CELEX: 62009CN0368
Language: it
Date: 2009-09-14 00:00:00
Title: Causa C-368/09: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Baranya Megyei Bíróság (Ungheria) il 14 settembre 2009 — Pannon Gép Centrum Kft./Adó- és Pénzügyi Ellenőrzési Hivatal Hatósági Főosztály Dél-dunántúli Kihelyezett Hatósági Osztály

16.1.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 11/13
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Baranya Megyei Bíróság (Ungheria) il 14 settembre 2009 — Pannon Gép Centrum Kft./Adó- és Pénzügyi Ellenőrzési Hivatal Hatósági Főosztály Dél-dunántúli Kihelyezett Hatósági Osztály
   (Causa C-368/09)
   2010/C 11/22
   Lingua processuale: l’ungherese
   
      Giudice del rinvio
   
   Baranya Megyei Bíróság
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Pannon Gép Centrum Kft.
   
      Convenuta: Adó- és Pénzügyi Ellenőrzési Hivatal Hatósági Főosztály Dél-dunántúli Kihelyezett Hatósági Osztály
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se le disposizioni nazionali contenute all’art. 13, n. 1, punto 16, della legge nazionale relativa all’IVA (legge n. LXXIV del 1992), vigente all’epoca dell’emissione della fattura, o all’art. 1/E, n. 1, del regolamento n. 24/1995 (XI.22.) del Ministro delle Finanze, tenuto conto in particolare del disposto dell’art. 13, n. 1, punto 16, lett. f), della legge relativa all’IVA, siano compatibili con le indicazioni della fattura e con la nozione di fattura stabilite all’art. 2, lett. b), della direttiva del Consiglio 20 dicembre 2001, 2001/115/CE (1), che modifica la direttiva 77/388/CEE (2) al fine di semplificare, modernizzare e armonizzare le modalità di fatturazione previste in materia di imposta sul valore aggiunto.
            
         In caso di risposta affermativa a detta questione:
   
               2)
            
            
               Se sia contraria agli artt. 17, n. 1, 18, n. 1, lett. a), o 22, n. 3, lett. a) e b), della sesta direttiva del Consiglio una prassi di uno Stato membro che sanzioni i vizi formali della fattura sulla quale si fonda una domanda di detrazione con la privazione del diritto a ottenere la detrazione medesima.
            
         
               3)
            
            
               Se al fine di esercitare il diritto alla detrazione sia sufficiente adempiere agli obblighi previsti all’art. 22, n. 3, lett. b), della sesta direttiva o se l’esercizio del diritto alla detrazione e l’accettazione della fattura come documento attendibile siano possibili esclusivamente qualora tutte le indicazioni e gli obblighi imposti dalla direttiva 2001/115/CE siano rispettati.
            
         
      (1)  Direttiva del Consiglio 20 dicembre 2001, 2001/115/CE, che modifica la direttiva 77/388/CEE al fine di semplificare, modernizzare e armonizzare le modalità di fatturazione previste in materia di imposta sul valore aggiunto (GU L 15 del 17.1.2002, pag. 24).
   
      (2)  Direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1).