CELEX: 52011SC0816
Language: it
Date: 2011-06-07 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Sloveniaand delivering a Council opinionon the updated Stability Programme of Slovenia 2011-2014

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		52011SC0816
		
			Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Sloveniaand delivering a Council opinionon the updated Stability Programme of Slovenia 2011-2014
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2011 della
Slovenia
e che formula un parere del Consiglio
sul programma di stabilità aggiornato della Slovenia, 2011-2014
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1], in
particolare l’articolo 5, paragrafo 3,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)              
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione europea di lanciare Europa 2020, una nuova
strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento
delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre
intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)              
Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una
raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (per il periodo 2010-2014) e il 21 ottobre 2010
una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore
dell’occupazione[3],
che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati
invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche
nazionali in materia economica e di occupazione.
(3)              
Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la
prima analisi annuale della crescita, che segna l’inizio di un nuovo ciclo di
governance economica nell’UE e del primo semestre europeo di coordinamento
integrato ed ex-ante delle politiche, che si fonda sulla strategia Europa 2020.
(4)              
Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato
le priorità per il risanamento finanziario e le riforme strutturali (in linea
con le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio e del 7 marzo 2011 e
in seguito all’analisi annuale della crescita della Commissione). Il Consiglio
europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci
sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della
disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi
intesi ad aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre
tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi
di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(5)              
Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre
invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus a presentare i
loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi
programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(6)              
Il 18 e 19 aprile 2011 la Slovenia ha presentato il
programma di stabilità aggiornato 2011, relativo al periodo 2010-2014, e il
programma nazionale di riforma 2011. Onde tener conto di eventuali
correlazioni, i due programmi sono stati valutati contemporaneamente.
(7)              
Negli anni che hanno preceduto la crisi, la
Slovenia ha beneficiato di una rapida crescita economica, alimentata da forti
esportazioni e investimenti. Tuttavia, il paese è stato duramente colpito dalla
crisi e ha perso quasi il 10% del PIL nel periodo 2008‑2010, in
controtendenza rispetto al precedente processo di recupero. L’azione congiunta
degli stabilizzatori automatici, delle misure di stimolo e delle forti
dinamiche intrinseche alla spesa ha fatto lievitare il disavanzo pubblico, che
è passato dall’1,8% del PIL nel 2008 al 6,0% del PIL nel 2009 (con, rispettivamente,
un livello di debito lordo del 21,9% e del 35,2% del PIL). Il mercato del
lavoro ha reagito con notevole ritardo e l’occupazione continua a seguire una
tendenza al ribasso. Sebbene il tasso di disoccupazione rimanga inferiore alla
media dell’UE, esso ha tuttavia registrato un deciso aumento rispetto ai
livelli precedenti la crisi, passando dal 4,4% al 7,3% nel 2010. Finora la
ripresa economica è stata piuttosto lenta e si prevede un’accelerazione solo
nel 2012, con una crescita stimata al 2,5% del PIL. 
(8)              
Avendo valutato il programma di stabilità
aggiornato ai sensi del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, il
Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le
proiezioni di bilancio del programma siano plausibili per il breve periodo e
invece troppo ottimistiche verso la fine del periodo di programmazione. A
partire dal 5,6% del PIL nel 2010, il programma prevede di portare il disavanzo
delle amministrazioni pubbliche al di sotto del valore di riferimento del 3%
del PIL entro il 2013, attraverso un ampio contenimento della spesa
primaria. Dopo la correzione del disavanzo eccessivo, il programma prevede
progressi modesti verso il conseguimento, senza però ottenerlo, dell’obiettivo
di medio termine di una posizione di bilancio in equilibrio in termini
strutturali. Anche se l’obiettivo di medio termine è fissato a un livello più
ambizioso rispetto al programma precedente, in questa fase non lo si può
ritenere adeguato in quanto non è chiaro se possa garantire progressi
sufficientemente rapidi verso la sostenibilità a lungo termine delle finanze
pubbliche. Si prevede che lo sforzo annuale
medio di bilancio per il periodo 2011-2013, calcolato dai servizi della
Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma secondo la
metodologia concordata, si attesti intorno a 0,5 punti percentuali del PIL, al
di sotto della soglia raccomandata dal Consiglio. Inoltre,
i dati del disavanzo e del debito potrebbero essere inferiori alle attese. Dovrebbero essere adottate ulteriori misure nell’ambito
di un bilancio suppletivo in modo da poter raggiungere l’obiettivo di disavanzo
per il 2011. Dopo il 2011 il programma non
specifica misure dirette a contenere la spesa e non si può escludere la
possibilità di ulteriori operazioni di salvataggio finanziario con un impatto
sul disavanzo e sul debito.
(9)              
Mentre il disavanzo delle amministrazioni pubbliche
si è ridotto dopo il picco registrato nel 2009, per la Slovenia la sfida
fondamentale è legata all’ulteriore risanamento volto alla correzione del
disavanzo eccessivo entro il 2013 e poi al conseguimento dell’obiettivo di
medio termine. In linea con la strategia di risanamento portata avanti negli
ultimi anni, gli ulteriori risparmi sulla spesa previsti nel programma di
stabilità per il periodo 2011-2014 colpiscono soprattutto i salari dei
dipendenti pubblici, i trasferimenti sociali (pensioni incluse) e gli
investimenti pubblici. Tuttavia, il programma di stabilità non offre
informazioni dettagliate sulle misure previste al di là del 2011. Per raggiungere
l’obiettivo di disavanzo per il 2011, il ricorso a ulteriori misure correttive
appare necessario. La credibilità della strategia di risanamento a medio
termine trarrebbe giovamento dall’adozione di misure strutturali volte a
contenere la spesa – più che dal ricorso ad interventi temporanei quali quelli
che hanno caratterizzato i recenti sforzi di risanamento – e da un quadro di
bilancio a medio termine più vincolante. Il programma di stabilità conferma l’introduzione
di una norma riguardante la spesa, sebbene debbano ancora essere elaborate
disposizioni essenziali, ad esempio sulla definizione di inadempimento. Infine,
un’efficienza della spesa relativamente bassa, ad esempio nell’assistenza
sanitaria e nell’istruzione, implica che in Slovenia esistano ulteriori margini
per procedere a un risanamento basato sulla spesa che non comprometta la
qualità dei servizi pubblici. Il programma di stabilità annuncia iniziative per
razionalizzare i servizi pubblici, i trasferimenti e i sussidi, nonché l’introduzione
di un sistema di appalti pubblici unificato, ma alcune di queste iniziative non
risultano sufficientemente dettagliate.
(10)          
L’impatto di bilancio a lungo termine dell’invecchiamento
della popolazione slovena è decisamente superiore alla media UE. Inoltre, i
tassi di partecipazione e di occupazione per i lavoratori più anziani sono
molto bassi (36,5% e 35% rispetto alle medie dell’UE, rispettivamente del 49,7%
e del 46,3%) soprattutto a causa della bassa età pensionabile e dell’insufficienza
degli incentivi a favore dell’invecchiamento attivo. Il Parlamento ha
recentemente adottato una riforma pensionistica per incrementare l’età
pensionabile pur preservando l’adeguatezza delle pensioni. Secondo il programma
di stabilità, ciò contribuirebbe a stabilizzare la spesa connessa all’invecchiamento
della popolazione fino al 2030 e costituirebbe quindi un importante primo passo
per affrontare la sostenibilità del sistema pensionistico. La riforma è stata
oggetto di un referendum il 5 giugno 2011 ed è stata respinta. La sostenibilità
del sistema pensionistico continua ad essere un problema per il quale sarà
necessario trovare altre soluzioni.
(11)          
Il mercato del lavoro è relativamente segmentato
tra diverse forme di contratti: i lavoratori con contratti a tempo indeterminato
godono di una forte tutela rispetto a quelli assunti a tempo determinato. La
quota di giovani lavoratori di età compresa tra i 15 e i 24 anni assunti con
contratti temporanei è la più elevata dell’UE (67% nel 2009) e il passaggio
dall’impiego temporaneo a quello a tempo indeterminato sembra essere
relativamente difficile. I precedenti tentativi di porre rimedio a questa
situazione si sono rivelati insufficienti. Il governo intende negoziare con le
parti sociali una revisione del codice del lavoro, al fine di allineare diritti
e obblighi previsti dai diversi tipi di contratti di lavoro. Inoltre, il “lavoro
per studenti” rappresenta un mercato del lavoro parallelo di dimensioni
importanti, per la maggior parte deregolamentato e vantaggioso sotto il profilo
fiscale. Questo problema, pur rilevante, non figura nel programma nazionale di
riforma.
(12)          
I problemi strutturali del mercato del lavoro
sloveno sono causati, oltre che dalla segmentazione, dallo squilibrio tra le
esigenze del mercato del lavoro e le qualifiche professionali: questo fatto è
riconosciuto nel programma nazionale di riforma. Quest’ultimo prevede massicci
investimenti nella formazione al fine di migliorare le qualifiche e l’occupabilità.
Esso delinea piani intesi a migliorare ulteriormente il passaggio dal mondo
dell’istruzione a quello del lavoro, prestando particolare attenzione a fornire
servizi di orientamento sulle carriere all’interno di tutto il sistema
educativo. Prevede inoltre di modernizzare i servizi all’occupazione con l’obiettivo
di far coincidere maggiormente l’offerta di qualifiche con i bisogni del
mercato del lavoro. L’attuazione efficace di tali riforme richiederebbe,
tuttavia, di migliorare il sistema che consente di individuare tempestivamente
le esigenze del mercato del lavoro, sia quelle attuali che quelle previste.
(13)          
La crisi sta incidendo in seconda battuta sul
portafoglio prestiti e l’aumento della quota dei prestiti in sofferenza ha
aggravato la riduzione di valore delle attività delle banche e fatto lievitare
i costi di accantonamento. Una mossa cruciale è stata la ricapitalizzazione
delle due principali banche pubbliche. Il governo ha inoltre proposto misure
per accelerare il recupero dei crediti e incentivare le attività produttive,
cosa che potrebbe non essere sufficiente a ripristinare il flusso di credito
verso l’economia reale: potrebbe quindi essere necessario intervenire
ulteriormente.
(14)          
Alcuni segmenti del settore dei servizi sono al
riparo dalle pressioni concorrenziali e sono caratterizzati da forti ricarichi
e da un elevato livello di concentrazione, due elementi che contribuiscono ad
aumentare i costi in tutto il sistema economico. Insieme all’elevata
partecipazione statale nell’economia, ciò contribuisce a mantenere basso il
livello degli investimenti diretti esteri, che potrebbero invece risultare
potenzialmente positivi. La Slovenia prevede di accelerare l’attuazione della “direttiva
servizi” dopo un susseguirsi di sensibili ritardi. Inoltre, prevede di rendere
completamente indipendente l’ufficio per la tutela della concorrenza e di
individuare partecipazioni statali che possono essere messe in vendita. Questi
progetti non sono descritti in dettaglio e la loro attuazione presenta dei
rischi.
(15)          
Nonostante la Slovenia abbia sottoscritto il patto
Euro Plus e benché il programma nazionale di riforma sloveno evidenzi possibili
impegni e obiettivi nelle quattro aree del patto (promuovere la competitività e
l’occupazione, contribuire alla sostenibilità della finanze pubbliche e
rafforzare la stabilità finanziaria), al 7 giugno la Commissione non ha ancora
ricevuto notifica di alcun impegno preciso a riguardo.
(16)          
La Commissione ha valutato il programma di
stabilità e il programma nazionale di riforma[4]. Ha tenuto conto della loro importanza per la
sostenibilità delle politiche socioeconomiche e di bilancio in Slovenia, e
della loro conformità con la normativa e gli orientamenti UE, considerata la
necessità di rafforzare la governance economica globale dell’Unione europea
attraverso indicazioni di base fornite dall’UE per le future decisioni da
prendere a livello nazionale. Alla luce di quanto precede, la Commissione
ritiene che per conseguire l’obiettivo fissato nel programma di stabilità in
materia di disavanzo per il 2011, sia necessaria l’adozione di ulteriori
misure. Oltre il 2011 vi sono rischi notevoli per gli obiettivi di disavanzo e
di debito in quanto il programma di stabilità non specifica misure sostenibili
dirette a contenere la spesa. Il programma nazionale di riforma contiene misure
per sanare il settore finanziario, ma queste potrebbero non risultare
sufficientemente ambiziose. La valutazione indica inoltre che è necessario
rafforzare le fonti di crescita interne, in particolare aumentando la
partecipazione al mercato del lavoro dei giovani e dei lavoratori più anziani, riducendo
la segmentazione del mercato del lavoro ed eliminando l’inadeguatezza delle
qualifiche professionali.. Per concludere, è necessario rafforzare la
competitività e creare nuove opportunità di investimento e crescita nel settore
dei servizi e nelle industrie di rete.
(17)          
Alla luce della valutazione che precede e tenuto
conto della raccomandazione del Consiglio del 2 dicembre 2009 a norma dell’articolo
126, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il
Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato della Slovenia per
il 2011; il suo parere[5]
trova riscontro, in particolare, nelle raccomandazioni di cui ai successivi
punti 1 e 2. Tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011,
il Consiglio ha altresì esaminato il programma nazionale di riforma della
Slovenia,
RACCOMANDA che la Slovenia adotti
provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
(1)                   
raggiungere l’obiettivo di disavanzo per il 2011,
sostenere con misure concrete il raggiungimento dell’obiettivo di disavanzo per
il 2012 e attuare con rigore il risanamento necessario, preparandosi ad
adottare ulteriori misure onde prevenire eventuali scostamenti; sostenere il
processo di aggiustamento necessario nel periodo di riferimento del programma
per raggiungere un adeguato obiettivo a medio termine attraverso misure
strutturali volte a contenere la spesa e affrontare le inefficienze rilevate
grazie a un quadro di bilancio più vincolante a medio termine;
(2)                   
adottare misure volte a garantire la sostenibilità
a lungo termine del sistema pensionistico, pur preservando l’adeguatezza delle
pensioni; aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori più anziani
introducendo degli incentivi perché scelgano di andare in pensione più tardi e
sviluppando ulteriori politiche attive per il mercato del lavoro e azioni per l’istruzione
e la formazione permanente;
(3)                   
intraprendere ulteriori azioni per garantire il
riconoscimento delle perdite derivanti da prestiti e provvedere a una pulizia
dei bilanci in tutto il settore bancario; 
(4)                   
adottare misure, di concerto con le parti sociali e
in base alle pratiche nazionali, al fine di ridurre le asimmetrie in materia di
diritti e obblighi garantiti da contratti a tempo indeterminato e a tempo
determinato; rinnovare gli sforzi per affrontare i problemi del mercato del
lavoro parallelo creato dal “lavoro per studenti”;
(5)                   
istituire un sistema di previsione delle qualifiche
e delle competenze necessarie per ottenere un mercato del lavoro più reattivo;
valutare l’efficacia dei servizi pubblici di collocamento, in particolare
riguardo ai servizi di orientamento professionale e consulenza, onde far meglio
coincidere le competenze disponibili con le esigenze del mercato del lavoro;
(6)                   
razionalizzare le professioni regolamentate e
migliorare le capacità amministrative dell’ufficio per la tutela della
concorrenza, in modo da valorizzare il contesto imprenditoriale e attrarre
investimenti.
Fatto a Bruxelles, 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU C […] del […], pag. […].
[3]               Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del
Consiglio del 19 maggio 2011.
[4]               SEC(2011) 732.
[5]               Previsto all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento
(CE) n. 1466/97.