CELEX: 61963CJ0078
Language: it
Date: 1964-07-01
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 1º luglio 1964. # Rémy Huber contro Commissione della Comunità economica europea. # Causa 78-63.

Avis juridique important

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61963J0078

SENTENZA DELLA (SECONDA SEZIONE) DELLA CORTE DEL 1 LUGLIO 1964.  -  REMY HUBER CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE.  -  CAUSA 78/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00721 edizione olandese pagina 00757 edizione tedesca pagina 00789 edizione italiana pagina 00717 edizione speciale inglese pagina 00367 edizione speciale danese pagina 00503 edizione speciale greca pagina 01141 edizione speciale portoghese pagina 00491

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON L' AMMINISTRAZIONE - RICORSO PROPOSTO NEI SUOI CONFRONTI - AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - VESTE PER STARE IN GIUDIZIO  ( TRATTATO CEE, ART . 179; STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 90, 91 )  2 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON LA COMUNITA - CONVENUTO - CHI HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO PER LA COMUNITA  ( TRATTATO CEE, ART . 179; STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  3 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON L' AMMINISTRAZIONE - ATTO PREGIUDIZIEVOLE - NOZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  4 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - ATTO NON IMPUGNABILE SEPARATAMENTE - RICORSO CONTRO LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO - POSSIBILITA DI FARVI VALERE MEZZI E ARGOMENTI CONTRO IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  5 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - RICORSO CONTRO L' AMMINISTRAZIONE - ACCOGLIMENTO DEL RICORSO - RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE QUALE CONSEGUENZA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  6 . DIPENDENTI - STATUTO - DISPOSIZIONE FINALE - NATURA GIURIDICA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 110 )  7 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI - NON INDISPENSABILE AI FINI DEL PASSAGGIO IN RUOLO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 5, 102 )  8 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE - DIRITTO DELL' INTERESSATO DI PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  9 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - POTERI DELL' AMMINISTRAZIONE - SINDACATO GIURISDIZIONALE - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  10 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - MOTIVAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  

Massima

1 . VEDI MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 79 E 82/63 .  L' ARTICOLO 179 DEL TRATTATO CEE MOSTRA, E GLI ARTICOLI 90 E 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CONFERMANO, CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - LA QUALE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI ESERCITA I POTERI DEL DATORE DI LAVORO - HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO NELLE CONTROVERSIE FRA DIPENDENTI E AMMINISTRAZIONE .  */ 663J0079 /*.  2 . VEDI MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 18/63 .  IL RICORSO GIURISDIZIONALE CONTEMPLATO NELL' ARTICOLO 91 DEGLI STATUTI DEL PERSONALE CEE E CEEA VA PROPOSTO CONTRO L' ISTITUZIONE DALLA QUALE IL RICORRENTE DIPENDE; DETTA ISTITUZIONE HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO PER LA COMUNITA .  */ 663J0018 /*.  3 . VEDI MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 26/63 .  POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME " PREGIUDIZIEVOLI " AI SENSI DELL' ART . 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE SOLTANTO GLI ATTI CHE INCIDONO DIRETTAMENTE SU UNA DETERMINATA SITUAZIONE GIURIDICA .  */ 663J0026 /*.  4 . VEDI MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 26/63 .  AGLI EFFETTI DEL RICORSO DI CUI ALL' ART . 91, IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON PUO' ESSERE CONSIDERATO SEPARATAMENTE DALLA DECISIONE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . CONSIDERATE SEPARATAMENTE DALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, LE CONCLUSIONI DIRETTE ALL' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SONO INAMMISSIBILI; DEI MEZZI ED ARGOMENTI DEDOTTI A SOSTEGNO DI DETTE CONCLUSIONI SI POTRA TUTTAVIA TENER CONTO NELL' ESAME DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  */ 663J0026 /*.  CFR . LA MASSIMA N . 2 DELLA SENTENZA 84/63 .  */ 663J0084 /*.  5 . VEDI MASSIMA N . 5 DELLA SENTENZA 26/63 .  NEMMENO IN OCCASIONE DI UN RICORSO DI MERITO, QUALE E QUELLO CONTEMPLATO NELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO, LA CORTE PUO' IMPARTIRE DEGLI ORDINI ALL' AMMINISTRAZIONE : LA RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE DEV' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATA COME UNA DELLE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO .  */ 663J0026 /*.  6 . VEDI MASSIMA N . 6 DELLA SENTENZA 26/63 .  LE DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE DI CUI ALL' ART . 110 HANNO CARATTERE GENERALE E SONO QUINDI NECESSARIE SOLTANTO PER L' APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO AVENTI VALORE PERMANENTE .  */ 663J0026 /*.  7 . VEDI MASSIMA N . 7 DELLA SENTENZA 26/63 .  LA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI DI CUI ALL' ART . 5 DELLO STATUTO DEL PERSONALE NON PUO' ESSERE CONSIDERATA COME UN PRELIMINARE INDISPENSABILE PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 102 .  */ 663J0026 /*.  8 . VEDI MASSIMA N . 8 DELLA SENTENZA 26/63 .  PRIMA DI EMETTERE PARERE NEGATIVO, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DEVE PORRE L' INTERESSATO IN GRADO DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI SU TUTTO QUANTO POSSA INFLUIRE SULLA NOMINA IN RUOLO . DETTO OBBLIGO DEVE RITENERSI ADEMPIUTO QUALORA L' INTERESSATO SIA STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE SU QUELLA PARTE DEL RAPPORTO CHE E SERVITA DI BASE AL PARERE E DI CUI ESSA HA FATTO PROPRIE LE CONCLUSIONI .  */ 663J0026 /*.  9 . VEDI MASSIMA N . 9 DELLA SENTENZA 26/63 .  IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CONSENTE ALL' AMMINISTRAZIONE DI SCEGLIERE I DIPENDENTI MERITEVOLI DELLE GARANZIE OFFERTE DALLO STATUTO; DETTA SCELTA PRESUPPONE UNA CERTA LIBERTA D' APPREZZAMENTO E QUINDI UNA PROCEDURA CHE NON IMPLICA NECESSARIAMENTE TUTTE LE GARANZIE RISERVATE AI DIPENDENTI DI RUOLO . IL CONTROLLO DELLA CORTE NON PUO' AVER QUINDI ALTRO SCOPO CHE QUELLO DI ACCERTARE CHE NON SIANO STATE COMMESSE PALESI INGIUSTIZIE .  */ 663J0026 /*.  10 . VEDI MASSIMA N . 10 DELLA SENTENZA 26/63 .  IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E ADEGUATAMENTE MOTIVATO DAI RICHIAMI CHE VI SI FANNO TANTO ALLE FONTI D' INFORMAZIONE UTILIZZATE QUANTO ALLE RAGIONI SOSTANZIALI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DEL GIUDIZIO ESPRESSO .  */ 663J0026 /*.  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA DAL  SIG . REMY HUBER,  DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA CON L' AVV . MARCEL SLUSNY, DEL FORO DI BRUXELLES E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . ERNEST ARENDT, RUE WILLY GOERGEN, 6, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA O LA COMMISSIONE DI DETTA COMUNITA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, DOTT . PAUL LELEUX, IN QUALITA D' AGENTE, ASSISTITO DALL' AVV . JEAN COUTARD, DEL FORO DI PARIGI, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO, IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ, 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO : - L' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CUI E STATO SOTTOPOSTO IL RICORRENTE ED ALTRESI' DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, COMUNICATO AL RICORRENTE IL 18 GIUGNO 1963; - L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO;  - LA RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE;  - IL RISARCIMENTO DEI DANNI;  

Motivazione della sentenza

A - SULL' IDENTITA DELLA CONVENUTA  IL RICORSO E DIRETTO CONTRO LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA O, " SE DEL CASO ", CONTRO LA COMMISSIONE DI DETTA COMUNITA .  L' ART . 179 DEL TRATTATO CEE DISPONE CHE " LA CORTE DI GIUSTIZIA E COMPETENTE A PRONUNCIARSI SU QUALSIASI CONTROVERSIA TRA LA COMUNITA E I SUOI DIPENDENTI, NEI LIMITI E ALLE CONDIZIONI DETERMINATI DALLO STATUTO O DAL REGIME APPLICABILE A QUESTI ULTIMI ". L' ESPRESSIONE " CONDIZIONI DETERMINATE DALLO STATUTO " IMPLICA NECESSARIAMENTE CHE L' ISTITUZIONE STESSA, IN QUANTO AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA LA QUALE ESERCITA DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE I SUOI POTERI, HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO NELLE CAUSE PROMOSSE DAI SUOI DIPENDENTI .  L' ART . 90 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, CHE DISCIPLINA IL RICORSO GERARCHICO, PRELIMINARE AL RICORSO GIURISDIZIONALE, STABILISCE CHE I DIPENDENTI POSSONO RICORRERE ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DELL' ISTITUZIONE A CUI APPARTENGONO . IN MANCANZA DI CONTRARIE DISPOSIZIONI, IL RICORSO GIURISDIZIONALE CONTEMPLATO NELL' ART . 91 DELLO STATUTO DEVE RITENERSI DISCIPLINATO DA NORME ANALOGHE E VA DIRETTO CONTRO LA STESSA ISTITUZIONE . LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO E STATA ADOTTATA DALLA RIUNIONE DEI PRESIDENTI, AUTORITA CHE IN SENO ALLA COMMISSIONE DELLA CEE ESERCITA, A NORMA DELL' ART . 2 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, I POTERI ATTRIBUITI ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA .  IL RICORSO VA QUINDI CONSIDERATO COME DIRETTO CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE .  B - LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO  SULLA RICEVIBILITA'  IL RICORRENTE CONCLUDE IN PRIMO LUOGO PER L' ANNULLAMENTO SIA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CUI E STATO SOTTOPOSTO, SIA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE CHE GLI E STATO COMUNICATO CON LETTERA DEL 18 GIUGNO 1963 . LA CONVENUTA ECCEPISCE L' INAMMISSIBILITA DI DETTE CONCLUSIONI IN QUANTO DIRETTE CONTRO UN PROCEDIMENTO ED UN ATTO CHE NON HANNO IL CARATTERE DI DECISIONI .  A NORMA DELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO, PUO' ESSERE PORTATA DINANZI ALLA CORTE QUALSIASI CONTROVERSIA FRA LA COMUNITA E UNA DELLE PERSONE INDICATE NELLO STESSO STATUTO LA QUALE VERTA SULLA LEGITTIMITA DI UN ATTO " CHE RECHI PREGIUDIZIO A UNA DI DETTE PERSONE ". LA CORTE OSSERVA CHE POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME PREGIUDIZIEVOLI SOLTANTO GLI ATTI CHE INCIDONO DIRETTAMENTE SU UNA DETERMINATA SITUAZIONE GIURIDICA . NELLA SPECIE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, IL QUALE CONSTA DI UN COMPLESSO DI ATTI PREPARATORI ALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, NON RECA DI PER SE PREGIUDIZIO AL RICORRENTE .  IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, SE PURE COSTITUISCE - IN FORZA DELL' ART . 102, N . 1 DELLO STATUTO - L' ELEMENTO ESSENZIALE DELLA DECISIONE DA ADOTTARSI DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA E VINCOLA QUEST' ULTIMA QUALORA SIA SFAVOREVOLE ALL' INTEGRAZIONE, AGLI EFFETTI DEL RICORSO DI CUI ALL' ART . 91 NON PUO' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATO SEPARATAMENTE DA DETTA DECISIONE . NEANCH' ESSO RECA QUINDI DIRETTAMENTE PREGIUDIZIO AL RICORRENTE .  CONSIDERATE SEPARATAMENTE DALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, LE CONCLUSIONI DIRETTE ALL' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SONO INAMMISSIBILI . DEI MEZZI ED ARGOMENTI DEDOTTI A SOSTEGNO DI DETTE CONCLUSIONI SI POTRA TUTTAVIA TENER CONTO NELL' ESAME DI DETTA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  IL RICORRENTE HA CHIESTO INOLTRE ALLA CORTE DI DICHIARARE CHE LA COMMISSIONE E TENUTA A SOTTOPORLO NUOVAMENTE AL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, PREVIO ESPLETAMENTO DELLE FORMALITA DI CUI AGLI ARTT . 5 U.P . E 110 DELLO STATUTO . LA CONVENUTA ECCEPISCE L' INAMMISSIBILITA DI DETTE CONCLUSIONI, ASSUMENDO TRATTARSI DI UN' AZIONE D' ANNULLAMENTO A PROPOSITO DELLA QUALE LA CORTE NON E COMPETENTE AD ORDINARE QUANTO LE E STATO CHIESTO .  LA CORTE RILEVA CHE, NEMMENO IN OCCASIONE DI UN RICORSO DI MERITO QUALE E QUELLO CONTEMPLATO NELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO, ESSA PUO' IMPARTIRE DEGLI ORDINI ALL' AMMINISTRAZIONE : IL RINNOVO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE DEV' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATO COME UNA DELLE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO .  IL RICORRENTE CONCLUDE INFINE PER L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO NOTIFICATAGLI CON LETTERA 18 GIUGNO 1963 . L' AMMISSIBILITA DI TALI CONCLUSIONI NON E CONTESTATA DALLA CONVENUTA, NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO .  NEL MERITO  VIOLAZIONE DELL' ART . 110 DELLO STATUTO  IL RICORRENTE DENUNZIA LA NULLITA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, CUI EGLI E STATO SOTTOPOSTO IN APPLICAZIONE DELL' ART . 102 DELLO STATUTO, DESUMENDOLA DALLA MANCANZA DI DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE ADOTTATE IN CONFORMITA ALL' ART . 110, PRIMO COMMA .  LA CORTE OSSERVA CHE LE DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE DI CUI ALL' ART . 110 HANNO CARATTERE " GENERALE " E SONO QUINDI NECESSARIE SOLTANTO PER L' APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO AVENTI VALORE PERMANENTE . NELLA SPECIE, A PRESCINDERE DALLA QUESTIONE SE L' ART . 102 DELLO STATUTO SIA ABBASTANZA DETTAGLIATO PER POTER ESSERE APPLICATO SENZA ULTERIORI PROVVEDIMENTI D' ESECUZIONE, VA DETTO CHE ESSO NON DISCIPLINA CHE SITUAZIONI LIMITATE NEL TEMPO .  TRATTASI DI UNA DISPOSIZIONE ESSENZIALMENTE TRANSITORIA, E I PROVVEDIMENTI ADOTTATI PER LA SUA APPLICAZIONE NON POSSONO QUINDI AVERE CARATTERE GENERALE . I REGOLAMENTI EMESSI DALLA COMMISSIONE IL 13 DICEMBRE 1961 E IL 9 MARZO 1962 PER L' ATTUAZIONE DELL' ART . 102 SONO PERCIO' PROVVEDIMENTI D' APPLICAZIONE SPECIALI CHE NON POSSONO ESSERE CONFUSI CON QUELLI, GENERALI, DI CUI SI PARLA NELL' ART . 110 E NON DOVEVANO DI CONSEGUENZA ESSERE ADOTTATI CON LA PROCEDURA IN DETTO ARTICOLO CONTEMPLATA .  IL PRIMO MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  VIOLAZIONE DELL' ART . 5 U.P . DELLO STATUTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL CRITICATO PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E IRRITUALE, NON ESSENDO STATO PRECEDUTO DALLA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI E DELLE ATTRIBUZIONI DEGLI IMPIEGHI CONTEMPLATA NELL' ART . 5 U.P . DELLO STATUTO E DA ADOTTARSI IN CONFORMITA ALL' ART . 110, E CHE TALE IRRITUALITA RENDE NULLA LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  LA CORTE RILEVA CHE LA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI HA SOPRATTUTTO LO SCOPO DI CONSENTIRE L' INQUADRAMENTO, IN BASE ALL' ALLEGATO I DELLO STATUTO, DEI DIPENDENTI NOMINATI IN RUOLO E NON PUO' QUINDI ESSERE CONSIDERATA COME UN PRELIMINARE INDISPENSABILE PER L' APPLICAZIONE DELL' ART . 102 .  IN CONSIDERAZIONE POI DELLA COMPLESSITA DELLA DESCRIZIONE DEI VARI IMPIEGHI E DEL TEMPO CHE ESSA RICHIEDE E TENUTO CONTO DELLA NECESSITA, PER CIASCUNA ISTITUZIONE, DI PASSARE IN RUOLO I PROPRI DIPENDENTI IL PIU PRESTO POSSIBILE, LA CORTE RITIENE CHE, SOTTO QUESTO ASPETTO, LA DECISIONE IMPUGNATA E LEGITTIMA .  VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL CONTRADITTORIO E DI ALTRI PRINCIPI GIURIDICI GENERALI  IL RICORRENTE DEDUCE NUMEROSI FATTI I QUALI PROVEREBBERO CHE, NEL PROCEDIMENTO DINANZI ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, SONO STATI VIOLATI IL PRINCIPIO DEL CONTRADITTORIO ED ALTRI PRINCIPI GIURIDICI GENERALI .  LA CORTE OSSERVA ESSERE ASSODATO CHE IL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO DEL RICORRENTE, COMPILATO DAI SUOI SUPERIORI GERARCHICI, CONCLUDE DICHIARANDO CHE EGLI NON E IDONEO AD ESERCITARE LE FUNZIONI ALLE QUALI E ADDETTO . A NORMA DELL' ART . 102, N . 1, DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL PARERE NEGATIVO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E VINCOLANTE PER L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA; PRIMA DI EMETTERE IL PARERE, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DEVE QUINDI PORRE L' INTERESSATO IN GRADO DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI SU TUTTO QUANTO POSSA INFLUIRE SULLA NOMINA IN RUOLO .  DETTO OBBLIGO DEVE RITENERSI ADEMPIUTO QUALORA L' INTERESSATO SIA STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE SU QUELLA PARTE DEL RAPPORTO CHE E SERVITA DI BASE AL PARERE E DI CUI ESSA HA FATTO PROPRIE LE CONCLUSIONI .  SAREBBE VERO IL CONTRARIO QUALORA LE CONCLUSIONI DEL RAPPORTO FOSSERO STATE MODIFICATE IN SEGUITO ALL' AUDIZIONE DI NUOVI TESTIMONI, SENZA CHE L' INTERESSATO FOSSE STATO INVITATO A PRESENTARE IN PROPOSITO NUOVE OSSERVAZIONI .  NON E PERO' QUESTO IL CASO NOSTRO .  IL RICORRENTE HA AVUTO CONOSCENZA DEL RAPPORTO COMPILATO NEI SUOI RIGUARDI DAI SUPERIORI GERARCHICI . E' PACIFICO CHE EGLI HA PRESENTATO OSSERVAZIONI SU DETTO RAPPORTO, HA DEPOSITATO MEMORIE ED E STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . LE CIRCOSTANZE CHE NON GLI SIA STATO COMUNICATO IL VERBALE DELL' AUDIZIONE DELLE PERSONE INTERROGATE DA DETTA COMMISSIONE E CH' EGLI STESSO NON SIA STATO NUOVAMENTE SENTITO DOPO TALE AUDIZIONE, NULLA TOLGONO ALLA RITUALITA DEL PROCEDIMENTO, NON AVENDO DETTE AUDIZIONI AFFATTO MODIFICATO LE CONCLUSIONI DEL RAPPORTO DEI SUPERIORI GERARCHICI, CONCLUSIONI FATTE PROPRIE DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  IL RICORRENTE SOSTIENE INOLTRE CHE IL PARERE DEL SUO SUPERIORE GERARCHICO E STATO DETERMINATO DA ANIMOSITA PERSONALE NEI SUOI CONFRONTI .  LA CORTE RILEVA CHE QUESTA CENSURA RIGUARDA UNICAMENTE IL SUPERIORE IMMEDIATO DEL RICORRENTE, SIG . BERGHOLD, MENTRE IL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO DEL RICORRENTE NON E STATO COMPILATO SOLO DAL SUDDETTO, MA ANCHE DA ALTRI SUPERIORI GERARCHICI . PER QUANTO RIGUARDA IL BERGHOLD, DAI FATTI DEDOTTI IN CAUSA, SE SI PUO' ARGUIRE CHE I SUOI RAPPORTI COL RICORRENTE NON SONO STATI PRIVI DI ATTRITI, NON EMERGE TUTTAVIA LA PROVA CH' ESSI ABBIANO DETERMINATO GLI SFAVOREVOLI APPREZZAMENTI CONTENUTI NEL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE .  LA CORTE OSSERVA INFINE CHE LA CIRCOSTANZA CHE ALLE DELIBERAZIONI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ASSISTESSE UN ESTRANEO, IN QUALITA DEL RESTO DI SEMPLICE OSSERVATORE, ED IL FATTO CHE IL RICORRENTE NON SIA STATO ASSISTITO DA UN COLLEGA O DA UN CONSULENTE NON SONO ATTI A INVALIDARE IL PROCEDIMENTO DINANZI ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  IL MOTIVO E PERCIO' INFONDATO .  VIOLAZIONE DELL' ART . 102 DELLO STATUTO  IL RICORRENTE DENUNZIA L' INVALIDITA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE LA QUALE DIPENDEREBBE DAL FATTO CHE, NON ESERCITANDO UNO DEI SUOI MEMBRI ( IL DOTT . DE LA FONTAINE ) FUNZIONI DIRETTIVE, ESSA NON ERA COSTITUITA IN CONFORMITA ALL' ART . 102, N . 1 DELLO STATUTO .  LA CORTE RILEVA CHE IL DOTT . DE LA FONTAINE ERA INQUADRATO AL GRADO A 2 IL QUALE, A NORMA DELL' ALLEGATO I DELLO STATUTO, CORRISPONDE ALL' IMPIEGO TIPO DI DIRETTORE . SOTTO QUESTO ASPETTO IL PARERE EMESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DEVE QUINDI RITENERSI VALIDO .  VIOLAZIONE DELL' ART . 25 DELLO STATUTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON E ADEGUATAMENTE MOTIVATO .  LA CORTE OSSERVA CHE NEL PARERE DEL 18 LUGLIO 1962 LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DICHIARA DI PRONUNCIARSI " VISTO IL RAPPORTO SULLA COMPETENZA SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO DEL SIG . HUBER ...; DOPO AVER RACCOLTO TUTTE LE NECESSARIE INFORMAZIONI E SENTITO L' INTERESSATO " ED INDICA NEL SEGUENTE MODO LE RAGIONI CHE GIUSTIFICANO IL GIUDIZIO SFAVOREVOLE CIRCA L' IDONEITA DEL RICORRENTE AD ESERCITARE LE FUNZIONI ALLE QUALI E ADDETTO : " IL SIG . HUBER NON POSSIEDE LE COGNIZIONI IN MATERIA AMMINISTRATIVA NE LA PREPARAZIONE OCCORRENTE PER ESPLETARE LE MANSIONI PROPRIE DELLA CATEGORIA B ".  IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E QUINDI ADEGUATAMENTE MOTIVATO DAI RICHIAMI CHE VI SI FANNO, TANTO ALLE FONTI D' INFORMAZIONI UTILIZZATE QUANTO ALLE RAGIONI SOSTANZIALI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DEL GIUDIZIO ESPRESSO . LO STESSO SI DEVE DIRE DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO NOTIFICATA AL RICORRENTE IL 18 GIUGNO 1963, LA QUALE FA PROPRIA LA MOTIVAZIONE DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE SEGUITO NEI SUOI CONFRONTI E NULLO IN QUANTO, IN MANCANZA DI CRITERI STABILITI IN VIA PREVENTIVA ED UNIFORMI, I RAPPORTI INFORMATIVI SONO EMINENTEMENTE SOGGETTIVI E, A CAUSA DELLE VALUTAZIONI DIVERGENTI CUI NON POSSONO NON DAR LUOGO, VIOLANO IL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEI DIPENDENTI .  LA CORTE RILEVA CHE I RAPPORTI SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA DI SERVIZIO CONTEMPLATI NELL' ART . 102, N . 1 DELLO STATUTO DEVONO ESSERE COMPILATI DAI SUPERIORI GERARCHICI DEI DIPENDENTI SOTTOPOSTI AL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E CHE, AVENDO LO SCOPO DI FORNIRE UNA VALUTAZIONE DELLE ATTITUDINI PROFESSIONALI E UN APPREZZAMENTO DEL COMPORTAMENTO COMPLESSIVO DEL DIPENDENTE, CONTENGONO INEVITABILMENTE GIUDIZI SOGGETTIVI .  IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON E COMUNQUE INTESO AD ISTITUIRE UN CONFRONTO FRA I MERITI RISPETTIVI DEI VARI DIPENDENTI, BENSI' AD ACCERTARE SE IL DIPENDENTE POSSIEDA I REQUISITI NECESSARI PER ESERCITARE LE FUNZIONI ALLE QUALI ERA ADDETTO PRIMA DELL' ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO .  LA CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  INESATTEZZA ED ERRONEA VALUTAZIONE DEI FATTI  IL RICORRENTE ASSUME CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA BASATO IL PROPRIO PARERE SU FATTI INESATTI OVVERO LI HA VALUTATI IN MODO ERRONEO .  LA CORTE OSSERVA CHE IL SOLO ARGOMENTO DEDOTTO A SOSTEGNO DI QUESTA CENSURA E CHE IL RAPPORTO INFORMATIVO AVREBBE ERRONEAMENTE INDICATO CHE IL RICORRENTE CONOSCEVA IL TEDESCO SCRITTO IN MODO MEDIOCRE, AL QUAL PROPOSITO VA DETTO CHE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON FA CENNO DI QUESTO GIUDIZIO IL QUALE, ESATTO O ERRONEO CHE FOSSE, NON SEMBRA ESSER STATO UNO DEI FATTORI DETERMINANTI DELLO SFAVOREVOLE APPREZZAMENTO DELLE ATTITUDINI DEL RICORRENTE NE, DI CONSEGUENZA, DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  C - LA DOMANDA DI DANNI  NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE ORALE IL RICORRENTE HA DICHIARATO CHE LA DOMANDA DI RISARCIMENTO DOVEVA ESSERE INTESA NEL SENSO CHE, IN CASO D' ANNULLAMENTO DELLA IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, LA COMMISSIONE SIA CONDANNATA A VERSARGLI GLI STIPENDI ARRETRATI .  ESSENDO RISULTATE INFONDATE LE CENSURE ELEVATE CONTRO LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, NON VI E MOTIVO DI STATUIRE SULLA DOMANDA DI DANNI .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE .  A NORMA DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE .  

Dispositivo

LA SECONDA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO 78/63 E RESPINTO PERCHE INFONDATO .  2 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA SOSTENUTE .