CELEX: 32020H0826(16)
Language: it
Date: 2020-07-20 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020 sul programma nazionale di riforma 2020 del Lussemburgo e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 del Lussemburgo 2020/C 282/16

26.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 282/101
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 20 luglio 2020
      sul programma nazionale di riforma 2020 del Lussemburgo e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 del Lussemburgo
      (2020/C 282/16)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui il Lussemburgo non è stato annoverato tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa al Lussemburgo 2020. In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dal Lussemburgo nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 (3) («raccomandazioni specifiche per paese del 2019»), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi del Lussemburgo verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’11 marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di COVID-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l’interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro e i redditi dei cittadini, nonché le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell’Unione. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell’Unione.
               
            
                  (4)
               
               
                  Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. La clausola di salvaguardia generale di cui all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, paragrafo 3, all’articolo 9, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all’articolo 3, paragrafo 5, e all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (4) facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella comunicazione del 20 marzo 2020 la Commissione ha considerato che, data la grave recessione economica che si prevede deriverà dalla pandemia di COVID-19, fossero soddisfatte le condizioni per l’attivazione della clausola di salvaguardia generale e ha chiesto al Consiglio di avallare tale conclusione. Il 23 marzo 2020 i ministri delle Finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione e hanno convenuto che la grave recessione economica richiede una risposta decisa, ambiziosa e coordinata. L’attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell’ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo nel contempo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell’ambito del patto.
               
            
                  (6)
               
               
                  È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia di COVID-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l’attività economica. È opportuno che l’Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l’Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per permettere di tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l’altro la trasformazione verde e digitale e traendo insegnamenti dalla crisi.
               
            
                  (7)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in luce la flessibilità offerta dal mercato interno per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato interno dovrebbero essere rimosse non appena non siano più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario. Migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali rientrano tra gli elementi fondamentali per l’elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il legislatore dell’Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti mediante i regolamenti (UE) 2020/460 (5) e (UE) 2020/558 (6) del Parlamento europeo e del Consiglio per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei fondi strutturali e d’investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di COVID-19. Tali modifiche consentiranno un’ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell’Unione nell’esercizio contabile 2020-2021. Il Lussemburgo è incoraggiato a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
               
            
                  (9)
               
               
                  Il Lussemburgo ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 il 30 aprile 2020 e il programma di stabilità 2020 il 29 aprile 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (10)
               
               
                  Il Lussemburgo è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita.
               
            
                  (11)
               
               
                  Nel suo programma di stabilità 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un avanzo del 2,2 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 a un disavanzo dell’8,5 % del PIL nel 2020. Secondo le proiezioni il disavanzo scenderà al 3,0 % del PIL nel 2021. Dopo essere salito al 22,1 % del PIL nel 2019, secondo il programma di stabilità 2020 il rapporto debito pubblico/PIL salirà al 28,7 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio sono caratterizzate da un’elevata incertezza dovuta alla pandemia di COVID-19.
               
            
                  (12)
               
               
                  In risposta alla pandemia di COVID-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell’Unione, il Lussemburgo ha adottato tempestive misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio sono pari al 5,5 % del PIL. Esse comprendono il rafforzamento dei servizi di assistenza sanitaria, il sostegno alle imprese in difficoltà, aiuti rimborsabili e non rimborsabili, anche per i lavoratori autonomi, e regimi di riduzione dell’orario di lavoro, anche per i lavoratori transfrontalieri. Il Lussemburgo ha inoltre annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a fornire sostegno alla liquidità delle imprese. Le misure comprendono, tra l’altro, il differimento delle imposte, prestiti alle piccole e medie imprese (PMI) che incontrano temporanee difficoltà finanziarie e garanzie. La Commissione stima, diversamente dal programma di stabilità 2020, che il pacchetto avrà un impatto minore in quanto non considera il differimento delle imposte e la concessione di prestiti rimborsabili quali misure discrezionali con un impatto sul bilancio. Le autorità ritengono tuttavia che una parte del differimento delle imposte dirette abbia, alla fine, un’incidenza sul bilancio — inclusa nell’importo pari al 5,5 % del PIL sopracitato. Inoltre, una parte dei costi relativi ai regimi di riduzione dell’orario di lavoro è stata considerata parte del funzionamento degli stabilizzatori automatici. Nel complesso le misure adottate dal Lussemburgo sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020. La piena attuazione delle misure di emergenza e di misure di bilancio favorevoli, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine.
               
            
                  (13)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche del Lussemburgo sarà pari a un disavanzo del 4,8 % del PIL nel 2020 e un avanzo dello 0,1 % nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL rimarrà al di sotto del 60 % del PIL nel 2020 e nel 2021. Rispetto alle previsioni di primavera 2020 della Commissione, il programma di stabilità 2020 si basa su ipotesi più prudenti sia per le entrate che per le spese.
               
            
                  (14)
               
               
                  Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della prevista violazione, da parte del Lussemburgo, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL nel 2020. Nel complesso dall’analisi della Commissione emerge che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/97 non è stato soddisfatto.
               
            
                  (15)
               
               
                  Sebbene il Lussemburgo vanti uno dei sistemi sanitari più efficienti nell’Unione, il 49 % dei medici e il 62 % degli operatori sanitari sono professionisti stranieri: il sistema è quindi ben al di sopra della soglia critica di vulnerabilità (secondo l’indicatore dell’Organizzazione mondiale della sanità). In questo contesto, sul sistema sanitario del Lussemburgo potrebbero ripercuotersi negativamente possibili decisioni unilaterali prese dai paesi vicini in tempi di crisi. Il paese ha dovuto adottare in tempi strettissimi misure a breve termine per migliorare la resilienza del suo sistema sanitario in seguito alla crisi COVID-19, ad esempio mobilitando infrastrutture mediche e allestendo un ampliamento temporaneo per un ospedale, nonché offrendo alloggi in Lussemburgo per gli operatori sanitari transfrontalieri e le loro famiglie.
               
            
                  (16)
               
               
                  Si prevede che in futuro il sistema sanitario dovrà affrontare sempre maggiori sfide, oltre al problema, registrato negli ultimi anni, di un numero crescente di posti vacanti per operatori sanitari. Nello specifico si prevede un incremento della domanda di assistenza sanitaria dovuto all’aumento e all’invecchiamento della popolazione, mentre secondo le previsioni nei prossimi 15 anni dovrebbe andare in pensione una percentuale tra il 59 % e il 69 % del personale medico. Sia le innovazioni riguardanti il mix di competenze e lo sviluppo dei ruoli professionali, sia la condivisione e la sostituzione dei compiti svolgeranno un ruolo importante nel mantenere l’attrattività lavorativa del settore sanitario. Più in generale vi è margine per migliorare la governance del sistema sanitario, anche attraverso la cooperazione con i paesi vicini, e il governo ha appena avviato una riforma importante. Sebbene in Lussemburgo le infrastrutture digitali siano già in fase avanzata, sono ancora in corso sforzi per mettere in pratica soluzioni nell’ambito della sanità online, ad esempio le soluzioni digitali per il rimborso dei prestatori di servizi. Il Lussemburgo ha prestato estrema attenzione alle tecnologie digitali, quali supercalcolo, intelligenza artificiale, blockchain e megadati: può sfruttare queste capacità e cooperare a livello unionale fornendo un importante contributo alla ricerca per neutralizzare il virus responsabile della COVID-19 e ridurre le infezioni. Il Lussemburgo ha inoltre istituito un nuovo regime per sostenere progetti di investimento in ricerca e sviluppo relativi a prodotti contro la COVID-19, necessari per affrontare efficientemente l’attuale pandemia di COVID-19 attraverso lo sviluppo di trattamenti efficaci e vaccini.
               
            
                  (17)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, la disoccupazione salirà al 6,4 % nel 2020 e si ridimensionerà al 6,1 % nel 2021. Il Lussemburgo ha adottato una serie di misure per preservare i posti di lavoro, in particolare tramite lo «chômage partiel». Tuttavia è necessario prestare particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, come i lavoratori più anziani e poco qualificati, in un contesto in cui il nuovo sistema di reddito minimo (REVIS, «revenu d’inclusion sociale») ha già portato all’aumento dei disoccupati registrati presso il servizio pubblico per l’impiego a causa dell’obbligo di registrazione dei beneficiari a partire dal gennaio 2019. I gruppi più vulnerabili sarebbero anche i più colpiti dalla maggiore concorrenza sul mercato del lavoro a seguito della crisi COVID-19. Altre categorie vulnerabili a rischio di ripercussioni a causa della crisi sono i lavoratori temporanei e i lavoratori poco qualificati in generale. Per quanto riguarda i lavoratori più anziani, il loro basso tasso di occupazione rimane una questione strutturale in Lussemburgo, che incide anche sulla sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, come già indicato nelle raccomandazioni specifiche per paese rivolte al Lussemburgo negli anni precedenti. Nel contesto attuale, i lavoratori anziani sono esposti a ulteriori rischi di licenziamento a causa della crisi COVID-19; è più che mai necessario accrescere la loro adattabilità ad altri posti e settori di lavoro, anche mediante il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione professionale. Il Lussemburgo si avvicina alla media dell’Unione per l’inclusione sociale, ma negli ultimi anni gli indicatori relativi alla disuguaglianza e alla povertà lavorativa si sono indeboliti e le opportunità per gli studenti rimangono fortemente influenzate dalla loro estrazione socioeconomica. In questo quadro, è opportuno sostenere soprattutto i gruppi più vulnerabili per far fronte alle conseguenze sociali della crisi COVID-19.
               
            
                  (18)
               
               
                  Il Lussemburgo ha inserito una serie di misure nel proprio piano di stabilizzazione, presentato il 25 marzo 2020, per aiutare le imprese durante la crisi COVID-19, in particolare le PMI, compresi i lavoratori autonomi e le microimprese. Il commercio al dettaglio è uno dei settori più colpiti, a causa del crollo della domanda e delle attuali misure che hanno impedito del tutto o hanno fortemente limitato l’attività di molte imprese. La flessibilità normativa incrementerebbe la ripresa della vendita al dettaglio all’indomani della crisi COVID-19. Rappresenterebbe inoltre un utile sostegno per le PMI per facilitare l’adozione di tecnologie digitali, come il commercio elettronico, che garantiscano continuità operativa. È opportuno mantenere misure adeguate per tutto il periodo di recupero, eliminandole in modo graduale e flessibile, e identificare i settori più colpiti al fine di elaborare piani di sostegno specifici che consentano loro di recuperare il ritardo nella fase di ripresa. Nel processo di attuazione delle misure occorre tener conto della resilienza del settore bancario. Successivamente alla fase più acuta della crisi COVID-19, la riforma del quadro normativo del Lussemburgo in materia di insolvenza potrebbe aiutare le imprese a ottenere una seconda opportunità, in caso di fallimento senza colpa, sostenendo la transizione e la creazione di nuove PMI nei settori che promuovono la crescita.
               
            
                  (19)
               
               
                  Per favorire la ripresa economica, sarà importante anticipare i progetti di investimenti pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti in particolare nei settori digitale e verde. Il Lussemburgo ha già avviato iniziative volte a promuovere la digitalizzazione e l’innovazione, ma sia l’integrazione tecnologica nel settore delle imprese e degli investimenti privati, sia la digitalizzazione dei servizi pubblici continuano a essere limitate rispetto a un ambiente dal potenziale elevato e all’ambizione del paese di passare a un’economia basata sui dati. Gli investimenti nella digitalizzazione, nelle competenze digitali avanzate e nell’innovazione saranno essenziali per sostenere le PMI e per stimolare la produttività e la competitività. La ripresa, inoltre, dovrebbe essere ulteriormente sostenuta dalla promozione di investimenti verdi ambiziosi a breve termine. Settori chiave possono includere, in particolare, il trasporto sostenibile, compreso quello ferroviario, l’edilizia sostenibile, in particolare in relazione all’efficienza energetica degli edifici sia esistenti che nuovi, e le energie rinnovabili. Si tratta di interventi che contribuirebbero a fornire uno stimolo verde concreto e aiuterebbero il Lussemburgo a colmare il divario rispetto ai suoi obiettivi 2030 in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, efficienza energetica e energie rinnovabili, come anche nella preparazione del terreno alla neutralità climatica. Persiste la necessità di un’ulteriore messa a fuoco del fabbisogno di investimenti e delle fonti di finanziamento per gli investimenti, anche alla luce delle conseguenze della pandemia di COVID-19 sull’economia e sulle finanze pubbliche. La programmazione del Fondo per una transizione giusta, che forma oggetto di una proposta della Commissione, per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare il Lussemburgo a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra, in particolare nei territori di cui all’allegato D della relazione per paese 2020. Ciò consentirebbe al Lussemburgo di fare il miglior uso possibile di tale fondo.
               
            
                  (20)
               
               
                  Il Lussemburgo deve far fronte a notevoli rischi di riciclaggio in considerazione dell’elevato afflusso di investimenti esteri diretti e della presenza di strutture giuridiche complesse con sponsor stranieri. Si tratta di rischi che si riflettono nella valutazione nazionale dei rischi, in particolare per quanto riguarda i professionisti impegnati nella prestazione di servizi a società e trust o di servizi d’investimento. Carenze nell’applicazione del quadro antiriciclaggio da parte di questi professionisti si traducono in un’analisi dei rischi inadeguata e in un basso livello di segnalazione delle attività sospette. L’intensità della vigilanza sui professionisti in questione non è sufficiente a colmare queste lacune. È stato istituito un registro nazionale dei titolari effettivi per le società, inteso a limitare la segretezza e identificare i titolari effettivi. La qualità delle informazioni fornite e l’efficacia del registro devono essere monitorate nel tempo.
               
            
                  (21)
               
               
                  Affrontare il problema della pianificazione fiscale aggressiva continua a essere fondamentale per rendere i sistemi fiscali più efficienti ed equi, come riconosciuto nella raccomandazione sulla politica economica della zona euro del 2020. Gli effetti di ricaduta delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva dei contribuenti tra Stati membri richiedono un’azione coordinata delle politiche nazionali a integrazione della legislazione dell’Unione. Il Lussemburgo ha adottato misure per contrastare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva attuando iniziative internazionali ed europee concordate in precedenza, ma l’elevato livello in percentuale del PIL dei pagamenti di dividendi, interessi e royalty indica che le imprese si avvalgono delle norme fiscali del paese a fini di pianificazione fiscale aggressiva. La maggioranza degli investimenti esteri diretti è detenuta da società veicolo. L’assenza di ritenute alla fonte sui pagamenti di interessi e royalty in uscita (vale a dire da soggetti stabiliti nell’Unione verso soggetti stabiliti in paesi terzi) e l’esenzione dalle ritenute alla fonte per i pagamenti di dividendi in alcune circostanze possono far sì che tali pagamenti sfuggano del tutto all’imposizione fiscale se non sono tassati neanche nella giurisdizione di riscossione. Il Lussemburgo ha presentato un progetto di legge che introduce la non deducibilità dei pagamenti di interessi e royalty in giurisdizioni incluse nella lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, in linea con il suo impegno a introdurre misure di difesa nei confronti di tali giurisdizioni.
               
            
                  (22)
               
               
                  Mentre le raccomandazioni specifiche per paese di cui alla presente raccomandazione («raccomandazioni specifiche per paese del 2020») si concentrano sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia di COVID-19 e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il semestre europeo del prossimo anno. Ciò include le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Tutte le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
               
            
                  (23)
               
               
                  Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione nell’Unione, il quale può contribuire a un’economia sostenibile. Nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020 gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020, il Lussemburgo contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli OSS e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell’Unione.
               
            
                  (24)
               
               
                  È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell’Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della pandemia di COVID-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro, il Lussemburgo dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni del 2020 per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri la cui moneta è l’euro, tenendo nel contempo conto degli orientamenti politici dell’Eurogruppo.
               
            
                  (25)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica del Lussemburgo, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte al Lussemburgo negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica del Lussemburgo, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (26)
               
               
                  Alla luce della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
               
            RACCOMANDA che il Lussemburgo adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l’economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; migliorare la resilienza del sistema sanitario assicurando un’adeguata disponibilità di operatori del settore; accelerare le riforme per migliorare la governance del sistema sanitario e la sanità online;
               
            
                  2.
               
               
                  mitigare l’impatto della crisi COVID-19 sull’occupazione, soprattutto per coloro che si trovano in posizione difficile sul mercato del lavoro;
               
            
                  3.
               
               
                  assicurare l’effettiva attuazione di misure a sostegno della liquidità delle imprese, in particolare delle PMI e dei lavoratori autonomi; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su trasporti ed edifici sostenibili e su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell’energia, in modo da contribuire alla progressiva decarbonizzazione dell’economia; promuovere l’innovazione e la digitalizzazione, in particolare nel settore delle imprese;
               
            
                  4.
               
               
                  garantire una vigilanza e un’applicazione efficaci del quadro antiriciclaggio per quanto riguarda i professionisti che prestano servizi a società e trust e servizi d’investimento; intensificare le azioni intese ad affrontare le caratteristiche del sistema fiscale che agevolano la pianificazione fiscale aggressiva, in particolare mediante i pagamenti in uscita.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2020
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               La presidente
            
            J. KLOECKNER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
      
         (3)  GU C 301 del 5.9.2019, pag. 97.
      
         (4)  Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6).
      
         (5)  Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5).
      
         (6)  Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
      
         (7)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.