CELEX: 31994D0986
Language: it
Date: 1994-12-21 00:00:00
Title: 94/986/CE: Decisione della Commissione, del 21 dicembre 1994, riguardante un procedimento a norma dell'articolo 85 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE (IV/34.252 - Philips-Osram) (I testi in lingua tedesca e olandese sono i soli facenti fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)

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31994D0986

94/986/CE: Decisione della Commissione, del 21 dicembre 1994, riguardante un procedimento a norma dell'articolo 85 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE (IV/34.252 - Philips-Osram) (I testi in lingua tedesca e olandese sono i soli facenti fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 378 del 31/12/1994 pag. 0037 - 0044

DECISIONE DELLA COMMISSIONEdel 21 dicembre 1994riguardante un  procedimento a norma dell'articolo 85 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo  SEE(IV/34.252 - Philips-Osram)(I testi in lingua olandese e tedesca sono i soli facenti  fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(94/986/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ  EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione  degli articoli 85 ed 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e  del Portogallo, in particolare gli articoli 2, 6 ed 8, vista la domanda di attestazione negativa e la notifica finalizzata all'ottenimento di  un'esenzione, presentate il 3 marzo 1992 in applicazione degli articoli 2 e 4 del regolamento n.  17, vista la richiesta presentata dalle parti il 15 febbraio 1994 di considerare la domanda e la  notifica già presentate valide anche ai fini dell'articolo 53 dell'accordo sullo Spazio economico  europeo, vista la ricapitolazione della domanda e della notifica pubblicata (2) in applicazione  dell'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17 e dell'articolo 3 del protocollo 21  dell'accordo SEE, sentito il Comitato consultivo in materia d'intese e di posizioni dominanti, considerando quanto segue: I. I FATTI A. Introduzione (1) Il 3 marzo 1992 la Philips International BV e la Osram GmbH  hanno notificato alla Commissione una «Dichiarazione d'intenti» avente per oggetto la conclusione  di un accordo relativo alla costituzione di un'impresa comune per la fabbricazione e la vendita di  tubi di vetro al piombo (e loro componenti) per lampade ad incandescenza e fluorescenti. L'impresa  comune così costituita dovrebbe raggruppare e sviluppare le attuali attività europee delle società  fondatrici nel campo dei tubi di vetro al piombo e fornire manufatti di vetro al piombo alle  imprese fondatrici ed ai fabbricanti indipendenti di lampade che non dispongano di una sufficiente  produzione propria di tale vetro. (2) L'impresa comune avrà sede nello stabilimento di Lommel (Belgio) attualmente appartenente alla  Philips. I tre forni di questo complesso produttivo verranno adibiti esclusivamente alla produzione  di vetro al piombo per lampade e si provvederà ad installare nuove linee di produzione. Al tempo  stesso la Philips trasferirà ad altri impianti di sua proprietà le linee di produzione di vetro al  piombo per televisori e di tubi di vetro sodico-calcico attualmente installate a Lommel. L'impianto di Lommel è dotato delle attrezzature necessarie a ridurre il problema delle emissioni  inerenti alla fabbricazione di vetro al piombo (emissioni di piombo, ossido di azoto ed antimonio),  nella fattispecie filtri elettrostatici ed attrezzature complicate e costose per la conversione  selettiva delle frazioni gassose nocive. (3) Inoltre la Osram GmbH ha chiuso i propri impianti di Berlino, che avevano raggiunto il termine  della loro vita economica e non erano dotati delle summenzionate attrezzature per la riduzione  delle emissioni inquinanti. (4) Le società fondatrici gestiscono attualmente altre due imprese comuni nel campo  dell'illuminazione: la prima, ubicata anch'essa a Lommel e denominata EMGO, produce bulbi per  lampade ad incandescenza, mentre la seconda, sita in Argentina, produce vetro. Giova rilevare che  la EMGO ha iniziato la sua attività 25 anni fa. B. Le parti (5) La Philips Lighting Holding BV (nel prosieguo «Philips») è la holding del gruppo  Philips Lighting all'interno del gruppo Philips. La Philips Electronic NV, la società che è a capo di tutto il gruppo Philips, è una tra le più  importanti società al mondo nel campo dell'elettronica. Essa è attiva tra l'altro nel campo degli  articoli per illuminazione, degli articoli elettronici di consumo, dei componenti elettronici, dei  sistemi di comunicazione, dei semiconduttori, dei prodotti per l'igiene personale, dei sistemi  medici e dei piccoli elettrodomestici. Nel 1991 il fatturato complessivo della Philips Electronic  NV ammontava a 57 Mrd di HFL, di cui 7,4 provenivano dagli articoli per illuminazione. In ogni Stato membro della CE la Philips possiede società controllate che si occupano della  fabbricazione e/o della vendita di articoli per illuminazione. Per quanto riguarda i prodotti di vetro al piombo, attualmente la Philips produce tubi di vetro al  piombo per lampade in cinque impianti siti in varie parti del mondo. Lommel, il complesso  produttivo di cui è previsto il trasferimento all'impresa comune, è l'unico impianto ubicato in  Europa ed è di gran lunga il maggior centro di produzione di vetro al piombo di proprietà della  Philips. Secondo quanto affermato dalla Philips i suoi impianti extraeuropei (USA, Colombia, India  e Pakistan) si occupano unicamente della fabbricazione di lampade destinate al mercato locale per  motivi di capacità produttiva. (6) La Osram GmbH (nel prosieguo «Osram») è una controllata al 100 % della società conglomerata  Siemens AG. La Osram GmbH si occupa di sviluppare, fabbricare e vendere lampade nonché componenti e  materiali per lampade. Nel 1990/91 il fatturato mondiale del gruppo Osram è stato di 2,971 Mrd di  DM. Nel febbraio 1993 la Osram ha acquistato dalla statunitense GTE le attività di quest'ultima nel  campo dell'illuminazione, facenti capo alla GTE Sylvania International che è stata ribattezzata  Osram Sylvania Inc. Nell'operazione non rientravano le attività delle Sylvania in Europa, che si  svolgono attualmente nell'ambito di una società distinta denominata EDIL. La Osram ha chiuso tutti gli impianti di Berlino per la produzione di tubi di vetro al piombo ed ha  inoltre provveduto a vendere entro il maggio 1994 la sua partecipazione nella società britannica GB  Glass Lighting, che precedentemente costituiva un'impresa comune con la GE-Thorn Lighting, società  che si occupa della produzione di tubi di vetro al piombo e di articoli per lampade. C. Il mercato Mercato del prodotto (7) Per l'impresa comune il mercato del prodotto è il  mercato libero della fabbricazione e della vendita di vetro al piombo per lampade ad incandescenza  e fluorescenti; cioè, il mercato in cui si riforniscono i fabbricanti di lampade che non hanno una  produzione interna di vetro al piombo. Il vetro al piombo è un semilavorato impiegato nella  fabbricazione delle lampade; tipicamente esso contribuisce soltanto per il 2 % al prezzo di vendita  di una lampada fluorescente e per il 3 % a quello di una lampada ad incandescenza. Il vetro al  piombo ha anche altri usi e sotto il profilo tecnologico sembra sussista la possibilità di  utilizzare, almeno in certa misura, per la produzione di vetro al piombo per lampade gli impianti  destinati alla produzione di vetro al piombo per i tubi catodici dei televisori. Apparentemente  tuttavia un tale modo di procedere risulterebbe antieconomico, vista in particolare la scala di  produzione necessaria. Mercato geografico (8) Nel valutare il mercato rilevante sotto il profilo geografico occorre  tener conto dei seguenti fatti (1): - Il vetro al piombo può essere trasportato con facilità ed a costi contenuti; presenta un rapporto  valore/volume relativamente elevato e le spese di trasporto non rappresentano tipicamente più del  2-3 % del costo totale. La sua qualità non si deteriora nel tempo, come avviene invece per altri  tipi di vetro, il che permette la costituzione di scorte. - Sotto il profilo della domanda queste caratteristiche fanno sì che i fabbricanti di lampade siano  in grado di approfittare delle particolari condizioni del mercato a livello mondiale, sicché la  continuità dell'offerta riveste un'importanza minore di quella che avrebbe altrimenti, mentre al  tempo stesso gli aumenti di prezzo e le variazioni dei tassi di cambio applicabili risultano  fattori di notevole importanza. La maggior parte dei fabbricanti di lampade detiene inoltre forti  scorte cuscinetto per ragioni connesse all'entità relativamente modesta dell'investimento che ciò  richiede ed all'efficienza dei trasporti. - Sotto il profilo dell'offerta tanto la Philips (da Lommel) quanto la Osram (da Berlino, fino alla  chiusura di tale impianto nel settembre 1992) hanno fornito vetro al piombo a terzi nel SEE (ed al  di fuori di esso soprattutto nell'Africa settentrionale ed in Asia). Lo stesso hanno fatto la  britannica GB Glass, la tedesca Telux Spezialglas e la statunitense GE; quest'ultima fornisce vetro  al piombo alle proprie fabbriche ed a terzi a partire dai propri impianti negli USA ed in Ungheria  (Tungsram). Anche la Slovenské Zadovy Technickeho Skla (Repubblica slovacca) e la Toshiba  (Giappone), infine, effettuano forniture di vetro al piombo nel SEE. La Osram inoltre fornisce  attualmente ingenti quantitativi di vetro al piombo nel SEE a partire dalla sua consociata  statunitense Osram Sylvania (soprattutto ad ex clienti della GTE Sylvania, ed in particolare alla  [. . .] (2)). Le importazioni sul mercato libero nel SEE soddi sfano il 28 % (1) del fabbisogno dei  fabbricanti indipendenti di lampade (escludendo da questo calcolo le importazioni facenti capo alla  Osram Sylvania (2)). I fabbricanti europei di lampade che non hanno accesso a fonti proprie di vetro al piombo  soddisfano il proprio fabbisogno rivolgendosi in misura sempre maggiore, oltre che ai fornitori del  SEE (Philips, Telux e/o GB Glass), ai fornitori statunitensi (in particolare GE ed anche Osram  Sylvania), oltre che ai fornitori dell'Europa centrale ed orientale (quali la Slovenské Zadovy  Technickeho Skla). In conclusione, considerata l'assenza di significative barriere al commercio di vetro al piombo  così come i ridotti costi di trasporto, sotto il profilo geografico il mercato rilevante da  prendere in considerazione si estende per lo meno alla Comunità ed agli altri paesi del SEE. Non  occorre stabilire se il mercato rilevante sotto il profilo geografico sia effettivamente esteso al  mondo intero, poiché le conclusioni della valutazione rimangono invariate anche qualora si faccia  riferimento al mercato geografico più ristretto (vale a dire quello del SEE). Struttura del mercato (9) Nel 1990 la produzione mondiale di vetro al piombo è stata di circa 100  000 tonnellate, e negli anni successivi si è attestata stabilmente su questo livello. La produzione  europea è di 30 000 tonnellate circa, per un valore complessivo di 33 Mio di ECU circa a prezzi  correnti di mercato. Di tale quantità la Philips ha prodotto [. . .] tonnellate a Lommel e la Osram  [. . .] tonnellate a Berlino, cosicché alla Philips ed alla Osram ha fatto capo il 66 % circa della  produzione europea di vetro al piombo. Gli altri fabbricanti di primaria importanza in Europa sono  l'ungherese Tungsram [un'impresa del gruppo GE (3)], con [. . .] tonnellate nel 1993, la britannica  GB Glass, con [. . .] tonnellate nel 1993, la tedesca Telux Spezialglas GmbH, con [. . .]  tonnellate nel 1991, e la Slovencké Zadovy Technickeho Skla. Tutti i fabbicanti nominati dispongono  di capacità produttive di riserva. (10) Eccezione fatta per la GB Glass, la Telux e la Slovenské Zadovy Technickeho Skla, i  fabbricanti di vetro al piombo sono anche importanti fabbricanti di lampade (ciò vale per la  Philips, la Osram e la GE/Tungsram). Sotto questo profilo la produzione di vetro al piombo di  questi fabbricanti di lampade è destinata in primo luogo a soddisfare il proprio fabbisogno. Poiché  tuttavia i forni per il vetro al piombo sono di norma in produzione 24 ore su 24 e vengono fermati  soltanto per estesi interventi di manutenzione, in pratica è inevitabile che vi siano eccedenze di  produzione. Tali eccedenze, insieme alla produzione dei fabbricanti di vetro al piombo che non  fabbricano lampade, vengono vendute sul mercato libero alle imprese di piccole e medie dimensioni  che fabbricano lampade normali o speciali (4) senza disporre di una produzione propria di vetro al  piombo. Le dimensioni del mercato libero del SEE sono state valutate in 4 500 tonnellate circa all'anno. I  fornitori che vi operano sono, in ordine di importanza, la Philips [con [. . .] tonnellate all'anno  circa vendute a terzi nel SEE (5)], la GB Glass (con [. . .] tonnellate vendute a terzi nel 1993  più altre [. . .] tonnellate vendute alla GE), la GE/Tungsram (con vendite per [. . .] tonnellate  nel 1993), la Telux Spezialglas GmbH (con vendite di [. . .] tonnellate all'anno dal 1991 in poi) e  la Slovencké Zadovy Technickeho Skla (Repubblica slovacca) (con vendite per [. . .] tonnellate nel  1992). Prima del 1993 anche la statunitense Sylvania operava in quanto fornitore indipendente di  vetro al piombo in Europa, con vendite abbondantemente superiori alle 1 000 tonnellate all'anno.  Per quanto riguarda l'impianto berlinese della Osram prima del 1992, in media venivano vendute a  terzi [. . .] tonnellate all'anno, delle quali in realtà soltanto una modesta quota, effettivamente  inferiore alle [. . .] tonnellate, veniva venduta a clienti del SEE (6). A questi produttori (7) è  possibile aggiungere, in quanto futuri fornitori, la società polacca Krosno (8) e la ceca Tesla. (11) L'impiego del piombo è all'origine di seri problemi di natura ambientale, attualmente risolti  mediante l'installazione di filtri ed altre attrezzature di notevole costo nelle fabbriche.  Tuttavia, diversi fattori, tra cui in particolare una legislazione sempre più rigorosa in campo  ambientale, determinano una crescente pressione per lo sviluppo di nuovi tipi di prodotti  sostituitivi del vetro al piombo che non contengano tale metallo. Sotto questo profilo uno degli  scopi dell'impresa comune è quello di svolgere un'attività di R& S in questo campo. Molti altri  fabbricanti di lampade o di vetro stanno lavorando in quest'area. Questi sono, per lo meno, le  americane GE, Corning Glass, Owens Illinois, Schott e le giapponesi Asahi Glass (Co.) e Nippon  Electric Glass. (12) Come si è già detto il vetro al piombo è un semilavorato utilizzato nella fabbricazione di  lampade. Quello delle lampade è un mercato maturo per quanto riguarda i tipi normali ad  incandescenza e fluorescenti; sul mercato sono peraltro state immesse nuove lampade fluorescenti di  tipo compatto e lampade alogene che rappresentano un'alternativa a quelle tradizionali. Sono  inoltre in aumento le importazioni di lampade incandescenti a buon mercato provenienti da Ungheria,  Cina, India ed altri paesi (in molto circostanze tali lampade sono vendute da grandi catene di  vendita al dettaglio come marche proprie). È di conseguenza improbabile che la domanda interna di  vetro al piombo delle parti possa registrare un'impennata negli anni a venire; inoltre la domanda  di vetro al piombo facente capo a terzi, ed in particolare ai produttori di lampade europei, non è  cresciuta negli ultimi anni, cosicché non si ritiene plausibile che possa verificarsi una  situazione d'insufficienza dell'offerta, potenzialmente dannosa per i terzi. D. La dichiarazione d'intenti oggetto della notifica (13) Le parti hanno notificato una  dichiarazione di intenti nella quale sono enunciati i principi informatori dei loro rapporti e  della gestione dell'impresa comune. Tali principi sono vincolanti e verranno applicati non appena  l'impresa comune notificata sia stata approvata dalla Commissione. La posizione che la Commissione  adotta riguarda tuttavia unicamente l'impresa comune proposta nella forma notificata. (14) Elementi principali della dichiarazione d'intenti sono i seguenti: - L'impresa comune sarà costituita per un periodo iniziale di 30 anni, che verrà prorogato  indefinitamente salvo avviso scritto di scioglimento inviato da una parte all'altra con un  preavviso di 5 anni. - La partecipazione ed il controllo verranno condivisi pariteticamente dai due azionisti. A questo  proposito le decisioni più importanti saranno adottate all'unanimità. - Il consiglio d'amministrazione dell'impresa comune sarà formato da 4 membri; ogni azionista ne  nominerà 2. La gestione corrente della società verrà affidata ad un direttorio di due membri  designati dalle parti. - Philips ed Osram copriranno con i prodotti dell'impresa comune almeno l'80 % del loro fabbisogno  europeo di vetro al piombo. La produzione dell'impresa comune eccedente rispetto alla domanda delle  parti verrà posta a disposizione di altri clienti, in Europa ed altrove. - Qualora la capacità produttiva e l'offerta risultino insufficienti, la società fornirà il vetro  al piombo in via prioritaria alle imprese fornitrici, in proporzione alla quota assorbita da  ciascuna di esse. A questo proposito le parti hanno dichiarato che l'impresa comune avrà  un'eccedenza di capacità produttiva strutturale superiore di 4 000 t all'attuale eccedenza  combinata di Philips ed Osram. - I prodotti dell'impresa comune verranno fatturati alle parti ad un prezzo identico, comprendente  le spese di trasporto dalla fabbrica di Lommel alle diverse fabbriche europee di lampade di  proprietà delle parti. - Le due imprese fondatrici si impegnano a non fare concorrenza all'impresa comune in Europa per  quanto riguarda la produzione o la vendita di prodotti concorrenziali con il vetro al piombo. - L'impresa comune utilizzerà l'attuale tecnologia Philips; in contropartita l'impresa comune  verserà alla Philips royalties di entità determinata, in funzione delle proprie vendite nette di  vetro al piombo. E. Osservazioni di terzi (15) In seguito alle due comunicazioni pubblicate a norma dell'articolo  19, paragrafo 3 del regolamento n. 17 per dare applicazione, rispettivamente, all'articolo 85 del  trattato CE ed all'articolo 53 dell'accordo SEE, non sono pervenute osservazioni di terzi. II. VALUTAZIONE GIURIDICA A. Articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE e articolo 53, paragrafo 1  dell'accordo SEE 1. L'impresa comune (16) L'impresa comune rientra nel campo d'applicazione  dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1 del trattato SEE.  Osram GmbH possiede le capacità finanziarie, tecniche e di ricerca sufficienti per creare una nuova  unità di produzione di vetro al piombo nel SEE. Pertanto, la creazione dell'impresa comune elimina,  almeno a livello potenziale, la concorrenza di Osram GmbH quale produttore indipendente di vetro al  piombo nel territorio del SEE. Inoltre, i fabbricanti di lampade, ed in particolare quelli che non  dispongono di una produzione propria di vetro al piombo, vedranno ridursi la loro libertà di  scegliere tra fornitori alternativi a prezzi concorrenziali. Questi effetti restrittivi risultano  di particolare importanza, poiché il numero dei fabbricanti di vetro al piombo nel SEE è ridotto e  le società fondatrici della nuova impresa detengono una quota elevata del mercato di tale vetro. (17) La Commissione ha valutato la possibilità che l'impresa comune metta le parti in grado  d'impedire ai suddetti fabbricanti indipendenti l'accesso alle forniture di vetro al piombo. Essa è  giunta alla conclusione che tale possibilità non sussiste, in particolare per i motivi seguenti:  l'eccesso di capacità esistente non soltanto nel SEE ma anche in altre zone, quali gli USA; le  caratteristiche del prodotto, che lo rendono facilmente trasportabile; l'importanza ridotta dei  costi di trasporto e l'esistenza di un buon numero di fornitori alternativi, in essere ed in  potenza, all'interno ed all'esterno del SEE. (18) L'impresa comune avrà inoltre qualche effetto limitato di ricaduta per quanto riguarda il  mercato delle lampade, sul quale le parti risultano di gran lunga i principali fornitori europei,  con una quota di due terzi del mercato, e sono in diretta concorrenza in tutti i segmenti.  L'impresa comune determina una limitata standardizzazione dei costi di produzione: le parti avranno  costi unitari identici per le componenti a base di vetro al piombo, che rappresentano il 2-3 % del  costo di una lampadina (ad incandescenza o fluorescente); inoltre le parti fabbricano già ora in  comune ampolle per lampade ad incandescenza (che rappresentano il 7,5-8 % circa del costo di tali  lampade). Questo effetto di standardizzazione risulta in certa misura rafforzato dal sistema di  condivisione dei costi di trasporto, che ripartisce in parti uguali tra le parti i costi globali di  trasporto al chilogrammo, che contribuiscono per il 2 % al prezzo di costo del vetro al piombo (1).  Tuttavia, visto lo scarsissimo rilievo del vetro al piombo ai fini del costo di produzione delle  lampade, si ritiene che tale standardizzazione non sia sufficientemente significativa per  costituire una restrizione della concorrenza. Tale considerazione trova conferma nel fatto che  mancano gli elementi per ritenere che la costituzione dell'impresa comune possa influenzare  significativamente in qualunque modo le condizioni di concorrenza sul mercato delle lampade, nel  quale le parti continuano ad essere dirette concorrenti l'una dell'altra. Parimenti, niente lascia  ipotizzare un allentarsi della concorrenza sul mercato delle lampade, data la crescente pressione  sul mercato del SEE delle lampade d'importazione provenienti dall'esterno ed in particolare la  presenza diretta nel SEE della GE (di cui fanno parte la Tungsram e la Thorn), che è il principale  produttore mondiale e controlla il 20 % circa del mercato SEE, e della EDIL (la ex Sylvania Europe,  diventata una società indipendente che si è aggiudicata una quota significativa del mercato SEE,  pari al 10 % circa), oltre che di un gran numero di piccoli e medi produttori. 2. Disposizioni contrattuali (19) La dichiarazione d'intenti comprende diverse disposizioni il  cui effetto è parimenti quello di restringere la concorrenza: a) la disposizione relativa all'astensione delle parti dal farsi concorrenza, valida per l'intera  durata dell'accordo; b) l'obbligo per le fondatrici di soddisfare la maggior parte del proprio fabbisogno di vetro al  piombo in Europa facendo ricorso all'impresa comune; c) la preferenza accordata alle fondatrici (in proporzione alla quota assorbita da ciascuna di  esse) qualora la capacità produttiva e l'offerta risultino insufficienti. (20) Tutte le restrizioni di cui al punto 19 risultano accessorie alla costituzione ed al buon  funzionamento dell'impresa comune. Sotto questo profilo esse vengono giudicate alla stregua di una  parte integrante dell'impresa comune e di conseguenza non verranno valutate separatamente dalla  stessa impresa comune ai fini dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 53,  paragrafo 1 dell'accordo SEE. - La clausola relativa all'astensione dalla concorrenza reciproca è espressione del durevole  impegno di ciascuna fondatrice nei confronti dell'altra e dell'impresa comune. Esso riguarda  inoltre unicamente le attività europee, cosicché ad esempio la Osram Sylvania Inc. non soltanto non  ha alcun obbligo di astenersi dal vendere i propri prodotti nel SEE a clienti vecchi o nuovi, ma di  fatto essa già adesso vende nel SEE. - L'obbligo fatto alle fondatrici di ricorrere all'impresa comune per soddisfare la maggior parte  del proprio fabbisogno di vetro al piombo in Europa garantisce un carico produttivo efficiente ed  economico dell'impresa comune, il che risulta di particolare importanza, dato che i forni producono  vetro al piombo 24 ore su 24. Tale uso della capacità produttiva dell'impresa comune garantisce la  certezza per quanto riguarda i costi, la qualità e la continuità delle forniture di tale vetro alle  imprese fondatrici e a terzi. Ciò risulta parimenti nell'interesse delle fondatrici, alle quali il  prodotto verrà fornito al prezzo di costo, dato che un maggior uso della capacità produttiva  contribuirà a ridurre il costo unitario di produzione del vetro al piombo. - Per quanto riguarda la preferenza da accordare alle fondatrici, per quanto tale clausola sia  potenzialmente atta a produrre un effetto restrittivo qualora l'attuale situazione eccedentaria del  mercato del vetro al piombo nel SEE si trasformasse in una di scarsità, essa può venir accettata  come accessoria poiché l'impresa comune viene costituita per essere l'unità produttiva interna nel  SEE delle due fondatrici, le quali vi investono denaro. Qualsiasi unità interna per la produzione  di vetro al piombo accorda la priorità alla domanda proveniente dal fabbricante di lampade cui  appartiene e vende sul mercato libero unicamente la produzione eccedentaria, non utilizzata  dall'impresa madre. Come si è già detto, un'eccedenza della produzione risulta inevitabile, poiché  i forni operano di norma 24 ore al giorno ed i costi di produzione risultano tanto più bassi quanto  maggiore è lo sfruttamento degli impianti. Sotto questo profilo la capacità della nuova unità  risulterà superiore alla capacità combinata di cui precedentemente disponevano le due fondatrici  nel SEE, e tanto la Philips quanto l'Osram hanno dichiarato che continueranno ad avere interesse a  che l'impresa comune fornisca vetro al piombo a terzi nella più ampia misura possibile. Esse hanno  inoltre dichiarato anche che in situazioni d'emergenza (ad es. rottura di un forno) l'impresa  comune onorerà indistintamente i contratti d'acquisto delle fondatrici e dei terzi, in proporzione  alla quota assorbita da ciascun cliente prima dell'emergenza. (21) Le disposizioni accessorie vengono di norma accettate per un lasso limitato di tempo. Nel  presente caso tuttavia tali disposizioni vengono accettate in quanto accessorie per l'intera durata  dell'esenzione concessa all'impresa comune per mezzo della presente decisione. B. Effetti sugli scambi intracomunitari nonché su quelli tra gli Stati membri e i paesi dell'EFTA  (22) L'impresa comune avrà ripercussioni apprezzabili sugli scambi intracomunitari di vetro al  piombo oltre che su quelli tra Stati membri e paesi dell'EFTA, poiché si riferisce alla  fabbricazione comune di un prodotto che verrà venduto nell'intero SEE e che è molto importante, in  quanto prodotto intermedio, per i produttori indipendenti di lampade. C. Conclusioni in relazione all'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE ed all'articolo 53,  paragrafo 1 dell'accordo SEE (23) In conclusione si ritiene che la costituzione dell'impresa  comune rientri nel campo d'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato e dell'articolo  53, paragrafo 1 dell'accordo SEE. Gli effetti restrittivi sulla concorrenza e sugli scambi  intracomunitari nonché su quelli tra Stati membri e paesi dell'EFTA vengono considerati sensibili,  vista in particolare la forte posizione di cui godono le fondatrici sul mercato in questione. D. Articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE e articolo 53, paragrafo 3 dell'accordo SEE (24) Se  ed in quanto rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 85, pargrafo 1 del trattato CE e  dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE, la dichiarazione d'intenti notificata soddisfa le  condizioni per l'esenzione stabilite nell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE e nell'articolo  53, paragrafo 3 dell'accordo SEE. Miglioramento della produzione o della distribuzione (25) L'impresa comune determina una  razionalizzazione della produzione in quanto consente alla Osram di eliminare il proprio impianto  berlinese, ormai obsoleto, ed alla Philips di trasferire da Lommel ad altre fabbriche di vetro del  gruppo alcune produzioni diverse dal vetro al piombo. Essa renderà possibile una maggiore  flessibilità in termini di quantità e tipi di prodotti (1) e ridurrà il rischio di guasti degli  impianti, oltre ad avere una capacità produttiva sostanzialmente più elevata di quella derivante  dalla somma delle capacità di produzione di vetro al piombo di cui disponevano nel SEE le  fondatrici prima della sua costituzione. L'impresa comune comporterà un impiego complessivo  d'energia inferiore e migliorerà le prospettive di attuazione dei programmi di riduzione dei  consumi energetici e dell'emissione di effluenti. Inoltre le parti concentreranno nei laboratori della Philips le proprie attività di R& S,  realizzando risparmi ed economie di scala e potendo concentrare le proprie energie per affrontare  adeguatamente il compito comune di sviluppare materiali esenti da piombo. (26) Le parti hanno fornito dati dai quali risulta un risparmio annuo per il vetro al piombo di [.  . .] Mio di HFL ([. . .] Mio di ECU) per la Philips e di [. . .] Mio di DM ([. . .] Mio di ECU),  per la Osram, con un ulteriore risparmio di [. . .] DM ([. . .] Mio di ECU) per la Osram nel campo  delle attività di R& S. Tali risparmi fanno in particolare capo all'ampliamento della gamma  produttiva, alla razionalizzazione, alla diminuzione delle spese generali, ad un impiego flessibile  dei forni disponibili, ad una riduzione dei costi energetici ed ambientali ed alla collaborazione  nelle attività di R& S riguardanti i sostituti del vetro al piombo. L'importanza relativa di questi  dati può venire apprezzata pienamente soltanto prendendo in considerazione il fatto che il prezzo  di mercato del vetro al piombo è di circa 2,5 HFL (1,16 ECU) al chilogrammo; i risparmi menzionati  equivarranno pertanto a quasi 1 800 tonnellate di vetro al piombo all'anno a prezzi di mercato,  corrispondenti al 10 % circa della produzione annua complessiva delle parti prima della  costituzione dell'impresa comune, ed al 7 % circa della sua capacità produttiva massima (pari a 26  000 tonnellate all'anno). Ai fini esemplificativi, si noti che tale quantitativo supera di gran  lunga il fabbisogno annuo di vetro al piombo del più importante fabbricante indipendente di lampade  del SEE. Vantaggi per i consumatori (27) L'impiego d'impianti più puliti determinerà una diminuzione  dell'inquinamento atmosferico e di conseguenza vantaggi tanto diretti quanto indiretti per i  consumatori, derivanti dalla riduzione delle negative diseconomie esterne. Tale effetto positivo  risulterà considerevolmente rafforzato qualora le attività di R& S in questo campo rendano  possibile l'impiego di materiali esenti da piombo. Inoltre i vantaggi in termini di costo derivanti dai miglioramenti sopra menzionati verranno  trasferiti ai consumatori sotto forma di una pressione al ribasso sul prezzo delle lampade, il  quale ha continuato a diminuire a causa, in particolare, dello sviluppo di nuovi tipi più moderni  di lampade e della concorrenza dei paesi dell'Europa centrale ed orientale. Carattere indispensabile delle restrizioni (28) L'impresa comune risulta indispensabile per  conseguire i miglioramenti prospettati dalla dichiarazione d'intenti in termini di  razionalizzazione, flessibilità, risparmi energetici e finanziari, con divisione delle attività di  R& S e riduzione delle emissioni. Per la Osram, una possibile alternativa all'impresa comune sarebbe stata di costruire una nuova  unità di produzione. Tuttavia, ciò avrebbe rappresentato un investimento sproporzionatamente alto e  rischioso, considerando i tempi necessari per rendere operativa la nuova unità e considerando le  risorse finanziarie necessarie non solo per costruire la nuova fabbrica ma anche per installare le  apparecchiature necessarie per ottemperare ai requisiti di protezione ambientale. A questo  riguardo, l'attuale stabilimento della Philips può essere adottato molto più rapidamente e dispone  già delle apparecchiature per la protezione dell'ambiente. Un'altra possibile alternativa all'impresa comune per la Osram sarebbe stata quella di concludere  con la Philips (ed eventualmente con altri fornitori) un accordo a lungo termine di fornitura. La  Osram ha tuttavia esplicitamente dichiarato di non essere interessata ad un accordo di questo tipo,  poiché l'avrebbe posta in una situazione di accentuata dipendenza. Per quanto riguarda la Philips,  un tale accordo potrebbe non averle dato sicurezza sufficiente ad indurla a compiere in proprio gli  investimenti che ha ora effettuato. Ciò risulta tanto più vero in quanto il mercato in questione  presenta dimensioni limitate e un carattere maturo, cosicché i miglioramenti derivanti dall'impresa  comune potrebbero non essere stati conseguiti. Il ricorso a tale alternativa avrebbe pertanto molto  plausibilmente determinato la disponibilità per terzi di una quantità di vetro al piombo  considerevolmente inferiore a quella che sarà disponibile grazie all'impresa comune, la cui  capacità risulterà effettivamente superiore alla somma delle precedenti capacità delle fondatrici  nel SEE. Per quanto riguarda la possibilità che la Osram ottenga forniture dai suoi impianti statunitensi  della Sylvania, basta far notare che la capacità eccedente della Sylvania negli Stati Uniti non  consente alla Osram di soddisfare integralmente il proprio fabbisogno di vetro al piombo sul  mercato europeo. La concorrenza non verrà eliminata (29) Per quanto riguarda la disponibilità di vetro al piombo,  i fabbricanti europei di lampade in generale, ed in particolare quelli indipendenti che non  dispongono di una propria fonte d'approvvigionamento per il vetro al piombo, possono senza  difficoltà ordinare componenti a base di vetro al piombo fabbricati secondo le loro precise  specifiche non soltanto ai fornitori alternativi già operanti nell'Unione europea (quali la GB  Glass e la Telux Spezialglas), ma anche a fornitori alternativi, in essere ed in potenza, ubicati  al di fuori di essa. Come si è già rilevato, nella prima categoria rientrano la Tungsram, la GE, la  Slovenské Zadovy Technickeho Skla, la Toshiba e addirittura la Osram Sylvania, a cui non è vietato  vendere nell'Unione europea, e nella seconda categoria rientrano la Krosno e la Tesla. Tutte queste  imprese dispongono di considerevoli eccedenze di capacità produttiva. Inoltre diversi di questi fabbricanti indipendenti di lampade hanno dichiarato che prendono le  proprie decisioni in materia di acquisti di vetro al piombo soprattutto in funzione del tasso di  cambio delle valute in questione. In base a quanto esposto e vista la situazione attuale, caratterizzata da un eccesso di capacità  produttiva di vetro al piombo tanto nella Comunità europea quanto in altre regioni del mondo, tra  cui perlomeno gli Stati Uniti, si è giunti alla conclusione che l'impresa comune non limita in  misura significativa la continuità a lungo termine dell'offerta a terzi facente capo a diverse  fonti alternative, in particolare per quanto riguarda quei fabbricanti di lampade che non  dispongono di fonti d'approvvigionamento proprie. (30) Infine, se l'impresa comune dovesse sviluppare con successo dei prodotti alternativi senza  piombo, il fatto che molti altri produttori di lampade o di vetro sono attivi in questo settore e,  addirittura, detengono dei brevetti, garantisce che, in futuro, vi saranno varie fonti di  approvvigionamento alternative. Conclusione (31) Si è giunti pertanto alla conclusione che sussistano tutte e quattro le  condizioni stabilite per la concessione di un'esenzione a titolo individuale per quanto riguarda le  costituzione dell'impresa comune in forza dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE e  dell'articolo 53, paragrafo 3 dell'accordo SEE. E. Durata dell'esenzione (32) A norma dell'articolo 8 del regolamento n. 17, una decisione in  applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE (e del protocollo 21 dell'accordo SEE  per quanto concerne l'articolo 53, paragrafo 3 di detto accordo) ha validità per un periodo  determinato. A norma dell'articolo 6 dello stesso regolamento, la data in cui tale decisione entra  in vigore non può essere anteriore a quella della notificazione. Pertanto la decisione nel caso in  esame dovrà avere efficacia dalla data in cui è stata espedita la procedura di notifica, vale a  dire dal 3 marzo 1992, sino al 2 marzo 2002 per quanto riguarda l'impresa comune costituita da  Philips ed Osram. Ciò consentirà alla Commissione di riesaminare il caso in un momento in cui i  conclamati vantaggi dell'impresa comune avranno avuto un periodo ragionevolmente lungo di tempo per  concretarsi, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1In applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE e  dell'articolo 53, paragrafo 3 dell'accordo SEE, le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1 del  trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE sono dichiarate inapplicabili, per il  periodo che va dal 3 marzo 1992 al 2 marzo 2002, all'impresa comune che la Philips Lighting Holding  BV e la Osram GmbH intendono costituire in base alla loro dichiarazione d'intenti notificata alla  Commissione, da Philips International BV e Osram GmbH. Articolo 2L'obbligo per le imprese Philips Lighting Holding BV e Osram GmbH di astenersi dalla  concorrenza reciproca, l'obbligo di ricorrere all'impresa comune per soddisfare la maggior parte  del proprio fabbisogno di vetro al piombo e la preferenza da accordare alle imprese stesse sono da  considerarsi come restrizioni accessorie alla costituzione dell'impresa comune per tutto il periodo  dell'esenzione disposta dall'articolo 1. Articolo 3Sono destinatarie della presente decisione: Philips Lighting Holding BVc/o Philips International BVCorporate Legal DepartmentBuilding  VO-1Groenewoudseweg 1, PO Box 218NL-5600 MD EindhovenOsram  GmbHRechtsabteilungWittelsbacherplatz 2D-80333 Muenchen 2Fatto a Bruxelles, il  21 dicembre 1994. Per la CommissioneKarel VAN MIERTMembro della Commissione(1) GU n. 13 del  21. 2. 1962, pag. 204/62. (2) GU n. C 22 del 26. 1. 1994, pag. 4 e GU n. C 267 del 24. 9. 1994, pag. 3. (1) Per maggiori particolari circa quanto esposto nel seguito, si veda oltre ai considerandi 9 e  10. (2) [. . .]: Gli spazi vuoti tra parentesi quadre indicano segreti commerciali omessi in  applicazione dell'articolo 21, paragrafo 2 del regolamento n. 17. (1) Questa cifra è stata ottenuta sommando i quantitativi venduti, riportati più avanti al punto  10, che fanno capo alla GE/Tungsram ed alla Slovenské Zadovy Technickeho Skla. (2) La massima capacità produttiva della Osram Sylvania è di [. . .] tonnellate, di cui [. . .]  corrispondono al consumo proprio, [. . .] vengono vendute a terzi ed il resto, pari a [. . .]  tonnellate circa, va a costituire le riserve. Nel 1993 le importazioni destinate a terzi nel SEE  hanno raggiunto le [. . .] tonnellate circa. (3) La GE produce ulteriori [. . .] tonnellate negli Stati Uniti e dispone di altre [. . .]  tonnellate di capacità produttiva di riserva. (4) I più importanti individuati dalla Commissione sono la svizzera EDIL, la tedesca Lindner, la  svedese Lumalampan, le italiane File e Imperia, la svizzera Falma, la tedesca Alba, la francese Guy  Daric, la tedesca Portalux e la britannica VCH. Il loro fabbisogno di vetro al piombo varia da poco  più di 1 000 tonnellate a qualche dozzina di tonnellate. (5) E poco più di [. . .] tonnellate all'anno a clienti al di fuori del SEE. (6) Una parte preponderante di tale quantitativo veniva venduta in Algeria e Turchia. (7) La Commissione ha anche potuto rilevare l'importazione di quantità ridottissime di vetro al  piombo dalla giapponese Toshiba. (8) Secondo quanto affermato dalle parti, la Krosno effettua già adesso forniture nel SEE; la  Commissione non dispone tuttavia di elementi per confermare tale asserzione. (1) In termini di rapporto percentuale tonnellata/prezzo, il sistema di condivisione dei costi di  trasporto si traduce effettivamente in un lieve svantaggio di costo per la Philips ed un lieve  vantaggio di costo per la Osram. (1) Sotto questo profilo l'impresa comune sarà dotata di 3 forni e 7 linee di produzione, laddove  l'attuale impianto Philips dispone di un forno e 4 linee di produzione dedicate alla produzione di  vetro al piombo per lampade e la Osram disponeva di un forno e 2 linee di produzione nel proprio  impianto di Berlino.