CELEX: C2003/264/42
Language: it
Date: 2003-11-01 00:00:00
Title: Causa C-392/03: Ricorso del 16 settembre 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 264/24                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            1.11.2003
Motivi e principali argomenti                                              giuridico dello Stato, con domicilio eletto in Lussemburgo
                                                                           presso l’ambasciatore di Grecia, 27 rue Marie Adelaïde, ha
                                                                           proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
Ai sensi dell’art. 18 della direttiva 96/67/CE gli Stati membri            un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
possono adottare le misure necessarie per garantire la tutela
dei diritti dei lavoratori. Tuttavia, tali misure devono essere
adottate fatte salve l’applicazione della direttiva e le altre
disposizioni di diritto comunitario. Benché la direttiva 2001/             La ricorrente chiede che la Corte voglia:
23/CE, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori           —      annullare la decisione della Commissione notificata con
in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di
                                                                                  il n. C(2003) 2587, che esclude dal finanziamento
imprese o di stabilimenti (2), non sia applicabile quando solo
                                                                                  comunitario alcune spese effettuate dagli Stati membri a
una determinata quota di mercato sia «trasferita» ad un’altra
                                                                                  titolo del FEAOG, sezione «garanzia», nella parte in cui
impresa, il par. 8, n. 2 del regolamento relativo ai servizi di                   riguarda le rettifiche finanziarie a carico della Repubblica
assistenza a terra negli aeroporti (BADV) consente all’organo
                                                                                  ellenica, nel settore del vino, dei premi per animali e
di gestione dell’aeroporto di inserire nelle condizioni generali,
                                                                                  dell’olio d’oliva, per gli esercizi finanziari 1999-2000.
durante la procedura di appalto e selezione, l’obbligo generale,
per i nuovi operatori, di assumere il personale dell’aeroporto,
indipendentemente dal fatto se vi sia stato un trasferimento ai
sensi della direttiva 2001/23/CE. Il par. 8, n. 2, della BADV ha
quindi chiaramente come conseguenza che nuove imprese
                                                                           Motivi e principali argomenti
vengano dissuase dall’accesso al mercato e che venga pregiudi-
cata la loro competitività, circostanza che comporta una
diminuzione dei vantaggi della liberalizzazione in relazione ad
una diminuzione dei prezzi e ad un miglioramento della                     1.      Violazione di legge e lesione di principi generali.
qualità dei servizi.
Inoltre, il par.9, n. 3, della BADV, consente agli organi di               2. Violazione del principio di proporzionalità — abuso di
gestione dell’aeroporto di esigere un corrispettivo economico              potere discrezionale.
maggiore per l’accesso agli impianti nel caso in cui i prestatori
di servizi e gli utenti che praticano l’autoassistenza, accedendo
al mercato, non abbiano assunto il personale del gestore
dell’aeroporto. Tale disposizione contrasta con le disposizioni            3. Errore di fatto, erronea valutazione delle circostanze di
dell’art. 16, n. 3, della direttiva 96/67/CEE, secondo cui il              fatto, motivazione carente della decisione impugnata.
corrispettivo economico per l’accesso agli impianti deve essere
determinato in base a criteri pertinenti obiettivi, trasparenti e
non discriminatori. La mancata assunzione del personale non                4. Erronea interpretazione e applicazione dell’art. 5, n. 2,
può essere considerata un criterio che soddisfa tali condizioni.           lett. c), del regolamento n. 729/70.
Al contrario, tale disposizione consente al gestore dell’aeropor-
to di esigere dai prestatori di servizi e gli utenti che praticano
l’autoassistenza un corrispettivo economico più elevato per
l’accesso agli impianti, quando questi ultimi non assumono il
suo personale. Così all’aeroporto viene data la possibilità di
discriminare i suoi concorrenti diretti.
(1) GU L 272, pag. 36.
(2) GU L 82, pag. 16.
                                                                           Ricorso del 16 settembre 2003 contro la Repubblica
                                                                           italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità
                                                                                                           europee
                                                                                                      (Causa C-392/03)
Ricorso della Repubblica ellenica contro la Commissione
  delle Comunità europee, proposto il 15 settembre 2003
                                                                                                       (2003/C 264/42)
                         (Causa C-387/03)
                          (2003/C 264/41)
                                                                           Il 16 settembre 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dai signori Arnaud Bordes e Luca Visaggio, in
Il 15 settembre 2003 la Repubblica ellenica, rappresentata dai             qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
sigg. Ioannis Chalkias e Eleni Svolopoulou, membri del servizio            Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
 ---pagebreak--- 1.11.2003                IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            C 264/25
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                   —      condannare la Commissione alle spese.
—     constatare che la Repubblica italiana, non adottando le
      disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
      necessarie per conformarsi alla direttiva 1999/74/CE del                Motivi e principali argomenti
      Consiglio (1), del 19 luglio 1999, che stabilisce le norme
      minime per la protezione delle galline ovaiole, o comun-
      que non avendo comunicato tali disposizioni alla Com-                   (Sulla domanda principale)
      missione, è venuta meno agli obblighi ad esso incombenti
      ai sensi dell’art. 13, n. 1, di tale direttiva;                         Violazione del Trattato CE ed in particolare del protocollo n. 9
                                                                              allegato all’atto di adesione del 1994 per il rigetto definitivo
—     condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.               della richiesta effettuata ai sensi dell’art. 232, comma 2, CE: la
                                                                              Commissione tenta erroneamente di detrarre dal numero dei
                                                                              transiti dichiarati complessivamente nell’anno 2002
                                                                              (1 718 622) i viaggi dichiarati transiti, per i quali non è
Motivi e principali argomenti
                                                                              disponibile alcuna informazione relativa all’uscita dal territorio
                                                                              nazionale (69 433), nonché i viaggi dichiarati transiti per i
Il termine per la trasposizione della direttiva è scaduto il primo            quali l’attraversamento del confine in entrata e in uscita è
gennaio 2002.                                                                 avvenuto presso la stessa stazione di frontiera (52 642), e
                                                                              altresì i viaggi sulle «Rollenden Landstraße» (7 812).
(1) GU L 203 del 03.08.1999, pagg. 53-57.
                                                                              Il sistema degli ecopunti ai sensi del protocollo n. 9 allegato
                                                                              all’atto di adesione del 1994 è fondato sul principio della
                                                                              dichiarazione. Pertanto, se i viaggi sono dichiarati transiti in
                                                                              modo univoco dal conducente, di essi si può tener conto nella
                                                                              statistica relativa agli ecopunti e acquistano rilevanza per
                                                                              l’accertamento del superamento del limite del 108 %, nel qual
                                                                              caso la Commissione, ai sensi dell’art. 11, n. 2, lett. c) del
Ricorso della Repubblica d’Austria contro la Commis-                          protocollo n. 9, in combinato con l’allegato 5, n. 3 del
sione delle Comunità europee, proposto il 18 settembre
                                                                              protocollo, è tenuta ad adottare adeguate misure, vale a dire a
                         2003 (fax: 11.9.03)                                  ridurre il numero degli ecopunti per l’anno successivo in base
                                                                              ad un metodo di calcolo stabilito nell’allegato al protocollo. In
                          (Causa C-393/03)                                    base al principio della dichiarazione, non si può imporre alla
                                                                              Repubblica d’Austria né in diritto né in fatto l’obbligo di
                           (2003/C 264/43)                                    provare, per ogni singolo caso, che in presenza di una
                                                                              dichiarazione univoca di viaggio in transito, il transito abbia
                                                                              poi effettivamente luogo. Da parte della Repubblica d’Austria
                                                                              possono essere quindi portati in deduzione soltanto quei viaggi
Il 18 settembre 2003 (fax: 11.9.03) la Repubblica d’Austria,                  dichiarati come viaggi in transito che con certezza non
rappresentata dal sig. Harald Dossi, membro del servizio                      potevano, nonostante una dichiarazione univoca, essere quali-
giuridico della Cancelleria della Repubblica d’Austria, con                   ficati come tali. Ne risulta quindi che nell’anno 2002 il limite
domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto alla Corte                       del 108 % è stato certamente oltrepassato. La Commissione, a
di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la                      causa della sua decisione del 1 luglio 2003, è quindi venuta
Commissione delle Comunità europee.                                           meno agli obblighi che le incombono in virtù del protocollo
                                                                              n. 9 allegato all’atto di adesione del 1994, in particolare agli
                                                                              obblighi di cui all’art. 11, comma 2, lett. c, in combinato
La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                                                                              disposto con l’art. 16 e con l’allegato 5, n. 3, del protocollo
                                                                              n. 9, ed ha pertanto dato luogo al motivo di annullamento
—     annullare la posizione negativa adottata dalla Commis-
                                                                              relativo alla violazione del Trattato CE ed in particolare del
      sione il 1 luglio 2003 in forma di rigetto definitivo della
                                                                              protocollo n. 9 allegato all’atto di adesione del 1994, ai sensi
      richiesta di agire ad essa effettuata dalla Repubblica
                                                                              dell’art. 230 CE.
      d’Austria ai sensi dell’art. 232, comma 2;
—     condannare la Commissione alle spese.
                                                                              (Sulla domanda in subordine)
La Repubblica d’Austria chiede in subordine che la Corte                      Violazione del Trattato CE, in particolare del protocollo n. 9
voglia:                                                                       dell’atto di adesione del 1994: per la motivazione l’attrice
                                                                              rinvia alle argomentazioni relative al primo motivo.
—     annullare la decisione della Commissione 1 luglio 2003,
      con la quale è stato deliberato di non applicare la
      disposizione di cui all’art. 11, comma 2, lett. c, del                  (1) Protocollo n. 9 concernente il trasporto su strada, ferroviario e
      protocollo n. 9 allegato all’atto di adesione del 1994 (1) e                combinato in Austria.
      di disporre la concessione non ridotta degli ecopunti per
      l’anno 2003;