CELEX: 52014IP0216
Language: it
Date: 2014-03-12 00:00:00
Title: Raccomandazione del Parlamento europeo destinata al Consiglio del 12 marzo 2014 sull'impegno umanitario dei soggetti armati non statali per la protezione dei minori (2014/2012(INI))

9.11.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 378/262
            
         P7_TA(2014)0216
   Impegno umanitario dei soggetti armati non statali per la protezione dei minori
   Raccomandazione del Parlamento europeo destinata al Consiglio del 12 marzo 2014 sull'impegno umanitario dei soggetti armati non statali per la protezione dei minori (2014/2012(INI))
   (2017/C 378/32)
   
      Il Parlamento europeo,
   
   
               —
            
            
               vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio di Catherine Grèze, Eva Joly, Isabella Lövin, Judith Sargentini, Bart Staes e Keith Taylor, a nome del gruppo Verts/ALE, sull'impegno umanitario dei soggetti armati non statali per la protezione dei minori (B7-0585/2013),
            
         
               —
            
            
               viste la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite sui minori e i conflitti armati del 2013 e altre relazioni di soggetti competenti,
            
         
               —
            
            
               visti gli orientamenti dell'Unione europea sui bambini e i conflitti armati del 2008, la strategia di attuazione degli orientamenti dell'Unione europea sui bambini e i conflitti armati del 2010 e la lista di controllo per l'integrazione della protezione dei bambini confrontati ai conflitti armati nelle operazioni PESD del 2008,
            
         
               —
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio del 2008 sulla promozione e tutela dei diritti dei minori nell'azione esterna dell'Unione europea — dimensione dello sviluppo e dimensione umanitaria,
            
         
               —
            
            
               viste le sue risoluzioni del 19 febbraio 2009 dal titolo «Riservare ai minori un posto speciale nella politica esterna dell'UE» (1), del 16 gennaio 2008 dal titolo «Verso una strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori» (2), del 3 luglio 2003 dal titolo «La tratta dei bambini e i bambini soldato» (3), del 6 luglio 2000 sul rapimento dei bambini da parte dell'Esercito di liberazione del Signore (LRA) (4), e del 17 dicembre 1998 sui bambini soldato (5),
            
         
               —
            
            
               viste le risoluzioni delle Nazioni Unite sui diritti dei minori, in particolare la risoluzione 1612 (2005) del Consiglio di sicurezza,
            
         
               —
            
            
               visto il protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati del 2002,
            
         
               —
            
            
               visti gli impegni di Parigi per la protezione dei bambini contro il reclutamento illegale o l'impiego in forze o gruppi armati e i principi e le linee direttrici di Parigi sui bambini associati alle forze armate o ai gruppi armati, adottati il 6 febbraio 2007,
            
         
               —
            
            
               visti l'articolo 121, paragrafo 3, e l'articolo 97 del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A7-0160/2014),
            
         
               A.
            
            
               considerando che la maggior parte dei conflitti armati contemporanei vedono lo scontro tra uno o più soggetti armati non statali e i governi o altri gruppi armati, e che i civili e in particolare i minori sono le principali vittime di tali guerre;
            
         
               B.
            
            
               considerando che il raggio d'azione dei soggetti non statali è molto ampio e include una moltitudine di identità e di motivazioni nonché di livelli differenti di volontà e capacità di rispettare il diritto umanitario internazionale e altri principi del diritto internazionale, ma che tutti devono essere sottoposti a un controllo in proposito;
            
         
               C.
            
            
               considerando che al fine di migliorare la protezione dei civili, e in particolare dei minori, è necessario tener conto di tutte le parti coinvolte nei conflitti;
            
         
               D.
            
            
               considerando che le norme umanitarie internazionali si applicano in maniera vincolante a tutte le parti coinvolte in un conflitto armato;
            
         
               E.
            
            
               considerando che i conflitti armati hanno un impatto particolarmente devastante sullo sviluppo fisico e mentale dei minori, con conseguenze a lungo termine sulla sicurezza umana e sullo sviluppo sostenibile;
            
         
               F.
            
            
               considerando che lo statuto del Tribunale penale internazionale stabilisce che il reclutamento o l'arruolamento di minori di età inferiore ai 15 anni nelle forze armate o in gruppi armati o il loro coinvolgimento attivo nelle ostilità costituisce un crimine;
            
         
               G.
            
            
               considerando che il diritto internazionale vieta qualsiasi forma di violenza sessuale, in particolare nei confronti dei minori, e che gli atti di violenza sessuale possono costituire crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidio;
            
         
               H.
            
            
               considerando che l'utilizzo delle mine antipersona è diminuito successivamente all'adozione della Convenzione sul divieto delle mine nel 1997, ma che rappresenta tuttora una minaccia per i minori, in particolare nei conflitti armati non di carattere internazionale;
            
         
               I.
            
            
               considerando che la comunità internazionale ha il dovere morale di attivarsi affinché tutte le parti coinvolte nei conflitti, sia gli Stati che i soggetti armati non statali, si impegnino al fine di tutelare i minori;
            
         
               J.
            
            
               considerando che la smobilitazione, la riabilitazione e il reinserimento dei bambini soldato devono essere incluse in qualsiasi negoziato e conseguente accordo di pace, nonché essere affrontate nel corso del conflitto stesso;
            
         
               K.
            
            
               considerando che una smobilitazione e un reinserimento dei bambini soldato soddisfacenti possono contribuire a prevenire i cicli continui di violenza;
            
         
            
               1.
            
            
               rivolge al Commissario allo sviluppo e al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza le seguenti raccomandazioni:
               
                           a)
                        
                        
                           incoraggiare la firma, da parte degli Stati e dei soggetti armati non statali interessati, di piani d'azione per la protezione dei minori nei conflitti armati, con il Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, rammentando che tale impegno non implica un sostegno ai soggetti stessi né alle loro attività, né tanto meno un riconoscimento di legittimità;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           riconoscere gli sforzi compiuti dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali e non governative per persuadere i soggetti armati non statali a proteggere i minori, ribadendo tuttavia che ciò non implica il sostegno alle attività di tali soggetti né un riconoscimento di legittimità;
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           includere nei dialoghi politici con i paesi terzi, ad esempio nel quadro dell'Accordo di Cotonou, l'obiettivo di prevenire e di arrestare il reclutamento e il coinvolgimento forzato di minori di età inferiore ai 18 anni e di garantire la loro liberazione e il loro reinserimento nella società;
                        
                     
                           d)
                        
                        
                           ribadire che gli Stati e i soggetti armati non statali devono rispettare il diritto umanitario internazionale e il diritto umanitario internazionale consuetudinario e sostenerli nell'adozione di misure specifiche volte a proteggere i civili, in particolare i minori, rammentando che tale impegno non implica un sostegno ai soggetti stessi né alle loro attività, né tanto meno un riconoscimento di legittimità;
                        
                     
                           e)
                        
                        
                           rammentare che il diritto umanitario internazionale rappresenta un quadro giuridico vincolante per i gruppi armati non statali e che l'articolo 3 comune delle convenzioni di Ginevra e il secondo protocollo addizionale del 1977 servono entrambi a tale scopo, al pari di un numero elevato di norme del diritto umanitario internazionale consuetudinario; esaminare, dato che ciò riveste un'importanza notevole, se le norme del diritto umanitario internazionale esistenti siano adeguate per trattare con i soggetti non statali o se sia necessario pervenire a un'ulteriore regolamentazione;
                        
                     
                           f)
                        
                        
                           impegnarsi direttamente, o indirettamente per il tramite di ONG e di organizzazioni umanitarie specializzate, con i soggetti armati non statali sulla questione della protezione delle ragazze e dei ragazzi, allo scopo di alleviare la sofferenza dei minori nei conflitti armati e di esortare i soggetti armati non statali a sottoscrivere l'Atto di impegno ad aderire all'appello di Ginevra per la protezione dei minori dagli effetti dei conflitti armati;
                        
                     
                           g)
                        
                        
                           sostenere le organizzazioni umanitarie impegnate nel dialogo con i soggetti armati non statali al fine di promuovere il rispetto delle norme umanitarie internazionali nei conflitti armati, e in particolare la protezione dei minori attraverso strumenti politici, diplomatici e finanziari;
                        
                     
                           h)
                        
                        
                           invitare gli Stati membri a unire gli sforzi internazionali per impedire gli attacchi contro le scuole e il loro utilizzo per scopi militari da parte di soggetti armati, attraverso la sottoscrizione del testo preliminare degli orientamenti Lucens per prevenire l'uso militare delle scuole e delle università durante i conflitti armati (Draft Lucens Guidelines for Protecting Schools and Universities from Military Use during Armed Conflict);
                        
                     
         
            
               2.
            
            
               incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Commissario allo sviluppo, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione, al Consiglio e al Servizio europeo per l'azione esterna.
            
         
      (1)  GU C 76 E del 25.3.2010, pag. 3.
   
      (2)  GU C 41 E del 19.2.2009, pag. 24.
   
      (3)  GU C 74 E del 24.3.2004, pag. 854.
   
      (4)  GU C 121 del 24.4.2001, pag. 401.
   
      (5)  GU C 98 del 9.4.1999, pag. 297.