CELEX: 31995R1475
Language: it
Date: 1995-06-28 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 1475/95 della Commissione, del 28 giugno 1995, relativo all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato a categorie di accordi per la distribuzione di autoveicoli e il relativo servizio di assistenza alla clientela

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31995R1475

Regolamento (CE) n. 1475/95 della Commissione, del 28 giugno 1995, relativo all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato a categorie di accordi per la distribuzione di autoveicoli e il relativo servizio di assistenza alla clientela  

Gazzetta ufficiale n. L 145 del 29/06/1995 pag. 0025 - 0034

REGOLAMENTO (CE)  N. 1475/95 DELLA COMMISSIONE del 28 giugno 1995 relativo all'applicazione dell'articolo 85,  paragrafo 3 del trattato a categorie di accordi per la distribuzione di autoveicoli e il relativo  servizio di assistenza alla clientelaLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento n. 19/65/CEE del Consiglio, del 2 marzo 1965, relativo all'applicazione  dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato a categorie di accordi e pratiche concordate  (1),  modificato da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, in  particolare l'articolo 1, pubblicato il progetto del presente regolamento  (2), sentito il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti, considerando quanto segue: (1)  In forza del regolamento n. 19/65/CEE, la Commissione è competente per applicare, mediante  regolamento, l'articolo 85, paragrafo 3 del trattato a determinate categorie di accordi bilaterali  che rientrano nella previsione dell'articolo 85, paragrafo 1, e in base ai quali un contraente si  impegna nei riguardi dell'altro a fornire certi prodotti soltanto ad esso, ai fini della rivendita  all'interno di un determinato territorio del mercato comune. L'esperienza acquisita nel trattamento  di numerosi accordi di distribuzione e di assistenza alla clientela conclusi nel settore  automobilistico consente di definire una categoria di accordi per i quali le condizioni  dell'articolo 85, paragrafo 3 possono generalmente essere considerate soddisfatte. Trattasi degli  accordi di durata determinata o indeterminata con i quali il contraente fornitore incarica il  contraente rivenditore di promuovere la distribuzione di determinati prodotti del settore degli  autoveicoli ed il relativo servizio di assistenza alla clientela in un determinato territorio e con  i quali il fornitore si impegna nei confronti del distributore a fornire, ai fini della rivendita,  i prodotti contrattuali nel territorio contrattuale soltanto al distributore o, oltre che a  quest'ultimo, soltanto a un numero limitato di imprese della rete di distribuzione. Per facilitare l'applicazione del presente regolamento l'articolo 10 definisce una serie di  termini. (2)  Se gli obblighi contemplati agli articoli 1, 2 e 3 del presente regolamento hanno generalmente  per oggetto o per effetto d'impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno  del mercato comune e sono generalmente atti a pregiudicare il commercio tra Stati membri, il  divieto di cui all'articolo 85, paragrafo 1 del trattato può, nondimeno, in forza dell'articolo 85,  paragrafo 3, essere dichiarato inapplicabile a tali obblighi, anche se solo a determinate  condizioni tassative. (3)  L'applicabilità dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato agli accordi di distribuzione e  assistenza alla clientela, stipulati nel settore degli autoveicoli, deriva in particolare dal fatto  che le restrizioni della concorrenza e gli obblighi convenuti nel quadro del sistema di  distribuzione di un costruttore, e menzionati agli articoli da 1 a 4 del presente regolamento, sono  generalmente stipulati in forma identica o analoga nell'insieme del mercato comune. I costruttori  di autoveicoli penetrano in tutto il mercato comune o in parti sostanziali di esso per mezzo di  insiemi di accordi che comportano restrizioni della concorrenza analoghe e pregiudicato in questo  modo non solo la distribuzione e l'assistenza alla clientela all'interno degli Stati membri, ma  anche il commercio tra questi ultimi. (4)  Le clausole riguardanti la distribuzione esclusiva e selettiva possono essere considerate  razionali ed indispensabili nel settore degli autoveicoli, in quanto si tratta di beni mobili di  consumo di una certa durabilità, che richiedono ad intervalli regolari, ma anche in momenti  imprevedibili e in luoghi variabili, un servizio di manutenzione e riparazione specializzato. I  costruttori di autoveicoli cooperano con i distributori e le officine selezionati al fine di  assicurare un servizio di assistenza alla clientela specificamente adeguato al prodotto. Una tale  cooperazione, non fosse che per motivi di capacità e di efficienza, non può essere estesa ad un  numero illimitato di distributori ed officine. La combinazione del servizio di assistenza alla  clientela con la distribuzione deve essere considerata più economica di una separazione  dell'organizzazione di vendita degli autoveicoli nuovi da un lato, e del servizio di assitenza alla  clientela dall'altro, ivi compresa la vendita di pezzi di ricambio, tanto più che la consegna  dell'autoveicolo nuovo venduto all'utilizzatore finale deve essere preceduta da un controllo  tecnico, conforme alle direttive del costruttore, effettuato dall'impresa della rete di  distribuzione. (5)  Tuttavia il vincolo delle rete distributiva autorizzata non è sempre indispensabile per  assicurare una commercializzazione efficace. È pertanto opportuno prevedere che non possa essere  vietata la fornitura di prodotti contrattuali a rivenditori: -  che appartengono alla stessa rete di distribuzione [articolo 3, punto 10, lettera a)], oppure -  che acquistano pezzi di ricambio per utilizzarli essi stessi in lavori di riparazione o  manutenzione [articolo 3, punto 10, lettera b)]. Le misure prese dal costruttore e dalle imprese della sua rete per proteggere il proprio sistema di  distribuzione selettiva sono compatibili con l'esenzione concessa dal presente regolamento; ciò  vale in particolare per l'impegno del distributore di non vendere veicoli ad utilizzatori finali  che ricorrono ai servizi di un intermediario, salvo se hanno conferito mandato a tal fine  all'intermediario (articolo 3, punto 11). (6)  I grossisti non appartenenti alla rete di distribuzione devono poter essere esclusi dalla  rivendita di pezzi provenienti dal costruttore. Se non vi fosse il vincolo della rete distributiva  autorizzata, non sarebbe probabilmente possibile mantenere in funzione il sistema, vantaggioso per  il consumatore, che consente di disporre rapidamente dell'intera gamma di pezzi di ricambio  prevista dall'accordo, compresi i pezzi meno richiesti. (7)  La clausola di non concorrenza può essere esentata nella misura in cui non impedisce al  distributore di distribuire autoveicoli di altre marche in modo tale da evitare ogni confusione di  marche (articolo 3, punto 3). L'obbligo di praticare la vendita di prodotti di altri costruttori  soltanto in locali distinti e soggetti ad una gestione distinta, unitamente all'obbligo generale di  evitare la confusione fra marche, garantisce l'esclusiva della distribuzione di una sola marca per  ogni locale di vendita. Quest'ultimo obbligo deve essere adempiuto in buona fede dal distributore  in maniera tale che la promozione, la vendita e il servizio di assistenza alla clientela non  possano in alcun modo generare confusione nel consumatore o generare atti sleali da parte del  distributore nei riguardi dei fornitori dei prodotti di marche concorrenti. Per mantenere la  competitività dei prodotti concorrenti, la gestione distinta dei vari locali di vendita deve  concretizzarsi attraverso entità giuridiche distinte. Un tale obbligo induce il distributore a  dedicarsi più intensamente alla vendita dei prodotti contrattuali ed al relativo servizio di  assistenza alla clientela e favorisce così anche la concorrenza fra tali prodotti e i prodotti  concorrenti. Tali disposizioni non impediscono al distributore di offrire e di prestare nella  stessa officina servizi di manutenzione e di riparazione per autoveicoli di marche concorrenti;  tuttavia, il distributore può essere obbligato a vigilare che terzi non beneficino indebitamente di  investimenti del fornitore (articolo 3, punto 4). (8)  Tuttavia, le clausole di non concorrenza non possono essere sempre ritenute indispensabili per  una distribuzione efficiente. I distributori devono essere liberi di acquistare da terzi, di  utilizzare e di revendere pezzi della stessa qualità di quelli offerti dal fornitore. A questo  riguardo si deve presumere che tutti i pezzi provenienti dalla stessa fabbricazione sono identici  ed hanno la stessa origine; spetta ai produttori che offrono pezzi di ricambio ai distributori di  confermare, se del caso, che tali pezzi corrispondono a quelli forniti al costruttore  dell'autoveicolo. I distributori devono essere inoltre liberi di scegliere i pezzi da utilizzare  sugli autoveicoli della gamma contrattuale che raggiungono o superano il livello qualitativo  richiesto. Tale delimitazione della clausola di non concorrenza tiene conto delle esigenze sia  della sicurezza degli autoveicoli sia del mantenimento di una concorrenza effettiva (articolo 3,  punto 5, e articolo 4, paragrafo 1, punti 6 e 7). (9)  Le restrizioni imposte alle attività del distributore al di fuori del territorio contrattuale  lo stimolano a concentrare la sua attività di distribuzione e di assistenza alla clientela in una  zona definita e controllabile, a migliorare la propria conoscenza del mercato e delle esigenze dei  consumatori e ad orientare la propria offerta in funzione della domanda (articolo 3, punti 8 e 9).  La domanda di prodotti contrattuali deve tuttavia poter restare mobile e non subire limitazioni  territoriali. I distributori devono poter soddisfare non solo la domanda di tali prodotti nella  zona contrattuale, ma anche quella di persone e imprese stabilite in altri territori del mercato  comune. Al distributore non deve essere impedito di utilizzare mezzi pubblicitari coi quali si  indirizza a clienti al di fuori della zona contrattuale, dato che tale pubblicità non pregiudica  l'obbligo di promuovere essenzialmente le vendite nella zona contrattuale. Fra i mezzi pubblicitari  accettabili non figurano i contatti diretti e personalizzati con il cliente, siano essi per  lettera, mediante visite a domicilio, comunicazioni telefoniche o telematiche o lettere  individuali. (10)  È opportuno, nell'interesse della certezza del diritto delle imprese, enumerate taluni  obblighi del distributore che non ostano all'esenzione, concernenti il rispetto di condizioni  minime per la distribuzione e il servizio di assistenza alla clientela (articolo 4, paragrafo 1,  punto 1), la regolarità degli ordinativi (articolo 4, paragrafo 1, punto 2), la realizzazione degli  obiettivi quantitativi di vendita e di scorte convenuta fra le parti o fissata da un esperto  estraneo alle due parti in caso di disaccordo (articolo 4, paragrafo 1, punti da 3 a 5), nonché le  modalità del servizio di assistenza alla clientela (articolo 4, paragrafo 1, punti da 6 a 9).  Esiste un nesso materiale tra tali obblighi e quelli previsti dagli articoli 1, 2 e 3, e i primi  incidono sugli effetti restrittivi della concorrenza dei secondi. Essi possono pertanto essere  esentati per gli stessi motivi che questi ultimi, se sono colpiti in un caso concreto dal divieto  dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE (articolo 4, paragrafo 2). (11)  Ai termini del regolamento n. 19/65/CEE, è opportuno precisare le condizioni che devono  ricorrere perché la dichiarazione di inapplicabilità prevista dal presente regolamento possa  produrre i suoi effetti. (12)  Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, punto 1, lettere a) e b), l'esenzione è subordinata  alla condizione che le imprese della rete di distribuzione prestino il servizio di garanzia, il  servizio di assistenza gratuita e quello dovuto in occasione di campagne di richiamo, nonché il  servizio di riparazione e manutenzione necessario per il funzionamento sicuro e affidabile  dell'autoveicolo, a prescindere dal luogo in cui l'autoveicolo sia stato acquistato nel mercato  comune. Tali disposizioni mirano ad impedire che sia pregiudicata la libertà degli utilizzatori di  acquistare in qualsiasi parte del mercato comune. (13)  L'articolo 5, paragrafo 1, punto 2, lettera a), mira, da un lato, a permettere al costruttore  di costituire un sistema di distribuzione coordinato e, dall'altro, a non contrastare l'instaurarsi  di un rapporto di fiducia fra distributori e subagenti. A tal fine il fornitore deve potersi  riservare il diritto di approvare la designazione di subagenti ad opera del distributore, ma non di  respingerla arbitrariamente. (14)  Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, punto 2, lettera b), il fornitore deve evitare di  imporre condizioni, come quelle previste all'articolo 4, paragrafo 1, che discriminino o ostacolino  ingiustamente un distributore della rete. (15)  L'articolo 5, paragrafo 1, punto 2, lettera c) mira a frenare la concentrazione della domanda  del distributore presso il fornitore che sia determinata dalla concessione di sconti cumulativi.  Questa disposizione tende a salvaguardare la parità di opportunità dei fornitori di pezzi di  ricambio che non offrono una gamma di prodotti così vasta come quella del costruttore. (16)  L'articolo 5, paragrafo 1, punto 2, lettera d) subordina l'esenzione alla condizione che il  distributore possa ordinare presso il fornitore autovetture fabbricate in grandi serie, destinate  ad utilizzatori finali nel mercato comune, nell'esecuzione richiesta nel luogo del loro domicilio o  dell'immatricolazione, quando il costruttore offra del pari in tale luogo un modello corrispondente  alla gamma del distributore contemplata dall'accordo, tramite imprese locali della rete  distributiva (articolo 10, punto 10). Questa disposizione previene il rischio che il costruttore o  imprese della rete distributiva si servano della diversità del prodotto nelle varie parti del  mercato comune come pretesto per compartimentare il mercato. (17)  L'articolo 5, paragrafo 2 subordina l'esenzione ad altre condizioni minime intese ad impedire  che il distributore, a causa degli obblighi che gli sono imposti, venga a trovarsi in una  situazione di eccessiva dipendenza economica nei riguardi del fornitore e rinunci a priori ad  azioni concorrenziali, che di per sé potrebbe intraprendere, poiché sarebbero contrarie agli  interessi del costruttore o di altre imprese della rete distributiva. (18)  Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, punto 1, il distributore può opporsi, per ragioni  obiettivamente giustificate, all'applicazione di obblighi troppo onerosi, imposti in base  all'articolo 3, punto 3. (19)  L'articolo 5, paragrafo 2, punti 2 e 3, e paragrafo 3, fissa, per la durata e la risoluzione  degli accordi di distribuzione e servizio assistenza, requisiti minimi per l'esenzione, poiché, a  causa degli investimenti effettuati dal distributore per migliorare la struttura della  distribuzione e del servizio assistenza dei prodotti contrattuali, la dipendenza del distributore  nei riguardi del fornitore aumenta considerevolmente in caso di accordi conclusi a breve termine o  risolvibili a breve termine. Tuttavia, per non ostacolare lo sviluppo di strutture flessibili ed  efficienti di distribuzione, occorre riconoscere al fornitore il diritto straordinario di porre  fine all'accordo in caso di necessità di riorganizzare l'insieme o una parte sostanziale della  rete. Per consentire la rapida risoluzione delle eventuali controversie, è opportuno prevedere il  ricorso ad un esperto estraneo alle due parti o ad un arbitro che deciderà in caso di disaccordo,  fatto salvo il diritto delle parti di adire il tribunale competente in base alle disposizioni  applicabili del diritto nazionale. (20)  Conformemente al regolamento n. 19/65/CEE, occorre precisare le restrizioni o le clausole che  non possono figurare negli accordi di distribuzione affinché la dichiarazione di inapplicabilità  dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE, ai sensi del presente regolamento, possa produrre i  suoi effetti (articolo 6, paragrafo 1, punti da 1 a 5). Inoltre, è opportuno definire le pratiche  di parti all'accordo che portano alla perdita automatica del beneficio dell'esenzione quando sono  commesse in maniera sistematica o ripetitiva (articolo 6, paragrafo 1, punti da 6 a 12). (21)  A motivo delle importanti distorsioni della concorrenza che essi comportano, gli accordi in  base ai quali un costruttore di autoveicoli affida la distribuzione dei suoi prodotti ad un altro  costruttore di autoveicoli devono essere esclusi dal beneficio dell'esenzione per categoria  (articolo 6, paragrafo 1, punto 1). (22)  Per assicurare il rispetto, da parte dei contraenti, dei limiti di applicazione del presente  regolamento, occorre ugualmente escludere dall'esenzione gli accordi il cui oggetto oltrepassa i  prodotti o servizi previsti dall'articolo 1 o i quali stipulano restrizioni della concorrenza non  esentate dal presente regolamento (articolo 6, paragrafo 1, punti 2 e 3). (23)  L'esenzione non può applicarsi neppure qualora i contraenti stipulino, in relazione a  prodotti contemplati dal presente regolamento, obblighi che sarebbero esentabili a norma dei  regolamenti della Commissione (CEE) n. 1983/83  (1) e (CEE) n. 1984/83  (2), modificati da ultimo  dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, relativi rispettivamente  all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE a categorie di accordi di  distribuzione esclusiva e di acquisto esclusivo nella combinazione di obblighi ivi esentata, ma la  cui portata eccede quella degli obblighi esentati ai sensi del presente regolamento (articolo 6,  paragrafo 1, punto 4). (24)  Per proteggere gli investimenti dei distributori e prevenire l'elusione da parte dei  fornitori delle regole riguardanti la risoluzione degli accordi, è opportuno stabilire che  l'esenzione è inapplicabile se il fornitore si riserva il diritto di modificare unilateralmente,  durante la vigenza del contratto, i termini della concessione territoriale esclusiva accordata al  distributore (articolo 6, paragrafo 1, punto 5). (25)  Per mantenere una concorrenza effettiva nell'ambito della distribuzione, è necessario  prevedere che il costruttore o fornitore perda il beneficio dell'esenzione qualora restringa la  libertà del distributore di sviluppare una propria politica in materia di prezzi di rivendita  (articolo 6, paragrafo 1, punto 6). (26)  Il principio di un mercato unico esige che gli utilizzatori possano acquistare autoveicoli  ovunque nella Comunità dove i prezzi e le condizioni sono più favorevoli ed anche rivenderli,  purché la rivendita non sia realizzata a fini commerciali. I vantaggi del presente regolamento non  possono, di conseguenza, essere accordati ai costruttori o fornitori che ostacolano le importazioni  o esportazioni parallele con misure prese nei riguardi degli utilizzatori, degli intermediari  delegati o delle imprese della rete distributiva (articolo 6, paragrafo 1, punti 7 e 8). (27)  Per assicurare, nell'interesse degli utilizzatori, una concorrenza effettiva sui mercati dei  servizi di manutenzione e di riparazione, l'esenzione deve ugualmente essere negata ai costruttori  o fornitori che ostacolano l'accesso ai mercati dei produttori e distributori indipendenti di pezzi  di ricambio o restringono la libertà dei rivenditori o dei riparatori, appartenenti o meno alla  rete, di acquistare ed utilizzare tali pezzi quando raggiungono il livello di qualità dei pezzi  originali. I diritto del distributore di approvvigionarsi in pezzi di ricambio aventi un livello di  qualità equivalente presso imprese terze di sua scelta e il corrispondente diritto di tali imprese  di fornire tali prodotti a rivenditori di loro scelta, nonché di apporvi i propri marchi o segni,  sono esercitati con riserva e in conformità dei diritti di proprietà industriale relativi a tali  pezzi di ricambio (articolo 6, paragrafo 1, punti da 9 a 11). (28)  Per offrire ai consumatori effettive possibilità di scelta fra riparatori della rete e  riparatori indipendenti, occorre imporre ai costruttori l'obbligo di fornire ai riparatori che non  sono imprese della rete le informazioni tecniche necessarie per la riparazione o la manutenzione  degli autoveicoli delle loro marche, tenendo tuttavia conto dell'interesse legittimo del  costruttore di decidere egli stesso in merito alle modalità di esercizio dei suoi diritti di  proprietà immateriale, nonché del suo know-how segreto, sostanziale e identificato in occasione  della concessione di licenze a terzi. Tuttavia, l'esercizio di tali diritti deve effettuarsi  evitando ogni discriminazione od altro abuso (articolo 6, paragrafo 1, punto 12). (29)  Per motivi di chiarezza, occorre infine definire gli effetti giuridici che produce  l'inapplicabilità dell'esenzione nelle differenti situazioni previste dal presente regolamento  (articolo 6, paragrafi 2 e 3). (30)  Gli accordi di distribuzione ed assistenza alla clientela possono beneficiare dell'esenzione,  qualora ricorrano le condizioni di cui agli articoli 5 e 6, fintantoché l'applicazione degli  obblighi previsti agli articoli da 1 a 4 del presente regolamento migliori la distribuzione e  l'assistenza per gli utilizzatori e fintantoché sussista nel mercato comune una concorrenza  effettiva tanto fra le reti di distribuzione dei costruttori che, in una certa misura, all'interno  di queste. Si può attualmente presumere che, per la categorie di prodotti previste dall'articolo 1  del presente regolamento, negli scambi fra gli Stati membri sussistono le condizioni di  un'effettiva concorrenza di modo che i consumatori europei possono trarre in generale beneficio da  tale concorrenza. (31)  È opportuno istituire un regime transitorio per gli accordi esistenti alla data d'inizio  dell'applicabilità del presente regolamento e rispondenti alle condizioni di esenzione previste dal  regolamento (CEE) n. 123/85 della Commissione, del 12 dicembre 1984, relativo all'applicazione  dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CEE a categorie di accordi per la distribuzione di  autoveicoli e il servizio di assistenza  (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione  dell'Austria, della Finlandia e della Svezia (articolo 7). Occorre inoltre concretizzare il potere  conferito alla Commissione di revocare, in un caso particolare, il beneficio dell'esenzione o di  modificarne la portata, e di enunciare, a titolo esemplificativo, una serie di categorie rilevanti  di casi (articolo 8). Quando la Commissione esercita la facoltà di revoca prevista all'articolo 8,  punto 2, essa deve valutare le differenze di prezzi che non siano dovute essenzialmente alle  imposizioni fiscali nazionali o a variazioni della parità monetaria fra Stati membri. (32)  A norma del regolamento n. 19/65/CEE, l'esenzione deve avere una durata limitata. Una durata  di sette anni è adeguata alla specificità del settore degli autoveicoli ed alla evoluzione  probabile delle condizioni di concorrenza in tale settore. Tuttavia la Commissione procederà ad una  valutazione regolare dell'applicazione del regolamento, elaborando un rapporto al più tardi il 31  dicembre 2000 (articoli 11 e 13). (33)  Gli accordi che soddisfano le condizioni richieste dal presente regolamento non devono essere  notificati. Tuttavia, in caso di dubbio, le imprese possono sempre notificare i loro accordi alla  Commissione conformemente alle disposizioni del regolamento n. 17 del Consiglio  (2), modificato da  ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia. (34)  Il carattere settoriale specifico dell'esenzione per categoria della distribuzione degli  autoveicoli eslcude in linea di principio l'applicabilità dei regolamenti d'esenzione di natura  generale relativi alla distribuzione. È opportuno ribadire tale esclusione per quanto riguarda il  regolamento (CEE) n. 4087/88 della Commissione, del 30 novembre 1988, relativo all'applicazione  dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato a categorie di accordi di franchising  (3), modificato  da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria della Finlandia e della Svezia, fatto salvo il diritto  delle imprese di chiedere un'esenzione individuale ai sensi del regolamento n. 17. Per quanto  riguarda invece i regolamenti (CEE) n. 1983/83 e (CEE) n. 1984/83, che prevedono un ambito  l'esenzione più ristretto per le imprese, la scelta può essere rimessa a quest'ultime.  L'applicabilità dei regolamenti della commissione (CEE) n. 417/85  (4) e (CEE) n. 418/85  (5),  modificati da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria della Finlandia e della Svezia, relativi  all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato a catogerie rispettivamente di accordi  di specializzazione e di accordi di ricerca e sviluppo, non è messa in discussione (articolo 12). (35)  Il presente regolamento non pregiudica l'applicazione dell'articolo 86 del trattato, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 L'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE è dichiarato  inapplicabile, ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3 ed alle condizioni stabilite dal presente  regolamento, agli accordi cui partecipano solo due imprese e mediante i quali un contraente  s'impegna nei confronti dell'altro a fornire, all'interno di un territorio definito del mercato  comune, 1)  soltanto a quest'ultimo, o 2)  soltanto a quest'ultimo e ad un numero determinato di imprese della rete distributiva, ai fini della rivendita, determinati autoveicoli nuovi a tre o più ruote destinati ad essere  utilizzati sulla via pubblica, nonché i relativi pezzi di ricambio. Articolo 2 L'esenzione si applica egualmente quando l'impegno di cui all'articolo 1 è legato  all'impegno con il quale il fornitore si obbliga a non vendere prodotti contrattuali ad  utilizzatori finali nel territorio contrattuale e a non prestare il relativo servizio assistenza. Articolo 3 L'esenzione si applica egualmente quando l'impegno di cui all'articolo 1 è legato  all'impegno con il quale il distributore si obbliga: 1)  a non modificare i prodotti contrattuali o prodotti corrispondenti senza il consenso del  fornitore, salvo se la modifica è oggetto di un ordine di un utilizzatore finale e riguarda un  autoveicolo determinato della gamma contrattuale, che l'utilizzatore ha acquistato; 2)  a non fabbricare prodotti concorrenti dei prodotti contrattuali; 3)  a non vendere autoveicoli nuovi forniti da soggetti diversi dal costruttore, se non in locali  di vendita separati, sottoposti ad una gestione separata, con personalità giuridica distinta e in  modo tale da escludere la confusione fra marche; 4)  a promuovere affinché nessun terzo benefici indebitamente, nell'ambito del servizio di  assistenza alla clientela effettuato presso un'officina comune, degli investimenti del fornitore,  in particolare in materia di impianti o di formazione di personale; 5)  a non vendere pezzi di ricambio che siano concorrenti di quelli contrattuali e non possiedano  lo stesso livello qualitativo, e a non utilizzarli per la riparazione o la manutenzione di prodotti  contrattuali o di prodotti corrispondenti; 6)  a non stipulare, senza il consenso del fornitore, con imprese che esercitano la loro attività  nel territorio contrattuale, accordi per la distribuzione e il servizio di assistenza per prodotti  contrattuali e prodotti corrispondenti, né modificare o risolvere accordi di questo tipo senza il  consenso del fornitore; 7)  a imporre alle imprese, con le quali ha concluso gli accordi previsti al punto 6, impegni della  stessa natura di quelli che egli ha assunto verso il fornitore, che corrispondono a quelli di cui  agli articoli da 1 a 4 e che sono conformi agli articoli 5 e 6; 8)  al di fuori del territorio contrattuale: a)  a non gestire succursali o depositi per la distribuzione di prodotti contrattuali e di prodotti  corrispondenti; b)  a non ricercare clienti, per i prodotti contrattuali e prodotti corrispondenti, con una  pubblicità personalizzata; 9)  a non affidare a terzi la distribuzione di prodotti contrattuali e di prodotti corrispondenti  ed il relativo servizio di assistenza al di fuori del territorio contrattuale; 10)  a non fornire ad un rivenditore: a)  prodotti contrattuali e prodotti corrispondenti, salvo se il rivenditore è un'impresa della  rete distributiva, o b)  pezzi di ricambio della gamma contrattuale, salvo se il rivenditore li utilizza per la  riparazione o manutenzione di un autoveicolo; 11)  a non vendere autoveicoli della gamma contrattuale o prodotti corrispondenti ad utilizzatori  finali che si avvalgano dei servizi di un intermediario, salvo se questi utilizzatori abbiano  preliminarmente conferito mandato scritto all'intermediario ad acquistare e, in caso di consegna a  quest'ultimo, a ritirare un autoveicolo determinato. Articolo 4 1.  Non osta all'esenzione l'obbligo del distributore: 1)  di rispettare determinate condizioni minime nella distribuzione e nel servizio di assistenza  alla clientela in materia di: a)  attrezzature aziendali e impianti tecnici per il servizio di assistenza alla clientela, b)  formazione specializzata e tecnica del personale, c)  pubblicità, d)  accettazione, custodia e consegna di prodotti contrattuali e di prodotti corrispondenti e  relativo servizio di assistenza alla clientela, e)  riparazione e manutenzione di prodotti contrattuali e di prodotti corrispondenti, in  particolare per quanto riguarda il funzionamento sicuro ed affidabile dell'autoveicolo; 2)  di ordinare al fornitore prodotti contrattuali solo a determinate date o nel corso di  determinati periodi, sempreché gli intervalli tra le ordinazioni non superino tre mesi; 3)  di cercare di vendere nel territorio contrattuale, durante un periodo determinato, un numero  minimo di prodotti contrattuali, fissato di comune accordo dalle parti o, in caso di disaccordo sul  numero minimo di prodotti contrattuali da smerciare annualmente, da un esperto estraneo alle due  parti, tenendo conto in particolare delle vendite precedentemente realizzate in tale territorio  nonché delle stime previsionali delle vendite in tale territorio e a livello nazionale; 4)  di tenere una scorta di prodotti contrattuali il cui livello è fissato con la procedura  prevista al punto 3; 5)  di tenere determinati veicoli di dimostrazione della gamma contrattuale o un numero determinato  degli stessi fissato con la procedura prevista al punto 3; 6)  di prestare, per i prodotti contrattuali e per i prodotti corrispondenti, la garanzia, il  servizio di assistenza gratuito ed il servizio dovuto in caso di campagne di richiamo; 7)  di utilizzare, nell'ambito della garanzia, del servizio gratuito e delle campagne di richiamo,  per i prodotti contrattuali o prodotti corrispondenti, unicamente pezzi di ricambio della gamma  contemplata dall'accordo o pezzi di ricambio corrispondenti; 8)  di informare in modo generale gli utilizzatori finali del fatto che egli utilizza anche pezzi  di ricambio di terzi per la riparazione o la manutenzione di prodotti contrattuali o di prodotti  corrispondenti; 9)  di informare gli utilizzatori finali qualora, per la riparazione o la manutenzione di prodotti  contrattuali o di prodotti corrispondenti, abbia utilizzato pezzi di ricambio di terzi. 2.  L'esenzione si applica egualmente agli impegni indicati al paragrafo 1, qualora questi siano  soggetti, in un caso concreto, al divieto di cui all'articolo 85, paragrafo 1. Articolo 5 1.  In tutti i casi l'esenzione si applica soltanto a condizione: 1)  che il distributore si impegni: a)  a prestare, per gli autoveicoli della gamma contrattuale o ad essa corrispondenti, venduti da  un'altra impresa della rete distributiva nel mercato comune; -  la garanzia ed il servizio di assistenza gratuito, nonché il servizio in caso di campagne di  richiamo, in modo conforme all'obbligo cui è tenuto ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto   6; -  la riparazione e la manutenzione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 1 lettera e); b)  ad imporre alle imprese che esercitano la loro attività all'interno del territorio  contrattuale, con le quali egli abbia stipulato accordi di distribuzione e di assistenza alla  clientela di cui all'articolo 3, punto 6, l'obbligo di prestare la garanzia ed il servizio di  assistenza gratuito, nonché il servizio in caso di campagne di richiamo, in misura almeno pari a  quella cui egli è tenuto; 2)  che il fornitore: a)  non rifiuti il proprio assenso, senza valido motivo, alla conclusione, alla modifica o alla  cessazione di subcontratti di cui all'articolo 3, punto 6; b)  non applichi, in relazione ad obblighi del distributore di cui all'articolo 4, paragrafo 1,  condizioni minime e criteri per le stime previsionali in modo tale che il distributore subisca un  trattamento iniquo o, senza giustificazioni obiettive, discriminatorio; c)  effettui, in un sistema di sconti ed abbuoni, il computo cumulativo delle quantità o dei  fatturati per i prodotti che nel corso di periodi determinati il distributore ha acquistato presso  di lui o presso imprese a lui collegate, distinguendo almeno fra gli acquisti: -  di autoveicoli della gamma contrattuale, -  di prezzi di ricambio della gamma contrattuale per i quali il distributore dipende dall'offerta  di imprese appartenenti alla rete ristributiva, e -  di altri prodotti; d)  fornisca al distributore, per l'esecuzione di un contratto di vendita da questi stipulato con  un utilizzatore finale, un'autovettura corrispondente ad un modello della gamma contrattuale,  quanto tale autovettura sia fornita dal costruttore, o con il suo consenso, nello Stato membro in  cui l'autoveicolo deve essere immatricolato. 2.  Qualora il distributore abbia assunto gli obblighi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, per  migliorare la struttura della distribuzione e del servizio di assistenza alla clientela,  l'esenzione si applica a condizione: 1)  che il fornitore esoneri il distributore dagli obblighi di cui all'articolo 3, punto 3, se il  distributore dimostra l'esistenza di giustificati motivi; 2)  che la durata dell'accordo sia di almeno cinque anni o che il termine di preavviso per il  recesso ordinario da un accordo concluso a tempo indeterminato sia di almeno due anni per entrambe  le parti; tale termine è ridotto ad un anno almeno: -  qualora il fornitore sia tenuto, per legge o in forza di una convenzione particolare, a pagare  una congrua indennità in caso di recesso dall'accordo, oppure -  qualora si tratti dell'entrata di un distributore nella rete di distribuzione e della prima  durata convenuta dell'accordo o della prima possibilità di recesso ordinario; 3)  che ciascun contraente s'impegni ad informare la controparte, almeno sei mesi prima della  cessazione dell'accordo, che non desidera prorogare un accordo concluso a tempo determinato. 3.  Le condizioni di esenzione previste dai paragrafi 1 e 2 non pregiudicano: -  il diritto del fornitore di recedere dall'accordo con un preavviso di almeno un anno in caso di  necessità di riorganizzare l'insieme o una parte sostanziale della rete, -  il diritto di un contraente di recedere in via straordinaria dall'accordo per l'inadempimento,  da parte dell'altro contraente, di uno degli obblighi essenziali. In ogni caso, le parti devono, in caso di disaccordo, accettare un sistema di rapida risoluzione  della controversia, come il ricorso ad un esperto estraneo alle due parti oppure ad un arbitro,  fatto salvo il diritto delle parti di adire il giudice competente in base alle disposizioni del  diritto nazionale applicabile. Articolo 6 1.  L'esenzione non si applica: 1)  quando entrambi i contraenti o imprese ad essi collegate sono costruttori di autoveicoli,  ovvero, 2)  quando i contraenti legano il loro accordo a stipulazioni riguardanti altri prodotti o servizi  che quelli contemplati dal presente regolamento, o applicano il loro accordo a tali prodotti o  servizi, ovvero, 3)  quando in relazione ad autoveicoli a tre o più ruote o ai relativi pezzi di ricambio o servizi,  i contraenti stipulano restrizioni di concorrenza che non sono espressamente esentate in base al  presente regolamento, ovvero 4)  quando, in relazione ad autoveicoli a tre o più ruote o ai relativi pezzi di ricambio, i  contraenti stipulano accordi o decidono pratiche concordate ai quali i regolamenti (CEE) n. 1983/83  e (CEE) n. 1984/83 hanno dichiarato l'articolo 85, paragrafo 1 inapplicabile in una misura che  eccede quella del presente regolamento, ovvero 5)  quando i contraenti riservano al fornitore il diritto di concludere accordi di distribuzione e  di servizio per prodotti contrattuali con altre imprese determinate, esercenti la loro attività  all'interno del territorio contrattuale, o di modificare il territorio contrattuale, ovvero 6)  quando il costruttore, il fornitore o un'altra impresa della rete restringono direttamente o  indirettamente la libertà del distributore di determinare i prezzi e gli sconti ed abbuoni per la  rivendita dei prodotti contrattuali o dei prodotti corrispondenti, ovvero 7)  quando il costruttore, il fornitore o un'altra impresa della rete restringe direttamente o  indirettamente la libertà degli utilizzatori finali, degli intermediari con mandato o dei  distributori di rifornirsi, presso un'impresa della rete di loro scelta all'interno del mercato  comune, di prodotti contrattuali o di prodotti corrispondenti e di ottenere il servizio di  assistenza alla clientela per tali prodotti, o la libertà degli utilizzatori finali di rivendere  prodotti contrattuali o prodotti corrispondenti, purché la vendita non sia realizzata a fini  commerciali, ovvero 8)  quando il fornitore, senza motivo oggettivamente giustificato, concede ai distributori compensi  calcolati in funzione del luogo di destinazione degli autoveicoli rivenduti o del domicilio  dell'acquirente, ovvero 9)  quando il fornitore restringe direttamente o indirettamente la libertà del distributore,  contemplata dall'articolo 3, punto 5, di rifornirsi presso un'impresa terza di sua scelta di pezzi  di ricambio concorrenti dei prodotti contrattuali e aventi il livello di qualità di questi ultimi,  ovvero 10)  quando il costruttore restringe direttamente o indirettamente la libertà dei fornitori di  pezzi di ricambio di fornire tali prodotti di loro scelta, ivi comprese le imprese della rete di  distribuzione, nella misura in cui tali pezzi hanno il livello di qualità dei prodotti  contrattuali, ovvero 11)  quando il costruttore restringe direttamente o indirettamente la libertà dei produttori di  pezzi di apporre effettivamente e in maniera facilmente visibile il loro marchio o segno distintivo  sui prezzi forniti per il primo equipaggiamento o per la riparazione o manutenzione dei prodotti  contrattuali o dei prodotti corrispondenti, ovvero 12)  quando il costruttore si rifiuta di rendere accessibili, eventualmente a titolo oneroso, ai  riparatori che non appartengono alla rete di distribuzione, le informazioni tecniche necessarie per  la riparazione o manutenzione dei prodotti contrattuali o di prodotti corrispondenti o per  l'applicazione di norme di protezione dell'ambiente, a meno che tali informazioni siano oggetto di  un diritto di proprietà immateriale o costituiscano un know-how segreto, sostanziale e  identificato; in tale caso le informazioni tecniche necessarie non devono essere negate in maniera  abusiva. 2.  Salvi gli effetti sulle altre disposizioni, nei casi enumerati al paragrafo 1, punti da 1 a 5,  l'inapplicabilità dell'esenzione riguarda tutte le clausole restrittive della concorrenza convenute  nell'accordo; nei casi enumerati al paragrafo 1, punti da 6 a 12, essa riguarda soltanto le  clausole restrittive della concorrenza stipulate rispettivamente a favore del costruttore, del  fornitore o di un'altra impresa della rete che ha dato luogo al comportamento illecito. 3.  Salvi gli effetti sulle altre disposizioni dell'accordo, nei casi enumerati al paragrafo 1,  punti da 6 a 12, l'inapplicabilità dell'esenzione riguarda soltanto le clausole restrittive della  concorrenza stipulate rispettivamente a favore del costruttore, del fornitore o di un'altra impresa  della rete, contenute negli accordi di distribuzione e di assistenza alla clientela conclusi per la  zona geografica all'interno del mercato comune nella quale il gioco della concorrenza è falsato dal  comportamento illecito, finché dura il comportamento stesso. Articolo 7 Il divieto enunciato all'articolo 85, paragrafo 1 del trattato non si applica, durante  il periodo dal 1° ottobre 1995 al 30 settembre 1996, agli accordi già in vigore al 1° ottobre 1995  che soddisfano le condizioni di esenzione previste dal regolamento (CEE) n. 123/85 della  Commissione. Articolo 8 A norma dell'articolo 7 del regolamento n. 19/65/CEE, la Commissione può revocare il  beneficio del presente regolamento se essa constata che, in un caso determinato, un accordo  esentato in forza del presente regolamento ha comunque effetti incompatibili con le condizioni  previste dall'articolo 85, paragrafo 3 del trattato, e in particolare: 1)  quando prodotti contrattuali o prodotti corrispondenti non si trovino, nel mercato comune o in  una parte sostanziale di esso, in una parte sostanziale di esso, in concorrenza con prodotti che  per le loro caratteristiche, per l'uso cui sono destinati ed il loro prezzo sono considerati  analoghi dall'utilizzatore; 2)  quando, per prodotti contrattuali e prodotti corrispondenti, sono applicati in maniera  continuata prezzi o condizioni che divergono sensibilmente fra Stati membri, e queste differenze  sensibili sono dovute essenzialmente ad impegni esentati in base al presente regolamento; 3)  quando il costruttore o una impresa della rete applicano, nell'approvvigionamento dei  distributori con prodotti contrattuali o prodotti corrispondenti, prezzi o condizioni di vendita  discriminatori senza giustificato motivo. Articolo 9 Le disposizioni del presente regolamento si applicano, per quanto di ragione, alle  pratiche concordate del tipo definitivo dal presente regolamento. Articolo 10 Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, i seguenti termini sono definiti  come segue: 1)  «  Accordi di distribuzione e di servizio di assistenza alla clientela  » sono accordi-quadro a  tempo determinato o indeterminato stipulati fra due imprese, nei quali l'impresa che fornisce i  prodotti incarica l'altra della distribuzione di tali prodotti e del relativo servizio di  assistenza. 2)  «  Contraenti  » sono le imprese partecipanti ad un accordo ai sensi dell'articolo 1: l'impresa  che fornisce prodotti contrattuali è «  il fornitore  », e l'impresa incaricata della distribuzione  e del relativo servizio di assistenza è «  il distributore  ». 3)  «  Territorio contrattuale  » è il territorio deliminato del mercato comune al quale si  riferisce l'obbligo di fornitura esclusiva ai sensi dell'articolo 1. 4)  «  Prodotti contrattuali  » sono gli autoveicoli nuovi a tre o più ruote destinati ad essere  utilizzati sulla via pubblica, nonché i loro prezzi di ricambio, che formano oggetto di un accordo  ai sensi dell'articolo 1. 5)  La «  gamma contrattuale  » è costituita dall'insieme dei prodotti contrattuali. 6)  «  Pezzi di ricambio  » sono pezzi che vengono montati in o su un autoveicolo per determinate  parti componenti. Gli usi commerciali del settore interessato sono determinati per distinguerli da  altri pezzi e accessori. 7)  «  Costruttore  » è l'impresa: a)  che costruisce o fa costruire autoveicoli della gamma contrattuale, o b)  che è collegata ad imprese di cui alla lettera a). 8)  «  Imprese collegate  » sono: a)  imprese nelle quali l'una dispone, direttamente o indirettamente: -  di oltre la metà del capitale o del capitale di esercizio dell'altra, o -  di oltre la metà dei diritti di voto dell'altra, o -  del potere di designare oltre la metà dei membri del consiglio di vigilanza o del consiglio di  amministrazione o degli organi che rappresentano legalmente l'altra impresa, o -  del diritto di gestire gli affari dell'altra impresa; b)  imprese nelle quali un'impresa terza dispone direttamente o indirettamente dei diritti o poteri  di cui alla lettera a). 9)  «  Imprese della rete di distribuzione  » sono, oltre ai contraenti, il costruttore e le  imprese incaricate dal costruttore, o con il di lui consenso, della distribuzione di prodotti  contrattuali o di prodotti corrispondenti e del relativo servizio di assistenza alla clientela. 10)  «  Autovetture corrispondenti ad un modello della gamma contrattuale  » sono autovetture: -  che il costruttore fabbrica o monta in serie, e -  in cui la forma della carrozzeria, il sistema di trasmissione, il gruppo propulsore e il tipo di  motore sono identici a quelli delle autovetture della gamma contrattuale. 11)  «  Prodotti, autoveicoli o pezzi di ricambio corrispondenti  » sono quelli dello stesso tipo  della gamma contrattuale, che sono distribuiti dal costruttore o con il suo consenso e formano  oggetto di un accordo di distribuzione e di servizio di assistenza stipulato con un'impresa della  rete distributiva. 12)  La «  rivendita  » è l'operazione mediante la quale una persona fisica o giuridica - «  il  rivenditore  » - aliena allo stato nuovo un autoveicolo che aveva precedentemente acquistato in  proprio nome e per proprio conto, quali che siano la qualificazione giuridica sotto il profilo del  diritto civile e le modalità dell'operazione con cui viene effettuata la rivendita. È equiparato  alla rivendita qualsiasi contratto di locazione finanziaria che preveda il trasferimento della  proprietà o l'opzione di acquisto prima della scadenza del contratto. 13)  In riferimento al distributore, i termini «  distribuire  » e «  vendere  » includono altre  forme di commercializzazione, in particolare la locazione finanziaria. Articolo 11 1.  La Commissione procederà ad una valutazione regolare dell'applicazione del  presente regolamento, in particolare per quanto riguarda l'incidenza del sistema di distribuzione  esentano sul divario dei prezzi dei prodotti fra i differenti Stati membri e sulla qualità dei  servizi prestati agli utilizzatori finali. 2.  La Commissione raccoglierà il parere delle associazioni e degli esperti dei vari ambienti  interessati, in particolare delle associazioni di consumatori. 3.  La Commissione redigerà una relazione sulla valutazione del presente regolamento al più tardi  entro il 31 dicembre 2000, prendendo in particolare in considerazione i criteri indicati al  paragrafo 1 del presente articolo. Articolo 12 Il regolamento (CEE) n. 4087/88 non è applicabile ad accordi relativi ai prodotti o  servizi contemplati dal presente regolamento. Articolo 13 Il presente regolamento entra in vigore il 1° luglio 1995. Esso si applica dal 1° ottobre 1995 al 30 settembre 2002. Le disposizioni del regolamento (CEE) n. 123/85 restano applicabili fino al 30 settembre 1995. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, il 28 giugno 1995. Per la Commissione Karel VAN MIERT Membro della Commissione (1)  GU n. L 173 del 30. 6. 1983, pag. 1.  (2)  GU n. L 173 del 30. 6. 1983, pag. 5.  (1)  GU n. L 15 del 18. 1. 1985, pag. 16.  (2)  GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.  (3)  GU n. L 359 del 28. 12. 1988, pag. 46.  (4)  GU n. L 53 del 22. 2. 1985, pag. 1.  (5)  GU n. L 53 del 22. 2. 1985, pag. 5.  (1)  GU n. 36 del 6. 3. 1965, pag. 533/65.  (2)  GU n. C 379 del 31. 12. 1994, pag. 16.  (1)  GU n. L 173 del 30. 6. 1983, pag. 1.  (2)  GU n. L 173 del 30. 6. 1983, pag. 5.  (1)  GU n. L 15 del 18. 1. 1985, pag. 16.  (2)  GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.  (3)  GU n. L 359 del 28. 12. 1988, pag. 46.  (4)  GU n. L 53 del 22. 2. 1985, pag. 1.  (5)  GU n. L 53 del 22. 2. 1985, pag. 5.