CELEX: 62016CN0295
Language: it
Date: 2016-05-25 00:00:00
Title: Causa C-295/16: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juzgado Contencioso-Administrativo n. 4 de Murcia (Spagna) il 25 maggio 2016 — Europamur Alimentación S.A./Dirección General de Consumo, Comercio y Artesanía de la Comunidad Autónoma de la Región de Murcia

22.8.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 305/15
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juzgado Contencioso-Administrativo n. 4 de Murcia (Spagna) il 25 maggio 2016 — Europamur Alimentación S.A./Dirección General de Consumo, Comercio y Artesanía de la Comunidad Autónoma de la Región de Murcia
   (Causa C-295/16)
   (2016/C 305/21)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   
      Giudice del rinvio
   
   Juzgado Contencioso-Administrativo n. 4 de Murcia
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Europamur Alimentación S.A.
   
      Convenuta: Dirección General de Consumo, Comercio y Artesanía de la Comunidad Autónoma de la Región de Murcia
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se la direttiva 2005/29/CE (1), relativa alle pratiche commerciali sleali, debba essere interpretata nel senso che osta a una disposizione nazionale come l’articolo 14 della Ley 7/1996, de 15 de enero, de Ordenación del Comercio Minorista [legge 7/1996 del 15 gennaio 1996, recante disciplina del commercio al dettaglio], che è più restrittiva della direttiva medesima, in quanto vieta ab limine la vendita sottocosto — anche da parte dei grossisti –, qualificando tale pratica come un illecito amministrativo, e di conseguenza la sanziona, tenuto conto del fatto che, oltre all’obiettivo di regolazione dei mercati, la legge spagnola mira a tutelare gli interessi dei consumatori.
            
         
               2)
            
            
               Se la direttiva 2005/29/CE debba essere interpretata nel senso che osta al citato articolo 14 della LOCM, anche se la disposizione nazionale permette di derogare al divieto generale di vendita sottocosto nei casi in cui i) l’autore della violazione dimostri che la vendita sottocosto mirava a raggiungere i prezzi praticati da uno o più concorrenti che potevano pregiudicare considerevolmente le sue vendite o ii) si tratti di prodotti deperibili con scadenza ravvicinata.
            
         
      (1)  Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno, che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 149, pag. 22).