CELEX: 62005CO0395
Language: it
Date: 2007-03-06
Title: Ordinanza della Corte (Sesta Sezione) del 6 marzo 2007.#Antonello D'Antonio e a.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale di Viterbo - Italia.#Art. 104, n. 3, primo comma, del regolamento di procedura - Libertà di stabilimento - Libera prestazione dei servizi - Regole di concorrenza applicabili alle imprese - Interpretazione degli artt. 31 CE, 43 CE, 49 CE e 86 CE - Giochi d’azzardo - Raccolta di scommesse su eventi sportivi - Requisito di una concessione - Esclusione di operatori costituiti in talune forme di società di capitali - Requisito di un’autorizzazione di polizia - Sanzioni penali.#Causa C-395/05.

Ordinanza della Corte (Sesta Sezione) 6 marzo 2007 – Procedimento penale / D'Antonio
      (Causa C‑395/05)
      «Art. 104, n. 3, primo comma, del regolamento di procedura – Libertà di stabilimento – Libera prestazione dei servizi – Regole di concorrenza applicabili alle imprese – Interpretazione degli artt. 31 CE, 43 CE, 49 CE e 86 CE – Giochi d’azzardo – Raccolta di scommesse su eventi sportivi – Requisito di una concessione – Esclusione di operatori costituiti in talune forme di società di capitali – Requisito di un’autorizzazione di polizia – Sanzioni penali»
      Libera circolazione delle persone – Libertà di stabilimento – Libera prestazione dei servizi – Restrizioni (Artt. 43 CE e 49 CE) (v. punto 7, disp. 1-4)
      Oggetto 
      
         
               Domanda di pronuncia pregiudiziale – Tribunale di Viterbo – Interpretazione degli artt. 31, 43, 49 e 81‑86 CE – Legge nazionale
                  che subordina l'esercizio dell'attività di raccolta di scommesse all'ottenimento di un'autorizzazione
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  Una normativa nazionale che vieta l’esercizio di attività di raccolta, di accettazione, di registrazione e di trasmissione
                     di proposte di scommesse, in particolare sugli eventi sportivi, in assenza di concessione o di autorizzazione di polizia rilasciata
                     dallo Stato membro interessato, costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento nonché alla libera prestazione dei
                     servizi previste rispettivamente agli artt. 43 CE e 49 CE.
                  
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  Spetta al giudice nazionale verificare se la normativa nazionale, in quanto limita il numero di soggetti che operano nel settore
                     dei giochi d’azzardo, risponda realmente all’obiettivo mirante a prevenire l’esercizio delle attività in tale settore per
                     fini criminali o fraudolenti.
                  
               
            
         
                  3)
               
               
                  
               
               
                  Gli artt. 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi
                     nella causa principale, che esclude e per di più continua a escludere dal settore dei giochi di azzardo gli operatori costituiti
                     sotto forma di società di capitali le cui azioni sono quotate nei mercati regolamentati.
                  
               
            
         
                  4)
               
               
                  
               
               
                  Gli artt. 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi
                     nella causa principale, che impone una sanzione penale a soggetti quali gli imputati nella causa principale per aver esercitato
                     un’attività organizzata di raccolta di scommesse in assenza della concessione o dell’autorizzazione di polizia richiesta dalla
                     normativa nazionale allorché questi soggetti non hanno potuto ottenere le dette concessioni o autorizzazioni a causa del rifiuto
                     di tale Stato membro, in violazione del diritto comunitario, di concederle loro.