CELEX: 62009CN0372
Language: it
Date: 2009-09-17 00:00:00
Title: Causa C-372/09: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de Cassation (Francia) il 17 settembre 2009 — Josep Penarroja Fa/Procuratore generale presso la Cour d’appel de Paris

21.11.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 282/29
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de Cassation (Francia) il 17 settembre 2009 — Josep Penarroja Fa/Procuratore generale presso la Cour d’appel de Paris
   (Causa C-372/09)
   2009/C 282/50
   Lingua processuale: il francese
   
      Giudice del rinvio
   
   Cour de Cassation (Francia)
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Josep Penarroja Fa
   
      Convenuta: Procuratore generale presso la Cour d’appel de Paris
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se l’art. 50 CE debba essere interpretato nel senso che può riguardare l’incarico di consulenza conferito, nell’ambito di una controversia pendente dinanzi a giudici nazionali, ad un professionista nominato dal giudice cui è sottoposta tale controversia, nelle condizioni descritte [nella decisione di rinvio].
            
         
               2)
            
            
               Se la nozione di partecipazione all’esercizio dei pubblici poteri, di cui all’art. 45, primo comma, CE, debba essere interpretata nel senso che è applicabile ad un incarico di consulenza attribuito da un giudice francese conformemente alle disposizioni dei codici di procedura civile e di procedura penale, della legge 29 giugno 1971, n. 498, e del decreto 23 dicembre 2004, n. 1463.
            
         
               3)
            
            
               Se gli artt. 43 CE e 49 CE debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa, quale quella dettata dalla legge 29 giugno 1971, n. 498, e dal decreto 23 dicembre 2004, n. 1463, come modificati, che subordina l’iscrizione nell’albo dei consulenti giudiziari istituito presso una Corte d’Appello a requisiti di età, di competenza, di moralità e di imparzialità, senza tener conto del fatto che al richiedente l’iscrizione sia già stata riconosciuta la qualità di consulente dai giudici del suo Stato d’origine e senza prevedere altre modalità di accertamento delle sue capacità.