CELEX: 52013DC0352
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 della Bulgaria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Bulgaria 2012-2016

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		52013DC0352
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 della Bulgaria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Bulgaria 2012-2016 /* COM/2013/0352 final - 2013/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2013 della
Bulgaria 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza
della Bulgaria 2012-2016

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l’articolo 6,
paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
previa consultazione del comitato economico e
finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010, il
Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa
2020, una nuova strategia per la crescita e l’occupazione, basata su un
maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori
chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita
sostenibile e di competitività dell’Europa.
(2)       Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010,
una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche
degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una
decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[5], che insieme formano gli “orientamenti
integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di
occupazione.
(3)       Il 29 giugno 2012 i
capi di Stato o di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione
che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. Hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati membri,
in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni
specifiche per paese.
(4)       Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2012 della
Bulgaria e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato
della Bulgaria 2011-2015.
(5)       Il 28 novembre 2012 la
Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita[6], segnando l’inizio del semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Sempre il 28
novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011,
la relazione sul meccanismo di allerta[7],
in cui annoverava la Bulgaria tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto
di un esame approfondito.
(6)       Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione
di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione.
(7)       Il 10 aprile 2013 la
Commissione ha pubblicato i risultati dell’esame approfondito per la Bulgaria[8] a norma dell’articolo 5 del
regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi ha portato la Commissione a concludere
che la Bulgaria registra squilibri macroeconomici che richiedono un controllo e
un’azione a livello delle politiche. In particolare è opportuno prestare un’attenzione
costante all’impatto della riduzione dell’indebitamento delle imprese, nonché
all’aggiustamento continuo delle posizioni sull’estero, della competitività e
del mercato del lavoro.
(8)       Il 19 aprile 2013 la Bulgaria
ha presentato il suo programma di convergenza 2013 relativo al periodo 2012-2016
e il suo programma nazionale di riforma 2013. I due programmi sono stati
valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
(9)       Sulla base della valutazione
del programma di convergenza 2013 a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il
Consiglio ritiene che le finanze pubbliche in Bulgaria siano nell’insieme
solide. L’obiettivo a medio termine è stato raggiunto nel 2012. Lo scenario
macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma di
convergenza è plausibile per il biennio 2013-2014, periodo in cui si prevede
una crescita annua dell’1,0% nel 2013 e dell’1,8% nel 2014. Le previsioni di
primavera 2013 della Commissione indicano una crescita del PIL dello 0,9%
per il 2013 e dell’1,7% per il 2014. L’obiettivo della strategia di
bilancio delineata nel programma è mantenere un saldo strutturale di bilancio
prossimo all’OMT per tutto il periodo di riferimento del programma. Il
programma conferma l’OMT precedente pari a -0,5% del PIL, che è più ambizioso
di quanto richiesto dal patto di stabilità e crescita. Sulla base del saldo di
bilancio strutturale (ricalcolato), che secondo le stime scenderà leggermente
da un disavanzo dello 0,4% del PIL nel 2012 ad un disavanzo compreso tra lo 0,7
e lo 0,8% del PIL nel periodo 2013-2016, la Bulgaria si posiziona poco al di
sotto del proprio OMT nel periodo di riferimento del programma di convergenza.
Il tasso di crescita della spesa pubblica, tenendo conto delle misure
discrezionali sul lato delle entrate, rispetterebbe il parametro di riferimento
del patto di stabilità e crescita nel periodo 2013-2015, ma non nel 2016. Il
rapporto debito/PIL è inferiore al 60% e, secondo il programma di convergenza,
dovrebbe raggiungere un picco equivalente al 20,4% nel 2014, per poi diminuire
durante il periodo di riferimento del programma. Analogamente, le previsioni di
primavera 2013 della Commissione prevedono un rapporto debito/PIL pari al 20,3%
nel 2014.
(10)     La Bulgaria ha rafforzato
sensibilmente il proprio quadro di bilancio negli ultimi anni, il che ha
contribuito a mantenere la disciplina di bilancio e ad aumentare la credibilità
della politica finanziaria. La nuova legge sulle finanze pubbliche che entrerà
in vigore nel 2014 mantiene le regole numeriche di bilancio attualmente vigenti,
rafforza ulteriormente i requisiti a livello locale e riforma il quadro di
bilancio triennale a medio termine. È importante che le autorità mantengano la
spinta alle riforme e preparino il terreno per l’attuazione della nuova legge,
in particolare istituendo l’organo di bilancio indipendente previsto e
dotandolo di mandato chiaro, autonomia funzionale e risorse adeguate. Vi è
ampio margine di miglioramento per quanto riguarda il rispetto dell’obbligo
tributario, e progressi in tale settore consentirebbero alla Bulgaria di
sostenere maggiori spese a favore della crescita. Se da un lato la Bulgaria ha
preso alcune apprezzabili disposizioni per ridurre i costi di conformità alla
normativa e per migliorare la riscossione delle imposte, il sistema tributario
è ancora caratterizzato da un’evasione fiscale consistente e da bassi livelli
di efficienza amministrativa. I costi amministrativi della raccolta fiscale
sono elevati, come anche i costi degli adempimenti tributari delle imprese.
Nonostante le misure adottate per migliorare l’obbligo tributario, la quota
dell’economia sommersa è tuttora stimata a livelli alti che si potranno ridurre
solo con persistenti sforzi a lungo termine.
(11)     Ridurre l’uscita anticipata
dal mercato del lavoro è una sfida fondamentale per migliorare l’adeguatezza
del regime pensionistico oltre che sotto il profilo dell’offerta di lavoro. Il
tasso d’occupazione dei lavoratori anziani, in particolare donne, è inferiore
alla media dell’UE e comporta diritti di pensione inadeguati per un’ampia parte
di beneficiari. Sono in corso importanti riforme in questo settore, ma i regimi
speciali ancora in vigore per talune professioni sono tra i fattori che
contribuiscono all’abbassamento dell’età pensionabile effettiva. Continuando i
progressi realizzati nell’innalzare l’età pensionabile, la Bulgaria dovrebbe
anche prepararsi a fissare una data per l’introduzione dell’età pensionabile
prevista per legge uguale per uomini e donne che abbiano versato i contributi
nel corso dell’intera vita lavorativa. Una revisione dei criteri per l’assegnazione
delle pensioni di invalidità (ad esempio introducendo il criterio della
capacità lavorativa) e dei relativi controlli contribuirebbe efficacemente a
contenere gli abusi.
(12)     La Bulgaria risente di un’occupazione
al di sotto della media e in calo, oltre che di grandi disparità in termini
disoccupazione tra le regioni e tra i gruppi della popolazione. La crisi ha
colpito con particolare violenza i lavoratori poco qualificati e ha aumentato
in misura significativa il tasso di disoccupazione giovanile. La disoccupazione
di lunga durata è cresciuta più rapidamente che nel resto dell’Unione. Una
riforma dell’agenzia per l’impiego potrebbe svolgere un ruolo potenzialmente
significativo nel conciliare domanda e offerta nel mercato del lavoro bulgaro,
grazie a consulenze più efficaci, disposizioni mirate per promuovere l’occupazione
e migliore elaborazione delle previsioni sulla domanda futura di competenze.
Una valutazione preliminare dell’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile
in corso potrebbe contribuire a orientare le risorse verso le azioni che
producono i risultati migliori in termini di creazione di posti di lavoro.
Resta difficoltoso assicurare che il regime dei contributi previdenziali minimi
raggiunga l’obiettivo di ridurre l’economia sommersa, senza che le tariffe
escludano i lavoratori poco qualificati dal mercato del lavoro. I cittadini
bulgari sono i più esposti al rischio di povertà o esclusione sociale nell’UE.
L’attuazione della strategia nazionale di lotta contro la povertà e l’esclusione
sociale dovrebbe essere considerata una priorità. Occorre migliorare l’accessibilità
e l’efficacia dei trasferimenti sociali e potenziare l’efficienza e l’accesso
ai servizi sociali, in particolare per bambini e anziani. La strategia
nazionale di integrazione dei Rom dovrebbe essere corredata di un piano d’azione
che preveda disposizioni specifiche, finanziamenti adeguati e l’istituzione di
un meccanismo di verifica e valutazione dell’impatto degli interventi.
(13)     La Bulgaria è di fronte alla
sfida di migliorare la qualità ed efficienza complessiva del proprio sistema d’istruzione.
L’adozione definitiva della legge sull’istruzione scolastica entro il 2013
fornirà un contesto per avanzare con le riforme necessarie, tra cui l’aggiornamento
dei programmi e il miglioramento della formazione e degli incentivi destinati
agli insegnanti. Per quanto concerne l’istruzione superiore, i progressi nelle
riforme sono stati molto limitati. La presenza di una notevole disparità tra i
risultati dell’istruzione superiore e la domanda del mercato del lavoro aggrava
la disoccupazione strutturale e ostacola lo sviluppo di settori innovativi ad
alto valore aggiunto. Gli scarsi risultati dell’istruzione superiore sono
legati alla mancanza d’incentivi sul piano istituzionale e al livello di
preparazione dei singoli ricercatori e docenti. Il miglioramento della qualità
e della copertura del sistema sanitario è un problema annoso per la Bulgaria.
Una maggiore trasparenza nel finanziamento dell’assistenza sanitaria
contribuirebbe a favorire la crescita e la competitività nel settore. La quota
della spesa sanitaria dedicata alle cure ambulatoriali è bassa e riduce quindi
l’accesso a servizi sanitari efficienti sotto il profilo dei costi. L’alta
percentuale di pagamenti diretti esclude di fatto determinate fasce della
popolazione dai servizi di assistenza sanitaria. La Bulgaria è confrontata a
importanti sfide in termini di razionalizzazione e gestione del settore
ospedaliero.
(14)     In Bulgaria, alcuni
miglioramenti del contesto in cui operano le imprese, compresa una maggiore
efficienza dei servizi pubblici, gioverebbero considerevolmente alla
competitività delle imprese nazionali e attirerebbero investimenti esteri. L’introduzione
più rapida e sistematica dell’amministrazione in linea offre grandi
potenzialità e potrebbe, tra l’altro, ridurre i costi di conformità alla
normativa e gli oneri amministrativi delle imprese. Inoltre, la piena
attuazione ed esecuzione della normativa societaria, comprese le procedure sui
ritardi di pagamento e sull’insolvenza, migliorerebbero sensibilmente la
situazione generale, non ultimo per le PMI. L’inadeguatezza dell’accesso delle
piccole e medie imprese ai finanziamenti ne frena lo sviluppo. Un sistema
giudiziario indipendente ed efficiente è un prerequisito allo sviluppo
economico duraturo. Negli ultimi anni la Bulgaria ha realizzato progressi nella
riforma del sistema giudiziario, in particolare nell’ammodernare il quadro
giuridico e istituzionale. Resta nondimeno ampio margine per sfruttare appieno
tale quadro, garantendo risultati duraturi e rafforzando la titolarità delle
riforme a tutti i livelli. Inoltre, maggiori sforzi nella lotta contro la
corruzione contribuirebbero a migliorare il contesto in cui operano le imprese.
(15)     L’efficienza nello
sfruttamento dei fondi dell’UE è essenziale per gli investimenti pubblici
necessari. La riforma della normativa sugli appalti pubblici del 2011 è stata
un passo significativo per migliorare controllo, prevenzione e sanzione delle
irregolarità. Sebbene siano entrate in vigore nuove norme riguardanti in
particolare i progetti cofinanziati dall’UE, il conferimento di più ampi poteri
all’agenzia per gli appalti pubblici aumenterebbe l’efficienza del controllo ex
ante.
(16)     La capacità e l’indipendenza
delle autorità di regolamentazione nei settori economici chiave sono condizioni
quadro importanti per la competitività. L’infrastruttura dei trasporti della
Bulgaria ha registrato alcuni miglioramenti negli ultimi anni, sebbene resti
ampio potenziale di miglioramento in termini di efficienza nella fornitura dei
servizi e nella manutenzione. Il paese deve ancora conformarsi appieno agli
obblighi assunti nel quadro del mercato interno dell’energia, settore in cui
permangono considerevoli problemi a livello del mercato sia all’ingrosso che al
dettaglio. Tra gli aspetti che destano particolari preoccupazioni: persistenti
ostacoli all’accesso al mercato, accordi che prevedono profitti garantiti e
prezzi regolamentati, assenza di un mercato all’ingrosso per l’energia
elettrica e il gas naturale. Data la forte dipendenza da un’unica via di
fornitura d’energia, la Bulgaria è particolarmente esposta al rischio di shock
sul versante dell’approvvigionamento. La realizzazione dei progetti relativi
agli interconnettori di energia elettrica e gas dovrebbe essere accelerata per
aumentare la diversificazione e la sicurezza dell’approvvigionamento. La scarsa
efficienza energetica resta un grave onere economico a carico delle imprese e
dei consumatori privati. In particolare, l’efficienza energetica dell’edilizia
pubblica e privata presenta ampie potenzialità.
(17)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica
economica della Bulgaria, ha valutato il programma di convergenza e il
programma nazionale di riforma e ha presentato un esame approfondito. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della
Bulgaria, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE,
alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione
europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell’UE per le future
decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 7.
(18)     Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza della Bulgaria e il suo
parere[9]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(19)     Alla luce dell’esame
approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha
esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. Le
sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 3, 4 e 5,
RACCOMANDA che la Bulgaria adotti
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
1.           mantenere una posizione di
bilancio solida conformandosi all’obiettivo a medio termine e perseguire una
politica di bilancio favorevole alla crescita secondo quanto previsto nel
programma di convergenza; attuare una strategia fiscale globale che rafforzi
tutti gli aspetti della normativa e delle procedure di raccolta al fine di
aumentare le entrate, segnatamente migliorando la riscossione delle imposte,
combattendo l’economia sommersa e riducendo i costi degli adempimenti
tributari; istituire un organo indipendente che controlli la politica di
bilancio e fornisca analisi e consulenza;
2.           eliminare gradualmente le
possibilità di prepensionamento, introdurre l’età pensionabile prevista per
legge uguale per uomini e donne e attuare politiche attive del mercato del
lavoro che consentano ai lavoratori anziani di partecipare più a lungo al
mercato del lavoro; introdurre criteri di ammissibilità e controlli più severi
per l’assegnazione delle pensioni di invalidità;
3.           accelerare l’iniziativa
nazionale a favore dell’occupazione giovanile, ad esempio attraverso una “garanzia
per i giovani”; riformare l’agenzia per l’impiego al fine di fornire consulenze
efficaci a quanti cercano lavoro e sviluppare capacità di previsione del
fabbisogno di competenze e di conciliarne la domanda e l’offerta; potenziare le
politiche attive del mercato del lavoro, con particolare riguardo ai regimi
nazionali per l’impiego; procedere ad una revisione delle soglie minime dei
contributi previdenziali per assicurare che il sistema non escluda i lavoratori
poco qualificati dal mercato del lavoro a causa del livello delle tariffe; provvedere
alla concreta realizzazione delle strategie nazionali sulla povertà e di
integrazione dei Rom; migliorare l’accessibilità e l’efficacia dei
trasferimenti e dei servizi sociali, in particolare per bambini e anziani;
4.           adottare la legge sull’istruzione
scolastica e proseguire la riforma dell’istruzione superiore, in particolare
allineando meglio i risultati alle esigenze del mercato del lavoro e
rafforzando la cooperazione tra istruzione, ricerca e imprese; migliorare l’accesso
all’istruzione inclusiva per i bambini svantaggiati, in particolare Rom;
assicurare l’accesso effettivo all’assistenza sanitaria e migliorare la
tariffazione dei servizi sanitari collegando il finanziamento degli ospedali ai
risultati e sviluppando le cure ambulatoriali;
5.           intervenire ulteriormente per
migliorare il contesto in cui operano le imprese, riducendo gli oneri
burocratici, applicando la strategia volta a creare l’amministrazione in linea
e attuando la normativa sui ritardi di pagamento; migliorare la qualità e l’indipendenza
del sistema giudiziario e combattere più efficacemente la corruzione;
migliorare l’accesso ai finanziamenti per le PMI e le start-up;
6.           accelerare l’assorbimento dei
fondi dell’UE; garantire la corretta applicazione della normativa in materia di
appalti pubblici ampliando il controllo ex ante dell’agenzia per gli
appalti pubblici per evitare irregolarità;
7.           rafforzare l’indipendenza
delle autorità nazionali di regolamentazione e la capacità amministrativa, in
particolare nei settori dell’energia e dei trasporti nonché nella gestione dei
rifiuti e delle risorse idriche; eliminare gli ostacoli all’accesso al mercato,
i contingenti, le restrizioni territoriali e i prezzi regolamentati e completare
la struttura del mercato con l’istituzione di un mercato all’ingrosso
trasparente per l’energia elettrica e il gas naturale; accelerare i progetti
relativi agli interconnettori di gas ed energia elettrica e incrementare la
capacità di affrontare le interruzioni nell’approvvigionamento; intensificare
gli sforzi intesi a promuovere l’efficienza energetica.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2013) 352 final.
[4]               P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
[5]               Decisione 2013/208/UE del Consiglio, del 22 aprile 2013.
[6]               COM(2012) 750 final.
[7]               COM(2012) 751 final.
[8]               SWD(2013) 114 final.
[9]               A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.