CELEX: 31982L0499
Language: it
Date: 1982-06-07 00:00:00
Title: Direttiva 82/499/CEE della Commissione, del 7 giugno 1982, che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/889/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai radiodisturbi provocati da apparecchi elettrodomestici, utensili portatili ed apparecchi analoghi

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31982L0499

Direttiva 82/499/CEE della Commissione, del 7 giugno 1982, che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/889/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai radiodisturbi provocati da apparecchi elettrodomestici, utensili portatili ed apparecchi analoghi  

Gazzetta ufficiale n. L 222 del 30/07/1982 pag. 0001 - 0041 edizione speciale spagnola: capitolo 13 tomo 12 pag. 0193  edizione speciale portoghese: capitolo 13 tomo 12 pag. 0193 

++++COMMISSIONE  DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE  del 7 giugno 1982  che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/889/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai radiodisturbi provocati da apparecchi elettrodomestici , utensili portatili ed apparecchi analoghi  ( 82/499/CEE )  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,  vista la direttiva 76/889/CEE del Consiglio , del 4 novembre 1976 , per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai radiodisturbi provocati da apparecchi elettrodomestici ; utensili portatili e apparecchi analoghi ( 1 ) , in particolare l ' articolo 7 , paragrafo 3 ,  considerando che l ' esperienza acquisita e l ' attuale stato di avanzamento della tecnica consentono ora di meglio adeguare alle reali condizioni di prova le disposizioni contemplate nell ' allegato della direttiva di cui sopra ;  considerando che le misure previste dalla presente direttiva sono conformi al parere del comitato per l ' adeguamento al progresso tecnico delle direttive volte all ' eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi nel settore degli apparecchi che producono radiodisturbi ,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :  Articolo 1  L ' allegato della direttiva 76/889/CEE è sostituito dall ' allegato della presente direttiva .  Articolo 2  Gli Stati membri adottano e pubblicano anteriormente al 1° dicembre 1983 le disposizioni necessarie per conformarsi alla presente direttiva e ne informano immediatamente la Commissione .  Essi applicano queste disposizioni a decorrere dalla data di cui sopra per quanto riguarda la libertà di immissione sul mercato e di uso degli apparecchi contemplata nell ' articolo 4 della direttiva 76/889/CEE e dal 1° dicembre 1984 per quanto riguarda il divieto di immissione sul mercato contemplato nell ' articolo 2 della medesima direttiva .  Articolo 3  Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .  Fatto a Bruxelles , il 7 giugno 1982 .  Per la Commissione  Karl-Heinz NARJES  Membro della Commissione  ( 1 ) GU n . L 336 del 4 . 12 . 1976 , pag . 1 .  ALLEGATO  1 . ( 1 ) CAMPO DI APPLICAZIONE  1.1 . Le presenti disposizioni si applicano agli apparecchi elettrodomestici , agli utensili portatili ed alle altre apparecchiature elettriche che producono tipi analoghi di disturbi , persistenti o intermittenti , quali macchine per ufficio , proiettori cinematografici o di diapositive , giradischi , macchine mungitrici , apparecchiature elettromedicali a motore , apparecchi di comando e di regolazione contenenti semiconduttori , recinti elettrici , distributori e giochi automatici , ecc . , esclusi gli apparecchi alimentati con pile incorporate .  1.2 . Esse indicano i procedimenti di misura dei radiodisturbi e stabiliscono i limiti ammessi nella gamma di frequenze compresa tra 0,15 e 300 MHz . Tali limiti debbono essere osservati almeno dall ' 80 % degli apparecchi prodotti in serie , con un livello di fiducia dell ' 80 % .  1.3 . Sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva gli utensili portatili con potenza nominale superiore a 2 kW e gli apparecchi di comando e di regolazione a semiconduttori , con corrente nominale di alimentazione superiore a 16 A .  1.4 . I motori da instattore venduti come tali sono pure esclusi dal settore di applicazione dei punti 4 e seguenti della presente direttiva . Essi debbono recare un ' etichetta nella quale si segnala all ' utente che è suo compito provvedere affinchù l ' apparecchio completo sia conforme alle norme .  ( 2 . )  3 . DEFINIZIONI  Ai fini della presente direttiva si applicano le definizioni seguenti .  3.1 . Radiodisturbo persistente  Radiodisturbo che può essere dovuto ad impulsi , ad un disturbo casuale , oppure alla sovrapposizione di entrambi , con una durata superiore a 200 ms .  3.2 . Radiodisturbo intermittente  Radiodisturbo non persistente .  Nel calcolo dei limiti e nella misurazione dei disturbi intermittenti è opportuno riferirsi alle definizioni seguenti :  3.2.1 . Clic  Disturbo la cui durata non supera 200 ms e che è separato dal disturbo successivo da un intervallo di almeno 200 ms . Un clic può comprendere un certo numero di impulsi . Esempi di disturbi intermittenti considerati come clic sono illustrati nelle figure 1a , 1b e 1c .  3.2.2 . Clic conteggiati  I clic che superano il limite ammesso per i disturbi persistenti .  3.2.3 . Operazione di commutazione  Una apertura o chiusura di un interruttore o di un contatto .  3.2.4 . Tempo minimo di osservazione  In genere , il tempo necessario per registrare 40 clic conteggiati o , eventualmente , per gli apparecchi elencati alla tabella II dell ' allegato A , il tempo necessario per registrare 40 clic conteggiati o , eventualmente , 40 operazioni di commutazione . In caso di apparecchi ad arresto automatico , il tempo di funzionamento comprendente un numero minimo di programmi completi necessario per produrre almeno 40 clic conteggiati o , eventualmente , 40 operazioni di commutazione . L ' intervallo fra la fine di un programma e l ' inizio di quello successivo deve essere escluso dal tempo minimo di osservazione , salvo a ) specificazione contraria ( per esempio , punto 5.3.5.13 ) oppure b ) nel caso di apparecchi la cui immediata rimessa in moto sia impossibile ; in questi due casi , il tempo minimo necessario per la rimessa in moto viene incluso nel tempo minimo di osservazione .  Il tempo minimo di osservazione non deve superare 120 minuti .  3.2.5 . Numero di clic N  È il numero utilizzato per determinare il limite ammesso per i radiodisturbi intermittenti ( punto 3.2.6 ) . In genere , N è il numero di clic conteggiati al minuto ottenuto con la formula N = n1/T , dove n1 è il numero di clic conteggiati durante il tempo di osservazione T , espresso in minuti .  Per taluni apparecchi ( vedi punto 4.2.4.6 ) il numero N di clic è determinato con la formula N = fn2/T , dove N2 è il numero di operazioni di commutazione durante il tempo di osservazione T , ed f è un coefficiente dato dalla tabella II dell ' allegato A .  3.2.6 . Limite ammesso Lq ( per i clic conteggiati )  È il limite relativo ai radiodisturbi persistenti , aumentato di un valore determinato ( dato dai punti 4.2.3.3 e 4.2.4 ) .  3.2.7 . Valore tipico  Il valore tipico dei clic è quello attribuito all ' apparecchio secondo il metodo del quartile superiore , considerando che il tempo di prova T non deve essere inferiore al tempo minimo di osservazione . Questo significa che , quando il numero N dei clic è determinato in base al numero dei clic conteggiati , l ' apparecchio in prova è ritenuto conforme ai limiti se non oltre un quarto dei clic conteggiati , registrati durante la determinazione del tempo di osservazione , supera il limite ammesso ( vedi punto 3.2.6 ) .  Quando invece il valore di N è determinato in base al numero delle operazioni di commutazione ( vedi punto 3.2.5 ) , l ' apparecchio in prova è ritenuto conforme ai limiti se il numero dei clic che superano il limite ammesso è uguale o inferiore ad un quarto del numero delle operazioni di commutazione .  Nota : Nell ' allegato B figura un esempio di applicazione del metodo del quartile superiore .  3.3 . Coefficiente di utilizzazione  Il coefficiente di utilizzazione è il rapporto tra il tempo di chiusura dei contatti ed il tempo complessivo , espresso in percentuale .  4 . LIMITI DEI RADIODISTURBI  4.1 . Radiodisturbi persistenti  4.1.1 . Gamma di frequenze comprese tra 0,15 e 30 MHz ( tensione di disturbo )  L ' apparecchiatura di misura deve essere conforme alla pubblicazione 16 del CISPR ( 1977 ) ( « CISPR specification for radio interference measuring apparatus and measurement methods » ) .  Le condizioni di funzionamento ed i metodi di misura vengono indicati rispettivamente ai punti 5 e 6 del presente allegato . La seguente tabella I indica i valori limite delle tensioni che provocano disturbi , misurate ai morsetti della rete fittizia a V di 50   ( vedi punto 6.1.2 ) .  TABELLA I  Valori limite della tensione di disturbo ai morsetti per la gamma di frequenze da 0,15 a 30 MHz  Gamma di frequenze * Apparecchi elettrodomestici e apparecchi che producono radiodisturbi analoghi * Dispositivi di comando e regolazione non incorporati nell ' apparecchio * ai morsetti di alimentazione * ai morsetti di carcio * ai morsetti ausiliari *  ( MHz ) * dB ( (...) V ) * dB ( (...) V ) * dB ( (...) V ) * dB ( (...) V ) *  0,15 - 0,50 * diminuzione lineare con il logaritmo della frequenza da 66 a 56 * diminuzione lineare con il logaritmo della frequenza da 66 a 56 * 80 * 80 *  0,50 - 5 * 56 * 56 * 74 * 74 *  5 - 30 * 60 * 60 * 80 * 80 *  Gamma di frequenze * Utensili portatili * Potenza nominale del motore * fino a 700 W inclusi * superiore a 700 W e fino a 1 000 W inclusi * superiore a 1 000 W e fino a 2 000 W inclusi *  ( MHz ) * dB ( (...) V ) * dB ( (...) V ) * dB ( (...) V ) *  0,15 - 0,35 * diminuzione lineare con il logaritmo della frequenza da 66 a 59 * diminuzione lineare con il logaritmo della frequenza da 70 a 63 * diminuzione lineare con il logaritmo della frequenza da 76 a 69 *  0,35 - 5 * 59 * 63 * 69 *  5 - 30 * 64 * 68 * 74 *  4.1.2 . Gamma di frequenze comprese tra 30 e 300 MHz ( potenza di disturbo )  L ' apparecchio di misura deve essere conforme alla pubblicazione 16 del CISPR ( 1977 ) « Specification for radio interference measuring apparatus and measurement methods » .  Le condizioni di funzionamento ed i metodi di misura sono indicati , rispettivamente , ai punti 5 e 7 del presente allegato .  I limiti della potenza di disturbo , misurata mediante la pinza assorbente ( vedi punto 7 ) , sono indicati nelle seguenti tabelle II e III .  TABELLA II  Limiti della potenza di disturbo per la gamma di frequenze comprese tra 30 e 300 MHz  Gamma di frequenze  Apparecchi elettrodomestici e apparecchi che producono radiodisturbi analoghi * Utensili portatili * Potenza nominale del motore * fino a 700 W inclusi * superiore a 700 W e fino a 1 000 W inclusi * superiore a 1 000 W e fino a 2 000 W inclusi *  MHz * dB ( pW ) * dB ( pW ) * dB ( pW ) * dB ( pW ) *  30 bis 300 * 45 - 55 * 45 - 55 * 49 - 59 * 55 - 65 *   * con aumento lineare in funzione della frequenza * con aumento lineare in funzione della frequenza * con aumento lineare in funzione della frequenza * con aumento lineare in funzione della frequenza *  TABELLA III  Limiti della potenza di disturbo per le frequenze preferenziali  Frequenze preferenziali * Apparecchi elettrodomestici e apparecchi che producono radiodisturbi analoghi * Utensili portatili * Potenza nominale del motore * fino a 700 W inclusi * superiore a 700 W e fino a 1 000 W inclusi * superiore a 1 000 W e fino a 2 000 W inclusi *  MHz * dB ( pW ) * dB ( pW ) * dB ( pW ) * dB ( pW ) *  30 * 45 * 45 * 49 * 55 *  45 * 46 * 46 * 50 * 56 *  65 * 46 * 46 * 50 * 56 *  90 * 47 * 47 * 51 * 57 *  150 * 49 * 49 * 53 * 59 *  180 * 51 * 51 * 55 * 61 *  220 * 52 * 52 * 56 * 62 *  300 * 55 * 55 * 59 * 65 *  4.2 . Radiodisturbi intermittenti  4.2.1 . Le operazioni di commutazione effettuate negli apparecchi regolati da un termostato , nelle macchine automatiche a programma ed in altri apparecchi a comando elettrico , producono disturbi intermittenti . L ' effetto soggettivo dei disturbi intermittenti varia con la cadenza di ripetizione e l ' ampiezza . A tal fine , occorre distinguere fra vari tipi di disturbi intermittenti . L ' apparecchio di misura usato è specificato nella pubblicazione 16 del CISPR ( 1977 ) ( « CISPR specification for radio interference measuring apparatus and measurement methods » ) .  ( 4.2.2 . )  4.2.3 . Si applicano i valori limite e le condizioni seguenti ad eccezione di quanto specificato al punto 4.2.4 .  4.2.3.1 . Quando le operazioni di commutazione producono  a ) più di due clic conteggiati durante qualsiasi periodo di 2 s , ovvero  b ) disturbi diversi dai clic ,  si applicano i valori limite fissati al punto 4.1 per i radiodisturbi persistenti , salvo nel caso di disturbi prodotti dagli apparecchi di cui ai punti 4.2.3.5 , 4.2.4.3 e 4.2.4.4 .  Esempi di disturbi intermittenti per i quali si applicano i valori limite dei disturbi persistenti sono illustrati alle figure 2a , 2b e 2c .  4.2.3.2 . Nel caso di clic conteggiati che si producono meno di due volte durante qualsiasi periodo di 2 s , il limite ammesso rilevato deve essere come definito al punto 4.2.3.3 e nelle tabelle dell ' allegato A per tutte le classi di apparecchi , tranne quelli di cui al punto 4.2.4 .  4.2.3.3 . Il limite ammesso Lq per i clic conteggiati in funzione del valore limite L per i radiodisturbi persistenti , è dato dalle seguenti formule :  Lq = ( L + 44 ) ( * ) * per N < 0,2 *  Lq = ( L + 20 log10 30( * )/N ) * per 0,2 * N * 30 *  Lq = L (  ) * per N > 30 *  ( * ) dB ( ... ) per la gamma di frequenze comprese tra 0,15 e 30 MHz ,  dB ( pW ) per la gamma di frequenze comprese tra 30 e 300 MHz .  Il valore N viene determinato a 160 kHz , 550 kHz e 45 MHz rispettivamente per le gamme di frequenze comprese tra 150 e 500 kHz , 0,5 e 30 MHz , 30 e 300 MHz .  4.2.3.4 . I limiti si applicano per i numeri N di clic ottenuti nelle condizioni di funzionamento specificate ai punti 5.1.1 e 5.3 ; se le condizioni di funzionamento non vengono specificate , i disturbi intermittenti devono essere misurati nelle condizioni più sfavorevoli corrispondenti al normale uso dell ' apparecchio ( N massimo ) .  4.2.3.5 . Quando vengono provati apparecchi a programma , si può verificare il caso che qualche disturbo intermittente causato da uno o più disturbi non soddisfi le condizioni necessarie per essere classificato come clic . In tal caso , se la durata complessiva del disturbo intermittente non supera 600 ms durante il tempo di osservazione , esso è considerato equivalente ad un clic e pertanto non soggetto ai limiti per disturbi persistenti di cui al punto 4.1 .  Nel caso di apparecchi che producono meno di 10 clic al minuto ( N < 10 ) , sono ammessi più di 2 clic causati dal funzionamento successivo di più contatti in meno di 2 s purchù detto fenomeno rappresenti meno del 2 % dei clic provocati dall ' apparecchio durante l ' esecuzione di un ciclo tipo e che il numero di questi clic successivi non sia superiore a 4 .  Per questa categoria di apparecchi , ad esempio , per talune lavatrici e per il loro ciclo tipo di lavaggio , l ' esempio della figura 2a pagina 35 dovrebbe essere conteggiato per 3 clic e non come un disturbo .  4.2.4 . Per alcuni apparecchi , elencati ai punti seguenti , si applicano le condizioni di funzionamento ed i limiti stabiliti al punto 4.2.3 , con le eccezioni indicate .  4.2.4.1 . I disturbi provocati da un interruttore azionato a mano , incorporato in un apparecchio , che serve  a ) esclusivamente al suo inserimento e/o disinserimento ,  b ) soltanto a selezionare un programma , oppure  c ) a controllare l ' energia con un numero limitato di posizioni fisse ,  non devono essere presi in considerazione ai fini della prova della conformità dell ' apparecchio ai limiti dei radiodisturbi enunciati nel presente allegato tecnico . La definizione di cui sopra comprende l ' interruttore di una lampada , l ' interruttore di una macchina per scrivere elettrica , l ' interruttore per la regolazione del calore e del flusso d ' aria dei riscaldatori con ventola . Gli interruttori che non sono compresi nella definizione di cui sopra sono quelli destinati a fornire prestazioni continuamente variabili . Ai disturbi causati da interruttori azionati a mano ripetutamente durante il loro normale funzionamento non si applica alcun limite di ampiezza se la durata del clic è inferiore a 10 ms , in caso contrario si applica un numero di clic N = 4 salvo specificazione contraria , ( vedi , ad esempio , punto 5.3.7.2 ) , oppure quando non si possa raggiungere un numero di clic N = 4 , caso in cui verrà applicato il più elevato valore di N ottenibile nella pratica . Tra gli apparecchi con interruttori che richiedono un azionamento ripetuto durante il loro normale impiego figurano gli spremifrutta e gli apparecchi asciugamani ad aria calda per uso pubblico .  4.2.4.2 . Gli apparecchi particolari contrassegnati dal simbolo ( ** ) nelle tabelle dell ' allegato A , che sono a commutazione istantanea ( cioè , la durata di ogni singolo clic è inferiore a 10 ms ) e per i quali si ha un valore di N non superiore a 5 , sono considerati , conformi al valore limite , indipendentemente dall ' ampiezza dei clic . Questa deroga si applica quando sono verificate le due condizioni suddette .  4.2.4.3 . Per gli apparecchi con N inferiore a 5 , qualsiasi coppia di disturbi separati da meno di 200 ms deve essere considerata come 2 clic separati soltanto quando siano soddisfatte le seguenti condizioni :  a ) il primo disturbo è prodotto da un azionamento intenzionale nel corso della prova dell ' apparecchio ;  b ) il secondo disturbo è prodotto da un azionamento intenzionale durante la prova dell ' apparecchio , e questo secondo azionamento è la conseguenza diretta del primo di cui alla lettera a ) ;  c ) ciascun disturbo ha una durata massima di 200 ms ;  d ) non viene prodotto alcun altro disturbo durante il periodo di 2 s che precede il primo disturbo di cui alla lettera a ) ;  e ) non viene prodotto alcun altro disturbo durante il periodo di 2 s che segue il secondo disturbo di cui alla lettera b ) .  Per questa categoria di apparecchi , tra cui i frigoriferi , l ' esempio illustrato nella figura 2c dovrebbe essere considerato come due clic e non come un disturbo persistente .  4.2.4.4 . Per i commutatori trifasi comandati da termostati , i tre disturbi provocati successivamente in ciascuna delle tre fasi e sul neutro devono essere considerati , a prescindere dal loro intervallo , come tre clic e non come un disturbo persistente , purchù :  a ) nelle normali condizioni d ' uso il commutatore non possa scattare più di una volta in un qualsiasi intervallo di 15 minuti ed i tre disturbi non siano preceduti nù seguiti entro 2 s da un altro disturbo ;  b ) la durata di ciascun disturbo provocato dall ' apertura o dalla chiusura di un contatto sia uguale o inferiore a 10 ms e il valore caratteristico non superi di oltre 44 dB il limite relativo ai disturbi persistenti .  4.2.4.5 . Nel caso di apparecchi per riscaldamento di locali con termostato incorporato e predisposti per impianti fissi , il numero N di clic usato per il calcolo del limite ammesso deve essere pari a 5 volte quello determinato in conformità del punto 3.2.5 per i singoli apparecchi di riscaldamento di cui al punto 5.3.5.11 .  4.2.4.6 . Per gli apparecchi elencati nella tabella II dell ' allegato A il valore di N è uguale a fn2/T , dove n2 è il numero delle operazioni di commutazione ( vedi punto 3.2.3 ) nel tempo di osservazione T espresso in minuti , ed f è un fattore indicato nella tabella II dell ' allegato A .  4.2.4.7 . I valori limite relativi agli apparecchi di alimentazione per recinti elettrici si applicano ai morsetti dei dispositivi di alimentazione ( figura 4 ) soltanto fino a 30 MHz .  4.2.5 . I limiti per apparecchi specifici sono riassunti nell ' allegato A per varie condizioni di funzionamento , in conformità dei precedenti punti 4.2.3 e 4.2.4 .  I limiti per gli apparecchi che non figurano nell ' allegato A debbono essere calcolati secondo i principi esposti nei punti 4.2.3 e 4.2.4 , in base agli esempi riportati nell ' allegato A .  4.3 . Radiodisturbi provocati da dispositivi di comando e di regolazione muniti di dispositivi a semiconduttori  I limiti si applicano soltanto a dispositivi di comando e di regolazione con corrente nominale assorbita non superiore a 16 A muniti di dispositivi a semiconduttori . I limiti figurano nella tabella I . I dispositivi o semiconduttori non sono soggetti ai limiti di potenza di disturbo nella gamma compresa tra 30 e 300 MHz .  I morsetti che possono essere utilizzati tanto per l ' alimentazione , quanto per il carico oppure come morsetti ausiliari , sono soggetti ai valori limite stabiliti per i morsetti di alimentazione .  4.3.1 . Apparecchi che contengono vari dispositivi di comando e di regolazione che possono essere regolati individualmente  Il seguente metodo di misura si applica agli apparecchi che contengono diversi dispositivi di comando e di regolazione , individualmente regolabili . Il metodo si applica tanto agli apparecchi nei quali i vari dispositivi di comando e di regolazione sono collegati alla stessa fase di alimentazione quanto agli apparecchi nei quali i dispositivi di controllo e di regolazione sono collegati a fasi separate .  a ) Ciascun singolo dispositivo di comando e di regolazione viene provato separatamente . Le misure si effettuano su tutti i morsetti dell ' apparecchio . Se i singoli dispositivi di comando e di controllo sono muniti di interruttori separati , gli interruttori non utilizzati devono essere disinseriti durante le prove .  b ) I singoli dispositivi di controllo e di regolazione vengono collegati , nel massimo numero possibile , ai rispettivi carichi e ciascun dispositivo regolato per la sua massima corrente nominale assorbita . Quando non sia possibile collegare tutti i singoli dispositivi di controllo e di regolazione , vengono utilizzati i dispositivi che hanno dato i valori di disturbo più elevati nella prova di cui alla lettera a ) ( i dispositivi di controllo possono variare a seconda delle frequenze di misura o dei morsetti ) . I singoli dispositivi di controllo debbono essere regolati secondo le posizioni che hanno dato il massimo numero di disturbi durante le misure effettuate conformemente alla lettera a ) . Inoltre , viene effettuato un semplice controllo per accertare che altre regolazioni non producano maggior disturbo . Le misure vengono effettuate sui morsetti di alimentazione , ( su tutte le fasi e sul neutro ) , sui morsetti di carico e sui morsetti ausiliari dell ' apparecchio .  5 . CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO ED INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI  5.1 . Osservazioni generali  Quando si misurano i disturbi , l ' apparecchio deve funzionare nelle condizioni qui di seguito specificate .  5.1.1 . Condizioni di funzionamento  5.1.1.1 . Il carico deve essere quello definito al punto 5.3 . Gli apparecchi non compresi al punto 5.3 debbono funzionare in modo da produrre il massimo disturbo , rimanendo però nell ' ambito delle condizioni di normale funzionamento .  5.1.1.2 . La durata di funzionamento deve essere quella indicata sull ' apparecchio . In mancanza di tale indicazione , la durata di funzionamento non è limitata .  5.1.1.3 . Non è prescritto alcun periodo di rodaggio , ma l ' apparecchio deve avere funzionato prima delle prove per un periodo di tempo sufficiente affinchù il suo funzionamento possa essere considerato rappresentativo di quello della vita normale dell ' apparecchio stesso . Per le prove di omologazione e per le prove di controllo della produzione , l ' autorità incaricata delle prove può esigere che il rodaggio venga effettuato dal costruttore .  5.1.1.4 . L ' apparecchio deve essere alimentato alla sua tensione nominale . Se il livello del disturbo varia in misura notevole con la tensione di alimentazione , si deve effettuare una prova ad una frequenza per ciascuna gamma per tensioni di alimentazione comprese fra 0,9 e 1,1 volte la tensione nominale . Gli apparecchi con più di una tensione nominale debbono essere provati alla tensione nominale che produce il massimo livello di disturbo .  5.1.1.5 . Gli apparecchi subordinati contemporaneamente alle disposizioni di diversi punti del presente allegato tecnico e/o di altre direttive riguardanti i radiodisturbi devono essere provati come segue :  a ) L ' apparecchio deve essere azionato in modo che soltanto la parte subordinata ad un determinato punto sia in funzione durante la prova di cui al suddetto punto , a condizione che ciò sia possibile senza modificarlo internamente .  L ' apparecchio deve essere provato conformemente a ciascun punto ad esso applicabile .  L ' apparecchio è ritenuto conforme soltanto se , nel corso delle prove suddette , soddisfa le disposizioni di ciascun punto ad esso applicabile .  b ) Gli apparecchi che non possono essere provati come specificato alla lettera a ) , oppure gli apparecchi nei quali il non funzionamento di una o più parti è tale da impedire il normale funzionamento dell ' apparecchio medesimo , devono essere provati come specificato nei punti ad essi applicabili , con tutte le parti necessarie in funzione . L ' apparecchio dev ' essere ritenuto conforme soltanto se i disturbi prodotti da tutte le parti in funzione soddisfano le disposizioni di ciascun punto ad esse applicabile .  5.1.1.6 . Per gli apparecchi elencati ai punti 5.2 o 5.3 che sono muniti anche di un dispositivo di controllo , detto dispositivo deve essere regolato , per ciascuna frequenza preferenziale ( vedi punto 5.1.2.1 ) , in modo da ottenere il massimo disturbo . L ' analisi della gamma di frequenza tra due frequenze preferenziali deve essere effettuata sul dispositivo di controllo regolato per la frequenza preferenziale inferiore .  5.1.2 . Interpretazione dei risultati  5.1.2.1 . Disturbi persistenti  a ) Le indicazioni dello strumento di misura devono essere osservate per almeno 15 s per ciascuna misura ; si registrerà la lettura più elevata , senza tenere conto di eventuali punte isolate .  b ) Se il livello generale del disturbo non è costante , ma presenta variazioni continue in più o in meno maggiori di 2 dB durante i 15 s di osservazione , quest ' ultima deve essere proseguita per un nuovo periodo . I livelli dei disturbi dovranno essere interpretati conformemente alle normali condizioni d ' uso degli apparecchi e nel modo qui di seguito indicato :  1 . Se il tipo di apparecchio può essere frequentemente inserito o disinserito ( ad esempio , un trapano o una macchina per cucire ) , per ciascuna frequenza di misura l ' apparecchio deve essere inserito immediatamente prima e disinserito immediatamente dopo ciascuna misura . Si registra il livello di disturbo massimo osservato per ciascuna frequenza di misura durante il primo minuto di funzionamento .  2 . Se l ' apparecchio funziona abitualmente senza interruzione per periodi relativamente lunghi ( ad esempio , un asciugacapelli ) , esso deve restare inserito per il tempo necessario alla misura completa . Il livello di disturbo a ciascuna frequenza viene registrato soltanto dopo che è stata ottenuta una lettura stabile , fatte salve le disposizioni della lettera a ) .  c ) Se l ' andamento dei disturbi provocati da un apparecchio cambia durante le prove , e da stabile diventa irregolare , si deve procedere in conformità della lettera b ) .  d ) I limiti si applicano per tutta la gamma di frequenza comprese tra 0,15 e 30 MHz ; le caratteristiche di disturbo devono pertanto essere verificate su tutta questa gamma di frequenza .  Nota :  Deve essere esaminata inizialmente la gamma completa e devono essere registrati i valori relativi alle seguenti frequenze preferenziali nonchù a qualsiasi altra frequenza alla quale si  ( 1 ) Punto 1 dell ' allegato alla direttiva 76/889/CEE del Consiglio . ha un massimo che supera il limite ammesso : 0,16 MHz ; 0,24 MHz ; 0,55 MHz ; 1 MHz ; 1,4 MHz ; 2 MHz ; 3,5 MHz ; 6 MHz ; 10 MHz ; 22 MHz ; 30 MHz .  Per queste frequenze la tolleranza è di ± 10 % .  e ) I limiti si applicano per tutta la gamma di frequenza comprese tra 30 e 300 MHz ; pertanto , le caratteristiche di disturbo devono essere verificate su tutta questa gamma di frequenza .  Nota :  Deve essere esaminata inizialmente la gamma completa e devono essere registrati i valori relativi alle seguenti frequenze preferenziali o a qualsiasi altra frequenza alla quale si ha un massimo che supera il limite ammesso : 30 MHz ; 45 MHz ; 65 MHz ; 90 MHz ; 150 MHz ; 180 MHz ; 220 MHz ; 300 MHz .  Per queste frequenze la tolleranza è di ± 5 MHz .  Le misure devono essere ripetute su almeno una frequenza all ' incirca pari a ciascuna delle seguenti frequenze : 45 , 90 , 220 MHz . Se le differenze osservate fra i livelli di disturbo misurati sono inferiori o pari a 2 dB , vengono ritenuti validi i primi risultati ottenuti . Se dette differenze sono superiori a 2 dB , si ripete la misura per l ' intera gamma di frequenze e si tiene conto del livello più elevato di tutte le misure effettuate ad ogni frequenza .  5.1.2.2 . Disturbi intermittenti  a ) I radiodisturbi provocati dalle operazioni di commutazione debbono essere misurati su un numero limitato di frequenze : 160 KHz , 550 KHz , 1,4 MHz , 10 MHz , 45 MHz , 90 MHz e 220 MHz ( le prime quattro frequenze con una tolleranza di ± 10 % e le ultime tre frequenze con una tolleranza di ± 5 MHz ) . Per le prove di lunga durata il numero delle frequenze di misura può essere ulteriormente ridotto alle tre frequenze seguenti : 160 KHz , 550 KHz e 45 MHz .  b ) Il tempo minimo di osservazione ed il numero N di clic si ottengono come specificato ai punti 3.2.4 e 3.2.5 .  c ) Il valore di N deve essere determinato per le frequenze precisate al punto 4.2.3.3 .  5.1.3 . Misura della durata di un disturbo  Gli apparecchi di misura dei disturbi intermittenti debbono essere conformi al punto 30 ed all ' allegato R della pubblicazione CISPR n . 16 ( 1977 ) , prima edizione .  Come alternative è consentito l ' uso di un oscilloscopio , a condizione di ottenere gli stessi risultati , con la stessa precisione .  A questo proposito , vedi l ' allegato D .  5.1.4 . Apparecchi muniti di un dispositivo ausiliario collegato da un cordone diverso da quello di alimentazione  L ' apparecchio in prova deve essere disposto conformemente alle indicazioni del punto 6.2.2.1 , integrate dalle seguenti prescrizioni :  a ) il cordone ausiliario viene ripiegato in modo da formare un fascio orizzontale di lunghezza compresa fra 30 e 40 cm . Se , per motivi practici , questa lunghezza non può essere rispettata , si deve usare la minima lunghezza possibile . Qualora si tratti di un dispositivo ausiliario di comando o di regolazione si deve accertare che il modo usato per azionarlo non influenzi il livello dei disturbi ;  b ) quando l ' apparecchio munito di un dispositivo ausiliario è messo a terra non si deve usare la mano artificiale . Quando l ' apparecchi medesimo è destinato ad essere tenuto in mano , la mano artificiale deve essere collegata all ' apparecchio stesso e non al dispositivo ausiliario ;  c ) quando l ' apparecchio non è destinato ad essere tenuto in mano , ma lo è invece il dispositivo ausiliario , il quale non è messo a terra , la mano artificiale deve essere collegata al dispositivo ausiliario .  5.2 . Radiodisturbi provocati da dispositivi di comando e di regolazione a semiconduttori  5.2.1 . Osservazioni generali  Le prescrizioni del presente allegato tecnico si applicano soltanto ai dispositivi di comando e di regolazione a semiconduttori con corrente nominale non superiore a 16 A . Gli alimentatori a semiconduttori a commutazione funzionanti a meno di 10 KHz , esclusi quelli incorporati negli impianti di telecomunicazione , sono soggetti alle prescrizioni del presente allegato tecnico .  5.2.2 . Misure  I disturbi provocati dai dispositivi di comando e di regolazione a semiconduttori ( vedi punto 4.3 ) devono essere misurati in conformità alla publicazione 16 del CISPR ( 1977 ) nel modo sotto indicato :  a ) il dispositivo di comando e di regolazione deve essere collegato come indicato nelle figure 3 oppure 3 a , e le misure debbono essere effettuate secondo le indicazioni dei punti 6.2.2.1 oppure 6.2.2.3 ;  b ) i morsetti di uscita del dispositivo di comando e di regolazione debbono essere collegati a un carico del valore nominale indicato , mediante fili lunghi 1 m ;  c ) salvo diversa specifica del costruttore , il carico deve essere costituito da lampade ad incandescenza ;  d ) la misura deve inoltre essere effettuata sulla tensione di disturbo ai morsetti del carico mediante una sonda costituita da una resistenza con valore minimo di 1 500   collegata in serie con lo strumento di misura . I risultati devono essere corretti tenendo conto dell ' impedenza della sonda e della conseguente ripartizione di tensione ;  e ) per i dispositivi di controllo e di regolazione muniti di morsetti ausiliari per il collegamento ad un elemento sensibile o di comando a distanza , la separazione tra il dispositivo d controllo e di regolazione e l ' elemento sensibile o di comando a distanza deve essere di 1 m . In tal caso , si applicano anche le disposizioni seguenti :  1 . i morsetti ausiliari debbono essere collegati all ' elemento sensibile o di comando a distanza mediante conduttori lunghi 1 m ; ove venga fornito un apposito conduttore , la parte di esso che supera 80 cm deve essere ripiegata a zigzag in modo da formare un fascio di lunghezza compresa tra 30 e 40 cm ;  2 . Le tensioni di disturbo ai suddetti morsetti ausiliari devono essere misurate in conformità del punto 5.2.2 , lettera d ) ;  Nota :  Può rivelarsi necessario aumentare l ' impedenza della sonda per evitare un carico eccessivo che possa influenzare il funzionamento del dispositivo di comando e di regolazione ( ad esempio , 15 k  in serie con 500 pF ) ;  f ) durante ciascuna prova occorre regolare il dispositivo di comando e di regolazione in modo da ottenere il massimo disturbo per ciascuna frequenza di misura ;  g ) per le macchine per cucire , i trapani per dentista ed apparecchi analoghi muniti di regolatori a semiconduttori con unità di comando a contatti non modificabili ( per esempio , un cavo con spine monoblocco ) , collegati all ' apparecchio mediante un filo lungo non oltre 2 m , deve essere misurato il disturbo ai morsetti di alimentazione di linea dell ' apparecchio completo .  Nota :  Quando il dispositivo a semiconduttori od i suoi elementi sensibili o di comando a distanza sono incorporati nell ' apparecchio in prova , non è necessario misurare il disturbo ai morsetti che sono collegati a detto dispositivo o a detti elementi incorporati e che non sono accessibili per collegamenti esterni .  5.3 . Definizione dei carichi e delle condizioni di funzionamento normalizzati  5.3.1 . Apparecchi elettrodomestici , ed analoghi , a motore  5.3.1 . Aspirapolvere : funzionamento continuo , senza accessori , ma con il sacchetto per la polvere montato .  5.3.1.2 . Lucidatrici per pavimenti : funzionamento continuo , senza carico meccanico applicato alle spazzole .  5.3.1.3 . Macchine per cucire  5.3.1.3.1 . Radiodisturbo persistente prodotto dal motore : funzionamento continuo , con il piedino di cucitura abbassato , ma senza filo nù stoffa .  5.3.1.3.2 . Radiodisturbo prodotto dai contatti degli interruttori : vedi punto 5.3.7 .  5.3.1.4 . Spremisucco : vedi punto 5.3.1.7 .  5.3.1.5 . Orologi : funzionamento continuo .  5.3.1.6 . Ventilatori : funzionamento continuo ; se l ' apparecchio è munito di riscaldatore , il ventilatore deve essere provato successivamente con e senza riscaldatore . Per i disturbi provocati dal funzionamento dei contatti vedi punto 5.3.5.11 .  5.3.1.7 . Mescolatori di alimenti ( tipo per cucina ) : funzionamento senza carico .  5.3.1.8 . Mescolatori di liquidi : come al precedente punto 5.3.1.7 .  5.3.1.9 . Frigoriferi : funzionamento continuo , con la porta chiusa . Il termostato deve essere posto al valore medio della sua corsa di regolazione . Il vano interno deve essere vuoto e non riscaldato . La misura va eseguita quando il regime di funzionamento si è stabilizzato .  Il numero N di clic deve essere calcolato in base alla metà del numero delle operazioni di commutazione ( il deposito di ghiaccio sull ' elemento refrigerante fa sì che in funzionamento normale il numero delle operazioni sia all ' incirca pari alla metà di quello misurato a frigorifero vuoto ) .  Nota :  Si può applicare il punto 4.2.4.3 .  5.3.1.10 . Lavabiancheria : funzionamento con la sola acqua ; la temperatura dell ' acqua all ' entrata della macchina deve corrispondere alle istruzioni del costruttore . L ' eventuale termostato deve essere regolato sulla temperatura massima per il programma scelto , senza comunque superare 90° C . Il programma della macchina deve essere quello che produce il massimo valore di N .  Nota :  Per le macchine in cui l ' operazione di asciugatura è compresa nel programma vedi punto 5.3.1.2.1 .  5.3.1.11 . Asciugatrici centrifughe : funzionamento continuo , senza carico .  5.3.1.12 . Macchine lavastoviglie : vedi punto 5.3.1.10 .  5.3.1.13 . Asciugacapelli : come al punto 5.3.1.6 ; per i contatti vedi punto 5.3.5.12 .  5.3.1.14 . Rasoi e tagliacapelli : funzionamento continuo , per non oltre 10 minuti .  5.3.1.15 . Apparecchi per massaggi : funzionamento continuo , senza carico .  5.3.1.16 . Macchine per ufficio  5.3.1.16.1 . Macchine per scrivere : funzionamento continuo .  5.3.1.16.2 . Macchine addizionatrici , calcolatrici e registratori di cassa .  5.3.1.16.2.1 . Disturbo dovuto ai motori : se possibile , il motore deve funzionare in modo da permettere letture stabili sull ' apparecchio di misura , non influenzate dal disturbo provocato dai commutatori .  5.3.1.16.2.2 . Disturbo dovuto al commutatore ; vedi punto 5.3.7 .  5.3.1.17 . Proiettori  5.3.1.17.1 . Proiettori cinematografici : funzionamento continuo , con una pellicola e con la lampada accesa .  5.3.1.17.2 . Proiettori di diapositive : funzionamento continuo con la lampada in funzione ma senza diapositive , a meno che queste siano necessarie per il funzionamento dell ' apparecchio ( ad esempio , proiettori con dispositivo automatico di messa a fuoco ) . Si determina il valore di N comandando quattro cambi di immagine al minuto .  5.3.1.18 . Macinacaffè : funzionamento a vuoto .  5.3.1.19 . Tosaerba : funzionamento continuo , senza carico .  5.3.1.20 . Macchine mungitrici : funzionamento continuo , senza creare il vuoto .  5.3.1.21 . Asciugatrici a tamburo : da provare con un carico di biancheria costituito da pezze di cotone decatizzate e orlate , di circa 70 cm × 70 cm , con massa compresa tra 140 e 175 g/m2 a secco . I dispositivi di regolazione debbono esser messi sui valori minimo e massimo e lasciati su quello che provoca il più elevato valore di N .  Le asciugatrici del tipo a tamburo separato devono essere provate con un carico di cotone pari alla metà del peso massimo a secco raccomandato dal costruttore nelle istruzioni per l ' uso . Al tessuto asciutto della massa sopraindicata va aggiunta una uguale massa d ' acqua a 25 ± 5° C .  Le asciugatrici del tipo a tamburo combinate con macchine lavabiancheria in cui le operazioni di lavaggio , centrifugazione e asciugatura sono sequenziali ed eseguite in un unico cestello devono essere provate con un carico di cotone asciuto , di massa pari alla metà di quella massima indicata nelle istruzioni del costruttore per la sequenza di asciugatura . All ' inizio di quest ' ultima , la quantità d ' acqua deve essere pari a quella rimasta alla fine della centrifugazione , dopo la precedente operazione di lavaggio .  5.3.1.22 . Le teste ausiliarie con motore per aspirapolvere collegate con un cordone di alimentazione con spina monoblocco lungo oltre 40 cm debbono essere provate come apparecchi a sù stanti , a funzionamento continuo , senza carico meccanico applicato alle spazzole . L ' eventuale raffreddamento deve essere eseguito con un tubo flessibile non metallico .  5.3.2 . Utensili portatili a motore  Gli utensili elettrici portatili con masse vibranti o oscillanti incoporate debbono essere provati , se possibile , previa rimozione o disinserzione di queste masse .  Gli utensili portatili che subiscono un aumento della velocità di rotazione non ammissibile quando funzionano senza le loro masse vibranti o oscillanti possono essere misurati con una tensione inferiore , in modo da ottenere la loro velocità di rotazione nominale di servizio .  Agli utensili portatili , destinati a funzionare tramite un trasformatore da collegarsi all ' alimentazione di linea , si applica il seguente metodo di misura :