CELEX: C2007/129/03
Language: it
Date: 2007-06-09 00:00:00
Title: Causa C-100/07 P: Ricorso proposto il 21 febbraio 2007 da È.R. e a. avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 13 dicembre 2006 , causa T-138/03, È.R. e a./Consiglio e Commissione

9.6.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 129/2
            
         Ricorso proposto il 21 febbraio 2007 da È.R. e a. avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 13 dicembre 2006, causa T-138/03, È.R. e a./Consiglio e Commissione
   (Causa C-100/07 P)
   (2007/C 129/03)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrenti: È.R., J.R., A.R., B.R., O.O., T.D., V.D., J.M.D., D.D., D.F., E.E., C.F., H.R., M.R., I.R., B.R., M.R., C.S. (rappresentante: F. Honnorat, avocat)
   
      Altre parti nel procedimento: Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni dei ricorrenti
   I ricorrenti concludono che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare ricevibile il ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado;
            
         
               —
            
            
               dichiarare tale impugnazione fondata;
            
         
               —
            
            
               annullare quanto disposto dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Prima Sezione) nella sentenza 13 dicembre 2006, pronunciata nella causa T-138/03;
            
         
               —
            
            
               ordinare il rinvio del procedimento al Tribunale affinché decida sulle domande dei ricorrenti.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con il ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado i ricorrenti chiedono l'annullamento della sentenza impugnata in quanto tale decisione ha dichiarato il loro ricorso parzialmente irricevibile e, per il resto, infondato.
   Per quanto riguarda, in primo luogo, la ricevibilità della loro impugnazione, i ricorrenti sostengono che la motivazione del Tribunale è contraddittoria e che, statuendo che l'azione di risarcimento dei danni derivanti dal contagio e dal decesso del sig. H. E. R. sarebbe stata proposta dopo la scadenza del termine di prescrizione di cinque anni, detto giudice ha violato sia l'art. 46 dello Statuto della Corte sia l'art. 6, n. 1, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. A tal proposito, i ricorrenti fanno valere che, in quanto al momento dell'esame delle loro domande essi non disponevano di dati epidemiologici idonei a consentire di precisare con esattezza la data di contagio dei loro familiari, il Tribunale non poteva dichiarare acquisita la prescrizione della loro azione.
   In secondo luogo, per quanto riguarda l'esame dell'impugnazione nel merito, i ricorrenti fanno valere che il Tribunale avrebbe altresì adottato una motivazione contraddittoria e violato l'art. 6, n. 1, della Convenzione citata in precedenza, da un lato, basando la sua decisione su relazioni obsolete e non tenendo conto dei dati epidemiologici più recenti e, dall'altro, dichiarando che l'esistenza di un nesso di causalità fra il danno lamentato ed il comportamento illegittimo addebitato alle istituzioni comunitarie non era stata dimostrata.