CELEX: 61986CC0310
Language: it
Date: 1988-05-17 00:00:00
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Mischo del 17 maggio 1988. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Inadempimento di uno Stato - Mancata trasposizione nel diritto nazionale della direttiva del Consiglio 82/470/CEE - Esercizio effettivo della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi per le attività non dipendenti di taluni ausiliari dei trasporti e degli agenti di viaggio come pure dei depositari. # Causa 310/86.

Avviso legale importante

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61986C0310

Conclusioni dell'avvocato generale Mischo del 17 maggio 1988.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  INADEMPIMENTO DI UNO STATO - MANCATA ATTUAZIONE IN DIRITTO INTERNO DELLA DIRETTIVA (CEE) DEL CONSIGLIO N. 82/470/CEE - ESERCIZIO EFFETTIVO DELLA LIBERTA'DI STABILIMENTO E DELLA LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI PER LE ATTIVITA'NON SALARIATE DI TALUNI AUSILIARI DEI TRASPORTI E DEI TITOLARI DI AGENZIE DI VIAGGIO, NONCHE DEI DEPOSITARI.  -  CAUSA 310/86.  

raccolta della giurisprudenza 1988 pagina 03987

Conclusioni dell avvocato generale

++++Signor Presidente,  Signori Giudici,  1 . Dato che la trattazione orale non ha fornito elementi nuovi e che i fatti non sono contestati, posso presentare immediatamente le mie conclusioni, che saranno, del resto, assai brevi .  2 . L' art . 8 della direttiva 82/470/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1982, relativa a misure destinate a favorire l' esercizio della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi per le attività non salariate di taluni ausiliari dei trasporti e dei titolari di agenzie di viaggio ( gruppo 718 CITI ), nonché dei depositari ( gruppo 720 CITI ) ( 1 ), dispone che gli Stati membri mettono in vigore le misure necessarie per conformarsi a tale direttiva entro il termine di diciotto mesi dalla sua notifica e ne informano immediatamente la Commissione . Il termine di diciotto mesi è scaduto il 2 gennaio 1984 .  3 . Il governo italiano riconosce di non aver soddisfatto ai propri obblighi, ma fa presente che è in fase di elaborazione un disegno di legge per l' attuazione della direttiva suddetta .  4 . Va osservato che tale circostanza non può far scomparire l' inadempimento addebitato . Infatti, secondo la costante giurisprudenza della Corte, uno Stato membro non può eccepire disposizioni, prassi o situazioni inerenti al suo ordinamento giuridico interno per giustificare l' inosservanza degli obblighi e dei termini prescritti dalle direttive ( 2 ).  5 . Di conseguenza, vi propongo di dichiarare che la Repubblica italiana, non avendo adottato entro il termine prescritto le norme necessarie per conformarsi alla direttiva 82/470/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1982, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza del trattato CEE e di condannarla alle spese, a norma dell' art . 69, n . 2, del regolamento di procedura .  (*) Traduzione dal francese .  ( 1 ) Pubblicata nella GU L 213 del 21.7.1982, pag . 1 .  ( 2 ) Sentenza 24 novembre 1987, causa 125/86, Commissione / Italia, Racc . 1987, pag . 4669, punto 6 della motivazione; e nello stesso senso, più di recente, la sentenza 14 gennaio 1988, cause riunite da 227 a 230/85, Commissione / Belgio, Racc . 1988, pag . 12, punto 10 della motivazione o la sentenza 27 aprile 1988, causa 225/86, Commissione / Italia, Racc . 1988, pag . 0000, punto 10 della motivazione .