSC
Articolo 23
Preparazione dei programmi
1.           I Fondi del QSC sono attuati
mediante programmi conformemente al contratto di partenariato. Ciascun
programma copre il periodo compreso fra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre
2020.
2.           I programmi sono elaborati
dagli Stati membri o da un'autorità da essi designata, in cooperazione con i
partner. 
3.           I programmi sono presentati
dagli Stati membri unitamente al contratto di partenariato tranne quelli
nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" che
vengono presentati entro sei mesi dall'approvazione del quadro strategico
comune. Tutti i programmi sono accompagnati dalla valutazione ex ante di cui
all'articolo 48.
Articolo 24
Contenuto dei programmi
1.           Ciascun programma definisce
una strategia relativa al contributo del programma stesso alla realizzazione
della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva, in linea con il quadro strategico comune e il contratto di
partenariato. Ciascun programma comprende le modalità per garantire
l'attuazione efficace, efficiente e coordinata dei Fondi del QSC e le azioni
volte a ridurre gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari.
2.           Ciascun programma definisce
le priorità, stabilendo gli obiettivi specifici, le dotazioni finanziarie del
sostegno dei Fondi del QSC e il corrispondente cofinanziamento nazionale. 
3.           Per ciascuna priorità sono
stabiliti indicatori che permettono di valutare i progressi nell'esecuzione del
programma verso il conseguimento degli obiettivi, quale base per la
sorveglianza, la valutazione e la verifica dei risultati. Tali indicatori
comprendono:
a)      indicatori finanziari relativi alla spesa
assegnata;
b)      indicatori di realizzazione relativi agli
interventi finanziati;
c)      indicatori di risultato relativi alla
priorità.
Per ciascun Fondo del QSC, le norme specifiche di
ciascun Fondo stabiliscono gli indicatori comuni e possono prevedere indicatori
specifici per ciascun programma.
4.           Ogni programma, tranne quelli
che riguardano esclusivamente l'assistenza tecnica, contiene una descrizione delle
le azioni volte a tenere conto dei principi di cui agli articoli 7 e 8.
5.           Ogni programma, tranne quelli
in cui l'assistenza tecnica è intrapresa nell'ambito di un programma specifico,
stabilisce l'importo indicativo del sostegno da destinare agli obiettivi
relativi al cambiamento climatico.
6.           Gli Stati membri elaborano il
programma conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo. 
Articolo 25
Procedura di
adozione dei programmi
1.           La Commissione valuta la
coerenza dei programmi con il presente regolamento, le norme specifiche di
ciascun Fondo, il contributo effettivo dei programmi alla realizzazione degli
obiettivi tematici e delle priorità dell'Unione per ciascun Fondo del QSC, il
quadro strategico comune, il contratto di partenariato, le raccomandazioni
specifiche per ciascun paese di cui all'articolo 121, paragrafo 2, del
trattato e le raccomandazioni del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148,
paragrafo 4, del trattato, tenendo conto della valutazione ex ante. La
valutazione esamina, in particolare, l'adeguatezza della strategia del
programma, gli obiettivi generali corrispondenti, gli indicatori, gli obiettivi
specifici e l'assegnazione delle risorse di bilancio. 
2.           La Commissione formula
osservazioni entro tre mesi dalla data di presentazione del programma. Lo Stato
membro fornisce alla Commissione tutte le informazioni supplementari necessarie
e, se del caso, rivede il programma proposto.
3.           Conformemente alle norme
specifiche di ciascun Fondo, la Commissione approva ciascun programma entro sei
mesi dalla presentazione ufficiale da parte dello Stato membro, a condizione
che le eventuali osservazioni da essa formulate siano state adeguatamente
recepite, ma non prima del 1° gennaio 2014 o prima che abbia adottato una
decisione di approvazione del contratto di partenariato.
Articolo 26
Modifica dei programmi
1.           Le richieste di modifica dei
programmi presentate da uno Stato membro sono debitamente motivate, in
particolare descrivono l'impatto atteso delle modifiche del programma sulla
realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva e sul conseguimento degli obiettivi specifici definiti
nel programma, tenendo conto del quadro strategico comune e del contratto di
partenariato. Sono accompagnate dal programma riveduto e, se del caso, da un
contratto di partenariato riveduto.
In caso di modifica dei programmi nell'ambito dell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea", il contratto di partenariato
pertinente non viene modificato.
2.           La Commissione valuta le
informazioni fornite a norma del paragrafo 1, tenendo conto della motivazione
fornita dallo Stato membro. La Commissione può formulare osservazioni e lo
Stato membro fornisce alla Commissione tutte le informazioni supplementari
necessarie. Conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo, la
Commissione approva la richiesta di modifica di un programma entro cinque mesi
dalla presentazione ufficiale da parte dello Stato membro, a condizione che le
eventuali osservazioni da essa formulate siano state adeguatamente recepite. La
Commissione, se necessario, modifica al tempo stesso la decisione di
approvazione del contratto di partenariato conformemente all'articolo 15,
paragrafo 3.
Articolo 27
Partecipazione della Banca
europea per gli investimenti
1.           Su richiesta degli Stati
membri, la BEI può partecipare alla preparazione del contratto di partenariato,
nonché ad attività connesse alla preparazione degli interventi, in particolare
grandi progetti, strumenti finanziari e partenariati pubblico-privati.
2.           La Commissione può consultare
la BEI prima dell'adozione del contratto di partenariato o dei programmi.
3.           La Commissione può chiedere
alla BEI di esaminare la qualità tecnica e la fattibilità economica e
finanziaria dei grandi progetti e di assisterla per quanto riguarda gli
strumenti finanziari da attuare o sviluppare.
4.           Nell'applicazione delle
disposizioni del presente regolamento, la Commissione può concedere sovvenzioni
alla BEI o concludere con essa contratti di servizio per iniziative attuate su
base pluriennale. L'impegno dei contribuiti del bilancio dell'Unione per tali
sovvenzioni o contratti di servizi è effettuato annualmente.
CAPO
II
Sviluppo
locale di tipo partecipativo 
Articolo 28
Sviluppo locale di tipo
partecipativo
1.           Lo sviluppo locale di tipo
partecipativo, denominato sviluppo locale LEADER nell'ambito del FEASR, è:
a)      concentrato su territori subregionali
specifici; 
b)      di tipo partecipativo, ossia guidato da
gruppi di azione locale composti da rappresentanti degli interessi socioeconomici
locali pubblici e privati, in cui né il settore pubblico, né un singolo gruppo
di interesse rappresenta, a livello decisionale, più del 49% dei diritti di
voto;
c)      attuato attraverso strategie territoriali
di sviluppo locale integrate e multisettoriali; 
d)      definito tenendo conto dei bisogni e
delle potenzialità locali, e comprende elementi innovativi nel contesto locale
e attività di creazione di reti e, se del caso, di cooperazione.
2.           Il sostegno dei Fondi del QSC
allo sviluppo locale è coerente e coordinato tra i Fondi del QSC. Tale coerenza
e coordinamento sono assicurati segnatamente tramite procedure coordinate di
rafforzamento delle capacità, selezione, approvazione e finanziamento delle
strategie di sviluppo locale e dei gruppi impegnati nello sviluppo locale.
3.           Se il comitato di selezione
delle strategie di sviluppo locale istituito ai sensi dell'articolo 29,
paragrafo 3, ritiene che l'attuazione della strategia di sviluppo locale
selezionata richieda la partecipazione di più di un Fondo, può essere designato
un Fondo capofila.
4.           Qualora sia designato un
Fondo capofila, i costi di gestione, animazione e creazione di reti inerenti
alla strategia di sviluppo locale sono finanziati esclusivamente dal Fondo
capofila. 
5.           Lo sviluppo locale sostenuto
dai Fondi del QSC è realizzato nell'ambito di una o più priorità del programma.
Articolo 29
Strategie di sviluppo locale
1.           Una strategia di sviluppo
locale contiene almeno i seguenti elementi:
a)      la definizione del territorio e della
popolazione interessati dalla strategia; 
b)      un'analisi delle esigenze di sviluppo e
delle potenzialità del territorio, compresa un'analisi dei punti di forza,
delle carenze, delle opportunità e dei rischi;
c)      una descrizione della strategia e dei
suoi obiettivi, un'illustrazione del carattere integrato e innovativo della
strategia e una gerarchia di obiettivi, con indicazione di obiettivi precisi e
misurabili per le realizzazioni e i risultati. La strategia deve essere
coerente con i programmi pertinenti di tutti i Fondi del QSC interessati;
d)      una descrizione del processo di
associazione della comunità all'elaborazione della strategia;
e)      un piano d'azione che traduca gli
obiettivi in azioni concrete;
f)       una descrizione delle modalità di
gestione e sorveglianza della strategia, che dimostri la capacità del gruppo di
azione locale di attuarla, e una descrizione delle modalità specifiche di
valutazione;
g)      il piano di finanziamento della
strategia, compresa la dotazione prevista a titolo di ciascun Fondo del QSC.
2.           Gli Stati membri definiscono
i criteri per la selezione delle strategie di sviluppo locale. Le norme
specifiche di ciascun Fondo possono stabilire criteri di selezione.
3.           Le strategie di sviluppo
locale sono selezionate da un comitato istituito a tale scopo dalle autorità di
gestione dei programmi.
4.           La selezione e l'approvazione
di tutte le strategie di sviluppo locale sono completate entro il
31 dicembre 2015.
5.           La decisione dell'autorità di
gestione che approva una strategia di sviluppo locale stabilisce la dotazione a
titolo di ciascun Fondo del QSC. Definisce inoltre i ruoli delle autorità
responsabili dell'esecuzione dei programmi in questione per tutti i compiti
attuativi connessi alla strategia. 
6.           È conferito alla Commissione
il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 riguardanti la
definizione del territorio e della popolazione interessati dalla strategia di
cui al paragrafo 1, lettera a).
Articolo 30
Gruppi di azione locale
1.           I gruppi di azione locale elaborano e attuano le strategie di sviluppo
locale. 
Gli Stati membri stabiliscono il ruolo del gruppo
d'azione locale e delle autorità responsabili dell'esecuzione dei programmi in
questione per i compiti attuativi connessi alla strategia.
2.           L'autorità di gestione
provvede affinché i gruppi di azione locale scelgano al loro interno un partner
capofila per le questioni amministrative e finanziarie, oppure si riuniscano in
una struttura comune legalmente costituita.
3.           I gruppi di azione locale
hanno i seguenti compiti:
a)      rafforzare la capacità dei soggetti
locali di elaborare e attuare interventi;
b)      elaborare una procedura di selezione
trasparente e non discriminatoria e criteri di selezione degli interventi che
evitino conflitti di interessi e garantire che almeno il 50% dei voti espressi
nelle decisioni di selezione provenga da partner non pubblici, prevedendo la
possibilità di ricorso contro le decisioni e consentendo la selezione mediante
procedura scritta;
c)      garantire la coerenza con la strategia di
sviluppo locale nella selezione degli interventi, stabilendone l'ordine di
priorità in funzione del loro contributo al conseguimento degli obiettivi
generali e specifici delle strategie;
d)      preparare e pubblicare gli inviti a
presentare proposte o un bando permanente per la presentazione di progetti,
compresa la definizione dei criteri di selezione; 
e)      ricevere e valutare le domande di
sostegno;
f)       selezionare gli interventi e fissare
l'importo del sostegno e, se pertinente, presentare le proposte all'organismo
responsabile della verifica finale dell'ammissibilità prima dell'approvazione;
g)      verificare l'attuazione della strategia
di sviluppo locale e degli interventi finanziati e condurre attività di
valutazione specifiche legate alla strategia di sviluppo locale.
Articolo 31
Sostegno dei Fondi del QSC
allo sviluppo locale
Il sostegno allo sviluppo locale comprende:
a)           i costi del supporto preparatorio; 
b)           l'esecuzione degli interventi
nell'ambito della strategia di sviluppo locale;
c)           la preparazione e la realizzazione
delle attività di cooperazione del gruppo di azione locale;
d)           i costi di gestione e di animazione
della strategia di sviluppo locale entro il limite del 25% della spesa pubblica
complessiva sostenuta nell'ambito della strategia di sviluppo locale.
TITOLO IV
STRUMENTI FINANZIARI
Articolo 32
Strumenti finanziari
1.           I Fondi del QSC possono
intervenire per sostenere strumenti finanziari nell'ambito di un programma,
anche quando sono organizzati attraverso fondi di fondi, al fine di contribuire
al conseguimento degli obiettivi specifici stabiliti nell'ambito di una
priorità, sulla base di una valutazione ex ante che ha individuato fallimenti
del mercato o condizioni di investimento non ottimali e necessità di
investimento.
Gli strumenti finanziari possono essere associati
a sovvenzioni, abbuoni di interesse, abbuoni di commissioni di garanzia. In tal
caso si devono mantenere registrazioni separate per ciascuna forma di
finanziamento.
È conferito alla Commissione il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142 che stabiliscono norme dettagliate
concernenti la valutazione ex ante degli strumenti finanziari, la combinazione
del sostegno fornito ai destinatari finali tramite sovvenzioni, abbuoni di
interesse, abbuoni di commissioni di garanzia e strumenti finanziari, norme
specifiche supplementari in materia di ammissibilità della spesa e norme che
precisano i tipi di attività non finanziate mediante gli strumenti finanziari.
2.           I destinatari finali che
ricevono sostegno mediante strumenti finanziari possono anche beneficiare di sovvenzioni
o altro sostegno a titolo di un programma o di un altro strumento finanziato
dal bilancio dell'Unione. In tal caso si devono mantenere registrazioni
separate per ciascuna fonte di finanziamento.
3.           I contributi in natura non
sono spese ammissibili nell'ambito degli strumenti finanziari, fatta eccezione
per i terreni o gli immobili che rientrano in investimenti finalizzati a
sostenere lo sviluppo urbano o la rivitalizzazione urbana, nel caso in cui il
terreno o l'immobile faccia parte dell'investimento. Tali contributi di terreni
o immobili sono ammissibili purché siano soddisfatte le condizioni di cui
all'articolo 59.
Articolo 33
Attuazione degli strumenti
finanziari
1.           In applicazione dell'articolo
32, le autorità di gestione possono fornire un contributo finanziario a favore
dei seguenti strumenti finanziari:
a)      gli strumenti finanziari istituiti a
livello dell'Unione, gestiti direttamente o indirettamente dalla Commissione;
b)      gli strumenti finanziari istituiti a
livello nazionale, regionale, transnazionale o transfrontaliero, gestiti dall'autorità
di gestione o sotto la sua responsabilità.
2.           Il titolo VIII del
regolamento finanziario si applica agli strumenti finanziari di cui al
paragrafo 1, lettera a). I contributi dei Fondi del QSC destinati a detti
strumenti finanziari di cui al paragrafo 1, lettera a), sono depositati su
conti distinti e utilizzati, conformemente agli obiettivi dei rispettivi Fondi
del QSC, per sostenere iniziative e destinatari finali in linea con il
programma o i programmi nell'ambito dei quali sono forniti tali contributi. 
3.           Per gli strumenti finanziari
di cui al paragrafo 1, lettera b), le autorità di gestione possono fornire un
contributo finanziario a favore dei seguenti strumenti finanziari:
a)      strumenti finanziari che soddisfano i
termini e le condizioni uniformi stabiliti dalla Commissione mediante atti di
esecuzione adottati conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo
143, paragrafo 3;
b)      strumenti finanziari già esistenti o nuovi
specificamente concepiti per conseguire la finalità prevista e che rispettano
le disposizioni applicabili dell'Unione e nazionale.
La Commissione adotta atti delegati ai sensi dell'articolo
142 che stabiliscono le norme specifiche relative a particolari tipologie di
strumenti finanziari di cui alla lettera b), e agli eventuali prodotti ottenuti
tramite tali strumenti.
4.           Quando sostiene gli strumenti
finanziari di cui al paragrafo 1, lettera b), l'autorità di gestione può:
a)      investire nel capitale di entità
giuridiche nuove o già esistenti, comprese quelle finanziate da altri Fondi del
QSC, incaricate dell'attuazione di strumenti finanziari coerenti con gli
obiettivi dei rispettivi Fondi del QSC e che svolgeranno compiti di esecuzione.
Il sostegno per tali investimenti si limita all'importo necessario per attuare
nuovi strumenti finanziari coerenti con gli obiettivi del presente regolamento;
o 
b)      affidare compiti di esecuzione: 
i)        alla Banca europea per gli
investimenti; 
ii)       a istituzioni finanziarie internazionali
in cui uno Stato membro detiene una partecipazione o a istituzioni finanziarie
stabilite in uno Stato membro che perseguono obiettivi di interesse pubblico
sotto il controllo di un'autorità pubblica, selezionate conformemente alla
normativa applicabile dell'Unione e nazionale; 
iii)      a un organismo di diritto pubblico o
privato selezionato conformemente alla normativa applicabile dell'Unione e
nazionale; 
c)      assumere direttamente compiti di
esecuzione, in caso di strumenti finanziari costituiti esclusivamente da
prestiti o garanzie.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142 che stabiliscono le norme in materia di
accordi di finanziamento, il ruolo e la responsabilità delle entità alle quali
sono affidati compiti di esecuzione, nonché i costi e le spese di gestione.
5.           Le entità di cui al paragrafo
4, lettera b), punti i) e ii), quando attuano strumenti finanziari mediante
fondi di fondi, possono inoltre affidare parte dell'attuazione a intermediari
finanziari, a condizione che tali entità si assumano la responsabilità di
garantire che gli intermediari finanziari soddisfano i criteri di cui all'articolo
57 e all'articolo 131, paragrafi 1, 1 bis e 3, del regolamento finanziario. Gli
intermediari finanziari sono selezionati mediante procedure aperte,
trasparenti, proporzionate e non discriminatorie, tali da evitare conflitti di
interessi.
6.           Le entità di cui al paragrafo
4, lettera b), alle quali sono affidati compiti di esecuzione possono aprire
conti fiduciari a proprio nome e per conto dell'autorità di gestione. Le
attività detenute su tali conti fiduciari sono gestite secondo il principio
della sana gestione finanziaria, applicando opportune norme prudenziali e
dispongono di adeguata liquidità.
7.           Alla Commissione è conferito
il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 che stabiliscono
norme dettagliate riguardanti gli obblighi specifici connessi al trasferimento
e alla gestione delle attività gestite dalle entità alle quali sono affidati
compiti di esecuzione, nonché la conversione delle attività dall'euro alle
monete nazionali.
Articolo 34
Attuazione di particolari
tipologie di strumenti finanziari
1.           Gli organismi accreditati
conformemente all'articolo 64 non effettuano verifiche in loco degli interventi
che comprendono strumenti finanziari attuati ai sensi dell'articolo 33,
paragrafo 1, lettera a). Tali organismi ricevono rapporti di controllo
periodici dagli organismi incaricati dell'attuazione di detti strumenti
finanziari.
2.           Gli organismi responsabili
dell'audit dei programmi non effettuano controlli sugli interventi che
comprendono strumenti finanziari attuati ai sensi dell'articolo 33, paragrafo
1, lettera a), e dei sistemi di gestione e di controllo relativi a tali strumenti.
Tali organismi ricevono rapporti di controllo periodici dai revisori dei conti
designati negli accordi che istituiscono tali strumenti finanziari.
3.           Alla Commissione è conferito
il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 riguardanti le
modalità di gestione e di controllo degli strumenti finanziari attuati ai sensi
dell'articolo 33, paragrafo 1, lettera a), e dell'articolo 33, paragrafo 4,
lettera b), punti i), ii) e iii).
Articolo 35
Richieste di pagamento
comprendenti le spese per gli strumenti finanziari
1.           Per quanto riguarda gli
strumenti finanziari di cui all'articolo 33, paragrafo 1, lettera a), la
richiesta di pagamento comprende e indica separatamente l'importo complessivo
del sostegno erogato allo strumento finanziario.
2.           Per quanto riguarda gli
strumenti finanziari di cui all'articolo 33, paragrafo 1, lettera b), attuati
ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 4, lettere a) e b), la spesa complessiva
ammissibile indicata nella richiesta di pagamento comprende e indica separatamente
l'importo complessivo del sostegno erogato o che si prevede di erogare allo
strumento finanziario per gli investimenti da effettuare nei destinatari finali
nel corso di un periodo prestabilito non superiore a due anni, compresi i costi
e le spese di gestione. 
3.           L'importo calcolato
conformemente al paragrafo 2 è corretto nelle richieste di pagamento successive
per tenere conto della differenza tra l'importo del sostegno precedentemente
erogato allo strumento finanziario in questione e gli importi effettivamente
investiti nei destinatari finali, più i costi e le spese di gestione sostenuti.
Tali importi sono indicati separatamente nella richiesta di pagamento. 
4.           Per quanto riguarda gli
strumenti finanziari di cui all'articolo 33, paragrafo 1, lettera b), attuati
ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 4, lettera c), la richiesta di pagamento
comprende l'importo complessivo dei pagamenti effettuati dall'autorità di
gestione per gli investimenti nei destinatari finali. Tali importi sono
indicati separatamente nella richiesta di pagamento. 
5.           Alla Commissione è conferito
il potere di adottare, mediante atti delegati a norma dell'articolo 142, le
norme specifiche relative ai pagamenti e alla revoca dei pagamenti a favore
degli strumenti finanziari e alle eventuali conseguenze per quanto riguarda le
richieste di pagamento. 
Articolo 36
Spesa ammissibile alla
chiusura
1.           Alla chiusura di un
programma, la spesa ammissibile dello strumento finanziario corrisponde
all'importo complessivo effettivamente pagato o, nel caso di fondi di garanzia,
impegnato dallo strumento finanziario entro il periodo di ammissibilità di cui
all'articolo 55, paragrafo 2, comprendente:
a)      i pagamenti ai destinatari finali;
b)      le risorse impegnate per contratti di
garanzia, in essere o già giunti a scadenza, al fine di onorare eventuali
richieste di garanzia per perdite, calcolate in base a una prudente valutazione
ex ante dei rischi a copertura di un ammontare multiplo di nuovi prestiti
sottostanti o altri strumenti di rischio per nuovi investimenti nei destinatari
finali; 
c)      gli abbuoni di interesse o gli abbuoni di
commissioni di garanzia capitalizzati, da pagare per un periodo non superiore
ai dieci anni successivi al periodo di ammissibilità di cui all'articolo 55,
paragrafo 2, utilizzati in combinazione con strumenti finanziari, depositati in
un conto di garanzia aperto specificamente a tale scopo, per l'esborso
effettivo dopo il periodo di ammissibilità di cui all'articolo 55, paragrafo 2,
ma riguardo a prestiti o altri strumenti di rischio erogati per investimenti
nei destinatari finali entro il periodo di ammissibilità di cui all'articolo
55, paragrafo 2; 
d)      il rimborso dei costi di gestione
sostenuti o il pagamento delle spese di gestione dello strumento finanziario.
2.           In caso di strumenti azionari
e di microcredito, i costi o le spese di gestione capitalizzati da pagare per
un periodo non superiore ai cinque anni successivi al periodo di ammissibilità
di cui all'articolo 55, paragrafo 2, per quanto riguarda gli investimenti nei
destinatari finali effettuati entro tale periodo di ammissibilità e ai quali
non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 37 e 38, possono essere
considerati spese ammissibili se sono versati in un conto di garanzia aperto
specificamente a tale scopo. 
3.           La spesa ammissibile
calcolata conformemente ai paragrafi 1 e 2 non supera l'ammontare:
i)       dell'importo complessivo del sostegno
dei Fondi del QSC erogato allo strumento finanziario; e 
ii)       del corrispondente cofinanziamento
nazionale. 
4.           Alla Commissione è conferito
il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 relativi
all'istituzione di un sistema di capitalizzazione delle rate annuali per gli
abbuoni di interesse e gli abbuoni delle commissioni di garanzia. 
Articolo 37
Interessi e altre plusvalenze
generate dal sostegno dei Fondi del QSC agli strumenti finanziari
1.           Il sostegno dei Fondi del QSC
erogato agli strumenti finanziari è depositato su conti produttivi di interessi
presso le istituzioni finanziarie negli Stati membri o investiti a titolo
temporaneo secondo il principio della sana gestione finanziaria. 
2.           Gli interessi e le altre
plusvalenze imputabili al sostegno dei Fondi del QSC erogato agli strumenti
finanziari sono utilizzati per le stesse finalità del sostegno iniziale fornito
dai Fondi del QSC nell'ambito dello stesso strumento finanziario.
3.           L'autorità di gestione
provvede affinché siano mantenute registrazioni adeguate della destinazione
degli interessi e delle altre plusvalenze. 
Articolo 38
Reimpiego delle risorse
imputabili al sostegno fornito dai Fondi del QSC fino alla chiusura del
programma 
1.           Le risorse in conto capitale rimborsate
agli strumenti finanziari a fronte degli investimenti o dello sblocco delle
risorse impegnate per i contratti di garanzia, che sono imputabili al sostegno fornito
dai Fondi del QSC, sono reimpiegate per ulteriori investimenti mediante lo
stesso strumento finanziario o altri strumenti finanziari, conformemente alle
finalità del programma o dei programmi. 
2.           Le plusvalenze e altri
rendimenti, tra cui interessi, commissioni di garanzia, dividendi, redditi di
capitale o altri introiti generati dagli investimenti, imputabili al sostegno
dei Fondi del QSC allo strumento finanziario, sono utilizzati per le seguenti
finalità, ove applicabile, a concorrenza dell'importo necessario:
a)      rimborso dei costi di gestione sostenuti
e pagamento delle spese di gestione dello strumento finanziario;
b)      rimunerazione preferenziale degli
investitori operanti secondo il principio dell'investitore in un'economia di
mercato, che forniscono fondi di contropartita per il sostegno dei Fondi del
QSC allo strumento finanziario o che coinvestono a livello dei destinatari
finali;
c)      ulteriori investimenti attraverso lo
stesso strumento finanziario o altri strumenti finanziari, conformemente alle
finalità del programma o dei programmi. 
3.           L'autorità di gestione
provvede affinché siano mantenute registrazioni adeguate dell'uso delle risorse
e delle plusvalenze di cui ai paragrafi 1 e 2.
Articolo 39
Uso delle risorse ancora
disponibili dopo la chiusura del programma
Gli Stati membri adottano le misure necessarie
affinché le plusvalenze e le risorse in conto capitale e gli altri rendimenti
imputabili al sostegno dei Fondi del QSC agli strumenti finanziari siano utilizzati
conformemente alle finalità del programma per un periodo di almeno dieci anni
dopo la chiusura del programma.
Articolo 40
Relazione sull'attuazione
degli strumenti finanziari
1.           L'autorità di gestione
trasmette alla Commissione una relazione specifica sugli interventi che
comprendono strumenti finanziari, sotto forma di allegato al rapporto annuale
di esecuzione. 
2.           La relazione di cui al
paragrafo 1 contiene, per ciascuno strumento finanziario, le informazioni
seguenti:
a)      l'identificazione del programma e della
priorità nell'ambito dei quali è fornito il sostegno dei Fondi del QSC;
b)      una descrizione dello strumento
finanziario e delle modalità di attuazione;
c)      l'identificazione degli organismi ai
quali sono affidati compiti di esecuzione;
d)      l'importo complessivo del sostegno per
programma e priorità o misura destinato allo strumento finanziario compreso
nelle richieste di pagamento presentate alla Commissione;
e)      l'importo complessivo del sostegno
erogato o impegnato in contratti di garanzia dallo strumento finanziario a
favore dei destinatari finali per programma e priorità o misura compreso nelle
richieste di pagamento presentate alla Commissione; 
f)       le entrate dello strumento finanziario e
i rimborsi allo stesso;
g)      l'effetto moltiplicatore degli
investimenti effettuati dallo strumento finanziario e il valore degli
investimenti e delle partecipazioni;
h)      il contributo dello strumento finanziario
alla realizzazione degli indicatori del programma e della priorità interessati.
3.           La Commissione adotta,
mediante un atto di esecuzione, conformemente alla procedura d'esame di cui
all'articolo 143, paragrafo 3, le condizioni uniformi riguardanti la
sorveglianza e la trasmissione alla Commissione delle relative informazioni,
anche per gli strumenti finanziari di cui all'articolo 33, paragrafo 1, lettera
a).

TITOLO V
SORVEGLIANZA E VALUTAZIONE
CAPO I
Sorveglianza
Sezione I
Sorveglianza dei programmi
Articolo 41
Comitato di sorveglianza
1.           Entro tre mesi dalla data di
notifica allo Stato membro della decisione di approvazione del programma, lo
Stato membro istituisce un comitato di sorveglianza, d'intesa con l'autorità di
gestione, per vigilare sull'attuazione del programma. 
Uno Stato membro può istituire un unico comitato
di sorveglianza per i programmi cofinanziati dai Fondi del QSC. 
2.           Ciascun comitato di
sorveglianza stabilisce e adotta il proprio regolamento interno.
Articolo 42
Composizione del comitato di
sorveglianza
1.           Il comitato di sorveglianza è
composto da rappresentanti dell'autorità di gestione e degli organismi
intermedi e da rappresentanti dei partner. Ciascun membro del comitato di
sorveglianza ha diritto di voto.
Il comitato di sorveglianza dei programmi nell'ambito
dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" comprende altresì
rappresentanti di ogni eventuale paese terzo partecipante al programma.
2.           La Commissione partecipa ai
lavori del comitato di sorveglianza a titolo consultivo. 
3.           Ove fornisca un contributo ad
un programma, la BEI può partecipare ai lavori del comitato di sorveglianza a
titolo consultivo.
4.           Il comitato di sorveglianza è
presieduto da un rappresentante dello Stato membro o dell'autorità di gestione.
Articolo 43
Funzioni del comitato di
sorveglianza
1.           Il comitato di sorveglianza
si riunisce almeno una volta all'anno per valutare l'attuazione del programma e
i progressi compiuti nel conseguimento dei suoi obiettivi. A tale proposito,
tiene conto dei dati finanziari e degli indicatori comuni e specifici del
programma, ivi compresi i cambiamenti negli indicatori di risultato e i
progressi verso valori obiettivo quantificati, nonché delle tappe fondamentali
definite nel quadro di riferimento dei risultati. 
2.           Il comitato di sorveglianza
esamina in dettaglio tutti gli aspetti che incidono sui risultati del programma.
3.           Il comitato di sorveglianza è
consultato ed emette un parere sulle eventuali modifiche del programma proposte
dall'autorità di gestione. 
4.           Il comitato di sorveglianza
può rivolgere raccomandazioni all'autorità di gestione in merito all'attuazione
del programma e alla sua valutazione e controlla le azioni intraprese a seguito
delle stesse. 
Articolo 44
Rapporti di esecuzione 
1.           A partire dal 2016 fino al
2022 compreso, lo Stato membro trasmette alla Commissione un rapporto annuale
sull'esecuzione del programma nel precedente esercizio finanziario. 
Lo Stato membro presenta un rapporto finale sull'esecuzione
del programma entro il 30 settembre 2023 per il FESR, il FSE e il Fondo di
coesione e un rapporto annuale di esecuzione per il FEASR e il FEAMP.
2.           I rapporti annuali di
esecuzione contengono informazioni sull'attuazione del programma e sulle sue
priorità con riferimento ai dati finanziari, agli indicatori comuni e specifici
per programma e ai valori obiettivo quantificati, ivi compresi i cambiamenti
negli indicatori di risultato, nonché alle tappe fondamentali definite nel
quadro di riferimento dei risultati. I dati trasmessi si riferiscono ai valori
di indicatori relativi a interventi eseguiti completamente e anche a interventi
selezionati. Indicano altresì le azioni intraprese per adempiere alle
condizionalità ex ante e gli aspetti che incidono sui risultati del programma,
nonché le misure correttive adottate.
3.           Il rapporto annuale di
esecuzione presentato nel 2017 riporta e valuta le informazioni di cui al
paragrafo 2 unitamente ai progressi nel conseguimento degli obiettivi del
programma, ivi compreso il contributo dei Fondi del QSC a eventuali cambiamenti
negli indicatori di risultato, laddove emergano dalle valutazioni. Valuta altresì
l'attuazione di azioni per tenere conto dei principi di cui agli articoli 6, 7
e 8 e riferisce in merito al sostegno utilizzato per gli obiettivi relativi al
cambiamento climatico.
4.           Il rapporto annuale di
esecuzione presentato nel 2019 e il rapporto finale di esecuzione per i Fondi
del QSC, oltre alle informazioni e alle valutazioni di cui ai paragrafi 2 e 3,
comprendono informazioni e valutazioni sui progressi nel conseguimento degli
obiettivi del programma e sul suo contributo alla realizzazione della strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. 
5.           I rapporti annuali di
esecuzione di cui ai paragrafi da 1 a 4 si considerano ricevibili se contengono
tutte le informazioni indicate negli stessi paragrafi. Ove la Commissione non
comunichi allo Stato membro che il rapporto annuale di esecuzione non è
ricevibile entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione dello stesso, tale
rapporto si considera ricevibile.
6.           La Commissione esamina il
rapporto annuale di esecuzione e informa lo Stato membro in merito alle sue
osservazioni entro due mesi dalla data di ricezione dello stesso e in merito al
rapporto finale entro cinque mesi dalla data di ricezione dello stesso. Ove la
Commissione non esprima osservazioni entro i termini stabiliti, i rapporti
s'intendono accettati.
7.           La Commissione può formulare
raccomandazioni per affrontare eventuali problemi che incidono sull'attuazione
del programma. In tal caso, l'autorità di gestione informa la Commissione entro
tre mesi in merito alle misure correttive adottate.
8.           È prevista la pubblicazione
di una sintesi per il cittadino del contenuto dei rapporti annuali e finali di
esecuzione.
Articolo 45
Riunione annuale di riesame
1.           Ogni anno a partire dal 2016
e fino al 2022 compreso, viene organizzata una riunione annuale di riesame tra
la Commissione e ciascuno Stato membro, al fine di esaminare i risultati di
ciascun programma, tenendo conto del rapporto annuale di esecuzione e delle
osservazioni e raccomandazioni della Commissione, se del caso. 
2.           La riunione annuale di
riesame può riguardare più di un programma. Nel 2017 e nel 2019 copre tutti i
programmi operativi in atto nello Stato membro, tenendo conto anche delle relazioni
sullo stato di attuazione presentati in tali anni dallo Stato membro
conformemente all'articolo 46.
3.           Lo Stato membro e la
Commissione possono convenire di non organizzare la riunione annuale di riesame
relativa a un programma in anni diversi dal 2017 e 2019. 
4.           La riunione annuale di
riesame è presieduta dalla Commissione. 
5.           Lo Stato membro assicura che
venga dato un seguito appropriato alle eventuali osservazioni della Commissione
in seguito all'incontro.
Sezione II
Progresso strategico
Articolo 46
Rapporto sullo stato dei
lavori
1.                      
Entro il 30 giugno 2017 e il 30 giugno 2019 lo
Stato membro presenta alla Commissione un rapporto sullo stato dei lavori
concernente l'esecuzione del contratto di partenariato rispettivamente al 31
dicembre 2016 e al 31 dicembre 2018. 
2.                      
Il rapporto sullo stato dei lavori contiene
informazioni e valutazioni in merito a quanto segue:
a)      cambiamenti nelle esigenze di sviluppo
nello Stato membro dall'adozione del contratto di partenariato;
b)      progressi nella realizzazione della
strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,
in particolare rispetto alle tappe fondamentali stabilite per ciascun programma
nel quadro di riferimento dei risultati e al sostegno utilizzato per gli
obiettivi relativi al cambiamento climatico;
c)      effettiva attuazione, secondo il
calendario stabilito, delle azioni per adempiere a condizionalità ante non
soddisfatte alla data di adozione del contratto di partenariato;
d)      attuazione di meccanismi per garantire il
coordinamento tra i Fondi del QSC e altri strumenti di finanziamento
dell'Unione e nazionali e con la BEI;
e)      progressi nella realizzazione degli
ambiti prioritari stabiliti per la cooperazione;
f)       azioni intraprese per rafforzare la
capacità delle autorità degli Stati membri e, se del caso, dei beneficiari di
amministrare e utilizzare i Fondi del QSC;
g)      azioni, con i relativi obiettivi,
pianificate nei programmi per ridurre gli oneri amministrativi a carico dei
beneficiari;
h)      ruolo dei partner di cui all'articolo 5
nell'esecuzione del contratto di partenariato.
3.                      
Qualora, entro tre mesi dalla data di presentazione
del rapporto sullo stato dei lavori, la Commissione stabilisca che le
informazioni presentate sono incomplete o poco chiare, può chiedere
informazioni aggiuntive allo Stato membro, il quale è tenuto a fornire alla
Commissione le informazioni richieste entro tre mesi e, se del caso, a rivedere
di conseguenza il rapporto sullo stato dei lavori. 
4.                      
Nel 2017 e nel 2019 la Commissione prepara un
rapporto strategico che sintetizza le relazioni sullo stato di attuazione degli
Stati membri, da presentare al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
5.                      
Nel 2018 e nel 2020 la Commissione inserisce nel
suo rapporto annuale sullo stato dei lavori da presentare al Consiglio europeo
di primavera una sezione che sintetizza il rapporto strategico, in particolare
per quanto concerne i progressi compiuti nel realizzare la strategia
dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. 

CAPO II
Valutazione
Articolo 47
Disposizioni generali
1.           Le valutazioni sono
effettuate per migliorare la qualità della progettazione e dell'esecuzione dei
programmi e per valutarne l'efficacia, l'efficienza e l'impatto. L'impatto dei
programmi viene valutato, in conformità alla missione dei rispettivi Fondi del
QSC in relazione agli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva[32]
nonché in relazione al prodotto interno lordo (PIL) e al tasso di
disoccupazione, ove appropriato. 
2.           Gli Stati membri forniscono
le risorse necessarie allo svolgimento delle valutazioni e garantiscono l'esistenza
di procedure per la produzione e la raccolta dei dati necessari, compresi i
dati relativi agli indicatori comuni e, ove appropriato, agli indicatori
specifici per programma.
3.           Le valutazioni sono
effettuate da esperti funzionalmente indipendenti dalle autorità responsabili dell'attuazione
del programma. La Commissione fornisce orientamenti su come effettuare le
valutazioni. 
4.           Tutte le valutazioni vengono
rese pubbliche integralmente. 
Articolo 48 
Valutazione ex ante
1.                      
Gli Stati membri effettuano valutazioni ex ante per
migliorare la qualità della progettazione di ciascun programma.
2.                      
Le valutazioni ex ante sono effettuate sotto la
responsabilità dell'autorità competente per la preparazione dei programmi e
vengono presentate alla Commissione contemporaneamente al programma, unitamente
ad una sintesi. Le norme specifiche di ciascun Fondo possono stabilire soglie
al di sotto delle quali la valutazione ex ante può essere combinata alla
valutazione di un altro programma.
3.                      
Le valutazioni ex ante prendono in esame quanto
segue:
a)      il contributo alla strategia dell'Unione
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in riferimento agli
obiettivi tematici e alle priorità selezionati, tenendo conto delle esigenze
nazionali e regionali;
b)      la coerenza interna del programma o delle
attività proposti e il rapporto con altri strumenti pertinenti;
c)      la coerenza dell'assegnazione delle
risorse di bilancio con gli obiettivi del programma;
d)      la coerenza degli obiettivi tematici
selezionati, delle priorità e dei corrispondenti obiettivi dei programmi con il
quadro strategico comune, il contratto di partenariato e le raccomandazioni
specifiche per paese di cui all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato, e le
raccomandazioni del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4,
del trattato;
e)      la pertinenza e la chiarezza degli
indicatori del programma proposto;
f)       in che modo i risultati attesi
contribuiranno al conseguimento degli obiettivi;
g)      se i valori obiettivo quantificati relativi
agli indicatori sono realistici, tenendo conto del sostegno previsto dei Fondi
del QSC;
h)      la motivazione della forma di sostegno
proposta;
i)       l'adeguatezza delle risorse umane e
della capacità amministrativa per la gestione del programma;
j)       l'idoneità delle procedure per la
sorveglianza del programma e per la raccolta dei dati necessari per
l'effettuazione delle valutazioni;
k)      l'idoneità delle tappe fondamentali
selezionate per il quadro di riferimento dei risultati;
l)       l'adeguatezza delle misure pianificate
per promuovere le pari opportunità tra uomini e donne e impedire la
discriminazione;
m)     l'adeguatezza delle misure pianificate per
promuovere lo sviluppo sostenibile.
4.           La valutazione ex ante comprende,
ove appropriato, i requisiti per la valutazione ambientale strategica stabiliti
in esecuzione della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati
piani e programmi sull'ambiente[33].
Articolo 49
Valutazione durante il
periodo di programmazione
1.           L'autorità di gestione
prepara un piano di valutazione per ciascun programma – piano che viene presentato
conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo.
2.           Gli Stati membri assicurano
la disponibilità di un'appropriata capacità di valutazione. 
3.           Nel corso del periodo di
programmazione, le autorità di gestione effettuano valutazioni di ciascun
programma, anche intese a valutarne l'efficacia, l'efficienza e l'impatto,
sulla base del piano di valutazione. Almeno una volta nel corso del periodo di
programmazione si valuta in che modo il sostegno dei Fondi del QSC abbia
contribuito al conseguimento degli obiettivi di ciascuna priorità. Tutte le
valutazioni sono soggette all'esame del comitato di sorveglianza e trasmesse
alla Commissione. 
4.           La Commissione può effettuare
di sua iniziativa valutazioni dei programmi. 
Articolo 50
Valutazione ex post 
Le valutazioni ex post sono effettuate dalla
Commissione o dagli Stati membri, in stretta cooperazione. Le valutazioni ex
post prendono in esame l'efficacia e l'efficienza dei Fondi dei QSC e il loro contributo
alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva conformemente ai requisiti specifici stabiliti nelle norme specifiche
di ciascun Fondo. Le valutazioni ex post devono essere completate entro il 31
dicembre 2023.

TITOLO VI 
ASSISTENZA TECNICA
Articolo 51
Assistenza tecnica su
iniziativa della Commissione
1.           Su iniziativa o per conto della Commissione, i Fondi del QSC possono
sostenere le misure di preparazione, sorveglianza, assistenza tecnica e
amministrativa, valutazione, audit e controllo necessarie all'attuazione del
presente regolamento.
Dette misure possono comprendere, a titolo
esemplificativo ma non limitativo:
a)      assistenza per la preparazione e la
valutazione di progetti, anche con la BEI; 
b)      sostegno al rafforzamento istituzionale e
allo sviluppo di capacità amministrative per la gestione efficace dei Fondi del
QSC;
c)      studi legati alle relazioni della
Commissione sui Fondi del QSC e al rapporto sulla coesione;
d)      misure connesse all'analisi, alla
gestione, alla sorveglianza, allo scambio di informazioni e all'esecuzione dei
Fondi del QSC, nonché misure relative all'attuazione dei sistemi di controllo e
all'assistenza tecnica e amministrativa;
e)      valutazioni, rapporti di esperti,
statistiche e studi, compresi quelli di natura generale, sul funzionamento
attuale e futuro dei Fondi del QSC, che possono essere effettuati se del caso
dalla BEI;
f)       azioni di divulgazione delle
informazioni, azioni a sostegno della creazione di reti, interventi di
comunicazione, azioni di sensibilizzazione e azione destinate a promuovere la
cooperazione e lo scambio di esperienze, anche con paesi terzi. Per una
maggiore efficienza della comunicazione al grande pubblico e maggiori sinergie
tra le attività di comunicazione svolte su iniziativa della Commissione, le
risorse destinate alle attività di comunicazione a norma del presente regolamento
contribuiscono anche a coprire la comunicazione istituzionale delle priorità
politiche dell'Unione europea nella misura in cui sono connesse agli obiettivi
generali del presente regolamento;
g)      installazione, funzionamento e
interconnessione di sistemi informatizzati per la gestione, la sorveglianza, l'audit,
il controllo e la valutazione;
h)      azioni intese a migliorare i metodi di
valutazione e lo scambio di informazioni sulle prassi di valutazione;
i)       azioni relative all'audit;
j)       rafforzamento della capacità nazionale e
regionale in termini di pianificazione degli investimenti, valutazione delle
necessità, preparazione, progettazione e attuazione di strumenti finanziari,
piani d'azione comuni e grandi progetti, comprese iniziative comuni con la BEI.
Articolo 52
Assistenza tecnica degli
Stati membri
1.           Su iniziativa di uno Stato
membro, i Fondi del QSC possono sostenere attività di preparazione, gestione,
sorveglianza, valutazione, informazione e comunicazione, creazione di rete, risoluzione
dei reclami, controllo e audit. Lo Stato membro può utilizzare i Fondi del QSC
per sostenere azioni intese a ridurre l'onere amministrativo per i beneficiari,
ivi compresi sistemi elettronici per lo scambio di dati e azioni mirate a
rafforzare la capacità delle autorità degli Stati membri e dei beneficiari di
amministrare e utilizzare i Fondi del QSC. Queste azioni possono interessare
periodi di programmazione precedenti e successivi. 
2.           Le norme specifiche di
ciascun Fondo possono aggiungere o escludere azioni che possono essere
finanziate dall'assistenza tecnica di ciascun Fondo del QSC. 

TITOLO VII
SOSTEGNO FINANZIARIO FORNITO DAI FONDI DEL QSC
CAPO I
Sostegno fornito dai Fondi del QSC
Articolo 53
Determinazione dei tassi di
cofinanziamento
1.           La decisione della
Commissione che adotta un programma fissa il tasso o i tassi di cofinanziamento
e l'importo massimo del sostegno fornito dai Fondi del QSC conformemente alle
norme specifiche relative a ciascun Fondo.
2            Le azioni di assistenza
tecnica attuate su iniziativa o per conto della Commissione possono essere
finanziate a un tasso del 100%. 
Articolo 54
Interventi generatori di
entrate 
1.           Le entrate nette generate al
termine di un intervento nell'arco di un periodo di riferimento specifico sono
determinati in anticipo con uno dei seguenti metodi:
a)      applicazione di una percentuale di
entrate forfettaria per il tipo di intervento interessato;
b)      calcolo del valore corrente dell'entrata
netta dell'intervento, tenendo conto dell'applicazione del principio "chi inquina
paga" e, se del caso, di considerazioni di equità legate alla prosperità
relativa dello Stato membro interessato.
La spesa ammissibile dell'intervento da
cofinanziare non supera il valore corrente del costo d'investimento dell'intervento
diminuito del valore corrente dei proventi netti, determinato in base a uno dei
metodi di cui sopra.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142 per quanto concerne la
definizione della percentuale forfettaria di alla lettera a) che precede. 
La Commissione adotta la metodologia di cui alla
lettera b) mediante atti di esecuzione in conformità della procedura d'esame di
cui all'articolo 143, paragrafo 3.
2.           Qualora sia obiettivamente
impossibile valutare le entrate in anticipo secondo i metodi indicati al
paragrafo 1, le entrate nette generate entro i tre anni successivi al
completamento di un intervento o entro il 30 settembre 2023, se precedente,
sono detratte dalla spesa dichiarata alla Commissione.
3.           I paragrafi 1 e 2 si
applicano solo agli interventi il cui costo complessivo supera 1 milione di EUR.
4.           Il presente articolo non si
applica al FSE.
5.           I paragrafi 1 e 2 non si
applicano a interventi soggetti alla normativa sugli aiuti di Stato o a misure
di sostegno fornito a o da strumenti finanziari.

CAPO II
Ammissibilità delle spese e stabilità 
Articolo 55 
Ammissibilità
1.                      
L'ammissibilità delle spese è determinata in base a
norme nazionali, fatte salve norme specifiche previste nel presente regolamento
o nelle norme specifiche di ciascun Fondo, o sulla base degli stessi. 
2.                      
Le spese sono ammissibili a una partecipazione dei
Fondi del QSC se sono state sostenute e pagate da un beneficiario tra la data
di presentazione del programma alla Commissione o il 1° gennaio 2014, se
anteriore, e il 31 dicembre 2022. Inoltre le spese sono ammissibili per una
partecipazione del FEASR e del FEAMP solo se l'aiuto in questione è di fatto
pagato dall'organismo pagatore tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2022.
3.                      
Nel caso di costi rimborsati in base a quanto
disposto all'articolo 57, paragrafo 1, lettere b) e c), le azioni che
costituiscono la base per il rimborso devono svolgersi tra il 1° gennaio 2014 e
il 31 dicembre 2022. 
4.                      
Non vengono selezionati per il sostegno dei Fondi
del QSC gli interventi portati materialmente a termine o completamente attuati
prima che la domanda di finanziamento nell'ambito del programma sia presentata
dal beneficiario all'autorità di gestione, a prescindere dal fatto che tutti i
relativi pagamenti siano stati effettuati dal beneficiario. 
5.                      
Il presente articolo lascia impregiudicate le norme
sull'ammissibilità dell'assistenza tecnica su iniziativa della Commissione di
cui all'articolo 51.
6.                      
Le entrate nette generate direttamente da un
intervento nel corso della sua attuazione e di cui non si sia tenuto conto al
momento dell'approvazione dell'intervento stesso vengono dedotte dalle spese
ammissibili dell'intervento nella richiesta di pagamento finale presentata dal
beneficiario. Questa norma non si applica agli strumenti finanziari e ai premi.

7.                      
In caso di modifica di un programma, la spesa che
diventa ammissibile a seguito della modifica apportata al programma è ammissibile
solo a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di modifica alla
Commissione. 
8.                      
Un intervento può ricevere sostegno da uno o più
Fondi del QSC e da altri strumenti dell'Unione, purché la voce di spesa
indicata in una richiesta di pagamento per il rimborso da parte di uno dei
Fondi del QSC non riceva il sostegno di un altro Fondo o strumento dell'Unione,
o dallo stesso Fondo nell'ambito di un altro programma.
Articolo 56 
Forme di sostegno 
I Fondi del QSC sono utilizzati per fornire
sostegno sotto forma di sovvenzioni, premi, assistenza rimborsabile e strumenti
finanziari o una combinazione degli stessi. 
Nel caso
dell'assistenza rimborsabile, il sostegno rimborsato all'organismo che l'ha
fornito o ad un'altra autorità competente dello Stato membro è registrato in un
conto separato e reimpiegato allo stesso scopo o in linea con gli obiettivi del
programma.
Articolo 57 
Forme di sovvenzioni
1.           Le sovvenzioni possono
assumere una delle seguenti forme:
a)      rimborso dei costi ammissibili
effettivamente sostenuti e pagati unitamente, se del caso, a contributi in
natura e ammortamenti;
b)      tabelle standard di costi unitari;
c)      somme forfettarie non superiori a
100 000 EUR di contributo pubblico;
d)      finanziamenti a tasso forfettario,
calcolati applicando una determinata percentuale a una o più categorie di costo
definite.
2.           Le opzioni di cui al paragrafo
1 si possono combinare unicamente se ciascuna di esse copre diverse categorie
di costi, o se sono utilizzate per progetti diversi facenti parte di un
intervento o per fasi successive di un intervento.
3.           Laddove un intervento o un
progetto facente parte di un intervento sia attuato esclusivamente tramite
appalti di opere, beni o servizi, si applica solo il paragrafo 1, lettera a).
Laddove l'appalto nell'ambito di un intervento o di un progetto facente parte
di un intervento sia limitato a determinate categorie di costi, sono
applicabili tutte le opzioni di cui al paragrafo 1.
4.           Gli importi di cui al
paragrafo 1, lettere b), c) e d), sono stabiliti sulla base di:
a)      un metodo di calcolo giusto, equo e
verificabile, basato su:
i)        dati statistici o altre informazioni
oggettive; o
ii)       dati storici verificati dei singoli
beneficiari o applicazione delle loro normali prassi di contabilità dei costi;
b)      metodi e corrispondenti tabelle di costi
unitari, somme forfettarie e tassi forfettari applicabili nelle politiche dell'Unione
per tipologie analoghe di interventi e beneficiari;
c)      metodi e corrispondenti tabelle di costi
unitari, somme forfettarie e tassi forfettari applicati nell'ambito di
meccanismi di sovvenzione finanziati interamente dallo Stato membro per una
tipologia analoga di intervento e beneficiario; 
d)      tassi previsti dal presente regolamento o
dalle norme specifiche di ciascun Fondo.
5.           Il documento che specifica le
condizioni per il sostegno a ciascun intervento indica il metodo da applicare per
stabilire i costi dell'intervento e le condizioni per il pagamento della
sovvenzione. 
Articolo
58 
Finanziamento
a tasso forfettario dei costi indiretti in relazione alle sovvenzioni
Laddove l'esecuzione di un intervento dia
origine a costi indiretti, questi ultimi si possono calcolare forfettariamente
in uno dei seguenti modi: 
a)           un tasso forfettario fino al 20% dei
costi diretti ammissibili, calcolato sulla base di un metodo giusto, equo e
verificabile o di un metodo applicato nell'ambito di meccanismi di sovvenzione
finanziati interamente dallo Stato membro per una tipologia analoga di intervento
e beneficiario;
b)           un tasso forfettario fino al 15% dei
costi diretti ammissibili per il personale;
c)           un tasso forfettario applicato ai
costi diretti ammissibili basato su metodi esistenti e percentuali
corrispondenti applicabili nelle politiche dell'Unione per una tipologia
analoga di intervento e beneficiario.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142 per quanto concerne la definizione del
tasso forfettario e dei relativi metodi di cui alla lettera c) che precede. 
Articolo 59
Norme specifiche in materia
di ammissibilità per le sovvenzioni
1.                      
I contributi in natura sotto forma di forniture di
opere, beni, servizi, terreni e immobili in relazione ai quali non è stato
effettuato alcun pagamento in contanti giustificato da fatture o documenti di
valore probatorio equivalente sono considerati ammissibili purché lo consentano
le norme in materia di ammissibilità dei Fondi del QSC e del programma e siano
soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
a)      il sostegno pubblico a favore
dell'intervento che comprende contributi in natura non supera il totale delle
spese ammissibili, esclusi i contributi in natura, al termine dell'intervento;
b)      il valore attribuito ai contributi in
natura non supera i costi generalmente accettati sul mercato in questione;
c)      il valore e la fornitura dei contributi
possono essere valutati e verificati in modo indipendente;
d)      nel caso di terreni o immobili, il valore
è certificato da un esperto qualificato indipendente o da un organismo
ufficiale debitamente autorizzato e non supera il limite di cui al paragrafo 3,
lettera b);
e)      nel caso di contributi in natura sotto
forma di prestazione di lavoro non retribuita, il valore della prestazione è
stabilito tenendo conto del tempo di lavoro verificato e della remunerazione
per una prestazione di lavoro equivalente.
2.                      
Le spese di ammortamento si possono considerare
spese ammissibili alle seguenti condizioni: 
a)      ciò è consentito dalle norme del
programma in materia di ammissibilità;
b)      l'importo della spesa è debitamente
giustificato da documenti con un valore probatorio equivalente alle fatture
quando rimborsato nella forma di cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettera a);
c)      i costi si riferiscono esclusivamente al
periodo di sostegno all'intervento; 
d)      all'acquisto dei beni ammortizzati non
hanno contribuito sovvenzioni pubbliche.
3.                      
Non sono ammissibili al contributo dei Fondi del
QSC i seguenti costi:
a)      interessi passivi;
b)      l'acquisto di terreni non edificati e di
terreni edificati per un importo superiore al 10% della spesa totale
ammissibile dell'intervento considerato. In casi eccezionali e debitamente
giustificati, può essere fissata una percentuale più elevata per interventi a
tutela dell'ambiente;
c)      imposta sul valore aggiunto. Tuttavia,
gli importi IVA sono ammissibili se non sono recuperabili a norma della
legislazione nazionale sull'IVA e se sono pagati da beneficiari diversi dai
soggetti esenti come definiti all'articolo 13, paragrafo 1, primo comma, della
direttiva 2006/112/CE, purché tali importi IVA non siano pagati in relazione
alla fornitura di infrastrutture.
Articolo 60 
Ammissibilità degli
interventi a seconda dell'ubicazione 
1.           Gli interventi sostenuti dai
Fondi del QSC, fatte salve le deroghe di cui ai paragrafi 2 e 3 e alle norme
specifiche di ciascun Fondo, sono ubicati nell'area coperta dal programma
nell'ambito del quale sono sostenuti (di seguito "area del
programma").
2.           L'autorità di gestione può
accettare che un intervento si svolga al di fuori dell'area del programma ma
sempre all'interno dell'Unione, purché siano soddisfatte tutte le seguenti
condizioni:
a)      l'intervento è a vantaggio dell'area del
programma;
b)      l'importo complessivo destinato dal
programma a interventi ubicati fuori dall'area del programma non supera il 10%
del sostegno del FESR, del Fondo di coesione o del FEAMP a livello di priorità
o il 3% del sostegno del FEASR a livello del programma;
c)      il comitato di sorveglianza ha dato il
suo consenso all'intervento o al tipo di interventi interessati;
d)      le autorità responsabili del programma
nell'ambito del quale viene finanziato l'intervento soddisfano gli obblighi
posti a carico di tali autorità per quanto concerne la gestione, il controllo e
l'audit o stipulano accordi con autorità nell'area in cui si svolge
l'intervento purché siano soddisfatte le condizioni indicate al paragrafo 2,
lettera a), e gli obblighi di gestione, controllo e audit riguardanti
l'intervento.
3.           Per gli interventi
concernenti attività promozionali, è possibile sostenere spese al di fuori
dell'Unione, purché siano soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 2,
lettera a) e rispettati gli obblighi di gestione, controllo e audit riguardanti
l'intervento.
4.                      
I paragrafi da 1 a 3 non si applicano ai programmi
nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" o del
FSE.
Articolo 61
Stabilità degli interventi
1.           Nel caso di un intervento che
comporta investimenti in infrastrutture o investimenti produttivi, il contributo
fornito dai Fondi del QSC è rimborsato laddove, entro cinque anni dal pagamento
finale al beneficiario o entro il termine stabilito nella normativa sugli aiuti
di Stato, ove applicabile, si verifichi quanto segue:
a)      cessazione o rilocalizzazione di un'attività
produttiva;
b)      cambio di proprietà di un'infrastruttura
che procuri un vantaggio indebito a un'impresa o a un ente pubblico; o
c)      una modifica sostanziale che alteri la
natura, gli obiettivi o le condizioni di attuazione dell'intervento, con il
risultato di comprometterne gli obiettivi originari.
Gli importi indebitamente versati in relazione all'intervento
vengono recuperati dallo Stato membro.
2.           Nel caso di interventi
sostenuti dal FSE e di interventi sostenuti da altri Fondi del QSC che non
comportano investimenti in infrastrutture o investimenti produttivi, il
contributo del Fondo deve essere rimborsato solo quando gli interventi sono
soggetti a un obbligo di mantenimento dell'investimento ai sensi delle norme applicabili
in materia di aiuti di Stato e quando si verifichi la cessazione o la
rilocalizzazione di un'attività produttiva entro il periodo stabilito da dette
norme.
3.           I paragrafi 1 e 2 non si
applicano ai contributi forniti a o da strumenti finanziari, o a interventi per
i quali si verifichi la cessazione di un'attività produttiva a causa di un fallimento
non fraudolento. 
4.           I paragrafi 1 e 2 non si
applicano alle persone fisiche beneficiarie di un sostegno agli investimenti
che, dopo il completamento dell'intervento di investimento, diventano
ammissibili al sostegno e lo ricevono nel quadro del FEG (regolamento (UE) n. [/2012]
che istituisce un Fondo europeo per la globalizzazione) ove l'investimento in
questione sia direttamente connesso al tipo di attività individuata come
ammissibile al sostegno del FEG.

TITOLO VIII
GESTIONE E CONTROLLO
CAPO I
Sistemi di gestione e controllo
Articolo 62
Principi generali dei sistemi
di gestione e controllo
I sistemi di gestione
e controllo prevedono:
a)           la descrizione delle funzioni degli
organismi coinvolti nella gestione e nel controllo e la ripartizione delle
funzioni all'interno di ciascun organismo;
b)           l'osservanza del principio della
separazione delle funzioni fra tali organismi e all'interno degli stessi;
c)           procedure atte a garantire la
correttezza e la regolarità delle spese dichiarate;
d)           sistemi informatizzati per la
contabilità, per la memorizzazione e la trasmissione dei dati finanziari e dei
dati sugli indicatori, per la sorveglianza e la rendicontazione;
e)           sistemi di rendicontazione e
sorveglianza nei casi in cui l'organismo responsabile affida l'esecuzione dei
compiti ad un altro organismo;
f)            disposizioni per l'audit del
funzionamento dei sistemi di gestione e controllo;
g)           sistemi e procedure per garantire
una pista di controllo adeguata;
h)           la prevenzione, il rilevamento e la
correzione di irregolarità, comprese le frodi, e il recupero di importi
indebitamente versati, compresi, se del caso, gli interessi.
Articolo 63
Competenze degli Stati membri
1.           Gli Stati membri adempiono
agli obblighi di gestione, controllo e audit e assumono le responsabilità che
ne derivano indicate nelle norme sulla gestione concorrente di cui al
regolamento finanziario e alle norme specifiche di ciascun Fondo. Conformemente
al principio della gestione concorrente, gli Stati membri sono responsabili
della gestione e del controllo dei programmi. 
2.           Gli Stati membri garantiscono
che i sistemi di gestione e controllo dei programmi siano istituiti
conformemente alle disposizioni delle norme specifiche di ciascun Fondo e
funzionino in modo efficace. 
3.           Gli Stati membri istituiscono
e attuano una procedura per l'esame indipendente e la risoluzione dei reclami
concernenti la selezione o l'esecuzione di interventi cofinanziati dai Fondi
del QSC. Su richiesta, gli Stati membri riferiscono alla Commissione i
risultati di tale esame.
4.           Tutti gli scambi ufficiali di
informazioni tra gli Stati membri e la Commissione si svolgono utilizzando un
sistema di scambio elettronico di dati istituito dalla Commissione.

CAPO II
Accreditamento degli organismi di gestione e controllo
Articolo 64
Accreditamento
e coordinamento
1.           A norma dell'articolo 56,
paragrafo 3, del regolamento finanziario, ciascun organismo responsabile della
gestione e del controllo della spesa nell'ambito dei Fondi del QSC è
accreditato con decisione formale di un'autorità di accreditamento a livello
ministeriale.
2.           L'accreditamento è
subordinato al rispetto da parte dell'organismo dei criteri di accreditamento
riguardanti l'ambiente interno, le attività di controllo, informazione e
comunicazione e il monitoraggio previsti dalle norme specifiche di ciascun
Fondo.
3.           L'accreditamento si fonda sul
parere di un organismo di audit indipendente che valuta la conformità dell'organismo
con i criteri di accreditamento. L'organismo di audit indipendente svolge il
proprio compito in conformità degli standard internazionalmente riconosciuti. 
4.           L'autorità di accreditamento
controlla l'organismo accreditato e revoca l'accreditamento con decisione
formale se uno o più dei criteri di accreditamento non sono più soddisfatti, a
meno che l'organismo non adotti le necessarie azioni correttive entro un
periodo di prova stabilito dall'autorità di accreditamento in base alla gravità
del problema. L'autorità di accreditamento notifica immediatamente alla
Commissione il periodo di prova stabilito per un organismo accreditato ed
eventuali decisioni di revoca. 
5.           Lo Stato membro può designare
un organismo di coordinamento incaricato di mantenere i contatti con la
Commissione e fornirle informazioni, promuovere l'applicazione armonizzata
delle norme dell'Unione, elaborare una relazione di sintesi che fornisca una
panoramica a livello nazionale di tutte le dichiarazioni di gestione e dei
pareri di audit e coordinare l'attuazione di azioni correttive per quanto
concerne eventuali carenze di natura comune. .
6.           Fatte salve le disposizioni
previste nelle norme specifiche di ciascun Fondo, gli organismi da accreditare
ai sensi del paragrafo 1 sono:
a)      per il FESR, il FSE e il Fondo di
coesione, le autorità di gestione e, se del caso, le autorità di
certificazione;
b)      per il FEASR e il FEAMP, gli organismi
pagatori.

CAPO III
Poteri e responsabilità della Commissione
Articolo 65
Poteri e responsabilità della
Commissione
1.           La Commissione accerta, sulla base delle informazioni disponibili,
compresi la procedura di accreditamento, la dichiarazione di gestione annuale,
i rapporti annuali di controllo, il parere di audit annuale, il rapporto
annuale di esecuzione e gli audit effettuati da organismi nazionali e dell'Unione,
che gli Stati membri abbiano predisposto sistemi di gestione e di controllo
conformi al presente regolamento e alle norme specifiche di ciascun Fondo e che
tali sistemi funzionino in modo efficace durante l'attuazione dei programmi.
2.           Fatte salve le attività di
audit condotte dagli Stati membri, i funzionari della Commissione o suoi
rappresentanti autorizzati possono svolgere controlli di audit o verifiche in
loco dandone adeguato preavviso. L'ambito di tali controlli di audit o
verifiche può comprendere, in particolare, una verifica dell'efficace
funzionamento dei sistemi di gestione e controllo di un programma o di parte
dello stesso, degli interventi e la valutazione della sana gestione finanziaria
degli interventi o dei programmi. A detti controlli di audit possono
partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati degli Stati membri. 
Funzionari della Commissione o suoi rappresentanti
autorizzati, debitamente legittimati ad effettuare controlli in loco, hanno
accesso a tutti i registri, documenti e metadati, a prescindere dal mezzo su
cui sono conservati, relativi ad interventi finanziati dai Fondi del QSC o ai
sistemi di gestione e controllo. Su richiesta, gli Stati membri forniscono alla
Commissione copie di tali registri, documenti e metadati.
I poteri descritti nel presente paragrafo non
pregiudicano l'applicazione delle disposizioni nazionali che riservano taluni atti
a funzionari specificamente designati in virtù della legislazione nazionale. I
funzionari e i rappresentanti autorizzati della Commissione non partecipano, in
particolare, alle visite domiciliari o agli interrogatori formali di persone
nel quadro della legislazione nazionale. Essi hanno tuttavia accesso alle
informazioni così raccolte.
3.           La Commissione può chiedere a
uno Stato membro di adottare i provvedimenti necessari per garantire l'efficace
funzionamento dei sistemi di gestione e controllo o la regolarità delle spese
in conformità delle norme specifiche di ciascun Fondo.
4.           La Commissione può chiedere a
uno Stato membro di esaminare un reclamo ricevuto in merito alla selezione o
all'attuazione di interventi cofinanziati dai Fondi del QSC o al funzionamento
del sistema di gestione e controllo. 

TITOLO IX
GESTIONE FINANZIARIA, LIQUIDAZIONE DEI CONTI E RETTIFICHE FINANZIARIE,
DISIMPEGNO
CAPO I
Gestione finanziaria
Articolo
66
Impegni di bilancio
Gli impegni di bilancio dell'Unione per
ciascun programma sono effettuati in rate annuali per ciascun Fondo nel periodo
compreso tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020. La decisione della
Commissione di adottare un programma costituisce la decisione di finanziamento
ai sensi dell'articolo 75, paragrafo 2, del regolamento finanziario e, una
volta notificata allo Stato membro interessato, un impegno giuridico ai sensi
di tale regolamento. 
Per ciascun programma, l'impegno di bilancio
relativo alla prima rata segue l'adozione del programma da parte della
Commissione. 
Gli impegni di bilancio relativi alle rate
successive sono effettuati dalla Commissione entro il 1° maggio di ogni anno,
sulla base della decisione di cui al secondo comma, salvo ove sia applicabile l'articolo
13 del regolamento finanziario. 
Per quanto riguarda le riserve di efficacia ed
efficienza e di crescita e competitività, gli impegni di bilancio seguono la
decisione della Commissione che approva la modifica del programma. 
Articolo 67
Norme comuni per i pagamenti
1.           I pagamenti, da parte della
Commissione, dei contributi dei Fondi del QSC a ciascun programma sono
effettuati conformemente agli stanziamenti di bilancio e sono subordinati ai
fondi disponibili. Ogni pagamento è imputato all'impegno di bilancio aperto del
Fondo in questione meno recente.
2.           I pagamenti avvengono sotto
forma di prefinanziamento, di pagamenti intermedi e di pagamento del saldo
annuale, ove applicabile, e del saldo finale. 
3.           Per le forme di sostegno di
cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettere b), c) e d), gli importi versati al
beneficiario sono considerati spese ammissibili. 
Articolo 68
Norme comuni per il calcolo
dei pagamenti intermedi, del pagamento del saldo annuale, ove applicabile, e
del pagamento del saldo finale
Le norme specifiche di ciascun Fondo
disciplinano il calcolo dell'importo rimborsato come pagamenti intermedi, pagamento
del saldo annuale, ove applicabile, e pagamento del saldo finale. Tale importo
è in funzione dello specifico tasso di cofinanziamento applicabile alle spese
ammissibili. 
Articolo 69
Richieste di pagamento 
1.           La procedura specifica e le
informazioni da presentare per le richieste di pagamento sono stabilite nelle
norme specifiche di ciascun Fondo.
2.           La richiesta di pagamento da
presentare alla Commissione fornisce tutte le informazioni necessarie perché la
Commissione possa presentare i conti a norma dell'articolo [...] del
regolamento finanziario.
Articolo 70
Cumulo del prefinanziamento e
dei pagamenti intermedi
1.           Il totale cumulativo del
prefinanziamento e dei pagamenti intermedi e, ove applicabile, del saldo
annuale versati dalla Commissione non supera il 95% del contributo dei Fondi
del QSC al programma.
2.           Una volta raggiunto il
massimale del 95%, gli Stati membri continuano a trasmettere alla Commissione
le richieste di pagamento.
Articolo 71
Uso dell'euro
Gli importi che figurano nei programmi
presentati dagli Stati membri, le previsioni di spesa, le dichiarazioni di
spesa, le richieste di pagamento, i bilanci annuali e le spese indicate nei
rapporti di esecuzione annuale e finale sono espressi in euro. 
Articolo 72
Pagamento del prefinanziamento
iniziale
1.           A seguito della decisione che
approva il programma, la Commissione versa un importo iniziale a titolo di
prefinanziamento per l'intero periodo di programmazione. Il prefinanziamento
iniziale è corrisposto in rate secondo le esigenze di bilancio. Le rate sono
definite nelle norme specifiche di ciascun Fondo.
2.           Il prefinanziamento è
utilizzato esclusivamente per effettuare pagamenti ai beneficiari nell'attuazione
del programma ed è a tale scopo messo immediatamente a disposizione dell'organismo
responsabile.
Articolo 73
Liquidazione del
prefinanziamento iniziale
La liquidazione contabile dell'importo versato
a titolo di prefinanziamento iniziale è effettuata integralmente dalla
Commissione al più tardi al momento della chiusura del programma.
Articolo 74 
Interruzione dei termini di
pagamento
1.           I termini di pagamento di una
richiesta di pagamento intermedio possono essere interrotti dall'ordinatore
delegato ai sensi del regolamento finanziario per un periodo massimo di nove
mesi qualora:
a)      a seguito di informazioni fornite da un
organismo di audit nazionale o dell'Unione, vi siano prove che facciano
presumere carenze significative nel funzionamento del sistema di gestione e
controllo;
b)      l'ordinatore delegato debba effettuare
verifiche supplementari, essendo venuto a conoscenza della possibilità che le
spese contenute in una richiesta di pagamento siano connesse a un'irregolarità
con gravi conseguenze finanziarie;
c)      non sia stato presentato uno dei
documenti richiesti ai sensi dell'articolo 75, paragrafo 1;
2.           L'ordinatore delegato ha
facoltà di limitare l'interruzione dei termini di pagamento a quella parte
delle spese oggetto della richiesta di pagamento in cui si rinvengano gli
elementi di cui al paragrafo 1. L'ordinatore delegato informa immediatamente lo
Stato membro e l'autorità di gestione in merito ai motivi dell'interruzione,
chiedendo ad essi di porre rimedio alla situazione. L'ordinatore delegato pone
fine all'interruzione non appena siano state adottate le misure necessarie.
CAPO II
Liquidazione dei conti e rettifiche finanziarie 
Articolo 75
Presentazione di informazioni
1.           Entro il 1° febbraio dell'anno
successivo alla chiusura del periodo contabile lo Stato membro presenta alla
Commissione i documenti e le informazioni seguenti in conformità dell'articolo
56 del regolamento finanziario:
a)      i bilanci annuali certificati degli
organismi accreditati competenti ai sensi dell'articolo 64;
b)      la dichiarazione di affidabilità di
gestione circa la completezza, esattezza e veridicità dei bilanci annuali, il
corretto funzionamento dei sistemi di controllo interno nonché la legittimità e
la regolarità delle operazioni sottostanti e il rispetto del principio di sana
gestione finanziaria;
c)      una relazione di sintesi di tutte le
attività di audit e di tutti i controlli effettuati, compresa un'analisi delle
carenze sistemiche o ricorrenti, nonché le azioni correttive adottate o
previste;
d)      un parere di audit dell'organismo di
audit indipendente designato sulla dichiarazione di affidabilità di gestione
circa la completezza, esattezza e veridicità dei bilanci annuali, il corretto
funzionamento dei sistemi di controllo interno nonché la legittimità e la
regolarità delle operazioni sottostanti e il rispetto del principio di sana
gestione finanziaria, corredato di un rapporto di controllo che evidenzi le
risultanze delle attività di audit svolte in relazione al periodo contabile
oggetto del parere.
2.           Su richiesta della
Commissione lo Stato membro fornisce ulteriori informazioni alla Commissione.
Se uno Stato membro non fornisce le informazioni richieste entro la scadenza
indicata dalla Commissione per la loro presentazione, la Commissione può
prendere la sua decisione sulla liquidazione dei conti sulla base delle
informazioni in suo possesso.
3.           Entro il [15 febbraio] dell'anno
successivo alla chiusura del periodo contabile lo Stato membro presenta alla
Commissione una relazione di sintesi in conformità dell'articolo 56, paragrafo
5, ultimo comma, del regolamento finanziario.
Articolo 76
Liquidazione dei conti
1.           Entro il 30 aprile dell'anno
successivo alla chiusura del periodo contabile, la Commissione decide,
conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo, in merito alla
liquidazione dei conti dei competenti organismi accreditati ai sensi
dell'articolo 64 per ciascun programma. La decisione di liquidazione riguarda
la completezza, esattezza e veridicità dei bilanci annuali presentati e non
pregiudica eventuali rettifiche finanziarie successive.
2.           Le procedure per la
liquidazione annuale sono stabilite nelle norme specifiche di ciascun Fondo.
Articolo 77
Rettifiche finanziarie
effettuate dalla Commissione 
1.           La Commissione può procedere
a rettifiche finanziarie sopprimendo in tutto o in parte il contributo
dell'Unione a un programma e procedendo al recupero presso lo Stato membro al
fine di escludere dal finanziamento dell'Unione le spese che violano la
normativa applicabile dell'Unione e nazionale, anche per carenze nei sistemi di
gestione e di controllo degli Stati membri individuate dalla Commissione e
dalla Corte dei conti europea.
2.           Una violazione della
normativa applicabile dell'Unione o nazionale determina una rettifica
finanziaria solo ove ricorra una delle seguenti condizioni:
a)      la violazione ha o potrebbe aver
influenzato la selezione di un intervento da parte dell'organismo responsabile del
sostegno dei Fondi del QSC;
b)      esiste il rischio che la violazione abbia
o possa avere influenzato l'importo delle spese dichiarate per il rimborso a
carico del bilancio dell'Unione.
3.           Nel decidere l'ammontare di
una rettifica finanziaria ai sensi del paragrafo 1, la Commissione tiene conto
della natura e della gravità della violazione della normativa applicabile dell'Unione
o nazionale e delle implicazioni finanziarie per il bilancio dell'Unione. 
4.           I criteri e le procedure per
l'applicazione delle rettifiche finanziarie sono stabiliti nelle norme
specifiche di ciascun Fondo. 

Capo III
Disimpegno
Articolo 78
Principi 
1.           Tutti i programmi sono
sottoposti ad una procedura di disimpegno fondata sul principio che gli importi
connessi a un impegno cui non si accompagna un prefinanziamento o una richiesta
di pagamento entro un determinato periodo di tempo sono disimpegnati. 
2.           L'impegno relativo all'ultimo
anno del periodo è disimpegnato conformemente alle norme da seguire per la
chiusura dei programmi.
3.           Le norme specifiche di
ciascun Fondo specificano l'applicazione precisa della regola del disimpegno
per ciascun Fondo del QSC.
4.           La parte di impegni ancora
aperti viene disimpegnata qualora non sia stato presentato alla Commissione uno
dei documenti richiesti per la chiusura entro i termini stabiliti nelle norme
specifiche di ciascun Fondo.
Articolo 79
Eccezioni al disimpegno 
1.           L'importo interessato dal
disimpegno s'intende ridotto degli importi che l'organismo responsabile non è
stato in grado di dichiarare alla Commissione a causa di:
a)      interventi sospesi in virtù di un
procedimento giudiziario o di un ricorso amministrativo con effetto sospensivo;
o
b)      cause di forza maggiore che compromettono
gravemente l'attuazione del programma, in tutto o in parte. Le autorità
nazionali che invocano la forza maggiore ne dimostrano le conseguenze dirette
sull'attuazione della totalità o di una parte del programma.
La riduzione può essere richiesta una volta se la
sospensione o le cause di forza maggiore sono durate fino ad un anno, o diverse
volte, in relazione alla durata della situazione di forza maggiore o al numero
di anni compresi tra la data della decisione giudiziaria o amministrativa che
sospende l'esecuzione dell'intervento e la data della decisione finale. 
2.           Entro il 31 gennaio lo Stato
membro invia alla Commissione informazioni in merito alle eccezioni di cui al
paragrafo 1 per l'importo da dichiarare entro la chiusura dell'esercizio precedente.

Articolo 80
Procedura 
1.           La Commissione informa in
tempo utile lo Stato membro e l'autorità di gestione ogniqualvolta esista un
rischio di applicazione del disimpegno ai sensi dell'articolo 78.
2.           Sulla base delle informazioni
di cui dispone al 31 gennaio, la Commissione informa lo Stato membro e l'autorità
di gestione circa l'importo del disimpegno risultante dalle informazioni in suo
possesso.
3.           Lo Stato membro dispone di
due mesi per accettare l'importo oggetto del disimpegno o per trasmettere
osservazioni.
4.           Entro il 30 giugno lo Stato
membro presenta alla Commissione un piano finanziario modificato che riflette,
per l'esercizio finanziario interessato, la riduzione del contributo relativo a
una o più priorità del programma. In caso di mancata presentazione, la
Commissione modifica il piano finanziario riducendo il contributo dei Fondi del
QSC per l'esercizio finanziario interessato e ripartendo proporzionalmente tale
riduzione tra le singole priorità.
5.           La Commissione modifica la
decisione che approva il programma, mediante atti di esecuzione, entro il 30
settembre.
PARTE III
DISPOSIZIONI GENERALI APPLICABILI AL FESR, AL FSE E AL FC
TITOLO I
OBIETTIVI E QUADRO FINANZIARIO

CAPO I
Missione, obiettivi e copertura geografica del sostegno
Articolo 81 
Missione e obiettivi
1.           I Fondi contribuiscono a
sviluppare e portare avanti le azioni dell'Unione intese a rafforzare la
coesione economica, sociale e territoriale al suo interno, conformemente
all'articolo 174 del trattato. 
Le azioni sostenute dai Fondi contribuiscono a
realizzare la strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva.
2.           A tal fine, si perseguono i
seguenti obiettivi:
a)      "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" negli Stati membri e nelle regioni, con il sostegno
di tutti Fondi; e
b)      "Cooperazione territoriale europea",
con il sostegno del FESR.
Articolo 82 
Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione 
1.           I Fondi strutturali
sostengono l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" in tutte le regioni corrispondenti al livello 2 della
classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (di seguito
"livello NUTS 2"), istituita dal regolamento (CE) n. 1059/2003. 
2.           Le risorse per l'obiettivo "Investimenti
in favore della crescita e dell'occupazione" sono ripartite fra le
seguenti tre categorie di regioni di livello NUTS 2: 
a)      regioni meno sviluppate, il cui PIL pro
capite è superiore al 75% della media del PIL dell'UE-27; 
b)      regioni in transizione, il cui PIL pro
capite è compreso tra il 75% e il 90% della media del PIL dell'UE-27; 
c)      regioni più sviluppate, il cui PIL pro
capite è superiore al 90% della media del PIL dell'UE-27.
Le tre categorie di regioni sono determinate in
base al rapporto tra il rispettivo PIL pro capite, misurato in parità di potere
di acquisto e calcolato sulla base dei dati dell'Unione per il periodo
2006-2008, e il PIL medio dell'UE-27 per lo stesso periodo di riferimento.
3.           Il Fondo di coesione sostiene
gli Stati membri il cui reddito nazionale lordo (RNL) pro capite, misurato in
parità di potere di acquisto e calcolato sulla base dei dati dell'Unione per il
periodo 2007-2009, è inferiore al 90% dell'RNL medio pro capite dell'UE-27 per
lo stesso periodo di riferimento. 
Gli Stati membri ammissibili al finanziamento del
Fondo di coesione nel 2013, ma il cui RNL nominale pro capite è superiore al
90% dell'RNL medio pro capite dell'UE-27, calcolato ai sensi del primo comma,
ricevono sostegno dal Fondo di coesione a titolo transitorio e specifico. 
4.           Immediatamente dopo l'entrata
in vigore del presente regolamento, la Commissione adotta una decisione,
mediante atto di esecuzione, che definisce l'elenco delle regioni che
soddisfano i criteri delle tre categorie di regioni di cui al paragrafo 2 e
degli Stati membri che soddisfano i criteri di cui al paragrafo 3. Detti atti
di esecuzione sono adottati conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo
143, paragrafo 3. Tale elenco è valido dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre
2020.
5.           Nel 2017 la Commissione
riesamina l'ammissibilità degli Stati membri al Fondo di coesione sulla scorta
dei dati dell'Unione relativi all'RNL dell'UE-27 per il periodo 2013-2015. Gli
Stati membri il cui RNL nominale pro capite è superiore al 90% dell'RNL medio
pro capite dell'UE-27, ricevono sostegno dal Fondo di coesione a titolo
transitorio e specifico.

CAPO II 
Quadro finanziario 
Articolo 83 
Risorse globali 
1.           Le risorse globali
disponibili, espresse in prezzi 2011, per gli impegni di bilancio a titolo dei
Fondi per il periodo 2014-2020 secondo la ripartizione annuale che figura nell'allegato
II, ammontano a 336 020 492 848 EUR. Ai fini della
programmazione e successiva imputazione al bilancio generale dell'Unione, l'importo
delle risorse globali è indicizzato in ragione del 2% annuo.
2.           La Commissione adotta una
decisione, mediante atti di esecuzione, relativa alla ripartizione annuale
delle risorse globali per Stato membro, fatte salve le disposizioni di cui al
paragrafo 3 del presente articolo e all'articolo 84, paragrafo 7. 
3.           Lo 0,35% delle risorse
globali è destinato all'assistenza tecnica su iniziativa della Commissione.
Articolo 84
Risorse per gli obiettivi "Investimenti
in favore della crescita e dell'occupazione" e "Cooperazione
territoriale europea"
1.           Le risorse destinate all'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione" ammontano
al 96,52% delle risorse globali (ossia, in totale,
324 320 492 844 EUR) e sono così ripartite:
a)      il 50,13% (ossia, in totale,
162 589 839 384 EUR) è destinato alle regioni meno sviluppate; 
b)      il 12,01% (ossia, in totale,
38 951 564 661 EUR) è destinato alle regioni in transizione;
c)      il 16,39% (ossia, in totale,
53 142 922 017 EUR) è destinato alle regioni più sviluppate; 
d)      il 21,19% (ossia, in totale,
68 710 486 782 EUR) è destinato agli Stati membri che
beneficiano del Fondo di coesione;
e)      lo 0,29% (ossia, in totale,
925 680 000 EUR) è destinato ai finanziamenti supplementari per le
regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato e le regioni di
livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui all'articolo 2 del protocollo n.
6 del trattato di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia. 
Tutte le regioni il cui PIL pro capite nel periodo
2007-2013 è stato inferiore al 75% della media della UE-25 per il periodo di
riferimento, ma è superiore al 75% della media del PIL della UE-27 ricevono dai
Fondi strutturali una dotazione pari ad almeno due terzi della loro dotazione
per il periodo 2007-2013.
2.           Per la ripartizione per Stato
membro si applicano i seguenti criteri:
a)      per le regioni meno sviluppate e le
regioni in transizione, la popolazione ammissibile, la prosperità regionale, la
prosperità nazionale e il tasso di disoccupazione;
b)      per le regioni più sviluppate, la
popolazione ammissibile, la prosperità regionale, il tasso di disoccupazione,
il tasso di occupazione, il livello di istruzione e la densità di popolazione; 
c)      per il Fondo di coesione, la popolazione,
la prosperità nazionale e la superficie.
3.           In ciascuno Stato membro almeno
il 25% delle risorse dei Fondi strutturali per le regioni meno sviluppate, il
40% di quelle per le regioni in transizione e il 52% di quelle per le regioni
più sviluppate sono assegnate al FSE. Ai fini della presente disposizione, il
sostegno ad uno Stato membro attraverso lo [strumento "aiuti alimentari
alle persone indigenti"] è considerato parte della quota di fondi
strutturali assegnata al FSE.
4.           Il sostegno del Fondo di
coesione destinato alle infrastrutture di trasporto nell'ambito del meccanismo
per collegare l'Europa ammonta a 10 000 000 000 EUR.
La Commissione adotta una decisione, con un atto
di esecuzione, che stabilisce l'importo da trasferire dalla dotazione del Fondo
di coesione di ciascuno Stato membro per l'intero periodo. La dotazione del
Fondo di coesione di ciascuno Stato membro è ridotta di conseguenza.
Gli stanziamenti annuali corrispondenti al
sostegno del Fondo di coesione di cui al primo comma sono iscritti nelle
pertinenti linee di bilancio del meccanismo per collegare l'Europa a partire
dall'esercizio finanziario 2014.
Il sostegno del Fondo di coesione nell'ambito del meccanismo
per collegare l'Europa è attuato a norma dell'articolo [13] del regolamento
(UE) […]/2012 relativo all'istituzione del Meccanismo per collegare l'Europa[34] ed è destinato a favore dei
progetti elencati nell'allegato 1 di tale regolamento, accordando la massima
priorità possibile ai progetti che rispettano le dotazioni nazionali nell'ambito
del Fondo di coesione.
5.           Il sostegno dei fondi
strutturali per gli [aiuti alimentari alle persone indigenti] nel quadro degli
investimenti a favore della crescita e dell'occupazione è di
2 500 000 000 EUR.
La Commissione adotta una decisione, con un atto
di esecuzione, che stabilisce l'importo da trasferire dalla dotazione dei Fondi
strutturali di ciascuno Stato membro per l'intero periodo in ciascuno Stato
membro. La dotazione dei Fondi strutturali di ciascuno Stato membro è ridotta
di conseguenza.
Gli stanziamenti annuali corrispondenti al
sostegno dei Fondi strutturali di cui al primo comma sono iscritti nelle
pertinenti linee di bilancio dello [strumento "aiuti alimentari alle
persone indigenti"] dall'esercizio finanziario 2014.
6.           Il 5% delle risorse destinate
all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione"
costituisce la riserva di efficacia ed efficienza da assegnare secondo le
disposizioni di cui all'articolo 19.
7.           Lo 0,2% delle risorse del
FESR destinate all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione"
è destinato alle azioni innovative su iniziativa della Commissione nel settore
dello sviluppo urbano sostenibile.
8.           Le risorse per l'obiettivo "Cooperazione
territoriale europea" ammontano al 3,48% delle risorse globali disponibili
per gli impegni di bilancio a titolo dei Fondi per il periodo 2014-2020 (ossia,
in totale, 11 700 000 004 EUR).
Articolo 85
Non trasferibilità delle
risorse
1.                      
Gli stanziamenti complessivi assegnati a ciascuno
Stato membro per le regioni meno sviluppate, le regioni in transizione e le
regioni più sviluppate non sono trasferibili tra tali categorie di regioni. 
2.                      
In deroga al paragrafo 1, la Commissione può
accogliere, in circostanze debitamente giustificate legate alla realizzazione
di uno o più obiettivi tematici, una proposta formulata da uno Stato membro
nell'ambito della prima presentazione del contratto di partenariato di
trasferire fino al 2% dello stanziamento complessivo destinato a una categoria
di regioni ad altre categorie di regioni.
Articolo 86
Addizionalità 
1.           Ai fini del presente
articolo, si applicano le seguenti definizioni:
1)      "spese strutturali, pubbliche o
assimilabili": gli investimenti fissi lordi delle amministrazioni
pubbliche indicati nei programmi di stabilità e di convergenza preparati dagli
Stati membri a norma del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio[35] per presentare la loro
strategia di bilancio a medio termine; 
2)      "capitale fisso": tutti i beni
materiali o immateriali che rappresentano il prodotto di processi di produzione,
i quali sono utilizzati più volte o continuamente nei processi di produzione
per più di un anno;
3)      "investimenti fissi lordi"[36]: tutte le acquisizioni, al
netto delle cessioni, di capitale fisso effettuate dai produttori residenti
durante un periodo di tempo determinato, più taluni incrementi di valore dei
beni non prodotti realizzati mediante l'attività produttiva delle unità di
produzione o istituzionali;
4)      "amministrazioni pubbliche":
tutte le unità istituzionali che, oltre ad adempiere le loro responsabilità
politiche e il loro ruolo di regolamentazione economica, producono
principalmente servizi (ed eventualmente prodotti) non destinabili alla vendita
per il consumo individuale o collettivo e ridistribuiscono il reddito e la
ricchezza[37].
2.           Il sostegno dei Fondi
destinato all'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" non sostituisce le spese strutturali pubbliche o
assimilabili di uno Stato membro.
3.           Gli Stati membri mantengono,
nel periodo 2014-2020, un livello di spese strutturali, pubbliche o
assimilabili, almeno pari al livello di riferimento stabilito nel contratto di
partenariato.
Il livello di riferimento medio annuo delle spese
strutturali, pubbliche o assimilabili, per il periodo 2014-2020, è stabilito
nel contratto di partenariato sulla base di una verifica ex ante da parte della
Commissione delle informazioni fornite nel contratto di partenariato, tenendo
conto del livello medio annuo delle spese strutturali, pubbliche o
assimilabili, nel periodo 2007-2013.
La Commissione e gli Stati membri tengono conto
delle condizioni macroeconomiche generali e di circostanze specifiche o
eccezionali, quali le privatizzazioni o un livello eccezionale di spese
strutturali, pubbliche o assimilabili, da parte dello Stato membro nel corso
del periodo 2007-2013. Essi tengono conto anche delle variazioni nelle
dotazioni nazionali a titolo dei Fondi strutturali rispetto al periodo
2007-2013.
4.           La verifica relativa
all'effettivo mantenimento del livello di spese strutturali, pubbliche o assimilabili,
nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione" nel periodo in questione è effettuata soltanto negli
Stati membri nei quali le regioni meno sviluppate e in transizione coprono
almeno il 15% della popolazione complessiva.
Negli Stati membri in cui le regioni meno
sviluppate e in transizione coprono almeno il 70% della popolazione, la
verifica è effettuata a livello nazionale.
Negli Stati membri in cui le regioni meno
sviluppate e in transizione coprono più del 15% e meno del 70% della
popolazione, la verifica è effettuata a livello nazionale e regionale. A tal
fine, detti Stati membri forniscono alla Commissione informazioni in merito
alla spesa nelle regioni meno sviluppate e in transizione in ogni fase del processo
di verifica. 
5.           La verifica relativa
all'effettivo mantenimento del livello di spese strutturali, pubbliche o
assimilabili, nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della
crescita e dell'occupazione" è effettuata al momento della presentazione
del contratto di partenariato (verifica ex ante), nel 2018 (verifica
intermedia) e nel 2022 (verifica ex post).
Le norme dettagliate relative alla verifica dell'addizionalità
sono definite nell'allegato III, punto 2.
6.           Qualora, nell'ambito della verifica
ex post, la Commissione accerti che uno Stato membro non ha mantenuto il
livello di riferimento delle spese strutturali, pubbliche o assimilabili,
nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e
dell'occupazione", stabilito nel contratto di partenariato conformemente
all'allegato III, la Commissione può introdurre una rettifica finanziaria. Per
decidere se effettuare o meno una rettifica finanziaria, la Commissione
verifica se la situazione economica dello Stato membro sia cambiata in misura
significativa successivamente alla verifica intermedia e se il cambiamento
fosse stato preso in considerazione in tale momento. Le norme dettagliate
relative ai tassi di rettifica finanziaria sono definite nell'allegato III, punto
3.
7.           I paragrafi da 1 a 6 non si
applicano ai programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione
territoriale europea".
TITOLO II 
PROGRAMMAZIONE
CAPO I
Disposizioni generali sui Fondi
Articolo 87
Contenuto e adozione dei
programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore
della crescita e dell'occupazione"
1.           Un programma operativo è
costituito da assi prioritari. Un asse prioritario riguarda un solo Fondo per
una categoria di regioni e corrisponde, fatto salvo l'articolo 52, a un obiettivo
tematico e comprende una o più priorità di investimento di tale obiettivo
tematico conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo. Per il FSE, un
asse prioritario può associare le priorità di investimento di diversi obiettivi
tematici di cui all'articolo 9, punti 8, 9, 10 e 11, al fine di promuoverne il
contributo ad altri assi prioritari, in circostanze debitamente giustificate.
2.           Un programma operativo
stabilisce:
a)      una strategia per il contributo del
programma operativo alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, comprendente: 
i)        l'individuazione delle esigenze per
rispondere alle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese e
negli orientamenti di massima delle politiche economiche degli Stati membri e
dell'Unione ai sensi dell'articolo 121, paragrafo 2, e nelle raccomandazioni
del Consiglio di cui gli Stati membri tengono conto nelle politiche per l'occupazione
adottate ai sensi dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato, e per tenere in
considerazione le esigenze nazionali e regionali;
ii)       una motivazione della scelta degli
obiettivi tematici e delle corrispondenti priorità di investimento, con
riguardo al contratto di partenariato e ai risultati della valutazione ex ante;
b)      per ciascun asse prioritario: 
i)        le priorità di investimento e gli
obiettivi specifici corrispondenti;
ii)       gli indicatori di realizzazione e di
risultato comuni e specifici con, se del caso, un valore di riferimento e un
valore obiettivo quantificato, conformemente alle norme specifiche di ciascun
Fondo;
iii)      una descrizione delle azioni da
sostenere, compresa l'individuazione dei principali gruppi di destinatari, dei
territori specifici interessati e, se del caso, dei tipi di beneficiari e il
previsto impiego di strumenti finanziari;
iv)      le categorie d'intervento corrispondenti
basate su una nomenclatura adottata dalla Commissione con atti di esecuzione
secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3 e una
ripartizione indicativa delle risorse programmate;
c)      il contributo all'approccio integrato allo
sviluppo territoriale definito nel contratto di partenariato, compresi:
i)        i meccanismi volti a garantire il
coordinamento tra i Fondi, il FEASR, il FEAMP e altri strumenti di
finanziamento dell'Unione e nazionali e con la BEI;
ii)       se del caso, un approccio integrato e
pianificato allo sviluppo territoriale delle zone urbane, rurali, costiere e di
pesca e delle zone con caratteristiche territoriali particolari, in particolare
le disposizioni di attuazione per gli articoli 28 e 29;
iii)      l'elenco delle città nelle quali
verranno realizzate azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile, la
dotazione annuale indicativa a titolo del FESR destinata a tali azioni,
comprese le risorse delegate alle città per la gestione a norma dell'articolo
7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. [FESR] e la dotazione annuale
indicativa a titolo del FSE per le azioni integrate;
iv)      l'individuazione delle zone in cui
saranno realizzate iniziative di sviluppo locale di tipo partecipativo;
v)       le modalità delle azioni interregionali
e transnazionali con beneficiari situati in almeno un altro Stato membro;
vi)      se del caso, il contributo degli
interventi previsti alle strategie macroregionali e alle strategie relative ai
bacini marittimi;
d)      il contributo all'approccio integrato
definito nel contratto di partenariato per rispondere alle esigenze specifiche
delle zone geografiche particolarmente colpite dalla povertà o dei gruppi bersaglio
a più alto rischio di discriminazione o esclusione, con particolare riguardo
per le comunità emarginate, e la dotazione finanziaria indicativa;
e)      le modalità per garantire l'esecuzione
efficace dei Fondi, tra cui:
i)        un quadro di riferimento dei risultati
conformemente all'articolo 19, paragrafo 1;
ii)       per ogni condizionalità ex ante,
stabilita in conformità dell'allegato IV, non soddisfatta alla data di
presentazione del contratto di partenariato e del programma operativo, una
descrizione delle azioni per l'adempimento della condizionalità in questione e
il relativo calendario di attuazione;
iii)      le azioni adottate per associare i
partner alla preparazione del programma operativo e il loro ruolo nelle
attività di esecuzione, sorveglianza e valutazione del programma operativo;
f)       le modalità per garantire l'esecuzione
efficiente dei Fondi, tra cui:
i)        il previsto impiego dell'assistenza
tecnica, comprese le azioni intese a rafforzare la capacità amministrativa
delle autorità e dei beneficiari, con le pertinenti informazioni di cui al
paragrafo 2, lettera b), per l'asse prioritario interessato;
ii)       una valutazione degli oneri
amministrativi a carico dei beneficiari e le azioni previste per ridurli,
corredata di obiettivi;
iii)      un elenco dei grandi progetti per i
quali la data di inizio prevista per l'esecuzione dei lavori principali è
anteriore al 1° gennaio 2018; 
g)      un piano di finanziamento contenente due
tabelle:
i)        una tabella che specifica, per ciascun
anno, conformemente agli articoli 53, 110 e 111, l'importo della dotazione
finanziaria complessiva prevista a titolo di ciascun Fondo;
ii)       una tabella che specifica, per l'intero
periodo di programmazione, per il programma operativo e per ciascun asse
prioritario, l'importo della dotazione finanziaria complessiva a titolo dei
Fondi e l'importo del cofinanziamento nazionale. Qualora il cofinanziamento
nazionale sia costituito da cofinanziamento pubblico e privato, la tabella
fornisce una ripartizione indicativa fra componente pubblica e componente
privata. Essa indica inoltre, a
titolo informativo, la partecipazione prevista della BEI;
h)      le disposizioni di attuazione del
programma operativo, comprese:
i)        l'identificazione dell'organismo di
accreditamento, dell'autorità di gestione, dell'autorità di certificazione, se
applicabile, e dell'autorità di audit;
ii)       l'identificazione dell'organismo al quale la Commissione effettua i
pagamenti.
3.           Ciascun programma operativo,
tranne quelli in cui l'assistenza tecnica è fornita nell'ambito di un programma
operativo specifico, comprende:
i)       una descrizione delle azioni specifiche
per tenere in considerazione le esigenze di protezione ambientale, l'uso efficiente
delle risorse, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai
medesimi, la resilienza alle catastrofi, la prevenzione e la gestione dei rischi
nella scelta degli interventi;
ii)       una descrizione delle azioni specifiche
per promuovere le pari opportunità e prevenire le discriminazioni fondate sul
sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la
disabilità, l'età o l'orientamento sessuale durante la preparazione, la
definizione e l'esecuzione del programma operativo, in particolare per quanto
riguarda l'accesso ai finanziamenti, tenendo conto delle esigenze dei vari
gruppi bersaglio a rischio di discriminazione, in particolare l'obbligo di
garantire l'accessibilità per le persone disabili; 
iii)      una descrizione del suo contributo alla
promozione della parità tra uomini e donne e, se del caso, le modalità per
garantire l'integrazione della prospettiva di genere a livello di programma
operativo e a livello di intervento.
Gli Stati membri presentano un parere degli
organismi nazionali per la parità sulle misure di cui ai punti ii) e iii) con
la proposta di un programma operativo nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti
in favore della crescita e dell'occupazione". 
4.           Gli Stati membri elaborano il
progetto di programma operativo secondo il modello adottato dalla Commissione.
La Commissione adotta tale modello mediante atti
di esecuzione. Detti atti sono adottati conformemente alla procedura consultiva
di cui all'articolo 143, paragrafo 2.
5.           La Commissione adotta una
decisione di approvazione del programma operativo mediante atti di esecuzione.
Articolo 88
Intervento congiunto dei
Fondi
1.           I Fondi possono intervenire
congiuntamente a sostegno dei programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti
in favore della crescita e dell'occupazione". 
2.           Il FESR e il FSE possono finanziare, in modo complementare e entro un
limite del 5% di finanziamento dell'Unione per ciascun asse prioritario di un
programma operativo, parte di un intervento i cui costi sono ammissibili al
sostegno dell'altro Fondo sulla base delle norme in materia di ammissibilità
applicate a tale Fondo, a condizione che siano necessari per la buona esecuzione
dell'intervento e siano direttamente associati ad essa. 
3.           I paragrafi 1 e 2 non si
applicano ai programmi nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione
territoriale europea".
Articolo 89
Ambito geografico dei
programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione"
Salvo quanto diversamente concordato tra la
Commissione e lo Stato membro, i programmi operativi per il FESR e il FSE sono
definiti al livello geografico adeguato e almeno al livello NUTS 2,
conformemente al sistema istituzionale specifico dello Stato membro. 
I programmi operativi che beneficiano del
sostegno del Fondo di coesione sono definiti a livello nazionale.
CAPO II
Grandi progetti
Articolo 90
Contenuto
Nell'ambito di uno o più programmi operativi,
il FESR e il Fondo di coesione possono sostenere un intervento comprendente una
serie di opere, attività o servizi in sé intesa a realizzare un'azione
indivisibile di precisa natura tecnica o economica, che ha finalità chiaramente
identificate e il cui costo complessivo supera i 50 000 000 EUR (di
seguito "grande progetto"). Gli strumenti finanziari non sono
considerati grandi progetti. 
Articolo 91
Informazioni da presentare
alla Commissione
1.                      
In merito ai grandi progetti, lo Stato membro o l'autorità
di gestione, non appena completati i lavori preparatori, presenta alla
Commissione le informazioni seguenti:
a)      informazioni sull'organismo responsabile
dell'attuazione del grande progetto e sulle sue funzioni;
b)      informazioni sull'investimento e sua
descrizione e ubicazione;
c)      il costo complessivo e il costo
ammissibile complessivo, tenendo conto dei requisiti stabiliti all'articolo 54;

d)      informazioni sugli studi di fattibilità
effettuati, compresa l'analisi delle opzioni, i risultati e l'analisi
indipendente della qualità;
e)      un'analisi dei costi-benefici, compresa
un'analisi economica e finanziaria, e una valutazione dei rischi;
f)       un'analisi dell'impatto ambientale,
tenendo conto delle esigenze di mitigazione dei cambiamenti climatici e di
adattamento ai medesimi e della resilienza alle catastrofi;
g)      la compatibilità con gli altri assi
prioritari del programma o dei programmi operativi interessati e il contributo
atteso al conseguimento degli obiettivi specifici di tali assi prioritari;
h)      il piano di finanziamento con
l'indicazione delle risorse finanziarie complessive previste e del sostegno
previsto dei Fondi, della BEI e di tutte le altre fonti di finanziamento,
insieme con indicatori fisici e finanziari per verificare i progressi tenendo
conto dei rischi individuati;
i)       il calendario di attuazione del grande
progetto e, qualora il periodo di attuazione sia prevedibilmente più lungo del
periodo di programmazione, le fasi per le quali è richiesto il sostegno dei
Fondi durante il periodo di programmazione 2014-2020.
La Commissione fornisce orientamenti indicativi in
materia di metodologia da seguire per effettuare l'analisi dei costi-benefici
di cui alla lettera e), conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo
143, paragrafo 2.
Il formato delle informazioni da presentare sui
grandi progetti è definito secondo il modello adottato dalla Commissione
mediante atti di esecuzione. Detti atti sono adottati conformemente alla
procedura consultiva di cui all'articolo 143, paragrafo 2.
2.           I grandi progetti presentati
alla Commissione per l'approvazione figurano nell'elenco di grandi progetti di
un programma operativo. L'elenco è riesaminato dallo Stato membro o dall'autorità
di gestione due anni dopo l'adozione del programma operativo e, su richiesta
dello Stato membro, può essere modificato conformemente alla procedura di cui
all'articolo 26, paragrafo 2, in particolare per inserire grandi progetti la
cui data di completamento è prevista entro la fine del 2022.
Articolo 92
Decisione relativa a un
grande progetto
1.           La Commissione valuta il
grande progetto sulla base delle informazioni di cui all'articolo 91, al fine
di stabilire se il sostegno proposto a titolo dei Fondi sia giustificato.
2.           Entro tre mesi dalla data di
presentazione delle informazioni, la Commissione adotta, mediante atto di
esecuzione, una decisione che approva un grande progetto ai sensi dell'articolo
91. Tale decisione riporta l'oggetto fisico, l'importo cui si applica il tasso
di cofinanziamento dell'asse prioritario, gli indicatori fisici e finanziari
per la verifica dei progressi e il contributo atteso del grande progetto al
conseguimento degli obiettivi dell'asse o degli assi prioritari interessati. La
decisione di approvazione è subordinata alla conclusione del primo contratto d'opera
entro due anni dalla data della decisione.
3.           Se rifiuta di autorizzare il
sostegno dei Fondi a un grande progetto, la Commissione ne comunica i motivi
allo Stato membro entro il termine di cui al paragrafo 2.
4.           La spesa relativa ai grandi
progetti non è inclusa nelle domande di pagamento prima dell'adozione di una
decisione di approvazione da parte della Commissione.

CAPO III
Piano d'azione comune
Articolo 93
Campo di applicazione
1.           Un piano d'azione comune è un
intervento definito e gestito in relazione alle realizzazioni e ai risultati
che conseguirà. Comprende un gruppo di progetti, che non prevedono la fornitura
di infrastrutture, realizzati sotto la responsabilità del beneficiario,
nell'ambito di uno o più programmi operativi. Le realizzazioni e i risultati di
un piano d'azione comune sono convenuti fra lo Stato membro e la Commissione,
contribuiscono al conseguimento degli obiettivi specifici dei programmi
operativi e costituiscono la base per il sostegno a titolo dei Fondi. I
risultati si riferiscono agli effetti diretti del piano d'azione comune. Il
beneficiario è un organismo di diritto pubblico. I piani d'azione comuni non
sono considerati grandi progetti. 
2.           Il sostegno pubblico
destinato a un piano d'azione comune è pari ad almeno
10 000 000 EUR o al 20% del sostegno pubblico al programma operativo
o ai programmi operativi, se inferiore.
Articolo 94
Preparazione dei piani d'azione
comuni 
1.           Lo Stato membro, l'autorità
di gestione o qualsiasi organismo di diritto pubblico designato può presentare
una proposta di piano d'azione comune al momento della presentazione dei
programmi operativi interessati o successivamente. Tale proposta contiene tutti
gli elementi di cui all'articolo 95.
2.           Un piano d'azione comune
copre parte del periodo compreso fra il 1° gennaio 2014 e il
31 dicembre 2022. Le realizzazioni e i risultati del piano d'azione comune
danno luogo a rimborso soltanto se conseguiti dopo la data della decisione di
approvazione del piano d'azione comune e prima della fine del periodo di
attuazione stabilito. 
Articolo 95
Contenuto dei piani d'azione
comuni 
Il piano d'azione comune contiene:
1)           un'analisi delle esigenze e degli
obiettivi di sviluppo che giustificano il piano d'azione comune, tenendo conto
degli obiettivi dei programmi operativi e, se applicabile, delle
raccomandazioni specifiche per paese, degli orientamenti di massima delle
politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione ai sensi dell'articolo
121, paragrafo 2, e delle raccomandazioni del Consiglio di cui gli Stati membri
tengono conto nelle politiche per l'occupazione a norma dell'articolo 148,
paragrafo 4, del trattato;
2)           il quadro di riferimento che
descrive il nesso fra gli obiettivi generali e specifici del piano d'azione
comune, le tappe fondamentali e gli obiettivi in termini di realizzazioni e
risultati, nonché i progetti o i tipi di progetti previsti;
3)           gli indicatori comuni e specifici
usati per la verifica delle realizzazioni e dei risultati, se pertinente, per
asse prioritario; 
4)           informazioni sulla copertura
geografica e sui gruppi bersaglio del piano d'azione comune;
5)           il periodo di esecuzione previsto
per il piano d'azione comune;
6)           un'analisi degli effetti del piano d'azione
comune sulla promozione della parità tra uomini e donne e sulla prevenzione
delle discriminazioni;
7)           un'analisi degli effetti del piano
d'azione comune sulla promozione dello sviluppo sostenibile, se del caso;
8)           le disposizioni di esecuzione del
piano d'azione comune, comprendenti:
a)      la designazione del beneficiario
responsabile dell'esecuzione del piano d'azione comune, con garanzie in merito
alla sua competenza nel settore interessato, nonché sulla sua capacità di
gestione amministrativa e finanziaria;
b)      le modalità di conduzione del piano d'azione
comune, conformemente all'articolo 97;
c)      le modalità di sorveglianza e valutazione
del piano d'azione comune, comprese le disposizioni volte a garantire la
qualità, la raccolta e la conservazione dei dati sul conseguimento delle tappe
fondamentali, delle realizzazioni e dei risultati;
d)      le disposizioni in materia di comunicazione
e diffusione delle informazioni sul piano d'azione comune e sui Fondi;
9)           le disposizioni finanziarie del
piano d'azione comune, tra cui:
a)      i costi da sostenere per conseguire le
tappe fondamentali e gli obiettivi in termini di realizzazioni e risultati di
cui al punto 2, in base ai metodi di cui all'articolo 57, paragrafo 4, e
all'articolo 14 del regolamento FSE;
b)      un calendario indicativo dei pagamenti al
beneficiario collegati alle tappe fondamentali e agli obiettivi;
c)      il piano di finanziamento per ciascun
programma operativo ed asse prioritario, compreso l'importo complessivo
ammissibile e il sostegno pubblico. 
Il formato del piano d'azione comune è
definito secondo il modello adottato dalla Commissione mediante atti di
esecuzione. Detti atti sono adottati conformemente alla procedura consultiva di
cui all'articolo 143, paragrafo 2.
Articolo 96
Decisione relativa al piano d'azione
comune 
1.           La Commissione valuta il
piano d'azione comune sulla base delle informazioni di cui all'articolo 95, al
fine di stabilire se il sostegno a titolo dei Fondi sia giustificato.
Se, entro tre mesi dalla presentazione di una
proposta di piano d'azione comune, ritiene che non soddisfi i criteri di
valutazione, la Commissione trasmette osservazioni allo Stato membro. Lo Stato
membro fornisce alla Commissione tutte le informazioni supplementari richieste
e, se del caso, rivede il piano d'azione comune di conseguenza.
2.           A condizione che le eventuali
osservazioni siano state adeguatamente recepite, la Commissione adotta una
decisione di approvazione del piano d'azione comune entro sei mesi dalla sua
presentazione da parte dello Stato membro, ma non prima dell'adozione dei
programmi operativi interessati. 
3.           La decisione di cui al
paragrafo 2 indica il beneficiario e gli obiettivi del piano d'azione comune,
le tappe fondamentali e gli obiettivi in termini di realizzazioni e risultati,
i costi per conseguire le tappe fondamentali e gli obiettivi in termini di
realizzazioni e risultati e il piano di finanziamento per ciascun programma
operativo ed asse prioritario, compreso l'importo complessivo ammissibile e il
contributo pubblico, il periodo di esecuzione e, se pertinente, la copertura
geografica e i gruppi di destinatari del piano d'azione comune. 
4.           Se rifiuta di autorizzare il
sostegno dei Fondi al piano d'azione comune, la Commissione ne comunica i
motivi allo Stato membro entro il termine di cui al paragrafo 2.
Articolo 97
Comitato direttivo e modifica
del piano d'azione comune
1.           Lo Stato membro o l'autorità
di gestione istituisce un comitato direttivo del piano d'azione comune, diverso
dal comitato di sorveglianza dei programmi operativi. Il comitato direttivo si
riunisce almeno due volte l'anno.
La sua composizione è stabilita dallo Stato membro
in accordo con l'autorità di gestione, nel rispetto del principio di
partenariato.
La Commissione può partecipare ai lavori del
comitato direttivo a titolo consultivo. 
2.           Il comitato direttivo svolge le
seguenti attività:
a)      verifica i progressi verso il
conseguimento delle tappe fondamentali, delle realizzazioni e dei risultati del
piano d'azione comune;
b)      esamina e approva eventuali proposte di
modifica del piano d'azione comune al fine di tenere conto degli aspetti che
incidono sulla sua esecuzione efficace.
3.           Le richieste di modifica dei
piani d'azione comuni presentate da uno Stato membro sono debitamente motivate.
La Commissione valuta se la richiesta di modifica sia giustificata, tenendo
conto delle informazioni fornite dallo Stato membro. La Commissione può
formulare osservazioni e lo Stato membro fornisce alla Commissione tutte le
informazioni supplementari necessarie. La Commissione adotta una decisione
sulla richiesta di modifica entro tre mesi dalla sua presentazione ufficiale da
parte dello Stato membro, a condizione che le eventuali osservazioni da essa
formulate siano state adeguatamente recepite. Salvo diversa indicazione, la
modifica entra in vigore alla data di adozione della decisione.
Articolo 98 
Gestione
finanziaria e controllo del piano d'azione comune
1.           I pagamenti al beneficiario
di un piano d'azione comune si basano su importi forfettari o tabelle standard
di costi unitari. Non si applica il massimale per gli importi forfettari di cui
all'articolo 57, paragrafo 1, lettera c). 
2.           La gestione finanziaria, il
controllo e l'audit del piano d'azione comune mirano esclusivamente a
verificare il rispetto delle condizioni di pagamento definite nella decisione
di approvazione del piano d'azione comune. 
3.           Il beneficiario e gli
organismi che agiscono sotto la sua responsabilità possono applicare le
rispettive pratiche contabili ai costi degli interventi di esecuzione. Tali
pratiche contabili e i costi realmente sostenuti dal beneficiario non sono
soggetti all'audit dell'autorità di audit o della Commissione. 

CAPO IV
Sviluppo territoriale 
Articolo 99
Investimenti territoriali
integrati 
1.           Qualora una strategia di
sviluppo urbano o un'altra strategia o patto territoriale, quale definita
all'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento … [FSE], richieda un approccio
integrato che comporti investimenti nell'ambito di più assi prioritari di uno o
più programmi operativi, l'azione è eseguita sotto forma di investimento
territoriale integrato (di seguito "ITI"). 
2.           I programmi operativi
interessati individuano gli ITI previsti e stabiliscono la dotazione
finanziaria indicativa di ciascun asse prioritario destinata a ciascun ITI.
3.           Lo Stato membro o l'autorità
di gestione può designare uno o più organismi intermedi, compresi enti locali,
organismi di sviluppo regionale o organizzazioni non governative, cui delegare
la gestione e l'attuazione di un ITI.
4.           Lo Stato membro o le autorità
di gestione competenti provvedono affinché il sistema di sorveglianza del
programma operativo preveda l'individuazione degli interventi e delle
realizzazioni di un asse prioritario che contribuiscono a un ITI.

TITOLO III
SORVEGLIANZA, VALUTAZIONE, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
CAPO I
Sorveglianza e valutazione
Articolo 100
Funzioni del comitato di
sorveglianza
1.           Il comitato di sorveglianza
esamina in particolare:
a)      gli aspetti che incidono sui risultati
del programma operativo;
b)      i progressi nell'attuazione del piano di
valutazione e il seguito dato ai risultati delle valutazioni;
c)      l'attuazione della strategia di
comunicazione;
d)      l'esecuzione dei grandi progetti;
e)      l'attuazione dei piani d'azione comuni;
f)       le azioni intese a promuovere la parità
tra uomini e donne, le pari opportunità, la non discriminazione, ivi compresa
l'accessibilità per i disabili;
g)      le azioni intese a promuovere lo sviluppo
sostenibile;
h)      le azioni del programma operativo
relative all'adempimento di condizionalità ante;
i)       gli strumenti finanziari.
2.           Il comitato di sorveglianza
esamina e approva:
a)      la metodologia e i criteri di selezione
degli interventi;
b)      i rapporti annuali e finali di
esecuzione;
c)      il piano di valutazione del programma
operativo ed eventuali modifiche dello stesso;
d)      la strategia di comunicazione per il
programma operativo ed eventuali modifiche della stessa;
e)      eventuali proposte di modifiche al
programma operativo presentate dall'autorità di gestione.
Articolo 101
Rapporti di esecuzione per
l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione"
1.           Entro il 30 aprile 2016 ed
entro il 30 aprile di ogni anno successivo fino al 2022 compreso, lo Stato
membro trasmette alla Commissione un rapporto annuale conformemente
all'articolo 44, paragrafo 1. Il rapporto presentato nel 2016 copre gli
esercizi finanziari 2014 e 2015, nonché il periodo tra la data iniziale di
ammissibilità della spesa e il 31 dicembre 2013.
2.           I rapporti annuali di
esecuzione contengono informazioni su quanto segue:
a)      esecuzione del programma operativo
conformemente all'articolo 44, paragrafo 2;
b)      progressi nella preparazione e attuazione
di grandi progetti e piani d'azione comuni.
3.           I rapporti annuali di
esecuzione presentati nel 2017 e nel 2019 contengono e valutano le informazioni
previste a norma dell'articolo 44, rispettivamente paragrafi 3 e 4, le
informazioni di cui al paragrafo 2, nonché:
a)      i progressi nell'attuazione dell'approccio
integrato allo sviluppo territoriale, ivi compreso lo sviluppo urbano
sostenibile e lo sviluppo locale di tipo partecipativo nel quadro del programma
operativo;
b)      i progressi nell'attuazione delle azioni
intese a rafforzare la capacità delle autorità degli Stati membri e dei
beneficiari di amministrare e utilizzare i Fondi; 
c)      i progressi nell'attuazione di eventuali
azioni interregionali e transnazionali; 
d)      i progressi nell'attuazione del piano di
valutazione e il seguito dato alle risultanze delle valutazioni;
e)      le azioni specifiche intraprese per
promuovere l'uguaglianza tra uomini e donne e prevenire la discriminazione, ivi
compresa l'accessibilità per le persone disabili, e i dispositivi attuati per
garantire l'integrazione della prospettiva di genere nei programmi operativi e
negli interventi; 
f)       le azioni intraprese per promuovere lo
sviluppo sostenibile a norma dell'articolo 8;
g)      i risultati delle misure di informazione
e pubblicità dei Fondi promosse nell'ambito della strategia di comunicazione; 
h)      i progressi nell'attuazione delle azioni
in materia di innovazione sociale, se del caso; 
i)       i progressi nell'esecuzione di misure intese
a rispondere alle esigenze specifiche delle aree geografiche più colpite dalla
povertà o di gruppi bersaglio a maggior rischio di discriminazione o di
esclusione, con particolare riguardo per le comunità emarginate, ivi comprese,
se del caso, le risorse finanziarie utilizzate;
j)       il coinvolgimento dei partner nelle fasi
di attuazione, sorveglianza e valutazione del programma operativo.
4.           I rapporti annuali e finali
di esecuzione vengono preparati sulla base dei modelli adottati dalla
Commissione mediante atti di esecuzione. Detti atti sono adottati conformemente
alla procedura consultiva di cui all'articolo 143, paragrafo 2.
Articolo 102
Trasmissione di dati
finanziari
1.                      
Entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e
il 31 ottobre, l'autorità di gestione trasmette per via elettronica alla
Commissione ai fini della sorveglianza, relativamente a ciascun programma
operativo e per ciascun asse prioritario:
a)      il costo totale e la spesa pubblica
ammissibile degli interventi e il numero di interventi selezionati per il
sostegno;
b)      il costo totale e la spesa pubblica
ammissibile di contratti o altri impegni legali stipulati dai beneficiari nell'esecuzione
degli interventi selezionati per il sostegno;
c)      la spesa totale ammissibile dichiarata
dai beneficiari all'autorità di gestione.
2.                      
Inoltre la trasmissione del 31 gennaio contiene i
dati di cui sopra ripartiti per categoria di intervento. Tale trasmissione è
considerata adempimento dell'obbligo di presentazione dei dati finanziari di
cui all'articolo 44, paragrafo 2. 
3.                      
Le trasmissioni da effettuare entro il 31 gennaio e
il 31 luglio sono accompagnate da una previsione dell'importo per il quale gli
Stati membri prevedono di presentare domande di pagamento per l'esercizio
finanziario in corso e quello successivo.
4.                      
La data limite per i dati presentati ai sensi del
presente articolo è la fine del mese precedente quello della presentazione. 
Articolo 103 
Relazione
sulla coesione 
La relazione della Commissione di cui all'articolo
175 del trattato comprende:
a)           un bilancio dei progressi compiuti
in materia di coesione economica, sociale e territoriale, compresi la
situazione socioeconomica e lo sviluppo delle regioni, nonché l'integrazione
delle priorità dell'Unione;
b)           un bilancio del ruolo dei Fondi,
della BEI e degli altri strumenti, nonché l'effetto delle altre politiche dell'Unione
e nazionali sui progressi compiuti.
Articolo 104
Valutazione 
1.                      
L'autorità di gestione prepara un piano di
valutazione per ciascun programma operativo. Il piano di valutazione viene presentato
alla prima riunione del comitato di sorveglianza. Laddove un unico comitato di
sorveglianza sia competente per più di un programma operativo, il piano di
valutazione può riguardare tutti i programmi operativi interessati.
2.                      
Entro il 31 dicembre 2020, le autorità di gestione
presentano alla Commissione, per ciascun programma, un rapporto che sintetizza
le conclusioni delle valutazioni effettuate durante il periodo di
programmazione, ivi compresa una valutazione delle realizzazioni e dei
risultati principali ottenuti dal programma.
3.                      
La Commissione effettua valutazioni ex post in
stretta collaborazione con gli Stati membri e le autorità di gestione. 

CAPO II
Informazione e comunicazione
Articolo 105
Informazione e pubblicità 
1.           Gli Stati membri e le autorità
di gestione sono responsabili di quanto segue:
a)      garantire la creazione di un sito web unico
o di un portale web unico che fornisca informazioni su tutti i programmi
operativi di uno Stato membro e sull'accesso agli stessi;
b)      informare i potenziali beneficiari in
merito alle opportunità di finanziamento nel quadro dei programmi operativi;
c)      pubblicizzare presso i cittadini
dell'Unione il ruolo e le realizzazioni della politica di coesione e dei Fondi
mediante azioni di informazione e comunicazione sui risultati e sull'impatto dei
contratti di partenariato, dei programmi operativi e degli interventi.
2.           Al fine di garantire la
trasparenza del sostegno fornito a titolo dei Fondi, gli Stati membri
mantengono un elenco degli interventi suddivisi per programma operativo e per
Fondo, in formato CSV o XML, accessibile tramite il sito web unico o il portale
web unico e che fornisce un elenco e una sintesi di tutti i programmi operativi
dello Stato membro interessato.
L'elenco degli interventi viene aggiornato almeno
ogni tre mesi. 
Le informazioni minime da indicare nell'elenco
degli interventi sono specificate nell'allegato V. 
3.           Norme dettagliate concernenti
le misure di informazione e pubblicità destinate al pubblico e le misure di
informazione rivolte a candidati e beneficiari sono contenute nell'allegato V.
4.           Le caratteristiche tecniche
delle misure di informazione e pubblicità relative all'intervento, le
istruzioni per creare l'emblema e una definizione dei colori standard sono
adottate dalla Commissione mediante atti di esecuzione in conformità della
procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.
Articolo 106
Strategia di comunicazione
1.           L'autorità di gestione
elabora una strategia di comunicazione per ciascun programma operativo. È
possibile definire una strategia di comunicazione comune per diversi programmi
operativi. 
La strategia di comunicazione comprende gli
elementi indicati nell'allegato V e aggiornamenti annuali comprendenti i
dettagli delle attività di informazione e pubblicità programmate. 
2.           La strategia di comunicazione
è discussa e approvata dalla prima riunione del comitato di sorveglianza
successiva all'adozione del programma operativo. 
L'eventuale revisione della strategia di
comunicazione è discussa e approvata dal comitato di sorveglianza.
3.           L'autorità di gestione
informa il comitato di sorveglianza di ciascun programma operativo almeno una
volta all'anno in merito ai progressi nell'attuazione della strategia di
comunicazione e alla sua valutazione dei risultati.
Articolo 107
Funzionari incaricati dell'informazione
e della comunicazione e relative reti
1.                      
Ogni Stato membro designa un funzionario incaricato
dell'informazione e della comunicazione che coordina le azioni di informazione
e di comunicazione in relazione a uno o più Fondi e ne informa la Commissione.
2.                      
Il funzionario incaricato dell'informazione e della
comunicazione coordina e presiede le riunioni di una rete nazionale di
comunicatori sui Fondi, e i suoi compiti comprendono i programmi pertinenti di
cooperazione territoriale europea, la creazione e il mantenimento del sito o
del portale web di cui all'allegato V e l'obbligo di fornire una panoramica
delle misure di comunicazione intraprese a livello nazionale.
3.                      
Ciascuna autorità di gestione nomina una persona
responsabile dell'informazione e della comunicazione a livello del programma
operativo e ne informa la Commissione.
4.                      
La Commissione istituisce reti a livello dell'Unione
che comprendono le persone designate dagli Stati membri e dalle autorità di
gestione, al fine di garantire lo scambio sui risultati dell'attuazione delle
strategie di comunicazione, lo scambio di esperienze nell'attuazione delle
misure di informazione e di comunicazione e lo scambio di buone pratiche.

TITOLO IV 
ASSISTENZA TECNICA
Articolo 108
Assistenza tecnica su
iniziativa della Commissione
I Fondi possono sostenere l'assistenza tecnica
fino a un massimo dello 0,35% della loro dotazione annua.
Articolo 109
Assistenza tecnica degli
Stati membri
1.           Ogni Fondo può finanziare interventi
di assistenza tecnica ammissibili ai sensi di uno degli altri Fondi. L'ammontare
dei Fondi destinato all'assistenza tecnica è limitato al 4% dell'importo
complessivo dei Fondi assegnato ai programmi operativi nell'ambito di ciascuna
categoria di regione dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita
e dell'occupazione".
2.           L'assistenza tecnica assume
la forma di un asse prioritario monofondo all'interno di un programma operativo
o di un programma operativo specifico. 
3.           L'importo assegnato all'assistenza
tecnica da un Fondo non supera il 10% della dotazione complessiva destinata da
tale Fondo ai programmi operativi in uno Stato membro nell'ambito di ciascuna
categoria di regione dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita
e dell'occupazione". 

TITOLO V
SOSTEGNO FINANZIARIO FORNITO DAI FONDI
Articolo 110
Determinazione dei tassi di
cofinanziamento
1.           La decisione della
Commissione che adotta un programma operativo fissa il tasso di cofinanziamento
e l'importo massimo del sostegno dei Fondi per ciascun asse prioritario.
2            Per ciascun asse prioritario,
la decisione della Commissione indica se il relativo tasso di cofinanziamento
si applica:
a)      alla spesa totale ammissibile, comprese
la spesa pubblica e privata; o
b)      alla spesa pubblica ammissibile.
3.           Il tasso di cofinanziamento a
livello di ciascun asse prioritario dei programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo
"Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione" non può
superare:
a)      l'85% per il fondo di coesione;
b)      l'85% per le regioni meno sviluppate
degli Stati membri il cui la media del PIL pro capite per il periodo 2007-2009
è stata inferiore all'85% della media UE-27 relativa allo stesso periodo e alle
regioni ultraperiferiche;
c)      l'80% per le regioni meno sviluppate
degli Stati membri diversi da quelli di cui alla lettera b), ammissibili al
regime transitorio del Fondo di coesione alla data del 1º gennaio 2014;
d)      il 75% per le regioni meno sviluppate
degli Stati membri diversi da quelli di cui alle lettere b) e c) e per tutte le
regioni il cui PIL pro capite nel periodo 2007-2013 è stato inferiore al 75%
della media della UE-25 per il periodo di riferimento, ma superiore al 75%
della media del PIL della UE-27;
e)      il 60% per le regioni in transizione
diverse da quelle di cui alla lettera d);
f)       il 50% per le regioni più sviluppate
diverse da quelle di cui alla lettera d).
Il tasso di cofinanziamento a livello di ciascun
asse prioritario dei programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea" non può superare il 75%.
4.           Il tasso di cofinanziamento
della dotazione supplementare ai sensi dell'articolo 84, paragrafo 1,
lettera e), non può superare il 50%. 
Lo stesso tasso di cofinanziamento si applica alla
dotazione supplementare ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, del
regolamento (UE) n. […]/2012 [regolamento CTE].
5.           Il tasso massimo di
cofinanziamento ai sensi del paragrafo 3 a livello di asse prioritario è
aumentato di dieci punti percentuali laddove l'asse prioritario sia attuato
interamente attraverso strumenti finanziari o attraverso iniziative di sviluppo
locale di tipo partecipativo.
6.           La partecipazione dei Fondi
per ciascun asse prioritario non è inferiore al 20% della spesa pubblica
ammissibile.
7.           Nell'ambito di un programma
operativo può essere stabilito un asse prioritario separato con un tasso di
cofinanziamento fino al 100% per sostenere gli interventi realizzati attraverso
strumenti finanziari istituiti a livello dell'Unione e gestiti direttamente o
indirettamente dalla Commissione. Quando è stabilita a tal fine una priorità
separata, il sostegno previsto nel quadro di tale asse non può essere attuato
con altri mezzi.
Articolo 111 
Modulazione dei tassi di
cofinanziamento 
Il tasso di
cofinanziamento dei Fondi a favore di un asse prioritario può essere modulato
per tenere conto di quanto segue:
1)           importanza dell'asse prioritario ai
fini della realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva, tenendo conto delle carenze specifiche
da affrontare;
2)           tutela e miglioramento
dell'ambiente, in particolare tramite l'applicazione del principio di
precauzione, del principio di azione preventiva e del principio "chi
inquina paga";
3)           tasso di mobilitazione di risorse
private;
4)           copertura di zone caratterizzate da
svantaggi naturali o demografici gravi e permanenti, definite come segue:
a)      Stati membri insulari ammissibili al
Fondo di coesione e altre isole, ad eccezione di quelle in cui è situata la
capitale di uno Stato membro o che dispongono di un collegamento permanente con
la terraferma;
b)      zone di montagna, quali definite dalla
legislazione nazionale dello Stato membro;
c)      zone a bassa (meno di 50 abitanti per km2)
e bassissima (meno di 8 abitanti per km2) densità demografica.

TITOLO VI
GESTIONE E CONTROLLO
CAPO I
Sistemi di gestione e controllo
Articolo 112
Responsabilità degli Stati
membri
1.           Gli Stati membri garantiscono
che i sistemi di gestione e controllo dei programmi operativi siano istituiti
conformemente agli articoli 62 e 63. 
2.           Gli Stati membri prevengono,
individuano e correggono le irregolarità e recuperano gli importi indebitamente
versati compresi, se del caso, gli interessi di mora. Essi ne danno notifica
alla Commissione e la informano sull'andamento dei relativi procedimenti amministrativi
e giudiziari.
Quando un importo indebitamente versato a un
beneficiario non può essere recuperato a causa di colpa o negligenza di uno
Stato membro, spetta a quest'ultimo rimborsare l'importo in questione al
bilancio generale dell'Unione europea.
È conferito alla Commissione il potere di adottare
atti delegati in conformità dell'articolo 142, per stabilire norme dettagliate
concernenti gli obblighi degli Stati membri specificati nel presente paragrafo.

3.           Gli Stati membri garantiscono
che entro il 31 dicembre 2014 tutti gli scambi di informazioni tra beneficiari
e autorità di gestione, autorità di certificazione, autorità di audit e
organismi intermedi possano essere effettuati esclusivamente mediante sistemi
di scambio elettronico di dati.
I sistemi agevolano l'interoperabilità con i
framework nazionali e dell'Unione e consentono ai beneficiari di trasmettere
una sola volta tutte le informazioni di cui al primo comma.
La Commissione adotta, mediante atti di
esecuzione, norme dettagliate concernenti gli scambi di informazioni di cui al
presente paragrafo. Detti atti di esecuzione sono adottati conformemente alla procedura
d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.

CAPO II
Autorità di gestione e controllo
Articolo 113
Designazione delle autorità
1.           Per ciascun programma operativo, lo Stato membro designa un'autorità
pubblica o un organismo pubblico nazionale, regionale o locale quale autorità
di gestione. La stessa autorità o lo
stesso organismo pubblico possono essere designati come autorità di gestione
per più di un programma operativo.
2.           Per ciascun programma
operativo, lo Stato membro designa un'autorità pubblica o un organismo pubblico
nazionale, regionale o locale quale autorità di certificazione, fermo restando
il paragrafo 3. La stessa autorità di certificazione può essere designata per
più di un programma operativo.
3.           Lo Stato membro può designare
per un programma operativo un'autorità di gestione che svolga anche le funzioni
di autorità di certificazione.
4.           Per ciascun programma operativo,
lo Stato membro designa un'autorità pubblica o un organismo pubblico nazionale,
regionale o locale quale autorità di audit, funzionalmente indipendente
dall'autorità di gestione e dall'autorità di certificazione. La stessa autorità
di audit può essere designata per più di un programma operativo.
5.           Per
l'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione",
purché sia rispettato il principio della separazione delle funzioni, l'autorità
di gestione, l'autorità di certificazione, se del caso, e l'autorità di audit
possono fare parte della stessa autorità pubblica o dello stesso organismo
pubblico. Tuttavia, per i programmi operativi per i quali l'importo complessivo
del sostegno dei Fondi supera 250 000 000 EUR, l'autorità di audit
non può appartenere alla stessa autorità pubblica o allo stesso organismo
pubblico dell'autorità di gestione.
6.           Lo Stato membro può designare
uno o più organismi intermedi per lo svolgimento di determinati compiti dell'autorità
di gestione o di certificazione sotto la responsabilità di detta autorità. I
relativi accordi tra l'autorità di gestione o di certificazione e gli organismi
intermedi sono registrati formalmente per iscritto.
7.           Lo Stato membro o l'autorità
di gestione può affidare la gestione di parte di un programma operativo ad un
organismo intermedio mediante un accordo scritto tra l'organismo intermedio e
lo Stato membro o l'autorità di gestione (di seguito "sovvenzione
globale"). L'organismo intermedio garantisce la propria solvibilità e competenza
nel settore interessato, nonché in materia di gestione amministrativa e
finanziaria. 
8.           Lo
Stato membro definisce per iscritto le norme che disciplinano le sue relazioni
con le autorità di gestione, di certificazione e di audit, le relazioni tra
dette autorità e le relazioni tra queste ultime e la Commissione.
Articolo 114 
Funzioni dell'autorità di
gestione 
1.           L'autorità di gestione è responsabile della gestione del programma
operativo conformemente al principio della sana gestione finanziaria. 
2.           Per quanto concerne la
gestione del programma operativo, l'autorità di gestione:
a)      assiste il comitato di sorveglianza nei
suoi lavori e fornisce ad esso le informazioni necessarie allo svolgimento dei
suoi compiti, in particolare dati relativi ai progressi del programma operativo
nel raggiungimento degli obiettivi, dati finanziari e dati relativi a
indicatori e tappe fondamentali;
b)      elabora e presenta alla Commissione,
previa approvazione del comitato di sorveglianza, i rapporti annuali e finali
di esecuzione;
c)      rende disponibili agli organismi
intermedi e ai beneficiari informazioni pertinenti rispettivamente per l'esecuzione
dei loro compiti e l'attuazione degli interventi;
d)      istituisce un sistema di registrazione e
conservazione informatizzata dei dati relativi a ciascun intervento, necessari
per la sorveglianza, la valutazione, la gestione finanziaria, la verifica e
l'audit, ivi compresi i dati su singoli partecipanti agli interventi, se del
caso;
e)      garantisce che i dati di cui alla lettera
d) siano raccolti, inseriti e memorizzati nel sistema e che i dati sugli
indicatori siano suddivisi per sesso, ove richiesto dall'allegato I del
regolamento FSE.
3.           Per quanto concerne la
selezione degli interventi, l'autorità di gestione:
a)      elabora e, previa approvazione, applica
procedure e criteri di selezione adeguati che:
i)        siano non discriminatori e trasparenti;
ii)       tengano conto dei principi generali
esposti agli articoli 7 e 8; 
b)      garantisce che l'intervento selezionato
rientri nell'ambito di applicazione del Fondo o dei Fondi interessati e in una
categoria di intervento individuata nell'asse o negli assi prioritari del
programma operativo;
c)      fornisce al beneficiario un documento
contenente le condizioni per il sostegno relative a ciascun intervento, ivi
compresi i requisiti specifici concernenti i prodotti o servizi da fornire
nell'ambito dell'intervento, il piano finanziario e il termine per
l'esecuzione;
d)      si accerta che il beneficiario abbia la
capacità amministrativa, finanziaria e operativa per soddisfare le condizioni
definite alla lettera c) prima dell'approvazione dell'intervento;
e)      si accerta che, ove l'intervento sia
cominciato prima della presentazione di una domanda di finanziamento all'autorità
di gestione, siano state osservate le norme nazionali e dell'Unione pertinenti
per l'intervento; 
f)       garantisce che un richiedente non riceva
il sostegno dei Fondi ove sia stato o avrebbe dovuto essere oggetto di una
procedura di recupero in conformità dell'articolo 61, a seguito della
rilocalizzazione di un'attività produttiva all'interno dell'Unione;
g)      stabilisce le categorie di intervento cui
è attribuita la spesa relativa a uno specifico intervento.
4.           Per quanto concerne la
gestione finanziaria e il controllo del programma operativo, l'autorità di gestione:
a)      verifica che i prodotti e servizi
cofinanziati siano stati forniti, che i beneficiari abbiano pagato le spese
dichiarate e che queste ultime siano conformi alle norme nazionali e dell'Unione,
al programma operativo e alle condizioni per il sostegno dell'intervento;
b)      garantisce che i beneficiari coinvolti
nell'attuazione di interventi rimborsati sulla base dei costi ammissibili
effettivamente sostenuti mantengano un sistema di contabilità separata o una
codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative a un
intervento;
c)      istituisce misure antifrode efficaci e
proporzionate, tenendo conto dei rischi individuati;
d)      stabilisce procedure per far sì che tutti
i documenti relativi alle spese e agli audit necessari per garantire una pista
di controllo adeguata siano conservati secondo quanto disposto all'articolo 62,
lettera g);
e)      prepara la dichiarazione di affidabilità
di gestione sul funzionamento del sistema di gestione e controllo, sulla
legalità e regolarità delle transazioni sottostanti e sul rispetto del
principio della sana gestione finanziaria, unitamente a una relazione
contenente i risultati dei controlli gestionali effettuati, eventuali carenze
individuate nel sistema di gestione e controllo ed eventuali misure correttive
adottate.
5.           Le verifiche ai sensi del
paragrafo 4, lettera a), comprendono le seguenti procedure:
a)      verifiche amministrative rispetto a
ciascuna domanda di rimborso presentata dai beneficiari;
b)      verifiche in loco degli interventi.
La frequenza e la portata delle verifiche in loco
sono proporzionali all'ammontare del sostegno pubblico ad un intervento e al
livello di rischio individuato da tali verifiche e dagli audit effettuati
dall'autorità di audit per il sistema di gestione e controllo nel suo complesso.
6.           Le verifiche in loco di
singoli interventi ai sensi del paragrafo 5, lettera b), possono essere svolte
a campione.
7.           Qualora l'autorità di
gestione sia anche un beneficiario nell'ambito del programma operativo, le
disposizioni relative alle verifiche di cui al paragrafo 4, lettera a), garantiscono
un'adeguata separazione delle funzioni.
8.           La Commissione adotta atti
delegati, in conformità dell'articolo 142, che stabiliscono le modalità dello
scambio di informazioni di cui al paragrafo 2, lettera d).
9.           La Commissione adotta atti
delegati, in conformità dell'articolo 142, che stabiliscono le norme
riguardanti le disposizioni per la pista di controllo di cui al paragrafo 4,
lettera d). 
10.         La Commissione adotta,
mediante atti di esecuzione, il modello per la dichiarazione di gestione di cui
al paragrafo 4, lettera e). Detti atti sono adottati conformemente alla
procedura consultiva di cui all'articolo 143, paragrafo 2.
Articolo 115
Funzioni dell'autorità di
certificazione
L'autorità di certificazione di un programma
operativo è incaricata in particolare dei compiti seguenti:
a)           elaborare e trasmettere alla
Commissione le domande di pagamento e certificare che provengono da sistemi di
contabilità affidabili, sono basate su documenti giustificativi verificabili e
sono state oggetto di verifiche da parte dell'autorità di gestione;
b)           preparare i bilanci annuali;
c)           certificare la completezza,
esattezza e veridicità dei bilanci annuali e che le spese in esse iscritte sono
conformi alle norme applicabili dell'Unione e nazionali e sono state sostenute
in rapporto ad interventi selezionati per il finanziamento conformemente ai
criteri applicabili al programma operativo e nel rispetto delle norme
dell'Unione e nazionali; 
d)           garantire l'esistenza di un sistema
di registrazione e conservazione informatizzata dei dati contabili per ciascun
intervento, che gestisce tutti i dati necessari per la preparazione delle
domande di pagamento e dei bilanci annuali, ivi compresi i dati degli importi
recuperabili, recuperati e ritirati a seguito della soppressione totale o
parziale del contributo a favore di un intervento o di un programma operativo;
e)           garantire, ai fini della
preparazione e presentazione delle domande di pagamento, di aver ricevuto
informazioni adeguate dall'autorità di gestione in merito alle procedure
seguite e alle verifiche effettuate in relazione alle spese;
f)            tenere conto, nel preparare e
presentare le domande di pagamento, dei risultati di tutte le attività di audit
svolte dall'autorità di audit o sotto la sua responsabilità;
g)           mantenere una contabilità
informatizzata delle spese dichiarate alla Commissione e del corrispondente
contributo pubblico versato ai beneficiari;
h)           tenere una contabilità degli importi
recuperabili e degli importi ritirati a seguito della soppressione totale o
parziale del contributo a un intervento. Gli importi recuperati sono restituiti
al bilancio generale dell'Unione prima della chiusura del programma operativo
detraendoli dalla dichiarazione di spesa successiva.
Articolo 116
Funzioni dell'autorità di
audit
1.           L'autorità di audit garantisce lo svolgimento di attività di audit sui
sistemi di gestione e controllo, su un campione adeguato di interventi e sui
bilanci annuali.
È conferito alla Commissione il potere di adottare
atti delegati a norma dell'articolo 142, relativi alle condizioni che tali
attività di audit devono soddisfare.
2.           Qualora le attività di audit
siano svolte da un organismo diverso dall'autorità di audit, quest'ultima si
accerta che tale organismo disponga della necessaria indipendenza funzionale.
3.           L'autorità
di audit si assicura che il lavoro di audit tenga conto degli standard
riconosciuti a livello internazionale in materia.
4.           Entro sei mesi dall'adozione del programma operativo, l'autorità di
audit prepara una strategia di audit per lo svolgimento dell'attività di audit.
La strategia di audit definisce la
metodologia di audit, il metodo di campionamento per le attività di audit sugli
interventi e la pianificazione delle attività di audit in relazione al periodo
contabile corrente e ai due successivi. La strategia di audit viene aggiornata
annualmente a partire dal 2016 e fino al 2022 compreso. Nel caso in cui si
applichi un sistema comune di gestione e controllo a più programmi operativi, è
possibile preparare un'unica strategia di audit per i programmi operativi
interessati. L'autorità di audit presenta alla Commissione la strategia di
audit su richiesta.
5.           L'autorità
di audit prepara:
i)       un parere di audit sui bilanci annuali per il periodo contabile precedente,
concernente la completezza, esattezza e veridicità dei bilanci annuali, il
funzionamento del sistema di gestione e controllo e la legalità e regolarità
delle transazioni sottostanti;
ii)       un rapporto annuale di controllo che
evidenzi le risultanze delle attività di audit svolte nel corso del precedente periodo
contabile.
Il rapporto di cui al punto ii) evidenzia
eventuali carenze riscontrate nel sistema di gestione e controllo ed eventuali
misure correttive adottate o proposte.
Nel caso in cui si applichi un sistema comune di
gestione e controllo a più programmi operativi, le informazioni di cui al punto
ii) possono essere raggruppate in un rapporto unico.
6.           La Commissione adotta,
mediante atti di esecuzione, modelli per la strategia di audit, il parere di
audit e il rapporto annuale di controllo, nonché la metodologia per il metodo
di campionamento di cui al paragrafo 4. Tali atti di esecuzione sono adottati
in conformità della procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.
7.           Le norme di attuazione relative all'uso dei dati raccolti durante gli
audit effettuati da funzionari della Commissione o da rappresentanti
autorizzati della Commissione sono adottate dalla Commissione secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 143, paragrafo 3.
CAPO III
Accreditamento
Articolo 117
Accreditamento e revoca
dell'accreditamento delle autorità di gestione e di certificazione
1.           L'organismo di accreditamento
adotta una decisione formale per l'accreditamento delle autorità di gestione e
di certificazione che rispettano i criteri di accreditamento stabiliti dalla
Commissione mediante atti delegati in conformità dell'articolo 142.
2.           La decisione formale di cui
al paragrafo 1 si basa su una relazione e su un parere di un organismo di audit
indipendente che valuta il sistema di gestione e controllo, compreso il ruolo
degli organismi intermedi all'interno dello stesso e la sua conformità agli
articoli 62, 63, 114 e 115. L'organismo di accreditamento valuta se i sistemi
di gestione e controllo per il programma operativo siano simili a quelli
istituiti per il precedente periodo di programmazione, nonché eventuali prove
dell'efficacia del loro funzionamento. 
3.           Lo Stato membro presenta alla
Commissione la decisione formale di cui al paragrafo 1 entro sei mesi dall'adozione
della decisione che adotta il programma operativo.
4.           Qualora l'importo complessivo
del sostegno fornito dai Fondi ad un programma operativo superi
250 000 000 EUR, la Commissione può richiedere, entro due mesi dal
ricevimento della decisione formale di cui al paragrafo 1, la relazione e il
parere dell'organismo di audit indipendente e la descrizione del sistema di
gestione e controllo. 
La Commissione può formulare osservazioni entro
due mesi dal ricevimento dei documenti. 
Nel decidere se richiedere i documenti, la
Commissione valuta se i sistemi di gestione e controllo per il programma
operativo siano simili a quelli istituiti per il precedente periodo di
programmazione, se l'autorità di gestione svolga anche le funzioni di autorità
di certificazione e se esistano prove dell'efficacia del loro funzionamento. 
Articolo 118
Cooperazione con le autorità
di audit
1.           La Commissione collabora con
le autorità di audit per coordinarne i piani e metodi di audit e scambia
immediatamente i risultati dei controlli effettuati sui sistemi di gestione e
di controllo. 
2.           Al fine di facilitare tale cooperazione, lo Stato membro laddove designi
varie autorità di audit, può designare un organismo di coordinamento.
3.           La Commissione, le autorità
di audit e l'eventuale organismo di coordinamento si riuniscono periodicamente
e almeno una volta all'anno, salvo diverso accordo, per esaminare il rapporto
di controllo annuale, il parere e la strategia di audit e per uno scambio di
opinioni su questioni relative al miglioramento dei sistemi di gestione e
controllo.

TITOLO VII
GESTIONE FINANZIARIA, LIQUIDAZIONE CONTABILE E RETTIFICHE FINANZIARIE
CAPO I
Gestione finanziaria
Articolo 119
Norme comuni per i pagamenti
Lo Stato membro assicura che, entro la
chiusura del programma operativo, l'importo del sostegno pubblico erogato ai
beneficiari sia almeno pari al contributo dei Fondi versato dalla Commissione
allo Stato membro.
Articolo 120
Norme comuni per il calcolo
dei pagamenti intermedi e del saldo annuale e finale
1.           La Commissione rimborsa a
titolo di pagamento intermedio il 90% dell'importo risultante dall'applicazione
del tasso di cofinanziamento, previsto per ciascun asse prioritario nella
decisione che adotta il programma operativo, alle spese ammissibili per l'asse
prioritario che figurano nella domanda di pagamento. Il saldo annuale viene
determinato a norma dell'articolo 130, paragrafo 1.
2.           Il contributo dei Fondi a un
asse prioritario mediante i pagamenti intermedi e il pagamento del saldo
annuale e finale non deve essere superiore:
a)      al sostegno pubblico indicato nella
domanda di pagamento per l'asse prioritario; e
b)      al contributo dei Fondi per l'asse
prioritario indicato nella decisione della Commissione che approva il programma
operativo.
3.           Fermo restando l'articolo 22,
il sostegno dell'Unione mediante i pagamenti intermedi e i pagamenti del saldo
finale non supera il sostegno pubblico e l'importo massimo del contributo dei
Fondi per ciascun asse prioritario, secondo quanto fissato nella decisione della
Commissione che approva il programma operativo.
Articolo 121
Domande di pagamento 
1.           Le domande di pagamento
comprendono, per ciascun asse prioritario:
a)      l'importo totale delle spese ammissibili
pagate dal beneficiario nell'attuazione degli interventi, come contabilizzato
dall'autorità di certificazione; 
b)      l'importo totale del sostegno pubblico relativo
all'attuazione degli interventi, come contabilizzato dall'autorità di
certificazione;
c)      il corrispondente sostegno pubblico
ammissibile che è stato erogato al beneficiario, come contabilizzato dall'autorità
di certificazione. 
2.           Le spese contenute in una
domanda di pagamento sono giustificate da fatture quietanzate o da documenti
contabili di valore probatorio equivalente, salvo per le forme di sostegno di
cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettere b), c) e d), all'articolo 58,
all'articolo 59, paragrafo 1 e all'articolo 93 del presente regolamento e
all'articolo 14 del regolamento (UE) n. […]/2012 del Parlamento europeo e
del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del
regolamento (CE) n. 1081/2006 [FSE]. Per tali forme di sostegno, gli
importi indicati nella domanda di pagamento sono i costi rimborsati al
beneficiario dall'autorità di gestione. 
3.           La Commissione adotta, mediante
atti di esecuzione, il modello per le domande di pagamento. Detti atti sono
adottati conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 143,
paragrafo 2.
Articolo 122
Pagamento ai beneficiari
Le autorità di gestione si assicurano che i
beneficiari ricevano quanto prima e integralmente l'importo totale del sostegno
pubblico e in ogni caso prima dell'inserimento della spesa corrispondente nella
domanda di pagamento. Non si applica nessuna detrazione o trattenuta né alcun
onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla
riduzione di detti importi per i beneficiari.
Articolo 123
Uso dell'euro
1.           Gli Stati membri che non
hanno adottato l'euro come valuta nazionale alla data della domanda di
pagamento convertono in euro gli importi delle spese sostenute in valuta
nazionale. L'importo è convertito in euro al tasso di cambio contabile mensile
della Commissione in vigore nel mese durante il quale la spesa è stata
contabilizzata dall'autorità di gestione del programma operativo interessato.
Detto tasso è pubblicato in formato elettronico ogni mese dalla Commissione. 
2.           Quando l'euro diventa la
valuta di uno Stato membro, la procedura di conversione di cui al paragrafo 1
continua ad applicarsi a tutte le spese contabilizzate dall'autorità di
gestione prima della data di entrata in vigore del tasso di conversione fisso
tra la valuta nazionale e l'euro. 
Articolo 124
Pagamento del
prefinanziamento
1.           Il prefinanziamento iniziale
è corrisposto in rate come segue:
a)      nel 2014: 2% dell'ammontare del
contributo dei Fondi al programma operativo per l'intero periodo di
programmazione;
b)      nel 2015: 1% dell'ammontare del
contributo dei Fondi al programma operativo per l'intero periodo di
programmazione;
c)      nel 2016: 1% dell'ammontare del contributo
dei Fondi al programma operativo per l'intero periodo di programmazione.
Nel caso di un programma operativo adottato nel
2015 o successivamente, le rate precedenti sono versate nell'anno di adozione.
2.           Negli anni dal 2016 al 2022,
un importo di prefinanziamento annuale viene pagato entro il 1° luglio. Nel
2016 esso è pari al 2% dell'ammontare del contributo dei Fondi al programma
operativo per l'intero periodo di programmazione. Negli anni dal 2017 al 2022,
esso è pari al 2,5% dell'ammontare del contributo dei Fondi al programma
operativo per l'intero periodo di programmazione.
Articolo 125
Liquidazione del
prefinanziamento
La liquidazione contabile dell'importo versato
a titolo di prefinanziamento annuale è effettuata dalla Commissione in
conformità dell'articolo 130.
Articolo 126
Termini per la presentazione
di domande di pagamenti intermedi e per il relativo pagamento
1.           L'autorità di certificazione
trasmette regolarmente una domanda di pagamento intermedio concernente gli
importi contabilizzati dalla stessa come sostegno pubblico pagato ai
beneficiari nel periodo contabile chiuso al 30 giugno.
2.           L'autorità di certificazione
trasmette la domanda finale di pagamento intermedio entro il 31 luglio
successivo alla chiusura del precedente periodo contabile e in ogni caso prima
della prima domanda di pagamento intermedio per il successivo periodo
contabile.
3.           La prima domanda di pagamento
intermedio non può essere presentata prima che l'atto formale di accreditamento
dell'autorità di gestione sia pervenuto alla Commissione.
4.           Non sono effettuati pagamenti
intermedi per un programma operativo se il rapporto annuale di esecuzione non è
stato inviato alla Commissione a norma dell'articolo 101. 
5.           Compatibilmente con la
disponibilità di fondi, la Commissione effettua il pagamento intermedio entro
60 giorni dalla data di registrazione presso la Commissione della domanda di
pagamento. 
Articolo
127
Disimpegno
1.           La Commissione procede al
disimpegno della parte dell'importo, calcolato in conformità al secondo comma
in rapporto ad un programma operativo, che non sia stata utilizzata per il pagamento
del prefinanziamento iniziale e annuale, per i pagamenti intermedi e per il
saldo annuale entro il 31 dicembre del secondo esercizio finanziario successivo
a quello dell'impegno di bilancio nell'ambito del programma operativo, o per la
quale non sia stata trasmessa una domanda di pagamento ai sensi dell'articolo
126, paragrafo 1.
Ai fini del disimpegno, la Commissione calcola l'importo
aggiungendo un sesto dell'impegno di bilancio annuale relativo al contributo
complessivo annuo per il 2014 a ciascuno degli impegni di bilancio dal 2015 al
2020.
2.           In deroga al paragrafo 1, primo
comma, i termini per il disimpegno non si applicano all'impegno di bilancio
annuale relativo al contributo complessivo annuo per il 2014.
3.           Se il primo impegno di
bilancio annuale è connesso al contributo complessivo annuo per il
2015, in deroga al paragrafo 1, i termini per il disimpegno non si
applicano all'impegno di bilancio annuale relativo al contributo complessivo
annuo per il 2015. In questi casi la Commissione calcola l'importo ai sensi del
paragrafo 1, primo comma, aggiungendo un quinto dell'impegno di bilancio
annuale relativo al contributo complessivo annuo per il 2015 a ciascuno degli
impegni di bilancio dal 2016 al 2020.
4.           La parte di impegni ancora
aperti al 31 dicembre 2022 è disimpegnata qualora la Commissione non abbia
ricevuto i documenti prescritti ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, entro
il 30 settembre 2023.
CAPO II
Liquidazione dei conti e chiusura 
Sezione I 
Liquidazione dei conti 
Articolo 128
Contenuto dei bilanci annuali
1.           I bilanci annuali certificati
per ciascun programma operativo coprono il periodo contabile e indicano, a
livello di ciascun asse prioritario:
a)      l'importo totale di spese ammissibili
contabilizzato dall'autorità di certificazione come pagato dai beneficiari nell'esecuzione
degli interventi e il corrispondente sostegno pubblico ammissibile che è stato
versato, nonché l'importo totale del sostegno pubblico relativo all'esecuzione
degli interventi;
b)      gli importi ritirati e recuperati nel
corso del periodo contabile, gli importi da recuperare al termine del periodo
contabile, i recuperi effettuati a norma dell'articolo 61 e gli importi non
recuperabili;
c)      per ciascun asse prioritario, l'elenco di
interventi, completati nel corso del periodo contabile, sostenuti dal FESR e
dal Fondo di coesione;
d)      per ciascun asse prioritario, un
raffronto tra le spese dichiarate ai sensi della lettera a) e le spese
dichiarate rispetto al medesimo periodo contabile nelle domande di pagamento,
accompagnato da una spiegazione delle eventuali differenze.
2.           L'autorità di certificazione
può specificare nei bilanci, per asse prioritario, un accantonamento non
superiore al 5% della spesa totale indicata nelle domande di pagamento
presentate per un determinato periodo contabile se la valutazione della
legalità e regolarità della spesa è oggetto di una procedura in corso presso
l'autorità di audit. L'importo interessato è escluso dall'ammontare complessivo
delle spese ammissibili di cui al paragrafo 1, lettera a). Tali importi sono inclusi
o esclusi in via definitiva dai bilanci annuali dell'esercizio successivo. 
Articolo 129
Presentazione di informazioni
Per ogni esercizio, a partire dal 2016 e fino
al 2022 compreso, lo Stato membro trasmette i documenti di cui all'articolo 75,
paragrafo 1. 
Articolo 130
Liquidazione annuale dei
conti
1.           Ai fini del calcolo
dell'importo imputabile ai Fondi per un periodo contabile, la Commissione tiene
conto di quanto segue
a)      l'ammontare totale delle spese
contabilizzate di cui all'articolo 128, paragrafo 1, lettera a), al quale si
applica il tasso di cofinanziamento per ciascun asse prioritario;
b)      l'ammontare totale dei pagamenti effettuati
dalla Commissione durante il periodo contabile e costituiti da:
i)        l'importo dei pagamenti intermedi
effettuati dalla Commissione ai sensi dell'articolo 120, paragrafio1, e
dell'articolo 22; e 
ii)       l'importo del prefinanziamento annuale
versato ai sensi dell'articolo 124, paragrafo 2.
2.           Il saldo annuale che, a
seguito della liquidazione dei conti, deve essere recuperato dallo Stato membro
è oggetto di un ordine di recupero della Commissione. Il saldo annuale dovuto
allo Stato membro è aggiunto al successivo pagamento intermedio effettuato
dalla Commissione dopo la liquidazione dei conti.
3.           Se, per motivi imputabili a
uno Stato membro, la Commissione non è in grado di liquidare i conti entro il
30 aprile dell'anno successivo alla chiusura di un periodo contabile, la
Commissione comunica allo Stato membro le azioni che devono essere intraprese
dalle autorità di gestione o di audit, o le indagini aggiuntive che la
Commissione si propone di svolgere ai sensi dell'articolo 65, paragrafi 2 e 3.
4.           Il pagamento del saldo
annuale da parte della Commissione si basa sulle spese dichiarate nei bilanci,
al netto di un eventuale accantonamento costituito a fronte di spese dichiarate
alla Commissione che sono oggetto di una procedura di contraddittorio con l'autorità
di audit.
Articolo 131
Chiusura modulata
1.           Per il FESR e il Fondo di
coesione, i bilanci annuali di ciascun programma operativo comprendono, a
livello di ciascun asse prioritario, l'elenco degli interventi completati
durante il periodo contabile. Le spese relative a tali interventi incluse nei
bilanci oggetto della decisione di liquidazione si considerano chiuse.
2.           Per il FSE le spese incluse
nei bilanci oggetto di una decisione di liquidazione si considerano chiuse.
Articolo 132
Disponibilità dei documenti
1.           Fatte salve le norme in
materia di aiuti di Stato, l'autorità di gestione assicura che tutti i
documenti giustificativi relativi agli interventi siano resi disponibili su
richiesta alla Commissione e della Corte dei conti europea per un periodo di
tre anni, con decorrenza dal 31 dicembre dell'anno della liquidazione dei conti
ai sensi dell'articolo 130 o, al più tardi, dalla data di pagamento del saldo
finale.
Questo periodo di tre anni è interrotto in caso di
procedimento giudiziario o amministrativo o su richiesta debitamente motivata
della Commissione.
2.           I documenti sono conservati
sotto forma di originali o di copie autenticate, o su supporti per i dati
comunemente accettati, comprese le versioni elettroniche di documenti originali
o i documenti esistenti esclusivamente in versione elettronica.
3.           I documenti sono conservati
in una forma tale da consentire l'identificazione delle persone interessate
solo per il periodo necessario al conseguimento delle finalità per le quali i
dati sono rilevati o successivamente trattati.
4.           È conferito alla Commissione
il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 142 per
stabilire quali supporti per i dati si possono considerare comunemente
accettati.
5.           La procedura per la
certificazione della conformità dei documenti conservati su supporti
comunemente accettati al documento originale è stabilita dalle autorità
nazionali e garantisce che le versioni conservate rispettino i requisiti
giuridici nazionali e siano affidabili ai fini dell'attività di audit.
6.           Laddove i documenti siano
disponibili esclusivamente in versione elettronica, i sistemi informatici
utilizzati devono soddisfare gli standard di sicurezza accettati, che
garantiscono che i documenti conservati rispettino i requisiti giuridici
nazionali e siano affidabili ai fini dell'attività di audit.

Sezione II 
Chiusura di programmi operativi 
Articolo 133
 Presentazione dei documenti
di chiusura e pagamento del saldo finale
1.           Entro il 30 settembre 2023
gli Stati membri presentano i seguenti documenti:
a)      una domanda di pagamento del saldo
finale;
b)      il rapporto finale di esecuzione del
programma operativo; e
c)      i documenti di cui all'articolo 75,
paragrafo 1, per il periodo contabile finale, dal 1° luglio 2022 al 30 giugno
2023. 
2.           Il pagamento del saldo finale
avviene entro tre mesi dalla data di liquidazione dei conti del periodo contabile
finale o entro un mese dalla data di accettazione del rapporto finale di
esecuzione, se successiva.
Sezione III
sospensione dei pagamenti
Articolo 134
Sospensione dei pagamenti
1.           La Commissione può sospendere
la totalità o una parte dei pagamenti intermedi a livello di assi prioritari o
di programmi operativi nei casi in cui: 
a)      il sistema di gestione e controllo del
programma operativo presenti gravi carenze per le quali non sono state adottate
misure correttive; 
b)      le spese figuranti in una dichiarazione
di spesa siano connesse a un'irregolarità con gravi conseguenze finanziarie che
non è stata rettificata; 
c)      lo Stato membro non abbia adottato le
azioni necessarie per porre rimedio alla situazione che ha dato origine a un'interruzione
ai sensi dell'articolo 74;
d)      sussistano gravi carenze nella qualità e
nell'affidabilità del sistema di sorveglianza o dei dati su indicatori comuni e
specifici;
e)      lo Stato membro non abbia intrapreso le
azioni indicate nel programma operativo in relazione all'adempimento di una
condizionalità ex ante;
f)       da una verifica dei risultati emerga che
un asse prioritario non ha conseguito le tappe fondamentali stabilite nel
quadro di riferimento dei risultati;
g)      lo Stato membro non risponda o non
risponda in modo soddisfacente a norma dell'articolo 20, paragrafo 5;
h)      sussista uno dei casi di cui all'articolo
21, paragrafo 6, lettere da a) a e).
2.           La Commissione può decidere,
mediante atti di esecuzione, di sospendere la totalità o una parte dei
pagamenti intermedi dopo aver dato allo Stato membro la possibilità di
presentare osservazioni.
3.           La Commissione pone fine alla
sospensione della totalità o di una parte dei pagamenti intermedi quando lo
Stato membro ha adottato le misure necessarie per consentirne la revoca. 

CAPO III
Rettifiche finanziarie
Sezione I
Rettifiche finanziarie effettuate dagli Stati membri
Articolo 135
 Rettifiche finanziarie effettuate dagli Stati
membri
1.           Spetta anzitutto agli Stati membri fare accertamenti sulle
irregolarità, effettuare le rettifiche finanziarie necessarie e procedere ai
recuperi. Nel caso di un'irregolarità
sistemica, lo Stato membro estende le proprie indagini a tutti gli interventi
che potrebbero essere interessati.
2.           Lo Stato membro procede alle rettifiche finanziarie necessarie in
relazione alle irregolarità isolate o sistemiche individuate nell'ambito di
interventi o programmi operativi. Le
rettifiche finanziarie consistono in una soppressione totale o parziale del
contributo pubblico a un intervento o al programma operativo. Lo Stato membro
tiene conto della natura e della gravità delle irregolarità e della perdita
finanziaria che ne risulta per i Fondi e apporta una rettifica proporzionale.
L'autorità di gestione inserisce le rettifiche nei bilanci annuali del periodo
contabile nel quale è decisa la soppressione.
3.           Il contributo dei Fondi soppresso a norma del paragrafo 2 può essere reimpiegato
dallo Stato membro nell'ambito del programma operativo in questione, fatto
salvo quanto disposto al paragrafo 4.
4.           Il contributo soppresso a
norma del paragrafo 2 non può essere reimpiegato per interventi oggetto della
rettifica o, laddove la rettifica finanziaria riguardi una irregolarità
sistemica, per interventi interessati da tale irregolarità sistemica.
Sezione II
Rettifiche finanziarie effettuate dalla Commissione
Articolo 136
Criteri per le rettifiche
finanziarie
1.           La Commissione procede a
rettifiche finanziarie mediante atti di esecuzione, sopprimendo in tutto o in
parte il contributo dell'Unione a un programma operativo a norma dell'articolo
77 qualora, effettuate le necessarie verifiche, essa concluda che:
a)      il sistema di gestione e di controllo del
programma operativo presenta gravi carenze, tali da compromettere il contributo
dell'Unione già versato al programma operativo;
b)      lo Stato membro non si è conformato agli
obblighi che gli incombono in virtù dell'articolo 135 anteriormente all'avvio
della procedura di rettifica ai sensi del presente paragrafo;
c)      le spese figuranti in una domanda di
pagamento sono irregolari e non sono state rettificate dallo Stato membro
anteriormente all'avvio della procedura di rettifica ai sensi del presente
paragrafo.
La Commissione fonda le proprie rettifiche
finanziarie su singoli casi di irregolarità identificati, valutando se si
tratta di un'irregolarità sistemica. Quando non è possibile quantificare con
precisione l'importo di spesa irregolare addebitato ai Fondi, la Commissione
applica una rettifica finanziaria su base forfettaria o per estrapolazione.
2.           Nel decidere l'ammontare di
una rettifica ai sensi del paragrafo 1, la Commissione tiene conto della natura
e della gravità dell'irregolarità, nonché della portata e delle implicazioni
finanziarie delle carenze dei sistemi di gestione e controllo riscontrate nel
programma operativo.
3.           Ove si basi su rapporti di revisori
non appartenenti ai propri servizi, la Commissione trae conclusioni circa le
conseguenze finanziarie dopo aver esaminato le misure adottate dallo Stato
membro interessato a norma dell'articolo 135, paragrafo 2, le notifiche inviate
a norma dell'articolo 112, paragrafo 3, e le eventuali risposte dello Stato
membro.
4.           Qualora la Commissione, sulla
base dell'esame del rapporto finale di esecuzione del programma operativo,
riscontri una grave inadempienza nel conseguimento degli obiettivi stabiliti
nel quadro di riferimento dei risultati, può applicare rettifiche finanziarie
rispetto agli assi prioritari interessati, mediante atti di esecuzione.
5.           Quando uno Stato membro non
rispetta gli obblighi di cui all'articolo 86, la Commissione può, in relazione
al grado di inadempimento di tali obblighi, procedere a una rettifica
finanziaria sopprimendo la totalità o una parte del contributo a titolo dei
Fondi strutturali a favore dello Stato membro interessato.
6.           È conferito alla Commissione
il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 che definiscono i
criteri per stabilire il livello di rettifica finanziaria da applicare.
Articolo 137
Procedura
1.           Prima di decidere in merito a
una rettifica finanziaria, la Commissione avvia la procedura comunicando allo
Stato membro le sue conclusioni provvisorie e invitandolo a trasmettere
osservazioni entro un termine di due mesi.
2.           Se la Commissione propone una rettifica finanziaria calcolata per
estrapolazione o su base forfettaria, è data la possibilità allo Stato membro
di dimostrare, attraverso un esame della documentazione pertinente, che la
portata reale delle irregolarità è inferiore alla valutazione della
Commissione. D'intesa con la
Commissione, lo Stato membro può limitare l'ambito dell'esame a una parte o a
un campione adeguati della documentazione di cui trattasi. Tranne in casi debitamente giustificati,
il termine concesso per l'esecuzione dell'esame è limitato ai due mesi
successivi al periodo di due mesi di cui al paragrafo 1.
3.           La Commissione tiene conto di ogni prova eventualmente fornita dallo
Stato membro entro i termini stabiliti ai paragrafi 1 e 2.
4.           Se non accetta le conclusioni provvisorie della Commissione, lo Stato
membro è da questa convocato per un'audizione, in modo che tutte le
informazioni e osservazioni pertinenti siano a disposizione della Commissione
ai fini delle conclusioni in merito all'applicazione della rettifica
finanziaria.
5.           Per applicare le rettifiche finanziarie la Commissione adotta una
decisione, mediante atti di esecuzione, entro un termine di sei mesi dalla data
dell'audizione, o dalla data di ricevimento di informazioni aggiuntive, ove lo
Stato membro convenga di presentarle successivamente all'audizione. La Commissione tiene conto di tutte le
informazioni fornite e delle osservazioni formulate durante la procedura. Se
l'audizione non ha luogo, il termine di sei mesi decorre da due mesi dopo la
data della lettera di convocazione per l'audizione trasmessa dalla Commissione.
6.           Se la Commissione o la Corte
dei conti europea rileva irregolarità che influiscono sui bilanci annuali, le
conseguenti rettifiche finanziarie riducono il sostegno dei Fondi al programma
operativo. 
Articolo 138
Obblighi degli Stati membri
L'applicazione di una rettifica finanziaria da
parte della Commissione lascia impregiudicato l'obbligo dello Stato membro di
procedere ai recuperi di cui all'articolo 135, paragrafo 2, del presente
regolamento e di recuperare gli aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 107,
paragrafo 1, del trattato e a norma dell'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999
del Consiglio[38].
Articolo 139
Rimborso
1.           Qualsiasi importo dovuto al
bilancio generale dell'Unione è rimborsato entro il termine indicato nell'ordine
di riscossione emesso a norma dell'articolo 73 del regolamento finanziario.
Detto termine corrisponde all'ultimo giorno del secondo mese successivo all'emissione
dell'ordine.
2.           Ogni ritardo nel provvedere
al rimborso dà luogo all'applicazione di interessi di mora, a decorrere dalla
data di scadenza del termine e fino alla data del pagamento effettivo. Il tasso
di tale interesse è superiore di un punto e mezzo rispetto al tasso applicato
dalla Banca centrale europea alle sue principali operazioni di rifinanziamento
il primo giorno lavorativo del mese in cui scade il termine.

TITOLO VIII
Proporzionalità in materia di controllo dei
programmi operativi 
Articolo 140
Proporzionalità in materia di
controllo dei programmi operativi
1.           Gli interventi per i quali la
spesa totale ammissibile non supera 100 000 EUR non sono soggetti a più di
un audit da parte dell'autorità di audit o della Commissione prima della
chiusura di tutte le spese interessate ai sensi dell'articolo 131. Altri
interventi non sono soggetti a più di un audit per periodo contabile da parte
dell'autorità di audit e della Commissione prima della chiusura di tutte le
spese interessate ai sensi dell'articolo 131. Queste disposizioni lasciano
impregiudicato il paragrafo 4. 
2.           Riguardo ai programmi
operativi per i quali il parere di audit più recente non segnala l'esistenza di
carenze significative, la Commissione può concordare con l'autorità di audit
nel successivo incontro di cui all'articolo 118, paragrafo 3, che il livello di
audit richiesto può essere ridotto in misura proporzionale al rischio
individuato. In tal caso, la
Commissione svolgerà audit in loco per proprio conto solo qualora vi siano
prove che facciano presumere carenze nel sistema di gestione e controllo che incidono
sulle spese dichiarate alla Commissione in un periodo contabile i cui bilanci
sono stati oggetto di una decisione di liquidazione.
3.           Riguardo ai programmi
operativi per i quali la Commissione conclude di potersi basare sul parere dell'autorità
di audit, può concordare con la stessa di limitare i propri audit in loco alla
verifica dell'operato dell'autorità di audit, salvo quando vi siano prove che
facciano presumere carenze nell'operato dell'autorità di audit per un periodo
contabile i cui bilanci sono stati oggetto di una decisione di liquidazione. 
4.           Fatte salve le disposizioni
di cui al paragrafo 1, l'autorità di audit e la Commissione possono effettuare audit
relativi agli interventi qualora da una valutazione del rischio emerga un
rischio specifico di irregolarità o di frode, qualora vi siano prove che facciano
presumere gravi carenze nel sistema di gestione e controllo del programma
operativo interessato, e durante i tre anni successivi alla chiusura di tutte
le spese di un intervento a norma dell'articolo 131, nel quadro di un campione
di audit. La Commissione può effettuare in qualsiasi momento audit relativi
agli interventi allo scopo di valutare l'operato di un'autorità di audit,
mediante la ripetizione della sua attività di audit.

PARTE IV
DELEGA DI POTERE, DISPOSIZIONI DI
ATTUAZIONE, TRANSITORIE E FINALI
CAPO I
Delega di potere e disposizioni di
attuazione
Articolo 141
Modifica degli allegati
La Commissione può adottare, mediante atti
delegati in conformità dell'articolo 142, modifiche degli allegati I e VI del
presente regolamento entro i limiti delle disposizioni pertinenti dello stesso.
Articolo 142
Esercizio della delega
1.           Il potere di adottare atti
delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente
articolo. 
2.           La delega di potere di cui al
presente regolamento è conferita per un periodo indeterminato a decorrere
dall'entrata in vigore dello stesso.
3.           La delega di potere di cui
all'articolo 141 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento
europeo o dal Consiglio.
La decisione di revoca pone fine alla delega di
potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno
successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la
validità degli atti delegati già in vigore.
4.           Non appena adotta un atto
delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e
al Consiglio.
5.           L'atto delegato entra in
vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato
obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato notificato
o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il
Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni.
Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o
del Consiglio.
Se, alla scadenza di tale termine, né Parlamento
europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni nei confronti dell'atto
delegato, quest'ultimo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea ed entra in vigore alla data in esso indicata.
L'atto delegato può essere pubblicato nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea ed entrare in vigore prima della scadenza di
tale termine se il Parlamento europeo e il Consiglio hanno informato la
Commissione che non intendono sollevare obiezioni.
Se il Parlamento europeo o il Consiglio sollevano
obiezioni, l'atto delegato non entra in vigore. L'istituzione che solleva
obiezioni le motiva.
Articolo 143 
Procedura di comitato
1.           La Commissione è assistita da
un comitato di coordinamento dei Fondi. Tale comitato è un comitato ai sensi
del regolamento (UE) n. 182/2011.
2.           Nei casi in cui è fatto
riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 4 del regolamento (UE)
n. 182/2011.
3.           Nei casi in cui è fatto
riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE)
n. 182/2011.
Qualora il parere del comitato ai sensi dei
paragrafi 2 e 3 debba essere ottenuto mediante procedura scritta, tale
procedura si intende conclusa senza esito quando, entro il termine per la
consegna del parere, il presidente del comitato decida in tal senso o (…) [numero di membri] (una maggioranza ... di) [maggioranza
da precisare: semplice, due terzi, ecc.] membri del comitato lo
richiedano/richieda.
Quando il comitato non fornisce un parere, la
Commissione non adotta il progetto di atto di esecuzione e si applica
l'articolo 5, paragrafo 4, terzo comma, del regolamento (UE) n. 182/2011.
CAPO
II
Disposizioni
transitorie e finali

Articolo 144
Riesame
Il Parlamento europeo e il Consiglio procedono
al riesame del presente regolamento entro il 31 dicembre 20XX in conformità all'articolo
177 del trattato. 

Articolo 145
Disposizioni transitorie
1.           Il presente regolamento non
pregiudica il proseguimento o la modifica, compresa la soppressione totale o
parziale, dei progetti interessati, fino alla loro chiusura, o di interventi
approvati dalla Commissione sulla base del regolamento o di qualsivoglia altra
norma applicabile a tali interventi alla data del 31 dicembre 2013.
2.           Le domande presentate ai
sensi del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio restano valide.
Articolo 146
Abrogazione
1.           Il regolamento (CE)
n. 1083/2006 del Consiglio è abrogato a decorrere dal 1° gennaio
2014.
2.           I riferimenti al regolamento
abrogato s'intendono fatti al presente regolamento.
Articolo 147
Entrata in vigore
Il presente regolamento entro in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in
tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles,
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il
presidente                                                   Il presidente
ALLEGATO I
Metodo
per definire il quadro di riferimento dei risultati
1.           Il quadro di riferimento dei
risultati è costituito da tappe fondamentali definite per ciascuna priorità, se
del caso, per gli anni 2016 e 2018 e da obiettivi fissati per il 2022. Tappe
fondamentali e obiettivi sono presentati secondo il formato indicato nella
tabella 1. 
Tabella 1 – Formato standard per il quadro di
riferimento dei risultati
 Priorità || Indicatore e unità di misurazione, se del caso || Tappa fondamentale per il 2016 || Tappa fondamentale per il 2018 || Obiettivo per il 2022 
   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   
2.           Le tappe fondamentali sono
obiettivi intermedi per il conseguimento dell'obiettivo specifico di una
priorità che indicano, se del caso, i progressi attesi verso il conseguimento
degli obiettivi fissati per la fine del periodo interessato. Le tappe
fondamentali stabilite per il 2016 comprendono indicatori finanziari e di
realizzazione. Le tappe fondamentali stabilite per il 2018 includono indicatori
finanziari, indicatori di realizzazione e, se del caso, indicatori di
risultato. È possibile stabilire tappe fondamentali anche per fasi di
attuazione cruciali. 
3.           Le tappe fondamentali sono: 
–              
pertinenti, recanti informazioni essenziali sui
progressi di una priorità;
–              
trasparenti, con obiettivi verificabili
oggettivamente e fonti di dati identificate e disponibili al pubblico;
–              
verificabili, senza imporre un onere amministrativo
eccessivo; 
–              
coerenti tra i vari programmi operativi, se del
caso.

ALLEGATO II
Ripartizione
annuale degli stanziamenti d'impegno per il periodo 2014-2020
[…]
ALLEGATO III
Addizionalità

1.                      
Spese strutturali pubbliche o assimilabili

La cifra relativa agli investimenti fissi
lordi nella colonna X-1, espressa come percentuale del PIL, secondo la tabella
2 dell'allegato 2 delle "Linee guida su formato e contenuto dei programmi
di stabilità e convergenza"[39],
è utilizzata per determinare le spese strutturali pubbliche o assimilabili.

2.                      
Verifica

Le verifiche dell'addizionalità a norma dell'articolo
86, paragrafo 3, sono soggette alle seguenti disposizioni:
2.1       Verifica ex-ante
a)           Quando presenta un contratto di
partenariato, uno Stato membro è tenuto a fornire informazioni sul profilo di
spesa pianificato nel formato della tabella 1 che segue. Negli Stati membri
dove le regioni meno sviluppate e intermedie rappresentano più del 15% e meno
del 70% della popolazione, le informazioni sulle spese nelle [regioni meno
sviluppate e intermedie] sono fornite nello stesso formato. 
                Tabella 1
 Spese del governo centrale come percentuale del PIL || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 
 P51 || X || X || X || X || X || X || X 
b)           Lo Stato membro fornisce alla
Commissione informazioni sui principali indicatori macroeconomici e sulle
previsioni alla base del livello di spese strutturali pubbliche o assimilabili.
c)           Una volta raggiunto un accordo tra
la Commissione e lo Stato membro, la tabella 1 che precede viene inserita nel
contratto di partenariato dello Stato membro interessato come livello di
riferimento delle spese strutturali pubbliche o assimilabili da mantenere nel
periodo 2014-2020.
2.2       Verifica intermedia
a)           Al momento della verifica
intermedia, il livello di spese strutturali pubbliche o assimilabili s'intende
mantenuto dallo Stato membro se la spesa media annua nel periodo 2014-2017 è
pari o superiore al livello di spesa di riferimento indicato nel contratto di
partenariato. 
b)           Dopo la verifica intermedia, la
Commissione, in consultazione con lo Stato membro, può decidere di modificare
il livello di riferimento delle spese strutturali pubbliche o assimilabili nel
contratto di partenariato se la situazione economica nello Stato membro
interessato è cambiata in misura significativa dall'adozione del contratto di
partenariato e non si è tenuto conto di tale cambiamento nello stabilire il
livello di riferimento nel contratto di partenariato. 
2.3       Verifica ex post
Al momento della verifica ex post, il livello
di spese strutturali pubbliche o assimilabili s'intende mantenuto dallo Stato
membro se la spesa media annua nel periodo 2014-2020 è pari o superiore al
livello di spesa di riferimento indicato nel contratto di partenariato. 

3.                      
Rettifiche finanziarie successive alla verifica ex post

Ove la Commissione decida di apportare una
rettifica finanziaria a norma dell'articolo 86, paragrafo 4, la percentuale di
rettifica finanziaria si ottiene sottraendo il 3% dalla differenza tra il
livello di riferimento nel contratto di partenariato e il livello conseguito,
espresso come percentuale del livello di riferimento, e dividendo il risultato
per 10. La rettifica finanziaria è determinata applicando la percentuale di
rettifica finanziaria al contributo dei Fondi a favore dello Stato membro
interessato per le regioni meno sviluppate e in transizione per l'intero
periodo di programmazione.
Ove la differenza tra il livello di
riferimento indicato nel contratto di partenariato e il livello conseguito,
espresso come percentuale del livello di riferimento indicato nel contratto di
partenariato, sia pari o inferiore al 3%, non si apportano rettifiche
finanziarie.
La rettifica finanziaria non supera il 5%
della dotazione dei Fondi a favore dello Stato membro interessato per le
regioni meno sviluppate e in transizione per l'intero periodo di
programmazione.
ALLEGATO IV

Condizionalità ex ante
Condizionalità
tematiche ex ante
 Obiettivi tematici || Condizionalità ex ante || Criteri di adempimento 
 1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (obiettivo R&S) (articolo 9, punto 1) || 1.1. Ricerca e innovazione: esistenza di una strategia di ricerca e di innovazione nazionale o regionale per una specializzazione intelligente in linea con il programma di riforma nazionale, che esercita un effetto leva sulla spesa privata in ricerca e innovazione ed è conforme alle caratteristiche di sistemi efficaci di ricerca e di innovazione ai livelli nazionale e regionale[40]. || –                         Disponibilità di una strategia di ricerca e innovazione nazionale o regionale per la specializzazione intelligente che: –               si basi sull'analisi SWOT (punti di forza, debolezza, opportunità e minacce) per concentrare le risorse su una serie limitata di priorità di ricerca e innovazione; –               definisca misure per stimolare gli investimenti privati in RST; –               preveda un sistema di controllo e riesame. –                         Lo Stato membro ha adottato un quadro che definisce le risorse di bilancio disponibili per la ricerca e l'innovazione; –                         Lo Stato membro ha adottato un piano pluriennale per la programmazione di bilancio e la definizione delle priorità di investimento in rapporto alle priorità UE (Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca - ESFRI). 
 2. Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime (obiettivo banda larga) (articolo 9, punto 2)   || 2.1. Crescita digitale: esistenza, all'interno della strategia di innovazione nazionale o regionale per la specializzazione intelligente, di un capitolo dedicato esplicitamente alla crescita digitale, per stimolare la domanda di servizi privati e pubblici accessibili, di buona qualità e interoperabili consentiti dalle TIC e aumentarne la diffusione tra cittadini, compresi i gruppi vulnerabili, imprese e pubbliche amministrazioni, anche con iniziative transfrontaliere. || –                         La strategia di innovazione nazionale o regionale per la specializzazione intelligente prevede un capitolo dedicato alla crescita digitale, contenente quanto segue: –               programmazione di bilancio e definizione delle azioni prioritarie mediante l'analisi SWOT in linea con il quadro di valutazione dell'agenda digitale europea[41]; –               analisi del sostegno equilibrato a domanda e offerta di tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC); –               obiettivi misurabili per gli esiti degli interventi in materia di alfabetizzazione digitale, competenze, e-inclusione, e-accessibilità e sanità (e-health), conformi alle pertinenti strategie settoriali nazionali o regionali esistenti; –               valutazione della necessità di rafforzare lo sviluppo delle capacità nelle TIC. 
 2.2. Infrastruttura di reti di accesso di nuova generazione (NGA): esistenza di piani nazionali per reti NGA che tengano conto delle azioni regionali al fine di raggiungere gli obiettivi dell'UE di accesso a Internet ad alta velocità[42], concentrandosi su aree in cui il mercato non fornisce un'infrastruttura aperta ad un costo accessibile e di qualità adeguata in conformità delle norme dell'Unione in materia di concorrenza e di aiuti di Stato, e forniscano servizi accessibili a gruppi vulnerabili. || –                         Esistenza di un piano nazionale per reti NGA che contenga: –               un piano di investimenti in infrastrutture attraverso l'aggregazione della domanda e una mappatura di infrastrutture e servizi regolarmente aggiornata; –               modelli di investimento sostenibili che promuovono la concorrenza e offrono accesso a infrastrutture e servizi aperti, accessibili, di qualità e a prova di futuro; –               misure per stimolare gli investimenti privati. 
 3. Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese (PMI)   (articolo 9, punto 3) || 3.1. Azioni specifiche per l'attuazione efficace dello Small Business Act (SBA) e del suo Riesame del 23 febbraio 2011[43] compreso il principio "Pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First).   || –                         Le azioni specifiche comprendono: –               un meccanismo di controllo per garantire l'attuazione dello SBA, compreso un organismo incaricato di coordinare le questioni relative alle PMI ai diversi livelli amministrativi ("rappresentante delle PMI"); –               misure per ridurre i tempi di costituzione di un'impresa a tre giorni lavorativi e il relativo costo a 100 EUR; –               misure per ridurre a tre mesi il tempo necessario per ottenere licenze e permessi per avviare ed esercitare l'attività specifica di un'impresa; –               un meccanismo per la valutazione sistematica dell'impatto della legislazione sulle PMI applicando un "test PMI" e tenendo conto, se del caso, delle diverse dimensioni delle imprese. 
 3.2. Recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali[44].   || –                         Recepimento della direttiva a norma dell'articolo 12 della stessa (entro il 16 marzo 2013). 
 4. Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori   (articolo 9, punto 4)     || 4.1. Efficienza energetica: recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica nell'edilizia in conformità all'articolo 28 della stessa[45]. Osservanza dell'articolo 6, paragrafo 1, della decisione 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020[46]. Recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici[47]. Recepimento nell'ordinamento nazionale della direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE[48]. || –                         Attuazione dei requisiti minimi relativi alla prestazione energetica nell'edilizia in linea con gli articoli 3, 4 e 5 della direttiva 2010/31/UE –                         adozione delle misure necessarie per istituire un sistema di certificazione della prestazione energetica nell'edilizia conformemente all'articolo 11 della direttiva 2010/31/UE; –                         realizzazione del tasso di ristrutturazione degli edifici pubblici richiesto; –                         agli utenti finali viene fornito un contatore individuale; –                         promozione dell'efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento a norma della direttiva 2004/8/CE. 
 4.2. Energie rinnovabili: recepimento nell'ordinamento giuridico interno della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive (2001/77/CE) e (2003/30/CE)[49].   || –                         Lo Stato membro ha posto in essere regimi di sostegno trasparenti, stabilito priorità in materia di accesso alle reti e di dispacciamento, e pubblicato norme standard in materia di assunzione e ripartizione dei costi degli adattamenti tecnici; –                         Lo Stato membro ha adottato un piano di azione nazionale per le energie rinnovabili a norma dell'articolo 4 della direttiva 2009/28/CE. 
 5. Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico e la prevenzione dei rischi (obiettivo cambiamento climatico) (articolo 9, punto 5)   || 5.1. Prevenzione e gestione dei rischi: esistenza di valutazioni nazionali o regionali dei rischi ai fini della gestione delle catastrofi, che tengono conto dell'adattamento al cambiamento climatico[50] || –                         Disponibilità di una valutazione dei rischi sul piano nazionale o regionale che comprenda: –               la descrizione di processi, metodologie, metodi e dati non sensibili utilizzati nelle valutazioni nazionali dei rischi; –               la descrizione di scenari monorischio e multirischio; –               la considerazione, se del caso, di strategie nazionali di adattamento al cambiamento climatico. 
 6. Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso sostenibile delle risorse (articolo 9, punto 6)   || 6.1. Settore delle risorse idriche: esistenza di a) una politica dei prezzi dell'acqua che preveda adeguati incentivi per gli utilizzatori a usare le risorse idriche in modo efficiente e b) un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua, in conformità dell'articolo 9 della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque[51]. || –                      Lo Stato membro ha garantito il contributo a carico dei vari settori d'impiego dell'acqua al recupero dei costi dei servizi idrici in conformità dell'articolo 9 della direttiva 2000/60/CE. –                      - L'adozione di un piano di gestione dei bacini idrografici per il distretto idrografico in cui avranno luogo gli investimenti in conformità dell'articolo 13 della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque[52]. 1.          
 6.2. Settore delle risorse idriche: attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive[53], in particolare la definizione di piani di gestione dei rifiuti a norma della direttiva e conformemente alla gerarchia dei rifiuti. || –                         Lo Stato membro ha riferito alla Commissione in merito ai progressi verso gli obiettivi di cui all'articolo 11 della direttiva 2008/98/CE, ai motivi di insuccesso e alle azioni previste per conseguire gli obiettivi; –                         lo Stato membro ha garantito che le sue autorità competenti intendono predisporre, a norma degli articoli 1, 4, 13 e 16 della direttiva 2008/98/CE, uno o più piani di gestione dei rifiuti come previsto all'articolo 28 della direttiva; –                         entro il 12 dicembre 2013, lo Stato membro ha adottato a norma degli articoli 1 e 4 della direttiva 2008/98/CE, programmi di prevenzione dei rifiuti, come disposto all'articolo 29 della direttiva; –                         lo Stato membro ha adottato le misure necessarie per conseguire l'obiettivo del 2020 su riutilizzo e riciclaggio a norma dell'articolo 11 della direttiva 2008/98/CE. 
 7. Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete (articolo 9, punto 7)   || 7.1. Strade: esistenza di un piano generale nazionale dei trasporti che prevede un'adeguata definizione delle priorità di investimento a favore dei principali assi della rete trans europea (di infrastrutture) di trasporto (RTE-T), della rete generale (investimenti diversi da quelli negli assi principali della RTE-T) e della viabilità secondaria (compreso il trasporto pubblico a livello regionale e locale). || –                         Disponibilità di un piano generale dei trasporti che preveda: –               la definizione delle priorità di investimento nei principali assi della rete RTE-T, nella rete generale e nella viabilità secondaria. La definizione delle priorità deve tenere conto del contributo degli investimenti alla mobilità, alla sostenibilità, alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e allo spazio unico europeo dei trasporti; –               un piano di progetti realistici e maturi (con tabelle di marcia e quadro di bilancio); –               una valutazione ambientale strategica che soddisfi i requisiti giuridici per il piano dei trasporti; –               misure intese a rafforzare la capacità degli organismi intermedi e dei beneficiari di realizzare il piano dei progetti. 
 7.2. Ferrovia: l'esistenza nel piano generale nazionale dei trasporti di un capitolo espressamente dedicato allo sviluppo delle ferrovie in cui si dà opportuna priorità agli investimenti nei principali assi della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), nella rete generale (investimenti diversi da quelli negli assi principali della TEN-T) e nelle linee secondarie del sistema ferroviario in base ai loro contributi alla mobilità, alla sostenibilità e agli effetti di rete a livello nazionale ed europeo. Gli investimenti coprono asset mobili, interoperabilità e sviluppo delle capacità. || –                         All'interno del piano generale dei trasporti è previsto un capitolo sullo sviluppo della rete ferroviaria, che contiene: 2.      un piano di progetti realistici e maturi (con tabelle di marcia e quadro di bilancio); 3.      una valutazione ambientale strategica che soddisfi i requisiti giuridici per il piano dei trasporti; 4.      misure intese a rafforzare la capacità degli organismi intermedi e dei beneficiari di realizzare il piano dei progetti. 
 8. Promuovere l'occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori (obiettivo in materia di occupazione) (articolo 9, punto 8)   || 8.1. Accesso all'occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, ivi comprese iniziative locali per l'occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori: definizione e attuazione di politiche attive per il mercato del lavoro in linea con gli orientamenti in materia di occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione[54], per quanto riguarda le condizioni propizie alla creazione di posti di lavoro.   || –                         I servizi dell'occupazione dispongono delle necessarie capacità per offrire ed effettivamente offrono quanto segue: –               servizi personalizzati e misure del mercato del lavoro di tipo attivo e preventivo in una fase precoce, aperti a tutte le persone in cerca di lavoro; –               previsioni e consulenze su opportunità di occupazione a lungo termine create da mutamenti strutturali nel mercato del lavoro, come la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio; –               informazioni trasparenti e sistematiche su nuove opportunità di lavoro. –                         I servizi dell'occupazione hanno creato reti con datori di lavoro e istituti di istruzione e formazione. 
 8.2. Lavoro autonomo, imprenditorialità e creazione di imprese: esistenza di una strategia organica per il sostegno alle nuove imprese, conformemente allo "Small Business Act"[55] e in linea con lo gli orientamenti in materia di occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione[56], per quanto riguarda le condizioni propizie alla creazione di posti di lavoro.   || –                         Una strategia organica che preveda: –               misure per ridurre i tempi di costituzione di un'impresa a tre giorni lavorativi e il relativo costo a 100 EUR; –               misure per ridurre a tre mesi il tempo necessario per ottenere licenze e permessi per avviare ed esercitare l'attività specifica di un'impresa; –               azioni per collegare i servizi per lo sviluppo delle imprese e i servizi finanziari (accesso al capitale), compresa l'assistenza a gruppi e aree svantaggiati. 
 8.3. Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, comprese azioni mirate a favorire la mobilità transnazionale dei lavoratori[57]: - modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro in linea con gli orientamenti in materia di occupazione; - riforme delle istituzioni del mercato del lavoro precedute da una chiara strategia e da una valutazione ex ante che comprenda la dimensione di genere. || –                         Azioni per riformare i servizi di promozione dell'occupazione, mirate a dotarli della capacità di offrire quanto segue[58]: –               servizi personalizzati e misure del mercato del lavoro di tipo attivo e preventivo in una fase precoce, aperti a tutte le persone in cerca di lavoro; –               consulenze su opportunità di occupazione a lungo termine create da mutamenti strutturali nel mercato del lavoro, come la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio; –               informazioni trasparenti e sistematiche su nuove opportunità di lavoro accessibili a livello dell'Unione. –                         La riforma dei servizi dell'occupazione comprende la creazione di reti con datori di lavoro e istituti di istruzione e formazione. 
 8.4. Invecchiamento attivo e in buona salute: definizione e attuazione di politiche per l'invecchiamento attivo in linea con gli orientamenti in materia di occupazione[59]   || –                         Azioni per affrontare le sfide dell'invecchiamento attivo e in buona salute[60]: –                         coinvolgimento dei soggetti interessati nella definizione e attuazione di politiche a favore dell'invecchiamento attivo; –                         lo Stato membro prevede misure per promuovere l'invecchiamento attivo al fine di ridurre il pensionamento anticipato. 
   || 8.5. Adattamento di lavoratori, imprese e imprenditori al cambiamento: esistenza di politiche mirate a favorire l'anticipazione e la gestione efficace del cambiamento e della ristrutturazione a tutti i livelli pertinenti (nazionale, regionale, locale e settoriale)[61].   || –                         Disponibilità di strumenti efficaci per sostenere le parti sociali e le autorità pubbliche nello sviluppo di approcci proattivi al cambiamento e alla ristrutturazione. 
 9. Investire nelle competenze, nell'istruzione e nell'apprendimento permanente (obiettivo istruzione) (articolo 9, punto 10) || 9.1. Abbandono scolastico: esistenza di una strategia globale intesa a ridurre l'abbandono scolastico (ESL) conformemente alla raccomandazione del Consiglio del 28 giugno 2011 sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico[62].   || –                         Esistenza di un sistema per la raccolta e l'analisi di dati e informazioni sull'abbandono scolastico a livello nazionale, regionale e locale, che: –               fornisca un supporto di dati di fatto sufficiente per elaborare politiche mirate; –               venga usato sistematicamente per tenere sotto controllo gli sviluppi ai rispettivi livelli. –                         Esistenza di una strategia sull'abbandono scolastico, che: –               si basi su dati di fatto; –               sia globale (copra tutti i settori dell'istruzione, compreso lo sviluppo della prima infanzia) e tratti adeguatamente misure di prevenzione, intervento e compensazione; –               indichi obiettivi coerenti con la raccomandazione del Consiglio sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico; –               sia intersettoriale e coinvolga e coordini tutti i settori politici e le parti interessate che sono rilevanti per affrontare l'abbandono scolastico. 
 9.2. Istruzione superiore: esistenza di strategie nazionali o regionali per aumentare il numero di studenti che conseguono un diploma di istruzione terziaria per innalzare la qualità e l'efficienza dell'istruzione terziaria in linea con la comunicazione della Commissione del 10 maggio 2006 "Portare avanti l'agenda di modernizzazione delle università: istruzione, ricerca e innovazione"[63]. || –                         Esistenza di una strategia nazionale o regionale per l'istruzione terziaria contenente: –               misure per favorire la partecipazione e aumentare il numero di diplomati che: –               migliorino l'orientamento fornito a potenziali studenti; –               aumentino la partecipazione all'istruzione superiore tra i gruppi a basso reddito e altri gruppi sottorappresentati; –               promuovano la partecipazione di discenti adulti; –               (ove necessario) riducano i tassi di abbandono/migliorino i tassi di completamento degli studi; –               misure per aumentare la qualità che: –               incoraggino l'innovazione nei contenuti e nella definizione dei programmi; –               promuovano standard elevati di qualità nell'insegnamento; –               misure per aumentare l'occupabilità e l'imprenditorialità che: –               incoraggino lo sviluppo di "competenze trasversali", compresa l'imprenditorialità in tutti i programmi di istruzione superiore; –               riducano le differenze di genere in termini di scelte accademiche e professionali e incoraggino gli studenti a scegliere carriere in settori in sono scarsamente rappresentati, al fine di ridurre la segregazione di genere nel mercato del lavoro; –               garantiscano un insegnamento consapevole che tenga conto dei risultati della ricerca e degli sviluppi delle prassi aziendali. 
 9.3. Apprendimento permanente: esistenza di un quadro politico nazionale e/o regionale per l'apprendimento permanente in linea con gli orientamenti politici a livello dell'Unione[64]. || –                         Esistenza di un quadro politico nazionale o regionale per l'apprendimento permanente che preveda: –               misure a sostegno dell'apprendimento permanente e del miglioramento delle competenze e che prevedano il coinvolgimento, anche tramite partenariati, di parti interessate, comprese parti sociali e associazioni della società civile; –               misure per un efficace sviluppo delle competenze dei giovani che seguono una formazione professionale, degli adulti, delle donne che rientrano nel mercato del lavoro, dei lavoratori scarsamente qualificati e anziani e di altri gruppi svantaggiati; –               misure per ampliare l'accesso all'apprendimento permanente, anche attraverso l'utilizzo efficace di strumenti di trasparenza (Quadro europeo delle qualifiche, Quadro nazionale delle qualifiche, Sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale, Quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della formazione professionale) e lo sviluppo e l'integrazione di servizi per l'apprendimento permanente (istruzione e formazione, orientamento, convalida); –               misure per migliorare la pertinenza dell'istruzione e della formazione e per adeguarle alle esigenze di gruppi mirati di destinatari. 
 10. Promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà (obiettivo povertà) (articolo 9, punto 9)   || 10.1. Inclusione attiva - Integrazione di comunità emarginate come i Rom:  - esistenza e attuazione di una strategia nazionale per la riduzione della povertà conformemente alla raccomandazione della Commissione del 3 ottobre 2008 relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro[65] e agli orientamenti in materia di occupazione.                               - Esistenza di una strategia nazionale per l'inclusione dei Rom in conformità del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom[66]                                               - Sostegno alle parti interessate nell'accesso ai Fondi. || –                         Disponibilità di una strategia nazionale per la riduzione della povertà che: –               si basi su dati di fatto. A tal fine è necessario un sistema di raccolta e analisi di dati e informazioni che fornisca elementi sufficienti per elaborare politiche di riduzione della povertà. Questo sistema è utilizzato per tenere sotto controllo gli sviluppi; –               sia conforme all'obiettivo nazionale relativo a povertà ed esclusione sociale (come definito nel programma nazionale di riforma), che comprende l'ampliamento delle opportunità di occupazione per i gruppi svantaggiati; –               contenga una mappatura della concentrazione territoriale al di là del livello regionale/NUTS 3 dei gruppi emarginati e svantaggiati, compresi i Rom; –               dimostri che parti sociali e parti interessate sono coinvolte nella progettazione dell'inclusione attiva; –               comprenda misure per passare dall'assistenza residenziale all'assistenza diffusa sul territorio; –               indichi in modo chiaro misure volte a prevenire e combattere la segregazione in tutti i campi.   –                         Esistenza di una strategia nazionale per l'inclusione dei Rom che: –               stabilisca obiettivi nazionali raggiungibili per l'integrazione dei Rom al fine di colmare il divario che li divide dal resto della popolazione. Tali obiettivi devono affrontare almeno i quattro obiettivi dell'UE per l'integrazione dei Rom, relativi all'accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio; –               sia coerente con il programma nazionale di riforma; –               identifichi ove pertinente le microregioni svantaggiate o i quartieri ghetto in cui vivono le comunità più svantaggiate, utilizzando indicatori socioeconomici e territoriali già disponibili (es. livello di istruzione molto basso, disoccupazione di lungo periodo, ecc.); –               assegni finanziamenti sufficienti a carico dei bilanci nazionali, cui si aggiungeranno, se del caso, finanziamenti internazionali e dell'UE; –               comprenda rigorosi metodi di controllo per valutare l'impatto delle azioni di integrazione dei Rom e un meccanismo di revisione per l'adattamento della strategia; –               sia progettata, attuata e monitorata in stretta cooperazione e in costante dialogo con la società civile dei Rom e con le autorità regionali e locali; –               contenga un punto di contatto nazionale per la strategia nazionale di integrazione dei Rom con l'autorità per coordinare lo sviluppo e l'attuazione della strategia. –                         Sostegno alle parti interessate per la presentazione di proposte di progetti e per l'attuazione e la gestione dei progetti selezionati. 
 10.2. Sanità: esistenza di una strategia nazionale o regionale per la sanità che garantisca l'accesso a servizi sanitari di qualità e la sostenibilità economica. || –                         Esistenza di una strategia nazionale o regionale per la sanità che: –               preveda misure coordinate per migliorare l'accesso a servizi sanitari di qualità; –               preveda misure per stimolare l'efficienza nel settore sanitario, anche con l'introduzione di tecnologie, modelli di erogazione dei servizi e infrastrutture innovativi ed efficaci; –               preveda un sistema di controllo e riesame. –                         Lo Stato membro o la regione ha adottato un quadro che delinea le risorse di bilancio disponibili per l'assistenza sanitaria. 
 11. Rafforzamento della capacità istituzionale e amministrazione pubblica efficiente: (articolo 9, punto 11)   || Efficienza amministrativa degli Stati membri: - esistenza di una strategia intesa a rafforzare l'efficienza amministrativa dello Stato membro, compresa una riforma dell'amministrazione pubblica[67].   || –                         È stata elaborata ed è in corso di attuazione una strategia intesa a rafforzare l'efficienza amministrativa dello Stato membro[68], che comprenda: –               analisi e pianificazione strategica di azioni di riforma giuridica, organizzativa e/o procedurale; –               sviluppo di sistemi di gestione della qualità; –               azioni integrate per la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure amministrative; –               sviluppo e attuazione di strategie e politiche in materia di risorse umane riguardanti i piani di assunzione e i percorsi di carriera del personale, il rafforzamento delle competenze e delle risorse; –               sviluppo di competenze a tutti i livelli; –               sviluppo di procedure e strumenti per il controllo e la valutazione. 
Condizionalità ex-ante generali
 Area || Condizionalità ex-ante || Criteri di adempimento 
 1. Antidiscriminazione   || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della direttiva 2000/78/CE, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro[69] e della direttiva 2000/43/CE) del 29 giugno 2000 che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica[70]   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della direttiva 2000/78/CE e della direttiva 2000/43/CE sulla non discriminazione sono garantite da: –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione delle direttive UE sulla non discriminazione; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione delle direttive UE sulla non discriminazione. 
 2. Parità di genere     || Esistenza di una strategia per la promozione della parità di genere e di un meccanismo che ne garantisca l'attuazione efficace. || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci di una strategia esplicita per la promozione della parità di genere sono garantite da: –               un sistema per la raccolta e l'analisi di dati e indicatori suddivisi in base al sesso, per lo sviluppo di politiche di genere basate su dati di fatto; –               un piano e criteri ex-ante per l'integrazione di obiettivi di parità di genere attraverso norme e orientamenti in materia di genere; –               meccanismi di attuazione che, nella preparazione, nel monitoraggio e nella valutazione degli interventi, coinvolgano le competenze pertinenti e un organismo che si occupa di questioni di genere. 
 3. Disabilità || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità[71].   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità sono garantite da: –               l'attuazione di misure in linea con l'articolo 9 della Convenzione ONU per prevenire, individuare ed eliminare gli ostacoli e le barriere all'accessibilità per le persone disabili; –               dispositivi istituzionali per l'attuazione e la supervisione della Convenzione ONU in linea con l'articolo 33 della stessa; –               un piano per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della Convenzione ONU comprese adeguate disposizioni per verificare la conformità ai requisiti di accessibilità. 
 4. Appalti pubblici || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci delle direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE e la loro idonea supervisione e vigilanza.   || –                         L'attuazione e applicazione efficaci della direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2004/17/CE sono garantite da: –               il pieno recepimento delle direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE; –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione della normativa UE in materia di appalti pubblici; –               misure di idonea supervisione e vigilanza a garanzia della trasparenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti e adeguatezza delle relative informazioni; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della normativa UE in materia di appalti pubblici. 
 5. Aiuti di Stato || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della normativa UE in materia di aiuti di Stato.   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della normativa UE in materia di aiuti di Stato sono garantite da: –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione della normativa UE in materia di aiuti di Stato; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione dei fondi; –               misure intese a rafforzare la capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della normativa UE in materia di appalti pubblici. 
 6. Normativa ambientale connessa alla valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e alla valutazione ambientale strategica (VAS) || Esistenza di un meccanismo che garantisca l'attuazione e l'applicazione efficaci della normativa dell'Unione in materia ambientale connessa alla VIA e alla VAS in conformità alla direttiva 85/337/CEE, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati[72] e con la direttiva 2001/42/CE del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente[73].   || –                         L'attuazione e l'applicazione efficaci della legislazione ambientale dell'Unione sono garantite da: –               il recepimento completo e corretto delle direttive VIA e VAS; –               dispositivi istituzionali per l'attuazione, l'applicazione e la supervisione delle direttive VIA e VAS; –               una strategia per la formazione e la diffusione di informazioni per il personale coinvolto nell'attuazione delle direttive VIA e VAS; –               misure per garantire una sufficiente capacità amministrativa. 
 7. Sistemi statistici e indicatori di risultato   || Esistenza di un sistema statistico, necessario per effettuare valutazioni in merito all'efficacia e all'impatto dei programmi.     Esistenza di un sistema efficace di indicatori di risultato necessario per monitorare i progressi verso i risultati e per svolgere la valutazione d'impatto.   || –                         Esistenza di un piano pluriennale per la raccolta puntuale e l'aggregazione di dati che comprende: –               l'identificazione delle fonti e la presenza di meccanismi per garantire la convalida statistica; –               dispositivi per la pubblicazione e la disponibilità al pubblico; –               un sistema efficace di indicatori di risultato che comprenda: –               la selezione di indicatori di risultato per ciascun programma atti a fornire informazioni sugli aspetti del benessere e dei progressi delle persone che motivano le azioni delle politiche finanziate dal programma; –               la fissazione di obiettivi per tali indicatori; –               il rispetto per ciascun indicatore dei seguenti requisiti: solidità e validazione statistica, chiarezza dell'interpretazione normativa, sensibilità alle politiche, raccolta puntuale e disponibilità pubblica dei dati; –               esistenza di procedure adeguate per garantire che tutti gli interventi finanziati dal programma adottino un sistema efficace di indicatori. 
ALLEGATO V
Informazione
e comunicazione sul sostegno fornito dai Fondi

1.                      
elenco degli interventi 

L'elenco degli interventi di cui all'articolo
105, paragrafo 2, deve contenere, in almeno una delle lingue ufficiali dello
Stato membro, i seguenti campi di dati: 
–                        
nome del beneficiario (solo per persone giuridiche;
non devono essere nominate persone fisiche);
–                        
denominazione dell'intervento; 
–                        
sintesi dell'intervento; 
–                        
data di inizio dell'intervento;
–                        
data di fine dell'intervento (data prevista per il
completamento materiale o la completa attuazione dell'intervento);
–                        
spesa totale ammissibile assegnata all'intervento;
–                        
tasso di cofinanziamento UE (per asse prioritario);
–                        
codice postale dell'intervento;
–                        
paese;
–                        
denominazione della categoria di intervento; 
–                        
data dell'ultimo aggiornamento dell'elenco degli
interventi.
I titoli dei campi di dati e le denominazioni
degli interventi devono essere forniti anche in almeno un'altra lingua
ufficiale dell'Unione europea.

2.                      
Misure di informazione e pubblicità per il pubblico

Lo Stato membro, l'autorità di gestione e i
beneficiari adottano le misure necessarie per informare e sensibilizzare il
pubblico sugli interventi sostenuti nel quadro di un programma operativo a
norma del presente regolamento.

2.1.                
Responsabilità dello Stato membro e dell'autorità
di gestione

1.           Lo Stato membro e l'autorità
di gestione assicurano che le misure di informazione e pubblicità siano
realizzate conformemente alla strategia di comunicazione e che queste misure
mirino alla massima copertura mediatica utilizzando diverse forme e metodi di
comunicazione al livello appropriato. 
2.           Lo Stato membro o l'autorità
di gestione è responsabile dell'organizzazione almeno delle seguenti misure di
informazione e pubblicità:
a)      un'attività informativa principale che
pubblicizzi l'avvio del programma operativo;
b)      almeno un'attività informativa principale
all'anno che promuova le opportunità di finanziamento e le strategie perseguite
e presenti i risultati del programma operativo, compresi, se del caso, grandi
progetti, piani d'azione comuni ed altri esempi di progetti; 
c)      esporre la bandiera dell'Unione europea davanti
alla sede di ogni autorità di gestione o in un luogo della stessa visibile al
pubblico;
d)      la pubblicazione elettronica dell'elenco
degli interventi di cui al punto 1;
e)      fornire esempi di interventi, suddivisi
per programma operativo, sul sito web unico o sul sito web del programma
operativo, accessibile mediante il portale web unico. Gli esempi devono essere
in una lingua ufficiale dell'Unione europea di ampia diffusione diversa dalla
lingua o dalle lingue ufficiali dello Stato membro interessato;
f)       fornire informazioni aggiornate in
merito all'attuazione del programma operativo, comprese le sue principali
realizzazioni, sul sito web unico o sul sito web del programma operativo,
accessibile mediante il portale web unico. 
3.           L'autorità di gestione deve
coinvolgere in azioni di informazione e pubblicità, conformemente alle
legislazioni e prassi nazionali, i seguenti organismi:
a)      i partner di cui all'articolo 5;
b)      centri di informazione sull'Europa, così
come gli uffici di rappresentanza della Commissione negli Stati membri;
c)      istituti di istruzione e di ricerca.
Tali organismi provvedono ad un'ampia diffusione
delle informazioni di cui all'articolo 105, paragrafo 1, lettere a) e b).

2.2.                
Responsabilità dei beneficiari

1.           Tutte le misure di
informazione e di comunicazione a cura del beneficiario riconoscono il sostegno
dei Fondi all'intervento riportando:
a)      l'emblema dell'Unione europea,
conformemente alle caratteristiche tecniche stabilite nell'atto di attuazione
adottato dalla Commissione ai sensi dell'articolo 105, paragrafo 4, insieme ad
un riferimento all'Unione europea;
b)      un riferimento al Fondo o ai Fondi che
sostengono l'intervento. 
2.           Durante l'attuazione di un
intervento, il beneficiario informa il pubblico sul sostegno ottenuto dai
Fondi:
a)      fornendo, sul sito web del beneficiario,
ove questo esista, una breve descrizione dell'intervento, compresi le finalità
e i risultati, ed evidenziando il sostegno finanziario ricevuto dall'Unione
europea; 
b)      collocando almeno un poster con
informazioni sul progetto (formato minimo A3), che indichi il sostegno
finanziario dell'Unione europea, in un luogo facilmente visibile al pubblico,
come l'area d'ingresso di un edificio.
3.           Per gli interventi sostenuti
dal FSE, e in casi appropriati per gli interventi sostenuti dal FESR o dal Fondo
di coesione, il beneficiario si assicura che i partecipanti siano stati
informati in merito a tale finanziamento. 
Qualsiasi documento, compresi certificati di
frequenza o altro, riguardante tali interventi deve contenere una dichiarazione
da cui risulti che il programma operativo è stato finanziato dal Fondo o dai
Fondi.
4.           Durante l'esecuzione di un
intervento sostenuto dal FESR o dal Fondo di coesione, il beneficiario espone,
in un luogo facilmente visibile al pubblico, un cartellone temporaneo di dimensioni
rilevanti per ogni intervento che consista nel finanziamento di infrastrutture
o di interventi di costruzione per i quali il sostegno pubblico complessivo
superi 500 000 EUR.
5.           Entro tre mesi dal
completamento di un intervento, il beneficiario espone una targa permanente o un
cartellone pubblicitario di notevoli dimensioni in un luogo facilmente visibile
al pubblico per ogni intervento che soddisfi i seguenti criteri:
a)      il sostegno pubblico complessivo per
l'intervento supera 500 000 EUR;
b)      l'intervento consiste nell'acquisto di un
oggetto fisico o nel finanziamento di un'infrastruttura o di interventi di
costruzione.
La targa o cartellone indica il tipo, il nome e lo
scopo dell'intervento ed è preparato in conformità alle caratteristiche
tecniche adottate dalla Commissione ai sensi dell'articolo 105, paragrafo 4.

3.                      
Misure di informazione per i potenziali beneficiari e per i
beneficiari effettivi
3.1.                
Azioni di informazione rivolte ai potenziali
beneficiari 

1.           L'autorità di gestione
assicura, in conformità alla strategia di comunicazione, che la strategia del
programma operativo, gli obiettivi e le opportunità di finanziamento offerte
dal sostegno congiunto dell'Unione europea e dello Stato membro, vengano
ampiamente divulgati ai potenziali beneficiari e a tutte le parti interessate,
con l'indicazione del sostegno finanziario fornito dai Fondi in questione.
2.           L'autorità di gestione
garantisce che i potenziali beneficiari siano informati almeno sui seguenti
punti:
a)      le condizioni di ammissibilità delle spese
da soddisfare per poter beneficiare di un sostegno nell'ambito di un programma
operativo; 
b)      una descrizione delle procedure di esame
delle domande di finanziamento e delle rispettive scadenze;
c)      i criteri di selezione degli interventi
da sostenere;
d)      i contatti a livello nazionale, regionale
o locale che sono in grado di fornire informazioni sui programmi operativi;
e)      le domande devono proporre attività di
comunicazione proporzionali alla dimensione degli interventi al fine di
informare il pubblico circa le finalità dell'intervento e il relativo sostegno
dell'UE.

3.2.                
Azioni di informazione rivolte ai beneficiari 

1.           L'autorità di gestione
informa i beneficiari che l'accettazione del finanziamento costituisce
accettazione della loro inclusione nell'elenco degli interventi pubblicato ai
sensi dell'articolo 105, paragrafo 2.
2.           L'autorità di gestione
fornisce kit di informazione e pubblicità, comprendenti modelli in formato
elettronico, per aiutare i beneficiari a rispettare gli obblighi di cui al
punto 2.2.

4.                      
Elementi della strategia di comunicazione

La
strategia di comunicazione redatta dall'autorità di gestione deve contenere
almeno i seguenti elementi:
a)           una descrizione dell'approccio
adottato, comprendente le principali misure di informazione e pubblicità che lo
Stato membro o l'autorità di gestione deve adottare, destinato ai potenziali
beneficiari, ai beneficiari, ai soggetti moltiplicatori e al grande pubblico, tenuto
conto delle finalità di cui all'articolo 105;
b)           una descrizione dei materiali che
saranno resi disponibili in formati accessibili alle persone con disabilità;
c)           una descrizione di come i
beneficiari saranno sostenuti nelle loro attività di comunicazione;
d)           il bilancio indicativo per
l'attuazione della strategia;
e)           una descrizione degli organismi amministrativi,
tra cui le risorse umane, responsabili dell'attuazione delle misure di
informazione e pubblicità;
f)            le modalità per le misure di
informazione e pubblicità di cui al punto 2, compreso il sito web o portale web
in cui tali dati possono essere reperiti;
g)           l'indicazione di come le misure di
informazione e pubblicità debbano essere valutate in termini di visibilità
della politica, dei programmi operativi, degli interventi e del ruolo svolto
dai Fondi e dall'Unione europea e in termini di sensibilizzazione nei loro
confronti;
h)           ove pertinente, una descrizione dell'utilizzo
dei principali risultati del precedente programma operativo;
i)            un aggiornamento annuale che
riporti le attività di informazione e comunicazione da svolgere.
SCHEDA FINANZIARIA
LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza
prevista sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza
prevista sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità
con il quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione
di terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA

1.                      
CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.                
Titolo della proposta/iniziativa 

Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni
comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul
Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro
strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il
regolamento (CE) n. 1083/2006

1.2.                
Settore/settori interessati nella struttura ABM/ABB[74] 

13.Politica
regionale, attività ABB 13 03 (Fondo europeo di sviluppo regionale e altri
interventi regionali); 13 04 Fondo di coesione
4.
Occupazione e affari sociali, attività ABB 04 02 (Fondo sociale europeo)

1.3.                
Natura della proposta/iniziativa 

■ La proposta/iniziativa riguarda una
nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[75]

¨ La
proposta/iniziativa riguarda la proroga di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 

1.4.                
Obiettivi
1.4.1.          
Obiettivo/obiettivi strategici pluriennali della
Commissione oggetto della proposta/iniziativa 

L'obiettivo
della politica di coesione è di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo
delle varie regioni, soprattutto nelle zone rurali, in quelle interessate da
transizione industriale e nelle regioni che presentano gravi e permanenti
svantaggi naturali o demografici, nonché di contribuire al raggiungimento degli
obiettivi fissati nella strategia Europa 2020, per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva, in particolare per il conseguimento degli obiettivi
quantitativi principali identificati da tale strategia.

1.4.2.          
Obiettivo/obiettivi specifici e attività ABM/ABB
interessate 

Il
FESR mira a consolidare la coesione economica, sociale e territoriale
dell'Unione europea mediante il cofinanziamento degli investimenti negli Stati
membri, mentre il FSE promuove l'occupazione, l'istruzione e l'inclusione
sociale. 
Il
Fondo di coesione aiuta gli Stati membri ad effettuare investimenti nelle reti
dei trasporti e nell'ambiente. 
L'intervento
dei Fondi persegue gli obiettivi specifici seguenti:
-        rafforzare
la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
-         migliorare
l'accessibilità, l'impiego e la qualità delle tecnologie dell'informazione e
della comunicazione;
-        promuovere
la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo (per il
FEASR) e il settore della pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP); 
-        sostenere
la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i
settori;
-        promuovere
l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei
rischi;
-        tutelare
l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse;
-        promuovere
sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali
infrastrutture di rete; 
-        promuovere
l'occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori; 
-        promuovere
l'inclusione sociale e combattere la povertà; 
-        investire
nelle competenze, nell'istruzione e nell'apprendimento permanente; 
-        rafforzare
la capacità istituzionale e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente.
Attività
ABM/ABB interessate:
13
03: Fondo europeo di sviluppo regionale ed altri interventi regionali
13
04: Fondo di coesione
04
02: Fondo sociale europeo

1.4.3.          
Risultati e incidenza previsti

Specificare gli
effetti che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi
mirati.
La
politica di coesione dà un contributo significativo a diffondere la crescita e
la prosperità in tutta l'Unione europea per conseguire gli obiettivi delle
politiche europee, riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali.

1.4.4.          
Indicatori di risultato e di incidenza 

Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
La
Commissione propone una serie comune di indicatori di realizzazione, che
possono essere aggregati a livello dell'Unione. Gli indicatori comuni di
realizzazione sono contenuti negli allegati dei regolamenti specifici per
ciascun Fondo. Gli indicatori di risultato saranno obbligatori per tutti i
programmi e tutte le priorità. L'incidenza dei programmi sarà valutata rispetto
agli obiettivi generali e specifici della strategia Europa 2020, e al PIL e agli
indicatori di disoccupazione, se del caso.

1.5.                
Motivazione della proposta/iniziativa 
1.5.1.          
Necessità da coprire nel breve e lungo termine

L'Unione
promuove la coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà tra gli
Stati membri. La proposta fissa il quadro per la politica di coesione nel
prossimo periodo di finanziamento 2014-2020. 

1.5.2.          
Valore aggiunto dell'intervento dell'Unione europea

L'azione
dell'UE è giustificata sulla base sia degli obiettivi di cui all'articolo 174
del trattato sia del principio di sussidiarietà. Il diritto di agire si
fonda sull'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, che dichiara che
"[l'Unione] promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la
solidarietà tra gli Stati membri", nonché sull'articolo 175 del TFUE, che
esplicitamente chiede all'Unione di attuare questa politica per mezzo dei Fondi
strutturali, e sull'articolo 177 che definisce il ruolo del Fondo di coesione.
Gli obiettivi del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo europeo di sviluppo
regionale (FESR) e del Fondo di coesione (FC) sono definiti agli articoli 162,
176 e 177. Maggiori dettagli sul valore aggiunto dell'intervento dell'UE sono
reperibili nella correlata valutazione d'impatto.
Come
evidenziato nella comunicazione "Revisione del bilancio dell'Unione
europea", "il bilancio UE dovrebbe essere impiegato per finanziare i 'beni
pubblici' dell'Unione europea e azioni che gli Stati membri e le regioni non
riescono a finanziare in autonomia e nei casi in cui l'intervento UE può
garantire risultati migliori"[76].
La proposta giuridica rispetterà il principio di sussidiarietà in quanto i
compiti dei Fondi sono stabiliti nel trattato e la politica è attuata in
conformità al principio della gestione concorrente e nel rispetto delle
competenze istituzionali degli Stati membri e delle regioni. 

1.5.3.          
Insegnamenti tratti da esperienze analoghe

Una
sintesi si trova nella valutazione d'impatto allegata alla proposta. 

1.5.4.          
Coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti
pertinenti

Sarà
stabilito un quadro strategico comune, che tradurrà gli obiettivi e le priorità
di Europa 2020 in priorità di investimento per il FESR, il FC, il FSE, il FEASR
e il FEAMP che assicureranno un uso integrato dei fondi per conseguire gli
obiettivi comuni. Il quadro strategico comune definirà inoltre meccanismi di
coordinamento con altri strumenti e politiche pertinenti dell'Unione. 

1.6.                
Durata e incidenza finanziaria 

¨ Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore dall'1.1.2014 fino al 31.12.2020 
–     
¨  Incidenza finanziaria dal 2014 al 2023 
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
·      Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al AAAA,
·      seguito da un funzionamento a pieno ritmo.

1.7.                
Modalità di gestione prevista[77]

¨ Gestione diretta centralizzata da parte della Commissione 
¨ Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
·      ¨  agenzie esecutive
·      ¨  organismi creati
dalle Comunità[78]
·      ¨  organismi
pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di servizio pubblico
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
■ Gestione concorrente con gli Stati
membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta con
organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce
"Osservazioni".
Osservazioni 
.
.

2.                      
MISURE DI GESTIONE 
2.1.                
Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni 

Precisare la frequenza
e le condizioni.
Il
sistema di monitoraggio sarà basato su un sistema di gestione concorrente. Al
centro di questo approccio sono previsti Comitati di sorveglianza istituiti per
ciascun programma operativo e rapporti annuali di esecuzione per ogni programma
operativo. I comitati di sorveglianza si riuniranno almeno una volta all'anno.
Il sistema è completato da riunioni annuali di riesame tra la Commissione e gli
Stati membri. 
Oltre
ai rapporti di esecuzione per ogni programma operativo, nel 2017 e nel 2019
sono previste relazioni sullo stato di attuazione che si concentreranno su
questioni strategiche a livello degli Stati membri. Su questa base, la
Commissione redigerà rapporti strategici nel 2017 e nel 2019.
Il
sistema di monitoraggio e di relazioni si baserà su indicatori di realizzazione
e di risultato. Le proposte stabiliscono una serie di indicatori comuni che
saranno utilizzati per l'aggregazione di informazioni a livello dell'Unione. In
punti chiave del periodo di attuazione (2017 e 2019), ulteriori requisiti di
analisi sullo stato di avanzamento dei programmi fanno parte dei rapporti
annuali di esecuzione. Il sistema di monitoraggio e di relazioni utilizza
appieno le potenzialità dei trasferimenti elettronici di dati.
Saranno
adottati dispositivi di valutazione per determinare l'efficacia, l'efficienza e
l'incidenza della politica interessata, con particolare riferimento agli
obiettivi principali UE 2020 e ad altri indicatori d'incidenza pertinenti.

2.2.                
Sistema di gestione e controllo 
2.2.1.          
Rischi individuati 

Dal
2007 la Corte dei conti europea ("la Corte") segnala nella sua
relazione annuale un tasso di errore stimato per la politica di coesione nel
suo complesso per ogni esercizio di bilancio (2006-2009) basato su un campione
annuo casuale indipendente di transazioni. 
Il
livello di errore stimato dalla Corte per la politica di coesione è stato
superiore a quello di altri gruppi di politiche del bilancio UE degli stessi
anni, e si è attestato tra il 5% e il 10% delle spese per l'attuale periodo di
programmazione. Il tasso di errore della Corte si applica tuttavia ai pagamenti
intermedi effettuati dagli Stati membri, rimborsati dalla Commissione prima che
siano stati eseguiti tutti i controlli previsti per i programmi del periodo
2007-2013 a livello nazionale e dell'UE. 
In
base alle norme vigenti, i pagamenti intermedi sono certificati dall'autorità
di certificazione alla Commissione successivamente ai controlli di gestione a
tavolino su tutte le spese dichiarate dai beneficiari, ma spesso prima dei
controlli di gestione approfonditi in loco o delle successive attività di
audit. Pertanto le disposizioni in materia di finanziamento pluriennale
prevedono che i controlli vengano effettuati prima ma anche dopo l'attività di
audit da parte della Corte dei conti europea, e l'errore residuo una volta
completati tutti i controlli può risultare notevolmente inferiore al tasso di
errore rilevato dalla Corte. In base all'esperienza passata, l'errore residuo
stimato alla fine della programmazione, dopo che tutti i controlli sono stati
completati, è compreso nell'intervallo tra 2% e 5%.
Le
proposte hanno previsto una serie di misure volte a ridurre il tasso di errore
correlato ai versamenti intermedi effettuati dalla Commissione (il tasso di
errore notificato dalla Corte dei conti europea):
1)
i versamenti intermedi effettuati dalla Commissione non potranno superare il
90% dell'importo dovuto agli Stati membri, pertanto a questo punto saranno
stati eseguiti solo una parte dei controlli nazionali. Il saldo sarà
versato successivamente alla liquidazione annuale dei conti, una volta che
l'autorità di gestione e l'autorità di audit avranno fornito elementi probatori
di audit nonché una garanzia ragionevole. Eventuali irregolarità rilevate dalla
Commissione o dalla Corte dei conti europea dopo la trasmissione dei bilanci
annuali certificati da parte dell'autorità di gestione/di certificazione
richiederanno una rettifica netta. Ciò incentiverà notevolmente gli Stati
membri a garantire la regolarità delle spese certificate alla Commissione,
rispetto all'approccio attuale che consente un più ampio riciclaggio dei fondi
recuperati nel corso del periodo di attuazione dei programmi; 
2)
introduzione di una liquidazione annuale dei conti e di una chiusura annuale
delle operazioni o delle spese completate, che incentiverà ulteriormente le
autorità nazionali e regionali ad effettuare controlli della qualità in maniera
tempestiva in previsione della certificazione annuale dei conti alla
Commissione. Ciò rafforza gli attuali dispositivi di gestione finanziaria e
offre una maggiore garanzia del fatto che le spese irregolari vengano escluse
dai conti annualmente anziché alla fine del periodo di programmazione. 
Si
prevede che le misure sopra descritte (il nuovo sistema di rimborso, la
liquidazione e la chiusura annuali e le rettifiche nette definitive da parte
della Commissione), faranno scendere il tasso di errore al di sotto del 5%, e
che il tasso di errore residuo finale alla chiusura dei programmi si avvicinerà
maggiormente alla soglia di rilevanza del 2% applicata dalla Corte dei conti
europea. 
Tale
stima è tuttavia subordinata alla capacità della Commissione e degli Stati
membri di affrontare i principali rischi delineati di seguito.
Un'analisi
degli errori notificati dalla Corte e dalla Commissione negli ultimi cinque
anni dimostra che gli errori principali si concentrano su un numero limitato
di programmi in alcuni Stati membri. I tassi di errore segnalati dalle
autorità di audit e basati sui campioni statistici mostrano inoltre sensibili
differenze tra i diversi programmi, avvalorando così tale analisi. La proposta
di concentrare le attività e le risorse di audit sui programmi ad alto rischio
e di consentire misure di controllo commensurate per i programmi dotati di
sistemi di controllo efficaci, permetterebbe di far fronte ai principali rischi
in maniera efficace e di utilizzare le risorse di audit con maggiore efficienza
sia a livello nazionale che della Commissione. La possibilità di beneficiare di
dispositivi proporzionati alla situazione di ciascun programma può di per sé
incentivare l'efficienza delle misure di controllo. 
L'analisi
degli errori non rilevati dai sistemi di gestione e di controllo nazionali e
quindi identificati dalla Corte nei suoi audit relativi al periodo 2006-2009
mostrano inoltre una concentrazione di errori nelle seguenti categorie:
Per il FESR e il Fondo di coesione, gli errori nell'applicazione delle
normative sugli appalti pubblici hanno rappresentato
circa il 41% degli errori quantificabili complessivamente rilevati. La
percentuale degli errori relativi all'ammissibilità è stata del 39%: in
questa categoria rientrano gli errori riguardanti la selezione dei progetti, il
finanziamento di categorie di costi non ammissibili, i costi che non rientrano
nel periodo di ammissibilità o nell'area ammissibile, errori di calcolo dei
tassi di cofinanziamento, il finanziamento di IVA non ammissibile ecc. Le
carenze relative alla pista di controllo hanno rappresentato l'11% degli
errori quantificabili (la percentuale si è progressivamente ridotta nel tempo
grazie ai controlli di gestione rafforzati), mentre gli errori legati alla
complessa questione dei progetti generatori di entrate (entrate non
detratte o calcolate in modo non corretto con conseguente tasso di
cofinanziamento troppo elevato) hanno rappresentato il 6% degli errori
quantificabili segnalati nel periodo. 
Per quanto concerne il FSE, i problemi relativi all'ammissibilità hanno rappresentato il 58% circa del totale degli errori
quantificabili complessivamente rilevati e hanno riguardato in particolare la
non ammissibilità dei partecipanti, i costi diretti e indiretti non ammissibili,
i pagamenti successivi o anteriori al periodo di ammissibilità, le spese non
ammissibili dichiarate su base forfettaria, i costi non ammissibili di borse di
studio e indennità pubbliche, le entrate non detratte nel calcolare le spese
ammissibili o calcolate in modo errato, i servizi pagati ma non prestati e
l'IVA non ammissibile. I problemi di accuratezza, che hanno
rappresentato il 7% degli errori quantificabili segnalati, hanno riguardato
l'assegnazione errata di costi diretti e indiretti, metodo di assegnazione di
spese generali indebitamente giustificate, errori nel calcolo delle spese,
mancato rispetto del principio del costo reale, sovradichiarazione dei costi,
calcolo errato dei tassi di cofinanziamento e infine dichiarazione multipla di
costi del personale. I problemi legati alla pista di controllo, cui si
deve il 35% degli errori, hanno riguardato la mancanza di documenti
giustificativi essenziali, soprattutto a livello dei beneficiari.
Sebbene
la Commissione stia svolgendo una serie di azioni con gli Stati membri per
ridurre tali errori, si prevede che, in attesa dell'adozione della presente
proposta e della loro corretta attuazione negli Stati membri, questi errori
potrebbero continuare a rappresentare potenziali aree di rischio nel prossimo
periodo di programmazione 2014-2020.
Gli
errori correlati all'applicazione delle normative sugli appalti pubblici
rappresentano una delle maggiori fonti di errore e il relativo tasso può essere
stimato a circa il 2%-4% in media ogni anno per l'attuale periodo di
programmazione. Le proposte avanzate nel quadro della politica di
coesione garantiranno controlli più efficaci; tuttavia, per conseguire una
riduzione sostanziale del tasso di errore nell'ambito della politica di
coesione, è importante che tali azioni si accompagnino alla semplificazione e
alla chiarificazione delle normative sugli appalti pubblici. In assenza di
procedure di appalti pubblici più snelle, e se le amministrazioni pubbliche e i
beneficiari degli Stati membri non sono in grado di migliorare l'attuazione di
tali normative, la politica di coesione continuerà a risentire sistematicamente
di questa componente dell'attuale tasso di errore. L'attuale revisione della
direttiva sugli appalti pubblici dovrebbe perciò offrire l'opportunità di contribuire
alla riduzione degli errori nella politica di coesione in linea con quanto
sopra indicato.

2.2.2.          
Modalità di controllo previste 

La
struttura proposta per i sistemi di gestione e di controllo rappresenta
un'evoluzione di quella esistente per il periodo 2007-2013 e mantiene la
maggior parte delle funzioni espletate nel periodo attuale, incluse le
verifiche amministrative e in loco, gli audit dei sistemi di gestione e di
controllo e gli audit degli interventi. Mantiene altresì inalterato il ruolo
della Commissione nonché la possibilità per la stessa di operare interruzioni,
sospensioni e rettifiche finanziarie. 
Per
incrementare l'assunzione di responsabilità, le autorità di programma verrebbero
accreditate da un organismo nazionale di accreditamento incaricato della loro
supervisione continua. La proposta è sufficientemente flessibile da consentire
di mantenere l'attuale struttura con le tre autorità principali per ciascun
programma nei casi in cui il sistema attuale si sia dimostrato efficace.
Tuttavia è anche possibile unificare l'autorità di gestione a quella di
certificazione, riducendo in tal modo il numero delle autorità coinvolte negli
Stati membri. Un numero inferiore di organismi ridurrebbe l'onere
amministrativo e accrescerebbe la possibilità di costruire una più forte
capacità amministrativa, ma consentirebbe altresì di assegnare responsabilità
più chiare.
Si
stima che i costi dei compiti relativi al controllo (a livello nazionale e
regionale, esclusi i costi della Commissione) siano intorno al 2% dei
finanziamenti totali gestiti nel periodo 2007-2013[79]. Tali costi sono imputabili
alle seguenti aree di controllo: l'1% è richiesto per il coordinamento e la
predisposizione del programma a livello nazionale, l'82% è ascrivibile alla
gestione del programma, il 4% alla certificazione e il 13% all'audit. 
Le seguenti proposte aumenteranno i costi relativi al controllo:
-
la creazione e l'operatività di un organismo di accreditamento (i cui costi
possono essere compensati dalla fusione delle autorità di gestione e di
certificazione, se lo Stato membro seleziona tale opzione);
-
la presentazione di bilanci annuali certificati e di una dichiarazione di
gestione annuale, che presuppone che siano stati effettuati tutti i debiti
controlli entro il periodo contabile (potrebbero essere necessari sforzi
amministrativi supplementari);
-
l'esigenza di attività di audit supplementari da parte delle autorità di audit
per verificare la dichiarazione di gestione o la necessità di completare i
propri audit ed esprimere un parere in tempi più brevi rispetto a quelli
richiesti attualmente. 
Esistono tuttavia anche proposte che ridurranno i costi di controllo: 
-
l'opzione di fondere le autorità di gestione e di certificazione, che potrebbe
consentire allo Stato membro di risparmiare una porzione notevole del 4% degli
attuali costi dovuti alla certificazione, in virtù di un'amministrazione più
efficiente, di una minore necessità di coordinamento e di una riduzione del
campo di applicazione degli audit;
-
l'uso dei costi semplificati e dei piani d'azione comuni, che riduce i costi e
gli oneri amministrativi a tutti i livelli, sia per le amministrazioni che per
i beneficiari;
- dispositivi
di controllo proporzionati per le verifiche di gestione e per gli audit;
-
la chiusura annuale, che ridurrà il costo relativo alla conservazione dei
documenti ai fini del controllo a carico delle amministrazioni pubbliche e dei
beneficiari.
Nel complesso si prevede pertanto che le proposte comporteranno una redistribuzione
dei costi di controllo (che si manterranno attorno al 2% dei fondi
complessivamente gestiti), piuttosto che un aumento o una riduzione degli
stessi. Si prevede tuttavia che tale redistribuzione
dei costi (tra le varie funzioni e, in virtù dei dispositivi di controllo proporzionati,
anche tra gli Stati membri e tra i programmi) consentirà una più efficace
attenuazione dei rischi, facendo scendere il tasso di errore al di sotto del
5%. 
Oltre ai cambiamenti nei dispositivi di gestione finanziaria e di
controllo, che favoriranno l'efficace identificazione e la tempestiva
esclusione degli errori dai conti, la proposta prevede una semplificazione in
diverse aree, che contribuisce a prevenire gli errori.
Come già indicato, le misure proposte in tali aree interesserebbero il 55% dei
tassi di errore segnalati per il periodo attuale. 
Tali
misure comprendono: 
-
Un uso più esteso dei costi semplificati che riduce gli errori relativi alla
gestione finanziaria, alle norme di ammissibilità e alla pista di controllo e
riorienta sia l'esecuzione che il controllo verso l'efficacia e l'efficienza
degli interventi.
-
Una maggiore concentrazione tematica del finanziamento, che può comportare una
riduzione di errori derivanti dall'ampia varietà di interventi e quindi dall'applicazione
di una serie di norme diverse di ammissibilità.
-
Norme più chiare per la selezione dei progetti.
-
Un approccio semplificato, su base forfettaria, alle operazioni generatrici di
entrate, che ridurrà il rischio di errori nella determinazione e nella
deduzione delle entrate generate dalle operazioni.
-
Armonizzazione, chiarificazione e semplificazione delle norme di ammissibilità
con altri strumenti di sostegno finanziario dell'UE, che consentiranno di
ridurre gli errori commessi dai beneficiari che utilizzano aiuti provenienti da
fonti diverse.
- L'introduzione
obbligatoria della gestione elettronica dei dati e dello scambio elettronico
dei dati tra l'amministrazione e i beneficiari, che ha la potenziale capacità
di ridurre il tasso di errore derivante da un'inadeguata conservazione dei
documenti e di semplificare l'onere amministrativo a carico dei beneficiari.
-
Chiusura annuale degli interventi o delle spese, che riduce gli errori relativi
alla pista di controllo abbreviando il periodo di conservazione dei documenti
ed evita l'accumulo sostanziale del carico di lavoro amministrativo legato alla
chiusura una tantum al termine del periodo di programmazione.
La
maggior parte delle azioni di semplificazione sopra elencate contribuisce
inoltre a ridurre l'onere amministrativo a carico dei beneficiari e rappresenta
pertanto una diminuzione nel contempo dei rischi di errore e dell'onere
amministrativo. 

2.3.                
Misure di prevenzione delle frodi e delle
irregolarità 

Precisare le misure di
prevenzione e di tutela in vigore o previste.
I
servizi dei Fondi strutturali unitamente all'OLAF hanno creato una strategia
congiunta di lotta contro le frodi che prevede una serie di azioni che la Commissione
e gli Stati membri devono porre in essere per prevenire le frodi in azioni
strutturali nell'ambito della gestione concorrente.
Entrambe
le DG stanno attualmente sviluppando un modello di scoring sul rischio di frode
che sarà utilizzato dalle autorità di gestione interessate in 116 programmi FSE
e 60 programmi FESR.
La
recente comunicazione della Commissione sulla strategia antifrode [COM (2011)
376 definitivo del 24.6.2011] accoglie con favore la strategia esistente quale esempio
di migliori pratiche e prevede azioni ad essa complementari, la più importante
delle quali è che la proposta della Commissione per i regolamenti 2014-2020 chieda
agli Stati membri di adottare misure efficaci di prevenzione delle frodi,
proporzionate ai rischi di frode identificati.
L'attuale
proposta della Commissione include un obbligo esplicito di mettere in atto tali
misure ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 4, lettera c). Ciò dovrebbe
rafforzare la consapevolezza negli Stati membri in merito alle frodi tra tutti
gli organismi coinvolti nella gestione e nel controllo dei fondi e ridurre in
tal modo il rischio di frode.

3.                      
INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.                
Rubrica/rubriche del quadro finanziario pluriennale
e linea/linee di bilancio di spesa interessate 

·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale   || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero || Diss.[80]   || di paesi EFTA[81] || di paesi candidati[82] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 1 Crescita intelligente e inclusiva Nuove rubriche per il periodo 2014-2020 || 04021700 FSE Convergenza 04021900 FSE Competitività regionale 13031600 FESR Convergenza 13031800 FESR Competitività regionale 13031900 FESR Cooperazione territoriale europea 13040200 Fondo di coesione || Diss. || NO || NO || NO || NO 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione: No
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione……………………………………..] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis) del regolamento finanziario 
 […] || [XX.YY.YY.YY] […] || […] || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 

3.2.                
Incidenza prevista sulle spese 
3.2.1.          
Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 

Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero 1 || Crescita intelligente e inclusiva 
 DG: REGIO e EMPL ||   ||   || Anno N[83] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
  Stanziamenti operativi (prezzi 2011) || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 ||   
 Numero della linea di bilancio – Nuove linee di bilancio FESR e FES || Impegni || (1) ||  36.942,785 ||  37.375,939 ||  37.758,354 ||  38.153,836 ||  38.562,407 ||  38.948,791 ||  39.333,716 || 267.075,828 
 Pagamenti || (2) || Da calcolare a cura della DG BUDG[84] || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG ||   
 Numero della linea di bilancio – Nuova linea di bilancio FC || Impegni || (1a) ||  9.572,122 ||  9.614,264 ||  9.631,037 ||  9.702,463 ||  9.883,112 ||  10.053,301 ||  10.217,011 || 68.673,310 
 Pagamenti || (2a) || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG || Da calcolare a cura della DG BUDG ||   
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[85]   || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 13.01.04.01 – Personale esterno FESR ||   || (3) || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3,060 || 3060 || 21,420 
 13.01.04.03 – Personale esterno Fondo di coesione ||   ||   || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 1,340 || 9,380 
 04.01.04.01 – Personale esterno FSE ||   ||   || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 35,000 
 Totale personale esterno ex linee BA ||   ||   || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 9,400 || 65,800 
 ALTRI STANZIAMENTI AMMINISTRATIVI DELLA DG REGIO ||   ||   || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 93,555   
 ALTRI STANZIAMENTI AMMINISTRATIVI DELLA DG EMPL ||   ||   || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 112,000 
 TOTALE degli stanziamenti per le DG REGIO e EMPL || Impegni || =1+1a +3 ||  46.553,672 ||  47.028,968 ||  47.428,155 ||  47.895,064 ||  48.484,284 ||  49.040,857 ||  49.589,492 || 336.020,493 
 Pagamenti || =2+2a +3 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 46.514,907 || 46,990,203 || 47.389,390 || 47.856,299 || 48.445,519 || 49.002,092 || 49.550,727 || 335.749,138 
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa, finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 38,765 || 271,355 
 Totale degli stanziamenti per la RUBRICA 1 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 46.553,672   || 47.028,968   || 47.428,155   || 47.895,064   || 48.484,284   || 49.040,857   || 49.589,492   || 336.020,493   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche: non
applicabile.
  Totale degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Totale degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 DG: REGIO || 
  Risorse umane || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 561,309 
  Altre spese amministrative || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 26,600 
 TOTALE DG REGIO || Stanziamenti || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 83,987 || 587,909 
 739109 ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 DG: EMPL || 
  Risorse umane || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
  Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE DG EMPL || Stanziamenti || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
 Totale degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 109,387 || 765,709 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N[86] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 Totale degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni ||  46.663,059 ||  47.138,355 ||  47.537,542 ||  48.004,451 ||  48.593,671 ||  49.150,244 ||  49.698,879 || 336.786,202 
 Pagamenti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   

3.2.2.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti operativi 

·      ¨  La
proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti operativi.
·      ¨  La proposta
comporta l'utilizzazione di stanziamenti operativi, come illustrato sotto. La
politica di coesione si basa sulla gestione concorrente. Le priorità
strategiche sono fissate a livello UE, mentre la gestione quotidiana effettiva
è affidata alle autorità di gestione a livello nazionale, regionale e locale.
La Commissione propone indicatori di realizzazione comuni, ma gli obiettivi
effettivi per le realizzazioni sono proposti da tali autorità di gestione
nell'ambito dei rispettivi programmi operativi, e approvati dalla Commissione.
Risulta pertanto difficile indicare obiettivi in termini di realizzazioni
finché i programmi non saranno stati elaborati, negoziati e approvati nel
2013/14.
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato[87]   || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO 1[88]…   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 1 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 OBIETTIVO SPECIFICO No 2… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 COSTO TOTALE ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
.

3.2.3.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti di natura
amministrativa
3.2.3.1.    
Sintesi

·      ¨  La
proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti amministrativi

·      ¨  La proposta
comporta l'utilizzazione di stanziamenti amministrativi, come spiegato di
seguito:
DG REGIO
Mio EUR (al terzo
decimale) 
   || Anno N [89] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane REGIO || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 80,187 || 561.309   
 Altre spese amministrative || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 3,800 || 26,600 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 83,741 || 586,187   
 Esclusa la RUBRICA 5[90] del quadro finanziario pluriennale[91]   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane REGIO || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 4,4 || 30,8 
 Altre spese di natura amministrativa || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 13,365 || 93,555 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 17,765   || 124,355   
 TOTALE || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 101,506   || 710,542   
DG EMPL 
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno N [92] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
 Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 25,400 || 177,800 
 Esclusa la RUBRICA 5[93] del quadro finanziario pluriennale   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 5,000 || 35,000 
 Altre spese di natura amministrativa || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 16,000 || 112,000 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 21,000 || 147,000 
 TOTALE || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 46,400 || 324,800 
 TOTALE || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 148,933 || 1.042,531 

3.2.3.2.    
 Fabbisogno previsto di
risorse umane 

·      ¨  La
proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane
·      ¨  La
proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane, come spiegato di
seguito: le cifre utilizzate per l'anno n sono quelle per il 2011.
DG REGIO: 
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) REGIO || 
 13 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 606 || 606 || 606 || 606 || 606 || 606 || 606 
 13 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 13 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[94] REGIO || 
 13 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) || 48 || 48 || 48 || 48 || 48 || 48 || 48 
 13 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 13 01 04 01 [95] || - in sede[96] || 56 || 56 || 56 || 56 || 56 || 56 || 56 
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 13 01 04 03 [97] || - in sede[98] || 25 || 25 || 25 || 25 || 25 || 25 || 25 
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 735 || 735 || 735 || 735 || 735 || 735 || 735 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || Contribuire all'analisi, alla negoziazione, alla modifica e/o alla preparazione di proposte di programmi e/o progetti nello Stato membro XXX, in vista della loro approvazione. Contribuire a gestire, monitorare e valutare l'attuazione dei programmi/progetti approvati. Garantire il rispetto delle norme che disciplinano il programma XXX.   
 Personale esterno || Idem e/o sostegno amministrativo. 
DG EMPL 
Stima da esprimere
in unità equivalenti a tempo pieno senza decimali
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) 
 04 01 01 (Sede e uffici di rappresentanza della Commissione) (200 posti, costo unitario 127 000 EUR) || 200 || 200 || 200 || 200 || 200 || 200 || 200 
  (Delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 (Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  (Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[99] 
  (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 04 01 04 01 [100] || - in sede[101] || 93 || 93 || 93 || 93 || 93 || 93 || 93 
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 xx 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altro xx 01 04 02) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 293 || 293 || 293 || 293 || 293 || 293 || 293 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.

3.2.4.          
Compatibilità con il quadro finanziario pluriennale
attuale 

·      ¨  La proposta/iniziativa
è compatibile con il prossimo quadro finanziario pluriennale.
·      ¨  La
proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente rubrica del
quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
[…]
·      ¨  La
proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di flessibilità o
la revisione del quadro finanziario pluriennale[102].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
[…]

3.2.5.          
Partecipazione di terzi al finanziamento 

·      La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento da parte di terzi

·      ¨ La proposta
prevede che i finanziamenti europei devono essere cofinanziati. L'importo
esatto non può essere quantificato. Il regolamento stabilisce i tassi massimi
di cofinanziamento differenziati in linea con il livello di sviluppo regionale
(v. articolo 73 della proposta di regolamento):
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 || Totale 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento || SM || SM || SM || SM || SM || SM || SM ||   
 Totale degli stanziamenti cofinanziati || da definire || da definire || da definire || da definire || da definire || da definire || da definire ||   

3.3.                
Incidenza prevista sulle entrate 

·      ¨  La
proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle entrate.
·      ¨  La
proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
¨         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[103] 
 Anno N   || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo………… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
[…]
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[…]
[1]               COM(2011)500
definitivo.
[2]               COM(2010)700 definitivo.
[3]               COM(2010)543 definitivo.
[4]               Risultati
della consultazione pubblica sulle conclusioni della quinta relazione sulla
coesione economica, sociale e territoriale, documento di lavoro dei servizi
della Commissione, SEC(2011) 590 definitivo del 13.5.2011.
[5]               http://ec.europa.eu/agriculture/events/cap-towards-2020_en.htm.
[6]               COM(2009)163
definitivo.
[7]               Conclusioni
del Consiglio sulla Quinta relazione sulla coesione economica, sociale e
territoriale, 3068a sessione del Consiglio "Affari
generali", Bruxelles, 21 febbraio 2011. 
[8]               GU C [….] del [….], pag. [….].
[9]               GU C [….] del [….], pag. [….].
[10]             GU
C [….] del [….], pag. [….].
[11]             GU
L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
[12]             GU L 154 del 21.6.2003, pag. 1.
[13]             GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[14]             GU L 55 del 28.2.2011, pag.13.
[15]             GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25.
[16]             
[17]             
[18]             
[19]             GU L […] del […], pag. […].
[20]             
[21]             
[22]             
[23]             GU L 379 del 28.12.2006, pag. 5.
[24]             GU L 337 del 21.12.2007, pag. 35.
[25]             GU L 193 del 25.7.2007, pag. 6.
[26]             GU L 314 del 30.4.2004, pag. 114.
[27]             GU L 210 del
31.7.2006, pag. 19.
[28]             GU L 25 del
30.1.2003, pag. 43.
[29]             GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1.
[30]             GU L 118 del 12.5.2010, pag.1.
[31]             GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1.
[32]             Rif.
obiettivi generali della strategia Europa 2020. 
[33]             GU
L 197 del 21.7.2001, pag. 30.
[34]             GU
…
[35]             GU
L 209 del 2.8.1997, pag.1.
[36]             Come
definiti nel Sistema europeo dei conti (SEC) e trasmessi da tutti i 27 Stati
membri nei rispettivi programmi di stabilità e di convergenza.
[37]             Spiegazione:
il settore delle amministrazioni pubbliche è costituito essenzialmente da
amministrazioni centrali, amministrazioni di Stati federati e amministrazioni
locali, nonché dagli enti di previdenza e assistenza sociale previsti e
controllati da dette amministrazioni. Comprende inoltre le istituzioni senza
scopo di lucro che producono beni e servizi non destinabili alla vendita,
controllate e in prevalenza finanziate dalle amministrazioni pubbliche o dagli
enti di previdenza e assistenza sociale.
[38]             GU
L 83 del 27.3.1999, pag. 1. 
[39]             Approvate
dal Consiglio ECOFIN il 7 settembre 2010.
[40]             Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni: Iniziativa faro Europa 2020 –
L'Unione dell'innovazione [COM(2010) 546 definitivo del 6.10.2010]. Impegni
24/25 e allegato I "Strumenti per l'autovalutazione: Caratteristiche
salienti di sistemi efficaci di ricerca e di innovazione ai livelli nazionale e
regionale". Conclusioni del Consiglio "Competitività" su "L'Unione
dell'innovazione" (doc. 17165/10 del 26.11.2010).
[41]          Comunicazione della
Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni: Un'agenda digitale europea
[COM(2010) 245 definitivo/2 del 26.8.2010]; documento di lavoro dei servizi
della Commissione: Quadro di valutazione dell'agenda digitale [SEC(2011) 708
del 31.5.2011]. Conclusioni del Consiglio "Trasporti, telecomunicazioni ed
energia" sull'agenda digitale europea (doc. 10130/10 del 26 maggio 2010).
[42]             Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni: Un'agenda digitale europea
[COM(2010) 245 definitivo/2 del 26.8.2010]; documento di lavoro dei servizi
della Commissione: Quadro di valutazione dell'agenda digitale [SEC(2011) 708
del 31.5.2011]. 
[43]             Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni: Pensare anzitutto in piccolo
(Think Small First) – Uno "Small Business Act" per l'Europa
[COM(2008) 394 del 23.6.2008]; conclusioni del Consiglio
"Competitività": Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) –
Uno "Small Business Act" per l'Europa (doc. 16788/08 dell'1.12.2008);
comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Riesame dello
"Small Business Act" per l'Europa [COM(2008) 78 definitivo,
23.2.2011]; conclusioni del Consiglio "Competitività": Conclusioni
sul riesame dello "Small Business Act" per l'Europa (doc. 10975/11
del 30.5.2011)
[44]             GU
L 48 del 23.2.2011, pag. 1.
[45]             GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.
[46]             GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136.
[47]             GU L 114 del 27.4.2006, pag. 64.
[48]             GU L 52 del 21.2.2004, pag.50.
[49]             GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.
[50]             Conclusioni
del Consiglio "Giustizia e affari interni" dell'11-12 aprile 2011,
conclusioni sull'ulteriore sviluppo della valutazione dei rischi ai fini della
gestione delle catastrofi nell'Unione europea.
[51]             GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.
[52]             GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.
[53]             GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3.
[54]             Raccomandazione
(2010/410/UE) del Consiglio, del 13 luglio 2010 (GU L 191 del 23.7.2010,
pag. 28).
[55]             Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni: Pensare anzitutto in piccolo
(Think Small First) – Uno "Small Business Act" per l'Europa
[COM(2008) 394 del 23.6.2008]; conclusioni del Consiglio
"Competitività": Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) –
Uno "Small Business Act" per l'Europa (doc. 16788/08 dell'1.12.2008);
comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al
Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Riesame dello
"Small Business Act" per l'Europa [COM(2008) 78 definitivo, 23.2.2011];
conclusioni del Consiglio "Competitività": Conclusioni sul riesame
dello "Small Business Act" per l'Europa (doc. 10975/11 del
30.5.2011).
[56]             Raccomandazione
(2010/410/UE) del Consiglio, del 13 luglio 2010 (GU L 191 del 23.7.2010,
pag. 28).
[57]             Se
esiste una raccomandazione del Consiglio specifica per paese direttamente
collegata a questa clausola di condizionalità, la valutazione dell'adempimento
tiene conto della valutazione dei progressi compiuti nella realizzazione di
tale raccomandazione specifica. 
[58]             I
termini per la realizzazione di tutti gli elementi qui contenuti possono essere
fissati durante il periodo di attuazione del programma.
[59]             Se
esiste una raccomandazione del Consiglio specifica per paese direttamente
collegata a questa clausola di condizionalità, la valutazione dell'adempimento
tiene conto della valutazione dei progressi compiuti nella realizzazione di
tale raccomandazione specifica. 
[60]             I
termini per la realizzazione di tutti gli elementi contenuti nella sezione
possono essere fissati durante il periodo di attuazione del programma.
[61]             Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni – Un impegno comune per
l'occupazione - COM(2009)257 definitivo.
[62]             GU
L 191 dell'1.7.2011, pag. 1. 
[63]             COM
(2006) 208 definitivo [(sostituire con la prossima comunicazione entro la fine
di settembre del 2011)].
[64]             Conclusioni
del Consiglio del 12 maggio 2009 su un quadro strategico per la cooperazione
europea nel settore dell'istruzione e della formazione ("ET 2020")
(2009/C 119/02).
[65]             Raccomandazione
della Commissione del 3 ottobre 2008 relativa all'inclusione attiva delle
persone escluse dal mercato del lavoro (GU L 307 del 18.11.2008, pag. 11).
[66]             Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni: Quadro dell'UE per le strategie
nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 [COM(2011) 173].
[67]             Se
esiste una raccomandazione del Consiglio specifica per paese direttamente
collegata a questa clausola di condizionalità, la valutazione dell'adempimento
tiene conto della valutazione dei progressi compiuti nella realizzazione di
tale raccomandazione specifica.
[68]             I
termini per il conseguimento di tutti gli obiettivi contenuti nella presente
sezione potrebbero scadere durante il periodo di attuazione del programma.
[69]             GU
L 303 del 2.12.2000, pag.16.
[70]             GU
L 180 del 19.7.2000, pag. 22.
[71]             GU
L 23 del 27.1.2010, pag. 35 pubblicazione della decisione del Consiglio del 26
novembre 2009 relativa alla conclusione, da parte della Comunità europea, della
convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
[72]             GU
L 175 del 5.7.1985, pag. 40.
[73]             GU
L 197 del 21.7.2001, pag. 30.
[74]             ABM:
Activity Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity Based
Budgeting (bilancio per attività).
[75]             A
norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario.
[76]             COM(2010)
700 del 19.10.2010.
[77]             Le
spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html.
[78]             A
norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario.
[79]             Studio
intitolato "Regional governance in the context of globalisation: reviewing
governance mechanisms & administrative costs. Administrative
workload and costs for Member State public authorities of the implementation of
ERDF and Cohesion Fund", 2010.
[80]             Diss.
= Stanziamenti dissociati / Non diss. = Stanziamenti non dissociati.
[81]             EFTA:
Associazione europea di libero scambio. 
[82]             Paesi
candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati dei Balcani occidentali.
[83]             L'anno
N è l'anno di inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[84]             Dipenderà
dalla percentuale del prefinanziamento, dalla velocità di attuazione della
politica regionale nello Stato membro e dagli stanziamenti di pagamento
disponibili.
[85]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o
azioni dell'UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[86]             L'anno
N è l'anno di inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[87]             I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio: numero di scambi di
studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.)
[88]             Quale
descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivo/obiettivi specifici…"
[89]             L'anno N è l'anno di
inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[90]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o
azioni dell'UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[91]             Personale
esterno finanziato da ex linee "BA", sulla base della dotazione
finale 2011 per le risorse umane, compreso il personale esterno in sede e in
delegazione.
[92]             L'anno N è l'anno di
inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[93]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o
azioni dell'UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[94]             AC
= agente contrattuale; AL = agente locale; END = esperto nazionale distaccato;
INT = personale interinale (intérimaire); JED = giovane esperto in
delegazione (jeune expert en délégation).
[95]             Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee
"BA").
[96]             Principalmente per i
fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e
il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[97]             Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee
"BA").
[98]             Principalmente per i
fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e
il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[99]             AC
= agente contrattuale; AL = agente locale; END = esperto nazionale distaccato;
INT = personale interinale (intérimaire); JED = giovane esperto in
delegazione (jeune expert en délégation).
[100]            Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee
"BA").
[101]            Principalmente
per i fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[102]            Cfr.
punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[103]            Per quanto riguarda le
risorse proprie tradizionali (dazi doganali, contributi zucchero), gli importi
indicati devono essere importi netti, cioè importi lordi da cui viene detratto
il 25% per spese di riscossione.