CELEX: 52012PC0264
Language: it
Date: 2012-06-04
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Russia e dell'Ucraina in seguito al riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009 e che chiude il procedimento di riesame in previsione della scadenza riguardante le importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia

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		52012PC0264
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Russia e dell'Ucraina in seguito al riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009 e che chiude il procedimento di riesame in previsione della scadenza riguardante le importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia /* COM/2012/0264 final - 2012/0136 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
 Contesto della proposta 
   || Motivazione e obiettivi della proposta La presente proposta concerne l'applicazione del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea ("il regolamento di base") nel quadro del procedimento di riesame in previsione della scadenza relativo alle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia, della Russia e dell'Ucraina. 
   || Contesto generale La proposta è presentata nel quadro dell'applicazione del regolamento di base ed è il risultato dell'inchiesta svolta conformemente ai requisiti sostanziali e procedurali di cui al regolamento di base, in particolare all'articolo 9 e all'articolo 11, paragrafo 2. 
   || Disposizioni vigenti nel settore della proposta Le misure attualmente in vigore sono state istituite con il regolamento (CE) n. 954/2006 sulle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia, della Russia e dell'Ucraina. 
   || Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. 
 Consultazione delle parti interessate e valutazione dell'impatto 
   || Consultazione 
   || Conformemente alle disposizioni del regolamento di base, alle parti interessate al procedimento è stata offerta la possibilità di addurre le proprie argomentazioni durante l'inchiesta. 
   || Ricorso al parere di esperti 
   || Non è stato necessario consultare esperti esterni. 
   || Valutazione dell'impatto La presente proposta è il risultato dell'applicazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prevede una valutazione generale dell'impatto, ma contiene un elenco esaustivo di condizioni da valutare. 
 Elementi giuridici della proposta 
   || Sintesi delle misure proposte Il 28 giugno 2011 la Commissione ha aperto un riesame in previsione della scadenza delle misure antidumping applicabili alle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia, della Russia e dell'Ucraina. L'allegata proposta di regolamento del Consiglio è basata sulle conclusioni relative al carattere permanente del persistere o della reiterazione del dumping e del pregiudizio connessi alle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Russia e dell'Ucraina. Per quanto concerne la Croazia, si è concluso che la reiterazione del pregiudizio è improbabile nel caso in cui le misure siano lasciate scadere. Si propone pertanto che il Consiglio adotti l'allegata proposta di regolamento relativo alla proroga per un periodo di cinque anni delle misure attualmente in vigore sulle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Russia e dell'Ucraina e alla chiusura del procedimento riguardante le importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia. 
   || Base giuridica Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, in particolare l'articolo 11, paragrafo 2. 
   || Principio di sussidiarietà La proposta rientra nell'ambito di competenza esclusiva dell'Unione. Di conseguenza, il principio di sussidiarietà non si applica. 
   || Principio di proporzionalità La proposta rispetta il principio di proporzionalità per le ragioni esposte di seguito. 
   || Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base summenzionato, senza che vi siano margini per l'adozione di decisioni a livello nazionale. 
   || Non sono necessarie indicazioni su come ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. 
   || Scelta dello strumento 
   || Strumento proposto: regolamento. 
   || Altri strumenti non sarebbero adeguati per il seguente motivo: il regolamento di base summenzionato non prevede altre opzioni. 
 Incidenza sul bilancio 
   || Nessuna. 
2012/0136 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 
che istituisce un dazio antidumping
definitivo sulle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di
acciaio, originari della Russia e dell'Ucraina in seguito al riesame in
previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del
regolamento (CE) n. 1225/2009 e che chiude il procedimento di riesame in
previsione della scadenza riguardante le importazioni di alcuni tubi senza
saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] ("il regolamento di
base"), in particolare l'articolo 9, paragrafi 2 e 4, e l'articolo 11,
paragrafo 2,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDURA
1.1.        Inchieste
precedenti e misure in vigore
(1)       Con
il regolamento (CE) n. 2320/97[2] il
Consiglio ha istituito dazi antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di
tubi senza saldature, di ferro o di acciai non legati, originari, tra l'altro,
della Russia. Con la decisione 2000/70/CE della Commissione[3] è stato accettato un impegno offerto da un esportatore in Russia. Con
il regolamento (CE) n. 348/2000[4] il Consiglio ha istituito dazi antidumping sulle importazioni di
alcuni tipi di tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della
Croazia e dell'Ucraina. Con il regolamento (CE) n. 1322/2004 del Consiglio[5] è stato deciso, a titolo prudenziale, di non applicare ulteriormente
le misure in vigore alle importazioni originarie, tra l'altro, della Russia in
considerazione del comportamento anticoncorrenziale tenuto in passato da
determinati produttori dell'Unione (cfr. considerando 9 del regolamento
suddetto). 
(2)       Sulla scorta di un'inchiesta
di riesame svolta conformemente all'articolo 11, paragrafo 3, del
regolamento di base, il Consiglio, con il regolamento (CE) n. 258/2005[6], ha modificato le misure
definitive istituite con il regolamento (CE) n. 348/2000, ha abrogato la
possibilità di esenzione dai dazi, prevista all'articolo 2 dello stesso
regolamento, e ha istituito un dazio antidumping del 38,8% sulle importazioni
dalla Croazia e un dazio antidumping del 64,1% sulle importazioni dall'Ucraina,
ad eccezione delle importazioni dalla Dnepropetrovsk Tube Works ("DTW")
alle quali si applica un dazio antidumping del 51,9%. 
(3)       Con
la decisione 2005/133/CE[7] la Commissione ha sospeso parzialmente i dazi antidumping definitivi
relativi alla Croazia e all'Ucraina per un periodo di nove mesi, a decorrere
dal 18 febbraio 2005. La sospensione parziale è stata prorogata di un ulteriore
periodo di un anno con il regolamento (CE) n. 1866/2005 del Consiglio[8]. 
(4)       Con il regolamento (CE) n.
954/2006[9]
il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
alcuni tubi senza saldature originari, tra l'altro, della Croazia, della Russia
e dell'Ucraina, ha abrogato i regolamenti (CE) n. 2320/97 e (CE) n. 348/2000
del Consiglio, ha chiuso il riesame intermedio e il riesame in previsione della
scadenza dei dazi antidumping applicabili alle importazioni di taluni tubi
senza saldature, di ferro o di acciai non legati, originari, tra l'altro, della
Russia e ha chiuso il riesame intermedio dei dazi antidumping applicabili alle
importazioni di taluni tubi senza saldature, di ferro o di acciai non legati,
originari, tra l'altro, della Croazia, della Russia e dell'Ucraina
("l'ultima inchiesta"). 
(5)       Le misure in vigore sono
pertanto quelle fissate dal regolamento (CE) n. 954/2006, ossia un dazio del
29,8% sulle importazioni dalla Croazia, del 35,8% sulle importazioni dalla
Russia, fatta eccezione per Joint Stock Company Chelyabinsk Tube Rolling Plant
e Joint Stock Company Pervouralsky Novotrubny Works (24,1%), OAO Volzhsky Pipe
Plant, OAO Taganrog Metallurgical Works, OAO Sinarsky Pipe Plant e OAO Seversky
Tube Works (27,2%), e del 25,7% sulle importazioni dall'Ucraina, fatta
eccezione per OJSC Dnepropetrovsk Tube Works (12,3%), CJSJ Nikopolsky Seamless
Tubes Plant Niko Tube e OJSC Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant (25,1%). 
(6)       Si ricorda che nel febbraio
2007 le società CJSC Nikopolosky Seamless Tubes Plant Niko Tube e OJSC
Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant (NTRP) avevano modificato le loro
denominazioni rispettivamente in CJSC Interpipe Nikopolsky Seamless Tubes Plant
Niko Tube e OJSC Interpipe Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant[10]. Successivamente, la società
CJSC Interpipe Nikopolsky Seamless Tubes Plant Niko Tube ha cessato di esistere
in quanto soggetto giuridico e tutti i suoi diritti patrimoniali e non
patrimoniali e le sue passività sono stati assunti dalla società LLC Interpipe
Niko Tube, fondata nel dicembre 2007. 
(7)       Conformemente all'articolo
266 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il dazio antidumping
applicabile al gruppo Interpipe è stato ricalcolato sulla base della sentenza
della Corte di giustizia del 12 febbraio 2012[11].
Il dazio attualmente in vigore per tale gruppo è del 17,7% come stabilito dal
regolamento (CE) XX/2012[12]
che attua la sentenza della Corte di giustizia. 
1.2.        Domanda di riesame in previsione
della scadenza
(8)       Il 28 giugno 2011 la
Commissione ha annunciato con un avviso ("avviso di apertura"),
pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea[13], l'apertura di un riesame in
previsione della scadenza delle misure antidumping applicabili alle
importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari
della Croazia, della Russia e dell'Ucraina a norma dell'articolo 11, paragrafo
2, del regolamento di base.
(9)       Il riesame è stato aperto a
seguito di una domanda documentata presentata il 29 marzo 2011 dal
Comitato di difesa dell'industria dei tubi di acciaio senza saldature
dell'Unione europea (di seguito "il richiedente") per conto di
produttori UE rappresentanti una quota considerevole, nella fattispecie
superiore al 50%, della produzione totale dell'Unione di alcuni tubi senza
saldature. La domanda è stata motivata dal fatto che la scadenza delle misure
avrebbe implicato il rischio del persistere o della reiterazione del dumping e
del pregiudizio arrecato all'industria dell'Unione ("IU").
(10)     Oltre al riesame in previsione
della scadenza sopra menzionato, la Commissione ha parallelamente aperto due
riesami parziali, a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di
base, riguardo alle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di
acciaio, originari dell'Ucraina e della Russia[14].
Tali riesami parziali sono stati richiesti rispettivamente da un gruppo di
produttori esportatori ucraini, l'Interpipe Group, e da un gruppo di produttori
esportatori russi, il TMK Group. Entrambi i riesami si limitano alla verifica
delle pratiche di dumping solo per quanto concerne i richiedenti. 
1.3.        Inchiesta
(11)     La Commissione ha
ufficialmente informato dell'apertura del riesame i produttori esportatori, gli
importatori, gli utilizzatori noti, i rappresentanti dei paesi esportatori, il
richiedente e i produttori dell'Unione menzionati nella domanda di apertura del
riesame. Alle parti interessate è stata offerta la possibilità di comunicare le
proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine
previsto nell'avviso di apertura.
(12)     In considerazione dell'elevato
numero di produttori esportatori in Russia e in Ucraina, di produttori
dell'Unione e di importatori suscettibili di partecipare all'inchiesta,
nell'avviso di apertura era inizialmente previsto il ricorso al campionamento a
norma dell'articolo 17 del regolamento di base. Al fine di consentire alla
Commissione di decidere se fosse necessario procedere al campionamento e, in
tal caso, di selezionare un campione, le parti sopra menzionate sono state
invitate a manifestarsi entro quindici giorni dall'apertura del procedimento e
a fornire alla Commissione le informazioni richieste nell'avviso di apertura. 
(13)     Poiché
solo un produttore esportatore russo e solo un produttore esportatore ucraino
hanno fornito le informazioni richieste nell'avviso di apertura e si sono
dichiarati disposti a prestare ulteriore collaborazione alla Commissione, si è
deciso di non procedere al campionamento per quanto riguarda i produttori
esportatori della Russia e dell'Ucraina e di inviare un questionario ai
suddetti produttori. Successivamente il produttore esportatore russo che aveva
fornito le informazioni richieste nell'avviso di apertura ha deciso di non
prestare ulteriore collaborazione mediante la compilazione del questionario
destinato ai produttori esportatori russi.
(14)     Diciannove
produttori dell'Unione hanno fornito le informazioni richieste ai fini della
selezione del campione e hanno espresso la loro disponibilità a collaborare con
la Commissione. Sulla base delle informazioni trasmesse dai produttori
dell'Unione, precedentemente all'apertura dell'inchiesta, la Commissione ha
selezionato un campione di quattro produttori ritenuti rappresentativi dell'industria
dell'Unione in termini di volumi di produzione e di vendita del prodotto simile
nell'Unione. Sulla base delle osservazioni ricevute in merito
all'appropriatezza di tale scelta entro il termine di 15 giorni dall'apertura
dell'inchiesta, la Commissione ha sostituito uno dei produttori
provvisoriamente selezionati con un altro produttore. 
(15)     Quattro importatori hanno
fornito le informazioni richieste nell'avviso di apertura e hanno espresso la
loro disponibilità a collaborare con la Commissione. La Commissione ha pertanto
deciso di non procedere al campionamento e di inviare un questionario a tali
importatori. 
(16)     Questionari sono stati quindi
inviati ai quattro produttori dell'Unione inclusi nel campione, a quattro
importatori e a tutti i produttori esportatori nei tre paesi interessati che si
sono manifestati.
(17)     Nessuno
dei produttori esportatori russi ha trasmesso il questionario compilato. Si
considera quindi che nessun produttore esportatore della Russia abbia
collaborato all'inchiesta.
(18)     Un gruppo di produttori
esportatori dell'Ucraina ha trasmesso un questionario compilato. 
(19)     Un
produttore esportatore della Croazia ha compilato il questionario.
(20)     Altre risposte al questionario
sono state fornite dai quattro produttori dell'Unione inclusi nel campione, da
tre importatori e da un utilizzatore. 
(21)     La Commissione ha raccolto e
verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per valutare il rischio
del persistere o della reiterazione del dumping e del conseguente pregiudizio e
per accertare l'interesse dell'Unione. Sono state effettuate visite di verifica
presso le sedi delle seguenti società:
(a)                   
produttori dell'Unione:
–              
Arcelor Mittal Tubular products Ostrava, Repubblica
ceca,
–              
Tenaris Dalmine S.p.A., Bergamo, Italia, e la
società collegata TGS UK, Aberdeen, Regno Unito,
–              
Tubos Reunidos S.A., Amurrio, Spagna, e la società
collegata Almesa, Barcellona, Spagna, 
–              
V & M Deutschland GmbH, Düsseldorf, Germania;
(b)                   
produttore esportatore della Croazia:
–              
CMC Sisak d.o.o.;
(c)                   
produttore esportatore dell'Ucraina:
–              
Interpipe Group (OJSC Interpipe NTRP,
Dnepropetrovsk, Ucraina, LLC Interpipe Niko Tube, Nikopol, Ucraina) e le
società commerciali collegate LLC Interpipe Ukraine, Dnepropetrovsk, Ucraina e
Interpipe Europe SA, Lugano, Svizzera); 
(d)                   
importatori/utilizzatori:
–              
Castellan Maria & C s.p.s., San Donà di Piave,
Italia,
–              
TAL Group, Siderpighi, Pontenure, Piacenza, Italia.

(22)     L'inchiesta relativa al
persistere o alla reiterazione del dumping e del pregiudizio ha riguardato il
periodo compreso tra il 1° aprile 2010 e il 31 marzo 2011
("periodo dell'inchiesta di riesame" o "PIR"). L'esame
delle tendenze significative ai fini della valutazione del rischio del
persistere o della reiterazione del pregiudizio ha riguardato il periodo
compreso tra il 1° gennaio 2008 e la fine del PIR ("periodo in
esame").
2.           PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO
SIMILE
2.1.        Prodotto
in esame
(23)     Il
prodotto in esame è lo stesso dell'ultima inchiesta che ha portato
all'istituzione delle misure attualmente in vigore, ovvero alcuni tubi senza
saldature ("TSS"), di ferro o di acciaio, a sezione circolare, con un
diametro esterno non superiore a 406,4 mm e un valore equivalente di
carbonio (Carbon Equivalent Value - CEV) non superiore a 0,86 secondo la
formula e l'analisi chimica dell'Istituto internazionale della saldatura
(International Institute of Welding - IIW)[15],
originari della Croazia, della Russia e dell'Ucraina (di seguito "il
prodotto in esame"), attualmente classificati ai codici NC ex
7304 11 00, ex 7304 19 10, ex 7304 19 30, ex
7304 22 00, ex 7304 23 00, ex 7304 24 00, ex
7304 29 10, ex 7304 29 30, ex 7304 31 80, ex
7304 39 58, ex 7304 39 92, ex 7304 39 93, ex
7304 51 89, ex 7304 59 92 ed ex 7304 59 93.
(24)     Il prodotto in esame viene
usato per un ampio spettro di applicazioni, ad esempio per condotte destinate
al trasporto di liquidi, per palificazioni nel settore delle costruzioni, per
usi meccanici, per tubi del gas, per tubi di boiler, nonché per gli OCTG (oil
country tubular goods) per la perforazione, il rivestimento e il tubing nel
settore dell'industria petrolifera. 
(25)     I TSS possono essere forniti
agli utilizzatori sotto forme molto diverse: possono essere ad esempio
galvanizzati, filettati, consegnati come tubi verdi (ovvero senza alcun
trattamento termico), con estremità speciali, sezioni diverse, tagliati su
misura o meno. Non esistendo misure standard comuni per questi tubi, i TSS
vengono per lo più fabbricati su ordinazione. Di norma i TSS sono uniti tra
loro mediante saldatura. Tuttavia, in casi particolari possono essere collegati
tramite la propria filettatura o essere usati da soli, anche se saldabili.
L'inchiesta ha evidenziato che tutti i TSS possiedono le stesse caratteristiche
fisiche, chimiche e tecniche di base e sono destinati agli stessi usi. 
2.2.        Prodotto
simile
(26)     Come l'ultima inchiesta e
quelle precedenti, anche l'inchiesta di riesame in previsione della scadenza ha
confermato che i prodotti esportati nell'Unione dalla Croazia, dalla Russia e
dall'Ucraina, i prodotti fabbricati e venduti sui mercati interni di Croazia,
Russia e Ucraina e i prodotti fabbricati e venduti nell'Unione dai produttori
dell'UE presentano le stesse caratteristiche fisiche e tecniche di base e sono
destinati agli stessi usi finali e sono pertanto da considerare prodotti simili
conformemente all'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.
3.           DUMPING
(27)     Come disposto dall'articolo
11, paragrafo 2, del regolamento di base, è stato valutato il rischio del
persistere o della reiterazione del dumping nel caso in cui venissero a scadere
le misure in vigore.
3.1.        Osservazioni preliminari
(28)     Durante il PIR, secondo i dati
Eurostat, il volume complessivo delle importazioni di TSS originari della
Croazia, della Russia e dell'Ucraina è stato pari a 42.723 tonnellate,
corrispondenti al 2,5% della quota di mercato dell'Unione.
(29)     Ai sensi dell'articolo 11,
paragrafo 9, del regolamento di base, ogniqualvolta le circostanze non erano
cambiate o le informazioni erano disponibili, è stata usata la stessa
metodologia dell'ultima inchiesta. In mancanza di collaborazione, come nel caso
della Russia, sono stati utilizzati i dati disponibili ai sensi dell'articolo
18 del regolamento di base. Nel caso di Croazia e Ucraina, sono state
utilizzate le informazioni fornite dalle imprese che hanno collaborato e le
informazioni pubblicamente disponibili.
3.2.        Importazioni oggetto di
dumping durante il PIR 
3.2.1.     Metodologia generale
(30)     La metodologia generale di
seguito illustrata è stata applicata a tutti i produttori della Croazia e
dell'Ucraina che hanno collaborato. La presentazione dei risultati in relazione
al dumping per ciascuno dei paesi è limitata pertanto agli aspetti specifici di
ogni singolo paese esportatore. Nel caso della Russia, in mancanza di
collaborazione da parte dei produttori esportatori russi, l'analisi generale si
basa, compreso il calcolo del dumping, sui migliori dati disponibili ai sensi
dell'articolo 18 del regolamento di base.
3.2.2.     Valore
normale
(31)     Conformemente all'articolo 2,
paragrafo 2, del regolamento di base si è esaminato dapprima per ciascun
produttore che ha collaborato se il volume totale delle sue vendite del
prodotto simile ad acquirenti indipendenti sul mercato interno era
rappresentativo rispetto al volume complessivo delle sue esportazioni
nell'Unione, ossia se il volume di tali vendite corrispondeva ad almeno il 5%
del volume delle esportazioni nell'Unione del prodotto in esame. 
(32)     Per
ciascun tipo di prodotto venduto da un produttore esportatore sul suo mercato
interno e ritenuto direttamente comparabile al tipo di prodotto esportato
nell'Unione, si è stabilito se le vendite sul mercato interno fossero
sufficientemente rappresentative ai fini del disposto dell'articolo 2,
paragrafo 2, del regolamento di base. Le vendite sul mercato interno di un
particolare tipo di prodotto sono state considerate sufficientemente
rappresentative se il volume totale delle vendite di quel tipo di prodotto
effettuate dal produttore esportatore ad acquirenti indipendenti sul mercato
interno durante il PIR corrispondeva ad almeno il 5% del volume totale delle
vendite del tipo di prodotto comparabile esportato nell'Unione. 
(33)     Si è
inoltre esaminato se le vendite sul mercato interno di ciascun tipo di prodotto
potessero essere considerate come effettuate nell'ambito di normali operazioni
commerciali, conformemente all'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di
base. A tale scopo si è determinata, per ciascun tipo di prodotto in esame
esportato nel corso del PIR, la percentuale delle vendite con margine di
profitto ad acquirenti indipendenti sul mercato interno. 
(34)     Per i tipi di prodotto per i
quali oltre l'80% (in volume) delle vendite sul mercato interno era effettuato
a un prezzo superiore al costo di produzione e il prezzo di vendita medio
ponderato era pari o superiore al costo unitario di produzione, il valore
normale, per tipo di prodotto, è stato calcolato come media ponderata dei
prezzi effettivi di tutte le vendite, remunerative o meno, del tipo in
questione sul mercato interno. 
(35)     Quando il volume delle vendite
remunerative di un tipo di prodotto rappresentava l'80% o meno del volume
totale delle vendite di quel tipo, o il prezzo medio ponderato di quel tipo di
prodotto era inferiore al costo unitario di produzione, il valore normale è
stato determinato sulla base del prezzo effettivamente applicato sul mercato
interno, calcolato come prezzo medio ponderato delle sole vendite remunerative
di quello stesso tipo di prodotto effettuate durante il PIR. 
(36)     Quando
non vi erano vendite di un particolare tipo di prodotto sul mercato interno,
oppure se tali vendite riguardavano quantitativi insufficienti, il valore
normale è stato calcolato conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, del
regolamento di base. 
(37)     Per calcolare il valore
normale conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base, gli
importi corrispondenti alle spese generali, amministrative e di vendita e ai
profitti sono stati stabiliti, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 6, parte
introduttiva, del regolamento di base, sulla base dei dati effettivi
riguardanti la produzione e le vendite del prodotto simile, nell'ambito di
normali operazioni commerciali, da parte del produttore esportatore o sui dati
disponibili.
3.2.3.     Prezzo
all'esportazione
(38)     In tutti i casi in cui il
prodotto in esame è stato esportato nell'Unione e venduto ad acquirenti
indipendenti, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in conformità
all'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, vale a dire in base ai
prezzi all'esportazione effettivamente pagati o pagabili.
3.2.4.     Confronto
(39)     Il valore normale e il prezzo
all'esportazione dei produttori esportatori che hanno collaborato sono stati
confrontati a livello franco fabbrica. Ai fini di un equo confronto tra il
valore normale e il prezzo all'esportazione, si è tenuto debitamente conto,
apportando le opportune rettifiche, delle differenze che influiscono sui prezzi
e sulla loro comparabilità, in conformità all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. 
3.2.5.     Margine
di dumping per i produttori esportatori che hanno collaborato 
(40)     A norma dell'articolo 2,
paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, per ciascuna società che ha
collaborato, il valore normale medio ponderato è stato confrontato con il
prezzo all'esportazione medio ponderato per tipo di prodotto a livello franco
fabbrica.
3.3.        Croazia
(41)     Durante il
PIR il volume complessivo delle importazioni di TSS dalla CMC Sisak, unico
produttore esportatore di tali tubi in Croazia, ha rappresentato meno dell'1%
del consumo totale dell'Unione.
3.3.1.     Valore normale
(42)     L'inchiesta ha riscontrato
che, mentre le vendite sul mercato interno del prodotto in esame erano
rappresentative ai sensi dei precedenti considerando 30 e 31, non si erano
registrate vendite nell'ambito di normali operazioni commerciali. Di
conseguenza, il valore normale del prodotto per il produttore che ha
collaborato è stato calcolato conformemente al disposto dell'articolo 2,
paragrafo 3, del regolamento di base. 
(43)     Il valore normale è stato
pertanto stimato con riferimento al costo di produzione, maggiorato di un
congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per i
profitti, sulla base dei dati disponibili.
3.3.2.     Prezzo all'esportazione
(44)     Il produttore che ha
collaborato ha esportato il prodotto in esame, direttamente o tramite la
propria società commerciale collegata in Svizzera, vendendolo ad acquirenti
indipendenti dell'Unione. I prezzi all'esportazione sono stati pertanto
calcolati conformemente all'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base,
sulla scorta dei prezzi effettivamente pagati o pagabili dal primo acquirente
indipendente dell'Unione.
3.3.3.     Confronto
(45)     Il confronto tra il valore
normale calcolato e il prezzo all'esportazione è stato operato a livello franco
fabbrica. 
(46)     Per poter effettuare un
congruo confronto allo stesso livello di scambi, si è tenuto debitamente conto
delle differenze suscettibili di avere un'incidenza sulla comparabilità dei
prezzi. Sono state quindi apportate rettifiche, a norma dell'articolo 2, paragrafo
10, del regolamento di base, per quanto riguarda costi di trasporto, abbuoni e
sconti, commissioni e costo del credito.
3.3.4.     Margine
di dumping
(47)     A norma dell'articolo 2,
paragrafo 11, del regolamento di base, il margine di dumping è stato determinato
in base al confronto tra il valore normale medio ponderato calcolato e il prezzo
all'esportazione medio ponderato verso l'Unione. Questo confronto ha messo in
evidenza l'esistenza di un livello di dumping considerevole, superiore al 60%
durante il PIR. 
3.4.        Russia
(48)     Durante il PIR, secondo i dati
Eurostat, il volume complessivo delle importazioni di TSS dalla Russia è stato
pari a 10.785 tonnellate, corrispondenti all'1% della quota di mercato
dell'Unione.
3.4.1.     Valore normale
(49)     Poiché, come indicato in
precedenza, i produttori esportatori russi non hanno collaborato, per
determinare l'eventuale esistenza di dumping nel corso del PIR si è dovuto fare
ricorso ai dati disponibili. A norma dell'articolo 18 del regolamento di base e
in mancanza di risposte al questionario, il valore normale è stato calcolato
con riferimento ai dati tratti dalla domanda di riesame e da pubblicazioni
periodiche di Metal Expert per le qualità più comuni di tubi senza saldature
prodotti a caldo.
(50)     Allorché erano state imposte
misure nell'ultima inchiesta, si era resa necessaria una rettifica a norma
dell'articolo 2, paragrafo 5, del regolamento di base con riferimento ai prezzi
del gas in Russia[16].
Nell'attuale inchiesta, tuttavia, il valore normale è stato determinato senza
considerare se fosse necessaria una rettifica per i costi del gas pagati dai
produttori esportatori russi ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, del
regolamento di base. Questo perché, come indicato nel successivo considerando
53, l'utilizzo di un costo di produzione non rettificato già attesta
chiaramente l'esistenza di dumping durante il PIR. Di conseguenza, dato tra
l'altro che lo scopo di un riesame in previsione della scadenza è determinare
se l'abrogazione delle misure rischia di provocare il persistere o la
reiterazione del dumping così da stabilire se sia opportuno mantenere o
lasciare scadere le misure in quel momento applicabili, nel caso di specie non
si è ritenuto necessario esaminare l'opportunità di una rettifica a norma
dell'articolo 2, paragrafo 5, del regolamento di base. 
3.4.2.     Prezzo all'esportazione
(51)     Il prezzo medio
all'esportazione è stato calcolato sulla base del prezzo CIF di Eurostat per i
corrispondenti tipi di tubi senza saldature prodotti a caldo.
3.4.3.     Confronto
(52)     In mancanza di dati del
questionario verificati, il confronto tra il valore normale e il prezzo
all'esportazione è stato effettuato sulla scorta di dati tratti dalla domanda
conformemente al disposto dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di
base.
3.4.4.     Margine
di dumping
(53)     A norma dell'articolo 18,
paragrafo 5, del regolamento di base, il margine di dumping è stato calcolato
confrontando il valore normale medio con il prezzo all'esportazione medio
ponderato verso l'Unione, per tipo di prodotto. Il confronto ha evidenziato
l'esistenza di un dumping del 38,4%, superiore al margine di dumping del 35,8%
individuato nell'ultima inchiesta.
3.5.        Ucraina
(54)     Dei tre produttori esportatori
noti dell'Ucraina, solo un gruppo di produttori esportatori - Interpipe group -
ha collaborato con la Commissione nell'attuale inchiesta di riesame. Tale
produttore esportatore deteneva una quota pari al 70% del totale della
produzione di TSS dell'Ucraina e superiore all'80% del totale delle
esportazioni di tale paese verso l'Unione europea. Durante il PIR, la quota
delle esportazioni dell'Ucraina verso l'Unione in rapporto ai consumi dell'UE
ammontava a meno del 2%.
3.5.1.     Valore normale
(55)     L'inchiesta ha stabilito che
le vendite sul mercato interno del prodotto simile erano rappresentative
conformemente ai precedenti considerando 31 e 33. Il valore normale è stato
pertanto calcolato conformemente ai precedenti considerando 34 e 37.
(56)     Allorché erano state imposte
misure nell'ultima inchiesta, si era resa necessaria una rettifica a norma
dell'articolo 2, paragrafo 5, del regolamento di base con riferimento ai prezzi
dell'energia in Ucraina[17].
Nell'attuale inchiesta, tuttavia, il valore normale è stato determinato senza
considerare se fosse necessaria una rettifica per i costi dell'energia pagati
dai produttori esportatori ucraini ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, del
regolamento di base. Questo perché, come indicato nel successivo considerando
61, l'utilizzo di un costo di produzione non rettificato già attesta chiaramente
l'esistenza di dumping durante il PIR. Di conseguenza, dato tra l'altro che lo
scopo di un riesame in previsione della scadenza è determinare se l'abrogazione
delle misure rischia di provocare il persistere o la reiterazione del dumping
così da stabilire se sia opportuno mantenere o lasciare scadere le misure in
quel momento applicabili, nel caso di specie non si è ritenuto necessario
esaminare l'opportunità di un adeguamento a norma dell'articolo 2, paragrafo 5,
del regolamento di base. 
3.5.2.     Prezzo all'esportazione
(57)     L'Interpipe group ha esportato
il prodotto in esame, tramite la propria società commerciale collegata in
Svizzera, vendendolo direttamente ad acquirenti indipendenti dell'Unione. I
prezzi all'esportazione sono stati pertanto stabiliti conformemente al
considerando 38.
3.5.3.     Confronto
(58)     Il valore normale e il prezzo
all'esportazione dell'Interpipe group sono stati confrontati conformemente al
considerando 39. Su questa base sono state apportate, ove opportuno e
giustificato, rettifiche per tener conto di spese di trasporto, assicurazione,
movimentazione, carico e spese accessorie, nonché di costi del credito e di
commissioni.
3.5.4.     Margine di dumping
(59)     Il margine di dumping è stato
calcolato conformemente al considerando 40.
(60)     Come
nell'ultima inchiesta e secondo la prassi consueta delle istituzioni, per
l'intero gruppo è stato calcolato un unico margine di dumping. Nel metodo
applicato a tal fine, l'importo del dumping è stato calcolato per ogni singolo
produttore esportatore prima di stabilire un margine di dumping medio ponderato
per l'intero gruppo. Va osservato che tale metodologia è diversa da quella
applicata nell'ultima inchiesta, in cui il calcolo del dumping era stato
effettuato riunendo tutti i dati relativi alla produzione, alla redditività e
alle vendite nell'Unione delle entità produttive. Tale modifica metodologica è
giustificata dal cambiamento della struttura societaria del gruppo, che
permette l'individuazione del produttore in seno al gruppo con riferimento alle
vendite e alla produzione. 
(61)     Dalla comparazione emerge
l'esistenza di un dumping superiore al 10% per il gruppo di produttori
esportatori che ha collaborato e che ha esportato verso l'Unione durante il
PIR. 
4.           RISCHIO DEL PERSISTERE DEL
DUMPING
4.1.        Osservazioni preliminari
(62)     Le considerazioni che
precedono confermano il persistere del dumping durante il periodo
dell'inchiesta di riesame. Il rischio del persistere del dumping qualora le
misure fossero lasciate scadere è esaminato qui di seguito. 
4.1.1.     Croazia
(63)     Come rilevato nel precedente
considerando 46, durante il periodo dell'inchiesta di riesame è stata
riscontrata l'esistenza di un significativo margine di dumping. Il proprietario
del produttore esportatore, tuttavia, ha successivamente deciso di cedere la
società e il produttore esportatore ha pertanto smesso di accettare nuovi
ordini nell'autunno 2011 e ha cessato la produzione di TSS entro la fine del
2011. Di conseguenza dal 2012 non c'è alcuna produzione di tubi senza saldature
in Croazia e le esportazioni nel periodo successivo al PIR hanno riguardato
quantità molto limitate.
(64)     È emerso dall'inchiesta che la
società fabbricava su ordinazione e non detiene pertanto scorte significative.
In effetti, data la grande varietà di tubi e i costi elevati, non possono
essere realizzati utili se si detengono ampie scorte di prodotti. 
(65)     In considerazione di quanto
precede e del fatto che il processo di vendita della società è ancora in corso,
è estremamente improbabile il persistere nel breve e nel medio periodo del
dumping di TSS originari della Croazia. 
4.1.2.     Russia
4.1.2.1.  Osservazioni preliminari
(66)     Dopo avere verificato
l'esistenza di pratiche di dumping durante il PIR, si è proceduto ad esaminare
il rischio del persistere del dumping.
(67)     A tale proposito, sono stati
analizzati i seguenti elementi: il volume e i prezzi delle importazioni oggetto
di dumping dalla Russia, la capacità di produzione e la capacità inutilizzata
in tale paese e l'attrattiva del mercato dell'Unione e di altri mercati di
paesi terzi.
4.1.2.2.  Volume e
prezzi delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia
(68)     Successivamente
all'istituzione di misure definitive nel giugno 2006 e alla loro revisione
nell'agosto 2008[18],
le importazioni dichiarate come originarie della Russia sono diminuite
costantemente e sono rimaste ridotte fino al termine del PIR.
(69)     Nello stesso periodo i prezzi
delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia sono rimasti relativamente
bassi.
4.1.2.3.  Capacità di produzione e capacità
inutilizzata in Russia
(70)     Per quanto riguarda la
capacità di produzione totale di TSS in Russia, in mancanza di dati verificati,
diverse fonti di informazione pubblicamente disponibili indicano una capacità
di produzione ampiamente superiore alla domanda sul mercato interno.
(71)     Anche se la quota di mercato
della Russia nell'UE non è notevolmente superiore all'1%, la capacità di
produzione stimata di tale paese è prossima a 4 milioni di tonnellate all'anno.
Si stima che l'industria russa utilizzi solo il 70% della sua capacità
produttiva. Detraendo i consumi sul mercato interno calcolati sulla base delle
informazioni disponibili e i volumi delle esportazioni verso altri mercati
secondo le statistiche del commercio estero russe, vi è attualmente una
capacità inutilizzata superiore a 1 milione di tonnellate all'anno, pari a
quasi il 65% dei consumi dell'UE. Nonostante l'attuale sovraccapacità e sulla
base delle informazioni fornite dal denunciante che non sono state contestate
dalle parti interessate, sembra che la capacità della Russia possa essere
ulteriormente aumentata nei prossimi anni. Un produttore esportatore russo ha
affermato di sfruttare le sue capacità con un elevato tasso di utilizzo e di
non avere intenzione di aumentare la sua capacità di produzione nel prossimo
futuro. Tale produttore esportatore ha affermato inoltre che, secondo una
pubblicazione attendibile, i tassi di utilizzo della capacità di produzione di
TSS dell'industria russa erano "elevati" e che l'ammontare della
produzione di tali prodotti in Russia era in linea con i consumi sul mercato
interno. Siffatte informazioni tuttavia non erano disponibili allorché la
società aveva deciso di non collaborare, né hanno potuto essere verificate.
Inoltre il termine "elevati" non era quantificato in tale
pubblicazione e non ha permesso di pervenire a una conclusione. Pertanto le
osservazioni sui livelli di produzione e di consumo in Russia del prodotto in
esame non hanno messo in discussione l'esistenza di consistenti capacità
inutilizzate in Russia. Va osservato che la capacità di produzione stimata
prossima a 4 milioni di tonnellate all'anno non è stata contestata dopo la
comunicazione dei risultati dell'inchiesta a tutte le parti interessate.
4.1.2.4.  Attrattiva del mercato
dell'Unione e di altri mercati di paesi terzi 
(72)     Come
indicato in precedenza, il mercato interno russo è caratterizzato da una
notevole sovraccapacità produttiva che determina la forte e ovvia necessità di
trovare mercati alternativi in grado di assorbire questo eccesso di capacità
produttiva.
(73)     Il mercato dell'Unione è uno
dei mercati più grandi al mondo ed è tuttora in espansione. È inoltre evidente,
sulla base delle informazioni raccolte durante l'inchiesta, che le società
russe hanno mostrato grande interesse ad accrescere la loro presenza in uno dei
principali mercati mondiali e a mantenere una quota di mercato significativa
sul mercato dell'Unione. Un produttore esportatore russo ha sostenuto che,
anziché i migliori dati disponibili, avrebbero dovuto essere utilizzate come
base per le conclusioni in merito all'esistenza di pratiche di dumping e al
rischio del persistere del dumping e del pregiudizio le informazioni presentate
come richiesto nell'avviso di apertura. Tuttavia, allorché aveva scelto di non
collaborare più, tale produttore esportatore russo aveva affermato che a causa
della ristrutturazione interna la compilazione del questionario, che avrebbe
incluso le informazioni presentate dopo l'apertura, non poteva essere
utilizzato per determinare se nel suo caso esisteva il rischio del persistere o
della reiterazione del dumping o se le circostanze erano cambiate in misura
tale da giustificare il riesame del livello delle misure. Si è giudicato
pertanto che tali informazioni non potevano essere utilizzate.
4.1.2.5.  Conclusioni sul rischio del
persistere del dumping
(74)     Alla
luce delle risultanze di cui sopra, si può concludere che le importazioni dalla
Russia sono tuttora oggetto di dumping e che il rischio del persistere del
dumping è assai elevato. Data la capacità inutilizzata attuale e potenziale
della Russia e tenuto conto che il mercato dell'Unione è uno dei maggiori al
mondo e presenta prezzi interessanti, si può concludere che, qualora le misure
antidumping fossero lasciate scadere, gli esportatori russi aumenterebbero
probabilmente ancora di più le loro esportazioni verso l'Unione a prezzi di
dumping. 
4.1.3.     Ucraina
4.1.3.1.  Osservazioni preliminari
(75)     Dopo avere verificato
l'esistenza di pratiche di dumping durante il PIR (precedenti considerando
54-61), si è proceduto a esaminare il rischio del persistere del dumping.
(76)     A tale proposito, sono stati
analizzati gli elementi seguenti: il volume e i prezzi delle importazioni
oggetto di dumping dall'Ucraina, la capacità di produzione e la capacità
inutilizzata in tale paese e l'attrattiva del mercato dell'Unione e di altri
mercati di paesi terzi.
4.1.3.2.  Volume e prezzi delle
importazioni oggetto di dumping dall'Ucraina
(77)     Successivamente
all'istituzione di misure definitive nel giugno 2006, le importazioni
dall'Ucraina sono notevolmente diminuite, restando a un livello assai basso,
con una quota del mercato dell'Unione inferiore al 2%. Nello stesso periodo i
prezzi delle importazioni oggetto di dumping dall'Ucraina sono rimasti
relativamente bassi. Inoltre i prezzi medi di vendita verso altri mercati di
esportazione diversi dall'Unione, dove non sono applicati dazi antidumping,
raggiungevano un livello simile o persino inferiore rispetto ai prezzi di
vendita nell'UE.
4.1.3.3.  Capacità di produzione e
capacità inutilizzata in Ucraina
(78)     Sulla base delle informazioni pubblicamente
disponibili esistono tre principali produttori ucraini di TSS, con una capacità
totale di produzione stimata di circa 1,5 milioni di tonnellate all'anno o
quasi pari al totale dei consumi dell'UE. 
(79)     Anche se la quota di mercato
dell'Ucraina nell'UE è di poco inferiore al 2%, la capacità inutilizzata
stimata di tale paese è pari al 50% o a 750 000 tonnellate all'anno, ciò
che rappresenta quasi la metà dei consumi dell'Unione. 
4.1.3.4.  Attrattiva del mercato
dell'Unione e di altri mercati di paesi terzi
(80)     L'inchiesta ha confermato che
tutti i tre principali produttori ucraini di TSS esportano il prodotto in esame
nell'Unione. L'inchiesta ha inoltre stabilito che la parte che ha collaborato
esporta nell'Unione a prezzi di dumping. Dalle informazioni pubblicamente
disponibili emerge inoltre che gli altri principali produttori ucraini
esportano TSS nell'Unione a prezzi inferiori a quelli della società che ha
collaborato. 
4.1.3.5.  Conclusioni sul rischio del
persistere del dumping
(81)     Considerato che le
importazioni dall'Ucraina sono ancora oggetto di dumping e che le esportazioni
verso altri mercati diversi dall'Unione europea sono effettuate a prezzi simili
o persino inferiori rispetto ai prezzi nell'UE, data la considerevole
produzione inutilizzata dell'Ucraina e tenendo presente che il mercato
dell'Unione è uno dei maggiori al mondo, si può concludere che, qualora le
misure antidumping fossero lasciate scadere, gli esportatori ucraini
aumenterebbero probabilmente ancora di più le loro esportazioni verso l'Unione
a prezzi di dumping.
4.2.        Conclusione
(82)     Alla luce delle considerazioni
di cui sopra si è concluso che esiste un significativo e concreto rischio del
persistere del dumping per i tubi senza saldature originari dell'Ucraina e
della Russia qualora le attuali misure antidumping fossero lasciate scadere.
Per contro, le particolari circostanze riscontrate per la Croazia hanno portato
alla conclusione che non esiste un rischio del persistere del dumping per le
importazioni di tubi senza saldature originari della Croazia qualora le attuali
misure antidumping fossero lasciate scadere. 
5.           PRODUZIONE DELL'UNIONE E
INDUSTRIA DELL'UNIONE
(83)     All'interno dell'Unione, i TSS
sono fabbricati da oltre 19 produttori/gruppi di produttori, che costituiscono
l'industria dell'Unione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, e dell'articolo
5, paragrafo 4, del regolamento di base.
(84)     Come indicato al considerando
14, è stato selezionato un campione di quattro produttori/gruppi di produttori
fra i seguenti diciannove produttori dell'Unione che hanno fornito le
informazioni richieste:
–              
Arcelor Mittal Tubular Products Ostrava, Repubblica
ceca,
–              
Arcelor Mittal Tubular Products Roman S.A., Romania,

–              
Benteler Stahl/Rohr GmbH, Germania, 
–              
Huta Batory, Polonia, 
–              
Ovako Steel AB, Svezia, 
–              
Productos Tubulares S.A., Spagna,
–              
Rohrwerk Max Hütte GmbH, Germania, 
–              
Rurexpol SP.Z.O.O., Polonia, 
–              
Silcotub, Romania, 
–              
Tenaris Dalmine S.p.A., Bergamo, Italia, 
–              
Tubos Reunidos S.A., Amurrio, Spagna, 
–              
TMK Artrom, Romania, 
–              
Valcovny Trub Chomutov, Repubblica ceca, 
–              
Vallourec Mannesmann Oil and Gas, Francia, 
–              
Vitkovice Valcovnatrub AS, Repubblica ceca, 
–              
V & M Deutschland GmbH, Düsseldorf, Germania, 
–              
V & M, Francia, 
–              
Voest Alpine Tubulars, Austria, 
–              
Zeleziarne Podbrezova, Repubblica slovacca. 
(85)     Si osserva che i quattro
produttori dell'Unione inclusi nel campione rappresentavano il 30% della
produzione complessiva dell'Unione durante il PIR e il 35% del totale delle
vendite sul mercato dell'UE, mentre i suddetti diciannove produttori
dell'Unione costituivano il 100% della produzione totale dell'Unione durante il
PIR, quota ritenuta rappresentativa dell'intera produzione dell'Unione.
6.           SITUAZIONE DEL MERCATO
DELL'UNIONE
6.1.        Consumi nel mercato
dell'Unione
(86)     I consumi dell'Unione sono
stati calcolati sommando ai volumi delle vendite dell'industria dell'Unione sul
mercato UE i dati sulle importazioni UE forniti da Eurostat. 
(87)     Sulla base di questi dati si è
rilevato che, tra il 2008 e il PIR, i consumi sono calati del 34%, passando da
2.597.110 tonnellate a 1.724.743 tonnellate. I consumi nel 2008 erano molto
elevati, il che può spiegarsi con il fatto che i prezzi elevati del petrolio e
del gas in quell'anno hanno favorito gli investimenti in questi settori,
aumentando così la domanda. La diminuzione è avvenuta nel 2009, quando i
consumi hanno subito una flessione di quasi il 50%. L'anno successivo i consumi
hanno ripreso ad aumentare e tale tendenza si è mantenuta fino al PIR.
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Consumi dell'Unione (in tonnellate) || 2.597.110 || 1.345.551 || 1.609.118 || 1.724.743 
 Indice || 100 || 52 || 62 || 66 
6.2.        Importazioni dai paesi
interessati
6.2.1.     Cumulo
(88)     Nelle inchieste precedenti, le
importazioni di TSS originari della Croazia, della Russia e dell'Ucraina sono
state esaminate cumulativamente, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4,
del regolamento di base. Si è quindi proceduto a verificare se la valutazione
cumulativa fosse appropriata anche nell'inchiesta attuale.
(89)     Il margine di dumping
calcolato per le importazioni originarie di ciascun paese è risultato superiore
alla soglia minima. Per quanto riguarda i quantitativi è stata effettuata
un'analisi prospettiva dei probabili volumi delle esportazioni per ogni paese
in caso di abrogazione delle misure. Dall'analisi è emerso che, qualora
venissero abrogate le misure, le importazioni dalla Russia e dall'Ucraina, a
differenza di quelle dalla Croazia, tenderebbero ad aumentare, arrivando a
livelli notevolmente superiori a quelli raggiunti nel PIR e sicuramente
superiori alla soglia minima. Per quanto concerne la Croazia si è riscontrato
che le importazioni nell'Unione erano trascurabili nel periodo in esame e che
la produzione era persino completamente cessata dopo il PIR. Non è perciò
prevedibile un cambiamento a breve termine di tale situazione. 
(90)     Dato che il volume delle
importazioni oggetto di dumping dalla Croazia durante il PIR era trascurabile e
che non è probabile un suo incremento per i motivi esposti al considerando 88,
si considera che i criteri stabiliti all'articolo 3, paragrafo 4, del
regolamento di base non siano soddisfatti per quanto riguarda le importazioni
dalla Croazia. 
(91)     In merito alle importazioni
dai tre paesi interessati, l'inchiesta ha evidenziato che i TSS importati da
tali paesi avevano le stesse caratteristiche fisiche e tecniche di base.
Inoltre i vari tipi di TSS importati erano intercambiabili con i tipi
fabbricati nell'Unione ed erano commercializzati nell'Unione nello stesso
periodo. In considerazione di quanto esposto si è ritenuto che i TSS importati
originari dei paesi interessati siano stati in concorrenza con i TSS fabbricati
nell'Unione.
(92)     Alla luce di quanto precede,
si è concluso che tutti i criteri di cui all'articolo 3, paragrafo 4, del
regolamento di base risultano soddisfatti per la Russia e per l'Ucraina. Le
importazioni da questi due paesi sono quindi state esaminate cumulativamente.
Poiché i criteri di cui all'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento di base,
in particolare le condizioni di concorrenza tra prodotti importati, non erano
soddisfatti per la Croazia, le importazioni originarie di tale paese sono state
esaminate separatamente.
6.3.        Importazioni dalla Russia e
dall'Ucraina
6.3.1.     Volume, quota di mercato e prezzi
delle importazioni
(93)     In base ai dati Eurostat, il
volume delle importazioni del prodotto in esame originario della Russia e
dell'Ucraina è diminuito del 47% durante il periodo considerato. Più
precisamente, una forte diminuzione del 44% è stata registrata nel 2009 e da
allora le importazioni sono lievemente diminuite, passando da 40.611 a 38.108
tonnellate. Ciò va valutato in un contesto di calo dei consumi. 
(94)     La quota di mercato delle
importazioni da Russia e Ucraina è scesa dal 2,7% al 2,2% nel periodo in esame.

(95)     Quanto ai prezzi medi ponderati
delle importazioni di TSS, essi sono diminuiti del 15% nel 2009, per risalire
nuovamente fino a raggiungere durante il PIR lo stesso livello del 2008. Tale
diminuzione e il successivo aumento hanno seguito approssimativamente la
tendenza del costo delle materie prime. 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Importazioni (in tonnellate) || 72.328 || 40.611 || 39.505 || 38.108 
             Indice || 100 || 56 || 55 || 53 
 Quota di mercato (%) || 2,8% || 3,0% || 2,5% || 2,2% 
             Indice || 100 || 111 || 93 || 88 
 Prezzo delle importazioni || 741,03 || 627,66 || 649,96 || 734,22 
             Indice || 100 || 85 || 88 || 99 
6.3.2.     Sottoquotazione
dei prezzi (price undercutting)
(96)     In considerazione dell'assenza
di collaborazione da parte dei produttori esportatori della Russia, è stato
necessario calcolare la sottoquotazione dei prezzi in merito alle importazioni
da tale paese basandosi sulle statistiche delle importazioni per voce NC,
usando informazioni rilevate a norma dell'articolo 14, paragrafo 6, del
regolamento di base. La sottoquotazione dei prezzi in merito alle importazioni
dall'Ucraina è stata determinata sulla base dei prezzi all'esportazione del
produttore esportatore ucraino che ha collaborato, senza dazio antidumping.
Sono stati presi in considerazione i prezzi di vendita praticati dall'industria
dell'Unione agli acquirenti indipendenti, rapportati, se necessario, al livello
franco fabbrica. Nel PIR, il margine di undercutting per le importazioni di TSS
originari della Russia e dell'Ucraina si situava, escluso il dazio antidumping,
tra il 20,4% ed il 55,4%.
6.4.        Importazioni dalla Croazia
6.4.1.     Volume, quota di mercato e
prezzi delle importazioni dalla Croazia
(97)     In base ai dati Eurostat, il
volume delle importazioni del prodotto in esame originario della Croazia è
aumentato del 133% durante il periodo considerato. Nel 2008 le importazioni
sono state minime, ma sono cresciute poi fino al 2010, per diminuire lievemente
durante il PIR. Nel complesso, il livello delle importazioni dalla Croazia è
rimasto molto basso durante l'intero periodo in esame. 
(98)     La quota di mercato delle
importazioni dalla Croazia è aumentata dallo 0,1% allo 0,3% durante il periodo
in esame. 
(99)     I prezzi delle importazioni
sono costantemente diminuiti del 23% durante il periodo in esame.
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Importazioni            indice || 100 || 153 || 251 || 233 
 Quota di mercato % || 0,1% || 0,2% || 0,3% || 0,3% 
 Prezzo delle importazioni            indice || 100 || 89 || 74 || 77 
6.4.2.     Sottoquotazione
dei prezzi (price undercutting)
(100)   La sottoquotazione dei prezzi è
stata calcolata sulla base dei prezzi all'esportazione del produttore croato
che ha collaborato, senza dazio antidumping, ed è risultata del 29,3%.
Considerato che non vi sono altri produttori esportatori in Croazia, tale
conclusione vale anche per l'intero paese.
6.5.        Altri paesi oggetto delle
misure antidumping
(101)   Secondo i dati di Eurostat, il
volume delle importazioni di TSS originari della Repubblica popolare cinese,
secondo la definizione dell'articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.
926/2009[19],
è diminuito dell'80% durante il periodo in esame. 
(102)   La quota di mercato delle
importazioni cinesi è diminuita, passando dal 20,5% nel 2008 al 3,1% nel PIR.
7.           SITUAZIONE ECONOMICA
DELL'INDUSTRIA DELL'UNIONE
(103)   Conformemente all'articolo 3,
paragrafo 5, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato tutti i
fattori e gli indici economici pertinenti che influiscono sulla situazione
dell'industria dell'Unione.
7.1.        Osservazioni preliminari
(104)   Poiché si è proceduto a un
campionamento per quanto riguarda l'industria dell'Unione, il pregiudizio è stato
valutato in base a informazioni raccolte sia a livello dell'intera industria
dell'Unione ("IU"), secondo la definizione del considerando 57, sia a
livello dei produttori dell'Unione inclusi nel campione.
(105)   Nei casi di campionamento, la
prassi consolidata consiste nell'analizzare alcuni indicatori di pregiudizio
(produzione, capacità produttiva, produttività, vendite, quota di mercato,
crescita e occupazione) a livello di intera IU, mentre gli indicatori di
pregiudizio che si riferiscono alle prestazioni delle singole società (prezzi,
costi di produzione, redditività, salari, investimenti, ritorno sugli
investimenti, flussi di cassa e capacità di reperire capitali) sono analizzati
partendo dalle informazioni raccolte a livello dei produttori dell'Unione
inclusi nel campione.
7.2.        Dati relativi all'IU 
(a)                   
Produzione
(106)   La produzione dell'IU è
diminuita del 16% tra il 2008 ed il PIR, passando da 3.479.266 tonnellate a
2.917.325 tonnellate. I volumi di produzione hanno subito un forte calo del 43%
nel 2009 in conseguenza della congiuntura economica negativa a livello
mondiale. In linea con il miglioramento della domanda, essi hanno ripreso a
crescere nel 2010 e durante il PIR, aumentando del 27% tra il 2009 e il PIR,
senza però ritornare sui livelli del 2008. I volumi di produzione hanno
presentato un andamento simile a quello dei consumi, ma sono diminuiti in
misura inferiore rispetto ai consumi sul mercato dell'Unione per effetto della
domanda sui mercati dei paesi terzi. 
 IU || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Volumi di produzione (in tonnellate) || 3.479.266 || 1.979.967 || 2.675.053 || 2.917.325 
 indice || 100 || 57 || 77 || 84 
(b)                   
Capacità produttiva e tassi di utilizzo degli
impianti
(107)   La capacità di produzione è
rimasta immutata durante il periodo in esame. A fronte di una flessione della
produzione del 16%, il conseguente utilizzo della capacità è sceso dall'80% nel
2008 al 67% durante il PIR. Il calo principale dall'80% al 45% si è verificato
tuttavia nel 2009, in conseguenza della flessione del volume della produzione.
Nel 2010 e durante il PIR l'utilizzo della capacità è aumentato costantemente. 
 IU || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Capacità || 4.334.520 || 4.378.520 || 4.332.520 || 4.357.520 
 indice || 100 || 101 || 100 || 101 
 Utilizzo della capacità produttiva || 80% || 45% || 62% || 67% 
 indice || 100 || 56 || 77 || 83 
(c)                   
Scorte
(108)   Per quanto riguarda le scorte
va precisato che la maggior parte della produzione viene realizzata su
ordinazione. Pertanto, mentre il livello delle scorte dei produttori inclusi
nel campione è diminuito notevolmente nel 2009 per risalire, con lievi
fluttuazioni nel 2010, quasi al livello del 2008 durante il PIR, si è
considerato che in questo caso le scorte non costituissero un indicatore
pertinente per valutare il pregiudizio. 
 Produttori del campione || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Scorte finali (in tonnellate) || 106.078 || 82.788 || 107.490 || 104.184 
 indice || 100 || 78 || 101 || 98 
(d)                   
Volume delle vendite
(109)   Tra il 2008 e il PIR le vendite
realizzate dall'IU sul mercato dell'Unione sono diminuite del 21%. Dopo una
diminuzione del 42% nel 2009, il volume delle vendite è nuovamente aumentato di
21 punti percentuali fino al PIR. Tale tendenza segue l'andamento dei consumi
sul mercato dell'Unione, che nel 2009 sono diminuiti del 48% a causa della
congiuntura economica negativa, per riprendere successivamente a crescere.
 IU || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Vendite ad acquirenti indipendenti nell'Unione (in tonnellate) || 1.445.070 || 841.514 || 1.060.349 || 1.135.572 
 Indice || 100 || 58 || 73 || 79 
(e)                   
Quota di mercato
(110)   L'IU è riuscita gradualmente ad
accrescere la propria quota di mercato tra il 2008 e il PIR. Tale aumento è
attribuibile principalmente alle misure antidumping in vigore dal 2009 nei
confronti delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese. La quota di
mercato sottoindicata è la quota del totale delle vendite dell'IU, a clienti
indipendenti o meno, nell'Unione in percentuale sui consumi nell'UE. 
 IU || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Quota di mercato || 70,2% || 78,7% || 84,5% || 85,2% 
 Indice || 100 || 112 || 120 || 121 
(f)                     
Crescita
(111)   Tra il 2008 ed il PIR, a fronte
di una diminuzione dei consumi nell'Unione del 34%, il volume delle vendite
dell'IU si è ridotto solo del 21%. L'IU ha ampliato quindi la sua quota di
mercato, mentre le importazioni dalla Russia e dall'Ucraina hanno perso lo 0,6%
durante lo stesso periodo.
(g)                   
Occupazione
(112)   Tra il 2008 e il PIR
l'occupazione nell'IU è diminuita dell'8%. La diminuzione, iniziata nel 2009, è
proseguita nel 2010, ma durante il PIR l'occupazione è cresciuta dell'11%
rispetto al 2010. Questo dimostra che l'IU è stata in grado di adeguarsi alla
nuova situazione del mercato.
 IU || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Occupazione || 14.456 || 13.131 || 12.073 || 13.368 
             indice || 100 || 91 || 84 || 92 
(h)                   
Produttività
(113)   Nel periodo in esame la
produttività della manodopera dell'IU, in termini di produzione annua per
addetto equivalente a tempo pieno (ETP), ha avuto un andamento altalenante.
 IU || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Produttività (tonnellate/dipendente) || 240,7 || 150,8 || 221,6 || 218,2 
             indice || 100 || 63 || 92 || 91 
(i)                     
Entità del margine di dumping
(114)   In considerazione del volume
globale delle importazioni originarie dei paesi in questione, l'incidenza
sull'IU dell'entità dei margini di dumping effettivi non può essere ritenuta
trascurabile.
7.3.        Dati relativi ai produttori
dell'Unione inclusi nel campione
(a)                   
Prezzi di vendita e fattori aventi un'incidenza sui
prezzi sul mercato interno
(115)   I prezzi unitari di vendita
dell'IU sono diminuiti del 13% tra il 2008 e il PIR. Nel 2009 i prezzi sono
lievemente aumentati, registrando poi una flessione del 17% nel 2010. Durante
il PIR i prezzi sono leggermente aumentati rispetto al 2010. Tale andamento dei
prezzi è connesso al fatto che il 2008 è stato un anno caratterizzato da una
domanda molto elevata e da alti prezzi delle materie prime, con il conseguente
aumento dei prezzi di vendita. Gli effetti di tale situazione si sono fatti
sentire ancora nella prima parte del 2009. Dalla seconda metà del 2009 la
domanda è diminuita in maniera rilevante e i prezzi sono calati, seguendo la
tendenza alla flessione mostrata dai prezzi delle materie prime. Durante il PIR
il calo dei prezzi sembra essersi arrestato. 
 Produttori del campione || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Prezzo unitario di vendita medio nell'UE (EUR/tonnellata) || 1.286 || 1.300 || 1.086 || 1.115 
 Indice || 100 || 101 || 84 || 87 
(b)                   
Salari
(116)   Tra il 2008 e il PIR il salario
medio per ETP è diminuito del 12% nel periodo in esame. Ciò non permette
tuttavia di trarre conclusioni significative. 
(c)                   
Investimenti e capacità di reperire capitali
(117)   Gli investimenti in TSS sono
aumentati del 24% nel periodo in esame. Gli investimenti sono stati
significativi e sono ammontati a oltre 100 milioni di euro durante il PIR. La
produzione di TSS è un'attività ad alta intensità di capitale che richiede elevati
investimenti nelle linee di produzione per mantenere la competitività.
L'inchiesta ha evidenziato che gli investimenti sono stati effettuati per
mantenere la capacità di produzione al suo livello attuale e non al fine di
aumentare il volume della produzione. È emerso altresì che i produttori inclusi
nel campione non hanno incontrato difficoltà per reperire capitali durante il
periodo in esame. 
 Produttori del campione || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Investimenti (in migliaia di EUR) || 83.334 || 91.330 || 101.775 || 103.635 
 indice || 100 || 110 || 122 || 124 
(d)                   
Redditività sul mercato dell'UE
(118)   Sebbene la redditività sia
diminuita del 66% nel periodo in esame, i produttori inclusi nel campione sono
riusciti a conseguire utili sull'intero arco di tempo preso in considerazione.
Gli utili ottenuti tra il 2008 e il PIR sono stati superiori all'obiettivo del
3% fissato nell'ultima inchiesta. Il 2008 è stato un anno molto positivo,
caratterizzato da utili elevati. Nel 2009 e anche nel 2010 la redditività è
calata del 50% rispetto all'anno precedente, ma durante il PIR ha ripreso ad
aumentare del 35% rispetto al 2010, raggiungendo il 6,6%. L'IU è riuscita a
adattarsi al calo della domanda nell'UE, aiutata in questo dalla forte domanda
mondiale di cui hanno beneficiato i produttori inclusi nel campione che ha
consentito loro di attenuare l'onere dei costi fissi. La diminuzione della
redditività dopo il 2008 si spiega con la congiuntura economica negativa, che
ha determinato un forte calo della domanda e una flessione dei prezzi, e con la
riduzione dei volumi di produzione che ha avuto un'incidenza negativa sui costi
di produzione. 
 Produttori del campione || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Redditività sul mercato dell'UE (%) || 19,7% || 9,6% || 4,9% || 6,7% 
 indice || 100 || 49 || 25 || 34 
(e)                   
Ritorno sugli investimenti
(119)   Il ritorno sugli investimenti
(ROI), espresso in termini di utili totali generati dalla produzione di TSS in
percentuale sul valore contabile netto degli attivi direttamente e
indirettamente connessi alla loro produzione, ha seguito nel complesso il
suddetto andamento della redditività in tutto il periodo in esame ed è rimasto
positivo durante l'intero periodo considerato. Il ROI ha registrato una
flessione dell'80% durante il periodo in esame, ma durante il PIR è aumentato
nuovamente del 50% rispetto al 2010. 
 Produttori del campione || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 ROI (%) || 30% || 7% || 4% || 6% 
 indice || 100 || 23 || 13 || 20 
(f)                     
Flussi di cassa
(120)   La situazione dei flussi di
cassa si è deteriorata in misura significativa tra il 2008 e il PIR,
registrando un calo del 93%. La tendenza dei flussi di cassa non ha seguito
quella registrata dalla redditività. Ciò è da attribuite ai costi di
ammortamento che sono normalmente elevati per questa attività ad alta intensità
di capitale. 
 Produttori del campione || 2008 || 2009 || 2010 || PIR 
 Flussi di cassa (in migliaia di EUR) || 466.198 || 345.152 || 45.562 || 33.614 
 indice || 100 || 74 || 10 || 7 
(g)                   
Ripresa dagli effetti di precedenti pratiche di
dumping
(121)   Gli indicatori esaminati
finora, pur dimostrando che l'IU ha sofferto a causa della congiuntura
economica negativa e della conseguente riduzione del volume delle vendite, dei
volumi di produzione, del ROI e dei flussi di cassa, segnalano altresì che l'IU
ha adeguato le sue strutture di produzione per affrontare meglio il nuovo
contesto economico e per essere in grado di cogliere le opportunità sui mercati
UE e dei paesi terzi, in particolare in segmenti in cui si possono ottenere
margini elevati. Il miglioramento della situazione economica e finanziaria
dell'IU, a seguito dell'istituzione di misure antidumping nel 2006 nei
confronti delle importazioni dai paesi in questione e nel 2009 nei confronti
delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese, dimostra che le misure
sono efficaci e che l'IU si è ripresa dagli effetti di precedenti pratiche di
dumping, pur senza raggiungere i livelli di redditività del 2008.
7.4.        Conclusione
(122)   Pur a fronte di un calo dei
consumi del 34%, l'IU è riuscita ad aumentare la sua quota di mercato, mentre
il volume della produzione e quello delle vendite sono diminuiti in misura
inferiore rispetto ai consumi. In termini di redditività l'IU ha conseguito
utili durante tutto il periodo in esame. In considerazione di quanto finora
esposto si può concludere che l'IU non ha subito un grave pregiudizio durante
il periodo in esame.
8.           RISCHIO DI REITERAZIONE DEL
PREGIUDIZIO
(123)   Come indicato ai considerando
69, 70, 77 e 78, i produttori esportatori della Russia e dell'Ucraina sono
potenzialmente in grado di ampliare notevolmente i loro volumi di esportazione
verso l'Unione, sfruttando le capacità inutilizzate di circa 1 750 000
tonnellate, pari al totale dei consumi dell'Unione. La capacità totale dei
produttori esportatori della Russia e dell'Ucraina ammonta a
5 500 000 tonnellate. È perciò probabile che, qualora le misure
fossero abrogate, ingenti quantità di TSS russi e ucraini invadano il mercato
dell'Unione per riconquistare la quota di mercato perduta per effetto dei dazi
antidumping in vigore e accrescerla ulteriormente.
(124)   Come sottolineato nel
considerando 95, i prezzi delle importazioni dalla Russia e dall'Ucraina sono
risultati bassi e inferiori ai prezzi UE (undercutting). Questi prezzi bassi
probabilmente continuerebbero ad essere praticati. Inoltre, per quanto riguarda
l'Ucraina, come indicato nel considerando 80, essi potrebbero addirittura
ridursi ulteriormente. Tale strategia dei prezzi, associata alla capacità
dimostrata dagli esportatori di tali paesi di immettere sul mercato dell'Unione
elevati quantitativi del prodotto in esame, avrebbe con ogni probabilità
l'effetto di accentuare la tendenza alla riduzione dei prezzi sul mercato
dell'UE, con conseguenti prevedibili ripercussioni negative sulla situazione
economica dell'IU. Come dimostrato in precedenza, i risultati finanziari dell'IU
sono strettamente legati al livello dei prezzi sul mercato dell'UE. È pertanto
probabile che, se l'IU fosse esposta a un aumento del volume delle importazioni
a prezzi di dumping dalla Russia e dall'Ucraina, la sua situazione finanziaria
si deteriorerebbe, come ha rivelato l'ultima inchiesta. Alla luce di quanto
precede, si è concluso che con tutta probabilità l'abrogazione delle misure nei
confronti delle importazioni originarie della Russia e dell'Ucraina
determinerebbe la reiterazione del pregiudizio subito dall'IU.
(125)   È importante ricordare che nel
2006 sono state istituite misure antidumping per compensare il pregiudizio
causato dalle importazioni in dumping in provenienza, tra l'altro, da Croazia,
Russia e Ucraina. L'IU non ha potuto tuttavia beneficiare appieno di tali
misure perché le quote di mercato di tali paesi sono state sostituite da
importazioni di prodotti a basso prezzo dalla Cina. Ciò ha avuto sicuramente
l'effetto di limitare la ripresa dell'IU fino al momento dell'istituzione di
misure nei confronti della Cina nel 2009. Si può pertanto concludere che l'IU
non si è pienamente ripresa dagli effetti di precedenti pratiche di dumping e
che resta vulnerabile al pregiudizio che può derivare dalla presenza sul
mercato dell'Unione di ingenti volumi di importazioni in dumping. 
(126)   Quanto alla Croazia, come
indicato al considerando 60, l'unico stabilimento è in vendita e la produzione
è completamente cessata ed è improbabile che riprenda a breve. Inoltre,
considerati i volumi trascurabili delle esportazioni verso l'UE, anche se la
produzione dovesse riprendere a breve termine, è altamente improbabile che il
volume delle esportazioni verso l'Unione possa raggiungere i livelli registrati
in passato. 
(127)   Pertanto, in considerazione dei
volumi trascurabili delle esportazioni nel periodo in esame e del fatto che la
produzione è completamente cessata dopo il PIR, si è concluso che l'abrogazione
delle misure nei confronti delle importazioni originarie della Croazia non
determinerebbe con tutta probabilità la reiterazione del pregiudizio subito
dall'IU.
9.           INTERESSE DELL'UNIONE
9.1.        Introduzione
(128)   A norma dell'articolo 21 del
regolamento di base, si è valutato se il mantenimento delle misure antidumping
attualmente in vigore nei confronti della Russia e dell'Ucraina fosse contrario
all'interesse generale dell'Unione. L'interesse dell'Unione è stato determinato
in base a una valutazione degli interessi di tutte le parti in causa. Va
ricordato che nelle precedenti inchieste si era ritenuto che l'adozione di
misure non fosse contraria all'interesse dell'Unione. Inoltre, il fatto che la
presente inchiesta si svolga nel quadro di un riesame e analizzi pertanto una
situazione in cui sono già state istituite misure antidumping, consente di
individuare qualsiasi effetto negativo indebito sulle parti interessate delle
misure antidumping in vigore.
(129)   Si è pertanto esaminato se, a
prescindere dalle conclusioni sul rischio di reiterazione del dumping
pregiudizievole, esistevano valide ragioni per concludere che, in questo caso
particolare, il mantenimento delle misure nei confronti delle importazioni
originarie della Russia e dell'Ucraina non fosse nell'interesse dell'Unione.
9.2.        Interesse dell'IU
(130)   L'IU ha dimostrato di essere
un'industria strutturalmente solida, come confermato dall'andamento positivo
della sua situazione economica osservato durante il periodo in esame. In
particolare, l'aumento della quota di mercato dell'IU nel periodo in esame
prova chiaramente che l'IU è riuscita a adeguarsi alle mutate condizioni del
mercato. Inoltre l'IU ha continuato a conseguire utili durante tutto il periodo
in esame. 
(131)   Si può ragionevolmente
prevedere che, se mantenute, le misure attualmente in vigore continueranno ad
avere un effetto positivo sull'IU. L'istituzione di misure permetterà
all'industria dell'Unione di aumentare il volume delle proprie vendite e il
livello degli utili per poter continuare a investire nei propri impianti di
produzione. Se le misure nei confronti delle importazioni dalla Russia e
dall'Ucraina non venissero mantenute, probabilmente l'IU ricomincerebbe a
subire un pregiudizio a causa dell'aumento delle importazioni a prezzi di
dumping da tali paesi e la sua situazione finanziaria si incrinerebbe.
9.3.        Interesse degli importatori
(132)   Nelle inchieste precedenti si
era concluso che l'incidenza dell'istituzione delle misure non sarebbe stata
significativa per gli importatori. Come indicato nel considerando 18, tre
importatori hanno compilato il questionario e hanno collaborato pienamente alla
presente inchiesta. Essi hanno segnalato che a seguito dell'istituzione delle
misure i prezzi stavano aumentando. Tuttavia, poiché è emerso dall'indagine che
gli importatori che hanno collaborato si riforniscono di TSS presso vari
fornitori di molti paesi differenti e che i prezzi erano a livelli
concorrenziali, la possibile incidenza di un mantenimento delle misure sulle
importazioni dalla Russia e dall'Ucraina risulterebbe limitata. 
(133)   In considerazione di quanto
precede, si è concluso che le misure attualmente in vigore non hanno alcun
effetto particolarmente negativo sulla situazione finanziaria degli importatori
e che il loro mantenimento non li penalizzerebbe indebitamente. 
9.4.        Interesse degli utilizzatori
(134)   Sulla base delle informazioni
disponibili sembrerebbe che la quota dei TSS sui costi di produzione degli
utilizzatori sia assai bassa. In generale i TSS vengono usati nel quadro di
progetti più vasti (caldaie, condotte, lavori di costruzione) di cui
costituiscono solo una parte limitata. La possibile incidenza del mantenimento
delle misure potrebbe pertanto non essere significativa.
(135)   La Commissione ha inviato
questionari a tutti gli utilizzatori noti. Come indicato nel considerando 18,
ha collaborato alla presente inchiesta un solo utilizzatore, il quale ha
affermato che le misure non gli arrecano pregiudizio, in quanto esistono altre
fonti e i TSS non costituiscono una quota notevole dei suoi costi di
produzione. In tale contesto si è concluso che, vista l'incidenza trascurabile
del costo dei TSS per le industrie utilizzatrici e l'esistenza di altre fonti
di approvvigionamento disponibili, le misure in vigore non hanno un effetto
significativo sugli utilizzatori.
9.5.        Conclusioni relative
all'interesse dell'Unione
(136)   In base a quanto precede, si è
concluso che non esistono motivi validi contrari al mantenimento delle attuali
misure antidumping.
10.         MISURE ANTIDUMPING
(137)   Tutte le parti sono state
informate dei fatti essenziali e delle considerazioni in base alle quali si
ritiene opportuno raccomandare il mantenimento delle misure in vigore sulle
importazioni del prodotto in esame originarie della Russia e dell'Ucraina e la
sospensione delle misure sulle importazioni originarie della Croazia. È stato
anche loro concesso un certo periodo di tempo per presentare le proprie
osservazioni in merito a tali informazioni. 
(138)   Un esportatore russo ha chiesto
e ottenuto una audizione presso il consigliere-auditore. Lo stesso esportatore
ha sostenuto che la Commissione ha erroneamente concluso che esso non ha
collaborato all'indagine. L'esportatore si era manifestato come parte
interessata e aveva trasmesso in due occasioni alla Commissione osservazioni,
principalmente in relazione al pregiudizio, che sono state debitamente prese in
considerazione dalla Commissione. Tale esportatore non ha tuttavia compilato il
questionario antidumping, né ha fornito alcuna informazione sui suoi prezzi
all'esportazione. La Commissione non ha avuto pertanto altra scelta che
calcolare il valore normale per quanto concerne la Russia sulla base dei
migliori dati disponibili. Il ricorso a tale metodologia non è stato contestato
da tale esportatore. Date le circostanze non si può considerare che tale
esportatore abbia offerto piena collaborazione all'indagine. 
(139)   Lo stesso esportatore ha
inoltre sostenuto che le informazioni fornite erano vaghe, contraddittorie e
insufficientemente motivate. Quest'affermazione non era però corroborata da
prove. 
(140)   Un altro esportatore russo ha
sostenuto che le importazioni dalla Russia non andavano cumulate con quelle
dall'Ucraina. Nell'ultima inchiesta, tuttavia, le importazioni dalla Russia e
dall'Ucraina erano state valutate cumulativamente (assieme con le importazioni
dalla Croazia). Poiché le condizioni di cui all'articolo 3, paragrafo 4, del
regolamento di base sono tuttora soddisfatte per quanto riguarda le
importazioni dalla Russia e dall'Ucraina, gli effetti di tali importazioni sono
stati valutati cumulativamente come precisato nei considerando 88-92. A questo
riguardo non sono state addotte argomentazioni tali da giustificare una
modifica della metodologia. 
(141)   Varie parti interessate hanno
sostenuto che la situazione dell'industria dell'Unione non giustifica il
mantenimento delle misure in quanto è improbabile una reiterazione del
pregiudizio. Non sono state tuttavia addotte nuove argomentazioni tali da
portare a una conclusione differente in merito alla reiterazione del
pregiudizio come esposto nei considerando 123-127. 
(142)   Numerose parti interessate
hanno inoltre affermato che la lunga durata delle misure è ingiustificata e ne
hanno chiesto l'abrogazione. A questo riguardo va ricordato che questo
costituisce il primo riesame in previsione della scadenza in merito al prodotto
in parola. Le misure concernenti il prodotto in esame sono in vigore solo dal
2006, il che non può essere considerato un periodo ingiustificatamente lungo.
Misure erano sì in vigore tra il 1997 e il 2004 in merito alle importazioni
dalla Russia e tra il 2000 e il 2004 in merito alle importazioni dalla Croazia
e dall'Ucraina, ma erano limitate a una gamma di prodotti molto più ristretta.
Ad ogni modo, dato che è emerso dall'inchiesta che le condizioni di cui
all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base sono soddisfatte per il
mantenimento delle misure, il fatto che queste possano essere in vigore da
diversi anni è irrilevante. 
(143)   Si è affermato infine che le
importazioni dalla Russia sono trattate in maniera differente rispetto alle
importazioni dalla Bielorussia e dalla Croazia, il che può configurarsi come
una discriminazione. Tale affermazione non rispecchia la realtà dato che la
situazione in merito a tali due paesi è completamente differente. La denuncia
nei confronti delle importazioni dalla Bielorussia è stata ritirata e il
procedimento è stato chiuso conformemente alle disposizioni di cui all'articolo
9, paragrafo 1, del regolamento di base[20].
Dopo la comunicazione di tale informazione, non sono stati forniti elementi
atti a dimostrare che la chiusura è contraria all'interesse dell'Unione. Quanto
alla Croazia, come esposto nei considerando 63-65, la produzione in tale paese
è cessata. 
(144)   Si può pertanto sostenere che le osservazioni pervenute non
erano di natura tale da modificare le sopraccitate conclusioni. 
(145)   Si è concluso di conseguenza,
conformemente all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base, che è
opportuno mantenere le misure antidumping sulle importazioni di TSS originarie
della Russia e dell'Ucraina. Per contro, non risulta necessario mantenere le
misure applicabili alle importazioni dalla Croazia,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
(1)              
È istituito un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, a sezione
circolare, con un diametro esterno non superiore a 406,4 mm e un valore
equivalente di carbonio (Carbon Equivalent Value, CEV) non superiore a 0,86
secondo la formula e l'analisi chimica dell'Istituto internazionale della
saldatura (International Institute of Welding - IIW)[21], originari della Russia e
dell'Ucraina, attualmente classificati ai codici NC ex 7304 11 00, ex 7304 19
10, ex 7304 19 30, ex 7304 22 00, ex 7304 23 00, ex 7304 24 00, ex 7304 29 10,
ex 7304 29 30, ex 7304 31 80, ex 7304 39 58, ex 7304 39 92, ex 7304 39 93, ex 7304
51 89, ex 7304 59 92 ed ex 7304 59 93[22]
(codici TARIC 7304 11 00 10, 7304 19 10 20, 7304 19 30 20, 7304 22 00 20, 7304
23 00 20, 7304 24 00 20, 7304 29 10 20, 7304 29 30 20, 7304 31 80 30, 7304 39
58 30, 7304 39 92 30, 7304 39 93 20, 7304 51 89 30, 7304 59 92 30 e 7304 59 93
20).
(2)              
L'aliquota del dazio antidumping definitivo
applicabile al prezzo netto, franco frontiera dell'Unione, dazio non
corrisposto, per il prodotto descritto nel paragrafo 1 e fabbricato dalle
società in appresso elencate è la seguente: 
 Paese || Società || Dazio anti-dumping (%) || Codice addizionale TARIC 
 Russia || Joint Stock Company Chelyabinsk Tube Rolling Plant and Joint Stock Company Pervouralsky Novotrubny Works || 24,1 || A741 
   || OAO Volzhsky Pipe Plant, OAO Taganrog Metallurgical Works, OAO Sinarsky Pipe Plant and OAO Seversky Tube Works || 27,2 || A859 
   || Tutte le altre società || 35,8 || A999 
 Ucraina || OJSC Dnepropetrovsk Tube Works || 12,3 || A742 
   || LLC Interpipe Niko Tube and OJSC Interpipe Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant (Interpipe NTRP) || 17,7 || A743 
   || CJSC Nikopol Steel Pipe Plant Yutist || 25,7 || A744 
   || Tutte le altre società || 25,7 || A999 
(3)              
Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme
vigenti in materia di dazi doganali. 
(4)              
È chiuso il procedimento di riesame relativo alle
importazioni di tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, a sezione
circolare, con un diametro esterno non superiore a 406,4 mm e un valore
equivalente di carbonio (Carbon Equivalent Value - CEV) non superiore a 0,86
secondo la formula e l'analisi chimica dell'Istituto internazionale della
saldatura (International Institute of Welding - IIW), originari della Croazia,
attualmente classificati ai codici NC ex 7304 11 00, ex
7304 19 10, ex 7304 19 30, ex 7304 22 00, ex
7304 23 00, ex 7304 24 00, ex 7304 29 10, ex
7304 29 30, ex 7304 31 80, ex 7304 39 58, ex
7304 39 92, ex 7304 39 93, ex 7304 51 89, ex
7304 59 92 ed ex 7304 59 93. 
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è obbligatorio
in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 322 del 25.11.1997, pag. 1.
[3]               GU L 23 del 28.1.2000, pag. 78.
[4]               GU L 45 del 17.2.2000, pag. 1.
[5]               GU L 246 del 20.7.2004, pag. 10.
[6]               GU L 46 del 17.2.2005, pag. 7. 
[7]               GU L 46 del 17.2.2005, pag. 46.
[8]               GU L 300 del 17.11.2005, pag. 1.
[9]               GU L 175 del 29.6.2006, pag. 4. 
[10]             GU C 288 del 30.11.2007, pag. 34.
[11]             Causa C-191/09 – Interpipe Niko Tube e Interpipe NTRP
contro Consiglio.
[12]             GU L XX del xx.yy.2012, pag. x.
[13]             GU C 187 del 28.6.2011, pag. 16.
[14]             GU C 223 del 29.7.2011, pag. 8, e GU C 303 del 14.10.2011,
pag. 11.
[15]             Il CEV va determinato secondo le norme di cui alla relazione
tecnica, 1967, IIW doc. IX-555-67, pubblicata dall'Istituto internazionale
della saldatura (International Institute of Welding — IIW).
[16]             Cfr. i considerando 87 e 94-99 del regolamento (CE) n.
954/2006 (GU L 175 del 29.6.2006, pag. 4).
[17]             Cfr. i considerando 119-127 del regolamento (CE) n.
954/2006 (GU L 175 del 29.6.2006).
[18]             GU L 220 del 15.8.2008, pag. 1.
[19]             GU L 262 del 6.10.2009, pag. 19.
[20]             GU L XX del xx.yy.2012, pag. x. 
[21]             Il CEV va determinato secondo le norme di cui alla relazione tecnica,
1967, IIW doc. IX-555-67, pubblicata dall'Istituto internazionale della
saldatura (International Institute of Welding — IIW).
[22]             Si veda l'attuale definizione contenuta nel regolamento
(UE) n. 1006/2011 della Commissione, del 27 settembre 2011, che modifica
l'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla
nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 282
del 28.10.2011, pag. 1). Il prodotto interessato è determinato combinando
la descrizione del prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, e la
corrispondente designazione del prodotto dei codici NC.