CELEX: C2005/115/20
Language: it
Date: 2005-05-14 00:00:00
Title: Causa C-104/05 P: Ricorso proposto il 2 marzo 2005 (fax 28 febbraio 2005) da El Corte Inglés s.a. contro la sentenza pronunciata il 13 dicembre 2004 dalla Seconda Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-8/03, tra El Corte Inglés s.a. e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)

14.5.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 115/10
            
         Ricorso proposto il 2 marzo 2005 (fax 28 febbraio 2005) da El Corte Inglés s.a. contro la sentenza pronunciata il 13 dicembre 2004 dalla Seconda Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-8/03, tra El Corte Inglés s.a. e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
   (Causa C-104/05 P)
   (2005/C 115/20)
   Lingua di procedura: l'italiano
   Il 2 marzo 2005, El Corte Inglés s.a., con l'avvocato J.L. Rivas Zurdo, ha proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso d'impugnazione contro la sentenza emessa il 13 dicembre 2004 dalla Seconda Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-8/03, tra El Corte Inglés s.a. e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               1
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale di Primo Grado del 13 dicembre 2004, notificata alla ricorrente il 20 dicembre 2004, nella causa T-8/03 che respinge il ricorso presentato dalla ricorrente e che la condanna alle spese giudiziarie;
            
         
               2
            
            
               accogliere il ricorso presentato al Tribunale di Primo Grado, stabilendo:
               
                           a)
                        
                        
                           l'annullamento della decisione 3 ottobre 2002 della Quarta commissione di ricorso della UAMI (procedimenti riuniti 700/2000-4 e 746/2000-4), per il fatto che, accogliendo parzialmente il ricorso della ricorrente e richiamando quello della convenuta, concede il marchio comunitario 203570 per i prodotti rientranti nelle classi 18 e 24;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           il rifiuto della registrazione del marchio comunitario n. 203570 «Emilio Pucci» anche per tutti i prodotti della classe 18: «Cuoio e sue imitazioni, articoli in queste materie non compresi in altre classi, pelli d'animali, bauli e valigie, ombrelli, ombrelloni e bastoni da passeggio, fruste e articoli di selleria» e della classe 24: «tessuti e prodotti tessili non compresi in altre classi; coperte da letto e copritavoli», uniche classi in cui era stata concessa dall'UAMI;
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           condannare alle spese giudiziarie, tanto per questo ricorso che per il ricorso davanti al Tribunale di Primo Grado, la parte convenuta e l'interveniente.
                        
                     
         Motivi e principali argomenti:
   Violazione dell'articolo 8.1.b) del Regolamento 40/94 data, in questo caso, la somiglianza tra i prodotti delle marche anteriori ed i prodotti designati nella richiesta;
   La sentenza impugnata fa riferimento nelle sue considerazioni a criteri generali ed astratti sulla mancanza di somiglianza dei prodotti, mentre la causa presente costituisce un'eccezione;
   la complementarità tra i prodotti delle classi 18 e 25, affermata dallo stesso interveniente nella sua richiesta, non è stata tenuta in considerazione dalla sentenza mentre tale complementarità conferma il criterio giurisprudenziale, secondo il quale le classi del nomenclatore sono solo semplici criteri ammnistrativi;
   il criterio del pubblico consumatore costituisce una circostanza che deve essere tenuta in considerazione al momento del confronto applicativo. Per questo, i «fattori pertinenti» invocati nella sentenza impugnata, che caratterizzano generalmene la somiglianza tra prodotti, non sono requisiti assoluti da considerare per confrontare i campi di protezione di due marchi in opposizione;
   la sentenza impugnata centra la comparazione su criteri aprioristici, astratti e di ordine «meccanicista-materiale» senza valutare il denominatore comune del concetto di moda, nei suoi molteplici aspetti;
   il pubblico dei consumatori (consumatore medio) è il riferimento primo ed ultimo da tenere in considerazione nei conflitti di marchi come previsto dall'art. 8.1.b) del Regolamento 40/94;
   Essendo la somiglianza di segni e di prodotti un rischio di confusione, si dovrebbe applicare il divieto previsto dall'articolo 8.1.b) del Regolamento 40/94;
   le prove portate dall'attrice testimoniano della notorietà del marchio «Emidio Tucci», essendo applicabile l'art. 8.5 del regolamento;
   nella sentenza del Tribunale di primo grando non si valuta adeguatamente la rinomanza del marchio dal 1994 ossia anteriormente al 1996;
   in definitiva una parte della clientela di Emidio Tucci potrebbe essere indotta in errore dal marchio Emilio Pucci producendo un vantaggio ingiustificato a favore di quest'ultimo a detrimento del marchio precedente e della sua sfera di distinzione esclusiva.