CELEX: 51995PC0294
Language: it
Date: 1995-06-27
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO CONCERNENTE TALUNE AZIONI REALIZZATE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO NEL SETTORE DELL' AMBIENTE NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO DUREVOLE

Avis juridique important

|

51995PC0294

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO CONCERNENTE TALUNE AZIONI REALIZZATE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO NEL SETTORE DELL' AMBIENTE NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO DUREVOLE  /* COM/95/294 DEF - SYN 95/0161 */  

Gazzetta ufficiale n. C 020 del 24/01/1996 pag. 0004

Proposta di regolamento del Consiglio concernente talune azioni  realizzate nei paesi in via di sviluppo nel settore dell'ambiente nel contesto dello sviluppo  durevole(96/C  20/04)COM(95) 294 def. - 95/0161(SYN)(Presentata dalla Commissione il 28  giugno 1995)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 130  S e 130  W, vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico e sociale, convinto della necessità di proseguire uno sviluppo durevole contribuendo ad una reale integrazione  della dimensione ambientale nel processo di sviluppo; considerando che la creazione di strumenti idonei e l'attuazione di azioni sperimentali  costituiranno gli elementi fondamentali di tale integrazione nell'insieme dei settori interessati; tenendo conto della risoluzione del Parlamento europeo, del 14 maggio 1992, sull'ambiente e la  cooperazione allo sviluppo; considerando che la Comunità e i suoi Stati membri hanno adottato la dichiarazione di Rio e il  programma d'azione «Agenda 21»; considerando che la Comunità e i suoi Stati membri hanno ratificato le convenzioni sulla diversità  biologica e sui cambiamenti climatici e hanno firmato quelle contro la desertificazione e che si  sono quindi impegnati a tener conto delle responsabilità comuni ma differenziate delle parti  sviluppate e delle parti in via di sviluppo per quanto riguarda tale materia; richiamandosi alla risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti permanenti dei governi degli  Stati membri, del 1° febbraio 1993, concernente un programma comunitario di politica e d'azione in  materia di ambiente e di sviluppo durevole; considerando che è opportuno integrare gli aspetti interni ed esterni della politica comunitaria in  materia di ambiente al fine di avere una risposta coerente ai problemi posti dalla conferenza delle  Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo, in particolare, agli effetti dei cambiamenti globali  dell'ambiente sulla situazione ambientale nella Comunità; considerando che, in particolare per quanto concerne i cambiamenti climatici e la conservazione  della diversità e delle risorse biologiche e genetiche (comprese quelle dei mari, delle coste e del  suolo), un effetto locale ha conseguenze innegabili sull'intero pianeta e le generazioni future, e  quindi sul benessere, la salute e la sicurezza dei cittadini della Comunità, in particolare per  quanto riguarda l'accesso alle risorse genetiche; considerando che la Comunità e i suoi Stati membri hanno firmato la convenzione per la lotta contro  la desertificazione; considerando che gli strumenti finanziari dei quali dispone attualmente la Comunità in materia di  conservazione e di sviluppo durevole potrebbero essere utilmente completati; considerando che dovrebbero essere presi provvedimenti al fine di finanziare le azioni di cui al  presente regolamento; considerando che è opportuno definire le modalità d'esecuzione, e in particolare la forma  dell'azione, i beneficiari dell'aiuto e le procedure di decisione, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 La Comunità apporta il suo aiuto finanziario e le sue competenze  tecniche alle azioni destinate a facilitare l'integrazione della dimensione ambientale nel processo  di sviluppo durevole dei paesi in via di sviluppo (PVS). Articolo 2 1.  Le azioni da attuare ai sensi del presente regolamento concernono prioritariamente  i seguenti settori: - la preservazione della diversità biologica mediante la conservazione degli ecosistemi e degli  habitat necessari al mantenimento della diversità delle specie e alla sopravvivenza delle specie in  via di estinzione, come pure mediante l'identificazione e la valutazione delle risorse di  biodiversità; - il miglioramento dell'ambiente, in particolare di quello urbano, tramite l'attuazione di progetti  di gestione concernenti i rifiuti, le acque reflue e l'inquinamento atmosferico nel contesto della  sistemazione del territorio; - la preservazione delle zone costiere mediante la riduzione delle fonti di inquinamento e  l'appoggio alle iniziative di gestione durevole degli ecosistemi marini; - l'utilizzo e il trasferimento di tecnologie compatibili con i vincoli ambientali, in particolare  nel settore dell'energia; - il miglioramento delle pratiche di difesa dei suoli e di gestione nei settori dell'allevamento,  della protezione delle foreste, della lotta contro la desertificazione; - l'adattamento dei processi di produzione nei PVS e la sensibilizzazione di tutti gli operatori  economici per quanto attiene ai vincoli in materia ambientale suscettibili d'influire sugli scambi  commerciali con i paesi in via di sviluppo (ad esempio norme ambientali, marchi, certificazioni). 2.  Sono auspicabili i seguenti tipi di azione pilota ad effetto catalizzatore: - azioni pilota condotte in loco, in grado di contribuire allo sviluppo durevole, alla protezione  dell'ambiente, come pure alla gestione durevole delle risorse naturali; - elaborazione di orientamenti e di strumenti atti a promuovere lo sviluppo durevole e  l'integrazione dell'ambiente, segnatamente sotto forma di progetti e di programmi; - analisi dell'incidenza sull'ambiente (studi sull'impatto) e valutazione di progetti, programmi,  strategie e politiche nei PVS. 3.  Un'attenzione particolare sarà dedicata: - alle azioni di sviluppo delle capacità istituzionali dei PVS tanto a livello nazionale quanto a  livello regionale o locale. - alla partecipazione delle popolazioni locali, a livello di identificazione, pianificazione ed  esecuzione delle azioni. Articolo 3 Tra i beneficiari dell'aiuto e le controparti della cooperazione si annovereranno non  solo Stati e regioni, ma anche servizi decentralizzati, organizzazioni regionali, agenzie  pubbliche, comunità tradizionali o locali, operatori e industrie private, comprese cooperative e  organizzazioni non governative e associazioni di rappresentanza delle popolazioni locali. Articolo 4 1.  I mezzi utilizzabili nel quadro delle azioni previste dall'articolo 2 consistono  in particolare in studi, assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e opere, come  pure consulenze e missioni di valutazione e di controllo. 2.  Il finanziamento comunitario può coprire sia spese d'investimento, ad eccezione degli acquisti  di immobili, sia spese di funzionamento, in divise o in moneta locale, secondo le necessità di  attuazione delle azioni. Tuttavia, ad eccezione dei programmi di formazione e di ricerca, le spese  di funzionamento possono in generale essere prese in carico unicamente per la fase di avvio, e con  una copertura decrescente nel tempo. 3.  Vengono fatti sforzi sistematici per ottenere un contributo, segnatamente finanziario, a cura  dei richiedenti o dei partner ai quali è destinato il beneficio finale dell'azione (paesi, comunità  locali, imprese o altri), nei limiti delle loro possibilità e in funzione della natura di ciascuna  azione. 4.  Si ricercheranno cofinanziamenti attraverso un più ampio coordinamento con gli Stati membri o  con organizzazioni multilaterali, regionali o altre. Saranno prese le misure necessarie per  esprimere il carattere comunitario degli aiuti forniti ai sensi del presente regolamento. 5.  Ai fini di una maggiore coerenza e complementarità tra le azioni finanziate dalla Comunità e  quelle finanziate dagli Stati membri, e per garantire un'efficacia ottimale dell'insieme di tali  azioni, la Commissione prende tutte le misure necessarie per un'adeguato coordinamento, e  segnatamente: a) l'introduzione di un sistema di scambio sistematico di informazioni sulle azioni finanziate o  per le quali è previsto un finanziamento della Comunità e degli Stati membri; b) un coordinamento in loco delle azioni mediante riunioni regolari e scambi di informazioni tra i  rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel paese beneficiario. Articolo 5 Il sostegno finanziario ai sensi del presente regolamento è concesso sotto forma di  aiuti non rimborsabili. Articolo 6 1.  La Commissione è incaricata della preparazione, decisione e gestione delle azioni  di cui al presente regolamento, nel rispetto delle procedure di bilancio e delle altre procedure  vigenti, in particolare di quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio  delle Comunità. 2.  Le decisioni concernenti le azioni il cui finanziamento, in applicazione del presente  regolamento, superi i 2 milioni di ECU per azione, come pure qualsiasi modifica di tali azioni che  comporti un superamento di oltre il 20  % dell'importo inizialmente previsto per l'azione  considerata, sono prese mediante la procedura di cui all'articolo 7. 3.  Ogni convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente regolamento  prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possono procedere a controlli in  loco secondo le modalità abituali definite dalla Commissione nell'ambito delle disposizioni in  vigore, in particolare di quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle  Comunità. 4.  Qualora le azioni si traducano in convenzioni di finanziamento tra la Comunità e il paese  beneficiario, queste prevedono che il pagamento di tasse, diritti ed imposte è escluso dal  finanziamento comunitario. 5.  La partecipazione alle gare e agli appalti è aperta a parità di condizioni a tutte le persone  fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa può essere estesa ad altri  paesi in via di sviluppo. 6.  Le forniture sono originarie degli Stati membri o dello Stato beneficiario o di altri paesi in  via di sviluppo. In casi eccezionali e debitamente giustificati, le forniture possono essere  originarie di altri paesi. Articolo 7 1.  La Commissione è assistita da un comitato consultivo, composto dai rappresentanti  degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione ovvero, secondo il paese o la  regione beneficiaria delle misure: a) per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, il comitato FES, istituito dall'articolo 21  dell'accordo interno n. 91/401/CEE relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della  Comunità nell'ambito della quarta convenzione di Lomé, adottato il 16 luglio 1990 dai  rappresentanti degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio; b) per i paesi del Mediterraneo, il comitato MED, istituito dall'articolo 6 del regolamento (CEE)  n. 1762/92 del Consiglio del 29 giugno 1992; c) per i paesi dell'America latina e dell'Asia, il comitato ALA, istituito dall'articolo 15 del  regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio del 25 febbraio 1992. 2.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare.  Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della  questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione. Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua  posizione figuri a verbale. La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa  del modo in cui ha tenuto conto di tale parere. 3.  Una volta all'anno si procede, nell'ambito di una riunione congiunta dei tre comitati  menzionati nel primo paragrafo, a uno scambio di opinioni sulla base di una relazione del  rappresentante della Commissione sugli orientamenti generali per le azioni da condurre l'anno  successivo. Articolo 8 Alla fine di ciascun esercizio finanziario, la Commissione sottopone al Parlamento e  al Consiglio una relazione annuale comprendente la sintesi delle azioni finanziate nel corso  dell'esercizio, e una valutazione dell'attuazione del presente regolamento nel corrispondente  periodo. La sintesi contiene in particolare informazioni concernenti gli operatori con i quali sono stati  conclusi contratti per forniture o per servizi. La relazione comprende inoltre in riassunto delle valutazioni esterne effettuate, se del caso, a  livello di singole azioni. Articolo 9 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri.