CELEX: 62017TN0037
Language: it
Date: 2017-01-23 00:00:00
Title: Causa T-37/17: Ricorso proposto il 23 gennaio 2017 — Bank Tejarat/Consiglio

3.4.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 104/52
            
         Ricorso proposto il 23 gennaio 2017 — Bank Tejarat/Consiglio
   (Causa T-37/17)
   (2017/C 104/73)
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Bank Tejarat (Teheran, Iran) (rappresentanti: S. Zaiwalla, P. Reddy, K. Mittal, A. Meskarian, solicitors, T. Otty, R. Blakeley, V. Zaiwalla, e H. Leith, barristers)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               condannare il Consiglio a risarcire alla ricorrente il danno subìto come conseguenza dell’imposizione da parte dello stesso di misure restrittive attraverso i seguenti atti, concernenti misure restrittive nei confronti dell’Iran: la decisione 2012/35/PESC del Consiglio, del 23 gennaio 2012 (GU 2012, L 19, pag. 22), il regolamento di esecuzione (UE) n. 54/2012 del Consiglio, del 23 gennaio 2012 (GU 2012, L 19, pag. 1), il regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio, del 23 marzo 2012 (GU 2012, L 88, pag. 1), il regolamento di esecuzione (UE) n. 709/2012 del Consiglio, del 2 agosto 2012 (GU 2012, L 208, pag. 2), la decisione (PESC) 2015/556 del Consiglio, del 7 aprile 2015 (GU 2015, L 92, pag. 101) e il regolamento di esecuzione (UE) 2015/549 del Consiglio, del 7 aprile 2015 (GU 2015, L 92, pag. 12); il risarcimento dovrebbe ammontare a USD 1 494 050 000 per il danno materiale e EUR 1 000 000 per il danno immateriale, oltre agli interessi su tali importi;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce un motivo.
   La ricorrente sostiene che l’imposizione da parte del Consiglio di misure restrittive nei suoi confronti costituisce una violazione sufficientemente grave di obblighi volti a conferire diritti agli individui e, di conseguenza, si configura la responsabilità extracontrattuale dell’Unione europea. Tale violazione è stata la causa diretta di notevoli danni materiali e immateriali subìti dalla ricorrente e per i quali quest’ultima ha diritto al risarcimento.