CELEX: 62019CA0233
Language: it
Date: 2020-09-30 00:00:00
Title: Causa C-233/19: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 30 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour du travail de Liège — Belgio) — B. / Centre public d’action sociale de Liège (Rinvio pregiudiziale – Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Direttiva 2008/115/CE – Rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare – Cittadino di un paese terzo affetto da una grave malattia – Decisione di rimpatrio – Ricorso giurisdizionale – Effetto sospensivo automatico – Presupposti – Concessione dell’assistenza sociale – Articoli 19 et 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)

23.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 399/13
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 30 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour du travail de Liège — Belgio) — B. / Centre public d’action sociale de Liège
      (Causa C-233/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Spazio di libertà, sicurezza e giustizia - Direttiva 2008/115/CE - Rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare - Cittadino di un paese terzo affetto da una grave malattia - Decisione di rimpatrio - Ricorso giurisdizionale - Effetto sospensivo automatico - Presupposti - Concessione dell’assistenza sociale - Articoli 19 et 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)
      (2020/C 399/17)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      Cour du travail de Liège
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: B.
      
         Convenuto: Centre public d'action sociale de Liège
      
         Dispositivo
      
      Gli articoli 5 e 13 della direttiva 2008/115/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, letti alla luce dell’articolo 19, paragrafo 2, e dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, devono essere interpretati nel senso che un giudice nazionale, investito di una controversia in materia di assistenza sociale il cui esito è collegato a un’eventuale sospensione degli effetti di una decisione di rimpatrio adottata nei confronti di un cittadino di un paese terzo affetto da una grave malattia deve considerare che un ricorso diretto all’annullamento e alla sospensione di tale decisione comporta, automaticamente, la sospensione della suddetta decisione, sebbene tale sospensione non risulti dall’applicazione della normativa nazionale, qualora:
      
                  —
               
               
                  tale ricorso contenga un argomento diretto a dimostrare che l’esecuzione della stessa decisione esporrebbe tale cittadino di un paese terzo a un rischio serio di deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute, che non appare manifestamente infondato e
               
            
                  —
               
               
                  tale normativa non preveda altri mezzi di ricorso, disciplinati da norme precise, chiare e prevedibili, che comportino, automaticamente, la sospensione di una siffatta decisione.
               
            
         (1)  GU C 164 del 13.5.2019.