CELEX: 62021TN0045
Language: it
Date: 2021-01-27 00:00:00
Title: Causa T-45/21: Ricorso proposto il 27 gennaio 2021 — Ciano Trading & Services CT & S e a. / Commissione

15.3.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 88/39
            
         
      Ricorso proposto il 27 gennaio 2021 — Ciano Trading & Services CT & S e a. / Commissione
      (Causa T-45/21)
      (2021/C 88/52)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Ciano Trading & Services CT & S SpA (Fiumicino, Italia), Silvia Brizio (Venaria Reale, Italia), Laurence André (Grivegnée, Belgio), Lidia Pacitti (Neder-over-Heembeek, Belgio) (rappresentanti: S. Van Besien e D. Gillet, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare ricevibile il presente ricorso di annullamento;
               
            
                  —
               
               
                  dichiarare fondato il presente ricorso di annullamento e, di conseguenza, annullare la decisione impugnata;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alla totalità delle spese del presente grado di giudizio.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso di annullamento della decisione della Commissione del 20 novembre 2020 recante annullamento della procedura di gara d’appalto n. OIB/2019/CPN/039 intitolato «Ristorazione sostenibile per la Commissione europea [nella regione di Bruxelles-Capitale] e dintorni», le ricorrenti deducono due motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione del principio della tutela del legittimo affidamento. Le ricorrenti sostengono che, prima dell’adozione della decisione impugnata, la Commissione avrebbe fornito loro assicurazioni precise, secondo le quali, in primo luogo, un nuovo contratto di concessione relativo all’insieme dei lotti A, B e C sarebbe stato concluso già dal mese di gennaio 2021 nell’ambito della procedura di appalto n. OIB/2019/CPN/0039, in secondo luogo, il contratto di concessione relativo ai servizi di cui ai lotti A e C, effettivamente prestati dalle ricorrenti, in caso di ritardo nella procedura di appalto pubblico n. OIB/2019/CPN/0039 sarebbe stato prorogato fino alla selezione da parte della Commissione di un nuovo prestatore che avrebbe ricevuto l’incarico di effettuare detti servizi e, in terzo luogo, i lavoratori addetti ai servizi di cui ai lotti A e C sarebbero stati trasferiti al nuovo prestatore di servizi ai sensi del contratto collettivo di lavoro n. 32 bis.
                  Siffatte assicurazioni precise, fornite solo qualche giorno prima dell’invio alla Ciano della decisione impugnata, hanno fatto sorgere in capo alle ricorrenti fondate aspettative che i lavoratori addetti ai servizi di cui ai lotti A e C sarebbero stati, in ogni caso, trasferiti al nuovo prestatore di servizi.
                  Orbene, adottando la decisione impugnata, che annulla puramente e semplicemente la procedura di appalto n. OIB/2019/CPN/0039, senza proroga del contratto di concessione relativo ai lotti A e C, la Commissione impedirebbe il trasferimento di tali lavoratori, poiché nessun nuovo prestatore di servizi sarà selezionato nel prossimo futuro, e andrebbe in un senso radicalmente opposto alle assicurazioni che essa aveva tuttavia fornito.
                  Le ricorrenti ritengono pertanto che, adottando in siffatto contesto la decisione impugnata, la Commissione abbia violato il principio della tutela del legittimo affidamento.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione del divieto di abuso del diritto. Le ricorrenti sostengono a tale proposito che, adottando la decisione impugnata, la Commissione ha abusato del suo diritto di rinunciare a un appalto pubblico, in quanto il suo obiettivo reale era di eludere l’applicazione del contratto collettivo di lavoro n. 32 bis, al fine di evitare il trasferimento al nuovo prestatore di servizi, in particolare, dei lavoratori adibiti ai servizi relativi ai lotti A e C. La Commissione avrebbe, altresì, più volte dopo l’adozione della decisione impugnata, agito in malafede nei confronti delle ricorrenti, segnatamente quando essa ha indicato, con lettera, che il contratto di concessione tace sulla riassunzione dei dipendenti della Ciano da parte di un eventuale nuovo concessionario e quando nega l’applicabilità del contratto collettivo di lavoro n. 32 bis, nonostante il contratto di concessione vi faccia espresso riferimento, in una disposizione intitolata «trasferimento contrattuale», nella sezione relativa al personale.
                  Le ricorrenti ritengono, di conseguenza, che, adottando in siffatto contesto la decisione impugnata, la Commissione abbia violato il divieto di abuso del diritto.