CELEX: 51977FC0536
Language: it
Date: 2007-02-16
Title: Proposta di Direttiva …/…/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del […] relativa ai dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote (Versione codificata)

IT
|[pic]                     |COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE                                                                               |

                                        Bruxelles,
                                        COM(2007)

                                                                   Proposta di

                                             DIRETTIVA …/…/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

                                                                     del […]

                    relativa ai dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote

                                                              (Versione codificata)

                                                                    RELAZIONE

1.    Nel contesto dell'Europa dei cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e alla chiara formulazione  della
       normativa comunitaria, affinché diventi più comprensibile e accessibile al cittadino comune, offrendo al medesimo nuove possibilità di far
       valere i diritti che la normativa sancisce.

       Questo obiettivo non può essere realizzato fintanto che  le  innumerevoli  disposizioni,  modificate  a  più  riprese  e  spesso  in  modo
       sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a ricercarle sia nell'atto originario sia  negli  atti  di  modifica.
       L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di ricerca e di comparazione dei diversi atti.

       Per tale motivo è indispensabile codificare le disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa comunitaria
       sia chiara e trasparente.

2.    Il 1° aprile 1987 la Commissione ha pertanto deciso[1] di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione  di  tutti  gli
       atti legislativi dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta di un requisito  minimo  e  che  i  vari  servizi  dovrebbero
       sforzarsi di codificare i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di  garantire  la  chiarezza  e  la  comprensione
       immediata delle disposizioni comunitarie.

3.    Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di  Edimburgo  (dicembre 1992)  hanno  ribadito  questa  necessità[2],  sottolineando
       l’importanza della codificazione, poiché offre la certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso momento.

       La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo comunitario.

       Dal momento che in sede di codificazione nessuna modificazione di carattere sostanziale può  essere  apportata  agli  atti  che  ne  fanno
       oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994,  per  un
       metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti di codificazione.

4     Lo scopo della presente proposta é quello di  avviare  la  codificazione  della  direttiva 77/536/CEE  del  Consiglio  del  28 giugno  1977
       concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione in caso  di  capovolgimento  dei
       trattori agricoli o forestali a ruote[3]. La nuova direttiva sostituisce le varie direttive che essa incorpora[4], preserva  in  pieno  la
       sostanza degli atti oggetto di codificazione e pertanto non fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche formali necessarie ai
       fini dell’opera di codificazione.

5     La presente proposta di codificazione è stata elaborata sulla base del consolidamento preliminare, in  tutte  le  lingue  ufficiali,  della
       direttiva 77/536/CEE e degli strumenti di modifica della stessa, effettuato dell’Ufficio  delle  pubblicazioni  ufficiali  delle  Comunità
       europee, attraverso un sistema di elaborazone dati. Nei casi in cui é stata assegnata una nuova numerazione degli articoli, la concordanza
       tra la vecchia e la nuova numerazione é esposta in una tavola che figura all'allegato XI della direttiva codificata.

                                            ê 77/536/CEE (adattato)

                                                                     Proposta

                                             DIRETTIVA …/…/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

                                                                     del […]

                    relativa ai dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote

                                                        (Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo Ö 95 Õ,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[5],

deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato[6],

considerando quanto segue:

                                            ê 

   1) La direttiva 77/536/CEE del Consiglio del 28 giugno 1977, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri  relative  ai
      dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote[7], ha stabilito delle prescrizioni  tecniche
      relative alla progettazione e alla costruzione dei trattori agricoli o forestali, riguardanti  i  dispositivi  di  protezione  in  caso  di
      capovolgimento. Tali prescrizioni tecniche miravano al ravvicinamento  delle  legislazioni  degli  Stati  membri,  al  fine  di  permettere
      l’applicazione, per ogni tipo di trattore della procedura di omologazione CE per tipo, stabilita dalla direttiva 2003/37/CE del  Parlamento
      europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003, relativa all’omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro  rimorchi  e  delle  loro
      macchine intercambiabili trainate, nonché dei  sistemi,  componenti  ed  entità  tecniche  di  tali  veicoli  e  che  abroga  la  direttiva
      74/150/CEE[8]. La direttiva 77/536/CEE é stata modificata in modo sostanziale a più riprese[9]. A fini di razionalità e chiarezza,  occorre
      provvedere alla codificazione della suddetta direttiva.

                                            ê 77/536/CEE considerando 2 (adattato)

   2) Ö La presente direttiva è una delle direttive particolari del sistema di omologazione CE per tipo previsto dalla direttiva  2003/37/CE.  Di
      conseguenza, le disposizioni della direttiva 2003/37/CE relative ai trattori agricoli o forestali, ai loro rimorchi e  alle  loro  macchine
      intercambiabili trainate, nonché ai sistemi, componenti ed entità tecniche di tali veicoli, si applicano alla presente direttiva. Õ

                                            ê 

   3) La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati  membri  relativi  ai  termini  di  attuazione  e  di  applicazione  indicati
      nell’allegato X, parte C,

                                            ê 77/536/CEE

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

                                                                    Articolo 1

1. Ogni Stato membro procede all'omologazione di ogni tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, nonché dei  suoi  attacchi  al
trattore, conforme alle prescrizioni di costruzione e di prova di cui agli allegati I, II, III, IV e V.

2. Lo Stato membro che ha rilasciato  l'omologazione  CE  adotta  le  misure  necessarie  per  controllare,  ove  occorra,  la  conformità  della
fabbricazione al tipo omologato, se necessario in collaborazione con le competenti autorità degli altri Stati membri. Tale controllo si  effettua
per sondaggio.

                                                                    Articolo 2

Gli Stati membri rilasciano al costruttore di un trattore o al fabbricante di un dispositivo di protezione in caso di capovolgimento,  ovvero  ai
rispettivi mandatari, un marchio di omologazione CE conforme al modello di cui all'allegato VI per ogni tipo  di  dispositivo  di  protezione  in
caso di capovolgimento, nonché per i suoi attacchi al trattore, da essi omologato a norma dell'articolo 1.

Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni atte ad impedire l'utilizzazione di marchi che possano creare confusione tra questi  dispositivi,
il cui tipo sia stato omologato a norma dell'articolo 1, ed altri dispositivi.

                                                                    Articolo 3

1. Gli Stati membri non possono vietare la commercializzazione dei dispositivi di protezione in caso di capovolgimento, nonché dei loro  attacchi
al trattore, per motivi concernenti la loro costruzione, se questi recano il marchio di omologazione CE.

2. Uno Stato membro può tuttavia vietare la commercializzazione di dispositivi recanti il marchio di omologazione CE che,  sistematicamente,  non
siano conformi al tipo omologato.

Tale Stato membro informa immediatamente gli altri Stati membri e la Commissione circa le misure adottate, precisando i motivi della decisione.

                                                                    Articolo 4

Entro il termine di un mese, le autorità competenti di ogni Stato membro inviano a  quelle  degli  altri  Stati  membri  copia  delle  schede  di
omologazione, il cui modello figura nell'allegato VII, compilato per ogni tipo di dispositivo di protezione in caso di  capovolgimento  che  esse
omologano o rifiutano di omologare.

                                                                    Articolo 5

1. Se lo Stato membro che ha proceduto all'omologazione CE constata la non conformità al tipo che ha omologato di vari dispositivi di  protezione
in caso di capovolgimento, nonché dei loro attacchi al trattore, muniti dello stesso marchio di omologazione  CE,  esso  adotta  i  provvedimenti
necessari per garantire la conformità della fabbricazione al tipo omologato. Le autorità competenti di detto Stato informano quelle  degli  altri
Stati membri delle misure adottate, le quali possono eventualmente comportare, quando la non conformità è  grave  e  ripetuta,  anche  la  revoca
dell'omologazione CE. Dette autorità adottano le stesse disposizioni qualora siano informate dalle competenti autorità di un altro  Stato  membro
dell'esistenza di tale mancanza di conformità.

2. Le autorità competenti degli Stati membri si comunicano reciprocamente, entro un mese, la revoca di  un'omologazione  CE  accordata  nonché  i
motivi di tale misura.

                                                                    Articolo 6

Ogni decisione di rifiuto o revoca di  omologazione  ovvero  di  divieto  di  commercializzazione  o  di  utilizzazione,  presa  in  virtù  delle
disposizioni adottate in applicazione della presente direttiva, va motivata  in  maniera  precisa.  Essa  viene  notificata  all'interessato  con
l'indicazione dei mezzi di ricorso offerti dalle legislazioni vigenti negli Stati membri e del termine entro il quale i  ricorsi  possono  essere
presentati.

                                                                    Articolo 7

Gli Stati membri non possono rifiutare l'omologazione CE né l'omologazione nazionale di un trattore  per  motivi  concernenti  i  dispositivi  di
protezione in caso di capovolgimento, nonché i loro attacchi al trattore, se questi recano  il  marchio  di  omologazione  CE  e  se  sono  state
osservate le prescrizioni di cui all'allegato VIII.

                                                                    Articolo 8

Gli Stati membri non possono rifiutare o vietare la vendita, l'immatricolazione, l'immissione in circolazione o l'utilizzazione dei trattori  per
motivi concernenti i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento, nonché i loro attacchi al trattore, se  questi  recano  il  marchio  di
omologazione CE e se sono state osservate le prescrizioni di cui all'allegato VIII.

                                                                    Articolo 9

La presente direttiva si applica ai trattori  definiti  dall'articolo 2,  lettera j  della  direttiva 2003/37/CE  ed  aventi  le  caratteristiche
seguenti:

                                            ê 77/536/CEE (adattato)
                                            è1 89/680/CEE Art. 1

Ö a) Õ      altezza minima dal suolo non superiore a 1 000 mm Ö ; Õ

Ö b) Õ      carreggiata fissa o regolabile di uno degli assi motori non inferiore a 1 150 mm Ö ; Õ

Ö c) Õ      possibilità di essere munito di un dispositivo di accoppiamento polivalente per  attrezzature  smontabili  e  di  un  dispositivo  di
       trazione Ö ; Õ

Ö d) Õ      è1 massa compresa fra 1,5 e 6 tonnellate ç, corrispondente al peso a vuoto del trattore di cui al punto  2.4  dell'allegato  I  della
       direttiva 2003/37/CE, ivi compresi il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento montato conformemente alla presente direttiva  e
       gli pneumatici della massima dimensione raccomandata dal costruttore.

                                                                   Articolo 10

In sede di omologazione CE ogni trattore di cui all'articolo 9 deve essere munito di un dispositivo  di  protezione  in  caso  di  capovolgimento
rispondente alle prescrizioni degli allegati da I a IV.

                                                                   Articolo 11

Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico le prescrizioni degli allegati Ö da I a IX Õ della  presente  direttiva  sono  adottate
secondo la procedura prevista dall'articolo 20 Ö , paragrafo 2, Õ della direttiva 2003/37/CE.

                                                                   Articolo 12

Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno  che  adottano  nel  settore  disciplinato
dalla presente direttiva.

                                            ê 

                                                                   Articolo 13

La direttiva 77/536/CEE, modificata dalle direttive di cui all’allegato X é abrogata, fatti salvi gli obblighi degli  Stati  membri  relativi  ai
termini di attuazione e di applicazione in diritto nazionale indicati all’allegato X, parte C.

I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva  e  si  leggono  secondo  la  tavola  di  concordanza  riportata
all’allegato XI.

                                                                   Articolo 14

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Essa si applica a partire dal […]

                                            ê 77/536/CEE art. 13

                                                                   Articolo 15

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il […]

Per il Parlamento europeo    Per il Consiglio
Il Presidente    Il Presidente
[…]   […]

                                            ê 77/536/CEE (adattato)

                                                              ELENCO DEGLI ALLEGATI

|ALLEGATO I:                           |Condizioni di omologazione CE                                                                     |
|ALLEGATO II:                          |Condizioni di prova della resistenza dei dispositivi di protezione in caso di capovolgimento e dei|
|                                      |loro attacchi al trattore                                                                         |
|ALLEGATO III:                         |Procedure di prova                                                                                |
|ALLEGATO IV:                          |Figure                                                                                            |
|ALLEGATO V:                           |Modello di verbale delle prove                                                                    |
|ALLEGATO VI:                          |Marcatura                                                                                         |
|ALLEGATO VII:                         |Modello di scheda di omologazione CE                                                              |
|ALLEGATO VIII:                        |Condizioni di omologazione CE                                                                     |
|ALLEGATO IX:                          |Modello di allegato della scheda di omologazione CEE di un tipo di trattore per quanto riguarda la|
|                                      |resistenza dei dispositivi di protezione in caso di capovolgimento (cabina o telaio di sicurezza) |
|                                      |e dei loro attacchi al trattore                                                                   |
|Ö ALLEGATO X Õ                        |Ö Parte A: Direttiva abrogata e sue modificazioni successive                                      |
|                                      |Parte B: Atti modificativi successivi non abrogati                                                |
|                                      |Parte C: Elenco dei termini di attuazione e di applicazione in diritto nazionale Õ                |
|Ö ALLEGATO XI Õ                       |Ö Tavola di concordanza Õ                                                                         |

                                                                    _________

                                            ê 77/536/CEE

                                                                    ALLEGATO I

                                                          CONDIZIONI DI OMOLOGAZIONE CE

1.    DEFINIZIONE

1.1.  Dispositivo di protezione in caso di capovolgimento (cabina o telaio di sicurezza)

       Per dispositivo di protezione in caso di capovolgimento (cabine o telai di sicurezza) si intende  la  struttura  installata  sui  trattori
       avente essenzialmente lo scopo di evitare ovvero limitare i rischi per il conducente  in  caso  di  capovolgimento  del  trattore  durante
       un'utilizzazione normale.

1.2.  Le strutture di cui al punto 1.1 sono caratterizzate dal fatto che, in caso di capovolgimento del trattore, garantiscono uno spazio  libero
       sufficientemente ampio da salvaguardare l'integrità fisica del conducente.

2.    PRESCRIZIONI GENERALI

2.1.  Tutti i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento nonché i loro attacchi al trattore devono  essere  progettati  e  costruiti  in
       modo da assicurare che sia raggiunto lo scopo essenziale di cui al punto 1.

2.2.  Questa prescrizione è controllata per mezzo di uno dei due metodi di prova descritti nell'allegato III. La scelta del  metodo  è  fatta  in
       base alla massa del trattore secondo i seguenti criteri:

         – metodo descritto nell'allegato III, parte B per tutti i trattori la cui massa è compresa tra i limiti fissati all'articolo 9;

         – metodo descritto nell'allegato III, parte A per i trattori la cui massa è  superiore  a  1,5  tonnellate,  ma  non  superiore  a  3,5
           tonnellate;

                                            ê 1999/55/CE art. 1 e allegato, punto 1

         – per quanto riguarda i trattori con posto di guida reversibile (con sedile e volante reversibili) o muniti di  sedili  aggiuntivi,  si
           applica esclusivamente il metodo di prova descritto all'allegato III, parte B.

                                            ê 77/536/CEE

3.    DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CE

3.1.  La domanda d'omologazione CE per quanto riguarda la resistenza  dei  dispositivi  di  protezione  in  caso  di  capovolgimento,  nonché  la
       resistenza degli attacchi al trattore deve essere presentata dal costruttore del trattore o dal fabbricante del dispositivo di  protezione
       in caso di capovolgimento o dai rispettivi mandatari.

3.2.  Essa deve essere corredata dei documenti in triplice copia e delle indicazioni seguenti:

         – disegno in scala o con l'indicazione delle dimensioni dello schema generale del dispositivo di protezione in caso di  capovolgimento.
           In particolare, tale disegno deve riprodurre in dettaglio le parti degli attacchi,

         – fotografie laterali e del retro con dettagli degli attacchi,

         – breve descrizione del dispositivo di protezione, compresi il tipo di costruzione, i sistemi di attacco al trattore e, se  necessario,
           i dettagli del rivestimento, i mezzi d'accesso normali e di  emergenza,  precisazioni  sull'imbottitura  interna  e  sui  dispositivi
           antirotolamento, nonché dettagli sul sistema di riscaldamento e di ventilazione,

         – dati sui materiali usati per le strutture e per gli elementi di fissaggio del dispositivo in caso di  capovolgimento  (vedi  allegato
           V).

3.3.  Al servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione è presentato un trattore  rappresentativo  del  tipo  di  trattore  al  quale  è
       destinato il dispositivo di protezione che deve essere omologato. Tale trattore  è  munito  del  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento.

3.4.  Il detentore dell'omologazione CE può chiederne l'estensione ad altri  tipi  di  trattori.  Le  competenti  autorità  che  hanno  accordato
       l'omologazione CE iniziale accordano l'estensione richiesta se il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e il(i)  tipo(i)  di
       trattore, per i quali l'estensione dell'omologazione CE iniziale è richiesta, soddisfano le condizioni seguenti:

         – la massa del trattore a vuoto definita nell'allegato II, punto 1.3, non deve superare di  oltre  il  5  %  la  massa  di  riferimento
           utilizzata per la prova,

         – il sistema di attacco e gli elementi di montaggio sul trattore devono essere identici,

         – i componenti, come i parafanghi o il cofano, che possono servire da sostegno al dispositivo di protezione in caso  di  capovolgimento
           devono essere identici,

         – la collocazione del sedile non deve essere stata modificata.

4.    ISCRIZIONI

4.1.  Ogni dispositivo di protezione in caso di capovolgimento conforme al tipo omologato deve recare le seguenti iscrizioni:

4.1.1.      il marchio di fabbrica o commerciale,

4.1.2.      un marchio di omologazione conforme al modello di cui all'allegato VI,

4.1.3.      numero di serie del dispositivo di protezione,

4.1.4.      marca e tipo(i) di trattori ai quali è destinato il dispositivo di protezione.

4.2.  Tali indicazioni devono essere riportate su una targhetta.

4.3.  Le iscrizioni devono essere apposte in modo da essere visibili, leggibili ed indelebili.

                                                                    _________

                                                                   ALLEGATO II

           CONDIZIONI DI PROVA DELLA RESISTENZA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE IN CASO DI CAPOVOLGIMENTO E DEI LORO ATTACCHI AL TRATTORE

1.    PRESCRIZIONI GENERALI

1.1.  Scopo delle prove

       Le prove vengono eseguite con l'ausilio di dispositivi specifici e  servono  a  simulare  le  sollecitazioni  subite  dal  dispositivo  di
       protezione in caso di capovolgimento del trattore. Tali prove, descritte nell'allegato III, consentono di  verificare  la  resistenza  del
       dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e degli attacchi al trattore.

1.2.  Preparazione della prova

1.2.1.      Il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento deve essere controllato sul tipo di trattore per il quale è stato  progettato.
       Il montaggio sul trattore deve essere eseguito secondo le  istruzioni  del  costruttore  del  trattore  stesso  e/o  del  fabbricante  del
       dispositivo di protezione.

1.2.2.      Per le prove il trattore deve essere munito di tutti gli elementi costruttivi di serie che  possono  incidere  sulla  resistenza  del
       dispositivo di protezione in caso di capovolgimento oppure che sono necessari per la prova di resistenza.

       Gli elementi costruttivi che possono far sorgere un pericolo nella zona libera devono inoltre essere montati in  modo  che  sia  possibile
       verificare se sono soddisfatte le condizioni di cui al punto 4.1 del presente allegato.

1.2.3.      Le prove vengono eseguite a trattore fermo.

1.3.  Massa del trattore

      La massa pesata W del trattore, impiegata nella formula (vedi allegati III,  parti A e B)  per  calcolare  l'altezza  di  caduta  del  peso
       pendolare e la forza di schiacciamento, deve essere  almeno  uguale  a  quella  definita  al  punto 2.4  dell'allegato I  della  direttiva
       2003/37/CE (cioè senza accessori forniti a  richiesta,  ma  con  liquido  di  raffreddamento,  lubrificanti,  carburante,  attrezzatura  e
       conducente) più il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento  e  meno  75 kg.  Sono  esclusi  i  pesi  facoltativi  anteriori  o
       posteriori, i piombi degli pneumatici, gli accessori o apparecchi facoltativi e qualsiasi altro componente speciale.

2.    APPARECCHIATURE E ATTREZZATURE

2.1.  Peso pendolare

2.1.1.      Si sospende un peso pendolare con due catene o funi metalliche a un perno situato a non meno di 6 m dal suolo. Deve essere  possibile
       regolare in modo indipendente l'altezza di sospensione del peso e l'angolo fra il peso e le catene o funi metalliche.

2.1.2.      Il peso deve essere di 2 000 ± 20 kg, escluso il peso delle catene o funi metalliche, le quali  non  devono  superare  a  loro  volta
       100 kg. La lunghezza dei lati della superficie d'urto deve essere di 680 ± 20 mm (vedi  allegato  IV,  figura  4).  Il  peso  deve  essere
       sistemato in modo che la posizione del baricentro sia costante.

2.1.3.      Deve essere possibile spingere indietro il peso come un pendolo fino ad un'altezza prestabilita per ciascuna  prova.  Un  dispositivo
       di sganciamento rapido deve permettere di sganciare il peso senza deviarne la posizione rispetto alle catene o  alle  funi  metalliche  di
       sostegno.

2.2.  Sostegni del pendolo

       I perni del pendolo devono essere rigidamente fissati in modo che il loro spostamento in qualsiasi direzione non superi l'1 % dell'altezza
       di caduta.

2.3.  Ancoraggio

2.3.1.      Il trattore deve essere ancorato al suolo per mezzo di dispositivi di attacco e di tensione a rotaie situate sul terreno e  vincolate
       ad un basamento rigido di calcestruzzo. Le rotaie devono essere a distanza adeguata per permettere di ancorare il  trattore  conformemente
       alle figure 5, 6 e 7 dell'allegato IV. Per ogni prova le ruote del trattore ed i cavalletti per  gli  assi  devono  essere  collocati  sul
       basamento rigido.

2.3.2.      Oltre ai dispositivi di tensione e di attacco alle rotaie, l'ancoraggio comporta funi metalliche  le  cui  dimensioni  sono  conformi
       alle prescrizioni indicate.

       Le funi metalliche sono del tipo rotondo a nucleo di fibra, 6 × 19, conformi all'ISO 2408. Il diametro nominale è di 13 mm.

2.3.3.      Il perno centrale di un trattore articolato deve essere sostenuto e fissato in maniera da resistere agli urti  anteriori,  posteriori
       e laterali e alle prove di schiacciamento; esso deve essere puntellato di fianco per gli urti laterali. Non occorre che le ruote anteriori
       e posteriori siano allineate se ciò può facilitare l'inserimento di adeguati puntelli.

2.4.  Puntello delle ruote e trave

2.4.1.      Come puntello delle ruote nell'urto laterale è usata una trave, conformemente alla figura 7 dell'allegato IV.

2.4.2.      Un travetto di legno tenero con sezione quadrata di circa 150 mm di lato deve essere fissato al terreno per bloccare  gli  pneumatici
       della parte opposta a quella che subisce l'urto, conformemente alle figure 5, 6 e 7 dell'allegato IV.

2.5.  Puntelli e funi di ancoraggio per trattori articolati

2.5.1.      I trattori articolati devono essere forniti di puntelli e funi di ancoraggio supplementari. Scopo di questi ultimi è  assicurare  che
       la parte del trattore sulla quale è fissato il dispositivo di protezione sia vincolata in maniera equivalente a quella di un trattore  non
       articolato.

2.5.2.      Per le prove di urto e di schiacciamento sono forniti altri particolari nell'allegato III.

2.6.  Dispositivo di schiacciamento

       Un dispositivo, illustrato nella figura 8 dell'allegato IV, deve esercitare una forza verso il basso sul dispositivo di protezione in caso
       di capovolgimento attraverso una trave rigida, larga  circa  250 mm,  collegata  al  meccanismo  di  applicazione  del  carico  da  giunti
       universali. Appositi supporti degli assi devono impedire che gli pneumatici del trattore sostengano la forza di schiacciamento.

2.7.  Apparecchiature di misura

2.7.1.      Per le prove previste dagli allegati III, parti A e B deve essere  utilizzato  un  dispositivo  con  un  collare  mobile  di  attrito
       strettamente fissato a una barra orizzontale per misurare la differenza fra la deformazione massima istantanea e la  deformazione  residua
       durante una prova d'urto laterale.

2.7.2.      Per le prove previste dall'allegato III, parte A, si deve poter  determinare,  dopo  le  prove  di  laboratorio,  se  una  parte  del
       dispositivo di protezione è entrata nella zona libera di cui al punto 2 dell'allegato III A.

2.7.3.      Per le prove previste dall'allegato III, parte B si devono prevedere installazioni, che possono includere un meccanismo  fotografico,
       atte a determinare, dopo le prove di laboratorio, se durante queste prove una parte qualunque del dispositivo di protezione è penetrata  o
       è entrata in contatto con la zona libera di cui al punto 2 dell'allegato III, parte B.

2.8.  Tolleranze

       Per le misure eseguite durante le prove valgono le seguenti tolleranze:

2.8.1.      per le dimensioni lineari misurate nella prova (eccetto il punto 2.8.2); dimensioni del dispositivo di  protezione  e  del  trattore,
       zona libera e deformazione degli pneumatici fissati al suolo per le prove d'urto: ± 3 mm;

2.8.2.      altezza del peso pendolare per le prove d'urto: ± 6 mm;

2.8.3.      massa pesata del trattore: ± 20 kg;

2.8.4.      carico applicato nelle prove di schiacciamento: ± 2 %;

2.8.5.      angolo delle catene o delle funi di sospensione del peso nel punto d'urto: ± 2°.

3.    PROVE

3.1.  Disposizioni generali

3.1.1.      Svolgimento delle prove

3.1.1.1.    L'elenco e lo svolgimento delle prove sono i seguenti. I numeri sono quelli dei punti degli allegati III, parti A e  B  in  cui  sono
       descritte le prove:

|1. urto posteriore                                                             |1.1,      |
|2. prova di schiacciamento posteriore:                                         |1.4,      |
|3. urto frontale:                                                              |1.2,      |
|4. urto laterale:                                                              |1.3,      |
|5. prova di schiacciamento anteriore:                                          |1.5.      |

3.1.1.2.    Se uno o più dei dispositivi di ancoraggio si sposta o si spezza durante la prova, questa va ripetuta.

3.1.1.3.    Durante la prova non possono essere apportate riparazioni o registrazioni al trattore o al  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento.

3.1.1.4.    Durante la prova il cambio del trattore deve essere in folle ed i freni sbloccati.

                                            ê 1999/55/CE art. 1 e allegato, punto 2

3.1.1.5.    Nel caso di  un  trattore  con  posto  di  guida  reversibile  (con  sedile  e  volante  reversibili),  il  primo  urto  è  applicato
       longitudinalmente sull'estremità più pesante (con più del 50 % della massa del trattore). Segue una prova di schiacciamento sulla medesima
       estremità. Il secondo urto è applicato sull'estremità meno pesante e il terzo viene prodotto lateralmente.  Infine  viene  effettuata  una
       seconda prova di schiacciamento sull'estremità meno pesante.

                                            ê 77/536/CEE

3.1.2.      Interasse delle ruote

       L'interasse delle ruote posteriori va scelto in modo che durante le prove il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento non venga
       sostenuto, per quanto possibile, dagli pneumatici.

3.1.3.      Smontaggio degli elementi che non possono determinare rischi

       Tutti gli elementi del trattore e del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento che, in quanto unità completa, costituiscono una
       protezione per il conducente, compreso il dispositivo di protezione contro le intemperie, sono forniti con il  trattore  che  deve  essere
       sottoposto alla prova. È ammesso smontare i vetri frontali, laterali e posteriori in vetro di sicurezza o  in  materiale  analogo,  nonché
       tutti i pannelli amovibili, attrezzature e accessori che non abbiano la funzione di rinforzare la struttura e che non possano  determinare
       rischi in caso di capovolgimento.

3.1.4.      Direzione dell'urto

       Il lato del trattore che riceve l'urto laterale è quello che può subire la massima deformazione. L'urto posteriore  ha  luogo  sull'angolo
       più lontano dall'urto laterale e l'urto frontale sull'angolo più vicino all'urto laterale.

3.1.5.      Pressione e deformazione degli pneumatici

       Gli pneumatici non devono contenere acqua. Le pressioni di gonfiaggio e le deformazioni degli pneumatici, una volta bloccati per le  varie
       prove, devono corrispondere a quelle della seguente tabella:

|                      |Pressione (bar)                                                       |Deformazione (mm)                |
|                      |Pneumatici radiali                 |Pneumatici diagonali               |anteriore      |posteriore       |
|                      |anteriore       |posteriore       |anteriore       |posteriore        |               |                 |
|Trattore a quattro    |1,20            |1,20             |1,00            |1,00              |25             |25               |
|ruote motrici, ruote  |                |                 |                |                  |               |                 |
|anteriori e posteriori|                |                 |                |                  |               |                 |
|delle stesse          |                |                 |                |                  |               |                 |
|dimensioni            |                |                 |                |                  |               |                 |
|Trattore a quattro    |1,80            |1,20             |1,50            |1,00              |20             |25               |
|ruote motrici, ruote  |                |                 |                |                  |               |                 |
|anteriori più piccole |                |                 |                |                  |               |                 |
|delle posteriori      |                |                 |                |                  |               |                 |
|Trattore a due ruote  |2,40            |1,20             |2,00            |1,00              |15             |25               |
|motrici               |                |                 |                |                  |               |                 |

4.    INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI

4.1.  Si considera che un dispositivo di protezione in caso di capovolgimento presentato  all'omologazione  CE  ha  soddisfatto  le  prescrizioni
       relative alla resistenza, se sono rispettate le seguenti condizioni:

4.1.1.      dev'essere esente da rotture o incrinature di cui al punto 3.1 dell'allegato III, parti A e B;

4.1.2.      per le prove dell'allegato III, parte A: nessuna parte della zona libera deve fuoriuscire dalla  zona  protetta  dal  dispositivo  di
       protezione in caso di capovolgimento.

       Per le prove dell'allegato III, parte B:  durante  le  prove  d'urto  o  di  schiacciamento  il  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento non deve penetrare in nessuna parte della zona libera e nessuna  parte  della  zona  libera  deve  fuoriuscire  dalla  zona
       protetta dal dispositivo, conformemente al punto 3.2 dell'allegato III, parte B;

4.1.3.      per le prove dell'allegato III, parte A: la differenza fra la deformazione massima istantanea e la deformazione residua,  di  cui  al
       punto 3.3 dell'allegato III A, non deve essere superiore a 15 cm.

       Per le prove dell'allegato III, parte B: durante le prove d'urto laterale la differenza  fra  la  deformazione  massima  istantanea  e  la
       deformazione residua di cui al punto 3.3 dell'allegato III, parte B non deve essere superiore a 25 cm.

4.2.  Nessun altro dispositivo deve presentare un particolare pericolo per il conducente, come i vetri che  si  scheggiano  in  modo  pericoloso,
       l'insufficiente imbottitura della parte interna del tetto o dei punti in cui può urtare la testa del conducente.

5.    VERBALE DI PROVA

5.1.  Il verbale di prova deve essere accluso alla scheda di omologazione CE prevista dall'allegato VII. Un modello per la  sua  presentazione  è
       riportato nell'allegato V. Nel verbale deve figurare:

5.1.1.      una descrizione generale della forma e della costruzione del  dispositivo  di  protezione  in  caso  di  capovolgimento,  compresi  i
       materiali e gli attacchi; le dimensioni esterne del trattore munito del dispositivo di protezione; le principali  dimensioni  interne;  la
       distanza minima dal volante; la distanza laterale fra il volante e  i  lati  del  dispositivo  di  protezione;  l'altezza  del  tetto  del
       dispositivo di protezione dal sedile o dal punto di riferimento del sedile e, eventualmente, dalla  pedana;  descrizione  dettagliata  dei
       dispositivi per l'ingresso e l'uscita normali e delle possibilità di un'uscita di emergenza fornite dalla  struttura  del  dispositivo  di
       protezione; dettagli del sistema di riscaldamento e, eventualmente, di ventilazione;

5.1.2.      precisazioni circa qualsiasi dispositivo speciale, come i dispositivi antirotolamento;

5.1.3.      brevi indicazioni circa l'imbottitura interna per evitare il più possibile le lesioni alla testa o  alle  spalle  e  per  ridurre  il
       rumore;

5.1.4.      indicazione del tipo di parabrezza e di vetri utilizzati.

5.2.  Nel verbale deve essere chiaramente indicato il tipo di trattore (marca, tipo e denominazione commerciale, ecc.) usato durante le  prove  e
       i tipi ai quali il dispositivo di protezione è destinato.

5.3.  Se un'estensione dell'omologazione CE è  concessa  per  altri  tipi  di  trattori,  il  verbale  deve  fare  esatta  menzione  del  verbale
       dell'omologazione CEE iniziale e delle indicazioni relative alle condizioni di cui al punto 3.4 dell'allegato I.

                                                                     ________

                                            ê 77/536/CEE
                                            è1 1999/55/CE art. 1 e allegato, punto 3, lettera a)

                                                                   ALLEGATO III

                                                                PROCEDURE DI PROVA

                                                               A. METODO DI PROVA I

1.    PROVE D'URTO E DI SCHIACCIAMENTO

1.1.  Urto posteriore

1.1.1.      Il trattore viene sistemato, rispetto al  peso,  in  modo  che  quest'ultimo  colpisca  il  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento quando il lato d'urto del peso e le catene o le funi metalliche formano un angolo di 20° con la verticale, salvo qualora il
       dispositivo di protezione formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore con la verticale.  In  questo  caso  la
       superficie d'urto del peso deve essere regolata mediante un  supporto  supplementare  in  modo  da  essere  parallela  al  dispositivo  di
       protezione in caso di capovolgimento nel punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene  o  le  funi  metalliche  mantengono  un
       angolo di 20° rispetto alla verticale. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto.
       L'altezza del peso è regolata in modo che la traiettoria del centro di gravità passi per il punto di contatto.

       Il punto d'urto è il punto del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento che si presume  tocchi  per  primo  il  terreno  in  un
       capovolgimento verso l'indietro, ossia normalmente il bordo superiore. Il centro di gravità del peso si trova a un sesto  della  larghezza
       della parte superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento all'interno di un piano verticale parallelo al piano mediano
       del trattore che tocca l'estremità superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento.

       Tuttavia, se una curva nella parte posteriore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento inizia ad una distanza  maggiore  di
       questa all'interno del piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, cioè nel punto in cui essa è tangente  ad  una  linea
       perpendicolare al piano mediano del trattore (vedi figura 9 dell'allegato IV).

       Se una parte sporgente presenta una superficie inadeguata per il peso, a tale parte si fissa una piastra d'acciaio di spessore e larghezza
       opportuna, lunga circa 300 mm, in modo da non influire sulla resistenza del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento.

1.1.2.      I trattori non articolati sono ancorati al suolo da funi metalliche. I punti di attacco di queste ultime devono trovarsi a circa  2 m
       dietro l'asse posteriore e a 1,50 m davanti all'asse anteriore. I punti di attacco si trovano nel piano nel quale  oscilla  il  centro  di
       gravità del pendolo oppure più ancoraggi daranno una forza risultante in tale piano come è indicato alla figura 5 dell'allegato IV.

       Le funi metalliche devono essere tese in modo che le deformazioni degli pneumatici anteriori e posteriori corrispondano  alle  indicazioni
       del punto 3.1.5 dell'allegato II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione  quadrata  di 150 mm  di  lato
       viene fissata davanti alle ruote posteriori ed a stretto contatto con esse.

1.1.3.      Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del  trattore  sulla  quale  è
       montato il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento deve essere ancorato come è illustrato per l'asse posteriore nella figura 5
       dell'allegato IV. Il punto di articolazione deve appoggiare su una trave di sezione quadrata di 100 mm di lato e deve  essere  solidamente
       fissato al suolo per mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie.

1.1.4.      Il peso è tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravità rispetto al punto d'urto corrisponda alla seguente formula:

                                                                H = 125 + 0,020 W

       dove H è l'altezza di caduta del pendolo in mm e W la massa del trattore, definita al punto 1.3 dell'allegato II.

       Il peso è quindi sganciato contro il dispositivo di protezione.

1.2.  Urto frontale

1.2.1.      Il trattore viene sistemato, rispetto al  peso,  in  modo  che  quest'ultimo  colpisca  il  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento quando il lato d'urto del peso e le catene o funi metalliche formano un angolo di 20° con la verticale,  salvo  qualora  il
       dispositivo di protezione formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore con la verticale.  In  questo  caso  la
       superficie d'urto del peso deve essere regolata mediante un  supporto  supplementare  in  modo  da  essere  parallela  al  dispositivo  di
       protezione nel punto d'urto e di deviazione massima, mentre le catene o  funi  metalliche  mantengono  un  angolo  di  20°  rispetto  alla
       verticale. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al  punto  di  contatto.  L'altezza  del  peso  è
       regolata in modo che la traiettoria del centro di gravità passi per il punto di contatto.

       Il punto d'urto è il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in  caso  di  capovolgimento  laterale
       durante la marcia avanti, ossia normalmente l'angolo superiore sulla parte anteriore. La posizione del centro di gravità del peso non deve
       distare più di 80 mm da un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore che tocca  l'estremità  superiore  del  dispositivo  di
       protezione.

       Tuttavia, se una curva nella parte anteriore del dispositivo di protezione inizia ad una distanza superiore a 80 mm all'interno di  questo
       piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, ossia nel punto in cui la curva è tangenziale ad una linea perpendicolare al
       piano mediano del trattore (vedi figura 9 dell'allegato IV).

1.2.2.      I trattori non articolati devono essere ancorati al suolo conformemente alla figura 6 dell'allegato IV. I punti d'attacco delle  funi
       metalliche devono essere situati approssimativamente a 2 m dietro l'asse posteriore e a 1,50 m davanti all'asse anteriore.

       Le funi metalliche devono essere tese in modo che la deformazione degli pneumatici anteriori e posteriori sia conforme ai valori di cui al
       punto 3.1.5 dell'allegato II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione quadrata di circa 150 mm  di  lato
       viene fissata dietro le ruote posteriori ed a stretto contatto con esse.

1.2.3.      Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del  trattore  sulla  quale  è
       montato il dispositivo di protezione deve essere ancorato come è illustrato per l'asse anteriore nella figura 6 dell'allegato IV. Il punto
       di articolazione deve appoggiare su un travetto a sezione quadrata di circa 100 mm di lato e deve essere solidamente fissato al suolo  per
       mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie.

1.2.4.      Il peso è tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravità rispetto al punto d'urto sia data dalla formula seguente:

                                                                H = 125 + 0,020 W.

1.3.  Urto laterale

1.3.1.      Il trattore viene sistemato, rispetto al  peso,  in  modo  che  quest'ultimo  colpisca  il  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento, quando il lato d'urto e le catene o funi metalliche sono verticali, salvo qualora il dispositivo di protezione  nel  punto
       d'urto, durante la deformazione, non sia verticale. In quest'ultimo caso, il lato  d'urto  del  peso  deve  essere  regolato  mediante  un
       supporto supplementare in modo da essere parallelo al dispositivo di protezione nel punto d'urto e  di  deformazione  massima,  mentre  le
       catene o le funi metalliche devono rimanere verticali. L'altezza del peso è regolata in modo che la  traiettoria  del  centro  di  gravità
       passi per il punto di contatto.

       Il punto d'urto è il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in un capovolgimento  laterale,  ossia
       normalmente il bordo superiore. Salvo nei casi in cui è certo che qualsiasi altra parte del bordo colpirebbe  per  prima  il  terreno,  il
       punto d'urto è situato nel piano perpendicolare al piano mediano del trattore, che passa per il centro del sedile  regolato  in  posizione
       media. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto.

1.3.2.      Per quanto riguarda i trattori non articolati, l'asse che non può essere articolato rispetto al dispositivo di protezione è  ancorato
       dalla parte in cui il dispositivo di protezione verrà colpito. Nel caso di  trattori  a  due  ruote  motrici,  l'ancoraggio  è  effettuato
       normalmente sull'asse posteriore; lo schema è indicato dalla figura 7 dell'allegato IV. Le due funi metalliche devono passare sopra l'asse
       partendo da punti situati direttamente sotto di esso, uno da un punto d'attacco a circa 1,5 m davanti all'asse e l'altro  da  un  punto  a
       circa 1,5 m dietro l'asse. Le funi metalliche devono essere tese in modo che le deformazioni dello pneumatico  adiacente  corrispondano  a
       quelle indicate al punto 3.1.5 dell'allegato II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno  è  sistemata  contro  la
       ruota sul lato opposto al peso e ancorata al suolo affinché venga mantenuta ferma contro la ruota durante l'urto, come  è  indicato  nella
       figura 7 dell'allegato IV. La lunghezza della trave deve essere scelta in modo che quando è in posizione contro la ruota formi  un  angolo
       di 30° ± 3 rispetto all'orizzontale. La lunghezza è pari a 20–25 volte l'altezza, e la larghezza pari a 2-3 volte l'altezza.  Per  evitare
       che i due assi si muovano lateralmente, si deve inserire una trave ancorata al suolo contro la parte esterna della ruota dal lato  opposto
       a quello che è destinato ad essere colpito.

1.3.3.      I trattori articolati devono essere ancorati al suolo in modo che la parte del trattore, sulla quale  è  montato  il  dispositivo  di
       protezione, sia vincolata al suolo così rigidamente come quella di un trattore non articolato.

       Entrambi gli assi dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo. L'asse e le ruote  della  parte  del  trattore  sulla  quale  è
       montato il dispositivo di protezione devono essere ancorati e puntellati come è illustrato nella  figura  7  dell'allegato  IV.  Il  punto
       d'articolazione deve appoggiare su un travetto con sezione quadrata minima di 100 mm di  lato  e  deve  essere  fissato  alle  rotaie.  Un
       puntello deve essere sistemato contro il punto di articolazione e bloccato a terra come si farebbe per un puntello appoggiato  alla  ruota
       posteriore, in modo da fornire un appoggio simile a quello ottenuto per i trattori non articolati.

1.3.4.      Il peso deve essere tirato indietro, in modo che l'altezza del centro di gravità rispetto al punto d'urto  sia  data  dalla  seguente
       formula:

                                                                H = 125 + 0,150 W.

1.4.  Schiacciamento posteriore

       Il trattore deve essere collocato nel dispositivo di cui al punto 2.6 dell'allegato II e illustrato nelle figure 8 e 10 dell'allegato  IV,
       in modo che il bordo posteriore della trave si trovi sopra la parte portante superiore più arretrata del dispositivo di  protezione  e  il
       piano longitudinale mediano del trattore sia a metà fra i punti d'applicazione della forza alla trave.

       I supporti devono essere sistemati sotto gli assi, in modo che gli  pneumatici  non  sostengano  la  forza  di  schiacciamento.  La  forza
       applicata corrisponde al doppio della massa del trattore, quale è definita al punto 1.3 dell'allegato II. Può essere  necessario  ancorare
       al suolo la parte frontale del trattore.

1.5.  Schiacciamento anteriore

1.5.1.      Questa prova è identica a quella di schiacciamento posteriore, salvo che il bordo anteriore della  trave  si  trova  sopra  la  parte
       superiore più avanzata del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento.

1.5.2.      Se la parte anteriore del tetto del dispositivo di protezione non può sostenere tutta la  forza  di  schiacciamento,  la  forza  deve
       essere applicata fino a quando il tetto è deformato, in modo da coincidere con il piano che unisce la parte superiore del  dispositivo  di
       protezione con la parte frontale del trattore, che può sostenere la massa del trattore in caso di capovolgimento.  La  forza  deve  essere
       quindi rimossa ed il trattore rimesso in posizione in modo che la trave si trovi sopra il punto del dispositivo di  protezione,  che  così
       sosterrebbe la parte posteriore del trattore completamente capovolto, come è illustrato nella figura 10 dell'allegato IV, e la forza viene
       riapplicata.

2.    ZONA LIBERA

2.1.  La zona libera è definita dai seguenti piani con trattore disposto su una superficie orizzontale:

         – un piano orizzontale situato a 95 cm sopra il sedile compresso;

         – un piano verticale, perpendicolare al piano mediano del trattore e situato a 10 cm dietro lo schienale del sedile;

         – un piano verticale, parallelo al piano mediano del trattore e situato 25 cm a sinistra del centro del sedile;

         – un piano verticale, parallelo al piano mediano del trattore e situato 25 cm a destra del centro del sedile;

         – un piano inclinato, sul quale giace una linea orizzontale perpendicolare al piano mediano del  trattore,  a  95 cm  sopra  il  sedile
           compresso e 45 cm (più il normale spostamento avanti e indietro del sedile) davanti allo  schienale.  Questo  piano  inclinato  passa
           davanti al volante e, nel punto più vicino, a 4 cm da esso.

2.2.  La posizione dello schienale del sedile è determinata senza tener conto di eventuali imbottiture. Il sedile è regolato nella posizione  più
       arretrata che permetta al conducente di guidare normalmente seduto e nella posizione  più  elevata,  se  la  regolazione  è  indipendente.
       Qualora la sospensione del sedile sia regolabile, esso è regolato nella sua posizione intermedia e con una massa di 75 kg.

3.    MISURAZIONE DA EFFETTUARE

3.1.  Rotture e incrinature

       Dopo ciascuna prova tutte la parti strutturali, le giunzioni e i dispositivi di attacco al trattore devono essere esaminati  a  vista  per
       individuare eventuali rotture o incrinature, trascurando però le eventuali piccole incrinature dei componenti non importanti.

3.2.  Zona libera

3.2.1.      Dopo ciascuna prova si verifica se una parte qualsiasi del dispositivo di protezione è penetrata nella zona libera intorno al  sedile
       di guida, conformemente alla definizione di cui al punto 2.

3.2.2.      Si verifica inoltre se una parte qualsiasi della zona  libera  non  è  protetta  dal  dispositivo  di  protezione.  A  tale  scopo  è
       considerata esterna alla zona protetta dal dispositivo qualsiasi parte di tale zona che sia entrata  a  contatto  con  il  terreno  piano,
       qualora il trattore si sia capovolto nella direzione dalla quale è stato impartito il colpo. Gli pneumatici e la carreggiata sono presi in
       considerazione alle quote minime indicate dal costruttore.

3.3.  Deformazione massima istantanea

       Durante la prova d'urto laterale si deve registrare la differenza tra la deformazione massima istantanea  e  la  deformazione  residua  ad
       un'altezza di 950 mm sopra il sedile carico. Un'estremità della barra orizzontale di cui al punto 2.7.1 dell'allegato II è collegata  alla
       parte superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e l'altra passa attraverso un  foro  nel  supporto  verticale.  La
       posizione del collare sulla barra dopo l'urto indica la deformazione massima istantanea.

3.4.  Deformazione permanente

       Dopo le prove finali di compressione si registra la deformazione permanente del dispositivo di protezione. A tale scopo, prima di iniziare
       la prova si registra la posizione delle parti principali del dispositivo di protezione rispetto al sedile.

                                                              B. METODO DI PROVA II

1.    PROVE D'URTO E DI SCHIACCIAMENTO

1.1.  Urto posteriore

1.1.1.      Il trattore viene sistemato, rispetto al peso, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione quando il  lato  d'urto
       del peso e le catene o le funi metalliche formano un angolo di 20° rispetto alla verticale, salvo qualora il dispositivo di protezione  in
       caso di capovolgimento formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore  con  la  verticale.  In  questo  caso  la
       superficie d'urto del peso deve essere regolata mediante un  supporto  supplementare  in  modo  da  essere  parallela  al  dispositivo  di
       protezione in caso di capovolgimento nel punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene  o  le  funi  metalliche  mantengono  un
       angolo di 20° rispetto alla verticale. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto.
       L'altezza del peso è regolata in modo che la traiettoria del centro di gravità passi per il punto di contatto.

       Il punto d'urto è il punto del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento che si presume  tocchi  per  primo  il  terreno  in  un
       capovolgimento verso l'indietro, ossia normalmente il bordo superiore. Il centro di gravità del peso si trova a un sesto  della  larghezza
       della parte superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento all'interno di un piano verticale parallelo al piano mediano
       del trattore che tocca l'estremità superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento.

       Tuttavia, se una curva nella parte posteriore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento inizia ad una distanza  maggiore  di
       questa all'interno del piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, cioè nel punto in cui essa è tangente  ad  una  linea
       perpendicolare al piano mediano del trattore (vedi figura 9 dell'allegato IV).

       Se una parte sporgente presenta una superficie inadeguata per il peso, a tale parte si fissa una piastra d'acciaio di spessore e larghezza
       opportuna, lunga circa 300 mm, in modo da non influire sulla resistenza del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento.

1.1.2.      I trattori non articolati sono ancorati al suolo da funi metalliche. I punti d'attacco di tali  funi  si  trovano  circa  2 m  dietro
       l'asse posteriore e 1,50 m davanti all'asse anteriore. I punti di attacco si trovano nel piano nel quale oscilla il centro di gravità  del
       pendolo oppure più ancoraggi daranno una forza risultante in tale piano come è indicato alla figura 5 dell'allegato IV.

       Le funi metalliche devono essere tese in modo che le deformazioni degli pneumatici anteriori e posteriori corrispondano  alle  indicazioni
       del punto 3.1.5 dell'allegato II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione quadrata  di  150 mm  di  lato
       viene fissata davanti alle ruote posteriori e a stretto contatto con esse.

1.1.3.      Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del  trattore  sulla  quale  è
       montato il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento deve essere ancorato come è illustrato per l'asse posteriore nella figura 5
       dell'allegato IV. Il punto d'articolazione deve appoggiare su un travetto a sezione quadrata di  almeno  100 mm  di  lato  e  deve  essere
       solidamente fissato al suolo per mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie.

1.1.4.      Il peso è tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravità rispetto al punto d'urto corrisponda alla seguente formula:

                                                   H = 2,165 × 10-8 × WL2 o H = 5,73 × 10-2× I

       dove:

       H    =     altezza di caduta del pendolo in millimetri,

       W    =     massa del trattore definita al punto 1.3 dell'allegato II,

       L    =     passo massimo del trattore in millimetri,

       I    =     momento d'inerzia dell'asse posteriore, senza ruote, in chilogrammi/metri quadrati (kg—m2).

       Il peso è quindi sganciato contro il dispositivo di protezione.

1.1.5.      Non si ha urto posteriore nel caso di un trattore il cui peso, ai sensi del punto 1.3 dell'allegato II,  poggi  almeno  per  il  50 %
       sull'asse anteriore.

1.2.  Urto frontale

1.2.1.      Il trattore viene sistemato, rispetto al  peso,  in  modo  che  quest'ultimo  colpisca  il  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento quando il lato d'urto del peso e le catene o funi metalliche formano un angolo di 20° con la verticale,  salvo  qualora  il
       dispositivo di protezione formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore rispetto alla verticale. In questo caso
       la superficie d'urto del peso è regolata mediante un supporto supplementare in modo da essere parallela al dispositivo di  protezione  nel
       punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene o funi metalliche devono mantenere un angolo  di  20°  rispetto  alla  verticale.
       Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto. L'altezza del peso è regolata in  modo
       che la traiettoria del centro di gravità passi per il punto di contatto.

       Il punto d'urto è il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in  caso  di  capovolgimento  laterale
       durante la marcia avanti, ossia normalmente l'angolo superiore sulla parte anteriore. La posizione del centro di gravità del peso non deve
       distare più di 80 mm da un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore che tocca  l'estremità  superiore  del  dispositivo  di
       protezione.

       Tuttavia, se una curva nella parte anteriore del dispositivo di protezione inizia ad una distanza superiore a 80 mm all'interno di  questo
       piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, ossia nel punto in cui la curva è tangenziale ad una linea perpendicolare al
       piano mediano del trattore (vedi figura 9 dell'allegato IV).

1.2.2.      I trattori non articolati devono essere ancorati al suolo conformemente alla figura 6 dell'allegato IV.  I  punti  di  attacco  delle
       funi metalliche devono essere situati approssimativamente 2 metri dietro l'asse posteriore e 1,5 m davanti all'asse anteriore.

       Le funi metalliche devono essere tese in modo che la deformazione degli pneumatici anteriori e posteriori corrisponda ai valori di cui  al
       punto 3.1.5. dell'allegato II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione quadrata di 150 mm di lato  viene
       fissata dietro le ruote posteriori ed a stretto contatto con esse.

1.2.3.      Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del  trattore  sulla  quale  è
       montato il dispositivo di protezione deve essere ancorato come è illustrato per l'asse anteriore nella figura 6 dell'allegato IV. Il punto
       di articolazione deve appoggiare su un travetto a sezione quadrata di almeno 100 mm di lato e deve essere solidamente fissato al suolo per
       mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie.

1.2.4.      Il peso è tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravità rispetto al punto d'urto sia data dalla seguente formula:

                                                                H = 125 + 0,020 W.

1.3.  Urto laterale

1.3.1.      Il trattore viene sistemato, rispetto al  peso,  in  modo  che  quest'ultimo  colpisca  il  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento, quando il lato d'urto e le catene o funi metalliche sono verticali, salvo qualora il dispositivo di protezione  nel  punto
       d'urto, durante la deformazione, non sia verticale. In quest'ultimo caso, il lato  d'urto  del  peso  deve  essere  regolato  mediante  un
       supporto supplementare in modo da essere parallelo al dispositivo di protezione nel punto d'urto e  di  deformazione  massima,  mentre  le
       catene o funi metalliche devono rimanere verticali. L'altezza del peso è regolata in modo che la traiettoria del centro di  gravità  passi
       per il punto di contatto.

       Il punto d'urto è il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in un capovolgimento  laterale,  ossia
       normalmente il bordo superiore. Salvo nei casi in cui è certo che qualsiasi altra parte del bordo colpirebbe  per  prima  il  terreno,  il
       punto d'urto è situato nel piano perpendicolare al piano mediano del trattore, che passa per il centro del sedile  regolato  in  posizione
       media. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto.  è1 Nel  caso  di  un  trattore
       avente posto di guida reversibile (con sedile e volante reversibili), il punto d'urto è definito in rapporto  all'intersezione  del  piano
       mediano del trattore con un piano ad esso perpendicolare, secondo una direttrice passante per un  punto  equidistante  dai  due  punti  di
       riferimento del sedile. ç

1.3.2.      Per quanto riguarda i trattori non articolati, l'asse che non può essere articolato rispetto al dispositivo di protezione è  ancorato
       dalla parte in cui il dispositivo di protezione verrà colpito. Nel caso di  trattori  a  due  ruote  motrici,  l'ancoraggio  è  effettuato
       normalmente sull'asse posteriore; lo schema è indicato nella figura 7 dell'allegato IV. Le due funi metalliche devono passare sopra l'asse
       partendo da punti situati direttamente sotto di esso, uno da un punto d'attacco a circa 1,5 m davanti all'asse e l'altro  da  un  punto  a
       circa 1,5 m dietro l'asse. Le funi metalliche devono essere tese in modo che le  deformazioni  dello  pneumatico  adiacente  siano  quelle
       indicate al punto 3.1.5 dell'allegato II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno  è  sistemata  contro  la  ruota
       posteriore sul lato opposto al peso e ancorata al suolo in modo da essere mantenuta ferma contro la ruota durante l'urto, come è  indicato
       nella figura 7 dell'allegato IV. La lunghezza della trave deve essere scelta in modo che quando è in posizione contro la  ruota  formi  un
       angolo di 30° ± 3 rispetto all'orizzontale. La lunghezza è pari a 20—25 volte l'altezza, e la larghezza pari a  2—3 volte  l'altezza.  Per
       evitare che i due assi si muovano lateralmente, si deve inserire una trave ancorata al suolo contro la parte esterna della ruota dal  lato
       opposto a quello che è destinato ad essere colpito.

1.3.3.      I trattori articolati devono essere ancorati al suolo in modo che la parte del trattore, sulla quale  è  montato  il  dispositivo  di
       protezione, sia vincolata al suolo così rigidamente come un trattore non articolato.

       Entrambi gli assi dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo. L'asse e le ruote  della  parte  del  trattore  sulla  quale  è
       montato il dispositivo di protezione devono essere ancorati e puntellati come è illustrato nella  figura  7  dell'allegato  IV.  Il  punto
       d'articolazione deve appoggiare su un travetto con sezione quadrata minima di 100 mm di  lato  e  deve  essere  fissato  alle  rotaie.  Un
       puntello deve essere sistemato contro il punto di articolazione e bloccato a terra come si farebbe per un puntello appoggiato  alla  ruota
       posteriore, in modo da fornire un appoggio simile a quello ottenuto per i trattori non articolati.

1.3.4.      Il peso deve essere tirato indietro, in modo che l'altezza del centro di gravità rispetto al punto d'urto  sia  data  dalla  seguente
       formula:

                                                                H = 125 + 0,150 W.

1.4.  Schiacciamento posteriore

       Il trattore deve essere collocato nel dispositivo, di cui al punto 2.6 dell'allegato II e illustrato nelle figure 8 e 10 dell'allegato IV,
       in modo che il bordo posteriore della trave si trovi sopra la parte portante superiore più arretrata del dispositivo di  protezione  e  il
       piano longitudinale mediano del trattore sia a metà fra i punti d'applicazione della forza alla trave.

       I supporti devono essere sistemati sotto gli assi, in modo che gli  pneumatici  non  sostengano  la  forza  di  schiacciamento.  La  forza
       applicata corrisponde al doppio della massa del trattore, quale è definita al punto 1.3 dell'allegato II. Può essere  necessario  ancorare
       al suolo la parte frontale del trattore.

1.5.  Schiacciamento anteriore

1.5.1.      Questa prova è identica a quella di schiacciamento posteriore, salvo che il bordo anteriore della  trave  si  trova  sopra  la  parte
       superiore più avanzata del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento.

1.5.2.      Se la parte anteriore del tetto del dispositivo di protezione non può sostenere tutta la  forza  di  schiacciamento,  la  forza  deve
       essere applicata fino a quando il tetto è deformato, in modo da coincidere con il piano che unisce la parte superiore del  dispositivo  di
       protezione con la parte frontale del trattore che può sostenere la massa del trattore in caso di  capovolgimento.  La  forza  deve  essere
       quindi rimossa ed il trattore rimesso in posizione in modo che la trave si trovi sopra il punto del dispositivo  di  protezione  che  così
       sosterrebbe la parte posteriore del trattore completamente capovolto, come è illustrato nella figura 10 dell'allegato IV, e la forza viene
       riapplicata.

2.    ZONA LIBERA

2.1.  La zona libera è illustrata nella figura 3 dell'allegato IV ed è definita in relazione a un piano di  riferimento  verticale,  generalmente
       longitudinale rispetto al trattore, che passa per un punto di riferimento del sedile, descritto al punto 2.3, e per il centro del volante.
       Si suppone che il piano di riferimento si sposti orizzontalmente con il sedile e il volante durante gli urti,  ma  rimanga  perpendicolare
       alla base del trattore o del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, se questo dispositivo è montato in modo elastico.

       Se il volante è regolabile, esso deve trovarsi nella posizione che consenta al conducente di guidare normalmente seduto.

2.2.  I limiti della zona sono così specificati:

2.2.1.      piani verticali situati a 250 mm sui due lati del piano di riferimento, che si estendono verso l'alto per 300 mm  rispetto  al  punto
       di riferimento del sedile;

2.2.2.      piani paralleli che si estendono dal bordo superiore dei piani di cui al punto 2.2.1 fino ad un'altezza massima di  900 mm  sopra  il
       punto di riferimento del sedile, inclinati in modo che il punto superiore del piano sul lato che riceve l'urto laterale si trovi almeno  a
       100 mm dal piano di riferimento;

2.2.3.      un piano orizzontale situato 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile;

2.2.4.      un piano inclinato, perpendicolare al piano di riferimento, che contiene un punto situato verticalmente  900 mm  sopra  il  punto  di
       riferimento del sedile e la parte più arretrata della struttura del sedile, comprese le sospensioni;

2.2.5.      un piano verticale, perpendicolare al piano di riferimento, che si estende verso il basso della parte più arretrata del sedile;

2.2.6.      una superficie curva, perpendicolare al piano di riferimento, con un raggio di 120 mm tangenziale ai piani di cui ai  punti  2.2.3  e
       2.2.4;

2.2.7.      una superficie curva, perpendicolare al piano di  riferimento,  con  un  raggio  di 900 mm  che  si  estende  in  avanti  per  400 mm
       tangenzialmente al piano di cui al punto 2.2.3 in un punto situato 150 mm davanti al punto di riferimento del sedile;

2.2.8.      un piano inclinato, perpendicolare al piano di riferimento che si unisce al bordo anteriore della superficie di cui al punto 2.2.7  e
       che passa a 40 mm dal volante. In caso di posizione alta del volante, tale piano è sostituito da un piano tangenziale alla  superficie  di
       cui al punto 2.2.7;

2.2.9.      un piano verticale perpendicolare al piano di riferimento, situato 40 mm davanti al volante;

2.2.10.     un piano orizzontale che passa per il punto di riferimento del sedile;

                                            ê 1999/55/CE art. 1 e allegato, punto. 3, lett. b)

2.2.11.     nel caso di un trattore di tipo reversibile, avente posto di guida reversibile (con sedile e volante reversibili), la zona  libera  è
       costituita dalla combinazione delle due zone libere definite sulla base delle due posizioni differenti del volante e del sedile;

2.2.12.     nel caso di un trattore che può essere munito di sedili aggiuntivi, si utilizza per le prove  lo  spazio  combinato  determinato  dai
       punti di riferimento del sedile per l'insieme delle opzioni per esso proposte. La struttura di protezione non deve  penetrare  all'interno
       della zona libera combinata definita dai differenti punti di riferimento del sedile;

2.2.13.     se, dopo lo svolgimento delle prove, viene proposta una nuova opzione per il sedile, si deve determinare mediante calcolo se la  zona
       libera attorno al nuovo punto di riferimento si trovi all'interno dello spazio percedentemente definito. Se ciò non si verifica,  si  deve
       effettuare una nuova prova.

                                            ê 77/536/CEE

2.3.  Posizione del sedile e punto di riferimento del sedile

2.3.1.      Per definire la zona libera di cui al punto 2.1, il sedile è situato  nella  posizione  più  arretrata  del  sistema  di  regolazione
       orizzontale e nella posizione media del sistema di regolazione verticale, qualora quest'ultima sia indipendente  dalla  regolazione  della
       posizione orizzontale.

       Il punto di riferimento è ottenuto con l'apparecchiatura di cui alle figure 1 e 2 dell'allegato IV per simulare il carico corrispondente a
       una persona seduta. L'apparecchiatura consiste in un pannello di appoggio del sedile e di pannelli dello schienale. Il pannello  inferiore
       dello schienale è munito di un'articolazione in corrispondenza della cresta iliaca (A) e della regione lombare (B) e l'altezza  del  punto
       di tale articolazione (B) è regolabile.

2.3.2.      Per punto di riferimento si intende il punto in cui il piano longitudinale mediano del sedile  interseca  il  piano  tangenziale  del
       pannello inferiore dello schienale e un piano orizzontale. Il piano orizzontale interseca la superficie inferiore del pannello di appoggio
       del sedile in un punto situato 150 mm davanti a detto piano tangenziale.

2.3.3.      Se il sedile è munito di sospensione regolabile in base al peso del conducente, essa deve essere regolata in modo che  il  sedile  si
       trovi nella posizione intermedia degli spostamenti dinamici.

       L'apparecchiatura viene posta sul sedile. Ad essa  è  quindi  applicata  una  forza  di 550 newton  in  un  punto  situato  50 mm  davanti
       all'articolazione (A) e i due pannelli dello schienale premono leggermente e tangenzialmente contro lo schienale.

2.3.4.      Se non è possibile determinare le tangenti di ciascuna zona dello schienale (sotto e sopra  la  regione  lombare),  si  procede  come
       segue:

2.3.4.1.    se non è possibile tracciare  alcuna  tangente  della  regione  inferiore,  il  pannello  inferiore  dello  schienale  viene  premuto
       verticalmente contro lo schienale;

2.3.4.2.    se non è possibile tracciare alcuna tangente nella regione superiore, l'articolazione (B)  viene  fissata  ad  un'altezza  di  230 mm
       sopra il punto di riferimento del sedile se il pannello inferiore dello schienale è verticale.  I  due  pannelli  vengono  quindi  premuti
       leggermente e tangenzialmente contro lo schienale.

3.    MISURAZIONI DA EFFETTUARE

3.1.  Rotture e incrinature

       Dopo ciascuna prova tutte le parti strutturali, le giunzioni e i dispositivi  di  attacco  al  trattore  vengono  esaminati  a  vista  per
       individuare eventuali rotture o incrinature, trascurando però le eventuali piccole incrinature dei componenti non importanti.

3.2.  Zona libera

3.2.1.      Durante ciascuna prova si verifica se una parte qualsiasi del dispositivo di protezione è penetrata  nella  zona  libera  intorno  al
       sedile di guida conformemente alla definizione di cui ai punti 2.1 e 2.2.

3.2.2.      Si verifica inoltre se una parte qualsiasi della zona  libera  non  è  protetta  dal  dispositivo  di  protezione.  A  tale  scopo  è
       considerata esterna alla zona protetta dal dispositivo qualsiasi parte di tale zona che sia entrata  a  contatto  con  il  terreno  piano,
       qualora il trattore si sia capovolto nella direzione dalla quale è stato impartito il colpo. Gli pneumatici e la carreggiata sono presi in
       considerazione alle quote minime indicate dal costruttore.

3.3.  Deformazione massima istantanea

       Durante la prova d'urto laterale si deve registrare la differenza tra la deformazione massima istantanea  e  la  deformazione  residua  ad
       un'altezza di 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile e 150 mm davanti ad esso. Un'estremità della barra  orizzontale  di  cui  al
       punto 2.7.1 dell'allegato II è collegata alla parte superiore del dispositivo di protezione in caso  di  capovolgimento  e  l'altra  passa
       attraverso un foro nel supporto verticale. La posizione del collare sulla barra dopo l'urto indica la deformazione massima istantanea.

3.4.  Deformazione permanente

       Dopo le prove finali di compressione si registra la deformazione permanente del dispositivo di protezione. A tale scopo, prima di iniziare
       la prova si registra la posizione delle parti principali del dispositivo di protezione rispetto al punto di riferimento del sedile.

                                                                   ____________

                                                                   ALLEGATO IV

                                                                      FIGURE

                                                                      [pic]

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                                                                    ALLEGATO V

                                                                      [pic]

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                                                                   ALLEGATO VI

                                                                    MARCATURA

Il marchio di omologazione CE é costituito di un rettangolo all’interno del quale é sistemata la lettera “e”  minuscola,  seguita  da  un  numero
distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione:

                                            ê Atto di Adesione del 1985, art. 26 e Allegato I, pag. 213

1     per la Germania,

2     per la Francia,

3     per l’Italia,

4     per i Paesi-Bassi,

                                            ê Atto di Adesione del 1994 art. 29 e allegato I, pag. 206

5     per la Svezia

                                            ê Atto di Adesione del 1985 art. 26 e allegato I, pag. 213

6     per il Belgio,

                                            ê Atto di Adesione del 2003

7     per l’Ungheria

8     per la Repubblica ceca

                                            ê Atto di Adesione del 1985 art. 26 e allegato I, pag. 213

9     per la Spagna,

11    per il Regno-Unito,

                                            ê Atto di Adesione del 1994 art. 29 e allegato I, pag. 206

12    per l’Austria

                                            ê Atto di Adesione del 1985 art. 26 e allegato I, pag. 213

13    per il Lussemburgo,

                                            ê Atto di Adesione del 1994 art. 29 e allegato I, pag. 206

17    per la Finlandia

                                            ê Atto di Adesione del 1985 art. 26 e allegato I, pag. 213

18    per la Danimarca,

                                            ê Atto di adesione del 2003

20    per la Polonia

                                            ê Atto di Adesione del 1985 art. 26 e allegato I, pag. 213

21    per il Portogallo

                                            ê 87/354/CEE Art. 1 e Allegato, punto 9, lett. a)

23    per la Grecia,

                                            ê Atto di Adesione del 1985, art. 26 e allegato I, pag. 213

24    per l’Irlanda,

                                            ê Atto di Adesione del 2003

26    per la Slovenia

27    per la Slovacchia

29    per l’Estonia

32    per la Lettonia

36    per la Lituania

49    per Cipro

50    per Malta

                                            ê 77/536/CEE

in una posizione qualsiasi in prossimità del rettangolo è sistemato un numero di  omologazione  CE  corrispondente  al  numero  della  scheda  di
omologazione CE del tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento per quanto riguarda la sua resistenza, nonché la  resistenza  dei
suoi attacchi al trattore.

                                                      Esempio di marchio di omologazione CE

                                                                      [pic]

|Leggenda:           |Il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento recante il marchio di omologazione CE qui raffigurato è un    |
|                    |dispositivo di protezione che ha ottenuto l'omologazione CE in Germania (e 1) col numero 1471.                       |

                                                                   ____________

                                                                   ALLEGATO VII

                                                                      [pic]

                                                                 _______________

                                                                  ALLEGATO VIII

                                                          CONDIZIONI DI OMOLOGAZIONE CE

1.    La domanda di omologazione CE di un tipo di trattore  per  quanto  riguarda  la  resistenza  del  dispositivo  di  protezione  in  caso  di
       capovolgimento e dei suoi attacchi al trattore è presentata dal costruttore del trattore o dal suo mandatario.

2.    Al servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione è presentato un trattore rappresentativo del tipo da omologare, sul  quale  sono
       montati un dispositivo di protezione ed i suoi attacchi, debitamente omologati.

3.    Il servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione verifica se il tipo di  dispositivo  di  protezione  omologato  è  destinato  ad
       essere montato sul tipo di trattore per il quale è richiesta l'omologazione. Esso verifica in particolare se gli attacchi del  dispositivo
       di protezione corrispondono a quelli controllati in sede di omologazione CE.

4.    Il detentore dell'omologazione CE può chiedere che quest'ultima sia estesa per altri tipi di dispositivi di protezione.

5.    Le competenti autorità concedono detta estensione alle condizioni seguenti:

5.1.  il nuovo tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e i suoi attacchi al trattore hanno formato  oggetto  di  omologazione
       CE;

5.2.  esso è progettato per esser montato sul tipo di trattore per il quale è richiesta l'estensione dell'omologazione CE;

5.3.  gli attacchi del dispositivo di protezione al trattore corrispondono a quelli controllati in sede di omologazione CE.

6.    Una scheda conforme al modello di cui all'allegato IX è allegata alla  scheda  di  omologazione  CE  per  ogni  omologazione  o  estensione
       dell'omologazione concessa o rifiutata.

7.    Le verifiche di cui ai punti 2 e 3 non sono effettuate, qualora la domanda di omologazione  CE  di  un  tipo  di  trattore  sia  presentata
       contemporaneamente alla domanda di omologazione CE di un tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento destinato  ad  essere
       montato sul tipo di trattore per il quale è chiesta l'omologazione CE.

                                                                __________________

                                                                   ALLEGATO IX

                                                                      [pic]

                                                                 _______________

                                            é

                                                                    ALLEGATO X

                                                                     Parte A

                                                Direttiva abrogata e sue modificazioni successive
                                                             (di cui all'articolo 13)

|Direttiva 77/536/CEE del Consiglio                                                  |                                                   |
|(GU L 220 del 29.8.1977, pag. 1)                                                    |                                                   |
|Direttiva 87/354/CEE del Consiglio                                             |unicamente i riferimenti, di cui             |
|(GU L 192 del 11.7.1987, pag. 43)                                              |all'allegato, punto 9 della direttiva        |
|                                                                               |77/536/CEE                                   |
|Direttiva 89/680/CEE del Consiglio                                             |                                             |
|(GU L 398 del 30.12.1989, pag. 26)                                             |                                             |
|Direttiva 1999/55/CEE della Commissione                                        |                                             |
|(GU L 146 del 11.6.1999, pag. 28)                                              |                                             |

                                                                     Parte B

                                                    Atti modificativi successivi non abrogati

Atto di adesione del 1979

Atto di Adesione del 1985

Atto di Adesione del 1994

Atto di Adesione del 2003

                                                                     Parte C

                                     Elenco dei termini di attuazione e di applicazione in diritto nazionale
                                                             (di cui all'articolo 13)

|Direttiva                                    |Termine di attuazione                        |Termine di applicazione                      |
|77/536/CEE                                   |29 dicembre 1978                             |_                                            |
|87/354/CEE                                   |31 dicembre 1987                             |_                                            |
|89/680/CEE                                   |3 gennaio 1990                               |_                                            |
|1999/55/CE                                   |30 giugno 2000                               |1° luglio 2000(1)                            |

(1)   In conformità all’articolo 2 della direttiva 1999/55/CE:

“1.   A decorrere dal 1° luglio 2000, gli Stati membri non possono:

         – rifiutare, per un tipo di trattore, l'omologazione CE o il rilascio  del  documento  di  cui  all'articolo  10,  paragrafo  1,  terzo
           trattino, della direttiva 74/150/CEE del Consiglio o l'omologazione di portata nazionale,

         – vietare la prima messa in circolazione dei trattori,

       se tali trattori sono conformi alle prescrizioni della direttiva 77/536/CEE, modificata dalla presente direttiva.

2.    A decorrere dal 1° gennaio 2001, gli Stati membri:

         – non possono rilasciare il documento di cui all'articolo 10, paragrafo 1, terzo trattino, della direttiva 74/150/CEE per  un  tipo  di
           trattore, se detto trattore non é conforme alle prescrizioni della direttiva 77/536/CEE, modificata dalla presente direttiva,

         – possono rifiutare l'omologazione di portata nazionale di un tipo  di  trattore  se  esso  non  é  conforme  alle  prescrizioni  della
           direttiva 77/536/CEE, modificata dalla presente direttiva.”

                                                                    __________

                                                                   ALLEGATO XI

                                                              Tavola di concordanza

|Direttiva 77/536/CEE                                              |Presente direttiva                                                   |
|Articoli da 1 a 8                                                 |Articoli da 1 a 8                                                    |
|Articolo 9,dal primo al quarto trattino                           |Articolo 9, lettere da a) a d)                                       |
|Articoli 10 e 11                                                  |Articoli 10 e 11                                                     |
|Articolo 12, paragrafo 1                                          |–                                                                    |
|Articolo 12, paragrafo 2                                          |Articolo 12                                                          |
|–                                                                 |Articolo 13                                                          |
|–                                                                 |Articolo 14                                                          |
|Articolo 13                                                       |Articolo 15                                                          |
|Allegati da I a IX                                                |Allegati da I a IX                                                   |
|–                                                                 |Allegato X                                                           |
|–                                                                 |Allegato XI                                                          |

                                                                __________________

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[1]   COM(87) 868 PV.
[2]   V. allegato 3, Parte A, di tali conclusioni.
[3]   Realizzata secondo la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo ed al  Consiglio  –  Codificazione  dell’Acquis  communautaire,
      COM(2001) 645 finale.
[4]   Allegato X, parte A della presente proposta.
[5]   GU C […], […], pag. […].
[6]   GU C […], […], pag. […].
[7]   GU L 220 del 29.8.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dall’atto di adesione del 2003.
[8]   GU L 171 del 9.7.2003. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/13/CE della Commissione (GU L 55 del 1.3.2005, pag. 35).
[9]   Vedi allegato X, parti A e B .

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CE

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 (Articolo 4, paragrafo 2, e articolo 10 della direttiva …/…/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, per il ravvicinamento delle legislazioni
                             degli Stati membri relative all'omologazione dei trattori agricoli o forestali a ruote)