CELEX: 31998H0195
Language: it
Date: 1998-01-08 00:00:00
Title: 98/195/CE: Raccomandazione della Commissione dell'8 gennaio 1998 sull'interconnessione in un mercato delle telecomunicazioni liberalizzato (Parte 1 - Fissazione dei prezzi d'interconnessione) (Testo rilevante ai fini del SEE)

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31998H0195

98/195/CE: Raccomandazione della Commissione dell'8 gennaio 1998 sull'interconnessione in un mercato delle telecomunicazioni liberalizzato (Parte 1 - Fissazione dei prezzi d'interconnessione) (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 073 del 12/03/1998 pag. 0042 - 0050

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE dell'8 gennaio 1998 sull'interconnessione in un mercato delle telecomunicazioni liberalizzato (Parte 1 - Fissazione dei prezzi d'interconnessione) (Testo rilevante ai fini del SEE) (98/195/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la direttiva 97/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1997, sull'interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio universale e l'interoperabilità attraverso l'applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta (ONP) (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 5,considerando che la direttiva 96/19/CE della Commissione, del 13 marzo 1996, che modifica la direttiva 90/388/CEE al fine della completa apertura alla concorrenza dei mercati delle telecomunicazioni (2), abolisce i diritti speciali esclusivi in materia di fornitura delle reti e dei servizi di telecomunicazione;considerando che la politica comunitaria prevede di dar vita ad un mercato aperto e competitivo nel settore delle telecomunicazioni; che per poter competere con gli operatori in posizione dominante nella fornitura dei servizi telefonici è essenziale che i nuovi operatori, per i quali le tariffe d'interconnessione rappresentano una delle principali voci di spesa, possano intercollegarsi con le reti di telecomunicazioni pubbliche a commutazione esistenti; che la Comunità ha adottato, in materia d'interconnessione, un quadro normativo definito nella direttiva 97/33/CE;considerando che la direttiva 97/33/CE prevede che gli organismi di regolamentazione nazionali incaricati delle telecomunicazioni (ORN) hanno un ruolo importante nel garantire l'adeguata interconnessione delle reti, conformemente al diritto comunitario, tenendo conto delle raccomandazioni definite dalla Commissione per agevolare lo sviluppo di un «vero e proprio mercato domestico» europeo (considerando 12); che in particolare l'articolo 7, paragrafo 5, della direttiva 97/33/CE chiede alla Commissione di elaborare raccomandazioni in materia di sistemi di contabilità dei costi e di separazione contabile; che, conformemente al principio di sussidiarietà, la fissazione delle tariffe d'interconnessione è di competenza degli Stati membri;considerando che l'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 97/33/CE esige che certi operatori notificati dagli ORN come aventi una posizione dominante (qui di seguito indicati come «operatori notificati») rispettino i principi di trasparenza e di orientamento ai costi in materia di prezzi d'interconnessione e stipula che l'onere della prova che i prezzi sono orientati ai costi incombe all'operatore che fornisce l'interconnessione con la propria rete;considerando che la Commissione stima che l'approccio più opportuno in materia di tariffazione dell'interconnessione si basa sui costi addizionali medi di lungo periodo previsti, in quanto più compatibili con un mercato competitivo; che tale approccio non esclude «margini beneficiari» giustificati che coprano i costi previsti, associati e comuni, che un operatore efficiente possa dover sopportare in condizioni di concorrenza;considerando che, in attesa di poter applicare prezzi d'interconnessione basati sui costi addizionali medi di lungo periodo previsti, è opportuno pubblicare tabelle di confronto dei prezzi d'interconnessione internazionali per aiutare gli organismi di regolamentazione nazionale a mettere in pratica un'interconnessione orientata ai costi per le reti di operatori notificati;considerando che l'articolo 7, paragrafo 5, della direttiva 97/33/CE chiede agli ORN di fare in modo che i sistemi di contabilità dei costi utilizzati dagli operatori interessati siano tali da garantire la trasparenza e l'orientamento ai costi, ma non indica un sistema di contabilità particolare; che un approccio alla tariffazione d'interconnessione basato sui costi addizionali medi di lungo periodo previsti richiede un sistema di contabilità che si basi sui costi correnti piuttosto che sui costi storici; che i conti per settore di attività possono essere usati per elaborare un modello discendente del costo incrementale medio di lungo periodo previsto dell'interconnessione;considerando che il costo della terminazione di chiamata su una rete interconnessa non deve dipendere dal tipo di rete da cui proviene la chiamata; che il principio di non discriminazione significa che le tariffe d'interconnessione per i servizi di terminazione e di chiamata forniti da operatori notificati non dovrebbero, in linea generale, fare differenza tra chiamate provenienti dalle reti fisse e chiamate provenienti da reti mobili, né tra chiamate provenienti da reti dello stesso Stato membro e chiamate provenienti da reti di altri Stati membri;considerando che gli Stati membri possono sottoporre ad autorizzazioni la fornitura di servizi di telecomunicazioni, inclusa la creazione e l'uso di reti di telecomunicazioni necessarie per la fornitura di tali servizi, conformemente alla direttiva 97/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 aprile 1997, relativa ad una disciplina comune in materia di autorizzazioni generali e di licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione (3); che, alla luce dei principi generali del trattato e delle disposizioni particolari della direttiva 97/33/CE, tutti i punti d'interconnessione accessibili agli operatori nazionali debbono essere accessibili anche agli operatori autorizzati in altri Stati membri che desiderano garantire un traffico transfrontaliero; che la pratica abituale secondo la quale gli operatori di reti esistenti possono garantire un traffico verso gli Stati membri senza dover ottenere un'autorizzazione nello Stato membro destinatario o doversi ivi stabilire è compatibile con il principio in base al quale il trasferimento di traffico in uno Stato membro non rappresenta un'offerta di servizi in tale Stato membro;considerando che la direttiva 97/33/CE permette agli Stati membri di creare un meccanismo di ripartizione del costo netto degli obblighi del servizio universale con altri operatori che sfruttano le reti pubbliche di telecomunicazioni e i servizi di telefonia vocale accessibile al pubblico;considerando che l'articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 95/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1995 sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale (4) esige che le tariffe di uso della rete pubblica telefonica fissa e del servizio di telefonia vocale rispettino il principio di trasparenza e di orientamento ai costi; che i contributi (tipo «deficit di accesso») delle parti connesse ai sistemi non sono autorizzati se non quando gli ORN impongono limiti tariffari per ragioni di abbordabilità e accessibilità del servizio telefonico, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 95/62/CE; che la Commissione ha indicato di ritener che tali sistemi dovrebbero essere aboliti entro il 1° gennaio 2000 (5);considerando che l'applicazione dei principi di cui alla presente raccomandazione non pregiudica l'obbligo degli Stati membri e delle aziende di rispettare pienamente le norme sulla competizione dell'Unione europea, tenendo conto delle posizioni specifiche definite nella comunicazione della Commissione sull'applicazione delle regole di concorrenza agli accordi in materia di accesso nel settore delle telecomunicazioni (6);considerando che il comitato consultivo di cui all'articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 90/387/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990, sull'istituzione del mercato interno per i servizi delle telecomunicazioni mediante la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni (Open Network Provision - ONP) (7) (il «comitato ONP») ha dato ampio sostegno ai principi della presente raccomandazione e che la Commissione ha tenuto nel massimo conto il punto di vista espresso,RACCOMANDA QUANTO SEGUE:1. La presente raccomandazione riguarda l'interconnessione di reti di telecomunicazione e in particolare la fissazione dei prezzi della terminazione di chiamata sulle reti degli operatori notificati dagli organismi di regolamentazione nazionale come aventi una significativa forza di mercato (qui di seguito indicati come «operatori notificati»), conformemente alla direttiva 97/33/CE.2. L'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 97/33/CE esige che i prezzi d'interconnessione degli operatori notificati rispettino i principi di orientamento ai costi e di trasparenza; applicato all'interconnessione, il principio significa che i costi d'interconnessione debbono riflettere i costi soggiacenti sostenuti nella sua fornitura. Gli operatori notificati debbono essere in misura di recuperare i costi marginali unici necessari alla connessione delle reti e i costi addizionali di capacità richiesta dal traffico interconnesso.L'allegato I della presente raccomandazione fornisce i dettagli complementari sui tipi di costi legati alla terminazione di chiamata.3. I costi d'interconnessione debbono essere calcolati sulla base dei costi addizionali medi di lungo periodo previsti, molto vicini a quelli di un operatore efficiente che utilizzi le tecnologie moderne. Le tariffe d'interconnessione basate su tali costi possono includere margini beneficiari giustificati per coprire una parte dei costi previsti, associati e comuni, che un operatore efficiente dovrà sopportare in condizioni di concorrenza.4. I prezzi d'interconnessione basati sulla buona prassi corrente sotto indicati servono agli ORN per esaminare le tariffe d'interconnessione della terminazione di chiamata proposte dagli operatori notificati, fino a quando non saranno disponibili i costi d'interconnessione basati sui costi addizionali medi di lungo periodo previsti.Sulla base dei dati di cui all'allegato II della presente raccomandazione, i seguenti prezzi calcolati secondo la buona prassi corrente vengono raccomandati come prezzi d'interconnessione massimi a partire dal 1° gennaio 1998.Prezzi d'interconnessione secondo la buona prassi corrente Prezzo d'interconnessione secondo la buona prassi corrente per la terminazione di chiamata a livello LOCALE (cioè ad una centrale locale o per quanto possibile prossima ad una centrale locale)tra 0,6 e 1,0 ECU/100 al minuto (nelle ore di punta)Prezzo d'interconnessione secondo la buona prassi corrente per l'interconnessione TRANSITO SEMPLICE (livello metropolitano)tra 0,9 e 1,8 ECU/100 al minuto (nelle ore di punta)Prezzo d'interconnessione secondo la buona prassi corrente per l'interconnessione TRANSITO DOPPIO (livello nazionale - oltre 200 km)tra 1,5 e 2,6 ECU/100 al minuto (nelle ore di punta)5. La Commissione raccomanda che, qualora i prezzi si situino al di fuori del minimo e massimo, calcolati secondo la buona prassi corrente, di cui al punto 4, gli organismi di regolamentazione nazionali, facendo uso del diritto loro conferito dall'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 97/33/CE, chiedano giustificazione completa dei prezzi proposti e, ove necessario, esigano modifiche retroattive di tali prezzi. I prezzi minimi e massimi, calcolati secondo la buona prassi corrente di cui al punto 4 sono considerati sufficientemente ampi da coprire le differenze di costi tra gli Stati membri.6. L'uso dei costi addizionali medi di lungo periodo previsti richiede il ricorso ad un sistema di contabilità nel quale l'imputazione dei costi sulla base di tipi di attività tenga conto dei costi correnti piuttosto che di quelli storici. La Commissione raccomanda agli organismi di regolamentazione nazionali (ORN) d'imporre agli operatori notificati un calendario per l'adozione dei nuovi sistemi di contabilità dei costi basati sui costi correnti, se non già usati. Per ridurre al minimo i costi, associati e comuni, che non possono essere direttamente imputati si raccomanda inoltre il ricorso a sistemi contabili basati sulle attività, nei quali i costi vengono imputati per ciascun prodotto e/o servizio in base ai fattori che determinano i costi e alle attività di un operatore efficiente.7. Se ci si attiene alla pratica attuale in materia d'interconnessione transfrontaliera tra operatori di reti e al principio di non discriminazione, gli operatori autorizzati in uno Stato membro che usano l'interconnessione solamente per trasferire il traffico verso un altro Stato membro, senza offrirvi servizi o usare infrastrutture, non debbono essere obbligati a chiedere un'autorizzazione o a stabilirsi in tale Stato membro.Si raccomanda che l'offerta d'interconnessione di riferimento degli organismi notificati comprenda - come elemento scomposto e distinto dell'offerta d'interconnessione - termini, condizioni e tariffe applicabili al collegamento di trasmissione tra punto d'interconnessione reale e frontiera dello Stato membro.8. Fatto salvo il principio di non discriminazione, il contributo al deficit di accesso o al servizio universale pagato dagli operatori che gestiscono le reti di telecomunicazioni pubbliche e/o i servizi di telefonia vocale in uno Stato membro (contributo che, conformemente al diritto comunitario, dev'essere tenuto separato dai prezzi d'interconnessione) non dev'essere imposto agli operatori che s'interconnettono solo per trasferire il traffico in uno Stato membro, senza offrire sevizi di telecomunicazioni, né imposto indirettamente ai consumatori degli altri Stati membri.9. La presente raccomandazione, in particolare le tariffe basate sulla buona prassi corrente di cui al punto 4 e sui dati di cui all'allegato II, verrà riesaminata dalla Commissione il 31 luglio 1998 e aggiornata, ove necessario.10. Gli Stati membri sono destinatari della presente raccomandazione.Fatto a Bruxelles, l'8 gennaio 1998.Per la CommissioneMartin BANGEMANNMembro della Commissione(1) GU L 199 del 26. 7. 1997, pag. 32.(2) GU L 74 del 22. 3. 1996, pag. 13.(3) GU L 117 del 7. 5. 1997, pag. 15.(4) GU L 321 del 30. 12. 1995, pag. 6.(5) COM(96) 608 del 27 novembre 1996: Comunicazione della Commissione relativa ai criteri di valutazione dei regimi nazionali di calcolo dei costi e di finanziamento del servizio universale nel settore delle telecomunicazioni, e agli orientamenti agli Stati membri in merito al funzionamento di tali regimi.(6) GU C 76 dell'11. 3. 1997, pag. 9.(7) GU L 192 del 24. 7. 1990, pag. 1.ALLEGATO I ELEMENTI DEI COSTI D'INTERCONNESSIONE PER LA TERMINAZIONE DI CHIAMATA La direttiva 97/33/CE esige che i prezzi d'interconnessione degli operatori notificati rispettino il principio di orientamento ai costi. L'allegato esamina le implicazioni della disposizione al livello degli elementi che formano i prezzi d'interconnessione per la terminazione di chiamata.1. Tariffazione della linea locale ai fini dell'interconnessione La linea locale è il collegamento terminale tra l'abbonato e la centrale locale. In una rete fissa che utilizza linee locali cablate o senza fili, il costo di una linea locale non commutata è in massima parte un costo unico, con costi di manutenzione periodica. Quando viene acquisita la terminazione di chiamata, il punto più basso della rete in cui ciò può aver luogo è la parte di rete principale della centrale locale (1). L'interconnessione a questo livello può comportare costi supplementari di capacità della centrale; non vi sono invece costi supplementari di capacità né d'investimento per le componenti della linea locale riservate a un cliente particolare (cioè il doppietto di rame della rete classica).In virtù del principio di orientamento ai costi e considerato che la fornitura d'interconnessione non comporta un aumento dei costi a livello di componente riservata della linea locale della rete destinataria, il calcolo dei prezzi d'interconnessione non dovrebbe includere elementi relativi al costo diretto di queste componenti riservate. Il costo delle componenti della linea locale non commutata riservate a un cliente particolare dovrebbe di conseguenza essere pagato da quest'ultimo sotto forma di abbonamento o come combinazione di un abbonamento e dei proventi degli altri servizi (nella misura in cui la concorrenza lo permette).Se i regolamenti impediscono all'operatore in posizione dominate di riequilibrare le proprie tariffe, e dunque di chiedere ai propri clienti un prezzo sufficiente a coprire il costo della linea locale, nasce un problema (il cosiddetto «deficit di accesso»). In un contesto monopolistico l'operatore compensa il deficit nella rete di accesso (la linea locale) applicando agli altri servizi (ad esempio le chiamate internazionali) prezzi che superano il costo economico. Nel caso dell'interconnessione orientata ai costi, i concorrenti possono «catturare» una parte del traffico a grande distanza internazionale e la possibilità per l'operatore in attività di compensare il deficit di accesso si riduce. Uno schema per il deficit di accesso prevede contributi imposti agli altri operatori per compensare l'operatore in posizione dominante delle perdite che sarebbero state utilizzate per finanziare il deficit.Gli schemi di contribuzione al deficit di accesso sono sempre indice d'investimenti inefficienti e fanno aumentare i costi globali del settore; inoltre sono difficili da gestire e non sufficientemente trasparenti. Come indicato negli orientamenti sui costi e il finanziamento del servizio universale pubblicati dalla Commissione nel novembre 1996 (2), si prevede che gli schemi di deficit di accesso verranno usati a titolo temporaneo e solo fino all'anno 2000, data alla quale dovrebbe essere raggiunto un sufficiente livello di equilibrio in tutti gli Stati membri.Conformemente alla direttiva d'interconnessione, i contributi ai «deficit di accesso» pagati da parte delle parti interconnesse debbono essere chiaramente separati dai prezzi d'interconnessione. Il pagamento dei «contribuiti ai deficit di accesso» da parte delle parti interconnesse è autorizzato in virtù del diritto comunitario solo se gli Stati membri impongono limiti normativi sulle tariffe al consumatore finale degli operatori notificati. Se tali misure normative non impediscono ad un operatore di riequilibrare le proprie tariffe, un contributo per il «deficit di accesso» non è giustificato.2. Tariffazione delle chiamate non completate ai fini dell'interconnessione Nelle ore di punta le chiamate non completate in provenienza dalle reti interconnesse possono imporre costi supplementari alla rete destinataria; tuttavia in certi casi il cattivo esito delle chiamate può essere dovuto a prestazioni insufficienti della rete dell'operatore in posizione dominante. Poiché la direttiva sull'interconnessione impone all'operatore di rete l'onere di provare la giustificazione dei costi, l'operatore che voglia includere nelle proprie tariffe d'interconnessione il prezzo delle chiamate non completate dovrà dimostrare che l'esito negativo non è dovuto a una cattiva prestazione della propria rete.3. Costi di collegamento ai fini dell'interconnessione In una rete fissa i costi di commutazione vengono determinati principalmente da due fattori: la durata della chiamata e gli eventi nel corso della chiamata (segnalazione e connessione della comunicazione): per determinare con esattezza l'origine del costo tra queste due alternative sono necessarie numerose informazioni ed è questa una delle ragioni per cui gli organismi di regolamentazione hanno l'abitudine di autorizzare il recupero dei costi di commutazione solamente sulla base della durata delle chiamate con esito positivo. Un costo di connessione può essere considerato un elemento valido della tariffa d'interconnessione solo se l'operatore può dimostrare in che misura le chiamate provenienti dalle reti interconnesse impongono alla rete destinataria costi addizionali in termini di capacità supplementare necessaria per trattare i tentativi di chiamata delle comunicazioni nelle ore di punta. Se viene addebitato un costo di collegamento, i corrispondenti costi di durata delle chiamate debbono essere più bassi rispetto ai casi in cui non viene addebitato un costo di collegamento.4. Costo d'interconnessione e prezzi finali In passato alcuni paesi calcolavano i prezzi d'interconnessione sulla base di prezzi finali scontati. Tuttavia i prezzi finali attuali non sono necessariamente orientati ai costi e l'approccio sarebbe nella maggior parte dei casi incompatibile con le esigenze del diritto comunitario.Anche se i prezzi finali fossero orientati ai costi l'approccio non sarebbe comunque auspicabile perché tenderebbe a «ingabbiare» i nuovi operatori sul mercato nella stessa struttura tariffaria usata dall'operatore in posizione dominante, impedendo così ai nuovi operatori di mettere a punto sistemi più efficienti di tariffazione finale per i differenti tipi di utilizzatori. La varietà e la scelta degli schemi di tariffazione finale attualmente disponibili per le reti mobili degli Stati membri dimostrano che esistono in questo settore enormi possibilità d'innovazione per aumentare le possibilità di scelta dei consumatori e accrescere la domanda di servizi di telecomunicazioni.I prezzi d'interconnessione che inglobano le variazioni giornaliere e settimanali dovrebbero essere applicati in maniera non discriminatoria ai nuovi operatori sul mercato e al traffico degli operatori in posizione dominante.(1) La fornitura di linee locali «dissociate», con le quali un nuovo operatore sul mercato riprende e sua in maniera esclusiva una linea locale installata da un operatore pagando un prezzo appropriato, non è da intendersi come «interconnessione» nel senso comunitario.(2) COM(96) 608 del 27 novembre 1996.ALLEGATO II PREZZI D'INTERCONNESSIONE BASATI SULLA BUONA PRASSI CORRENTE E LORO DETERMINAZIONE 1. Approccio L'approccio adottato usa le tariffe d'interconnessione dei tre Stati membri in cui i costi sono più bassi (e per i quali sono disponibili i dati al 1° settembre 1997) come punto di partenza per determinare i prezzi basati sulla buona prassi corrente cui bisogna tendere nel breve periodo.La tabella che segue indica il livello delle tariffe d'interconnessione negli Stati membri. I costi indicati si riferiscono alla terminazione di chiamata sulle reti fisse e nelle ore di punta; includono, se usati, i costi di collegamento ma escludono in genere quelli non legati al traffico. I dati non includono i contributi del tipo «deficit di accesso» o «servizio universale»: in molti Stati non verranno richiesti e ove lo saranno, perché previsto dal quadro normativo nazionale in vigore, dovranno essere calcolati e indicati in maniera distinta e separata dai costi d'interconnessione, conformemente alle disposizioni della direttiva sull'interconnessione.Si noti che i dati indicano un elemento specifico del costo d'interconnessione (il costo della terminazione di chiamata) e non il costo complessivo d'interconnessione in vigore del paese.1997/1998 - Prezzi d'interconnessione >RIFERIMENTO A UN FILM>Figura 1Prezzi d'interconnessione nelle ore di punta per i livelli urbano, a transito singolo e a transito doppio(in ECU/100 al minuto, per una chiamata di 3 minuti)La tabella della sezione 3 fornisce i dati sui quali è basato il grafico.Alcuni fattori - ad esempio la densità media di connessione, i costi salariali, i fattori geologici e il rendimento del capitale impiegato (1) - variano da uno Stato membro all'altro; anche se influiscono in una certa misura sul costo dell'interconnessione, le differenze non sono state considerate sufficientemente importanti da invalidare i prezzi basati sulla buona prassi corrente qui raccomandati (2).Le cifre indicate nella raccomandazione verranno riesaminate nel 1998 e ci si può ragionevolmente attendere che i costi d'interconnessione basati sulla buona prassi corrente discendano progressivamente in futuro, riflettendo la tendenza alla riduzione dei costi di rete e a una loro migliore stima (a livello mondiale, i costi d'interconnessione diminuiscono attualmente di circa l'8 % all'anno).È importante sottolineare che i costi calcolati in base alla buona prassi corrente sono più elevati - molto più elevati in certi casi - di quelli che si dovrebbero ottenere applicando il calcolo ascendente LRAIC. Ciononostante, considerata la situazione nell'Unione europea nel gennaio 1998, tali cifre sembrano costituire un obiettivo realistico a medio termine.2. Determinazione dei costi d'interconnessione in base alla buona prassi corrente Le tariffe minima e massima sono state determinate sulla base delle tariffe in vigore il 1° settembre 1997. Le variazioni verificatesi dopo tale data non sono state tenute in conto.La cifra più elevata in ogni fascia corrisponde alla tariffa applicata il 1° settembre 1997 nel terzo Stato membro in cui i costi sono più bassi, arrotondato al migliaio d'ecu più vicino.La cifra più bassa in ogni fascia corrisponde alla tariffa applicata il 1° settembre 1997 nello Stato membro in cui i costi sono più bassi, arrotondato dal migliaio d'ecu più vicino, e adattato al prezzo di «transito doppio» per tener conto del fatto che, nei piccoli Stati membri, una componente di distanza inferiore ai 200 km è più adatta.3. Dati dettagliati sui costi negli Stati membri >SPAZIO PER TABELLA>(1) Storicamente il costo reale del capitale è stato più elevato in alcuni paesi e in alcune regioni del mondo che non in altri; di conseguenza il rendimento annuo del capitale impiegato può variare di vari punti percentuali da uno Stato membro.(2) La densità di connessione si riflette essenzialmente sul costo di accesso, un costo specifico del consumatore finale, ma non crea grandi differenze nei prezzi d'interconnessione. Lo stesso dicasi per quanto riguarda le differenze dei fattori geologici.