CELEX: 52010PC0462
Language: it
Date: 2010-09-06
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012

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52010PC0462

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012  /* COM/2010/0462 def.  - COD 2010/0242 */  

	[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |Bruxelles, 6.9.2010COM(2010) 462 definitivo2010/0242 (COD)Proposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012(Testo rilevante ai fini del SEE)SEC(2010) 1002RELAZIONE1. CONTESTO DELLA PROPOSTAL'Unione europea sta attraversando una fase di notevole invecchiamento della popolazione, come sottolineato dalla Commissione nel 2008, nella seconda relazione demografica in cui si esaminano le possibilità di soddisfare le esigenze di una popolazione che invecchia. Secondo le ultime proiezioni di Eurostat pubblicate nel 2008, entro il 2060 nell'Unione europea vi saranno solo due persone in età lavorativa (tra 15 e 64 anni) per ogni persona di età superiore a 65 anni, rispetto ad una proporzione attuale di quattro a uno. Il calo più considerevole dovrebbe registrarsi durante il periodo tra il 2015 e il 2035, in coincidenza con il raggiungimento dell’età della pensione dei figli del baby-boom. Questo fenomeno risulta dalla concomitanza di tassi di natalità ridotti e aumento della speranza di vita. Oggi infatti gli europei vivono più a lungo e più sani che mai. Dal 1960 la speranza di vita è aumentata di otto anni e le proiezioni demografiche prevedono un ulteriore aumento di cinque anni nei prossimi quarant'anni. Si tratta di una conquista storica che va festeggiata.La piramide della popolazione dell'UE dimostra chiaramente un aumento della fascia giovanile immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, che costituisce l'inizio del baby-boom. Dal 2012 la popolazione europea in età lavorativa comincerà a diminuire, mentre la popolazione di età superiore a 60 anni continuerà ad aumentare di circa due milioni di persone l'anno, secondo una previsione che tiene conto di probabili aumenti dell'immigrazione e del tasso di natalità[1].Questi cambiamenti demografici implicano sia difficoltà che nuove possibilità. L'invecchiamento della popolazione può accrescere la pressione sui bilanci pubblici e i sistemi pensionistici, nonché sulle spese per il personale addetto ai servizi sociali e di assistenza agli anziani. La terza età continua ad essere spesso associata alla malattia e alla dipendenza e le persone anziane si possono sentire escluse dall'occupazione e dalla vita familiare e collettiva. Si teme che le generazioni anziane possano diventare un fardello troppo pesante per la popolazione più giovane in età lavorativa e che questo possa indurre tensioni intergenerazionali.Questa visione non tiene però conto del significativo contributo concreto e potenziale che gli anziani, soprattutto quelli appartenenti al baby-boom, possono fornire alla società. Una delle migliori opportunità per affrontare la sfida dell'invecchiamento demografico e per tutelare la solidarietà tra le generazioni consiste pertanto nel garantire che i figli del baby-boom restino più a lungo nel mercato del lavoro, che conservino la loro salute e conducano una vita attiva il più a lungo possibile.Nel quadro della strategia a favore dell'occupazione, gli Stati membri hanno iniziato a rovesciare la tendenza al prepensionamento e il tasso di occupazione UE-27 per le persone di età compresa tra 55 e 64 anni è infatti salito dal 36,9% nel 2000 al 46% nell'ultimo trimestre del 2009. Per incoraggiare i lavoratori anziani a restare occupati è necessario migliorare le condizioni lavorative e adattarle alla situazione sanitaria e alle esigenze di tali lavoratori, consentire loro di aggiornare le loro competenze grazie ad un migliore accesso all'apprendimento permanente, nonché rivedere i sistemi fiscali e di incentivi onde garantire che esistano concreti incentivi a lavorare più a lungo.L'invecchiamento attivo è anche un efficace strumento per affrontare la povertà degli anziani. Nel 2008 nell'Unione europea il 19% delle persone di età superiore a 64 anni era a rischio di povertà. Per molti anziani l'età avanzata costituisce un periodo di marginalizzazione. Con migliori possibilità di occupazione per gli anziani si potrebbe contribuire ad affrontare alcune tra le cause della povertà di tale classe demografica, mentre la partecipazione attiva ad attività di volontariato potrebbe ridurre l'isolamento degli anziani. L'enorme potenziale che gli anziani rappresentano per la società in quanto volontari o addetti all'assistenza va mobilitato con maggiore efficacia eliminando gli attuali ostacoli al lavoro non retribuito e istituendo un quadro adeguato.La Comunicazione della Commissione " EUROPA 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva " individua modalità di uscita dalla crisi e di preparazione dell'economia dell'UE per il prossimo decennio. Nel contesto della crescita inclusiva la Commissione sottolinea l'importanza di promuovere l'invecchiamento sano e attivo della popolazione al fine di contribuire, tra l'altro, ad un tasso di occupazione elevato, ad investimenti nelle capacità e alla riduzione della povertà.La proposta relativa all'Anno europeo dell'invecchiamento attivo incoraggerebbe e sosterrebbe gli impegni assunti dagli Stati membri, dalle loro autorità regionali e locali, dalle parti sociali e dalla società civile a promuovere l'invecchiamento attivo e a fare di più per mobilitare il potenziale degli appartenenti al baby boom.Essa va considerata come la massima espressione dell'impegno assunto per il periodo 2011-2014, durante il quale l'UE dedica molti dei suoi programmi e delle sue politiche alla tematica dell'invecchiamento attivo e crea un quadro in cui possono essere incoraggiate e pubblicizzate nuove iniziative e partnership a sostegno dell'invecchiamento attivo a tutti i livelli (Stati membri, regionale, locale, parti sociali, società civile).Nel 2011 le autorità pubbliche, le parti sociali e le organizzazioni della società civile a tutti i livelli saranno incoraggiate ad impegnarsi per obiettivi specifici relativi all'invecchiamento attivo; l'accento sarà posto sui risultati ottenuti durante l'Anno europeo. Gli obiettivi saranno documentati su un sito web europeo che diventerebbe poi il sito web dell'Anno europeo e fungerebbe anche da strumento di monitoraggio e valutazione.Nel 2012 l'Anno europeo sarà dedicato all'avvio dell'attuazione degli impegni assunti durante il 2011, alla sensibilizzazione del grande pubblico, alla pubblicità di tali iniziative attraverso attività dei media ed il coinvolgimento di altri moltiplicatori. Saranno presentati i risultati dei progetti sull'invecchiamento attivo finanziati nell'ambito delle linee di bilancio e dei programmi esistenti.2. RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATE E IMPATTO PREVISTO2.1. ConsultazioniEssendosi impegnata in una strategia inclusiva per lo sviluppo e l'attuazione delle politiche dell'UE, la Commissione ha chiesto l'opinione delle parti interessate sulla tematica dell'invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale nonché in merito alla forma di un eventuale Anno europeo, al fine di ottenere un input per la sua proposta formale, migliorare la trasparenza e promuovere il coordinamento tempestivo.La consultazione è stata effettuata tramite un questionario online, che ha fornito agli Stati membri, alle parti sociali, alle ONG e ad altre parti interessate e ad esperti la possibilità di esprimere le loro opinioni. Il questionario è stato reso disponibile sulla pagina web "La vostra voce in Europa", il punto d'accesso unico della Commissione ad un ampia gamma di consultazioni, per oltre due mesi. Il questionario trattava i seguenti temi: difficoltà e opportunità costituite dall'invecchiamento in relazione alla solidarietà intergenerazionale, misure politiche raccomandate, il ruolo specifico dell'UE nella promozione delle risposte politiche adeguate, temi ed attività dell'Anno europeo e coinvolgimento degli interessati.I rispondenti erano generalmente favorevoli all'Anno europeo dedicato all'invecchiamento attivo. Essi ne apprezzavano l'aspetto di sensibilizzazione ed il fatto che le tematiche fondamentali venissero più fermamente inserite nei programmi politici e nella vita pubblica. I rispondenti erano inoltre dell'opinione che l'Anno europeo costituirebbe un riconoscimento ed un sostegno per le persone che già operano in tale ambito, appoggiando la condivisione delle buone prassi e generando strategie innovative e nuove sinergie tra gli operatori esistenti. Secondo loro l'Anno europeo dovrebbe avere un effetto a lungo termine, ad esempio avviando iniziative di lunga durata. Tutti i tipi di rispondenti (organizzazioni della società civile, autorità pubbliche, parti sociali, ecc.) hanno dimostrato grande disponibilità ad essere coinvolti nell'Anno europeo, segnalando attività in programmazione che potrebbero esservi inserite e proponendo ulteriori progetti.2.2. Impatto previstoLe risposte politiche all'invecchiamento attivo rientrano in generale nell'ambito di responsabilità degli Stati membri, che si stanno adoperando ulteriormente per mobilitare il potenziale degli anziani. Tuttavia le risposte ricevute dalle autorità nazionali degli Stati membri erano decisamente a favore dell'idea di agire a livello dell'Unione e, in particolare, di organizzare un Anno europeo. Secondo le suddette autorità l'Unione europea potrebbe sostenerle creando un contesto più favorevole, con una maggiore sensibilizzazione dei responsabili politici e del pubblico, contribuendo a mobilitare politici e parti interessate a tutti i livelli, sostenendo il reciproco apprendimento all'interno dell'Europa, monitorando i progressi e partecipando alla definizione di obiettivi comuni.Le attività attuali a livello dell'UE non sembrano progettate appositamente per affrontare le necessità che si presentano: 1) sensibilizzare il grande pubblico, i politici e le altre parti in causa in merito all'importanza dell'invecchiamento attivo e alla necessità di intervenire maggiormente per mobilitare il potenziale degli appartenenti al baby boom; 2) promuovere lo scambio di informazioni e di esperienze fra Stati membri e parti interessate; 3) dare agli Stati membri e agli interessati la possibilità di elaborare politiche attraverso attività specifiche e di impegnarsi per obiettivi specifici.Sarà necessario un ampio sostegno a tutti i livelli della società e da un'ampia gamma di interessati. La sfida più importante consiste nel mobilitare le parti in causa in modo da generare attività significative a livello nazionale, regionale, locale e societario in tutta l'UE. Con maggiore impeto politico e con una migliore visibilità delle iniziative a favore dell'invecchiamento attivo, i politici possono essere incoraggiati ad avviare iniziative più ambiziose.Grazie ad un Anno europeo con attività coordinate a livello dell'UE la Commissione sarebbe in grado di garantire che dette attività siano coerenti rispetto ad altre iniziative e programmi dell'UE.3. ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTASecondo l'articolo 151 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'Unione e gli Stati membri hanno come obiettivi "la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione." Per raggiungere tali obiettivi l'Unione sostiene e completa le attività degli Stati membri relative alle condizioni lavorative, all'integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro e alla lotta contro l'esclusione sociale (Articolo 153, par. 1 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea).Gli obiettivi elencati dall'articolo 151 sostengono la proposta di decisione riguardante l'Anno europeo dell'invecchiamento attivo (2012), volto ad incoraggiare e sostenere l'impegno degli Stati membri, delle loro autorità locali e regionali, delle parti sociali e della società civile a promuovere l'invecchiamento attivo.Il principale obiettivo della proposta rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 153, par. 1, dato che la proposta intende sensibilizzare l'opinione pubblica, avviare il dibattito e promuovere il reciproco apprendimento tra gli Stati membri e le parti in causa al fine di ottenere migliori possibilità e condizioni lavorative per i lavoratori più anziani sul mercato del lavoro e per combattere l'esclusione sociale.L'intenzione principale è quella di promuovere l'invecchiamento attivo nell'occupazione creando migliori possibilità di impiego per i lavoratori più anziani e di promuovere l'invecchiamento attivo nella società, combattendo l'esclusione sociale attraverso il volontariato, l'invecchiamento sano e la vita autonoma.La base giuridica della proposta è quindi costituita dall'articolo 153, par. 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.La proposta di decisione è conforme al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, poiché gli obiettivi del proposto Anno europeo non possono essere raggiunti integralmente a livello degli Stati membri a causa della necessità di scambiare informazioni a livello transnazionale e di diffondere le buone prassi a livello dell'UE; di conseguenza, vista la portata delle attività proposte, gli obiettivi possono essere raggiunti meglio a livello dell'UE.4. INCIDENZA SUL BILANCIOL'organizzazione dell'Anno europeo non necessita di alcun finanziamento supplementare. La flessibilità per la fissazione delle priorità annuali o pluriennali basate sulle linee di bilancio e sui programmi della direzione generale Occupazione e su altri programmi pertinenti lascia un margine finanziario sufficiente per gestire l'Anno europeo ad un livello e ad una portata paragonabili a quelle di anni europei precedenti. Le risorse amministrative possono essere finanziate anche dai bilanci amministrativi esistenti.2010/0242 (COD)Proposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 153, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione europea,previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[2],visto il parere del Comitato delle regioni[3],deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,considerando quanto segue:1.  In conformità dell'articolo 147 del trattato, l'Unione contribuisce ad un elevato livello di occupazione promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri nonché sostenendone e, se necessario, integrandone l'azione.2.  A norma dell'articolo 153, par. 1 del trattato, per raggiungere tali obiettivi l'Unione sostiene e completa le attività degli Stati membri relative alle condizioni lavorative, all'integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro e alla lotta contro l'esclusione sociale.3.  La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea riconosce e rispetta, all'articolo 25, il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.4.  Vari Consigli europei hanno sottolineato la necessità di far fronte all’impatto dell’invecchiamento demografico sui modelli sociali europei. La principale risposta a tale rapido cambiamento della struttura demografica consiste nel promuovere l'invecchiamento attivo e quindi garantire che gli appartenenti al baby boom che, globalmente, godono di una salute migliore e sono più istruiti di qualsiasi gruppo demografico che li ha preceduti, abbiano buone possibilità di essere occupati e di partecipare attivamente alla vita sociale.5.  Il numero crescente di persone anziane in Europa rende più importante che mai la questione della promozione dell'invecchiamento attivo. L'invecchiamento attivo può contribuire ad incrementare la partecipazione degli anziani al mercato del lavoro, può consentire loro di restare attivi nella società più a lungo, di migliorare la loro qualità di vita e di contenere le tensioni per i sistemi sanitari e di assistenza sociale.6.  La Commissione ha presentato le proprie opinioni sulle sfide demografiche che l'UE deve affrontare e sulle possibilità di farlo nelle comunicazioni "Il futuro demografico dell’Europa, trasformare una sfida in un’opportunità" del 12 ottobre 2006 e "Gestire l’impatto dell’invecchiamento della popolazione nell’Unione europea" del 21 aprile 2009.7.  Il 22 febbraio 2007 il Consiglio ha adottato una risoluzione intitolata "Opportunità e sfide dei cambiamenti demografici in Europa: il contributo degli anziani allo sviluppo economico e sociale", in cui si sottolinea la necessità di ampliare le possibilità di partecipazione attiva degli anziani, si segnalano le nuove opportunità economiche ("silver economy") create dalla crescente domanda degli anziani di determinati beni e servizi nonché l'importanza di un'immagine pubblica positiva degli anziani.8.  L'8 giugno 2009 il Consiglio ha adottato le conclusioni su "Pari opportunità per donne e uomini: invecchiamento attivo e nella dignità", nelle quali si riconosce che, in tutta l'UE, uomini e donne anziani devono affrontare gravi problemi se cercano di vivere attivamente e di invecchiare con dignità e si propone agli Stati membri e alla Commissione una serie di misure.9.  Il 20 novembre 2009 il Consiglio ha adottato conclusioni sull'invecchiamento sano e dignitoso in cui si esorta la Commissione, tra l'altro, ad avviare attività di sensibilizzazione per promuovere l'invecchiamento attivo, tra cui eventualmente un Anno europeo sull'invecchiamento attivo e la solidarietà tra generazioni per il 2012.10.  La comunicazione della Commissione "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" sottolinea l'importanza per l'Unione europea di promuovere l'invecchiamento sano e attivo della popolazione, nell'interesse della coesione sociale e di una maggiore produttività. Essa propone l'iniziativa faro "Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro", nell'ambito della quale gli Stati membri promuoverebbero le politiche per l'invecchiamento attivo, e l'iniziativa faro "Piattaforma europea contro la povertà". Per raggiungere tali obiettivi politici occorre agire a tutti i livelli governativi e mobilitare gli interessati a livello non governativo; a livello dell'Unione europea è possibile ottenere sostegno, ad esempio attraverso le attività di un Anno europeo volte a sensibilizzare e promuovere lo scambio di buone pratiche. I coordinatori nazionali sono responsabili del coordinamento degli interventi a livello nazionale e della coerenza di tali azioni con gli obiettivi generali dell'Anno europeo. È inoltre prevista la partecipazione di altre istituzioni e di altre parti in causa.11.  Il 7 giugno 2010 il Consiglio ha adottato conclusioni sull'invecchiamento attivo in cui si invita la Commissione a proseguire i preparativi per l'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012, durante il quale possano essere sottolineati i vantaggi dell'invecchiamento attivo ed il suo contributo alla solidarietà tra generazioni e possano essere pubblicizzate iniziative promettenti a sostegno dell'invecchiamento attivo a tutti i livelli.12.  Il 27 aprile 2010 la Commissione ha presentato una proposta di decisione del Consiglio relativa a orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, nella quale si invitano gli Stati membri, tramite gli orientamenti 7 e 8, ad aumentare la partecipazione della forza lavoro grazie a politiche volte a promuovere l'invecchiamento attivo, ad elevare i tassi di occupazione dei lavoratori anziani attraverso l'innovazione dell'organizzazione del lavoro e ad ampliare le possibilità di occupazione dei lavoratori anziani aggiornandone le competenze e facendoli partecipare a programmi di apprendimento permanente. L'orientamento 10 sottolinea la necessità di migliorare i sistemi di protezione sociale, l'apprendimento permanente e le politiche di inclusione attiva, al fine di creare possibilità nelle varie fasi della vita delle persone e di proteggerle dal rischio dell'esclusione sociale.13.  Nella comunicazione relativa all'agenda digitale per l'Europa, la prima iniziativa faro UE2020 adottata il 19 maggio 2010, la Commissione ha sottolineato l'importanza delle TIC per un invecchiamento positivo e ha in particolare proposto di potenziare il programma comune sulla domotica per categorie deboli (AAL, Ambient assisted living). L'Agenda digitale per l'Europa ha inoltre raccomandato di avviare un intervento concertato per migliorare le competenze digitali di tutti gli europei, anche degli anziani, un gruppo sovrarappresentato nell'ambito dei 150 milioni di cittadini, ovvero circa il 30% del totale, che non hanno mai usato Internet.14.  La Commissione sta attuando il piano d'azione europeo a favore delle persone disabili, che prevede iniziative pertinenti per gli anziani, vista la correlazione tra l'invecchiamento e la disabilità. Sarebbero pertinenti in particolare azioni riguardanti l'accessibilità secondo strategie del tipo "Design for all". Inoltre l'UE e tutti gli Stati membri hanno firmato la convenzione dell'ONU sui diritti delle persone disabili, che contiene disposizioni pertinenti per gli anziani.15.  L'invecchiamento attivo rientra negli obiettivi di numerosi programmi dell'Unione, quali il Fondo sociale europeo, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, il programma PROGRESS, il programma sull'apprendimento permanente, il programma sulla salute pubblica, i programmi specifici sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e sulle scienze socioeconomiche e umane nell'ambito del settimo programma-quadro per la ricerca e lo sviluppo, il programma d'azione "Invecchiare bene nella società dell'informazione", il programma comune sulla domotica per categorie deboli, il programma sulla competitività e sull'innovazione con progetti pilota di diffusione sulle TIC per invecchiare bene ed il programma d'azione sulla mobilità urbana. Il cofinanziamento delle attività dell'Anno europeo da parte dell'Unione sarà coerente con le priorità e le regole che si applicano, su base annuale o pluriennale, a programmi esistenti e linee di bilancio autonome nel settore dell'occupazione, degli affari sociali e delle pari opportunità. Ove opportuno, l'Anno europeo può essere sostenuto da programmi e politiche di altri settori, quali l'istruzione e la cultura, la sanità, la ricerca, la società dell'informazione, la politica regionale e dei trasporti.16.  Gli obiettivi del proposto Anno europeo dell'invecchiamento attivo non possono essere realizzati appieno dagli Stati membri, data la necessità di scambiare informazioni a livello transnazionale e di diffondere le buone pratiche a livello dell'Unione; possono dunque, a motivo delle dimensioni dell'azione, essere realizzati meglio a livello dell'Unione. In ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nell'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, la presente decisione si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi.HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 OggettoL'anno 2012 è proclamato "Anno europeo dell'invecchiamento attivo" (in appresso "l'Anno europeo").Articolo 2ObiettiviL'obiettivo generale dell'Anno europeo consiste nell'incoraggiare e sostenere l'impegno degli Stati membri, delle loro autorità regionali e locali, delle parti sociali e della società civile a promuovere l'invecchiamento attivo e ad adoperarsi maggiormente per mobilitare il potenziale degli ultracinquantenni, che costituiscono una parte della popolazione in continuo e rapido aumento, mantenendo allo stesso tempo la solidarietà tra le generazioni. L'invecchiamento attivo implica la creazione di migliori possibilità e condizioni lavorative, per consentire ai lavoratori anziani di svolgere un ruolo sul mercato del lavoro, per combattere l'esclusione sociale promuovendo la partecipazione attiva alla vita sociale e per incoraggiare l'invecchiamento sano. Su tale base si perseguono gli obiettivi seguenti:17.  sensibilizzare maggiormente in merito all'importanza dell'invecchiamento attivo al fine di sottolineare l'utile contributo degli anziani alla società e all'economia, per promuovere l'invecchiamento attivo e per adoperarsi di più per mobilitare il potenziale degli anziani;18.  promuovere il dibattito e potenziare l'apprendimento reciproco tra Stati membri e parti in causa a tutti i livelli al fine di promuovere politiche sull'invecchiamento attivo, identificare e diffondere le buone pratiche e sostenere la cooperazione e le sinergie;19.  fornire un quadro favorevole all'impegno ed agire concretamente affinché gli Stati membri e le parti in causa a tutti i livelli possano elaborare politiche attraverso attività specifiche e possano impegnarsi in merito ad obiettivi specifici connessi all'invecchiamento attivo.Articolo 3 Contenuto delle misure20.  Le misure da adottare per conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 2 comprendono le seguenti attività a livello dell'Unione, nazionale, regionale o locale:21.  conferenze, manifestazioni ed iniziative volte a promuovere il dibattito, a sensibilizzare e incentivare l'assunzione di impegni specifici;22.  campagne informative, promozionali ed educative;23.  scambio di informazioni, esperienze e di buone pratiche;24.  ricerca e indagini su scala nazionale o a livello dell'Unione, diffusione dei risultati.25.  La Commissione o gli Stati membri possono identificare altre attività inerenti agli obiettivi dell'Anno europeo e permettere che il nome dell'Anno europeo venga impiegato per promuoverle, nella misura in cui esse contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 2.26.  In sede di attuazione dell’Anno europeo la Commissione e gli Stati membri tengono conto dell’integrazione della dimensione di genere.Articolo 4 Coordinamento con gli Stati membriOgni Stato membro nomina un coordinatore nazionale incaricato di organizzare la partecipazione del paese all'Anno europeo. I coordinatori nazionali provvedono ad un corretto coordinamento delle attività nazionali.Articolo 5Coordinamento a livello dell'UnioneLa Commissione convoca riunioni dei coordinatori nazionali a fini di coordinamento a livello dell'Unione e per scambiare informazioni, anche riguardanti gli impegni assunti e la loro attuazione negli Stati membri.Il coordinamento a livello dell'Unione viene anche trattato dai comitati politici esistenti e dai gruppi consultivi.La Commissione convoca inoltre riunioni dei rappresentanti di organizzazioni o organismi europei operanti nel settore dell'invecchiamento attivo per farsi aiutare a gestire l'Anno europeo.Gli Stati membri, il Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni sono associati alle attività.Articolo 6Coerenza e complementarietàLa Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, garantisce la coerenza fra le azioni previste dalla presente decisione e gli altri programmi e iniziative europee, nazionali e regionali, che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi dell'Anno europeo.Articolo 7ValutazioneEntro il 30 giugno 2014 la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione sull'attuazione, sui risultati e sulla valutazione globale delle iniziative previste dalla presente decisione.Articolo 8Entrata in vigoreLa presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Articolo 9Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a , ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente [1] 2a relazione demografica europea: Meeting Social Needs in an Ageing Society. SEC (2008) 2911.http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=502&newsId=419&furtherNews=yes.[2] GU C […] del […], pag. […].[3] GU C […] del […], pag. […].