CELEX: C2007/056/32
Language: it
Date: 2007-03-10 00:00:00
Title: Procedimento C-519/06 P: Ricorso proposto il 20 dicembre 2006 dall'Asociación de exportadores españoles de productos farmacéuticos (Aseprofar) avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione ampliata) 27 settembre 2006 , nella causa T-168/01, GlaxoSmithKline Services Unlimited, già Glaxo Wellcome plc/Commissione delle Comunità europee

10.3.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 56/18
            
         Ricorso proposto il 20 dicembre 2006 dall'Asociación de exportadores españoles de productos farmacéuticos (Aseprofar) avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione ampliata) 27 settembre 2006, nella causa T-168/01, GlaxoSmithKline Services Unlimited, già Glaxo Wellcome plc/Commissione delle Comunità europee
   (Procedimento C-519/06 P)
   (2007/C 56/32)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: Asociación de exportadores españoles de productos farmacéuticos (Aseprofar) (rappresentanti: sigg. M. Araujo Boyd, abogado, e J. L. Buendía Sierra, membro del servizio giuridico)
   
      Altre parti nel procedimento: Commissione delle Comunità europee, European Association of Euro Pharmaceutical Companies (EAEPC), Bundesverband der Arzneimittel-Importeure eV, Spain Pharma, SA, GlaxoSmithKline Services Unlimited, già Glaxo Wellcome plc
   Conclusioni
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare il punto 1 del dispositivo della sentenza del Tribunale di primo grado 27 settembre 2006, nella causa T-168/01;
            
         
               —
            
            
               statuire definitivamente sulla controversia oggetto della causa T-168/01 respingendo in toto il ricorso d'annullamento proposto dalla GLAXO e confermando la decisione della Commissione 2001/791/CE; nonché
            
         
               —
            
            
               annullare i punti 3, 4 e 5 del dispositivo della suddetta sentenza relativi alle spese e condannare la GLAXO alla totalità delle spese sostenute nella causa T-168/01 e nell'attuale procedimento.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente ritiene che la sentenza impugnata debba essere annullata per tutti i motivi indicati qui di seguito:
   Errata applicazione dell'art. 81, n. 1, CE.
   Il Tribunale di primo grado (in prosieguo: il «Tribunale») avrebbe commesso un errore nel respingere le conclusioni della Commissione secondo cui il sistema di duplice fissazione dei prezzi stabilito dalla GLAXO era diretto a impedire, restringere o falsare la concorrenza; i doppi prezzi e i divieti di esportazione sarebbero per loro stessa natura contrari alla concorrenza. Sempre a torto il Tribunale avrebbe poi applicato l'art. 81, n. 1, CE al contesto di un settore regolato, la sentenza impugnata analizzerebbe in maniera inesatta il contesto giuridico e economico della controversia e il Tribunale sarebbe incorso in errore manifesto di diritto nella valutazione della ratio delle norme del Trattato CE in materia di concorrenza e dei benefici derivanti ai consumatori finali dal mercato parallelo.
   Errata applicazione dell'art. 81, n. 3, CE
   Ai termini della sentenza impugnata la Commissione ha svolto una valutazione inadeguata del nesso causale tra commercio parallelo e innovazione e tra art. 4 delle condizioni generali di vendita e innovazione. Il Tribunale ha dichiarato errate anche le sue conclusioni in ordine all'effetto delle fluttuazioni monetarie sul commercio parallelo tra Spagna e Regno Unito. Per la ricorrente, invece, la valutazione della Commissione rispetto ai detti punti sarebbe del tutto corretta e scevra da errori manifesti; il Tribunale avrebbe quindi interpretato erroneamente l'art. 81, n. 3, CE.
   Da ultimo la ricorrente sostiene che il Tribunale ha invertito l'onere probatorio rispetto all'art. 81, n. 3, CE e non ha analizzato correttamente la valutazione effettuata dalla Commissione della seconda, della terza e della quarta condizione previste da tale norma. A suo avviso, le quattro condizioni per concedere un'esenzione ai sensi dell'art. 81, n. 3, CE sono cumulative, tale che l'assenza anche di una sola di esse è motivo sufficiente perché la Commissione rifiuti l'esenzione. Ne consegue che il Tribunale non può annullare una decisione di rifiuto se prima non ha sottoposto a verifica completa l'analisi delle quattro condizioni di cui all'art. 81, n. 3, CE condotta dalla Commissione e concluso che essa è manifestamente errata.