CELEX: 32007D0269
Language: it
Date: 2007-04-23 00:00:00
Title: 2007/269/CE: Decisione della Commissione, del 23 aprile 2007 , recante misure di protezione nei confronti dell’anemia infettiva equina in Romania [notificata con il numero C(2007) 1652] (Testo rilevante ai fini del SEE)

3.5.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 115/18
            
         
      DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   
   del 23 aprile 2007
   recante misure di protezione nei confronti dell’anemia infettiva equina in Romania
   [notificata con il numero C(2007) 1652]
   (Testo rilevante ai fini del SEE)
   (2007/269/CE)
   LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               L’anemia infettiva equina («AIE») è una malattia virale che colpisce esclusivamente animali della famiglia degli equidi (Equidae). L’infezione da AIE tende a diventare inapparente se non interviene il decesso in seguito ad un attacco clinico acuto. Il periodo d’incubazione è generalmente compreso tra una e tre settimane, ma può durare anche tre mesi. Gli equidi infettati rimangono contagiosi per tutta la vita e sono potenzialmente in grado di trasmettere l’infezione ad altri equidi. La trasmissione avviene per trasferimento di sangue da un equino infetto, con ogni probabilità tramite l’alimentazione intermittente di mosche cavalline o tafani ematofagi, oppure al feto in utero, per l’uso di aghi contaminati o per l’infusione di emoderivati contenenti il virus.
            
         
               (2)
            
            
               L’AIE è una malattia soggetta a obbligo di denuncia a norma dell’allegato A della direttiva 90/426/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi (2). Inoltre la direttiva 82/894/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1982, concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità (3), prevede che i focolai di AIE debbano essere notificati alla Commissione e agli altri Stati membri attraverso il sistema di notifica delle malattie degli animali («ADNS», Animal Disease Notification System).
            
         
               (3)
            
            
               L’articolo 4, paragrafo 5, della direttiva 90/426/CEE stabilisce misure restrittive riguardo ai movimenti di equidi provenienti da aziende in cui sia stata confermata la presenza di AIE, misure che devono restare in vigore fino a quando, dopo l’eliminazione degli equidi infetti, gli animali restanti non siano stati sottoposti a due test di Coggins con risultato negativo.
            
         
               (4)
            
            
               A differenza che in altri Stati membri, in Romania l’AIE è endemica e non si procede sempre all’abbattimento immediato degli equidi che possono trasmettere l’infezione. Per tale ragione, dopo essere entrata nell’Unione europea la Romania ha continuato, su base volontaria, ad applicare mutatis mutandis le pertinenti misure previste dalla decisione 2004/825/CE della Commissione, del 29 novembre 2004, recante misure di protezione relative alle importazioni di equidi provenienti dalla Romania (4).
            
         
               (5)
            
            
               In considerazione degli scambi esistenti di equidi vivi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi, la situazione della malattia in Romania può rappresentare un rischio per la salute degli equidi nella Comunità.
            
         
               (6)
            
            
               È pertanto opportuno adottare misure di protezione che stabiliscano un regime specifico per i movimenti e gli scambi di equidi e di ovuli ed embrioni equini provenienti dalla Romania, per salvaguardare la salute e il benessere degli equidi negli Stati membri.
            
         
               (7)
            
            
               La decisione 93/623/CEE della Commissione, del 20 ottobre 1993, che istituisce il documento di identificazione (passaporto) che scorta gli equidi registrati (5), e la decisione 2000/68/CE della Commissione, del 22 dicembre 1999, recante modifica della decisione 93/623/CEE e concernente l’identificazione degli equidi da allevamento e da reddito (6), stabiliscono che gli equidi, durante i loro movimenti o il loro trasporto, devono essere scortati da un documento di identificazione.
            
         
               (8)
            
            
               Gli obblighi di certificazione per i movimenti e il trasporto degli equidi sono stabiliti nell’articolo 8 della direttiva 90/426/CEE. Per rafforzare la tracciabilità degli equidi registrati provenienti da zone interessate dall’AIE e diretti verso altri Stati membri, l’attestato di cui all’allegato B della direttiva 90/426/CEE deve essere sostituito dal certificato sanitario dell’animale conforme all’allegato C della stessa direttiva.
            
         
               (9)
            
            
               Conformemente all’allegato D, capitolo II, parte A, della direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui all’allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE (7), la decisione 95/307/CE della Commissione, del 24 luglio 1995, che stabilisce il modello del certificato sanitario da utilizzare negli scambi di sperma equino (8), prevede che gli stalloni siano sottoposti ad un esame per la ricerca dell’AIE se lo sperma raccolto è destinato a scambi intracomunitari. Tuttavia è necessario che le condizioni di polizia sanitaria stabilite nella decisione 95/294/CE della Commissione, del 24 luglio 1995, che stabilisce il modello del certificato sanitario da utilizzare negli scambi di ovuli ed embrioni di animali della specie equina (9), siano integrate dall’obbligo di effettuare un esame per la ricerca dell’AIE se gli ovuli o gli embrioni sono raccolti da giumente residenti in Romania.
            
         
               (10)
            
            
               Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   Misure di protezione applicabili agli equidi provenienti dalla Romania
   1.   La Romania garantisce che non vengano spediti verso altri Stati membri equidi che non soddisfino le seguenti condizioni:
   
               a)
            
            
               essere stati sottoposti, con risultato negativo, a un test di Coggins effettuato su un campione di sangue prelevato non più di 30 giorni prima della spedizione, con iscrizione di detto test e del suo risultato nel capitolo VII del documento di identificazione previsto dalle decisioni 93/623/CEE e 2000/68/CE che scorta l’animale durante i suoi movimenti;
            
         
               b)
            
            
               essere accompagnati da un certificato sanitario conforme all’allegato C della direttiva 90/426/CEE recante la seguente menzione supplementare:
               «Equidi conformi alla decisione 2007/269/CE della Commissione».
            
         2.   Il paragrafo 1 non si applica agli equidi provenienti da aziende situate al di fuori della Romania che transitano per la Romania lungo strade principali o di grande comunicazione oppure sono trasportati attraverso questo paese, direttamente e senza interruzioni del viaggio, ad un mattatoio per esservi immediatamente macellati.
   3.   La Romania garantisce che non vengano spediti verso altri Stati membri ovuli ed embrioni di equidi che non soddisfino le seguenti condizioni:
   
               a)
            
            
               essere stati raccolti da giumente donatrici che sono state sottoposte, con risultato negativo in ciascun caso, a un test di Coggins effettuato su un campione di sangue prelevato da ciascuna giumenta donatrice non più di 30 giorni prima della raccolta degli ovuli o embrioni della partita; e
            
         
               b)
            
            
               far parte di una partita di ovuli o embrioni che è accompagnata da un certificato sanitario conforme all’allegato della decisione 95/294/CE recante la seguente menzione supplementare:
               «Ovuli/embrioni conformi alla decisione 2007/269/CE della Commissione».
            
         4.   La Romania riferisce regolarmente alla Commissione e agli altri Stati membri in merito all’evoluzione dell’AIE e alle misure messe in atto contro la malattia.
   Articolo 2
   Applicabilità
   La presente decisione si applica a partire dal terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   Articolo 3
   Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   
      Fatto a Bruxelles, il 23 aprile 2007.
      
         
            Per la Commissione
         
         Markos KYPRIANOU
         
         
            Membro della Commissione
         
      
   
   
      (1)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 315 del 19.11.2002, pag. 14).
   
      (2)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 42. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/104/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 352).
   
      (3)  GU L 378 del 31.12.1982, pag. 58. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2004/216/CE della Commissione (GU L 67 del 5.3.2004, pag. 27).
   
      (4)  GU L 358 del 3.12.2004, pag. 18. Decisione abrogata dal regolamento (CE) n. 1792/2006 (GU L 362 del 20.12.2006, pag. 1).
   
      (5)  GU L 298 del 3.12.1993, pag. 45. Decisione modificata dalla decisione 2000/68/CE (GU L 23 del 28.1.2000, pag. 72).
   
      (6)  GU L 23 del 28.1.2000, pag. 72.
   
      (7)  GU L 268 del 14.9.1992, pag. 54. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/68/CE (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 321; rettifica nella GU L 226 del 25.6.2004, pag. 128).
   
      (8)  GU L 185 del 4.8.1995, pag. 58.
   
      (9)  GU L 182 del 2.8.1995, pag. 27.