CELEX: 52002PC0254
Language: it
Date: 2002-05-16
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della Direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52002PC0254

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della Direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2002/0254 def. - COD 2001/0165 */  

Gazzetta ufficiale n. 203 E del 27/08/2002 pag. 0273 - 0283

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica della Direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONEA) Antefatti1. Il 20 luglio 2001 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva che modifica per la seconda volta la direttiva 83/477/CEE [1] sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro.[1]  GU L 264 del 24.9.1983, pag. 25.2. Il Comitato economico e sociale ha espresso il suo parere il 21 febbraio 2002.Il Comitato delle regioni, con lettera del 13 febbraio 2002, ha informato il Consiglio che non avrebbe espresso un proprio parere in merito.3. L'11 aprile 2002 il Parlamento europeo ha adottato 37 emendamenti in prima lettura.4. Dei 37 emendamenti adottati dal Parlamento europeo la Commissione ha accettato integralmente 9 emendamenti (nn. 1, 11, 17, 18, 19, 22, 31, 32 e 34), ha parzialmente accolto 3 emendamenti (n. 20 con modifiche nella formulazione, la prima parte del n. 23 e la prima parte del n. 25) e ha respinto 25 emendamenti (nn. 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 12, 13, 14, 16, 21, 24, 26, 27, 28, 30, 33, 35, 36, 37, 38, 40, 41 e 42).Alla luce di questi sviluppi la Commissione avanza la presente proposta modificata.B) Spiegazione dei principali emendamenti1. Prevenzione delle emissioni di amiantoConsiderata la notevole importanza di prevenire le emissioni di polveri di amianto non solo all'interno ma anche all'esterno del luogo di lavoro, la Commissione ha accolto gli emendamenti nn. 11 (che modifica il considerando 10), 17 (che completa l'articolo 4, paragrafo 2, lettera c)] e 19 (che completa il paragrafo 2 dell'articolo 6).La ragione di ciò risiede nel fatto che l'emissione di polveri di amianto all'esterno del luogo di lavoro è di per sé in grado di costituire un pericolo per i lavoratori che svolgono la loro attività nelle immediate adiacenze del sito di lavoro interessato.2. Informazioni che devono essere fornite ai lavoratori espostiFornire informazioni adeguate ai lavoratori che possono essere esposti all'amianto è fondamentale per sensibilizzarli maggiormente in merito alle misure di prevenzione necessarie e agli obblighi di sorveglianza sanitaria da rispettare per contrastare i gravi rischi provocati dall'amianto. Un lavoratore ben informato svolgerà il proprio lavoro con maggiore cautela.Per questo motivo la Commissione ha accettato l'emendamento 31, che completa l'articolo 12 bis, paragrafo 2, lettera a) imponendo l'obbligo di informazioni maggiormente dettagliate circa i rischi dell'amianto, nonché gli emendamenti 32 e 34, che prevedono l'ulteriore obbligo della periodicità del controllo medico e di fornire informazioni relativamente agli accertamenti clinici.3. Obblighi in materia di notificheL'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 83/477/CEE stabilisce i dati che devono figurare nella notifica che il datore di lavoro deve presentare all'autorità responsabile dello Stato membro.L'emendamento 18 indica ulteriori informazioni che devono essere fornite in merito all'impresa e al/i lavoratore/i o all'ente tenuto a svolgere attività inerenti all'amianto; si tratta in effetti di informazioni pertinenti. Per questo la Commissione ha accolto l'emendamento 18.4. Equipaggiamento protettivo individuale di respirazioneL'articolo 10, paragrafo 3, della direttiva 83/477/CEE precisa che l'uso di un equipaggiamento protettivo individuale di respirazione non può essere permanente e che la sua durata per ogni lavoratore deve essere limitata al minimo strettamente necessario.Viste le condizioni di lavoro estremamente gravose associate ad attività che richiedono un equipaggiamento protettivo individuale di respirazione è opportuno prevedere opportuni periodi di riposo in funzione dell'impegno fisico e delle condizioni climatiche.Per questo la Commissione ha accolto l'emendamento 22.5. Precisazioni e miglioramenti di natura tecnicaUna serie di emendamenti è finalizzata a rendere il testo più chiaro e preciso. La Commissione ha accettato gli emendamenti nn. 1 e 20 (con modifiche nella formulazione) e la prima parte degli emendamenti nn. 23 e 25.L'emendamento 1 è stato accolto dalla Commissione in quanto chiarisce l'origine della proposta (riferimento alle conclusioni del Consiglio del 7 aprile 1998 [2] sulla tutela dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione all'amianto.[2]  GU C 142 del 7.5.1998, pag. 1.L'emendamento 20 intende completare l'articolo 7, paragrafo 6, comma 1, consentendo l'impiego di metodi alternativi di conteggio delle fibre di amianto. La Commissione ha accolto l'emendamento 20 purché così modificato nella formulazione: "o qualsiasi altro metodo che dia risultati analoghi". Questa formulazione rende superfluo il riferimento a metodi specifici, segnatamente al metodo SEM-EDX (Scanning Electron Microscopy - Energy Dispersive X-ray Analyser method - microscopia elettronica a scansione con sistema di microanalisi a dispersione di energia).La prima parte dell'emendamento 23 completa l'articolo 10 bis, paragrafo 1, laddove a fianco dei proprietari inserisce "gli enti locali, la protezione civile e altre autorità, organismi o privati e in generale chiunque sia in grado di fornire, ampliare o migliorare tali informazioni" quali soggetti cui richiedere informazioni per individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto di amianto. La Commissione ritiene che si tratti di un'indicazione assolutamente pertinente rispetto all'articolo in esame.La prima parte dell'emendamento 25 aggiunge i lavori di riparazione e manutenzione alle attività citate all'articolo 11, paragrafo 1, lettera c) per le quali si prevede il superamento del valore limite e l'adozione di specifiche misure preventive. La Commissione ritiene che in effetti tali attività possano provocare un'esposizione dei lavoratori superiore al valore limite e meritino pertanto un'attenzione particolare. Per questo motivo l'emendamento 25 è stato accolto.6. Emendamenti respinti in tutto o in parteLa Commissione non può accettare:- gli emendamenti nn. 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 12, 13, 14, la seconda parte dell'emendamento 23, gli emendamenti nn. 24, 26 e 28 per motivi di coerenza giuridica e tecnica legislativa, in quanto si tratta di dichiarazioni di natura politica senza alcun rapporto con le disposizioni della direttiva oppure di disposizioni in sostanza già contenute in altri articoli della proposta;- l'emendamento 16 e la seconda parte dell'emendamento 25, in quanto la responsabilità del datore di lavoro è chiaramente prevista nell'ambito della direttiva quadro 89/391/CEE e qualsiasi ulteriore precisazione produrrebbe incertezza giuridica circa il soggetto cui incombe la responsabilità;- gli emendamenti nn. 21 e 42 in quanto essi introdurrebbero due diversi valori limite e di conseguenza livelli di protezione diversi per lavoratori che svolgono attività diverse. Inoltre va respinta la misurazione dei valori limite espressa quale media ponderata su un periodo di riferimento di 4 ore invece che di 8 ore, in quanto ciò provocherebbe confusione all'atto della comparazione con gli analoghi valori degli standard internazionali che utilizzano un periodo di riferimento di 8 ore;- gli emendamenti nn. 27, 38 e 40 in quanto l'articolo 137 del trattato non prevede misure pubbliche di carattere generale o il riconoscimento di malattie professionali;- gli emendamenti nn. 30, 33, 35, 36 e 37, sulla base del principio di sussidiarietà;- l'emendamento 41 in quanto imporrebbe un inutile aggravio burocratico alle imprese e alle amministrazioni senza produrre alcun ulteriore vantaggio.2001/0165 (COD)Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica della Direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 137, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione, elaborata a seguito della consultazione delle parti sociali e del Comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro [3],[3]  GU C.visto il parere del Comitato economico e sociale [4],[4]  GU C.visto il parere del Comitato delle Regioni [5],[5]  GU C.deliberando conformemente alla procedura stabilita dall'articolo 251 del Trattato [6],[6]  GU C 340 del 10.11.1997, pag. 1.considerando quanto segue:(1) Le conclusioni del Consiglio del 7 aprile 1998 sulla tutela dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione all'amianto [7] invitano la Commissione a presentare proposte di modifica della direttiva 83/477/CEE [8] e a valutare in particolare se sia fondato riorientare le misure protettive verso le attività che comportano attualmente i rischi maggiori.[7]  GU C 142 del 7.5.1998, pag. 1.[8]  GU L 263 del 24.9.1983, pag. 25. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 98/24/CE (GU L 131 del 5.5.1998, pag. 11).(2) Il Comitato economico e sociale nel suo parere sull'amianto [9] auspica che la Commissione adotti nuove misure volte a ridurre i rischi cui sono soggetti i lavoratori.[9]  GU C 138 del 18.5.1999, pag. 24.(3) Alla luce delle summenzionate conclusioni del Consiglio, la Commissione dovrebbe presentare proposte di modifica della direttiva 83/477/CEE tenendo conto degli studi più approfonditi sui limiti di esposizione al crisotilo e sui metodi di misurazione del tenore di amianto nell'aria, con specifico riferimento al metodo adottato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Provvedimenti analoghi dovrebbero essere adottati per quanto riguarda le fibre di sostituzione.(4) Il divieto di immissione sul mercato e di utilizzazione di amianto crisotilo introdotto dalla direttiva 76/769/CEE del Consiglio [10] come modificata nel 1999 dalla direttiva 1999/77/CE della Commissione [11], da applicarsi a decorrere dal 1° gennaio 2005, contribuirà a una sostanziale riduzione dell'esposizione dei lavoratori all'amianto.[10]  GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 1999/77/CE della Commissione (GU L 207 del 6.8.1999, pag. 18).[11]  GU L 207 del 6.8.1999, pag. 18.(5) Tutti i lavoratori devono essere tutelati contro i rischi derivanti dall'esposizione all'amianto e devono pertanto essere soppresse le deroghe previste per i settori della navigazione marittima e aerea.(6) Al fine di garantire maggiore chiarezza nella definizione delle fibre, esse devono essere ridefinite sia in termini mineralogici sia rispetto al loro numero CAS (Chemical Abstract Service).(7) Fatta salva l'applicazione di altre disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione e utilizzazione dell'amianto, la limitazione delle attività che comportano un'esposizione all'amianto svolgerà un ruolo molto importante nella prevenzione delle malattie derivanti da tale esposizione.(8) Il sistema di notifica delle attività comportanti un'esposizione all'amianto deve essere adattato alle nuove situazioni di lavoro.(9) Tenuto conto dei più recenti sviluppi della tecnica, occorre definire meglio la metodologia di prelievo dei campioni per la misurazione del tenore dell'amianto nell'aria, nonché il metodo di conteggio delle fibre.(10) Anche se non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l'amianto non comporta rischi di cancro, è auspicabile ridurre il valore limite di esposizione professionale all'amianto.(11) Prima dell'inizio di un progetto di rimozione dell'amianto i responsabili degli edifici devono identificare in via preliminare la presenza o l'eventuale presenza di amianto negli edifici o negli impianti e darne comunicazione ad altri soggetti che possono essere esposti all'amianto in ragione del suo utilizzo, dei lavori di manutenzione o di altre attività negli edifici medesimi o nelle immediate vicinanze.(12) È indispensabile garantire che i lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto vengano effettuati da imprese che conoscano tutte le precauzioni da adottare per tutelare i lavoratori.(13) Una formazione specifica dei lavoratori esposti o che possono essere esposti all'amianto contribuirà in modo significativo a ridurre i rischi derivanti da tale esposizione.(14) Occorre allineare le caratteristiche delle cartelle cliniche e della documentazione dell'esposizione all'amianto di cui alla direttiva 83/477/CEE a quelle indicate nella direttiva 90/394/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro (sesta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) [12].[12]  GU L 196 del 26.7.1990, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 1999/38/CE (GU L 138 dell'1.6.1999, pag. 66).(15) È opportuno aggiornare, alla luce delle più recenti acquisizioni della medicina, le raccomandazioni pratiche per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ai fini di un'individuazione precoce di patologie connesse all'amianto.(16) Conformemente al principio di proporzionalità è opportuno e necessario, ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla direttiva 83/477/CEE, modificare detta direttiva come proposto. Tali modifiche non vanno oltre quanto è necessario per conseguire gli obiettivi perseguiti ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del trattato.(17) Le modifiche che figurano nella presente direttiva costituiscono un contributo concreto alla realizzazione della dimensione sociale del mercato interno.(18) Le suddette modifiche si limitano al minimo necessario in modo da non imporre oneri inutili rispetto alla creazione e allo sviluppo delle piccole e medie imprese.(19) In virtù della decisione 74/325/CEE [13], il Comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro deve essere consultato dalla Commissione ai fini dell'elaborazione di proposte in questo settore.[13]  GU L 185 del 9.7.1974, pag. 15. Decisione modificata da ultimo dall'atto di adesione di Austria, Finlandia e Svezia.(20) La direttiva 83/477/CEE deve pertanto essere modificata in conformità di quanto sopra esposto,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 83/477/CEE è modificata come segue:(1) All'articolo 1, il paragrafo 2 è soppresso.(2) L'articolo 2 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 2Ai fini della presente direttiva, il termine "amianto" indica i seguenti silicati fibrosi:- actinolite amianto, n. CAS 77536-66-4*,- grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5*,- antofillite amianto, n. CAS 77536-67-5*,- crisotilo, n. CAS 12001-29-5*,- crocidolite, n. CAS 12001-28-4*,- tremolite amianto, n. CAS 77536-68-6*.* Numero del registro del Chemical Abstract Service (CAS)."(3) All'articolo 3, il paragrafo 3 è sostituito da quanto segue:"3. Purché il tempo di esposizione totale dei lavoratori non superi le due ore in un qualsiasi periodo di sette giorni e purché risulti chiaramente dalla valutazione del rischio prevista dal paragrafo 2 che il limite di esposizione all'amianto non sia superato, gli articoli 4, 15 e 16 non sono applicabili quando il lavoro prevede:(a) rivestimenti in amianto, isolamenti in amianto o pannelli in amianto, oppure(b) il controllo della qualità dell'aria, il controllo di conformità o il prelievo di campioni alla rinfusa per accertare se un determinato materiale sia amianto."(4) L'articolo 4 è modificato come segue:(a) Il paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:"2. La notifica deve essere presentata dal datore di lavoro all'autorità responsabile degli Stati membri, in conformità con le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali. Tale notifica deve comprendere almeno una breve descrizione:(a) dell'ubicazione del sito in cui avvengono i lavori;(b) del tipo e delle quantità di amianto utilizzate o maneggiate;(c) delle attività e dei processi attuati, incluse le misure adottate per prevenire l'inquinamento da amianto all'esterno del sito in cui avvengono i lavori;(d) dei prodotti fabbricati;(e) dell'impresa e del/dei lavoratore/i o dell'ente tenuto a svolgere, in virtù di un vincolo contrattuale, attività inerenti all'amianto.Quando si procede alla rimozione dell'amianto, la notifica deve includere anche informazioni sul periodo esatto in cui avverrà la rimozione nonché informazioni sulle misure che verranno adottate per limitare l'esposizione all'amianto dei lavoratori coinvolti. La notifica sarà presentata prima dell'inizio del progetto di rimozione dell'amianto."(b) Il paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Occorre procedere a una nuova notifica ogniqualvolta intervenga nelle condizioni di lavoro una modifica suscettibile di comportare una diversa esposizione alla polvere di amianto oppure a materiali contenenti amianto."(5) L'articolo 6 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 6Per tutte le attività di cui all'articolo 3, paragrafo 1, l'esposizione dei lavoratori alle polveri prodotte dall'amianto o da materiali contenenti amianto sul posto di lavoro deve essere ridotta al minimo e in ogni caso deve essere al di sotto del valore limite fissato dall'articolo 8, segnatamente attraverso le seguenti misure:1. Il numero di lavoratori esposti o suscettibili di essere esposti a polveri prodotte dall'amianto o da materiali contenenti amianto deve essere limitato al numero più basso possibile.2. I processi lavorativi devono essere,, concepiti in modo da prevenire emissioni di polveri di amianto nell'aria all'interno del sito di lavoro e nelle sue adiacenze .3. Tutti i locali e le attrezzature per il trattamento dell'amianto devono poter essere sottoposti a regolare pulizia e manutenzione.4. L'amianto o i materiali contenenti amianto in grado di produrre polveri devono essere stoccati e trasportati in imballaggi debitamente sigillati.5. I residui devono essere raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il più presto possibile in imballaggi debitamente sigillati con etichettatura indicante che il contenuto è amianto. Questa misura non si applica alle attività estrattive.I residui di cui al paragrafo 1 devono essere trattati in conformità con la direttiva 91/689/CEE del Consiglio*.* GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20."(6) L'articolo 7 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 71. Al fine di garantire il rispetto del valore limite fissato all'articolo 8, e in funzione dei risultati della valutazione iniziale dei rischi, la misurazione della concentrazione di fibre d'amianto nell'aria sul posto di lavoro deve essere effettuata regolarmente.2. I campioni devono essere rappresentativi dell'esposizione personale del lavoratore alle polveri prodotte dall'amianto o da materiali contenenti amianto.3. Il prelievo di campioni va effettuato previa consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti nell'impresa.4. Il prelievo dei campioni è effettuato da personale in possesso delle necessarie qualifiche. I campioni prelevati vengono successivamente analizzati in laboratori attrezzati e in grado di applicare le necessarie tecniche di identificazione.5. La durata del campionamento deve essere tale da consentire di stabilire l'esposizione rappresentativa per un periodo di riferimento di otto ore (un turno) tramite misurazioni o determinazione di valori ponderati nel tempo.6. Il conteggio delle fibre è effettuato ogniqualvolta ciò sia possibile tramite PCM (microscopio a contrasto di fase), applicando il metodo raccomandato dall'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) [14] nel 1997 o qualsiasi altro metodo che dia risultati analoghi.[14]  Determination of airborne fibre number concentrations. A recommended method, by phase-contrast optical microscopy (membrane filter method), OMS, Ginevra 1997 (1SBN 92 4 154496 1).Ai fini della misurazione dell'amianto nell'aria, di cui al paragrafo 1, si prendono in considerazione unicamente le fibre che abbiano una lunghezza superiore a cinque micrometri e il cui rapporto lunghezza/larghezza sia superiore a 3:1."(7) L'articolo 8 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 8I datori di lavoro devono garantire che nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell'aria superiore a 0,1 fibre per cm3, espressa come media ponderata su un periodo di riferimento di 8 ore (TWA)."(8) All'articolo 9, il paragrafo 1 è soppresso.(9) L'articolo 10 è modificato come segue:(a) Al paragrafo 1, il primo comma è sostituito da quanto segue:"Quando il valore limite fissato all'articolo 8 è superato, devono essere individuate le cause di questo superamento e prese quanto prima le misure appropriate per ovviare alla situazione."(b) Il paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Quando l'esposizione non può essere ridotta con altri mezzi ed è necessario l'uso di un equipaggiamento protettivo individuale di respirazione, tale uso non può essere permanente e la sua durata per ogni lavoratore deve essere limitata al minimo strettamente necessario. Di concerto con i lavoratori e/o i loro rappresentanti sono previsti, in funzione dell'impegno fisico e delle condizioni climatiche, i periodi di riposo necessari nel corso di attività che richiedono un equipaggiamento protettivo individuale di respirazione."(10) Viene aggiunto l'articolo 10 bis:"Articolo 10 bisPrima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, i datori di lavoro responsabili dei locali adottano ogni misura necessaria volta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto di amianto, eventualmente chiedendo informazioni ai proprietari, agli enti locali, alla protezione civile e altre autorità, organismi o privati e a chiunque sia in grado di fornire, ampliare o migliorare tali informazioni.Se vi sono dubbi sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, si dovranno seguire le norme e le procedure di rimozione dell'amianto."(11) All'articolo 11, il paragrafo 1 è sostituito da quanto segue:"1. Per talune attività, quali lavori di demolizione , di rimozione, riparazione e manutenzione per le quali si prevede il superamento del valore limite fissato dall'articolo 8 nonostante l'impiego di misure tecniche preventive per limitare il tenore dell'amianto nell'aria, il datore di lavoro stabilirà le misure necessarie a garantire la protezione dei lavoratori durante tali attività, e in particolare quanto segue:(a) i lavoratori ricevono un apposito equipaggiamento di respirazione e altre attrezzature protettive individuali che essi devono indossare;(b) verranno affissi appositi cartelli per segnalare che si prevede il superamento del valore limite fissato nell'articolo 8;(c) si dovrà evitare la diffusione della polvere prodotta dall'amianto o da materiali contenenti amianto al di fuori dei locali/luoghi dei lavori."(12) All'articolo 12, paragrafo 2 i primi due commi sono sostituiti da quanto segue:"2. Il piano di cui al paragrafo 1 deve prescrivere le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.Il piano deve in particolare prevedere che:- l'amianto e/o i prodotti contenenti amianto siano rimossi prima di applicare le tecniche di demolizione,- venga fornito, se necessario, l'equipaggiamento protettivo personale di cui all'articolo 11, paragrafo 1, lettera a)."(13) Viene aggiunto l'articolo 12 bis:"Articolo 12 bis1. I datori di lavoro devono prevedere misure di formazione per tutti i lavoratori esposti o suscettibili di esposizione a polveri contenenti amianto, senza alcun onere a carico dei lavoratori e ad intervalli regolari.2. I corsi di formazione devono essere facilmente comprensibili per i lavoratori e informarli su quanto segue:a) rischi specifici di ogni tipo di amianto e conseguenze per la salute dei lavoratori e di terzi, inclusi eventuali effetti collaterali del fumo o altre sostanze nocive e altrimenti pericolose presenti sul posto di lavoro,b) tipi di prodotti o materiali a potenziale contenuto di amianto,c) attività che possono comportare un'esposizione all'amianto e importanza dei controlli preventivi per contenere tale esposizione,d) procedure di lavoro sicure, controlli e attrezzature di protezione,e) scopo, scelta, selezione, limiti e corretta utilizzazione delle attrezzature di protezione respiratoria,f) procedure di emergenza,g) procedure di decontaminazione,h) eliminazione dei rifiuti,i) controllo medico e periodicità dello stesso.3. Orientamenti pratici per la formazione degli addetti alla rimozione dell'amianto verranno messi a punto a livello comunitario."(14) Viene aggiunto l'articolo 10 bis:"Articolo 12 terPer effettuare lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto, l'impresa deve fornire la prova della propria competenza nel campo. "(15) All'articolo 14 paragrafo 2, la lettera b) è sostituita da quanto segue:"b) qualora dai risultati emergano valori superiori al valore limite fissato dall'articolo 8, i lavoratori interessati e i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento sono immediatamente informati del superamento e delle cause dello stesso e i lavoratori e/o i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento sono consultati sulle misure da adottare oppure qualora si tratti di una situazione di emergenza, informati delle misure adottate."(16) All'articolo 15, il paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Ai lavoratori sono fornite informazioni e consulenza relativamente a qualsiasi accertamento clinico cui essi possono sottoporsi dopo la fine dell'esposizione.Il medico o i servizi di medicina del lavoro possono segnalare la necessità di proseguire la sorveglianza medica dopo la cessazione del rapporto di lavoro per il periodo di tempo da essi ritenuto necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato.Tale sorveglianza prolungata avviene in conformità delle legislazioni e delle prassi nazionali.(17) All'articolo 16, il paragrafo 2 è sostituito da quanto segue:"2. Il registro di cui al paragrafo 1 e le cartelle cliniche di cui al paragrafo 1 dell'articolo 15 devono essere conservati per un periodo minimo di 40 anni dalla fine dell'esposizione, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali."(18) All'articolo 16 va aggiunto il seguente paragrafo 3:"3. Qualora l'impresa cessi la sua attività i documenti di cui al paragrafo 2 vanno messi a disposizione dell'autorità responsabile, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali".(19) L'allegato I è soppresso.(20) Il punto 3 dell'allegato II è modificato come segue:"3. L'accertamento clinico dei lavoratori va effettuato conformemente ai principi e alle prassi della medicina del lavoro; esso dovrebbe comportare le seguenti misure:- tenuta della cartella clinica e professionale del lavoratore,- colloquio individuale,- esame clinico del torace,- prove di funzionalità respiratoria (spirometria e curve flusso-volume).Il medico e/o l'autorità responsabile della sorveglianza sanitaria dovrà decidere, caso per caso e alla luce delle più recenti conoscenze in materia di medicina del lavoro, in merito all'opportunità o meno di effettuare altri esami, quali l'esame citologico dell'espettorato, una radiografia toracica o una tomodensitometria."Articolo 21. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro e non oltre il 31 dicembre 2004. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 3Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente