CELEX: 62014TN0023
Language: it
Date: 2014-01-06 00:00:00
Title: Causa T-23/14: Ricorso proposto il 6 gennaio 2014 — Bos e a./Parlamento e Consiglio

14.4.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 112/44
            
         Ricorso proposto il 6 gennaio 2014 — Bos e a./Parlamento e Consiglio
   (Causa T-23/14)
   2014/C 112/57
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Mark Bos (Ankara, Turchia); Estelle Kadouch (Gerusalemme, Israele; Siegfried Krahl (Lago Sul, Brasile); e Eric Lunel (Dakar, Senegal (rappresentante: F. Krenc, avocat)
   
      Convenuti: Consiglio dell’Unione europea e Parlamento europeo
   
      Conclusioni
   
   I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare il presente ricorso ricevibile e fondato;
            
         
               —
            
            
               di conseguenza annullare il regolamento n. 1023/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che modifica lo statuto dei funzionari dell’Unione europea e il regime applicabile agli altri agenti dell’Unione europea, nella parte in cui modifica l’allegato X di tale statuto (articolo 1, n. 70);
            
         
               —
            
            
               condannare i convenuti alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso i ricorrenti — agenti contrattuali e funzionari delle delegazioni dell’Unione europea –invocano sei motivi:
   
               1.
            
            
               Primo motivo desunto dalla violazione del principio della parità di trattamento nonché degli articoli 20, 21 e 31, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»), in quanto la riforma dello statuto dei funzionari dell’Unione europea e del regime applicabile agli altri agenti ridurrebbe in maniera drastica e brutale i diritti alle ferie annuali dei funzionari e agenti in servizio in un paese terzo. I ricorrenti fanno valere che il regolamento impugnato non tiene conto della situazione specifica dei suddetti funzionari ed agenti.
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo tratto dalla violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (in prosieguo: la «CEDU») e degli articoli 7 e 31, paragrafo 2, della Carta, nei limiti in cui la riforma dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti non rispetterebbe la vita privata e famigliare dei ricorrenti dato che i loro diritti alle ferie annuali sarebbero ridotti quasi della metà e tale riduzione ostacolerebbe indebitamente la loro vita privata e famigliare.
            
         
               3.
            
            
               Terzo motivo desunto dalla violazione del principio di proporzionalità.
            
         
               4.
            
            
               Quarto motivo tratto dalla violazione del principio della tutela del legittimo affidamento nel senso che i vantaggi connessi alla destinazione in un paese terzo — che ha determinato la scelta dei ricorrenti — sarebbero brutalmente venute meno con la riforma dell’allegato X dello statuto dei funzionari.
            
         
               5.
            
            
               Quinto motivo desunto dalla violazione dell’articolo 10 dello statuto dei funzionari, degli articoli 12, 27 e 28 della Carta e dell’articolo 11 della CEDU in ragione dell’assenza di informazione, di consultazione e di concertazione durante il procedimento che ha condotto alla riforma dell’allegato X dello statuto dei funzionari.
            
         
               6.
            
            
               Sesto motivo desunto dalla violazione dei principi di buona legislazione, segnatamente, del dovere di minuziosità e dell’obbligo di motivazione sia in ragione dell’assenza di un’informazione e di una consultazione adeguate del comitato dello statuto e dei sindacati in occasione del procedimento che ha condotto alla riforma dell’allegato X dello statuto dei funzionari, che per l’assenza di motivazione delle decisioni relative al suddetto allegato.