CELEX: C2003/044/77
Language: it
Date: 2003-02-22 00:00:00
Title: Causa T-389/02: Ricorso del sig. Sergio Sandini contro la Corte di giustizia delle Comunità europee, presentato il 24 dicembre 2002

22.2.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               C 44/41
un’impresa per la fornitura del legno e di un’impresa per la                 Ricorso del sig. Sergio Sandini contro la Corte di giustizia
logistica in Arneburg, presso Stendal, nel Land Sachsen-Anhalt,               delle Comunità europee, presentato il 24 dicembre 2002
in Germania, nonché alla concessione di una fideiussione
dell’80 % di un prestito di EUR 464,550 milioni.
                                                                                                      (Causa T-389/02)
Le ricorrenti fanno valere che la Commissione non si è del
tutto attenuta agli orientamenti e alle disposizioni quadro. Essa
                                                                                                       (2003/C 44/77)
non avrebbe esaminato le ripercussioni settoriali del piano
progettato sulla risorsa legno, e avrebbe ammesso un area di
sfruttamento troppo ampia. Tale ampia area di sfruttamento
determinerebbe costi troppo alti e pertanto la non redditività                                   (Lingua processuale: il francese)
dell’impresa. Se si utilizzasse un’area di sfruttamento meno
estesa, le risorse boschive non basterebbero a rifornire di legno
in quantitativo sufficiente tutte le imprese di lavorazione del
legno stabilite nella regione.
                                                                             Il 24 dicembre 2002 il sig. Sergio Sandini, con domicilio in
                                                                             Ehlange (Lussemburgo), rappresentato dagli avv.ti Juan Ramon
La Commissione non avrebbe poi tenuto conto del fatto che la                 Iturriagagoitia e Karine Delvolvé, ha proposto dinanzi al
partecipazione propria del beneficiario dell’aiuto è inferiore al            Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
necessario 25 %.                                                             contro la Corte di giustizia delle Comunità europee.
Inoltre la Commissione avrebbe calcolato un numero troppo
elevato di posti di lavoro indirettamente creati, per cui invece             Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
del fattore 1,5 dovrebbe essere applicato solo il fattore 1,25.
In tal modo l’entità dell’aiuto massimo concedibile sarebbe
pari soltanto al 26,25 %.                                                    —      annullare la decisione della Corte di giustizia 24 settembre
                                                                                    2002, riguardante il reclamo 2/02-R(e) proposto dal
                                                                                    ricorrente il 25 gennaio 2002 contro la decisione
Per di più, la quota di aiuto costituita da una fideiussione dello                  25 ottobre 2001;
Stato per un prestito sarebbe stata calcolata ad un livello
troppo basso, mentre da un calcolo corretto risulterebbe una                 —      condannare la convenuta a pagare al ricorrente, a titolo
quota di aiuto del 33,31 %, che addirittura supererebbe la                          di riparazione dei danni che questi ha subito o subirà, la
quota massima di aiuto autorizzata dalla Commissione pari al                        somma di EUR 350 000, salvo modifiche, maggiorata di
31,5 %.                                                                             interessi di mora al tasso del 10 % annuo a partire dal
                                                                                    7 ottobre 1999 fino alla data del saldo;
Il regolamento del Consiglio 22 marzo 1999, n. 659, CE,
recante modalità di applicazione dell’articolo [88 CE] (1),                  —      condannare la convenuta al pagamento di tutte le spese
sarebbe stato violato, poiché non sarebbe stato intrapreso un                       del procedimento.
formale procedimento di esame, nonostante la Commissione
avesse avuto motivi di perplessità. La ricorrente non potrebbe
così esercitare i propri diritti procedurali e subirebbe una
limitazione nel suo diritto ad essere sentita.
                                                                             Motivi e principali argomenti
Poiché gli orientamenti sugli aiuti regionali e le disposizioni
sugli aiuti regionali multisettoriali non sarebbero stati rispettati,
non potrebbe nemmeno intervenire alcuna delle eccezioni di                   Il ricorrente, dipendente della Corte di giustizia, si oppone al
cui all’art. 87, n. 3, lett. a) e c).                                        rifiuto di tale istituzione di risarcirlo per i danni subiti in
                                                                             conseguenza della sua malattia professionale, già riconosciuta
                                                                             dalla decisione dell’APN 31 maggio 2001, adottata in base
La Commissione avrebbe infine violato gli artt. 2, 3, n. 1,                  all’art. 73 dello Statuto e in forza della quale gli è stata concessa
lett. I), 6, EG, nonché l’art. 174, n. 1, terzo trattino, EG, poiché         un’indennità.
nelle sue decisioni non avrebbe tenuto conto delle esigenze
ambientali. Il progetto sostenuto porterebbe ad un rovinoso
sfruttamento delle aree boschive per dover coprire il fabbi-
sogno.                                                                       I motivi dedotti a sostegno del presente ricorso sono simili a
                                                                             quelli invocati nella causa T-255/02, H/Corte di giustizia
                                                                             (GU C 274, del 9.11.2002, pag. 26).
( 1) GU 1999, L 83, pag. 1.