CELEX: 32013H0730(20)
Language: it
Date: 2013-07-09 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 9 luglio 2013 , sul programma nazionale di riforma 2013 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna 2012-2016

30.7.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/81
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   
   del 9 luglio 2013
   sul programma nazionale di riforma 2013 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna 2012-2016
   2013/C 217/20
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
   visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del Comitato per l’occupazione,
   visto il parere del Comitato economico e finanziario,
   visto il parere del Comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del Comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l'occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (3), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle loro politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 29 giugno 2012 i capi di Stato e di governo degli Stati membri hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’Unione e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese.
            
         
               (4)
            
            
               Il 10 luglio 2012 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (4) sul programma nazionale di riforma 2012 della Spagna e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità della Spagna 2012-2015.
            
         
               (5)
            
            
               Il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Il 28 novembre 2012 la Commissione ha altresì adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Spagna è stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un'analisi approfondita.
            
         
               (6)
            
            
               Il Parlamento europeo è stato debitamente coinvolto nel semestre europeo conformemente al regolamento (CE) n. 1466/97 e il 7 febbraio 2013 ha adottato una risoluzione sull'occupazione e gli aspetti sociali nell'analisi annuale della crescita 2013 e una risoluzione sul contributo all'analisi annuale della crescita 2013.
            
         
               (7)
            
            
               Il 14 marzo 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (8)
            
            
               Il 10 aprile 2013 la Commissione ha pubblicato i risultati dell’analisi approfondita per la Spagna a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi della Commissione ha portato la stessa a concludere che la Spagna presenta squilibri macroeconomici eccessivi. In particolare, i livelli molto elevati del debito interno e del debito estero continuano a rappresentare un rischio per la crescita e la stabilità finanziaria; il settore bancario è oggetto di un processo di ricapitalizzazione e ristrutturazione, anche grazie al denaro pubblico; le rigidità che caratterizzano il mercato dei prodotti e del lavoro contribuiscono ad accrescere un livello di disoccupazione già elevato e più in generale ostacolano l’aggiustamento dell’economia. Sebbene l’aggiustamento sia in corso, la portata della correzione necessaria richiede un’azione politica incisiva e prolungata nei mercati dei prodotti e dei servizi, nel mercato del lavoro, nel settore finanziario e nelle finanze pubbliche.
            
         
               (9)
            
            
               Il 30 aprile 2013 la Spagna ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2013 e il suo programma di stabilità per il periodo 2012-2016. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (10)
            
            
               In base alla valutazione del programma di stabilità a norma dell’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma sia sostanzialmente plausibile per il 2013 e soggetto a rischi di peggioramento nel 2014 e anni successivi, rispetto alle previsioni di primavera 2013 degli uffici della Commissione. Sebbene per il periodo 2014-2016 il programma di stabilità preveda una crescita inferiore rispetto alle previsioni di primavera 2013 degli uffici della Commissione, queste ultime si basano sull’ipotesi di politiche invariate e perciò non tengono conto del risanamento di bilancio che sarà necessario per conseguire gli obiettivi di bilancio esposti nel programma di stabilità. L’obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma di stabilità consiste nel portare il disavanzo della pubblica amministrazione al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL entro il 2016. Il risanamento è basato principalmente sul contenimento della spesa, con una diminuzione del rapporto spesa/PIL di 3,7 punti percentuali nel periodo 2012-2016, ma anche su misure di incremento delle entrate. In base al saldo strutturale (ricalcolato) (5) il programma di stabilità prevede un miglioramento annuo del disavanzo strutturale pari all’1,2 %, allo 0,4 %, allo 0,9 % e allo 0,9 % per gli anni dal 2013 al 2016. Dopo la correzione del disavanzo eccessivo, il programma di stabilità conferma l’obiettivo a medio termine (OMT) del pareggio di bilancio in termini strutturali da raggiungere entro il 2018, obiettivo più ambizioso di quanto richiesto dal patto di stabilità e crescita. Il ritmo dell’aggiustamento in termini strutturali previsto nel periodo 2017-2018 rappresenta un progresso sufficiente verso l’OMT. Secondo il programma di stabilità, il rapporto debito/PIL dovrebbe raggiungere un picco nel 2016 per poi iniziare a scendere.
               Il percorso di aggiustamento del disavanzo e del debito sono soggetti a rischi di peggioramento. Le misure volte a sostenere gli obiettivi di disavanzo non sono sufficientemente specificate, soprattutto a livello regionale. Il programma di stabilità non presenta misure per il 2016 e le precedenti misure temporanee sono prorogate soltanto al 2014. I risparmi previsti generati dalla riforma dell’amministrazione locale sono soggetti a notevoli rischi di attuazione. Inoltre, permangono incertezze sulla situazione economica, finanziaria e del mercato del lavoro, nonché sull’andamento delle entrate nel contesto di persistenti e forti squilibri macroeconomici. Per attenuare i rischi per la previdenza sociale sarebbe opportuno attuare pienamente la riforma adottata in materia di prepensionamento e raggiungere un accordo sul fattore di sostenibilità. Un ulteriore rischio deriva dalle sopravvenienze passive connesse ai regimi di protezione degli attivi/alle garanzie. Si sono registrati grandi progressi nella rendicontazione sull’esecuzione del bilancio, ma vi è margine per attuare in modo più trasparente e tempestivo i meccanismi preventivi e correttivi della legge sulla stabilità di bilancio. Manca una rendicontazione sistematica e tempestiva degli arretrati della pubblica amministrazione, il cui elevato stock in essere ha reso necessario un regime di rimborso ad hoc. L’istituzione di un consiglio di bilancio indipendente risulta in ritardo rispetto al calendario previsto. La proposta di revisione delle regole di indicizzazione per tutte le spese e le entrate pubbliche genererebbe risparmi di bilancio e una maggiore reattività dei prezzi alle condizioni economiche. Il programma nazionale di riforma riconosce inoltre la necessità di migliorare ulteriormente l’efficacia in termini di costi della spesa sanitaria e farmaceutica, ad esempio rivedendo i prezzi di riferimento e centralizzando l’acquisto dei prodotti farmaceutici, o ampliando l’applicazione dei ticket.
            
         
               (11)
            
            
               Sebbene nel 2012 vi sia stato un significativo riequilibrio della pressione fiscale relativa, spostatasi verso i consumi e l’ambiente, il rapporto gettito fiscale/PIL della Spagna rimane tra i più bassi dell’Unione. Vi è spazio per migliorare l’efficienza del sistema tributario, aumentando la proporzione di imposte indirette più favorevoli alla crescita e contrastando la frode e l’evasione fiscale, in linea con lo sforzo di risanamento di bilancio. La Spagna ha adottato alcuni provvedimenti per affrontare la distorsione a favore del debito nell’imposizione delle imprese, ma è necessario impegnarsi ulteriormente in tal senso visto l’elevato indebitamento privato.
            
         
               (12)
            
            
               Il programma di aggiustamento del settore finanziario è a buon punto: in particolare, sono state effettuate le ricapitalizzazioni necessarie ed è stata costituita la società di gestione patrimoniale Sareb. La ristrutturazione delle banche, in applicazione delle decisioni ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato, necessiterà un’attenzione costante nei prossimi anni. Per attenuare le difficoltà di finanziamento e i problemi di liquidità delle imprese, nel 2012 la Spagna ha attuato un vasto piano di pagamento dei debiti commerciali dei governi regionali e locali verso le imprese (27,3 miliardi di EUR) e ha varato diverse iniziative per ampliare le fonti di finanziamento delle imprese. Si prevede che detto piano prosegua nel 2013.
            
         
               (13)
            
            
               La situazione rimane critica nel mercato del lavoro. Il riequilibrio dell’economia, meno incentrata sulla domanda interna e sulle costruzioni, in un contesto, tra le altre cose, di rigidità del mercato e di disallineamento fra domanda e offerta di competenze ha contribuito ad accrescere il tasso di disoccupazione, salito al 27 % all’inizio del 2013. Destano particolare preoccupazione il notevole incremento del tasso di disoccupazione giovanile, che ha raggiunto il 56 %, e l’aumento della disoccupazione di lunga durata, pari al 44,4 % della disoccupazione totale alla fine del 2012. I dati disponibili indicano che la riforma del mercato del lavoro del 2012 ha cominciato a generare una maggiore flessibilità interna (nell’ambito dell’azienda), una certa riduzione dei costi di licenziamento e una crescente moderazione salariale. Il programma nazionale di riforma prevede, in luglio 2013, una valutazione ufficiale della riforma rispetto agli obiettivi dichiarati, allo scopo di integrarla ove necessario. Le riforme in materia di politiche attive del mercato del lavoro registrano ritardi, le azioni per modernizzare e potenziare il servizio pubblico per l’impiego si fanno attendere e le agenzie di collocamento private, la cui apertura è stata recentemente approvata, e la cooperazione tra servizi pubblici per l’impiego nazionali e regionali (Portale unico per l’impiego) non sono ancora pienamente operative.
            
         
               (14)
            
            
               L’elevata quota di disoccupati privi di qualifiche formali (35 %) e la scarsa pertinenza dell’istruzione e della formazione per il mercato del lavoro favoriscono l’aumento del tasso di disoccupazione giovanile e della disoccupazione di lunga durata. La strategia nazionale per l’occupazione e l’imprenditorialità giovanile 2013-2016, presentata in marzo 2013, comprende una serie di misure a breve e a lungo termine con l’obiettivo di accrescere le opportunità occupazionali per i giovani. Contemporaneamente, è stata introdotta la formazione duale e già nel 2012 sono stati avviati progetti pilota. Il programma nazionale di riforma 2013 sottolinea inoltre l’importanza di attuare rapidamente la riforma del sistema d’istruzione e di migliorare la qualità complessiva dell’istruzione e della formazione.
            
         
               (15)
            
            
               Soprattutto a causa della situazione sul mercato del lavoro, ma anche della scarsa efficacia della previdenza sociale per ridurre la povertà, la Spagna si posiziona al di sotto della media UE per i principali indicatori chiave che misurano la povertà e l’esclusione sociale, cui sono esposti in particolare i bambini. Nel complesso, non sono stati registrati miglioramenti di rilievo nello sviluppo di nuove misure. Il programma nazionale di riforma non fornisce informazioni né sul contenuto del piano nazionale d’azione per l’inclusione sociale 2013-2016, né riguardo al calendario per la sua approvazione. Le principali sfide risiedono nella necessità di razionalizzare gli obiettivi e le risorse nell’ambito di un quadro strategico adeguato, migliorare la governance e il coordinamento interistituzionale a livelli nazionale, regionale e locale, semplificare le procedure per coloro che richiedono l’assistenza sociale ed analizzare gli ostacoli alla mobilità. Sono stati registrati progressi nelle misure volte ad affrontare la povertà infantile e a migliorare l’efficienza dei servizi di sostegno alle famiglie.
            
         
               (16)
            
            
               Le debolezze del contesto in cui operano le imprese, quali la segmentazione del mercato interno o gli ostacoli all’accesso nei settori dei servizi, frenano la creazione di posti di lavoro e la riforma in questo settore progredisce più lentamente rispetto a quanto previsto nel piano di riforma di settembre 2012. Il primo progetto di legge sull’unità del mercato è stato adottato dal governo nel gennaio 2013 e dovrebbe essere approvato in via definitiva dal Parlamento entro la fine del 2013. Il programma nazionale di riforma 2013 ribadisce gli impegni e prevede un primo progetto di legge sui servizi professionali entro la fine di giugno 2013 e l’adozione finale della legge sull’imprenditorialità e sull’internazionalizzazione delle imprese entro la fine del 2013. Nonostante gli effetti attesi di tali riforme, c’è ancora margine per agevolare ulteriormente l’entrata e l’uscita dal mercato, in particolare riducendo i tempi necessari per il rilascio delle licenze commerciali e rivedendo il regime di insolvenza. Andrebbero inoltre eliminati gli ostacoli normativi e di altro genere che limitano la crescita delle imprese. Malgrado le recenti riforme, gli ostacoli all’accesso al mercato dei grandi punti vendita continuano a limitare la concorrenza nel settore al dettaglio. In settembre 2012 il governo ha adottato un progetto di legge per unificare l’autorità nazionale garante della concorrenza con le autorità di regolamentazione e di vigilanza in sei settori, in modo da creare un unico organismo: la Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza. Questa riforma mira a un’applicazione uniforme dei principi della concorrenza nei diversi settori economici. La soppressione della deducibilità fiscale dei rimborsi dei prestiti ipotecari e degli interessi attuata nel 2012 è stata cruciale per eliminare gli incentivi ad acquistare abitazioni di proprietà, ma gli sforzi per creare un mercato locativo più ampio ed efficiente, che favorirebbe anche la mobilità della manodopera, sono ancora in fase iniziale.
            
         
               (17)
            
            
               Il disavanzo tariffario nel settore dell’energia elettrica, che rappresenta una sopravvenienza passiva potenzialmente significativa per il bilancio e un rischio macroeconomico non trascurabile, non è stato ancora affrontato in maniera conclusiva, vista l’insufficienza delle misure presentate nel 2012 e all’inizio del 2013. Nel programma nazionale di riforma 2013 il governo ha annunciato che entro la fine di giugno 2013 sarà presentato un progetto di legge che riformerà ulteriormente il settore dell’energia elettrica, in cui si può migliorare la concorrenza sul mercato al dettaglio. L’infrastruttura di trasporto è estesa ma c’è margine per rendere più rigorosa la selezione degli investimenti e per dare priorità a un’efficiente manutenzione delle reti esistenti. A questo riguardo sarebbe utile creare un osservatorio indipendente, come previsto. Al tempo stesso ostacoli giuridici e tecnici impediscono la concorrenza nel trasporto ferroviario di merci e di passeggeri.
            
         
               (18)
            
            
               La struttura estremamente decentrata necessita un maggiore coordinamento tra i livelli della pubblica amministrazione, sia per contenere i costi sia per limitare l’onere amministrativo per le imprese e le famiglie. A tal fine, sono numerose le iniziative realizzate o tuttora in corso. In particolare in febbraio 2013 il governo ha presentato un progetto di legge sulla riforma dell’amministrazione locale (che il Parlamento adotterà entro la fine del 2013) ed è stato istituito un comitato per la riforma della pubblica amministrazione. Esso presenterà delle proposte entro la fine di giugno 2013. Sono in corso delle riforme tese a migliorare il funzionamento del sistema giudiziario, tuttavia alcune misure presentano dei ritardi e rimane spazio per migliorare l’efficienza del sistema giudiziario spagnolo.
            
         
               (19)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Spagna e valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Spagna, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 9.
            
         
               (20)
            
            
               Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità e il suo parere (6) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
         
               (21)
            
            
               Alla luce dell’analisi approfondita della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità. La valutazione conclude che il programma di riforma proposto è completo e va nella giusta direzione, ma al tempo stesso sottolinea l’urgenza di adottare e attuare efficacemente le riforme mancanti in modo che inizino a generare gli effetti positivi attesi. Le raccomandazioni del Consiglio a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8 e 9.
            
         
               (22)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi della politica economica della zona euro nel suo complesso. Sulla base di tale analisi il Consiglio ha formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è l’euro (7). In quanto paese la cui moneta è l'euro, la Spagna dovrebbe assicurare anche l’attuazione piena e tempestiva di tali raccomandazioni,
            
         RACCOMANDA che la Spagna adotti provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
   
               1)
            
            
               attuare lo sforzo strutturale di bilancio richiesto dalla raccomandazione del Consiglio nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, allo scopo di garantire la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2016; a tal fine attuare, a tutti i livelli amministrativi, le misure adottate con i piani di bilancio 2013 e potenziare la strategia di bilancio a medio termine con misure strutturali sufficientemente dettagliate per il periodo 2014-2016; una correzione duratura degli squilibri di bilancio si fonda sull’attuazione credibile di ambiziose riforme strutturali che rafforzino la capacità di aggiustamento e stimolino la crescita potenziale e l’occupazione; successivamente alla correzione del disavanzo eccessivo, proseguire l’aggiustamento strutturale ad un ritmo adeguato per raggiungere l’OMT entro il 2018; assicurare l’applicazione rigorosa e trasparente delle misure preventive e correttive previste dalla legge organica sulla stabilità di bilancio; entro la fine del 2013 istituire un’autorità di bilancio con compiti di analisi, consulenza e controllo della conformità della politica di bilancio alle norme in materia stabilite a livello nazionale e di UE; migliorare l’efficienza e la qualità della spesa pubblica a tutti i livelli amministrativi e condurre un'analisi sistematica delle principali voci di spesa entro marzo 2014; rendere il settore sanitario più efficace sotto il profilo dei costi, mantenendolo nel contempo accessibile ai gruppi vulnerabili, ad esempio riducendo la spesa farmaceutica ospedaliera, rafforzando il coordinamento tra tipi di cure e migliorando gli incentivi all’uso efficiente delle risorse; adottare misure per ridurre gli arretrati della pubblica amministrazione, evitarne l’ulteriore accumulo e pubblicare regolarmente i dati sugli importi in essere; adottare la legge sulla deindicizzazione per ridurre il livello di inerzia dei prezzi delle spese e delle entrate pubbliche, in tempo utile affinché entri in vigore dall’inizio del 2014, e valutare ulteriori misure per limitare l’applicazione di clausole di indicizzazione; portare a termine entro la fine del 2013 l’adeguamento del fattore di sostenibilità in modo da garantire la stabilità finanziaria a lungo termine del sistema pensionistico, assicurando tra l’altro l’innalzamento dell’età effettiva di pensionamento allineando l'età di pensionamento o le prestazioni pensionistiche ai cambiamenti nell'aspettativa di vita;
            
         
               2)
            
            
               effettuare una revisione sistematica del sistema tributario entro marzo 2014; valutare un’ulteriore riduzione delle agevolazioni fiscali sull’imposizione diretta, sondare le possibilità di limitare ulteriormente l’applicazione delle aliquote IVA ridotte e adottare misure supplementari nell’imposizione ambientale, in particolare per quanto riguarda le imposte sulle accise e sui carburanti; prendere ulteriori provvedimenti per affrontare la distorsione a favore del debito nell’imposizione delle imprese; intensificare la lotta contro l’economia sommersa e il lavoro non dichiarato;
            
         
               3)
            
            
               nel settore finanziario attuare il programma di ricapitalizzazione degli istituti finanziari, comprese le misure adottate in novembre 2012 che promuovono l’intermediazione non bancaria;
            
         
               4)
            
            
               completare, entro luglio 2013, la valutazione della riforma 2012 del mercato del lavoro relativamente a tutti gli obiettivi e le misure e presentare eventuali modifiche entro settembre 2013; adottare il piano nazionale per l’occupazione 2013 entro luglio 2013 e varare rapidamente una riforma orientata ai risultati relativa alle politiche attive del mercato del lavoro, anche rendendo gli orientamenti più efficienti e mirati; potenziare e modernizzare i servizi pubblici per l’impiego per garantire un’efficace assistenza personalizzata ai disoccupati in funzione dei rispettivi profili ed esigenze di formazione; rafforzare l’efficacia dei programmi di riqualificazione per i lavoratori più anziani e per quelli poco qualificati; mettere in funzione il portale unico per l’impiego e accelerare l’attuazione della cooperazione pubblico-privato nei servizi di collocamento per garantirne l’effettiva applicazione già nel 2013;
            
         
               5)
            
            
               attuare le misure tese a combattere la disoccupazione giovanile definite nella strategia nazionale per l’occupazione e l’imprenditorialità giovanile 2013-2016, ad esempio mediante la «Garanzia per i giovani», e monitorarne attentamente l’efficacia; impegnarsi ad accrescere la pertinenza dell’istruzione e della formazione per il mercato del lavoro, a ridurre l’abbandono scolastico e a migliorare l’apprendimento permanente, proseguendo la formazione duale anche dopo l’attuale fase pilota e introducendo un sistema completo di valutazione dei risultati degli studenti entro la fine del 2013;
            
         
               6)
            
            
               adottare e attuare le misure necessarie per ridurre il numero di persone a rischio di povertà e/o di esclusione sociale, rafforzando le politiche attive del mercato del lavoro al fine di migliorare l’occupabilità delle persone più distanti dal mercato del lavoro e rendendo più mirate, efficaci ed efficienti le misure di sostegno, compresi servizi di sostegno alle famiglie di qualità;
            
         
               7)
            
            
               adottare e attuare urgentemente il progetto di legge sull’unità del mercato e accelerare i provvedimenti attuativi necessari per una sua rapida attuazione; garantire l’efficacia, autonomia e l’indipendenza della nuova autorità di regolamentazione; entro la fine del 2013 adottare e attuare la legge sulle associazioni e i servizi professionali, in modo da eliminare qualsiasi restrizione ingiustificata all'accesso e all'esercizio delle attività professionali, e la legge sull’imprenditorialità; raggruppare e riunire i regimi di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese; abbreviare le procedure di rilascio delle licenze e ridurne il numero, anche per le attività industriali, e diffondere l’uso del metodo della «licenza express» alle attività diverse dalla vendita al dettaglio; rivedere la disciplina in materia di insolvenza per le imprese e i privati, anche limitando la responsabilità personale degli imprenditori e dando una seconda opportunità alle attività fallite; eliminare le restrizioni non giustificate alla creazione di grandi punti di vendita al dettaglio; entro marzo 2014, analizzare l’efficacia del quadro normativo a sostegno dello sviluppo del mercato locativo delle abitazioni;
            
         
               8)
            
            
               affrontare il disavanzo tariffario dell’energia elettrica, adottando e attuando una riforma strutturale del settore dell’energia elettrica entro la fine del 2013; intensificare gli sforzi per completare le interconnessioni con i paesi limitrofi nei settori del gas e dell’elettricità; ridurre la sopravvenienza passiva che le infrastrutture di trasporto non redditizie possono rappresentare per le finanze pubbliche; istituire un osservatorio indipendente per contribuire alla valutazione dei grandi progetti infrastrutturali futuri; adottare misure per assicurare un’effettiva concorrenza nei servizi ferroviari di trasporto merci e passeggeri;
            
         
               9)
            
            
               adottare, conformemente al calendario presentato, la riforma dell’amministrazione locale e definire entro ottobre 2013 un piano per migliorare l’efficienza dell’intera amministrazione pubblica; adottare e attuare le riforme in corso volte a migliorare l’efficienza del sistema giudiziario.
            
         
      Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 2013
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         R. ŠADŽIUS
         
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (3)  Mantenuti per il 2013 dalla decisione 2013/208/UE del Consiglio, del 22 aprile 2013, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GU L 118 del 30.4.2013, pag. 21).
   
      (4)  GU C 219 del 24.7.2012, pag. 81.
   
      (5)  Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia concordata.
   
      (6)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
   
      (7)  Cfr. pag. 97 della presente Gazzetta ufficiale.