CELEX: 51996PC0615
Language: it
Date: 1996-11-27
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO recante istituzione d'un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia

Avis juridique important

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51996PC0615

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO recante istituzione d'un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia  /* COM/96/0615 DEF - CNS 96/0298 */  

Gazzetta ufficiale n. C 078 del 12/03/1997 pag. 0015

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio recante istituzione d'un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (97/C 78/04) COM(96) 615 def. - 96/0298(CNS) (Presentata dalla Commissione il 9 gennaio 1997)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato istitutivo della Comunità europea, in particolare l'articolo 235,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,visto il parere del Comitato delle regioni,considerando che nel preambolo dell'Atto unico europeo gli Stati membri riconoscono l'esigenza di «promuovere insieme la democrazia basandosi sui diritti fondamentali sanciti dalle costituzioni e dalle leggi degli Stati membri, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dalla Carta sociale europea, in particolare la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale»;considerando che all'articolo F, paragrafo 2 del trattato dell'Unione europea si afferma che «l'Unione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e quali risultano dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario»;considerando che il razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo rappresentano violazioni gravi dei diritti fondamentali;considerando che la Comunità è tenuta a tutelare i diritti fondamentali nella formulazione e nell'attuazione della propria politica e, in particolare, che il rispetto dei diritti umani rappresenta una condizione di legittimità degli atti comunitari;considerando che l'11 giugno 1986 il Parlamento europeo, il Consiglio, i rappresentanti degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio e la Commissione hanno approvato una dichiarazione comune contro il razzismo e la xenofobia (1), in cui si ricorda «l'importanza di una informazione adeguata ed obiettiva e di una sensibilizzazione di tutti i cittadini di fronte ai pericoli del razzismo e della xenofobia e la necessità di vigilare costantemente affinché venga evitato o represso qualsiasi atto o forma di discriminazione»;considerando che nella riunione tenuta a Corfù il 24 e 25 giugno 1994 il Consiglio europeo ha deciso di intensificare l'impegno per la definizione, su scala europea, d'una strategia globale di lotta contro il razzismo e la xenofobia; che a tale scopo ha costituito un comitato consultivo con l'incarico di emettere raccomandazioni per la lotta contro il razzismo e la xenofobia;considerando che nella riunione di Cannes del 26 e 27 giugno 1995 il Consiglio europeo ha invitato il comitato consultivo a prorogare i suoi lavori per studiare, in stretta cooperazione col Consiglio d'Europa, la fattibilità d'un Osservatorio europeo dei fenomeni razzisti e xenofobi;considerando che le conclusioni di questo studio sulla fattibilità d'un Osservatorio sono state presentate al Consiglio europeo nella riunione di Firenze del 21 e 22 giugno 1996;considerando che nella riunione di Firenze il Consiglio europeo ha ribadito la volontà dell'Unione di combattere con grande fermezza il razzismo e la xenofobia, approvando l'idea dell'istituzione d'un Osservatorio;considerando che, affinché la Comunità possa disporre di un'informazione completa sulla problematica del razzismo e della xenofobia che le consenta d'adempiere all'obbligo di tutelare i diritti fondamentali e di recepirli nella formulazione e nell'attuazione della propria politica e in tutti gli atti adottati nei settori di sua competenza, è indispensabile la raccolta, classificazione, analisi e pubblicazione di informazioni obiettive, attendibili e comparabili sugli episodi e sugli atteggiamenti di razzismo e di xenofobia a livello europeo;considerando che i fenomeni di razzismo e xenofobia si manifestano a tutti i livelli della Comunità: locale, regionale, nazionale e comunitario;considerando che le informazioni così raccolte, classificate ed analizzate possono pertanto risultare utili alle autorità degli Stati membri nell'ideazione e nell'attuazione, nei settori di loro competenza, di provvedimenti a raggio locale, regionale e nazionale;considerando che è di conseguenza opportuno istituire un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e di xenofobia che metta i risultati del suo lavoro a disposizione sia della Comunità che degli Stati membri;considerando che i compiti conferiti all'Osservatorio presuppongono la cooperazione con altre organizzazioni nazionali od internazionali, e in particolare col Consiglio d'Europa, che ha maturato un'esperienza consolidata nel settore;considerando che è necessario garantire la tutela dei dati personali in applicazione delle leggi e normative nazionali e della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, riguardante la tutela delle persone fisiche in materia d'elaborazione e libera circolazione dei dati aventi carattere personale (2);considerando che l'Osservatorio deve godere d'un massimo di autonomia giuridica e politica, pur nel mantenimento di legami stretti con le istituzioni della Comunità;considerando che il presente regolamento può essere, se del caso, modificato al termine di tre anni ai fini di un eventuale allargamento o adeguamento dei compiti dell'Osservatorio in rapporto agli sviluppi delle competenze comunitarie;considerando che il trattato non prevede per l'adozione del presente regolamento poteri d'azione diversi da quelli stabiliti dall'articolo 235,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 È istituito un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, nel prosieguo denominato «Osservatorio».Articolo 2 Obiettivo e funzioni1. L'obiettivo principale dell'Osservatorio consiste nel trasmettere alla Comunità ed agli Stati membri, in particolare per i settori specificati all'articolo 3, paragrafo 3, informazioni obiettive, attendibili e comparabili sulle manifestazioni di razzismo, xenofobia ed antisemitismo a livello europeo, che possano loro servire per l'adozione di provvedimenti o l'impostazione di iniziative nelle sfere di rispettiva competenza.2. L'Osservatorio studia la dimensione e l'andamento dei fenomeni e delle manifestazioni di razzismo, xenofobia ed antisemitismo, ne analizza le cause, le conseguenze e gli effetti ed esamina gli esempi di corretta prassi per porvi rimedio. A tale scopo l'Osservatorio:a) cura la raccolta, la classificazione e lo spoglio delle informazioni e dei dati, compresi quelli provenienti dalla ricerca scientifica, trasmessigli dagli Stati membri, dalle istituzioni della Comunità, da organismi internazionali, in particolare da quelli indicati all'articolo 4, paragrafo 1, o da organizzazioni non governative;b) stabilisce rapporti di cooperazione coi fornitori d'informazioni ed elabora una politica d'utilizzazione concertata delle loro basi dati per favorire, se del caso su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, la diffusione a largo raggio delle informazioni in esse contenute;c) conduce ricerche ed indagini scientifiche, studi preparatori e di fattibilità, se del caso a richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione; convoca riunioni d'esperti e costituisce, ove occorra, gruppi di lavoro ad hoc;d) costituisce un fondo documentario aperto al pubblico; promuove le attività d'informazione e sostiene la ricerca scientifica;e) formula conclusioni e raccomandazioni destinate alla Comunità e agli Stati membri;f) pubblica una relazione annuale sulla situazione riguardante il razzismo e la xenofobia nella Comunità, segnalando altresì gli esempi di corretta prassi, e sulle proprie attività;g) costituisce e coordina una «rete informativa europea sul razzismo e la xenofobia (Raxen)», formata da un'unità centrale alle dipendenze dell'Osservatorio, la quale collabora con Centri nazionali universitari di ricerca, organizzazioni non governative e centri specializzati istituiti da organizzazioni nazionali o internazionali, ai sensi dell'articolo 7;h) agevola e promuove l'organizzazione e lo svolgimento ad intervalli regolari di tavole rotonde o riunioni d'altri organi consultivi permanenti già in attività nei singoli Stati membri, cui partecipino le parti sociali, i centri di ricerca, i rappresentanti delle autorità pubbliche competenti e altri soggetti od organismi interessati alla problematica del razzismo e della xenofobia. Nella sua relazione annuale sull'andamento del razzismo e della xenofobia nella Comunità l'Osservatorio riporta i risultati delle tavole rotonde nazionali o le conclusioni d'altri organi consultivi permanenti già in attività.Articolo 3 Metodi e settori di lavoro1. L'Osservatorio adempie ai propri compiti in base agli obiettivi fissati nel suo programma annuale e ai mezzi finanziari a sua disposizione.2. Al fine d'evitare inutili duplicazioni, nella propria attività l'Osservatorio tiene conto del lavoro già svolto dalle istituzioni comunitarie, o da altre istituzioni e organizzazioni internazionali competenti, e in particolare dal Consiglio d'Europa, procurando di apportarvi un valore aggiunto.3. Le informazioni e i dati da raccogliere ed elaborare, nonché le ricerche, le inchieste e gli studi scientifici da svolgere o promuovere riguardano la dimensione, l'andamento, le cause e gli effetti dei fenomeni di razzismo e di xenofobia, in particolare nei seguenti settori:a) libera circolazione delle persone all'interno della Comunità;b) occupazione;c) mass media ed altri mezzi di comunicazione;d) istruzione, formazione professionale e giovani;e) emarginazione sociale;f) libera circolazione dei beni;g) cultura.Articolo 4 Rete informativa europea sul razzismo e la xenofobia (Raxen)1. Allo scopo della costituzione sollecita ed efficace della rete prevista all'articolo 2, paragrafo 2, lettera g), gli Stati membri trasmettono all'Osservatorio l'elenco dei centri e degli organismi di cui all'articolo citato.2. Il consiglio d'amministrazione dell'Osservatorio designa gli organismi che entreranno a far parte della rete Raxen. La decisione del consiglio d'amministrazione dell'Osservatorio è subordinata al parere favorevole del comitato scientifico di cui all'articolo 11.3. L'Osservatorio ha la facoltà di stabilire rapporti contrattuali, in particolare d'appalto, con gli enti citati al paragrafo 2 per l'esecuzione dei compiti che esso intenda loro affidare.L'Osservatorio ha pure la facoltà di fissare rapporti contrattuali, in modo puntuale e per l'esecuzione di compiti specifici, con enti non facenti parte della rete.L'assegnazione dei compiti è menzionata nel programma annuale dell'Osservatorio.Articolo 5 Tutela e riservatezza dei dati aventi natura personale1. Ai sensi del presente regolamento, l'Osservatorio applica alla proprie operazioni d'elaborazione dei dati aventi carattere personale le disposizioni della direttiva 95/46/CE. A tal fine il consiglio d'amministrazione fissa le modalità d'applicazione di tali disposizioni, con particolare riguardo ai diritti delle persone interessate, alla natura riservata e alla sicurezza delle operazioni di trattamento dati, alle misure di salvaguardia dirette a rendere anonimi i dati prima della loro pubblicazione e alla sorveglianza interna delle operazioni di trattamento.2. L'Osservatorio notifica alla Commissione le modalità d'applicazione di cui al paragrafo 1 al fine della loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. L'Osservatorio non potrà procedere all'elaborazione di dati aventi natura personale prima dell'entrata in vigore di tali modalità.3. Quando trasmettono o ricevono dati aventi natura personale in applicazione del presente regolamento, gli Stati membri applicano alle operazioni d'elaborazione, ai sensi della direttiva 95/46/CE, la propria legislazione nazionale in materia di protezione dei dati.4. I dati di natura personale trasmessi all'Osservatorio in forza del presente regolamento e a norma del diritto nazionale possono essere utilizzati esclusivamente per i fini specificati e nei modi indicati dal mittente. La stessa disposizione si applica alla trasmissione dei dati aventi natura personale dall'Osservatorio ai servizi competenti degli Stati membri o ad organizzazioni internazionali e ad altri organi comunitari. L'Osservatorio si astiene da qualsiasi attività riguardante casi concreti e nominativi.5. I dati sulla violenza razzista, xenofoba ed antisemita trasmessi all'Osservatorio o dall'Osservatorio a terzi possono essere pubblicati purché siano rispettate le norme comunitarie e nazionali sulla diffusione e riservatezza dell'informazione.6. Gli Stati membri e gli organismi nazionali che collaborano con l'Osservatorio non hanno l'obbligo di fornire informazioni classificate come riservate secondo la legge nazionale.Articolo 6 Personalità e capacità giuridicaL'Osservatorio ha personalità giuridica. In ciascuno degli Stati membri esso ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta dalle legislazioni nazionali alle persone giuridiche; esso può in particolare acquistare o alienare beni mobili ed immobili e stare in giudizio.Articolo 7 Collaborazione con organizzazioni nazionali ed internazionali1. Per l'adempimento delle proprie funzioni l'Osservatorio può collaborare con organizzazioni nazionali od internazionali, governative o non governative, competenti in materia di fenomeni di razzismo e xenofobia.2. Le modalità della cooperazione di cui al paragrafo 1 sono sottoposte all'approvazione del consiglio d'amministrazione.3. L'Osservatorio coordina le proprie attività con quelle del Consiglio d'Europa, con particolare riguardo al programma di lavoro. A tal fine la Comunità, a nome dell'Osservatorio, stipulerà con il Consiglio d'Europa un'intesa per l'istituzione d'una cooperazione stretta fra di esso e l'Osservatorio, la quale contemplerà anche la nomina nel consiglio d'amministrazione di quest'ultimo d'una personalità designata dal Consiglio d'Europa.Articolo 8 Consiglio d'amministrazione1. Il consiglio d'amministrazione dell'Osservatorio è formato da una personalità indipendente designata da ciascuno Stato membro, da una personalità indipendente designata dal Parlamento europeo, da una personalità indipendente designata dal Consiglio d'Europa in applicazione dell'articolo 7, paragrafo 3 e da un rappresentante della Commissione.Ciascun componente ha un proprio supplente, designato in modo analogo.2. I nomi dei componenti il consiglio d'amministrazione e dei rispettivi supplenti sono notificati alla Commissione europea per la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il mandato è triennale ed è rinnovabile una sola volta. Il consiglio d'amministrazione elegge dal proprio seno il presidente ed il vicepresidente nonché gli altri componenti dell'ufficio di presidenza di cui all'articolo 9.Ogni componente il consiglio d'amministrazione o, in sua assenza, il supplente, dispone d'un voto. Le decisioni sono adottate a maggioranza di due terzi dei voti espressi. Il presidente partecipa alla votazione.3. Il consiglio d'amministrazione adotta le decisioni necessarie al funzionamento dell'Osservatorio, in particolare:a) stabilisce il programma annuale d'attività dell'Osservatorio in base ai fondi in bilancio ed alle risorse disponibili e previo parere del Comitato scientifico; in caso di necessità, il programma può essere rivisto in corso d'anno;b) approva la relazione annuale, le conclusioni e le raccomandazioni dell'Osservatorio, che inoltra al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, e cura la pubblicazione della relazione annuale;c) nomina il direttore;d) adotta il progetto di bilancio ed il bilancio annuale definitivo dell'Osservatorio;e) dà atto al direttore dell'esecuzione del bilancio.4. Il consiglio d'amministrazione fissa il proprio regolamento interno e si riunisce, su convocazione del presidente, almeno due volte all'anno.Articolo 9 L'ufficio di presidenza1. L'ufficio di presidenza è costituito dal presidente del consiglio d'amministrazione, dal vicepresidente e da non più di tre componenti il consiglio d'amministrazione, fra cui devono figurare la personalità designata dal Consiglio d'Europa ed il rappresentante della Commissione.2. L'Ufficio di presidenza controlla i lavori dell'Osservatorio, segue la predisposizione e l'esecuzione dei programmi e prepara, con l'ausilio del direttore dell'Osservatorio, le riunioni del consiglio d'amministrazione. Esercita inoltre qualsiasi funzione che gli sia affidata dal consiglio d'amministrazione, in applicazione del regolamento interno di quest'ultimo.Articolo 10 Il direttore1. L'Osservatorio è posto sotto la direzione di un direttore, nominato, su proposta della Commissione, dal consiglio d'amministrazione per un periodo - rinnovabile - di quattro anni.2. Al direttore competono:a) l'espletamento dei compiti di cui all'articolo 2, paragrafo 2;b) l'elaborazione e l'esecuzione del programma annuale di lavoro dell'Osservatorio;c) la redazione delle relazioni, delle conclusioni e delle raccomandazioni contemplate dal presente regolamento;d) tutte le questioni riguardanti il personale e l'amministrazione corrente.3. Il direttore rende conto della propria gestione al consiglio d'amministrazione ed assiste alle riunioni di quest'ultimo e dell'ufficio di presidenza.4. Il direttore è il rappresentante legale dell'Osservatorio.Articolo 11 Il comitato scientifico1. Il consiglio d'amministrazione e il direttore sono assistiti da un comitato scientifico incaricato di emettere un parere su qualsiasi questione scientifica relativa alle attività dell'Osservatorio, sottopostagli dal consiglio d'amministrazione o dal direttore.I pareri del comitato scientifico sono approvati a maggioranza semplice dei voti espressi; ciascun componente dispone d'un voto. Le opinioni divergenti sono portate a conoscenza del consiglio d'amministrazione.2. Il comitato scientifico è composto da non più di nove esperti, preferibilmente provenienti da Stati diversi, che posseggano particolari qualificazioni o esperienze nell'analisi dei fenomeni di razzismo e di xenofobia.Gli esperti sono nominati dal consiglio d'amministrazione su proposta degli Stati membri, della Commissione e delle organizzazioni nazionali ed internazionali di cui all'articolo 7, partecipanti ai lavori dell'Osservatorio.Il consiglio d'amministrazione provvede ad assicurare la composizione interdisciplinare del comitato.3. Il mandato dei componenti il comitato scientifico è triennale e rinnovabile una sola volta.4. Il comitato scientifico elegge dal proprio seno il presidente ed il vicepresidente.5. Il comitato scientifico è convocato dal proprio presidente almeno due volte all'anno.Articolo 12 Il personale1. Il personale dell'Osservatorio è soggetto ai regolamenti e alle norme vigenti per i funzionari e gli altri agenti delle Comunità.2. Nei confronti dei propri dipendenti l'Osservatorio esercita i poteri attribuiti all'autorità investita del potere di nomina.3. Il consiglio d'amministrazione adotta, di concerto con la Commissione, le opportune modalità d'applicazione.Articolo 13 Il bilancio1. Tutte le entrate e le spese dell'Osservatorio costituiscono oggetto di previsioni per ciascun esercizio finanziario, coincidente con l'anno civile, e sono iscritte nel bilancio dell'Osservatorio.2. Il Direttore elabora il progetto preliminare di bilancio per l'esercizio successivo entro il 15 febbraio di ogni anno. Il progetto preliminare di bilancio copre le spese di funzionamento e il programma di lavoro previsto per l'esercizio finanziario successivo. Il direttore presenta il progetto preliminare in questione, corredato della tabella dell'organico, al consiglio d'amministrazione.3. Nel bilancio le entrate e le spese devono risultare in pareggio.4. Le entrate dell'Osservatorio comprendono, a prescindere da altre risorse:a) un contributo comunitario iscritto su una linea specifica del bilancio generale delle Comunità europee (sezione «Commissione»);b) gli importi percepiti in pagamento di servizi resi;c) eventuali contributi finanziari erogati dalle organizzazioni di cui all'articolo 7.5. Le spese dell'Osservatorio comprendono in particolare le retribuzioni del personale, le spese amministrative e d'infrastruttura, le spese d'esercizio e le spese riguardanti i contratti stipulati con le istituzioni e gli organismi facenti parte della rete Raxen nonché con terzi.6. Il consiglio d'amministrazione approva il progetto di bilancio e lo trasmette alla Commissione, la quale, in base ad esso, formula le previsioni per il progetto preliminare di bilancio generale delle Comunità europee che deve essere sottoposto al Consiglio, in applicazione dell'articolo 203 del trattato CE.7. Il consiglio d'amministrazione approva il bilancio definitivo dell'Osservatorio prima dell'inizio dell'esercizio finanziario, adeguandolo eventualmente al contributo comunitario e alle altre risorse dell'Osservatorio.8. Il direttore esegue il bilancio dell'Osservatorio.9. Il controllo dell'impegno e del pagamento di tutte le spese dell'Osservatorio nonché dell'accertamento e della riscossione di tutte le entrate dell'Osservatorio è esercitato dal controllore finanziario della Commissione.10. Entro il 31 marzo d'ogni anno il direttore trasmette alla Commissione, al consiglio d'amministrazione e alla Corte dei conti la contabilità di tutte le entrate ed uscite dell'Osservatorio per l'esercizio finanziario precedente.La Corte dei conti esamina tale contabilità ai sensi dell'articolo 188 C del trattato CE.11. Il consiglio d'amministrazione dà atto al direttore dell'esecuzione del bilancio.12. Previo parere della Commissione e della Corte dei conti, il consiglio d'amministrazione stabilisce il regolamento finanziario interno, contenente, in particolare, le modalità di formazione e d'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio.Articolo 14 Immunità e privilegiIl Protocollo sui privilegi e le immunità delle Comunità europee è applicabile all'Osservatorio.Articolo 15 Responsabilità1. La responsabilità contrattuale dell'Osservatorio è regolata dalla legge applicabile al contratto di cui trattasi.La Corte di giustizia è competente a decidere in forza d'una clausola compromissoria contenuta nei contratti stipulati dall'Osservatorio.2. In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Osservatorio deve risarcire, in applicazione dei principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati da esso o dai propri agenti nell'esercizio delle loro funzioni.La Corte di giustizia è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento di tali danni.Articolo 16 RelazioneNel corso del terzo anno successivo all'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni una relazione valutativa sull'attività dell'Osservatorio, accompagnata, se del caso, da proposte di modifica o d'allargamento dei compiti di quest'ultimo, basate, in particolare, sugli sviluppi delle competenze della Comunità nel settore del razzismo e della xenofobia.Articolo 17 Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla decisione delle autorità competenti sulla sede dell'Osservatorio.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU n. C 158 del 25. 6. 1986, pag. 1.(2) GU n. L 281 del 23. 11. 1995, pag. 31.