CELEX: 51995PC0293
Language: it
Date: 1995-06-26
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLE AZIONI NEL SETTORE DELL' HIV/AIDS NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Avis juridique important

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51995PC0293

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLE AZIONI NEL SETTORE DELL' HIV/AIDS NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO  /* COM/95/293 DEF - SYN 95/0164 */  

Gazzetta ufficiale n. C 252 del 28/09/1995 pag. 0004

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo alle azioni nel settore dell'HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo (95/C 252/04) COM(95) 293 def. - 95/0164(SYN)(Presentata dalla Commissione l'11 luglio 1995)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,vista la proposta della Commissione,in cooperazione con il Parlamento europeo,considerando che nel 1988 l'autorità di bilancio ha deciso di istituire una voce di bilancio destinata a sostenere la lotta contro l'epidemia di HIV/AIDS;considerando che nella comunicazione al Consiglio e al Parlamento del 7 gennaio 1994, sull'HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo la Commissione ha presentato i principi di politica e le strategie prioritarie da attuare a livello della Comunità e degli Stati membri al fine di rendere più efficaci gli interventi in questo settore;considerando che l'HIV/AIDS non costituisce più un'epidemia emergente, quanto piuttosto una pandemia diffusa in tutto il mondo, in continua evoluzione e con caratteristiche sociali e politiche diverse secondo le regioni e/o i paesi considerati, e che necessita quindi di una risposta strutturale e multisettoriale;considerando che nella risoluzione del 6 maggio 1994 il Consiglio Sviluppo ha sottolineato la gravità dell'epidemia dell'HIV/AIDS e la necessità di intensificare gli sforzi per meglio sostenere le strategie nazionali dei paesi in via di sviluppo; che a questo riguardo esso ritiene come prioritario il sostegno alle strategie volte a prevenire più efficacemente la trasmissione attraverso l'educazione, la promozione dell'igiene sessuale e riproduttiva e la sicurezza delle trasfusioni, nonché alle strategie di assistenza alle persone infette e ammalate in particolare potenziando il sistema sanitario e contrastando le discriminazioni e l'esclusione sociale;considerando che nelle risoluzioni del 14 aprile 1986 e del 15 febbraio 1993 il Parlamento europeo e l'assemblea paritetica CE-ACP rispettivamente hanno posto l'accento sulla necessità di meglio affrontare le conseguenze economiche e sociali dell'HIV/AIDS, in particolare migliorando la condizione della donna e rafforzando le comunità locali implicate nell'assistenza alle famiglie e agli individui colpiti dalla pandemia;considerando che tanto il Consiglio quanto il Parlamento hanno chiesto un maggiore impegno da parte della Comunità in questo settore;considerando che l'efficacia dei programmi di sostegno alle strategie nazionali di lotta contro l'HIV/AIDS dipende da un migliore coordinamento degli aiuti tanto a livello europeo quanto con gli altri finanziatori e con le organizzazioni delle Nazioni Unite, in particolare per quanto riguarda il nuovo programma cosponsorizzato delle Nazioni Unite in fase di preparazione, e dipende altresí dall'applicazione di procedure flessibili e adeguate alla natura specifica degli interventi e delle parti implicate e che le risoluzioni del Consiglio e del Parlamento invitano ad adoperarsi in tal senso;considerando che è necessario stabilire le modalità e le regole di gestione applicabili alle azioni di cooperazione nel settore dell'HIV/AIDS,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 La Comunità attua un programma di assistenza ai paesi in via di sviluppo per frenare l'espansione dell'epidemia dell'HIV/AIDS e per aiutarli ad affrontare le conseguenze dell'epidemia sulla salute e sullo sviluppo sociale ed economico.A questo proposito la Comunità sosterrà le strategie prioritarie intese a:- promuovere un'efficace politica di prevenzione della trasmissione dell'HIV/AIDS per via sessuale, perinatale e sanguigna;- rompere il ciclo «povertà-instabilità-HIV/AIDS» con particolare attenzione ai gruppi che vivono in un ambiente a rischio (profughi migranti, ecc.);- rafforzare il settore sanitario e il settore sociale per permettere loro di affrontare le sempre maggiori responsabilità legate all'espansione dell'epidemia;- aiutare i governi a valutare le conseguenze dell'epidemia sui vari settori economici e sui gruppi sociali e a definire e porre in atto strategie di intervento;- sviluppare le conoscenze scientifiche sull'epidemia a livello tanto biomedico quanto sociologico e sull'impatto degli interventi per migliorarne la qualità.Articolo 2 Le azioni da attuare per conseguire gli obiettivi prioritari indicati all'articolo 1, riguardano in particolare:- educazione sessuale e igiene riproduttiva rese adatte e accessibili ai gruppi interessati: popolazioni che vivono in un ambiente a rischio e, in genere, i giovani e le donne;- una migliore prevenzione della trasmissione dell'HIV e delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) e terapia di queste ultime;- migliore disponibilità e impiego dei diversi mezzi e metodi di protezione;- potenziamento dei servizi sanitari, soprattutto a livello periferico, per sviluppare le attività di prevenzione e terapia e per rendere più sicure le trasfusioni;- sostegno tecnico ai governi per analizzare l'impatto socioeconomico dell'epidemia e mettere a punto e applicare strategie di intervento adeguate ai diversi settori (sanità-educazione-lotta contro la povertà, ecc.);- sostegno tecnico e finanziario che permetta un contributo ottimale da parte delle ONG e delle comunità locali alle attività di prevenzione e di assistenza, soprattutto tramite la costituzione di reti;- approfondimento delle conoscenze scientifiche attraverso un migliore controllo dei programmi sulla base di indicatori pertinenti e potenziamento della ricerca operativa nei settori medico, sociologico e antropologico;- promozione del rispetto dei diritti della persona umana e non discriminazione ed emarginazione delle persone colpite dal virus, in particolare mediante l'istituzione di un quadro giuridico appropriato.Articolo 3 Nell'ambito della cooperazione possono beneficiare di un sostegno finanziario a titolo del presente regolamento le amministrazioni e gli organismi pubblici e nazionali, regionali e locali, gli enti locali, e altre istituzioni decentralizzate, le organizzazioni regionali e internazionali, gli istituti di ricerca e le università, le comunità locali e gli operatori privati incluse le organizzazioni non governative e associazioni rappresentative in grado di contribuire, in funzione della loro esperienza, alla definizione, all'attuazione e al controllo delle strategie prioritarie nel settore dell'HIV/AIDS di cui all'articolo 2.Articolo 4 1. I mezzi che possono essere impiegati nel quadro delle azioni di cui all'articolo 1 comprendono studi, assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e lavori, audit e missioni di valutazione e di controllo. Sarà accordata la priorità al rafforzamento delle capacità nazionali soprattutto attraverso la formazione in una prospettiva di utilità futura.2. Il finanziamento comunitario può coprire spese tanto di investimento, ad esclusione dell'acquisto di beni immobili, quanto di funzionamento, in valuta o in moneta locale, secondo le esigenze di esecuzione delle azioni.3. Si cercherà sistematicamente di ottenere un contributo, soprattutto finanziario, da parte degli operatori locali o dei partner che rappresentano i beneficiari finali dell'azione (paesi, comunità locali, imprese o altri) entro i limiti delle loro possibilità e in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione.4. Si cercheranno possibilità di cofinanziamento, in particolare con gli Stati membri. Saranno prese le misure necessarie per mantenere il carattere comunitario degli aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.5. Per garantire una maggiore coerenza e complementarità tra le azioni finanziate dalla Comunità e quelle finanziate dagli Stati membri, allo scopo di garantire la massima efficacia di queste azioni nel loro insieme, la Commissione prende tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:a) la creazione di un sistema per lo scambio costante di informazioni sulle azioni già finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della Comunità e degli Stati membri;b) il coordinamento nel paese di attuazione delle azioni, mediante regolari incontri e scambi d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel o nei paesi beneficiari interessati.Articolo 5 Il sostegno finanziario a titolo del presente regolamento viene dato sotto forma di aiuti non rimborsabili.Articolo 6 1. La Commissione ha il compito di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità.2. Le decisioni riguardanti le azioni il cui finanziamento a titolo del presente regolamento supera 2 Mio di ECU per azione e qualsiasi modifica che comporti un aumento superiore al 20 % dell'importo inizialmente convenuto per l'azione stessa, vengono prese secondo la procedura di cui all'articolo 7.3. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso a titolo del presente regolamento prevede che la Commissione e la Corte dei conti possano effettuare controlli in loco secondo le consuete modalità stabilite dalla Commissione nell'ambito delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità.4. Quando le azioni comportano una convenzione di finanziamento tra la Comunità e il paese beneficiario, questa prevede che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a carico della Comunità.5. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente giustificati, ad altri paesi.6. Le forniture sono originarie degli Stati membri o dello Stato beneficiario o di altri paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture possono provenire da altri paesi.Articolo 7 1. La Commissione è assistita da un comitato a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione; a seconda del paese o della regione che beneficiano delle misure, il comitato è uno dei seguenti:a) per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, il comitato FES, istituito dall'articolo 21 dell'accordo interno n. 91/401/CEE, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della Comunità nell'ambito della quarta convenzione di Lomé, concluso il 16 luglio 1990 dai rappresentanti degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio;b) per i paesi del Mediterraneo, il comitato MED, istituito dall'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 1762/92, adottato dal Consiglio il 29 giugno 1992;c) per i paesi dell'America Latina e dell'Asia, il comitato ALA, istituito dall'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 443/92, adottato dal Consiglio il 25 febbraio 1992.2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto relativo alle misure da adottare. Il comitato emette un parere su tale progetto, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in oggetto, se necessario procedendo a una votazione.Il parere viene iscritto a verbale; inoltre, ogni Stato membro ha diritto di chiedere che la sua posizione figuri nel verbale. La Commissione tiene in massimo conto il parere espresso dal comitato, e informa quest'ultimo sul modo in cui ha tenuto conto del suo parere.Articolo 8 Una volta l'anno si procederà ad uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti generali per le azioni da attuare nel corso dell'anno seguente presentati dal rappresentante della Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei tre comitati di cui all'articolo 7, paragrafo 1.Articolo 9 Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone una relazione annuale al Parlamento europeo e al Consiglio comprendente la sintesi delle azioni finanziate nel corso dell'esercizio e una valutazione sull'esecuzione del presente regolamento nel corso dello stesso esercizio.La sintesi contiene in particolare informazioni riguardanti gli operatori con i quali sono stati conclusi i contratti d'appalto.La relazione include altresì un riassunto delle eventuali valutazioni esterne effettuate su azioni specifiche.Articolo 10 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.