CELEX: 32010D0792
Language: it
Date: 2010-12-20 00:00:00
Title: 2010/792/UE: Decisione della Commissione, del 20 dicembre 2010 , che proroga il periodo transitorio relativo all’acquisto di terreni agricoli in Ungheria  Testo rilevante ai fini del SEE

21.12.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 336/60
            
         DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   del 20 dicembre 2010
   che proroga il periodo transitorio relativo all’acquisto di terreni agricoli in Ungheria
   (Testo rilevante ai fini del SEE)
   (2010/792/UE)
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato di adesione della Repubblica ceca, dell’Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell’Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia,
   visto l’atto di adesione della Repubblica ceca, dell’Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell’Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia, in particolare l’allegato X, capitolo 3, punto 2,
   vista la richiesta presentata dall’Ungheria,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               L’Atto di adesione del 2003 prevede che l’Ungheria possa mantenere in vigore, alle condizioni in esso definite, e durante un periodo di sette anni a decorrere dalla data di adesione, vale a dire fino al 30 aprile 2011, i divieti relativi all’acquisto di terreni agricoli da parte di persone fisiche non residenti in Ungheria o aventi nazionalità ungherese o da parte di persone giuridiche. Si tratta di un’eccezione provvisoria alla libertà di circolazione dei capitali come è garantita dagli articoli da 63 a 66 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Questo periodo transitorio può essere prorogato al massimo per tre anni.
            
         
               (2)
            
            
               Il 10 settembre 2010 l’Ungheria ha richiesto di prorogare di tre anni il periodo transitorio relativo all’acquisizione di terreni agricoli.
            
         
               (3)
            
            
               La ragione principale del periodo transitorio è costituita dall’esigenza di salvaguardare le condizioni socioeconomiche in cui sono esercitate le attività agricole, successivamente all’introduzione del mercato unico e alla transizione dell’Ungheria alla politica agricola comune. In particolare, esso intende rispondere alle preoccupazioni sollevate relativamente all’impatto potenziale sul settore agricolo della liberalizzazione dell’acquisto di terreno agricolo dovuto alle sostanziali differenze iniziali nei prezzi dei terreni agricoli e dei redditi agricoli ungheresi rispetto a quelli esistenti in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito (in prosieguo l’UE-15). Il periodo transitorio era anche destinato a facilitare il processo di privatizzazione e di restituzione dei terreni agricoli agli agricoltori e la Commissione, nella sua relazione del 16 luglio 2008«Riesame delle misure transitorie per l’acquisizione di proprietà agricole di cui al trattato di Adesione del 2003» (in prosieguo «la relazione intermedia») aveva già ha sottolineato l’importanza di completare questa politica entro il periodo transitorio previsto (1).
            
         
               (4)
            
            
               Nonostante la tendenza costante dei prezzi dei terreni agricoli in Ungheria ad avvicinarsi a quelli vigenti nell’UE-15, dopo l’adesione dell’Ungheria all’Unione europea, in media e secondo le informazioni trasmesse dall’Ungheria, esiste ancora una differenza da 3 a 20 volte il prezzo dei terreni agricoli. Sebbene la convergenza completa dei prezzi dei terreni agricoli non era affatto attesa, né costituisce una condizione necessaria per la fine del periodo di transizione, le differenze riscontrabili nei prezzi vigenti in Ungheria e nell’UE-15 sono tali da poter ancora perturbare la progressività del processo di convergenza dei prezzi. Analogamente la differenza esistente tra il reddito dei lavoratori agricoli e degli agricoltori in Ungheria rispetto a quella nell’UE-15 è in continua diminuzione, ma tuttavia persiste. Inoltre, secondo i dati forniti da Eurostat, il settore agricolo dell’Ungheria è stato gravemente colpito dalla recente crisi finanziaria ed economica globale, registrando nel 2009 la maggior diminuzione in tutta l’Unione europea in termini di reddito agricolo reale per lavoratore (circa il 30 % contro una media del 12 % nell’UE). La diminuzione del reddito è stata affiancata da un peggioramento delle condizioni creditizie rispetto a quelle applicate nella maggior parte degli Stati membri dell’UE-15, sia per quanto attiene ai tassi di interesse nominale che per il volume dei crediti a disposizione degli agricoltori. L’aumento della presenza in Ungheria di nuove istituzioni finanziarie provenienti dagli Stati membri dell’UE 15, successivamente all’adesione dell’Ungheria, è stata inferiore a quanto previsto a causa della crisi economica e finanziaria.
            
         
               (5)
            
            
               Sebbene il processo di restituzione sia continuato durante il periodo transitorio, esso ha dovuto affrontare talune difficoltà, in particolare a partire dal 2008 e perciò non ha potuto essere ancora completato. Un andamento simile può essere riscontrato relativamente alla privatizzazione dei terreni agricoli. La mancanza di certezza dei diritti di proprietà, accompagnata dall’insufficienza di facilitazioni al credito e alle assicurazioni disponibili per gli agricoltori continuano a paralizzare il mercato dei terreni agricoli ungheresi e ne pregiudicano ancora il corretto funzionamento.
            
         
               (6)
            
            
               In questo contesto, ci si può attendere, seguendo l’esempio delle autorità ungheresi, che la revoca delle restrizioni alla data del 1o maggio 2011 comporti un aumento dei prezzi dei terreni agricoli ungheresi. Inoltre, considerato l’elevato numero dei partecipanti, la struttura proprietaria molto frammentata del mercato dei terreni agricoli – che non è considerevolmente mutata successivamente all’adesione – e la predominanza della locazione dei terreni, l’impatto potrebbe ricadere su tutto l’intero settore agricolo. Pertanto esiste il pericolo di gravi perturbazioni sul mercato dei terreni agricoli ungheresi, una volta scaduto il periodo transitorio.
            
         
               (7)
            
            
               Dovrebbe pertanto essere concessa una proroga triennale del periodo transitorio di cui all’Allegato X, capo 3, punto 2, dell’Atto di adesione.
            
         
               (8)
            
            
               Per preparare completamente il mercato alla liberalizzazione resta cruciale, anche in presenza di circostanze economiche avverse, continuare il miglioramento di taluni fattori come le facilitazioni creditizie e assicurative per gli agricoltori la restituzione e la privatizzazione dei terreni agricoli durante il periodo transitorio, come già sottolineato nella relazione intermedia.
            
         
               (9)
            
            
               Un aumento dell’immissione di capitale straniero nel mercato dei terreni agricoli costituisce un beneficio potenziale per questo mercato in Ungheria. Come sottolineato nella relazione intermedia, gli investimenti stranieri in agricoltura avrebbero un notevole impatto a lungo termine sul conferimento del capitale e del know-how necessari, sul funzionamento dei mercati fondiari e sulla produttività agricola. La progressiva diminuzione delle restrizioni alla proprietà estera nel corso del periodo transitorio contribuirebbe anche alla preparazione del mercato alla completa liberalizzazione,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   Il periodo transitorio relativo all’acquisto di terreni agricoli in Ungheria di cui all’allegato X, capo 3, punto 2, dell’Atto di adesione del 2003 è prorogato fino al 30 aprile 2014.
   Articolo 2
   La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   
   
      Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2010.
      
         
            Per la Commissione
         
         
            Il presidente
         
         José Manuel BARROSO
      
   
   
      (1)  COM(2008) 461 definitivo del 16 luglio 2008.