CELEX: 61963CJ0084
Language: it
Date: 1964-06-25
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 25 giugno 1964. # J.A.G. Baron de Vos van Steenwijk contro Commissione della Comunità europea dell'energia atomica. # Causa 84-63.

Avis juridique important

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61963J0084

SENTENZA DELLA (PRIMA SEZIONE) DELLA CORTE DEL 25 GIUGNO 1964.  -  BARONE J. A. G. DE VOS VAN STEENWIJK CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEEA.  -  CAUSA 84/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00633 edizione olandese pagina 00663 edizione tedesca pagina 00695 edizione italiana pagina 00631 edizione speciale inglese pagina 00321 edizione speciale danese pagina 00497 edizione speciale greca pagina 01133 edizione speciale portoghese pagina 00481

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA - PROROGA DEL PERIODO DI PROVA - RAPPORTO D' INTEGRAZIONE - PERIODO DI RIFERIMENTO : L' INTERO SERVIZIO PRESTATO DAL DIPENDENTE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLO 102 )  2 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PARERE SFAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - CENSURE CONTRO LO STESSO - NECESSITA DI FARLE VALERE MEDIANTE RICORSO CONTRO LA DECISIONE D' OMOLOGAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLI 91, 102 )  3 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - OBBLIGO DI COMUNICARLO PRIMA DELLA NOTIFICA DELLA DECISIONE D' OMOLOGAZIONE - INSUSSISTENZA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLO 102 )  

Massima

1 . MALGRADO L' ESISTENZA DI UN RAPPORTO COMPILATO DOPO IL PERIODO DI PROVA DEL DIPENDENTE E A PRESCINDERE DALLA PROROGA DI DETTO PERIODO, L' AMMINISTRAZIONE HA IL POTERE E IL DOVERE DI SOTTOPORRE ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE IL RAPPORTO PIU RECENTE RELATIVO ALL' INTERO SERVIZIO PRESTATO DAL DIPENDENTE .  2 . QUALSIASI CENSURA DEL DIPENDENTE CONTRO IL PARERE SFAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON PUO' ESSERE FATTA VALERE CHE MEDIANTE RICORSO CONTRO LA DECISIONE CON CUI L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA OMOLOGA IL PARERE, DECISIONE CHE COSTITUISCE L' ATTO FINALE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE .  3 . L' AMMINISTRAZIONE NON E TENUTA A COMUNICARE AL DIPENDENTE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE PRIMA DELLA NOTIFICA DELLA PROPRIA DECISIONE CIRCA L' INTEGRAZIONE DEL DIPENDENTE STESSO .  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA DAL  BARONE J . A . G . DE VOS VAN STEENWIJK,  CON L' AVVOCATO ANDRE ELVINGER, DEL FORO DI LUSSEMBURGO, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO LO STESSO, GRAND'RUE, 84, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA ( EURATOM ),  RAPPRESENTATA DAL DOTT . JAN GIJSSELS, CONSULENTE GIURIDICO, IN QUALITA D' AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ, 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  L' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO CON CUI SI E RIFIUTATO AL RICORRENTE IL PASSAGGIO IN RUOLO E LO SI E LICENZIATO, ED ALTRESI' IL RISARCIMENTO DEI DANNI DERIVATINE .  

Motivazione della sentenza

SULLA RICEVIBILITA  LA RICEVIBILITA DEL RICORSO NON E STATA CONTESTATA DALLA CONVENUTA NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO . IL RICORSO E QUINDI RICEVIBILE .  NEL MERITO  LA CENSURA TRATTA DALLA ILLEGITTIMITA' DELLA PROROGA DEL PERIODO DI PROVA  IL RICORRENTE ASSUME DI ESSERE STATO LESO DALLA PROROGA DEL PERIODO DI PROVA, IN QUANTO IL RAPPORTO COMPILATO AL TERMINE DEI PRIMI SEI MESI DI SERVIZIO ERA FAVOREVOLE, MENTRE QUELLO COMPILATO DOPO LA PROROGA DEL PERIODO DI PROVA, E SUL QUALE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SI E BASATA, GLI ERA SFAVOREVOLE . L' ILLEGITTIMITA DI DETTA PROROGA IMPLICHEREBBE L' INVALIDITA DELLA DECISIONE IMPUGNATA .  LA CORTE RILEVA CHE, QUAND' ANCHE IL PERIODO DI PROVA DEL RICORRENTE NON SI SIA SVOLTO IN MODO DEL TUTTO NORMALE, SI DEVE ESCLUDERE CHE LE DEDOTTE ANOMALIE SIANO TALI DA INVALIDARE IL PROVVEDIMENTO DI CUI TRATTASI . POSTO CHE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE SI E SVOLTO PIU DI UN ANNO DOPO LA FINE DELLA FASE CUI SI RIFERIVA IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA IN DATA 16 FEBBRAIO 1962, L' AMMINISTRAZIONE AVEVA INFATTI IL POTERE E IL DOVERE DI SOTTOPORRE ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, A PRESCINDERE DALLA PROROGA DEL PERIODO DI PROVA, IL RAPPORTO PIU RECENTE RELATIVO ALL' INTERO SERVIZIO PRESTATO DAL RICORRENTE . ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E STATO PERCIO' GIUSTAMENTE PRESENTATO IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE COMPILATO NEL NOVEMBRE 1962 .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  LE CENSURE TRATTE DALL' IRRITUALITA' DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE  IL RICORRENTE SI DUOLE CHE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON GLI SIA STATO COMUNICATO PER ESTESO PRIMA DELLA DECISIONE SULL' INTEGRAZIONE, NE SIA STATO INSERITO NEL SUO FASCICOLO PERSONALE .  LA CORTE OSSERVA CHE IL PARERE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E VINCOLANTE PER L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . QUALSIASI CENSURA DELL' INTERESSATO CONTRO DETTO AVVISO NON PUO' ESSERE ELEVATA CHE MEDIANTE RICORSO PROPOSTO CONTRO LA DECISIONE CON CUI L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA OMOLOGA IL PARERE, DECISIONE CHE COSTITUISCE L' ATTO FINALE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE . LA MANCATA COMUNICAZIONE PREVENTIVA DEL PARERE NON PUO' QUINDI LEDERE IN ALCUN MODO L' INTERESSATO E PERTANTO NON PUO' RITENERSI CHE L' AMMINISTRAZIONE SIA TENUTA A COMUNICARGLI IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE PRIMA DELLA NOTIFICA DELLA PREDETTA DECISIONE .  IL RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E IRRITUALE, NON ESSENDO EGLI STATO POSTO A CONFRONTO COI CAPI SERVIZIO CHE HANNO COMPILATO IL SUO RAPPORTO D' INTEGRAZIONE .  LA CORTE RILEVA CHE IL RICORRENTE E STATO POSTO IN GRADO DI MANIFESTARE ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE IL SUO PARERE CIRCA I RILIEVI FORMULATI NEI SUOI RIGUARDI DAI CAPI SERVIZIO . IN CONSIDERAZIONE DELLE CIRCOSTANZE PECULIARI DELLA FATTISPECIE, SI DEVE RITENERE CHE IL CONFRONTO DIRETTO TRA L' INTERESSATO E I SUOI CAPI SERVIZIO NON AVREBBE CONSENTITO ALLA COMMISSIONE DI ACQUISIRE NUOVI ELEMENTI DI RILIEVO .  LE CENSURE RELATIVE ALLA IRRITUALITA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE SONO QUINDI INFONDATE .  I MOTIVI ATTINENTI ALL' INVALIDITA' DEL GIUDIZIO SULLE ATTITUDINI DEL RICORRENTE  A ) VIOLAZIONE DEL TRATTATO  IL RICORRENTE ASSUME CHE, ESSENDOGLI STATE PRECLUSE, PER TUTTO IL PERIODO CUI IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE SI RIFERISCE, LE FUNZIONI DI ASSISTENTE DEL DIRETTORE DEL CENTRO DI ISPRA PER ESERCITARE LE QUALI EGLI ERA STATO ASSUNTO, QUALSIASI APPREZZAMENTO NEI SUOI RIGUARDI ERA RADICALMENTE INVALIDO .  LA CORTE OSSERVA CHE, CON L' ASSEGNAZIONE DEL RICORRENTE ALL' " UFFICIO STUDI " CREATO IN SEGUITO ALL' ARRIVO AD ISPRA DEL SIG . MERCERAU, LA POSIZIONE INIZIALE DEL RICORRENTE IN SENO ALL' EURATOM E SENZA DUBBIO ALQUANTO MUTATA . IN CONSIDERAZIONE DEI TERMINI MOLTO GENERICI DELLA LETTERA D' ASSUNZIONE, COME PURE DELLE ESIGENZE RELATIVE ALL' ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI, ESIGENZE PARTICOLARMENTE SENTITE NEL PERIODO DI COSTITUZIONE DEL CENTRO DI ISPRA, NON V' E MOTIVO DI RITENERE CHE TALE MUTAMENTO ESORBITI DAI POTERI MOLTO AMPI DI CUI IN DETTO PERIODO LA DIREZIONE DEL CENTRO DISPONEVA . NEL RAPPORTO COMPILATO IN VISTA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CUI IL RICORRENTE DOVEVA ESSERE SOTTOPOSTO SI E PERCIO' GIUSTAMENTE TENUTO CONTO DELL' INTERA ATTIVITA DA LUI SVOLTA IN ESPLETAMENTO DEI VARI COMPITI CHE GLI ERANO STATI AFFIDATI .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  IL RICORRENTE SOSTIENE INOLTRE DI NON AVER POTUTO DAR PROVA DELLE SUE CAPACITA, POSTO CHE DURANTE IL PERIODO CUI IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE SI RIFERISCE NON GLI FU AFFIDATO ALCUN INCARICO CONCRETO E GLI FU PRECLUSO OGNI CONTATTO COI VARI SERVIZI .  LA CORTE RILEVA CHE, PER QUANTO RIGUARDA LE PRESTAZIONI PROFESSIONALI DEL RICORRENTE, I RILIEVI RIGUARDANO SOPRATTUTTO LA MANCANZA D' INIZIATIVA NEL RICERCARE I PROBLEMI DA PORRE ALLO STUDIO E IL COMPORTAMENTO NEGLIGENTE, MENTRE, COME IL VICE DIRETTORE DEL CENTRO SIG . MERCERAU HA AMMESSO NELLA SUA DEPOSIZIONE, GLI STUDI COMPIUTI INIZIALMENTE DAL RICORRENTE, SU QUESTIONI CONCRETE, ERANO PREGEVOLI . I MEZZI ISTRUTTORI ASSUNTI DALLA SEZIONE, AD ISTANZA DEL RICORRENTE, NON HANNO CONFERMATO L' ASSUNTO DI QUEST' ULTIMO CIRCA L' IMPOSSIBILITA IN CUI EGLI SI SAREBBE TROVATO DI STABILIRE DEI CONTATTI CON I SERVIZI CHE SVOLGEVANO UN' ATTIVITA AFFINE ALLA SUA .  IN CONSIDERAZIONE DELLA LATITUDINE DELLE FUNZIONI DEL RICORRENTE, NULLA CONSENTE DI RITENERE CH' EGLI NON SIA STATO POSTO IN GRADO DI DARE PROVA DELLE SUE CAPACITA . SE NON SI PUO' ESCLUDERE CHE IL DETERIORAMENTO DEI SUOI RAPPORTI PERSONALI CON LA DIREZIONE DEL CENTRO D' ISPRA E LA DELUSIONE CONSEGUENTE ALLA SUA ASSEGNAZIONE ALL' UFFICIO STUDI ABBIANO INFLUITO SUL SUO COMPORTAMENTO GENERALE, CIO' NON GIUSTIFICA TUTTAVIA IL SUO ATTEGGIAMENTO NEGATIVO, CARATTERIZZATO FRA L' ALTRO DA NUMEROSE ASSENZE INGIUSTIFICATE, E IN CONTRASTO COI PRINCIPI FONDAMENTALI LA CUI OSSERVANZA E IN OGNI CASO INDISPENSABILE PER IL BUON FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO .  LA CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  B ) SVIAMENTO DI POTERE  IL RICORRENTE RAVVISA, NEL RAPPORTO SFAVOREVOLE COMPILATO DAL SUO DIRETTORE GENERALE, UNO SVIAMENTO DI POTERE CONSISTENTE NEL FATTO CHE DETTO DIRETTORE SI SAREBBE VALSO DEI SUOI POTERI D' APPREZZAMENTO PER SCOPI PERSONALI .  LA CORTE OSSERVA CHE I GIUDIZI ESPRESSI DAL VICE DIRETTORE DEL CENTRO, LE CUI RELAZIONI COL RICORRENTE NON ERANO CATTIVE, NEL RAPPORTO SOTTOPOSTO ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE CONFERMANO SOSTANZIALMENTE, SIA PURE IN FORMA PIU ATTENUATA, IL RAPPORTO SFAVOREVOLE DEL DIRETTORE GENERALE . NON E STATA PERCIO' FORNITA LA PROVA CHE GLI APPREZZAMENTI SFAVOREVOLI CONTENUTI NEL RAPPORTO DEL DIRETTORE GENERALE DEL CENTRO SIANO STATI DETERMINATI DA ANIMOSITA PERSONALE VERSO IL RICORRENTE .  IL MOTIVO NON PUO' QUINDI ESSERE ACCOLTO .  LA PRETESA DI DANNI  DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO EMERGE CHE IL RICORRENTE NON HA PROVATO L' ILLEGITIMITA DEL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO . IN CONSIDERAZIONE DELLA SUA NATURA E DEL SUO OGGETTO, DETTO PROVVEDIMENTO POTREBBE COSTITUIRE UN ILLECITO ED AVER CAUSATO DEI DANNI RISARCIBILI SOLTANTO QUALORA CONTENESSE CRITICHE SUPERFLUE NEI RIGUARDI DEL DESTINATARIO . NELLA SPECIE, LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA NON CONTIENE CRITICHE SIFFATTE .  RIMANE QUINDI DA ESAMINARE SOLTANTO LA DOMANDA RELATIVA ALLA CONCESSIONE DI UN' INDENNITA A CAUSA DELL' INADEGUATEZZA DEL PERIODO DI PREAVVISO .  IL PREAVVISO DI UN MESE APPLICATO AL RICORRENTE E CONFORME ALLE CLAUSOLE DEL CONTRATTO D' ASSUNZIONE . A NORMA DELL' ART . 102, N . 2, DELLO STATUTO DEL PERSONALE, AL RICORRENTE E STATA INOLTRE CORRISPOSTA L' INDENNITA DI DUE MESI DI CUI ALL' ART . 34 DELLO STATUTO . CON QUEST' ULTIMA INDENNITA, FISSATA DIRETTAMENTE DALLO STATUTO, LA CONVENUTA HA FATTO NELLA SPECIE TUTTO QUANTO LE INCOMBEVA IN MATERIA DI PREAVVISO .  LE CONCLUSIONI DEL RICORRENTE RELATIVE ALL' INDENNITA VANNO QUINDI DISATTESE .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE .  A NORMA DELL' ART . 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE VA CONDANNATO ALLE SPESE . A NORMA DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, TUTTAVIA, NEI RICORSI PROPOSTI DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOPPORTATE DELLE ISTITUZIONI RESTANO A LORO CARICO .  PER QUANTO RIGUARDA LE SPESE DI TRASFERTA DEI TESTIMONI, ESSENDO QUESTI STATI SENTITI NELLA LORO QUALITA DI DIPENDENTI DELLA COMMISSIONE CEEA, E OPPORTUNO CHE ESSE RESTINO A CARICO DELLA CONVENUTA .  

Dispositivo

LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . IL RICORSO 84/63 E RESPINTO PERCHE INFONDATO .  2 . CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA INCONTRATE .  3 . LE SPESE DI TRASFERTA DEI TESTIMONI SONO POSTE A CARICO DELLA CONVENUTA .