CELEX: C2003/304/07
Language: it
Date: 2003-12-13 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 23 ottobre 2003 nella causa C-408/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale dell'Hoge Raad der Nederlanden): Adidas-Salomon AG, già Adidas AG, Adidas Benelux BV contro Fitnessworld Trading Ltd ("Direttiva 89/104/CEE — Art. 5, n. 2 — Marchi notori — Tutela contro l'uso di un segno per prodotti o servizi identici o simili — Grado di somiglianza tra il marchio di impresa e il segno — Effetto per il pubblico — Segno percepito come decorazione")

13.12.2003                IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                  C 304/5
—     lo stesso art. 41, n. 1, vieta l’introduzione, nella normativa             dell’art. 234 CE, dallo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi)
      nazionale di uno Stato membro, dell’obbligo di un permesso di              nella causa dinanzi ad esso pendente tra Adidas-Salomon AG,
      lavoro ai fini della fornitura di servizi nel territorio di tale Stato     già Adidas AG, Adidas Benelux BV e Fitnessworld Trading Ltd,
      da parte di un’impresa con sede in Turchia, una volta che tale             domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 5, n. 2, della
      permesso non era già richiesto al momento dell’entrata in vigore           prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE,
      del detto protocollo addizionale;                                          sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in
                                                                                 materia di marchi d’impresa (GU 1989, L 40, pag. 1), la Corte
                                                                                 (Sesta Sezione), composta dal sig. J.-P. Puissochet, presidente
—     spetta al giudice nazionale determinare se la normativa interna            di sezione, dal sig. C. Gulmann (relatore), dalle sig.re F. Macken
      applicata a cittadini turchi quali i ricorrenti nella causa                e N. Colneric e dal sig. J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato
      principale sia meno favorevole di quella loro applicabile al               generale: sig. F.G. Jacobs, cancelliere: sig.ra M.-F. Contet,
      momento dell’entrata in vigore del detto protocollo addizionale.           amministratore principale, ha pronunciato il 23 ottobre 2003
                                                                                 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
(1) GU C 303 del 27.10.2001; GU C 348 dell’8.12.2001.
                                                                                 1)    Uno Stato membro, laddove eserciti l’opzione offerta dall’art. 5,
                                                                                       n. 2, della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988,
                                                                                       89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                                                                                       membri in materia di marchi d’impresa, ha l’obbligo di
                                                                                       accordare la tutela specifica di cui trattasi in caso di uso da
                                                                                       parte di un terzo di un marchio d’impresa o di un segno
                                                                                       successivo, identico o simile al marchio notorio registrato, sia
                                                                                       per prodotti o servizi non simili, sia per prodotti o servizi
                   SENTENZA DELLA CORTE                                                identici o simili a quelli contraddistinti da quest’ultimo.
                            (Sesta Sezione)
                                                                                 2)    La tutela prevista dall’art. 5, n. 2, della direttiva 89/104 non
                                                                                       è subordinata alla constatazione di un grado di somiglianza tra
                           23 ottobre 2003                                             il marchio notorio e il segno tale da generare, nel pubblico
                                                                                       interessato, un rischio di confusione tra gli stessi. E’ sufficiente
                                                                                       che il grado di somiglianza con il marchio notorio ed il segno
                                                                                       abbia come effetto che il pubblico interessato stabilisca un nesso
nella causa C-408/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale                               tra il segno ed il marchio d’impresa.
dell’Hoge Raad der Nederlanden): Adidas-Salomon AG,
già Adidas AG, Adidas Benelux BV contro Fitnessworld
                             Trading Ltd (1)
                                                                                 3)    La circostanza che un segno sia percepito dal pubblico interessa-
                                                                                       to come decorazione non osta, di per sé, alla tutela prevista
(«Direttiva 89/104/CEE — Art. 5, n. 2 — Marchi notori —
                                                                                       dall’art. 5, n. 2, della direttiva 89/104, laddove il grado di
Tutela contro l’uso di un segno per prodotti o servizi identici
                                                                                       somiglianza sia nondimeno tale da indurre il pubblico interessa-
o simili — Grado di somiglianza tra il marchio di impresa e
                                                                                       to a stabilire un nesso tra il segno ed il marchio d’impresa. Per
il segno — Effetto per il pubblico — Segno percepito come
                                                                                       contro, qualora, secondo una valutazione di fatto del giudice
                             decorazione»)
                                                                                       nazionale, il detto pubblico percepisca il segno esclusivamente
                                                                                       come decorazione, esso non stabilisce, per ipotesi, alcun nesso
                                                                                       con un marchio d’impresa registrato, di modo che in tal caso
                           (2003/C 304/07)                                             non viene soddisfatta una delle condizioni della tutela prevista
                                                                                       dall’art. 5, n. 2, della direttiva 89/104.
                    (Lingua processuale: l’olandese)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                 (1) GU C 3 del 5.1.2002.
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Nel procedimento C-408/01, avente ad oggetto una domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma