CELEX: C2007/069/50
Language: it
Date: 2007-03-24 00:00:00
Title: Causa T-20/07 P: Ricorso proposto il 26 gennaio 2007 dalla Commissione europea avverso la sentenza pronunciata il 14 novembre 2006 dal Tribunale del pubblico impiego nella causa F-100/05, Chatziioannidou/Commissione

24.3.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 69/22
            
         Ricorso proposto il 26 gennaio 2007 dalla Commissione europea avverso la sentenza pronunciata il 14 novembre 2006 dal Tribunale del pubblico impiego nella causa F-100/05, Chatziioannidou/Commissione
   (Causa T-20/07 P)
   (2007/C 69/50)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (Bruxelles, Belgio), (rappresentante: K. Hermann e D. Martin, agenti)
   
      Altra parte nel procedimento: Eleni Chatziioannidou (Auderghem, Belgio)
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale del pubblico impiego 14 novembre 2006 emessa nella causa F-100/05;
            
         
               —
            
            
               respingere il ricorso presentato dalla sig.ra Chatziioannidou;
            
         
               —
            
            
               disporre che ciascuna delle parti sopporterà le proprie spese relative alla presente causa e a quella sostenuta dinanzi al Tribunale del pubblico impiego.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con sentenza 14 novembre 2006, di cui viene chiesto l'annullamento nell'ambito del presente ricorso, il Tribunale del pubblico impiego (TPI) annullava le decisioni 30 novembre 2004 e 20 febbraio 2005, relative al calcolo degli anni pensionabili della E. Chatziioannidou a seguito del trasferimento verso il regime comunitario dell'equivalente attuariale dei diritti a pensione da lei maturati in Grecia.
   A sostegno della domanda di annullamento della detta sentenza, la Commissione solleva un motivo unico che deduce la violazione dei regolamenti nn. 1103/97 (1) e 974/98 (2), nonché delle disposizioni generali di esecuzione dell'art. 11, dell'allegato VIII (3). La Commissione assume che la premessa sulla quale riposa interamente il ragionamento del Tribunale del pubblico impiego deriverebbe da un'errata interpretazione della portata del regolamento n. 1103/97. La Commissione sostiene che, contrariamente a quanto considerato dal Tribunale, il regolamento in esame ha ad oggetto il mantenimento degli impegni contrattuali sottoscritti dalle parti private, ma non quelli sottoscritti dalle pubbliche collettività. Assume inoltre che comunque tale rilievo sarebbe privo di pertinenza nel caso di specie in quanto la Commissione non aveva sottoscritto alcun impegno nei confronti della sig.ra Chatziioannidou alla data di entrata in vigore dell'euro e pertanto, il principio di continuità dei contratti evocato all'art. 3 del regolamento n. 1103/97 non era giuridicamente applicabile alla specie. Per contro, il regolamento n. 974/98, e soprattutto il relativo art. 14, secondo la Commissione, dovrebbe essere applicato nella specie e le DGE dovrebbero essere lette alla luce di tale articolo. Di conseguenza nel caso di trasferimento, successivamente all'introduzione dell'euro, dei diritti a pensione maturati in Grecia, paese che ha adottato l'euro, la disposizione di cui all'art. 4, n. 4 delle direttive generali di esecuzione che dispone le modalità per la conversione in euro degli importi trasferiti in una moneta diversa dall'euro, non sarebbe applicabile. La Commissione sostiene altresì che, contrariamente a quanto considerato dal Tribunale, in ragione della ripartizione delle competenze nell'applicazione dell'art. 11, n. 2, dell'allegato VIII dello Statuto tra la Commissione e le autorità nazionali, la sig.ra E. Chatziioannidou non potrebbe censurare la Commissione per il metodo del calcolo dell'importo dell'equivalente attuariale trasferito alla Commissione dalle autorità greche, perché solo queste ultime erano competenti a scegliere il metodo adeguato. Le autorità greche, infatti, hanno trasferito al conto delle Comunità un importo già espresso in euro.
   
      (1)  Regolamento (CE) del Consiglio 17 giugno 1997, n. 1103, relativo a talune disposizioni per l'introduzione all'euro (GU L 162, pag. 1).
   
      (2)  Regolamento (CE) del Consiglio 3 maggio 1998, n. 974, all'introduzione dell'euro (GU L 139, pag. 1).
   
      (3)  Disposizioni generali di esecuzione degli artt. 11 e 12 dell'allegato VIII dello Statuto, come modificato dal regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 22 marzo 2004, n. 723 (GU L 124, pag. 1).