CELEX: 51996XG1212
Language: it
Date: 1996-12-12 00:00:00
Title: Convenzione relativa alla procedura semplificata di estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea - Relazione esplicativa

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51996XG1212

Convenzione relativa alla procedura semplificata di estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea - Relazione esplicativa  

Gazzetta ufficiale n. C 375 del 12/12/1996 pag. 0004 - 0010

CONVENZIONE relativa alla  procedura semplificata di estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea RELAZIONE  ESPLICATIVA (96/C 375/03)1. CENNI STORICI Nella riunione ministeriale di  Limelette del 28 settembre 1993, i ministri della Giustizia degli Stati membri dell'Unione europea  hanno convenuto una dichiarazione nella quale hanno definito orientamenti al fine di migliorare  l'estradizione tra gli Stati membri. Tale dichiarazione è stata adottata dal Consiglio «Giustizia e  Affari interni» del 29 e 30 novembre 1993. Tale dichiarazione ha conferito un mandato preciso agli organi di lavoro competenti a norma del  titolo VI del trattato sull'Unione europea, affinché esaminino sia le condizioni dell'estradizione,  per renderle più flessibili, sia le procedure di estradizione, al fine di semplificarle e  accelerarle, nella misura in cui ciò sia compatibile con i principi fondamentali del diritto  interno degli Stati membri. Una prima relazione sullo stato dei lavori è stata presentata al Consiglio del 29 e 30 novembre  1993. Nella sessione del 24 marzo 1994 il Consiglio ha successivamente discusso talune questioni di  principio relative alle condizioni dell'estradizione. Una seconda relazione provvisoria è stata presentata al Consiglio del 20 giugno 1994. In tale  occasione è stata richiamata l'attenzione del Consiglio sull'opportunità di esaminare in modo più  approfondito le possibili misure procedurali, che, lasciando impregiudicati principi giuridici e  politici difficilmente trascurabili, permetterebbero di semplificare ed accelerare in modo  significativo le procedure. In quest'ottica, il Consiglio ha convenuto di dedicare particolare  attenzione alle procedure secondo le quali le persone interessate acconsentono alla propria  estradizione. A seguito di tale riunione, il ministro belga della Giustizia ha presentato su questo tema un  documento di lavoro, su cui si sono basate le discussioni tenute sotto le presidenze tedesca e  francese. A conclusione dei lavori, il Consiglio ha deciso, con un atto del 10 marzo 1995 (GU n. C 78 del 30  marzo 1995, pag. 1), di redigere la presente convenzione, firmata il giorno stesso dai  rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione, di cui raccomanda l'adozione da parte di  questi ultimi. 2. PRINCIPI DELLA CONVENZIONE La presente convenzione trova ragione d'essere  nelle seguenti constatazioni. Dalle informazioni statistiche raccolte nel corso dei lavori presso  gli Stati membri, relative al numero di fascicoli di estradizione e alla durata media delle  procedure tra gli Stati membri (anno di riferimento 1992), è emerso che, nelle circa 700 domande di  estradizione formulate nel 1992 tra gli Stati che erano allora membri, la persona oggetto della  domanda ha acconsentito alla propria estradizione in più del 30 % dei casi. Nonostante il consenso,  la durata della procedura resta abbastanza lunga (può giungere fino a vari mesi), anche quando la  persona oggetto della domanda non è perseguita né detenuta per altra causa nello Stato richiesto. Muovendo da tale constatazione, il Consiglio ha ritenuto auspicabile ridurre al minimo, in tali  casi, i tempi necessari all'estradizione e i periodi di detenzione ai fini della stessa. In generale, questa linea di condotta risponde alla volontà di migliorare e accelerare la  cooperazione tra gli Stati membri per quanto riguarda la consegna delle persone ai fini  dell'esercizio dell'azione penale e dell'esecuzione delle pene. Qualora la persona sia detenuta unicamente ai fini dell'estradizione per l'esercizio dell'azione  penale nello Stato richiedente, detta linea di condotta è parimenti conforme al rispetto dei  diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali delle persone perseguite. In tali casi, infatti, la  persona arrestata ai fini dell'estradizione beneficia della presunzione d'innocenza. La limitazione  della sua libertà deve pertanto essere rigorosamente giustificata. Se la persona acconsente  all'estradizione, è opportuno che possa essere consegnata in tempi il più possibile brevi allo  Stato richiedente, affinché possa presentare un ricorso contro la propria detenzione. Questa linea di condotta risponde infine all'obiettivo di efficienza della giustizia penale. Finché  la persona di cui si chiede l'estradizione non è consegnata alle autorità dello Stato richiedente  la procedura in tale Stato risulta paralizzata, o per lo meno rallentata. Se motivato dal rispetto  del diritto della persona di opporsi all'estradizione, tale rallentamento è conforme ai principi di  un procedimento penale equo. Nulla giustifica invece il ritardo se la persona non intende opporsi  all'estradizione. In base a questo complesso di considerazioni, il Consiglio ha concluso che è opportuno elaborare un  quadro giuridico più appropriato per permettere un'estradizione più rapida qualora la persona vi  acconsenta. Il principio è il seguente. In caso di consenso della persona interessata e di accordo  dell'autorità competente dello Stato richiesto, la consegna della persona avviene senza che occorra  presentare una domanda di estradizione e senza che si applichi la procedura formale di  estradizione, secondo una procedura tra l'autorità competente dello Stato richiesto e l'autorità  dello Stato richiedente che ha chiesto l'arresto. Tale consegna è effettuata entro un termine di 40  giorni a decorrere dal giorno seguente alla data in cui la persona ha espresso il proprio  consenso. Va precisato che l'accordo dell'autorità competente dello Stato richiesto è indipendente dal  consenso della persona poiché l'autorità in questione resta comunque libera di valutare  l'opportunità dell'estradizione sia alla luce del contenuto della domanda che degli eventuali  procedimenti in corso nei confronti della stessa persona all'interno dello Stato richiesto. La convenzione si applica principalmente a due tipi di situazioni. Nel primo caso viene formulata  una domanda di arresto provvisorio ai fini dell'estradizione e la persona, che acconsente sin  dall'arresto (o nei 10 giorni seguenti lo stesso) non è ricercata né detenuta per altra causa nello  Stato richiesto. Si tratta dell'ipotesi principale, oggetto degli articoli da 3 a 11 della  convenzione. Il secondo caso è quello della persona che acconsente dopo il termine di 10 giorni ma  prima dello scadere del termine di 40 giorni previsto all'articolo 16 della convenzione europea, e  prima della presentazione di una domanda di estradizione. La convenzione potrà inoltre applicarsi anche ad un terzo caso, sempreché lo Stato membro  interessato faccia una dichiarazione in tal senso all'atto di ratifica della convenzione: si tratta  del caso in cui la persona acconsenta all'estradizione dopo la presentazione di una domanda di  estradizione, a prescindere dal fatto che siffatta domanda sia stata preceduta o no da una domanda  di arresto provvisorio. La convenzione costituisce un quadro giuridico flessibile, dato che la procedura prevista è in ogni  caso subordinata all'accordo dell'autorità competente dello Stato richiesto ed alla valutazione  della stessa sul piano della legittimità e dell'opportunità. Si tratta di uno strumento che  fornisce una base giuridica per una cooperazione più semplice e più rapida, ma è importante  sottolineare che, in definitiva, la sua efficacia dipenderà in larga misura dalla volontà delle  autorità competenti di cooperare maggiormente per quanto riguarda la consegna delle persone ai fini  dell'esercizio dell'azione penale e dell'esecuzione delle pene. 3. COMMENTO SUGLI ARTICOLI Articolo 1 Disposizioni generali L'articolo colloca la convenzione nel quadro della convenzione europea di estradizione di cui  intende facilitare, tra gli Stati membri dell'Unione europea, l'applicazione completandone le  disposizioni, per inquadrare nel modo più adeguato i casi in cui la persona ricercata ai fini  dell'estradizione acconsenta di essere consegnata. Come si ricorda nell'ultimo considerando del preambolo della convenzione, dal fatto di collocarsi  nel quadro della convenzione europea consegue che le disposizioni di quest'ultima restano in vigore  per tutte le questioni non disciplinate dalla presente convenzione. Ciò si applica in particolare  alle condizioni di estradizione. Da questa disposizione generale si deve dedurre che la convenzione non modifica le norme  sull'estradizione per gli Stati membri vincolati da uno strumento diverso dalla convenzione  europea. Ciò si verifica, in particolare, per gli Stati del Benelux, vincolati dal trattato di  estradizione e di cooperazione giudiziaria in materia penale del 27 giugno 1962, per i quali  continua ad applicarsi l'articolo 19 di detto trattato, che prevede una procedura sommaria di  estradizione. Per quanto riguarda invece gli Stati membri le cui relazioni sono disciplinate dalla convenzione  europea, il paragrafo 2 dell'articolo 1 della presente convenzione precisa che il paragrafo 1 non  pregiudica l'applicazione delle disposizioni più favorevoli degli accordi bilaterali o  multilaterali o la legislazione uniforme che sia in vigore tra alcuni Stati membri. Articolo 2 Obbligo di consegna L'articolo contiene il principio fondamentale della convenzione, ossia l'obbligo di consegnare le  persone ricercate ai fini dell'estradizione, previo il consenso di tali persone alla loro consegna  secondo la procedura semplificata, prestato a norma dell'articolo 5, paragrafo 1 e degli articoli 6  e 7, e l'accordo dello Stato richiesto, dato a norma dell'articolo 5, paragrafo 2. Articolo 3 Condizioni per la consegna L'articolo riguarda l'ipotesi principale prevista dalla convenzione, ossia la procedura  semplificata a seguito dell'arresto provvisorio. Esso individua il punto di partenza di tale  procedura semplificata nella domanda d'arresto provvisorio di cui all'articolo 16 della convenzione  europea. Tra gli Stati membri parti della convenzione d'applicazione dell'accordo di Schengen, tale  punto di partenza potrà essere anche la segnalazione nel sistema d'informazione Schengen, a norma  dell'articolo 95 di detta convenzione. Nel paragrafo 2 di tale articolo sono previste le conseguenze del ricorso alla procedura  semplificata di estradizione: in questo caso non è più necessaria la presentazione di una domanda  di estradizione né della documentazione richiesta dall'articolo 12 della convenzione europea. La  consegna avviene in base alle informazioni contenute nella domanda di arresto provvisorio  specificate nell'articolo 4 della convenzione. Articolo 4 Informazioni da comunicare L'articolo precisa le informazioni che devono essere comunicate per permettere il ricorso alla  procedura semplificata. La comunicazione mira sia ad informare la persona arrestata fornendole la base su cui potrà essere  prestato il consenso alla consegna, sia ad informare l'autorità competente dello Stato richiesto,  fornendo alla stessa gli elementi necessari per permettere di esaminare la questione  dell'autorizzazione alla consegna. Le informazioni menzionate corrispondono a quelle necessarie per la segnalazione della persona nel  sistema d'informazione Schengen, cui viene aggiunta l'informazione relativa all'identità della  persona ricercata. L'autorità competente dello Stato richiesto deve, in linea di massima, considerare tali  informazioni sufficienti per pronunciarsi sulla consegna della persona. Esse contengono infatti  tutti gli elementi necessari ad un esame adeguato della questione dell'autorizzazione alla consegna  sia per quanto riguarda la persona sia per quanto riguarda il reato stesso. Il paragrafo 2 di tale articolo prevede tuttavia la possibilità di derogare al paragrafo 1  chiedendo informazioni complementari, qualora quelle fornite si rivelino insufficienti a permettere  all'autorità competente dello Stato richiesto di autorizzare la consegna. La natura di tali  informazioni non è precisata ed è lasciata alla valutazione di ciascuno Stato. La deroga lascia  comunque impregiudicato l'articolo 3, paragrafo 2 della convenzione, a norma del quale non si può  esigere, nell'ambito della procedura semplificata, la presentazione della documentazione richiesta  dall'articolo 12 della convenzione europea. Articolo 5 Consenso e accordo L'articolo specifica il modo in cui sono prestati il consenso e l'accordo richiesti a norma  dell'articolo 2. Il consenso della persona interessata deve essere prestato alle condizioni  stabilite dagli articoli 6 e 7. In merito all'accordo dell'autorità competente dello Stato  richiesto, la convenzione rimanda alle procedure nazionali degli Stati. Articolo 6 Informazione della persona L'articolo obbliga gli Stati ad informare ogni persona arrestata ai fini dell'estradizione della  domanda presentata contro di essa e della possibilità offertale di consentire alla sua consegna  secondo la procedura semplificata. A tale informazione procede l'«autorità competente», ossia  l'autorità competente a disporre l'arresto. La persona deve essere informata fin dal momento  dell'arresto, secondo il diritto interno di ciascuno Stato. Articolo 7 Modalità per l'assunzione del consenso L'articolo disciplina le modalità con cui viene prestato il consenso. Si applica parimenti alla  rinuncia alla regola della specialità, qualora il diritto dello Stato richiesto la preveda,  distintamente dal consenso all'estradizione, a norma dell'articolo 9, lettera b). La convenzione non precisa il momento in cui deve essere ricevuto il consenso della persona.  Qualora la procedura sia avviata con l'arresto provvisorio della persona a norma dell'articolo 4,  risulta dall'articolo 6, che prevede l'informazione della persona sin dall'arresto, e dall'articolo  8, che prevede una comunicazione in merito al consenso entro un termine di 10 giorni a decorrere  dall'arresto provvisorio, che la persona deve poter prestare il consenso fin dal momento  dell'arresto provvisorio. Il consenso (e l'eventuale rinuncia alla regola della specialità) è ricevuto dinanzi all'autorità  giudiziaria competente dello Stato richiesto. L'autorità giudiziaria competente può essere un  giudice, un tribunale o un magistrato del pubblico ministero, secondo il diritto dello Stato  richiesto. All'atto del deposito dello strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di  adesione, ciascuno Stato membro indica qual è l'autorità competente da esso designata, a norma  dell'articolo 15. Le forme in cui ricevere il consenso (e l'eventuale rinuncia alla regola della specialità) sono  stabilite dalla legislazione di ciascuno Stato per quanto lo riguarda. L'articolo 7, paragrafo 2  impone tuttavia agli Stati membri di adottare le misure necessarie affinché il consenso (e  l'eventuale rinuncia alla regola della specialità) sia ricevuto con modalità dalle quali risulti  che la persona lo ha prestato volontariamente e nella piena consapevolezza delle relative  conseguenze (consenso libero e consapevole). Esso prevede a tal fine che la persona abbia il  diritto di farsi assistere da un difensore. Questa disposizione implica che la persona deve essere informata in modo completo delle conseguenze  del proprio consenso (e dell'eventuale rinuncia alla regola della specialità). Relativamente alle conseguenze del consenso, tale informazione riguarderà la rinuncia alle garanzie  della procedura normale, l'eventuale irrevocabilità del consenso prestato, a norma dell'articolo 7,  paragrafo 4, le eventuali conseguenze sulla regola della specialità - e la possibilità di essere  perseguito per fatti diversi da quelli oggetto della procedura di estradizione - a norma  dell'articolo 9, lettera a). Per quanto attiene alle conseguenze della rinuncia alla regola della specialità, l'informazione  riguarderà gli effetti della stessa sulla regola della specialità, nonché l'eventuale  irrevocabilità della rinuncia. Questa disposizione implica peraltro che la procedura di ricevimento del consenso (e l'eventuale  rinuncia alla regola della specialità) sia strutturata in modo da permettere un controllo  successivo del carattere volontario e consapevole del consenso. In quest'ottica, il paragrafo 3  prevede che la prestazione del consenso (e l'eventuale rinuncia alla regola della specialità) sia  consacrata in un verbale. Le modalità di stesura e le forme del verbale sono lasciate alla  discrezionalità dei legislatori nazionali. Il paragrafo 4 prevede che il consenso (e l'eventuale rinuncia alla regola della specialità) sia  irrevocabile. Tuttavia, in considerazione della situazione giuridica esistente in alcuni Stati  membri, il medesimo paragrafo offre una possibilità di riserva, mediante la quale gli Stati membri  possono indicare che il consenso (e l'eventuale rinuncia alla regola della specialità) è revocabile  secondo le disposizioni applicabili del diritto interno. Per evitare, in quest'ultimo caso, che la revoca del consenso da parte della persona possa  pregiudicare il buono svolgimento della procedura di estradizione, il paragrafo 4 prevede che il  periodo compreso tra la notifica del consenso e quella dell'eventuale revoca non sia preso in  considerazione per il calcolo dei termini di 18 e 40 giorni previsti per l'arresto provvisorio  all'articolo 16, paragrafo 4 della convenzione europa. Ciò significa che, qualora una persona  revochi il consenso, lo Stato richiedente disporrà, per presentare la domanda di estradizione,  dello stesso numero di giorni che aveva al momento in cui gli è stato notificato il consenso della  persona all'estradizione o in cui ha smesso di predisporre la documentazione necessaria a norma  dell'articolo 12 della convenzione europea. Articolo 8 Comunicazione del consenso L'articolo prevede la comunicazione immediata del consenso della persona dallo Stato richiesto a  quello richiedente. La comunicazione immediata è indispensabile per garantire il buono svolgimento  della procedura semplificata, laddove essa prenda avvio con l'arresto provvisorio della persona, a  norma degli articoli 4 e seguenti della convenzione. Ricevendo comunicazione di questa  informazione, infatti, lo Stato richiedente può sospendere la preparazione dei documenti  giustificativi della domanda di estradizione di cui all'articolo 12 della convenzione europea. Per permettere l'eventuale presentazione di una domanda a norma dell'articolo 12 della convenzione  europea entro il termine di 40 giorni previsto dall'articolo 16 della stessa, l'articolo 8 sancisce  l'obbligo per lo Stato richiesto di comunicare allo Stato richiedente, non oltre 10 giorni  dall'arresto provvisorio, se la persona ha prestato o meno il proprio consenso alla consegna.  Questo termine non intende impedire un consenso successivo della persona, che sarà disciplinato  dall'articolo 12 della presente convenzione, bensì evitare che l'incertezza sul consenso della  persona possa compromettere il buono svolgimento della procedura di estradizione, dati i termini  previsti all'articolo 16 della convenzione europea. Sempre nell'intento di abbreviare i tempi, il paragrafo 2 prevede che l'informazione relativa al  consenso sia comunicata direttamente tra le autorità competenti degli Stati membri. Per autorità  competenti si intendono non le autorità competenti a ricevere il consenso, bensì le autorità  competenti per la procedura semplificata di estradizione, quali determinate da ciascuno Stato  membro all'atto del deposito dello strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di  adesione, a norma dell'articolo 15 della convenzione. Articolo 9 Rinuncia alla regola della specialità Date le notevoli differenze tra le legislazioni degli Stati membri per quanto riguarda gli effetti  del consenso della persona all'estradizione sulla possibilità dello Stato richiedente di  perseguirla per fatti diversi da quelli oggetto della domanda, la convenzione non prevede  disposizioni obbligatorie al riguardo. L'articolo 9, che riguarda detta questione, soddisfa  unicamente una esigenza di informazione reciproca. A norma di tale articolo, ciascuno Stato membro  può dichiarare che la regola della specialità dell'estradizione, quale enunciata all'articolo 14  della convenzione europea, non si applicherà nel caso della procedura semplificata. In considerazione delle differenze tra gli ordinamenti giuridici, sono possibili due dichiarazioni:  una in base alla quale la regola della specialità cessa di applicarsi al momento in cui la persona  acconsente all'estradizione; in tal caso, detto consenso implica l'automatica rinuncia alla regola  della specialità, come avviene tra gli Stati del Benelux; un'altra in base alla quale la regola  della specialità non si applicherà se la persona che ha acconsentito all'estradizione rinuncia  espressamente, con modalità distinte, a tale beneficio. Articolo 10 Comunicazione della decisione di estradizione In base a questo articolo, tutte le comunicazioni relative alla procedura semplificata si  effettuano direttamente tra l'autorità competente dello Stato richiesto, determinata da ciascuno  Stato membro all'atto del deposito dello strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o  di adesione a norma dell'articolo 15 della convenzione, e l'autorità dello Stato richiedente che ha  richiesto l'arresto provvisorio. Scopo di questa disposizione è semplificare e accelerare la  procedura, facendo sì che tutte le comunicazioni siano effettuate tra le autorità direttamente  interessate e che le decisioni sul ricorso alla procedura semplificata siano prese da tali  autorità, senza passare tramite autorità amministrative intermedie. Il paragrafo 2 di tale articolo prevede che la comunicazione della decisione di estradizione presa  dall'autorità competente dello Stato richiesto, deve essere effettuata non oltre 20 giorni a  decorrere dalla data in cui la persona ha prestato il consenso. È chiaro che si tratta di un  termine massimo e che è auspicabile, sia quando non sembrano esserci ostacoli all'estradizione che  quando questa sembra incontrare seri ostacoli, che la decisione, positiva o negativa, sia  comunicata in tempi il più possibile brevi a decorrere dal momento in cui la persona interessata ha  prestato il consenso. Qualora l'autorità competente dello Stato richiesto decida di negare l'estradizione secondo la  procedura semplificata, resterà comunque allo Stato richiedente, grazie al cumulo dei due termini  previsti all'articolo 8, paragrafo 1 e all'articolo 10, paragrafo 2, un termine minimo di 10 giorni  prima dello scadere del termine di 40 giorni, previsto per l'arresto provvisorio all'articolo 16  della convenzione europea, per presentare una domanda di estradizione a norma dell'articolo 12  della convenzione europea. Articolo 11 Termine per la consegna Tale articolo prevede che la consegna della persona si effettui non oltre 20 giorni a decorrere  dalla data in cui è stata comunicata la decisione di estradizione. Si tratta nuovamente di un  termine massimo ed è chiaro che la consegna può essere effettuata non appena l'autorità competente  dello Stato richiesto si sia pronunciata, qualora la consegna sia, da quel momento, materialmente  possibile. Ciò dovrebbe in particolare verificarsi per l'estradizione tra paesi limitrofi. Il paragrafo 2 prevede che la persona sia rimessa in libertà qualora essa non sia consegnata allo  Stato richiedente entro il termine previsto al paragrafo 1. Tuttavia, in casi di forza maggiore che  impediscano la consegna entro il termine previsto, il paragrafo 3 consente una deroga al termine  stesso. Ferma restando l'informazione, entro un termine di 20 giorni, da parte dell'autorità  competente confrontata a un caso di forza maggiore all'autorità competente dell'altro Stato, le due  autorità possono convenire una nuova data per la consegna. Se non viene consegnata entro 20 giorni  da tale data allo Stato richiedente, la persona è rimessa in libertà. Ai fini dell'applicazione di questa disposizione, la nozione di forza maggiore va intesa in senso  stretto, secondo l'interpretazione del termine nel diritto penale internazionale; si tratta di una  situazione che non si è potuta prevedere e che non si è potuta impedire (ad esempio, un incidente  occorso durante il trasporto, uno sciopero che impedisce di utilizzare il mezzo di trasporto  previsto e l'impossibilità di valersi di un altro mezzo di trasporto, un malessere grave della  persona da estradare che impone un ricovero urgente in ospedale). La nuova data fissata per la  consegna deve, peraltro, essere il più possibile vicina alla data in cui giunge a scadenza il  termine inizialmente previsto. Il paragrafo 4 prevede che l'articolo non si applichi qualora la persona sia perseguita nello Stato  richiesto per altra causa e debba scontare una pena per un altro fatto e che tale Stato desideri  avvalersi dell'articolo 19 della convenzione europea relativo alla consegna rimandata o  condizionata. In tal caso si applicano le disposizioni della convenzione europea. Articolo 12 Consenso dato dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 8 o in altre  circostanze Mentre gli articoli da 3 a 11 riguardano anzitutto l'ipotesi in cui la persona ricercata acconsente  all'estradizione a seguito dell'arresto provvisorio, l'articolo 12 contempla il regime giuridico  applicabile nei casi in cui la persona acconsenta a condizioni diverse da quelle previste in detti  articoli, in particolare dopo la scadenza del termine di 10 giorni di cui all'articolo 8, paragrafo  1. All'interno di questa seconda ipotesi, vanno distinti due casi. Il primo caso è quello della  persona che presta il proprio consenso dopo la scadenza del primo termine di 10 giorni, ma prima  dello scadere del termine di 40 giorni previsto all'articolo 16 della convenzione europea e prima  che lo Stato richiedente presenti una domanda formale di estradizione. Il secondo caso è quello  della persona che acconsente dopo che lo Stato richiedente ha presentato domanda di estradizione,  sia essa stata preceduta o meno da una domanda di arresto provvisorio. Nel primo caso, l'articolo 12, paragrafo 1 prevede che lo Stato richiesto applichi la procedura  semplificata prevista dalla convenzione. È chiaro che, in mancanza di un consenso espresso entro il  primo termine di 10 giorni, lo Stato richiedente dovrà predisporre la domanda di estradizione senza  aspettare un eventuale consenso successivo della persona, onde garantire che tale domanda possa  essere presentata entro il termine massimo di 40 giorni. Per quanto riguarda il secondo caso, il ricorso alla procedura semplificata è facoltativo e spetta  a ciascuno Stato membro indicare, in una dichiarazione all'atto di ratifica, se intende in tal caso  ricorrere alla procedura semplificata e a quali condizioni. Articolo 13 Riestradizione verso un altro Stato membro L'articolo, che si iscrive nella logica dell'articolo 9, in cui è prevista la possibilità di  rinunciare alla regola della specialità, trae le conseguenze della rinuncia sulle condizioni  relative alla riestradizione verso un altro Stato membro. La regola è la seguente: se, in  applicazione dell'articolo 9, la persona non beneficia più della regola della specialità dopo la  sua estradizione verso lo Stato richiedente, la riestradizione verso un altro Stato membro non è  più, in deroga all'articolo 15 della convenzione europea, subordinata all'accordo dello Stato  richiesto. Tale disposizione si spiega con il fatto che, in mancanza di specialità, lo Stato richiedente è  autorizzato ad avviare procedimenti penali (e, di conseguenza, a cooperare mediante l'estradizione  ai procedimenti avviati da altri Stati) per fatti diversi da quelli per cui è stata concessa  l'estradizione. Si deve tuttavia rilevare che la convenzione non disciplina la riestradizione della persona verso  uno Stato parte della convenzione europea ma non membro dell'Unione europea. Articolo 14 Transito L'articolo, che si iscrive nella logica di semplificazione degli articoli 3 e 4 della convenzione,  semplifica le condizioni relative al transito rispetto a quelle dell'articolo 21 della convenzione  europea. In deroga all'articolo 21, paragrafo 3, la domanda di transito può essere inoltrata con tutti i  mezzi dei quali rimanga una traccia scritta (compreso il telefax e la posta elettronica) e lo Stato  di transito può comunicare la propria decisione con la stessa procedura. Essa non deve essere  corredata della documentazione di cui all'articolo 12, paragrafo 2 della convenzione europea, ma  soltanto da quella stabilita all'articolo 4 della presente convenzione. Lo Stato di transito deve  considerare queste informazioni sufficienti per prendere le misure restrittive necessarie  all'effettuazione del transito. Articolo 15 Determinazione delle autorità competenti L'articolo prevede che gli Stati membri indichino, all'atto della ratifica, quali saranno le varie  autorità competenti dell'applicazione della procedura stabilita dalla convenzione, in particolare  quali autorità saranno responsabili della procedura e dovranno consentire all'estradizione mediante  procedura semplificata, quali riceveranno il consenso della persona all'estradizione e quali  saranno competenti per autorizzare il transito di una persona estradata secondo detta procedura. L'obiettivo di rapidità ed efficienza perseguito suggerisce di designare quali autorità competenti  le autorità che sono concretamente responsabili per i procedimenti penali di ciascuno Stato membro,  per evitare l'intervento di autorità intermedie non indispensabili al buon svolgimento della  procedura. Articolo 16 Entrata in vigore L'articolo disciplina l'entrata in vigore della convenzione secondo le norme stabilite in materia  dal Consiglio dell'Unione europea. La convenzione entra in vigore 90 giorni dopo il deposito  dell'ultimo strumento di ratifica. Tuttavia, come è previsto dalle convenzioni di cooperazione giudiziaria precedentemente concluse  tra gli Stati membri, onde permettere che la convenzione sia applicata quanto prima tra gli Stati  membri più interessati, il paragrafo 3 offre a ciascuno Stato membro la possibilità di dichiarare,  all'atto della ratifica o in qualsiasi momento successivo, che la convenzione si applica in  anticipo nei confronti degli altri Stati membri che hanno fatto la stessa dichiarazione. La  dichiarazione produrrà i propri effetti 90 giorni dopo il suo deposito. Articolo 17 Adesione L'articolo prevede che la convenzione sia aperta all'adesione di qualsiasi Stato che diventi membro  dell'Unione europea e disciplina le modalità di tale adesione. Se la convenzione è già in vigore all'atto di adesione di un nuovo Stato membro, essa entrerà in  vigore nei confronti di detto Stato 90 giorni dopo il deposito dello strumento di adesione. Se  invece essa non è ancora in vigore 90 giorni dopo l'adesione dello Stato in questione, la  convenzione entrerà in vigore per tale Stato al momento dell'entrata in vigore prevista  dall'articolo 16, paragrafo 2. In questo caso lo Stato aderente potrà altresì fare la dichiarazione  di applicazione anticipata di cui all'articolo 16, paragrafo 3. Va rilevato che, per via dell'articolo 16, paragrafo 2, se uno Stato diviene membro dell'Unione  europea prima dell'entrata in vigore della convenzione e non aderisce alla stessa, la convenzione  entrerà comunque in vigore non appena tutti gli Stati che erano membri al momento della firma  avranno depositato gli strumenti di ratifica.