CELEX: 62016TN0870
Language: it
Date: 2016-12-07 00:00:00
Title: Causa T-870/16: Ricorso proposto il 7 dicembre 2016 — Miserini Johansson/BEI

20.3.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 86/28
            
         Ricorso proposto il 7 dicembre 2016 — Miserini Johansson/BEI
   (Causa T-870/16)
   (2017/C 086/38)
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Virna Miserini Johansson (Lussemburgo, Lussemburgo) (rappresentata da: A. Senes, lawyer)
   
      Convenuta: Banca europea per gli investimenti (BEI)
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia,
   in via principale:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della BEI del 25 gennaio 2016;
            
         
               —
            
            
               condannare la BEI a ripristinare pienamente i diritti retributivi della ricorrente e gli emolumenti accessori, compresi i pieni diritti pensionistici e i contributi di cui all’Optional Supplementary Provident Scheme (OSPS, Fondo previdenziale facoltativo);
            
         
               —
            
            
               condannare la BEI a rimborsare alla ricorrente un importo pari alla perdita di retribuzione (provvisoriamente stimato in EUR 24 000 al 31 dicembre 2016);
            
         
               —
            
            
               disporre che la BEI proceda ad un calcolo retroattivo dei pieni diritti pensionistici e contributi a titolo dell’OSPS, con effetto a decorrere dal 1o febbraio 2016;
            
         
               —
            
            
               condannare la BEI a risarcire il danno morale subito dalla ricorrente, provvisoriamente stimato a EUR 5 000;
            
         
               —
            
            
               condannare la BEI alle spese del presente procedimento, incluse le spese legali e di consulenza, laddove applicabili.
            
         In subordine:
   
               —
            
            
               condannare la BEI a risarcire il danno subito dalla ricorrente per la perdita dei pieni diritti retributivi, versando a quest’ultima un importo provvisoriamente stimato a EUR 24 000 al 31 dicembre 2016;
            
         
               —
            
            
               designare un esperto al fine di determinare l’importo definitivo esatto, risultante dal precedente punto, dei diritti pensionistici e dei contributi a titolo dell’OSPS della ricorrente, con effetto a decorrere dal 1o febbraio 2016;
            
         
               —
            
            
               condannare la BEI a rimborsare le spese di assistenza medica e psicologica sostenute dalla ricorrente, connesse con i problemi di salute causati dal grave stress cui sarebbe stata sottoposta, e che non sono rimborsati dal regime di assicurazione della BEI;
            
         
               —
            
            
               condannare la BEI a risarcire la ricorrente per il danno morale, stimato a EUR 5 000, il cui importo esatto, se richiesto dalla Corte, sarà valutato da un esperto designato all’uopo;
            
         
               —
            
            
               condannare la BEI alle spese del presente procedimento, incluse le spese legali e di consulenza, laddove applicabili.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce un unico motivo, vertente sulla violazione da parte della BEI dei suoi diritti fondamentali, come tutelati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e nella giurisprudenza della Corte di giustizia in merito alla tutela dei diritti fondamentali (tra l’altro, v. sentenza del 13 dicembre 1979, Hauer/Rheinland-Pfalz, C-44/79, EU:C:1979:290).
   La ricorrente sostiene che la BEI abbia agito in contrasto con il dovere di diligenza ad essa incombente nei confronti della ricorrente, in considerazione dello stato di salute di quest’ultima e ai rischi cui tale stato la esponeva. Inoltre, la ricorrente non è stata correttamente informata in merito alle procedure da seguire per provare la sussistenza di una malattia professionale. La ricorrente fa valere, comunque, che la malattia da cui è affetta è stata riconosciuta come malattia professionale mediante parere medico da essa sottoposto alla BEI, unitamente a tutti i documenti pertinenti atti a condurre a siffatto riconoscimento. A parere della ricorrente, non vi sono altri passi procedurali a suo carico necessari e la BEI dovrebbe senza indugio ottemperare alla sua richiesta.