CELEX: C2001/150/31
Language: it
Date: 2001-05-19 00:00:00
Title: Causa C-131/01: Ricorso del 21 marzo 2001 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 150/16                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           19.5.2001
Ricorso presentato il 21 marzo 2001 dalla Commissione                       eliminazione dei principali scarichi industriali» comunicati
   delle Comunità europee contro la Repubblica francese                     nella stessa occasione anche tenendo conto della successiva
                                                                            corrispondenza, sono assai poco precisi, non contengono né
                                                                            uno scadenzario, né un calendario e non coprono l’insieme del
                         (Causa C-130/01)                                   territorio francese.
                          (2001/C 150/30)
                                                                            Riguardo alle disposizioni legislative e regolamentari comuni-
                                                                            cate che riguardano le condizioni per il rilascio di un’autorizza-
Il 21 marzo 2001, dinanzi alla Corte di giustizia delle                     zione previa comprendente norme di emissione, la Commis-
Comunità europee, è stato presentato un ricorso contro la                   sione ritiene che un sistema d’autorizzazione previa degli
Repubblica francese da parte della Commissione delle Comu-                  scarichi di sostanze pericolose, per quanto indispensabile, non
nità europee, rappresentata dal signor Valero Jordana e dalla               può considerarsi come uno strumento che rende superflui i
signora J. Adda, in qualità di agenti, con domicilio eletto in              programmi di cui all’art. 7 della direttiva.
Lussemburgo.
                                                                            Per quel che riguarda gli obiettivi di qualità per le acque
La Commissione delle Comunità europee conclude che la                       recipienti di sostanze della lista II, le autorità della Repubblica
Corte voglia:                                                               francese hanno espresso nel corso della loro corrispondenza
                                                                            un rifiuto crescente ad attuare tali obiettivi. Quanto alle
—     dichiarare che, non avendo adottato i programmi di                    misure comunicate, i soli obiettivi di qualità richiamati nella
      riduzione dell’inquinamento che comprendono obiettivi                 corrispondenza del governo francese riguardano corsi d’acqua,
      di qualità per le 99 sostanze pericolose elencate nell’alle-          ma non le acque interne, le acque marine o le acque costiere.
      gato, e non comunicando alla Commissione, in forma                    D’altra parte, gli obiettivi indicati sono troppo imprecisi per
      sintetica, detti programmi nonché i risultati della loro              poter essere conformi ai requisiti di cui all’art. 7 della direttiva.
      applicazione, la Repubblica francese è venuta meno agli
      obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 7 della
      direttiva del Consiglio 76/464/CEE (1), e del Trattato CE;            (1) Direttiva del Consiglio 4 maggio 1976, 76/464/CEE, concernente
                                                                                l’inquinamento provocato da certe sostanze pericolose nell’am-
—     condannare la Repubblica francese alle spese.                             biente idrico della Comunità (GU L 129 del 18.5.1976, pag. 23).
Motivi e principali argomenti
Pur avendo comunicato un certo numero di misure presentate
come costitutive di un programma nazionale previsto all’art. 7,
n. 1, della direttiva, il governo della Repubblica francese
contesta, in modo sempre più incisivo nel corso della sua
corrispondenza, l’obbligo di dare attuazione a programmi di                 Ricorso del 21 marzo 2001 contro la Repubblica italiana,
riduzione in applicazione dell’art. 7 della direttiva che includa-            presentato dalla Commissione delle Comunità europee
no obiettivi di qualità per le sostanze della lista II della direttiva.
Pur avendo la Repubblica francese dato attuazione a talune                                            (Causa C-131/01)
misure dirette a lottare contro l’inquinamento provocato da
sostanze pericolose, queste non costituiscono un’applicazione
corretta dell’art. 7 della direttiva 76/464/CEE per quel che                                           (2001/C 150/31)
riguarda l’attuazione dei programmi di riduzione dell’inquina-
mento provocato dalle sostanze pertinenti della lista II che
                                                                            Il 21 marzo 2001, la Commissione delle Comunità europee,
comprendono obiettivi di qualità per le acque recipienti di tali
                                                                            rappresentata dai sigg. Bernard Mongin e Roberto Amorosi, in
sostanze.
                                                                            qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                                                                            Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
Per quel che riguarda la determinazione di programmi, la
Repubblica francese ha comunicato, nel 1991, un «programma
nazionale» sotto forma di una serie di misure non coordinate                La ricorrente conclude che la Corte voglia:
tra loro, prive di obiettivi e di scadenzario globale. I «program-
mi settoriali» in esso contenuti si limitano, in realtà, ad una             —      constatare che la Repubblica italiana mantenendo una
illustrazione del contesto normativo applicato (o semplicemen-                     regolamentazione che impone ai consulenti in materia di
te previsto), derivante dalla normativa nazionale relativa alle                    brevetti residenti in altri Stati membri di essere iscritti
installazioni classificate per la tutela dell’ambiente, e non                      nell’elenco italiano dei consulenti in materia di brevetti e
comprendono né pianificazione, né obiettivi concreti di ridu-                      di avere una residenza o un domicilio professionale in
zione dell’inquinamento derivante dalle sostanze pericolose di                     Italia per prestare servizi dinanzi all’Ufficio dei brevetti, è
cui alla lista II o da quelle 99 sostanze prioritarie che sono                     venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi
pertinenti nell’ambito nazionale della Repubblica francese, e                      degli articoli 49-55 del Trattato CE, relativi alla libera
neppure termini di attuazione. I «programmi locali di                              prestazione dei servizi.
 ---pagebreak--- 19.5.2001                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 150/17
—     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle                  grado delle Comunità europee nella causa T-124/99, tra
      spese di giudizio.                                                    Autosalone Ispra Snc dei Fratelli Rossi e Comunità europee
                                                                            dell’energia atomica rappresentata dalla Commissione delle
                                                                            Comunità europee.
Motivi e principali argomenti
a)    L’articolo 94 del Regio Decreto n. 1127 del 29 giugno                 Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
      1939 impedisce a consulenti in proprietà industriali che
      svolgono regolamente la loro attività in altri Stati membri,          —     provvedere all’annullamento totale dell’ordinanza del
      se non iscritti nell’apposito albo esistente in Italia, di                  Tribunale di primo grado delle Comunità europee qui
      effettuare occasionalmente ed in via temporanea l’attività                  impugnata;
      di mandatario presso l’Ufficio predetto per conto di clienti
      che ad essi si rivolgono.
                                                                                  —    accertare e dichiarare che la predetta ordinanza è
                                                                                       stata emessa in violazione dell’art. 111 del Capo II
      A parere della Commissione quanto precede contrasta
                                                                                       del Regolamento di procedura del Tribunale di
      con l’articolo 49 del Trattato CE in quanto, se è vero che,
                                                                                       primo grado, con ogni inerente conseguenza;
      in assenza di armonizzazione, gli Stati membri restano in
      linea di principio competenti a definire i requisiti di
      accesso all’esercizio di un’attività ciò non toglie tuttavia               —    in ogni caso rigettare l’eccezione di prescrizione
      che essi debbano rispettare le libertà fondamentali garan-                       sollevata dalla Commissione delle Comunità europee
      tite dal Trattato e segnatamente quanto stabilito dall’arti-                     avanti al Tribunale di primo grado delle Comunità
      colo 49.                                                                         europee,
b)    Per l’iscrizione all’albo dei consulenti in materia di brevetti             —    in ogni caso accertare e dichiarare che il ricorso
      autorizzati a svolgere la loro attività in Italia l’articolo 2                   introduttivo della causa avanti al Tribunale di primo
      del D.M. 342/95 prevede l’ulteriore requisito della resi-                        grado delle Comunità europee T-124/99 è ricevibile;
      denza ovvero del domicilio professionale in Italia, salvo
      che si tratti di cittadino di Stati che consentono ai cittadini
      italiani l’iscrizione a corrispondenti albi senza tale requi-         —     provvedere all’accoglimento totale delle conclusioni pre-
      sito.                                                                       sentate dalla ricorrente in primo grado:
      Appare evidente che ben difficilmente un consulente che                     —    accertare e dichiarare la responsabilità della C.E.E.A.
      intende svolgere una prestazione isolata in Italia sarà in                       ex art. 188, 2o co.T. CEEA pei fatti e titoli dedotti
      grado di dotarsi di una struttura professionale stabile in                       dalla ricorrente in quel ricorso e da intendersi
      quel paese. Egli sarà indotto a rinunciare, per cui anche                        integralmente richiamati in questo atto di impugna-
      in questo caso si verifica un ostacolo ingiustificato al                         zione;
      principio della libera prestazione dei servizi.
                                                                                  —    condannare conseguentemente la C.E.E.A., rappre-
                                                                                       sentata dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                                       a pagare in favore dell’Autosalone Ispra Snc
                                                                                       dei Fratelli Rossi, ricorrente, in persona dei suoi
                                                                                       legali rappresentanti, la capital somma di
                                                                                       1 245 000 000 LIT oltre alla rivalutazione moneta-
                                                                                       ria e agli interessi dal dovuto al saldo effettivo o la
Ricorso proposto il 23 marzo 2001 da Autosalone Ispra                                  diversa somma che risulterà di giustizia;
Snc dei Fratelli Rossi con sede in Ispra contro l’ordinanza
pronunciata il 17 gennaio 2001 dalla II Sezione del
Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella                             —    con esecutività e con vittoria di spese, diritti ed
causa T-124/99, tra Autosalone Ispra Snc dei Fratelli Rossi                            onorari dei due gradi di giudizio e di causa;
e Comunità europea dell’energia atomica rappresentata
         dalla Commissione delle Comunità europee                                 —    in via istruttoria: accogliere le istanze istruttorie
                                                                                       formulate dalla ricorrente avanti al Tribunale di
                         (Causa C-136/01 P)                                            primo grado.
                           (2001/C 150/32)
                                                                            Motivi e principali argomenti
Il 23 marzo 2001, l’Autosalone Ispra Snc i Fratelli Rossi, con
l’avv. Francandrea Venuto del foro di Busto Arsizio, domiciliata
                                                                            Il ricorrente sostiene che l’ordinanza del Tribunale di primo
presso lo Studio dell’avvocato Kronshagen, rue Marie Adélaïde,
                                                                            grado è viziata per le ragioni seguenti:
n. 22, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro l’ordinanza pronunciata
il 17 gennaio 2001 dalla II Sezione del Tribunale di primo                  —     Mancanza di audizione dell’avvocato generale.