CELEX: C1999/204/50
Language: it
Date: 1999-07-17 00:00:00
Title: Causa C-164/99: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Amtsgericht di Tauberbischofsheim, con ordinanza 13 aprile 1999, nella causa Ditta Portugaia Construçoes Lda

17.7.1999                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 204/27
— se il regolamento (CE) n. 343/94 che impone all’Italia                            — mantenendo in vigore l’articolo 15, titolo IV della legge
     1’obbligo di distillazione di 12 150 000 hl sia illegittimo                         24.7.1985, n. 409, che rinvia all’articolo 1 della legge
     per violazione dell’art. 39, pf. 11, lett b) del reg. (CEE)                         14.12.1964, n. 1398, da cui risulta che solamente i
     n. 822/87 (come mod. dal reg. (CEE) n. 1972/87),                                    cittadini italiani possono restare iscritti nei casi di
                                                                                         trasferimento della residenza in un altro Stato membro,
— nella [....] ipotesi s’interpreti l’art. 39, pf. 11, lett b) del
     regolamento (CEE) n. 822/87 (come modificato dal regola-                  2. condannare la Repubblica italiana alle spese.
     mento (CEE) n. 1972/87) come norma autorizzativa del
     sistema di calcolo [utilizzato nel regolamento (CEE)
     n. 343/94], se l’art. 39 pf. 11, lett. b) sia illegittimo per
     violazione del principio di ragionevolezza, per errore                    Motivi e principali argomenti
     manifesto e per contraddittorietà rispetto all’obiettivo e
     per violazione del divieto di discriminazione di cui                      L’obbligo della residenza può dar adito a discriminazioni nei
     all’art. 40 del Trattato CE,                                              confronti dei medici stabiliti in altri Stati membri dal momento
                                                                               che potrà essere soddisfatto più facilmente da cittadini italiani.
— se l’art. 39, pff. 3 e 4 ed 11 del regolamento CEE n. 822/87,                Tale obbligo rende impossibile l’esercizio della professione di
     come modificati dal regolamento CE 1566/1993, nonché                      dentista in Italia per un medico stabilito in un altro Stato
     il regolamento CEE n. 343/94 che dei primi costituisce                    membro, anche in prossimità della frontiera. Invece, il dentista
     l’atto applicativo, siano illegittimi per violazione del princi-          stabilito in Italia – e in particolare nella zona di frontiera —
     pio di ragionevolezza, per errore manifesto, per sviamento                potrà aprire un gabinetto secondario in un altro Stato membro
     e per violazione del principio di proporzionalità.                        senza essere soggetto alla condizione di residenza in tale Stato.
                                                                               Ne consegue che la regolamentazione italiana si applica ai
                                                                               dentisti di altri Stati membri in modo più rigoroso che a quelli
(1) Regolamento della Commissione del 15 febbraio 1994 (GU L 44                stabiliti sul territorio italiano.
    del 17.2.1994, pag. 9).
(2) Regolamento del Consiglio del 16 marzo 1987 (GU L 84 del
    27.3.1987, pag. 1).                                                        La cancellazione obbligatoria dall’albo nei casi di trasferimento
(3) GU L 184 del 3.7.1987, pag. 26.                                            all’estero della residenza ha l’effetto di rendere impossibile ai
(4) Di cui all’articolo 39, paragrafo 3, terzo trattino, del regolamento       non residenti l’apertura di un gabinetto di dentista sul territorio
    n. 822/87.                                                                 italiano. Tale misura è discriminatoria in quanto non vieta ai
                                                                               dentisti stabiliti e residenti in Italia di aprire un gabinetto
                                                                               secondario in un altro Stato membro, a condizione che restino
                                                                               residenti nella circoscrizione dell’ordine cui appartengono in
                                                                               Italia.
Ricorso del 30 aprile 1999 contro la Repubblica italiana
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                           (Causa C-162/99)
                                                                               Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amts-
                                                                               gericht di Tauberbischofsheim, con ordinanza 13 aprile
                            (1999/C 204/49)                                         1999, nella causa Ditta Portugaia Construçoes Lda
Il 30 aprile 1999, la Commissione delle Comunità europee,                                                (Causa C-164/99)
rappresentata dai sigg. Francesco P. Ruggeri Laderchi e Bernard
Mongin, membri del suo servizio giuridico, in qualità di agenti,
elettivamente domiciliata presso il sig. Carlos Gómez de la                                              (1999/C 204/50)
Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo, ha presentato
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso
contro la Repubblica italiana.                                                 Con ordinanza 13 aprile 1999, pervenuta nella cancelleria
                                                                               della Corte il 4 maggio 1999, nella causa Ditta Portugaia
                                                                               Construçoes Lda., l’Amtsgericht di Tauberbischofsheim ha
La ricorrente conclude che la Corte voglia                                     sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
                                                                               seguenti questioni pregiudiziali:
1. dichiarare che la Repubblica italiana viene meno agli
     obblighi imposti dagli articoli 48 e 52 del trattato CE                   1. Se sia compatibile con il diritto comunitario un’interpreta-
     (divenuti, in seguito a modifica, articoli 39 CE e 43 CE)                      zione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
                                                                                    16 dicembre 1996, 96/71/CEE, relativa al distacco dei
     — lasciando che il decreto legislativo del Capo provvisorio                    lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi (GU
          dello Stato 13.9.1946, n. 233, pur essendo stato                          1997, L 18, pag. 1), o, in caso di inapplicabilità di questa,
          modificato dall’articolo 9 della legge 8.11.1991, n. 362                  degli artt. 59 e seguenti del Trattato CE, secondo la quale
          continui ad applicarsi in modo tale che i dentisti                        motivi imperativi connessi all’interesse pubblico e atti a
          che esercitano in Italia rimangano de facto soggetti                      giustificare una restrizione della libera prestazione di
          all’obbligo di residenza,                                                 servizi in ipotesi di distacco di lavoratori possono essere
 ---pagebreak--- C 204/28                 IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             17.7.1999
     ravvisati non solo nell’esigenza di apprestare una protezio-           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Kor-
     ne sociale ai lavoratori distaccati, ma anche nella tutela             kein oikeus con ordinanza 27 aprile 1999 nella causa Oy
     dell’industria edile nazionale e nella lotta alla disoccupazio-          Liikenne Ab contro Pekka Liskojärvi e Pentti Juntunen
     ne interna intesa a prevenire tensioni sociali.
2. Se costituisca un’ingiustificata restrizione della libera                                          (Causa C-172/99)
     prestazione di servizi, ai sensi del Trattato CEE, la circostan-
     za che un datore di lavoro nazionale possa, stipulando un                                         (1999/C 204/52)
     contratto collettivo aziendale (al quale è riconosciuta
     preminenza), stabilire livelli salariali inferiori alla retribu-
     zione minima fissata in un contratto collettivo dichiarato             Con ordinanza 27 aprile 1999, pervenuta in cancelleria il
     di applicazione generale, mentre ciò non sia possibile —              7 maggio 1999, nella causa Oy Liikenne Ab contro Pekka
     almeno di fatto — per un datore di lavoro di un altro                  Liskojärvi e Pentti Juntunen, la Korkein oikeus ha sottoposto
     Stato membro, qualora intenda effettuare un distacco di                alla Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente
     lavoratori nella Repubblica federale di Germania.                      questione pregiudiziale:
                                                                            «Se vada considerato che sussiste un trasferimento di imprese
                                                                            ai sensi dell’art. 1, n. 1, della direttiva 77/187/CEE (1) in una
                                                                            situazione in cui l’esercizio di linee di autobus sia trasferito da
                                                                            una ad altra impresa di trasporti pubblici in forza della
                                                                            direttiva 92/50/CEE (2) che coordina le procedure di aggiudica-
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       zione degli appalti pubblici di servizi.»
      tro il Regno di Spagna proposto il 4 maggio 1999
                                                                            (1) Direttiva del Consiglio 14 febbraio 1977, 77/187/CEE, concernen-
                          (Causa C-168/99)                                      te il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
                                                                                al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti
                           (1999/C 204/51)                                      di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti (GU L 61 del
                                                                                5.3.1977, pag. 26).
                                                                            (2) Direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina
Il 4 maggio 1999, la Commissione delle Comunità europee,                        le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi
rappresentata dal signor Juan Guerra Fernández, membro del                     (GU L 209 del 24.7.1992, pag. 1).
servizio giuridico, con domicilio eletto presso il signor Carlos
Gómez de la Cruz, membro del medesimo servizio, Centre
Wagner, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro il Regno di Spagna.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
1. dichiarare che il Regno di Spagna, non avendo nè adottato,
     nè messo in vigore nè comunicato le disposizioni legislati-            Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dalla High
     ve, regolamentari e amministrative necessarie per confor-              Court of Justice (Inghilterra e Galles), Queen’s Bench
     marsi alla direttiva del Consiglio 26 giugno 1993,                     Division (Crown Office), con ordinanza 14 aprile 1999,
     96/43/CEE (1), che modifica e codifica la direttiva                    nella causa The Queen contro Secretary of State for Trade
     85/73/CEE per assicurare il finanziamento delle ispezioni              and Industry, ex parte: Broadcasting, Entertainment, Cine-
     e dei controlli veterinari degli animali vivi e di taluni                         matographic and Theatre Union (BECTU)
     prodotti di origine animale, e che modifica le direttive 90/
     675/CEE e 91/496/CEE, è venuto meno agli obblighi ad                                             (Causa C-173/99)
     esso incombenti ai sensi del Trattato CE.
2. condannare la convenuta alle spese di causa.                                                        (1999/C 204/53)
Motivi e principali argomenti                                               Con ordinanza 14 aprile 1999, pervenuta nella cancelleria
                                                                            della Corte il 10 maggio 1999, nella causa The Queen
                                                                            contro Secretary of State for Trade and Industry, ex parte:
Il carattere obbligatorio dell’art. 249, n. 3 nonché dell’art. 10,          Broadcasting, Entertainment, Cinematographic and Theatre
n. 1 del Trattato CE obbliga gli Stati membri ad adottare i                 Union (BECTU), la High Court of Justice (Inghilterra e Galles),
necessari provvedimenti di attuazione delle direttive, di cui essi          Queen’s Bench Division (Crown Office) ha sottoposto alla
sono destinatari, entro i termini prescritti. Il termine di cui             Corte di giustizia delle Comunità europee una domanda di
all’art. 4 della direttiva di cui trattasi è scaduto il 1o luglio del       pronuncia pregiudiziale sulle seguenti questioni:
1997 senza che la Spagna abbia adottato, o messo in vigore,
le necessarie disposizioni di attuazione.                                   1. «Se l’espressione»secondo le condizioni di ottenimento e di
                                                                                 concessione previste dalle legislazioni e/o prassi nazionali
(1) GU L 162, pag. 1.                                                            nell’art. 7 della direttiva del Consiglio 23 novembre 1993,
                                                                                 93/104/CE, concernente taluni aspetti dell’organizzazione
                                                                                 dell’orario di lavoro (GU L 307, pag. 18: la «direttiva
                                                                                 sull’orario di lavoro») sia da interpretare nel senso che essa