CELEX: C2007/211/38
Language: it
Date: 2007-09-08 00:00:00
Title: Causa C-302/07: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal VAT and Duties Tribunal, London (Regno Unito) il 29 giugno 2007 — J.D. Wetherspoon PLC/The Commissioners of Her Majesty's Revenue and Customs

8.9.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 211/20
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal VAT and Duties Tribunal, London (Regno Unito) il 29 giugno 2007 — J.D. Wetherspoon PLC/The Commissioners of Her Majesty's Revenue and Customs
   (Causa C-302/07)
   (2007/C 211/38)
   Lingua processuale: l'inglese
   Giudice del rinvio
   VAT and Duties Tribunal, London
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: J.D. Wetherspoon PLC
   
      Convenuti: The Commissioners of Her Majesty's Revenue and Customs
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               Se l'arrotondamento degli importi dell'IVA sia disciplinato unicamente dal diritto nazionale oppure anche dal diritto comunitario. In particolare se l'art. 2, commi primo e secondo, della prima direttiva (1) e gli artt. 11, parte A, n. 1, lett. a), e/o l'art. 12, n. 3, lett. a), e/o l'art. 22, n. 3, lett. b) (nella versione in vigore dal 1o gennaio 2004), della sesta direttiva (2) confermino che l'arrotondamento è disciplinato dal diritto comunitario.
            
         
               2)
            
            
               In particolare:
               
                           i)
                        
                        
                           se il diritto comunitario osti all'applicazione di una norma nazionale o di una prassi di un'amministrazione tributaria nazionale che imponga l'arrotondamento per eccesso di un determinato l'importo di IVA nel caso in cui la frazione della più piccola unità valutaria interessata sia pari o superiore a 0,50 (ad esempio, 0,5 pence devono essere arrotondati per eccesso al penny intero più vicino);
                        
                     
                           ii)
                        
                        
                           se il diritto comunitario imponga che ai soggetti passivi sia consentito arrotondare per difetto un importo di IVA comprensivo di una frazione della più piccola unità valutaria disponibile.
                        
                     
         
               3)
            
            
               Nel caso di una vendita IVA compresa, a quale livello, secondo il diritto comunitario, occorra procedere ad arrotondamento ai fini del calcolo dell'IVA dovuta: a livello di singola unità di prodotto, di singola serie di prodotti, di singola fornitura (nel caso in cui lo stesso paniere comprenda più forniture), di singola operazione complessiva o di singolo paniere complessivo, oppure di singolo periodo di dichiarazione IVA ovvero a un livello diverso.
            
         
               4)
            
            
               Se sulla soluzione di qualcuna delle questioni che precedono incidano i principi di diritto comunitario di parità di trattamento e di neutralità fiscale, tenuto conto in particolare dell'esistenza nel Regno Unito, solo nei confronti di taluni operatori commerciali, di un'autorizzazione, da parte dell'amministrazione tributaria competente, ad arrotondare per difetto gli importi di IVA da accreditare.
            
         
      (1)  Prima direttiva del Consiglio 11 aprile 1967, 67/227/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari (GU 71, pag. 1301).
   
      (2)  Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1).