CELEX: 
Language: it
Date: 2010-09-25 00:00:00
Title: 2010/498/UE, Euratom: Decisione del Parlamento europeo, del 5 maggio 2010 , sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto per l’esercizio 2008#Risoluzione del Parlamento europeo, del 5 maggio 2010 , recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2008, sezione III — Commissione e agenzie esecutive

25.9.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 252/37
            
         DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 5 maggio 2010
   sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto per l’esercizio 2008
   (2010/498/UE, Euratom)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2008 (1),
   visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all’esercizio 2008 — Volume I [SEC(2009) 1089 – C7-0172/2009] (2),
   visti i conti annuali definitivi dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto relativi all’esercizio 2008,
   visti la relazione annuale della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2007 [COM(2009) 526] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2009) 1427],
   vista la comunicazione della Commissione dal titolo «Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2008» [COM(2009) 256],
   visti la relazione annuale della Commissione sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2008, presentata all’autorità competente per il discarico [COM(2009) 419] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2009) 1102],
   vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto relativi all’esercizio 2008, corredata delle risposte dell’Agenzia (3),
   vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, redatta dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 248 del trattato CE (4),
   vista la comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2008 su un’interpretazione comune del concetto di rischio di errore tollerabile [COM(2008) 866] e il documento di lavoro dei suoi servizi a corredo di tale comunicazione [SEC(2008) 3054],
   vista la raccomandazione del Consiglio del 16 febbraio 2010 sullo scarico da dare alle agenzie esecutive per l’esecuzione del bilancio dell’esercizio 2008 (5828/2010 – C7-0055/2010),
   visti gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE, gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e gli articoli 179 bis e 180 ter del trattato Euratom,
   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (5), in particolare gli articoli 55, 145, 146 e 147,
   visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari (6), in particolare l’articolo 14, paragrafo 3,
   visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari (7), in particolare l’articolo 66, commi primo e secondo,
   vista la decisione 2007/60/CE della Commissione, del 26 ottobre 2006, che istituisce l’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto, in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio (8),
   visti l’articolo 76 e l’allegato VI del suo regolamento,
   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A7-0099/2010),
   
               A.
            
            
               considerando che, a norma dell’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio, in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,
            
         
               1.
            
            
               concede il discarico al direttore dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2008;
            
         
               2.
            
            
               esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2008, sezione III — Commissione e agenzie esecutive;
            
         
               3.
            
            
               incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2008, sezione III — Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell’Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Jerzy BUZEK
      
      
         
            Il segretario generale
         
         Klaus WELLE
      
   
   
      (1)  GU L 71 del 14.3.2008.
   
      (2)  GU C 273 del 13.11.2009, pag. 1.
   
      (3)  GU C 304 del 15.12.2009, pag. 71.
   
      (4)  GU C 273 del 13.11.2009, pag. 122.
   
      (5)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
   
      (6)  GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
   
      (7)  GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
   
      (8)  GU L 32 del 6.2.2007, pag. 88.
   
      RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
      del 5 maggio 2010
      recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2008, sezione III — Commissione e agenzie esecutive
      IL PARLAMENTO EUROPEO,
      visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2008 (1),
      visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all’esercizio 2008 — Volume I [SEC(2009) 1089 – C7-0172/2009] (2),
      visti la relazione annuale della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2007 [COM(2009) 526] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2009) 1427],
      vista la comunicazione della Commissione dal titolo «Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2008» [COM(2009) 256],
      visti la relazione annuale della Commissione sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2008, presentata all’autorità competente per il discarico, [COM(2009) 419] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2009) 1102],
      vista la relazione della Commissione sulle risposte degli Stati membri alla relazione annuale della Corte dei conti sull’esercizio finanziario 2008 [SEC(2010) 178 e SEC(2010) 196],
      visto il Libro verde sull’iniziativa europea per la trasparenza, adottato dalla Commissione il 3 maggio 2006 [COM(2006) 194],
      visto il parere n. 2/2004 della Corte dei conti sul modello di audit unico (single audit) (e la proposta concernente un quadro di controllo interno comunitario) (3),
      vista la comunicazione della Commissione su un percorso verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2005) 252],
      visti il piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2006) 9], la relazione sul piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2008) 110] e il documento di lavoro dei suoi servizi che accompagna tale relazione [SEC(2008) 259),
      vista la relazione d’impatto relativa al piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2009) 43],
      visto il parere n. 6/2007 della Corte dei conti sulle sintesi annuali degli Stati membri, le «dichiarazioni nazionali» degli Stati membri e i lavori di audit delle istituzioni nazionali di controllo relativi ai fondi comunitari (4),
      visti il piano d’azione della Commissione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali [COM(2008) 97] e la relazione intermedia sul seguito dato al piano d’azione [SEC(2009) 1463],
      visti la relazione della Commissione sui progressi compiuti dalla Bulgaria in base al meccanismo di cooperazione e verifica [COM(2009) 402] e il documento giustificativo a corredo di tale relazione [SEC(2009) 1074],
      visti la relazione della Commissione sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e verifica [COM(2009) 401] e il documento giustificativo a corredo di tale relazione [SEC(2009) 1073],
      viste la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2008 e le sue relazioni speciali, accompagnate dalle risposte delle istituzioni controllate (5),
      vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, redatta dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 248 del trattato CE (6),
      vista la comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2008 su un’interpretazione comune del concetto di rischio di errore tollerabile [COM(2008) 866] e il documento di lavoro dei suoi servizi a corredo di tale comunicazione [SEC(2008) 3054],
      vista la raccomandazione del Consiglio del 16 febbraio 2010 sullo scarico da dare alla Commissione per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2008 (5826/2010 – C7-0054/2010),
      vista la raccomandazione del Consiglio del 16 febbraio 2010 sullo scarico da dare alle agenzie esecutive per l’esecuzione del bilancio dell’esercizio 2008 (5828/2010 – C7-0055/2010),
      visti gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE, gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e gli articoli 179 bis e 180 ter del trattato Euratom,
      viste le norme internazionali di revisione contabile e le norme contabili internazionali, in particolare quelle applicabili al settore pubblico,
      visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (7), in particolare gli articoli 55, 145, 146 e 147,
      visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari (8), in particolare l’articolo 14, paragrafi 2 e 3,
      visti l’articolo 76 e l’allegato VI del suo regolamento,
      visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A7-0099/2010),
      
                  A.
               
               
                  considerando che l’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea prevede che l’esecuzione del bilancio dell’Unione sia di competenza della Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, che sono chiamati a collaborare con la Commissione affinché gli stanziamenti siano utilizzati in conformità con i principi di sana gestione finanziaria,
               
            
                  B.
               
               
                  considerando che l’articolo 287, paragrafo 1, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea impone alla Corte dei conti di fornire al Parlamento europeo e al Consiglio una dichiarazione in cui attesta la legittimità e la regolarità delle operazioni sottostanti aggiungendo che detta dichiarazione può essere completata da valutazioni specifiche per i settori principali dell’attività dell’Unione;
               
            
                  C.
               
               
                  considerando che l’attuazione delle grandi politiche dell’Unione europea si fonda sul principio della «gestione concorrente» del bilancio comunitario da parte della Commissione e degli Stati membri, nell’ambito della quale l’80 % delle spese comunitarie è amministrato dagli Stati membri,
               
            
                  D.
               
               
                  considerando la necessità di sostenere il miglioramento della gestione finanziaria nell’Unione attraverso un efficace monitoraggio dei progressi compiuti in seno alla Commissione e agli Stati membri e la necessità che questi ultimi si assumano le proprie responsabilità di gestione dei fondi dell’Unione europea, assicurando il completamento di un quadro di controllo interno integrato a livello di Unione europea, in vista dell’ottenimento di una dichiarazione di affidabilità (in prosieguo «DAS») positiva,
               
            
                  E.
               
               
                  considerando che nelle sue ultime cinque risoluzioni sul discarico annuale, il Parlamento ha richiamato l’attenzione sulla necessità urgente di introdurre dichiarazioni nazionali al livello politico adeguato, che coprano tutti i fondi dell’Unione europea nell’ambito della gestione concorrente, affinché ciascuno Stato membro si assuma la responsabilità della gestione dei fondi dell’Unione europea ricevuti,
               
            
                  F.
               
               
                  considerando che l’attuazione del punto 44 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (9) (AII) e dell’articolo 53 ter, paragrafo 3, del regolamento finanziario, concernente le sintesi annuali delle revisioni contabili e delle dichiarazioni disponibili, dovrebbe contribuire sostanzialmente al miglioramento della gestione del bilancio dell’Unione europea,
               
            
                  G.
               
               
                  considerando che la Corte dei conti, nel succitato parere n. 6/2007, sottolinea altresì che le dichiarazioni nazionali possono essere considerate un nuovo elemento di controllo interno dei fondi dell’Unione europea, potenzialmente in grado di promuovere un migliore controllo di tali fondi nei settori sottoposti a gestione concorrente,
               
            
                  H.
               
               
                  considerando che l’attività della propria commissione per il controllo dei bilanci, in generale, e la procedura di discarico, in particolare, rientrano in un processo inteso a stabilire la piena rendicontabilità della Commissione in quanto istituzione e dei singoli Commissari, nonché di tutti gli altri soggetti interessati — i più importanti dei quali sono gli Stati membri — per quanto riguarda la gestione finanziaria dell’Unione europea, in conformità del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, creando in tal modo una base decisionale più solida,
               
            
                  I.
               
               
                  considerando la necessità che la propria commissione per i bilanci tenga conto dei risultati e delle raccomandazioni del discarico 2008 nel quadro della prossima procedura di bilancio,
               
            
                  J.
               
               
                  considerando che, per essere costruttiva, la raccomandazione del Consiglio sul discarico dovrebbe essere finalizzata a rafforzare gli sforzi di riforma e la responsabilità degli Stati membri onde ovviare ai problemi individuati dalla Corte e garantire una migliore gestione finanziaria nell’Unione europea,
               
            
                  K.
               
               
                  considerando che il calendario attuale del discarico è decisamente troppo lungo se si considera la necessità di introdurre quanto prima i correttivi e le riforme richiesti dal Parlamento europeo nel quadro del suo potere di controllo, e che i conti annuali devono essere elaborati prima della fine del primo trimestre dell’anno successivo all’esercizio controllato, onde permettere alla Corte dei conti di consegnare la propria relazione prima della fine del secondo trimestre dell’anno successivo all’esercizio controllato;
               
            
                  L.
               
               
                  considerando che l’articolo 83 del regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, che definisce lo statuto dei funzionari delle Comunità europee nonché il regime applicabile agli altri agenti di tali Comunità (10) stabilisce che le pensioni sono a carico del bilancio e che gli Stati membri garantiscono collettivamente il pagamento di tali prestazioni in base al criterio di ripartizione fissato per il finanziamento di queste spese; considerando che il personale riversa al bilancio generale una quota del proprio stipendio a titolo di contributo al finanziamento del regime pensionistico;
               
            
                  M.
               
               
                  considerando che l’articolo 83 del regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 stabilisce che gli Stati membri devono garantire collettivamente le prestazioni pensionistiche, il che significa che tale garanzia potrebbe prendere effetto nel caso di inadempienza di uno o più Stati membri, e permette di ritenere che l’Unione possa vantare un credito nei confronti degli Stati membri che hanno sottoscritto tale impegno;
               
            
         QUESTIONI ORIZZONTALI
      
      
         Preoccupazioni di fondo e obiettivi da conseguire
      
      
                  1.
               
               
                  rimane preoccupato, all’inizio del mandato della nuova Commissione, per l’accumulo di problemi derivanti dalla Commissione precedente, in particolare:
                  
                              —
                           
                           
                              il permanere di livelli elevati di errore nei pagamenti,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la lentezza nel recupero degli importi indebitamente pagati, e
                           
                        
                              —
                           
                           
                              i riporti a un livello estremamente elevato;
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  accoglie con favore i primi segnali che indicano l’adozione, da parte della nuova Commissione, di un approccio collegiale, come dimostrato dall’impegno profuso dai commissari László Andor, Johannes Hahn e Algirdas Šemeta nelle discussioni tenutesi con la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, e si attende una dichiarazione decisa, da parte dei commissari Janusz Lewandowski e Algirdas Šemeta, che annunci interventi nell’ambito delle dichiarazioni di affidabilità degli Stati membri, delle proposte relative al rischio di errore tollerabile, della semplificazione e della trasparenza nonché dei fondi fiduciari a copertura delle azioni esterne; ritiene inoltre necessario contemplare un’ulteriore azione nel settore delle rettifiche e dei recuperi nonché dei sistemi di controllo interno;
               
            
                  3.
               
               
                  ritiene che gli errori nelle spese ostacolino la capacità di perseguire gli obiettivi delle politiche dell’Unione europea e ribadisce che i gruppi tematici con un livello di errore inferiore al 2 % rappresentano a tutt’oggi solo il 47 % del bilancio dell’Unione europea, a indicare un aumento di appena il 9 % dal 2005 al 2008; reputa che tale miglioramento annuo sia ancora insufficiente e precisa che, nonostante i miglioramenti registrati in alcuni ambiti, vi è a tutt’oggi un tasso di errore superiore al 5 % nei gruppi tematici che rappresentano il 31 % del bilancio e che per un ulteriore 22 % il tasso è compreso tra il 2 e il 5 %;
               
            
                  4.
               
               
                  invita la Commissione a preparare e presentare al Parlamento una nuova Agenda 2010 e oltre, predisponendo un’accelerazione della riduzione dei tassi di errore affinché un altro 20 % del bilancio possa ottenere una classificazione «verde» dalla Corte dei conti entro il 2014, con le rettifiche intermedie auspicate dalla Corte dei conti per una nuova metodologia intesa a segnalare tassi specifici di errore all’interno del capitolo di bilancio della coesione e differenziando tra pagamenti effettuati a titolo della legislazione 2000-2006 e di quella 2007-2013; ritiene che il raggiungimento di tale obiettivo sia un elemento essenziale per valorizzare in pieno le spese dell’Unione europea in futuro e per avanzare verso una DAS positiva;
               
            
                  5.
               
               
                  invita il presidente della Commissione a comunicargli in che modo la Commissione intenda agire in maniera più coordinata per affrontare le carenze che permangono nei sistemi finanziari e per ridurre significativamente i tassi di errore sopra citati;
               
            
         Affidabilità dei conti e legittimità delle operazioni sottostanti
      
      
                  6.
               
               
                  constata con soddisfazione il parere positivo della Corte dei conti sull’affidabilità dei conti annuali e la sua affermazione secondo cui i conti rispecchiano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la situazione finanziaria delle Comunità e i risultati delle operazioni e i flussi di cassa al 31 dicembre 2008;
               
            
                  7.
               
               
                  ritiene anomalo che i conti annuali siano presentati con capitali propri negativi di 51 400 000 000 EUR e si chiede se gli importi da sollecitare presso gli Stati membri non dovrebbero figurare in credito, in quanto la prevista somma di 37 000 000 000 EUR a titolo di pensioni per il personale costituisce chiaramente un impegno; prende atto delle spiegazioni fornite dal contabile della Commissione secondo cui si è fatto ricorso alle norme contabili internazionali applicabili al settore pubblico; propone che si prenda in considerazione la creazione di un fondo pensioni dell’Unione europea al fine di esternalizzare questi impegni finanziari nei confronti del personale;
               
            
                  8.
               
               
                  esprime tuttavia preoccupazione per le osservazioni della Corte riguardo alle carenze riscontrate, presso alcuni organismi e direzioni generali della Commissione, nel sistema contabile riguardo a fatture/dichiarazioni di spesa e pre-finanziamenti, che pregiudicano la qualità delle informazioni finanziarie;
               
            
                  9.
               
               
                  accoglie con favore il giudizio senza riserve espresso dalla Corte in merito alle entrate, agli impegni relativi a tutti i gruppi tematici e ai relativi pagamenti sui conti per i settori tematici «istruzione e cittadinanza» e «spese amministrative e di altra natura», che sono sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari;
               
            
                  10.
               
               
                  chiede alla Corte dei conti, per il prossimo discarico, di fornire la dichiarazione di affidabilità sulla legittimità e la regolarità delle operazioni sottostanti prevista dall’articolo 287, paragrafo 1, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, analogamente a quanto avviene per l’affidabilità dei conti;
               
            
                  11.
               
               
                  si compiace dell’impegno profuso dalla Commissione nel promuovere e attuare migliori procedure di controllo e di gestione, che rappresentano un progresso rispetto agli anni precedenti, con una riduzione dei livelli di errore accertati dalla Corte dei conti nelle operazioni sottostanti in certi settori di spesa («Agricoltura e risorse naturali»,»ricerca, energia e trasporti «e «istruzione e cittadinanza»);
               
            
                  12.
               
               
                  deplora che la DAS resti qualificata (negativamente) in settori estremamente importanti delle spese dell’Unione nel bilancio per l’esercizio finanziario 2008 (sviluppo rurale, misure strutturali, ricerca, energia e trasporti, azioni esterne a livello di attuazione, organizzazioni e allargamento), in cui i pagamenti sono stati ancora marcati da errori materiali su vasta scala;
               
            
                  13.
               
               
                  prende atto che, nella sua comunicazione sull’impatto del piano d’azione inteso a rafforzare le sue funzioni di supervisione nel contesto della gestione concorrente delle azioni strutturali, la Commissione indica l’avvenuta realizzazione delle iniziative ivi esposte; constata che i risultati preliminari mostrano, per il periodo 2007-2013, un tasso di errore nella spesa di circa il 5 %; attende, tuttavia, i più ampi benefici previsti per la politica di coesione, in cui si riscontrano a tutt’oggi ingenti problemi nonostante i progressi compiuti dalla Commissione verso un impiego più efficiente dei fondi dell’Unione e il contesto generale di controllo;
               
            
                  14.
               
               
                  ritiene altresì, per quanto riguarda i settori ricerca, energia e trasporti, aiuti esterni, sviluppo e allargamento, che il piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato dovrebbe fin d’ora comportare vantaggi e che la Commissione dovrebbe essere in grado di fornire una serie di indicatori e descrittori per misurare l’incidenza del piano d’azione in oggetto;
               
            
                  15.
               
               
                  prende atto, tuttavia, dell’osservazione della Corte secondo cui è ancora impossibile stabilire se il piano d’azione abbia avuto incidenze misurabili sui sistemi di supervisione e di controllo e in ultima analisi sulla regolarità delle operazioni (paragrafo 2.28 della relazione annuale 2008) ed esorta la Commissione ad adottare misure adeguate affinché, per il discarico 2009, siano attivati degli indicatori intesi a misurare l’impatto del piano d’azione;
               
            
                  16.
               
               
                  chiede alla Commissione di avanzare delle proposte per abbreviare i tempi legati alla procedura di discarico, affinché il voto in plenaria possa avere luogo nel corso dell’anno successivo a quello dell’esercizio controllato;
               
            
         Informazione e quadro della dichiarazione di affidabilità (DAS)
      
      
                  17.
               
               
                  plaude al lavoro svolto dalla Corte dei conti per migliorare ulteriormente la chiarezza dell’approccio basato sulla DAS per quanto riguarda i fattori che contribuiscono a una maggiore efficienza ed efficacia dei sistemi di controllo in ciascun settore e di anno in anno, nonché alla qualità di determinate parti della relazione della Corte, quali ad esempio quelle che trattano delle azioni strutturali, e invita la Corte a continuare a tenere il Parlamento regolarmente informato;
               
            
                  18.
               
               
                  ritiene che la valutazione della Corte, presentata annualmente sin dal trattato di Maastricht, sulle modalità di gestione dei fondi dell’Unione europea da parte della Commissione si sia dimostrata uno strumento utile per migliorare la gestione dei fondi in questione e riconosce che la Commissione ha compiuto sforzi notevoli per migliorarne la gestione; invita, tuttavia, gli Stati membri a mostrare un più forte impegno a favore di un migliore utilizzo dei fondi;
               
            
                  19.
               
               
                  sottolinea i miglioramenti conseguiti dall’entrata in vigore del trattato di Nizza, nella misura in cui la dichiarazione della Corte dei conti attestante l’affidabilità dei conti e la legittimità e la regolarità delle relative operazioni può essere completata da valutazioni specifiche per ciascuno dei settori principali di attività dell’Unione (articolo 287, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea);
               
            
                  20.
               
               
                  è inoltre del parere, tuttavia, che un’unica valutazione globale e annuale non rifletta la complessità della struttura delle finanze delle Comunità europee e ritiene, peraltro, che continuare ad avere una valutazione annuale negativa per 15 anni consecutivi possa incidere negativamente sull’opinione dei cittadini, i quali non capiscono perché la Corte continui ad emettere un parere negativo;
               
            
         Revisione dei trattati: riforma della DAS
      
      
                  21.
               
               
                  osserva che, ai sensi dell’articolo 48, paragrafo 2, del trattato dell’Unione europea, modificato dal trattato di Lisbona, al Parlamento è attribuito un ruolo di maggiore rilievo nella procedura di revisione dei trattati, essendosi assicurato il diritto di prendere l’iniziativa di sottoporre al Consiglio proposte intese a modificare i trattati, ovvero la dichiarazione di affidabilità;
               
            
                  22.
               
               
                  invita a una riflessione sulla fattibilità, per il futuro, di dichiarazioni di affidabilità per settore/ambito tematico e per programma pluriennale in modo tale da garantire una migliore corrispondenza tra la metodologia della Corte dei conti e il carattere pluriennale e settoriale delle finanze delle Comunità europee;
               
            
                  23.
               
               
                  constata che la Commissione ha costantemente ribadito che la «natura pluriennale» della spesa in questione consente di individuare e correggere la maggior parte degli errori prima della chiusura dei relativi programmi; prende atto peraltro che la Corte ritiene che, attualmente, le informazioni disponibili a sostegno di questa tesi non siano sufficienti;
               
            
         Gestione di bilancio
      
      
                  24.
               
               
                  manifesta inquietudine per l’incremento di 16,4 miliardi di EUR (11,8 %), nel 2008, degli impegni di bilancio non ancora liquidati (impegni inutilizzati riportati da impiegare nei prossimi anni), principalmente nell’ambito di programmi pluriennali, impegni che hanno raggiunto l’importo di 155 miliardi di EUR (punto 3.9 della relazione annuale 2008), pur riconoscendo che ciò è dovuto, in alcuni casi, a ritardi nella fase di avvio dei nuovi programmi, mentre in altri è il riflesso delle lacune nel processo di pianificazione del bilancio; esprime preoccupazione per il fatto che ogni anno i fondi inutilizzati rappresentano un’opportunità sprecata di attuare le politiche e i programmi dell’Unione europea;
               
            
                  25.
               
               
                  constata tuttavia che, sebbene gli impegni non ancora liquidati inerenti agli stanziamenti dissociati restino a un livello alquanto elevato, superiore al totale degli stanziamenti d’impegno per il 2008, la Corte rileva altresì che il grosso degli stanziamenti da liquidare si riferisce ormai al 2007 e al 2008 e rientra pertanto nell’attuale quadro finanziario (punto 3.15 della relazione annuale 2008);
               
            
                  26.
               
               
                  si compiace del fatto che il disimpegno automatico dovrebbe prevenire l’insorgere di problemi durante l’attuale periodo di finanziamento, sebbene sia preoccupato per il fatto che il grosso degli impegni ancora da liquidare («RAL») riguardi il settore della coesione e sia legato alla mancanza di qualsiasi procedura di disimpegno per il periodo 2000-2006;
               
            
                  27.
               
               
                  chiede agli Stati membri di trasmettere quanto prima i restanti documenti di valutazione della conformità dei sistemi di gestione e di controllo e di verificare che siano di qualità accettabile, onde evitare ulteriori ritardi nei pagamenti intermedi e un ulteriore incremento degli impegni da liquidare;
               
            
                  28.
               
               
                  invita la Commissione a fornirgli un riepilogo per paese e per finanziamento del sostegno al bilancio accordato per gli anni dal 2005 al 2009;
               
            
         Recuperi
      
      
                  29.
               
               
                  rileva taluni miglioramenti nei recuperi, tuttavia resta preoccupato per i problemi ancora esistenti per quanto riguarda i fondi dell’Unione erogati in modo irregolare e per la scarsa qualità delle informazioni sui meccanismi di rettifiche finanziarie applicato a livello degli Stati membri; richiama l’attenzione sull’urgente necessità di assicurare un tasso di recupero del 100 % per i fondi erroneamente erogati;
               
            
                  30.
               
               
                  si compiace delle informazioni fornite dalla Commissione sulle rettifiche finanziarie per Stato membro fino al settembre 2009 pur temendo che il carattere annuale della relazione della Corte dei conti comporti un disallineamento con i dati cumulativi forniti dalla Commissione, rendendo in tal modo impossibile effettuare una valutazione completa delle prestazioni per l’esercizio in questione, ossia il 2008;
               
            
                  31.
               
               
                  chiede alla Commissione di migliorare l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di recupero pluriennali, anche a livello degli Stati membri, e di consolidare i dati sugli importi recuperati e le rettifiche finanziarie, onde fornire cifre affidabili e comparabili tra i diversi settori tematici e le modalità di gestione dei fondi; chiede altresì alla Commissione di fargli rapporto nell’ambito delle note ai conti annuali onde ottenere una panoramica globale;
               
            
                  32.
               
               
                  chiede alla Commissione di presentare cifre complete e affidabili in materia di rettifiche finanziarie e, in particolare, di recuperi, specificando gli Stati membri interessati, l’esatta linea di bilancio e l’anno cui si riferiscono i singoli recuperi [come già indicato nella relazione sul discarico 2006 (11)], in quanto qualsiasi altro tipo di presentazione rende impossibile un controllo serio;
               
            
                  33.
               
               
                  rinnova la richiesta alla Commissione di stilare una classifica annuale per Stato membro di ciascun fondo, precisando il tasso di errore stabilito - con e senza l’effetto dei meccanismi correttivi - e di trasmettergliela in maniera attiva, trasparente e facilmente accessibile;
               
            
                  34.
               
               
                  invita la Corte dei conti a formulare le sue osservazioni su tale elenco, basandosi sulle proprie risultanze;
               
            
         Sospensione dei pagamenti
      
      
                  35.
               
               
                  rileva l’importanza delle decisioni e delle misure di rettifica finali al fine di escludere dal finanziamento dell’Unione le spese che non sono state effettuate a norma della legislazione dell’Unione europea e rinnova la richiesta di precisare la linea di bilancio esatta e l’anno al quale fanno riferimento i singoli importi recuperati;
               
            
                  36.
               
               
                  esprime pieno sostegno alla Commissione nell’applicazione rigorosa della legislazione in materia di sospensione dei pagamenti e plaude alle azioni già intraprese per evitare il trasferimento di fondi qualora la Commissione non disponga di una garanzia assoluta in merito all’affidabilità dei sistemi di gestione e di controllo dello Stato membro beneficiario dei fondi in questione;
               
            
                  37.
               
               
                  richiama l’attenzione sull’esempio della Grecia, dove rettifiche finanziarie significative imputabili a una decisione della Commissione sembrano aver indotto un miglioramento delle prestazioni in taluni settori; invita la Commissione a individuare tali settori e ricorda che, per quanto riguarda il sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC), non è stato fornito alcun elemento che dimostri che il piano d’azione creato e attuato dalle autorità sia stato efficace (relazione annuale 2008, punto 2.5);
               
            
                  38.
               
               
                  ritiene che, per quanto riguarda le riserve ricorrenti relative a programmi di spesa di un determinato Stato membro, la sospensione dei pagamenti in quanto strumento coercitivo contribuirà a responsabilizzare maggiormente gli Stati membri quanto all’impiego corretto dei fondi dell’Unione europea ricevuti;
               
            
                  39.
               
               
                  invita la Commissione a semplificare le regole e ad applicare la normativa esistente in materia di sospensione dei pagamenti ove necessario, nonché a informare con largo anticipo il Parlamento, il Consiglio e la Corte dei conti delle sospensioni dei pagamenti e delle loro incidenze;
               
            
         Sintesi annuali
      
      
                  40.
               
               
                  ritiene che le sintesi annuali che devono presentare gli Stati membri riguardo alle revisioni contabili e alle dichiarazioni disponibili, in applicazione dell’articolo 53 ter, paragrafo 3, del regolamento finanziario debbano rappresentare un primo passo verso l’introduzione di dichiarazioni di gestione a livello nazionale in tutti gli Stati membri;
               
            
                  41.
               
               
                  accoglie con favore la dichiarazione della conferenza interparlamentare sul tema «Improving National Accountability of EU funds» (migliorare la rendicontabilità nazionale dei fondi dell’Unione europea), tenutasi all’Aia il 28 e il 29 gennaio 2010, in cui si raccomanda di attuare o rafforzare gli appositi strumenti politici nazionali onde contribuire al miglioramento del controllo e della gestione della spesa dell’Unione europea negli Stati membri e di prevedere negli strumenti utilizzati per la gestione e la rendicontabilità dei finanziamenti dell’Unione europea, come le relazioni annuali, elementi di un quadro comune nell’Unione europea onde operare raffronti e individuare migliori prassi, nonché di compiere un passo in avanti verso l’introduzione delle dichiarazioni nazionali di gestione;
               
            
                  42.
               
               
                  sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo delle sintesi annuali in occasione della prossima revisione del regolamento finanziario e di migliorare la qualità, l’omogeneità e la comparabilità dei dati forniti dagli Stati membri, onde garantirne il valore aggiunto ai fini dei controlli sui fondi dell’Unione europea;
               
            
                  43.
               
               
                  si compiace delle informazioni fornitegli dalla Commissione sulle sintesi annuali pervenute nel 2009 e la invita a rendere pubbliche tutte le sintesi annuali di tutti gli Stati membri al fine di rafforzare la trasparenza e la rendicontabilità pubblica; la esorta, sulla base di tali sintesi, ad analizzare i punti di forza e di debolezza di ciascuno dei sistemi nazionali utilizzati dagli Stati membri per la gestione e il controllo dei fondi dell’Unione;
               
            
                  44.
               
               
                  ritiene che sia della massima importanza che la Commissione riferisca in merito alla qualità delle predette sintesi annuali e che valorizzi il processo individuando i problemi comuni e le possibili soluzioni o prassi eccellenti e che si avvalga di tali informazioni nel suo ruolo di vigilanza;
               
            
                  45.
               
               
                  ritiene opportuno che sia trasmessa un’analisi comparativa al Parlamento, al Consiglio e alla Corte dei conti entro la fine del 2010 e che la stessa sia resa pubblica immediatamente dopo la trasmissione;
               
            
                  46.
               
               
                  invita la Commissione a provvedere affinché, per la nota di orientamento generale relativa alle sintesi annuali, tutti gli Stati membri utilizzino una metodologia uniforme e un’impostazione analitica; constata l’intenzione della Commissione di rivedere la sua nota di orientamento, in modo da semplificare gli obblighi di informativa e di fornire maggiori indicazioni sulle prassi corrette; invita la Commissione a cogliere questa occasione per includere nella nota di orientamento un quadro per le dichiarazioni nazionali di gestione per gli Stati membri che decidono di introdurle e svilupparne l’approccio basato sugli incentivi;
               
            
         Dichiarazioni di gestione nazionali
      
      
                  47.
               
               
                  accoglie con favore le iniziative spontanee di Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito di procedere a dichiarazioni di gestione nazionali; osserva tuttavia le notevoli differenze tra le quattro iniziative nazionali; accoglie con grande favore la lettera dei governi danese e svedese con l’invito alla Commissione affinché elabori orientamenti riguardo alla definizione degli aspetti centrali delle dichiarazioni di gestione nazionali, che potrebbero servire anche da fonte di informazione attendibile per altri Stati membri; deplora però che, nonostante siffatte iniziative, la maggior parte degli altri Stati membri non le abbia ancora introdotte;
               
            
                  48.
               
               
                  rammenta la propria richiesta circa l’introduzione di dichiarazioni di gestione nazionali [paragrafo 32 della sua risoluzione del 23 aprile 2009 (12) che accompagna la decisione sul discarico per il 2007];
               
            
                  49.
               
               
                  richiama l’attenzione sul primo comma dell’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (ex articolo 274 del trattato CE), il quale ora dispone che la Commissione «dà esecuzione al bilancio, in cooperazione con gli Stati membri», e resta persuaso che sarà possibile conseguire progressi mediante l’ottenimento di dichiarazioni di gestione nazionali che coprano tutti i fondi dell’Unione europea nell’ambito della gestione concorrente, come richiesto dal Parlamento nelle sue ultime cinque risoluzioni sul discarico annuale;
               
            
                  50.
               
               
                  richiama altresì l’attenzione sul secondo comma dell’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che impone taluni obblighi (tuttora da definire) di controllo e di revisione contabile degli Stati membri e le responsabilità che ne derivano; invita la Commissione ad utilizzare la nuova formulazione dell’articolo 317 per introdurre quanto prima le dichiarazioni di gestione nazionali; fa inoltre riferimento all’articolo 291 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che attribuisce alla Commissione nuovi strumenti per garantire condizioni uniformi di esecuzione degli atti giuridicamente vincolanti dell’Unione;
               
            
                  51.
               
               
                  invita la Commissione a proporre, nel quadro della revisione del regolamento finanziario, l’obbligo per gli Stati membri di rilasciare dichiarazioni di gestione nazionali, firmate all’opportuno livello politico, e certificate dalla massima istituzione nazionale di controllo, come mezzo di sgravio amministrativo e di migliore gestione amministrativa dei fondi nell’ambito della gestione concorrente;
               
            
                  52.
               
               
                  chiede, ai sensi dell’articolo 287, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, per quanto riguarda i controlli della gestione concorrente, che sia intensificata la cooperazione tra le istituzioni nazionali di controllo e la Corte dei conti;
               
            
                  53.
               
               
                  propone che le istituzioni nazionali di controllo rilascino, in qualità di revisori contabili esterni indipendenti e nel rispetto delle norme internazionali di revisione contabile, attestati nazionali di audit sulla gestione dei fondi dell’Unione europea; invita la Commissione a vagliare la possibilità di modificare e di adeguare il calendario del discarico onde consentire ai revisori contabili esterni (nazionali) di realizzare tempestivamente la verifica delle dichiarazioni di gestione nazionali;
               
            
                  54.
               
               
                  esprime profonda preoccupazione per la comprovata manipolazione delle statistiche finanziarie e l’evasione fiscale in Grecia; rileva la corruzione generalizzata nel settore pubblico nell’intera amministrazione, compreso il settore degli appalti pubblici, come ha riconosciuto il Primo ministro greco; richiama l’attenzione sulla sua rilevante incidenza in termini di costi sul bilancio della Grecia; invita la Commissione a effettuare in via prioritaria indagini sulle circostanze in cui le sono stati trasmessi, e ha effettivamente accettato, dati macroeconomici errati per un lasso di tempo tanto lungo;
               
            
         Il sistema di controllo interno della Commissione
      
      
         Piano d’azione per un quadro di controllo interno integrato
      
      
                  55.
               
               
                  esprime preoccupazione per le ripetute critiche sollevate dalla Corte dei conti sulla qualità insufficiente dei controlli negli Stati membri e ritiene dannosa per l’immagine dell’Unione europea la possibilità per i singoli Stati membri di applicare norme di controllo diverse;
               
            
                  56.
               
               
                  manifesta a tutt’oggi inquietudine, nonostante il graduale miglioramento della DAS dal 2003 (il 56 % delle spese ha ottenuto pareri di revisione positivi da parte della Corte nel 2008 rispetto al 6 % del 2003), per la valutazione della Corte, secondo cui non è ancora possibile determinare se il piano d’azione abbia avuto un impatto misurabile sui sistemi di supervisione e di controllo, e per la mancata capacità della Commissione di dimostrare che le misure da essa adottate per migliorare i sistemi di supervisione e di controllo sono state efficaci nel limitare il rischio di errori in alcuni ambiti del bilancio (punti 2.28 e 2.33 della relazione annuale 2008);
               
            
                  57.
               
               
                  invita la Commissione a presentare regolarmente una valutazione del sistema di controllo interno integrato e chiede che le relazioni annuali di attività e la relazione di sintesi trattino ancor più approfonditamente e in maniera più esplicita del funzionamento dei sistemi dei servizi della Commissione e degli Stati membri per quanto riguarda la gestione concorrente, alla stregua di quanto già avviene nella relazione annuale d’attività della DG politica regionale della stessa Commissione;
               
            
         Analisi dell’equilibrio esistente tra le spese operative e il costo del sistema di controllo dei fondi dell’Unione europea
      
      
                  58.
               
               
                  richiama l’attenzione, in tale contesto, sull’importanza dell’azione n. 10 del predetto piano d’azione, che propone di effettuare una «analisi del costo dei controlli» in quanto «è necessario raggiungere un equilibrio appropriato tra i costi e i benefici dei controlli» stessi;
               
            
                  59.
               
               
                  chiede alla Commissione di effettuare nel 2010 una valutazione più completa ed esaustiva del costo delle risorse destinate ai sistemi di controllo nei settori della ricerca, dell’energia, dei trasporti, dello sviluppo rurale, degli aiuti esterni e della spesa amministrativa, come richiesto dal Parlamento nelle sue precedenti risoluzioni a corredo delle decisioni sul discarico;
               
            
                  60.
               
               
                  ritiene che ciò costituirà uno strumento fondamentale per valutare i miglioramenti che potranno essere conseguiti in futuro e i loro costi, come raccomandato dalla Corte nella sua relazione annuale 2008 (punto 2.35 (a)], e per conseguire progressi sulla questione del rischio tollerabile di errore;
               
            
         Rischio di errore tollerabile
      
      
                  61.
               
               
                  prende atto della suddetta comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2008 su un’interpretazione comune del concetto di rischio di errore tollerabile quale solida base metodologica per un’analisi economica del livello di rischio accettabile; ricorda le proprie perplessità riguardo alle cifre fornite dagli Stati membri in merito ai costi di controllo e invita la Commissione ad aggiornare e ad integrare le cifre utilizzate nella comunicazione; invita la Commissione ad affrontare tutte le lacune e le carenze ravvisate dalla Corte dei conti e sottolinea quanto segue:
                  
                              —
                           
                           
                              la definizione di un eventuale rischio di errore tollerabile è solo una delle diverse componenti da esplorare al fine di migliorare la gestione finanziaria nell’Unione europea; gli altri elementi sono 1) un migliore utilizzo dei sistemi di controllo esistenti, 2) l’aumento dei costi di controllo, in genere assai esigui, 3) la semplificazione e 4) la concentrazione,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la qualità delle informazioni messe a disposizione dagli Stati membri non è attualmente sufficiente quale base per la definizione e l’approvazione di un rischio di errore tollerabile,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la posizione del Consiglio sulla questione non è nota;
                           
                        
            
                  62.
               
               
                  invita la Commissione a fornire un’analisi particolareggiata delle carenze e delle lacune rilevate dalla Corte dei conti europea (13), in particolare per quanto riguarda la qualità dei dati messi a disposizione dagli Stati membri;
               
            
                  63.
               
               
                  rammenta l’azione n. 4 del suddetto piano d’azione che, in conformità delle raccomandazioni del Parlamento, propone di «avviare il dialogo interistituzionale sui rischi tollerabili nelle operazioni sottostanti»; constata tuttavia che detta azione è appena stata avviata;
               
            
                  64.
               
               
                  ritiene pertanto necessario che la Commissione, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed efficacia dei costi (rapporto qualità/prezzo) dei sistemi di controllo, proceda a una valutazione del rapporto esistente, da un lato, tra le risorse di cui dispone per ogni determinata politica e, dall’altro, la quota di tali risorse destinata ai sistemi di controllo, suddivisa per settore di spesa;
               
            
                  65.
               
               
                  chiede alla Commissione di individuare gli ambiti di alta «sensibilità» politica (ad alto «rischio di reputazione»), in cui andrebbe adottato un approccio di qualità (piuttosto che un approccio economico) ai tassi di errore;
               
            
                  66.
               
               
                  ritiene opportuno che, in sede di determinazione del tasso di errore tollerabile, si tenga anche conto del volume dei fondi dell’Unione europea a rischio a causa di errori;
               
            
                  67.
               
               
                  ritiene che l’attuale rapporto costi-benefici tra le risorse destinate alle attività di controllo e i risultati di tali attività debba costituire un elemento fondamentale di cui la Corte dei conti deve tenere conto in fase di redazione della DAS;
               
            
                  68.
               
               
                  deplora che gli sforzi della Commissione siano più orientati a convincere il Parlamento dell’esigenza di introdurre un «rischio di errore tollerabile» che non a persuadere gli Stati membri della necessità di prevedere dichiarazioni nazionali di gestione obbligatorie;
               
            
         Semplificazione
      
      
                  69.
               
               
                  sottolinea che i sistemi di controllo rispecchiano la complessità dei regolamenti e delle norme ai vari livelli, che a volte si sovrappongono; esorta pertanto la Commissione ad accelerare il processo di semplificazione, garantendo nel contempo la piena partecipazione del Parlamento, e chiede agli Stati membri e alle regioni di compiere gli sforzi richiesti a tal fine;
               
            
         Dibattito interistituzionale sull’attuale procedura di discarico
      
      
                  70.
               
               
                  invita la Commissione ad organizzare una discussione interistituzionale che in una prima fase coinvolga, ai massimi livelli, rappresentanti del Consiglio, della Commissione, della Corte dei conti e del Parlamento e, in una seconda fase, veda la partecipazione di rappresentanti degli Stati membri, dei parlamenti nazionali e delle massime istituzioni di controllo, al fine di avviare un ampio dibattito sull’attuale sistema della procedura di discarico;
               
            
                  71.
               
               
                  propone di garantire alla Commissione, nel corso della prossima procedura di bilancio, le risorse finanziarie necessarie per organizzare un tale dibattito;
               
            
         Responsabilità politica e responsabilità amministrativa della Commissione
      
      
         Relazioni annuali di attività
      
      
                  72.
               
               
                  deplora che, nella relazione annuale 2008, la Corte dei conti rilevi nuovamente che alcune delle relazioni annuali di attività non contengono elementi sufficienti ai fini della dichiarazione di affidabilità; invita la Corte a includere, nei vari capitoli della relazione annuale, un’analisi dettagliata delle corrispondenti relazioni annuali di attività;
               
            
                  73.
               
               
                  manifesta inquietudine per il fatto che la Corte continui a individuare delle carenze nel funzionamento dei sistemi di supervisione e di controllo e nelle relative riserve sulla garanzia fornita nelle dichiarazioni dei direttori generali della Commissione, in particolare per quanto riguarda il loro impatto sulla garanzia relativa alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti, e richiama gli Stati membri e la Commissione alle rispettive responsabilità in materia;
               
            
         Trasparenza ed etica
      
      
                  74.
               
               
                  insiste sulla necessità dell’accesso pubblico alle informazioni su tutti i membri di gruppi di esperti e gruppi di lavoro che collaborano con la Commissione, nonché di trasparenza riguardo a tutti i beneficiari di finanziamenti dell’Unione europea;
               
            
                  75.
               
               
                  insiste altresì sulla necessità che spetti alla Commissione la responsabilità di garantire la completezza, la facilità di ricerca e la comparabilità dei dati forniti sui beneficiari dei fondi dell’Unione europea, inclusi i dettagli dei beneficiari e dei loro progetti;
               
            
                  76.
               
               
                  si compiace del fatto che le informazioni sui beneficiari di finanziamenti dell’Unione europea saranno pubblicate in maniera più diffusa e su un sito Internet facilmente accessibile e conviviale e chiede una standardizzazione della struttura e della presentazione dei siti nazionali, regionali e internazionali accessibili da un portale centrale;
               
            
                  77.
               
               
                  sottolinea ancora una volta la necessità di rivedere l’attuale codice di condotta dei membri della Commissione, al fine di ovviare a carenze, quali: a) l’assenza di una definizione del termine «conflitto di interessi», b) la mancata indicazione di una linea di condotta da seguire in caso di conflitto di interessi, c) mancanza di chiarezza per quanto riguarda l’accettazione di doni e di ospitalità, e d) l’assenza di un organismo incaricato di esaminare i reclami, nonché di dispensare il presidente dall’obbligo (eventuale) di auto-valutazione;
               
            
                  78.
               
               
                  si attende che la Commissione dia il via al processo di consultazione del Parlamento sulla revisione dell’attuale codice di condotta dei membri della Commissione, in base all’intesa raggiunta il 27 gennaio 2010 tra il presidente José Manuel Barroso e il gruppo di lavoro del Parlamento sulla revisione dell’accordo quadro tra il Parlamento e la Commissione e che adotti la versione rivista del codice di condotta dei membri della Commissione al più tardi entro l’agosto 2010, osservando in ogni caso che tale revisione avrebbe dovuto essere effettuata prima della nomina della nuova Commissione;
               
            
                  79.
               
               
                  rammenta l’importanza di garantire piena trasparenza e pubblicità per quanto concerne il personale dei gabinetti dei membri della Commissione che non è stato assunto in conformità dello statuto del personale;
               
            
                  80.
               
               
                  rammenta inoltre che il codice di condotta vincolante dei membri della Commissione dovrebbe includere le necessarie norme etiche e i principi guida che i Commissari sono tenuti a rispettare nell’esercizio delle loro funzioni, in particolare al momento di designare i rispettivi collaboratori, segnatamente in seno al proprio gabinetto;
               
            
                  81.
               
               
                  invita la Commissione ad assicurare che tutto il personale riceva una buona formazione e informazioni adeguate sui suoi obblighi e diritti ai sensi dell’articolo 22 bis e 22 ter dello statuto;
               
            
         Governance e riforma amministrativa
      
      
                  82.
               
               
                  constata la lieve flessione (dal 31,8 % nel 2007 al 30,9 % nel 2009) del personale assegnato al settore del «supporto amministrativo e del coordinamento», che costituisce solo una parte delle spese generali complessive; rammenta le sue precedenti richieste di misure volte a raggiungere una percentuale del 20 % in questo settore (paragrafo 217 della citata risoluzione del 23 aprile 2009);
               
            
                  83.
               
               
                  esorta la Commissione a presentare, unitamente ai documenti preparatori per il bilancio 2011 (in precedenza documenti di lavoro relativi al progetto preliminare di bilancio), un organigramma che preveda una riduzione del 3 % in questo ambito, quale primo passo verso il raggiungimento del livello del 20 % entro la fine del mandato della Commissione Barroso II;
               
            
                  84.
               
               
                  esorta la Commissione a elaborare e presentare, in vista della revisione dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti dell’Unione, metodi alternativi per l’adeguamento delle indennità dei funzionari e degli altri agenti, fondati su un quadro giuridico e attuariale completo; in tal senso occorrerebbe prevedere una base di calcolo più ampia per l’adeguamento annuale, nonché un adeguamento più tempestivo delle indennità, in modo da riflettere in maniera adeguata gli sviluppi economici negli Stati membri;
               
            
                  85.
               
               
                  esorta la Commissione a effettuare una valutazione dell’assunzione esclusiva ai gradi di base in relazione all’impiegabilità dei candidati e a presentare proposte per l’assunzione di personale qualificato ai gradi superiori; attende altresì, nel quadro della valutazione, una relazione sull’impiego concreto dei membri di gabinetto dopo le dimissioni e in riferimento al soddisfacimento dei requisiti di ingresso;
               
            
                  86.
               
               
                  invita la Commissione a formulare osservazioni in merito all’effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio previsti con la riforma dello statuto del 2004, in particolare in relazione all’aumento dei contributi dei funzionari e degli altri agenti nel quadro del regime pensionistico e di malattia;
               
            
                  87.
               
               
                  propone alla Commissione di dividere il potere gerarchico tra le persone che contabilizzano e quelle che hanno la facoltà di trasferire i fondi in applicazione delle norme abituali di sicurezza in materia di controllo interno nella gestione della tesoreria;
               
            
         Gestione delle agenzie
      
      
                  88.
               
               
                  rammenta la propria richiesta (paragrafi 254 e 255 della succitata risoluzione del 23 aprile 2009) di sviluppare e dare attuazione a un sistema generale di gestione per le «agenzie di regolamentazione», nonché di introdurre un efficace sistema di controllo operativo per le agenzie dell’Unione;
               
            
                  89.
               
               
                  sottolinea in proposito che, nonostante l’autonomia giuridica di talune agenzie, l’esecuzione del bilancio resta di competenza della Commissione (ai sensi dell’articolo 317, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, degli articoli 54, 55 e 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 e degli articoli 37 e 41, paragrafo 2, del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002;
               
            
         Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)
      
      
                  90.
               
               
                  esprime preoccupazione per il numero di indagini che si protraggono per oltre nove mesi e per la scarsa attenzione prestata dalle giurisdizioni nazionali ai casi indagati dall’OLAF e ritiene che occorra effettuare una valutazione delle risorse umane dell’OLAF onde determinare se un aumento dell’organico possa garantire miglioramenti in questi due ambiti;
               
            
                  91.
               
               
                  plaude all’impegno assunto dalla nuova Commissione, in data 15 gennaio 2010, di sbloccare le discussioni in seno al Consiglio in merito alla riforma dell’OLAF e di presentare, entro e non oltre il luglio 2010, l’annunciato e ormai da troppo tempo atteso «documento di riflessione» quale fondamento per i negoziati con il Consiglio;
               
            
                  92.
               
               
                  ribadisce l’importanza di tener conto della posizione del Parlamento definita in prima lettura il 20 novembre 2008 relativa a una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (14) e desidera ribadire che, per garantire la rilevanza dell’OLAF in futuro, è opportuno che esso resti in seno alla Commissione pur conservando la propria indipendenza; ricorda che l’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea attribuisce maggiore responsabilità agli Stati membri e, pertanto, sostiene il proprio reiterato invito agli Stati membri affinché rafforzino la loro collaborazione con l’OLAF;
               
            
                  93.
               
               
                  esprime l’auspicio di prendere visione anticipatamente della proposta relativa all’istituzione di una procura europea, come previsto dall’articolo 86 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea; desidera essere coinvolto nelle discussioni sull’istituzione di tale procura;
               
            
                  94.
               
               
                  chiede alla Commissione di presentare con urgenza l’annunciato e tanto atteso «documento di riflessione» e ribadisce l’importanza della succitata posizione del Parlamento in materia, definita in prima lettura il 20 novembre 2008; desidera sottolineare nuovamente che, per garantire la forza dell’OLAF in futuro, è opportuno che esso resti in seno alla Commissione pur conservando la propria indipendenza; sottolinea le proprie proposte per quanto riguarda la carica di direttore generale dell’OLAF, contenute nella predetta posizione e chiede che la nomina del candidato selezionato avvenga con estrema celerità; è del parere che la procedura di selezione debba essere effettuata in un quadro interistituzionale, che rispetti pienamente le prerogative del Parlamento;
               
            
                  95.
               
               
                  ribadisce il proprio parere secondo cui la procedura di nomina del direttore generale ad interim dell’OLAF debba obbedire, mutatis mutandis, alle norme contenute nell’atto che costituisce la base giuridica di tale organismo, vale a dire l’articolo 12 del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (15); contesta l’applicazione generalizzata, da parte della Commissione, dello statuto dei funzionari ed esprime preoccupazione per il fatto che la posizione della Commissione potrebbe pregiudicare l’efficacia dell’OLAF;
               
            
         QUESTIONI SETTORIALI
      
      
         Entrate
      
      
                  96.
               
               
                  accoglie positivamente il fatto che la Corte abbia ritenuto che, nel complesso, le dichiarazioni degli Stati membri relative alle risorse proprie tradizionali trasmesse alla Commissione sono affidabili ed esenti da errori rilevanti e che, inoltre, le risorse proprie provenienti dall’IVA e quelle basate sull’RNL sono state calcolate correttamente e correttamente raccolte e iscritte nei conti della Comunità dalla Commissione;
               
            
                  97.
               
               
                  prende atto, con profonda inquietudine, della relazione della Commissione sulle statistiche relative al debito e al deficit della Grecia [COM(2010) 1], che solleva seri dubbi riguardo all’attendibilità dei dati trasmessi dalle autorità greche; invita la Commissione ad accertare mediante indagini proprie la validità dei dati messi a disposizione nel 2008 e a confermare la regolarità e la legittimità del calcolo e del contributo di risorse proprie reso disponibile;
               
            
                  98.
               
               
                  chiede alla Commissione di presentare i piani che intende adottare per la futura gestione delle operazioni con l’amministrazione ellenica; sottolinea la necessità di esentare dalle misure di riduzione dei costi il personale coinvolto nella gestione dei fondi europei, al fine di garantire il mantenimento e l’integrità delle strutture gestionali;
               
            
                  99.
               
               
                  osserva tuttavia, per quanto riguarda le risorse proprie provenienti dall’IVA, che sono tuttora presenti riserve che risalgono addirittura al 1989 e invita la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, a perseverare nei suoi sforzi volti a far sì che le riserve siano revocate in tempi ragionevoli;
               
            
                  100.
               
               
                  chiede alla Commissione, per quanto riguarda le risorse proprie basate sull’RNL, a seguire la raccomandazione espressa dalla Corte al punto 4.36 della sua relazione annuale 2008 e a comunicare al Parlamento i particolari dei progressi compiuti nell’applicazione della verifica diretta e nella valutazione dei sistemi di supervisione e controllo degli istituti statistici nazionali degli Stati membri;
               
            
         La politica agricola comune
      
      
                  101.
               
               
                  si rallegra della valutazione positiva espressa dalla Corte sulla base del lavoro di audit svolto secondo la quale, ad eccezione dei pagamenti riguardanti il settore dello sviluppo rurale, i pagamenti eseguiti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2008 per il gruppo di politiche agricoltura e risorse naturali non presentano errori rilevanti; nota con soddisfazione che il tasso di errore medio degli UE-27 è al di sotto della soglia di rilevanza del 2 %, tollerata dalla Corte;
               
            
                  102.
               
               
                  rileva con preoccupazione il forte scarto tra gli Stati membri per quanto concerne i tassi di errore in loco nell’attuazione degli aiuti per superficie (Francia 0,20 %, Regno Unito 0,24 %, Germania 0,3 %, Grecia 3,70 %, Romania 12,57 %, Bulgaria circa 6 %) e insiste sul fatto che la credibilità complessiva del sistema non deve essere messa a repentaglio; chiede interventi immediati e ben diretti, volti a fornire uno sgravio amministrativo agli Stati membri altamente efficienti da una parte e contromisure efficaci dall’altra;
               
            
                  103.
               
               
                  si rammarica per i risultati della Corte per quanto riguarda le spese per lo sviluppo rurale, ancora inficiate da un elevato livello di errore, anche se il livello stimato di errore è inferiore a quello degli anni precedenti;
               
            
                  104.
               
               
                  accoglie con favore la valutazione fatta dalla Commissione sulla qualità delle dichiarazioni e delle sintesi annuali presentate dagli Stati membri per la spesa agricola, che ha concluso che, nel 2008, la maggior parte di essi ha ottemperato ai propri obblighi legali e in generale ha seguito gli orientamenti della Commissione;
               
            
                  105.
               
               
                  ribadisce, come per gli esercizi precedenti, che il sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) costituisce nell’insieme un sistema di controllo efficace per limitare il rischio di errore o di spese irregolari, ma deplora che la Corte abbia tuttavia constatato notevoli carenze per quanto concerne gli organismi pagatori selezionati in tre Stati membri: Bulgaria, Romania e Regno Unito (Scozia) (punto 5.32 della relazione annuale 2008); riconosce, nondimeno, che sono state intraprese delle misure per affrontarle;
               
            
                  106.
               
               
                  chiede che siano semplificate le norme complesse e definiti in modo più preciso i criteri di ammissibilità, soprattutto per le misure agroambientali, innanzi tutto a livello di Commissione ma anche a livello nazionale, nel contesto dei piani di sviluppo rurale; chiede altresì che tutti gli interessati ricevano istruzioni e orientamenti più completi e più chiari e che siano organizzate azioni di formazione;
               
            
                  107.
               
               
                  si rammarica del fatto che il sistema di identificazione delle parcelle agricole (SIPA) applicato dalle autorità nazionali non sia ancora corretto in alcuni Stati membri, nei quali la Corte ha segnalato carenze sostanziali (Bulgaria, Spagna, Polonia e Regno Unito); rileva che, per affrontarle, sono state adottate diverse misure a livello nazionale;
               
            
                  108.
               
               
                  esprime inoltre preoccupazione riguardo agli errori concernenti la spesa per il programma SAPARD in Bulgaria e Romania, in merito ai quali la DG Agricoltura ha espresso riserve nella sua relazione annuale di attività; prende atto dei piani d’azione già posti in essere in risposta alle raccomandazioni della Commissione;
               
            
                  109.
               
               
                  sottolinea l’importanza di effettuare controlli ex post rapidi e approfonditi al fine di individuare le spese non ammissibili e/o documentazione di supporto inadeguata e consentire di apportare le correzioni necessarie;
               
            
                  110.
               
               
                  esprime preoccupazione quanto alle carenze rilevate dalla Corte relative alla definizione da parte degli Stati membri delle pratiche da applicare per mantenere il terreno in buone condizioni agronomiche ed ambientali, al punto che a certi beneficiari viene corrisposto l’aiuto a titolo dell’RPU o dell’RPUS senza che essi facciano nulla per il terreno in questione (punto 5.49 relazione annuale 2008);
               
            
                  111.
               
               
                  ritiene che la Commissione dovrebbe porre rimedio a queste carenze, compresa la questione dei beneficiari che non rientrano nella definizione di «agricoltori», denunciata dalla Corte nella sua relazione annuale 2008, per offrire un livello di garanzia superiore che può essere ottenuto mediante l’attività degli organismi di certificazione;
               
            
                  112.
               
               
                  prende atto delle conclusioni della Corte e sollecita pertanto la Commissione a migliorare i controlli in quegli Stati membri che non si attengono alla normativa comunitaria assegnando diritti oltre quanto disposto dai regolamenti;
               
            
                  113.
               
               
                  osserva che la Commissione ha evidenziato carenze, relativamente ai conti dei debitori, per un quarto degli organismi pagatori e ha proposto rettifiche finanziarie per un importo di circa 25,3 milioni di EUR; osserva inoltre che tali rettifiche rappresentano l’1,95 % circa dei 1 295 milioni di EUR che devono essere recuperati alla fine dell’esercizio 2008; sottolinea che, anche se appena al di sotto della soglia di rilevanza del 2 %, esse indicano tuttavia che esiste un rischio di errori rilevanti a livello globale per i conti dei debitori;
               
            
                  114.
               
               
                  chiede alla Commissione di condurre ora una verifica accurata per assicurare che i debiti siano esatti e imputati correttamente al bilancio comunitario;
               
            
         Coesione
      
      
                  115.
               
               
                  nota che i pagamenti intermedi per il periodo 2007-2013 effettuati nel 2008 rappresentano soltanto il 32 % della spesa e che i commenti della Corte dei conti si riferiscono in particolare alla spesa nel corso del periodo di programmazione 2000-2006, che ha rappresentato il 68 % dei pagamenti di coesione nel 2008; nota pertanto che gli effetti del potenziamento del quadro giuridico per il periodo 2007-2013 e le misure di semplificazione adottate nel 2008 e nel 2009 non possono ancora essere visibili;
               
            
                  116.
               
               
                  sottolinea la priorità assoluta di ridurre ulteriormente i tassi globali di errore, rimasti elevati in questo settore di spesa nel 2008, e di migliorare la supervisione e il sistema dei recuperi della Commissione;
               
            
                  117.
               
               
                  è preoccupato dal fatto che gli errori nel settore dei fondi di coesione indicano che almeno l’11 % dell’importo totale rimborsato non avrebbe dovuto essere erogato e che non vi è alcun miglioramento rispetto al 2007; deplora che le rettifiche e i recuperi finanziari siano solo in parte funzionali; rileva che, per il periodo di programmazione 2000-2006, sono state effettuate le seguenti rettifiche finanziarie: Spagna 1 535,07 milioni di EUR; Grecia 881,24 milioni di EUR; Italia 693,90 milioni di EUR; Francia 248,48 milioni di EUR; Regno Unito 155,94 milioni di EUR; Portogallo 128,24 milioni di EUR; Polonia 88,99 milioni di EUR; Ungheria 40,62 milioni di EUR; Repubblica slovacca 39,16 milioni di EUR; Irlanda 25,55 milioni di EUR; Germania 19,33 milioni di EUR; Svezia 11,30 milioni di EUR;
               
            
                  118.
               
               
                  rileva con preoccupazione le difficoltà incontrate dalle autorità degli Stati membri per quanto riguarda, da un lato, il recepimento delle prescrizioni di legge 2007-2013 (problemi di incompatibilità tra i livelli dell’Unione europea e nazionale, ritardi nella definizione delle norme, scarsa chiarezza delle norme stesse) e, dall’altro, l’istituzione dei nuovi sistemi di gestione e di controllo (assegnazione dei compiti destinati alle nuove istituzioni, ossia le autorità di gestione, di certificazione e di revisione contabile);
               
            
                  119.
               
               
                  deplora il fatto che il sistema di sanzioni per gli Stati membri che hanno totalizzato tassi di errore elevati e che hanno ricevuto quote più consistenti di fondi sia inefficace dato che essi sono tenuti a rifondere solo tra il 3 % e il 5 % degli stanziamenti complessivi in recuperi; è preoccupato dal fatto che le spese necessarie al mantenimento di adeguati sistemi di controllo superano palesemente questo importo e afferma pertanto che si è in presenza di un incentivo negativo;
               
            
                  120.
               
               
                  ribadisce la richiesta di una maggiore semplificazione delle norme proposte dalla Commissione e, al tempo stesso, dell’introduzione di controlli più efficienti a livello nazionale e dell’Unione, al fine di conseguire un’esecuzione efficace dei fondi strutturali e di coesione; ritiene essenziale una valutazione oggettiva degli effetti delle misure di semplificazione introdotte nel 2008-2009 e invita la Commissione ad effettuare tale valutazione entro la fine del 2010;
               
            
                  121.
               
               
                  prende nota della preoccupazione manifestata dalla Corte dei conti in merito alle difficoltà di fissare in una semplice relazione annuale un quadro definitivo e stabile della realtà mutevole e progressiva determinata dal bilancio della politica di coesione, soggetta a un calendario pluriennale dinamico nel quale percentuali finali di errori, irregolarità con effetti negativi e quantità effettive soggette al recupero possono manifestarsi solo con molto ritardo (la Commissione ha appena chiuso l’esercizio 1994-1999); a tale proposito chiede alla Commissione che, oltre al piano d’azione in vigore, presenti in collaborazione con la Corte dei conti, una proposta che risolva tali difficoltà dovute al divario tra il quadro finanziario pluriennale e il sistema di controllo annuale; tale proposta aiuterebbe inoltre a garantire un controllo più efficiente dei grandi progetti europei, come il progetto Galileo;
               
            
                  122.
               
               
                  rileva che il piano d’azione per rafforzare la funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali, presentato nel 2008, non è stato pienamente attuato in tale esercizio e non avrebbe risolto il problema principale, vale a dire quello di regole troppo complesse combinate con requisiti di applicazione che differiscono da uno Stato membro all’altro e, talvolta, persino tra le diverse regioni; chiede alla Commissione di provvedere, a tempo debito, alla traduzione delle linee guida per le autorità pubbliche degli Stati membri; sottolinea inoltre che l’impatto di tale piano non può ancora essere valutato, in quanto gli errori impegnati negli esercizi precedenti influiscono ancora sulle spese rimborsate dalla Commissione, come la Corte ha giustamente osservato nella sua relazione annuale (punto 6.34);
               
            
                  123.
               
               
                  ritiene che nonostante il notevole miglioramento dei sistemi di gestione e di controllo introdotto dal piano di azione del 2008, che ha rafforzato il ruolo di vigilanza della Commissione nelle azioni strutturali, è insoddisfacente l’osservazione fatta dalla Commissione secondo la quale solo il 31 % dei sistemi opera bene e che oltre il 60 % necessità di miglioramenti; invita pertanto gli Stati membri, le autorità regionali e le autorità di gestione responsabili a collaborare strettamente con la Commissione per operare un’inversione di tendenza di questi dati;
               
            
                  124.
               
               
                  osserva che il risultato dell’audit indica un tasso di errore preliminare del 5 %, il che rispecchia il successo della semplificazione introdotta per il periodo di programmazione 2007-2013;
               
            
                  125.
               
               
                  osserva che il piano di azione della Commissione ha consentito ad essa di prendere iniziative conformemente a tutti gli orientamenti raccomandati dalla Corte dei conti; si compiace dell’azione della Commissione per fornire formazione e orientamento alle autorità responsabili dei programmi al fine di migliorare il funzionamento del sistema di gestione condivisa applicato in relazione alla spesa della politica di coesione; incoraggia la Commissione ad aumentare ulteriormente i propri sforzi fornendo orientamenti agli Stati membri e incoraggiandoli a rafforzare le procedure di recupero e le attività di relazione;
               
            
                  126.
               
               
                  nota l’osservazione della Corte dei conti secondo la quale la proporzione dei progetti nel campione statistico rappresentativo a fronte del quale sono stati constatati errori era del 43 % e che in gran parte si tratta di rimborsi eccessivi; ritiene tuttavia che questa osservazione debba essere temperata dall’affermazione della Commissione di essere consapevole dell’esistenza di carenze in cinque dei sei programmi e di aver preso delle azioni per porvi rimedio; nota la seconda affermazione della Commissione, sostenuta dall’osservazione della Corte dei conti al punto 6.20 della sua relazione annuale secondo la quale il 58 % degli errori riguardano errori di conformità che quindi non avranno effetti sul rimborso della spesa;
               
            
                  127.
               
               
                  nota che la violazione delle norme relative agli appalti pubblici è una delle ragioni più frequenti delle irregolarità; invita la Commissione a verificare l’origine di questa carenza di conformità alle norme comunitarie relative agli appalti pubblici; si compiace al riguardo delle conclusioni della Corte dei conti e delle iniziative adottate dalla Commissione per semplificare la gestione dei fondi strutturali, ed è del parere che tali iniziative apporteranno un contributo alla riduzione del tasso di errore;
               
            
                  128.
               
               
                  incoraggia la Commissione a presentare, entro e non oltre il 2011, una proposta sul rischio di errore tollerabile nel settore della politica di coesione, che è stato il settore più soggetto a errori;
               
            
                  129.
               
               
                  invita la Commissione a effettuare urgentemente una prima analisi del rapporto costi-benefici fra le risorse destinate alle attività di controllo nell’ambito delle DG REGIO e DG EMPL e i risultati ottenuti da tali controlli;
               
            
                  130.
               
               
                  osserva che i primi effetti positivi del rafforzamento dei controlli e del quadro giuridico, nonché del piano d’azione della Commissione, sul tasso di errore per il periodo di programmazione 2007-2013, cominceranno probabilmente a vedersi solo a partire dalla fine del 2010;
               
            
                  131.
               
               
                  teme che, con la scadenza del periodo di programmazione 2000-2006, le autorità nazionali, sotto la pressione di assorbire integralmente i fondi impegnati, possano aver presentato un crescente numero di progetti imprevisti; sottolinea la necessità di garantire che tale situazione non si ripeta nel periodo di programmazione in corso e invita la Commissione ad applicare rigorosamente misure correttive e dissuasive (sospensioni dei pagamenti e rettifiche finanziarie) nei confronti degli Stati membri laddove necessario;
               
            
                  132.
               
               
                  deplora, in tale contesto, il lento avvio dei programmi relativi al periodo di programmazione 2007-2013, dovuto alla tardiva presentazione da parte degli Stati membri delle relazioni di valutazione di conformità e delle strategie di audit; condivide l’opinione della Corte e teme che questo ritardo possa accrescere la probabilità che i sistemi di controllo non siano in grado di prevenire e individuare gli errori nella fase di avvio; invita nuovamente la Commissione a svolgere il suo ruolo di vigilanza con il massimo rigore;
               
            
                  133.
               
               
                  chiede alla Commissione di individuare e diffondere tra gli Stati membri le migliori prassi onde consentire un maggiore assorbimento dei fondi e un migliore flusso di cassa per i beneficiari, attraverso la modifica e la semplificazione dei regolamenti di attuazione dei fondi strutturali a livello nazionale;
               
            
                  134.
               
               
                  nota l’osservazione della Corte dei conti secondo la quale per il periodo di programmazione 2007-2013 le disposizioni di controllo risultano rafforzate e sono chiarite le rispettive responsabilità della Commissione e degli Stati membri; in questo contesto si compiace del valore aggiunto dell’autorità di audit istituita per ogni programma e condivide le aspettative della Commissione nel senso che la relazione annuale di controllo e il parere presentato dall’autorità di audit dovrebbe migliorare la garanzia fornita dai sistemi di controllo nazionali;
               
            
                  135.
               
               
                  invita la Commissione a fornire, nella sua prossima relazione di sintesi e nelle relazioni annuali di attività delle sue direzioni generali, informazioni chiare che consentano di identificare gli Stati membri i cui sistemi di controllo sono meno efficaci e a elaborare una classificazione annuale degli Stati membri per ciascun fondo; invita inoltre la Corte a redigere lo stesso elenco sulla base dei suoi controlli;
               
            
                  136.
               
               
                  richiama l’attenzione sull’osservazione della Corte, analoga a quanto già rilevato per l’esercizio 2007, che l’ambito e la portata delle riserve nelle relazioni annuali d’attività sottovaluta la gravità dei problemi di irregolarità e dell’inefficacia dei sistemi di controllo; conclude pertanto che l’approccio delle direzioni generali dovrebbe essere più prudente e la portata delle riserve conseguentemente più ampia;
               
            
                  137.
               
               
                  segnala il carattere specifico della spesa per la politica di coesione derivante dal sistema di gestione pluriennale e sottolinea che le correzioni finanziarie sono effettuate negli anni successivi ed anche alla chiusura del periodo di programmazione, il che globalmente consente alla Commissione di individuare e correggere un gran numero di irregolarità;
               
            
                  138.
               
               
                  accoglie con favore le relazioni trimestrali che la Commissione sta fornendo sulle rettifiche finanziarie e l’intensificazione di tali rettifiche da parte della Commissione nel 2008 e nel 2009; deplora, tuttavia, il fatto che il sistema delle rettifiche finanziarie ha uno scarso effetto dissuasivo nei confronti degli Stati membri, in quanto tutte le spese non ammissibili individuate dalla Commissione o dalla Corte possono essere sostituite con spese ammissibili da parte di uno Stato membro; ritiene che la Commissione dovrebbe garantire che, in futuro, solo le irregolarità individuate dagli Stati membri stessi possano essere sostituite con altre spese senza comportare alcuna perdita di finanziamenti per lo Stato membro interessato;
               
            
                  139.
               
               
                  deplora la scarsa qualità delle relazioni sui recuperi e le rettifiche finanziarie trasmesse alla Commissione da alcuni Stati membri, che limita l’utilità e la completezza delle relazioni trimestrali della Commissione al Parlamento europeo; invita la Commissione a prendere ulteriori misure per assicurare che gli Stati membri rispettino i propri obblighi, verificando rigorosamente e valutando l’affidabilità e la completezza dei dati riportati, e attende di ricevere la nuova nota di orientamento destinata alle autorità di certificazione, che includerà le raccomandazioni della Commissione per migliorare le procedure di notifica; chiede alla Commissione di specificare, nella sua prossima relazione di sintesi, gli Stati membri che non si conformano pienamente agli obblighi di notifica;
               
            
                  140.
               
               
                  rileva che il numero di irregolarità comunicate dagli Stati membri all’OLAF per l’esercizio 2008 è molto variabile: Italia 802, Spagna 488, Regno Unito 483, Portogallo 403, Germania 372, Polonia 329, Paesi Bassi 262, Svezia 146, Francia 98, Grecia 96, Repubblica ceca 80, Repubblica slovacca 62, Ungheria 39, Austria 37, Belgio 35, Estonia 28, Finlandia 28, Lituania 26, Lettonia 22, Slovenia 13, Cipro 4, Bulgaria 4, Irlanda 2, Malta 1, Romania 0; teme che ciò possa tradursi in un sistema di notifica meno coerente;
               
            
                  141.
               
               
                  nota che non è stato comunicato alcun caso di frode alla Commissione in merito ai progetti controllati e sottolinea che il livello di errori segnalato nella relazione della Corte dei conti non si riferisce necessariamente a frodi;
               
            
                  142.
               
               
                  invita la Commissione a monitorare costantemente la plausibilità dei numeri comunicati e a verificare, sulla base delle proprie indagini, l’efficienza dei sistemi di notifica nei quali il numero riportato di irregolarità risulta essere eccessivamente basso;
               
            
                  143.
               
               
                  invita la Commissione a fornire informazioni dettagliate sulle cifre di esecuzione e sui sistemi di distribuzione dei pagamenti erogati a titolo del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, da parte delle autorità greche, in seguito alle devastazioni provocate dagli incendi boschivi; esorta la Commissione a fornire informazioni sui controlli ex post eseguiti e sui relativi risultati;
               
            
                  144.
               
               
                  si compiace della decisione della Corte dei conti di inserire nel programma di lavoro annuale per il 2010 gli audit del FSE e del FESR nei settori del turismo, della formazione professionale per le donne e dell’approvvigionamento pubblico di acqua potabile, che rivestono particolare importanza per lo sviluppo delle comunità locali;
               
            
                  145.
               
               
                  invita la Corte dei conti ad analizzare il modo in cui le autorità di gestione realizzano le valutazioni esterne delle azioni dei fondi strutturali e di coesione, e a prestare particolare attenzione all’indipendenza della valutazione quando quest’ultima è finanziata dall’ente oggetto della valutazione stessa;
               
            
                  146.
               
               
                  invita la Corte dei conti ad analizzare, in termini di risorse umane, la capacità delle autorità di revisione contabile degli Stati membri di realizzare audit e la loro indipendenza nell’effettuare la valutazione di conformità dei sistemi di controllo di gestione;
               
            
         Occupazione e affari sociali
      
      
                  147.
               
               
                  rileva con soddisfazione che gli stanziamenti del Fondo sociale europeo (FSE) sono stati impegnati al 100 % per i 10,6 miliardi di EUR di stanziamenti d’impegno e al 97,1 % per gli 8,8 miliardi di EUR di stanziamenti di pagamento; riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per migliorare la gestione finanziaria;
               
            
                  148.
               
               
                  richiama l’attenzione su un tasso di errore generale di almeno l’11 % nei fondi strutturali; prende atto di un tasso più basso per il FSE; invita la Commissione a comunicare il proprio tasso di errore e a prendere in considerazione una maggiore autonomia del FSE per il prossimo periodo finanziario;
               
            
                  149.
               
               
                  ricorda che spetta alla direzione generale per l’occupazione, incaricata della gestione delle risorse, adottare misure per la prevenzione delle frodi e della corruzione; si compiace della stretta cooperazione instaurata con l’OLAF; chiede che si assicuri che i casi di frode nell’ambito del FSE siano perseguiti e sanzionati anche dalle autorità giudiziarie nazionali;
               
            
                  150.
               
               
                  rileva che il livello di errori non si riferisce necessariamente alle frodi e chiede pertanto che in futuro si effettui una chiara distinzione fra tassi di frode e di errore;
               
            
                  151.
               
               
                  accoglie con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione per ottenere da tutti gli Stati membri un rendiconto completo mediante relazioni annuali di controllo degli organismi di verifica e consuntivi annuali; chiede che venga riesaminato l’obbligo di rendicontazione in modo da evitare che le informazioni vengano richieste due volte; ritiene che relazioni di verifica carenti o mancanti da parte delle autorità nazionali di gestione e di controllo e l’inosservanza dei requisiti minimi in materia di bilancio siano inaccettabili e vadano sanzionate; chiede pertanto alla Commissione di mettere a punto proposte per migliorare e ampliare l’attuale obbligo di presentare relazioni introducendo un regime di sanzioni;
               
            
                  152.
               
               
                  constata che nella fase di concessione degli stanziamenti possono verificarsi conflitti d’interesse tra gestori e beneficiari dei fondi; chiede alla Commissione di sostituire le disposizioni volte ad evitare i conflitti d’interesse nell’ambito della concessione degli stanziamenti con corrispondenti dispositivi a livello delle amministrazioni nazionali;
               
            
                  153.
               
               
                  sottolinea le particolari esigenze dei gruppi destinatari e dei promotori di progetti a titolo del FSE; suggerisce di includere nel cofinanziamento dei progetti anche le attività onorarie svolte in organizzazioni d’interesse collettivo e i conferimenti in natura; chiede un’indagine aggiornata sui costi amministrativi del FSE presso i promotori, in base agli Stati membri e ai progetti;
               
            
                  154.
               
               
                  ricorda le recenti modifiche apportate ai regolamenti sui fondi strutturali [regolamento (CE) n. 1341/2008 (16), regolamento (CE) n. 284/2009 (17), regolamento (CE) n. 396/2009 (18), regolamento (CE) n. 397/2009 (19) regolamento (CE) n. 846/2009 (20)] ai fini della semplificazione amministrativa; chiede che venga presentata una relazione sugli effetti di tali modifiche;
               
            
                  155.
               
               
                  fa presente che siffatte procedure di semplificazione rivestono un’importanza decisiva ai fini di una riduzione degli oneri amministrativi a livello nazionale, regionale, e locale, ma ribadisce la necessità di garantire che esse non comportino in futuro tassi di errore più elevati.
               
            
         Politiche interne
      
      
         Ricerca, energia e trasporti
      
      
                  156.
               
               
                  si rallegra per la leggera riduzione degli errori rispetto agli anni precedenti in questo settore e del miglioramento per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti, poiché la Corte ha rilevato che la Commissione ha notevolmente migliorato la propria performance nel 2008 per quanto riguarda l’erogazione tempestiva dei pagamenti ai beneficiari;
               
            
                  157.
               
               
                  esorta la Commissione a fare il massimo per mantenere la tendenza positiva del 2008 in questo settore, che è gestito direttamente, sul piano finanziario, dalla Commissione stessa;
               
            
                  158.
               
               
                  rileva tuttavia con preoccupazione che, in generale, per quanto riguarda le politiche di ricerca, energia e trasporti, ancora una volta l’audit della Corte individua un livello significativo di errori nei pagamenti ai beneficiari e nei sistemi di supervisione e controllo della Commissione, i quali non limitano sufficientemente il rischio intrinseco di rimborsare spese dichiarate in eccesso;
               
            
                  159.
               
               
                  esprime particolare preoccupazione per la riserva lasciata in sospeso dai quattro servizi delle comunità di ricerca a causa del tasso di errori residui che influenzano le dichiarazioni di spesa nell’ambito del sesto programma quadro (6o PQ);
               
            
                  160.
               
               
                  rileva inoltre la disparità sistemica nel trattamento dei beneficiari dei fondi dell’Unione europea in diversi settori, programmi e modalità di gestione;
               
            
                  161.
               
               
                  esprime preoccupazione per il danno che può essere inflitto all’immagine pubblica dell’Unione europea quando gli interessati si rendano conto del fatto che vengono applicati sistemi di controllo più rigorosi al settore agricolo che non all’attuazione della ricerca;
               
            
                  162.
               
               
                  osserva che talune disposizioni giuridiche in materia di finanziamento della ricerca (ad esempio per quanto concerne le sanzioni) non sono state applicate in precedenza e invita la Commissione a porre fine a tale stato di cose e a garantire la piena e coerente applicazione delle disposizioni giuridiche vigenti;
               
            
                  163.
               
               
                  ricorda al contempo le richieste espresse nella sua risoluzione del 23 aprile 2009 (paragrafi 117 e altri), in particolare la richiesta di astenersi da qualsiasi modifica con effetto retroattivo e di far fronte alle aspettative legittime dei beneficiari nonché di accelerare l’accettazione dei certificati sulla metodologia applicata in relazione ai costi medi del personale, settore in cui non sono stati registrati progressi apprezzabili; invita la Commissione, ai fini di una buona attività legislativa, a presentare in futuro proposte realistiche in termini sia di obiettivi che di procedure;
               
            
                  164.
               
               
                  rileva con profonda preoccupazione, a tale proposito, che è stato approvato un solo certificato sulla metodologia applicata in relazione ai costi medi del personale;
               
            
                  165.
               
               
                  deplora altresì la mancanza di informazioni chiare sulle attività di Galileo; chiede alla Commissione di ottenere le informazioni necessarie al fine di elaborare un inventario, verificare i criteri di rilevazione e valutare le attività di Galileo detenute dall’Agenzia spaziale europea; invita la Commissione a inviare tali informazioni al Parlamento entro la fine del 2010;
               
            
                  166.
               
               
                  teme che l’attuale regolamentazione del programma quadro in corso non risponda alle esigenze di un ambiente di ricerca moderno e ritiene che per un nuovo programma quadro sia essenziale avviare un’ulteriore modernizzazione e semplificazione;
               
            
                  167.
               
               
                  ritiene che sia per migliorare la situazione sia necessario semplificare le norme di calcolo per i costi dichiarati e invita la Commissione a perseverare nei suoi sforzi volti a porre in essere norme più facilmente applicabili per i beneficiari; chiede che siano chiaramente definiti i criteri necessari a valutare se i metodi impiegati dai beneficiari per determinare i costi siano conformi alla normativa;
               
            
                  168.
               
               
                  sottolinea che la Commissione deve assicurare la rigorosa applicazione dei controlli, in particolar modo migliorando l’affidabilità dei certificati di audit e attuando in maniera efficace la propria strategia di audit ex post, imponendo sanzioni ove necessario e procedendo tempestivamente a recuperi o aggiustamenti in caso di rimborso ingiustificato delle spese dichiarate, come raccomandato dalla Corte;
               
            
                  169.
               
               
                  invita inoltre la Commissione a riflettere sulla ripartizione delle attività presso le varie DG del settore ricerca la quale, secondo la Corte, combinata con l’assenza di un sistema di gestione dell’informazione integrato, rende più difficile il coordinamento, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio del seguito dato ai risultati di audit;
               
            
         Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare
      
      
                  170.
               
               
                  ritiene soddisfacenti i tassi globali di esecuzione delle linee di bilancio nei settori dell’ambiente, della sanità pubblica e della sicurezza alimentare;
               
            
                  171.
               
               
                  evidenzia il tasso globale di esecuzione del bilancio del 95,15 % nel settore dell’ambiente, l’esecuzione del 99,75 % degli stanziamenti d’impegno nel settore della sanità pubblica e l’esecuzione del 98 % del capitolo sulla sicurezza alimentare e la salute degli animali, il che rappresenta un risultato soddisfacente;
               
            
                  172.
               
               
                  osserva che, nel quadro del bilancio 2008, sono stati realizzati sei progetti pilota e azioni preparatorie;
               
            
                  173.
               
               
                  si compiace per l’esecuzione del 99,26 % del bilancio operativo di LIFE+; osserva che sono stati selezionati 196 progetti; rileva che il 52 % dei finanziamenti accordati è stato attribuito a progetti in materia di «natura e biodiversità»; ritiene tuttavia che la gestione della Commissione possa ancora essere migliorata per garantire la sostenibilità dei progetti cofinanziati;
               
            
                  174.
               
               
                  osserva, a tal riguardo, che si potrebbero apportare miglioramenti garantendo l’esistenza di misure di sostegno sin dal momento della pubblicazione dell’invito a presentare proposte, migliorando ulteriormente la diffusione delle conoscenze acquisite grazie ai progetti LIFE e rafforzando il controllo sistematico dei progetti dopo la loro conclusione;
               
            
                  175.
               
               
                  invita la Commissione a rafforzare l’assistenza fornita e la formazione specifica per i candidati e ad elaborare orientamenti di semplice utilizzo; sottolinea che si dovrebbe accordare immediata attenzione alle parti del programma il cui livello di esecuzione si è abbassato e agire di conseguenza;
               
            
                  176.
               
               
                  sottolinea l’importanza di fornire un’assistenza maggiore e mirata ai candidati impegnati nell’attuazione di progetti nel quadro del programma di sanità pubblica, onde evitare dichiarazioni di spesa irragionevoli e relazioni finanziarie incomplete, con un conseguente rallentamento delle procedure; chiede inoltre che i bandi di gara siano chiari e di facile comprensione per evitare la presentazione di progetti che non sono chiaramente ammissibili al finanziamento, a causa delle loro dimensioni e degli elevati costi associati, o di scarsa qualità;
               
            
                  177.
               
               
                  osserva con soddisfazione il successo raggiunto nell’attuazione del fondo comunitario per il tabacco ed è convinto dell’importanza di questo strumento;
               
            
                  178.
               
               
                  ricorda alla Commissione la responsabilità che le spetta riguardo all’Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori; osserva che tale Agenzia ha gestito 256 progetti in compartecipazione finanziaria, il che rappresenta un totale di 119 milioni di EUR a titolo del bilancio dell’Unione europea, e che ha organizzato incontri di esperti nonché giornate di informazione; ritiene che i risultati dell’Agenzia nel 2008 siano soddisfacenti;
               
            
         Mercato interno e protezione dei consumatori
      
      
                  179.
               
               
                  deplora che le relazioni annuali d’attività delle Direzioni generali e dei servizi della Commissione siano disponibili on line in un’unica lingua; esorta la Commissione a migliorare la situazione per le relazioni del prossimo anno;
               
            
                  180.
               
               
                  sottolinea che in molti casi gli errori commessi nell’esecuzione del bilancio sono conseguenza di un’eccessiva complessità delle norme e delle procedure in materia di spesa; incoraggia pertanto la Commissione a compiere ulteriori sforzi per la semplificazione del quadro giuridico, in particolare per risolvere i problemi pendenti di alcuni sistemi di controllo;
               
            
                  181.
               
               
                  deplora il fatto che la frequenza dei controlli materiali effettuati dagli Stati membri sulle importazioni sia ancora molto bassa, nonostante le numerose raccomandazioni della Corte dei conti e il fatto che i diritti doganali rappresentino una parte considerevole delle entrate complessive del bilancio 2008; invita pertanto la Commissione a chiedere agli Stati membri di trovare un adeguato equilibrio tra controlli materiali sulle importazioni e i controlli degli operatori successivi allo sdoganamento;
               
            
                  182.
               
               
                  accoglie con favore i progressi in vista del raggiungimento di un tasso di esecuzione del 92 % per gli stanziamenti di pagamento relativi all’attuazione e allo sviluppo del mercato interno (linea di bilancio 12 02 01); rileva il tasso di esecuzione del 48 % per il programma SOLVIT (linea di bilancio 12 02 02), che è dovuto all’utilizzo di stanziamenti di pagamento solo nel primo anno della creazione di questa linea di bilancio; apprezza pertanto che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di impegno abbia raggiunto il 97 %;
               
            
                  183.
               
               
                  riconosce che un tasso di esecuzione del 97 % per gli stanziamenti di pagamento nel settore della politica doganale (linee di bilancio 14 04 01 e 14 04 02) rappresenta un considerevole miglioramento in relazione all’esercizio precedente, ottenuto grazie a un migliore metodo di calcolo, e incoraggia la Commissione a continuare su tale via;
               
            
                  184.
               
               
                  apprezza gli sforzi compiuti per raggiungere un tasso di esecuzione del 97 % per gli stanziamenti di pagamento relativi al programma per i consumatori (linee di bilancio 17 02 01 e 17 02 02).
               
            
         Trasporti e turismo
      
      
                  185.
               
               
                  constata che il bilancio 2008, quale adottato in via definitiva e modificato nel corso dell’esercizio in questione, prevedeva specificamente per le politiche nell’ambito di attività della commissione per i trasporti e il turismo complessivamente 2 516 000 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 1 703 000 000 EURin stanziamenti di pagamento; osserva inoltre che nell’ambito di tali importi:
                  
                              —
                           
                           
                              969 425 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 892 308 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alle reti transeuropee di trasporto (RTE-T),
                           
                        
                              —
                           
                           
                              13 600 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 10 000 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alla sicurezza dei trasporti,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              39 080 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 37 958 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati al programma Marco Polo,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              96 160 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 98 000 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alle agenzie di trasporto e all’Autorità di vigilanza Galileo,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              468 472 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 345 402 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati ai trasporti, compreso un settore prioritario dedicato alla mobilità urbana sostenibile nel settimo programma quadro di ricerca e sviluppo,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              5 350 000 EUR in stanziamenti d’impegno erano destinati alla sicurezza dei trasporti, inclusa l’azione prioritaria mirante a favorire il movimento transfrontaliero nei punti di passaggio frontaliero del nord-est dell’Unione europea,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              2 500 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 1 500 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati al turismo;
                           
                        
            
                  186.
               
               
                  prende atto del fatto che, esaminando l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2008, la Corte dei conti ha preferito concentrarsi sulle politiche per la ricerca e l’energia piuttosto che sulla politica dei trasporti;
               
            
                  187.
               
               
                  si compiace del mantenimento dell’elevato tasso di utilizzazione degli stanziamenti d’impegno e di pagamento destinati ai progetti nel settore delle RTE-T, che raggiungono pressoché il 100 %, e invita gli Stati membri a garantire un finanziamento appropriato, dai bilanci nazionali, per sostenere tale impegno dell’Unione; ricorda che il Parlamento ha sostenuto un livello di finanziamento dell’Unione più elevato; osserva che la revisione dei progetti prioritari di RTE-T nel 2010 sarà l’occasione per valutare se tali spese sono state sufficienti ed efficaci;
               
            
                  188.
               
               
                  esprime preoccupazione per lo scarso tasso di utilizzazione degli stanziamenti di pagamento destinati alla sicurezza dei trasporti (79 %) per il secondo anno consecutivo; osserva che il tasso di utilizzazione degli stanziamenti di pagamento destinati al programma Marco Polo II era particolarmente basso (40 %) e che il tasso di utilizzazione dei pagamenti per l’ottimizzazione dei sistemi di trasporto era solamente del 67 %; ricorda che, in ogni caso, l’importo iscritto nel bilancio per l’esercizio 2008 era quello proposto nel progetto preliminare di bilancio della Commissione;
               
            
                  189.
               
               
                  deplora il tasso di utilizzazione eccezionalmente basso degli stanziamenti di pagamento destinati ai diritti dei passeggeri (27 %); prende atto del fatto che i pagamenti effettuati rappresentano soltanto il 55 % dell’importo proposto dalla Commissione nel suo progetto preliminare di bilancio; sottolinea che gli investimenti tra l’altro nell’informazione ai passeggeri in merito ai loro diritti sono della massima importanza per l’efficace applicazione della normativa;
               
            
                  190.
               
               
                  insiste sull’insufficienza del tasso di utilizzazione degli stanziamenti di pagamento destinati al programma Galileo (50 %), data l’importanza di quest’ultimo per i settori della logistica e del trasporto sostenibile;
               
            
                  191.
               
               
                  invita la Commissione a fornire una spiegazione dettagliata sulla mancata utilizzazione di tali stanziamenti nonché sulle misure che essa prevede di adottare per garantire che il problema non si ripresenti in futuro;
               
            
                  192.
               
               
                  prende atto del fatto che i test delle operazioni per campione rivelano un tasso d’errore più probabile fra il 2 e il 5 %; invita la Commissione a raddoppiare gli sforzi affinché questo tasso sia inferiore al 2 %;
               
            
                  193.
               
               
                  rileva con soddisfazione che la Corte dei conti ha stimato che i conti annuali dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto sono legali e regolari in tutti i loro aspetti significativi; è preoccupato per i ritardi che si verificano nelle assunzioni e accoglie positivamente l’obiettivo dell’Agenzia di coprire eventuali posti vacanti;
               
            
                  194.
               
               
                  deplora la mancanza di dati relativi alle azioni nel settore del turismo e si compiace del nuovo quadro giuridico ed economico istituito dal trattato di Lisbona, che consente di sviluppare azioni a livello di Unione europea (turismo socio-culturale, destinazioni d’eccellenza ecc.) in questo settore con il supporto di un quadro finanziario pluriennale;
               
            
                  195.
               
               
                  chiede nuovamente alla Commissione di trasmettere ogni anno al Parlamento e al Consiglio una descrizione,per ogni linea di bilancio, delle spese più dettagliata rispetto alle osservazioni relative a tale linea;
               
            
         Cultura e istruzione
      
      
                  196.
               
               
                  accoglie con favore gli sforzi della Commissione per una maggiore trasparenza ed attenzione alla clientela ed appoggia ulteriori iniziative in tale direzione; richiede, per i prossimi riesami intermedi dei programmi pluriennali, che sia effettuata una valutazione approfondita sull’attuazione e le strutture di gestione; raccomanda l’inclusione di elementi per misurare la soddisfazione del cliente in relazione alle agenzie nazionali; ricorda in questo contesto che quasi il 70 % dei finanziamenti dei programmi pluriennali sono attuati tramite le agenzie nazionali;
               
            
                  197.
               
               
                  appoggia le indicazioni fornite dalla Commissione alle autorità nazionali per quanto riguarda la supervisione del lavoro delle agenzie nazionali nella prospettiva di facilitare ulteriormente la gestione del programma negli Stati membri; invita la Commissione a continuare a monitorare attivamente la gestione del programma da parte delle agenzie nazionali, al fine di evitare interruzioni nella realizzazione di parti dei programmi pluriennali; sostiene la linea dura adottata dalla Commissione di sospendere i pagamenti alle agenzie nazionali in caso si rilevino carenze di gestione; invita tutte le parti interessate ad evitare conseguenze negative per i beneficiari causate da tali mancanze; invita la Commissione, nell’interesse della trasparenza e del controllo dei costi, ad operare una distinzione fra costi organizzativi e di personale delle agenzie nazionali e fondi erogati a titolo di sovvenzioni;
               
            
                  198.
               
               
                  richiama l’attenzione sui pericoli connessi a misure di controllo sproporzionate rispetto ai bilanci amministrati; ritiene che gli obblighi di controllo non debbano risolversi in pressioni per un aumento delle dimensioni di scala, che si risolverebbero in un aumento della soglia per i partecipanti;
               
            
                  199.
               
               
                  invita la Commissione, in vista della revisione del regolamento finanziario, ad adoperarsi per l’introduzione di nuove disposizioni che permettano ai beneficiari di acquisire maggiori risorse proprie senza temere una riduzione del sostegno loro accordato nel quadro del cofinanziamento dell’Unione europea;
               
            
                  200.
               
               
                  invita la Commissione ad individuare insieme alle agenzie nazionali una soluzione ragionevole e flessibile al problema degli interessi dovuti sui fondi decentrati non spesi, che negli Stati membri sono gravati da ritenuta sui depositi ma che le agenzie nazionali devono rimborsare per intero;
               
            
                  201.
               
               
                  nota la riduzione significativa degli errori nelle operazioni di pagamento; ritiene tuttavia necessari ulteriori miglioramenti per i pagamenti intermedi e a saldo; invita la Commissione ad esercitare una vigilanza più stretta sulle dichiarazioni annuali ex post relative al programma di apprendimento permanente, mediante visite ispettive ed accertamenti diretti;
               
            
                  202.
               
               
                  invita la Commissione ad analizzare gli ostacoli burocratici che intralciano il programma «Gioventù in azione»; chiede in particolare che le misure nel quadro delle azioni 1.1 e 1.3 del programma siano attivate sotto forma di servizi a bassa soglia; sottolinea che i criteri di selezione devono essere trasparenti e comprensibili per i richiedenti; invita la Commissione a considerare l’introduzione di una nuova forma di assegnazione di fondi nel quadro del programma «Gioventù in azione», onde creare disponibilità finanziarie per i progetti su piccola scala e a favore dei giovani, che nell’attuale situazione non sono in grado di autofinanziarsi;
               
            
         Libertà civili, giustizia e affari interni
      
      
                  203.
               
               
                  nota un relativo calo nell’esecuzione degli impegni di bilancio per quanto riguarda lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia nel 2008 rispetto al 2007 (87,51 % nel 2008 contro il 90,29 % nel 2007); rileva che 75 000 000 EUR sono stati riportati al 2009, ma osserva che, stando alle informazioni trasmesse dai servizi della Commissione, tale importo è stato impegnato prima del 31 marzo 2009; fa notare che il livello di esecuzione dei pagamenti è aumentato rispetto al 2007 (80,88 % nel 2008 contro il 60,41 % nel 2007); invita la direzione generale Libertà, sicurezza e giustizia a continuare a ottimizzare il livello di esecuzione di impegni e pagamenti per il 2009;
               
            
                  204.
               
               
                  deplora il fatto che, per quanto riguarda il Fondo per le frontiere esterne, i primi pagamenti a titolo di prefinanziamento siano stati corrisposti dalla Commissione agli Stati membri solamente negli ultimi mesi del 2008, in quanto le norme di attuazione sono state adottate solo il 5 marzo 2008 e alcuni Stati membri hanno presentato le versioni iniziali delle descrizioni dei sistemi di gestione e controllo e i documenti di programmazione con notevole ritardo e scarsa attenzione alla qualità;
               
            
                  205.
               
               
                  rileva che, nei prossimi anni, il discarico per l’esecuzione del bilancio delle agenzie dovrebbe inoltre basarsi sulla valutazione, da parte della commissione competente, del rendimento dell’agenzia durante l’intero esercizio;
               
            
         Sistema d’informazione Schengen di seconda generazione
      
      
                  206.
               
               
                  esprime profonda inquietudine per i ritardi nella messa in opera del sistema d’informazione Schengen di seconda generazione e per le implicazioni di tali ritardi a livello del bilancio dell’Unione europea e dei bilanci degli Stati membri; osserva che il cosiddetto «test di primo livello» sulla stabilità, l’affidabilità e le prestazioni del progetto SIS II, eseguito alla fine del gennaio 2010, non ha avuto esito positivo;
               
            
                  207.
               
               
                  ricorda che, in base al regolamento (CE) n. 1104/2008 del Consiglio, del 24 ottobre 2008, sulla migrazione dal sistema d’informazione Schengen al sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) (21) e alla decisione 2008/839/GAI del Consiglio, del 24 ottobre 2008, sulla migrazione dal sistema d’informazione Schengen (SIS 1+) al sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) (22), la Commissione ha l’obbligo di presentare al Parlamento e al Consiglio una relazione di avanzamento concernente lo sviluppo del SIS II e la migrazione dal SIS 1 + al SIS II, ogni sei mesi e per la prima volta dopo il primo semestre del 2009; constata che la prima relazione di avanzamento, relativa al periodo dal gennaio 2009 al giugno 2009 [COM(2009) 555], pubblicata il 22 ottobre 2009, è ormai obsoleta e che la seconda relazione non è ancora disponibile;
               
            
                  208.
               
               
                  ribadisce la richiesta del Consiglio e del Parlamento — espressa dal Consiglio nelle sue conclusioni sull’ulteriore orientamento del SIS II del 4/5 giugno 2009 e dal Parlamento nella sua risoluzione del 22 ottobre 2009 sullo stato di avanzamento del sistema d’informazione Schengen di seconda generazione e del sistema di informazione visti (23) — affinché la Commissione garantisca la piena trasparenza per quanto concerne gli aspetti finanziari dello sviluppo del SIS di seconda generazione;
               
            
                  209.
               
               
                  sottolinea che la Commissione dovrebbe ottemperare ai propri obblighi di notifica in modo più tempestivo e trasparente;
               
            
                  210.
               
               
                  invita la Corte dei conti ad eseguire un audit approfondito e a presentare una relazione speciale, in cui venga valutata la gestione del progetto SIS II da parte della Commissione sin dall’inizio del progetto, a partire dal primo bando di gara;
               
            
                  211.
               
               
                  si riserva la facoltà di iscrivere alla riserva i fondi da destinare allo sviluppo del SIS II nel bilancio annuale 2011, onde assicurare il pieno controllo parlamentare e il completo monitoraggio del processo;
               
            
         Diritti delle donne e pari opportunità
      
      
                  212.
               
               
                  ricorda alla Commissione che, ai sensi dell’articolo 8 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la promozione della parità tra uomo e donna è un principio fondamentale dell’Unione europea che occorre rispettare in tutte le attività dell’Unione europea, e che dovrebbe quindi anche essere possibile ritrovare nel discarico del bilancio dell’Unione europea;
               
            
                  213.
               
               
                  esprime rammarico per il fatto che l’integrazione della prospettiva di genere nel bilancio non sia ancora stata attuata; reitera pertanto la richiesta alla Commissione di adottare ulteriori misure per garantire che l’integrazione della dimensione di genere diventi realtà nella pianificazione di bilancio;
               
            
                  214.
               
               
                  accoglie con favore lo studio di fattibilità (24) sull’integrazione della prospettiva di genere nel bilancio redatto dalla Commissione e invita tutte le parti coinvolte nella procedura di bilancio dell’Unione europea a prendere in considerazione tale studio al momento di redigere, attuare o controllare il bilancio;
               
            
                  215.
               
               
                  invita la Commissione a compiere ulteriori sforzi intesi a sviluppare dati specifici relativi al genere da poter includere nelle relazioni sul discarico di bilancio, poiché gli esigui dati finora disponibili non forniscono un quadro adeguato della situazione;
               
            
                  216.
               
               
                  invita la Corte dei conti a dedicare una parte separata, nelle sue relazioni sul discarico, agli aspetti relativi all’uguaglianza di genere;
               
            
                  217.
               
               
                  accoglie con favore il fatto che i meccanismi di finanziamento per il periodo 2007-2013 siano stati semplificati, ma esprime rammarico per il fatto che, nonostante tale miglioramento, nel 2008 un gran numero di rimborsi a progetti di coesione (cui fanno capo il Fondo sociale europeo e l’eguaglianza di genere) siano di nuovo stati inficiati da errori; invita quindi la Commissione a garantire una maggiore efficacia dei meccanismi di finanziamento.
               
            
         Azioni esterne
      
      
                  218.
               
               
                  osserva, in base all’esperienza fatta nel 2007 e nel 2008, che è essenziale garantire un continuo miglioramento della trasparenza per quanto riguarda la spesa in questo settore, in particolare in vista della creazione del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE);
               
            
                  219.
               
               
                  invita la Commissione a presentare, prima della conclusione della procedura di discarico 2008, piani concreti, dettagliati ed esaustivi per quanto riguarda il personale, la struttura organizzativa e il controllo del SEAE, in particolare mostrando la distribuzione del personale e la sua crescita, le previste implicazioni di bilancio e le modifiche dello statuto e del regolamento finanziario, e ad avviare immediatamente negoziati con l’autorità di bilancio sulla base delle proposte presentate; respinge la possibilità di svolgere negoziati in base a generici accordi quadro;
               
            
                  220.
               
               
                  è fermamente convinto che il diritto di controllo del Parlamento in quanto autorità di discarico non debba in alcun modo diminuire con l’istituzione del SEAE; si attende che la Commissione tenga presente questo aspetto (25) quando presenti la revisione dell’attuale regolamento finanziario; sottolinea che quest’ultima revisione dovrebbe far parte della normale revisione triennale; respinge l’idea di una procedura accelerata come prevista dalla Commissione;
               
            
                  221.
               
               
                  prende atto con grande preoccupazione della valutazione complessiva della Corte secondo la quale i sistemi di supervisione e di controllo di tutte le Direzioni generali interessate (AIDCO, RELEX, ELARG e ECHO) sono ancora solo parzialmente efficaci, così come della conclusione della Corte che i pagamenti in questo settore sono stati oggetto di errori significativi; osserva che, come in precedenza, gli errori si trovano soprattutto a livello di delegazione e di beneficiario;
               
            
                  222.
               
               
                  accoglie con favore i miglioramenti apportati dalla DG AIDCO ai suoi sistemi di supervisione e di controllo; tuttavia, esorta EuropeAid ad apportare i miglioramenti necessari ai propri controlli ex ante, a fare ricorso a audit esterni e a rimediare alle incoerenze e carenze nel programma annuale di audit, nel modulo di audit CRIS e nel monitoraggio complessivo dei risultati degli audit;
               
            
                  223.
               
               
                  esorta la DG RELEX a rafforzare i propri controlli ex post e porre rimedio alle carenze rivelate dalla Corte per quanto riguarda la sua gestione finanziaria e la supervisione dei progetti; accoglie con favore il fatto che la DG RELEX abbia riconosciuto la necessità di prestare maggiore attenzione a questo problema;
               
            
                  224.
               
               
                  richiama l’attenzione sull’alto numero di casi di possibile frode (102 casi) oggetto di indagine da parte dell’OLAF in questo settore, che lo situano subito dopo il settore indagini interne; accoglie con favore il fatto che OLAF concentri la sua attenzione sul settore degli aiuti esterni, sulle attività di indagine e di prevenzione e sulle iniziative di cooperazione intensificata;
               
            
                  225.
               
               
                  deplora i ritardi nel conseguire trasparenza in merito ai fondi dell’Unione gestiti da organizzazioni internazionali e, in particolare, dalle Nazioni Unite (in «gestione congiunta»); deplora le difficoltà cui la Corte ha dovuto far fronte, malgrado le ripetute esortazioni della Commissione al rispetto dell’accordo quadro finanziario e amministrativo, per ottenere dall’ONU relazioni di audit e documenti giustificativi; riconosce i progressi compiuti e li accoglie positivamente, in particolare la conclusione di un accordo sul capitolato per le missioni di verifica nell’aprile 2009 e la firma di orientamenti comuni in materia di notifica;
               
            
                  226.
               
               
                  valuta con favore il fatto che le organizzazioni delle Nazioni Unite siano spesso in possesso di esperienze e competenze specifiche non facilmente rinvenibili altrove; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che la Commissione non dimostri anticipatamente e in modo convincente che la scelta di un’organizzazione delle Nazioni Unite consente maggiore efficacia ed efficienza di altri modi di fornitura degli aiuti (26); invita la Commissione a dare attuazione a un processo più trasparente ed obiettivo di selezione dei canali di attuazione degli aiuti;
               
            
                  227.
               
               
                  prende atto dell’attuale tendenza ad aumentare i contributi a favore dei fondi multilaterali e in particolare delle Nazioni Unite, in conformità dei principi della buona cooperazione tra donatori; esprime tuttavia insoddisfazione per le persistenti difficoltà incontrate dalla Corte dei conti nell’accesso ai documenti finanziari provenienti dalle agenzie delle Nazioni Unite; accoglie con favore le misure adottate dalla Commissione per facilitare le procedure di audit della Corte e chiede che vengano adottate ulteriori misure per tutelare pienamente gli interessi finanziari dell’Unione europea e per aumentare la trasparenza delle procedure, ivi inclusa, se necessario, una modifica all’accordo quadro finanziario e amministrativo;
               
            
                  228.
               
               
                  sottolinea in questo contesto la sua profonda frustrazione e insoddisfazione per il fatto che la Commissione non sia tuttora riuscita a creare un vero e proprio strumento europeo per la gestione delle crisi, come le è stato chiesto in precedenti risoluzioni di discarico; torna a ribadire che ciò dovrebbe essere fatto urgentemente ed esorta la nuova Commissione a prevedere, nella prossima revisione del regolamento finanziario, la possibilità di gestire essa stessa i fondi fiduciari multilaterali;
               
            
                  229.
               
               
                  accoglie con favore gli sviluppi positivi in termini di trasparenza, obiettivi e coordinamento dei donatori internazionali a seguito dell’introduzione del meccanismo PEGASE (27), definito sulla base del TIM (28) ma con un campo di applicazione più ampio in quanto copre sia le spese a titolo del TIM sia le spese relative al rilancio delle attività economiche — sostegno finanziario, finanziamento delle infrastrutture e aspetti sociali — in linea con il piano di riforma e sviluppo palestinese;
               
            
                  230.
               
               
                  prende atto della raccomandazione della Corte secondo cui i documenti di programmazione strategica relativi allo strumento europeo di vicinato e partenariato devono incorporare obiettivi strategici chiari e indicatori di efficienza misurabili; ritiene che vadano adottate misure analoghe anche in relazione ad altri strumenti esterni, che continuano ad avere una portata molto generale;
               
            
                  231.
               
               
                  propone che la Commissione effettui uno studio in cui vengano esaminate le possibilità di rendere flessibili i bilanci nel settore delle politiche esterne; ritiene che, in considerazione degli sforamenti di bilancio finora registrati e del crescente fabbisogno in questo settore, si dovrebbe disporre sin dall’inizio di strumenti di flessibilizzazione, che tuttavia non devono andare a scapito di una gestione e di controlli di bilancio regolari;
               
            
         Sviluppo e aiuti umanitari
      
      
                  232.
               
               
                  deplora che l’audit della Corte abbia accertato che gli impegni concernenti il sostegno al bilancio palesavano un livello elevato di errori non quantificabili; insiste sul fatto che la Commissione dovrebbe valutare questi pagamenti in modo ancora più rigoroso; constata con soddisfazione in questo contesto il riesame effettuato nel febbraio 2009 dei circuiti finanziari per questo tipo di pagamenti;
               
            
                  233.
               
               
                  prende atto con soddisfazione del miglioramento della chiarezza e della struttura delle valutazioni di conformità della Commissione con i requisiti dell’accordo relativo al DCI (strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo); deplora tuttavia il fatto che la Corte abbia riscontrato numerosi casi in cui la Commissione non ha dimostrato, in maniera strutturata e formalizzata, il carattere sufficientemente trasparente, responsabile ed efficace della gestione delle finanze pubbliche o, perlomeno, che fosse in atto un programma credibile e pertinente di riforma;
               
            
                  234.
               
               
                  concorda con la Corte che la Commissione dovrebbe proseguire i suoi sforzi per sostenere le sue decisioni in materia di ammissibilità del sostegno di bilancio e per assicurare che tutte le convenzioni di finanziamento future forniscano una base chiara e completa per valutare il rispetto delle condizioni di pagamento;
               
            
                  235.
               
               
                  invita la Commissione, per quanto riguarda il sostegno di bilancio, a rafforzare i sistemi di supervisione e di controllo per garantire la regolarità dei pagamenti, a monitorare più da vicino le organizzazioni che realizzano progetti finanziati dall’Unione europea, a migliorare l’efficacia delle revisioni contabili, garantendo un seguito più rigoroso, e a mettere a punto orientamenti in materia di sostegno di bilancio più orientati verso i risultati;
               
            
                  236.
               
               
                  esorta la Commissione ad aiutare i paesi partner a sviluppare il controllo parlamentare e le capacità di revisione, in particolare quando l’aiuto è fornito attraverso il sostegno di bilancio, e invita la Commissione a riferire regolarmente sui progressi conseguiti;
               
            
                  237.
               
               
                  sottolinea che il suo ruolo, per quanto concerne il sostegno al bilancio, è quello di attribuire alla Commissione la responsabilità dei risultati della spesa e che il sostegno al bilancio è uno strumento di aiuto che richiede un cambiamento paradigmatico del modello di controllo e presuppone il passaggio da un controllo sulle risorse assegnate a una verifica dei risultati sulla base di indicatori;
               
            
                  238.
               
               
                  ribadisce la sua richiesta che gli aiuti allo sviluppo in generale e il sostegno al bilancio in particolare debbano essere progressivamente collegati a una dichiarazione di trasparenza ex ante per paese, pubblicata dal governo del paese beneficiario e firmata dal ministro delle finanze, relativa a questioni che toccano la struttura di governance e rendicontazione di un paese beneficiario;
               
            
                  239.
               
               
                  invita la nuova Commissione a prendere l’iniziativa e a presentare tale proposta agli altri donatori internazionali, in particolare alla Banca mondiale, con l’obiettivo di sviluppare e applicare tale strumento d’intesa con gli altri donatori; attende di essere informato dalla Commissione in merito a un possibile calendario per tali negoziati;
               
            
                  240.
               
               
                  esorta la Commissione a definire obiettivi strategici e indicatori di performance idonei a consentire lo svolgimento di una valutazione adeguata dell’impatto delle azioni dell’Unione europea;
               
            
                  241.
               
               
                  invita la Commissione a mettere maggiormente l’accento sulla salute delle donne nei paesi in via di sviluppo in generale e sul miglioramento della salute delle madri in particolare, settore in cui la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio lascia maggiormente a desiderare;
               
            
                  242.
               
               
                  accoglie con favore i progressi per quanto riguarda la ripartizione delle attività tra i donatori, nonché gli altri principi di efficacia dell’aiuto; ritiene tuttavia che la Commissione dovrebbe intensificare gli sforzi per coordinare le attività degli Stati membri al riguardo;
               
            
                  243.
               
               
                  sottolinea la necessità di rafforzare l’efficacia degli aiuti e ridurne la frammentazione; ritiene che il gran numero di progetti (circa 40 000) gestiti dalla Commissione e dagli Stati membri deve essere ridotto, dando la priorità ai programmi più efficaci e migliorando il coordinamento con i donatori dell’Unione europea, concentrandosi su un numero più limitato di settori prioritari di intervento per ciascun paese beneficiario, senza escludere le ONG piccole ma efficaci operanti nel settore;
               
            
                  244.
               
               
                  rileva che il 63 % dei fondi finora impegnati nel quadro dello «strumento alimentare» sono stati incanalati da organizzazioni internazionali e ricorda che il regolamento (CE) n. 1337/2008 (29) stabilisce che, per quanto riguarda l’attuazione, la Commissione è tenuta a mantenere un adeguato equilibrio (30) tra organizzazioni internazionali e altri organismi ammissibili;
               
            
                  245.
               
               
                  rinnova l’invito a coinvolgere maggiormente i parlamenti e a consultare la società civile (31) nei paesi partner allorché vengono elaborati e rivisti i documenti di strategia per paese nel quadro dello strumento di cooperazione allo sviluppo;
               
            
                  246.
               
               
                  esorta la Commissione a garantire una migliore visibilità delle attività finanziate dall’Unione europea all’estero;
               
            
         Organizzazioni non governative (ONG)
      
      
                  247.
               
               
                  prende atto dei commenti scritti dai Commissari Maroš Šefčovič e Algirdas Šemeta in data 8 marzo 2010 contenenti informazioni dettagliate sul finanziamento di ONG e di organismi analoghi da parte della Commissione e delle agenzie esecutive;
               
            
                  248.
               
               
                  invita la Commissione a predisporre un registro pubblico delle ONG e degli organismi analoghi finanziati dai servizi della Commissione, ad armonizzare le diverse banche dati sui beneficiari che ricevono fondi dal bilancio dell’Unione europea o dal Fondo europeo di sviluppo, a precisare nel suo sistema contabile la natura «non lucrativa» degli organismi destinatari e a sondare la possibilità di estendere il registro dei rappresentanti di interessi comprendendovi informazioni sui finanziamenti da loro ottenuti dall’Unione europea;
               
            
         Romania e Bulgaria
      
      
                  249.
               
               
                  esprime preoccupazione per le carenze nella gestione dei fondi preadesione da parte delle autorità nazionali in Bulgaria e Romania e accoglie con favore le misure attuate dalla Commissione, tra cui la sospensione dei pagamenti, l’attento monitoraggio e la stretta collaborazione con i due Stati membri che, nell’insieme, hanno portato ad un miglioramento significativo della situazione; permane tuttavia preoccupato per le carenze fondamentali riguardo a potenziali irregolarità nella gestione dei fondi PHARE da parte di due agenzie esecutive in Bulgaria, anche se l’assegnazione dei fondi PHARE è cessata; prende atto del fatto che le autorità attuali si sono impegnate a indagare sulle irregolarità e a riformare la gestione dei finanziamenti dell’Unione europea;
               
            
                  250.
               
               
                  prende atto che le operazioni di disattivazione presso la centrale nucleare di Kosloduj (dal reattore 1 al 4) dovrebbero concludersi entro il 19 ottobre 2035; constata la mancanza di trasparenza circa l’origine delle risorse finanziarie da parte di diverse direzioni generali della Commissione; chiede alla Corte dei conti una verifica dei fondi ivi impiegati;
               
            
                  251.
               
               
                  deplora il fatto che non vi siano stati progressi sostanziali per quanto riguarda le risposte da dare alle carenze individuate (in particolare in relazione al Fondo nazionale per le infrastrutture stradali); appoggia, di conseguenza, l’approccio prudente della Commissione e il suo impegno a seguire da vicino la situazione, tenere sotto controllo i risultati e fornire consulenza e assistenza alle autorità bulgare, al fine di affrontare le carenze individuate; esorta la Commissione ad esercitare la massima vigilanza e rigore in sede di approvazione delle relazioni di valutazione di conformità presentate per i programmi operativi proposti dalle autorità bulgare e prima di iniziare ad erogare i pagamenti intermedi per il periodo di programmazione 2007-2013; prende atto delle misure positive adottate dalla Bulgaria; si compiace dell’esito positivo delle procedure di valutazione di conformità della Commissione per tutti i programmi operativi, pur sottolineando la necessità di una maggiore applicazione di controlli e orientamenti efficaci da parte della Commissione;
               
            
                  252.
               
               
                  prende atto della sospensione, da parte della Commissione, dei pagamenti in Romania a titolo del programma SAPARD nel luglio del 2008 a causa di carenze e irregolarità individuate dai suoi servizi, e accoglie con favore il piano d’azione presentato dalla Romania per far fronte a tali carenze, che ha permesso alla Commissione di revocare la sospensione dei pagamenti nel luglio 2009;
               
            
                  253.
               
               
                  appoggia la sospensione, da parte della Commissione, dei pagamenti in Bulgaria a titolo dei tre programmi di preadesione, PHARE/Strumento di transizione, ISPA e SAPARD, effettuata nel 2008 per tutelare gli interessi finanziari dell’Unione europea alla luce di carenze e irregolarità individuate dai suoi servizi nella gestione di tali fondi; accoglie con favore la reazione positiva della Bulgaria nei confronti di tutte le raccomandazioni, che ha permesso alla Commissione di revocare le sospensioni di pagamento nel 2009;
               
            
                  254.
               
               
                  deplora ciò nondimeno le carenze, in particolare il fatto che non siano state individuate domande di sostegno irregolari e che a tali irregolarità non sia stato dato adeguatamente seguito, ed esorta la Bulgaria ad adottare un piano d’azione dettagliato, in stretta collaborazione con la Commissione e sotto stretta sorveglianza da parte di un revisore indipendente;
               
            
                  255.
               
               
                  sottolinea che detto piano d’azione deve conseguire obiettivi specifici, misurabili, realizzabili, pertinenti e corredati di un termine, in particolare, se del caso, la creazione di norme trasparenti in materia di appalti, che siano conformi agli standard internazionali e non pongano limiti alla concorrenza di offerenti internazionali imponendo a questi ultimi oneri amministrativi elevati; ritiene inoltre che gli obiettivi di cui sopra debbano concentrarsi sull’istituzione e il mantenimento di strutture amministrative e giudiziarie pienamente operative;
               
            
                  256.
               
               
                  accoglie favorevolmente le informazioni aggiornate da parte della Commissione sulla situazione riguardante l’esecuzione dei fondi dell’Unione europea in Bulgaria e Romania; constata tuttavia il persistere di incongruenze e irregolarità nelle relazioni di avanzamento presentate; ritiene che i suoi sforzi tesi a valutare i progressi nel sistema giudiziario e amministrativo siano ostacolati dagli attuali modelli delle relazioni di avanzamento; invita la Commissione a continuare a seguire da vicino i sistemi di questi Stati membri e l’attuazione dei piani d’azione concordati e propone che l’OLAF mantenga il sostegno che fornisce a questi Stati membri per aiutarli ad adempiere ai loro obblighi in materia di tutela degli interessi finanziari dell’Unione;
               
            
                  257.
               
               
                  chiede che le relazioni forniscano indicazioni chiare circa i progressi compiuti nei settori principali della lotta contro la frode e la corruzione; rammenta la sua richiesta di adottare un sistema semaforico (rosso, giallo, verde) basato su indicatori specifici (quantità e qualità delle misure giuridiche e amministrative adottate per prevenire, scoraggiare e punire la frode e la corruzione) affinché sia possibile restituire un quadro chiaro dell’evoluzione dei sistemi esistenti in quei paesi; manifesta stupore per il fatto che l’OLAF non sia stato sistematicamente consultato in sede di compilazione delle relazioni; invita la Commissione a includere i pareri dell’OLAF nelle prossime relazioni di avanzamento;
               
            
         Allargamento
      
      
                  258.
               
               
                  prende nota delle misure adottate dalla Commissione per migliorare le prestazioni generali di preadesione in Croazia, in stretta collaborazione con le autorità nazionali, e per sorvegliare attentamente le condizioni per il pieno decentramento dei fondi IPA; sottolinea che le lezioni apprese dai problemi emersi con l’esecuzione dei fondi preadesione in Bulgaria e Romania dovrebbero permettere alle autorità croate, con l’assistenza della Commissione, di evitare di incorrere in difficoltà analoghe in sede di esecuzione dei fondi preadesione nel proprio paese; deplora che la Commissione non abbia dato seguito alla richiesta del Parlamento di introdurre, nelle relazioni di avanzamento, un sistema semaforico (verde, giallo, rosso) volto a indicare gli sviluppi intervenuti nei settori di estrema importanza per la lotta antifrode, come ad esempio l’istituzione e il mantenimento di strutture stabili ed efficienti nell’amministrazione e nel settore giudiziario;
               
            
                  259.
               
               
                  esprime disappunto per il fatto che continuano a sussistere le carenze fondamentali (mancanza di preparazione programmatica e prestazioni disuguali tra i vari settori) che hanno reso la performance globale degli aiuti di preadesione in Turchia «moderatamente insoddisfacente»;
               
            
                  260.
               
               
                  rileva le iniziative adottate dalla Commissione nei paesi candidati e in altri paesi dei Balcani occidentali in materia di lotta contro la corruzione e incoraggia l’attuazione di progetti volti a rafforzare l’indipendenza del potere giudiziario, lo sviluppo di forze dell’ordine professionali e il sostegno alla lotta contro la corruzione nell’ambito dell’assistenza regionale e nazionale; ricorda che, nell’ambito dell’Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali, l’Unione europea si è impegnata a collaborare strettamente con i paesi dei Balcani occidentali per consolidare ulteriormente la pace e promuovere la stabilità, la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e di quelli delle minoranze; sottolinea che ciò vale anche per la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione nonché per il potenziamento della cooperazione regionale;
               
            
                  261.
               
               
                  ricorda che la Corte dei conti ha rilevato che la Commissione non dispone di una metodologia chiara per misurare i progressi in tali ambiti; invita, in particolare, il segretariato generale della Commissione a fornire al Parlamento una relazione sull’attuazione dell’Agenda di Salonicco che potrebbe servire da base per una valutazione esterna dell’avanzamento dell’Agenda stessa; esorta la Commissione a stabilire un collegamento chiaro tra il pagamento di fondi preadesione e il raggiungimento di risultati dimostrati ed evidenti nei settori contemplati dall’Agenda di Salonicco;
               
            
                  262.
               
               
                  rammenta che la relazione di avanzamento 2009 relativa alla Croazia indica la presenza di lacune nel settore della giustizia, dovute a carenze nella trasparenza e nell’applicazione di criteri uniformi e oggettivi ai fini della selezione di giudici e procuratori; dubita, pertanto, che i fondi versati a titolo del capitolo 23 siano stati spesi in maniera efficace ed efficiente;
               
            
                  263.
               
               
                  constata che il Consiglio di cooperazione regionale è attivo da oltre un anno; invita la Commissione a fornire informazioni al fine di rafforzare la cooperazione regionale nel quadro del sistema di attuazione decentrato e a presentare all’autorità di bilancio le sue considerazioni strategiche in tale ambito;
               
            
                  264.
               
               
                  ricorda che i paesi candidati devono garantire un’attuazione efficace delle nuove disposizioni giuridiche riformate per mezzo di un’amministrazione ambiziosa, trasparente, responsabile, efficace ed efficiente; nota con apprensione che — nonostante la diversa evoluzione nei due paesi — sia in Croazia sia nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM) la corruzione è tuttora diffusa e costituisce un problema estremamente grave; deplora il fatto che nei casi di corruzione ad alto livello siano state svolte poche indagini e che, nel complesso, solo un numero esiguo di indagini abbia portato a imputazioni di carattere penale; sottolinea che tutto ciò è indice di gravi carenze nel sistema giudiziario;
               
            
                  265.
               
               
                  invita la Commissione a monitorare costantemente e a riferire all’autorità di bilancio in merito all’arretrato e al numero di nuove imputazioni e sentenze penali nonché in merito all’arretrato e al numero di nuovi procedimenti giudiziari per violazione delle leggi sugli appalti pubblici in Croazia e nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia;
               
            
                  266.
               
               
                  conclude che, a tutt’oggi, risulta necessario monitorare i progressi in modo costante, obiettivo e trasparente; invita, a tale proposito, la Commissione, in caso di avvio delle procedure di adesione, a definire un punto di partenza chiaro in settori chiave rilevanti per l’adesione e a utilizzarlo quale riferimento e parametro indicativo per l’intero processo; ritiene che la sostenibilità dei progressi compiuti nel processo di adesione e la conferma degli obiettivi raggiunti nel corso di tale processo siano fondamentali per garantire il proseguimento fruttuoso dell’Unione; chiede pertanto regolari verifiche post-adesione;
               
            
         Spese amministrative
      
      
                  267.
               
               
                  nota con soddisfazione che l’audit della Corte non ha rilevato alcun errore significativo in merito alla legittimità e regolarità delle spese amministrative;
               
            
         CONCLUSIONI SULLE RELAZIONI SPECIALI DELLA CORTE DEI CONTI
      
      
         Parte I:   Relazione speciale n. 10/2008 — L’aiuto allo sviluppo fornito dalla CE ai servizi sanitari nell’Africa subsahariana
      
      
                  268.
               
               
                  invita la Commissione a considerare di aumentare l’aiuto fornito al settore sanitario nel corso della decima revisione intermedia del FES, per sostenere il suo impegno a favore degli obiettivi di sviluppo del millennio nel settore della sanità e per assicurare che tale assistenza sia distribuita nel rispetto delle sue priorità di sostegno ai sistemi sanitari;
               
            
                  269.
               
               
                  ricorda alla Commissione l’impegno assunto nel quadro dello strumento di cooperazione allo sviluppo di destinare il 20 % dei fondi alla salute e all’istruzione di base entro il 2009 in tutta la spesa europea per la politica di sviluppo, e la invita ad informarlo regolarmente sulla percentuale impegnata per l’istruzione di base e secondaria e per la sanità di base rispetto al contributo totale assegnato allo sviluppo dell’Africa sub-sahariana, ripartita per paese;
               
            
                  270.
               
               
                  esorta la Commissione ad assicurarsi che sussistano competenze sanitarie sufficienti per svolgere un ruolo efficace nel dialogo nel settore sanitario, prendendo provvedimenti affinché tutte le delegazioni presso le quali la sanità è un settore centrale dispongano di specialisti sanitari, operando in più stretta collaborazione con i consiglieri sanitari di ECHO nei paesi in situazione di post-conflitto, istituendo partenariati più stretti con le sedi locali dell’Organizzazione mondiale della sanità al fine di beneficiare delle sue competenze e siglando accordi formali con gli Stati membri dell’Unione europea per avvalersi delle loro competenze; chiede alla Commissione di comunicare al Parlamento il numero di esperti di sanità e istruzione a disposizione rispettivamente nella regione, a livello di delegazione e presso la sede principale, nonché un quadro generale che precisi se è riuscita ad aumentare questo numero;
               
            
                  271.
               
               
                  invita la Commissione a continuare ad aumentare il ricorso al sostegno di bilancio settoriale nel settore della sanità, a concentrare il suo sostegno di bilancio generale (SBG) sul miglioramento dei servizi sanitari e a continuare a utilizzare i progetti per sostenere lo sviluppo delle attività e delle capacità;
               
            
                  272.
               
               
                  esorta la Commissione a mettere in atto meccanismi e strumenti di monitoraggio per garantire che una percentuale adeguata degli aiuti SBG sostenga le necessità di base, in particolare nel settore della sanità, a utilizzare obiettivi che misurino direttamente l’esito delle politiche, a fornire sostegno al potenziamento delle capacità e ad informare il Parlamento sui provvedimenti adottati a tal fine;
               
            
                  273.
               
               
                  invita la Commissione a definire orientamenti più chiari per l’uso di ciascuno strumento e delle loro combinazioni, nonché a lavorare a più stretto contatto e più efficacemente con il Fondo mondiale nei paesi beneficiari;
               
            
                  274.
               
               
                  invita la Commissione, in cooperazione con la Corte dei conti, a individuare come possono essere affrontate le carenze rilevate nella relazione della Corte e a riferire al Parlamento sui risultati di queste discussioni;
               
            
         Parte II:   Relazione speciale n. 12/2008 — Lo strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA), 2000-2006
      
      
                  275.
               
               
                  sollecita la Commissione a seguire attentamente l’attuazione di progetti ex ISPA, per esaminare come si possano in futuro evitare o ridurre ritardi nella realizzazione dei progetti durante l’attuazione di strumenti analoghi quali l’IPA, e ad adottare tutte le misure necessarie al fine di evitare ritardi nella preparazione dei futuri documenti di orientamento;
               
            
                  276.
               
               
                  chiede una pianificazione più rigorosa e realistica da parte dei richiedenti progetti e modalità per accelerare le procedure, in sede di attuazione di strumenti analoghi in futuro, a livello sia della Commissione che presso le amministrazioni nazionali dei paesi beneficiari;
               
            
                  277.
               
               
                  invita la Commissione a proseguire i suoi sistemi di audit al fine di garantire che siano creati sistemi affidabili per la gestione dei fondi strutturali e di coesione e per evitare potenziali situazioni ad alto rischio in futuro;
               
            
         Parte III:   Relazione speciale n. 1/2009 — Attività bancarie nel Mediterraneo nel contesto dei programmi MEDA e dei precedenti protocolli
      
      
                  278.
               
               
                  richiama l’attenzione della Commissione sulla necessità di migliorare l’effettivo coordinamento dell’assistenza concessa dall’Unione, dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e dagli altri partner internazionali e locali, nonché il regolare scambio di informazioni, in particolare a livello locale, per rafforzare la coerenza e la complementarità delle attività;
               
            
                  279.
               
               
                  constata che, anche se il livello di monitoraggio è successivamente migliorato, esso non è stato adeguato durante i primi anni del programma MEDA, in particolare nei casi in cui la Commissione si è basata interamente sul monitoraggio svolto dalla BEI prima del 2005;
               
            
                  280.
               
               
                  sottolinea l’importanza di una convenzione di gestione riguardante le attività bancarie per le quali la BEI ha ricevuto un mandato dalla Commissione, al fine di garantire un monitoraggio appropriato, assicurare idonea copertura agli aspetti ambientali, salvaguardare gli interessi finanziari dell’Unione e assicurare che gli intermediari e i promotori adempiano i loro obblighi finanziari e in materia d’informazione;
               
            
                  281.
               
               
                  sottolinea l’importanza di un programma su misura per la valutazione e il monitoraggio delle attività bancarie, da applicare nel contesto dello strumento europeo di vicinato e partenariato;
               
            
         Parte IV:   Relazione speciale n. 2/2009 — Il programma d’azione europeo nel campo della sanità pubblica (periodo 2003-2007): uno strumento efficace per migliorare la salute?
      
      
                  282.
               
               
                  ritiene che il Programma d’azione europeo nel campo della sanità pubblica (PSP) (2003-2007) sia ambizioso ma che gli obiettivi non siano abbastanza chiari e siano in contrasto con i limitati mezzi finanziari; sottolinea che ciò ha fatto sì che il programma avesse troppi settori d’intervento, talvolta neanche recepiti da progetti; rileva che questa frammentazione ha abbassato la qualità del programma, ampliando a dismisura la gamma di progetti, al punto che la Commissione non è pienamente consapevole di tutti i progetti in corso; invita quindi la Commissione a riferire al Parlamento l’esito della sua ricognizione per il PSP in corso e sottolinea che al rischio di frammentazione si dovrebbe ovviare nella valutazione intermedia e ex post del programma;
               
            
                  283.
               
               
                  rileva che la Corte ha opinato l’utilità di parte del PSP e si rammarica che il programma abbia talvolta finanziato progetti (in particolare a titolo del capitolo «determinanti sanitari») con un limitato valore aggiunto europeo;
               
            
                  284.
               
               
                  ritiene quindi che eventuali PSP successivi debbano focalizzarsi sulle reti e sullo scambio di migliori prassi e che si debba utilizzare maggiormente il metodo aperto di coordinamento per promuovere lo scambio di buone prassi;
               
            
                  285.
               
               
                  invita la Commissione a stabilire un’esplicita logica d’intervento per eventuali programmi successivi all’attuale PSP; sottolinea che ciò va fatto nella valutazione di impatto ex ante che deve corredare la proposta della Commissione per il programma;
               
            
                  286.
               
               
                  chiede alla Corte dei conti di presentare un parere formale sulla valutazione di impatto ex ante della Commissione in tempo per la delibera del Parlamento e del Consiglio sulla proposta della Commissione di decisione relativa al programma; ritiene che, nel preparare il parere, la Corte deve tenere conto delle opinioni del Parlamento sopra espresse;
               
            
         Parte V:   Relazione speciale n. 3/2009 — Efficacia della spesa nell’ambito delle azioni strutturali relative al trattamento delle acque reflue per i periodi 1994-1999 e 2000-2006
      
      
                  287.
               
               
                  constata il sottoutilizzo di alcuni impianti di trattamento ed esorta gli impianti che hanno usufruito di finanziamenti dell’Unione europea a mantenere un livello di funzionamento redditizio; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a trovare soluzioni che garantiscano che gli impianti di trattamento finanziati dall’Unione europea siano adeguatamente collegati al sistema fognario; sottolinea la responsabilità degli Stati membri riguardo al funzionamento degli impianti di trattamento e incoraggia gli Stati membri ad adoperarsi per assicurare un’adeguata qualità degli effluenti e il funzionamento a pieno regime;
               
            
                  288.
               
               
                  riconosce gli sforzi profusi dalla Commissione per conseguire una revisione della pertinente direttiva [direttiva 86/278/CE, del Consiglio (32) — direttiva sui fanghi di depurazione], caldeggia l’accelerazione del processo di revisione in atto al fine di integrare gli sviluppi recenti e armonizzare le diverse prassi degli Stati membri nel settore ed esorta gli Stati membri a garantire che la qualità dei fanghi di depurazione sia conforme ai limiti vigenti nell’Unione europea;
               
            
                  289.
               
               
                  sottolinea la necessità di un esame più rigoroso dei progetti nella fase di domanda, per prevenire inconvenienti riguardo agli effetti attesi; invita pertanto la Commissione a procedere ulteriormente nello sviluppo di orientamenti interni e di liste di controllo da utilizzare nel processo di valutazione al fine di migliorare la coerenza delle domande di finanziamento, nonché ad assicurare un seguito adeguato ove manchino le informazioni o le azioni necessarie;
               
            
         Parte VI:   Relazione speciale n. 4/2009 — «La gestione da parte della Commissione della partecipazione degli attori non statali alla cooperazione comunitaria allo sviluppo»
      
      
                  290.
               
               
                  deplora l’inaccettabile divario esistente tra gli impegni politici dell’Unione europea in materia di partecipazione degli attori non statali (ANS) alla cooperazione allo sviluppo e le effettive prassi esecutive; si aspetta pertanto che il commissario competente dimostri un sostegno politico incondizionato e assuma un ruolo guida per mettere in atto concretamente gli impegni politici nei confronti degli ANS da parte della Commissione, a livello sia direttivo che di delegazioni; si rammarica inoltre del fatto che i criteri di successo siano ridotti al solo «sviluppo economico», in quanto tale approccio non tiene conto del fatto che il divario tra ricchi e poveri si è drammaticamente ampliato; chiede alla Commissione di assicurarsi che ogni delegazione disponga, entro la fine del 2010, di almeno un esperto responsabile che si occupi a tempo pieno di politiche, relazioni e contratti relativi agli ANS;
               
            
                  291.
               
               
                  rileva che i paesi in via di sviluppo che hanno assunto il controllo diretto del proprio processo di sviluppo hanno raggiunto un buon livello di riduzione della povertà; sottolinea il ruolo chiave dello Stato nell’ambito dello sviluppo e invita la Commissione e le delegazioni a migliorare ulteriormente le relazioni con i governi dei paesi partner in modo da agevolare un impegno e una consultazione più efficaci per quanto riguarda gli ANS;
               
            
                  292.
               
               
                  ritiene particolarmente deplorevole la mancanza di dati esaustivi e affidabili e auspica che la Commissione intervenga immediatamente per risolvere il problema, in quanto la disponibilità di dati affidabili è una condizione indispensabile per iniziare a valutare i risultati; chiede quindi alla Commissione di presentare al Parlamento, prima dell’inizio della procedura di bilancio 2011, un prospetto finanziario completo, suddiviso per paese, sui fondi dell’Unione erogati attraverso attori non statali a titolo delle varie linee di bilancio;
               
            
                  293.
               
               
                  è del parere che in materia di aiuti la qualità sia più importante della quantità e invita la Commissione ad assumere un ruolo di primo piano nel far fronte alla situazione di evidente caos che caratterizza gli aiuti allo sviluppo, promuovendo un solido ed efficace coordinamento dei donatori e migliorando l’attuale architettura degli aiuti; alla luce delle osservazioni della Corte, chiede alla Commissione di valutare l’opportunità di procedere fin d’ora a una revisione dell’intero sistema di (co)finanziamento degli ANS, al fine di garantire che questi ultimi possano contare su norme di partecipazione ai programmi e ai progetti trasparenti ed efficaci;
               
            
                  294.
               
               
                  invita la Commissione a tenere nella dovuta considerazione il fatto che i donatori sono soggetti politici e che, in alcuni casi, potrebbero sussistere conflitti d’interesse tra paesi donatori e paesi beneficiari; sottolinea che l’esistenza di istituzioni democratiche forti a livello nazionale e di una politica ben definita per la distribuzione della ricchezza costituisce un requisito necessario per la sostenibilità; è del parere che, per conseguire maggiore coerenza nella politica di programmazione e, di conseguenza, nei programmi e progetti, oltre che per garantire una valutazione adeguata, sia necessario passare dal cofinanziamento dei progetti per gli ANS a un finanziamento al 100 % da parte dell’Unione;
               
            
                  295.
               
               
                  ritiene che vi sia una certa sovrapposizione tra la valutazione degli aiuti dell’Unione europea erogati attraverso organizzazioni della società civile (33) effettuata per conto della Commissione e la relazione speciale della Corte dei conti e invita quindi la Corte e le unità di valutazione della Commissione a scambiarsi le informazioni relative alle attività pianificate e a presentare i relativi risultati al Parlamento;
               
            
                  296.
               
               
                  esorta la Commissione a presentare proposte di modifica del regolamento finanziario che consentano all’Unione europea di assumere una posizione di forza tra i vari donatori sulla scena internazionale;
               
            
         Parte VII:   Relazione speciale n. 5/2009 — La gestione della tesoreria presso la Commissione
      
      
                  297.
               
               
                  è dell’opinione che la Commissione debba migliorare il proprio controllo sulle diverse attività di gestione della tesoreria che svolge e, come raccomandato dalla Corte, organizzare più regolarmente riunioni tra le due DG in causa [DG bilanci (DG BUDG) e DG affari economici e finanziari (DG ECFIN)], affinché queste possano scambiarsi le informazioni sui rischi e mettere in comune le esperienze acquisite e le migliori prassi riguardanti le attività di gestione della tesoreria e degli attivi a livello della Commissione;
               
            
                  298.
               
               
                  ritiene che la Commissione debba continuare a mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire che i principali rischi finanziari siano monitorati in modo efficace e rigoroso nel corso dell’anno; si compiace del fatto che la Commissione, per migliorare ulteriormente la situazione, abbia già proposto e concordato con la Corte dei conti che, a partire dalla chiusura del 2008, sia inviata una circolare ufficiale alle istituzioni finanziarie interessate al fine di ottenere informazioni esatte, complete e standardizzate riguardo ai conti fiduciari;
               
            
                  299.
               
               
                  invita la Commissione a elaborare, in seno alla DG BUDG, un piano di controllo per ciascun periodo di 12 mesi sulla base di un’analisi dei rischi e a eseguire i controlli in corso d’esercizio e successivamente, rendendo conto al Parlamento dei problemi riscontrati entro un termine di tre mesi dopo la fine dell’esercizio in questione;
               
            
                  300.
               
               
                  invita la Commissione a continuare con il quadro dei rischi connessi alle operazioni di tesoreria (DG BUDG) fornito insieme ai conti annuali, che presenta una sintesi chiara e completa del tipo di rischi a cui essa è esposta, del modo in cui tali rischi sono gestiti e delle misure messe in atto per controllarli, ridurli al minimo o neutralizzarli;
               
            
                  301.
               
               
                  ritiene che, per una questione di trasparenza, la Commissione debba documentare in modo più chiaro le sue procedure di trasferimento di fondi tra i conti delle risorse proprie dei diversi Stati membri e migliorare la documentazione della procedura di selezione seguita nei singoli casi;
               
            
                  302.
               
               
                  chiede alla Commissione di migliorare la gestione delle proprie banche dati, di ottimizzare i controlli incrociati e di dare seguito alle osservazioni della Corte in merito alla necessità di migliorare il coordinamento, al fine di tenere conto dell’esposizione generale al rischio della Commissione con ciascuna banca commerciale, quando i limiti dei fondi detenuti sui conti accesi presso le banche commerciali sono fissati dalle DG in causa;
               
            
                  303.
               
               
                  accoglie con favore e sostiene gli sforzi della Commissione intesi a migliorare il sistema attuale di gestione delle ammende incassate in via provvisoria, che è stato sottoposto a revisione nel 2008, e si aspetta che la proposta di decisione della Commissione in materia, presentata all’inizio del 2009 dalla DG BUDG, ne aumenti la sicurezza;
               
            
         Parte VIII:   Relazione speciale n. 6/2009 — Aiuto alimentare dell’Unione europea a favore degli indigenti: valutazione degli obiettivi, dei mezzi e dei metodi impiegati
      
      
                  304.
               
               
                  valuta positivamente l’audit del programma realizzato dalla Corte, come pure la proposta di modifica della Commissione [COM(2008) 563]; rinvia alla sua risoluzione legislativa, approvata il 26 marzo 2009, in cui esprime il suo sostegno a tale proposta di modifica (34); sottolinea che l’azione dell’Unione europea nell’ambito degli aiuti alimentari è complementare ad altre azioni già esistenti negli Stati membri;
               
            
                  305.
               
               
                  rammenta che le azioni sociali realizzate dalle autorità degli Stati membri sono raramente imperniate sulla disponibilità di derrate alimentari e che le iniziative in tal senso, indirizzate alle fasce emarginate e socialmente escluse della popolazione, sono solitamente promosse da organizzazioni caritative e gestite con l’ausilio di volontari;
               
            
                  306.
               
               
                  ritiene che sia necessario migliorare i criteri di selezione al fine di indirizzare gli aiuti ai paesi e ai destinatari più bisognosi;
               
            
                  307.
               
               
                  reputa opportuno che gli Stati membri che aderiscono al programma mettano in atto misure efficienti per combattere lo spreco alimentare;
               
            
                  308.
               
               
                  rammenta alla Commissione che il principio di sussidiarietà non incide in alcun modo sui suoi obblighi, sanciti dall’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in base al quale la Commissione cura l’esecuzione del bilancio «sotto la propria responsabilità» e «in conformità del principio della buona gestione finanziaria»;
               
            
                  309.
               
               
                  si attende che la Commissione metta in pratica le raccomandazioni della Corte, in modo da consentire all’autorità di bilancio di avere informazioni esaustive e oggettive sui risultati del programma;
               
            
         Parte IX:   Relazione speciale n. 7/2009 — La gestione della fase di sviluppo e convalida del programma Galileo
      
      
                  310.
               
               
                  si rammarica per l’inadeguatezza della gestione della fase di sviluppo e convalida del programma Galileo constatata dalla Corte dei conti; nota che per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico i termini si sono allungati di cinque anni rispetto alla programmazione iniziale e che le stime dei costi per la fase di sviluppo e convalida sono quasi raddoppiate, passando da 1 100 000 000 EUR a 2 100 000 000 EUR;
               
            
                  311.
               
               
                  chiede alla Commissione di dare seguito, nell’ambito della prossima comunicazione sul futuro di Galileo, alla raccomandazione della Corte dei conti, chiarendo gli obiettivi politici del programma e traducendoli in obiettivi strategici e operativi in modo da fornire a Galileo una solida tabella di marcia che vada sino alla piena operatività;
               
            
                  312.
               
               
                  esprime preoccupazione per il fatto che, secondo quanto rilevato dalla Corte, l’impresa comune Galileo non ha raggiunto gran parte dei suoi obiettivi ed è stata fortemente limitata nelle sue attività da problemi di governance; esorta la Commissione ad assicurare che la struttura di governance delle imprese comuni eventualmente costituite in futuro, così come richiesto da una delle raccomandazioni della Corte dei conti, non ostacoli le attività delle imprese stesse;
               
            
                  313.
               
               
                  è del parere che i contribuenti europei debbano essere informati in merito all’eventuale partecipazione di paesi terzi ai programmi Galileo ed EGNOS; chiede quindi alla Commissione di fornire al Parlamento informazioni dettagliate su ogni eventuale tipo di cooperazione tra l’Unione europeae paesi terzi in relazione ai programmi Galileo ed EGNOS;
               
            
                  314.
               
               
                  invita la Commissione e l’autorità di vigilanza del GNSS europeo da una parte e la Corte dei conti dall’altra a fornire all’autorità di discarico, rispettivamente nei conti e nelle relazioni che presentano, informazioni chiare ed esaustive sulle attività materiali e immateriali di proprietà dell’Unione europea generate nell’ambito dei programmi Galileo ed EGNOS;
               
            
                  315.
               
               
                  esorta la Commissione a predisporre dati aggiornati e analisi costi-benefici relativi al progetto Galileo e a tenere debitamente informato il Parlamento;
               
            
         Parte X:   Relazione speciale n. 8/2009 — Le «reti di eccellenza» ed i «progetti integrati» nel quadro della politica comunitaria in materia di ricerca: gli obiettivi sono stati raggiunti?
      
      
         Fase iniziale del procedimento
      
      
                  316.
               
               
                  sottolinea l’esistenza di un elevato «divario in termini di aspettative», in quanto meno del 55 % di tutti i progetti rivisti ex post ha mantenuto l’iniziale valutazione «eccellente»; chiede alla Commissione di riconsiderare le proprie procedure di valutazione;
               
            
                  317.
               
               
                  rammenta che la stragrande maggioranza delle domande non supera la soglia di «eccellenza» (solo il 15-20 % vi riesce), mentre i costi delle domande (che in alcuni casi raggiungono i 300 000 EUR) sono a carico dei richiedenti; a tale proposito sollecita la Commissione ad applicare in modo coerente ed efficiente una ragionevole discrezionalità (ad esempio con procedure articolate in più fasi), per impiegare nel modo più efficiente le risorse disponibili per la ricerca, anziché per l’«amministrazione della ricerca»;
               
            
                  318.
               
               
                  ritiene deplorevole che, a seconda del successo finale nella procedura di domanda, solo tra il 53 % e l’86 % di tutte le parti interessate abbia compreso appieno la natura degli strumenti applicati nel sesto programma quadro (6o PQ); si rammarica che in alcuni casi emerga come la scelta dello strumento sia stata dettata da considerazioni di natura fiscale, anziché di natura sostanziale; osserva che l’esistenza di un numero elevato di membri nelle reti di eccellenza, nonché l’importanza conferita dalla Commissione all’integrazione giuridica, costituiscono un problema specifico e che il gruppo di esperti sul futuro delle reti di eccellenza ha raccomandato che partenariati di più grandi dimensioni siano costituiti esclusivamente in casi debitamente giustificati (35);
               
            
         Formazione delle reti di eccellenza
      
      
                  319.
               
               
                  si rammarica che, nonostante il Parlamento abbia chiesto ripetutamente un’attuazione dei programmi di ricerca maggiormente orientata ai servizi e ai clienti, siano stati compiuti solo scarsi progressi nella creazione di «sportelli unici» a copertura dell’intera gamma di Direzioni generali all’interno della famiglia della ricerca, nella standardizzazione delle procedure di domanda, nella documentazione preliminare e nella comunicazione coerente; sottolinea il fatto che l’opinione pubblica considera la Commissione un’entità singola;
               
            
                  320.
               
               
                  richiede, a tale proposito, che la Commissione adotti le misure appropriate per un approccio più attivo in termini di assistenza ai clienti e controllo di qualità interno, compresa la standardizzazione di secondo livello e la gestione coerente; chiede alla Commissione di mettere a disposizione online tutti i testi giuridici su cui sono basati i contratti di sovvenzione compresi, ove opportuno, i riferimenti al diritto belga;
               
            
                  321.
               
               
                  rammenta le ripetute richieste del Parlamento di ridurre gli oneri amministrativi, in particolare nelle procedure di concessione di sovvenzioni (36); deplora il fatto che il periodo che intercorre sino al contratto sia in media di 13 mesi, il che rappresenta un aumento di quattro mesi rispetto al 5o PQ; con riferimento al 7o PQ, richiede che la Commissione si avvalga degli strumenti amministrativi esistenti (ad esempio i PIC (Personal Identification Code) e i LEAR (Legal Entity Appointed Representative)];
               
            
                  322.
               
               
                  rileva con insoddisfazione che il 6o PQ non ha raggiunto l’obiettivo di una maggiore partecipazione dei privati, in particolare delle PMI; concorda con la Corte quando afferma che alcune disposizioni hanno scoraggiato attivamente la loro partecipazione; nel complesso, ritiene che le disposizioni e le norme giuridiche (compresi i contratti modello e gli orientamenti) siano eccessivamente complesse e ostacolino l’attuazione efficace ed efficiente delle politiche di ricerca;
               
            
                  323.
               
               
                  osserva che le valutazioni concentrano l’attenzione sulle verifiche «a monte», anziché sull’analisi dei risultati; condivide l’osservazione della Corte che la corretta definizione di obiettivi specifici, misurabili, attuabili, rilevanti e soggetti a scadenza temporale («SMART») all’avvio del progetto costituisce un elemento fondamentale per determinarne i progressi e il successo finale; sottolinea che gli obblighi di rendicontazione devono essere pensati come uno strumento significativo di controllo e valutazione dei progressi sostanziali (37) e dell’avanzamento dell’integrazione, non come un mezzo per sanzionare o interferire con le altre attività manageriali discrezionali del coordinatore, fintanto che queste sono conformi alle disposizioni giuridiche;
               
            
         Sostenibilità e sviluppo futuro
      
      
                  324.
               
               
                  si rammarica di apprendere che nella maggior parte dei casi l’integrazione sostenibile, andando oltre il periodo di finanziamento iniziale, non è stata raggiunta e che secondo la valutazione della Corte, il periodo di finanziamento iniziale di cinque anni si è dimostrato non realistico; sostiene la proposta di applicare criteri altamente competitivi e selettivi al finanziamento prolungato delle reti di eccellenza che sostengono di essere in grado di raggiungere l’autosostenibilità (38);
               
            
                  325.
               
               
                  rileva con interesse la proposta del gruppo di esperti di valutare la possibilità di bandi coordinati tra ERA-NET e il 7o PQ che combinino fondi nazionali e comunitari (39), oltre a tutte le misure per rafforzare la trasparenza e l’accessibilità della base dati CORDIS, al fine di garantire uno scambio di risultati di ricerca nell’ERA (scambio di esempi di buone prassi);
               
            
                  326.
               
               
                  è profondamente preoccupato dal fatto che l’applicazione della strategia di audit della Commissione al 6o PQ abbia già portato a due cause giudiziarie avviate da precedenti partecipanti; sottolinea che l’affidabilità è la base per qualunque cooperazione di lungo periodo e invita nuovamente la Commissione, per assicurare la certezza del diritto, ad astenersi dal ricalcolare i rendiconti finanziari dei progetti del 6o PQ che sono già stati approvati e decisi, applicando nuove interpretazioni ai criteri di ammissibilità dei costi stabiliti nelle condizioni generali (allegato II) del contratto modello del 6o PQ (40); sollecita la Commissione a intensificare i suoi sforzi per trovare una soluzione, in particolare semplificando le procedure di riscossione attraverso idonee procedure forfettarie e tenendo conto della buona fede e delle legittime aspettative dei beneficiari, ed esprime il suo desiderio di una soluzione fondata sul dialogo;
               
            
                  327.
               
               
                  chiede alla Commissione di trovare soluzioni che garantiscano l’affidabilità e la continuità nell’attuazione e pianificazione dei programmi quadro, segnatamente nell’ottica dell’8o PQ e, in particolare, di applicare in maniera omogenea scadenze fisse e regole di procedura rigorose;
               
            
         Parte XI:   Relazione speciale n. 9/2009 — Efficienza ed efficacia delle attività di selezione del personale svolte dall’Ufficio europeo di selezione del personale
      
      
                  328.
               
               
                  incoraggia l’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) a tenere conto delle raccomandazioni della Corte nel suo programma di sviluppo;
               
            
                  329.
               
               
                  ritiene che EPSO e tutte le istituzioni dell’Unione debbano migliorare la loro comunicazione con i cittadini per trasmettere l’idea dell’imparzialità della funzione pubblica europea e migliorare l’immagine dell’Unione europea come datore di lavoro;
               
            
                  330.
               
               
                  sottolinea, al riguardo, che EPSO dovrebbe anche porsi l’obiettivo di migliorare la sua comunicazione con le amministrazioni pubbliche degli Stati membri al fine di realizzare uno scambio delle migliori prassi nei settori dell’informazione e della pubblicità destinate al pubblico e della promozione mirata delle opportunità di lavoro, in modo da metterne al corrente gli operatori professionali; ritiene opportuno che una comunicazione di questo tipo vada avviata anche con determinate organizzazioni internazionali;
               
            
                  331.
               
               
                  è convinto che un miglioramento della cooperazione con le università potrebbe essere proficuo in una prospettiva a lungo termine, in quanto da un lato fornirebbe alle istituzioni dell’Unione europea personale con le competenze richieste e, dall’altro, aiuterebbe i laureati a valorizzare le loro opportunità di carriera;
               
            
                  332.
               
               
                  incoraggia EPSO a continuare ad adoperarsi per individuare gli squilibri geografici tra i candidati e, successivamente, tra i vincitori, e per prevenirli;
               
            
                  333.
               
               
                  deplora che né la Corte nella sua relazione, né EPSO, analizzino sufficientemente il processo di assunzione dei quadri medi e superiori, in particolare gli squilibri geografici in questo ambito; propone alla Corte di analizzare questo aspetto nella sua prossima relazione speciale (o relazione di verifica);
               
            
                  334.
               
               
                  ritiene che EPSO debba migliorare la gestione degli elenchi dei candidati idonei, fornendo a questi ultimi informazioni sui posti vacanti allo scopo di facilitarne l’assunzione definitiva; giudica, al tempo stesso, opportuno che ci si impegni per ridurre il tempo di attesa che intercorre prima che i candidati idonei ottengano un impiego;
               
            
                  335.
               
               
                  non è affatto persuaso del fatto che il distacco di funzionari delle istituzioni dell’Unione europea presso EPSO come membri a tempo pieno delle commissioni di selezione sia un’opzione realistica ed efficiente in termini di costi;
               
            
                  336.
               
               
                  invita EPSO ad evitare ogni ambiguità nei bandi di concorso e lo incoraggia a rivedere le sue procedure di verifica del rispetto dei requisiti per l’ammissione;
               
            
                  337.
               
               
                  invita inoltre EPSO a migliorare le sue procedure di ricorso, ad esempio nominando commissioni diverse in primo e secondo grado;
               
            
                  338.
               
               
                  osserva che vi sono diverse cause pendenti contro EPSO dinanzi al Tribunale della funzione pubblica relative a carenze nelle procedure di selezione (in particolare riguardanti la questione delle lingue); ritiene che, una volta queste cause concluse, esse dovrebbero fornire insegnamenti dai quali apprendere e da integrare nel programma di sviluppo EPSO;
               
            
         Parte XII:   Relazione speciale n. 10/2009 — Azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli
      
      
                  339.
               
               
                  deplora che il sistema in vigore non consenta di valutare l’efficacia della misura e che, anche se l’impatto della politica si dimostra positivo, è molto difficilmente misurabile a causa dell’assenza di obiettivi concreti, di una strategia esplicita e di indicatori adeguati;
               
            
                  340.
               
               
                  esorta la Commissione a precisare gli obiettivi della politica, tenendo presente la necessità di garantire la coerenza tra le ambizioni espresse e le dotazioni finanziarie impegnate, e a formulare tali obiettivi in modo «SMART», consentendo di definire e monitorare indicatori di performance adeguati;
               
            
                  341.
               
               
                  invita la Commissione a proseguire gli sforzi per migliorare la procedura di selezione, in particolare mantenendo la necessità di includere nelle proposte informazioni sull’impatto prevedibile delle azioni e sul modo in cui verrà misurato;
               
            
                  342.
               
               
                  invita gli Stati membri a contribuire a migliorare la procedura di selezione verificando la pertinenza delle proposte e aumentando la selettività; esorta, inoltre, gli Stati membri a trasmettere alla Commissione informazioni sugli aiuti e le azioni di promozione esistenti a livello nazionale;
               
            
                  343.
               
               
                  invita gli Stati membri a migliorare le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici utilizzate nella selezione degli organismi di esecuzione, in particolare evitando scadenze molto ravvicinate, applicando sistematicamente procedure formali e garantendo che le organizzazioni proponenti rispettino le modalità di selezione;
               
            
         Parte XIII:   Relazione speciale n. 11/2009 — La sostenibilità dei progetti LIFE-Natura e la loro gestione da parte della Commissione
      
      
                  344.
               
               
                  sottolinea che il controllo e la gestione di LIFE-Natura costituiscono un processo complesso e che entrambi i momenti coinvolgono una varietà di soggetti interessati degli Stati membri; osserva, tuttavia, che l’entità delle risorse finanziarie stanziate impone che siano garantite l’efficienza rispetto ai costi nonché la sostenibilità degli investimenti effettuati;
               
            
                  345.
               
               
                  invita la Commissione a rivedere il proprio modello di selezione affinché sia attribuita priorità alle proposte di progetti LIFE-Natura in grado di garantire la continuità dei risultati e suggerisce inoltre alla stessa Commissione di valutare l’idea di separare la gestione delle componenti «Natura» e «Ambiente»;
               
            
                  346.
               
               
                  esorta la Commissione a cooperare strettamente con l’Agenzia europea dell’ambiente e il Centro tematico europeo per la biodiversità nel definire criteri e indicatori adeguati per la selezione delle proposte sul piano della sostenibilità, nonché a prendere le iniziative necessarie per migliorare il monitoraggio dei progetti in relazione ai risultati raggiunti e sviluppare indicatori e criteri appropriati per monitorare i risultati dei progetti;
               
            
                  347.
               
               
                  invita la Commissione a riesaminare la sua strategia di comunicazione, prestando particolare attenzione alla divulgazione delle informazioni pertinenti e degli insegnamenti tratti e a fare in modo che i beneficiari siano tenuti a fornire maggiori dettagli tecnici circa i metodi impiegati, gli insegnamenti tratti e le migliori prassi individuate;
               
            
                  348.
               
               
                  invita gli Stati membri, in quanto a loro volta responsabili della sostenibilità della conservazione della natura, a cooperare strettamente con la Commissione e con gli altri Stati membri onde attuare uno scambio di migliori prassi ai fini della gestione dei progetti LIFE-Natura;
               
            
                  349.
               
               
                  invita la Commissione a introdurre un sistema di seguito per il finanziamento del periodo post-LIFE, al fine di valutare l’efficacia delle risorse finanziarie dei progetti e garantire l’impatto di sostenibilità del finanziamento comunitario dopo la chiusura dei progetti;
               
            
                  350.
               
               
                  invita la Commissione a mettere a punto iniziative idonee a risolvere le problematiche giuridiche e le difficoltà di attuazione che sussistono in tema di controllo dei progetti nel lungo periodo.
               
            
         Parte XIV:   Relazione speciale n. 12/2009 — L’efficacia dei progetti della Commissione nel settore giustizia e affari interni per i Balcani occidentali
      
      
                  351.
               
               
                  nota con soddisfazione che, a differenza di quanto avveniva nei precedenti programmi di adesione, la Commissione ha tentato di affrontare importanti riforme strutturali nel settore giustizia e affari interni nelle primissime fasi del processo di allargamento e considera estremamente positiva la scelta di tale priorità; in tale contesto insiste affinché la Commissione continui assolutamente a concentrare la propria assistenza per i Balcani occidentali sul settore giustizia e affari interni, in modo da portare avanti gli sforzi descritti;
               
            
                  352.
               
               
                  ricorda che la Commissione assicura la gestione dei progetti nel settore giustizia e affari interni anche a fronte di un ambiente politico e istituzionale difficile; alla luce delle conclusioni contenute nella relazione della Corte, da cui risulta che i progetti di investimento hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelli di consolidamento istituzionale, si aspetta un deciso rafforzamento, da parte della Commissione, del legame tra i progetti finalizzati a migliorare le capacità istituzionali e i progetti di investimento nella regione interessata;
               
            
                  353.
               
               
                  conviene con la Corte che la titolarità delle azioni e dei progetti locali rappresenta un fattore determinante per la riuscita del rafforzamento dello Stato di diritto e ritiene inoltre che la mancanza di coinvolgimento e senso di appropriazione a livello locale indebolisca la sostenibilità dei progetti; invita la Commissione ad accertarsi che l’assistenza fornita sia accompagnata da una ferma volontà dei beneficiari di incoraggiare attivamente le riforme istituzionali e di incrementare il coinvolgimento dei beneficiari nei progetti;
               
            
                  354.
               
               
                  è del parere, come la Corte, che l’aiuto dell’Unione europeanei Balcani occidentali sia generalmente efficace, ma che esistano rischi reali per quanto riguarda la sostenibilità dei progetti; nota con soddisfazione le prospettive di miglioramento della sostenibilità e del senso di appropriazione dei progetti nell’ambito del programma di assistenza preadesione (IPA) grazie all’imposizione di determinate condizioni e al cofinanziamento da parte dei beneficiari; ritiene che anche i piani di manutenzione contribuiscano a migliorare la sostenibilità dei progetti e chiede alla Commissione di valutare l’opportunità di considerarli un presupposto per la concessione di un contributo finanziario da parte dell’Unione europea;
               
            
                  355.
               
               
                  auspica che la Commissione si impegni scrupolosamente a che gli interventi relativi alle infrastrutture nell’area della gestione integrata delle frontiere siano ora concepiti e attuati in modo tale da promuovere la cooperazione regionale;
               
            
                  356.
               
               
                  esorta la Commissione a fare il possibile per garantire una maggiore cooperazione tra i vari donatori in loco e un coordinamento più efficiente delle relative azioni;
               
            
                  357.
               
               
                  ritiene che la visibilità dell’Unione europeain quanto principale donatore nella regione debba essere sensibilmente migliorata in ragione della quota di contributi versati e si attende una proposta della Commissione in materia;
               
            
         Parte XV:   Relazione speciale n. 13/2009 — La delega di compiti d’esecuzione alle agenzie esecutive: una buona scelta?
      
      
                  358.
               
               
                  sottolinea che, conformemente ai principi di delega, la politica e la supervisione delle attività restano di competenza della Commissione;
               
            
                  359.
               
               
                  si rammarica, tuttavia, del fatto che, stando a quanto emerso dall’audit, il controllo della Commissione sulle attività delle agenzie non è pienamente efficace e sottolinea la necessità di elaborare nuovi indicatori che consentano alle DG incaricate della supervisione di migliorare la misurazione della performance delle agenzie;
               
            
                  360.
               
               
                  ritiene che la creazione di agenzie esecutive dovrebbe essere motivata non solo da situazioni di carenza di personale, ma soprattutto dall’intenzione di migliorare il servizio nell’ambito di programmi in cui una chiara separazione tra la politica e le funzioni esecutive consentirebbe alla Commissione di concentrare i propri sforzi su questioni strategiche;
               
            
                  361.
               
               
                  appoggia l’intenzione della Commissione di non creare nuove agenzie esecutive fino al 2013 a meno di acquisire nuove competenze e di sfruttare piuttosto la possibilità di estendere il mandato delle agenzie esistenti;
               
            
                  362.
               
               
                  constata che, secondo la relazione della Corte, la prassi di assunzione nelle agenzie esecutive consiste nell’assumere ai gradi più bassi per i posti temporanei e di richiedere al personale a contratto più anni di esperienza di quanto avvenga per il personale a contratto che svolge mansioni simili in seno alla Commissione; osserva che ciò potrebbe ridurre l’attrattiva degli impieghi, malgrado l’offerta di contratti rinnovabili (a differenza dei contratti a termine triennali applicabili al personale contrattuale della Commissione), e segnala che ciò potrebbe comportare un indebolimento della qualità del funzionamento delle agenzie esecutive interessate;
               
            
                  363.
               
               
                  chiede alla Commissione di fornire informazioni sui periodi contrattuali applicabili alle diverse mansioni stabilite per contratto e sulla durata dei diversi impieghi contrattuali presso le agenzie esecutive;
               
            
                  364.
               
               
                  ritiene che uno dei maggiori potenziali benefici di un’agenzia esecutiva sia l’assunzione di personale specializzato e, pertanto, chiede alla Commissione di adottare misure volte a migliorare e a semplificare l’assunzione del personale delle agenzie; invita inoltre la Commissione a tenere in considerazione le specifiche esigenze di assunzione delle agenzie esecutive;
               
            
                  365.
               
               
                  chiede alla Commissione di presentare informazioni dettagliate in merito al numero di agenti contrattuali presso le agenzie esecutive, alle mansioni loro assegnate e ai corrispondenti livelli salariali nonché un quadro generale che quantifichi l’esperienza richiesta per ciascun grado lavorativo; chiede inoltre alla Commissione di produrre informazioni sui diversi casi in cui non sia stato possibile reperire velocemente il personale idoneo e sull’entità del ritardo verificatosi nell’assunzione nonché un’analisi dei motivi di tale ritardo;
               
            
                  366.
               
               
                  invita la Commissione a seguire le raccomandazioni della Corte e a:
                  
                              a)
                           
                           
                              accogliere ed utilizzare dati affidabili sui carichi di lavoro e sulla produttività relativi all’attuazione dei compiti delegati al fine di ottenere una valutazione d’impatto, sia prima che dopo l’esternalizzazione;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              identificare i fattori di successo e le conclusioni che hanno portato a migliori risultati in seno alle agenzie esecutive e applicare gli insegnamenti tratti da tutti i programmi che continuano ad essere gestiti dai servizi della Commissione;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              migliorare la supervisione delle agenzie fissando obiettivi orientati e mirati ai risultati, utilizzando un numero limitato di indicatori chiave di performance da riutilizzare poi in fase di definizione degli obiettivi per gli anni successivi;
                           
                        
            
         Parte XVI:   Relazione speciale n. 14/2009 — Gli strumenti di gestione del mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari hanno raggiunto i loro principali obiettivi?
      
      
                  367.
               
               
                  si aspetta che, alla luce delle notevoli oscillazioni e disparità sul mercato mondiale, la Commissione adotti misure precauzionali e compensatorie efficaci a sostegno delle piccole e medie imprese e promuova la sicurezza alimentare nell’Unione europea attraverso una molteplicità di aziende;
               
            
                  368.
               
               
                  rileva che la Corte è particolarmente preoccupata riguardo alle conseguenze nelle aree montuose e in quelle svantaggiate; sottolinea che il Parlamento condivide tale preoccupazione, poiché le aziende agricole efficienti costituiscono una parte integrante dello sviluppo di molte regioni rurali e in vari Stati membri le aziende agricole contribuiscono considerevolmente allo sviluppo, alla stabilità e al mantenimento del paesaggio antropizzato delle zone rurali;
               
            
                  369.
               
               
                  non condivide il fatto che il mercato lattiero-caseario europeo debba innanzitutto concentrarsi sul mercato interno; condivide tuttavia il parere della Corte dei conti che il settore lattiero-caseario europeo debba concentrarsi sulla produzione di prodotti lattiero-caseari con un elevato valore aggiunto per le esportazioni globali; sottolinea altresì che la Commissione dovrebbe dare la massima priorità alla concorrenza equa sul mercato mondiale senza pratiche di dumping, per impedire che si vengano a creare condizioni di svantaggio e contrastare la rovina economica delle aziende a causa delle improvvise oscillazioni del commercio mondiale; chiede che vengano finanziate misure di marketing adeguate e ricerche di mercato in paesi terzi e sottolinea che l’esportazione di prodotti agricoli e le misure di commercializzazione ad essa legate non devono distruggere le strutture agricole o impedire la loro realizzazione nei paesi in via di sviluppo;
               
            
                  370.
               
               
                  concorda con la Corte riguardo alla necessità di continuare a sorvegliare l’evoluzione del mercato lattiero-caseario e chiede che venga dato seguito alle raccomandazioni della Corte dei conti in modo da riconoscere i problemi che si presentano e da porvi tempestivamente rimedio con misure appropriate;
               
            
                  371.
               
               
                  ricorda, inoltre, che è necessario un dibattito completo e approfondito in merito agli obiettivi della PAC;
               
            
         Parte XVII:   Relazione speciale n. 16/2009 — La gestione da parte della Commissione dell’assistenza preadesione alla Turchia
      
      
                  372.
               
               
                  si compiace dell’accurata valutazione effettuata dalla Corte dei conti della gestione, da parte della Commissione europea, dell’assistenza preadesione alla Turchia;
               
            
                  373.
               
               
                  prende nota della critica espressa dalla Corte dei conti riguardo all’assenza di un chiaro metodo di selezione che garantirebbe la corrispondenza tra i progetti selezionati e le priorità del partenariato per l’adesione; si compiace della conclusione della Corte secondo la quale, malgrado la gestione della Commissione dell’assistenza preadesione alla Turchia nel periodo TPA (regime di assistenza preadesione alla Turchia, 2002-2006) abbia effettivamente presentato talune carenze, la Commissione si è in seguito attivata per migliorare le procedure dell’IPA, anche se l’efficacia dei cambiamenti apportati potrà essere valutata soltanto in futuro;
               
            
                  374.
               
               
                  è sconvolto dalle conclusioni della relazione speciale della Corte dei conti nella quale la Corte dei conti critica il fatto che la Commissione non ha garantito un sistema efficace per la valutazione dei singoli progetti nel periodo 2002-2008 e che pertanto non è possibile valutare come sono stati gestiti i fondi, né se vi è stato un uso proficuo;
               
            
                  375.
               
               
                  considera preoccupante il fatto che la pianificazione strategica per il periodo 2002-2004 e le 236 «priorità» del partenariato di adesione del 2006 non prevedessero una gerarchia delle priorità in termini di importanza né prendessero in considerazione il livello/le misure richiesti in materia di progressi verso l’adesione; critica le evidenti carenze nell’uso efficiente degli aiuti finanziari europei; si rammarica del fatto che tra il 2006 e il 2008 non si siano conseguiti progressi significativi in relazione a numerose priorità definite «a breve termine»;
               
            
                  376.
               
               
                  sottolinea la richiesta della Corte di disporre di una solida metodologia attraverso cui determinare gli obiettivi strategici che hanno maggiormente bisogno dell’assistenza finanziaria dell’Unione europea; reputa necessario che le misure proposte per conseguire i singoli obiettivi strategici siano chiaramente definite; chiede alla Commissione di assicurare che le proposte relative ai diversi progetti contengano obiettivi specifici, quantificabili, realistici e pertinenti, per far sì che il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi sia dimostrabile;
               
            
                  377.
               
               
                  critica il fatto che i fondi preadesione siano stati assegnati alla Turchia nonostante l’assenza di indicatori e malgrado l’impossibilità di misurare i progressi compiuti verso il soddisfacimento dei criteri di adesione; chiede pertanto che i fondi vengano orientati verso progetti pertinenti all’adesione, effettivamente misurabili e attuabili;
               
            
                  378.
               
               
                  ricorda che, pur avendo la Commissione introdotto misure volte a porre rimedio alle numerose carenze del sistema di attuazione decentrata, in particolare dopo l’introduzione del nuovo strumento di assistenza preadesione (IPA 2007-2013), essa non ha ancora affrontato le altre debolezze individuate nella programmazione generale e nella gestione della performance, come raccomandato dalla Corte dei conti; auspica inoltre che la Commissione richiami l’attenzione delle autorità turche su questo punto, affinché siano sviluppate proposte di progetti che consentano di realizzare, entro un lasso di tempo realistico, gli obiettivi strategici attinenti ai finanziamenti dell’Unione europea; ritiene che la Commissione dovrebbe intraprendere nuove iniziative per migliorare la concezione e l’attuazione dei progetti da parte delle istituzioni del sistema di attuazione decentrata (ad esempio mediante valutazioni obbligatorie delle necessità e una migliore programmazione temporale dell’aggiudicazione);
               
            
                  379.
               
               
                  chiede alla Commissione, data l’incapacità di misurare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di adesione, di effettuare un’analisi più precisa degli obiettivi e dell’efficacia dello strumento di assistenza preadesione, basata sulle osservazioni della Corte dei conti europea, e di presentarla entro il 15 settembre 2010;
               
            
                  380.
               
               
                  ribadisce l’importanza di una valutazione, da parte della Commissione, dell’intero programma di assistenza di preadesione alla Turchia;
               
            
         (1)  GU L 71 del 14.3.2008.
      
         (2)  GU C 273 del 13.11.2009, pag. 1.
      
         (3)  GU C 107 del 30.4.2004, pag. 1.
      
         (4)  GU C 216 del 14.9.2007, pag. 3.
      
         (5)  GU C 269 del 10.11.2009, pag. 1.
      
         (6)  GU C 273 del 13.11.2009, pag. 122.
      
         (7)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
      
         (8)  GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
      
         (9)  GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
      
         (10)  GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.
      
         (11)  GU L 88 del 31.3.2009, pag. 25.
      
         (12)  GU L 255 del 26.9.2009, pag. 36.
      
         (13)  http://eca.europa.eu/portal/pls/portal/docs/1/2410290.PDF
      
         (14)  GU C 16 E del 22.1.2010, pag. 201.
      
         (15)  GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
      
         (16)  Regolamento (CE) n. 1341/2008 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che modifica il regolamento (CE) n. 1083/2006 sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, per quanto riguarda alcuni progetti generatori di entrate (GU L 348 del 24.12.2008, pag. 19).
      
         (17)  Regolamento (CE) n. 284/2009 del Consiglio, del 7 aprile 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, per quanto riguarda alcune disposizioni relative alla gestione finanziaria (GU L 94 dell’8.4.2009, pag. 10).
      
         (18)  Regolamento (CE) n. 396/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo per estendere i tipi di costi ammissibili a un contributo del FSE (GU L 126 del 21.5.2009, pag. 1).
      
         (19)  Regolamento (CE) n. 397/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale per quanto riguarda l’ammissibilità degli investimenti a favore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili nell’edilizia abitativa (GU L 126 del 21.5.2009 pag. 3).
      
         (20)  Regolamento (CE) n. 846/2009 della Commissione, del 1o settembre 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1828/2006 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (GU L 250 del 23.9.2009, pag. 1).
      
         (21)  GU L 299 dell’8.11.2008, pag. 1.
      
         (22)  GU L 299 dell’8.11.2008, pag. 43.
      
         (23)  Testi approvati, P7_TA(2009)0055.
      
         (24)  Studio inteso a valutare la fattibilità e le opzioni per l’introduzione di elementi che tengano conto della prospettiva di genere nel bilancio («gender budgeting») nella procedura di bilancio dell’Unione europea (Contratto specifico redatto dalla Commissione europea DG Bilancio ABAC 132007, previsto al contratto quadro BUDG 06/PO/01/Lot 002/ABAC-101922 — Relazione finale del maggio 2008 A).
      
         (25)  Cfr. risoluzione del Parlamento europeo del 22 ottobre 2009 sugli aspetti istituzionali della creazione del Servizio europeo per l’azione esterna [Testi approvati, P7_TA(2009)0057].
      
         (26)  Cfr. relazione speciale n. 15/2009 della Corte dei conti sull’assistenza dell’Unione europea attuata tramite le organizzazioni delle Nazioni Unite: processo decisionale e monitoraggio.
      
         (27)  Meccanismo «palestino-europeo di gestione e di aiuto socio-economico».
      
         (28)  Temporary International Mechanism — Meccanismo internazionale temporaneo.
      
         (29)  Regolamento (CE) n. 1337/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, che istituisce uno strumento di risposta rapida all’impennata dei prezzi alimentari nei paesi in via di sviluppo (GU L 354 del 31.12.2008, pag. 62).
      
         (30)  Su 837 milioni di EUR, 530 milioni di EUR interessavano progetti di gestione congiunta con organizzazioni internazionali.
      
         (31)  Relazione speciale n. 4/2009 della Corte dei conti sulla gestione da parte della Commissione della partecipazione degli attori non statali alla cooperazione comunitaria allo sviluppo. L’articolo 19, paragrafo 8, e l’articolo 20, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1905/2006 (GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41) prevedono che la Commissione consulti i rappresentanti della società civile in una fase precoce del processo di programmazione.
      
         (32)  Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura (GU L 181 del 4.7.1986, pag. 6).
      
         (33)  http://ec.europa.eu/europeaid/how/evaluation/evaluation_reports/2008/1259_docs_en.htm
      
         (34)  Testi approvati, P6_TA(2009)0188.
      
         (35)  Cfr. «Final Report of the expert group on the future of networks of excellence» (settembre 2008 — «ER») pag. 21.
      
         (36)  SEC(2006) 866 – C6-0231/2006 – 2006/0900(CNS).
      
         (37)  ER, pag. 26.
      
         (38)  ER, pag. 28.
      
         (39)  ER, pag. 27.
      
         (40)  Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007, sezione III — Commissione e Agenzie esecutive (GU L 255 del 26.9.2009, pag. 36).