CELEX: C2001/079/13
Language: it
Date: 2001-03-10 00:00:00
Title: Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) 27 settembre 2000 nella causa C-456/99 P: J contro Commissione delle Comunità europee ("Dipendenti — Luogo d'assunzione — Residenza abituale al momento dell'assunzione — Qualificazione giuridica dei fatti presi in considerazione — Ricorso avverso la pronuncia del Tribunale di primo grado manifestamente irricevibile")

10.3.2001                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 79/7
esenti dall’accisa in virtù della direttiva 92/83/CEE del Consi-               L’espressione «parte interessata», contenuta nell’art. 7, n. 5, del
glio, relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise                 regolamento (CEE) della Commissione 10 luglio 1986, n. 2169/86,
sull’alcole e sulle bevande alcoliche (GU L 295, pag. 43), la                  che stabilisce le modalità di applicazione relative al controllo e al
Corte (Quinta Sezione), composta dai signori A. La Pergola,                    pagamento delle restituzioni alla produzione nel settore dei cereali e
presidente di sezione, M. Wathelet (relatore) e D.A.O. Edward,                 del riso, come modificato dal regolamento (CEE) della Commissione
giudici, avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere:               24 gennaio 1989, n. 165/89, deve essere interpretata nel senso che
signora L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato il                          essa non comprende l’acquirente di amido o di fecola esterificati o
7 dicembre 2000 una sentenza il cui dispositivo è del seguente                 eterificati il quale abbia assunto nei confronti del suo fornitore
tenore:                                                                        l’impegno ad utilizzare il prodotto acquistato soltanto per la
                                                                               fabbricazione di prodotti diversi da quelli contemplati dall’allegato 1
1)    Il ricorso è respinto.                                                   del detto regolamento. Pertanto, tale acquirente non può vedersi
                                                                               irrogata la sanzione comminata dall’art. 7, n. 5, del citato
2)    La Repubblica italiana è condannata alle spese.                          regolamento, consistente nel pagamento di un importo pari al 105 %
                                                                               della più alta restituzione alla produzione applicabile al prodotto in
(1) GU C 71 del 13.3.1999.                                                     questione durante il periodo dei 12 mesi precedenti.
                                                                               (1) GU C 71 del 13.3.1999.
                    SENTENZA DELLA CORTE
                           (Prima Sezione)
                           7 dicembre 2000                                                      ORDINANZA DELLA CORTE
nel procedimento C-2/99 (domanda di pronuncia pregiu-                                                    (Quinta Sezione)
diziale dell’Hessisches Finanzgericht, Kassel): Döhler
           GmbH contro Hauptzollamt Darmstadt (1)
                                                                                                        27 settembre 2000
(«Agricoltura — Organizzazione comune dei mercati —
Restituzioni alla produzione — Art. 7 del regolamento (CEE)                    nella causa C-456/99 P: J contro Commissione delle
n. 2169/86, modificato dal regolamento (CEE) n. 165/89 —                                              Comunità europee (1)
Amido o fecola esterificati o eterificati — Utilizzazione
   regolare — Sanzioni — Nozione di “parte interessata”»)
                                                                               («Dipendenti — Luogo d’assunzione — Residenza abituale
                                                                               al momento dell’assunzione — Qualificazione giuridica dei
                             (2001/C 79/12)                                    fatti presi in considerazione — Ricorso avverso la pronuncia
                                                                                 del Tribunale di primo grado manifestamente irricevibile»)
                      (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                                                          (2001/C 79/13)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                                   (Lingua processuale: il francese)
Nel procedimento C-2/99, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                        Nella causa C-456/99 P, J, dipendente della Commissione delle
dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dall’Hessi-              Comunità europee, residente a Bruxelles, rappresentata dagli
sches Finanzgericht, Kassel (Germania), nella causa dinanzi ad                 avv.ti Georges Vandersanden e Laure Lévi, del foro di Bruxelles,
esso pendente tra Döhler GmbH e Hauptzollamt Darmstadt,                        con domicilio eletto in Lussemburgo, presso la sede della
domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 7, n. 5, del                   Società di gestione fiduciaria, 2-4, rue Beck, avente ad oggetto
regolamento (CEE) della Commissione 10 luglio 1986,                            il ricorso diretto all’annullamento della sentenza pronunciata
n. 2169, che stabilisce le modalità di applicazione relative al                dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Terza
controllo e al pagamento delle restituzioni alla produzione nel                Sezione) il 28 settembre 1999, nella causa T-28/98, J/Commis-
settore dei cereali e del riso (GU L 189, pag. 12), come                       sione (non ancora pubblicata nella Raccolta), ed a che vengano
modificato dal regolamento (CEE) della Commissione 24 gen-                     accolte le conclusioni della ricorrente in primo grado, procedi-
naio 1989, n. 165 (GU L 20, pag. 14, e, per successiva rettifica,              mento in cui l’altra parte è: Commissione delle Comunità
GU L 60, pag. 56), la Corte (Prima Sezione), composta dai                      europee (agente: J. Currall, assistito dall’avv. D. Waelbroeck), la
signori M. Wathelet, presidente di sezione, P. Jann (relatore) e               Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg. Edward, presidente
L. Sevón, giudici, avvocato generale: G. Cosmas, cancelliere:                 di sezione, e Sevón, La Pergola, Jann e Wathelet, giudici,
D. Louterman-Hubeau, capodivisione, ha pronunciato, il                         avvocato generale: G. Cosmas, cancelliere: R. Grass, ha emesso
7 dicembre 2000, una sentenza il cui dispositivo è del seguente                il 27 settembre 2000 un’ordinanza il cui dispositivo è del
tenore:                                                                        seguente tenore:
 ---pagebreak--- C 79/8                    IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             10.3.2001
1)     Il ricorso avverso la pronuncia del Tribunale di primo grado è                            ORDINANZA DELLA CORTE
       respinto.
2)     J è condannata alle spese.                                                                         (Terza Sezione)
(1) GU C 47 del 19.2.2000, pag. 17.                                                                        5 ottobre 2000
                                                                               nel procedimento C-182/97 (domanda di pronuncia pre-
                                                                               giudiziale del Tribunale di Brescia): Palazzo Piacentini Srl
                                                                                    contro Amministrazione Finanziaria dello Stato (1)
                                                                               («Art. 104, n. 3, del regolamento di procedura — Questione
                   ORDINANZA DELLA CORTE                                                            manifestamente identica»)
                            (Terza Sezione)                                                                (2001/C 79/15)
                            5 ottobre 2000
                                                                                                    (Lingua processuale: l’italiano)
nel procedimento C-363/96 (domanda di pronuncia pre-
giudiziale del Tribunale di Catania): ISFA SpA contro
                     Ministero delle Finanze (1)
                                                                               Nel procedimento C-182/97, avente ad oggetto la domanda
                                                                               di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
(«Art. 104, n. 3, del regolamento di procedura — Questione                     dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal
                      manifestamente identica»)                                Tribunale di Brescia nella causa dinanzi ad esso pendente tra
                                                                               Palazzo Piacentini Srl e Amministrazione Finanziaria dello
                                                                               Stato, domanda vertente sull’interpretazione del diritto comu-
                             (2001/C 79/14)                                    nitario in materia di ripetizione dell’indebito, la Corte (Terza
                                                                               Sezione), composta dai signori J.C. Moitinho de Almeida,
                                                                               presidente di sezione, C. Gulmann e J.-P. Puissochet (relatore),
                      (Lingua processuale: l’italiano)                         giudici, avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere:
                                                                               R. Grass, ha pronunciato, il 5 ottobre 2000, un’ordinanza il
                                                                               cui dispositivo è del seguente tenore:
Nel procedimento C-363/96, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal                      1)    Il diritto comunitario non vieta a uno Stato membro di opporre
Tribunale di Catania nella causa dinanzi ad esso pendente tra                        alle azioni di ripetizione di tributi riscossi in violazione del
ISFA SpA contro Ministero delle Finanze, domanda vertente                            diritto comunitario un termine nazionale di decadenza triennale
sull’interpretazione del diritto comunitario in materia di ripeti-                   che deroga al regime ordinario dell’azione di ripetizione
zione dell’indebito, la Corte (Terza Sezione), composta dai                          dell’indebito tra privati, assoggettata a un termine più favorevo-
signori J.C. Moitinho de Almeida, presidente di sezione,                             le, purché il detto termine di decadenza si applichi allo stesso
C. Gulmann e J.-P. Puissochet (relatore), giudici, avvocato                          modo alle azioni di ripetizione di tali tributi fondate sul diritto
generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere: R. Grass, ha                          comunitario e a quelle fondate sul diritto interno.
pronunciato, il 5 ottobre 2000, un’ordinanza il cui dispositivo
è del seguente tenore:                                                         2)    In circostanze come quelle della causa principale, il diritto
                                                                                     comunitario non vieta a uno Stato membro di opporre alle
In circostanze come quelle della causa principale, il diritto comunitario            azioni di ripetizione di tributi riscossi in violazione di una
non vieta a uno Stato membro di opporre alle azioni di ripetizione di                direttiva un termine nazionale di decadenza che decorra dalla
tributi riscossi in violazione di una direttiva un termine nazionale di              data del pagamento dei tributi di cui trattasi, anche se, a tale
decadenza che decorra dalla data del pagamento dei tributi di cui                    data, la direttiva non era stata ancora correttamente attuata
trattasi, anche se, a tale data, la direttiva non era stata ancora                   nell’ordinamento nazionale.
correttamente attuata nell’ordinamento nazionale.
                                                                               (1) GU C 212 del 12.7.1997.
(1) GU C 9 dell’11.1.1997.