CELEX: C2003/146/36
Language: it
Date: 2003-06-21 00:00:00
Title: Causa C-130/03: Ricorso del 24 marzo 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

21.6.2003               IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 146/21
Motivi e principali argomenti                                                a)     se, ai sensi degli artt. 87 e seguenti del Trattato, possa
                                                                                    essere considerato un aiuto di Stato, una misura ammini-
                                                                                    strativa che, [...], impone a determinate imprese che
                                                                                    usufruiscono della rete di trasmissione dell’energia elettri-
Se, come accade per l’ente locale Comune di Monaco, vengono
                                                                                    ca un corrispettivo maggiorato per l’accesso e l’uso al fine
soddisfatte le condizioni per l’esistenza di un ente di diritto
                                                                                    di finanziare gli oneri generali del sistema elettrico;
pubblico, secondo la direttiva, non è necessario differenziare
per ogni servizio richiesto se questo venga eseguito nell’interes-
se generale e se sia di natura commerciale oppure no. Di                     b)     se i principi stabiliti dalla direttiva 96/92 (1) in materia di
conseguenza, è irrilevante che nel caso di specie il Comune di                      liberalizzazione del mercato interno dell’energia elettrica,
Monaco, nell’ambito di un servizio fornito per un terzo,                            e segnatamente le disposizioni dettate dagli artt. 7 e 8 in
incineri i rifiuti nei suoi impianti e effettui il trasporto non da                 materia di gestione della rete di transmissione dell’energia,
solo ma con l’aiuto di un impresa privata. Quando un ente                           vadano interpretate nel senso di ostare o meno alla
pubblico ottiene un appalto ma deve ricorrere a servizi di sub-                     possibilità per lo Stato nazionale di dettare misure che
appalto per fornire il servizio completo, è tenuto ad applicare                     impongano in via transitoria a determinate imprese,
le procedure previste nella direttiva 92/50.                                        per l’accesso e l’uso della rete di transmissione, un
                                                                                    corrispettivo maggiorato al fine di compensare la maggio-
                                                                                    re valorizzazione dell’energia idroelettrica e geotermoelet-
                                                                                    trica provocata, nei termini in motivazione specificati dal
L’obbligo di rimediare a violazioni del diritto comunitario degli
                                                                                    mutato scenario normativo e volta a finanziare gli oneri
appalti pubblici, anche ponendo termine a contratti già                             generali del sistema elettrico.
conclusi, non può nemmeno essere messo in questione
dall’art. 2, n. 6, della direttiva 89/665 ( 2) relativa all’esame
di eventuali violazioni del diritto comunitario degli appalti
pubblici. Una violazione del contratto può essere considerata                (1 ) Direttiva 96/92/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del
terminata solo quando lo Stato membro riconosca l’illegitti-                      19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato
mità dell’azione e faccia cessare totalmente la violazione.                       interno dell’energia elettrica GU L 27 del 30.1.1997 pag. 20.
( 1) GU L 209, pag. 1.
( 2) GU L 395, pag. 33.
                                                                             Ricorso del 24 marzo 2003 contro la Repubblica italiana,
                                                                                presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                                                        (Causa C-130/03)
Domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Consi-
glio di Stato con ordinanze 14 gennaio 2003, nelle cause
AEM S.p.A. (C-128/03) e AEM Torino S.p.A. (C-129/03)                                                     (2003/C 146/36)
contro l’Autorità per l’energia elettrica e per il gas, il
Ministero delle attività produttive, il Ministero dell’econo-
mia e delle finanze, e nei confronti di E.N.E.L. Produzione
                               S.p.A.
                                                                             Il 24 marzo 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dai sigg. Niels Bertil Rasmussen e Luigi Cimaglia,
                   (Cause C-128/03 e C-129/03)                               in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
                                                                             Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
                          (2003/C 146/35)
                                                                             La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                             —      constatare che la Repubblica italiana, avendo omesso di
Con ordinanze 14 gennaio 2003, pervenute nella Cancelleria                          designare tribunali dei marchi comunitari di prima e
della Corte delle Comunità europee il 24 marzo 2003, nelle                          seconda istanza, o comunque non avendo comunicato
cause AEM S.p.A. (C-128/03) e AEM Torino S.p.A. (C-129/03)                          alla Commissione, entro il termine stabilito, un elenco di
contro l’Autorità per l’energia elettrica e per il gas, il Ministero                tali tribunali con indicazione della loro denominazione e
delle attività produttive, il Ministero dell’economia e delle                       competenza territoriale, è venuta meno agli obblighi ad
finanze, e nei confronti di E.N.E.L. Produzione S.p.A., il                          essa incombenti ai sensi dell’articolo 91 del regolamento
Consiglio di Stato ha sottoposto alla Corte di giustizia delle                      (CE) n. 40/94 (1) del Consiglio del 20 dicembre 1993 sul
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                               marchio comunitario;
 ---pagebreak--- C 146/22                IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            21.6.2003
—      condannare la Repubblica italiana alle spese processuali.         Japan Tobacco, Inc., con sede in Tokyo (Giappone), hanno
                                                                         proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                         un ricorso avverso la sentenza pronunciata dal Tribunale
Motivi e principali argomenti                                            di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione
                                                                         ampliata) il 15 gennaio 2003 nelle cause riunite T-377/00 (1),
                                                                         T-379/00 (2), T-380/00 (2), T-260/01 (3) e T-272/01 ( 4). Le
Ai sensi dell’articolo 249, secondo comma, del trattato che              società ricorrenti sono rappresentate dagli avvocati O.W. Brou-
istituisce la Comunità europea, i regolamenti sono obbligatori           wer, avocat, e P. Lomas, solicitor.
in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno
degli Stati membri.
Nel caso di specie, l’articolo 91 del regolamento CE n. 40/94
prevede per gli Stati membri un obbligo di designare, secondo
il proprio ordinamento nazionale, tribunali nazionali di prima
e seconda istanza competenti in materia di contraffazione e              Le ricorrenti concludono che la Corte voglia:
validità di marchi comunitari, nonché di comunicare alla
Commissione un elenco dei tribunali dei marchi comunitari da
essi designati contenente l’indicazione della denominazione e
competenza territoriale di ciascuno di tali tribunali. La data
ultima prevista per adempiere a questi obblighi era il 15 marzo          —     annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
1997.                                                                          15 gennaio 2003 con cui è stato dichiarato e statuito
                                                                               quanto segue:
La Commissione deve constatare che la Repubblica italiana non
ha ancora provveduto a comunicarle le suddette informazioni e
non ha ancora designato alcun tribunale dei marchi comunita-
ri, risultando così parimenti inadempiente all’obbligo di cui
all’articolo 91, paragrafo 1, del suddetto regolamento.                        i)    i ricorsi sono respinti;
( 1) GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.
                                                                               ii)   le ricorrenti sopporteranno le proprie spese nonché,
                                                                                     in solido, quelle dichiarate dalla Commissione; e
Ricorso della società R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc.,
RJR Acquisition Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company,
R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., e Japan Tobac-                      iii) gli intervenienti sopporteranno le proprie spese.
co, Inc., contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di
primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione
ampliata) nelle cause riunite T-377/00, T-379/00, T-380/
00, T-260/01, T-272/01, Philip Morris International, Inc.,
R.J., R.J. Reynolds Tobacco Holdings, Inc., RJR Acquisition              —     Dichiarare ricevibili i ricorsi di annullamento in conside-
Corp., R.J. Reynolds Tobacco Company, R.J. Reynolds                            razione della manifesta illegittimità delle decisioni impu-
Tobacco International, Inc., e Japan Tobacco, Inc., contro                     gnate, statuendo definitivamente sulla controversia;
Commissione delle Comunità europee, sostenuta dal
Parlamento europeo, dal Regno di Spagna, dalla Repubbli-
ca francese, dalla Repubblica italiana, dalla Repubblica
Portoghese, dalla Repubblica di Finlandia, dalla Repubbli-
ca federale di Germania, dalla Repubblica ellenica e dal                 —     in subordine, dichiarare ricevibili i ricorsi di annullamento
     Regno dei paesi bassi, presentato il 25 marzo 2003                        e rinviare la causa al Tribunale affinché si pronunci sul
                                                                               merito;
                       (Causa C-131/03 P)
                         (2003/C 146/37)
                                                                         —     in subordine, rinviare la causa dinanzi al Tribunale
                                                                               affinché esamini la questione della ricevibilità unitamente
Il 25 marzo 2003, le società R.J. Reynolds Tobacco Holdings,                   al merito, statuendo di conseguenza;
Inc., con sede in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti
d’America), RJR Acquisition Corp., con sede in Wilmington,
Delaware (Stati Uniti d’America), R.J. Reynolds Tobacco Com-
pany, con sede in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti
d’America), R.J. Reynolds Tobacco International, Inc., con sede          —     condannare la Commissione alle spese ai sensi dell’art. 69,
in Winston-Salem, North Carolina (Stati Uniti d’America), e                    n. 2, del regolamento di procedura della Corte.