CELEX: 51996PC0112
Language: it
Date: 1996-03-14
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biciclette originarie dell' Indonesia, della Malaysia e della Thailandia e procede alla riscossione definitiva dei dazi provvisori applicati

•ir a
               -it
                        COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
      •it          -it
     •ft            -fr
                                                         Bruxelles, 14 03 1996
                                                        COM(%) 112 dcf.
                                           Proposta di
                          REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                           che istituisce un dazio antidumping
definitivo sulle importazioni di biciclette originarie dell'Indonesia, della Malaysia e
 della Thailandia e procede alla riscossione definitiva*dei dazi provvisori applicati
                                (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        RELAZIONE
1. Con il regolamento (CE) n. 2414/951, la Commissione ha istituito un dazio
   antidumping provvisorio sulle importazioni di biciclette nella Comunità, originarie
   dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia, che rientrano nel codice NC 8712
   00.
2. Il Consiglio, con il regolamento (CE) n. 245/962, ha prorogato la validità di questo
   dazio per un periodo di due mesi, fino al 14 aprile 1996.
3. In seguito all'imposizione di dazi antidumping provvisori, alcune parti hanno chiesto
   ed ottenuto di essere sentite e hanno presentato osservazioni per iscritto, di cui si è
   tenuto conto nei casi opportuni.
4. Le conclusioni confermano l'esistenza di pratiche di dumping. Le differenze dei
   singoli margini di dumping rispetto alle conclusioni provvisorie sono dovute al
   riesame di alcuni adeguamenti.
5. È confermata inoltre la conclusione secondo la quale l'industria comunitaria ha subito
   pregiudizio materiale. Al fine della determinazione del pregiudizio materiale, le
   importazioni originarie dai paesi interessati sono state analizzate cumulativamente
   essendo stato rilevato che i volumi delle importazioni per ciascun paese erano
   tutt'altro che trascurabili e che i prodotti importati erano in concorrenza tra di loro e
   con i prodotti comunitari simili.
        GU n. L 248, del 14.10.1995, pag. 12.
        GU n. L 32, del 10.2.1996, pag. 1.
 ---pagebreak--- 6. Dal 1990 al 1993, le importazioni complessive originarie dell'Indonesia, della
   Malaysia e della Thailandia sono aumentate del 190,6%. La quota di mercato di questi
   paesi è aumentata di 4,4 punti di percentuale, raggiungendo nel 1993 una quota di
   mercato pari al 6,8%. Le sottoquotazioni dei prezzi dell'industria comunitaria
   provocate dalle importazioni da questi paesi sono passate dal 18,2 al 41,4%. Se da un
   lato non è possibile escludere che altri fattori abbiano potuto contribuire alla diffìcile
   situazione dell'industria comunitaria, il notevole aumento delle importazioni oggetto di
   dumping ed i loro prezzi estremamente bassi indicano che queste importazioni hanno
   provocato pregiudizio materiale all'industria comunitaria.
7. Si ritiene che sia nell'interesse comunitario applicare dazi definitivi data l'esigenza di
   eliminare gli effetti distorsivi del dumping sugli scambi e la necessità di ripristinare
   una reale concorrenza, visto che continue importazioni a prezzi ridotti
   comprometterebbero lo sforzo di adeguamento dell'industria comunitaria ed avrebbero
   ripercussioni negative sul livello dell'occupazione al suo interno ed ulteriori
   ripercussioni sull'industria europea delle parti per biciclette, e considerando inoltre
   l'effetto limitato sui consumatori.
8. Ai sensi della "regola del dazio inferiore", il livello del dazio definitivo è stato
   determinato secondo i margini di dumping appurati, che erano inferiori ai margini di
   pregiudizio. I margini di dumping variavano dal 21,9 al 28,4% per le esportazioni
   originarie dell'Indonesia, dal 23,1 al 37,3% per le importazioni dalla Malaysia e dal
    13,0 al 38,9% per le importazioni originarie dalla Thailandia, che sono i livelli ai
   quali dovrebbero essere fissate le aliquote di dazio.
                                                  a OL.
 ---pagebreak--- 9.  Le imprese della Malaysia si sono dichiarate disposte a discutere delle condizioni degli
    impegni. Tuttavia esse hanno presentato un'offerta specifica solo per quanto riguarda i
    quantitativi. La Commissione non ha ritenuto adeguato e realistico accettare gli
    impegni relativi ai prezzi nel caso concreto a causa del numero estremamente elevato
    dei diversi modelli di biciclette e le frequenti modifiche per quanto riguarda le
    specifiche che renderebbero       impossibile  controllare  questi impegni. Per quanto
    riguarda gli impegni quantitativi, indipendentemente dai problemi che potrebbero
    sorgere per quanto concerne i loro effetti sulla concorrenza tra i paesi esportatori, la
    Commissione ritiene che, nella fattispecie, sarebbe diffìcile controllare questi impegni
    visto che in genere le biciclette non sono dotate di un marchio d'origine.
10. Si propone quindi al Consiglio di adottare il progetto di regolamento allegato che
    istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di biciclette originarie
    dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia e di procedere alla riscossione
    definitiva dei dazi provvisori.
                                              Al-'
 ---pagebreak---     REGOLAMENTO (CE) n                /96 del Consiglio che istituisce un dazio antidumping
    definitivo sulle importazioni di biciclette originarie dell'Indonesia, della Malaysia e
     della Thailandia e procede alla riscossione definitiva dei dazi provvisori applicati
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio del 22 dicembre 1994, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1 , modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1251/95 del 19952 , in
particolare l'articolo 23,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non
membri della Comunità economica europea3, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
52Ì/944, in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione e dopo aver sentito il comitato consultivo,
CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
  1
           GUn. L 349, del 31.12.1994, pag. 1.
  2
           GU n. L 122, del 2.6.1995, pag. 1.
  3
           GU n. L 209, del 2.8.1988, pag. 2.
 4
           GU n. L 66, del 10.3.1994, pag. 10.
                                                4 C
 ---pagebreak---                                A) MISURE PROVVISORIE
1. La Commissione, con il regolamento (CE) n. 2414/955, nel testo "regolamento sul
   dazio provvisorio", ha imposto un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di
   biciclette originarie dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia nella Comunità.
   Il regolamento (CE) n. 245/96\ ha prorogato la validità di questi dazi di un periodo
   non superiore a due mesi e che scade entro e non oltre il 14 aprile 1996.
                          B) PROCEDIMENTO SUCCESSIVO
2. Subito dopo l'imposizione delle misure provvisorie, le parti interessate sono state
   informate dei fatti e delle considerazioni fondamentali in base ai quali erano state
   adottate le misure provvisorie.
3. La maggior parte degli esportatori malesi e thailandesi hanno chiesto di essere
   informati dei fatti e delle considerazioni fondamentali emersi dall'inchiesta prima
   dell'istituzione delle misure provvisorie. Secondo gli esportatori malesi una notifica
   tempestiva di questo tipo era necessaria per permettere loro di esercitare il diritto
   fondamentale di essere sentiti. Tuttavia, il regolamento (CEE) n. 2423/88, ossia il
   regolamento applicabile per quanto riguarda il presente procedimento (nel testo
   "regolamento di base") già riflette e traspone al settore della normativa antidumping il
   principio generale del diritto ad un'udienza equa, secondo quanto definito dalla
   giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e non prevede che la
   notifica venga effettuata prima dell'applicazione delle misure provvisorie, bensì prima
   dell'applicazione di quelle definitive. Di conseguenza, la Commissione non ha
   comunicato i fatti e le considerazioni fondamentali prima dell'istituzione delle misure
   provvisorie.
        GU n. L 248, del 14.10.1995, pag. 12.
        GU n. L 32, del 10.2.1996, pag. 1.
 ---pagebreak--- 4. Nei tempi previsti, hanno presentato osservazioni per iscritto le parti interessate sotto
   elencate:
   1.        Produttori e associazione dei produttori in Indonesia
             PT Jawa Perdana Bicycle Industry
             PT Wijaya Indonesia Makmur Bicycle Industries
             L'associazione delle industrie indonesiane di biciclette
   2.        Produttori in Malaysia
             Akoko Sdn. Bhd.
             Berjaya Cycles Sdn Bhd
             Greenworld Systems Sdn Bhd
             Lenin Group Industries Berhad
             Rolls Rally Sdn Bhd
   3.        Produttori in Thailandia
             Bangkok Cycle Industrial Co. Ltd
             Siam Cycles MFG. Co. Ltd
             Thai Bicycle Industry Co. Ltd
             Victory Cycle Co. Ltd
   4.        Importatori
             Universal Cycles pic.
5. Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno ottenuto la possibilità di essere sentite dalla
   Commissione.
 ---pagebreak--- 6. Le parti sono stati informate dei fatti e delle considerazioni fondamentali in base ai
   quali si è deciso di raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo e di
   procedere alla riscossione definitiva dei dazi provvisori. Alle parti è stato inoltre
   concesso un periodo di tempo entro il quale presentare le loro osservazioni dopo la
   notifica.
7. Le osservazioni scritte e verbali delle parti sono state esaminate e nei casi opportuni,
   le conclusioni sono state modificate di conseguenza.
8. A causa della complessità del caso, segnatamente il numero dei paesi esportatori e
   delle parti interessati, e la varietà delle specifiche tecniche, il procedimento ha
   superato la normale durata di un anno, stabilita dall'articolo 7, paragrafo 9 del
   regolamento di base.
9. Dopo l'istituzione dei dazi provvisori, l'associazione delle industrie indonesiane di
   biciclette (in appresso "l'AIPI") ha denunciato il carattere discriminatorio del
   procedimento in quanto non erano stati inseriti altri paesi esportatori come l'India e il
   Vietnam.
   Quando, all'inizio del 1994, è stato aperto l'attuale procedimento, non esistevano
   indicazioni per quanto riguarda pratiche di dumping concernenti le importazioni
   originarie dell'India o del Vietnam. Il procedimento è stato avviato sulla base di una
   denuncia concernente le importazioni di biciclette originarie dell'Indonesia, della
   Malaysia e della Thailandia, che conteneva prove sufficiente delle pratiche di dumping
   e del pregiudizio materiale che ne derivava (considerando 1 e 2 del regolamento sul
   dazio provvisorio). In seguito, nel corso dell'inchiesta, nel momento in cui era
   diventato chiaro l'andamento reale delle importazioni originarie di questi paesi a
   partire dal 1993, l'industria comunitaria non aveva presentato nuove denunce. In
   mancanza di una denuncia di questo tipo e di eventuali prove di prima facie di pratiche
   di dumping pregiudizievoli da parte dei paesi interessati, la Commissione non ha
   ritenuto giustificato inserire i paesi citati nel procedimento.
 ---pagebreak---                                  C) PRODOTTO SIMILE
10. Durante la fase provvisoria si è arrivati alla conclusione (cfr. considerando 13 e 14 del
    regolamento sul dazio provvisorio) che tutti i tipi di biciclette originarie
    dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia, vendute sul mercato comunitario,
    sono un unico prodotto e che le biciclette prodotte dall'industria comunitaria e vendute
    sul mercato comunitario, come le biciclette prodotte in Indonesia, in Malaysia e in
    Thailandia e vendute sui rispettivi mercati interni vanno considerate prodotto simile ai
    sensi dell'articolo 2 paragrafo 12 del regolamento di base.
11. Dopo l'istituzione del dazio provvisorio, due imprese della Malaysia hanno affermato
    che le biciclette prodotte e vendute sul mercato interno malese non possono essere
    considerate prodotto simile rispetto alle biciclette prodotte e vendute all'esportazione
    nella Comunità. Tuttavia le due imprese non hanno presentato prove a sostegno della
    tesi secondo la quale le biciclette sarebbero completamente diverse rispetto a quelle
    esportate nella Comunità.
12. L'inchiesta ha appurato che le biciclette prodotte e vendute in Malaysia comprendono
    una gamma di modelli simili e che le caratteristiche tecniche e materiali di base sono
    identiche a quelle delle biciclette esportate nella Comunità. Non è stata sollevata
    nessuna osservazione degna di nota, tale da modificare queste conclusioni. Il semplice
    fatto che l'unica impresa malese che ha collaborato e che vende biciclette sul mercato
    interno le fabbrichi in uno stabilimento diverso da quello in cui produce i modelli
    destinati all'esportazione non costituisce di per sé una prova del fatto che i prodotti
    siano diversi ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento di base. Di
    conseguenza, sono confermati i risultati e le conclusioni di cui al considerando n. 14
    del regolamento sul dazio provvisorio.
 ---pagebreak---                                          D) DUMPING
                                       1) Valore normale
    /. Indonesia
13. Per quanto riguarda due imprese indonesiane, le conclusioni provvisorie relative alle
    pratiche di dumping si sono basate sui fatti disponibili ai sensi dell'articolo 7,
    paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base perché non è stato possibile ottenere o
    verificare le informazioni necessarie richieste nel questionario (considerando n. 28 del
    regolamento sul dazio provvisorio). Per quanto riguarda le altre tre imprese
    indonesiane, nei casi in cui era necessario costruire il valore normale, esso è stato
    determinato sommando ai costi di fabbricazione dei modelli esportati una percentuale
    adeguata per le spese generali, amministrative e di vendita e un equo margine di
    profitto, basati sulle cifre reali delle imprese interessate (considerando n. 25 e 27 del
    regolamento sul dazio provvisorio).
14. Un'impresa indonesiana ha acquistato alcune parti per biciclette destinate alla sua
    produzione attraverso un'impresa commerciale collegata che applicava una
    commissione su questi acquisti. L'impresa ha chiesto di non inserire questa
    commissione nei costi di fabbricazione, come effettuato nel quadro della
    determinazione provvisoria. Tuttavia, e stato accertato che l'impresa indonesiana ha
    effettivamente pagato la commissione per l'acquisto di parti e che essa avrebbe dovuto
    sostenere costi simili nel caso in cui avesse acquistato direttamente queste parti da
    fornitori indipendenti. Di conseguenza, la commissione richiesta va considerata parte
    integrante dei costi dei materiali in questione.
 ---pagebreak--- 15. Un'impresa ha sostenuto che le spese relative agli interessi, inserite nel quadro della
    determinazione provvisoria tra le spese generali, amministrative e di vendita,
    dovevano essere dedotte visto che la contabilità in Indonesia non include gli interessi
    delle spese di gestione non direttamente collegate alla produzione e alle vendite delle
    merci in questione. Dall'inchiesta è emerso che l'unica attività dell'impresa interessata
    era la produzione e la vendita di biciclette e di parti per biciclette. Di conseguenza, le
    spese relative agli interessi sono state inserite nel calcolo delle spese generali,
    amministrative e di vendita perché erano state sostenute dall'impresa a causa della
    propria struttura finanziaria necessaria per gestire le sue normali operazioni
    commerciali.
16. Due esportatori indonesiani e l'AIPI hanno sostenuto che la ripartizione delle spese
    generali, amministrative e di vendita avrebbe dovuto essere effettuata in base ai
    quantitativi venduti. Un produttore indonesiano ha fatto la stessa argomentazione per
    quanto riguarda la ripartizione delle spese generali, amministrative e di vendita tra le
    vendite all'esportazione e quelle sul mercato interno e, in particolare, la ripartizione
    degli oneri finanziari. Tuttavia, nessuna delle due imprese di norma ripartisce le spese
    citate fra i singoli modelli di biciclette ai fini delle dichiarazioni fiscali interne. Non è
    possibile quindi sostenere che sia stata tradizionalmente utilizzata una ripartizione
    basata sui quantitativi venduti, secondo quanto proposto da queste imprese. Di
    conseguenza non esistono motivi per modificare il testo dell'articolo 2, paragrafo 11
    del regolamento di base secondo il quale la ripartizione di questi costi di norma è
    effettuata in maniera proporzionale rispetto al fatturato.
17. L'indice del profitto applicato per costruire il valore normale è stato basato sulle
    vendite interne di ciascuna impresa effettuate nel corso di normali operazioni
    commerciali (considerando n. 26 del regolamento sul dazio provvisorio). Due imprese
    hanno affermato che i margini di profitto che risultano da questo calcolo sono troppo
    elevati. Tuttavia in assenza di prove a sostegno di queste affermazioni, si conferma la
    metodologia applicata nella determinazione provvisoria ai fini del calcolo di un
    margine di profitto attendibile ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), ii) del
    regolamento di base.
 ---pagebreak--- 18. Gli esportatori indonesiani hanno presentato altri reclami (concernenti segnatamente la
    determinazione del fatturato delle vendite sul mercato interno, la ripartizione dei costi
    di fabbricazione, i dettagli delle singole transazioni di vendita, l'applicazione
    dell'indice delle spese generali, amministrative e di vendita ai costi di fabbricazione e i
    tassi di cambio applicati) di cui non si è tenuto conto perché, quando sono stati
    presentati verso la fine del procedimento, non è stato possibile verificarli, non erano
    corroborati da prove dirette o, dopo aver proceduto ad un controllo, essi sono risultati
    privi di fondamento.
19. Di conseguenza, è confermata la determinazione del valore normale per quanto
    riguarda i produttori indonesiani, definita dai considerando n. 15-27 del regolamento
    sul dazio provvisorio.
20. Per quanto riguarda un'impresa indonesiana, l'AIPI ha affermato che essa ha dovuto
    rispettare scadenze più severe per l'invio delle risposte al questionario, di quelle
    fissate per i produttori comunitari.
    In effetti, era stata stabilita un'unica scadenza di 37 giorni per tutte le parti interessate
    per quanto riguarda l'invio delle risposte ai questionari. Proroghe sono state concesse
    a imprese comunitarie e dei paesi terzi in base alla fondatezza di ogni richiesta. Non
    risulta che nessuna proroga sia stata chiesta dall'impresa interessata. L'affermazione
    dell'AIPI secondo la quale i produttori comunitari hanno ricevuto un trattamento più
    favorevole sembra basata su un malinteso. È stato possibile inviare i questionari ai
    produttori comunitari solo dopo aver proceduto alla campionatura (considerando n. 73
    del regolamento sul dazio provvisorio e considerando n. 56 del presente regolamento).
    Questo spiega per quale motivo, nonostante le scadenze fossero le stesse di quelle
    applicate ai produttori indonesiani, le risposte dell'industria comunitaria siano arrivate
    più tardi.
    Sono pertanto confermate le risultanze di cui al considerando n. 28 del regolamento
    sul dazio provvisorio.
 ---pagebreak---     //.       Malaysia
21. Il regolamento sul dazio provvisorio, considerava come un'unica impresa due ditte
    malesi che appartenevano allo stesso gruppo di imprese. Una di queste ha esportato
    biciclette nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta, senza tuttavia venderne sul
    mercato interno. L'altra invece ha venduto notevoli quantitativi sul mercato interno
    senza effettuare vendite all'esportazione verso la Comunità. Le due imprese avevano
    chiesto di non essere considerate un unico esportatore produttore e che venissero
    quindi calcolati margini di dumping individuali.
    Tuttavia, di norma le istituzioni comunitarie fissano un unico margine di dumping da
    applicare ad imprese collegate. L'approccio diverso applicato in via straordinaria nel
    caso delle fotocopiatrici (regolamento (CE) n. 2380/957), addotto dalle imprese malesi
    a sostegno della loro richiesta era motivato da circostanze estremamente particolari
    riscontrate durante l'inchiesta, che non sono presenti in questo caso.
    Di conseguenza, è confermato l'approccio seguito al considerando n. 29 del
    regolamento sul dazio provvisorio.
        GU n. L 244, del 12.10.1995, pag. 1, considerando 53, 54.
 ---pagebreak--- 22. Durante la determinazione provvisoria, è stato accertato che soltanto un esportatore
    malese che ha collaborato aveva registrato vendite interne rappresentative del prodotto
    simile durante il periodo dell'inchiesta, ossia il volume delle vendite interne superava
    del 5% le vendite complessive all'esportazione (considerando n. 19 e 30 del
    regolamento sul dazio provvisorio). Tenuto conto che i modelli di biciclette vendute da
    questa impresa sul mercato interno non potevano permettere un confronto corretto o
    non erano effettuate nel corso di normali operazioni commerciali (essendo esse
    tecnicamente troppo diverse, oppure non vendute in quantitativi sufficienti, oppure
    vendute in perdita), per quanto riguarda i modelli venduti da quest'impresa, è stato
    necessario calcolare il valore normale ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b),
    punto ii) del regolamento di base, utilizzando il valore costruito fissato sommando ai
    costi di fabbricazione le spese generali, amministrative e di vendita interne e i margini
    di profitto dell'impresa in questione. Gli altri esportatori malesi non hanno effettuato
    vendite interne e di conseguenza è stato necessario stabilire nello stesso modo un
    valore normale costruito ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del
    regolamento di base. Le spese generali, amministrative e di vendita sostenute e i
    profitti realizzati dall'unico produttore che ha effettuato vendite rappresentative sul
    mercato interno erano gli unici dati disponibili in Malaysia a tal fine. Queste cifre
    sono state ritenute affidabili e quindi il valore costruito per tutti i modelli venduti
    all'esportazione nella Comunità dalle imprese malesi è stato fissato sommando ai costi
    di fabbricazione dei modelli esportati le spese generali, amministrative e di
    vendita e i profitti dell'unico esportatore produttore che aveva effettuato vendite
    interne (considerando n. 30-35 del regolamento sul dazio provvisorio).
                                              10
 ---pagebreak--- 23. Durante la fase provvisoria, la Commissione ha appurato che i costi dei materiali di
    base dichiarati da un esportatore malese erano notevolmente sottovalutati e quindi ha
    adeguato questi costi, aumentandoli. L'impresa interessata ha in seguito sostenuto che
    le risultanze della Commissione erano basate su ipotesi non accurate e quindi aveva
    respinto l'adeguamento.
    È stato possibile appurare che se da un lato gli indici dei costi rispetto al fatturato per
    tutti gli altri elementi di costo (come il lavoro diretto, le spese dell'impianto e le spese
    generali, amministrative e di vendita) erano stabili, l'indice relativo ai costi dei
    materiali di base era notevolmente diverso durante il periodo dell'inchiesta (anno
    solare 1993) rispetto agli anni finanziari 1993 e 1992. Una sproporzione dello stesso
    tipo è stata riscontrata per quanto riguarda il livello di rendimento durante il periodo
    dell'inchiesta rispetto all'anno finanziario 1993, sebbene il periodo dell'inchiesta e
    l'anno finanziario 1993 siano coincisi per otto mesi.
    La determinazione dei costi di fabbricazione per quanto riguarda questa impresa è
    quindi confermata, ivi compreso l'adeguamento descritto nei paragrafi precedenti.
24. Alcune imprese malesi hanno sollevato la questione di un eventuale doppio conteggio
    dei costi d'imballaggio (comprendenti le spese della relativa manodopera),
    considerandoli un elemento dei costi di fabbricazione per ogni singolo esportatore e
    considerandoli parallelamente parte delle spese generali, amministrative e di vendita
    del produttore interno, utilizzate per costruire valori normali.
    Per quanto riguarda tutti i produttori malesi, i costi d'imballaggio sono stati
    considerati esclusivamente parte dei costi di fabbricazione e non sono stati inseriti
    nelle spese generali, amministrative e di vendita relative alle vendite interne effettuate
    dal produttore. Di conseguenza i costi d'imballaggio non sono stati calcolati due volte.
                                                11
 ---pagebreak--- 25. Per quanto riguarda la determinazione delle spese generali, amministrative e di vendita
     e l'indice di profitto dell'unico esportatore produttore che ha collaborato, e
     caratterizzato da vendite interne rappresentative, la Commissione ha escluso le vendite
     tra le imprese. L'impresa interessata ha sostenuto che un approccio di questo tipo non
    è compatibile con il fatto che la Commissione include i costi interimprese come ad
    esempio i costi di finanziamento. Essa quindi ha sostenuto che le vendite fra le
     imprese avrebbero anch'esse dovuto essere inserite nel fatturato relativo alle vendite
     interne dell'impresa per la determinazione delle spese generali, amministrative e di
     vendita e gli indici di profitto. Inoltre, essa ha sostenuto che i costi di finanziamento in
    questione non erano collegati alla produzione o alla vendita di biciclette e che quindi
    essi avrebbero dovuto essere esclusi dalle spese citate.
    Per quanto riguarda la determinazione delle spese generali, amministrative e di vendita
    e i margini di profitto, va notato che l'impresa in questione non aveva comunicato il
    fatto che alcune vendite erano effettuate tra le imprese, dato che è emerso soltanto
    durante la verifica. Visto che i prezzi comunicati sono prezzi di trasferimento, queste
    vendite non possono essere considerate come avvenute durante le normali transazioni
    commerciali (art. 2, par. 7 del regolamento di base) e quindi le transazioni in
    questione non sono state inserite nel calcolo del margine di profitto sul mercato
    interno.
    Per quanto riguarda il calcolo dell'indice delle spese generali, amministrative e di
    vendita, secondo le conclusioni provvisorie nel quadro delle vendite effettuate ad
    imprese collegate, non si verificano costi, o si tratta di costi minimi, per quanto
    riguarda le spese generali, amministrative e di vendita, e che quindi queste spese non
    devono essere ripartite fra le vendite alle imprese collegate. Dopo la determinazione
    provvisoria, la situazione è stata riesaminata ed è stato possibile accertare che la
    ripartizione delle spese generali, amministrative e di vendita sulle vendite alle
    impresse non collegate deve essere limitata solo per quanto riguarda i costi di vendita
    non sostenuti per le vendite alle imprese collegate. Invece, gli indici relativi ai costi
    amministrativi e di finanziamento eventualmente sostenuti nel quadro delle vendite tra
    le imprese si basano ora sul totale del fatturato comprese le vendite a parti collegate. I
    calcoli sono stati rivisti di conseguenza.
                                                 12
 ---pagebreak---     Per quanto riguarda gli interessi pagati ad un'impresa collegata, il fatto di non
    calcolare questi costi significherebbe ignorare il fatto che essi sono stati sostenuti
    dall'impresa interessata a causa della sua struttura finanziaria, necessaria per gestire le
    operazioni. È irrilevante sapere chi fornisce realmente le risorse necessarie fintanto
    che le condizioni del prestito si inseriscono nelle normali operazioni commerciali
    (art. 2 par. 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base). Non sono state
    corroborate da prove le affermazioni secondo le quali il prestito non era destinato alle
    attività dell'impresa. Di conseguenza, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b),
    punto ii) del regolamento di base, le spese relative agli interessi devono essere inserite
    nelle spese generali, amministrative e di vendita.
26. Il margine delle spese generali, amministrative e di vendita dell'unico esportatore
    produttore che ha collaborato, e che ha effettuato vendite interne, è stato ritenuto
    affidabile in quanto queste vendite si sono rivelate sufficientemente rappresentative,
    ossia il volume delle vendite sul mercato interno ha superato il 5% del volume delle
    vendite all'esportazione. Si ritiene affidabile il margine di profitto perché questa
    impresa ha effettuato un numero sufficiente di vendite remunerative sul mercato
    interno (considerando n. 33 e 34 del regolamento sul dazio provvisorio). Gli
    esportatori malesi hanno sostenuto che le spese generali, amministrative e di vendita e
    i margini di profitto di questa impresa erano troppo elevati e non potevano essere
    considerati affidabili in quanto essa non aveva effettuato vendite all'esportazione ed
    avrebbe quindi dovuto essere considerata separatamente rispetto all'impresa collegata,
    specializzata nell'esportazione, e perché essa deteneva una posizione di monopolio sul
    mercato interno, cosa che rendeva inaffidabili i suoi dati.
                                             13
 ---pagebreak---     Il Consiglio ritiene che non ci siano motivi per considerare l'unica impresa che ha
    collaborato, caratterizzata da vendite sul mercato interno, separatamente rispetto
    all'esportatore collegato (considerando n. 21 del presente regolamento). Anche nel
    caso in cui si accogliesse la richiesta di un trattamento separato, le informazioni
    ottenute dall'unica impresa che ha collaborato e che ha effettuato vendite sul mercato
    interno, costituirebbero comunque la base delle spese generali, amministrative e di
    vendita e dei margini di profitto da applicare agli altri esportatori malesi ai sensi
    dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base. Per quanto
    riguarda la presunta posizione di monopolio dell'unico produttore/esportatore che ha
    collaborato, è stato possibile accertare che esiste almeno un'altra impresa malese che
    effettua notevoli vendite sul mercato interno. Non sono state fornite prove che
    dimostrino che le vendite in Malaysia non permettano un confronto adeguato. I dati
    sulle vendite interne in Malaysia sono stati quindi considerati affidabili ed i prezzi di
    vendita e i dati relativi ai costi sono stati basati sulle concrete condizioni del mercato
    del paese in questione, ossia le condizioni generalmente disponibili a tutti i
    consumatori o i fornitori reali o potenziali.
    Di conseguenza, il Consiglio continua ad utilizzare il calcolo dei valori normali basati
    sulle spese generali, amministrative e di vendita e sugli indici di profitto rilevati per
    quanto riguarda l'unica impresa malese che ha collaborato, caratterizzata da vendite
    sul mercato interno.
27. Gli esportatori malesi hanno presentato altre obiezioni (concernenti in particolare il
    calcolo dei costi di fabbricazione, la classificazione delle spese generali,
    amministrative e di vendita, il trattamento degli sconti, la possibilità di confrontare i
    modelli di bicicletta, il calcolo delle spese generali di fabbricazione), che non hanno
    potuto essere prese in considerazione, in quanto non è stato possibile verificarle, non
    erano corroborate da prove dirette, erano contraddette dalle informazioni fornite dalle
    stesse imprese o, dopo aver proceduto a un controllo, sono risultate infondate.
                                               14
 ---pagebreak---     ///.       Thailandia
28. Quattro imprese thailandesi hanno collaborato al procedimento. Per quanto riguarda la
    maggior parte dei modelli di biciclette esportate da tre di queste imprese, il valore
    normale è stato costruito (considerando n. 36, 38 e 39 del regolamento sul dazio
    provvisorio). Per quanto riguarda la quarta impresa, è stato possibile basare il valore
    normale sui prezzi realmente praticati sul mercato interno (considerando n. 37 del
    regolamento sul dazio provvisorio). Nei casi in cui era necessario costruire il valore
    normale, esso è stato determinato sommando ai costi di fabbricazione dei modelli
    esportati, spese generali, amministrative e di vendita e margini di profitto ragionevoli
    (considerando n. 40-42 del regolamento sul dazio provvisorio).
    Per quanto riguarda l'impresa che non ha effettuato vendite sul mercato interno, il
    valore normale è stato costruito sommando al costo di fabbricazione la cifra della
    media ponderata relativa alle spese generali, amministrative e di vendita delle altre tre
    imprese e il margine di profitto medio ponderato delle due imprese che presentavano
    profitti affidabili. Per quanto riguarda un'altra impresa, si è proceduto alla somma del
     suo margine delle spese generali, amministrative e di vendita e i margini di profitto
    medi ponderati delle due imprese, caratterizzate da margini di profitto affidabili, con i
    costi di fabbricazione. Per quanto riguarda la terza impresa, sono state utilizzate le
    cifre reali.
29. Per quanto riguarda un'impresa thailandese, la verifica dei costi di fabbricazione
     relativi a modelli simili di biciclette, ha dimostrato l'esistenza di notevoli differenze
    per quanto riguarda il valore di alcuni materiali utilizzati, cosa che l'impresa non è
     stata in grado di giustificare. Visto che il sistema contabile dell'impresa non ha fornito
     una ripartizione dei costi del materiale per quanto riguarda modelli specifici di
     biciclette, durante la fase delle conclusioni provvisorie si è deciso di ripartire i costi di
     fabbricazione proporzionalmente rispetto al fatturato, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo
     11 del regolamento di base. L'impresa ha sostenuto che non era corretto applicare una
     chiave di ripartizione per quanto riguarda il fatturato in quanto le esportazioni di
     modelli simili, verso paesi terzi erano state effettuate al 50% del prezzo unitario medio
     applicato alle esportazioni verso la Comunità.
                                                15
 ---pagebreak---     La contabilità dell'impresa in questione non distingue tra i costi di fabbricazione
    sostenuti per l'esportazione nella Comunità e quelli relativi alle esportazioni verso altri
    paesi terzi e non permette quindi un adeguamento globale delle presunte differenze.
    Sono confermate quindi le conclusioni provvisorie ed è confermato l'impiego del
    fatturato come base per la ripartizione dei costi di fabbricazione.
30. Un'altra impresa thailandese aveva ripartito integralmente una delle voci relative alle
    spese generali, amministrative e di vendita sulle spese all'esportazione. L'impresa non
    ha spiegato in maniera soddisfacente la natura delle spese in questione, nonostante
    siano state chieste spiegazioni dettagliate prima e durante la verifica. Di conseguenza,
    ai fini delle determinazioni provvisorie, le spese in questione sono state ripartite tra le
    vendite all'esportazione e quelle interne sulla base del fatturato, ai sensi articolo 2,
    paragrafo 11 del regolamento di base. L'impresa ha sostenuto di avere fornito le
    spiegazioni richieste e che sarebbe stato possibile verificare la correttezza della
    ripartizione.
    Il Consiglio ritiene che l'impresa non abbia fornito spiegazioni adeguate. Sulla base
    delle informazioni verificate disponibili, è possibile appurare l'eventuale correttezza
    delle spiegazioni fornite. Di conseguenza, è confermata la ripartizione delle spese in
    questione sulla base del fatturato tra le vendite all'esportazione e quelle sul mercato
    interno.
31. Ai sensi della determinazione provvisoria, i profitti sul mercato interno sono stati
    considerati affidabili quando il numero di biciclette vendute ad un prezzo superiore al
    costo di produzione calcolato superava il 10% del totale delle vendite interne. Non è
    stato questo il caso di una delle imprese thailandesi caratterizzata da vendite interne
    rappresentative, ossia con un volume di vendite sul mercato interno superiore al 5%
    del totale delle vendite all'esportazione. Di conseguenza è stata necessario applicare il
    margine di profitto medio ponderato delle altre due imprese thailandesi che hanno
    effettuato vendite sul mercato interno, per costruire i valori normali per quanto
    riguarda questa impresa. Quest'ultima ha sostenuto che la metodologia applicata in
    questo caso non rispetta il regolamento di base.
                                              16
 ---pagebreak--- Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base, il
margine di profitto utilizzato per costruire il valore normale deve essere basato sul
profitto realizzato attraverso le vendite sul mercato interno, nei casi in cui questi dati
possano essere considerati inter alia affidabili. Dopo aver escluso le vendite interne
che non permettevano un confronto adeguato o che non erano state effettuate nelle
normali operazioni commerciali (considerando n. 38 e 22 del regolamento sul dazio
provvisorio), le vendite remunerative restanti possono rivelarsi tanto ridotte che i
profitti realizzati non costituiscono una base affidabile per calcolare un margine di
profitto da utilizzare per il valore normale costruito. Per questo motivo, la
Commissione ha verificato che le vendite remunerative restanti fossero sufficienti per
costituire una base affidabile per determinare il margine di profitto.
Quanto sopra è stato applicato nei casi in cui le restanti vendite interne remunerative
rappresentavano non meno del 10% del volume delle vendite interne che poteva essere
utilizzato come base per appurare la redditività, mentre la proporzione delle vendite
remunerative è stata determinata mettendo a confronto i prezzi di vendita netti con i
costi di produzione calcolati (considerando n. 21, 22 e 31 del regolamento sul dazio
provvisorio). L'indice è lo stesso di quello applicato per determinare se le vendite di
modelli specifici di biciclette erano state effettuate nel corso di normali operazioni
commerciali (considerando n. 22 del regolamento sul dazio provvisorio). Visto che i
profitti realizzati sul mercato interno dipendono dai prezzi applicati alle vendite
interne, è appropriato e coerente applicare lo stesso limite utilizzato per determinare se
questi prezzi costituiscano una base appropriata per determinare il valore normale. Un
approccio simile è stato adottato dalle istituzioni comunitarie in casi precedenti.
Di conseguenza, il Consiglio conferma che il margine di profitto dell'impresa
interessata non era affidabile e che è stato necessario calcolare il valore normale
costruito applicando il margine di profitto medio ponderato degli altri due produttori
thailandesi per il quale era stato accertato un margine di profitto affidabile per le
vendite remunerative sul mercato interno.
                                          17
 ---pagebreak--- 32. Infine, un esportatore thailandese ha sollevato un'altra obiezione (concernente
    segnatamente il calcolo delle spese generali di fabbricazione) di cui non è stato
    possibile tener conto, in quanto essa non poteva essere verificata e non era corroborata
    da prove dirette.
                                 2) Prezzo all'esportazione
    /.        Indonesia
33. Un esportatore indonesiano ha espresso alcune osservazioni concernenti gli
    adeguamenti del prezzo all'esportazione, delle quali non è stato possibile tener conto
    perché non erano corroborate da prove dirette.
    Di conseguenza è confermata la determinazione del prezzo all'esportazione per quanto
    riguarda l'Indonesia (considerando n. 43 del regolamento sul dazio provvisorio).
    //.       Malaysia
34. Durante la visita di verifica presso un'impresa malese è stato accertato che una parte
    delle vendite all'esportazione indicate dall'impresa come vendite dirette ad importatori
    indipendenti nella Comunità erano in realtà vendite effettuate ad un'impresa collegata
    con sede a Taiwan che in seguito rivendeva i prodotti agli importatori interessati. Dato
    che l'impresa aveva chiaramente fornito informazioni fuorvianti sulle transazioni di cui
    sopra, le quali inoltre erano effettuate nel quadro di un trasferimento tra imprese
    collegate, non si è tenuto conto dei prezzi indicati per quanto riguarda queste
    transazioni ed è stato applicato a queste vendite il più alto margine di dumping
    riscontrato per un modello venduto da questa impresa a clienti non collegati, ai sensi
    dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base (considerando n. 46, 47
    del regolamento sul dazio provvisorio).
 ---pagebreak--- L'impresa in questione ha sostenuto che il collegamento reale con l'impresa di Taiwan
non aveva un impatto sui prezzi e che essa subiva un trattamento discriminatorio
rispetto ai due esportatori indonesiani ai quali veniva altrettanto applicato l'articolo 7,
paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base. Inoltre essa ha sostenuto che le vendite
in questione erano effettuate direttamente a clienti nella Comunità ed ha fornito copie
di fatture comprovanti queste affermazioni.
È solo dopo la pubblicazione del regolamento sul dazio provvisorio che l'impresa
interessata ha sostenuto che le vendite in questione erano effettuate direttamente a
clienti nella Comunità. Questa affermazione contraddice i risultati della verifica che
all'epoca non erano stati contestati dall'impresa. In questa fase del procedimento non è
possibile verificare eventuali nuove obiezioni e quindi non è possibile tenerne conto.
All'inizio, l'impresa malese aveva negato il collegamento con l'impresa di Taiwan che
era stato stabilito soltanto dopo aver proceduto alla verifica sulla base di prove dirette
e definitive. Questo fatto ha chiaramente ostacolato l'inchiesta sui fatti svolta dalla
Commissione. Visto che l'impresa malese ha dissimulato le informazioni è
improbabile che il collegamento tra le due imprese non avesse un impatto sui prezzi:
in questa fase del procedimento tuttavia non è possibile indagare ulteriormente sulla
questione ed è pienamente giustificata l'applicazione dell'articolo 7, paragrafo 7,
lettera b) nella maniera descritta nei paragrafi precedenti.
Per quanto riguarda il confronto con le due imprese indonesiane a cui si applica
sempre l'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base (considerando n.
28 e 68 del regolamento sul dazio provvisorio), la denuncia di trattamento
discriminatorio non ha alcun fondamento. L'applicazione dell'articolo 7, paragrafo 7,
lettera b) del regolamento di base si fondava sulle singole situazioni, riflettendo in tal
modo il livello della collaborazione o la mancata disponibilità a fornire le informazioni
necessarie o la possibilità o meno di verificare queste informazioni oppure l'eventuale
presentazione di informazioni fuorvianti.
                                           19
 ---pagebreak--- 35. Un'impresa malese ha sostenuto che per fissare il prezzo franco frontiera comunitario
    per quanto riguarda le sue vendite all'esportazione verso la Comunità, la Commissione
    avrebbe dovuto inserire un aumento imposto dall'agente di vendita. L'impresa non ha
    mai corroborato questa affermazione. Tuttavia, l'agente che si occupa dell'impresa
    interessata ha già ricevuto una commissione della quale si è tenuto conto e non è stato
    possibile identificare quali transazioni siano state effettuate attraverso l'agente visto
    che le vendite sono state anche addebitate direttamente a clienti nella Comunità. Di
    conseguenza, è confermato il calcolo del prezzo franco frontiera comunitaria per
    quanto riguarda l'esportazione dell'impresa interessata.
36. Gli esportatori malesi hanno espresso altre obiezioni (concernenti in particolare la
    natura di alcuni deduzioni, il trattamento di alcuni oneri bancari e inerenti alle lettere
    di credito) delle quali non è stato possibile tener conto perché non corroborate da
    prove dirette.
    ///.      Thailandia
37. Nella risposta al questionario, un'impresa thailandese ha affermato che essa non
    forniva garanzie ai clienti nella Comunità. Durante la verifica è stato possibile
    appurare che essa aveva concordato con uno dei suoi clienti che i pezzi di ricambio
    pari all' 1 % del valore della fattura sarebbero stati spediti gratuitamente con ogni
    singola ordinazione. È stato inoltre accertato che numerosi clienti importanti
    ricevevano pezzi di ricambio gratuitamente. Questi sconti venivano concessi in
    sostituzione della garanzia.
    Tenuto conto che queste condizioni di vendita costituiscono un fattore determinante
    per quanto riguarda i prezzi all'esportazione, è trascurabile il valore reale dei pezzi di
    ricambio spediti. Visto che le informazioni inviate sono state fuorvianti, la
    Commissione è stata costretta a determinare la deduzione per quanto riguarda gli
    sconti concordati in base ai fatti disponibili. La base più concreta e ragionevole è
    costituita dai termini concordati identificati nei paragrafi precedenti, e quindi è stato
    dedotto dal prezzo all'esportazione un adeguamento pari all'1% per gli sconti
    concordati.
                                             20
 ---pagebreak---      L'impresa ha sostenuto che l'adeguamento è ingiustificato, visto che la Commissione
     aveva ricevuto un elenco sintetico di tutti i casi in cui erano stati spediti pezzi di
     ricambio gratuitamente a clienti nella Comunità, sulla cui base sarebbe stato possibile
     procedere ad un adeguamento trascurabile.
     Sebbene l'impresa abbia fornito un elenco dei clienti e dei corrispondenti importi
     relativi alla cosiddetta garanzia, questi dati sono pervenuti alla Commissione soltanto
     alla fine della verifica quando non era più possibile chiarire in maniera soddisfacente
     l'intera situazione. Visto che non esistono altri elementi di prova diretti che
    corroborino quanto affermato dall'impresa, e tenendo conto delle informazioni
     inesatte, si conferma che la deduzione relativa agli sconti concordati è stata
    determinata in maniera corretta sulla base dei fatti disponibili (art. 7, par. 7, lettera b)
    del regolamento di base). Qualsiasi deduzione inferiore costituirebbe un incentivo alla
    non collaborazione.
    Di conseguenza, è confermato l'adeguamento per quanto riguarda gli sconti
    concordati.
38. Alcuni esportatori thailandesi hanno sollevato obiezioni (concernenti segnatamente la
    distribuzione dei costi di trasporto, il calcolo dei costi d'imballaggio) delle quali non è
    stato possibile tener conto perché non verificabili o non corroborate da prove dirette,
    oppure perche erano contraddette da prove dirette fornite dall'impresa interessata.
                                        3) Confronto
    /.         Indonesia
39. Un'impresa indonesiana ha venduto biciclette destinate all'esportazione nella Comunità
    attraverso un'impresa commerciale collegata con sede in Giappone. Nella fase di
    determinazione provvisoria, i prezzi all'esportazione per quanto riguarda questo
    esportatore sono stati fissati facendo riferimento ai prezzi realmente pagati o pagabili
    all'impresa commerciale collegata in Giappone e i funzionari comunitari preposti
    all'inchiesta hanno espresso l'intenzione di riesaminare la correttezza di questo
    approccio (considerando n. 44 del regolamento sul dazio provvisorio).
                                              21
 ---pagebreak--- 40. È stato accertato che a causa del rapporto tra le due imprese, i prezzi fissati
    dall'impresa produttrice all'impresa commerciale non sono affidabili. Per stabilire un
    prezzo all'esportazione affidabile, dall'Indonesia verso la Comunità, il prezzo
    applicato dal Giappone verso la Comunità è stato adeguato ad un livello a partire
    dall'Indonesia. Visto che le funzioni dell'impresa commerciale collegata possono
    essere considerate simili a quelli dell'agente che opera con commissione, un
    adeguamento del 6% basato sul tasso delle spese generali, amministrative e di vendita
    e una percentuale di profitto ragionevole, è stato dedotto dai prezzi applicati
    dall'impresa collegata ai consumatori indipendenti nella Comunità. Questa cifra è stata
    ritenuta ragionevole a causa del livello della partecipazione dell'impresa commerciale
    collegata nell'ambito delle attività di vendita dell'esportatore. Non sono state fornite
    informazioni che contraddicano questa cifra. In tal modo, ai fini delle determinazioni
    definitive, i prezzi all'esportazione sono state adeguati di conseguenza.
41. Nel quadro della determinazione provvisoria (considerando n. 56 del regolamento sul
    dazio provvisorio), non si era tenuto conto di alcuni adeguamenti perché di natura
    trascurabile. Su richiesta di una delle imprese interessate, la Commissione ha
    riesaminato questo approccio ed ha accertato che in alcuni casi la natura trascurabile
    dei rispettivi adeguamenti era stata determinata in rapporto al prezzo di esportazione o
    al valore normale separatamente. Tuttavia, secondo la prassi abituale, sembra più
    appropriato considerare gli adeguamenti de minimis solo qualora la differenza tra le
    percentuali da dedurre dal prezzo all'esportazione e dal valore normale
    rispettivamente, sia inferiore allo 0,5%. Su questa base si è tenuto quindi conto di
    alcuni adeguamenti ritenuti trascurabili durante la fase provvisoria. I calcoli sono stati
    rivisti di conseguenza.
                                              22
 ---pagebreak--- 42. Nell'ambito della determinazione provvisoria (considerando n. 53 del regolamento sul
    dazio provvisorio), la Commissione ha respinto le richieste di adeguamenti per quanto
    riguarda i costi del credito sulla base del fatto che non erano state fornite prove che il
    credito concesso rientrasse nelle condizioni di vendita concordate con i compratori
    delle merci alla data della vendita e che quindi avrebbe potuto influire sul prezzo
    pagato o pagabile sul mercato interno.
    Due imprese indonesiane e l'AIPI hanno rinnovato la richiesta di un adeguamento di
    questo tipo e hanno sostenuto che le condizioni di credito di 90-120 giorni sono
    condizioni commerciali abituali in Indonesia e che quindi non sono in genere inserite
    in maniera esplicita nelle condizioni di vendita. Tuttavia, l'unica prova presentata a
    sostegno di questa affermazione è stato un riferimento ai crediti delle imprese
    interessate che tuttavia non indica una struttura chiara di questo tipo. In tal modo non
    è stato possibile accertare che i prezzi erano stati fissati sulla base di queste condizioni
    commerciali, ritenute prassi corrente.
    Di conseguenza, il Consiglio conferma che non è giustificato un adeguamento per
    quanto riguarda i costi del credito.
43. Nel regolamento sul dazio provvisorio (considerando n. 55) sono state respinte le
    richieste di adeguamento per quanto riguarda le spese di promozione e di pubblicità
    perché questi costi rientrano nella categoria delle spese generali e dei costi fissi, per i
    quali in genere non sono applicate deduzioni. Due imprese hanno rinnovato la richiesta
    di un adeguamento per quanto riguarda questi costi sostenendo che le differenze di
    costo tra le vendite sul mercato interno e quelle all'esportazione erano effettivamente
    deducibili in quanto adeguamenti del livello degli scambi o OEM.
                                              23
 ---pagebreak---     Per quanto riguarda un adeguamento relativo alle vendite effettuate su una base OEM,
    questa richiesta non è stata presentata in maniera esplicita nelle risposte al questionario
    inviate dalle imprese interessate e non è stata nemmeno corroborata, nonostante le
    istruzioni specifiche nel questionario per quanto riguarda eventuali richieste e le
    relative prove necessarie per le deduzioni applicabili. Inoltre, non sono stati rispettati i
    requisiti materiali per un adeguamento di questo tipo: nessuna delle vendite
    all'esportazione degli esportatori indonesiani interessati è stata effettuata ad un livello
    tale da costituire una vendita OEM, ossia in genere un livello compreso tra la
    fabbricazione e la distribuzione. Queste vendite sono state effettuate sul mercato
    comunitario ad un livello la cui funzione, sostanzialmente, è esclusivamente quella
    della distribuzione. Di conseguenza in tale ambito non è necessario un adeguamento
    appropriato (OEM).
    Durante l'esame della richiesta relativa ali'OEM, è stato accertato che i requisiti
    materiali per gli adeguamenti relativi al livello degli scambi non erano stati rispettati
    visto che le vendite erano state probabilmente effettuate ad un gruppo simile di
    acquirenti sia sul mercato interno che su quello all'esportazione. In ogni caso, gli
    esportatori indonesiani interessati non avevano effettuato alcuna distinzione tra le
    vendite ai diversi livelli degli scambi. In effetti, non sono emerse differenze
    significative durante l'inchiesta per quanto riguarda i livelli degli scambi ai quali sono
    state effettuate le vendite interne e quelle all'esportazione. Di conseguenza, non si
    ritiene necessario applicare un adeguamento relativo a livello degli scambi sulla base
    delle informazioni disponibili.
44. Gli esportatori indonesiani hanno formulato ulteriori osservazioni (concernenti
    segnatamente le detrazioni effettuate per tener conto delle differenze delle
    caratteristiche fisiche, i tassi applicati per una detrazione per il rimborso del dazio e la
    deduzione di un importo per il rimborso del dazio nel caso del valore normale
    costruito) delle quali non è stato possibile tener conto in quanto non era possibile
    verificarle, non erano corroborate da prove dirette o, dopo aver proceduto a un
    controllo, sono risultate infondate.
                                                24
 ---pagebreak---     //.       Malaysia
45. Nel quadro della determinazione provvisoria è stato accertato che la cifra relativa alle
    spese generali, amministrative e di vendita interna, utilizzate per costruire il valore
    normale includevano le spese dirette di vendita per le quali era necessario procedere
    ad adeguamenti. Tuttavia, una deduzione di questo tipo non è stata corroborata in
    maniera sufficiente (considerando n. 57 del regolamento sul dazio provvisorio) e
    quindi le richieste di adeguamento delle spese di vendita dirette al valore normale sono
    state respinte. Tuttavia, nei casi opportuni, sono stati effettuati adeguamenti del prezzo
    all'esportazione, per quanto riguarda una o più delle seguenti spese di vendita:
    trasporto, assicurazione, movimentazione, carico e costi ausiliari, costi del credito e
    oneri bancari, garanzie, commissioni pagate ad agenti e retribuzioni dei rappresentanti.
46. Gli altri esportatori malesi non hanno ritenuto equo il confronto in quanto ad essi non
    sono stati concessi adeguamenti giustificabili (come ad esempio le spese di vendita
    dirette) perché l'unico produttore malese che ha collaborato, e che ha effettuato
    vendite sul mercato interno, non ha risposto in maniera sufficientemente esauriente al
    questionario e non ha fornito la necessaria collaborazione durante la verifica.
    Il produttore malese in questione ha in effetti risposto al questionario, ha accettato ed è
     stato sottoposto a verifica. Essendo direttamente collegato ad un esportatore di
    biciclette verso la Comunità, esso disponeva chiaramente di validi motivi per
    cooperare in maniera adeguata alla verifica. Tuttavia, questo impresa non ha fornito
    prove a sostegno delle sue affermazioni o ha fornito spiegazioni contraddittorie.
     Inoltre, alcuni informazioni che non erano state inserite nella risposta al questionario
     sono state appurate esclusivamente durante la verifica.
                                              25
 ---pagebreak---     Cionondimeno, il Consiglio riconosce che a causa delle circostanze estremamente
    particolari del caso, sia appropriato dedurre un importo ragionevole dai valori normali
    costruiti per quanto riguarda i tre esportatori malesi che non sono collegati al
    produttore/venditore interno in questione. I calcoli sono stati rivisti di conseguenza.
    Per quanto riguarda i produttori interni e gli esportatori collegati, rientrava tra le
    responsabilità delle due imprese fornire le informazioni necessarie e verificabili e le
    prove adeguate, cosa che esse non hanno fatto. Di conseguenza, non sono stati
    applicati ulteriori adeguamenti al valore normale costruito dell'esportatore collegato.
47. Durante la determinazione provvisoria, non sono state effettuati adeguamenti per
    quanto riguarda il valore normale per tener conto dei costi del credito (considerando n.
    57 del regolamento sul dazio provvisorio). Gli esportatori malesi hanno chiesto un
    adeguamento di questo tipo su basi simili a quelle invocate per l'adeguamento delle
    spese di vendita dirette. Tuttavia, non esistono prove del fatto che, oltre ad un
    programma di sconti di cui si è tenuto conto, sia stato concesso un credito aggiuntivo
    nell'ambito delle condizioni di vendita concordate con i compratori delle merci alla
    data della vendita. Di conseguenza non è giustificato un adeguamento al valore
    normale per quanto riguarda i costi del credito.
48. Durante la determinazione provvisoria, non sono stati applicati adeguamenti al valore
    normale per tener conto delle differenze nel livello degli scambi. Nelle osservazioni
    seguite alla notifica, dopo la pubblicazione del regolamento sul dazio provvisorio, gli
    esportatori malesi hanno chiesto un "adeguamento OEM" sotto forma di un margine di
    profitto ridotto per quanto riguarda il calcolo del valore normale costruito.
                                              26
 ---pagebreak---     Questa obiezione non era stata sollevata nella risposta al questionario e non era stata
    nemmeno corroborata nonostante le istruzioni specifiche nel questionario per quanto
    riguarda eventuali richieste e le relative prove necessarie per le deduzioni applicabili.
    Inoltre, non sono presenti i requisiti materiali per un adeguamento di questo tipo: la
    maggior parte delle vendite all'esportazione degli esportatori malesi non sono state
    effettuate ad un livello che possa essere considerato una vendita OEM, ossia in genere
    un livello compreso tra la fabbricazione e la distribuzione. Queste vendite sono state
    effettuate sul mercato comunitario ad un livello la cui funzione, sostanzialmente, è
    esclusivamente quella della distribuzione. Dalle informazioni disponibili emerge che
    non esisteva una struttura di fissazione dei prezzi chiara e distinta per quanto riguarda
    le transazioni di esportazione verso il fabbricante interessato rispetto alle vendite ai
    distributori nella Comunità. Di conseguenza in tale ambito non è necessario un
    adeguamento appropriato (OEM).
    Per quanto riguarda l'osservazione relativa ali'OEM, è stato possibile accertare che i
    requisiti materiali per un adeguamento del livello degli scambi non erano presenti visto
    che le vendite erano state probabilmente effettuate ad un gruppo simile di clienti sia
    sul mercato interno che su quello all'esportazione. In ogni caso, il venditore malese
    che opera sul mercato interno non ha fatto una distinzione fra le vendite destinate
    all'ingrosso da quelle destinate al dettaglio. Inoltre, durante l'inchiesta non sono
    emerse differenze significative per quanto riguarda i livelli degli scambi ai quali erano
    state effettuate le vendite interne e quelle all'esportazione. Di conseguenza il Consiglio
    non ritiene necessario un adeguamento del livello degli scambi in base alle
    informazioni disponibili.
49. Gli esportatori malesi hanno presentato ulteriori osservazioni (concernenti
    segnatamente la natura dei compensi per l'assistenza tecnica, il trattamento di alcuni
    interessi sulle commissioni, il doppio conteggio di alcune di queste, l'adeguamento dei
    costi d'invio, una differenza di arrotondamento, la ripartizione dei costi d'imballaggio)
    delle quali non è stato possibile tener conto, perché esse non sono state verificate, non
    erano corroborate da prove dirette oppure, dopo aver controllato, sono state prese in
    considerazione. I calcoli sono stati rivisti di conseguenza.
                                               27
 ---pagebreak---     ///.       Thailandia
50. Nel quadro della determinazione provvisoria, non sono stati effettuati adeguamenti del
    valore normale per tener conto delle differenze nel livello degli scambi. Nelle
    osservazioni espresse dopo la pubblicazione del regolamento sul dazio provvisorio, gli
    esportatori thailandesi hanno chiesto di ottenere un "adeguamento OEM" sostenendo
    che essi avevano chiesto un adeguamento di questo tipo fin dall'inizio del
                                                   *
    procedimento.
    In una lettera allegata alla risposta al questionario delle tre imprese thailandesi, questi
    produttori hanno chiesto in termini imprecisi un adeguamento OEM. Questa richiesta
    non è stata formulata in maniera esplicita nella risposta al questionario né è stata
    corroborata nonostante le istruzioni specifiche nel questionario per quanto riguarda
    eventuali richieste e le relative prove necessarie per le deduzioni applicabili. Inoltre,
    non esistono i requisiti materiali per un adeguamento di questo tipo: la maggior parte
    delle vendite all'esportazione degli esportatori thailandesi non sono state effettuate ad
    un livello tale da costituire una vendita OEM, ossia di norma un livello compreso tra
     la fabbricazione e la distribuzione. Queste vendite sono state effettuate sul mercato
    comunitario ad un livello la cui funzione è, sostanzialmente, esclusivamente quella di
    distribuzione. Dai dati in possesso della Commissione, emerge che non esisteva una
     struttura di fissazione dei prezzi chiara e distinta tra le esportazioni verso il fabbricante
     interessato rispetto alle vendite ai distributori nella Comunità. Di conseguenza in tale
     ambito non è necessario un adeguamento appropriato (OEM).
     Neil'esaminare la richiesta relativa all'OEM, è stato accertato che non sono stati
     rispettati i requisiti materiali per un adeguamento del livello degli scambi visto che le
     vendite sono state probabilmente effettuate ad un gruppo simile di acquirenti sul
     mercato interno e su quello all'esportazione. In ogni caso, gli esportatori thailandesi
     interessati non hanno effettuato una distinzione tra le vendite ai diversi livelli degli
     scambi. Inoltre, non sono emerse differenze sostanziali durante l'inchiesta per quanto
     riguarda i livelli degli scambi, segnatamente il livello dei distributori e dei
     commercianti, verso i quali erano effettuate le vendite interne e all'esportazione. Nei
     casi in cui le vendite interne erano state effettuate direttamente agli utilizzatori finali,
     questo non aveva avuto nessun impatto apparente sui prezzi. Di conseguenza, non è
     necessario un adeguamento del livello degli scambi sulla base delle informazioni in
     possesso della Commissione.
                                                28
 ---pagebreak--- 51. Per quanto riguarda la determinazione provvisoria, la Commissione ha respinto
    parzialmente una richiesta presentata da un'impresa thailandese relativa ad un
    adeguamento al valore normale dei salari pagati ai rappresentanti a causa delle
    informazioni fuorvianti e dell'assenza di prove. L'impresa ha rinnovato la richiesta di
    un adeguamento integrale ed ha fornito nuove spiegazioni.
    Tuttavia, l'impresa non ha presentato prove a sostegno delle nuove affermazioni. Il
    Consiglio respinge quindi parzialmente la richiesta visto che non sono state presentate
    prove dirette che confermino quanto affermato dall'impresa.
52. Secondo il regolamento sul dazio provvisorio (considerando n. 65) una serie di
    richieste di adeguamenti di diverso tipo è stata disattesa poiché di entità irrilevante (ad
    esempio adeguamenti con un effetto ad valorem inferiore allo 0,5%). Secondo alcune
    imprese thailandesi sarebbe stato invece opportuno tener conto di alcuni di questi
    adeguamenti minimi. La Commissione ha riesaminato la situazione e ha accertato che,
    nel caso specifico, i prezzi all'esportazione sono messi a confronto con i valori
    normali costruiti che comprendono la media ponderata delle spese generali,
    amministrative e di vendita e i margini di profitto. Nel calcolo di queste spese e degli
    indici di profitto è stato necessario tener conto del fatto che gli adeguamenti per gli
    stessi elementi dei       costi risultavano a volte irrilevanti o rilevanti, a seconda
    dell'impresa in questione. Nel caso specifico, si è ritenuto più opportuno dal punto di
    vista amministrativo dedurre tutti gli adeguamenti giustificati, rilevanti o meno. Di
    conseguenza i calcoli sono stati rivisti e, ove opportuno modificati. Il valore globale di
    questi adeguamenti si situa tra lo 0,37% ed il 4,45% a seconda dell'impresa
    interessata.
                                              29
 ---pagebreak--- 53. Gli esportatori thailandesi hanno presentato ulteriori osservazioni (concernenti ad
    esempio gli adeguamenti per i costi del credito, la deduzione di alcune spese
    all'esportazione, il calcolo di un adeguamento per quanto riguarda le retribuzioni dei
    rappresentanti) delle quali non è stato possibile tener conto perché esse non hanno
    potuto essere verificate o non erano corroborate da prove dirette oppure, dopo aver
    proceduto ad un controllo, esse sono state prese in considerazione. In tal caso, i calcoli
    sono stati rivisti di conseguenza.
                                  4) Margine di dumping
54. Analogamente alla media ponderata dei margini di dumping, fissati in maniera
    provvisoria (considerando n. 66), i margini di dumping definitivi per ciascun
    produttore sono stati espressi con una percentuale del prezzo franco frontiera
    comunitario.
55. Applicando la stessa metodologia esposta nel regolamento sul dazio provvisorio
    (considerando n. 66 di detto regolamento) e dopo aver apportato tutte le modifiche
    necessarie ai calcoli relativi al dumping, la media ponderata dei margini di dumping
    per quanto riguarda i produttori che hanno collaborato è la seguente:
    /.        Indonesia
              PT Insera Sena                                                            0,4%
               PT Jawa Perdana Bicycle Industry                                        27,7%
               PT Wijaya Indonesia Makmur Bicycle Industries                           21,9%
    //.       Malaysia
               Akoko Sdn. Bhd.                                                        23,1%
               Berjaya Cycles Sdn Bhd                                                  37,3%
               Greenworld Systems Sdn Bhd                                              27,7%
               Lenin Group Industries Berhad                                           37,3%
               Rolls Rally Sdn Bhd                                                     25,3%
                                             30
 ---pagebreak---     ///.      Thailandia
               Bangkok Cycle Industrial Co. Ltd                                       17,7%
               Siam Cycles MFG. Co. Ltd                                               38,9%
              Thai Bicycle Industry Co. Ltd                                           13,0%
              Victory Cycle Co. Ltd                                                   13,3%
56. Per quanto riguarda le due imprese indonesiane che non hanno collaborato all'inchiesta
    in maniera sufficiente, è confermata la metodologia applicata nel regolamento sul
    dazio provvisorio (considerando n. 68): il margine di dumping per queste due imprese
    si base sulla media aritmetica tra il margine più elevato accertato per un produttore
    indonesiano che ha collaborato nella maniera più completa possibile e il dazio residuo.
    I margini di dumping che ne risultano sono i seguenti:
    - PT Federal Cycle Mustika                                                       28,4 %
    - PT Toyo Asahi Bicycle Industries                                               28,4 %
                            E) INDUSTRIA COMUNITARIA
57. L'AIPI e i produttori thailandesi hanno espresso dubbi circa l'esattezza del livello del
    sostegno calcolato dalla Commissione.
    II Consiglio ricorda che i produttori che hanno esplicitamente sostenuto la denuncia
    rappresentano il 55,3% della produzione comunitaria di biciclette e quindi
    costituiscono la proporzione maggioritaria dell'industria comunitaria in conformità
    dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base (considerando n. 72 del
    regolamento sul dazio provvisorio). I produttori selezionati per costituire un campione,
    procedura necessaria a causa del numero elevato di produttori, e che hanno collaborato
    appieno, rappresentano il 36,5% della produzione comunitaria di biciclette.
                                            31
 ---pagebreak---     L'AIPI ha inoltre sostenuto che le imprese che a loro avviso non avevano subito
    pregiudizio non dovevano essere considerate parti denuncianti. Per controbattere
    l'argomentazione, va sottolineato che è irrilevante definire se sia stato arrecato
    pregiudizio o meno ad un singolo produttore comunitario quando si tratta di
    determinare se questi produttori fanno parte dell'industria comunitaria ai sensi
    dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base. Inoltre va ricordato che il
    pregiudizio deve essere determinato su una base globale, ossia per quanto riguarda
    l'industria comunitaria nel suo insieme o una proporzione maggioritaria della stessa, e
    non per quanto riguarda i singoli produttori comunitari.
58. L'AIPI ha espresso dubbi sulla legittimità di impiegare una tecnica di campionamento
    e sulla selezione del campione. In particolare, l'associazione ha sostenuto che
    l'impiego dei dati relativi alle vendite e alla produzione ha reso il campione poco
    rappresentativo in quanto anche l'andamento delle vendite e quello della produzione
    costituiscono la base per determinare il pregiudizio (considerando n. 88-90 del
    regolamento sul dazio provvisorio).
    Il Consiglio sottolinea che il regolamento di base non impone esplicitamente l'impiego
    di tecniche di campionamento ai fini della determinazione del pregiudizio. Tuttavia,
    esso non sancisce nemmeno che la Commissione debba indagare presso ciascun
    produttore comunitario denunciarne (art. 4). Ai sensi della prassi precedente e per i
    motivi già indicati, si è deciso di selezionare un campione di produttori comunitari su
    cui basare la determinazione del pregiudizio. Il Consiglio nota che il campione è stato
    selezionato esclusivamente secondo le dimensioni e l'ubicazione geografica
    dell'impresa interessata. Il numero delle imprese selezionate da ciascuno Stato membro
    riflette quindi le dimensioni della produzione di biciclette nello Stato membro in
    questione. Non sono stati presi in considerazione gli andamenti o i dati finanziari
    nell'ambito della selezione che è stata basata esclusivamente sul volume di produzione
    delle imprese interessate durante il periodo dell'inchiesta.
                                              32
 ---pagebreak---     Di conseguenza, è possibile concludere che la Commissione dispone della facoltà di
    utilizzare una tecnica di campionamento che ha fornito una selezione rappresentativa
    dei produttori comunitari. I risultati delle conclusioni di cui ai considerando 72-74 del
    regolamento sul dazio provvisorio sono quindi confermati.
                                     F) PREGIUDIZIO
                                          1) Cumulo
59. In assenza di osservazioni sul cumulo, sono confermati i risultati e le conclusioni di
    cui ai considerando n. 75-79 del regolamento sul dazio provvisorio.
                     2) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
60. L'AIPI ha sostenuto che le biciclette indonesiane non erano responsabili della
    sottoquotazione dei prezzi delle biciclette dell'industria comunitaria.
    Queste affermazioni sono contraddette dal confronto dettagliato dei prezzi effettuato
    dalla Commissione (considerando n. 82-86 del regolamento sul dazio provvisorio) in
    base al quale è possibile esporre le osservazioni che seguono, dopo l'imposizione delle
    misure provvisorie.
61. Un produttore indonesiano ha sostenuto che il confronto dei modelli avrebbe dovuto
    essere basato sull'insieme completo delle specifiche. Tuttavia, esso non ha indicato in
    che modo la metodologia applicata dalla Commissione abbia fornito risultati
    inaffidabili e nemmeno per quale motivo un approccio diverso si sarebbe rivelato più
    sicuro.
                                              33
 ---pagebreak--- 62. Un'impresa malese ha sostenuto che la metodologia applicata è inaffidabile perché il
    valore delle parti utilizzato per confrontare i diversi modelli di biciclette rappresenta
    soltanto il 10-20% del      valore   totale   delle biciclette e comporta      fluttuazioni
    significative per quanto riguarda i margini della sottoquotazione accertata per i due
    gruppi simili di biciclette. Tuttavia, non è stato dimostrato che i modelli di biciclette
    classificati nei gruppi rispettivi non potessero essere realmente confrontabili e che una
    metodologia diversa avrebbe dato risultati fondamentalmente diversi. Fluttuazioni dei
    margini di sottoquotazione di questo tipo possono indicare semplicemente strutture
    variabili per quanto riguarda la fissazione dei prezzi e quindi non dimostrano
    l'infondatezza del confronto e del raggruppamento di alcune biciclette.
63. Sulla base di quanto esposto nei paragrafi precedenti, è confermata la metodologia
    esposta nel regolamento sul dazio provvisorio (considerando n. 82-86).
64. Sono state effettuati alcuni adeguamenti tecnici al calcolo relativo alla sottoquotazione
    su richiesta di un'altra impresa malese e su iniziativa della Commissione.
65. I singoli margini della sottoquotazione che emergono per quanto riguarda gli
    esportatori produttori che hanno collaborato, espressi come la percentuale dei prezzi
    dei produttori comunitari, prima della consegna ai distributori, variano dal 18,2 al
    41,4% per gli esportatori produttori indonesiani, dal 29,7 al 38,4% per quelli della
    Malaysia e dal 15,3 al 30,7% per quelli thailandesi.
                                                34
 ---pagebreak---                 G) SITUAZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
66. Non sono state trasmesse altre osservazioni concernenti il pregiudizio subito
    dall'industria comunitaria. Sono quindi confermati i risultati e le conclusioni esposti
    nel regolamento sul dazio provvisorio (considerando n. 87-96) secondo cui l'industria
    comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 4 del regolamento di
    base.
                            H) CAUSA DEL PREGIUDIZIO
67. Gli esportatori thailandesi hanno sostenuto che gli scarsi profitti dell'industria
    comunitaria non possono essere collegati alle importazioni oggetto di dumping ma
    sono stati provocati dagli investimenti elevati effettuati dall'industria comunitaria
    durante il periodo dell'inchiesta (considerando n. 94 del regolamento sul dazio
    provvisorio).
    L'aumento degli investimenti pari al 125% durante il periodo dell'inchiesta, rispetto al
    1992, può essere attribuito in larga misura a due produttori comunitari che avevano
    proceduto alla costruzione di nuovi impianti di produzione o al miglioramento di quelli
    esistenti. Anche escludendo questi due produttori dalla determinazione della
    redditività, la cifra della produttività media per quanto riguarda il periodo
    dell'inchiesta cambierebbe soltanto in maniera marginale.
                                            35
 ---pagebreak--- 68. Come indicato nel regolamento sul dazio provvisorio (considerando n. 101) è stato
    accertato che le importazioni di biciclette registrate da EUROSTAT provenienti dal
    Vietnam sono in realtà originarie della Repubblica popolare cinese. Gli esportatori
    indonesiani hanno sostenuto che questo latto non ha ridotto l'effetto pregiudizievole di
    queste importazioni. Le importazioni di biciclette dichiarate come originarie del
    Vietnam rappresentavano un volume totale inferiore nel 1993 rispetto alle importazioni
    in esame. Inoltre, non esistono prove che queste biciclette siano state vendute a prezzi
    altrettanto bassi di quelli delle biciclette originarie dei paesi sotto inchiesta. Non è
    possibile fare riferimento alle informazioni relative ai prezzi fornite da EUROSTAT
    visto che le statistiche distinguono soltanto due sottovoci che non riflettono la varietà e
    la molteplicità delle specifiche e dei prezzi delle biciclette. Di conseguenza non è
    possibile procedere ad una valutazione chiara del possibile impatto pregiudizievole
    delle importazioni che presumibilmente sono originarie del Vietnam. Sebbene sia
    possibile che queste importazioni abbiano contribuito alla difficile situazione
    dell'industria comunitaria, questo non modifica le conclusioni del regolamento sul
    dazio provvisorio secondo le quali le importazioni di biciclette originarie
    dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia hanno provocato pregiudizio grave
    all'industria comunitaria.
69. Non essendo stati presentati nuovi argomenti in tale ambito, sulla base dei risultati e
    delle conclusioni di cui ai considerando n. 97-109 del regolamento sul dazio
    provvisorio, si conclude in maniera definitiva che le importazioni oggetto di dumping,
    considerate cumulativamente, dai tre paesi in questione, a causa dell'aumento notevole
    dei volumi delle importazione e del grado elevato di sottoquotazione, hanno
    provocato, considerate isolatamente, un grave pregiudizio all'industria comunitaria.
                                              36
 ---pagebreak---                             I) INTERESSE DELLA COMUNITÀ
70. Non sono stati presentati nuovi argomenti o nuove prove per determinare se l'interesse
    della Comunità richieda un intervento.
    In tale ambito il Consiglio sottolinea che in assenza di misure contro le importazioni
    oggetto di dumping e la concorrenza sleale che ne risulta sul mercato comunitario,
    esista il pericolo imminente che altri produttori comunitari siano costretti a chiudere.
    Di conseguenza, in assenza di misure adeguate, a medio termine i consumatori
    disporrebbero di minori fonti di fornitura. Sebbene si preveda l'aumento dei prezzi al
    consumo dei prodotti importati, l'effetto globale sul consumatore sarebbe limitato visto
    il numero di fornitori che non sono soggetti a misure antidumping. In tale ambito va
    sottolineato che le organizzazioni dei consumatori non hanno trasmesso osservazioni o
    commenti al riguardo.
    In considerazione di quanto sopra e per i motivi di cui ai considerando 110-117 del
    regolamento sul dazio provvisorio, non sono stati accertati motivi seri concernenti
    l'interesse della Comunità sulla cui base il Consiglio avrebbe potuto chiaramente
    concludere che l'applicazione delle misure non è nell'interesse della Comunità.
                                 J) CALCOLO DEL DAZIO
71. Secondo l'AIPI sarebbe stato necessario fissare singole aliquote di dazio per diversi
    tipi di biciclette e l'applicazione della media ponderata, o fissata dal regolamento sul
    dazio provvisorio (considerando n. 66 e 119) si traduce in aliquote di dazio ad un
    livello superiore ai margini del pregiudizio o del dumping per alcuni modelli di
    biciclette, in violazione dell'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base.
                                              37
 ---pagebreak---     È prassi usuale delle istituzioni comunitarie, ai sensi del regolamento di base, fissare
    un'unica aliquota di dazio per il prodotto simile in esame. Nella fattispecie, è evidente
    che tutti i tipi di biciclette originarie dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia
    e vendute nella Comunità costituiscono un unico prodotto simile (considerando n. 12).
    Non ci sono quindi motivi per modificare l'approccio seguito nella fase provvisoria.
    Le aliquote di dazio ad valorem si basano quindi su una media ponderata dei margini
    di dumping fissati per i modelli di biciclette venduti all'esportazione nella Comunità ed
    espressi come una percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria. Il dazio
    riscosso per un particolare modello di bicicletta può essere superiore o inferiore al
    margine di dumping, ma in termini generali, le aliquote di dazio riflettono esattamente
    i margini di dumping accertati per il prodotto simile in conformità dell'articolo 13,
    paragrafo 3 del regolamento di base. Inoltre, a causa dell'incertezza per quanto
    riguarda la definizione chiara dei tipi o delle categorie di biciclette (considerando n. 12
    del regolamento sul dazio provvisorio), fissare aliquote di dazio separate a seconda dei
    tipi o delle categorie renderebbe impossibile, dal punto di vista amministrativo,
    l'applicazione delle misure.
72. Per fissare il livello del dazio definitivo e in applicazione della metodologia già
    utilizzata nella fase provvisoria, si è tenuto conto dei margini di dumping rilevati e del
    livello del dazio necessario per eliminare il pregiudizio a danno dell'industria
    comunitaria.
                                                38
 ---pagebreak--- 73. La fase definitiva ha confermato che per tutte le imprese il margine della
    sottoquotazione era superiore al margine di dumping riscontrato, entrambi espressi
    come la percentuale del prezzo CIF alla frontiera comunitaria e che, vista la precaria
    situazione finanziaria dell'industria comunitaria, sarebbero necessarie aliquote persino
    superiori per eliminare completamente il pregiudizio (considerando n. 119 del
    regolamento sul dazio provvisorio). Di conseguenza, ai sensi dell'articolo 13,
    paragrafo 3) del regolamento di base, le aliquote di dazio dovranno basarsi sui margini
    di dumping.
74. Per quanto riguarda un'impresa indonesiana, si conferma il margine di dumping
    fissato de minimis e l'impresa deve quindi essere esclusa dal campo d'applicazione dal
    dazio imposto sulle importazioni originarie dell'Indonesia.
75. Si conferma inoltre che per quanto riguarda i produttori dei tre paesi interessati che
    non hanno risposto al questionario della Commissione o che non si sono manifestati,
    per i motivi di cui ai considerando n. 69-71 del regolamento sul dazio provvisorio, è
    opportuno fissare il livello del dazio definitivo secondo la media ponderata dei più alti
    margini di dumping riscontrati per i modelli di biciclette esportati nella Comunità in
    quantitativi rappresentativi.
            K) SVILUPPI SUCCESSIVI AL PERIODO DELL'INCHIESTA
76. Nel regolamento sul dazio provvisorio (considerando n. 122-125), la Commissione ha
    respinto le richieste delle imprese indonesiane, malesi e thailandesi e dei
    rappresentanti di questi paesi, secondo i quali sarebbe stato necessario tener conto
    degli sviluppi relativi alle importazioni dopo il periodo dell'inchiesta.
                                              39
 ---pagebreak--- Tutti i produttori malesi e thailandesi hanno rinnovato la loro obiezione secondo la
quale sarebbe stato necessario tener conto dell'andamento aggiornato del volume delle
importazioni dopo il periodo dell'inchiesta. A loro avviso, il regolamento di base non
impedisce un riesame in tal senso da parte delle istituzioni comunitarie e una
valutazione più ampia di questo tipo è necessaria per dimostrare che le importazioni
oggetto di dumping continuano a provocare un reale pregiudizio. Inoltre, gli
esportatori thailandesi hanno sostenuto che nell'ambito delle inchieste svolte in
passato, le istituzioni comunitarie hanno accettato di tener conto degli avvenimenti
successivi al periodo dell'inchiesta.
È prassi usuale delle istituzioni comunitarie, secondo quanto stabilito dall'articolo 6,
paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 3283/94, limitare le conclusioni al periodo
dell'inchiesta salvo nei casi in cui gli effetti di nuove circostanze sono chiari, ovvi,
durevoli e non passibili di manipolazioni o non sono la conseguenza di un'azione
deliberata delle parti interessate.
Per quanto riguarda il presunto calo del volume delle importazioni dopo il periodo
dell'inchiesta, esso può essere il risultato di strategie deliberate degli operatori
economici dei paesi esportatori e della Comunità. Inoltre, non esistono garanzie che
inducano a ritenere che i volumi delle importazioni resteranno a questi livelli. È stata
ricordata inoltre la modifica del 1995 dell'aliquota di dazio preferenziale dell'SPG che
si applica alle importazioni in questione. Tuttavia, sono del tutto sconosciuti i possibili
effetti che le modifiche nell'ambito dell'SPG possono avere sui prezzi nella Comunità.
Per questi motivi si conferma che nel caso in questione, la determinazione definitiva
dovrà basarsi sui risultati relativi al periodo dell'inchiesta.
                                           40
 ---pagebreak--- L) I REQUISITI DEL GATT CONCERNENTI I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E GLI
                                           IMPEGNI
77. Gli esportatori malesi sostengono che essi avrebbero dovuto ricevere un trattamento
     più favorevole per quanto riguarda l'applicazione delle norme antidumping perché
     appartengono ad un paese in via di sviluppo. In tale ambito, le imprese malesi e
     thailandesi fanno riferimento all'articolo 15 dell'accordo relativo all'applicazione
     dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio del 1994
     ("accordo antidumping del 1994", secondo il quale: "i paesi industrializzati devono
     avere particolare riguardo per la situazione dei paesi in via di sviluppo Membri nel
     valutare domande per l'applicazione di misure antidumping a norma del presente
     Accordo. Prima di applicare dazi antidumping che possano pregiudicare gli interessi
    fondamentali dei paesi in via di sviluppo Membri, si devono esaminare le possibilità di
     soluzioni costruttive offerte dal presente accordo. ") ed affermano che l'articolo non è
     stato rispettato. Gli esportatori malesi hanno fatto riferimento in quest'ambito alla
     relazione del gruppo di lavoro del GATT sull'accettazione del codice antidumping
     (relazione adottata il 30 novembre 1975, 22S/27, 28, par. 4) e ad una decisione
     adottata dal comitato sulle pratiche antidumping del GATT (ADP/2, decisione del 5
     Maggio 1980, 27S/16, 17).
     L'articolo 15 dell'accordo antidumping del 1994 in nessun caso prevede l'obbligo da
     parte della Comunità di modificare i metodi di calcolo ed è stato confermato di
     recente dal gruppo sui filati di cotone per quanto riguarda l'ex articolo 13 dell'accordo
     relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e
     il commercio del 1979 (codice AD 1979), il cui testo è simile all'articolo 15
     dell'accordo antidumping del 1994.
                                              41
 ---pagebreak--- Come confermato nel quadro del gruppo sui filati di cottone, la decisione citata del
comitato sulle pratiche antidumping del GATT non può modificare il contenuto
dell'articolo 13 del codice AD del 1979. La relazione indicata dagli esportatori malesi
è un documento preparatorio privo di valore giuridico e che nel caso attuale non
fornisce nessuna base.
Ai sensi dell'articolo 15 dell'accordo antidumping del 1994, le soluzioni costruttive
sono quelle fissate dall'accordo, ossia, in pratica si tratta di impegni. In realtà le
imprese indonesiane e thailandesi non hanno offerto nessun impegno. Le imprese
malesi si sono dichiarate disposte a dibattere le condizioni in tal senso tuttavia esse
hanno formulato un'offerta specifica esclusivamente per un impegno di tipo
quantitativo.
Per quanto riguarda gli impegni relativi ai prezzi, non sarebbe attuabile o realistico
accettare questo tipo di impegni nella fattispecie attuale a causa del numero
estremamente elevato di diversi modelli di biciclette e dei cambiamenti frequenti delle
specifiche che renderebbero impossibile il controllo degli impegni.
Per quanto riguarda gli impegni quantitativi, nel caso attuale si è valutato se l'impegno
offerto di questo tipo potrebbe rimediare all'effetto pregiudizievole del dumping e
potrebbe essere controllato in maniera soddisfacente. Gli esportatori malesi che hanno
collaborato hanno sostenuto che sarebbe possibile determinare un volume non
pregiudizievole, in riferimento ai criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 8 dell'accordo
antidumping del 1994, segnatamente il massimale del 3% rispetto al totale delle
importazioni nella Comunità del prodotto simile, offerta che, secondo quanto da essi
sostenuto, ridurrebbe le importazioni originarie della Malaysia ad un volume
trascurabile. Tuttavia questo approccio non tiene conto del fatto che l'effetto
pregiudizievole delle importazioni oggetto di dumping di biciclette originarie
dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia è stato calcolato cumulativamente.
Inoltre, l'impegno è stato proposto in nome di esportatori malesi che non
rappresentano la totalità delle esportazioni malesi di biciclette nella Comunità. Di
conseguenza è impossibile determinare il volume delle importazioni da assegnare agli
esportatori in questione, che potrebbe realmente rimediare agli effetti pregiudizievoli
delle pratiche di dumping e non è sicuro che si possa controllare questo impegno in
maniera adeguata.
                                          42
 ---pagebreak---     In questo caso quindi la Commissione non ritiene accettabili impegni di tipo
    quantitativo o relativi ai prezzi. Infine, va ricordato che, ai sensi dell'articolo 15, la
    Comunità non ha l'obbligo di seguire questa opzione nel procedimento in oggetto visto
    che non è stato dimostrato che l'applicazione di dazi antidumping pregiudicherebbe gli
    interessi fondamentali dei paesi esportatori.
                    M) RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
78. In considerazione della gravità del pregiudizio e data l'entità del dumping, il Consiglio
    ritiene che sia necessario procedere alla riscossione definitiva del dazio provvisorio, a
    livello dei dazi definitivi.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                          Articolo 1
1.  È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biciclette di cui al
    codice NC 8712 00, originarie dell'Indonesia, della Malaysia e della Thailandia.
2.  L'aliquota del dazio antidumping applicabile al prezzo netto franco frontiera
    comunitaria, non sdoganato, è la seguente:
                                              43
 ---pagebreak---    Paese                    Fabbricante del prodotto        Aliquota    Codice
                                                            di dazio  addizionale
                                                                         Taric
Indonesia:  - P.T. Federal Cycle Mustika                      28,4%  8859
            - P.T. Jawa Perdana Bicycle Industry, Tangerang   27,7%  8861
            - P.T. Toyo Asahi Bicycle Industries, Jakarta     28,4%  8859
            - P.T. Wijaya Indonesia Makmur Bicycle            21,9%  8862
               Industries, Surabaya
            - altre imprese                                   29,1%  8863
Malaysia:   - Akoko Sdn Bhd, Klang                            23,1%  8864
            - Berjaya Cycles Sdn Bhd, Kulim                   37,3%  8865
            - Greenworld Systems Sdn Bhd, Kuala Lumpur        27,7%  8866
              (precedentemente Fairly Toraya Sdn Bhd)
            - Lenin Group Industries Berhad, Petaling Jaya    37,3% 8865
            - Rolls Rally Sdn Bhd, Pelabuhan Kelang           25,3% 8867
            - altre imprese                                   39,4% 8868
Thailandia: - Bangkok Cycle Industrial Co. Ltd., Bangkok      17,7%  8869
            - Siam Cycle MFG. Co. Ltd., Samuthprakarn         38,9%  8870
            - Thai Bicycle Industry Co. Ltd., Samuthprakarn   13,0%  8871
            - Victory Cycle Co. Ltd., Samuthprakarn           13,2%  8883
            - altre imprese                                   39,2%  8872
                                              44
 ---pagebreak--- 3.    I dazi non si applicano alle importazioni del prodotto di cui al paragrafo 1, fabbricato
      dalla P.T. Insera Sena, Sidoarjo, (Codice addizionale Taric 8860).
4.    Salvo diversa disposizione, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi
      doganali.
                                          Articolo 2
Gli importi percepiti con il dazio antidumping provvisorio ai sensi del regolamento (CE) n.
2414/95 saranno riscossi in maniera definitiva secondo l'aliquota di dazio imposta in
maniera definitiva. Gli importi riscossi in eccesso rispetto al dazio definitivo del dazio
antidumping, saranno svincolati.
                                          Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì,
                                              45
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                          -  COM(96) 112 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        02 11
                                             N. di catalogo : CB-CO-96-122-IT-C
                                                              ISBN 92-78-01734-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                   •16