CELEX: 32003D0236(01)
Language: it
Date: 2003-06-03 00:00:00
Title: Decisione del Parlamento europeo che adotta lo statuto dei deputati al Parlamento europeo

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32003D0236(01)

Decisione del Parlamento europeo che adotta lo statuto dei deputati al Parlamento europeo  

Gazzetta ufficiale n. 068 E del 18/03/2004 pag. 0115 - 0126

		P5_TA(2003)0236Statuto dei deputati al Parlamento europeoDecisione del Parlamento europeo che adotta lo statuto dei deputati al Parlamento europeoMartedì 3 giugno 2003Il Parlamento europeo,— visti i trattati che istituiscono le Comunità europee, in particolare l'articolo 190, paragrafo 5 del trattato che istituisce la Comunità europea [1] e l'articolo 108, paragrafo 4 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica [2],— sentita la Commissione,considerando quanto segue,A. Considerazioni generali(1) L'Atto relativo all'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo a suffragio universale diretto, allegato alla decisione 76/787/CECA, CEE, Euratom, del Consiglio del 20 settembre 1976, ha consentito di tenere nel 1979 le prime elezioni dirette dei deputati al Parlamento europeo.(2) Tale Atto non contiene disposizioni né in materia di una procedura elettorale uniforme né in materia di statuto dei deputati.(3) Il Consiglio, sulla base dell'articolo 190, paragrafo 4 del trattato CE, introdotto con il trattato di Amsterdam, il 25 giugno 2002 e il 23 settembre 2002 ha adottato la decisione 2002/772/CE, Euratom [3] che modifica l'Atto del 1976 e introduce una procedura elettorale uniforme.(4) Oltre venti anni dopo la prima elezione diretta del Parlamento europeo manca tuttora uno statuto unitario dei deputati.(5) La soluzione provvisoria prevede che per i deputati vigano di norma le stesse disposizioni in materia di indennità, indennità transitoria, pensione, regime di assistenza ai sopravvissuti e altre condizioni per l'esercizio delle funzioni riservate ai deputati nazionali (nei Paesi Bassi, dal 1996, l'indennità dei deputati al Parlamento europeo è inferiore rispetto a quella dei deputati nazionali).(6) Tali disposizioni variano molto tra i singoli Stati membri.(7) Le disposizioni comprendono altresì gli articoli 8, 9 e 10 del protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee dell'8 aprile 1965 (di seguito: il protocollo), nonché l'articolo 4, paragrafi 1 e 2, dell'Atto del 1976 (nella versione successiva alla decisione che modifica l'Atto del 1976).(8) Le disposizioni sono integrate da regolamentazioni del Parlamento europeo riguardanti il rimborso delle spese (spese di viaggio, spese di soggiorno e spese generali), i collaboratori (indennità di segreteria) e le prestazioni previdenziali (articolo 199, comma 1 del trattato CE).(9) Tale regime è stato messo a punto per i delegati dei parlamenti nazionali della precedente Assemblea parlamentare e viene ora considerato insoddisfacente perché porta a un trattamento differenziato dei deputati.(10) Il regime in vigore è un relitto da sostituire con regolamentazioni adeguate al Parlamento europeo eletto a suffragio diretto e alla sua crescente importanza.(11) Il Parlamento europeo, fin dalla prima elezione a suffragio diretto, si è impegnato per ottenere uno statuto unitario. Tali tentativi sono falliti per la mancanza di una base giuridica.(12) Il trattato di Amsterdam, modificato dal trattato di Nizza, all'articolo 190, paragrafo 5 del trattato CE ha prefigurato la base giuridica per uno statuto. Il presente statuto si basa su detto articolo.(13) Lo statuto rientra pertanto nel campo di applicazione del trattato CE ed è quindi soggetto al divieto di discriminazione di cui all'articolo 12 del trattato CE.(14) La formulazione di cui all'articolo 190, paragrafo 5 del trattato CE è generica («lo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni dei suoi membri»). La disposizione non pone limiti alle prerogative del Parlamento europeo in materia di regolamentazione, nel senso che esso possa disciplinare unicamente, a titolo di esempio, le condizioni finanziarie, oppure elementi residuali non ancora disciplinati nel diritto primario.(15) La facoltà di regolamentazione del Parlamento europeo si estende quindi ai privilegi e alle immunità disciplinati agli articoli 8, 9 e 10 del Protocollo e all'articolo 4 dell'Atto del 1976 o non ancora disciplinati, come ad esempio il diritto di non rendere testimonianza.(16) Le disposizioni dello statuto, che si trovassero in contraddizione con disposizioni di diritto primario, possono entrare in vigore soltanto dal momento in cui una Conferenza intergovernativa avrà abrogato gli articoli alla base di tale incompatibilità nel diritto primario e quando tale decisione sia stata ratificata dagli Stati membri (principio della gerarchia delle norme).(17) A fini di chiarezza giuridica, si dovrebbe applicare la stessa procedura nel caso di disposizioni nuove che ripetano il contenuto letterale o il senso di articoli del diritto primario.(18) Le regolamentazioni decise dal Parlamento europeo, in quanto diritto secondario, non richiedono ratifica.(19) Il criterio dell'esercizio delle funzioni serve anche a delimitare l'ambito di applicazione dell'articolo 190, paragrafo 5 rispetto all'articolo 190, paragrafo 4. Le disposizioni relative all'elezione (eleggibilità, procedura elettorale, ecc.), compresi l'inizio e la fine del mandato, la sua verifica e la sua decadenza, la vacanza e le incompatibilità vanno disciplinati nell'Atto del 1976, in quanto non riguardano l'esercizio delle funzioni.(20) L'articolo 10 del Protocollo disciplina l'inviolabilità dei deputati. Detta immunità è un privilegio del Parlamento europeo e assicura per la durata delle funzioni del deputato l'esenzione da procedimenti penali o da altri ostacoli frapposti dalle autorità pubbliche alla sua libertà personale. In caso di revoca dell'immunità l'esercizio delle funzioni risulta limitato se non del tutto impossibile. L'immunità dei deputati rappresenta dunque una modalità dell'esercizio delle funzioni e quindi forma oggetto di una regolamentazione tramite lo statuto.(21) Materie che, come il diritto di non rendere testimonianza, non figurano nel diritto primario potrebbero essere disciplinate nello statuto.(22) Lo statuto non contiene disposizioni dettagliate sul rimborso spese (spese di viaggio, spese di soggiorno e spese generali), sui collaboratori (indennità di segreteria) e sul regime previdenziale (articolo 199, primo comma del trattato UE). Il Parlamento europeo, sulla base dell'articolo 199, primo comma del trattato CE può deliberare autonomamente in materia [4].(23) Non sussistono motivi per mettere in causa tale autonomia. L'articolo 190, paragrafo 5 del trattato CE mira a estendere e non a limitare le competenze regolamentari del Parlamento europeo nelle materie che lo riguardano.(24) Secondo l'articolo 189, primo comma del trattato CE, il Parlamento europeo è composto «di rappresentanti dei popoli degli Stati riuniti nella Comunità». A norma dell'articolo 190, paragrafo 1 del trattato CE tali rappresentanti sono «i rappresentanti, al Parlamento europeo, dei popoli degli Stati riuniti nella Comunità». Tale definizione figura anche nell'articolo 190, paragrafo 2 del trattato CE («numero dei rappresentanti eletti in ogni Stato membro») e nell'articolo 190, paragrafo 3 del trattato CE («i rappresentanti sono eletti per un periodo di cinque anni»).(25) Dette disposizioni, in base alle quali i deputati sono rappresentanti costituzionali dei popoli, hanno un carattere costituzionale.(26) Esse inducono ad utilizzare nello statuto il termine «deputato».(27) Il diritto del Parlamento europeo di regolamentare, a norma dell'articolo 199, comma 1 del trattato CE, le proprie questioni interne non viene pregiudicato dallo statuto.B. Disposizioni specifiche(28) L'articolo 1 riprende il termine «deputato» e stabilisce chiaramente che lo statuto non disciplina diritti e doveri dei deputati al Parlamento europeo, bensì la regolamentazione e le condizioni generali di esercizio delle loro funzioni.(29) La libertà e l'indipendenza dei deputati, sancite all'articolo 2, impongono una regolamentazione e non figurano in alcun testo di diritto primario. Eventuali dichiarazioni con cui i deputati assumono l'impegno di cessare il mandato a un determinato momento oppure dichiarazioni in bianco per le dimissioni dal mandato, che un partito possa utilizzare a sua discrezione, sono incompatibili con la libertà e l'indipendenza dei deputati e pertanto non possono avere alcun valore giuridico vincolante.(30) La tutela della libertà di voto e di parola rappresenta un interesse pubblico elementare. L'articolo 4, paragrafo 1 esclude ogni procedimento penale o di altro tipo a carico di un deputato per le opinioni espresse nell'esercizio del proprio mandato. A norma del paragrafo 2 il Parlamento europeo può decidere se un'opinione sia stata espressa nell'esercizio del mandato e in tal caso — così come per l'esame dei mandati secondo il disposto dell'Atto del 1976 — è anche l'organo giurisdizionale. Nelle sue diverse decisioni sull'immunità, perfettamente comparabili, il Parlamento europeo ha dimostrato moderazione e senso della realtà.(31) L'immunità sancita all'articolo 5 tutela i deputati da azioni repressive arbitrarie (fumus persecutionis) e da ostacoli frapposti dal potere esecutivo. Come evidenziano i casi deliberati dal Parlamento europeo, non si può assolutamente sostenere che tali aspetti non abbiano alcuna rilevanza nella fase attuale. L'immunità tocca comunque questioni attinenti alla parità, alla divisione dei poteri e alla legalità. La seconda finalità dell'immunità è assicurare il funzionamento del Parlamento europeo. Tali considerazioni inducono alla soluzione seguente. Un'indagine o un procedimento penale a carico di un deputato possono essere avviati in ogni momento e non richiedono la revoca dell'immunità. La legislazione vigente non avvantaggia né il Parlamento europeo né il deputato, infatti anche reati minori come un'infrazione al codice della strada devono essere esaminati pubblicamente. Eventuali limitazioni della libertà personale di un deputato devono essere in ogni caso subordinate all'approvazione del Parlamento europeo (funzionamento del Parlamento europeo). In caso di fumus persecutionis, su richiesta del Parlamento europeo, eventuali indagini o procedimenti penali devono essere sospesi. Il paragrafo 2 dispone tali garanzie.(32) Il diritto di astenersi dal rendere testimonianza previsto all'articolo 6, che finora non è stato disciplinato dal diritto primario, tutela la libertà d'informazione del deputato e il rapporto di fiducia tra questo e la persona che gli fornisce informazioni. Si tratta di un diritto soggettivo, valido per tutti i procedimenti che prevedano un obbligo di testimonianza il Parlamento europeo non può disporre. Il divieto di effettuare sequestri, perquisizioni e controlli tutela detto diritto. Sarebbe infatti assolutamente inaccettabile che i giornalisti potessero fruire del diritto di astenersi dal rendere testimonianza, ma i deputati no.(33) Il diritto per i deputati di poter circolare liberamente, enunciato all'articolo 7 e sostanzialmente ovvio, assume un significato nuovo perché negli ultimi tempi tale diritto è stato limitato con misure amministrative in occasioni di dimostrazioni pubbliche.(34) L'articolo 9 provvede a che note, scritti, bozze, lettere e altra corrispondenza dei deputati siano escluse dall'obbligo di pubblicazione.(35) Il diritto di iniziativa previsto all'articolo 10 è un diritto sovrano di un parlamento e di ogni singolo deputato. L'articolo stabilisce che tale diritto non può essere limitato tramite il regolamento del Parlamento europeo.(36) Il diritto di accesso ai documenti, sancito all'articolo 11 e che finora figurava nel regolamento del Parlamento europeo, riguarda un aspetto essenziale dell'esercizio del mandato e quindi va sancito nello statuto.(37) L'articolo 12 dovrebbe garantire che, malgrado affermazioni divergenti, la diversità linguistica non sarà concretamente limitata. Va esclusa ogni discriminazione di una qualsivoglia lingua ufficiale. Tale principio deve essere applicato anche dopo ogni ampliamento dell'Unione europea.(38) A norma degli articoli 15 e 16 il deputato riceve un'indennità dal momento che egli rinuncia a un'attività professionale privata e si pone per un certo tempo al servizio dell'Unione europea, del proprio paese e della democrazia in Europa. In merito all'importo di tale indennità nel maggio 2000 il gruppo di esperti istituito dal Parlamento europeo ha presentato uno studio. Un'indennità pari al 50 % del trattamento di base di un giudice alla Corte europea di giustizia corrisponderebbe alle indicazioni fornite dagli esperti.(39) L'articolo 15, paragrafo 3 è necessario in quanto i partiti si aspettano spesso che una parte delle prestazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 venga utilizzata per i loro fini. Questa forma di finanziamento dei partiti è illegale.(40) L'indennità transitoria di cui agli articolo 15, paragrafo 2, e 19 dovrebbe coprire il periodo tra la fine del mandato e l'avvio di una nuova attività professionale. In caso di assunzione di un nuovo mandato o di una carica pubblica tale finalità viene meno.(41) Nel caso della pensione di cui all'articolo 20, l'età a partire dalla quale inizia il beneficio è materia controversa. Il gruppo di esperti propone 65 anni di età oppure, con una riduzione calcolata con criteri attuariali assicurativi, 60 anni di età. A norma dell'articolo 20, paragrafo 1 il diritto alla pensione inizia al compimento del sessantesimo anno di età. Un deputato eletto per la prima volta a 35-40 anni, dopo gli studi e un'attività professionale di diversi anni, che svolga il suo mandato per vent'anni, cessa la sua attività politica all'età di 55-60 anni. Iniziare una nuova attività professionale a 55 anni di età, appare quasi impossibile, e del tutto impraticabile a 60 anni di età. Calcoli dell'amministrazione del Parlamento europeo hanno concluso che una riduzione attuariale sarebbe di tale entità che la soluzione non può essere considerata praticabile.(42) Le disposizioni concernenti la pensione di reversibilità sono essenzialmente conformi al diritto vigente nella Comunità europea. Il diritto alla pensione del coniuge superstite che si è risposato si fonda sul concetto moderno secondo cui si tratta di una prestazione specifica e non di una «previdenza». Pertanto, il diritto non decade neanche qualora il coniuge superstite disponga di entrate proprie o di un proprio patrimonio.(43) Le disposizioni di cui all'articolo 24, paragrafi 1 e 2, si propongono di alleviare gli oneri a lungo termine a carico del bilancio dell'Unione europea. Nella prassi, la soluzione del fondo si è dimostrata positiva. Il gruppo di esperti propone che il Parlamento versi i due terzi e i deputati un terzo del finanziamento. I contributi al fondo non sono soggetti a imposte dato che la pensione lo sarà.(44) La disposizione di cui all'articolo 25 è necessaria perché con lo statuto vengono meno le prestazioni degli Stati membri in materia di rimborso delle spese mediche nonché di sussidi o integrazioni dei contributi previdenziali. Tali prestazioni sono concesse anche oltre la fine del mandato.(45) Le disposizioni sul rimborso delle spese devono rispettare i principi sanciti dalla Corte di giustizia europea nella decisione Lord Bruce [5].(46) Pertanto «spetta al Parlamento stabilire quali siano le attività e i viaggi dei parlamentari necessari o utili per lo svolgimento delle loro funzioni e quali siano le spese necessarie o utili a ciò inerenti. L'autonomia conferita in materia al Parlamento, nell'interesse del buon funzionamento dell'Istituzione, comporta parimenti la competenza di rimborsare le spese di viaggio e di soggiorno dei parlamentari non già in base a documenti giustificativi per ogni spesa incorsa, bensì in base ad un criterio forfettario. Questo criterio è stato prescelto (...) al fine di ridurre le spese e gli oneri amministrativi altrimenti necessari per verificare ogni singola voce di spesa; si tratta dunque di una decisione ispirata a principi di sana amministrazione» [6].(47) Tuttavia, «le indennità così stabilite devono rimanere entro i limiti ragionevoli di un rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno». L'importo forfettario delle indennità non deve essere eccessivo né costituire una retribuzione dissimulata [7].(48) Gli Stati membri dovrebbero garantire il mantenimento delle norme che equiparano i deputati al Parlamento europeo nell'esercizio del proprio mandato nel rispettivo Stato membro ai deputati nazionali (per esempio: rimborso dei viaggi in aereo, biglietto ferroviario gratuito, ecc). Una soluzione europea del problema non è possibile a causa della molteplicità di regolamentazioni assai differenti negli Stati membri. Senza una regolamentazione in materia, l'esercizio del mandato dei deputati al Parlamento europeo nello Stato membro in cui sono stati eletti risulterebbe assai complicato o addirittura impossibile. L'effettivo esercizio del mandato rientra nell'interesse anche degli Stati membri.(49) L'articolo 33, paragrafo 1 è necessario perché la grande varietà di regolamentazioni nazionali cui sono finora soggetti i deputati renderebbe impossibile una soluzione europea per tutti i problemi connessi alla transizione dal vecchio al nuovo sistema europeo. Il diritto di opzione dei deputati esclude eventuali lesioni dei diritti o svantaggi economici nel corso della transizione. I paragrafi 2 e 3 sono conseguenza dell'opzione di cui al paragrafo 1.(50) Poiché le rilevanti differenze economiche tra gli attuali e i nuovi Stati membri potranno essere superate, dopo l'adesione, soltanto gradualmente, sembra opportuno concedere ai nuovi Stati membri, per un periodo di transizione, una normativa differenziata in materia di indennità, indennità transitorie, pensioni di anzianità e pensioni di reversibilità.DECIDE:A. Regolamentazione e condizioni generali di esercizio delle funzioni dei deputati al Parlamento europeoArticolo 1Il presente statuto stabilisce la regolamentazione e le condizioni generali di esercizio delle funzioni dei deputati al Parlamento europeo.Articolo 21. I deputati sono liberi e indipendenti.2. Qualsiasi accordo sulle dimissioni dal mandato prima della scadenza o al termine della legislatura è nullo.Articolo 31. I deputati non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere mandato imperativo [].2. I deputati votano individualmente e personalmente.3. Qualsiasi accordo sulle modalità di esercizio del mandato è nullo.Articolo 4 []1. Un deputato non può essere in alcun momento perseguito a motivo delle azioni intraprese, dei voti espressi o delle opinioni manifestate nell'esercizio del proprio mandato, né può essere chiamato a renderne altrimenti conto in sede extragiudiziale.2. Su richiesta del deputato, il Parlamento decide se un'opinione sia stata espressa nell'esercizio del mandato.3. Il Parlamento adotta nel suo regolamento disposizioni per l'attuazione del presente articolo.Articolo 5 []1. Qualsiasi limitazione della libertà personale di un deputato è ammessa solo su autorizzazione del Parlamento, salvo in caso di arresto in flagrante.2. Il sequestro di documenti scritti o di materiale su supporto elettronico di proprietà del deputato, o la perquisizione della sua persona, del suo ufficio o della sua abitazione, così come il controllo della sua corrispondenza e delle sue telefonate, possono essere disposti solo su autorizzazione del Parlamento.3. Un'indagine o un procedimento penale nei confronti di un deputato dev'essere sospeso qualora il Parlamento lo richieda.4. L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 può essere richiesta soltanto dalle autorità competenti in base al diritto nazionale.5. L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 o la sospensione di cui al paragrafo 3 possono essere subordinate a condizioni ovvero essere temporanee o parziali.6. L'articolo 4, paragrafo 3 si applica mutatis mutandis.Articolo 61. Un deputato ha sempre facoltà di astenersi dal deporre su persone che gli abbiano confidato o alle quali egli abbia confidato dai fatti nell'esercizio del suo mandato, nonché sui fatti stessi.2. Non sono ammesse le misure di cui all'articolo 5, paragrafo 2 o l'esame di documenti sequestrati.Articolo 7 []1. I deputati hanno il diritto di circolare liberamente in tutto il territorio dell'Unione europea.2. Tale diritto non può essere limitato dalla legge o da disposizioni di un'autorità o di un organo giudiziario.Articolo 8I privilegi e le immunità dei deputati, di cui al precedente articolo, non possono essere limitati da altre disposizioni di diritto derivato della Comunità europea.Articolo 9I documenti scritti e il materiale su supporto elettronico ricevuti, redatti o inviati da un deputato e che non rechino una numerazione ufficiale non sono documenti del Parlamento.Articolo 101. Ogni deputato ha il diritto di presentare una proposta di atto comunitario nel quadro del diritto di iniziativa del Parlamento europeo.2. L'articolo 4, paragrafo 3 si applica mutatis mutandis.Articolo 111. I deputati hanno il diritto di prendere visione di tutti i documenti in possesso del Parlamento.2. Tale diritto non si applica ai documenti e alla contabilità personali.3. Il disposto del paragrafo 1 non pregiudica gli atti legislativi dell'Unione europea e gli accordi delle istituzioni sull'accesso ai documenti.4. Il Parlamento emana disposizioni per l'attuazione del presente articolo.Articolo 121. I documenti del Parlamento europeo sono tradotti in tutte le lingue ufficiali.2. Per gli interventi orali si effettua l'interpretazione simultanea in tutte le altre lingue ufficiali.Articolo 131. I deputati possono organizzarsi in gruppi politici.2. L'articolo 4, paragrafo 3 si applica mutatis mutandis.Articolo 141. I gruppi politici sono parte del Parlamento europeo.2. Essi possono agire e stare in giudizio.Articolo 151. I deputati hanno diritto a un'indennità adeguata, tale da garantire la loro indipendenza.2. Al termine del mandato, i deputati hanno diritto a un'indennità transitoria e a una pensione.3. Qualsiasi accordo in merito all'uso dell'indennità, dell'indennità transitoria di fine mandato e della pensione per fini che non siano privati è nullo.4. I superstiti di un deputato o di un ex deputato hanno diritto a pensione di reversibilità.Articolo 16L'indennità ammonta al 50 % del trattamento economico di base di un giudice della Corte di giustizia delle Comunità europee.Articolo 17Dall'indennità è detratto l'importo percepito dal deputato quale indennità parlamentare per l'esercizio di altro mandato in un altro parlamento.Articolo 181. L'indennità è soggetta all'imposta comunitaria alle stesse condizioni fissate sulla base dell'articolo 13 del Protocollo sui privilegi e sulle immunità della Comunità europee per i funzionari e gli altri agenti delle Comunità europee.2. Rimane impregiudicato il diritto degli Stati membri di tener conto dell'indennità nella definizione dell'aliquota fiscale applicata ad altri redditi.Articolo 191. Allo scadere del mandato, i deputati hanno diritto a un'indennità transitoria pari all'ammontare dell'indennità di cui all'articolo 16.2. Tale diritto è riconosciuto in ragione di un mese per ogni anno di esercizio del mandato, e comunque per un minimo di sei mesi e un massimo di ventiquattro mesi.3. In caso di assunzione di un nuovo mandato in un altro parlamento o di una carica pubblica, l'indennità transitoria viene versata sino all'inizio del mandato o all'entrata in carica.4. In caso di decesso, l'erogazione dell'indennità transitoria si conclude con il versamento effettuato nel mese in cui l'ex deputato è deceduto.5. L'articolo 18 si applica mutatis mutandis.Articolo 201. Al compimento del sessantesimo anno di età gli ex deputati hanno diritto a una pensione.2. La pensione ammonta al 3,5% dell'indennità di cui all'articolo 16 per ogni anno compiuto di esercizio del mandato e a un dodicesimo di quest'ultima per ogni ulteriore mese compiuto, sino a un massimo complessivo del 70 %.3. Il diritto a detta pensione sussiste a prescindere da altri trattamenti pensionistici.4. Gli articoli 17 e 18 si applicano mutatis mutandis.Articolo 211. In caso di invalidità insorta nel corso del mandato i deputati hanno diritto a percepire una pensione.2. L'articolo 20, paragrafo 2 si applica mutatis mutandis. La pensione ammonta comunque almeno al 35% dell'indennità di cui all'articolo 16.3. Tale diritto matura al momento della cessazione delle funzioni.4. Gli articoli 11, paragrafo 4, 17 e 18 si applicano mutatis mutandis.Articolo 22Qualora un ex deputato abbia diritto sia al pagamento dell'indennità transitoria a norma dell'articolo 19, sia al pagamento di una pensione a norma degli articoli 20 o 21, si applica l'opzione indicata dall'interes¬sato.Articolo 231. In caso di decesso di un deputato nel corso del mandato o di decesso di un ex deputato che, al momento della morte, aveva diritto a una pensione2. L'importo complessivo delle prestazioni pensionistiche non può essere superiore alla pensione a cui il deputato avrebbe avuto diritto al termine della legislatura o a quella a cui l'ex deputato aveva diritto.3. Il coniuge superstite percepisce il 60% dell'importo di cui al paragrafo 2 e non può comunque percepire meno del 30% dell'indennità percepita dai deputati. Tale diritto non viene meno in caso di nuovo matrimonio.4. I figli a carico percepiscono il 20 % dell'importo in questione.5. Se necessario, il massimale delle prestazioni pensionistiche da erogare viene ripartito tra il coniuge e i figli proporzionalmente alle percentuali di cui ai paragrafi 3 e 4.6. La pensione di reversibilità viene pagata a decorrere dal primo giorno del mese successivo al decesso.7. In caso di decesso del coniuge, il suo diritto alla pensione si estingue con la fine del mese in cui si è verificato il decesso.8. Il diritto dei figli alla pensione si estingue con la fine del mese in cui compiono i ventun anni di età. Esso sussiste tuttavia per la durata del periodo di formazione, ma non oltre la fine del mese in cui essi raggiungano il venticinquesimo anno di età. Tale diritto continua a sussistere nella misura in cui i figli non possano provvedere al proprio sostentamento a causa di malattia o infermità.9. I conviventi in unioni di fatto riconosciute dagli Stati membri sono equiparati ai coniugi.10. Gli articoli 11, paragrafo 4 e 18 si applicano mutatis mutandis.Articolo 241. Per il finanziamento delle diverse categorie di pensioni è istituito un fondo che procede agli accantonamenti necessari.2. Gli accantonamenti sono costituiti dai versamenti effettuati mensilmente per due terzi dal Parlamento e per un terzo dai deputati, nonché dagli interessi maturati.3. L'importo dei contributi richiesti è fissato annualmente dal Parlamento.4. I contributi di cui al paragrafo 2 non sono soggetti a imposte.5. La Corte dei conti europea procede alla verifica dei conti.Articolo 251. I deputati e gli ex deputati titolari di una pensione, nonché i superstiti aventi diritto all'assistenza, hanno diritto al rimborso delle spese mediche e delle spese derivanti da gravidanza o dalla nascita di un figlio.2. Per coprire i costi viene istituito un fondo al cui finanziamento partecipano anche gli ex deputati.3. Gli articoli 11, paragrafo 4, e 24 si applicano mutatis mutandis.Articolo 261. I deputati hanno diritto alla copertura assicurativa dei rischi connessi con l'esercizio delle loro funzioni.2. L'articolo 11, paragrafo 4 si applica mutatis mutandis.Articolo 271. I deputati hanno diritto al rimborso delle spese sostenute nell'esercizio del proprio mandato.2. Il Parlamento stabilisce altresì i casi in cui il rimborso può avere carattere forfettario.3. Gli articoli 11, paragrafo 4 e 15, paragrafo 3 si applicano mutatis mutandis.Articolo 281. I deputati hanno diritto ad essere assistiti da collaboratori personali da loro liberamente scelti.2. L'articolo 11, paragrafo 4 si applica mutatis mutandis.Articolo 291. I deputati hanno diritto a utilizzare gli uffici e le strutture di comunicazione del Parlamento nonché le vetture di servizio.2. L'articolo 11, paragrafo 4 si applica mutatis mutandis.Articolo 30Tutti i pagamenti sono effettuati a partire dal bilancio dell'Unione europea e dal fondo istituito a norma dell'articolo 24 e 25.Articolo 31Le prestazioni del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali di cui agli articoli 24 e 25 non sono soggette ad alcuna imposta.Articolo 32Le decisioni di attuazione del presente statuto sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie L.B. Disposizioni transitorieArticolo 331. Per quanto riguarda l'indennità, l'indennità transitoria e le diverse categorie di pensioni, i deputati rieletti che, all'inizio della legislatura nella quale entra in vigore il presente statuto, erano già membri del Parlamento possono optare per l'intera durata del mandato per il regime nazionale in vigore.2. I versamenti sono a carico del bilancio dello Stato membro e sono soggetti unicamente alle imposte nazionali.3. I deputati in questione non versano contributi al fondo di cui all'articolo 24.Articolo 341. I deputati che, ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1 intendono continuare a rimanere affiliati al regime nazionale sinora vigente, comunicano per iscritto la loro decisione al Presidente del Parlamento entro 30 giorni dall'entrata in vigore del presente statuto.2. Tale decisione è definitiva e irrevocabile.3. In mancanza di una comunicazione in tal senso entro i termini stabiliti, si applicano le disposizioni del presente statuto.Articolo 351. Successivamente all'entrata in vigore dello statuto, il fondo di vitalizio volontario istituito dal Parlamento continua a funzionare per i deputati o gli ex deputati che abbiano già acquisito diritti o aspettative a titolo di questo fondo o che abbiano optato, ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1 per il regime nazionale sinora vigente.2. I diritti e le aspettative acquisiti sono integralmente mantenuti.3. I contributi versati al fondo non sono soggetti a imposte.4. I deputati che versino contributi al fondo pensioni di cui all'articolo 24 non possono acquisire nuovi diritti o aspettative a titolo del regime di vitalizio volontario.5. I deputati eletti per la prima volta al Parlamento alla data di applicabilità del presente statuto non possono accedere al regime volontario.6. Gli articoli 15, paragrafo 3, 18 e 20, paragrafo 3 si applicano mutatis mutandis.Articolo 361. Il diritto a pensione acquisito da un deputato al momento dell'entrata in vigore del presente statuto a norma della legislazione nazionale conserva piena efficacia.2. I periodi di esercizio di un mandato nel Parlamento europeo o in un parlamento nazionale che non comportino alcun diritto a prestazioni pensionistiche a norma della legislazione nazionale, sono considerati nel conteggio della pensione sulla base del presente statuto.Articolo 371. Per un determinato periodo di transizione, i nuovi Stati membri possono definire per i propri deputati al Parlamento europeo una regolamentazione in deroga alle disposizioni del presente statuto in materia di indennità, indennità transitorie, pensioni di anzianità e pensioni di reversibilità.2. In virtù di una siffatta regolamentazione, i deputati al Parlamento europeo sono quanto meno equiparati ai deputati dei rispettivi parlamenti nazionali.3. I pagamenti sono interamente a carico del bilancio dei rispettivi Stati membri.4. Il periodo di transizione inizia alla data di entrata in vigore del Trattato di adesione e si conclude entro e non oltre la fine naturale della seconda legislatura del Parlamento europeo successiva a tale data.5. La suddetta regolamentazione lascia impregiudicati i diritti dei deputati di cui agli articoli da 25 a 29 del presente statuto.C. Entrata in vigoreArticolo 381. Il presente statuto entra in vigore previa approvazione del Consiglio e contemporaneamente alle modifiche ai trattati che saranno adottate in base ai lavori della Convenzione europea.2. Fatto salvo il disposto di cui al paragrafo 1— l'articolo 3, paragrafi 1 e 2, entra in vigore al momento e a condizione dell'abrogazione dell'articolo 4, paragrafo 1 dell'Atto del 1976;— l'articolo 4 entra in vigore al momento e a condizione dell'abrogazione dell'articolo 9 del Protocollo;— l'articolo 5 entra in vigore al momento e a condizione dell'abrogazione dell'articolo 10 del Protocollo;— l'articolo 7 entra in vigore al momento e a condizione dell'abrogazione dell'articolo 8 del Protocollo.3. Il presente statuto, previo accordo del Consiglio, è firmato dal Presidente del Parlamento europeo e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie L.[1] Di seguito: trattato CE.[2] Nel testo del presente statuto sono citati soltanto gli articoli del trattato CE.[3] GU L 283 del 21.10.2002, pag. 1.[4] CdG, sentenza del 15.9.1981, causa 208/80 (Lord Bruce) Racc. 1981, pag. 2205.[5] Cfr. la nota 1 al considerando 22.[6] Punto 17.[7] Punto 21.[] Cfr. articolo 37, paragrafo 2.--------------------------------------------------