CELEX: C2002/109/116
Language: it
Date: 2002-05-04 00:00:00
Title: Causa T-44/02: Ricorso della Dresdner Bank AG contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 26 febbraio 2002

C 109/60                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       4.5.2002
—     condannare la controparte alle spese del presente giudizio                   temente alla domanda di rimborso, e comunque degli
      ed ad ogni altra spesa consequenziale.                                       interessi prescritti.
                                                                             —     In ogni caso:
Motivi e principali argomenti
                                                                                   Assumere ogni altro provvedimento consequenziale o
                                                                                   che riterrà opportuno o di giustizia.
I mezzi ed argomenti principali sono quelli invocati nella causa
T-36/02 ABI/Commissione.
                                                                             Motivi e principali argomenti
                                                                             I mezzi ed argomenti principali sono simili a quelli invocati
Ricorso di Banca Monte dei Paschi di Siena Spa contro                        nella causa T-36/02 ABI/Commissione.
la Commissione delle Comunità europee, proposto il
                          21 febbraio 2002
                           (Causa T-42/02)
                          (2002/C 109/115)
                    (Lingua processuale: l’italiano)
                                                                             Ricorso della Dresdner Bank AG contro la Commissione
                                                                               delle Comunità europee, proposto il 26 febbraio 2002
Il 21 febbraio 2002, la ricorrente sopra indicata, rappresentata
e difesa dall’Avv. Prof. Cristoforo Osti, dall’Avv. Giuseppe                                           (Causa T-44/02)
Pizzonia, dall’Avv. Alessandra Prastaro e dall’Avv. Marcello
Valenti, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle
Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle                                               (2002/C 109/116)
Comunità europee.
                                                                                                 (Lingua processuale: il tedesco)
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
In via principale:
—     1)    annullare la decisione delle Comunità europee                    Il 26 febbraio 2002 la Dresdner Bank AG, con sede in
            dell’11 dicembre 2001;                                           Francoforte sul Meno (Germania), rappresentata dai
                                                                             sigg. M. Hirsch e W. Bosch, Rechtsanwälte, ha proposto,
      2)    condannare la Commissione al pagamento delle                     dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee,
            spese di giudizio.                                               un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
—     In via subordinata:
                                                                             La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      1)    annullare l’art. 1 della decisione impugnata, nella
            parte in cui reputa l’art. 24, comma 1 della legge
            Ciampi incompatibile con il mercato comune;                      —     annullare, ai sensi dell’art. 231, primo comma, CE, la
                                                                                   decisione 11 dicembre 2001 nel caso COMP/E-1/37.919
                                                                                   — commissioni bancarie per il cambio di valute dell’area
      2)    annullare l’art. 4 della decisione impugnata, che
                                                                                   euro — Germania (Dresdner Bank AG),
            impone il recupero degli aiuti corrisposti, maggiorati
            degli interessi, con decorrenza dalla data in cui
            l’aiuto è divenuto disponibile.                                        in subordine, ridurre l’ammenda inflitta alla Dresdner
                                                                                   Bank AG dall’art. 3 della decisione;
—     In via ulteriormente subordinata:
                                                                             —     condannare la Commissione, ai sensi dell’art. 87, n. 2, del
      annullare la decisione impugnata nei limiti in cui impone                    regolamento di procedura del Tribunale di primo grado
      che l’importo degli aiuti da recuperare sia maggiorato                       delle Comunità europee, alle spese sostenute dalla Dres-
      degli interessi, quanto meno di quelli maturati anteceden-                   dner Bank AG.
 ---pagebreak--- 4.5.2002                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 109/61
Motivi e principali argomenti                                                 J. Hintermayr, M. Krüger, F. Haunschmidt, G. Minichmayr e
                                                                              P. Burgstaller, hanno proposto dinanzi al Tribunale di primo
                                                                              grado delle Comunità europee un ricorso contro il Consiglio
Con la decisione impugnata la Commissione ha inflitto alla                    dell’Unione europea.
ricorrente un’ammenda dell’importo di euro 28 milioni per
violazione dell’art. 81, n. 1, CE. In tale decisione la Commis-
sione ha stabilito che tra diverse banche tedesche, tra cui la
ricorrente, sarebbero intercorsi accordi sulle modalità e sul                 I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
livello delle commissioni bancarie, i quali avrebbero perseguito
lo scopo di stabilire, durante il periodo transitorio, sia le
modalità di riscossione di commissioni bancarie per il cambio                 —      condannare il convenuto al versamento, a termine entro
di banconote delle valute partecipanti all’Unione montetaria,                        14 giorni a mani dei rispettivi difensori, a titolo di
ossia una provvigione percentuale, sia il livello di prezzo                          risarcimento del danno, dalla somma di euro 18 527,21,
desiderato, pari a circa il 3 %.                                                     e di accertare la contrarietà al diritto comunitario del-
                                                                                     l’art. 2, n. 1, lett. f), della direttiva del Consiglio 9 marzo
                                                                                     1968, 68/151/CEE (1) e dell’art. 47 della direttiva del
La ricorrente contesta la sua partecipazione ad un accordo che                       Consiglio 14 agosto 1978, 78/660/CEE (2);
violi l’art. 81, n. 1, CE. Le prove prodotte dalla Commissione a
tal proposito sarebbero insufficienti. Inoltre la Commissione
non avrebbe spiegato gli effetti del presunto accordo sul                     —      condannare il convenuto al pagamento delle spese proces-
commercio tra gli Stati membri.                                                      suali.
La Commissione avrebbe ipotizzato, a torto, una violazione
ancora in atto. Il calcolo dell’ammenda sarebbe viziato, in
quanto la Commissione non avrebbe effettuato alcuna valuta-
zione della condotta individuale della ricorrente.                            Motivi e principali argomenti
Nel corso del procedimento, la Commissione avrebbe violato i
diritti della difesa della ricorrente, rifiutando a quest’ultima              I ricorrenti sono amministratori di diverse società austriache.
l’esame degli atti in merito alle circostanze dell’archiviazione              Essi contestano la compatibilità dell’obbligo di pubblicare i
del procedimento nei confronti di altre banche e non valutando                conti annuali di società di capitali e di società di persone ad
nella decisione le argomentazioni da lei svolte nella risposta                esse equiparate con il diritto comunitario primario, con i
agli addebiti e nel corso della trattazione orale.                            principi fondamentali comunitari e con la giurisprudenza della
                                                                              Corte di giustizia europea. I ricorrenti si sono finora rifiutati,
                                                                              in base a tali norme comunitarie, di pubblicare i conti annuali
L’applicazione di un’ammenda alla ricorrente eccederebbe i                    delle società di capitali, di cui sono essi responsabili, nella
poteri discrezionali della Commissione e discriminerebbe la                   forma richiesta. Fino alla proposizione del ricorso sono state
ricorrente rispetto a quei destinatari degli addebiti contro i                affiliate multe dell’importo di euro 18 527,21.
quali non è stata emessa alcuna decisione sanzionatoria. La
Commissione avrebbe dovuto archiviare il procedimento
anche nei confronti della ricorrente.
                                                                              I ricorrenti fanno valere che, con la pubblicazione prescritta
                                                                              dalle suddette direttive, dovrebbero essere resi noti segreti
                                                                              commerciali, il che contrasterebbe con la normativa comunita-
                                                                              ria sulla concorrenza e con il principio generale della protezio-
                                                                              ne dei segreti commerciali ed industriali. La pubblicazione di
                                                                              dati relativi all’impresa importanti e confidenziali sarebbe
                                                                              sproporzionata e inammissibile anche con riferimento all’arti-
Ricorso del sig. Manfred Danzer e dalla sig.ra Hannelore                      colo 287.
Danzer contro il Consiglio dell’Unione europea, proposto
                         il 27 febbraio 2002
                            (Causa T-47/02)                                   I ricorrenti fanno inoltre valere che l’art. 2, n. 1, lett. f), della
                                                                              direttiva 68/151/EWG e l’art. 47 della direttiva 78/660/EWG
                                                                              non troverebbero fondamento normativo nell’art. 44, n. 2,
                           (2002/C 109/117)
                                                                              lett. g), CE, né sarebbero ricompresi di per sé nella nozione di
                                                                              «direttiva» ai sensi dell’art. 249 CE. Le disposizioni non
                     (Lingua processuale: il tedesco)                         armonizzerebbero il diritto esistente, ma «creerebbero» nuovo
                                                                              diritto. Inoltre, contrasterebbero col principio di proporziona-
                                                                              lità e violerebbero la legge austriaca sulla protezione dei dati
                                                                              personali, il diritto fondamentale alla proprietà, il diritto di
Il 27 febbraio 2002, il sig. Manfred Danzer e la sig.ra Hannelore             libertà di azione economica e la protezione della sfera privata
Danzer, residenti a Linz (Repubblica d’Austria), con gli avv.ti               fiscale.