CELEX: E2009C0390
Language: it
Date: 2009-10-07 00:00:00
Title: Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 390/09/COL, del 7 ottobre 2009 , sulla costituzione della società Mesta AS (Norvegia)

17.11.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 300/1
            
         DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   N. 390/09/COL
   del 7 ottobre 2009
   sulla costituzione della società Mesta AS (Norvegia)
   L’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA (1),
   VISTO l’accordo sullo Spazio economico europeo (2), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il protocollo 26,
   VISTO l’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (3), in particolare l’articolo 24,
   VISTO l’articolo 1, paragrafo 2, della parte I, l’articolo 4, paragrafo 4, l’articolo 6 e l’articolo 7, paragrafo 3 della parte II, del protocollo 3, dell’Accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte (4),
   VISTA la guida all’applicazione e all’interpretazione degli articoli 61 e 62 dell’Accordo SEE (5), in particolare il paragrafo sugli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico,
   VISTA la decisione dell’Autorità del 14 luglio 2004 sulle disposizioni di esecuzione di cui all’articolo 27, parte II del protocollo 3 (6),
   DOPO AVER INVITATO le parti interessate a presentare osservazioni conformemente alle suddette disposizioni (7) e viste le osservazioni pervenute,
   CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
   I.   I FATTI
   
   1.   PROCEDIMENTO
   
   Con lettera datata 30 agosto 2004, l’Autorità ha ricevuto una denuncia contro le autorità norvegesi in merito alla costituzione di Mesta AS, società creata per rilevare le attività produttive dell’Ente stradale norvegese (8). La lettera è stata ricevuta e protocollata dall’Autorità il 2 settembre 2004 (documento n. 291 537).
   A seguito di diversi scambi epistolari, (9), l’Autorità ha informato le autorità norvegesi, con lettera datata 18 luglio 2007, di aver adottato la decisione n. 350/07/COL di avvio del procedimento a norma dell’articolo 1, paragrafo 2 della parte I del protocollo 3 dell’Accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte in merito alle misure adottate nell’ambito dell’istituzione della società Mesta AS (la «decisione di avvio del procedimento»).
   Con lettera del 7 dicembre 2007, le autorità norvegesi hanno trasmesso le proprie osservazioni (documento n. 456844). Nella decisione di avviare il procedimento, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e nel relativo supplemento SEE, si invitavano le parti interessate a presentare le proprie osservazioni (10). L’Autorità ha ricevuto le osservazioni di quattro parti interessate il 29 gennaio e il 4, il 21 e il 27 febbraio 2008 (documenti nn. 461463, 463234, 466015 e 467170). Ulteriori osservazioni sono pervenute il 4 aprile 2008 (documento n. 472381). Con lettere del 21 febbraio e del 7 aprile 2008 (documenti nn. 463245 e 472529), l’Autorità ha trasmesso le suddette osservazioni alle autorità norvegesi affinché potessero replicare, come è avvenuto con lettera datata 23 maggio 2008 (documento n. 478082) in cui le autorità norvegesi hanno presentato le proprie controdeduzioni.
   Nel corso dell’autunno 2008 e della primavera 2009, l’Autorità e le autorità norvegesi hanno tenuto contatti informali concernenti il caso, sia telefonici che tramite posta elettronica. Le informazioni ricevute dall’Autorità in questo contesto sono state confermate dalle autorità norvegesi in una lettera trasmessa per posta elettronica il 6 luglio 2009 dal ministero della pubblica amministrazione e delle riforme (documento n. 523766) (11).
   2.   INFORMAZIONI GENERALI SULL’ESISTENZA DI UN PRESUNTO AIUTO
   
   2.1.   LA DENUNCIA DELLA PRESUNTA CONCESSIONE DI AIUTI DI STATO
   L’Ente stradale norvegese è l’ente preposto all’esecuzione dei lavori di costruzione e manutenzione della rete stradale, dei ponti e dei tunnel su scala nazionale, regionale e comunale. Anteriormente al 1o gennaio 2003, l’Ente stradale norvegese gestiva dipartimenti produttivi interni (in appresso collettivamente denominati «dipartimento produzione») tramite uffici distrettuali che effettuavano i lavori di costruzione per conto dell’ente statale. Tuttavia, nel 2001-2002 le autorità norvegesi hanno deciso di procedere a una ristrutturazione complessiva delle attività di produzione interne. A tale riguardo, il governo norvegese ha proposto al Parlamento di scindere le attività produttive dalla gestione della rete stradale norvegese e di trasferirle a una società a responsabilità limitata di proprietà dello Stato (12). La programmazione delle opere, inclusa l’organizzazione di appalti pubblici, sarebbe rimasta invece di competenza dell’amministrazione statale.
   Di conseguenza, il 1o gennaio 2003, le attività produttive del dipartimento produzione gestite dall’Ente stradale norvegese sono state scisse dalle competenze statali e trasferite a una nuova società, la Mesta AS. Tutti gli attivi, i diritti e gli obblighi del dipartimento produzione sono stati trasferiti alla Mesta AS sotto forma di contributi in natura (13). Fra gli attivi si annoveravano macchinari e attrezzature, nonché contratti di servizio stipulati fra il dipartimento produzione e l’Ente stradale norvegese. Come corrispettivo, lo Stato ha ricevuto una partecipazione nella nuova società. Attualmente la Mesta AS effettua lavori di costruzione e manutenzione in concorrenza con altri operatori attivi sullo stesso mercato.
   L’autore della denuncia asserisce che la Mesta AS ha ricevuto aiuti di Stato in violazione dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE di quattro tipi: i) lo Stato ha finanziato i costi di ristrutturazione; ii) le immobilizzazioni trasferite alla Mesta AS sono state valutate nel bilancio di apertura a un valore inferiore a quello di mercato; iii) la Mesta AS ha ricevuto sussidi incrociati, essendo subentrata nel portafoglio dei contratti precedentemente stipulati dal dipartimento produzione e iv) la Mesta AS ha usufruito dell’esenzione dalle tasse sugli atti e dalle imposte di registro normalmente dovute in relazione alla cessione di proprietà immobiliari.
   Si descrivono di seguito i fatti rilevanti, al fine di valutare se le singole misure incriminate comportino un elemento di aiuti di Stato.
   2.2.   RISTRUTTURAZIONE E ALTRE MISURE DI RIORGANIZZAZIONE
   Dagli lavori legislativi preparatori, risulta che su un totale di circa 5 000 dipendenti già in forza nel dipartimento produzione, circa 4 750 sarebbero stati trasferiti alla nuova società Mesta AS (14). Con il passaggio alla Mesta AS, i dipendenti avrebbero perso la qualifica di dipendenti pubblici. Poiché i dipendenti avevano il diritto di rifiutare il trasferimento, è stato necessario accordare loro degli incentivi per incoraggiarli ad accettare il trasferimento (15). Inoltre, per assicurare la redditività della nuova società, è stato necessario ridurre la forza lavoro di circa 1 700 unità, portandola a circa 3 050 (16).
   I lavori legislativi preparatori individuano varie misure di «ristrutturazione» previste dalle autorità norvegesi; i provvedimenti sono di quattro tipi: i) mantenimento temporaneo dei diritti pensionistici dei funzionari (17). ii) mantenimento del diritto a un’età speciale di pensionamento (18). (iii) prepensionamenti e (iv) varie altre misure relative al trasloco, agli spostamenti, al mantenimento degli stipendi e al rinnovo dei macchinari (19). Queste «misure di ristrutturazione» sono finanziate tramite contributi diretti. Inizialmente, era prevista anche un’ulteriore voce, vale a dire (v) un’indennità salariale, da coprire tramite finanziamento diretto (20). tuttavia, poco prima della fissazione del bilancio d’apertura della Mesta AS, le autorità norvegesi hanno deciso che i relativi costi sarebbero stati invece coperti da un contributo in conto capitale alla Mesta AS sotto forma di fondi propri.
   Il costo totale delle quattro misure di ristrutturazione, finanziate con sovvenzione diretta da erogare a Mesta AS, era stato stimato inizialmente a 1 468 milioni di NOK (attualizzato ai valori correnti) che lo Stato avrebbe dovuto scaglionare nell’arco di tre anni, dal 2003 al 2005 (21). Si tratta di costi non inclusi nel bilancio di apertura della Mesta AS, in quanto avrebbero dovuto essere finanziati dallo Stato tramite il bilancio statale nel triennio 2003-2005 (22).
   Dal bilancio statale per il 2006 risulta che Mesta AS ha ricevuto un totale di 993,6 milioni di NOK dallo Stato a copertura dei costi di ristrutturazione (23). Al 30 giugno 2008, Mesta AS aveva speso 879,6 milioni di NOK di tale importo, mentre i costi totali di ristrutturazione erano stimati a circa 1 097,8 milioni di NOK (fino al 2013) (24). Seppure inizialmente fosse previsto che lo Stato dovesse coprire tutti i costi della ristrutturazione (sottintendendo che se le stime originarie per i costi di ristrutturazione di 1 468 milioni di NOK non fossero risultate sufficienti, lo Stato avrebbe concesso ulteriori fondi), come le autorità norvegesi hanno precisato, dai bilanci statali per il 2007 e il 2008 si evince chiaramente che non saranno concessi alla Mesta AS altri fondi per la ristrutturazione, oltre alla somma già erogata di 993,6 milioni di NOK (25).
   Le autorità norvegesi hanno indicato che, nell’eventualità molto improbabile che alla fine del periodo i costi di ristrutturazione risultino essere inferiori alla somma ricevuta dalla Mesta AS, l’importo in eccesso dovrà essere restituito allo Stato.
   Sotto il profilo normativo, le autorità norvegesi hanno varato una legge (in appresso denominata «legge Mesta») relativa al passaggio delle attività produttive dall’ente stradale norvegese a una società pubblica a responsabilità limitata; tale norma disciplina alcuni dei diritti dei dipendenti trasferiti dall’Ente stradale norvegese alla Mesta AS (26).
   2.2.1.   
         Aspetti generali
      
   
   Stando alle autorità norvegesi, la sfida maggiore nel trasferire dipendenti dal dipartimento produzione alla Mesta AS è consistita nel mettere in grado la nuova società di operare in condizioni simili a quelle dei suoi concorrenti, realizzando così un contesto operativo omogeneo. Le autorità norvegesi hanno deciso di trasferire l’organico alla Mesta AS e di affidare a essa (e non già all’Ente stradale norvegese) il compito di porre in essere il trasferimento e la riduzione dell’organico. Tali scelte hanno costituito il presupposto indispensabile per la liberalizzazione e l’apertura del mercato nazionale della rete stradale. La Norvegia non avrebbe, infatti, aperto tale mercato senza aver prima istituito una nuova società con un organico sufficiente. Le autorità norvegesi hanno precisato che questo è stato il contesto nel quale si sono svolte le contrattazioni fra lo Stato e i sindacati in merito al trasferimento dei dipendenti dal dipartimento produzione alla Mesta AS. La fase negoziale ha portato a una «intesa» sancita fra le parti il 4 giugno 2002 sul mantenimento temporaneo di alcuni diritti dei dipendenti pubblici e sulla possibilità di offrire misure quali il prepensionamento, volte a ridurre l’organico (27). Gli elementi specifici dell’intesa sono illustrati nei successivi paragrafi (28).
   Anteriormente al 1o gennaio 2003, era stato istituito un consiglio d’amministrazione ad interim della Mesta AS (il «consiglio ad interim») in rappresentanza della futura società. Le autorità norvegesi hanno spiegato che il consiglio ad interim non interveniva in alcuna delle trattative concernenti i dipendenti. Mentre il diritto all’indennità salariale è stato incluso nella legge Mesta (29), non è stata emanata alcuna legge o altro strumento giuridico per disciplinare altri diritti dei dipendenti pubblici.
   Prima di descrivere i termini dell’intesa, è d’uopo delineare brevemente lo status dei dipendenti del dipartimento produzione anteriormente al loro trasferimento alla società Mesta AS: le autorità norvegesi hanno riferito che i dipendenti del dipartimento produzione erano alle dipendenze dello Stato. A norma della legislazione norvegese, i dipendenti statali hanno lo status di dipendenti pubblici (30). per essi è obbligatoria l’iscrizione al fondo pensionistico statale («Statens pensjonskasse» o «SPK») (31). Pertanto, gli iscritti all’SPK godono dei diritti pensionistici dei dipendenti pubblici. Inoltre, a norma della legge che disciplina il diritto a beneficiare di un’età speciale di pensionamento (anticipato) per i dipendenti pubblici, alcuni dei dipendenti pubblici del dipartimento produzione (come gli autisti e i cuochi) avevano il diritto di chiedere il pensionamento specifico (anticipato) (32).
   Poiché lo status di dipendente pubblico è collegato all’impiego da parte dello Stato, i dipendenti trasferiti alla Mesta AS hanno perso la qualifica di dipendenti pubblici il 1o gennaio 2003. Se le misure occupazionali in questione non fossero state adottate, tali dipendenti avrebbero perso i diritti connessi al loro status di dipendenti pubblici (33). Le autorità norvegesi hanno riferito che, a norma della legge norvegese, il trasferimento del dipartimento produzione alla Mesta AS si qualifica come «trasferimento d’impresa» (34). Conformemente alla normativa sulle cessioni societarie, i contratti di lavoro dei dipendenti trasferiti sono stati passati alla nuova società, ad eccezione dei diritti pensionistici (35). Le autorità norvegesi hanno spiegato che, non essendo il nuovo datore di lavoro un ente pubblico, i dipendenti pubblici del dipartimento produzione avevano la facoltà di opporsi al trasferimento alla Mesta AS. Tuttavia, rifiutando il trasferimento, avrebbero corso il rischio di essere licenziati, ai sensi delle norme generali dei contratti del pubblico impiego, a meno che non fosse possibile trovare un’altra posizione appropriata: in tali circostanze, i dipendenti pubblici godono di un diritto di prelazione nell’assegnazione di posti vacanti in seno all’amministrazione statale (però non di un’indennità salariale) (36).
   Pertanto, mentre i dipendenti potevano decidere di restare in seno al pubblico impiego, il trasferimento dei dipendenti del dipartimento produzione alla nuova entità (Mesta AS) era un presupposto per poter procedere alla privatizzazione. In considerazione di ciò, le autorità norvegesi hanno dovuto offrire ai dipendenti ulteriori incentivi per incoraggiarli ad aderire volontariamente al trasferimento.
   i)   Mantenimento temporaneo dei diritti pensionistici dei dipendenti pubblici
   
   Come descritto sopra, i dipendenti dell’Ente stradale norvegese erano dipendenti pubblici, ma hanno perso tale qualifica a seguito del trasferimento alla Mesta AS. Tuttavia, sulla base dell’intesa succitata fra i sindacati e lo Stato norvegese, i dipendenti avrebbero beneficiato del mantenimento dei diritti pensionistici accordati ai dipendenti pubblici per un periodo transitorio di cinque anni (cioè, dal 1o gennaio 2003 alla fine del 2007). Il finanziamento statale concesso alla Mesta AS è volto a coprire i costi supplementari necessari ad assicurare ai dipendenti contributi pensionistici pari a quelli dei dipendenti pubblici durante il periodo transitorio (37).
   Come già indicato in precedenza, l’iscrizione all’SPK garantisce il trattamento pensionistico dei dipendenti pubblici e i costi relativi a tale trattamento vengono versati all’SPK. Pertanto, per garantire il regime transitorio di cinque anni, è stata mantenuta l’iscrizione dei dipendenti all’SPK. Inoltre, per poter versare i contributi relativi ai propri dipendenti, la Mesta AS ha chiesto e ottenuto l’iscrizione all’SPK (38).
   Il finanziamento statale alla Mesta AS copre esclusivamente la differenza fra i costi medi di un regime pensionistico privato normale e i (maggiori) costi necessari per mantenere l’iscrizione all’SPK. Mentre la stima originaria dei costi era pari a circa 395 milioni di NOK (39), le autorità norvegesi hanno riferito che i costi maturati al 30 giugno 2007 ammontavano a 277,3 milioni di NOK, escluse le spese amministrative (40).
   ii)   Mantenimento del diritto a un’età speciale di pensionamento
   
   Come già indicato, alcuni dei dipendenti pubblici trasferiti alla Mesta AS avevano la facoltà di chiedere il pensionamento a un’età inferiore (65 anni) rispetto all’età normale di pensionamento (67 anni). A norma dell’intesa conclusa fra i sindacati e lo Stato norvegese, i dipendenti del dipartimento produzione, cui al momento della creazione della Mesta AS (cioè alla data del 1o giugno 2003) mancassero 10 anni o meno al raggiungimento dell’età pensionabile (e quindi i lavoratori che avessero raggiunto i 55 anni d’età), avrebbero mantenuto il diritto all’età speciale di pensionamento di 65 anni (41). Tale accordo è stato possibile in virtù del fatto che, come ricordato, i dipendenti erano ancora iscritti all’SPK.
   Il finanziamento pubblico alla Mesta AS copre la differenza fra i costi medi di un normale regime pensionistico e quelli del mantenimento del regime speciale di prepensionamento. Mentre la stima originaria dei costi era pari a circa 85 milioni di NOK (42) (incluse le spese amministrative, che rappresentavano circa il 5 % dell’importo totale), i costi totali maturati al 30 giugno 2007 erano pari a 26,5 milioni di NOK (escluse le spese amministrative) (43).
   iii)   Regimi di prepensionamento
   
   L’intesa fra i sindacati e lo Stato norvegese prevedeva anche che, per un periodo di tre anni (dal 1o gennaio 2003 alla fine del 2005), Mesta AS potesse offrire ai propri dipendenti provenienti dal dipartimento produzione la possibilità di accedere al pensionamento anticipato all’età di 60 anni, in luogo della normale età di pensionamento di 67 anni (44). La società avrebbe potuto offrire tale prepensionamento a propria discrezione, sulla base di una valutazione delle singole situazioni dei dipendenti (45).
   Il finanziamento pubblico alla Mesta AS copre la differenza fra i costi medi di un normale regime pensionistico e quelli inerenti l’offerta del suddetto prepensionamento. In sede di preparazione dell’atto legislativo, è stato stimato che l’offerta di tale trattamento di prepensionamento avrebbe comportato per lo Stato un onere di 911 milioni di NOK (incluse le spese amministrative, pari a circa il 5 % dei costi totali) (46). Le autorità norvegesi hanno dichiarato che circa 470 dipendenti hanno beneficiato di tale trattamento e che al 30 giugno 2007 i costi totali ammontavano a 691,9 milioni di NOK (escluse le spese amministrative) (47).
   iv)   Trasloco, spostamenti, mantenimento degli stipendi e rinnovo dei macchinari
   
   Dai documenti di bilancio preparatori, risulta che questa voce di costo comprende le seguenti attività: trasloco («flyttekostnader»), spostamenti («pendlergodtgjørelse»), mantenimento degli stipendi («bibehold av lønn») e rinnovo dei macchinari («maskiner—sanering») (48). Le autorità norvegesi hanno precisato che essa include anche i costi relativi al trasloco degli uffici amministrativi («kontor-flyttekostnader»), al trasloco degli uffici tecnici («støttepunkter-flyttekostnader»), nonché al trasferimento degli archivi («arkivoverføring»).
   Fatta eccezione per la misura concernente il mantenimento degli stipendi (che non è stata applicata e quindi non ha prodotto alcun costo), tutte le misure sono state attuate al momento dell’istituzione di Mesta AS e sono proseguite fino alla fine del 2005. Mentre i costi relativi al complesso delle misure sono stati stimati in origine a 77 milioni di NOK (49), le autorità norvegesi hanno indicato che, al gennaio 2006, i costi totali ammontavano approssimativamente a 82,4 milioni di NOK (escluse le spese amministrative). Detti costi sono stati coperti dallo Stato (50).
   Questa voce di costo include i costi sostenuti per il trasloco del personale dirigente o amministrativo ai fini della presa di servizio presso Mesta AS. Poiché il personale è stato assegnato da Mesta AS a sedi di lavoro diverse da quelle in cui operava in precedenza in seno all’Ente stradale norvegese, alcuni dipendenti hanno dovuto trasferire il proprio domicilio per prendere servizio nel nuovo posto di lavoro. Esempi di tali costi includono i costi di trasloco effettivi e documentati («faktiske, legitimerte kostnader ved boligkjøp»), i congedi retribuiti a causa del trasloco («flyttepermisjon») e le spese inerenti al reperimento della nuova abitazione («visningsreise»).
   Anche questa voce copriva i costi ritenuti necessari per garantire che il personale dirigente o amministrativo potesse prendere servizio presso sedi della Mesta AS lontane dal proprio luogo di residenza. Questa voce include ad esempio i costi per gli spostamenti con mezzi pubblici tra il proprio luogo di residenza e il luogo di lavoro («hjemreise»), i costi per un doppio affitto («Dekning av husleie») (51), l’indennità di spostamento in automobile fra il luogo di residenza e il luogo di lavoro («kjøregodtgjørelse») e l’indennità di trasferta/alloggio («kostgodtgjørelse»).
   Questa voce concerne i costi sostenuti per il trasloco dagli uffici dell’Ente stradale norvegese alla sede centrale e agli uffici regionali della Mesta AS. Essa include, ad esempio, i costi per lo sgombero dei vecchi uffici («Rydding og rengjøring av gamle kontorer»), per l’imballaggio del materiale d’ufficio (52) e il trasporto nei nuovi uffici («Pakking og transport»), per la predisposizione, l’arredo e l’adeguamento dei nuovi uffici presso la Mesta AS («Klargjøring, innredning og oppgradering av nye kontorer»), nonché le spese amministrative relative alle attività di trasloco («administrasjon av flyttning»).
   Questa voce comprende i costi sostenuti per il trasloco dalle vecchie alle nuove sedi dei servizi di manutenzione e supporto, nonché per la riorganizzazione dei vecchi uffici operativi e tecnici nei nuovi uffici operativi e tecnici della Mesta AS. Essa comprende l’installazione di un nuovo sistema informatico, resa necessaria dal fatto che il dipartimento produzione condivideva il proprio sistema informatico con altri uffici dell’Ente stradale norvegese. La voce comprende ad esempio i costi di sgombero dei vecchi uffici tecnici («rydding og rengjøring av gamle driftsstøttepunkt»), di imballaggio e trasporto dei materiali d’ufficio nei nuovi uffici («pakking og transport»), la predisposizione, l’arredo e l’adeguamento dei nuovi uffici tecnici operativi («Klargjøring, innredning og oppgradering av driftsstøttepunkt»), nonché le spese amministrative delle attività di trasloco («administrasjon av flytting»).
   Questa voce comprende i costi per l’installazione degli archivi elettronici e cartacei presso la Mesta AS. Essa comprende i costi necessari per separare gli archivi dell’Ente stradale norvegese da trasferire da quelli non rilevanti, nonché i costi per la creazione di nuovi archivi presso la Mesta AS. I costi rientranti in questa voce includono, ad esempio, la stima delle risorse necessarie per ciascun archivio («Ressursbehov pr. arkiv»), le fotocopie («kopiering»), il trasporto («frakt»), la preparazione («klargjøring») e la certificazione di qualità («kvalitetssikring og sikkerhetsarbeid»).
   Nonostante quel che si potrebbe pensare, questa voce di costo non riguarda i costi relativi alla riparazione o al rinnovo di macchinari. Le autorità norvegesi hanno dichiarato che, prima della riforma, il dipartimento produzione aveva eseguito opere a seguito delle quali alcuni macchinari e attrezzature erano stati lasciati nei cantieri di costruzione e ristrutturazione (53). Pertanto, questa voce di costo è rappresentata dalle passività residue dei precedenti contratti d’opera e include il ripristino dei siti di cantiere («opprydding») e la rimozione, la rottamazione e il trasporto dei macchinari non più necessari («fjerning, skroting, og fraktkostnader»). I macchinari da rimuovere erano obsoleti, guasti e di nessuna utilità per l’esecuzione dei lavori e, pertanto, non sono stati fatti rientrare nella valutazione del parco macchinari (o dell’intera impresa) (54). Le autorità norvegesi hanno dichiarato che la Mesta AS ha subappaltato parte dei lavori alle normali condizioni di mercato. L’altra parte dei lavori è stata effettuata dalla Mesta AS stessa a un costo su base oraria (che non comprende il margine di profitto), che risultava inferiore a quello di mercato allora vigente per opere analoghe (55). Le autorità norvegesi hanno presentato la documentazione contenente le fatture dei subappaltatori e i prezzi praticati dalla stessa Mesta AS (56).
   v)   Indennità salariale
   
   La voce di costo «indennità salariale» («ventelønn») non rientra nei «costi di ristrutturazione» definiti dalle autorità norvegesi. Tuttavia, l’indennità salariale era inclusa nelle misure miranti a incentivare il personale a passare alle dipendenze della Mesta AS e va vista alla luce dell’esigenza di ridurre l’organico.
   Pur avendo perso lo status di dipendente pubblico, i dipendenti trasferiti dal dipartimento produzione hanno mantenuto per un periodo di tempo limitato determinati diritti specifici associati a tale status. Alcuni di questi diritti sono disciplinati dalla legge Mesta (57): a norma della sezione 4 della legge Mesta, a decorrere dalla data di entrata in servizio presso la Mesta AS, al 1o gennaio 2003, i dipendenti che siano stati successivamente licenziati e che soddisfino determinati requisiti (per esempio un periodo di servizio minimo di un anno) hanno diritto per tre anni a vedersi offrire una posizione adeguata nel pubblico impiego («fortrinnsrett til annen statlig stilling») ovvero, qualora ciò non sia possibile, il diritto a un’indennità salariale («ventelønn»).
   Quest’ultima è disciplinata dalla legge sui dipendenti pubblici (58), la quale stabilisce che i dipendenti pubblici che hanno ricevuto una lettera di licenziamento perché in sovrannumero, e a cui non sia stato offerto un altro impiego confacente, avranno diritto (alle condizioni e ai vincoli temporali fissati dalla legge) ai 2/3 dello stipendio percepito alla data dell’avviso di licenziamento.
   Sebbene i costi relativi all’indennità salariale fossero inizialmente inclusi nei costi di ristrutturazione, il ministero del lavoro ha deciso successivamente che si sarebbe tenuto conto della stima di tali costi in sede di fissazione del capitale della Mesta AS. In altri termini, i mezzi necessari a finanziare tali costi sarebbero stati iniettati nella Mesta AS dallo Stato, sotto forma di capitale proprio (59). Tale scelta era motivata dalla previsione che il finanziamento con mezzi propri avrebbe indotto la nuova società a un ricorso più cauto ai licenziamenti come strumento riorganizzativo, per privilegiare invece altri strumenti riorganizzativi meno onerosi, quali le aspettative con regimi retributivi e pensionistici ridotti, ecc.
   Mentre in origine si prevedeva che circa 450 dipendenti avrebbero usufruito dell’indennità salariale, per un costo totale di circa 512 milioni di NOK (60), le stime aggiornate dell’ottobre 2002 hanno ridotto il numero di dipendenti interessati a 150, per un costo totale di circa 150 milioni di NOK (61). Pertanto, nel determinare il capitale proprio della Mesta AS, si è tenuto conto del secondo importo.
   Per contenere i costi, Mesta AS ha preferito i seguenti strumenti alternativi di riduzione dell’organico, meno onerosi (62). Tuttavia, le autorità norvegesi hanno indicato che i costi cumulati di tali misure e dell’indennità salariale totalizzano 359 milioni di NOK (di cui 255,1 milioni di NOK spesi prima del 21 dicembre 2008) e superano pertanto di gran lunga l’apporto erogato a copertura di tali costi.
   Indennità di fine rapporto: formula tramite cui i dipendenti cessano il rapporto di lavoro senza beneficiare di indennità salariale, ricevendo in cambio fino a un anno di stipendio, oltre a un’assistenza finanziaria per ricercare un nuovo lavoro.
   Regimi pensionistici: formula tramite cui i dipendenti che hanno raggiunto i 62 anni d’età cessano il rapporto di lavoro, ricevendo in cambio il 66 % dello stipendio fino al compimento del 67o anno di età e continuando a maturare i normali diritti pensionistici durante tale periodo.
   Aspettativa con stipendio ridotto: si tratta di un sistema per indurre i dipendenti che matureranno il diritto a ricevere il prepensionamento (a 60 anni) fra il 2003 e il 2005 a cessare anticipatamente il rapporto di lavoro, offrendo loro la cessazione immediata del rapporto di lavoro in cambio del 66 % dello stipendio, che verrà corrisposto fino al momento in cui avranno maturato il diritto al prepensionamento.
   2.3.   VALUTAZIONE DEI MACCHINARI E DELLE ATTREZZATURE («MACCHINARI») E DEI TERRENI E FABBRICATI («BENI IMMOBILI») NEL BILANCIO D’APERTURA
   Di seguito si fornisce un quadro generale del processo di definizione del valore delle immobilizzazioni nel bilancio d’apertura definitivo della Mesta AS. Tale valutazione è stata affidata a due revisori dei conti: la società Ernst & Young ha ricevuto mandato dall’Ente stradale norvegese, ai fini della costituzione della nuova società, mentre il ministero dei trasporti e delle comunicazioni ha incaricato la società Deloitte & Touche di verificare la valutazione del valore delle attività e di redigere una proposta di bilancio d’apertura, nonché di verificare il processo, i metodi e i principi applicati in tale contesto. In seguito, la Ernst & Young è diventata il revisore dei conti della Mesta AS.
   In breve, nel maggio 2002 i revisori dei conti hanno avviato la valutazione del valore delle attività sulla base di una continuità aziendale simulata (calcolando cioè il valore contabile ricostruito), ma nell’agosto del 2002 sono passati a una valutazione sulla base del «valore reale». Si è proceduto a valutazioni singole (o di gruppo) dei macchinari e degli immobili (descritte in dettaglio alla sezione 2.3.1.). Nell’ottobre 2002, i revisori dei conti hanno provveduto a valutare il «fair value» (valore equo) dell’intera Mesta AS, come impresa in attività, sulla base del metodo del flusso di cassa attualizzato (descritto in dettaglio alla sezione 2.3.2.). Ne risultava un valore totale dell’attività dell’impresa (il capitale operativo) inferiore al valore risultante dalle valutazioni dei singoli cespiti. Poiché la legge norvegese sulle società a responsabilità limitata prevede che il capitale proprio non possa superare il valore totale dell’impresa, il valore dei singoli cespiti (o gruppi di cespiti) è stato ridotto.
   2.3.1.   
         Valutazione del valore delle diverse attività
      
   
   vi)   Macchinari
   
   Al fine di valutare il valore delle attività, l’Ente stradale norvegese, il consulente del governo norvegese Arthur Andersen & Co AS, ViaNova e Skagerak Forsikringsmegling AS hanno predisposto una relazione, intitolata 
         OPENING BALANCE,
       datata 10 maggio 2002 (63). La valutazione si basava, in linea di principio, sul «valore contabile» dei cespiti. Dato che, però, l’amministrazione statale non è soggetta alla legge sulla contabilità (64), è stato necessario ricalcolare i valori risultanti dai libri contabili del dipartimento produzione, onde ottenere il valore che avrebbero avuto se il dipartimento produzione fosse stato soggetto alla legge generale sulla contabilità (65). Pertanto, il principio di valutazione seguito è stato quello della «creazione retroattiva del valore contabile», ovvero semplicemente della «continuità aziendale simulata». Applicando tale metodo, il valore dei macchinari figurante nella contabilità del dipartimento produzione al 1o gennaio 2002, pari a 1 111 milioni di NOK, è stato corretto in 866 milioni di NOK. Al 1o gennaio 2003, il valore è stato ulteriormente ridotto a 747 milioni di NOK.
   Una successiva relazione dell’agosto 2002, intitolata 
         Opening balance
      
       (66) ed elaborata dall’Ente stradale norvegese, Ernst & Young, ViaNova e Skagerak Forsikringsmegling AS, rivela che nel luglio 2002 fu deciso che le attività del dipartimento produzione da cedere alla Mesta AS fossero valutate sulla base non già del principio della «continuità aziendale simulata», ma del «valore reale», che costituiva un metodo di valutazione più trasparente.
   Nella relazione del dicembre 2002, intitolata «
         Opening balance Supplement: Value assessment of assets
      » e stilata dall’Ente stradale norvegese, Ernst & Young, ViaNova, OPAK e Skagerak Forsikringsmegling AS, il valore dei macchinari figura sulla base del valore reale (67). Per determinare il valore reale, sono stati seguiti due metodi: per alcuni gruppi di macchinari il punto di partenza è stato il valore contabile registrato dall’Ente statale, adeguato per tenere conto dell’imposta sul valore aggiunto, dei periodi di ammortamento e di alcune valutazioni discrezionali. Per altri gruppi di macchinari, i valori erano basati su valutazioni e prezzi esterni (68). Su quella base, il valore reale dei macchinari veniva stimato a 572 milioni di NOK, mentre il valore complessivo delle attività veniva stimato a 1 162 milioni di NOK (69).
   La Ernst & Young ha successivamente dichiarato che i calcoli figuranti nella succitata relazione, che assume come base il valore contabile della continuità aziendale simulata di 747 milioni di NOK per giungere ad un valore reale di 572 milioni di NOK, sono fuorvianti. Secondo la Ernst & Young non sono quelli i calcoli utilizzati in sede di determinazione del valore reale dei macchinari da cedere alla Mesta AS.
   vii)   Proprietà immobiliari
   
   Nella relazione del maggio 2002, intitolata «
         Opening balance
      », il valore contabile delle proprietà immobiliari registrato dall’Ente statale al 1o gennaio 2002 era pari a 596 milioni di NOK. A seguito dell’esclusione di talune proprietà immobiliari da non cedere alla Mesta AS e di rettifiche secondo il principio della continuità aziendale simulata, il valore è stato stimato a 277 milioni di NOK.
   Successivamente alle modifiche intervenute con il passaggio dalla valutazione secondo la continuità aziendale simulata alla stima del valore reale, i beni immobili sono stati valutati da una società specializzata indipendente, l’OPAK. Le autorità norvegesi hanno presentato una perizia estimativa datata 28 agosto 2002, in cui l’OPAK stimava il valore di 375 proprietà a circa 336 milioni di NOK (70). Una relazione integrativa del 31 ottobre 2002, stilata dall’OPAK, sottolineava come, a seguito tra l’altro dell’aggiunta di 16 immobili, il valore approssimativo dei beni immobili fosse di 395 milioni di NOK. Ernst & Young ha precisato che, successivamente, l’esclusione delle proprietà da non cedere alla Mesta AS e le rettifiche operate sulle proprietà cedute in affitto (71) hanno ridotto il valore dei beni immobili a 331 milioni di NOK (72).
   La relazione del dicembre 2002, intitolata «
         Opening balance Supplement: Value assessment of assets
      », illustra come, mentre il valore dei beni immobili basato sul principio della continuità aziendale simulata era pari a 596 milioni di NOK, applicando il criterio del valore reale si ottengono 331 milioni di NOK.
   2.3.2.   
         Valutazione sulla base del flusso di cassa attualizzato
      
   
   Parallelamente, ma su base distinta dalla valutazione delle singole attività, si è proceduto a valutare il «fair value» (valore equo) dell’intera attività della Mesta in condizioni di supposta continuità, sulla base del flusso di cassa attualizzato, e il risultato è sintetizzato nella relazione di Ernst & Young datata ottobre 2002, intitolata: «
         Value assessment
      » (73). Nella relazione si conclude che, applicando il metodo del flusso di cassa attualizzato, il capitale operativo (74) ammonta a circa 600 milioni di NOK (con un margine di +/- 25 %). L’analisi si è basata sulla valutazione del flusso di cassa per il periodo 2003-2012, per il quale è stato stimato un valore attuale negativo di 300 milioni di NOK e un valore finale positivo di 900 milioni di NOK (75). Il tasso di remunerazione è stato fissato a un valore nominale del 6,7 % sulle attività totali, al netto delle imposte (76).
   Ernst & Young ha spiegato che il capitale operativo (pari a 600 milioni di NOK) è costituito dalle attività totali meno l’indebitamento a breve termine. In confronto, la stima ottenuta tramite la valutazione delle singole attività è di 1 162 milioni di NOK. Sottraendo l’indebitamento a breve (464 milioni di NOK) dai 1 162 milioni di NOK, si ottiene un capitale operativo (77) di 698 milioni di NOK. Tale dato è superiore al valore del capitale operativo di 600 milioni di NOK risultante da una valutazione basata sul «fair value» (valore equo) complessivo dell’impresa (cioè secondo il metodo del flusso di cassa attualizzato). Poiché la legge norvegese sulle società a responsabilità limitata prevede che il capitale proprio non possa superare il valore totale dell’impresa, è stato necessario ridurre il valore dell’attivo (78). Pertanto, Ernst & Young ha ridotto il valore dell’attivo al fine di portare il capitale operativo a 619 milioni di NOK, come si evince dalla tabella che segue (79):
   
               Immobilizzazioni
            
            
               1 053
            
         
               Attività correnti
            
            
               109
            
         
               Indebitamento a breve termine
            
            
               (464)
            
         
               Netto
            
            
               698
            
         
               Svalutazione macchinari
            
            
               (25)
            
         
               Svalutazione proprietà immobiliari
            
            
               (54)
            
         
               Svalutazione totale
            
            
               (79)
            
         
               Valore dopo la svalutazione
            
            
               619
            
         
               Indebitamento (pensioni)
            
            
               319
            
         
               Fondi propri
            
            
               
                  300
               
            
         
               Fondi propri (liquidità)
            
            
               1 600
            
         
               Totale fondi propri nel bilancio d’apertura
            
            
               1 900
            
         Come appare evidente dalla tabella precedente, si è proceduto a un deprezzamento per 79 milioni di NOK. A causa delle notevoli incertezze sul valore delle proprietà immobiliari e dei macchinari, il deprezzamento è stato ripartito come segue:
   
               Valore reale stimato dei macchinari
            
            
               572
            
         
               Acquisti
            
            
               44
            
         
               Svalutazione
            
            
               
                  (25)
               
            
         
               Valore nel bilancio d’apertura
            
            
               591
            
         
               Valore reale stimato delle proprietà immobiliari
            
            
               331
            
         
               Acquisti
            
            
               4
            
         
               Svalutazione
            
            
               
                  (54)
               
            
         
               Valore nel bilancio d’apertura
            
            
               281
            
         2.3.3.   
         Controllo della qualità
      
   
   Parallelamente al processo di determinazione del valore reale, la Deloitte & Touche aveva avviato, nell’ottobre 2002, una verifica comparativa delle primissime valutazioni delle attività (basato sulla continuità aziendale simulata) rispetto ai risultati del flusso di cassa attualizzato. Su tale base, Deloitte & Touche ha riscontrato che il valore delle attività fisse (nella condizione di continuità aziendale simulata) andava ridotto da 1 137 milioni di NOK (80). 937 milioni di NOK (vale a dire, di 200 milioni di NOK) (81).
   2.3.4.   
         Valutazione del valore nel bilancio d’apertura definitivo
      
   
   Il bilancio d’apertura definitivo del 1o gennaio 2003 , stilato dalla Mesta AS con l’assistenza di Ernst & Young, ViaNova Plan e Trafikk AS (incluso nell’allegato A), indica un valore totale delle immobilizzazioni pari a 977 milioni di NOK (82).
   Il bilancio d’apertura definitivo conferma che il valore dei macchinari che figura nella relazione del dicembre 2002 (intitolata «Opening balance Supplement: Value assessment of assets»), pari a 572 milioni di NOK, era stato ridotto di 25 milioni di NOK, passando a 547 milioni di NOK. L’aggiunta di ulteriori investimenti e rettifiche di piccola entità hanno portato il valore finale dei macchinari a 594 milioni di NOK.
   A seguito di alcuni acquisti per un totale di 4 milioni di NOK, il valore delle proprietà immobiliari si è attestato su 335 milioni di NOK e la rettifica negativa per 54 milioni di NOK (resasi necessaria dopo il risultato del metodo del flusso di cassa attualizzato) ha ricondotto questo valore a 281 milioni di NOK.
   2.4.   CESSIONE DEI CONTRATTI TRANSITORI E ISCRIZIONE DEL RELATIVO VALORE NEL BILANCIO D’APERTURA
   2.4.1.   
         I contratti di costruzione
      
   
   Le autorità norvegesi hanno dichiarato che al 1o gennaio 2003 tutti i contratti di costruzione (per opere quali strade, tunnel, banchine e ponti) erano affidati sulla base di una procedura di appalto pubblico.
   Tuttavia, i progetti di costruzione esistenti dovevano essere trasferiti a Mesta AS per proseguire il completamento delle opere in corso. I contratti in essere variavano per complessità e durata, ma giungevano tutti a scadenza entro uno o due anni dall’istituzione della Mesta AS. Le autorità norvegesi hanno indicato che i contratti di costruzione sono stati ceduti alla Mesta AS ai prezzi fissati originariamente per questo tipo di contratti. A loro parere, tali prezzi riflettono quelli di mercato. Anteriormente al 1o gennaio 2003, era stato dato in appalto un volume notevole di contratti d’opera, e pertanto l’Ente stradale norvegese aveva acquisito una certa esperienza in merito al livello dei prezzi di mercato. Inoltre, il prezzo dei contratti interni concordati fra l’Ente stradale norvegese e il dipartimento produzione doveva attenersi a direttive interne in materia di fissazione dei prezzi (83). Secondo tali direttive interne, l’esperienza dei prezzi praticati sulle gare d’appalto deve servire quale base per fissare i prezzi dei contratti interni, vuoi applicando direttamente le tariffe degli appalti pubblici, vuoi verificando i preventivi interni sui prezzi di mercato e, se del caso, correggendoli di conseguenza (84). In entrambi i casi, la norma generale fissata dall’Ente stradale norvegese era che i prezzi stabiliti nei contratti interni dovessero rispecchiare quelli di mercato (85). Infine, le autorità norvegesi hanno altresì chiarito che, a prescindere dalle imposte e dalle tasse gravanti su tutti i servizi, il prezzo di cessione dei contratti non era stato influenzato da disposizioni fiscali o da altre normative (86).
   I prezzi di cessione dei contratti di costruzione alla Mesta AS erano gli stessi applicati nell’analisi del flusso di cassa attualizzato per quantificare i proventi dei contratti.
   2.4.2.   
         I contratti di gestione e manutenzione
      
   
   La Mesta AS è subentrata in 102 contratti di gestione e manutenzione in essere («funksjonsavtaler») (87). Questi contratti, che concernevano l’esecuzione di lavori di ripristino del manto stradale, la segnaletica orizzontale, le opere di drenaggio, lo spargimento di sale/sabbia, nonché misure contro le inondazioni, le frane e le valanghe, sarebbero scaduti entro un massimo di quattro anni, cioè entro l’ultimo trimestre del 2006. In termini di durata, essi rientrano nelle quattro categorie indicate di seguito. Allo scadere dei contratti di gestione e manutenzione, al 1o settembre di ogni anno l’Ente stradale norvegese indiceva gare d’appalto pubbliche per assegnare circa il 25 % dei contratti, con le seguenti modalità:
   —   categoria A: 24 contratti con scadenza nell’autunno 2003,
   —   categoria B: 25 contratti con scadenza nell’autunno 2004,
   —   categoria C: 27 contratti con scadenza nell’autunno 2005,
   —   categoria D: 26 contratti con scadenza nell’autunno 2006.
   Benché ciascuna categoria comprenda contratti relativi a regioni geografiche uniformemente distribuite su tutto il territorio norvegese (in modo da garantire continuità nell’erogazione dei servizi), le categorie corrispondono anche al livello di difficoltà dei lavori da eseguire. Al riguardo, la categoria A comprende i contratti più semplici da eseguire in piccole zone (cioè in zone che pongono difficoltà minime in termini di condizioni di traffico e meteorologiche e di tipo di strada), mentre la categoria D comprende i contratti più difficili, sia per tipologia di strada (come strade montane o costiere), che per condizioni di traffico e meteorologiche. Le categorie B e C comprendono contratti di difficoltà intermedia.
   Le autorità norvegesi hanno dichiarato che i prezzi dei servizi forniti nell’ambito dei contratti di gestione e manutenzione conclusi dal dipartimento produzione sono rimasti invariati all’atto della cessione dei contratti alla Mesta AS.
   2.4.3.   
         Valore di cessione dei contratti
      
   
   I prezzi di cessione dei contratti sono indicati su un tabulato Excel fornito dalle autorità norvegesi, analogo a quello presentato precedentemente da Veidekke ASA (88). A seguito della decisione di avvio, le autorità norvegesi hanno aggiornato le stime del prezzo totale a cui i contratti di costruzione sono stati ceduti alla Mesta AS da 2 960 milioni a 2 942 milioni di NOK (89). Le autorità norvegesi hanno anche aggiornato le stime del prezzo totale di cessione dei contratti di gestione e manutenzione alla Mesta AS da 5 750 milioni a 5 866 milioni di NOK. L’analisi non riporta il prezzo dei singoli contratti.
   2.4.4.   
         Livello dei prezzi risultanti dai successivi appalti
      
   
   Un rapporto commissionato e pubblicato dalla direzione della rete stradale pubblica, da ViaNova Plan e da Trafikk AS, presenta un’analisi del livello dei prezzi dei contratti a dicembre 2003 (il «rapporto ViaNova»). Da esso emerge che una serie di contratti transitori di gestione e manutenzione ceduti alla Mesta AS erano stati aggiudicati con gara pubblica d’appalto nel gennaio 2003. Una delle conclusioni del rapporto è stata che il livello di costo dei contratti transitori affidati tramite gare d’appalto nel 2003 appare inferiore di circa il 32 % rispetto al costo originale di contratti transitori comparabili ceduti alla Mesta AS. Le autorità norvegesi hanno confermato che l’Ente stradale norvegese non ha condotto trattative per ottenere una riduzione dei prezzi dei (residui) contratti transitori.
   Le autorità norvegesi hanno presentato un’analisi dei prezzi d’appalto di contratti di gestione e manutenzione fra il 2003 e il 2006. Vi figurano importi equivalenti (a parte alcune discrepanze) a quelli del tabulato Excel presentato dalla Veidekke ASA, che comprende anche una tabella di raffronto fra le offerte vincenti (le più basse) per ciascuna gara d’appalto e i relativi prezzi di cessione. Il confronto fornito dalla Veidekke ASA dimostra che, rispetto ai contratti aggiudicati nel periodo dal 2003 al 2006, i prezzi vincenti erano generalmente più bassi di quelli a cui i contratti erano stati precedentemente ceduti alla Mesta AS. Inoltre, l’analisi dimostra che i prezzi offerti dalla stessa Mesta AS nelle successive gare d’appalto sono inferiori ai prezzi cui i contratti le sono stati ceduti (90):
   
               (in milioni di NOK)
            
         
               Anno dell’appalto
            
            
               Prezzo di aggiudicazione
            
            
               Maggiorazione del prezzo di cessione dei contratti rispetto al prezzo di aggiudicazione
            
            
               Maggiorazione del prezzo di cessione dei contratti rispetto al prezzo offerto da Mesta AS nelle gare d’appalto
            
         
               2003
            
            
               1 226,6
            
            
               94
            
            
               67
            
         
               2004
            
            
               1 605,2
            
            
               328
            
            
               282
            
         
               2005
            
            
               1 857,1
            
            
               760
            
            
               563
            
         
               2006
            
            
               7 455,5
            
            
               948
            
            
               900
            
         Stando al prospetto fornito dalle autorità per i contratti di gestione e manutenzione aggiudicati tramite gara d’appalto fra il 2003 e il 2006, la Mesta AS si è aggiudicata 14 dei 24 contratti oggetto di gara d’appalto nel 2003. Nel 2004, la Mesta AS si è aggiudicata 13 contratti su 25, mentre nel 2005 i contratti aggiudicati sono stati 20 su 29. Nel 2006 la Mesta AS si è aggiudicata 21 contratti su 30 (91). Questo significa che su un totale di 108 contratti, la Mesta AS se ne è aggiudicata 68, pari a circa il 62,7 %.
   2.4.5.   
         Precedenti analisi dei prezzi ed esperienza dell’Ente stradale norvegese
      
   
   Stando alle autorità norvegesi, prima della costituzione della Mesta AS il Parlamento norvegese aveva approvato cinque contratti sperimentali/pilota per i quali l’Ente stradale norvegese aveva previsto di indire una gara d’appalto. Esse hanno dichiarato che i prezzi risultanti sono stati utilizzati per la valutazione interna di questa tipologia di contratto (sia prima, che dopo la decisione del 2001 di costituire la Mesta AS), ma non come base per la fissazione dei prezzi dei contratti transitori. Alle richieste di spiegazione avanzate dall’Autorità di vigilanza, le autorità norvegesi hanno replicato che era stato deciso di determinare il valore dei contratti transitori utilizzando la base di costo dei contratti.
   Secondo quanto riferito dalle autorità norvegesi, i prezzi di aggiudicazione dei cinque contratti sperimentali/pilota erano i seguenti:
   
               —
            
            
               Bærum (1998) cinque anni: 74 940 000 NOK
            
         
               —
            
            
               Nedre Romerike (1999) cinque anni: 56 000 000 NOK
            
         
               —
            
            
               Ibestad Dyrøy (1999) quattro anni: 30 418 400 NOK
            
         
               —
            
            
               Lågendalen (2000) quattro anni: 45 706 323 NOK
            
         
               —
            
            
               Våler og Åsnes (2001) cinque anni: 39 018 023 NOK.
            
         Nel dicembre 2000, l’Ente stradale norvegese ha pubblicato una relazione in cui esaminava la concorrenzialità dei servizi di gestione e manutenzione del dipartimento produzione (92). La relazione, contenente i risultati preliminari dell’agosto 2000, calcolava la capacità competitiva sulla base della relazione fra i costi calcolati e il prezzo pattuito per un contratto. Nei contratti del dipartimento produzione, tali costi rappresentavano il 94 % del prezzo, mentre nei contratti conclusi da imprenditori privati ammontavano al 71 % del prezzo. Tale conclusione sembra essere stata raggiunta sulla base dei casi sperimentali/pilota. A pagina 7 della relazione, si riporta per il contratto Bærum un valore d’appalto medio annuo di 15 milioni di NOK, ottenuto moltiplicando il prezzo al km, pari a 125 000 NOK, per 120 km di strade, per un totale di 15 milioni di NOK (ovvero 75 milioni di NOK in un quinquennio) (93). Per il contratto Nedre Romerike, la relazione riporta un valore annuo di 11,2 milioni di NOK. Il prezzo al km è di 50 000 NOK che, moltiplicato per 198 km di strade, giunge a un totale di 9,9 milioni di NOK (ovvero 49,5 milioni di NOK in un quinquennio) (94).
   A parte ciò, dalle interrogazioni presentate dalla commissione trasporti del parlamento norvegese al ministero dei trasporti nel 1999-2000 in merito alla situazione dell’Ente stradale norvegese, si evince che ad Akershus era stata condotta un’analisi in cui si mostrava che il livello di prezzo dei contratti di gestione e manutenzione superava del 20-25 % quello dei contratti privati (95). Inoltre, in un comunicato stampa del 17 aprile 2001, l’Ente stradale norvegese riferisce che il confronto fra quattro contratti di servizi di gestione e manutenzione aggiudicati a operatori privati e alcuni contratti assegnati al dipartimento produzione per la prestazione di servizi corrispondenti, rivelava che l’offerta più bassa tra quelle dei fornitori privati era inferiore di circa il 15-20 % rispetto a quella del dipartimento produzione.
   2.4.6.   
         I contratti transitori e il bilancio d’apertura
      
   
   Stando alle autorità norvegesi, i contratti transitori costituivano elementi dell’attivo facenti parte del flusso di cassa attualizzato e, pertanto, erano stati inclusi nella valutazione del valore totale della Mesta AS. Tuttavia, sulla base dei risultati del flusso di cassa attualizzato, il valore del portafoglio contratti (96) era troppo basso perché gli fosse attribuito alcun valore (97).
   2.4.7.   
         Oneri temporanei di servizio pubblico
      
   
   Le autorità norvegesi hanno dichiarato che, a norma dell’articolo 59, paragrafo 2 dell’accordo SEE, esse hanno imposto alla Mesta AS, a far data dal 1o gennaio 2003, l’assunzione di un onere di servizio pubblico costituito dalla fornitura di servizi di gestione e manutenzione della rete viaria nazionale. L’onere di servizio pubblico è stato gradualmente ridotto, fino a cessazione (1o settembre 2006). La missione di servizio pubblico viene dettagliatamente descritta in una relazione sulle norme di gestione e manutenzione pubblicata dall’Ente stradale norvegese nel 1999 (e aggiornata nel 2003) (98). La relazione definisce i criteri fondamentali atti a garantire che le norme sulle attività di gestione e manutenzione della viabilità siano sufficienti a mantenere la sicurezza stradale, tramite la definizione di norme o azioni concrete relativamente ai tunnel, al drenaggio, al manto stradale, ai ponti, alle banchine e alle pavimentazioni (la «relazione sulla standardizzazione») (99). La relazione sulla standardizzazione definisce, inoltre, norme specifiche per un’adeguata manutenzione invernale, allo scopo di garantire il mantenimento della sicurezza della rete viaria. Le missioni di servizio pubblico sono state conferite alla Mesta AS tramite l’inserimento di un’apposita clausola in ciascuno dei contratti aggiudicati alla società, con una breve panoramica delle norme pertinenti e il rimando alla relazione sulla standardizzazione delle attività di gestione e manutenzione.
   Le autorità norvegesi hanno dichiarato che affidando l’onere di servizio pubblico alla Mesta AS si intendeva garantire un livello sufficiente di sicurezza delle strade fino al settembre 2006. In proposito, esse hanno altresì dichiarato che l’Ente stradale norvegese è responsabile della sicurezza della rete viaria e deve garantire il rispetto di standard minimi tramite la supervisione e il monitoraggio delle attività di riparazione e manutenzione (100). Fino al 1o gennaio 2003, tale mansione comportava principalmente il monitoraggio dei lavori di un solo fornitore di servizi, vale a dire il dipartimento produzione. Tuttavia, dopo quella data, tale mansione avrebbe acquisito una nuova dimensione, in quanto i lavori di manutenzione della rete viaria sarebbero stati oggetto di gara d’appalto e dunque affidati a più fornitori di servizi. Al riguardo, dai lavori legislativi preparatori si evince che alla base dell’apertura graduale del mercato vi fosse la decisione di porre l’Ente stradale pubblico nella condizione di continuare ad esercitare un controllo adeguato e garantire che gli standard e la sicurezza stradale fossero mantenuti a livelli soddisfacenti (101).
   Le autorità norvegesi hanno aggiunto che la stessa motivazione è alla base della decisione di appaltare per primi i contratti più semplici e di minore entità (102), lasciando per ultimi i contratti più rischiosi e impegnativi. In tal modo, l’Ente stradale norvegese avrebbe già maturato un’adeguata esperienza nella supervisione e nel controllo di più fornitori di servizi dopo la prima tornata di appalti, trovandosi così nelle migliori condizioni per mantenere il controllo sul livello di sicurezza delle strade all’atto dell’aggiudicazione degli appalti più impegnativi (103).
   Per quanto concerne le compensazioni degli oneri di servizio pubblico, le autorità norvegesi hanno presentato le seguenti tabelle che illustrano i costi, i proventi e il tasso di remunerazione dei servizi forniti dalla Mesta AS nel quadro dei contratti transitori di gestione e manutenzione (104). A tale proposito, le autorità norvegesi hanno precisato che la Mesta AS aveva tenuto contabilità separate per ciascun contratto transitorio fra il 2003 e il 2006. Pertanto, tutti i proventi (e costi) indicati nelle seguenti tabelle sono direttamente imputabili ai contratti transitori di gestione e manutenzione.
   La tabella 1 illustra come, per quanto attiene al capitale totale investito nella Mesta AS, il capitale sia stato imputato ai contratti transitori di gestione e manutenzione in base al rapporto tra la quota di proventi dei contratti transitori e i proventi totali.
   
      Mesta AS — attribuzione del capitale
   
   
               (in milioni NOK)
            
         
               Capitale totale
            
            
               2003
            
            
               2004
            
            
               2005
            
            
               2006
            
         
               Bilancio d’apertura
            
            
               2 686
            
            
               3 989
            
            
               4 291
            
            
               4 643
            
         
               Bilancio di chiusura
            
            
               3 989
            
            
               4 291
            
            
               4 643
            
            
               4 340
            
         
               MEDIA
            
            
               3 338
            
            
               4 140
            
            
               4 467
            
            
               4 492
            
         
               
                  Fatturato totale Mesta
               
            
            
               6 386
            
            
               5 899
            
            
               6 076
            
            
               4 492
            
         
               Fatturato totale gestione e manutenzione
            
            
               3 645
            
            
               3 613
            
            
               3 235
            
            
               3 253
            
         
               Quota del fatturato gestione e manutenzione rispetto al fatturato totale
            
            
               57 %
            
            
               61 %
            
            
               53 %
            
            
               55 %
            
         
               Capitale imputato ai servizi di gestione e manutenzione
            
            
               1 905
            
            
               2 536
            
            
               2 378
            
            
               2 460
            
         
               Quota dei servizi di gestione e manutenzione imputata ai contratti transitori (%)
            
            
               96 %
            
            
               81 %
            
            
               60 %
            
            
               30 %
            
         
               Quota dei servizi di gestione e manutenzione imputata ai contratti transitori (NOK)
            
            
               1 835
            
            
               2 050
            
            
               1 437
            
            
               748
            
         La seguente tabella presenta un’analisi dei costi, dei proventi e del tasso di remunerazione reale ottenuti dalla Mesta AS sulla base dei contratti transitori per servizi di gestione e manutenzione nel periodo 2003-2006. Le autorità norvegesi hanno sottolineato che non sono stati fissati preventivamente tassi di rendimento specifici per i contratti transitori di gestione e manutenzione.
   
      Mesta AS — proventi, costi e tasso di remunerazione per i contratti transitori di gestione e manutenzione
   
   
               (in milioni di NOK)
            
         
                
            
            
               2003
            
            
               2004
            
            
               2005
            
            
               2006
            
            
               Totale
            
         
               Proventi
            
            
               2 116
            
            
               1 871
            
            
               1 293
            
            
               586
            
            
               5 866
            
         
               Utile al lordo delle imposte (105)
               
            
            
               277
            
            
               175
            
            
               199
            
            
               151
            
            
               802
            
         
               Utile al netto delle imposte
            
            
               199
            
            
               126
            
            
               144
            
            
               108
            
            
               577
            
         
               Margine
            
            
               9 %
            
            
               7 %
            
            
               11 %
            
            
               18 %
            
            
                
            
         
               Capitale imputato ai contratti transitori
            
            
               1 835
            
            
               2 050
            
            
               1 437
            
            
               748
            
            
               6 070
            
         
               Rendimento reale sul capitale
            
            
               10,86 %
            
            
               6,15 %
            
            
               9,98 %
            
            
               14,50 %
            
            
                
            
         Le autorità norvegesi hanno indicato che il tasso medio di rendimento sul mercato della gestione e della manutenzione, vale a dire il «tasso di remunerazione di riferimento», è costituito dal costo medio ponderato del capitale («WACC»), al netto dell’imposta dell’8,42 %. (106)
   
   La tabella seguente analizza la composizione del tasso di remunerazione di riferimento.
   
      Composizione del tasso di remunerazione di riferimento
   
   
               Costo medio ponderato del capitale (WACC)
            
            
                
            
         
               Interesse privo di rischio (107) al lordo delle imposte
            
            
               3,85 %
            
         
               Premio per il rischio di tasso di mercato (108)
               
            
            
               5,00 %
            
         
               Beta del capitale totale
            
            
               0,90
            
         
               Indebitamento netto/capitale proprio
            
         
               Beta del capitale proprio
            
            
               1
            
         
               Costo del capitale proprio al lordo d’imposta
            
            
               8,85 %
            
         
               Costo del capitale esterno
            
         
               Interesse privo di rischio al netto d’imposta
            
            
               3,85 %
            
         
               Premio sui mutui
            
            
               2,50 %
            
         
               Costo del capitale esterno al netto d’imposta
            
            
               6,35 %
            
         
               Aliquota d’imposta
            
            
               28 %
            
         
               Costo del capitale esterno al netto d’imposta
            
            
               4,57 %
            
         
               Costo medio ponderato del capitale (WACC)
            
         
               Costo del capitale proprio
            
            
               8,85 %
            
         
               Quota di capitale proprio
            
            
               90 %
            
         
               Costo ponderato del capitale proprio al netto d’imposta
            
            
               8,00 %
            
         
               Costo del capitale esterno al netto d’imposta
            
            
               4,6 %
            
         
               Quota del capitale esterno
            
            
               10 %
            
         
               Costo ponderato del capitale esterno al netto d’imposta
            
            
               0,5 %
            
         
               Costo WAAC del capitale totale al netto d’imposta
            
            
               8,42 %
            
         Il tasso di remunerazione di riferimento dell’8,42 % si basa su un valore beta pari a 1, desunto da:
   
               —
            
            
               le osservazioni del coefficiente beta di 15 società comparabili (come Veidekke ASA, Skanska AB-B SHS, PEAB AB) su un orizzonte temporale di 40 mesi (2002-2007) (109);
            
         
               —
            
            
               il tasso di remunerazione, correlato sulla base dell’«All Country World Index» della Morgan Stanley (110);
            
         
               —
            
            
               la quota di capitale proprio, ritenuta in linea con la media del settore (basata su 15 società comparabili) (111).
            
         Infine, la tabella successiva illustra la differenza fra il tasso di remunerazione di riferimento e la remunerazione reale ottenuta dalla Mesta AS sui contratti di gestione e manutenzione negli anni in questione.
   
      Tasso di remunerazione
   
   
                
            
            
               2003
            
            
               2004
            
            
               2005
            
            
               2006
            
            
               Totale
            
         
               Mesta: tasso di remunerazione
            
            
               10,86 %
            
            
               6,15 %
            
            
               9,98 %
            
            
               14,5 %
            
            
                
            
         
               Tasso di remunerazione di riferimento
            
            
               8,42 %
            
            
               8,42 %
            
            
               8,42 %
            
            
               8,42 %
            
            
                
            
         
               Remunerazione in eccesso
            
            
               2,44 %
            
            
               –2,27 %
            
            
               1,56 %
            
            
               6,08 %
            
            
                
            
         
               Remunerazione in eccesso (in milioni di NOK)
            
            
               44,8
            
            
               -46,4
            
            
               22,5
            
            
               45,5
            
            
               66,4
            
         2.5.   TASSA SUGLI ATTI E IMPOSTA DI REGISTRO
   A norma della legge Mesta, la cessione delle proprietà immobiliari dal dipartimento produzione alla Mesta AS doveva essere registrata nel catasto immobiliare come «cambiamento di ragione sociale» (112). In tal modo, la Mesta AS avrebbe ottenuto la registrazione catastale delle proprietà immobiliari in esenzione dal versamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro, normalmente dovute in Norvegia per i passaggi di proprietà (113).
   In Norvegia vige infatti una prassi amministrativa, nota come «principio di continuità», che prevede l’esenzione dal versamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro qualora si ritenga che l’impresa «continui» a sussistere in qualche forma. Il ministero della giustizia ha emesso due circolari sull’applicazione del principio di continuità: stando alla prima, in vigore dal 1o gennaio 2003, solo le fusioni fra società a responsabilità limitata possono beneficiare del principio di continuità (114), mentre la seconda estende tale prassi agli scorpori e alle trasformazioni societarie dal 1o luglio 2005 in poi (115).
   2.6.   MOTIVAZIONI DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO
   Il 18 luglio 2007, l’Autorità ha adottato la decisione di avvio del procedimento d’indagine formale sulla base della constatazione preliminare che le misure predisposte in sede di istituzione della Mesta AS potevano comportare aiuti di Stato che esulavano dai casi di esenzione previsti dall’accordo SEE (116). L’Autorità pertanto dubitava che le misure in questione potessero essere ritenute compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE. Esse concernevano la ristrutturazione, la valutazione delle attività, la cessione dei contratti transitori alla Mesta AS e l’esenzione dal versamento della tassa sugli atti e delle imposte di registro.
   3.   OSSERVAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE
   
   Dopo la decisione di avvio del procedimento quattro parti interessate hanno trasmesso le proprie osservazioni, sulla base delle quali è stato intavolato un ampio dibattito.
   3.1.   ARNTZEN DE BESCHE — MESTA AS
   Lo studio legale Arntzen de Besche («Arntzen») ha presentato le proprie osservazioni a nome della Mesta AS.
   In merito alla questione della compensazione statale per le misure di ristrutturazione, lo studio Arntzen sostiene che la questione chiave è se i relativi costi incombano o no allo Stato. Solo se così non fosse, infatti, i costi di ristrutturazione rientrerebbero nel bilancio ordinario della Mesta AS, e la loro assunzione a carico dello Stato rappresenterebbe un vantaggio economico. In base alla sentenza «Combus», la questione decisiva è se la compensazione «alleggerisce gli oneri normalmente gravanti sul bilancio di un’impresa»: infatti, solo il rilevamento di tali costi costituisce un vantaggio economico (117).
   Al riguardo, occorre operare una distinzione fra la compensazione dei i) costi sostenuti nell’ambito della normale attività di un’impresa e ii) i costi imposti, che esulano pertanto dalla normale attività dell’impresa e a cui non corrispondono costi analoghi sostenuti dalle imprese concorrenti. La compensazione del secondo tipo di costi può, come nel caso in esame, semplicemente bilanciare o neutralizzare uno svantaggio strutturale allo scopo di garantire un quadro uniforme, senza dunque configurarsi come aiuto di Stato. Su tale base, Arntzen afferma che la compensazione delle misure di ristrutturazione riconosciuta alla Mesta AS trae origine da una responsabilità dello Stato ed è volta a bilanciare taluni svantaggi strutturali, senza comportare aiuti di Stato.
   In subordine, ove l’Autorità giungesse alla conclusione che le misure di ristrutturazione comportano aiuti di Stato, Arntzen sostiene che l’aiuto è comunque compatibile, in quanto consente alla Mesta AS di operare in un quadro uniforme, in un mercato recentemente aperto alla concorrenza. Poiché il ramo produttivo della Mesta AS era in precedenza un fornitore di servizi di proprietà statale, l’assetto della Mesta AS è inadatto alla concorrenza. In assenza di tale compensazione, la Mesta AS non avrebbe potuto resistere alla concorrenza. Al riguardo, Arntzen ricorda che la Commissione, nella sua decisione sul caso «Destia», ha osservato che l’apertura del mercato costituisce un obiettivo comunitario d’interesse comune (118). Inoltre, gli orientamenti in materia di aiuti di Stato concernenti i costi non recuperabili mirano ad agevolare la transizione delle imprese verso un mercato concorrenziale. Infatti, la concessione di aiuti (limitati nel tempo e negli effetti) tendenti all’obiettivo comune di agevolare la transizione da un mercato chiuso a uno (parzialmente) liberalizzato viene effettuata nell’interesse comune e serve a controbilanciare la distorsione della concorrenza. In tale contesto, Arntzen sottolinea che la Mesta AS dovrà restituire gli eventuali importi in eccesso ricevuti a titolo di fondi per la ristrutturazione.
   Per quanto attiene alla valutazione dei macchinari, Arntzen afferma che a seguito del cambiamento di metodo di valutazione, non più basato sul valore contabile bensì sul valore reale, l’analisi dei flussi di cassa attualizzati ha fissato il valore dell’impresa a 600 milioni di NOK. L’attribuzione del valore alle attività non modifica il valore totale e, pertanto, non solleva questioni relative agli aiuti di Stato. Sulla base dei risultati dell’analisi dei flussi di cassa attualizzati, il valore delle attività (incluso l’indebitamento a breve) è stato ridotto da un valore reale di 698 milioni di NOK a 619 milioni di NOK. La rettifica operata è stata dunque di 79 e non di 200 milioni di NOK.
   Per quanto concerne i contratti transitori, Arntzen afferma che la Mesta AS ha ricevuto una compensazione soltanto per i costi relativi alla fornitura dei servizi prestati nell’ambito di tali contratti e che, pertanto, non ha beneficiato di alcun vantaggio economico nel senso definito dalla normativa sugli aiuti di Stato. Inoltre, per stabilire l’esistenza di un vantaggio economico l’Autorità deve fissare un prezzo di riferimento che, confrontato con il prezzo effettivo dei contratti ceduti alla Mesta AS, permetta di identificare tale vantaggio. Solo nel caso in cui l’Autorità, sulla quale ricade l’onere della prova, possa dimostrare che altre imprese esistenti alla data del 1o gennaio 2003 erano in grado di fornire servizi analoghi a un prezzo inferiore, si potrà ritenere che i prezzi di cessione dei contratti alla Mesta AS fossero eccessivi.
   Arntzen aggiunge in proposito che, in realtà, al 1o gennaio 2003 non vi era alcun prezzo di mercato poiché tutti i servizi di gestione e manutenzione venivano effettuati internamente e che la costituzione della Mesta AS, a quella data, ha creato un monopolio di fatto. I prezzi risultanti dalle gare d’appalto per i progetti pilota non possono essere utilizzati come prezzi di riferimento: in primo luogo, l’Autorità non ha stabilito che vi fossero altre imprese effettivamente in grado di offrire i servizi in questione ad un prezzo inferiore e, considerata l’importanza del caso, andrebbe condotta una valutazione dettagliata in tal senso. Solo in caso affermativo, infatti, si potrebbe configurare un aiuto di Stato. In secondo luogo, quantunque i livelli di prezzo risultanti dalle gare d’appalto dei contratti pilota fossero inferiori ai prezzi di cessione dei contratti alla Mesta AS, le due tipologie di contratto in questione non sono paragonabili. I contratti pilota non possono essere dunque ritenuti rappresentativi del prezzo di mercato. Al riguardo, Arntzen sottolinea che il prezzo originario di uno dei contratti pilota (Bærum) è stato incrementato del 25 % in ragione di lavori supplementari e che gran parte di tali lavori è compresa nel prezzo di base dei contratti transitori ceduti alla Mesta AS. Infine, l’Autorità non dispone di informazioni che dimostrino che le imprese cui sono stati aggiudicati i contratti pilota o quelli appaltati dopo il 2003 siano effettivamente in grado di coprire i costi di fornitura dei servizi. Infatti, laddove le imprese non siano in grado di coprire i propri costi non si ha un’efficace apertura del mercato.
   3.2.   THOMMESSEN — VEIDEKKE ASA
   Lo studio legale Thommessen Krefting Greve Lund AS («Thommessen») ha presentato le proprie osservazioni a nome della Veidekke ASA.
   Per quanto concerne le misure di ristrutturazione, Thommessen afferma che la sentenza Combus riconosce che il finanziamento statale di inefficienze di costo derivante dalla precedente normativa sul lavoro non costituisce un aiuto di Stato, purché sia proporzionale allo svantaggio strutturale che va a colmare. Qualsivoglia compensazione superiore alla differenza fra i costi dello svantaggio strutturale e i costi rilevanti della manodopera di un’impresa analoga è configurabile come aiuto di Stato. L’intervento pubblico non dovrebbe sollevare la Mesta AS dagli obblighi pensionistici assunti in precedenza, ma solo da svantaggi strutturali futuri (ossia dal 2003 in poi). Thommessen sostiene che la Mesta AS ha ricevuto una sovracompensazione per gli svantaggi strutturali e, pertanto, invita l’Autorità a verificare se l’eccesso di organico alla Mesta AS abbia comportato qualche beneficio per la società, il che indicherebbe una sopravvalutazione dello svantaggio strutturale (l’eccesso di organico). In altre parole, l’Autorità deve chiarire se lo svantaggio derivante dall’eccesso di organico sia stato neutralizzato dall’accesso a un’abbondante forza lavoro a basso costo. A tal proposito, Thommessen fa notare che la redditività della Mesta AS nel primo triennio di attività ha superato significativamente le previsioni iniziali. La St.prp. dr. 1 (2007-2008) mostra che i fondi stanziati per ciascun anno di attività hanno più che compensato i costi delle misure di ristrutturazione, denotando dunque una sovra compensazione.
   In particolare, l’Autorità dovrebbe verificare se lo Stato avesse la possibilità di ritrasferire, riassegnare o sostituire alcuni dipendenti invece di ricorrere a un’offerta di prepensionamento e dovrebbe chiedere alle autorità norvegesi di comprovare la necessità di ricorrere al prepensionamento per venire a capo dell’eccedenza di personale. L’Autorità dovrebbe inoltre verificare se le autorità norvegesi abbiano compensato solamente la differenza fra i costi medi di un normale regime pensionistico privato e l’iscrizione al fondo pensionistico statale e se tale compensazione fosse limitata ai dipendenti pubblici. Si chiede poi che l’Autorità verifichi se i costi per il mantenimento di un’età speciale di prepensionamento siano costi normalmente inseriti nel bilancio di previsione di un’impresa e pertanto non costituiscano uno svantaggio strutturale, giacché in tal caso la compensazione potrebbe configurarsi come aiuto di Stato. Infine, l’Autorità dovrebbe valutare l’operazione alla luce della direttiva sul trasferimento d’impresa.
   Thommessen riferisce altresì che gli orientamenti del governo indicano che il datore di lavoro può inviare una richiesta di proroga dell’iscrizione al ministero del lavoro e che, in caso di rifiuto, il singolo può aderire al regime pensionistico tramite il cosiddetto «accordo di affiliazione chiusa». Thommessen chiede se l’affiliazione chiusa sia stata considerata come una possibile alternativa alla compensazione alla Mesta AS, a fronte delle misure di ristrutturazione. Thommessen ritiene infatti possibile che la Mesta AS abbia assunto un obbligo a cui avrebbe potuto sottrarsi. Se i costi di ristrutturazione della Mesta AS al riguardo derivano dall’aver assunto (o mantenuto) volontariamente degli obblighi, si tratta di una libera scelta di Mesta AS. I costi che la Mesta AS non era tenuta per legge ad assumere sono costi normalmente inseriti nel bilancio preventivo di un’impresa e la loro compensazione con fondi pubblici costituisce un aiuto di Stato.
   La compensazione dei costi di ristrutturazione può essere compatibile a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE, purché siano rispettate le condizioni di necessità e proporzionalità dell’aiuto. Ciò significa che occorre trovare il giusto equilibrio tra una maggiore efficienza dell’ex-dipartimento produzione e l’accrescimento della competitività sul mercato. Thommessen sostiene che la competitività della Mesta AS sia stata in realtà conseguita tramite l’assegnazione di una cospicua quota di appalti pubblici, a discapito della concorrenza reale sul mercato. La Mesta AS è infatti di gran lunga il principale operatore sul mercato, con una quota pari al 60 %. Il costante calo del numero di candidati nelle gare d’appalto pubbliche conferma tale osservazione. Il problema è che la Mesta AS ha beneficiato di una compensazione eccessiva per i suoi svantaggi strutturali. Il mercato è semplicemente passato da una situazione di oligopolio a una situazione di duopolio, in cui la Mesta AS rappresenta l’operatore dominante. L’Autorità dovrebbe verificare che le misure in questione non conferiscano un vantaggio con conseguenti effetti distorsivi sul mercato.
   Per quanto concerne la valutazione delle attività, Thommessen ritiene che l’Autorità dovrebbe esaminare il caso indipendentemente dal fatto che il bilancio d’apertura ottemperi o meno alla normativa in materia di contabilità e al diritto societario norvegesi. In proposito, Thommessen riferisce che la legge norvegese sulle società a responsabilità limitata comprende una norma atta a garantire che l’apporto di capitale sociale non ecceda il «fair value» (valore equo). Tuttavia, mentre il consiglio d’amministrazione può essere ritenuto responsabile in caso di valutazione superiore al «fair value», non vi è responsabilità in caso di valutazioni al di sotto di esso. Pertanto, Thommessen attende una perizia indipendente che stabilisca se le attività sono state valutate al valore di mercato.
   Thommessen condivide il parere che le attività dovrebbero essere valutate al «fair value» come impresa in attività, eventualmente sulla scorta di un’analisi dei flussi di cassa attualizzati. A norma della sezione 4, paragrafo 2 della legge norvegese sulla contabilità, l’analisi deve basarsi sul principio della «migliore stima». Tuttavia, Thommessen ritiene che la stima presentata dalle autorità norvegesi non sia conforme a tale principio, poiché basata su argomentazioni di parte, volte a ridurre il valore delle attività. In primo luogo, per quanto l’analisi dei flussi di cassa attualizzati riconoscesse l’esistenza di incertezze insite nel metodo, la valutazione al «fair value» dei singoli cespiti evidenziava un valore reale sostanzialmente superiore, ragion per cui si sarebbero dovuti rivedere in aumento i valori dell’analisi dei flussi di cassa attualizzati. In secondo luogo, dall’analisi dei flussi di cassa attualizzati risulta che il valore finale era pari a 900 milioni di NOK, ma che è stato successivamente ridotto sulla base dei flussi di cassa stimati per il periodo 2003-2012, pari a - 300 milioni di NOK. Thommessen ritiene che le incertezze sulla costituzione della Mesta AS e sulla sua possibile redditività siano state esasperate nell’intento di rettificare al ribasso il «fair value» delle attività. In terzo luogo, la valutazione esterna di 18 gruppi di macchinari è stata pari a 424 milioni di NOK, importo di gran lunga superiore ai 148 milioni di NOK risultanti dalla valutazione di un numero persino maggiore di gruppi di macchinari e precisamente 37. Thommessen non riesce a comprendere come sia possibile che per i macchinari della Mesta AS, più numerosi di quelli della Veidekke ASA, sia stato fissato un prezzo di mercato inferiore a quello della Veidekke ASA, motivo per cui invita l’Autorità ad indagare al riguardo. Infine, Thommessen ritiene insolito che il «fair value» di un’impresa in attività non comprenda alcun elemento relativo all’avviamento.
   A parte ciò, Thommessen è dell’avviso che le rettifiche al ribasso dei macchinari, per 200 milioni di NOK, e delle proprietà immobiliari, per 50 milioni di NOK (pari a un deprezzamento da 331 a 281 milioni di NOK), comportino dei vantaggi, in quanto una minor valutazione delle attività comporta un ammortamento inferiore e quindi maggiori proventi di gestione che costituiscono un aiuto di Stato. Inoltre, più è elevata la valutazione delle attività, maggiore dovrebbe essere il tasso di remunerazione richiesto. Pertanto, con una valutazione più bassa gli utili annuali delle autorità norvegesi sono troppo bassi e la differenza fra tali utili e quelli basati su una valutazione corretta equivale a un aiuto di Stato.
   Quanto ai contratti transitori, Thommessen si rallegra che le autorità norvegesi riconoscano la differenza fra il prezzo di mercato (risultante dagli appalti pubblici) e il prezzo di cessione dei contratti transitori di gestione e manutenzione, differenza che ammonta a circa 2 miliardi di NOK (119). Riguardo all’argomentazione delle autorità norvegesi secondo cui il ricavo lordo stimato dei contratti è incluso nel bilancio di apertura e pertanto non è necessario valutarne il valore di mercato, Thommessen afferma che l’analisi dei flussi di cassa attualizzati è stata effettuata supponendo erroneamente che i contratti siano stati ceduti al valore di mercato (120). In merito all’asserzione che al 1o gennaio 2003 non esistesse alcun prezzo di mercato né fossero disponibili degli indicatori affidabili di un prezzo di mercato, Tommessen ritiene che le autorità norvegesi stiano deliberatamente ignorando i prezzi risultanti dai casi pilota, il prezzo di mercato vigente in mercati analoghi di altri paesi nordici, nonché il prezzo di mercato risultante dalle gare d’appalto pubbliche indette a partire dal 2003.
   Pertanto, la Mesta AS ha beneficiato di una compensazione per gli svantaggi strutturali tramite finanziamenti alla ristrutturazione pari a 993,6 milioni di NOK, di iniezioni di liquidità per 600 milioni di NOK e di una sopravvalutazione dei contratti transitori ceduti alla stessa società. La Mesta AS ha ricevuto una compensazione doppia per gli stessi costi di ristrutturazione. Le autorità norvegesi sapevano che il prezzo di mercato era inferiore del 25-30 % ai prezzi interni vigenti fra il dipartimento produzione e l’Ente stradale norvegese ed è proprio per questa ragione che il mercato è stato liberalizzato. Al riguardo, si fa riferimento alla relazione del dicembre 2000 pubblicata dall’Ente stradale norvegese, secondo la quale i costi del dipartimento produzione erano di gran lunga superiori a quelli di contratti analoghi stipulati con imprenditori privati. Pertanto, Thommessen ritiene che il prezzo di mercato fosse ben documentato. Infine, Thommessen sostiene che se il prezzo di mercato doveva essere fissato sulla base dei costi sostenuti dalla Mesta AS, la base pertinente è quella successiva alla compensazione per le misure di ristrutturazione, in altri termini la base di costo corrispondente a una Mesta AS «concorrenziale» e non a una Mesta AS gravata da costi di ristrutturazione che abbia ricevuto (o debba ricevere) una compensazione per gli stessi. Considerando la base di costo per una Mesta AS «concorrenziale», la Mesta AS avrebbe percepito, secondo Thommessen, un surplus di compensazione pari a circa 181 milioni di NOK (differenza fra i prezzi a cui sono stati ceduti i contratti e quelli risultanti da gare d’appalto successive).
   3.3.   SCHJØDT
   Per quanto concerne le misure di ristrutturazione, lo studio legale Schjødt, che ha presentato le sue osservazioni a nome di un denunciante anonimo, precisa che i finanziamenti volti a conservare i benefici connessi allo status di dipendente pubblico non costituiscono un aiuto di Stato ove siano accordati a singoli individui sulla base di criteri obiettivi e non si traducano in vantaggi per determinate società. Viceversa, il finanziamento di benefici per i dipendenti che rientrino nei normali costi a carico delle imprese è da considerarsi un aiuto di Stato. Pertanto, il problema è definire quali elementi rientrino nei normali costi a carico di una società. Schjødt sostiene che si configurerebbe come aiuto di Stato solo un beneficio superiore alle condizioni che sarebbero offerte a dipendenti assunti sul mercato. La sentenza Combus (contro cui non è mai stato presentato ricorso) ha concluso che i pagamenti diretti ai dipendenti a compensazione della rinuncia allo status di dipendente pubblico non comportano un aiuto alla società (121). Tuttavia, all’epoca della sentenza Combus vi erano forti incertezze in merito ai vantaggi strutturali e, ad ogni buon conto, non è chiaro se i fatti relativi alla Mesta AS siano analoghi a quelli oggetto della causa Combus, vale a dire se quest’ultima rappresenti un precedente attendibile per il caso in esame.
   A parere di Schjødt, la compensazione per il trasferimento del personale, per gli spostamenti, per il trasloco degli uffici amministrativi e degli uffici tecnici ecc., si configurano come aiuti di Stato che non sembrano rientrare tra le fattispecie compatibili. Inoltre, le spese relative al rinnovo dei macchinari non possono da un lato dare adito a compensazione, dall’altro essere considerate passività.
   Schjødt ritiene che non si possa dichiarare compatibile l’aiuto alla ristrutturazione concesso a Mesta AS facendo riferimento agli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà. Né Mesta AS né l’ente che l’ha preceduta hanno costituito o costituiscono imprese in difficoltà a norma di detti orientamenti, i quali non si applicano comunque alle nuove imprese nate da una ristrutturazione.
   Per quanto concerne la valutazione delle attività, Schjødt evidenzia che una valutazione indipendente potrebbe fornire indicazioni utili per quantificare l’eventuale sottovalutazione delle attività. La sottovalutazione e l’iniezione di liquidità di 1 600 milioni di NOK potrebbero dar luogo a un rapporto debiti/capitale proprio eccessivo rispetto a quello che si ricaverebbe applicando in modo appropriato il principio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato. Nell’ambito di tale verifica, si potrebbe anche appurare se le autorità norvegesi abbiano previsto di conseguire un utile adeguato sui propri investimenti.
   Con riferimento ai contratti transitori, Schjødt precisa che le argomentazioni delle autorità norvegesi si basano sul presupposto che i) per non costituire un aiuto di Stato, i contratti dovrebbero essere trasferiti al prezzo di mercato e che ii) le azioni delle autorità devono essere valutate sulla base delle informazioni disponibili all’epoca dei fatti, sottintendendo con ciò che non si possono prendere in considerazione dati emersi successivamente (che mostrano come i prezzi dei contratti transitori fossero superiori a quelli di mercato) (122). Tuttavia, Schjødt ritiene che si possa tener conto dei dati post factum qualora semplicemente corroborino le informazioni disponibili all’epoca dei fatti. Le autorità norvegesi sapevano che i prezzi dei contratti ceduti alla Mesta AS erano con ogni probabilità superiori ai prezzi di mercato. Infatti, la spinta alla ristrutturazione è venuta proprio dall’esigenza di aumentare l’efficienza e la convenienza economica (123). Da una relazione pubblicata nel 2001 da Statskonsult emerge che nel 1996 il comune di Oslo ha aperto alla concorrenza le proprie attività di gestione e manutenzione della viabilità, ottenendo così una riduzione attorno al 20 % dei costi in tale settore. Infine, la stessa relazione pubblicata nel 2001 dall’Ente stradale norvegese indicava che i contratti di gestione e manutenzione aggiudicati a operatori privati erano più concorrenziali di quelli eseguiti dal dipartimento produzione.
   Invece di agire sulla base delle informazioni a loro disposizione, le autorità norvegesi hanno ignorato le precedenti esperienze e hanno ceduto i contratti a prezzi superiori a quelli di mercato. Schjødt ritiene che tali autorità non potevano ignorare tali informazioni e che avrebbero potuto facilmente applicare un coefficiente generale di riduzione al portafoglio di contratti. Schjødt afferma, inoltre, che la sopravvalutazione dei prezzi non avrebbe dovuto essere autorizzata, in quanto Mesta AS aveva già ricevuto una compensazione per le misure di ristrutturazione e i prezzi dei contratti non si basavano su appalti pubblici, né includevano un meccanismo di adeguamento. Il caso Mesta AS è quindi completamente diverso dal caso Destia (124).
   Le autorità norvegesi hanno ribadito più volte l’assenza di operatori privati sul mercato delle attività di gestione e manutenzione, ma dallaSt. prp. nr. 1 (2001-2002) si evince che il 30 % dei lavori di gestione e manutenzione veniva affidato tramite gare d’appalto pubbliche sul libero mercato. Inoltre, dalla citata relazione di Statskonsult emerse che nel 2000, sebbene la maggior parte dei lavori di gestione e manutenzione fosse stata eseguita dall’amministrazione stradale pubblica, il 28 % dei lavori era stato aggiudicato tramite gara d’appalto pubblica. Per quanto concerne l’acquisizione di un’adeguata capacità di gestione delle gare di appalto da parte dell’Ente stradale norvegese, Schjødt sottolinea che l’ente aveva già sviluppato tale capacità nell’ambito dell’accordo sulla gestione e manutenzione («funksjonsavtale») con il dipartimento produzione, per cui nel 2003 avrebbe dovuto essere orma in possesso di tali competenze. Le autorità non hanno spiegato sotto quale profilo le competenze necessarie per l’aggiudicazione dei lavori agli operatori sul mercato differirebbero da quelle utilizzate nel contesto dei contratti conclusi con il dipartimento produzione.
   A giudizio di, Schjødt, infine, l’esenzione dalla tassa sugli atti rappresenta un vantaggio economico per la Mesta, AS, il principio di continuità non può essere invocato, in quanto non vi è stato un effettivo passaggio di proprietà. I fatti relativi al caso Mesta AS sono analoghi a quelli del caso Entra e, pertanto, come nel caso Entra, i vantaggi accordati alla Mesta AS costituiscono un aiuto di Stato. Poiché il valore dei beni immobili è stato ridotto nel bilancio di apertura, l’importo dell’aiuto va calcolato non già su tale base, ma in funzione del valore di mercato degli immobili ceduti.
   3.4.   WIERSHOLM — SKANSKA
   Lo studio legale Wiersholm ha presentato le osservazioni per conto di Skanska.
   Wiersholm ritiene che un tasso di remunerazione fissato sulla base di attività valutate al di sotto dei prezzi di mercato non soddisfi il criterio dell’investitore privato. Wiersholm rileva che, come indicato dall’Autorità, vi è una notevole incertezza sul valore delle immobilizzazioni e non vede come le autorità norvegesi abbiano soddisfatto il criterio dell’investitore privato. Non è stato spiegato perché non tutti i gruppi di macchinari siano stati sottoposti a valutazione esterna dei valori reali (ma solo 18 su 55) né la ragione delle differenze nei metodi di valutazione fra i vari gruppi. Wiersholm ritiene che sia dunque necessaria una valutazione indipendente. Date le somme in gioco, non sembra applicabile direttamente la regola adottata dalla Commissione nel caso Destia, secondo cui la cessione di attività al valore contabile non costituisce aiuto di Stato (il cosiddetto «principio del valore contabile») (125). Wiersholm richiama la decisione dell’Autorità relativa al caso Arcus (126), in cui le strutture produttive e altre attività erano state cedute da un monopolio di Stato al gruppo Arcus, in cui l’Autorità aveva riscontrato una stima delle attività cedute inferiore di 264 milioni di NOK al valore di mercato. La transazione aveva pertanto comportato la concessione di un aiuto al gruppo Arcus pari a quella cifra. Tale precedente dimostra l’opportunità di verificare stima del valore delle attività nel caso Mesta AS.
   Quanto ai contratti transitori, Wiersholm sottoscrive l’affermazione dell’Autorità nella decisione di avvio del procedimento, secondo cui un prezzo contrattuale inferiore a quello di mercato si traduce in un vantaggio economico per il fornitore del servizio. A parere di Wiersholm, per le autorità norvegesi non sembra tanto importante se i contratti siano o no stati ceduti alla Mesta AS al prezzo di mercato, quanto che i proventi lordi dei contratti siano stati inseriti nell’analisi dei flussi di cassa e figurino nel bilancio di apertura della Mesta AS come conferimenti in natura. Tuttavia, le autorità norvegesi hanno anche affermato che i contratti transitori costituivano solo una piccola parte del valore. Wiersholm sostiene che le autorità non possono ignorare la necessità di definire un prezzo di mercato sulla scorta dei proventi lordi nell’analisi dei flussi di cassa attualizzati. La Commissione, nella sua decisione di avvio del procedimento sul caso Destia, ha affermato inequivocabilmente che la maggiorazione costituisce un aiuto di Stato: «Ciò conferisce un vantaggio economico a Tieliikelaitos [Destia], vantaggio finanziato mediante risorse di Stato: Tieliikelaitos [Destia] ottiene dallo Stato più risorse di quelle che un normale operatore sul mercato otterrebbe per un servizio equivalente.» (127)
   
   Skanska dissente dall’affermazione delle autorità norvegesi circa l’inesistenza di un prezzo di mercato al momento della costituzione della Mesta AS, e obietta che quel prezzo esisteva già grazie ai contratti pilota; anche l’analisi di Veidekke ASA, cui è fatto riferimento nella decisione di avvio del procedimento, evidenzia chiaramente una differenza fra i prezzi di cessione dei contratti e i prezzi risultanti dalla successiva aggiudicazione degli stessi contratti tramite gare d’appalto. Le successive tendenze al ribasso dei prezzi non implicano che non vi fosse un vantaggio economico nei prezzi ai quali i contratti sono stati ceduti alla Mesta AS. Le autorità cercano di giustificare la politica dei prezzi argomentando che nel periodo 2003-2006 il mercato non era ancora completamente aperto alla concorrenza. Mesta AS ha comunque beneficiato di contratti a prezzi sopravvalutati, i quali nella fase di apertura del mercato vigevano ancora. I prezzi medi di Mesta AS sono perfino aumentati nel corso del periodo di transizione, mentre quelli medi di Skanska sono rimasti stabili. Lo si evince da un’analisi degli appalti per contratti sia di costruzione che di gestione e manutenzione relativi al periodo dal 1o agosto 2002 al 1o febbraio 2008: i prezzi medi della Mesta AS, rispetto a quelli praticati dalla Skanska, sono passati da un livello inferiore del 20 % circa a livelli superiori. Ciò dimostra che i contratti ceduti alla Mesta AS hanno comportato un vantaggio economico che si configura come aiuto di Stato.
   4.   OSSERVAZIONI DELLE AUTORITÀ NORVEGESI
   
   4.1.   MISURE DI RISTRUTTURAZIONE E RIORGANIZZAZIONE
   Le autorità norvegesi ritengono che il finanziamento statale relativo alle misure di ristrutturazione non comporti aiuti di Stato.
   Al riguardo, esse sostengono che la Mesta AS è stata costituita il 1o gennaio 2003 con una serie di svantaggi derivanti dal fatto che il dipartimento produzione faceva parte dell’amministrazione statale e che i dipendenti godevano dello status di dipendenti pubblici. Tali svantaggi comprendevano il trasferimento alla Mesta AS di un numero eccessivo di dipendenti (1 700), per i quali nel corso di un periodo transitorio sono stati mantenuti i diritti pensionistici dei dipendenti pubblici (o diritti alternativi). La Mesta AS ha sostenuto i costi supplementari per salvaguardare tali diritti durante il periodo transitorio (128). Il finanziamento concesso alla Mesta AS per le misure di ristrutturazione aveva l’intento di offrirle una compensazione per essere gravata da costi inappropriati per un’impresa commerciale, quali i costi supplementari legati al regime pensionistico dei dipendenti pubblici, che i suoi concorrenti non dovevano accollarsi. Le autorità norvegesi ritengono che tali costi (soggetti a compensazione) risultassero dagli obblighi derivanti dalle origini pubbliche del dipartimento produzione e che la responsabilità ne incombesse allo Stato, ragion per cui la loro compensazione non costituisce un vantaggio economico per la Mesta AS.
   Inoltre, le autorità norvegesi hanno affermato che avrebbero potuto ottenere il medesimo risultato adottando le misure di ristrutturazione prima di trasformare il dipartimento produzione in Mesta AS. Tuttavia, ciò avrebbe comportato un allungamento dei tempi e una minore convenienza economica, ritardando di conseguenza il processo di liberalizzazione del mercato. Al riguardo, le autorità norvegesi fanno osservare che se le misure di ristrutturazione fossero state attuate prima della trasformazione, non vi sarebbe stata la concessione di alcun aiuto e che l’effetto netto per la Mesta AS sarebbe stato identico, a prescindere dal momento di attuazione delle misure rispetto alla sua costituzione. Secondo le autorità norvegesi, il fatto che l’approccio alternativo non dia origine a aiuti di Stato dimostra che la compensazione dei costi di ristrutturazione non comporta un vantaggio economico per la Mesta AS.
   A sostegno di tali argomentazioni, le autorità norvegesi citano il caso Combus, in cui il Tribunale di primo grado ha concluso che la compensazione delle misure volte a superare lo svantaggio strutturale non costituisce un aiuto di Stato (129). In quel caso, il governo danese aveva versato 100 milioni di DKK a dipendenti pubblici affinché rinunciassero allo status di dipendente pubblico (e ai relativi diritti) nell’ambito del loro trasferimento alla Combus. Le autorità norvegesi aggiungono che il Tribunale di primo grado ha affermato che il governo danese avrebbe potuto ottenere lo stesso risultato evitando di trasferire tali dipendenti alla Combus: «… lo Stato danese avrebbe potuto ottenere lo stesso risultato destinando di nuovo detti pubblici dipendenti alla pubblica amministrazione, senza versamento di un abbuono specifico, circostanza che avrebbe consentito alla Combus di impiegare immediatamente agenti a contratto rientranti in un regime di diritto privato.» (130)
   
   Le autorità norvegesi ritengono che alla luce della sentenza Combus, la questione decisiva sia se la compensazione «alleggerisca gli oneri normalmente gravanti sul bilancio di un’impresa. Una compensazione siffatta deve ritenersi un vantaggio economico che l’impresa beneficiaria non avrebbe ottenuto in condizioni normali di mercato». Secondo le autorità norvegesi, inoltre, la conclusione del Tribunale giustifica la distinzione operata fra «costi sostenuti nella gestione della società e costi che sono stati imposti alla società, ma che non attengono alle normali attività societarie». Esse ritengono che la compensazione per tali costi straordinari non rappresenti un vantaggio economico, ma sia una mera compensazione per uno svantaggio strutturale da cui i concorrenti non sono gravati.
   A parte ciò, le autorità norvegesi sostengono che dove l’obbligo finanziario sia «incluso» nel contributo in natura, il valore netto totale dell’azienda si riduce e la parte cedente può quindi compensare gli obblighi finanziari in modo da neutralizzarli. Il contributo in natura a favore della Mesta AS includeva alcuni elementi che apportavano svantaggi non adeguati all’attività commerciale. Invece di ridurre il valore del conferimento in natura, le autorità hanno mantenuto il valore originario, compensando nel contempo gli svantaggi inerenti alle misure di ristrutturazione.
   A sostegno della tesi secondo cui il valore del conferimento in natura non è stato intaccato dagli obblighi finanziari (e che era quindi necessario compensare l’impatto negativo di tali obblighi), le autorità norvegesi hanno messo in evidenza il calcolo del valore attuale netto e i fondi propri della Mesta AS. Al riguardo hanno fatto riferimento a Deloitte & Touche che, nella relazione del 12 dicembre 2002 (131), affermava: «I costi [di ristrutturazione] sono stimati sulla base dei piani di riduzione dell’organico e degli accordi salariali esistenti. La società rileverà gli accordi salariali esistenti e dovrà farsi carico di tali costi, ad eccezione dei costi derivanti dagli obblighi propri dello Stato, che saranno pertanto coperti da specifici stanziamenti per gli anni 2003, 2004 e 2005.» E ancora: «La ristrutturazione della società comporta costi che vanno considerati come un’eredità della natura passata di ente pubblico e che, in quanto tali, erano già stati assunti al momento della costituzione della società. Quest’ultima rileverà i contratti di lavoro in essere e dovrà coprire i relativi costi, ma poiché tali costi derivano dagli obblighi propri dello Stato, saranno coperti tramite stanziamenti per gli anni 2003, 2004 e 2005.» Deloitte & Touche aggiunge anche che questa era la ragione per cui alla Mesta AS è stato concesso un finanziamento a copertura dei costi di ristrutturazione (non inclusi nel bilancio di apertura), su base continuativa per tre anni.
   Le autorità norvegesi ritengono che il proprietario debba essere in grado di ottenere la stessa compensazione degli svantaggi che sarebbe stata richiesta da un eventuale acquirente privato del dipartimento produzione, senza incorrere nelle norme sugli aiuti di Stato: infatti, se il dipartimento produzione fosse stato venduto, l’acquirente avrebbe scoperto che la struttura era inadeguata per le attività commerciali e avrebbe chiesto i) che il prezzo d’acquisto venisse ridotto in misura pari agli svantaggi rilevati; oppure ii) che il venditore (l’ente pubblico) si facesse carico dei costi necessari per rendere l’azienda idonea allo svolgimento delle attività commerciali.
   a)   Prepensionamento, mantenimento dei diritti pensionistici dei dipendenti pubblici e mantenimento del diritto a un’età speciale di pensionamento
   
   Le autorità norvegesi ricordano che il prepensionamento è stato offerto per ridurre il numero di dipendenti inquadrati come dipendenti pubblici. Secondo le autorità norvegesi, non è corretto sostenere che tale misura abbia comportato per la Mesta AS il vantaggio di usufruire delle prestazioni di tali dipendenti senza farsi carico degli interi costi previsti dal rispettivo contratto di lavoro. Per lo Stato sarebbe stato più oneroso mantenerli che trasferirli alla Mesta AS e rimborsarla per l’applicazione delle misure di prepensionamento (132). Pertanto, la compensazione a fronte delle misure di prepensionamento esula dalla sfera di applicazione dell’articolo 61, paragrafo 1 SEE.
   Le autorità norvegesi ritengono che la compensazione per il mantenimento del regime pensionistico dei dipendenti pubblici sia una conseguenza diretta del loro precedente status di dipendenti pubblici e che vada pertanto considerata un obbligo dello Stato norvegese. Esse ritengono, inoltre, che la stessa considerazione sia applicabile al mantenimento del regime di età speciale di pensionamento (di cui hanno beneficiato taluni dipendenti durante il periodo di servizio presso il dipartimento produzione). In entrambi i casi, la compensazione ha riguardato soltanto la differenza fra i costi supplementari sostenuti per le pensioni dei dipendenti pubblici o il regime d’età speciale di pensionamento e il normale regime pensionistico. Poiché nessuno dei concorrenti della Mesta AS ha dovuto sottostare a tali obblighi nei confronti dei propri dipendenti, le autorità norvegesi sostengono che la compensazione di tali misure non comporta un aiuto di Stato a norma dell’articolo 61, paragrafo 1 del SEE.
   b)   Trasloco degli uffici amministrativi, trasloco degli uffici tecnici, trasferimento degli archivi, trasloco in generale
   
   I costi di trasloco degli uffici non derivano dalle attività condotte dalla Mesta AS, ma dall’ubicazione geografica del dipartimento produzione. Quelli per il trasloco degli uffici tecnici sono poi stati generati da attività precedenti alla costituzione della Mesta AS e pertanto non vanno considerati come costi da includere normalmente nel bilancio di un’impresa, ma piuttosto come derivanti dagli obblighi dello Stato. Lo stesso dicasi per i costi relativi al trasferimento degli archivi. Contrariamente a quanto affermato dall’Autorità nella decisione di avvio del procedimento, ciò è vero anche per i costi di trasloco sostenuti dal personale del dipartimento produzione, che ha dovuto trasferire la propria residenza per prendere servizio nella nuova sede della Mesta AS. In proposito, le autorità norvegesi precisano altresì che è stato necessario offrire a taluni dipendenti essenziali degli incentivi per ridurre al minimo il rischio di dimissioni. Infine, anche i costi degli spostamenti del personale essenziale per due anni (cioè fino al 1o gennaio 2005) sono connessi con le iniziative del dipartimento produzione miranti a dissuadere tali dipendenti dal lasciare la Mesta AS.
   c)   Conclusioni e argomentazioni sulla compatibilità
   
   Sulla base delle suddette osservazioni, le autorità norvegesi concludono che nessuna delle misure per cui sono stati stanziati finanziamenti alla ristrutturazione comporta un vantaggio economico per la Mesta AS. Anzi, poiché lo Stato ha concesso alla Mesta AS solo 993,6 milioni di NOK a copertura dei costi di ristrutturazione (contro i 1 097,8 milioni di NOK stimati), Mesta AS è stata sotto compensata per 104,2 milioni di NOK (133).
   In subordine, qualora l’Autorità giungesse comunque alla conclusione che le misure di ristrutturazione si configurano come aiuti di Stato, le autorità norvegesi sostengono che tale aiuto è compatibile, a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), in quanto i) le misure perseguono un obiettivo di comune interesse europeo; ii) la ristrutturazione della Mesta AS è necessaria per il conseguimento di questo obiettivo; e iii) l’aiuto non altera le condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune.
   Riguardo al perseguimento di un comune interesse europeo, le autorità norvegesi sostengono che l’apertura dei mercati alla concorrenza è un obiettivo di interesse europeo (134). Nel caso in esame, la costituzione di un’impresa di proprietà statale che operi in un quadro uniforme con nuovi concorrenti sul mercato è stato un passo necessario nel contesto del processo di apertura del mercato e le autorità norvegesi rammentano che la decisione sulle modalità di apertura del mercato spetta ai governi nazionali. Esse osservano, inoltre, che l’apertura dei mercati di gestione e manutenzione della rete viaria alla concorrenza è una scelta migliore, ai fini della concorrenza, rispetto all’alternativa consistente nel continuare ad affidare i servizi all’amministrazione pubblica o nell’effettuare un’apertura solo parziale del mercato.
   Infine, nell’esaminare gli effetti sulla concorrenza, va considerato l’effetto economico complessivo della ristrutturazione delle attività di manutenzione e gestione della rete viaria: la Mesta AS è stata costituita con uno svantaggio strutturale e dunque, dal punto di vista economico, non si trovava in una situazione paragonabile a quella dei suoi concorrenti, in quanto gravata dagli oneri ereditati dalla precedente struttura statale. Di conseguenza, nel valutare gli effetti sulla concorrenza occorre considerare il principio di neutralità sancito dall’articolo 125 SEE. Secondo le autorità norvegesi, ciò significa che deve essere consentito concedere una compensazione alla Mesta AS per i suoi svantaggi strutturali, al fine di creare una società in grado di operare secondo una logica commerciale. Esse osservano inoltre che l’aiuto concesso per le misure di ristrutturazione è stato limitato a quanto necessario per aprire il mercato alla concorrenza. Infine, il processo non altera le condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune.
   4.2.   I CONTRATTI TRANSITORI
   Le autorità norvegesi precisano che i prezzi a cui sono stati ceduti alla Mesta AS i contratti di costruzione e i contratti per la gestione e la manutenzione sono gli stessi utilizzati per quantificare i proventi nel contesto dell’analisi dei flussi di cassa attualizzati. Si tratta di attivi che rientravano nella valutazione del valore totale dell’impresa, in quanto costituivano parte integrante del conferimento in natura. Essendo contributi in natura, i contratti non costituiscono aiuti di Stato a norma dell’articolo 61, paragrafo 1 SEE e non è necessario valutare se siano stati ceduti a Mesta AS al prezzo di mercato.
   Le autorità norvegesi tengono comunque a precisare che, in applicazione degli orientamenti interni, i contratti di costruzione sono stati ceduti a prezzi conformi alle offerte presentate per le gare d’appalto.
   Quanto ai contratti di gestione e manutenzione, al 1o gennaio 2003 non esisteva un prezzo di mercato né una fonte attendibile che indicasse un prezzo di mercato, in quanto tutti i servizi di gestione e manutenzione erano effettuati dal dipartimento produzione (135). Le autorità norvegesi sostengono che il mercato delle opere di gestione e manutenzione è stato aperto alla concorrenza non già il 1o gennaio 2003, ma solo il 1o settembre 2003 (e soltanto in parte) (136). Fino al 1o gennaio 2003, l’Ente stradale norvegese era responsabile del 100 % dei lavori di gestione e manutenzione della rete viaria nazionale. Dunque, poiché al 1o gennaio 2003 non esisteva alcun mercato per tali servizi, non vi era alcuna alternativa alla cessione dei contratti transitori, un prezzo basato sui costi calcolati in precedenza dal dipartimento produzione. Nessuna delle osservazioni presentate dai terzi interessati inficia tale posizione.
   In questo contesto, le autorità norvegesi aggiungono che l’assenza di un mercato (maturo) era dovuta al fatto che, al 1o gennaio 2003, gli operatori privati non erano pronti a fornire servizi di manutenzione in grado di garantire la sicurezza stradale (137). Pertanto si è ritenuto di agire per il meglio e nell’interesse di tutte le parti procedendo a un’apertura graduale del mercato della gestione e manutenzione: essa avrebbe garantito un’attribuzione razionale dei contratti, giacché avrebbe risparmiato agli operatori di dover elaborare contemporaneamente offerte per l’intero portafoglio di contratti. Inoltre, l’apertura graduale andava incontro all’esigenza degli operatori di migliorare progressivamente le proprie competenze come fornitori dei servizi nel periodo transitorio e quindi alla necessità di consentire una maturazione del mercato (138). Per concludere, un’apertura graduale sarebbe stata più agevole sul piano amministrativo e avrebbe permesso all’Ente stradale norvegese di sviluppare le proprie competenze quale committente dei servizi in questione (139). Secondo le autorità norvegesi questo approccio trova conferma nei lavori legislativi preparatori, i quali evidenziano come, per i vari aspetti evocati, il mercato non fosse ancora maturo per la concorrenza al 1o gennaio 2003 (140).
   Ove l’Autorità ritenesse che gli operatori sul mercato erano in grado di fornire i servizi pertinenti, le autorità norvegesi asseriscono che non esistevano fonti affidabili per indicare prezzi inferiori a quelli fissati nei contratti transitori. I cinque contratti pilota non avrebbero potuto essere utilizzati per estrapolare prezzi di riferimento, in quanto erano funzionali a un processo di «professionalizzazione» dell’Ente stradale norvegese. Nell’acquisizione delle nuove competenze rientrava la preparazione di un contratto standard per la gestione e la manutenzione, il quale sarebbe stato «collaudato» tramite contratti di gestione e manutenzione interni (141), oltre ai cinque contratti pilota (142), consentendo in tal modo all’Ente stradale norvegese di maturare esperienza quale «amministrazione aggiudicatrice». I contratti pilota non servivano dunque a compiere verifiche sul mercato allo scopo di determinare i prezzi in regime di concorrenza.
   Inoltre, le offerte presentate per i contratti pilota variavano notevolmente (ad esempio, per il contratto Våler/Åsnes l’offerta più alta ammontava a 63 milioni di NOK, contro i 30,4 milioni di NOK dell’offerta più bassa). Un divario del genere dimostra che il mercato non era maturo e che i prezzi offerti non avrebbero potuto quindi costituire un indicatore affidabile del livello di prezzo (143). Poiché inoltre, i contratti pilota rappresentano meno del 2 % della rete stradale totale (1 000 chilometri su un totale di 54 000 chilometri) essi riguardano una zona geografica limitata. Oltre a ciò, le mansioni da svolgere nell’ambito dei contratti pilota comprendevano anche lavori supplementari (144). A titolo d’esempio, si cita il contratto Bærum, aggiudicato alla Selmer ASA al prezzo originario di 74 940 323 NOK. A seguito di lavori supplementari è stato necessario aggiungere la cifra di 18 726 793 NOK, con un aumento del prezzo del contratto pari al 25 %. Il volume di lavori supplementari nella fase pilota mostra come l’Ente stradale norvegese abbia calcolato erroneamente il carico di lavoro necessario per i contratti di gestione e manutenzione. Tuttavia, tali lavori supplementari erano compresi nei contratti transitori trasferiti alla Mesta AS. Al riguardo, le autorità evidenziano che la relazione 118 sconsiglia di comparare le esperienze inerenti al contratto Bærum con altri contratti (145). Pertanto, secondo le autorità norvegesi, i prezzi dei contratti pilota non potevano essere utilizzati come indicatori affidabili dei prezzi di mercato.
   Inoltre, le autorità norvegesi dissentono dalla considerazione contenuta nella decisione di avvio del procedimento (e reiterata dalla Veidekke ASA), secondo cui dai prezzi del primo gruppo di contratti di gestione e manutenzione, oggetto di gara d’appalto nel 2003, sarebbe possibile estrapolare un livello di prezzi per i restanti contratti transitori di gestione e manutenzione. Non si tratterebbe di un indicatore affidabile, in quanto il mercato dei servizi di gestione e manutenzione non è ancora maturo e non è possibile prevedere i risultati di una gara pubblica d’appalto. Il notevole divario fra l’offerta più alta e quella più bassa in quel gruppo di contratti ne è la prova. La differenza minore è stata del 2 %, quella maggiore del 113 %. Pertanto quei prezzi non costituiscono una base sufficiente per individuare il prezzo di mercato. Le autorità norvegesi dubitano che si possa fissare un prezzo di mercato utilizzando come parametro di riferimento l’offerta più bassa presentata su un mercato ancora immaturo; esse sostengono che il livello di prezzi dei contratti transitori non superava «ciò che va considerato un prezzo di mercato sostenibile alla data della cessione dei contratti transitori …». La valutazione deve comunque basarsi sugli elementi di fatto all’epoca della costituzione della società.
   Ove però l’Autorità ritenesse che i prezzi dei contratti ceduti alla Mesta AS implicano pur sempre un aiuto di Stato, le autorità norvegesi sostengono che tale aiuto è compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE, a norma degli articoli 61, paragrafo 3, lettera c) e 59, paragrafo 2.
   Ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), le autorità norvegesi sostengono che la Mesta AS è stata costituita allo scopo di aprire alla piena concorrenza un mercato monopolistico e di creare un mercato sostenibile nell’arco di un periodo transitorio di quattro anni (146). Un’apertura graduale era necessaria per assicurare la gestione e manutenzione delle strade nazionali in condizioni di sicurezza. Come già osservato, i lavori legislativi preparatori confermano che l’Ente stradale norvegese aveva bisogno di perfezionare le proprie competenze quale committente di servizi e controllore dei relativi obblighi contrattuali, giacché in questo campo disponeva di un’esperienza limitata (147). Anche gli operatori sul mercato avevano bisogno di tempo per adeguarsi, onde essere in grado di eseguire i lavori richiesti. Pertanto, si è ritenuto che un aumento graduale degli appalti pubblici avrebbe permesso alle società fornitrici di acquisire la competenza necessaria e di effettuare gli opportuni investimenti per offrire servizi di gestione e manutenzione stradale soddisfacenti. Come già osservato, l’apertura graduale del mercato garantisce un’aggiudicazione razionale dei contratti, mentre se tutti gli appalti fossero stati banditi contemporaneamente ciò sarebbe stato impossibile (148). Al fine di garantire la sicurezza delle strade si sarebbe cominciato con l’aggiudicazione dei contratti di più facile esecuzione per poi passare a quelli più impegnativi (che comportavano opere su tratti stradali situati in regioni con un clima più rigido e con condizioni meteorologiche mutevoli). Infine, le autorità norvegesi sostengono che fosse legittimo fornire finanziamenti alla Mesta AS per i costi relativi ai contratti transitori. Sarebbe stato irragionevole imporle l’obbligo di fornire i servizi previsti dai contratti transitori senza coprirne i costi, in quanto essa sosteneva costi maggiori rispetto ai suoi concorrenti (149).
   Qualsivoglia aiuto concesso tramite i contratti transitori era proporzionale, in quanto la durata era limitata a un massimo di quattro anni e il prezzo fisso costituiva un incentivo a migliorare l’efficienza. Inoltre, poiché la redditività della Mesta AS nel primo triennio di attività si è rivelata decisamente superiore al previsto, nel 2007 le autorità norvegesi hanno precisato che alla società non sarebbero stati accordati altri finanziamenti per le misure di ristrutturazione, a riprova del fatto che i risultati della Mesta AS erano monitorati al fine di evitare la sovra compensazione.
   Alla luce di queste considerazioni, le autorità affermano che i contratti transitori per le opere di gestione e manutenzione erano necessari «per realizzare un’effettiva apertura del mercato e una concorrenza equa». Viene fatto riferimento alla decisione della Commissione nel caso Destia, in cui la Commissione ha ritenuto che l’apertura del mercato dei servizi stradali alla concorrenza in Finlandia rappresentasse uno sviluppo positivo e un traguardo strategico di rilievo per la Comunità (150). Dato che la riorganizzazione della Mesta AS si prefigge lo stesso obiettivo, le autorità norvegesi affermano che le conclusioni relative al caso Destia sono valide anche nel caso in esame. I contratti transitori non hanno avuto l’effetto di rafforzare la posizione della Mesta AS in modo irragionevole e l’approccio adottato era necessario e non sproporzionato per ottenere l’apertura del mercato.
   Con riferimento all’articolo 59, paragrafo 2, le autorità norvegesi sostengono che i contratti transitori di gestione e manutenzione imponevano un onere di servizio pubblico alla Mesta AS, come specificato nei contratti (i quali precisavano la natura, la copertura geografica, la frequenza e la durata dei servizi da fornire). In linea con gli orientamenti sugli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, sulla proprietà statale delle imprese e sull’aiuto alle imprese pubbliche (gli «orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico»), l’importo della compensazione non deve eccedere i costi necessari a svolgere il servizio pubblico, tenendo conto di un utile ragionevole (151). Il paragrafo 8 degli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico prevede un ampio margine discrezionale per le autorità nazionali in merito alla natura dei servizi classificati come servizi d’interesse generale.
   Alla luce di ciò, le autorità norvegesi sostengono che i contratti transitori di gestione e manutenzione comprendevano mansioni che all’epoca il mercato non era in grado di fornire per garantire una sicurezza sufficiente della rete stradale e che proprio per tale ragione sono stati affidati alla Mesta AS. I lavori legislativi preparatori prevedevano che la sicurezza stradale dovesse essere garantita, tanto durante la fase di apertura del mercato, quanto in seguito. La creazione della Mesta AS è stato il modo migliore in cui le autorità nazionali potevano garantire la sicurezza della rete stradale, di cui incombeva loro la responsabilità. Mesta AS non poteva rifiutarsi di eseguire i compiti assegnatile dalle autorità, giacché aveva l’obbligo legale di effettuare i servizi definiti nei contratti transitori.
   4.3.   ESENZIONE DALLA TASSA SUGLI ATTI
   Le autorità norvegesi escludendo che l’esenzione dalla tassa sugli atti e dall’imposta di registro costituisse un vantaggio economico per Mesta AS, in quanto tale agevolazione era computata nella valutazione del conferimento in natura (e quindi nel bilancio d’apertura). Pertanto, l’esenzione non ha sortito alcun effetto sulla solidità o sulla struttura del capitale della Mesta AS né ha inciso sui suoi valori totali. Se non fosse stato possibile accordare le esenzioni, il pagato della tassa sugli atti sarebbe stato compensato da un contributo corrispondente sotto forma di liquidità, quale parte dei fondi propri della Mesta AS, e avrebbe prodotto lo stesso risultato dell’esenzione concessa. Le autorità rilevano inoltre che nella decisione 318/05/COL non sembra esservi un collegamento fra l’esenzione e il volume di fondi propri di Entra (cfr. pagina 26 della decisione) (152). Diversa è la situazione nel caso in esame, poiché non vi era dubbio che, in assenza di esenzione, la tassa sarebbe stata compensata con un contributo in denaro per l’ammontare corrispondente. Dai lavori preparatori emerge che il livello di fondi propri era stato definito con riferimento alla situazione di liquidità a breve della Mesta AS. A parte ciò, le autorità norvegesi fanno valere che l’esenzione dalla tassa sugli atti non è selettiva, dato che in base al principio di continuità ci si propone di facilitare l’attuazione di misure auspicabili sotto il profilo socio-economico.
   II.   VALUTAZIONE
   
   1.   PRESENZA DI AIUTI DI STATO
   
   1.1.   AIUTI DI STATO A NORMA DELL’ARTICOLO 61, PARAGRAFO 1 DELL’ACCORDO SEE
   L’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE recita: «Salvo deroghe contemplate dal presente accordo, sono incompatibili con il funzionamento del medesimo, nella misura in cui incidano sugli scambi fra parti contraenti, gli aiuti concessi da Stati membri della Comunità, da Stati AELS (EFTA) o mediante risorse statali sotto qualsiasi forma, che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.»
   Per essere definita aiuto di Stato, a norma del suddetto articolo, una misura deve soddisfare i seguenti criteri cumulativi: la misura deve i) conferire al beneficiario un vantaggio economico di cui non godrebbe nella normale attività imprenditoriale; ii) il vantaggio deve essere concesso dallo Stato o tramite risorse statali; iii) la misura deve essere selettiva, favorendo talune imprese o talune produzioni; iv) la misura deve falsare la concorrenza e incidere sugli scambi fra le parti contraenti. Nel prosieguo si esamina se i suddetti quattro criteri cumulativi siano soddisfatti per il caso in esame.
   1.2.   VANTAGGIO ECONOMICO
   1.2.1.   
         Misure di ristrutturazione e riorganizzazione
      
   
   La Mesta AS ha ricevuto finanziamenti dallo Stato a fronte dei costi relativi a tre tipi di regimi pensionistici offerti ai dipendenti trasferiti dal precedente impiego statale alla Mesta AS. I fondi coprono: i) i costi del versamento di contributi pensionistici corrispondenti a quelli dei dipendenti pubblici fra il 1o gennaio 2003 e la fine del 2007; ii) i costi relativi al mantenimento del diritto dei dipendenti di beneficiare di un’età speciale di pensionamento (anticipato); e iii) i costi relativi ai regimi di prepensionamento offerti fra il 1o gennaio 2003 e la fine del 2005.
   In via preliminare, l’Autorità svolgerà le proprie osservazioni su talune argomentazioni specifiche avanzate dalle autorità norvegesi. In primo luogo secondo queste ultime, stante che un eventuale acquirente del dipartimento produzione avrebbe chiesto una riduzione del prezzo d’acquisto proporzionata agli svantaggi derivanti dalle misure di ristrutturazione, la compensazione di detti svantaggi da parte delle autorità non comporta aiuti di Stato. L’Autorità osserva che l’operazione in oggetto comporta la concessione di finanziamenti (nell’ambito di un investimento) e non una vendita; pertanto, per accertare l’eventuale presenza di aiuti di Stato, non va considerato il comportamento di un potenziale acquirente, ma se tali finanziamenti comportino o meno un vantaggio economico per la Mesta AS.
   Le autorità norvegesi sostengono inoltre che, invece di ridurre il valore del contributo in natura, hanno preferito compensare la Mesta AS per i costi relativi agli svantaggi derivanti dalle misure di ristrutturazione. Pertanto, poiché la riduzione del valore delle attività non avrebbe comportato alcun vantaggio, neanche la compensazione dei costi comporta un vantaggio. Al riguardo, l’Autorità osserva che tale scelta non significa necessariamente che la Mesta AS non abbia ricevuto un vantaggio economico dal finanziamento fornito.
   Nel merito, le autorità norvegesi negano che qualsivoglia delle suddette misure comporti un vantaggio economico e sostengono che, al contrario, le misure sono state adottate per compensare lo svantaggio strutturale imposto alla Mesta AS e per bilanciare le onerose condizioni retributive derivanti dallo status di dipendente pubblico. A tal proposito, le autorità norvegesi fanno riferimento alla sentenza Combus
       (153).
   Nella fattispecie le autorità norvegesi ritengono che si debba tener conto delle condizioni contrattuali dei dipendenti nell’ambito del precedente impiego pubblico e degli obblighi dello Stato in forza di tali accordi. A loro parere, i costi relativi alle somme integrative versate (per un periodo transitorio) a titolo di compensazione dei diritti pensionistici del settore pubblico vanno considerati un obbligo dello Stato, in quanto conseguenza diretta del precedente status di dipendenti pubblici di tali lavoratori. Poiché il finanziamento pubblico degli importi supplementari riguarda esclusivamente la differenza fra il costo del normale regime pensionistico e quello del regime pensionistico dei dipendenti pubblici (o una misura alternativa), lo Stato si accolla soltanto i costi supplementari derivanti dal precedente rapporto di lavoro. Con riferimento alla sentenza Combus, le autorità norvegesi sostengono che se i relativi costi sono considerati un obbligo dello Stato, la concessione di un finanziamento pubblico a copertura di tali costi non dovrebbe costituire un vantaggio economico.
   Nella sentenza Combus, la Corte ha sancito che la misura in questione «mirava a sostituire lo status privilegiato e costoso dei pubblici dipendenti impiegati dalla Combus con uno status di agente a contratto paragonabile a quello degli impiegati di altre imprese di trasporto mediante autobus concorrenti della Combus. Si trattava dunque di liberare la Combus da uno svantaggio strutturale rispetto ai suoi concorrenti privati» (154).
   Quantunque il presente caso, così come la causa Combus, comporti una compensazione mirante a liberare una società (Mesta AS) da uno svantaggio strutturale rispetto ai suoi concorrenti privati, vi sono alcune differenze sostanziali. A giudizio dell’Autorità, una di esse che rileva ai fini della valutazione degli aiuti di Stato è che nel caso Combus la compensazione venne erogata direttamente ai dipendenti, mentre nel caso in esame lo Stato norvegese ha effettuato il versamento direttamente alla Mesta AS. Inoltre, nel caso Combus il pagamento è stato corrisposto ai dipendenti a titolo di compensazione per la rinuncia allo status di dipendente pubblico in seguito al trasferimento alla nuova società. In tal modo, all’atto del trasferimento, il rapporto di lavoro dei dipendenti con la società non era influenzato dal loro status precedente. Nel caso in esame, invece, gli ex dipendenti pubblici trasferiti alla Mesta AS hanno continuato a beneficiare temporaneamente di taluni diritti dei dipendenti pubblici nell’ambito del contratto di lavoro con la nuova società.
   Di conseguenza, l’Autorità ritiene che la sentenza del Tribunale di primo grado nella causa Combus concerna una situazione diversa da quella presente (155).
   Secondo una giurisprudenza costante della Corte di giustizia, l’esistenza dell’aiuto deve essere valutata in relazione ai suoi effetti e non alle cause o agli obiettivi sottesi all’intervento statale (156). Pertanto, l’Autorità ritiene che, per determinare se le tre misure succitate comportino un vantaggio economico, occorre anzitutto esaminare se il finanziamento pubblico dei costi di tali misure liberi la Mesta AS dagli oneri che normalmente gravano sul bilancio di un’impresa (157).
   Tutte le misure sono state introdotte per consentire la cessione delle attività del dipartimento produzione alla Mesta AS. Come già ricordato, erano necessarie misure al fine di: i) incoraggiare i dipendenti a passare alla nuova società; e ii) ridurre l’organico.
   Nel caso in esame, per poter salvaguardare (temporaneamente) i diritti al prepensionamento dei dipendenti pubblici e l’età speciale di pensionamento, era necessaria un’iscrizione della Mesta AS all’SPK. Tale iscrizione impone alla Mesta AS l’obbligo legale di versare alla SPK i contributi pensionistici dei dipendenti presi in carico. La Mesta AS ha accettato tale obbligo in quanto il relativo costo le sarebbe stato rimborsato dallo Stato. Di conseguenza, il costo dei diritti pensionistici derivanti dall’iscrizione all’SPK (mantenimento temporaneo dei diritti di pensionamento dei dipendenti pubblici e dell’età speciale di pensionamento) è stato effettivamente imposto alla Mesta AS (158). Inoltre, l’Autorità osserva che i lavori legislativi preparatori (cioè la proposta del governo al parlamento norvegese) chiarivano che il finanziamento dei trattamenti pensionistici in questione sarebbe stato erogato purché la Mesta AS si impegnasse a provvedere ai relativi versamenti per il personale (159). Pertanto, il quadro complessivo (vale a dire la proposta di legge e la successiva approvazione da parte del parlamento) adottato dalla Norvegia era basato sul prerequisito che la Mesta AS versasse i contributi pensionistici. Questa circostanza potrebbe indicare che la Mesta aveva l’obbligo legale di sostenere detti costi pensionistici, che potrebbero dunque essere considerati come onere rientrante nel normale bilancio dell’impresa.
   Quanto poi al diritto al prepensionamento, era previsto che la società potesse farvi ricorso a propria discrezione per ridurre l’organico eccedentario. Tuttavia, anche la misura alternativa di riduzione dell’organico tutelava i dipendenti in caso di esubero. I costi relativi alle misure di riduzione dell’organico o di riorganizzazione della società dovrebbero essere considerati costi ordinari, anche qualora le misure scelte siano più onerose di quelle che la società è tenuta a fornire a norma della legislazione sul lavoro o dei contratti collettivi in vigore (160). Il fatto che la Mesta AS ricorra alle misure più onerose solo in quanto sono coperte da finanziamenti statali non cambia la natura del costo. Pertanto, anche il finanziamento pubblico del prepensionamento potrebbe essere considerato una misura che solleva la Mesta AS dai normali costi dell’attività d’impresa.
   Inoltre, da un punto di vista generale, gli oneri finanziari relativi al costo del lavoro rientrano nei costi di produzione di una società e pertanto dovrebbero rappresentare dei costi ordinari, a prescindere dal fatto che gli obblighi siano imposti alla società dalla legge o da contratti collettivi o siano invece assunti volontariamente. Pertanto, qualsivoglia alleggerimento da tali obblighi è di norma assimilato a un aiuto di Stato. (161).
   Il costo del lavoro sostenuto dalle imprese comprende non soltanto gli stipendi, ma anche la retribuzione lorda, inclusi i contributi pensionistici e altri costi del personale, quale l’indennità di disoccupazione (162). Nel caso in esame, il fatto che le misure siano state finanziate da contributi statali nulla toglie al fatto che il diritto transitorio accordato ai dipendenti rappresenti un costo del lavoro normalmente sostenuto dall’impresa (163).
   Né va tralasciato che il finanziamento statale degli obblighi pensionistici comportava ulteriori vantaggi per la società. Benché, presumibilmente, la Mesta AS non avesse interesse a rilevare l’intero organico del dipartimento produzione, un elemento di importanza cruciale per la società è stato il poter disporre di un numero sufficiente di addetti, in particolare con competenze essenziali, per garantire un’efficiente operatività fin dall’avvio dell’impresa. Il finanziamento statale ha consentito il raggiungimento di tale obiettivo. Inoltre, l’Autorità ritiene probabile che il finanziamento statale dei diritti pensionistici speciali abbia permesso alla Mesta AS di non sostenere il costo di altri tipi di pensioni integrative. È infatti probabile che almeno un certo numero di dipendenti presi in carico avrebbe potuto negoziare altri accordi di pensione integrativa più favorevoli rispetto a un normale regime pensionistico privato.
   Poiché i dipendenti che beneficiavano delle misure pensionistiche in questione appartenevano all’organico della Mesta AS al momento in cui i costi sono stati sostenuti, l’Autorità ritiene che l’effetto delle misure contestate sia stato pertanto di ridurre i normali oneri di bilancio della Mesta AS. Di conseguenza, l’Autorità ritiene che il finanziamento statale delle misure di cui sopra comporti elementi di vantaggio economico per la Mesta AS. Per quanto riguarda il finanziamento concesso dallo Stato alla società a copertura dei costi relativi a «traslochi» e «spostamenti», l’Autorità osserva che l’obbligo di sostenere tali costi deriva da una serie di incentivi offerti a ex personale dirigente o amministrativo dell’Ente stradale norvegese (quali i costi di trasloco, di trasferimento, di doppio canone locativo, i costi di trasferta, ecc.), allo scopo di indurre tali dipendenti ad accettare il trasferimento alla Mesta AS.
   Come già rilevato, i normali obblighi finanziari di un’impresa comprendono in primo luogo i costi per assumere o attirare personale. Sebbene l’incentivo più comune sia lo stipendio, è possibile ricorrere anche ad altri incentivi, ad esempio per compensare la distanza tra il luogo di residenza e la sede di lavoro (indennità di trasloco e di spostamento ecc.). L’Autorità ritiene pertanto che il rimborso statale concesso alla Mesta AS per i costi relativi ai «traslochi» e agli «spostamenti» del personale costituisca un vantaggio economico di cui la Mesta AS non avrebbe potuto beneficiare nel normale ambito delle sue attività.
   Per quanto attiene al finanziamento statale concesso alla Mesta AS a copertura dei costi di trasloco degli uffici amministrativi e degli uffici tecnici dall’Ente stradale norvegese, nonché dei costi di riorganizzazione di detti uffici e di aggiornamento degli archivi (per un totale di 50,2 milioni di NOK), essi comprendono non solo lo sgombero dei vecchi uffici dell’Ente pubblico, ma anche l’allestimento dei nuovi uffici della Mesta AS, nonché i costi di installazione degli archivi fisici ed elettronici della Mesta AS.
   L’Autorità ritiene che mentre i costi di sgombero dei vecchi uffici dell’Ente stradale norvegese possono avere attinenza con le precedenti attività dell’ente, i costi di allestimento degli uffici della Mesta AS equivalgano a costi sostenuti per la costituzione di una nuova società, alla quale tale categoria di costi dovrebbe incombere. Tuttavia, poiché le voci di spesa in questione comprendono elementi quali lo sgombero di vecchi uffici dell’Ente stradale norvegese per permettere il riuso da parte della nuova società, o ancora il vaglio degli archivi dell’ente pubblico per la selezione della documentazione di interesse per la nuova società, è difficile operare una separazione netta. Pertanto, l’Autorità ritiene che i costi di trasloco degli uffici (ivi compresi i servizi tecnici) e di trasferimento degli archivi vadano ripartiti tra lo Stato e la nuova società. Dato che la Mesta AS è stata costituita il 1o gennaio 2003, le spese sostenute prima di quella data vanno addebitate allo Stato, mentre le spese sostenute successivamente vanno addebitate alla Mesta AS. I vari elementi di costo devono dunque essere ripartiti tra lo Stato e la Mesta AS a seconda della data in cui sono stati sostenuti.
   Infine, per quanto concerne la voce di spesa «rinnovo dei macchinari», la Mesta AS ha ricevuto una compensazione per il servizio reso all’Ente stradale norvegese sgomberando i cantieri del vecchio dipartimento produzione. (164). Va dunque stabilito se il prezzo del servizio fornito dalla Mesta AS all’Ente stradale norvegese corrisponda al prezzo di mercato per questi servizi. L’Autorità osserva che parte del lavoro è stata effettuata da imprese subappaltatrici a condizioni di mercato e parte direttamente dalla Mesta a una tariffa oraria (165). L’Autorità ritiene che ricorrendo a varie imprese subappaltatrici Mesta abbia pagato prezzi di mercato e che, pertanto, la compensazione ottenuta dallo Stato per questa voce non abbia comportato vantaggi economici. Inoltre, poiché il lavoro svolto direttamente dalla Mesta AS era effettuato a prezzo di costo, senza alcun profitto, l’Autorità non ha motivo di contestare l’affermazione delle autorità norvegesi che tali prezzi erano inferiori ai prezzi di mercato. Di conseguenza, l’Autorità ritiene che la Mesta AS non abbia tratto un vantaggio economico dai prezzi che l’Ente stradale norvegese ha pagato per i servizi di «sgombero» forniti.
   i)   Altre misure di ristrutturazione e di riorganizzazione — indennità salariale
   
   Quanto all’indennità salariale, lo Stato ha finanziato i relativi costi tramite un apporto di capitale alla Mesta AS.
   In via preliminare, l’Autorità rileva che la modalità di finanziamento dei costi è irrilevante ai fini della normativa sugli aiuti di Stato. Pertanto, la scelta delle autorità norvegesi di finanziare i costi dell’indennità salariale tramite fondi propri è irrilevante al fine di determinare se il finanziamento costituisca un aiuto di Stato. Va ricordato che scegliendo un apporto di fondi capitale (anziché una sovvenzione) le autorità norvegesi hanno voluto indurre la società a utilizzare i fondi per provvedimenti alternativi di riduzione dell’organico, in luogo dell’indennità salariale.
   Riguardo al fatto che i fondi a copertura dell’indennità salariale sono stati spesi per misure alternative di riduzione dell’organico, e segnatamente per regimi di cessazione del contratto di lavoro e di pensionamento, nonché regimi di aspettativa, l’Autorità ritiene che tali misure costituiscano semplicemente delle alternative riconosciute all’indennità salariale. Che fondi stanziati siano serviti per finanziare misure alternative di riduzione dell’organico aventi finalità identiche all’indennità salariale è irrilevante ai fini dell’accertamento dell’eventuale vantaggio economico derivante alla società da detto finanziamento. Al riguardo, si ricorda che la scelta governativa di finanziare l’indennità salariale tramite fondi propri era semplicemente volta a ridurre i costi generali, spronando la società a ricorrere a strumenti alternativi di riduzione dell’organico meno onerosi.
   Al fine di determinare se il finanziamento statale dell’indennità salariale costituisca un vantaggio economico, l’Autorità ricorda che, come già affermato, i costi per le imprese derivanti dalla legislazione sul lavoro rientrano nel normale bilancio d’impresa. Gli oneri finanziari relativi all’indennità salariale, essendo stati imposti alla Mesta AS dall’omonima legge (166), costituiscono «spese normali» della società. Pertanto, la Mesta AS ha ottenuto un vantaggio economico dal finanziamento statale dell’indennità salariale.
   ii)   Finanziamento in eccesso
   
   Le autorità norvegesi hanno chiesto alla Mesta AS di restituire l’eventuale quota del finanziamento che non sia stata effettivamente impiegata per spese di ristrutturazione. Pertanto, qualsivoglia aspetto sollevato nella decisione di avvio del procedimento concernente l’impiego della quota di finanziamento in eccesso non è più pertinente.
   1.2.2.   
         Conferimento di attivi
      
   
   La Mesta AS si configura come un’impresa pubblica, ai sensi della direttiva sulla trasparenza (167). Al fine di stabilire se un’operazione finanziaria effettuata dal proprietario di un’impresa pubblica comporti un vantaggio economico, l’Autorità applica il «principio dell’investitore operante in un’economia di mercato», più volte ribadito dalla Corte di giustizia (168), secondo il quale, il conferimento di capitali o contributi in natura (per esempio attivi) ad una impresa pubblica a condizioni che sarebbero accettabili per un investitore privato operante sul mercato, non configura alcun vantaggio economico (169). Viceversa, se vengono conferiti liquidi o altri attivi alle imprese pubbliche a condizioni che sarebbero inaccettabili per un investitore privato operante sul mercato, si è in presenza di un vantaggio economico (170). La seconda ipotesi si verifica solitamente ove la struttura e le prospettive future della società siano tali da non far prevedere la realizzazione, in un lasso di tempo ragionevole, di un rendimento normale (attraverso la distribuzione di dividendi o plusvalenze) con riferimento a un’impresa privata analoga (171). Per esempio, se il tasso di remunerazione è fissato sulla base del valore degli attivi, sottovalutati rispetto al valore di mercato, il rendimento potrebbe non corrispondere al rendimento che un investitore privato considererebbe accettabile in circostanze simili.
   È alla luce di tali considerazioni che l’Autorità ha esaminato la valutazione degli attivi nel contesto della costituzione della Mesta AS.
   Va osservato, innanzitutto, che dalla giurisprudenza si può dedurre che il compito dell’Autorità di stabilire i fatti del caso in esame include l’eventuale obbligo di esaminare le valutazioni degli esperti per definirne il valore probatorio (172). Dalla giurisprudenza risulta altresì evidente che, nei casi dubbi, l’Autorità ha facoltà, ma non l’obbligo, di ricorrere a periti esterni allo scopo di stabilire i fatti (173). Infine, la Corte ha sancito che la verifica dell’osservanza dell’articolo 61 è di esclusiva competenza dell’Autorità, non degli esperti (174).
   Nel caso in esame, il valore degli attivi conferiti in sede di costituzione della Mesta AS è stato definito da perizie della Ernst & Young e della Deloitte & Touche. Sulla base di tali perizie, l’Autorità ha rilevato, nella decisione di avvio del procedimento, che vi erano incertezze sulla valutazione degli attivi e sull’applicazione dei metodi di valutazione. A seguito della decisione di avvio, le autorità norvegesi hanno trasmesso le spiegazioni fornite dalla società di revisione, Ernst & Young. L’Autorità ritiene che tali spiegazioni abbiano chiarito le seguenti incertezze, inizialmente segnalate nella decisione di avvio:
   
                
            
            
               in primo luogo, la Ernst & Young ha chiarito che dall’ottobre 2002 il principio applicato per la determinazione del valore delle attività è stato quello del «valore reale» e pertanto le valutazioni iniziali basate sul valore contabile o sul valore contabile simulato non erano più pertinenti;
            
         
                
            
            
               in secondo luogo, il valore reale delle attività era stato quantificato combinando risultati: i) della valutazione del valore totale dell’impresa (attraverso il metodo dei flussi di cassa attualizzati); e ii) della valutazione distinta dei singoli cespiti (o gruppi di cespiti);
            
         
                
            
            
               in terzo luogo, poiché il valore totale dell’impresa (risultante dai flussi di cassa attualizzati) era inferiore al valore totale delle attività (risultante dalla valutazione di ogni singolo cespite) e poiché il diritto societario norvegese stabilisce che i fondi propri non possono superare il valore totale dell’impresa, è stato necessario ridurre il valore di talune attività.
               Su tale base, il valore reale delle attività è stato ridotto di 79 milioni di NOK fra i) proprietà immobiliari (ridotte di 54 milioni di NOK, passando da 335 a 281 milioni di NOK); e ii) macchinari (ridotti di 25 milioni di NOK, da 572 a 547 milioni di NOK) (175). Ciò significa anche che il valore dei macchinari non è stato ridotto di 200 milioni di NOK (da 747 a 547 milioni di NOK), come sostenuto dai denuncianti. Infatti, la svalutazione non è stata operata sulla cifra di 747 milioni di NOK, basata sul principio della «continuità aziendale simulata», non più applicato (176). La Ernst & Young ha confermato che i calcoli iniziali effettuati per spiegare l’eventuale collegamento fra il valore basato sulla continuità aziendale simulata (pari a 747 milioni di NOK) e il valore reale (di 572 milioni di NOK) dei macchinari sono fuorvianti e non sono stati inclusi nel processo di valutazione del valore reale delle attività.
            
         
                
            
            
               In quarto luogo, per quanto concerne la valutazione dei contratti transitori, è stato chiarito che, sebbene fossero inclusi nel calcolo dei flussi di cassa attualizzati (e pertanto il loro valore rientrasse nella valutazione complessiva dell’impresa), il valore del portafoglio contratti era troppo basso per poter essere preso in considerazione, e pertanto i contratti non erano stati imputati sul bilancio di apertura (177).
               Come risulta chiaramente dal procedimento, l’Autorità ha esaminato attentamente le informazioni contenute nelle relazioni dei revisori contabili, chiedendo chiarimenti e ulteriori documenti al fine di fugare i dubbi e le incertezze iniziali. Poiché, come si è detto, tali dubbi e incertezze sono stati risolti e le perizie sono state condotte sulla base di metodi di valutazione generalmente accettati, l’Autorità non ha motivo di dubitare dell’esattezza delle valutazioni dei revisori circa le immobilizzazioni iscritte nel bilancio di apertura della Mesta AS. Essa non ha pertanto ritenuto necessario richiedere perizie ulteriori.
            
         Sulla base di quanto sopra, l’Autorità non ravvisa motivi per contestare la valutazione delle attività contenuta nel bilancio d’apertura definitivo della Mesta AS.
   1.2.3.   
         Cessione dei contratti transitori
      
   
   In applicazione del principio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato, si ritiene ad esempio che la cessione da parte dello Stato di terreni e fabbricati a prezzo di mercato non costituisca un aiuto indebito, in quanto in tal caso lo Stato agisce come un investitore privato operante in un’economia di mercato (178). Il principio dell’investitore privato si applica anche quando lo Stato acquista beni e servizi (179). Pertanto, l’acquisto di servizi da un operatore di mercato, non si configurerà come aiuto di Stato a condizione che la mano pubblica operi come un investitore privato e corrisponda il prezzo di mercato. Se invece il prezzo è superiore a quello di mercato, il contratto potrebbe comportare un vantaggio economico per il fornitore del servizio, pari alla differenza fra il prezzo di mercato per la fornitura di servizi analoghi e il prezzo contrattuale (180). Per conoscere il prezzo di mercato, lo Stato può ad esempio indire una gara d’appalto pubblica non discriminatoria, oppure chiedere una perizia. In ogni caso, per determinare se sia stato applicato il prezzo di mercato occorre tener conto di tutte le circostanze della transazione.
   Nel caso in esame, la MESTA AS è subentrata al dipartimento produzione in un certo numero di contratti per la fornitura di servizi all’Ente stradale norvegese. L’Autorità deve pertanto valutare se i prezzi a cui i contratti sono stati «stipulati» fra l’Ente stradale norvegese e la Mesta AS riflettano i prezzi di mercato.
   Va detto, per completezza, che la circostanza che l’Autorità abbia valutato elementi utili a determinare se lo Stato abbia agito nei confronti di una propria controllata al 100 % come un investitore privato operante sul mercato (conferendo i contratti transitori), non impedisse che si valuti la presenza di elementi di aiuto in altre operazioni fra lo Stato (181) e la sua controllata. Al contrario, tale valutazione è ancora più pertinente dove lo Stato sia cliente di una propria impresa. Come ricordato, quando lo Stato acquista servizi da un’impresa (financo controllata al 100 %), è tenuto agire come un «investitore privato» e, a corrispondere il prezzo di mercato.
   i)   Contratti di costruzione
   
   A seguito della decisione di avvio del procedimento, le autorità norvegesi hanno chiarito la questione dei prezzi dei contratti di costruzione esistenti ceduti alla Mesta AS.
   I contratti sono stati ceduti alla Mesta AS ai prezzi originariamente fissati per ognuno di essi. L’Autorità ha tenuto conto di tutte le informazioni fornite, in particolare delle norme che l’Ente stradale norvegese ha emanato per la determinazione dei prezzi nei contratti interni. Dalle direttive interne si evince che il prezzo dei contratti era fissato direttamente sulla base dei prezzi di mercato (segnatamente dei prezzi emersi dalle gare d’appalto) o comunque in modo da assicurare la rispondenza ai prezzi di mercato (cioè stime rettificate sulla base dei prezzi di mercato). Inoltre, una condizione generale per la stipula di contratti tra l’Ente stradale norvegese e il dipartimento produzione era che i prezzi praticati riflettessero quelli di mercato, dei quali il dipartimento produzione aveva dimestichezza grazie alle gare d’appalto sul mercato delle costruzioni - un mercato ben funzionante e sviluppato. Le autorità norvegesi hanno inoltre chiarito che non vi erano né meccanismi di rettifica a posteriori né prescrizioni di sorta che influissero sul prezzo di cessione dei contratti.
   Tenuto conto di tutte queste circostanze, l’Autorità ritiene che i contratti di costruzione siano stati ceduti al prezzo di mercato e che il sistema creato dall’Ente stradale norvegese per fissare il prezzo dei contratti, basato su direttive interne e su una conoscenza del mercato, garantisse adeguatamente l’applicazione di prezzi di mercato. Tuttavia, per poter escludere qualsivoglia scostamento rispetto alle tariffe di mercato dei prezzi fissati per i singoli contratti, sarebbe necessario valutare nei dettagli ognuno di essi. Pertanto, non si può escludere che la Mesta AS abbia ricevuto limitati vantaggi economici dai prezzi dell’uno o dell’altro contratto di costruzione. Per motivi che verranno illustrati in seguito, la presenza di eventuali aiuti di Stato in questo contesto sarebbe comunque da ritenersi compatibile con il funzionamento dell’Accordo SEE.
   ii)   Contratti di gestione e manutenzione
   
   a)   Obblighi temporanei di servizio pubblico
   
   In via preliminare, l’Autorità ricorda che le autorità norvegesi sostengono che le misure a favore della Mesta AS, relative ai contratti di gestione e manutenzione, costituiscono una compensazione per i costi sostenuti dalla società in ragione degli obblighi di pubblico servizio assunti. Sebbene con tale argomentazione si volesse accreditare la compatibilità delle misure con l’articolo 59, paragrafo 2 dell’accordo SEE, per completezza l’Autorità ha valutato se la presenza di un obbligo di servizio escludesse in assoluto la presenza di aiuti di Stato alla luce dei criteri sanciti dalla sentenza Altmark (182).
   In quella sentenza, la Corte di giustizia ha stabilito che la compensazione degli obblighi di servizio pubblico non costituisce aiuto di Stato dove risultino riuniti quattro criteri cumulativi. In primo luogo, l’impresa beneficiaria deve essere effettivamente incaricata dell’adempimento di obblighi di servizio pubblico e detti obblighi devono essere definiti in modo chiaro. In secondo luogo, i parametri sulla base dei quali viene calcolata la compensazione devono essere previamente definiti in modo obiettivo e trasparente. In terzo luogo, la compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire interamente o in parte i costi originati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico, tenendo conto dei relativi incassi e di un margine di utile ragionevole. Infine, quando la scelta dell’impresa tenuta ad adempiere obblighi di servizio pubblico non avvenga nell’ambito di una procedura di appalto pubblico che consenta di selezionare il candidato in grado di fornire tali servizi al costo minore, la compensazione va determinata sulla base di un’analisi dei costi che un’impresa media, gestita in modo efficiente e provvista dei mezzi opportuni avrebbe dovuto sostenere per adempiere tali obblighi. Ove questi quattro presupposti siano tutti riuniti, il finanziamento pubblico non comporta un vantaggio per l’impresa.
   Nel caso di specie, l’Autorità rileva che la Mesta AS non è stata selezionata nell’ambito di una procedura di appalto pubblico. Inoltre, le autorità norvegesi non hanno fatto valere che le spese sostenute dalla Mesta AS corrispondono a quelle di una impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente dotata di mezzi, né hanno fornito all’Autorità informazioni che le consentissero di procedere a una verifica. Pertanto, nel caso della Mesta AS, l’obbligo di servizio pubblico non è stato assolto in ottemperanza al necessario livello di efficienza di costo definito dal quarto criterio della sentenza Altmark. Già quest’unica ragione non permette di escludere, alla luce della sentenza citata, che vi siano aiuti di Stato.
   b)   Osservazioni generali
   
   Tutti i contratti di gestione e manutenzione sono stati trasferiti alla Mesta AS il 1o gennaio 2003 ai prezzi stabiliti in base ai costi calcolati dal dipartimento produzione. Pertanto, i prezzi non erano il risultato di appalti pubblici né si basavano su valutazioni di esperti.
   Le autorità norvegesi e l’impresa sostengono che, con la costituzione della Mesta AS il 1o gennaio 2003 e con l’attribuzione alla società di tutti i contratti di gestione e manutenzione relativi alla rete viaria nazionale, era venuto a costituirsi un monopolio di fatto. Pertanto, non esisteva ancora alcun mercato della «gestione e manutenzione» e quindi nessun prezzo di mercato. Il mercato è stato aperto soltanto in maniera graduale, indicendo gare d’appalto per un 25 % annuo del portafoglio contratti. In assenza di un prezzo di mercato, l’unica via percorribile era la cessione dei contratti a prezzi basati sui costi.
   Questa posizione si fonda sull’assunto che al 1o gennaio 2003 l’attività di gestione e manutenzione delle strade non fosse aperta alla concorrenza. Tuttavia, l’Autorità osserva che non solo alcuni dei lavori di gestione e manutenzione erano stati subappaltati dall’Ente stradale norvegese anteriormente al 2003 (183), ma anche le amministrazioni comunali davano in appalto lavori di gestione e manutenzione di strade comunali ben prima del gennaio 2003 (184). In altri termini, l’attività di «gestione» e «manutenzione stradale» era già aperta alla concorrenza prima del gennaio 2003 e la situazione non è mutata con la costituzione della Mesta AS. Al contrario, quest’ultima è stata inserita dalle autorità norvegesi tra gli operatori della gestione e manutenzione e, fin dalla sua costituzione, ha operato in concorrenza con altre imprese senza essere soggetta ad alcun divieto di partecipare a gare d’appalto pubbliche o di assumere incarichi di gestione e manutenzione stradale per conto di amministrazioni aggiudicatrici diverse dall’Ente stradale norvegese (185).
   Pertanto, alla data del 1o gennaio 2003 esisteva un mercato dei servizi di gestione e manutenzione aperto alla concorrenza, né è possibile negarne l’esistenza per sostenere che non vi era un prezzo di mercato. È pur vero che le attività di gestione e manutenzione di una parte di quel mercato, e cioè della «rete stradale nazionale», erano riservate al dipartimento produzione, ma ciò non toglie che vi fosse un mercato dei servizi di gestione e manutenzione stradale in generale.
   Inoltre, anche per quanto concerne le attività di gestione e manutenzione della stessa rete stradale nazionale, le autorità norvegesi, prima del 1o gennaio 2003, avevano ottenuto prezzi tramite l’appalto di cinque progetti pilota sperimentali nel periodo 1998-2001. Tali prezzi sono stati inclusi in un’analisi comparativa pubblicata dall’Ente stradale norvegese nel 2000 sulla capacità competitiva, da cui emergeva come l’incidenza dei costi sui prezzi contrattuali per i lavori eseguiti fosse superiore del 23 % rispetto ai contratti pilota sperimentali assegnati a operatori sul mercato. Inoltre, un’analisi dei prezzi effettuata da Akershus prima del 2000 ha rivelato che i prezzi dei contratti di gestione e manutenzione affidati al dipartimento produzione erano superiori del 20-25 % a quelli dei contratti stipulati con altri.
   L’Autorità rileva che i prezzi dei progetti pilota sperimentali risultavano da gare d’appalto, e che le offerte vertevano non solo sulla rete stradale nazionale, ma addirittura sugli stessi tratti della rete oggetto dei contratti di gestione e manutenzione affidati al dipartimento produzione (186). L’Autorità ritiene dunque che i prezzi degli appalti pilota sperimentali per contratti affini fornissero il livello dei prezzi di mercato prima del 1o gennaio 2003.
   Le autorità norvegesi sostengono tuttavia che i prezzi risultanti dagli appalti pilota sperimentali non erano affidabili a causa dell’ampia forbice fra l’offerta più alta e quella più bassa; al riguardo, l’Autorità rileva che in un appalto pubblico il prezzo di mercato è rappresentato dall’offerta vincitrice, non dalla gamma di offerte. In caso contrario, non sarebbe mai possibile fissare un prezzo di mercato tramite gare pubbliche d’appalto. Infatti, affermare che i contratti pilota sperimentali (aggiudicati tramite licitazione) non sono indicativi del valore di mercato equivale a sostenere che i prezzi stipulati per gli appalti pubblici non siano prezzi di mercato. Inoltre, contrariamente a quanto asserito dalle autorità norvegesi, il fatto che lo scopo delle gare per appalti pilota sperimentali non fosse quello di ottenere informazioni sui prezzi di mercato (ma di consentire all’Ente stradale norvegese di «imparare» ad operare come autorità aggiudicatrice) o che gli appalti concernessero solo una parte limitata della rete stradale nazionale, non impedisce ai prezzi di tali appalti di essere rappresentativi dei prezzi di mercato. Al riguardo, l’Autorità ricorda che recentemente la Commissione ha ribadito che i prezzi risultanti da gare d’appalto pubbliche nel mercato della gestione e manutenzione stradale sono rappresentativi dei prezzi di mercato (187).
   Né va dimenticato che le autorità norvegesi hanno accampato che nell’ambito dei contratti pilota sperimentali in un secondo tempo sono stati decisi lavori supplementari, la cui inclusione nei contratti transitori avrebbe poi fatto lievitare il prezzo di questi ultimi. Al riguardo, l’Autorità osserva che, ad ogni modo, le opere inizialmente aggiudicate tramite gara d’appalto non comprendevano i lavori supplementari e pertanto il prezzo di mercato è quello iniziale di aggiudicazione. Infatti, le opere supplementari sono state affidate ai vincitori degli appalti senza indire una nuova gara e, di conseguenza, sebbene possano aver contribuito a far salire il prezzo dei contratti ceduti alla Mesta AS, non rilevano al fine di determinare se il prezzo iniziale dell’appalto, non comprensivo dei lavori supplementari, rappresenti il prezzo di mercato.
   Come già osservato, l’Autorità ritiene che un prezzo di mercato fosse desumibile dai prezzi delle offerte per gli appalti pilota sperimentali relativi a contratti analoghi prima del 1o gennaio 2003 e che le autorità norvegesi fossero consapevoli del fatto che il prezzo di mercato era inferiore ai prezzi di cessione dei contratti. Inoltre, anche dopo la pubblicazione delle prime gare d’appalto, — le autorità che non possono non aver notato le differenze di prezzo (188) — non hanno provveduto a rinegoziare i contratti transitori.
   A prescindere dal fatto che i contratti transitori abbiano conferito o no un vantaggio economico alla Mesta AS, essi costituiscono un obbligo di servizio pubblico a norma dell’articolo 59, paragrafo 2 SEE. La remunerazione corrisposta per i servizi prestati è stata pertanto valutata alla luce di tale norma, al fine di determinare l’eventuale presenza di sovra compensazione.
   1.2.4.   
         Tassa sugli atti e imposta di registro
      
   
   Si può fornire un vantaggio economico anche tramite una riduzione degli oneri fiscali dell’impresa, ad esempio la riduzione della base imponibile, la riduzione totale o parziale dell’imposta, ovvero un differimento, un annullamento o anche una rinegoziazione straordinaria del debito fiscale (189). Il trasferimento di proprietà immobiliari dal dipartimento produzione alla Mesta AS è stato registrato come «cambio di ragione sociale», il che ha consentito alla Mesta AS di beneficiare della tutela offerta dalla registrazione tavolare delle proprietà immobiliari senza dover corrispondere la tassa sugli atti e l’imposta di registro, che di norma si applicano ai passaggi di proprietà di beni immobili. Pertanto, l’Autorità ritiene che la Mesta AS abbia ricevuto un vantaggio economico che non avrebbe ricevuto nel corso della normale attività d’impresa. Al riguardo, l’Autorità osserva che il fatto che in assenza di tale esenzione le autorità norvegesi avrebbero aumentato l’apporto iniziale di capitale (per un importo corrispondente all’ammontare della tassa) non è rilevante al fine di determinare se la Mesta abbia tratto un vantaggio economico dall’esenzione. L’Autorità aveva adottato la stessa linea il 14 dicembre 2005, nel caso Entra (190).
   1.3.   PRESENZA DI RISORSE STATALI
   i)   Ristrutturazione e altre misure di riorganizzazione
   
   La condizione dell’utilizzo di risorse statali è soddisfatta, in quanto era prevista la copertura dell’importo totale stimato dei costi di ristrutturazione, pari a 1 468 milioni di NOK tramite sovvenzioni statali concesse fra il 2003 e il 2005 (di cui la Mesta AS ha percepito un importo pari a 993,6 milioni di NOK). Inoltre, anche l’apporto di capitale sotto forma di fondi propri della Mesta AS per coprire i costi degli stipendi temporanei rappresenta un finanziamento statale.
   ii)   L’apporto di capitale e di attivi (macchinari, proprietà immobiliari e contratti)
   
   Dalla direttiva sulla trasparenza (191) e dalla disciplina comunitaria in materia di partecipazione delle autorità pubbliche nei capitali delle imprese risulta che l’assegnazione di risorse pubbliche alle imprese pubbliche comporta aiuti di Stato. In linea con la posizione della Commissione, anche l’Autorità ritiene che l’investimento statale sotto forma di apporti in natura (macchinari, proprietà immobiliari e contratti) comporta la cessione di risorse statali (192).
   iii)   Cessione dei contratti transitori
   
   La cessione da parte delle pubbliche autorità di un contratto per la fornitura di servizi da parte di un ente di proprietà statale a fronte di un corrispettivo pagato dallo Stato a un’impresa, la quale subentra in qualità di fornitore di servizi, impegna risorse statali sotto forma di pagamenti da parte dello Stato per la fornitura di servizi.
   iv)   Tassa sugli atti e imposta di registro
   
   Una perdita di gettito fiscale equivale al consumo di risorse statali sotto forma di spesa fiscale. Tale sostegno statale può essere fornito tanto attraverso disposizioni fiscali di natura legislativa quanto tramite provvedimenti delle autorità fiscali. In virtù dell’esenzione dal pagamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registrazione, la Mesta AS ha trattenuto gli importi che avrebbe altrimenti dovuto versare alle autorità norvegesi a titolo di dette imposte. Poiché lo Stato ha rinunciato a un’entrata, l’esenzione comporta il trasferimento di risorse statali. Tale posizione è in linea con e conclusioni dell’Autorità nel caso Entra, del 14 dicembre 2005 (193).
   1.4.   AGEVOLAZIONE A TALUNE IMPRESE O ALLA PRODUZIONE DI DETERMINATI BENI
   La concessione da parte dello Stato di finanziamenti dei costi di ristrutturazione, nonché qualsivoglia apporto di attività, inclusi contratti, a un valore inferiore a quello di mercato favorisce una sola società, segnatamente la Mesta AS. Le misure sono pertanto di natura selettiva.
   Per quanto attiene alla tassa sugli atti e all’imposta di registrazione, l’Autorità ritiene che le circolari emesse dal ministro della giustizia confermino che, al momento della costituzione della Mesta AS (in data 1o gennaio 2003), solo le fusioni potevano beneficiare della prassi amministrativa del «principio di continuità» e della relativa esenzione dal pagamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro. In proposito l’Autorità ricorda che, fino alla fine del giugno 2005, la prima circolare disponeva che, l’applicazione del principio di continuità fosse circoscritta ai casi di cessione di proprietà nel contesto di fusioni fra società a responsabilità limitata. La seconda circolare ha esteso tale prassi agli scorpori e alle conversioni effettuati a partire dal 1o luglio 2005, il che sta implicitamente a significare che tali cessioni non erano soggette a esenzione prima di quella data. Poiché la costituzione della Mesta AS è avvenuta il 1o gennaio 2003 e l’operazione di costituzione della Mesta AS non può essere considerata una fusione, le esenzioni previste da entrambe le circolari non sono applicabili al caso della Mesta AS.
   Pertanto, l’esenzione della Mesta AS dal pagamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro è selettiva e non giustificata né dalla natura né dalla logica sottesa al regime. Anche questa valutazione ricalca le citate conclusioni nel caso Entra (194).
   1.5.   DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA ED EFFETTO SUGLI SCAMBI TRA LE PARTI CONTRAENTI
   Il carattere internazionale dei mercati della costruzione, gestione e manutenzione stradali in seno al SEE è dimostrato sia dal fatto che vi sono operatori norvegesi attivi in altri paesi SEE (come la Veidekke ASA), sia dalla presenza sul mercato norvegese di società internazionali che hanno sede in paesi SEE diversi dalla Norvegia (come le società Lemminkäinen Norge AS, Skanska Norge AS e NCC Construction AS). In tali circostanze, la concessione di finanziamenti a un operatore attivo su questo mercato, cioè alla Mesta AS, ne consoliderà e rafforzerà la posizione rispetto ad altre imprese che hanno sede in Norvegia o in altri paesi SEE e competono sui mercati della costruzione, gestione e manutenzione (195). Tali finanziamenti, inter alia, permetteranno alla Mesta AS di presentare offerte più basse al fine di aggiudicarsi contratti di costruzione in concorrenza con gli altri operatori sul mercato.
   Di conseguenza, l’Autorità ritiene che la concessione di sostegno finanziario alla Mesta AS (sotto forma di sovvenzioni, eccessiva valutazione dei servizi o di esenzione da un tributo) falserà la concorrenza e inciderà sugli scambi.
   1.6.   CONCLUSIONE
   Sulla base di quanto precede, l’Autorità conclude che le condizioni per stabilire la presenza di aiuti di Stato, a norma dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE sono soddisfatte in ordine al finanziamento statale di tutte le misure di riduzione dell’organico (prepensionamento, mantenimento temporaneo dei diritti di pensionamento e dell’età speciale di pensionamento per i dipendenti pubblici, indennità per il mancato stipendio, o misure alternative). Le condizioni per la presenza di aiuti di Stato sono rispettate anche relativamente al finanziamento statale i) dei costi di trasloco e degli spostamenti dei dipendenti; e ii) dei costi di trasloco degli uffici amministrativi e degli uffici tecnici, nonché di trasferimento degli archivi sostenuti dopo il 1o gennaio 2003; infine iii) relativamente all’esenzione della Mesta AS dal pagamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro. Da ultimo, l’Autorità constata che a prescindere dal fatto che i contratti transitori abbiano conferito o meno un vantaggio economico alla Mesta AS, essi costituiscono un obbligo di servizio pubblico ai sensi dell’articolo 59, paragrafo 2 SEE.
   2.   REQUISITI DI FORMA
   
   A norma dell’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, «all’Autorità di vigilanza EFTA sono comunicati in tempo utile perché presenti le sue osservazioni i progetti diretti a istituire o modificare aiuti. […]. Lo Stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale».
   Le autorità norvegesi non hanno notificato preventivamente all’Autorità le misure adottate in relazione al trasferimento delle attività del dipartimento produzione alla Mesta AS, mancando così di ottemperare all’obbligo di notifica di cui all’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte. L’aiuto di Stato concesso in relazione alle misure adottate nel contesto della cessione delle attività del dipartimento produzione alla Mesta AS costituisce, pertanto, un «aiuto illegale» ai sensi dell’articolo 1, lettera f) della parte II del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte.
   3.   COMPATIBILITÀ DELL’AIUTO
   
   3.1.   MISURE DI RISTRUTTURAZIONE E RIORGANIZZAZIONE
   Per quanto concerne le misure di ristrutturazione e riorganizzazione necessarie per la costituzione della Mesta AS in continuità di attività, segnatamente il prepensionamento, il mantenimento temporaneo dei diritti pensionistici e dell’età speciale di pensionamento dei dipendenti pubblici, nonché l’indennità salariale (o misure alternative), si applica l’eccezione di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE sulla compatibilità degli aiuti di Stato che facilitano lo sviluppo di talune attività o settori economici.
   Nelle proprie decisioni, la Commissione ha costantemente ritenuto che l’alleggerimento degli oneri finanziari derivanti da svantaggi strutturali ricadenti su una società in ragione del suo precedente status di ente statale, inclusi i diritti di pensionamento e le misure connesse al ridimensionamento dell’organico, può risultare compatibile se tali costi sono sostenuti nel contesto della liberalizzazione di un settore e della sua apertura alla concorrenza (196). Tale posizione si basa sul presupposto che il finanziamento statale delle misure di ristrutturazione e di riorganizzazione sia collegato all’abbattimento delle barriere all’ingresso nel mercato e che l’onere finanziario degli svantaggi strutturali inciderebbe sul carattere concorrenziale della società una volta aperto il mercato alla concorrenza.
   L’Autorità osserva che, nel caso in esame, la trasformazione del dipartimento produzione da ente statale a impresa efficiente comportava che il trasferimento del personale alla nuova società fosse parte integrante del processo di liberalizzazione del mercato dei servizi della rete stradale nazionale. Infatti, non si sarebbe potuta effettuare la liberalizzazione senza una società dotata di personale adeguato. Le misure in questione sono di natura transitoria e sono state introdotte in parte per incoraggiare i dipendenti a trasferirsi alla Mesta AS e a rinunciare allo status di dipendenti pubblici e in parte per facilitare la riduzione dell’organico, necessaria per assicurare la redditività della nuova società.
   Benché il mercato della gestione e manutenzione stradale fosse già aperto alla concorrenza (ad esempio nel settore delle strade comunali), il dipartimento produzione non era un soggetto operante sul mercato, ma semplicemente un ente statale responsabile della rete stradale nazionale. Lo status specifico dei dipendenti dell’Ente stradale norvegese era stato dunque attribuito in un contesto non esposto alla concorrenza (197).
   L’Autorità ritiene che il finanziamento statale delle misure in questione sia nell’interesse comune. Le misure transitorie hanno consentito di aprire alla concorrenza il settore statale del mercato dei servizi stradali. Sollevando la Mesta AS dai costi supplementari che le derivano dal subentro a un ente interno all’amministrazione statale, le si consentirà di operare liberamente come fornitore di servizi di costruzione, gestione e manutenzione stradale e di adeguarsi alle condizioni del mercato. In tal modo, si libererà la società da una barriera all’ingresso nel mercato. In generale si può asserire che la trasformazione di un ex fornitore monopolista di servizi per la rete stradale nazionale (tale era il dipartimento produzione) in società privata (Mesta AS) soggetta allo stesso quadro normativo degli altri operatori privati in Norvegia produrrà, nel lungo periodo, effetti benefici per i consumatori finali. Le informazioni presentate dalle autorità norvegesi dimostrano che si è registrato un aumento della concorrenza nel mercato di riferimento, il quale a sua volta ha prodotto un abbassamento dei prezzi delle attività di gestione e di manutenzione stradale, con effetti positivi per i contribuenti e per l’economia nel suo complesso.
   L’Autorità ritiene altresì che l’aiuto di Stato costituisca lo strumento appropriato per il caso in esame. Non essendo una società commerciale operante sul libero mercato, il dipartimento produzione poteva farsi carico dei costi pensionistici più elevati dei dipendenti pubblici senza subire uno svantaggio economico significativo. Tuttavia, all’atto dell’apertura del mercato dei servizi della rete stradale nazionale e della relativa trasformazione del dipartimento da organismo statale a società commerciale, si è reso necessario allineare i costi per il personale a quelli della concorrenza. In questo contesto, l’aiuto di Stato è uno strumento adeguato per sollevare la società commerciale dai costi derivanti dalla riorganizzazione di un ex ente statale. Quanto alla valutazione dell’effetto incentivante e della necessità dell’aiuto, l’Autorità osserva che in assenza di finanziamenti statali i costi della Mesta AS non sarebbero stati allineati a quelli dei suoi concorrenti e la società avrebbe incontrato difficoltà a concorrere sulla base del merito. Il finanziamento statale è pertanto necessario e il criterio dell’effetto incentivante è soddisfatto.
   Al riguardo l’Autorità osserva che rispetto al personale inizialmente trasferito nel 2003 (4 750 dipendenti), l’organico è stato gradualmente ridotto a 3 296 unità nel 2005 e a 3 237 unità nel 2006, fino a raggiungere le 3 032 unità nel 2007 (198). Ciò significa che le misure hanno prodotto l’effetto desiderato.
   Infine, il finanziamento statale delle relative misure è proporzionato, in quanto limitato ai costi supplementari rispetto a quelli che la Mesta AS avrebbe dovuto sostenere (mediamente) per dipendenti assunti a condizioni di mercato nel settore privato.
   Tuttavia, per quanto riguarda il finanziamento statale dei rimanenti costi di ristrutturazione e organizzazione — vale a dire i costi relativi al trasloco e agli spostamenti del personale, al trasloco degli uffici amministrativi e tecnici, nonché al trasferimento degli archivi, sostenuti nella fase di avvio della Mesta AS — l’Autorità non ha riscontrato elementi che indichino che le misure fossero collegate a oneri incorsi quando il mercato era ancora chiuso. Al contrario, le misure concernono costi che gravano normalmente sulle imprese in fase di avvio; l’assunzione di tali costi non avrebbe pertanto pregiudicato il carattere concorrenziale della Mesta AS sul mercato rispetto ad altre imprese concorrenti. In assenza di ulteriori disposizioni che possano far ritenere compatibili tali misure, che comportano aiuti al funzionamento, l’Autorità ha pertanto concluso che le misure in oggetto (e cioè il trasloco e gli spostamenti del personale, il trasloco degli uffici amministrativi e tecnici, oltre al trasferimento degli archivi) non sono compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE.
   3.2.   I CONTRATTI TRANSITORI
   i)   Contratti di costruzione
   
   Riguardo alla differenza tra i prezzi di cessione dei contratti di costruzione alla Mesta AS e il prezzo di mercato, che costituisce un aiuto di Stato, l’Autorità ritiene che tale aiuto sia compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE. Ciò in quanto la soluzione alternativa di bandire gare d’appalto per progetti di costruzione già in avanzato stato di esecuzione onde spuntare prezzi di mercato sarebbe risultata poco pratica. Tale soluzione avrebbe infatti, comportato la sospensione dei lavori e la possibilità che venissero successivamente affidati a nuovi appaltatori, con conseguenti notevoli aggravi del costo complessivo dei progetti e il rischio di notevoli ritardi nell’esecuzione. In secondo luogo, l’Ente stradale norvegese aveva subappaltato l’esecuzione di parti dei progetti di costruzione in corso a varie imprese. Se fossero state indette gare d’appalto, si sarebbero dovuti rescindere i contratti con tali subappaltatori, generando così costi ulteriori. In terzo luogo, tutti i progetti di costruzione in corso avevano una durata piuttosto limitata e sarebbero scaduti nell’arco massimo di due anni.
   Per tutti questi motivi, l’Autorità ritiene che l’importo limitato degli aiuti di Stato potenzialmente individuabile nei prezzi dei contratti di costruzione ceduti alla Mesta AS sia compatibile con il funzionamento del mercato comune ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE.
   ii)   Contratti di gestione e manutenzione
   
   Le autorità norvegesi sostengono che le misure a favore della Mesta AS costituiscono una compensazione per i costi che tale società ha dovuto sostenere in ragione dell’obbligo di pubblico servizio impostole, a norma dell’articolo 59, paragrafo 2 dell’accordo SEE.
   Dalle norme sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico, sulla proprietà statale delle imprese e sugli aiuti alle imprese nella guida sugli aiuti di Stato (gli «orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico») risulta che, affinché la compensazione degli obblighi di servizio pubblico sia dichiarata compatibile con l’accordo SEE; i) l’obbligo di servizio pubblico deve essere effettivo e chiaramente definito; ii) deve essere affidato tramite un atto che specifichi gli obblighi di servizio pubblico; e iii) l’importo della compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire i costi determinati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico (deve essere cioè proporzionale), tenuto conto dei relativi introiti e di un margine di utile ragionevole per l’adempimento degli obblighi medesimi (199).
   Come ribadiscono gli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico, l’Autorità ricorda che gli Stati EFTA dispongono di un ampio margine di discrezionalità relativamente alla natura dei servizi che possono essere definiti di interesse economico generale (200).
   L’Autorità ritiene che la Mesta AS sia stata soggetta a obblighi di servizio pubblico effettivi e ben definiti affidatile tramite un atto che ne specificava la natura.
   L’Autorità osserva che i contratti di gestione e manutenzione transitori sono stati imposti alla Mesta AS per un periodo limitato, onde garantire che successivamente all’apertura alla concorrenza del mercato della gestione e della manutenzione stradale (relativamente alla rete nazionale) le attività sarebbero state condotte in modo da consentire che l’Ente stradale norvegese mantenesse un controllo sufficiente sulla sicurezza e sul traffico stradali. Gli oneri imposti alla Mesta AS sono chiaramente identificati e descritti nella relazione di standardizzazione pubblicata dall’Ente stradale norvegese, la quale specifica concretamente il livello degli standard e/o la missione di servizio pubblico. La gestione e la manutenzione della rete viaria nazionale costituiscono una missione di servizio pubblico propria dello Stato, conformemente alla dottrina della Commissione che considera la manutenzione delle gallerie stradali come obbligo di servizio pubblico (201). Inoltre, nel caso in esame gli obblighi di servizio pubblico sono stati imposti solo per un periodo transitorio (fino al 2006), allo scopo di garantire che l’Ente stradale norvegese mantenesse il livello necessario di controllo sulla sicurezza stradale e sul traffico, a conferma del nesso fra la missione di servizio pubblico e i compiti di controllo dell’Ente stradale norvegese. Infine, in termini di affidamento, l’obbligo di eseguire le attività di gestione e manutenzione secondo gli standard è stato imposto alla Mesta AS da una clausola contenuta nei singoli contratti conclusi fra questa e lo Stato (il quale ultimo è rappresentato dall’Ente stradale norvegese) (202).
   Quanto all’importo della compensazione, la norma generale negli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico è che esso non può eccedere quanto necessario per coprire i costi originati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico, tenuto conto di un margine di utile ragionevole per l’adempimento di tali obblighi.
   In proposito, gli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico impongono che si considerino i soli costi associati agli obblighi di servizio pubblico e che venga operata una separazione dei costi (servizi di interesse economico generale e altre attività). Ove risultino necessari per l’adempimento dell’obbligo di servizio pubblico, si possono poi prendere in considerazione anche i costi inerenti agli investimenti.
   Sulla base delle informazioni presentate, dato che la Mesta AS teneva una contabilità separata per i contratti di gestione e manutenzione transitori a giudizio dell’Autorità, i costi riportati per la fornitura del servizio pubblico sono stati imputati correttamente. Inoltre, il fatto che la società abbia imputato investimenti in conto capitale proporzionalmente ai proventi generati dai contratti è parimenti in linea con le regole definite negli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico. Su tale base, l’Autorità ritiene che l’intero finanziamento dei costi relativi alla fornitura dei servizi pubblici da parte della Mesta AS ai sensi dei contratti transitori di gestione e manutenzione sia conforme agli orientamenti.
   Quale margine di utile ragionevole, gli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico prevedono che il tasso di remunerazione effettivamente ottenuto dal fornitore del servizio pubblico non debba superare il tasso medio rilevato per il settore di riferimento negli ultimi anni. In altre parole, il tasso di remunerazione effettivamente ottenuto dalla Mesta AS deve essere confrontato con quello di riferimento o con un denominatore comune nel settore.
   L’Autorità ha esaminato il «tasso di remunerazione di riferimento» nel settore della gestione e manutenzione presentato dalle autorità norvegesi (cfr. tabella di seguito), pari all’8,42 %. L’Autorità è del parere che i componenti del tasso di remunerazione di riferimento si basino su elementi orientati al mercato. In primo luogo, essa ha tenuto conto del fatto che il valore beta di 1 è il valore beta medio di altre 15 società che operano nel settore della gestione e manutenzione. In secondo luogo, il premio per il rischio di tasso di mercato, pari al 5 %, si attesta nella fascia utilizzata da altri operatori sul mercato (3-6 %), nonché nella fascia dei premi per il rischio utilizzati da PWC nella sua relazione sulla Mesta AS del 2008. In terzo luogo, il metodo di calcolo ricalca quello del tasso di remunerazione del 6,7 % chiesto dallo Stato su tutti i suoi investimenti nella Mesta AS (incluse le attività di costruzione, gestione e manutenzione). In quarto luogo, il valore beta è una media calcolata sul periodo 2002-2007, che è il periodo durante il quale la Mesta AS ha fornito il servizio pubblico.
   
      Composizione del tasso di remunerazione di riferimento
   
   
      Costo medio ponderato del capitale (WACC)
   
   
               Interesse privo di rischio (203) al lordo delle imposte
            
            
               3,85 %
            
         
               Premio per il rischio di tasso di mercato (204)
               
            
            
               5,00 %
            
         
               Beta del capitale totale
            
            
               0,90
            
         
               Indebitamento netto/fondi propri
            
         
               Beta dei fondi propri
            
            
               1
            
         
               Costo dei fondi propri al netto delle imposte
            
            
               8,85 %
            
         
               
                  Costo del capitale esterno
               
            
         
               Interesse privo di rischio al lordo delle imposte
            
            
               3,85 %
            
         
               Premio sul debito
            
            
               2,50 %
            
         
               Costo del capitale esterno al netto d’imposta
            
            
               6,35 %
            
         
               Aliquota d’imposta
            
            
               28 %
            
         
               Costo del capitale esterno al netto d’imposta
            
            
               4,57 %
            
         
               
                  Costo medio ponderato del capitale (WACC)
               
            
         
               Costo del capitale proprio
            
            
               8,85 %
            
         
               Quota di capitale proprio
            
            
               90 %
            
         
               Costo ponderato del capitale proprio al netto delle imposte
            
            
               8,00 %
            
         
               Costo del capitale esterno al netto delle imposte
            
            
               4,6 %
            
         
               Quota del capitale esterno
            
            
               10 %
            
         
               Costo ponderato del capitale esterno al netto delle imposte
            
            
               0,5 %
            
         
               Costo WAAC del capitale totale al netto delle imposte
            
            
               8,42 %
            
         Il tasso di remunerazione di riferimento dell’8,42 % si basa sul valore di beta pari a 1 desunto da:
   
               —
            
            
               le osservazioni del coefficiente beta di 15 società comparabili (come Veidekke ASA, Skanska AB-B SHS, PEAB AB) su un orizzonte temporale di 40 mesi (2002-2007) (205),
            
         
               —
            
            
               il tasso di remunerazione, correlato sulla base dell’«All Country World Index» della Morgan Stanley (206),
            
         
               —
            
            
               la quota di capitale proprio, ritenuta in linea con la media del settore (basata su 15 società comparabili) (207).
            
         Dal confronto fra il tasso di remunerazione effettivo della Mesta AS e il tasso di remunerazione di riferimento (pari all’8,2 %) per gli anni 2003-2006 (cfr. tabella di seguito) si evince la compensazione percepita da Mesta AS segna un’eccedenza per 66,4 milioni di NOK. L’Autorità è pertanto dell’opinione che questo importo debba essere considerato una sovra compensazione ai sensi degli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico. Essa osserva inoltre che il calcolo della sovra compensazione ha già tenuto conto della possibilità per la Mesta AS (a norma degli orientamenti sulla compensazione per gli obblighi di servizio pubblico) di riportare all’anno successivo la sovra compensazione (208) ottenuta nel corso di un determinato anno.
   
      Tasso di remunerazione
   
   
                
            
            
               2003
            
            
               2004
            
            
               2005
            
            
               2006
            
            
               Totale
            
         
               Mesta AS: tasso di remunerazione
            
            
               10,86 %
            
            
               6,15 %
            
            
               9,98 %
            
            
               14,5 %
            
            
                
            
         
               Tasso di remunerazione di riferimento
            
            
               8,42 %
            
            
               8,42 %
            
            
               8,42 %
            
            
               8,42 %
            
            
                
            
         
               Remunerazione in eccesso
            
            
               2,44 %
            
            
               -2,27 %
            
            
               1,56 %
            
            
               6,08 %
            
            
                
            
         
               Remunerazione in eccesso (in milioni di NOK)
            
            
               44,8
            
            
               -46,4
            
            
               22,5
            
            
               45,5
            
            
               66,4
            
         Sulla base di quanto suesposto, l’Autorità ritiene che le condizioni di cui all’articolo 59, paragrafo 2 dell’accordo SEE siano soddisfatte per quanto concerne l’esistenza di un obbligo di servizio pubblico e il suo affidamento relativamente ai contratti transitori di gestione e manutenzione. Data tuttavia l’eccedenza pari a 66,4 milioni di NOK, l’Autorità è giunta alla conclusione che la compensazione percepita da Mesta AS a fronte degli obblighi di servizio pubblico resi non è proporzionale e che la sovra compensazione non è dunque compatibile con l’articolo 59, paragrafo 2 dell’accordo SEE.
   3.3.   TASSA SUGLI ATTI E IMPOSTA DI REGISTRO
   Per quanto concerne il presunto aiuto di Stato sotto forma di esenzione dal versamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro di cui la Mesta AS ha beneficiato, le autorità norvegesi non ne hanno rivendicato la compatibilità con il funzionamento dell’accordo SEE. Tuttavia, l’Autorità ha contemplato la possibilità di considerare l’aiuto compatibile. Essa osserva, in primo luogo, che nessuna delle eccezioni di cui all’articolo 61, paragrafo 2 dell’accordo SEE è d’applicazione, giacché l’aiuto in questione non è volto agli obiettivi elencati in detto articolo: l’esenzione dalla tassa sugli atti e dall’imposta di registro non è un aiuto a carattere sociale concesso ai singoli consumatori né un aiuto volto a ovviare a danni arrecati da calamità naturali o da altri eventi eccezionali. In secondo luogo, una misura di aiuto può essere considerata compatibile a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) dell’accordo SEE quando è destinata a favorire lo sviluppo economico delle regioni in cui si registri un tenore di vita anormalmente basso o una grave forma di sottoccupazione. Tali disposizioni non sono però pertinenti, non essendovi in Norvegia regioni rispondenti a questa definizione. In terzo luogo, l’eccezione di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera b) dell’accordo SEE non si applica, non essendo l’aiuto in questione destinato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo né a porre rimedio a un grave sconvolgimento nell’economia norvegese. Infine, l’Autorità non ha riscontrato alcun motivo per ritenere applicabile all’aiuto in questione l’eccezione di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE, che permette di considerare compatibili con il funzionamento del mercato comune gli aiuti di Stato destinati ad agevolare lo sviluppo di determinate attività o regioni economiche, sempre che le condizioni degli scambi non vengano alterate in misura contraria al comune interesse.
   Poiché non risulta applicabile nessuna delle deroghe previste, l’Autorità ritiene che l’aiuto concesso tramite le esenzioni dal versamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro non sia compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE. Tale conclusione dell’Autorità è in linea con la posizione adottata nella decisione del 14 dicembre 2005, con cui l’Autorità aveva parimenti considerato le esenzioni dalla tassa sugli atti e dall’imposta di registro non compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE (209).
   4.   CONCLUSIONE
   
   Sulla base della valutazione che precede, l’Autorità è dell’opinione che le misure di ristrutturazione, consistenti nel prepensionamento, nel mantenimento temporaneo dei diritti pensionistici e dell’età speciale di pensionamento dei dipendenti pubblici, nonché nell’indennità salariale (o nelle misure alternative), costituiscano aiuti di Stato a norma dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE, ritenuti compatibili a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE.
   Per le ragioni indicate in precedenza, l’Autorità ritiene invece non compatibili con l’accordo SEE gli aiuti di Stato concessi alla Mesta AS per le misure che seguono:
   
               i)
            
            
               costi per il trasloco e gli spostamenti del personale;
            
         
               ii)
            
            
               costi per il trasloco degli uffici amministrativi e di manutenzione e supporto e per il trasferimento degli archivi, tutti sostenuti dopo il 1o gennaio 2003;
            
         
               iii)
            
            
               esenzione dal pagamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro a favore della Mesta AS;
            
         
               iv)
            
            
               sovra compensazione in relazione alla fornitura del servizio pubblico da parte della Mesta AS nel quadro dei contratti transitori di gestione e manutenzione, per un importo pari a 66,4 milioni di NOK.
            
         Poiché dette misure non erano state notificate all’Autorità, esse si configurano come un aiuto di Stato illegale a norma dell’articolo 1, lettera f) della parte II del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte. A norma dell’articolo 14 della parte II del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, l’Autorità decide che l’aiuto illegale incompatibile con le regole sugli aiuti di Stato a norma dell’accordo SEE deve essere recuperato presso i beneficiari,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   L’aiuto di Stato a favore della Mesta AS relativo alle misure di prepensionamento, mantenimento temporaneo dei diritti di pensionamento e dell’età speciale di pensionamento per i dipendenti pubblici, nonché all’indennità salariale (o alle misure alternative) è compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE.
   Non è invece compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE l’aiuto di Stato a favore della Mesta AS per le voci seguenti: i) costi per il trasloco e gli spostamenti del personale; ii) costi sostenuti dopo il 1o gennaio 2003 per il trasloco degli uffici amministrativi e degli uffici di manutenzione e supporto e per il trasferimento degli archivi; iii) esenzione dal versamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro; e iv) sovra compensazione per 66,4 milioni di NOK in relazione alla fornitura di servizi pubblici da parte dell’impresa nell’ambito dei contratti transitori di gestione e manutenzione.
   Articolo 2
   Le autorità norvegesi adotteranno tutte le misure necessarie per recuperare presso la Mesta AS l’aiuto di cui all’articolo 1, secondo comma concesso illegalmente all’impresa.
   Articolo 3
   Il recupero dovrà essere effettuato senza indugi e conformemente alle disposizioni legislative nazionali, purché queste consentano l’immediata ed effettiva esecuzione della decisione. L’aiuto da recuperare sarà comprensivo degli interessi e degli interessi composti a decorrere dalla data in cui la Mesta AS ne ha potuto disporre fino alla data del suo recupero. Gli interessi saranno calcolati a norma dell’articolo 9 della decisione n. 195/04/COL dell’Autorità di vigilanza EFTA.
   Articolo 4
   Le autorità norvegesi provvedono a informare l’Autorità di vigilanza EFTA, entro due mesi dalla notifica della presente decisione, delle misure adottate per ottemperarvi.
   Articolo 5
   Il Regno di Norvegia è il destinatario della presente decisione.
   Articolo 6
   Il testo in lingua inglese è il solo facente fede.
   
      Fatto a Bruxelles, il 7 ottobre 2009
      
         
            Per l’Autorità di vigilanza EFTA
         
         Rakel SURLIEN
         
            Membro del Collegio
         
         Kurt JAEGER
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  In appresso denominata l’«Autorità».
   
      (2)  In appresso denominato l’«Accordo SEE».
   
      (3)  In appresso denominato l’«Accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte».
   
      (4)  In appresso denominato «Protocollo 3».
   
      (5)  Guida all’applicazione e all’interpretazione degli articoli 61 e 62 dell’Accordo SEE e dell’articolo 1 della parte I del protocollo 3 dell’Accordo che istituisce un’Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia, adottata ed emanata dall’Autorità il 19 gennaio 1994 e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (qui di seguito denominata GU) L 231 del 3.9.1994, pag. 1 e nel supplemento SEE n. 32 del 3.9.1994, pag. 1, qui di seguito denominata Guida sugli aiuti di Stato. La versione aggiornata della Guida sugli aiuti di Stato è pubblicata sul sito web dell’Autorità: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/state_aid_guidelines
   
      (6)  Decisione n. 195/04/COL, del 14 luglio 2004, pubblicata nella GU L 139 del 25.5.2006, pag. 37 e supplemento SEE n. 26, del 25.5.2006, pag. 1. Consultare la versione consolidata della decisione nel sito web dell’Autorità, all’indirizzo: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/legaltexts
   
      (7)  Pubblicata sulla GU C 310 del 20.12.2007, pag. 5 e supplemento SEE n. 61 del 20.12.2007.
   
      (8)  Traduzione di «Statens vegvesen».
   
      (9)  Per informazioni più dettagliate riguardanti questo scambio di corrispondenza, si rimanda alla decisione n. 350/07/COL di avviare il procedimento d’indagine formale, una sintesi della quale è pubblicata sulla GU C 310 del 20.12.2007 pag. 5 e nel supplemento SEE n. 61 del 20.12.2007. Il testo integrale della decisione è pubblicato sul sito web dell’Autorità: www.eftasurv.int
   
      (10)  Per i dettagli sulla pubblicazione, cfr. la nota precedente.
   
      (11)  Allegati alla lettera: documenti nn. 523838-523841.
   
      (12)  La prima proposta al riguardo è stata inclusa nella St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 4 (2001-2002). La proposta è stata quindi dettagliata nella St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003) intitolata «Om omdanning av Statens vegvesens produksjonsvirksomhet til statlig aksjeselskap» sulla cessione delle attività produttive gestite dall’Ente stradale pubblico a una società di proprietà dello Stato.
   
      (13)  Sezione 2 dell’Ot.prp. nr. 6 (2002-2003) dal titolo «Om lov om omdanning av Statens vegvesens produksjonsvirksomhet til statlig aksjeselskap» sul trasferimento delle attività produttive dell’Ente stradale norvegese a una società a responsabilità limitata di proprietà statale.
   
      (14)  Circa 250 dipendenti sarebbero rimasti in seno all’amministrazione statale, cfr. sezione 4.2 dell’St. prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (15)  Lettera del ministro del commercio e dell’industria del 28.8.2009 (documento n. 528656).
   
      (16)  Sezione 4.2 del St. prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003) che si riferisce a una riduzione a 3 600 effettivi già nel 2003, ma che indica altresì che la riduzione complessiva sarebbe stata di circa 1 700 unità (tramite il ricorso al prepensionamento per circa 1 000 dipendenti, all’età speciale di pensionamento per circa 275 e all’indennità salariale per circa 450).
   
      (17)  Il termine «pensione dei dipendenti pubblici» è la traduzione di «tjenestepensjonsordning».
   
      (18)  Traduzione di «Opprettholdelse av særaldersgrense».
   
      (19)  Sezione 5 della St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (20)  Traduzione di «Ventelønn».
   
      (21)  Sezione 5.1 della St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (22)  Sezione 5 della St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (23)  La Mesta AS ha ricevuto 357 milioni di NOK per il 2003; 356,5 milioni di NOK per il 2004 e 280 milioni di NOK per il 2005, cfr. St.prp. nr. 1 (2005–2006). Ogni riferimento a 993,5 milioni di NOK è stato corretto in 993,6 milioni di NOK dalle autorità norvegesi.
   
      (24)  St.prp. nr. 1 (2008-2009).
   
      (25)  Le autorità norvegesi fanno riferimento al fatto che la Mesta AS è stata più redditizia del previsto nel corso dei primi tre anni di attività, cfr. il libro bianco del parlamento norvegese, «Stortingsmelding nr. 13 (2006–2007)».
   
      (26)  Legge n. 84 del 13.12.2002 («lov om omdanning av Statens vegvesens produksjonsvirksomhet til statlig aksjeselskap»).
   
      (27)  Sintesi dell’incontro fra le autorità norvegesi e i sindacati del 4.6.2002 (documento n. 455878).
   
      (28)  Essi risultano anche nell’St.prp. Nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (29)  Punto 1.4 della lettera del ministro del commercio e dell’industria del 28.8.2009 (documento n. 528656).
   
      (30)  I diritti dei dipendenti pubblici sono definiti dalla legge sui dipendenti pubblici «Lov 4. mars 1983 om statens tjenestemenn».
   
      (31)  Legge sul fondo pensione statale, «Lov 28. juli 1949 nr. 26 om Statens Pensjonskasse».
   
      (32)  Legge sull’età speciale di pensionamento, «Lov 21. desember 1956 nr. 1 om aldersgrenser for offentlige tjenestemenn m. fl.», che si applica soltanto agli iscritti all’SPK. La legge è stata estesa a talune categorie di dipendenti del dipartimento produzione («1 116 Spesialarbeider, 1 117 Fagarbeider, 1 119 Formann, 1 122 Førstekokk, 1 130 Renholdsbetjent, 1 203 Fagarbeider med fagbrev and 1 081 Sjåfør») su decisione del parlamento del 14.12.1995 nel corso del dibattimento sulla legge St.prp. nr. 38 (1994-1995).
   
      (33)  Punto 1.3 della lettera del ministero del commercio e dell’industria del 28.8.2009 (documento n. 528656).
   
      (34)  Tuttavia, la portata di questo diritto non è del tutto chiara, cfr. la legge precedente sulla tutela dei dipendenti in organico all’epoca, «Lov 4. februar 1977 nr. 4 om arbeidervern og arbeidsmiljø».
   
      (35)  Legge sulla tutela dei dipendenti, «Lov 4. februar 1977 nr. 4 om arbeidervern og arbeidsmiljø» sezione 73B.
   
      (36)  Cfr. sezione 4,1 dell’St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003), nonché punto 1.3 della lettera del ministero del commercio e dell’industria del 28.8.2009 (documento n. 528656).
   
      (37)  Le autorità norvegesi hanno spiegato che se la Mesta AS deciderà di mantenere il trattamento pensionistico proprio dei dipendenti pubblici oltre il 2007, la società dovrà coprire essa stessa i relativi costi, che non saranno rimborsati dallo Stato.
   
      (38)  Tale iscrizione normalmente non è aperta a dipendenti che non facciano parte del pubblico impiego, ma le autorità norvegesi hanno dato istruzioni all’SPK di derogare a tale principio, sulla base di una disposizione della legge sui fondi pensione statali («Lov 28. juli 1949 nr. 26 om Statens Pensjonskasse»). La domanda di iscrizione presentata dalla Mesta non conteneva alcun riferimento a detto limite temporale.
   
      (39)  Sezione 5 dell’St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003). L’ammontare inizialmente indicato era inteso non già come importo fisso, in quanto i parametri del premio pensionistico da versare annualmente (misurati dall’SPK come percentuale del reddito calcolabile ai fini pensionistici) variano. Il livello del premio dipende dalla sua aliquota e dal contributo a carico dei datori di lavoro versato all’ente assicurativo nazionale.
   
      (40)  St.prp. nr. 1 (2007-2008) pag. 161.
   
      (41)  Pertanto, l’accordo sul regime speciale di prepensionamento sarà applicabile fino alla fine del 2012.
   
      (42)  Sezione 5 dell’St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (43)  St.prp. nr. 1 (2007-2008) pag. 161.
   
      (44)  St.prp. nr. 1 (2008-2009).
   
      (45)  Sezione 4.3 dell’St.prp. nr. 1 (2002-2003).
   
      (46)  Sezione 5 dell’St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (47)  St.prp. nr. 1 (2007-2008) pag. 161.
   
      (48)  St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (49)  Sezione 5 del St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (50)  St.prp. nr. 1 (2007-2008) pag. 161.
   
      (51)  Ad esempio, l’affitto di una stanza nei giorni feriali.
   
      (52)  Fatta eccezione per gli archivi, costo coperto da una voce distinta, come illustrato più avanti.
   
      (53)  A tal proposito, le autorità norvegesi hanno aggiornato le informazioni fornite nella decisione di avvio del procedimento. Contrariamente a quanto indicato in quella decisione, questa voce non concerne cantieri del dipartimento produzione trasferiti alla Mesta AS, ma solo attrezzature lasciate nei cantieri di costruzione della rete viaria nazionale.
   
      (54)  A individuare i macchinari inutilizzabili e altre attrezzature ha provveduto l’ufficio macchinari della Mesta AS sotto la supervisione del direttore della logistica e degli acquisti. Il revisore dei conti della Mesta ha verificato che l’uso dei fondi fosse in linea con le istruzioni interne (basate sui lavori preparatori, come l’St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003)].
   
      (55)  Cfr. allegato 3 alla lettera delle autorità norvegesi del 6.7.2009 (documento n. 523766).
   
      (56)  Cfr. allegato 3 alla lettera delle autorità norvegesi del 6.10.2006 (documenti nn. 392699 e 392700).
   
      (57)  Ct. del 13.12.2002 («lov 13. desember 2002 om omdanning av Statens vegvesens produksjonsvirksomhet til statlig aksjeselskap»).
   
      (58)  Legge sui dipendenti pubblici («lov 4. mars 1983 om statens tjenestemenn»).
   
      (59)  Cfr. sezione 4.4 dell’St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003). Le autorità norvegesi hanno spiegato che mentre lo Stato è responsabile del pagamento dell’indennità salariale direttamente alle persone che ne hanno diritto, esso richiede il rimborso di tali costi alla Mesta AS che, a sua volta, ha ricevuto i finanziamenti pubblici sotto forma di capitale proprio allo scopo di coprire detti costi.
   
      (60)  Le autorità norvegesi hanno spiegato di avere commesso un errore nel riferire inizialmente che l’importo a copertura dei costi era di 512 milioni di NOK, cfr. paragrafo 2.2, punto v) della parte I della decisione di avvio del procedimento.
   
      (61)  Sezione 3.2.2.8 della relazione presentata dalle autorità norvegesi nell’ottobre 2002 dal titolo: «Valutazione del valore» redatta da Ernst & Young.
   
      (62)  L’applicazione dei trattamenti alternativi includeva anche vari tipi di costi amministrativi.
   
      (63)  Il titolo originale della relazione è «Åpningsbalanse».
   
      (64)  «Regnskapsloven».
   
      (65)  Ciò comporta che si considerino le differenze relativamente ai periodi di ammortamento e al trattamento dell’imposta sul valore aggiunto.
   
      (66)  Il titolo originale della relazione è «Åpningsbalanse».
   
      (67)  Pagina 11 della relazione.
   Il titolo originale della relazione è «Åpningsbalanse Supplering: Verdivurdering av eiendeler».
   
      (68)  Questo metodo si basava, pertanto, sulla valutazione di singole attività.
   
      (69)  Sulla base delle spiegazioni fornite dalla Ernst & Young in un messaggio di posta elettronica datato 11.11.2008 (documento n. 512771).
   
      (70)  Il dato tiene conto delle vendite pianificate. Escludendo queste ultime, il valore sarebbe di 420 milioni di NOK, 486 milioni di NOK e 240 milioni di NOK. Sono stati effettuati sopralluoghi in 100 proprietà su 375.
   
      (71)  Le correzioni apportate concernevano le proprietà che si ritenevano di proprietà dell’Ente stradale norvegese, ma che invece erano solo in affitto, e viceversa.
   
      (72)  Ernst & Young ha confermato che il valore degli immobili destinati a essere ceduti corrisponde a 331 milioni di NOK.
   
      (73)  Traduzione del titolo in norvegese «Verdivurdering».
   
      (74)  «Sysselsatt kapital».
   
      (75)  La relazione sul flusso di cassa attualizzato si basa sul presupposto che l’organico è in fase di riduzione.
   
      (76)  Esso è composto dal tasso di interesse privo di rischio del 6 %, al lordo delle imposte, ovvero del 4,2 % al netto delle imposte (pari al 28 %), dal premio di assicurazione sul rischio al netto delle imposte pari al 2,1 % (0,35 % del 6 %) e da una rettifica relativa al premio sul rischio di perdita sui debiti, dello 0,4 %. È stato calcolato sulla base del «capital asset pricing model» (CAPM): Rendimento atteso delle attività (R) = tasso d’interesse privo di rischio (r) più Beta dell’attività (b) × {rendimento atteso sul portafoglio di mercato – tasso d’interesse privo di rischio (r)»}.
   
      (77)  Valore netto delle attività.
   
      (78)  «Lov 13. juni 1997 nr. 44 om aksjeselskaper», Sezione 2-6(1)(4). Ernst & Young ha dichiarato che «Da samlet verdi var estimert til NOK 600 m, var det basert på Aksjelovens krav om at egenkapitalen ikke kan oppføres med en samlet verdi som overstiger verdien av virksomheten totalt sett, ansett nødvendig å foreta en nedjustering av verdien av de tilførte eiendeler.», documento n. 512771.
   
      (79)  Ernst & Young ha spiegato che la differenza fra 619 e 600 milioni di NOK non è stata considerata rilevante; documento n. 512771.
   
      (80)  Suddiviso come segue: macchinari 747 milioni NOK, proprietà immobiliari 331 milioni di NOK e altre attività 59 milioni di NOK.
   
      (81)  Relazione del 12 dicembre 2002 intitolata «Evaluation of proposal for a value assessment and the opening balance». Per quanto Deloitte & Touche abbia espresso perplessità sulla valutazione tramite il flusso di cassa attualizzato, la società ha concluso che si trattava della migliore stima possibile del valore delle attività e che sarebbe stata utilizzata per operare una riduzione del valore delle immobilizzazioni tecniche.
   
      (82)  Oltre ai macchinari e ai beni immobili, le altre attività ammontavano a 102 milioni di NOK.
   
      (83)  Gli orientamenti interni erano intitolati «Oppgave-og rollefordeling, avtaleformer mellom myndighet og produksjon».
   
      (84)  Secondo le spiegazioni fornite dalle autorità norvegesi sull’interpretazione dei paragrafi 2 e 5 delle direttive interne.
   
      (85)  Questa affermazione trova conferma, tra l’altro, nei paragrafi 3.3 e 8 delle direttive interne.
   
      (86)  Inoltre, contrariamente a quanto dichiarato nella decisione di avvio del procedimento, non è stato applicato alcun meccanismo di adeguamento ex post.
   
      (87)  I 102 contratti sono stati definiti sulla base di 67 contratti di gestione e manutenzione fra il dipartimento produzione e l’Ente stradale norvegese.
   
      (88)  Cfr. punto «C» del paragrafo 2.4 della decisione di avvio del procedimento.
   
      (89)  La differenza è riconducibile all’inserimento di maggiori decimali nella cifra aggiornata. Le cifre rappresentano gli importi residui al momento della cessione dei contratti dal dipartimento produzione alla Mesta AS.
   
      (90)  I prezzi riportati nel foglio di lavoro Excel sono stati riformulati dalla Veidekke ASA come prezzi annuali per poterli mettere a confronto con il prezzo proposto nelle offerte.
   
      (91)  Si nota una leggera discrepanza rispetto ai dati presentati dalla Veidekke ASA.
   
      (92)  «Rapport nr. 110 “Produksjonsavdelingens konkurranseevne Drift og vedlikehold, Statens vegvesen Akershus” ».
   
      (93)  I dati sulla lunghezza delle strade e il prezzo al km sono tratti da una relazione su una riunione fra la commissione trasporti del parlamento norvegese e l’associazione degli imprenditori dell’asfalto del 19 ottobre 2000.
   
      (94)  Tuttavia, vi è una certa discrepanza tra il prezzo del contratto Nedre Romerike riportato nella relazione e quello indicato dalle autorità norvegesi.
   
      (95)  «Spørsmål fra Samferdselskomiteen om St.meld. nr. 46 (1999-2000) Nasjonal transportplan 2002-2011»; «Spørsmål 28: Konkurransesituasjonen mellom Statens vegvesens produksjonsvirksomhet og den private asfaltbransjen» L’interrogazione (n. 28) e la risposta appaiono nell’Innst.S. nr. 119 (2000-2001) del 9.2.2001, pag. 183. L’interrogazione era parte del preambolo della raccomandazione della commissione trasporti relativa all’St.meld. Nr. 46 (1999-2000), adottata il 29.9.2000.
   
      (96)  Che comprendeva sia i contratti in essere che quelli futuri nell’arco del decennio dei flussi di cassa attualizzati.
   
      (97)  La Ernst & Young ha dichiarato che «Poiché il valore netto di attività e passività identificate era superiore al valore netto dell’impresa, non è stato identificato alcun valore aggiuntivo dei contratti da includere nel bilancio d’apertura»; documento n. 523923.
   
      (98)  In appresso denominato «Håndbok 111».
   
      (99)  «Standard for drift og vedlikehold» del 1999, aggiornata nel 2003. In alcune contee (circa il 20 %) l’ente stradale locale ha deviato leggermente dalla relazione sulla standardizzazione per rispondere alle esigenze locali.
   
      (100)  Cfr. «Instruks for Statens vegvesen» del 27.5.2005.
   
      (101)  Cfr. la lettera dell’Ente stradale norvegese del 4.12.2002 in cui si afferma che «Kontraktene skal sikre forsvarlig drift og vedlikehold av vegnettet fram til jobbene kan utlyses ut i åpen konkurranse.» Cfr. anche St.prp. nr. 60 (2001-2002) in cui si afferma che «Samtidig får forvaltningsdelen tid til å opparbeide kompetanse for å kunne meistre full konkurranseeksponering av vegvesenet sine oppgåver.»
   
      (102)  Cfr. la definizione delle varie categorie al punto 2.4.2.
   
      (103)  Le autorità norvegesi hanno dichiarato che tale approccio avrebbe consentito alle società già operanti nel mercato della gestione e manutenzione stradale di acquisire esperienza ed effettuare investimenti.
   
      (104)  Tabelle riportate nel documento n. 523924.
   
      (105)  I costi rappresentano la differenza fra i proventi e l’utile al lordo delle imposte.
   
      (106)  Il WACC si basa sul modello CAPM, che è analogo a quello utilizzato per definire il tasso di remunerazione nei flussi di cassa attualizzati, cfr. nota 76. Il WACC è rappresentato dal costo dei vari componenti di finanziamento utilizzati dall’impresa, ponderato sulla base delle rispettive percentuali di valore di mercato. Il modello CAPM è utilizzato per stimare il costo del capitale proprio, mentre il costo dell’indebitamento si ottiene sommando ai costi di un’attività priva di rischio il premio sul debito, tenuto conto delle deduzioni fiscali.
   
      (107)  Il tasso d’interesse privo di rischio del 3,85 % si basa sul rendimento di un buono del Tesoro quinquennale (sul periodo 2003-2007), cfr. Norges Bank.
   
      (108)  Il premio per il rischio di tasso di mercato indica la remunerazione attesa dagli operatori per investimenti in azioni rispetto a investimenti in titoli privi di rischio. Un premio per il rischio di tasso di mercato del 5 % si basa sul fatto che gli operatori in genere chiedono una remunerazione pari al 3-6 %. Tale premio supera dello 0,5 % il tasso fissato nella relazione PricewaterhouseCoopers 2008 intitolata «Mesta AS — Entrepriseverdi pr. 1. januar 2008» («relazione PWC 2008»). La relazione PWC è stata stilata nell’ambito della costituzione del gruppo Mesta e verificata dai revisori BDO Noraudit.
   
      (109)  Esso è in linea con le migliori pratiche sulla valutazione del valore seguite da PricewaterhouseCoopers; cfr. la relazione PWC 2008.
   
      (110)  Cfr. la relazione PWC 2008.
   
      (111)  Cfr. la relazione PWC 2008.
   
      (112)  Cfr. sezione 3 della legge.
   
      (113)  Legge 1935 n. 2 («Lov om tinglysing») e legge 1975 n. 59 («Lov om dokumentavgift»).
   
      (114)  La prima circolare è stata emessa il 21.5.1990 («Rundskriv G-37/90 av 21.5.1990»).
   
      (115)  La seconda circolare è stata emessa il 27.6.2005 («Rundskriv G-6/2005 av 27.6.2005») ed è entrata in vigore l’1.7.2005.
   
      (116)  Decisione n. 350/0/COL, GU C 310 del 20.12.2007, pag. 5 e supplemento SEE n. 61 del 20.12.2007.
   
      (117)  Causa T-157/01 «Danske Busvognmænd contro Commissione» [2004] Racc. II-917.
   
      (118)  GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1, considerando 307-308.
   
      (119)  La miglior stima di Thommessen valuta a 2,1 miliardi di NOK l’importo, mentre i contratti di costruzione ammontano a 0,4 miliardi.
   
      (120)  Si fa riferimento alla decisione relativa all’aiuto concesso dalla Finlandia a Tieliikelaitos/Destia, GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1.
   
      (121)  Analogamente nel caso N 483/2000 Paesi Bassi.
   
      (122)  La relazione ViaNova conclude affermando che il livello dei costi dei contratti ceduti e oggetto di gara d’appalto era inferiore di circa il 32 % rispetto a quello di contratti transitori confrontabili.
   
      (123)  Cfr. St. prp. nr. 1 (2001-2002) che recita «l’esperienza maturata nel settore dell’amministrazione stradale pubblica mostra che la concorrenza apporterà un guadagno dell’1-15 % nel settore gestione e manutenzione e del 5-10 % nel settore costruzioni».
   
      (124)  GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1, considerando 125.
   
      (125)  GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1.
   
      (126)  339/98/COL del 3 dicembre 1998.
   
      (127)  GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1, considerando 234.
   
      (128)  Il mantenimento temporaneo dei diritti dei dipendenti pubblici era una condizione definita in un accordo fra il governo e le organizzazioni sindacali che rappresentavano i dipendenti del dipartimento produzione.
   
      (129)  Causa T-157/01 «Danske Busvognmænd contro Commissione» [2004] Racc. II-917.
   
      (130)  Le autorità norvegesi hanno fatto riferimento anche alla decisione in merito al caso «Arcus», in cui l’Autorità ha concluso che il pagamento dei costi relativi agli obblighi contrattuali assunti dal precedente datore di lavoro (pubblico) nei confronti dei dipendenti (nonché di taluni costi di inizio attività necessari per adeguare la società Arcus alle condizioni di mercato) non costituisce aiuto di Stato; cfr. 339/98/COL del 3 dicembre 1998.
   
      (131)  Relazione intitolata «Evaluation of proposal for a value assessment and the opening balance».
   
      (132)  Con riferimento alla sentenza Combus e alla decisione dell’Autorità nel caso Arcus, 339/98/COL del 3 dicembre 1998, le autorità norvegesi evidenziano che nel caso Arcus l’Autorità aveva concluso che la compensazione dei costi relativi alla riduzione dell’organico e ai prepensionamenti non costituiva aiuto di Stato, in quanto tali costi si riferivano a spese relative agli obblighi contrattuali di A/S Vinmonopolet nei confronti dei suoi precedenti dipendenti.
   
      (133)  Cfr. St. prp. nr. 1 (2008-2009).
   
      (134)  Con riferimento al caso Destia sulla ristrutturazione di un’agenzia stradale dell’amministrazione finlandese, GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1.
   
      (135)  L’asserzione di Schjødt secondo cui il 30 % di tali contratti era già eseguito da operatori privati è inesatta. Infatti, quantunque sia vero che il dipartimento produzione (tramite l’Ente stradale) aveva ingaggiato ditte in subappalto (in via occasionale) per l’esecuzione di mansioni circoscritte, quali lo sgombero delle strade dalla neve, a tali subappaltatori non era affidata alcuna responsabilità indipendente relativamente a tratti specifici della rete viaria nazionale.
   
      (136)  La piena apertura del mercato è stata realizzata il 1o settembre 2006. La gradualità dell’apertura era motivata dal duplice obiettivo di preservare la sicurezza stradale e creare un mercato sostenibile.
   
      (137)  Il contratto di gestione e manutenzione, inoltre, non poteva essere dato in appalto nel pieno della stagione invernale, il 1o gennaio 2003.
   
      (138)  Le autorità norvegesi aggiungono che gli operatori privati non si sono opposti a una graduale apertura del mercato. Al contrario, imprese come la Veidekke KOLO sembravano favorevoli a tale approccio, come si può evincere, ad esempio, da una presentazione effettuata dalla società il 7 novembre 2007.
   
      (139)  St. prp. nr. 60 (2008-2009).
   
      (140)  St. prp. nr. 60 (2001-2002) che prevede che i) 1-5 anni sia il periodo contrattuale più idoneo per le opere di gestione e manutenzione; ii) la gestione della rete viaria è importante per la sicurezza ed è pertanto necessario sviluppare dei sistemi di controllo prima di aprire il mercato alla concorrenza; e iii) un’apertura graduale del mercato consentirà agli operatori di acquisire competenze e investire in macchinari e personale, in modo da assicurare livelli adeguati di gestione e manutenzione della rete viaria pubblica.
   
      (141)  Si trattava di contratti a livello regionale (contea) da effettuarsi entro la fine del 1998.
   
      (142)  Nel periodo 1998-2001.
   
      (143)  i) Per il contratto Bærum, l’offerta più alta era di 212 milioni di NOK e quella più bassa di 73 milioni di NOK; ii) per il contratto Nedre Romerike l’offerta più alta era di 72 milioni di NOK e quella più bassa di 56 milioni di NOK; iii) per il contratto Ibestad/Dyrøy l’offerta più alta era di 63 milioni di NOK e quella più bassa di 30 milioni di NOK; e iv) per il contratto Lågendalen l’offerta più alta era di 59 milioni di NOK e quella più bassa di 46 milioni di NOK.
   
      (144)  Anche le mansioni variavano. Per esempio, alcuni contratti includevano lavori relativi a gallerie e manto stradale, mentre altri solo parte di essi.
   
      (145)  «Rapport nr. 118 “Drifts- og vedlikeholdskontrakt med funksjonsansvar Bærum 1998-2003” emesso da Statens vegvesen Region øst».
   
      (146)  Sebbene fosse accettabile anche un periodo di cinque anni, le autorità norvegesi avevano deciso che, nell’interesse di una rapida apertura del mercato, il periodo transitorio non avrebbe dovuto superare i quattro anni, cfr. St. prp. nr. 60 (2001-2002).
   
      (147)  St. prp. nr. 60 (2001-2002).
   
      (148)  Non vi erano elementi che indicassero la contrarietà degli operatori sul mercato alla graduale apertura del mercato.
   
      (149)  Con riferimento all’approccio della Commissione nel caso Destia, relativo alla ristrutturazione di un ente stradale finlandese, cfr. GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1.
   
      (150)  Caso Destia sulla ristrutturazione di un ente stradale finlandese, GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1, considerando 307-309.
   
      (151)  Quantunque il punto 25 preveda che, nell’eventualità della mancata notifica degli aiuti, l’Autorità applichi le disposizioni in vigore al momento della concessione dell’aiuto (il che significa che gli orientamenti non sono direttamente applicabili), esse possono essere applicate per analogia.
   
      (152)  In altri termini, non era una condizione indispensabile che il vantaggio (derivante dall’esenzione) portasse a una valutazione superiore.
   
      (153)  Causa T-157/01 «Danske Busvognmænd contro Commissione» [2004] Racc. II-917.
   
      (154)  Causa T-157/01 «Danske Busvognmænd contro Commissione» cit., punto 57.
   
      (155)  Cfr. anche la posizione della Commissione europea nel caso Destia sulla ristrutturazione di un’agenzia stradale dell’amministrazione finlandese, cfr. GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1.
   
      (156)  Causa 173/73 Italia contro Commissione [1974] Racc. 709, punto 13; causa C-310/85 Deufil [1987] Racc. 901, punto 8; causa C-241/94 Francia contro Commissione [1996] Racc. I-4551, punto 20.
   
      (157)  Causa C-387/92 Banco Exterior de España [1994] Racc. I-877, punti 13 e 14, causa 222/04 Cassa di Risparmio di Firenze et al. [2006] Racc. I-289, punto 131.
   
      (158)  Cfr. per esempio, La Poste GU L 63, 7.3.2008, pag. 16 e France Télécom C 25/2008 del 20 agosto 2008.
   
      (159)  St. prp. nr. 1, Tillegg nr. 1 (2002-2003).
   
      (160)  Causa C-5/01 Belgio contro Commissione cit., punto 40 e causa C-241/94, Francia contro Commissione cit., punto 12.
   
      (161)  Cfr., per esempio, il punto 3.2.6 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà e la causa C-251/97 Francia contro Commissione [1999] Racc. I-6639, punto 40. Cfr. anche la decisione della Commissione OTE (GU L 243 dell’11.9.2008, pag. 7), La Poste (GU L 63 del 7.3.2008, pag. 16) e France Télécom C 25/2008 del 20 agosto 2008.
   
      (162)  Causa C-241/94 Francia contro Commissione [1996] Racc. I-4551.
   
      (163)  Causa C-5/01 Belgio contro Commissione [2002] Racc. I-11991, punto 40.
   
      (164)  L’identificazione di macchinari inutilizzabili e di altre attrezzature è stata effettuata dall’ufficio macchinari della Mesta AS sotto la supervisione del direttore della logistica e degli acquisti. I sindaci della Mesta hanno verificato che l’uso dei fondi fosse in linea con le istruzioni interne (basate sui lavori legislativi di preparazione, come l’St.prp. nr. 1 Tillegg nr. 1 (2002-2003)].
   
      (165)  Cfr. allegato 3 alla lettera delle autorità norvegesi del 06.10.2006 (documento n. 523766).
   
      (166)  Cfr. sezione 4 della legge Mesta.
   
      (167)  Direttiva 2006/111/CE della Commissione, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all’interno di talune imprese (la «direttiva sulla trasparenza»); GU L 195 del 29.7.1980, pag. 35, come modificata dalla GU L 229 del 28.8.1985, pag. 20
      GU L 254 del 12.10.1993, pag. 16; e GU L 193 del 29.7.2000, pag. 75. La direttiva è inserita nell’accordo SEE tramite il punto 1a dell’allegato XV.
   
      (168)  Per esempio, nelle cause riunite T-228/99 e T-233/99 Westdeutsche Landesbank Girozentrale, Land Nordrhein-Westfalen contro Commissione [2003] Racc. II-435.
   
      (169)  Cfr. la Guida sugli aiuti di stato, relativamente all’applicazione delle disposizioni sugli aiuti di Stato alle imprese pubbliche dell’industria manifatturiera. Tuttavia, gli orientamenti si applicano anche ad altri settori. Il principio è illustrato alla sezione 3 che recita: «al fine di assicurare il rispetto del principio di parità di trattamento, l’aiuto deve essere valutato come corrispondente alla differenza tra le condizioni alle quali lo Stato ha assegnato i fondi all’impresa pubblica e le condizioni alle quali un investitore privato, operante secondo la logica di un investitore in condizioni normali di economia di mercato, avrebbe accettato di finanziare un’impresa privata» (principio dell’investitore in un’economia di mercato).
   
      (170)  Cfr. il primo capoverso del punto 6, lettera c), della Guida, recante le norme relative alla partecipazione delle autorità pubbliche nei capitali delle imprese e agli aiuti alle imprese pubbliche.
   
      (171)  Cfr. Sezione 7.1 della Guida agli aiuti di Stato, concernente l’applicazione delle disposizioni sugli aiuti di Stato alle imprese pubbliche dell’industria manifatturiera. Questa modalità di applicazione del principio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato è stata confermata dal Tribunale di primo grado, cfr. cause riunite T-228/99 e T-233/99 Westdeutsche Landesbank Girozentrale, Land Nordrhein-Westfalen contro Commissione [2003] Racc II-435, punti 254 e 258.
   
      (172)  Causa T-17/02 Olsen contro Commissione [2005] Racc. II-2031 punto 264 (sul ricorso: C-320/05 P; GU C 271 del 29.10.2005, pag. 14) e causa T-366/00 Scott contro Commissione [2007] Racc. 2007-II-797 al punto 134 (sull’appello: C-290/07 P; GU C 183 del 4.8.2007, pag. 25).
   
      (173)  Sentenza T-366/00 Scott contro Commissione cit., punto 137.
   
      (174)  Sentenza T-274/01 Valmont contro Commissione [2004] Racc. II-3145, punto 72.
   
      (175)  Senza considerare successivi acquisti per 44 milioni NOK.
   
      (176)  In questo caso, la Deloitte & Touche ha completato un compito avviato prima del cambiamento dei principi di valutazione.
   
      (177)  Come indicato al punto 2.4.6 della parte I, i flussi di cassa attualizzati comprendevano sia i contratti in essere che quelli futuri nell’arco del decennio coperto dai flussi di cassa attualizzati.
   
      (178)  Orientamenti sugli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità.
   
      (179)  Cfr. per esempio la causa T-14/96 Bretagne Angleterre Irlande contro Commissione Racc. [1999] II-319.
   
      (180)  Sentenze T-14/96 Bretagne Angleterre Irlande contro Commissione cit. e T-98/00 Linde contro Commissione 2002 Racc. II-3961. Cfr. anche la decisione della Commissione N 44/04 (UK) National Fallen Stock Scheme del 12 agosto 2004, punto 33 e N 110/08 (Germania) Infrastrutture portuali — Finanziamento del progetto JadeWeserPort, punti 75-80.
   
      (181)  Ovvero, l’Ente stradale norvegese.
   
      (182)  Causa C-280/00 Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg [2003]. Racc. I-7747. Cfr. anche causa T-289/03 BUPA et al contro Commissione [2008] Racc. II-81.
   
      (183)  Come dichiarato dalle autorità norvegesi, prima dell’1.1.2003, «il dipartimento produzione dell’Ente stradale norvegese aveva affidato talune attività, come il servizio spazzaneve in alcune aree, a operatori privati.» Si trattava dunque di subappaltatori.
   
      (184)  Per esempio, il comune di Oslo, tramite il proprio Ente delle strade e dei trasporti («Samferdselsetaten»), responsabile della manutenzione stradale invernale (spazzatura della neve e spargimento di sale) dei 1 240 km di strade e vie comunali, nonché dei relativi marciapiedi ha aggiudicato appalti per tali servizi a società come Oslo Vei, ISS Landscaping e Mesta AS: http://www.samferdselsetaten.oslo.kommune.no/article4242-8963.html
   
      (185)  Per esempio, la Mesta AS ha ottenuto un appalto per la fornitura di servizi di manutenzione stradale invernale al comune di Oslo.
   
      (186)  Si consideri, ad esempio, il prezzo definito per il contratto Bærum (circa 75 milioni di NOK).
   
      (187)  Caso Destia sulla ristrutturazione di un ente stradale finlandese (GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1) considerando 234.
   
      (188)  Cfr. la relazione ViaNova che indica che il livello dei costi dei contratti transitori successivamente oggetto di gare d’appalto nel corso del 2003 era del 32 % inferiore a quello originario di contratti transitori analoghi ceduti alla Mesta AS.
   
      (189)  Cfr. il punto 2, sezione 3 delle norme relative agli aiuti di Stato alle misure di tassazione diretta delle imprese.
   
      (190)  In data 14.12.2005 l’Autorità ha adottato una decisione negativa (318/05/COL) in cui concludeva che l’esenzione accordata nel luglio 2000 alla società Entra AS (nell’ambito di una cessione di proprietà immobiliari all’Entra da parte dello Stato) dal pagamento della tassa sugli atti e dell’imposta di registro comportava un aiuto di Stato non compatibile con il funzionamento dell’Accordo SEE. In tale decisione, l’Autorità ha ritenuto che l’esenzione non fosse inclusa in una prassi amministrativa configurabile come misura di carattere generale, in quanto l’applicazione di una prassi amministrativa generale (il «principio di continuità») alla riorganizzazione di società non era una prassi amministrativa al momento della costituzione di Entra.
   
      (191)  Direttiva 2006/111/CE della Commissione relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all’interno di talune imprese (la «direttiva sulla trasparenza»).
   
      (192)  Cfr., per esempio, la decisione 2006/741/CE della Commissione, del 20 ottobre 2004, sugli aiuti di Stato concessi dalla Germania alla Landesbank Schleswig-Holstein — Girozentrale, ora HSH Nordbank AG (GU L 307 del 7.11.2006, pag. 134).
   
      (193)  Decisione n. 318/05/COL.
   
      (194)  Sezione 1.2.1 della parte II della decisione n. 318/05/COL.
   
      (195)  Cfr. a tal riguardo la sentenza 730/79 Philip Morris contro Commissione [1980] Racc. 2671, punto 11, in cui si statuisce che «[quando] un aiuto finanziario concesso dallo Stato rafforza la posizione di un’impresa nei confronti di altre imprese concorrenti negli scambi intracomunitari, questi sono da considerarsi influenzati dall’aiuto.»
   
      (196)  Cfr. per esempio le considerazioni su EDF (Francia) (GU L 49 22.2.2005, pag. 9), Destia (Finlandia) (GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1.), OTE (Grecia) (GU L 243 dell’11.9.2008, pag. 7), La Poste (Francia) (GU L 63 del 7.3.2008, pag. 16) e Royal Mail (Regno Unito) C/2007 dell’8 aprile 2009.
   
      (197)  Conclusioni dell’Autorità nella decisione n. 349/07/COL del 18 luglio 2007 sull’ufficio distrettuale di Møre e Romsdal dell’Ente stradale norvegese.
   
      (198)  Cfr. il sito web della Mesta: www.mesta.no e la relazione annuale per l’esercizio 2008 della Mesta AS, pag. 2.
   
      (199)  Gli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico sono entrati in vigore il 20 dicembre 2005. Il punto 25 degli orientamenti prevede che in caso di aiuti non notificati, l’Autorità applichi le disposizioni in vigore al momento della concessione dell’aiuto, a meno che esso non sia stato concesso dopo l’adozione degli orientamenti, nel qual caso, si applicheranno gli orientamenti stessi. Poiché i servizi forniti dalla Mesta AS nell’ambito dei contratti transitori coprivano il periodo fra il 2003 e il 2006, cioè sia prima sia dopo il 2005, gli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico si applicano per analogia.
   
      (200)  Causa E-9/04 The Bankers’ and Securities’ Dealers Association of Iceland contro Autorità di vigilanza EFTA [2006] Relazione della Corte EFTA pagina 42, punto 65.
   
      (201)  Decisioni della Commissione che concernono la manutenzione di strade e di gallerie di collegamento: N 562/05 (Italia) Società Italiana del Traforo del Monte Bianco (SITMB) del 16.5.2006, N 420/05 (Francia) Tunnel du Mont Blanc et Tunnel Maurice Lemaire del 2.2.2006 e N 321/01 (Francia) Tunnel Routière du Fréjus del 20.6.2001. Cfr. anche il caso Destia (GU L 270 del 10.10.2008, pag. 1), ai considerando 214-216.
   
      (202)  Analogamente alla modalità di attribuzione degli obblighi di servizio pubblico nei casi oggetto delle decisioni della Commissione citate nella nota precedente.
   
      (203)  Il tasso d’interesse privo di rischio del 3,85 % si basa sul rendimento di un buono del Tesoro quinquennale (sul periodo 2003-2007), cfr. Norges Bank.
   
      (204)  Il premio per il rischio di tasso di mercato indica il rendimento atteso dagli operatori per investimenti in azioni rispetto a investimenti in titoli privi di rischio. Un premio per il rischio di tasso di mercato del 5 % si basa sul fatto che gli operatori in genere chiedono un rendimento del 3-6 %. Tale premio è superiore dello 0,5 % al tasso fissato dalla relazione PricewaterhouseCoopers 2008 dal titolo «Mesta AS — Entrepriseverdi pr. 1. januar 2008» («la relazione PWC 2008»). La relazione PWC è stata preparata nell’ambito della costituzione del gruppo Mesta ed è stata verificata dai revisori BDO Noraudit.
   
      (205)  Esso è in linea con le migliori pratiche sulla valutazione del valore seguite da PricewaterhouseCoopers; cfr. la relazione PWC 2008.
   
      (206)  Cfr. la relazione PWC 2008.
   
      (207)  Cfr. la relazione PWC 2008.
   
      (208)  Il riporto dal 2003 al 2004 ha rappresentato meno del 10 % della compensazione annuale in linea con la sezione 20 degli orientamenti sulla compensazione degli obblighi di servizio pubblico.
   
      (209)  Decisione n. 318/05/COL.