CELEX: 62016CN0052
Language: it
Date: 2016-01-29 00:00:00
Title: Causa C-52/16: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szombathelyi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság (Ungheria) il 29 gennaio 2016 — «SEGRO» Kft./Vas Megyei Kormányhivatal Sárvári Járási Földhivatala

18.4.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 136/16
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szombathelyi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság (Ungheria) il 29 gennaio 2016 — «SEGRO» Kft./Vas Megyei Kormányhivatal Sárvári Járási Földhivatala
   (Causa C-52/16)
   (2016/C 136/22)
   Lingua processuale: l'ungherese
   
      Giudice del rinvio
   
   Szombathelyi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság
   
      Parti
   
   
      Ricorrente:«SEGRO» Kft.
   
      Convenuta: Vas Megyei Kormányhivatal Sárvári Járási Földhivatala
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se gli articoli 49 e 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e gli articoli 17 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa di uno Stato membro, come quella di cui al procedimento principale, la quale — senza prendere in considerazione altri criteri – stabilisca l’obbligo di cancellare l’iscrizione dei diritti di usufrutto e di uso gravanti su beni immobili agricoli e registrati a nome di società commerciali o di persone fisiche che non siano parenti stretti del proprietario, senza imporre nel contempo, a favore dei titolari dei diritti di usufrutto e di uso estinti, una compensazione per le perdite patrimoniali che, pur non essendo esigibile nel quadro della liquidazione tra le parti contraenti, tragga origine da contratti validi.
            
         
               2)
            
            
               Se gli articoli 49 e 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e gli articoli 17 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa di uno Stato membro la quale — senza prendere in considerazione altri criteri – stabilisca l’obbligo di cancellare l’iscrizione dei diritti di usufrutto e di uso gravanti su beni immobili agricoli e registrati, in virtù di contratti stipulati anteriormente al 30 aprile 2014, a nome di società commerciali o di persone fisiche che non siano parenti stretti del proprietario, e imponga nel contempo, a favore dei titolari dei diritti di usufrutto e di uso estinti, una compensazione per le perdite patrimoniali che, pur non essendo esigibile nel quadro della liquidazione tra le parti contraenti, sia riconducibile a contratti validi.