CELEX: 62005FJ0116
Language: it
Date: 2008-06-24 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica in seduta plenaria del 24 giugno 2008. # Maria Concetta Cerafogli e Paolo Poloni contro Banca centrale europea (BCE). # Pubblico impiego - Retribuzione - Atto confermativo - Irricevibilità. # Causa F-116/05.

SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA
      (Seduta plenaria)
      24 giugno 2008
      Causa F‑116/05
      Maria Concetta Cerafogli e Paolo Poloni
      contro
      Banca centrale europea (BCE)
      «Funzione pubblica – Personale della BCE – Retribuzione – Metodo di calcolo dell’adeguamento annuo delle retribuzioni – Esecuzione di una sentenza del giudice comunitario – Atto confermativo – Irricevibilità»
      Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi dell’art. 36.2 del protocollo sullo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca
         centrale europea, allegato al Trattato CE, con il quale la sig.ra Cerafogli e il sig. Poloni chiedono in particolare e in
         sostanza, da una parte, l’annullamento dei loro fogli paga del mese di luglio 2001, quali redatti dalla BCE nel febbraio 2005
         in esecuzione della sentenza del Tribunale di primo grado 20 novembre 2003, causa T‑63/02, Cerafogli e Poloni/BCE (Racc. pag. II‑4929),
         nonché, dall’altra, il risarcimento dei danni.
      
      Decisione: Il ricorso è irricevibile. Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.
      
      Massime
      Funzionari – Agenti della Banca centrale europea – Ricorso – Atto che arreca pregiudizio – Nozione – Atto confermativo – Esclusione
      (Protocollo sullo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, art. 36.2; Statuto dei funzionari,
            artt. 90 e 91; condizioni di impiego del personale della Banca centrale europea, art. 42)
      Occorre, per analogia, applicare ai ricorsi fondati sull’art. 36.2 del protocollo sullo statuto del Sistema europeo di banche
         centrali e della Banca centrale europea e sull’art. 42 delle condizioni di impiego del personale della Banca, la giurisprudenza
         secondo la quale l’atto che arreca pregiudizio è quello che incide, direttamente e immediatamente, sulla situazione giuridica
         dell’interessato, qualità che non può essere riconosciuta nei confronti di un atto meramente confermativo, come avviene nel
         caso di un atto che non contiene alcun elemento nuovo rispetto ad un atto anteriore che arreca pregiudizio.
      
      (v. punti 41-43)
      Riferimento:
      Corte: 21 gennaio 1987, causa 204/85, Stroghili/Corte dei conti (Racc. pag. 389, punto 6)
      Tribunale di primo grado: 7 giugno 1991, causa T‑14/91, Weyrich/Commissione (Racc. pag. II‑235, punto 35); 9 giugno 1998,
         causa T‑173/95, Biedermann e a./Corte dei conti (Racc. PI pagg. I‑A‑273 e II‑831, punto 39)