CELEX: 51995PC0397
Language: it
Date: 1995-07-27
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                            Bruxelles, 27.07.1995
                                            COM(95) 397 def.
                                Proposta di
                REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
    che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
                 nitrato di ammonio originario della Russia
                      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                        REGOLAMENTO (CE) n             /95 del Consiglio
                                          del    1995
           che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
                          nitrato di ammonio originario della Russia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, modificato dal regolamento (CE) n. 355/952, in particolare l'articolo
23 che stabilisce che il regolamento (CEE) n. 2423/88, dell'I 1 luglio 1988, relativo alla
protezione contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi
non membri della Comunità economica europea3, modificato da ultimo dal regolamento
(CE) n. 522/944, continua ad applicarsi ai procedimenti in cui un'inchiesta in corso al 1°
settembre 1994 non sia ancora stata conclusa al momento dell'entrata in vigore del
regolamento (CE) n. 3283/94,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione in seno al comitato
consultivo,
considerando quanto segue:
         GU    n. L 349 del 31.12.1994, pag. 1
         GU    n. L 41 del 23.2.1995, pag. 2
          GU   n. L 209 del 2.8.1988, pag 1
          GU   n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10
 ---pagebreak---                                 A. PROCEDIMENTO
1)   Nel giugno 1994, con un avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità
   europee5, la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping
   relativo alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Lituania e della
   Russia, e ha avviato un'inchiesta.
2) In seguito a un procedimento antidumping regionale6, a partire dal maggio 1994
   sono in vigore misure antidumping relative alle importazioni nel Regno Unito di
   nitrato di ammonio originario della Lituania e della Russia. Tali misure consistono
   nell'accettazione di impegni che limitano le esportazioni da ciascuno dei due paesi
   nel Regno Unito a 100 000 tonnellate l'anrio.
3) Il procedimento è stato avviato in seguito alla denuncia presentata dalla European
   Fertilizer Manufacturer's Association (EFMA) in nome dei produttori che, secondo
   la denuncia, nell'insieme rappresentano una parte importante della produzione
   comunitaria.
4) La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di
   dumping sul prodotto suindicato originario della Lituania e della Russia, e del
   conseguente notevole pregiudizio, che sono stati ritenuti sufficienti per giustificare
   l'apertura del procedimento.
5) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento i
   produttori, gli esportatori e gli importatori notevolmente interessati, i rappresentanti
   dei paesi esportatori e il denunciante, e ha offerto alle parti interessate la possibilità
   di comunicare le loro informazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
6) L'esportatore lituano, alcuni esportatori russi, alcuni importatori e tutti i produttori
   denunzianti hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Alcune parti, tra cui
   le autorità russe e lituane, hanno chiesto e ottenuto un'audizione. Anche la
   European Fertilizer Importers Association (EFIA) ha presentato le proprie
   osservazioni per iscritto ed ha ottenuto un'audizione.
             GU n. C 158 del 9.6.1994, pag. 3
             GU n. L 129 del 21.5.1994, pag.24
 ---pagebreak--- 7)   La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha
     ricevuto risposte dettagliate dai produttori comunitari denunzianti, dall'unico
     produttore ed esportatore lituano e da alcuni degli importatori comunitari. La
     Commissione ha ricevuto una risposta dettagliata anche da un produttore
     comunitario che non fa parte dei denunzianti, mentre alcuni produttori russi hanno
     inviato risposte parziali.
8)   La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni necessarie ai fini
    della determinazione del dumping e del pregiudizio, ed ha svolto inchieste in loco
    presso le sedi delle seguenti società:
    (a) Produttori comunitari denunzianti:
               Grande Paroisse S.A., Paris-La-Défence, Francia
               Hydro-Agri-France S.A., Neuilly-sur-Seine, Francia
               Hydro-Agri (UK) LTD., Immingham, Regno Unito
               Hydro-Agri, Sluiskil B.V., Paesi Bassi
    (b) Importatori comunitari non collegati
               Noortrade Gmbh, Viernheim, Germania
               Schweizerhall Fertilizer GmbH, Viernheim, Germania
               Unifert France SA, Séte, Francia
               Gonagra Resources Europe Ltd, Tiverton, Devon, Regno Unito
    (e) Produttore nel Paese analogo
               Zaklady Azotawe "Pulawy", Pulawy, Polonia
9)  L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1
    ° aprile 1993 e il 31 marzo 1994 ("periodo dell'inchiesta").
10) La Commissione ha comunicato le conclusioni preliminari a tutte le parti
    interessate, molte delle quali hanno presentato i propri commenti per iscritto,
    mentre altre hanno chiesto e ottenuto di essere sentite.
 ---pagebreak--- 11) La Commissione ha continuato a cercare tutte le informazioni ritenute necessarie ai
    fini delle conclusioni definitive. La parti sono state informate dei fatti essenziali e
    delle considerazioni in base alle quali si intendeva raccomandare l'imposizione di
    dazi antidumping definitivi, ed è stato concesso un periodo durante il quale le parti
    potevano presentare le loro osservazioni in merito alle informazioni comunicate.
12) La Commissione ha tenuto conto dei commenti delle parti ed ha modificato le
    proprie conclusioni ove giustificato.
                B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
13) Il prodotto in esame è il nitrato di ammonio, un fertilizzante prodotto sotto forma di
    prill o di granuli, con un tenore di elemento fertilizzante azotato compreso tra il 33
    e il 35%.
14) Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche e tecniche, il nitrato di ammonio
    prodotto dall'industria comunitaria è un prodotto simile all'ammonio nitrato
    esportato nella Comunità dalla Russia e dalla Lituania, e all'ammonio nitrato
    prodotto e venduto in Polonia, paese che è stato scelto come paese analogo (punti
    da 21 a 24).
                           C. INDUSTRIA COMUNITARIA
15) I produttori denunzianti rappresentano il 94% della produzione comunitaria di
    nitrato di ammonio, e costituiscono pertanto l'industria comunitaria ai sensi
    dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento 2423/88.
16) Secondo l'E.F.I.A., che rappresenta gli importatori comunitari, la Hydro Fertilizers
    Ltd (UK) doveva essere esclusa dall'industria comunitaria in quanto importerebbe
    nitrato di ammonio tramite una società collegata, la Fertrachem U.K.. Si è potuto
    tuttavia stabilire che nel corso del periodo d'inchiesta la Fertrachem non ha
    effettuato importazioni di questo tipo.
 ---pagebreak---      È stato affermato inoltre che un altro produttore denunziante, la BASF, doveva
     essere esclusa per motivi analoghi, dal momento che importerebbe nitrato di
     ammonio dalla Russia e dalla Lituania tramite una società collegata, la Kali (UK)
     Ltd. È stato verificato che la Kali (UK) Ltd. ha effettivamente importato nitrato di
    ammonio dalla Lituania e dalla Russia durante il periodo d'inchiesta, ma non era
    collegata alla BASF né direttamente né tramite una filiale durante tale periodo, e
    non esisteva nessun accordo tra la suddetta società e un'altra società collegata alla
    BASF per quanto riguarda l'acquisto di nitrato di ammonio.
    Pertanto l'esclusione della Hydro Fertilizers Ltd (UK) o della BASF dall'industria
    comunitaria non risulta giustificata.
                                      D. DUMPING
(a) Valore normale
    (I)       Scelta del paese analogo
17) Poiché nessuno dei due paesi interessati è retto da un'economia di mercato, il valore
    normale è stato calcolato sulla base dei prezzi o dei costi in un paese analogo, ai
    sensi dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento 2423/88.
(A) Proposta del denunziante: Ungheria
18) Secondo il denunziante l'Ungheria, che era stata scelta come paese analogo nel caso
    del procedimento regionale per il Regno Unito di cui al punto 2, è un paese analogo
    adeguato allo scopo della presente inchiesta. Sono stati presi contatti con la
    Nitrogenmuvek, Varpalota, Ungheria. La Commissione non disponeva dei dati
    relativi al secondo produttore ungherese. La Nitrogenmuvek ha risposto al
    questionario della Commissione. Secondo i dati forniti nelle risposte, il volume
    delle vendite della Nitrogenmuvek sul mercato interno durante il periodo
    d'inchiesta era rilevante rispetto al volume delle importazioni nella Comunità dalla
    Russia e dalla Lituania. Il prodotto veniva venduto per l'80% imballato in sacchi. Il
    produttore ungherese utilizza gas nazionale o importato acquistato a prezzi di
    mercato.
 ---pagebreak---  19) La Nitrogenmuvek non ha però risposto alla richiesta della Commissione di
      svolgere una visita di verifica. Date le circostanze non è quindi stato possibile
      stabilire un valore normale affidabile sulla base dei dati disponibili relativi
     all'Ungheria. Non solo in Ungheria ci sono solo due produttori di nitrato di
     ammonio, ma le importazioni sono limitate da un dazio del 15% e, dal 1993, da un
     contingente annuale d'importazione contro i paesi CIS di 50 000 tonnellate di
     nitrato di ammonio e di nitrati di calcio e di ammonio mescolati. Pertanto, la
     concorrenza è alquanto limitata, e per le ragioni di cui sopra l'Ungheria non risulta
     adeguata come paese analogo.
(B) Altri paesi
20)  La Commissione ha scritto anche a tutti i produttori noti di nitrato di ammonio in
     Australia, Bulgaria, Canada, Egitto, Messico, Polonia, Turchia e Stati Uniti. La
     European Fertilizer Importers' Association ha proposto l'Algeria e la Romania
     come paesi analoghi, e la Commissione ha scritto ai produttori noti di questi paesi.
     I seguenti produttori hanno collaborato ed hanno risposto ai questionari inviati dalla
     Commissione:
     Abu Qir Fertilizers Co., Alessandria, Egitto
     Zaklady Azotawe "Pulawy", Pulawy, Polonia
(•)  Egitto
21)  Durante il periodo d'inchiesta, il volume delle vendite sul mercato interno di nitrato
     di ammonio in Egitto era superiore al volume totale delle importazioni nella
     Comunità dalla Russia e dalla Lituania. Il 100% del prodotto venduto sul mercato
     interno era imballato in sacchi, al pari del prodotto esportato dalla Russia e dalla
     Lituania.
     Tuttavia, benché esistano tre produttori nazionali e non ci siano restrizioni formali
     alle importazioni, il dazio doganale del 30% applicato alle importazioni di nitrato di
     ammonio in Egitto ha determinato l'assenza di penetrazione delle importazioni;
     pertanto, la concorrenza sul mercato è limitata.
 ---pagebreak--- II    Polonia
(22) Durante el periodo de investigación, las ventas nacionales de Pulawy de nitrato de
     amonio eran casi iguales al volumen combinado de importaciones en la Comuni dad
     de Rusia y Lituania. El producto es fabricado por Pulawy en la forma de pastillas.
     Se envasaron el 100% de las ventas nacionales. Pulawy utiliza gas importado de
     Rusia comprado a precios de mercado en divisas fuertes.
     Hay cuatro productores nacionales de nitrato de amonio. Durante el periodo de
     investigación no hubo restricciones a la importación y la cuota de mercado de las
     importaciones fue del 18,2%.
     Se considerò a Polonia por lo tanto corno un mercado libre y competitivo para el
     nitrato de amonio.
(e)  Elección del pais analogo
(23) Hungria no puede ser elegida corno pais anàlogo, teniendo en cuenta las
     conclusiones del considerando 19.
     En cuanto a los otros paises de cuyos productores la Comisión obtuvo la suficiente
     cooperación, aunque los volumenes de ventas nacionales de las empresas que
     cooperaron en Egipto y Polonia sean significativos en comparación con los
     volumenes de las importaciones procedentes de Rusia y Lituania, y el acceso a las
     materias primas no es di ferente, se considera que la naturaleza mas abierla del
     mercado polaco lo hace la opción mas apropiada corno pais anàlogo en esta
     investigación, y Polonia fue elegida en consecuencia.
       (II)    Determinación del valor normal
(24)   Sobre la base de los elementos del considerando 22, las ventas nacionales de
       Pulawy en Polonia pueden considerarse corno representati vas.
 ---pagebreak---  25)  L'EFMA ha affermato che i prezzi interni in base ai quali è stato calcolato il valore
      normale non erano corretti, poiché erano inferiori al livello dei prezzi riscontrati sul
      mercato polacco. Inoltre, secondo l'EFMA i prezzi interni ricavati dal valore
      normale non potevano coprire i costi di produzione in Polonia. L'EFMA ha fornito
      una documentazione a sostegno di quanto affermato.
26)   Al fine di chiarire la situazione di prezzi e costi in Polonia, sono stati presi ulteriori
     contatti con il produttore polacco. La maggior parte delle informazioni pertinenti
     fornite dalla società era già stata verificata dalla Commissione.
27)  La società polacca ha chiarito la situazione ed ha fornito elementi di prova per
     dimostrare che i dati sui prezzi forniti dalla EFMA erano basati sui prezzi praticati
     dai distributori agli agricoltori, ed erano pertanto molto al di sopra dei prezzi netti
      franco fabbrica pagati dai distributori stessi. Per quanto riguarda i costi, sono stati
     forniti ulteriori elementi di prova a supporto dei dati relativi ai costi verificati dalla
     Commissione, per dimostrare che tali dati coprivano i costi sostenuti dalla società
     per la produzione di nitrato di ammonio, e per dimostrare che essi acquistavano gas
     al prezzo di mercato. Inoltre, la Commissione ha potuto avuto conferma del latto
     che un costo normalmente sostenuto dal produttore era stato eliminato per errore
     dal calcolo del valore normale della società. Il valore normale è stato pertanto
     aumentato per tener conto del fatto che questo costo non avrebbe dovuto essere
     dedotto dal prezzo di vendita interno nel calcolo del valore normale.
28)  Dopo un riesame di tutti i dati, si è potuto concludere che il prezzo netto franco
     fabbrica comunicato dal produttore polacco, con gli adeguamenti di cui al punto 27,
     era corretto, e che tale prezzo era remunerativo, poiché copriva tutti i costi sostenuti
     dal produttore a questo stadio della produzione.
     Il valore normale è stato pertanto calcolato in base al prezzo netto franco fabbrica
     praticato dalla Pulawy agli acquirenti in Polonia.
 ---pagebreak--- (b)  Prezzi all'esportazione
29) Il prezzo all'esportazione del nitrato di ammonio originario della Russia e della
     Lituania è stato calcolato in base al prezzo pagato agli esportatori per il prodotto
    venduto per esportazione nella Comunità, che corrisponde al prezzo FOB franco
    frontiera praticato dall'esportatore a un agente o a un importatore nella Comunità.
(e)  Confronto
30) Il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione (entrambi a livello
    franco frontiera) è stato fatto su base media ponderata allo stesso stadio
    commerciale. Per tutte le transazioni il prezzo all'esportazione è risultato più basso
    rispetto al valore normale (entrambi adeguati ai fini del confronto). Il prezzo di
    vendita interna allo stadio franco fabbrica è stato aumentato per tener conto dei
    normali costi di trasporto e di movimentazione che intercorrono tra lo stabilimento
    e il porto di spedizione in Polonia. L'aumento è stato calcolato in base ai costi di
    trasporto e movimentazione realmente sostenuti dal produttore polacco in
    questione, tenendo conto inoltre delle informazioni fornite da altri operatori in
    Polonia in merito ai costi di movimentazione per altri tipi di imballaggi.
31) Il valore normale e il prezzo all'esportazione sono stati adeguati per tener conto di
    alcune spese di vendita specificate all'articolo 2, paragrafo 10, lettera e) del
    regolamento n. 2423/88. Il costo dei sacchi utilizzati dal produttore polacco per le
    vendite sul mercato interno era inferiore al prezzo dei sacchi utilizzati per imballare
    il prodotto esportato dalla Russia, pertanto sia il valore normale che il prezzo
    all'esportazione sono stati abbassati in considerazione di questi costi di imballaggio
    direttamente collegati. Nel caso delle esportazioni dalla Lituania, il costo dei sacchi
    per l'imballaggio era superiore a quello sostenuto dal produttore polacco; tuttavia,
    poiché una proporzione notevole delle esportazioni lituane nella Comunità durante
    il periodo d'inchiesta era effettuato allo stato sfuso, non c'erano spese di
    imballaggio. Pertanto sono stati apportati alcuni adeguamenti solo per quanto
    riguarda la parte di esportazioni relativa al prodotto imballato.
 ---pagebreak---      Le autorità russe hanno affermato che il valore normale deve essere ridotto per
    tener conto del minor costo per il trasporto del gas agli impianti russi rispetto
    all'impianto polacco. Va rilevato in proposito che non sono stati forniti dati precisi
    in merito alle distanze, e che i costi e i prezzi del gas e della sua distribuzione in
    Russia non sono determinati su una base di mercato. In ogni modo, queste richieste
    di riduzione del valore normale per tener conto di presunti vantaggi naturali devono
    essere considerate globalmente. Pertanto, anche qualora venisse stabilito che i
    produttori russi hanno un vantaggio rispetto ai produttori polacchi per quanto
    riguarda la vicinanza ai campi di gas, questo vantaggio risulterebbe comunque
    compensato dalla distanza molto maggiore tra i loro stabilimenti e i porti baltici,
    che comporta un maggior costo di trasporto. Pertanto gli adeguamenti richiesti non
    possono essere concessi.
    Le autorità russe hanno affermato inoltre che il valore normale deve essere ridotto
    per tener conto delle dimensioni maggiori e della maggior efficienza delle unità di
    produzione russe. A questo proposito, non è stato fornito alcun elemento di prova a
    dimostrazione che gli stabilimenti che vendevano nitrato di ammonio alla
    Comunità durante il periodo dell'inchiesta funzionassero più efficacemente rispetto
    a quelli del produttore polacco. Pertanto, anche questa richiesta è stata respinta.
(d) Margini di dumping
32) I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo CIF franco frontiera
    comunitaria, corrispondevano al 41,6% per la Russia e al 27,4% per le importazioni
    dalla Lituania; espressi in ECU per tonnellata, i margini erano pari a 31,3 per la
    Russia e 21 per la Lituania.
                                    E. PREGIUDIZIO
(a) Analisi di mercato
33) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1
    ° aprile e il 31 marzo 1994. Per assicurare una giusta valutazione dello sviluppo dei
    fattori relativi al pregiudizio, i dati relativi al periodo suddetto vengono confrontati
    ai dati relativi ai periodi corrispondenti negli anni precedenti. I periodi in questione
    vengono indicati nel testo come segue:
                                               10
 ---pagebreak---       1 apri le 1990 - 31 marzo 1991 " 1990/91 "
      1 aprile 1991 - 31 marzo 1992 "1991/92"
      l aprile 1992-31 marzo 1993 "1992/93"
(i)  Consumo comunitario totale
34)  Il consumo comunitario (cioè le vendite nella Comunità dei produttori comunitari
     sommate alle importazioni) è diminuito da 4,76 milioni di tonnellate nel 1990/91 a
     4,65 milioni di tonnellate nel periodo dell'inchiesta, con una perdita complessiva
     del 2,3%. Durante il periodo d'inchiesta, tuttavia, il consumo comunitario era
     superiore del 3,1% rispetto al livello del 1992/93, periodo nel quale il consumo di
     nitrato di ammonio era sceso bruscamente a 4,5 milioni di tonnellate.
(ii) Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
35)  Il totale delle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia e della
     Lituania è salito da 26 000 tonnellate nel 1990/91 a 489 000 tonnellate nel periodo
     d'inchiesta. I dati EUROSTAT non forniscono totali distinti per le importazioni
     dalla Russia e dalla Lituania nel periodo 1990/91, bensì un unico totale relativo
     all'ex Unione Sovietica. Tuttavia, poiché è noto che sono state effettuate
     esportazioni da entrambi i paesi nel periodo in oggetto, la soluzione più
     ragionevole, in base ai dati disponibili forniti dagli esportatori, consiste
     nell'assegnare il 50% della cifra riferita all'ex Unione sovietica a ciascun paese. In
     questo modo, il toale relativo alle importazioni dalla Russia è passato da 13 000 a
     148 000 tonnellate. (Una diversa distribuzione del volume di importazioni tra
     Russia e Lituania per il 1990/91 non avrebbe influito in modo significativo stille
     conclusioni cui si è giunti con il presente regolamento).
36)  Il totale delle quote di mercato delle importazioni russe e lituane è cresciuto
     passando dallo 0,5% nel 1990/91 al 10,5% durante il periodo d'inchiesta. La quota
     di mercato delle importazioni russe è passata da un livello appena inferiore allo
     0,3% al 7,3%; la quota di mercato delle importazioni dalla Lituania è passata da un
     livello appena inferiore allo 0,3% al 3,2%7.
     Le cifre indicate nel testo non danno sempre un totale esatto, a causa degli
     arrotondamenti
                                             11
 ---pagebreak--- (iii) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
37) I prezzi medi ponderati di vendita delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania
      sono stati confrontati con i prezzi medi ponderati di vendita dei produttori
      comunitari nella Comunità a livello franco fabbrica, tenendo conto di un
      adeguamento per l'importazione delle materie. Tutti i prezzi sono stati confrontati
      al netto, previa deduzione di sconti e riduzioni. E stato effettuato un adeguamento
      per il fatto che la maggior parte delle vendite dei produttori comunitari, soprattutto
      nel mercato francese, vengono effettuate allo stato sfuso, mentre il prodotto
      importato è quasi tutto imballato; pertanto, ai fini del confronto, il prezzo
      dell'industria comunitaria è stato aumentato.
      Nel calcolare il prezzo medio ponderato delle importazioni oggetto di dumping, si è
      tenuto conto della qualità scadente di una parte del prodotto russo.
      Su questa base, si è rilevato che durante il periodo d'inchiesta le importazioni russe
      e lituane venivano vendute rispettivamente a 14,7 e 16,2 ECU per tonnellata in
      meno rispetto al prezzo dei produttori comunitari (pari a 12,6%» e 13,9% del prezzo
      dei produttori comunitari).
38)   L'inchiesta ha tuttavia dimostrato che il mercato comunitario richiede che le
      importazioni, anche in condizioni di normale concorrenza, vengano sempre offerte
      ad un prezzo inferiore a quello del prodotto nazionale per poter vendere.
      Nell'opinione degli agricoltori il nitrato di ammonio di origine russa e lituana è
      qualitativamente inferiore a quello prodotto nella Comunità, opinione che viene
      rafforzata dalle campagne condotte a questo scopo da alcuni produttori comunitari.
      Inoltre, gli importatori non possono garantire la stessa sicurezza per le forniture dei
      produttori nazionali, né lo stesso servizio ai clienti. Infine, la maggior parte della
      produzione comunitaria di nitrato di ammonio è in granuli, mentre il prodotto
      importato da Russia e Lituania è in prill, e il prodotto in granuli determina di solito
      un prezzo più elevato. In base alle informazioni raccolte nel corso dell'inchiesta,
      questa differenza di qualità è considerata pari a 10 ECU per tonnellata, importo
      calcolato in base all'importo di 8 sterline per tonnellata (10,4 ECU) impiegato nel
      procedimento regionale per il Regno Unito, con una leggera riduzione per tener
      conto di una generale diminuzione dei prezzi sul mercato durante il periodo della
      presente inchiesta.
                                             12
 ---pagebreak---  39)    Pertanto, tenuto conto del premio normalmente disponibile sulle importazioni per i
        produttori comunitari, i prezzi delle importazioni lituane e russe determinavano una
        sottoquotazione rispetto ai prezzi comunitari pari a 4,7 e 6,2 ECU per tonnellata
        rispettivamente durante il periodo d'inchiesta (rispettivamente 4,4% e 5,8% al di
        sotto del prezzo dei produttori comunitari).
 40)    L'EFIA ha affermato che la differenza qualitativa pari a 10 ECU per tonnellata
        concessa per la differenza tra il prezzo di vendita del prodotto comunitario e le
        importazioni oggetto di dumping era troppo bassa, essendo basata sul caso
        regionale del Regno Unito. Nel contesto di un caso di dimensioni comunitarie la
        differenza qualitativa nell'altro mercato principale, quello francese, dovrebbe essere
        maggiore a causa della natura tradizionalmente protetta di questo mercato e del
        conseguente sospetto di importazioni da parte degli agricoltori. In altre paiole,
        secondo l'EFIA le importazioni dovevano avere un prezzo inferiore a quello stimato
       dalla Commissione per poter superare le evidenti differenze qualitative ed entrare
       nel mercato.
       Questa argomentazione ha dovuto essere respinta. In primo luogo, è risultato che il
       prezzo delle importazioni oggetto di dumping era più alto in Francia che nel Regno
       Unito, e che il livello di sottoquotazione rispetto ai prezzi del prodotto nazionale
       era più basso in Francia. In secondo luogo, il livello assoluto dei prezzi sul mercato
       era più basso durante il periodo d'inchiesta per il caso comunitario che per il caso
       regionale. Pertanto, non c'è motivo di aumentare l'importo fissato per la differenza
       di qualità oltre i 10 ECU, e non sono stati presentati altri elementi di prova a favore
       di tale aumento.
(iii) Cumulo delle importazioni oggetto di dumping
41)    Per determinare l'impatto delle importazioni oggetto di dumping sull'industria
       comunitaria, si deve verificare se l'effetto delle importazioni oggetto di dumping
       dalla Russia e dalla Lituania debba essere valutato cumulativamente.
42)    Ad un primo esame diversi fattori sembrano volgere a favore del cumulo
       Il volume delle importazioni originarie della Russia e della Lituania è significativo.
       Durante il periodo d'inchiesta, le quote di mercato di tali importazioni erano pari
       rispettivamente a 7,3% e 3,2%.
                                               13
 ---pagebreak---     Le caratteristiche fisiche del nitrato di ammonio di qualità media importato da
    entrambi i paesi sono grosso modo simili.
    I prodotti russo e lituano sono in concorrenza uno con l'altro nel mercato
    comunitario e con il prodotto simile prodotto dall'industria comunitaria.
    I prodotti russo e lituano si servono dello stesso tipo di canali di distribuzione nella
    Comunità, e il prezzo di vendita del nitrato di ammonio di buona qualità di
    entrambi i paesi è grosso modo simile.
43) In questo caso particolare, tuttavia, si è dovuto tener conto di altri fattori:
    Sebbene il volume totale delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania sia
    aumentato nel periodo dell'inchiesta, il volume delle importazioni russe è
    aumentato del 55% durante tale periodo rispetto al 1992/93, mentre le importazioni
    dalla Lituania sono diminuite del 28% per lo stesso periodo, nonostante una
    crescita globale della domanda del mercato comunitario. La quota di mercato della
    Russia è salita dal 4,9% al 7,3%, mentre la quota della Lituania è scesa dal 4,6% al
    3,2%. Pertanto la situazione delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania, che
    erano ad un livello di parità nel 1992/93, durante il periodo d'inchiesta è variata al
    punto che le importazioni lituane in questo periodo erano pari solo al 40% delle
    importazioni russe.
    Anche se i prezzi di vendita praticati dagli importatori nella Comunità per il
    prodotto russo e lituano di qualità media non sono molto diversi, il prodotto lituano
    beneficia di un piccolo premio in termini di prezzo. Il prezzo medio cif
    all'importazione del prodotto lituano era di 89 ECU per tonnellata nel periodo
    d'inchiesta, contro un prezzo di 75 ECU per tonnellata del prodotto russo. Anche il
    prezzo FOB all'esportazione del nitrato di ammonio originario della Lituania è
    molto superiore a quello del prodotto russo. Questa differenza di prezzo medio si
    spiega con il fatto che una parte del prodotto spedito dalla Russia era di qualità
    scadente; questo tipo di prodotto beneficiava di prezzi eccezionalmente bassi
    all'immissione sul mercato comunitario e serviva a rinforzare l'immagine del
    prodotto russo come prodotto di qualità inferiore e meno affidabile rispetto al
    nitrato di ammonio proveniente dalla Lituania, che arrivava per la quasi totalità in
    buone condizioni alla frontiera comunitaria.
                                           14
 ---pagebreak---     Inoltre, un elemento specifico di questo caso è la precedente inchiesta regionale nel
    Regno Unito, che ha portato all'istituzione di misure volte ad eliminare il
    pregiudizio dal mercato britannico. Fino al 1993 le importazioni russe e lituane
    erano concentrate nel Regno Unito. Durante il periodo d'inchiesta, la maggior parte
    delle importazioni lituane nella CE passavano ancora attraverso il Regno Unito;
    l'elevata concentrazione in questo paese significa che la quota di mercato della
    Lituania per i restanti paesi della Comunità era di appena il 2%, contro il 4% della
    Russia. Per quanto riguarda le importazioni russe, invece, meno del 40% delle
    importazioni da questo paese nella Comunità era destinato al Regno Unito, e la
    quota di mercato del prodotto russo era più uniforme in tutta la Comunità rispetto a
    quella del prodotto lituano.
    Nel resto del mercato comunitario, escluso il Regno Unito, le importazioni russe
    sono aumentate in modo significativo durante il periodo d'inchiesta, il che sta ad
    indicare un allontanamento dal mercato britannico, mentre per le importazioni
    lituane la tendenza era al ribasso. Le importazioni dalla Lituania nella Comunità
    europea (escluso il Regno Unito) sono passate da 33 153 tonnellate (trimestre con
    scadenza a marzo 1993) a 28 676 tonnellate (trimestre con scadenza a marzo 1994),
    con una perdita pari al 13,5%, mentre le esportazioni dalla Russia con la stessa
    destinazione e per lo stesso periodo hanno avuto un incremento da 22 768
    tonnellate a 105 830 tonnellate, pari al 364%.
    Conclusione
44) Alla luce dell'andamento differenziato delle importazioni dalla Russia e dalla
    Lituania in termini di volume totale e di quota di mercato nella Comunità, della
    loro diversa concentrazione sul mercato britannico e della differenza di prezzo, si
    ritiene che data la situazione di concorrenza tra i due paesi il cumulo non risulti
    appropriato.
                                            15
 ---pagebreak---   (b)   Situazione dell1 industria comunitaria
  (i)   Produzione
 45)    La produzione di nitrato di ammonio dell'industria comunitaria è scesa da 4,68
        milioni di tonnellate nel 1990/91 a 3,69 milioni di tonnellate durante il periodo
        d'inchiesta, con un declino del 21%. Durante tale periodo comunque la produzione
        è stata superiore del 6,7% al livello raggiunto nel 1992/93, periodo durante il quale
        era scesa fino a 3,46 milioni di tonnellate.
 (ii)   Utilizzazione degli impianti
 46)    La capacità produttiva dell'industria comunitaria è scesa da 9,12 milioni di
       tonnellate nel 1990/91 a 8,5 milioni di tonnellate nel periodo d'inchiesta, con una
       diminuzione del 6%. Nello stesso periodo l'utilizzazione degli impianti è passata
       dal 51% al 43%.
(iii) Scorte
47)    Le scorte dell'industria comunitaria sono diminuite da 363 000 tonnellate alla fine
       del 1990/91 a 201 000 tonnellate alla fine del periodo d'inchiesta.
(iv) Vendite nella Comunità
48)    Tra il 1990/91 e il 1992/93 le vendite dell'industria comunitaria nella Comunità
       sono passate da 3,85 a 3,16 milioni di tonnellate. Nonostante una ripresa delle
       vendite, salite a di 3,40 milioni di tonnellate durante il periodo d'inchiesta, il
       volume totale era ancora inferiore del 12% rispetto al livello del 1990/91.
(v)    Quota di mercato
49)    La quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dall'81% nel 1990/91 al 69%
       nel 1992/93, con un leggero incremento fino al 73% nel periodo dell'inchiesta.
                                               16
 ---pagebreak--- (vi)   Prezzi
50)    I prezzi netti di vendita medi ponderati dell'industria comunitaria sono passati da
       145,4 ECU per tonnellata nel 1990/91 a 117,1 ECU per tonnellata nel 1992/93, con
       un ulteriore calo nel periodo d'inchiesta fino a 106,9 ECU per tonnellata. Pertanto, i
       prezzi durante il periodo d'inchiesta erano inferiori del 26,5% rispetto al livello del
       1990/91 .
(vii) Redditività
51)    Il profìtto dell'industria comunitaria sulle vendite nel 1990/91, su base media
       ponderata, era del 15,6%. Nel 1992/93 si è registrata una perdita del 2,7%, e nel
       periodo d'inchiesta la perdita è ancora peggiorata, fino a raggiungere il 6,8%.
(viii) Occupazione
52)    Il numero delle persone direttamente occupate dall'industria comunitaria nel settore
       del nitrato di ammonio è passato da 2 444 nel 1990/91 a 1 810 nel periodo
       d'inchiesta, con una perdita di 634 posti di lavoro pari al 26%. L'occupazione è
       quindi scesa in linea con la produzione, che è diminuita di poco più del 21%.
(e)    Conclusione
53)    È evidente che la situazione dell'industria comunitaria è peggiorata tra il 1990/91 e
       la fine del periodo d'inchiesta. L'andamento della maggior parte degli indicatori
       principali era negativo.
       Durante il periodo suddetto, si è verificato un calo per quanto riguarda la
       produzione, l'utilizzazione degli impianti, le vendite sul mercato interno e la quota
       di mercato, mentre i prezzi sono scesi del 26% e il rendimento finanziario
       dell'industria è passato da una situazione di sano profitto nel 1990/91 a una di grave
       perdita nel periodo d'inchiesta.
       Anche se la produzione dell'industria comunitaria e il volume delle vendite hanno
       avuto un miglioramento nel periodo d'inchiesta rispetto al periodo 1992/93, questo
       rifletteva un generale miglioramento della domanda totale e della capacità di
       penetrazione nel mercato, dato che la quota di mercato dell'industria comunitaria è
                                               17
 ---pagebreak---       aumentata di soli 4 punti percentuali, mentre il volume delle vendite è salito di
      quasi 8 punti percentuali. Al tempo stesso l'industria ha dovuto abbassare
      ulteriormente i prezzi nel periodo d'inchiesta, subendo una perdila più grave che nel
      periodo 1992/93.
      Inoltre, gli effetti sommati di un volume di vendite in calo e della riduzione dei
      prezzi    hanno determinato una diminuzione del volume d'affari dell'industria
      comunitaria per il nitrato di ammonio nel periodo d'inchiesta, sceso ad un livello
     pari al 65% del livello raggiunto nel 1990/91.
54)  In vista dei fattori suelencati, si conclude che l'industria comunitaria ha subito un
     pregiudizio notevole.
                                         F.CAUSA
(a)  Pregiudizio causato dalle importazioni di prodotto originario della Russia
(i)   Vendite
55)  Tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta, le vendite dell'industria comunitaria sono
     diminuite di 452 000 tonnellate, mentre il volume delle importazioni dalla Russia
     cresceva di 328 000 tonnellate. Anche se un quantitativo ridotto del prodotto russo
     era di qualità inferiore e veniva venduto a basso prezzo per essere utilizzato nelle
     soluzioni, è evidente che la maggior parte delle perdite sulle vendite interne
     dell'industria comunitaria possono essere attribuite alle importazioni oggetto di
     dumping dalla Russia, che hanno sostituito tali vendite.
(ii) Quota di mercato
56)  Tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta la quota di mercato delle importazioni
     oggetto di dumping provenienti dalla Russia è passata dallo 0,3% al 7,3%. Durante
     lo stesso periodo, la quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa di 8 punti
     percentuali, passando dall'81% al 73%.
                                             18
 ---pagebreak--- 57) La quota di mercato dell'industria comunitaria ha avuto un miglioramento passando
      dal 69% al 73% tra il 1992/93 e il periodo d'inchiesta, ma tale incremento è stato
      ottenuto a spese delle importazioni da altre fonti (ivi compresa la Lituania),
      diminuite di 7 punti percentuali, cioè al livello del 1991/92. La quota di mercato
      delle importazioni russe ha continuato a crescere tra il 1992/93 e il periodo
      d'inchiesta. In tali circostanze, è evidente che la diminuzione della quota di mercato
      dell'industria comunitaria tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta era dovuta
      principalmente all'aumento delle importazioni oggetto di dumping provenienti dalla
      Russia.
(iii) Produzione
58) La produzione di nitrato di ammonio è diminuita di circa 1 milione di tonnellate tra
      il 1990/91 e il periodo d'inchiesta. L'aumento di 328 000 tonnellate del volume
      delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia ha contribuito
      significativamente a questo declino della produzione, e in modo corrispondente alla
      riduzione dell'utilizzazione degli impianti, pur tenendo conto del quantitativo di
      prodotto di qualità scadente, di cui al punto 56.
(iv) Prezzi e redditività
59) Tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta, il prezzo medio netto di vendita
      dell'industria comunitaria è sceso da 145 a 107 ECU per tonnellata. Al tempo
      stesso, il volume delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia è aumentato
      di 328 000 tonnellate, sostituendo un volume equivalente di vendite dei produttori
      comunitari. Dal 1990/91 le importazioni oggetto di dumping erano offerte in
      quantitativi consistenti a prezzi che, pur tenendo conto della differenza qualitativa
      tra il prodotto comunitario e il prodotto importato, erano sostanzialmente inferiori
      al costo di produzione dell'industria comunitaria.
      L'inchiesta ha stabilito, in base a prove documentate, che molti acquirenti sono
      passati dal prodotto comunitario al prodotto russo per motivi di prezzo.
60)   Si conclude pertanto che i produttori comunitari hanno dovuto abbassare i prezzi
      fino a un livello molto inferiore ai costi per poter mantenere un certo volume di
      vendite, a causa dei prezzi bassi delle importazioni oggetto di dumping dalla
      Russia. Pertanto il livello modesto di sottoquotazione dei prezzi causato dalle
                                               19
 ---pagebreak---       importazioni russe durante il periodo d'inchiesta, come già indicato al punto 39,
      previo un adeguamento per tener conto della qualità, riflette soltanto il livello al
      quale l'industria comunitaria è stata costretta ad abbassare i propri prezzi per poter
      competere, al punto che i prezzi risultavano inferiori ai costi del 7%.
      Le importazioni oggetto di dumping dalla Russia sono state quindi una causa
      importante della diminuzione dei prezzi dell'industria comunitaria, ed hanno avuto
      un ruolo primario nel declino da una situazione di redditività a una di notevole
      perdita.
(d)   Pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Lituania
(i)   Vendite
61    Tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta, le vendite dell'industria comunitaria sono
     diminuite di 452 000 tonnellate, mentre il volume delle importazioni dalla Lituania
     è aumentato di 135 000 tonnellate. Il calo delle vendite sul mercato interno sembra
     quindi essere dovuto in parte alle importazioni oggetto di dumping dalla Lituania.
     Tuttavia nel periodo d'inchiesta le vendite dell'industria comunitaria sono
     aumentate di 287 000 tonnellate rispetto al periodo 1992/93, mentre le importazioni
     dalla Lituania sono diminuite di 58 000 tonnellate; pertanto l'impatto globale delle
     importazioni dalla Lituania sembra essere stato piuttosto limitato.
(ii) Quota di mercato
62)  Tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta la quota di mercato delle importazioni
     oggetto di dumping dalla Lituania è aumentata dallo 0,3% al 3,2%. Durante questo
     periodo, la quota di mercato dell'industria comunitaria, come già detto, è scesa di 8
     punti percentuali, dall'81% al 73%.
63)  È evidente quindi che la perdita di quota di mercato dell'industria comunitaria è in
     parte legata all'aumento delle importazioni oggetto di dumping dalla Lituania. Va
     tuttavia ricordato che tra il 1992/93 e il periodo d'inchiesta la quota di mercato delle
     importazioni dalla Lituania è scesa dal 4,6% al 3,2%. Si conclude perciò che nel
     complesso le importazioni dalla Lituania abbiano contribuito solo in minima parte
     al declino della quota di mercato dell'industria comunitaria.
                                             20
 ---pagebreak--- (iii) Produzione
64)    La produzione di nitrato di ammonio è diminuita di circa 1 milione di tonnellate
       tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta. Si ritiene che l'aumento di 135 000 tonnellate
       del volume delle importazioni oggetto di dumping abbia avuto un ruolo minore in
       questo calo della produzione e nella riduzione dell'utilizzazione degli impianti.
       Durante il periodo d'inchiesta, la produzione comunitaria è aumentata di 232 000
       tonnellate e le importazioni dalla Lituania sono diminuite di 58 000 tonnellate.
(iv)   Prezzi e redditività
65)    Il prezzo delle importazioni lituane è superiore a quello delle importazioni russe, e
       solo un volume limitato di produzione comunitaria sembra essere stato sostituito
       dalle importazioni lituane. Inoltre, il prezzo dei produttori comunitari è diminuito
       del 9% durante il periodo d'inchiesta, mentre al tempo stesso il volume delle
       importazioni del prodotto lituano è sceso del 28%, e il prezzo cif è aumentato del
       9%.
66)    Considerando quanto sopra, si conclude che le importazioni dalla Lituania non
       hanno avuto un impatto significativo sui prezzi e sulla redditività dei produttori
       comunitari.
 (e)   Pregiudizio causato da altri fattori
(i)    Importazioni da altre fonti
67)    Tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta il volume delle importazioni da altri paesi,
       escluse la Russia e la Lituania, è diminuito da 629 000 a 537 000 tonnellate, con
       una diminuzione di 92 000 tonnellate, equivalente al 15%. Durante tale periodo la
       quota di mercato di queste importazioni, provenienti principalmente dall'Europa
       dell'est e dal Nordafrica, sono diminuite dal 13,2% all'I 1,6%. Inoltre, nonostante
       queste importazioni avessero prezzi più bassi di quelli praticati dai produttori
       comunitari, erano vendute in buona parte a prezzi             superiori a quelli delle
       importazioni provenienti dalla Russia o dalla Lituania.
                                               21
 ---pagebreak---  68)    Si conclude pertanto che le importazioni da altre fonti non abbiano contribuito in
       modo sensibile al pregiudizio subito dall'industria comunitaria durante il periodo
       d'inchiesta.
(ii)   Calo della domanda generale
69)    Il consumo comunitario totale di nitrato di ammonio è diminuito di 109 000
       tonnellate tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta. Durante lo stesso periodo le
       vendite dell'industria comunitaria sono diminuite di 452 000 tonnellate, mentre le
       importazioni dalla Russia e dalla Lituania hanno registrato un aumento di 463 000
       tonnellate.    Visto quanto sopra, si conclude che il calo della domanda globale
       comunitaria abbia avuto un ruolo marginale nella diminuzione delle vendite
       dell'industria comunitaria.
(iii) Strategia dei produttori comunitari
70)    Dal momento che il volume della produzione comunitaria è diminuito di 1 milione
       di tonnellate tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta, mentre le importazioni oggetto
       di dumping sono aumentate di 463 000 tonnellate, è evidente che altri fattori
       devono essere intervenuti nel determinare il declino della produzione e
       conseguentemente dell'utilizzazione degli impianti e dell'occupazione. L'inchiesta
       ha stabilito che due fattori sono intervenuti in questo senso:
(i)    Una riduzione delle scorte dell'industria comunitaria (vedere punto 47)
(ii)   Una diminuzione nel quantitativo di nitrato di ammonio utilizzato per il consumo
       interno da parte dei produttori comunitari, principalmente per aggiungerlo a
       fertilizzanti composti.
       È chiaro che questi due fattori hanno contribuito al declino della produzione
       dell'Industria comunitaria.
71)    L'inchiesta ha stabilito inoltre che tra il 1990/91 e il periodo d'inchiesta l'industria
       comunitaria ha mantenuto un livello di produzione in eccesso rispetto alla domanda
       di mercato. Mentre è assodato che in alcuni stabilimenti una parte della capacità
       dichiarata di produzione di nitrato di ammonio può essere impiegata per produrre
       anche altri prodotti azotati, e che pertanto la capacità globale risulta ridotta del 6%,
                                               22
 ---pagebreak---     è chiaro che in generale la capacità dell'industria comunitaria sarebbe comunque
    eccedente rispetto alla domanda, anche in assenza delle importazioni oggetto di
    dumping dalla Russia e dalla Lituania. Questo stato di cose sembra aver contribuito
    a mantenere un livello di costi fissi più elevato del necessario per questo prodotto.
(d) Conclusione
72) Gli altri fattori sopra identificati (punti da 67 a 71) hanno contribuito al declino
    della produzione dell'industria comunitaria, dell'utilizzazione degli impianti e
    dell'occupazione, e il mantenimento di un livello di sovrapproduzione può aver
    contribuito a determinare costi di produzione più elevati del necessario, con un
    conseguente impatto sui profitti. Ciononostante, va notato che tra il 1990/91 e il
    periodo d'inchiesta l'industria comunitaria ha potuto ridurre i costi medi di
    produzione da 126 a 115 ECU per tonnellata, e nonostante questo sforzo non era in
    grado di competere con le importazioni oggetto di dumping.
73) Le importazioni oggetto di dumping dalla Lituania hanno avuto un certo impatto
    sulle vendite e sulle quote di mercato dell'industria comunitaria, e un ruolo minore
    nella diminuzione della produzione e dell'utilizzo degli impianti (punti 61-66).
    Tuttavia, dato il volume ridotto delle importazioni dalla Lituania e il loro notevole
    calo durante il periodo d'inchiesta, il contributo di queste importazioni al
    pregiudizio subito dall'industria comunitaria nel suo insieme deve essere
    considerato di minore entità. Come già detto, le importazioni lituane hanno avuto
    una penetrazione significativa solo nel mercato britannico, dove restano in vigore
    misure antidumping regionali relative al nitrato di ammonio lituano.
74) Il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Russia consiste
    in buona parte nella diminuzione delle vendite e della quota di mercato, e
    soprattutto nella caduta dei prezzi e dei profitti dell'industria comunitaria. Le
    importazioni russe hanno avuto un impatto significativo anche sulla produzione e
    sull'utilizzazione degli impianti, nonché sull'occupazione (punti da 55 a 60).
    L'impatto delle importazioni russe è stato subito dall'industria comunitaria nel suo
    insieme, dal momento che la penetrazione di tali importazioni nel mercato era
    consistente e in aumento in tutto il territorio comunitario.
                                            23
 ---pagebreak--- 75) In conclusione, è stato stabilito che una parte del pregiudizio subito dall'industria
    comunitaria è stato causato da altri fattori oltre alle importazioni oggetto di
    dumping. La parte di pregiudizio attribuibile alle importazioni oggetto di dumping
    dalla Lituania non può essere considerata rilevante. Tuttavia, vista la gravità del
    pregiudizio complessivo in questo caso, si deve concludere che il restante
    pregiudizio, causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla               Russia,
    considerato isolatamente, è notevole.
                       G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
76) Nel considerare se l'interesse della Comunità richieda l'adozione di misure
    antidumping, viene data particolare attenzione all'obiettivo di eliminare le
    distorsioni degli scambi provocate dal dumping causa del pregiudizio e di
    ripristinare una concorrenza leale.
2.  Conseguenze per l'industria comunitaria
77) Per quanto riguarda il presente procedimento, in mancanza di misure atte a
    correggere gli effetti delle importazioni oggetto di dumping, alcuni produttori
    comunitari potrebbero essere costretti a chiudere alcuni impianti o a cessare
    completamente      l'attività, soprattutto   a   causa    del   volume    elevato   di
    sovrapproduzione in Russia, e delle pratiche di dumping riscontrate durante il
    periodo d'inchiesta. Questo porterebbe a una notevole perdita occupazionale nella
    Comunità e ridurrebbe la concorrenza sul mercato.
78) L'EFIA ha affermato che non c'è sovrapproduzione in Russia; questa affermazione
    è tuttavia contraddetta dalle risposte degli esportatori che hanno collaborato, i quali
    nell'insieme hanno una capacità di produzione inutilizzata di oltre 1 milione di
    tonnellate durante il periodo d'inchiesta, e che inoltre rappresentano solo una parte
    minore della produzione di nitrato di ammonio in Russia. Uno studio indipendente
    pubb'lcato nel gennaio 1995 è giunto a concludere che la sovrapproduzione di
    nitrato di ammonio in Russia era pari a 5 milioni di tonnellate.
                                            24
 ---pagebreak--- 3.   Impatto sugli utilizzatori
79) Gli agricoltori nella Comunità hanno beneficiato, nel breve termine, dei prezzi
    bassi delle importazioni oggetto di dumping; va ricordato tuttavia che i fertilizzanti
    costituiscono solo il 12% dei costi totali di produzione degli agricoltori nella
    Comunità, dato che il prezzo dei fertilizzanti è sceso considerevole negli ultimi
    anni.
    Pertanto, è improbabile che gli adeguamenti di prezzo risultanti dall'imposizione di
    misure antidumping abbiano un impatto significativo sul bilancio degli agricoltori,
    soprattutto a causa della misura modesta delle misure necessarie ad eliminare il
    dumping causa di pregiudizio; nel complesso, questa non può essere una ragione
    sufficiente  per non adottare misure di legittima protezione dei produttori
    comunitari.
4.  Impatto sugli scambi con la Russia
80) Nel verificare l'interesse della Comunità e nel formulare proposte, si deve tener
    conto dell'impegno espresso dalla Comunità di incoraggiare gli scambi con la
    Russia per agevolarne il passaggio verso un'economia di mercato. Questo non
    significa naturalmente che non si debbano prendere misure antidumping dove
    necessario, bensì che le soluzioni proposte devono cercare di ridurre al minimo il
    possibile conflitto tra l'esigenza di eliminare il pregiudizio causato dalle
    importazioni oggetto di dumping all'industria comunitaria e la necessità di
    incoraggiare scambi continuativi e in continuo aumento con la Russia.
5.  Conclusione
81) Si è concluso che l'adozione di misure antidumping è nell'interesse della Comunità;
    si dovrà comunque tener conto delle considerazioni esposte al punto 80 nel
    determinare le misure da adottare.
                                          25
 ---pagebreak---                                   H. CONCLUSIONE
1.  Chiusura del procedimento a livello comunitario nei confronti della Lituania
82) Poiché si è concluso che le importazioni dalla Lituania non hanno causato
    pregiudizio notevole all'industria comunitaria, il procedimento nei confronti di
    questo paese è stato chiuso con la decisione della Commissione 95/..../CE8.
2.  Misure in vigore relative al mercato britannico
83) L'attuale inchiesta a livello comunitario relativa alle importazioni di nitrato
    d'ammonio dalla Lituania e dalla Russia ha determinato che, nel caso della Russia,
    l'adozione di misure antidumping è giustificata. Inoltre, dal maggio 1994 sono in
    vigore misure antidumping relative alle importazioni di nitrato di ammonio dalla
    Russia e dalla Lituania nel Regno Unito, a conclusione dell'inchiesta regionale di
    cui al punto 2.
    Le misure suddette consistono di impegni quantitativi che limitano le importazioni
    annuali dalla Lituania e dalla Russia nel Regno Unito a 100 000 tonnellate l'anno
    per ciascun paese.
84) Per quanto riguarda le importazioni dalla Russia, le misure regionali non
    forniscono una protezione adeguata per l'industria comunitaria nel suo insieme, dal
    momento che durante il periodo d'inchiesta il 60% delle importazioni comunitarie
    di nitrato di ammonio dalla Russia erano dirette a paesi diversi dal Regno Unito. In
    termini di volume, questo significa più di 200 000 tonnellate, con un netto
    incremento rispetto al 1992/93.
    Durante tale periodo, inoltre, gli Stati membri, ad esclusione del Regno Unito,
    rappresentavano il 55% della produzione comunitaria e il 60% della domanda, e i
    prod .ttori in questione hanno subito perdite più forti per quanto riguarda i prezzi e
    la redditività rispetto ai produttori britannici.
       Cfr. pag     della presente Gazzetta ufficiale
                                              26
 ---pagebreak--- 3.   Misure definitive a livello Comunitario per le importazioni dalla Russia
85) Per le importazioni dalla Russia le misure antidumping a livello comunitario
    risultano giustificate, pertanto devono essere abrogate le misure regionali relative al
    Regno Unito su questa importazioni, per evitare che il Regno Unito usufruisca
    contemporaneamente di due diverse misure protettive.
    Il procedimento regionale relativo alle importazioni di nitrato di ammonio
    originario della Russia è stato quindi chiuso con la Decisione della Commissione
    95/.../CE0.
86) Diverse parti hanno affermato che i prezzi del nitrato di ammonio nella Comunità, e
    di conseguenza la situazione dei produttori comunitari, sono migliorati dalla line
    del periodo d'inchiesta, e che pertanto le misure di protezione non sono più
    necessarie.
    Non è stata svolta un'inchiesta formale, ma sembra che effettivamente il mercato
    del nitrato di ammonio, come il mercato dei fertilizzanti azotati nel suo insieme,
    abbia avuto un miglioramento dopo la fine del periodo d'inchiesta. Tuttavia questo
    non elimina la necessità di eliminare il dumping causa di pregiudizio, anche se nel
    determinare il tipo di misure da adottare si dovrà tener conto di questa situazione.
4.  Tipo di misure
87) Si è deciso di imporre misure antidumping definitive sulle importazioni di nitrato di
    ammonio originario della Russia, sotto forma di un dazio variabile; questo dazio
    avrebbe il vantaggio di aumentare i prezzi all'esportazione ad un livello sufficiente
    ad eliminare il dumping causa di pregiudizio, evitando al tempo stesso di imporre
    un carico eccessivo agli esportatori che li porti ad aumentare i prezzi fino ad un
    livello eccessivo rispetto al necessario.
    Tale approccio concilia la necessità di eliminare il dumping causa di pregiudizio
    con le considerazioni esposte ai punti 80 e 86.
      Cfr. pag.... della presente Gazzetta ufficiale
                                            27
 ---pagebreak---  88)  L'EFIA ha espresso il timore che un dazio a prezzo minimo possa rendere
      difficoltose le esportazioni nella Comunità nel caso di una caduta dei prezzi di
      mercato o di una variazione del tasso di cambio del dollaro USA. Per ovviare a
      queste eventualità, il Consiglio rileva che la Commissione è disposta a prendere in
      considerazione un rapido riesame delle misure nel caso vengano fornite prove
      sufficienti in questo senso, anche prima dello scadere di un anno dalla data di
      imposizione delle misure.
6.   Aliquota del dazio
(a)  Prezzo indicativo per l'industria comunitaria
89)  Per determinare l'aumento di prezzo delle importazioni oggetto di dumping
     necessario ad eliminare il pregiudizio per l'industria comunitaria, è stato calcolalo ii
     costo medio ponderato per tonnellata della produzione dell'industria comunitaria
     per il nitrato di ammonio in sacchi, cui è stato sommato un profitto del 5% per
     arrivare a un prezzo che garantisca l'eliminazione del pregiudizio.
     In recenti procedimenti antidumping relativi alle soluzioni di urea e urea e nitrato di
     ammonio (UAN) è stato calcolato un profitto del 5% sui costi, e lo stesso margine
     di profitto è stato considerato adeguato per i fertilizzanti azotati nei procedimenti
     antidumping.
90)  L'EFMA ha affermato che il margine di profitto indicativo del 10% sui costi,
     utilizzato nel caso regionale britannico, sarebbe più adeguato.
91 )   Tale margine di profitto, di cui si è tenuto conto per il procedimento regionale, non
     è stato applicato ai reali costi di produzione dell'industria britannica, bensì ai costi
     adeguati per escludere l'impatto di fattori diversi dalle importazioni oggetto di
     dumping. In ogni caso, l'industria britannica rappresenta solo una parte minore
     della produzione comunitaria di nitrato di ammonio, ed ha costi inferiori rispetto
     agli altri produttori comunitari. La struttura dei costi dell'industria britannica
     sembra prestarsi quindi ad una ragionevole aspettativa di profitti più elevati, in
     normali condizioni di mercato, rispetto all'industria comunitaria nell'insieme. Si è
     stabilito inoltre che i costi fissi dell'industria comunitaria sono leggermente gonfiati
     dal mantenimento di un livello di sovrapproduzione (punto 71). L'EFMA ha
     affermato altresì che sarebbe opportuno tener conto di un margine di profitto
                                                28
 ---pagebreak---      maggiore a causa di alcuni costi legati alla produzione di nitrato di ammonio, che
     non sono presenti per la produzione di soluzioni di urea o di UAN. L'EFMA non ha
     però fornito prove sufficienti a sostenere questa affermazione. Considerando i
     fattori sopra esposti, e dopo attento esame della questione, si conclude che il
    margine di 5% rispetto ai costi reali rimane un livello di profitto adeguato.
92) Calcolando un profitto del 5%, e tenendo conto dei 10 milioni per la differenza di
    qualità di cui al punto 38, l'aumento di prezzo delle importazioni oggetto di
    dumping necessario ad eliminare il pregiudizio è di 20,4 ECU per tonnellata per le
    importazioni dalla Russia.
(b) Dazio basato sull'eliminazione del pregiudizio
93) I margini di dumping per quanto riguarda il nitrato di ammonio originario della
    Russia ammonta a 31,3 ECU per tonnellata.
    Dal momento che il margine di dumping è superiore all'aumento di prezzo
    necessario ad eliminare il pregiudizio ("margine di pregiudizio") l'aliquota del
    dazio antidumping verrà stabilita in base al margine di pregiudizio pari a 20,4 ECU
    per tonnellata.
(e) Calcolo del prezzo minimo per la determinazione di un dazio variabile
94) La soglia del prezzo minimo viene calcolata in base al prezzo all'esportazione
    (franco frontiera) cui vengono sommati il margine di pregiudizio e i costi di
    trasporto e assicurazione, nonché il margine per i distributori, per arrivare al prezzo
    cif franco frontiera comunitaria a dazio non corrisposto. Il dazio antidumping verrà
    riscosso solamente se il prezzo cif all'importazione scende al di sotto di questo
    livello.
95) Per calcolare i costi sostenuti tra esportazione e importazione, non è sufficiente
    calcolare la differenza tra i prezzi all'esportazione franco frontiera russa e i prezzi
    cif EUROSTAT, dal momento che il prezzo cif medio delle importazioni russe
    risulta ridotto da una parte di prodotto al di sotto degli standard qualitativi, mentre
                                            29
 ---pagebreak--- (88) La A El F mostrò su preocupación porque un derecho de precio minimo podria haeer
     dificil para los exportadores vender en la Comunidad en caso de caida de los
     precios de mercado o de modifìcación del cambio del dólar. Para compensar esta
     posibilidad, en cualquier caso, el Consejo senala que la Comisión estaria dispuesta
     a considerar la ràpida reconsideración de la medida, en caso de que se
     suministrasen sufìcientes pruebas al efecto, incluso aunque no hubiese transcurrido
     aun un ano tras su imposición.
5.   Tipo del derecho
(a)  Precio deseado por la industria de la Comunidad
(89) Para establecer el aumento del precio de las importaciones objeto de dumping
     necesario para eliminar el perjuicio sufrido por la industria de la Comunidad, se ha
     calculado la media ponderada del coste de producción por tonelada de la industria
     de la Comunidad para el nitrato de amonio envasado y un beneficio del 5% se ha
     anadido para llegar a un precio en que el perjuicio desaparezca.
     Un beneficio del 5% sobre el coste se ha utilizado en los recientes casos
     antidumping referentes a soluciones de urea y UAN, y por lo tanto se considerò
     corno margen de benefìcio razonable para los fertilizantes de nitrogenados en los
     procedimientos antidumping.
(90) La EFMA alegó que el beneficio buscado del 10% sobre el coste, utilizado en el
     caso regional britànico, seria un nivel mas apropiado de beneficio.
(91) El margen de beneficio utilizado en el procedimiento regional no se aplicó en los
     costes reales de producción de la industria britànica, sino en los costes ajustados
     con el fin de excluir el impacto de factures distintos de las importaciones objeto de
     dumping. En cualquier caso, la industria britànica representa solamente Lina
     mine ;a de la producción comunitaria de nitrato de amonio y tiene costes mas bajos
     que el resto de los productores comunitarios. Por lo tanto, la estructura de costes de
                                             30
 ---pagebreak---      la industria britànica parece prestarse razonablemente a obtener un mayor nivel de
     beneficio, en condiciones de mercado normales, que la industria de la Comunidad
     en conjunto. Ademàs, se ha establecido que los costes lìjos de la industria de la
     Comunidad estân inflados ligeramente por el mantenimiento de una capacidad
     excesiva (considerando 71). EFMA también alegó que el uso de una mayor cifra de
     benefìcio era mas apropiado a causa de ciertos costes asociados con el nitrato de
     amonio que no estân présentes en la producción de soluciones de urea o UAN. Sin
     embargo, no envió suficientes pruebas para justificar esta demanda. Teniendo en
     cuenta estos factores, y después de considerar este asunto cuidadosamente, se
     concluye que el 5% de los costes reales sigue siendo un nivel apropiado de
     beneficio.
(92) Utilizando el beneficio del 5%, y teniendo en cuenta la diferencia de 10 ecus en
     concepto de "diferencia de calidad" establecida en el considerando 38, el aumento
     de precio de las importaciones objeto de dumping requeridas para eliminar el
     perjuicio es de 20,4 ecus por tonelada para las importaciones procedentes de Rusia.
(b)  Derecho basado en la eliminación del perjuicio
(93) El margen de dumping para el nitrato de amonio de Rusia es de 31,3 ecus por
     tonelada.
     Puesto que el margen de dumping està por encima del aumento de precio requerido
     para eliminar el perjuicio ("margen de perjuicio"), el tipo del derecho antidumping
     sera determinado por el margen de perjuicio de 20,4 ecus por tonelada.
(e)  Càlculo del precio minimo para la determinación de un derecho variable
(94) El umbral del precio minimo se calcula tornando el precio de exportación (en
     frontera) y anadiendo el margen de perjuicio mas los costes del transporte, del
     seguro y del margen de los comerciantes, para llegar a un precio comunitario ( I F
     en frontera no despachado de aduana. Se percibirà el derecho antidumping
     solamente si el precio de importación CIF cae por debajo de este nivel.
                                             31
 ---pagebreak--- (95) Para calcular los costes contraidos entre la exportación y la importaciòn, no es
      suficiente tornar la diferencia entre el precio de exportación en frontera rusa y el
     precio CIF de EUROSTAT, puesto que el precio CIF medio de las importaciones
     rusas resulta disminuido por una porción de producto de calidad inferior, mientras
     que el precio de exportación se basa en nitrato de amonio de buena calidad
     solamente. La comparación anteriormente mencionada subestimaria el coste
     contrafdo y daria      un precio minimo que no elimininaria completamente el
     perjuicio.
     A falta de la cooperación completa de los importadores y exportadores de nitrato de
     amonio ruso, el mètodo mas razonable seria tornar los costes contraidos entre la
     exportación y las importaciones en la Comunidad del producto lituano, que se
     establecieron sobre la base de datos verificados en la investigación. Se trata de un
     producto de calidad uniformemente buena y enviado aproximadamente a la misma
     distancia y bajo las mismas condiciones que el nitrato de amonio ruso.
     El Ministerio ruso de Relaciones Económicas Exteriores alegó que la cifra de 24,7
     ecus por tonelada que resultaba de este mètodo era demasiado alta y presentò
     ciertos datos de los exportadores que indicaban precios de transporte mâs bajos.
     Estos datos no pueden aceptarse, puesto que se presentaron muy tarde en el
     procedimiento y no estaban sujetos a verificación, se referian solamente a una
     pequena parte de las exportaciones totales y omitieron cualquier elemento de coste
     para agentes u otros intermediarios que compran y venden el producto en una etapa
     intermedia entre el precio ruso FOB y el precio CIF comunitario. Este es el mètodo
     normal para vender el nitrato de amonio ruso, sobre la base de la información
     suministrada durante la verificación.
                                             32
 ---pagebreak---       Cuando se aplica al nitrato de amonio ruso, esto produce el siguiente resultado:
       Precio de exportación (en frontera)   57,8   ecus por tonelada
       Margen de perjuicio                   20,4   ecus por tonelada
       Transporte, seguro etc....            24,7   ecus por tonelada
       Total                                  102,9 ecus por tonelada
(96) El precio minimo para las importaciones envasadas procedentes de Rusia deberia
     por lo tanto ser de 102,9 ecus por tonelada.
(97) La AEIF ha alegado que el precio minimo deberia reducirse si el nitrato de amonio
     se importa a granel. En este punto, se considera que la existencia de un precio
     minimo mas bajo para el producto a granel inevitablemente abriria la posibilidad de
     evitar el derecho antidumping sobre las importaciones envasadas mediante
     acuerdos compensatorios para los costes de los sacos.
     Por lo tanto, se concluye que para mantener la eficacia de las medidas, el mismo
     precio minimo de 102,9 ecus por tonelada debe imponerse al producto envasado y a
     granel.
6.   Compromiso
(98) El Ministerio de Relaciones Económicas Exteriores de Rusia ha ofrecido limitar las
     exportaciones a la Comunidad a 300.000 toneladas por ano y a expedir permisos
     para precios iguales o superiores a un precio orientativo que reflejarâ el "precio de
     mercado" en la Comunidad. El compromiso no es aceptable, dado que el limite de
     100.000 toneladas del compromiso cuantitativo que cubria el mercado britànico,
     aceptado por la Decision 94/293/CE, se habia sobrepasado ya antes de febrero de
     1995, a pesar del hecho de que las autoridades rusas se habian comprometido a
     limitar las exportaciones hasta 100.000 toneladas durante el periodo de doce meses
     que terminaba el 21 de mayo de 1995.
     Habida cuenta de estas circunstancias, las autoridades rusas no han demostrado
     adecuadamente su capacidad de satisfacer los requisitos de control del compromiso
     referentes a las exportaciones de nitrato de amonio.
                                            33
 ---pagebreak---  Ademâs:
(99) La cifra de 300.000 toneladas es demasiado alta y representa solamente una
      reducción del 27% del volumen importado en el periodo de investigación, incluso
      si las 70.000 toneladas de nitrato de amonio ruso importado en Austria, Finlandia y
      Suecia estuvieran incluidas. Esto no es suficiente para eliminar el perjuicio sufrido
      por la industria de la Comunidad.
(100) De todos modos, en este caso, dado que un limite de 100.000 toneladas està aûn en
      vigor para las importaciones procedentes de Lituania en el UK, la aceptación de
      una cifra mas elevada para las importaciones rusas en el conjunto de la Comunidad
      darla a la Rusia la oportunidad de exportar mas de 100.000 toneladas al UK, lo que
      compensarla a los exportadores por haber causado un perjuicio en el pasado,
      especialmente teniendo en cuenta la superación del limite mencionado en el
      compromiso regional.
(101) El "precio orientativo", aunque refleja los precios mas altos de la oferta, no siempre
      seria igual ni siempre excederia el precio minimo para eliminar el dumping
      perjudicial, es decir, las autoridades rusas piden una flexibilidad del mercado. lin
      cualquier caso, el Ministerio no podria controlar en la pràctica el precio real
      pagado.
7.    Conclusion
(102) Se concluye que el compromiso anteriormente mencionado no debe ser aceptado;
      un derecho antidumping variable deberia por lo tanto imponerse.
                                             34
 ---pagebreak--- HA ADOPT ADO EL PRESENTE REGLAMENTO:
                                           Articulo 1
 1.    Se establece un derecho antidumping definitivo sobre las importaciones de nitrato
       de amonio originario de Rusia y clasificado en los códigos NC 31 02 30 90 y 31 02
      40 90.
2.     El importe del derecho antidumping sera la diferencia entre 102,9 ecus por tonelada
      neta de producto y el precio CIF neto en frontera comunitaria, despachado de
      aduana, en todos los casos en que este sea inferior.
 3.   Salvo disposición contraria, seràn aplicables las disposiciones vigentes en materia
      de derechos de aduana.
                                           Articulo 2
El presente Regiamento entrarà en vigor el dia siguiente al de su publicación en el Diario
Olìcial de las Comunidades Europeas.
El presente Regiamento sera obligatorio en todos sus elementos y directamente aplicable
en cada Estado miembro.
Hecho en Bruselas,
Por el Consejo
                                            35
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 397 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                        02 11
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-424-IT-C
                                                              ISBN 92-77-92615-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                           ^6