CELEX: 62001TJ0116
Language: it
Date: 2003-08-05
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione ampliata) del 5 agosto 2003. # P & O European Ferries (Vizcaya), SA (T-116/01) e Diputación Foral de Vizcaya (T-118/01) contro Commissione delle Comunità europee. # Aiuti di Stato - Ricorso d'annullamento - Decisione di chiusura di un procedimento d'esame avviato ai sensi dell'art. 88, n. 2, del Trattato CE - Nozione di aiuto di Stato - Acquisto, da parte dello Stato, di servizi a prezzo di mercato - Aiuti a carattere sociale concessi senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti - Omessa richiesta allo Stato membro di fornire le informazioni necessarie - Obbligo di restituzione degli aiuti - Legittimo affidamento dei beneficiari - Motivazione. # Cause riunite T-116/01 e T-118/01.

Cause riunite T-116/01 e T-118/01 P & O European Ferries (Vizcaya), SA,e Diputación Foral de VizcayacontroCommissione delle Comunità europee
            «Aiuti concessi dagli Stati – Ricorso di annullamento – Decisione di chiusura di un procedimento d'esame avviato ai sensi dell'art. 88, n. 2, del Trattato CE – Nozione di aiuto di Stato – Acquisto, da parte dello Stato, di servizi a prezzo di mercato – Aiuti a carattere sociale concessi senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti – Omessa richiesta allo Stato membro di fornire  le informazioni necessarie – Obbligo di restituzione degli aiuti –   Legittimo affidamento dei beneficiari – Motivazione»
            
               
                  Sentenza del Tribunale (Prima Sezione ampliata) 5 agosto 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime della sentenza
         
         
                  1..
                  Aiuti concessi dagli Stati – Aiuto non notificato – Accettazione da parte della Commissione della comunicazione di un nuovo accordo tra beneficiario ed erogatore – Ininfluenza quanto al carattere illegittimo dell'aiuto  (Art. 88, n. 3, CE) 
         
                  2..
                  Procedura – Autorità del giudicato di una sentenza – Portata – Irricevibilità di un secondo ricorso – Presupposti – Identità delle parti, dell'oggetto e della causa dei due ricorsi  (Art. 87 CE) 
         
                  3..
                  Aiuti concessi dagli Stati – Nozione – Acquisti effettuati presso un'impresa – Valutazione sulla scorta del criterio dell'investitore privato – Esclusione unicamente in caso di transazione commerciale normale  (Art. 253 CE) 
         
                  4..
                  Atti delle istituzioni – Motivazione – Obbligo – Portata  (Art. 88, n. 3, CE) 
         
                  5..
                  Aiuti concessi dagli Stati – Decisione della Commissione che constata l'incompatibilità di un aiuto non notificato con il mercato comune – Obbligo di motivazione – Portata  (Artt. 87, n. 1, CE e 295 CE) 
         
                  6..
                  Trattato CE – Regimi di proprietà – Principio di neutralità – Limiti – Assoggettamento alle norme fondamentali del Trattato – Ininfluenza sulla portata della nozione di aiuto di Stato  [Art. 87, n. 2, lett. a), CE] 
         
                  7..
                  Aiuti concessi dagli Stati – Divieto – Deroghe – Aiuti che possono considerarsi compatibili con il mercato comune – Aiuti a carattere sociale – Presupposti  (Artt. 87 CE e 88 CE) 
         
                  8..
                  Aiuti concessi dagli Stati – Recupero di un aiuto illegittimo – Aiuto concesso in violazione delle norme procedurali di cui all'art. 88 CE – Eventuale legittimo affidamento dei soli beneficiari – Tutela – Presupposti e limiti  (Artt. 88 CE, 220 CE, 230, primo comma, CE e 233 CE; Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, art. 47; Convenzione
                  europea dei diritti dell'uomo, artt. 6 e 13) 
         
                  9..
                  Diritto comunitario – Principi – Necessità di un sindacato giurisdizionale – Recupero di un aiuto illegittimo nonostante gli imperativi della certezza del diritto  (Art. 88, nn. 2 e 3, CE; regolamento del Consiglio n. 659/1999, art. 4, n. 6) 
         
                  10..
                  Aiuti concessi dagli Stati – Esame da parte della Commissione – Avvio di un procedimento di indagine formale – Termine massimo di due mesi – Inapplicabilità in caso di aiuto non notificato  (Art. 88, n. 3, CE) 
         
                  11..
                  Aiuti concessi dagli Stati – Progetti di aiuti – Messa in esecuzione prima della decisione finale della Commissione – Decisione della Commissione che ingiunge la restituzione dell'aiuto – Obbligo di motivazione – Portata  
         
         1.
          La circostanza che la Commissione abbia accettato, senza alcuna obiezione relativa alla sua validità giuridica, la comunicazione
         di un nuovo accordo concernente un aiuto non notificato, intervenuto tra l'impresa beneficiaria e l'ente territoriale erogatore,
         non può in nessun caso modificare il carattere illegittimo dell'aiuto di cui trattasi. Infatti la Commissione non può in nessun
         caso autorizzare una deroga al procedimento di notifica previsto dall'art. 88, n. 3, CE e modificare, con il proprio comportamento,
         l'illegittimità di un aiuto. v. punto 70
         
         2.
          L'autorità della cosa giudicata insita in una sentenza può precludere la ricevibilità di un ricorso se quello che ha dato
         origine alla sentenza in questione ha opposto le stesse parti, ha lo stesso oggetto ed è fondato sui medesimi motivi, condizioni
         queste che hanno necessariamente carattere cumulativo. Poiché l'atto di cui si chiede l'annullamento costituisce un elemento essenziale che permette di caratterizzare l'oggetto
         di un ricorso, l'autorità della cosa giudicata non può essere invocata quando i ricorsi in questione non abbiano ad oggetto
         il medesimo atto. v. punti 77-78
         
         3.
          Una misura statale a favore di un'impresa non può, per il semplice fatto che le parti si obbligano a prestazioni reciproche,
         essere esclusa a priori dalla nozione di aiuto statale di cui all'art. 87 CE. Per giunta, il semplice fatto che uno Stato membro acquisti beni e servizi a condizioni di mercato non è sufficiente a dimostrare
         che tale operazione rappresenti una transazione commerciale effettuata a condizioni che sarebbero state accettate da un investitore
         privato o, in altri termini, una normale operazione commerciale, qualora risulti che lo Stato non aveva un'effettiva necessità
         di tali beni e servizi. La necessità, per uno Stato membro, di dimostrare che un tale acquisto rappresenta una normale operazione
         commerciale si impone ancor più quando la scelta della controparte contrattuale non è stata preceduta da una gara d'appalto
         aperta che sia stata sufficientemente pubblicizzata, dato che l'esistenza di una simile gara d'appalto vale normalmente ad
         escludere che tale Stato membro intenda concedere un vantaggio all'impresa con cui stipula un contratto. v. punti 114, 117-118
         
         4.
          La motivazione richiesta dall'art. 253 CE deve far apparire in maniera chiara ed inequivoca il ragionamento dell'istituzione
         da cui promana l'atto, così da permettere agli interessati di conoscere le ragioni del provvedimento adottato e al giudice
         competente di esercitare il proprio controllo. La necessità della motivazione dev'essere valutata in funzione delle circostanze
         del caso, in particolare del contenuto dell'atto, della natura dei motivi esposti e dell'interesse che i destinatari dell'atto
         o altre persone da questo interessate direttamente e individualmente possano avere a ricevere spiegazioni. La motivazione
         non deve necessariamente specificare tutti gli elementi di fatto e di diritto pertinenti, in quanto l'accertamento del se
         la motivazione di un atto soddisfi i requisiti di cui all'art. 253 CE va effettuato alla luce non solo del suo tenore, ma
         anche del suo contesto e del complesso delle norme giuridiche che disciplinano la materia. v. punti 139, 170
         
         5.
          Nel caso di aiuti di Stato illegittimamente concessi, la Commissione, per dichiararli incompatibili, non è tenuta a dimostrare
         l'effetto reale che tali aiuti hanno avuto sulla concorrenza e sugli scambi fra Stati membri. Infatti, un siffatto obbligo
         si risolverebbe nel favorire gli Stati membri che versano aiuti in violazione dell'obbligo di notifica dell'art. 88, n. 3,
         CE, a danno di quelli che notificano gli aiuti nella fase di progetto. v. punto 142
         
         6.
          Se il regime di proprietà continua ad essere di competenza di ciascuno Stato membro ai sensi dell'art. 295 CE, tale disposizione
         non ha l'effetto di sottrarre i regimi di proprietà esistenti negli Stati membri ai principi fondamentali posti dal Trattato.
         Non si può quindi ritenere che l'art. 295 CE limiti la portata della nozione di aiuto di Stato di cui all'art. 87, n. 1, CE.
         v. punti 151-152
         
         7.
          Per accertare se aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori sono accordati senza discriminazioni determinate
         dall'origine dei prodotti, di modo che essi, in applicazione dell'art. 87, n. 2, lett. a), CE, possono essere considerati
         compatibili con il mercato comune, è necessario verificare se i detti consumatori beneficino di tali aiuti a prescindere da
         chi sia l'operatore economico che fornisce il prodotto o il servizio atto a perseguire l'obiettivo sociale invocato dallo
         Stato membro interessato. v. punti 162-163
         
         8.
          Se non si può escludere la possibilità, per il beneficiario di un aiuto illegittimamente concesso, di invocare circostanze
         eccezionali sulle quali abbia potuto fondare il proprio affidamento circa la regolarità dell'aiuto per opporsi alla sua ripetizione,
         uno Stato membro, le cui autorità abbiano concesso un aiuto in violazione delle norme procedurali di cui all'art. 88 CE, non
         può invece invocare il legittimo affidamento dei beneficiari per sottrarsi all'obbligo di adottare i provvedimenti necessari
         ai fini dell'esecuzione di una decisione della Commissione con cui quest'ultima ordina la ripetizione del detto aiuto. Tale
         possibilità significherebbe, infatti, privare di effetto utile le norme di cui agli artt. 87 CE e 88 CE, in quanto le autorità
         nazionali potrebbero far valere in tal modo il proprio illegittimo comportamento al fine di vanificare l'efficacia delle decisioni
         emanate dalla Commissione in virtù di tali disposizioni. Così, non spetta allo Stato membro interessato, ma all'impresa beneficiaria,
         far valere l'esistenza di circostanze eccezionali sulle quali essa abbia potuto fondare il proprio legittimo affidamento al
         fine di opporsi alla restituzione di un tale aiuto. Il fatto che la Commissione abbia inizialmente adottato una decisione positiva di approvazione dell'aiuto controverso non
         ha potuto far sorgere, in capo all'impresa beneficiaria, un legittimo affidamento in quanto tale decisione è stata impugnata
         nei termini di ricorso e quindi annullata dal giudice comunitario. v. punti 201-202, 205
         
         9.
          Se occorre vigilare sul rispetto degli imperativi della certezza del diritto a protezione degli interessi privati, è opportuno
         ugualmente ponderare tali imperativi con gli imperativi della tutela degli interessi pubblici, i quali mirano, nel settore
         degli aiuti di Stato, ad evitare che il funzionamento del mercato sia falsato in ragione di aiuti lesivi della concorrenza,
         il che impone che gli aiuti illegittimi siano restituiti e che i concorrenti del beneficiario dell'aiuto possano contestare
         gli atti della Commissione recanti loro pregiudizio, salvo privare di effetto utile il sindacato svolto dal giudice comunitario
         in ordine alla legittimità degli atti adottati dalle istituzioni comunitarie in conformità degli artt. 220 CE, 230, primo
         comma, CE e 233 CE. Orbene, l'esigenza di un sindacato giurisdizionale costituisce un principio generale di diritto comunitario,
         che deriva dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e che è stato sancito dagli artt. 6 e 13 della Convenzione
         europea dei diritti dell'uomo. Il diritto a un ricorso effettivo è stato inoltre riaffermato dall'art. 47 della Carta dei
         diritti fondamentali dell'Unione europea. v. punti 207-209
         
         10.
          Il principio secondo il quale il termine di cui dispone la Commissione per avviare il procedimento di indagine formale di
         cui all'art. 88, n. 2, CE non può superare due mesi, che è enunciato all'art. 4, n. 6, del regolamento n. 659/1999, può essere
         invocato solo con riferimento a un aiuto notificato in conformità al procedimento previsto dall'art. 88, n. 3, CE, e non trova
         applicazione quindi nell'ambito di un procedimento aperto dalla Commissione con riferimento a un aiuto non notificato. v. punto 217
         
         11.
          In materia di aiuti di Stato, quando, contrariamente alle disposizioni dell'art. 88, n. 3, CE, l'aiuto programmato sia già
         stato corrisposto, la Commissione, che ha il potere di ingiungere alle autorità nazionali di ordinarne la restituzione, non
         è tenuta ad esporre i motivi specifici per giustificare il suo esercizio. v. punto 224
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Prima Sezione ampliata)5 agosto 2003 (1)
         
         
               «Aiuti concessi dagli Stati – Ricorso d'annullamento – Decisione di chiusura di un procedimento d'esame avviato ai sensi dell'art. 88, n. 2, del Trattato CE – Nozione di aiuto di Stato – Acquisto, da parte dello Stato, di servizi a prezzo di mercato – Aiuti a carattere sociale concessi senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti – Omessa richiesta allo Stato membro di fornire le informazioni necessarie – Obbligo di restituzione degli aiuti – Legittimo affidamento dei beneficiari – Motivazione»
               
             Nelle cause riunite T-116/01 e T-118/01, 
            
            
            P & O European Ferries (Vizcaya) SA, già Ferries Golfo de Vizcaya SA, con sede in Bilbao (Spagna), rappresentata da Sir Jeremy Lever, QC, e dai sigg. D. Beard,
            barrister, J. Ellison, solicitor e dall'avv. J. Folguera Crespo,ricorrente nella causa T-116/01 e interveniente nella causa T-118/01 a sostegno della Diputación Foral de Vizcaya, Diputación Foral de Vizcaya, rappresentata dagli avv.ti M. Morales Isasi e I. Sáenz-Cortabarría Fernández,ricorrente nella causa T-118/01 e interveniente nella causa T-116/01 a sostegno della P & O European Ferries (Vizcaya) SA,
            
            
            
            
            
            contro
            Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. J. Flett, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo,
            
            convenuta, 
            
             aventi ad oggetto un ricorso diretto all'annullamento  della decisione della Commissione 29 novembre 2000, 2001/247/CE, relativa
            al regime di aiuti al quale la Spagna ha dato esecuzione in favore della compagnia marittima  
            Ferries Golfo de Vizcaya (GU 2001, L 89, pag. 28),
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Prima Sezione ampliata),
            
             composto dai sigg. B. Vesterdorf, presidente, K. Lenaerts, J. Azizi, M. Jaeger e H. Legal, giudici, 
            
             cancelliere: sig. J. Palacio González, amministratore principale 
            
            
            vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 4 febbraio 2003,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
                Fatti all'origine della controversia
            
         
         1
            
          Il 9 luglio 1992, la Diputación Foral de Vizcaya (il consiglio provinciale di Biscaglia, in prosieguo la  
         Diputación, la  
         ricorrente nella causa T-118/01 ovvero l'
         interveniente nella causa T-116/01) ed il Ministero del Commercio e del Turismo del governo basco, da un lato, e la Ferries Golfo de Vizcaya, divenuta P&O European
         Ferries (Vizcaya) SA (in prosieguo: la  
         P&O Ferries, la  
         ricorrente nella causa T-116/01, ovvero l'
         interveniente nella causa T-118/01), d'altro lato, hanno sottoscritto un accordo (in prosieguo: l'
         accordo iniziale) relativo all'istituzione di un servizio di traghetti tra Bilbao e Portsmouth. Tale accordo prevedeva l'acquisizione, da
         parte delle autorità firmatarie, per il periodo dal marzo 1993 al marzo 1996, di 26 000 biglietti di viaggio da utilizzare
         sulla linea marittima Bilbao-Portsmouth. Il corrispettivo massimo che doveva essere versato alla P&O Ferries era fissato in
         911 800 000 pesetas spagnole (ESP) ed era stato convenuto che la tariffa per passeggero sarebbe stata di ESP 34 000 per l'anno
         1993/1994 e, salvo modifiche, di ESP 36 000 per l'anno 1994/1995 nonché ESP 38 000 per l'anno 1995/1996. L'accordo iniziale
         non è stato notificato alla Commissione. 
         
         
         2
            
          Con lettera 21 settembre 1992, la società Bretagne Angleterre Irlande, che gestisce da vari anni, con la denominazione commerciale
         di  
         Brittany Ferries una linea di navigazione marittima tra i porti di Plymouth, nel Regno Unito, e Santander, in Spagna, ha presentato alla Commissione
         una denuncia relativa alle ingenti sovvenzioni che dovevano essere concesse dalla Diputación e dal governo basco alla P&O
         Ferries. 
         
         
         3
            
          Con lettera 30 novembre 1992 la Commissione ha invitato il governo spagnolo a fornirle tutte le informazioni utili relativamente
         alle sovvenzioni in oggetto. Quest'ultimo ha fatto pervenire la sua risposta il 1° aprile 1993. 
         
         
         4
            
          Il 29 settembre 1993 la Commissione ha deciso di avviare il procedimento di cui all'art. 93, n. 2, del Trattato CE (divenuto
         art. 88, n. 2, CE). Essa ha ritenuto che l'accordo iniziale non costituisse una normale operazione commerciale, in quanto
         aveva ad oggetto l'acquisto di un numero predeterminato di biglietti di viaggio per un periodo di tre anni, in quanto il prezzo
         pattuito era superiore alla tariffa commerciale, in quanto i biglietti di viaggio sarebbero stati pagati anche per i viaggi
         non effettuati o dirottati verso altri porti, in quanto l'accordo conteneva un impegno a ripianare tutte le perdite nel corso
         dei primi tre anni di esercizio del nuovo servizio, e che quindi si eliminava, in capo alla P&O Ferries l'elemento connesso
         al rischio commerciale. Alla luce delle informazioni che le erano state trasmesse, la Commissione ha stabilito che l'aiuto
         finanziario concesso alla P&O Ferries costituiva un aiuto di Stato ai sensi dell'art. 92 del Trattato CE (divenuto, in seguito
         a modifica, art. 87 CE) e che esso non presentava i requisiti richiesti per essere dichiarato compatibile con il mercato comune.
         
         
         
         5
            
          Con lettera 13 ottobre 1993, la Commissione ha notificato tale decisione al governo spagnolo e lo ha invitato a confermare
         che avrebbe sospeso ogni versamento a titolo dell'aiuto in questione sino all'adozione di una decisione definitiva. In tale
         lettera, il governo spagnolo è stato altresì invitato a presentare le proprie osservazioni e a fornire tutte le informazioni
         necessarie per la valutazione di tale aiuto. 
         
         
         6
            
          Con lettera 10 novembre 1993, il governo basco ha comunicato alla Commissione la sospensione dell'esecuzione dell'accordo
         iniziale. 
         
         
         7
            
          La decisione di avviare un procedimento concernente l'aiuto concesso dalla Spagna alla P&O Ferries è stato oggetto di una
         comunicazione della Commissione agli altri Stati membri e alle altre parti interessate, che è stata pubblicata nella  
         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (GU 1994, C 70, pag. 5).  
         
         
         8
            
          Nel corso del procedimento amministrativo, la P&O Ferries e la Commissione hanno discusso sul tipo di accordo che poteva essere
         negoziato tra le parti. Tali discussioni hanno condotto, in particolare, ad un progetto di modifica dell'accordo iniziale
         e a progetti di sostituzione dell'accordo iniziale con un nuovo accordo. 
         
         
         9
            
          Con lettera 27 marzo 1995, indirizzata ad un funzionario della direzione generale (DG)  
         Trasporti, incaricato degli aiuti di Stato nel settore dei trasporti, la P&O Ferries ha comunicato alla Commissione un nuovo accordo
         (in prosieguo: il  
         nuovo accordo), che era stato stipulato il 7 marzo 1995 tra la Diputación e la P&O Ferries, che sarebbe stato vigente dal 1995 al 1998.
         Emerge da una lettera allegata a tale comunicazione che la Diputación doveva ricevere interessi sulle somme che erano state
         messe a disposizione della P&O Ferries nel quadro dell'accordo iniziale. 
         
         
         10
            
          Ai sensi di questo nuovo accordo, la Diputación si impegnava ad acquistare, per il periodo che va dal gennaio 1995 al dicembre
         1998, un totale di 46 500 biglietti di viaggio da utilizzare sulla linea di navigazione marittima Bilbao-Portsmouth, gestita
         dalla P&O Ferries. Il corrispettivo massimo che l'autorità pubblica doveva versare era fissato in ESP 985 500 000 , di cui
         ESP 300 000 000 dovevano essere pagate nel 1995, ESP 315 000 000 nel 1996, ESP 198 000 000 nel 1997 e ESP 172 500 000 nel 1998.
         La tariffa convenuta per passeggero era pari a ESP 20 000 per il 1995, ESP 21 000 per il 1996, ESP 22 000 per il 1997 e ESP 23 000
         per il 1998. A tali tariffe si applicava uno sconto che teneva conto dell'impegno di acquisto a lungo termine assunto dalla
         Diputación; inoltre, esse erano calcolate sulla base di una tariffa di riferimento di ESP 22 000, cioè la tariffa commerciale
         pubblicata per il 1994, aumentata del 5% annuo, pari quindi a ESP 23 300 nel 1995, ESP 24 500 nel 1996, ESP 25 700 nel 1997
         e ESP 26 985 nel 1998. 
         
         
         11
            
          La quinta clausola del nuovo accordo dispone: (...) La [Diputación] conferma con la presente che sono state assunte tutte le misure necessarie per conformarsi alla legislazione
         applicabile all'accordo e conferma, in particolare, che quest'ultimo non viola la legislazione interna, né la legislazione
         relativa alla tutela nei confronti delle violazioni alla concorrenza, né l'art. 92 del Trattato di Roma, e che sono state
         assunte tutte le misure necessarie per conformarsi all'art. 93, n. 3, del Trattato di Roma.
         
         
         12
            
          Il 7 giugno 1995, la Commissione ha adottato la sua decisione di chiusura del procedimento d'esame avviato con riferimento
         ad un aiuto in favore della P&O Ferries (in prosieguo: la  
         decisione 7 giugno 1995). 
         
         
         13
            
          La decisione 7 giugno 1995 sottolineava che il nuovo accordo conteneva numerose modifiche, rilevanti ai fini della conformità
         con le prescrizioni imposte dalla Commissione. Il governo basco non sarebbe più stato parte di questo accordo. Stando ai ragguagli
         forniti alla Commissione, il numero di biglietti di viaggio che la Diputación avrebbe dovuto acquistare era stato fissato
         in base alle previsioni di accettazione dell'offerta da parte di alcuni gruppi di persone a basso reddito e da parte di persone
         interessate dai programmi socioculturali, ivi compresi i gruppi scolastici, i giovani e gli anziani. Il prezzo dei biglietti
         di viaggio era meno elevato rispetto a quello dei biglietti figurante nell'opuscolo relativo al periodo in questione, conformemente
         alla normale prassi di sconti concessi, in funzione della quantità, ai grossi utenti di servizi commerciali. Nella decisione
         veniva altresì precisato che gli altri punti dell'accordo iniziale i quali avevano sollevato critiche non comparivano nel
         nuovo accordo.  
         
         
         14
            
          Nella decisione 7 giugno 1995, la Commissione rilevava del pari che la capacità di sopravvivenza del servizio proposto dalla
         P&O Ferries era stata dimostrata dai risultati commerciali realizzati e che quest'ultima aveva potuto consolidare le proprie
         attività senza far ricorso agli aiuti statali. Secondo il nuovo accordo, la P&O Ferries non avrebbe goduto di alcun diritto
         speciale nel porto di Bilbao e il suo diritto di precedenza sul molo sarebbe stato limitato agli orari specifici di partenza
         e di arrivo delle sue navi, il che avrebbe consentito effettivamente ad altre navi di utilizzare il molo al di fuori di questi
         orari. La Commissione riteneva che il nuovo accordo, il cui scopo era quello di avvantaggiare i residenti che utilizzano i
         servizi di trasporto locali di traghetto, sembrava essere l'espressione di un normale e leale rapporto commerciale per quanto
         concerne la definizione delle tariffe dei servizi forniti. 
         
         
         15
            
          La Commissione ha dunque ritenuto che il nuovo accordo non costituiva aiuto statale e ha deciso di chiudere il procedimento
         avviato il 29 settembre 1993. 
         
         
         16
            
          Con sentenza 28 gennaio 1999, causa T-14/96, BAI/Commissione (Racc. pag. II-139; in prosieguo: la  
         sentenza BAI), il Tribunale ha annullato la decisione 7 giugno 1995 in quanto la Commissione si era basata su un'erronea interpretazione
         dell'art. 92, n. 1, del Trattato CE, concludendo che il nuovo accordo non costituiva un aiuto di Stato. 
         
         
         17
            
          Il 26 maggio 1999, la Commissione ha deciso di avviare il procedimento previsto dall'art. 88, n. 2, CE, al fine di permettere
         agli interessati di presentare le loro osservazioni sulla posizione assunta dalla Commissione alla luce della sentenza BAI
         (GU C 233, pag. 22). Essa ne ha informato il Regno di Spagna con lettera 16 giugno 1999, ed ha ricevuto le osservazioni di
         talune parti interessate, che ha trasmesso alle autorità spagnole per osservazioni. Queste ultime hanno esposto i loro argomenti
         con lettera 21 ottobre 1999 ed hanno formulato osservazioni complementari l'8 febbraio ed il 6 giugno 2000. 
         Decisione impugnata
         
         18
            
          Con decisione 29 novembre 2000, 2001/247/CE relativa al regime di aiuti al quale la Spagna ha dato esecuzione in favore della
         compagnia marittima  
         Ferries Golfo de Vizcaya (GU 2001 L 89, pag. 28; in prosieguo: la  
         decisione impugnata ovvero la  
         decisione), la Commissione ha posto fine al procedimento di cui all'art. 88, n. 2, CE, dichiarando che l'aiuto in oggetto era incompatibile
         con il mercato comune e ordinando al Regno di Spagna di chiederne la restituzione. 
         
         
         19
            
          Emerge dalla decisione impugnata che, con l'acquisto dei biglietti di viaggio, la Diputación intendeva, da un lato, sovvenzionare
         viaggi per persone appartenenti alla terza età residenti in Biscaglia, nell'ambito di un programma di viaggi tutto compreso
         e vacanze personalizzate, denominato  
         Adineko e, d'altro lato, facilitare l'accesso ai trasporti per persone e istituzioni in Biscaglia che necessitassero di facilitazioni
         per viaggiare (ad esempio, autorità locali, associazioni, scuole professionali e università). Da essa emerge altresì che il
         programma Adineko era stato creato dalle autorità autonome basche al fine di sostituire, a partire dal 1996, il programma
         nazionale di viaggi sovvenzionati denominato  
         Inserso, del quale avevano beneficiato annualmente circa 15 000 residenti in Biscaglia (
         considerando 32-34, 48 e 51 della decisione). 
         
         
         20
            
          Nella sua valutazione dell'aiuto, la Commissione sottolinea che il numero totale di biglietti di viaggio acquistato dalla
         Diputación non è stato fissato in funzione delle sue reali necessità. A suo parere, contrariamente a quanto le era stato esposto
         dalla Diputación, il numero di biglietti acquistati presso la P&O Ferries non ha potuto essere stimato a partire dalle cifre
         del programma Inserso. Essa rileva (
         considerando 49): [La Diputación] ha deciso di acquistare 15 000 biglietti di viaggio dalla [P&O Ferries] nel 1995, quando [essa] aderiva ancora
         al programma Inserso, che, secondo quanto dichiarato, nel 1995 aveva 15 000 beneficiari nella zona di Vizcaya. Le autorità
         della regione autonoma basca non hanno chiarito perché le necessità della zona siano raddoppiate in quell'anno. Non è stato
         chiarito nemmeno perché il programma abbia distribuito solamente 9 000 e 7 500 biglietti di viaggio nel 1997 e nel 1998 (invece
         di 15 000). Quando [la Diputación] ha deciso di impegnarsi ad acquistare tale quantità di biglietti viaggio, [essa] ancora
         non sapeva che il programma Inserso avrebbe continuato ad essere applicato agli abitanti della zona [benché la Diputación
         avesse cessato di partecipare al programma] e che il suo programma non avrebbe avuto successo. Le autorità della Regione autonoma
         basca non hanno spiegato nemmeno perché il numero di biglietti viaggio variasse tanto da un mese all'altro (ad esempio nel
         gennaio 1995 ne sono stati acquistati 750, contro i 3 000 del febbraio dello stesso anno).
         
         
         21
            
          Per quanto concerne il numero di biglietti distribuiti, la decisione rileva che nell'ambito del programma Adineko tra il 1996
         e il 1998 sono stati distribuiti in totale 3 532 biglietti, e che 12 520 biglietti di viaggio sono stati distribuiti tra il
         1995 e il 1998 nell'ambito del programma inteso a facilitare l'accesso al trasporto per le persone e le istituzioni in Biscaglia
         (
         considerando 50 e 51). 
         
         
         22
            
          Infine, la Commissione rileva che il nuovo accordo contiene numerose disposizioni che sono anormali nell'ambito di un accordo
         commerciale avente ad oggetto l'acquisto di biglietti di viaggio, citando, a titolo di esempio, il fatto che l'accordo specifica
         il numero settimanale e annuo dei viaggi che la P&O Ferries deve effettuare, il fatto che serve il consenso della Diputación
         nel caso in cui la P&O Ferries desideri cambiare la nave che effettua il servizio ed il fatto che l'accordo impone determinate
         condizioni, come la nazionalità dei membri dell'equipaggio, o la provenienza dei beni e dei servizi (
         considerando 52). 
         
         
         23
            
          La Commissione conclude (
         considerando 53) come segue: [Il nuovo accordo] non perseguiva autentici imperativi di carattere sociale, come affermato dalle autorità della Regione autonoma
         basca, né costituiva una normale operazione commerciale, ma si trattava in realtà di un aiuto alla compagnia marittima. La
         somiglianza tra le cifre concesse in base [all'accordo iniziale] e [al nuovo accordo] non fa che confermare tale conclusione.
         In altri termini, le autorità della regione autonoma hanno elaborato un secondo programma che permetteva alla compagnia marittima
         di conservare l'ammontare dell'aiuto promesso nel 1992.
         
         
         24
            
          Per quanto concerne l'applicabilità delle deroghe previste dall'art. 87, nn. 2 e 3, CE, la Commissione ritiene che nessuna
         di tali deroghe trovi applicazione nel caso in esame (
         considerando 56-73). 
         
         
         25
            
          In ordine alla restituzione dell'aiuto, la Commissione respinge l'argomento secondo cui tale restituzione sarebbe lesiva del
         legittimo affidamento della Diputación e della P&O Ferries. A tal proposito, la Commissione invoca e cita integralmente i
         punti 51-54 dei motivi della sentenza della Corte 14 gennaio 1997, causa C-169/95, Spagna/Commissione (Racc. pag. I-135).
         Essa invoca del pari il fatto che la decisione 7 giugno 1995 è stata impugnata nei termini, quindi annullata dal Tribunale,
         che l'aiuto è stato eseguito prima che la Commissione avesse adottato una decisione definitiva in proposito e che lo Stato
         membro non ha mai effettuato una notifica valida ai sensi dell'art. 88, n. 3, CE (
         considerando 74-78). 
         
         
         26
            
          Ai sensi dell'art. 1 della decisione impugnata: L'aiuto di Stato al quale la Spagna ha dato esecuzione in favore di [P&O Ferries], per l'importo di ESP 985 500 000, è incompatibile
         con il mercato comune.
         
         
         27
            
          L'art. 2 della decisione impugnata è così formulato: 
         
         1.
          La Spagna prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dal beneficiario l'aiuto di cui all'art. 1, già posto illegalmente
         a sua disposizione.
         
         
         2.
          Il recupero viene effettuato senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione
         immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in
         cui l'aiuto è divenuto disponibile per il beneficiario fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base
         del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale
         .
         Procedimento e conclusioni delle parti
         
         28
            
          Con atto depositato nella cancelleria del Tribunale il 25 maggio 2001, la P&O Ferries ha introdotto il proprio ricorso nella
         causa T-116/01. 
         
         
         29
            
          Con atto depositato nella cancelleria del Tribunale il 31 maggio 2001, la Diputación ha introdotto il proprio ricorso nella
         causa T-118/01. 
         
         
         30
            
          Con atto depositato in cancelleria il 6 settembre 2001, la Diputación ha presentato una richiesta d'intervento nella causa
         T-116/01 a sostegno delle conclusioni della P&O Ferries. Tale domanda è stata accolta con ordinanza del presidente della Seconda
         Sezione ampliata del Tribunale del 5 novembre 2001. 
         
         
         31
            
          Con telefax inviato in cancelleria il 27 settembre 2001, il cui originale è stato depositato in cancelleria il 28 settembre
         2001, la P&O Ferries ha chiesto di intervenire nella causa T-118/01 a sostegno delle conclusioni della Diputación. Tale domanda
         è stata accolta con ordinanza del presidente della Seconda Sezione ampliata del Tribunale 23 novembre 2001. 
         
         
         32
            
          A causa della modifica della composizione delle Sezioni del Tribunale a partire dal 1° ottobre 2002, il giudice relatore è
         stato destinato alla Prima Sezione ampliata e, di conseguenza, le presenti cause sono state assegnate a tale Sezione. A causa
         di un impedimento del giudice relatore inizialmente designato dal presidente del Tribunale, il Tribunale ha stabilito, con
         decisione 3 ottobre 2002, di attribuire la causa a un diverso giudice relatore. 
         
         
         33
            
          Su relazione del giudice relatore, il Tribunale ha deciso di dare inizio alla fase orale senza svolgere atti istruttori preliminari.
         Tuttavia, è stato deciso di chiedere la produzione di un documento e di porre talune questioni alle parti. 
         
         
         34
            
          Con ordinanza 20 gennaio 2003, sentite le parti, il Tribunale ha deciso di riunire le cause T-116/01 e T-118/01 ai fini della
         fase orale e della sentenza. 
         
         
         35
            
          Il 31 gennaio 2003, il Regno Unito ha formulato una domanda di intervento nelle presenti cause. Poiché tale domanda è stata
         presentata oltre il termine, essa è stata respinta con ordinanza del presidente della Prima Sezione ampliata 4 marzo 2003.
         
         
         
         36
            
          Nella causa T-116/01, la ricorrente chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             annullare l'art. 2 della decisione impugnata; 
          annullare l'art. 2 della decisione impugnata; 
         
         
         
         ─
             condannare la Commissione alle spese. 
          condannare la Commissione alle spese. 
         
         
         
         
         37
            
          L'interveniente nella causa T-116/01 conclude a sostegno delle conclusioni della ricorrente nella causa T-116/01. 
         
         
         38
            
          Nella causa T-116/01, la Commissione chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             dichiarare il ricorso irricevibile; 
          dichiarare il ricorso irricevibile; 
         
         
         
         ─
             respingere il ricorso; 
          respingere il ricorso; 
         
         
         
         ─
             condannare la ricorrente alle spese. 
          condannare la ricorrente alle spese. 
         
         
         
         
         39
            
          Nella causa T-118/01, la ricorrente chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             annullare la decisione impugnata; 
          annullare la decisione impugnata; 
         
         
         
         ─
             in via subordinata, annullare l'art. 2 della decisione impugnata; 
          in via subordinata, annullare l'art. 2 della decisione impugnata; 
         
         
         
         ─
             condannare la Commissione alle spese. 
          condannare la Commissione alle spese. 
         
         
         
         
         40
            
          L'interveniente nella causa T-118/01 conclude a sostegno delle richieste della ricorrente nella causa T-118/01. 
         
         
         41
            
          Nella causa T-118/01, la Commissione chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             dichiarare il ricorso irricevibile; 
          dichiarare il ricorso irricevibile; 
         
         
         
         ─
             in subordine, respingere il ricorso in quanto infondato; 
          in subordine, respingere il ricorso in quanto infondato; 
         
         
         
         ─
             condannare la ricorrente alle spese. 
          condannare la ricorrente alle spese. 
         
         
         In diritto
         
         42
            
          A sostegno del proprio ricorso nella causa T-116/01, la ricorrente deduce tre motivi basati, in primo luogo, sulla violazione
         del principio del legittimo affidamento, in secondo luogo, sulla violazione dell'art. 88 CE e, in terzo luogo, sulla violazione
         dell'art. 253 CE. 
         
         
         43
            
          A sostegno del proprio ricorso nella causa T-118/01, la ricorrente deduce sette motivi basati, in primo luogo, sulla violazione
         dell'art. 87, n. 1, CE, in quanto la Commissione ritiene, nella decisione impugnata, che la totalità delle somme versate rappresenti
         un aiuto di Stato; in secondo luogo, sulla violazione dell'art. 87, n. 1, CE, in quanto la Commissione ritiene, nella decisione
         impugnata, che gli importi versati a titolo di corrispettivo dei biglietti di viaggio non ancora utilizzati rappresentino
         un aiuto di Stato; in terzo luogo, sulla violazione del diritto di proprietà e dell'art. 295 CE; in quarto luogo, sulla violazione
         dell'art. 87, n. 1,CE, in quanto la Commissione non ha dimostrato, nella decisione impugnata, l'esistenza di un pregiudizio
         per il commercio intracomunitario, nonché sull'insufficienza della motivazione della decisione impugnata per quanto concerne
         i presupposti d'applicazione di tale articolo; in quinto luogo, sulla violazione delle norme procedurali, in particolare la
         violazione delle forme sostanziali richieste dal Trattato CE e dal regolamento del Consiglio 22 marzo 1999, n. 659, recante
         modalità di applicazione dell'art. [88] del Trattato CE (GU L 83, pag. 1), e sulla violazione dell'obbligo di motivazione;
         in sesto luogo, sulla violazione dell'art. 87, n. 2, lett. a), CE, e, in settimo luogo, sulla violazione dell'art. 14 del
         regolamento n. 659/1999 e dei principi della tutela del legittimo affidamento e di buona amministrazione. 
         
         
         44
            
          Il Tribunale ritiene utile esaminare, innanzitutto, i motivi introdotti dalla ricorrente nella causa T-118/01. Tali motivi
         possono essere riuniti in cinque motivi basati, in primo luogo, sulla violazione dell'art. 87, n. 1, CE; in secondo luogo,
         sulla violazione del diritto di proprietà e dell'art. 295 CE; in terzo luogo, sulla violazione dell'art. 87, n. 2, lett. a),
         CE; in quarto luogo, sull'assenza di una richiesta di informazione e sull'insufficienza di motivazione, e, in quinto luogo,
         sulla violazione dell'art. 14 del regolamento n. 659/1999 e dei principi della tutela del legittimo affidamento e di buona
         amministrazione. A tal proposito, è inoltre opportuno esaminare congiuntamente il quinto motivo nella causa T-118/01 e il
         primo motivo nella causa T-116/01. 
         
         
         45
            
          Prima di procedere all'esame di tali motivi, il Tribunale ritiene necessario, preliminarmente, accertare se l'aiuto di cui
         tratta la decisione impugnata (in prosieguo: l'
         aiuto controverso) sia stato concesso in conformità al procedimento previsto dall'art. 88, n. 3, CE, e, pertanto, se si tratti o meno di un
         aiuto legittimo. 
          Sulla legittimità dell'aiuto controverso
          Argomenti delle parti
         
         
         46
            
          Per dimostrare che si tratta, nella fattispecie, di un aiuto concesso in conformità al procedimento previsto dall'art. 88,
         n. 3, CE, le ricorrenti sottolineano che, contrariamente a quanto affermato nei ‘considerando’ 75 e 77 della decisione impugnata,
         l'aiuto controverso non ha avuto esecuzione prima della decisione 7 giugno 1995. 
         
         
         47
            
          Le ricorrenti rilevano a tal proposito che la quinta clausola del nuovo accordo contiene una condizione sospensiva, conforme
         al diritto spagnolo, ai sensi della quale le parti contraenti convenivano di sospendere l'esecuzione di tale accordo sino
         al momento in cui la Commissione si fosse pronunciata in ordine allo stesso, nell'ambito del procedimento previsto dall'art. 88,
         n. 3, CE. Orbene, secondo il diritto spagnolo, un contratto scritto potrebbe contenere una condizione preliminare non scritta,
         qualora tale condizione sia stata espressamente o tacitamente convenuta tra le parti. 
         
         
         48
            
          La ricorrente nella causa T-116/01 precisa che nessun aiuto di Stato è stato concesso sulla base del nuovo accordo prima della
         pronuncia della decisione 7 giugno 1995, poiché l'adozione di tale decisione rappresentava una condizione preliminare all'entrata
         in vigore del nuovo accordo, ai sensi del quale era stato concesso il presunto aiuto, conformemente a quanto avrebbe ammesso
         la Corte nella sentenza 15 febbraio 2001, causa C-99/98, Austria/Commissione (Racc. pag. I-1101, punti 40-44). 
         
         
         49
            
          A suo parere, la ragione per la quale il nuovo accordo prevedeva l'emissione di biglietti che potevano essere scambiati con
         biglietti di viaggio da utilizzarsi inizialmente in gennaio, febbraio, marzo e aprile 1995, prima della decisione 7 giugno
         1995, era data dal fatto che l'accordo è stato redatto nel 1994 e che, a tale data, era prevedibile che esso sarebbe stato
         approvato dalla Commissione all'inizio del 1995. 
         
         
         50
            
          In ordine alla pretesa irregolarità della notifica, derivante dal fatto che la notifica è stata effettuata dagli avvocati
         della beneficiaria, anziché dal governo spagnolo, le ricorrenti sostengono che la validità di un atto esecutivo può essere
         messa in discussione solo qualora non siano stati assolti gli obblighi derivanti dall'ultima frase dell'art. 88, n. 3, CE
         (sentenza della Corte 21 novembre 1991, causa C-354/90, Fédération nationale du commerce extérieur des produits alimentaires
         e Syndicat national des négociants et transformateurs de saumon, Racc. pag. I-5505, punto 12). Posto che, nel caso di specie,
         l'aiuto è stato eseguito dopo la decisione di approvazione della Commissione, le asserite irregolarità della notifica non
         potrebbero comportare l'illegittimità dell'aiuto controverso. 
         
         
         51
            
          In ogni caso, l'art. 88, n. 3, CE, non imporrebbe che la notifica alla Commissione debba essere effettuata dallo Stato membro.
         L'art. 2 del regolamento n. 659/1999, citato nel ‘considerando’ 78 della decisione impugnata, non troverebbe applicazione
         nel caso di specie, poiché non era in vigore alla data della comunicazione del nuovo accordo alla Commissione. 
         
         
         52
            
          Le ricorrenti contestano infine l'argomento della Commissione, secondo cui il nuovo accordo sarebbe strettamente legato all'accordo
         iniziale e affermano che il nuovo accordo non è stato esaminato nell'ambito di un procedimento formale di inchiesta. La designazione
          
         NN si sarebbe riferita all'accordo iniziale e non a un procedimento avente ad oggetto il nuovo accordo. Esse rilevano in proposito
         che solo in data 26 maggio 1999 la Commissione ha deciso  di estendere al nuovo accordo il procedimento avviato nel 1993 in
         relazione al precedente accordo. Così, nella fattispecie, vi sarebbero in realtà due fascicoli: il nuovo accordo relativo
         ad aiuti notificati e l'accordo iniziale relativo ad aiuti non notificati. 
         
         
         53
            
          In subordine, la ricorrente nella causa T-116/01, sostenuta dall'interveniente, sulla base del principio giuridico dell'
         estoppel e del non venire contra factum proprium, afferma che la Commissione non potrebbe invocare l'inosservanza dell'art. 88, n. 3,
         CE, posto che essa avrebbe accettato la comunicazione del nuovo accordo da parte degli avvocati della ricorrente nella causa
         T-116/01 senza alcuna obiezione in ordine alla validità giuridica di tale comunicazione, che essa avrebbe fatto uso delle
         informazioni fornite dagli avvocati della ricorrente nella causa T-116/01 ai fini dell'adozione della decisione 7 giugno 1995
         e che sarebbe stato possibile chiedere allo Stato membro interessato di trasmettere il nuovo accordo alla Commissione, se
         quest'ultima ne avesse fatto richiesta. 
         
         
         54
            
          La Commissione sottolinea innanzitutto che sussiste una continuità tra l'accordo iniziale, non notificato, ed il nuovo accordo.
         Essa rileva che il preambolo del nuovo accordo precisa che quest'ultimo sostituisce l'accordo iniziale, che la sentenza BAI
         sottolinea tale continuità ai punti 76 e 80 della sua motivazione e che il procedimento amministrativo ha avuto inizio con
         l'accordo iniziale, non notificato, ed è continuato con l'esame delle sue successive modifiche, ivi compreso il nuovo accordo.
         Posto che la Commissione ha rilevato l'esistenza di aiuti non notificati, essa sarebbe legittimata a pronunciarsi in ordine
         alla loro eventuale compatibilità con il Trattato senza dover prima chiedere una formale notifica. Una nuova notifica non
         potrebbe eliminare le conseguenze della mancata notifica dell'accordo iniziale, tra cui, segnatamente, l'illegittimità dello
         stesso. 
         
         
         55
            
          Inoltre, la Commissione osserva che l'art. 88, n. 3, CE impone allo Stato membro una notifica formale (sentenza del Tribunale
         15 settembre 1998, cause riunite T-126/96 e T-127/96, BFM e EFIM/Commissione, Racc. pag. II-3437, punto 47) e che una comunicazione
         da parte degli avvocati della ricorrente nella causa T-116/01 non può essere qualificata come notifica. 
         
         
         56
            
          Infine, essa rileva che da tutta la corrispondenza intervenuta tra la Commissione, le autorità interessate ed i beneficiari
         prima della decisione 7 giugno 1995 risultava che si trattava di un accordo non notificato e che non veniva in considerazione
         l'ipotesi di una formale notifica. 
          Giudizio del Tribunale
         
         
         57
            
          Ai sensi dell'art. 88, n. 3, CE: Alla Commissione sono comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare
         aiuti. (...) Lo Stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto
         a una decisione finale.
         
         
         58
            
          Nella fattispecie, il Tribunale rileva che l'aiuto istituito con il nuovo accordo non è stato concesso in conformità al procedimento
         previsto dall'art. 88, n. 3, CE e che esso è pertanto illegittimo. Emerge chiaramente dalla decisione impugnata, confortata
         in tal senso dalle spiegazioni fornite dalle parti nell'ambito del presente procedimento, che l'accordo iniziale ed il nuovo
         accordo costituiscono un unico aiuto, istituito ed attuato nel 1992, nell'ambito della conclusione dell'accordo iniziale,
         senza notifica preliminare alla Commissione. 
         
         
         59
            
          Si deve infatti rilevare, in primo luogo, che, come emerge dal preambolo del nuovo accordo nonché dalla comunicazione degli
         avvocati della P&O Ferries 27 marzo 1995, il nuovo accordo rappresenta una semplice modifica dell'accordo iniziale ed è stato
         elaborato allo scopo di sostituire quest'ultimo. 
         
         
         60
            
          A tal proposito, è giocoforza rilevare che le modifiche dell'accordo iniziale, come risultanti dal nuovo accordo, non incidono,
         nella sostanza, sull'aiuto come istituito dall'accordo iniziale (v., per analogia, sentenza del Tribunale 30 aprile 2002,
         cause riunite T-195/01 e T-207/01, Government of Gibraltar/Commissione, Racc. pag. II-2309, punto 111).  
         
         
         61
            
          Infatti, dai due accordi risulta che essi hanno ad oggetto l'acquisto, da parte della Diputación, presso la medesima compagnia
         marittima, la P&O Ferries, di un determinato numero di biglietti di viaggio utilizzabili sulla medesima linea marittima e
         per un periodo di uguale durata. Inoltre, i due accordi contengono disposizioni identiche quanto alla frequenza dei viaggi
         e impongono entrambi alla P&O Ferries di impegnarsi ad osservare talune clausole relative alla nazionalità dell'equipaggio,
         ai beni ed ai servizi utilizzati a bordo delle navi (v. ‘considerando’ 9 e 14 della decisione impugnata). Inoltre, come emerge
         in particolare dai ‘considerando’ 9, 13, 31 e 32 della decisione impugnata, dalla prima clausola dell'accordo iniziale nonché
         dal preambolo del nuovo accordo, i due accordi mirano entrambi a garantire un servizio marittimo regolare di linea al fine
         di promuovere gli scambi, il turismo e lo sviluppo regionale dei Paesi Baschi ed a fornire opportunità di viaggio all'estero
         a gruppi economicamente svantaggiati. Infine, è pacifico che le somme concesse ai sensi del nuovo accordo sono molto simili
         a quelle concesse ai sensi dell'accordo iniziale, che queste ultime sono rimaste a disposizione della P&O Ferries e sono state
         utilizzate per retribuire la P&O Ferries nell'ambito del nuovo accordo (v. ‘considerando’ 18 e 53 della decisione impugnata).
         
         
         
         62
            
          In secondo luogo, la decisione impugnata nonché la documentazione fornita dalle parti permettono di rilevare che la comunicazione
         della P&O Ferries 27 marzo 1995, inviata ad un funzionario della DG  
         Trasporti della Commissione ad opera degli avvocati della P&O Ferries, lungi dal rappresentare una notifica formale di un nuovo aiuto
         previsto, chiude una lunga corrispondenza tra i servizi della Commissione e le ricorrenti, relativamente alle modifiche gradualmente
         apportate all'accordo iniziale (v. precedente punto 8). 
         
         
         63
            
          A tal proposito, emerge dalla documentazione fornita dalla stessa ricorrente nella causa T-116/01 che, a seguito dell'adozione
         della decisione della Commissione 29 settembre 1993 relativa all'avvio del procedimento formale di esame e a seguito di una
         riunione, il 22 aprile 1994, tra i servizi della DG  
         Trasporti della Commissione, da un lato, e la Diputación e la P&O Ferries, dall'altro, queste ultime hanno inviato numerose lettere
         alla Commissione con proposte di modifica da apportare all'accordo iniziale (v., in particolare, le lettere della beneficiaria
         11 maggio, 6 giugno e 1° dicembre 1994, inviate a un funzionario della DG  
         Trasporti, nonché la lettera 25 novembre 1994 della Diputación alla Commissione, contenente una lista esaustiva delle modifiche apportate
         all'accordo iniziale). 
         
         
         64
            
          Il fatto che la comunicazione 27 marzo 1995 non rappresenti la notifica di un nuovo aiuto è del pari chiaramente confermato
         dal fatto che essa è stata inviata dagli avvocati della P&O Ferries anziché dal governo spagnolo. Inoltre, le forme e il contenuto
         di tale comunicazione non rispondono in alcun modo ai criteri formali richiesti. Infatti, contrariamente a quanto previsto
         dal punto 3, lett. a), i) e ii) della lettera della Commissione agli Stati membri del 2 ottobre 1981, SG (81) 12740, la comunicazione
         è stata inviata a un funzionario della DG  
         Trasporti anziché al segretariato generale della Commissione, ed essa non contiene alcun riferimento all'art. 88, n. 3, CE. 
         
         
         65
            
          In terzo luogo, le lettere che le ricorrenti hanno inviato alla Commissione, tra cui la comunicazione 27 marzo 1995, hanno
         tutte il numero di riferimento utilizzato dalla Commissione nel fascicolo relativo all'accordo iniziale, cioè  
         NN 40/93 (v., a tal proposito, sentenza Austria/Commissione, cit., punto 42). 
         
         
         66
            
          In quarto luogo, l'analisi del Tribunale è suffragata dal comportamento della Commissione che, a seguito della ricezione della
         comunicazione 27 marzo 1995, ha dato seguito a quest'ultima adottando la decisione 7 giugno 1995, anziché respingerla in quanto
         incompleta, in conformità alla sua lettera agli Stati membri SG (81) 12740, citata, ed alla sua prassi abituale [v., a titolo
         di esempio, la decisione 23 dicembre 1992 della Commissione, applicativa dell'art. 88, n. 2, del Trattato CE, indirizzata
         agli altri Stati membri e agli interessati diversi dagli Stati membri sugli aiuti che l'Italia ha deciso di concedere all'Ente
         partecipazioni e finanziamento industria manifatturiera (GU 1993, C 75, pag. 2) , e sentenza BFM e EFIM/Commissione, cit.,
         punto 47]. 
         
         
         67
            
          In quinto luogo, il Tribunale rileva che la Commissione, nella decisione 7 giugno 1995, dichiara espressamente che, con la
         sua lettera inviata al governo spagnolo, conclude il procedimento avviato il 29 settembre 1993. 
         
         
         68
            
          E' quindi chiaro che le stesse parti interessate e la Commissione, sia durante il procedimento amministrativo preliminare,
         sia nella decisione impugnata, hanno fornito indicazioni che permettono di rilevare come esse considerassero l'aiuto controverso
         come un aiuto non notificato. 
         
         
         69
            
          Il fatto che le parti abbiano modificato o soppresso talune disposizioni nell'accordo iniziale ritenute incompatibili con
         l'art. 87 CE non cambia in alcun modo il fatto che l'accordo iniziale ed il nuovo accordo rappresentano in sostanza un unico
         aiuto (sentenza Government of Gibraltar/ Commissione, cit., punto 111). 
         
         
         70
            
          Si deve inoltre rilevare che, contrariamente a quanto sostengono le ricorrenti, la circostanza che la Commissione abbia accettato
         la comunicazione del nuovo accordo senza alcuna obiezione relativa alla validità giuridica di quest'ultima non può in alcun
         caso influire sull'illegittimità dell'aiuto controverso. Infatti, è sufficiente rilevare a tal proposito che la Commissione
         non può in alcun caso autorizzare una deroga al procedimento di notifica previsto dall'art. 88, n. 3, CE e modificare, con
         il proprio comportamento, l'illegittimità di un aiuto. In ogni caso, emerge chiaramente da quanto precede che il comportamento
         della Commissione era perfettamente normale nell'ambito di un procedimento relativo ad un aiuto non notificato. Il solo fatto
         che, a loro dire, gli avvocati della P&O Ferries erano convinti che la loro comunicazione 27 marzo 1995 rappresentasse una
         notifica formale di un nuovo aiuto non può avere conseguenze sul carattere illegittimo dell'aiuto controverso. 
         
         
         71
            
          Infine, l'analisi del Tribunale non può essere influenzata neppure dal fatto che la Commissione, ai ‘considerando’ 5 e 6 della
         decisione impugnata, dichiari di aver deciso, il 26 maggio 1999,  
         di estendere il procedimento promosso nel 1993 nei confronti [dell'accordo iniziale], includendovi anche [il nuovo accordo] e di invitare i terzi a presentare le loro osservazioni in merito all'aiuto controverso. 
         
         
         72
            
          Infatti, secondo una giurisprudenza consolidata, se un primo esame ha convinto la Commissione che un aiuto di Stato è incompatibile
         con il Trattato, ovvero non le ha consentito di superare tutte le difficoltà inerenti alla valutazione della compatibilità
         di detto progetto col mercato comune, essa è tenuta a chiedere tutti i pareri necessari e ad avviare, a tale scopo, il procedimento
         di cui all'art. 88, n. 2, CE (v., in particolare, sentenza della Corte 2 aprile 1998, causa C-367/95 P, Commissione/Systraval
         e Brink's France, Racc. pag. I-1719, punto 39, e sentenza BFM e EFIM/Commissione, cit., punto 44). 
         
         
         73
            
          Risulta inoltre dall'art. 88, n. 2, CE, che la Commissione decide «dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro
         osservazioni». La Corte ha già avuto modo di affermare che la comunicazione di avvio del procedimento serve all'unico scopo
         di ottenere, da parte degli interessati, tutte le informazioni atte ad illuminare la Commissione circa il suo successivo comportamento
         (sentenza della Corte 12 luglio 1973, causa 70/72, Commissione/Germania, Racc. pag. 813, punto 19, e sentenza BFM e EFIM/Commissione,
         cit., punto 45). 
         
         
         74
            
          Il fatto che la Commissione, con la sua decisione 26 maggio 1999, abbia ritenuto necessario sollecitare il parere degli interessati
         sull'aiuto, come modificato dal nuovo accordo, non può quindi in alcun modo essere interpretato nel senso che, prima di tale
         data, il procedimento avviato il 29 settembre 1993 e chiuso con la decisione 7 giugno 1995 abbia riguardato solamente l'accordo
         iniziale. Risulta da tutte le considerazioni che precedono che le ricorrenti non hanno fornito al Tribunale elementi che permettano
         di stabilire che il nuovo accordo ha istituito un nuovo aiuto. 
          Sul primo motivo nella causa T-118/01, basato su una violazione dell'art. 87, n. 1, CE
         
         
         75
            
          Si deve innanzitutto esaminare l'eccezione di irricevibilità sollevata dalla Commissione con riferimento a tale motivo. A
         suo parere, esso sarebbe irricevibile in quanto mette in discussione l'autorità della cosa giudicata della sentenza BAI/ Commissione,
         citata. La ricorrente, in sostanza, contesterebbe le considerazioni svolte dal Tribunale, in particolare quelle esposte ai
         punti 70-82 di tale sentenza, sulla qualificazione dell'aiuto controverso e sull'effetto reale dell'aiuto controverso sulla
         concorrenza e sugli scambi tra Stati membri. 
         
         
         76
            
          La ricorrente sostiene che il principio dell'autorità della cosa giudicata non rende irricevibile il presente motivo. 
         
         
         77
            
          Secondo una giurisprudenza consolidata, l'autorità della cosa giudicata insita in una sentenza può precludere la ricevibilità
         di un ricorso se quello che ha dato origine alla sentenza in questione abbia opposto le stesse parti, abbia lo stesso oggetto
         e sia fondato sui medesimi motivi (sentenze della Corte 19 settembre 1985, cause riunite 172/83 e 226/83, Hoogovens Groep/Commissione,
         Racc. pag. 2831, punto 9; e 22 settembre 1988, cause riunite 358/85 e 51/86, Francia/Parlamento, Racc. pag. 4821, punto 12;
         sentenza del Tribunale 8 marzo 1990, causa T-28/89, Maindiaux e a./CES, Racc. pag. II-59, punto 23), con la precisazione che
         queste condizioni hanno necessariamente carattere cumulativo (sentenza del Tribunale 5 giugno 1996, causa T-162/94, NMB France
         e a./Commissione, Racc. pag. II-427, punto 37). 
         
         
         78
            
          Ne deriva che l'autorità della cosa giudicata non può essere invocata quando i ricorsi in questione non abbiano ad oggetto
         il medesimo atto, dovendosi ricordare che l'atto di cui si chiede l'annullamento costituisce un elemento essenziale che permette
         di caratterizzare l'oggetto di un ricorso (sentenza della Corte 27 ottobre 1987, cause riunite 146/85 e 431/85, Diezler/CES,
         Racc. pag. 4283, punti 14-16, e sentenza Maindiaux e a./CES, cit., punto 23). 
         
         
         79
            
          Orbene, poiché il presente ricorso riguarda un atto diverso da quello che ha dato origine alla sentenza BAI, non può ritenersi
         che i due ricorsi abbiano il medesimo oggetto. 
         
         
         80
            
          Inoltre, il presente ricorso non oppone le stesse parti che erano coinvolte nella causa che ha dato origine alla sentenza
         BAI. 
         
         
         81
            
          Poiché l'autorità della cosa giudicata non osta all'introduzione del presente ricorso, lo stesso può dirsi anche per ciascuno
         dei motivi proposti dalle ricorrenti nelle presenti cause, cosicché non vi è necessità di verificare se tali motivi, in sostanza,
         siano già stati valutati dal Tribunale nella sentenza BAI. 
         
         
         82
            
          Tale motivo dev'essere quindi dichiarato ricevibile. 
          Argomenti delle parti 
         
         
         83
            
          Tale motivo può essere suddiviso in tre parti. Nell'ambito della prima parte, la ricorrente nella causa T-118/01 sostiene
         che la Commissione ha violato l'art. 87, n. 1, CE, stabilendo che il nuovo accordo rappresenta, nel suo complesso, un aiuto
         di Stato, senza tener conto dei biglietti di viaggio effettivamente utilizzati. Nella seconda parte, essa sostiene che la
         Commissione, nella sua valutazione in ordine all'esistenza di un aiuto, avrebbe dovuto tener conto altresì dei biglietti di
         viaggio non ancora utilizzati. La terza parte è basata sull'assenza di pregiudizio per il commercio intracomunitario e su
         una carenza di motivazione a tal proposito. 
         ─ Sulla prima parte
         
         
         84
            
          In questa parte, la Diputación sottolinea che gli importi versati a titolo di corrispettivo per un servizio di trasporto marittimo
         effettivamente fornito dalla P&O Ferries non rappresentano un aiuto di Stato ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE, in quanto non
         comportano alcun vantaggio in favore della P&O Ferries, bensì rappresentano la retribuzione, a prezzo di mercato, di un servizio
         effettivamente reso dall'operatore commerciale. 
         
         
         85
            
          La Corte avrebbe infatti stabilito che, quando una misura statale rappresenta la retribuzione di un servizio fornito da un
         operatore commerciale, essa non costituisce un aiuto ai sensi dell'art. 87 CE (sentenze della Corte 7 febbraio 1985, causa
         240/83, ADBHU, Racc. pag. 531, punto 18, e 22 novembre 2001, causa C-53/00, Ferring, Racc. pag.I-9067, punto 26). 
         
         
         86
            
          Dovrebbe inoltre applicarsi, per analogia, l'analisi effettuata dalla Commissione nella sua comunicazione relativa agli elementi
         di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità (GU 1997, C 209, pag. 3). In
         tale comunicazione, la Commissione avrebbe affermato di riconoscere l'esistenza di elementi di aiuto in una vendita solamente
         quando quest'ultima sia stata stipulata per un prezzo inferiore al prezzo di mercato. Inoltre, la Commissione avrebbe in tal
         modo stabilito che l'eventuale presenza di elementi di aiuto nell'ambito di una transazione non significa che la transazione
         stessa rappresenti un aiuto di Stato. La Diputación conclude che, secondo la tesi della Commissione esposta nella comunicazione
         citata, la vendita, in sé stessa, non può essere ritenuta contraria alle norme in materia di aiuti di Stato. 
         
         
         87
            
          Essa ritiene che il fatto che il Tribunale abbia stabilito, nella sentenza BAI, che il nuovo accordo non rappresenta una normale
         operazione commerciale non permette di concludere che esso sia stato qualificato dal Tribunale come aiuto concesso in violazione
         dell'art. 87, n. 1, CE. Secondo la Diputación, il Tribunale ha ritenuto piuttosto che il nuovo accordo possa contenere taluni
         elementi di aiuto. 
         
         
         88
            
          Inoltre, al ‘considerando’ 47 della decisione impugnata, la Commissione, riferendosi al numero totale dei biglietti di viaggio
         e segnalando che questo numero totale non rispondeva a  
         necessità reali, avrebbe implicitamente riconosciuto che i biglietti di viaggio effettivamente utilizzati rispondessero a  
         necessità reali. L'importo corrispondente ai biglietti di viaggio utilizzati non potrebbe quindi essere qualificato come aiuto, posto che
         esso rappresenterebbe il corrispettivo economico di un servizio effettivamente fornito. 
         
         
         89
            
          In merito alle spiegazioni fornite dalla Commissione nel presente procedimento, secondo le quali il corrispettivo fornito
         dalla P&O Ferries non avrebbe dato origine, in pratica, ad alcun costo supplementare, la Diputación sostiene che queste ultime
         non possono essere ammesse dal Tribunale, in quanto non figurano all'interno della decisione impugnata. 
         
         
         90
            
          Inoltre, l'accordo comporta costi di cui la Commissione avrebbe dovuto tener conto nell'ambito della sua valutazione degli
         elementi di aiuto, tra cui i costi connessi all'obbligo, per la P&O Ferries, di servire la linea marittima durante tutto l'anno,
         in conformità al nuovo accordo, ancorché essa non sia redditizia in bassa stagione. 
         
         
         91
            
          Il ragionamento della Commissione condurrebbe inoltre a conseguenze ingiuste, in quanto la P&O Ferries potrebbe essere costretta
         a introdurre un'azione di arricchimento senza causa nei confronti della Diputación per i servizi gratuiti di cui quest'ultima
         avrebbe beneficiato. 
         
         
         92
            
          Posto che la decisione impugnata non presenterebbe, peraltro, alcuna motivazione quanto al fatto che gli importi versati alla
         P&O Ferries a titolo di pagamento dei biglietti di viaggio utilizzati rappresentano un aiuto di Stato, la Diputación ritiene
         che tale decisione sia affetta da una violazione delle forme sostanziali. 
         
         
         93
            
          La Commissione contesta l'argomento della Diputación, secondo cui gli importi versati alla P&O Ferries a titolo di corrispettivo
         per un servizio effettivamente fornito non comportano un vantaggio, e afferma che risulta da una giurisprudenza costante che
         l'esistenza di un corrispettivo non esclude l'esistenza di un aiuto se gli effetti dell'accordo in oggetto rappresentano un
         vantaggio rilevante. Orbene, da un punto di vista economico, il nuovo accordo, per il fatto che consente alla P&O Ferries
         di riempire artificialmente i posti di traghetto con passeggeri durante la bassa stagione rappresenterebbe per la stessa un
         vantaggio economico rilevante che sorge, per un verso, da entrate supplementari e, per altro verso, da costi supplementari
         praticamente inesistenti, come sarebbe già stato stabilito dal Tribunale al punto 76 della sentenza BAI. 
         
         
         94
            
          Essa aggiunge che il fatto che una transazione sia stata in ipotesi realizzata a prezzo di mercato non esclude in alcun modo
         la presenza di elementi di aiuto quando essa non risponde ad una necessità reale dell'acquirente e viene stipulata con un
         beneficiario determinato, escludendo tutti gli altri potenziali interessati. 
         
         
         95
            
          Infine, la Commissione sottolinea che un'azione di arricchimento senza causa è logica e normale in una situazione in cui,
         a seguito dell'annullamento di un accordo tra due parti, le prestazioni fornite devono essere rimborsate. La questione relativa
         all'esistenza e all'importo di eventuali costi supplementari sostenuti dalla P&O Ferries dovrebbe essere eventualmente esaminata
         in sede di restituzione. 
         ─ Sulla seconda parte
         
         
         96
            
          La Diputación afferma che la decisione impugnata è viziata da un errore manifesto di valutazione, posto che la Commissione,
         nell'ambito della sua valutazione delle  
         necessità reali della Diputación, non ha considerato il fatto che i biglietti di viaggio acquistati nell'ambito del nuovo accordo e non utilizzati
         possano ancora essere utilizzati e che, pertanto, neppure l'acquisto degli stessi rappresenti un aiuto di Stato ai sensi dell'art. 87,
         n. 1, CE. 
         
         
         97
            
          La Diputación ricorda, a tal proposito, che la prima clausola del nuovo accordo prevede che i biglietti di viaggio possono
         essere utilizzati oltre il periodo 1995-1998, purché in bassa stagione. Ciò dimostrerebbe che le  
         necessità reali della Diputación non siano mai state legate al periodo 1995-1998, essendo la durata della validità dei biglietti di viaggio
         illimitata. 
         
         
         98
            
          In tali circostanze, essa avrebbe agito come un investitore pubblico diligente che persegue una politica strutturale o settoriale
         d'insieme a lungo termine (sentenze della Corte 21 marzo 1991, causa C-303/88, Italia/Commissione, Racc. pag. I-1433, punti
         21 e 22, e causa C-305/89, Italia/Commissione, Racc. pag. I-1603, punto 23). 
         
         
         99
            
          Essa precisa a tal proposito che i termini del nuovo accordo, con particolare riferimento all'impegno di acquisto a lungo
         termine, sono comparabili a quelli dei contratti generalmente conclusi tra le compagnie marittime e gli operatori privati
         di biglietti di trasporto, noti col nome di  
         ITX, che effettuano rilevanti acquisti di biglietti in anticipo al fine di poter beneficiare dei premi per l'acquisto di quantità
         rilevanti. 
         
         
         100
            
          Infine, la Diputación respinge l'affermazione della Commissione, secondo cui la P&O Ferries avrebbe deciso di gestire la linea
         di traghetti Bilbao-Portsmouth in ragione delle condizioni di acquisto di biglietti offerte dalla Diputación. Essa afferma
         che tale linea era operativa a partire dal marzo 1993 e che la sua redditività, non contestata dalla Commissione nella decisione
         impugnata, era già stata dimostrata dai risultati commerciali. 
         
         
         101
            
          La Commissione ritiene che l'argomento della Diputación debba essere respinto in quanto infondato. 
         ─ Sulla terza parte
         
         
         102
            
          La Diputación sottolinea che la Commissione, nella decisione impugnata, non ha dimostrato l'esistenza di un pregiudizio per
         la concorrenza e per gli scambi intracomunitari derivante dal nuovo accordo. 
         
         
         103
            
          La Diputación contesta le affermazioni della Commissione di cui al ‘considerando’ 55 della decisione impugnata, secondo le
         quali gli effetti del nuovo accordo sulla concorrenza e sugli scambi fra Stati membri sono i medesimi di quelli imputabili
         all'accordo iniziale, sottolineando che l'esame di quest'ultimo non aveva dato luogo ad una valutazione definitiva in merito
         all'esistenza di un aiuto in favore della P&O Ferries. In ogni caso, la Commissione sarebbe stata tenuta a precisare nella
         decisione impugnata quali fossero tali effetti, ovvero quelli del nuovo accordo (sentenza della Corte 19 ottobre 2000, cause
         riunite C-15/98 e C-105/99, Italia e Sardegna Lines/Commissione, Racc. pag. I-8855, punto 66). 
         
         
         104
            
          La Diputación si chiede altresì se esistano elementi che permettono alla Commissione di affermare, al ‘considerando’ 54 della
         decisione impugnata, che le attività di trasporto della Brittany Ferries avrebbero potuto essere maggiori in assenza del nuovo
         accordo. 
         
         
         105
            
          Per quanto riguarda la condizione relativa al pregiudizio per gli scambi intracomunitari, la Diputación fa valere che la Commissione
         si è limitata, nella decisione impugnata, ad affermazioni generiche. 
         
         
         106
            
          Inoltre, essa rileva che il riferimento effettuato nel ‘considerando’ 54 della decisione impugnata alle attività della società
         madre della P&O Ferries non è pertinente, poiché la controversia ha ad oggetto eventuali elementi di aiuto all'interno del
         nuovo accordo, il quale riguarda il collegamento marittimo Bilbao/Portsmouth/Bilbao. 
         
         
         107
            
          La Commissione precisa che, poiché il nuovo accordo rappresenta un aiuto illegittimo, essa non era tenuta a dar prova dei
         suoi effetti reali sulla concorrenza e sugli scambi intracomunitari. 
         
         
         108
            
          In subordine, essa rileva che la decisione impugnata è sufficientemente motivata e fa riferimento, in tal senso, ai ‘considerando’
         54 e 55 della stessa. 
          Giudizio del Tribunale 
         ─ Sulla prima e sulla seconda parte
         
         
         109
            
          La prima e la seconda parte devono essere esaminate congiuntamente; entrambe mirano a contestare la qualifica di aiuto di
         Stato che la Commissione ha attribuito al nuovo accordo nella decisione impugnata. 
         
         
         110
            
          Ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE,  
         salvo deroghe contemplate dal presente Trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli
         scambi fra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo
         talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. 
         
         
         111
            
          Secondo una giurisprudenza costante, la norma in esame si prefigge lo scopo di evitare che sugli scambi fra Stati membri incidano
         eventuali vantaggi concessi dalle pubbliche autorità, i quali, sotto varie forme, alterino o rischino di alterare la concorrenza,
         favorendo determinate imprese o determinati prodotti (sentenze della Corte 24 febbraio 1987, causa 310/85, Deufil/Commissione,
         Racc. pag. 901, punto 8; 15 marzo 1994, causa C-387/92, Banco Exterior de España, Racc. pag. I-877, punto 12, e 11 luglio
         1996, causa C- 39/94, SFEI e a., Racc. pag. I-3547, punto 58). 
         
         
         112
            
          Per valutare se una misura statale costituisca un aiuto, si deve dunque determinare se l'impresa beneficiaria riceve un vantaggio
         economico che non avrebbe ottenuto in condizioni normali di mercato (sentenza della Corte SFEI e a., cit., punto 60, e 29
         giugno 1999, causa C-256/97, DM Transport, Racc. pag. I-3913, punto 22). Infatti, l'art. 87, n. 1, CE non distingue gli interventi
         a seconda della loro causa o del loro scopo, ma li definisce in funzione dei loro effetti (sentenze della Corte 29 febbraio
         1996, causa C-56/93, Belgio/Commissione, Racc. pag. I-723, punto 79; 26 settembre 1996, causa C-241/94, Francia/Commissione,
         Racc. pag. I-4551, punto 20). 
         
         
         113
            
          Al fine di stabilire se un intervento quale quello in esame conferisca un vantaggio all'impresa beneficiaria, si deve valutare
         se, come sostenuto dalla Diputación, lo Stato abbia agito in maniera corrispondente a un investitore privato, che opera nelle
         normali condizioni di un'economia di mercato (sentenza della Corte 21 marzo 1990, causa C-142/87, Belgio/Commissione, Racc. pag. I-959,
         punto 29), in misura comparabile a quella degli organismi che gestiscono il settore pubblico. 
         
         
         114
            
          Così, una misura statale a favore di un'impresa non può, per il semplice fatto che le parti si obbligano a compiere prestazioni
         reciproche, essere esclusa a priori dalla nozione di aiuto statale di cui all'art 87 CE (sentenza BAI, punto 71). 
         
         
         115
            
          Al punto 75 della sentenza BAI, il Tribunale ha stabilito a tal proposito che  
         il fatto che i termini [del nuovo accordo], segnatamente per quanto concerne l'impegno di acquisto a lungo termine e le riduzioni
         in funzione della quantità accordate all'acquirente, siano analoghi a quelli dei contratti che vengono generalmente stipulati
         tra compagnie marittime e gli operatori privati (...) non è sufficiente per dimostrare che l'acquisto di biglietti di viaggio
         da parte [della Diputación] abbia il carattere di una normale operazione commerciale. 
         
         
         116
            
          Ai punti 76 e 79 di tale sentenza il Tribunale ha accolto come criterio determinante, al fine di stabilire se si trattasse
         di una normale operazione commerciale, l'accertare se la convenzione d'acquisto di biglietti di viaggio stipulata fra la Diputación
         e la P&O Ferries rispondeva a effettive necessità dei pubblici poteri. Esso ha ritenuto che ciò non fosse stato sufficientemente
         dimostrato. 
         
         
         117
            
          Emerge da quanto precede che il semplice fatto che uno Stato membro acquisti beni e servizi a condizioni di mercato non è
         sufficiente a dimostrare che tale operazione rappresenta una transazione commerciale effettuata a condizioni che sarebbero
         state accettate da un investitore privato, o, in altri termini, una normale operazione commerciale, qualora risulti che lo
         Stato non aveva un'effettiva necessità di tali beni e servizi. 
         
         
         118
            
          La necessità, per uno Stato membro, di dimostrare che l'acquisto di beni o servizi da esso effettuato rappresenta una normale
         operazione commerciale si impone ancor più quando, come nel caso di specie, la scelta dell'operatore non è stata preceduta
         da una gara d'appalto aperta che sia stata sufficientemente pubblicizzata. Infatti, secondo la prassi consolidata della Commissione,
         l'esistenza di una simile gara d'appalto prima di un acquisto da parte di uno Stato membro vale normalmente ad escludere che
         tale Stato membro intenda concedere un vantaggio a un'impresa determinata [v., segnatamente, la comunicazione della Commissione
         sulla disciplina comunitaria per gli aiuti di stato alla ricerca e sviluppo (GU 1996, C 45, pag. 5), punto 2.5 e, in tal senso,
         gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi (GU 1997, C 205, pag. 5), capitolo 9]. 
         
         
         119
            
          Nella fattispecie, per dimostrare che il nuovo accordo rappresenta una normale operazione commerciale che risponde ad una
         sua effettiva necessità, la Diputación sottolinea in particolar modo il fatto che un certo numero di biglietti di viaggio
         è già stato utilizzato nel corso del periodo cui si riferisce il nuovo accordo e che i biglietti di viaggio non utilizzati
         possono ancora essere utilizzati dopo il periodo considerato dal contratto. 
         
         
         120
            
          Orbene, come già ricordato ai precedenti punti 114-117, il semplice fatto che un'impresa abbia fornito una contropartita a
         un ente statale non dimostra, di per sé, che quest'ultimo avesse un'effettiva necessità dei servizi in questione. Il solo
         fatto che la P&O Ferries abbia effettivamente fornito servizi alla Diputación non vale quindi a dimostrare l'esistenza di
         una necessità effettiva dei servizi in questione in capo a quest'ultima. 
         
         
         121
            
          Al contrario, come emerge chiaramente dalla decisione impugnata, numerosi elementi convergono nel dimostrare che la Diputación
         non ha concluso il nuovo accordo al fine di far fronte a necessità effettive. 
         
         
         122
            
          Si deve rilevare innanzitutto che l'accordo iniziale conteneva una serie di elementi che dimostrano come quest'ultimo non
         rappresentasse una normale operazione commerciale. 
         
         
         123
            
          A tal proposito, è sufficiente ricordare che, come emerge dai ‘considerando’ 10 e 11 della decisione impugnata, l'accordo
         iniziale prevedeva in particolare l'impegno, da parte delle autorità autonome basche, di acquistare un determinato numero
         di biglietti ad un prezzo ampiamente superiore a quello di mercato, nonché a ripianare tutte le eventuali perdite della P&O
         Ferries nei primi tre anni. 
         
         
         124
            
          Inoltre, come richiamato al precedente punto 61, i motivi dell'impegno della Diputación ad acquistare biglietti di viaggio
         erano, segnatamente, di promuovere la creazione di un servizio di traghetti che operasse regolarmente. Ciò emerge altresì
         chiaramente da una lettera dell'8 febbraio 2000, inviata dalla rappresentanza permanente del Regno di Spagna alla Commissione.
         Infatti, è pacifico a tal proposito che solamente a seguito della conclusione dell'accordo iniziale la P&O Ferries ha dato
         inizio alle sue attività sul tragitto Bilbao-Portsmouth. 
         
         
         125
            
          In secondo luogo, come emerge dal ‘considerando’ 49 della decisione impugnata, il numero di biglietti di viaggio acquistato
         dalla Diputación ai sensi del nuovo accordo risultava essere calcolato sulla base delle esperienze del governo basco nell'ambito
         del programma Inserso, che avrebbe permesso di offrire circa 15 000 viaggi all'anno ai residenti in Biscaglia appartenenti
         alla terza età. Tenendo conto di tale cifra, la Commissione ritiene, giustamente, inspiegabile il fatto che, per il 1995,
         la Diputación abbia deciso di acquistare 15 000 biglietti di viaggio presso la P&O Ferries, quando essa partecipava ancora,
         in quell'anno, al programma Inserso. Per quanto riguarda gli anni 1997 e 1998, la decisione impugnata rileva che le autorità
         autonome basche non hanno neppure precisato la ragione per la quale nel 1997 e nel 1998 sono stati distribuiti solamente 9 000
         e 7 500 biglietti di viaggio (anziché 15 000) nell'ambito del programma. Inoltre, al ‘considerando’ 51 della decisione impugnata,
         la Commissione rileva che le autorità della regione autonoma basca non hanno dichiarato come siano state calcolate le necessità
         per l'acquisto dei biglietti destinati a facilitare l'accesso al trasporto per la popolazione e le istituzioni in Biscaglia.
         Infine la Commissione rileva, al ‘considerando’ 53 della decisione impugnata, che, data la notevole somiglianza delle somme
         concesse in base all'accordo iniziale e al nuovo accordo, il numero di biglietti di viaggio acquistati nell'ambito del nuovo
         accordo è stato determinato al solo fine di poter conservare l'ammontare dell'aiuto promesso nel 1992. 
         
         
         126
            
          Al fine di fornire una spiegazione in ordine alle cifre degli anni 1995, 1997 e 1998, la Diputación ha rilevato, in risposta
         ad un quesito scritto del Tribunale, che il nuovo accordo non la obbligava a utilizzare un numero preciso di biglietti nel
         corso di un determinato anno, in quanto i biglietti stessi potevano tutti essere utilizzati nel corso dei tre anni che seguivano
         il 1995 e addirittura dopo la scadenza di tale periodo. A suo parere, sono questi tre anni che devono essere posti in relazione
         col totale dei biglietti di viaggio, cioè 46 500, posto che è stata utilizzata come riferimento, mediante una proiezione triennale,
         la domanda annuale del programma Inserso per Biscaglia, cioè circa 15 000. 
         
         
         127
            
          Il Tribunale ritiene che tali spiegazioni non siano convincenti. 
         
         
         128
            
          Innanzitutto, il Tribunale rileva che il nuovo contratto contiene una disposizione che indica il numero di biglietti di viaggio
         che potevano essere distribuiti mensilmente ed annualmente tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 1998. Così, il contratto
         dispone espressamente che nel 1995 era prevista la distribuzione di 15 000 biglietti di viaggio e che nel 1997 e nel 1998
         si prevedeva la distribuzione di soli 9 000 e 7 500 biglietti di viaggio. Date queste premesse, non può accogliersi l'argomento
         esposto dalla Diputación secondo cui nel 1995 non sarebbe stata prevista alcuna distribuzione e la Diputación avrebbe realmente
         programmato una distribuzione annua di circa 15 000 biglietti di viaggio per gli anni 1996, 1997 e 1998. 
         
         
         129
            
          E' ancor più legittimo interrogarsi in ordine alla necessità effettiva della Diputación, poiché, con il suo vincolo nei confronti
         della P&O Ferries, essa ha abbandonato tutte le destinazioni geografiche proposte sino ad allora nell'ambito del programma
         Inserso, in favore di un'unica destinazione verso il Regno Unito, che offre condizioni climatiche palesemente diverse da quelle
         proposte nell'ambito del programma Inserso, tutte situate in Spagna, in Portogallo ed in Italia. 
         
         
         130
            
          Infatti, secondo le spiegazioni fornite dalla Diputación, nel 1997 e nel 1998 il programma Adineko è stato notevolmente modificato
         cosicché, già nel 1997, sono stati proposti solamente 1 000 viaggi a Londra, mentre sono stati inclusi in tale programma 8 000
         viaggi aventi come destinazione la Spagna (Benidorm, Baleari, Salou, la Manga, le Canarie, la costa andalusa, talune stazioni
         balneari, la Galizia) e l'Italia (Roma). Come risulta dalla decisione impugnata, nel corso del periodo coperto dal nuovo accordo
         è stato distribuito, nell'ambito del programma Adineko, un totale di 16 052 biglietti di viaggio su 46 500, di cui un totale
         di 3 532 biglietti a persone della terza età. 
         
         
         131
            
          La Diputación non ha contestato tali cifre nell'ambito del presente procedimento. Al contrario, in risposta ad un quesito
         posto dal Tribunale in sede di udienza, la P&O Ferries ha spiegato che solamente circa 9 000 biglietti dei 16 052 distribuiti
         sono stati effettivamente utilizzati, di cui circa 3 000 in viaggi nell'ambito del programma Adineko. 
         
         
         132
            
          Orbene, il fatto che meno del 25% dei biglietti di viaggio acquistati sia stato effettivamente utilizzato conferma la tesi
         della Commissione secondo cui non sussiste una effettiva necessità di biglietti di viaggio.  
         
         
         133
            
          Per spiegare tale scarsa percentuale di utilizzo, la Diputación si limita in sostanza ad affermare che i biglietti di viaggio
         non utilizzati possono ancora essere utilizzati dopo la scadenza del periodo considerato dal contratto. 
         
         
         134
            
          Orbene, l'eventuale utilizzo dei biglietti di viaggio nel futuro non può essere sufficiente a dimostrare l'esistenza di un'esigenza
         effettiva (v. i precedenti punti 114-117). Si deve oltretutto rilevare che la P&O Ferries ha spiegato, in sede di udienza,
         che dal 1998 sino alla fine del 2001, sono stati utilizzati sette biglietti di viaggio. Se è vero che la Diputación ha spiegato,
         a tal proposito, che il mancato utilizzo dei biglietti di viaggio a partire dal 1998 è dovuto all'incertezza provocata dall'apertura,
         nel 1999, del procedimento che ha condotto all'adozione della decisione impugnata, è altresì vero che essa non ha fornito
         alcuna prova a fondamento di tale asserzione. Inoltre, anche a voler supporre che, nel futuro, sarà impiegato un maggior numero
         di biglietti, i tassi di utilizzo a partire dal 1995 dimostrano che la possibilità di utilizzo di una parte sostanziale dei
         biglietti di viaggio rimasti inutilizzati è puramente teorica.  
         
         
         135
            
          A tal proposito, dal mancato utilizzo dei biglietti di viaggio dopo il 31 dicembre 1998 può altresì dedursi che, a partire
         da tale data, la destinazione di Londra è stata, di fatto, abbandonata nell'ambito del programma Adineko, il che conferma
         la conclusione che per la Diputación la necessità dei biglietti di viaggio in questione non era effettiva. 
         
         
         136
            
          Per quanto riguarda il riferimento della Diputación alle sentenze ADBHU e Ferring, citate, è sufficiente rilevare che tali
         sentenze si riferiscono a situazioni in cui lo Stato ha imposto a talune imprese obblighi di servizio pubblico. Orbene, nel
         caso di specie, se è vero che la Diputación ha fatto riferimento in particolare al fatto che il nuovo accordo comporta spese
         supplementari connesse, segnatamente, agli obblighi di regolarità imposti alla P&O Ferries, essa non ha mai sostenuto che
         l'operazione in oggetto dovesse essere considerata come un finanziamento statale di un servizio pubblico, né che la misura
         di cui si tratta fosse giustificata ai sensi dell'art. 86, n. 2, CE. 
         
         
         137
            
          Emerge da quanto precede che la Diputación non ha fornito, né durante il procedimento amministrativo né dinanzi al Tribunale,
         elementi di prova sufficienti a dimostrare che l'acquisto di biglietti di viaggio ai sensi del nuovo accordo rispondeva, in
         tutto o quantomeno in parte, a una effettiva necessità, e che il suo comportamento era analogo a quello di un investitore
         privato che opera nelle normali condizioni di un' economia di mercato. Ne deriva che la Commissione era legittimata a concludere
         che il nuovo accordo, nel suo complesso, conferiva alla P&O Ferries un vantaggio di cui la stessa non avrebbe beneficiato
         in normali condizioni di mercato e che tutte le somme versate in esecuzione dell'accordo di acquisto rappresentavano un aiuto
         di Stato. 
         
         
         138
            
          Date queste premesse, è irrilevante sapere se, come affermato dalla Commissione, la contropartita fornita dalla P&O Ferries
         non abbia comportato in pratica alcun costo supplementare, e se, come sostenuto dalla Diputación, un tale argomento sia irricevibile.
         
         
         
         139
            
          Per quanto concerne la motivazione contenuta nella decisione impugnata, da quanto precede risulta altresì che quest'ultima
         espone in maniera chiara ed inequivoca il ragionamento della Commissione, così da permettere agli interessati di conoscere
         le ragioni della misura assunta e al Tribunale di esercitare il suo controllo. Si ricorda a tal proposito che la motivazione
         non deve necessariamente specificare tutti gli elementi di fatto e di diritto pertinenti, in quanto l'accertamento del se
         la motivazione di un atto soddisfi i requisiti di cui all'art. 253 CE va effettuato alla luce non solo del suo tenore, ma
         anche del suo contesto e del complesso delle norme giuridiche che disciplinano la materia (sentenze 29 febbraio 1996, Belgio/Commissione,
         cit., punto 86, e Commissione/Sytraval e Brink's France, cit., punto 63). 
         
         
         140
            
          Alla luce delle considerazioni che precedono, la prima e la seconda parte del motivo devono essere respinte. 
         ─ Sulla terza parte
         
         
         141
            
          La ricorrente non può rimproverare alla Commissione di non aver esaminato gli effetti reali dell'aiuto controverso sulla concorrenza
         e sul pregiudizio per gli scambi tra Stati membri. 
         
         
         142
            
          A tal proposito, è sufficiente rilevare che, nel caso di aiuti illegittimamente concessi, la Commissione non è tenuta a dimostrare
         l'effetto reale che tali aiuti abbiano avuto sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri. Infatti, un siffatto obbligo
         si risolverebbe nel favorire gli Stati membri che versano aiuti in violazione del dovere di notifica dell'art. 88, n. 3, CE
         a danno di quelli che notificano gli aiuti nella fase di progetto (sentenze della Corte 14 febbraio 1990, causa C-301/87,
         Francia/Commissione, Racc. pag. I-307, punto 33, e del Tribunale 29 settembre 2000, causa T-55/99, CETM/Commissione, Racc. pag. II-3207,
         punto 103). 
         
         
         143
            
          Poiché è stato rilevato ai punti 58-74 della presente sentenza che l'aiuto controverso è stato concesso illegittimamente,
         si deve respingere l'argomento formulato dalla ricorrente per quanto concerne questa parte. 
         
         
         144
            
          Ne discende che il primo motivo dev'essere respinto. 
          Sul secondo motivo nella causa T-118/01, basato sulla violazione del diritto di proprietà e dell'art. 295 CE
          Argomenti delle parti
         
         
         145
            
          La Diputación afferma che la decisione impugnata viola l'art. 295 CE in quanto rappresenta un'ingiusta limitazione della sua
         capacità di stipulare contratti e la priva del diritto di proprietà dei biglietti di viaggio acquistati. A suo parere, la
         decisione impugnata porta alla conclusione che tutti gli acquisti di beni e di prestazioni di servizi da parte delle autorità
         pubbliche ovvero delle imprese pubbliche, ancorché effettuati ad un prezzo di mercato, rappresentano aiuti di Stato, senza
         che vi sia la necessità di dimostrare l'esistenza di un vantaggio. In tali circostanze, sarebbe difficile trovare imprese
         disposte ad assumere il rischio di fornire alle autorità pubbliche beni o servizi, il cui importo pagato al prezzo di mercato
         potrebbe in qualsiasi momento essere qualificato dalla Commissione come aiuto di Stato, soggetto quindi a restituzione. Nella
         fattispecie, se si considerano gli importi versati per il pagamento di biglietti di viaggio già utilizzati, l'ordine di restituzione
         renderebbe gratuita la prestazione corrispondente.  
         
         
         146
            
          La Commissione sostiene che tale motivo è irricevibile in quanto contrario al principio dell'autorità della cosa giudicata,
         poiché tende in sostanza a mettere in discussione la valutazione della nozione di aiuto espressa dal Tribunale nella sentenza
         BAI. 
         
         
         147
            
          Nella parte in cui tale motivo si confonde con il motivo precedente, essa rinvia alle considerazioni svolte sul punto con
         riferimento a tale motivo. Inoltre, essa sottolinea che, in ogni caso, l'art. 295 CE non trova applicazione nel caso di specie,
         posto che la presente controversia riguarda prestazioni di servizi, che esulano pertanto dall'ambito dei diritti reali quale
         il diritto di proprietà. 
          Giudizio del Tribunale
         
         
         148
            
          Questo motivo dev'essere dichiarato ricevibile per le stesse ragioni esposte ai punti 77-81 della presente sentenza. 
         
         
         149
            
          Quanto al merito, gli argomenti della Diputación tendono in sostanza a mettere nuovamente in discussione la nozione di aiuto
         di Stato, ai sensi dell'art. 87, n. 1, CE, come è stata valutata nell'ambito del motivo precedente. 
         
         
         150
            
          Ai sensi dell'art. 295 CE, il Trattato lascia del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri.
         
         
         
         151
            
          Emerge dalla giurisprudenza della Corte che, se il regime di proprietà continua ad essere di competenza di ciascuno Stato
         membro ai sensi dell'art. 295 CE, tale disposizione non ha l'effetto di sottrarre i regimi di proprietà esistenti negli Stati
         membri ai principi fondamentali posti dal Trattato (v., per analogia, sentenze della Corte 6 novembre 1984, 182/83, Fearon,
         Racc. pag. 3677, punto 7; 1° giugno 1999, causa C-302/97, Konle, Racc. pag. I-3099, punto 38; 4 giugno 2002, causa C-503/99,
         Commissione/Belgio, Racc. pag. I-4809, punto 44, e C-367/98, Commissione/Portogallo, Racc. pag. I-4731, punto 48). 
         
         
         152
            
          Non si può quindi ritenere che l'art. 295 CE limiti la portata della nozione di aiuto di Stato di cui all'art. 87, n. 1, CE.
         
         
         
         153
            
          Risulta da quanto precede che l'argomento relativo ad una violazione dell'art. 295 CE è infondato. 
          Sul terzo motivo nella causa T-118/01, basato su una violazione dell'art. 87, n. 2, lett. a), CE
          Argomenti delle parti
         
         
         154
            
          In subordine, la Diputación afferma che la Commissione avrebbe dovuto esentare l'aiuto controverso in base alla deroga prevista
         dall'art. 87, n. 2, lett. a), CE, posto che i biglietti acquistati sono stati distribuiti nell'ambito di programmi sociali
         gestiti dalla Diputación e che, in tal modo, l'aiuto è andato a beneficio dei singoli consumatori. 
         
         
         155
            
          A torto la Commissione avrebbe ritenuto, al ‘considerando’ 58 della decisione impugnata, che l'aiuto non era stato concesso
         senza discriminazione connessa all'origine dei prodotti, posto che nel 1995 vi era solamente un operatore sulla linea Bilbao-Portsmouth
         i cui servizi potevano essere utilizzati dai residenti in Biscaglia. 
         
         
         156
            
          Il fatto, indipendente dalla volontà della Diputación, che vi sia un solo operatore sulla linea Bilbao-Portsmouth non rappresenterebbe
         una ragione valida e sufficiente per imputare alla Diputación un comportamento discriminatorio. Inoltre, nell'ambito di una
         causa relativa al settore del trasporto aereo, la Commissione avrebbe ritenuto che, se il collegamento o la via di trasporto
         interessata è aperta a tutte le compagnie aeree che decidono di sfruttarla, non si può parlare di discriminazione [lettera
         della Commissione 3 marzo 2000, SG (2000) D/102051, relativa ad un aiuto di carattere sociale in favore di talune categorie
         di passeggeri sulle otto linee aeree fra Marsiglia e Nizza, da un lato, Ajaccio, Bastia, Calvi e Figari dall'altro]. 
         
         
         157
            
          La Diputación contesta alla Commissione di avere introdotto, nell'ambito del presente procedimento, un nuovo elemento, assente
         nella motivazione della decisione impugnata, secondo cui, ai fini dell'applicabilità dell'art. 87, n. 2, lett. a), CE, è necessario
         in particolare che i soggetti beneficiari degli aiuti di natura sociale abbiano la possibilità di scegliere l'operatore. Per
         altro verso, la Diputación rileva che i consumatori hanno effettivamente libero accesso alla prestazione sovvenzionata e quindi
         agli aiuti sociali. 
         
         
         158
            
          Per quanto concerne l'affermazione effettuata al ‘considerando’ 60 della decisione impugnata, secondo cui  
         altre imprese avrebbero potuto essere interessate a trasportare i passeggeri, la Diputación osserva che la Brittany Ferries non ha mai manifestato un tale interesse e si è sempre limitata a chiedere
         alla Commissione di verificare l'effettiva utilizzazione dei biglietti di trasporto acquistati dalla Diputación, senza aver
         mai sostenuto di essere vittima di una discriminazione. 
         
         
         159
            
          Infine, essa sostiene che spetta alla Commissione, per quanto concerne in particolare le deroghe previste dall'art. 87, nn. 2
         e 3, CE, sostenere l'onere della prova quando ritenga che taluni aiuti di Stato non possono essere approvati (sentenza del
         Tribunale 4 aprile 2001, causa T-288/97, Friuli-Venezia Giulia/Commissione, Racc. pag. II-1169, punto 73). 
         
         
         160
            
          La Commissione sostiene che il carattere discriminatorio degli aiuti è stato chiaramente dimostrato nella decisione impugnata.
         Gli aiuti non sarebbero stati concessi ai consumatori individuali bensì a un prestatore di servizi, la P&O Ferries. A suo
         parere, vi era quindi automaticamente una discriminazione in favore di quest'ultima compagnia. Il fatto che vi fosse in pratica
         un unico operatore ad assicurare il servizio di trasporto marittimo tra Bilbao e Portsmouth non escluderebbe l'esistenza di
         una discriminazione, posto che i consumatori non avrebbero potuto utilizzare i biglietti di viaggio presso un operatore diverso
         dalla P&O Ferries. Orbene, ai fini dell'applicabilità dell'art. 87, n. 2, lett. a), CE, è necessario che i soggetti beneficiari
         degli aiuti abbiano la possibilità di scegliere l'operatore. 
         
         
         161
            
          Essa sottolinea altresì che la Diputación avrebbe potuto perseguire i propri obiettivi sociali con altri mezzi, in particolare
         ricorrendo a modalità di trasporto diverse dal trasporto marittimo e/o con destinazioni diverse da Portsmouth, senza con ciò
         pregiudicare gli obiettivi sociali del programma.  
          Giudizio del Tribunale 
         
         
         162
            
          L'art. 87, n. 2, lett. a), CE stabilisce che sono compatibili con il mercato comune  
         gli aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, a condizione che siano accordati senza discriminazioni determinate
         dall'origine dei prodotti. 
         
         
         163
            
          Per accertare se un aiuto è accordato senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti, è necessario verificare
         se i consumatori beneficino dell'aiuto in questione a prescindere da chi sia l'operatore economico che fornisce il prodotto
         o il servizio atto a perseguire l'obiettivo sociale invocato dallo Stato membro interessato (v., in tal senso, comunicazione
         della Commissione 94/C 350/07, relativa all'applicazione degli artt. [87] e [88] del Trattato CE e dell'art. 61 dell'Accordo
         sullo Spazio economico europeo agli aiuti di Stato nel settore dell'aviazione, GU 1994, C 350, pag. 5, punto 24). 
         
         
         164
            
          Ciò non è contraddetto dalla lettera della Commissione relativa a un aiuto di carattere sociale a vantaggio di talune categorie
         di passeggeri sulle otto linee aeree fra Marsiglia e Nizza da un lato, Ajaccio, Bastia, Calvi e Figari dall'altro, citata,
         richiamata dalla Diputación. Infatti, nel caso citato si è ritenuto che gli aiuti in oggetto, versati a più compagnie aeree,
         erano in realtà destinati ai consumatori individuali in quanto questi ultimi potevano beneficiare degli aiuti a prescindere
         da chi fosse l'operatore aereo che assicurava il servizio sulle linee aeree interessate. 
         
         
         165
            
          Nella fattispecie, la Diputación si limita a rilevare che la P&O Ferries era all'epoca l'unico operatore attivo nel porto
         di Bilbao, sottolineando che qualsiasi altro operatore marittimo avrebbe potuto disporre di un accesso a tale porto. Tuttavia,
         la Diputación non ha affermato, né ha a fortiori dimostrato, che i consumatori avrebbero potuto del pari beneficiare dell'aiuto
         controverso utilizzando eventualmente altre compagnie marittime che potessero operare tra Bilbao e Portsmouth.  
         
         
         166
            
          Si deve rilevare, a tal proposito, che in forza del nuovo accordo la P&O Ferries riceve un importo annuale predeterminato,
         a prescindere dal numero di biglietti di viaggio effettivamente utilizzati dai consumatori finali. Si deve altresì ricordare
         che la convenzione di acquisto di biglietti di viaggio nella fattispecie è stata stipulata esclusivamente tra la Diputación
         e la P&O Ferries. A tal proposito, è pacifico che il nuovo accordo non prevede che i biglietti di viaggio distribuiti dalla
         P&O Ferries possano essere utilizzati presso altre compagnie idonee a realizzare l'obiettivo sociale perseguito dalla Diputación. Oltretutto,
         il nuovo contratto non obbliga la P&O Ferries a versare, nell'eventualità, una parte dell'aiuto controverso a tali altre compagnie.
         
         
         
         167
            
          In mancanza di qualsiasi prova che dimostri che i consumatori finali potrebbero ugualmente beneficiare dell'aiuto controverso
         utilizzando i servizi di altre compagnie idonee a realizzare l'obiettivo sociale perseguito dalla Diputación, la Commissione
         era legittimata a concludere che tale aiuto non era stato accordato ai singoli consumatori senza discriminazioni determinate
         dall'origine dei prodotti e che, pertanto, le condizioni poste dall'art. 87, n. 2, lett. a), CE non risultavano soddisfatte.
         
         
         
         168
            
          Per quanto concerne la motivazione contenuta nella decisione impugnata, si deve rilevare che, al ‘considerando’ 58 di quest'ultima,
         la Commissione ha rilevato che  
         la condizione posta dal Trattato (assenza di discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti) non viene soddisfatta
         nel caso di specie, che  
         i biglietti di viaggio sono stati acquistati solo dalla [P&O Ferries] e [che] le autorità della regione autonoma non sono
         state in grado di dimostrare che l'impresa è stata scelta in maniera trasparente. Inoltre, al ‘considerando’ 59, la Commissione rileva che  
         [le autorità della regione autonoma basca] non hanno mai affermato né dimostrato di aver preso contatto con altre compagnie
         differenti dalla [P&O Ferries] quando hanno deciso di acquistare biglietti viaggio nel 1995 come parte del proprio programma
         sociale [e che] è evidente che gli aiuti favorivano la [P&O Ferries]. Infine, al ‘considerando’ 60 della decisione impugnata essa aggiunge che  
         altre imprese avrebbero potuto essere interessate a trasportare i passeggeri nel Regno Unito servendosi di una rotta differente.
         Le autorità della regione autonoma basca, inoltre, avrebbero potuto raggiungere gli stessi obiettivi di carattere sociale
         per mezzo di offerte di viaggi diversificate (ad esempio verso altre regioni della Spagna o ─ se il programma doveva avere
         carattere internazionale ─ verso altri paesi vicini come la Francia o il Portogallo). 
         
         
         169
            
          Emerge quindi chiaramente dalla motivazione contenuta nella decisione impugnata che la Commissione riteneva che l'aiuto controverso
         non era stato concesso senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti, in quanto favoriva un'unica impresa, cioè
         la P&O Ferries, con esclusione di qualsiasi altra impresa. 
         
         
         170
            
          In tali circostanze, la Commissione non era tenuta ad affermare espressamente che i consumatori avrebbero dovuto avere la
         possibilità di scegliere liberamente l'operatore. Infatti, la motivazione sopra riportata fa emergere in forma chiara e non
         equivoca l'iter logico seguito dalla Commissione, in modo da consentire agli interessati di conoscere le ragioni del provvedimento
         adottato e permettere al Tribunale di esercitare il proprio controllo, ricordando che la necessità della motivazione dev'essere
         valutata in funzione delle circostanze del caso, in particolare del contenuto dell'atto, della natura dei motivi esposti e
         dell'interesse che i destinatari dell'atto o altre persone da questo riguardate direttamente e individualmente possano avere
         a ricevere spiegazioni (sentenze 29 febbraio 1996, Belgio/Commissione, cit., punto 86, e Commissione/Sytraval e Brink's France,
         cit., punto 63). 
         
         
         171
            
          Pertanto, tale motivo dev'essere respinto. 
          Sul quarto motivo nella causa T-118/01, basato sull'assenza di una richiesta di informazioni e sull'insufficienza di motivazione
          Argomenti delle parti
         
         
         172
            
          La Diputación afferma che la decisione è inficiata da una violazione di forme sostanziali in quanto la Commissione non si
         è procurata le informazioni essenziali per l'adozione della decisione finale. Infatti, ai ‘considerando’ 49, 51 e 59 della
         decisione impugnata, la Commissione si sarebbe basata su un'insufficienza di informazioni da parte delle autorità spagnole
         in ordine, in particolare, al calcolo delle necessità di viaggio nonché sulla questione della discriminazione e degli eventuali
         contatti tra la Diputación e operatori diversi dalla P&O Ferries. 
         
         
         173
            
          A suo parere, la Commissione ha adottato la decisione impugnata in base a un'assenza o a una carenza di informazioni su questioni
         per le quali essa non ha mai richiesto spiegazioni o chiarimenti. Orbene, prima di adottare la decisione impugnata, essa avrebbe
         dovuto imporre alle autorità spagnole di fornirle tutte le informazioni necessarie ai fini della sua valutazione dell'aiuto
         controverso. Secondo una giurisprudenza costante, la Commissione sarebbe tenuta, prima di assumere una decisione in ordine
         alla compatibilità di un aiuto con il mercato comune, ad utilizzare tutte le possibilità di cui dispone al fine di obbligare
         lo Stato membro a fornirle le informazioni necessarie, qualora ritenga che le informazioni fornite siano insufficienti (sentenze
         della Corte 13 aprile 1994, cause riunite C-324/90 e C-342/90, Germania e Pleuger Worthington/Commissione, Racc. pag. I-1173,
         punti 26 e segg., e 22 marzo 2001, causa C-17/99, Francia/Commissione, Racc. pag. I-2481). Tale obbligo risulterebbe altresì
         chiaramente dall'art. 10 del regolamento n. 659/1999. 
         
         
         174
            
          Le stesse considerazioni conducono del pari la Diputación a concludere che la decisione impugnata non è sufficientemente motivata
         a tal proposito, per quanto concerne i ‘considerando’ citati. 
         
         
         175
            
          La Commissione rileva di aver chiesto tutte le informazioni necessarie prima dell'adozione della decisione impugnata. Essa
         ritiene, inoltre, che la richiesta di informazioni contenuta nella sua decisione 26 maggio 1999 abbia natura di ingiunzione,
         conforme a quella richiamata nella sentenza Germania e Pleuger Worthington/Commissione, citata, e all'art. 10 del regolamento
         n. 659/1999. 
          Giudizio del Tribunale
         
         
         176
            
          Va rilevato che nel procedimento applicabile ai fini della valutazione degli aiuti illegittimi la Commissione può adottare
         una decisione finale quando essa ritenga di disporre di tutti i documenti, di tutte le informazioni e di tutti i dati necessari
         per esaminare la compatibilità dell'aiuto col mercato comune. 
         
         
         177
            
          Solo quando la Commissione ritenga di non disporre di informazioni sufficienti per adottare una decisione finale, essa ingiunge
         a uno Stato membro di fornire informazioni, in conformità alla sentenza 14 febbraio 1990, Francia/Commissione, citata (v.,
         in tal senso, sentenza Germania e Pleuger Worthington/Commissione, cit., punto 26). Ciò emerge altresì chiaramente dall'art. 10,
         n. 3, del regolamento n. 659/1999.  
         
         
         178
            
          Nella fattispecie, la Commissione non ha adottato la decisione impugnata sulla base di informazioni insufficienti. A tal proposito,
         il Tribunale afferma che gli argomenti della ricorrente si basano su una lettura erronea della decisione impugnata. 
         
         
         179
            
          Si deve infatti rilevare che al ‘considerando’ 49 della decisione impugnata la Commissione precisa che le autorità autonome
         basche non hanno chiarito  
         perché le necessità della zona siano raddoppiate [nel 1995],  
         perché il programma abbia distribuito solamente 9 000 e 7 500 biglietti viaggio nel 1997 e nel 1998 (invece di 15 000) e  
         perché il numero di biglietti viaggio variasse tanto da un mese all'altro. Inoltre, al ‘considerando’ 51 della decisione impugnata, la Commissione precisa che  
         [l]e autorità della Regione autonoma basca non hanno dichiarato come siano state calcolate le necessità imposte dagli altri
         obiettivi del programma [quello di facilitare l'accesso ai trasporti per la popolazione e le istituzioni della zona di Vizcaya
         (...)]. Infine, al ‘considerando’ 59, relativamente all'applicazione dell'art. 87, n. 2, lett. a), CE, la Commissione rileva che
         le autorità della Regione autonoma basca  
         non hanno mai affermato né dimostrato di aver preso contatto con altre compagnie differenti dalla [P&O Ferries] quando hanno
         deciso di acquistare biglietti viaggio nel 1995 come parte del proprio programma sociale. 
         
         
         180
            
          Orbene, emerge chiaramente dai citati ‘considerando’ della decisione impugnata che la Commissione non si è limitata a formulare
         una domanda, bensì che ha compiuto una valutazione della prova fornita dalle autorità nazionali nell'ambito del procedimento
         amministrativo. 
         
         
         181
            
          Ciò è ancor più vero per il fatto che, nella sua lettera 16 giugno 1999, con cui comunicava al Regno di Spagna la sua decisione
         di avviare il procedimento previsto all'art. 88, n. 2, CE, assunta il 26 maggio 1999, la Commissione ha espresso, con riferimento
         all'aiuto controverso, i medesimi dubbi che essa esprime nei ‘considerando’ 49, 51 e 59 della decisione impugnata. Così, in
         tale lettera, la Commissione informa le autorità spagnole che, poiché esse non avevano dimostrato di aver bisogno di un numero
         di biglietti maggiore che nel passato, essa avrebbe supposto che il numero di biglietti acquistati nell'ambito del nuovo accordo
         era artificialmente aumentato al fine di mantenere il contributo finanziario da parte delle autorità spagnole al livello previsto
         dall'accordo iniziale. In tale lettera, la Commissione rileva, inoltre, che le autorità spagnole non avevano formulato alcun
         argomento valido per spiegare perché il numero di biglietti fosse raddoppiato e perché il numero di biglietti realmente distribuiti
         non corrispondeva, neppure approssimativamente, al numero di biglietti previsti in precedenza dalle autorità pubbliche. Per
         quanto concerne l'applicabilità dell'art. 87, n. 2, lett. a), CE, la Commissione rileva che le autorità nazionali non avevano
         dimostrato che gli aiuti erano stati concessi  
         senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti. Nel penultimo paragrafo della decisione, la Commissione ha ingiunto al Regno di Spagna di comunicare le sue osservazioni
         e di trasmettere tutte le informazioni idonee a contribuire alla valutazione dell'aiuto. 
         
         
         182
            
          In tal modo, al Regno di Spagna è stata pienamente data la possibilità di presentare le sue osservazioni sui dubbi espressi
         dalla Commissione con riferimento all'aiuto controverso prima dell'adozione della decisione impugnata. 
         
         
         183
            
          Oltre tutto, si deve rilevare che, come emerge dai ‘considerando’ 49-53 della decisione impugnata e dall'analisi del Tribunale
         nell'ambito del primo motivo, gli elementi rilevati dalla Commissione ai ‘considerando’ 49 e 51 non sono gli unici che conducono
         la Commissione a concludere nel senso della mancanza di una effettiva necessità. La ricorrente non può quindi in alcun caso
         basarsi sulla presunta forma interrogativa in tali ultimi ‘considerando’ per concludere che la Commissione non disponeva di
         informazioni sufficienti prima dell'adozione della decisione impugnata 
         
         
         184
            
          In tali circostanze, la Commissione, che era in grado di effettuare una valutazione definitiva in ordine alla compatibilità
         dell'aiuto controverso con il mercato comune sulla base delle informazioni di cui disponeva, non era tenuta a ingiungere alle
         autorità spagnole, mediante una decisione provvisoria, di fornirle informazioni supplementari. 
         
         
         185
            
          Emerge del pari dalle considerazioni che precedono (v., in particolare, il precedente punto 180) che la decisione impugnata
         è sufficientemente motivata. 
         
         
         186
            
          La Diputación, inoltre, non ha apportato alcun elemento di prova nell'ambito del primo, del secondo e del terzo motivo, che
         sia tale da porre in discussione i rilievi svolti dalla Commissione nei ‘considerando’ 49, 51 e 59 della decisione impugnata.
         
         
         
         187
            
          Risulta da quanto precede che questo motivo dev'essere respinto. 
          Sul quinto motivo nella causa T-118/01, basato sulla violazione dell'art. 14 del regolamento n. 659/1999 e sul primo motivo
         nella causa T-116/01, basato sulla violazione del principio della tutela del legittimo affidamento
         
         
         188
            
          Nell'ambito del quinto motivo nella causa T- 118/01, la ricorrente fa valere che l'art. 14 del regolamento n. 659/1999 osta
         al recupero dell'aiuto concesso in conformità al procedimento previsto dall'art. 88, n. 3, CE. In subordine, essa afferma
         che anche qualora l'aiuto controverso dovesse essere giudicato illegittimo, taluni principi generali del diritto, tra cui
         segnatamente i principi di tutela del legittimo affidamento e di buona amministrazione, impedirebbero il recupero dell'aiuto.
         
         
         
         189
            
          La ricorrente nella causa T-116/01, nell'ambito del suo primo motivo, fa valere che il principio del legittimo affidamento
         osta al recupero di un aiuto concesso in conformità al procedimento previsto dall'art. 88, n. 3, CE. 
         
         
         190
            
          Tali motivi devono essere esaminati come un unico motivo, suddiviso in due parti, la prima basata sull'ipotesi che si tratti
         di un aiuto concesso in conformità al procedimento previsto dall'art. 88, n. 3, CE, la seconda basata sull'ipotesi che si
         tratti di un aiuto illegittimo. 
          Sulla prima parte, basata su una violazione dell'art. 14, n. 1, del regolamento n. 659/1999 CE nonché del principio della
         tutela del legittimo affidamento che vieta il recupero di aiuti legittimi
         ─ Argomenti delle parti
         
         
         191
            
          Le ricorrenti sottolineano che la Commissione non può pretendere la restituzione di un aiuto concesso a seguito di una decisione
         positiva quando l'aiuto è stato notificato in conformità al procedimento previsto dall'art. 88, n. 3, CE. Secondo la ricorrente
         nella causa T-118/01, sostenuta dall'interveniente, tale conclusione deriva dall'art. 14, n. 1, del regolamento n. 659/1999.
         Secondo la ricorrente nella causa T-116/01, la stessa conclusione deriva dal principio di tutela del legittimo affidamento.
         
         
         
         192
            
          La Commissione eccepisce l'irricevibilità di tale parte del motivo, ritenendola contraria al principio dell'autorità della
         cosa giudicata. 
         
         
         193
            
          Sul merito, la Commissione fa valere che, poiché l'aiuto controverso è stato concesso illegittimamente dalle autorità spagnole,
         l'art. 14 del regolamento n. 659/1999 e il principio di tutela del legittimo affidamento non ostano alla decisione di restituzione
         contenuta nella decisione impugnata. 
         ─ Giudizio del Tribunale
         
         
         194
            
          In ordine all'eccezione di irricevibilità sollevata dalla Commissione, questa dev'essere respinta per gli stessi motivi esposti
         ai punti 77-81 della presente sentenza. 
         
         
         195
            
          Quanto al merito, si deve rilevare che, nell'ambito di tale parte, l'argomento delle ricorrenti, secondo cui vi sarebbe stata
         una violazione dell'art. 14, n. 1, del regolamento n. 659/1999 nonché del principio della tutela del legittimo affidamento,
         si basa interamente sull'ipotesi che l'aiuto controverso sia stato notificato in conformità al procedimento previsto dall'art. 88,
         n. 3, CE. 
         
         
         196
            
          Orbene, posto che è già stato accertato, ai punti 58-74 della presente sentenza, che l'aiuto controverso è stato concesso
         illegittimamente, gli argomenti delle ricorrenti presentati nell'ambito di tale parte devono essere respinti. 
          Sulla seconda parte, basata su una violazione dei principi generali di diritto comunitario che vietano il recupero degli aiuti
         illegittimi
         ─ Argomenti delle parti
         
         
         197
            
          Nell'ambito di tale parte, la ricorrente nella causa T-118/01, sostenuta dalla parte interveniente, fa valere che, nell'ipotesi
         in cui l'aiuto controverso dovesse essere qualificato come illegittimo, la presenza di circostanze eccezionali tali da far
         sorgere un legittimo affidamento osterebbe al recupero dell'aiuto controverso, in conformità all'art. 14, n. 1, ultimo comma,
         del regolamento n. 659/1999 (sentenza della Corte 24 novembre 1987, causa 223/85, RSV/ Commissione, Racc. pag. 4617, punti
         13-17). Inoltre, con il suo comportamento, la Commissione avrebbe violato il principio di buona amministrazione. 
         
         
         198
            
          A suo parere, il fatto che gli aiuti sono stati eseguiti solamente dopo la decisione definitiva della Commissione ed il fatto
         che quest'ultima non ha mai fatto rilevare, in fase di istruzione del caso, che la comunicazione dell'accordo da parte degli
         avvocati della P&O Ferries non era giuridicamente valida rappresentano circostanze eccezionali che hanno fatto sorgere un
         affidamento sulla regolarità dell'aiuto, il quale è meritevole di tutela giuridica. La Commissione avrebbe infatti dovuto
         informare il governo spagnolo che era suo onere effettuare la notifica del nuovo accordo, in virtù del principio di buona
         fede e di leale cooperazione sancito dall'art. 10 CE, nonché dal principio generale di buona amministrazione (sentenza del
         Tribunale 15 marzo 2001, causa T-73/98, Prayon-Rupel/Commissione, Racc. pag. II-867, punto 45). Essa rileva inoltre che la
         decisione 7 giugno 1995 è stata ufficialmente notificata al governo spagnolo. Essa ritiene che i rapporti intercorsi tra la
         Commissione e il governo spagnolo durante il procedimento previsto dall'art. 88, n. 3, CE, e, in particolare il fatto che
         la decisione 7 giugno 1995 sia stata notificata a quest'ultimo, avrebbero  
         regolarizzato gli effetti della mancata notificazione. 
         
         
         199
            
          L'interveniente nella causa T-118/01 aggiunge che la Commissione ha riconosciuto che, in materia di aiuti di Stato, il suo
         atteggiamento può far sorgere un legittimo affidamento sia in capo all'autorità che ha concesso l'aiuto sia in capo all'impresa
         beneficiaria (decisione della Commissione 16 maggio 2000, 2001/212/CE, concernente il regime di aiuto posto in essere dall'Italia
         in favore delle grandi imprese in difficoltà, GU 2001, L 79, pag. 29, ‘considerando’ 72). 
         
         
         200
            
          La Commissione rileva che il fatto di non aver inizialmente sollevato obiezioni con riferimento all'aiuto controverso non
         vale a far sorgere un legittimo affidamento dell'impresa beneficiaria sulla legittimità dell'aiuto concesso in esecuzione
         del nuovo accordo, in quanto, come essa avrebbe già dimostrato, le condizioni enunciate dall'art. 88, n. 3, CE non sono state
         rispettate e in quanto la decisione 7 giugno 1995 è stata annullata ad opera della sentenza BAI. 
         ─ Giudizio del Tribunale
         
         
         201
            
          Si deve rilevare che la possibilità, per il beneficiario di un aiuto illegittimamente concesso, di invocare circostanze eccezionali
         sulle quali abbia potuto fondare il proprio affidamento circa la regolarità dell'aiuto e di opporsi, quindi, alla sua ripetizione
         non può certamente escludersi (sentenza della Corte 20 settembre 1990, causa C-5/89, Commissione/Germania, Racc. pag. I-3437,
         punto 16). 
         
         
         202
            
          Per contro, uno Stato membro, le cui autorità abbiano concesso un aiuto in violazione delle norme procedurali di cui all'art. 88
         CE, non può invocare il legittimo affidamento dei beneficiari per sottrarsi all'obbligo di adottare i provvedimenti necessari
         ai fini dell'esecuzione di una decisione della Commissione con cui quest'ultima ordina la ripetizione dell'aiuto. Ammettere
         tale possibilità significherebbe, infatti, privare di effetto utile le norme di cui agli artt. 87 CE e 88 CE, in quanto le
         autorità nazionali potrebbero far valere in tal modo il proprio illegittimo comportamento, al fine di vanificare l'efficacia
         delle decisioni emanate dalla Commissione in virtù di tali disposizioni del Trattato (sentenze della Corte Commissione/Germania,
         cit., punto 17, e 7 marzo 2002, causa C-310/99, Italia/Commissione, Racc. pag. I-2289, punto 104). Così, non spetta allo Stato
         membro interessato, ma all'impresa beneficiaria, di far valere circostanze eccezionali sulle quali essa abbia potuto fondare
         il proprio legittimo affidamento al fine di opporsi alla restituzione di un aiuto illegittimo (sentenza del Tribunale 27 gennaio
         1998, causa T-67/94, Ladbroke Racing/Commissione, Racc. pag. II-1, punto 183). 
         
         
         203
            
          Ne discende che la Diputación non è legittimata a invocare la presenza di circostanze eccezionali e la tutela del legittimo
         affidamento della P&O Ferries. 
         
         
         204
            
          Si deve del pari rilevare a tal proposito che, nell'ambito del suo ricorso introdotto nella causa T-116/01, la beneficiaria
         dell'aiuto controverso, cioè  la P&O Ferries, non ha invocato, oltre al fatto che la Commissione ha inizialmente adottato
         la decisione 7 giugno 1995, alcuna circostanza eccezionale tale da far sorgere in capo ad essa un legittimo affidamento. 
         
         
         205
            
          A tal proposito, si deve precisare che il fatto che la Commissione abbia inizialmente adottato una decisione positiva di approvazione
         dell'aiuto controverso non ha potuto far sorgere, in capo alla P&O Ferries, un legittimo affidamento, in quanto tale decisione
         è stata impugnata nei termini di ricorso e quindi annullata dal giudice comunitario (sentenza Spagna/Commissione, cit., punto 53).
         
         
         
         206
            
          Orbene, è pacifico che l'art. 230 CE effettua un bilanciamento tra il principio di legittimità, teso ad evitare che atti illegittimi
         producano effetti all'interno del mercato comune, e il principio di certezza del diritto, il quale mira ad evitare che atti
         comunitari produttivi di effetti giuridici vengano rimessi in discussione all'infinito (v., in tal senso, sentenze della Corte
         30 gennaio 1997, causa C-178/95, Wiljo, Racc. pag. I-585, punto 19; 15 febbraio 2001, causa C-239/99, Nachi Europe, Racc. pag. I-1197,
         punto 29, e 22 ottobre 2002, causa C-241/01, National Farmers' Union, Racc. pag. I-9079, punto 34). 
         
         
         207
            
          Si deve del pari rilevare che, secondo la giurisprudenza, se occorre vigilare sul rispetto degli imperativi della certezza
         del diritto a protezione degli interessi privati, è opportuno ugualmente ponderare tali imperativi con gli imperativi della
         tutela degli interessi pubblici (sentenze della Corte SNUPAT/Alta Autorità, cit., punto 159; 12 luglio 1962, causa 14/61,
         Hoogovens/Alta Autorità, Racc. pag. 485, in particolare pagg. 516-523, e del Tribunale 24 aprile 1996, cause riunite T-551/93,
         T-231/94, da T-232/94 a T- 234/94, Industrias Pesqueras Campos e a./Commissione, Racc. pag. II-247, punto 76). 
         
         
         208
            
          Orbene, in materia di aiuti di Stato, vi è un interesse pubblico rilevante volto a evitare che il funzionamento del mercato
         sia falsato in ragione di aiuti di Stato lesivi della concorrenza, il che impone, secondo una costante giurisprudenza, che
         gli aiuti illegittimi siano restituiti al fine di ristabilire la situazione precedente (sentenze Deufil/Commissione, cit.,
         punto 24, e 21 marzo 1990, Belgio/Commissione, cit., punto 66). Tale interesse pubblico comprende così, in particolare, la
         tutela dei concorrenti i quali, da parte loro, hanno un evidente interesse a poter contestare gli atti della Commissione che
         sono per loro svantaggiosi (v., in tal senso, sentenze SNUPAT/Alta Autorità, cit., punto 159, e Hoogovens/Alta Autorità, cit.,
         punto 518). 
         
         
         209
            
          Una diversa soluzione priverebbe di effetto utile il sindacato svolto dal giudice comunitario in ordine alla legittimità degli
         atti adottati dalle istituzioni comunitarie in conformità agli artt. 220 CE, 230, primo comma, CE e 233 CE. Orbene, risulta
         da giurisprudenza consolidata che l'esigenza di un sindacato giurisdizionale costituisce un principio generale di diritto
         comunitario, che deriva dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e che è stato sancito dagli artt. 6 e 13
         della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (sentenze della Corte 15
         maggio 1986, causa 222/84, Johnston, Racc. pag. 1651, punto 18; 27 novembre 2001, causa C-424/99, Commissione/Austria, Racc. pag. I-9285,
         punto 45, e 25 luglio 2002, causa C-50/00 P, Union de pequeños agricultores/Consiglio, Racc. pag. I-6677, punto 39). Il diritto
         a un ricorso effettivo è stato inoltre riaffermato dall'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,
         proclamata il 7 dicembre 2000 a Nizza (GU 2000, C 364, pag. 1). 
         
         
         210
            
          Emerge dalle considerazioni che precedono che, nelle circostanze in esame, non è potuto sorgere alcun legittimo affidamento
         in capo alla P&O Ferries. 
         
         
         211
            
          Per quanto concerne la pretesa violazione del principio di buona amministrazione, tale argomento sembra, in sostanza, criticare
         il comportamento della Commissione in sede di istruzione del fascicolo, mettendo così nuovamente in discussione l'illegittimità
         dell'aiuto controverso. 
         
         
         212
            
          In tali circostanze, senza che risulti necessario esaminare se tale punto delle conclusioni sia stato presentato in conformità
         ai requisiti indicati dall'art. 21 dello statuto della Corte di giustizia e dell'art. 44, n. 1, lett. c), del regolamento
         di procedura del Tribunale, esso dev'essere respinto, rinviando all'analisi svolta dal Tribunale con riferimento al primo
         motivo (precedenti punti 57-74). 
         
         
         213
            
          Risulta da quanto precede che il presente motivo dev'essere integralmente respinto. 
          Sul secondo motivo nella causa T-116/01, basato sulla violazione dell'art. 88 CE
          Argomenti delle parti
         
         
         214
            
          In subordine, la ricorrente nella causa T-116/01 fa valere che l'aiuto controverso deve essere considerato come implicitamente
         autorizzato ai sensi dell'art. 4, n. 6, del regolamento n. 659/1999, ovvero in applicazione dei principi generali del diritto
         comunitario come erano stati formulati prima della comunicazione del regolamento, considerato che la Commissione non ha aperto
         (o riaperto) il procedimento previsto dall'art. 88 CE nei due mesi successivi la pronuncia della sentenza BAI. Altrimenti,
         si permetterebbe alla Commissione di sospendere l'adozione di un'eventuale decisione di aprire un procedimento formale ai
         sensi dell'art. 88, n. 2, CE, quando essa abbia inizialmente adottato una decisione di approvazione in seguito annullata,
         durante un periodo più lungo che se essa avesse trattato correttamente la questione all'epoca del primo procedimento (sentenza
         Austria/Commissione, cit., punti 68-78). 
         
         
         215
            
          La Commissione ritiene che tale motivo sia privo di fondamento e debba essere respinto. 
          Giudizio del Tribunale
         
         
         216
            
          Nella sentenza 11 dicembre 1973, causa 120/73, Lorenz (Racc. pag. 1471, punto 6), la Corte ha stabilito che l'art. 88, n. 3,
         CE implica che  
         se la Commissione, cui uno Stato membro ha reso nota l'elaborazione di un progetto diretto a istituire o modificare un aiuto,
         non provvede a promuovere il procedimento contraddittorio, lo Stato interessato può, allo scadere del periodo destinato all'esame
         preliminare del progetto, dare attuazione al regime di aiuti proposto, avvisandone preventivamente la Commissione. Il regime
         così attuato va allora considerato come regime già in vigore. Con successive sentenze, la Corte ha precisato che tale periodo non può essere superiore a due mesi (v., ad esempio, sentenze
         della Corte 20 marzo 1984, causa 84/82, Germania/Commissione, Racc. pag. 1451, punto 11; SFEI e a., cit., punto 38, e Austria/Commissione,
         cit., punto 74). Tale principio è stato in seguito ripreso dall'art. 4, n. 6, del regolamento n. 659/1999. 
         
         
         217
            
          Si ricorda che il principio enunciato nella citata sentenza Lorenz e contenuto nell'art. 4, n. 6, del regolamento n. 659/1999
         può essere invocato solo con riferimento a un aiuto notificato in conformità al procedimento previsto dall'art. 88, n. 3,
         CE. Esso non trova applicazione nell'ambito di un procedimento aperto dalla Commissione con riferimento a un aiuto non notificato.
         
         
         
         218
            
          Orbene, posto che l'aiuto controverso non è stato notificato ai sensi dell'art. 88, n. 3, CE, si deve respingere l'argomento
         secondo cui la Commissione avrebbe dovuto avviare il procedimento previsto dall'art. 88, n. 2, CE nei due mesi successivi
         alla pronuncia della sentenza BAI. 
         
         
         219
            
          Tale motivo dev'essere pertanto respinto. 
          Sul terzo motivo nella causa T-116/01, basato sulla violazione dell'art. 253 CE
          Argomenti delle parti
         
         
         220
            
          In via subordinata, la ricorrente nella causa T-116/01 invoca del pari l'insufficienza ovvero il carattere non pertinente
         della motivazione della decisione impugnata. Essa ritiene, in particolare, che nulla nell'ambito della decisione impugnata
         precisi che la Commissione abbia tentato di raggiungere un equilibrio tra il principio di legittimità e quello della certezza
         del diritto, come richiesto dal diritto comunitario. In ogni caso, quando, come nel caso di specie, un aiuto è stato notificato
         alla Commissione ed è stato approvato da quest'ultima prima della concessione del medesimo, qualsiasi conclusione che non
         riconosca la preminenza del principio della certezza del diritto sarebbe incompatibile con il regime dettato dalle norme del
         Trattato in materia di aiuti di Stato e assoggetterebbe, in maniera inammissibile, la concessione di un aiuto a taluni elementi
         aleatori, anche quando l'interesse pubblico richieda che l'aiuto sia accordato e che la sua concessione abbia luogo senza
         ritardo. 
         
         
         221
            
          La ricorrente nella causa T-116/01 conclude che l'art. 2 della decisione impugnata dovrebbe essere annullato altresì a causa
         di un'erronea applicazione del diritto comunitario. 
         
         
         222
            
          La Commissione ritiene che tale motivo debba essere respinto in quanto manifestamente infondato. 
          Giudizio del Tribunale
         
         
         223
            
          Va ricordato che la soppressione di un aiuto di Stato illegittimo mediante recupero è la logica conseguenza dell'accertamento
         della sua illegittimità (sentenza 21 marzo 1990, Belgio/Commissione, cit., punto 66). Infatti, l'obbligo per lo Stato di sopprimere
         un aiuto ritenuto dalla Commissione incompatibile con il mercato comune mira al ripristino della situazione precedente (sentenza
         4 aprile 1995, causa C-350/93, Commissione/Italia, Racc. pag. I-699, punto 21, e 17 giugno 1999, causa C-75/97, Belgio/Commissione,
         Racc. pag. I-3671, punto 64). 
         
         
         224
            
          Così, per quanto concerne l'obbligo della Commissione di motivare una decisione che disponga il recupero dell'aiuto illegittimo,
         risulta dalla giurisprudenza della Corte che, in materia di aiuti di Stato, quando, contrariamente alle disposizioni dell'art. 88,
         n. 3, CE, l'aiuto programmato sia già stato corrisposto, la Commissione, che ha il potere di ingiungere alle autorità nazionali
         di ordinarne la restituzione, non è tenuta ad esporre specifici motivi per giustificare il suo esercizio (sentenze 14 settembre
         1994, cause riunite da C-278/92 a C-280/92, Spagna/Commissione, Racc. pag. I-4103, punto 78; 17 giugno 1999, Belgio/Commissione,
         cit., punto 82, e CETM/Commissione, cit., punto 172). 
         
         
         225
            
          Poiché l'aiuto controverso è stato concesso illegittimamente, si deve concludere che la Commissione non era obbligata a motivare
         la sua decisione di disporre il recupero dell'aiuto, senza che vi sia necessità di verificare se la motivazione esposta ai
         ‘considerando’ 74-78 della decisione impugnata sia sufficiente. 
         
         
         226
            
          La decisione impugnata non è quindi viziata, a tal proposito, da alcuna carenza di motivazione. 
         
         
         227
            
          Per la parte in cui la ricorrente tenta, in realtà, di contestare la decisione della Commissione che dispone il recupero,
         si deve rinviare all'analisi effettuata dal Tribunale nell'ambito del quinto motivo. Infatti, un motivo basato su un errore
         di valutazione della Commissione non può essere esaminato nell'ambito di un motivo relativo all'art. 253 CE (sentenza Commissione/Sytraval
         e Brink's France, cit., punti 67-72). 
         
         
         228
            
          Dall'insieme delle considerazioni che precedono discende che i ricorsi devono essere respinti. 
         
         Sulle spese
         229
            
          Ai sensi dell'art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda, le ricorrenti nelle cause T-116/01 e T-118/01, rimaste soccombenti, devono
         essere condannate alle spese. 
         
         
         230
            
          Ai sensi dell'art. 87, n. 4, terzo comma, il Tribunale può ordinare che una parte interveniente sopporti le proprie spese.
         Nel caso in esame, le parti che sono intervenute a sostegno delle ricorrenti nelle cause T-116/01 e T-118/01 sopporteranno
         le proprie spese. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Prima Sezione ampliata)
         
         
          dichiara e statuisce:  
         
            
            1)
             I ricorsi sono respinti. 
            
            
            2)
             Le ricorrenti sopporteranno, in ciascuna causa, le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione. 
            
            
            3)
             Le intervenienti sopporteranno le proprie spese. 
            
            
                  Vesterdorf
               
               
                  Lenaerts 
               
               
                  Azizi 
               
            
                  Jaeger
               
               
                  Legal 
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 5 agosto 2003. 
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung 
               
               
                  B. Vesterdorf  
               
            
         
            
         
      
          1 –
            
             Lingue processuali: lo spagnoloe l'inglese.