CELEX: 31997D0292(01)
Language: it
Date: 1997-04-28 00:00:00
Title: 97/292/CE: Decisione del Consiglio del 28 aprile 1997 relativa ad una misura specifica per promuovere la riconversione di alcune attività di pesca praticate dai pescatori italiani

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31997D0292(01)

97/292/CE: Decisione del Consiglio del 28 aprile 1997 relativa ad una misura specifica per promuovere la riconversione di alcune attività di pesca praticate dai pescatori italiani  

Gazzetta ufficiale n. L 121 del 13/05/1997 pag. 0020 - 0022

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 28 aprile 1997 relativa ad una misura specifica per promuovere la riconversione di alcune attività di pesca praticate dai pescatori italiani (97/292/CE) IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43,vista la proposta della Commissione (1),visto il parere del Parlamento europeo (2),considerando che in virtù del regolamento (CEE) n. 2080/93 del Consiglio, del 20 luglio 1993, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per quanto riguarda lo strumento finanziario di orientamento della pesca (3), misure specifiche possono essere finanziate con questo strumento; che tali misure sono deliberate dal Consiglio secondo la procedura di cui all'articolo 43 del trattato;considerando che un certo numero di pescherecci battenti bandiera italiana pratica la pesca del tonno e del pesce spada nel Mediterraneo con reti da posta derivanti; che si tratta di un'attività di pesca tradizionale e di un'importante fonte di reddito per i pescatori nonché per le popolazioni che vivono nelle zone dipendenti da tale attività;considerando che, tenuto conto delle condizioni particolari di pesca e delle caratteristiche biologiche delle specie bersaglio in Mediterraneo, la pesca dei grandi pesci pelagici con reti da posta derivanti di lunghezza uguale o inferiore a 2,5 chilometri non è redditizia per questi pescatori; che è stato riscontrato che, per motivi di redditività, i pescatori spesso utilizzano reti da posta derivanti di lunghezza superiore a 2,5 chilometri;considerando che l'articolo 9 bis del regolamento (CEE) n. 3094/86 del Consiglio, del 7 ottobre 1986, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca (4), vieta a qualsiasi nave di tenere a bordo o effettuare attività di pesca con una o più reti da posta derivanti, la cui lunghezza individuale o addizionata sia superiore a 2,5 chilometri;considerando che l'utilizzazione, da parte di questi pescatori, di reti di lunghezza superiore a 2,5 chilometri costituisce una violazione della normativa comunitaria e che la Commissione ha avviato le procedure previste per tali casi; che il governo italiano ha adottato nuove disposizioni volte a rafforzare le misure di controllo sulle attività di pesca e a punire severamente i pescatori nei casi di violazione della normativa nazionale e comunitaria;considerando che alla luce dei problemi socioeconomici delle zone dipendenti da tali attività di pesca, per lo più situate nelle regioni dell'obiettivo n. 1 dei fondi strutturali, per eliminare tale pratica di pesca in maniera rapida ed efficace occorre agire nell'ambito di un piano di riconversione sostenuto da misure di accompagnamento;considerando che il governo italiano ha elaborato un piano globale per risolvere definitivamente il suddetto problema; che il successo di tale piano dipende dal carattere effettivamente attraente degli aiuti offerti agli interessati per aderire al piano di riconversione; che la maggior parte delle misure possibili rientra nel campo di intervento dello strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP) e che essa saranno considerate in quest'ambito e conformemente alla procedure previste;considerando tuttavia che, in alcuni casi, il massimale fissato per gli aiuti non consentirebbe di ottenere i risultati sperati; che inoltre alcune misure previste dal governo italiano non rientrano tra le misure d'intervento dello SFOP già programmate; che è pertanto opportuno adottare alcune misure specifiche e disposizioni particolari;considerando che, al fine di garantire che le indennità previste per i pescatori siano concesse solo a coloro il cui reddito era dipendente dalle attività di pesca oggetto della presente decisione, è necessario precisare che essi devono essere stati imbarcati in data precedente alla comunicazione del piano italiano alla Commissione;considerando che le autorità italiane devono vigilare, nell'applicazione del piano nazionale, affinché i beneficiari non possano né cumulare gli aiuti previsti dalla presente decisione, né ottenere altri incentivi finanziari che non sarebbero giustificati nei confronti dell'impegno di riconvertirsi effettivamente ad un'altra attività di pesca durante un periodo sufficientemente lungo,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 Nel quadro del piano elaborato dalle autorità italiane per la ristrutturazione e la riconversione dell'attività di pesca dei grandi pesci pelagici con reti da posta derivanti, comunicato alla Commissione il 25 luglio 1996, è istituita una misura specifica che consente di concedere un aiuto:a) ai pescatori che hanno la nazionalità di uno Stato membro e che alla data del 22 luglio 1996 risultavano imbarcati su un peschereccio battente bandiera italiana e praticante tale attività di pesca, o che vi erano imbarcati nel 1995, qualora i pescherecci non abbiano esercitato alcune attività nel 1996, sono forma di indennità d'attesa. L'importo di questa indennità non può superare 918,23 ecu per pescatore al mese, per un massimo di sei mesi, e non può essere corrisposta che per gli anni 1996, 1997 e 1998. Per beneficiare di tale indennità i pescatori devono sottoscrivere l'impegno a cessare tale attività di pesca o a riconvertirsi verso un'altra attività, nel 1997, 1998 o 1999, conformemente al piano italiano;b) agli armatori che abbiano sottoscritto l'impegno a cessare definitivamente ogni attività di pesca; l'importo dell'aiuto è indicato nell'allegata tabella A;c) agli armatori che abbiano sottoscritto l'impegno a riconvertirsi definitivamente verso un'altra attività di pesca; l'importo del premio di riconversione è indicato nell'allegata tabella B.Articolo 2 I pescatori indicati all'articolo 1, lettera a), possono inoltre beneficiare:- di un aiuto dell'importo di 50 000 ecu al massimo, al momento dell'interruzione di ogni attività economica. Questo aiuto è cumulabile con i vantaggi del regime di prepensionamento previsto dall'articolo 14 bis del regolamento (CE) n. 3699/93 (5), ma sostituisce il premio forfettario previsto dallo stesso articolo, lettera b);- di un premio di riconversione di importo pari a 20 000 ecu al massimo, in caso di riconversione verso un'altra attività di pesca oppure ad un altro settore. Questo premio sostituisce il premio forfettario previsto dall'articolo 14 bis, lettera b) del regolamento (CE) n. 3699/93.Articolo 3 La partecipazione finanziaria pubblica, compresa la partecipazione comunitaria, per progetti finanziati nell'ambito dello strumento finanziario d'orientamento della pesca (SFOP) che consentono la riconversione degli armatori e dei pescatori che hanno beneficiato delle misure istituite dalla presente decisione può ammontare al massimo al 75 % dei costi ammissibili dell'investimento nelle regioni dell'obiettivo n. 1 e al 50 % dei costi ammissibili dell'investimento nelle regioni fuori obiettivo n. 1.Articolo 4 Il contributo finanziario comunitario è quello previsto dagli interventi dello SFOP nei limiti delle risorse finanziarie assegnate all'Italia nella programmazione 1994-1999 dei fondi strutturali (QCS-Italia Obiettivo n. 1, P.O.-Pesca o DOCUP-Italia, Obiettivo n. 5a-Pesca). Esso può ammontare al massimo al 50 % dei costi ammissibili sostenuti dallo Stato membro.Articolo 5 Fatte salve le altre disposizioni applicabili, in particolare quelle previste dal regolamento (CEE) n. 2847/93 (6), le autorità italiane trasmettono ogni anno alla Commissione una relazione sullo stato di avanzamento del piano di cui all'articolo 1.Le autorità italiane, per l'applicazione del piano nazionale, adottano le disposizioni necessarie per impedire il cumulo di aiuti non espressamente autorizzato dalla presente decisione, nonché la concessione di aiuti che non sarebbero giustificati visti gli impegni sottoscritti dai beneficiari per un periodo di almeno 3 anni.Articolo 6 La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.Fatto a Lussemburgo, addì 28 aprile 1997.Per il ConsiglioIl PresidenteW. SORGDRAGER(1) GU n. C 59 del 26. 2. 1997, pag. 21.(2) Parere espresso il 24 aprile 1997 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).(3) GU n. L 193 del 31. 7. 1993, pag. 1.(4) GU n. L 288 dell'11. 10. 1986, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3071/95 (GU n. L 329 del 30. 12. 1995, pag. 14).(5) GU n. L 346 del 31. 12. 1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 25/97 (GU n. L 6 del 10. 1. 1997, pag. 7).(6) GU n. L 261 del 20. 10. 1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2489/96 (GU n. L 338 del 28. 12. 1996, pag. 12).ALLEGATO >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>