CELEX: 31991Y1108(01)
Language: it
Date: 1991-01-01 00:00:00
Title: Progetto di memorandum del Comitato consultivo della Comunità europea del carbone e dell' acciaio sul bilancio CECA

Avis juridique important

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31991Y1108(01)

Progetto di memorandum del Comitato consultivo della Comunità europea del carbone e dell' acciaio sul bilancio CECA  

Gazzetta ufficiale n. C 291 del 08/11/1991 pag. 0002

PROGETTO DI MEMORANDUM DEL COMITATO CONSULTIVO DELLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO SUL BILANCIO CECA (91/C 291/02)(Adottato all'unanimità, salvo un'astensione, durante la 294a sessione del 1o ottobre 1991) I. Principi generali Il Comitato consultivo della CECA, confermando le posizioni espresse nel suo memorandum del 12 novembre 1990 (1) sul futuro del trattato CECA e la risoluzione sul livello del prelievo del 18 dicembre 1990 (2), chiede che nella definizione del bilancio  CECA 1992 la Commissione europea si conformi ai seguenti principi generali:  -  riduzione progressiva del prelievo,  - prudenza nel ricorso alle riserve CECA,  - definizione di talune priorità per quanto riguarda le spese del bilancio CECA, in particolare a favore del finanziamento delle misure sociali ancora necessarie e della ricerca e sviluppo,  - valutazione più realistica dell'effettivo fabbisogno di spese.  II. Spese IL FABBISOGNO RIGUARDA:  1)  Finanziamento delle misure sociali È essenziale che l'articolo 56 del trattato CECA continui a svolgere il ruolo capitale che ha avuto fin dall'istituzione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e, in particolare, negli ultimi quindici anni.  Gli stanziamenti assegnati a tale voce devono consentire di far fronte al finanziamento del fabbisogno di tutti gli Stati membri in materia sociale, che riguarda non solo le conseguenze delle misure di ristrutturazione, ma anche la formazione  professionale e la riconversione regionale.  2) Finanziamento della ricerca a)  Il Comitato consultivo auspica il mantenimento del finanziamento di una politica di ricerca ad un livello tale che consenta di sviluppare nuove tecnologie, far fronte alla concorrenza di altri produttori, di altri materiali e di altre forme  d'energia e, inoltre, di proseguire integralmente le attività di ri   cerca nel settore sociale. Tale politica dovrà comportare un'estensione del campo d'applicazione delle ricerche alla protezione dell'ambiente, all'impiego dell'energia e a nuove possibilità di utilizzo e commercializzazione dei prodotti siderurgici.   b) Il Comitato consultivo constata che, dalla firma nel 1989 del consenso bilaterale sull'acciaio tra la Comunità e gli Stati Uniti, regna l'incertezza sull'ammontare massimo della percentuale che può essere concessa a ciascun progetto. Questa  incertezza ha causato nel 1990 e nel 1991 ritardi pregiudizievoli all'elaborazione di un programma di ricerca coerente;  sottolinea nuovamente il fatto che gli aiuti comunitari alla ricerca provengono totalmente dal prelievo CECA pagato dalle imprese e che pertanto non possono essere assimilati a sussidi provenienti da fondi pubblici;  prende atto dei negoziati attualmente in corso sulla conclusione di un accordo multilaterale sull'acciaio;  chiede che, comunque, le procedure di autorizzazione dei finanziamenti della ricerca CECA per il 1992:  -  siano definite quanto prima, al fine di non arrecare grave pregiudizio all'elaborazione e all'esecuzione del programma comunitario di ricerca siderurgica e carboniera;   - siano conformi agli accordi internazionali in vigore, ma non discriminatorie rispetto alle disposizioni dei testi comunitari.  3)  Bonifici d'interesse Il Comitato consultivo constata e deplora che, da vari esercizi, i fondi destinati a finanziare i bonifici d'interesse siano utilizzati per scopi spesso lontanissimi dagli obiettivi del trattato CECA. Chiede che nel 1992 tali fondi servano a progetti  direttamente connessi alla creazione di posti di lavoro per i lavoratori provenienti dalle industrie della CECA e all'aiuto alla riconversione industriale a titolo degli articoli 54 e 56, paragrafo 1, lettera b).  4) Normalizzazione Il Comitato consultivo ha constatato con sorpresa che la Comunità europea progetta una riduzione sostanziale dell'aiuto finanziario accordato dal bilancio CEE all'ECISS (European Committee for Iron and Steel Standards);  chiede che, in caso di disimpegno del bilancio CEE, a partire dal 1992 nel bilancio CECA sia stanziata a favore dell'ECISS una somma che mantenga il suo finanziamento ad un livello che permetta di far fronte ai suoi fabbisogni e di garantire ai lavori  di normalizzazione le disponibilità sufficienti a non interrompere la dinamica attuale, necessaria per il completamento del mercato interno. III. Entrate I fabbisogni di cui sopra possono e debbono essere finanziati adottando una politica delle entrate più coerente e maggiormente conforme alle disponibilità finanziarie esistenti. A tal fine, la Commissione europea deve considerare gli elementi seguenti:   a)  Adeguamento delle entrate ai fabbisogni I fabbisogni devono essere calcolati il più esattamente possibile, cioè evitando una sopravvalutazione. Infatti, nel corso degli anni precedenti e particolarmente nell'esercizio 1991, una parte rilevante delle entrate (60 %) ha corrisposto a risorse non  utilizzate e riportate dall'esercizio precedente.  b) Riduzione del tasso di prelievo La riduzione, che ha avuto inizio nel 1991, dovrà proseguire nell'esercizio 1992, in considerazione degli elementi seguenti:  -  necessità di porre fine alla discriminazione dei prodotti siderurgici e carbonieri rispetto a quelli degli altri settori industriali e rispetto alle importazioni di prodotti CECA da paesi terzi, che non sono soggetti al prelievo;   - peggioramento della congiuntura siderurgica e carboniera in materia di consegne e di prezzi;   - definizione e controllo più rigorosi del fabbisogno;   - utilizzazione prioritaria del saldo degli esercizi precedenti.  c) Ricorso ai fondi di riserva CECA Il mantenimento dei fondi di riserva CECA al livello raggiunto alla fine del 1990 (726 milioni di ecu) e il loro congelamento permanente non sono più giustificati, in particolare nella prospettiva della scadenza del trattato CECA nel 2002. A partire  dall'esercizio 1992 dovrà essere effettuato un prelievo progressivo su tali riserve, soprattutto a favore dei programmi di ricerca.  La Commissione, nella sua comunicazione al Consiglio, sembra ritenere che il mantenimento delle riserve CECA fino al 2002 sia necessario per preservare il tasso «triplo A». Il Comitato consultivo è del parere che esistono soluzioni alternative per  garantire prestiti e che la credibilità finanziaria della Comunità non dipende dall'esistenza di tali riserve.  Tra le soluzioni alternative, il Comitato consultivo suggerisce di considerare la possibilità di affidare le operazioni CECA alla BEI, la cui vocazione bancaria è incontestata, e l'eventualità di ricorrere direttamente agli altri strumenti CEE di  assunzione/erogazione di prestiti.  Il Comitato consultivo chiede che il ricorso alle riserve si accompagni ad un impiego degli strumenti finanziari CECA esclusivamente a favore delle industrie carbosiderurgiche della Comunità che, con i loro lavoratori, ne hanno permesso la costituzione.    (1) GU n. C 302 dell'1. 12. 1990, pag. 3.  (2) GU n. C 10 del 16. 1. 1991, pag. 5.