CELEX: 62006CJ0262
Language: it
Date: 2007-11-22 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 22 novembre 2007.#Deutsche Telekom AG contro Bundesrepublik Deutschland.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Bundesverwaltungsgericht - Germania.#Settore delle telecomunicazioni - Servizio universale e diritti degli utenti - Nozione di "obblighi" che devono essere provvisoriamente mantenuti - Artt. 27, primo comma, della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro) e 16, n. 1, lett. a), della direttiva 2002/22/CE (direttiva servizio universale) - Tariffe applicate alla fornitura dei servizi di telefonia vocale - Obbligo di autorizzazione amministrativa.#Causa C-262/06.

Causa C‑262/06
      Deutsche Telekom AG
      contro
       Repubblica federale di Germania
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesverwaltungsgericht)
      «Settore delle telecomunicazioni — Servizio universale e diritti degli utenti — Nozione di “obblighi” che devono essere provvisoriamente mantenuti — Artt. 27, primo comma, della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro) e 16, n. 1, lett. a), della direttiva 2002/22/CE (direttiva
         servizio universale) — Tariffe applicate alla fornitura dei servizi di telefonia vocale — Obbligo di autorizzazione amministrativa»
      
      Conclusioni dell’avvocato generale D. Ruiz-Jarabo Colomer, presentate il 28 giugno 2007 
      Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 22 novembre 2007 
      Massime della sentenza
      Ravvicinamento delle legislazioni — Settore delle telecomunicazioni — Reti e servizi di comunicazione elettronica — Quadro
            normativo — Direttiva 2002/21 — Servizio universale e diritti degli utenti — Direttiva 2002/22
      [Direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2002/21, art. 27, primo comma, e 2002/22, art. 16, n. 1, lett. a)]
      Gli artt. 27, primo comma, della direttiva 2002/21, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di
         comunicazione elettronica e 16, n. 1, lett. a), della direttiva 2002/22, relativa al servizio universale e ai diritti degli
         utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica vanno interpretati nel senso che devono essere provvisoriamente
         mantenuti in vigore un obbligo ex lege di ottenere un’autorizzazione relativa alle tariffe delle prestazioni di servizi di
         telefonia vocale al dettaglio effettuate da imprese che detengano una posizione dominante su tale mercato, prescritto dal
         diritto nazionale anteriore al quadro normativo istituito dalle dette direttive, nonché i relativi atti amministrativi di
         accertamento.
      
      Tali disposizioni, infatti, perseguono la stessa finalità, cioè garantire una continuità tra il precedente e l’attuale quadro
         normativo, a prescindere dalla natura e dal fondamento degli obblighi imposti agli operatori.
      
      A tale riguardo, la circostanza che la decisione di porre fine a tale situazione provvisoria, conseguente alla realizzazione
         dell’analisi di mercato menzionata all’art. 16 della direttiva 2002/21, sia affidata all’autorità di regolamentazione nazionale
         non modifica detta interpretazione, poiché tale autorità si limita ad adempiere gli obblighi prescritti dalla normativa vigente,
         la quale emerge dal nuovo quadro normativo. Infatti, è quest’ultimo quadro a determinare gli obblighi che saranno modificati,
         mantenuti o soppressi.
      
      (v. punti 22, 36, 43 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)
      22 novembre 2007 (*)
      
      «Settore delle telecomunicazioni – Servizio universale e diritti degli utenti – Nozione di “obblighi” che devono essere provvisoriamente mantenuti – Artt. 27, primo comma, della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro) e 16, n. 1, lett. a), della direttiva 2002/22/CE (direttiva
         servizio universale) – Tariffe applicate alla fornitura dei servizi di telefonia vocale – Obbligo di autorizzazione amministrativa»
      
      Nel procedimento C‑262/06,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Bundesverwaltungsgericht
         (Germania), con decisione 17 maggio 2006, pervenuta in cancelleria il 15 giugno 2006, nella causa
      
      Deutsche Telekom AG
      contro
      Bundesrepublik Deutschland (Repubblica federale di Germania), rappresentata dalla Bundesnetzagentur für Elektrizität, Gas, Telekommunikation, Post und Eisenbahnen,
      LA CORTE (Seconda Sezione),
      composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dai sigg. L. Bay Larsen, J. Makarczyk, P. Kūris (relatore) e J.‑C. Bonichot,
         giudici,
      
      avvocato generale: sig. D. Ruiz‑Jarabo Colomer
      cancelliere: sig. B. Fülöp, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 7 giugno 2007,
      considerate le osservazioni presentate:
      –       per la Deutsche Telekom AG, dai sigg. T. Mayen, U. Karpenstein e B. Stamm, Rechtsanwälte;
      –       per la Bundesnetzagentur für Elektrizität, Gas, Telekommunikation, Post und Eisenbahnen, dai sigg. Bayer, Meyer-Sebastian, dalla sig.ra E. Greiwe e dal sig. M. Dorsch, in qualità di agenti, assistiti dai sigg. B. Kuhrmeyer
         e R. Busch;
      
      –       per il governo tedesco, dal sig. M. Lumma e dalla sig.ra C. Schulze‑Bahr, in qualità di agenti;
      –       per il governo belga, dalla sig.ra A. Hubert, in qualità di agente;
      –       per il governo italiano, dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dal sig. G. Aiello, avvocato dello Stato;
      –       per il governo lituano, dalla sig.ra S. Žalimienė, in qualità di agente;
      –       per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. G. Braun e M. Shotter, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 28 giugno 2007,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1       La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli artt. 27, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo
         e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/21/CE, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione
         elettronica (direttiva quadro) (GU L 108, pag. 33, in prosieguo: la «direttiva quadro») e 16, n. 1, lett. a), della direttiva
         del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/22/CE, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti
         in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale) (GU L 108, pag. 51, in prosieguo:
         la «direttiva servizio universale»).
      
      2       Detta domanda è stata proposta nell’ambito di un procedimento di ricorso per cassazione («Revision») tra la Bundesrepublik
         Deutschland (Repubblica federale di Germania), rappresentata dalla Bundesnetzagentur für Elektrizität, Gas, Telekommunikation,
         Post und Eisenbahnen (Agenzia federale per le reti di elettricità, gas, telecomunicazioni, posta e ferrovie) e la Deutsche
         Telekom AG (in prosieguo: la «Deutsche Telekom»), in merito ad una decisione 8 giugno 2004 mediante la quale l’autorità di
         regolamentazione ha decretato che le tariffe praticate dalla Deutsche Telekom, nonché il contenuto delle relative disposizioni
         delle condizioni generali di vendita, necessitavano, per talune offerte commerciali, dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 25,
         n. 1, della legge sulle telecomunicazioni (Telekommunikationsgesetz), del 25 luglio 1996 (BGBl. 1996 I, pag. 1120, in prosieguo:
         il «TKG 1996»). 
      
       Contesto normativo
       La normativa comunitaria
      3       L’art. 17 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 26 febbraio 1998, 98/10/CE, sull’applicazione del regime
         di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente
         concorrenziale (GU L 101, pag. 24) enuncia principi di tariffazione nei seguenti termini:
      
      «1.      Fatte salve le disposizioni particolari di cui all’articolo 3 sull’abbordabilità o di cui al paragrafo 6, le autorità nazionali
         di regolamentazione fanno sì che gli organismi che forniscono servizi di telefonia vocale che detengono rilevante potere di
         mercato o che sono stati designati a norma dell’articolo 5 e detengono rilevante potere di mercato, rispettino le disposizioni
         del presente articolo.
      
      2.      Le tariffe per l’uso della rete telefonica pubblica fissa e dei servizi telefonici pubblici fissi rispettano i principi fondamentali
         di orientamento ai costi di cui all’allegato II della direttiva 90/387/CEE.
      
      3.      Fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 7, paragrafo 3 della direttiva [del Parlamento europeo e del Consiglio 30
         giugno 1997], 97/33/CE sull’interconnessione [nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio universale
         e l’interoperabilità attraverso l’applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta (ONP) (GU L 199, pag. 32)], le
         tariffe di accesso e di uso della rete telefonica pubblica fissa sono indipendenti dal tipo d’applicazione realizzato dall’utente,
         salvo quando richiedano servizi o prestazioni differenti.
      
      4.      Secondo il diritto comunitario, le tariffe dei servizi forniti in aggiunta al collegamento alla rete telefonica pubblica fissa
         e dei servizi telefonici pubblici fissi sono sufficientemente scorporate in modo da non obbligare l’utente a pagare prestazioni
         non necessarie per il servizio richiesto.
      
      5.      Le modifiche tariffarie entrano in vigore soltanto dopo un periodo adeguato di preavviso al pubblico, fissato dall’autorità
         nazionale di regolamentazione.
      
      6.      Fatto salvo l’articolo 3 relativo all’abbordabilità, uno Stato membro può autorizzare la sua autorità nazionale di regolamentazione
         a non conformarsi ai paragrafi 1, 2, 3, 4 e 5 del presente articolo in una zona geografica specifica ove sia stata chiaramente
         provata l’esistenza di una effettiva concorrenza sul mercato dei servizi telefonici pubblici fissi».
      
      4       Ai sensi del dodicesimo ‘considerando’ della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/19/CE, relativa
         all’accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e all’interconnessione delle medesime (direttiva
         accesso) (GU L 108, pag. 7, in prosieguo: la «direttiva accesso»), per garantire la continuità delle disposizioni vigenti
         ed evitare che venga a crearsi un vuoto giuridico, il nuovo quadro normativo delle telecomunicazioni dovrà mantenere, fino
         alla loro revisione, gli obblighi imposti dalla normativa precedente.
      
      5       L’art. 16, n. 1, della direttiva quadro prevede che, non appena possibile dopo l’adozione della raccomandazione o dopo ogni
         suo successivo aggiornamento, le autorità nazionali di regolamentazione effettuino un’analisi dei mercati rilevanti tenendo
         nel massimo conto gli orientamenti. Gli Stati membri provvedono affinché questa analisi sia effettuata, se del caso, in collaborazione
         con le autorità nazionali garanti della concorrenza.
      
      6       L’art. 27, primo comma, della direttiva quadro dispone quanto segue:
      «Gli Stati membri mantengono tutti gli obblighi ai sensi della legislazione nazionale di cui all’articolo 7 della [direttiva
         accesso] e all’articolo 16 della [direttiva servizio universale] fino a che le autorità nazionali di regolamentazione non
         decidano riguardo a tali obblighi, conformemente all’articolo 16 della presente direttiva».
      
      7       L’art. 7 della direttiva accesso è formulato come segue:
      «Riesame degli obblighi precedenti in materia di accesso e di interconnessione 
      1.      Gli Stati membri mantengono gli obblighi in materia di accesso e di interconnessione imposti alle imprese che forniscono reti
         e/o servizi pubblici di comunicazione e vigenti prima dell’entrata in vigore della presente direttiva ai sensi degli articoli
         4, 6, 7, 8, 11, 12 e 14 della direttiva [97/33], dell’articolo 16 della direttiva [98/10] e degli articoli 7 e 8 della direttiva
         92/44/CE [del Consiglio 5 giugno 1992, sull’applicazione della fornitura di una rete aperta alle linee affittate (GU L 165,
         pag. 27)] fintantoché tali obblighi non siano riesaminati e non sia adottata una decisione conformemente al paragrafo 3.
      
      2.      La Commissione indicherà i mercati rilevanti nell’ambito dei quali applicare gli obblighi di cui al paragrafo 1 nella raccomandazione
         iniziale relativa ai mercati rilevanti di prodotti e di servizi e nella decisione relativa ai mercati transnazionali che saranno
         adottate a norma dell’articolo 15 della direttiva [quadro].
      
      3.      Gli Stati membri provvedono affinché, appena possibile dopo l’entrata in vigore della presente direttiva e successivamente
         con cadenza periodica, le autorità nazionali di regolamentazione effettuino un’analisi del mercato, conformemente all’articolo
         16 della direttiva [quadro] per decidere se mantenere, modificare o revocare tali obblighi. Le parti cui si applica la modifica
         o la revoca di tali obblighi sono informate entro un lasso di tempo appropriato».
      
      8       L’art. 16 della direttiva servizio universale dispone quanto segue:
      «Riesame degli obblighi
      1.      Gli Stati membri mantengono in essere tutti gli obblighi relativi:
      a)      alle tariffe al dettaglio per la fornitura di servizi di accesso e per l’uso della rete telefonica pubblica, ai sensi dell’articolo
         17 della direttiva [98/10]; 
      
      b)      alla selezione o preselezione del vettore, ai sensi della direttiva [97/33]
      (…)».
       La normativa nazionale
      9       L’art. 24 del TKG 1996 prevede in particolare che le tariffe debbano essere orientate ai costi di un’efficiente fornitura
         di servizi ed essere conformi ai requisiti seguenti, vale a dire non contenere importi supplementari applicabili unicamente
         in forza della posizione dominante di un operatore sul mercato delle telecomunicazioni in questione ai sensi dell’art. 19
         della legge sulle restrizioni della concorrenza (Gesetz gegen Wettbewerbsbeschränkungen), nella versione pubblicata nel BGBl. 1989 I,
         pag. 2486, non contenere riduzioni che circoscrivano le possibilità concorrenziali di altre imprese su un mercato delle telecomunicazioni
         e non concedere, sul mercato delle telecomunicazioni di cui trattasi, vantaggi ad utenti, rispetto ad altri utenti di servizi
         di telecomunicazione analoghi o equivalenti, salvo che sia fornita la prova di una giustificazione oggettiva a tal fine.
      
      10     L’art. 25 della TKG 1996 dispone quanto segue:
      «(1)      Ai sensi degli artt. 24 e 27‑31 della presente legge, le tariffe e le relative disposizioni delle condizioni generali di vendita
         riguardanti l’offerta di mezzi di comunicazione e di servizi di telefonia vocale nell’ambito della terza e quarta classe di
         licenze, ai sensi dell’art. 6, sono soggette ad autorizzazione dell’autorità di regolamentazione, dal momento che il titolare
         della licenza detenga, sul mercato rilevante, una posizione dominante ai sensi dell’art. 22 della legge relativa alle restrizioni
         di concorrenza.
      
      (2)      Le tariffe e le relative disposizioni delle condizioni generali di vendita riguardanti prestazioni di servizi di telecomunicazione
         diversi da quelli di cui al n. 1, effettuate da imprese che detengono sul mercato rilevante una posizione dominante ai sensi
         dell’art. 22 della legge relativa alle restrizioni di concorrenza, sono soggette, a norma degli artt. 24, 27, n. 4, e 31,
         alla procedura prevista all’art. 30.
      
      (3)      I nn. 1 e 2 si applicano per analogia alle tariffe e alle relative disposizioni delle condizioni generali di vendita applicate
         da un’impresa che costituisce con il titolare di licenza, ai sensi del n. 1, o con un’impresa, ai sensi del n. 2, una sola
         ed unica impresa. Costituiscono una sola ed unica impresa le imprese collegate ai sensi dell’art. 36, n. 2, e dell’art. 37,
         nn. 1 e 2, della legge sulle restrizioni di concorrenza».
      
      11     L’art. 150 della legge sulle telecomunicazioni (Telekommunikationsgesetz) del 22 giugno 2004 (BGBl. 2004 I, pag. 1190), come
         modificata dalla legge 7 luglio 2005 (BGBl. 2005 I, pag. 1970, in prosieguo: il «TKG 2004»), disciplina le tariffe nei seguenti
         termini:
      
      «(1)      Gli accertamenti di posizioni dominanti sul mercato svolti dall’autorità di regolamentazione prima dell’entrata in vigore
         della presente legge, nonché gli obblighi che ne derivano, restano in vigore fino alla loro sostituzione mediante nuove disposizioni
         in conformità alla parte 2. Ciò vale anche nell’ipotesi in cui gli accertamenti di posizioni dominanti sul mercato siano contenuti
         solo nella motivazione di un atto amministrativo. La prima frase è applicabile, per analogia, agli obblighi di cui agli artt. 36,
         37 e 39, seconda alternativa, [del TKG 1996].
      
      (…)».
       Causa principale e questioni pregiudiziali
      12     Nel 2003 la Deutsche Telekom commercializzava diverse offerte di servizi di telecomunicazione comprensive al contempo di prestazioni
         soggette ad autorizzazione dell’autorità di regolamentazione, prevista all’art. 25, n. 1, del TKG 1996 e prestazioni esenti
         da tale autorizzazione.
      
      13     Diverse denuncie hanno indotto l’autorità di regolamentazione ad avviare un’indagine nel dicembre 2003 per verificare se tali
         offerte fossero complessivamente soggette al detto obbligo.
      
      14     Con decisione 8 giugno 2004 l’autorità di regolamentazione ha accertato che le tariffe applicate, nonché le relative disposizioni
         delle condizioni generali di vendita, erano soggette all’autorizzazione prevista all’art. 25 del TKG 1996.
      
      15     Contro la detta decisione la Deutsche Telekom ha proposto, dinanzi al Verwaltungsgericht Köln, un ricorso accompagnato da
         una domanda di provvedimenti provvisori.
      
      16     Con sentenza 15 settembre 2005, tale giudice ha accolto il ricorso presentato dalla Deutsche Telekom, sulla base del rilievo
         che la disposizione transitoria dell’art. 150, n. 1, del TKG 2004 riguarda solo gli obblighi che non richiedono alcun atto
         esecutivo e che sono applicabili in quanto tali, criteri che non sono soddisfatti dall’obbligo di cui all’art. 25, n. 1, del
         TKG 1996.
      
      17     Contro tale pronuncia l’autorità di regolamentazione ha proposto un ricorso per cassazione («Revision») dinanzi al Bundesverwaltungsgericht,
         che ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Se l’art. 27, n. 1, primo comma, della [direttiva quadro] e l’art. 16, n. 1, lett. a), della [direttiva servizio universale]
         vadano interpretati nel senso che devono essere mantenuti provvisoriamente in vigore l’obbligo previsto ex lege dalla precedente
         normativa nazionale, che assoggettava ad autorizzazione le tariffe dei servizi di telefonia vocale praticate nei confronti
         degli utenti finali da un’impresa avente posizione dominante sul relativo mercato, nonché, di conseguenza, l’atto amministrativo
         che ha rilevato l’obbligatorietà dell’autorizzazione.
      
      Nel caso in cui la prima questione venga risolta in senso negativo:
      2)      Se il diritto comunitario osti ad un mantenimento in vigore di così ampia portata».
       Sulle questioni pregiudiziali
      18     Con la sua prima questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli artt. 27 della direttiva quadro e 16 della direttiva
         servizio universale siano intesi a mantenere provvisoriamente in vigore un obbligo ex lege di ottenere un’autorizzazione per
         quanto riguarda talune tariffe telefoniche applicate da un’impresa che detiene una posizione dominante sul mercato di cui
         trattasi, obbligo previsto dal diritto interno anteriore, nonché il corrispondente atto amministrativo di accertamento.
      
      19     È pacifico che nessuna decisione ai sensi dell’art. 16 della direttiva quadro è stata adottata dall’autorità di regolamentazione
         dal momento che l’analisi del mercato rilevante dei servizi di telefonia vocale non era conclusa al momento in cui si è svolto
         il procedimento dinanzi al giudice del rinvio.
      
       Sull’interpretazione degli artt. 27 della direttiva quadro e 16 della direttiva servizio universale
      20     Per quanto riguarda l’interpretazione letterale dell’art. 27 della direttiva quadro, si deve rilevare che devono essere mantenuti
         «tutti gli obblighi» previsti dalla legislazione degli Stati membri di cui agli artt. 7 della direttiva accesso e 16 della
         direttiva servizio universale. Il citato art. 7 riguarda gli obblighi in materia di accesso e di interconnessione imposti
         alle imprese che forniscono reti e/o servizi pubblici di comunicazione e vigenti prima dell’entrata in vigore della direttiva
         quadro. L’art. 16, n. 1, lett. a), della direttiva servizio universale prevede il mantenimento di tutti gli obblighi relativi
         alle tariffe al dettaglio per la fornitura di accesso e per l’uso della rete telefonica pubblica.
      
      21     Ne consegue, come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 30 delle sue conclusioni, che tutti gli obblighi così previsti
         e imposti dalla normativa degli Stati membri precedente al quadro normativo derivante dalle direttive quadro, accesso, servizio
         universale e del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/20/CE, relativa alle autorizzazioni per le reti e i
         servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni) (in prosieguo: il «nuovo quadro normativo»), devono essere
         provvisoriamente mantenuti, indipendentemente dalla loro natura.
      
      22     La circostanza che la decisione di porre fine a tale situazione provvisoria, conseguente alla realizzazione dell’analisi di
         mercato menzionata all’art. 16 della direttiva quadro, sia affidata all’autorità di regolamentazione non modifica detta interpretazione
         poiché tale autorità si limita ad adempiere gli obblighi prescritti dalla normativa vigente, la quale emerge dal nuovo quadro
         normativo. Infatti, è quest’ultimo quadro a determinare gli obblighi che saranno modificati, mantenuti o soppressi.
      
      23     Una tale interpretazione è altresì conforme alla genesi e all’economia del nuovo quadro normativo.
      24     Per quanto riguarda la genesi di quest’ultimo, è pacifico che nella proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
         12 luglio 2000 [COM (2000) 393 def.], che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica,
         non era stata definita alcuna espressa disposizione transitoria.
      
      25     Il parere del Comitato economico e sociale 24 gennaio 2001, in merito alla «proposta di direttiva del Parlamento europeo e
         del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica» (GU C 123, pag. 56),
         cita, al punto 4.4, la necessità di «specificare chiaramente che la legislazione attuale dovrà essere applicata solo fino
         alla conclusione della prima analisi dei mercati pertinenti eseguita a norma della nuova direttiva».
      
      26     La detta proposta è stata ripresa nell’ambito della posizione comune (CE) n. 38/2001, definita dal Consiglio il 17 settembre
         2001, in vista dell’adozione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune
         per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro) (GU C 337, pag. 34), dalla quale emerge che il Consiglio
         è stato mosso dall’intento di garantire la chiarezza del diritto e di tenere maggiormente conto della diversità delle situazioni
         nazionali.
      
      27     Ne consegue che, manifestamente, il legislatore comunitario non ha inteso restringere le tipologie di obblighi previste all’art. 27,
         primo comma, della direttiva quadro.
      
      28     Per quanto riguarda la struttura del nuovo quadro normativo, si deve in primo luogo constatare che gli obblighi imposti ad
         un’impresa che occupa una posizione dominante su un mercato determinato erano definiti nel quadro normativo anteriore dai
         testi normativi medesimi, mentre, nel nuovo quadro normativo, competenti a definire il mercato rilevante e ad applicarvi gli
         strumenti normativi sono le autorità nazionali di regolamentazione. Allo stesso modo, tali autorità intervengono nell’ambito
         dell’analisi di mercato e designano le imprese che detengono rilevante potere su quest’ultimo. 
      
      29     In secondo luogo, l’art. 7 della direttiva accesso menziona, tra gli obblighi applicabili prima dell’entrata in vigore di
         tale direttiva e che gli Stati membri mantengono in vigore, da una parte, l’art. 4 della direttiva 97/33, che crea direttamente
         obblighi per gli operatori, nonché, dall’altra, gli artt. 6‑8, 11, 12 e 14 di quest’ultima direttiva, 16 della direttiva 98/10
         nonché 7 e 8 della direttiva 92/44, che delegano agli Stati membri l’attuazione delle citate disposizioni, a sua volta garantita
         o dalle autorità statali o dalle autorità nazionali di regolamentazione.
      
      30     In terzo ed ultimo luogo, si deve sottolineare che il ventottesimo ‘considerando’ della direttiva servizio universale reputa
         necessario garantire che continuino ad essere applicate le disposizioni in materia di servizi di linee affittate previste
         dalla legislazione comunitaria sulle telecomunicazioni e in particolare dalla direttiva 92/44, fino a quando le autorità nazionali
         di regolamentazione decidano che tali disposizioni non sono più necessarie perché il mercato nazionale ha raggiunto un sufficiente
         livello di concorrenza.
      
      31     Anzitutto, tale obiettivo di continuità è espressamente attuato dall’allegato VII della direttiva servizio universale, relativo
         ai requisiti per l’insieme minimo di linee affittate di cui all’art. 18 di tale direttiva, nonché dall’art. 16, n. 1, lett. c),
         di tale direttiva, che prevede il mantenimento degli obblighi relativi alle linee affittate, ai sensi degli artt. 3, 4, 7
         e 10 della direttiva 92/44, che impongono obblighi agli Stati membri, nonché degli artt. 6 e 8 di quest’ultima direttiva,
         la cui natura normativa non può essere contestata.
      
      32     Inoltre, l’art. 16, n. 1, lett. a) e b), della direttiva servizio universale prevede il mantenimento degli obblighi relativi
         tanto alle tariffe al dettaglio di cui all’art. 17 della direttiva 98/10, quanto alla selezione o alla preselezione del vettore
         ai sensi della direttiva 97/33.
      
      33     Emerge da quanto precede che gli obblighi sopra citati riguardano sia atti individuali che misure di regolamentazione applicate
         da un’autorità la cui designazione dipende dall’organizzazione costituzionale propria di ogni Stato membro.
      
      34     Infine, tale interpretazione è confermata dall’esame della finalità delle disposizioni di cui trattasi.
      35     Infatti, il dodicesimo ‘considerando’ e l’art. 7 della direttiva accesso prevedono la necessità di evitare qualsiasi vuoto
         giuridico tra il precedente e l’attuale quadro normativo. A tal fine si dispone che siano mantenuti tutti gli obblighi esistenti,
         indipendentemente dal loro fondamento.
      
      36     Di conseguenza, operando un rinvio esplicito agli artt. 7 della direttiva accesso e 16 della direttiva servizio universale,
         l’art. 27 della direttiva quadro ha necessariamente inteso soddisfare la stessa finalità, cioè garantire una continuità tra
         il precedente e l’attuale quadro normativo, a prescindere dalla natura e dal fondamento degli obblighi imposti agli operatori.
      
       Sull’art. 25, n. 1, del TKG 1996
      37     L’art. 25, n. 1, del TKG 1996 sottoponeva a previa autorizzazione le tariffe che le imprese in posizione dominante sul mercato
         di cui trattasi applicavano ai consumatori finali per la prestazione di telefonia vocale, e ciò in conformità agli artt. 24
         e 27‑31 della medesima legge. 
      
      38     L’art. 17 della direttiva 98/10, espressamente mantenuto in vigore dall’art. 16, n. 1, lett. a), della direttiva servizio
         universale, richiamato all’art. 27 della direttiva quadro, definisce al suo n. 1 il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione,
         nonché l’obbligo per i licenziatari che detengono una posizione dominante sul mercato di conformarsi alle disposizioni ivi
         previste. Il n. 2 di tale art. 17 dispone che le tariffe per l’uso della rete telefonica pubblica fissa e dei servizi telefonici
         pubblici fissi debbano rispettare i principi fondamentali di orientamento ai costi.
      
      39     In conformità all’art. 24 del TKG 1996, le tariffe devono orientarsi ai costi di un’efficiente fornitura di servizi e soddisfare
         i requisiti di cui al n. 2 di tale articolo che prevede, in particolare, che le tariffe non possano includere importi supplementari
         applicati unicamente in forza della posizione dominante di cui l’operatore eventualmente goda sul mercato delle telecomunicazioni
         di cui trattasi.
      
      40     Ne consegue che una disposizione quale l’art. 25 del TKG 1996, che sancisce un obbligo generale di autorizzazione e rinvia
         parallelamente al principio di orientamento ai costi previsto da una disposizione quale l’art. 24 di tale legge, può essere
         considerata come attuativa dell’art. 17 della direttiva 98/10.
      
      41     Emerge da quanto precede che un obbligo come quello previsto all’art. 25 del TKG 1996 costituisce un obbligo ai sensi dell’art. 16,
         n. 1, lett. a), della direttiva servizio universale e deve, di conseguenza, essere provvisoriamente mantenuto.
      
      42     È vero che la Deutsche Telekom fa valere che l’autorità nazionale di regolamentazione potrebbe in tal modo, astenendosi dal
         realizzare l’analisi del mercato rilevante, ritardare l’attuazione delle nuove disposizioni comunitarie. Tuttavia, in tal
         caso spetterebbe alle autorità nazionali, ed eventualmente ai giudici competenti, trarne le conseguenze e alla Commissione
         esercitare i suoi poteri al fine di garantire la piena applicazione del diritto comunitario. 
      
      43     Tenuto conto dell’insieme delle considerazioni che precedono, si deve risolvere la prima questione sollevata dichiarando che
         gli artt. 27, primo comma, della direttiva quadro e 16, n. 1, lett. a), della direttiva servizio universale vanno interpretati
         nel senso che devono essere provvisoriamente mantenuti in vigore un obbligo ex lege di ottenere un’autorizzazione relativa
         alle tariffe delle prestazioni di servizi di telefonia vocale al dettaglio effettuate da imprese che detengano una posizione
         dominante su tale mercato, come quello previsto all’art. 25 del TKG 1996, prescritto dal diritto nazionale anteriore al nuovo
         quadro normativo, nonché i relativi atti amministrativi di accertamento.
      
      44     Alla luce della soluzione data alla prima questione, non è necessario risolvere la seconda. 
       Sulle spese
      45     Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara:
      Gli artt. 27, primo comma, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/21/CE, che istituisce
            un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro), e 16, n. 1, lett. a),
            della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/22/CE, relativa al servizio universale e ai diritti
            degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale), vanno interpretati
            nel senso che devono essere provvisoriamente mantenuti in vigore un obbligo ex lege di ottenere un’autorizzazione relativa
            alle tariffe delle prestazioni di servizi di telefonia vocale al dettaglio effettuate da imprese che detengano una posizione
            dominante su tale mercato, come quello previsto all’art. 25 della legge sulle telecomunicazioni (Telekommunikationsgesetz)
            del 25 luglio 1996, prescritto dal diritto nazionale anteriore al quadro normativo istituito dalle dette direttive, nonché
            i relativi atti amministrativi di accertamento.
      Firme
      * Lingua processuale: il tedesco.