CELEX: 61963CJ0019
Language: it
Date: 1965-07-08
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) dell'8 luglio 1965. # Satya Prakash contro Commissione della C.E.E.A. # Cause riunite 19 e 65-63.

Avis juridique important

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61963J0019

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DELL'8 LUGLIO 1965.  -  SATYA PRAKASH CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEEA.  -  CAUSE RIUNITE 19 E 65/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00677 edizione olandese pagina 00586 edizione tedesca pagina 00718 edizione italiana pagina 00616 edizione speciale inglese pagina 00533 edizione speciale danese pagina 00101 edizione speciale greca pagina 00137 edizione speciale portoghese pagina 00171

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - FASE SCRITTA - RICHIAMO DELLE PARTI AD ATTI DI PROCEDURA DI UN' ALTRA CAUSA - INAMMISSIBILITA  2 . DIPENDENTI - STATUTO - DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE - OBBLIGO DI EMANARLE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 110 )  3 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PROCEDURA - DISPOSIZIONI RELATIVE - SONO COMPLETE  4 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PROCEDURA - CONFRONTO FRA L' INTEGRANDO E I SUPERIORI GERARCHICI - NON NECESSARIO IN OGNI CASO - OBBLIGO DI PROCEDERVI ONDE CHIARIRE FATTI CONTROVERSI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ART . 102 )  5 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - CONTROLLO GIURISDIZIONALE - OGGETTO E LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE/CEEA, ARTT . 91 E 102 ) DANNO MORALE CAUSATO DA UN ATTO LEGITTIMO - NON SUSSISTE IN LINEA DI PRINCIPIO - ECCEZIONE IN CASO DI CRITICHE SUPERFLUE  

Massima

1 . IL RICHIAMO FATTO DALLE PARTI AD ATTI DI PROCEDURA RELATIVI AD UN' ALTRA CAUSA E INAMMISSIBILE .  2 . VEDI LA MASSIMA N . 4 A ) DELLA SENTENZA 16-64 .  A ) L' ESPRESSIONE " LE DISPOSIZIONI GENERALI DI ESECUZIONE " DI CUI ALL' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CEE E CEEA, RIGUARDA INNANZITUTTO LE DISPOSIZIONI CHE OGNI ISTITUZIONE DEVE ADOTTARE IN ESECUZIONE DI ALCUNE NORME IMPERATIVE DELLO STATUTO, COME GLI ARTICOLI 2, 1 ) COMMA, E 5 N . 4, 2 ) COMMA . OVE TALI NORME NON ESISTANO, L' OBBLIGO DI EMANARE " DISPOSIZIONI GENERALI DI ESECUZIONE " NON SUSSISTE CHE NEL CASO IN CUI LE DISPOSIZIONI NON SIANO DI PER SE SUFFICIENTEMENTE ESPLICITE .  */ 664J0016 /*.  3 . VEDI LA MASSIMA N . 6 DELLA SENTENZA 87-63, RACCOLTA, VOL . X, P . 916 .  L' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE E SOLTANTO UNA DISPOSIZIONE TRANSITORIA E DI CONSEGUENZA NON ABBISOGNA DI ALCUNA DISPOSIZIONE GENERALE D' ESECUZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 110 DELLO STESSO STATUTO .  */ 663J0087 /*.  4 . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E OBBLIGATA A PROCEDERE AL CONFRONTO TRA L' INTEGRANDO ED I SUOI SUPERIORI SOLTANTO QUALORA SIA EVIDENTE CHE NON VI E ALTRO MODO DI CHIARIRE I FATTI CONTROVERSI .  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 87-63, RACCOLTA, VOL . X, P . 915 .  NEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON E NECESSARIO PROCEDERE AL CONFRONTO TRA L' INTEGRANDO E I SUOI SUPERIORI GERARCHICI .  */ 663J0087 /*.  5 . LE VALUTAZIONI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE COSTITUISCONO UN GIUDIZIO COMPLESSIVO AL QUALE LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE IL PROPRIO . SPETTA INVECE ALLA CORTE DI CONTROLLARE SE I FATTI ACCERTATI DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SIANO MATERIALMENTE ESATTI E LOGICAMENTE COMPATIBILI CON DETTO GIUDIZIO .  CFR . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 35-62 E 16-63, RACCOLTA, VOL . IX, P . 397 .  L' APPREZZAMENTO DELL' AMMINISTRAZIONE SULLE ATTITUDINI PROFESSIONALI DI UN DIPENDENTE E SOTTRATTO AL SINDACATO DELLA CORTE TUTTE LE VOLTE CHE ESSO IMPLICHI COMPLESSE VALUTAZIONI CHE, PER LA LORO STESSA NATURA, MAL SI PRESTANO AD UN CONTROLLO OBIETTIVO .  */ 662J0035 /*.  6 . VEDI LA MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 35-62 E 16-63, RACCOLTA, VOL . IX, P . 397 .  L' ATTO DI CUI NON SIA STATA PROVATA L' ILLEGITTIMITA NON PUO' ESSERE CONSIDERATO ILLECITO NE DI CONSEGUENZA LESIVO DELL' ONERE E DELLA REPUTAZIONE DEL DESTINATARIO, A MENO CHE CONTENGA SUPERFLUI APPREZZAMENTI NEGATIVI NEI SUOI RIGUARDI .  */ 662J0035 /*.  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE 19 E 65-63 PROMOSSE DA  SATYA PRAKASH,  DOTTORE IN SCIENZE NATURALI, MASTER OF SCIENCE, RESIDENTE IN CARDANA DI BESOZZO,  CON L' AVVOCATO DOMICILIATARIO ERNEST ARENDT, DEL FORO DI LUSSEMBURGO, 6, RUE WILLY GOERGEN, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, DR . JAN GIJSSELS, IN QUALITA D' AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DR . H . MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, 2, PLACE DE METZ, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSE AVENTI AD OGGETTO,  - LA RIFORMA DEL RIFIUTO DI RIMBORSARE LE SPESE DI TRASLOCO E DI VERSARE L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE ( CAUSA 19-63 );  - LA RIFORMA O, IN SUBORDINE, L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI NON INTEGRARE IL RICORRENTE, E IL RISARCIMENTO DEI DANNI,  

Motivazione della sentenza

I - SULLA CAUSA 19-65  IL RICORRENTE IMPUGNA NUMEROSI ATTI ESPRESSI O IMPLICITI, EMESSI DALLE AUTORITA DEL CENTRO D' ISPRA E DALL' AMMINISTRAZIONE CENTRALE DELL' EURATOM, I QUALI IMPLICANO IL RIFIUTO DI RIMBORSARE LE SPESE DI TRASLOCO E DI CORRISPONDERGLI L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE .  IL 18 APRILE 1963, QUANDO IL PRESENTE RICORSO ERA GIA STATO PROPOSTO, LA COMMISSIONE HA ADOTTATO UNA DECISIONE ESPRESSA A TALI EFFETTI . IL RICORRENTE HA IMPUGNATO QUESTA DECISIONE COL QUINTO CAPO DELLE CONCLUSIONI DEL SUO RICORSO 65-63 . NEL CONTRORICORSO PER LA CAUSA 65-63, LA CONVENUTA HA DICHIARATO DI NON CONTESTARE LA RICEVIBILITA DI DETTO CAPO DELLE CONCLUSIONI, IL QUALE NON DA DEL RESTO LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO . D' ALTRO LATO, LA DECISIONE DEL 18 APRILE 1963 HA POSTO FINE ALLA TRAFILA AMMINISTRATIVA E COSTITUISCE QUINDI, IN ULTIMA ANALISI, L' ATTO PREGIUDIZIEVOLE PER IL RICORRENTE .  IN QUESTE CONDIZIONI, IL RICORSO 19-65 E DIVENUTO PRIVO D' OGGETTO .  II - SULLA CAUSA 65-63  NELLE SUE CONCLUSIONI IL RICORRENTE HA CHIESTO ESSENZIALMENTE : - LA RIFORMA, O L' ANNULLAMENTO, DELLA DECISIONE 20 MARZO 1963 CON CUI LA CONVENUTA HA RECEDUTO DAL CONTRATTO E GLI HA NEGATO LA NOMINA IN RUOLO, COME PURE DEI SILENZI - RIFIUTI OPPOSTI AI RECLAMI PRESENTATI DAL RICORRENTE CONTRO DETERMINATI ATTI DEL SUO CAPO SERVIZIO, SIG . MARCHETTI, E PRECISAMENTE : LA NOTA SUL PERIODO DI PROVA, IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE E L' ORDINE, DATO AL RICORRENTE IL 16 GENNAIO 1963, DI CONSEGNARE IL SUO MATERIALE DI LABORATORIO AD UN ALTRO RICERCATORE;  - LA DECLARATORIA CH' EGLI DEVE ESSERE NOMINATO IN RUOLO AL GRADO A 4;  - LA CONDANNA DELLA CONVENUTA A RISARCIRE I DANNI CAUSATI, SIA DALL' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI DI CUI SOPRA, SIA " A PRESCINDERE DALLA LEGITTIMITA " DELLA DECISIONE DI NON INTEGRARLO;  - LA RIFORMA DELLA DECISIONE 18 APRILE 1963 CON CUI LA CONVENUTA HA RIFIUTATO DI RIMBORSARE AL RICORRENTE LE SPESE DI TRASLOCO DAL LUOGO D' ORIGINE ALLA SEDE DI SERVIZIO E DI CONCEDERGLI L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE;  - LA CONDANNA DELLA CONVENUTA A VERSARGLI LA SOMMA DI 23.428 FRANCHI BELGI, QUALE INDENNITA DI CARO VITA;  - LA DECLARATORIA CHE LA CONVENUTA DEVE PRENDERE A SUO CARICO LE SPESE DI TRASLOCO DEL RICORRENTE DALLA SEDE DI SERVIZIO AL LUOGO D' ORIGINE .  1 . PER QUANTO RIGUARDA LA RICEVIBILITA DEL RICORSO E L' AMMISSIBILITA DI DETERMINATI ATTI  A ) LA RICEVIBILITA DEL RICORSO COME TALE NON E STATA CONTESTATA, NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO .  B ) LE PARTI SI SONO PERO' TALVOLTA RICHIAMATE ALLE RISPETTIVE DEDUZIONI IN UN' ALTRA CAUSA, REGISTRATA COL NUMERO 68-63 . QUESTO MODO DI PROCEDERE METTE LA CORTE NELL' IMPOSSIBILITA DI VERIFICARE IL CONTENUTO E LA PORTATA ESATTA DEI MOTIVI E DEGLI ARGOMENTI DEDOTTI DALLE PARTI . DI CONSEGUENZA, POSSONO ESSERE PRESI IN CONSIDERAZIONE SOLO I MOTIVI E GLI ARGOMENTI DIVERSI DA QUELLI CUI LE PARTI HANNO FATTO RICHIAMO .  C ) IL RICORRENTE HA CHIESTO CHE SIA TOLTA DAL FASCICOLO LA CORRISPONDENZA SCAMBIATA FRA IL SUO PRECEDENTE DATORE DI LAVORO E IL SUO CAPO SERVIZIO DI ISPRA, CORRISPONDENZA PRODOTTA DALLA CONVENUTA ONDE DIMOSTRARE LA FONDATEZZA DEL GIUDIZIO RIGUARDANTE IL RICORRENTE . EGLI HA CHIESTO INOLTRE CHE I PASSI RELATIVI A DETTA CORRISPONDENZA SIANO CANCELLATI DAL CONTRORICORSO ED HA INFINE DOMANDATO ALLA CORTE DI DARGLI ATTO CHE LA COPIA DELLA LETTERA INVIATA DAL CAPO SERVIZIO AL PRECEDENTE DATORE DI LAVORO, COPIA PRODOTTA DALLA CONVENUTA, NON E CONFORME ALL' ORIGINALE .  COME SI DIRA PIU AVANTI, GLI ALTRI ELEMENTI DEL FASCICOLO PERMETTONO GIA DI STATUIRE SUL PRESENTE RICORSO; LE DOMANDE DEL RICORRENTE SONO QUINDI PRIVE DI OGGETTO .  D ) LA CONVENUTA HA CHIESTO ALLA CORTE DI ORDINARE L' ELIMINAZIONE DALLA CAUSA DI DETERMINATI SCRITTI QUALIFICATI DAL RICORRENTE " GEDAECHTNISPROTOKOLLE ", SCRITTI REDATTI A SUO TEMPO DAL RICORRENTE PER SUO USO PERSONALE, COME PROMEMORIA . IL RICORRENTE HA DICHIARATO DI NON CONSIDERARE DETTE NOTE, UNILATERALI, COME MEZZI DI PROVA . NULLA OSTA QUINDI ALLA PRODUZIONE DELLE NOTE DI CUI TRATTASI COME ELEMENTI DI FATTO, SOTTOPOSTI ALL' ESAME DELLA CORTE COME QUALSIASI ALTRO ARGOMENTO DEDOTTO DA UNA DELLE PARTI .  DA TUTTO QUANTO PRECEDE EMERGE CHE, A PARTE LE RISERVE SOPRA FORMULATE CIRCA L' AMMISSIBILITA DI DETERMINATI ATTI, IL RICORSO E RICEVIBILE .  2 . NEL MERITO  A - MANCATA NOMINA IN RUOLO E LICENZIAMENTO  A ) SUL PRIMO MOTIVO  IL RICORRENTE ASSUME CHE, IN QUANTO TITOLARE DI UN IMPIEGO PERMANENTE E PARTE DI UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO, EGLI AVEVA " DIRITTO ALLA STABILITA DELL' IMPIEGO ". LICENZIANDOLO " IN MODO ABUSIVO ED IMPROVVISO ", LA CONVENUTA AVREBBE VIOLATO IL PRINCIPIO DELLA BUONA FEDE, POSTO CHE GLI ERA STATO " ESPRESSAMENTE PRECISATO " CHE LA CLAUSOLA DEL CONTRATTO D' IMPIEGO RELATIVA AL RECESSO CON UN BREVE PERIODO DI PREAVVISO " NON ERA CHE UNA CLAUSOLA DI STILE ".  LA TESI DEL RICORRENTE SI RISOLVEREBBE NEL NEGARE QUALSIASI PORTATA GIURIDICA AI TERMINI NETTI E PRECISI DI UN CONTRATTO ACCETTATO SENZA RISERVE DALLA PARTE CUI ERA STATO OFFERTO . QUALI CHE FOSSERO LE PROSPETTIVE INDICATE DA TALUNI, IL RICORRENTE AVREBBE DOVUTO IMMEDIATAMENTE COMPRENDERE CHE LA STABILITA DI FATTO DEL SUO IMPIEGO ERA SUBORDINATA IN DIRITTO ALLA CONDIZIONE CH' EGLI DESSE SODDISFAZIONE NEL LAVORO . IN CASO NEGATIVO, L' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE PERMETTEVA ALLE COMUNITA DI PORRE FINE AL RAPPORTO . LA FACOLTA DELLA CONVENUTA DI LICENZIARE IL RICORRENTE DIPENDEVA QUINDI ESSENZIALMENTE DALLA REGOLARITA DEL PARERE EMESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, REGOLARITA CHE SARA ESAMINATA A PROPOSITO DEL SECONDO MOTIVO .  IL MOTIVO E PERCIO' INFONDATO .  B ) SUL SECONDO MOTIVO  1 ) - IL RICORRENTE ASSUME CHE LA CONVENUTA HA VIOLATO L' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO IN QUANTO HA OMESSO DI FAR PARTECIPARE IL COMITATO DEL PERSONALE E IL COMITATO DELLO STATUTO ALL' ELABORAZIONE DELLE NORME DA APPLICARSI ALLE PROCEDURE RELATIVE AL PERIODO DI PROVA E ALL' INTEGRAZIONE .  PER QUANTO RIGUARDA LA PRIMA DI DETTE PROCEDURE, ESSA DEVE ESSERE VALUTATA IN BASE AL REGIME CONTRATTUALE PRESTATUTARIO; L' ARTICOLO 110 SOPRA MENZIONATO NON E QUINDI APPLICABILE .  PER QUANTO RIGUARDA LA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE, L' ESPRESSIONE " LE DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE ", DI CUI AL DETTO ARTICOLO 110, RIGUARDA IN PRIMO LUOGO LE DISPOSIZIONI CHE CIASCUNA ISTITUZIONE E TENUTA AD ADOTTARE ONDE DARE ESECUZIONE A DETERMINATE NORME IMPERATIVE DELLO STATUTO, QUALI GLI ARTICOLI 2, 1 ) COMMA, E 5, N . 4, SECONDO COMMA . NEI RESTANTI CASI, L' OBBLIGO DI EMANARE " DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE " SUSSISTE SOLTANTO QUALORA LE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO NON SIANO DI PER SE SUFFICIENTEMENTE PRECISE . FRA LE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO RELATIVE ALLA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE NON VE N' E ALCUNA CHE IMPONGA ALLE ISTITUZIONI L' OBBLIGO DI ADOTTARE MISURE GENERALI D' ESECUZIONE .  D' ALTRO LATO, DETTE DISPOSIZIONI SONO SUFFICIENTEMENTE PRECISE PER POTER ESSERE APPLICATE IN MODO NON ARBITRARIO, ANCHE IN MANCANZA DI ESPRESSE DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE . IN QUESTE CONDIZIONI, LE NORME DI PROCEDURA EFFETTIVAMENTE ADOTTATE DALLA CONVENUTA IN MATERIA D' INTEGRAZIONE NON ERANO SOGGETTE ALLE FORMALITA PREVISTE DALL' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO .  DA QUANTO PRECEDE RISULTA CHE LA CENSURA VA DISATTESA .  2 ) - IL RICORRENTE SI DUOLE DEL FATTO CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON L' ABBIA POSTO A CONFRONTO COI SUPERIORI CHE, SIA NEL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE, SIA DINANZI ALLA COMMISSIONE STESSA, AVEVANO ESPRESSO NEI SUOI CONFRONTI UN GIUDIZIO SFAVOREVOLE .  IN MATERIA D' INTEGRAZIONE, NON VI E ALCUNA DISPOSIZIONE CHE RENDA OBBLIGATORIO IL CONFRONTO . UN OBBLIGO DEL GENERE POTREBBE SUSSISTERE SOLTANTO QUALORA FOSSE MANIFESTO CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON AVREBBE ALTRO MODO DI CHIARIRE ADEGUATAMENTE I FATTI CONTROVERSI . COME SI DESUME DALLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOTTO ( SUB 10 )), NON E QUESTO IL CASO NOSTRO .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  3 ) - IL RICORRENTE LAMENTA CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA OMESSO DI COMUNICARGLI I VERBALI RELATIVI ALL' AUDIZIONE DEI SUOI SUPERIORI .  DAGLI ATTI DI CAUSA RISULTA CHE DETTA COMMISSIONE HA COMUNICATO ORALMENTE AL RICORRENTE LE OSSERVAZIONI FATTE NEI SUOI RIGUARDI DAI SUPERIORI DI CUI TRATTASI . LO STESSO RICORRENTE AFFERMA DI ESSERE RIUSCITO A " CONFUTARE " TUTTI GLI ADDEBITI MOSSIGLI DA DETTI SUPERIORI . AVENDO QUINDI IL RICORRENTE AVUTO LA POSSIBILITA DI DIFENDERSI ADEGUATAMENTE, LA CENSURA VA DISATTESA .  4 ) - IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, NON COMPRENDENDO ALCUN RICERCATORE, NON ERA IN GRADO DI ESPRIMERE UN PROPRIO GIUDIZIO SICURO .  DALLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOTTO ( SUB 10 )) RISULTA CHE LE DICHIARAZIONI RESE DAI SUPERIORI GERARCHICI ERANO ATTE A FORNIRE ALLA COMMISSIONE ELEMENTI DI VALUTAZIONE SUFFICIENTEMENTE PRECISI .  LA CENSURA NON PUO' ESSERE ACCOLTA .  5 ) - IL RICORRENTE DEDUCE CHE IL RAPPORTO SUL SUO PERIODO DI PROVA E STATO REDATTO CON NOTEVOLE RITARDO E CHE LE PROCEDURE RELATIVE AL PERIODO DI PROVA E ALL' INTEGRAZIONE SONO STATE " RIUNITE ".  ANCHE AMMETTENDO CHE IL RITARDO DENUNZIATO COSTITUISCA UN' IRREGOLARITA, FRA QUESTA E LA DECISIONE DI NON INTEGRARE IL RICORRENTE NON ESISTE ALCUN NESSO CAUSALE . DAL FASCICOLO EMERGE CHE IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA, ANCHE SE FOSSE STATO REDATTO TEMPESTIVAMENTE, NON SAREBBE STATO PIU FAVOREVOLE AL RICORRENTE . AL CONTRARIO, LA TESI DELLA CONVENUTA SECONDO LA QUALE IL CAPO SERVIZIO HA RINVIATO LA STESURA DEL RAPPORTO AL SOLO SCOPO DI FAVORIRE IL RICORRENTE, TROVA CONFERMA NEGLI ATTI DI CAUSA .  PER QUANTO RIGUARDA L' ASSERITA RIUNIONE DELLE PROCEDURE, SE E VERO CHE ESSE SI SONO SVOLTE QUASI CONTEMPORANEAMENTE, NON E AFFATTO PROVATO CHE TALE CONTEMPORANEITA ( CHE DEL RESTO NON COSTITUISCE DI PER SE UN' IRREGOLARITA ) ABBIA LESO IL RICORRENTE .  DA QUANTO PRECEDE DERIVA CHE LA CENSURA E INFONDATA .  6 ) - IL RICORRENTE SI DUOLE CHE IL SUO FASCICOLO PERSONALE SIA STATO TENUTO IN MODO INADEGUATO . EGLI AFFERMA IN ISPECIE CHE DETERMINATI DOCUMENTI SAREBBERO MANCATI E CHE DETERMINATI ALTRI VI SI SAREBBERO TROVATI ABUSIVAMENTE .  LA TENUTA IRREGOLARE DEL FASCICOLO PERSONALE POTREBBE INVALIDARE LA DECISIONE DI NON INTEGRARE IL RICORRENTE SOLTANTO SE FOSSE STATA ATTA AD INFLUIRE SUL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . LE AFFERMAZIONI DEL RICORRENTE, QUAND' ANCHE FOSSERO PROVATE, NON CONSENTONO DI RITENERE CHE SUSSISTA UN SIFFATTO NESSO CAUSALE .  LA CENSURA NON PUO' QUINDI ESSERE ACCOLTA .  7 ) - IL RICORRENTE ASSUME CHE, DATANDO 5 NOVEMBRE 1962 LE OSSERVAZIONI COMPLEMENTARI AL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE, LE QUALI IN REALTA SAREBBERO STATE REDATTE DOPO IL GIUDIZIO ESPRESSO, IL 6 O L' 11 NOVEMBRE, DAL DIRETTORE DEL CENTRO, IL SUO CAPO SERVIZIO HA COMMESSO " UN' IRREGOLARITA PARTICOLARMENTE GRAVE ". L' ORIGINALE DEL RAPPORTO MOSTREREBBE CHE DETTE OSSERVAZIONI PORTAVANO IN UN PRIMO MOMENTO LA DATA DELL' 11 NOVEMBRE, DATA IN SEGUITO CANCELLATA E SOSTITUITA CON QUELLA DEL 5 NOVEMBRE .  LA FOTOCOPIA DEL DOCUMENTO DI CUI TRATTASI, CONTENUTA NEL FASCICOLO PERSONALE DEL RICORRENTE, NON CONFERMA QUESTO ASSUNTO . DEL RESTO LA PRESENTE CENSURA, NEI LIMITI IN CUI E DIRETTA A DIMOSTRARE CHE LA VALUTAZIONE DEL CAPO SERVIZIO E STATA INFLUENZATA DA QUELLA, ASSERTIVAMENTE ANTERIORE, DEL DIRETTORE DEL CENTRO, E IN CONTRASTO CON L' ASSUNTO DEL RICORRENTE SECONDO IL QUALE DETTO DIRETTORE SI SAREBBE LIMITATO A FARE PROPRIA L' OPINIONE DEL CAPO SERVIZIO .  IL RICORRENTE LAMENTA ANCORA CHE LE OSSERVAZIONI DI CUI TRATTASI SIANO STATE FORMULATE IN RISPOSTA AI RILIEVI FATTI DALL' AMMINISTRAZIONE A DETTO CAPO SERVIZIO, PER AVERE EGLI RINVIATO LA NOTA SUL PERIODO DI PROVA DEL RICORRENTE .  QUESTO ASSUNTO NON DIMOSTRA AFFATTO CHE, SE NON VI FOSSE STATO IL RINVIO, IL CAPO SERVIZIO AVREBBE ESPRESSO UN GIUDIZIO PIU FAVOREVOLE AL RICORRENTE .  8 ) - SECONDO IL RICORRENTE, TALUNE VALUTAZIONI, CONTENUTE NEL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA E, RISPETTIVAMENTE, NEL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE, SAREBBERO FRA LORO INCONCILIABILI : SI TRATTEREBBE DELLE " OTTIME RELAZIONI NEL SERVIZIO " RISPETTO ALLA " INSUFFICIENTE ATTITUDINE AL LAVORO DI SQUADRA ", E DELLA " DIFFICOLTA A PRECISARE LE MODALITA D' ESECUZIONE DEI SUOI LAVORI " RISPETTO ALLA " OTTIMA CAPACITA D' ESPRESSIONE ".  LA CENSURA E INCONFERENTE . IL FATTO DI AVERE ECCELLENTI RELAZIONI PERSONALI NON IMPLICA INFATTI NECESSARIAMENTE LA CAPACITA D' INSERIRE LA PROPRIA ATTIVITA IN UN PROGRAMMA PIU AMPIO . DAI DOCUMENTI DI CUI TRATTASI EMERGE INOLTRE CHE IL GIUDIZIO RELATIVO ALLE " MODALITA D' ESECUZIONE " RIGUARDA L' ATTITUDINE A REALIZZARE UN PROGRAMMA, ATTITUDINE LA CUI EVENTUALE MANCANZA NON ESCLUDE CHE L' INTERESSATO POSSIEDA UNA CERTA FACILITA D' ELOQUIO .  9 ) - IL RICORRENTE CRITICA IL TENORE " VAGO ED IMPRECISO " DELLA MOTIVAZIONE DEL PARERE ESPRESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  LA CENSURA E INFONDATA; LA MOTIVAZIONE, UNITAMENTE AL VERBALE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ED AGLI ELEMENTI CONTENUTI NEL FASCICOLO PERSONALE, CONSENTE DI PRECISARE ADEGUATAMENTE LE CRITICHE FORMULATE NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE .  10 ) - IL RICORRENTE ASSUME CHE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SI BASA SU FATTI MATERIALMENTE INESATTI .  NEL PARERE SI FA CARICO AL RICORRENTE, IN PRIMO LUOGO DELLA " TENDENZA AD ESAGERARE NEL CONCEPIRE I PROGRAMMI E NEL VALUTARE I MEZZI " E, IN SECONDO LUOGO, DEL FATTO CHE, A CAUSA DI DETTA TENDENZA, EGLI " NON E STATO IN GRADO, MALGRADO LE DIRETTIVE IMPARTITEGLI, DI UTILIZZARE I MEZZI MESSI A SUA DISPOSIZIONE NELLA MISURA INDISPENSABILE PER FORNIRE AL SERVIZIO IL CONTRIBUTO SCIENTIFICO CHE QUESTO AVEVA IL DIRITTO DI ASPETTARSI DA LUI ".  QUESTE VALUTAZIONI COSTITUISCONO UN GIUDIZIO COMPLESSIVO AL QUALE LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE IL PROPRIO . SPETTA INVECE ALLA CORTE DI CONTROLLARE SE I FATTI ACCERTATI DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SIANO MATERIALMENTE ESATTI E LOGICAMENTE COMPATIBILI CON DETTO GIUDIZIO . APPARE OPPORTUNO ESAMINARE SEPARATAMENTE I DUE ADDEBITI MOSSI AL RICORRENTE, CIOE ( AA ) LA TENDENZA AD ESAGERARE E ( BB ) L' INSUFFICIENTE RENDIMENTO CHE NE SAREBBE DERIVATO .  AA ) LA CONVENUTA ASSUME PRINCIPALMENTE :  - IL 15 GENNAIO 1962, CIOE TRE MESI E MEZZO DOPO ESSERE ENTRATO IN SERVIZIO, IL RICORRENTE HA SOTTOPOSTO UN PRIMO PROGRAMMA DI APPENA DUE PAGINE; DETTO PROGRAMMA " ERA DI UN' AMPIEZZA SMISURATA : AVREBBE RICHIESTO, FRA APPARECCHI ED EQUIPAGGIAMENTO, OLTRE 100.000 UNITA DI CONTO E, COME PERSONALE, ALMENO QUATTRO RICERCATORI DI CATEGORIA A E QUATTRO TECNICI DI CATEGORIA B ... QUESTO PROGRAMMA ERA IRREALIZZABILE : I ' CREDITI ASSEGNATI ' NEL 1962 ALL' INTERO SERVIZIO DI FISICO-CHIMICA ERANO LIMITATI INFATTI A 200.000 UNITA DI CONTO PER CIRCA 50 DIPENDENTI, MENTRE IL ' FORFAIT ' DEL SERVIZIO AMMONTAVA A CIRCA 1.500 UNITA DI CONTO PER CIASCUN DIPENDENTE DELLE CATEGORIE A E B ";  - " A PARTIRE DA TALE MOMENTO ", IL CAPO SERVIZIO AVREBBE RACCOMANDATO AL RICORRENTE MAGGIOR MISURA NELL' ELABORARE I SUOI PROGETTI E GLI AVREBBE DATO COME DIRETTIVA QUELLA DI METTERE A PUNTO, IN UNA PRIMA FASE, UN METODO DI MISURA DELLA QUANTITA DI MOLECOLE ASSORBITE SULLE ALLUMINE PER ASSORBIMENTO INFRAROSSO, DIRETTIVA CONFERMATA PER ISCRITTO ALLA FINE DI UN MEMORANDUM DEL 4 GIUGNO 1962;  - NONOSTANTE DETTE DIRETTIVE ORALI E ANZICHE DARE INIZIO ALLE ESPERIENZE PRELIMINARI IN TAL MODO PRECISATE, IL RICORRENTE HA CONTINUATO AD ELABORARE PROGRAMMI ESTREMAMENTE VASTI, ESPOSTI IN NOTE ( CHE SONO STATE PRODOTTE IN CAUSA ) REDATTE FRA LA META DI GENNAIO E IL 4 GIUGNO 1962;  - NEL MARZO 1962, IL RICORRENTE HA PRESENTATO AL SUO CAPO SERVIZIO UN ELENCO INTITOLATO " EQUIPAGGIAMENTO INIZIALE ... ", NOTA COMPRENDENTE APPARECCHI ED ACCESSORI PER UN VALORE COMPLESSIVO DI 55.000 UNITA DI CONTO; DOPO AVER RIDOTTO LE RICHIESTE DEL RICORRENTE, D' ACCORDO CON QUEST' ULTIMO, A 15.000 UNITA DI CONTO, DETTO CAPO SERVIZIO HA SOTTOPOSTO LA DOMANDA AL COMITATO LOCALE DEI PROGRAMMI CHE L' HA CIONONDIMENO RESPINTA .  IL RICORRENTE NON CONTESTA QUESTE CIRCOSTANZE, SE NON IN QUANTO ASSERISCE DI NON AVER RICEVUTO DAL SUO CAPO SERVIZIO ALCUNA DIRETTIVA PRIMA DEL MEMORANDUM DEL 4 GIUGNO 1962 . L' ASSUNTO E CONTRADDETTO DA UNA LETTERA, INVIATA DAL RICORRENTE AL SUO CAPO SERVIZIO IL 14 MAGGIO 1962, NELLA QUALE E DETTO FRA L' ALTRO : " LE HO SOTTOPOSTO UN PROGRAMMA VERSO LA META DI GENNAIO 1962 . SUCCESSIVAMENTE (" THEREAFTER "), ELLA HA ESPRESSO IL DESIDERIO CHE ESSO VENISSE MODIFICATO IN VISTA DEL FATTO CHE, ALL' INIZIO, NON POSSO PRETENDERE DI ORGANIZZARE UN GRUPPO DI RICERCA, MA DEVO PROGETTARE UN LAVORO CHE POSSA ESSERE COMPIUTO DA UNA PERSONA SOLA ".  IL RICORRENTE ASSUME DI NON ESSERE STATO AL CORRENTE DEI MEZZI A DISPOSIZIONE DEL SERVIZIO, E CHE NON POTREBBE QUINDI ESSERGLI FATTO CARICO DELLA SPROPORZIONE ESISTENTE FRA DETTI MEZZI E QUELLI DA LUI RICHIESTI . L' ASSUNTO E INCONFERENTE .  E' INFATTI LECITO ESIGERE DA UN RICERCATORE CHE, PRIMA DI PROPORRE UN PROGRAMMA E OVE NON VOGLIA PROCRASTINARE LA REALIZZAZIONE DEI SUOI LAVORI IN MODO DANNOSO PER IL SERVIZIO, EGLI SI INFORMI NEL MODO PIU PRECISO POSSIBILE DEI MEZZI DISPONIBILI . ANCHE VOLENDO AMMETTERE A FAVORE DEL RICORRENTE CHE UN CERTO MARGINE DI ERRORE POTEVA ESSERE INEVITABILE IN UN MOMENTO IN CUI EGLI SI TROVAVA IN UN PERIODO D' ADATTAMENTO E IL CENTRO ERA IN CORSO DI ORGANIZZAZIONE, E ANCHE TENENDO CONTO DEL FATTO CHE UNA LEGITTIMA AMBIZIONE PUO' INDURRE UN RICERCATORE AD ESTENDERE IL PIU POSSIBILE IL CAMPO DELLE SUE ATTIVITA, LE RICHIESTE DEL RICORRENTE, OLTRETUTTO RIPETUTAMENTE AVANZATE, SUPERAVANO AMPIAMENTE LA MISURA DEL RAGIONEVOLE .  I PROGRAMMI PRESENTATI DAL RICORRENTE FRA IL 15 GENNAIO E IL 4 GIUGNO 1962 VANNO LARGAMENTE AL DI LA DELLA SFERA DI LAVORO A BREVE TERMINE FISSATA DAL CAPO SERVIZIO . L' ELABORAZIONE DI PROGRAMMI DI GRANDE AMPIEZZA, DI PER SE NON CRITICABILE, APPARE RIPROVEVOLE QUALORA NON SIA ACCOMPAGNATA DA ALCUN TENTATIVO SERIO DELL' INTERESSATO DI REALIZZARE AL TEMPO STESSO IL PROGRAMMA PIU MODESTO CHE GLI ERA STATO IN REALTA ASSEGNATO .  DAL COMPLESSO DI QUESTE CONSIDERAZIONI SI DESUME CHE, NEL FAR CARICO AL RICORRENTE DELLA TENDENZA AD ESAGERARE, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON HA ESPRESSO UN GIUDIZIO LOGICAMENTE INCOMPATIBILE CON FATTI PACIFICI O DA RITENERSI PROVATI .  BB ) LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON HA PERO' CONSIDERATO DETTA TENDENZA COME UN ADDEBITO INDIPENDENTE, BENSI' COME CAUSA DELL' INSUFFICIENTE RENDIMENTO DEL RICORRENTE .  QUESTI NON CONTESTA DI NON AVER EFFETTIVAMENTE DATO INIZIO ALLE ESPERIENZE CHE GLI ERANO STATE AFFIDATE, MA SOSTIENE CHE I MEZZI DI CUI DISPONEVA, SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA GLI APPARECCHI E LO SPAZIO NEL LABORATORIO, ERANO INSUFFICIENTI ALLO SCOPO . EGLI DENUNCIA INOLTRE, IN VIA GENERALE, IL CATTIVO FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO FISICO-CHIMICA . LA CONVENUTA RIBATTE CHE I MEZZI A DISPOSIZIONE DEL RICORRENTE ERANO SUFFICIENTI PER DARE INIZIO ALLE ESPERIENZE RELATIVE AL PROGRAMMA A BREVE TERMINE FISSATO NELLA NOTA CONFERMATIVA DEL 4 GIUGNO 1962 E CHE AL PRAKASH E STATO FATTO APPUNTO CARICO DI NON AVER NEMMENO DATO INIZIO A TALI ESPERIENZE .  NON SPETTA ALLA CORTE DI STABILIRE SE, IN MATERIA DI RICERCHE NUCLEARI, DETERMINATE ATTREZZATURE SIANO SUFFICIENTI PER INTRAPRENDERE UNA DETERMINATA ATTIVITA . ALL' UOPO ESSA DOVREBBE EVENTUALMENTE NOMINARE UN PERITO . LA PERIZIA SAREBBE PERO' GIUSTIFICATA SOLTANTO QUALORA I FATTI ACCERTATI MILITASSERO A FAVORE DEL RICORRENTE AL QUALE INCOMBE, IN LINEA DI PRINCIPIO, L' ONERE DELLA PROVA . APPARE OPPORTUNO ACCERTARE SE SIA QUESTO IL CASO NOSTRO .  IL TESTE MARCHETTI, CAPO SERVIZIO DEL RICORRENTE, HA DICHIARATO IN SOSTANZA :  - " IL MATERIALE ACQUISTATO ERA PIU CHE SUFFICIENTE PER INIZIARE IL LAVORO ";  - " NON E MAI STATO FATTO CARICO AL PRAKASH DI NON AVER OTTENUTO ALCUN RISULTATO, MA DI NON AVER INIZIATO IL LAVORO ";  - IL RICORRENTE NON HA PROVATO NE ADATTATO I NUOVI APPARECCHI A SUA DISPOSIZIONE, MENTRE CIO' SAREBBE STATO INDISPENSABILE .  IL TESTE RITTER, DIRETTORE DEL CENTRO D' ISPRA, HA CONFERMATO LA SOSTANZA DELLE DISPOSIZIONI DEL MARCHETTI . PUR AMMETTENDO CHE LE SUE FUNZIONI NON GLI CONSENTIVANO DI CONOSCERE DIRETTAMENTE I PARTICOLARI DELLE CONDIZIONI DI LAVORO DEL RICORRENTE, EGLI HA AFFERMATO CHE LA SUA LUNGA ESPERIENZA GLI PERMETTEVA DI FARSI UN' OPINIONE IN BASE ALLE INFORMAZIONI FORNITEGLI DAL MARCHETTI . EGLI HA DICHIARATO INOLTRE CHE IL PRECEDENTE DATORE DI LAVORO DEL RICORRENTE, CUI EGLI AVEVA CHIESTO INFORMAZIONI, HA CONFERMATO L' OPINIONE DEL MARCHETTI CIRCA DETERMINATI DIFETTI DEL RICORRENTE .  QUESTE DISPOSIZIONI SONO ATTE A CONFERMARE IL GIUDIZIO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . E' VERO CHE IL RICORRENTE SOSTIENE CHE IL MARCHETTI, ANIMATO DA SENTIMENTI OSTILI NEI SUOI RIGUARDI, HA " PARALIZZATO SISTEMATICAMENTE " LA SUA ATTIVITA; TUTTAVIA, COME SI DIRA A PROPOSITO DEL TERZO MOTIVO, LE ASSERZIONI DEL RICORRENTE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE, SU QUESTO PUNTO, COME UN INIZIO DI PROVA . NEMMENO PUO' ESSERE ACCOLTA LA TESI SUBORDINATA DEL RICORRENTE SECONDO LA QUALE IL MARCHETTI - CHE PURE ERA STATO IN GRADO DI PROPORRE AL RICORRENTE UN LAVORO CHE QUESTI AVEVA POTUTO ACCETTARE - SAREBBE STATO INCAPACE DI VALUTARE LE SUE ESIGENZE IN FATTO DI APPARECCHI .  PER QUANTO RIGUARDA LA DEPOSIZIONE DEL RITTER, QUESTA NON PERDE VALORE PER IL SOLO FATTO CHE IL TESTE IGNORAVA DETERMINATI PARTICOLARI DELL' ATTIVITA DEL RICORRENTE; NELLA SUA DUPLICE QUALITA DI DIRETTORE DEL CENTRO E DI UOMO DI SCIENZA, INFATTI, EGLI ERA PERFETTAMENTE IN GRADO DI GIUDICARE SE MEZZI FINANZIARI DI UNA DETERMINATA ENTITA FOSSERO SUFFICIENTI PER INIZIARE DETERMINATE ESPERIENZE . E' INOLTRE ASSODATO CHE IL RITTER HA AVUTO COL RICORRENTE VARI COLLOQUI, NEL CORSO DEI QUALI QUESTI HA POTUTO ESPORRE IL SUO PUNTO DI VISTA . D' ALTRO LATO, IL FATTO CHE IN UN' ALTRA CAUSA DISCUSSA DINANZI ALLA CORTE IL RITTER ABBIA QUALIFICATO DI " DURO " L' ATTEGGIAMENTO DEL MARCHETTI NEI CONFRONTI DEI SUOI SUBORDINATI, PROVA CHE EGLI NON AVEVA AFFATTO LA TENDENZA A FARE CIECAMENTE PROPRIO IL GIUDIZIO DI QUEST' ULTIMO .  ALTRE CIRCOSTANZE CONFERMANO L' IMPRESSIONE CHE SI RICAVA DALLE TESTIMONIANZE SOPRADDETTE . IL RICORRENTE NON HA AD ESEMPIO CONTESTATO DI AVER AVUTO A SUA DISPOSIZIONE UNA SUPERFICIE DI LABORATORIO PIU AMPIA DELLA MEDIA DI ISPRA, NE CHE I MEZZI FINANZIARI DA LUI OTTENUTI IN UN MODO O NELL' ALTRO NON ERANO INFERIORI A TALE MEDIA . EGLI NON HA POTUTO NEMMENO CONTESTARE CHE LA MAGGIOR PARTE DEGLI ALTRI RICERCATORI DEL CENTRO, MALGRADO LE DIFFICOLTA TECNICHE ESISTENTI DURANTE IL PERIODO DI CUI TRATTASI, SONO RIUSCITI A LAVORARE IN MODO TALE DA CONSENTIRE ALLA CONVENUTA DI NOMINARLI IN RUOLO . INFINE, NE AL MOMENTO IN CUI HA FIRMATO PER CONOSCENZA IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE, NE IN CORSO DI CAUSA, IL RICORRENTE HA DIMOSTRATO IN MODO PRECISO E CIRCOSTANZIATO, CON L' APPOGGIO DI CONSIDERAZIONI SCIENTIFICHE, CHE GLI APPARECCHI DI CUI DISPONEVA NON ERANO SUFFICIENTI PER DARE INIZIO ALLA " MESSA A PUNTO DELLA TECNICA DI PREPARAZIONE DI ' PELLETS ' D' ALLUMINA CHE POTESSERO ESSERE OSSERVATI IN TRASPARENZA NEI RAGGI INFRAROSSI ", MESSA A PUNTO CHE COSTITUIVA IL LAVORO A BREVE TERMINE DEFINITO NELLA SOPRA RICORDATA NOTA DEL 4 GIUGNO 1962 E CHE E IL SOLO CHE CI INTERESSI .  LE DEPOSIZIONI DEI TESTIMONI SENTITI AD ISTANZA DEL RICORRENTE NON SONO ATTE A PROVARE CHE IL RICORRENTE NON ERA STATO IN GRADO DI DARE INIZIO ALLA SUA ATTIVITA . IL TESTE GILLOT HA DICHIARATO DI NON ESSERE UNO SPECIALISTA DI APPARECCHI DI CUI IL RICORRENTE AVEVA BISOGNO . IL TESTE HOEPPER HA DICHIARATO CHE, NON CONOSCENDO IL PROGRAMMA DI RICERCHE DEL RICORRENTE, NON ERA IN GRADO DI DIRE SE QUESTI POTESSE GIA DARE INIZIO ALLE RICERCHE .  E' VERO CHE IL SIG . KOSIBA - IL QUALE, RISIEDENDO NEGLI STATI UNITI, NON HA POTUTO COMPARIRE DINANZI ALLA CORTE, MA HA INVIATO UNA LETTERA, NON COPERTA DA GIURAMENTO, CHE LA CORTE HA UNITO AL FASCICOLO - HA DICHIARATO CHE ALL' EPOCA IN CUI EGLI ERA A CONTATTO COL RICORRENTE QUESTI NON DISPONEVA " DEGLI APPARECCHI NECESSARI PER ESEGUIRE (" TO PERFORM ") IL LAVORO DI RICERCA CHE GLI ERA STATO AFFIDATO ". TUTTAVIA, IL KOSIBA HA PRECISATO CHE I SUOI CONTATTI COL PERSONALE DEL SERVIZIO FISICO-CHIMICA SONO STATI SOLO " SPORADICI ".  D' ALTRO LATO, IL CONTESTO DEL PASSO SOPRA CITATO NON LASCIA CHIARAMENTE INTENDERE SE IL KOSIBA RITENESSE CHE GLI APPARECCHI A DISPOSIZIONE DEL RICORRENTE NON ERANO SUFFICIENTI NEMMENO PER DARE INIZIO CON PROFITTO AL PROGRAMMA A BREVE TERMINE DEFINITO NELLA NOTA DEL MARCHETTI IN DATA 4 GIUGNO 1962 .  CC ) LE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SUB AA ) E BB ) MOSTRANO CHE GLI ELEMENTI ESSENZIALI DELLA CAUSA NON SONO ATTI A PORRE SERIAMENTE IN DUBBIO LA FONDATEZZA DEL GIUDIZIO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . ESSE INFIRMANO INOLTRE LA TESI SECONDO LA QUALE LA CATTIVA PROVA DATA DAL RICORRENTE SAREBBE STATA CAUSATA DAL CATTIVO FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO FISICO-CHIMICA . SE IL FATTO DI AVER GIUDICATO IL SENSO PRATICO DEL RICORRENTE DURANTE UN PERIODO CARATTERIZZATO DA RILEVANTI DIFFICOLTA OBIETTIVE PUO' ESSERE INDIZIO DI UN CERTO RIGORE, LA CORTE NON PUO' CONSIDERARE TALE RIGORE COME ILLEGITTIMO, SENZA VIOLARE I PRINCIPI RELATIVI ALLA SEPARAZIONE DEI POTERI .  POSTO CHE I GIUDIZI SONO DI ESCLUSIVA COMPETENZA DELL' ISTITUZIONE, A QUESTA SPETTA IN LINEA DI PRINCIPIO IL DETERMINARE IL GRADO DI RIGORE O D' INDULGENZA CON CUI ESSA INTENDEVA VALUTARE GLI EVENTUALI DIFETTI DEGLI INTERESSATI . SI DEVE INOLTRE TENER CONTO DEL FATTO CHE, ACCETTANDO UN CONTRATTO CHE ATTRIBUIVA AD ENTRAMBE LE PARTI LA FACOLTA DI RECESSO COL PREAVVISO DI UN MESE, IL RICORRENTE SI ERA ASSOGGETTATO AD UN REGIME IN CUI IL POTERE DISCREZIONALE DELL' AMMINISTRAZIONE AVEVA GRANDE RILEVANZA .  DA TUTTO QUANTO PRECEDE RISULTA CHE LA PRESENTE CENSURA VA RESPINTA SENZA CHE SIA NECESSARIO PROCEDERE ALLA NOMINA DI UN PERITO .  DAL COMPLESSO DELLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOPRA, SOTTO I NUMERI DA 1 ) A 10 ), DISCENDE CHE IL SECONDO MOTIVO VA DISATTESO .  C ) SUL TERZO MOTIVO  SECONDO IL RICORRENTE, IL MARCHETTI AVREBBE ESERCITATO I SUOI POTERI ALLO SCOPO DI OTTENERE IL SUO LICENZIAMENTO; CIO' COSTITUIREBBE UNO SVIAMENTO DI POTERE E UNO SVIAMENTO DI PROCEDURA . IN PROPOSITO IL RICORRENTE DEDUCE :  - IL RITARDO CON CUI E STATO REDATTO IL RAPPORTO RELATIVO AL PERIODO DI PROVA;  - IL GIUDIZIO SFAVOREVOLE ESPRESSO NEL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE;  - IL FATTO CHE, IL 16 GENNAIO 1963, IL MARCHETTI HA ORDINATO AL RICORRENTE DI CONSEGNARE IL MATERIALE DEL SUO LABORATORIO AD UN ALTRO RICERCATORE;  - IL FATTO CHE, FIN DAL 28 FEBBRAIO 1963, CIOE GIA PRIMA DELLA DECISIONE DI NON INTEGRARLO, IL NOME DEL RICORRENTE ERA STATO CANCELLATO DALL' ORGANICO DEL SERVIZIO FISICO-CHIMICA .  DALLA MOTIVAZIONE RELATIVA AL SECONDO MOTIVO SI DESUME CHE IL RENDIMENTO DEL RICORRENTE POTEVA ESSERE QUALIFICATO INSUFFICIENTE; QUESTO FATTO BASTA A SPIEGARE I GIUDIZI E GLI ATTI DI CUI TRATTASI . NEL FASCICOLO NON VI E POI NULLA CHE POSSA FAR RITENERE CHE L' ATTEGGIAMENTO DEL MARCHETTI NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE AVESSE DEI MOVENTI CRITICABILI . AL CONTRARIO, SOPRATTUTTO DAL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE CHE SI ESPRIME IN MODO POSITIVO SU DETERMINATI ASPETTI DELLA PERSONALITA DEL RICORRENTE, EMERGE CHE IL MARCHETTI HA CERCATO DI LIMITARE LE SUE CRITICHE AL MINIMO INDISPENSABILE . QUESTE CONSIDERAZIONI SONO DEL PARI IN CONTRASTO CON LE RESTANTI CENSURE ELEVATE DAL RICORRENTE SOTTO IL PRESENTE MOTIVO, CENSURE SECONDO LE QUALI SIA IL RITTER SIA LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, SCIENTEMENTE O PER NEGLIGENZA, AVREBBERO SEMPLICEMENTE FATTO PROPRI I GIUDIZI ASSERTIVAMENTE OSTILI DEL MARCHETTI .  IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  DAL COMPLESSO DELLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOPRA ( SUB A, B E C ) EMERGE CHE LE CONCLUSIONI DEL RICORRENTE RELATIVE ALLA MANCATA NOMINA IN RUOLO E AL LICENZIAMENTO SONO INFONDATE .  B - DOMANDA DI RISARCIMENTO DEI DANNI  A ) IL RICORRENTE LAMENTA IN VIA PRINCIPALE IL PREGIUDIZIO ARRECATOGLI DALL' ILLECITO CHE INFICIEREBBE LA DECISIONE IMPUGNATA .  COME APPARE DALLE CONSIDERAZIONI SOPRA ESPOSTE, DETTA DECISIONE NON E INFICIATA DA ALCUNO DEI VIZI DENUNCIATI DAL RICORRENTE . UNA DECISIONE DI CUI NON SIA STATA PROVATA L' ILLEGITTIMITA PUO' COSTITUIRE UN ILLECITO ED ARRECARE UN DANNO RISARCIBILE AL SUO DESTINATARIO SOLTANTO QUALORA CONTENGA CRITICHE SUPERFLUE NEI SUOI RIGUARDI . NON E QUESTO IL CASO NOSTRO, POSTO CHE LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA E LIMITATA ALLO STRETTO INDISPENSABILE .  LA DOMANDA PRINCIPALE E QUINDI INFONDATA .  B ) IN SUBORDINE, IL RICORRENTE SOSTIENE DI AVER DIRITTO AL RISARCIMENTO DEI DANNI ANCHE QUALORA LA CORTE NON RITENGA ILLEGITTIMA LA DECISIONE IMPUGNATA .  1 ) A TALE PROPOSITO EGLI ASSUME CHE, PER VARI MOTIVI, LA CONVENUTA GLI AVREBBE DOVUTO CONCEDERE UN TERMINE DI PREAVVISO PIU LUNGO .  IL TERMINE DI PREAVVISO DI UN MESE APPLICATO NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE E CONFORME A QUANTO STABILISCE IL CONTRATTO D' ASSUNZIONE . A NORMA DELL' ARTICOLO 102, N . 2 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL RICORRENTE HA INOLTRE RICEVUTO L' INDENNITA DI DUE MESI PREVISTA DALL' ARTICOLO 34 DELLO STESSO STATUTO .  ATTENENDOSI STRETTAMENTE ALLA LETTERA DELLE DISPOSIZIONI CHE DISCIPLINAVANO LA POSIZIONE DEL RICORRENTE, LA CONVENUTA AVREBBE COMMESSO UN ILLECITO SOLTANTO SE FOSSE PROVATO CHE DETTE DISPOSIZIONI ERANO MANIFESTAMENTE INGIUSTE O VESSATORIE, OVVERO CHE, ALL' ATTO DELLA STIPULAZIONE DEL CONTRATTO D' IMPIEGO, IL RICORRENTE NON AVEVA DATO LIBERAMENTE IL PROPRIO CONSENSO . QUANTO AL PRIMO PUNTO, LE DIFFICOLTA INERENTI ALLA COSTITUZIONE DI UN CENTRO DI RICERCHE COMUNITARIE GIUSTIFICANO IL FATTO CHE LA CONVENUTA, NEL PERIODO PRESTATUTARIO, SI SIA RISERVATA UNA CERTA LIBERTA D' AZIONE . QUANTO AL SECONDO PUNTO, IL RICORRENTE NON HA NEMMENO ASSERITO DI AVER ACCETTATO IL PERIODO DI PREAVVISO DI UN MESE IN SEGUITO A VIOLENZA MORALE .  2 ) IL RICORRENTE SI DUOLE DI NON ESSER STATO COLLOCATO AD UN GRADO SUPERIORE AL TERMINE DEL PERIODO DI PROVA E, IN GENERALE, DENUNCIA LA " RESPONSABILITA DEI CAPI " PER QUANTO RIGUARDA IL " MANCATO FUNZIONAMENTO " DEI SERVIZI DI ISPRA .  PER QUANTO RIGUARDA IL PRIMO PUNTO, L' INQUADRAMENTO DEL RICORRENTE ERA CONFORME ALLE CLAUSOLE DEL SUO CONTRATTO D' ASSUNZIONE . PER QUANTO RIGUARDA IL SECONDO PUNTO, IL RICORRENTE TENDE AD ATTRIBUIRE IL PROPRIO LICENZIAMENTO A FATTORI INDIPENDENTI DALLA SUA RESPONSABILITA, TESI QUESTA IN CONTRASTO CON LE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOPRA, NELL' ESAMINARE IL SECONDO MOTIVO .  DA QUANTO PRECEDE DERIVA CHE LA DOMANDA DI RISARCIMENTO DEI DANNI PRESENTATA IN SUBORDINE VA RESPINTA .  C - SPESE DI TRASLOCO DAL LUOGO D' ORIGINE ALLA SEDE DI SERVIZIO ED INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE .  IL RICORRENTE DENUNCIA L' ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE DEL 18 APRILE 1963 CON CUI LA CONVENUTA GLI HA NEGATO IL RIMBORSO DELLE SPESE DI TRASLOCO E L' INDENNITA DI PRIMA SISTEMAZIONE .  A TORTO IL RICORRENTE SOSTIENE CHE DETTE PRESTAZIONI ERANO DISCIPLINATE, PER QUANTO LO RIGUARDA, O DALLO STATUTO DEL PERSONALE DELLA CEE E DELLA CEEA, O DAL VECCHIO STATUTO DEL PERSONALE DELLA CECA . SALVO ESPRESSE DISPOSIZIONI IN CONTRARIO, IL PRIMO DI DETTI STATUTI NON E INFATTI APPLICABILE AI DIPENDENTI ASSUNTI SOTTO IL REGIME DEI CONTRATTI DETTI DI BRUXELLES . PER QUANTO RIGUARDA IL SECONDO STATUTO, LA SUA APPLICAZIONE ANALOGICA A DETTI DIPENDENTI ERA DA ESCLUDERSI NEI LIMITI IN CUI LA LORO SITUAZIONE ERA DISCIPLINATA DAL CONTRATTO O DALLE CIRCOLARI DI CARATTERE GENERALE EMESSE DALL' ISTITUZIONE .  IL CONTRATTO DEL RICORRENTE NON CONTENEVA ALCUN RICHIAMO ALLE QUESTIONI DI CUI TRATTASI : QUESTE ERANO PERO' DISCIPLINATE DALLA CIRCOLARE N . 50, EMANATA DALLA CONVENUTA IL 24 FEBBRAIO 1959 . IL PRESENTE CAPO DELLA DOMANDA VA QUINDI ESAMINATO IN BASE A DETTA CIRCOLARE .  A NORMA DI QUESTA, IL DIRITTO DEL DIPENDENTE ALLE PRESTAZIONI DI CUI TRATTASI ERA SUBORDINATO ESSENZIALMENTE AL GIUDIZIO FAVOREVOLE DEL CAPO SERVIZIO CIRCA LE ATTITUDINI DEL DIPENDENTE STESSO . LE PARTI CONTRASTANO SULLA QUESTIONE DEL SE TALE CONDIZIONE FOSSE SODDISFATTA; IL RICORRENTE POSSIEDE UNA COPIA DELLA DOMANDA D' AUTORIZZAZIONE DA LUI PRESENTATA AL MARCHETTI, COPIA DA QUESTI FIRMATA, SULLA QUALE LA FRASE RELATIVA ALLE ATTITUDINI DELL' INTERESSATO NON E CANCELLATA . LA STESSA FRASE E STATA INVECE CANCELLATA SULL' ORIGINALE DELLA DOMANDA, DEL PARI FIRMATA DAL MARCHETTI, E RECANTE INOLTRE LA MENZIONE " RIFIUTATO " APPOSTA DAL VICE-DIRETTORE DEL CENTRO, SIG . MERCEREAU .  IL CAPO SERVIZIO NON ERA COMPETENTE A STATUIRE SULLA DOMANDA DI CUI TRATTASI; IL " PARERE " CH' EGLI DOVEVA ESPRIMERE, NON ESSENDO UNA DECISIONE, POTEVA ESSERE MODIFICATO FINO A QUANDO NON FOSSE INTERVENUTO UN ATTO DI TALE NATURA . D' ALTRO LATO, A NORMA DELLA CIRCOLARE N . 50, L' ORGANO COMPETENTE NON ERA VINCOLATO DAL PARERE FAVOREVOLE DEL CAPO SERVIZIO : IL RIFIUTO DEL MERCEREAU, COME PURE LA DECISIONE IMPUGNATA CHE LO CONFERMA, NON SONO QUINDI AFFATTO IN CONTRASTO CON LA PREDETTA CIRCOLARE .  INUTILMENTE IL RICORRENTE FA VALERE CHE, ANTERIORMENTE AL RIFIUTO, IL SERVIZIO DEL PERSONALE AVEVA APPROVATO IL PREVENTIVO STESO DA UN' IMPRESA DI TRASPORTI; L' APPROVAZIONE RIGUARDA INFATTI UNICAMENTE L' EVENTUALE IMPORTO DA RIMBORSARE, NON GIA IL RIMBORSO STESSO .  DA TUTTO QUANTO PRECEDE RISULTA CHE IL PRESENTE CAPO DELLA DOMANDA E INFONDATO .  D - COEFFICIENTE CORRETTORE  IL RICORRENTE HA CHIESTO CHE LA CONVENUTA SIA CONDANNATA A VERSARGLI LA SOMMA DI FRANCHI BELGI 23.428, ANTICIPATAGLI NEL GENNAIO 1963 E POI TRATTENUTA SULLA LIQUIDAZIONE .  IN UNA LETTERA DELLA DIREZIONE GENERALE AMMINISTRAZIONE E PERSONALE, PRODOTTA DALLO STESSO RICORRENTE, E DETTO CHE " LA CONCESSIONE DI QUESTO ANTICIPO NON PREGIUDICA AFFATTO IL RISULTATO DELLA PROCEDURA D' INTEGRAZIONE ".  LA LETTERA DICE INOLTRE : " L' ANTICIPO SARA CONGUAGLIATO IN SEGUITO E, OVE IL SUO AMMONTARE FOSSE SUPERIORE AL DOVUTO, L' ECCEDENZA POTRA ESSERE RECUPERATA SULLE SOMME A QUALSIASI TITOLO DOVUTELE DALLA COMMISSIONE ". IL RICORRENTE NON HA CONTESTATO CHE L' ANTICIPO GLI SIA STATO VERSATO QUALE COEFFICIENTE CORRETTORE .  TALE COEFFICIENTE E DISCIPLINATO DALLO STATUTO DEL PERSONALE DELLA CEE E DELLA CEEA O, EVENTUALMENTE, DAL REGIME APPLICABILE AGLI ALTRI DIPENDENTI DI DETTE COMUNITA, TESTI CHE NON SONO MAI STATI APPLICABILI AL RICORRENTE . D' ALTRO LATO, LA LETTERA SOPRA CITATA MOSTRA CHE LA CONVENUTA SI E RISERVATA IL DIRITTO DI RECUPERARE LA SOMMA DI CUI TRATTASI QUALORA IL BENEFICIARIO NON FOSSE INTEGRATO . LA CONVENUTA AVEVA QUINDI IL DIRITTO DI TRATTENERE LA SOMMA .  LA DOMANDA DEL RICORRENTE E INFONDATA .  E - PROVE OFFERTE  POSTO CHE LA CORTE DISPONE GIA DI TUTTI GLI ELEMENTI NECESSARI PER DEFINIRE IL PRESENTE GIUDIZIO, E SUPERFLUO PROCEDERE ALL' ASSUNZIONE DELLE VARIE PROVE OFFERTE DALLE PARTI ( ALL' INFUORI DI QUELLE GIA ASSUNTE DALLA CORTE ), IN ISPECIE DAL RICORRENTE CON ISTANZE 12 LUGLIO 1963 E 6 NOVEMBRE 1964 .  

Decisione relativa alle spese

NELLA CAUSA 65-63 IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . IL RICORSO 19-63 E DIVENUTO PRIVO D' OGGETTO : DALLA MOTIVAZIONE RELATIVA ALLA CAUSA 65-63 SI DESUME CIONONDIMENO CHE ESSO ERA INFONDATO . A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE VA CONDANNATO ALLE SPESE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ARTICOLO 70 DELLO STESSO REGOLAMENTO, NELLE CAUSE PROPOSTE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE .  L' ORDINANZA 25 GIUGNO 1963, CON CUI IL PRESIDENTE DELLA CORTE HA RESPINTO UNA DOMANDA INCIDENTALE DEL RICORRENTE, COME PURE L' ORDINANZA DELLA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE IN DATA 13 NOVEMBRE 1964, RELATIVA ALL' AUDIZIONE DI DETERMINATI TESTIMONI, HANNO RISERVATO OGNI DECISIONE SULLE SPESE . LE SPESE RELATIVE ALLA DOMANDA INCIDENTALE DEL RICORRENTE DEVONO SEGUIRE LA SORTE DELLE SPESE DEL PROCEDIMENTO PRINCIPALE, MENTRE QUELLE RELATIVE ALL' AUDIZIONE DEI TESTIMONI VANNO POSTE A CARICO DELLA CONVENUTA, POSTO CHE I TESTIMONI SONO STATI SENTITI NELLA LORO QUALITA DI FUNZIONARI .  CON ORDINANZA 5 LUGLIO 1963, LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE HA AMMESSO PARZIALMENTE IL RICORRENTE AL GRATUITO PATROCINIO ED HA DECISO CHE LA CASSA DELLA CORTE AVREBBE ANTICIPATO AL RICORRENTE LA SOMMA, RECUPERABILE, DI 25.000 FRANCHI BELGI . A NORMA DELL' ARTICOLO 76, N . 5, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, DETTA SOMMA VA DISTRATTA A PROFITTO DELLA CASSA DELLA CORTE .  

Dispositivo

LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) NON VI E MOTIVO DI STATUIRE SUL RICORSO 19-63 .  2 ) IL RICORSO 65-63 E RESPINTO .  3 ) IL RICORRENTE SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE, IVI COMPRESE QUELLE RELATIVE ALLA DOMANDA INCIDENTALE .  4 ) IL RICORRENTE VERSERA ALLA CASSA DELLA CORTE LA SOMMA DI 25.000 FRANCHI BELGI .  5 ) LA CONVENUTA SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE, IVI COMPRESE QUELLE RELATIVE ALLA DOMANDA INCIDENTALE; ESSA SOPPORTERA INOLTRE LE INTERE SPESE RELATIVE ALL' AUDIZIONE DEI TESTIMONI .