CELEX: C2001/118/15
Language: it
Date: 2001-04-21 00:00:00
Title: Causa C-44/01: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberster Gerichtshof (corte suprema) di Vienna, con ordinanza 19 dicembre 2000, nella causa promossa dalla Pipping Augenoptik GmbH & Co KG, contro 1) la Hartlauer Handelsgesellschaft mbH e 2) la successione del sig. Franz Josef Hartlauer

C 118/10                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          21.4.2001
In caso di risposta negativa a tale quesito:                                  Se il rimando all’art. 7, n. 1, della direttiva contenuto
                                                                              nell’art. 3 bis, n. 1, lett. a), della direttiva costituisca lex
2)   se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del regolamento            specialis rispetto all’art. 7, n. 2, della direttiva, sicché una
     del Consiglio n. 3950/92, del 28 dicembre 1992, e                        norma nazionale in materia di pubblicità ingannevole
     agli articoli 3 e 4 del regolamento della Commissione                    eventualmente più rigorosa può essere applicata a tutti
     n. 536/93, del 9 marzo 1993, siano validi, in relazione                  gli elementi del confronto.
     all’articolo 33 (ex art. 39) del Trattato, nella parte in cui
     non prevedono che in caso di contestazione amministrati-
     va o giurisdizionale dei provvedimenti di assegnazione                   Se l’art. 3 bis, n. 1, lett. a), della direttiva debba essere
     delle quote individuali di riferimento, di compensazione                 inteso nel senso che il confronto del prezzo di un
     e di prelievo, i termini in dette disposizioni indicati siano            prodotto di marca con quello di un prodotto non di
     derogabili.                                                              marca qualitativamente analogo è illecito se non sono
                                                                              indicati i nomi dei produttori, o se l’art. 3 bis, n. 1,
3)   Se la normativa comunitaria consenta, allo Stato membro,                 lett. c), e l’art. 3 bis, n. 1, lett. g), della direttiva
     escluse le possibilità di compensazioni retroattive, di farsi            ostino all’indicazione dei produttori. Se l’immagine di un
     carico di sanare il debito comunitario senza incorrere in                prodotto (di marca) sia una caratteristica della merce o
     sanzioni.                                                                prestazione ai sensi dell’art. 3 bis, n. 1, lett. c), della
                                                                              direttiva. Se la (eventuale) soluzione negativa di tale
                                                                              questione comporti l’illiceità di ogni confronto (basato
(1) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1.                                          sul prezzo) di un prodotto di marca con un prodotto non
(2) GU L 57 del 10.3.1993, pag. 12.                                           di marca qualitativamente analogo.
                                                                           2) Se l’art. 7, n. 2, della direttiva debba essere inteso nel
                                                                              senso che anche le differenze nel modo di procurarsi la
                                                                              merce o prestazione, le cui caratteristiche sono confronta-
                                                                              te con quelle della merce o prestazione dell’operatore
                                                                              pubblicitario, devono essere valutate solo alla luce del-
                                                                              l’art. 3 bis della direttiva.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Ober-
ster Gerichtshof (corte suprema) di Vienna, con ordinanza
19 dicembre 2000, nella causa promossa dalla Pipping                          Nel caso in cui tale questione venga risolta positivamente,
Augenoptik GmbH & Co KG, contro 1) la Hartlauer
Handelsgesellschaft mbH e 2) la successione del sig. Franz
                          Josef Hartlauer                                     se l’art. 3 bis della direttiva debba essere inteso nel senso
                                                                              che un confronto (basato sul prezzo) è lecito solo se
                         (Causa C-44/01)                                      l’operatore pubblicitario e la concorrenza si procurano le
                                                                              merci confrontate attraverso gli stessi canali distributivi
                                                                              e, conseguentemente, le offrono in un assortimento
                         (2001/C 118/15)                                      analogo.
Con ordinanza 19 dicembre 2000, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 2 febbraio 2001, l’Oberster Gerichtshof, nella              3) Se per «confronto» ai sensi dell’art. 7, n. 2, della direttiva
causa promossa dalla Pipping Augenoptik GmbH & Co KG                          si debba intendere anche la costituzione, mediante un
contro 1) la Hartlauer Handelsgesellschaft mbH e 2) la                        acquisto per prova, dei dati alla base del confronto.
successione del sig. Franz Josef Hartlauer ha sottoposto alla
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni               Nel caso in cui tale questione venga risolta positivamente,
pregiudiziali:
1)   Se l’art. 7, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e              se l’art. 3 bis della direttiva debba essere inteso nel senso
     del Consiglio 6 ottobre 1997, n. 97/55/CE (1), che                       che osta alla realizzazione consapevole di un confronto
     modifica la direttiva 84/450/CEE (2) relativa alla pubblicità            (basato sul prezzo) vantaggioso per l’operatore pubblicita-
     ingannevole al fine di includervi la pubblicità comparativa              rio, confronto compiuto mediante un acquisto per prova
     (in prosieguo: la «direttiva»), debba essere inteso nel senso            effettuato ancor prima dell’inizio dell’offerta di tale opera-
     che la frase «pubblicità comparativa per quanto riguarda                 tore e opportunamente organizzato.
     il confronto» si riferisce alle affermazioni riguardanti
     l’offerta dello stesso operatore pubblicitario, a quelle
     riguardanti l’offerta del concorrente e a quelle riguardanti          4) Se il confronto causi discredito ai sensi dell’art. 3 bis, n. 1,
     il rapporto tra le due offerte (il risultato del confronto) o            lett. e), della direttiva quando l’operatore pubblicitario
     se, invece, vi sia un «confronto» ai sensi del detto art. 7,             sceglie la merce acquistata presso il concorrente in modo
     n. 2, solo in quanto vengono fatte affermazioni sul                      tale che vi sia una differenza di prezzo superiore a quella
     risultato del confronto, sicché idee errate su altre caratteri-          media e/o quando siffatti confronti basati sul prezzo
     stiche delle merci o prestazioni confrontate possono                     vengono ripetuti continuamente, in modo tale che nasca
     essere valutate alla luce di una norma nazionale in materia              l’impressione che i prezzi della concorrenza siano in
     di pubblicità ingannevole eventualmente più rigorosa.                    generale esorbitanti.
 ---pagebreak--- 21.4.2001               IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 118/11
      Se l’art. 3 bis, n. 1, lett. e), della direttiva debba essere         Ricorso del 5 febbraio 2001 contro Beta Television SpA
      inteso nel senso che le indicazioni relative all’identità del         (Videomusic/TMC2), con sede in Roma, presentato dalla
      concorrente devono essere limitate allo stretto necessario,                       Commissione delle Comunità europee
      sicché è illecito mostrare, oltre al nome, il logotipo
      (eventuale) e il negozio del concorrente.
                                                                                                     (Causa C-51/01)
                                                                                                     (2001/C 118/17)
(1) GU 1997, L 290, pag. 18.
(2) GU 1984 L 250, pag. 17.
                                                                            Il 5 febbraio 2001, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dal sig. Bernard Mongin, assistito dall’avvocato
                                                                            Massimo Moretto, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                                                                            Comunità europee un ricorso contro Beta Television SpA
                                                                            (Videomusic/TMC2).
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                            —     condannare la convenuta alla restituzione, in favore della
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                             Commissione, della somma di 382 312 Euro, oltre agli
    tro il Regno di Spagna, presentato il 5 febbraio 2001                         interessi relativi dalla data del 14 luglio 1999 sino al
                                                                                  saldo;
                         (Causa C-47/01)                                    —     condannare la convenuta alle spese di giudizio.
                         (2001/C 118/16)                                    Motivi e principali argomenti
Il 5 febbraio 2001, la Commissione delle Comunità europee,                  Il ricorso, proposto in forza di una clausola compromissoria,
rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, con domicilio               mira alla restituzione di somme di denaro anticipate nel
eletto in Lussemburgo presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz,              l’ambito del contratto n. 70320, stipulato in data 13 novembre
Centre Wagner, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia                  1996, nell’ambito del Piano d’azione 16:9, diretto a promuove-
delle Comunità europee un ricorso contro il Regno di Spagna.                re la diffusione di programmi televisivi ad alta definizione in
                                                                            Europa.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                            Il beneficiario, entro il termine pattuito nel contratto, ha
                                                                            trasmesso solo 6 ore e 34 minuti di programmi in formato
—     dichiarare che il Regno di Spagna, non avendo elaborato               16:9 in luogo delle 500 ore offerte e contrattualmente stabilite.
      o, comunque, non avendo comunicato alla Commissione                   La Commissione dunque ha deciso di recedere dal contratto di
      il piano, il progetto e la sintesi dell’inventario di cui             diritto belga stipulato fra le parti a causa dell’inadempimento
      all’art. 4, nn. 1 e 11, della direttiva del Consiglio                 della convenuta.
      16 settembre 1996, 96/59/CE (1), concernente lo smalti-
      mento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili
      (PCB/PCT), è venuto meno agli obblighi ad esso incom-
      benti in forza delle disposizioni della direttiva medesima.
—     condannare il Regno di Spagna alle spese.
                                                                            Ricorso del 5 febbraio 2001 contro TV Internazionale
                                                                            SpA, con sede in Roma, presentato dalla Commissione
Motivi e principali argomenti                                                                    delle Comunità europee
I motivi e principali argomenti risultano dalle conclusioni                                          (Causa C-52/01)
formulate nel ricorso.
                                                                                                     (2001/C 118/18)
(1) GU L 243 del 24.9.1996, pag. 31.                                        Il 5 febbraio 2001, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dal sig. Bernard Mongin, assistito dall’avvocato
                                                                            Massimo Moretto, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte
                                                                            di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro TV
                                                                            Internazionale SpA.