CELEX: C2005/069/14
Language: it
Date: 2005-03-19 00:00:00
Title: Causa C-6/05: Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal TO SYMVOULIO TIS EPIKRATIAS — Sezione 2 (Grecia) con ordinanza 17 novembre 2004 nel procedimento MEDIPAC-TH.KAZANTZIDIS A.E. contro VENIZELEIO-PANANEIO

19.3.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 69/7
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal TO SYMVOULIO TIS EPIKRATIAS — Sezione 2 (Grecia) con ordinanza 17 novembre 2004 nel procedimento MEDIPAC-TH.KAZANTZIDIS A.E. contro VENIZELEIO-PANANEIO
   (Causa C-6/05)
   (2005/C 69/14)
   Lingua processuale: il greco
   Con ordinanza 17 novembre 2004, pervenuta nella cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee il 5 gennaio 2005, nel procedimento MEDIPAC-TH.KAZANTZIDIS A.E. contro VENIZELEIO-PANANEIO, il TO SYMVOULIO TIS EPIKRATIAS - Sezione 2 (Grecia), ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               Se, in caso di gare d'appalto disciplinate dalla direttiva del Consiglio 93/36/CEE, per la fornitura di dispositivi medici di cui alla direttiva 93/42/CEE, e qualora tali gare si svolgano secondo il sistema dell'offerta più bassa, l'autorità aggiudicatrice, nella veste di acquirente dei beni in questione, ai sensi delle disposizioni della summenzionata direttiva del Consiglio 93/42/CEE, in combinato disposto con le disposizioni della direttiva del Consiglio 93/36/CEE, abbia la facoltà di respingere un'offerta di dispositivi medici che rechino la marcatura CE e che abbiano costituito oggetto di un controllo di qualità da parte del competente organo di certificazione, in quanto tecnicamente inammissibili nella fase della valutazione tecnica, invocando obiezioni sostanziali sulla loro idoneità tecnica, collegate alla tutela della salute pubblica e all'uso particolare a cui tali dispositivi sono destinati e in considerazione delle quali sono giudicati inidonei e non adatti a tale uso (sulla base del presupposto evidente che tali obiezioni siano soggette al controllo del giudice competente sotto il profilo della loro fondatezza, nel caso in cui sussista un dubbio quanto al fatto che esse ricorrano effettivamente);
            
         
               2)
            
            
               In caso di risposta affermativa alla precedente questione, se l'autorità aggiudicatrice, nella veste di acquirente dei beni in questione, abbia la facoltà di considerare direttamente, per le ragioni precedentemente indicate, inidonei al tipo di uso a cui sono destinati dispositivi medici che recano la marcatura CE oppure se occorra che siano previamente applicate le clausole di salvaguardia contenute nella direttiva 93/42/CEE e nel precedentemente menzionato decreto interministeriale ΔΥ7/com./2480/199, che attribuiscono all'autorità nazionale competente – che in Grecia è costituita dal Ministero della Salute, della Previdenza e Assistenza sociale attraverso la Direzione della Tecnologia biomedica – di adottare provvedimenti in base alla procedura di cui all'art. 8 della direttiva, nel caso in cui i dispositivi medici correttamente installati e usati possono rappresentare un pericolo per la vita o la sicurezza dei pazienti o degli utilizzatori, o ai sensi dell'art. 18 della medesima, quando si constati che la marcatura CE è stata attribuita senza motivo;
            
         
               3)
            
            
               Se, in considerazione della risposta data alla seconda questione, e qualora essa sia risolta nel senso che occorre prima applicare le summenzionate clausole di salvaguardia, l'autorità aggiudicatrice sia tenuta ad aspettare il risultato del procedimento avviato in base all'art. 8 o dell'art. 18 della direttiva 93/42/CEE e inoltre sia vincolata dal risultato di esso, nel senso che essa sia tenuta a ricevere in appalto il bene di cui si tratta, nonostante sia provato che il suo uso fa sorgere dei pericoli per la salute pubblica, o in generale, che esso è inadatto all'uso a cui l'autorità aggiudicatrice lo destina.