CELEX: 52014DC0418
Language: it
Date: 2014-06-02 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 dell'Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 dell'Ungheria_x000b_

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		52014DC0418
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 dell'Ungheria_x000b__x000b_e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 dell'Ungheria_x000b_ /* COM/2014/0418 final - 2014/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2014
dell'Ungheria
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014
dell'Ungheria

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e
l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l'articolo
6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e
finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione
sociale,
visto il parere del comitato di politica
economica,
considerando quanto segue:
(1)                   
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per
la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche
economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per
rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell'Europa.
(2)                   
Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla
base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti
di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione
(2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, che insieme formano gli
"orientamenti integrati". Gli Stati membri sono stati invitati a
tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in
materia economica e di occupazione.
(3)                   
Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo
hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro
coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona
euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi
hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in
particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi
della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per
paese.
(4)                   
Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una
raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2013 dell'Ungheria e ha
formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria
2013-2016.
(5)                   
Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi
annuale della crescita[5],
segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
economiche 2014. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta[6], in cui l'Ungheria è
stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un esame
approfondito.
(6)                   
Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha
approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di
bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità
di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti
all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la
disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la
pubblica amministrazione.
(7)                   
Il 5 marzo 2014 la Commissione ha pubblicato i
risultati dell'analisi approfondita per l'Ungheria[7], a norma dell'articolo
5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L'analisi ha portato la Commissione a
concludere che l'Ungheria continua a presentare squilibri macroeconomici che
richiedono un monitoraggio e una decisa azione politica. In particolare, al
fine di ridurre i notevoli rischi di effetti negativi rilevanti sul
funzionamento dell'economia, è opportuno continuare a prestare la massima
attenzione all'aggiustamento in corso della posizione netta sull'estero fortemente
negativa, all'elevato debito pubblico e privato in un contesto finanziario
fragile e al calo delle esportazioni.
(8)                   
Il 30 aprile 2014 l'Ungheria ha presentato il suo
programma nazionale di riforma 2014 e il suo programma di convergenza 2014. I
due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle
loro correlazioni.
(9)                   
L'obiettivo della strategia di bilancio illustrata
nel programma di convergenza 2014 è ridurre il disavanzo nominale dal 2,9% del
PIL nel 2014 all'1,9% del PIL entro la fine del periodo di riferimento del
programma. Per conseguire questo obiettivo è necessario un rigoroso percorso di
risanamento concentrato soprattutto alla fine del periodo, mentre gli obiettivi
di disavanzo sono stati significativamente rivisti al rialzo rispetto al
programma precedente. Il programma conferma l'obiettivo a medio temine di -1,7%
del PIL che riflette gli obiettivi del patto di stabilità e crescita. Tuttavia,
sulla base del saldo strutturale ricalcolato, non si prevede che l'obiettivo a medio
termine possa essere conseguito entro la fine del periodo di riferimento del
programma. Il saldo strutturale (ricalcolato) dovrebbe peggiorare di 1,5 punti
percentuali nel 2014, discostandosi in modo significativo dall'obiettivo a
medio termine, per poi stabilizzarsi nel 2015, con uno scarto pari allo 0,5%
del PIL rispetto al miglioramento necessario per conseguire l'obiettivo a medio
termine. Il parametro di riferimento per la spesa indica uno scostamento
significativo sia nel 2014 che nel 2015. Il saldo strutturale (ricalcolato)
dovrebbe peggiorare ulteriormente sia nel 2016 che nel 2017. Nel complesso, a
partire dal 2014 si prevede uno scostamento significativo dal percorso di
avvicinamento verso l'obiettivo a medio termine. Il programma prevede una
riduzione graduale ma continua del debito pubblico che dovrebbe passare dal 79%
del PIL nel 2013 a circa il 75% del PIL nel 2017. Lo scenario macroeconomico
sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma è sostanzialmente
plausibile per il periodo 2014-2016, sulla base di una previsione di crescita
del PIL del 2,3% quest'anno e del 2,5% l'anno prossimo, a fronte,
rispettivamente, del 2,3% e del 2,1% secondo le previsioni di primavera 2014
della Commissione. Tuttavia, il programma risulta eccessivamente ottimistico
per il 2017. I rischi che gravano sugli obiettivi di bilancio sono
sostanzialmente equilibrati nel 2014, ma a partire dal 2015 vi sono rischi
maggiori che il disavanzo possa risultare più elevato rispetto agli obiettivi.
In particolare, rischi derivano dal fatto che si prevede una riduzione
generalizzata del rapporto spesa/PIL mediante congelamenti di spesa lineari al
valore nominale o limitando gli aumenti di spesa a un tasso inferiore a quello
d'inflazione per la maggior parte delle voci di spesa discrezionali. Le
previsioni di primavera 2014 della Commissione prevedono un disavanzo nominale
per il 2014 e il 2015 identico a quello degli obiettivi del programma. Con un
disavanzo strutturale previsto al 2,2% del PIL nel 2014 e al 2,3% del PIL nel
2015, le previsioni della Commissione confermano il rischio di uno scostamento
significativo dall'obiettivo a medio termine a partire dal 2014. Le previsioni
della Commissione indicano inoltre uno scostamento dal parametro di rifermento
per la riduzione del debito nel 2014 e 2015. Sulla base della propria
valutazione del programma e delle previsioni della Commissione, a norma del
regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che siano necessari
ulteriori sforzi di risanamento strutturale alla luce dello scostamento
significativo dall'obiettivo a medio termine e della non conformità alla regola
del debito a partire dal 2014.
(10)               
Il quadro di bilancio a medio termine è stato
rafforzato, ampliando l'orizzonte di pianificazione oltre l'esercizio
finanziario in corso. La sua efficacia e la sua natura vincolante non sono
tuttavia ancora garantite. Sono state introdotte nuove regole numeriche di
bilancio, senza tuttavia correggere le deficienze di concezione relative in
particolare all'assenza di un sistematico monitoraggio ex-post, alla mancata
fissazione di livelli di scostamento massimi ammissibili e all'assenza di
validi meccanismi di correzione. L'elenco ristretto dei compiti obbligatori del
consiglio di bilancio e la sua capacità analitica non sono ancora commisurati
al suo diritto di veto sul bilancio. Un ulteriore rafforzamento del quadro di
bilancio a medio termine e un ampliamento del mandato obbligatorio del
consiglio di bilancio aiuterebbero a migliorare la credibilità, la trasparenza
e l'efficacia del quadro generale di bilancio.
(11)               
Nonostante il "Fondo per la crescita",
finanziato dalla Banca centrale e destinato alle piccole e medie imprese, la
normale erogazione di prestiti all'economia non è aumentata in modo
sostenibile. L'onere regolamentare che grava sul settore finanziario è
ulteriormente aumentato, limitando così la capacità di accumulazione di
capitale. Misure quali l'aumento dell'imposta sulle transazioni finanziarie
hanno contribuito a un aumento dell'uso del contante nell'economia. La ricchezza
delle famiglie è ulteriormente diminuita e l'elevata percentuale dei prestiti
in sofferenza rappresenta attualmente una delle maggiori sfide per il settore
finanziario. Il riassetto di portafoglio è ostacolato dalla scarsa efficienza
delle procedure di risoluzione. Non sono state adottate nuove misure
sostanziali per eliminare dai bilanci delle banche le attività deteriorate. La
combinazione di oneri regolamentari gravosi e dell'elevata percentuale dei
prestiti in sofferenza ha determinato una stretta sugli stanziamenti
disponibili. Il governo ha ripetutamente annunciato la propria intenzione di
adottare un nuovo regime di sgravi per i beneficiari di prestiti in valuta
estera; nella maggior parte dei casi tali misure non sono state destinate solo ai
mutuatari in difficoltà e hanno un impatto negativo sulla cultura di pagamento
da parte delle famiglie, che si aspettano ulteriori aiuti da parte dello Stato.
La regolamentazione e la vigilanza finanziarie sono state rafforzate integrando
l'autorità di vigilanza finanziaria nella struttura della Banca centrale e
assegnando a quest'ultima la responsabilità della vigilanza macroprudenziale.
Sono inoltre iniziate le attività preparatorie in vista dell'istituzione di un
regime di risoluzione per il settore bancario.
(12)               
Per quanto la frequenza dei cambiamenti in ambito
fiscale sia diminuita rispetto all'anno precedente, non si sono registrati
sostanziali passi avanti per rendere più equilibrato il sistema di imposizione
delle imprese. Anzi alcune imposte specifiche settoriali sono state addirittura
aumentate. L'applicazione di differenti aliquote fiscali nei diversi settori
costituisce un ostacolo a un'efficace ripartizione delle risorse e ha un
effetto negativo sulla crescita. Per rendere l'imposizione più favorevole all'occupazione,
l'Ungheria ha aumentato il numero dei possibili beneficiari di crediti di
imposta familiari sull'imposta sul reddito delle persone fisiche, il che può
costituire un aiuto per i lavoratori a basso reddito. Il cuneo fiscale sui
nuclei monofamiliari a basso reddito è uno dei più elevati nell'UE. I criteri
di ammissibilità per godere dei benefici della legge sulla tutela del lavoro
sono rimasti essenzialmente immutati, nonostante il fatto che una significativa
percentuale di lavoratori a basso reddito resti al di fuori dell'ambito di
applicazione della misura. Sarà importante valutare l'impatto e il rapporto
costi-efficacia del regime e adeguare lo stesso nella misura necessaria per
migliorarne la capacità di inserire le persone nel mercato del lavoro. Alcuni
progressi sono stati compiuti per alleggerire il carico fiscale sul lavoro e
spostarlo verso imposte di tipo ambientale, anche se sono necessarie ulteriori
misure in questo ambito. Dopo i continui ritardi registrati in passato si sta
procedendo all'introduzione del collegamento online dei registratori di cassa
ai sistemi informatici delle autorità tributarie. In Ungheria il mancato
rispetto degli obblighi tributari, il lavoro sommerso e l'evasione dell'IVA
continuano tuttavia a registrare livelli elevati. È necessario pertanto
rafforzare le misure di controllo, in particolare quelle finalizzate a
migliorare l'efficienza della lotta all'evasione dell'IVA.
(13)               
Benché il tasso di disoccupazione giovanile sia
diminuito nel 2013, è tuttavia aumentato il numero di giovani disoccupati e non
iscritti a corsi d'istruzione o formazione. Un efficiente coordinamento dei
diversi uffici del servizio pubblico per l'impiego con gli istituti d'istruzione
e i soggetti interessati a livello locale potrebbe contribuire a migliorare la
sensibilizzazione. Nel servizio pubblico per l'impiego è stata avviata una
creazione di capacità, comprendente la definizione del profilo cliente; al
contempo è necessario sottoporre a valutazione le politiche attive per il
mercato del lavoro aperto al fine di verificarne l'efficienza e l'efficacia ed,
eventualmente, apportarvi i cambiamenti necessari per migliorare l'accesso al
mercato del lavoro per taluni gruppi svantaggiati. È necessario rafforzare la
componente di attivazione nei differenti mercati del lavoro oltre alle misure
di natura sociale (programma di lavori pubblici, indennità di disoccupazione e
assistenza sociale). Al programma di lavori pubblici è destinato il grosso
delle risorse di bilancio disponibili per le misure nel campo dell'occupazione,
ma nel 2013 soltanto il 10% dei partecipanti è riuscito a reinserirsi nel
mercato aperto del lavoro dopo aver concluso il programma. Ci si chiede quindi
se sia necessario adeguare il programma, ad esempio rafforzandone i legami con
l'attivazione, la formazione e il sostegno alla ricerca di lavoro, al fine di
garantirne un impatto più duraturo sull'occupazione. La partecipazione delle
donne al mercato del lavoro è stata incoraggiata aumentando la flessibilità del
sistema di congedo parentale retribuito e la disponibilità di strutture per l'infanzia;
ulteriori sforzi sono tuttavia necessari in questo ambito dato che i livelli di
occupazione femminile sono tuttora al di sotto del 60%. Il periodo di
ammissibilità all'indennità di disoccupazione è inferiore al periodo medio in
cui i disoccupati riescono a trovare lavoro. Il numero di persone a rischio di
povertà o esclusione sociale in Ungheria è in costante aumento e ammonta
attualmente a quasi un terzo dell'intera popolazione. La povertà continua a
colpire in modo sproporzionato i gruppi svantaggiati, in particolare i bambini
e i Rom. Benché sia stata adottata una strategia nazionale di inclusione
sociale, le misure adottate nella maggior parte degli ambiti non promuovono in
modo sistematico gli obiettivi previsti dalla stessa strategia. Per ridurre
efficacemente la povertà sono necessarie misure strategiche integrate e
semplificate.
(14)               
Il contesto imprenditoriale in Ungheria è
caratterizzato da frequenti cambiamenti del quadro regolamentare e da una
concorrenza limitata in un numero crescente di settori. Nuovi ostacoli sono
stati introdotti nel settore dei servizi senza eliminare quelli esistenti (ad
esempio, farmacie, gestione dei rifiuti, pagamenti con dispositivi mobili,
vendita di tabacchi al minuto e vendita di libri di testo). In generale gli
investimenti sono diminuiti in modo particolarmente pronunciato nei settori in
cui è stata imposta una tassazione specifica negli ultimi anni. Tra il 2010 e
il 2013 gli investimenti nominali sono diminuiti del 44% nel settore dell'energia,
del 28% nel settore finanziario e del 18% nel settore delle comunicazioni, a
fronte di un aumento complessivo del 3,4%. Alcuni passi avanti sono stati
registrati per quanto riguarda il miglioramento della concorrenza negli appalti
pubblici, ma anche in questo campo sono necessari sforzi supplementari. Ad
esempio, una maggiore diffusione degli appalti elettronici potrebbe consentire
risparmi significativi, migliorare la trasparenza degli appalti pubblici e far
aumentare la concorrenza. Nella pubblica amministrazione si sono fatti passi
avanti per attuare strategie a favore dell'integrità e per promuovere livelli
migliori di trasparenza, ma sono necessari sforzi ulteriori per contrastare la
corruzione in maniera più efficace.
(15)               
La percentuale di abbandoni scolastici è in aumento
mentre l'adozione di una strategia ad hoc per prevenire questo fenomeno è stata
ripetutamente rinviata. Ulteriori interventi sono necessari per garantire agli
studenti abilità, competenze e qualifiche fondamentali attinenti al mercato del
lavoro. L'accesso paritario all'istruzione ordinaria di qualità resta un
problema notevole per i bambini svantaggiati, in particolare i Rom. Al fine di
ridurre la tuttora difficile transizione dall'istruzione al mercato del lavoro,
è stata adottata una nuova legge sulla formazione professionale (che introduce,
tra l'altro, un "modello duale"), gli effetti della quale dovranno
tuttavia essere attentamente monitorati.
(16)               
Nel 2013 e 2014 l'Ungheria ha continuato ad
applicare riduzioni dei prezzi del gas e dell'elettricità praticati agli
utilizzatori finali. Tali riduzioni, associate a un accresciuto carico fiscale
per le imprese del settore energetico, hanno avuto un effetto negativo sulla
capacità dei fornitori di energia di recuperare i costi e gli investimenti nel
settore e di garantire la manutenzione della rete. Attualmente l'intensità
energetica delle famiglie è una delle più elevate a livello UE e vi sono
margini di miglioramento dell'efficienza energetica, soprattutto nel settore
residenziale. Continua a suscitare preoccupazioni l'insufficiente indipendenza
dell'autorità di regolamentazione dell'energia nel fissare le condizioni di
accesso alla rete e le tariffe. Sono state adottate alcune misure per
semplificare l'organizzazione delle società pubbliche di trasporto, ma la loro
sostenibilità potrebbe essere migliorata ulteriormente affrontando il problema
dei costi di esercizio e modificando il sistema tariffario.
(17)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato un'analisi completa della politica economica dell'Ungheria. Essa ha
valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell'Ungheria,
ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla
luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione europea
nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell'UE per le future
decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del
semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a
7.
(18)               
Alla luce della valutazione di cui sopra, il
Consiglio ha esaminato il programma di convergenza dell'Ungheria e il suo
parere[8]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(19)               
Alla luce dell'esame approfondito della Commissione
e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di
riforma e il programma di convergenza. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo
6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle
raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 5,
RACCOMANDA che l'Ungheria adotti
provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
1.           rafforzare
le misure di bilancio per il 2014 alla luce dell'emergere di un divario dello
0,9% del PIL rispetto ai requisiti del patto di stabilità e crescita, nello
specifico la regola di riduzione del debito, come indicato dalle previsioni di
primavera 2014 della Commissione. Nel 2015 e in seguito rafforzare in modo
significativo la strategia di bilancio al fine di conseguire l'obiettivo a
medio termine e la conformità ai requisiti in materia di riduzione del debito
per mantenere il rapporto debito pubblico/PIL su un percorso saldamente
discendente. Rafforzare ulteriormente la natura vincolante del quadro di
bilancio a medio termine mediante un sistematico monitoraggio ex-post della
conformità alle regole numeriche di bilancio e l'utilizzo dei meccanismi
correttivi. Migliorare la trasparenza delle finanze pubbliche, anche mediante
un ampliamento dei compiti obbligatori del consiglio di bilancio, richiedendo
la preparazione di previsioni periodiche macroeconomiche e di bilancio e di
valutazioni dell'incidenza sul bilancio delle proposte politiche più rilevanti;
2.           contribuire a ripristinare l'erogazione
normale di prestiti all'economia, tra l'altro migliorando e riducendo la
tassazione a carico degli istituti finanziari. Adeguare l'imposta sulle operazioni
finanziarie al fine di evitare una sottrazione di risparmio dal settore
bancario e incentivare maggiormente l'utilizzo dei pagamenti elettronici.
Analizzare e rimuovere gli ostacoli al la pulitura di portafoglio, rafforzando,
tra l'altro, le regole di accantonamento per i prestiti ristrutturati,
rimuovendo gli ostacoli all'esecuzione forzata del collaterale e aumentando la
rapidità e l'efficienza delle procedure di insolvenza. In questo ambito,
consultare attivamente i soggetti interessati sulle nuove iniziative politiche,
assicurandosi che queste ultime siano ben mirate e non aumentino il cosiddetto
rischio morale per i beneficiari di prestiti. Rafforzare ulteriormente la
regolamentazione e la vigilanza finanziarie;
3.           assicurare un sistema di
imposizione delle imprese stabile, più equilibrato e semplificato, anche
mediante l'eliminazione di imposte settoriali specifiche con effetti
distorsivi. Ridurre il cuneo fiscale sui contribuenti a basso reddito mediante,
tra l'altro, un miglioramento dell'efficienza delle imposte ambientali.
Intensificare le misure per migliorare il rispetto degli obblighi tributari -
in particolare per ridurre l'evasione dell'IVA - e diminuirne i costi
complessivi;
4.           rafforzare le politiche
mirate e del mercato del lavoro attivo, accelerando tra l'altro l'introduzione
della definizione del profilo cliente del servizio pubblico per l'impiego.
Attivare la prevista rete di affiancamento dei giovani e coordinarla con gli
istituti d'istruzione e i soggetti interessati a livello locale al fine di
migliorare la sensibilizzazione. Riesaminare il programma di lavori pubblici
per verificarne la capacità di aiutare le persone a trovare un lavoro una volta
concluso il programma e rafforzarne ulteriormente le componenti di attivazione.
Valutare la possibilità di aumentare il periodo per beneficiare dell'indennità
di disoccupazione, tenendo conto dei tempi medi necessari per trovare un nuovo
lavoro e considerare la possibilità di collegamento con le misure di attivazione.
Migliorare la qualità e la copertura dell'assistenza sociale, rafforzandone i
legami con le misure di attivazione. Attuare misure strategiche semplificate e
integrate per ridurre in modo significativo la povertà, soprattutto tra i
bambini e i Rom;
5.           stabilizzare il quadro regolamentare
e rafforzare la concorrenza sul mercato, rimuovendo tra l'altro gli ostacoli
nel settore dei servizi. Adottare misure più ambiziose per migliorare la
concorrenza e la trasparenza negli appalti pubblici, mediante tra l'altro l'introduzione
degli appalti elettronici, e per ridurre ulteriormente la corruzione e in
generale gli oneri amministrativi;
6.           attuare una strategia
nazionale per la prevenzione dell'abbandono scolastico con particolare
attenzione al settore dell'istruzione e formazione professionali. Adottare un
approccio sistematico per ridurre la segregazione nel sistema scolastico e per
promuovere l'istruzione ordinaria inclusiva per i gruppi svantaggiati, in
particolare i Rom. Favorire la transizione tra i vari livelli di istruzione e
verso il mercato del lavoro e monitorare attentamente l'attuazione della
riforma della formazione professionale. Attuare una riforma dell'istruzione
superiore che consenta il conseguimento di un titolo d'istruzione terziaria a
un più vasto numero di giovani, in particolare agli studenti svantaggiati;
7.           riesaminare l'impatto della
regolamentazione dei prezzi dell'energia sugli incentivi agli investimenti e
sulla concorrenza nei mercati del gas e dell'elettricità. Adottare ulteriori
misure per garantire l'indipendenza dell'autorità nazionale di regolamentazione
in materia di fissazione delle tariffe e delle condizioni di rete. Adottare
misure per migliorare l'efficienza energetica, in particolare nel settore
residenziale. Migliorare ulteriormente la sostenibilità del sistema dei
trasporti, tra l'altro riducendo i costi di esercizio e rivedendo il sistema
tariffario delle imprese di proprietà statale nel settore dei trasporti.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2014) 418 final.
[4]               P7_TA(2014)0128 e P7_TA(2014)0129.
[5]               COM(2013) 800 final.
[6]               COM(2013) 790 final.
[7]               SWD(2014) 85 final.
[8]               A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.