CELEX: C1999/204/44
Language: it
Date: 1999-07-17 00:00:00
Title: Causa C-127/99: Ricorso del 14 aprile 1999 contro la Repubblica italiana presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 204/22                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         17.7.1999
                 ORDINANZA DELLA CORTE                                       «Se l’art. 79 del Regolamento CEE n. 259/68 (1) e successive
                                                                             modifiche, nella parte in cui prevede che Le condizioni
                            21 aprile 1999                                   d’impiego degli agenti locali, segnatamente per quanto
                                                                             riguarda:
nei procedimenti riuniti C-28/98 e C-29/98 (domande di                       a) le modalità della loro assunzione e della risoluzione del
pronuncia pregiudiziale del Tribunal de grande instance                           loro contratto
di Thionville): Marc Charreire (C-28/98), Jean Hirtsmann
(C-29/98) contro Directeur des services fiscaux de la
                              Moselle (1)                                    b) i congedi
                                                                             c) la loro retribuzione
            («Domande pregiudiziali — Irricevibilità»)
                                                                             sono stabilite da ciascuna istituzione in base alla regolamenta-
                           (1999/C 204/42)                                   zione ed agli usi esistenti nella località in cui l’agente deve
                                                                             esercitare le proprie funzioni debba intendersi nel senso che è
                                                                             consentito all’Istituzione europea di discostarsi dalla legislazio-
                   (Lingua processuale: il francese)                         ne nazionale, con conseguente esclusiva operatività della
                                                                             regolamentazione di fonte comunitaria, ovvero imponga
                                                                             comunque il rispetto della legge nazionale, soprattutto se
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella      avente carattere imperativo e cogente.»
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                             (1) Regolamento del Consiglio, del 29.2.1968 (GU L 56, del 4.3.1968,
Nei procedimenti riuniti C-28/98 e C-29/98, aventi ad oggetto                    pag. 1).
due domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte,
a norma dell’art. 177 del Trattato CEE, dal Tribunal de grande
instance di Thionville (Francia), nelle cause dinanzi ad esso
pendenti tra Marc Charreire (C-28/98), Jean Hirtsmann
(C-29/98) e Directeur des services fiscaux de la Moselle,
domande vertenti sull’interpretazione dell’art. 95 del Trattato
CE, la Corte, composta dai signori G.C. Rodrı́guez Iglesias,
presidente, P.J.G. Kapteyn, J.-P. Puissochet, G. Hirsch e P. Jann,
presidenti di sezione, G.F. Mancini, J.C. Moitinho de Almeida,               Ricorso del 14 aprile 1999 contro la Repubblica italiana
C. Gulmann, J.L. Murray, D.A.O. Edward, H. Ragnemalm,                          presentato dalla Commissione delle Comunità europee
L. Sevón e M. Wathelet (relatore) , guidici, avvocato generale:
N. Fennelly, cancelliere: R. Grass, ha pronunciato il 21 aprile
1999 un’ordinanza il cui dispositivo è del seguente tenore:                                            (Causa C-127/99)
Le domande di pronuncia pregiudiziale presentate dal Tribunal de                                        (1999/C 204/44)
grande instance di Thionville, con ordinanze 21 marzo 1997, sono
irricevibili.
                                                                             Il 14 aprile 1999, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dal sig. Paolo Stancanelli, membro del suo
(1) GU C 94 del 28.3.1998.                                                   servizio giuridico, in qualità di agente, elettivamente domicilia-
                                                                             ta presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner,
                                                                             Kirchberg, a Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia
                                                                             delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
                                                                             italiana.
                                                                             La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Pretu-
ra circondariale di Torino, con ordinanza 30 marzo 1999,                     — constatare che la Repubblica italiana è venuta meno agli
nella causa Roberto Vitari contro European Training                               obblighi che le incombono in virtù del diritto comunitario,
                             Foundation                                           avendo omesso di predisporre uno o più programmi
                                                                                  d’azione con i caratteri e alle condizioni previste all’artico-
                          (Causa C-126/99)                                        lo 5 della direttiva 91/676/CEE (1) del Consiglio del
                                                                                  12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque
                                                                                  dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da
                           (1999/C 204/43)                                        fonti agricole; avendo omesso di svolgere in maniera
                                                                                  completa e corretta i controlli previsti all’articolo 6 della
Con ordinanza 30 marzo 1999, pervenuta nella Cancelleria                          stessa direttiva; e avendo omesso di elaborare e comunicare
della Corte delle Comunità europee il 14 aprile 1999, nella                       una relazione completa ai sensi dell’articolo 10 della stessa
causa Roberto Vitari contro European Training Foundation, la                      direttiva,
Pretura circondariale di Torino ha sottoposto alla Corte
di giustizia delle Comunità europee la seguente questione                    — condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
pregiudiziale:                                                                    processuali.
 ---pagebreak--- 17.7.1999               IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 204/23
Motivi e principali argomenti:                                           Il ricorrente chiede che la Corte voglia:
La violazione dell’articolo 10 della diret-                              — annullare le decisioni della Commissione 3 febbraio 1999,
tiva 91/676                                                                   99/186/CE (1) e 99/187/CE (2), in quanto impongono retti-
                                                                              fiche finanziarie al Regno di Spagna;
La Repubblica italiana non ha adempiuto all’obbligo specifica-
mente previsto all’articolo 10 della direttiva 91/676 per quel           — condannare alle spese l’istituzione convenuta.
che riguarda la redazione e la trasmissione alla Commissione
della relazione concernente il periodo compreso tra il
20 dicembre 1991 e il 20 dicembre 1995, vale a dire il
primo quadriennio decorrente dalla notifica della direttiva              Motivi e principali argomenti
e contenente precisamente tutte le informazioni indicate
all’allegato V della direttiva.
                                                                         Il Regno di Spagna impugna
La violazione dell’articolo 5 della diret-
tiva 91/676                                                              — la decisione della Commissione 3 febbraio 1999 che
                                                                              esclude dal finanziamento comunitario talune spese effet-
L’articolo 5, paragrafo 1, impone agli Stati membri di predis-                tuate dagli Stati membri (1999/186/CE) e
porre dei programmi d’azione nelle zone vulnerabili entro il
termine di due anni a decorrere dalla prima designazione di              — la decisione della Commissione 3 febbraio 1999 relativa
tali zone oppure entro il termine di un anno nel caso                         alla liquidazione dei conti presentati dagli Stati membri
delle zone designate in seguito al riesame quadriennale della                 per le spese dell’esercizio finanziario 1995 finanziate
situazione previsto dall’articolo 3, paragrafo 4.                             dal Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia,
                                                                              sezione «Garanzia» (1999/87/CE),
Le autorità italiane non hanno ancora elaborato uno o più
programmi d’azione completi, coerenti, organici e finalizzati            nella parte in cui impongono rettifiche finanziarie nei seguenti
nell’arco di un periodo quadriennale al perseguimento degli              settori:
specifici obiettivi della direttiva, in violazione di quanto
espressamente previsto all’articolo 5.
La violazione dell’articolo 6 della diret-                               a) Seminativi
tiva 91/676
                                                                         — 1 471 398 749 PTA correspondenti al 5 % delle spese
La Commissione considera che la Repubblica italiana ha                        effettuate dalla Comunità Autónoma di Aragona per
violato anche l’obbligo imposto dall’articolo 6 della direttiva,              quanto riguarda taluni aspetti del controllo in loco a
non procedendo in maniera completa e corretta ai controlli                    seguito delle domande di aiuti per superfici gestite dalla
della concentrazione di nitrati nelle acque dolci, finalizzati ad             detta Comunità autonoma.
individuare le acque inquinate in vista della designazione delle
zone vulnerabili.                                                             La condizione della percentuale minima del 5 % dei
                                                                              controlli da effettuare in loco rispetto al numero di
(1) GU L 375, del 31.2.1991, pag. 1.
                                                                              domande presentate dev’essere soddisfatta a livello nazio-
                                                                              nale e non a livello provinciale né a livello di Comunità
                                                                              autonoma, secondo quanto prescritto dall’art. 6, n. 3, del
                                                                              regolamento (CEE) n. 3887/92 (3). La Comunità autonoma
                                                                              di Aragona ha effettuato i controlli adeguati, conforme-
                                                                              mente alla normativa comunitaria, e tanto la percentuale
                                                                              di controlli quanto le superfici controllate superano i
                                                                              requisiti comunitari. In pratica 3 024 domande (7,4 % del
                                                                              totale) sono state controllate secondo un criterio simile a
Ricorso del Regno di Spagna contro la Commissione delle
                                                                              quello del «controllo a distanza» (almeno l’80 % delle terre
        Comunità europee, proposto il 15 aprile 1999
                                                                              coltivate comprese nella zona da ispezionare). L’area
                                                                              assoggettata a controllo era di 11 500 ha. (8,7 % del totale
                         (Causa C-130/99)                                     della superficie interessata dalle domande).I casi di asserita
                                                                              mancanza di rigore accertati durante le ispezioni in loco
                          (1999/C 204/45)                                     effettuate dagli ispettori del FEAOG devono essere valutati
                                                                              nella loro giusta dimensione.
Il 15 aprile 1999 il Regno di Spagna, rappresentato dalla
signora Mónica López-Monı́s Gallego, Abogado del Estado                — 215 011 390 PTA: la rettifica finanziaria effettuata dalla
dell’Abogacı́a del Estado patrocinante dinanzi alla Corte di                  Commissione si basa sul presupposto che la Spagna non
giustizia, con domicilio eletto in Lussemburgo presso l’Amba-                 si è adoperata debitamente, né sul piano dei controlli
sciata di Spagna, 4-6, boulevard E. Servais, ha proposto dinanzi              amministrativi né su quello dei controlli in loco, per
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso                     accertare l’attendibilità delle previsioni di rese dichiarate e
contro la Commissione delle Comunità europee.                                 la veracità delle rese effettivamente ottenute.