CELEX: 31982R2127
Language: it
Date: 1982-07-28 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 2127/82 della Commissione, del 28 luglio 1982, che impone un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di tricloroetilene originario della Repubblica democratica tedesca e della Polonia e che chiude la procedura antidumping relativa alle importazioni di tricloroetilene originario della Cecoslovacchia, della Romania, della Spagna e degli Stati Uniti d' America

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31982R2127

Regolamento (CEE) n. 2127/82 della Commissione, del 28 luglio 1982, che impone un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di tricloroetilene originario della Repubblica democratica tedesca e della Polonia e che chiude la procedura antidumping relativa alle importazioni di tricloroetilene originario della Cecoslovacchia, della Romania, della Spagna e degli Stati Uniti d' America  

Gazzetta ufficiale n. L 223 del 31/07/1982 pag. 0076 - 0079

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 2127/82 DELLA COMMISSIONE  del 28 luglio 1982  che impone un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di tricloroetilene originario della Repubblica democratica tedesca e della Polonia e che chiude la procedura antidumping relativa alle importazioni di tricloroetilene originario della Cecoslovacchia, della Romania, della Spagna e degli Stati Uniti d'America  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, per la difesa contro le importazoni oggetto di dumping o di sovvenzione da parte di paesi non membri della Comunità (1), in particolare gli articoli 9, 10 e 11,  previa consultazione in sede di comitato consultivo istituito dall'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3017/79,  considerando che, nel luglio 1981, la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) per conto dei produttori di tricloroetilene che rappresentano pressoché tutta la produzione comunitaria di detto prodotto;  considerando che, a seguito dei sufficienti elementi di prova contenuti nella denuncia in merito all'esistenza di pratiche di dumping relative ai prodotti analoghi originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca, della Polonia, della Romania, della Spagna e degli Stati Uniti d'America nonché al grave pregiudizio che ne risulta, la Commissione ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) un'avviso di apertura di procedura nei confronti delle importazioni di tricloroetilene originario dei suddetti paesi ed ha avviato un'indagine a livello comunitario;  considerando che la Commissione ha fatto notifica ufficiale agli esportatori ed agli importatori notoriamente interessati, nonché ai rappresentanti dei paesi esportatori ed ai ricorrenti;  considerando che la Commissione ha fornito a tutte le parti direttamente interessate l'occasione di esprimere il loro punto di vista per iscritto e di difenderlo verbalmente; che tutti gli esportatori e numerosi importatori interessati si sono avvalsi della possibilità di esprimere il loro punto di vista per iscritto; che tutti gli esportatori, salvo quello cecoslovacco, e numerosi fra i principali importatori hanno chiesto ed ottenuto la possibilità di esporre il loro punto di vista verbalmente;  considerando che, su richiesta dell'esportatore statunitense, la Commissione ha organizzato un incontro fra l'esportatore, i suoi distributori nella Comunità ed i ricorrenti per confrontare le tesi e gli argomenti di confutazione;  considerando che, ai fini della determinazione preliminare del margine di dumping e del pregiudizio, la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni necessarie ed ha proceduto a controlli in loco presso i principali esportatori in Spagna e negli Stati Uniti d'America, in particolare presso: Sociedad Anonima Cros, Barcellona, e PPG Industries Inc., Pittsburg Pa, numerosi dei principali importatori notoriamente interessati, in particolare Samuel Banner and Co. Ltd, Liverpool, Kloeckner and Co., Duisburg, Société Commerciale Lambert Rivière, Bagnolet e Tesco Chemie, Duesseldorf; che la Commissione ha chiesto ed ha ricevuto i pareri scritti e circostanziati dei produttori comunitari in merito al pregiudizio ed alla sua origine ed ha proceduto a controlli in loco presso tutti i produttori ricorrenti, fatta eccezione per due, che rappresentavano una quota sostanziale della produzione comunitaria, cioè: Chloee Chemie, Paris la Défense, Chemische Werke Huels AG, Marl Imperial Chemical Industries Ltd, Runcorn, Montedipe SpA, Milano, Solvay e Cie, Parigi, e Wacker Chemie GmbH, Monaco di Baviera;  considerando che non sono stati presentati dati da o per conto di consumatori comunitari di tricloroetilene;  considerando che, in ordine alla Cecoslovacchia, dall'indagine della Commissione risulta che dal 1977 non è stato importato nella Comunità tricloroetilene di origine cecoslovacca e che i dati relativi alla Cecoslovacchia forniti dal ricorrente sono basati su statistiche provvisorie del 1981, da allora rivedute; che il procedimento dovrebbe essere concluso pertanto per quanto riguarda il tricloroetilene originario della Cecoslovacchia;  considerando che, nel determinare il margine di dumping per la Spagna e per gli Stati Uniti, la Commissione ha fondato il valore normale sul prezzo medio ponderato « franco fabbrica » praticato dagli esportatori per le vendite ad acquirenti indipendenti sui rispettivi mercati interni;  considerando che, nel caso degli Stati Uniti, a seguito di una richiesta degli esportatori, la Commissione ha adeguato il suddetto valore normale onde tener conto di differenze verificate nelle condizioni e nei termini di vendita fra i mercati interni e quelli per l'esportazione;  considerando che, per stabilire il valore negli altri paesi interessati, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che tali paesi non sono paesi ad economia di mercato; che, quale base per la determinazione del valore normale, sono stati proposti i prezzi praticati nel mercato interno statunitense e che tale proposta non è stata contestata da alcuna delle parti interessate; che, in considerazione delle possibili alternative ad essa note, la Commissione ritiene essere equo e ragionevole stabilire il valore normale per la Repubblica democratica tedesca, la Polonia e la Romania, sulla medesima base utilizzata per l'esportatore statunitense, con gli adeguamenti del caso per quanto riguarda le differenze esistenti nelle condizioni e nei termini di vendita;  considerando che, per quanto riguarda il prezzo all'esportazione, in ordine alla Spagna ed agli Stati Uniti, la Commissione ha fatto uso del prezzo effettivamente pagato o pagabile all'esportazione nella Comunità; che, non disponendo la Commissione di dati completi e verificati dei prezzi effettivi d'esportazione praticati per la Repubblica democratica tedesca, per la Polonia e per la Romania, essa ha stabilito il prezzo all'esportazione in base al valore medio ponderato « franco frontiera » comunitaria risultante dalle statistiche ufficiali per l'importazione nella Comunità; che queste cifre non sono state confutate dai dati parziali su prezzi all'esportazione forniti alla Commissione dagli esportatori e dagli importatori interessati;  considerando che, in ordine alla Spagna, il reddito franco fabbrica dell'esportatore per le vendite all'esportazione risulta aumentato grazie ad uno sgravio fiscale all'esportazione (« desgravación fiscal ») che l'esportatore percepisce dal governo spagnolo pari all'11,87 % del prezzo all'esportazione « franco frontiera »; che la Commissione sinora non dispone di dati sufficienti per determinare se questo sgravio sia superiore o meno all'importo dei dazi doganali o delle imposte gravanti sui prodotti analoghi destinati al consumo in Spagna;  considerando che, fatto salvo il caso della Spagna per la quale i dati a disposizione hanno indotto la Commissione ad effettuare un paragone nel periodo da gennaio a dicembre 1981, è stato effettuato un confronto mensile basandosi su medie ponderate, nei casi in cui fossero stati applicati prezzi variabili fra il valore normale e i prezzi all'esportazione praticati nei maggiori mercati comunitari nel periodo ottobre 1980 - settembre 1981; che, da quanto sopra, risultavano esistere i seguenti margini di dumping espressi in percentuale del prezzo « franco frontiera » comunitaria:  - Repubblica democratica tedesca per le vendite sul mercato francese dal 9,4 al 55,6 % con una media ponderata pari al 30,3 %;  - Polonia per le vendite sul mercato tedesco dal 12,5 al 66,1 %, con una media ponderata pari al 36,0 %;  - Romania per le vendite sul mercato tedesco dal 6,2 al 35,8 %, con una media ponderata pari al 13 %;  - Spagna dal 68,6 al 91,4 %, con medie ponderate pari all'82,7 % per le vendite in Belgio, al 76,0 % per le vendite in Germania ed al 74,7 % per le vendite nei Paesi Bassi; oppure, adeguando il prezzo all'esportazione in considerazione dell'importo totale dello sgravio fiscale dal 52,0 al 72,7 % con medie ponderate pari al 64,7 % per il Belgio, al 58,7 % per la Germania ed al 59,5 % per i Paesi Bassi;  - Stati Uniti dallo 0,9 al 79,1 % con medie ponderate pari al 43,9 % per le vendite in Francia, al 42,1 % per le vendite in Germania ed al 9,4 % per le vendite nel Regno Unito;  considerando che, per quanto riguarda il pregiudizio causato all'industria comunitaria delle vendite oggetto di dumping, secondo le prove in possesso della Commissione le importazioni totali di tricloroetilene dai paesi che esportano in regime di dumping sono aumentate da 15 620 t nel 1978 a 25 434 t nel 1980 ed a 14 773 t nei primi 9 mesi del 1981, con un incremento del tasso medio delle importazioni pari al 26,1 % nel periodo considerato; che quanto sopra rappresenta una quota di mercato comunitaria pari al 6,6 % nel 1978, all'11,5 % nel 1980 ed al 9,8 % nel 1981;  considerando che, secondo le prove in possesso della Commissione, i prezzi praticati per la vendita nella Comunità dei prodotti importati in dumping erano inferiori anche del 25 % rispetto a quelli praticati dai produttori comunitari;  considerando che, per quanto riguarda le ripercussioni sull'industria comunitaria, secondo le prove in possesso della Commissione, la produzione comunitaria di tricloroetilene è scesa da 252 250 t nel 1978 a 157 274 t nei primi nove mesi del 1981, con una riduzione media trimestrale della produzione pari al 17 %, e che pertanto si è registrato un calo nel livello medio di utilizzazione della capacità produttiva dal 60,6 % nel 1978 al 50,7 % nei primi nove mesi del 1981;  considerando che, dai dati a disposizione della Commissione, la quota di mercato comunitario detenuta dai produttori comunitari è passata dal 92,6 % nel 1978 all'87,2 % nel 1980; che il 90 % di detta quota di mercato perduta dai produttori comunitari è stata coperta dalle importazioni in regime di dumping; che nel 1981 i produttori comunitari sono stati in grado di riconquistare in parte la quota di mercato perduta soltanto riducendo progressivamente i loro prezzi per allinearli a quelli praticati per la vendita dei prodotti importati in regime di dumping;  considerando che questa riduzione progressiva dei prezzi praticata dai produttori comunitari combinata con un abbassamento del livello di produzione ha ridotto seriamente la loro redditività cosicché nel secondo e nel terzo trimestre 1981 tutti i produttori registravano perdite nelle vendite di tricloroetilene, perdite nella maggior parte dei casi estremamente elevate;  considerando che la Commissione ha preso in esame il pregiudizio causato da altri fattori che, singolarmente o combinati, possono avere influito negativamente sull'industria comunitaria; che in particolare essa ha esaminato i prezzi ed il livello delle importazioni non effettuate in regime di dumping, nonché il livello di consumo del tricloroetilene nella Comunità;  considerando che il livello delle importazioni da paesi che non importavano in regime di dumping si è mantenuto molto basso in paragone con il livello delle importazioni oggetto di dumping; che le importazioni da paesi non operanti in regime di dumping si situavano a 1 910 t nel 1978 ed a 1 615 t nei primi nove mesi del 1981; che dalle prove a disposizione della Commissione la quota di mercato di dette importazioni era pari allo 0,8 % nel 1978 ed all'1,1 % nei primi nove mesi del 1981; che, inoltre, il valore medio di dette importazioni è stato considerevolmente superiore ai prezzi all'esportazione « franco frontiera » comunitaria praticati per le importazioni in regime di dumping; che, a parere della Commissione, se paragonate con quelle effettuate in regime di dumping, tali importazioni non possono avere influito in modo significativo sulla situazione dell'industria comunitaria;  considerando che, secondo le prove in possesso della Commissione, la domanda globale di tricloroetilene nella Comunità ha subito un calo da 237 000 t nel 1978 a 220 000 t nel 1980 e a 151 000 t nei primi nove mesi del 1981, con una diminuzione dal 1978 al 1980 pari al 7 % e con una diminuzione nello stesso periodo della domanda media per trimestre pari al 15 %; che, in ordine alle vendite effettuate dai produttori comunitari sul mercato comunitario nel periodo 1978-1980, pur essendosi ripercossa la diminuzione della domanda di tricloroetilene nella Comunità, le perdite della quota di mercato superano in maniera sostanziale il declino della domanda, in quanto la quota di mercato restante veniva coperta dalle importazioni in regime di dumping; che, rispetto al 1980, nel 1981 la perdita della quota di mercato subita dai produttori comunitari è stata inferiore al declino della domanda globale soltanto perché questi ultimi, grazie alla suddetta diminuzione dei prezzi, hanno potuto riguadagnare parte della quota di mercato perduta in precedenza per le importazioni in regime di dumping; che pertanto, benché il declino della domanda sia stato evidentemente una delle cause del danno subito dai produttori comunitari, secondo la Commissione ed in base alle prove di cui si dispone, l'aumento delle importazioni in dumping e la conseguente diminuzione di prezzo per i produttori comunitari hanno causato, nondimeno, se presi singolarmente, un pregiudizio;  considerando che quindi, per prevenire un'eventuale pregiudizio nel corso dell'indagine, gli interessi della Comunità richiedono l'intervento immediato in forma di imposizione di un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di tricloroetilene originario della Repubblica democratica tedesca, della Polonia, della Romania, della Spagna e degli Stati Uniti d'America; che, a parere della Commissione l'applicazione di un dazio inferiore ai margini di dumping stabiliti sarebbe sufficiente ad eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitaria dall'importazione in dumping, dazio calcolato in base al prezzo necessario per consentire al produttore comunitario più efficiente di non subire perdite sulle proprie vendite di tricloroetilene;  considerando che gli esportatori in Polonia, in Romania, in Spagna e negli Stati Uniti d'America, dopo essere stati informati dei risultati dell'indagine effettuata dalla Commissione, hanno deciso volontariamente di aumentare i loro prezzi ad un livello sufficiente ad eliminare il margine di dumping accertato in via provvisoria o le conseguenze pregiudizievoli da esso derivanti; che la Commissione, previa consultazione ritiene accettabile gli impegni offerti dagli esportatori romeno, spagnolo e statunitense; che la procedura dovrebbe essere chiusa nei confronti delle esportazioni originarie della Romania, della Spagna e degli Stati Uniti, escludendole pertanto dall'applicazione del dazio; che viceversa la Commissione, previa consultazione, non ritiene accettabile l'impegno offerto dall'esportatore polacco, dato che i prezzi che si è impegnato a rispettare non eliminano, in realtà, il pregiudizio perché non verrebbero aumentati al livello richiesto entro un periodo di tempo accettabile; che pertanto tale impegno dovrebbe essere respinto;  considerando che, dopo l'imposizione del dazio provvisorio, occorre fissare una scadenza entro cui le parti interessate possano esprimere il proprio parere e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È imposto un dazio provvisorio antidumping sul tricloroetilene della sottovoce 29.02 A II ex b) della tariffa doganale comune corrispondente al codice Nimexe 29.02-33, originario della Repubblica democratica tedesca e della Polonia. 2. L'importo del dazio, per paese d'origine, è espresso come segue in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria sdoganato:  - Repubblica democratica tedesca: 26,2 %  - Polonia: 29,5 %  3. Al dazio suddetto si applicano le condizioni vigenti in materia di dazio doganale.  4. La messa in libera pratica dei prodotti di cui al paragrafo 1 nella Comunità è subordinata al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il dazio di cui sopra si applica per un periodo di quattro mesi oppure sino all'adozione di misure definitive da parte del Consiglio.  Articolo 3  Sono accettati gli impegni offerti dalla Chimimportexport, Bucarest, dalla Sociedad Anomima Cros, Madrid, e dalla PPG Industries Inc., Pittsburg Pa.  Articolo 4  È chiusa la procedura antidumping relativa alle importazioni di tricloroetilene originarie della Cecoslovacchia, della Romania, della Spagna e degli Stati Uniti d'America.  Articolo 5  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 28 luglio 1982.  Per la Commissione  Karl-Heinz NARJES  Membro della Commissione  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. C 271 del 23. 10. 1981, pag. 5.