CELEX: 52000PC0289
Language: it
Date: 2000-06-06
Title: Proposta di decisione del Consiglio recante modificazione della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare in Croazia

Avis juridique important

|

52000PC0289

Proposta di decisione del Consiglio recante modificazione della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare in Croazia  /* COM/2000/0289 def. - CNS 2000/0122 */  

Gazzetta ufficiale n. C 311 E del 31/10/2000 pag. 0329 - 0329

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modificazione della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare in Croazia(presentata dalla Commissione)RELAZIONE ILLUSTRATIVA1. IntroduzioneIl 6 marzo 1995 il Consiglio Affari generali ha adottato linee direttrici, proposte dalla Commissione il 24 febbraio 1995 [1], per negoziare con la Croazia un accordo economico e commerciale comprendente un protocollo finanziario. Il 10 aprile 1995 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare i negoziati.[1]  SEC(95)180 del 24.2.1995.Il protocollo finanziario consisteva nella concessione alla Croazia di un prestito speciale della BEI dell'importo di 230 milioni di euro per il quinquennio dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2000.In seguito alla proposta della Commissione del novembre 1994 [2], il 12 giugno 1995 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 1366/95 [3] recante modifica del regolamento (CEE) n. 3906/89 allo scopo di estendere alla Croazia l'assistenza Phare.[2]  COM(94)526 def. del 23.11.1994.[3]  GU L 133 del 17.6.1995, pag. 1.Il 4 agosto 1995 la presidenza dell'UE ha annunciato a nome del Consiglio la sospensione dei negoziati con la Croazia sull'accordo economico e commerciale e dell'assistenza Phare alla Croazia a causa dell'inizio delle operazioni militari in Krajina.Recenti sviluppi, in seguito all'esito delle elezioni politiche e presidenziali tenutesi all'inizio del 2000, hanno modificato a fondo lo scenario politico in Croazia. I nuovi dirigenti croati si sono impegnati seriamente ad avviare il loro paese verso la democrazia, ad attuare le necessarie riforme politiche ed economiche in ottemperanza alle condizioni del processo di stabilizzazione e di associazione all'UE dei paesi del sud-est europeo ed a stabilire relazioni più strette con l'UE.Questi sviluppi hanno indotto a riconsiderare le relazioni tra l'UE e la Croazia: il 24 gennaio 2000 il Consiglio Affari generali ha adottato una dichiarazione specifica riguardante la Croazia ed ha riaffermato la propria disponibilità ad aiutare la Croazia a raccogliere le sfide che le si presentano per sviluppare relazioni più strette con l'UE.Il 14 febbraio 2000, dopo un incontro con il nuovo capo del governo croato, il Consiglio Affari generali ha chiesto alla Commissione di preparare una relazione sulla fattibilità di avviare negoziati per un accordo di stabilizzazione e di associazione con la Croazia. La Commissione intende adottare tale relazione di fattibilità entro il giugno 2000.Come passo importante verso lo sviluppo dinamico delle future relazioni tra l'UE e la Croazia, il 15 febbraio 2000 ha tenuto la sua riunione inaugurale la Task Force consultiva (CTF) congiunta UE/Croazia , che ha adottato raccomandazioni specifiche per il progresso verso la legalità e il rispetto dei diritti delle minoranze, il ritorno dei rifugiati, la cooperazione con il Tribunale internazionale per i crimini di guerra per l'ex Iugoslavia (ICTY), la democratizzazione dei mass media, la politica economica e le riforme.La situazione economica della Croazia nel medio periodo presenta sfide politiche di rilievo, che si riflettono tra l'altro in un lieve calo del PIL nel 1999 (meno l'1%), in un ingente disavanzo di bilancio, attenuato soltanto dai proventi delle privatizzazioni, in un gravissimo disavanzo delle partite correnti e nella non avvenuta ristrutturazione delle imprese. Il governo dovrà adottare un piano di riforme economiche completo e ben articolato, che richiederà tra l'altro profonde modifiche nel dosaggio delle misure politiche, con una drastica e penosa ristrutturazione del bilancio statale.Tra le istituzioni finanziarie internazionali che cooperano per la trasformazione della Croazia vi sono:- il gruppo della Banca mondiale, che attualmente finanzia in Croazia 24 progetti, per l'importo di 850 milioni di euro;- la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che attualmente finanzia in Croazia 33 investimenti, per l'importo di 560 milioni di euro;- la Banca per lo sviluppo del Consiglio d'Europa, che attualmente finanzia in Croazia 2 progetti, per l'importo di 31 milioni di euro.Il Fondo monetario internazionale, di cui la Croazia è membro dal 1992, le ha fornito assistenza dal 1992 al 1997. L'accordo, non operativo, di credito a medio termine, inteso a sostenere il piano statale per le riforme economiche per il periodo 1997-1999, è giunto al suo termine nel marzo 2000. I negoziati per un accordo stand-by sono finiti in nulla nel 1999, ma sono stati ripresi di recente e si attendono sviluppi entro giugno.Oltre a consistenti aiuti umanitari tramite ECHO (1995-1999: 293,8 milioni di euro) e ad assistenza tramite il programma "Media" e le iniziative "Democrazia e tutela dei diritti dell'uomo", "Sminamento" e "Dogane" (in totale, per il periodo 1995-1999, 9,39 milioni di euro), sinora l'assistenza finanziaria dell'Unione europea alla Croazia si è basata sul regolamento n. 1628/96 del Consiglio del 25 luglio 1996 ("Obnova"), riguardante l'aiuto alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, alla Repubblica federale di Iugoslavia e all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia [4] (nell'ambito di Obnova, nel periodo 1995-1999 la Croazia ha ricevuto 45,61 milioni di euro). La Commissione sta preparando un nuovo quadro operativo per estendere l'assistenza in forma di sussidi ai Balcani occidentali: la cosiddetta assistenza comunitaria per il programma di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione ("CARA") [5], che costituirà una base giuridica unica per l'assistenza e sostituirà gli attuali programmi Obnova e Phare per questi paesi.[4]  GU L 204 del 14.8.1996, pag. 1.[5]  COM(1999)661 def. dell'8.12.1999 e COM(2000) 281 def. del 10.5.2000.Non si sono ancora stabilite con la Croazia relazioni contrattuali riguardanti la cooperazione commerciale ed economica e l'assistenza finanziaria. Se dalla summenzionata relazione di fattibilità emergeranno risultati positivi, la Commissione raccomanderà al Consiglio di autorizzare l'avvio di negoziati con la Croazia, in base alle linee direttrici per i negoziati, per concludere un accordo di stabilizzazione e di associazione. Dopo che il Consiglio avrà approvato le linee direttrici per i negoziati, e dopo che la Commissione avrà preparato un progetto di accordo, si potrebbero avviare negoziati con la Croazia. I veri e propri negoziati avranno probabilmente lunga durata, data la complessità dei problemi.Benché la ripresa delle relazioni UE/Croazia sia ancora in fase precoce, allo stato attuale dei fatti, descritto in precedenza, è d'importanza cruciale mostrare alla Croazia l'appoggio dell'Unione in termini non soltanto politici ma anche finanziari, per incoraggiare e aiutare concretamente i nuovi dirigenti ad attuare il piano di riforme politiche ed economiche sullo sfondo della difficile situazione economica e finanziaria. Se la BEI ricomincerà ad erogare prestiti, ciò costituirebbe un chiaro segnale politico, oltre ad alleviare le ristrettezze iniziali che comporterà la riforma economica, sussidiando gli investimenti croati per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato. È ovvio che l'appoggio comunitario è essenziale perché i nuovi dirigenti siano in grado di attuare con successo le necessarie riforme e di raggiungere una maggiore stabilità politica.2. La propostaLa presente comunicazione comprende la proposta della Commissione di estendere alla Croazia il mandato generale della BEI, stabilito dal Consiglio con la decisione 2000/24/CE del 22 dicembre 1999 [6], di concedere prestiti al di fuori dell'Unione.[6]  GU L 9 del 13.1.2000, pag. 24.Per conferire alla Croazia la possibilità di ricevere prestiti a norma del mandato generale della BEI, si dovranno maggiorare di 250 milioni di euro il mandato stesso e il suo pacchetto riguardante l'Europa orientale. Quindi, il mandato per la Croazia risulterà della medesima entità di quello fissato inizialmente nel protocollo finanziario adottato dal Consiglio nel contesto delle linee direttrici per i negoziati del 1996 [7], più una rettifica per tener conto dell'inflazione da quella data (rettifica analoga a quella apportata ai fini della stabilizzazione reale al momento del rinnovo, nel 1997, del mandato generale di concedere prestiti).[7]  Quest'importo è risultato dal frazionamento del protocollo relativo all'ex Iugoslavia tra i vari Stati formatisi successivamente.Il mandato di garanzia per la Croazia, tuttavia, sarà integrato totalmente nel pacchetto per l'Europa centrale e orientale del mandato generale BEI, che comprende i Balcani occidentali: non si costituirà un pacchetto regionale specifico con un importo stanziato appositamente. La Croazia riceverà i prestiti della BEI in quanto è uno dei paesi ammessi a beneficiare del pacchetto PECO, per un importo guida di 250 milioni di euro. L'importo definitivo dei prestiti alla Croazia dipenderà dalla presenza di adeguati progetti d'investimento. In tal modo si potrà evitare che parti dei mandati regionali specifici rimangano inutilizzate alla scadenza del mandato regionale, dal che, anche tenendo conto della proroga automatica di sei mesi del mandato, risulterebbe in ultima analisi l'estinzione di simili importi residui. Quest'impostazione corrisponde a quella adottata per la Bosnia-Erzegovina e per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia al momento del rinnovo, nel dicembre 1999, del mandato generale di concedere prestiti del 1997.Di conseguenza, al massimale generale degli stanziamenti da prevedere a norma della decisione 2000/24/CE, fissato attualmente a 18 410 milioni di euro, e al massimale per l'Europa centrale e orientale, fissato attualmente a 8 680 milioni di euro, si dovranno aggiungere 250 milioni di euro, aumentando tali importi rispettivamente a 18 660 ed a 8 930 milioni di euro. La durata del mandato per l'Europa centrale ed orientale e del mandato generale resterà invariata, e immutate saranno anche le altre disposizioni del mandato generale della BEI di concedere prestiti.Quando faceva parte della Repubblica federale socialista di Iugoslavia, nel contesto del protocollo finanziario per l'ex Iugoslavia, la Croazia ha ricevuto prestiti dalla BEI, prorogati nel 1977 e nel 1990, per il totale di 200 milioni di euro. Quest'importo costituisce la percentuale croata di ampi progetti iugoslavi nei settori dell'energia e dei trasporti, che sono stati assegnati alla Croazia dopo la dissoluzione della Iugoslavia.Alla fine del febbraio 2000, l'importo insoluto di questi prestiti era di 94 milioni di euro. Attualmente la Croazia assolve con regolarità il servizio degli obblighi finanziari derivantele da tali prestiti, effettuando puntualmente e in misura integrale tutti i pagamenti, senza accumulare nessun arretrato. La capacità della Croazia di servire il suo debito dovrebbe persistere, dati il livello relativamente elevato del suo reddito e i suoi precedenti sui mercati finanziari, compreso il suo regolare servizio di tutti i debiti con l'estero, e ammesso che venga attuato un piano completo di riforme.Dal canto suo, la BEI ha dichiarato la propria capacità e disponibilità di estendere i suoi prestiti alla Croazia, alle consuete condizioni previste nel suo statuto.Le prospettive d'interventi della BEI secondo la presente proposta, in termini di sviluppo delle infrastrutture e del settore privato, consistono in investimenti nelle infrastrutture di base e nel settore ambientale, nello sviluppo delle industrie e delle PMI, nella ricostruzione delle case, nel rinnovamento urbano e nel turismo. Queste prospettive sono consone con i progetti d'infrastrutture presentati per la Croazia alla Conferenza per il finanziamento regionale del 29 e 30 marzo 2000, organizzata dalla Commissione e dalla Banca mondiale nel contesto del patto di stabilità [8].[8]  Per particolari al riguardo consultare il seguente sito web: http://www.seerecon.org.Scopo della presente proposta è aiutare la Croazia ad attuare le necessarie riforme politiche ed economiche, sussidiando gli investimenti statali per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato. I nuovi dirigenti croati si sono impegnati alla democrazia e alla riforma economica e la Commissione non ha motivi di credere che la loro linea politica cambierà in modo tale da richiedere la revisione dell'impostazione scelta per la proposta. Nondimeno, l'articolo 1 della decisione 2000/24/CE, nel quale si precisa che i prestiti della BEI ivi previsti sono concessi "a sostegno dei corrispondenti obiettivi di politica esterna della Comunità", costituisce una salvaguardia per la Comunità nel caso che la Croazia non onori il suo impegno di compiere progressi sostanziali in conformità delle condizioni politiche ed economiche previste nel processo di stabilizzazione e di associazione all'UE [9].[9]  Cfr. le conclusioni del Consiglio Affari generali del 29 aprile 1997.3. Incidenza sul bilancioLa presente proposta di aumentare di 250 milioni di euro il massimale globale degli stanziamenti, e in concomitanza il massimale per l'Europa centrale ed orientale, previsto nella decisione 2000/24/CE, allo scopo di estendere alla Croazia la garanzia concessa dalla Comunità alla BEI a norma di tale decisione, avrà sul fondo di garanzia per le azioni esterne l'incidenza totale di 14,63 milioni di euro.Come per tutti gli altri paesi inclusi nel mandato generale, anche questo mandato durerà sino al 31 gennaio 2007. Tuttavia, l'importo in questione sarà reso disponibile nell'arco di un quadriennio, dal 2000 al 2003, per tener conto del calendario probabile di erogazione dei prestiti.L'azione a favore della Croazia era stata inserita nelle previsioni di dotazione del fondo di garanzia in seguito all'adozione da parte del Consiglio, nel 1996, delle linee direttrici per i negoziati per la conclusione di un accordo economico e commerciale con la Croazia. L'azione fu poi sospesa prima di essere giunta al termine del suo iter presso il Consiglio, ma da allora ha sempre formato oggetto di riporto nelle previsioni per il fondo di garanzia.Attualmente, e prima di tener conto della presente proposta, il margine rimanente nella riserva per il fondo di garanzia per il 2000 ammonta a 27,84 milioni di euro, calcolando tutte le azioni esterne già decise o proposte o prevedibili con un certo grado di sicurezza. L'attuale proposta ridurrà questo margine a 20,53 milioni di euro, il che lascia ancora un po' di spazio per altre azioni esterne nel corso dell'esercizio.Come per gli esercizi precedenti, la dotazione annua necessaria per la presente proposta, tenuto conto della riserva disponibile nel fondo di garanzia, risulta gestibile se non interverranno mutamenti.2000/0122 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modificazione della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare in CroaziaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [10],[10]  GU C ...visto il parere del Parlamento europeo [11],[11]  GU C ...considerando quanto segue:(1) Il 6 marzo 1995 il Consiglio Affari generali ha adottato direttive per i negoziati con la Croazia in vista della conclusione di un accordo economico e commerciale comprendente un protocollo finanziario. Tale protocollo finanziario consisteva nella concessione alla Croazia di un prestito speciale della Banca europea per gli investimenti ("BEI") dell'importo di 230 milioni di euro per un quinquennio. Il 4 agosto 1995 la presidenza del Consiglio ha annunciato la sospensione dei negoziati con la Croazia sull'accordo economico e commerciale a causa dell'inizio delle operazioni militari in Krajina.(2) Recenti sviluppi, in seguito all'esito delle elezioni politiche e presidenziali tenutesi all'inizio del 2000, hanno modificato a fondo lo scenario politico in Croazia. Il nuovo governo croato si è assunto il pieno impegno di attuare un piano di riforme politiche ed economiche in ottemperanza alle condizioni del processo di stabilizzazione e di associazione all'unione europea dei paesi del sud-est europeo.(3) Il 24 gennaio 2000 il Consiglio Affari generali ha adottato una dichiarazione specifica riguardante la Croazia ed ha riaffermato la propria disponibilità ad aiutare la Croazia a raccogliere le sfide che le si presentano per sviluppare relazioni più strette con l'Unione europea.(4) Il 14 febbraio 2000 il Consiglio Affari generali ha chiesto alla Commissione di preparare una relazione sulla fattibilità di avviare negoziati in vista di un accordo di stabilizzazione e di associazione con la Croazia. La Commissione intende adottare tale relazione di fattibilità entro il giugno 2000.(5) È d'importanza cruciale mostrare alla Croazia l'appoggio dell'Unione europea in questo momento, per l'attuazione del piano di riforme politiche ed economiche elaborato dopo le elezioni dell'inizio del 2000 in conformità del processo di stabilizzazione e di associazione all'Unione europea, sussidiando gli investimenti statali per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato.(6) È quindi opportuno estendere la garanzia concessa alla BEI per consentirle di sottoscrivere prestiti a favore della Croazia. La BEI ha dichiarato la propria capacità e volontà di estendere alla Croazia i prestiti attinti dalle sue risorse proprie, a norma del suo statuto.(7) Il 31 ottobre 1994 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 che istituisce un fondo di garanzia per le azioni esterne [12], modificato dal regolamento (CE, Euratom) n. 1149/1999 [13].[12]  GU L 293 del 12.11.1994, pag. 1.[13]  GU L 139 del 2.6.1999, pag. 1.(8) La decisione 2000/24/CE del Consiglio [14] accorda alla BEI la garanzia della Comunità in caso di perdite dovute a prestiti a favore di progetti realizzati al di fuori della Comunità (Europa centrale e orientale, paesi mediterranei, America Latina ed Asia, Sudafrica).[14]  GU L 9 del 13.1.2000, pag. 24.(9) Questa garanzia globale riguardante il mandato generale della BEI a concedere prestiti al di fuori della Comunità, prevista nella decisione 2000/24/CE, deve essere estesa alla Croazia. Il massimale dei prestiti deve essere aumentato al fine di estendere alla Croazia l'accesso ai prestiti per l'importo corrispondente. È quindi necessario modificare di conseguenza la decisione 2000/24/CE.(10) I soli poteri d'azione previsti dal trattato ai fini dell'adozione della presente decisione sono quelli di cui all'articolo 308,DECIDE:Articolo 1L'articolo 1 della decisione 2000/24/CE è così modificato:1) Al paragrafo 1, secondo comma, la seconda frase è così modificata:a) nell'alinea i termini "18 410 milioni di euro" sono sostituiti dai termini "18 660 milioni di euro";b) nel primo trattino i termini "8 680 milioni di euro" sono sostituiti dai termini "8 930 milioni di euro".2) Nel paragrafo 2, primo trattino, dopo il termine "Bulgaria", viene inserito il termine "Croazia".Articolo 2La presente decisione ha efficacia il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneGaranzia della Comunità europea per prestiti concessi in Croazia dalla Banca europea per gli investimenti.2. Linee di bilancio interessateB0-221. Garanzia della Comunità europea per prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti a paesi terzi dell'Europa centrale e orientale e dei Balcani occidentali.3. Base giuridicaArticolo 308 del trattato.4. Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generaleScopo dell'azione è manifestare l'appoggio dell'Unione alla Croazia dopo le elezioni dell'inizio del 2000, per incoraggiare la Croazia ad attuare il suo piano di riforme politiche ed economiche in conformità delle condizioni del processo di stabilizzazione e di associazione all'UE per i paesi del sud-est europeo, sussidiando gli investimenti statali per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato.4.2. DescrizioneL'iscrizione in bilancio intende fornire un sostegno finanziario per la garanzia a carico del bilancio accordata dalla Comunità alla BEI, così da consentire l'estensione di prestiti alla Croazia per l'importo di 250 milioni di euro.4.3 Periodo coperto e condizioni per il rinnovoResta immutata la durata del mandato generale della BEI di concedere prestiti al di fuori della Comunità, prevista nella decisione 2000/24/CE.5. Classificazione della spesa o dell'entrataSpesa obbligatoria/stanziamenti non dissociati.6. Natura della spesa o dell'entrataGaranzia concessa alla Banca europea per gli investimenti.7. Incidenza finanziariaSolo in caso di attivazione della garanzia.7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (rapporto tra i singoli costi e il costo totale)Si propone un'iscrizione "per memoria", poiché gli importi ed i tempi del ricorso eventuale a questa linea di bilancio sono caratterizzati da estrema incertezza e non possono essere calcolati in anticipo.7.2 Ripartizione dettagliata dei costiNessuna.7.3 Spesa operativa per studi, esperti ecc. inclusi nella parte B del bilancioNessuna.8. Finanziamento delle spese operativeIn caso d'insolvenza, i pagamenti verrebbero effettuati direttamente dal fondo di garanzia al creditore.Se il fondo di garanzia non disponesse di risorse sufficienti per coprire l'insolvenza, si preleverebbero fondi aggiuntivi dal bilancio, procedendo come segue:- in primo luogo, si utilizzerebbe ogni eventuale margine rimanente nella riserva;- in secondo luogo, ci si servirebbe di ogni eventuale margine disponibile entro il massimale della rubrica 4 delle prospettive finanziarie o si effettuerebbe una ridistribuzione all'interno della rubrica 4;- in terzo luogo, si rivedrebbero le prospettive finanziarie in base alle disposizioni dell'Accordo interistituzionale, il che potrebbe comportare ridistribuzioni all'interno di altre categorie.Per adempiere ai suoi obblighi, la Commissione può provvedere in via provvisoria al servizio del debito mediante fondi di tesoreria. In tal caso, si applica l'articolo 12 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 del Consiglio del 29 maggio 1989.9. Misure volte ad accertare il rispetto delle disposizioni relative alla garanziaSecondo le consuete procedure della BEI, comprese le opportune disposizioni di controllo.10. Elementi dell'analisi costi-efficacia10.1 Obiettivi specifici e quantificati; destinatari dello strumento- Obiettivi quantificati; cfr. punto 4.- Destinatari dello strumento: la Croazia.10.2 Giustificazione dell'azione- Aiutare la Croazia ad attuare il piano di riforme politiche ed economiche in ottemperanza alle condizioni del processo di stabilizzazione e di associazione all'UE per i paesi del sud-est europeo dopo le elezioni dell'inizio del 2000, sussidiando gli investimenti statali per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato.- Scelta delle modalità e degli strumenti: a norma dei protocolli finanziari per la Iugoslavia, la BEI ha già esteso i suoi prestiti alla Croazia ed è in grado di avviare l'azione subito dopo che si siano conclusi con successo colloqui esplorativi con la Croazia.- Principali fattori d'incertezza che potrebbero influire sui risultati specifici dell'azione: se la Croazia modificasse la sua linea politica in modo da far sorgere il rischio che essa non onori i suoi impegni di compiere progressi sostanziali per aderire alle condizioni politiche ed economiche del processo di stabilizzazione e di associazione all'UE, l'azione verrebbe sospesa o dilazionata.10.3 Controllo dell'azioneIndicatori di efficacia sceltiLe informazioni che la Commissione trasmette annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio includono una valutazione del contributo che i prestiti previsti nella presente decisione apportano al conseguimento dei pertinenti obiettivi di politica estera della Comunità, tenuto conto degli obiettivi operativi e delle opportune misurazioni del loro conseguimento che la BEI stabilirà per i suoi prestiti ai sensi della decisione 2000/24/CE.11. Spese amministrative (Sezione III, Parte A del bilancio)Nessuna. L'azione proposta non comporta aumenti né del personale della Commissione né delle spese amministrative.12. Incidenza sulla riserva per garanzie12.1 Calendario provvisorio dei prestiti che saranno concessi nel periodo di validità della decisione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;12.2 Stima dell'utilizzo della riserva di garanzia per la copertura del fondo di garanziaDal 1° gennaio 2000 il tasso di copertura del fondo di garanzia per le azioni esterne è del 9%. Il tasso della garanzia generale è del 65%.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;12.3 Stima dell'utilizzo della riserva di garanzia nell'ambito della presente proposta [15][15]  Situazione al 1° aprile 2000.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;* Nota: Per il 2001 e gli esercizi successivi, in questa tabella non si è tenuto conto del presupposto di 400 milioni di euro all'anno per l'assistenza macrofinanziaria [16] di cui nel considerando n. 21 della decisione 97/256/CE del Consiglio. La piena attuazione di tale presupposto, che richiede una dotazione annua di 36 milioni di euro, lascerebbe nella riserva un margine rimanente di 3,14 milioni di euro nel 2001, 0,0 milioni di euro nel 2002 e 18,44 milioni di euro nel 2003. A fini comparativi, l'assistenza macrofinanziaria è ammontata a 460 milioni di euro nel 1997, a 150 milioni di euro nel 1998 ed a 390 milioni di euro nel 1999. Inoltre, la decisione 94/179/Euratom del Consiglio del 21 marzo 1994 dà facoltà alla Commissione di contrarre prestiti per finanziare progetti intesi a migliorare la sicurezza e l'efficienza delle centrali nucleari in alcuni paesi terzi oppure progetti di smantellamento di simili impianti. L'autorizzazione dei progetti a norma della suddetta decisione potrebbe richiedere una dotazione aggiuntiva di 36,77 milioni di euro nel periodo 2001-2003. Infine, nella tabella non si è tenuto conto del programma speciale d'azione della BEI nel contesto dell'unione doganale con la Turchia, a cui è stato opposto il veto nel 1995.