CELEX: 52012PC0002
Language: it
Date: 2012-01-13
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO  che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 per quanto riguarda i regimi speciali applicabili ai soggetti passivi non stabiliti che forniscono servizi di telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione o servizi elettronici a persone che non sono soggetti passivi

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		52012PC0002
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO  che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 per quanto riguarda i regimi speciali applicabili ai soggetti passivi non stabiliti che forniscono servizi di telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione o servizi elettronici a persone che non sono soggetti passivi /* COM/2012/02 definitivo - 2012/0001 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
L'articolo 397 della direttiva 2006/112/CE del
Consiglio[1]
(di seguito "la direttiva IVA") stabilisce che "il Consiglio,
deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, adotta le misure
necessarie per l'applicazione della presente direttiva".
Su tale base il Consiglio ha adottato il
regolamento (UE) n. 282/2011 del Consiglio[2],
che prevede norme vincolanti relative all'applicazione di alcune disposizioni
della direttiva IVA e che, tra l'altro, conferisce certezza giuridica a una
serie di orientamenti non vincolanti convenuti dal comitato IVA a partire dal
1977.
Gran parte delle disposizioni del regolamento
(UE) n. 282/2011 si riferiscono all'adozione della direttiva 2008/8/CE[3]. L'articolo 5 della suddetta
direttiva contempla modifiche legislative relative ai regimi speciali
applicabili alle prestazioni di servizi di telecomunicazione, servizi di
teleradiodiffusione e servizi elettronici a persone che non sono soggetti
passivi da parte di fornitori che non sono stabiliti nello Stato membro di
imposizione. Il regolamento (UE) n. 282/2011 non prevede attualmente alcuna
misura di attuazione di tali disposizioni, che entreranno in vigore nel 2015. È
pertanto necessario adeguare detto regolamento al fine di stabilire norme
vincolanti relative all'applicazione delle corrispondenti disposizioni della
direttiva IVA.
È necessario che queste misure siano adottate
dal Consiglio con la massima tempestività, e comunque non oltre la metà del
2012, per consentire alla Commissione e agli Stati membri di convenire le
specifiche funzionali e tecniche dei sistemi informatici che devono essere
realizzati per l'applicazione di tali regimi speciali.
Le misure proposte vertono unicamente sugli
aspetti (definizioni, ambito di applicazione dei regimi, obblighi in materia di
comunicazione, identificazione, esclusione, dichiarazioni IVA, valuta,
pagamenti e documentazione) per i quali è necessario raggiungere un accordo
comune prima che possano essere elaborati i sistemi informatici. La Commissione
proporrà altre misure, relative in particolare alla determinazione del luogo di
stabilimento del destinatario, in una fase successiva.
È necessario modificare unicamente il capo XI,
sezione 2, del regolamento (UE) n. 282/2011.
Contesto generale
Per tener conto delle modifiche alle norme che
disciplinano il luogo di prestazione, il 1° gennaio 2015 entrerà in vigore
una serie di modifiche sostanziali alla direttiva IVA relative ai regimi
speciali per i soggetti passivi non stabiliti che prestano servizi di
telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione o servizi elettronici a
persone che non sono soggetti passivi (il cosiddetto "mini sportello
unico"). Nell'ambito del mini sportello unico il prestatore utilizza un
portale web nello Stato membro in cui è identificato per dichiarare l'IVA
esigibile negli altri Stati membri sulle prestazioni di tali servizi a favore
di consumatori privati. Un regime è già in vigore per le imprese di paesi
terzi che prestano servizi elettronici.
A seguito delle modifiche, tale regime
applicabile alle imprese di paesi terzi, che attualmente riguarda solo le
prestazioni di servizi elettronici, sarà esteso ai servizi di telecomunicazione
e di teleradiodiffusione. Allo stesso tempo sarà introdotto per le imprese dell'UE
un secondo regime speciale che copre gli stessi tipi di servizi.
Poiché tali modifiche legislative
comporteranno un ampliamento significativo dell'ambito di applicazione dell'attuale
mini sportello unico, un numero nettamente superiore di soggetti passivi avrà
la possibilità di avvalersi di uno dei regimi speciali. Questo sviluppo
rappresenta una sfida per le amministrazioni fiscali e le imprese, che devono
porre in atto prassi amministrative e sistemi informatici conformi ai futuri
requisiti giuridici.
Per garantire la certezza del diritto è
necessario stabilire norme chiari e vincolanti, che entreranno in vigore a
decorrere dal 1° gennaio 2015, sull'applicazione delle disposizioni della
direttiva IVA riguardanti i regimi speciali applicabili ai soggetti passivi non
stabiliti che prestano servizi di telecomunicazione, servizi di
teleradiodiffusione o servizi elettronici a persone che non sono soggetti
passivi. Le disposizioni vigenti del regolamento (UE) n. 282/2011 relative
al mini sportello unico saranno superate dopo il 31 dicembre 2014. Occorre
pertanto sostituire il capo XI, sezione 2, del regolamento (UE) n. 282/2011 con
una nuova serie unica di misure di esecuzione riguardanti sia i regimi speciali
per le imprese dell'UE che quelli per le imprese di paesi terzi, da applicare a
decorrere dal 1° gennaio 2015.
2.           ESITO DELLE CONSULTAZIONI
CON LE PARTI INTERESSATE E DELLE VALUTAZIONI DELL'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Al fine di individuare i settori in cui le misure
di esecuzione risulterebbero necessarie per garantire un'applicazione comune
delle disposizioni della direttiva IVA, gli Stati membri sono stati ampiamente
consultati durante un seminario FISCALIS e una riunione del gruppo di lavoro
n. 1. Scambi di opinioni con le imprese si sono svolti anche nell'ambito
del gruppo di esperti del settore delle imprese sull'IVA.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione dell'impatto
Le misure in questione sono di natura
puramente tecnica e si limitano ad attuare le disposizioni adottate dal
Consiglio. Non è pertanto necessario effettuare una valutazione dell'impatto.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Principio di sussidiarietà
Il principio di sussidiarietà si applica in
quanto la proposta non rientra in un settore di competenza esclusiva dell'Unione
europea. Gli Stati membri non possono realizzare in maniera sufficiente gli
obiettivi della proposta. Anche se il recepimento del diritto dell'Unione è
compito degli Stati membri, è essenziale che le disposizioni e le relative
modifiche siano recepite nelle legislazioni nazionali in modo coordinato per
evitare che l'adozione da parte degli Stati membri di norme di applicazione
divergenti possa costituire un ostacolo al buon funzionamento del sistema del
mini sportello unico. Per i motivi precitati solo un'azione dell'Unione può
garantire la parità di trattamento delle imprese e dei cittadini nell'Unione europea.
La proposta rispetta pertanto il principio di sussidiarietà.
Principio di proporzionalità
È necessario modificare il regolamento (UE) n.
282/2011 del Consiglio per adeguarlo alle relative disposizioni della direttiva
IVA che si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2015. Le nuove
disposizioni fanno riferimento alla direttiva 2008/8/CE che modifica la
direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di
servizi. Queste misure sono necessarie per l'attuazione della direttiva IVA.
La proposta è pertanto conforme al principio
di proporzionalità.
2012/0001 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 
che modifica il regolamento di esecuzione
(UE) n. 282/2011 per quanto riguarda i regimi speciali applicabili ai soggetti
passivi non stabiliti che forniscono servizi di telecomunicazione, servizi di
teleradiodiffusione o servizi elettronici a persone che non sono soggetti
passivi
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, 
vista la direttiva 2006/112/CE del Consiglio,
del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune di imposta sul valore
aggiunto[4],
in particolare l'articolo 397,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)              
La direttiva 2006/112/CE, modificata dalla
direttiva 2008/8/CE[5],
prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2015 tutti i servizi di
telecomunicazione, di teleradiodiffusione e i servizi elettronici siano tassati
nello Stato membro in cui il destinatario è stabilito o è domiciliato o
abitualmente residente (di seguito "Stato membro di consumo"), a
prescindere dal luogo di stabilimento del soggetto passivo che presta tali
servizi.
(2)              
Per facilitare l'adempimento degli obblighi fiscali
nei casi in cui tali servizi siano forniti a persone che non sono soggetti
passivi è stato attuato un regime speciale per i soggetti passivi stabiliti
nella Comunità, ma non nello Stato membro in cui i servizi sono prestati (di
seguito "regime UE"). Analogamente, il regime speciale per i soggetti
passivi non stabiliti nella Comunità attualmente in vigore deve essere esteso
in modo da coprire tutti i suddetti servizi (di seguito "regime non UE").
In tal modo i soggetti passivi non stabiliti potrebbero designare uno Stato
membro di identificazione come punto unico di contatto elettronico per l'identificazione
ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e per la dichiarazione IVA.
(3)              
Occorre che un soggetto passivo stabilito in più
Stati membri possa designare, in virtù del regime UE, uno degli Stati membri
interessati come lo Stato membro di identificazione, salvo se la sede della sua
attività economica si trova nell'Unione. Occorre in tal caso provvedere
affinché lo Stato membro di identificazione sia quello in cui il soggetto
passivo ha stabilito la sede della sua attività economica.
(4)              
Al fine di evitare un onere eccessivo a carico dei
soggetti passivi che si avvalgono del regime UE, è opportuno chiarire che il
soggetto passivo che ha designato un determinato Stato membro quale Stato
membro di identificazione non è più vincolato da tale decisione una volta che
non disponga più di una stabile organizzazione in tale Stato membro.
(5)              
I servizi di telecomunicazione, di
teleradiodiffusione ed elettronici prestati negli Stati membri in cui il
soggetto passivo ha stabilito la sede della propria attività economica o
dispone di una stabile organizzazione non rientrano in nessuno dei regimi
speciali. È necessario chiarire che tali prestazioni devono essere
dichiarate direttamente allo Stato membro interessato.
(6)              
Poiché entrambi i regimi speciali sono facoltativi,
un soggetto passivo non stabilito può decidere in qualsiasi momento di cessare
di avvalersene. Occorre stabilire il momento a partire dal quale tale decisione
prende effetto.
(7)              
Si deve chiarire che gli Stati membri devono
autorizzare qualsiasi soggetto passivo ad avvalersi del regime UE qualora il
destinatario sia stabilito o sia domiciliato o abitualmente residente in uno
Stato membro diverso da quelli in cui il soggetto passivo ha stabilito la sede
della sua attività economica o dispone di una stabile organizzazione.
(8)              
Per tenere aggiornati i dati di registrazione contenuti
nella propria banca dati, lo Stato membro di identificazione si basa sulle
informazioni ricevute dal soggetto passivo. Al fine di garantire l'aggiornamento
tempestivo delle banche dati è necessario stabilire un termine entro il quale
il soggetto passivo deve comunicare le informazioni pertinenti concernenti l'inizio,
la cessazione o il cambiamento di attività nell'ambito del regime speciale.
(9)              
Occorre attribuire un numero di identificazione IVA
al soggetto passivo non stabilito prima che questi possa avvalersi di uno dei
regimi speciali. Per impedire che i soggetti passivi già identificati ai fini
dell'IVA utilizzino tali regimi in modo retroattivo è necessario chiarire a
partire da quale momento si applicano i regimi speciali.
(10)          
Per evitare conflitti di competenza tra gli Stati
membri occorre specificare quale Stato membro può escludere un soggetto
passivo da un regime speciale, in quali situazioni detto Stato membro deve
prendere tale decisione e a partire da quale momento la decisione prende
effetto.
(11)          
È necessario precisare il momento a partire dal
quale si considera che un soggetto passivo non stabilito che si avvale di uno
dei regimi speciali abbia cessato le proprie attività nell'ambito di tale
regime. Occorre inoltre stabilire che cosa costituisce inadempimento
persistente da parte del soggetto passivo non stabilito.
(12)          
Per promuovere il rispetto delle norme ed evitare
oneri inutili per le autorità fiscali è necessario che a un soggetto passivo
che sia escluso da uno dei regimi speciali a causa di inadempimento persistente
sia rifiutato per un certo periodo l'accesso a tali regimi.
(13)          
È opportuno precisare che, se un soggetto passivo è
escluso da uno dei regimi speciali, deve adempiere a tutti gli obblighi
tributari presso le autorità fiscali dello Stato membro di consumo
interessato, compresi eventuali rettifiche delle dichiarazioni IVA
precedentemente presentate nell'ambito del regime speciale o i pagamenti IVA ad
esse correlati.
(14)          
Si deve considerare separatamente ciascun periodo d'imposta
in modo da facilitare il controllo da parte dello Stato membro di consumo; le
eventuali modifiche devono essere apportate unicamente alla dichiarazione IVA
interessata. Occorre inoltre chiarire che è possibile apportare diverse
modifiche successive alla stessa dichiarazione IVA.
(15)          
Per motivi di controllo è opportuno che il soggetto
passivo non stabilito presenti la dichiarazione IVA allo Stato membro di
identificazione anche se nel periodo d'imposta non sono stati prestati servizi.
Quanto al contenuto, è necessario precisare che va indicato l'importo esatto
dell'IVA, senza arrotondare per eccesso o per difetto.
(16)          
Per le modifiche della dichiarazione IVA occorre
stabilire un termine entro il quale la dichiarazione debba essere modificata
dallo Stato membro di identificazione su richiesta del soggetto passivo non
stabilito. È opportuno che gli Stati membri di consumo siano in ogni caso in
grado di accettare le informazioni pertinenti provenienti direttamente dal
soggetto passivo, o di chiedere direttamente allo stesso tali informazioni, e
di procedere all'accertamento IVA.
(17)          
Se lo Stato membro di identificazione non ha
adottato l'euro come moneta unica, occorre che il soggetto passivo non
stabilito sia vincolato dalla decisione di detto Stato membro relativa
alla valuta che deve essere utilizzata in tutte le dichiarazioni IVA nell'ambito
dei regimi speciali.
(18)          
Per una migliore ripartizione dei pagamenti è
necessario provvedere affinché gli importi dell'IVA versati nell'ambito dei
regimi speciali siano riferiti specificamente alla dichiarazione IVA
presentata. Qualsiasi modifica successiva degli importi versati deve essere
effettuata soltanto in riferimento a tale dichiarazione e non può essere
imputata a un'altra dichiarazione, né apportata in una dichiarazione
successiva.
(19)          
In caso di mancato pagamento, pagamento in difetto
o pagamento in eccesso effettuato dal soggetto passivo non stabilito e con
riguardo a interessi, sanzioni e altri oneri accessori, è importante
specificare gli obblighi rispettivi dello Stato membro di identificazione e
degli Stati membri di consumo in modo da facilitare la riscossione dell'IVA e
assicurare che l'importo esatto sia versato per i servizi prestati nell'ambito
dei regimi speciali.
(20)          
Occorre che la documentazione conservata dai
soggetti passivi non stabiliti sia sufficientemente dettagliata. Si deve
stabilire il livello di dettaglio minimo di tale documentazione.
(21)          
Per facilitare l'attuazione dei regimi speciali e
consentire che i servizi forniti a decorrere dal 1° gennaio 2015 siano
coperti da tali regimi deve essere possibile per i soggetti passivi non
stabiliti comunicare, già dal 1° ottobre 2014, i rispettivi dati di
registrazione allo Stato membro da essi designato quale Stato membro di
identificazione.
(22)          
Occorre modificare di conseguenza il regolamento
(UE) n. 282/2011,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (UE) n. 282/2011 è modificato
come segue:
Nel capo XI, la sezione 2 è sostituita dalla
seguente:
SEZIONE 2
"Regimi speciali applicabili ai soggetti passivi non stabiliti che forniscono
servizi di telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione o servizi
elettronici a persone che non sono soggetti passivi
(Articoli da 358 a 369 duodecies della direttiva 2006/112/CE)
Sottosezione 1
Definizioni
Articolo 57 bis
Ai fini della presente sezione si intende per:
(1)          "regime non UE", il regime
speciale per i servizi di telecomunicazione, i servizi di teleradiodiffusione o
i servizi elettronici forniti da soggetti passivi non stabiliti nella Comunità
di cui alla direttiva 2006/112/CE, titolo XII, capo 6, sezione 2;
(2)          "regime UE", il regime
speciale per i servizi di telecomunicazione, i servizi di teleradiodiffusione o
i servizi elettronici forniti da soggetti passivi stabiliti nella Comunità, ma
non nello Stato membro di consumo, di cui alla direttiva 2006/112/CE,
titolo XII, capo 6, sezione 3;
(3)          "regimi speciali", regimi
diversi dal "regime UE" e dal "regime non UE";
(4)          "soggetto passivo", un
soggetto passivo non stabilito nella Comunità definito all'articolo 358 bis,
punto 1, della direttiva 2006/112/CE o un soggetto passivo non stabilito nello
Stato membro di consumo definito all'articolo 369 bis, punto 1, della
stessa direttiva.
Sottosezione 2
Applicazione dei regimi speciali
Articolo 57 ter
Un soggetto passivo che dispone di più di una stabile
organizzazione nella Comunità può designare uno degli Stati membri in cui è
stabilito come Stato membro di identificazione a norma dell'articolo 369 bis,
secondo comma, della direttiva 2006/112/CE.
Se tuttavia il soggetto passivo ha fissato la
sede della propria attività economica nella Comunità, lo Stato membro in cui è
stabilita detta sede è designato quale Stato membro di identificazione.
Articolo 57 quater
Il soggetto passivo che si avvale del regime
UE e cessa di disporre di una stabile organizzazione nello Stato membro
designato da tale soggetto passivo quale Stato membro di identificazione a
norma dell'articolo 369 bis, secondo comma, della direttiva 2006/112/CE
non è più vincolato da tale decisione.
Sottosezione 3
Ambito di applicazione dei regimi speciali
Articolo 57 quinquies
Il regime UE non si applica ai servizi di
telecomunicazione, ai servizi di teleradiodiffusione o ai servizi elettronici
forniti in uno Stato membro in cui il soggetto passivo ha fissato la sede della
propria attività economica o dispone di una stabile organizzazione. Tali
prestazioni di servizi sono invece dichiarate alle competenti autorità fiscali
di tale Stato membro nella dichiarazione IVA prevista all'articolo 250 della
direttiva 2006/112/CE.
Articolo 57 sexies
Fatto salvo l'articolo 57 quinquies,
gli Stati membri autorizzano un soggetto passivo ad avvalersi del regime UE se
il destinatario è stabilito o è domiciliato o abitualmente residente in uno
Stato membro.
Sottosezione 4
Obblighi di comunicazione
Articolo 57 septies
Il soggetto passivo comunica allo Stato membro
di identificazione le informazioni di cui agli articoli 360, 361 e 369 quater
della direttiva 2006/112/CE, nonché eventuali modifiche delle stesse, entro 30
giorni dal momento in cui dispone di tali informazioni.
Sottosezione 5
Identificazione
Articolo 57 octies
Allorché un soggetto passivo dichiara allo
Stato membro di identificazione di iniziare le proprie attività nell'ambito di
uno dei regimi speciali, tale regime si applica a decorrere dal primo giorno
del trimestre civile successivo.
Tuttavia, se le attività sono intraprese per
la prima volta e i servizi sono forniti anteriormente al primo giorno del
trimestre civile successivo, il regime si applica a decorrere dalla data della
prima prestazione, purché tale prestazione sia effettuata durante il trimestre
civile della comunicazione.
Articolo 57 nonies
Gli Stati membri autorizzano su richiesta i
soggetti passivi che si avvalgono di uno dei regimi speciali a cessare di
utilizzare detto regime. Il soggetto passivo informa lo Stato membro di
identificazione almeno 10 giorni prima della fine del trimestre civile a
decorrere dal quale intende cessare di avvalersi del regime. La cessazione
prende effetto a decorrere dal primo giorno del trimestre civile successivo.
Il soggetto passivo che decide di cessare di
avvalersi di uno dei regimi speciali è escluso da tale regime in tutti gli
Stati membri per un minimo di un anno civile a decorrere dalla data della
cessazione.
Sottosezione 6
Esclusione
Articolo 58
Se un soggetto passivo che si avvale di uno
dei regimi speciali soddisfa almeno uno dei criteri di esclusione di cui agli
articoli 363 o 369 sexies della direttiva 2006/112/CE, lo Stato membro
di identificazione esclude detto soggetto passivo da tale regime.
Solo lo Stato membro di identificazione ha la
facoltà di escludere un soggetto passivo da uno dei regimi speciali.
Lo Stato membro di identificazione può fondare
la propria decisione di esclusione sulle informazioni disponibili, che posso
essere fornite anche da un altro Stato membro.
L'esclusione prende effetto a decorrere dal
primo giorno del trimestre civile successivo.
Articolo 58 bis
Se un soggetto passivo che si avvale di uno
dei regimi speciali non ha effettuato prestazioni, in nessuno Stato membro di
consumo, dei servizi contemplati da detto regime per un periodo di otto
trimestri civili consecutivi, si considera che abbia cessato le attività
imponibili ai sensi dell'articolo 363, lettera b), o dell'articolo 369 sexies,
lettera b), della direttiva 2006/112/CE.
Articolo 58 ter
Se un soggetto passivo è escluso da uno dei
regimi speciali per inadempimento persistente delle norme relative a tale
regime, esso rimane escluso da entrambi i regimi in tutti gli Stati membri
fino alla fine del secondo anno civile successivo a quello in cui è stato
escluso.
Si considera che un soggetto passivo persista
nel non osservare le norme relative a uno dei regimi speciali, ai sensi dell'articolo
363, lettera d), o dell'articolo 369 sexies, lettera d), della
direttiva 2006/112/CE, almeno nei casi seguenti:
a)           se non ha presentato le
dichiarazioni IVA per un periodo di tre trimestri civili consecutivi;
b)           se non ha versato alcun importo dell'IVA
esigibile per un periodo di tre trimestri civili consecutivi.
Articolo 58 quater
Il soggetto passivo che è escluso da uno dei
regimi speciali adempie a tutti i propri obblighi in materia di IVA inerenti
alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni, di teleradiodiffusione o
elettronici direttamente presso le autorità fiscali dello Stato membro di
consumo interessato, compresi eventuali rettifiche da apportare alle
dichiarazioni IVA presentate prima dell'esclusione o eventuali pagamenti dell'IVA.
Sottosezione 7
Dichiarazione IVA
Articolo 59
Qualsiasi periodo d'imposta di cui agli articoli
364 o 369 septies della direttiva 2006/112/CE è un periodo d'imposta
indipendente.
Il soggetto passivo registrato, a norma dell'articolo
57 octies, secondo comma, del presente regolamento, in uno dei regimi
speciali durante un periodo d'imposta presenta una dichiarazione IVA relativa a
tale intero periodo d'imposta.
Articolo 59 bis
Se in un periodo d'imposta non sono forniti
servizi nell'ambito dei regimi speciali, il soggetto passivo presenta una
dichiarazione IVA indicante che in tale periodo non sono state effettuate
prestazioni (dichiarazione IVA pari a zero).
Articolo 60
Gli importi delle dichiarazioni IVA presentate
nell'ambito dei regimi speciali non sono arrotondati all'unità monetaria intera
più vicina. Viene indicato e versato l'importo esatto dell'IVA.
Articolo 61
Una volta che una dichiarazione IVA sia stata
presentata conformemente alle disposizioni dell'articolo 364 o dell'articolo
369 septies della direttiva 2006/112/CE, qualsiasi modifica successiva
delle cifre in essa contenute può essere effettuata soltanto mediante una
modifica di tale dichiarazione e non mediante un adeguamento operato in una
dichiarazione successiva. Sono consentite diverse modifiche successive della
stessa dichiarazione.
Tali modifiche della dichiarazione sono autorizzate
nell'ambito dei regimi speciali per un periodo massimo di cinque anni a
decorrere dal giorno in cui la dichiarazione iniziale è stata presentata.
Questa disposizione non pregiudica il diritto dello Stato membro di consumo di
accettare o esigere la presentazione di una tale modifica da parte del soggetto
passivo interessato.
Sottosezione 8
Valuta
Articolo 61 bis
Se uno Stato membro di identificazione che non
ha ancora adottato l'euro come moneta unica decide che la dichiarazione IVA
deve essere compilata in valuta nazionale, tale decisione si applica a tutti i
soggetti passivi.
Sottosezione 9
Pagamenti
Articolo 62
Gli importi dell'IVA versati a norma degli
articoli 367 o 369 decies della direttiva 2006/112/CE si riferiscono
specificamente alla dichiarazione IVA presentata a norma degli articoli 364 o
369 septies di tale direttiva. Qualsiasi adeguamento successivo degli
importi pagati può essere effettuato soltanto in relazione a tale dichiarazione
e non può essere imputato a un'altra dichiarazione, né apportato in una
dichiarazione successiva. Ciascun pagamento menziona il numero di riferimento
di tale dichiarazione specifica.
Articolo 63
Lo Stato membro di identificazione che ha
ricevuto un pagamento superiore all'importo indicato nella dichiarazione IVA
presentata a norma degli articoli 364 o 369 septies della direttiva
2006/112/CE rimborsa l'importo eccedente direttamente al soggetto passivo
interessato.
Se lo Stato membro di identificazione ha
ricevuto un importo per una dichiarazione IVA che è successivamente risultata
non corretta e tale Stato membro ha già distribuito l'importo agli Stati membri
di consumo, detti Stati rimborsano direttamente l'eventuale eccedenza al
soggetto passivo. In tal caso i suddetti Stati membri comunicano allo Stato
membro di identificazione l'importo dei rimborsi.
Articolo 63 bis
Il soggetto passivo effettua i pagamenti
direttamente allo Stato membro di identificazione.
Se il pagamento non corrisponde a quello
risultante dalla dichiarazione IVA presentata a norma degli articoli 364 o 369 septies
della direttiva 2006/112/CE, lo Stato membro di identificazione notifica per
via elettronica al soggetto passivo l'importo dell'IVA ancora da versare entro
10 giorni dalla fine del periodo di cui agli articoli 367 o 369 decies
della direttiva 2006/112/CE.
I successivi solleciti e i provvedimenti
adottati ai fini della riscossione dell'IVA sono di competenza dello Stato
membro di consumo interessato.
Articolo 63 ter
Se una dichiarazione IVA è incompleta o
incorretta o è presentata in ritardo, oppure se il pagamento dell'IVA è
effettuato in ritardo, eventuali interessi, sanzioni o altri oneri sono versati
direttamente allo Stato membro di consumo.
Sottosezione 10
Documentazione
Articolo 63 quater
1. Per essere considerata sufficientemente
dettagliata ai sensi degli articoli 369 e 369 duodecies della direttiva
2006/112/CE, la documentazione conservata dal soggetto passivo contiene le
informazioni seguenti:
a)           lo Stato membro di consumo in cui il
servizio è prestato;
b)           il tipo di servizio prestato;
c)           la data della prestazione del
servizio;
d)           l'importo imponibile;
e)           eventuali aumenti o riduzioni
successivi dell'importo imponibile;
f)            l'aliquota IVA applicata;
g)           l'importo dell'IVA esigibile;
h)           la data e l'importo dei pagamenti
ricevuti;
i)            eventuali acconti ricevuti prima
della prestazione del servizio;
j)            in caso di emissione di fattura, le
informazioni riportate nella stessa;
k)           il nome del destinatario, se noto al
soggetto passivo
l)            il luogo in cui il destinatario è
stabilito o è domiciliato o abitualmente residente, se noto al soggetto
passivo.
2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono
registrate dal soggetto passivo in modo tale da poter essere messe a
disposizione tempestivamente e per ogni prestazione di servizi.".
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio
2015.
Gli Stati membri autorizzano tuttavia i
soggetti passivi non stabiliti a presentare a decorrere dal 1° ottobre
2014 le informazioni di cui agli articoli 360 o 369 quater della
direttiva 2006/112/CE, modificata dalla direttiva 2008/8/CE, ai fini della
registrazione nell'ambito dei regimi speciali applicabili a soggetti passivi non
stabiliti che forniscono servizi di telecomunicazione, servizi di
teleradiodiffusione o servizi elettronici a persone che non sono soggetti
passivi. 
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli
Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre
2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347
dell'11.12.2006, pag. 1).
[2]               Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del
Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della
direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto
(rifusione) (GU L 77 del 23.3.2011, pag. 1).
[3]               Direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008,
che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle
prestazioni di servizi (GU L 44 del 20.2.2008, pag. 11).
[4]               GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.
[5]               GU L 44 del 20.2.2008, pag. 11.