CELEX: 61963CJ0108
Language: it
Date: 1965-01-21
Title: Sentenza della Corte del 21 gennaio 1965. # Officine elettromeccaniche Ing. A. Merlini contro Alta Autorità della C.E.C.A. # Causa 108-63.

Avis juridique important

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61963J0108

SENTENZA DELLA CORTE DEL 21 GENNAIO 1965.  -  OFFICINE ELETTROMECCANICHE ING. A. MERLINI CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSA 108/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00001 edizione olandese pagina 00004 edizione tedesca pagina 00006 edizione italiana pagina 00002 edizione speciale inglese pagina 00001 edizione speciale danese pagina 00001 edizione speciale greca pagina 00001 edizione speciale portoghese pagina 00001 edizione speciale spagnola pagina 00155

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DECISIONI CHE IMPLICANO OBBLIGAZIONI PECUNIARIE - PROCEDIMENTO D' ESECUZIONE - RICORSO FONDATO SULL' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO CECA - IRRICEVIBILITA - COMPETENZA DEI GIUDICI NAZIONALI  ( TRATTATO CECA, ARTT . 33, 92; TRATTATO CEE, ART . 192; TRATTATO CEEA, ART . 164 )  2 . PROCEDURA - RICORSO - MOTIVO FONDATO SU DI UNA NORMA NON SCRITTA - AMMISSIBILITA  3 . INFORMAZIONI - VERIFICHE - POTERI DELL' ALTA AUTORITA - PERMANGONO DOPO LA CESSAZIONE DELL' ATTIVITA O IL FALLIMENTO DELL' IMPRESA  ( TRATTATO CECA, ART . 47 )  4 . CONSORZI - CONTEGGI - CARATTERE PROVVISORIO - POTERE DELL' ALTA AUTORITA DI RIESAMINARE L' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI PRIMA DELLA CHIUSURA DEI CONTI  ( TRATTATO CECA, ART . 53 )  

Massima

1 . L' OSSERVANZA DELLE NORME NAZIONALI IN MATERIA DI ESECUZIONE DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA CHE IMPLICANO OBBLIGAZIONI PECUNIARIE VA EVENTUALMENTE OTTENUTA, NON GIA MEDIANTE IL RICORSO PREVISTO DALL' ART . 33, BENSI' IN VIRTU DELLO STESSO ARTICOLO 92 DEL TRATTATO; IL CONTROLLO SULLA REGOLARITA DEGLI ATTI ESECUTIVI E INFATTI DI COMPETENZA DEI GIUDICI NAZIONALI .  2 . LA CIRCOSTANZA CHE LA NORMA INVOCATA DA UNA DELLE PARTI NON E SCRITTA, NON E SUFFICIENTE A FARNE ESCLUDERE L' ESISTENZA . IL MOTIVO FONDATO SU UNA NORMA SIFFATTA NON PUO' QUINDI ESSERE CONSIDERATO A PRIORI INAMMISSIBILE .  3 . I NORMALI POTERI DI VERIFICA E DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALL' ALTA AUTORITA NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE NON SI ESTINGUONO NEL MOMENTO IN CUI UN' IMPRESA CESSA LA PROPRIA ATTIVITA OVVERO IN CASO DI FALLIMENTO DELLA STESSA .  4 . DALLA NATURA DEL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE EMERGE CHE LA FISSAZIONE DEI CONTRIBUTI RIMANE SOSTANZIALMENTE PROVVISORIA SINO ALLA DEFINITIVA CHIUSURA DEI CONTI E CHE SOLO IN TALE MOMENTO SARA POSSIBILE STABILIRE DEFINITIVAMENTE SIA IL TOTALE DELLE SPESE DI GESTIONE DEL MECCANISMO, SIA LE QUOTE DI CIASCUNA DELLE IMPRESE SOGGETTE AL MECCANISMO STESSO . PERTANTO L' AVER COMUNICATO TALUNI IMPORTI DOVUTI PER LA PEREQUAZIONE NON PRECLUDE ALL' ALTA AUTORITA DI RIESAMINARNE L' AMMONTARE .  

Parti

NELLA CAUSA 108/63 PROMOSSA DALLE  OFFICINE ELETTROMECCANICHE ING . A . MERLINI  S.R.L . IN LIQUIDAZIONE, CON SEDE IN TORINO, IN PERSONA DEL SUO LIQUIDATORE, SIG . CAMILLO MERLINI, CON GLI AVVOCATI GIORGIO CONIGLIANI E ANDREA CRAVERA, ENTRAMBI DEL FORO DI TORINO, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, RUE A . MUENCHEN 6, RICORRENTE,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  RAPPRESENTATA E DIFESA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO DOTT . ITALO TELCHINI, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVV . ORIO GIACCHI DEL FORO DI MILANO,  E CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO  L' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI DEL 30 OTTOBRE 1963 CON CUI L' ALTA AUTORITA HA DETERMINATO L' IMPONIBILE DI ROTTAME D' ACQUISTO DELLA RICORRENTE E LE HA INGIUNTO DI VERSARE I CORRISPONDENTI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE,  

Motivazione della sentenza

SULLA RICEVIBILITA  IL RICORSO E STATO PROPOSTO NELLE FORME E NEI TERMINI PRESCRITTI .  IN ESSO LA RICORRENTE HA CHIESTO ALLA CORTE DI SOSPENDERE L' ESECUZIONE DELLE DECISIONI IMPUGNATE; TUTTAVIA AI SENSI DEL PARAGRAFO 3 DELL' ARTICOLO 83 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA L' ISTANZA DI SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE VA PROPOSTA CON ATTO SEPARATO; PERTANTO NELLA SPECIE, L' ISTANZA DI SOSPENSIONE VA DICHIARATA IRRICEVIBILE .  NELLA CONTROREPLICA LA CONVENUTA SI OPPONE A CHE SIANO ACQUISITI ALLA CAUSA TALUNI SCRITTI CHE LA RICORRENTE HA PRODOTTO QUALE REPLICA; TRATTASI DI UNA MEMORIA PRESENTATA IN ALLEGATO LA QUALE, PER AMMISSIONE DELL' AVVOCATO, E STATA REDATTA DALLA STESSA CLIENTE E CHE ESORBITA DALL' AMBITO PROCESSUALE DELIMITATO DAL RICORSO E DAL CONTRORICORSO IN QUANTO FA VALERE NUOVI ARGOMENTI E NUOVI MEZZI; IL DISPOSTO DELL' ARTICOLO 20 DELLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA ALLEGATO AL TRATTATO CECA E DEGLI ARTICOLI 37 E SEGUENTI DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA OSTA A RICONOSCERE ALLA MENZIONATA MEMORIA GLI EFFETTI DI UNA REPLICA .  SUI MEZZI FATTI VALERE  1 . VIOLAZIONE DI NORME GIURIDICHE NEI CONFRONTI DEGLI ORDINAMENTI NAZIONALI  LA RICORRENTE IMPUGNA LE DECISIONI DI CUI TRATTASI PER VIOLAZIONE DI NORME GIURIDICHE NEI CONFRONTI DI UN ORDINAMENTO NAZIONALE E PRECISAMENTE DELLA LEGGE FALLIMENTARE ITALIANA IN QUANTO, CON TALI DECISIONI, L' ALTA AUTORITA SI SAREBBE COSTITUITA UN TITOLO ESECUTIVO PER L' INTERO IMPORTO DEL SUO CREDITO .  LA CONVENUTA ECCEPISCE CHE TALE MEZZO E INAMMISSIBILE IN QUANTO L' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO, SUL QUALE IL RICORSO SI BASA, PREVEDE UNICAMENTE IL MEZZO DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO O DI NORME GIURIDICHE RELATIVE ALLA SUA APPLICAZIONE; CHE D' ALTRONDE L' AVER FISSATO, AI SENSI DELL' ARTICOLO 92 DEL TRATTATO, L' INTERO IMPORTO DOVUTO NON ESCLUDEREBBE AFFATTO CHE, PROCEDENDO ALL' EFFETTIVA ESECUZIONE, L' ALTA AUTORITA SIA SOGGETTA AI LIMITI ED ALLE CONDIZIONI DEL CONCORDATO, OMOLOGATO A NORMA DEL DIRITTO NAZIONALE APPLICABILE, E RIDUCA IL CREDITO ALLA PERCENTUALE STABILITA DEL CONCORDATO; TALE FISSAZIONE RAPPRESENTEREBBE INVECE LA PREMESSA NECESSARIA PER IL CALCOLO DELLA PERCENTUALE AMMESSA .  AD AVVISO DELLA CORTE L' OSSERVANZA DELLE NORME NAZIONALI IN MATERIA DI RISCOSSIONE ESECUTIVA DI CREDITI IN CASO DI FALLIMENTO VA EVENTUALMENTE OTTENUTA NON GIA MEDIANTE IL RICORSO PREVISTO DALL' ARTICOLO 33 MA SULLA BASE DELLO STESSO ARTICOLO 92 DEL TRATTATO; INFATTI, IL SECONDO COMMA DEL CITATO ARTICOLO E STATO CHIARITO DALLE DISPOSIZIONI PIU MINUTE MA SOSTANZIALMENTE IDENTICHE CONTENUTE NEI TRATTATI DI ROMA, E PRECISAMENTE L' ARTICOLO 192 DEL TRATTATO CEE E L' ARTICOLO 164 DEL TRATTATO CEEA, I QUALI, NELLA LORO ULTIMA PARTE, DEMANDANO IL CONTROLLO DELLA REGOLARITA DEGLI ATTI ESECUTIVI ALLA COMPETENZA DEI FORI NAZIONALI . COSI', RICHIAMANDOSI ALL' ARTICOLO 92 DEL TRATTATO SARA POSSIBILE ALLA RICORRENTE DI TUTELARE I DIRITTI CHE LE DERIVANO DALL' ORDINAMENTO NAZIONALE PER QUANTO HA TRATTO ALLE CONDIZIONI CUI E SOGGETTA LA RISCOSSIONE IN VIA ESECUTIVA DEL CREDITO IN QUESTIONE .  IL PRESENTE MEZZO E PERTANTO INAMMISSIBILE .  2 . DIFETTO DI MOTIVAZIONE  LA RICORRENTE LAMENTA CHE LE DUE DECISIONI DEL 30 OTTOBRE 1963 SONO INADEGUATAMENTE MOTIVATE PER QUANTO ATTIENE ALLA DETERMINAZIONE DEI QUANTITATIVI DI ROTTAME ASSERTIVAMENTE CONSUMATI ED ALTRESI' ALLA FISSAZIONE DEL TASSO DEI CONTRIBUTI .  DALLE MENZIONATE DECISIONI SI RICAVANO TUTTAVIA IN MODO CHIARO E PERTINENTE I DATI SUI QUALI ESSE SI FONDANO; INOLTRE LE INFORMAZIONI CUI LE DECISIONI SI RICHIAMANO SONO STATE PREVENTIVAMENTE COMUNICATE ALLA RICORRENTE MEDIANTE LE LETTERE DI DATA 18 AGOSTO 1961, 14 FEBBRAIO 1962 E 4 LUGLIO 1962, LETTERE CHE LA RICORRENTE NON CONTESTA ESSERLE PERVENUTE E DI CUI DEL RESTO FA PAROLA NEL SUO RICORSO .  IL PRESENTE MEZZO VA PERTANTO RESPINTO .  3 . PRECLUSIONE AD ULTERIORI ADDEBITI DOPO NUOVI ACCERTAMENTI  LA RICORRENTE ASSUME CHE ALL' ALTA AUTORITA ERA PRECLUSO FAR PROCEDERE A VERIFICHE E CONTROLLI NEL SETTEMBRE 1958, OSSIA DOPO CHE L' IMPRESA ERA STATA DICHIARATA FALLITA ED AVEVA CESSATO LA SUA ATTIVITA; CHE SAREBBE PER DI PIU PRECLUSO ALL' ALTA AUTORITA DI FISSARE L' IMPORTO TOTALE DEI CONTRIBUTI DOVUTI IN QUANTO AVEVA PRECEDENTEMENTE STABILITO UN IMPORTO MINORE .  LA CONVENUTA CONTESTA L' AMMISSIBILITA DI TALE MEZZO ASSUMENDO CHE NON VI E ALCUNA NORMA GIURIDICA CHE PRECLUDA DI AGIRE PER IL RECUPERO DEGLI IMPORTI DOVUTI PER LA PEREQUAZIONE; TUTTAVIA LA CIRCOSTANZA CHE UNA REGOLA SIFFATTA NON SI RITROVI NEL DIRITTO SCRITTO NON BASTA AD ESCLUDERE CHE UNA NORMA DEL GENERE ESISTA E PERTANTO NON E IL CASO DI RITENERE QUESTO MEZZO INAMMISSIBILE DI PRIMO ACCHITO E DISATTENDERLO, MA GIOVA ESAMINARE GLI ARGOMENTI DELLA RICORRENTE .  SUL PRIMO ARGOMENTO DEDOTTO A SOSTEGNO LA CORTE OSSERVA CHE NULLA PROVA CHE I POTERI DI VERIFICA E DI CONTROLLO CHE L' ALTA AUTORITA DETIENE ED ESERCITA NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE SI ESTINGUANO NEL MOMENTO IN CUI QUESTE CESSANO OGNI ATTIVITA : E INVECE EVIDENTE CHE TALI POTERI PERMANGONO NEI LIMITI IN CUI SI TRATTA DI NORMALI VERIFICHE E CONTROLLI RIGUARDANTI DETTA ATTIVITA; LO STESSO VALE IN CASO DI FALLIMENTO E D' ALTRONDE SAREBBE VANO PRETENDERE CHE L' ALTA AUTORITA AVREBBE ESERCITATO TALI POTERI NEI CONFRONTI DELLA RICORRENTE CON ECCESSIVO RITARDO; INFATTI, I CONTROLLI DI CUI TRATTASI FURONO EFFETTUATI NEL SETTEMBRE 1958, OSSIA DUE MESI DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLA DECISIONE 13/58 CON LA QUALE L' ALTA AUTORITA AVEVA RIASSUNTO L' ESERCIZIO DEI POTERI ILLEGITTIMAMENTE DELEGATI AGLI ORGANI DEL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE .  A TORTO RITIENE LA RICORRENTE CHE LA MENZIONATA DECISIONE AVREBBE RETROATTIVAMENTE RIPRISTINATO IL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE CIO' CHE, A SUO AVVISO, SAREBBE GIURIDICAMENTE IMPOSSIBILE NEI CONFRONTI DI UN' IMPRESA CHE AVEVA CESSATO NEL FRATTEMPO LA SUA PRODUZIONE .  A TAL PROPOSITO LA CORTE OSSERVA CHE LA SENTENZA 9-56 ( MERONI C/O ALTA AUTORITA ) HA DICHIARATO ILLEGITTIMA LA PRECEDENTE DISCIPLINA DELLA PEREQUAZIONE SOLO PER QUANTO ATTIENE ALLA DELEGA DI POTERI CHE VI ERA PREVISTA, SENZA INCIDERE SULLE NORME MATERIALI RELATIVE ALLE MODALITA DEL MECCANISMO ED AGLI OBBLIGHI DELLE IMPRESE; IN TAL MODO LA DECISIONE 13/58 NON HA CREATO NUOVI OBBLIGHI MA SI E LIMITATA A RIORGANIZZARE L' ESERCIZIO DEI POTERI NECESSARI PER IL BUON ANDAMENTO DEL MECCANISMO E PERTANTO ANCHE SE I CONTROLLI DI CUI TRATTASI FOSSERO STATI EFFETTUATI IN EPOCA ANTERIORE, AD ESSI AVREBBERO PRESUMIBILMENTE PRECEDUTO GLI ORGANI DEL MENZIONATO MECCANISMO E QUINDI PER POTER ESSERE LEGITTIMI ESSI AVREBBERO DOVUTO ESSERE REITERATI DALL' ALTA AUTORITA SUCCESSIVAMENTE ALL' ADOZIONE DELLA DECISIONE 13/58 .  QUESTA CENSURA VA PERTANTO RESPINTA .  PER QUANTO RIGUARDA IL SECONDO ARGOMENTO FATTO VALERE A SOSTEGNO DEL MEZZO, LA CORTE OSSERVA CHE DALLA NATURA DEL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE EMERGE CHE LA FISSAZIONE DEI CONTRIBUTI RIMANE SOSTANZIALMENTE PROVVISORIA SINO ALLA DEFINITIVA CHIUSURA DEI CONTI E CHE SOLO IN TALE MOMENTO SARA POSSIBILE STABILIRE DEFINITIVAMENTE SIA IL TOTALE DELLE SPESE DI GESTIONE DEL MECCANISMO, SIA LE QUOTE DI CIASCUNA DELLE IMPRESE SOGGETTE AL MECCANISMO STESSO . PERTANTO L' AVER COMUNICATO TALUNI IMPORTI DOVUTI PER LA PEREQUAZIONE NON PRECLUDE ALL' ALTA AUTORITA DI RIESAMINARNE L' AMMONTARE; E PACIFICO CHE NEL PASSIVO DEL FALLIMENTO E STATO INSINUATO IN VIA DEL TUTTO PROVVISORIA UN CREDITO DI 102.649.693,75 LIRE .  STANDO COSI' LE COSE NEMMENO LA SECONDA CENSURA APPARE FONDATA .  4 . SVIAMENTO DI POTERE  A ) LA RICORRENTE CONTESTA ANZITUTTO CHE NELLA SPECIE L' ALTA AUTORITA ABBIA DIRITTO DI PROCEDERE A UNA VALUTAZIONE D' UFFICIO; CHE SECONDO L' ARTICOLO 13 DELLA DECISIONE 16/58 L' ALTA AUTORITA HA FACOLTA DI RETTIFICARE LE DICHIARAZIONI PER LE QUALI NON PUO' ESSERE FORNITA VALIDA GIUSTIFICAZIONE .  A TAL PROPOSITO LA CORTE OSSERVA CHE E PACIFICO IL FATTO CHE ALL' ATTO DELLE VERIFICHE EFFETTUATE NEL SETTEMBRE 1958 LA SOCIETA MERLINI NON HA POTUTO FORNIRE I DOCUMENTI NECESSARI A GIUSTIFICARE LE SUE PRECEDENTI DICHIARAZIONI; QUESTA CENSURA PERTANTO VA DISATTESA .  B ) IN MANCANZA DI DOCUMENTI GIUSTIFICATIVI LA CONVENUTA HA BASATO LA SUA VALUTAZIONE D' UFFICIO SUL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA DESTINATO ALLA PRODUZIONE E SULLA CAPACITA DEI FORNI DELL' IMPRESA; NELLA FASE SCRITTA LA RICORRENTE SI E LIMITATA AD AFFERMARE CHE I DATI PRESI PER BASE NELLE DECISIONI IMPUGNATE ERANO INESATTI SIA PER IL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA, SIA PER IL RAPPORTO TRA QUESTO E L' IMPIEGO DI ROTTAME, MA SI E ASTENUTA DALL' INDICARE QUALSIASI PROVA A SOSTEGNO DELLE SUE AFFERMAZIONI; FU SOLO IN RISPOSTA ALLE REITERATE DOMANDE RIVOLTELE DALLA CORTE CHE LA RICORRENTE HA FINALMENTE PRODOTTO UN REGISTRO INCOMPLETO E IN PARTE STRAPPATO DENOMINATO " REGISTRO LETTURA CONTATORI " PER TENTARE DI DIMOSTRARE CHE UNA PARTE NOTEVOLE DELL' ENERGIA ELETTRICA CONSUMATA FU IMPIEGATA A SCOPI DIVERSI DALLA PRODUZIONE DI ACCIAIO LIQUIDO . ESSA HA NEL CONTEMPO PRODOTTO LA COPIA DI UN CONTRATTO CON IL QUALE HA DATO IN AFFITTO, DAL 20 OTTOBRE 1956, AD UN' ALTRA IMPRESA UN GRANDE FORNO E CIO' NELL' INTENTO DI DIMOSTRARE CHE UNA PARTE DELL' ENERGIA ELETTRICA CONSUMATA E STATA IMPIEGATA DA TERZI; TUTTAVIA LE QUANTITA DI ENERGIA ELETTRICA CONSUMATA SEGNATE NEL REGISTRO APPAIONO, NEL LORO COMPLESSO, CONFORMI A QUELLE CUI SI RIFERISCONO LE DECISIONI IMPUGNATE E SINANCO MAGGIORI; L' AFFERMAZIONE CHE TALI QUANTITA NON CORRISPONDONO A QUANTO FU EFFETTIVAMENTE UTILIZZATO PER LA PRODUZIONE DI ACCIAIO LIQUIDO E CONTRADDETTA DA CIO' CHE LA RICORRENTE STESSA HA INDICATO NEI QUESTIONARI " CONSUMO B " RELATIVI AL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA DESTINATA ALLA PRODUZIONE SIDERURGICA, INVIATI ALLA " INDUSTRIE SIDERURGICHE ASSOCIATE " ( I.S.A .) DI MILANO E SUI QUALI L' ALTA AUTORITA HA IN PARTE BASATO LA SUA VALUTAZIONE; LA RICORRENTE HA SPIEGATO TALE CONTRADDIZIONE AFFERMANDO CHE ERA INCORSA IN UN ERRORE NEL RIEMPIRE I QUESTIONARI MA NON HA POTUTO FORNIRE ALCUN ELEMENTO ATTO A DIMOSTRARE LA FONDATEZZA DI TALE ASSUNTO . E' INOLTRE PACIFICO CHE LA QUANTITA DI ROTTAME, VALUTATA DALLA CONVENUTA SULLA BASE DELL' ENERGIA ELETTRICA FORNITA, CORRISPONDE ALLA CAPACITA DEI PICCOLI FORNI DELL' IMPRESA, ESCLUDENDO IL GRANDE FORNO DI CUI SI E DETTO, ED INOLTRE CHE ALL' ATTO DELLE VERIFICHE EFFETTUATE NEL SETTEMBRE 1958 I RAPPRESENTANTI DELL' ALTA AUTORITA FURONO AVVISATI CHE IL GRANDE FORNO NON SAREBBE MAI STATO IN FUNZIONE, CIO' CHE LI HA INDOTTI A NON TENERNE CONTO NEI LORO CALCOLI SULLA CAPACITA PRODUTTIVA DELL' IMPRESA . AVENDO LA CORTE CHIESTO L' ESIBIZIONE SIA DEI CONTEGGI SUL CONSUMO DI ELETTRICITA FATTI CON IL CONTRAENTE, SIA DEI DOCUMENTI RELATIVI AL PAGAMENTO DEL NOLEGGIO - IL QUALE SECONDO IL CONTRATTO DOVEVA VENIR CALCOLATO IN FUNZIONE DELL' USO DEL FORNO GRANDE - LA RICORRENTE NON E STATA IN GRADO DI FORNIRE TALI DOCUMENTI PROBATORI .  QUESTA CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  C ) LA RICORRENTE LAMENTA L' ECCESSIVA ONEROSITA DEI TASSI DI PEREQUAZIONE ADOTTATI PER IL PERIODO 1954/1957 ED ASSUME CHE L' AUMENTO DA LIRE 1,65 PER CHILOGRAMMO DI ROTTAME D' ACQUISTO, NEL MARZO 1954, A LIRE 12 IL CHILOGRAMMO, NEL MARZO 1957, PUO' ESSERE SPIEGATO SOLTANTO MEDIANTE GLI ERRORI COMMESSI DAL MECCANISMO DI PEREQUAZIONE CUI L' ALTA AUTORITA AVREBBE DOVUTO OVVIARE .  A TALE PROPOSITO LA CORTE OSSERVA CHE SIFFATTA AFFERMAZIONE NON BASTA A FAR RITENERE ILLEGITTIMO IL TASSO TANTO PIU CHE LA CONVENUTA SPIEGA CHE NON SI E TRATTATO DI UN AUMENTO PERMANENTE DEL TASSO, MA CHE QUESTO E SALITO E SCESO A SECONDA DELLE OSCILLAZIONI DEL PREZZO DEL ROTTAME SUL MERCATO MONDIALE .  TALE CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  D ) SI FA INFINE CARICO ALLA CONVENUTA DI NON AVER TENUTO CONTO DELL' AGIRE DEI GRANDI COMPLESSI SIDERURGICI CHE AVEVANO INTERESSE DI RIFORNIRSI DI ROTTAME SUL MERCATO MONDIALE, AGIRE IN ESITO AL QUALE I DATI RELATIVI AL MERCATO INTERNO SAREBBERO STATI FALSATI .  NESSUNA PROVA LA RICORRENTE HA FORNITO A SOSTEGNO DI TALE ASSUNTO E PERTANTO NEMMENO QUESTA CENSURA PUO' ESSERE ACCOLTA .  IL MEZZO D' IMPUGNAZIONE FATTO VALERE DALLA RICORRENTE, QUI ESAMINATO, DEV' ESSERE DISATTESO ED IL RICORSO VA RESPINTO IN QUANTO INFONDATO .  

Decisione relativa alle spese

AI SENSI DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, PRIMO COMMA DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE OVE NE SIA FATTA RICHIESTA; LE SPESE DEL PRESENTE PROCEDIMENTO VANNO PERTANTO POSTE A CARICO DELLA PARTE RICORRENTE . 

Dispositivo

LA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO 108/63 E RESPINTO IN QUANTO INFONDATO .  2 ) LE SPESE DI CAUSA SONO POSTE A CARICO DELLA RICORRENTE .