CELEX: 52002PC0336
Language: it
Date: 2002-06-24
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro (versione codificata)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                         Bruxelles, 24.6.2002
                                         COM(2002) 336 definitivo
                                         2002/0131 (COD)
                             Proposta di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
 concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro
                        (versione codificata)
                   (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                            RELAZIONE
1.   Nel contesto dell'“Europa dei cittadini”, la Commissione attribuisce grande
     importanza alla semplificazione ed alla chiarezza del diritto comunitario, onde
     renderlo più accessibile e comprensibile ai cittadini; a questi si offrono in tal modo,
     nuove possibilità e vengono riconosciuti diritti specifici da far valere.
     Peraltro, tale obiettivo non potrà essere conseguito fino a quando un numero
     eccessivo di norme, modificate più volte e spesso in modo sostanziale, si trovino
     disseminate in parte nell'atto originario ed in parte negli atti modificativi. Questa
     situazione rende necessario un lavoro di ricerca e di raffronto di numerosi atti per
     individuare le disposizioni in vigore.
     Ne consegue che la chiarezza e la trasparenza del diritto comunitario dipendono
     anche dalla codificazione delle normative oggetto di numerose modificazioni.
2.   Con decisione del 1° aprile 1987, la Commissione ha dato istruzione ai suoi servizi
     di procedere alla codificazione costitutiva degli atti normativi non oltre la decima
     modificazione ad essi apportata, sottolineando che si trattava di una regola minima,
     poiché nell'interesse della chiarezza e della corretta comprensione della legislazione
     comunitaria i servizi competenti dovrebbero adoperarsi per codificare i testi ad
     intervalli ancora più brevi.
3.   Le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo, nel
     dicembre 1992, hanno confermato queste esigenze, sottolineando l’importanza della
     codificazione costitutiva o ufficiale che offre certezza del diritto quanto alla
     normativa da applicare ad una data fattispecie in un determinato momento.
     Tale codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo
     comunitario.
     Dal momento che in sede di codificazione costitutiva o ufficiale nessuna
     modificazione di carattere sostanziale può essere apportata agli atti che ne fanno
     oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concluso un
     accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994, per un metodo di lavoro accelerato
     che consenta la rapida adozione degli atti di codificazione.
4.   La presente proposta di codificazione1 della direttiva 93/104/CE del Parlamento
     europeo e del Consiglio, del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti
     dell’organizzazione dell’orario di lavoro, è intesa a realizzare tale codificazione. La
     nuova direttiva si sostituirà alle direttive oggetto della codificazione2; la presente
     proposta rispetta integralmente la sostanza dei testi codificati, limitandosi a
     raggrupparli e ad apportarvi le sole modificazioni formali rese necessarie dalla stessa
     codificazione.
1
   Iscritta nel programma legislativo per il 2002.
2
   Allegato I, parte A, della presente proposta.
                                                   2
 ---pagebreak--- 5. La presente proposta di codificazione è stata elaborata sulla base di un testo
   consolidato della direttiva 93/104/CE e degli atti modificativi, in tutte le lingue
   ufficiali, preparato mediante il sistema informatico dell’Ufficio delle pubblicazioni
   ufficiali delle Comunità europee, previsto nelle conclusioni della Presidenza del
   Consiglio di Edimburgo. Essendo stata modificata la numerazione degli articoli, le
   numerazioni precedenti e le nuove sono riprodotte in una tavola di concordanza che
   figura all'allegato II della direttiva codificata.
                                            3
 ---pagebreak---                                                               2002/0131 (COD)
                                                                      ê 93/104/EC
                                                 Proposta di
     DIRETTIVA 93/104/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
               concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 137, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale3,
visto il parere del Comitato delle regioni4,
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato5,
considerando quanto segue:
                                                                      ê
                                                                      è1 2000/34/CE Considerando (2)
(1)      La direttiva 93/104/CE del Consiglio, del 23 novembre 1993, concernente taluni
         aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro6, è1 che prevede prescrizioni minime
         di sicurezza e sanitarie in materia di organizzazione dell'orario di lavoro, in relazione
         ai periodi di riposo quotidiano, di pausa, di riposo settimanale, di durata massima
         settimanale del lavoro e di ferie annuali, nonché relativamente ad aspetti del lavoro
         notturno, del lavoro a turni e del ritmo di lavoro, ç ha subito diverse e sostanziali
         modificazioni7. A fini di chiarezza e razionalità, è perciò opportuno procedere alla
         codificazione della suddetta direttiva.
3
         GU C […],[…], pag. […].
4
         GU C […],[…], pag. […].
5
         GU C […],[…], pag. […].
6
         GU L 307, del 13.12.1993, pag. 18. Direttiva modificata dalla direttiva 2000/34 del Parlamento europeo
         e del Consiglio (GU L 195, dell’ 1.8.2000, pag. 41.
7
         Vedi Allegato I, Parte A.
                                                       4
 ---pagebreak---                                                            ê 2000/34/CE Considerando (1)
(2) L'articolo 137 del trattato dispone che la Comunità sostiene e completa l'azione degli
    Stati membri al fine di migliorare l'ambiente di lavoro per proteggere la sicurezza e la
    salute dei lavoratori. Le direttive adottate sulla base di tale articolo devono evitare di
    imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici di natura tale da ostacolare la
    creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (3)
                                                           (adattato)
(3) Le disposizioni della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989,
    concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza
    e della salute dei lavoratori durante il lavoro8, rimangono pienamente applicabili ai
    settori contemplati dalla presente direttiva, fatte salve le disposizioni più vincolanti e/o
    specifiche contenute nella medesima.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (5)
(4) Il miglioramento della sicurezza, dell'igiene e della salute dei lavoratori durante il
    lavoro rappresenta un obiettivo che non può dipendere da considerazioni di carattere
    puramente economico.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (8)
                                                           (adattato)
                                                           è1 2000/34/CE Considerando t
                                                           (11)
(5) è1 Tutti i lavoratori dovrebbero avere periodi di riposo adeguati. Il concetto di
    “riposo” deve essere espresso in unità di tempo, vale a dire in giorni, ore e frazioni
    d'ora. ç I lavoratori della Comunità devono beneficiare di periodi minimi di riposo
    giornaliero, settimanale e annuale e di adeguati periodi di pausa. È anche necessario,
    in tale contesto, prevedere un limite massimo di ore di lavoro settimanali.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (9)
(6) Conviene tener conto dei principi dell'Organizzazione internazionale del lavoro in
    materia di organizzazione dell'orario di lavoro, compresi quelli relativi al lavoro
    notturno.
8
    GU C 254 del 9.10.1990, pag. 4.
                                             5
 ---pagebreak---                                                            ê 93/104/CE Considerando (11)
(7)  Alcuni studi hanno dimostrato che l'organismo umano è più sensibile nei periodi
     notturni ai fattori molesti dell'ambiente nonché a determinate forme di organizzazione
     del lavoro particolarmente gravose e che lunghi periodi di lavoro notturno sono nocivi
     per la salute dei lavoratori e possono pregiudicare la sicurezza dei medesimi sul luogo
     di lavoro.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (12)
(8)  Occorre limitare la durata del lavoro notturno, comprese le ore straordinarie, e
     prevedere che il datore di lavoro che fa regolarmente ricorso a lavoratori notturni ne
     informi le autorità competenti, su loro richiesta.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (13)
(9)  È importante che i lavoratori notturni beneficino di una valutazione gratuita del loro
     stato di salute, prima della loro assegnazione, e in seguito a intervalli regolari, e che i
     lavoratori notturni che hanno problemi di salute siano trasferiti, quando possibile, ad
     un lavoro diurno per cui siano idonei.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (14)
(10) La situazione dei lavoratori notturni e dei lavoratori a turni esige che essi beneficino di
     un livello di protezione in materia di sicurezza e di salute adattato alla natura del
     lavoro e che i servizi e mezzi di protezione e prevenzione siano organizzati e
     funzionino efficacemente.
                                                           ê 93/104/CE Considerando (15)
(11) Le modalità di lavoro possono avere ripercussioni negative sulla sicurezza e la salute
     dei lavoratori; l’organizzazione del lavoro secondo un certo ritmo deve tener conto del
     principio generale dell’adeguamento del lavoro all’essere umano.
                                                           ê 2000/34/CE Considerando (12)
                                                           (adattato)
(12) Un accordo europeo relativo all'orario di lavoro della gente di mare è stato applicato
     mediante la direttiva 1999/63/CE del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativa
     all’accordo sull’organizzazione dell’orario di lavoro della gente di mare concluso
     dall’Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione dei
     sindacati dei trasportatori dell’Unione europea (FST)9, in base all'articolo 139,
9
     GU L 167 del 2.7.1999, pag. 33.
                                              6
 ---pagebreak---      paragrafo 2 del trattato. Di conseguenza, le disposizioni della presente direttiva non si
     applicano alla gente di mare.
                                                            ê 2000/34/CE Considerando (13)
                                                            (adattato)
(13) Nel caso dei “pescatori a percentuale” che sono lavoratori dipendenti, deve essere data
     facoltà agli Stati membri di determinare, a norma della presente direttiva, le condizioni
     per il diritto alle ferie annuali e per la concessione delle stesse, incluse le modalità di
     pagamento.
                                                            ê 2000/34/CE Considerando (14)
(14) Le norme specifiche previste da altri strumenti comunitari, per esempio in materia di
     periodi di riposo, orario di lavoro, ferie annuali e lavoro notturno di alcune categorie di
     lavoratori, dovrebbero prevalere sulle disposizioni della presente direttiva.
                                                            ê 93/104/CE Considerando (17)
(15) In funzione dei problemi che possono essere sollevati dall'organizzazione dell'orario di
     lavoro nell'impresa, pare opportuno prevedere una certa flessibilità nell'applicazione di
     determinate disposizioni della presente direttiva, garantendo nel contempo il rispetto
     dei principi della protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori.
                                                            ê 93/104/CE Considerando (18)
(16) Occorre prevedere che talune disposizioni della presente direttiva possano formare
     oggetto di deroghe operate, a seconda dei casi, dagli Stati membri o dalle parti sociali;
     di norma, in caso di deroga, devono essere concessi ai lavoratori interessati equivalenti
     periodi di riposo compensativo.
                                                            ê
(17) La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di
     attuazione indicati nell’allegato I, parte B,
                                                7
 ---pagebreak---                                                                ê 93/104/CE
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                             CAPO I
               CAMPO D'APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
                                              Articolo 1
                                 Oggetto e campo di applicazione
1.    La presente direttiva stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute in materia di
      organizzazione dell'orario di lavoro.
2.    La presente direttiva si applica:
      a)     ai periodi minimi di riposo giornaliero, riposo settimanale e ferie annuali nonché
             alla pausa ed alla durata massima settimanale del lavoro; e
      b)     a taluni aspetti del lavoro notturno, del lavoro a turni e del ritmo di lavoro.
                                                               ê 2000/34/CE art. 1, punto 1
3.    La presente direttiva si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, ai sensi
      dell'articolo 2 della direttiva 89/391/CEE, fermi restando gli articoli 14, 17 e 18 della
      presente direttiva.
      Fatto salvo l'articolo 2, paragrafo 8, la presente direttiva non si applica alla gente di
      mare, quale definita nella direttiva 1999/63/CE.
                                                               ê 93/104/CE
4.    Le disposizioni della direttiva 89/391/CEE si applicano pienamente alle materie
      contemplate al paragrafo 2, fatte salve le disposizioni più vincolanti e/o specifiche
      contenute nella presente direttiva.
                                              Articolo 2
                                             Definizioni
Ai sensi della presente direttiva si intende per:
1)       “orario di lavoro”: qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione
         del datore di lavoro e nell'esercizio della sua attività o delle sue funzioni,
         conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali;
                                                  8
 ---pagebreak--- 2) “periodo di riposo”: qualsiasi periodo che non rientra nell'orario di lavoro;
3) “periodo notturno”: qualsiasi periodo di almeno 7 ore, definito dalla legislazione
   nazionale e che comprenda in ogni caso l'intervallo fra le ore 24 e le ore 5;
4) “lavoratore notturno”:
   a)     qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga almeno 3 ore del suo
          tempo di lavoro giornaliero, impiegate in modo normale; e
   b)     qualsiasi lavoratore che possa svolgere durante il periodo notturno una certa
          parte del suo orario di lavoro annuale, definita a scelta dello Stato membro
          interessato:
          i)     dalla legislazione nazionale, previa consultazione delle parti sociali, o
          ii)    da contratti collettivi o accordi conclusi fra le parti sociali a livello
                 nazionale o regionale;
5) “lavoro a turni”: qualsiasi metodo di organizzazione del lavoro a squadre in base al
   quale dei lavoratori siano successivamente occupati negli stessi posti di lavoro,
   secondo un determinato ritmo, compreso il ritmo rotativo, che può essere di tipo
   continuo o discontinuo, ed il quale comporti la necessità per i lavoratori di compiere
   un lavoro ad ore differenti su un periodo determinato di giorni o settimane;
6) “lavoratore a turni”: qualsiasi lavoratore il cui orario di lavoro sia inserito nel quadro
   del lavoro a turni;
                                                          ê 2000/34/CE art. 1, punto 2
7) “lavoratore mobile”: qualsiasi lavoratore impiegato quale membro del personale
   viaggiante o di volo presso un'impresa che effettua servizi di trasporto passeggeri o
   merci su strada, per via aerea o per via navigabile;
8) “lavoro offshore”: l'attività svolta prevalentemente su un'installazione offshore
   (compresi gli impianti di perforazione) o a partire da essa, direttamente o
   indirettamente legata all'esplorazione, all'estrazione o allo sfruttamento di risorse
   minerali, compresi gli idrocarburi, nonché le attività d'immersione collegate a tali
   attività, effettuate sia a partire da un'installazione offshore che da una nave;
9) “riposo adeguato”: il fatto che i lavoratori dispongano di periodi di riposo regolari, la
   cui durata è espressa in unità di tempo, e sufficientemente lunghi e continui per
   evitare che essi, a causa della stanchezza, della fatica o di altri fattori che perturbano
   l'organizzazione del lavoro, causino lesioni a sé stessi, ad altri lavoratori o a terzi o
   danneggino la loro salute, a breve o a lungo termine.
                                             9
 ---pagebreak---                                                                ê 93/104/CE
                                             CAPO II
          PERIODI MINIMI DI RIPOSO — ALTRI ASPETTI
     DELL'ORGANIZZAZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO
                                              Articolo 3
                                         Riposo giornaliero
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici, nel corso di
ogni periodo di 24 ore, di un periodo minimo di riposo di 11 ore consecutive.
                                              Articolo 4
                                                 Pausa
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici, qualora
l'orario di lavoro giornaliero superi le 6 ore, di una pausa le cui modalità e, in particolare, la
cui durata e condizioni di concessione sono fissate da contratti collettivi o accordi conclusi tra
le parti sociali o, in loro assenza, dalla legislazione nazionale.
                                              Articolo 5
                                         Riposo settimanale
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici, per ogni
periodo di 7 giorni, di un periodo minimo di riposo ininterrotto di 24 ore a cui si sommano le
11 ore di riposo giornaliero previste all'articolo 3.
Se condizioni oggettive, tecniche o di organizzazione del lavoro lo giustificano, potrà essere
fissato un periodo minimo di riposo di 24 ore.
                                              Articolo 6
                              Durata massima settimanale del lavoro
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché, in funzione degli imperativi di
protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori:
a)     la durata settimanale del lavoro sia limitata mediante disposizioni legislative,
       regolamentari o amministrative oppure contratti collettivi o accordi conclusi fra le parti
       sociali;
                                                   10
 ---pagebreak--- b)    la durata media dell'orario di lavoro per ogni periodo di 7 giorni non superi 48 ore,
      comprese le ore di lavoro straordinario.
                                             Articolo 7
                                           Ferie annuali
1.    Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici di
      ferie annuali retribuite di almeno 4 settimane, secondo le condizioni di ottenimento e di
      concessione previste dalle legislazioni e/o prassi nazionali.
2.    Il periodo minimo di ferie annuali retribuite non può essere sostituito da un'indennità
      finanziaria, salvo in caso di fine del rapporto di lavoro.
                                           CAPO III
   LAVORO NOTTURNO — LAVORO A TURNI — RITMO DI
                                           LAVORO
                                             Articolo 8
                                    Durata del lavoro notturno
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:
a)    l'orario di lavoro normale dei lavoratori notturni non superi le 8 ore in media per
      periodo di 24 ore;
b)    i lavoratori notturni il cui lavoro comporta rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o
      mentali non lavorino più di 8 ore nel corso di un periodo di 24 ore durante il quale
      effettuano un lavoro notturno.
                                                                 ê 93/104/CE (adattato)
Ai fini della lettera b), il lavoro comportante rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o
mentali è definito dalle legislazioni e/o prassi nazionali o da contratti collettivi o accordi
conclusi fra le parti sociali, tenuto conto degli effetti e dei rischi inerenti al lavoro notturno.
                                                                 ê 93/104/CE
                                             Articolo 9
     Valutazione della salute e trasferimento al lavoro diurno dei lavoratori notturni
1.    Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:
                                                 11
 ---pagebreak---        a)     i lavoratori notturni beneficino di una valutazione gratuita del loro stato di salute,
              prima della loro assegnazione e, in seguito, ad intervalli regolari;
       b)     i lavoratori notturni che hanno problemi di salute aventi un nesso riconosciuto con
              la loro prestazione di lavoro notturno vengano trasferiti, quando possibile, ad un
              lavoro diurno per cui essi siano idonei.
2.     Nella valutazione gratuita dello stato di salute di cui al paragrafo 1, lettera a) deve
       essere rispettato il segreto medico.
3.     La valutazione gratuita dello stato di salute di cui al paragrafo 1, lettera a) può rientrare
       in un sistema sanitario nazionale.
                                              Articolo 10
                             Garanzie per lavoro in periodo notturno
Gli Stati membri possono subordinare il lavoro di talune categorie di lavoratori notturni a
determinate garanzie, a condizioni fissate dalle legislazioni e/o prassi nazionali, per lavoratori
esposti a un rischio di sicurezza o di salute connesso al lavoro durante il periodo notturno.
                                              Articolo 11
                 Informazione in caso di ricorso regolare ai lavoratori notturni
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché il datore di lavoro che fa
regolarmente ricorso a lavoratori notturni ne informi le autorità competenti, su loro richiesta.
                                              Articolo 12
                           Protezione in materia di sicurezza e di salute
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:
a)     i lavoratori notturni e i lavoratori a turni beneficino di un livello di protezione in materia
       di sicurezza e di salute adattato alla natura del loro lavoro;
b)     i servizi o mezzi appropriati di protezione e prevenzione in materia di sicurezza e di
       salute dei lavoratori notturni e dei lavoratori a turni siano equivalenti a quelli applicabili
       agli altri lavoratori e siano disponibili in qualsiasi momento.
                                              Articolo 13
                                           Ritmo di lavoro
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché il datore di lavoro che prevede di
organizzare il lavoro secondo un certo ritmo tenga conto del principio generale
dell'adeguamento del lavoro all'essere umano, segnatamente per attenuare il lavoro monotono
e il lavoro ripetitivo, a seconda del tipo di attività e delle esigenze in materia di sicurezza e di
salute, in particolare per quanto riguarda le pause durante l'orario di lavoro.
                                                   12
 ---pagebreak---                                             CAPO IV
                                DISPOSIZIONI VARIE
                                                               ê 2000/34/CE art. 1, punto 4
                                             Articolo 14
                             Disposizioni comunitarie più specifiche
La presente direttiva non si applica laddove altri strumenti comunitari contengano prescrizioni
più specifiche in materia di organizzazione dell'orario di lavoro per determinate occupazioni o
attività professionali.
                                                               ê 93/104/CE
                                             Articolo 15
                                    Disposizioni più favorevoli
La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di applicare od introdurre
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative più favorevoli alla protezione della
sicurezza e della salute dei lavoratori o di favorire o consentire l'applicazione di contratti
collettivi o accordi conclusi fra le parti sociali, più favorevoli alla protezione della sicurezza e
della salute dei lavoratori.
                                             Articolo 16
                                       Periodi di riferimento
Gli Stati membri possono prevedere:
a)     per l'applicazione dell'articolo 5 (riposo settimanale), un periodo di riferimento non
       superiore a 14 giorni;
b)     per l'applicazione dell'articolo 6 (durata massima settimanale del lavoro), un periodo di
       riferimento non superiore a quattro mesi.
       I periodi di ferie annue, concesse a norma dell'articolo 7, ed i periodi di assenza per
       malattia non vengono presi in considerazione o sono neutri ai fini del computo della
       media;
c)     per l'applicazione dell'articolo 8 (durata del lavoro notturno), un periodo di riferimento
       definito previa consultazione delle parti sociali o mediante contratti collettivi o accordi
       conclusi a livello nazionale o regionale fra le parti sociali.
                                                  13
 ---pagebreak---    Il periodo minimo di riposo settimanale di 24 ore prescritto a norma dell'articolo 5 non
   viene preso in considerazione per il computo della media se cade nel periodo di
   riferimento in questione.
                                           Articolo 17
                                            Deroghe
                                                             ê 93/104/CE (adattato)
1. Nel rispetto dei principi generali della protezione della sicurezza e della salute dei
   lavoratori, gli Stati membri possono derogare agli articoli da 3 a 6, 8 e 16 quando la
   durata dell'orario di lavoro, a causa delle caratteristiche dell'attività esercitata, non è
   misurata e/o predeterminata o può essere determinata dai lavoratori stessi e, in
   particolare, quando si tratta:
                                                             ê 93/104/CE
   a)     di dirigenti o di altre persone aventi potere di decisione autonomo;
   b)     di manodopera familiare; o
   c)     di lavoratori nel settore liturgico delle chiese e delle comunità religiose.
                                                             ê 93/104/CE (adatatto)
2. Le deroghe di cui ai paragrafi 3, 4 e 5 sono adottate con legge, regolamento o con
   provvedimento amministrativo, ovvero mediante contratti collettivi o accordi conclusi
   fra le parti sociali, a condizione che vengano concessi ai lavoratori interessati
   equivalenti periodi di riposo compensativo oppure, in casi eccezionali in cui la
   concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non sia possibile per
   ragioni oggettive, a condizione che venga loro concessa una protezione appropriata.
                                                             ê 2000/34/CE art. 1, punto 5
                                                             (adattato)
3. In conformità al paragrafo 2 del presente articolo le deroghe di cui agli articoli 3, 4, 5, 8
   e 16 sono consentite:
   a)     per le attività caratterizzate dalla distanza fra il luogo di lavoro e il luogo di
          residenza del lavoratore, compreso il lavoro offshore, oppure dalla distanza fra i
          suoi diversi luoghi di lavoro;
                                               14
 ---pagebreak--- b) per le attività di guardia, sorveglianza e permanenza caratterizzate dalla necessità
   di assicurare la protezione dei beni e delle persone, in particolare, quando si tratta
   di guardiani o portinai o di imprese di sorveglianza;
c) per le attività caratterizzate dalla necessità di assicurare la continuità del servizio o
   della produzione, in particolare, quando si tratta:
   i)     di servizi relativi all'accettazione, al trattamento e/o alle cure prestati da
          osped azione, da case di riposo e da carceri;
   ii)    del ali o stabilimenti analoghi, comprese le attività dei medici in form
          personale portuale o aeroportuale;
   iii)   di servizi della stampa, radiofonici, televisivi, di produzione
          cinematografica, postali o delle telecomunicazioni, di servizi di ambulanza,
          antincendio o di protezione civile;
   iv)    di servizi di produzione, di conduzione e distribuzione del gas, dell'acqua e
          dell'elettricità, di servizi di raccolta dei rifiuti domestici o degli impianti di
          incenerimento;
   v)     di industrie in cui il lavoro non può essere interrotto per ragioni tecniche;
   vi)    di attività di ricerca e sviluppo;
   vii) dell'agricoltura;
   viii) di lavoratori operanti nel settore del trasporto di passeggeri nell'ambito di
          servizi regolari di trasporto urbano;
d) in caso di sovraccarico prevedibile di attività e, in particolare:
   i)     nell'agricoltura;
   ii)    nel turismo;
   iii)   nei servizi postali;
e) per il personale che lavora nel settore dei trasporti ferroviari;
   i)     per le attività discontinue;
   ii)    per il servizio prestato a bordo dei treni;
   iii)   per le attività connesse con gli orari del trasporto ferroviario e che
          assicurano la continuità e la regolarità del traffico ferroviario;
                                                        ê 93/104/CE
f) nei casi previsti dall'articolo 5, paragrafo 4 della direttiva 89/391/CEE;
g) in caso di incidente o di rischio di incidente imminente;
                                          15
 ---pagebreak---                                                              ê 93/104/CE (adattato)
4. In conformità al paragrafo 2 del presente articolo le deroghe di cui agli articoli 3 e 5
   sono consentite:
   a)     per le attività di lavoro a turni, ogni volta che il lavoratore cambia squadra e non
          può usufruire tra la fine del servizio di una squadra e l'inizio di quello della
          squadra successiva di periodi di riposo giornaliero e/o settimanale;
   b)     per le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata, in
          particolare del personale addetto alle attività di pulizia;
                                                             ê 2000/34/CE art. 1, punto 6
                                                             (adattato)
5. In conformità al paragrafo 2 del presente articolo le deroghe di cui agli articoli 6 e 16
   lettera b), nel caso dei medici in formazione sono consentite secondo il disposto dei
   commi dal secondo al sesto del presente paragrafo:
   Le deroghe all’articolo 6, primo comma sono consentite per un periodo transitorio di
   cinque anni a decorrere dal 1o agosto 2004.
   Gli Stati membri dispongono, se necessario, di altri due anni al massimo per ovviare
   alle difficoltà nel rispettare le prescrizioni in materia di lavoro nell'ambito delle loro
   responsabilità di organizzare e fornire servizi sanitari e cure mediche. Almeno 6 mesi
   prima della scadenza del periodo transitorio, lo Stato membro interessato informa in
   modo motivato la Commissione, di tal ché questa possa, entro tre mesi dalla ricezione
   dell'informazione, esprimere un parere, previe opportune consultazioni. Lo Stato
   membro che non segua il parere della Commissione motiva la propria decisione. La
   comunicazione e le motivazioni dello Stato membro e il parere della Commissione sono
   pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e trasmessi al Parlamento
   europeo.
   Gli Stati membri dispongono, se necessario, di un ulteriore periodo di un anno al
   massimo per ovviare a speciali difficoltà incontrate nell'ambito delle responsabilità di
   cui al terzo comma. Essi seguono il procedimento di cui a detto comma.
   Gli Stati membri provvedono affinché in nessun caso il numero di ore di lavoro
   settimanali superi una media di 58 ore durante i primi tre anni del periodo transitorio,
   una media di 56 ore per i due anni successivi e una media di 52 ore per l'eventuale
   periodo restante.
   Il datore di lavoro consulta i rappresentanti dei lavoratori in tempo utile allo scopo di
   giungere ad un accordo, se possibile, sulle soluzioni da applicare al periodo transitorio.
   Nei limiti di cui al quinto comma, tale accordo può prevedere:
   a)     il numero medio di ore di lavoro settimanali durante il periodo transitorio e
   b)     le misure da adottare per ridurre il numero delle ore di lavoro settimanali a una
          media di 48 ore entro la fine del periodo transitorio;
                                               16
 ---pagebreak---    Le deroghe all'articolo 16, lettera b) sono consentite purché il periodo di riferimento non
   superi 12 mesi, durante la prima parte del periodo transitorio di cui al quinto comma e,
   successivamente, 6 mesi.
                                                           ê 93/104/CE, art. 17, par. 3 e 4
                                                           (adattato)
                                          Articolo 18
                          Deroghe mediante contratto colllettivo
1. Si può derogare agli articoli 3, 4, 5, 8 e 16 mediante contratti collettivi o accordi
   conclusi tra le parti sociali a livello nazionale o regionale o, conformemente alle regole
   fissate da dette parti sociali, mediante contratti collettivi o accordi conclusi tra le parti
   sociali ad un livello inferiore.
   Gli Stati membri in cui, giuridicamente, non esiste un sistema che garantisca la
   conclusione di contratti collettivi o di accordi tra le parti sociali a livello nazionale o
   regionale, per i settori contemplati dalla presente direttiva, o gli Stati membri in cui
   esiste un quadro legislativo specifico a tal fine, e nei limiti di tale quadro, possono,
   conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali, consentire deroghe agli articoli 3,
   4, 5, 8 e 16 mediante contratti collettivi o accordi conclusi tra le parti sociali ad un
   livello collettivo adeguato.
   Le deroghe di cui al primo e secondo comma sono consentite soltanto a condizione che
   ai lavoratori interessati siano accordati periodi equivalenti di riposo compensativo o, in
   casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo
   non sia possibile per motivi oggettivi, a condizione che ai lavoratori interessati sia
   accordata una protezione appropriata.
   Gli Stati membri possono prevedere norme:
   a)     per l’applicazione del presente paragrafo ad opera delle parti sociali, e
   b)     per l’estensione delle disposizioni dei contratti collettivi o accordi conclusi in
          conformità del presente paragrafo ad altri lavoratori, conformemente alle
          legislazioni o alle prassi nazionali.
2. La facoltà di derogare all'articolo 16, lettera b), di cui all’articolo 17, paragrafo 3 e al
   paragrafo 1 del presente articolo, non può avere come conseguenza la fissazione di un
   periodo di riferimento superiore a sei mesi.
   Tuttavia gli Stati membri hanno la facoltà, nel rispetto dei principi generali della
   protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, di consentire che, per ragioni
   obiettive, tecniche o inerenti all'organizzazione del lavoro, i contratti collettivi o gli
   accordi conclusi tra le parti sociali fissino periodi di riferimento che non superino in
   alcun caso i dodici mesi.
   Prima del 23 novembre 2003, il Consiglio, in base ad una proposta della Commissione
   corredata di una relazione di valutazione, riesamina le disposizioni del presente
   paragrafo e decide in merito ai loro sviluppi.
                                              17
 ---pagebreak---                                                             ê 2000/34/CE art. 1, punto 7
                                           Articolo 19
                            Lavoratori mobili e attività offshore
1. Gli articoli 3, 4, 5 e 8 non si applicano ai lavoratori mobili.
   Gli Stati membri adottano tuttavia le misure necessarie per garantire che tali lavoratori
   mobili abbiano diritto a un riposo adeguato, salvo nelle circostanze previste dall’articolo
   17, paragrafo 3, lettere f) e g).
2. Salvo il rispetto dei principi generali relativi alla protezione della sicurezza e della
   salute dei lavoratori, e fermi restando una consultazione delle parti sociali interessate e
   gli sforzi per incoraggiare il dialogo sociale in tutte le forme idonee, compresa, se le
   parti lo desiderano, la concertazione, gli Stati membri possono, per ragioni oggettive o
   tecniche o riguardanti l'organizzazione del lavoro, portare il periodo di riferimento di
   cui all'articolo 16, alla lettera b), a dodici mesi per i lavoratori mobili e per i lavoratori
   che svolgono prevalentemente lavoro offshore.
                                                            ê 2000/34/CE, art. 1, punto 7
                                                            (adattato)
3. Entro il 1o agosto 2005 la Commissione, consultati gli Stati membri e le parti sociali a
   livello europeo, esamina l'applicazione delle disposizioni con riferimento ai lavoratori
   offshore sotto il profilo della salute e della sicurezza per presentare, ove occorra, le
   modifiche appropriate.
                                                            ê 2000/34/CE, art. 1, punto 7
                                           Articolo 20
                      Lavoratori a bordo di navi da pesca marittima
1. Gli articoli da 3 a 6 e 8 non si applicano ai lavoratori a bordo di navi da pesca marittima
   battenti bandiera di uno Stato membro.
   Gli Stati membri adottano tuttavia le misure necessarie per garantire che ogni lavoratore
   che presta servizio a bordo di una nave da pesca marittima battente bandiera di uno
   Stato membro abbia il diritto ad un adeguato riposo e per limitare a 48 il numero delle
   ore di lavoro settimanale medie calcolate su un periodo di riferimento non superiore a
   12 mesi.
2. Entro i limiti di cui al paragrafo 1, secondo comma nonché ai paragrafi 3 e 4, gli Stati
   membri adottano le misure necessarie per garantire che, tenuto conto dell'esigenza di
   proteggere la sicurezza e la salute dei suddetti lavoratori,
                                               18
 ---pagebreak---    a)     l'orario di lavoro sia limitato a un numero massimo di ore da non superare in un
          determinato periodo di tempo, o
   b)     sia assicurato un numero minimo di ore di riposo in un determinato periodo di
          tempo.
   Il numero massimo di ore lavorative o il numero minimo di ore di riposo è fissato
   mediante disposizioni legislative, regolamentari, amministrative o dai contratti collettivi
   o accordi tra le parti sociali.
3. I limiti delle ore lavorative o delle ore di riposo sono i seguenti:
   a)     il numero massimo delle ore di lavoro non deve essere superiore
          i)     a 14 ore per ogni periodo di 24 ore e
          ii)    a 72 ore per ogni periodo di sette giorni;
          oppure
   b)     il numero minimo delle ore di riposo non deve essere inferiore
          i)     a 10 ore per ogni periodo di 24 ore e
          ii)    a 77 ore per ogni periodo di sette giorni.
4. Le ore di riposo possono essere suddivise al massimo in due periodi, uno dei quali deve
   durare almeno sei ore. L'intervallo tra due periodi successivi di riposo non può superare
   14 ore.
5. Secondo i principi generali di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, e
   per ragioni oggettive o tecniche o riguardanti l'organizzazione del lavoro, gli Stati
   membri possono autorizzare deroghe, ai limiti stabiliti nei paragrafi 2, 4 e 5 tra cui la
   fissazione dei periodi di riferimento. Tali deroghe devono seguire, per quanto possibile,
   gli standard fissati, ma possono tener conto di periodi di ferie più frequenti o più lunghi
   o della concessione di ferie compensative ai lavoratori. Tali deroghe possono essere
   stabilite da:
   i)       disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, previa consultazione,
          ove possibile, dei rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati, e
          previo tentativo di incoraggiare il dialogo sociale in tutte le forme idonee; o
   ii)    contratti collettivi o accordi tra le parti sociali.
6. Il comandante di una nave da pesca marittima ha il diritto di imporre al personale di
   bordo di svolgere le ore di lavoro necessarie per salvaguardare la sicurezza immediata
   della nave, del carico o delle persone imbarcate, oppure per soccorrere navi o persone in
   pericolo in mare.
                                                19
 ---pagebreak---                                                              ê 2000/34/CE, art. 1, punto 7
                                                             (adattato)
7. Gli Stati membri possono prevedere che i lavoratori a bordo di navi da pesca marittima
   che, in base alla legislazione o alla prassi nazionali, non sono autorizzati a esercitare la
   loro attività per un periodo specifico di durata superiore a un mese nel corso dell'anno
   civile, fruiscano delle ferie annuali a norma dell'articolo 7 entro detto periodo.
                                                             ê 93/104/CE art. 18 (adattato)
                                           Articolo 21
                                        Disposizioni varie
1. Gli Stati membri hanno facoltà di non applicare l'articolo 6, nel rispetto dei principi
   generali della protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, a condizione che
   assicurino, mediante le necessarie misure a tale scopo, che:
   a)     nessun datore di lavoro chieda a un lavoratore di lavorare più di 48 ore nel corso
          di un periodo di 7 giorni, calcolato come media del periodo di riferimento di cui
          all'articolo 16, lettera b), a meno che non abbia ottenuto il consenso del lavoratore
          all'esecuzione di tale lavoro;
   b)     nessun lavoratore possa subire un danno per il fatto che non è disposto ad
          accettare di effettuare tale lavoro;
   c)     il datore di lavoro tenga registri aggiornati di tutti i lavoratori che effettuano tale
          lavoro;
   d)     i registri siano messi a disposizione delle autorità competenti che possono vietare
          o limitare, per ragioni di sicurezza e/o di salute dei lavoratori, la possibilità di
          superare la durata massima settimanale del lavoro;
   e)     il datore di lavoro, su richiesta delle autorità competenti, dia loro informazioni sui
          consensi dati dai lavoratori all'esecuzione di un lavoro che superi le 48 ore nel
          corso di un periodo di 7 giorni, calcolato come media del periodo di riferimento di
          cui all'articolo 16, lettera b.
   Prima del 23 novembre 2003, il Consiglio, sulla base di una proposta della
   Commissione corredata di una relazione di valutazione, riesamina le disposizioni del
   presente paragrafo e decide del seguito da darvi.
2. Per quanto concerne l'applicazione dell'articolo 7, gli Stati membri hanno la facoltà di
   ricorrere ad un periodo transitorio massimo di 3 anni a decorrere dal 23 novembre 2003,
   a condizione che durante tale periodo transitorio:
   a)     ogni lavoratore benefici di ferie annuali retribuite di 3 settimane, secondo le
          condizioni di ottenimento e concessione previste dalle legislazioni e/o prassi
          nazionali, e
                                               20
 ---pagebreak---        b)     il periodo di ferie annuali retribuite di 3 settimane non possa essere sostituito da
              un'indennità finanziaria, salvo in caso di fine del rapporto di lavoro.
3.     Quando si avvalgono delle facoltà di cui al presente articolo, gli Stati membri ne
       informano immediatamente la Commissione.
                                             Articolo 22
                                          Requisiti minimi
Fatto salvo il diritto degli Stati membri di fissare, alla luce dell'evoluzione della situazione,
disposizioni legislative, regolamentari, amministrative e convenzionali diverse nel campo
dell'orario di lavoro, a condizione che i requisiti minimi previsti dalla presente direttiva siano
rispettati, l'attuazione di quest'ultima non costituisce una giustificazione per il regresso del
livello generale di protezione dei lavoratori.
                                             Articolo 23
                                         Disposizioni finali
1.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto
       interno che hanno già adottato o che adottano nel settore disciplinato dalla presente
       direttiva.
2.     Ogni 5 anni gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione sull'attuazione
       pratica delle disposizioni della presente direttiva, indicando i punti di vista delle parti
       sociali.
       La Commissione ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico
       e sociale ed il comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la protezione della salute
       sul luogo di lavoro.
3.     La Commissione presenta con periodicità quinquennale al Parlamento europeo, al
       Consiglio ed al Comitato economico e sociale una relazione sull'attuazione della
       presente direttiva, tenendo conto degli articoli 21 e 22, nonché del paragrafo 1 del
       presente articolo.
                                                                ê 2000/34/CE art. 3 (adattato)
                                             Articolo 24
  Riesame del funzionamento delle disposizioni con riferimento ai lavoratori a bordo di
                                     navi da pesca marittima
Entro il 1o agosto 2009 la Commissione, consultati gli Stati membri e le parti sociali a livello
europeo, riesamina il funzionamento delle disposizioni per quanto riguarda i lavoratori a
bordo di navi da pesca marittima e, in particolare, valuta se esse siano ancora appropriate, in
particolare in relazione alla salute e alla sicurezza, allo scopo, se necessario, di proporre le
opportune modifiche.
                                                  21
 ---pagebreak---                                                               ê 2000/34/CE art. 4 (adattato)
                                            Articolo 25
  Riesame del funzionamento delle disposizioni con riferimento ai lavoratori nel settore
                                    del trasporto di passeggeri
Entro il 1o agosto 2005 la Commissione, consultati gli Stati membri e le parti sociali a livello
europeo, riesamina il funzionamento di queste disposizioni per quanto riguarda i lavoratori
nel settore del trasporto di passeggeri nell'ambito di servizi regolari di trasporto urbano, allo
scopo, se necessario, di presentare le opportune modifiche volte a garantire in questo settore
un approccio coerente e adeguato.
                                                              ê
                                            Articolo 26
                                           Abrogazione
1.    La direttiva 93/104/EC, come modificata dalle direttive di cui all’allegato 1, parte A, è
      abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini d’attuazione di cui
      all’allegato I, parte B.
2.    I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono
      secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato II.
                                            Articolo 27
                                         Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il 2 agosto 2004.
                                                              ê 93/104/CE, art. 19 (adattato)
                                            Articolo 28
                                            Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                      Per il Consiglio
Il Presidente                                  Il Presidente
                                                 22
 ---pagebreak---                                                            ê 2000/34/CE
      Dichiarazione della Commissione sull’applicazione dell’articolo 17, paragrafo 5
La Commissione dichiara che, prima di pronunciarsi, intende consultare le parti sociali a
livello europeo e i rappresentanti degli Stati membri in vista di formulare un parere tre mesi
dopo aver ricevuto la notifica dello Stato membro.
                                               23
 ---pagebreak---                                                                      é
                                              ALLEGATO I
                                                  Parte A
                       Direttiva abrogata, con le modificazioni successive
                                         (di cui all’articolo 26)
Direttiva 93/104/CE del Consiglio                          (GU L 307 del 13.12.1993, p. 18)
    Direttiva 2000/34/CE            del     Parlamento (GU L 195 dell’1.08.2000, p. 41)
    europeo e del Consiglio
                                                  Parte B
                                         Termini di attuazione
                                         (di cui all’articolo 26)
Direttiva                                                  Termine per l’attuazione
93/104/CE                                                  23 novembre 1996
2000/34/CE                                                 1 agosto 200310
                                              _____________
10
        1° agosto 2004 nel caso dei medici in formazione. Vedere l’articolo 2 della direttiva 2000/34/CE.
                                                     24
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO II
                               TAVOLA DI CONCORDANZA
Direttiva 93/104/CE                             Direttiva presente
Articoli 1 – 5                                  Articoli 1 – 5
Articolo 6, parte introduttiva                  Articolo 6, parte introduttiva
Articolo 6, punto 1                             Articolo 6, lettera a)
Articolo 6, punto 2                             Articolo 6, lettera b)
Articolo 7                                      Articolo 7
Articolo 8, parte introduttiva                  Articolo 8, parte introduttiva
Articolo 8, punto 1                             Articolo 8, lettera a)
Articolo 8, punto 2                             Articolo 8, lettera b)
Articoli 9, 10 e 11                             Articoli 9, 10 e 11
Articolo 12, parte introduttiva                 Articolo 12, parte introduttiva
Articolo 12, punto 1                            Articolo 12, lettera a)
Articolo 12, punto 2                            Articolo 12, lettera b)
Articoli 13, 14 e 15                            Articoli 13, 14 e 15
Articolo 16, parte introduttiva                 Articolo 16, parte introduttiva
Articolo 16, punto 1                            Articolo 16, lettera a)
Articolo 16, punto 2                            Articolo 16, lettera b)
Articolo 16, punto 3                            Articolo 16, lettera c)
Articolo 17, paragrafo 1                        Articolo 17, paragrafo 1
Articolo 17, paragrafo 2, parte introduttiva    Articolo 17, paragrafo 2
Articolo 17, paragrafo 2, punto 2.1             Articolo 17, paragrafo 3, lettere da a) ad e)
Articolo 17, paragrafo 2, punto 2.2             Articolo 17, paragrafo 3, lettere f) e g)
Articolo 17, paragrafo 2, punto 2.3             Articolo 17, paragrafo 4
Articolo 17, paragrafo 2, punto 2.4             Articolo 17, paragrafo 5
Articolo 17, paragrafo 3                        Articolo 18, paragrafo 1
                                             25
 ---pagebreak--- Articolo 17 bis                              Articolo 18, paragrafo 2
Articolo 17 ter                              Articolo 19, paragrafo 1, primo comma
Articolo 17 bis, paragrafo 2                 Articolo 19, paragrafo 1, secondo comma
Articolo 17 bis, paragrafo 3                 Articolo 19, paragrafo 2
Articolo 17 bis, paragrafo 4                 Articolo 19, paragrafo 3
Articolo 17 ter, paragrafo 1                 Articolo 20, paragrafo 1, primo comma
Articolo 17 ter, paragrafo 2                 Articolo 20, paragrafo 1, secondo comma
Articolo 17 ter, paragrafo 3                 Articolo 20, paragrafo 2
Articolo 17 ter, paragrafo 4                 Articolo 20, paragrafo 3
Articolo 17 ter, paragrafo 5                 Articolo 20, paragrafo 4
Articolo 17 ter, paragrafo 6                 Articolo 20, paragrafo 5
Articolo 17 ter, paragrafo 7                 Articolo 20, paragrafo 6
Articolo 17 ter, paragrafo 8                 Articolo 20, paragrafo 7
Articolo 18, paragrafo 1, lettera a)         ––––––––
Articolo 18, paragrafo 1, lettera b) (i)     Articolo 21, paragrafo 1
Articolo 18, paragrafo 1, lettera b) (ii)    Articolo 21, paragrafo 2
Articolo 18, paragrafo 1, lettera c)         Articolo 20, paragrafo 3
Articolo 18, paragrafo 2                     ––––––––
Articolo 18, paragrafo 3                     Articolo 22
Articolo 18, paragrafo 4                     Articolo 23, paragrafo 1
Articolo 18, paragrafo 5                     Articolo 20, paragrafo 2
Articolo 1, paragrafo 6                      Articolo 20, paragrafo 3
––––––––                                     Articolo 2411
––––––––                                     Articolo 2512
––––––––                                     Articolo 26
11
       Direttiva 2000/34/CE, articolo 3.
12
       Direttiva 2000/34/CE, articolo 4.
                                          26
 ---pagebreak--- ––––––––              Articolo 27
Articolo 19           Articolo 28
––––––––              Allegato I
––––––––              Allegato II
            _____________
                 27