CELEX: 52004PC0423
Language: it
Date: 2004-06-10
Title: Proposta di decisione del Consiglio che conclude la procedura di consultazione con la Guinea-Bissau ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou

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52004PC0423

Proposta di decisione del Consiglio che conclude la procedura di consultazione con la Guinea-Bissau ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou  /* COM/2004/0423 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che conclude la procedura di consultazione con la Guinea-Bissau ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIn seguito al colpo di Stato militare del 14 settembre 2003, l'Unione europea ha avviato il 19 gennaio 2004 delle consultazioni con la Repubblica di Guinea-Bissau ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou.Tale colpo di Stato è in contraddizione con gli elementi essenziali di cui all'articolo 9 dell'accordo di Cotonou.Nel corso della riunione di apertura delle consultazioni l'Unione europea ha rilevato con soddisfazione che le autorità della Guinea-Bissau hanno assunto degli impegni costruttivi per garantire il ritorno a un ordine costituzionale conforme ai diritti dell'uomo, ai principi democratici e allo Stato di diritto e ripristinare le condizioni strutturali necessarie per la stabilità politica e lo sviluppo sostenibile del paese.L'Unione europea prende atto del fatto che il governo della Repubblica di Guinea-Bissau ha adottato i seguenti impegni:- conferma del programma di transizione del governo e in particolare degli elementi riguardanti l'organizzazione delle elezioni legislative,- conferma del processo di ritorno all'indipendenza della magistratura e di ripristino del controllo civile delle forze armate,- adozione di misure di risanamento delle finanze pubbliche.Le conclusioni dell'Unione europea prevedevano inoltre che:« L'Unione europea proseguirà il dialogo per assicurarsi che vengano ripristinati il prima possibile la democrazia e lo Stato di diritto nella Repubblica di Guinea-Bissau, in quanto presupposti fondamentali per la normalizzazione dei rapporti di cooperazione con tale paese. Tali consultazioni verranno condotte nella speranza di contribuire alla creazione di un ordine costituzionale duraturo che doni alla Repubblica di Guinea-Bissau la stabilità di cui ha bisogno per combattere la povertà, concorrere alla stabilità della regione e promuovere la propria integrazione nell'economia mondiale.L'Unione europea seguirà da vicino gli sviluppi della situazione attraverso le relazioni periodiche che le autorità della Guinea-Bissau si impegnano a fornire in relazione all'attuazione dei suddetti impegni. L'UE controllerà il rispetto degli impegni, in particolare del calendario elettorale, e vigilerà sull'adozione delle misure atte a garantire la trasparenza e l'impostazione democratica delle elezioni, l'attuazione di un programma d'urgenza, il proseguimento dell'opera di risanamento delle finanze pubbliche, il ripristino dell'indipendenza della magistratura e il ritorno delle forze armate sotto il controllo civile.La portata e la concreta realizzazione degli impegni assunti dalle autorità della Guinea-Bissau influenzeranno in maniera decisiva la natura e l'entità delle misure del caso che verranno decise, ove opportuno, sulla base dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou al termine dei tre mesi di dialogo e di consultazioni sul posto. L'Unione europea sottolinea che la piena cooperazione delle autorità della Guinea-Bissau rappresenta un elemento indispensabile che le consente di continuare ad aiutare tale paese nei suoi tentativi di sviluppo.»Questo dialogo approfondito ha avuto luogo nella Guinea-Bissau. Esso si è basato su un elenco di misure da prendere in vista della realizzazione degli impegni e sulle relazioni mensili di controllo trasmesse ai rappresentanti della Presidenza e della Commissione presenti sul posto. Al termine di tale dialogo questi ultimi hanno eseguito una valutazione dell'attuazione degli impegni.Dalla valutazione emerge che taluni impegni hanno dato luogo a iniziative significative e incoraggianti da parte delle autorità della Guinea-Bissau, in particolare:* lo svolgimento di elezioni legislative eque, libere e trasparenti il 28 e 30 marzo 2004* la conferma del processo di ritorno all'indipendenza della magistratura, con la nomina del procuratore generale della Repubblica e l'elezione del presidente della Corte supremaCiononostante, permangono tuttora una serie di elementi preoccupanti, soprattutto per quanto riguarda il risanamento delle finanze pubbliche:- la contabilità pubblica necessita di una revisione generale. La situazione delle finanze pubbliche registra un progressivo deterioramento, poiché la maggior parte delle entrate, in particolare le entrate doganali, non segue il normale circuito di riscossione;- la situazione finanziaria dello Stato rimane assai preoccupante. In mancanza di liquidità, gli stipendi di gran parte dei funzionari dello Stato vengono pagati grazie ai contributi versati dai partner per lo sviluppo in un fondo gestito dal PNUS;- è opportuno portare avanti l'attuazione del programma economico d'urgenza approvato dal governo di transizione;- il censimento degli agenti di Stato già avviato deve essere portato avanti;- è necessario adottare delle misure correttive nel settore delle finanze pubbliche, come ad esempio la verifica contabile del sistema di controllo finanziario, degli appalti e delle entrate pubbliche;- è opportuno effettuare il rimborso dei fondi del programma comunitario di sostegno al bilancio in seguito alla verifica contabile realizzata nel 2003 riguardo all'utilizzazione delle risorse;- in seguito alla presentazione delle conclusioni della relazione di revisione dell'ispettorato generale delle finanze riguardante la regolarità delle entrate pubbliche nel 2003, è opportuno adottare delle azioni amministrative e giudiziarie nei confronti dei responsabili del governo del periodo precedente alla transizione che in passato hanno commesso irregolarità o frodi.L'Unione europea ritiene che, a livello globale, sia stato avviato un processo di transizione per garantire il ritorno all'ordine costituzionale. Permangono tuttavia alcune incertezze in ordine agli orientamenti delle autorità riguardo al risanamento delle finanze pubbliche.A seguito delle consultazioni, la Commissione propone, come misura appropriata ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou, di normalizzare le relazioni e portare avanti la cooperazione vigilando nel contempo (per un periodo di 18 mesi) sull'attuazione delle suddette misure nel settore delle finanze pubbliche, sul ritorno all'indipendenza della magistratura, sul ripristino del controllo civile sulle forze armate e sull'avanzamento del ciclo di elezioni con lo svolgimento delle elezioni presidenziali. Durante tale periodo verranno effettuate delle valutazioni su base semestrale.Sarà necessario mantenere uno stretto dialogo politico con il governo della Guinea-Bissau per garantire che esso porti avanti le azioni già avviate al fine di ripristinare lo Stato di diritto e raggiungere la stabilità sociale ed economica nella Repubblica di Guinea-Bissau.In caso di mancato rispetto degli impegni assunti dalle autorità della Guinea-Bissau l'Unione europea si riserva di diritto di adottare delle misure appropriate. In particolare, al termine del suddetto periodo di 18 mesi la Commissione europea potrebbe disimpegnare le risorse finanziarie stanziate a titolo del 9° FES per la Repubblica di Guinea-Bissau e non ancora impegnate.Alla luce di quanto sopra e conformemente agli articoli 9 e 96 dell'accordo di Cotonou, la Commissione propone al Consiglio di concludere le consultazioni avviate con la Repubblica di Guinea-Bissau e di adottare la seguente decisione.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che conclude la procedura di consultazione con la Guinea-Bissau ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di CotonouIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto l'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 [1], in particolare l'articolo 96,[1]  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3visto l'accordo interno relativo alle misure da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE [2], in particolare l'articolo 3,[2]  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376vista la proposta della Commissione  [3],[3]  GU C del, pag.considerando quanto segue:(1) Il colpo di Stato militare del 14 settembre 2003, condannato dall'Unione europea nella sua dichiarazione del 18 settembre 2003, rappresenta una violazione degli elementi essenziali di cui all'articolo 9 dell'accordo di Cotonou.(2) Conformemente all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou, il 19 gennaio 2004 si sono tenute delle consultazioni con i paesi ACP e la Repubblica di Guinea-Bissau in occasione delle quali le autorità della Guinea-Bissau hanno assunto impegni specifici per porre rimedio ai problemi segnalati dall'Unione europea, da realizzare nel corso di un periodo di dialogo approfondito di tre mesi.(3) Al termine di tale periodo, sembrerebbe che i suddetti impegni abbiano dato luogo ad iniziative concrete; tuttavia, alcuni degli interventi più importanti riguardanti gli elementi essenziali dell'accordo di Cotonou appaiono ancora poco consistenti,DECIDE:Articolo 1Sono concluse le consultazioni avviate con la Repubblica di Guinea-Bissau ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou.Articolo 2Le misure precisate nel progetto di lettera allegato sono adottate come misure appropriate ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou.Articolo 3La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione.Essa rimane in vigore per 18 mesi a decorrere dalla data di adozione da parte del Consiglio.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOProgetto di letteraSignor Primo Ministro,L'Unione europea attribuisce una grande importanza al disposto dell'articolo 9 dell'accordo di Cotonou. Il rispetto dei diritti dell'uomo, dei principi democratici e dello Stato di diritto, sui quali si fonda il partenariato ACP-UE, rappresenta un elemento essenziale di tale accordo e pertanto costituisce il fondamento delle nostre relazioni.In tale spirito, nella sua dichiarazione del 18 settembre 2003 l'Unione europea ha fermamente condannato il colpo di Stato militare del 14 settembre 2003.In tale contesto, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso, il 19 dicembre 2003, di invitare le autorità della Repubblica di Guinea-Bissau ad avviare delle consultazioni per esaminare in maniera approfondita la situazione e definire le strategie d'intervento.Le consultazioni si sono svolte a Bruxelles il 19 gennaio 2004. In tale occasione sono state affrontate diverse questioni fondamentali e il Primo ministro del governo di transizione ha potuto presentare il punto di vista e l'analisi della situazione delle autorità della Guinea-Bissau. L'Unione europea ha preso nota dell'impegno assunto dal governo di transizione a:- confermare il programma di transizione del governo della Guinea-Bissau e in particolare gli elementi riguardanti lo svolgimento delle elezioni legislative,- adottare misure di risanamento delle finanze pubbliche,- confermare il processo di ritorno all'indipendenza della magistratura e di ripristino del controllo civile delle forze armate.È stato inoltre concordato che per un periodo di tre mesi si svolgerà un dialogo approfondito nella Guinea-Bissau sui diversi punti sollevati e che alla fine di tale periodo verrà fatto il punto della situazione.Tale dialogo approfondito e costante ha avuto luogo nella Guinea-Bissau. Esso si è basato su un elenco di misure da prendere per realizzare gli impegni concordati.Dal dialogo è emerso che le autorità della Guinea-Bissau hanno promosso alcune iniziative importanti, in particolare:* lo svolgimento di elezioni legislative eque, libere e trasparenti il 28 e 30 marzo 2004* la conferma del processo di ritorno all'indipendenza della magistratura, con la nomina del procuratore generale della Repubblica e l'elezione del presidente della Corte suprema.Queste iniziative costituiscono indubbiamente altrettante garanzie di stabilizzazione politica e sociale del paese. Permangono tuttavia alcuni elementi di preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda il risanamento delle finanze pubbliche e in particolare la contabilità pubblica, il circuito delle entrate doganali e il pagamento degli stipendi di gran parte dei funzionari della pubblica amministrazione.In tale contesto, l'Unione europea auspica che vengano adottate le seguenti misure concrete riguardo al risanamento delle finanze pubbliche:* proseguimento dell'attuazione del programma economico d'urgenza approvato dal governo di transizione;* proseguimento del censimento degli agenti di Stato già avviato;* adozione di misure correttive nel settore delle finanze pubbliche, come ad esempio la verifica contabile del sistema di controllo finanziario, degli appalti e delle entrate pubbliche;* rimborso dei fondi del programma comunitario di sostegno al bilancio in seguito alla verifica contabile realizzata nel 2003 riguardo all'utilizzazione delle risorse;* presentazione delle conclusioni della relazione di revisione dell'ispettorato generale delle finanze riguardante la regolarità delle entrate pubbliche nel 2003;* adozione di nuove azioni amministrative e giudiziarie nei confronti dei responsabili del governo del periodo precedente alla transizione che in passato hanno commesso irregolarità o frodi.A seguito delle consultazioni, è stato deciso, come misura appropriata ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou, di normalizzare le relazioni e di portare avanti la cooperazione vigilando nel contempo, per un periodo di 18 mesi, sull'attuazione delle suddette misure nel settore delle finanze pubbliche, sul ritorno all'indipendenza della magistratura, sul ripristino del controllo civile sulle forze armate e sull'avanzamento del ciclo di elezioni con lo svolgimento delle elezioni presidenziali. È opportuno che vengano create le condizioni necessarie per garantire che le elezioni presidenziali si svolgano in maniera trasparente e democratica. Durante tale periodo la Commissione europea effettuerà delle valutazioni su base semestrale.Sarà necessario mantenere uno stretto dialogo politico con il governo della Guinea-Bissau al fine di contribuire al consolidamento della democrazia nel Suo paese.In caso di mancato rispetto degli impegni assunti dalle autorità della Guinea-Bissau l'Unione europea si riserva di diritto di adottare delle misure appropriate. In particolare, al termine del suddetto periodo di 18 mesi la Commissione europea potrebbe disimpegnare le risorse finanziarie stanziate a titolo del 9° FES per la Repubblica di Guinea-Bissau e non ancora impegnate.Voglia gradire, signor Primo Ministro, i sensi della mia più alta considerazione.Per la Commissione Per il Consiglio