CELEX: 62014CC0465
Language: it
Date: 2016-02-04
Title: Conclusioni dell’avvocato generale E. Sharpston, presentate il 4 febbraio 2016.

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
      ELEANOR SHARPSTON
      presentate il 4 febbraio 2016 (
            1
         )
      
         Causa C‑465/14
      
      
         Raad van bestuur van de Sociale verzekeringsbank
      
      
         contro
      
      
         F. Wieland
      
      
         H. Rothwangl
      
      
         [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Centrale Raad van Beroep (Corte d’appello competente in materia di previdenza sociale, Paesi Bassi)]
      
      «Previdenza sociale — Articoli 18 TFUE e 45 TFUE — Regolamento (CEE) n. 1408/71 — Articoli 2, 3 e 94, paragrafi da 1 a 3 — Regolamento (CE) n. 859/2003 — Articolo 2, paragrafi da 1 a 3 — Prestazioni per le pensioni di vecchiaia — Normativa nazionale che esclude dall’assicurazione gli ex naviganti — Determinazione dei diritti del ricorrente prima dell’adesione all’Unione europea dello Stato di cui egli ha la cittadinanza»
      
               1. 
            
            
               Con la presente domanda di pronuncia pregiudiziale, relativa all’interpretazione dei regolamenti n. 1408/71 (
                     2
                  ) e n. 859/2003 (
                     3
                  ), il Centrale Raad van Beroep (Corte d’appello competente in materia di previdenza sociale) chiede se sia in contrasto con detti regolamenti la normativa nazionale che, negli anni ’60, escludeva i cittadini di paesi terzi dall’assicurazione per la pensione di vecchiaia. Il procedimento principale riguarda due ex naviganti che in quegli anni vivevano e lavoravano a bordo di navi il cui porto di iscrizione si trovava nei Paesi Bassi. All’epoca, entrambi i ricorrenti erano cittadini austriaci (e quindi cittadini di un paese terzo) (
                     4
                  ). Tuttavia, nel 2008, alla data in cui hanno presentato le rispettive domande di pensione alle autorità olandesi, l’Austria aveva aderito all’Unione europea. Nel frattempo, il sig. Wieland era divenuto cittadino statunitense, mentre il sig. Rothwangl aveva mantenuto la cittadinanza austriaca. Il giudice del rinvio intende sapere se tali due ex naviganti rientrino nell’ambito di applicazione della normativa dell’Unione in materia di sicurezza sociale, se le disposizioni transitorie di detta normativa siano applicabili alle loro domande di pensione e se le norme nazionali che negli anni ’60 li escludevano dall’assicurazione per la pensione di vecchiaia siano in contrasto con il divieto di discriminazione sancito dall’articolo 18 TFUE e con il principio della libera circolazione dei lavoratori garantito dall’articolo 45 TFUE.
            
         
         Normativa dell’Unione
      
      
         Regolamento n. 1408/71
      
      
               2.
            
            
               Prima dell’entrata in vigore del regolamento n. 1408/71, le norme comunitarie sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale degli Stati membri relative ai lavoratori migranti erano contenute nel regolamento n. 3/58 (
                     5
                  ). Tuttavia, tale regolamento non si applicava alla gente di mare (
                     6
                  ). Il regolamento n. 47/67 (
                     7
                  ) ha successivamente introdotto norme speciali per la gente di mare dal 1o aprile 1967. Esso riguardava, tra l’altro, la determinazione della legge applicabile e le pensioni di vecchiaia. Il regolamento n. 1408/71 ha assorbito tali norme, includendo così la gente di mare nel suo ambito di applicazione.
            
         
               3.
            
            
               Il primo considerando del regolamento n. 1408/71 enuncia che le norme di coordinamento delle legislazioni nazionali sulla sicurezza sociale si inseriscono nel quadro delle disposizioni del Trattato relative alla libera circolazione dei lavoratori cittadini degli Stati membri.
            
         
               4.
            
            
               Sono rilevanti le seguenti definizioni contenute nell’articolo 1 di detto regolamento: un «lavoratore subordinato» è, tra l’altro, qualsiasi persona coperta da assicurazione obbligatoria o facoltativa continuata contro uno o più eventi corrispondenti ai settori di un regime di sicurezza sociale applicabile ai lavoratori subordinati o autonomi (
                     8
                  ); il termine «legislazione» include, per ogni Stato membro, i regolamenti, le disposizioni statutarie e ogni altra misura di applicazione, esistenti o future, concernenti i settori e i regimi di sicurezza sociale di cui all’articolo 4, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 1408/71 (
                     9
                  ); i «periodi di assicurazione» sono i periodi di contribuzione, di occupazione o di attività lavorativa autonoma, quali sono definiti o riconosciuti come periodi di assicurazione dalla legislazione sotto la quale sono stati compiuti o sono considerati compiuti, nonché tutti i periodi equiparati, nella misura in cui sono riconosciuti da tale legislazione come equivalenti ai periodi di assicurazione (
                     10
                  ), e il termine «periodi di residenza» designa i periodi definiti o riconosciuti come tali dalla legislazione sotto la quale sono stati compiuti o sono considerati compiuti (
                     11
                  ).
            
         
               5.
            
            
               Ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento n. 1408/71, quest’ultimo si applica «(…) ai lavoratori subordinati o autonomi e agli studenti, che sono o sono stati soggetti alla legislazione di uno o più Stati membri e che sono cittadini di uno degli Stati membri, oppure apolidi o profughi residenti nel territorio di uno degli Stati membri, nonché ai loro familiari e ai loro superstiti».
            
         
               6.
            
            
               L’articolo 3, paragrafo 1, dispone che le persone che rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento n. 1408/71 sono soggette agli obblighi e sono ammesse al beneficio della legislazione di ciascuno Stato membro alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato.
            
         
               7.
            
            
               Le prestazioni d’invalidità e le prestazioni di vecchiaia fanno parte dei settori della sicurezza sociale che rientrano nel campo di applicazione del regolamento n. 1408/71 [v., rispettivamente, articolo 4, paragrafo 1, lettere b) e c)].
            
         
               8.
            
            
               Ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 2, lettera c), la persona che esercita la sua attività professionale a bordo di una nave che batte bandiera di uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato (
                     12
                  ).
            
         
               9.
            
            
               Le norme speciali relative al calcolo delle pensioni di vecchiaia sono contenute nel titolo III, capitolo 3. Ai sensi dell’articolo 44, se una persona è stata soggetta alla legislazione di due o più Stati membri, i suoi diritti a prestazioni pensionistiche sono determinati in base alla legislazione di ciascuno di tali Stati. L’articolo 45 prevede che l’istituzione competente dello Stato membro del richiedente deve tenere conto dei periodi di assicurazione o di residenza compiuti sotto la legislazione di altri Stati membri. Nei casi in cui l’istituzione competente deve calcolare le prestazioni in relazione a periodi totalizzati di assicurazione o di residenza secondo le regole poste dall’articolo 45, le prestazioni pensionistiche da liquidare sono calcolate conformemente all’articolo 46, paragrafo 2.
            
         
               10.
            
            
               L’articolo 94, rubricato «Disposizioni transitorie per i lavoratori subordinati», dispone, in particolare, quanto segue:
               «1.   Il presente regolamento non fa sorgere alcun diritto per un periodo precedente il 1o ottobre 1972 o la data della sua applicazione nel territorio dello Stato membro interessato o in una parte di esso.
               2.   Ogni periodo di assicurazione e, eventualmente, ogni periodo di occupazione o di residenza compiuto sotto la legislazione di uno Stato membro prima del 1o ottobre 1972 o della data di applicazione del presente regolamento nel territorio dello Stato membro interessato o in una parte di esso, è preso in considerazione per la determinazione dei diritti acquisiti in conformità delle disposizioni del presente regolamento.
               3.   Fatte salve le disposizioni del paragrafo 1, un diritto è acquisito in virtù del presente regolamento anche se si riferisce ad un evento verificatosi prima del 1o ottobre 1972 o della data d’applicazione del presente regolamento nel territorio dello Stato membro interessato o in una parte di esso.
               (…)».
            
         
         Regolamento n. 859/2003
      
      
               11.
            
            
               L’articolo 1 del regolamento n. 859/2003 enuncia che le disposizioni del regolamento n. 1408/71 «(…) si applicano ai cittadini di paesi terzi cui tali disposizioni non siano già applicabili unicamente a causa della nazionalità, nonché ai loro familiari e superstiti, purché siano in situazione di soggiorno legale nel territorio di uno Stato membro e si trovino in una situazione in cui non tutti gli elementi si collochino all’interno di un solo Stato membro».
            
         
               12.
            
            
               L’articolo 2 dispone quanto segue:
               «1.   Il presente regolamento non prevede alcun diritto per un periodo anteriore al 1o giugno 2003.
               2.   Ogni periodo di assicurazione e, eventualmente, ogni periodo di occupazione, di attività autonoma o di residenza compiuto sotto la legislazione di uno Stato membro prima del 1o giugno 2003 è preso in considerazione per la determinazione dei diritti acquisiti in conformità delle disposizioni del presente regolamento.
               3.   Fatte salve le disposizioni del paragrafo 1, un diritto è acquisito, in virtù del presente regolamento, anche quando la data di realizzazione del rischio sia anteriore al 1o giugno 2003.
               (…)».
            
         
         Diritto nazionale
      
      
               13.
            
            
               L’Algemene Ouderdomswet (legge generale sull’assicurazione per la vecchiaia; in prosieguo: l’«AOW») ha istituito un regime di pensione di vecchiaia per le persone che hanno raggiunto i 65 anni di età. In base a tale regime, il beneficiario, per essere assicurato, deve avere un’età compresa tra i 15 e i 65 anni ed essere residente nei Paesi Bassi.
            
         
               14.
            
            
               Secondo la versione dell’AOW applicabile nel periodo di riferimento, le navi il cui porto di iscrizione si trovava nel territorio dei Paesi Bassi erano considerate far parte del territorio di tale Stato (
                     13
                  ). Si riteneva che vivessero a bordo della nave i membri dell’equipaggio per i quali non poteva essere indicata una residenza sulla terraferma. In tali casi essi erano considerati residenti nei Paesi Bassi.
            
         
               15.
            
            
               Tuttavia, ai fini dell’AOW, un cittadino di un paese terzo facente parte dell’equipaggio di una nave marittima il cui porto di iscrizione si trovasse nei Paesi Bassi non era considerato assicurato se viveva a bordo della nave (
                     14
                  ).
            
         
         Fatti, procedimento e questioni pregiudiziali
      
      
               16.
            
            
               Il sig. Wieland è nato in Austria il 20 marzo 1943. Dall’11 ottobre 1962 al 7 marzo 1966 egli ha lavorato per la Holland-Amerika Lijn (in prosieguo: la «HAL»). Nel maggio 1966 si è trasferito negli Stati Uniti d’America e il 29 agosto 1969 ha acquisito la cittadinanza statunitense, perdendo conseguentemente quella austriaca. Nell’aprile 2008 il sig. Wieland ha presentato domanda di pensione di vecchiaia. Il consiglio di amministrazione dell’organismo pubblico controllato dallo Stato e incaricato dell’applicazione delle assicurazioni sociali (Raad van bestuur van de Sociale verzekeringsbank; in prosieguo: l’«RSvb») ha respinto tale domanda con decisione del 15 aprile 2008. Il 3 ottobre 2008 il sig. Wieland ha comunicato all’RSvb che la sua residenza principale si trovava in Austria.
            
         
               17.
            
            
               Il sig. Rothwangl è nato il 7 dicembre 1943 ed è cittadino austriaco. Dal 6 novembre 1962 al 23 aprile 1963 egli ha lavorato per la HAL. Con decorrenza dal 1o marzo 1998 ha percepito una pensione di inabilità al lavoro (Erwerbsunfähigkeitspension) austriaca e con decorrenza dal 1o settembre 1998 una pensione di invalidità (Invalidenrente) svizzera. Dal 29 novembre 1998 al 1o dicembre 2008 il sig. Rothwangl ha inoltre goduto di un’indennità di invalidità erogata dalle autorità dei Paesi Bassi in applicazione della legge sull’assicurazione relativa all’inabilità al lavoro (Wet op arbeidsongeschiktheidsverzekering). Il 12 gennaio 2009 egli ha presentato domanda di pensione di vecchiaia con effetto dal 1o dicembre 2008. L’RSvb ha respinto tale domanda con decisione del 26 maggio 2009.
            
         
               18.
            
            
               I sigg. Wieland e Rothwangl hanno presentato ricorso avverso tali decisioni dell’RSvb dinanzi al Tribunale (Rechtbank) di Amsterdam, e i rispettivi ricorsi sono stati accolti. L’RSvb ha interposto appello contro le relative sentenze di primo grado dinanzi al giudice remittente.
            
         
               19.
            
            
               Nell’ordinanza di rinvio, il Centrale Raad van Beroep (Corte d’appello competente in materia di previdenza sociale ) afferma anzitutto di avere tenuto conto della sentenza pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (in prosieguo: la «Corte di Strasburgo») nella causa Wessels-Bergervoet c. Paesi Bassi (
                     15
                  ). Detta causa verteva su un ricorso proposto in forza dell’articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (in prosieguo: la «CEDU»), che vieta le discriminazioni, in combinato disposto con l’articolo 1 del protocollo n. 1 della stessa convenzione (che tutela il diritto di proprietà). Nel caso citato la ricorrente, che aveva maturato diritti a prestazioni pensionistiche di vecchiaia ai sensi dell’AOW, sosteneva che la decisione con cui l’istituzione olandese competente aveva ridotto la sua pensione comportava una discriminazione nei suoi confronti fondata sul sesso, in quanto tale riduzione era stata motivata con la circostanza che, all’epoca dei fatti, le donne coniugate erano assicurate solo per i periodi in cui lo erano i mariti, mentre non era prevista un’analoga restrizione per gli uomini sposati. Il giudice del rinvio spiega che il ragionamento svolto in quel caso dalla Corte di Strasburgo è stato applicato dai giudici olandesi ad altre controversie vertenti sui diritti pensionistici dei naviganti. Detto giudice fa presente che la situazione dei sigg. Wieland e Rothwangl è diversa da quelle oggetto di tali controversie e che la distinzione operata nel loro caso in base alla cittadinanza è giustificata ai sensi dell’articolo 14 della CEDU. Tuttavia, esso si chiede se il regolamento n. 1408/71, in combinato disposto con il regolamento n. 859/2003 e/o con gli articoli 18 TFUE e 45 TFUE, possa essere loro di ausilio.
            
         
               20.
            
            
               Pertanto, il Centrale Raad van Beroep (Corte d’appello per la competetente in materia di previdenza sociale) chiede una pronuncia pregiudiziale sulle seguenti questioni:
               
                        «1)
                     
                     
                        Se l’articolo 3 e l’articolo 94, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 1408/71, debbano essere interpretati nel senso che ostano a che a un ex lavoratore marittimo, membro dell’equipaggio di una nave immatricolata in uno Stato membro, senza una residenza sulla terraferma e che non era cittadino di uno Stato membro, venga negata (parzialmente), dopo che lo Stato di cui egli ha la cittadinanza ha aderito a (un predecessore de) l’Unione o dopo che il regolamento n. 1408/71 è entrato in vigore per detto Stato, la pensione di vecchiaia per l’unico motivo che detto ex-navigante nel periodo della (pretesa) assicurazione non aveva la cittadinanza del (primo) Stato membro.
                     
                  
                        2)
                     
                     
                        Se gli articoli 18 e 45 TFUE debbano essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa di uno Stato membro in forza della quale un lavoratore marittimo che faceva parte dell’equipaggio di una nave immatricolata in tale Stato membro, senza una residenza sulla terraferma e che non era cittadino di uno Stato membro, era escluso dall’assicurazione per la pensione di vecchiaia, mentre in forza di detta normativa viene considerato assicurato un lavoratore marittimo cittadino dello Stato membro nel quale la nave è immatricolata e che per il resto si trova nelle medesime circostanze, se lo Stato di cui il primo lavoratore marittimo è cittadino ha – al momento della determinazione della pensione – nel frattempo aderito a (un predecessore de) l’Unione o se il regolamento n. 1408/71 è nel frattempo entrato in vigore per detto Stato.
                     
                  
                        3)
                     
                     
                        Se la prima e la seconda questione vadano risolte allo stesso modo nel caso di un (ex-) lavoratore marittimo il quale, al momento delle sue attività lavorative aveva la cittadinanza di uno Stato che in un momento successivo aderisce a (un predecessore de) l’Unione, ma che, al momento di detta adesione o dell’entrata in vigore del regolamento n. 1408/71 per questo Stato e al momento della realizzazione del suo diritto alla pensione di vecchiaia, non è cittadino di uno Stato membro, al quale però il citato regolamento è nondimeno applicabile in forza dell’articolo 1 del regolamento n. 859/2003».
                     
                  
         
               21.
            
            
               Osservazioni scritte sono state presentate dall’RSvb, dal governo dei Paesi Bassi e dalla Commissione europea. Tutte le suddette tre parti, nonché il governo spagnolo, hanno svolto osservazioni orali all’udienza tenutasi il 16 settembre 2015. I sigg. Wieland e Rothwangl non hanno presentato osservazioni scritte o orali nel presente procedimento.
            
         
         Analisi
      
      
         Osservazioni preliminari
      
      
               22.
            
            
               All’epoca in cui i sigg. Wieland e Rothwangl lavoravano per la HAL nei Paesi Bassi, i naviganti erano esclusi dall’ambito di applicazione del regolamento n. 3/58 (
                     16
                  ). Tale esclusione non era incompatibile con le norme internazionali allora applicabili alle pensioni della gente di mare (
                     17
                  ). L’iscrizione dei naviganti ai regimi di sicurezza sociale era quindi disciplinata esclusivamente dalle norme nazionali.
            
         
               23.
            
            
               Nel 2008, allorché i sigg. Wieland e Rothwangl hanno presentato le rispettive domande di pensione, si applicava il regolamento n. 1408/71. Detto regolamento non è inteso a sostituire i diversi sistemi nazionali di sicurezza sociale (
                     18
                  ). Il suo scopo consiste piuttosto nel coordinare tali sistemi per dare attuazione al principio della libera circolazione delle persone nel territorio dell’attuale Unione europea (
                     19
                  ). In forza di tale normativa l’autorità austriaca competente deve coordinarsi con l’omologa autorità dei Paesi Bassi al fine di stabilire se procedere al cumulo dei diritti pensionistici dei richiedenti ai sensi del titolo III, capitolo 3, di detto regolamento.
            
         
               24.
            
            
               Se è vero che gli Stati membri conservano la loro competenza a disciplinare i presupposti d’iscrizione ai loro sistemi di previdenza sociale, nell’esercizio di tale competenza essi devono tuttavia rispettare il diritto dell’Unione e, in particolare, le disposizioni del Trattato relative alla libera circolazione dei lavoratori. Di conseguenza, da un lato, siffatte condizioni non possono produrre l’effetto di escludere dalla sfera di applicazione di una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, le persone cui, in forza del regolamento n. 1408/71, la normativa in parola è applicabile e, d’altro lato, i regimi d’iscrizione alle assicurazioni obbligatorie devono essere compatibili con il disposto degli articoli 18 TFUE e 45 TFUE (
                     20
                  ). Le questioni pregiudiziali devono essere considerate in tale contesto.
            
         
         Questione 1
      
      
               25.
            
            
               Con la prima questione, il giudice del rinvio chiede se a un navigante austriaco pensionato, che era cittadino di un paese terzo all’epoca in cui lavorava a bordo di una nave il cui porto di iscrizione si trovava nei Paesi Bassi, si possa negare una pensione dopo l’adesione all’Unione europea dello Stato di cui egli ha la cittadinanza. Si chiede se il regolamento n. 1408/71 osti alla normativa dei Paesi Bassi che escludeva il sig. Rothwangl dall’assicurazione per la pensione di vecchiaia del sistema previdenziale di detto Stato, all’epoca in cui lavorava, a motivo della sua cittadinanza.
            
         
               26.
            
            
               L’RSvb sostiene che il caso del sig. Rothwangl esula dall’ambito di applicazione del regolamento n. 1408/71. A parere del governo dei Paesi Bassi, l’articolo 3 di detto regolamento n. 1408/71 non sarebbe applicabile poiché il sig. Rothwangl non soddisfa le condizioni di cui all’articolo 2. Il governo spagnolo afferma invece che la posizione del sig. Rothwangl dovrebbe essere esaminata a partire dal 1o dicembre 2008, allorché egli ha presentato domanda di pensione. A quell’epoca l’interessato rientrava nell’ambito di applicazione del regolamento n. 1408/71, cosicché l’articolo 3 di tale regolamento osterebbe alla normativa nazionale controversa.
            
         
               27.
            
            
               La Commissione sostiene che l’elemento decisivo è se l’articolo 94, paragrafo 2, del regolamento n. 1408/71, si applichi al periodo in cui il sig. Rothwangl lavorava per la HAL. Il punto se il sig. Rothwangl abbia o meno compiuto un periodo di assicurazione sarebbe da decidere in base al diritto nazionale. Quando il sig. Rothwangl lavorava per la HAL, era considerato residente nei Paesi Bassi in conformità delle norme nazionali. Ciò determinerebbe un collegamento con i Paesi Bassi sufficientemente stretto per qualificare il periodo in parola come periodo di assicurazione ai sensi della normativa nazionale controversa. Inoltre, le disposizioni sui naviganti di cui all’articolo 13, paragrafo 2, lettera c), del regolamento n. 1408/71, non disciplinerebbero solo la determinazione della legislazione applicabile, ma anche il punto se una persona ricompresa nell’ambito di applicazione di tale regolamento abbia diritto a una prestazione previdenziale.
            
         
               28.
            
            
               Non condivido l’interpretazione data dall’RSvb e dal governo dei Paesi Bassi all’articolo 2 del regolamento n. 1408/71.
            
         
               29.
            
            
               È evidente che al 1o dicembre 2008, allorché ha presentato domanda di pensione, il sig. Rothwangl era cittadino di uno Stato membro. Egli era assicurato in forza del sistema austriaco ai fini delle prestazioni pensionistiche di vecchiaia, che ricadono nell’ambito di applicazione ratione materiae del regolamento n. 1408/71 (
                     21
                  ). L’interessato ha presentato domanda di prestazioni pro rata all’istituzione olandese competente sulla base del periodo in cui lavorava per la HAL ed era soggetto, nei Paesi Bassi, alla normativa nazionale controversa. Egli rientra pertanto nel campo di applicazione dell’articolo 2, paragrafo 1.
            
         
               30.
            
            
               Invero, la tesi dell’RSvb e del governo dei Paesi Bassi mi lascia perplessa, dato che il sig. Rothwangl ha percepito indennità di invalidità erogate dalle autorità olandesi. Dette indennità rientrano nell’ambito di applicazione ratione materiae del regolamento n. 1408/71 (
                     22
                  ). Ravviso un’incoerenza nel fatto che egli sia stato ritenuto incluso nell’ambito di applicazione ratione personae di tale regolamento in relazione alla domanda di indennità di invalidità, ma ne sia considerato escluso in riferimento alla domanda di prestazioni di vecchiaia.
            
         
               31.
            
            
               Il giudice del rinvio chiede specificamente se la giurisprudenza della Corte relativa all’interpretazione dell’articolo 2 del regolamento n. 1408/71, in particolare la sentenza Belbouab (
                     23
                  ), fornisca indicazioni a tale riguardo.
            
         
               32.
            
            
               Il sig. Belbouab era un cittadino francese di origine algerina, nato nel 1924. Egli aveva lavorato come minatore in Francia ed era emigrato successivamente in Germania, dove aveva esercitato la medesima attività lavorativa. L’interessato aveva versato i contributi richiesti per tutto il periodo della sua attività di lavoro subordinato in entrambi i paesi. Egli aveva perduto la nazionalità francese quando l’Algeria era divenuta indipendente, nel 1962. La sua domanda di pensione da minatore presentata nel 1964 era stata respinta dalle autorità tedesche. La Corte ha dichiarato che le questioni del giudice nazionale relative all’interpretazione dell’articolo 2 del regolamento n. 1408/71 si basavano sul presupposto che il sig. Belbouab dovesse possedere la cittadinanza di uno Stato membro al momento della presentazione della domanda. Tale presupposto era incompatibile con il principio della certezza del diritto. La Corte ha statuito che il requisito dello status di cittadino di uno Stato membro deve sussistere all’epoca dello svolgimento dell’attività lavorativa, del versamento dei contributi relativi ai periodi di assicurazione e dell’acquisto dei diritti corrispondenti (
                     24
                  ).
            
         
               33.
            
            
               Nel caso di specie è pacifico che il sig. Rothwangl era cittadino di uno Stato membro al 1o dicembre 2008, allorché ha presentato domanda di pensione nei Paesi Bassi, ma non lo era nel periodo di riferimento. Sorge la domanda se egli abbia nondimeno acquisito diritti in detto periodo. Tale aspetto non è stato esaminato nella sentenza Belbouab. Il sig. Belbouab aveva versato i contributi richiesti e aveva maturato diritti nel periodo di riferimento. Mi sembra quindi che detta sentenza non sia d’aiuto per risolvere il caso in esame.
            
         
               34.
            
            
               Il giudice del rinvio chiede inoltre se sia rilevante la sentenza nella causa Buhari Haji (
                     25
                  ). Detta causa riguardava un cittadino nigeriano che aveva posseduto la cittadinanza britannica fino all’indipendenza della Nigeria, nel 1960. Tra il 1937 e il 1986 il sig. Buhari Haji aveva lavorato nel Congo belga (divenuto Zaire il 1o luglio 1960) e versato i contributi al regime previdenziale belga prima dell’indipendenza dello Zaire. La Corte ha dichiarato che era estranea rispetto alla realizzazione della libera circolazione dei lavoratori subordinati o autonomi la situazione dei lavoratori che avevano la cittadinanza di uno Stato divenuto successivamente membro della (allora) Comunità europea, ma che avessero perduto tale cittadinanza anteriormente all’adesione. Diverso era il caso dei lavoratori di cui sopra che avevano conservato la cittadinanza dello Stato in questione dopo l’adesione del medesimo alla Comunità e i cui diritti erano riconosciuti e tutelati, nell’ambito della normativa comunitaria sulla previdenza sociale, dalle disposizioni transitorie degli articoli 94 e 95 del regolamento n. 1408/71, che consentono di prendere in considerazione tutti i periodi di assicurazione, occupazione o residenza compiuti anteriormente all’adesione ai fini della determinazione dei diritti acquisiti in conformità delle disposizioni dello stesso regolamento.
            
         
               35.
            
            
               La situazione del sig. Rothwangl è molto diversa da quella del sig. Buhari Haji. Egli non ha versato contributi e non era assicurato ai sensi della normativa olandese applicabile nel periodo di riferimento. Si pone domanda se il sig. Rothwangl abbia nondimeno acquisito diritti ai sensi dell’articolo 94, paragrafi da 1 a 3, del regolamento n. 1408/71, i quali siano da cumulare con prestazioni pensionistiche di vecchiaia che gli spettino in Austria.
            
         
               36.
            
            
               L’articolo 94, paragrafo 1, dispone che il regolamento n. 1408/71 non fa sorgere alcun diritto prima della sua entrata in vigore nel territorio dello Stato membro interessato (
                     26
                  ).
            
         
               37.
            
            
               Allo scopo di consentire l’applicazione del regolamento n. 1408/71 agli effetti futuri di situazioni sorte nel passato, l’articolo 94, paragrafo 2, dello stesso, sancisce l’obbligo di prendere in considerazione, al fine di determinare il diritto ad una prestazione, ogni periodo di assicurazione, di occupazione o di residenza compiuto sotto la legislazione di uno Stato membro prima del 1o ottobre 1972 o prima della data di applicazione di detto regolamento nel territorio dello Stato membro interessato. Da questa disposizione deriva quindi che uno Stato membro non può legittimamente rifiutare di tenere conto dei periodi di assicurazione compiuti nel territorio di un altro Stato membro ai fini della costituzione di una pensione di anzianità, per la sola ragione che tali periodi sono maturati prima dell’entrata in vigore del regolamento (
                     27
                  ).
            
         
               38.
            
            
               Per invocare validamente l’articolo 94, paragrafo 2, del regolamento n. 1408/71, il richiedente deve poter indicare un periodo di assicurazione e, eventualmente, periodi di occupazione o di residenza compiuti sotto la legislazione di uno Stato membro prima del 1o ottobre 1972 (
                     28
                  ).
            
         
               39.
            
            
               Mi sembra che tali condizioni non siano necessariamente cumulative. L’espressione «e, eventualmente» suggerisce che non occorre sempre dimostrare che ricorrono tutte e tre le condizioni. È d’uopo ricordare che l’articolo 94, paragrafo 2, si applica a tutte le prestazioni previdenziali che rientrano nell’ambito di applicazione ratione materiae del regolamento n. 1408/71. I requisiti che il richiedente deve soddisfare possono variare in funzione dello Stato membro e/o del tipo di prestazione di cui si tratti. Il regime olandese non prevede (a quanto mi risulta) che il richiedente debba dimostrare anche di avere compiuto un periodo di residenza o di occupazione, pur non essendo contestato che il sig. Rothwangl soddisfi entrambi i suddetti requisiti. Tuttavia, il richiedente deve poter indicare un periodo di assicurazione compiuto sotto la legislazione di uno Stato membro.
            
         
               40.
            
            
               Il sig. Rothwangl soddisfa tale requisito?
            
         
               41.
            
            
               La normativa nazionale in discussione costituisce una legislazione ai sensi dell’articolo 1, lettera j), del regolamento n. 1408/71. A norma dell’articolo 1, lettera r), i periodi di assicurazione sono i periodi di contribuzione, di occupazione o di attività lavorativa autonoma, quali sono definiti o riconosciuti come periodi di assicurazione dalla legislazione sotto la quale sono stati compiuti o sono considerati compiuti. Tale specifico rinvio alla normativa interna dimostra chiaramente che il regolamento n. 1408/71, ai fini, in particolare, del cumulo dei periodi di assicurazione, si rimette alle condizioni cui il diritto interno assoggetta il riconoscimento di un determinato periodo come equiparato ai periodi di assicurazione propriamente detti (
                     29
                  ).
            
         
               42.
            
            
               Il giudice del rinvio afferma che, secondo la normativa nazionale applicabile nel periodo di riferimento, il sig. Rothwangl non era assicurato, poiché i cittadini di paesi terzi che facevano parte dei membri dell’equipaggio di una nave marittima che vivevano a bordo di tale nave erano esclusi dall’assicurazione per la pensione di vecchiaia. Detto giudice dichiara inoltre inequivocabilmente che le normativa nazionale controversa comportava una discriminazione sulla base della cittadinanza (
                     30
                  ). Occorre verificare se siffatta discriminazione sia vietata dall’articolo 3 del regolamento n. 1408/71. Se la risposta fosse affermativa, il sig. Rothwangl potrebbe chiedere di essere trattato come se avesse compiuto un periodo di assicurazione nei Paesi Bassi anche se di fatto non soddisfa tale elemento essenziale dell’articolo 94, paragrafo 2.
            
         
               43.
            
            
               La Corte ha esaminato questioni analoghe nelle cause Kauer e Duchon.
            
         
               44.
            
            
               La sig.ra Kauer, cittadina austriaca, aveva presentato domanda di pensione in Austria. Ella aveva lavorato e compiuto periodi di assicurazione obbligatoria ai sensi della legislazione austriaca. Nel calcolo dei periodi computabili ai fini pensionistici, l’ente competente aveva tenuto conto del periodo in cui l’interessata si trovava in Austria e non aveva lavorato, dedicandosi all’educazione dei figli. Tali periodi erano stati conteggiati come «periodi equiparati». Tuttavia, non erano stati inclusi nel calcolo periodi equivalenti che la sig.ra Kauer aveva compiuto in Belgio accudendo i figli. I periodi dedicati all’educazione dei figli (sia in Austria che in Belgio) erano anteriori all’adesione dell’Austria alla (allora) Comunità europea. Il giudice del rinvio chiedeva se l’articolo 94, paragrafi da 1 a 3, del regolamento n. 1408/71, ostasse a una normativa nazionale che escludeva i periodi dedicati all’educazione dei figli in Belgio dai periodi equiparati ai fini del calcolo della pensione spettante alla sig.ra Kauer.
            
         
               45.
            
            
               Il sig. Duchon, cittadino austriaco, aveva lavorato in Germania prima dell’adesione dell’Austria alla Comunità. In tale periodo egli aveva subito un infortunio sul lavoro ed aveva quindi percepito un’indennità di invalidità dall’ente previdenziale tedesco. La sua domanda di pensione di invalidità con effetto dal 1o gennaio 1998 presentata alle autorità austriache era stata respinta con la motivazione che i) egli non aveva compiuto il periodo di carenza e, ii) poiché l’incidente era avvenuto in Germania prima dell’adesione dell’Austria, egli non poteva far valere il principio della libera circolazione dei lavoratori.
            
         
               46.
            
            
               In entrambi i casi, la Corte ha stabilito che i rispettivi ricorrenti potevano invocare le disposizioni transitorie dell’articolo 94 del regolamento n. 1408/71 e che le norme austriache applicabili alla sig.ra. Kauer e al sig. Duchon erano in contrasto con il principio di non discriminazione. Da tali sentenze si possono trarre alcuni principi comuni.
            
         
               47.
            
            
               La Corte ha dichiarato che, per dare attuazione alle disposizioni transitorie dell’articolo 94, paragrafi da 1 a 3, del regolamento n. 1408/71, occorre tenere conto dei periodi di assicurazione compiuti prima dell’entrata in vigore di detto regolamento (
                     31
                  ). In entrambi i casi i ricorrenti erano stati assicurati ai sensi della normativa nazionale pertinente. Le misure nazionali in discussione dovevano quindi essere valutate alla luce delle norme comunitarie applicabili dopo l’adesione dell’Austria (
                     32
                  ). Pertanto, l’istituzione competente doveva applicare il principio della libera circolazione dei lavoratori e le disposizioni transitorie dell’articolo 94, paragrafi da 1 a 3 (
                     33
                  ).
            
         
               48.
            
            
               Dalle sentenze Kauer e Duchon emerge chiaramente che la situazione del sig. Rothwangl deve essere esaminata sulla base del diritto dell’Unione europea in seguito all’adesione dell’Austria all’Unione europea. Quali conclusioni si devono trarre da quest’analisi?
            
         
               49.
            
            
               Mi sembra che (purtroppo) la situazione del sig. Rothwangl sia diversa da quella dei ricorrenti nelle due cause suddette, sotto due importanti profili.
            
         
               50.
            
            
               In primo luogo, il divieto di discriminazione richiede che situazioni paragonabili non siano trattate in maniera diversa e che situazioni diverse non siano trattate in maniera uguale, salvo che ciò non risulti obiettivamente giustificato (
                     34
                  ). Nella sentenza Kauer la Corte ha dichiarato che la normativa nazionale in questione introduceva effettivamente una disparità di trattamento, in quanto prendeva automaticamente in considerazione i periodi di educazione compiuti in Austria, ma subordinava all’erogazione di un assegno di maternità o di prestazioni equivalenti in forza della legislazione federale austriaca la possibilità che venissero presi in considerazione periodi di educazione compiuti in un altro Stato parte del SEE. Quando siffatta disciplina differenziata è stata applicata, dopo l’adesione dell’Austria all’Unione europea, ai periodi di educazione compiuti sia in Austria sia in un altro Stato membro, tale normativa è stata sfavorevole ai cittadini comunitari che avevano risieduto o lavorato in Austria e quindi esercitato il proprio diritto di libera circolazione (
                     35
                  ). Nella sentenza Duchon la Corte ha ravvisato un’evidente disparità di trattamento a sfavore dei lavoratori austriaci che esercitavano il loro diritto alla libera circolazione rispetto a quelli residenti in Austria, in quanto era minore per il primo gruppo la possibilità di soddisfare i requisiti posti dalla normativa nazionale controversa e fruire delle prestazioni (
                     36
                  ).
            
         
               51.
            
            
               In entrambi i casi è stato decisivo il fatto che la Corte abbia implicitamente ritenuto che i ricorrenti avessero esercitato il diritto alla libera circolazione conferito dall’Unione europea, sebbene la «circolazione» in parola avesse avuto luogo prima dell’adesione dell’Austria. Così, per quanto il Belgio potesse legittimamente considerare la sig.ra Kauer come cittadina di un paese terzo, sotto il profilo del diritto dell’Unione, nel periodo tra il 1970 e il 1975 dedicato all’educazione dei figli in detto Stato, e la Germania potesse analogamente considerare il sig. Duchon alla stregua di un cittadino di un paese terzo nel 1968, allorché egli aveva subito un incidente sul lavoro, l’Austria era tenuta, dopo l’adesione all’Unione europea, a considerare i periodi trascorsi «all’estero» come compiuti in un altro Stato membro nell’esercizio del diritto alla libera circolazione.
            
         
               52.
            
            
               Ne consegue che, nel presente caso, l’Austria deve considerare che il sig. Rothwangl abbia esercitato il diritto alla libera circolazione anche prima dell’adesione di tale paese all’Unione europea allorché egli ha lavorato per la HAL sulle navi il cui porto di iscrizione si trovava nei Paesi Bassi. Tuttavia, ciò, di per sé, non è sufficiente per consentire al sig. Rothwangl di beneficiare di un’integrazione «olandese» della sua pensione. A differenza di quanto accadeva nei casi della sig.ra Kauer e del sig. Duchon, le difficoltà del sig. Rothwangl non derivano esclusivamente (o principalmente) dalle norme austriache. Tali difficoltà risiedono nelle norme olandesi che lo escludevano dall’assicurazione quando lavorava per la HAL, a motivo della sua cittadinanza di un paese terzo. E siffatta esclusione, ancorché palesemente discriminatoria sulla base della cittadinanza, era all’epoca pienamente ammissibile in base al diritto dell’Unione, giacché l’Austria non era ancora uno Stato membro dell’UE.
            
         
               53.
            
            
               In secondo luogo, nelle cause Kauer e Duchon non era contestato che i rispettivi ricorrenti fossero iscritti al regime previdenziale nazionale in discussione (entrambi i procedimenti vertevano sul regime austriaco). Posta in termini ampi, la questione era se i periodi compiuti fuori dall’Austria dovessero essere presi in considerazione dalle autorità austriache competenti ai fini del calcolo delle prestazioni spettanti ai ricorrenti (
                     37
                  ). Per contro, la Corte non dispone di informazioni circa il punto se il sig. Rothwangl fosse iscritto al regime previdenziale austriaco nel periodo di riferimento; tuttavia, è chiaro che egli non ha acquisito diritti sotto la normativa olandese applicabile nel periodo menzionato, nel quale lavorava per la HAL. Pertanto, detto semplicemente, egli non ha acquisito diritti per i quali possa scattare l’applicazione delle disposizioni transitorie dell’articolo 94, paragrafo 2, del regolamento n. 1408/71. E riconoscere tali diritti con effetto retroattivo sarebbe incompatibile con il principio della certezza del diritto e con i termini espliciti dell’articolo 94, paragrafo 1.
            
         
               54.
            
            
               A differenza della Commissione, non ritengo che il punto se il sig. Rothwangl avesse un collegamento sufficientemente stretto con i Paesi Bassi nel periodo di riferimento sia un criterio conferente. Siffatto requisito non si evince dalla formulazione testuale dell’articolo 94, paragrafo 2, del regolamento n. 1408/71. Parimenti, non credo che sia conferente l’articolo 13, paragrafo 2, lettera c). Detta disposizione mira unicamente a determinare la legislazione nazionale applicabile alle persone che svolgono un’attività subordinata a bordo di una nave battente bandiera di uno Stato membro. In quanto tale, l’articolo 13, paragrafo 2, lettera c), del regolamento n. 1408/71, non determina le condizioni dell’esistenza del diritto o dell’obbligo di iscriversi ad un regime previdenziale oppure a un ramo particolare dello stesso. Spetta alla legislazione di ciascuno Stato membro determinare tali condizioni (
                     38
                  ). Nel caso di specie non è contestato che il sig. Rothwangl fosse soggetto alla legislazione dei Paesi Bassi quando lavorava per la HAL e non fosse assicurato secondo detta legislazione. Di conseguenza, egli non ha compiuto un periodo di assicurazione ai sensi dell’articolo 94, paragrafo 2.
            
         
               55.
            
            
               Concludo pertanto che una persona la quale abbia presentato domanda di pensione di vecchiaia e non avesse la cittadinanza di uno Stato membro nel periodo sulla base del quale fonda il relativo titolo a fruirne non acquisisce diritti ai sensi delle disposizioni transitorie dell’articolo 94, paragrafi da 1 a 3, del regolamento n. 1408/71, qualora non abbia compiuto un periodo di assicurazione secondo la legislazione di uno Stato membro anteriormente all’adesione all’Unione europea del suo Stato membro di appartenenza, giacché il periodo di cui trattasi non costituisce un periodo di assicurazione ai sensi della legislazione di detto Stato. Siffatta situazione ricorre anche nel caso in cui in tale periodo il richiedente abbia risieduto e lavorato nello Stato membro che deve determinarne il diritto alle prestazioni ai sensi del regolamento n. 1408/71. L’articolo 3 di detto regolamento non osta alla normativa nazionale che ha escluso tale richiedente, nel suo periodo di residenza e occupazione, dall’assicurazione del regime previdenziale dello Stato membro in parola.
            
         
         Questione 2
      
      
               56.
            
            
               Con la seconda questione il giudice del rinvio chiede se, in forza degli articoli 18 TFUE (divieto di discriminazione) e 45 TFUE (che garantisce la libertà di circolazione dei lavoratori), le autorità dei Paesi Bassi siano tenute, nel calcolare la pensione del sig. Rothwangl, a disapplicare la normativa nazionale controversa, la quale escludeva i naviganti che fossero cittadini di paesi terzi dalla copertura assicurativa relativa alle prestazioni pensionistiche di vecchiaia nel periodo di riferimento.
            
         
               57.
            
            
               Sono del parere che a tale questione si debba dare risposta negativa.
            
         
               58.
            
            
               L’articolo 2 dell’Atto relativo alle condizioni d’adesione della Repubblica d’Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia e agli adattamenti dei trattati sui quali si fonda l’Unione europea (in prosieguo: l’«Atto di adesione») dispone che dal momento dell’adesione le disposizioni dei Trattati originari vincolano i nuovi Stati membri e si applicano in tali Stati alle condizioni previste da detti Trattati e dall’Atto di adesione. Quest’ultimo non contiene disposizioni transitorie relative all’applicazione degli attuali articoli 18 TFUE e 45 TFUE. Dette disposizioni devono quindi essere considerate immediatamente applicabili e vincolanti per l’Austria a decorrere dalla data della sua adesione, ossia il 1o gennaio 1995. Il corollario è che, con effetto da tale data, gli altri Stati membri devono considerare i cittadini austriaci alla stregua di cittadini dell’Unione.
            
         
               59.
            
            
               Tuttavia, nulla nell’Atto di adesione impone agli attuali Stati membri di trattare i cittadini austriaci nello stesso modo in cui hanno trattato i cittadini di altri Stati membri prima dell’adesione (
                     39
                  ). Il sig. Rothwangl potrebbe chiedere di essere trattato dai Paesi Bassi come se fosse stato assicurato ai fini pensionistici solo qualora avesse potuto godere dei diritti derivanti dalle disposizioni che disciplinavano la libertà di circolazione dei lavoratori nel periodo di riferimento (
                     40
                  ). Tuttavia, egli non poteva vantare tali diritti. I diritti conferiti dal diritto dell’Unione non possono essere acquisiti prima dell’adesione e di conseguenza non possono essere riconosciuti dopo l’adesione allorché non sono soddisfatte le condizioni per la loro acquisizione o per la loro esistenza (
                     41
                  ).
            
         
               60.
            
            
               Pertanto, concludo che gli articoli 18 TFUE e 45 TFUE non ostano, nel contesto dell’adesione dell’Austria all’Unione europea, a una normativa come quella di cui trattasi nel caso del sig. Rothwangl.
            
         
         Questione 3
      
      
               61.
            
            
               La terza questione riguarda essenzialmente il sig. Wieland. Il giudice del rinvio intende sapere se un richiedente che ha la cittadinanza di un paese terzo al momento della domanda di pensione, ma nel periodo di riferimento era cittadino di uno Stato che ha aderito all’Unione europea dopo che egli aveva compiuto un periodo di residenza e di occupazione in uno Stato membro, possa trarre benefici dal regolamento n. 1408/71 poiché rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 1 del regolamento n. 859/2003 e può soddisfare quanto richiesto nelle disposizioni transitorie di cui all’articolo 2, paragrafi da 1 a 3, di detto regolamento.
            
         
               62.
            
            
               Dagli argomenti che ho svolto in relazione al caso del sig. Rothwangl discende che, a mio avviso, così non è.
            
         
               63.
            
            
               Il sig. Wieland soddisfa i requisiti di cui all’articolo 1 del regolamento n. 859/2003, in quanto è un cittadino statunitense legalmente residente in Austria, le circostanze inerenti alla sua domanda non sono limitate ad un unico Stato membro e tali disposizioni non sono a lui applicabili esclusivamente a motivo della sua cittadinanza. Egli rientra pertanto nell’ambito di applicazione di detto regolamento.
            
         
               64.
            
            
               L’articolo 2, paragrafi da 1 a 3, del regolamento n. 859/2003, rispecchia la formulazione dell’articolo 94, paragrafi da 1 a 3, del regolamento n. 1408/71. Sebbene il sig. Wieland fosse residente nei Paesi Bassi nel periodo di riferimento, egli – al pari del sig. Rothwangl – non era assicurato in forza della normativa olandese ai fini della pensione di vecchiaia. Di conseguenza, egli non soddisfaceva il primo requisito di cui all’articolo 2, paragrafo 2, e non ha acquisito diritti ai sensi di tale disposizione. La sua domanda deve quindi essere respinta per gli stessi motivi illustrati nei precedenti paragrafi da 35 a 55 in relazione al sig. Rothwangl.
            
         
               65.
            
            
               Pertanto, si deve rispondere alla terza questione dichiarando che una persona la quale rientri nell’ambito di applicazione dell’articolo 1 del regolamento n. 859/2003, e presenti domanda di prestazioni pensionistiche di vecchiaia sulla base di un periodo anteriore al 1o giugno 2003, non può avvalersi delle disposizioni transitorie dell’articolo 2, paragrafi da 1 a 3, di detto regolamento, nel caso in cui il periodo in parola non costituisca un periodo di assicurazione secondo la legislazione di uno Stato membro, e ciò sebbene in detto periodo il richiedente abbia risieduto e lavorato nello Stato membro al quale spetta determinare il suo diritto alle prestazioni conformemente al regolamento n. 1408/71.
            
         
         Conclusione
      
      
               66.
            
            
               Alla luce delle suesposte considerazioni suggerisco alla Corte di rispondere alle questioni sollevate dal Centrale Raad van Beroep (Corte d’appello competente in materia di previdenza sociale) dei Paesi Bassi come segue:
               
                        —
                     
                     
                        Una persona la quale abbia presentato domanda di pensione di vecchiaia e non avesse la cittadinanza di uno Stato membro nel periodo sulla base del quale fonda il relativo titolo a fruirne non acquisisce diritti ai sensi delle disposizioni transitorie dell’articolo 94, paragrafi da 1 a 3, del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nel caso in cui non abbia compiuto un periodo di assicurazione secondo la legislazione di uno Stato membro anteriormente all’adesione all’Unione europea del suo Stato membro di appartenenza, giacché il periodo di cui trattasi non costituisce un periodo di assicurazione ai sensi della legislazione di detto Stato. Siffatta situazione ricorre anche nel caso in cui il richiedente abbia risieduto e lavorato nello Stato membro che deve determinarne il diritto alle prestazioni ai sensi del regolamento n. 1408/71. L’articolo 3 di detto regolamento non osta alla normativa nazionale che ha escluso tale richiedente, nel suo periodo di residenza e occupazione, dall’assicurazione del regime previdenziale dello Stato membro in parola.
                     
                  
                        —
                     
                     
                        Gli articoli 18 TFUE e 45 TFUE non ostano, nel contesto dell’adesione dell’Austria all’Unione europea, a una normativa come quella in discussione nel procedimento principale.
                     
                  
                        —
                     
                     
                        Una persona che rientri nell’ambito di applicazione dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 859/2003 del Consiglio, del 14 maggio 2003, che estende le disposizioni del regolamento (CEE) n. 1408/71 e del regolamento (CEE) n. 574/72 ai cittadini di paesi terzi cui tali disposizioni non siano già applicabili unicamente a causa della nazionalità, e presenti domanda di prestazioni pensionistiche di vecchiaia sulla base di un periodo anteriore al 1o giugno 2003 non può avvalersi delle disposizioni transitorie dell’articolo 2, paragrafi da 1 a 3, di detto regolamento, nel caso in cui il periodo in parola non costituisca un periodo di assicurazione secondo la legislazione di uno Stato membro, e ciò sebbene in detto periodo il richiedente abbia risieduto e lavorato nello Stato membro al quale spetta determinare il suo diritto alle prestazioni conformemente al regolamento n. 1408/71.
                     
                  
         (
            1
         )	Lingua originale: l’inglese.
      (
            2
         )	Regolamento (CE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità (versione consolidata, GU 1997, L 28, pag. 1). Tale regolamento è stato modificato a più riprese; alla data in cui i sigg. Wieland e Rothwangl hanno proposto le loro domande era applicabile la versione risultante dal regolamento (CE) n. 1992/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006 (GU L 392, pag. 1). Il regolamento n. 1408/71 è stato abrogato e sostituito, con effetto dal 1o maggio 2010, dal regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (GU L 166, pag. 1).
      (
            3
         )	Regolamento (CE) n. 859/2003 del Consiglio, del 14 maggio 2003, che estende le disposizioni del regolamento (CEE) n. 1408/71 e del regolamento (CEE) n. 574/72 ai cittadini di paesi terzi cui tali disposizioni non siano già applicabili unicamente a causa della nazionalità (GU L 124, pag. 1).
      (
            4
         )	In prosieguo: il «periodo di riferimento»; v. infra, paragrafi 16 e 17.
      (
            5
         )	Regolamento n. 3 per la sicurezza sociale dei lavoratori migranti, del 25 settembre 1958 (GU 30, pag. 561).
      (
            6
         )	Articolo 4, paragrafo 6, del regolamento n. 3/58.
      (
            7
         )	Regolamento n. 47/67/CEE del Consiglio, del 7 marzo 1967, che modifica ed integra alcune disposizioni dei regolamenti nn. 3 e 4 sulla sicurezza sociale dei lavoratori migranti (gente di mare) (GU 44 del 10.3.1967, pag. 641).
      (
            8
         )	Articolo 1, lettera a), sub i), del regolamento n. 1408/71.
      (
            9
         )	Articolo 1, lettera j), del regolamento n. 1408/71.
      (
            10
         )	Articolo 1, lettera r), del regolamento n. 1408/71.
      (
            11
         )	Articolo 1, lettera s bis), del regolamento n. 1408/71.
      (
            12
         )	Nel 1981, l’articolo 14 ter del regolamento n. 1408/71, inserito dal regolamento (CEE) del Consiglio n. 1390/81, del 12 maggio 1981, che estende ai lavoratori non salariati e ai loro familiari il regolamento n. 1408/71 (GU L 143, pag. 1), ha introdotto norme speciali per determinare la legislazione applicabile alla gente di mare. Tali norme, che prevedono talune deroghe all’articolo 13, paragrafo 2, lettera c), applicabili in determinate circostanze, non rilevano nel presente procedimento.
      (
            13
         )	Il regolamento n. 1408/71 fa riferimento alla legislazione dello Stato di bandiera quale criterio pertinente per determinare la legislazione applicabile. Lo Stato di bandiera di una nave commerciale è lo Stato in cui essa è iscritta o immatricolata. Tuttavia, l’articolo 3, paragrafo 3, dell’AOW menziona il «porto di iscrizione della nave (thuishaven)», che ritengo indichi il porto in cui la nave ha la propria base. Tale porto non coincide necessariamente con quello in cui la nave è iscritta.
      (
            14
         )	Così risulta dal decreto di ampliamento e di limitazione del gruppo di persone assicurate nell’ambito del regime generale obbligatorio di assicurazioni sociali (Besluit uitbreiding en beperking kring verzekerden volksverzekeringen; in prosieguo: il «BUB»), che è stato modificato a più riprese tra il 1959 e il 1968. Farò riferimento congiuntamente a tale disciplina e alla versione dell’AOW applicata nel periodo di riferimento come alla «normativa nazionale controversa». Le disposizioni pertinenti del BUB sono state abrogate con effetto dal 1o gennaio 1999.
      (
            15
         )	Corte eur. D.U., sentenza n. 34462/97, Recueil des arrêts et décisions 2002-IV.
      (
            16
         )	V. supra, paragrafo 2.
      (
            17
         )	Occorre menzionare qui la Convenzione del 1946 (n. 71) dell’Organizzazione internazionale del lavoro (in prosieguo: l’«OIL») sulla sicurezza sociale della gente di mare, entrata in vigore il 10 ottobre 1962. I Paesi Bassi hanno ratificato detta convenzione il 27 agosto 1957. Ai sensi dell’articolo 1, ogni Stato membro dell’OIL è tenuto ad istituire o a far istituire conformemente alla propria legislazione nazionale un regime pensionistico per la gente di mare. Tuttavia, è possibile escludere da tali regimi i non residenti e le persone che non siano cittadini degli Stati aderenti.
      (
            18
         )	V. proposta della Commissione di regolamento (CE) del Consiglio relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, COM(1998) 779 def., pag. 1.
      (
            19
         )	V. primo considerando del regolamento n. 1408/71.
      (
            20
         )	Sentenza Salemink (C‑347/10, EU:C:2012:17, punti 39 e 40).
      (
            21
         )	Articolo 4, paragrafo 1, lettera c), del regolamento n. 1408/71.
      (
            22
         )	Articolo 4, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 1408/71.
      (
            23
         )	10/78, EU:C:1978:181.
      (
            24
         )	Sentenza Belbouab (10/78, EU:C:1978:181, punto 7).
      (
            25
         )	C‑105/89, EU:C:1990:402 (in prosieguo: la «sentenza Buhari Haji»).
      (
            26
         )	Sentenza Duchon (C‑290/00, EU:C:2002:234, punto 22; in prosieguo: la «sentenza Duchon»).
      (
            27
         )	Sentenza Duchon (punto 23 e giurisprudenza ivi citata). V. anche sentenza Somova (C‑103/13, EU:C:2014:2334, punti da 52 a 54).
      (
            28
         )	Per quegli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea successivamente all’adozione del regolamento n. 1408/71 il momento rilevante non è il 1o ottobre 1972 ma quello anteriore all’entrata in vigore di tale regolamento nello Stato membro interessato. Per l’Austria tale data è il 1o gennaio 1995.
      (
            29
         )	Sentenza Kauer (C‑28/00, EU:C:2002:82, punto 26 e giurisprudenza ivi citata; in prosieguo: la «sentenza Kauer»).
      (
            30
         )	V. supra, paragrafo 15.
      (
            31
         )	Sentenza Duchon (punto 23). Nella sentenza Kauer la Corte ha dichiarato che la questione se i periodi dedicati all’educazione dei figli in Belgio costituissero un periodo di assicurazione ai fini del calcolo della pensione di vecchiaia doveva essere valutata in conformità del diritto austriaco (punti 33 e 34). La restrizione prevista dalle norme che ostavano a che detto periodo fosse considerato un periodo di assicurazione (diversamente da quanto accadeva per il periodo equivalente compiuto allo stesso modo in Austria) era incompatibile con il regolamento n. 1408/71 (punti da 42 a 45).
      (
            32
         )	Sentenza Duchon (punto 28).
      (
            33
         )	Sentenza Duchon (punto 32). V. anche sentenza Kauer (punti 45 e 50).
      (
            34
         )	V., tra molte affermazioni di tale principio, sentenza Eman e Sevinger (C‑300/04, EU:C:2006:545, punto 57).
      (
            35
         )	Sentenza Kauer (punti 43 e 44).
      (
            36
         )	Sentenza Duchon (punto 29).
      (
            37
         )	V. supra, paragrafi da 44 a 47.
      (
            38
         )	Sentenza Bakker (C‑106/11, EU:C:2012:328, punto 32 e giurisprudenza ivi citata).
      (
            39
         )	V, per analogia, sentenze Tsiotras (C‑171/91, EU:C:1993:215, punto 12), e Andersson e Wåkerås-Andersson (C‑321/97, EU:C:1999:307, punto 46).
      (
            40
         )	In udienza il governo dei Paesi Bassi e l’RSvb hanno confermato che, nel periodo di riferimento, i naviganti che all’epoca avevano la cittadinanza di altri Stati membri della Comunità, come l’Italia, erano assicurati per le prestazioni pensionistiche di vecchiaia poiché beneficiavano delle disposizioni del Trattato in materia di libera circolazione.
      (
            41
         )	V. anche conclusioni dell’avvocato generale Jacobs nella causa Österreichischer Gewerkschaftsbund (C‑195/98, EU:C:2000:50), paragrafi 148 e 149, prima frase, con riferimento alle sentenze Tsiotras (C‑171/91, EU:C:1993:215) e Andersson e Wåkerås-Andersson (C‑321/97, EU:C:1999:307).