CELEX: C2006/178/36
Language: it
Date: 2006-07-29 00:00:00
Title: Causa C-225/06 P: Ricorso proposto il  16 maggio 2006  dalla Athinaïki Oikogeniaki Artopoiia AVEE avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione)  15 marzo 2006 , causa T-35/04, Athinaïki Oikogeniaki Artopoiia AVEE contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), Ferrero OHG mbh

29.7.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 178/22
            
         Ricorso proposto il 16 maggio 2006 dalla Athinaïki Oikogeniaki Artopoiia AVEE avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) 15 marzo 2006, causa T-35/04, Athinaïki Oikogeniaki Artopoiia AVEE contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), Ferrero OHG mbh
   (Causa C-225/06 P)
   (2006/C 178/36)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: Athinaïki Oikogeniaki Artopoiia AVEE (rappresentante: A. Tsavdaridis, attorney at Law)
   
      Altre parti nel procedimento: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), Ferrero OHG mbh
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare la decisione impugnata del Tribunale di primo grado
            
         
               —
            
            
               Repingere definitivamente ed interamente l'opposizione alla registrazione del marchio richiesto
            
         
               —
            
            
               Condannare l'Ufficio e l'interveniente alle spese, incluse quelle sostenute nel procedimento di opposizione e dinanzi alla commissione di ricorso ed al Tribunale di primo grado
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente afferma che il Tribunale di primo grado ha interpretato erroneamente l'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94 (1) in quanto:
   il Tribunale di primo grado ha ignorato il fatto che la valutazione del rischio di confusione dipende da vari elementi, menzionati nel settimo 'considerando' del preambolo al regolamento (CE) del Consiglio n. 41/94 (2) e, in particolare, dal riconoscimento del marchio sul mercato e non solo dal grado di somiglianza tra il marchio ed il segno e tra i prodotti ed i servizi identificati.
   Il marchio anteriore «Ferrero» non è usato per identificare prodotti venduti sul mercato tedesco. Di conseguenza, non vi è rischio di confusione per il consumatore medio tedesco, che non associa il marchio «Ferrero» con i suoi prodotti, a prescindere dal grado di somiglianza tra i due segni.
   Il Tribunale di primo grado ha altresì ignorato che, secondo la costante giurisprudenza della Corte di giustizia, il rischio di confusione da parte del pubblico dev'essere valutato globalmente, prendendo in considerazione tutti i fattori rilevanti per le circostanze del caso. Inoltre, la valutazione globale del rischio di confusione comporta un'interdipendenza tra fattori rilevanti. La ricorrente afferma che se il Tribunale di primo grado avesse tenuto conto dell'interdipendenza dei fattori rilevanti, sarebbe giunto alla conclusione che il rischio di confusione è esiguo.
   
      (1)  GU L 11, pagg. 1-36.
   
      (2)  GU L 209, pagg. 18-19.