CELEX: 22010A0408(01)
Language: it
Date: 2010-03-24 00:00:00
Title: Accordo tra l’Unione europea e il Montenegro sulla partecipazione del Montenegro all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta)

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22010A0408(01)

Accordo tra l’Unione europea e il Montenegro sulla partecipazione del Montenegro all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta)  

Gazzetta ufficiale n. L 088 del 08/04/2010 pag. 0003 - 0008

		TRADUZIONEAccordotra l’Unione europea e il Montenegro sulla partecipazione del Montenegro all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta)L’UNIONE EUROPEA (UE),da una parte, eIL MONTENEGROdall’altra,in seguito denominate "le parti",TENUTO CONTO di quanto segue:l’adozione, da parte del Consiglio, dell’azione comune 2008/851/PESC relativa all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia [1] (operazione Atalanta), modificata dalla decisione 2009/907/PESC del Consiglio [2],l’invito rivolto dall’UE al Montenegro a partecipare all’operazione diretta dall’UE,il completamento positivo del processo di costituzione della forza e della raccomandazione del comandante dell’operazione dell’UE e del Comitato militare dell’UE di approvare la partecipazione delle forze del Montenegro all’operazione diretta dall’UE,la decisione ATALANTA/2/2009 del Comitato politico e di sicurezza, del 21 aprile 2009, relativa all’accettazione dei contributi di Stati terzi all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta) [3] e la decisione ATALANTA/3/2009 del Comitato politico e di sicurezza, del 21 aprile 2009, relativa alla costituzione del comitato dei contributori per l’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta) [4], entrambe modificate dalla decisione ATALANTA/7/2009 del Comitato politico e di sicurezza [5],la decisione del Montenegro del 13 agosto 2009 di partecipare all’operazione Atalanta,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1Partecipazione all’operazione1. Il Montenegro aderisce all’azione comune 2008/851/PESC relativa all’operazione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (operazione Atalanta), modificata dalla decisione 2009/907/PESC, nonché a qualsiasi ulteriore decisione con la quale il Consiglio dell’Unione europea decide di estendere l’operazione, a norma del disposto del presente accordo e delle disposizioni di attuazione eventualmente necessarie.2. Il contributo del Montenegro alla forza navale diretta dall’Unione europea (EUNAVFOR) fa salva l’autonomia decisionale dell’Unione europea.3. Il Montenegro assicura che le sue forze e il suo personale che partecipano all’operazione Atalanta effettuino la propria missione conformemente:- all’azione comune 2008/851/PESC e alle eventuali successive modifiche,- al piano operativo,- alle misure di attuazione.4. Le forze e il personale distaccato dal Montenegro che partecipano all’operazione conformano l’esercizio delle loro funzioni e la loro condotta ai soli interessi dell’operazione Atalanta.5. Il Montenegro informa a tempo debito il comandante dell’operazione dell’UE di qualsiasi modifica della propria partecipazione all’operazione.Articolo 2Status delle forze1. Lo status delle forze e del personale messi a disposizione dell’operazione Atalanta dal Montenegro è disciplinato dall’accordo sullo status delle forze concluso tra l’Unione europea e la Somalia, Gibuti o altri Stati della regione con cui sia stato concluso tale accordo ai fini dell’operazione, o della dichiarazione unilaterale sullo status delle forze rilasciata dal Kenya, dalle Seychelles o altri Stati della regione che abbiano rilasciato tale dichiarazione ai fini dell’operazione.2. Lo status delle forze e del personale messi a disposizione di comandi o elementi di comando al di fuori della zona delle operazioni congiunte è disciplinato da disposizioni fra lo Stato ospitante i comandi e gli elementi di comando interessati e il Montenegro.3. Fatti salvi gli accordi e le dichiarazioni sullo status delle forze di cui ai paragrafi 1 e 2, il Montenegro esercita la giurisdizione sulle sue forze e sul suo personale che partecipano all’operazione Atalanta.4. Il Montenegro è competente a soddisfare le richieste di indennizzo connesse alla partecipazione all’operazione Atalanta, formulate da o concernenti un qualsiasi membro delle sue forze e del suo personale. Il Montenegro è competente ad avviare eventuali azioni, in particolare azioni legali o disciplinari, nei confronti di un qualsiasi membro delle sue forze e del suo personale, conformemente alle sue leggi e ai suoi regolamenti.5. Il Montenegro si impegna a formulare una dichiarazione riguardante la rinuncia a qualsiasi richiesta di indennizzo nei confronti di uno Stato partecipante all’operazione Atalanta ed a farlo all’atto della firma del presente accordo.6. Gli Stati membri dell’Unione europea si impegnano a formulare una dichiarazione riguardante la rinuncia a qualsiasi richiesta di indennizzo in relazione alla partecipazione del Montenegro all’operazione Atalanta e a farlo all’atto della firma del presente accordo.Articolo 3Condizioni di trasferimento delle persone arrestate e fermate in vista dell’esercizio delle competenze giurisdizionaliSe il Montenegro esercita la propria giurisdizione su persone che hanno commesso o sono sospettate di aver commesso atti di pirateria o rapine a mano armata nel mare territoriale di uno Stato costiero nel teatro dell’operazione, il trasferimento dall’EUNAVFOR al Montenegro delle persone arrestate e fermate dall’EUNAVFOR e dei beni sequestrati in possesso dell’EUNAVFOR ai fini dell’esercizio di azioni giudiziarie si svolge secondo le condizioni indicate nell’allegato, che forma parte integrante del presente accordo.Articolo 4Informazioni classificate1. Il Montenegro adotta le misure adeguate per assicurare che le informazioni classificate dell’UE siano protette in conformità delle norme di sicurezza del Consiglio dell’Unione europea, contenute nella decisione 2001/264/CE del Consiglio, del 19 marzo 2001, che adotta le norme di sicurezza del Consiglio [6], e degli ulteriori orientamenti formulati dalle autorità competenti, tra cui il comandante dell’operazione dell’UE.2. Qualora l’UE e il Montenegro abbiano concluso un accordo sulle procedure di sicurezza per lo scambio di informazioni classificate, le disposizioni di tale accordo sono applicate nell’ambito dell’operazione Atalanta.Articolo 5Catena di comando1. L’insieme delle forze e del personale che partecipa all’operazione Atalanta resta pienamente subordinato alle proprie autorità nazionali.2. Le autorità nazionali trasferiscono il comando operativo e tattico e/o il controllo delle loro forze e del loro personale al comandante dell’operazione dell’UE. Il comandante dell’operazione dell’UE può delegare i suoi poteri.3. Il Montenegro ha gli stessi diritti e gli stessi obblighi, in termini di gestione quotidiana dell’operazione, degli Stati membri dell’Unione europea partecipanti.4. Il comandante dell’operazione dell’UE può, previa consultazione del Montenegro, richiedere in qualsiasi momento il ritiro del contributo del Montenegro.5. Un Alto rappresentante militare (Senior Military Representative — SMR) è nominato dal Montenegro per rappresentarne il contingente nazionale in seno all’operazione Atalanta. L’SMR si consulta con il comandante della forza dell’UE su tutte le questioni inerenti all’operazione ed è responsabile della disciplina giornaliera del contingente.Articolo 6Aspetti finanziari1. Il Montenegro sostiene tutti i costi connessi alla sua partecipazione all’operazione, a meno che tali costi non siano soggetti a finanziamento comune in base agli strumenti giuridici di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del presente accordo, nonché alla decisione 2008/975/PESC del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativa all’istituzione di un meccanismo per amministrare il finanziamento dei costi comuni delle operazioni dell’Unione europea che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa (Athena) [7].2. L’operazione Atalanta fornisce supporto logistico al contingente montenegrino dietro rimborso dei costi alle condizioni previste nelle disposizioni di attuazione di cui all’articolo 7. La gestione amministrativa delle spese è affidata ad Athena.3. In caso di decesso, lesioni, perdite o danni causati a persone fisiche o giuridiche dello Stato o degli Stati in cui è condotta l’operazione, il Montenegro, se ne è accertata la responsabilità, paga un indennizzo alle condizioni previste dall’accordo sullo status delle forze, se disponibile, di cui all’articolo 2, paragrafo 1 del presente accordo.Articolo 7Disposizioni di attuazione del presente accordoQualsiasi accordo tecnico e amministrativo necessario ai fini dell’attuazione del presente accordo è concluso tra l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza o il comandante dell’operazione dell’UE e le autorità competenti del Montenegro.Articolo 8Non conformitàQualora una delle parti non adempia agli obblighi che ad essa incombono ai sensi dei precedenti articoli, l’altra parte ha il diritto di denunciare il presente accordo con un preavviso di un mese.Articolo 9Composizione delle controversieLe controversie connesse all’interpretazione o all’applicazione del presente accordo sono composte per via diplomatica tra le parti.Articolo 10Entrata in vigore1. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del primo mese successivo alla data in cui le parti si sono notificate la conclusione delle procedure interne necessarie a tal fine.2. Il presente accordo è applicato in via provvisoria dalla data della firma.3. Il presente accordo resta in vigore per la durata del contributo del Montenegro all’operazione.4. La cessazione del presente accordo non pregiudicherà i benefici o gli obblighi derivanti dall’applicazione dell’accordo stesso prima della cessazione, inclusi i benefici per le persone trasferite, finché sono sottoposte a detenzione o ad una azione giudiziaria da parte del Montenegro.Dopo la fine dell’operazione, tutti i benefici dell’EUNAVFOR in virtù dell’allegato del presente accordo possono essere esercitati dalla persona o entità designata dallo Stato che esercita la presidenza del Consiglio dell’UE. Una persona o entità designata può essere, tra l’altro, un agente diplomatico o funzionario consolare di tale Stato accreditato nel Montenegro. Dopo la fine dell’operazione, tutte le notifiche che dovevano essere fatte all’EUNAVFOR in virtù del presente strumento saranno fatte allo Stato che esercita la presidenza del Consiglio dell’UE.Fatto a Bruxelles, addì ventiquattro marzo duemiladieci, in duplice copia originale e in lingua inglese.Per l’Unione europeaPer il Montenegro[1] GU L 301 del 12.11.2008, pag. 33; rettifica nella GU L 253 del 25.9.2009, pag. 18.[2] GU L 322 del 9.12.2009, pag. 27.[3] GU L 109 del 30.4.2009, pag. 52.[4] GU L 112 del 6.5.2009, pag. 9 e addendum nella GU L 119 del 14.5.2009, pag. 40.[5] GU L 270 del 15.10.2009, pag. 19.[6] GU L 101 dell'11.4.2001, pag. 1.[7] GU L 345 del 23.12.2008, pag. 96.--------------------------------------------------ALLEGATODISPOSIZIONI SULLE CONDIZIONI E SULLE MODALITÀ DI TRASFERIMENTO DELLE PERSONE SOSPETTATE DI AVER COMMESSO ATTI DI PIRATERIA O RAPINE A MANO ARMATA NEL MARE TERRITORIALE DI UNO STATO COSTIERO NEL TEATRO DELL’OPERAZIONE, E FERMATE DALLA FORZA NAVALE DIRETTA DALL’UNIONE EUROPEA (EUNAVFOR), E DEI BENI SEQUESTRATI IN POSSESSO DELL’EUNAVFOR, DALL’EUNAVFOR AL MONTENEGRO, E DEL LORO TRATTAMENTO DOPO TALE TRASFERIMENTO1. DefinizioniAi fini del presente accordo:a) la "pirateria" definita all’articolo 101 dell’UNCLOS;b) "rapina a mano armata": gli atti definiti al paragrafo 1, lettera a), commessi nel mare territoriale di uno Stato costiero nel teatro dell’operazione;c) "persona trasferita": qualsiasi persona sospettata di voler commettere, di commettere o di aver commesso, atti di pirateria o rapine a mano armata, trasferita dall’EUNAVFOR al Montenegro in virtù del presente accordo.2. Principi generalia) Il Montenegro può accettare, su richiesta dell’EUNAVFOR, il trasferimento delle persone fermate dall’EUNAVFOR in connessione con la pirateria o la rapina a mano armata e dei relativi beni sequestrati dall’EUNAVFOR e sottoporre tali persone e beni alle proprie autorità competenti ai fini delle indagini e dell’azione giudiziaria.b) L’EUNAVFOR, agendo in virtù del presente accordo, trasferisce le persone soltanto alle autorità competenti del Montenegro preposte all’applicazione della legge.c) Il Montenegro conferma che tratterà le persone trasferite in virtù delle presenti disposizioni, sia prima che dopo il trasferimento, in modo umano ed in conformità con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, incluso il divieto della tortura o di qualsiasi altro trattamento o pena crudele, disumana o degradante e il divieto della detenzione arbitraria ed in conformità con il requisito del diritto a un processo equo.3. Trattamento, azione giudiziaria e processo delle persone trasferitea) La persona trasferita è trattata in modo umano e non è oggetto di tortura o di trattamento o pena crudele, disumana o degradante, riceve vitto e alloggio adeguati, accesso alle cure mediche e può osservare la propria religione.b) La persona trasferita è prontamente tradotta dinanzi a un giudice o ad altro funzionario autorizzato dalla legge ad esercitare il potere giudiziario, che decide senza indugio sulla legittimità della detenzione ed ordina il rilascio se la detenzione non è legittima.c) La persona trasferita ha diritto al processo entro un ragionevole periodo di tempo o al rilascio.d) Nell’accertamento di un’accusa penale formulata a suo carico, la persona trasferita ha diritto ad un’udienza equa e pubblica da parte di un organo giurisdizionale competente, indipendente ed imparziale, costituito per legge.e) La persona trasferita accusata di un reato è presunta innocente fino a quando non ne sia legalmente accertata la colpevolezza.f) Nell’accertamento di un’accusa penale formulata a suo carico, la persona trasferita ha diritto alle seguenti garanzie minime, in condizioni di completa parità:1. essere informata, nel più breve tempo possibile, in una lingua ad essa comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico;2. disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la difesa e comunicare con un avvocato di sua scelta;3. essere giudicata senza indebito ritardo;4. essere presente al processo e difendersi di persona o mediante un difensore di sua scelta; nel caso sia sprovvista di un difensore, essere informata del suo diritto ad averne e, ogni qualvolta l’interesse della giustizia lo esiga, vedersi assegnato un difensore d’ufficio, a titolo gratuito se la persona non dispone di mezzi sufficienti per compensarlo;5. esaminare, o far esaminare, tutte le prove a suo carico, incluse le dichiarazioni giurate dei testimoni a carico, ed ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico alle stesse condizioni dei testimoni a carico;6. farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza;7. non essere costretta a testimoniare contro sé stessa o a confessare la propria colpevolezza.g) La persona trasferita condannata per un reato ha diritto di chiedere il riesame della sua dichiarazione di colpevolezza e condanna o di appellarsi ad un organo giurisdizionale superiore in conformità con la legislazione del Montenegro.h) Il Montenegro non trasferisce la persona trasferita ad alcun altro Stato ai fini delle indagini e dell’azione giudiziaria senza un consenso scritto preliminare dell’EUNAVFOR.4. Pena di morteNessuna persona trasferita è condannata o rischia di essere condannata alla pena di morte o è sottoposta all’applicazione di tale pena.5. Documentazione e notifichea) Il trasferimento è oggetto di un documento appropriato firmato dal rappresentante dell’EUNAVFOR e dal rappresentante delle autorità competenti del Montenegro preposte all’applicazione della legge.b) L’EUNAVFOR fornisce al Montenegro la documentazione sulla detenzione delle persone trasferite. Questa documentazione include, per quanto possibile, indicazioni concernenti la condizione fisica della persona trasferita durante la detenzione, il momento del trasferimento alle autorità del Montenegro, la ragione della detenzione, l’ora ed il luogo in cui è cominciata e tutte le decisioni prese riguardo alla detenzione.c) Il Montenegro è responsabile della rilevazione precisa di tutte le persone trasferite e, segnatamente ma non esclusivamente, di una documentazione di tutti i beni sequestrati, della condizione fisica della persona, dei luoghi di detenzione, delle accuse a suo carico e di tutte le decisioni significative prese nel corso dell’azione giudiziaria e del processo.d) Questa documentazione è a disposizione dei rappresentanti dell’UE e dell’EUNAVFOR su richiesta scritta al ministro degli affari esteri del Montenegro.e) Inoltre, il Montenegro notifica all’EUNAVFOR il luogo di detenzione delle persone trasferite in virtù del presente accordo, l’eventuale deterioramento delle loro condizioni fisiche e le indicazioni di presunto trattamento indebito. I rappresentanti dell’UE e dell’EUNAVFOR hanno accesso alle persone trasferite in virtù del presente accordo finché tali persone sono sottoposte a detenzione e possono interrogarle.f) A loro richiesta, le agenzie umanitarie nazionali ed internazionali possono visitare le persone trasferite in virtù del presente accordo.g) Allo scopo di assicurare che l’EUNAVFOR possa fornire assistenza tempestiva al Montenegro con la convocazione dei testimoni dell’EUNAVFOR e la produzione delle relative prove, il Montenegro notifica all’EUNAVFOR l’intenzione di avviare un procedimento penale a carico della persona trasferita e il calendario per la produzione delle prove e l’audizione dei testimoni.6. Assistenza dell’EUNAVFORa) L’EUNAVFOR, nei limiti dei mezzi e delle capacità di cui dispone, fornisce tutta l’assistenza al Montenegro in vista delle indagini e dell’azione giudiziaria riguardo alle persone trasferite.b) In particolare l’EUNAVFOR:1. consegna la documentazione sulla detenzione redatta ai sensi del punto 5, lettera b), delle presenti disposizioni;2. tratta le prove secondo le esigenze delle autorità competenti del Montenegro, come convenuto nelle disposizioni di attuazione descritte al punto 8;3. si sforza di produrre le deposizioni dei testimoni o le dichiarazioni giurate dei membri del personale dell’EUNAVFOR coinvolti negli incidenti in relazione ai quali le persone sono state trasferite in virtù delle presenti disposizioni;4. consegna tutti i beni sequestrati pertinenti in suo possesso.7. Relazione con gli altri diritti delle persone trasferiteNulla delle presenti disposizioni è inteso o può essere interpretato come deroga ai diritti di cui può godere una persona trasferita ai sensi della legislazione internazionale o interna applicabile.8. Modalità di attuazionea) Ai fini dell’attuazione delle presenti disposizioni, le questioni operative, amministrative e tecniche possono essere oggetto di disposizioni di attuazione che devono essere approvate dalle autorità competenti del Montenegro, da una parte, e dalle autorità competenti dell’UE nonché dalle autorità competenti degli Stati che mettono un contingente nazionale a disposizione dell’EUNAVFOR, dall’altra.b) Le disposizioni di attuazione possono tra l’altro riguardare:1. l’individuazione delle autorità competenti del Montenegro preposte all’applicazione della legge a cui l’EUNAVFOR può trasferire le persone;2. i luoghi di detenzione in cui le persone trasferite saranno trattenute;3. il trattamento dei documenti, inclusi quelli relativi alla raccolta delle prove, che sono consegnati alle autorità competenti del Montenegro preposte all’applicazione della legge al momento del trasferimento di una persona;4. i punti di contatto per le notifiche;5. i formulari da utilizzare per i trasferimenti.--------------------------------------------------