CELEX: C2003/158/21
Language: it
Date: 2003-07-05 00:00:00
Title: Causa C-191/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Labour Court, Irlanda, con ordinanza 14 aprile 2003, nella causa North Western Health Board contro Margaret McKenna

C 158/12                IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              5.7.2003
Motivi e principali argomenti                                                   Il presupposto del pagamento di tasse per il detto titolo
                                                                                costituisce inoltre un onere finanziario aggiuntivo, che è
—    Primo e secondo motivo: autorizzazione obbligatoria per                    incompatibile con l’art. 49 del Trattato CE.
     le imprese e il loro personale
                                                                          —     Quarto motivo: riconoscimento della formazione profes-
     Il requisito di un’autorizzazione per la prestazione di un                 sionale
     servizio da parte di un’impresa privata di vigilanza che
     intende prestare servizi nei Paesi Bassi vale come una                     Nella normativa dei Paesi Bassi, a carico del personale
     restrizione alla libera prestazione di servizi delle imprese               delle organizzazioni di vigilanza viene posto l’obbligo di
     interessate. Una siffatta restrizione è giustificata solo se               un diploma di «Algemeen Beveiligingsmedewerker» —
     sussistono ragioni imperative di interesse generale, se un                 Collaboratore generale di sorveglianza — rilasciato da un
     siffatto interesse non viene garantito nello Stato membro                  ente olandese. Inoltre per gli «alarminstallateurs» —
     dove ha sede l’impresa e se la misura nazionale non eccede                 installatori di dispositivi di allarme — vengono richieste
     quanto necessario per il conseguimento dell’obiettivo                      determinate qualifiche, senza che venga tenuto conto dei
     perseguito.                                                                diplomi conseguiti in un altro Stato membro. Non viene
                                                                                in nessuna parte presa in considerazione espressamente
     Invero, per quanto riguarda, in primo luogo, l’idoneità                    una procedura per il riconoscimento di diplomi e qualifi-
     della misura a conseguire l’obiettivo di interesse generale                che per l’esercizio delle professioni di cui trattasi consegui-
     perseguito, che dovrebbe essere dato dalla tutela dei                      ti in altri Stati membri. La normativa considerata non
     destinatari dei servizi, non si ravvisano elementi che                     contempla, a quanto pare, alcuna disposizione che faccia
     consentano di affermare che l’obbligo di autorizzazione,                   rinvio a meccanismi di riconoscimento delle qualifiche
     quale imposto nei Paesi Bassi, costituisca una misura                      professionali, quali sono considerate nelle corrispondenti
     idonea.                                                                    normative nazionali. Una siffatta situazione è incompati-
                                                                                bile con il diritto comunitario quesito, in particolare le
     Inoltre nella normativa dei Paesi Bassi non viene tenuto                   direttive 89/49/CEE e 92/51/CEE che insieme istituiscono
     conto assolutamente dei requisiti ai quali debbono rispon-                 un sistema generale di riconoscimento delle formazioni
     dere i prestatori di servizi stranieri nello Stato membro                  professionali conseguite in altri Stati membri.
     dove sono stabiliti, in particolare, se essi già dispongono
     di un’autorizzazione per svolgere la loro attività in tale
     paese.                                                               (1 ) GU 1989, L 19, pag. 16.
                                                                          (2 ) GU 1992, L 209, pag. 25.
     Inoltre tale regime di autorizzazione si accompagna a
     costi aggiuntivi per le imprese straniere. Questo costitui-
     sce un onere finanziario ulteriore per le imprese straniere,
     le quali, nel chiedere l’autorizzazione nel loro paese di
     origine, già si trovano a dover sottostare a spese analoghe.
     Tali spese sembrano pertanto essere incompatibili con
     l’art. 49 del Trattato CE.
     L’obbligo di autorizzazione per le imprese, al pari del
     requisito per cui i dirigenti debbono conseguire una                 Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla
     speciale abilitazione, non sembrano integrare alcuna                 Labour Court, Irlanda, con ordinanza 14 aprile 2003, nella
     misura idonea che possa essere giustificata da taluna delle          causa North Western Health Board contro Margaret
     ragioni sulle quali si basano le autorità dei Paesi Bassi. In                                     McKenna
     ogni caso, considerato che la società stessa nei Paesi Bassi
     deve già sottostare a un obbligo di autorizzazione, il
     requisito dell’abilitazione per i dirigenti costituisce una                                   (Causa C-191/03)
     doppia misura certamente non necessaria. L’abilitazione
     speciale per i dirigenti è pertanto in contrasto con il
     principio di proporzionalità e quindi con l’art. 49 del                                        (2003/C 158/21)
     Trattato CE.
—    Terzo motivo: dimostrazione del titolo di legittimazione
     Le imprese straniere sono obbligate a badare affinché il             Con ordinanza 14 aprile 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                          della Corte il 12 maggio 2003, nella causa North Western
     loro personale, distaccato nei Paesi Bassi fuori del loro
                                                                          Health Board contro Margaret McKenna, la Labour Court ha
     paese di stabilimento, sia in possesso di un titolo di
                                                                          sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
     legittimazione che viene rilasciato dalle autorità dei
                                                                          seguenti questioni pregiudiziali:
     Paesi Bassi. Ciò vale anche per le prestazioni di servizi
     temporanee. Considerato che il personale distaccato,
     conformemente al diritto comunitario quesito, dev’essere             1.    Se un regime di congedo di malattia che riserva lo stesso
     già in possesso solo di una carta d’identità o di un                       trattamento ai dipendenti affetti da malattia connessa con
     passaporto, è irragionevole pretendere un titolo di legitti-               la gravidanza e a quelli affetti da altra malattia rientri
     mazione.                                                                   nell’ambito di applicazione della direttiva 76/207 ( 1).
 ---pagebreak--- 5.7.2003                  IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                C 158/13
2.      In caso di soluzione positiva della prima questione, se sia            solicitor, e C. Morcom, QC, con domicilio eletto in Lussembur-
        contrario alla direttiva 76/207 il fatto che un datore di              go, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
        lavoro computi nel diritto complessivo di un dipendente                europee, un ricorso contro la sentenza pronunciata dal Tribu-
        alle indennità previste da un regime professionale di                  nale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione)
        congedo di malattia un periodo di assenza dal lavoro per               il 5 marzo 2003 nella causa T-237/01, tra la Alcon Inc., già
        incapacità causata da una malattia connessa con la                     Alcon Universal Ltd, e l’Ufficio per l’armonizzazione nel
        gravidanza insorta durante quest’ultima.                               mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI).
3.      In caso di soluzione positiva della prima questione, se la
        direttiva 76/207 imponga a un datore di lavoro di                      La ricorrente chiede che la Corte voglia:
        predisporre un regime speciale per disciplinare l’assenza
        dal lavoro per inabilità causata da una malattia connessa
        con la gravidanza insorta durante quest’ultima.                        —     annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
                                                                                     5 marzo 2003 e annullare le decisioni impugnate adottate
4.      Se l’attuazione di un regime di congedo di malattia che                      il 15 dicembre 1999 dalla divisione di annullamento e il
        riserva lo stesso trattamento ai dipendenti affetti da                       13 luglio 2001 dalla prima commissione di ricorso;
        malattia connessa con la gravidanza e a quelli affetti da
        altra malattia rientri nell’ambito di applicazione del-                —     statuire sulle sue spese.
        l’art. 141 CE e della direttiva 75/117 ( 2).
5.      In caso di soluzione positiva della quarta questione, se sia
        contrario all’art. 141 CE e alla direttiva 75/117 il fatto
        che un datore di lavoro riduca la retribuzione di una                  Motivi e principali argomenti
        lavoratrice dopo che essa è stata assente dal lavoro per un
        determinato periodo allorché l’assenza è dovuta a inabilità
        causata da una malattia connessa con la gravidanza                     La ricorrente sostiene che la sentenza pronunciata dal Tribuna-
        insorta durante quest’ultima in circostanze in cui una                 le di primo grado il 5 marzo 2003 era errata in diritto in vari
                                                                               punti. In particolare, il Tribunale:
        donna non incinta o un uomo, assenti dal lavoro per lo
        stesso periodo di tempo perché inabilitati a causa di una
        malattia generica, subirebbero la medesima riduzione.                  (i)   non ha sufficientemente, o per nulla, tenuto conto delle
                                                                                     condizioni di cui all’art. 7, n. 1, lett. d), del regolamento
                                                                                     sul marchio comunitario quanto all’uso comune nel
( 1) Direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976, 76/207/CEE, relativa                   linguaggio corrente o nelle consuetudini leali e costanti
     all’attuazione del principio della parità di trattamento fra gli                del commercio;
     uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla
     formazione e alla promozione professionali e le condizioni di
     lavoro (GU L 39, pagg. 40-42) .                                           (ii)  ha erroneamente ritenuto che mere iscrizioni in registri o
( 2) Direttiva del Consiglio 10 febbraio 1975, 75/117/CEE, per il                    altre fonti di riferimento soddisfacessero di per sé le
     ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative                   condizioni di cui all’art. 7, n. 1, lett. d);
     all’applicazione del principio della parità delle retribuzioni tra i
     lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile (GU L 45,
     pagg. 19-20).                                                             (iii) ha erroneamente preso in considerazione documentazio-
                                                                                     ne non pubblicata, o la cui pubblicazione nell’Unione
                                                                                     europea prima del 1 aprile 1996 non è stata dimostrata
                                                                                     e, così facendo, ha ignorato la distinzione tra le condizioni
                                                                                     di cui all’art. 7, n. 1, lett. d) e all’art. 50, n. 1, lett. b) del
                                                                                     regolamento, in quanto solo il primo è rilevante ai fini
                                                                                     della richiesta della domanda di nullità;
Ricorso della Alcon Inc., già Alcon Universal Ltd, contro
la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità                        (iv) non ha preso in considerazione la prova relativa al
europee (Seconda Sezione) 5 marzo 2003 nella causa                                   sostanziale controllo da parte dell’Alcon sul marchio BSS
T-237/01 ( 1) tra la Alcon Inc., già Alcon Universal Ltd e                           per un periodo notevole;
l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (mar-
chi, disegni e modelli) (UAMI), proposto il 12 maggio                          (v)   in subordine, ha erroneamente respinto l’argomento
                                  2003                                               presentato dalla Alcon secondo cui il marchio BSS aveva
                                                                                     acquisito in realtà carattere distintivo in seguito all’uso,
                         (Causa C-192/03 P)                                          così soddisfacendo i requisiti di cui all’art. 51, n. 2, del
                                                                                     regolamento.
                           (2003/C 158/22)
                                                                               (1 ) GU C 369, pag. 13.
Il 12 maggio 2003 la Alcon Inc., già Alcon Universal Ltd, con
sede in Hünenberg (Svizzera), rappresentata dai sigg. S. Clark,