CELEX: 52013PC0509
Language: it
Date: 2013-07-10
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all’anno europeo dello sviluppo (2015)

|
			
		
		
		52013PC0509
		
			Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all’anno europeo dello sviluppo (2015) /* COM/2013/0509 final - 2013/0238 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE

1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La cooperazione allo sviluppo è cambiata negli
ultimi decenni, in un contesto sempre più caratterizzato da sfide globali e
interdipendenza, differenziazione tra i paesi in via di sviluppo e nuovi attori
emergenti nello sviluppo.
Il 2015
sarà un anno cruciale per lo sviluppo: infatti è l’ultimo anno per conseguire
gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) definiti in comune, e inoltre è l’anno
in cui dovranno essere prese le principali decisioni sul quadro che li sostituirà.
Quattro anni dopo l’adozione della comunicazione
sul Programma di cambiamento[1],
il 2015 sarà anche il momento opportuno
per comunicare i risultati concreti della riforma della politica di sviluppo
che tale programma ha rappresentato.
L’UE è il maggior donatore di aiuti pubblici allo
sviluppo (APS) a livello mondiale, fornendo oltre la metà di tutti gli aiuti
concessi a livello mondiale. Il suo deciso impegno a sostenere i paesi partner
risale al 1957, quando i trattati di
Roma hanno gettato le basi della politica europea di sviluppo.
Il trattato di Lisbona ha solidamente inserito le
politiche di sviluppo, con il loro obiettivo generale della riduzione della
povertà, nell’azione esterna dell’UE a sostegno del suo interesse per un mondo
stabile e prospero. La cooperazione allo sviluppo è inoltre parte della
strategia Europa 2020.
Infine, importanti
iniziative strategiche dell’UE, quali la coerenza delle politiche per lo
sviluppo e l’efficacia degli aiuti, hanno costantemente contribuito a
migliorare la programmazione e l’attuazione della cooperazione allo sviluppo
dell’UE.
2.           Un anno
europeo per lo sviluppo
·      Sfide
Nonostante il forte impegno a sostenere i paesi
partner, i cittadini europei spesso non dispongono di informazioni sulla
cooperazione allo sviluppo, sul perché sia necessaria o sul valore aggiunto
delle politiche di sviluppo a livello dell’UE. L’indagine
Eurobarometro dell’ottobre 2012 ha messo
in luce forti lacune di conoscenza, per cui il 53%
degli intervistati afferma di non sapere nulla sulla destinazione degli aiuti
dell’UE, mentre il 44% dichiara di non
sapere dove vadano gli aiuti bilaterali del proprio paese[2].
Dall’inchiesta è emerso inoltre che l’impegno
personale è in lieve diminuzione e che la percezione della cooperazione allo
sviluppo e dell’importanza ad essa attribuita all’interno dell’UE varia da un
paese all’altro.
In un mondo in rapida evoluzione, i cittadini
hanno bisogno di informazioni sui modi in cui un’Europa aperta al mondo esterno
possa contribuire a garantire la sostenibilità su scala mondiale. È importante sensibilizzare maggiormente i
cittadini sulla nostra interdipendenza mondiale. In
generale, i cittadini dell’UE vogliono capire in che modo possano fare la loro
parte; essere informati è quindi il primo passo verso un’azione concreta.
Le politiche di sviluppo sono radicalmente
cambiate negli ultimi anni. Lasciata alle
spalle la tradizionale relazione tra donatore e beneficiario, oggi l’accento è
sempre più su un approccio alle sfide globali di reciproco interesse basate
sulla parità con i paesi partner.
Tuttavia, i principali obiettivi della politica di
sviluppo dell’UE richiedono un impegno pubblico. Date
le tensioni della crisi mondiale, ad esempio, un’opinione pubblica forte può
contribuire a raggiungere l’obiettivo di destinare lo 0,7% del PNL al
finanziamento dello sviluppo[3].
Inoltre, l’importanza attribuita alla cooperazione
allo sviluppo varia da uno Stato membro all’altro. L’anno
europeo dello sviluppo 2015 rappresenta
un’opportunità per innalzare il livello di informazioni in tutti gli Stati
membri. Questa impostazione verrà applicata ai
diversi gruppi destinatari dei paesi. In
questo spirito, il coinvolgimento degli Stati membri e delle rappresentanze
dell’UE rivestirà un’importanza particolare.
Il fatto che l’UE sia un attore globale e
portatore di cambiamento è importante ai fini di un sostegno costante alla sua
politica di sviluppo. L’opinione pubblica deve
percepire che l’UE svolge un’azione di coordinamento e collaborazione con gli
Stati membri e con gli altri donatori. La
maggior parte dei cittadini è all’oscuro dell’efficacia e degli effetti
positivi degli aiuti, e questi aspetti devono essere presentati in termini meno
tecnici.
·      Opportunità
L’organizzazione dell’anno europeo dello sviluppo
precisamente nel 2015 richiederà
ulteriori sforzi significativi, ma sarà anche un’opportunità per mobilitare i
responsabili politici e i cittadini dell’Unione in generale su scala europea. L’anno
europeo dello sviluppo 2015 può indurre
una maggiore sensibilizzazione nel pubblico ed evidenziare il ruolo che l’UE
svolge a livello internazionale nel settore dello sviluppo. Inoltre può far
capire meglio alla popolazione generale come lo sviluppo, lo sviluppo
sostenibile, i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, la biodiversità
e altre tematiche di rilievo siano interconnesse e come questo si ripercuota
sulle popolazioni più povere del pianeta e promuovere il concetto di coerenza
politica. L’iniziativa si raccorda a tutta la serie di iniziative di
comunicazione che gli Stati membri e gli altri attori nella cooperazione allo
sviluppo stanno senza dubbio programmando per tale anno, in particolare.
Come risulta dal sondaggio Eurobarometro, la
palese necessità di migliorare la comunicazione sulla cooperazione allo
sviluppo dell’UE è compensata dalla disponibilità generale dei cittadini dell’UE
ad aiutare gli indigenti nei paesi partner. L’atteggiamento
favorevole ad aiutare i paesi partner è costantemente elevato (85%). Più di
sei europei su dieci ritengono che occorra aumentare gli aiuti ai paesi
partner. Tuttavia, le strategie di
comunicazione sulla cooperazione allo sviluppo dell’UE devono sempre essere
adattate in funzione delle circostanze nazionali.
L’UE dispone di una rete ampia e dinamica di
organizzazioni non governative attive nel settore della cooperazione allo
sviluppo che operano a stretto contatto con le istituzioni dell’UE. Le ONG hanno un ruolo essenziale da svolgere nel
rivolgersi ai cittadini dell’UE. Il ruolo essenziale delle ONG consiste nel
rivolgersi ai cittadini dell’UE e di coinvolgerli nelle loro iniziative.
Il settore privato e le fondazioni internazionali
svolgono un ruolo sempre più attivo nella cooperazione allo sviluppo e gli
opinion leader internazionali stanno diventando soggetti importanti in materia
di aiuti allo sviluppo. Essi contribuiscono a
creare sinergie, anche in termini di comunicazione sulla cooperazione allo
sviluppo diretta ad un pubblico più ampio.
La fitta rete di delegazioni dell’Unione europea
in tutto il mondo fa sì che sia possibile raccogliere informazioni sui
risultati della cooperazione allo sviluppo dell’UE e diffonderle nei paesi
partner.
L’anno europeo dello sviluppo 2015 contribuirà a rendere più efficaci gli
sforzi di comunicazione in corso sulla cooperazione allo sviluppo dell’UE e
rafforzerà la visibilità e l’impostazione basata sui risultati di tale
cooperazione.
·      Obiettivi e attività proposte
L’obiettivo dell’anno europeo dello sviluppo 2015 è di informare i cittadini europei circa
la cooperazione allo sviluppo dell’UE, sottolineando ciò che l’Unione europea
può già ottenere quale maggiore donatore di aiuti al mondo e come potrebbe fare
di più con gli sforzi congiunti dei suoi Stati membri e delle sue istituzioni.
L’anno europeo dello sviluppo 2015 intende stimolare l’interesse attivo dei
cittadini europei nella cooperazione allo sviluppo e promuovere un senso di
responsabilità e opportunità per quanto riguarda la loro partecipazione alla
formulazione e attuazione delle politiche.
Il quadro di valutazione aumenterà la consapevolezza
del ruolo della cooperazione allo sviluppo dell’UE, che comporta un’ampia gamma
di benefici non solo per i beneficiari, ma anche per i cittadini dell’UE, in un
mondo sempre più mutevole e interdipendente.
I messaggi principali da trasmettere nel corso
dell’anno dovrebbero trarre origine dalle recenti comunicazioni Potenziare l’impatto
della politica di sviluppo dell’Unione europea: un programma di
cambiamento e Un’esistenza dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà e
offrire al mondo un futuro sostenibile[4].
Nell’ambito della comunicazione sugli aiuti dell’UE
durante l’anno europeo dello sviluppo 2015
sarà adottata un’impostazione di più ampio respiro, che abbraccia sia la
cooperazione allo sviluppo che gli aiuti umanitari dell’UE. Ove possibile, le
attività previste nell’ambito dell’anno europeo dello sviluppo 2015 saranno concepite e attuate con i partner
strategici. Saranno quindi utilizzati i consessi esistenti per promuovere l’anno
europeo dello sviluppo 2015, ma occorre
anche cercare partenariati innovativi.
Tutte le attività devono essere il più possibile
vicine ai cittadini sia all’interno che all’esterno dell’UE ed essere
facilmente comprensibili. Per massimizzare l’impatto delle azioni ci si
rivolgerà a specifici gruppi destinatari, tra cui i giovani.
Per quanto possibile, verranno messe a profitto le
iniziative di comunicazione esistenti, ad esempio le Giornate europee dello
sviluppo, l’iniziativa Educazione e sensibilizzazione allo sviluppo (DEAR),
premi quali il premio Lorenzo Natali o le pubblicazioni sulla cooperazione allo
sviluppo dell’UE come la relazione annuale di EuropeAid.
Le attività in altri settori come le relazioni
esterne, il commercio, l’allargamento, l’occupazione e la politica sociale, l’istruzione
e la cultura, la sanità, l’agricoltura e la ricerca e l’innovazione, già
contribuiscono direttamente o indirettamente a promuovere lo sviluppo. La Commissione farà ricorso a tali attività per
amplificare l’impatto dell’iniziativa Anno europeo dello sviluppo 2015.
Come per i precedenti anni europei, le misure
supplementari comprenderanno campagne di comunicazione, conferenze,
manifestazioni, iniziative, studi e indagini su scala europea, nazionale,
regionale e locale, per trasmettere messaggi chiave, divulgare le informazioni
sulla cooperazione allo sviluppo dell’UE e invitare i cittadini dell’UE a
partecipare e contribuire attivamente. La
Commissione può individuare altre attività per contribuire agli obiettivi dell’anno
europeo dello sviluppo 2015.
Le azioni nell’ambito dell’anno europeo dello
sviluppo 2015 devono essere adattate
alle esigenze e alle circostanze dei singoli Stati membri. Si terrà conto degli
insegnamenti tratti dai precedenti anni europei. Gli Stati membri sono invitati
a nominare un coordinatore nazionale per l’evento. I coordinatori nazionali si
consulteranno strettamente con un’ampia gamma di parti interessate e, se del
caso, agiranno in veste di agenzie nazionali o punti di contatto per le
pertinenti attività dell’UE.
Le attività intraprese in collaborazione con gli
Stati membri nell’anno europeo dello sviluppo 2015
dovranno tenere conto delle strategie di comunicazione esistenti dei singoli
paesi. Gli Stati membri potranno quindi essere invitati a comunicare sulla
cooperazione allo sviluppo dell’UE nel senso più ampio.
3.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATE
Nel maggio 2011,
in risposta a una prima proposta della Confederazione europea delle ONG di
emergenza e di sviluppo (CONCORD), il Comitato economico e sociale europeo ha
proposto di designare il 2015 Anno
europeo dello sviluppo.
Nell’ottobre 2012,
il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a proclamare il 2015 anno europeo dello sviluppo,
esprimendo l’auspicio di innalzare in questo modo/così facendo il profilo della
cooperazione allo sviluppo.
I servizi della Commissione e il servizio europeo
per l’azione esterna sono stati consultati informalmente sull’idea dell’anno
europeo dello sviluppo 2015.
Il Parlamento europeo e gli Stati membri sono
stati contattati in via informale sull’organizzazione di tale evento.
L’anno europeo dello sviluppo 2015 è un punto all’ordine del giorno della
riunione periodica con i direttori generali responsabili dello sviluppo negli
Stati membri nel giugno 2013.
Le discussioni sull’organizzazione si sono svolte
con la task force interistituzionale per l’anno europeo dello sviluppo composta
da rappresentanti di CONCORD, del Comitato economico e sociale europeo, del
Comitato delle regioni, dei membri del Parlamento europeo e degli Stati membri.
I piani per l’anno europeo dello sviluppo 2015 sono stati comunicati al forum dell’iniziativa
Educazione e sensibilizzazione allo sviluppo (DEAR), che mira a rafforzare le
capacità delle ONG di sensibilizzare, informare e coinvolgere il pubblico
europeo nella lotta alla povertà a livello mondiale e nell’inclusione sociale.
Il contenuto dell’iniziativa è stato accolto con ampio favore e le richieste
sempre più numerose di maggiori informazioni e il sostegno attivo riscosso
indicano che vi è una forte richiesta in questo senso.
Data la dimensione attinente alle relazioni
esterne dell’anno europeo dello sviluppo 2015,
sono inoltre intercorsi scambi informali di opinioni con le organizzazioni
internazionali.
4.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
·      Base giuridica
L’articolo 209
del TFUE fornisce la base giuridica per lo sviluppo e l’attuazione da parte
dell’UE della sua politica di sviluppo, secondo la definizione di cui all’articolo 208.
L’articolo 210
del TFUE stabilisce che, per favorire la complementarità e l’efficacia delle
azioni, l’Unione e gli Stati membri coordinano le rispettive politiche in
materia di cooperazione allo sviluppo e si concertano sui rispettivi programmi
di aiuto, anche nelle organizzazioni internazionali e in occasione di
conferenze internazionali. Essi possono intraprendere azioni congiunte. Gli
Stati membri contribuiscono, se necessario, all’attuazione dei programmi di
aiuto dell’Unione. La Commissione può prendere ogni iniziativa utile per
promuovere tale coordinamento.
L’obiettivo principale della proposta di decisione
sull’anno europeo dello sviluppo 2015 è
sensibilizzare i cittadini in merito al valore aggiunto di una dimensione
europea nella cooperazione, in considerazione dell’interdipendenza globale e
del cambio della politica europeo di sviluppo.
In quanto tale, questo obiettivo rientra nell’ambito
di entrambi gli articoli di cui sopra.
·      Principio di sussidiarietà
La responsabilità primaria di aumentare la
consapevolezza dei cittadini sulle questioni relative allo sviluppo è di
competenza degli Stati membri. L’azione a livello dell’Unione integra e
completa le iniziative nazionali a questo riguardo, come sottolineato nella
dichiarazione politica “Insieme per comunicare l’Europa” firmata il 22 ottobre 2008
dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione[5]. Dato che, a causa della
necessità di partenariati multilaterali, di scambi transnazionali di
informazioni e di iniziative di sensibilizzazione e di diffusione di buone
pratiche, gli obiettivi dell’anno europeo dello sviluppo non possono essere sufficientemente
realizzati dagli Stati membri e possono dunque, in virtù della portata dell’anno
europeo dello sviluppo, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest’ultima
può adottare misure in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo
5 del trattato sull’Unione europea. 
·      Principio di proporzionalità
Le attività da attuare nel proposto anno europeo
si limita a quanto è necessario per il conseguimento dei suoi obiettivi. La
proposta rispetta pertanto il principio di proporzionalità di cui all’articolo 5 del TUE.
5.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La flessibilità per la fissazione delle priorità
annuali o pluriennali basate sulle linee di bilancio e sui programmi della
Commissione lascia un margine finanziario sufficiente per gestire l’anno europeo
dello sviluppo 2015 nell’ambito dell’attuale
programmazione preliminare (cfr. allegato).
2013/0238 (COD)
Proposta di
DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativa all’anno europeo dello sviluppo (2015)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 209 e
l’articolo 210, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[6],
visto il parere del Comitato delle regioni[7],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       La cooperazione allo sviluppo
consiste nel promuovere lo sviluppo umano e la valorizzazione dell’uomo in
tutte le sue dimensioni, compresa quella culturale[8].
(2)       L’Unione europea fornisce
aiuti per la cooperazione allo sviluppo dal 1957
ed è il principale donatore di aiuti pubblici allo sviluppo a livello mondiale.
(3)       Il trattato di Lisbona ha
iscritto la politica di sviluppo nell’azione esterna dell’UE a sostegno dell’interesse
dell’UE in un mondo stabile e prospero. La politica di sviluppo contribuisce
inoltre ad affrontare altre sfide globali e ad attuare la Strategia Europa 2020.
(4)       L’UE svolge un ruolo di primo
piano nel formulare e attuare il concetto di coerenza delle politiche per lo
sviluppo, che mira a rafforzare le sinergie tra le politiche diverse da quelle
di aiuto e gli obiettivi di sviluppo. 
(5)       La lotta contro la povertà
rimane l’obiettivo principale della politica di sviluppo dell’Unione europea,
come previsto dall’articolo 21 del
trattato sull’Unione europea e dall’articolo 208
del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
(6)       Nel 2000, la comunità internazionale si è impegnata a prendere
misure concrete per combattere la povertà entro il 2015, con l’adozione degli obiettivi di sviluppo del millennio,
obiettivi che sono stati accettati dall’Unione e dai suoi Stati membri.
(7)       Il mondo ha subito enormi
cambiamenti negli ultimi anni, tra cui spostamenti rilevanti nell’equilibrio
politico ed economico mondiale. Sulla scena mondiale sono andati affermandosi
nuovi attori, tra cui soggetti privati e non governativi. Sebbene buona parte
del PIL mondiale venga prodotto nelle economie sviluppate e in quelle
emergenti, la crescita mondiale è già fortemente trainata da queste ultime, le
quali incidono in misura notevole sull’economia internazionale.
(8)       Un sostegno costante alla
cooperazione allo sviluppo è indispensabile in un mondo in rapido cambiamento.
Ancora oggi la povertà di reddito estrema colpisce circa un miliardo e trecento
milioni di persone e per un numero ancor maggiore i bisogni di sviluppo umano
rimangono insoddisfatti e le disparità tra paesi sono aumentate nella maggior
parte del mondo. L’ambiente naturale subisce una crescente pressione e i paesi
in via di sviluppo sono particolarmente colpiti dagli effetti dei cambiamenti
climatici. Queste sfide, universali e interconnesse, vanno necessariamente
affrontate con un’azione comune a tutti i paesi.
(9)       Le discussioni sul quadro
post-2015 sono state avviate e la
Commissione europea ha definito la propria posizione nella comunicazione Un’esistenza
dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà e offrire al mondo un futuro
sostenibile[9].
Questa proposta politica mira a colmare le lacune del quadro di sviluppo
attuale e definire un’impostazione comune per riunire i temi dell’’eradicazione
della povertà e della sostenibilità in un contesto internazionale più vasto.
Essa fa seguito alla comunicazione del 2011
Potenziare l’impatto della politica di sviluppo dell’Unione europea: un
programma di cambiamento[10],
che ha già determinato un importante riposizionamento delle politiche di
sviluppo dell’UE.
(10)     L’anno europeo dello sviluppo
nel 2015 fornirà la giusta opportunità
per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’orientamento attuale della politica
europea dello sviluppo. Occorre fornire informazioni su come un’Europa che
guarda all’esterno possa contribuire a garantire la sostenibilità su scala
mondiale. Occorre quindi accrescere anche la consapevolezza dell’interdipendenza
globale e chiarire che lo sviluppo è qualcosa di più del semplice aiuto.
(11)     Il 2015 dovrebbe essere un anno emblematico e cruciale, l’ultimo
anno per conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio concordati in
comune, offrendo in tal modo un’opportunità unica per fare il punto degli
impegni internazionali a partire dal 2000.
Il 2015 sarà anche l’anno in cui dovrà
essere presa un’importante decisione internazionale sul quadro di sviluppo che
sostituirà gli obiettivi di sviluppo del millennio nei prossimi decenni.
(12)     Lo stesso anno potrebbe anche
essere il momento opportuno per presentare i risultati della politica di
sviluppo dell’UE a seguito dell’applicazione dei principi enunciati nella
comunicazione Un programma di cambiamento del 2011.
(13)     La chiave del successo dell’azione
dell’Unione per lo sviluppo è l’ampiezza del sostegno da parte dei responsabili
politici e dei cittadini. L’anno europeo dovrebbe pertanto fungere da
catalizzatore per sensibilizzare i cittadini, dare impulso all’iniziativa e
favorire lo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri, le autorità
regionali e locali, la società civile, le parti sociali e gli enti
internazionali e le organizzazioni che operano nel settore dello sviluppo.
Dovrebbe contribuire ad attirare l’attenzione politica e a mobilitare tutti gli
interessati per promuovere e sostenere ulteriori azioni e iniziative a livello
di Unione e di Stati membri, in associazione con i beneficiari dell’aiuto allo
sviluppo e i loro rappresentanti.
(14)     Il sondaggio Eurobarometro
dell’ottobre 2012[11] ha indicato un forte sostegno
da parte dei cittadini dell’UE per aiutare le persone nei paesi partner (85%). Malgrado l’attuale contesto economico,
più di sei europei su dieci ritengono che gli aiuti umanitari a favore della
popolazione nei paesi partner debbano essere aumentati. Allo stesso tempo, dal
sondaggio Eurobarometro è emerso chiaramente che vi è una scarsa conoscenza
della cooperazione allo sviluppo dell’UE, il che richiede una migliore
comunicazione.
(15)     Nella sua risoluzione del 23 ottobre 2012[12], il Parlamento europeo ha
invitato la Commissione a proclamare il 2015 anno
europeo dello sviluppo, esprimendo l’auspicio di innalzare in questo modo/così
facendo il profilo della cooperazione allo sviluppo. 
(16)     Un coordinamento efficiente
tra tutte le parti coinvolte a livello dell’Unione, nazionale, regionale e
locale è un requisito fondamentale per l’efficacia dell’anno europeo. I partner
regionali e locali hanno un ruolo particolare da svolgere nel promuovere la
politica di sviluppo dell’UE.
(17)     I diversi contesti culturali e
socioeconomici nazionali e le diverse sensibilità richiedono un decentramento
di alcune delle attività dell’anno europeo a livello nazionale, conformemente
all’articolo 58 del regolamento
finanziario[13]. Tuttavia, la definizione delle priorità politiche su
scala nazionale dovrebbe essere coordinata dalla Commissione in modo da garantire
la coerenza con gli obiettivi strategici dell’anno europeo.
(18)     La partecipazione alle
attività dell’anno europeo da finanziare dovrebbe essere aperta agli Stati
membri e ai paesi candidati che beneficiano di una strategia di preadesione,
conformemente ai principi generali e alle condizioni generali per la
partecipazione di tali paesi ai programmi dell’Unione, come stabilito nell’accordo
quadro e nelle decisioni dei consigli di associazione, rispettivamente.
(19)     Occorre assicurare la coerenza
e la complementarità con le altre azioni dell’Unione, in particolare con lo
strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), compresa l’iniziativa Educazione
e sensibilizzazione allo sviluppo (DEAR), il Fondo europeo di sviluppo (FES),
lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) e altri strumenti di
finanziamento dell’UE per l’azione esterna, se attinenti alla politica di
sviluppo.
(20)     Gli interessi finanziari dell’Unione
devono essere tutelati attraverso misure proporzionate in tutto il ciclo di
spesa, compresa la prevenzione, l’individuazione e l’investigazione degli
illeciti, il recupero dei fondi perduti, indebitamente versati o non
correttamente utilizzati e, se del caso, sanzioni amministrative e finanziarie
a norma del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012[14]
del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie
applicabili al bilancio annuale dell’Unione.
(21)     Al fine di ottimizzare l’efficienza
e l’efficacia delle attività previste per l’anno europeo dello sviluppo, è
importante svolgere una serie di azioni preparatorie nel 2013 e 2014.
(22)     La Commissione ha già
intrapreso varie iniziative per promuovere le politiche di sviluppo e informare
i cittadini circa la sua cooperazione allo sviluppo. Tali iniziative in corso
dovranno essere per quanto possibile utilizzate per l’anno europeo 2015.
(23)     La responsabilità primaria di
aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle questioni relative allo
sviluppo è di competenza degli Stati membri. L’azione a livello dell’Unione
integra e completa le iniziative nazionali a questo riguardo, come sottolineato
nella dichiarazione politica “Insieme per comunicare l’Europa” firmata
il 22 ottobre 2008 dal Parlamento europeo, dal Consiglio e
dalla Commissione[15].
(24)     Dato che, a causa della
necessità di partenariati multilaterali, di scambi transnazionali di
informazioni e di iniziative di sensibilizzazione e di diffusione di buone
pratiche, gli obiettivi dell’anno europeo dello sviluppo non possono essere
sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, in virtù della
portata dell’anno europeo dello sviluppo, essere conseguiti meglio a livello di
Unione, quest’ultima può adottare misure in base al principio di sussidiarietà
sancito dall’articolo 5 del trattato
sull’Unione europea. La presente decisione si limita a quanto è necessario per
conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità
enunciato nello stesso articolo,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Oggetto
Il 2015
è proclamato «Anno europeo dello sviluppo» (in seguito denominato «Anno
europeo»).
Articolo 2
Obiettivi
L’obiettivo generale dell’anno europeo è il
seguente:
–                        
informare i cittadini europei circa la cooperazione
allo sviluppo dell’UE, sottolineando ciò che l’Unione europea può già ottenere
quale maggiore donatore di aiuti al mondo e come potrebbe fare di più con gli
sforzi congiunti dei suoi Stati membri e delle sue istituzioni;
–                        
stimolare l’interesse attivo dei cittadini europei
nella cooperazione allo sviluppo e promuovere un senso di responsabilità e
opportunità per quanto riguarda la loro partecipazione alla formulazione e
attuazione delle politiche; nonché
–                        
aumentare la consapevolezza del ruolo della
cooperazione allo sviluppo dell’UE, che comporta un’ampia gamma di benefici non
solo per i beneficiari, ma anche per i cittadini dell’UE, in un mondo sempre
più mutevole e interdipendente.
Articolo 3
Iniziative in questione
1.           Le misure adottate per
conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 2
possono comprendere le seguenti iniziative organizzate a livello dell’Unione,
nazionale, regionale o locale, come specificato nell’allegato della presente
decisione:
–              
campagne di comunicazione per diffondere i messaggi
chiave indirizzate al grande pubblico e a gruppi più specifici, anche
attraverso i media sociali;
–              
l’organizzazione di conferenze, eventi e iniziative
con tutte le parti interessate, per promuovere la partecipazione attiva e il
dibattito, e per sensibilizzare l’opinione pubblica a livello europeo;
–              
iniziative concrete negli Stati membri volte a
promuovere gli obiettivi dell’anno europeo, in particolare mediante lo scambio
di informazioni e la condivisione di esperienze e di buone pratiche tra
amministrazioni nazionali, regionali e locali e altre organizzazioni; nonché
–              
lo svolgimento di studi e indagini e la diffusione
dei loro risultati.
2.           La Commissione può
individuare altre attività che contribuiscono agli obiettivi dell’anno europeo
e può permettere l’uso di riferimenti all’anno europeo per promuovere tali
attività, nella misura in cui contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi
di cui all’articolo 2.
Articolo 4
Coordinamento con gli Stati membri
1.           Ogni Stato membro è invitato
a nominare un coordinatore nazionale incaricato di organizzare la
partecipazione del paese all’anno europeo e informa la Commissione di tale
nomina.
2.           I coordinatori nazionali, in
stretto coordinamento con la Commissione, si consultano e collaborano con un’ampia
gamma di parti interessate, compresa la società civile, i parlamenti nazionali,
le parti sociali e, se del caso, le agenzie nazionali o i punti di contatto per
i pertinenti programmi dell’Unione.
3.           Entro il 1° giugno 2014,
gli Stati membri sono invitati a trasmettere alla Commissione il progetto di
programma di lavoro, che specifica in dettaglio le attività nazionali previste
per l’anno europeo dello sviluppo, in base agli obiettivi enunciati all’articolo
2 e secondo i particolari delle misure
indicati nell’allegato.
4.           Prima di approvare i
programmi di lavoro, la Commissione verifica che le attività siano conformi, a
norma del regolamento finanziario e delle sue modalità di applicazione, agli
obiettivi fissati dalla presente decisione. 
Articolo 5
Paesi partecipanti
La partecipazione alle attività dell’Anno
europeo da finanziare è aperta a:
–                        
Stati membri;
–                        
paesi candidati che beneficiano di una strategia di
preadesione, conformemente ai principi generali e alle condizioni generali per
la partecipazione di tali paesi ai programmi dell’Unione stabiliti nell’accordo
quadro e nelle decisioni dei consigli di associazione.
Articolo 6
Coordinamento a livello dell’Unione e attuazione
5.           La Commissione applica la
presente decisione a livello dell’Unione, in particolare adottando le
necessarie decisioni di finanziamento in conformità dei regolamenti che
istituiscono gli strumenti di finanziamento relativi alle azioni in questione.
6.           La Commissione collabora
strettamente con gli Stati membri, il Parlamento europeo, il Comitato economico
e sociale europeo, il Comitato delle regioni e con gli organismi e le
associazioni attive nel settore dello sviluppo.
7.           La Commissione convoca
riunioni dei coordinatori nazionali per coordinare l’attuazione dell’Anno
europeo e per scambiare informazioni sulla sua realizzazione concreta a livello
nazionale e di Unione.
8.           La Commissione convoca
riunioni delle parti interessate e dei rappresentanti di organizzazioni o di
organismi europei attivi nel settore dello sviluppo che la assistano in sede di
attuazione dell’Anno europeo a livello dell’Unione.
9.           La Commissione dà precedenza
al tema dell’anno europeo nelle attività di comunicazione delle sue
rappresentanze negli Stati membri e delle delegazioni dell’Unione europea nei
paesi partner. Analogamente, le principali reti a livello di Unione che
beneficiano del sostegno del bilancio generale dell’Unione a copertura dei suoi
costi operativi attribuiscono importanza prioritaria al tema dell’anno europeo.
Articolo 7
Coerenza e complementarità
In conformità ai regolamenti che istituiscono
gli strumenti di finanziamento pertinenti per le azioni interessate, la
Commissione si accerta che le misure previste dalla presente decisione siano in
linea con eventuali altri programmi e iniziative nazionali e regionali o dell’Unione
che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi dell’anno europeo e che
integrino pienamente le attuali iniziative e risorse dell’Unione, nazionali e
regionali.
Articolo 8
Disposizioni specifiche in materia di sostegno finanziario e non finanziario
10.         Le misure a livello di Unione
menzionate nella parte A dell’allegato danno luogo a un appalto o alla
concessione di sovvenzioni finanziate dal bilancio generale dell’Unione europea
conformemente al titolo V e titolo IV del regolamento finanziario.
11.         Le misure a livello di Unione,
di cui alla parte B dell’allegato, possono essere cofinanziate dal bilancio
generale dell’Unione.
12.         La Commissione può concedere
il cofinanziamento a ciascun organismo nazionale di coordinamento conformemente
alla procedura di cui alla parte C dell’allegato.
13.         Se del caso, e fatte salve i
rispettive obiettivi e bilanci, i programmi esistenti che contribuiscono alla
promozione dello sviluppo possono sostenere l’anno europeo.
14.         Un sostegno non finanziario
può essere concesso dalla Commissione alle attività intraprese da
organizzazioni pubbliche e private conformi all’articolo 3, paragrafo 2.
Articolo 9
Tutela degli interessi finanziari dell’Unione
15.         La Commissione adotta
provvedimenti opportuni volti a garantire che, nella realizzazione delle azioni
finanziate ai sensi della presente decisione, gli interessi finanziari dell’Unione
siano tutelati mediante l’applicazione di misure preventive contro la frode, la
corruzione e ogni altra attività illecita, mediante controlli efficaci e, ove
fossero rilevate irregolarità, mediante il recupero delle somme indebitamente
versate e, se del caso, sanzioni amministrative efficaci, proporzionate e
dissuasive.
16.         La Commissione o i suoi
rappresentanti e la Corte dei conti hanno potere di revisione contabile,
esercitabile sulla base di documenti e sul posto, su tutti i beneficiari di
sovvenzioni, contraenti e subcontraenti che hanno ottenuto finanziamenti dell’Unione
nell’ambito della presente decisione.
17.         L’Ufficio europeo per la lotta
antifrode (OLAF) può svolgere indagini, inclusi controlli e ispezioni in loco,
nel rispetto delle disposizioni e delle modalità previste dal regolamento (CE)
n. 1073/1999
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio
per la lotta antifrode (OLAF)[16]
e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996,
relativo ai controlli e alle verifiche in loco effettuati dalla Commissione ai
fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro la
frode e altre irregolarità[17],
al fine di stabilire se vi sia stata frode, corruzione o qualsiasi altra
attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell’Unione in relazione ad
una convenzione o decisione di sovvenzione o ad un contratto finanziati a norma
della presente decisione.
Articolo 10
Monitoraggio e valutazione
Entro il 31
dicembre 2016 la Commissione trasmette
al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e
al Comitato delle regioni una relazione sull’attuazione, sui risultati e sulla
valutazione generale delle iniziative previste dalla presente decisione.
Articolo
11
Entrata in vigore
La presente
decisione entra in vigore il ventunesimo giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il Presidente                                                   Il
Presidente
ALLEGATO
Particolari
delle misure di cui all’articolo 3
L’attuazione
dell’anno europeo sarà imperniata su un’ampia campagna di informazione e
comunicazione a livello dell’Unione, integrata da iniziative adottate dagli
Stati membri. A livello sia nazionale che di Unione l’azione può anche
coinvolgere la società civile, le parti sociali e altri soggetti interessati al
fine di creare un senso di appartenenza fra i principali soggetti.
L’Unione concederà un sostegno finanziario, compresa l’autorizzazione
scritta di utilizzare il logo, una volta elaborato, e altri materiali associati
all’Anno europeo, ad iniziative di organismi pubblici o privati che
garantiscano alla Commissione che tali iniziative, attuate nel corso del 2015, contribuiranno in misura rilevante al
raggiungimento degli obiettivi dell’Anno europeo.
A.        INIZIATIVE DIRETTE DELL’UNIONE
Il finanziamento
assumerà generalmente la forma di acquisto diretto di beni e servizi nell’ambito
di contratti quadro esistenti. Esso può anche essere costituito da sovvenzioni.
Le iniziative possono consistere in:
–                        
campagne di informazione e di promozione
comprendenti:
–              
produzione e diffusione di materiale stampato e di
audiovisivi che riflettano i messaggi specificati nell’articolo 2;
–              
manifestazioni e forum di particolare risonanza
finalizzati allo scambio di esperienze e di buone pratiche;
–              
misure volte a rendere pubblici i risultati e a
innalzare il profilo di programmi, progetti e iniziative dell’Unione europea
che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi dell’anno europeo;
–              
creazione di un sito web di informazione su Europa
(http://europa.eu/index_en.htm)
dedicato all’azione intrapresa nel quadro dell’anno europeo.
–                        
Altre iniziative:
–              
fornitura di servizi linguistici (traduzione,
interpretazione, informazioni multilingue);
–              
indagini di monitoraggio e audit a livello di
Unione per valutare e documentare la preparazione, l’efficacia e l’impatto dell’anno
europeo.
B.        INIZIATIVE DELL’UNIONE IN REGIME DI CO-FINANZIAMENTO
Gli eventi ad alta visibilità su scala europea finalizzati a
sensibilizzare i cittadini agli obiettivi dell’anno europeo, possibilmente
organizzati in collaborazione con gli Stati membri che detengono la presidenza
del Consiglio nel 2015, possono ricevere
una sovvenzione dell’Unione fino ad un massimo dell’80% dei costi definitivi delle attività.
C.        COFINANZIAMENTO
DELLE INIZIATIVE DEGLI STATI MEMBRI
Ciascun organismo
nazionale di coordinamento può presentare un programma di attività per il
cofinanziamento dell’Unione per promuovere l’anno europeo. Il programma di
lavoro descrive le azioni specifiche dell’organismo nazionale di coordinamento
che dovranno essere finanziate. La domanda è corredata di un bilancio di
previsione dettagliato indicante il costo totale delle iniziative o del
programma di lavoro proposti nonché l’importo e le fonti dell’eventuale
cofinanziamento. Il cofinanziamento definitivo dell’UE potrà coprire fino all’80% dei costi definitivi delle attività. La
Commissione determina gli importi indicativi disponibili per il cofinanziamento
a ciascun organismo nazionale di coordinamento nonché il termine per la
presentazione delle domande. I criteri di selezione dovrebbero basarsi su
elementi quali la popolazione, il costo della vita e un importo forfettario per
Stato membro che garantisca un minimo di attività.
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo
della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
dell’azione e dell’incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell’incidenza prevista sulle spese

              3.2.2. Incidenza prevista sugli stanziamenti
operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista sugli stanziamenti di
natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il quadro finanziario
pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione di terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
Anno
europeo dello sviluppo 2015
1.2.        Settore/settori interessati
nella struttura ABM/ABB[18] 
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa 
R La proposta/iniziativa riguarda una nuova
azione 
¨ La proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un
progetto pilota/un’azione preparatoria[19]

¨ La proposta/iniziativa riguarda la proroga di un’azione esistente

¨ La proposta/iniziativa riguarda un’azione riorientata verso una
nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
Nessun
obiettivo strategico pluriennale tenuto conto della specificità dell’iniziativa,
che è un anno europeo.
1.4.2.     Obiettivo/obiettivi specifici
e attività ABM/ABB interessate 
Obiettivo specifico n.
1.
Informare i cittadini dell’UE circa la cooperazione allo sviluppo dell’UE e
sottolineare ciò che l’Unione europea può già ottenere quale maggiore donatore
di aiuti al mondo e cosa può fare con gli sforzi congiunti dei suoi Stati membri
e delle sue istituzioni. 
2.
Stimolare l’interesse dei cittadini europei attivi nella cooperazione allo
sviluppo, per sensibilizzarli alle loro responsabilità e opportunità per quanto
riguarda la formulazione e l’attuazione delle politiche.
3. In
un mondo in cambiamento e sempre più interdipendente, accrescere la
consapevolezza in merito al ruolo della cooperazione allo sviluppo dell’UE e
del fatto che essa arreca un’ampia gamma di benefici non soltanto ai
beneficiari, ma anche ai cittadini dell’UE.
Attività ABM/ABB interessate
Capitolo 21 08 — Strategia politica e coordinamento per il
settore «Sviluppo e relazioni con i paesi ACP» nonché
Capitolo 19 11 — Strategia politica e coordinamento per il
settore «Relazioni esterne»
1.4.3.     Risultati e incidenza previsti
Precisare gli effetti che la
proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
1.
Campagna di informazione e comunicazione per aumentare la visibilità dell’Unione
europea di cooperazione allo sviluppo e dell’impatto delle politiche di
sviluppo dell’Unione europea nella vita quotidiana dei cittadini. 
2. I
cittadini reagiscono positivamente e svolgono un ruolo attivo nell’organizzazione
dell’anno europeo dello sviluppo 2015. 
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
Precisare gli indicatori che permettono di
seguire la realizzazione della proposta/iniziativa.
1.
Livello di consapevolezza generale e conoscenza dei cittadini dell’UE
relativamente alle politiche e agli strumenti di sviluppo post OSM (sondaggi
Eurobarometro e TR-AID).
2.
Numero di risultati nell’ambito della campagna mediatica e delle
conferenze/eventi e attività organizzate con le organizzazioni della società
civile e gli attori non statali.
3.
Livello di coinvolgimento dei cittadini dell’UE raggiunto attraverso le
attività dell’anno europeo dello sviluppo 2015.
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa 
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine
A breve termine: informare i cittadini dell’UE circa
la cooperazione allo sviluppo dell’UE e illustrare i risultati che l’UE può già
di ottenere quale maggior donatore di aiuti al mondo.
A lungo termine: in un mondo in cambiamento e sempre
più interdipendente, accrescere la consapevolezza in merito al ruolo della
cooperazione allo sviluppo dell’UE e del fatto che essa arreca un’ampia gamma
di benefici non soltanto ai beneficiari, ma anche ai cittadini dell’UE.
1.5.2.     Valore aggiunto dell’intervento
dell’Unione europea
Conformemente con le esigenze a breve e a lungo
termine, dare un’opportunità a Stati membri e parti in causa a tutti i livelli
di attuare e formulare la politica di cooperazione allo sviluppo dell’UE e gli
strumenti esterni.
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
I precedenti anni europei si sono dimostrati
strumenti efficaci di sensibilizzazione, avendo inciso sia sul grande pubblico
che sui moltiplicatori, creando sinergie tra diversi ambiti d’intervento a
livello dell’UE e degli Stati membri.
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
La CE, nonché altre istituzioni dell’UE hanno un’ampia
gamma di strumenti a loro disposizione in materia di informazioni sulla
promozione della cooperazione allo sviluppo dell’UE, quali il programma DEAR
gestito dalla Commissione.
1.6.        Durata e incidenza
finanziaria 
R Proposta/iniziativa di durata limitata 
–     
R  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dall’1.1.2015 fino al 31.12.2015
–     
R  Incidenza finanziaria dal 2013
al 2015 
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al
AAAA,
–     
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità di gestione prevista[20] 
Per il bilancio 2013
R Gestione centralizzata diretta da parte della
Commissione. 
¨ Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive 
–     
¨  organismi istituiti dalle Comunità[21]

–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull’Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell’articolo 49
del regolamento finanziario 
¨ Gestione concorrente con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Dal bilancio 2014
R Gestione diretta
da parte della Commissione
–     
¨ a opera dei suoi servizi, anche tramite il suo personale nelle
delegazioni dell’Unione; 
–     
¨  dalle agenzie esecutive; 
¨ Gestione concorrente con gli Stati membri 
R Gestione indiretta, con l’attribuzione di funzioni
di esecuzione a:
–     
¨ a paesi terzi o organismi da questi designati;
–     
¨ a organizzazioni internazionali e rispettive agenzie;
–     
¨alla BEI e al Fondo europeo per gli investimenti;
–     
¨ ad organismi di cui agli articoli 208
e 209 del regolamento finanziario.
–     
R a organismi di diritto pubblico;
–     
R organismi di diritto privato investiti di attribuzioni di servizio
pubblico nella misura in cui presentano sufficienti garanzie finanziarie;
–     
¨ a organismi di diritto privato di uno Stato membro, preposti all’attuazione
di un partenariato pubblico-privato e che presentano sufficienti garanzie
finanziarie;
–     
¨ alle persone incaricate di attuare azioni specifiche della PESC di cui
al titolo V del TUE, che devono essere indicate nel pertinente atto di base.
–       Se è indicata più di una modalità, fornire
ulteriori informazioni alla voce “Osservazioni”.
Osservazioni 
- A livello
dell’Unione europea gli stanziamenti saranno gestiti mediante gestione diretta
da parte della Commissione. 
- A livello
nazionale i fondi saranno gestiti attraverso gestione indiretta da parte di un
organismo nazionale di coordinamento designato dagli Stati membri dell’Unione
europea. 
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Precisare frequenza e condizioni. 
- Valutazione ex post
- Programma di lavoro relativo all’anno europeo
dello sviluppo
-
Creazione di un comitato direttivo
2.2.        Sistema di gestione e
controllo 
2.2.1.     Rischi individuati 
- Accettazione dei tagli alla cooperazione allo
sviluppo dell’UE
- Aspettative eccessive per quanto riguarda l’impatto
dell’anno europeo dello sviluppo 2015
- Mancanza di impegno delle parti interessate 
- Inadeguatezza delle attività mirate ai cittadini 
- Mancata modifica del comportamento 
- Scarsa collaborazione o addirittura presentazione
negativa da parte dei mezzi di comunicazione
2.2.2.     Informazione sul sistema di
controllo interno 
2.2.3.     Stima dei costi e dei benefici
dei controlli e valutazione del livello previsto di rischio di errore 
- Dialogo con le organizzazioni della società
civile, gli Stati membri e le istituzioni dell’UE nella preparazione e nell’attuazione
dell’anno europeo 
- Valutazione periodica dei rischi nell’ambito del
comitato direttivo
2.3.        Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità 
Precisare le misure di prevenzione e protezione
esistenti o previste.
1. La Commissione adotta
provvedimenti opportuni volti a garantire che, nella realizzazione delle azioni
finanziate ai sensi della presente decisione, gli interessi finanziari dell’Unione
siano tutelati mediante l’applicazione di misure preventive contro la frode, la
corruzione e ogni altra attività illecita, mediante controlli efficaci e, ove
fossero rilevate irregolarità, mediante il recupero delle somme indebitamente
versate e, se del caso, sanzioni amministrative efficaci, proporzionate e
dissuasive.
2. La Commissione o i suoi
rappresentanti e la Corte dei conti hanno potere di revisione contabile,
esercitabile sulla base di documenti e sul posto, su tutti i beneficiari di
sovvenzioni, contraenti e subcontraenti che hanno ottenuto finanziamenti dell’Unione
nell’ambito della presente decisione.
3. L’Ufficio europeo per la
lotta antifrode (OLAF) può svolgere indagini, inclusi controlli e ispezioni in
loco, nel rispetto delle disposizioni e delle modalità previste dal regolamento
(CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta
antifrode (OLAF)[22]
e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996,
relativo ai controlli e alle verifiche in loco effettuati dalla Commissione ai
fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro la
frode e altre irregolarità[23],
al fine di stabilire se vi sia stata frode, corruzione o qualsiasi altra
attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell’Unione in relazione ad
una convenzione o decisione di sovvenzione o con un contratto finanziati a
norma della presente decisione.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA
PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate
·      Linee di bilancio di spesa esistenti
Secondo l’ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
   || Diss./Non diss. ([24])   || di paesi EFTA[25]   || di paesi candidati[26]   || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2, lettera b), del regolamento finanziario 
 IV — Relazioni esterne || 21 08 02 — Coordinamento e sensibilizzazione nel settore dello sviluppo; nonché || Diss. || No || Sì || No || No 
 IV — Relazioni esterne || 19 11 03 — ruolo dell’Unione europea nel mondo || Diss. || No || Sì || No || No 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
Secondo l’ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero […][Rubrica………………………………………...……….] || Diss./non-diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2, lettera b), del regolamento finanziario 
   || […][XX.YY.YY.YY]   ||   || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
3.2.        Incidenza
prevista sulle spese 
Non è richiesto alcun
finanziamento aggiuntivo per l’anno europeo dello sviluppo. La flessibilità in
materia di scelta delle priorità annuali sulla base delle linee di bilancio e
sui programmi della Direzione generale EuropeAid, unità 4 - trasparenza e comunicazione – offre un margine sufficiente
per gestire l’anno europeo con un importo pari a 15
milioni di EUR L’importo totale per gestire l’anno europeo include la spesa per
le azioni preparatorie e attuative per l’anno in questione[27]. Pertanto gli importi inseriti
sono forniti solo a titolo di informazione. 
3.2.1.     Sintesi dell’incidenza
prevista sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Numero || Rubrica IV - Relazioni esterne 
 DG: DEVCO ||   ||   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno n.[28]   || Anno N+1 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 21 08 02 || Impegni || (1) || 4 980 || 7 500 ||   ||   ||   ||   ||   || 12 480 
 Pagamenti || (2) || 1 800 || 3 820 || 6 180 || 1 470 ||   ||   ||   || 13 270 
 Numero della linea di bilancio 19 11 03 || Impegni || (1a) || 1 490 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 490 
 Pagamenti || (2a) || 0 700 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 700 
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[29]   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio || 19 01 04 02 11 oppure 21 01 04 01 11 oppure 21 01 04 04 || (3) || 0,150 || 0,150 || 0,150 ||   ||   ||   ||   || 0 450 
 Totale degli stanziamenti Per la DG DEVCO || Impegni || =1+1a +3 || 6 620 || 7 650 || 0 150 ||   ||   ||   ||   || 14 420 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 2 650 || 3 970 || 6 330 || 1 470 ||   ||   ||   || 14 420 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 6 470 || 7 500 ||   ||   ||   ||   ||   || 13 970 
 Pagamenti || (5) || 2 500 || 3 820 || 6 180 || 1 470 ||   ||   ||   || 13 970 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || 0,150 || 0,150 || 0,150 ||   ||   ||   ||   || 0 450 
 Totale degli stanziamenti Per la rubrica IV del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 6 620 || 7 650 || 0 150 ||   ||   ||   ||   || 14 420 
 Pagamenti || =5+ 6 || 2 650 || 3 970 || 6 330 || 1 470 ||   ||   ||   || 14 420 
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche:
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale pluriennale || 5 || “Spese amministrative” 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2013[30]   || Anno 2014[31]   || Anno n.[32]   || Anno N+1 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 DG: DEVCO || 
  Risorse umane || 0,635 || 0,635 || 0,381 ||   ||   ||   ||   || 1 651 
  Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE DG DEVCO || Stanziamenti || 0,635 || 0,635 || 0,381 ||   ||   ||   ||   || 1 651 
 Totale degli stanziamenti Per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 0,635 || 0,635 || 0,381 ||   ||   ||   ||   ||   
Mio EUR (al terzo
decimale)
   ||   ||   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno N || Year N+1 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 Totale degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 7 255 || 8 285 || 0 531 ||   ||   ||   ||   || 16 071 
 Pagamenti || 3 285 || 4 605 || 6 711 || 1 470 ||   ||   ||   || 16 071 
I costi di
amministrazione, comprese le risorse umane, saranno coperti mediante
riassegnazione interna in seno alla DG DEVCO.
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di stanziamenti
operativi 
–     
R La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno N || Anno N+1 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
 tipo di risultato[33]   || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO 1 [34]Informare i cittadini dell’UE circa la cooperazione allo sviluppo dell’UE e sottolineare ciò che l’Unione europea può già ottenere quale maggiore donatore di aiuti al mondo e cosa può fare con gli sforzi congiunti dei suoi Stati membri e delle sue istituzioni. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Campagna mediatica: Notiziari video, video clip, sito web, pubbliche relazioni, seminari per giornalisti, media sociali, ecc. ||   ||   || 3 || 0,470 || 3 || 0.450 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 6 || 0.920 
 Numero di risultati || 3 || 0,470 || 3 || 0,450 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 6 || 0.920 
 OBIETTIVO SPECIFICO 2. Stimolare l’interesse attivo dei cittadini europei per la cooperazione allo sviluppo e sensibilizzarli alle loro responsabilità e opportunità per quanto riguarda la partecipazione alla formulazione e attuazione delle politiche. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Conferenze e manifestazioni: conferenze di apertura e chiusura, lezioni, eventi correlati, ecc. ||   ||   || 2 || 2 500 || 3 || 0,850 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 5 || 3.350 
 Totale parziale obiettivo 2 || 2. || 2 500 || 3 || 0,850 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 5 || 3.350 
 OBIETTIVO SPECIFICO 3. Aumentare la consapevolezza del ruolo della cooperazione allo sviluppo dell’UE, che comporta un’ampia gamma di benefici non solo per i beneficiari, ma anche per i cittadini dell’UE, in un mondo sempre più mutevole e interdipendente. || 
 Workshop e altri risultati: Workshop, eventi di sensibilizzazione sull’identità visiva degli SM, pubblicazioni e materiale promozionale, stampa, studi, fondi per le ONG e gli SM ecc. ||   ||   || 6 || 3 500 || 2 || 6 200 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 8 || 9 700 
 Totale parziale obiettivo 3 || 6 || 3 500 || 2 || 6 200 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 8 || 9 700 
 COSTO TOTALE || 11 || 6 470 || 8 || 7 500 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 19 || 13 970 
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
–     
R La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno 2013   || Anno 2014 || Anno n.[35]   || Anno N+1 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0,635 || 0,635 || 0,381 ||   ||   ||   ||   || 1,651 
 Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Esclusa la RUBRICA 5[36] del quadro finanziario pluriennale   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese di natura amministrativa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Al di fuori della RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 0,635 || 0,635 || 0,381 ||   ||   ||   ||   || 1,651 
Il fabbisogno di
risorse umane necessario al team di coordinamento per organizzare l’anno
europeo dello sviluppo 2015 è coperto
dagli stanziamenti della DG già assegnati alla gestione dell’azione e/o
riassegnato all’interno della stessa DG, integrato dall’eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell’ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
3.2.3.2.   Fabbisogno previsto di
risorse umane 
–     
R La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di risorse umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di risorse umane,
come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in unità equivalenti a
tempo pieno
 ||   || Anno 2013 || Anno 2014 || Anno N || Anno N+1 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) 
 ||  Posti della tabella dell’organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) ||   ||   
 || XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 5 || 5 || 3 ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[37]   || 
 || XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 04 yy[38]   || - in sede   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || 5 || 5 || 3 ||   ||   ||   ||   
XX è il settore o il
titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane necessario al team di coordinamento per organizzare l’anno europeo dello
sviluppo 2015 è coperto dal personale
della DG già assegnato alla gestione dell’azione e/o riassegnato all’interno
della stessa DG, integrato dall’eventuale dotazione supplementare concessa alla
DG responsabile nell’ambito della procedura annuale di assegnazione, tenendo
conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || Pianificazione ed esecuzione delle attività di comunicazione dell’anno europeo dello sviluppo 2015 ai fini dell’efficienza, in termini di spesa di tempo e finanziaria, assicurando il coordinamento interistituzionale, nonché il coordinamento con le parti interessate (Stati membri e società civile ecc.) 
 Personale esterno || Non pertinente 
3.2.4.     
3.2.5.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
R La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale attuale.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l’applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[39].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
3.2.6.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–     
La proposta/iniziativa non prevede il
cofinanziamento da parte di terzi 
–     
La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento
indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l’organismo di cofinanziamento: ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate
–     
R La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
¨         sulle risorse proprie 
¨         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l’esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[40]   
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
Precisare il metodo di
calcolo dell’incidenza sulle entrate. 
[1]               Potenziare l’impatto della politica di sviluppo
dell’Unione europea: un programma di cambiamento, comunicazione della
Commissione (COM (2011) 637 final, e conclusioni del Consiglio del 14 maggio 2012.
[2]               Solidarity that spans the globe: Europeans and
development aid, sondaggio speciale Eurobarometro 392
dell’ottobre 2012.
[3]               In particolare il ripetuto impegno dei governi di tutto
il mondo a destinare lo 0,7% del prodotto nazionale lordo (PNL) dei
paesi ricchi a favore dell’aiuto pubblico allo sviluppo.
[4]               Potenziare l’impatto della politica di sviluppo
dell’Unione europea: un programma di cambiamento, comunicazione della
Commissione (COM (2011) 637 final, e conclusioni del Consiglio
del 14 maggio 2012. Un’esistenza dignitosa per tutti:
sconfiggere la povertà e offrire al mondo un futuro sostenibile, comunicazione
della Commissione (2013) 92 final. Risoluzione del Parlamento europeo
del 23 ottobre 2012 su un programma di cambiamento: il futuro
della politica di sviluppo dell’UE (2012/2002(INI)).
[5]               GU C 13 del 20.1.2009, pag. 3.
[6]               GU C xxxx, pag.
[7]               GU C xxxx, pag.
[8]               Risoluzione del Parlamento
europeo del 23 ottobre 2012 su Un programma di cambiamento:
il futuro della politica di sviluppo dell’UE (2012/2002(INI).
[9]               Un’esistenza dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà
e offrire al mondo un futuro sostenibile, comunicazione della Commissione (2013) 92
final.
[10]             Potenziare l’impatto della politica di sviluppo
dell’Unione europea: un programma di cambiamento, comunicazione della
Commissione (COM (2011) 637 final, e conclusioni del Consiglio
del 14 maggio 2012.
[11]             Solidarity that spans the globe: Europeans and development
aid, sondaggio speciale Eurobarometro 392
dell’ottobre 2012.
[12]             Risoluzione del Parlamento
europeo del 23 ottobre 2012 su Un programma di cambiamento:
il futuro della politica di sviluppo dell’UE (2012/2002(INI).
[13]             Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 25 ottobre 2012 che stabilisce le regole finanziarie applicabili al
bilancio generale dell’Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002.
[14]             GU L 298 del 26.10.2012, pag.1.
[15]             GU C 13 del 20.1.2009, pag. 3.
[16]             GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
[17]             GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.
[18]             ABM: Activity Based Management (gestione per attività) –
ABB: Activity Based Budgeting.
[19]             A norma dell’articolo 54,
paragrafo 2, lettera a) o b), del
regolamento finanziario.
[20]             Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti
al regolamento finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[21]             A norma dell’articolo 185
del regolamento finanziario.
[22]             GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
[23]             GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.
[24]             SD = Stanziamenti dissociati / SND = Stanziamenti non
dissociati.
[25]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[26]             Paesi candidati e, se del caso, paesi candidati potenziali
dei Balcani occidentali.
[27]             Nel 2013,
nell’ambito del bilancio generale per l’esercizio 2012,
la Commissione intende riassegnare 1 030 000
EUR ad azioni preparatorie dell’anno europeo dello sviluppo 2015 utilizzando stanziamenti del bilancio 2012 della direzione generale di EuropeAid,
Unità 04 trasparenza e comunicazione.
[28]             L’anno N è l’anno di inizio dell’attuazione della proposta/iniziativa.
[29]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all’attuazione di programmi e/o azioni dell’UE (ex linee “BA”), ricerca
indiretta, ricerca diretta.
[30]             Le cifre si basano sui costi medi della DG HR — 127 000 EUR/anno
per AD/AST.
[31]             Idem.
[32]             L’anno N è l’anno di inizio dell’attuazione della
proposta/iniziativa.
[33]             I risultati si riferiscono ai prodotti e servizi che
saranno forniti (ad esempio numero di scambi di studenti finanziati, numero di
km di strade costruiti ecc.).
[34]             Quale descritto nella sezione 1.4.2. “Obiettivi specifici…” 
[35]             L’anno N è l’anno di inizio dell’attuazione della
proposta/iniziativa.
[36]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all’attuazione di programmi e/o azioni dell’UE (ex linee “BA”), ricerca
indiretta, ricerca diretta.
[37]             AC= Agente contrattuale; AL= Agente locale; END = esperto
nazionale distaccato; INT = personale interinale; JED= Giovane esperto in
delegazione 
[38]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee “BA”).
[39]             Punti 19 e 24 dell’accordo interistituzionale (per il
periodo 2007-2013).
[40]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi
doganali, contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi
netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di riscossione.