CELEX: C2004/300/21
Language: it
Date: 2004-12-04 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Grande Sezione), 12 ottobre 2004, nel procedimento C-313/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberster Gerichtshof): Nicole Wippel contro Peek & Cloppenburg GmbH & Co. KG (Direttiva 97/81/CE — Direttiva 76/207/CEE — Politica sociale — Parità di trattamento tra lavoratori a tempo parziale e lavoratori a tempo pieno — Parità di trattamento tra lavoratori di sesso maschile e lavoratori di sesso femminile — Durata del lavoro ed organizzazione dell'orario di lavoro)

4.12.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 300/11
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Grande Sezione)
   12 ottobre 2004
   nel procedimento C-313/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberster Gerichtshof): Nicole Wippel contro Peek & Cloppenburg GmbH & Co. KG (1)
   
   (Direttiva 97/81/CE - Direttiva 76/207/CEE - Politica sociale - Parità di trattamento tra lavoratori a tempo parziale e lavoratori a tempo pieno - Parità di trattamento tra lavoratori di sesso maschile e lavoratori di sesso femminile - Durata del lavoro ed organizzazione dell'orario di lavoro)
   (2004/C 300/21)
   Lingua processuale: il tedesco
   Nel procedimento C-313/02, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte ai sensi dell'art. 234 CE, dall'Oberster Gerichtshof (Austria) con decisione 8 agosto 2002, pervenuta in cancelleria il 5 settembre 2002, nella causa Nicole Wippel contro Peek & Cloppenburg GmbH & Co. KG, la Corte (Grande Sezione), composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. P. Jann, C.W.A. Timmermans, A. Rosas, dalla sig. R. Silva de Lapuerta e dal sig. K. Lenaerts, presidenti di sezione, dai sigg. J.-P. Puissochet e R. Schintgen, dalla sig.ra F. Macken (relatore), nonché dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues e K. Schiemann, giudici; avvocato generale: sig.ra J. Kokott; cancelliere: sig.ra M.-F. Contet, amministratore principale, ha pronunciato il 12 ottobre 2004 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               Un lavoratore che abbia un contratto di lavoro, come quello oggetto della causa principale, in base al quale la durata del lavoro stesso e l'organizzazione dell'orario lavorativo siano correlate al carico di lavoro che si presenta e vengano stabilite soltanto caso per caso di comune accordo tra le parti, rientra nell'ambito di applicazione della direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976, 76/207/CEE, relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro.
               Un lavoratore con queste caratteristiche rientra altresì nell'ambito di applicazione dell'accordo quadro allegato alla direttiva del Consiglio 15 dicembre 1997, 97/81/CE, relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES, qualora:
               
                           —
                        
                        
                           egli abbia un contratto o un rapporto di lavoro definiti dalla legge, dagli accordi collettivi o dalle prassi in vigore nello Stato membro;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           egli sia un dipendente il cui orario di lavoro normale, calcolato su base settimanale o in media su un periodo d'impiego che può andare fino ad un anno, è inferiore a quello di un lavoratore a tempo pieno comparabile, ai sensi della clausola 3.2 del detto accordo quadro, nonché,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           trattandosi di lavoratori a tempo parziale impiegati su base occasionale, lo Stato membro non abbia totalmente o parzialmente escluso tali lavoratori, ai sensi della clausola 2.2 del medesimo accordo quadro, dal beneficio delle disposizioni di quest'ultimo.
                        
                     
         
               2)
            
            
               La clausola 4 dell'accordo quadro allegato alla direttiva 97/81 e gli artt. 2, n. 1, e 5, n. 1, della direttiva 76/207 debbono essere interpretati nel senso che:
               
                           —
                        
                        
                           non ostano ad una disposizione, come l'art. 3 dell'Arbeitszeitgesetz (legge sull'orario di lavoro), la quale fissi la durata massima del lavoro in misura pari, in linea di principio, a 40 ore settimanali e ad 8 ore giornaliere, e che pertanto disciplini anche la durata massima del lavoro e l'organizzazione dell'orario di lavoro con riferimento sia ai lavoratori a tempo pieno sia a quelli a tempo parziale;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           nel caso in cui tutti i contratti di lavoro degli altri lavoratori di un'impresa fissino la durata del lavoro settimanale e l'organizzazione dell'orario di lavoro, non ostano ad un contratto di lavoro a tempo parziale dei lavoratori della medesima impresa, come quello oggetto della causa principale, in forza del quale la durata del lavoro settimanale e l'organizzazione dell'orario di lavoro non siano fisse, bensì siano correlate al fabbisogno di lavoro, determinato caso per caso, restando tali lavoratori liberi di scegliere se accettare o rifiutare il lavoro offerto.
                        
                     
         
      (1)  GU C 289 del 23.11.2002.