CELEX: 62014CN0179
Language: it
Date: 2014-04-10 00:00:00
Title: Causa C-179/14: Ricorso proposto il 10 aprile 2014 — Commissione europea/Ungheria

30.6.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 202/10
            
         Ricorso proposto il 10 aprile 2014 — Commissione europea/Ungheria
   (Causa C-179/14)
   2014/C 202/12
   Lingua processuale: l’ungherese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A. Tokár e E. Montaguti, agenti)
   
      Convenuta: Ungheria
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La Commissione chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               dichiarare che l’Ungheria ha violato la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (1), poiché ha introdotto e mantenuto il sistema della carta SZÉP, disciplinato dal decreto 55/2011, del 12 aprile 2011, e modificato dalla legge CLVI del 2011, in quanto:
               
                           —
                        
                        
                           l’articolo 13 del decreto relativo alla carta SZÉP, in combinato disposto con l’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), della legge XCVI del 1993, l’articolo 2, lettera b), della legge CXXXII del 1997 e gli articoli 1, 2, paragrafi 1 e 2, 55, paragrafi 1 e 3, e 64, paragrafo 1, della legge IV del 2006, esclude la possibilità che le succursali di imprese emettano la carta SZÉP, violando così quanto stabilito all’articolo 14, numero 3, e all’articolo 15, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2006/123;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’articolo 13 del decreto relativo alla carta SZÉP, in combinato disposto con gli articoli 1, 2, paragrafi 1 e 2, 55, paragrafi 1 e 3, e 64, paragrafo 1, della legge IV del 2006, l’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), della legge XCVI del 1993 e l’articolo 2, lettera b), della legge CXXXII del 1997, non riconosce, ai fini del rispetto dei requisiti di cui all’articolo 13, lettere a), b) e c), del decreto relativo alla carta SZÉP, l’attività di quei gruppi di imprese la cui società capogruppo non sia costituita ai sensi del diritto ungherese e i cui membri non abbiano una forma societaria prevista nel diritto ungherese, violando così quanto stabilito nell’articolo 15, paragrafi 1, 2, lettera b), e 3, della direttiva 2006/123;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’articolo 13 del decreto relativo alla carta SZÉP, in combinato disposto con gli articoli 1, 2, paragrafi 1 e 2, 55, paragrafi 1 e 3, e 64, paragrafo 1, della legge IV del 2006, l’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), della legge XCVI del 1993 e l’articolo 2, lettera b), della legge CXXXII del 1997, mantiene la possibilità per le banche ed altri istituti di credito di emettere la carta SZÉP, dal momento che solo tali istituti possono soddisfare i requisiti di cui all’articolo 13 del decreto, violando così quanto stabilito nell’articolo 15, paragrafi 1, 2, lettera d), e 3, della direttiva 2006/123;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’articolo 13 del decreto relativo alla carta SZÉP viola l’articolo 16 della direttiva 2006/123, poiché richiede l’esistenza di uno stabilimento ungherese per emettere la carta SZÉP.
                        
                     
         
               2.
            
            
               in subordine, dichiarare che il sistema della carta SZÉP istituito dal decreto 55/2011, del 12 aprile 2011, viola gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE, nella parte in cui le norme della direttiva 2006/123 menzionate al punto 1 non risultano applicabili alle disposizioni citate in tale punto.
            
         
               3.
            
            
               dichiarare che il sistema di buoni Erzsébet disciplinato dalla legge CLVI del 2011 e dalla legge CIII del 2012, che stabilisce un monopolio a favore di organismi pubblici nell’ambito dell’emissione di buoni per pasti freddi e che è entrato in vigore senza essere stato preceduto da un adeguato periodo di transizione o dalle necessarie misure transitorie, viola gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE, nella parte in cui gli articoli 1, 5 e 477 della legge CLVI del 2011 e gli articoli 2, paragrafi 1 e 2, 6 e 7 della legge CIII del 2012 stabiliscono restrizioni sproporzionate.
            
         
               4.
            
            
               condannare l’Ungheria alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Nel 2011 l’Ungheria ha modificato la normativa relativa all’emissione di buoni per pasti caldi e freddi, tempo libero e attività ricreative concessi dai datori di lavoro ai lavoratori, buoni che non sono ritenuti far parte dello stipendio e che sono pertanto soggetti ad un regime fiscale e di sicurezza sociale più favorevole. Tale nuova normativa è entrata in vigore il 1o gennaio 2012 senza un adeguato periodo di transizione. Anteriormente a tali modifiche, la normativa nazionale non stabiliva condizioni specifiche o speciali in relazione all’emissione di tali buoni pasto o alla loro forma. A seguito dell’introduzione di tali modifiche, un istituto pubblico, la Magyar Nemzeti Üdülési Alapítvány (fondazione nazionale ungherese per le attività ricreative), gode di una posizione di monopolio per quanto riguarda l’emissione di buoni cartacei per pasti caldi e di buoni cartacei o elettronici per pasti freddi. Allo stesso tempo, la normativa impone condizioni specialmente rigorose per l’emissione di buoni per pasti caldi, tempo libero e attività ricreative, che già potevano essere rilasciati solo in formato elettronico. Le misure impugnate hanno comportato l’esclusione di operatori presenti da anni su tale mercato, rappresentano una limitazione all’ingresso di nuovi operatori nel mercato e ostacolano la libera prestazione di servizi. Allo stesso tempo, il sistema relativo alla carta SZÉP stabilisce di fatto una riserva del mercato a favore di tre grandi gruppi bancari costituiti ai sensi del diritto ungherese, mentre l’emissione di buoni Erzsébet è possibili solo nell’ambito di un monopolio statale. Il fatto che le entrate dell’istituto pubblico che gode del monopolio siano destinate a coprire spese sociali non giustifica in modo sufficiente le limitazioni introdotte. Conformemente alle rilevanti disposizioni del Trattato FUE e della direttiva 2006/123, è possibile introdurre limitazioni alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione di servizi solo quando tali limitazioni non siano discriminatorie, siano di interesse generale e rispettino i requisiti di necessità e proporzionalità.
   
      (1)  Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006 , relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376, pag. 36).