CELEX: C1998/094/79
Language: it
Date: 1998-03-28 00:00:00
Title: 

C 94/32                IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                       28.3.98
Ð condannare inoltre, sempre in via solidale, le parti                Leone e Mark Clough, del foro di Milano e di Londra,
    convenute alle spese del presente procedimento.                   con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio del-
                                                                      l'avvocato Aloyse May, 31, Grand Rue, hanno proposto
Motivi e principali argomenti                                         dinanzi al Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ euro-
                                                                      pee un ricorso contro il Consiglio dell'Unione europea e la
                                                                      Commissione delle ComunitaÁ europee.
Le ricorrenti, societaÁ che avevano tutte ad oggetto l'orga-
nizzazione dei servizi per la rappresentanza in dogana, da
esercitarsi materialmente sia da parte dei soci che hanno             Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
dato vita alle societaÁ, sia da parte di dipendenti aventi la
qualifica di spedizioniere doganale, chiedono di essere               Ð dichiarare le parti convenute responsabili, ai sensi
risarcite dalla, secondo loro, brutale entrata in vigore, al              dell'art. 215, secondo alinea, del Trattato nei confronti
gennaio 1993, dell'abrogazione delle formalitaÁ doganali                  delle societaÁ ricorrenti per i danni causati alle loro atti-
nel traffico intracomunitario, come pure al primo gennaio                 vitaÁ collegate alla rappresentanza in dogana per effetto
1995 per le stesse formalitaÁ con i paesi dell'AELE, avente               delle disposizioni adottate dal Consiglio nell'organiz-
come conseguenza la sostanziale chiusura degli uffici ed il               zare la libera circolazione delle merci nello spazio uni-
licenziamento dei dipendenti.                                             tario del grande mercato a far tempo dal 1o gennaio
                                                                          1993 senza prendere le misure necessarie alla salva-
Si ritiene a questo riguardo che l'articolo 8 A del trattato              guardia degli interessi delle istanti, come per il fatto
di Roma, introdotto dall'Atto unico europeo, ha stabilito                 che la Commissione non ha proposto, neÂ il Consiglio
in diritto comunitario la nozione di mercato interno, e che               ha adottato, le misure necessarie alla legittima salva-
per effetto delle disposizioni di diritto derivato prese per              guardia dei diritti delle stesse istanti;
organizzare la circolazione delle merci secondo questo
nuovo profilo, l'attivitaÁ doganale intra-comunitaria eÁ stata        Ð condannare inoltre, sempre in via solidale, le parti
smantellata.                                                              convenute alle spese del presente procedimento.
Le ricorrenti sottolineano, da una parte, che la Commis-              Motivi e principali argomenti
sione si eÁ astenuta di proporre, ed il Consiglio di adottare,
delle misure di transizione che avrebbero consentito agli
interessati di adattarsi in maniera progressiva al nuovo              I mezzi e i principali argomenti sono identici a quelli invo-
stato di cose, e, dall'altra parte, che le misure assunte dagli       cati nella causa T-12/98 Argon srl e altri/Consiglio e Com-
organi comunitari per rimediare questi inconvenienti non              missione.
avevano alcun carattere di indennizzo.
Si afferma inoltre che, nel quadro dell'azione normativa
della ComunitaÁ che ha causato il pregiudizio, le autoritaÁ
comuntarie hanno misconosciuto i diritti acquisiti degli
agenti e spedizionieri doganali, noncheÂ i principi riguar-           Ricorso dell'asbl Centre d'Action Culturelle du Sart-
danti l'affidamento legittimo e la non discriminazione.               Tilman contro Commissione delle ComunitaÁ europee,
                                                                                      presentato il 14 gennaio 1998
In via sussidiaria le ricorrenti fanno anche valere una rot-                                  (Causa T-15/98)
tura al loro riguardo dell'uguaglianza dinanzi agli oneri
                                                                                                (98/C 94/79)
pubblici, bensì l'assimilazione dell'intervento degli organi
comunitari ad una espropriazione dei loro diritti acquisiti,
come elementi configuratori di una responsabilitaÁ senza                             (Lingua processuale: il francese)
colpa della ComunitaÁ.
                                                                      Il 14 gennaio 1998, l'asbl Centre d'Action Culturelle du
                                                                      Sart-Tilman, con sede a Liegi (Belgio) con l'avv. Bernadette
                                                                      Graulich, del foro di Liegi, con domicilio eletto in Lussem-
                                                                      burgo presso l'avv. Guy Arendt, 7, Val Sainte-Croix ha
                                                                      presentato al Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ
Ricorso di Carlo Chiappe e altri contro il Consiglio                  europee un ricorso contro la Commissione delle ComunitaÁ
dell'Unione europea e la Commissione delle ComunitaÁ                  europee.
             europee, proposto il 9 gennaio 1998
                        (Causa T-13/98)                               La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                          (98/C 94/78)
                                                                      Ð condannare la convenuta a pagare alla ricorrente
                                                                          l'importo di 12 323 006 BEF;
                (Lingua processuale: l'italiano)
Il 9 gennaio 1998, i ricorrenti Carlo Chiappe, Giulio                 Ð condannare la convenuta a pagare alla ricorrente gli
Comoglio, Sergio De Bona, Piero Luciano Galbiati,                         interessi al tasso dell'8 % su questo importo a decor-
Umberto Greco, Mario Malugani, Alessandro Michelucci,                     rere dal 18 ottobre 1990;
Luigi Pecetti, Nicola Maria Spadaccino, Giovanni Tria,
Vito Stefano Tria, Nicola Utzeri, con gli avvocati Gregorio           Ð condannare la convenuta alle spese.
 ---pagebreak--- 28.3.98                IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                      C 94/33
Motivi e principali argomenti                                        87/0296/B2, importo di cui essa sarebbe stata irregolar-
                                                                     mente privata.
La ricorrente, un'associazione senza scopi di lucro di
                                                                     (1) Causa C-199/91, Foyer culturel du Sart-Tilman ASBL/Com-
diritto belga, che eÁ stata promotrice di diversi progetti di            missione (Racc. pag. I-2689).
formazioni successive, sostiene che lo Stato belga ha pre-           (2) GU L 289 del 22.10.1983, pag. 1.
sentato, presso il Fondo sociale europeo, a suo nome e per
conto della ricorrente stessa, diverse domande di contri-
buti, le quali hanno dato luogo alle decisioni di approva-
zione della Commissione in sei pratiche recanti i numeri
84/3643/B6, 85/0077/B4, 85/0186/B6, 86/0274/B2, 87/                  Ricorso della Wirtschaftsvereinigung Stahl e a. contro la
0295/B2 e 87/0296/B2 noncheÂ al pagamento di anticipi.               Commissione delle ComunitaÁ europee, proposto il 16 gen-
Nel dicembre 1988 le autoritaÁ belghe hanno comunicato                                           naio 1998
alla Commissione che la ricorrente si era sciolta e le hanno                                 (Causa T-16/98)
chiesto di bloccare qualsiasi pagamento e di indicare gli
importi che dovevano essere liquidati per tutte le pratiche                                     (98/C 94/80)
approvate. Le decisioni di riduzione del contributo finan-
                                                                                    (Lingua processuale: il tedesco)
ziario prese alla fine dalla Commissione hanno costituito
oggetto di un ricorso dinanzi alla Corte, la quale, con sen-         Il 16 gennaio 1998 la Wirtschaftsvereinigung Stahl, con
tenza 25 maggio 1993 (1), ha accolto parzialmente le                 sede in Düsseldorf, la Dillinger Hüttenwerke AG, con sede
richieste della ricorrente.                                          in Dillingen/Saar, la EKO Stahl GmbH, con sede in Eisen-
                                                                     hüttenstadt, la Krupp Thyssen Nirosta GmbH, con sede in
La ricorrente sostiene che la Commissione non ha ancora              Bochum, la Thyssen Krupp Stahl GmbH, con sede in Dui-
adottato i provvedimenti che comporta l'esecuzione di tale           sburg, la Preussag Stahl AG, con sede in Salzgitter, la
sentenza e che questa omissione eÁ all'origine del danno da          Stahlwerke Bremen GmbH, con sede in Brema, e la Thys-
essa assertivamente subito.                                          sen Stahl AG, con sede in Duisburg, con l'avv. Joachim
                                                                     Sedemund, del foro di Berlino, con domicilio eletto in Lus-
                                                                     semburgo presso lo studio dell'avv. Aloyse May, 31, Grand
A sostegno delle sue richieste essa fa valere in particolare         Rue, hanno proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
che:                                                                 delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la Commissione
                                                                     delle ComunitaÁ europee.
Ð secondo le norme vigenti al tempo della presentazione
                                                                     Le ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:
     delle domande di contributi e della loro successiva
     approvazione da parte della Commissione, tra il 1984            Ð annullare la decisione della Commissione 26 novembre
     e il 1987, il promotore, la cui domanda di contributo                1997, 98/4/CECA, relativa ad un procedimento
     sia stata approvata dalla Commissione, ha diritto al                 d'applicazione dell'articolo 65 del Trattato CECA
     versamento di un anticipo e, in seguito ad una seconda               (Caso IV/36.069 Wirtschaftsvereinigung Stahl),
     domanda accompagnata da una relazione dettagliata e
     certificata dallo Stato membro, al pagamento del                Ð condannare la Commissione alle spese del procedi-
     saldo;                                                               mento.
                                                                     Motivi e principali argomenti
Ð l'art. 6 del regolamento CEE del Consiglio 17 ottobre
     1986, n. 2950, recante applicazione della decisione             Con la decisione impugnata la convenuta vietava, per con-
     n. 83/516 (2) prevede in quali circostanze il contributo        trasto con l'art. 65 del trattato CECA, l'esecuzione dell'ac-
     del Fondo possa essere sospeso, ridotto o soppresso, e          cordo sullo scambio di informazioni annunciato dalle
     gli importi versati a titolo di anticipo possono essere         ricorrenti in data 28 maggio 1997 (1).
     rimborsati;                                                     Le ricorrenti fanno valere che la convenuta, mediante
                                                                     un'interpretazione inconsistente dal punto di vista logico e
Ð il promotore, le cui domande sono state approvate e                concettuale dell'art. 65, paragrafo 1, del trattato CECA,
     che ha riscosso un anticipo, per motivi di certezza del         norma relativa all'inflizione di una pena pecuniaria, la cui
     diritto può essere privato del suo diritto a riscuotere il      interpretazione eÁ soggetta al principio di determinatezza, eÁ
     saldo solo nel rispetto delle procedure previste; e             incorsa in una violazione del principio della certezza del
                                                                     diritto. In secondo luogo, si contesta alla convenuta la vio-
                                                                     lazione dei principi relativi all'onere della prova: così,
Ð a fortiori occorre derivare da ciò il diritto del promo-
                                                                     secondo giurisprudenza, la convenuta sarebbe esonerata
     tore a che sia adottata dalla Commissione una deci-
                                                                     dalla necessitaÁ di dover provare l'esistenza di un'effettiva
     sione relativamente alla domanda di pagamento del
                                                                     restrizione della concorrenza solo qualora l'accordo di
     saldo presentata dallo Stato membro di cui egli eÁ citta-
                                                                     limitazione della concorrenza sia potenzialmente o diretta-
     dino.
                                                                     mente anticoncorrenziale. Ciò non sarebbe assolutamente
                                                                     il caso per il presente sistema di informazioni di mercato,
La ricorrente conclude affirmando che in mancanza di                 poicheÂ questo, sotto il profilo del diritto della concorrenza,
qualsiasi istruzione regolare da parte del Fondo circa le            dev'essere considerato neutrale o addirittura favorevole
sue richieste, essa può solo quantificare in via provvisoria         allo sviluppo della concorrenza. La decisione impugnata
il suo danno all'importo che rappresenta il saldo dei                mancherebbe, giaÁ nell'impostazione, di uno studio empi-
contributi nelle pratiche n. 85/0186/B6, 87/0295/B2 e                rico adeguato.