CELEX: 51963PC0321
Language: it
Date: 1963-11-20
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO CHE STABILISCE PRINCIPI COMUNI E UNA PROCEDURA COMUNITARIA PER LA DIFESA COMMERCIALE DELLA C.E.E. CONTRO PRATICHE ANORMALI DA PARTE DEI PAESI TERZI (PRESENTATA DALLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (63) 321
Vol. 1963/0078
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITÀ'                ECONOMICA EU ROPEA
                     COMMISSIONE .
                                                         l/COM(63)321 def .
                                                                  Orig ,, : ?
                                              Bruxelles , 20 novombre 1963
                                PROPOSTA DI
                        REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
            CHE STABILISCE PRINCIPI COMUNI E DNA PROCEDURA
             COMUNITARIA PER LA DIFESA COMMERCIALE   DELLA
             C.E.E. CONTRO PRATICHE ANORMALI DA PARTE DEI
                              ■ PAESI TERZI
             ( PRESENTATA DALLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO)
  I/CQM(63)321 def .
 ---pagebreak--- Nota introduttiva
1.       Secondo l' articolo 111 comma 1 del Trattato di Roma spetta
alla Commissione sottoporre al Consiglio proposte relative alla
procedura da applicare durante il periodo transitorio per la rea­
lizzazione di un' azione comune , e all' uniformazione della politi­
ca commerciale .
         In conformità di questo mandato , la Commissione ha presen­
tato al Consiglio , che l' ha approvato il 25 settembre 1962, un pro­
gramma d' azione in materia di politica commerciale comune che trat­
ta , fra l' altro , dell' uniformazione delle misure di difesa commer­
ciale di cui la Commissione potrebbe avvalersi in caso di pratiche
anormali da parte di un paese terzo .
2. x     II Comitato speciale di cui all' articolo 111 , procedendo al­
lo studio del problema della stabilizzazione delle concessioni ta­
riffarie consentite dai paesi terzi , che è necessaria per lo svilup­
po delle esportazioni della C.3.E. , ha caldeggiato l' instaurazione ,
sul piano comunitario , di meccanismi efficaci che permettano l' imme­
diata adozione di contromisure in caso di azione arbitraria da parte
di paesi terzi ( cfr . doc . s/298/ó3 ( COS 33 )» pag.26).
3.       Inoltre , l' esperienza fatta in seguito all' aumento da parte
degli Stati Uniti dei dazi consolidati nei confronti dell' esporta­
zione di certi prodotti dogli Stati membri , ha dimostrato la neces­
sità per la Comunità di disporre di tali meccanismi .
         Sarebbe , d' altra parte , augurabile che , alla vigilia dei ne­
goziati multilaterali nel quadro del G.A.T.T. ,      la Comunità potesse
avere mezzi di difesa commerciale paragonabili       à quelli di cui di­
spongono gli Stati Uniti a norma della seziono       252 del Trade Expansion
Act e della legge anti-dumping .
4.       Eon vi è alcun dubbio che l 'instaurazione di una procedura
comunitaria in questo campo costituirebbe un elemento moderatore nel­
lo svolgimento dello relazioni commerciali tra la C.E.3 . e i parsi
terzi . L' esistenza di un tale meccanismo avrebbe un effetto preven­
tivo nei confronti di ogni iniziativa di un paese terzo intesa a fre­
nare , mediante un' azione arbitraria , i suoi scambi con la Comunità ,
( cfr . relazione del Comitato speciale di cui all' art . 111 , doc . s/298/63
( COS 38 ), pag . 27).
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5.      Le considerazioni che procedono hanno indotto i servizi della
Commissiono ad elaborare un progetto di regolamento la cui finalità ,
anche se può' sembrare più ambiziosa di quella più immediata dol pro­
gramma d' azione in materia di politica commerciale , corrisponde tut­
tavia agli imperativi della situazione generale attuale .
6.      Questo progetto stabilisce dei principi comuni e una procedura
comune por la difesa commerciale della C.3.S. contro lo pratiche anor­
mali da parto dei paesi terzi .
        Esso tratta noi particolari dell' instaurazione di tuia procedura
comunitaria interna applicabile in tutti i casi in cui delle pratiche
anormali da parto di unò o più paesi terzi rendessero necessaria l' ap­
plicazione di misuro di difesa commerciale .
        Non potendosi compilare un elenco completo dello pratiche anor­
mali , è sombrato necessario cercare di definirò che cosa si intonde con
questa espressione . La definizione contenuta nel paragrafo 2 , artico­
lo 1 , può' sembrare generica , tuttavia essa è precisa se si tiene con­
to dell' impossibilità di identificare in maggior misura il campo assai
fluttuante di queste pratiche . Essa è stata concepita in modo suffi-
cientemente elastico per poter coprire ogni misura o pratica anormale
in funziono della sua natura o dei suoi effetti .
        Sono previste delle consultazioni da tenersi su domanda dello
o dogli Stati membri che avessero rilevato l' esistenza di pratiche anor­
mali , o su iniziativa della Commissione , e che si effettuerebbero se­
condo i casi sulla base di un rapporto provvisorio elaborato dallo o
dagli Stati membri interessati e completato dalla Commissiono , o di uji
rapporto della Commissione . Questo consultazioni , dr i»onersi prima di
qualsiasi altra aziono e secondo la procedura prevista noli 'allogato
( capitolo A, paragrafo 3) della decisione dol Consiglio dol 25 sottom-
                                                                9 •• J m • m
 ---pagebreak--- tre 1962 » relativa ad un programma d' azione ia materia - di politica
oonanerciale comune , avrebbero per oggetto di ricercare la natura del­
le pratiche segnalate , di valutare la portata geografica della loro
incidenza , di esaminare le misure da prendere e di decidere i passi
da compiersi eventualmente presso i paesi terzi in causa o le orga­
nizzazioni internazionali competenti .
       Se risultasse dalle consultazioni che le pratiche anormali
incidono sugli interessi di un solo Stato membro , questo potrebbe
adottare le misure nazionali appropriate .
       So apparisse dalle consultazioni che si è arrecato pregiudi­
zio agli interossi di più Stati membri , la Commissione proporrebbe
al Consiglio le misure di difesa commerciale atte ad ovviare , sul
piano comunitario , allo difficoltà incontrate .
                     . ν
       In caso di urgenza e in determinato condizioni , la stessa
Commissione sarebbe abilitata a decidere le misuro da adottare .
Gli Stati membri avrebbero la possibilità di adiro il Consiglio che
potrobbe modificare o annullare la decisione della Commissiono .
       Inoltre , ciascuno Stato membro potrebbe qualora lo ritenga
utile per la tutela immediata dei suoi interessi , prendere nel qua­
dro della legislazione nazionale le misure conservative necessarie
prima dell' entrata in vigore delle decisioni del Consiglio o della
Commissione .            \ ;
       Tuttavia , nessuna disposizione nazionale suscottibilo di to­
gliere efficacia alle misuro deciso sul piano comunitario può * osser
prosa da uno Stato membro durante il periodo d' applicazione delle
dotte misure . Infine , questo progetto afferma espressamente il prin­
cipio dol rispetto dolio disposizioni dell' Accordo Generale del
 ---pagebreak---                                   - 4 -
                               Proposta di
                        Regolamento del Consiglio         '  .
             che stabilisce principi comuni e una procedura ■
             comunitaria per la difesa commerciale della
              C.E.E. contro pratiche anormali da parte   dei
                               paesi terzi
              (presentata dalla Commissione al Consiglio )
  IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA ,
  Visto il Trattato che istituisce la C.E.E. e in particolare l' arti­
- colo 111 ,                                                    '
  Vista la sua decisione del 25 settembre 19&2 relativa ad un program­
  ma d' azione in materia di politica commerciale comune ( 1 ),
  Visto il programma di lavoro del Consiglio per il 19&3 relativo al­
  l' applicazione accelerata del suddetto programma d' azione ,
  Vista la proposta della Commissione |
  Considerando che , allo scadere del periodo transitorio , la politica
  commerciale comune deve essere fondata su principi uniformi |
  Considerando che l' applicazione di questa politica commerciale co­
  mune dopo il periodo transitorio presuppone la sua instaurazione
  graduale nel corso di questo stosso^-perio^oj
  Considerando che lo misuro di difesa commerciale , tra cui quelle da
  prendersi in caso di pratiche anormali da parte di uno o più paesi
  terzi , no sono uno degli elementi principali 5
  Considerando cho por lo sviluppo economico della Comunità , di cui
                                                                  r .
  uno dei principali fattori e costituito dall' incremento degli scam - ,
  bi esteri , è necessario disporro degli strumenti atti ad ovviare , al­
  le difficoltà che non mancherebbero di suscitare lo pratiche anor­
  mali da parte dei paesi terzi cho tendessero a restringere i suoi
  scambi 5    '  •         .
  Considerando cho l' attualo situazione generale e segnatamente lo
  prospettivo immediato o a più lungo termine di nogoziati relativi
  alla politica commercialo impongono di prendere , anche prima dol
  termine del periodo transitorio , un' iniziativa nel campo della dife­
  sa commercialo comune |
  ( 1 ) Gazzetta Ufficialo dolio Comunità n . 90 del 5 ottobre 19^2, pag» 2353 »
                                                                      /
 ---pagebreak---  Considerando xn conseguenza che debba adottarsi fin da ora una pro­
 cedura efficace atta a pormcttoro di prendere delle misuro di difesa
 commerciale comunitaria !
 Considerando che l' applicazione di una tale procedura è legata ad
una definizione delle praticho anormali il più possibilo precisa , te-
nondo conto del loro carattere ostromamonto fluttuante 5
Considerando che prima di qualsiasi iniziativa è necessario inizia­
re delle consultazioni come provisto dal Programma d' azione ;
Considerando che so risulta dallo consultazioni che lo difficoltà si
limitano al mercato di un solo Stato membro , lo misuro di difesa com­
mercialo possono ossoro prose sul piano nazionale al più tardi fino
al termine del periodo transitorio 5
Considerando che se invece gli interessi di più Stati membri o della
Comunità in quanto tale sono in giuoco , lo misuro di difesa commer­
cialo devono ossero deciso dal Consiglio su proposta della Commis­
siono , secondo lo norme fissate dal Trattato ;
Considerando che la tutela immediata dogli interessi dogli Stati inom-
bri richiodo in caso d' urgenza la rapida realizzazione dello misuro
di difosa commercialo per owiaro agli effetti esercitati all' intorno
dolla Comunità dallo importazioni in provenienza da paesi terzi fa­
vorito da una pratica anormale 0 cho por conseguenza bisogna preve­
dere a questo scopo una procodura adeguata ;
Considerando che è opportuno , in caso di urgenza e fino all' entrata
in vigoro dolio decisioni adottato sul piano comunitario , cho cia­
scuno Stato membro possa prondoro misuro consorvativo nel quadro dol-
la sua legislazione nazionale ;
Considerando cho lo misure di difesa commercialo , siano esso nazio­
nali o comunitario , non devono comunquo avere por offotto di falsa­
re il giuoco dolla concorrenza sui mercati dolla Oomunità ;
Considerando cho è opportuno ovitaro cho l' efficacia dello misuro co­
muni sia ostacolata da altro misuro di politica commorcialo proso sul
piano nazionale ;          ,
Considerando che è opportuno , allorquando dello praticho anormali de­
rivino da uno o più paesi terzi , parti contraenti del G.A.T.T. , che
lo disposizioni dell' Accordo Generalo cho possono riguardaro questo
praticho siano rispottato ,
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRDS3:T3 BSGOLAJGtTTO ;
                               Articolo 1
1.      Qualora , in seguito a pratiche anormali da parto di uno o più
paosi terzi , dolio misuro di difesa commerciale dobbano essere previ­
ste , viene osservata la procedura interna quale prescritta dal pre­
sente Regolamento .
2.     Secondo il prosente Regolamento , sono considerate praticho anor­
mali tutto lo misuro legislativo , amministrativo o altro , praticho
commerciali o monetarie o tutto le altro disposizioni di qualunque
natura osso siano :
- che sono contrario alle obbligazioni contratto con gli Stati mom–
   o oon la Comunità in quanto talo , sia in sono ad organismi inter­
   nazionali di carattere economico , specialmente il G.A.T.T. , sia
   nell' ambito di trattati o accordi commerciali o economici bilate­
   rali o multilaterali , ovvero
- sono suscottibili di falsare il gioco della concorrenza sui merca­
   ti di destinazione a detrimento degli Stati membri o della Comuni­
   tà in quanto talo , o di causare o minacciare di causare gravo per­
   turbamento all' intorno della Comunità ovvero
- sono suscettibili di costituirò dogli ostacoli ingiustificati , o
   in particolare discriminatori , negli scambi con la Comunità .
                              Articolo 2
        Lo o gli Stati membri elio hanno constatato l' esistenza di ta­
li praticho ritengono necessaria l' applicazione di misure di difesa
 ---pagebreak--- commercialo , adiscono la Commissiono con una domanda motivata di
consultazione . La procedura di consultazione può' ossero ugualmen­
te intraprosa por iniziativa della Commissiono .
       f Lo consultazioni sono aporto nei 15 giorni successivi al rice­
vimento della domanda da parto della Commissione e secondo la proce­
dura prevista nell' allegato ( capoverso A , paragrafo 3) della decisio­
ne del Consiglio del 25 settembre 1$62 ( 1 ) relativa ad un Programma
d' aziono in materia di politica commercialo comuno . In caso di urgen­
za e su domanda , la consultazione dove tenersi al più tardi -il quinto
giorno successivo al ricevimento della domanda da parto della Commis­
sione .
         Lo consultazioni sono preliminari a qualsiasi altra aziono .
                                 Articolo 3
\
         Questo consultazioni hanno per oggetto :
1 . di ricercare la natura dello pratiche segnalato e in particolare
     di determinare so osse costituiscono un caso di dumping, di prò–
              f
     mi o di sovvenzioni ali 'osportaziono §
2 . di valutare la portata geografica della loro incidenza sia al­
     l' intorno del Ilercato comuno sia sullo osportazioni dogli Stati
     membri verso i paesi terzi j
3 . di prendere in esame lo misuro che potrebbero ossero adottate per
     fronteggiare lo difficoltà sollevato dallo pratiche in questiono
     sonza , tuttavia , elio questo misuro abbiano por effetto di falsa­
     re il giuoco della concorrenza all' intorno del l'orcato comunoj
4 . di determinare eventualmente i passi che potrebbero ossero fatti
     presso gli organi competenti del o doi paesi terzi in causa o
     presso lo organizzazioni internazionali .
\
( l ) Gazzetta Ufficialo dolio Comunità curopoo , n « 9^ del 5 ottooro 19o2
      pag . 2356 . -
 ---pagebreak---                                  Articolo 4
        So risulta dalla consultazione cho lo pratiche' anormali in que­
stiono riguardano gli interessi di mi solo Stato membro , questo , so
lo ritiene utilo , prendo lo misuro nazionali appropriata che mono
perturberanno il funzionamento del Horcato comune » La validità della
misuro nazionali è limitata alla fino del periodo transitorio »
           (V
                             ■ :              J '
     i         /                 Articolo 5       V '
       So le consultazioni fanno apparire che lo pratiche anormali in
questiono riguardano gli interessi di più' Stati membri , la Commissio­
ne propono al Consiglio lo misuro di difesa commercialo atto ad owiaro
sul piano comunitario allo difficoltà incontrato . Il Consiglio statui-
sco nollo condizioni fissato dal Trattato .
                                 - •                     ■ .      -    ' )
                                 Articolo 6
1.      Qualora , noi caso di cui al procedente articolo 5 > unT aziono urgente
si rivoli necessaria , la Commissione decido', su domanda di uno Stato
membro , lo misuro da adottare por la tutela immediata dogli! interessi
comunitari . La sua decisione s subito notificata a tutti gli Stati
membri , o diviene osocutiva a decorrerò dal quarto giorno non festivo       , '
successivo a questa notificazione .
                                            ■     ■   -I
        Ciascuno Stato membro può' ricorrere al Consiglio contro la de­
cisione della Commissiono in un tempo massimo di tre giorni non fosti-r
vi a decorrere dalla sua not ifi eaziono . ( Il Consiglio si riunisco im-
mediatamonto . 3sso può' modificaro o annullaro , a maggioranza quali­
ficata , la decisione prosa dalla Commissiono »
        ìlei caso in cui il Consiglio è adito da uno Stvto membro , la
decisione dolla Commissiono è sospesa . Questa sospensione termina 30 '
giorni dopo che il Consiglio è stato adito , so questo non ha ancora
        –V
modificato o annullato la docisiono dolla Commissiono .
2.      A titolo conservativo o fino all' entrata in vigore dolla decisio­
ne dolla Commissiono (paragrafo 1 dol pùnto 1 ), o del Consiglio (para­
grafo 2 dol punto 1 di tale articolo ), ciascuno Stato membro interes­
sato può 1 prenderò o mantenere in vigore noi quadro dolla sua legisla- ' -
ziono nazionalo , o al più' tardi fino alla fine dol periodo transitorio ,
                                                    *
lo misuro di difosa commercialo cho ritiono necessario . 3sso no informa
gli altri Stati membri o la Commissiono noi più' brovo tempo possibile . -