CELEX: 62013CJ0543
Language: it
Date: 2015-06-04
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 4 giugno 2015.#Raad van bestuur van de Sociale verzekeringsbank contro E. Fischer-Lintjens.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Centrale Raad van Beroep.#Rinvio pregiudiziale – Previdenza sociale dei lavoratori migranti – Regolamento (CEE) n. 1408/71 – Articolo 27 – Allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b) – Nozione di “pensioni o di rendite dovute secondo le legislazioni di due o più Stati membri” – Prestazioni in natura – Attribuzione retroattiva di una pensione ai sensi della normativa dello Stato membro di residenza – Beneficio di prestazioni sanitarie assoggettato al requisito della sottoscrizione di un’assicurazione malattia obbligatoria – Dichiarazione di non assicurazione ai sensi della normativa relativa all’assicurazione malattia obbligatoria dello Stato membro di residenza – Conseguente assenza di obbligo contributivo in tale Stato membro – Revoca retroattiva di tale dichiarazione – Impossibilità di affiliarsi retroattivamente a un’assicurazione malattia obbligatoria – Interruzione della copertura del rischio di malattia da parte di detta assicurazione – Effetto utile del regolamento n. 1408/71.#Causa C-543/13.

Parti
               Motivazione della sentenza
               Dispositivo
               
            
            Parti
            Nella causa C‑543/13,
            avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Centrale Raad van Beroep (Paesi Bassi), con decisione del 15 ottobre 2013, pervenuta in cancelleria il 17 ottobre 2013, nel procedimento
            Raad van bestuur van de Sociale verzekeringsbank 
            contro
            E. Fischer‑Lintjens ,
            LA CORTE (Terza Sezione),
            composta da M. Ilešič, presidente di sezione, A. Ó Caoimh (relatore), C. Toader, E. Jarašiūnas e C. G. Fernlund, giudici,
            avvocato generale: P. Mengozzi
            cancelliere: A. Calot Escobar
            vista la fase scritta del procedimento,
            considerate le osservazioni presentate:
            – per il Raad van bestuur van de Sociale verzekeringsbank, da H. van der Most, in qualità di agente;
            – per il governo dei Paesi Bassi, da M. de Ree e M. Bulterman, in qualità di agenti;
            – per il governo tedesco, da T. Henze e A. Wiedmann, in qualità di agenti;
            – per la Commissione europea, da D. Martin e M. van Beek, in qualità di agenti,
            sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 12 febbraio 2015,
            ha pronunciato la seguente
            Sentenza 
            
            Motivazione della sentenza
            1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 27 del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella sua versione modificata ed aggiornata dal regolamento (CE) n. 118/97 del Consiglio, del 2 dicembre 1996 (GU 1997, L 28, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE) n. 1992/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006 (GU L 392, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento n. 1408/71»), nonché dell’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b), del regolamento medesimo.
            2. Tale domanda è stata presentata nell’ambito di un procedimento in cui sono opposti il Raad van Bestuur van de Sociale verzekeringsbank (consiglio di amministrazione della cassa della previdenza sociale; in prosieguo: lo «SVB») e la sig.ra Fischer‑Lintjens, in merito alla revoca – da parte del College voor zorgverzekeringen (Consiglio per le assicurazioni malattia; in prosieguo: il «CVZ»), ente le cui competenze sono ormai esercitate dallo SVB, di una dichiarazione intesa a provare che la sig.ra Fischer‑Lintjens non era tenuta a sottoscrivere un’assicurazione malattia neerlandese e che, pertanto, non era dovuta da parte sua alcuna contribuzione (in prosieguo: la «dichiarazione di non assicurazione»).
            Contesto normativo 
            Diritto dell’Unione 
            3. L’articolo 27 del regolamento n. 1408/71 è ubicato nel suo Titolo III, intitolato «Disposizioni specifiche alle varie categorie di prestazioni», nel capitolo 1, a sua volta intitolato «Malattia e maternità». Detto articolo 27, intitolato «Pensioni o rendite dovute secondo la legislazione di più Stati membri, quando esiste un diritto alle prestazioni nello Stato di residenza», così dispone:
            «Il titolare di pensioni o di rendite dovute secondo le legislazioni di due o più Stati membri, tra cui quella dello Stato membro nel cui territorio egli risiede, che abbia diritto alle prestazioni secondo la legislazione di quest’ultimo Stato membro, tenuto conto eventualmente delle disposizioni dell’articolo 18 e dell’allegato VI, nonché i suoi familiari, ottengono tali prestazioni dall’istituzione del luogo di residenza e a carico di questa stessa istituzione, come se l’interessato fosse titolare di una pensione o di una rendita dovuta in virtù della sola legislazione di quest’ultimo Stato membro».
            4. L’articolo 28 di detto regolamento, che si trova nel medesimo capitolo 1, ed è intitolato «Pensioni o rendite dovute secondo la legislazione di un solo Stato o di più Stati, quando non esiste un diritto alle prestazioni nello Stato di residenza», prevede le norme relative al servizio e agli oneri delle prestazioni, applicabili al titolare di una pensione o rendita dovuta in virtù della legislazione di uno Stato membro oppure di pensioni o di rendite dovute in virtù delle legislazioni di due o più Stati membri, che non ha diritto alle prestazioni in base alla legislazione dello Stato membro nel cui territorio risiede, ma beneficia di tali prestazioni per sé e per i suoi familiari, purché, in virtù della legislazione dello Stato membro o di almeno uno degli Stati membri competenti in materia di pensioni, egli avesse diritto a dette prestazioni qualora risiedesse nel territorio dello Stato in questione.
            5. L’articolo 84 bis del regolamento medesimo, intitolato «Rapporti tra le istituzioni e le persone cui si applica il presente regolamento», così recita:
            «1. Le istituzioni e le persone cui si applica il presente regolamento hanno un obbligo reciproco di informazione e di cooperazione per garantire la corretta applicazione del presente regolamento.
            Le istituzioni, secondo il principio di buona amministrazione, rispondono a tutte le domande entro un termine ragionevole e comunicano in proposito alle persone interessate qualsiasi informazione necessaria per far valere i diritti loro conferiti dal presente regolamento.
            Le persone interessate hanno l’obbligo di informare quanto prima le istituzioni dello Stato competente e dello Stato di residenza in merito ad ogni cambiamento nella loro situazione personale o familiare che incida sui loro diritti alle prestazioni previste dal presente regolamento.
            2. La mancata osservanza dell’obbligo di informazione di cui al paragrafo 1, terzo comma, può formare oggetto di misure proporzionate conformemente al diritto nazionale. Tuttavia, tali misure devono essere equivalenti a quelle applicabili a situazioni analoghe che dipendono dall’ordinamento giuridico interno e non devono nella pratica rendere impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti agli interessati dal presente regolamento.
            (...)».
            6. L’allegato VI del medesimo regolamento, intitolato «Modalità particolari d’applicazione delle legislazioni di taluni Stati membri», comprende una rubrica R, nella quale il punto 1, a sua volta intitolato «Assicurazione malattia», alle lettere a) e b), prevede quanto segue:
            «a) Per quanto concerne il diritto alle prestazioni in natura ai sensi della legislazione olandese, come beneficiario delle prestazioni in natura ai fini dell’applicazione dei capitoli 1 e 4 del titolo III del presente regolamento, si intende:
            i) la persona che, ai sensi dell’articolo 2 della legge sull’assicurazione malattia [(Zorgverzekeringswet; in prosieguo: la “Zvw”)], è obbligata ad assicurarsi presso un ente di assicurazione malattia,
            (...)
            b) La persona di cui alla lettera a), punto i), deve, conformemente alle disposizioni della [Zvw], assicurarsi presso un ente di assicurazione malattia (…)».
            Normativa neerlandese 
            La legge recante sistema generale delle pensioni di vecchiaia
            7. L’articolo 14, paragrafo 1, della legge generale sulla vecchiaia (Algemene ouderdomswet; in prosieguo: l’«AOW»), prevede quanto segue:
            «La pensione di vecchiaia e un aumento della pensione di vecchiata sono concessi su domanda dalla Sociale verzekeringsbank».
            8. A termini dell’articolo 16 dell’AOW:
            «1. La pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese nel corso del quale l’interessato soddisfa le condizioni previste per il diritto alla pensione di vecchiaia.
            2. In deroga al disposto del paragrafo 1, una pensione di vecchiaia non può decorrere prima di un anno dal primo giorno del mese in cui è stata presentata la domanda o in cui la concessione ha avuto luogo d’ufficio. Per casi speciali la Sociale verzekeringsbank può derogare a quanto sopra disposto».
            La legge per l’assicurazione relativa alle spese mediche straordinarie
            9. L’articolo 5, paragrafi 1 e 4, della legge generale per l’assicurazione relativa alle spese mediche straordinarie (Algemene wet bijzondere ziektekosten; in prosieguo: l’«AWBZ») prevede quanto segue:
            «1. Sono assicurati ai sensi delle presenti disposizioni coloro che:
            a. siano residenti, o
            b. non siano residenti, ma siano soggetti all’imposta sui redditi di lavoro per le prestazioni di lavoro dipendente svolte nei Paesi Bassi.
            (...)
            4. In deroga al paragrafo 1, la categoria degli assicurati può essere estesa o limitata con o in forza di una disposizione amministrativa generale».
            10. L’articolo 5 quater dell’AWBZ così recita:
            «La Sociale verzekeringsbank determina d’ufficio e, se del caso, su domanda, se una persona fisica soddisfa i requisiti fissati dagli articoli 5 o 5 b o in forza di tali articoli per essere assicurata ai sensi di detta legge».
            Decreto del 1999 che estende e limita la categoria delle persone assicurate a titolo previdenziale
            11. L’articolo 21, paragrafi 1 e 6, del decreto del 1999 che estende e limita la categoria delle persone assicurate a titolo previdenziale (Besluit uitbreiding en beperking kring verzekerden volksverzekeringen 1999; in prosieguo: il «KB 746») cosà recita:
            «1. Non è assicurata in forza dell’[AWBZ] una persona che sia residente nei Paesi Bassi ma che, in applicazione di un regolamento del Consiglio delle Comunità europee o di una convenzione sulla previdenza sociale stipulata dai Paesi Bassi con uno o più altri Stati, può far valere nei Paesi Bassi il diritto a prestazioni ad essa in linea di principio concesse a carico di un altro Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato parte alla convenzione sullo Spazio economico europeo o di uno Stato con cui i Paesi Bassi hanno stipulato una convenzione sulla previdenza sociale.
            (...)
            6. Su domanda della persona di cui al primo, secondo, terzo o quarto paragrafo, la Sociale verzekeringsbank rilascia una dichiarazione che detta persona non è assicurata».
            La legge sull’assicurazione malattia
            12. L’articolo 2, paragrafo 1, della Zvw così dispone:
            «La persona assicurata per legge in forza dell’AWBZ e della normativa su essa fondata, è tenuta ad stipulare o a far stipulare un’assicurazione malattia contro i rischi di cui all’articolo 10».
            13. L’articolo 3, paragrafo 1, della Zvw, recita quanto segue:
            «Un ente di assicurazione malattie è obbligato a stipulare un’assicurazione malattie con o a favore di ogni soggetto rientrante nel regime di assicurazione obbligatoria che risieda nel suo territorio o che risieda all’estero che ne faccia richiesta».
            14. L’articolo 5, paragrafi 1 e 5, della Zvw, stabilisce:
            «1. L’assicurazione malattia decorre dal giorno in cui l’ente di assicurazione ha ricevuto la domanda di cui all’articolo 3, paragrafo 1 (…)
            (...)
            5. L’assicurazione malattia ha efficacia retroattiva, eventualmente in deroga all’articolo 925, paragrafo 1, del libro 7 del codice civile:
            a. se ha inizio entro quattro mesi dal sorgere dell’obbligo di assicurazione, sino al giorno in cui detto obbligo è sorto.
            (...)».
            Procedimento principale e questioni pregiudiziali 
            15. La sig.ra Fischer‑Lintjens ha risieduto nei Paesi Bassi dal 1° dicembre 1934, data della sua nascita, fino al 1° settembre 1970. Successivamente, ha risieduto in Germania fino al 1° maggio 2006, data del suo ritorno ai Paesi Bassi, ove risiede nuovamente a partire da allora.
            16. Con decorrenza dall’ottobre 2004, la sig.ra Fischer‑Lintjens ha percepito una pensione di reversibilità della competente istituzione tedesca. In seguito al trasferimento, nel 2006, dalla Germania ai Paesi Bassi, la signora si è iscritta presso l’ente di assicurazione malattia neerlandese CZ (in prosieguo: il «CZ»), con il modulo E 121, e dal 1° giugno 2006, in forza dell’articolo 28 del regolamento n. 1408/71, ha potuto conseguire, nei Paesi Bassi, prestazioni il cui onere è stato posto a carico della competente istituzione tedesca. La sig.ra Fischer‑Lintjens ha versato premi in Germania per la propria assicurazione malattia.
            17. Il 20 ottobre 2006, la sig.ra Fischer‑Lintjens ha ottenuto dal CVZ la dichiarazione di non assicurazione quanto all’AWBZ, intesa a provare all’autorità neerlandese di riscossione dei premi che nei Paesi Bassi non era dovuto alcun premio. La sig.ra Fischer‑Lintjens ha indicato, nel formulario che ha dovuto compilare per ricevere tale dichiarazione, di non percepire pensioni né prestazioni in forza della normativa neerlandese, bensì una pensione ai sensi della normativa tedesca.
            18. Detta dichiarazione indicava la validità di tale affermazione, salvo modifiche delle circostanze, dal 1° giugno 2006 al 31 dicembre 2010.
            19. Benché la sig.ra Fischer‑Lintjens abbia raggiunto i 65 anni di età, cui consegue il diritto, nei Paesi Bassi, a ricevere una pensione a partire dal 1° dicembre 1999 ai sensi dell’AOW, ella ha chiesto tale pensione solo nel maggio 2007. Secondo il giudice del rinvio, la sig.ra Fischer‑Lintjens avrebbe erroneamente ritenuto, precedentemente alla presentazione della sua domanda, di non avervi diritto.
            20. Con decisione dell’8 novembre 2007, modificata il 24 aprile 2008, l’SVB ha accordato e versato alla sig.ra Fischer‑Lintjens, conformemente all’articolo 16, paragrafo 2, dell’AOW, una pensione con efficacia retroattiva di un anno a partire dalla data del primo giorno del mese nel corso del quale è stata presentata la domanda, vale a dire dal 1° maggio 2006.
            21. La sig.ra Fischer‑Lintjens non ha comunicato né al CZ, né al CVZ, né all’ente assicurativo tedesco tale modifica della sua situazione fino all’ottobre 2010.
            22. Il 21 ottobre 2010, la sig.ra Fischer‑Lintjens ha compilato un formulario, inviato al CVZ nel contesto della sua domanda di proroga della dichiarazione di non assicurazione, ed ha ivi dichiarato di ricevere una pensione di vecchiaia ai sensi dell’AOW dal 1° maggio 2006.
            23. Con decisione del 2 novembre 2010, il CVZ ha fatto sapere alla sig.ra Fischer‑Lintjens che era vincolata da un obbligo di assicurazione ai sensi dell’AWBZ e della Zvw e che doveva, di conseguenza, provvedere al versamento di premi nei Paesi Bassi, dato che non si trovava più in una delle situazioni previste dall’articolo 21, paragrafo 1, del KB 746 ed era, quindi, vincolata da un obbligo di assicurazione a far data dal giugno 2006. Il CVZ ha, pertanto, revocato la dichiarazione di non assicurazione della sig.ra Fischer‑Lintjens (in prosieguo: la «decisione di revoca») e il CZ ha risolto il suo contratto di assicurazione. Tale revoca e tale risoluzione avevano efficacia retroattiva a far data al 1° giugno 2006.
            24. L’ente assicurativo tedesco ha quindi restituito un importo dei premi superiore a EUR 5 000, importo che la sig.ra Fischer‑Lintjens aveva corrisposto in Germania dal 1° giugno 2006.
            25. Il CZ ha quindi chiesto alla sig.ra Fischer‑Lintjens il pagamento delle spese sanitarie rimborsate a tale ente tedesco, per un totale di oltre EUR 11 000. Secondo il CVZ, in forza dell’articolo 5, paragrafo 5, della Zvw, l’assicurazione malattia può decorrere retroattivamente solo se è sottoscritta nei quattro mesi successivi all’insorgenza dell’obbligo di assicurazione. La sig.ra Fischer‑Lintjens stessa doveva, pertanto, adempiere le spese sanitarie rimborsate a tale ente tedesco per il periodo durante il quale non era assicurata, vale a dire tra il mese di giugno 2006 e il 1° luglio 2010, ove quest’ultima data è quella in cui la sig.ra Fischer‑Lintjens è divenuta titolare di un’assicurazione malattia neerlandese.
            26. Il 7 dicembre 2010, quest’ultima ha inviato al CVZ un reclamo contro la decisione di revoca.
            27. A partire dal 15 marzo 2011, la SVB è divenuto il soggetto competente a concedere l’esenzione dall’obbligo di assicurazione AWBZ e a rilasciare la dichiarazione di non assicurazione. Le dichiarazioni rilasciate precedentemente a tale data dal CVZ sono considerate come rilasciate dall’SVB.
            28. Con decisione del 21 aprile 2011, l’SVB ha dichiarato infondato il reclamo della sig.ra Fischer‑Lintjens avverso la decisione di revoca. Con decisione del Rechtbank Roermond (Tribunale di Roermond) del 17 gennaio 2012, il ricorso della sig.ra Fischer‑Lintjens avverso tale decisione è stato accolto. Secondo tale giudice, la dichiarazione di non assicurazione rilasciata alla sig.ra Fischer‑Lintjens era destinata a produrre effetti giuridici non eliminabili con la revoca della stessa.
            29. L’SVB ha interposto appello avverso tale decisione dinanzi al Centrale Raad van Beroep (Tribunale centrale del contenzioso amministrativo), facendo valere che la dichiarazione di non assicurazione era un atto di natura meramente dichiarativa, al pari del formulario E 121. Secondo l’SVB, non può trarsi alcuna conseguenza giuridica, derogatoria rispetto a quelle risultanti dall’applicazione del regolamento n. 1408/71, dalla normativa nazionale.
            30. Secondo il giudice del rinvio, l’SVB era competente a revocare con efficacia retroattiva la dichiarazione di non assicurazione, ma, provvedendo a tale revoca, l’SVB non aveva tenuto nel debito conto gli interessi della sig.ra Fischer‑Lintjens. Detto giudice ritiene che discenda, segnatamente, dal principio di certezza del diritto, che l’effettiva facoltà di accordare le pensioni e di assumere l’onere delle prestazioni in natura sorga soltanto dalla data della decisione di concessione della pensione domandata, in forza della quale si stabilisce che l’interessato ha effettivamente diritto alla pensione medesima. Per questo motivo, detto giudice si chiede in quale momento la pensione di cui al procedimento principale sia effettivamente «dovuta», ai sensi dell’articolo 27 del menzionato regolamento, alla sig.ra Fischer‑Lintjens, in quanto, a suo avviso, se il suddetto articolo trova applicazione con efficacia retroattiva, ciò condurrà, in linea di principio, al sorgere di diverse conseguenze giuridiche con efficacia retroattiva, fra cui, nel caso di specie, quella dell’obbligo di disporre di un’assicurazione malattia neerlandese.
            31. In tali circostanze, il Centrale Raad van Beroep ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le questioni pregiudiziali seguenti:
            «1) Se la nozione di [pensioni o di rendite] “dovute”, ai sensi degli articoli 27 e seguenti del regolamento (…) n. 1408/71, debba essere interpretata nel senso che, ai fini della determinazione del momento dal quale è dovuta una pensione o una rendita, sia determinante la data in cui è stata adottata una decisione di concessione, dopo la quale la pensione è stata pagata, oppure la data dalla quale ha effetto la pensione concessa con efficacia retroattiva.
            2) Qualora con la nozione di [pensioni o di rendite] “dovute” si intenda la data dalla quale ha effetto la pensione concessa con efficacia retroattiva:
            se sia con ciò compatibile che il titolare della pensione, che rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 27 del regolamento (...) n. 1408/71, in forza del diritto olandese non può assicurarsi con la medesima efficacia retroattiva per l’assicurazione malattie».
            Sulle questioni pregiudiziali 
            32. Occorre, anzitutto, rilevare che le questioni sono poste nelle circostanze particolari del procedimento principale in cui, da una parte, alla sig.ra Fischer‑Lintjens è stata concessa una pensione neerlandese nel mese di novembre 2007, con efficacia retroattiva a far data dal 1º maggio 2006, e, dall’altra, la sig.ra Fischer‑Lintjens, con la dichiarazione di non assicurazione del 20 ottobre 2006, ha potuto provare all’ente di assicurazione malattia neerlandese preposto alla riscossione dei premi di non essere tenuta all’obbligo derivante dall’articolo 2, paragrafo 1, della Zvw, letto in combinato disposto con l’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettera a), del regolamento n. 1408/71, di sottoscrivere un’assicurazione obbligatoria neerlandese, ove essa ricadeva nell’ambito di applicazione dell’articolo 28 di detto regolamento e aveva pertanto diritto alle prestazioni sanitarie nei Paesi Bassi a carico dell’ente tedesco competente. Tale dichiarazione di non assicurazione le è stata tuttavia revocata il 2 novembre 2010 con efficacia retroattiva a far data dal 1° giugno 2006.
            33. In tale contesto, occorre ricordare che i titolari di pensioni ai sensi delle normative di due o più Stati membri, tra cui quella dei Paesi bassi, in cui risiedono, devono, ai sensi dell’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b), di detto regolamento, per aver diritto alle prestazioni sanitarie a carico dell’ente competente neerlandese ai sensi della normativa di quest’ultimo Stato membro ai sensi dell’articolo 27 dello stesso regolamento, essere assicurati presso un ente previdenziale ai sensi dell’articolo 2 della Zvw. È pacifico che, ai sensi dell’articolo 5, paragrafi 1 e 5, della Zvw, tale assicurazione possa avere efficacia retroattiva solo se è sottoscritta nei quattro mesi successivi all’insorgenza dell’obbligo di assicurazione.
            34. Secondo il giudice del rinvio, occorre pertanto determinare la data in cui la sig.ra Fischer‑Lintjens ha avuto diritto, nei Paesi Bassi, a tali prestazioni a carico del competente ente neerlandese, che corrisponde alla data in cui la situazione della sig.ra Fischer‑Lintjens ha cessato di essere disciplinata dall’articolo 28 del regolamento n. 1408/71, per ricadere nell’articolo 27 dello stesso regolamento. Tuttavia, detto giudice precisa che, indipendentemente da quale sia tale data, l’applicazione degli articoli 2 e 5, paragrafo 5, della Zvw potrebbe privare la sig.ra Fischer‑Lintjens di un’assicurazione malattia per un periodo determinato, in quanto tali disposizioni ostino alla sottoscrizione di tale assicurazione con efficacia retroattiva in circostanze come quelle che caratterizzano la situazione della sig.ra Fischer‑Lintjens. Detto giudice indica, ciononostante, che può ritenersi che l’interruzione dell’assicurazione malattia della sig.ra Fischer‑Lintjens durante il periodo compreso tra l’8 novembre 2007, data del primo versamento nei suoi confronti della pensione neerlandese, e il 1° luglio 2010, data di affiliazione della sig.ra Fischer‑Lintjens a un’assicurazione malattia neerlandese, sia unicamente imputabile alla tardiva affiliazione di quest’ultima a un ente assicuratore neerlandese. Unicamente la sig.ra Fischer‑Lintjens dovrebbe, pertanto, sopportare il danno che ne consegue.
            35. Pertanto, con le sue questioni, che occorre esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 27 del regolamento n. 1408/71, in combinato disposto con l’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b) del regolamento medesimo, debba essere interpretato nel senso che osta, in circostanze come quelle oggetto del procedimento principale, alla normativa di uno Stato membro che non consente al beneficiario di una pensione, concessa da tale Stato membro con efficacia retroattiva di un anno, di affiliarsi a un’assicurazione malattia obbligatoria con la medesima efficacia retroattiva.
            36. Occorre quindi determinare a partire da quale data, in circostanze come quelle oggetto del procedimento principale, i Paesi Bassi siano divenuti competenti, in forza di detto articolo 27 del regolamento n. 1408/71, nei confronti di un soggetto titolare di pensioni quale la sig.ra Fischer‑Lintjens.
            37. Al riguardo, le disposizioni contenute in detto regolamento che determinano la legislazione applicabile costituiscono un sistema di norme di conflitto la cui completezza ha l’effetto di privare i legislatori nazionali del potere di determinare la portata e le condizioni di applicazione della propria normativa nazionale in materia, quanto alle persone che ne risultano assoggettate e quanto al territorio nel quale le disposizioni nazionali producono i propri effetti (v., segnatamente, sentenza van Delft e a., C‑345/09, EU:C:2010:610, punto 51 e la giurisprudenza ivi richiamata).
            38. Siccome le norme di conflitto previste dal regolamento n. 1408/71 s’impongono dunque imperativamente agli Stati membri, la Corte ha già avuto modo di affermare che a maggior ragione non può ammettersi che gli assicurati compresi nell’ambito di applicazione di dette norme possano osteggiarne gli effetti disponendo della scelta di sottrarsi ad esse. Infatti, l’applicazione del sistema di norme di conflitto introdotto da detto regolamento dipende solo dalla situazione obiettiva in cui si trova il lavoratore interessato (v., in tal senso, sentenza van Delft e a., C‑345/09, EU:C:2010:610, punto 52 e la giurisprudenza ivi richiamata).
            39. Occorre parimenti ricordare che, secondo costante giurisprudenza della Corte, le disposizioni di detto regolamento che stabiliscono la normativa applicabile sono intese non solo ad evitare la simultanea applicazione di più normative nazionali e le complicazioni che possono derivarne, ma anche a far sì che i soggetti rientranti nella sfera di applicazione del regolamento medesimo non restino senza tutela in materia di previdenza sociale per mancanza di una normativa ad essi applicabile (v., in tal senso, sentenza Mulders, C‑548/11, EU:C:2013:249, punto 39 e la giurisprudenza ivi richiamata).
            40. Ne deriva che, come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 41 delle sue conclusioni, uno degli obiettivi delle norme di conflitto previste dal regolamento n. 1408/71 è quello di garantire che ciascun iscritto al regime previdenziale rientrante nel suo ambito di applicazione goda di una copertura continua, senza che su tale continuità possano incidere le scelte discrezionali degli individui o delle istituzioni competenti degli Stati membri.
            41. Al riguardo, l’articolo 27 di detto regolamento riguarda la posizione del titolare di pensioni o rendite dovute in virtù delle legislazioni di più Stati membri, tra cui quella dello Stato membro nel cui territorio egli risiede, e che ha diritto alle prestazioni di malattia e maternità in quest’ultimo Stato. Tale articolo, in combinato disposto con l’articolo 28 dello stesso regolamento, è inteso a determinare, da un lato, l’istituzione cui spetta corrispondere, ai titolari di pensioni o rendite, tali prestazioni di malattia e di maternità e, dall’altro, l’istituzione che ne sopporta l’onere (v., in tal senso, sentenza Rundgren, C‑389/99, EU:C:2001:264, punti 43 e 44).
            42. Il sistema istituito da tali disposizioni stabilisce quindi un nesso tra la competenza a corrispondere le pensioni o le rendite e l’obbligo di assumere l’onere delle prestazioni in natura, ove tale obbligo risulta pertanto accessorio ad un’effettiva competenza in materia di pensioni. Conseguentemente, l’onere delle prestazioni in natura non può essere attribuito all’istituzione di uno Stato membro che possieda solo una competenza eventuale in materia di pensioni. Ne consegue che l’articolo 27 del regolamento n. 1408/71, al pari del suo articolo 28, ove si riferisca a una pensione o ad una rendita dovute, riguarda una pensione o una rendita effettivamente versate all’interessato (v., in tal senso, sentenza Rundgren, C‑389/99, EU:C:2001:264, punto 47).
            43. In tal senso, la pensione neerlandese di un interessato che si trovi in una situazione identica a quella della sig.ra Fischer‑Lintjens deve essere considerata come dovuta, ai sensi dell’articolo 27 del regolamento n. 1408/71, a far data dall’inizio del periodo per il quale tale pensione è stata effettivamente versata a detto interessato, indipendentemente dal momento in cui il diritto a tale pensione sia stato formalmente accertato. Tale pensione, pertanto, è dovuta per tutto questo periodo, anche, eventualmente, nell’ipotesi in cui esso inizi precedentemente alla data della decisione con cui tale pensione è stata concessa.
            44. Nella specie, è pacifico che la pensione oggetto del procedimento principale sia stata effettivamente versata alla sig.ra Fischer‑Lintjens, in forza della normativa neerlandese, per il periodo iniziato il 1° maggio 2006. Pertanto, da tale data, essa doveva essere considerata «dovuta», ai sensi dell’articolo 27 del regolamento n. 1408/71, per la concessione delle prestazioni alla sig.ra Fischer‑Lintjens.
            45. Inoltre, come ha rilevato il governo tedesco nelle sue osservazioni scritte, qualsiasi altra interpretazione del termine «dovuta», ai sensi di tale articolo 27, farebbe dipendere l’applicabilità nel tempo della competenza di uno Stato membro in materia di prestazioni dovute in forza di tale regolamento dalla rapidità con la quale le amministrazioni nazionali provvedono a trattare le domande di pensione o di rendita, il che si porrebbe in contrasto di uno degli obiettivi perseguiti da tale regolamento, che, come la Corte ha già avuto modo di statuire al precedente punto 40, è quello di garantire che ciascun iscritto al regime previdenziale rientrante nell’ambito di applicazione del regolamento medesimo goda di una copertura continua.
            46. Risulta peraltro dagli atti versati alla Corte, che non sono contestati, che, a seguito della revoca retroattiva della dichiarazione di non assicurazione, la sig.ra Fischer‑Lintjens non disponeva più di un’assicurazione malattia per il periodo compreso tra il mese di giugno 2006 e il 1° luglio 2010, mentre aveva previamente versato premi per l’assicurazione salute in Germania per tale periodo che, in ragione della decisione di revoca, le sono stati successivamente restituiti.
            47. A tal riguardo, il governo neerlandese chiarisce nelle sue osservazioni scritte che qualsivoglia efficacia retroattiva dell’assicurazione malattia neerlandese è, in linea di principio, esclusa dalla normativa neerlandese oggetto del procedimento principale in considerazione dell’oggetto, proprio delle assicurazioni, di garantire danni futuri che non sono realizzati alla data della sottoscrizione e della finalità di incitare gli interessati, tenuti a sottoscrivere un contratto di assicurazione di diritto neerlandese, a provvedere il più rapidamente possibile. Una tale assenza di efficacia retroattiva garantirebbe la solidarietà, che è alla base del regime dell’assicurazione malattia, e preverrebbe gli abusi. Tuttavia, nonostante tale principio generale di esclusione, il legislatore neerlandese avrebbe previsto un’eccezione limitata, in forza della quale, ove l’assicurazione malattia inizi a decorrere entro un termine di quattro mesi dall’insorgere dell’obbligo assicurativo, tale assicurazione possiede un’efficacia retroattiva sino al giorno in cui tale obbligo è sorto. Tale efficacia, ove si applicasse – il che non potrebbe verificarsi nel procedimento principale, dato che l’obbligo assicurativo della sig.ra Fischer‑Lintjens è sorto il 1° maggio 2006 – sarebbe pertanto limitata a quattro mesi.
            48. Certo, può risultare legittimo per uno Stato membro limitare la possibilità di sottoscrivere, con efficacia retroattiva, un’assicurazione malattia al fine di incoraggiare le persone tenute a sottoscrivere tale assicurazione a farlo al più presto. In tal senso, la Corte ha già avuto modo di statuire che un siffatto obbligo di pagamento dei contributi sulla base dell’esistenza di un diritto alle prestazioni, anche senza beneficiare effettivamente di tali prestazioni, è inerente al principio di solidarietà realizzato dai regimi previdenziali nazionali, considerato che, qualora un obbligo del genere non sussistesse, gli interessati potrebbero essere inclini ad attendere la concretizzazione del rischio prima di contribuire al finanziamento di detto regime (v., in tal senso, sentenza van Delft e a., C‑345/09, EU:C:2010:610, punto 75).
            49. Tuttavia, i requisiti di affiliazione ai sistemi previdenziali degli Stati membri, la cui disciplina ricade nella competenza di questi ultimi, devono rispettare il diritto dell’Unione e ad essi non può conseguire l’esclusione dalla sfera di applicazione di una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, delle persone alle quali, in forza del regolamento n. 1408/71, detta normativa può essere applicata (v., in tal senso, sentenze Kits van Heijningen, C‑2/89, EU:C:1990:183, punto 20, nonché Salemink, C‑347/10, EU:C:2012:17, punti da 38 a 40).
            50. Orbene, occorre osservare, come rilevato, in sostanza, dall’avvocato generale ai paragrafi 53 e 54 delle sue conclusioni, che una normativa nazionale come quella oggetto del procedimento principale comporta che una persona alla quale sia concesso dalle autorità dello Stato membro di residenza, in forza dell’articolo 27 di detto regolamento, il versamento di una pensione con efficacia retroattiva di più di quattro mesi dalla data della decisione relativa alla sua concessione, si trovi poi nell’impossibilità di adempiere i suoi obblighi di legge e di sottoscrivere, in tale Stato membro, un’assicurazione malattia entro un termine che gli consenta di beneficiare di un’efficacia retroattiva superiore a quattro mesi, mentre beneficiava sino a quel momento dell’accollo delle sue prestazioni sanitarie da parte dell’ente competente di un altro Stato membro.
            51. In tal senso, nella specie, è pacifico che, anche se la sig.ra Fischer‑Lintjens avesse informato gli enti olandesi competenti del fatto che riceveva una pensione tedesca, l’8 novembre 2007, data di adozione della decisione dell’SVB che accertava il suo diritto a una pensione nei Paesi Bassi con efficacia retroattiva a far data dal 1° maggio 2006, non avrebbe potuto, in ragione della limitazione contenuta nell’articolo 5, paragrafo 5, della Zvw, affiliarsi a un’assicurazione malattia obbligatoria a far data dal 1° maggio 2006. Nel contesto di cui al procedimento principale, risulta che alla sig.ra Fischer‑Lintjens sarebbe stato pertanto comunque impossibile evitare un periodo di interruzione di tale assicurazione.
            52. Orbene, conformemente alla giurisprudenza rammentata supra, al punto 39, un assicurato, quale la sig.ra Fischer‑Lintjens, che rientra nella sfera di applicazione del regolamento n. 1408/71, non può essere privato della tutela in materia di previdenza sociale per mancanza di una normativa ad esso applicabile (v., per analogia, sentenza Kuusijärvi, C‑275/96, EU:C:1998:279, punto 28).
            53. Ne deriva – come rilevato dall’avvocato generale ai paragrafi 55 e 56 delle sue conclusioni – che la limitazione posta dalle disposizioni di una normativa nazionale come quella oggetto del procedimento principale, da cui consegue che una persona che si trovi in una situazione identica a quella della sig.ra Fischer‑Lintjens non è in grado di adempiere gli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 27 del regolamento n. 1408/71 e dell’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b), di detto regolamento, pregiudica l’effetto utile del sistema di norme di conflitto introdotto dallo stesso regolamento e degli obblighi incombenti agli assicurati sociali in virtù del regolamento medesimo. In particolare, l’effetto utile di tale sistema, che si impone in termini cogenti sia agli Stati membri sia agli interessati, non può essere g arantito se detti Stati, mediante le loro normative nazionali, possono privare un interessato, quale la sig.ra Fischer‑Lintjens, della possibilità di adempiere appieno gli obblighi che ad esso incombono in forza del regolamento medesimo.
            54. Al riguardo, non può accogliersi l’argomento del governo neerlandese, secondo il quale l’interruzione dell’assicurazione malattia della sig.ra Fischer‑Lintjens, in particolare per il periodo compreso tra il mese di novembre 2007 e quello di luglio 2010, deriverebbe unicamente dal fatto che essa non ha informato l’ente neerlandese competente del cambiamento quanto ai suoi diritti a pensione.
            55. Certo, l’articolo 84 bis, paragrafo 1, del regolamento n. 1408/71, prevede un obbligo reciproco di informazione e di cooperazione tra gli enti competenti e i soggetti la cui situazione è disciplinata dal tale regolamento. Infatti, se tali soggetti sono tenuti a informare detti enti entro un breve termine di ogni cambiamento nella loro situazione personale o familiare che incida sul loro diritto a prestazioni ai sensi di tale regolamento, gli enti sono obbligati a fornire, rispondendo alle domande di detti soggetti relative al medesimo regolamento, ogni informazione richiesta ai fini dell’esercizio dei diritti ad essi conferiti in forza del regolamento n. 1408/71.
            56. Tale informazione potrebbe includere, eventualmente, dati sufficienti per consentire a una persona, in circostanze come quelle oggetto del procedimento principale, di comprendere che era assoggettata all’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione malattia nei Paesi Bassi.
            57. Tuttavia, occorre rilevare che, ai sensi dell’articolo 84 bis, paragrafo 2, dello stesso regolamento, la mancata osservanza dell’obbligo di informazione di cui al paragrafo 1, terzo comma, di detto articolo 84 bis può unicamente comportare l’applicazione di misure proporzionate conformemente al diritto nazionale che devono, da una parte, essere equivalenti a quelle applicabili a situazioni analoghe che dipendono dall’ordinamento giuridico interno e, dall’altra, non rendere in pratica impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti agli interessati dal regolamento stesso.
            58. Orbene, ciò non si verificherebbe se l’applicazione di una normativa nazionale dovesse risolversi nel privare un interessato, in una situazione identica a quella della sig.ra Fischer‑Lintjens, di qualsivoglia tutela previdenziale per un periodo determinato, senza che si tenga conto di tutte le circostanze rilevanti, segnatamente quelle relative alla sua situazione personale, quali la sua età, il suo stato di salute e la sua assenza dai Paesi Bassi per un periodo prolungato. Inoltre, assume una particolare importanza il fatto che la sig.ra Fischer‑Lintjens abbia versato contributi, in Germania, nel periodo tra il mese di novembre 2007 e quello di ottobre 2010, a un’assicurazione malattia.
            59. Alla luce di tutte le suesposte considerazioni, occorre rispondere alle questioni poste affermando che l’articolo 27 del regolamento n. 1408/71, in combinato disposto con l’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b) del regolamento medesimo, deve essere interpretato nel senso che la pensione di un beneficiario, in un contesto come quello oggetto del procedimento principale, deve essere considerata come dovuta a far data dall’inizio del periodo per il quale tale pensione è stata effettivamente versata a detto interessato, indipendentemente dalla data in cui il diritto a tale pensione sia stato formalmente accertato e anche, eventualmente, nell’ipotesi in cui esso inizi a decorrere precedentemente alla data della decisione con cui la stessa pensione è stata concessa. Gli articoli 27 e 84 bis del regolamento n. 1408/71, in combinato disposto con l’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b) del regolamento medesimo, vanno interpretati nel senso che ostano, in circostanze come quelle oggetto del procedimento principale, alla normativa di uno Stato membro che non consente al beneficiario di una pensione, concessa da tale Stato membro con efficacia retroattiva di un anno, di affiliarsi a un’assicurazione malattia obbligatoria con la medesima efficacia retroattiva e che si risolve nel privare tale beneficiario di qualsivoglia tutela previdenziale, senza che si tenga conto di tutte le circostanze rilevanti, segnatamente quelle relative alla sua situazione personale.
            Sulle spese 
            60. Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
            
            Dispositivo
            Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara:
            L’articolo 27 del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella sua versione modificata ed aggiornata dal regolamento (CE) n. 118/97 del Consiglio, del 2 dicembre 1996, come modificato dal regolamento (CE) n. 1992/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, in combinato disposto con l’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b) di detto regolamento n. 1408/71, deve essere interpretato nel senso che la pensione di un beneficiario, in un contesto come quello oggetto del procedimento principale, deve essere considerata come dovuta a far data dall’inizio del periodo per il quale tale pensione è stata effettivamente versata a detto interessato, indipendentemente dalla data in cui il diritto a tale pensione sia stato formalmente accertato e anche, eventualmente, nell’ipotesi in cui esso inizi a decorrere precedentemente alla data della decisione con cui la stessa pensione è stata concessa. 
            Gli articoli 27 e 84 bis del regolamento n. 1408/71, nella sua versione modificata ed aggiornata dal regolamento n. 118/97, come modificato dal regolamento n. 1992/2006, in combinato disposto con l’allegato VI, rubrica R, punto 1, lettere a) e b) di detto regolamento, devono essere interpretati nel senso che ostano, in circostanze come quelle oggetto del procedimento principale, alla normativa di uno Stato membro che non consente al beneficiario di una pensione, concessa da tale Stato membro con efficacia retroattiva di un anno, di affiliarsi a un’assicurazione malattia obbligatoria con la medesima efficacia retroattiva e che si risolve nel privare tale beneficiario di qualsivoglia tutela previdenziale, senza che si tenga conto di tutte le circostanze rilevanti, segnatamente quelle relative alla sua situazione personale.