CELEX: 61990CJ0266
Language: it
Date: 1992-01-28
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 28 gennaio 1992. # Franc Soba KG contro Hauptzollamt Augsburg. # Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanzgericht di Monaco - Germania. # Amarene allo sciroppo - Misure di salvaguardia. # Causa C-266/90.

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61990J0266

SENTENZA DELLA CORTE (QUARTA SEZIONE) DEL 28 GENNAIO 1992.  -  FRANC SOBA KG CONTRO HAUPTZOLLAMT AUGSBURG.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE: FINANZGERICHT MUENCHEN - GERMANIA.  -  AMARENE SCIROPPATE - MISURE DI SALVAGUARDIA.  -  CAUSA C-266/90.  

raccolta della giurisprudenza 1992 pagina I-00287

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++Agricoltura - Organizzazione comune dei mercati - Prodotti trasformati a base di ortofrutticoli - Misure di salvaguardia all' importazione di amarene - Prezzo all' importazione - Modalità di calcolo  (Regolamento (CEE) della Commissione n. 1626/85, art. 3, n. 1)  

Massima

L' art. 3, n. 1, del regolamento n. 1626/85, recante misure di salvaguardia applicabili all' importazione di marasche, dev' essere interpretato nel senso che, ai fini del calcolo del prezzo all' importazione, dev' essere preso in considerazione il costo degli imballaggi immediati messi gratuitamente a disposizione del fornitore dall' importatore. 

Parti

Nel procedimento C-266/90,  avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art. 177 del Trattato CEE, dal Finanzgericht di Monaco, nella causa dinanzi ad esso pendente tra  Franc Soba KG  e  Hauptzollamt Augsburg,  domanda vertente sull' interpretazione del regolamento (CEE) della Commissione 14 giugno 1985, n. 1626, recante misure di salvaguardia applicabili all' importazione di marasche (GU L 156, pag. 13),  LA CORTE (Quarta Sezione),  composta dai signori P.J.G. Kapteyn, presidente di sezione, C.N. Kakouris e Díez de Velasco, giudici  avvocato generale: G. Tesauro  cancelliere: J.A. Pompe, vicecancelliere  viste le osservazioni scritte presentate, per la Commissione, dal sig. Ulrich Woelker, membro del servizio giuridico, in qualità di agente,  vista la relazione d' udienza,  sentite, all' udienza del 24 settembre 1991, le osservazioni orali della società Franc Soba KG, rappresentata dal sig. Roland Jehle, consulente fiscale in Augusta (Augsburg), e della Commissione,  sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza del 24 ottobre 1991,  ha pronunciato la seguente  Sentenza  

Motivazione della sentenza

1 Con ordinanza 10 luglio 1990, pervenuta in cancelleria il 5 settembre successivo, il Finanzgericht di Monaco ha sottoposto alla Corte, in forza dell' art. 177 del Trattato CEE, una questione pregiudiziale vertente sull' interpretazione dell' art. 3, n. 1, del regolamento (CEE) della Commissione 14 giugno 1985, n. 1626, recante misure di salvaguardia applicabili all' importazione di marasche (GU L 156, p. 13).  2 Tale questione è stata sollevata nell' ambito di una controversia sorta tra la società Franc Soba KG (in prosieguo: la "Soba") e lo Hauptzollamt Augsburg (in prosieguo: lo "Hauptzollamt"), in ordine al pagamento di una tassa di compensazione ammontante a 1 134 138,17 DM. Il pagamento di questa tassa veniva ingiunto dallo Hauptzollamt alla Soba, per non avere quest' ultima rispettato il "prezzo minimo" all' importazione, stabilito dal citato regolamento n. 1626/85.  3 L' art. 1, n. 1, del medesimo regolamento stabilisce un prezzo minimo all' importazione, tra l' altro, di "marasche sciroppate, con aggiunta di zuccheri in imballaggi immediati (...)". Ai sensi del n. 2 dello stesso articolo, "se il prezzo minimo non è rispettato, si applica l' onere compensativo indicato nell' allegato".  4 L' art. 3, n. 1, del regolamento recita:  "Il prezzo all' importazione è determinato sulla base dei seguenti fattori:  a) prezzo fob nel paese d' origine,  e  b) costi di trasporto e di assicurazione sino al luogo di entrata nel territorio doganale della Comunità".  5 Ai sensi dell' art. 5, secondo comma, il regolamento era applicabile fino al 9 maggio 1986; esso è stato prorogato sino al 9 maggio 1987, in forza del regolamento (CEE) della Commissione 29 aprile 1986, n. 1257 (GU L 113, pag. 37).  6 Emerge dall' ordinanza di rinvio che, nel periodo dal 5 dicembre 1985 al 10 settembre 1986, la Soba ha importato 103 partite di marasche snocciolate in vasi di vetro, acquistate presso un produttore jugoslavo. Nell' espletare le formalità d' importazione, la Soba allegava a ciascuna dichiarazione in dogana il conteggio del prezzo all' importazione: ai fini di questo conteggio, essa aggiungeva, al prezzo di fattura delle marasche, il valore del materiale di confezionamento e d' imballaggio, che essa aveva gratuitamente messo a disposizione del fornitore (vasi di vetro, coperchi, etichette, cartoni, cappucci a restringimento).  7 Lo Hauzptzollamt non aveva, in un primo momento, applicato alcuna tassa di compensazione, tuttavia aveva in un secondo tempo ritenuto che il valore del materiale di condizionamento e d' imballaggio non dovesse essere conteggiato nel prezzo d' importazione del prodotto, da ciò concludendo che la Soba non aveva rispettato il prezzo minimo fissato dal regolamento n. 1626/85, ed applicando una tassa di compensazione pari a 80,02 DM per 100 kg di peso netto di marasche importate. Con avviso di rettifica del 29 ottobre 1986, lo Hauptzollamt ingiungeva alla Soba il pagamento della somma corrispondente alle quantità importate.  8 Dopo aver esperito infruttuosamente opposizione contro quest' ultimo provvedimento dinanzi allo Hauptzollamt, la Soba presentava ricorso dinanzi al Finanzgericht di Monaco, il quale, ritenendo che la soluzione della controversia dipendesse dall' interpretazione dell' art. 3 del regolamento n. 1626/85, ha, con ordinanza 10 luglio 1990, sospeso il procedimento e chiesto alla Corte di pronunciarsi sulla seguente questione pregiudiziale:  "Se l' art. 3, n. 1, del regolamento (CEE) n. 1626/85 vada interpretato nel senso che per la determinazione del prezzo all' importazione debbano essere considerati elementi di maggiorazione del prezzo i costi dei contenitori e dei materiali d' imballaggio che l' acquirente ha gratuitamente messo a disposizione del fornitore".  9 Per una più ampia illustrazione degli antefatti della causa principale, delle norme comunitarie di cui trattasi nonché dello svolgimento del procedimento e delle osservazioni scritte presentate alla Corte, si fa rinvio alla relazione d' udienza. Questi elementi del fascicolo sono richiamati solo nella misura necessaria alla comprensione del ragionamento della Corte.  10 La Commissione assume, in primo luogo, che i costi dell' imballaggio che l' acquirente abbia messo gratuitamente a disposizione del fornitore non debbono essere presi in considerazione per il calcolo del prezzo all' importazione. A suo parere, la menzione "imballaggi immediati", di cui all' art. 1, n. 1, del citato regolamento n. 1626/85, poiché ricalca alla lettera la corrispondente voce della tariffa doganale comune, serve unicamente ad identificare la merce di cui trattasi e non a determinarne il prezzo.  11 Tale argomento è infondato. In effetti, pur essendo vero che la disposizione in parola non riguarda la determinazione del prezzo all' importazione, essa contiene tuttavia una definizione della merce che ricomprende, secondo la stessa disposizione, gli imballaggi immediati.  12 Tale interpretazione trova riscontro nel fatto che, come ha indicato la Commissione nel rispondere ad un quesito scritto rivoltole dalla Corte, il prezzo minimo all' importazione della merce di cui trattasi è stato determinato tenendosi conto degli imballaggi usuali.  13 Quanto all' art. 3, n. 1, del regolamento n. 1626/85, la Commissione sostiene che il riferimento ivi contenuto al prezzo fob nel paese d' origine debba essere inteso nel senso che solo i costi indicati nella fattura emessa dal venditore devono essere presi in considerazione per la determinazione del prezzo all' importazione. Altri costi eventuali, fatta eccezione per quelli relativi al trasporto ed all' assicurazione, espressamente contemplati dall' art. 3, n. 1, lett. b), del regolamento n. 1626/85, non entrerebbero a far parte del prezzo della merce, bensì del valore in dogana di quest' ultima, e non potrebbero quindi essere presi in considerazione per il calcolo del prezzo all' importazione.  14 La Commissione aggiunge che l' interpretazione che essa propone risulta anche dalla nota interpretativa 2/85 (VI/4681/85), elaborata dai suoi uffici, discussa in seno al competente comitato di gestione e comunicata a tutti gli Stati membri.  15 Tale interpretazione non può essere accolta.  16 Invero, il prezzo fob è il prezzo che è sostenuto dall' acquirente della merce, la quale è definita, come si è già rilevato, come costituita da marasche sciroppate e dai relativi imballaggi immediati. Si deve osservare che questa definizione non include qualsiasi tipo d' imballaggio, ma fa riferimento unicamente all' imballaggio immediato. Evidentemente, il legislatore ha inteso riferirsi, con questo, agli imballaggi usuali necessari alla spedizione e al trasporto della merce.  17 Ne consegue che, se nella fattura emessa dal venditore figura solo il prezzo dei frutti propriamente detti, per aver l' acquirente messo gratuitamente a disposizione del venditore l' imballaggio immediato, il prezzo all' importazione deve essere calcolato altresì tenendo conto del costo sostenuto dall' acquirente per l' acquisto degli imballaggi, anche se questi non sono stati acquistati presso il venditore.  18 Quest' interpretazione trova pure conferma nell' art. 2 del regolamento n. 1626/85, quale emendato dal regolamento della Commissione 21 giugno 1985, n. 1712 - che modifica le versioni tedesca, greca, inglese, francese, italiana e olandese del regolamento n. 1626/85 recante misure di salvaguardia applicabili all' importazione di marasche (GU L 163, pag. 46) -, secondo cui "per ciascuna partita, le autorità doganali raffrontano, all' atto dell' espletamento delle formalità doganali d' importazione per l' immissione in libera pratica, il prezzo all' importazione e il prezzo minimo corrispondente". E' infatti ovvio che il raffronto deve farsi tra merci comparabili. Poiché, come si è rilevato dianzi, il prezzo minimo stabilito dal regolamento si riferisce alla merce con il relativo imballaggio, il prezzo all' importazione è, di conseguenza, quello delle marasche sciroppate con il loro imballaggio abituale.  19 Deve peraltro aggiungersi che una nota interpretativa non può modificare le norme imperative contenute nel regolamento n. 1626/85.  20 Di conseguenza, occorre risolvere la questione pregiudiziale dichiarando che l' art. 3, n. 1, del regolamento (CEE) della Commissione 14 giugno 1985, n. 1626, recante misure di salvaguardia applicabili all' importazione di marasche, deve essere interpretato nel senso che, per la determinazione del prezzo all' importazione, occorre tener conto del costo degli imballaggi immediati che l' importatore abbia messo gratuitamente a disposizione del fornitore.  

Decisione relativa alle spese

Sulle spese  21 Le spese sostenute dalla Commissione delle Comunità europee, che ha presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale, il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, al quale spetta quindi pronunciarsi sulle spese.  

Dispositivo

Per questi motivi,  LA CORTE (Quarta Sezione),  pronunciandosi sulla questione sottopostale dal Finanzgericht di Monaco con ordinanza 10 luglio 1990, dichiara:  L' art. 3, n. 1, del regolamento (CEE) della Commissione 14 luglio 1985, n. 1626, recante misure di salvaguardia applicabili all' importazione di marasche, deve essere interpretato nel senso che, per la determinazione del prezzo all' importazione, occorre tener conto del costo degli imballaggi immediati che l' importatore abbia messo gratuitamente a disposizione del fornitore.