CELEX: 62021CN0520
Language: it
Date: 2021-08-24 00:00:00
Title: Causa C-520/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Rejonowy dla Warszawy — Śródmieścia w Warszawie (Polonia) il 24 agosto 2021 — A.S. / Bank M. SA

7.2.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 64/8
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Rejonowy dla Warszawy — Śródmieścia w Warszawie (Polonia) il 24 agosto 2021 — A.S. / Bank M. SA
      (Causa C-520/21)
      (2022/C 64/13)
      Lingua processuale: il polacco
      
         Giudice del rinvio
      
      Sąd Rejonowy dla Warszawy — Śródmieścia w Warszawie
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: A.S.
      
         Convenuta: Bank M. SA
      
         Questione pregiudiziale
      
      Se l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (1), nonché i principi di effettività, certezza del diritto e proporzionalità, debbano essere interpretati nel senso che essi ostano ad un'interpretazione giurisprudenziale delle disposizioni nazionali secondo la quale, nel caso in cui un contratto di mutuo concluso tra una banca e un consumatore sia dichiarato nullo fin dall'inizio, in quanto contenente clausole abusive, le parti, oltre al rimborso del denaro versato nell'esecuzione di tale contratto (la banca — il capitale accreditato, il consumatore — le rate, le spese, le commissioni ed i premi assicurativi) e agli interessi legali di mora dovuti dal momento della richiesta di pagamento, possono chiedere qualsiasi altro corrispettivo, comprese le somme (in particolare, la remunerazione, il risarcimento, il rimborso delle spese o la valorizzazione della prestazione) dovute per il fatto che:
      
                  1)
               
               
                  il soggetto che ha eseguito la prestazione pecuniaria è stato temporaneamente privato della possibilità di utilizzare il proprio denaro, perdendo in questo modo la possibilità di investirlo e di trarne profitto;
               
            
                  2)
               
               
                  il soggetto che ha eseguito la prestazione pecuniaria ha sostenuto costi di gestione del contratto di mutuo e di trasferimento del denaro all'altra parte;
               
            
                  3)
               
               
                  il soggetto che ha ricevuto la prestazione pecuniaria ha beneficiato del fatto che poteva utilizzare temporaneamente il denaro altrui, compresa la possibilità di investirlo e quindi trarne profitto;
               
            
                  4)
               
               
                  il soggetto che ha ricevuto la prestazione pecuniaria ha avuto la possibilità di utilizzare temporaneamente il denaro altrui a titolo gratuito, il che, in condizioni di mercato, non sarebbe stato possibile;
               
            
                  5)
               
               
                  il potere d'acquisto del denaro è diminuito col passare del tempo, il che implica una perdita effettiva per il soggetto che ha eseguito la prestazione pecuniaria;
               
            
                  6)
               
               
                  la messa a disposizione temporanea del denaro può essere considerata come la fornitura di un servizio per il quale il soggetto che ha eseguito la prestazione pecuniaria non ha percepito remunerazione.
               
            
         (1)  GU 1993, L 95 pag. 29.