CELEX: 21973D1217(01)
Language: it
Date: 1973-11-22 00:00:00
Title: Decisione n. 3/73 del Comitato misto CEE-Norvegia che stabilisce i metodi di cooperazione amministrativa nel campo doganale per l'attuazione dell'accordo tra la Comunità economica europea e il Regno di Norvegia

N. L 347/2                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                17. 12. 73
                                                       ALLEGATO
                                    DECISIONE N. 3 /73 DEL COMITATO MISTO
              che stabilisce i metodi di cooperazione amministrativa nel campo doganale per l'attua­
                    zione dell'accordo tra la Comunità economica europea e il Regno di Norvegia
IL COMITATO MISTO ,                                               La domanda deve essere redatta su uno dei moduli
                                                                  il cui modello figura agli allegati V e VI del proto­
visto l'accordo tra la Comunità economica europea                 collo n. 3 . Il modulo deve essere compilato confor­
e il Regno di Norvegia, firmato a Bruxelles il                    memente alle disposizioni del protocollo n. 3 .
14 maggio 1973 ,
visto il protocollo n. 3 , relativo alla definizione della        2. L'esportatore o il suo rappresentante presentano,
nozione di « prodotti originari » ed ai metodi di co­             congiuntamente alla domanda, qualsiasi documento
operazione amministrativa, in particolare l'arti­                 giustificativo utile, atto a comprovare che per le merci
colo 16,                                                          da esportare può essere rilasciato un certificato di
                                                                  circolazione delle merci .
considerando che per il buon funzionamento dell'ac­
cordo è necessario organizzare una stretta coopera­
zione amministrativa fra le Parti contraenti ai fini                                       Articolo 3
della corretta e uniforme applicazione delle disposi­
zioni doganali che esso comporta e in particolare di              1 . Spetta alle autorità doganali del paese di esporta­
quelle del protocollo n. 3 , relativo alla definizione            zione vigilare a che i moduli di cui all'articolo 2
della nozione di « prodotti originari » ed ai metodi              siano debitamente compilati. Esse verificano specifi­
di cooperazione amministrativa,                                   camente che la parte riservata alla descrizione delle
                                                                  merci sia stata compilata in modo da rendere impos­
                                                                  sibile qualsiasi aggiunta fraudolenta. A tal fine, la
DECIDE :                                                          descrizione delle merci deve essere effettuata senza
                                                                  interlinea . Qualora tale parte non sia completamente
                                                                  compilata, devesi tracciare una linea orizzontale sotto
                        Articolo 1                                l'ultima riga e la parte in bianco deve essere annul­
                                                                  lata tracciandovi alcune righe.
Quando le espressioni « certificato di circolazione
delle merci » o     « certificati  di  circolazione   delle       2 . Il certificato di circolazione delle merci costituisce
merci » sono utilizzate nella presente decisione senza            il documento giustificativo per l'applicazione del re­
precisare che si tratta del modello previsto dal para­            gime tariffario e contingentale preferenziale previsto
grafo 1 o di quello previsto dal paragrafo 2 dell'arti­           dall'accordo, per cui spetta alle autorità doganali del
colo 8 del protocollo n. 3 , relativo alla definizione            paese di esportazione prendere le misure necessarie
della nozione di « prodotti originari » ed ai metodi di           alla verifica dell'origine delle merci ed al controllo
cooperazione amministrativa, in appresso denomi­                   delle altre indicazioni del certificato .
nato protocollo n. 3 , le corrispondenti disposizioni
si applicano indistintamente alle due categorie di cer­
tificati .
                                                                                           Articolo 4
                        Articolo 2                                Il certificato di circolazione delle merci A.N.l e rila­
                                                                  sciato dalle autorità doganali di uno Stato membro
 1 . Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a           della Comunità economica europea quando le merci
questi o al suo rappresentante autorizzato, presentare            da esportare possono essere considerate come « pro­
la domanda per il rilascio di un certificato di circo­            dotti originari » della Comunità ai sensi dell'arti­
lazione delle merci .                                              colo 1 , paragrafo 1 , del protocollo n. 3 .
 ---pagebreak--- 17. 12. 73                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. L 347/3
                         Articolo 5                                   — la certificazione delle condizioni nelle quali è
                                                                           avvenuto il soggiorno delle merci ;
Il certificato di circolazione delle merci A.N.l è rila­
sciato dalle autorità doganali della Norvegia, quando            c) oppure, in mancanza, qualsiasi documento pro­
le merci da esportare possano essere considerate come                 batorio .
« prodotti originari » della Norvegia ai sensi del­
l'articolo 1 , paragrafo 2, del protocollo n. 3 .
                                                                                          Articolo 10
                         Articolo 6
                                                                 La data del rilascio del certificato deve essere indicata
Il certificato di circolazione delle merci A.W.l è rila­         nella parte dei certificati di circolazione delle merci
sciato dalle autorità doganali di uno Stato membro                riservata alla dogana.
della Comunità economica europea o della Norvegia
quando le merci da esportare possono essere consi­
derate come « prodotti originari » della Comunità,                                         Articolo 11
della Norvegia, dell'Austria, della Finlandia, dell'
Islanda, del Portogallo, della Svezia o della Svizzera           Le autorità doganali degli Stati membri e quelle
ai sensi dell'articolo 2 e, eventualmente, dell' articolo 3      della Norvegia si comunicano l'un l'altro, tramite la
del protocollo n. 3 .                                            Commissione delle Comunità europee, il facsimile
                                                                 delle impronte dei timbri utilizzati dai loro uffici per
                                                                 il rilascio dei certificati di circolazione delle merci .
                         Articolo 7
Allo scopo di verificare se sono soddisfatte le con­                                      Articolo 12
dizioni di cui agli articoli 4, 5 e 6 le autorità doga­
nali hanno la facoltà di richiedere qualsiasi docu­
mento giustificativo o di procedere a qualsiasi con­             La sostituzione di uno o più certificati di circola­
trollo da esse ritenuto utile.                                   zione delle merci mediante uno o più certificati è
                                                                 sempre possibile, purché avvenga nell'ufficio doga­
                                                                 nale ove si trovano le merci .
                          Articolo 8
1 . Sui certificati di circolazione delle merci A.W.l                                     Articolo 13
deve essere obbligatoriamente indicata la sigla dei
certificati rilasciati anteriormente, seguita dal numero          1 . Quando un certificato è rilasciato ai sensi dell'ar­
dei certificati stessi. Questa indicazione può essere            ticolo 10, paragrafo 1 , del protocollo n. 3 dopo
sostituita con quella del fascicolo di esportazione.             l'esportazione effettiva delle merci cui il certificato
                                                                 si riferisce, l'esportatore, sulla domanda di cui all'ar­
2. In caso di applicazione delle disposizioni degli              ticolo 9 del protocollo n . 3 :
articoli 2 e 3 del protocollo n. 3, sui certificati di
circolazione delle merci A.W.l deve essere obbligato­
riamente indicato lo Stato nel quale i prodotti sono             — deve indicare il luogo e la data di spedizione delle
considerati come originari.                                           merci cui il certificato si riferisce ;
                                                                 — deve attestare che non è stato rilasciato un certi­
                         Articolo 9
                                                                      ficato al momento dell'esportazione delle merci in
                                                                      questione, precisandone i motivi.
La prova che sussistono le condizioni di cui all'ar­
ticolo 7 del protocollo n. 3 è fornita presentando alle
autorità doganali dello Stato di importazione :                  2. Le autorità doganali possono procedere al rilascio
                                                                 a posteriori d'un certificato di circolazione delle
                                                                 merci soltanto dopo aver verificato se le indicazioni
a) un titolo giustificativo del trasporto unico, pre­            contenute nella domanda dell'esportatore sono con­
    disposto nello Stato di esportazione e in base al            formi alla documentazione corrispondente.
    quale è stato attraversato il paese di transito ;
b) oppure, un'attestazione rilasciata dalle autorità             I certificati rilasciati a posteriori devono riportare una
    doganali del paese di transito contenente :                  delle seguenti menzioni : « NACHTRÀGLICH AUS­
    — la descrizione esatta delle merci ;                        GESTELLT », « DÉLIVRÉ A POSTERIORI », « RI­
                                                                 LASCIATO A POSTERIORI », « AFGEGEVEN A
    — la data dello scarico e del ricarico delle merci           POSTERIORI », « ISSUED RETROSPECTIVELY »,
        o, eventualmente, del loro imbarco e del loro            « UDSTEDT          EFTERF0LGENDE »,           « UTSTEDT
        sbarco, con l'indicazione delle navi utilizzate :        SENERE ».
 ---pagebreak--- N. L 347/4                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 17. 12. 73
                        Articolo 14                              dell'esportatore, un nuovo certificato quando il trat­
                                                                 tamento o la trasformazione cui si è proceduto siano
In caso di furto, perdita o distruzione del certificato          conformi alle disposizioni del protocollo n. 3 .
di circolazione delle merci, l'esportatore può chiedere
alle autorità doganali che lo avevano rilasciato un
duplicato redatto in base ai documenti di esporta­                                       Articolo 18
zione agli atti di queste ultime. Il duplicato così rila­
sciato deve recare una delle seguenti menzioni : « DU­
PLIKAT »,         « DUPLICATA »,        « DUPLICATO »,           1 . Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a
 « DUPLICAAT », « DUPLICATE ».
                                                                 quest'ultimo o al proprio rappresentante autorizzato
                                                                 compilare e firmare i due fogli del formulario EUR.2
                                                                 il cui modello figura all'allegato della decisione del
Il duplicato, sul quale deve essere riprodotta la data            Comitato misto n . 4/73 .
del certificato di circolazione delle merci originale,
 ha effetto a decorrere da questa data.
                                                                 Qualora le merci contenute nella spedizione abbiano
                                                                 già formato oggetto di un controllo nel paese di
                         Articolo 15                             esportazione, al riguardo della definizione della no­
                                                                 zione di « prodotti originari », l'esportatore può in­
                                                                 dicare nella rubrica « osservazioni » del formulario
 I certificati di circolazione delle merci che siano pre­         EUR . 2 i riferimenti a tale controllo .
 sentati alle autorità doganali del paese d'importazione
 dopo la scadenza del termine di presentazione di cui
 all'articolo 11 del protocollo n . 3 possono essere             2. L'esportatore scrive sull'etichetta verde modello
 accettati ai fini dell'applicazione del regime preferen­         Ciò sulla dichiarazione in dogana C 2/CP 3 la men­
 ziale, qualora l'inosservanza del suddetto termine sia           zione EUR.2, seguita dal numero di serie del formu­
                                                                  lario.
 dovuta ad un caso di forza maggiore od a circostanze
 eccezionali .
                                                                                          Articolo 19
 Oltre che nei casi predetti, le autorità doganali dello
 Stato di importazione possono accettare i certificati
 quando le merci siano state loro presentate prima                1 . Il controllo a posteriori dei certificati di circola­
  della scadenza di tale termine .                                zione delle merci o dei formulari EUR.2 viene effet­
                                                                  tuato a titolo di sondaggio ed ogniqualvolta le auto­
                                                                  rità doganali dello Stato d'importazione abbiano
                         Articolo 16                              dubbi fondati per quanto concerne l'autenticità del
                                                                  documento o l'esattezza delle indicazioni relative al­
  L' accertamento di lievi discordanze tra le menzioni            l'origine reale delle merci in questione.
  figuranti nel certificato di circolazione e quelle figu­
  ranti sui documenti presentati all'ufficio doganale             2. Per l'applicazione del precedente paragrafo, le
  per l'adempimento delle formalità d'importazione                autorità doganali dello Stato d'importazione rispe­
  delle merci non comporta ipso facto l'invalidità del            discono alle autorità doganali dello Stato di espor­
  certificato, se è debitamente accertato che esso si rife­       tazione il certificato di circolazione o la parte 2 del
  risce effettivamente alle merci presentate.                     formulario EUR.2, ovvero fotocopia del certificato o
                                                                  della parte 2, indicando, se del caso, i motivi di
                                                                  sostanza o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse
                         Articolo 17                              accludono alla parte 2 del formulario EUR.2, qualora
                                                                   sia stata presentata, la fattura o copia di essa, e for­
  1 . Gli Stati membri e la Norvegia prendono tutte le            niscono tutte le informazioni che si sono potute rac­
  misure necessarie per evitare che le merci scambiate            cogliere e che fanno ritenere inesatte le indicazioni
  sotto la scorta di un certificato di circolazione delle          contenute in detto certificato o formulario .
  merci e che durante il trasporto effettuano una sosta
  in una zona franca situata sul loro territorio, subi­            Qualora decidano di sospendere l'applicazione delle
  scano sostituzioni o manipolazioni diverse dalle nor­           disposizioni dell'accordo in attesa dei risultati del
  mali manipolazioni destinate ad assicurarne la con­              controllo, le autorità doganali dello Stato d'impor­
  servazione tale e quale.                                         tazione, fatte salve le misure conservative ritenute
                                                                   necessarie, offrono all'importatore la possibilità di
                                                                   ritirare le merci .
  2. Nel caso che dei prodotti originari della Comuni­
  tà o della Norvegia importati in zona franca sotto
  la scorta di un certificato di circolazione delle merci,         3 . I risultati del controllo a posteriori vengono
  subiscano trattamenti o trasformazioni, le autorità              comunicati, al più presto, alle autorità doganali dello
  doganali competenti devono rilasciare, su richiesta              Stato d'importazione. Essi devono permettere di ac­
 ---pagebreak--- 17. 12. 73                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                N. L 347/5
certare se il certificato di circolazione delle merci o il                               Articolo 20
formulario EUR.2 contestato sia applicabile alle merci
realmente esportate e se tali merci possano effettiva­           Ai fini dell'applicazione dell'articolo 25 , paragrafo 1 ,
mente beneficiare del regime preferenziale.                      del protocollo n. 3 , sui certificati di circolazione delle
                                                                 merci e sui formulari EUR.2 si potrà apporre una delle
                                                                 seguenti menzioni : « ART. 25.1 GEGEBEN », « AP­
                                                                 PLICATION ART. 25.1 », « APPLICAZIONE ART.
Qualora non sia stato possibile derimere le conte­               25.1 », « ART. 25.1 VOLDAAN », « ART. 25.1 SA­
stazioni di cui sopra tra le autorità doganali dello             TISFIED », « ART. 25.1 OPFYLDT », « ART. 25.1
Stato d'importazione e quelle dello Stato di esporta­             OPPFYLT ».
zione o qualora esse pongano un problema d'inter­
pretazione del protocollo n. 3 , le contestazioni ven­           Queste menzioni sono, per quanto riguarda i certi­
gono sottoposte al Comitato doganale.                            ficati di circolazione, convalidate dall'impronta del
                                                                 bollo utilizzato dall'ufficio doganale competente.
                                                                                        Articolo 21
Ai fini del controllo a posteriori dei certificati, le
autorità doganali del paese di esportazione devono               Le sigle e le indicazioni di cui agli articoli 8, 13 , 14 e
conservare per almeno due anni i documenti di espor­             20 sono apposte nella rubrica « osservazioni » del
tazione o le copie dei certificati che li sostituiscono.         certificato .
              Fatto a Bruxelles, addì 26 luglio 1973 .
                                                                                    Per il Comitato misto
                                                                                         Il Presidente
                                                                                           B. BRUN
                                1 segretari
              N. J. JØRGENSEN        J. von GRUMME