CELEX: 61973CJ0037
Language: it
Date: 1973-12-13
Title: Sentenza della Corte del 13 dicembre 1973. # Sociaal Fonds voor de Diamantarbeiders contro NV Indiamex e società di fatto De Belder. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Arbeidsrechtbank Antwerpen - Belgio. # Tasse interne di effetto equivalente. # Cause riunite 37 e 38-73.

Avis juridique important

|

61973J0037

SENTENZA DELLA CORTE DEL 13 DICEMBRE 1973.  -  SOCIAAL FONDS VOOR DE DIAMANTARBEIDERS CONTRO NV INDIAMEX E SOCIETA'DI FATTO DE BELDER.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL TRIBUNAL DU TRAVAIL D'ANVERS).  -  CAUSE RIUNITE 37 E 38/73.  

raccolta della giurisprudenza 1973 pagina 01609 edizione speciale greca pagina 00883 edizione speciale portoghese pagina 00633 edizione speciale spagnola pagina 00473 edizione speciale svedese pagina 00187 edizione speciale finlandese pagina 00187

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - SCAMBI COI PAESI TERZI - REGIME DA APPLICARSI  2 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - SCAMBI COI PAESI TERZI - ATTUAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE - POLITICA COMMERCIALE COMUNE - ESIGENZE DELLA TDC E DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE - LORO VALUTAZIONE - SPETTA ALLA COMUNITA  3 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - SCAMBI COI PAESI TERZI - POTERI DEGLI STATI MEMBRI - STANDSTILL AL 1 ) LUGLIO 1968  4 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - SCAMBI COI PAESI TERZI - TASSE VIETATE - COMPETENZA ESCLUSIVA DELLA COMUNITA  

Massima

1 . LA QUESTIONE RELATIVA ALLA RISCOSSIONE DI TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE NEGLI SCAMBI COI PAESI TERZI VA RISOLTA TENENDO CONTO DELLE ESIGENZE INERENTI ALL' ISTITUZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ED, AL TEMPO STESSO, DI QUELLE RELATIVE ALLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE, AI SENSI DEGLI ARTT . 110-116 DEL TRATTATO, LA QUALE, A NORMA DELL' ART . 3 B ) SOPRA MENZIONATO, CONDIZIONA IL REGIME DEGLI SCAMBI COI PAESI TERZI .  2 . LA DEFINIZIONE DEI PRINCIPI UNIFORMI, SUI QUALI E FONDATA LA POLITICA COMMERCIALE COMUNE, IMPLICA, COME LA STESSA TARIFFA COMUNE, LA SOPPRESSIONE DELLE DISPARITA NAZIONALI, FISCALI E COMMERCIALI, RIGUARDO AGLI SCAMBI COI PAESI TERZI . LA VALUTAZIONE DI QUESTE ESIGENZE, PER QUANTO RIGUARDA SIA L' ISTITUZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, SIA LA POLITICA COMMERCIALE, SPETTA, IN CIASCUN CASO, ALLA COMMISSIONE O AL CONSIGLIO .  3 . A PARTIRE DALL' ATTUAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, GLI STATI MEMBRI NON POSSONO INTRODURRE UNILATERALMENTE NUOVE TASSE SULLE MERCI IMPORTATE DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI, NE AUMENTARE QUELLE IN ATTO A TALE DATA .  4 . PER QUANTO RIGUARDA LE TASSE IN VIGORE, L' ACCERTAMENTO DELLA LORO INCOMPATIBILITA COL TRATTATO E L' OBBLIGO DI ABOLIRLE DIPENDONO DALLA PREVIA VALUTAZIONE DELLE AUTORITA COMUNITARIE . DETTE TASSE POSSONO QUINDI ESSERE CONSIDERATE INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO SOLO PER EFFETTO DI DISPOSIZIONI ADOTTATE DALLA COMUNITA .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE 38 E 38-73,  AVENTI AD OGGETTO LE DOMANDE DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE RISPETTIVAMENTE PROPOSTE ALLA CORTE A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE DAL " TRIBUNAL DU TRAVAIL " DI ANVERSA NELLE LITI DINANZI AD ESSO PENDENTI TRA  SOCIAAL FONDS VOOR DE DIAMANTARBEIDERS, DI ANVERSA,  E  1 . NV INDIAMEX, DI ANVERSA, ( CAUSA 37-73 ),  2 . SOCIETA' DI FATTO DE BELDER, DI ANVERSA, DI CUI SONO TITOLARI I SIGG . JORIS W . L . DE BELDER E ROBERT DE BELDER, ( CAUSA 38-73 ),  

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO CEE E DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 950/68 ( GU 1968, N . L 172 ), CHE ISTITUISCE LA TARIFFA DOGANALE COMUNE DA APPLICARSI DAL 1 ) LUGLIO 1968, ONDE AVERE RAGGUAGLI CIRCA L' APPLICAZIONE DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI, A DECORRERE DA QUESTA DATA, DELLE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI DIRETTAMENTE IMPORTATI DAI PAESI TERZI, 

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZE 23 FEBBRAIO 1973, PERVENUTE IN CANCELLERIA IL 7 MARZO 1973, IL TRIBUNALE DEL LAVORO DI ANVERSA HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE, IN FORZA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, VARIE QUESTIONI VERTENTI SULL' INTERPRETAZIONE DI DETERMINATE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO E DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 28 GIUGNO 1968 N . 950 ( GU 1968, N . L 172 ), RELATIVO ALL' ISTITUZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE .  2 DAI FASCICOLI SI DESUME CHE DETTE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NELL' AMBITO DI UNA LITE AVENTE AD OGGETTO LA RISCOSSIONE, SUI DIAMANTI GREZZI IMPORTATI DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI, DI UNA TASSA DESTINATA A SCOPI PREVIDENZIALI .  3 LE QUESTIONI SOTTOPOSTE ALLA CORTE TENDONO ESSENZIALMENTE AD ACCERTARE SE, ED IN QUALE MISURA, GLI STATI MEMBRI POSSANO - DOPO IL 1 ) LUGLIO 1968 - ISTITUIRE O MANTENERE IN VIGORE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI, RISCOSSE SU MERCI IMPORTATE DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI, ED IN QUALI CASI ESSI SIANO EVENTUALMENTE TENUTI A SOPPRIMERLE .  4 DETTE TASSE RIENTRANO NELLA DISCIPLINA DEGLI SCAMBI COI PAESI TERZI, ISTITUITA DALL' ART . 3 B ) DEL TRATTATO, E IN PARTICOLARE SONO RETTE DAI PRINCIPI RELATIVI ALL' UNIONE DOGANALE, FRA CUI QUELLI ENUNCIATI DALL' ART . 9 .  5/7 L' UNIONE DOGANALE, CHE FA PARTE DELLE BASI DELLA COMUNITA, IMPLICA IN PRIMO LUOGO L' ELIMINAZIONE DEI DAZI DOGANALI FRA STATI MEMBRI E DI QUALSIASI TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE . DETTA ELIMINAZIONE E INTESA ALL' ISTITUZIONE DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NELL' AMBITO DELLA COMUNITA . ESSA DEVE QUINDI ESSERE COMPLETA, DI GUISA CHE, ALLO SCOPO DI REALIZZARE L' UNITA DEL MERCATO FRA GLI STATI MEMBRI, VENGA SOPPRESSO QUALSIASI OSTACOLO, PECUNIARIO, AMMINISTRATIVO O DI ALTRO GENERE .  8/9 L' UNIONE DOGANALE IMPLICA IN SECONDO LUOGO L' ISTITUZIONE DI UNA TARIFFA DOGANALE UNICA PER LA COMUNITA NEL SUO COMPLESSO, COME STABILITO DAGLI ARTT . 18-29 DEL TRATTATO . QUESTA TARIFFA COMUNE E INTESA ALLA PARIFICAZIONE DEGLI ONERI DOGANALI GRAVANTI, ALLE FRONTIERE DELLA COMUNITA, SULLE MERCI IMPORTATE DA PAESI TERZI, AL FINE DI EVITARE SVIAMENTI DI TRAFFICO NEI RAPPORTI CON DETTI PAESI ED ALTRESI' DISTORSIONI NELLA LIBERA CIRCOLAZIONE INTERNA O NEI RAPPORTI CONCORRENZIALI .  10/11 BENCHE, A DIFFERENZA DELLA PRIMA SEZIONE DEL CAPITOLO RELATIVO ALL' UNIONE DOGANALE ( ARTT . 12-17 DEL TRATTATO ), LA SECONDA SEZIONE ( ARTT . 18-29 ) NON MENZIONA LE " TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI ", TALE OMISSIONE NON SIGNIFICA CHE QUESTE TASSE POSSANO ESSERE MANTENUTE IN VIGORE NE, A FORTIORI, ISTITUITE . LA QUESTIONE RELATIVA ALLA RISCOSSIONE DI DETTE TASSE NEGLI SCAMBI CON PAESI TERZI VA RISOLTA TENENDO CONTO DELLE ESIGENZE INERENTI ALL' ISTITUZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ED, AL TEMPO STESSO, DI QUELLE RELATIVE ALLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE, AI SENSI DEGLI ARTT . 110-116 DEL TRATTATO, LA QUALE, A NORMA DELL' ART . 3 B ) SOPRA MENZIONATO, CONDIZIONA IL REGIME DEGLI SCAMBI COI PAESI TERZI .  12/14 LA TARIFFA DOGANALE COMUNE E STATA ATTUATA, PER LA COMUNITA NELLA SUA COMPOSIZIONE INIZIALE, COL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 950/68, ENTRATO IN VIGORE IL 1 ) LUGLIO 1968 . BENCHE QUESTO REGOLAMENTO NON CONTEMPLI ESPRESSAMENTE LA SOPPRESSIONE O LA PARIFICAZIONE DELLE TASSE DIVERSE DAI DAZI DOGANALI PROPRIAMENTE DETTI, SI DESUME TUTTAVIA DAL SUO SCOPO CH' ESSO VIETA AGLI STATI MEMBRI DI MODIFICARE, MEDIANTE TRIBUTI ADDIZIONALI, IL LIVELLO DELLA PROTEZIONE CONCESSA DALLA TARIFFA DOGANALE COMUNE . ANCHE SE NON HANNO CARATTERE PROTETTIVO, L' ESISTENZA DI TALI TASSE PUO' ESSERE INCONCILIABILE CON LE ESIGENZE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE .  15/17 A NORMA DELL' ART . 113, N . 1, DEL TRATTATO, LA POLITICA COMMERCIALE COMUNE E BASATA SU PRINCIPI UNIFORMI, SPECIALMENTE PER QUANTO RIGUARDA LE MODIFICHE TARIFFARIE, LA STIPULAZIONE DI ACCORDI TARIFFARI E COMMERCIALI, L' UNIFORMAZIONE DELLE MISURE DI LIBERALIZZAZIONE, LA POLITICA D' ESPORTAZIONE E LE MISURE DI DIFESA COMMERCIALE . LA DEFINIZIONE DI QUESTI PRINCIPI UNIFORMI IMPLICA, COME LA STESSA TARIFFA COMUNE, LA SOPPRESSIONE DELLE DISPARITA NAZIONALI, FISCALI E COMMERCIALI, RIGUARDO AGLI SCAMBI COI PAESI TERZI . LA VALUTAZIONE DI QUESTE ESIGENZE, PER QUANTO RIGUARDA SIA L' ISTITUZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, SIA LA POLITICA COMMERCIALE, SPETTA, IN CIASCUN CASO, ALLA COMMISSIONE O AL CONSIGLIO .  18/20 NE CONSEGUE CHE, A PARTIRE DALL' ATTUAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, E VIETATO AGLI STATI MEMBRI DI INTRODURRE UNILATERALMENTE NUOVE TASSE O DI AUMENTARE QUELLE GIA IN VIGORE . PER QUANTO RIGUARDA QUESTE ULTIME, L' ACCERTAMENTO DELLA LORO INCOMPATIBILITA COL TRATTATO E L' OBBLIGO DI ABOLIRLE DIPENDONO DALLA PREVIA VALUTAZIONE DELLE AUTORITA COMUNITARIE . DETTE TASSE POSSONO QUINDI ESSERE CONSIDERATE INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO SOLO PER EFFETTO DI DISPOSIZIONI ADOTTATE DALLA COMUNITA .  21 PERCIO', IL DIVIETO DI TASSE SIFFATTO SI DESUME, AD ESEMPIO, DALLE DISPOSIZIONI, CHE ESULANO DAL NOSTRO ESAME, ADOTTATO IN MATERIA DI POLITICA AGRICOLA COMUNE, DA ACCORDI COMMERCIALI STIPULATI DALLA COMUNITA E DAI REGIMI DI ASSOCIAZIONE IN ATTO FRA LA COMUNITA E DETERMINATI STATI .  22 LE QUESTIONI SOTTOPOSTE ALLA CORTE VANNO QUINDI RISOLTE NEL SENSO CHE, A PARTIRE DALL' ATTUAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, GLI STATI MEMBRI NON POSSONO INTRODURRE UNILATERALMENTE NUOVE TASSE SULLE MERCI IMPORTATE DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI, NE AUMENTARE QUELLE IN VIGORE A TALE DATA .  23/25 PER QUANTO RIGUARDA LE TASSE ESISTENTI, LA REALIZZAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE DEVE IMPLICARE LA SOPPRESSIONE DI QUALSIASI DISPARITA FISCALE E COMMERCIALE NAZIONALE RELATIVA AGLI SCAMBI COI PAESI TERZI . DATO CHE TALE REALIZZAZIONE SPETTA ESCLUSIVAMENTE ALLA COMUNITA, LA PARIFICAZIONE DEI TRIBUTI, DIVERSI DAI DAZI DOGANALI PROPRIAMENTE DETTI, IN ATTO NEI VARI STATI MEMBRI, OVVERO LA LORO ABOLIZIONE, PRESUPPONGONO L' INTERVENTO DELLA COMUNITA . DI CONSEGUENZA, LA RIDUZIONE O LA SOPPRESSIONE DELLE TASSE IN VIGORE, RISCOSSE SULLE MERCI IMPORTATE DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI, SPETTANO ALLE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA .  

Decisione relativa alle spese

26 LE SPESE SOSTENUTE DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, CHE HA PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI, IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DELLE CAUSE PENDENTI DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE, CUI SPETTA QUINDI PRONUNZIARSI SULLE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE,  PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL TRIBUNALE DEL LAVORO DI ANVERSA, CON SENTENZE 23 FEBBRAIO 1973, AFFERMA PER DIRITTO :  1 . A PARTIRE DALL' ATTUAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, GLI STATI MEMBRI NON POSSONO INTRODURRE UNILATERALMENTE NUOVE TASSE SULLE MERCI IMPORTATE DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI, NE AUMENTARE QUELLE IN ATTO A TALE DATA .  2 . LA RIDUZIONE O L' ABOLIZIONE DELLE TASSE IN VIGORE RISCOSSE SULLE MERCI IMPORTATE DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI SPETTANO ALLE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA .