CELEX: 62021TN0213
Language: it
Date: 2021-04-16 00:00:00
Title: Causa T-213/21: Ricorso proposto il 16 aprile 2021 — Mlékárna Hlinsko / Commissione

14.6.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 228/35
            
         
      Ricorso proposto il 16 aprile 2021 — Mlékárna Hlinsko / Commissione
      (Causa T-213/21)
      (2021/C 228/47)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Mlékárna Hlinsko a.s. (Hlinsko, Repubblica ceca) (rappresentanti: S. Sobolová e O. Billard, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il divieto di concedere sovvenzioni imposto con la lettera della convenuta del 22 ottobre 2020, ARES (2020) 5759350;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese sostenute dalla ricorrente.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che i diritti fondamentali della ricorrente sarebbero stati violati, direttamente e indirettamente, dalla convenuta, in quanto la ricorrente non ha mai potuto esercitare il proprio diritto di essere ascoltata nel corso dell’indagine che ha portato all’adozione della misura contestata.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che la convenuta non avrebbe alcuna competenza a sottoporre ad audit specifiche sovvenzioni e a decidere su specifiche domande di sovvenzioni a carico dei Fondi strutturali e di investimento europei, in quanto essa sarebbe legittimata ad esaminare soltanto la conformità generale dei sistemi di gestione e di controllo attuati dagli Stati membri, ma non avrebbe alcun potere di effettuare un audit minuzioso e di decidere su specifiche domande di sovvenzioni presentate da singole società.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che la convenuta non avrebbe alcuna competenza a interpretare e applicare il diritto interno degli Stati membri, in quanto le sue competenze sono strettamente limitate dal principio di attribuzione enunciato agli articoli 5 e 13 del Trattato sull’Unione europea; ogni deroga a tale principio deve essere valutata restrittivamente, e il principio di attribuzione e le disposizioni dei trattati considerati congiuntamente implicano chiaramente che la convenuta non è competente ad applicare il diritto interno di uno Stato membro. In ogni caso, le disposizioni di diritto ceco fatte valere dalla convenuta non possono essere oggetto di controllo ai sensi del regolamento (UE) n. 1303/2013 (1), il quale costituisce la base giuridica della procedura di audit che ha portato all’adozione della misura contestata.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che la convenuta non avrebbe dimostrato il contenuto del diritto ceco e avrebbe errato nell’interpretazione e nell’applicazione di quest’ultimo. La convenuta, anziché dimostrare il contenuto del diritto ceco, come richiesto dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, avrebbe interpretato in modo manifestamente errato il diritto ceco e in particolare l’articolo 4c della legge sul conflitto di interessi (2), omettendo deliberatamente di tener conto della giurisprudenza dei giudici cechi nonché della decisione finale, vincolante ed esecutiva delle autorità ceche, relativa all’oggetto della procedura di audit che ha portato all’adozione della misura contestata.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sul fatto che la convenuta avrebbe errato anche nell’interpretazione e nell’applicazione del diritto dell’Unione, in quanto essa avrebbe erroneamente ravvisato la sussistenza di una violazione dell’articolo 61 del regolamento finanziario (3) e non avrebbe preso in considerazione il fatto che le norme ceche sul conflitto di interessi sono in contrasto con i principi basilari del diritto dell’Unione.
               
            
         (1)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU 2013, L 347, pag. 320).
      
         (2)  Legge ceca n. 159/2006 sul conflitto di interessi, come modificata.
      
         (3)  Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU 2018, L 193, pag. 1).