CELEX: 21991D0731(01)
Language: it
Date: 1991-06-12 00:00:00
Title: Decisione n. 1/91 del Consiglio di cooperazione CEE- Israele, del 12 giugno 1991, che modifica, a seguito dell'introduzione del sistema armonizzato, il protocollo relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa

Avis juridique important

|

21991D0731(01)

Decisione n. 1/91 del Consiglio di cooperazione CEE- Israele, del 12 giugno 1991, che modifica, a seguito dell'introduzione del sistema armonizzato, il protocollo relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa  

Gazzetta ufficiale n. L 211 del 31/07/1991 pag. 0002 - 0003

DECISIONE N. 1/91 DEL CONSIGLIO DI COOPERAZIONE CEE-ISRAELE del 12 giugno 1991 che modifica, a  seguito dell'introduzione del sistema armonizzato, il protocollo relativo alla definizione della  nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa IL  CONSIGLIO DI COOPERAZIONE,  visto l'accordo tra la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele firmato l'11 maggio 1975,  visto il protocollo relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di  cooperazione amministrativa, in particolare l'articolo 25,  considerando che le regole di origine contenute nel protocollo sono basate sull'impiego della  nomenclatura del Consiglio di cooperazione doganale; considerando che il Consiglio di cooperazione  doganale ha approvato il 14 giugno 1983 la «convenzione internazionale sul sistema armonizzato di  designazione e di codificazione delle merci» (in seguito denominato «sistema armonizzato»); che dal  1° gennaio 1988 il sistema armonizzato ha sostituito la precedente nomenclatura ai fini del  commercio internazionale; considerando che è perciò necessario adattare le regole di origine  contenute nel protocollo, nella misura in cui esse sono basate sull'utilizzazione del sistema  armonizzato;  considerando che, alla luce dell'esperienza acquisita, è apparso che si può migliorare la  presentazione delle regole di origine, raggruppando in un'unica lista tutte le eccezioni alla  regola generale del cambiamento della voce doganale e prevedendo istruzioni dettagliate sui criteri  di interpretazione,  DECIDE: Articolo 1  Nell'articolo 1, ultimo comma del protocollo le parole  «nella lista C dell'allegato IV» sono sostituite da «nell'allegato II». Articolo 2  Il testo  dell'articolo 3 del protocollo è sostituito dal testo seguente:     «Articolo 31.    Nel presente protocollo, con i termini ''capitoli'' e ''voci'' s'intendono i  capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce  il ''sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci'' (qui di seguito  denominato ''sistema armonizzato'' oppure SA).  Con il termine ''classificato'' s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in  una determinata voce doganale.  2.    Ai fini dell'articolo 1, sono considerati materiali non originari quelli sufficientemente  lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da  quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione,  fatte salve le disposizioni dei paragrafi 3 e 4.  3.    Se un prodotto è citato nelle colonne 1 e 2 della lista figurante nell'allegato III, le  condizioni stabilite per detto prodotto nella colonna 3 si applicano in luogo della norma di cui al  paragrafo 2.  4.    Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, le seguenti lavorazioni o trasformazioni sono  sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario indipendentemente dal  cambiamento o meno della voce doganale: a)  le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione tal quale delle merci durante il loro  trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in  acqua salata, solforata o addizionata con altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni  analoghe); b)le semplici operazioni di spolveratura, di vagliatura, di cernita, di classificazione, di  assortimento (ivi compresa la composizione di serie di merci), di lavatura, di verniciatura, di  riduzione in pezzi; c)i)  i cambiamenti dell'imballaggio e le divisioni e le riunioni dei colli, ii)la semplice immissione in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in  astucci, scatole e su tavolette, ecc., ed ogni altra semplice operazione di condizionamento; d)l'apposizione sui prodotti o sul loro imballaggio di marchi, etichette, o altri segni distintivi  similari; e)la semplice miscela di prodotti, anche di specie differenti, quando uno o più composti della  miscela non corrispondono alle condizioni fissate dal presente protocollo per poter essere  considerati originari;  f)la semplice riunione di parti di articoli per costituire un articolo completo; g)il cumulo di due o più operazioni indicate alle lettere da a) ad f); h)la macellazione degli animali.». Articolo 3  Il testo dell'articolo 4 del protocollo è  sostituito dal testo seguente:     «Articolo 41.    Nella lista di cui all'allegato III, per ''valore'' s'intende il valore in  dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non  sia noto né verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio  in questione. Il presente paragrafo si applica ''mutatis mutandis'' quando è necessario stabilire il valore dei  materiali originari utilizzati.  2.    Nella lista di cui all'allegato III per ''prezzo franco fabbrica'' s'intende il prezzo  franco fabbrica del prodotto ottenuto, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando  il prodotto è esportato.». Articolo 4  L'articolo 6 del protocollo è modificato come segue: 1)  Nel paragrafo 2, le parole «articolo 3, paragrafo 3» sono sostituite da «articolo 3, paragrafo  4» e le parole «della nomenclatura di Bruxelles» da «del sistema armonizzato».  2)È aggiunto il paragrafo seguente: «4.    Gli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, sono considerati  come originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano  originari. Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato  come originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi  il 15  % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.». Articolo 5  1.    Il testo degli  allegati I, II, III e IV del protocollo è sostituito dal testo degli allegati I, II e III della  presente decisione.  2.    Gli allegati V e VI diventano allegati IV e V. Articolo 6  1.    I prodotti esportati  prima del 1° gennaio 1992, accompagnati da un certificato di circolazione EUR.  1 o da un  formulario EUR.  2, sono considerati come originari in conformità alle norme in vigore il 1°  gennaio 1992.  2.    I certificati di circolazione EUR.  1 ed i formulari EUR.  2 rilasciati o emessi prima del  1° gennaio 1992 in base alle norme in vigore prima di tale data sono accettati fino al 31 maggio  1992 incluso, conformemente alle norme in vigore quando sono stati rilasciati.  3.    Gli articoli 19 e 20 del protocollo sono applicabili nel caso di merci esportate prima del  1° gennaio 1992, e i certificati di circolazione rilasciati a posteriori nonché i duplicati possono  essere rilasciati in base alle norme in vigore prima di tale data. Articolo 7  La decisione 1/78  è sostituita dalla presente decisione. Articolo 8  La presente decisione è applicabile a  decorrere dal 1° gennaio 1992.  Fatto a Bruxelles, addì 12 giugno 1991.  Per il Consiglio di cooperazione Il Presidente A. PRIMOR    Dichiarazione comune riguardante la revisione delle modifiche alle regole di origine in  conseguenza dell'introduzione del sistema armonizzato  Se, in seguito alle modifiche apportate  alla nomenclatura, le nuove norme introdotte con la decisione n. 1/91 modificano la sostanza di una  norma esistente precedentemente alla decisione stessa, e risulta che tale modifica determina una  situazione pregiudizievole agli interessi dei settori in questione e se una delle parti contraenti  lo richiede entro il 31 dicembre 1994, il Consiglio di cooperazione esamina con urgenza se sia  necessario ristabilire la sostanza della norma in questione quale essa era precedentemente alla  decisione n. 1/91.  In ogni caso il Consiglio di cooperazione decide se ristabilire o no la sostanza della norma in  questione durante un periodo di tre mesi dalla presentazione della richiesta di una delle parti  contraenti dell'accordo.  Qualora venga ristabilita la sostanza della norma in questione le parti contraenti dell'accordo  devono anche prevedere il quadro giuridico necessario per garantire che possano essere rimborsati  tutti i dazi doganali indebitamente riscossi sui prodotti in questione importati dopo il 1° gennaio  1992.      ALLEGATO I   NOTE ESPLICATIVE  Nota 1 - ad articoli 1 e 2 Le espressioni «la Comunità»  o «Israele» comprendono anche le acque territoriali degli Stati membri della Comunità o d'Israele. Le navi operanti in alto mare, comprese le «naviofficina» a bordo delle quali viene effettuata la  trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del  territorio dello Stato al quale appartengono purché le stesse rispondano alle condizioni di cui  alla nota esplicativa.  Nota 2 - ad articolo 1 Le condizioni stabilite nell'articolo 1, relative all'acquisizione del  carattere di prodotto originario, vanno rispettate senza interruzione nel territorio della Comunità  o in Israele. Se dei prodotti originari esportati dalla Comunità o da Israele verso un altro paese vi ritornano,  fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2, essi sono considerati come non originari, a meno  che si adduca alle autorità doganali la prova soddisfacente che: -  le merci che ritornano sono le stesse che furono esportate,  e che -esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione, oltre a quelle necessarie alla loro  conservazione, durante la loro permanenza in detto paese.  Nota 3 - ad articolo 1 Allo scopo di determinare se una merce è originaria della Comunità o  d'Israele non si accerta se i prodotti energetici, gli impianti, le macchine e gli utensili  utilizzati per l'ottenimento di tale prodotto siano o meno originari di paesi terzi.  Nota 4 - ad articolo 2, lettera f) L'espressione «loro navi» si applica soltanto alle navi: -  immatricolate o registrate in uno Stato membro o in Israele, -che battono bandiera di uno Stato membro o d'Israele, -che appartengono almeno per il 50  % a cittadini degli Stati membri e d'Israele o ad una società  avente la sede principale in uno Stato membro o in Israele ed in cui lo o gli amministratori, il  presidente del consiglio di amministrazione o del consiglio di vigilanza e la maggioranza dei  membri di questi consigli sono cittadini degli Stati membri o d'Israele ed inoltre, relativamente  alle società di persone o alle società a responsabilità limitata, almeno la metà del capitale  appartiene a Stati membri o ad Israele, a enti pubblici o a cittadini degli Stati membri o  d'Israele, -il cui stato maggiore è interamente composto da cittadini degli Stati membri o d'Israele, -e il cui equipaggio è composto, almeno per il 75  %, da cittadini degli Stati membri o d'Israele.  Nota 5 - ad articoli 2 e 3 1.  Ai fini dell'applicazione delle regole di origine, l'unità di  qualificazione è lo specifico prodotto che è considerato come unità di base per determinare la  classificazione secondo la nomenclatura del sistema armonizzato. Nel caso di assortimenti di  articoli classificati in base alla regola generale n. 3, l'unità di qualificazione è quella  relativa a ciascun articolo dell'assortimento; lo stesso dicasi per gli assortimenti delle voci  6308, 8206 e 9605.  Ne consegue pertanto che: -  quando un prodotto composto da un gruppo o da un complesso di articoli è classificato, secondo  la nomenclatura, in un'unica voce doganale, l'intero complesso costituisce l'unità di  classificazione; -quando una partita consiste di vari prodotti fra loro identici, classificati nella medesima voce  doganale del sistema armonizzato, nell'applicare le regole di origine, ogni prodotto va considerato  singolarmente. 2.Quando, conformemente alla regola generale n. 5 del sistema armonizzato, si considera che  l'imballaggio forma un tutto unico con il prodotto contenuto, ai fini della classificazione, detto  imballaggio sarà in tal modo considerato anche per la determinazione dell'origine.  Nota 6 - ad articolo 3, paragrafo 1 Le note introduttive dell'allegato III si applicheranno, se  del caso, anche a tutti i prodotti fabbricati con materiali non originari, pur se non soggetti ad  una condizione specifica nell'elenco dell'allegato III, ma sottoposti invece alla regola generale  di cambiamento della voce di cui all'articolo 3, paragrafo 1.  Nota 7 - ad articolo 4 Per «prezzo franco fabbrica» si intende quello pagato al fabbricante nel  cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, compreso il valore di  tutti i prodotti utilizzati.  Per «valore in dogana» si intende quello definito nella convenzione sul valore in dogana delle  merci, firmata a Bruxelles il 15 dicembre 1950.    ALLEGATO II   Lista dei prodotti di cui all'articolo 1 temporaneamente esclusi  dall'applicazione del presente protocollo  >SPAZIO PER TABELLA>   ALLEGATO III   Lista delle lavorazioni o trasformazioni a cui devono essere sottoposti  materiali non originari affinché il prodotto trasformato possa avere il carattere di prodotto  originario  NOTE INTRODUTTIVE  Generalità  Nota 1:  1.1.  Le prime due colonne della lista descrivono il prodotto ottenuto. La prima colonna indica la  voce doganale od il capitolo del sistema armonizzato, mentre nella seconda colonna figura la  designazione delle merci usata in detto sistema, per tale voce o capitolo. Ad ogni prodotto  menzionato nelle prime due colonne, corrisponde una regola nella colonna 3. Se in taluni casi la  voce doganale che figura nella prima colonna è preceduta da «ex», ciò significa che la regola nella  colonna 3 si applica soltanto alla parte di voce doganale descritta nella colonna 2.  1.2.Quando nella colonna 1 compaiono più voci doganali raggruppate insieme, o il codice di un  capitolo, e di conseguenza la descrizione dei prodotti nella colonna 2 è espressa in termini  generali, la corrispondente regola nella colonna 3 si applica a tutti i prodotti che nel sistema  armonizzato sono classificati nelle voci doganali del capitolo in questione o in una delle voci  doganali che vi sono raggruppate.  1.3.Quando nella lista compaiono più regole differenti, ciascuna applicabile a differenti prodotti  tutti classificati nella stessa voce doganale, ciascun capoverso (trattino) riporta la descrizione  della parte di voce doganale cui si applica la corrispondente regola nella colonna 3.  Nota 2:  2.1.Per «fabbricazione» s'intende qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, incluso il  montaggio od operazioni specifiche. Vedi altresì la nota 3.5.  2.2.Per «materiale» s'intende qualsiasi «ingrediente», «elemento», «materia prima», «materiale»,  «componente» o «parte», ecc. impiegato nella fabbricazione del prodotto.  2.3.Per «prodotto» s'intende il prodotto che viene fabbricato, anche se esso è destinato ad essere  a sua volta ulteriormente impiegato in un'altra operazione di fabbricazione.  Nota 3:  3.1.Quando una voce doganale o parte di voce doganale non è compresa nella lista, ad essa si  applica la regola del cambiamento di voce doganale di cui all'articolo 3, paragrafo 1. Se un  prodotto citato nella lista è soggetto alla condizione del cambiamento di voce doganale, tale  condizione è menzionata nella regola della colonna 3.  3.2.La lavorazione o la trasformazione richiesta da una regola della colonna 3 deve essere  eseguita soltanto in relazione ai materiali non originari impiegati. Analogamente, le restrizioni  contenute in una regola della colonna 3 si applicano soltanto ai materiali non originari  impiegati.  3.3.Quando una regola prescrive che «materiali di qualsiasi voce doganale» possono essere  utilizzati, è ammesso l'utilizzo anche di materiali della stessa voce doganale del prodotto, fatte  salve le limitazioni specifiche eventualmente indicate nella regola stessa. Tuttavia l'espressione  «fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce doganale compresi gli altri materiali della  voce doganale  .  .  .» significa che possono essere utilizzati materiali classificati nella stessa  voce doganale del prodotto purché diversi da quelli indicati nella descrizione del prodotto  riportata nella colonna 2 della lista.  3.4.Se un prodotto, che è stato fabbricato con materiali non originari e che ha ottenuto il  carattere di prodotto originario in base alla regola del cambiamento di voce doganale oppure in  base alla propria regola specifica nella lista, viene utilizzato nel processo di fabbricazione di  un altro prodotto, la regola della lista applicabile al prodotto finito in cui esso è incorporato  non gli si applica. Ad esempio:  Un motore della voce 8407, per il quale la regola d'origine impone che il valore dei materiali non  originari incorporati non deve superare il 40  % del prezzo franco fabbrica, è ottenuto da «sbozzi  di forgia» della voce 7224.  Se la forgiatura è stata effettuata nel paese in questione a partire da un lingotto non  originario, il pezzo forgiato ha già ottenuto il carattere di prodotto originario conformemente  alla regola per la voce 7224 nella lista. Pertanto esso può essere considerato originario nel  calcolo del valore dei materiali non originari suscettibili di essere utilizzati nella  fabbricazione del motore della voce 8407, a prescindere dal fatto che esso sia stato ottenuto nello  stesso impianto industriale o no. Perciò il valore del lingotto non originario non deve essere  preso in considerazione quando si somma il valore dei materiali non originari utilizzati.  3.5.Anche se la regola del cambiamento di voce doganale o le altre regole che figurano nella lista  sono osservate, il prodotto finito non è originario se la trasformazione eseguita, presa nel suo  complesso, è insufficiente ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4.  Nota 4:  4.1.La regola nella lista rappresenta l'entità minima di lavorazione o trasformazione richiesta, e  l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni più importanti è pure idonea a conferire il carattere  di prodotto originario; d'altro canto, l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni inferiori a  quelle richieste non può conferire il carattere di prodotto originario. Pertanto, se una regola  autorizza l'impiego di un materiale non originario che si trova ad un certo stadio di lavorazione,  l'impiego del materiale in uno stadio di lavorazione precedente è autorizzato, mentre l'impiego del  materiale in uno stadio successivo non lo è.  4.2.Quando una regola nella lista specifica che un prodotto può essere fabbricato a partire da più  di un materiale, ciò significa che è ammesso l'utilizzo di uno qualsiasi o più di tali materiali,  non che tutti i materiali debbano essere utilizzati simultaneamente. Ad esempio:  La regola per i tessuti autorizza l'impiego di fibre naturali ed anche, fra l'altro, di sostanze  chimiche. Ciò non significa che entrambi debbano essere impiegati, bensì che si può usare un  materiale, o l'altro, oppure entrambi. Se tuttavia, una restrizione si applica ad un determinato materiale ed altre restrizioni ad altri  materiali, nell'ambito della medesima regola, allora le restrizioni si applicano soltanto ai  materiali effettivamente impiegati. Ad esempio:  La regola per una macchina da cucire richiede che il meccanismo per la tensione del filo deve  essere originario e che anche il meccanismo detto «zig-zag» deve essere un prodotto originario;  queste due restrizioni si applicano soltanto se i meccanismi in questione sono effettivamente  incorporati nella macchina da cucire.  4.3.Quando nella lista una regola specifica che un prodotto va fabbricato partendo da un  determinato materiale, tale condizione non vieta ovviamente l'impiego di altri materiali che, per  loro natura, non possono rispettare questa regola. Ad esempio:  La regola per la voce 1904 che esclude specificamente l'uso di cereali o loro derivati non  impedisce l'uso di sali minerali, sostanze chimiche ed altri additivi che non sono prodotti a  partire da cereali. Ad esempio:  Nel caso di un prodotto fabbricato con materiali non-tessuti, se la regola prescrive che per tale  gruppo di prodotti, il materiale non originario utilizzato può unicamente essere il filato, non è  ammesso partire da «tessuti non-tessuti», nemmeno se i non-tessuti non possono essere normalmente  ottenuti da filati. In tal caso, il materiale di partenza dovrebbe normalmente trovarsi ad uno  stadio precedente al filato, cioè allo stadio di fibra. Vedi anche la nota 7.3 concernente i tessili.  4.4.Se una regola della lista autorizza l'impiego di materiali non originari, indicando due o più  percentuali del loro tenore massimo, tali percentuali non sono cumulabili. Il tenore massimo di  tutti i materiali non originari impiegati non può mai eccedere la percentuale più elevata fra  quelle indicate. Inoltre, non deve essere superata alcuna delle percentuali specificate, in  relazione ai materiali cui si riferiscono.  Tessili Nota 5:  5.1.Nella lista, con l'espressione «fibre naturali» s'intendono le fibre diverse da quelle  artificiali o sintetiche che si trovano in uno stadio precedente alla filatura, compresi i cascami  e, se non altrimenti specificato, l'espressione «fibre naturali» comprende le fibre che sono state  cardate, pettinate o altrimenti preparate, ma non filate.  5.2.Il termine «fibre naturali» comprende crini della voce 0503, seta delle voci 5002 e 5003  nonché fibre di lana, peli fini o grossolani di animali delle voci da 5101 a 5105, fibre di cotone  delle voci doganali da 5201 a 5203 e le altre fibre vegetali delle voci da 5301 a 5305.  5.3.Nella lista, con i termini «pasta tessile», «sostanze chimiche» e «materiali per la  fabbricazione della carta» sono designati i materiali che non sono classificati nei capitoli da 50  a 63 e che possono essere utilizzati per fabbricare fibre artificiali, sintetiche o di carta o  filati.  5.4.Nella lista, per «fibre in fiocco sintetiche o artificiali» si intendono i fasci di filamenti,  le fibre in fiocco o i cascami sintetici o artificiali delle voci da 5501 a 5507.  Nota 6:  6.1.Nel caso dei prodotti classificati nelle voci che compaiono nella lista e per cui si fa  riferimento alla presente nota introduttiva, le condizioni esposte alla colonna 3 della lista non  si applicano ad alcun materiale tessile di base impiegato che globalmente rappresenti 10  % o meno  del peso totale di tutti i materiali tessili di base usati (vedi anche note 6.3 e 6.4).  6.2.Tuttavia, questa tolleranza si applica esclusivamente ai prodotti misti nella cui composizione  entrano due o più materiali tessili di base, indipendentemente dalla rispettiva percentuale del  prodotto. Per materiali tessili di base si intendono i seguenti:  -  seta,  -  lana,  -  peli grossolani di animali,  -  peli fini di animali,  -  crine di cavallo,  -  cotone,  -  materiali per la fabbricazione della carta e carta,  -  lino,  -  canapa,  -  juta ed altre fibre tessili liberiane,  -  sisal ed altre fibre tessili del genere Agave,  -  cocco, abaca, ramiè ed altre fibre tessili vegetali,  -  filamenti sintetici,  -  filamenti artificiali,  -  fibre sintetiche in fiocco,  -  fibre artificiali in fiocco. Ad esempio:  Un filato della voce 5205 ottenuto da fibre di cotone e da fibre sintetiche in fiocco è un filato  misto. Perciò, materiali tessili non originari che non soddisfano le regole di origine possono  essere usati fino ad una percentuale massima del 10  % in peso del filato. Ad esempio:  Un tessuto di lana della voce 5112 ottenuto da filato di lana e da filato di fibre sintetiche in  fiocco è un tessuto misto. Perciò, filati sintetici non originari o filati di lana o una  combinazione di tali filati, i quali non soddisfano le regole d'origine possono essere utilizzate  fino ad una percentuale massima del 10  % in peso del tessuto. Ad esempio:  Una superficie tessile «tufted» della voce 5802 ottenuta da filato di cotone e da tessuto di  cotone è considerata come un prodotto misto solo se il tessuto di cotone è esso stesso un tessuto  misto ottenuto da due o più diversi materiali tessili di base, oppure se il filato di cotone usato  è esso stesso misto. Ad esempio:  Se la stessa superficie tessile «tufted» è stata ottenuta da filato di cotone e da tessuto  sintetico, allora, ovviamente, sarebbero stati utilizzati due diversi materiali tessili di base. Ad esempio:  Un tappeto con ciuffi di filato artificiale e ciuffi di filato di cotone ed il dorso di juta è un  prodotto misto, poiché sono stati utilizzati tre materiali tessili di base. Perciò può essere  utilizzato qualsiasi  materiale non originario che è utilizzato ad uno stadio di lavorazione  superiore a quello ammesso dalla regola, a condizione che il suo peso globale non ecceda il 10  %  del peso del materiale tessile nel tappeto. Perciò, il dorso di juta, i filati artificiali e/o i  filati di cotone potrebbero essere importati in questa fase di lavorazione a condizione che il  limite di peso sia rispettato.  6.3.Nel caso di tessuti nella cui composizione entrano «filati di poliuretano segmentato con  segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti» questa tolleranza viene portata al 20  % per  tale filato.  6.4.Nel caso di tessuto nella cui composizione entra un nastro consistente di un'anima di lamina  di alluminio, oppure di un'anima di pellicola di materia plastica, ricoperta o no di polvere di  alluminio, della larghezza non superiore a 5 mm, inserita mediante incollatura tra due pellicole di  plastica, questa tolleranza viene portata al 30  % per tale nastro.  Nota 7:  7.1.Nel caso dei prodotti tessili contrassegnati nella lista da una nota a piè di pagina relativa  alla presente nota introduttiva, i ricami e accessori tessili che non soddisfano la regola esposta  nella colonna 3 per il prodotto finito in questione possono essere usati, purché il loro peso non  superi il 10  % del peso totale di tutti i materiali tessili incorporati. Le guarnizioni e gli accessori tessili interessati sono quelli classificati ai capitoli da 50 a 63.  Le stoffe da fodera o da controfodera non sono considerate guarnizioni né accessori.  7.2.Le guarnizioni, gli accessori e gli altri prodotti utilizzati che contengono materiali tessili  non debbono soddisfare le condizioni di cui alla colonna 3 (anche se non rientrano nella portata  della nota 4.3).  7.3.Conformemente alla nota 4.3, le guarnizioni, gli accessori o gli altri materiali (che non  contengano materiali tessili) non-tessili possono in ogni caso essere utilizzati liberamente  qualora essi non possano essere ottenuti a partire dai materiali elencati nella colonna 3 della  lista. Ad esempio:  Se una regola della lista richiede per un prodotto tessile specifico, come una camicia, che la  fabbricazione debba partire dal filato, ciò non vieta l'uso di particolari metallici, come i  bottoni, poiché questi non possono essere ottenuti da materiali tessili.  7.4.Qualora sia applicabile una regola di percentuale, il valore delle guarnizioni ed accessori  deve essere preso in considerazione nel calcolo del valore dei materiali non originari  incorporati.  >SPAZIO PER TABELLA>  >SPAZIO PER TABELLA>    >SPAZIO PER TABELLA>    >SPAZIO PER TABELLA>   >SPAZIO PER TABELLA>  >SPAZIO PER TABELLA>      >SPAZIO PER TABELLA>  (1)  Per le  condizioni speciali relative a prodotti costituiti da materie tessili miste, vedi la nota  introduttiva n. 6. (1)  Per le condizioni speciali relative a prodotti costituiti da materie tessili miste, vedi la  nota introduttiva n. 6. (1)  Per le condizioni speciali relative a prodotti costituiti da materie tessili miste, vedi la  nota introduttiva n. 6. (1)  Vedi nota introduttiva n. 7 per guarnizioni ed accessori di tessuti.   (2)Per le condizioni speciali relative a prodotti costituiti da materie tessili miste, vedi nota  introduttiva n. 6. (1)  Per le condizioni speciali relative a prodotti costituiti da materie tessili miste, vedi nota  introduttiva n. 6.   (2)Per le mascherine filtranti è permessa la fabbricazione a partire da fibre poliesteri non  stirate discontinue. La presente disposizione speciale è applicabile fino al 31 marzo 1988.   (3)Vedi nota introduttiva n. 7, relativa a guarnizioni ed accessori di tessuti.