CELEX: 52000PC0590
Language: it
Date: 2000-09-22
Title: Proposta di decisione del Consiglio riguardante l'approvazione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità e ciascuno dei paesi dell'EFTA che concedono preferenze tariffarie nel quadro dell'SPG (Norvegia e Svizzera) che prevede che le merci originarie della Norvegia o della Svizzera siano trattate al momento dell'immissione sul territorio doganale della Comunità come merci in cui è incorporato un elemento di origine comunitaria (accordo reciproco)

Avis juridique important

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52000PC0590

Proposta di decisione del Consiglio riguardante l'approvazione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità e ciascuno dei paesi dell'EFTA che concedono preferenze tariffarie nel quadro dell'SPG (Norvegia e Svizzera) che prevede che le merci originarie della Norvegia o della Svizzera siano trattate al momento dell'immissione sul territorio doganale della Comunità come merci in cui è incorporato un elemento di origine comunitaria (accordo reciproco)  /* COM/2000/0590 def. - ACC 2000/0242 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO riguardante l'approvazione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità e ciascuno dei paesi dell'EFTA che concedono preferenze tariffarie nel quadro dell'SPG (Norvegia e Svizzera) che prevede che le merci originarie della Norvegia o della Svizzera siano trattate al momento dell'immissione sul territorio doganale della Comunità come merci in cui è incorporato un elemento di origine comunitaria (accordo reciproco)(presentata dalla Commissione)RELAZIONENel 1995 è entrato in vigore il cumulo dell'origine tra la Comunità e i paesi beneficiari del Sistema di preferenze generalizzate (SPG). Detto cumulo dell'origine ("elemento del paese che concede le preferenze") incoraggia i paesi beneficiari dell'SPG a utilizzare componenti comunitarie: queste ultime sono quindi considerate come originarie dei paesi in questione, il che facilita il rispetto dei criteri di origine.D'altra parte, a partire dal 1980 la Comunità e i paesi dell'EFTA (all'epoca in numero di sei) hanno deciso di facilitare la circolazione sui loro territori delle merci beneficiarie di uno dei sette regimi SPG interessati (il regime comunitario e i sei regimi dei paesi dell'EFTA). Tale facilitazione era basata all'epoca su semplici accordi amministrativi bilaterali non pubblicati.La facilitazione consiste nel permettere alle merci accompagnate da un certificato d'origine "modulo A" di essere ammesse in uno dei sette territori che concedono preferenze, consentendo la sostituzione di tale certificato con un nuovo certificato allorché le merci in questione sono destinate interamente o in parte ad uno o più dei suddetti territori (articolo 89 del regolamento (CEE) n. 2454/93 del 2 luglio 1993, modificato dal regolamento (CE) n. 12/97 del 18 dicembre 1996).Si era potuta introdurre questa disposizione in quanto sia il regime SPG comunitario che quelli dei paesi dell'EFTA (attualmente la Svizzera e la Norvegia) sono basati su principi simili, in particolare per quanto riguarda i criteri di origine: questi ultimi sono, di fatto, quelli definiti dalla Comunità e adottati da entrambi i paesi summenzionati. Una tale simmetria dei principi è però venuta meno nel 1995, quando la Comunità ha deciso di introdurre il cumulo dell'origine di cui al primo paragrafo.Tuttavia, nel 1998 le normative svizzera e norvegese sono state modificate al fine di introdurre negli SPG dei due paesi un regime equivalente al suddetto cumulo dell'origine. Quale logica conseguenza, il fatto di consentire che tale facilitazione in materia di transito continui ad applicarsi a tutte le merci ammissibili all'uno o all'altro SPG implica che ciascuna delle tre parti consideri le componenti originarie delle altre due come originarie del paese beneficiario ai sensi delle norme previste dal proprio cumulo dell'origine; in pratica, la Comunità europea concederà delle preferenze alle merci, originarie di paesi beneficiari, in cui sono incorporate talune componenti originarie della Svizzera e/o della Norvegia, mentre questi due paesi ammetteranno, allo stesso modo, merci in cui sono incorporate componenti comunitarie.In altre parole, la Comunità e l'EFTA accetteranno le componenti delle altre due parti attraverso le esportazioni dei paesi in via di sviluppo. Questa situazione permetterà di mantenere il parallelismo dei regimi SPG, con particolare riguardo alle norme in materia di origine, per non perturbare una circolazione delle merci che avviene con notevole frequenza all'interno dello spazio economico costituito dall'insieme dei tre territori doganali; questi ultimi presentano del resto un alto grado di integrazione tra loro (ad esempio: un carico di prodotti brasiliani viene sdoganato nei Paesi Bassi e ripartito tra destinatari situati in parte in Germania e in parte in Svizzera mediante un certificato sostitutivo per quest'ultimo paese rilasciato dalle autorità doganali dei Paesi Bassi). Inoltre, i rispettivi volumi dell'economia comunitaria, da un lato, e delle economie svizzera e norvegese, dall'altro, lasciano prevedere che le componenti comunitarie entreranno in quantità maggiore nell'EFTA attraverso i paesi beneficiari di quanto non avvenga nel processo inverso.Per i motivi suesposti, la Commissione ha chiesto al Consiglio un mandato di negoziato per concludere con la Svizzera e la Norvegia due accordi paralleli, in forma di scambio di lettere, che diano fondamento e sostanza, sul piano del diritto internazionale, alla suddetta intesa. Questi accordi dovranno coprire l'intera procedura relativa ai certificati sostitutivi, a prescindere dal fatto che le merci rispettino o meno le condizioni d'origine grazie al cumulo bilaterale; si è infatti constatato che gli accordi del 1980 non presentano tutte le garanzie necessarie in materia di diritto internazionale.La Commissione ha ricevuto dal Consiglio il mandato di negoziato il 29 marzo 1996. Si sono svolte discussioni con le autorità svizzere e norvegesi, che hanno dato come risultato i progetti di scambio di lettere presentati in allegato. Poiché dette disposizioni sono state ormai definite sul piano tecnico tra le tre parti, queste ultime applicano da qualche tempo il suddetto cumulo bilaterale.Si deve osservare che, contrariamente a quanto era stato prospettato nella prima fase dei negoziati, i prodotti agricoli e della pesca sono stati esclusi dal campo di applicazione degli accordi (capitoli da 1 a 24 della NC).Infine, i testi in questione sono stati sottoposti al vaglio tecnico degli esperti degli Stati membri riuniti in seno al comitato del codice doganale (sezione origine).2000/0242 (ACC)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOriguardante l'approvazione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità e ciascuno dei paesi dell'EFTA che concedono preferenze tariffarie nel quadro dell'SPG (Norvegia e Svizzera) che prevede che le merci originarie della Norvegia o della Svizzera siano trattate al momento dell'immissione sul territorio doganale della Comunità come merci in cui è incorporato un elemento di origine comunitaria (accordo reciproco)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,visto il disposto dell'articolo 66, paragrafi 4 e 5, del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione del 2 luglio 1993 [1], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.  1602/2000 della Commissione del 24 luglio 2000 [2],[1]  GU CE L 253 dell'11.10.1993, pag. 1.[2]  GU CE L 188 del 26.7.2000, pag. 1.considerando quanto segue:(1) Per consentire il rilascio di certificati d'origine sostitutivi "modulo A" da parte delle autorità doganali della Comunità europea, della Svizzera e della Norvegia al fine, in particolare, di facilitare la circolazione delle merci originarie di paesi in via di sviluppo beneficiari delle preferenze generalizzate concesse dalla Comunità europea, dalla Svizzera e dalla Norvegia, appare necessario concludere un accordo tra la Comunità europea, la Svizzera e la Norvegia affinché riconoscano reciprocamente le loro componenti come originarie dei suddetti paesi in via di sviluppo nel quadro delle norme previste per il cumulo bilaterale dell'origine.(2) In seguito all'autorizzazione concessa dal Consiglio alla Commissione il 29 marzo 1996, tra la Comunità europea, la Svizzera e la Norvegia si sono tenuti a tal fine dei negoziati, i quali hanno condotto a un accordo in forma di scambio di lettere che la Comunità ha interesse ad approvare.DECIDE:Articolo 1L'accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea, la Svizzera e la Norvegia, destinato a consentire il rilascio di certificati d'origine sostitutivi "modulo A" da parte delle autorità doganali della Comunità europea, della Svizzera e della Norvegia al fine, in particolare, di facilitare la circolazione delle merci originarie di paesi in via di sviluppo beneficiari delle preferenze generalizzate concesse dalla Comunità europea, dalla Svizzera e dalla Norvegia, è approvato a nome della Comunità.Il testo dell'accordo in forma di scambio di lettere è accluso alla presente decisione.Articolo 2Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare le persone abilitate a firmare l'accordo in forma di scambio di lettere di cui all'articolo 1.Articolo 3Il presidente del Consiglio procede, a nome della Comunità, alla notifica prevista dall'accordo in forma di scambio di lettere.Fatto a Bruxelles, addìPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOACCORDO IN FORMA DI SCAMBIO DI LETTEREtra la Comunità e ciascuno dei paesi dell'EFTA che concedono preferenze tariffarie nel quadro dell'SPG (Norvegia e Svizzera) che prevede che le merci originarie della Norvegia o della Svizzera siano trattate al momento dell'immissione sul territorio doganale della Comunità come merci in cui è incorporato un elemento di origine comunitaria (accordo reciproco)A. Lettera della ComunitàSignor ...,1. La Comunità e la Svizzera ritengono di applicare regole simili in materia di origine nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate (SPG) i cui principi generali di base sono i seguenti:-definizione della nozione di prodotto originario stabilita secondo i medesimi criteri;-disposizioni in materia di cumulo regionale dell'origine;-disposizioni in materia di cumulo dell'origine con materiali originari, ai sensi delle regole di origine dell'SPG, della Comunità europea, della Svizzera o della Norvegia;-tolleranza in percentuale per gli elementi non originari;-obbligo del trasporto diretto delle merci dal paese beneficiario;-disposizioni in materia di rilascio e di accettazione del certificato d'origine modulo A di sostituzione (in appresso denominato "certificato di sostituzione");-necessità di una cooperazione amministrativa con le autorità abilitate dei paesi beneficiari in materia di certificati d'origine modulo A.2. La Comunità e la Svizzera riconoscono reciprocamente le materie originarie dell'altra parte o della Norvegia (ai sensi delle regole d'origine SPG) che sono state trasformate e incorporate in un prodotto originario del paese beneficiario dell'SPG, come originari di tale paese beneficiario.Le autorità doganali della Comunità, della Svizzera e della Norvegia si prestano tutta l'assistenza amministrativa necessaria, segnatamente in materia di verifica dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 corrispondenti alle materie di cui al paragrafo precedente. Le disposizioni concernenti la cooperazione amministrativa previste nel protocollo n.3 dell'accordo CE-Svizzera, nell'allegato B della convenzione EFTA o al protocollo n.4 dell'accordo sullo Spazio economico europeo sono applicabili mutatis mutandis.Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano ai prodotti dei capitoli da 1 a 24 del sistema armonizzato.3. La Comunità e la Svizzera accettano reciprocamente i certificati di sostituzione rilasciati dalle autorità doganali della controparte del presente accordo in vece dei certificati di origine modulo A rilasciati dalle autorità competenti dei paesi beneficiari alle seguenti condizioni:-che tale procedura riguardi la sostituzione del certificato di origine modulo A, ad esclusione di qualsiasi altro documento di certificazione dell'origine;-che il certificato di sostituzione sia rilasciato su richiesta scritta del riesportatore;-che le merci in questione siano rimaste sotto sorveglianza doganale, secondo i casi, nella Comunità o in Svizzera e non abbiano subito operazioni diverse dall'eventuale scarico, ricarico, frazionamento o da una qualsiasi altra operazione destinata a garantirne il buono stato di conservazione;-che l'ufficio doganale preposto a conoscere dell'operazione appuri il certificato di origine modulo A originale apponendovi i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti;-che i prodotti in questione non siano oggetto di deroghe alle regole d'origine;-che le autorità doganali della Comunità e della Svizzera si prestino tutta l'assistenza necessaria, segnatamente in materia di controllo a posteriori; in particolare, che le autorità del paese nel quale viene rilasciato il certificato di sostituzione garantiscano, su richiesta del paese destinatario delle merci, il controllo a posteriori della validità del corrispondente certificato d'origine modulo A originale.4. Il certificato di sostituzione deve essere compilato come segue:-esso deve indicare, nella casella superiore destra, il nome del paese intermedio nel quale viene rilasciato;-nella casella n. 4 deve figurare una delle menzioni seguenti: "certificato di sostituzione" o "replacement certificate" come pure la data di rilascio del certificato d'origine modulo A originale e il suo numero di serie;-il nome del riesportatore deve figurare nella casella 1;-il nome del destinatario finale può figurare nella casella 2;-tutte le indicazioni che figurano sul certificato d'origine modulo A originale relative ai prodotti riesportati devono essere riportate nelle caselle da 3 a 9;-i riferimenti alla fattura del riesportatore devono figurare nella casella 10;-il visto dell'autorità doganale che ha rilasciato il certificato di sostituzione deve figurare nella casella 11. La responsabilità di tale autorità concerne unicamente la compilazione del certificato di sostituzione. Le indicazioni apposte nella casella 12 per quanto concerne il paese d'origine e il paese di destinazione sono identiche a quelle che figurano sul certificato d'origine modulo A originale. Tale casella viene firmata dal riesportatore. Il riesportatore che firma tale casella in buona fede non è responsabile dell'esattezza delle dichiarazioni che figurano nel certificato d'origine modulo A originale;-l'ufficio doganale preposto a tale operazione menziona sul certificato d'origine modulo A originale il peso, i numeri e la natura dei colli rispediti e vi appone i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti. L'ufficio doganale preposto conserva il certificato d'origine modulo A originale, come pure la domanda di certificato di sostituzione, per un periodo di almeno tre anni;-una fotocopia del certificato d'origine modulo A originale può essere allegato al certificato di sostituzione.5. Ciascuna delle due parti del presente accordo ne può sospendere immediatamente l'applicazione nel caso in cui nutra gravi dubbi in merito al suo corretto funzionamento. Tuttavia, essa ne in forma preventivamente le autorità competenti dell'altra parte.6. La notifica reciproca della Comunità europea e della Svizzera del completamento delle procedure interne inerenti l'introduzione del cumulo dell'origine con materie originarie della Comunità europea e della Svizzera nei loro rispettivi SPG determinerà l'entrata in vigore del presente accordo ad una data stabilita congiuntamente.La prego di confermarmi che il Suo governo è d'accordo su quanto precede.Voglia accettare, Signor ..., l'espressione della mia profonda stima.Fatto a Bruxelles, addìA nome del Consiglio dell'Unione europeaB. Lettera della SvizzeraSignor ...,Mi pregio comunicarLe di aver ricevuto la Sua lettera così redatta:1. La Comunità e la Svizzera ritengono di applicare regole simili in materia di origine nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate (SPG) i cui principi generali di base sono i seguenti:-definizione della nozione di prodotto originario stabilita secondo i medesimi criteri;-disposizioni in materia di cumulo regionale dell'origine;-disposizioni in materia di cumulo dell'origine con materiali originari, ai sensi delle regole di origine dell'SPG, della Comunità europea, della Svizzera o della Norvegia;-tolleranza in percentuale per gli elementi non originari;-obbligo del trasporto diretto delle merci dal paese beneficiario;-disposizioni in materia di rilascio e di accettazione del certificato d'origine modulo A di sostituzione (in appresso denominato "certificato di sostituzione");-necessità di una cooperazione amministrativa con le autorità abilitate dei paesi beneficiari in materia di certificati d'origine modulo A.2. La Comunità e la Svizzera riconoscono reciprocamente le materie originarie dell'altra parte o della Norvegia (ai sensi delle regole d'origine SPG) che sono state trasformate e incorporate in un prodotto originario del paese beneficiario dell'SPG, come originari di tale paese beneficiario.Le autorità doganali della Comunità, della Svizzera e della Norvegia si prestano tutta l'assistenza amministrativa necessaria, segnatamente in materia di verifica dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 corrispondenti alle materie di cui al paragrafo precedente. Le disposizioni concernenti la cooperazione amministrativa previste nel protocollo n.3 dell'accordo CE-Svizzera, nell'allegato B della convenzione EFTA o al protocollo n.4 dell'accordo sullo Spazio economico europeo sono applicabili mutatis mutandis.Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano ai prodotti dei capitoli da 1 a 24 del sistema armonizzato.3. La Comunità e la Svizzera accettano reciprocamente i certificati di sostituzione rilasciati dalle autorità doganali della controparte del presente accordo in vece dei certificati di origine modulo A rilasciati dalle autorità competenti dei paesi beneficiari alle seguenti condizioni:-che tale procedura riguardi la sostituzione del certificato di origine modulo A, ad esclusione di qualsiasi altro documento di certificazione dell'origine;-che il certificato di sostituzione sia rilasciato su richiesta scritta del riesportatore;-che le merci in questione siano rimaste sotto sorveglianza doganale, secondo i casi, nella Comunità o in Svizzera e non abbiano subito operazioni diverse dall'eventuale scarico, ricarico, frazionamento o da una qualsiasi altra operazione destinata a garantirne il buono stato di conservazione;-che l'ufficio doganale preposto a conoscere dell'operazione appuri il certificato di origine modulo A originale apponendovi i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti;-che i prodotti in questione non siano oggetto di deroghe alle regole d'origine;-che le autorità doganali della Comunità e della Svizzera si prestino tutta l'assistenza necessaria, segnatamente in materia di controllo a posteriori; in particolare, che le autorità del paese nel quale viene rilasciato il certificato di sostituzione garantiscano, su richiesta del paese destinatario delle merci, il controllo a posteriori della validità del corrispondente certificato d'origine modulo A originale.4. Il certificato di sostituzione deve essere compilato come segue:-esso deve indicare, nella casella superiore destra, il nome del paese intermedio nel quale viene rilasciato;-nella casella n. 4 deve figurare una delle menzioni seguenti: "certificato di sostituzione" o "replacement certificate" come pure la data di rilascio del certificato d'origine modulo A originale e il suo numero di serie;-il nome del riesportatore deve figurare nella casella 1;-il nome del destinatario finale può figurare nella casella 2;-tutte le indicazioni che figurano sul certificato d'origine modulo A originale relative ai prodotti riesportati devono essere riportate nelle caselle da 3 a 9;-i riferimenti alla fattura del riesportatore devono figurare nella casella 10;-il visto dell'autorità doganale che ha rilasciato il certificato di sostituzione deve figurare nella casella 11. La responsabilità di tale autorità concerne unicamente la compilazione del certificato di sostituzione. Le indicazioni apposte nella casella 12 per quanto concerne il paese d'origine e il paese di destinazione sono identiche a quelle che figurano sul certificato d'origine modulo A originale. Tale casella viene firmata dal riesportatore. Il riesportatore che firma tale casella in buona fede non è responsabile dell'esattezza delle dichiarazioni che figurano nel certificato d'origine modulo A originale;-l'ufficio doganale preposto a tale operazione menziona sul certificato d'origine modulo A originale il peso, i numeri e la natura dei colli rispediti e vi appone i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti. L'ufficio doganale preposto conserva il certificato d'origine modulo A originale, come pure la domanda di certificato di sostituzione, per un periodo di almeno tre anni;-una fotocopia del certificato d'origine modulo A originale può essere allegato al certificato di sostituzione.5. Ciascuna delle due parti del presente accordo ne può sospendere immediatamente l'applicazione nel caso in cui nutra gravi dubbi in merito al suo corretto funzionamento. Tuttavia, essa ne in forma preventivamente le autorità competenti dell'altra parte.6. La notifica reciproca della Comunità europea e della Svizzera del completamento delle procedure interne inerenti l'introduzione del cumulo dell'origine con materie originarie della Comunità europea e della Svizzera nei loro rispettivi SPG determinerà l'entrata in vigore del presente accordo ad una data stabilita congiuntamente.Posso confermarLe l'accordo del mio Governo sul contenuto di questa lettera.Voglia accettare, Signor ..., l'espressione della mia profonda stima.Fatto a Bruxelles, addìPer il Consiglio federale svizzeroA. Lettera della ComunitàSignor ...,1. La Comunità e la Norvegia ritengono di applicare regole simili in materia di origine nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate (SPG) i cui principi generali di base sono i seguenti:-definizione della nozione di prodotto originario stabilita secondo i medesimi criteri;-disposizioni in materia di cumulo regionale dell'origine;-disposizioni in materia di cumulo dell'origine con materiali originari, ai sensi delle regole di origine dell'SPG, della Comunità europea, della Norvegia o della Svizzera;-tolleranza in percentuale per gli elementi non originari;-obbligo del trasporto diretto delle merci dal paese beneficiario;-disposizioni in materia di rilascio e di accettazione del certificato d'origine modulo A di sostituzione (in appresso denominato "certificato di sostituzione");-necessità di una cooperazione amministrativa con le autorità abilitate dei paesi beneficiari in materia di certificati d'origine modulo A.2. La Comunità e la Norvegia riconoscono reciprocamente le materie originarie dell'altra parte o della Svizzera (ai sensi delle regole d'origine SPG) che sono state trasformate e incorporate in un prodotto originario del paese beneficiario dell'SPG, come originari di tale paese beneficiario.Le autorità doganali della Comunità, della Norvegia e della Svizzera si prestano tutta l'assistenza amministrativa necessaria, segnatamente in materia di verifica dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 corrispondenti alle materie di cui al paragrafo precedente. Le disposizioni concernenti la cooperazione amministrativa previste nel protocollo n.3 dell'accordo CE-Svizzera, nell'allegato B della convenzione EFTA o al protocollo n.4 dell'accordo sullo Spazio economico europeo sono applicabili mutatis mutandis.Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano ai prodotti dei capitoli da 1 a 24 del sistema armonizzato.3. La Comunità e la Norvegia accettano reciprocamente i certificati di sostituzione rilasciati dalle autorità doganali della controparte del presente accordo in vece dei certificati di origine modulo A rilasciati dalle autorità competenti dei paesi beneficiari alle seguenti condizioni:-che tale procedura riguardi la sostituzione del certificato di origine modulo A, ad esclusione di qualsiasi altro documento di certificazione dell'origine;-che il certificato di sostituzione sia rilasciato su richiesta scritta del riesportatore;-che le merci in questione siano rimaste sotto sorveglianza doganale, secondo i casi, nella Comunità o in Norvegia e non abbiano subito operazioni diverse dall'eventuale scarico, ricarico, frazionamento o da una qualsiasi altra operazione destinata a garantirne il buono stato di conservazione;-che l'ufficio doganale preposto a conoscere dell'operazione appuri il certificato di origine modulo A originale apponendovi i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti;-che i prodotti in questione non siano oggetto di deroghe alle regole d'origine;-che le autorità doganali della Comunità e della Norvegia si prestino tutta l'assistenza necessaria, segnatamente in materia di controllo a posteriori; in particolare, che le autorità del paese nel quale viene rilasciato il certificato di sostituzione garantiscano, su richiesta del paese destinatario delle merci, il controllo a posteriori della validità del corrispondente certificato d'origine modulo A originale.4. Il certificato di sostituzione deve essere compilato come segue:-esso deve indicare, nella casella superiore destra, il nome del paese intermedio nel quale viene rilasciato;-nella casella n. 4 deve figurare una delle menzioni seguenti: "certificato di sostituzione" o "replacement certificate" come pure la data di rilascio del certificato d'origine modulo A originale e il suo numero di serie;-il nome del riesportatore deve figurare nella casella 1;-il nome del destinatario finale può figurare nella casella 2;-tutte le indicazioni che figurano sul certificato d'origine modulo A originale relative ai prodotti riesportati devono essere riportate nelle caselle da 3 a 9;-i riferimenti alla fattura del riesportatore devono figurare nella casella 10;-il visto dell'autorità doganale che ha rilasciato il certificato di sostituzione deve figurare nella casella 11. La responsabilità di tale autorità concerne unicamente la compilazione del certificato di sostituzione. Le indicazioni apposte nella casella 12 per quanto concerne il paese d'origine e il paese di destinazione sono identiche a quelle che figurano sul certificato d'origine modulo A originale. Tale casella viene firmata dal riesportatore. Il riesportatore che firma tale casella in buona fede non è responsabile dell'esattezza delle dichiarazioni che figurano nel certificato d'origine modulo A originale;-l'ufficio doganale preposto a tale operazione menziona sul certificato d'origine modulo A originale il peso, i numeri e la natura dei colli rispediti e vi appone i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti. L'ufficio doganale preposto conserva il certificato d'origine modulo A originale, come pure la domanda di certificato di sostituzione, per un periodo di almeno tre anni;-una fotocopia del certificato d'origine modulo A originale può essere allegato al certificato di sostituzione.5. Ciascuna delle due parti del presente accordo ne può sospendere immediatamente l'applicazione nel caso in cui nutra gravi dubbi in merito al suo corretto funzionamento. Tuttavia, essa ne in forma preventivamente le autorità competenti dell'altra parte.6. La notifica reciproca della Comunità europea e della Norvegia del completamento delle procedure interne inerenti l'introduzione del cumulo dell'origine con materie originarie della Comunità europea e della Norvegia nei loro rispettivi SPG determinerà l'entrata in vigore del presente accordo ad una data stabilita congiuntamente.La prego di confermarmi che il Suo governo è d'accordo su quanto precede.Voglia accettare, Signor ..., l'espressione della mia profonda stima.Fatto a Bruxelles, addìA nome del Consiglio dell'Unione europeaB. Lettera della NorvegiaSignor ...,Mi pregio comunicarLe di aver ricevuto la Sua lettera così redatta:1. La Comunità e la Norvegia ritengono di applicare regole simili in materia di origine nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate (SPG) i cui principi generali di base sono i seguenti:-definizione della nozione di prodotto originario stabilita secondo i medesimi criteri;-disposizioni in materia di cumulo regionale dell'origine;-disposizioni in materia di cumulo dell'origine con materiali originari, ai sensi delle regole di origine dell'SPG, della Comunità europea, della Norvegia o della Svizzera;-tolleranza in percentuale per gli elementi non originari;-obbligo del trasporto diretto delle merci dal paese beneficiario;-disposizioni in materia di rilascio e di accettazione del certificato d'origine modulo A di sostituzione (in appresso denominato "certificato di sostituzione");-necessità di una cooperazione amministrativa con le autorità abilitate dei paesi beneficiari in materia di certificati d'origine modulo A.2. La Comunità e la Norvegia riconoscono reciprocamente le materie originarie dell'altra parte o della Svizzera (ai sensi delle regole d'origine SPG) che sono state trasformate e incorporate in un prodotto originario del paese beneficiario dell'SPG, come originari di tale paese beneficiario.Le autorità doganali della Comunità, della Norvegia e della Svizzera si prestano tutta l'assistenza amministrativa necessaria, segnatamente in materia di verifica dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 corrispondenti alle materie di cui al paragrafo precedente. Le disposizioni concernenti la cooperazione amministrativa previste nel protocollo n.3 dell'accordo CE-Svizzera, nell'allegato B della convenzione EFTA o al protocollo n.4 dell'accordo sullo Spazio economico europeo sono applicabili mutatis mutandis.Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano ai prodotti dei capitoli da 1 a 24 del sistema armonizzato.3. La Comunità e la Norvegia accettano reciprocamente i certificati di sostituzione rilasciati dalle autorità doganali della controparte del presente accordo in vece dei certificati di origine modulo A rilasciati dalle autorità competenti dei paesi beneficiari alle seguenti condizioni:-che tale procedura riguardi la sostituzione del certificato di origine modulo A, ad esclusione di qualsiasi altro documento di certificazione dell'origine;-che il certificato di sostituzione sia rilasciato su richiesta scritta del riesportatore;-che le merci in questione siano rimaste sotto sorveglianza doganale, secondo i casi, nella Comunità o in Norvegia e non abbiano subito operazioni diverse dall'eventuale scarico, ricarico, frazionamento o da una qualsiasi altra operazione destinata a garantirne il buono stato di conservazione;-che l'ufficio doganale preposto a conoscere dell'operazione appuri il certificato di origine modulo A originale apponendovi i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti;-che i prodotti in questione non siano oggetto di deroghe alle regole d'origine;-che le autorità doganali della Comunità e della Norvegia si prestino tutta l'assistenza necessaria, segnatamente in materia di controllo a posteriori; in particolare, che le autorità del paese nel quale viene rilasciato il certificato di sostituzione garantiscano, su richiesta del paese destinatario delle merci, il controllo a posteriori della validità del corrispondente certificato d'origine modulo A originale.4. Il certificato di sostituzione deve essere compilato come segue:-esso deve indicare, nella casella superiore destra, il nome del paese intermedio nel quale viene rilasciato;-nella casella n. 4 deve figurare una delle menzioni seguenti: "certificato di sostituzione" o "replacement certificate" come pure la data di rilascio del certificato d'origine modulo A originale e il suo numero di serie;-il nome del riesportatore deve figurare nella casella 1;-il nome del destinatario finale può figurare nella casella 2;-tutte le indicazioni che figurano sul certificato d'origine modulo A originale relative ai prodotti riesportati devono essere riportate nelle caselle da 3 a 9;-i riferimenti alla fattura del riesportatore devono figurare nella casella 10;-il visto dell'autorità doganale che ha rilasciato il certificato di sostituzione deve figurare nella casella 11. La responsabilità di tale autorità concerne unicamente la compilazione del certificato di sostituzione. Le indicazioni apposte nella casella 12 per quanto concerne il paese d'origine e il paese di destinazione sono identiche a quelle che figurano sul certificato d'origine modulo A originale. Tale casella viene firmata dal riesportatore. Il riesportatore che firma tale casella in buona fede non è responsabile dell'esattezza delle dichiarazioni che figurano nel certificato d'origine modulo A originale;-l'ufficio doganale preposto a tale operazione menziona sul certificato d'origine modulo A originale il peso, i numeri e la natura dei colli rispediti e vi appone i numeri di serie del certificato o dei certificati di sostituzione corrispondenti. L'ufficio doganale preposto conserva il certificato d'origine modulo A originale, come pure la domanda di certificato di sostituzione, per un periodo di almeno tre anni;-una fotocopia del certificato d'origine modulo A originale può essere allegato al certificato di sostituzione.5. Ciascuna delle due parti del presente accordo ne può sospendere immediatamente l'applicazione nel caso in cui nutra gravi dubbi in merito al suo corretto funzionamento. Tuttavia, essa ne in forma preventivamente le autorità competenti dell'altra parte.6. La notifica reciproca della Comunità europea e della Norvegia del completamento delle procedure interne inerenti l'introduzione del cumulo dell'origine con materie originarie della Comunità europea e della Norvegia nei loro rispettivi SPG determinerà l'entrata in vigore del presente accordo ad una data stabilita congiuntamente.Posso confermarLe l'accordo del mio Governo sul contenuto di questa lettera.Voglia accettare, Signor ..., l'espressione della mia profonda stima.Fatto a Bruxelles, addìPer il governo del Regno di NorvegiaSCHEDA FINANZIARIA1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONEProgetto di decisione del Consiglio recante approvazione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità e ciascuno dei paesi dell'EFTA che concedono preferenze tariffarie nel quadro dell'SPG (Norvegia e Svizzera) che prevede che le merci originarie della Norvegia o della Svizzera siano trattate al momento dell'immissione sul territorio doganale della Comunità come merci in cui è incorporato un elemento di origine comunitaria (accordo reciproco).2. LINEA/E DI BILANCIO INTERESSATA/EL'accordo non presenta alcuna incidenza sul piano finanziario, poiché non istituisce nuove concessioni tariffarie.3. BASE GIURIDICAArticolo 133 del trattato.4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE4.1 Obiettivo generale dell'azioneL'obiettivo dell'accordo è autorizzare il reciproco riconoscimento delle componenti originarie della Svizzera, della Norvegia e della Comunità nell'ambito della circolazione delle merci ammissibili al beneficio delle preferenze tariffarie generalizzate e che soddisfano i criteri di origine per via della presenza delle componenti provenienti dai suddetti paesi che concedono preferenze tariffarie.4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovoNessun limite di durata.5. DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTEL'articolo 5 del dispositivo prevede la possibilità di sospendere l'accordo nel caso sorgessero dubbi quanto alla sua corretta applicazione.6. SPESE AMMINISTRATIVE (SEZIONE III, PARTE A DEL BILANCIO)6.1 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane supplementariNessuna: gestione decentrata (amministrazioni doganali nazionali).SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)1. Denominazione della propostaProgetto di decisione del Consiglio recante approvazione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità e ciascuno dei paesi dell'EFTA che concedono preferenze tariffarie nel quadro dell'SPG (Norvegia e Svizzera) che prevede che le merci originarie della Norvegia o della Svizzera siano trattate al momento dell'immissione sul territorio doganale della Comunità come merci in cui è incorporato un elemento di origine comunitaria (accordo reciproco).2. Numero di riferimento del documentoTAXUD/2080/993. La propostaTenuto conto del principio di sussidiarietà, per quale motivo è necessaria una normativa comunitaria in questo settore e quali sono gli obiettivi principali di una tale normativa-Nell'ambito della libera circolazione nella zona UE/Svizzera/Norvegia, la misura in questione costituisce una facilitazione degli scambi per le merci provenienti dai paesi in via di sviluppo.L'impatto sulle imprese-Su chi incide la proposta-Sugli operatori economici-Su quali settori di attività-Sugli importatori-Su imprese di quali dimensioni (indicare la percentuale di piccole e medie imprese)-Su imprese di tutte le dimensioni-Esistono particolari aree geografiche della Comunità in cui sono concentrate tali imprese--Quali sono gli obblighi imposti alle imprese per conformarsi alla proposta-Nessuno-La proposta contiene misure destinate a tener conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze ridotte o diverse ecc.)-