CELEX: 61963CJ0110
Language: it
Date: 1965-07-08
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) dell'8 luglio 1965. # Alfred Willame contro Commissione della CEEA. # Causa 110-63.

Avis juridique important

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61963J0110

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DELL'8 LUGLIO 1965.  -  ALFRED WILLAME CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEEA.  -  CAUSA 110/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00803 edizione olandese pagina 00902 edizione tedesca pagina 00860 edizione italiana pagina 00710 edizione speciale inglese pagina 00649 edizione speciale danese pagina 00107 edizione speciale greca pagina 00147 edizione speciale portoghese pagina 00183

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - STATUTO - DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE - OBBLIGO DI EMANARLE - NATURA ECCEZIONALE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 110 )  2 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - POTERI DELL' AMMINISTRAZIONE - GARANZIE CONCESSE AGLI INTERESSATI - GARANZIE PREVISTE DALLO STATUTO IN CASO DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI O DI LICENZIAMENTO PER INSUFFICIENZA PROFESSIONALE - APPLICAZIONE ANALOGICA - INAMMISSIBILITA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 102 )  3 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PROCEDURA D' INTEGRAZIONE - GIUDIZIO SFAVOREVOLE EMESSO DAI SUPERIORI - DOVERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE D' INFORMARNE L' INTERESSATO - INFORMAZIONE ORALE COMPLETA - E' SUFFICIENTE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 102 )  4 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PROCEDURA D' INTEGRAZIONE - CONFRONTO TRA L' INTEGRANDO ED I SUPERIORI GERARCHICI - DI REGOLA NON NECESSARIO - IMPOSSIBILITA DI CHIARIRE ALTRIMENTI FATTI ESSENZIALI CONTROVERSI - OBBLIGO DI PROCEDERE AL CONFRONTO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 102 )  5 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - COMUNICAZIONE IMMEDIATA ALL' INTERESSATO - NON E NECESSARIA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 102 )  6 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PROCEDURA D' INTEGRAZIONE - DOVERE DELL' AMMINISTRAZIONE DI VALERSI DI TUTTI I MEZZI D' INFORMAZIONE FAVOREVOLI ALL' INTERESSATO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 102 )  7 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - PROPOSTE SUPPLEMENTARI DELLA STESSA COMMISSIONE NON VINCOLANTI PER L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - COMUNICAZIONE ALL' INTERESSATO - NON E NECESSARIA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 102 )  8 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - CONTROLLO GIURISDIZIONALE - LIMITI  9 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - RICORSI CONTRO L' AMMINISTRAZIONE - ESECUZIONE DELLA SENTENZA - RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 91 )  

Massima

1 . L' ESPRESSIONE " LE DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE " DI CUI ALL' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CEE E CEEA SI RIFERISCE IN PRIMO LUOGO ALLE DISPOSIZIONI D' APPLICAZIONE ESPRESSAMENTE PREVISTE DA DETERMINATE NORME DELLO STATUTO . IN MANCANZA DI UN' ESPRESSA DISPOSIZIONE, L' OBBLIGO DI EMANARE NORME D' ESECUZIONE OSSERVANDO LE FORMALITA CONTEMPLATE DA DETTO ARTICOLO 110 PUO' SUSSISTERE SOLO ECCEZIONALMENTE, CIOE QUALORA LE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO SIANO TALMENTE OSCURE ED IMPRECISE DA NON POTER ESSERE APPLICATE IN MODO NON ARBITRARIO .  CFR . LA MASSIMA N . 2 DELLA SENTENZA 19 E 65-63 .  A ) L' ESPRESSIONE " LE DISPOSIZIONI GENERALI DI ESECUZIONE " DI CUI ALL' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CEE E CEEA, RIGUARDA INNANZITUTTO LE DISPOSIZIONI CHE OGNI ISTITUZIONE DEVE ADOTTARE IN ESECUZIONE DI ALCUNE NORME IMPERATIVE DELLO STATUTO, COME GLI ARTICOLI 2, 1 ) COMMA, E 5 N . 4, 2 ) COMMA . OVE TALI NORME NON ESISTANO, L' OBBLIGO DI EMANARE " DISPOSIZIONI GENERALI DI ESECUZIONE " NON SUSSISTE CHE NEL CASO IN CUI LE DISPOSIZIONI NON SIANO DI PER SE SUFFICIENTEMENTE ESPLICITE .  */ 663J0019 /*.  2 . NEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE LE ISTITUZIONI DISPONGONO DI UNA CERTA LIBERTA DI VALUTAZIONE LA QUALE, PUR TROVANDO UN LIMITE NELL' OBBLIGO DI GARANTIRE AI DIPENDENTI ADEGUATE POSSIBILITA DI DIFENDERSI, FA ESCLUDERE L' ESISTENZA DI GARANZIE ANALOGHE A QUELLE CONTEMPLATE DALLO STATUTO IN CASO DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI O DI LICENZIAMENTO PER INSUFFICIENZA PROFESSIONALE .  CFR . LA MASSIMA N . 9 DELLA SENTENZA 26-63, RACCOLTA, VOL . X, P . 674 .  IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CONSENTE ALL' AMMINISTRAZIONE DI SCEGLIERE I DIPENDENTI MERITEVOLI DELLE GARANZIE OFFERTE DALLO STATUTO; DETTA SCELTA PRESUPPONE UNA CERTA LIBERTA D' APPREZZAMENTO E QUINDI UNA PROCEDURA CHE NON IMPLICA NECESSARIAMENTE TUTTE LE GARANZIE RISERVATE AI DIPENDENTI DI RUOLO . IL CONTROLLO DELLA CORTE NON PUO' AVER QUINDI ALTRO SCOPO CHE QUELLO DI ACCERTARE CHE NON SIANO STATE COMMESSE PALESI INGIUSTIZIE .  */ 663J0026 /*.  3 . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON E TENUTA AD INFORMARE PER ISCRITTO GL' INTEGRANDI DEI GIUDIZI SFAVOREVOLI EVENTUALMENTE ESPRESSI DAI LORO SUPERIORI, POSTO CHE L' INFORMAZIONE ORALE E SUFFICIENTE A GARANTIRE LA DIFESA DEGL' INTEGRANDI, PURCHE SIA COMPLETA .  4 . IN MATERIA D' INTEGRAZIONE, L' OBBLIGO DI PORRE A CONFRONTO IL SUPERIORE ED IL SUBORDINATO SUSSISTE SOLTANTO SE, IN MANCANZA DI CIO', LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SI TROVASSE NELL' IMPOSSIBILITA DI CHIARIRE ADEGUATAMENTE FATTI CONCRETI ESSENZIALI SUI QUALI ESISTE CONTROVERSIA .  CFR . LA MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 19 E 65-63 .  LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E OBBLIGATA A PROCEDERE AL CONFRONTO TRA L' INTEGRANDO ED I SUOI SUPERIORI SOLTANTO QUALORA SIA EVIDENTE CHE NON VI E ALTRO MODO DI CHIARIRE I FATTI CONTROVERSI .  */ 663J0019 /*.  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 87-63, RACCOLTA, VOL . X, P . 915 .  NEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON E NECESSARIO PROCEDERE AL CONFRONTO TRA L' INTEGRANDO E I SUOI SUPERIORI GERARCHICI .  */ 663J0087 /*.  5 . NON VI E ALCUNA DISPOSIZIONE CHE PRESCRIVA L' IMMEDIATA COMUNICAZIONE ALL' INTERESSATO DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, DI CUI L' ISTITUZIONE E L' UNICA DESTINATARIA .  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 84-63, RACCOLTA, VOL . X, P . 633 .  L' AMMINISTRAZIONE NON E TENUTA A COMUNICARE AL DIPENDENTE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE PRIMA DELLA NOTIFICA DELLA PROPRIA DECISIONE CIRCA L' INTEGRAZIONE DEL DIPENDENTE STESSO .  */ 663J0084 /*.  6 . VEDI LA MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 68-63 .  IN MATERIA D' INTEGRAZIONE, L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA E LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SONO TENUTE A PRENDERE IN CONSIDERAZIONE TUTTI GLI ELEMENTI D' INFORMAZIONE SERI FAVOREVOLI ALL' INTERESSATO .  */ 663J0068 /*.  7 . LE PROPOSTE FATTE DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE INDIPENDENTEMENTE DAL DISPOSTO DELL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE NON SONO CHE SUGGERIMENTI E SONO QUINDI PRIVE DI QUALSIASI EFFETTO OBBLIGATORIO . L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA NON E QUINDI TENUTA A COMUNICARE IL SUGGERIMENTO ALL' INTERESSATO NE AD INDICARGLI I MOTIVI PER CUI ESSO NON E STATO SEGUITO .  8 . VEDI LA MASSIMA N . 5 DELLA SENTENZA 19 E 65-63 .  LE VALUTAZIONI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE COSTITUISCONO UN GIUDIZIO COMPLESSIVO AL QUALE LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE IL PROPRIO . SPETTA INVECE ALLA CORTE DI CONTROLLARE SE I FATTI ACCERTATI DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SIANO MATERIALMENTE ESATTI E LOGICAMENTE COMPATIBILI CON DETTO GIUDIZIO .  */ 663J0019 /*.  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 35-62 E 16-63, RACCOLTA, VOL . IX, P . 397 .  L' APPREZZAMENTO DELL' AMMINISTRAZIONE SULLE ATTITUDINI PROFESSIONALI DI UN DIPENDENTE E SOTTRATTO AL SINDACATO DELLA CORTE TUTTE LE VOLTE CHE ESSO IMPLICHI COMPLESSE VALUTAZIONI CHE, PER LA LORO STESSA NATURA, MAL SI PRESTANO AD UN CONTROLLO OBIETTIVO .  */ 662J0035 /*.  9 . VEDI LA MASSIMA N . 5 DELLA SENTENZA 26-63, RACCOLTA, VOL . X, P . 674 .  NEMMENO IN OCCASIONE DI UN RICORSO DI MERITO, QUALE E QUELLO CONTEMPLATO NELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO, LA CORTE PUO' IMPARTIRE DEGLI ORDINI ALL' AMMINISTRAZIONE : LA RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE DEV' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATA COME UNA DELLE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO .  */ 663J0026 /*.  

Parti

NELLA CAUSA 110-63 PROMOSSA DA  ALFRED WILLAME,  RESIDENTE IN BRUXELLES,  CON L' AVVOCATO MARCEL GREGOIRE, DEL FORO DI BRUXELLES,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVVOCATO TONY BIEVER, 85, BOULEVARD GRANDE-DUCHESSE CHARLOTTE, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA,  RAPPRESENTATA DAL DOTT . PIERRE MATHIJSEN, SUO CONSULENTE GIURIDICO, IN QUALITA D' AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, 2, PLACE DE METZ, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO ESSENZIALMENTE :  - L' ANNULLAMENTO E LA RIFORMA DELLA DECISIONE DI NON INTEGRARE IL RICORRENTE E DI LICENZIARLO; IN SUBORDINE, IL RISARCIMENTO DEI DANNI;  - IL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE CHE SAREBBE STATO ARRECATO AL RICORRENTE DA UN ILLECITO DELLA CONVENUTA,  

Motivazione della sentenza

I - SULLA RICEVIBILITA  LA RICEVIBILITA DEL RICORSO NON E STATA CONTESTATA NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO . IL RICORSO E QUINDI RICEVIBILE .  II - NEL MERITO  1 . SULLA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO  IL RICORRENTE CHIEDE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 5 SETTEMBRE 1963 CON CUI LA CONVENUTA, IN BASE AL PARERE NEGATIVO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, HA RECEDUTO DAL CONTRATTO IN CORSO COL RICORRENTE .  A ) IL RICORRENTE ASSUME CHE LA CONVENUTA HA VIOLATO L' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, IN QUANTO HA OMESSO DI EMANARE, PREVIA CONSULTAZIONE DEL COMITATO DEL PERSONALE E SENTITO IL COMITATO DELLO STATUTO, DELLE DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE RELATIVE ALL' ARTICOLO 102 DI DETTO STATUTO, ARTICOLO CHE RIGUARDA LA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE .  L' ADOZIONE DI DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE SAREBBE STATA TANTO PIU NECESSARIA IN QUANTO DETTO ARTICOLO 102 LASCIA IRRISOLTE NUMEROSE QUESTIONI IMPORTANTI, QUALI IL NUMERO DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, IL NUMERO LEGALE DI QUESTA, IL TERMINE CONCESSO AL DIPENDENTE PER PREPARARE LA PROPRIA DIFESA, ECC .  L' ESPRESSIONE " LE DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE " DI CUI ALL' ARTICOLO 110 SOPRA MENZIONATO SI RIFERISCE IN PRIMO LUOGO ALLE DISPOSIZIONI D' APPLICAZIONE ESPRESSAMENTE PREVISTE DA DETERMINATE NORME DELLO STATUTO, FRA LE QUALI NON RIENTRA L' ARTICOLO 102 . IN MANCANZA DI UN' ESPRESSA DISPOSIZIONE, L' OBBLIGO DI EMANARE NORME D' ESECUZIONE OSSERVANDO LE FORMALITA CONTEMPLATE DA DETTO ARTICOLO 110 PUO' SUSSISTERE SOLO ECCEZIONALMENTE, CIOE QUALORA LE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO SIANO TALMENTE OSCURE ED IMPRECISE DA NON POTER ESSERE APPLICATE IN MODO NON ARBITRARIO . NON E QUESTO IL CASO NOSTRO .  SE E INFATTI VERO CHE LE LACUNE RILEVATE DAL RICORRENTE HANNO LASCIATO ALL' ISTITUZIONE UNA CERTA LIBERTA, NON E MEN VERO CHE QUEST' ULTIMA TROVA IL SUO LIMITE NELL' OBBLIGO DI GARANTIRE AI DIPENDENTI ADEGUATE POSSIBILITA DI DIFENDERSI .  DA TUTTO QUANTO PRECEDE EMERGE CHE LA CONVENUTA NON ERA TENUTA A CONSULTARE GLI ORGANISMI DI CUI TRATTASI CIRCA LE NORME CH' ESSA INTENDEVA APPLICARE IN MATERIA D' INTEGRAZIONE .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  B ) IL RICORRENTE SOSTIENE CHE, POSTO CHE LE CONSEGUENZE DEL PARERE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE EQUIVALGONO A QUELLE DELLE PIU GRAVI SANZIONI DISCIPLINARI COME PURE A QUELLE DEL LICENZIAMENTO PER INSUFFICIENZA PROFESSIONALE, LA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE AVREBBE DOVUTO OFFRIRE GARANZIE ANALOGHE A QUELLE CONTEMPLATE DALLO STATUTO IN TALI DUE IPOTESI . PIU PRECISAMENTE, ESSO RILEVA CHE DETTA COMMISSIONE " HA STATUITO IN ASSENZA DI QUALSIASI RAPPRESENTANTE DEL PERSONALE ".  LE DISPOSIZIONI INVOCATE A TITOLO DI CONFRONTO RIGUARDANO I DIPENDENTI GIA INTEGRATI . LE NORME RELATIVE ALLA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE, INVECE, PUR ESSENDO COMPRESE FORMALMENTE NELLO STATUTO, RIENTRANO IN REALTA NEL REGIME DEI CONTRATTI PRESTATUTARI I QUALI, AMMETTENDO IL RECESSO DA ENTRAMBE LE PARTI CON PREAVVISO DI UN MESE, ATTRIBUIVANO ALL' ISTITUZIONE POTERI DISCREZIONALI PIUTTOSTO AMPI . QUESTE CONSIDERAZIONI MILITANO CONTRO L' ANALOGIA INVOCATA DAL RICORRENTE .  PER QUANTO RIGUARDA L' ARGOMENTO RELATIVO ALLA MANCATA PARTECIPAZIONE DI RAPPRESENTANTI DEL PERSONALE, SI DEVE RILEVARE, IN PRIMO LUOGO CHE LA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ERA DI PER SE TALE DA OFFRIRE SUFFICIENTI GARANZIE, E IN SECONDO LUOGO CHE IL RICORRENTE HA POTUTO FARSI ASSISTERE, DINANZI A DETTA COMMISSIONE, DA UN MEMBRO DEL PERSONALE DI SUA SCELTA .  LA CENSURA VA QUINDI RESPINTA .  C ) IL RICORRENTE SI DUOLE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON GLI ABBIA DATO IL TEMPO NECESSARIO PER PRODURRE TUTTI I DOCUMENTI ( 450 PAGINE ), COI QUALI EGLI INTENDEVA PROVARE LE PROPRIE CAPACITA PROFESSIONALI .  DAL VERBALE DELLA SEDUTA DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE IN DATA 8 FEBBRAIO 1953 RISULTA CHE IL RICORRENTE, ALL' INIZIO DELLA SUA AUDIZIONE, E STATO AVVERTITO DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DELLA FACOLTA DI PRODURRE " TUTTI I DOCUMENTI CH' EGLI RITENESSE UTILI ". CON LETTERA DEL 12 FEBBRAIO, EGLI HA TRASMESSO AL DETTO PRESIDENTE TRE DOCUMENTI " ONDE COMPLETARE IL MIO FASCICOLO ". LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA EMESSO IL PARERE SFAVOREVOLE IL 19 FEBBRAIO . SOLO L' 8 MAGGIO IL RICORRENTE HA DEPOSITATO 85 ALTRI DOCUMENTI, PER 450 PAGINE, INDIRIZZANDOLI DEL RESTO AL DIRETTORE GENERALE DELL' AMMINISTRAZIONE E DEL PERSONALE CON PREGHIERA DI " INSERIRLI NEL MIO FASCICOLO D' INTEGRAZIONE ".  QUALUNQUE SIA IL SENSO CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE AVREBBE DOVUTO ATTRIBUIRE ALL' ESPRESSIONE " COMPLETARE " DI CUI ALLA LETTERA DEL 12 FEBBRAIO, A TORTO IL RICORRENTE SI DUOLE CHE LA COMMISSIONE ABBIA STATUITO SENZA ULTERIORE INDUGIO . EGLI NON POTEVA INFATTI IGNORARE CHE A QUELL' EPOCA DETTA COMMISSIONE DOVEVA ESAMINARE LE PRATICHE DI NUMEROSI DIPENDENTI E CHE, NELL' INTERESSE TANTO DELL' AMMINISTRAZIONE QUANTO DEL PERSONALE, IL LAVORO AVREBBE DOVUTO ESSERE CONDOTTO A TERMINE IL PIU PRESTO POSSIBILE .  IN QUESTE CONDIZIONI, IL RICORRENTE AVREBBE DOVUTO FARSI PARTE DILIGENTE, VUOI PRODUCENDO I DOCUMENTI DI CUI TRATTASI PIU SOLLECITAMENTE, VUOI FORNENDO ALMENO ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DATI PRECISI CIRCA L' AMPIEZZA DEL FASCICOLO CH' EGLI INTENDEVA PRODURRE E CIRCA IL TEMPO NECESSARIO PER RACCOGLIERLO . PER LE STESSE RAGIONI VA RESPINTO L' ARGOMENTO SECONDO IL QUALE DETTA COMMISSIONE, DOPO CHE I DOCUMENTI FURONO DEPOSITATI L' 8 MAGGIO, SAREBBE STATA TENUTA A RIAPRIRE LA DISCUSSIONE .  DAL COMPLESSO DI QUESTI ELEMENTI RISULTA CHE LA CENSURA E INFONDATA .  D ) IL RICORRENTE DEDUCE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON GLI HA CONCESSO IL TEMPO NECESSARIO PER ESAMINARE I 36 DOCUMENTI PRODOTTI DAL SUO SUPERIORE GERARCHICO, SIG . RECHT, ONDE DIMOSTRARE LE SUE DEFICIENZE PROFESSIONALI .  SOLO IL 7 FEBBRAIO IL RICORRENTE HA POTUTO PRENDERE CONOSCENZA DEI DOCUMENTI DI CUI TRATTASI, MENTRE LA SUA AUDIZIONE HA AVUTO LUOGO L' 8 FEBBRAIO . LA CONVENUTA RIBATTE CHE LA BREVITA DEL TERMINE NON E STATA PREGIUDIZIEVOLE ALLA DIFESA DEL RICORRENTE, POSTO CHE DETTI DOCUMENTI PROVENIVANO DA LUI STESSO . QUESTO ARGOMENTO E PERO' INCONFERENTE, POSTO CHE IL RICORRENTE, NEL CONSULTARE I DOCUMENTI, NON POTEVA CONOSCERE L' IMPORTANZA CHE ESSI AVREBBERO POTUTO AVERE NELLA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE .  DAL VERBALE DELLA SEDUTA DELL' 8 FEBBRAIO SI EVINCE CIONONDIMENO CHE IL RICORRENTE E STATO INFORMATO IN MODO PARTICOLAREGGIATO DEGLI ADDEBITI MOSSIGLI DAL RECHT E CHE EGLI HA POTUTO PRENDERE POSIZIONE IN PROPOSITO . NON E QUINDI PROVATO CHE LA BREVITA DEL TERMINE DI CUI SOPRA GLI ABBIA ARRECATO PREGIUDIZIO .  NE CONSEGUE CHE LA CENSURA E INFONDATA .  E ) IL RICORRENTE ALLEGA CHE, ESSENDOGLI STATO COMUNICATO SOLO VERBALMENTE IL CONTENUTO DELLE AFFERMAZIONI DEL RECHT, EGLI NON HA MAI AVUTO LA GARANZIA CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE AVESSE VERIFICATO SE LE CRITICHE FORMULATE DAL RECHT FOSSERO GIUSTIFICATE DAI DOCUMENTI DA QUESTO PRODOTTI .  LA CENSURA IMPLICA CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SAREBBE STATA OBBLIGATA AD INFORMARE PER ISCRITTO I DIPENDENTI DEI GIUDIZI SFAVOREVOLI EVENTUALMENTE ESPRESSI DAI LORO SUPERIORI . QUESTA TESI E INAMMISSIBILE, POSTO CHE L' INFORMAZIONE ORALE ERA SUFFICIENTE A GARANTIRE LA DIFESA DEI DIPENDENTI, PURCHE FOSSE COMPLETA . NELLA SPECIE, NULLA AUTORIZZA A RITENERE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ABBIA NASCOSTO AL RICORRENTE PARTI RILEVANTI DELLE AFFERMAZIONI DEL RECHT .  LA CENSURA E PERCIO' INFONDATA .  F ) IL RICORRENTE RILEVA CHE, IN MANCANZA DI PRECISI CRITERI STABILITI DALLA CONVENUTA, LE NOTE CARATTERISTICHE PER I DIPENDENTI DELLA CONVENUTA, REDATTE IN VISTA DELLA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE, ERANO MOLTO DIVERSE FRA LORO, A SECONDA DEL GRADO DI SEVERITA DI CIASCUNO DEI SUPERIORI GERARCHICI .  NEMMENO I CRITERI DI CLASSIFICAZIONE PIU PRECISI POSSONO IMPEDIRE A DETERMINATI SUPERIORI DI ESSERE PIU SEVERI DI DETERMINATI ALTRI NEL GIUDICARE I PROPRI SUBORDINATI . SPETTAVA ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE L' EFFETTUARE UNA PEREQUAZIONE FRA I VARI RELATORI . NELLA SPECIE, IL CONFRONTO TRA IL GIUDIZIO DEL RECHT E LA VALUTAZIONE, PIU SFUMATA E COMPRENSIVA, EMESSA DA DETTA COMMISSIONE, DIMOSTRA CHE QUESTA SI ERA FORMATA UN PROPRIO CONVINCIMENTO .  LA CENSURA E PERCIO' INFONDATA .  G ) IL RICORRENTE LAMENTA CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON L' ABBIA POSTO A CONFRONTO COL RECHT .  IN MATERIA D' INTEGRAZIONE, L' OBBLIGO DI PORRE A CONFRONTO IL SUPERIORE E IL SUBORDINATO SUSSISTE SOLTANTO SE, IN MANCANZA DI CIO', LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SI TROVASSE NELL' IMPOSSIBILITA DI CHIARIRE ADEGUATAMENTE FATTI CONCRETI ESSENZIALI SUI QUALI ESISTE CONTROVERSIA . NELLA SPECIE, NULLA AUTORIZZA A RITENERE CHE CI SI TROVASSE IN TALE SITUAZIONE .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  H ) IL RICORRENTE ASSUME CHE, ESSENDO STATO INFORMATO DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SOLO NEL MOMENTO IN CUI GLI E STATA NOTIFICATA LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, GLI E STATA TOLTA LA POSSIBILITA DI DENUNCIARE L' ILLEGALITA DI DETTO PARERE PRIMA CHE LA CONVENUTA ADOTTASSE UNA DECISIONE IN PROPOSITO .  NON VI E ALCUNA DISPOSIZIONE CHE PRESCRIVA L' IMMEDIATA COMUNICAZIONE ALL' INTERESSATO DI DETTO PARERE, DI CUI L' ISTITUZIONE E L' UNICA DESTINATARIA . LA TUTELA DELL' INTERESSATO E ADEGUATAMENTE GARANTITA DALLA FACOLTA D' INTRODURRE UN RECLAMO E, SE DEL CASO, UN RICORSO GIURISDIZIONALE CONTRO LA DECISIONE DI NON NOMINARLO IN RUOLO E DI LICENZIARLO . LA CENSURA E INOLTRE INFONDATA IN FATTO, POSTO CHE LA CONVENUTA AVEVA INFORMATO ORALMENTE IL RICORRENTE DEL PARERE DI CUI TRATTASI, IL CHE GLI HA IN EFFETTI CONSENTITO D' INTRODURRE UN RICORSO CONTRO IL PARERE STESSO .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  I ) IL RICORRENTE FA CARICO ALLA CONVENUTA DI AVERLO POSTO NELL' IMPOSSIBILITA DI DIFENDERSI ADEGUATAMENTE, NASCONDENDOGLI CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE AVEVA RACCOMANDATO DI NOMINARLO IN RUOLO AL GRADO IMMEDIATAMENTE INFERIORE . TALE OMISSIONE COSTITUIREBBE AL TEMPO STESSO UN VIZIO DI MOTIVAZIONE, GIACCHE " PER NEGARE AL RICORRENTE L' INTEGRAZIONE, LA CONVENUTA HA INVOCATO UN PARERE FAVOREVOLE ALL' INTEGRAZIONE STESSA ".  A NORMA DELL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DOVEVA PRONUNZIARSI UNICAMENTE SULL' IDONEITA DELL' INTERESSATO A SVOLGERE LE FUNZIONI DA LUI EFFETTIVAMENTE ESERCITATE . NELLA SPECIE ED A TALE PROPOSITO, ESSA HA EMESSO UN GIUDIZIO NEGATIVO, IL CHE OBBLIGAVA LA CONVENUTA A RECEDERE DAL CONTRATTO COL RICORRENTE . SE POI LA COMMISSIONE HA FORMULATO INOLTRE LA PROPOSTA SOPRA MENZIONATA, QUESTA NON POTEVA ESSERE CONSIDERATA CHE COME UN SUGGERIMENTO, IN QUANTO TALE GIURIDICAMENTE NON VINCOLANTE . IN QUESTE CONDIZIONI, LA CONVENUTA NON ERA OBBLIGATA A COMUNICARE DETTO SUGGERIMENTO ALL' INTERESSATO, NE AD INDICARGLI I MOTIVI PER CUI IL SUGGERIMENTO STESSO NON ERA STATO SEGUITO .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  K ) IL RICORRENTE SOSTIENE CHE IL GIUDIZIO NEGATIVO EMESSO DAL RECHT E FATTO PROPRIO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ERA IN REALTA INFICIATO DALL' ANIMOSITA PERSONALE CHE IL RECHT NUTRIVA NEI SUOI CONFRONTI IN CONSEGUENZA DI TALUNI FATTI BEN DETERMINATI . A SOSTEGNO DI QUESTA CENSURA EGLI RILEVA CHE, ANTERIORMENTE AL RAPPORTO DI CUI TRATTASI, IL RECHT NON GLI AVEVA MAI RIVOLTO DELLE CRITICHE .  DAI VERBALI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE EMERGE CHE IL RECHT HA BASATO IL PROPRIO GIUDIZIO SFAVOREVOLE SU NUMEROSI FATTI CONCRETI E CHE IL RICORRENTE HA IN SEGUITO PRESO POSIZIONE, DEL PARI IN MODO MOLTO CONCRETO, SULLA FONDATEZZA DEGLI ADDEBITI . LA PRECISIONE DEGLI ADDEBITI FORMULATI DAL RECHT RISULTA DAL FATTO CH' EGLI HA PRODOTTO, A SOSTEGNO DELLE PROPRIE AFFERMAZIONI, UN NUMERO CONSIDEREVOLE DI DOCUMENTI ELABORATI DAL RICORRENTE . INFINE, COME SI E CONSTATATO SOPRA, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SI E FORMATA UN PROPRIO CONVINCIMENTO, PIU SFUMATO DI QUELLO DEL RECHT .  IN QUESTE CONDIZIONI, SI DEVE CONSTATARE CHE LA DECISIONE IMPUGNATA SI BASA SULL' AUTONOMA VALUTAZIONE, DA PARTE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, DEGLI ARGOMENTI DI FATTO ESPOSTI DA ENTRAMBE LE PARTI E NON E INFLUENZATO DALL' ANIMOSITA, ASSERITA O REALE, DEL RECHT . D' ALTRO LATO, IL FATTO CHE UN SUPERIORE GERARCHICO NON ABBIA ESPRESSO CRITICHE FORMALI NEI CONFRONTI DI UN PROPRIO DIPENDENTE NON IMPLICA NECESSARIAMENTE CHE QUEST' ULTIMO ABBIA DATO PIENA SODDISFAZIONE .  DA TUTTI QUESTI ELEMENTI SI EVINCE CHE LA CENSURA E INFONDATA .  L ) NELLA REPLICA IL RICORRENTE DEDUCE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA COMMESSO UN' IRREGOLARITA OMETTENDO DI SENTIRE IL PROF . MEDI, VICE-PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DELLA CEEA . LA CONVENUTA NON HA ECCEPITO LA TARDIVITA DI QUESTO MOTIVO; SI DEVE INOLTRE RILEVARE CHE IL RICORRENTE HA AVUTO CONOSCENZA SOLO NELLE MORE DEL GIUDIZIO DEI VERBALI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE DEL RICORRENTE, REDATTO IN TERMINI MOLTO SEVERI DAL RECHT, PORTA IN CALCE UNA NOTA MANOSCRITTA DEL PROF . MEDI, NOTA DEL SEGUENTE TENORE : " NON SONO D' ACCORDO SUL GIUDIZIO DI CUI SOPRA, SPECIE PER QUANTO RIGUARDA LE VALUTAZIONI ANALITICHE ECCESSIVAMENTE SEVERE . DOPO L' INTEGRAZIONE SARA OPPORTUNO RIORGANIZZARE IL SERVIZIO ". LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, PUR PROCEDENDO ALL' AUDIZIONE DEL RECHT, NON HA RITENUTO NECESSARIO SENTIRE IL PROF . MEDI .  DETTA COMMISSIONE, A PENA DI VIOLARE I DIRITTI DELLA DIFESA, ERA TENUTA A VALERSI DI TUTTI I MEZZI D' INFORMAZIONE SERI E ATTI A FORNIRE ARGOMENTI FAVOREVOLI ALL' INTEGRANDO . NELLA SPECIE, L' AUDIZIONE DEL VICE-PRESIDENTE DELL' ISTITUZIONE CONVENUTA COSTITUIVA UNO DI TALI MEZZI . LA NOTA DA LUI APPOSTA IN MARGINE AL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE PERMETTE INFATTI DI RITENERE CH' EGLI ABBIA POTUTO FORMARSI, PER CONTO PROPRIO, UN CONVINCIMENTO CIRCA LA COMPETENZA DEL RICORRENTE E CH' EGLI CONSIDERAVA ANZI COME COSA FATTA L' INTEGRAZIONE DI QUEST' ULTIMO .  ALLA CENSURA IN ESAME LA CONVENUTA OPPONE, ANZITUTTO CHE IL PROF . MEDI NON ERA IL SUPERIORE GERARCHICO DEL RICORRENTE NE DEL RECHT, E IN SECONDO LUOGO CHE LA NOTA DI CUI TRATTASI ERA DESTINATA AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE DELLA CEEA E NON A QUELLI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . QUESTI ARGOMENTI SONO INCONFERENTI . IL PROF . MEDI NON POTEVA INFATTI IGNORARE CHE, A NORMA DELL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE DOVEVA ESSERE REDATTO DAI SOLI SUPERIORI GERARCHICI ED ERA DESTINATO, IN PRIMISSIMO LUOGO, AD ESSERE USATO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE IL CUI EVENTUALE PARERE NEGATIVO VINCOLAVA L' ISTITUZIONE .  DI CONSEGUENZA, L' AMMETTERE GLI ARGOMENTI DELLA CONVENUTA SI RISOLVEREBBE IN FATTO NEL SOSTENERE CHE IL PROF . MEDI HA ECCEDUTO DAI SUOI POTERI ED HA AGITO IGNORANDO ELEMENTARI DISPOSIZIONI DELLO STATUTO .  UN SIFFATTO MODO DI COMPORTARSI APPARE IMPROBABILE IN LINEA DI FATTO ED INCOMPATIBILE CON LA DIGNITA DI VICE-PRESIDENTE DI UN' ISTITUZIONE COMUNITARIA . D' ALTRO LATO, QUALI CHE SIANO I MOTIVI CHE HANNO POTUTO INDURRE IL PROF . MEDI A REDIGERE LA NOTA DI CUI TRATTASI, IL SEMPLICE FATTO CHE TALE NOTA, PROVENIENTE DA UNA PERSONA DI RANGO TANTO ELEVATO, ESISTEVA ERA SUFFICIENTE PER OBBLIGARE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE A TENERNE CONTO .  DAL COMPLESSO DI QUESTE CONSIDERAZIONI RISULTA CHE LA CENSURA E FONDATA .  M ) ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE VIENE FATTO CARICO DI NON AVER SUFFICIENTEMENTE TENUTO CONTO DELL' IMPORTANZA E DELLA QUALITA DELL' ATTIVITA SVOLTA DAL RICORRENTE COME RAPPRESENTANTE DEL PERSONALE .  IL FATTO CHE LA CENSURA ESAMINATA SOPRA, SUB L, E STATA ACCOLTA RENDE SUPERFLUO L' ESAME DELLA PRESENTE CENSURA . LA CORTE SI LIMITA A CONSTATARE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ERA TENUTA AD ESAMINARE IN QUALE MISURA DETTA ATTIVITA POTESSE AVERE, SENZA COLPA DEL RICORRENTE, UN' INFLUENZA SFAVOREVOLE NON SOLO SULLA QUANTITA, MA ANCHE SULLA QUALITA DEL LAVORO DA QUESTI FORNITO NELLA SUA ATTIVITA D' ISTITUTO . INFATTI, IN PRIMO LUOGO IL RICORRENTE HA AVUTO UNA PARTE MOLTO IMPORTANTE IN SENO ALLA RAPPRESENTANZA DEL PERSONALE DI CUI HA COSTITUITO UN ELEMENTO PERMANENTE, E IN SECONDO LUOGO L' ATTIVITA CH' EGLI HA ESERCITATO IN TALE QUALITA RIENTRAVA NELL' AMBITO DI UN' ISTITUZIONE DAL PERSONALE NUMEROSO E PER DI PIU DURANTE UN PERIODO IN CUI LA MESSA IN VIGORE DELLO STATUTO ESIGEVA, DA PARTE DI DETTA RAPPRESENTANZA, MAGGIORE VIGILANZA E MAGGIORE ATTIVITA . IN UNA SITUAZIONE DEL GENERE, SPETTAVA ALL' ISTITUZIONE DI DARE AI DETTI RAPPRESENTANTI DEL PERSONALE LA MASSIMA ASSISTENZA ONDE EVITARE CHE, SENZA LORO COLPA, ESSI SI TROVASSERO NELL' ALTERNATIVA : O TRASCURARE LA DIFESA DEGLI INTERESSI DEL PERSONALE, O COMPROMETTERE LA LORO NOMINA IN RUOLO FORNENDO, NEL LORO COMPITO D' ISTITUTO, UN LAVORO LA CUI QUALITA LASCIAVA A DESIDERARE .  N ) DALLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOPRA, SUB L, EMERGE CHE LA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE E INFICIATA DA UN VIZIO SOSTANZIALE . CIONONDIMENO LA CORTE, A PENA D' INVADERE IL CAMPO DI VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, NON PUO' RISOLVERE LA QUESTIONE DEL SE, PURE IN MANCANZA DELLE SOPRA RICORDATE IRREGOLARITA, DETTA COMMISSIONE AVREBBE POTUTO EMETTERE UN PARERE SFAVOREVOLE NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE . ESSA DEVE LIMITARSI A CONSTATARE L' ESISTENZA DI UNA PRESUNZIONE DI FATTO NEL SENSO CHE DETTA COMMISSIONE AVREBBE IN TAL CASO POTUTO GIUNGERE AD UNA DIVERSA CONCLUSIONE .  LA CONCLUSIONE IMPUGNATA VA QUINDI ANNULLATA .  PER QUESTA IPOTESI IL RICORRENTE HA PURE CHIESTO ALLA CORTE DI DICHIARARE CHE EGLI DEV' ESSERE NOMINATO IN RUOLO E, IN SUBORDINE, DI DICHIARARE CH' EGLI " SARA INTEGRATO NEL MODO DOVUTO ". TUTTAVIA, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E CHIAMATA AD EMETTERE UNA VALUTAZIONE COMPLESSIVA CUI LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE LA PROPRIA . LA CORTE NON PUO' QUINDI CHE RINVIARE LA PRATICA DINANZI ALLA CONVENUTA E ALLA DETTA COMMISSIONE AFFINCHE QUESTE PROCEDANO, NEL MODO PRESCRITTO, AL RIESAME DEL CASO DEL RICORRENTE .  2 . PER QUANTO RIGUARDA GLI ARRETRATI DI RETRIBUZIONE  A ) IL RICORRENTE CHIEDE IN VIA PRINCIPALE CHE LA CONVENUTA SIA CONDANNATA A PAGARGLI " GLI ARRETRATI DI RETRIBUZIONE DOVUTIGLI IN SEGUITO ALLA SUA INTEGRAZIONE . "  QUESTA DOMANDA PRESUPPONE CHE LA CORTE ABBIA CONSTATATO L' OBBLIGO DELLA CONVENUTA DI NOMINARE IN RUOLO IL RICORRENTE . NON POTENDO LA CORTE EMETTERE UNA DECLARATORIA DEL GENERE, COME SI E DETTO, LA DOMANDA VA RESPINTA .  B ) IN SUBORDINE, IL RICORRENTE CHIEDE IL PAGAMENTO DELLA " REMUNERAZIONE RELATIVA ALLE FUNZIONI DA LUI ESERCITATE, CIOE QUARANTACINQUEMILACINQUECENTODUE FRANCHI BELGI NETTI AL MESE, ALMENO DALLA DATA DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO FINO AL MOMENTO IN CUI SARA STATA VALIDAMENTE ADOTTATA DALLA CONVENUTA UNA NUOVA DECISIONE NEI SUOI CONFRONTI ".  A CAUSA DELL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE IMPUGNATA, IL RICORRENTE VA CONSIDERATO COME TUTTORA IN SERVIZIO PRESSO LA CONVENUTA, ALLE CONDIZIONI PREVISTE DAL SUO CONTRATTO D' ASSUNZIONE . LA DOMANDA E QUINDI FONDATA . DI CONSEGUENZA, LA CONVENUTA VA CONDANNATA A VERSARE AL RICORRENTE LA REMUNERAZIONE PREVISTA DAL SUO CONTRATTO PRESTATUTARIO PER IL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA IN CUI, IN FORZA DELLA DECISIONE IMPUGNATA, IL RAPPORTO COL RICORRENTE HA AVUTO TERMINE E LA DATA IN CUI LA CONVENUTA NOTIFICHERA AL RICORRENTE LA NUOVA DECISIONE CH' ESSA E TENUTA A PRENDERE IN MERITO ALLA SUA INTEGRAZIONE O NON INTEGRAZIONE .  CIONONDIMENO, A PENA DI PROVOCARE UN ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA, DALLA SOMMA CALCOLATA IN BASE AL CAPOVERSO PRECEDENTE VANNO DEDOTTI, SE DEL CASO :  - LE REMUNERAZIONI NETTE CHE IL RICORRENTE ABBIA PERCEPITO, PER ATTIVITA PROFESSIONALI EXTRACOMUNITARIE, FRA LA DATA IN CUI IL SUO RAPPORTO HA AVUTO TERMINE E LA DATA DELLA NUOVA DECISIONE;  - TUTTO QUANTO VERSATO AL RICORRENTE DALLA CONVENUTA IN OCCASIONE DEL LICENZIAMENTO .  3 . SUL DANNO MORALE  IL RICORRENTE CHIEDE CHE LA CONVENUTA SIA CONDANNATA A VERSARGLI LA SOMMA DI CENTOCINQUANTAMILA FRANCHI BELGI " A RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE ". IN PROPOSITO, EGLI INVOCA TANTO LE IRREGOLARITA CHE INFICIANO LA DECISIONE IMPUGNATA, QUANTO GLI ILLECITI CHE LA CONVENUTA AVREBBE COMMESSO NEL CORSO DELLE TRATTATIVE CHE HANNO AVUTO LUOGO DOPO LA CHIUSURA DELLA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE .  A ) PER QUANTO RIGUARDA LA PRIMA PARTE DI QUESTO MOTIVO, LA DOMANDA E FONDATA IN LINEA DI PRINCIPIO, DATO CHE L' IRREGOLARITA COMMESSA DALLA CONVENUTA COSTITUISCE UN ILLECITO CHE HA ARRECATO UN DANNO MORALE AL RICORRENTE . IN BASE ALLE CIRCOSTANZE, APPARE EQUO FISSARE L' ENTITA DEL DANNO MORALE IN 20.000 FRANCHI BELGI .  B ) PER QUANTO RIGUARDA LA SECONDA PARTE DEL PRESENTE MOTIVO, IL RICORRENTE INVOCA ASSERITE TERGIVERSAZIONI DELLA CONVENUTA NEL CORSO DELLE TRATTATIVE CONDOTTE DALLE PARTI ONDE GIUNGERE AD UN ACCORDO AMICHEVOLE CIRCA LA STIPULAZIONE DI UN NUOVO CONTRATTO D' IMPIEGO .  GLI ARGOMENTI DEL RICORRENTE, QUAND' ANCHE FOSSERO FONDATI IN FATTO, NON SONO ATTI A COMPROVARE CHE LA CONVENUTA ABBIA COMMESSO UN ALTRO ILLECITO . INFATTI, AVENDO LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE EMESSO UN PARERE NEGATIVO CHE SI DOVEVA PRESUMERE LEGITTIMO, LA CONVENUTA POTEVA RITENERSI NON OBBLIGATA A PROROGARE IL RAPPORTO COL RICORRENTE, DI GUISA CHE LE TRATTATIVE IN QUESTIONE AVEVANO CARATTERE PURAMENTE FACOLTATIVO .  LA SECONDA PARTE DEL MOTIVO E QUINDI INFONDATA .  4 . SUGLI INTERESSI  IL RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE DI CONDANNARE LA CONVENUTA A VERSARGLI " GLI INTERESSI COMPENSATIVI, AL TASSO DEL 6 PERCENTO ANNUO, SU TUTTE LE SOMME CHE ESSA SARA CONDANNATA A CORRISPONDERGLI, A PARTIRE DALLA DATA IN CUI ESSA AVREBBE DOVUTO O DOVRA VERSARLE ".  LA DOMANDA NON PUO' ESSERE ACCOLTA PER QUANTO RIGUARDA LA SOMMA DOVUTA A RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE, POSTO CHE ESSA E STATA STIMATA A FORFAIT . LA DOMANDA E INVECE FONDATA IN LINEA DI PRINCIPIO PER QUANTO RIGUARDA GLI ARRETRATI DI REMUNERAZIONE; IL TASSO VA PERO' RIDOTTO AL 4,5 PERCENTO ANNUO . VA INOLTRE PRECISATO :  - PER QUANTO RIGUARDA IL CAPITALE, CH' ESSO SI DEVE LIMITARE ALLE REMUNERAZIONI RELATIVE AL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA IN CUI, IN FORZA DELLA DECISIONE IMPUGNATA, IL RAPPORTO DEL RICORRENTE HA AVUTO TERMINE E LA DATA DELLA PRONUNZIA DELLA PRESENTE SENTENZA, POSTO CHE LE REMUNERAZIONI RELATIVE AL PERIODO SUCCESSIVO NON COSTITUISCONO DEGLI " ARRETRATI ";  - PER QUANTO RIGUARDA IL PERIODO DURANTE IL QUALE GLI INTERESSI SONO DOVUTI, CH' ESSO DEV' ESSERE CONSIDERATO SEPARATAMENTE PER CIASCUN MESE DI REMUNERAZIONE E CHE ESSO HA INIZIO ALLA DATA IN CUI GLI EMOLUMENTI RELATIVI AL MESE DI CUI TRATTASI AVREBBERO DOVUTO ESSERE VERSATI E TERMINA ALLA DATA IN CUI ESSI SARANNO EFFETTIVAMENTE VERSATI AL RICORRENTE .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE . ESSENDO STATA ACCOLTA LA PARTE ESSENZIALE DELLA DOMANDA DEL RICORRENTE, LE SPESE VANNO POSTE A CARICO DELLA CONVENUTA . 

Dispositivo

LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) E' ANNULLATA LA DECISIONE 5 SETTEMBRE 1963 CON CUI LA CONVENUTA HA RECEDUTO DAL CONTRATTO COL RICORRENTE .  2 ) LA PRATICA E RINVIATA DINANZI ALLA CONVENUTA AFFINCHE SIA RIAPERTA LA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE RELATIVA AL RICORRENTE .  3 ) A . LA CONVENUTA E CONDANNATA A VERSARE AL RICORRENTE GLI EMOLUMENTI PREVISTI DAL SUO CONTRATTO PRESTATUTARIO, PER IL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA IN CUI, IN FORZA DELLA DECISIONE SOPRA MENZIONATA, IL RAPPORTO COL RICORRENTE HA AVUTO TERMINE E LA DATA IN CUI ESSA GLI NOTIFICHERA UNA NUOVA DECISIONE RELATIVA ALLA SUA INTEGRAZIONE O NON INTEGRAZIONE .  B . DALLA SOMMA INDICATA SUB A . VERRANNO DEDOTTI, SE DEL CASO :  - LE REMUNERAZIONI NETTE PERCEPITE DAL RICORRENTE, PER ATTIVITA PROFESSIONALI EXTRACOMUNITARIE, FRA LE DATE SOPRA INDICATE;  - GLI EMOLUMENTI VERSATI DALLA CONVENUTA AL RICORRENTE IN OCCASIONE DEL SUO LICENZIAMENTO;  C . - LA CONVENUTA E CONDANNATA A VERSARE AL RICORRENTE GLI INTERESSI, NELLA MISURA DEL 4,5 PERCENTO ALL' ANNO, SULLA SOMMA RISULTANTE DALL' APPLICAZIONE DEI CAPOVERSI A E B DI CUI SOPRA, NELLA MISURA IN CUI TALE SOMMA SI RIFERISCE AL PERIODO ANTERIORE ALLA PRONUNZIA DELLA PRESENTE SENTENZA;  - IL PERIODO PER CUI DETTI INTERESSI SONO DOVUTI INIZIA, PER CIASCUNA MENSILITA DI REMUNERAZIONE, ALLA DATA IN CUI GLI EMOLUMENTI RELATIVI AL MESE DI CUI TRATTASI AVREBBERO DOVUTO ESSERE PAGATI ED HA TERMINE CON LA DATA IN CUI ESSI SARANNO EFFETTIVAMENTE VERSATI AL RICORRENTE .  4 ) LA CONVENUTA E CONDANNATA A VERSARE AL RICORRENTE LA SOMMA DI 20.000 FRANCHI BELGI A RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE .  5 ) LA CONVENUTA E CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .