CELEX: 61971CJ0046
Language: it
Date: 1972-06-07 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 7 giugno 1972. # Georg Brandau contro Consiglio delle Comunità europee. # Causa 46-71.

Avis juridique important

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61971J0046

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 7 GIUGNO 1972.  -  GEORG BRANDAU CONTRO CONSIGLIO DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 46/71.  

raccolta della giurisprudenza 1972 pagina 00373 edizione speciale danese pagina 00099 edizione speciale portoghese pagina 00127

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - RETRIBUZIONE - ASSEGNI FAMILIARI - EQUIPARAZIONE DI UNA PERSONA AD UN FIGLIO A CARICO - RIGETTO DELLA DOMANDA - NON E NECESSARIA LA MOTIVAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLE CC.EE ., ALLEGATO VII, ART . 2, N . 4 )  2 . DIPENDENTI - RETRIBUZIONE - ASSEGNI FAMILIARI - EQUIPARAZIONE DI UNA PERSONA AD UN FIGLIO A CARICO - POTERE DISCREZIONALE DELL' AMMINISTRAZIONE - FONDAMENTO  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLE CC.EE ., ALLEGATO VII, ART . 2, N . 4 )  3 . DIPENDENTI - RETRIBUZIONE - ASSEGNI FAMILIARI - EQUIPARAZIONE DI UNA PERSONA AD UN FIGLIO A CARICO - CRITERI OBIETTIVI FISSATI DALLE ISTITUZIONI - POTERE DISCREZIONALE DELL' AMMINISTRAZIONE - ESERCIZIO - SUA COMPATIBILITA CON LA PARITA DI TRATTAMENTO DEI DIPENDENTI ( STATUTO DEL PERSONALE DELLE CC.EE ., ALLEGATO VII, ART . 2, N . 4 )  

Massima

1 . L' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO PREVEDE UNA MOTIVAZIONE SPECIFICA SOLO NEL CASO DELLA DECISIONE CHE AMMETTE L' EQUIPARAZIONE DI UNA PERSONA AD UN FIGLIO A CARICO . IN CASO DI RIGETTO, L' AMMINISTRAZIONE NON E QUINDI TENUTA A MOTIVARE LA SUA DECISIONE .  2 . DALLA STESSA LETTERA DELL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII RISULTA CHIARAMENTE CHE GLI AUTORI DELLO STATUTO HANNO INTESO LASCIARE ALL' AMMINISTRAZIONE UNA CERTA LIBERTA NELLA VALUTAZIONE DEI FATTI E DELLE CIRCOSTANZE ADDOTTI, DI VOLTA IN VOLTA, A SOSTEGNO DELLA DOMANDA DI ASSIMILAZIONE .  3 . SE E VERO CHE, PER L' ATTUAZIONE DELL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO, CIASCUNA ISTITUZIONE DELLA COMUNITA PUO' DETERMINARE, CON PROVVEDIMENTI DI CARATTERE GENERALE, I CRITERI OBIETTIVI CUI ESSA INTENDE ATTENERSI, TUTTAVIA TALE ENUNCIAZIONE VA CONSIDERATA SOLO COME L' ESPRESSIONE DI ESIGENZE MINIME, VALIDE IN TUTTI I CASI, E NON PUO' PREGIUDICARE L' ESERCIZIO, NEL CASO SINGOLO, DEL POTERE DISCREZIONALE ATTRIBUITO ALL' AMMINISTRAZIONE DALLO STESSO STATUTO .  UN SIFFATTO POTERE DELL' AMMINISTRAZIONE, NECESSARIO PER CONSENTIRE A QUESTA DI TENER CONTO DELLE MOLTEPLICI E IMPREVEDIBILI CIRCOSTANZE PROPRIE DEI SINGOLI CASI, NON E INCOMPATIBILE COL PRINCIPIO GENERALE DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEI DIPENDENTI .  

Parti

NELLA CAUSA 46-71  GEORG BRANDAU, DIPENDENTE DELLA SEGRETERIA GENERALE DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITA EUROPEE, BRUXELLES, RESIDENTE IN TERVUREN, CON L' AVV . MICHEL VAN DOOSSELAERE, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . JACQUES LOESCH, 2, RUE GOETHE, RICORRENTE,  CONTRO  CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPEE, BRUXELLES, RAPPRESENTATO DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . GONZAGUE LESORT, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO IL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . EMILE REUTER, 4, BOULEVARD ROYAL, CONVENUTO,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DEL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO ALLA RICHIESTA DI ASSEGNI FAMILIARI PRESENTATA DAL RICORRENTE IL 26 MARZO 1971 E, IN SUBORDINE, L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE NEGATIVA 16 LUGLIO 1971, 

Motivazione della sentenza

A ) SUL MEZZO DI VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI  1 IL RICORRENTE FA CARICO AL CONVENUTO DI AVER VIOLATO LE FORME ESSENZIALI STABILITE ALL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IN QUANTO IL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO ALLA SUA RICHIESTA DI ASSEGNI FAMILIARI NON ERA UNA " DECISIONE SPECIALE E MOTIVATA ".  2 L' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO PREVEDE UNA MOTIVAZIONE SPECIFICA SOLO NEL CASO DELLA DECISIONE CON CUI VENGA ACCOLTA LA DOMANDA DI ASSIMILAZIONE DI UNA PERSONA A CARICO AD UN FIGLIO A CARICO .  3 QUEST' OBBLIGO FORMALE E GIUSTIFICATO DAL CARATTERE ECCEZIONALE DELL' ASSIMILAZIONE, SOTTOLINEATO DALLO STESSO TENORE LETTERALE DELLA NORMA IN QUESTIONE, NONCHE DALLA NECESSITA DI FACILITARE IL CONTROLLO SUL MODO IN CUI L' AMMINISTRAZIONE SI E VALSA DEI POTERI DEI QUALI ESSA DISPONE IN MATERIA .  4 DA QUESTA NORMA NON DERIVA QUINDI ALCUN OBBLIGO, PER L' AMMINISTRAZIONE, DI MOTIVARE SPECIFICAMENTE IL PROVVEDIMENTO IN CASO DI DECISIONE NEGATIVA .  5 IL PRESENTE MEZZO E PERCIO' INFONDATO .  B ) SUL MEZZO DI VIOLAZIONE DELL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO DEL PERSONALE E DELL' ART . 1 DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO 2 APRILE 1964  6 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE, POICHE SUSSISTONO I PRESUPPOSTI STABILITI DALL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO, IL CONSIGLIO E TENUTO A CONCEDERE LA RICHIESTA ASSIMILAZIONE .  7 SECONDO IL CONVENUTO, LA NORMA CUI SI RICHIAMA IL RICORRENTE LASCIA ALL' AMMINISTRAZIONE UN CERTO MARGINE DISCREZIONALE NEL CASO SINGOLO .  8 DALLA STESSA LETTERA DELL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII RISULTA CHIARAMENTE CHE GLI AUTORI DELLO STATUTO HANNO INTESO LASCIARE ALL' AMMINISTRAZIONE UNA CERTA LIBERTA NELLA VALUTAZIONE DEI FATTI E DELLE CIRCOSTANZE ADDOTTI, DI VOLTA IN VOLTA, A SOSTEGNO DELLA DOMANDA DI ASSIMILAZIONE .  9 QUESTA DISCREZIONALITA TROVA UNA GIUSTIFICAZIONE NELL' EQUITA, CUI L' AMMINISTRAZIONE DEVE INFORMARSI NELL' ESERCIZIO DEL POTERE ECCEZIONALE ATTRIBUITOLE DALLA NORMA SUMMENZIONATA, E NELLA CONSEGUENTE NECESSITA DI VALUTARE LE CIRCOSTANZE DI FATTO CHE CARATTERIZZANO IL CASO SINGOLO .  10 A SOSTEGNO DELLA SUA TESI, IL RICORRENTE RICHIAMA TUTTAVIA LA DECISIONE DEL CONSIGLIO 2 APRILE 1964, CHE FISSA DEI CRITERI OBIETTIVI PER QUANTO RIGUARDA L' ASSIMILAZIONE DI UNA PERSONA A CARICO AD UN FIGLIO A CARICO .  11 SE E VERO CHE, PER L' ATTUAZIONE DELL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO, CIASCUNA ISTITUZIONE DELLA COMUNITA PUO' DETERMINARE, CON PROVVEDIMENTI DI CARATTERE GENERALE, I CRITERI OBIETTIVI CUI ESSA INTENDE ATTENERSI, TUTTAVIA TALE ENUNCIAZIONE VA CONSIDERATA SOLO COME L' ESPRESSIONE DI ESIGENZE MINIME, VALIDE IN TUTTI I CASI, E NON PUO' PREGIUDICARE L' ESERCIZIO, NEL CASO SINGOLO, DEL POTERE DISCREZIONALE ATTRIBUITO ALL' AMMINISTRAZIONE DALLO STESSO STATUTO .  12 UN SIFFATTO POTERE DELL' AMMINISTRAZIONE, NECESSARIO PER CONSENTIRE A QUESTA DI TENER CONTO DELLE MOLTEPLICI E IMPREVEDIBILI CIRCOSTANZE PROPRIE DEI SINGOLI CASI, NON E INCOMPATIBILE COL PRINCIPIO GENERALE DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEI DIPENDENTI, CUI SI RICHIAMA IL RICORRENTE .  13/14 QUESTO PRINCIPIO NON RICHIEDE CHE L' AMMINISTRAZIONE, NELL' APPLICARE LA NORMA CONSIDERATA, DEBBA LIMITARSI AD UNA SEMPLICE TRANSPOSIZIONE MECCANICA DI PRINCIPI E CRITERI PRESTABILITI . CIO' SAREBBE IN CONTRASTO CON L' ESIGENZA DI VALUTARE LE CIRCOSTANZE DI FATTO, A VOLTE COMPLESSE, DEL SINGOLO CASO .  15 IN SUBORDINE, IL RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE DI ACCERTARE SE L' AMMINISTRAZIONE SI SIA VALSA IN MODO CORRETTO DEL SUO POTERE DISCREZIONALE .  16 IN CORSO DI CAUSA, IL CONVENUTO HA SPIEGATO DI AVER RESPINTO LA RICHIESTA DEL RICORRENTE, PERCHE L' OSPIZIO DA QUESTO SCELTO PER SUA MADRE AVEVA UNA RETTA MOLTO PIU ELEVATA DELLA MEDIA DI QUELLE DEGLI ALTRI OSPIZI PRIVATI DELLA REGIONE .  IL RICORRENTE NON HA PROVATO LA NECESSITA E L' EQUITA DEL COLLOCAMENTO DELLA MADRE IN UN OSPIZIO DEL GENERE .  17 FATTA SALVA LA DETERMINAZIONE DELL' OBBLIGO LEGALE DEL RICORRENTE PER IL MANTENIMENTO DELLA MADRE, E TENUTO CONTO FRA L' ALTRO DELL' EVENTUALE NECESSITA DI PARTICOLARI CURE MEDICHE, DERIVANTE DALLO STATO DI SALUTE DELLA PERSONA A CARICO, SI PUO' AFFERMARE CHE NELLA FATTISPECIE, CONSIDERATI GLI ELEMENTI FORNITI AL RIGUARDO DA ENTRAMBE LE PARTI, I MOTIVI ESPOSTI DAL CONVENUTO PER GIUSTIFICARE IL SUO PROVVEDIMENTO NEGATIVO NON SEMBRANO INFONDATI .  18 IL RICORRENTE NON HA PROVATO, COME DOVEVA, LA NECESSITA DELLE PRESTAZIONI CORRISPOSTE ALLA MADRE .  19 DI CONSEGUENZA, NEL RESPINGERE LA DOMANDA DI ASSIMILAZIONE PRESENTATA DAL RICORRENTE, IL CONVENUTO NON HA ECCEDUTO I LIMITI DEL POTERE DISCREZIONALE ATTRIBUITOGLI DALL' ART . 2, N . 4, DELL' ALLEGATO VII DELLO STATUTO .  20 DA QUANTO SOPRA RISULTA CHE IL PRESENTE MEZZO E INFONDATO .  C ) SULLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DEL SILENZIO-RIFIUTO  21 IL RICORRENTE CHIEDE INFINE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CHE SAREBBE CONTENUTA NELLA LETTERA DEL CONSIGLIO 16 LUGLIO 1971, CON CUI VENIVA MOTIVATO IL RIFIUTO OPPOSTO ALLA DOMANDA DI ASSIMILAZIONE .  22 A SOSTEGNO DELLE SUE CONCLUSIONI SU QUESTO PUNTO, IL RICORRENTE SI LIMITA A RICHIAMARE I MEZZI DA LUI DEDOTTI CONTRO IL SILENZIO-RIFIUTO .  23 LA QUESTIONE DEL SE LA LETTERA DEL CONSIGLIO NON ABBIA CARATTERE PURAMENTE CONFERMATIVO RISPETTIVO AL PRECEDENTE SILENZIO-RIFIUTO ( CIRCOSTANZA CHE DETERMINEREBBE L' IRRICEVIBILITA DELLA DOMANDA ) PUO' RESTARE APERTA . E' SUFFICIENTE OSSERVARE CHE LE CONSIDERAZIONI SOPRA SVOLTE FANNO APPARIRE INFONDATA LA DOMANDA STESSA .  24 ANCHE QUESTA DOMANDA VA PERCIO' RESPINTA .  

Decisione relativa alle spese

25/27 IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . A NORMA DELL' ART . 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ART . 70 DELLO STESSO REGOLAMENTO, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA, LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE . 

Dispositivo

LA CORTE ( SECONDA SEZIONE ),  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO IN OGNI SUA PARTE .  2 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA INCONTRATE .