CELEX: C1997/387/14
Language: it
Date: 1997-12-20 00:00:00
Title: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberster Gerichtshof der Republik Österreich con ordinanza 7 ottobre 1997 nella causa 1.) The Polo/Lauren Company LP, New York, 2.) Poloco SA, Parigi contro Jürgen Denz, titolare della ditta individuale non registrata Jeans & More (Causa C-370/97)

20 . 12. 97           I IT                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 387/9
     — non ha adottato le misure necessarie ad assicurare              tare, in tale area, tutte le misure atte ad assicurare che i
         che i rifiuti vengano smaltiti senza pericolo per             rifiuti venissero smaltiti senza pericolo per la salute del­
         la salute dell'uomo e senza pregiudizio per                   l' uomo e senza pregiudizio per l'ambiente, senza causare
         l'ambiente, in particolar modo senza creare rischi            inconvenienti da rumori o odori e senza danneggiare la
         per l' acqua, l'aria, il suolo, la fauna e la flora;          natura e il paesaggio.
         senza causare inconvenienti da rumori o odori;
         nonché senza danneggiare la natura e il paesaggio,
         in violazione dell' articolo 4 della direttiva 75/442/
                                                                       La Commissione ritiene altresì che le autorità competenti,
         CEE (') [ovvero dell' articolo 4 della direttiva 75/          designate in conformità dell' articolo 5 della direttiva nel­
         442/CEE, come modificato dalla direttiva 91 / 156/            l'originaria formulazione ( articolo 6 della direttiva modifi­
         CEE (2 ) che ne riproduce sostanzialmente il conte­           cata ), non abbiano ottemperato agli obblighi di organizza­
         nuto];                                                        zione, autorizzazione e controllo delle operazioni di smal­
                                                                       timento dei rifiuti nella zona di cui trattasi, come dimostra
                                                                       lo stato di degrado in cui continua a trovarsi il vallone
     — le autorità competenti, designate in conformità                 S. Rocco .
         all' articolo 5 della direttiva 75/442/CEE ( ovvero
         dell' articolo 6 della direttiva 75/442/CEE, come
         modificato dalla direttiva 91 /156/CEE, che ne
         riproduce sostanzialmente il contenuto ), non                 La Commissione, inoltre, deve ritenere che, nella misura in
         hanno ottemperato agli obblighi di organizzazione,            cui, i rifiuti continuano ad essere scaricati nell'alveo in
         autorizzazione e controllo delle operazioni di smal­          questione, le autorità competenti abbiano omesso di vigi­
         timento dei rifiuti nella zona di cui trattasi , in vio­       lare sulle imprese che provvedono al trasporto, alla rac­
         lazione dell' articolo 5 della direttiva 75/442/CEE           colta , all'ammasso, al deposito o al trattamento dei propri
         ( articolo 6 della direttiva 75/442/CEE, come modi­            rifiuti o dei rifiuti di terzi , in violazione degli obblighi
         ficato dalla direttiva 91 / 156/CEE );                         imposti dall'articolo 10 della direttiva 75/442/CEE nell' o­
                                                                        riginaria formulazione ( articolo 13 della direttiva 75/442/
                                                                        CEE modificata ).
     — le autorità competenti non hanno ottemperato
         all'obbligo di vigilanza delle imprese che provve­
         dono al trasporto, alla raccolta, all'ammasso, al              Per quanto attiene, infine, all'esistenza di una cava utiliz­
         deposito o al trattamento dei propri rifiuti, nonché           zata come discarica abusiva, la Commissione, pur essendo
         di quelle che raccolgono o trasportano i rifiuti per           a conoscenza del procedimento penale iniziato a carico del
         conto terzi, in violazione dell'articolo 10 della              concessionario, non è mai stata informata sul seguito dato
         direttiva 75/442/CEE ( ovvero dell' articolo 13 della          a detto procedimento .
         direttiva 75/442/CEE, come modificato dalla diret­
         tiva 91 /156/CEE, che ne riproduce sostanzialmente
         il contenuto );                                                (') GU L 194 del 25 . 7 . 1975 , pag . 47.
                                                                        ( 2 ) GU L 78 del 26 . 3 . 1991 , pag. 32 .
     — non ha adottato le disposizioni necessarie, affinché,
         con riferimento ad una cavità tufacea sita nella
         zona dell'alveo S. Rocco, adibita in passato a
         discarica abusiva, il concessionario della cava
         stessa consegnasse i rifiuti ad un raccoglitore pri­
         vato o pubblico, o ad un'impresa di smaltimento,               Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberster
         in violazione dell' articolo 7, primo trattino, della          Gerichtshof der Republik Osterreich con ordinanza 7 ottobre
         direttiva 75/442/CEE ( ovvero dell'articolo 8 , primo          1997 nella causa 1 .) The Polo/Lauren Company LP, New
         trattino della direttiva 75/442/CEE, come modifi­              York, 2 .) Poloco SA, Parigi contro Jxirgen Denz, titolare della
         cato dalla direttiva 91 /156/CEE, che ne riproduce                       ditta individuale non registrata Jeans & More
         sostanzialmente il contenuto );
                                                                                                   ( Causa C-370/97
                                                                                                      ( 97/C 387/ 14 )
— condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
     spese processuali .
                                                                        Con ordinanza 7 ottobre 1997 pervenuta nella cancelleria
                                                                        della Corte il 27 ottobre 1997, nella causa 1 . The Polo/
Motivi e principali argomenti                                           Lauren Company LP, New York, 2 . Poloco SA, Parigi,
                                                                        l' Oberster Gerichtshof der Republik Osterreich — 4a
                                                                        sezione — ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
In riferimento allo stato di inquinamento dovuto dallo sca­             Comunità europee la seguente questione pregiudiziale :
rico dei rifiuti provenienti dalle zone a monte del vallone
S. Rocco, la Commissione ritiene che le autorità italiane
abbiano violato l' articolo 4 della direttiva 75/442/CEE nel­           Se l' art. 7, n. 1 , della prima direttiva del Consiglio,
l'originaria formulazione ( articolo 4 della direttiva modifi­          21 dicembre 1988 , sul ravvicinamento delle legislazioni
cata ), nella misura in cui non hanno provveduto ad adot­               degli Stati membri in materia di marchi d' impresa ( 89/
 ---pagebreak--- c 387/10            frr                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            20 . 12 . 97
104/CEE, GU L 40 dell' I 1 . 2, 1989, pag. 1 in prosieguo:                La Repubblica italiana precisa che si tratta di aiuti di
« la direttiva sui marchi ») debba essere interpretato nel                un ammontare globale modestissimo. A parte la
senso che il marchio conferisce al suo titolare il diritto di             minima dimensione dell'aiuto, che già di per sé dimo­
vietare al terzo di utilizzare il marchio per prodotti che                stra una scarsa attitudine ad incidere sugli scambi
con tale marchio sono stati messi in commercio in uno                     comunitari e sulla concorrenza, va rilevato che tale
Stato che non è uno Stato contraente .                                    incidenza non c'è stata e non è stata neanche indicata .
Se il titolare del marchio possa, sulla sola base dell'art. 7,
n. 1 , della direttiva sui marchi, esigere che il Terzo si           b ) Erronea e immotivata esclusione delle deroghe
astenga dall'utilizzare il marchio per prodotti che con tale              ammesse : violazione e falsa applicazione dell'art. 92,
marchio sono stati messi in commercio in uno Stato che                    n . 3 , lett. c ), del Trattato CE e dell' art. 3 , n. 1 , lett. d ),
non è uno Stato contraente .                                              del reg. CEE del Consiglio 4 giugno 1970 n. 1107/
                                                                          70 ( 2 ).
                                                                          La Commissione esclude l'applicabilità delle deroghe
                                                                          contemplate in entrambe le norme sopra dette . Orbene
                                                                          la Commissione, anziché esprimere un giudizio di cer­
Ricorso del 28 ottobre 1997 contro la Commissione delle
                                                                          tezza di incompatibilità, si limita ad esprimere meri
   Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana                  dubbi di compatibilità e poi conclude, senza una vera
                       ( Causa C-372/97)                                  e logica motivazione, per l'esclusione delle deroghe .
                          ( 97/C 387/ 15 )
                                                                     c ) Erronea         qualificazione    delle misure       come       aiuti
                                                                          « nuovi ». La circostanza che si tratta di misure conte­
Il 28 ottobre 1997 la Repubblica italiana , rappresentata
dal suo agente Prof. Umberto Leanza , assistito dall'avvo­                nute e previste prima da una legge del 1981 e poi da
cato dello Stato Oscar Fiumara, e domiciliata in Lussem­                  una legge del 1985 e quindi antecedenti rispetto all'en­
                                                                          trata in vigore della normativa comunitaria che ha
burgo presso l'Ambasciata d'Italia, Rue Marie-Adelaide,
5 , ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità                  liberalizzato il settore dell'autotrasporto merci su
europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità                   strada in cabotaggio aprendolo alla concorrenza, com­
                                                                          porta che tali misure, ove fossero ritenute « aiuti »,
europee .
                                                                          dovrebbero essere qualificate come « aiuti esistenti ».
La ricorrente conclude che la Corte voglia :
                                                                          La Commissione, avendo ritenuto le misure in que­
                                                                          stione come aiuti nuovi, soggetti in quanto tali alla
— in via principale annullare in toto la decisione della                  procedura di cui all'articolo 93 , paragrafo 3 , e avendo
     Commissione delle Comunità europee 30 luglio 1997                    conseguentemente adottato una decisione di illegitti­
     n . C(97 ) 2735 def. (');                                            mità e contestualmente di incompatibilità delle misure
                                                                          di aiuto con l'espressa previsione dell'obbligo di resti­
                                                                          tuzione in capo allo Stato, si è posta in essere una
— in via subordinata annullare la decisione stessa nella                  grave violazione di forme sostanziali e procedurali che
     parte in cui ( art. 5 ) impone l'obbligo di recuperare le            inficia la validità della decisione, quantomeno nella
     sovvenzioni concesse a decorrere dal 1° luglio 1990                  parte in cui essa dispone il recupero degli aiuti versati .
     con relativi interessi;
— in entrambi i casi condannare la Commissione delle                  d ) Violazione del principio del legittimo affidamento e
                                                                          del principio di ragionevolezza in ordine alla disposi­
     Comunità europee alle spese .
                                                                          zione di recupero delle somme erogate a partire dal
                                                                           1° luglio 1990 .
Motivi e principali argomenti
                                                                          Trattandosi di aiuti istituiti ed erogati da tanti anni, la
a ) Erronea qualificazione delle misure come aiuto. Le                    logica che impone la restituzione risulta lesiva del prin­
     misure disposte con la legge regionale n . 4/1985 non                cipio del legittimo affidamento e della certezza del
     possono ritenersi aiuti vietati e ciò per un duplice                 diritto. Non è pensabile che lo Stato e gli stessi opera­
     ordine di motivi : perché non incidono sugli scambi                  tori economici potessero prevedere nel 1981 e poi nel
     intracomunitari e perché sono inidonei ad incidere                    1985 che gli aiuti, all'epoca istituiti ritualmente, dopo
     sulla concorrenza .                                                   tanti anni dall' istituzione sarebbero stati ritenuti ille­