CELEX: 52005PC0123(02)
Language: it
Date: 2005-04-06
Title: Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo per le frontiere esterne per il periodo 2007-2013, nell’ambito del programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” {SEC(2005) 435}

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                             Bruxelles, 6.4.2005
                                                             COM(2005) 123 definitivo
                                                             2005/0046 (COD)
                                                             2005/0047 (COD)
                                                             2005/0048 (CNS)
                                                             2005/0049 (COD)
             COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL
                                      PARLAMENTO EUROPEO
   che istituisce un programma quadro sulla solidarietà e gestione dei flussi migratori per il
                                             periodo 2007-2013
                                                 Proposta di
                  DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
         che istituisce il Fondo europeo per i rifugiati per il periodo 2008-2013, nell’ambito del
                  programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”
                                                 Proposta di
                  DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
        che istituisce il Fondo per le frontiere esterne per il periodo 2007-2013, nell’ambito del
                  programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”
                                                 Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
   che istituisce il Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi per il periodo 2007-
        2013, nell’ambito del programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”
                                                 Proposta di
                  DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
        che istituisce il Fondo europeo per i rimpatri per il periodo 2008-2013, nell’ambito del
                     programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”
                                              {SEC(2005) 435}
                                       (presentate dalla Commissione)
IT                                                                                                       IT
 ---pagebreak---               COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL
                                           PARLAMENTO EUROPEO
   che istituisce un programma quadro sulla solidarietà e gestione dei flussi migratori per il
                                                  periodo 2007-2013
   La comunicazione che istituisce un programma quadro sulla “Solidarietà e gestione dei flussi
   migratori” rientra in un insieme coerente di proposte dirette a dotare lo spazio di libertà,
   sicurezza e giustizia di un supporto adeguato nel quadro delle prospettive finanziarie
   2007-2013. I tre obiettivi chiave della libertà, della sicurezza e della giustizia devono, in
   effetti, essere sviluppati in parallelo e con lo stesso grado di intensità, consentendo così un
   approccio equilibrato, basato sui principi della democrazia, il rispetto delle libertà e dei diritti
   fondamentali, e lo stato di diritto. Ciascuno di questi obiettivi è sostenuto da un programma
   quadro, che garantisce la coerenza necessaria fra gli interventi rilevanti in ogni settore
   d’azione, e che collega chiaramente le finalità politiche e le risorse disponibili per sostenerle.
   Questa struttura rappresenta inoltre una grande semplificazione e razionalizzazione del
   sostegno finanziario esistente per l’area di libertà, giustizia e sicurezza, e consente così una
   maggiore flessibilità nella fissazione delle priorità e aumenta la trasparenza generale.
   1.         INTRODUZIONE
   La creazione progressiva dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dalla sua prima
   introduzione come obiettivo nel trattato di Amsterdam, è divenuta una delle chiavi di volta
   dello sviluppo dell’Unione europea. Costituisce il corollario degli obiettivi generali di crescita
   economica e sviluppo sostenibile: un aumento di prosperità nel nostro continente può essere
   ottenuto solo in un clima di sicurezza, che garantisca ai cittadini e alle imprese un effettivo
   esercizio dei propri diritti e delle proprie libertà, insieme a una protezione contro la
   criminalità e il terrorismo.
   Lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia implica un equilibrio fra la tutela dei diritti
   fondamentali dell’individuo (libertà, sicurezza e giustizia) e l’esercizio delle principali
   responsabilità (sicurezza, giustizia) che incombono all’Unione1. I cittadini europei si
   aspettano a giusto titolo che l’Unione europea, garantendo il rispetto dei diritti e delle libertà
   fondamentali, adotti al tempo stesso un approccio comune più efficace per i problemi
   transfrontalieri quali l’immigrazione illegale e il traffico e la tratta degli esseri umani, il
   terrorismo e la criminalità organizzata.
   Sulla scia dei risultati del programma di Tampere il Consiglio europeo ha adottato nel
   novembre 2004 un programma pluriennale (il “programma dell’Aia”), nel quale definisce una
   nuova agenda che permetta all’Unione di portare avanti ciò che è stato già realizzato e di far
   1
            “La libertà è il principio unificatore, la base del progetto europeo. Ma senza sicurezza, senza sistema di
            diritto e di giustizia riconosciuto dai cittadini, l’esercizio delle libertà e il rispetto dei valori
            democratici non sarebbero garantiti. Lo spazio europeo di libertà, di sicurezza e di giustizia offre
            dunque la garanzia di far vivere i principi di democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo. Essenziale
            per la cittadinanza europea, il riconoscimento comune di questi principi, ormai ripresi dalla Carta dei
            diritti fondamentali, costituisce la base dell’integrazione per tutti coloro che risiedono nell’Unione”. -
            “Un progetto per l’Unione europea” COM (2002) 247.
IT                                                           2                                                         IT
 ---pagebreak---    fronte alle sfide a venire. Fra gli obiettivi stabiliti figurano lo sviluppo ulteriore delle politiche
   comuni in materia di immigrazione e d’asilo e la creazione di un sistema integrato di gestione
   per i controlli e la sorveglianza delle frontiere esterne, che si inseriscono nel contesto del
   principio generale di solidarietà e di ripartizione equa delle responsabilità fra gli Stati membri,
   comprese le implicazioni finanziarie. Tali concetti sono anche presenti nella Costituzione
   come principi cardine per lo sviluppo delle politiche comuni in materia di controlli alle
   frontiere, asilo e immigrazione.
   Nelle comunicazioni relative ai suoi orientamenti strategici per la definizione delle prospettive
   finanziarie 2007-20132 la Commissione ha già sottolineato, come obiettivo, il sostegno allo
   sviluppo dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, con risorse finanziarie adeguate da
   inserirsi in una nuova rubrica relativa alla “Cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia”.
   Conformemente agli obiettivi definiti dal Consiglio europeo, il proposto programma quadro
   “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” dovrà affrontare la questione della ripartizione
   equa delle responsabilità fra Stati membri per quanto riguarda l'onere finanziario
   conseguente all’introduzione di una gestione integrata delle frontiere esterne dell'Unione e
   all'attuazione di politiche comuni in materia d'asilo e d'immigrazione.
   2.        INTERVENTO PROPOSTO - PROGRAMMA QUADRO SULLA SOLIDARIETÀ E GESTIONE
             DEI FLUSSI MIGRATORI
   2.1.      Obiettivi del programma quadro
   L’attuazione dei programmi finanziari comunitari deve far parte di un efficace policy mix
   volto a raggiungere obiettivi specifici legati allo sviluppo delle politiche dell’UE. A tale
   riguardo, la scelta degli ambiti e dei tipi di interventi deve essere definita sulla base di una
   valutazione delle esigenze da affrontare, tenendo conto della complementarità con altri
   possibili strumenti, in particolare legislativi. Finora le politiche comuni in materia di asilo,
   immigrazione e gestione delle frontiere sono state principalmente stabilite attraverso la
   legislazione. Le norme adottate hanno gettato le fondamenta della politica comunitaria in
   questi settori. Tuttavia, l’attuazione di dette norme comporta l’imposizione di oneri ineguali ai
   singoli Stati membri, alcuni dei quali assumono a proprio carico una parte sproporzionata di
   responsabilità che andranno a vantaggio della Comunità nel suo insieme, e un’applicazione
   disuguale metterebbe in pericolo il progetto di creare delle condizioni uniformi.
   Il numero di persone interessate da questi ambiti d’azione è considerevole. Nell’UE dei 25, gli
   Stati membri sono responsabili del controllo di circa 6 000 km di frontiere terrestri e di circa
   85 000 km di coste; viene stimato che ogni anno 100 milioni di passeggeri arrivano negli
   aeroporti internazionali dell’UE, fra cui figurano persone alle quali l’ingresso deve essere
   rifiutato. Gli Stati membri rifiutano ogni anno il diritto di entrare nell’UE a circa
   340 000 cittadini di paesi terzi; fermano circa 500 000 cittadini di paesi terzi soggiornanti
   illegalmente sul loro territorio, ed espellono circa 300 000 cittadini di paesi terzi che sono
   entrati illegalmente sul territorio, che vi hanno soggiornato illegalmente, o che vengono
   rimpatriati per altri motivi. Nell’UE dei 25 vengono rilasciati ogni anno a cittadini di paesi
   terzi circa 2,2 milioni di permessi di residenza o di soggiorno, a scopo di occupazione,
   2
            Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo – Costruire il nostro avvenire
            comune – Sfide e mezzi finanziari dell’Unione allargata 2007-2013, COM(2004) 101 del 10.2.2004.
            Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo – Prospettive finanziarie
            2007-2013, COM(2004) 487 del 14.7.2004.
IT                                                       3                                                      IT
 ---pagebreak---    ricongiungimento familiare, studio, ricerca o per altre ragioni. Il numero complessivo di
   cittadini di paesi terzi in situazione di soggiorno regolare nell’UE dei 25 è attualmente doppio
   rispetto al numero di cittadini dell’UE che hanno scelto di esercitare il diritto di risiedere in un
   altro Stato membro. La popolazione continua ad aumentare principalmente in virtù della
   migrazione netta.
   La solidarietà finanziaria della Comunità deve poter sostenere l’evoluzione e l’attuazione
   dell’approccio globale ed equilibrato definito dall’UE in materia di gestione dei flussi
   migratori, e deve contribuire adeguatamente ai quattro principali pilastri di questo approccio:
   • in primo luogo, gli Stati membri si sono impegnati ad applicare l’acquis di Schengen e a
       instaurare un sistema comune integrato di gestione delle frontiere nell’UE. Di conseguenza
       sono tenuti a gestire in modo efficace i flussi di persone alle frontiere esterne per garantire,
       da un lato, un elevato livello di protezione di tali frontiere per la sicurezza interna degli
       Stati membri, e, dall’altro, un loro attraversamento senza problemi da parte dei viaggiatori
       in buona fede, come quelli in possesso di visti rilasciati dai servizi consolari degli Stati
       membri all’estero. La realizzazione di questi obiettivi significa, in particolare per la
       riduzione degli ingressi illegali, rendere sicure le coste del Mediterraneo e le frontiere
       terrestri orientali, e rafforzare le attività dei servizi consolari degli Stati membri nei paesi
       terzi;
   • in secondo luogo, con l’adozione, nel 2002, del programma europeo d’azione in materia di
       rimpatrio, gli Stati membri si sono impegnati a sviluppare una politica comune in questo
       campo, sulla base di norme comuni e migliori prassi. Una politica comunitaria efficace in
       materia di rimpatrio costituisce un complemento necessario a una politica credibile di
       immigrazione legale e di asilo, così come una componente importante nella lotta contro
       l’immigrazione clandestina. Gli sforzi dei singoli Stati membri nella gestione dei rimpatri
       non sono limitati solo in termini finanziari, ma anche in termini di impatto politico e di
       visibilità; nell’eseguire le operazioni di rimpatrio gli Stati membri incontrano difficoltà
       simili, più facilmente sormontabili mettendo in comune risorse ed esperienza. Gli Stati
       membri dovrebbero inoltre essere incoraggiati a sviluppare una “gestione integrata dei
       rimpatri”: analizzare e valutare il gruppo potenziale di persone oggetto di tali misure, le
       restrizioni giuridiche e logistiche nello Stato membro e la situazione nel paese di rimpatrio,
       e sviluppare azioni specifiche e mirate, proporzionate alla sfida da affrontare. Ciò dovrebbe
       contribuire a ridurre, in un’Unione europea senza frontiere interne, i movimenti secondari
       di cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare;
   • in terzo luogo, l’attuazione di una politica comune in materia d’immigrazione richiede che
       la Comunità dia una risposta credibile alla questione pluridimensionale dell’integrazione
       dei cittadini di paesi terzi. La politica comune in materia d’immigrazione ha chiare
       implicazioni per la competitività e la realizzazione degli obiettivi di Lisbona. Sebbene
       l’immigrazione, in sé, non costituisca una soluzione al problema dell’invecchiamento
       demografico, potrebbero rendersi necessari in modo crescente flussi migratori più
       consistenti per coprire le necessità del mercato del lavoro dell’UE e garantire la prosperità
       dell’Europa. Ciò evidenzia l’importanza di garantire che una politica europea
       dell’immigrazione conferisca uno status giuridico sicuro e garantisca un insieme di diritti
       per contribuire all’integrazione delle persone ammesse sul territorio, per promuovere la
       loro integrazione in tutti gli aspetti della società e non solo sul mercato del lavoro.
       Dovrebbe essere sviluppato un approccio comune riguardante i diritti e gli obblighi degli
       immigranti. I principi comuni di base della politica d’integrazione dell’immigrazione
IT                                                     4                                                IT
 ---pagebreak---       nell’Unione europea, adottati dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi degli Stati
      membri nel 2004, riconoscono che l’immigrazione è una caratteristica costante della
      società europea, e che tutti gli Stati membri dovrebbero mantenere e sviluppare società in
      cui i nuovi arrivati si sentano bene accolti, poiché la mancata elaborazione e la mancata
      attuazione, da parte di un singolo Stato membro, di un’efficace politica dell’integrazione
      degli immigranti può avere, in diversi modi, ripercussioni negative per altri Stati membri.
      Di conseguenza, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare e ad attuare
      programmi ed attività d’accoglienza per gli immigrati, a promuovere una cittadinanza
      attiva per tutti i cittadini di paesi terzi attraverso una maggiore partecipazione civica,
      culturale, religiosa e politica, a migliorare la capacità dei prestatori di servizi pubblici e
      privati di rispondere alle loro necessità, e ad aiutare la società ad adattarsi alla diversità;
   • infine, per evitare movimenti secondari inutili in un’Unione europea in cui un solo Stato
      membro è competente per l’esame di una data domanda d’asilo, eventuali divergenze nelle
      prassi di accoglienza e di ammissione dovrebbero essere ridotte il più possibile. La politica
      europea comune in materia d’asilo va attuata in maniera equivalente, e valida, in tutti gli
      Stati membri, e ciò va incoraggiato equilibrando gli sforzi fra gli stessi nell’accogliere
      rifugiati e sfollati e nel sostenere le conseguenze di tale accoglienza.
   Un altro elemento essenziale di quest’approccio è quello della cooperazione con i paesi terzi.
   Conformemente alla struttura proposta per il quadro finanziario, questa dimensione esterna
   non sarà inclusa nel programma quadro “Solidarietà e Gestione dei flussi migratori”, ma sarà
   debitamente presa in considerazione nella rubrica 4 del quadro finanziario proposto attraverso
   l’attuazione degli strumenti di aiuto esterno presentati dalla Commissione nel settembre 2004.
   2.2.      Struttura del programma quadro
   Il programma quadro stabilirà meccanismi di solidarietà finanziaria (Fondi) riguardanti
   quattro ambiti:
   • controlli e sorveglianza delle frontiere esterne (“gestione integrata delle frontiere”) e
      politica in materia di visti, in complementarità con l’Agenzia europea per la gestione della
      cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea
      (FRONTEX);
   • rimpatrio di cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare nell’UE;
   • integrazione di cittadini di paesi terzi in soggiorno regolare;
   • asilo (sulla base dell’esistente Fondo europeo per i rifugiati3).
   Lo sviluppo e l’attuazione di politiche comuni, inclusa la legislazione comunitaria, in
   ciascuno di questi quattro ambiti rispondono chiaramente all’esigenza di garantire obiettivi
   operativi complementari ma differenti. Ciò comporta obblighi di livello e d’intensità
   diseguale per gli Stati membri, che devono essere realizzati con un supporto finanziario
   adeguato. Significa anche che ogni Stato membro deve predisporre e sostenere misure a
   3
           Decisione 2004/904/CE del Consiglio, del 2 dicembre 2004, che istituisce il Fondo europeo per i
           rifugiati per il periodo 2005-2010 – GU L 381 del 28.12.2004, pag. 52.
IT                                                       5                                                 IT
 ---pagebreak---    livello nazionale dirette a un corretto adempimento dei propri obblighi per ciascuno dei
   quattro ambiti, anche se esso è toccato solo in misura limitata.
   Queste azioni hanno inoltre basi giuridiche diverse nei trattati, e riguardano ambiti soggetti
   alle disposizioni dei protocolli sulla posizione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno
   Unito o rientranti nell’acquis di Schengen.
   Di conseguenza il programma quadro “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” sarà
   composto da quattro strumenti separati (che istituiscono quattro “Fondi”) corrispondenti a
   ciascuno dei quattro ambiti d’azione.
   Anche se attuati attraverso quattro strumenti giuridici diversi, i quattro Fondi costituiscono un
   insieme coerente sia sul piano politico che operativo: ogni Fondo rispecchia gli obiettivi di
   una linea d’azione che, combinata con le altre tre, permette lo sviluppo di uno spazio di
   libertà. Sarà la riuscita attuazione di ciascuna delle quattro dimensioni a portare alla
   realizzazione degli obiettivi generali. I quattro Fondi funzioneranno pertanto secondo norme
   di attuazione e gestione comuni e secondo uno stesso calendario strategico, e saranno oggetto
   di procedure coordinate di valutazione e di riesame (si veda la sezione 3).
   Una volta entrato in vigore il trattato costituzionale, la Commissione potrà esaminare la
   possibilità di un’ulteriore ottimizzazione e semplificazione che potrebbe risultare da una
   nuova base giuridica (in particolare l’articolo III-268).
   L’assegnazione di risorse finanziarie agli Stati membri nell’ambito di ciascun Fondo sarà
   basata su criteri specifici e oggettivi che riflettano la situazione dello Stato membro rispetto
   agli obblighi assunti a nome o a vantaggio globale della Comunità per l’ambito interessato.
   Tali criteri saranno principalmente quantitativi. Per tenere conto sia della situazione iniziale
   degli Stati membri che della sua evoluzione, i criteri saranno basati il più possibile su dati “di
   stock” e dati “di flusso”: ciò permetterà un rafforzamento dei fondi disponibili in uno Stato
   membro per sostenere, ad esempio, un crescente numero di persone appartenenti alla
   popolazione target.
   A tale scopo, gli strumenti prevedono l’uso di statistiche comunitarie e, in mancanza di
   queste, di statistiche nazionali. Benché possano intervenire alcune difficoltà tecniche, si
   ritiene che il ricorso alle statistiche nell’assegnazione dei fondi dovrebbe avere l’effetto
   positivo di aumentare l’attenzione accordata, a livello nazionale, ad una comunicazione
   corretta e tempestiva dei dati. L’utilizzo proposto di tali statistiche nell’assegnazione di fondi
   per il periodo 2007-2013 è fattibile, in particolare poiché la futura legislazione in materia di
   statistiche sull’immigrazione dovrebbe portare ad una maggiore disponibilità e
   armonizzazione delle statistiche stesse.
   Per quanto riguarda il Fondo per le frontiere esterne, vi è la possibilità di un meccanismo di
   ponderazione, che sarà basato fra l’altro sull’analisi comune dei rischi realizzata dall’agenzia
   FRONTEX. Sono previste speciali disposizioni per coprire i sovraccosti specifici legati
   all’attuazione del sistema FTD e FRTD conformemente ai regolamenti (CE) n. 693/2003 e
   n. 694/2003 del Consiglio.
   Per quanto riguarda i Fondi per i rifugiati, per l’integrazione e per i rimpatri, ciascuno Stato
   membro, sulla scia del Fondo europeo per i rifugiati, riceverà un piccolo importo fisso per
   garantire un livello minimo di risorse per la realizzazione degli obiettivi.
IT                                                  6                                                 IT
 ---pagebreak---    2.3.      Complementarità con altri strumenti e misure
   Il programma quadro costituisce uno degli elementi del policy mix per l’ulteriore sviluppo di
   politiche comuni in materia d’asilo, immigrazione e frontiere esterne, e deve essere
   strettamente collegato all’attuazione e allo sviluppo di altri strumenti, in particolare la
   legislazione. La solidarietà finanziaria deve riguardare obiettivi chiaramente definiti e deve
   permettere il cofinanziamento di azioni che apportino un elevato valore aggiunto alla
   Comunità. L’utilizzo dei fondi deve essere intrinsecamente legato al miglioramento della
   situazione nazionale per quanto riguarda le norme comuni, o deve apportare benefici collettivi
   a livello dell’UE attraverso l’attuazione di azioni coordinate o comuni.
   L’istituzione e il funzionamento del programma quadro completeranno il ruolo di altre
   iniziative e organi nel contesto della politica comune in materia di immigrazione, asilo e
   frontiere comuni.
   In particolare, lo sviluppo di sistemi informatici su larga scala a sostegno dell’attuazione della
   politica relativa alle frontiere esterne e ai visti (Sistema di informazione visti; Sistema di
   informazione Schengen) e della politica in materia d’asilo (EURODAC) costituiscono
   importanti contributi alla solidarietà comunitaria grazie alla creazione di una cooperazione e
   di uno scambio di informazioni fra Stati membri con un buon rapporto costo/efficacia. Benché
   non coperti dal bilancio previsto per il programma quadro “Solidarietà e gestione dei flussi
   migratori”, lo sviluppo e il funzionamento di questi sistemi di informazione rappresentano
   impegni a lungo termine, e gli atti giuridici che li istituiscono non contengono disposizioni
   che ne limitino la durata. Oltre all’estensione prevista per l’allargamento, un ulteriore
   sviluppo delle funzionalità non è da escludersi nel corso del periodo 2007-2013, ed esso dovrà
   essere coperto dal bilancio previsto nella rubrica 3 del quadro finanziario proposto.
   Le attività dell’agenzia FRONTEX costituiscono anch’esse uno strumento efficace per
   rafforzare la cooperazione attraverso un’assistenza tecnica e operativa e una condivisione di
   attrezzature e risorse che possono essere messe a disposizione di tutti gli Stati partecipanti. Il
   progressivo sviluppo del campo d’azione e delle attività dell’agenzia, in particolare dopo la
   valutazione programmata per il 2007, richiederà risorse adeguate nella rubrica 3 del futuro
   quadro finanziario. I servizi della Commissione renderanno l’agenzia FRONTEX partecipe
   della programmazione e della valutazione.
   In base ai risultati dell’azione preparatoria attualmente in corso, la Commissione esaminerà la
   possibilità di creazione di un Osservatorio europeo dell’immigrazione, per rafforzare il
   controllo e l’analisi degli aspetti multidimensionali dei fenomeni d’immigrazione e d’asilo.
   Sono state adottate disposizioni non solo per evitare ogni rischio di doppioni fra i Fondi, ma
   anche per assicurare lo sviluppo di sinergie dove possibile. In particolare, il finanziamento
   delle misure di rimpatrio dei richiedenti asilo respinti non sarà più ammissibile nell’ambito
   del Fondo europeo per i rifugiati a partire dal primo anno del programma pluriennale che
   comincerà il 1° gennaio 2008.
   Il finanziamento per il Fondo per i rimpatri sarà previsto solo dal 2008 in poi, tenuto conto,
   come suggerito nel programma dell’Aia, della necessità di valutare previamente i risultati
   delle azioni preparatorie sui rimpatri (2005–2006).
   Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla questione della complementarità e della
   sinergia delle azioni fra il Fondo per l’integrazione e il Fondo sociale europeo (FSE), tanto
IT                                                   7                                                IT
 ---pagebreak---    nella definizione degli obiettivi del Fondo per l’integrazione che nella sua attuazione. Grazie
   al suo approccio specifico e innovatore, il Fondo per l’integrazione potrà in effetti andare a
   completare i più ampi obiettivi del FSE e potrà inoltre servire a individuare valide strategie e
   prassi che potranno essere integrate nel FSE.
   3.         RAZIONALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE
   3.1.       Transizione rispetto agli strumenti esistenti
   I quattro Fondi istituiti nell’ambito del programma quadro “Solidarietà e gestione dei flussi
   migratori” costituiscono un insieme coerente e sostengono pienamente lo sviluppo di politiche
   comuni nei settori delle frontiere esterne, dell’immigrazione e dell’asilo, in completa sintonia
   con i principi della solidarietà, del valore aggiunto, dell’addizionalità e della complementarità.
   Essi riprenderanno e svilupperanno al loro massimo livello operativo le azioni dei programmi
   esistenti e delle azioni preparatorie come ARGO, INTI, le azioni preparatorie nel campo della
   gestione dei rimpatri e il Fondo europeo per i rifugiati (FER).
   La seconda fase del FER è cominciata il 1° gennaio 2005 e finirà nel 2010. Oltre a chiarire le
   condizioni di ammissibilità relativamente al rimpatrio volontario, la proposta di modifica del
   FER allegata alla comunicazione mira ad armonizzare il suo calendario e le sue disposizioni
   d’attuazione, per quanto riguarda il sistema di gestione e di controllo, con quanto proposto per
   gli altri tre strumenti: la sua durata è prorogata fino al 2013, e le nuove disposizioni
   entreranno in vigore il 1° gennaio 2008, per consentire la piena attuazione del primo ciclo di
   programmazione pluriennale in virtù dell’attuale decisione, dal 2005 al 2007. Dopo tali date,
   il ciclo di programmazione sarà in linea con quello degli altri tre Fondi.
   Va comunque prevista la presentazione, più avanti nel 2005, di revisioni del contenuto del
   FER, insieme a comunicazioni della Commissione riguardanti in particolare:
   • la dichiarazione sulle persone nel quadro dei programmi nazionali di reinsediamento, alla
       luce dell’ambito di applicazione della Decisione del Consiglio relativa al FER II per il
       periodo 2005-2010, in cui la Commissione è invitata a presentare una proposta di modifica
       del Fondo europeo per i rifugiati entro la fine del 2005 per tenere conto delle conclusioni
       del Consiglio del 2 novembre 2004 sul miglioramento dell’accesso a soluzioni durature. In
       tali conclusioni, il Consiglio ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta per un
       programma dell’UE in materia di reinsediamento. Dovranno essere stabilite le disposizioni
       per il finanziamento o per il cofinanziamento delle azioni di reinsediamento che
       intervengono nell’ambito del programma dell’UE, o anche al di fuori di esso;
   • il programma dell’Aia, che chiede l’istituzione, nel 2005, di “strutture appropriate che
       coinvolgano i servizi nazionali competenti in materia di asilo degli Stati membri al fine di
       facilitare la cooperazione fattiva e concreta”. Dovranno essere affrontate la questione
       dell’inclusione di queste strutture nell’ambito delle “azioni comunitarie” e le opzioni
       considerate per l’Ufficio europeo di sostegno.
   3.2.       Sistema comune di gestione e di controllo
   Poiché il programma quadro ha, come obiettivo, quello di rafforzare l’attuazione delle
   politiche comuni a livello nazionale, esso sarà eseguito nell’ambito di una gestione
   concorrente fra gli Stati membri e la Commissione. Ciò consentirà agli Stati membri di
IT                                                    8                                               IT
 ---pagebreak---    selezionare le azioni conformemente a una valutazione esaustiva delle necessità, e una
   strategia adatta alla situazione locale, concordata in collaborazione con la Commissione.
   Poiché la gestione concorrente non può essere applicata con i paesi terzi, vi sarà una delega di
   compiti, nell’ambito della gestione decentrata, ai paesi che partecipano all’attuazione,
   applicazione e sviluppo dell’acquis di Schengen e al Fondo per le frontiere esterne. Le azioni
   comunitarie e l’assistenza tecnica della Commissione, quali menzionate nei progetti di
   strumenti, saranno attuate dalla Commissione nel quadro della gestione diretta.
   Per il funzionamento dei quattro strumenti sono state stabilite le stesse disposizioni: cicli
   pluriennali di programmazione strategica (con due periodi, 2007-2010 e 2011-2013) sulla
   base degli orientamenti comunicati dalla Commissione, stanziamento di risorse e
   programmazione operativa su base annuale, valutazioni pluriennali.
   Analogamente, vanno armonizzati i sistemi di gestione e di controllo dei quattro Fondi, e a tal
   fine i progetti delle decisioni prevedono strutture o disposizioni d’attuazione comuni o
   condivise (comitato, disposizioni nazionali in materia di gestione e di audit).
   L’esigenza di coerenza e trasparenza è il fattore determinante delle modalità di gestione dei
   Fondi: la coerenza, poiché i progetti di strumenti definiscono le condizioni minime applicabili
   ai sistemi di gestione, di controllo interno e di audit così come l’implicazione di ogni attore; la
   trasparenza, poiché i risultati e l’impatto di ogni elemento dello strumento sono note ai vari
   attori. I quattro progetti di decisione tengono inoltre conto delle conclusioni delle valutazioni
   del meccanismo di programmazione e di esecuzione dei Fondi strutturali, per predisporre
   meccanismi di finanziamento che garantiscano al tempo stesso una concentrazione di risorse
   sugli obiettivi chiave e strategici, una modalità di attuazione che sia efficace sia a livello
   nazionale che comunitario, e una gestione e un controllo sani dei finanziamenti comunitari.
   3.3.      Valutazione e riesame
   Per garantire l’efficacia dell’azione deve essere effettuata a intervalli regolari una valutazione
   dell’attuazione, dei risultati e dell’impatto degli strumenti. Ciò è particolarmente importante
   nel contesto del programma quadro “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”:
   - in primo luogo, negli anni 2005-2006, saranno svolti studi supplementari per definire le
   priorità degli orientamenti strategici iniziali in relazione al nuovo programma, e per stabilire
   un quadro coerente e completo di controllo e di valutazione (che comprenda la definizione di
   gruppi di indicatori comuni, quantitativi e qualitativi, in termini di input, output, risultati ed
   effetti);
   - in secondo luogo, i risultati di una prima valutazione del funzionamento del programma
   quadro devono essere resi disponibili nel 2010, al momento del riesame del programma
   dell’Aia; i risultati di questa valutazione daranno anche un feedback della gestione e del
   funzionamento del programma;
   - in terzo luogo, nel 2012 dovranno essere rese disponibili delle valutazioni dei risultati dei
   programmi pluriennali legati ai Fondi, per trarre insegnamenti utili in vista del loro rinnovo, e
   nel 2015, per constatarne l’impatto.
   Gli sviluppi delle azioni e i risultati delle valutazioni implicano inoltre la possibilità di
   riesaminare il programma, e di adattarlo se necessario a esigenze e priorità nuove o mutate:
IT                                                   9                                                 IT
 ---pagebreak---    - nel 2009, possibilità di riesaminare alcuni aspetti del funzionamento dei Fondi, come i criteri
   di ripartizione finanziaria nei settori dell’integrazione e delle frontiere esterne, in particolare,
   nel caso dell’integrazione, alla luce dei risultati della valutazione finale delle azioni
   preparatorie lanciate nel 2005;
   - entro la fine del 2010, sulla base della prima valutazione, possibilità di riesame per stabilire
   le principali tendenze e priorità sul futuro del programma quadro.
   4.        RISORSE FINANZIARIE
   L’importo globale previsto per il programma quadro “Solidarietà e gestione dei flussi
   migratori” è di 5 866 milioni di euro per il periodo 2007-2013 (a prezzi correnti). All’interno
   di questa dotazione sono previsti 1 184 milioni di euro per l'asilo; 759 milioni di euro per il
   Fondo per i rimpatri; 1 771 milioni di euro per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi e
   infine 2 152 milioni di euro per la gestione delle frontiere esterne. Gli importi assegnati agli
   Stati membri non saranno trasferibili da un Fondo all’altro.
   Oltre all’importo complessivo per il programma quadro sopra indicato, per il periodo
   2007-2013 è prevista una somma indicativa di 285,1 milioni di euro per l’agenzia FRONTEX,
   mentre l’attuazione di sistemi informatici su larga scala è stata stimata a più di 900 milioni
   di euro. È stata infine prevista nel bilancio anche l’eventuale istituzione di un Osservatorio
   europeo dell’immigrazione come follow-up delle attuali azioni preparatorie, per un
   ammontare indicativo di 62,3 milioni di euro per lo stesso periodo.
IT                                                  10                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  ALLEGATO
                  Programma quadro sulla solidarietà e gestione dei flussi migratori
                                           per il periodo 2007-2013
     Complementarità con agenzie e con altri strumenti nell’area della libertà, sicurezza e
                                                    giustizia
   Le prospettive finanziarie prevedono diversi strumenti complementari che contribuiranno alla
   realizzazione degli obiettivi stabiliti nell’area di libertà, sicurezza e giustizia:
   – programmi quadro che sostituiranno il gran numero di linee di bilancio attualmente gestite
      dalla Commissione in questo campo;
   – finanziamento comunitario di agenzie e di organi della Comunità o dell’Unione;
   – sviluppo e gestione di sistemi di informazione connessi su ampia scala.
   L’agenzia seguente, collegata all’ambito del programma quadro di cui sopra, sarà coperta
   dalle nuove prospettive finanziarie:
   • Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne -
      regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, che istituisce
      un'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli
      Stati membri dell'Unione europea (GU L 349 del 25.11.2004, pag. 1).
   Rimarranno in vigore altri strumenti esistenti, ma non saranno coperti dal nuovo programma
   quadro. Tali strumenti riguardano lo sviluppo e l’attuazione di sistemi informatici su larga
   scala nei settori delle politiche riguardanti l’asilo, l’immigrazione e le frontiere esterne, e sono
   stati istituiti da atti legislativi del Consiglio e/o del Parlamento europeo:
   • il sistema EURODAC, stabilito dal regolamento (CE) n. 2725/2000 del Consiglio, dell’11
      dicembre 2000, che istituisce l'"Eurodac" per il confronto delle impronte digitali per
      l'efficace applicazione della convenzione di Dublino (GU L 316 del 15/12/2000, pag. 1), e
      il regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i criteri
      e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una
      domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo (GU
      L 050 del 25/2/2003 pag. 1);
   • il Sistema di informazione visti (VIS), stabilito dalla decisione 2004/512/CE del
      Consiglio dell'8 giugno 2004 che istituisce il sistema di informazione visti (VIS) (GU L
      213 del 15/6/2004, pag. 5): la Commissione ha presentato una proposta (COM(2004)835)
      che stabilisce lo scopo, le funzionalità e le responsabilità ad esso relative;
   • il sistema di informazione Schengen (SIS II), per il quale la Commissione intende
      presentare una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio entro la
      fine del primo trimestre del 2005.
IT                                                     11                                               IT
 ---pagebreak---    Lo sviluppo e il funzionamento di questi sistemi di informazione rappresentano impegni a
   lungo termine, e gli atti giuridici che li istituiscono non contengono disposizioni che ne
   limitino la durata. Oltre all’estensione prevista per l’allargamento, non è da escludersi un
   ulteriore sviluppo delle funzionalità nel corso del periodo 2007-2013.
IT                                                 12                                           IT
 ---pagebreak---                                                          RELAZIONE
   5.          INTRODUZIONE
   Le prospettive finanziarie 2007-2013 sono state definite seguendo sin dall'inizio un approccio
   politico, in modo da assicurare che gli importi stanziati per conseguire gli obiettivi politici
   fossero adeguati. In questo contesto, la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia
   è stata considerata uno degli obiettivi principali dell'Unione europea per i prossimi anni, al cui
   sostegno devono essere destinate risorse finanziarie accresciute. Nelle comunicazioni
   “Costruire il nostro avvenire comune - Sfide e mezzi finanziari dell'Unione allargata 2007-
   2013”4 e “Prospettive finanziarie 2007 - 2013”5 la Commissione ha sottolineato l’importanza
   di sfruttare l’occasione della revisione degli strumenti giuridici delle prossime prospettive
   finanziarie per perseguire una maggiore semplificazione. Strutturando le proposte attorno a tre
   programmi d’azione generali (“Solidarietà e gestione dei flussi migratori”, “Diritti
   fondamentali e giustizia” e “Sicurezza e tutela delle libertà”), la Commissione fornisce un
   quadro chiaro per lo sviluppo di interventi finanziari comunitari a sostegno dei tre obiettivi di
   giustizia, libertà e sicurezza.
   Il contenuto di questi programmi è stato definito in un documento di lavoro della
   Commissione6, che per il programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” ha
   individuato il seguente obiettivo chiave: difendere il principio di solidarietà nella gestione dei
   flussi migratori garantendo una divisione equa delle responsabilità tra gli Stati membri per
   quanto riguarda l'onere finanziario conseguente alla gestione integrata delle frontiere
   esterne dell'Unione e all'attuazione di politiche comuni in materia d'asilo e d'immigrazione.
   (..)
   Questa solidarietà dovrebbe consentire di migliorare e sostenere l’attuazione delle politiche e
   delle normative comunitarie relative a quattro aspetti complementari della gestione dei flussi
   migratori:
   • la gestione integrata delle frontiere esterne, per garantire un livello di protezione
        equivalente e uniforme alle frontiere esterne;
   • la politica d'asilo, come nel caso del Fondo europeo per i rifugiati7, per consentire di
        definire ed attuare una politica europea comune in materia d'asilo fondata sulla solidarietà
        tra gli Stati membri e ricercare un migliore equilibrio tra gli sforzi sostenuti dagli Stati
        membri per far fronte alle conseguenze dell'accoglienza dei rifugiati e degli sfollati;
   • la lotta contro l'immigrazione clandestina e, in particolare, il rimpatrio dei cittadini di paesi
        terzi che risiedono illegalmente nel territorio dell'UE o delle persone che migrano in modo
        irregolare verso l'UE;
   4
             COM(2004) 101 def. del 10.2.2004.
   5
             COM(2004) 487 def. del 14.7.2004.
   6
             Comunicazione del sig. Vitorino alla Commissione del 28 settembre 2004 (SEC(2004)1195) "Giving an
             operational dimension to the area of freedom, security and justice: Policy context and orientations for
             future financial interventions” (Rendere operativo lo spazio di libertà sicurezza e giustizia: Contesto
             politico e criteri orientativi per i futuri interventi finanziari).
   7
             Decisione 2004/904/CE del Consiglio, del 2 dicembre 2004, che istituisce il Fondo europeo per i
             rifugiati per il periodo 2005-2010 (GU L 381 del 28.12.2004).
IT                                                              13                                                   IT
 ---pagebreak---    • l’ammissione e l’integrazione dei cittadini di paesi terzi, in particolare l’integrazione
       sociale, civile e culturale, per permettere a tali persone di inserirsi e partecipare
       attivamente a tutti gli aspetti della vita sociale europea.
   6.         GIUSTIFICAZIONE           DELL'AZIONE      - MODIFICHE    DEL    FONDO        EUROPEO PER I
              RIFUGIATI
   La prima espressione di questa solidarietà è stata la creazione del FER8, istituito nel 2000
   dopo tre anni di azioni preparatorie. Auspicato vivamente dal Parlamento europeo e basato su
   una proposta della Commissione, il Fondo ha permesso di porre le fondamenta di una
   solidarietà comunitaria in materia per l’accoglienza dei richiedenti asilo e delle persone che
   necessitano di una protezione internazionale nell'ambito di un approccio globale. Esso ha
   consentito altresì di raggiungere un accordo sulla direttiva relativa alla protezione temporanea
   in caso di afflusso in massa di sfollati. La prima fase dell’armonizzazione legislativa che
   istituisce il regime d'asilo europeo comune è in via di definizione e, conformemente alla
   decisione iniziale, il Consiglio, su proposta della Commissione, deve riesaminare detta
   decisione entro e non oltre il 31 dicembre 2004.
   Nel 2003 è stata eseguita un’approfondita valutazione accompagnata da un’ampia
   consultazione degli interessati (valutazione intermedia del FER I, conclusasi nel novembre
   2003, e una grande conferenza di esame nei giorni 30 e 31 ottobre 2003). Basandosi sui
   risultati di questa valutazione e su quelli di uno studio d'impatto approfondito9, il 12 febbraio
   2004 la Commissione ha adottato una proposta per istituire il FER per una seconda fase
   (2005-2010)10. La decisione è stata adottata dal Consiglio il 2 dicembre 2004.
   La seconda fase del FER prevede molte disposizioni e meccanismi che sono ora proposti per
   gli altri tre Fondi che compongono il programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi
   migratori”:
   • una programmazione più strategica degli interventi del Fondo, che attribuisca alla
       Commissione un più forte ruolo di leadership e che tenga conto del quadro legislativo
       adottato dalla Comunità in materia di politica d'asilo;
   • l’inclusione nei criteri di ripartizione dei Fondi tra gli Stati membri non solo della
       popolazione target, ma anche dell'esigenza, soprattutto per i nuovi Stati membri, di
       effettuare investimenti strutturali per garantire l'efficienza dei sistemi nazionali d'asilo;
   • una programmazione e un ciclo di vita dei progetti che permettano di raggiungere risultati
       più utili e sostenibili, attraverso strategie pluriennali basate su un processo di concertazione
       (tra partner nazionali e tra gli Stati membri e la Commissione);
   • un rafforzamento delle disposizioni relative alla gestione concorrente e un maggiore
       sostegno comunitario (quadro finanziario e amministrativo comune, strumenti di gestione
   8
            Decisione 2000/596/CE del Consiglio, del 28 settembre 2000, che istituisce un Fondo europeo per i
            rifugiati (GU L 252 del 6.10.2000, pag. 12).
   9
            SEC (2004) 161 del 12.2.2004.
   10
            COM(2004)102 del 12.2.2004. Proposta di decisione del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per i
            rifugiati per il periodo 2005-2010.
IT                                                        14                                                      IT
 ---pagebreak---        comuni), che permettano di garantire l'attuazione dello strumento nel rispetto del principio
       della sana gestione finanziaria.
   La proposta prevedeva inoltre un aumento progressivo della dotazione finanziaria, più
   considerevole a partire dal 2008, quale dimostrazione della solidarietà comunitaria, al fine di
   raggiungere risultati significativi e ottenere un forte impatto non solo sui gruppi target, ma
   anche sui sistemi stessi.
   Tenuto conto della valutazione e del riesame di questa proposta recentemente effettuati,
   nonché della durata di questo strumento, è necessario che le modifiche da apportare al FER in
   sede di adozione - nell’ambito delle nuove prospettive finanziarie - del programma generale
   “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” riguardino in particolare la razionalizzazione delle
   procedure (per allinearle a quelle proposte per gli altri tre Fondi), la durata dell’attuazione
   (per prorogarla fino al 2013), nonché la complementarità e la sinergia (soprattutto per quanto
   riguarda le azioni nel quadro del “Fondo per il rimpatrio”).
   6.1.       Durata dello strumento
   Dato che l’attuale fase del FER si conclude nel 2010, si propone di prorogarne la durata fino
   alla scadenza delle prospettive finanziarie (2013). In termini operativi ciò si traduce
   nell’attuazione di un terzo programma pluriennale (2011-2013). Tuttavia, poiché gli Stati
   membri stanno ora avviando l’attuazione, nel quadro del FER, del primo programma
   strategico pluriennale relativo al periodo 2005-2007, si propone che la presente proposta entri
   in vigore il 1º gennaio 2008, inizio del primo anno del secondo periodo di programmazione
   pluriennale.
   6.2.       Razionalizzazione dei sistemi di gestione e controllo
   Il FER II (2005-2010) contiene già disposizioni dettagliate sull’attuazione operativa della
   gestione concorrente. Al fine di garantire la coerenza e consentire eventuali sistemi di
   gestione e controllo comuni con gli altri tre Fondi che compongono il presente programma
   generale, la Commissione propone di adottare le stesse disposizioni per tutti e quattro i Fondi.
   Tali disposizioni sono state definite tenendo conto della riforma del sistema di intervento dei
   fondi strutturali11 e dei criteri orientativi per la definizione delle responsabilità della
   Commissione e degli Stati membri fissati dalla Commissione nella comunicazione del 6
   settembre 200412. Per non complicare l’attuazione dei sistemi di gestione e controllo, si
   propone che dette disposizioni entrino in vigore il 1º gennaio 2008, al termine del primo ciclo
   pluriennale.
   6.3.       Complementarità e sinergia
   Il FER è stato il primo strumento finanziario comunitario con cui ha preso forma la solidarietà
   tra la Comunità e gli Stati membri nella gestione delle conseguenze dell’istituzione di
   11
            COM(2004) 492 def. del 14.7.2004. Proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni
            generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione.
   12
            COM (2004) 580 def. del 6.9.2004. Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al
            Consiglio intitolata "Le responsabilità degli Stati membri e della Commissione nella gestione
            concorrente dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione - situazione attuale e prospettive per il periodo
            di programmazione successivo al 2006".
IT                                                        15                                                            IT
 ---pagebreak---    politiche comuni nel settore delle frontiere esterne e in materia di immigrazione e asilo. Con
   la creazione di un programma generale coerente, il FER entra a far parte di un insieme di
   misure dirette ad istituire un sistema uniforme a livello europeo.
   A tal fine la presente proposta, analogamente ai progetti di decisioni che istituiscono il Fondo
   per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi che soggiornano legalmente nell’UE, il Fondo
   per le frontiere esterne e il Fondo per il rimpatrio, prevede la creazione di meccanismi che
   garantiscano un approccio coerente nella programmazione, attuazione e valutazione dei
   quattro strumenti. La proposta contiene altresì una modifica della nozione di azione
   ammissibile in materia di rimpatrio, al fine di evitare sovrapposizioni con il futuro Fondo per i
   rifugiati. Poiché si prevede di finanziare il rimpatrio dei richiedenti asilo che sono stati
   respinti nel quadro del Fondo per il rimpatrio, dal 1º gennaio 2008, con l’avvio del primo
   anno del programma pluriennale, tale finanziamento dovrebbe divenire inammissibile
   nell’ambito del FER.
   I motivi di questa separazione tra i due Fondi sono esposti dettagliatamente nello studio
   d'impatto approfondito.
   7.        ADEGUAMENTO AD ALTRI SVILUPPI
   È opportuno che in futuro la Commissione presenti una proposta di revisione del contenuto
   del FER. Le modifiche dovrebbero tener conto del programma dell’Aia e della dichiarazione
   sulle persone interessate dai programmi di reinsediamento nazionali alla luce di quanto
   previsto dalla decisione del Consiglio sul FER II per il periodo 2005-2010.
   Le modifiche riguarderebbero i seguenti punti:
   • Nella dichiarazione sulle persone interessate dai programmi di reinsediamento nazionali si
      invita la Commissione a presentare una proposta di modifica del Fondo europeo per i
      rifugiati entro la fine del 2005, al fine di tener conto delle conclusioni del Consiglio del 2
      novembre 2004 sul miglioramento dell'accesso a soluzioni durature. In tali conclusioni il
      Consiglio aveva chiesto alla Commissione di proporre un programma di reinsediamento a
      livello dell'UE. Di conseguenza, la proposta di revisione del FER deve prevedere le
      disposizioni per il finanziamento integrale o parziale delle azioni di reinsediamento,
      condotte sia nel quadro del programma di reinsediamento comunitario che al suo esterno.
   • Al fine di facilitare la cooperazione fattiva e concreta, il programma dell’Aia auspica che
      nel 2005 vengano istituite strutture appropriate che coinvolgano i servizi nazionali degli
      Stati membri competenti in materia di asilo. È pertanto opportuno esaminare come
      sostenere tali strutture.
   È previsto che le comunicazioni su tali aspetti e la proposta che modifica il FER vengano
   presentate nell’autunno 2005.
   8.        INCIDENZA SUL BILANCIO
   La scheda finanziaria allegata nel febbraio 2004 alla proposta per la seconda fase del FER
   rimane valida, considerato il numero ancora significativo di domande di asilo negli Stati
   membri. Il rimpatrio volontario dei richiedenti asilo che sono stati respinti rappresenta oggi
   una piccola parte delle azioni attuate attraverso il Fondo ed è quindi improbabile che la
IT                                                  16                                               IT
 ---pagebreak---    soppressione di tali azioni dal campo di applicazione del Fondo abbia conseguenze rilevanti in
   termini di bilancio.
   Tenuto conto delle nuove priorità e delle azioni che probabilmente verranno aggiunte dalla
   proposta dell'autunno 2005, la proroga del Fondo per il periodo 2011-2013 dovrebbe restare
   conforme alle stime del 2004. La dotazione finanziaria del Fondo per il 2005 e 2006 è di
   114,09 milioni di euro. Nel quadro delle prospettive finanziarie proposte dalla Commissione
   per il periodo 2007-2013 la dotazione è pari a 1 184 milioni di euro. Per il periodo 2008-2013
   l’importo è di 1 112,7 milioni di euro.
   Un importo specifico deve inoltre rimanere a disposizione come riserva per l’attuazione delle
   misure d’urgenza. Tale importo (10 milioni di euro annui) resterà invariato per tutto il
   periodo; esso servirà per far fronte alle prime settimane di azione in caso di afflusso massiccio
   di rifugiati e potrà successivamente essere integrato tramite apposite modifiche ai normali
   programmi pluriennali e annuali degli Stati membri.
IT                                                 17                                                IT
 ---pagebreak---                                                                2005/0046 (COD)
                                                   Proposta di
               DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
      che istituisce il Fondo europeo per i rifugiati per il periodo 2008-2013 nell’ambito del
                  programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'articolo 63, paragrafo 2,
   lettera b),
   vista la proposta della Commissione13,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo14,
   visto il parere del Comitato delle regioni15,
   deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato16,
   considerando quanto segue:
   (1)      Al fine di creare progressivamente uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, il
            trattato che istituisce la Comunità europea prevede, da una parte, l'adozione di misure
            volte a garantire la libera circolazione delle persone, insieme a misure di
            accompagnamento relative al controllo delle frontiere esterne, all'asilo e
            all'immigrazione, e, dall'altra, l'adozione di misure in materia di asilo, immigrazione e
            tutela dei diritti dei cittadini di paesi terzi.
   (2)      Il Consiglio europeo, nella riunione speciale svoltasi a Tampere il 15 e 16 ottobre
            1999, ha ribadito la volontà di istituire uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. A tal
            fine è necessario che una politica europea comune in materia di asilo e di migrazione
            si prefigga, nel contempo, un trattamento equo per i cittadini di paesi terzi e una
            migliore gestione dei flussi migratori. Una politica comune nel settore dell'asilo, che
            preveda un regime europeo comune in materia di asilo, costituisce un elemento
            fondamentale dell'obiettivo dell'Unione europea di istituire progressivamente uno
            spazio di libertà, sicurezza e giustizia aperto a quanti, spinti dalle circostanze, cercano
            legittimamente protezione nell’Unione europea.
   (3)      L'attuazione di tale politica deve basarsi sulla solidarietà fra gli Stati membri e
            presuppone l'esistenza di meccanismi destinati a contribuire alla realizzazione di un
   13
            GU C …
   14
            GU C …
   15
            GU C …
   16
            GU C …
IT                                                      18                                                IT
 ---pagebreak---        equilibrio fra gli sforzi espletati dagli Stati membri per accogliere rifugiati e sfollati e
       sostenere le conseguenze di tale accoglienza. A tal fine, con decisione 2000/596/CE17
       è stato istituito il Fondo europeo per i rifugiati per il periodo 2000-2004. Tale
       decisione è stata sostituita dalla decisione 2004/904/CE del Consiglio, del 2 dicembre
       2004, che istituisce il Fondo europeo per i rifugiati per il periodo 2005-201018. In tal
       modo è stata assicurata la prosecuzione della solidarietà tra Stati membri, sulla base
       della legislazione comunitaria recentemente adottata nel settore dell'asilo, tenuto conto
       dell'esperienza maturata durante l'attuazione del Fondo per il periodo 2000-2004.
   (4) Alla luce delle proposte della Commissione che istituiscono il Fondo per
       l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi che soggiornano legalmente nell’UE, il
       Fondo per il rimpatrio dei cittadini dei paesi terzi che soggiornano illegalmente
       nell’UE (in seguito denominato “Fondo per il rimpatrio”) e il Fondo per le frontiere
       esterne per il periodo 2007-2013, nell’ambito del programma generale “Solidarietà e
       gestione dei flussi migratori”, occorre creare un nuovo Fondo europeo per i rifugiati,
       in particolare in vista della definizione di sistemi comuni di gestione, controllo e
       valutazione.
   (5) Occorre adeguare la durata del Fondo alla durata del quadro finanziario pluriennale
       previsto dall'accordo interistituzionale applicabile al periodo 2008-2013.
   (6) Il presente strumento è concepito come parte di un quadro coerente intitolato
       programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”, volto a trattare la
       questione dell’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri per quanto
       riguarda l'onere finanziario conseguente all’introduzione della gestione integrata delle
       frontiere esterne dell'Unione e all'attuazione di politiche comuni in materia d'asilo e
       d'immigrazione, sviluppate conformemente al titolo IV del trattato che istituisce la
       Comunità europea.
   (7) È necessario sostenere gli sforzi sostenuti dagli Stati membri per concedere ai rifugiati
       e agli sfollati condizioni di accoglienza adeguate e applicare procedure di asilo eque ed
       efficienti, allo scopo di proteggere i diritti di quanti necessitano di una protezione
       internazionale.
   (8) L’integrazione dei rifugiati nella società del paese in cui sono stabiliti è uno degli
       obiettivi della convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 sullo status dei rifugiati,
       integrata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967. Tali persone devono poter
       condividere i valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. È
       opportuno, a questo fine, sostenere le azioni degli Stati membri dirette alla promozione
       della loro integrazione sociale, economica e culturale, in quanto essa contribuisce alla
       realizzazione della coesione economica e sociale, il cui mantenimento e rafforzamento
       figurano fra gli obiettivi fondamentali della Comunità menzionati all'articolo 2 e
       all'articolo 3, paragrafo 1, punto k), del trattato.
   (9) Ad integrazione delle disposizioni del Fondo europeo per il rimpatrio, è necessario un
       aiuto concreto per creare o migliorare le condizioni che permettono ai rifugiati e agli
   17
       GU L 252 del 6.10.2002, pag. 12.
   18
       GU L 381 del 28.12.2004.
IT                                               19                                                 IT
 ---pagebreak---         sfollati che lo desiderino di decidere in piena conoscenza di causa di abbandonare il
        territorio degli Stati membri e rientrare nel loro paese di origine.
   (10) È opportuno costituire una riserva finanziaria destinata all'attuazione di misure
        d'urgenza al fine di fornire una protezione temporanea in caso di afflusso in massa di
        rifugiati conformemente alla direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001,
        sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso
        massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri
        che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi19.
   (11) Il sostegno fornito dal Fondo sarà più efficiente e più mirato se il cofinanziamento
        delle azioni ammissibili si baserà su due programmi pluriennali e su un programma di
        lavoro annuale fissati da ogni Stato membro in base alla propria situazione e alle
        proprie esigenze.
   (12) È giusto ripartire le risorse in maniera proporzionata all'onere che grava su ogni Stato
        membro in conseguenza degli sforzi che esso espleta per accogliere rifugiati e sfollati,
        inclusi i rifugiati che godono della protezione internazionale nel quadro dei programmi
        nazionali.
   (13) Nell’ambito della gestione concorrente di cui all’articolo 53, paragrafo 1, lettera b), del
        regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che
        stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità
        europee20, è necessario specificare le condizioni che consentono alla Commissione di
        esercitare le proprie responsabilità per l'esecuzione del bilancio generale delle
        Comunità europee, nonché chiarire gli obblighi di cooperazione che incombono agli
        Stati membri. L'applicazione di queste condizioni consentirà alla Commissione di
        sincerarsi che gli Stati membri utilizzino il Fondo in modo legittimo, corretto e
        conforme al principio della sana gestione finanziaria, secondo quanto previsto
        dall’articolo 27 del regolamento finanziario.
   (14) La Commissione deve stabilire la ripartizione indicativa degli stanziamenti d'impegno
        disponibili servendosi di un metodo obiettivo e trasparente.
   (15) Nell'ambito dell'assistenza tecnica, il Fondo deve finanziare le valutazioni, il
        miglioramento delle capacità amministrative legate alla sua gestione, gli studi, i
        progetti pilota e gli scambi di esperienze, volti soprattutto a promuovere impostazioni
        e pratiche innovative.
   (16) È opportuno che gli Stati membri adottino misure atte a garantire il corretto
        funzionamento del sistema di gestione e controllo. A tal fine, occorre stabilire i
        principi generali e le funzioni necessarie cui dovranno attenersi tutti i programmi.
   (17) È necessario prevedere la designazione di una singola autorità per Stato membro,
        competente per la gestione degli interventi del Fondo, e chiarirne le responsabilità. È
        altresì opportuno designare l’autorità di audit e definirne le funzioni. Inoltre, per
        garantire una qualità uniforme nella certificazione delle spese prima che siano
        trasmesse alla Commissione e chiarire la natura e la qualità delle informazioni su cui si
   19
        GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12.
   20
        GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
IT                                               20                                                 IT
 ---pagebreak---         fondano le dichiarazioni di spesa, è necessario prevedere la designazione dell'autorità
        di certificazione.
   (18) Conformemente ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, gli Stati membri sono i
        principali responsabili per l'attuazione e il controllo degli interventi.
   (19) È opportuno specificare gli obblighi degli Stati membri con riguardo ai sistemi di
        gestione e controllo, alla certificazione delle spese nonché alla prevenzione,
        individuazione e rettifica delle irregolarità e violazioni del diritto comunitario, al fine
        di garantire l'efficace e corretta attuazione dei loro programmi pluriennali ed annuali.
        Con particolare riguardo alla gestione e al controllo, occorre stabilire le modalità in
        base alle quali gli Stati membri accertano l’esistenza e il corretto funzionamento di tali
        sistemi.
   (20) Fatti salvi i poteri della Commissione in materia di controllo finanziario, occorre
        rafforzare la cooperazione con gli Stati membri in questo settore e fissare criteri che le
        consentano di determinare, nell'ambito della strategia di controllo dei sistemi
        nazionali, il livello di garanzia ottenibile dagli organismi di audit nazionali.
   (21) L’efficacia e l’impatto delle azioni sostenute dal Fondo dipendono inoltre dalla loro
        valutazione. È opportuno che siano precisate le responsabilità degli Stati membri e
        della Commissione al riguardo, e le modalità per una valutazione affidabile.
   (22) Occorre che le azioni siano valutate nella prospettiva di una revisione intermedia e
        dell’analisi di impatto, e che il processo di valutazione sia integrato nelle modalità di
        monitoraggio del progetto.
   (23) La presente decisione istituisce, per l'intera durata del programma, una dotazione
        finanziaria che rappresenta il principale punto di riferimento per l'autorità di bilancio,
        ai sensi del punto 33 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999, tra il
        Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, sulla disciplina di bilancio e il
        miglioramento della procedura di bilancio21.
   (24) Poiché l’obiettivo della presente decisione, ossia la promozione di un equilibrio fra gli
        sforzi espletati dagli Stati membri per accogliere rifugiati e sfollati, non può essere
        realizzato in modo adeguato dagli Stati membri e quindi, a motivo delle dimensioni o
        degli effetti dell'azione, può essere conseguito meglio a livello comunitario, la
        Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del
        trattato. Nel rispetto del principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo, la
        presente decisione si limita a quanto è strettamente necessario per il raggiungimento di
        tale obiettivo.
   (25) Le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione devono essere adottate
        in conformità della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante
        modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione22.
   (26) Ai sensi degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegato al
        trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la
   21
        GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1.
   22
        GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
IT                                                21                                                IT
 ---pagebreak---            Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, che non la vincola né è
           ad essa applicabile,
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                              CAPITOLO I
                             OGGETTO, OBIETTIVI ED AZIONI
                                                  Articolo 1
                                    Oggetto e campo d'applicazione
   La presente decisione istituisce per il periodo dal 1º gennaio 2008 al 31 dicembre 2013 il
   Fondo europeo per i rifugiati, in seguito denominato "Fondo", nell’ambito del programma
   generale "Solidarietà e gestione dei flussi migratori", al fine di contribuire al rafforzamento
   dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
   La presente decisione definisce gli obiettivi cui contribuisce il Fondo, la sua attuazione, le
   risorse finanziarie disponibili e i criteri di ripartizione per la loro assegnazione .
   Essa fissa le norme di gestione del Fondo, comprese quelle finanziarie, nonché i meccanismi
   di monitoraggio e controllo in base a una divisione delle responsabilità tra la Commissione e
   gli Stati membri.
                                                  Articolo 2
                                     Obiettivo generale del Fondo
   1.        Obiettivo generale del Fondo è sostenere e promuovere gli sforzi espletati dagli Stati
             membri per accogliere rifugiati e sfollati e sopportare le conseguenze di tale
             accoglienza, attraverso il cofinanziamento delle azioni previste nella presente
             decisione, tenendo conto della legislazione comunitaria in materia.
   2.        Il Fondo contribuisce al finanziamento dell'assistenza tecnica su iniziativa degli Stati
             membri o della Commissione.
                                                  Articolo 3
                                Azioni ammissibili negli Stati membri
   1.        Il Fondo sostiene le azioni negli Stati membri relative a uno o più dei seguenti
             settori:
           (a)      condizioni di accoglienza e procedure di asilo;
           (b)      integrazione delle persone di cui all'articolo 6, il cui soggiorno nello Stato
                    membro interessato ha un carattere durevole e stabile;
IT                                                    22                                              IT
 ---pagebreak---       (c)     rimpatrio volontario delle persone di cui all'articolo 6, paragrafi 1, 2 e 4,
              qualora tali persone non abbiano acquisito una nuova nazionalità, e delle
              persone di cui all'articolo 6, paragrafo 3, qualora tali persone non abbiano
              ricevuto una risposta negativa alla loro richiesta di protezione internazionale.
   2.   Per quanto concerne le condizioni di accoglienza e le procedure di asilo, sono
        ammissibili le azioni riguardanti:
      (a)     le infrastrutture o i servizi destinati all'alloggio;
      (b)     la fornitura di aiuti materiali e di cure mediche o psicologiche;
      (c)     l’assistenza sociale, la fornitura di informazioni o di assistenza nel disbrigo
              delle pratiche amministrative;
      (d)     l’assistenza legale e linguistica;
      (e)     l’istruzione, la formazione linguistica e le altre iniziative coerenti con lo status
              della persona;
      (f)     la fornitura di servizi di sostegno, quali servizi di traduzione e di formazione,
              diretti ad aiutare a migliorare le condizioni di accoglienza e l’efficienza e la
              qualità delle procedure di asilo;
      (g)     le informazioni per le comunità locali che interagiranno con quelle accolte nel
              paese ospitante.
   3.   Per quanto concerne l’integrazione nella società degli Stati membri delle persone di
        cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b) e dei rispettivi familiari, sono ammissibili le
        azioni riguardanti:
      (a)     la consulenza e l’assistenza in settori quali l'alloggio, i mezzi di sussistenza,
              l’integrazione nel mercato del lavoro, le cure mediche e psicologiche e
              l’assistenza sociale;
      (b)     l'adattamento dei beneficiari alla società dello Stato membro, in termini
              socioculturali, e la condivisione dei valori sanciti dalla Carta dei diritti
              fondamentali dell'Unione europea;
      (c)     la promozione di una partecipazione duratura e sostenibile alla vita civile e
              culturale;
      (d)     l'istruzione, la formazione professionale, il riconoscimento delle qualifiche e
              dei diplomi;
      (e)     la promozione dell’emancipazione e dell’indipendenza economica di tali
              persone;
      (f)     la promozione di un contatto significativo e di un dialogo costruttivo tra tali
              persone e la società che le accoglie, incluse le azioni che promuovono un
              coinvolgimento di partner chiave, quali il grande pubblico, le autorità locali, le
IT                                               23                                                 IT
 ---pagebreak---                associazioni di rifugiati, i gruppi di volontariato, i partner sociali e la società
               civile in senso lato;
      (g)      le misure per sostenere tali persone ad acquisire abilità, inclusa la formazione
               linguistica;
      (h)      la promozione della parità di condizioni di accesso e di trattamento per quanto
               riguarda il rapporto di tali persone con le istituzioni pubbliche.
   4.   Per quanto concerne il rimpatrio volontario, possono beneficiare del sostegno del
        Fondo le azioni riguardanti in particolare:
      (a)      l'informazione e i servizi di consulenza relativi alle iniziative o ai programmi di
               rimpatrio volontario;
      (b)      l'informazione relativa alla situazione nei paesi o nelle regioni d'origine o della
               precedente residenza abituale;
      (c)      la formazione generale o professionale e l'aiuto al reinserimento;
      (d)      le azioni delle comunità d'origine residenti nell'Unione europea che facilitano il
               rimpatrio volontario delle persone considerate nella presente decisione;
      (e)      le azioni che agevolano l'organizzazione e l'attuazione di programmi nazionali
               di rimpatrio volontario.
   5.   Le azioni di cui ai paragrafi da 1 a 4 promuovono, in particolare, l’attuazione delle
        disposizioni della normativa comunitaria pertinente in materia di regime d'asilo
        comune europeo.
   6.   Le azioni tengono conto della situazione specifica delle persone vulnerabili, quali i
        minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani, le donne incinte, le
        famiglie monoparentali con figli minori, e le persone che hanno subito torture, stupri
        o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale.
                                             Articolo 4
                                Azioni di interesse comunitario
   1.   Su iniziativa della Commissione, il Fondo può finanziare, nel limite del 7% delle
        risorse disponibili, azioni transnazionali o azioni di interesse per l’intera Comunità
        (“azioni comunitarie”) relative alla politica d'asilo e alle misure applicabili ai gruppi
        target di cui all’articolo 6.
   2.   Per essere ammissibili al finanziamento le azioni comunitarie devono in particolare:
                  (a)    promuovere la cooperazione comunitaria nell'attuazione della
                         legislazione comunitaria e delle buone pratiche;
                  (b)    sostenere la realizzazione di reti di cooperazione transnazionale e di
                         progetti pilota, basati su partenariati transnazionali tra organismi
IT                                               24                                                IT
 ---pagebreak---                          situati in due o più Stati membri, concepiti per incoraggiare
                         l'innovazione, agevolare lo scambio di esperienze e di buone pratiche
                         e migliorare la qualità della politica di asilo;
                 (c)     sostenere campagne transnazionali di sensibilizzazione;
                 (d)     sostenere l’analisi, la diffusione e lo scambio di informazioni sulle
                         migliori pratiche e sugli altri aspetti del Fondo, incluso l'utilizzo della
                         tecnologia più avanzata;
                 (e)     sostenere progetti pilota e studi su nuove eventuali forme di
                         cooperazione comunitaria e di normativa comunitaria in questo
                         settore;
                 (f)     sostenere lo sviluppo di strumenti statistici, di metodi e di indicatori
                         comuni.
   3.   Il programma di lavoro annuale che stabilisce le priorità per le azioni comunitarie è
        adottato secondo la procedura di cui all’articolo 52, secondo paragrafo.
                                             Articolo 5
                                        Misure d'urgenza
   1.   In caso di attivazione dei meccanismi di protezione temporanea previsti dalla
        direttiva 2001/55/CE, il Fondo può altresì finanziare, al di fuori delle azioni di cui
        all'articolo 3 e in aggiunta a queste ultime, misure d’urgenza a favore degli Stati
        membri.
   2.   Le misure d’urgenza ammissibili coprono i seguenti tipi di azioni:
      (a)      l'accoglienza e l'alloggio;
      (b)      la fornitura di mezzi di sussistenza, compreso il vitto e il vestiario;
      (c)      l’assistenza medica, psicologica o di altro genere;
      (d)      le spese di personale e di amministrazione conseguenti all'accoglienza delle
               persone interessate e la messa in atto delle misure d’urgenza;
      (e)      le spese logistiche e di trasporto.
                                             Articolo 6
                                          Gruppi target
   1.   Ai fini della presente decisione, i gruppi target comprendono:
        (2)      qualsiasi cittadino di un paese terzo o apolide che benefici dello status
                 definito dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del 28
IT                                               25                                                  IT
 ---pagebreak---                 luglio 1951, modificata dal Protocollo del 31 gennaio 1967, e autorizzato a
                risiedere a tale titolo in uno degli Stati membri;
       (3)      qualsiasi cittadino di un paese terzo o apolide che benefici di una forma di
                protezione sussidiaria ai sensi della direttiva 2004/83/CE del Consiglio23;
       (4)      qualsiasi cittadino di un paese terzo o apolide che abbia domandato di essere
                ammesso ad una delle forme di protezione previste ai punti 1 e 2;
       (5)      qualsiasi cittadino di un paese terzo o apolide che benefici di un regime di
                protezione temporanea ai sensi della direttiva 2001/55/CE.
   2.  Per “cittadino di un paese terzo” si intende qualsiasi persona che non abbia la
       cittadinanza dell'Unione ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1, del trattato.
                                          CAPITOLO II
                             PRINCIPI DI INTERVENTO
                                             Articolo 7
                          Complementarità, coerenza e conformità
   1.  Il Fondo fornisce un'assistenza complementare alle azioni nazionali, regionali e
       locali, integrando le priorità comunitarie.
   2.  La Commissione e gli Stati membri provvedono affinché l'intervento del Fondo e
       degli Stati membri sia coerente con le attività, le politiche e le priorità comunitarie.
       Tale coerenza è in particolar modo evidenziata nel programma pluriennale di cui
       all’articolo 19.
   3.  Le operazioni finanziate dal Fondo sono conformi alle disposizioni del trattato e
       degli atti adottati in virtù dello stesso.
                                             Articolo 8
                                         Programmazione
   1.  Gli obiettivi del Fondo sono realizzati nel quadro di due periodi di programmazione
       pluriennale (2008-2010 e 2011-2013). Il sistema di programmazione pluriennale
       include le priorità e un processo di gestione, decisione, audit e certificazione.
   2.  I programmi pluriennali adottati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
       annuali.
   23
      GU L 304 del 30.9.2004, pag. 12.
IT                                               26                                             IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 9
                           Intervento sussidiario e proporzionale
   1. Compete agli Stati membri attuare i programmi pluriennali e annuali di cui agli
      articoli 19 e 21 al livello territoriale appropriato, secondo il sistema istituzionale
      specifico di ciascuno di essi. Tale competenza è esercitata in conformità della
      presente decisione.
   2. I mezzi utilizzati dalla Commissione e dagli Stati membri in materia di audit variano
      secondo l'entità del contributo comunitario. Una differenziazione si applica altresì
      alle disposizioni in materia di valutazione e alle relazioni sui programmi pluriennali e
      annuali.
                                           Articolo 10
                                     Metodi d’esecuzione
   1. Il bilancio comunitario assegnato al Fondo è eseguito in conformità dell'articolo 53,
      paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio,
      fatte salve le azioni comunitarie di cui all’articolo 4 e l'assistenza tecnica di cui
      all'articolo 16.
      Gli Stati membri e la Commissione garantiscono il rispetto del principio della sana
      gestione finanziaria.
   2. La Commissione esercita le responsabilità di esecuzione del bilancio generale delle
      Comunità europee secondo le seguenti modalità:
      a)     verifica l'esistenza e il corretto funzionamento negli Stati membri dei sistemi di
             gestione e controllo, secondo la procedura di cui all’articolo 32;
      b)     interrompe o sospende la totalità o parte dei pagamenti, conformemente agli
             articoli 41 e 42, in caso di inadempienza da parte dei sistemi nazionali di
             gestione e controllo, e applica ogni altra rettifica finanziaria richiesta, secondo
             le procedure di cui agli articoli 45 e 46.
                                           Articolo 11
                                         Addizionalità
   1. I contributi del Fondo non sostituiscono le spese pubbliche o equivalenti di uno Stato
      membro.
   2. La Commissione, di concerto con ciascuno Stato membro, procede ad una verifica
      intermedia dell'addizionalità entro il 31 dicembre 2012 e ad una verifica ex-post
      entro il 31 dicembre 2015.
IT                                              27                                               IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 12
                                          Partenariato
   1.  Ogni Stato membro organizza, secondo le norme e le prassi nazionali vigenti, un
       partenariato con le autorità e gli organismi da esso designati, in particolare:
       a)     autorità regionali, locali, urbane e altre autorità pubbliche competenti;
       b)     ogni altro organismo appropriato che rappresenti la società civile, le
              organizzazioni non governative, inclusi i partner sociali.
       Ogni Stato membro garantisce una partecipazione ampia ed effettiva di tutti gli
       organismi appropriati, secondo le norme e le prassi nazionali vigenti.
   2.  Il partenariato è condotto nel pieno rispetto delle norme istituzionali, giuridiche e
       finanziarie di ciascuna categoria di partner.
       Il partenariato include la preparazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione
       dei programmi pluriennali.
                                       CAPITOLO III
                              QUADRO FINANZIARIO
                                           Articolo 13
                                         Risorse globali
   1.  L'importo finanziario di riferimento per l'esecuzione del Fondo dal 1º gennaio 2008
       al 31 dicembre 2013 è di 1 112,7 milioni di euro.
   2.  L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti annuali per il Fondo nei limiti delle
       prospettive finanziarie.
   3.  La Commissione procede a ripartizioni indicative annuali per Stato membro
       conformemente ai criteri stabiliti all’articolo 14.
                                           Articolo 14
      Ripartizione annuale delle risorse per azioni ammissibili negli Stati membri
   1.  Ogni Stato membro riceve, sulla dotazione annuale del Fondo, l'importo fisso di
       300 000 euro.
       Per gli Stati entrati a far parte dell'Unione europea il 1º maggio 2004 tale importo è
       fissato a 500 000 euro annui per il periodo 2008-2013.
       Per gli Stati che aderiranno all'Unione europea nel periodo 2008-2013 tale importo è
       fissato a 500 000 euro annui per la restante parte del periodo 2008-2013, a partire
       dall’anno successivo alla loro adesione.
IT                                             28                                              IT
 ---pagebreak---    2. Le restanti risorse annuali disponibili sono ripartite tra gli Stati membri in
      proporzione:
               (a)     al numero delle persone ammesse ad una delle categorie previste
                       all'articolo 6, paragrafo 1, punti 1 e 2, nel corso dei tre anni
                       precedenti, per il 30% del loro volume.
               (b)     al numero delle persone ammesse ad una delle categorie previste
                       all'articolo 6, paragrafo 1, punti 3 e 4, nel corso dei tre anni
                       precedenti, per il 70% del loro volume;
   3. Le cifre di riferimento sono le ultime cifre stabilite dall'Istituto statistico della
      Comunità europea, conformemente alla legislazione comunitaria relativa alla raccolta
      e all'analisi delle statistiche nel settore dell'asilo.
   4. Gli Stati membri forniscono i dati necessari quando non sono disponibili le
      statistiche di cui al paragrafo 3.
                                           Articolo 15
                                 Struttura del finanziamento
   1. Il contributo finanziario del Fondo assume la forma di sovvenzioni.
   2. Le azioni beneficianti di un sostegno del Fondo sono cofinanziate da fonti pubbliche
      o private, non perseguono scopi lucrativi e non sono ammesse a finanziamenti da
      altre fonti a carico del bilancio generale delle Comunità europee.
   3. Gli stanziamenti del Fondo sono complementari alle spese pubbliche o equivalenti
      degli Stati membri destinate alle misure oggetto della presente decisione.
   4. Il contributo comunitario ai progetti finanziati non supera, per le azioni di cui
      all’articolo 3 attuate negli Stati membri, il 50% del costo totale di un'azione
      specifica.
      Esso può raggiungere il 60% per i progetti inerenti alle priorità specifiche individuate
      negli orientamenti pluriennali della Commissione di cui all'articolo 18.
      Il contributo è aumentato al 75% negli Stati membri che beneficiano del Fondo di
      coesione.
   5. In generale gli aiuti comunitari per azioni finanziate dal Fondo sono concessi per un
      massimo di tre anni, con riserva di un riesame periodico dei progressi compiuti.
                                           Articolo 16
                    Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
   1. Su iniziativa e/o per conto della Commissione, il Fondo può finanziare, entro un
      limite dello 0,20% della sua dotazione annuale, le misure di preparazione,
IT                                              29                                             IT
 ---pagebreak---       monitoraggio, sostegno tecnico e amministrativo, valutazione, audit e ispezione
      necessarie all'attuazione della presente decisione.
   2. Tali azioni comprendono:
              (a)     studi, valutazioni, perizie e statistiche, anche di natura generale in
                      relazione al funzionamento del Fondo;
              (b)     azioni destinate ai partner, ai beneficiari dell'intervento del Fondo e al
                      grande pubblico, in particolare le azioni informative;
              (c)     la messa in opera, il funzionamento e l’interconnessione di sistemi
                      informatici per la gestione, il monitoraggio, l’ispezione e la
                      valutazione;
              (d)     il miglioramento dei metodi di valutazione e lo scambio di
                      informazioni sulle prassi vigenti in questo settore.
                                         Articolo 17
                          Assistenza tecnica degli Stati membri
   1. Su iniziativa dello Stato membro interessato, per ciascun programma annuale il
      Fondo può finanziare misure di preparazione, gestione, monitoraggio, valutazione,
      informazione e controllo, nonché misure volte a rafforzare la capacità amministrativa
      connessa all'attuazione del Fondo.
   2. L'importo annuale stanziato per l'assistenza tecnica non può superare il 4 % del
      cofinanziamento annuale totale concesso allo Stato membro, maggiorato di 30 000
      euro.
                                     CAPITOLO IV
                              PROGRAMMAZIONE
                                         Articolo 18
                           Adozione di orientamenti strategici
   1. Per ciascun periodo di programmazione pluriennale la Commissione adotta
      orientamenti strategici che definiscono il quadro d’intervento del Fondo alla luce dei
      progressi realizzati nello sviluppo e nell’attuazione della legislazione comunitaria in
      materia di politica di asilo, e la ripartizione indicativa delle risorse finanziarie del
      Fondo per il periodo interessato.
   2. Per ogni obiettivo del Fondo, gli orientamenti applicano in particolare le priorità
      comunitarie al fine di promuovere l’attuazione del regime d'asilo comune europeo.
IT                                           30                                                  IT
 ---pagebreak---    3. La Commissione adotta gli orientamenti strategici relativi al primo periodo di
      programmazione pluriennale (2008-2010) entro il 31 marzo 2007 e quelli relativi al
      secondo periodo di programmazione pluriennale (2011-2013) entro il 31 marzo 2010.
   4. Gli orientamenti strategici sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 52,
      paragrafo 2.
                                          Articolo 19
         Preparazione e approvazione dei programmi nazionali pluriennali
   1. Per ogni periodo di programmazione ciascuno Stato membro presenta, sulla scorta
      degli orientamenti strategici di cui all’articolo 18, un progetto di programma
      pluriennale comportante i seguenti elementi:
             (a)     una descrizione della situazione attuale nello Stato membro, avuto
                     riguardo alle condizioni d'accoglienza, alle procedure d'asilo,
                     d'integrazione e di rimpatrio volontario delle persone previste
                     dall'articolo 6;
             (b)     un'analisi delle necessità dello Stato membro interessato in materia di
                     accoglienza, di procedure d'asilo, di integrazione e di rimpatrio
                     volontario e l'indicazione degli obiettivi operativi per rispondere a tali
                     necessità nel corso del periodo coperto dal programma pluriennale;
             (c)     la presentazione di una strategia appropriata per raggiungere tali
                     obiettivi e le priorità attribuite alla loro realizzazione, nonché una
                     descrizione delle azioni previste per attuare tali priorità;
             (d)     un’indicazione del grado di compatibilità di tale strategia con altri
                     strumenti regionali, nazionali e comunitari;
             (e)     informazioni sulle priorità e relativi obiettivi specifici. Tali obiettivi
                     sono quantificati utilizzando un numero limitato di indicatori di
                     attuazione, risultato ed impatto, nel rispetto del principio di
                     proporzionalità. Gli indicatori devono permettere di misurare i
                     progressi compiuti rispetto alla situazione di partenza e l'efficacia
                     degli obiettivi prescelti per attuare le priorità;
             (f)     un piano di finanziamento indicativo che precisi, per ciascuna priorità
                     e ciascun anno, la partecipazione finanziaria del Fondo prevista, e
                     l'importo globale dei cofinanziamenti pubblici o privati;
             (g)     le disposizioni         di    attuazione  del    programma    pluriennale,
                     comprendenti:
                   •        la designazione, a cura dello Stato membro, degli organismi
                            previsti all'articolo 25;
                   •        una descrizione dei sistemi di attuazione, monitoraggio,
                            controllo e valutazione;
IT                                              31                                              IT
 ---pagebreak---                     •         una definizione delle procedure applicabili alla mobilitazione e
                              alla circolazione dei flussi finanziari per assicurarne la
                              trasparenza;
                    •         le disposizioni previste affinché sia data pubblicità al
                              programma pluriennale.
   2. Gli Stati membri stabiliscono ciascun programma pluriennale in stretta cooperazione
      con i partner di cui all'articolo 12.
   3. Gli Stati membri sottopongono i rispettivi progetti di programma pluriennale entro
      quattro mesi dalla comunicazione da parte della Commissione degli orientamenti
      strategici per il periodo di riferimento.
   4. La Commissione valuta il programma pluriennale proposto in funzione dei seguenti
      elementi:
              (a)      la coerenza con gli obiettivi del Fondo e gli orientamenti strategici di
                       cui all’articolo 18;
              (b)      la pertinenza, l’adeguatezza e i risultati attesi della strategia e delle
                       priorità operative proposte dallo Stato membro;
              (c)      la conformità dei sistemi di gestione e controllo istituiti dallo Stato
                       membro per l’attuazione degli interventi del Fondo alle disposizioni
                       della presente decisione;
              (d)      la conformità al diritto comunitario, in particolare alle disposizioni
                       comunitarie dirette a garantire la libera circolazione delle persone,
                       unitamente alle misure di accompagnamento direttamente correlate
                       relative al controllo delle frontiere esterne, all'asilo e all'immigrazione.
   5. La Commissione, se ritiene che un programma pluriennale non sia coerente con gli
      orientamenti strategici o non sia conforme alle disposizioni della presente decisione
      relative ai sistemi di gestione e controllo, invita lo Stato membro a rivederlo di
      conseguenza.
   6. La Commissione approva i singoli programmi pluriennali entro quattro mesi dalla
      presentazione formale, secondo la procedura di cui all’articolo 52, paragrafo 2.
                                          Articolo 20
                           Revisione dei programmi pluriennali
   1. Su iniziativa dello Stato membro interessato o della Commissione, il programma
      pluriennale viene riesaminato e, se necessario, rivisto per il periodo di
      programmazione rimanente al fine di tener conto in misura maggiore o differente
      delle priorità comunitarie, in particolare alla luce delle conclusioni del Consiglio. I
      programmi pluriennali possono essere riesaminati alla luce delle valutazioni e/o a
      seguito di difficoltà manifestatesi nel corso dell'attuazione.
IT                                             32                                                   IT
 ---pagebreak---    2. La Commissione adotta una decisione di approvazione della revisione del
      programma pluriennale quanto prima dacché lo Stato membro interessato ha
      presentato formalmente domanda.
                                           Articolo 21
                                      Programmi annuali
   1. I programmi pluriennali approvati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
      di lavoro annuali.
   2. Entro il 1° luglio di ogni anno la Commissione comunica agli Stati membri una stima
      degli importi che saranno loro attribuiti per l'anno successivo, a partire dagli
      stanziamenti globali decisi nel quadro della procedura di bilancio annuale, secondo i
      calcoli di cui all'articolo 14.
   3. Entro il 1° novembre di ogni anno gli Stati membri presentano alla Commissione un
      progetto di programma annuale per l'anno successivo, stabilito in base al programma
      pluriennale e comprendente:
               (a)     le modalità di selezione dei progetti da finanziare nell'ambito del
                       programma annuale;
               (b)     una descrizione dei compiti che l'autorità responsabile dovrà svolgere
                       nell’attuare il programma annuale;
               (c)     la prevista ripartizione finanziaria del contributo del Fondo tra le varie
                       azioni del programma e l'importo richiesto a titolo dell'assistenza
                       tecnica di cui all’articolo 17 per l'attuazione del programma annuale.
   4. La Commissione esamina la proposta dello Stato membro tenendo conto dell'importo
      definitivo degli stanziamenti assegnati al Fondo nell'ambito della procedura di
      bilancio, e decide sul cofinanziamento da parte del Fondo entro il 1° marzo dell'anno
      di riferimento. La decisione indica l'importo attribuito allo Stato membro e il periodo
      di ammissibilità delle spese.
                                           Articolo 22
                   Modalità particolari relative alle misure d’urgenza
   1. Gli Stati membri presentano alla Commissione uno stato delle necessità ed un piano
      di attuazione delle misure d’urgenza di cui all'articolo 5, comprendenti una
      descrizione delle misure previste e degli organismi incaricati della loro esecuzione.
   2. Il contributo finanziario del Fondo per le misure d’urgenza di cui all'articolo 5 è
      limitato ad una durata di sei mesi e non può superare l'80% del costo di ogni misura.
   3. Le risorse disponibili sono ripartite tra gli Stati membri in funzione del numero di
      persone che beneficiano in ciascun Stato membro della protezione temporanea di cui
      all'articolo 5, paragrafo 1.
IT                                              33                                                IT
 ---pagebreak---                                              CAPITOLO V
                         SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO
                                                Articolo 23
                                                Attuazione
   La Commissione è responsabile dell'attuazione della presente decisione e adotta le modalità
   necessarie a tal fine.
                                                Articolo 24
                          Principi generali dei sistemi di gestione e controllo
   I sistemi di gestione e controllo dei programmi pluriennali stabiliti dagli Stati membri
   prevedono:
                     (a)     una precisa definizione delle funzioni degli organismi e/o dei servizi
                             preposti alla gestione e al controllo e una chiara ripartizione delle
                             funzioni all’interno di ciascun organismo e/o servizio;
                     (b)     una netta separazione delle funzioni tra gli organismi e/o i servizi
                             preposti alla gestione, alla certificazione delle spese e al controllo,
                             nonché tra queste funzioni all'interno di ciascun organismo e/o
                             servizio;
                     (c)     per ciascun organismo o servizio, risorse adeguate per svolgere le
                             funzioni attribuitegli per l’intero periodo di attuazione delle azioni
                             finanziate dal Fondo;
                     (d)     efficaci dispositivi di controllo interno per l’autorità responsabile e
                             altra autorità delegata;
                     (e)     sistemi informatici e affidabili di contabilità, monitoraggio e
                             rendicontazione finanziaria;
                     (f)     un sistema efficace di rendicontazione e monitoraggio per i casi di
                             delega di competenze;
                     (g)     manuali di procedura dettagliati relativi alle funzioni da espletare;
                     (h)     dispositivi efficaci di verifica del funzionamento del sistema;
                     (i)     sistemi e procedure per una tracciabilità adeguata (audit trail);
                     (j)     procedure per la rendicontazione e il monitoraggio delle irregolarità e
                             il recupero degli importi indebitamente versati.
IT                                                   34                                              IT
 ---pagebreak---                                          Articolo 25
                                Designazione delle autorità
   1. Per ciascun programma pluriennale lo Stato membro designa le seguenti autorità:
              (a)    un’autorità responsabile: organo funzionale dello Stato membro
                     ovvero autorità o organismo pubblico nazionale da quello designato,
                     responsabile della gestione dei programmi pluriennali ed annuali
                     finanziati dal Fondo ed interlocutore unico della Commissione;
              (b)    un'autorità di certificazione: autorità od organismo pubblico nazionale
                     operativamente indipendente dai servizi ordinatori dell’autorità
                     responsabile, incaricato dallo Stato membro di certificare le
                     dichiarazioni di spesa e le domande di pagamento prima del loro invio
                     alla Commissione;
              (c)    un'autorità di audit: autorità o organismo pubblico nazionale
                     operativamente indipendente dai servizi ordinatori dell'autorità
                     responsabile, designato dallo Stato membro e incaricato di verificare il
                     corretto funzionamento del sistema di gestione e controllo;
              (d)    un’autorità delegata, se opportuno;
              (e)    un organo di valutazione della conformità, designato al momento della
                     presentazione alla Commissione di ciascun progetto di programma
                     pluriennale. La Commissione può accettare che l'autorità di audit
                     designata funga da organo di valutazione della conformità, purché
                     disponga della capacità e dell’indipendenza operativa richieste.
                     L’organo svolge le proprie funzioni nel rispetto delle norme
                     internazionali in materia di audit.
   2. Lo Stato membro definisce le norme che disciplinano le proprie relazioni con le
      autorità e gli organismi di cui sopra e le relazioni di questi ultimi con la
      Commissione.
   3. Fatto salvo l'articolo 24, lettera b), le funzioni di controllo e certificazione possono
      essere svolte dallo stesso organismo o servizio.
   4. La Commissione adotta le modalità di esecuzione degli articoli da 26 a 30 secondo la
      procedura di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                         Articolo 26
                                   Autorità responsabile
   1. L’autorità responsabile può essere un organo dello Stato membro, un’autorità
      pubblica nazionale ovvero un organismo disciplinato dal diritto privato dello Stato
      membro e investito di una funzione di pubblico servizio. Lo Stato membro che
      designi un’autorità responsabile diversa da un proprio organo stabilisce le modalità
IT                                            35                                               IT
 ---pagebreak---       concernenti le sue relazioni con tale autorità e le relazioni di quest'ultima con la
      Commissione.
   2. L’autorità responsabile deve soddisfare i seguenti requisiti minimi:
              (a)    essere dotata di personalità giuridica, salvo il caso in cui si tratti di un
                     organo funzionale dello Stato membro;
              (b)    disporre delle infrastrutture necessarie per comunicare agevolmente
                     con un gran numero di utilizzatori e con le autorità responsabili degli
                     altri Stati membri e la Commissione;
              (c)    operare in un ambito amministrativo che gli consenta di svolgere
                     adeguatamente i suoi compiti evitando conflitti d'interesse;
              (d)    essere in grado di applicare le regole comunitarie in materia di
                     gestione dei fondi;
              (e)    possedere capacità finanziarie e di gestione proporzionate al volume
                     dei fondi comunitari che dovrà gestire;
              (f)    disporre di personale con qualifiche professionali e linguistiche
                     adeguate ad un lavoro amministrativo in un contesto internazionale.
   3. Lo Stato membro provvede affinché l'autorità responsabile disponga di fondi
      adeguati per uno svolgimento dei suoi compiti corretto e senza interruzioni per
      l’intero periodo 2008-2013.
                                        Articolo 27
                                 Compiti dell’autorità responsabile
   1. È compito dell'autorità responsabile gestire ed attuare il programma pluriennale in
      modo efficace, efficiente e corretto.
      Essa in particolare è tenuta a:
              (a)    consultare i partner interessati (organizzazioni non governative,
                     autorità locali, organizzazioni internazionali competenti, parti sociali,
                     ecc…) tramite il meccanismo di partenariato di cui all’articolo 12;
              (b)    presentare alla Commissione i progetti di programma pluriennale ed
                     annuale di cui agli articoli 19 e 21;
              (c)    organizzare e pubblicare i bandi di gara e gli inviti a presentare
                     proposte;
              (d)    organizzare procedure di selezione e attribuzione di cofinanziamenti
                     da parte del Fondo, nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di
                     trattamento e non cumulabilità;
IT                                           36                                                   IT
 ---pagebreak---               (e)     percepire i pagamenti della Commissione e versarli ai beneficiari;
              (f)     garantire la coerenza e la complementarità tra i cofinanziamenti del
                      Fondo e quelli dei vari strumenti finanziari nazionali e comunitari
                      pertinenti;
              (g)     verificare la fornitura dei prodotti e servizi cofinanziati, l'effettiva
                      esecuzione delle spese dichiarate in relazione alle azioni e la
                      conformità di tali spese con le norme comunitarie e nazionali;
              (h)     garantire la sussistenza di un sistema informatico di registrazione e
                      conservazione della contabilità dettagliata di ciascuna azione svolta
                      nell'ambito dei programmi annuali nonché la raccolta dei dati relativi
                      all'attuazione necessari per la gestione finanziaria, il monitoraggio, il
                      controllo e la valutazione;
              (i)     garantire che i beneficiari e gli altri organismi coinvolti nell'attuazione
                      delle azioni cofinanziate dal Fondo mantengano un sistema di
                      contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le
                      transazioni relative all'operazione;
              (j)     garantire che le valutazioni dei programmi pluriennali di cui
                      all'articolo 49 vengano svolte entro i termini previsti dalla presente
                      decisione e siano conformi agli standard qualitativi convenuti tra la
                      Commissione e lo Stato membro;
              (k)     stabilire opportune procedure per far sì che tutti i documenti relativi
                      alle spese e agli audit necessari per garantire un’adeguata tracciabilità
                      dei dati siano conservati secondo il disposto all’articolo 43;
              (l)     garantire che l'autorità di audit riceva, ai fini dello svolgimento degli
                      audit di cui all’articolo 30, paragrafo 1, tutte le informazioni
                      necessarie in merito alle procedure di gestione attuate e ai progetti
                      cofinanziati dal Fondo;
              (m)     provvedere affinché l'autorità di certificazione riceva tutte le
                      informazioni necessarie sulle procedure e sugli audit effettuati in
                      relazione alle spese ai fini della certificazione;
              (n)     preparare e trasmettere alla Commissione le relazioni, le dichiarazioni
                      di spesa vistate dall'autorità di certificazione e le domande di
                      pagamento;
              (o)     svolgere attività d'informazione e di consulenza e diffondere i risultati
                      delle azioni finanziate;
              (p)     cooperare con la Commissione e le autorità responsabili degli altri
                      Stati membri.
   2. Le attività di gestione dell’autorità responsabile afferenti a progetti attuati negli Stati
      membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 17.
IT                                            37                                                  IT
 ---pagebreak---                                             Articolo 28
                    Delega di compiti da parte dell’autorità responsabile
   1.   Qualora i compiti dell’autorità responsabile siano totalmente o parzialmente delegati
        ad un’autorità delegata, l’autorità responsabile definisce l’entità dei compiti delegati
        e fissa procedure dettagliate per la loro esecuzione, che devono essere conformi alle
        condizioni di cui all’articolo 26.
   2.   Tali procedure prevedono l'informazione regolare dell’autorità responsabile
        sull’efficace esecuzione dei compiti delegati e una descrizione dei mezzi impiegati.
                                            Articolo 29
                                   Autorità di certificazione
   1.   L’autorità di certificazione di un programma pluriennale è incaricata dei compiti
        seguenti:
      (a)     certificare che:
              –      la dichiarazione delle spese è corretta, proviene da sistemi di contabilità
                     affidabili ed è basata su documenti giustificativi verificabili,
              –      le spese dichiarate sono conformi alle norme comunitarie e nazionali
                     applicabili e riguardano azioni selezionate secondo i criteri applicabili al
                     programma, nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali;
      (b)     garantire ai fini della certificazione di aver ricevuto dall'autorità responsabile
              informazioni adeguate sulle procedure e sugli audit effettuati in relazione alle
              spese figuranti nelle dichiarazioni di spesa;
      (c)     tener conto, ai fini della certificazione, dei risultati di tutte le operazioni di
              audit svolte dall'autorità di audit direttamente o sotto la sua responsabilità;
      (d)     mantenere una contabilità informatizzata delle spese dichiarate alla
              Commissione;
      (e)     provvedere al recupero dei finanziamenti comunitari che risultino
              indebitamente versati a seguito di irregolarità constatate, eventualmente
              maggiorati degli interessi, tenere una contabilità degli importi recuperabili e
              rimborsare alla Commissione gli importi recuperati, se possibile detraendoli
              dalla dichiarazione di spesa successiva.
   2.   Le attività dell’autorità di certificazione afferenti a progetti attuati negli Stati membri
        possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 17, fatto
        salvo il rispetto delle prerogative di tale autorità descritte all’articolo 25.
IT                                               38                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 30
                                             Autorità di audit
   1.   L’autorità di audit di un programma pluriennale è incaricata dei compiti seguenti:
                  (a)     provvedere affinché si tengano operazioni di audit conformi alle
                          norme internazionali in materia di audit, per accertare il corretto
                          funzionamento del sistema di gestione e controllo del programma
                          pluriennale;
                  (b)     provvedere affinché siano svolti audit in base a un campione adeguato
                          di azioni, per verificare le spese dichiarate; il campione deve
                          rappresentare almeno il 10% delle spese totali ammissibili per ogni
                          programma annuale;
                  (c)     presentare alla Commissione entro sei mesi dall'approvazione del
                          programma pluriennale una strategia di audit riguardante gli organismi
                          preposti alle verifiche di cui alle lettere a) e b), il metodo di lavoro, il
                          metodo di campionamento per gli audit delle azioni finanziate dal
                          Fondo e una pianificazione indicativa degli audit al fine di garantire
                          che i principali beneficiari del cofinanziamento del Fondo siano
                          oggetto di audit e che le verifiche siano ripartite uniformemente
                          sull'intero periodo di programmazione;
   2.   Se l’autorità di audit designata in virtù della presente decisione è nel contempo
        l’autorità di audit designata in virtù delle decisioni…, … e … 24, ovvero se a due o
        più di questi Fondi si applicano sistemi comuni, è possibile presentare un’unica
        strategia di audit combinata a norma del paragrafo 1, lettera c).
   3.   L’autorità di audit redige una relazione finale relativa all’attuazione dei programmi
        annuali, di cui all’articolo 50, paragrafo 2, che includa:
                  (a)     una relazione annuale di audit in cui figurino i risultati degli audit
                          effettuati secondo la strategia di audit con riguardo al programma
                          annuale, e le eventuali carenze riscontrate nei sistemi di gestione e
                          controllo del programma;
                  (b)     un parere sull'efficacia del funzionamento del sistema di gestione e
                          controllo, che offra adeguate garanzie circa la correttezza delle
                          dichiarazioni di spesa presentate alla Commissione e la legalità e
                          regolarità delle operazioni soggiacenti;
                  (c)     una dichiarazione che accerti la validità della domanda di pagamento
                          del saldo finale e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti
                          cui si riferisce la dichiarazione finale di spesa.
   24
      Inserire i riferimenti delle decisioni che istituiscono il Fondo per il rimpatrio, il Fondo per le frontiere
      esterne e il Fondo per l’integrazione.
IT                                                     39                                                          IT
 ---pagebreak---    4. Qualora le verifiche di cui al paragrafo 1 vengano effettuate da un organismo diverso
      dall'autorità di audit, questa provvede affinché detto organismo disponga
      dell'autonomia operativa necessaria e il lavoro svolto sia conforme alle norme
      internazionali in materia di audit.
   5. Le attività dell’autorità di audit o dell’organismo indicato al paragrafo 4 afferenti a
      progetti attuati negli Stati membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza
      tecnica di cui all'articolo 17, fatto salvo il rispetto delle prerogative di tale autorità
      descritte all’articolo 25.
                                      CAPITOLO VI
                                      CONTROLLI
                                         Articolo 31
                              Competenze degli Stati membri
   1. Spetta agli Stati membri garantire la sana gestione finanziaria dei programmi
      pluriennali ed annuali e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti.
   2. Essi devono provvedere affinché le autorità responsabili e le eventuali autorità
      delegate, le autorità di certificazione, le autorità di audit e ogni altro organismo
      interessato ricevano opportuni orientamenti in merito all’istituzione dei sistemi di
      gestione e controllo di cui agli articoli da 24 a 30, per garantire un utilizzo efficiente
      e corretto dei finanziamenti comunitari.
   3. Gli Stati membri prevengono, individuano e correggono le irregolarità. Essi ne danno
      notifica alla Commissione e la informano sull'andamento dei procedimenti
      amministrativi e giudiziari.
      Ove risulti impossibile recuperare somme indebitamente corrisposte ad un
      beneficiario, spetta allo Stato membro rimborsare il bilancio delle Comunità europee
      delle somme perse.
   4. Gli Stati membri assumono in via principale la responsabilità del controllo
      finanziario delle azioni e si accertano che i sistemi di gestione e gli audit siano
      applicati in modo da assicurare un utilizzo efficiente e regolare dei fondi comunitari.
      Essi comunicano alla Commissione la descrizione di questi sistemi.
   5. Gli Stati membri collaborano con la Commissione per la raccolta dei dati statistici
      necessari all'attuazione dell'articolo 14.
   6. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 5 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                         Articolo 32
                               Sistemi di gestione e controllo
IT                                            40                                                 IT
 ---pagebreak---    1. Prima di adottare un programma pluriennale, gli Stati membri provvedono affinché
      siano predisposti sistemi di gestione e controllo in conformità degli articoli da 24 a
      30. Compete agli Stati membri garantirne il corretto funzionamento per tutto il
      periodo di programmazione.
   2. Contestualmente ai singoli progetti di programma pluriennale, gli Stati membri
      trasmettono alla Commissione una descrizione di tali sistemi, comprendente
      l'organizzazione e le procedure dell’autorità responsabile, delle autorità delegate e
      delle autorità di certificazione, e i sistemi di audit interno applicati da tali autorità e
      organismi, dall'autorità di audit e eventuali altri organismi che svolgano attività di
      audit sotto la sua responsabilità.
   3. Nei tre mesi successivi alla presentazione dei singoli progetti di programma
      pluriennale, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione
      dell’organo di valutazione della conformità contenente gli esiti di una valutazione dei
      sistemi e un parere circa la loro conformità agli articoli da 24 a 30. Se il parere
      esprime riserve, la relazione indica le carenze riscontrate e la loro gravità. Gli Stati
      membri stabiliscono, d’accordo con la Commissione, un piano delle misure
      correttive da applicare e il relativo calendario di attuazione.
   4. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 3 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                          Articolo 33
                              Competenze della Commissione
   1. La Commissione accerta, secondo la procedura di cui all'articolo 31, che gli Stati
      membri abbiano predisposto sistemi di gestione e controllo conformi agli articoli da
      24 a 30 e, sulla scorta delle relazioni annuali di audit e dei propri audit, che tali
      sistemi funzionino correttamente durante il periodo di attuazione dei programmi
      pluriennali.
   2. Fatti salvi gli audit effettuati dagli Stati membri, funzionari o rappresentanti
      autorizzati della Commissione possono procedere, con un preavviso minimo di un
      giorno lavorativo, a audit in loco diretti ad accertare l'effettivo funzionamento dei
      sistemi di gestione e controllo, che possono riguardare azioni comprese nei
      programmi annuali. A questi audit possono partecipare funzionari o rappresentanti
      autorizzati dello Stato membro interessato.
   3. La Commissione può chiedere agli Stati membri di effettuare controlli in loco per
      accertare il corretto funzionamento dei sistemi o la regolarità di una o più operazioni.
      A questi controlli possono partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati della
      Commissione.
   4. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, provvede affinché sia data
      adeguata informazione, pubblicità e seguito alle azioni finanziate dal Fondo.
   5. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, garantisce la coerenza e
      complementarità delle azioni con le politiche, gli strumenti e le iniziative
      comunitarie pertinenti.
IT                                            41                                                  IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 34
           Cooperazione con gli organismi di controllo degli Stati membri
   1. La Commissione collabora con le autorità di audit dei programmi pluriennali per
      coordinare i rispettivi piani di controllo e i metodi di audit e scambia
      immediatamente i risultati degli audit realizzati sui sistemi di gestione e controllo al
      fine di sfruttare al meglio le risorse di controllo disponibili ed evitare inutili
      duplicazioni del lavoro.
      La Commissione trasmette le proprie osservazioni sulla strategia di audit presentata
      ai sensi dell'articolo 30 entro tre mesi o in occasione della prima riunione successiva
      al suo ricevimento.
   2. Nel definire la propria strategia di audit, la Commissione identifica i programmi
      pluriennali:
              (a)      che sono conformi senza riserve al sistema istituito a norma
                       dell'articolo 32, o per i quali le riserve sono state sciolte a seguito
                       dell'applicazione di misure correttive, e
              (b)      per i quali la strategia dell'autorità di audit a norma dell’articolo 30 è
                       soddisfacente e sono state ottenute garanzie ragionevoli circa
                       l'efficacia del funzionamento dei sistemi di gestione e controllo sulla
                       base dei risultati degli audit realizzati dalla Commissione e dallo Stato
                       membro.
      Per questi programmi, la Commissione può informare gli Stati membri interessati
      che essa si affiderà principalmente al parere dell'autorità di audit per quanto riguarda
      la correttezza, legalità e regolarità delle spese dichiarate e che svolgerà i propri audit
      in loco solo in circostanze eccezionali.
                                      CAPITOLO VII
                              GESTIONE FINANZIARIA
                                           Articolo 35
                           Ammissibilità - Dichiarazioni di spesa
   1. Tutte le dichiarazioni di spesa includono l'importo delle spese sostenute dai
      beneficiari nell'attuare le azioni, e il contributo pubblico o privato corrispondente.
   2. Le spese corrispondono ai pagamenti eseguiti dai beneficiari e sono giustificate da
      fatture quietanzate o da documenti contabili di valore equivalente.
   3. Sono ammesse al sostegno del Fondo soltanto le spese effettivamente sostenute a
      partire dal 1° gennaio dell'anno al quale si riferisce la decisione di cofinanziamento
      della Commissione prevista all'articolo 21, paragrafo 4. Le azioni cofinanziate non
      devono essere state ultimate prima della data di inizio dell'ammissibilità.
IT                                              42                                                IT
 ---pagebreak---    4.        Non sono ammesse al contributo del Fondo le seguenti spese:
             –      l’IVA;
             –      gli interessi di mora;
             –      l'acquisto di terreni per un importo superiore al 10% della spesa totale
                    ammissibile per l'operazione considerata;
             –      l'edilizia abitativa.
   5.        Le disposizioni che disciplinano l'ammissibilità delle spese nell'ambito delle azioni
             attuate negli Stati membri e cofinanziate dal Fondo, previste all’articolo 3, sono
             adottate secondo la procedura di cui all’articolo 52, paragrafo 2.
                                                Articolo 36
                                 Integralità dei pagamenti ai beneficiari
   Gli Stati membri accertano che l'autorità responsabile provveda affinché i beneficiari ricevano
   l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine. Non si applica nessuna
   detrazione o trattenuta, né alcun altro onere specifico o di altro genere con effetto equivalente
   che porti alla riduzione di questi importi per i beneficiari.
                                                Articolo 37
                                              Uso dell'euro
   Tutti gli importi indicati nelle decisioni di finanziamento, negli impegni e nei pagamenti della
   Commissione nonché gli importi delle spese certificate e le domande di pagamento degli Stati
   membri sono espressi e versati in euro.
                                                Articolo 38
                                                 Impegni
   Gli impegni di bilancio comunitari sono assunti annualmente sulla base della decisione di
   cofinanziamento adottata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4.
                                                Articolo 39
                                       Pagamenti - Prefinanziamento
   1.        La Commissione versa i contributi finanziari del Fondo in conformità degli impegni
             di bilancio.
   2.        I pagamenti avvengono sotto forma di prefinanziamento e di pagamento a saldo. Essi
             sono versati all'autorità responsabile designata dallo Stato membro.
IT                                                  43                                               IT
 ---pagebreak---    3. Un prefinanziamento pari al 50% dell'importo stanziato nella decisione annuale della
      Commissione sul cofinanziamento del Fondo è versato allo Stato membro nei
      sessanta giorni successivi all'adozione della suddetta decisione.
   4. Un secondo prefinanziamento è erogato entro il termine massimo di tre mesi
      dall'approvazione, da parte della Commissione, di una relazione intermedia di
      attuazione del programma annuale e di una dichiarazione certificata di spesa, redatta
      a norma dell’articolo 29, lettera a) e dell’articolo 35, che attesti un livello di spesa
      pari almeno al 70% dell'importo del primo prefinanziamento erogato. L'importo del
      secondo prefinanziamento erogato dalla Commissione non può superare il 50%
      dell'importo totale stanziato nella decisione di cofinanziamento o, in ogni caso, il
      saldo tra l'importo dei fondi comunitari effettivamente impegnati dallo Stato membro
      a favore dei progetti selezionati nell'ambito del programma annuale e l'importo del
      primo prefinanziamento erogato.
   5. Gli interessi generati dal prefinanziamento sono destinati al programma in questione
      e vanno detratti dall'importo della spesa pubblica indicato nella dichiarazione finale
      di spesa.
   6. La liquidazione contabile degli importi versati a titolo di prefinanziamento è
      effettuata alla chiusura del programma annuale.
                                           Articolo 40
                                     Pagamento del saldo
   1  La Commissione provvede al pagamento del saldo a condizione di aver ricevuto la
      seguente documentazione entro nove mesi dalla data di fine ammissibilità dei costi
      stabilita nella decisione annuale di cofinanziamento da parte del Fondo:
               (a)     una dichiarazione certificata di spesa e una domanda di pagamento del
                       saldo ovvero una dichiarazione di rimborso redatta a norma
                       dell’articolo 29, lettera a), e dell’articolo 35;
               (b)     la relazione finale di attuazione del programma annuale, contenente le
                       informazioni di cui all'articolo 51;
               (c)     la relazione di audit, il parere e la dichiarazione di cui all’articolo 30,
                       paragrafo 3;
      Il pagamento del saldo è subordinato all'accettazione della relazione finale di
      attuazione e della dichiarazione di validità della domanda di pagamento del saldo.
   2. Se entro il termine previsto l’autorità responsabile omette di fornire i documenti di
      cui al paragrafo 1 in un formato accettabile, la Commissione procede al disimpegno
      della parte dell’impegno di bilancio del programma annuale corrispondente non
      utilizzata per il prefinanziamento.
   3. La procedura di disimpegno automatico di cui al paragrafo 2 è sospesa, per l’importo
      corrispondente ai progetti interessati, qualora al momento della presentazione dei
      documenti di cui al paragrafo 1, a livello dello Stato membro sia in corso un
IT                                              44                                                 IT
 ---pagebreak---       procedimento giudiziario o un ricorso amministrativo con effetto sospensivo. Lo
      Stato membro include nella relazione finale parziale informazioni precise su questi
      progetti e ogni sei mesi invia una relazione sul loro stato d’avanzamento. Entro tre
      mesi dalla conclusione del procedimento giudiziario o del ricorso amministrativo, lo
      Stato membro presenta i documenti richiesti al paragrafo 1 per i progetti in
      questione.
   4. Il termine di nove mesi previsto al paragrafo 1 si interrompe qualora la Commissione
      adotti una decisione di sospensione del cofinanziamento per il programma annuale
      corrispondente, conformemente all’articolo 41. Il termine riprende a decorrere dalla
      data di notificazione allo Stato membro della decisione della Commissione di cui
      all’articolo 42, paragrafo 3.
   5. Fatto salvo il disposto dell’articolo 41, la Commissione, entro sei mesi dal
      ricevimento dei documenti di cui al paragrafo 1, comunica allo Stato membro
      l’importo delle spese riconosciute dalla Commissione a carico del Fondo e ogni
      eventuale rettifica finanziaria derivante dalla differenza tra le spese dichiarate e
      quelle riconosciute. Lo Stato membro dispone di un termine di tre mesi per
      presentare le proprie osservazioni.
   6. Entro tre mesi dal ricevimento delle osservazioni dello Stato membro, la
      Commissione decide in merito all’importo delle spese riconosciute a carico del
      Fondo e recupera il saldo risultante dalla differenza tra le spese riconosciute
      definitivamente e le somme versate agli Stati membri.
   7. Compatibilmente con la disponibilità di fondi, la Commissione procede al pagamento
      del saldo entro sessanta giorni dalla data di accettazione della documentazione di cui
      al paragrafo 1. Il saldo dell'impegno di bilancio è disimpegnato entro sei mesi dal
      pagamento.
                                        Articolo 41
                                       Interruzione
   1. L’ordinatore delegato ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002
      interrompe i termini per il pagamento, per un periodo massimo di sei mesi, in caso di
      dubbi circa il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e controllo, ovvero se
      chiede alle autorità nazionali informazioni complementari ai fini del monitoraggio
      delle osservazioni formulate nell'ambito della revisione annuale o se ritiene che la
      dichiarazione di spesa possa presentare gravi irregolarità, già identificate o presunte.
   2. La Commissione informa immediatamente lo Stato membro interessato e l'autorità
      responsabile circa i motivi dell'interruzione. Lo Stato membro adotta le disposizioni
      necessarie per correggere quanto prima la situazione.
   3. Il termine massimo di sei mesi è prorogato per un altro periodo massimo di sei mesi
      se si rende necessario adottare una decisione ai sensi degli articoli 42 e 45.
IT                                           45                                                IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 42
                                              Sospensione
   1.        La Commissione può sospendere la totalità o parte del prefinanziamento e del saldo
             quando:
                    (a)     il sistema di gestione e controllo del programma presenta gravi
                            carenze che compromettono l'affidabilità della procedura di
                            certificazione dei pagamenti e per le quali non sono state adottate
                            misure correttive; oppure
                    (b)     le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa presentano
                            una grave irregolarità che non è stata corretta; oppure
                    (c)     uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli
                            incombono in virtù degli articoli 31 e 32.
   2.        La Commissione può decidere di sospendere il prefinanziamento e il pagamento del
             saldo dopo aver offerto allo Stato membro la possibilità di presentare osservazioni
             entro un termine di tre mesi.
   3.        La Commissione mette termine alla sospensione del prefinanziamento e del
             pagamento del saldo quando ritiene che lo Stato membro abbia adottato le misure
             necessarie per consentirne la revoca.
   4.        Qualora lo Stato membro non adotti le misure richieste, la Commissione può
             decidere la riduzione dell'importo netto o la soppressione del contributo comunitario
             al programma annuale ai sensi dell'articolo 46.
                                               Articolo 43
                                     Conservazione dei documenti
   In ogni Stato membro l'autorità responsabile provvede affinché tutti i documenti giustificativi
   afferenti alle spese e agli audit per il programma annuale in questione siano tenuti a
   disposizione della Commissione e della Corte dei conti.
   I documenti restano disponibili per almeno tre anni dalla chiusura di un programma annuale,
   fatte salve le norme in materia di aiuti di Stato. La decorrenza del termine è sospesa in caso di
   procedimento giudiziario o su richiesta debitamente motivata della Commissione.
   I documenti sono conservati in originale o in copia conforme autenticata su supporto
   comunemente accettato.
IT                                                 46                                                IT
 ---pagebreak---                                      CAPITOLO VIII
                           RETTIFICHE FINANZIARIE
                                         Articolo 44
                     Rettifiche finanziarie a cura degli Stati membri
   1. Fatta salva la responsabilità della Commissione per l'esecuzione del bilancio generale
      delle Comunità europee, gli Stati membri assumono la responsabilità in via
      principale di indagare sulle irregolarità. Essi agiscono quando viene accertata una
      modifica importante che incide sulla natura o sulle condizioni di esecuzione o
      controllo di un intervento ed effettuano le necessarie rettifiche finanziarie.
   2. Gli Stati membri procedono alle rettifiche finanziarie necessarie in relazione alle
      irregolarità isolate o sistemiche individuate nell'ambito di azioni o programmi
      annuali. Tali rettifiche consistono nel recupero totale o parziale del contributo
      comunitario. Lo Stato membro tiene conto della natura e della gravità delle
      irregolarità e della perdita finanziaria a danno del Fondo.
      Gli Stati membri includono nella relazione annuale alla Commissione di cui
      all’articolo 50, paragrafo 2, un elenco dei procedimenti di soppressione avviati per il
      programma annuale in questione.
      Le rettifiche effettuate dagli Stati membri consistono nella soppressione totale o
      parziale del contributo comunitario e generano, in caso di mancato rimborso nei
      termini previsti dallo Stato membro, interessi di mora al tasso previsto dall'articolo
      47, paragrafo 2.
   3. In caso di irregolarità sistemiche, lo Stato membro estende le indagini a tutte le
      operazioni potenzialmente interessate.
                                         Articolo 45
                Audit e rettifiche finanziarie a cura della Commissione
   1. Fatte salve le competenze della Corte dei conti e i controlli effettuati dagli Stati
      membri conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari ed
      amministrative nazionali, funzionari o rappresentanti autorizzati della Commissione
      possono effettuare controlli in loco, in particolare per campionamento, sulle azioni
      finanziate dal Fondo e sui sistemi di gestione e controllo con un preavviso minimo di
      un giorno lavorativo. La Commissione ne informa lo Stato membro interessato, in
      modo da ottenere tutto l'aiuto necessario. A questi controlli possono partecipare
      funzionari o rappresentanti autorizzati dello Stato membro interessato.
      La Commissione può chiedere allo Stato membro interessato di effettuare un
      controllo in loco per verificare la regolarità di una o più operazioni. A questi controlli
      possono partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati della Commissione.
IT                                            47                                                 IT
 ---pagebreak---    2.   Effettuate le necessarie verifiche, la Commissione, se conclude che uno Stato
        membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono ai sensi dell'articolo
        31, sospende il prefinanziamento o il pagamento finale conformemente all'articolo
        42.
                                           Articolo 46
                                    Criteri per le rettifiche
   1.   Se lo Stato membro non ha apportato le rettifiche nei termini di cui all'articolo 42,
        paragrafo 2, e non è stato raggiunto nessun accordo, la Commissione può decidere,
        entro tre mesi, di sopprimere in tutto o in parte il contributo comunitario a un
        programma annuale, qualora riscontri che:
      (a)      il sistema di gestione e controllo del programma presenta gravi carenze che
               mettono in pericolo il contributo comunitario già versato al programma;
      (b)      le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa sono irregolari e lo
               Stato membro non le ha corrette prima dell'avvio della procedura di rettifica ai
               sensi del presente paragrafo, e
      (c)      uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono in virtù
               dell'articolo 31 prima dell'avvio della procedura di rettifica ai sensi del presente
               paragrafo.
        La Commissione decide dopo aver preso in considerazione le eventuali osservazioni
        dello Stato membro.
   2.   La Commissione fonda le proprie rettifiche finanziarie su singoli casi di irregolarità
        identificati, tenendo conto della natura sistemica dell'irregolarità per stabilire se sia
        opportuno applicare un tasso forfettario o una rettifica estrapolata. Quando
        l’irregolarità riguarda una dichiarazione di spesa per la quale era stata
        precedentemente fornita una garanzia positiva ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 3,
        lettera b), nell'ambito di una relazione annuale, è da presumere l'esistenza di un
        problema sistemico comportante l'applicazione di un tasso forfettario o di una
        rettifica estrapolata, a meno che lo Stato membro, entro un termine di tre mesi, non
        possa fornire una prova in grado di confutare tale ipotesi.
   3.   Nel decidere l'importo di una rettifica, la Commissione tiene conto dell'entità
        dell'irregolarità e delle implicazioni finanziarie dovute alle carenze riscontrate nel
        programma annuale in causa.
   4.   Quando la Commissione si basa su constatazioni effettuate da revisori non
        appartenenti ai propri servizi, essa trae le proprie conclusioni in merito alle
        conseguenze finanziarie da applicare previo esame delle misure adottate dallo Stato
        membro interessato a norma dell'articolo 32, delle relazioni sulle irregolarità
        notificate e delle eventuali risposte degli Stati membri.
IT                                             48                                                   IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 47
                                                  Rimborso
   1.       Qualsiasi importo dovuto alla Commissione è rimborsato entro il termine indicato
            nell'ordine di riscossione emesso a norma dell'articolo 72 del regolamento (CE,
            Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio25. Detto termine corrisponde all'ultimo giorno
            del secondo mese successivo a quello di emissione dell'ordine.
   2.       Ogni ritardo nel provvedere al rimborso dà luogo all'applicazione di interessi di
            mora, a partire dalla data di scadenza del termine e fino alla data del pagamento
            effettivo. Il tasso d'interesse è il tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue
            principali operazioni di rifinanziamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale
            dell’Unione europea, serie C, in vigore il primo giorno di calendario del mese di
            scadenza, aumentato di 3,5 punti percentuali.
                                                 Articolo 48
                                      Obblighi degli Stati membri
   L'applicazione di una rettifica finanziaria da parte della Commissione lascia impregiudicato
   l'obbligo dello Stato membro di procedere ai recuperi di cui all'articolo 46.
   25
           GU L 248, del 16.9.2002.
IT                                                    49                                               IT
 ---pagebreak---                                       CAPITOLO IX
           MONITORAGGIO, VALUTAZIONE E RELAZIONI
                                         Articolo 49
                                Monitoraggio e valutazione
   1. La Commissione provvede a monitorare il Fondo con regolarità, in collaborazione
      con gli Stati membri.
   2. La Commissione effettua regolarmente una valutazione del Fondo, in partenariato
      con gli Stati membri, sulla pertinenza, l’efficacia e l’impatto delle azioni con
      riferimento agli obiettivi generali previsti all'articolo 2.
   3. La Commissione esamina altresì la complementarità tra le azioni attuate nell'ambito
      del Fondo e quelle concernenti altre politiche, strumenti e iniziative comunitarie
      pertinenti.
                                         Articolo 50
                                         Relazioni
   1. L'Autorità responsabile di ogni Stato membro adotta le misure necessarie per
      assicurare il monitoraggio e la valutazione delle azioni.
      A tal fine, gli accordi e i contratti che essa conclude con le organizzazioni
      responsabili dell'attuazione delle azioni contengono clausole che stabiliscono
      l'obbligo di presentare relazioni periodiche e dettagliate sullo stato di avanzamento
      dell'azione e la realizzazione degli obiettivi assegnati.
   2. Entro nove mesi dal termine di ammissibilità delle spese specificato nella decisione
      di cofinanziamento per ciascun programma annuale, l'autorità responsabile invia alla
      Commissione una relazione finale d’attuazione e una dichiarazione finale di spesa in
      conformità dell’articolo 35.
   3. Entro il 30 giugno 2012 (per il periodo 2008-2010) e il 30 giugno 2015 (per il
      periodo 2011-2013), gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione di
      valutazione dei risultati e dell’impatto delle azioni cofinanziate dal Fondo.
   4. Entro il 31 dicembre 2012 (per il periodo 2008-2010) e il 31 dicembre 2015 (per il
      periodo 2011-2013), la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio,
      al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni una relazione di
      valutazione ex post.
                                         Articolo 51
                                 Relazione annuale finale
IT                                           50                                             IT
 ---pagebreak---    1.   Per fornire un quadro esauriente dell'attuazione dei programmi annuali e pluriennali,
        le relazioni di cui all’articolo 50, paragrafo 2, includono le seguenti informazioni:
                  (a)     attuazione finanziaria ed operativa del programma annuale;
                  (b)     stato di realizzazione del programma pluriennale e delle sue priorità a
                          fronte dei rispettivi obiettivi specifici verificabili, con quantificazione,
                          ogniqualvolta possibile, degli indicatori fisici e degli indicatori di
                          attuazione, risultato ed impatto per ciascuna priorità interessata;
                  (c)     iniziative dell'autorità responsabile per assicurare la qualità e
                          l'efficacia dell'esecuzione, in particolare:
                          –         le azioni di monitoraggio e valutazione, comprese le modalità
                                    per la raccolta dei dati;
                          –         una sintesi dei problemi significativi riscontrati durante
                                    l'attuazione del programma operativo e le misure
                                    eventualmente adottate;
                          –         il ricorso all’assistenza tecnica;
                  (d)     misure adottate per fornire informazioni sui programmi annuali e
                          pluriennali e farne adeguata pubblicità.
   2.   Sono considerate ricevibili le relazioni che contengono tutte le informazioni di cui al
        paragrafo 1. La Commissione dispone di due mesi per pronunciarsi sul contenuto
        della relazione annuale di attuazione trasmessa dall'autorità responsabile. Qualora la
        Commissione non risponda entro il termine stabilito, la relazione si considera
        accettata.
                                             CAPITOLO X
                                     DISPOSIZIONI FINALI
                                                 Articolo 52
                                                  Comitato
   1.   La Commissione è assistita dal comitato comune “Solidarietà e gestione dei flussi
        migratori”, creato dalla decisione che istituisce il Fondo per le frontiere esterne per il
        periodo 2007-2013 nell’ambito del programma generale “Solidarietà e gestione dei
        flussi migratori” ../… (la presente decisione e le decisioni ….., …… e …..)26 (in
        seguito denominato “comitato”).
   2.   Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7
        della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della
        medesima.
   26
      Inserire i riferimenti delle decisioni che istituiscono il Fondo per il rimpatrio, il Fondo per le frontiere
      esterne e il Fondo per l’integrazione.
IT                                                     51                                                          IT
 ---pagebreak---    3.       Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
                                              Articolo 53
                                               Riesame
   Su proposta della Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio riesaminano la presente
   decisione entro il 30 giugno 2013.
                                              Articolo 54
                                       Disposizioni transitorie
   1        La presente decisione non osta alla continuazione o modificazione, compresa la
            soppressione totale o parziale, di un intervento approvato dalla Commissione in base
            alla decisione 2004/904/CE o a qualsiasi altro atto normativo applicabile a detto
            intervento il 31 dicembre 2007.
   2.       Nell’adottare decisioni di cofinanziamento ai sensi del presente Fondo, la
            Commissione tiene conto delle misure adottate in base alla decisione 2004/904/CE
            prima dell'entrata in vigore della presente decisione aventi un'incidenza finanziaria
            nel periodo coperto da detto cofinanziamento.
   3.       Gli importi impegnati dalla Commissione per il cofinanziamento tra il 1° gennaio
            2005 e il 31 dicembre 2007 e per i quali non le sono stati trasmessi i documenti
            richiesti per la chiusura dei programmi entro il termine previsto per la presentazione
            della relazione finale sono disimpegnati automaticamente dalla Commissione entro il
            31 dicembre 2010 e danno luogo al rimborso degli importi indebitamente versati.
            Sono esclusi dal calcolo dell'importo da disimpegnare automaticamente gli importi
            corrispondenti ad operazioni o programmi sospesi a causa di procedimenti giudiziari
            o ricorsi amministrativi con effetto sospensivo.
   4.       Entro il 30 giugno 2009 gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione
            di valutazione dei risultati e dell’impatto delle azioni cofinanziate dal Fondo per il
            periodo 2005-2007.
   5.       Entro il 31 dicembre 2009 la Commissione presenta al Parlamento europeo, al
            Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una
            relazione intermedia sui risultati ottenuti e sugli aspetti qualitativi e quantitativi
            dell'attuazione del Fondo per il periodo 2005-2007.
                                              Articolo 55
                                             Abrogazione
   La decisione 2004/904/CE è abrogata con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2008.
IT                                                 52                                              IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 56
                                         Entrata in vigore
   La presente decisione si applica a decorrere dal 1º gennaio 2008.
                                             Articolo 57
                                             Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles, il
   Per il Parlamento europeo                    Per il Consiglio
   Il Presidente                                Il Presidente
IT                                                53                 IT
 ---pagebreak---                                              RELAZIONE
   1.        SVILUPPO DELLA SOLIDARIETÀ NEL SETTORE DELLE FRONTIERE ESTERNE E DELLA
             POLITICA DEI VISTI
   1.1.      Problema e analisi
   Premessa necessaria all’abolizione delle frontiere interne al territorio Schengen è che i
   controlli alle frontiere esterne siano quanto più efficaci nel prevenire l’ingresso illegale.
   Chiunque entri nell’UE per un dato valico può trasferirsi praticamente senza restrizioni in un
   altro Stato membro, indipendentemente dal diritto di soggiornare (altrove) nell'Unione. Di
   conseguenza, ciascuno Stato membro dello spazio Schengen è interessato all’efficienza con
   cui gli altri Stati membri controllano le frontiere esterne di loro competenza: se tale compito
   non è svolto con efficacia, il rischio è che tutti subiscano gli effetti negativi di un flusso
   indesiderato di clandestini. Esiste quindi un argomento valido a favore dell’adozione di
   disposizioni comuni a livello CE su questo punto e dell’introduzione di norme minime in
   materia di controllo delle frontiere esterne, sebbene la responsabilità ultima sia degli Stati
   membri interessati. È quanto riconosce esplicitamente la convenzione Schengen che stabilisce
   norme comuni relative all’ingresso di cittadini di paesi terzi nell’UE. Pertanto, gli Stati
   membri con frontiere esterne hanno dovuto adattare le attività di controllo e sorveglianza delle
   frontiere agli standard e procedure decise a livello dell’UE, e così dovranno continuare a fare
   in futuro.
   Relativamente pochi Stati membri hanno frontiere terrestri e/o marittime la cui estensione o
   importanza geopolitica richieda una sorveglianza intensa e capillare; su di loro preme il peso
   della responsabilità di controllare l’immigrazione clandestina e tutelare la sicurezza interna
   sorvegliando il passaggio delle frontiere esterne dello spazio Schengen. Su di loro grava
   quindi una quota sproporzionata dei costi che comporta non solo impedire l’ingresso illegale
   ma anche, non meno importante, permettere a quanti ne hanno l’autorizzazione di entrare
   senza ritardi indebiti o disagi.
   1.2.      Prospettive future
   La ripartizione degli oneri per la gestione delle frontiere esterne fra gli Stati membri e
   l'Unione è una delle cinque componenti della politica comune di gestione delle frontiere
   esterne proposta dalla Commissione con la comunicazione “Verso una gestione integrata delle
   frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea” (COM (2002) 233 definitivo del 7
   maggio 2002) e approvata dal Consiglio con il “Piano per la gestione delle frontiere esterne
   degli Stati membri dell'Unione europea” (documento del Consiglio 10019/02 del 14 giugno
   2002).
   Il Consiglio europeo ha in più occasioni sollecitato l’istituzione di un fondo a favore degli
   Stati membri che sostengono in questo settore, nell'interesse della Comunità, un onere
   finanziario pesante e duraturo. A tal fine, il programma dell’Aia adottato dal Consiglio
   europeo del novembre 2004 evidenziava “che è necessaria la solidarietà e l'equa ripartizione
   delle responsabilità con le relative implicazioni finanziarie tra gli Stati membri”.
IT                                                54                                                IT
 ---pagebreak---    1.3.       Obiettivi del Fondo
   I quattro principali obiettivi strategici cui dovrà contribuire il Fondo sono:
   • migliorare l’efficienza dei controlli e quindi l’efficacia nel gestire e proteggere le frontiere
       esterne, così da contrastare gli ingressi illegali e accrescere la sicurezza dello spazio UE di
       libera circolazione;
   • rendere più facile e spedito l’ingresso nell’UE dei viaggiatori autorizzati, conformemente
       all’acquis di Schengen, tutelando l’Unione dagli ingressi irregolari;
   • pervenire a un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione da parte degli Stati membri e
       all’efficienza globale delle guardie nazionali di frontiera nello svolgimento delle loro
       funzioni secondo la legislazione UE;
   • migliorare l’efficienza nel rilascio dei visti e nell’esecuzione di altri controlli pre-frontiera.
   Si propone che il presente Fondo sostenga anche azioni relative alla politica comune in
   materia di visti. Una gestione efficiente dei visti può costituire un presupposto al controllo
   delle frontiere esterne ed essere in quanto tale parte del sistema comune integrato di gestione
   delle frontiere dell’UE suggerito dal programma dell’Aia.
   Fra questi obiettivi rientreranno anche aspetti interenti a due strumenti finanziari esistenti: lo
   “strumento Schengen” e lo “strumento Kaliningrad”.
   • A norma dell’articolo 35, paragrafo 1, dell’atto di adesione del 2003, è istituito lo
       “strumento Schengen” per aiutare l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la
       Repubblica slovacca, la Slovenia e l’Ungheria a finanziare azioni alle nuove frontiere
       esterne dell'Unione per l'attuazione dell'acquis di Schengen. Lo strumento giunge a termine
       nel 2006.
   • A norma del protocollo n. 5 del trattato di adesione della Lituania sul transito di persone
       per via terrestre tra la regione di Kaliningrad ed altre parti della Federazione russa, la
       decisione C(2003) 5213 della Commissione stabilisce le disposizioni di attuazione
       relativamente al programma speciale di transito per Kaliningrad 2004 – 2006.
   Lo strumento Kaliningrad è sostituito da disposizioni specifiche nell’ambito del Fondo. La
   responsabilità delle autorità lituane nell’attuare correttamente la legislazione comunitaria sul
   transito agevolato è parte dell’onere consistente nel controllo delle frontiere esterne dell’UE
   che la Lituania assume per conto di tutti gli Stati membri, ragion per cui è preferibile che sia
   fissato un contributo nell’ambito dello strumento sulle frontiere esterne anziché
   separatamente.
   1.4.       Complementarità con l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione
              operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’UE (“Agenzia”)
   Il Fondo contribuirà al conseguimento dei quattro precedenti obiettivi in complementarità con
   l’ulteriore sviluppo della pertinente legislazione e il lavoro dell’Agenzia.
   L’Agenzia fornisce alla Commissione e agli Stati membri il necessario sostegno tecnico e
   agevola l’applicazione delle attuali e future misure comunitarie in materia di frontiere esterne.
IT                                                   55                                                 IT
 ---pagebreak---    Il Fondo finanzierà quindi soltanto le azioni degli Stati membri a livello nazionale che
   contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi comunitari, e non già le azioni afferenti alla
   cooperazione con altri Stati membri nella gestione delle frontiere esterne.
   Inoltre, le risorse accantonate a titolo del Fondo per azioni di interesse comunitario (“azioni
   comunitarie”) riguarderanno principalmente la politica dei visti (obiettivo n. 4 del Fondo),
   ambito che esula dalle competenze dell'Agenzia.
   1.5.        Portata delle azioni e definizione di “frontiere esterne”
   Poiché il Fondo raccomanda la solidarietà nell’attuazione, da parte degli Stati membri, delle
   disposizioni Schengen sulle frontiere esterne, questi ultimi sono ammissibili soltanto in
   quanto vincolati da quelle disposizioni.
   L'articolo 3, paragrafo 1, dell'atto di adesione prevede che le disposizioni dell'acquis di
   Schengen, gli atti basati sul medesimo o ad esso altrimenti connessi, elencati nell'allegato I
   dell’atto, siano vincolanti e si applichino nei nuovi Stati membri dalla data di adesione27. Le
   disposizioni e gli atti che non sono menzionati in tale allegato, pur essendo vincolanti per i
   nuovi Stati membri dalla data di adesione, si applicano in un nuovo Stato membro solo in
   virtù di una decisione del Consiglio adottata a norma di quell’articolo (articolo 3, paragrafo 2
   dell'atto di adesione).
   È questa la procedura di attuazione in due fasi, secondo la quale alcune disposizioni
   dell'acquis di Schengen sono vincolanti e applicabili dal momento dell'adesione all'Unione,
   mentre altre, vale a dire quelle intrinsecamente connesse all'eliminazione dei controlli alle
   frontiere interne, sono vincolanti dalla data di adesione ma applicabili nei nuovi Stati membri
   solo dopo la summenzionata decisione del Consiglio. Le disposizioni Schengen sulle frontiere
   esterne (articoli da 3 ad 8 della convenzione Schengen e relative decisioni di applicazione,
   segnatamente il manuale comune) sono elencate nell’allegato e sono dunque vincolanti e
   applicabili ai nuovi Stati membri dal momento della loro adesione28.
   Di conseguenza, i nuovi Stati membri sono ammissibili al sostegno del Fondo sin dalla sua
   entrata in vigore il 1° gennaio 2007, anche qualora non siano state assunte le decisioni del
   Consiglio relativamente all’applicazione delle disposizioni Schengen sull’abolizione dei
   controlli sulle persone alle frontiere interne per uno o più nuovi Stati membri interessati. Tutti
   dovranno essere ammissibili al beneficio del Fondo affinché sia garantita, per quanto
   possibile, la continuità con lo strumento Schengen e lo strumento di transizione in relazione al
   rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne. Viste le conseguenze della o delle citate
   decisioni del Consiglio, occorre che proseguano i lavori per istituire i necessari requisiti di
   controllo alle frontiere esterne dei nuovi Stati membri e che continui il sostegno dell’Unione
   europea a tali preparativi nell’interesse della Comunità.
   Il ragionamento comporta queste conseguenze:
   • Per quanto riguarda il calcolo annuale della lunghezza delle frontiere esterne secondo un
       criterio di ripartizione, si terrà conto di tutti i confini esterni con paesi terzi non associati
       all'attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen. Inoltre, si terrà
   27
             GU L 236 del 23.9.2003, pag. 33
   28
             A eccezione dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera d), connesso alla consultazione del Sistema
             d'informazione Schengen.
IT                                                    56                                                   IT
 ---pagebreak---        conto delle frontiere temporanee, ma solo per gli Stati membri che già attuano
       integralmente l’acquis di Schengen. In altri termini, rientrano nel calcolo soltanto le
       frontiere temporanee degli Stati membri che eseguono controlli alle frontiere anche per
       conto degli altri Stati membri. Il che rispecchia la situazione attuale, la quale tuttavia -è
       opportuno ricordare- è prettamente temporanea visto che i controlli alle frontiere andranno
       soppressi quanto prima. Come dichiara il programma dell’Aia: “Il Consiglio europeo
       chiede al Consiglio, alla Commissione ed agli Stati membri di adottare quanto prima tutte
       le misure necessarie per permettere la soppressione dei controlli alle frontiere interne, a
       condizione che siano stati soddisfatti tutti i requisiti per l'applicazione dell'acquis di
       Schengen e una volta che il Sistema d'informazione Schengen (SIS II) sia diventato
       operativo nel 2007.” Inoltre, proprio per sottolineare il carattere transitorio delle frontiere
       temporanee e esprimere il sostegno delle priorità politiche alle frontiere “definitive”, si
       propone di non attribuire alle frontiere temporanee lo stesso coefficiente di ponderazione di
       quelle “definitive”. Si noti che, integrando nel computo le frontiere temporanee degli Stati
       membri che attuano integralmente l'acquis di Schengen fino all’adozione delle richiamate
       decisioni del Consiglio, è possibile che dai calcoli per il presente Fondo risulti una
       lunghezza delle frontiere terrestri esterne superiore a quella delle future frontiere esterne
       definitive della Comunità.
   • Per quanto riguarda le azioni ammissibili al beneficio del fondo, saranno ammesse tutte le
       azioni alle frontiere temporanee, salvo qualora comportino investimenti strutturali
       incompatibili con l’obiettivo di sopprimere i controlli sulle persone lungo quelle frontiere.
       Non saranno pertanto ammessi gli investimenti per la costruzione, la ristrutturazione o il
       miglioramento delle infrastrutture dei valichi di frontiera ed edifici annessi e delle
       apparecchiature non interoperabili.
   Nell’intento di intensificare la cooperazione a livello nazionale fra servizi incaricati del
   controllo delle persone e servizi competenti per il controllo delle merci (dogane) o per altre
   politiche (cooperazione di polizia, lotta all’immigrazione clandestina), il Fondo può finanziare
   azioni degli Stati membri dirette a sviluppare le capacità delle guardie di frontiera di assolvere
   la loro missione in tal senso.
   Sarà altresì garantita la complementarità con le azioni doganali. Un’intensa cooperazione fra
   le autorità preposte al controllo delle persone e quelle incaricate del controllo delle merci
   costituirà la premessa necessaria affinché non si aprano falle lungo le frontiere esterne.
   2.        VALUTAZIONI
   La Commissione ha effettuato una valutazione ex-ante, allegata alla presente proposta.
   3.        BASE GIURIDICA E MOTIVAZIONE DELLO STRUMENTO POLITICO
   3.1.      Scelta della base giuridica
   La base giuridica proposta per la presente decisione del Consiglio è l'articolo 62, paragrafo 2,
   in quanto questo strumento tratta di “misure relative all'attraversamento delle frontiere esterne
   degli Stati membri”, in particolare delle “norme e procedure cui gli Stati membri devono
   attenersi per l'effettuazione di controlli alle persone alle frontiere esterne” (articolo 62,
   paragrafo 2, lettera a), e delle “regole in materia di visti relativi a soggiorni previsti di durata
IT                                                 57                                                   IT
 ---pagebreak---    non superiore a tre mesi, che comprendono (...) le procedure e condizioni per il rilascio dei
   visti da parte degli Stati membri” (articolo 62, paragrafo 2, lettera b), punto ii)).
   Basandosi sul titolo IV del trattato CE, “Visti, asilo, immigrazione ed altre politiche connesse
   con la libera circolazione delle persone”, la proposta deve essere presentata e adottata
   rispettando i protocolli allegati al trattato di Amsterdam sulla posizione del Regno Unito,
   dell'Irlanda e della Danimarca.
   In base all'articolo 6 del protocollo che integra l'acquis di Schengen nell'ambito dell'Unione
   europea (protocollo Schengen), la Norvegia e l'Islanda sono associate all'attuazione
   dell'acquis di Schengen e al suo ulteriore sviluppo. Le conseguenze connesse ai differenti
   protocolli sono esaminate più avanti al punto 6.
   3.2.      Manifestazione di solidarietà nell'assegnazione delle risorse
   Fatto salvo il calcolo specifico relativo all’onere del sistema di transito per Kaliningrad, le
   risorse saranno assegnate agli Stati membri in base a un criterio di ripartizione che definisce
   in generale gli oneri relativi degli Stati membri in relazione alla gestione integrata delle
   frontiere e alla politica comune dei visti.
   La manifestazione di solidarietà fra Stati membri dovrà tenere conto di quanto segue:
   • per ciascuno Stato membro sussiste una mole minima di lavoro di base afferente al
      controllo e alla sorveglianza delle frontiere esterne e alla politica comune dei visti, basata
      su una serie di elementi costanti, quali la lunghezza delle frontiere terrestri esterne, la
      lunghezza delle frontiere marittime, il numero di valichi di frontiera autorizzati (terrestri,
      marittimi, aerei) e il numero di uffici consolari;
   • per ciascuno Stato membro, fattori più variabili come quelli attinenti ai flussi migratori
      determinano l’effettiva “mole di lavoro” quotidiana delle autorità, in particolare il numero
      di persone che passano le frontiere esterne (terra, mare, aria), il numero di cittadini di paesi
      terzi cui è negato l’ingresso, il numero delle persone fermate e il numero delle domande di
      visto (visti rilasciati e visti rifiutati).
   Per questo si propone che il criterio di ripartizione consti di due componenti, connesse l’una
   agli elementi costanti, l’altra a quelli più variabili. Le risorse disponibili sarebbero suddivise
   fra gli Stati membri come segue:
   • il 40% in proporzione agli elementi costanti;
   • il 60% in proporzione agli elementi variabili.
   Si propone di introdurre la possibilità di ponderare gli elementi costanti nella base giuridica e
   di consultare al riguardo l’Agenzia FRONTEX prima di decidere.
   Poiché i dati rilevanti riguardano i flussi migratori e i visti e i flussi sono soggetti a variazioni,
   è opportuno che il calcolo sia annuale. Combinando tali criteri di ripartizione delle risorse si
   otterrà di tenere in debito conto eventuali evoluzioni (connesse per esempio al variare della
   pressione migratoria in certi valichi di frontiera, o delle rotte della migrazione clandestina) e
   di adottare misure correttive con il sostegno del Fondo.
IT                                                  58                                                    IT
 ---pagebreak---    Dai calcoli effettuati secondo il criterio di ripartizione sono escluse le risorse allocate per il
   sistema di transito per Kaliningrad. Queste sono calcolate in base ai diritti non riscossi e ai
   costi supplementari indotti dal sistema.
   3.3.      Azioni definite nel quadro del Fondo
   Visti gli obiettivi generali del Fondo, che contribuisce a attuare un controllo e una
   sorveglianza effettivi delle frontiere esterne introducendo la solidarietà finanziaria fra la
   Comunità e gli Stati membri, la Commissione propone di darvi attuazione principalmente
   attraverso una gestione concorrente con gli Stati membri e una gestione decentrata con i paesi
   associati all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen (cfr. punto 6).
   Ciò consentirà di orientare il sostegno finanziario in funzione della situazione e delle esigenze
   specifiche di ciascuno Stato membro e paese associato.
   Inoltre, nell’ottica di un utilizzo quanto più efficiente delle risorse la presente proposta
   contiene disposizioni molto dettagliate in relazione agli obiettivi operativi da raggiungere,
   nonché i tipi di azioni che si ritiene possano contribuire a tali obiettivi.
   3.4.      Programmazione, gestione finanziaria e sistemi di controllo
   In linea con l’esigenza di razionalizzare e armonizzare i sistemi di gestione e controllo, le
   disposizioni della presente proposta di decisione si conformano con le disposizioni proposte
   per gli altri tre Fondi rientranti nel programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi
   migratori”. La programmazione ha carattere pluriennale e si articola in due periodi (2007-
   2010 e 2011-2013) con programmi annuali per l’attuazione dei programmi pluriennali.
   4.        SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
   Sussidiarietà
   Il principio fondamentale resta la responsabilità degli Stati membri nel garantire il controllo e
   la sorveglianza delle loro frontiere. Nella prospettiva di attuare un “sistema comune integrato
   di gestione delle frontiere”, il Fondo sostiene esplicitamente i compiti svolti dagli Stati
   membri anche per conto di tutti gli Stati Schengen. Le azioni ammesse devono pertanto essere
   chiaramente identificate, riconducibili a condizioni oggettive nei singoli Stati e tali da
   presentare un valore aggiunto per l’intera Comunità.
   Proporzionalità
   La presente decisione consente di destinare il contributo finanziario del Fondo a una serie di
   azioni che concorrono sul piano operativo al raggiungimento di obiettivi specifici, pur
   lasciando agli Stati membri la facoltà di scegliere le azioni e le relative modalità di attuazione,
   nell'ambito dei progetti adottati di concerto con la Commissione. È altresì necessario che
   l'utilizzo degli stanziamenti comunitari sia subordinato a regole precise e uniformi nel quadro
   di una decisione del Consiglio, che costituisce lo strumento appropriato per l'attuazione dei
   programmi comunitari.
IT                                                  59                                                 IT
 ---pagebreak---    5.        INCIDENZA SUL BILANCIO
   La dotazione finanziaria del Fondo, in base alle prospettive finanziarie proposte dalla
   Commissione per il periodo 2007-2013, è di 2 152 milioni di euro.
   6.        CONSEGUENZE DEI VARI PROTOCOLLI ALLEGATI AI TRATTATI
   Regno Unito e Irlanda
   Ai sensi degli articoli 4 e 5 del protocollo sull'integrazione dell'acquis di Schengen nell'ambito
   dell'Unione europea, “L'Irlanda e il Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord, i
   quali non sono vincolati dall'acquis di Schengen, possono, in qualsiasi momento, chiedere di
   partecipare, in tutto o in parte, alle disposizioni di detto acquis”.
   La presente proposta costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen, al
   quale il Regno Unito e l'Irlanda non partecipano a norma delle decisioni del Consiglio
   2000/365/CE del 29 maggio 200029 e 2004/926/CE del 22 dicembre 200430 riguardanti la
   richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord, e della decisione
   2002/192/CE del Consiglio del 28 febbraio 2002 riguardante la richiesta dell'Irlanda, di
   partecipare a alcune delle disposizioni dell'acquis di Schengen. Il Regno Unito e l'Irlanda,
   quindi, non partecipano all'adozione della presente proposta e non sono da questa vincolati né
   soggetti alla sua attuazione.
   Danimarca
   Ai sensi del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato di Amsterdam, la
   Danimarca non partecipa all'adozione da parte del Consiglio delle misure proposte a norma
   del titolo IV del trattato CE, a eccezione delle “misure che determinano quali siano i paesi
   terzi i cui cittadini devono essere in possesso di un visto all'atto dell'attraversamento delle
   frontiere esterne” e delle “misure relative all'instaurazione di un modello uniforme per i visti”
   (ex articolo 100 C del trattato CE).
   Poiché la presente proposta costituisce uno sviluppo dell'acquis di Schengen, a norma
   dell'articolo 5 del protocollo “la Danimarca decide, entro un periodo di sei mesi dalla
   decisione del Consiglio su una proposta o iniziativa di sviluppare l'acquis di Schengen in
   forza delle disposizioni del titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea, se intende
   recepire tale decisione nel proprio diritto interno”.
   Norvegia e Islanda
   In conformità dell'articolo 6, primo comma, del protocollo Schengen, il 18 maggio 1999 il
   Consiglio ha concluso con la Norvegia e l'Islanda un accordo sulla loro associazione
   all'attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen31.
   L'articolo 1 di tale accordo stabilisce che la Norvegia e l'Islanda sono associate alle attività
   della Comunità europea e dell'Unione europea nei settori contemplati dalle disposizioni cui
   29
            GU L 131 (2000/365/CE) del 1.6.2000, pag. 43.
   30
            GU L 395 (2004/926/CE) del 31.12.2004, pag. 70.
   31
            GU L 176 del 10.7.1999, pag. 35.
IT                                                     60                                             IT
 ---pagebreak---    rimandano gli allegati A (disposizioni dell'acquis di Schengen) e B (disposizioni degli atti
   della Comunità europea che hanno sostituito le corrispondenti disposizioni della convenzione
   Schengen oppure sono stati adottati ai fini della sua applicazione) dell'accordo stesso, e al loro
   ulteriore sviluppo.
   A norma dell'articolo 2 dell'accordo, la Norvegia e l'Islanda applicano le disposizioni di tutti
   gli atti o provvedimenti adottati dall'Unione europea per modificare o sviluppare l'acquis di
   Schengen integrato (Allegati A, B).
   La presente proposta sviluppa l'acquis di Schengen quale definito nell'allegato A dell'accordo.
   Di conseguenza, la proposta deve essere discussa dal “comitato misto” previsto all'articolo 4
   dell'accordo, per dare ai rappresentanti della Norvegia e dell'Islanda la possibilità di “illustrare
   i problemi da essi riscontrati” in ordine al provvedimento in questione e di “pronunciarsi su
   qualsiasi questione inerente allo sviluppo delle disposizioni che li riguardano o alla relativa
   attuazione”.
   Svizzera
   Per quanto concerne la Svizzera, la presente proposta costituisce uno sviluppo dell'acquis di
   Schengen ai sensi dell'accordo tra l'Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione
   Svizzera riguardante l'associazione della Confederazione Svizzera all'attuazione,
   all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen, che ricade nell'ambito di cui
   all'articolo 4, paragrafo 1, della decisione 2004/860/CE del Consiglio relativa alla firma, a
   nome dell'Unione europea, nonché all'applicazione provvisoria di alcune disposizioni del
   suddetto accordo32.
   L'accordo con la Svizzera, concluso il 26 ottobre 2004, prevede l'applicazione provvisoria di
   talune disposizioni all'atto della firma, in particolare la partecipazione della Svizzera al
   comitato misto incaricato dello sviluppo dell'acquis di Schengen.
   32
            GU L 370 (2004/860/CE) del 17.12.2004, pag. 78.
IT                                                    61                                                IT
 ---pagebreak---                                                               2005/0047 (COD)
                                                  Proposta di
                DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
               che istituisce il Fondo per le frontiere esterne, per il periodo 2007-2013,
        nell'ambito del programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 62, paragrafo 2,
   vista la proposta della Commissione33,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo34,
   visto il parere del Comitato delle regioni35
   deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato36,
   considerando quanto segue:
   (1)      Se tutti gli Stati membri contribuiscono in grado elevato e uniforme al controllo sulle
            persone e alla sorveglianza delle frontiere esterne dell’Unione europea nel quadro di
            norme comuni, alcuni Stati membri sostengono un onere più gravoso rispetto ad altri.
   (2)      Tale eterogenea ripartizione è dovuta alla diversità degli Stati membri per quanto
            riguarda la geografia del confine esterno, il numero dei valichi autorizzati e operativi,
            il grado di pressione migratoria, sia legale che illegale, i rischi e le minacce reali,
            nonché la mole di lavoro richiesta ai servizi nazionali per l’esame delle domande di
            visto e il rilascio dei visti.
   (3)      La ripartizione degli oneri per la gestione delle frontiere esterne fra gli Stati membri e
            l'Unione è una delle cinque componenti della politica comune di gestione delle
            frontiere esterne proposta dalla Commissione nella comunicazione “Verso una
            gestione integrata delle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea”37,
            del 7 maggio 2002, e approvata dal Consiglio con il “Piano per la gestione delle
            frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea”38.
   33
            GU C …
   34
            GU C …
   35
            GU C …
   36
            GU C …
   37
            COM(2002) 233 definitivo
   38
            Documento del Consiglio 10019/02 del 14 giugno 2002.
IT                                                     62                                              IT
 ---pagebreak---    (4) Se il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, che istituisce
       un’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne
       degli Stati membri dell'Unione europea39 (di seguito “l’Agenzia”) segna un importante
       passo verso lo sviluppo progressivo di una dimensione operativa del sistema comune
       integrato di gestione delle frontiere, l’attuazione di norme comuni e effettive per il
       controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne rende necessario un meccanismo
       comunitario di solidarietà finanziaria a favore degli Stati membri che sostengono,
       nell'interesse della Comunità, un onere finanziario pesante e duraturo.
   (5) È opportuno che il Fondo per le frontiere esterne (di seguito “il Fondo”) esprima
       solidarietà offrendo assistenza finanziaria agli Stati membri che applicano le
       disposizioni Schengen sulle frontiere esterne.
   (6) Tale assistenza finanziaria deve essere modulata in modo da ricollegarsi con i passati
       contributi dell’Unione europea agli Stati membri che al momento dell’entrata in vigore
       della presente decisione ancora non applicano integralmente le disposizioni dell’acquis
       di Schengen, senza tuttavia limitarsi a costituire il prosieguo delle azioni finanziate in
       precedenza da altre fonti allocate dal bilancio generale dell’Unione europea. In questi
       casi, il Fondo dovrà assistere gli Stati membri interessati nei preparativi alla piena
       partecipazione che, negli auspici del programma dell’Aia, dovrebbe concretarsi quanto
       prima.
   (7) Il Fondo dovrà altresì tenere conto di situazioni specifiche quali il transito per via
       terrestre di cittadini di paesi terzi che devono necessariamente attraversare il territorio
       di uno o più Stati membri per viaggiare tra due zone del proprio paese che
       geograficamente non sono contigue, non solo nell’interesse di quello o quegli Stati
       membri ma anche di tutti gli Stati membri che hanno soppresso i controlli alle
       frontiere interne. In questi casi, è opportuno che le azioni ammesse siano
       esaurientemente definite e le risorse allocate sulla base di una valutazione fattuale
       delle esigenze in relazione alle azioni.
   (8) Il Fondo deve altresì finanziare misure nazionali e la cooperazione fra Stati membri
       nel campo della politica dei visti e di altre attività pre-frontiera, che si tengono cioè in
       una fase preliminare ai controlli alle frontiere esterne. Una gestione efficiente delle
       attività organizzate dai servizi consolari degli Stati membri nei paesi terzi va a
       vantaggio della politica comune in materia di visti quale parte di un sistema
       multistrato inteso a facilitare i viaggi legittimi e a combattere l'immigrazione
       clandestina per l’Unione europea ed è parte integrante del sistema comune integrato di
       gestione delle frontiere.
   (9) È necessario fissare criteri oggettivi per l’assegnazione dei fondi agli Stati membri.
       Tali criteri devono tener conto di elementi costanti, che determinano il punto di
       partenza effettivo di uno Stato membro in relazione ai suoi obblighi ai sensi dell'acquis
       di Schengen, e di elementi più variabili, che esprimono la mole di lavoro delle autorità
       nazionali. Alcuni elementi costanti potrebbero tuttavia essere ponderati per riflettere i
       rischi e le minacce alle frontiere esterne, la mole di lavoro relativa degli uffici
       consolari e l’entità del flusso ai valichi di frontiera. In questo l’Agenzia potrebbe
       essere sollecitata a fornire assistenza.
   39
       GU L 349 del 25.11.2004, pag. 1.
IT                                               63                                                 IT
 ---pagebreak---    (10) Poiché è missione dell’Agenzia assistere gli Stati membri nell’attuare gli aspetti
        operativi riguardanti la gestione delle frontiere esterne e allo scopo di sviluppare la
        complementarità fra tale missione e la responsabilità degli Stati membri nel controllare
        e sorvegliare le frontiere esterne, è opportuno che la Commissione consulti l’Agenzia
        in merito ai progetti di programmi pluriennali presentati dagli Stati membri e agli
        orientamenti strategici approntati dalla Commissione.
   (11) La Commissione può altresì sollecitare all’Agenzia contributi per la propria
        valutazione dell’impatto del Fondo sullo sviluppo della politica e della legislazione in
        materia di controllo delle frontiere esterne, delle sinergie fra il Fondo e i compiti
        dell’Agenzia e dell’adeguatezza dei criteri di ripartizione delle risorse fra Stati membri
        alla luce degli obiettivi dell’Unione in questo settore.
   (12) Il presente strumento è concepito per inserirsi in un ambito coerente intitolato
        Programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”, il cui obiettivo è
        affrontare il problema di un’equa divisione delle responsabilità tra gli Stati membri per
        quanto riguarda l'onere finanziario conseguente all’introduzione di una gestione
        integrata delle frontiere esterne dell'Unione e all'attuazione di politiche comuni in
        materia d'asilo e d'immigrazione, sviluppate conformemente al titolo IV del trattato
        che istituisce la Comunità europea.
   (13) La partecipazione di uno Stato membro al presente strumento non deve coincidere con
        la partecipazione a un futuro strumento temporaneo diretto a aiutare gli Stati membri
        beneficiari a finanziare azioni lungo le nuove frontiere esterne dell’Unione per
        l’attuazione dell'acquis di Schengen e del controllo delle frontiere esterne.
   (14) Il sostegno del Fondo sarà più efficace e mirato se il cofinanziamento delle azioni
        ammissibili sarà fondato su programmi strategici pluriennali e relativi programmi di
        lavoro annuali, redatti dai singoli Stati membri in cooperazione con la Commissione.
   (15) Sulla base degli orientamenti strategici adottati dalla Commissione, ogni Stato
        membro deve preparare un documento di programmazione pluriennale che tenga conto
        della situazione e delle necessità del paese e ne esponga la strategia di sviluppo. Il
        documento è negoziato con la Commissione e deciso da quest'ultima, e costituisce il
        contesto per la preparazione dei programmi annuali.
   (16) La programmazione pluriennale deve essere finalizzata agli obiettivi del Fondo e deve
        garantire la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie, e la coerenza e la
        continuità dell'azione comune della Comunità e degli Stati membri.
   (17) È opportuno che tale programmazione pluriennale garantisca il coordinamento del
        Fondo con altri strumenti finanziari.
   (18) Secondo i metodi di esecuzione di cui all'articolo 53, paragrafo 1, lettera b) del
        regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che
        stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità
        europee40, è opportuno specificare le condizioni che consentono alla Commissione di
        esercitare le sue responsabilità per l'esecuzione del bilancio generale delle Comunità
   40
        GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
IT                                               64                                                IT
 ---pagebreak---         europee e chiarire gli obblighi di cooperazione degli Stati membri. L’applicazione di
        queste condizioni consentirà alla Commissione di verificare se gli Stati membri fanno
        un uso legale e corretto del Fondo, e conforme ai principi di una sana gestione
        finanziaria di cui all’articolo 27 del regolamento finanziario.
   (19) È opportuno che la Commissione stabilisca la ripartizione indicativa degli
        stanziamenti d'impegno disponibili in base a un metodo obiettivo e trasparente.
   (20) Con riguardo all'assistenza tecnica, il Fondo dovrebbe finanziare le valutazioni, il
        miglioramento delle capacità amministrative legate alla sua gestione, gli studi, i
        progetti pilota e gli scambi di esperienze, volti soprattutto a promuovere impostazioni
        e pratiche innovative.
   (21) È opportuno che gli Stati membri adottino misure atte a garantire il corretto
        funzionamento del sistema di gestione e controllo. A tal fine, occorre stabilire i
        principi generali e le funzioni necessarie cui dovranno attenersi tutti i programmi.
   (22) È necessario prevedere la designazione di una singola autorità per Stato membro,
        competente per la gestione degli interventi del Fondo, e chiarirne le responsabilità. È
        altresì opportuno designare l'autorità di audit e definirne le funzioni. Inoltre, per
        garantire una qualità uniforme nella certificazione delle spese prima che siano
        trasmesse alla Commissione, e chiarire la natura e la qualità delle informazioni su cui
        si fondano le dichiarazioni di spesa è necessario prevedere la designazione dell'autorità
        di certificazione.
   (23) In ossequio ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, gli Stati membri sono
        responsabili in via principale di attuare e controllare gli interventi.
   (24) È opportuno specificare gli obblighi degli Stati membri con riguardo ai sistemi di
        gestione e controllo, alla certificazione delle spese e alla prevenzione, individuazione e
        rettifica delle irregolarità e violazioni del diritto comunitario, per un’attuazione
        efficiente e corretta dei loro programmi pluriennali e annuali. Con particolare riguardo
        alla gestione e al controllo, occorre stabilire le modalità in base alle quali gli Stati
        membri accertano l’esistenza e il corretto funzionamento di tali sistemi.
   (25) Fatti salvi i poteri della Commissione in materia di controllo finanziario, occorre
        rafforzare la cooperazione con gli Stati membri in questo settore e fissare criteri che
        consentano alla Commissione di determinare, nell'ambito della strategia di controllo
        dei sistemi nazionali, il livello di certezza offerto dagli organismi nazionali di audit.
   (26) L'efficacia e l'impatto delle azioni finanziate dal Fondo dipendono anche dalla loro
        valutazione. È opportuno che siano precisate le responsabilità degli Stati membri e
        della Commissione al riguardo, e le modalità per una valutazione affidabile.
   (27) Occorre che le azioni siano valutate nella prospettiva di una revisione intermedia e
        dell’analisi di impatto, e che il processo di valutazione sia integrato nelle modalità di
        monitoraggio del progetto.
   (28) La presente decisione istituisce, per l'intera durata del programma, una dotazione
        finanziaria che rappresenta il principale punto di riferimento per l'autorità di bilancio,
        ai sensi del punto 33 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999, tra il
IT                                                65                                               IT
 ---pagebreak---         Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, sulla disciplina di bilancio e il
        miglioramento della procedura di bilancio41.
   (29) Poiché gli obiettivi della presente decisione –finanziare cioè l’istituzione di un sistema
        comune integrato di gestione delle frontiere e la gestione di attività organizzate dai
        servizi consolari nei paesi terzi- non possono essere conseguiti in misura sufficiente
        dagli Stati membri e quindi, a motivo delle dimensioni e degli effetti dell'azione,
        possono essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare
        misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato.
        Conformemente al principio di proporzionalità enunciato in quell'articolo, la presente
        decisione non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento dei suddetti
        obiettivi.
   (30) Le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione devono essere adottate
        in conformità della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante
        modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione42.
   (31) In relazione all'Islanda e alla Norvegia, la presente decisione costituisce uno sviluppo
        dell'acquis di Schengen ai sensi dell'accordo concluso tra il Consiglio dell'Unione
        europea e la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia sull'associazione di questi
        due Stati all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen, che
        rientra nel settore contemplato all'articolo 1, lettere A e B, della decisione
        1999/437/CE del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativa ad alcune modalità per
        l'applicazione del suddetto accordo43.
   (32) Per quanto concerne la Svizzera, la presente decisione costituisce uno sviluppo
        dell'acquis di Schengen ai sensi dell'accordo tra l'Unione europea, la Comunità
        europea e la Confederazione Svizzera riguardante l'associazione della Confederazione
        Svizzera all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen, che
        ricade nell'ambito contemplato all’articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE,
        in combinato disposto con l’articolo 4, paragrafo 1, della decisione 2004/860/CE del
        Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, nonché all'applicazione
        provvisoria di alcune disposizioni del suddetto accordo44.
   (33) Allo scopo di determinare le disposizioni supplementari necessarie per l’attuazione del
        presente strumento, è opportuno che la Comunità e i paesi associati sopra menzionati
        concludano un accordo.
   (34) Ai sensi degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al
        trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la
        Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, che non la vincola né è
        ad essa applicabile. Poiché la presente decisione sviluppa l'acquis di Schengen ai sensi
        del titolo IV, parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca
        decide, a norma dell'articolo 5 del suddetto protocollo, entro sei mesi dall'adozione da
        parte del Consiglio della presente decisione, se recepirla nel suo diritto nazionale.
   41
        GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1.
   42
        GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
   43
        GU L 176 del 10.7.1999, pag. 31.
   44
        GU L 370 del 17.12.2004, pag. 78.
IT                                               66                                                IT
 ---pagebreak---    (35)    La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di
           Schengen alle quali il Regno Unito non partecipa ai sensi delle decisioni del Consiglio
           2000/365/CE del 29 maggio 2000 e 2004/926/CE del 22 dicembre 2004, riguardanti la
           richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord di partecipare ad
           alcune delle disposizioni dell'acquis di Schengen45. Il Regno Unito non partecipa
           dunque all'adozione della suddetta decisione, che non lo vincola né è ad esso
           applicabile.
   (36)    La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di
           Schengen alle quali l'Irlanda non partecipa, ai sensi della decisione 2002/192/CE del
           Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell'Irlanda di partecipare ad
           alcune disposizioni dell'acquis di Schengen46. L'Irlanda non partecipa dunque
           all'adozione della suddetta decisione, che non la vincola né è ad essa applicabile,
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                              CAPITOLO I
                              OGGETTO, OBIETTIVI E AZIONI
                                                  Articolo 1
                                     Oggetto e campo d’applicazione
   La presente decisione istituisce per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 il
   Fondo europeo per le frontiere esterne (di seguito “il Fondo”) nell’ambito del programma
   generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”, al fine di contribuire al rafforzamento
   dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
   La presente decisione definisce gli obiettivi cui contribuisce il Fondo, la sua attuazione, le
   risorse finanziarie disponibili e i criteri di ripartizione per la loro assegnazione.
   Stabilisce quindi le regole di gestione del Fondo, anche finanziarie, e i meccanismi di
   monitoraggio e controllo in base a una divisione delle responsabilità tra la Commissione e gli
   Stati membri.
                                                  Articolo 2
                                                 Definizioni
   Ai sensi della presente decisione, si intende per:
                    (a)      “frontiere esterne”: le frontiere esterne degli Stati membri, che siano o
                             meno temporanee;
                    (b)      “frontiere temporanee”:
   45
           GU L 131 dell’1.6.2000, pag. 43.
   46
           GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20.
IT                                                    67                                               IT
 ---pagebreak---                      –       il confine comune fra uno Stato membro che attua
                             integralmente l'acquis di Schengen e uno Stato membro tenuto
                             ad applicarlo integralmente in conformità del suo atto di
                             adesione, ma per il quale non è entrata in vigore la decisione
                             del Consiglio che lo autorizza a applicare tale acquis in misura
                             integrale;
                     –       il confine comune fra due Stati membri tenuti ad applicare
                             integralmente l’acquis di Schengen in conformità dei rispettivi
                             atti di adesione, ma per i quali non è entrata in vigore la
                             decisione del Consiglio che li autorizza a applicare tale acquis
                             in misura integrale;
             (c)     “Agenzia”: l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione
                     operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione
                     europea, istituita con regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio;
             (d)     “sistema comune integrato di gestione delle frontiere”: lo sviluppo e
                     l’attuazione da parte delle autorità competenti degli Stati membri di
                     una strategia coerente di allocazione delle risorse umane, delle
                     attrezzature e tecnologie disponibili per l’applicazione uniforme e
                     sistematica delle norme dell’Unione, allo scopo di ottenere un alto
                     grado di sicurezza alle frontiere esterne svolgendo compiti di controllo
                     e sorveglianza. Tale strategia è in accordo con le norme dell’Unione
                     europea e poggia su una raccolta sistematica di informative sulla
                     situazione operativa alle frontiere esterne dello Stato membro, nonché
                     nelle zone pre e post frontiera, tenendo conto dell’analisi comune dei
                     rischi svolta dall’Agenzia.
                                         Articolo 3
                                    Obiettivi generali
   1. Il Fondo contribuisce ai seguenti obiettivi:
             (a)     attuare negli Stati membri il sistema comune integrato di gestione
                     delle frontiere per il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne;
             (b)     pervenire a una gestione efficiente da parte degli Stati membri dei
                     flussi di persone alle frontiere esterne, in modo da assicurare, da un
                     lato, un elevato livello di protezione lungo quelle frontiere a beneficio
                     della sicurezza interna, dall’altro, un passaggio senza problemi delle
                     frontiere esterne ai viaggiatori in buona fede, conformemente
                     all’acquis di Schengen;
             (c)     garantire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione europea da
                     parte degli Stati membri e in generale efficienza da parte delle guardie
                     nazionali di frontiera nell’eseguire le loro funzioni alle frontiere
                     esterne, in conformità del diritto dell’Unione europea;
IT                                            68                                                 IT
 ---pagebreak---               (d)    migliorare la gestione delle attività organizzate dai servizi consolari
                     degli Stati membri nei paesi terzi, e la cooperazione fra Stati membri
                     al riguardo.
   2. Il Fondo contribuisce a finanziare l'assistenza tecnica su iniziativa degli Stati membri
      o della Commissione.
                                          Articolo 4
                                     Obiettivi specifici
   1. In relazione all’obiettivo di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera a), il Fondo
      contribuisce ai seguenti obiettivi specifici:
              (a)    attuare le raccomandazioni, gli standard operativi e le pratiche
                     migliori stabiliti dall’Agenzia;
              (b)    sviluppare e applicare le misure necessarie per migliorare i sistemi di
                     sorveglianza fra i valichi autorizzati;
              (c)    introdurre misure o elaborare sistemi efficaci per una raccolta
                     metodica di informative sull’evoluzione della situazione operativa alle
                     frontiere esterne e nelle zone pre e post frontiera;
              (d)    garantire una registrazione adeguata del numero di persone che
                     passano le frontiere esterne (terra, mare, aria);
              (e)    introdurre o perfezionare un sistema affidabile e di alta qualità per la
                     raccolta di statistiche e dati amministrativi sulle categorie di
                     viaggiatori, il numero e la natura dei controlli e delle misure di
                     sorveglianza ai vari tipi di frontiera esterna, basato sulla registrazione
                     e su altre fonti di raccolta dati;
              (f)    istituire un coordinamento effettivo, strutturale, strategico e operativo
                     fra tutte le autorità nazionali che operano ai valichi di frontiera;
              (g)    migliorare le capacità delle guardie nazionali di frontiera di eseguire
                     funzioni di sorveglianza e controllo, nonché le loro qualifiche al
                     riguardo;
              (h)    intensificare lo scambio di informazioni a livello nazionale fra le
                     autorità responsabili della gestione delle frontiere esterne e altre
                     autorità competenti;
              (i)    migliorare gli standard di gestione della qualità per le singole attività
                     svolte alle frontiere esterne.
   2. In relazione all’obiettivo di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), il Fondo
      contribuisce ai seguenti obiettivi specifici:
IT                                            69                                                IT
 ---pagebreak---              (a)     salvo per le frontiere temporanee, istituire il controllo sistematico
                     delle persone in entrata e in uscita ai valichi di frontiera, applicando
                     soprattutto nuove metodologie di lavoro, misure logistiche e
                     tecnologie di punta;
             (b)     promuovere l’uso delle tecnologie e la formazione specializzata del
                     personale incaricato della loro applicazione effettiva;
             (c)     intensificare gli scambi di informazioni e potenziare la formazione sui
                     documenti di viaggio falsificati, mettendo a punto strumenti e pratiche
                     comuni per la loro individuazione;
             (d)     favorire una consultazione dei dati ai valichi di frontiera efficiente e in
                     tempo reale, utilizzando sistemi informatizzati su vasta scala come il
                     SIS e il VIS, e uno scambio di informazioni efficiente e in tempo reale
                     fra tutti i valichi situati lungo le frontiere esterne;
             (e)     provvedere all’attuazione rapida e mirata, a livello operativo e tecnico,
                     dei risultati dell’analisi dei rischi prodotti dall’Agenzia.
   3. In relazione all’obiettivo di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera c), il Fondo
      contribuisce ai seguenti obiettivi specifici:
             (a)     istituire progressivamente negli Stati membri sistemi di formazione e
                     qualifiche uniformi delle guardie di frontiera, attuando in particolare il
                     programma di formazione comune messo a punto dall’Agenzia e
                     integrando con coerenza le attività di quest’ultima;
             (b)     sostenere e incrementare gli scambi e il distaccamento di guardie di
                     frontiera fra gli Stati membri, in accordo con gli orientamenti e le
                     attività dell’Agenzia in questo settore;
             (c)     incoraggiare l’uso di tecnologie di punta analoghe o equivalenti lungo
                     le frontiere esterne, quando indispensabile per un’applicazione
                     corretta, effettiva o uniforme delle regole;
             (d)     sviluppare la capacità delle autorità nazionali di applicare le stesse
                     procedure e assumere decisioni uniformi, rapide e corrette in relazione
                     ai visti e al diritto di ingresso;
             (e)     promuovere i centri di permanenza temporanea in aeroporti e porti
                     marittimi e migliorarne le condizioni;
             (f)     aumentare la sicurezza nei locali dei valichi di frontiera, per
                     l’incolumità delle guardie e a tutela delle attrezzature, dei sistemi di
                     vigilanza e dei mezzi di trasporto.
   4. In relazione all’obiettivo di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera d), il Fondo
      contribuisce ai seguenti obiettivi specifici:
             (a)     potenziare le capacità operative della rete di funzionari di
                     collegamento incaricati dell'immigrazione e, mediante questa,
IT                                              70                                               IT
 ---pagebreak---                        promuovere una cooperazione più effettiva fra i servizi degli Stati
                       membri;
               (b)     introdurre misure in relazione ai voli che rischiano di comportare
                       arrivi illegali alle frontiere esterne degli Stati membri;
               (c)     promuovere una cooperazione più effettiva con i vettori negli
                       aeroporti dei paesi di partenza, provvedendo soprattutto a impartire al
                       personale di quei vettori una formazione uniforme sui documenti di
                       viaggio;
               (d)     promuovere la cooperazione fra Stati membri per migliorare le
                       capacità dei servizi consolari di esaminare con cura le domande di
                       visto;
               (e)     promuovere pratiche di indagine comuni e procedure amministrative e
                       decisioni uniformi sui visti presso i servizi consolari di uno Stato
                       membro ubicati in diversi paesi terzi;
               (f)     incoraggiare la tendenza verso una cooperazione sistematica e
                       regolare fra i servizi consolari e altri servizi di Stati membri diversi,
                       mettendo in comune i mezzi e le risorse per il rilascio dei visti,
                       scambiando informazioni, studi e indagini sulle domande di visto e
                       istituendo un centro comune per le domande di visto;
               (g)     incoraggiare iniziative nazionali per l’adozione di pratiche di indagine
                       comuni e procedure amministrative e decisionali uniformi sul rilascio
                       dei visti a beneficio dei servizi consolari di Stati membri diversi;
               (h)     istituire dei consolati comuni, in funzione dell’evoluzione delle
                       politiche in questo settore.
                                             Articolo 5
                            Azioni ammissibili negli Stati membri
   1. Il Fondo finanzia azioni negli Stati membri in relazione agli obiettivi di cui
      all’articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e più particolarmente:
               (a)     infrastrutture dei valichi di frontiera e edifici annessi, come le stazioni
                       di frontiera, le piazzole di atterraggio per elicotteri, le corsie o i caselli
                       per l’incolonnamento dei veicoli e delle persone ai valichi di frontiera;
               (b)     infrastrutture e edifici necessari per la sorveglianza fra i valichi di
                       frontiera;
               (c)     attrezzatura operativa, come apparecchi da laboratorio, strumenti per
                       l’esame dei documenti, strumenti di rilevazione, terminali fissi o
                       mobili per consultare il SIS e i sistemi nazionali, terminali per la
                       ricezione del segnale satellitare e altri segnali;
IT                                               71                                                   IT
 ---pagebreak---                 (d)     mezzi di trasporto per la sorveglianza delle frontiere esterne, come
                        veicoli, imbarcazioni, elicotteri e aerei leggeri, provvisti di speciali
                        dispositivi elettronici per la sorveglianza del confine e il rilevamento
                        di persone nei camion;
                (e)     strumenti per lo scambio di informazioni in tempo reale fra autorità
                        competenti;
                (f)     sistemi di informazione e comunicazione;
                (g)     programmi di distaccamento e scambio di personale fra Stati membri,
                        per le guardie di frontiera, i servizi immigrazione e i consolati;
                (h)     formazione del personale delle autorità competenti;
                (i)     investimenti per lo sviluppo, la sperimentazione e la messa in opera di
                        tecnologie di punta;
                (j)     studi e progetti pilota per attuare le raccomandazioni, gli standard
                        operativi e le pratiche migliori stabiliti dall’Agenzia;
                (k)     studi e progetti pilota volti a incentivare l’innovazione, agevolare lo
                        scambio di esperienze e buone pratiche e migliorare la gestione delle
                        attività organizzate dai servizi consolari degli Stati membri nei paesi
                        terzi.
   2.  Il Fondo non finanzia azioni alle frontiere temporanee che comportino investimenti
       strutturali incompatibili con l’obiettivo di sopprimere i controlli sulle persone a
       quelle frontiere, in particolare le infrastrutture di cui alle lettere a) e b) del para. 1.
              .
                                            Articolo 6
                             Sistema di transito per Kaliningrad
   1.  Il Fondo finanzia i diritti non riscossi provenienti dai visti di transito e i costi
       supplementari sostenuti per l’attuazione del sistema FTD e FRTD ai sensi dei
       regolamenti (CE) n. 693/200347 e n. 694/200348 del Consiglio.
   2.  Ai fini del paragrafo 1, con “costi supplementari” si intendono i costi che risultano
       direttamente dalle disposizioni specifiche di attuazione di un sistema di transito
       speciale e che sono generati dal rilascio di visti di transito o altri visti.
       Sono ammissibili al finanziamento i seguenti tipi di costi supplementari:
                (a)     investimenti infrastrutturali;
                (b)     formazione di guardie di frontiera e personale ferroviario;
   47
      GU L 99 del 17.4.2003, pag. 8.
   48
      GU L 99 del 17.4.2003, pag. 15.
IT                                              72                                                 IT
 ---pagebreak---                 (c)    costi operativi supplementari, compresi gli stipendi del personale
                       specificamente addetto all’attuazione di un sistema di transito
                       speciale.
   3. I diritti non riscossi di cui al paragrafo 1 sono calcolati sulla base del livello del costo
      dei visti di transito previsto all’allegato 12 dell’Istruzione consolare comune sui visti.
                                            Articolo 7
                                Azioni d’interesse comunitario
   1. Su iniziativa della Commissione il Fondo può finanziare, nel limite del 2% delle
      risorse disponibili, azioni transnazionali o azioni di interesse per l'intera Comunità
      (“azioni comunitarie”) in relazione all’obiettivo generale di migliorare la gestione
      delle attività organizzate dai servizi consolari degli Stati membri nei paesi terzi, e la
      cooperazione fra Stati membri al riguardo, e all’obiettivo di promuovere la
      progressiva inclusione dei controlli doganali, veterinari e fitosanitari nella gestione
      integrata delle frontiere, in funzione dell’evoluzione delle politiche in questo settore.
   2. Per poter fruire del finanziamento, le azioni comunitarie:
                (a)    promuovono la cooperazione comunitaria nell'attuazione della
                       legislazione comunitaria e delle buone pratiche;
                (b)    sostengono l'istituzione di      reti di cooperazione transnazionale e
                       progetti pilota fondati su        partenariati transnazionali tra servizi
                       consolari situati in due o        più Stati membri, diretti a stimolare
                       l'innovazione e a facilitare      gli scambi di esperienze e le buone
                       pratiche;
                (c)    finanziano l’analisi, la divulgazione e lo scambio di informazioni
                       anche sull’utilizzo di tecnologie di punta, sulle pratiche migliori e tutti
                       gli altri aspetti inerenti all’obiettivo generale di migliorare la gestione
                       delle attività organizzate dai servizi consolari degli Stati membri nei
                       paesi terzi, e la cooperazione fra Stati membri al riguardo;
                (d)    sostengono progetti e studi che vaglino la possibilità di nuove forme
                       di cooperazione comunitaria e legislazione europea in questo settore;
                (e)    sostengono lo sviluppo di strumenti statistici, metodi e indicatori
                       comuni.
   3. Il programma annuale di lavoro che stabilisce le priorità per le azioni comunitarie è
      adottato secondo la procedura di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
IT                                              73                                                 IT
 ---pagebreak---                                       CAPITOLO II
                           PRINCIPI DI INTERVENTO
                                          Articolo 8
                        Complementarità, coerenza e conformità
   1. Il Fondo fornisce un'assistenza complementare alle azioni nazionali, regionali e
      locali, integrando le priorità della Comunità.
   2. La Commissione e gli Stati membri provvedono affinché l'intervento del Fondo e
      degli Stati membri sia coerente con le attività, politiche e priorità comunitarie. Tale
      coerenza è in particolar modo evidenziata nel programma pluriennale di cui
      all’articolo 20.
   3. Le operazioni finanziate dal Fondo sono conformi alle disposizioni del trattato e
      degli atti emanati in virtù dello stesso.
                                          Articolo 9
                                      Programmazione
   1. Gli obiettivi del Fondo vengono realizzati entro due periodi di programmazione
      pluriennale (2007-2010 e 2011-2013). Tale sistema di programmazione pluriennale
      include le priorità e un processo logistico, decisionale, di audit e certificazione.
   2. I programmi pluriennali adottati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
      annuali.
                                         Articolo 10
                         Intervento sussidiario e proporzionale
   1. Compete agli Stati membri attuare i programmi annuali e pluriennali di cui
      all'articolo 20 al livello territoriale appropriato, secondo il sistema istituzionale
      specifico di ciascuno. Tale competenza è esercitata in conformità della presente
      decisione.
   2. I mezzi utilizzati dalla Commissione e dagli Stati membri in materia di audit variano
      secondo l'entità del contributo comunitario. Tale differenziazione si applica anche in
      rapporto alle disposizioni sulla valutazione e sulle relazioni dei programmi annuali e
      pluriennali.
                                         Articolo 11
                                    Metodi d’esecuzione
IT                                            74                                              IT
 ---pagebreak---    1.  Il bilancio comunitario assegnato al Fondo è eseguito in conformità dell’articolo 53,
       paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/200249 del Consiglio,
       salvo per le azioni comunitarie di cui all’articolo 7 e per l’assistenza tecnica di cui
       all’articolo 17.
       Gli Stati membri e la Commissione garantiscono il rispetto del principio della sana
       gestione finanziaria.
   2.  La Commissione esercita le responsabilità di esecuzione del bilancio generale delle
       Comunità europee secondo le seguenti modalità:
                (a)     verifica l'esistenza e il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e
                        controllo negli Stati membri, secondo la procedura di cui all’articolo
                        32;
                (b)     interrompe o sospende la totalità o parte dei pagamenti,
                        conformemente agli articoli 41 e 42 in caso di inadempienza dei
                        sistemi nazionali di gestione e controllo, e applica ogni altra rettifica
                        finanziaria richiesta, secondo le procedure di cui agli articoli 45 e 46.
   3.  I paesi associati all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di
       Schengen partecipano al Fondo in conformità delle disposizioni della presente
       decisione.
   4.  Saranno conclusi accordi contenenti le disposizioni complementari necessarie in
       relazione a detta partecipazione, in particolare disposizioni che garantiscano la
       protezione degli interessi finanziari della Comunità e il potere di controllo della
       Corte dei conti.
                                            Articolo 12
                                          Addizionalità
   1.  I contributi del Fondo non sostituiscono le spese pubbliche o equivalenti di uno Stato
       membro.
   2.  La Commissione procede alla verifica del principio di addizionalità, di concerto con
       ciascuno Stato membro, a medio termine entro il 31 dicembre 2012 e ex-post entro il
       31 dicembre 2015.
                                            Articolo 13
                                           Partenariato
   1.  Ogni Stato membro organizza, secondo le norme e prassi nazionali vigenti, un
       partenariato con le autorità e gli organismi da quello designati:
                (c)     autorità regionali, locali, urbane e altre autorità pubbliche competenti;
   49
      GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
IT                                               75                                                IT
 ---pagebreak---                 (d)    qualunque altro organismo appropriato in rappresentanza della società
                       civile, delle organizzazioni non governative, delle parti sociali.
   2.  Ogni Stato membro garantisce una partecipazione ampia e effettiva di tutti gli
       organismi appropriati, secondo le norme e le prassi nazionali vigenti.
   3.  Il partenariato è condotto nel pieno rispetto delle norme istituzionali, giuridiche e
       finanziarie di ciascuna categoria di partner.
   4.  Il partenariato riguarda la preparazione, l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione
       dei programmi pluriennali.
                                       CAPITOLO III
                               QUADRO FINANZIARIO
                                           Articolo 14
                                        Risorse globali
   1.  Il riferimento finanziario per l’attuazione del Fondo dal 1° gennaio 2007 al 31
       dicembre 2013 è di 2 152 milioni di euro.
   2.  L’autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti annuali per il Fondo nei limiti delle
       prospettive finanziarie.
   3.  La Commissione procede a ripartizioni indicative annuali per Stato membro
       conformemente ai criteri stabiliti all’articolo 15.
                                           Articolo 15
      Ripartizione annuale delle risorse per azioni ammissibili negli Stati membri
   1.  Le risorse annuali disponibili sono ripartite fra gli Stati membri come segue:
                (a)    il 40% in proporzione agli elementi oggettivi determinanti il punto di
                       partenza di uno Stato membro in relazione alla gestione delle frontiere
                       e alla gestione della politica dei visti presso i servizi consolari
                       nell’ultimo anno, e
                (b)    il 60% in proporzione al numero totale degli individui interessati e
                       delle decisioni assunte dagli Stati membri in applicazione del diritto
                       dell’Unione in materia di gestione delle frontiere e gestione della
                       politica dei visti presso i servizi consolari nell’ultimo anno.
   2.  Il criterio di cui al paragrafo 1, lettera a) tiene conto dei seguenti fattori: lunghezza
       delle frontiere terrestri esterne, lunghezza delle frontiere marittime esterne, numero
       di valichi di frontiera autorizzati, numero di consolati.
   3.  Tali fattori sono ponderati in funzione, fra l’altro:
IT                                             76                                                IT
 ---pagebreak---       – della natura delle frontiere esterne e del concomitante grado di difficoltà
          nell’effettuare la sorveglianza;
      – dell’entità del flusso di passeggeri ai valichi autorizzati, che incide sulla capacità
          di gestire efficacemente i flussi;
      – del numero di domande di visto nei consolati;
      – del grado di rischio e delle minacce riscontrate alle frontiere esterne, considerata
          l’analisi comune dei rischi svolta dall’Agenzia sulla base di un modello comune di
          valutazione integrata dei rischi;
      – della situazione specifica di particolari regioni che fan fronte a una forte pressione
          di immigrazione clandestina.
   4. Con riguardo alla lunghezza delle frontiere terrestri esterne di cui al paragrafo 2, il
      calcolo non tiene conto delle frontiere temporanee, salvo nei casi degli Stati membri
      che attuano integralmente l’acquis di Schengen. Tuttavia, si applica per quelle
      frontiere temporanee una ponderazione del 65% rispetto alle altre frontiere terrestri
      esterne.
   5. Il criterio di cui al paragrafo 1, lettera b) tiene conto dei seguenti fattori: numero di
      persone che passano per i valichi autorizzati, numero di cittadini di paesi terzi cui è
      negato l’ingresso alle frontiere esterne, numero di persone fermate e numero di
      domande di visto.
   6. Le cifre di riferimento per il flusso di passeggeri e il numero di cittadini di paesi terzi
      cui è negato l’ingresso sono le ultime stabilite dall'Istituto statistico delle Comunità
      europee, conformemente alla legislazione comunitaria.
   7  Gli Stati membri forniscono i dati necessari quando non sono disponibili le
      statistiche di cui al paragrafo 6.
   8. È adottata una ponderazione dei fattori costanti secondo la procedura di cui
      all’articolo 52, paragrafo 2.
   9. La ripartizione delle risorse di cui al paragrafo 1 non riguarda le risorse assegnate ai
      fini dell’articolo 6. Queste ultime non superano i 15 milioni di euro né rappresentano
      più del 75% dei costi totali di cui all’articolo 6, paragrafo 1.
                                         Articolo 16
                                Struttura del finanziamento
   1. Il contributo finanziario del Fondo assume la forma di sovvenzioni.
   2. Le azioni che beneficiano del sostegno del Fondo sono cofinanziate da fonti
      pubbliche o private, non hanno finalità di lucro e non sono ammesse a finanziamenti
      da altra fonte a carico del bilancio generale delle Comunità europee.
IT                                            77                                                  IT
 ---pagebreak---    3. Gli stanziamenti del Fondo sono complementari alle spese pubbliche o equivalenti
      degli Stati membri, destinate alle misure oggetto della presente decisione.
   4. Il contributo comunitario ai progetti finanziati non supera, per le azioni di cui
      all’articolo 4 attuate negli Stati membri, il 50% del costo totale di un'azione
      specifica.
      Il contributo può essere aumentato al 60% per progetti aventi come obiettivo le
      priorità specifiche indicate negli orientamenti strategici della Commissione di cui
      all’articolo 19.
      Il contributo è aumentato al 75% negli Stati membri che beneficiano del Fondo di
      coesione.
   5. In generale gli aiuti comunitari per azioni finanziate dal Fondo sono concessi per un
      massimo di tre anni, con riserva di un riesame periodico dei progressi compiuti.
                                          Articolo 17
                   Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
   1. Su iniziativa e/o per conto della Commissione il Fondo può finanziare, entro un
      limite dello 0,20% della sua dotazione annuale, le azioni di preparazione,
      monitoraggio, sostegno tecnico e amministrativo, valutazione, audit e ispezione
      necessarie per l’attuazione della presente decisione.
   2. Tali azioni comprendono:
               (a)     studi, valutazioni, perizie e statistiche, anche di natura generale in
                       relazione al funzionamento del Fondo;
               (b)     misure destinate ai partner, ai beneficiari dell'intervento e al pubblico,
                       incluse le azioni informative;
               (c)     la messa in opera, il funzionamento e l’interconnessione di sistemi
                       informatici per la gestione, il monitoraggio, l’ispezione e la
                       valutazione;
               (d)     il miglioramento dei metodi di valutazione e lo scambio di
                       informazioni sulle pratiche vigenti in questo settore.
                                          Articolo 18
                           Assistenza tecnica degli Stati membri
   1. Su iniziativa dello Stato membro interessato, per ciascun programma annuale il
      Fondo può finanziare misure di preparazione, gestione, monitoraggio, valutazione,
      informazione e controllo, nonché misure per rafforzare la capacità amministrativa
      connessa all'attuazione del Fondo.
IT                                            78                                                  IT
 ---pagebreak---    2. L'importo annuale stanziato per l'assistenza tecnica non può superare il 4% del
      cofinanziamento annuale totale assegnato allo Stato membro, maggiorato di 30 000
      EUR.
                                    CAPITOLO IV
                              PROGRAMMAZIONE
                                         Articolo 19
                           Adozione di orientamenti strategici
   1. Per ciascun periodo di programmazione pluriennale la Commissione adotta
      orientamenti strategici che definiscono il quadro d’intervento del Fondo alla luce dei
      progressi conseguiti nello sviluppo e attuazione del diritto dell’Unione in materia di
      frontiere esterne e politica dei visti, e la ripartizione indicativa delle risorse del
      Fondo per il periodo di riferimento.
   2. Per gli obiettivi generali di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettere da a) a c) della
      presente decisione, gli orientamenti applicano in particolare le priorità della
      Comunità allo scopo di istituire progressivamente il sistema comune integrato di
      gestione delle frontiere esterne e rafforzarne il controllo e la sorveglianza.
   3. Per gli obiettivi generali di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera d) della presente
      decisione, gli orientamenti applicano in particolare le priorità della Comunità allo
      scopo di sviluppare ulteriormente la politica comune in materia di visti quale parte di
      un sistema multistrato inteso a facilitare i viaggi legittimi e a combattere
      l'immigrazione clandestina migliorando le prassi per il trattamento delle domande di
      visto presso le rappresentanze consolari locali.
   4. La Commissione adotta gli orientamenti strategici relativi al primo programma
      pluriennale (2007-2010) entro il 31 marzo 2006, e quelli relativi al secondo periodo
      di programmazione (2011-2013) entro il 31 marzo 2010.
   5. Gli orientamenti strategici sono adottati secondo la procedura di cui all’articolo 52,
      paragrafo 2.
                                         Articolo 20
          Preparazione e approvazione dei programmi nazionali pluriennali
   1. Per ogni periodo di programmazione ciascuno Stato membro presenta, sulla scorta
      degli orientamenti strategici di cui all’articolo 19, un progetto di programma
      pluriennale comportante i seguenti elementi:
              (a)     una descrizione dello stato delle infrastrutture e delle apparecchiature,
                      dei mezzi di trasporto, dei sistemi di informazione e comunicazione e
                      dei dispositivi di formazione del personale al servizio delle autorità di
                      frontiera e delle autorità consolari;
IT                                            79                                                IT
 ---pagebreak---               (b)    un’analisi del fabbisogno, in quello Stato membro, di infrastrutture,
                     apparecchiature, mezzi di trasporto, sistemi di informazione e
                     comunicazione e dispositivi di formazione del personale al servizio
                     delle autorità di frontiera e delle autorità consolari, e un’indicazione
                     degli obiettivi operativi per rispondere a tale fabbisogno nel periodo di
                     riferimento;
              (c)    una strategia appropriata per il raggiungimento di tali obiettivi, la
                     priorità accordata alla loro realizzazione e una descrizione delle azioni
                     previste per attuare tali priorità;
              (d)    un’indicazione del grado di compatibilità di questa strategia con altri
                     strumenti regionali, nazionali e comunitari;
              (e)    informazioni sulle priorità e relativi obiettivi specifici. Tali obiettivi
                     specifici sono quantificati utilizzando un numero limitato di indicatori
                     di attuazione, risultato e impatto, nel rispetto del principio di
                     proporzionalità. Gli indicatori devono permettere di misurare i
                     progressi compiuti rispetto alla situazione di partenza e l'efficacia
                     degli obiettivi di attuazione delle priorità;
              (f)    un piano di finanziamento indicativo che precisi, per ciascuna priorità
                     e ciascun anno, la partecipazione finanziaria del Fondo prevista e il
                     totale dei cofinanziamenti pubblici o privati;
              (g)    disposizioni di        attuazione   del   programma     pluriennale   che
                     comprendano:
                     –        la designazione, a cura dello Stato membro, di tutte le autorità
                              definite all’articolo 25;
                     –        una descrizione dei sistemi di attuazione, monitoraggio,
                              controllo e valutazione;
                     –        una definizione dei procedimenti applicabili alla mobilitazione
                              e circolazione dei flussi finanziari, per garantirne la
                              trasparenza;
                     –        le disposizioni previste affinché sia data pubblicità al
                              programma pluriennale.
   2. Gli Stati membri stabiliscono ogni programma pluriennale in stretta collaborazione
      con i partner di cui all’articolo 13.
   3. Gli Stati membri presentano i rispettivi progetti di programma pluriennale entro
      quattro mesi dalla comunicazione degli orientamenti strategici per il periodo di
      riferimento.
   4. La Commissione esamina il programma pluriennale proposto in base ai seguenti
      elementi:
IT                                             80                                               IT
 ---pagebreak---                (a)     coerenza con gli obiettivi del Fondo e gli orientamenti strategici di cui
                       all’articolo 19;
               (b)     pertinenza, adeguatezza e risultati attesi della strategia e delle priorità
                       operative proposte dagli Stati membri;
               (c)     conformità con la presente decisione dei sistemi di gestione e
                       controllo istituiti dagli Stati membri per attuare gli interventi del
                       Fondo;
               (d)     conformità con la legislazione comunitaria, in particolare con le
                       disposizioni volte a garantire la libera circolazione delle persone,
                       unitamente alle misure d'accompagnamento direttamente connesse
                       riguardanti il controllo delle frontiere esterne, l'asilo e l'immigrazione.
   5. La Commissione, se ritiene che un determinato programma pluriennale non sia
      coerente con gli orientamenti strategici ovvero non sia conforme con le disposizioni
      della presente decisione sui sistemi di gestione e controllo, invita lo Stato membro a
      modificare la proposta di conseguenza.
   6. La Commissione approva i singoli programmi pluriennali entro quattro mesi dalla
      presentazione formale, secondo la procedura di cui all’articolo 52, paragrafo 2.
                                          Articolo 21
                            Revisione dei programmi pluriennali
   1. Su iniziativa dello Stato membro interessato o della Commissione, il programma
      pluriennale è riesaminato e rivisto se necessario, per il rimanente periodo di
      programmazione, per tener più conto, o in modo diverso, delle priorità comunitarie,
      in particolare alla luce delle conclusioni del Consiglio. I programmi pluriennali
      possono essere riesaminati in funzione degli esiti della valutazione oppure a causa di
      difficoltà di attuazione.
   2. La Commissione adotta una decisione di approvazione della revisione del
      programma pluriennale quanto prima dacché lo Stato membro ha presentato
      formalmente domanda.
                                          Articolo 22
                                     Programmi annuali
   1. I programmi pluriennali approvati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
      di lavoro annuali.
   2. Entro il 1° luglio di ogni anno la Commissione comunica agli Stati membri una stima
      degli importi a quelli attribuiti per l'anno successivo, a partire dagli stanziamenti
      globali decisi nel quadro della procedura di bilancio annuale, secondo i calcoli di cui
      all'articolo 15.
IT                                             81                                                  IT
 ---pagebreak---    3.       Entro il 1° novembre di ogni anno gli Stati membri presentano alla Commissione un
            progetto di programma annuale per l'anno successivo, stabilito in base al programma
            pluriennale e comprendente:
                     (a)     le modalità di selezione dei progetti da finanziare nell'ambito del
                             programma annuale;
                     (b)     una descrizione dei compiti che dovrà svolgere l’autorità responsabile
                             per attuare il programma annuale;
                     (c)     la prevista ripartizione finanziaria del contributo del Fondo tra le varie
                             azioni del programma e l’importo richiesto in relazione all’assistenza
                             tecnica di cui all’articolo 18, per l’attuazione del programma annuale.
   4.       La Commissione esamina la proposta dello Stato membro tenendo conto dell'importo
            definitivo degli stanziamenti assegnati al Fondo nell'ambito della procedura di
            bilancio, e decide sul cofinanziamento da parte del Fondo entro il 1° marzo dell'anno
            di riferimento. La decisione indica l'importo attribuito allo Stato membro e il periodo
            di ammissibilità delle spese. La Commissione trasmette all’Agenzia i programmi
            nazionali annuali approvati.
                                              CAPITOLO V
                         SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO
                                                 Articolo 23
                                                 Attuazione
   La Commissione è responsabile dell’attuazione della presente decisione e adotta le modalità
   necessarie a tal fine.
                                                 Articolo 24
                          Principi generali dei sistemi di gestione e controllo
   I sistemi di gestione e controllo dei programmi pluriennali stabiliti dagli Stati membri
   prevedono:
                     (a)     una precisa definizione delle funzioni degli organismi e/o servizi
                             preposti alla gestione e al controllo e una chiara ripartizione delle
                             funzioni all’interno di ciascun organismo e/o servizio;
                     (b)     una netta separazione delle funzioni tra gli organismi e/o servizi
                             preposti alla gestione, certificazione delle spese e al controllo, e tra
                             queste funzioni all’interno di ciascun organismo e/o servizio;
                     (c)     risorse per ciascun organismo o servizio in misura adeguata
                             all’esercizio delle loro funzioni per l’intero periodo di attuazione delle
                             azioni finanziate dal Fondo;
IT                                                    82                                                IT
 ---pagebreak---               (d)   efficaci dispositivi di controllo interno per l’autorità responsabile e
                    altra autorità delegata;
              (e)   sistemi informatici e affidabili di contabilità, monitoraggio e
                    rendicontazione finanziaria;
              (f)   un sistema efficace di reporting e monitoraggio per i casi in cui
                    l’esecuzione dei compiti sia affidata a terzi;
              (g)   manuali di procedura dettagliati in relazione alle funzioni da svolgere;
              (h)   dispositivi effettivi di verifica del funzionamento del sistema;
              (i)   sistemi e procedimenti per una tracciabilità dei dati sufficiente (audit
                    trail);
              (j)   procedimenti di reporting e monitoraggio delle irregolarità e
                    ripetizione dell’indebito.
                                        Articolo 25
                              Designazione delle autorità
   1. Per ciascun programma pluriennale, lo Stato membro designa le seguenti autorità:
              (a)   un’autorità responsabile: organo funzionale dello Stato membro
                    ovvero autorità o organismo pubblico nazionale da quello designato,
                    responsabile della gestione dei programmi pluriennali e annuali
                    finanziati dal Fondo e interlocutore unico della Commissione;
              (b)   un'autorità di certificazione: autorità o organismo pubblico nazionale
                    operativamente indipendente dai servizi ordinatori dell’autorità
                    responsabile, incaricato dallo Stato membro di certificare le
                    dichiarazioni di spesa e le domande di pagamento prima del loro invio
                    alla Commissione;
              (c)   un’autorità di audit: autorità o organismo pubblico nazionale
                    operativamente indipendente dai servizi ordinatori dell’autorità
                    responsabile, designato dallo Stato membro e incaricato di verificare il
                    corretto funzionamento del sistema di gestione e controllo;
              (d)   un’autorità delegata, se opportuno;
              (e)   un organo di valutazione della conformità, designato al momento della
                    presentazione alla Commissione del progetto di programma
                    pluriennale. La Commissione può accettare che l'autorità di audit
                    designata funga da organo di valutazione della conformità, purché
                    disponga della capacità e dell’indipendenza operativa richieste.
                    L’organo svolge le proprie funzioni nel rispetto delle norme
                    internazionali in materia di audit.
IT                                           83                                              IT
 ---pagebreak---    2. Gli Stati membri definiscono norme disciplinanti le relazioni con le autorità e gli
      organismi di cui sopra e le relazioni di quelli con la Commissione.
   3. Fatto salvo l’articolo 24, lettera b), le funzioni di controllo e certificazione possono
      essere assolte dallo stesso organismo o servizio.
   4. La Commissione adotta le modalità di esecuzione degli articoli da 26 a 30 secondo la
      procedura di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                         Articolo 26
                                   Autorità responsabile
   1. L’autorità responsabile può essere un organo dello Stato membro, un’autorità
      pubblica nazionale ovvero un organismo disciplinato dal diritto privato dello Stato
      membro, che svolge funzioni di servizio pubblico. Lo Stato membro che designi
      un’autorità responsabile diversa dai propri organi stabilisce le modalità concernenti
      le sue relazioni con quella autorità e le relazioni di questa con la Commissione.
   2. L’organismo designato autorità responsabile soddisfa i seguenti requisiti minimi:
              (a)    ha personalità giuridica, salvo se è un organo funzionale dello Stato
                     membro;
              (b)    dispone delle infrastrutture necessarie per comunicare agevolmente
                     con un gran numero di utilizzatori e con le autorità responsabili degli
                     altri Stati membri e la Commissione;
              (c)    opera in un ambito amministrativo che gli consente di svolgere le sue
                     funzioni correttamente, evitando conflitti d'interessi;
              (d)    è in grado di applicare le regole comunitarie in materia di gestione dei
                     fondi;
              (e)    possiede capacità finanziarie e di gestione proporzionate al volume di
                     fondi comunitari che dovrà gestire;
              (f)    dispone di personale con qualifiche professionali e competenze
                     linguistiche adeguate a un lavoro amministrativo in un contesto
                     internazionale.
   3. Lo Stato membro provvede affinché l’autorità responsabile disponga di fondi
      adeguati per uno svolgimento dei suoi compiti corretto e senza interruzioni per
      l’intero periodo 2007-2013.
                                         Articolo 27
                           Compiti dell’autorità responsabile
IT                                            84                                               IT
 ---pagebreak---    1. È compito dell’autorità responsabile gestire e attuare il programma pluriennale con
      efficienza, efficacia e esattezza. A tal fine, l’autorità responsabile:
              (a)     consulta i partner interessati (organizzazioni non governative, autorità
                      locali, organizzazioni internazionali competenti, parti sociali, ecc.)
                      attraverso il partenariato di cui all’articolo 13;
              (b)     presenta alla Commissione i progetti di programma pluriennale e
                      annuale di cui agli articoli 20 e 21;
              (c)     organizza e pubblica i bandi di gara e gli inviti a presentare proposte;
              (d)     organizza procedure di selezione e attribuzione di cofinanziamenti da
                      parte del Fondo, nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di
                      trattamento e non cumulabilità;
              (e)     percepisce i pagamenti della Commissione e li versa ai beneficiari;
              (f)     garantisce la coerenza e la complementarità tra i cofinanziamenti del
                      Fondo e quelli dei vari strumenti finanziari nazionali e comunitari
                      pertinenti;
              (g)     verifica la fornitura dei prodotti e servizi cofinanziati, l'effettiva
                      esecuzione delle spese dichiarate in relazione alle azioni e la
                      conformità con le norme comunitarie e nazionali;
              (h)     garantisce la presenza di un sistema informatico di registrazione e
                      conservazione della contabilità dettagliata di ciascuna azione attinente
                      al programma annuale, e la raccolta dei dati relativi all'attuazione
                      necessari per la gestione finanziaria, il monitoraggio, il controllo e la
                      valutazione;
              (i)     garantisce che i beneficiari e gli altri organismi coinvolti
                      nell'attuazione delle azioni cofinanziate dal Fondo mantengano un
                      sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata
                      per tutte le transazioni relative all'azione;
              (j)     provvede affinché le valutazioni dei programmi pluriennali di cui
                      all'articolo 49 siano svolte entro i termini previsti dalla presente
                      decisione e osservino gli standard qualitativi convenuti tra la
                      Commissione e lo Stato membro;
              (k)     stabilisce opportune procedure affinché tutti i documenti afferenti alle
                      spese e agli audit necessari per garantire un’adeguata tracciabilità dei
                      dati siano conservati secondo il disposto dell’articolo 43;
              (l)     garantisce che l'autorità di audit riceva, ai fini delle attività di audit di
                      cui all’articolo 30, paragrafo 1, tutte le informazioni necessarie sulle
                      procedure di gestione attuate e sui progetti cofinanziati dal Fondo;
IT                                            85                                                    IT
 ---pagebreak---                (m)     provvede affinché l'autorità di certificazione riceva tutte le
                       informazioni necessarie sulle procedure e gli audit effettuati in
                       relazione alle spese ai fini della certificazione;
               (n)     redige le relazioni, le dichiarazioni di spesa vistate dall’autorità di
                       certificazione e le domande di pagamento, e le trasmette alla
                       Commissione;
               (o)     svolge attività di informazione e consulenza e divulga i risultati delle
                       azioni finanziate;
               (p)     coopera con la Commissione e le autorità responsabili degli altri Stati
                       membri.
   2. Le attività di gestione dell’autorità responsabile afferenti a progetti attuati negli Stati
      membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 18.
                                          Articolo 28
                   Delega di compiti da parte dell’autorità responsabile
   1. L’autorità responsabile che delega tutti i suoi compiti, o parte di essi, a un'autorità
      delegata definisce con precisione l’entità dei compiti delegati e stabilisce procedure
      dettagliate per la loro esecuzione che siano conformi ai requisiti di cui all’articolo 26.
   2. Rientrano in tali procedure l’informazione regolare dell’autorità responsabile circa
      l’effettiva esecuzione dei compiti delegati e una descrizione dei mezzi utilizzati.
                                          Articolo 29
                                  Autorità di certificazione
   1. L’autorità di certificazione di un programma pluriennale:
               (a)     certifica
                       –       che la dichiarazione di spesa è corretta, proviene da sistemi
                               contabili affidabili, è basata su documenti giustificativi
                               verificabili;
                       –       che le spese dichiarate sono conformi alle norme comunitarie e
                               nazionali applicabili e riguardano azioni selezionate secondo i
                               criteri applicabili al programma, nel rispetto delle norme
                               comunitarie e nazionali;
               (b)     garantisce, ai fini della certificazione, di aver ricevuto dall'autorità
                       responsabile informazioni adeguate sulle procedure e sugli audit
                       esperiti in relazione alle spese figuranti nelle dichiarazioni di spesa;
IT                                             86                                                 IT
 ---pagebreak---                   (c)     tiene conto, ai fini della certificazione, dei risultati di tutte le
                          operazioni di audit svolte dall'autorità di audit direttamente, o sotto la
                          sua responsabilità;
                  (d)     tiene una contabilità informatizzata delle spese dichiarate alla
                          Commissione;
                  (e)     provvede al recupero dei finanziamenti comunitari che risultino
                          indebitamente versati a seguito di irregolarità constatate,
                          eventualmente maggiorati di interessi, tiene una contabilità degli
                          importi da recuperare e rimborsa alla Commissione gli importi riscossi
                          detraendoli, se possibile, dalla successiva dichiarazione di spesa.
   2.   Le attività dell’autorità di certificazione afferenti a progetti attuati negli Stati membri
        possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 18, salvo il
        rispetto delle prerogative di quell’autorità descritte all’articolo 25.
                                                 Articolo 30
                                             Autorità di audit
   1.   L’autorità di audit di un programma pluriennale:
                  (a)     provvede affinché si tengano operazioni di audit conformi alle norme
                          internazionali in materia di audit, per accertare il corretto
                          funzionamento del sistema di gestione e controllo del programma
                          pluriennale;
                  (b)     provvede affinché siano svolti audit in base a un campione adeguato di
                          azioni, per verificare le spese dichiarate; il campione rappresenta
                          almeno il 10% delle spese totali ammissibili di ciascun programma
                          annuale;
                  (c)     entro sei mesi dall'approvazione del programma pluriennale, presenta
                          alla Commissione una strategia di audit riguardante gli organismi
                          preposti alle operazioni di cui alle lettere a) e b), la metodologia, il
                          metodo di campionamento e una pianificazione indicativa per gli audit
                          delle azioni finanziate dal Fondo, la quale garantisca che i principali
                          beneficiari del cofinanziamento siano oggetto di audit e che le
                          verifiche siano uniformemente ripartite sull'intero periodo di
                          programmazione;
   2.   Se l’autorità di audit designata ai sensi della presente decisione è nel contempo
        autorità di audit designata ai sensi delle decisioni ....., ..... e ..... 50, ovvero se si
        applicano sistemi comuni a almeno due di questi Fondi, è possibile presentare
        un’unica strategia di audit combinata a norma del paragrafo 1, lettera c).
   50
      Inserire i riferimenti alle decisioni che istituiscono il FER, il Fondo per l’integrazione e il Fondo per i
      rimpatri.
IT                                                      87                                                        IT
 ---pagebreak---    3. L’autorità di audit redige una relazione finale di attuazione dei programmi annuali, di
      cui all’articolo 50, paragrafo 2, che comprenda:
              (a)      una relazione annuale di audit in cui figurino i risultati degli audit
                       effettuati secondo la strategia di audit con riguardo al programma
                       annuale, e le eventuali carenze riscontrate nei sistemi di gestione e
                       controllo del programma;
              (b)      un parere sull’efficacia del funzionamento del sistema di gestione e
                       controllo, che offra adeguate garanzie circa la correttezza delle
                       dichiarazioni di spesa presentate alla Commissione e la legalità e
                       regolarità delle operazioni soggiacenti;
              (c)      una dichiarazione che accerti la validità della domanda di pagamento
                       del saldo finale e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti
                       cui si riferisce la dichiarazione finale di spesa.
   4. Se a effettuare le operazioni di audit di cui al paragrafo 1 è un organismo diverso
      dall'autorità di audit, questa provvede affinché detto organismo disponga
      dell’autonomia operativa necessaria e il lavoro svolto sia conforme alle norme
      internazionali in materia di audit.
   5. Le attività dell’autorità di audit o dell’organismo di cui al paragrafo 4 afferenti a
      progetti attuati negli Stati membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza
      tecnica di cui all'articolo 18, salvo il rispetto delle prerogative di quell’autorità
      descritte all’articolo 25.
                                        CAPITOLO VI
                                        CONTROLLI
                                            Articolo 31
                               Competenze degli Stati membri
   1. Compete agli Stati membri garantire la sana gestione finanziaria dei programmi
      pluriennali e annuali e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti.
   2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità responsabili e eventuali autorità
      delegate, le autorità di certificazione, le autorità di audit e gli altri organismi
      interessati ricevano opportuni orientamenti in merito all'istituzione dei sistemi di
      gestione e controllo di cui agli articoli da 24 a 30, in vista di un utilizzo efficiente e
      regolare dei fondi comunitari.
   3. Gli Stati membri prevengono, individuano e correggono le irregolarità. Ne danno
      notifica alla Commissione e la informano sull'andamento dei procedimenti
      amministrativi e giudiziari.
      Ove risulti impossibile recuperare somme indebitamente corrisposte, spetta allo Stato
      membro rimborsare il bilancio delle Comunità europee delle somme perse.
IT                                              88                                               IT
 ---pagebreak---    4. Gli Stati membri assumono in via principale la responsabilità del controllo
      finanziario delle azioni e provvedono affinché i sistemi di gestione e controllo siano
      applicati in modo da garantire un utilizzo efficiente e regolare dei fondi comunitari.
      Comunicano inoltre alla Commissione la descrizione di questi sistemi.
   5. Gli Stati membri collaborano con la Commissione per la raccolta dei dati statistici
      necessari all'attuazione dell'articolo 15.
   6. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 5 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                          Articolo 32
                               Sistemi di gestione e controllo
   1. Prima di adottare un programma pluriennale, gli Stati membri provvedono affinché
      siano predisposti sistemi di gestione e controllo in conformità degli articoli da 24 a
      30. Compete agli Stati membri garantirne il corretto funzionamento per tutto il
      periodo di programmazione.
   2. Contestualmente ai singoli progetti di programma pluriennale, gli Stati membri
      trasmettono alla Commissione una descrizione di tali sistemi, comprendente
      l'organizzazione e le procedure dell’autorità responsabile, delle autorità delegate e
      delle autorità di certificazione, e i sistemi di audit interno applicati da tali autorità e
      organismi, dall'autorità di audit e eventuali altri organismi che svolgano attività di
      audit sotto la sua responsabilità.
   3. Nei tre mesi successivi alla presentazione dei singoli progetti di programma
      pluriennale, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione
      dell’organo di valutazione della conformità contenente gli esiti di una valutazione dei
      sistemi e un parere circa la loro conformità agli articoli da 24 a 30. Se il parere
      esprime riserve, la relazione indica le carenze riscontrate e la loro gravità. Gli Stati
      membri stabiliscono, d’accordo con la Commissione, un piano delle misure
      correttive da applicare e il relativo calendario di attuazione.
   4. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 3 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                          Articolo 33
                              Competenze della Commissione
   1. La Commissione accerta, secondo la procedura di cui all'articolo 30, che gli Stati
      membri abbiano predisposto sistemi di gestione e controllo conformi agli articoli da
      24 a 30 e, sulla scorta delle relazioni annuali di audit e dei propri audit, che tali
      sistemi funzionino correttamente durante il periodo di attuazione dei programmi
      pluriennali.
   2. Fatti salvi gli audit effettuati dagli Stati membri, funzionari o rappresentanti
      autorizzati della Commissione possono procedere, con un preavviso minimo di un
IT                                            89                                                  IT
 ---pagebreak---       giorno lavorativo, a audit in loco diretti ad accertare l'effettivo funzionamento dei
      sistemi di gestione e controllo, che possono riguardare azioni comprese nel
      programma annuale. A questi audit possono partecipare funzionari o rappresentanti
      autorizzati dello Stato membro interessato.
   3. La Commissione può chiedere a uno Stato membro di effettuare controlli in loco per
      accertare il corretto funzionamento dei sistemi o la regolarità di una o più operazioni.
      A questi controlli possono partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati della
      Commissione.
   4. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, provvede affinché sia data
      adeguata informazione, pubblicità e seguito alle azioni finanziate dal Fondo.
   5. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, garantisce la coerenza e
      complementarità delle azioni con le politiche, gli strumenti e le iniziative
      comunitarie pertinenti.
                                           Articolo 34
           Cooperazione con gli organismi di controllo degli Stati membri
   1. La Commissione collabora con le autorità di audit dei programmi pluriennali per
      coordinare i rispettivi piani di controllo e i metodi di audit e scambia
      immediatamente i risultati degli audit realizzati sui sistemi di gestione e controllo al
      fine di sfruttare al meglio le risorse di controllo disponibili e evitare inutili
      duplicazioni del lavoro.
      La Commissione trasmette le proprie osservazioni sulla strategia di audit presentata
      ai sensi dell'articolo 30 entro tre mesi o in occasione della prima riunione successiva
      al suo ricevimento.
   2. Nel definire la propria strategia di audit la Commissione identifica i programmi
      pluriennali
              (a)      che sono conformi senza riserve al sistema istituito a norma
                       dell'articolo 32 , o per i quali le riserve sono state sciolte a seguito
                       dell'applicazione di misure correttive, e
              (b)      per i quali la strategia dell'autorità di audit a norma dell’articolo 30 è
                       soddisfacente e sono state ottenute garanzie ragionevoli circa
                       l'efficacia del funzionamento dei sistemi di gestione e controllo sulla
                       base dei risultati degli audit realizzati dalla Commissione e dallo Stato
                       membro.
   3. Per questi programmi, la Commissione può informare gli Stati membri interessati
      che si affiderà principalmente al parere dell'autorità di audit per quanto riguarda la
      correttezza, la legalità e regolarità delle spese dichiarate e che svolgerà i propri audit
      in loco solo in circostanze eccezionali.
IT                                             90                                                 IT
 ---pagebreak---                                              CAPITOLO VI
                                    GESTIONE FINANZIARIA
                                                 Articolo 35
                                 Ammissibilità – Dichiarazioni di spesa
   1.        Tutte le dichiarazioni di spesa includono l'importo delle spese sostenute dai
             beneficiari nell'attuare le azioni, e il contributo pubblico o privato corrispondente.
   2.        Le spese corrispondono a pagamenti eseguiti dai beneficiari e sono giustificate da
             fatture quietanzate o da documenti contabili di valore equivalente.
   3.        Sono ammesse al sostegno del Fondo soltanto le spese effettivamente sostenute a
             partire dal 1° gennaio dell'anno al quale si riferisce la decisione di cofinanziamento
             della Commissione prevista all'articolo 22, paragrafo 4. Le azioni cofinanziate non
             devono essere state ultimate prima della data di inizio ammissibilità.
   4.        Non sono ammesse al contributo del Fondo le seguenti spese:
             –     l’IVA;
             –     gli interessi di mora;
             –     l'acquisto di terreni per un importo superiore al 10% della spesa totale
                   ammissibile per l'operazione considerata;
             –     l’edilizia abitativa.
   5.        Le regole relative all’ammissibilità delle spese nell'ambito delle azioni attuate negli
             Stati membri e cofinanziate dal Fondo, previste all’articolo 4, sono adottate secondo
             la procedura di cui all’articolo 52, paragrafo 2.
                                                 Articolo 36
                                Integralità dei pagamenti ai beneficiari
   Gli Stati membri accertano che l'autorità responsabile provveda affinché i beneficiari ricevano
   l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine. Non si applica nessuna
   detrazione o trattenuta, né alcun altro onere specifico o di altro genere con effetto equivalente
   che porti alla riduzione di questi importi per i beneficiari.
                                                 Articolo 37
                                               Uso dell'euro
   Tutti gli importi indicati nelle decisioni di finanziamento, negli impegni e nei pagamenti della
   Commissione nonché gli importi delle spese certificate e le domande di pagamento degli Stati
   membri sono espressi e versati in euro.
IT                                                     91                                            IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 38
                                                  Impegni
   Gli impegni di bilancio comunitari sono assunti annualmente sulla base della decisione di
   cofinanziamento adottata dalla Commissione ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 4.
                                                Articolo 39
                                    Pagamenti - Prefinanziamento
   1.      La Commissione versa i contributi finanziari del Fondo in conformità degli impegni
           di bilancio.
   2.      I pagamenti avvengono sotto forma di prefinanziamento e di pagamento a saldo.
           Sono versati all’autorità responsabile designata dallo Stato membro.
   3.      Un prefinanziamento pari al 50% dell'importo stanziato nella decisione annuale della
           Commissione sul cofinanziamento del Fondo è versato allo Stato membro nei
           sessanta giorni successivi all'adozione della suddetta decisione.
   4.      Un secondo prefinanziamento è erogato entro il termine massimo di tre mesi
           dall'approvazione, da parte della Commissione, di una relazione intermedia di
           attuazione del programma annuale e di una dichiarazione certificata di spesa, redatta
           a norma degli articoli 29, lettera a) e 35, che attesti un livello di spesa pari almeno al
           70% dell'importo del primo prefinanziamento erogato. L'importo del secondo
           prefinanziamento erogato dalla Commissione non può superare il 50% dell'importo
           totale stanziato nella decisione di cofinanziamento o, in ogni caso, il saldo tra
           l'importo dei fondi comunitari effettivamente impegnati dallo Stato membro a favore
           dei progetti selezionati nell'ambito del programma annuale e l'importo del primo
           prefinanziamento erogato.
   5.      Gli interessi generati dal prefinanziamento sono destinati al programma in questione
           e vanno detratti dall'importo della spesa pubblica indicato nella dichiarazione finale
           di spesa.
   6.      La liquidazione contabile degli importi versati a titolo di prefinanziamento è
           effettuata alla chiusura del programma annuale.
                                                Articolo 40
                                          Pagamento del saldo
   1.      La Commissione provvede al pagamento del saldo a condizione di aver ricevuto la
           seguente documentazione entro nove mesi dalla data di fine ammissibilità dei costi
           stabilita nella decisione annuale di cofinanziamento da parte del Fondo:
                    (a)     una dichiarazione certificata di spesa e una domanda di pagamento del
                            saldo ovvero una dichiarazione di rimborso redatta a norma degli
                            articoli 29, lettera a) e 35;
IT                                                    92                                              IT
 ---pagebreak---                (b)     la relazione finale di attuazione del programma annuale, contenente le
                       informazioni di cui all'articolo 51;
               (c)     la relazione di audit, il parere e la dichiarazione di cui all’articolo 30,
                       paragrafo 2.
      Il pagamento del saldo è subordinato all'accettazione della relazione finale di
      attuazione e della dichiarazione di validità della domanda di pagamento del saldo.
   2. Se entro il termine previsto l’autorità responsabile omette di fornire i documenti di
      cui al paragrafo 1, in un formato accettabile, la Commissione procede al disimpegno
      della parte dell’impegno di bilancio del programma annuale corrispondente, non
      utilizzata per il prefinanziamento.
   3. La procedura di disimpegno automatico di cui al paragrafo 2 è sospesa, per l’importo
      corrispondente ai progetti interessati, qualora al momento della presentazione dei
      documenti di cui al paragrafo 1, a livello dello Stato membro sia in corso un
      procedimento giudiziario o un ricorso amministrativo con effetto sospensivo. Lo
      Stato membro include nella relazione finale parziale informazioni precise su questi
      progetti e ogni sei mesi invia una relazione sul loro stato di avanzamento. Entro tre
      mesi dalla conclusione del procedimento giudiziario o del ricorso amministrativo, lo
      Stato membro presenta la documentazione richiesta al paragrafo 1 per i progetti in
      questione.
   4. Il termine di nove mesi previsto al paragrafo 1 si interrompe qualora la Commissione
      adotti una decisione di sospensione del cofinanziamento per il programma annuale
      corrispondente, conformemente all’articolo 42. Il termine riprende a decorrere dalla
      data di notificazione allo Stato membro della decisione della Commissione di cui
      all’articolo 42, paragrafo 3.
   5. Fatto salvo il disposto dell’articolo 41, la Commissione, entro sei mesi dal
      ricevimento della documentazione di cui al paragrafo 1, comunica allo Stato membro
      l’importo delle spese riconosciute a carico del Fondo e ogni eventuale rettifica
      finanziaria derivante dalla differenza fra le spese dichiarate e quelle riconosciute. Lo
      Stato membro dispone di tre mesi per presentare osservazioni.
   6. Entro tre mesi dal ricevimento delle osservazioni dello Stato membro, la
      Commissione decide in merito all’importo delle spese riconosciute a carico del
      Fondo e recupera il saldo risultante dalla differenza fra le spese riconosciute
      definitive e le somme versate agli Stati membri.
   7. Compatibilmente con la disponibilità di fondi, la Commissione procede al pagamento
      del saldo entro sessanta giorni dalla data di accettazione della documentazione di cui
      al paragrafo 1. Il saldo dell’impegno di bilancio è disimpegnato entro sei mesi dal
      pagamento.
IT                                             93                                                  IT
 ---pagebreak---                                         Articolo 41
                                       Interruzione
   1. L’ordinatore delegato ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002
      interrompe i termini per il pagamento per un periodo massimo di sei mesi, in caso di
      dubbi circa il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e controllo, ovvero se
      chiede alle autorità nazionali informazioni complementari ai fini del monitoraggio
      delle osservazioni formulate nell'ambito della revisione annuale o se ritiene che la
      dichiarazione di spesa possa presentare gravi irregolarità, già identificate o presunte.
      La Commissione informa immediatamente lo Stato membro interessato e l'autorità
      responsabile circa i motivi dell'interruzione. Lo Stato membro adotta le disposizioni
      necessarie per correggere quanto prima la situazione.
   2. Il termine massimo di sei mesi è prorogato per un altro periodo massimo di sei mesi
      se si rende necessario adottare una decisione ai sensi degli articoli 42 e 45.
                                        Articolo 42
                                       Sospensione
   1. La Commissione può sospendere la totalità o parte del prefinanziamento e del saldo
      quando:
              (a)    il sistema di gestione e controllo del programma accusa gravi carenze
                     che compromettono l'affidabilità della procedura di certificazione dei
                     pagamenti e per le quali non sono state adottate misure correttive;
                     oppure
              (b)    le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa presentano
                     una grave irregolarità che non è stata corretta; oppure
              (c)    uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli
                     incombono in virtù degli articoli 31 e 32.
   2. La Commissione può decidere di sospendere il prefinanziamento e i pagamenti del
      saldo dopo aver dato allo Stato membro la possibilità di presentare osservazioni entro
      un termine di tre mesi.
   3. La Commissione mette termine alla sospensione del prefinanziamento e dei
      pagamenti del saldo quando ritiene che lo Stato membro abbia adottato le misure
      necessarie per consentirne la revoca.
   4. Qualora lo Stato membro non adotti le misure richieste, la Commissione può
      decidere la riduzione dell'importo netto o la soppressione del contributo comunitario
      al programma annuale ai sensi dell'articolo 46.
IT                                           94                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 43
                                     Conservazione dei documenti
   In ogni Stato membro l'autorità responsabile provvede affinché tutti i documenti giustificativi
   afferenti alle spese e agli audit per il programma annuale in questione siano tenuti a
   disposizione della Commissione e della Corte dei conti.
   I documenti restano disponibili per almeno tre anni dalla chiusura di un programma annuale,
   fatte salve le norme in materia di aiuti di Stato. La decorrenza del termine è sospesa in caso di
   procedimento giudiziario o su richiesta debitamente motivata della Commissione.
   I documenti sono conservati in originale o in copia conforme autenticata su supporto
   comunemente accettato.
                                            CAPITOLO VIII
                                  RETTIFICHE FINANZIARIE
                                                Articolo 44
                            Rettifiche finanziarie a cura degli Stati membri
   1.        Fatta salva la responsabilità della Commissione per l'esecuzione del bilancio generale
             delle Comunità europee, gli Stati membri assumono in via principale la
             responsabilità di indagare sulle irregolarità. Essi agiscono quando viene accertata una
             modifica importante che incide sulla natura o sulle condizioni di esecuzione o
             controllo di un intervento e effettuano le necessarie rettifiche finanziarie.
   2.        Gli Stati membri apportano le necessarie rettifiche finanziarie in relazione alle
             irregolarità isolate o sistemiche individuate nell'ambito di azioni o di programmi
             annuali. Tali rettifiche consistono nel recupero totale o parziale del contributo
             comunitario. Lo Stato membro tiene conto della natura e della gravità delle
             irregolarità e della perdita finanziaria a danno del Fondo.
             Gli Stati membri includono nella relazione annuale alla Commissione di cui
             all’articolo 50, paragrafo 2, un elenco dei procedimenti di soppressione avviati per il
             programma annuale in questione.
             Le rettifiche effettuate dagli Stati membri consistono nella soppressione totale o
             parziale del contributo comunitario e generano, in caso di mancato rimborso nei
             termini previsti dallo Stato membro, interessi di mora al tasso previsto dall'articolo
             47, paragrafo 2.
   3.        In caso di irregolarità sistemiche, lo Stato membro estende le indagini a tutte le
             operazioni potenzialmente interessate.
IT                                                   95                                              IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 45
                 Audit e rettifiche finanziarie a cura della Commissione
   1. Fatte salve le competenze della Corte dei conti o i controlli effettuati dagli Stati
      membri conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
      nazionali, funzionari o rappresentanti autorizzati della Commissione possono
      procedere, con un preavviso minimo di un giorno lavorativo, a controlli in loco, in
      particolare per campionamento, sulle azioni finanziate dal Fondo e sui sistemi di
      gestione e controllo. La Commissione ne informa lo Stato membro interessato, in
      modo da ottenere tutto l'aiuto necessario. A questi controlli possono partecipare
      funzionari o rappresentanti autorizzati dello Stato membro.
   2. La Commissione può chiedere allo Stato membro interessato di effettuare un
      controllo in loco per verificare la regolarità di una o più operazioni. A questi controlli
      possono partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati della Commissione.
   3. Effettuate le necessarie verifiche, la Commissione, se conclude che uno Stato
      membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono ai sensi
      dell'articolo 31, sospende il prefinanziamento o il pagamento finale conformemente
      all'articolo 42.
                                           Articolo 46
                                     Criteri per le rettifiche
   1. Se lo Stato membro non ha apportato le rettifiche nei termini di cui all'articolo 42,
      paragrafo 2, e non è stato raggiunto nessun accordo, la Commissione può decidere,
      entro tre mesi, di sopprimere in tutto o in parte il contributo comunitario a un
      programma annuale, qualora riscontri che:
               (a)     il sistema di gestione e controllo del programma accusa gravi carenze
                       che mettono in pericolo il contributo comunitario già versato al
                       programma;
               (b)     le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa sono
                       irregolari e lo Stato membro non le ha corrette prima dell'avvio della
                       procedura di rettifica ai sensi del presente paragrafo, e
               (c)     uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli
                       incombono in virtù dell'articolo 31 prima dell'avvio della procedura di
                       rettifica ai sensi del presente paragrafo.
               (d)     La Commissione decide dopo aver preso in considerazione le
                       eventuali osservazioni dello Stato membro.
   2. La Commissione fonda le proprie rettifiche finanziarie su singoli casi di irregolarità
      identificati, tenendo conto della natura sistemica dell'irregolarità per stabilire se sia
      opportuno applicare un tasso forfettario o una rettifica estrapolata. Quando
      l’irregolarità riguarda una dichiarazione di spesa per la quale era stata
      precedentemente fornita una garanzia positiva ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 3,
      lettera b), nell'ambito di una relazione annuale, è da presumere l'esistenza di un
IT                                              96                                               IT
 ---pagebreak---             problema sistemico comportante l'applicazione di un tasso forfettario o di una
            rettifica estrapolata, a meno che lo Stato membro non possa fornire entro tre mesi
            una prova in grado di confutare tale ipotesi.
   3.       Nel decidere l'importo di una rettifica, la Commissione tiene conto dell'entità
            dell'irregolarità e delle implicazioni finanziarie delle carenze riscontrate nel
            programma annuale in questione.
   4.       La Commissione, quando si basa sulle constatazioni di revisori esterni ai suoi servizi,
            trae conclusioni in merito alle conseguenze finanziarie da applicare previo esame
            delle misure adottate dallo Stato membro interessato a norma dell'articolo 32, delle
            relazioni sulle irregolarità notificate e delle eventuali risposte degli Stati membri.
                                                 Articolo 47
                                                 Rimborso
   1.       Qualsiasi importo dovuto alla Commissione è rimborsato entro il termine indicato
            nell'ordine di riscossione emesso a norma dell'articolo 72 del regolamento (CE,
            Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio51. Detto termine corrisponde all'ultimo giorno
            del secondo mese successivo a quello di emissione dell'ordine.
   2.       Ogni ritardo nel provvedere al rimborso dà luogo all'applicazione di interessi di
            mora, a partire dalla data di scadenza del termine e fino alla data del pagamento
            effettivo. Il tasso d’interesse è il tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue
            principali operazioni di rifinanziamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle
            Comunità europee, serie C, in vigore il primo giorno di calendario del mese di
            scadenza, maggiorato di 3,5 punti percentuali.
                                                 Articolo 48
                                      Obblighi degli Stati membri
   L'applicazione di una rettifica finanziaria da parte della Commissione lascia impregiudicato
   l'obbligo degli Stati membri di provvedere ai recuperi di cui all'articolo 46.
                                            CAPITOLO IX
                  MONITORAGGIO, VALUTAZIONE E RELAZIONI
                                                 Articolo 49
                                      Monitoraggio e valutazione
   1.       La Commissione provvede a monitorare il Fondo con regolarità, in collaborazione
            con gli Stati membri.
   51
           GU L 248 del 16.9.2002.
IT                                                   97                                                IT
 ---pagebreak---    2.   La Commissione effettua regolarmente una valutazione del Fondo, in partenariato
        con gli Stati membri, sulla pertinenza, l’efficacia e l’impatto delle azioni con
        riferimento agli obiettivi previsti all'articolo 3. Tale valutazione riguarda anche la
        complementarità tra le azioni attuate nell'ambito del Fondo e quelle concernenti altre
        politiche, strumenti e iniziative comunitarie pertinenti.
   3.   Entro il dicembre 2011 la Commissione valuta l’impatto del Fondo sullo sviluppo
        della politica e della legislazione in materia di controllo delle frontiere esterne, le
        sinergie fra il Fondo e i compiti dell’Agenzia e l’adeguatezza dei criteri di
        ripartizione delle risorse fra Stati membri alla luce degli obiettivi dell’Unione
        europea in questo settore.
                                            Articolo 50
                                             Relazioni
   1.   In ciascun Stato membro l'autorità responsabile adotta le misure necessarie per
        assicurare il monitoraggio e la valutazione delle azioni.
        A tal fine, gli accordi e i contratti da quella conclusi con le organizzazioni
        responsabili dell'attuazione delle azioni contengono clausole che stabiliscono
        l'obbligo di presentare relazioni periodiche e dettagliate sullo stato di avanzamento
        dell'azione e la realizzazione degli obiettivi assegnati.
   2.   Entro nove mesi dal termine di ammissibilità delle spese specificato nella decisione
        di cofinanziamento per ciascun programma annuale, l'autorità responsabile invia alla
        Commissione una relazione finale d’attuazione e una dichiarazione finale di spesa in
        conformità dell’articolo 35.
   3.   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione:
      (a)      entro il 30 giugno 2010, una relazione di valutazione dell’attuazione delle
               azioni cofinanziate dal Fondo;
      (b)      entro il 30 giugno 2012 (per il periodo 2007-2010) e entro il 30 giugno 2015
               (per il periodo 2011-2013), una relazione di valutazione dei risultati e di
               impatto delle azioni cofinanziate dal Fondo.
   4.   La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
        economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
      (a)      entro il 30 giugno 2009, una relazione sull'applicazione dei criteri di cui
               all'articolo 15 per la ripartizione annuale delle risorse tra Stati membri,
               eventualmente accompagnata da proposte di modifiche;
      (b)      entro il 31 dicembre 2010, una relazione intermedia sui risultati ottenuti e gli
               aspetti qualitativi e quantitativi dell'attuazione del Fondo, accompagnata da una
               proposta sulla futura evoluzione del Fondo;
IT                                               98                                              IT
 ---pagebreak---       (c)      entro il 31 dicembre 2012 (per il periodo 2007-2010) e entro il
               31 dicembre 2015 (per il periodo 2011-2013), una relazione di valutazione ex
               post.
                                             Articolo 51
                                     Relazione annuale finale
   1.   Per fornire un quadro esauriente dell'attuazione dei programmi annuali e pluriennali,
        le relazioni di cui all'articolo 50, paragrafo 2 includono le seguenti informazioni:
                (a)     attuazione finanziaria e operativa del programma annuale;
                (b)     progressi realizzati nell’attuare il programma pluriennale e le sue
                        priorità a fronte dei rispettivi obiettivi specifici verificabili, con
                        quantificazione, ogniqualvolta possibile, degli indicatori fisici e degli
                        indicatori di attuazione, risultato e impatto per ciascuna priorità
                        interessata;
                (c)     iniziative dell'autorità responsabile per assicurare la qualità e
                        l'efficacia dell'attuazione, in particolare:
                        –        le azioni di monitoraggio e valutazione, comprese le modalità
                                 per la raccolta dei dati;
                        –        una sintesi dei problemi significativi riscontrati nell’attuare il
                                 programma operativo, e le misure eventualmente adottate;
                        –        il ricorso all'assistenza tecnica;
                (d)     misure adottate per dare informazione dei programmi annuali e
                        pluriennali e farne adeguata pubblicità.
   2.   Sono considerate ricevibili le relazioni che contengono tutte le informazioni di cui al
        paragrafo 1. La Commissione dispone di due mesi per pronunciarsi sul contenuto
        della relazione annuale di attuazione trasmessa dall'autorità responsabile. Qualora la
        Commissione non risponda entro il termine stabilito, la relazione si considera
        accettata. La Commissione comunica all’Agenzia le relazioni d’attuazione approvate.
                                          CAPITOLO X
                                  DISPOSIZIONI FINALI
                                             Articolo 52
                                              Comitato
IT                                                99                                                IT
 ---pagebreak---    1.        La Commissione è assistita dal comitato comune “Solidarietà e gestione dei flussi
             migratori” (di seguito “il comitato”) istituito dalla presente decisione52.
   2.        Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7
             della decisione 1999/468/CE, tenendo conto del disposto dell'articolo 8 della
             medesima.
   3.        Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
                                                      Articolo 53
                                                        Riesame
   Su proposta della Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio riesaminano la presente
   decisione entro il 30 giugno 2013.
             Articolo 54La presente decisione si applica a decorrere dal 1° gennaio 2007.
                                                      Articolo 55
                                                      Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles,
   Per il Parlamento europeo                              Per il Consiglio
   Il Presidente                                          Il Presidente
   52
           Inserire i riferimenti alle decisioni che istituiscono il FER, il Fondo per l’integrazione e il Fondo per i
           rimpatri.
IT                                                          100                                                        IT
 ---pagebreak---                                                RELAZIONE
   1.         SVILUPPO DELLA SOLIDARIETÀ NEL SETTORE DELL'INTEGRAZIONE DEI CITTADINI
              DI PAESI TERZI
   1.1.       Problema e analisi
   L'immigrazione proveniente da paesi terzi è una realtà quotidiana in tutti gli Stati membri
   dell'Unione europea. Anche se la quota relativa di cittadini di paesi terzi varia
   considerevolmente da un paese all'altro, tutti gli Stati membri devono far fronte al fenomeno
   di una crescente diversità etnica, culturale e linguistica nelle loro società e alla necessità di
   gestire le "relazioni interculturali".
   Come è stato confermato nella Prima relazione annuale su migrazione e integrazione53,
   l'immigrazione continua a svolgere un ruolo importante nello sviluppo economico e sociale
   dell'Unione europea. Di fronte all'invecchiamento demografico e al calo della popolazione in
   età lavorativa, un aumento dei flussi d'immigrazione è probabile ed è sempre più necessario
   per soddisfare le necessità dell'Unione allargata. L’Europa si deve preparare.
   L'effettiva integrazione degli immigrati è una questione che riguarda certamente la coesione
   sociale ma rappresenta anche un prerequisito per l’efficienza economica. Nel contesto di un
   rilancio dell'agenda di Lisbona, è fondamentale garantire l'integrazione degli immigrati già
   stabiliti e futuri.
   L'importanza di adottare politiche più vigorose per promuovere l'integrazione dei cittadini di
   paesi terzi nell'Unione appare chiaramente nel programma dell'Aia. Le disposizioni legislative
   che garantiscono i diritti dei residenti di lungo periodo e quelle relative al ricongiungimento
   familiare e alla lotta contro la discriminazione, il razzismo e la xenofobia sono state tutte
   adottate e recepite nel diritto nazionale o lo saranno presto. Queste direttive costituiscono la
   base della politica di integrazione dell'Unione europea.
   I cittadini di paesi terzi hanno bisogni specifici in materia di integrazione, che sono diversi da
   quelli di altre categorie svantaggiate, semplicemente perché molto spesso essi sono dei nuovi
   arrivati nelle società di accoglienza. In molti casi, può accadere che questi cittadini di paesi
   terzi non abbiano familiarità con i valori europei e abbiano una conoscenza limitata della
   lingua della comunità di accoglienza e della maniera in cui svolgere atti della vita quotidiana.
   Un altro aspetto molto importante è il fatto che talvolta non hanno gli stessi diritti ed obblighi
   dei cittadini dell'Unione. In effetti è possibile che i cittadini di paesi terzi siano passibili di
   sanzioni gravi, che comportano a volte il ritiro del diritto di soggiorno, se non rispettano i
   regolamenti che li riguardano o alcune procedure specifiche.
   1.2.       Prospettive future
   I principi fondamentali comuni adottati dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi degli
   Stati membri in occasione del Consiglio JLS del 19 novembre 2004 sottolineano la necessità
   di adottare un approccio multisettoriale per quanto riguarda l'integrazione. Secondo tali
   principi, è necessario intraprendere azioni non solo negli Stati membri, ma anche a livello
   53
            COM (2004) 508 def. del 16.7.2004.
IT                                                 101                                                 IT
 ---pagebreak---    europeo affinché l’aspetto dell'integrazione sia considerato un elemento dominante nella
   formulazione e nell'attuazione delle politiche. Parallelamente si elaborano politiche specifiche
   per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi.
   Questi principi sottolineano che l’incapacità di uno Stato membro può avere ripercussioni
   negative sugli altri Stati membri e sull'Unione europea e che è nell'interesse di tutti gli Stati
   membri applicare strategie di integrazione efficaci.
   La Commissione ha varato progetti pilota sull'integrazione (INTI) nel 2002. Queste iniziative
   sono limitate dallo stretto margine disponibile nella rubrica 3 delle prospettive finanziarie in
   vigore fino alla fine del 2006. Dato il successo registrato da tali progetti la Commissione ha
   lanciato l'idea di un "Fondo di integrazione" in occasione di una conferenza interministeriale
   sull'integrazione svoltasi durante la presidenza olandese.
   1.3.      Obiettivi del Fondo
   Conformemente ai principi fondamentali comuni, il Fondo contribuirà ai sei principali
   obiettivi politici seguenti:
   1.        Agevolare l'organizzazione e l'attuazione di procedure di ammissione per gli
             immigrati, rafforzandone l’aspetto "integrazione" e prevenendo i bisogni dei cittadini
             di paesi terzi;
   2.        Contribuire all'organizzazione e all'esecuzione di programmi e di attività di
             accoglienza per i cittadini di paesi terzi, mediante il rafforzamento delle capacità e lo
             sviluppo e l'attuazione di politiche (principio fondamentale comune n. 4);
   3.        Aumentare la partecipazione civica, culturale e politica dei cittadini di paesi terzi
             nella società di accoglienza, per promuovere la loro cittadinanza attiva e il
             riconoscimento di valori fondamentali (principio fondamentale comune n. 7);
   4.        Rafforzare la capacità degli organismi nazionali, pubblici e privati, fornitori di
             servizi di interagire con i cittadini di paesi terzi e con le loro organizzazioni e di
             soddisfare al meglio le necessità dei vari gruppi di cittadini di paesi terzi;
   5.        Rafforzare la capacità della società di accoglienza di adattarsi alla diversità crescente
             adottando azioni a favore dell'integrazione destinate alla popolazione di accoglienza
             (principio fondamentale comune n. 1);
   6.        Rafforzare la capacità degli Stati membri di sviluppare, monitorare e valutare le
             politiche di integrazione.
   Oltre ad un meccanismo di solidarietà, il Fondo prevede un quadro politico che mira a
   favorire lo scambio di esperienze e di migliori pratiche, nonché la cooperazione tra gli Stati
   membri, su iniziativa della Commissione ("azioni comunitarie"), in particolare per continuare
   ad incoraggiare lo sviluppo politico più strutturato iniziato dagli INTI.
   1.4.      Complementarità con il Fondo sociale europeo
   La comunicazione del 14 luglio 2004 sulle prospettive finanziarie ha sottolineato che
   “l’attuazione di una politica comune dell’immigrazione presuppone anche che la Comunità
IT                                                  102                                                IT
 ---pagebreak---    dia una risposta credibile alla questione pluridimensionale dell’integrazione dei cittadini di
   paesi terzi. Ciò significa che si dovrà rivolgere una maggiore attenzione - in vista di
   intensificarla - alla partecipazione degli immigrati alle attività finanziate dal Fondo sociale
   europeo […]. Per le azioni non coperte dal FSE, quali quelle a favore della partecipazione
   alla vita civile e politica, del rispetto della diversità e della partecipazione attiva alla vita
   civica, o per le misure relative ai richiedenti asilo, compresi la costituzione di reti, il
   confronto tra le diverse situazioni e lo sviluppo di indicatori in questi campi, il finanziamento
   sarà assicurato nel quadro della rubrica 3” delle prospettive finanziarie.
   Per sviluppare questa risposta, il 14 luglio 2004 la Commissione ha presentato la sua proposta
   di Fondo sociale europeo rivisto (di seguito FSE). Nella proposta si afferma che il Fondo deve
   sostenere azioni specifiche volte a rafforzare l'integrazione sociale degli immigrati e ad
   aumentare la loro partecipazione all'occupazione, in particolare attraverso l’orientamento, la
   formazione linguistica e il riconoscimento delle competenze acquisite all'estero, nonché
   incoraggiando la diversità sul luogo di lavoro e la lotta contro la discriminazione. Inoltre la
   strategia europea per l'occupazione e il processo di inclusione sociale prevedono anch’essi
   obiettivi specifici per l'integrazione degli immigrati nel mercato del lavoro e per la
   promozione del loro accesso ai diritti, ai servizi e alle risorse di base. Infine, le direttive
   antidiscriminazione in vigore dal 2000 istituiscono un quadro giuridico che garantisce il
   divieto di qualsiasi forma di razzismo e di discriminazione nei confronti dei cittadini di paesi
   terzi.
   Il presente strumento ha lo scopo di sostenere attività complementari, relative all'integrazione
   dei cittadini di paesi terzi, che non sono incluse nel FSE. È destinato a soddisfare necessità
   specifiche nel settore dell'integrazione derivanti dallo sviluppo della politica comune in
   materia di immigrazione.
   La creazione di uno strumento distinto destinato ai cittadini di paesi terzi e basato sulla
   solidarietà, in funzione della quota relativa di cittadini di paesi terzi presenti negli Stati
   membri, mira a far fronte a specifiche sfide individuate in relazione all'insufficiente
   integrazione degli immigrati. In particolare questo strumento migliorerebbe le possibilità dei
   cittadini di paesi terzi di soddisfare i requisiti del paese di accoglienza in materia di
   integrazione, consentirebbe loro di accedere a corsi generali di educazione civica e
   garantirebbe che gli immigrati abbiano la possibilità di integrarsi in segmenti della società
   diversi dal mercato del lavoro, in particolare per quanto riguarda coloro che non lavorano o
   che non sono autorizzati a lavorare. Tale è l'idea che deriva dal principio fondamentale
   comune n. 4 con cui il Consiglio chiede programmi di accoglienza che forniscano agli
   immigrati gli strumenti più adeguati per iniziare il processo di integrazione. L'attuazione di
   questi programmi permetterà agli immigrati di inserirsi rapidamente in settori chiave quali
   l'occupazione, l'alloggio, l'istruzione e la sanità e contribuirà all’avvio del processo a lungo
   termine di adattamento alle norme della nuova società.
   Le ragioni della complementarità tra il presente strumento e il FSE sono spiegate
   ulteriormente nella valutazione di impatto approfondita.
   La comunicazione della Commissione sull'immigrazione, l'integrazione e l'occupazione e la
   relazione annuale su migrazione e integrazione hanno messo in luce il fatto che una presa in
   considerazione sistematica della questione dell'immigrazione non può da sola garantire il
   successo dell'integrazione in tutti gli aspetti della società e creare una società coesa sotto il
   profilo sociale alla quale gli immigrati abbiano la sensazione di appartenere. Uno strumento
IT                                                 103                                               IT
 ---pagebreak---    specificamente destinato ai cittadini di paesi terzi che risponda ai loro particolari bisogni è
   indispensabile per integrare gli sforzi compiuti nell’ambito del FSE.
   Per assicurare la coerenza tra questo strumento e il FSE, sono stati ideati alcuni meccanismi
   volti ad impedire sovrapposizioni sia a livello di UE che a livello nazionale. È previsto in
   particolare l'obbligo, per le amministrazioni nazionali incaricate dell’esecuzione, di
   coordinare la loro programmazione per i rispettivi fondi.
   2.        VALUTAZIONI
   La Commissione ha effettuato una valutazione ex-ante, allegata alla presente proposta.
   3.        BASE GIURIDICA E MOTIVAZIONE DELLO STRUMENTO POLITICO
   3.1.      Scelta della base giuridica
   La base giuridica proposta per la presente decisione del Consiglio è l'articolo 63, paragrafo 3,
   perché questo testo riguarda le "misure in materia di politica dell’immigrazione" nel settore
   delle "condizioni di ingresso e soggiorno e [delle] norme sulle procedure per il rilascio da
   parte degli Stati membri di visti a lungo termine e di permessi di soggiorno, compresi quelli
   rilasciati a scopo di ricongiungimento familiare" (articolo 63, paragrafo 3, lettera a) ).
   Dato che la proposta si basa sul titolo IV del trattato CE (“Visti, asilo, immigrazione ed altre
   politiche connesse con la libera circolazione delle persone”), essa deve essere presentata ed
   adottata nel rispetto dei protocolli sulla posizione del Regno Unito, dell'Irlanda e della
   Danimarca, allegati al trattato di Amsterdam. Il Regno Unito e l'Irlanda hanno la possibilità di
   partecipare a questa misura. La Danimarca non partecipa all'adozione della presente
   decisione, che non vincola tale paese e non si applica ad esso.
   Manifestazione di solidarietà nell'assegnazione delle risorse
   In primo luogo, per esprimere la necessità di numerosi Stati membri (in particolare i nuovi) di
   realizzare alcuni investimenti strutturali per integrare in modo soddisfacente i cittadini di
   paesi terzi, si assegnerà agli Stati membri un importo fisso ogni anno. Tale importo sarà più
   elevato nel periodo 2007-2013 per gli Stati che hanno aderito all'Unione europea il
   1° maggio 2004. Anche per gli Stati membri che aderiranno all’Unione europea tra il 2007 e il
   2013 l’importo sarà più elevato nel periodo 2007-2013, a partire dall'anno successivo a quello
   della loro adesione.
   In secondo luogo, per esprimere il concetto di solidarietà, la parte maggiore degli stanziamenti
   assegnati agli Stati membri sarebbe stabilita sulla base di un criterio di ripartizione che
   definisce la parte relativa degli Stati membri in relazione ai cittadini di paesi terzi che
   soggiornano legalmente nell'Unione. Tale criterio di ripartizione consterebbe di due elementi:
   uno relativo ai dati di “stock” e l'altro ai dati di flusso dei cittadini di paesi terzi. Per il primo
   elemento, si calcola la media del totale di cittadini di paesi terzi presenti legalmente nello
   Stato membro in un periodo di tre anni per compensare eventuali aumenti o diminuzioni
   casuali non rappresentativi. Per il secondo elemento, si calcola la somma totale di cittadini di
   paesi terzi che hanno ottenuto il diritto di soggiornare nel territorio degli Stati membri
   (conformemente al diritto nazionale o comunitario) negli ultimi tre anni. Il totale così ottenuto
   corrisponderebbe approssimativamente al numero di beneficiari potenziali delle misure per
IT                                                  104                                                   IT
 ---pagebreak---    l’integrazione a favore dei nuovi venuti, supponendo che i programmi di accoglienza e le altre
   attività di "benvenuto" possano svolgersi successivamente all'anno in cui gli interessati sono
   stati ammessi e possano comprendere una serie di corsi che si svolgerebbero in un periodo di
   uno o due anni.
   Dato che la Commissione propone che il Fondo sia orientato principalmente ai cittadini di
   paesi terzi arrivati recentemente ed autorizzati da uno Stato membro a restare sul suo territorio
   ("nuovi venuti"), il secondo elemento sarebbe il più importante e avrebbe dunque una
   ponderazione superiore al primo (60 %). Lo scopo è orientare il Fondo in maniera tale da
   sostenere gli Stati membri che hanno iniziato solo recentemente ad accogliere immigrati o che
   probabilmente diventeranno paesi di immigrazione nel periodo di riferimento delle presenti
   prospettive finanziarie. Si dovrà riesaminare il rilievo attribuito ai nuovi venuti.
   L’applicazione congiunta di questi criteri per la ripartizione dei fondi garantirà che nel
   metodo di assegnazione degli stanziamenti siano presi debitamente in considerazione
   eventuali cambiamenti (ad esempio in materia di politica dell’immigrazione) e ciò permetterà
   di adottare misure correttive con il sostegno del Fondo.
   Per quanto riguarda l'elemento "flusso", devono essere escluse dal metodo di calcolo alcune
   categorie di cittadini di paesi terzi come gli studenti, i ricercatori e i lavoratori stagionali,
   nonché le persone per le quali vi è stato un cambiamento di status o la proroga di un permesso
   di soggiorno concesso precedentemente.
   Sia per l’elemento “stock” che per quello “flusso”, i rifugiati e gli altri beneficiari di
   protezione internazionale sono esclusi in quanto rientrano nel campo di applicazione del
   Fondo europeo per i rifugiati. I titolari di permesso di soggiorno per ragioni umanitarie (ad
   esempio per motivi medici) possono essere invece inclusi in quanto ad essi non è applicabile
   il FER.
   Tali disposizioni non impediscono agli Stati membri di finanziare azioni che si
   applicherebbero (anche) agli studenti, ai ricercatori e ai lavoratori stagionali.
   3.2.      Azioni definite nel quadro del Fondo
   Tenuto conto degli obiettivi generali del Fondo, che è teso a contribuire all'attuazione delle
   politiche nazionali in materia di integrazione conformemente ai principi fondamentali comuni,
   la Commissione propone di dare attuazione al Fondo principalmente attraverso una gestione
   concorrente con gli Stati membri. Ciò consentirà di orientare il sostegno finanziario in
   funzione della situazione e delle esigenze specifiche di ciascuno Stato membro.
   Inoltre, al fine di assicurare l'utilizzo più efficiente possibile dei fondi, la proposta contiene
   disposizioni estremamente dettagliate per quanto concerne gli obiettivi operativi da
   raggiungere, nonché i tipi di azioni che si ritiene possano contribuire a tali obiettivi.
   3.3.      Programmazione
   La programmazione ha carattere pluriennale ed è suddivisa in due periodi di programmazione:
   2007-2010 e 2011-2013.
   Essa presenta due aspetti:
IT                                                  105                                               IT
 ---pagebreak---    Programmazione pluriennale (a livello politico): sulla base degli orientamenti strategici
   adottati dalla Commissione, e tenuto conto di un'analisi delle sue carenze e necessità, ogni
   Stato membro redigerà un programma nazionale pluriennale in cui definisce le priorità ed una
   strategia d'azione. Esso sarà negoziato con la Commissione e costituirà il contesto per la
   preparazione dell'operazione;
   Programmazione annuale (a livello operativo): sulla base della strategia convenuta e
   dell'assegnazione delle risorse risultante dall'applicazione di criteri rigorosi, la Commissione
   adotterebbe un programma annuale per ogni Stato membro .
   3.4.       Gestione finanziaria e controllo
   Nel quadro di una gestione concorrente, uno degli obiettivi principali del futuro pacchetto
   regolatore per il periodo di programmazione 2007-2013 è quello di delimitare chiaramente,
   sulla base dell'esperienza acquisita con la normativa in vigore, il contesto, la natura e la
   ripartizione delle responsabilità tra i diversi soggetti che intervengono nell'esecuzione del
   bilancio comunitario.
   3.5.       Sistemi di gestione e di controllo
   La decisione aumenta la coerenza e la trasparenza dell'architettura globale dei sistemi di
   gestione e di controllo del Fondo:
   • la coerenza, poiché è definito con chiarezza che le stesse condizioni minime si applicano ai
       sistemi di controllo e di audit a tutti i livelli del processo, nonché alle mansioni e agli
       obblighi rispettivi delle varie parti in causa;
   • la trasparenza, poiché occorre che le varie parti interessate dai controlli siano consapevoli
       dei risultati dei controlli delle altre parti, al fine di migliorare l'efficienza, l'efficacia e
       l'equilibrio generale del sistema.
   La decisione definisce una base comune di condizioni minime alle quali deve conformarsi
   qualsiasi sistema di gestione e di controllo interno coinvolto nella gestione del Fondo. A tal
   fine, gli Stati membri garantiranno la validità dei sistemi di gestione e di controllo:
   • all'inizio di ogni periodo pluriennale, tramite un parere sul sistema espresso da un
       organismo di audit indipendente;
   • ogni anno, tramite il parere dell'autorità di audit suffragato da una relazione di controllo
       annuale e una dichiarazione finale di spesa allegata alla relazione finale di attuazione dei
       programmi annuali.
   Il principio di addizionalità - in base al quale le risorse UE dovrebbero integrare piuttosto che
   sostituire quelle nazionali - è destinato a rimanere un principio chiave. Spetterà agli Stati
   membri garantirne l'applicazione nell’ambito del Fondo.
   La decisione propone la creazione di una procedura di interruzione e sospensione dei
   pagamenti in caso di gravi problemi al momento della presentazione della domanda di
   pagamento.
IT                                                   106                                                IT
 ---pagebreak---    4.        SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
   Sussidiarietà
   Il principio fondamentale resta la responsabilità degli Stati membri nello sviluppo e
   nell’attuazione di strategie di integrazione. Tuttavia, gli sforzi compiuti a livello nazionale per
   dare attuazione ai “principi fondamentali comuni” possono essere sostenuti mediante un
   Fondo, tenuto conto delle implicazioni di tali politiche per gli altri Stati membri. Le azioni
   ammissibili devono pertanto essere chiaramente identificate, riconducibili a condizioni
   oggettive nei singoli Stati e tali da presentare un valore aggiunto per l’intera Comunità.
   Proporzionalità
   La presente decisione consente di destinare il contributo finanziario del Fondo a una serie di
   misure in esso elencate che contribuiscono, sul piano operativo, alla realizzazione di obiettivi
   specifici, pur lasciando agli Stati membri la facoltà di scegliere le azioni e le relative modalità
   di attuazione, nell'ambito dei progetti adottati di concerto con la Commissione. È altresì
   necessario che l'utilizzo degli stanziamenti comunitari sia subordinato a regole precise e
   uniformi nel quadro di una decisione del Consiglio, che costituisce lo strumento appropriato
   per l'attuazione dei programmi comunitari.
   5.        INCIDENZA SUL BILANCIO
   La dotazione finanziaria del fondo, in base alle prospettive finanziarie proposte dalla
   Commissione per il periodo 2007-2013, è di 1 771 milioni di euro.
IT                                                 107                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                2005/0048 (CNS)
                                                   Proposta di
                                      DECISIONE DEL CONSIGLIO
    che istituisce il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi per il periodo
                                                   2007-2013
        nell'ambito del programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 63, paragrafo 3,
   lettera a),
   vista la proposta della Commissione54,
   visto il parere del Parlamento europeo55,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo56,
   visto il parere del Comitato delle regioni57
   considerando quanto segue:
   (1)      Nella prospettiva della creazione progressiva di uno spazio di libertà, di sicurezza e di
            giustizia, il trattato che istituisce la Comunità europea prevede, da un lato, l'adozione
            di misure volte a garantire la libera circolazione delle persone, unitamente a misure
            d'accompagnamento riguardanti il controllo delle frontiere esterne, l'asilo e
            l'immigrazione e, dall'altro, l'adozione di misure in materia di asilo, immigrazione e
            tutela dei diritti dei cittadini di paesi terzi.
   (2)      Il Consiglio europeo speciale di Tampere, del 15 e 16 ottobre 1999, ha dichiarato che
            l'Unione europea deve garantire un trattamento equo ai cittadini di paesi terzi che
            soggiornano nel territorio dei suoi Stati membri. Una politica più energica in materia
            di integrazione dovrebbe mirare ad attribuire loro diritti ed obblighi paragonabili a
            quelli dei cittadini dell'Unione europea. Inoltre dovrebbe favorire la non
            discriminazione nella vita economica, sociale e culturale e sviluppare misure di lotta
            contro il razzismo e la xenofobia.
   (3)      L'integrazione dei cittadini di paesi terzi negli Stati membri è un elemento chiave nella
            promozione della coesione economica e sociale, un obiettivo fondamentale della
            Comunità enunciato nel trattato.
   54
            GU C …
   55
            GU C …
   56
            GU C …
   57
            GU C …
IT                                                     108                                            IT
 ---pagebreak---    (4)  Nel programma dell'Aia del 4 e 5 novembre 2004, il Consiglio europeo ha sottolineato
        che per conseguire l'obiettivo di realizzare una maggiore stabilità e coesione nelle
        società degli Stati membri è essenziale sviluppare politiche efficaci. Ha quindi chiesto
        un migliore coordinamento delle politiche nazionali di integrazione sulla base di un
        quadro comune e ha invitato gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione a
        promuovere lo scambio strutturale di esperienze e di informazioni in materia di
        integrazione.
   (5)  Come previsto nel programma dell’Aia, il Consiglio dell'Unione europea e i
        rappresentanti dei governi degli Stati membri hanno definito, il 19 novembre 2004,
        "principi fondamentali comuni per la politica di integrazione degli immigrati
        nell'Unione europea". Questi principi fondamentali comuni aiutano gli Stati membri a
        formulare politiche di integrazione in quanto è messa a loro disposizione una guida,
        frutto di attente riflessioni, contenente i principi fondamentali rispetto ai quali possono
        giudicare e valutare le loro iniziative.
   (6)  Questi principi fondamentali comuni completano e rafforzano i quadri legislativi
        esistenti, in particolare quelli che riguardano l'uguaglianza tra i sessi, la non
        discriminazione e l'inclusione sociale, la convenzione europea dei diritti dell'uomo e
        gli strumenti comunitari contenenti disposizioni in materia di integrazione, come le
        direttive del Consiglio che definiscono una politica comune in materia di
        immigrazione sulla base del trattato che istituisce la Comunità europea in particolare i
        paragrafi 3 e 4 dell'articolo 63.
   (7)  Nelle sue conclusioni sull'integrazione, il Consiglio del 14 ottobre 2002 ha posto
        l'accento sulla necessità di fornire ai nuovi immigrati un accesso rapido ed adeguato
        alle informazioni sulla società che li accoglie e di organizzare corsi di lingua nel
        rispetto del diritto nazionale. Secondo il Consiglio è anche importante che i sistemi
        nazionali incoraggino i cittadini di paesi terzi a partecipare attivamente alla vita della
        comunità e al mercato del lavoro nel rispetto del diritto nazionale. Le politiche di
        integrazione degli Stati membri presuppongono un'azione concertata da parte dei
        governi, degli enti regionali e locali, delle associazioni di immigrati e delle
        organizzazioni non governative, delle parti sociali e della società civile.
   (8)  L’incapacità di un singolo Stato membro di sviluppare e attuare politiche di
        integrazione può avere ripercussioni negative di vario genere sugli altri Stati membri e
        sull'Unione europea.
   (9)  A sostegno di tale programmazione in materia di integrazione, l'autorità di bilancio ha
        iscritto nel bilancio generale delle Comunità europee dal 2003 al 2005 stanziamenti
        destinati specificamente al finanziamento di azioni preparatorie nel settore
        dell'integrazione.
   (10) Conformemente alle conclusioni del 2002 sull'integrazione, la Commissione ha
        proposto, nella comunicazione del 14 luglio 2004 sulle prospettive finanziarie, che una
        maggiore importanza sia accordata alla accresciuta partecipazione degli immigrati alle
        attività del Fondo sociale europeo (in appresso “FSE”). Nella proposta per il FSE per
        il periodo 2007-2013, la Commissione afferma che il Fondo deve sostenere azioni
        specifiche volte a rafforzare l'integrazione sociale degli immigrati e ad aumentare la
        loro partecipazione all'occupazione, in particolare attraverso l’orientamento, la
        formazione linguistica e il riconoscimento delle competenze acquisite all'estero,
IT                                               109                                                IT
 ---pagebreak---         nonché incoraggiando la diversità sul luogo di lavoro e la lotta contro la
        discriminazione.
   (11) Inoltre, alla luce delle azioni preparatorie e in riferimento alle comunicazioni della
        Commissione sull'immigrazione, l'integrazione e l'occupazione e alla prima relazione
        annuale su migrazione e integrazione, occorre dotare la Comunità, a partire dal 2007,
        di uno strumento specifico destinato a sostenere gli sforzi nazionali degli Stati membri
        di sviluppare ed attuare politiche di integrazione che permettano ai cittadini di paesi
        terzi provenienti da contesti culturali, religiosi, linguistici ed etnici diversi di stabilirsi
        e di partecipare attivamente a tutti gli aspetti delle società europee, conformemente ai
        principi fondamentali comuni e come complemento del FSE.
   (12) Per garantire che la risposta della Comunità in materia di integrazione dei cittadini di
        paesi terzi sia coerente, è opportuno che le azioni finanziate sulla base di tale
        strumento siano specifiche ed integrino quelle finanziate nel quadro del FSE. In questo
        contesto, saranno sviluppate soluzioni specifiche di programmazione comune che
        garantiscano una coerente risposta della Comunità in materia di integrazione dei
        cittadini di paesi terzi tramite il FSE e tramite il presente strumento.
   (13) In considerazione del fatto che il presente strumento e il FSE sono gestiti
        congiuntamente con gli Stati membri, è opportuno anche adottare disposizioni a livello
        nazionale per assicurarne l'attuazione coerente. A tale scopo, è opportuno invitare le
        autorità degli Stati membri incaricate dell'attuazione del presente strumento ad istituire
        meccanismi di cooperazione e di coordinamento con le autorità designate dagli Stati
        membri per gestire l'attuazione del FSE e ad assicurarsi che le azioni previste
        nell’ambito dal presente Fondo siano specifiche e complementari a quelle finanziate a
        titolo del FSE.
   (14) Il presente strumento è concepito per inserirsi in un ambito coerente intitolato
        Programma generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”, il cui obiettivo è
        affrontare la questione di una divisione equa delle responsabilità tra gli Stati membri
        per quanto riguarda l'onere finanziario conseguente alla gestione integrata delle
        frontiere esterne dell'Unione e all'attuazione di politiche comuni in materia d'asilo e
        d'immigrazione, sviluppate conformemente al titolo IV del trattato che istituisce la
        Comunità europea.
   (15) Il sostegno del Fondo sarà più efficace e meglio orientato se il cofinanziamento delle
        azioni ammissibili si fonda su programmi strategici pluriennali e su programmi di
        lavoro annuali connessi, redatti da ciascun Stato membro in cooperazione con la
        Commissione.
   (16) Sulla base degli orientamenti strategici adottati dalla Commissione, ogni Stato
        membro deve preparare un documento di programmazione pluriennale, in cui espone
        la sua strategia di sviluppo in considerazione della situazione del paese e delle
        necessità constatate. Il documento è negoziato con la Commissione e deciso da
        quest'ultima e costituisce il contesto per la preparazione dei programmi operativi.
   (17) La programmazione pluriennale deve essere finalizzata al conseguimento degli
        obiettivi del Fondo, garantendo la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie e la
        coerenza e la continuità dell'azione congiunta della Comunità e degli Stati membri.
IT                                               110                                                    IT
 ---pagebreak---    (18) Oltre alle disposizioni specifiche adottate per assicurare la coerenza con il FSE, la
        programmazione dovrebbe garantire il coordinamento tra il Fondo e gli altri strumenti
        finanziari esistenti, come il Fondo europeo per i rifugiati, il Fondo per le frontiere
        esterne, il Fondo europeo per i rimpatri e il programma PROGRESS.
   (19) Nel quadro della gestione concorrente di cui all'articolo 53, paragrafo 1, lettera b) del
        regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che
        stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità
        europee58, è opportuno specificare le condizioni che consentono alla Commissione di
        esercitare le sue responsabilità per l'esecuzione del bilancio generale delle Comunità
        europee e chiarire gli obblighi di cooperazione degli Stati membri. L'applicazione di
        queste condizioni consentirà alla Commissione di accertare che gli Stati membri
        utilizzano il Fondo in maniera legale e corretta e conformemente ai principi di una
        sana gestione finanziaria, come previsto dall’articolo 27 del regolamento finanziario.
   (20) Per garantire un impatto effettivo i contributi del Fondo non possono sostituirsi alla
        spesa pubblica degli Stati membri ai sensi della presente decisione.
   (21) È necessario fissare criteri oggettivi per l’assegnazione dei fondi agli Stati membri.
        Tali criteri dovranno tenere conto del numero totale di cittadini di paesi terzi residenti
        legalmente negli Stati membri e del totale delle nuove ammissioni di cittadini di paesi
        terzi in un determinato periodo di riferimento. Si dovrà attribuire particolare
        importanza alle nuove ammissioni, per esprimere la necessità di sostenere gli Stati
        membri che hanno iniziato solo recentemente ad accogliere immigrati o che
        probabilmente diventeranno paesi di immigrazione nel periodo di riferimento delle
        presenti prospettive finanziarie. Questi criteri dovrebbero essere rivisti.
   (22) Nell'ambito dell'assistenza tecnica, il presente strumento dovrebbe fornire un sostegno
        alle valutazioni, al miglioramento delle capacità amministrative legate alla gestione del
        Fondo, agli studi, ai progetti pilota e agli scambi di esperienze volti segnatamente ad
        incoraggiare impostazioni e pratiche innovative.
   (23) È opportuno che gli Stati membri adottino misure adeguate per garantire il corretto
        funzionamento del sistema di gestione e di controllo. A tal fine, occorre stabilire i
        principi generali e le funzioni necessarie cui dovranno attenersi i sistemi di tutti i
        programmi.
   (24) È necessario prevedere la designazione di una singola autorità per Stato membro,
        competente per la gestione degli interventi del Fondo, e chiarirne le responsabilità.
        Occorre anche designare l'autorità di audit e definirne le funzioni. Inoltre, al fine di
        garantire standard qualitativi uniformi da applicare alla certificazione delle spese
        prima che siano trasmesse alla Commissione e allo scopo di chiarire la natura e la
        qualità delle informazioni su cui si fondano le dichiarazioni di spesa, è necessario
        prevedere la designazione dell'autorità di certificazione.
   (25) Conformemente ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, gli Stati membri sono i
        principali responsabili per l'attuazione e il controllo degli interventi.
   58
        GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
IT                                              111                                                IT
 ---pagebreak---    (26) Gli obblighi degli Stati membri con riguardo ai sistemi di gestione e di controllo, alla
        certificazione delle spese nonché alla prevenzione, individuazione e rettifica delle
        irregolarità e violazioni del diritto comunitario devono essere specificati al fine di
        garantire l'efficace e corretta attuazione dei programmi annuali e pluriennali. In
        particolare, in materia di gestione e controllo, occorre stabilire le modalità secondo cui
        gli Stati membri garantiscono che i sistemi siano stati predisposti e funzionino in
        maniera soddisfacente.
   (27) Fatti salvi i poteri della Commissione in materia di controllo finanziario, occorre
        rafforzare la cooperazione con gli Stati membri e fissare criteri che consentano alla
        Commissione di determinare, nell'ambito della strategia di controllo dei sistemi
        nazionali, il livello di certezza offerto dagli organismi nazionali di audit.
   (28) Oltre alla sospensione dei pagamenti nel caso di carenze riscontrate nei sistemi di
        gestione e di controllo, occorrono misure che consentano all'ordinatore delegato di
        sospendere i pagamenti in caso di dubbi sul buon funzionamento di questi sistemi o
        alla Commissione di operare una trattenuta sui pagamenti qualora lo Stato membro
        interessato non abbia messo in atto tutte le misure residue di un piano di azione
        correttivo.
   (29) L'efficacia e l'impatto delle azioni sostenute attraverso il presente strumento dipendono
        anche dalla loro valutazione. È opportuno che siano precisate le responsabilità degli
        Stati membri e della Commissione al riguardo e le modalità che garantiscono
        l’affidabilità della valutazione.
   (30) È opportuno che le azioni siano valutate in vista della loro revisione intermedia e
        dell'apprezzamento del loro impatto e che il processo di valutazione sia integrato nel
        controllo dei progetti.
   (31) La presente decisione istituisce, per l'intera durata del programma, una dotazione
        finanziaria che rappresenta il principale punto di riferimento per l'autorità di bilancio,
        ai sensi del punto 33 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999, tra il
        Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, sulla disciplina di bilancio e il
        miglioramento della procedura di bilancio59.
   (32) Considerato che gli obiettivi dell’azione proposta, vale a dire promuovere
        l’integrazione di cittadini di paesi terzi nelle società di accoglienza degli Stati membri
        alla luce dei principi fondamentali comuni, non possono essere sufficientemente
        realizzati dai singoli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o
        degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario, la
        Comunità può adottare misure, conformemente al principio di sussidiarietà sancito
        dall'articolo 5 del trattato. Nel rispetto del principio di proporzionalità enunciato nello
        stesso articolo, la presente decisione non va al di là di quanto necessario per il
        raggiungimento di tali obiettivi.
   (33) È opportuno che le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione siano
        adottate conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999
   59
        GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1.
IT                                                112                                               IT
 ---pagebreak---            recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla
           Commissione60.
   (34)    Ai sensi degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al
           trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la
           Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, che non la vincola né è
           ad essa applicabile,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                              CAPITOLO I
                              OGGETTO, OBIETTIVI E AZIONI
                                                  Articolo 1
                                     Oggetto e campo d’applicazione
   La presente decisione istituisce per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 il
   Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi, di seguito denominato “il Fondo”
   quale parte del programma generale “Solidarietà e gestione delle flussi migratori” al fine di
   contribuire al rafforzamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia e più in generale di
   raggiungere gli obiettivi dell’Unione europea.
   La presente decisione definisce gli obiettivi cui contribuisce il Fondo, la sua attuazione, le
   risorse finanziarie disponibili e i criteri di ripartizione per la loro assegnazione.
   Stabilisce quindi le regole di gestione del Fondo, comprese quelle finanziarie, nonché i
   meccanismi di monitoraggio e controllo, sulla base di una divisione delle responsabilità tra la
   Commissione e gli Stati membri.
                                                  Articolo 2
                                      Obiettivo generale del Fondo
   1.        L’obiettivo generale del Fondo è sostenere gli sforzi intrapresi dagli Stati membri per
             far sì che cittadini di paesi terzi provenienti da contesti culturali, religiosi, linguistici
             ed etnici diversi possano stabilirsi e partecipare attivamente a tutti gli aspetti delle
             società europee in relazione alle procedure di ammissione, ai programmi e alle
             attività di accoglienza, alla partecipazione alla vita civile e politica e al rispetto della
             diversità e della cittadinanza civile.
   2.        Al fine di promuovere l'obiettivo di cui al paragrafo 1 il Fondo contribuisce allo
             sviluppo di strategie nazionali in materia di integrazione di cittadini di paesi terzi che
             tengano conto dei principi fondamentali comuni per la politica di integrazione degli
             immigrati nell'Unione europea adottati dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi
             degli Stati membri il 19 novembre 2004.
   60
           GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
IT                                                   113                                                   IT
 ---pagebreak---    3.       Il Fondo contribuisce a finanziare l'assistenza tecnica su iniziativa degli Stati membri
            o della Commissione.
                                                Articolo 3
                                            Obiettivi specifici
   Il Fondo contribuisce ai seguenti obiettivi specifici:
          (a)     Agevolare l'organizzazione e l'applicazione di procedure di ammissione per gli
                  immigrati;
          (b)     Contribuire all'organizzazione e all'esecuzione di programmi e di attività di
                  accoglienza per i cittadini di paesi terzi volti ad inserire nel paese di
                  accoglienza i cittadini di paesi terzi appena arrivati e a consentire loro di
                  acquisire conoscenze di base sulla lingua, la storia, le istituzioni, gli aspetti
                  socio-economici, la vita culturale nonché i valori e le norme fondamentali del
                  paese suddetto;
          (c)     Aumentare la partecipazione civica, culturale e politica dei cittadini di paesi
                  terzi nella società di accoglienza e migliorare il dialogo tra il governo e la
                  società civile e i gruppi diversi di cittadini di paesi terzi per promuovere la loro
                  cittadinanza attiva e il riconoscimento di valori fondamentali;
          (d)     Rafforzare la capacità degli organismi nazionali fornitori di servizi di interagire
                  con i cittadini di paesi terzi e con le organizzazioni che rappresentano gli
                  immigrati e di soddisfare al meglio le necessità dei vari gruppi di cittadini di
                  paesi terzi, con particolare riguardo alle donne e ai bambini;
          (e)     Rafforzare la capacità della società di accoglienza di adattarsi alla diversità
                  crescente attraverso azioni a favore dell'integrazione destinate alla popolazione
                  di accoglienza, sottolineando così il processo a due direzioni necessario per il
                  successo dell’integrazione, tenendo conto degli sviluppi nel settore della
                  gestione della diversità;
          (f)     Rafforzare la capacità degli Stati membri di sviluppare, monitorare e valutare
                  le politiche di integrazione dei cittadini di paesi terzi.
                                                Articolo 4
                                Azioni ammissibili negli Stati membri
   1.       Con riguardo all'obiettivo di cui all'articolo 3, lettera a), il Fondo sostiene azioni
            negli Stati membri che:
          (a)     facilitano lo sviluppo da parte degli Stati membri di procedure di ammissione
                  sostenendo processi di consultazione con le parti interessate e consulenze o
                  scambi di informazioni su iniziative destinate ad alcune nazionalità o categorie
                  specifiche di cittadini di paesi terzi;
IT                                                 114                                                 IT
 ---pagebreak---       (b)     rendono l'applicazione di tali procedure più efficace ed accessibile ai cittadini
              di paesi terzi, grazie a tecnologie informatiche e di comunicazione di facile
              utilizzo, in particolare per le campagne di informazione e le procedure di
              selezione;
      (c)     preparano meglio i cittadini di paesi terzi ammessi, ad integrarsi nella società
              di accoglienza attraverso misure di preparazione alla partenza, come la
              diffusione di pacchetti informativi e l’organizzazione di corsi generali di
              educazione civica nel paese di origine.
   2.   Con riguardo all'obiettivo di cui all'articolo 3, lettera b), il Fondo sostiene azioni
        negli Stati membri che:
      (a)     sviluppano e migliorano la qualità dei programmi e delle attività di accoglienza
              a livello locale e regionale per i cittadini di paesi terzi appena arrivati, ponendo
              in particolare l’accento sull’educazione civica;
      (b)     rafforzano la capacità dei programmi e delle attività di accoglienza di
              raggiungere alcuni gruppi specifici, come le persone a carico di cittadini per i
              quali è in corso la procedura di ammissione, i bambini, le donne, gli anziani, le
              persone prive di istruzione o portatori di handicap, tenendo conto delle loro
              necessità particolari, sulla base dei criteri fissati per condurre a termine con
              successo i programmi di accoglienza;
      (c)     migliorano la flessibilità dei programmi e delle attività di accoglienza relativi
              all’educazione civica, in particolare organizzando corsi a tempo parziale,
              formazioni accelerate, corsi per corrispondenza o online o formule simili,
              permettendo ai cittadini di paesi terzi di seguire tali programmi pur lavorando o
              studiando;
      (d)     sviluppano ed attuano programmi o attività di accoglienza relativi
              all’educazione civica, destinati ai cittadini di paesi terzi di giovane età, in
              particolare a coloro che sono giunti di recente nel paese ed hanno difficoltà
              sociali o culturali legate a problemi di identità, nonché programmi di
              prevenzione della delinquenza, in particolare quelli che istituiscono la figura di
              una guida educativa o di un "modello".
   3.   Con riguardo all'obiettivo di cui all'articolo 3, lettera c), il Fondo sostiene azioni
        negli Stati membri che:
      (a)     contribuiscono alla creazione di piattaforme di dialogo interconfessionale tra
              comunità e/o tra comunità ed autorità investite del potere decisionale al fine di
              garantire il rispetto della cittadinanza civile e della diversità;
      (b)     aumentano la partecipazione civica dei cittadini di paesi terzi e il loro ruolo di
              cittadini attivi, favorendo la loro partecipazione alle organizzazioni esistenti (di
              volontariato) o incoraggiando lo sviluppo e l’attuazione, a livello locale o
              regionale, di programmi speciali di volontariato e di tirocini e di misure di
              rafforzamento delle capacità aventi tale obiettivo;
IT                                              115                                                IT
 ---pagebreak---       (c)     fanno progredire la partecipazione civica di alcuni gruppi specifici di cittadini
              di paesi terzi, come le persone a carico delle persone scelte per i programmi di
              ammissione, i bambini, le donne, gli anziani, le persone prive di istruzione o i
              portatori di handicap;
      (d)     incoraggiano, nell’ambito dei processi nazionali di adozione delle decisioni
              politiche, la creazione di piattaforme consultive nazionali, regionali e locali,
              per la consultazione dei cittadini di paesi terzi e lo scambio di informazioni tra
              tutte le parti interessate;
      (e)     aumentano la partecipazione dei cittadini di paesi terzi alle elezioni locali e al
              processo democratico, sostenendo campagne di sensibilizzazione e di
              informazione e programmi di rafforzamento delle capacità aventi tale obiettivo;
      (f)     contribuiscono all'elaborazione e al miglioramento di programmi nazionali di
              naturalizzazione e di preparazione alla cittadinanza.
   4.   Con riguardo all'obiettivo di cui all'articolo 3, lettera d), il Fondo sostiene azioni
        negli Stati membri che:
      (a)     rendono gli organismi fornitori di servizi più accessibili ai cittadini di paesi
              terzi, proponendo in particolare servizi interculturali di interpretazione e
              traduzione, programmi che prevedono la figura della guida educativa e servizi
              di intermediazione da parte di rappresentanti delle comunità, sviluppando
              sportelli di informazione unici e agevolando l’accesso agli stessi, nonché
              migliorando le competenze interculturali del personale incaricato;
      (b)     sviluppano e aggiornano strumenti di informazione globali, come manuali, siti
              Internet, registri della capacità di gestire la diversità delle persone;
      (c)     costituiscono strutture organizzative sostenibili per l'integrazione e la gestione
              della diversità e sviluppano forme di cooperazione tra i diversi organismi
              governativi interessati che permettano ai loro funzionari di informarsi
              rapidamente sulle esperienze e sulle pratiche dei loro omologhi stranieri e,
              quando è possibile, di mettere in comune le loro risorse;
      (d)     rafforzano la capacità di coordinare le strategie nazionali di integrazione dei
              cittadini di paesi terzi ai vari livelli amministrativi;
      (e)     introducono ed applicano meccanismi di raccolta ed analisi delle informazioni
              sulle necessità delle diverse categorie di cittadini di paesi terzi a livello locale o
              regionale, tramite piattaforme per la consultazione di cittadini di paesi terzi, lo
              scambio di informazioni tra le parti interessate e la realizzazione di sondaggi
              presso le comunità di immigrati sui mezzi per soddisfare meglio tali necessità.
   5.   Con riguardo all'obiettivo di cui all'articolo 3, lettera e), il Fondo sostiene azioni
        negli Stati membri che:
      (a)     fanno conoscere nella società di accoglienza i contenuti e gli effetti dei
              programmi e delle attività di accoglienza e di ammissione e ne promuovono
              l'interazione con gli organismi pubblici e privati fornitori di servizi, i datori di
              lavoro, in particolare le PMI, gli istituti di istruzione ed altre istituzioni;
IT                                               116                                                 IT
 ---pagebreak---       (b)     migliorano l’accettazione del fenomeno della migrazione e dei programmi di
              ammissione nella società di accoglienza attraverso campagne di
              sensibilizzazione;
      (c)     contribuiscono all'organizzazione e alla promozione di (grandi) manifestazioni
              popolari interculturali destinate ad alcuni gruppi specifici o al grande pubblico,
              nella misura in cui tali manifestazioni prevedono un dialogo interculturale e
              scambi di opinioni sulla società multiculturale;
      (d)     promuovono il dialogo e gli scambi tra organizzazioni (giovanili) di culture
              diverse;
      (e)     attribuiscono maggiore importanza alle questioni di integrazione;
      (f)     aumentano la partecipazione dei cittadini di paesi terzi allo sviluppo di risposte
              sociali al fenomeno della migrazione;
      (g)     aumentano il ruolo degli organismi privati nella promozione e gestione della
              diversità.
   6.   Con riguardo all'obiettivo di cui all'articolo 3, lettera f), il Fondo sostiene azioni negli
        Stati membri che:
      (a)     rafforzano la capacità di raccogliere, analizzare e diffondere statistiche
              sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi e sulle politiche di integrazione che
              li riguardano;
      (b)     contribuiscono alla valutazione delle politiche di immigrazione e di
              integrazione dei cittadini di paesi terzi, sostenendo valutazioni d’impatto
              nazionali, meccanismi di consultazione delle parti interessate come i datori di
              lavoro e gli istituti di istruzione, dispositivi di valutazione e misure di
              controllo;
      (c)     sviluppano indicatori e indici di riferimento per misurare i progressi in ogni
              paese;
      (d)     mettono a punto test e meccanismi di valutazione affidabili per i programmi di
              integrazione obbligatori;
      (e)     contribuiscono alla valutazione delle procedure di ammissione o dei
              programmi di accoglienza sostenendo indagini rappresentative tra i cittadini di
              paesi terzi che hanno beneficiato dei programmi e/o tra i soggetti interessati,
              quali imprese, organizzazioni non governative e autorità regionali o locali.
                                           Articolo 5
                               Azioni d’interesse comunitario
   1.   Su iniziativa della Commissione, il Fondo può finanziare, nel limite del 7% delle sue
        risorse disponibili, azioni transnazionali o di interesse comunitario ("azioni
IT                                             117                                                   IT
 ---pagebreak---       comunitarie") in materia di politica di immigrazione e di integrazione e misure
      applicabili ai gruppi target di cui all'articolo 6.
   2. Per poter fruire del finanziamento, le azioni comunitarie:
              (a)     agevolano la cooperazione comunitaria nell'attuazione del diritto
                      comunitario e delle buone pratiche in materia di immigrazione e
                      nell’attuazione delle buone pratiche nel settore dell'integrazione;
              (b)     sostengono l'istituzione di reti di cooperazione transnazionali e
                      progetti pilota fondati su partenariati transnazionali tra organismi
                      situati in tre o più Stati membri, destinati a stimolare l'innovazione,
                      facilitare gli scambi di esperienze e di buone pratiche e migliorare la
                      qualità della politica in materia di integrazione;
              (c)     sostengono campagne di sensibilizzazione transnazionali;
              (d)     sostengono gli studi, la divulgazione e lo scambio di informazioni
                      sulle migliori pratiche e su tutti gli altri aspetti del Fondo, compreso
                      l'utilizzo di tecnologie di avanguardia;
              (e)     sostengono progetti pilota e studi che esaminano la possibilità di
                      nuove forme di cooperazione comunitaria in materia di immigrazione
                      e di integrazione e nuove forme di normativa comunitaria per
                      l'immigrazione;
              (f)     sostengono lo sviluppo di strumenti statistici, di metodi e di indicatori
                      comuni.
   3. Il programma annuale di lavoro che stabilisce le priorità per le azioni comunitarie è
      adottato secondo la procedura di cui all'articolo 51, paragrafo 2.
                                           Articolo 6
                                        Gruppi target
   1. Ai fini della presente decisione i gruppi target comprendono:
              (a)     i cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto dalle autorità di uno Stato
                      membro l'autorizzazione a soggiornare nel suo territorio per svolgere
                      attività di lavoro autonomo o subordinato, per il ricongiungimento
                      familiare o per qualsiasi altro fine previsto dal diritto nazionale, ad
                      eccezione dei cittadini di paesi terzi o delle persone apolidi cui è
                      riconosciuto lo status di rifugiati o che sono ammissibili alla
                      protezione sussidiaria in conformità della direttiva 2004/83/CE del
                      29 aprile 2004 del Consiglio; e
              (b)     i cittadini di paesi terzi che si trovano nel territorio di un paese terzo e
                      che, al fine di ottenere l'autorizzazione delle autorità di uno Stato
                      membro a recarsi nel territorio di tale Stato membro e a soggiornarvi,
                      soddisfano le specifiche condizioni antecedenti alla partenza previste
IT                                            118                                                  IT
 ---pagebreak---                       dal diritto nazionale, in particolare quelle relative alla capacità di
                      integrarsi nella società di tale Stato membro.
   2. Per “cittadino di un paese terzo” si intende qualsiasi persona che non abbia la
      cittadinanza dell'Unione ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1, del trattato.
                                      CAPITOLO II
                           PRINCIPI DI INTERVENTO
                                          Articolo 7
                        Complementarità, coerenza e conformità
   1. Il Fondo fornisce un'assistenza complementare alle azioni nazionali, regionali e
      locali, integrando le priorità della Comunità.
      In particolare, per garantire che la risposta della Comunità in materia di integrazione
      dei cittadini di paesi terzi sia coerente, le azioni finanziate sulla base di tale
      strumento sono specifiche e complementari a quelle finanziate nel quadro del FSE.
   2. La Commissione e gli Stati membri provvedono affinché l'intervento del Fondo e
      degli Stati membri sia coerente con le attività, politiche e priorità comunitarie. Tale
      coerenza è messa in evidenza in particolare nel programma pluriennale.
   3. Le operazioni finanziate dal Fondo sono conformi alle disposizioni del trattato e
      degli atti emanati in virtù dello stesso.
                                          Articolo 8
                                      Programmazione
   1. Gli obiettivi del Fondo vengono realizzati entro due periodi di programmazione
      pluriennale (2007-2010 e 2011-2013). Tale sistema di programmazione pluriennale
      include le priorità e un processo di gestione, decisione, audit e certificazione.
   2. I programmi pluriennali adottati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
      annuali.
                                          Articolo 9
                          Intervento sussidiario e proporzionale
   1. Compete agli Stati membri attuare i programmi annuali e pluriennali di cui agli
      articoli 19 e 21 al livello territoriale appropriato, secondo il sistema istituzionale
      specifico di ciascuno. Tale competenza è esercitata in conformità della presente
      decisione.
IT                                           119                                              IT
 ---pagebreak---    2.   I mezzi utilizzati dalla Commissione e dagli Stati membri in materia di audit variano
        secondo l'entità del contributo comunitario. Tale differenziazione si applica anche in
        rapporto alle disposizioni sulla valutazione e alle relazioni sui programmi annuali e
        pluriennali.
                                           Articolo 10
                                      Metodi d’esecuzione
   1.   La Comunità esegue il bilancio assegnato al Fondo in conformità dell’articolo 53,
        paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, salvo per le
        azioni comunitarie di cui all’articolo 5 e per l’assistenza tecnica di cui all’articolo 16.
        Gli Stati membri e la Commissione garantiscono il rispetto del principio della sana
        gestione finanziaria.
   2.   La Commissione esercita le responsabilità di esecuzione del bilancio generale delle
        Comunità europee secondo le seguenti modalità:
      (a)      verifica l'esistenza e il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e
               controllo negli Stati membri, secondo il procedimento di cui all’articolo 30;
      (b)      interrompe o sospende la totalità o parte dei pagamenti, conformemente agli
               articoli 39 e 40 in caso di inadempienza dei sistemi nazionali di gestione e
               controllo, e applica ogni altra rettifica finanziaria richiesta, secondo le
               procedure di cui agli articoli 43 e 44.
                                           Articolo 11
                                          Addizionalità
   1.   I contributi del Fondo non sostituiscono le spese pubbliche o equivalenti di uno Stato
        membro.
   2.   La Commissione procede alla verifica del principio di addizionalità, di concerto con
        ciascuno Stato membro, a medio termine entro il 31 dicembre 2012 ed ex-post entro
        il 31 dicembre 2015.
                                           Articolo 12
                                          Partenariato
   1.   Ogni Stato membro organizza, secondo le norme e le prassi nazionali vigenti, un
        partenariato con le autorità e gli organismi da quello designati:
      (a)      le autorità responsabili dell’attuazione designate dagli Stati membri al fine
               della gestione degli interventi del Fondo sociale europeo e altre autorità
               competenti, regionali, locali, urbane nonché altre autorità pubbliche;
IT                                             120                                                  IT
 ---pagebreak---       (b)      qualunque altro organismo appropriato in rappresentanza della società civile,
               delle organizzazioni non governative, delle parti sociali.
        Ogni Stato membro garantisce una partecipazione ampia e effettiva di tutti gli
        organismi appropriati, secondo le norme e le prassi nazionali vigenti.
   2.   Il partenariato è condotto nel pieno rispetto delle norme istituzionali, giuridiche e
        finanziarie di ciascuna categoria di partner.
        Il partenariato riguarda la preparazione, l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione
        dei programmi pluriennali.
                                         CAPITOLO III
                                 QUADRO FINANZIARIO
                                            Articolo 13
                                          Risorse globali
   1.   Gli stanziamenti annuali del Fondo sono autorizzati dall'autorità di bilancio nei limiti
        delle prospettive finanziarie.
   2.   La Commissione procede a ripartizioni indicative annuali per Stato membro
        conformemente ai criteri stabiliti all’articolo 14.
                                            Articolo 14
      Ripartizione annuale delle risorse per azioni ammissibili negli Stati membri
   1.   Ogni Stato membro riceve, dalla dotazione annuale del Fondo, l'importo fisso di
        300 000 euro.
        Tale importo è fissato in 500 000 euro all'anno per il periodo dal 2007 al 2013 a
        favore degli Stati che hanno aderito all'Unione europea il 1° maggio 2004.
        Tale importo è fissato a 500 000 euro all’anno per gli Stati membri che aderiranno
        all’Unione europea tra il 2007 e il 2013, per la parte rimanente del periodo 2007-
        2013, a partire dall'anno successivo a quello della loro adesione.
   2.   Le restanti risorse annuali disponibili sono ripartite tra gli Stati membri come segue:
      (a)      40% in proporzione alla media del numero totale di cittadini di paesi terzi
               soggiornanti legalmente negli Stati membri nei tre anni precedenti,
               conformemente all'articolo 6; e
      (b)      60% in proporzione al numero di cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto
               dalle autorità di uno Stato membro l'autorizzazione a soggiornare nel suo
               territorio nei tre anni precedenti, conformemente all’articolo 6.
IT                                              121                                              IT
 ---pagebreak---    3.   Tuttavia, ai fini del calcolo di cui al paragrafo 2, lettera b) sono escluse le seguenti
        categorie di persone:
      (a)      i lavoratori stagionali, secondo la definizione del diritto nazionale;
      (b)      i cittadini di paesi terzi ammessi per motivi di studio, scambio di alunni,
               tirocinio non retribuito o volontariato ai sensi della direttiva 2004/114/CE del
               Consiglio, del 13 dicembre 200461;
      (c)      i cittadini di paesi terzi ammessi a fini di ricerca scientifica ai sensi della
               direttiva …/…/.. del Consiglio del …/…/ 2005 .
      (d)      i cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto il rinnovo di un’autorizzazione
               rilasciata dalle autorità di uno Stato membro o un cambiamento di status,
               compresi i cittadini di paesi terzi che acquisiscono lo status di soggiornanti di
               lungo periodo ai sensi della direttiva 2003/109/CE del Consiglio del 25
               novembre 200362.
   4.   Le cifre di riferimento sono le ultime cifre stabilite dall'Istituto statistico della
        Comunità europea, conformemente alla legislazione comunitaria.
   5.   Gli Stati membri forniscono i dati necessari qualora non siano disponibili le
        statistiche di cui al paragrafo 4.
                                            Articolo 15
                                  Struttura del finanziamento
   1.   Il contributo finanziario del Fondo assume la forma di sovvenzioni.
   2.   Le azioni che beneficiano del sostegno del Fondo sono cofinanziate da fonti
        pubbliche o private, non hanno finalità di lucro e non sono ammesse a finanziamenti
        da altra fonte a carico del bilancio generale delle Comunità europee.
   3.   Gli stanziamenti del Fondo sono complementari alle spese pubbliche o equivalenti
        degli Stati membri destinate alle misure oggetto della presente decisione.
   4.   Il contributo comunitario ai progetti finanziati non supera, per le azioni di cui
        all’articolo 4 attuate negli Stati membri, il 50% del costo totale di un'azione
        specifica.
   5.   Il contributo può essere aumentato al 60% per progetti aventi come obiettivo le
        priorità specifiche indicate negli orientamenti strategici della Commissione di cui
        all’articolo 18.
   6.   Il contributo è aumentato al 75% negli Stati membri che beneficiano del Fondo di
        coesione.
   61
      GU L 375 del 23.12.2004, pag. 12.
   62
      GU L 16 del 23.1.2004, pag. 44.
IT                                              122                                              IT
 ---pagebreak---    7.   In generale gli aiuti comunitari per azioni finanziate dal Fondo sono concessi per un
        massimo di tre anni, con riserva di un riesame periodico dei progressi compiuti.
                                           Articolo 16
                    Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
   1.   Su iniziativa e/o per conto della Commissione il Fondo può finanziare, entro un
        limite dello 0,20% della sua dotazione annuale, le azioni di preparazione,
        monitoraggio, sostegno tecnico e amministrativo, valutazione, audit e ispezione
        necessarie per l’attuazione della presente decisione.
   2.   Tali azioni comprendono:
      (a)     studi, valutazioni, perizie e statistiche, anche di natura generale in relazione al
              funzionamento del Fondo;
      (b)     azioni destinate ai partner, ai beneficiari dell'intervento e al pubblico, incluse le
              azioni informative;
      (c)     la messa in opera, il funzionamento e l’interconnessione di sistemi informatici
              per la gestione, il monitoraggio, l’ispezione e la valutazione;
      (d)     il miglioramento dei metodi di valutazione e lo scambio di informazioni sulle
              prassi vigenti in questo settore.
                                           Articolo 17
                            Assistenza tecnica degli Stati membri
   1.   Su iniziativa dello Stato membro in questione, per ciascun programma annuale il
        Fondo può finanziare azioni di preparazione, gestione, monitoraggio, valutazione,
        informazione e controllo, nonché misure per rafforzare la capacità amministrativa
        connessa all'attuazione del Fondo.
   2.   L'importo annuale stanziato per l'assistenza tecnica ed amministrativa non può
        superare il 4% del cofinanziamento annuale totale assegnato allo Stato membro,
        maggiorato di 30 000 euro.
                                       CAPITOLO IV
                                  PROGRAMMAZIONE
                                           Articolo 18
                             Adozione di orientamenti strategici
   1.   Per ciascun programma pluriennale la Commissione adotta orientamenti strategici
        che definiscono il quadro d’intervento del Fondo alla luce dei progressi conseguiti
IT                                             123                                                  IT
 ---pagebreak---         nello sviluppo e attuazione del diritto comunitario in materia di immigrazione e in
        altri settori connessi all'integrazione di cittadini di paesi terzi, e la ripartizione
        indicativa delle risorse del Fondo per il periodo in questione.
   2.   Per ciascuno degli obiettivi del Fondo, tali orientamenti applicano in particolare le
        priorità comunitarie al fine di promuovere i principi fondamentali comuni.
   3.   La Commissione adotta gli orientamenti strategici relativi al primo programma
        pluriennale (2007-2010) il 31 marzo 2006, e quelli relativi al secondo periodo di
        programmazione (2011-2013) il 31 marzo 2010.
   4.   Gli orientamenti strategici sono adottati secondo la procedura di cui all’articolo 51,
        paragrafo 2.
                                            Articolo 19
            Preparazione e approvazione dei programmi nazionali pluriennali
   1.   Per ciascun periodo di programmazione lo Stato membro presenta, sulla scorta degli
        orientamenti strategici di cui all’articolo 18, un progetto di programma pluriennale
        comportante i seguenti elementi:
      (a)      una descrizione della situazione attuale nello Stato membro per quanto riguarda
               l’attuazione delle strategie nazionali in materia di integrazione, alla luce dei
               principi fondamentali comuni e, se del caso, lo sviluppo e l’attuazione di
               programmi nazionali di ammissione ed accoglienza;
      (b)      un’analisi delle necessità dello Stato membro interessato in materia di strategie
               nazionali per l’integrazione e, se del caso, di programmi di ammissione ed
               accoglienza nonché l'indicazione degli obiettivi operativi per rispondere a tali
               necessità nel corso del periodo di riferimento;
      (c)      l’esposizione di una strategia appropriata per il raggiungimento di tali obiettivi
               e delle priorità accordate alla loro realizzazione nonché la descrizione delle
               azioni previste per attuare tali priorità;
      (d)      l’indicazione del grado di compatibilità di tale strategia con altri strumenti
               regionali, nazionali e comunitari;
      (e)      informazioni sulle priorità e i loro obiettivi specifici. Tali obiettivi specifici
               sono quantificati utilizzando un numero limitato di indicatori di attuazione,
               risultato e impatto, nel rispetto del principio di proporzionalità. Gli indicatori
               devono permettere di misurare i progressi compiuti rispetto alla situazione di
               partenza e l'efficacia degli obiettivi di attuazione delle priorità;
      (f)      un piano di finanziamento indicativo che precisi, per ciascuna priorità e ciascun
               anno, la partecipazione finanziaria del Fondo prevista e il totale dei
               cofinanziamenti pubblici o privati;
      (g)      le disposizioni di attuazione del programma pluriennale che comprendano:
IT                                              124                                               IT
 ---pagebreak---                      –      la designazione, a cura dello Stato membro, di tutte le autorità
                            previste all’articolo 24;
                     –      una descrizione dei sistemi di attuazione, monitoraggio, controllo e
                            valutazione nonché delle misure adottate per assicurare che le
                            azioni siano complementari a quelle finanziate nel quadro del
                            Fondo sociale europeo;
                     –      una definizione dei procedimenti applicabili alla mobilitazione e
                            circolazione dei flussi finanziari, per garantirne la trasparenza;
                     –      le disposizioni previste affinché sia data pubblicità al programma
                            pluriennale.
   2.   Gli Stati membri stabiliscono ogni programma pluriennale in stretta collaborazione
        con i partner di cui all’articolo 12.
   3.   Gli Stati membri presentano i rispettivi progetti di programma pluriennale entro
        quattro mesi dalla comunicazione degli orientamenti strategici per il periodo di
        riferimento.
   4.   La Commissione esamina il programma pluriennale proposto in base ai seguenti
        elementi:
      (a)     coerenza con gli obiettivi del Fondo e gli orientamenti strategici di cui
              all’articolo 18;
      (b)     pertinenza, adeguatezza e risultati attesi della strategia e delle priorità operative
              proposte dagli Stati membri;
      (c)     conformità con la presente decisione dei dispositivi di gestione e controllo
              istituiti dagli Stati membri per attuare gli interventi del Fondo;
      (d)     conformità con la legislazione comunitaria, in particolare con le disposizioni
              volte a garantire la libera circolazione delle persone, unitamente alle misure
              d'accompagnamento direttamente connesse riguardanti il controllo delle
              frontiere esterne, l'asilo e l'immigrazione.
   5.   La Commissione, se ritiene che un determinato programma pluriennale non sia
        coerente con gli orientamenti strategici ovvero non sia conforme con le disposizioni
        della presente decisione sui sistemi di gestione e controllo, invita lo Stato membro a
        modificare la proposta di conseguenza.
   6.   La Commissione approva i singoli programmi pluriennali entro quattro mesi dalla
        presentazione formale, secondo la procedura di cui all’articolo 51, paragrafo 2.
                                             Articolo 20
                             Revisione dei programmi pluriennali
IT                                               125                                                IT
 ---pagebreak---    1.   Su iniziativa dello Stato membro interessato o della Commissione, i programmi
        pluriennali sono riesaminati e rivisti se necessario, per il rimanente periodo di
        programmazione, per tener più conto, o in modo diverso, delle priorità comunitarie,
        in particolare alla luce delle conclusioni del Consiglio. I programmi pluriennali
        possono essere riesaminati in funzione degli esiti della valutazione oppure a causa di
        difficoltà di attuazione.
   2.   La Commissione adotta una decisione di approvazione della revisione del
        programma pluriennale quanto prima dacché lo Stato membro ha presentato
        formalmente domanda.
                                            Articolo 21
                                        Programmi annuali
   1.   I programmi pluriennali approvati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
        di lavoro annuali.
   2.   Entro il 1° luglio di ogni anno la Commissione comunica agli Stati membri una stima
        degli importi che saranno loro attribuiti per l'anno successivo, a partire dagli
        stanziamenti globali decisi nel quadro della procedura di bilancio annuale, secondo i
        calcoli di cui all'articolo 14.
   3.   Entro il 1° novembre di ogni anno gli Stati membri presentano alla Commissione un
        progetto di programma annuale per l'anno successivo, stabilito in base al programma
        pluriennale e comprendente:
      (a)      le modalità di selezione delle azioni da finanziare nell'ambito del programma
               annuale;
      (b)      una descrizione dei compiti che dovrà svolgere l’autorità responsabile per
               attuare il programma annuale;
      (c)      la prevista ripartizione finanziaria del contributo del Fondo tra le varie azioni
               del programma e l’importo richiesto in relazione all’assistenza tecnica di cui
               all’articolo 17, per l’attuazione del programma annuale.
   4.   La Commissione esamina la proposta dello Stato membro, tenendo conto
        dell'importo definitivo degli stanziamenti assegnati al Fondo nell'ambito della
        procedura di bilancio, e decide sul finanziamento da parte del Fondo entro il 1°
        marzo dell'anno di riferimento. La decisione indica l'importo attribuito allo Stato
        membro e il periodo di ammissibilità delle spese.
                                          CAPITOLO V
                     SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO
                                            Articolo 22
                                            Attuazione
IT                                              126                                              IT
 ---pagebreak---    La Commissione è responsabile dell’attuazione della presente decisione e adotta le modalità
   necessarie a tal fine.
                                                Articolo 23
                          Principi generali dei sistemi di gestione e controllo
   I sistemi di gestione e controllo dei programmi pluriennali stabiliti dagli Stati membri
   prevedono:
          (a)     una precisa definizione delle funzioni degli organismi e/o servizi preposti alla
                  gestione e al controllo e una chiara ripartizione delle funzioni all’interno di
                  ciascun organismo e/o servizio;
          (b)     una netta separazione delle funzioni tra gli organismi e/o i servizi preposti alla
                  gestione, certificazione delle spese e al controllo, e tra queste funzioni
                  all’interno di ciascun organismo e/o servizio;
          (c)     risorse per ciascun organismo o servizio in misura adeguata all’esercizio delle
                  loro funzioni per l’intero periodo di attuazione delle azioni finanziate dal
                  Fondo;
          (d)     dispositivi efficaci di controllo interno per l’autorità responsabile e altra
                  autorità delegata;
          (e)     sistemi di contabilità, monitoraggio e rendicontazione finanziaria affidabili e
                  informatizzati;
          (f)     sistemi efficaci di reporting e monitoraggio nei casi in cui l'esecuzione dei
                  compiti sia affidata a terzi;
          (g)     manuali di procedura dettagliati in relazione alle funzioni da svolgere;
          (h)     dispositivi efficaci di verifica del funzionamento del sistema;
          (i)     sistemi e procedimenti per una tracciabilità dei dati sufficiente (audit trail);
          (j)     procedimenti di reporting e monitoraggio delle irregolarità e recupero di
                  importi indebitamente versati.
                                                Articolo 24
                                      Designazione delle autorità
   1.       Per ciascun programma pluriennale, lo Stato membro designa le seguenti autorità:
          (a)     un’autorità responsabile: organo funzionale dello Stato membro ovvero autorità
                  o organismo pubblico nazionale da quello designato, responsabile della
                  gestione dei programmi pluriennali e annuali finanziati dal Fondo e
                  interlocutore unico della Commissione;
IT                                                  127                                              IT
 ---pagebreak---       (b)     un'autorità di certificazione: un’autorità o organismo pubblico nazionale
              operativamente indipendente dai servizi ordinatori dell’autorità responsabile,
              incaricato dallo Stato membro di certificare le dichiarazioni di spesa e le
              domande di pagamento prima del loro invio alla Commissione;
      (c)     un’autorità di audit: un’autorità o organismo pubblico nazionale
              operativamente indipendente dai servizi ordinatori dell’autorità responsabile,
              designato dallo Stato membro e incaricato di verificare il corretto
              funzionamento del sistema di gestione e controllo;
      (d)     un’autorità delegata, se opportuno;
      (e)     un organo di valutazione della conformità, designato al momento della
              presentazione alla Commissione del progetto di programma pluriennale. La
              Commissione può accettare che l'autorità di audit designata funga da organo di
              valutazione della conformità, purché disponga della capacità e
              dell’indipendenza operativa richieste. L’organo svolge le proprie funzioni nel
              rispetto delle norme internazionali in materia di audit.
   2.   Gli Stati membri definiscono norme disciplinanti le relazioni con le autorità e gli
        organismi di cui sopra e le relazioni di quelli con la Commissione.
   3.   Fatto salvo l’articolo 23, lettera b), le funzioni di controllo e certificazione possono
        essere assolte dallo stesso organismo o servizio.
   4.   La Commissione adotta le modalità di esecuzione degli articoli da 25 a 29 secondo la
        procedura di cui all'articolo 51, paragrafo 2.
                                           Articolo 25
                                     Autorità responsabile
   1.   L’autorità responsabile può essere un organo dello Stato membro, un organismo
        pubblico nazionale ovvero un organismo disciplinato dal diritto privato dello Stato
        membro, che svolge funzioni di servizio pubblico. Lo Stato membro che designi
        un’autorità responsabile diversa dai propri organi stabilisce le modalità concernenti
        le sue relazioni con quella autorità e le relazioni di questa con la Commissione.
   2.   L'autorità responsabile soddisfa i seguenti requisiti minimi:
      (a)     ha personalità giuridica, salvo se è un organo funzionale dello Stato membro;
      (b)     dispone delle infrastrutture necessarie per comunicare agevolmente con un
              gran numero di utilizzatori e con le autorità responsabili degli altri Stati
              membri e con la Commissione;
      (c)     opera in un ambito amministrativo che le consente di svolgere le sue funzioni
              correttamente, evitando conflitti d'interessi;
      (d)     è in grado di applicare le regole comunitarie in materia di gestione dei fondi;
IT                                             128                                               IT
 ---pagebreak---       (e)      possiede capacità finanziarie e di gestione proporzionate al volume di fondi
               comunitari che dovrà gestire;
      (f)      dispone di personale con qualifiche professionali e competenze linguistiche
               adeguate a un lavoro amministrativo in un contesto internazionale.
   3.   Lo Stato membro provvede affinché l’autorità responsabile disponga di fondi
        adeguati per uno svolgimento dei suoi compiti corretto e senza interruzioni per
        l’intero periodo 2007-2013.
                                            Articolo 26
                               Compiti dell’autorità responsabile
   1.   È compito dell’autorità responsabile gestire e attuare il programma pluriennale con
        efficienza, efficacia ed esattezza.
        A tal fine, l’autorità responsabile:
      (a)      consulta i partner interessati (organizzazioni non governative, autorità locali,
               organizzazioni internazionali competenti, parti sociali, ecc.) attraverso il
               meccanismo di partenariato di cui all’articolo 12;
      (b)      presenta alla Commissione i progetti di programma pluriennale e annuale di cui
               agli articoli 19 e 21;
      (c)      istituisce un meccanismo di cooperazione con le autorità di gestione nominate
               dagli Stati membri al fine di attuare le azioni attinenti al Fondo sociale
               europeo;
      (d)      organizza e pubblica i bandi di gara e gli inviti a presentare proposte;
      (e)      organizza procedure di selezione e attribuzione di cofinanziamenti da parte del
               Fondo, nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non
               cumulabilità;
      (f)      percepisce i pagamenti della Commissione e li versa ai beneficiari;
      (g)      garantisce la coerenza e la complementarità tra i cofinanziamenti del Fondo e
               quelli dei vari strumenti finanziari nazionali e comunitari pertinenti;
      (h)      verifica la fornitura dei prodotti e servizi cofinanziati, l'effettiva esecuzione
               delle spese dichiarate in relazione alle azioni e la conformità con le norme
               comunitarie e nazionali;
      (i)      garantisce la presenza di un sistema informatico di registrazione e
               conservazione della contabilità dettagliata di ciascuna azione attinente al
               programma annuale, e la raccolta dei dati relativi all'attuazione necessari per la
               gestione finanziaria, il monitoraggio, il controllo e la valutazione;
IT                                              129                                               IT
 ---pagebreak---       (j)     garantisce che i beneficiari e gli altri organismi coinvolti nell'attuazione delle
              azioni cofinanziate dal Fondo mantengano un sistema di contabilità separata o
              una codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative all'azione;
      (k)     garantisce che le valutazioni dei programmi pluriennali di cui all'articolo 48
              vengano svolte entro i termini previsti dalla presente decisione e rispettino gli
              standard qualitativi convenuti tra la Commissione e lo Stato membro;
      (l)     stabilisce opportune procedure affinché tutti i documenti afferenti alle spese e
              all’audit necessari per garantire un’adeguata tracciabilità dei dati siano
              conservati secondo il disposto dell’articolo 42;
      (m)     garantisce che l'autorità di audit riceva, ai fini delle attività di audit di cui
              all’articolo 29, paragrafo 1, tutte le informazioni necessarie sulle procedure di
              gestione attuate e sui progetti cofinanziati dal Fondo;
      (n)     provvede affinché l'autorità di certificazione riceva tutte le informazioni
              necessarie sulle procedure e gli audit effettuati in relazione alle spese ai fini
              della certificazione;
      (o)     redige le relazioni, le dichiarazioni di spesa vistate dall’autorità di
              certificazione e le domande di pagamento, e le trasmette alla Commissione;
      (p)     svolge attività di informazione e consulenza e divulga i risultati delle azioni
              finanziate;
      (q)     coopera con la Commissione e le autorità responsabili degli altri Stati membri.
   5.   Le attività di gestione dell’autorità responsabile afferenti a progetti attuati negli Stati
        membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 17.
                                          Articolo 27
                   Delega di compiti da parte dell’autorità responsabile
   1.   L’autorità responsabile che delega tutti i suoi compiti, o parte di essi, a un'autorità
        delegata definisce con precisione l’entità dei compiti delegati e stabilisce procedure
        dettagliate per la loro esecuzione che siano conformi ai requisiti di cui all’articolo 25.
   2.   Rientrano in tali procedure l’informazione regolare dell’autorità responsabile circa
        l’esecuzione dei compiti delegati e una descrizione dei mezzi utilizzati.
                                          Articolo 28
                                   Autorità di certificazione
   1.   L’autorità di certificazione di un programma pluriennale:
      (a)     certifica
IT                                             130                                                  IT
 ---pagebreak---                –      che la dichiarazione di spesa è corretta, proviene da sistemi contabili
                      affidabili, è basata su documenti giustificativi verificabili;
               –      che le spese dichiarate sono conformi alle norme comunitarie e nazionali
                      applicabili e riguardano azioni selezionate secondo i criteri applicabili al
                      programma, nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali;
      (b)      che le spese dichiarate sono conformi alle norme comunitarie e nazionali
               applicabili e riguardano azioni selezionate secondo i criteri applicabili al
               programma, nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali;
      (c)      garantisce, ai fini della certificazione, di aver ricevuto dall'autorità responsabile
               informazioni adeguate sulle procedure e sugli audit esperiti in relazione alle
               spese figuranti nelle dichiarazioni di spesa;
      (d)      tiene conto, ai fini della certificazione, dei risultati di tutte le operazioni di
               audit svolte dall'autorità di audit direttamente, o sotto la sua responsabilità;
      (e)      tiene una contabilità informatizzata delle spese dichiarate alla Commissione;
      (f)      provvede al recupero dei finanziamenti comunitari che risultino indebitamente
               versati a seguito di irregolarità constatate, eventualmente maggiorati di
               interessi, tiene una contabilità degli importi da recuperare e rimborsa alla
               Commissione gli importi recuperati detraendoli, se possibile, dalla
               dichiarazione di spesa successiva.
   2.   Le attività dell’autorità di certificazione afferenti a progetti attuati negli Stati membri
        possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 17, salvo il
        rispetto delle prerogative di quell’autorità descritte all’articolo 24.
                                             Articolo 29
                                         Autorità di audit
   1.   L’autorità di audit di un programma pluriennale:
      (a)      provvede affinché si tengano operazioni di audit conformi alle norme
               internazionali in materia di audit, per accertare il corretto funzionamento del
               sistema di gestione e controllo del programma pluriennale;
      (b)      provvede affinché siano svolti audit in base a un campione adeguato di azioni,
               per verificare le spese dichiarate; il campione rappresenta almeno il 10% delle
               spese totali ammissibili di ciascun programma annuale;
      (c)      entro sei mesi dall'approvazione del programma pluriennale, presenta alla
               Commissione una strategia di audit riguardante gli organismi preposti alle
               operazioni di cui alle lettere a) e b), la metodologia, il metodo di
               campionamento e una pianificazione indicativa per gli audit delle azioni
               finanziate dal Fondo, la quale garantisca che i principali beneficiari del
               cofinanziamento siano oggetto di audit e che le verifiche siano uniformemente
               ripartite sull'intero periodo di programmazione;
IT                                               131                                                 IT
 ---pagebreak---    2.   Se l'autorità di audit designata ai sensi della presente decisione è nel contempo
        autorità di audit designata ai sensi delle decisioni ....., ..... e ..... 63, ovvero se si
        applicano sistemi comuni a almeno due di questi Fondi, è possibile presentare
        un’unica strategia di audit combinata a norma del paragrafo 1, lettera c).
   3.   L'autorità di audit redige una relazione finale sull'attuazione dei programmi annuali,
        ai sensi dell'articolo 49, paragrafo 2, che comprenda:
      (a)      una relazione annuale di audit in cui figurino i risultati degli audit effettuati
               secondo la strategia di audit con riguardo al programma annuale e le eventuali
               carenze riscontrate nei sistemi di gestione e controllo del programma;
      (b)      un parere sull'efficacia del funzionamento del sistema di gestione e controllo,
               che offra adeguate garanzie circa la correttezza delle dichiarazioni di spesa
               presentate alla Commissione e la legalità e regolarità delle operazioni
               soggiacenti;
      (c)      una dichiarazione che accerti la validità della domanda di pagamento del saldo
               finale e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti cui si riferisce la
               dichiarazione finale di spesa.
   4.   Se a effettuare le operazioni di audit di cui al paragrafo 1 è un organismo diverso
        dall'autorità di audit, questa provvede affinché detto organismo disponga
        dell'autonomia operativa necessaria e il lavoro svolto sia conforme alle norme
        internazionali in materia di audit.
   5.   Le attività dell'autorità di audit o dell'organismo di cui al paragrafo 4 afferenti a
        progetti attuati negli Stati membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza
        tecnica di cui all'articolo 17, fatto salvo il rispetto delle prerogative di quell'autorità
        descritte all'articolo 24.
                                             CAPITOLO VI
                                             CONTROLLI
                                                 Articolo 30
                                   Competenze degli Stati membri
   1.   Compete agli Stati membri garantire la sana gestione finanziaria dei programmi
        pluriennali e annuali e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti.
   2.   Gli Stati membri provvedono affinché le autorità responsabili ed eventuali autorità
        delegate, le autorità di certificazione, le autorità di audit e gli altri organismi
        interessati ricevano opportuni orientamenti all’istituzione dei sistemi di gestione e
        controllo di cui agli articoli da 23 a 29, in vista di un utilizzo efficiente e regolare dei
        fondi comunitari.
   63
      Inserire i riferimenti alle decisioni che istituiscono il FER, il Fondo per le frontiere esterne e il Fondo
      per i rimpatri.
IT                                                     132                                                        IT
 ---pagebreak---    3. Gli Stati membri si occupano della prevenzione, individuazione e correzione delle
      irregolarità. Ne danno notifica alla Commissione e la informano sull'andamento dei
      procedimenti amministrativi e giudiziari.
      Ove risulti impossibile recuperare somme indebitamente corrisposte, spetta allo Stato
      membro rimborsare il bilancio delle Comunità europee delle somme perse.
   4. Gli Stati membri assumono la responsabilità in via principale del controllo
      finanziario delle azioni e provvedono affinché i sistemi di gestione e controllo siano
      applicati in modo da garantire un utilizzo efficiente e regolare dei fondi comunitari.
      Comunicano inoltre alla Commissione la descrizione di questi sistemi.
   5. Gli Stati membri collaborano con la Commissione per la raccolta dei dati statistici
      necessari all'attuazione dell'articolo 14.
   6. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 5 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 51, paragrafo 2.
                                          Articolo 31
                               Sistemi di gestione e controllo
   1. Prima di adottare un programma pluriennale, gli Stati membri provvedono affinché
      siano predisposti sistemi di gestione e controllo in conformità degli articoli da 23 a
      29. Compete agli Stati membri garantirne il corretto funzionamento per tutto il
      periodo di programmazione.
   2. Contestualmente ai singoli progetti di programma pluriennale, gli Stati membri
      trasmettono alla Commissione una descrizione dell'organizzazione e delle procedure
      dell’autorità responsabile, delle autorità delegate e delle autorità di certificazione, e i
      sistemi di audit interno applicati da tali autorità e organismi, dall'autorità di audit e
      eventuali altri organismi che svolgano attività di audit sotto la sua responsabilità.
   3. Nei tre mesi successivi alla presentazione dei singoli progetti di programma
      pluriennale, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione
      dell’organo di valutazione della conformità contenente gli esiti di una valutazione dei
      sistemi e un parere circa la loro conformità agli articoli da 23 a 28. Se il parere
      esprime riserve, la relazione indica le carenze riscontrate e la loro gravità. Gli Stati
      membri stabiliscono, d’accordo con la Commissione, un piano delle misure
      correttive da applicare e il relativo calendario di attuazione.
   4. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 3 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 51, paragrafo 2.
                                          Articolo 32
                              Competenze della Commissione
   1. La Commissione accerta, secondo la procedura di cui all'articolo 31, che gli Stati
      membri abbiano predisposto sistemi di gestione e controllo conformi agli articoli da
IT                                            133                                                 IT
 ---pagebreak---       23 a 29 e, sulla scorta delle relazioni annuali di audit e dei propri audit, che tali
      sistemi funzionino correttamente durante il periodo di attuazione dei programmi
      pluriennali.
   2. Fatti salvi gli audit effettuati dagli Stati membri, i funzionari o altri rappresentanti
      autorizzati della Commissione possono procedere, con un preavviso di almeno un
      giorno lavorativo, a audit in loco diretti ad accertare l'effettivo funzionamento dei
      sistemi di gestione e controllo, che possono riguardare azioni comprese nel
      programma annuale. A questi audit possono partecipare funzionari o rappresentanti
      autorizzati dello Stato membro interessato.
   3. La Commissione può chiedere agli Stati membri di effettuare controlli in loco per
      accertare il corretto funzionamento dei sistemi o la regolarità di una o più operazioni.
      A questi controlli possono partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati della
      Commissione.
   4. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, provvede affinché sia data
      adeguata informazione, pubblicità e seguito alle azioni finanziate dal Fondo.
   5. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, garantisce la coerenza e
      complementarità delle azioni con le politiche, gli strumenti e le iniziative
      comunitarie pertinenti.
                                           Articolo 33
           Cooperazione con gli organismi di controllo degli Stati membri
   1. La Commissione collabora con le autorità di audit dei programmi pluriennali per
      coordinare i rispettivi piani di controllo e i metodi di audit e scambia
      immediatamente i risultati degli audit realizzati sui sistemi di gestione e di controllo
      al fine di sfruttare al meglio le risorse di controllo disponibili e di evitare inutili
      duplicazioni del lavoro.
      La Commissione trasmette le proprie osservazioni sulla strategia di audit presentata
      ai sensi dell'articolo 29 entro tre mesi o in occasione della prima riunione successiva
      al suo ricevimento.
   2. Nel definire la propria strategia di audit la Commissione identifica i programmi
      pluriennali
              (a)      che sono conformi senza riserve al sistema istituito a norma
                       dell'articolo 31 o per i quali le riserve sono state sciolte a seguito
                       dell'applicazione di misure correttive e
              (b)      per i quali la strategia dell'autorità di audit a norma dell’articolo 29 è
                       soddisfacente e sono state ottenute garanzie ragionevoli circa
                       l'efficacia del funzionamento dei sistemi di gestione e controllo sulla
                       base dei risultati degli audit realizzati dalla Commissione e dallo Stato
                       membro.
IT                                             134                                                IT
 ---pagebreak---              Per tali programmi, la Commissione può informare gli Stati membri interessati che
             essa si affiderà principalmente al parere dell'autorità di audit per quanto riguarda la
             correttezza, la legalità e la regolarità delle spese dichiarate e che svolgerà i propri
             audit in loco solo in circostanze eccezionali.
                                            CAPITOLO VII
                                    GESTIONE FINANZIARIA
                                                 Articolo 34
                                 Ammissibilità – Dichiarazioni di spesa
   1.        Tutte le dichiarazioni di spesa includono l'importo delle spese sostenute dai
             beneficiari nell'attuare le azioni, e il contributo pubblico o privato corrispondente.
   2.        Le spese corrispondono a pagamenti eseguiti dai beneficiari e sono giustificate da
             fatture quietanzate o da documenti contabili di valore equivalente.
   3.        Sono ammesse al sostegno del Fondo soltanto le spese effettivamente sostenute a
             partire dal 1° gennaio dell'anno al quale si riferisce la decisione di cofinanziamento
             della Commissione prevista all'articolo 21, paragrafo 4. Le azioni cofinanziate non
             devono essere state ultimate prima della data di inizio dell’ammissibilità.
   4.        Non sono ammesse al contributo del Fondo le seguenti spese:
             –     l’IVA;
             –     gli interessi di mora;
             –     l'acquisto di terreni per un importo superiore al 10% della spesa totale
                   ammissibile per l'operazione considerata;
             –     l’edilizia abitativa.
   5.        Le regole relative all’ammissibilità delle spese nell'ambito delle azioni negli Stati
             membri cofinanziate dal Fondo, previste all’articolo 4, sono adottate secondo la
             procedura di cui all’articolo 51, paragrafo 2.
                                                 Articolo 35
                                Integralità dei pagamenti ai beneficiari
   Gli Stati membri accertano che l'autorità responsabile provveda affinché i beneficiari ricevano
   l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine. Non si applica nessuna
   detrazione o trattenuta, né alcun altro onere specifico o di altro genere con effetto equivalente
   che porti alla riduzione di questi importi per i beneficiari.
IT                                                    135                                            IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 36
                                                Uso dell'euro
   Tutti gli importi indicati nelle decisioni, negli impegni e nei pagamenti della Commissione,
   nonché gli importi delle spese certificate e le domande di pagamento degli Stati membri sono
   espressi e versati in euro.
                                                  Articolo 37
                                                   Impegni
   Gli impegni di bilancio comunitari sono assunti annualmente sulla base della decisione di
   finanziamento adottata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4.
                                                  Articolo 38
                                      Pagamenti - Prefinanziamento
   1.        La Commissione versa i contributi finanziari del Fondo in conformità degli impegni
             di bilancio.
   2.        I pagamenti avvengono sotto forma di prefinanziamento e di pagamento a saldo.
             Sono versati all’autorità responsabile designata dallo Stato membro.
   3.        Un prefinanziamento corrispondente al 50% dell'importo stanziato nella decisione di
             finanziamento della Commissione è versato allo Stato membro nei 60 giorni
             successivi all'adozione della suddetta decisione.
   4.        Un secondo prefinanziamento è erogato entro un termine non superiore a tre mesi
             dall'approvazione da parte della Commissione di una relazione intermedia di
             attuazione del programma annuale e di una dichiarazione di spesa certificata, ai sensi
             dell'articolo 28, lettera a) e dell’articolo 34, che attesti un livello di spesa pari almeno
             al 70% dell'importo del primo prefinanziamento erogato. L'importo del secondo
             prefinanziamento erogato dalla Commissione non può superare il 50% dell'importo
             totale stanziato nella decisione di cofinanziamento o, in ogni caso, il saldo tra
             l'importo dei fondi comunitari effettivamente impegnati dallo Stato membro a favore
             delle azioni selezionate nell'ambito del programma annuale e l'importo del primo
             prefinanziamento erogato.
   5.        Gli interessi generati dal prefinanziamento sono destinati al programma in questione
             e devono essere detratti dall'importo della spesa pubblica indicato nella dichiarazione
             finale di spesa.
   6.        La liquidazione contabile degli importi versati a titolo di prefinanziamento è
             effettuata al momento della chiusura del programma annuale.
IT                                                    136                                                 IT
 ---pagebreak---                                             Articolo 39
                                      Pagamento del saldo
   1    La Commissione provvede al pagamento del saldo a condizione di aver ricevuto la
        seguente documentazione entro nove mesi dalla data di fine ammissibilità dei costi
        stabilita nella decisione annuale di cofinanziamento da parte del Fondo:
      (a)      una dichiarazione certificata di spesa e una domanda di pagamento del saldo
               ovvero una dichiarazione di rimborso redatta a norma degli articoli 28, lettera
               a) e 34;
      (b)      la relazione finale di attuazione del programma annuale, contenente le
               informazioni di cui all'articolo 50;
      (c)      la relazione di audit, il parere e la dichiarazione di cui all’articolo 29, paragrafo
               3.
        Il pagamento del saldo è subordinato all'accettazione della relazione finale di
        attuazione e della dichiarazione di validità della domanda di pagamento del saldo.
   2.   Se entro il termine previsto l’autorità responsabile omette di fornire i documenti di
        cui al paragrafo 1, in un formato accettabile, la Commissione procede al disimpegno
        della parte dell’impegno di bilancio del programma annuale corrispondente, non
        utilizzata per il prefinanziamento.
   3.   La procedura di disimpegno automatico di cui al paragrafo 2 è sospesa, per l’importo
        corrispondente ai progetti interessati, qualora al momento della presentazione dei
        documenti di cui al paragrafo 1, a livello dello Stato membro sia in corso un
        procedimento giudiziario o un ricorso amministrativo con effetto sospensivo. Lo
        Stato membro include nella relazione finale parziale informazioni precise su questi
        progetti e ogni sei mesi invia una relazione sul loro stato di avanzamento. Entro tre
        mesi dalla conclusione del procedimento giudiziario o del ricorso amministrativo, lo
        Stato membro presenta la documentazione richiesta al paragrafo 1 per i progetti in
        questione.
   4.   Il termine di nove mesi previsto al paragrafo 1 si interrompe qualora la Commissione
        adotti una decisione di sospensione del cofinanziamento per il programma annuale
        corrispondente, conformemente all’articolo 41. Il termine riprende a decorrere dalla
        data di notificazione allo Stato membro della decisione della Commissione di cui
        all’articolo 41, paragrafo 3.
   5.   Fatto salvo il disposto dell’articolo 40, la Commissione, entro sei mesi dal
        ricevimento della documentazione di cui al paragrafo 1, comunica allo Stato membro
        l’importo delle spese riconosciute a carico del Fondo e ogni eventuale rettifica
        finanziaria derivante dalla differenza fra le spese dichiarate e quelle riconosciute. Lo
        Stato membro dispone di tre mesi per presentare osservazioni.
   6.   Entro tre mesi dal ricevimento delle osservazioni dello Stato membro, la
        Commissione decide in merito all’importo delle spese riconosciute a carico del
        Fondo e recupera il saldo risultante dalla differenza fra le spese riconosciute
        definitive e le somme versate agli Stati membri.
IT                                              137                                                  IT
 ---pagebreak---    7.   Compatibilmente con la disponibilità di fondi, la Commissione procede al pagamento
        del saldo entro sessanta giorni dalla data di accettazione della documentazione di cui
        al paragrafo 1. Il saldo dell’impegno di bilancio è disimpegnato entro sei mesi dal
        pagamento.
                                             Articolo 40
                                           Interruzione
   1.   I termini per il pagamento sono interrotti dall'ordinatore delegato ai sensi del
        regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 per un periodo massimo di sei mesi
        qualora esistano dubbi circa il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e di
        controllo o qualora il suddetto ordinatore richieda alle autorità nazionali informazioni
        complementari nel quadro del monitoraggio delle osservazioni formulate nell'ambito
        della revisione annuale, o qualora ritenga che la dichiarazione di spesa possa
        presentare gravi irregolarità, già identificate o presunte.
        La Commissione informa immediatamente lo Stato membro e l'autorità responsabile
        circa i motivi dell'interruzione. Lo Stato membro adotta le disposizioni necessarie per
        correggere quanto prima la situazione.
   2.   Il termine massimo di sei mesi è prorogato per un altro periodo massimo di sei mesi
        se si rende necessario adottare una decisione ai sensi degli articoli 41 e 44.
                                             Articolo 41
                                           Sospensione
   1.   La Commissione può sospendere la totalità o parte del prefinanziamento e del saldo
        qualora:
      (a)      il sistema di gestione e di controllo del programma presenti gravi carenze che
               compromettono l'affidabilità della procedura di certificazione dei pagamenti e
               per le quali non sono state adottate misure correttive; oppure
      (b)      le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa presentino una grave
               irregolarità che non è stata corretta; oppure
      (c)      uno Stato membro non si sia conformato agli obblighi che gli incombono in
               virtù degli articoli 30 e 31.
   2.   La Commissione può decidere di sospendere il prefinanziamento e i pagamenti del
        saldo dopo aver dato allo Stato membro la possibilità di presentare osservazioni entro
        un termine di tre mesi.
   3.   La Commissione mette termine alla sospensione del finanziamento e dei pagamenti
        del saldo quando ritiene che lo Stato membro abbia adottato le misure necessarie per
        consentirne la revoca.
IT                                               138                                             IT
 ---pagebreak---    4.        Qualora lo Stato membro non adotti le misure richieste, la Commissione può
             decidere la riduzione dell'importo netto o la soppressione del contributo comunitario
             al programma annuale ai sensi dell'articolo 45.
                                                Articolo 42
                                     Conservazione dei documenti
   In ciascun Stato membro l'autorità responsabile provvede affinché tutti i documenti
   giustificativi afferenti alle spese e agli audit per il programma annuale in questione siano
   tenuti a disposizione della Commissione e della Corte dei conti.
   I documenti restano disponibili per almeno tre anni dalla chiusura di un programma annuale,
   fatte salve le norme in materia di aiuti di Stato. La decorrenza di detto periodo è sospesa in
   caso di procedimento giudiziario o su richiesta della Commissione debitamente motivata.
   I documenti sono conservati sotto forma di originali o di copie autenticate su supporti
   comunemente accettati.
                       CAPITOLO VIIIRETTIFICHE FINANZIARIE
                                                Articolo 43
                            Rettifiche finanziarie a cura degli Stati membri
   1.        Fatta salva la responsabilità della Commissione per l'esecuzione del bilancio generale
             delle Comunità europee, gli Stati membri assumono in via principale la
             responsabilità di indagare sulle irregolarità. Essi agiscono quando viene accertata una
             modifica importante che incide sulla natura o sulle condizioni di esecuzione o di
             controllo di un intervento e effettuano le necessarie rettifiche finanziarie.
   2.        Lo Stato membro apporta le rettifiche finanziarie necessarie in relazione alle
             irregolarità isolate o sistemiche individuate nell'ambito di azioni o programmi
             annuali. Tali rettifiche consistono nel recupero totale o parziale del contributo
             comunitario. Lo Stato membro tiene conto della natura e della gravità delle
             irregolarità e della perdita finanziaria a danno del Fondo.
   3.        Gli Stati membri includono nella relazione annuale trasmessa alla Commissione ai
             sensi dell’articolo 49, paragrafo 2 un elenco delle procedure di soppressione avviate
             per il programma annuale in questione.
             Le rettifiche effettuate dagli Stati membri consistono nella soppressione totale o
             parziale del contributo comunitario e in caso di mancato rimborso nei termini previsti
             dallo Stato membro generano interessi di mora al tasso previsto dall'articolo 46,
             paragrafo 2.
   4.        In caso di irregolarità sistemiche, lo Stato membro estende le proprie indagini a tutte
             le operazioni potenzialmente interessate.
IT                                                  139                                              IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 44
                 Audit e rettifiche finanziarie effettuate dalla Commissione
   1.   Fatte salve le competenze della Corte dei conti o i controlli effettuati dagli Stati
        membri conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari ed
        amministrative nazionali, funzionari della Commissione o suoi rappresentanti
        autorizzati possono effettuare controlli in loco, in particolare per campionamento,
        sulle azioni finanziate dal Fondo e sui sistemi di gestione e controllo con un
        preavviso minimo di un giorno lavorativo. La Commissione ne informa lo Stato
        membro interessato, in modo da ottenere tutta l'assistenza necessaria. Funzionari
        dello Stato membro o suoi rappresentanti autorizzati possono partecipare a questi
        controlli.
        La Commissione può chiedere allo Stato membro interessato di effettuare un
        controllo in loco per verificare la regolarità di una o più operazioni. Funzionari della
        Commissione o suoi rappresentanti autorizzati possono partecipare a questi controlli.
   2.   Se, dopo aver proceduto alle verifiche necessarie, la Commissione conclude che uno
        Stato membro non si è conformato agli obblighi ad esso incombenti ai sensi
        dell'articolo 29, la Commissione sospende i pagamenti di prefinanziamento o il
        pagamento finale conformemente all'articolo 41.
                                           Articolo 45
                                    Criteri per le rettifiche
   1.   Se lo Stato membro non ha apportato le rettifiche nei termini di cui all'articolo 41,
        paragrafo 2, e non è stato raggiunto alcun accordo, la Commissione può decidere
        entro tre mesi di sopprimere in tutto o in parte il contributo comunitario a un
        programma annuale, qualora riscontri che:
      (a)      il sistema di gestione e di controllo del programma presenta gravi carenze che
               mettono in pericolo il contributo comunitario già versato al programma;
      (b)      le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa sono irregolari e lo
               Stato membro non le ha corrette prima dell'avvio della procedura di rettifica ai
               sensi del presente paragrafo,
      (c)      uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono in virtù
               dell'articolo 29 prima dell'avvio della procedura di rettifica ai sensi del presente
               paragrafo.
        La Commissione decide dopo aver preso in considerazione le eventuali osservazioni
        dello Stato membro.
   2.   La Commissione fonda le proprie rettifiche finanziarie su singoli casi di irregolarità
        identificati, tenendo conto della natura sistemica dell'irregolarità per stabilire se sia
        opportuno applicare un tasso forfettario o una rettifica estrapolata. Quando il caso di
        irregolarità riguarda una dichiarazione di spesa per la quale era stata
        precedentemente fornita una garanzia positiva ai sensi dell'articolo 29, paragrafo 3,
IT                                             140                                                  IT
 ---pagebreak---             lettera b) nell'ambito di una relazione di controllo annuale, è da presumere l'esistenza
            di un problema sistemico che comporta l'applicazione di un tasso forfettario o di una
            rettifica estrapolata, a meno che lo Stato membro, entro un termine di tre mesi, non
            possa fornire una prova in grado di confutare tale ipotesi.
   3.       Nel decidere l'importo di una rettifica, la Commissione tiene conto dell'entità
            dell'irregolarità e delle implicazioni finanziarie delle carenze riscontrate nel
            programma annuale in questione.
   4.       La Commissione, quando si basa sulle constatazioni di revisori esterni ai suoi servizi,
            trae le conclusioni in merito alle conseguenze finanziarie da applicare previo esame
            delle misure adottate dallo Stato membro interessato a norma dell'articolo 31, delle
            relazioni sulle irregolarità notificate e delle eventuali risposte degli Stati membri.
                                                 Articolo 46
                                                 Rimborso
   1.       Qualsiasi importo dovuto alla Commissione è rimborsato entro il termine indicato
            nell'ordine di riscossione emesso a norma dell'articolo 72 del regolamento (CE,
            Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio64. Detto termine corrisponde all'ultimo giorno
            del secondo mese successivo a quello di emissione dell'ordine.
   2.       Ogni ritardo nel provvedere al rimborso dà luogo all'applicazione di interessi di
            mora, a partire dalla data di scadenza del termine e fino alla data del pagamento
            effettivo. Il tasso d’interesse è il tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue
            principali operazioni di rifinanziamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale
            dell’Unione europea, serie C, in vigore il primo giorno di calendario del mese di
            scadenza, maggiorato di 3,5 punti percentuali.
                                                 Articolo 47
                                      Obblighi degli Stati membri
   L'applicazione di una rettifica finanziaria da parte della Commissione lascia impregiudicato
   l'obbligo degli Stati membri di procedere ai recuperi di cui all'articolo 45.
                                            CAPITOLO IX
                  MONITORAGGIO, VALUTAZIONE E RELAZIONI
                                                 Articolo 48
                                      Monitoraggio e valutazione
   64
           GU L 248 del 16.9.2002.
IT                                                   141                                               IT
 ---pagebreak---    1.   La Commissione provvede a monitorare il Fondo con regolarità, in collaborazione
        con gli Stati membri.
   2.   La Commissione effettua regolarmente una valutazione del Fondo in cooperazione
        con gli Stati membri, relativamente alla pertinenza, all'efficacia e all'impatto delle
        azioni attuate con riferimento agli obiettivi previsti all'articolo 2.
   3.   La Commissione valuta anche la complementarità tra le azioni attuate nell'ambito del
        Fondo e quelle concernenti altre politiche, strumenti e azioni comunitarie pertinenti.
                                            Articolo 49
                                             Relazioni
   1.   In ciascun Stato membro l'autorità responsabile adotta le misure necessarie per
        assicurare il monitoraggio e la valutazione delle azioni.
        A tal fine, gli accordi e i contratti che essa conclude con le organizzazioni
        responsabili dell'attuazione delle azioni contengono clausole che stabiliscono
        l'obbligo di presentare relazioni periodiche dettagliate sullo stato di avanzamento
        dell'azione e la realizzazione degli obiettivi assegnati.
   2.   Entro nove mesi dal termine di ammissibilità delle spese fissato nella decisione di
        cofinanziamento per ciascun programma annuale, l'autorità responsabile invia alla
        Commissione una relazione finale di attuazione nonché una dichiarazione finale di
        spesa in conformità dell'articolo 34.
   3.   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione:
      (a)      entro il 30 giugno 2010, una relazione di valutazione sull'attuazione delle
               azioni cofinanziate dal Fondo;
      (b)      entro il 30 giugno 2015 (per il periodo 2007-2010) ed entro il 30 giugno 2015
               (per il periodo 2011-2013), una relazione di valutazione dei risultati e degli
               effetti delle azioni cofinanziate dal Fondo.
   4.   La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
        economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
      (a)      entro il 30 giugno 2009, una relazione sull'applicazione dei criteri di cui
               all'articolo 14 per la ripartizione annuale delle risorse tra Stati membri,
               accompagnata da proposte di modifiche se necessario;
      (b)      entro il 31 dicembre 2010, una relazione intermedia sui risultati ottenuti e sugli
               aspetti qualitativi e quantitativi dell'attuazione del Fondo, accompagnata da una
               proposta sulla futura evoluzione del Fondo;
      (c)      entro il 31 dicembre 2012 (per il periodo 2007-2010) ed entro il
               31 dicembre 2015 (per il periodo 2011-2013), una relazione di valutazione ex
               post.
IT                                              142                                               IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 50
                                        Relazione annuale finale
   1.   Per fornire un quadro esauriente dell'attuazione dei programmi annuali e pluriennali
        le relazioni di cui all’articolo 49, paragrafo 2 includono le seguenti informazioni:
      (a)      l’attuazione finanziaria ed operativa del programma annuale;
      (b)      i progressi realizzati nell’attuare il programma pluriennale e le sue priorità a
               fronte dei rispettivi obiettivi specifici verificabili, con una quantificazione,
               ogniqualvolta possibile, degli indicatori fisici e degli indicatori di attuazione, di
               risultato e di impatto per ciascuna priorità;
      (c)      le iniziative adottate dall'autorità responsabile per assicurare la qualità e
               l'efficacia dell'attuazione, in particolare:
                          –         le misure di monitoraggio e valutazione, comprese le modalità
                                    per la raccolta dei dati;
                          –         una sintesi degli eventuali problemi significativi riscontrati
                                    durante l'attuazione del programma operativo e le misure
                                    eventualmente adottate;
                          –         il ricorso all'assistenza tecnica;
                          –         le misure adottate per fornire informazioni sui programmi
                                    annuali e pluriennali e farne adeguata pubblicità.
   2.   Le relazioni si considerano ricevibili quando contengono tutte le informazioni di cui
        al paragrafo 1. La Commissione dispone di due mesi per pronunciarsi sul contenuto
        della relazione annuale di attuazione trasmessa dall'autorità responsabile. Qualora la
        Commissione non risponda entro il termine stabilito, la relazione si considera
        accettata.
                                             CAPITOLO X
                                     DISPOSIZIONI FINALI
                                                 Articolo 51
                                                  Comitato
   1.   La Commissione è assistita dal comitato comune "Solidarietà e gestione dei flussi
        migratori" (di seguito "il comitato") istituito dalla decisione che istituisce il Fondo
        per le frontiere esterne per il periodo 2007-2013 nell'ambito del programma generale
        "Solidarietà e gestione dei flussi migratori" ../... 65.
   65
      Inserire i riferimenti alle decisioni che istituiscono il FER, il Fondo per le frontiere esterne e il Fondo
      per i rimpatri.
IT                                                     143                                                        IT
 ---pagebreak---    2.        Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7
             della decisione 1999/468/CE.
   3.        Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
                                               Articolo 52
                                                Riesame
             Su proposta della Commissione, il Consiglio riesamina la presente decisione entro il
             30 giugno 2013.
                                               Articolo 53
                                            Entrata in vigore
   La presente decisione si applica a decorrere dal 1° gennaio 2007.
                                               Articolo 54
                                               Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles,
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il Presidente
IT                                                  144                                                 IT
 ---pagebreak---                                               RELAZIONE
   1.        SVILUPPO DELLA SOLIDARIETÀ NEL SETTORE DEL RIMPATRIO DEI CITTADINI DI
             PAESI TERZI SOGGIORNANTI ILLEGALMENTE
   1.1.      Problema e analisi
   La questione del rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che non soddisfano, o non soddisfano
   più, le condizioni per l'ingresso, il soggiorno o la residenza nel territorio degli Stati membri
   dell'Unione europea, perché sono entrati illegalmente o sono rimasti oltre la scadenza del
   visto o del permesso di soggiorno, o perché la loro domanda d'asilo è stata respinta in via
   definitiva, riveste un'importanza fondamentale.
   Si tratta infatti di una questione essenziale al fine di evitare che la politica di ammissione
   risulti indebolita e di garantire il rispetto dello stato di diritto, che è uno degli elementi
   costitutivi di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
   All'atto pratico, tuttavia, l'attuazione di una politica di rimpatrio costituisce una grande sfida,
   in particolare per gli Stati membri con un PIL relativamente modesto e un'esperienza limitata.
   La gestione dei rimpatri è un processo complesso, per il quale è necessario stabilire buone
   relazioni di lavoro con i paesi di rimpatrio, mantenendo al tempo stesso un equilibrio tra diritti
   individuali e considerazioni umanitarie, da un lato, e l'interesse dello Stato a far sì che la legge
   venga applicata, dall'altro. Di fatto, le situazioni di illegalità sono spesso tollerate e gli Stati
   membri si trovano costantemente a sostenere costi ingenti per il trattenimento, per lunghi
   periodi, delle persone interessate e per il protrarsi delle battaglie giuridiche relative al loro
   allontanamento.
   La riduzione dell'immigrazione illegale attraverso un'efficace politica di rimpatrio è una
   preoccupazione comune a tutti gli Stati membri. In uno spazio senza confini interni chiunque
   è, in linea di principio, libero di muoversi senza ostacoli. Tollerare situazioni di soggiorno
   irregolare in uno Stato membro può avere un'influenza negativa sulla lotta contro il lavoro
   illegale nell'intera Unione, il che può a sua volta favorire un aumento dell'immigrazione
   clandestina verso l'UE. Al contrario, efficaci politiche di rimpatrio applicabili nell'intera UE
   potrebbero produrre effetti positivi sulla credibilità della politica comune in materia di
   immigrazione e contribuire a favorire l'accettazione dei cittadini di paesi terzi soggiornanti
   legalmente negli Stati membri.
   1.2.      Prospettive future
   Considerate le difficoltà da affrontare, gli Stati membri hanno molte più probabilità di
   superarle agendo collettivamente piuttosto che individualmente – in particolare,
   richiamandosi a modelli che già in diversi Stati membri si sono tradotti in un'applicazione
   efficace ma equa delle politiche di rimpatrio, con particolare riferimento al concetto di
   'gestione integrata dei rimpatri', che è volto a minimizzare i rischi e gli ostacoli.
   Oltre ad applicare a livello nazionale pratiche basate su precedenti esperienze positive, gli
   Stati membri potrebbero scambiarsi maggiori informazioni sulla gestione dei rimpatri, sulle
   persone oggetto di ordini di allontanamento, sull'esperienza acquisita nell'applicare misure e
   incentivi di vario genere per incoraggiare il rimpatrio volontario e sulle condizioni nei paesi
IT                                                  145                                                 IT
 ---pagebreak---    terzi. Si potrebbero infine ripartire maggiormente tra gli Stati membri i costi delle operazioni
   di rimpatrio e dell'assistenza e sostegno apportati in questi paesi prima e dopo il rimpatrio.
   È importante, tuttavia, muovere da un'interpretazione comune di chi possa essere rimpatriato e
   di come procedere nell'attuazione della politica di rimpatrio. La Commissione sta attualmente
   elaborando una proposta di direttiva relativa a norme comuni concernenti le procedure
   applicate negli Stati membri per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi soggiornanti
   illegalmente. La direttiva armonizzerà le procedure di rimpatrio applicate nell'UE. Tali norme
   non potranno di certo risolvere i problemi individuati sul piano dell'efficacia dell'applicazione
   della politica di rimpatrio, ma costituiranno un altro tassello fondamentale della politica
   generale dell'UE in tale settore.
   Le azioni finanziate dal Fondo dovrebbero inoltre essere realizzate nel rispetto delle norme in
   materia di diritti umani.
   Nel programma dell'Aia, il Consiglio europeo ha sollecitato la creazione di un Fondo per i
   rimpatri.
   1.3.      Obiettivi del Fondo
   I principali obiettivi del Fondo sono i seguenti:
   • introdurre una gestione integrata dei rimpatri e migliorarne l'organizzazione e l'attuazione
       da parte degli Stati membri.
   • rafforzare la cooperazione tra Stati membri nel quadro della gestione integrata dei rimpatri
       e della sua attuazione;
   • promuovere un'applicazione efficace ed uniforme delle norme comuni concernenti il
       rimpatrio in funzione dell'evoluzione della politica condotta in materia.
   Il Fondo riguarderebbe in linea di principio il rimpatrio degli immigrati e dei richiedenti asilo
   la cui domanda sia stata respinta.
   Il finanziamento a carico del Fondo europeo per i rifugiati di misure di rimpatrio relative a
   richiedenti asilo la cui domanda sia stata respinta diventerà inammissibile soltanto a partire
   dal 1° gennaio 2008, e questo al fine di consentire la piena attuazione del primo ciclo di
   programmazione pluriennale previsto dalla decisione attualmente in vigore.
   Quest'anno la Commissione avvierà azioni preparatorie nel campo del rimpatrio da realizzare
   nel 2005 e nel 2006. Al fine di tenere conto quanto più possibile dei (primi) risultati di queste
   azioni preparatorie, si propone di attivare il Fondo solo a partire dal 2008. Di conseguenza,
   non sono previsti finanziamenti nel 2007.
   2.        BASE GIURIDICA E MOTIVAZIONE DELLO STRUMENTO POLITICO
   2.1.      Scelta della base giuridica
   La base giuridica proposta per la presente decisione del Consiglio è l'articolo 63, paragrafo 3,
   lettera b), in quanto questo atto legislativo riguarda le "misure in materia di politica
IT                                                146                                                IT
 ---pagebreak---    dell'immigrazione" nel settore "immigrazione e soggiorno irregolari, compreso il rimpatrio
   delle persone in soggiorno irregolare".
   In conformità con la decisione 2004/927/CE del Consiglio, del 22 dicembre 2004, che
   assoggetta taluni settori contemplati dal titolo IV, parte terza del trattato che istituisce la
   Comunità europea alla procedura di cui all'articolo 251 di detto trattato, il Consiglio delibera
   secondo la procedura di cui al richiamato articolo 251 allorché adotta le misure di cui
   all'articolo 63, punto 2, lettera b), del trattato.
   Poiché si basa sul titolo IV del trattato CE, "Visti, asilo, immigrazione ed altre politiche
   connesse con la libera circolazione delle persone", la proposta deve essere presentata e
   adottata rispettando i protocolli allegati al trattato di Amsterdam sulla posizione del Regno
   Unito, dell'Irlanda e della Danimarca. Il Regno Unito e l'Irlanda hanno la possibilità di
   partecipare a questa misura. La Danimarca non partecipa all'adozione della presente
   decisione, che non la vincola né è ad essa applicabile.
   Manifestazione di solidarietà nell'assegnazione delle risorse
   Il metodo per l'assegnazione delle risorse agli Stati membri sarebbe simile a quello stabilito
   nella decisione del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per i rifugiati per il periodo
   2005–2010.
   Innanzitutto, agli Stati membri verrà assegnato un importo fisso ogni anno per tenere conto
   del fatto che numerosi Stati membri (in particolare i nuovi) saranno tenuti a realizzare
   investimenti strutturali per procedere in modo soddisfacente al rimpatrio dei cittadini di paesi
   terzi soggiornanti illegalmente. Per gli Stati che hanno aderito all'Unione europea il
   1° maggio 2004, tale importo sarà più elevato durante il periodo 2008-2013. Anche per gli
   Stati membri che aderiranno all'Unione europea tra il 2008 e il 2013, l'importo sarà più
   elevato durante il periodo 2008-2013, a partire dall'anno successivo a quello della loro
   adesione.
   In secondo luogo, per dare applicazione al concetto di solidarietà, il grosso degli stanziamenti
   assegnati agli Stati membri sarebbe determinato sulla base di un criterio di ripartizione che
   definisce gli oneri relativi degli Stati membri nella gestione dei rimpatri. Il criterio di
   ripartizione consterebbe di due elementi: uno relativo al numero di cittadini di paesi terzi
   oggetto di una decisione di rimpatrio che li obblighi a lasciare il territorio dello Stato membro
   e/o li informi di tale obbligo ed uno relativo ai rimpatri portati a termine in maniera
   soddisfacente. Per quanto riguarda il primo elemento, si calcola la somma di tutti i cittadini di
   paesi terzi che sono stati oggetto di una decisione di rimpatrio negli ultimi tre anni. Il totale
   così ottenuto dovrebbe corrispondere approssimativamente al numero di persone la cui
   posizione è all'esame delle autorità durante il periodo di riferimento, in vista di un eventuale
   allontanamento. Spesso, del resto, è inevitabile che intercorra un lasso di tempo tra la
   decisione e l'effettiva partenza: l'allontanamento, ovvero l'esecuzione della decisione di
   rimpatrio, può richiedere una decisione specifica in taluni Stati membri e/o procedure
   specifiche (compreso, se necessario, il trattenimento presso centri di permanenza
   temporanea). Il secondo elemento terrebbe invece conto dei rimpatri già effettuati in maniera
   soddisfacente. Questo meccanismo integrato incoraggerebbe pertanto gli Stati membri ad
   investire nella gestione dei rimpatri e a migliorarla, contribuendo alla riduzione
   dell'immigrazione clandestina nell'intera Unione europea. Dato che l'accento principale
   dovrebbe essere posto sull'azione futura, la proporzione tra i due elementi sarà rispettivamente
   del 70% e del 30%.
IT                                                    147                                            IT
 ---pagebreak---    La definizione della categoria di persone oggetto di una decisione di rimpatrio dovrebbe, in
   linea di principio, corrispondere alla definizione contenuta nella futura direttiva del Consiglio.
   Si propone di escludere da questa definizione i cittadini di paesi terzi ai quali sia stato rifiutato
   l'ingresso in una zona di transito di uno Stato membro, in quanto si deve presumere che queste
   persone non siano mai entrate nel territorio dell'UE e non siano necessariamente oggetto del
   regime della richiamata futura direttiva del Consiglio, mentre il loro effettivo rimpatrio è di
   norma disciplinato da altri strumenti.
   Resta comunque impregiudicata la facoltà degli Stati membri di finanziare azioni che, in
   conformità con gli obiettivi del Fondo, si applicherebbero (anche) a questa categoria di
   persone. Altrettanto vale per il rimpatrio volontario di cittadini di paesi terzi che non hanno
   presentato domanda di asilo e che non soggiornano (ancora) illegalmente nel territorio di uno
   Stato membro.
   2.2.      Azioni definite nel quadro del Fondo
   Tenuto conto degli obiettivi generali del Fondo, contribuire cioè all'attuazione delle politiche
   in materia di rimpatrio sulla base del concetto della gestione integrata dei rimpatri, la
   Commissione propone che la sua attuazione avvenga principalmente attraverso una gestione
   concorrente con gli Stati membri. Ciò consentirà di orientare il sostegno finanziario in
   funzione della situazione e delle esigenze specifiche di ciascuno Stato membro.
   Inoltre, al fine di assicurare un utilizzo dei fondi quanto più efficiente possibile, la proposta
   contiene disposizioni estremamente dettagliate per quanto concerne gli obiettivi operativi da
   realizzare, nonché i tipi di azioni che si ritiene possano contribuire a tali obiettivi.
   3.        VALUTAZIONI
   Finora, i fondi disponibili a livello comunitario erano destinati solo al sostegno della
   cooperazione amministrativa nel settore dei rimpatri (ARGO). Le azioni in questione erano
   prevalentemente incentrate su studi delle migliori pratiche e sullo scambio di informazioni tra
   le autorità ed altri soggetti interessati, come l'OIM.
   La Commissione ha effettuato una valutazione ex ante, allegata alla presente proposta.
   4.        SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
   Sussidiarietà
   In linea di principio, gli Stati membri continuano ad essere responsabili della messa a punto e
   dell'attuazione della gestione dei rimpatri in tutte le sue dimensioni. I bilanci nazionali
   rimangono pertanto la principale fonte degli investimenti e delle spese previste. Tuttavia,
   tenuto conto delle implicazioni di tali politiche per gli altri Stati membri, è plausibile che un
   Fondo sostenga gli sforzi nazionali per dare attuazione al principio della gestione integrata dei
   rimpatri in conformità delle norme comuni. Le azioni ammissibili devono pertanto essere
   chiaramente identificate, riconducibili a condizioni oggettive nei singoli Stati e presentare un
   valore aggiunto per l'intera Comunità.
IT                                                   148                                                 IT
 ---pagebreak---    Proporzionalità
   La presente decisione consente di destinare il contributo finanziario del Fondo ad una serie di
   misure in esso elencate che contribuiscono, sul piano operativo, alla realizzazione di obiettivi
   specifici, pur lasciando agli Stati membri la facoltà di scegliere le azioni e le relative modalità
   di attuazione, nell'ambito dei programmi adottati di concerto con la Commissione. Il Fondo
   deve costituire uno strumento strategico, che contribuirà alla messa a punto di strategie
   nazionali in materia di rimpatrio. È altresì necessario che l'utilizzo degli stanziamenti
   comunitari sia subordinato a regole precise e uniformi nel quadro di una decisione del
   Consiglio, che costituisce lo strumento appropriato per l'attuazione dei programmi comunitari.
   5.        INCIDENZA SUL BILANCIO
   Non sono previsti finanziamenti per il 2007. La dotazione finanziaria del Fondo sulla base
   delle prospettive finanziarie proposte dalla Commissione per il periodo 2008-2013 è di
   759 milioni di euro.
   Per la ripartizione delle risorse finanziarie tra gli Stati membri, la Commissione intende
   applicare un metodo basato su criteri oggettivi. Al fine di tenere conto della situazione
   effettiva in ciascuno Stato membro, i criteri si rifanno essenzialmente al "gruppo target". In tal
   modo si garantirà che eventuali sviluppi (ad esempio della politica in materia di ammissioni)
   siano presi debitamente in considerazione nel metodo di assegnazione degli stanziamenti, così
   da permettere l'adozione di misure correttive con il sostegno del Fondo.
IT                                                149                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                2005/0049 (COD)
                                                   Proposta di
               DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                che istituisce il Fondo europeo per i rimpatri per il periodo 2008-2013
        nell'ambito del programma generale "Solidarietà e gestione dei flussi migratori"
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 63, paragrafo 3,
   lettera b),
   vista la proposta della Commissione66,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo67,
   visto il parere del Comitato delle regioni68,
   deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato69,
   considerando quanto segue:
   (1)      Nella prospettiva della creazione progressiva di uno spazio di libertà, di sicurezza e di
            giustizia, il trattato che istituisce la Comunità europea prevede, da un lato, l'adozione
            di misure volte a garantire la libera circolazione delle persone, unitamente a misure
            d'accompagnamento riguardanti il controllo delle frontiere esterne, l'asilo e
            l'immigrazione e, dall'altro, l'adozione di misure in materia di asilo, immigrazione e
            tutela dei diritti dei cittadini di paesi terzi.
   (2)      Il Consiglio europeo speciale di Tampere del 15 e16 ottobre 1999 ha ribadito la
            volontà di istituire uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. A tal fine, è necessario
            che una politica europea comune in materia di asilo e migrazione si prefigga di
            assicurare al tempo stesso il trattamento equo dei cittadini di paesi terzi ed una
            migliore gestione dei flussi migratori.
   (3)      Una politica comunitaria efficace in materia di rimpatri costituisce un necessario
            complemento ad una politica credibile in materia di immigrazione legale e asilo,
            nonché una componente importante della lotta contro l'immigrazione clandestina. Gli
            Stati membri stanziano ingenti bilanci per l'attuazione dei programmi di rimpatrio e
            delle operazioni di rimpatrio forzato. Un'azione comune dell'Unione europea in questo
            settore, se dotata di adeguate risorse finanziarie comunitarie, potrebbe sostenere
   66
            GU C …
   67
            GU C …
   68
            GU C …
   69
            GU C …
IT                                                     150                                              IT
 ---pagebreak---        l'azione degli Stati membri, sottolineare la necessità del rimpatrio delle persone
       soggiornanti illegalmente e contribuire a rafforzare la solidarietà tra Stati membri.
   (4) Il 28 febbraio 2002, il Consiglio ha adottato il piano globale per la lotta
       all'immigrazione clandestina e alla tratta degli esseri umani nell'Unione europea70 nel
       quale sottolinea che la politica di riammissione e di rimpatrio costituisce parte
       integrante e cruciale della lotta contro l'immigrazione clandestina e individua due
       elementi: principi comuni e misure comuni, sui quali dovrebbe poggiare una politica
       comunitaria in materia di rimpatrio, nel quadro del rafforzamento della cooperazione
       amministrativa tra Stati membri.
   (5) Il programma d'azione in materia di rimpatrio, adottato dal Consiglio
       il 28 novembre 2002 sulla base della comunicazione della Commissione
       del 14 ottobre 2002 su una politica comunitaria in materia di rimpatrio delle persone
       soggiornanti illegalmente, riguarda tutte le operazioni che intervengono nel quadro
       della gestione dei rimpatri da parte degli Stati membri, ossia tanto il rimpatrio forzato
       e volontario di cittadini di paesi terzi, quanto le fasi principali del rimpatrio, come la
       preparazione e il follow-up.
   (6) Il Consiglio europeo di Salonicco, del 19 e 20 giugno 2003, ha invitato la
       Commissione ad esaminare tutti gli aspetti relativi alla creazione di uno strumento
       comunitario separato in materia di rimpatrio, destinato a sostenere, in particolare, le
       priorità previste dal programma d'azione in materia di rimpatrio.
   (7) Facendo seguito alle conclusioni dell'8 giugno 2004, nelle quali il Consiglio ha
       sollecitato l'autorità di bilancio a predisporre azioni preparatorie e ha invitato la
       Commissione a tenere conto dei suoi orientamenti sull'elaborazione di piani di
       rimpatrio integrati, in stretta cooperazione con gli Stati membri, sono state avviate
       azioni preparatorie per gli anni 2005 e 2006.
   (8) Nel programma dell'Aia, il Consiglio europeo di Bruxelles del 4 e 5 novembre 2004 ha
       sollecitato l'avvio della fase preparatoria di un Fondo europeo per i rimpatri (in
       appresso il Fondo) e la sua istituzione entro il 2007, tenendo conto della valutazione
       della fase preparatoria.
   (9) Nel novembre 2004 il Consiglio ha preso atto della relazione della Presidenza relativa
       ad un'analisi delle migliori pratiche dichiarate di rimpatrio verso determinati paesi. La
       relazione rilevava l'esistenza di notevoli possibilità e l'esigenza di instaurare una
       cooperazione più concreta tra gli Stati membri per quanto riguarda le pratiche in
       materia di rimpatrio. Essa metteva quindi in evidenza le possibilità di un approccio più
       integrato della politica di rimpatrio e delle politiche generali, a livello nazionale e
       comunitario. La relazione individuava da ultimo le migliori pratiche seguite dagli Stati
       membri per quanto riguarda il rimpatrio volontario o forzato di cittadini di paesi terzi
       verso il paese d'origine o di transito, come la promozione dei programmi di rimpatrio
       volontario assistito per assicurare il carattere duraturo dei rimpatri, la consulenza in
       materia di rimpatrio e l'organizzazione di operazioni di rimpatrio congiunte, anche
       mediante voli charter.
   70
       GU C 142 del 14.6.2002, pag. 23.
IT                                             151                                                IT
 ---pagebreak---    (10) È necessario dotare la Comunità di uno strumento destinato a sostenere ed
        incoraggiare gli sforzi compiuti dagli Stati membri per migliorare la gestione dei
        rimpatri in tutte le sue dimensioni, sulla base del principio di una gestione integrata dei
        rimpatri, al fine di favorire un'applicazione equa ed efficace delle norme comuni in
        materia di rimpatrio definite negli strumenti comunitari vigenti e futuri relativi al
        rimpatrio.
   (11) Nel 2007 non devono essere previsti finanziamenti a titolo di questo strumento per
        tenere conto dei risultati delle azioni preparatorie sul rimpatrio (2005-2006), sulla base
        di una relazione della Commissione sulla valutazione delle azioni preparatorie.
   (12) Le norme comuni di cui trattasi sono in particolare la direttiva 2001/40/CE del
        Consiglio, del 28 maggio 2001, relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di
        allontanamento dei cittadini di paesi terzi71 ed il suo corollario, la decisione
        2004/191/CE del Consiglio, del 23 febbraio 2004, che definisce i criteri e le modalità
        pratiche per la compensazione degli squilibri finanziari risultanti dall'applicazione
        della direttiva 2001/40/CE del Consiglio relativa al riconoscimento reciproco delle
        decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi72 e la decisione 2004/573/CE del
        Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa all'organizzazione di voli congiunti per
        l'allontanamento dei cittadini di paesi terzi illegalmente presenti nel territorio di due o
        più Stati membri, che sono destinatari di provvedimenti di allontanamento
        individuali73.
   (13) Si tratta altresì di strumenti comunitari futuri, come uno strumento relativo a norme
        comuni concernenti le procedure applicate negli Stati membri per il rimpatrio dei
        cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente nel loro territorio, che dovrebbe
        armonizzare le procedure di rimpatrio applicate in seno all'Unione europea e definire
        pertanto le condizioni alle quali gli Stati membri possono adottare misure di rimpatrio
        e i margini di cui dispongono a tale proposito.
   (14) Per garantire una risposta coerente della Comunità per quanto concerne il rimpatrio dei
        cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente, le azioni finanziate sulla base del
        presente strumento dovrebbero essere specifiche ed integrare quelle finanziate nel
        quadro del Fondo europeo per i rifugiati e i programmi volti a sostenere la
        cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica con i paesi e le regioni
        partner, che non sono Stati membri né paesi e territori d'oltremare.
   (15) In particolare, ciò significa che i richiedenti asilo respinti potrebbero beneficiare delle
        azioni del presente strumento solo qualora non rientrino più nella sezione relativa ai
        rimpatri del Fondo europeo per i rifugiati. Una volta concluso il primo ciclo
        pluriennale del Fondo europeo per i rifugiati (2005-2007), il presente strumento
        dovrebbe riguardare anche i richiedenti asilo respinti.
   (16) Il presente strumento è concepito per inserirsi nell'ambito coerente del Programma
        generale "Solidarietà e gestione dei flussi migratori", il cui obiettivo è affrontare la
        questione di una divisione equa delle responsabilità tra gli Stati membri per quanto
        riguarda l'onere finanziario conseguente alla gestione integrata delle frontiere esterne
   71
        GU L 149 del 2.6.2001, pag. 34.
   72
        GU L 60 del 27.2.2004, pag. 55.
   73
        GU L 261 del 6.8.2004, pag. 28.
IT                                               152                                                IT
 ---pagebreak---         dell'Unione e all'attuazione di politiche comuni in materia d'asilo e d'immigrazione,
        sviluppate conformemente al titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea.
   (17) Uno dei principali obiettivi di questo strumento dovrebbe essere la promozione di una
        gestione integrata dei rimpatri a livello nazionale. Gli Stati membri sono incoraggiati
        ad effettuare le operazioni di rimpatrio alla luce di piani d'azione integrati di rimpatrio,
        che analizzano la situazione nello Stato membro con riferimento ai destinatari delle
        misure, fissano gli obiettivi delle operazioni previste e, in collaborazione con i soggetti
        interessati, come l'UNHCR e l'OIM, propongono programmi di rimpatrio incentrati,
        attraverso svariate misure, sull'efficacia e sul carattere duraturo dei rimpatri. Se
        opportuno, i piani di rimpatrio integrati dovrebbero essere regolarmente oggetto di
        valutazioni e aggiustamenti.
   (18) Al fine di promuovere il rimpatrio volontario delle persone che ottemperano
        all'obbligo di lasciare il territorio dello Stato membro, è opportuno prevedere incentivi,
        come un trattamento preferenziale sotto forma di una maggiore assistenza al rimpatrio.
        Questo tipo di rimpatrio volontario è nell'interesse sia dei rimpatriandi, ai quali
        assicura condizioni di rimpatrio degne, sia delle autorità sotto il profilo del rapporto
        costi-efficacia.
   (19) Da un punto di vista politico, tuttavia, i rimpatri volontari e quelli forzati sono
        indissociabili e nella gestione dei rimpatri gli Stati membri dovrebbero essere
        incoraggiati a rafforzare la complementarità delle due forme. La necessità di procedere
        a rimpatri forzati per preservare l'integrità della politica dell'Unione europea in materia
        di immigrazione e di asilo e i sistemi previsti per l'immigrazione e l'asilo dagli Stati
        membri è indubbia. Pertanto, la possibilità di procedere al rimpatrio forzato costituisce
        una condizione preliminare per evitare l'indebolimento di tale politica e garantire il
        rispetto dello stato di diritto, che è fondamentale per la creazione di uno spazio di
        libertà, sicurezza e giustizia. Il presente strumento dovrebbe pertanto sostenere le
        azioni degli Stati membri volte ad agevolare il rimpatrio forzato.
   (20) Del resto, i maggiori ostacoli incontrati dagli Stati membri in relazione ai rimpatri
        riguardano i rimpatri forzati. Uno dei principali ostacoli è l'incertezza sull'identità
        dell'interessato e/o la mancanza dei necessari documenti di viaggio. Spesso i paesi
        d'origine, in mancanza di informazioni adeguate sulla nazionalità o sull'identità degli
        interessati, tardano a rilasciare o negano i documenti di viaggio per il rimpatrio. Per
        evitare l'allontanamento, le persone soggiornanti illegalmente possono pertanto
        nascondere o distruggere i loro documenti di viaggio, e non raramente accade che
        dichiarino un'identità e/o nazionalità completamente false. Di conseguenza, è spesso
        necessario avviare procedure lunghe e onerose, che comportano anche la presentazione
        degli interessati a varie ambasciate o un'analisi della loro lingua o dialetto. Gli Stati
        membri dovrebbero essere incoraggiati a migliorare la cooperazione con i servizi
        consolari dei paesi terzi e ad intensificare lo scambio di informazioni e la cooperazione
        operativa tra di loro con riferimento alla loro cooperazione con tali servizi.
   (21) È infine imperativo che il presente strumento sostenga, negli Stati membri che lo
        ritengano opportuno, misure specifiche di assistenza ai rimpatriandi nel paese di
        rimpatrio, al fine di assicurare innanzitutto il loro rimpatrio effettivo e in buone
        condizioni verso la città o regione d'origine e in secondo luogo favorirne il
        reinserimento duraturo nella loro comunità. È opportuno che tali misure non
        consistano nell'assistenza generica ai paesi terzi e siano ammissibili ai finanziamenti
IT                                                153                                                IT
 ---pagebreak---         solo nella misura in cui si rendano necessarie per assicurare il completamento di
        attività già avviate e realizzate principalmente nel territorio degli Stati membri
        nell'ambito di un piano integrato di rimpatrio.
   (22) Uno dei compiti dell'agenzia istituita conformemente al regolamento (CE) n.
        2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, che istituisce un'Agenzia europea per la
        gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri
        dell'Unione europea (in appresso "l'Agenzia"), è offrire l'assistenza necessaria per
        l'organizzazione delle operazioni di rimpatrio congiunte degli Stati membri e
        individuare le migliori pratiche in materia di acquisizione dei documenti di viaggio e
        di allontanamento dei cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente nel territorio
        degli Stati membri. Di conseguenza, l'Agenzia deve garantire che siano soddisfatte le
        condizioni per un rimpatrio efficace e coordinato tra gli Stati membri, lasciando ai
        competenti servizi nazionali l'attuazione e l'organizzazione delle operazioni congiunte
        di rimpatrio. È opportuno pertanto che l'Agenzia sia autorizzata ad utilizzare le risorse
        messe a disposizione dalle azioni comunitarie nel quadro del presente strumento.
   (23) Il sostegno del Fondo sarà più efficace e mirato se il cofinanziamento delle azioni
        ammissibili sarà fondato su programmi strategici pluriennali e sui relativi programmi
        di lavoro annuali, elaborati dai singoli Stati membri in cooperazione con la
        Commissione.
   (24) Sulla base degli orientamenti strategici adottati dalla Commissione, ciascuno Stato
        membro deve preparare un documento di programmazione pluriennale, che tenga
        conto della situazione e delle necessità del paese e ne esponga la strategia di sviluppo.
        Il documento è negoziato con la Commissione e approvato da quest'ultima e
        costituisce il quadro di riferimento per la preparazione dei programmi operativi.
   (25) La programmazione pluriennale deve essere finalizzata al conseguimento degli
        obiettivi del Fondo, garantendo la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie e la
        coerenza e la continuità dell'azione congiunta della Comunità e degli Stati membri.
   (26) È opportuno che tale programmazione pluriennale garantisca il coordinamento del
        presente strumento con altri strumenti finanziari vigenti.
   (27) Nel quadro della gestione concorrente di cui all'articolo 53, paragrafo 1, lettera b), del
        regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che
        stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità
        europee74, è opportuno specificare le condizioni che consentono alla Commissione di
        esercitare le sue responsabilità per l'esecuzione del bilancio generale delle Comunità
        europee e chiarire gli obblighi di cooperazione degli Stati membri. L'applicazione di
        queste condizioni consentirà alla Commissione di accertare se gli Stati membri fanno
        un uso legale e corretto del Fondo, conforme ai principi di una sana gestione
        finanziaria di cui all'articolo 27 del regolamento finanziario.
   (28) È opportuno che la Commissione stabilisca la ripartizione indicativa degli
        stanziamenti d'impegno disponibili in base a un metodo obiettivo e trasparente.
   74
        GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
IT                                               154                                               IT
 ---pagebreak---    (29) Nell'ambito dell'assistenza tecnica, il presente strumento dovrebbe finanziare le
        valutazioni, il miglioramento delle capacità amministrative legate alla gestione del
        Fondo, gli studi, i progetti pilota e gli scambi di esperienze, volti soprattutto a
        promuovere impostazioni e pratiche innovative.
   (30) È opportuno che gli Stati membri adottino misure atte a garantire il corretto
        funzionamento del sistema di gestione e di controllo. A tal fine, occorre stabilire i
        principi generali e le funzioni necessarie cui dovranno attenersi tutti i programmi
        operativi.
   (31) È necessario prevedere la designazione di una singola autorità per Stato membro,
        competente per la gestione degli interventi del Fondo, e chiarirne le responsabilità. È
        altresì opportuno designare l'autorità di audit e definirne le funzioni. Inoltre, per
        garantire una qualità uniforme nella certificazione delle spese prima che siano
        trasmesse alla Commissione e chiarire la natura e la qualità delle informazioni su cui si
        fondano le dichiarazioni di spesa, è necessario prevedere la designazione dell'autorità
        di certificazione.
   (32) In ossequio ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, gli Stati membri sono i
        principali responsabili per l'attuazione e il controllo degli interventi.
   (33) È opportuno specificare gli obblighi degli Stati membri con riguardo ai sistemi di
        gestione e controllo, alla certificazione delle spese e alla prevenzione, individuazione e
        rettifica delle irregolarità e violazioni del diritto comunitario, per un'attuazione
        efficiente e corretta dei programmi operativi. Con particolare riguardo alla gestione e
        al controllo, occorre stabilire le modalità in base alle quali gli Stati membri accertano
        l’esistenza e il corretto funzionamento di tali sistemi.
   (34) Fatti salvi i poteri della Commissione in materia di controllo finanziario, occorre
        rafforzare la cooperazione con gli Stati membri in questo settore e fissare criteri che
        consentano alla Commissione di determinare, nell'ambito della strategia di controllo
        dei sistemi nazionali, il livello di certezza offerto dagli organismi nazionali di audit.
   (35) L'efficacia e l'impatto delle azioni finanziate dal presente strumento dipendono anche
        dalla loro valutazione. È opportuno che siano precisate le responsabilità degli Stati
        membri e della Commissione al riguardo, nonché le modalità per una valutazione
        affidabile.
   (36) Occorre che le azioni siano valutate nella prospettiva di una revisione intermedia e
        dell'analisi di impatto e che il processo di valutazione sia integrato nelle modalità di
        monitoraggio del progetto.
   (37) La presente decisione istituisce, per l'intera durata del programma, una dotazione
        finanziaria che rappresenta il principale punto di riferimento per l'autorità di bilancio,
        ai sensi del punto 33 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999, tra il
        Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, sulla disciplina di bilancio e il
        miglioramento della procedura di bilancio75.
   75
        GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1.
IT                                                155                                              IT
 ---pagebreak---    (38)    Considerato che gli obiettivi dell'azione proposta, vale a dire promuovere il rimpatrio
           di cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente alla luce delle norme comuni e del
           principio della gestione integrata dei rimpatri, non possono essere conseguiti in misura
           sufficiente dagli Stati membri e possono quindi, a motivo delle dimensioni o degli
           effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario, la
           Comunità può adottare misure, conformemente al principio di sussidiarietà di cui
           all'articolo 5 del trattato. Nel rispetto del principio di proporzionalità enunciato nello
           stesso articolo, la presente decisione non va al di là di quanto necessario per il
           raggiungimento di tali obiettivi.
   (39)    È opportuno adottare le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione
           conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante
           modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione76.
   (40)    Ai sensi degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al
           trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la
           Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, che non la vincola né è
           ad essa applicabile,
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                              CAPITOLO I
                              OGGETTO, OBIETTIVI E AZIONI
                                                 Articolo 1
                                    Oggetto e campo d'applicazione
   La presente decisione istituisce per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2013 il
   Fondo europeo per i rimpatri (di seguito "il Fondo") nell'ambito del programma generale
   "Solidarietà e gestione dei flussi migratori", al fine di contribuire al rafforzamento dello
   spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
   La presente decisione definisce gli obiettivi cui contribuisce il Fondo, le sue modalità di
   attuazione, le risorse finanziarie disponibili e i criteri di ripartizione per la loro assegnazione.
   Essa stabilisce quindi le regole di gestione del Fondo, anche finanziarie, nonché i meccanismi
   di monitoraggio e controllo in base a una divisione delle competenze tra la Commissione e gli
   Stati membri.
                                                 Articolo 2
                                       Obiettivi generali del Fondo
   76
           GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
IT                                                  156                                                 IT
 ---pagebreak---    1.   L'obiettivo generale del Fondo è sostenere gli sforzi compiuti dagli Stati membri per
        migliorare la gestione dei rimpatri in tutte le sue dimensioni, sulla base del principio
        della gestione integrata dei rimpatri, tenendo conto della legislazione comunitaria
        vigente in questo campo.
   2.   Il Fondo contribuisce a finanziare l'assistenza tecnica su iniziativa degli Stati membri
        o della Commissione.
                                             Articolo 3
                                        Obiettivi specifici
   1.   Il Fondo contribuisce ai seguenti obiettivi specifici:
      (a)       introdurre una gestione integrata dei rimpatri e migliorarne l'organizzazione e
                l'attuazione da parte degli Stati membri;
      (b)       rafforzare la cooperazione tra Stati membri nel quadro della gestione integrata
                dei rimpatri e della sua attuazione;
      (c)       promuovere un'applicazione efficace ed uniforme delle norme comuni
                concernenti il rimpatrio in funzione dell'evoluzione della politica condotta in
                materia.
   2.   La gestione integrata dei rimpatri comprende in particolare l'elaborazione e
        l'attuazione, da parte delle autorità competenti di uno Stato membro, di piani di
        rimpatrio integrati:
        – basati su una valutazione globale della situazione nello Stato membro con
            riferimento alla popolazione target e alle difficoltà inerenti alle operazioni previste
            (come quelle relative all'ottenimento dei documenti di viaggio o altri ostacoli di
            carattere pratico che si frappongono al rimpatrio). La valutazione globale è
            effettuata in collaborazione con tutte le autorità e i partner interessati;
        – destinati a predisporre un'ampia gamma di misure volte ad incoraggiare
            programmi di rimpatrio volontario dei cittadini di paesi terzi soggiornanti
            illegalmente sul suo territorio e contemplanti, se necessario, operazioni di
            rimpatrio forzato per tali persone, nel pieno rispetto dei principi umanitari e della
            loro dignità;
        – atti a selezionare un gruppo target sulla base dei relativi dossier; e
        – comprendenti un programma e/o un calendario e, se opportuno, un meccanismo di
            valutazione periodica che consenta un aggiustamento del programma ed una
            valutazione dell'incidenza pratica del piano.
   3.   I piani di rimpatrio integrati si incentrano in particolar modo sull'efficacia e sul
        carattere duraturo dei rimpatri, sia volontari che forzati attraverso, ad esempio, azioni
        d'informazione efficienti nella fase precedente la partenza, l'organizzazione del
        viaggio e il transito nel paese di rimpatrio. Per quanto possibile, al fine di
IT                                               157                                                IT
 ---pagebreak---         promuovere il rimpatrio volontario possono essere previsti incentivi, come una
        maggiore assistenza al rimpatrio, per coloro che accettano il rimpatrio volontario.
        Qualora gli Stati membri lo ritengano opportuno, tali piani possono anche prevedere
        misure di sostegno all'accoglienza e al reinserimento.
                                              Articolo 4
                              Azioni ammissibili negli Stati membri
   1.   Possono beneficiare del sostegno del Fondo le azioni relative all'obiettivo di cui
        all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), riguardanti in particolare:
                 (a)     l'istituzione o il miglioramento di una cooperazione operativa efficace,
                         stabile e duratura tra le autorità degli Stati membri e le autorità
                         consolari e i servizi di immigrazione dei paesi terzi, al fine di ottenere
                         i documenti di viaggio per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi e di
                         garantire la rapidità e l'efficacia delle procedure di allontanamento;
                 (b)     la promozione e l'agevolazione dei rimpatri volontari di cittadini di
                         paesi terzi soggiornanti illegalmente, in particolare mediante
                         programmi di rimpatrio volontario assistito, al fine di assicurare il
                         carattere duraturo dei rimpatri;
                 (c)     la semplificazione e l'attuazione dei rimpatri forzati di cittadini di
                         paesi terzi soggiornanti illegalmente, al fine di rafforzare la credibilità
                         e l'integrità delle politiche di immigrazione e di ridurre il periodo
                         durante il quale le persone in attesa di rimpatrio forzato devono essere
                         trattenute.
   2.   Possono beneficiare del sostegno del Fondo le azioni relative all'obiettivo di cui
        all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), riguardanti in particolare:
      (a)      la cooperazione per la raccolta di informazioni sui paesi d'origine e la relativa
               comunicazione ai potenziali candidati al rimpatrio;
      (b)      la cooperazione per l'instaurazione di relazioni di lavoro operative efficaci,
               stabili e durature tra le autorità degli Stati membri, da un lato, e le autorità
               consolari e i servizi di immigrazione dei paesi terzi, dall'altro, al fine di
               agevolare l'assistenza consolare per l'ottenimento dei documenti di viaggio per
               il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi e di garantire la rapidità e l'efficacia delle
               procedure di rimpatrio;
      (c)      l'elaborazione e l'attuazione di piani di rimpatrio integrati congiunti, compresi i
               programmi di rimpatrio volontario congiunti incentrati su specifici paesi
               d'origine, di precedente residenza o transito;
      (d)      studi sulla situazione di fatto e sulle possibilità di rafforzare la cooperazione
               amministrativa tra gli Stati membri nel campo del rimpatrio, nonché sul ruolo
               che le organizzazioni internazionali e non governative possono svolgere in tale
               contesto;
IT                                               158                                                    IT
 ---pagebreak---       (e)      lo scambio di informazioni, il sostegno e la consulenza per quanto riguarda la
               gestione del rimpatrio di gruppi particolarmente vulnerabili;
      (f)      l'organizzazione, per un pubblico di esperti, di seminari sulle migliori pratiche,
               incentrati su paesi terzi e/o regioni specifici;
      (g)      misure congiunte che consentano l'accoglienza delle persone riammesse nei
               paesi d'origine, di precedente residenza o transito;
      (h)      l'elaborazione congiunta di azioni volte a garantire il reinserimento duraturo
               delle persone nel loro paese d'origine o di precedente residenza;
      (i)      misure congiunte per monitorare la condizione delle persone rimpatriate e la
               sua sostenibilità.
   3.   Possono beneficiare del sostegno del Fondo le azioni relative all'obiettivo di cui
        all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), riguardanti in particolare:
      (a)      il miglioramento della capacità delle autorità competenti di adottare decisioni
               qualitativamente valide in materia di rimpatrio nei tempi più brevi;
      (b)      il miglioramento della capacità delle competenti autorità amministrative di
               eseguire/far applicare rapidamente le decisioni di rimpatrio, nel pieno rispetto
               della dignità umana e delle norme di sicurezza europee applicabili;
      (c)      il miglioramento della capacità degli organi giudiziari di pronunciarsi più
               rapidamente sui ricorsi contro le decisioni di rimpatrio;
      (d)      l'organizzazione di seminari e formazioni congiunte per il personale delle
               competenti autorità amministrative, delle autorità preposte all'applicazione
               della legge e degli organi giudiziari per quanto concerne gli aspetti giuridici e
               pratici delle operazioni di rimpatrio;
      (e)      il miglioramento della capacità delle competenti autorità amministrative di dare
               efficace attuazione agli accordi comuni sul riconoscimento reciproco e alle
               operazioni di rimpatrio congiunte, incluse le raccomandazioni, le norme
               operative e le migliori pratiche definite dall'Agenzia europea per la gestione
               della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri
               dell'Unione europea, in materia di rimpatrio.
   4.   Le azioni di cui ai paragrafi da 1 a 3 sono volte in particolare a promuovere
        l'attuazione delle disposizioni della legislazione comunitaria applicabile nel campo
        della politica comune europea in materia di immigrazione e di rimpatrio.
   5.   Le azioni tengono conto della specifica situazione di persone vulnerabili, come
        minori, minori non accompagnati, anziani, persone disabili, donne in stato di
        gravidanza, genitori soli con figli minori e persone che sono state vittime di tortura,
        stupro o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale.
IT                                               159                                              IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 5
                                Misure ammissibili negli Stati membri
   Le azioni che beneficiano di un sostegno possono includere le misure seguenti:
   – in tutti i casi di rimpatrio, le informazioni preliminari al rimpatrio, l'ottenimento dei
      documenti di viaggio indispensabili, i costi dei controlli medici necessari prima del
      rimpatrio, le spese di viaggio e sostentamento per i rimpatriandi e la scorta, compreso il
      personale medico, la sistemazione della scorta, l'assistenza specifica a gruppi di persone
      vulnerabili, come bambini o disabili, le spese di trasporto fino alla destinazione finale nel
      paese di rimpatrio e la cooperazione con le autorità del paese d'origine, di precedente
      residenza o transito;
   – inoltre, nel caso di rimpatrio forzato di cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente, le
      spese per la sistemazione temporanea dei rimpatriandi e della scorta dello Stato membro
      partecipante, nello Stato membro organizzatore nel quadro di operazioni di rimpatrio
      congiunte;
   – inoltre, nel caso di rimpatrio volontario di cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente,
      informazioni preliminari esaurienti, assistenza e consulenza, nonché le spese essenziali
      prima del rimpatrio;
   – inoltre, qualora gli Stati membri lo ritengano opportuno, le spese iniziali dopo il rimpatrio,
      il trasporto degli effetti personali dei rimpatriandi, una sistemazione temporanea adeguata
      in un centro d'accoglienza o, se necessario, in un albergo durante i primi giorni successivi
      al rimpatrio, la formazione e l'aiuto all'occupazione e, se del caso, un sostegno limitato alla
      creazione di attività economiche;
   – l'istruzione e la formazione del personale delle competenti autorità amministrative, delle
      autorità preposte all'applicazione della legge e degli organi giudiziari, il distacco di queste
      categorie di personale di altri Stati membri per assicurare un'applicazione efficace ed
      uniforme delle norme comuni in materia di rimpatrio e rafforzare la cooperazione, nonché
      le missioni volte a valutare i risultati delle politiche in materia di rimpatrio nei paesi terzi;
   – nel caso della cooperazione operativa con le autorità consolari e i servizi di immigrazione
      dei paesi terzi al fine di ottenere i documenti di viaggio e garantire la rapidità delle
      procedure di rimpatrio, le spese di viaggio e di sistemazione negli Stati membri per il
      personale delle autorità e dei servizi responsabili dell'identificazione dei cittadini di paesi
      terzi e della verifica dei loro documenti di viaggio;
   – nel caso delle misure per il reinserimento volte a rafforzare il carattere duraturo dei
      rimpatri conformemente al concetto di gestione integrata dei rimpatri, qualora lo Stato
      membro lo ritenga opportuno, incentivi in contanti ed altre misure a breve termine
      necessarie per avviare il processo di reinserimento, sotto il profilo dello sviluppo
      personale, dei rimpatriati, come la formazione, il collocamento e l'aiuto all'occupazione, il
      sostegno alla creazione di attività economiche e l'assistenza e la consulenza dopo il
      rimpatrio, nonché misure che consentano agli Stati membri di adottare le disposizioni
      necessarie per accogliere i rimpatriati al loro arrivo nei paesi terzi.
IT                                                   160                                                IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 6
                                 Azioni di interesse comunitario
   1.   Su iniziativa della Commissione, il Fondo può finanziare, nel limite del 7% delle sue
        risorse disponibili, azioni transnazionali o di interesse comunitario ("azioni
        comunitarie") in materia di politica di immigrazione e di integrazione e misure
        applicabili al gruppo target di cui all'articolo 7.
   2.   Per essere ammissibili al finanziamento, le azioni comunitarie devono in particolare:
      (a)      promuovere la cooperazione comunitaria nell'attuazione della legislazione
               comunitaria e delle buone pratiche;
      (b)      sostenere l'istituzione di reti di cooperazione transnazionali e di progetti pilota
               fondati su partenariati transnazionali tra organismi situati in due o più Stati
               membri, destinati a stimolare l'innovazione, facilitare gli scambi di esperienze e
               di buone pratiche e migliorare la qualità della politica in materia di rimpatrio;
      (c)      sostenere campagne di sensibilizzazione transnazionali;
      (d)      sostenere l'analisi, la divulgazione e lo scambio di informazioni, anche
               sull'utilizzo di tecnologie di punta, sulle migliori pratiche e su tutti gli altri
               aspetti del Fondo;
      (e)      sostenere progetti pilota e studi che vaglino la possibilità di nuove forme di
               cooperazione e legislazione comunitarie in questo settore;
      (f)      sostenere lo sviluppo di strumenti statistici, di metodi e di indicatori comuni.
   3.   Il programma annuale di lavoro che stabilisce le priorità per le azioni comunitarie è
        adottato secondo la procedura di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                             Articolo 7
                                          Gruppi target
   1.   Ai fini della presente decisione, i gruppi target comprendono tutti i cittadini di paesi
        terzi soggiornanti illegalmente in uno Stato membro.
   2.   Essi includono i cittadini di paesi terzi che non hanno o non hanno più bisogno di
        protezione internazionale, in quanto la loro domanda d'asilo è stata respinta con
        decisione definitiva del sistema giuridico nazionale interessato o in quanto il loro
        status è stato revocato, non è più valido o non è stato prorogato (con decisione
        definitiva) conformemente al diritto nazionale e comunitario.
   3.   Per "cittadino di un paese terzo" si intende qualsiasi persona che non abbia la
        cittadinanza dell'Unione ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1, del trattato.
IT                                              161                                                IT
 ---pagebreak---                                       CAPITOLO II
                           PRINCIPI DI INTERVENTO
                                          Articolo 8
                        Complementarità, coerenza e conformità
   1. Il Fondo fornisce un'assistenza complementare alle azioni nazionali, regionali e
      locali, integrandovi le priorità della Comunità.
   2. La Commissione e gli Stati membri provvedono affinché l'intervento del Fondo e
      degli Stati membri sia coerente con le attività, le politiche e le priorità comunitarie.
      Tale coerenza è in particolar modo evidenziata nel programma pluriennale di cui
      all'articolo 20.
   3. Le operazioni finanziate dal Fondo sono conformi alle disposizioni del trattato e
      degli atti emanati in virtù dello stesso.
                                          Articolo 9
                                     Programmazione
   1. Gli obiettivi del Fondo vengono realizzati entro due periodi di programmazione
      pluriennale (2008-2010 e 2011-2013). Tale sistema di programmazione pluriennale
      include le priorità e un processo di gestione, decisione, audit e di certificazione.
   2. I programmi pluriennali adottati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
      annuali.
                                         Articolo 10
                          Intervento sussidiario e proporzionale
   1. Compete agli Stati membri attuare i programmi annuali e pluriennali di cui agli
      articoli 20 e 22 al livello territoriale appropriato, secondo il sistema istituzionale
      specifico di ciascuno di essi. Tale competenza è esercitata in conformità della
      presente decisione.
   2. I mezzi utilizzati dalla Commissione e dagli Stati membri in materia di audit variano
      secondo l'entità del contributo comunitario. Una differenziazione si applica anche in
      rapporto alle disposizioni relative alla valutazione e alle relazioni sui programmi
      annuali e pluriennali.
                                         Articolo 11
                                   Metodi d'esecuzione
IT                                           162                                               IT
 ---pagebreak---    1.   Il bilancio comunitario assegnato al Fondo è eseguito in conformità dell'articolo 53,
        paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio,
        salvo per le azioni comunitarie di cui all'articolo 6 e per l'assistenza tecnica di cui
        all'articolo 17.
        Gli Stati membri e la Commissione garantiscono il rispetto del principio della sana
        gestione finanziaria.
   2.   La Commissione esercita le responsabilità di esecuzione del bilancio generale delle
        Comunità europee secondo le seguenti modalità:
      (a)      verifica l'esistenza e il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e
               controllo negli Stati membri, secondo la procedura di cui all'articolo 32;
      (b)      interrompe o sospende la totalità o parte dei pagamenti, conformemente agli
               articoli 41 e 42, in caso di inadempienza dei sistemi nazionali di gestione e
               controllo e applica ogni altra rettifica finanziaria richiesta, secondo le
               procedure di cui agli articoli 45 e 46.
                                            Articolo 12
                                           Addizionalità
   1.   I contributi del Fondo non sostituiscono le spese pubbliche o equivalenti di uno Stato
        membro.
   2.   La Commissione procede alla verifica del principio di addizionalità, di concerto con
        ciascuno Stato membro, a medio termine entro il 31 dicembre 2012 ed ex post entro
        il 31 dicembre 2015.
                                            Articolo 13
                                           Partenariato
   1.   Ogni Stato membro organizza, secondo le norme e prassi nazionali vigenti, un
        partenariato con le autorità e gli organismi da quello designati:
      (a)      autorità regionali, locali, urbane e altre autorità pubbliche competenti;
      (b)      qualunque altro organismo appropriato in rappresentanza della società civile,
               delle organizzazioni non governative, delle parti sociali.
        Ogni Stato membro garantisce una partecipazione ampia ed effettiva di tutti gli
        organismi appropriati, secondo le norme e le prassi nazionali vigenti.
   2.   Il partenariato è condotto nel pieno rispetto delle norme istituzionali, giuridiche e
        finanziarie di ciascuna categoria di partner.
        Il partenariato riguarda la preparazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione
        dei programmi pluriennali.
IT                                              163                                              IT
 ---pagebreak---                                          CAPITOLO III
                                QUADRO FINANZIARIO
                                             Articolo 14
                                           Risorse globali
   1.   L'importo di riferimento finanziario per l'attuazione del Fondo dal 1° gennaio 2008 al
        31 dicembre 2013 è di 759 milioni di euro.
   2.   L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti annuali per il Fondo nei limiti delle
        prospettive finanziarie.
   3.   La Commissione procede a ripartizioni indicative annuali per Stato membro
        conformemente ai criteri stabiliti all'articolo 15.
                                             Articolo 15
      Ripartizione annuale delle risorse per azioni ammissibili negli Stati membri
   1.   Ogni Stato membro riceve dalla dotazione annuale del Fondo l'importo fisso di
        300 000 euro.
        Per gli Stati che hanno aderito all'Unione europea il 1° maggio 2004, tale importo è
        fissato in 500 000 euro all'anno per il periodo dal 2008 al 2013.
        Per gli Stati membri che aderiranno all'Unione europea tra il 2008 e il 2013,
        l'importo è fissato in 500 000 euro all'anno per la parte rimanente del periodo
        2008-2013, a partire dall'anno successivo a quello della loro adesione.
   2.   Le restanti risorse annuali disponibili sono ripartite tra gli Stati membri come segue:
      (a)      il 70% in proporzione al numero complessivo di cittadini di paesi terzi
               soggiornanti o aventi soggiornato illegalmente nel territorio dello Stato
               membro e che nei tre anni precedenti sono stati oggetto di una decisione di
               rimpatrio in virtù di norme di diritto nazionale o comunitario, vale a dire di una
               decisione o atto amministrativo o giudiziario, che dichiari l'illegalità del
               soggiorno e imponga l'obbligo di rimpatrio;
      (b)      il 30% in proporzione al numero di cittadini di paesi terzi che hanno
               effettivamente lasciato il territorio di uno Stato membro negli ultimi tre anni,
               su base volontaria o coattivamente, in ottemperanza ad un ordine di
               allontanamento amministrativo o giudiziario.
   3.   I cittadini di paesi terzi di cui al paragrafo 2 non includono:
      (a)      i cittadini di paesi terzi ai quali uno Stato membro abbia rifiutato l'ingresso in
               una zona di transito;
IT                                               164                                              IT
 ---pagebreak---       (b)      i cittadini di paesi terzi che devono essere rimpatriati da uno Stato membro
               verso un altro Stato membro, in particolare in virtù del regolamento (CE)
               n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003, che stabilisce i meccanismi di
               determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda
               d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo.
   4.   Le cifre di riferimento sono le ultime cifre stabilite dall'Istituto statistico della
        Comunità europea, conformemente alla legislazione comunitaria.
   5.   Gli Stati membri forniscono i dati necessari qualora non siano disponibili le
        statistiche di cui al paragrafo 4.
                                            Articolo 16
                                  Struttura del finanziamento
   1.   Il contributo finanziario del Fondo assume la forma di sovvenzioni.
   2.   Le azioni che beneficiano del sostegno del Fondo sono cofinanziate da fonti
        pubbliche o private, non hanno finalità di lucro e non sono ammesse a finanziamenti
        da altra fonte a carico del bilancio generale delle Comunità europee.
   3.   Gli stanziamenti del Fondo sono complementari alle spese pubbliche o equivalenti
        degli Stati membri destinate alle misure oggetto della presente decisione.
   4.   Il contributo comunitario ai progetti finanziati non supera, per le azioni di cui
        all'articolo 4 attuate negli Stati membri, il 50% del costo totale di un'azione specifica.
        Il contributo può essere aumentato al 60% per progetti aventi come obiettivo le
        priorità specifiche indicate negli orientamenti strategici della Commissione di cui
        all'articolo 19.
        Il contributo è aumentato al 75% negli Stati membri che beneficiano del Fondo di
        coesione.
   5.   In generale gli aiuti comunitari per azioni finanziate dal Fondo sono concessi per un
        massimo di tre anni, con riserva di un riesame periodico dei progressi compiuti.
                                            Articolo 17
                      Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
   1.   Su iniziativa e/o per conto della Commissione, il Fondo può finanziare, entro un
        limite dello 0,20% della sua dotazione annuale, le azioni di preparazione,
        monitoraggio, sostegno tecnico e amministrativo, valutazione, audit e ispezione
        necessarie per l'attuazione della presente decisione.
   2.   Tali azioni comprendono:
IT                                              165                                                IT
 ---pagebreak---       (a)      studi, valutazioni, perizie e statistiche, anche di natura generale in relazione al
               funzionamento del Fondo;
      (b)      misure destinate ai partner, ai beneficiari dell'intervento e al pubblico, in
               particulare le azioni informative;
      (c)      la messa in opera, il funzionamento e l'interconnessione di sistemi informatici
               per la gestione, il monitoraggio, l'ispezione e la valutazione;
      (d)      il miglioramento dei metodi di valutazione e lo scambio di informazioni sulle
               pratiche vigenti in questo settore.
                                           Articolo 18
                             Assistenza tecnica degli Stati membri
   1.   Su iniziativa dello Stato membro interessato, per ciascun programma annuale il
        Fondo può finanziare misure di preparazione, gestione, monitoraggio, valutazione,
        informazione e controllo, nonché misure per rafforzare la capacità amministrativa
        connessa all'attuazione del Fondo.
   2.   L'importo annuale stanziato per l'assistenza tecnica non può superare il 4% del
        cofinanziamento annuale totale assegnato allo Stato membro, maggiorato di
        30 000 euro.
                                        CAPITOLO IV
                                   PROGRAMMAZIONE
                                           Articolo 19
                              Adozione di orientamenti strategici
   1.   Per ciascun periodo di programmazione pluriennale la Commissione adotta
        orientamenti strategici che definiscono il quadro d'intervento del Fondo, alla luce dei
        progressi conseguiti nello sviluppo e nell'attuazione del diritto comunitario in materia
        di rimpatrio e delle misure adottate dalla Comunità nel settore dell'immigrazione
        clandestina, e la ripartizione indicativa delle risorse del Fondo per il periodo di
        riferimento.
   2.   Per gli obiettivi del Fondo di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettere a) e b), tali
        orientamenti danno attuazione in particolare alle priorità comunitarie volte a
        promuovere:
        – il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che non sono in possesso di un passaporto o
            di altro documento di identità;
        – il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che non rientrano nel campo di applicazione
            di accordi comunitari di riammissione o di accordi bilaterali di riammissione
IT                                              166                                                IT
 ---pagebreak---          conclusi dagli Stati membri, al fine di rafforzare l'obbligo di diritto internazionale
         che impone agli Stati di riammettere i propri cittadini;
      – il rimpatrio verso un determinato paese di cittadini di paesi terzi e apolidi che
         sono giunti da tale paese o che vi hanno soggiornato pur non avendone la
         cittadinanza;
      – il rimpatrio di gruppi particolarmente vulnerabili.
      Per l'obiettivo del Fondo di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), tali orientamenti
      danno attuazione in particolare alle priorità comunitarie volte a promuovere la
      conoscenza delle norme comuni all'interno dell'Unione europea e la loro integrazione
      nelle procedure quotidiane di gestione dei rimpatri seguite dalle autorità
      amministrative degli Stati membri.
   3. La Commissione adotta gli orientamenti strategici relativi al primo periodo di
      programmazione pluriennale (2008-2010) entro il 31 marzo 2007 e quelli relativi al
      secondo periodo di programmazione (2011-2013) entro il 31 marzo 2010.
   4. Gli orientamenti strategici sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 52,
      paragrafo 2.
                                         Articolo 20
         Preparazione e approvazione dei programmi nazionali pluriennali
   1. Per ogni periodo di programmazione ciascuno Stato membro presenta, sulla scorta
      degli orientamenti strategici di cui all'articolo 19, un progetto di programma
      pluriennale comportante i seguenti elementi:
              (a)     una descrizione della situazione nello Stato membro per quanto
                      concerne il principio della gestione integrata dei rimpatri, la
                      cooperazione con le autorità consolari e i servizi d'immigrazione dei
                      paesi terzi, le misure e le politiche relative al rimpatrio volontario e
                      forzato, l'orientamento relativo alle misure per favorire il
                      reinserimento e il carattere duraturo dei rimpatri, lo sviluppo delle
                      capacità delle competenti autorità amministrative e giudiziarie e la
                      cooperazione con gli altri Stati membri nei settori citati;
              (b)     un'analisi delle esigenze dello Stato membro in questione per quanto
                      concerne la cooperazione con le autorità consolari e i servizi
                      d'immigrazione dei paesi terzi, le misure e le politiche relative al
                      rimpatrio volontario e forzato, l'orientamento relativo alle misure per
                      favorire il reinserimento e il carattere duraturo dei rimpatri, lo
                      sviluppo delle capacità delle competenti autorità amministrative e
                      giudiziarie e la cooperazione con gli altri Stati membri nei settori citati
                      e un'indicazione degli obiettivi operativi per soddisfare tali esigenze
                      nel periodo di riferimento del programma pluriennale;
IT                                           167                                                  IT
 ---pagebreak---                 (c)     la presentazione di una strategia appropriata per raggiungere tali
                        obiettivi e le priorità attribuite alla loro realizzazione, nonché una
                        descrizione delle azioni previste per attuare tali priorità;
                (d)     un'indicazione del grado di compatibilità di tale strategia con altri
                        strumenti regionali, nazionali e comunitari;
                (e)     informazioni sulle priorità e relativi obiettivi specifici. Tali obiettivi
                        specifici sono quantificati utilizzando un numero limitato di indicatori
                        di attuazione, risultato e impatto, nel rispetto del principio di
                        proporzionalità. Gli indicatori devono permettere di misurare i
                        progressi compiuti rispetto alla situazione di partenza e l'efficacia
                        degli obiettivi di attuazione delle priorità;
                (f)     un piano di finanziamento indicativo che precisi, per ciascuna priorità
                        e ciascun anno, la partecipazione finanziaria del Fondo prevista e il
                        totale dei cofinanziamenti pubblici o privati;
                (g)     disposizioni di       attuazione   del    programma      pluriennale   che
                        comprendano:
                        –       la designazione, a cura dello Stato membro, di tutte le autorità
                                definite all'articolo 25;
                        –       una descrizione dei sistemi di attuazione, monitoraggio,
                                controllo e valutazione;
                        –       una definizione dei procedimenti applicabili alla mobilitazione
                                e circolazione dei flussi finanziari, per garantirne la
                                trasparenza;
                        –       le disposizioni previste affinché sia data pubblicità al
                                programma pluriennale.
   2.   Gli Stati membri stabiliscono ogni programma pluriennale in stretta collaborazione
        con i partner di cui all'articolo 13.
   3.   Gli Stati membri presentano i rispettivi progetti di programma pluriennale entro
        quattro mesi dalla comunicazione degli orientamenti strategici per il periodo di
        riferimento.
   4.   La Commissione esamina il programma pluriennale proposto in base ai seguenti
        elementi:
      (a)     coerenza con gli obiettivi del Fondo e gli orientamenti strategici di cui
              all'articolo 19;
      (b)     pertinenza, adeguatezza e risultati attesi della strategia e delle priorità operative
              proposte dagli Stati membri;
      (c)     conformità con la presente decisione dei sistemi di gestione e controllo istituiti
              dagli Stati membri per attuare gli interventi del Fondo;
IT                                               168                                                IT
 ---pagebreak---       (d)     conformità con la legislazione comunitaria, in particolare con le disposizioni
              volte a garantire la libera circolazione delle persone, unitamente alle misure
              d'accompagnamento direttamente connesse riguardanti il controllo delle
              frontiere esterne, l'asilo e l'immigrazione.
   5.   La Commissione, se ritiene che un determinato programma pluriennale non sia
        coerente con gli orientamenti strategici ovvero non sia conforme con le disposizioni
        della presente decisione sui sistemi di gestione e controllo, invita lo Stato membro a
        modificare la proposta di conseguenza.
   6.   La Commissione approva i singoli programmi pluriennali entro quattro mesi dalla
        presentazione formale, secondo la procedura di cui all’articolo 52, paragrafo 2.
                                             Articolo 21
                            Revisione dei programmi pluriennali
   1.   Su iniziativa dello Stato membro interessato o della Commissione, il programma
        pluriennale è riesaminato e rivisto, se necessario, per il rimanente periodo di
        programmazione, per tener conto maggiormente o in modo diverso, delle priorità
        comunitarie, in particolare alla luce delle conclusioni del Consiglio. I programmi
        pluriennali possono essere riesaminati in funzione degli esiti della valutazione
        oppure a causa di difficoltà di attuazione.
   2.   La Commissione adotta una decisione di approvazione della revisione del
        programma pluriennale quanto prima dacché lo Stato membro ha presentato
        formalmente domanda.
                                             Articolo 22
                                       Programmi annuali
   1.   I programmi pluriennali approvati dalla Commissione sono attuati tramite programmi
        di lavoro annuali.
   2.   Entro il 1° luglio di ogni anno la Commissione comunica agli Stati membri una stima
        degli importi che saranno loro attribuiti per l'anno successivo, a partire dagli
        stanziamenti globali decisi nel quadro della procedura di bilancio annuale, secondo le
        modalità di calcolo di cui all'articolo 15.
   3.   Entro il 1° novembre di ogni anno gli Stati membri presentano alla Commissione un
        progetto di programma annuale per l'anno successivo, stabilito in base al programma
        pluriennale e comprendente:
      (a)     le modalità di selezione dei progetti da finanziare nell'ambito del programma
              annuale;
      (b)     una descrizione dei compiti che dovrà svolgere l'autorità responsabile per
              attuare il programma annuale;
IT                                               169                                           IT
 ---pagebreak---           (c)      la prevista ripartizione finanziaria del contributo del Fondo tra le varie azioni
                   del programma e l'importo richiesto in relazione all'assistenza tecnica di cui
                   all'articolo 17, per l'attuazione del programma annuale.
   4.       La Commissione esamina la proposta dello Stato membro tenendo conto dell'importo
            definitivo degli stanziamenti assegnati al Fondo nell'ambito della procedura di
            bilancio e decide sul cofinanziamento da parte del Fondo entro il 1° marzo dell'anno
            di riferimento. La decisione indica l'importo attribuito allo Stato membro e il periodo
            di ammissibilità delle spese.
                                              CAPITOLO V
                          SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO
                                                 Articolo 23
                                                 Attuazione
   La Commissione è responsabile dell'attuazione della presente decisione e adotta le modalità
   necessarie a tal fine.
                                                 Articolo 24
                          Principi generali dei sistemi di gestione e controllo
   I sistemi di gestione e controllo dei programmi pluriennali stabiliti dagli Stati membri
   prevedono:
          (a)      una precisa definizione delle funzioni degli organismi e/o servizi preposti alla
                   gestione e al controllo e una chiara ripartizione delle funzioni all'interno di
                   ciascun organismo e/o servizio;
          (b)      una netta separazione delle funzioni tra gli organismi e/o servizi preposti alla
                   gestione, alla certificazione delle spese e al controllo e tra queste funzioni
                   all'interno di ciascun organismo e/o servizio;
          (c)      per ciascun organismo o servizio, risorse adeguate all'esercizio delle loro
                   funzioni per l'intero periodo di attuazione delle azioni finanziate dal Fondo;
          (d)      efficaci dispositivi di controllo interno per l'autorità responsabile e altra
                   autorità delegata;
          (e)      sistemi informatici e affidabili di contabilità, monitoraggio e rendicontazione
                   finanziaria;
          (f)      sistemi efficaci di reporting e monitoraggio per i casi di delega di competenze;
          (g)      manuali di procedura dettagliati in relazione alle funzioni da svolgere;
          (h)      efficaci dispositivi di verifica del funzionamento del sistema;
IT                                                   170                                             IT
 ---pagebreak---       (i)     sistemi e procedure per un'adeguata tracciabilità dei dati (audit trail);
      (j)     procedure di reporting e monitoraggio delle irregolarità e ripetizione
              dell'indebito.
                                           Articolo 25
                                  Designazione delle autorità
   1.   Per ciascun programma pluriennale, lo Stato membro designa le seguenti autorità:
      (a)     un'autorità responsabile: organo funzionale dello Stato membro ovvero autorità
              o organismo pubblico nazionale da quello designato, responsabile della
              gestione dei programmi pluriennali e annuali finanziati dal Fondo e
              interlocutore unico della Commissione;
      (b)     un'autorità di certificazione: autorità od organismo pubblico nazionale
              operativamente indipendente dai servizi ordinatori dell'autorità responsabile,
              incaricato dallo Stato membro di certificare le dichiarazioni di spesa e le
              domande di pagamento prima del loro invio alla Commissione;
      (c)     un'autorità di audit: autorità o organismo pubblico nazionale operativamente
              indipendente dai servizi ordinatori dell'autorità responsabile, designato dallo
              Stato membro e incaricato di verificare il corretto funzionamento del sistema di
              gestione e controllo;
      (d)     un'autorità delegata, se opportuno;
      (e)     un organo di valutazione della conformità, designato al momento della
              presentazione alla Commissione del progetto di programma pluriennale. La
              Commissione può accettare che l'autorità di audit designata funga da organo di
              valutazione della conformità, purché disponga della capacità e
              dell'indipendenza operativa richieste. L'organo svolge le proprie funzioni nel
              rispetto delle norme internazionali in materia di audit.
   2.   Lo Stato membro definisce le norme che disciplinano le proprie relazioni con le
        autorità e gli organismi di cui sopra e le relazioni di quelli con la Commissione.
   3.   Fatto salvo l'articolo 24, lettera b), le funzioni di controllo e certificazione possono
        essere assolte dallo stesso organismo o servizio.
   4.   La Commissione adotta le modalità di esecuzione degli articoli da 26 a 30 secondo la
        procedura di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                           Articolo 26
                                     Autorità responsabile
   1.   L'autorità responsabile può essere un organo dello Stato membro, un organismo
        pubblico nazionale ovvero un organismo disciplinato dal diritto privato dello Stato
IT                                             171                                               IT
 ---pagebreak---         membro, che svolge funzioni di servizio pubblico. Lo Stato membro che designi
        un'autorità responsabile diversa dai propri organi stabilisce le modalità concernenti le
        sue relazioni con quella autorità e le relazioni di questa con la Commissione.
   2.   L'autorità responsabile soddisfa i seguenti requisiti minimi:
      (a)     ha personalità giuridica, salvo se è un organo funzionale dello Stato membro;
      (b)     dispone delle infrastrutture necessarie per comunicare agevolmente con un
              gran numero di utilizzatori e con le autorità responsabili degli altri Stati
              membri e la Commissione;
      (c)     opera in un ambito amministrativo che gli consente di svolgere le sue funzioni
              correttamente, evitando conflitti d'interessi;
      (d)     è in grado di applicare le regole comunitarie in materia di gestione dei fondi;
      (e)     possiede capacità finanziarie e di gestione proporzionate al volume di fondi
              comunitari che dovrà gestire;
      (f)     dispone di personale con qualifiche professionali e competenze linguistiche
              adeguate a un lavoro amministrativo in un contesto internazionale.
   3.   Lo Stato membro provvede affinché l'autorità responsabile disponga di fondi
        adeguati per svolgere i suoi compiti correttamente e senza interruzioni per l'intero
        periodo 2007-2013.
                                           Articolo 27
                               Compiti dell'autorità responsabile
   1.   È compito dell'autorità responsabile gestire ed attuare il programma pluriennale in
        modo efficace, efficiente e corretto.
        A tal fine, l'autorità responsabile:
      (a)     consulta i partner interessati (organizzazioni non governative, autorità locali,
              organizzazioni internazionali competenti, parti sociali, ecc.) attraverso il
              meccanismo di partenariato istituito in conformità dell'articolo 13;
      (b)     presenta alla Commissione i progetti di programma pluriennale e annuale di cui
              agli articoli 20 e 22;
      (c)     organizza e pubblica i bandi di gara e gli inviti a presentare proposte;
      (d)     organizza procedure di selezione e attribuzione di cofinanziamenti da parte del
              Fondo, nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non
              cumulabilità;
      (e)     percepisce i pagamenti della Commissione ed effettua i versamenti ai
              beneficiari;
IT                                             172                                               IT
 ---pagebreak---       (f)     garantisce la coerenza e la complementarità tra i cofinanziamenti del Fondo e
              quelli dei vari strumenti finanziari nazionali e comunitari pertinenti;
      (g)     verifica la fornitura dei prodotti e servizi cofinanziati, l'effettiva esecuzione
              delle spese dichiarate in relazione alle azioni e la conformità con le norme
              comunitarie e nazionali;
      (h)     garantisce la presenza di un sistema informatico di registrazione e
              conservazione della contabilità dettagliata di ciascuna azione attinente al
              programma annuale e la raccolta dei dati relativi all'attuazione necessari per la
              gestione finanziaria, il monitoraggio, il controllo e la valutazione;
      (i)     garantisce che i beneficiari e gli altri organismi coinvolti nell'attuazione delle
              azioni cofinanziate dal Fondo mantengano un sistema di contabilità separata o
              una codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative all'azione;
      (j)     provvede affinché le valutazioni dei programmi pluriennali di cui all'articolo 49
              siano svolte entro i termini previsti dalla presente decisione e osservino gli
              standard qualitativi convenuti tra la Commissione e lo Stato membro;
      (k)     stabilisce opportune procedure affinché tutti i documenti afferenti alle spese e
              agli audit necessari per garantire un'adeguata tracciabilità dei dati siano
              conservati secondo il disposto dell'articolo 43;
      (l)     garantisce che l'autorità di audit riceva, ai fini delle attività di audit di cui
              all'articolo 30, paragrafo 1, tutte le informazioni necessarie sulle procedure di
              gestione attuate e sui progetti cofinanziati dal Fondo;
      (m)     provvede affinché l'autorità di certificazione riceva tutte le informazioni
              necessarie sulle procedure e sugli audit effettuati in relazione alle spese ai fini
              della certificazione;
      (n)     prepara e trasmette alla Commissione le relazioni, le dichiarazioni di spesa
              vistate dall'autorità di certificazione e le domande di pagamento;
      (o)     svolge attività di informazione e consulenza e divulga i risultati delle azioni
              finanziate;
      (p)     coopera con la Commissione e le autorità responsabili degli altri Stati membri.
   5.   Le attività di gestione dell'autorità responsabile afferenti a progetti attuati negli Stati
        membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 18.
                                            Articolo 28
                    Delega di compiti da parte dell'autorità responsabile
   1.   L'autorità responsabile che delega tutti i suoi compiti, o parte di essi, ad un'autorità
        delegata definisce con precisione la portata dei compiti delegati, e stabilisce per la
        loro esecuzione procedure dettagliate, conformi ai requisiti di cui all'articolo 26.
IT                                              173                                                 IT
 ---pagebreak---    2.   Rientrano in tali procedure l'informazione regolare dell'autorità responsabile circa
        l'esecuzione dei compiti delegati e una descrizione dei mezzi utilizzati.
                                             Articolo 29
                                   Autorità di certificazione
   1.   L'autorità di certificazione di un programma pluriennale:
      (a)     certifica
              i.     che la dichiarazione di spesa è corretta, proviene da sistemi contabili
                     affidabili ed è basata su documenti giustificativi verificabili;
              ii.    che le spese dichiarate sono conformi alle norme comunitarie e nazionali
                     applicabili e riguardano azioni selezionate secondo i criteri applicabili al
                     programma, nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali;
      (b)     garantisce, ai fini della certificazione, di aver ricevuto dall'autorità responsabile
              informazioni adeguate sulle procedure e sugli audit effettuati in relazione alle
              spese figuranti nelle dichiarazioni di spesa;
      (c)     tiene conto, ai fini della certificazione, dei risultati di tutte le operazioni di
              audit svolte dall'autorità di audit, direttamente o sotto la sua responsabilità;
      (d)     tiene una contabilità informatizzata delle spese dichiarate alla Commissione;
      (e)     provvede al recupero dei finanziamenti comunitari che risultino indebitamente
              versati a seguito di irregolarità constatate, eventualmente maggiorati di
              interessi, tiene una contabilità degli importi da recuperare e rimborsa alla
              Commissione gli importi riscossi detraendoli, se possibile, dalla dichiarazione
              di spesa successiva.
   2.   Le attività dell'autorità di certificazione afferenti a progetti attuati negli Stati membri
        possono essere finanziate a titolo dell'assistenza tecnica di cui all'articolo 18, fatto
        salvo il rispetto delle prerogative di tale autorità descritte all'articolo 24.
                                             Articolo 30
                                        Autorità di audit
   1.   L'autorità di audit di un programma pluriennale:
      (a)     provvede affinché si tengano operazioni di audit conformi alle norme
              internazionali in materia di audit, per accertare il corretto funzionamento del
              sistema di gestione e controllo del programma pluriennale;
      (b)     provvede affinché siano svolti audit in base a un campione adeguato di azioni,
              per verificare le spese dichiarate; il campione rappresenta almeno il 10% delle
              spese totali ammissibili per ciascun programma annuale;
IT                                               174                                                IT
 ---pagebreak---       (c)       presenta alla Commissione, entro sei mesi dall'approvazione del programma
                pluriennale, una strategia di audit riguardante gli organismi preposti alle
                verifiche di cui alle lettere a) e b), la metodologia, il metodo di campionamento
                e una pianificazione indicativa per gli audit delle azioni finanziate dal Fondo,
                al fine di garantire che i principali beneficiari del cofinanziamento siano
                oggetto di audit e che le verifiche siano ripartite uniformemente sull'intero
                periodo di programmazione.
   2.   Se l'autorità di audit designata ai sensi della presente decisione è nel contempo
        autorità di audit designata ai sensi delle decisioni ....., ..... e .....77, ovvero se si
        applicano sistemi comuni a due o più di questi Fondi, è possibile presentare un'unica
        strategia di audit combinata a norma del paragrafo 1, lettera c).
   3.   L'autorità di audit redige una relazione finale sull'attuazione dei programmi annuali,
        di cui all'articolo 50, paragrafo 2, che comprenda:
      (a)       una relazione annuale di audit in cui figurino i risultati degli audit effettuati
                secondo la strategia di audit con riguardo al programma annuale e le eventuali
                carenze riscontrate nei sistemi di gestione e controllo del programma;
      (b)       un parere sull'efficacia del funzionamento del sistema di gestione e controllo,
                che offra adeguate garanzie circa la correttezza delle dichiarazioni di spesa
                presentate alla Commissione e la legalità e regolarità delle operazioni
                soggiacenti;
      (c)       una dichiarazione che accerti la validità della domanda di pagamento del saldo
                finale e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti cui si riferisce la
                dichiarazione finale di spesa.
   4.   Se ad effettuare le operazioni di audit di cui al paragrafo 1 è un organismo diverso
        dall'autorità di audit, questa provvede affinché detto organismo disponga
        dell'autonomia operativa necessaria e il lavoro svolto sia conforme alle norme
        internazionali in materia di audit.
   5.   Le attività dell'autorità di audit o dell'organismo di cui al paragrafo 4 afferenti a
        progetti attuati negli Stati membri possono essere finanziate a titolo dell'assistenza
        tecnica di cui all'articolo 18, fatto salvo il rispetto delle prerogative di tale autorità
        descritte all'articolo 24.
                                             CAPITOLO VI
                                             CONTROLLI
                                                 Articolo 31
                                   Competenze degli Stati membri
   77
      Inserire i riferimenti alle decisioni che istituiscono il FER, il Fondo per le frontiere esterne e il Fondo
      per l'integrazione.
IT                                                     175                                                        IT
 ---pagebreak---    1. Compete agli Stati membri garantire la sana gestione finanziaria dei programmi
      pluriennali e annuali e la legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti.
   2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità responsabili e le eventuali autorità
      delegate, le autorità di certificazione, le autorità di audit e gli altri organismi
      interessati ricevano opportuni orientamenti in merito all'istituzione dei sistemi di
      gestione e controllo di cui agli articoli da 24 a 30, in vista di un utilizzo efficiente e
      regolare dei fondi comunitari.
   3. Gli Stati membri prevengono, individuano e correggono le irregolarità. Essi ne danno
      notifica alla Commissione e la informano sull'andamento dei procedimenti
      amministrativi e giudiziari.
      Ove risulti impossibile recuperare somme indebitamente corrisposte, spetta allo Stato
      membro rimborsare al bilancio delle Comunità le somme perse.
   4. Gli Stati membri assumono in via principale la responsabilità del controllo
      finanziario delle azioni e provvedono affinché i sistemi di gestione e gli audit siano
      applicati in modo da garantire un utilizzo efficiente e regolare dei fondi comunitari.
      Essi comunicano inoltre alla Commissione la descrizione di questi sistemi.
   5. Gli Stati membri collaborano con la Commissione per la raccolta dei dati statistici
      necessari all'attuazione dell'articolo 15.
   6. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 5 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                         Articolo 32
                               Sistemi di gestione e controllo
   1. Prima di adottare un programma pluriennale, gli Stati membri provvedono affinché
      siano predisposti sistemi di gestione e controllo in conformità degli articoli da 24 a
      30. Compete agli Stati membri garantirne il corretto funzionamento per tutto il
      periodo di programmazione.
   2. Contestualmente ai singoli progetti di programma pluriennale, gli Stati membri
      trasmettono alla Commissione una descrizione dell'organizzazione e delle procedure
      dell'autorità responsabile, delle autorità delegate e delle autorità di certificazione, e i
      sistemi di audit interno applicati da tali autorità e organismi, dall'autorità di audit ed
      eventuali altri organismi che svolgano attività di audit sotto la sua responsabilità.
   3. Nei tre mesi successivi alla presentazione dei singoli progetti di programma
      pluriennale, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione dell'organo
      di valutazione della conformità contenente gli esiti di una valutazione dei sistemi e
      un parere circa la loro conformità agli articoli da 24 a 30. Se il parere esprime
      riserve, la relazione indica le carenze riscontrate e la loro gravità. Gli Stati membri
      stabiliscono, d'accordo con la Commissione, un piano delle misure correttive da
      applicare e il relativo calendario di attuazione.
IT                                            176                                                 IT
 ---pagebreak---    4. Le modalità di esecuzione dei paragrafi da 1 a 3 sono adottate secondo la procedura
      di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
                                         Articolo 33
                              Competenze della Commissione
   1. La Commissione accerta, secondo la procedura di cui all'articolo 32, che gli Stati
      membri abbiano predisposto sistemi di gestione e controllo conformi agli articoli da
      24 a 30 e, sulla scorta delle relazioni annuali di audit e dei propri audit, che tali
      sistemi funzionino correttamente durante il periodo di attuazione dei programmi
      pluriennali.
   2. Fatti salvi gli audit effettuati dagli Stati membri, funzionari o rappresentanti
      autorizzati della Commissione possono procedere, con un preavviso minimo di un
      giorno lavorativo, a audit in loco diretti ad accertare l'effettivo funzionamento dei
      sistemi di gestione e controllo, che possono riguardare azioni comprese nel
      programma annuale. A questi audit possono partecipare funzionari o rappresentanti
      autorizzati dello Stato membro.
   3. La Commissione può chiedere agli Stati membri di effettuare controlli in loco per
      accertare il corretto funzionamento dei sistemi o la regolarità di una o più operazioni.
      A questi controlli possono partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati della
      Commissione.
   4. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, provvede affinché siano
      dati informazione, pubblicità e seguito adeguati alle azioni finanziate dal Fondo.
   5. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, garantisce la coerenza e la
      complementarità delle azioni con le politiche, gli strumenti e le iniziative
      comunitarie pertinenti.
                                         Articolo 34
            Cooperazione con gli organismi di controllo degli Stati membri
   1. La Commissione collabora con le autorità di audit dei programmi pluriennali per
      coordinare i rispettivi piani di controllo e i metodi di audit e scambia
      immediatamente i risultati degli audit realizzati sui sistemi di gestione e controllo al
      fine di sfruttare al meglio le risorse di controllo disponibili e di evitare inutili
      duplicazioni del lavoro.
      La Commissione trasmette le proprie osservazioni sulla strategia di audit presentata
      ai sensi dell'articolo 30 entro tre mesi o in occasione della prima riunione successiva
      al suo ricevimento.
   2. Nel definire la propria strategia di audit la Commissione identifica i programmi
      pluriennali
IT                                           177                                               IT
 ---pagebreak---                (a)    che sono conformi senza riserve al sistema istituito a norma
                      dell'articolo 32 o per i quali le riserve sono state sciolte a seguito
                      dell'applicazione di misure correttive, e
               (b)    per i quali la strategia dell'autorità di audit a norma dell'articolo 30 è
                      soddisfacente e sono state ottenute garanzie ragionevoli circa
                      l'efficacia del funzionamento dei sistemi di gestione e controllo sulla
                      base dei risultati degli audit realizzati dalla Commissione e dallo Stato
                      membro.
      Per questi programmi, la Commissione può informare gli Stati membri interessati
      che essa si affiderà principalmente al parere dell'autorità di audit per quanto riguarda
      la correttezza, legalità e regolarità delle spese dichiarate e che svolgerà i propri audit
      in loco solo in circostanze eccezionali.
                                     CAPITOLO VII
                             GESTIONE FINANZIARIA
                                          Articolo 35
                          Ammissibilità – Dichiarazioni di spesa
   1. Tutte le dichiarazioni di spesa includono l'importo delle spese sostenute dai
      beneficiari nell'attuare le azioni e il contributo pubblico o privato corrispondente.
   2. Le spese corrispondono ai pagamenti eseguiti dai beneficiari e sono giustificate da
      fatture quietanzate o da documenti contabili di valore equivalente.
   3. Sono ammesse al sostegno del Fondo soltanto le spese effettivamente sostenute a
      partire dal 1° gennaio dell'anno al quale si riferisce la decisione di cofinanziamento
      della Commissione prevista all'articolo 22, paragrafo 4. Le azioni cofinanziate non
      devono essere state ultimate prima della data di inizio dell'ammissibilità.
   4. Non sono ammesse al contributo del Fondo le seguenti spese:
      – l'IVA;
      – gli interessi di mora;
      – l'acquisto di terreni per un importo superiore al 10% della spesa totale ammissibile
          per l'operazione considerata;
      – l'edilizia abitativa.
   5. Le disposizioni che disciplinano l'ammissibilità delle spese nell'ambito delle azioni
      attuate negli Stati membri e cofinanziate dal Fondo, previste all'articolo 4, sono
      adottate secondo la procedura di cui all'articolo 52, paragrafo 2.
IT                                             178                                               IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 36
                                Integralità dei pagamenti ai beneficiari
   Gli Stati membri accertano che l'autorità responsabile provveda affinché i beneficiari ricevano
   l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine. Non si applica nessuna
   detrazione o trattenuta, né alcun altro onere specifico o di altro genere con effetto equivalente
   che porti alla riduzione di questi importi per i beneficiari.
                                               Articolo 37
                                              Uso dell'euro
   Tutti gli importi indicati nelle decisioni di finanziamento, negli impegni e nei pagamenti della
   Commissione nonché gli importi delle spese certificate e le domande di pagamento degli Stati
   membri sono espressi e versati in euro.
                                               Articolo 38
                                                 Impegni
   Gli impegni di bilancio comunitari sono assunti annualmente sulla base della decisione di
   cofinanziamento adottata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 4.
                                               Articolo 39
                                     Pagamenti - Prefinanziamento
   1.        La Commissione versa i contributi finanziari del Fondo in conformità degli impegni
             di bilancio.
   2.        I pagamenti avvengono sotto forma di prefinanziamento e di pagamento a saldo. Essi
             sono versati all'autorità responsabile designata dallo Stato membro.
   3.        Un prefinanziamento pari al 50% dell'importo stanziato nella decisione della
             Commissione sul cofinanziamento del Fondo è versato allo Stato membro nei
             sessanta giorni successivi all'adozione della suddetta decisione.
   4.        Un secondo prefinanziamento è erogato entro il termine massimo di tre mesi
             dall'approvazione, da parte della Commissione, di una relazione intermedia di
             attuazione del programma annuale e di una dichiarazione certificata di spesa, redatta
             a norma dell'articolo 29, lettera a) e dell'articolo 35, che attesti un livello di spesa
             pari almeno al 70% dell'importo del primo prefinanziamento erogato. L'importo del
             secondo prefinanziamento erogato dalla Commissione non può superare il 50%
             dell'importo totale stanziato nella decisione di cofinanziamento o, in ogni caso, il
             saldo tra l'importo dei fondi comunitari effettivamente impegnati dallo Stato membro
             a favore dei progetti selezionati nell'ambito del programma annuale e l'importo del
             primo prefinanziamento erogato.
IT                                                  179                                               IT
 ---pagebreak---    5.   Gli interessi generati dal prefinanziamento sono destinati al programma in questione
        e vanno detratti dall'importo della spesa pubblica indicato nella dichiarazione finale
        di spesa.
   6.   La liquidazione contabile degli importi versati a titolo di prefinanziamento è
        effettuata alla chiusura del programma annuale.
                                            Articolo 40
                                      Pagamento del saldo
   1    La Commissione provvede al pagamento del saldo a condizione di aver ricevuto la
        seguente documentazione entro nove mesi dalla data di fine ammissibilità dei costi
        stabilita nella decisione annuale di cofinanziamento da parte del Fondo:
      (a)      una dichiarazione certificata di spesa e una domanda di pagamento del saldo
               ovvero una dichiarazione di rimborso redatta a norma dell'articolo 29, lettera a)
               e dell'articolo 35;
      (b)      la relazione finale di attuazione del programma annuale, contenente le
               informazioni di cui all'articolo 51;
      (c)      la relazione di audit, il parere e la dichiarazione di cui all’articolo 30, paragrafo
               2.
        Il pagamento del saldo è subordinato all'accettazione della relazione finale di
        attuazione e della dichiarazione di validità della domanda di pagamento del saldo.
   2.   Se entro il termine previsto l'autorità responsabile omette di fornire i documenti di
        cui al paragrafo 1 in un formato accettabile, la Commissione procede al disimpegno
        della parte dell'impegno di bilancio del programma annuale corrispondente, non
        utilizzata per il prefinanziamento.
   3.   La procedura di disimpegno automatico di cui al paragrafo 2 è sospesa, per l'importo
        corrispondente ai progetti interessati, qualora al momento della presentazione dei
        documenti di cui al paragrafo 1, a livello dello Stato membro sia in corso un
        procedimento giudiziario o un ricorso amministrativo con effetto sospensivo. Lo
        Stato membro include nella relazione finale parziale informazioni precise su questi
        progetti e ogni sei mesi invia una relazione sul loro stato di avanzamento. Entro tre
        mesi dalla conclusione del procedimento giudiziario o del ricorso amministrativo, lo
        Stato membro presenta la documentazione richiesta al paragrafo 1 per i progetti in
        questione.
   4.   Il termine di nove mesi previsto al paragrafo 1 si interrompe qualora la Commissione
        adotti una decisione di sospensione del cofinanziamento per il programma annuale
        corrispondente, conformemente all'articolo 42. Il termine riprende a decorrere dalla
        data di notificazione allo Stato membro della decisione della Commissione di cui
        all'articolo 42, paragrafo 3.
   5.   Fatto salvo il disposto dell'articolo 41, la Commissione, entro sei mesi dal
        ricevimento della documentazione di cui al paragrafo 1, comunica allo Stato membro
IT                                              180                                                  IT
 ---pagebreak---         l'importo delle spese riconosciute a carico del Fondo e ogni eventuale rettifica
        finanziaria derivante dalla differenza fra le spese dichiarate e quelle riconosciute. Lo
        Stato membro dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni.
   6.   Entro tre mesi dal ricevimento delle osservazioni dello Stato membro, la
        Commissione decide in merito all'importo delle spese riconosciute a carico del Fondo
        e recupera il saldo risultante dalla differenza fra le spese riconosciute in via definitiva
        e le somme versate agli Stati membri.
   7.   Compatibilmente con la disponibilità di fondi, la Commissione procede al pagamento
        del saldo entro sessanta giorni dalla data di accettazione della documentazione di cui
        al paragrafo 1. Il saldo dell'impegno di bilancio è disimpegnato entro sei mesi dal
        pagamento.
                                            Articolo 41
                                          Interruzione
   1.   L'ordinatore delegato ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002
        interrompe i termini per il pagamento, per un periodo massimo di sei mesi, in caso di
        dubbi circa il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e controllo, ovvero se
        chiede alle autorità nazionali informazioni complementari ai fini del monitoraggio
        delle osservazioni formulate nell'ambito della revisione annuale, o se ritiene che la
        dichiarazione di spesa possa presentare gravi irregolarità, già identificate o presunte.
        La Commissione informa immediatamente lo Stato membro e l'autorità responsabile
        circa i motivi dell'interruzione. Lo Stato membro adotta le disposizioni necessarie per
        correggere quanto prima la situazione.
   2.   Il termine massimo di sei mesi è prorogato per un altro periodo massimo di sei mesi
        se si rende necessario adottare una decisione ai sensi degli articoli 42 e 45.
                                            Articolo 42
                                           Sospensione
   1.   La Commissione può sospendere la totalità o parte del prefinanziamento e del saldo
        quando:
      (a)      il sistema di gestione e controllo del programma presenta gravi carenze che
               compromettono l'affidabilità della procedura di certificazione dei pagamenti e
               per le quali non sono state adottate misure correttive; oppure
      (b)      le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa presentano una grave
               irregolarità che non è stata corretta; oppure
      (c)      uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono in virtù
               degli articoli 31 e 32.
IT                                              181                                                 IT
 ---pagebreak---    2.        La Commissione può decidere di sospendere il prefinanziamento e il pagamento del
             saldo dopo aver dato allo Stato membro la possibilità di presentare osservazioni entro
             un termine di tre mesi.
   3.        La Commissione mette termine alla sospensione del prefinanziamento e del
             pagamento del saldo quando ritiene che lo Stato membro abbia adottato le misure
             necessarie per consentirne la revoca.
   4.        Qualora lo Stato membro non adotti le misure richieste, la Commissione può
             decidere la riduzione dell'importo netto o la soppressione del contributo comunitario
             al programma annuale ai sensi dell'articolo 46.
                                                Articolo 43
                                      Conservazione dei documenti
   In ogni Stato membro l'autorità responsabile provvede affinché tutti i documenti giustificativi
   afferenti alle spese e agli audit per il programma annuale in questione siano tenuti a
   disposizione della Commissione e della Corte dei conti.
   I documenti restano disponibili per almeno tre anni dalla chiusura di un programma annuale,
   fatte salve le norme in materia di aiuti di Stato. La decorrenza del termine è sospesa in caso di
   procedimento giudiziario o su richiesta debitamente motivata della Commissione.
   I documenti sono conservati in originale o in copia conforme autenticata su supporto
   comunemente accettato.
                                            CAPITOLO VIII
                                  RETTIFICHE FINANZIARIE
                                                Articolo 44
                            Rettifiche finanziarie a cura degli Stati membri
   1.        Fatta salva la responsabilità della Commissione per l'esecuzione del bilancio generale
             delle Comunità europee, gli Stati membri assumono in via principale la
             responsabilità di indagare sulle irregolarità. Essi agiscono quando viene accertata una
             modifica importante che incide sulla natura o sulle condizioni di esecuzione o di
             controllo di un intervento e effettuano le necessarie rettifiche finanziarie.
   2.        Lo Stato membro interessato apporta le necessarie rettifiche finanziarie in relazione
             alle irregolarità isolate o sistemiche individuate nell'ambito di azioni o programmi
             annuali. Tali rettifiche consistono nel recupero totale o parziale del contributo
             comunitario. Lo Stato membro tiene conto della natura e della gravità delle
             irregolarità e della perdita finanziaria a danno del Fondo.
             Gli Stati membri includono nella relazione annuale trasmessa alla Commissione ai
             sensi dell'articolo 50, paragrafo 2 un elenco dei procedimenti di soppressione avviati
             per il programma annuale in questione.
IT                                                  182                                              IT
 ---pagebreak---         Le rettifiche effettuate dagli Stati membri consistono nella soppressione totale o
        parziale del contributo comunitario e generano, in caso di mancato rimborso nei
        termini previsti dallo Stato membro interessato, interessi di mora al tasso previsto
        dall'articolo 47, paragrafo 2.
   3.   In caso di irregolarità sistemiche, lo Stato membro estende le proprie indagini a tutte
        le operazioni potenzialmente interessate.
                                           Articolo 45
                   Audit e rettifiche finanziarie a cura della Commissione
   1.   Fatte salve le competenze della Corte dei conti o i controlli effettuati dagli Stati
        membri conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
        nazionali, funzionari o rappresentanti autorizzati della Commissione possono
        procedere, con un preavviso minimo di un giorno lavorativo, a controlli in loco, in
        particolare per campionamento, sulle azioni finanziate dal Fondo e sui sistemi di
        gestione e controllo. La Commissione ne informa lo Stato membro interessato, in
        modo da ottenere tutta l'assistenza necessaria. A questi controlli possono partecipare
        funzionari o rappresentanti autorizzati dello Stato membro.
        La Commissione può chiedere allo Stato membro interessato di effettuare un
        controllo in loco per verificare la regolarità di una o più operazioni. A questi controlli
        possono partecipare funzionari o rappresentanti autorizzati della Commissione.
   2.   Se, dopo aver effettuato le necessarie verifiche, la Commissione conclude che uno
        Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono ai sensi
        dell'articolo 31, sospende il prefinanziamento o il pagamento finale conformemente
        all'articolo 42.
                                           Articolo 46
                                    Criteri per le rettifiche
   1.   Se lo Stato membro non ha apportato le rettifiche nei termini di cui all'articolo 42,
        paragrafo 2, e non è stato raggiunto alcun accordo, la Commissione può decidere,
        entro tre mesi, di sopprimere in tutto o in parte il contributo comunitario a un
        programma annuale, qualora riscontri che:
      (a)      il sistema di gestione e controllo del programma presenta gravi carenze che
               mettono in pericolo il contributo comunitario già versato al programma;
      (b)      le spese figuranti in una dichiarazione certificata di spesa sono irregolari e lo
               Stato membro non le ha corrette prima dell'avvio della procedura di rettifica ai
               sensi del presente paragrafo;
      (c)      uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono in virtù
               dell'articolo 31 prima dell'avvio della procedura di rettifica ai sensi del presente
               paragrafo.
IT                                             183                                                  IT
 ---pagebreak---             La Commissione decide dopo aver preso in considerazione le eventuali osservazioni
            dello Stato membro.
   2.       La Commissione fonda le proprie rettifiche finanziarie su singoli casi di irregolarità
            identificati, tenendo conto della natura sistemica dell'irregolarità per stabilire se sia
            opportuno applicare una rettifica forfettaria o estrapolata. Quando l'irregolarità
            riguarda una dichiarazione di spesa per la quale era stata precedentemente fornita una
            garanzia positiva ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 3, lettera b), nell'ambito di una
            relazione annuale, è da presumere l'esistenza di un problema sistemico comportante
            l'applicazione di una rettifica forfettaria o estrapolata, a meno che lo Stato membro
            non possa fornire entro tre mesi una prova in grado di confutare tale ipotesi.
   3.       Nel decidere l'importo di una rettifica, la Commissione tiene conto dell'entità
            dell'irregolarità e delle implicazioni finanziarie delle carenze riscontrate nel
            programma annuale in questione.
   4.       Quando si basa sulle constatazioni di revisori esterni ai suoi servizi, la Commissione
            trae le sue conclusioni in merito alle conseguenze finanziarie da applicare previo
            esame delle misure adottate dallo Stato membro interessato a norma dell'articolo 32,
            delle relazioni sulle irregolarità notificate e delle eventuali risposte degli Stati
            membri.
                                                 Articolo 47
                                                  Rimborso
   1.       Qualsiasi importo dovuto alla Commissione è rimborsato entro il termine indicato
            nell'ordine di riscossione emesso a norma dell'articolo 72 del regolamento (CE,
            Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio78. Detto termine corrisponde all'ultimo giorno
            del secondo mese successivo a quello di emissione dell'ordine.
   2.       Ogni ritardo nel provvedere al rimborso dà luogo all'applicazione di interessi di
            mora, a partire dalla data di scadenza del termine e fino alla data del pagamento
            effettivo. Il tasso d'interesse è il tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue
            principali operazioni di rifinanziamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale
            dell'Unione europea, serie C, in vigore il primo giorno di calendario del mese di
            scadenza, maggiorato di 3,5 punti percentuali.
                                                 Articolo 48
                                      Obblighi degli Stati membri
   L'applicazione di una rettifica finanziaria da parte della Commissione lascia impregiudicato
   l'obbligo degli Stati membri di provvedere ai recuperi di cui all'articolo 46.
   78
           GU L 248 del 16.9.2002.
IT                                                   184                                               IT
 ---pagebreak---                                       CAPITOLO IX
            MONITORAGGIO, VALUTAZIONE E RELAZIONI
                                         Articolo 49
                                Monitoraggio e valutazione
   1. La Commissione provvede a monitorare il Fondo con regolarità, in collaborazione
      con gli Stati membri.
   2. La Commissione effettua regolarmente una valutazione del Fondo, in partenariato
      con gli Stati membri, sulla pertinenza, l'efficacia e l'impatto delle azioni con
      riferimento agli obiettivi previsti all'articolo 2.
   3. La Commissione valuta anche la complementarità tra le azioni attuate nell'ambito del
      Fondo e quelle concernenti altre politiche, strumenti e iniziative comunitari
      pertinenti.
                                         Articolo 50
                                          Relazioni
   1. In ciascuno Stato membro l'autorità responsabile adotta le misure necessarie per
      assicurare il monitoraggio e la valutazione delle azioni.
      A tal fine, gli accordi e i contratti che essa conclude con le organizzazioni
      responsabili dell'attuazione delle azioni contengono clausole che stabiliscono
      l'obbligo di presentare relazioni periodiche e dettagliate sullo stato di avanzamento
      dell'azione e la realizzazione degli obiettivi assegnati.
   2. Entro nove mesi dal termine di ammissibilità delle spese specificato nella decisione
      di cofinanziamento, l'autorità responsabile invia alla Commissione una relazione
      finale di attuazione nonché la dichiarazione finale di spesa in conformità dell'articolo
      35.
   3. Gli Stati membri presentano alla Commissione, rispettivamente entro il
      30 giugno 2012 (per il periodo 2008-2010) ed il 30 giugno 2015 (per il periodo 2011-
      2013), una relazione di valutazione dei risultati e dell'impatto delle azioni
      cofinanziate dal Fondo.
   4. La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato
      economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
              (a)     entro il 30 giugno 2010, una relazione sull'applicazione dei criteri di
                      cui all'articolo 15 per la ripartizione annuale delle risorse tra Stati
                      membri, accompagnata da proposte di modifiche qualora ciò sia
                      ritenuto necessario;
IT                                            185                                              IT
 ---pagebreak---                  (b)     entro il 31 dicembre 2010, una relazione intermedia sui risultati
                         ottenuti e sugli aspetti qualitativi e quantitativi dell'attuazione del
                         Fondo, accompagnata da una proposta sulla futura evoluzione del
                         Fondo;
                 (c)     rispettivamente entro il 31 dicembre 2012 (per il periodo 2008-2010)
                         ed il 31 dicembre 2015 (per il periodo 2011-2013), una relazione di
                         valutazione ex post.
                                             Articolo 51
                                     Relazione annuale finale
   1.   Per fornire un quadro esauriente dell'attuazione dei programmi annuali e pluriennali,
        le relazioni di cui all'articolo 50, paragrafo 2 includono le seguenti informazioni:
      (a)      l'attuazione finanziaria ed operativa del programma annuale;
      (b)      lo stato di realizzazione del programma pluriennale e delle sue priorità a fronte
               dei rispettivi obiettivi specifici verificabili, con quantificazione, ogniqualvolta
               possibile, degli indicatori fisici e degli indicatori di attuazione, di risultato e di
               impatto per ciascuna priorità interessata;
      (c)      le iniziative dell'autorità responsabile per assicurare la qualità e l'efficacia
               dell'attuazione, in particolare:
                         –       le azioni di monitoraggio e valutazione, comprese le modalità
                                 per la raccolta dei dati;
                         –       una sintesi dei problemi significativi riscontrati durante
                                 l'attuazione del programma operativo e le misure
                                 eventualmente adottate;
                         –       il ricorso all'assistenza tecnica;
                         –       le misure adottate per fornire informazioni sui programmi
                                 annuali e pluriennali e farne adeguata pubblicità.
   2.   Sono considerate ricevibili le relazioni che contengono tutte le informazioni di cui al
        paragrafo 1. La Commissione dispone di due mesi per pronunciarsi sul contenuto
        della relazione annuale di attuazione trasmessa dall'autorità responsabile. Qualora la
        Commissione non risponda entro il termine stabilito, la relazione si considera
        accettata.
IT                                                186                                                 IT
 ---pagebreak---                                                   CAPITOLO X
                                          DISPOSIZIONI FINALI
                                                      Articolo 52
                                                       Comitato
   1.        La Commissione è assistita dal comitato comune "Solidarietà e gestione dei flussi
             migratori" (di seguito "il comitato"), istituito dalla decisione che istituisce il Fondo
             per le frontiere esterne, per il periodo 2007-2013, nell'ambito del programma
             generale "Solidarietà e gestione dei flussi migratori" ../... 79 .
   2.        Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7
             della decisione 1999/468/CE, tenendo conto del disposto dell'articolo 8 della
             medesima.
   3.        Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
                                                      Articolo 53
                                                        Riesame
   Su proposta della Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio riesaminano la presente
   decisione entro il 30 giugno 2013.
                                                      Articolo 54
                                                  Entrata in vigore
   La presente decisione si applica a decorrere dal 1° gennaio 2008.
                                                      Articolo 55
                                                      Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles, il
   Per il Parlamento europeo                              Per il Consiglio
   Il Presidente                                          Il Presidente
   79
           Inserire i riferimenti alle decisioni che istituiscono il FER, il Fondo per le frontiere esterne e il Fondo
           per l'integrazione.
IT                                                          187                                                        IT
 ---pagebreak---                                    FINANCIAL STATEMENT
                        LEGISLATIVE FINANCIAL STATEMENT
   1.       NAME OF THE PROPOSAL:
   Programme “Solidarity and Management of Migration Flows “
   Proposal for a Council Decision establishing the “European Refugee Fund” for the period
   2008-2013
   Proposal for a Council Decision establishing the “European Fund for the Integration of
   Third-Country nationals” for the period 2007-2013
   Proposal for a Decision of the European Parliament and the Council establishing the
   “European Return Fund” for the period 2008-2013
   Proposal for a Decision of the European Parliament and the Council establishing the
   “External Borders Fund” for the period 2007-2013
   2.       ABM / ABB FRAMEWORK
   1802 – External Frontiers, visa policy and free movement of people
   1803 – Common Immigration and Asylum Policies
   3.       BUDGET LINES
   3.1.     Budget lines (operational lines and related technical and administrative
            assistance lines (ex- B.A lines)) including headings :
            Financial Perspectives 2007 - 2013: Heading 3.
   3.2.     Duration of the action and of the financial impact:
   2007-2013
   3.3.     Budgetary characteristics (add rows if necessary) :
                                                                   Contributions Heading in
                           Type of                     EFTA
      Budget line                          New                    from applicant  financial
                         expenditure                 contribution
                                                                     countries   perspective
   European                      Diff
   Refugee Fund                            NO           NO             No           No 3
                     Non-
IT                                               188                                         IT
 ---pagebreak---                     comp
   Integration   of
   Third-country    Non- Diff Yes     NO No No 3
   nationals
                    comp
   European
   Return Fund      Non- Diff Yes     NO No No 3
                    comp
   External Borders
   Fund             Non- Diff Yes     NO No No 3
                    comp
IT                                189            IT
 ---pagebreak--- 4.       SUMMARY OF RESOURCES
4.1.     Financial Resources (Current Prices)
4.1.1.   Summary of commitment appropriations (CA) and payment appropriations (PA)
                                                                                                                EUR million (to 3 decimal places)
                     Section no.        2007     2008     2009     2010      2011     2012     2013    2014 -…   Total
  Expenditure type
 Operational expenditure (8.1)
 Commitment          European            60,000 140,000  140,000  150,000   200,000  204,200  208,600          1.102,800
 Appropriations      Refugee
 (CA)                Fund        a
                                          9,800   9,800    9,800     9,800     9,800    9,800    9,800            68,600
                     Emergency
                     measures    a
                                         95,000 126,000  205,000  265,000   305,000  360,000  400,000          1.756,000
                     Integration
                     of Third-
                     country
                     Nationals   a
                                          0,000  39,000   60,000  100,000   150,000  200,000  200,000            749,000
                     European
                     Return
                     Fund        a
IT                                                               190
                                                                 IT
 ---pagebreak---                                                170,000   170,000  220,000  285,000  320,000 400,000 570,000         2.135,000
                     External
                     Borders
                     Fund             a
 Payment             European                   54,771   105,000  150,000  145,000  175,000 202,100 206,400  64,529 1.102,800
 Appropriations      Refugee
 (PA)                Fund             b
                     Emergency                   9,800      9,800   9,800     9,800   9,800   9,800   9,800            68,600
                     measures         b
                                                47,500   110,500  165,500  235,000  285,000 332,500 380,000 200,000 1.756,000
                     Integration
                     of Third-
                     country
                     Nationals        b
                                                 0,000     19,500  49,500   80,000  125,000 175,000 200,000 100,000   749,000
                     European
                     Return
                     Fund             b
                                                85,000 170,000    195,000  252,500  302,500 360,000 485,000 285,000 2.135,000
                     External
                     Borders
                     Fund             b
 Administrative expenditure within reference amount (8.2.4)
 Technical &         European                    1,300      1,600   1,500     1,600   1,850   1,550   1,800            11,200
 administrative      Refugee
 assistance (NDA)    Fund             c
 Technical &                                     0,200      0,200   0,200     0,200   0,200   0,200   0,200             1,400
 administrative      Emergency
 assistance (NDA)    measures         c
 Technical &                                     1,100      1,750   1,700     2,150   2,550   2,850   2,900            15,000
                     Integration
 administrative
                     of Third-
 assistance (NDA)
                     country
                     Nationals        c
IT                                                                        191
                                                                          IT
 ---pagebreak---  Technical &           European                   0,000     1,400   1,500     1,600     1,700     1,750     2,050            10,000
 administrative        Return
 assistance (NDA)      Fund           c
 Technical &           External                   1,600     2,250   2,300     2,650     2,900     2,650     2,650            17,000
 administrative        Borders
 assistance (NDA)      Fund           c
 TOTAL REFERENCE AMOUNT
 Commitment                                    339,000    492,000 642,000  818,000    994,000 1.183,000 1.398,000         5.866,000
 Appropriations                      a+c
 Payment                                       201,271    422,000 577,000  730,500    906,500 1.088,400 1.290,800 649,529 5.866,000
 Appropriations                      b+c
 Administrative expenditure not included within reference amount
 Human resources                                  7,587     8,856  10,044   11,232     12,420    13,392    13,608            77,139
 and associated
 expenditure (NDA)        8.2.5       d
 Administrative costs,                            0,676     0,732   0,746     0,761     0,777     0,792     0,808             5,292
 other than human
 resources and
 associated costs, not
 included in reference
 amount (NDA)
                          8.2.6       e
 Total indicative financial cost of intervention
 TOTAL CA                                      347,263    501,588 652,790  829,993  1.007,197 1.197,184 1.412,416         5.948,431
 including cost of
 Human Resources                   a+c+d+e
 TOTAL PA                                      209,534    431,588 587,790  742,493    919,697 1.102,584 1.305,216 649,529 5.948,431
 including cost of
 Human Resources                   b+c+d+e
IT                                                                        192
                                                                          IT
 ---pagebreak---    Co-financing details
   If the proposal involves co-financing by Member States, or other bodies (please specify
   which), an estimate of the level of this co-financing should be indicated in the table
   below (additional lines may be added if different bodies are foreseen for the provision of
   the co-financing):
                                                                          EUR million (to 3 decimal places)
       Co-financing body
                                                                                    n + 5
                                                                                    and
                                            Year      n+1     n+2     n+3  n+4               Total
                                                                                    later
                                            n
       ……………………                       f
       TOTAL CA including co-        a+c
       financing                    +d+
                                     e+f
   4.1.2.     Compatibility with Financial Programming
              X     Proposal is compatible with next financial programming 2007-2013
                     Proposal will entail reprogramming of the relevant heading in the financial
              perspective.
                     Proposal may require application of the provisions of the Interinstitutional
              Agreement80 (i.e. flexibility instrument or revision of the financial perspective).
   4.1.3.     Financial impact on Revenue
                     Proposal has no financial implications on revenue
              x      Proposal has financial impact – the effect on revenue is as follows:
              NB: All details and observations relating to the method of calculating the
              effect on revenue should be shown in a separate annex.
   80
            See points 19 and 24 of the Interinstitutional agreement.
IT                                                         193                                              IT
 ---pagebreak---                                                                   EUR million (to one decimal place)
                                                  Prior to           Situation following action
                                                   action
        Budget line          Revenue              [Year      2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
                                                   n-1]
                    a) Revenue in absolute terms             3.7  3.7     4.8       6.2     7    8.8 12.5
                    b) Change in revenue          ∆
           (Please specify each revenue budget line involved, adding the appropriate
           number of rows to the table if there is an effect on more than one budget line.)
           The Proposal for a Decision of the European Parliament and the Council
           establishing the “External Borders Fund” constitutes a development of the
           Schengen acquis within the meaning of the Agreement concluded by the Council
           of the European Union and the Republic of Iceland and the Kingdom of Norway
           concerning the association of those two States with the implementation,
           application and development of the Schengen acquis.
           This Decision also constitutes a development of the provisions of the Schengen
           acquis within the meaning of the Agreement signed by the European Union, the
           European Community and the Swiss Confederation on the latter's association
           with the implementation, application and development of the Schengen acquis.
           Contribution : 2,19 % (2004 figures).
   4.2.    Human Resources FTE (including officials, temporary and external staff) –
           see detail under point 8.2.1.
      Annual requirements           2007       2008        2009   2010       2011       2012    2013
      Total number of               70,25        82         93    104         115        124     126
      human resources
IT                                                         194                                            IT
 ---pagebreak---    5.        CHARACTERISTICS AND OBJECTIVES
   5.1.      Need to be met in the short or long term
   5.1.1.    European Refugee Fund :
   The existing financial instrument supporting the implementation of the common asylum
   policy is the European Refugee Fund. Its objective is set by the Treaty establishing the
   European Community (Article 63.2.b): to promote a balance of efforts between Member
   States in receiving and bearing the consequences of receiving refugees and displaced
   persons.
   More specifically, the aim of the ERF is to express solidarity at Community level and to
   alleviate the pressures felt by Member States most affected by reception of refugees and
   displaced persons in facing the consequences of this reception, which includes reception
   conditions during asylum procedure (and ensuring fair and efficient asylum procedure),
   integration of recognised refugees and promoting voluntary return solutions for rejected
   asylum seekers and refugees who wish to return to their country of origin. Furthermore,
   the European Refugee Fund is one of the instruments of a Common Asylum policy, and
   as such the measures supported by the Fund should seek to complement and support EU
   legislation in order to support the progressive implementation of a Common Asylum
   System at all levels (common legislation and development of common best practices).
   The ERF is an important part of an overall policy for building a common European
   asylum policy. Reducing divergence between asylum systems and progressive
   implementation of common standards at EU level will have a cost, which will be greater
   for Member States with larger number of asylum seekers and refugees, but also to new
   Member States. The Community should contribute to correcting those imbalances and to
   supporting Member States in complying with their obligations81. Finally, account must
   also be taken of the other objectives being formulated in related policies, such as the
   integration of third country nationals and management of illegal immigration.
   5.1.2.    Integration of Third-country nationals :
   The common basic principles adopted by Governments at the JLS Council on 19
   November 2004 underline the need for a holistic approach to integration of migrants. It is
   stated that not only within Member States but also at the European level, steps are needed
   to ensure that the focus on integration is a mainstream consideration in policy formulation
   and implementation, while at the same time specific policies for integrating third-country
   nationals are being developed.
   81
           In drawing the impact assessment, and formulating the policy options available, account has been
           taken of previously established objectives underlying the European Refugee Fund and their likely
           achievement. Account also has to be taken of completion of other objectives (legislation) and the
           level of complementarity already achieved or soon to be achieved with these.
IT                                                      195                                                  IT
 ---pagebreak---    In accordance with the common basic principles, the specific policies for integrating
   legally residing immigrants in Member States, envisage to:
   • Provide opportunity for immigrants and create incentives to integrate and overcome
      language difficulties and/or problems relating to understanding the norms, values and
      traditions of the host society or satisfying job requirements;
   • Be pro-active in the design and implementation of national introduction programmes
      and activities, the capacity building of migrant organisations and of their interlocutors
      at all level of government;
   • Recognise new challenges in migratory pressure and address them through a
      successful integration strategy, either because the Member States concerned have only
      been welcoming immigrants over the last few years, such as the Member States in the
      south of the EU, or because they are at the eve of a period of more immigration, as is
      the case in some of the new Member States;
   • Overcome shortcomings in infrastructure at local, regional and national levels to deal
      with migratory inflows, and promote coherence between policy design and its
      implementation on the ground;
   • Combat intolerance and prejudice among the host population, and to raise awareness
      of the importance of diversity in society, including among public and private sector
      service providers;
   • Promote dialogue and consultation between political decision makers and local
      communities on the challenges faced by migrants, about their needs and circumstances
      and about ways of improving their position.
   To achieve such policies, in particular to promote the integration of third country
   nationals having recently arrived and been admitted by a Member State to reside in its
   territory, the following specific objectives should be pursued, turning into concrete action
   the common basic principles:
             (1)     Facilitate the organization and implementation of admission programmes
                     for economic migrants, strengthening their integration component and
                     anticipating the needs of third-country nationals.
             (2)     Contribute to the organisation and implementation of introduction
                     programmes and activities for third country nationals, by way of capacity
                     building, policy development and implementation.
             (3)     Increase civic, cultural and political participation of third country
                     nationals in the host society, in order to promote their active citizenship
                     and recognition of fundamental values.
IT                                                  196                                          IT
 ---pagebreak---              (4)     Strengthen the capacity of Member States’ public and private service
                     providers to interact with third country nationals and their organizations
                     and to answer better the needs of different groups of third country
                     nationals
             (5)     Strengthen the ability of the host society to adjust to increasing diversity
                     by targeting integration actions at the host population.
             (6)     Strengthen the capacity of Member States to monitor and evaluate
                     integration policies.
   5.1.3.    European Return Fund
   The policy objective in this area is to support and encourage Member State efforts to
   improve the management of the return of illegal third country nationals in all aspects,
   taking account of Community legislation in this area.
   In particular, the following specific objectives should be pursued:
   1.        to promote the introduction of integrated return management procedures by all
             Member States and to improve the operation and organisation of existing
             procedures;
   2.        to strengthen co-operation between Member States in the conception and
             implementation of integrated return management procedures and practices;
   3.        to ensure the effective and uniform application of common standards on return.
   These aims will be pursued through actions such as:
   • the development of effective and lasting operational co-operation between Member
      State authorities and consular and immigration services in third countries, with a view
      to facilitating the receipt of travel documents for the return of third country nationals
      and ensuring speedy and successful removal procedures;
   • developing co-operation between Member States in the collection and dissemination
      of information on their country of origin to potential returnees;
   • increasing the number of illegal migrants opting to return voluntarily by encouraging
      this through better targeted and more attractive assisted voluntary return programmes
      and other means;
   • simplifying enforced return procedures and improving the capacity of courts to deal
      with cases, with a view to reducing the period of detention of those awaiting forced
      removal without infringing their basic rights;
IT                                                 197                                            IT
 ---pagebreak---    • formulating joint integrated return plans, including implementing joint voluntary
      return programmes in respect of particular countries or regions and arranging joint
      flights, thus reinforcing the message of an effective management of migration flows
      by the EU;
   • implement joint return operations, thus making better use of existing national
      resources and expertise for the common good of the fight against illegal immigration
      throughout the EU
   • encouraging exchange of information, support, advice and best practice between
      Member States in dealing with the return of people to specific countries and/or of
      particularly vulnerable groups;
   • establishing joint arrangements for the reception of those returning in countries of
      origin, former residence or transit in co-operation with the countries concerned;
   • developing measures to ensure the effective reintegration of people in their country of
      origin or former residence after they return;
   • improving the capacity of competent authorities to enforce removal decisions with full
      respect for the rights of the people concerned and for their dignity in accordance with
      relevant EU standards;
   • ensuring the provision of specific assistance to vulnerable groups such as children, the
      elderly, people with disabilities, pregnant women and those who have been subjected
      to torture, rape or other serious forms of psychological, physical or sexual violence.
   5.1.4.    External Borders Fund
   Given the uneven division of responsibility between Member States for controlling the
   external borders of the EU, the policy objectives to achieve are:
   1.        to improve the efficiency of controls and thereby the effectiveness of the
             management and protection of external borders in order to reduce illegal entry
             and increase the security of the internal EU area of free movement;
   2.        to make it easier and faster for authorised travellers to enter the EU in
             conformity with the Schengen acquis while protecting the EU against illegal
             entry;
   3.        to achieve a uniform application of the EU law by Member States and an overall
             efficiency of national border guards in carrying out their tasks in accordance
             with EU law;
   4.        to enhance the efficiency of the issuing of visas and the implementation of other
             pre-frontier checks.
IT                                                 198                                         IT
 ---pagebreak---    These general aims can be translated into a series of specific and operational objectives of
   which the key ones, in terms of added value and cost-effectiveness for the European
   Union, would be the following:
   • improving efficiency of control and surveillance measures through the use of state of
      the art technological means;
   • establishing the necessary infrastructures to improve efficient flow management at
      border crossing points;
   • enhancing the capacity of the human resources allocated to border management, for
      instance by implementing the common core curriculum to be set up by the Agency;
   • improving the coordination and information exchange at national level for all relevant
      authorities involved in securing effective border control;
   • reducing as much as possible illegal entries at external borders through operations in
      third countries, in cooperation with these countries;
   • enhancing the coordination and cooperation between Member States as regards the
      implementation of the common visa policy.
   5.2.     Value-added of Community involvement and coherence of the proposal
            with other financial instruments and possible synergy
   5.2.1.   European Refugee Fund
   The discussion on the policy options available to achieve solidarity in the field of asylum
   policy was inevitably influenced by the existing financial instrument, the European
   Refugee Fund. At the time of its renewal last year, different options have been considered
   The above assessment on the different model is valid to date. The current proposal will
   therefore merely extend the programming period of the ERF II until the end of the new
   financial perspectives, i.e. to change its end date from end 2010 to the end of 2013.
   Moreover, to take into account the establishment of the Return Fund, the need for an
   adjustment of the strand on return in the European Refugee Fund was considered
   necessary.
   Currently, the European Refugee Fund supports actions for the voluntary return of
   persons who have applied for international protection or who are enjoying international
   protection in the Member States. In practice, in terms of returns, this covers a wide
   spectrum of situations, from those who, having been granted refugee status, decide to
   return to their countries of origin to those who decide to return because they have had
   applications refused and have few prospects in the Member State and who, in the absence
   of alternatives, decide to avail themselves of the arrangements made to facilitate
   voluntary return.
IT                                                 199                                          IT
 ---pagebreak---    The following options were examined:
   1.       To leave the ERF as it is and limit the Return Fund to illegal immigrants;
   2.       To exclude all return measures relating to asylum seekers, refugees and other
            beneficiaries of protection from the ERF and to transfer support for such
            measures to the Return Fund;
   3.       To only transfer the support for measures relating to rejected asylum seekers to
            the Return Fund and maintain the support by the ERF for the voluntary return of
            asylum seekers and persons benefiting from international protection
   The third option was the chosen option
   5.2.2.   Integration of Third-country nationals
   Following the adoption of the legislative framework establishing a common immigration
   policy and in view of the solidarity provision in the new Constitutional Treaty, setting-up
   a financial instrument would provide support and incentives for the Member States to
   develop integration policies for integration of third-country nationals admitted in
   accordance with the legislative framework laid down in both national and Community
   law.
   Here, different models for financial support were considered:
   1.       Integration of third-country nationals is funded via joint projects and
            Community actions (e.g. the ARGO framework model or the INTI programme):
   2.       Integration of third-country nationals is solely funded within a mainstreaming
            instrument, such as the European Social Fund (ESF)
   3.       Integration of third-country nationals is funded within a separate instrument
            expressing solidarity between Member States on the basis of the number of third
            country nationals legally present in the Member States.
   The ex ante evaluation demonstrated the need to opt for a separate instrument on
   integration for third country nationals in complementarity with the ESF mainstreaming
   approach. To respond to the specific challenges in the area of integration of third-country
   nationals, the instrument would intervene in six specific areas:
   • Improving the implementation of admission programmes. Facilitating a rapid and
      smooth integration of those migrants who have been explicitly invited to contribute to
      Member States’ societies. In many Member States it is recognised that these persons in
      particular provide a valuable contribution to economic growth. Their arrival is
      commonly seen as important to counteract the prospective decline in the EU’s work
      force in future years. Action should be taken to prepare their integration even before
      they arrive in the territory of the Member States.
IT                                                200                                          IT
 ---pagebreak---    • The implementation of introduction programmes and introductory activities. The early
     stages of a third country national’s residence in the Member State are of particular
     importance. Introduction programmes and activities express the investment host
     societies are willing to make in the future, by: providing opportunity for migrants to
     learn the language of the host country to learn about ways of doing things, so
     increasing their chances of being self-sufficient as soon as possible finding
     employment; increasing the incentive and motivation for migrants to integrate; making
     it easier for young migrants, in particular, to integrate and so prevent identity problems
     and reduce delinquency: facilitating the development of targeted and flexible
     integration policies and activities, taking account of the special needs of third-country
     nationals and encouraging the development of new and innovative approaches to
     integration.
   • Promoting active citizenship through civic, cultural, religious and political
     participation. These activities can contribute by increasing the knowledge of migrants
     of the history, traditions, norms, values and local customs of the host society,
     facilitating the dialogue between different religious communities; encouraging
     migrants to take responsibility and an active part in local community life, increasing
     their understanding of political processes and encouraging them to participate in
     decision making processes and increasing their possibilities of applying for
     citizenship. In short, active citizenship can highlight skills and open up avenues to
     third country nationals to realise their full potential in host societies.
   • Supporting capacity building in public and private sector service providers in Member
     States. Much interaction between third country nationals and other citizens takes place
     in such mainstream organisations as schools, hospitals, communal housing societies
     etc. Opening up these providers through diversity management will reinforce the
     motivation and willingness of third country nationals to participate in society. This can
     be achieved by: making service providers more aware of diversity issues and helping
     them to develop inter-cultural communication skills; increasing co-operation between
     local, regional and national authorities responsible for integration and helping to bring
     about better coordination between the design of policy and its operation on the ground;
     raising awareness of the benefits of putting in place an effective policy for managing
     diversity; increasing co-operation between local, regional and national authorities
     responsible for integration and helping to bring about better coordination between the
     design of policy and its operation on the ground; raising awareness of the benefits of
     putting in place an effective policy for managing diversity.
   • Helping society to adjust to diversity by making the host population more aware of the
     true facts about migration and about the people concerned, increasing tolerance
     towards other cultures and religions and so helping to strengthen social cohesion,
     increasing dialogue and interaction between migrants and the host population and
     actively involving private bodies (including SME) in the integration process.
   • Policy development, monitoring and evaluation of policies and strategies by:
     stimulating the collection of relevant data on migration in the Member States so
IT                                                 201                                          IT
 ---pagebreak---       providing the basis for informed discussion and decision-making; ensuring that the
      effectiveness of integration efforts are assessed on an ongoing basis and that
      programmes are responsive to immigrants needs; enabling policy-makers across the
      EU to learn from past experience not only of policies pursued in their own countries
      but also of those pursued elsewhere, so helping to improve the policies implemented in
      the future across Member States.
   The Integration Fund will build on past experience, namely the pilot projects on
   integration of third country nationals (INTI) started in 2002 with a budget of € 4 million.
   Nearly 300 applications were received in the first two years, applying for more than € 85
   million whereas the total budget available was only €10 million.
   The pilot projects complement the policy outlined in the Communication on Immigration,
   integration and employment adopted in June 2003 in which the Commission presented its
   views on how to elaborate comprehensive and multi-dimensional policies on the
   integration of legally residing third-country nationals. According to the Communication
   integration policy should be based on two fundamental underlying principles: First of all
   that the principle of subsidiarity prevails clearly demonstrating that the primary
   responsibility for the elaboration and implementation of integration policies lies with the
   Member States, and secondly, the holistic approach which will ensure integration of
   immigrants into all aspects of society and which requires that a two-way approach -
   implying that the responsibility for integration lies both with the receiving society as well
   as with the arriving immigrant - is applied. The pilot projects supports networks and the
   transferral of information and good practices between Member States, regional and local
   authorities and other stakeholders in order to facilitate open dialogue and identify
   priorities for national integration policies and the actions also support new innovative
   projects which promote integration of third-country nationals.
   To continue the encouragement of a more structured policy development in the field of
   integration as initiated by INTI, the financial instrument should be complemented by
   actions facilitating co-operation between Member States and exchange of best practices
   (Community actions).
   The Integration Fund will work in complementarity with the ESF and the ERF.
   5.2.3.    European Return Fund
   A distinct fund established with the particular objective of supporting an integrated return
   management policy seems best equipped to achieve the objectives set out above. By
   creating a separate instrument which is targeted at return, the specific problems identified
   with respect to persuading or coercing illegal migrants to leave the country in which they
   are residing can be addressed.
   The Return Fund will need to work in complementarity with the other financial
   instruments mentioned in the extended impact assessment – the ERF, AENEAS– each of
   which addresses specific aspects of the return to their country of origin or former
   residence.
IT                                                202                                            IT
 ---pagebreak---    The European Return Fund will seek to promote the development of integrated set of
   return measures aiming at putting in place in Member States an effective programme.
   This should cover all phases of the return process, from the pre-departure phase and the
   return as such to the reception and reintegration in the country of return and should be
   tailored to take account of the specific situation in different countries. At the basis of such
   a programme should be an analysis of the situation in the Member State(s) with respect to
   the targeted population, a realistic assessment of the potential for return and the
   cooperation with the countries of return, a planning and evaluation mechanism with
   respect to the return process of the targeted population and cooperation throughout the
   process with relevant stakeholders at national, European and international level, such as
   UNHCR and IOM.
   Priority should be given to cooperation between Member States to secure such an
   approach, given the cost-effectiveness and the synergies involved.
   Accordingly, the measures to be supported, when they form part of such an integrated
   return approach, would include:
   • In all cases: the procurement of indispensable travel documents, costs of necessary
       pre-return medical checks, costs of travel and food for returnees and escorts, including
       medical staff, accommodation for escorts, specific assistance to vulnerable groups
       such as children or invalids, costs of transportation to the final destination in the
       country of return and co-operation with the authorities of the country of origin, former
       residence or transit.
   • Additionally in the case of forced return the costs of temporary accommodation for
       returnees and their escorts prior to departure in case of joint return operations.
   • Additionally in the case of voluntary return: comprehensive pre-return information,
       assistance and counselling as well as essential expenses before return and initial
       expenses after return, transport of the returnee’s personal belongings, adequate
       temporary accommodation for the first days after arrival in the country of return in a
       reception centre or a hotel if necessary, training and employment assistance and
       limited start-up support for economic activities where appropriate.
   • As regards the application of the common standards: education and training of staff in
       the competent administrative, law enforcement and judicial bodies as well as
       secondments of these categories of staff from other Member States;
   • As regards the cooperation between Member States: actions relating to the cooperation
       with consular authorities and immigration services of third countries, to facilitate the
       assistance in obtaining travel documents; actions relating to the joint design and
       implementation of action plans realising an integrated return management, joint
       evaluation and monitoring of the process etc.
IT                                                 203                                             IT
 ---pagebreak---    5.2.4.    External Borders Fund
   The most relevant policy option is the establishment of a financial solidarity mechanism
   at Community level to support Member States who bear a lasting and heavy financial
   burden by being responsible for controlling external borders for the benefit of the Union
   as a whole. This Fund should be designed to be a concrete expression of EU solidarity by
   providing financial assistance to those Member States which apply the Schengen
   provisions on external borders, in addition to those on internal borders (the dismantling of
   controls on entry). It would accordingly represent an explicit recognition of the tasks they
   perform in carrying out checks on people entering the EU from third countries and border
   surveillance not only in their own interests but on behalf of all Member States which have
   dismantled internal border controls.
   Support from the Fund should be extended from the outset to new Member States, as
   their external borders are operational since their accession even if they have undertaken
   to remove border controls at a later stage when they are judged ready to do so. It should
   also extend to the need for Member States to implement Community legislation in
   relation to specific situations which have arisen as a result of enlargement (the most
   notable example is of Russians who need to cross Lithuania to reach Kaliningrad). The
   Fund should, in addition, provide support for managing visas and other similar activities
   undertaken before people reach the border, whether these are carried out in cooperation
   with other Member States or not. The efficient management of such activities by the
   consular services of Member States in third countries is an integral part of a common
   integrated border management system, which is aimed at facilitating legitimate travel into
   the EU while preventing illegal entry.
   Objective criteria need to be established to allocate funds to Member States. These
   criteria should take account of the various elements which add to the burden of control on
   the Member States, in particular, the length of external land and maritime borders, the
   number of authorised border crossing points, the number of travellers crossing and the
   extent of pressure caused by people refused entry. The criteria should also take account of
   the challenges posed by the risk of illegal entry affecting each border, taking into account
   the geopolitical situation, typology and geography. The assessments made by the
   Common Centre in Finland and in the future by the European Agency for the
   management of operational cooperation at external borders will be very helpful in this
   regard.
   From a subsidiarity point of view, such a Fund would support Member States in carrying
   out the various tasks involved in external border control while not interfering with their
   responsibilities in respect of determining who they allow to enter their territory.
   Actions to be funded could include border crossing infrastructures and related buildings
   (e.g. border stations, helicopter landing places or lanes, etc.); operating equipment
   (laboratory equipment, document examination instruments, detection tools, mobile or
   fixed terminals for consulting SIS and national systems, etc.); means of transport for the
   surveillance of external borders; equipment for real time exchange of information
IT                                                204                                           IT
 ---pagebreak---    between relevant authorities; ICT systems; exchange programmes and training of border
   guards, immigration officers and consular officers; etc.
   5.3.     Objectives, expected results and related indicators of the proposal in the
            context of the ABM framework
   5.3.1.   European Refugee Fund :
   The main impacts of the ERF have been analysed according to its target groups as
   follows:
   • for final beneficiaries (asylum seekers and refugees): improvements in reception
      conditions (quality / quantity of material reception conditions such as health, housing,
      education, social benefits, access to the labour market), and fairer and more effective
      asylum procedures; easier integration by a decrease in dependence on social welfare,
      improved access to the labour market, and thus increased participation in social life
      through civil society organisations and other relevant channels;
   • for Member States, the ERF contributes to the economic responsibility undertaken by
      the Member State in relation to the reception of asylum seekers and refugees and
      implementation of a common asylum policy; it also supports changes in processes /
      policies by development of higher standards, fairer and more effective asylum
      procedures, reduction of the length of asylum procedures, capacity-building,
      improvement of qualification of staff, exchanges of experiences and best practices at
      EU level.
   • for partners of asylum policy (NGO, Refugee Community Organisations, local and
      regional authorities): capacity building and development of new services and greater
      involvement of self-help organisations; improvement of qualification of staff,
      increased cooperation of services / structures in developing capacity in the area of
      reception.
   • for EU citizens in general: awareness raising on the issue of refugees and asylum
      seekers and better acceptance of reception centres by local communities.
   The potential impacts of the ERF II were screened and assessed for all measures, and it
   can be said that positive impacts outweigh negative impacts, in particularly as regards
   social impacts. A redistributive analysis has shown that the target group who benefits
   most directly is that of asylum seekers and refugees. Most importantly, significant
   important systemic effects have been identified with regard to the Member States and the
   organisations working in this area (NGOs and Refugee Community organisations). It
   must be noted that the situation varies from country to country, most notably in terms of
   the degree of consolidation of the asylum systems and the experience with the different
   strands of the programme.
   When the types of impact were considered, the most significant were in the social sphere
   - economic impacts were more indirect and more difficult to identify given the scale of
IT                                                205                                          IT
 ---pagebreak---    the Fund. Direct implementation costs have not been quantified and are being addressed
   in the framework of the monitoring system of the Fund. Indirect and associated costs are
   more difficult to assess. Environmental impacts have been found to be quite weak, and it
   has not been possible to differentiate these impacts by target group.
   Identified impacts on countries of origin presented a somewhat ambiguous picture – if it
   was clear that a better management of asylum flows can have positive impacts in the
   development of these countries, associated risks have been identified. These included, for
   example, risks of asylum seekers and refugees losing contact with their countries of
   origin, and also risks of qualified people leaving these countries (brain drain).
   To conclude, it can be said that, overall, expected impacts were coherent with the
   formulation of the main objectives of the Fund. Indeed, the overall impacts reflected the
   main policy goal of the ERF, i.e. the contribution to the implementation of the common
   asylum standards and guidelines agreed at EU level and convergence of practices across
   Member States to support an open and secure European Union, fully committed to the
   obligations of the Geneva Convention and other relevant human rights instruments, and
   able to respond to humanitarian needs on the basis of solidarity.
   5.3.2.    Integration of Third-country nationals
   The impacts of the Integration Fund have been identified at two levels: firstly, the general
   impacts of a greater integration of third country nationals were considered; then, against
   this background, the specific impacts of the Fund were discussed, taking into account the
   magnitude of identified needs, and the proposed scale of EU intervention. These specific
   impacts will in essence represent the added-value of EU intervention in this field.
   As regards general impacts, better integration of migrants is likely to have many positive
   economic and social effects both on migrants themselves and on the host community. At
   EU level, the improved integration of third-country nationals will have a positive
   economic impact by increasing labour supply and thus overcoming shortages in a
   number of sectors. More migrants in employment will increase both tax revenue and the
   income from social contributions and so help to fund social protection systems which
   need to cater for a growing number of elderly people and increased numbers in
   retirement. Improved integration has obvious positive economic effects on third-country
   nationals themselves by giving them a better chance of integrating into the labour market
   and not only of finding a job but one which is more secure and stable with better terms
   and working conditions.
   It must be noted however that further integration and the increased participation of third
   country nationals in economic activity may have some costs as well as benefits. While
   firms, consumers and domestic workers with complementary skills may gain, associated
   costs may include, inter alia, increased expenditure for welfare and social protection
   systems; a possible adverse effect on domestic workers with similar skills; the
   administrative costs of implementing an effective immigration policy; and increased
   expenditure on active labour market policies such as training and job placement services.
IT                                                206                                           IT
 ---pagebreak---    The potential social effects of integration of immigrants are substantial. Lack of social
   integration of migrants has often been associated with their social exclusion, which has
   given rise to increased hostility towards them and to ethnic minorities in general (leading
   to the rise of racism and xenophobia). Further integration of immigrant populations
   should lead to a more cohesive and inclusive society overall, where differences are
   respected and the merits of diversity appreciated. A strengthened dialogue between
   different groups will increase general understanding of different cultures, traditions and
   religions.
   For migrants themselves, greater integration in society and better access to education as
   well as the labour market will improve their well being and increase their self-esteem.
   Having a job and being able to provide for themselves and their families should give
   them an increased feeling of belonging to society and encourage them to engage in
   community life and social, cultural and political activities in general. The integration of
   women will also indirectly benefit future generations, by increasing their chances of
   integrating into society themselves, of gaining a better understanding of he language and
   of performing better at school.
   Although it is difficult to point to direct beneficial effects on the environment, there
   ought to be generally positive effects on the educational level of EU society, which
   should make it a better place in which to live, and increased awareness of environmental
   issues and a wider tendency to take action to protect and improve the natural and physical
   environment. More active participation in social and political life at local level is,
   therefore, likely to be accompanied by increased involvement in activities to preserve the
   local environment and the common heritage.
   Against this background, the specific impacts of the Integration Fund have been
   identified as ensuring a strong link with policy developments at EU level, thus supporting
   the implementation of a common immigration policy. In particular, the following impacts
   should be expected:
   • Create a level playing field in terms of integrating third-country nationals across the
      Member States. This requires a catch-up process in those countries of recent
      immigration, where integration policies are only developing.
   • In these countries, the Fund will also act as a catalyst, increasing government
      expenditure on integration of third-country nationals, and thus contributing to the
      consolidation of a true integration system.
   • Strengthening of integration systems will also take place through investments in
      human resources and upgrading of skills, as well as improved coordination and
      dialogue between all relevant stakeholders (national and regional authorities, civil
      society, etc.).
IT                                                207                                          IT
 ---pagebreak---    • For those Member States with a history of immigration and integration of third-
      country nationals, the Fund will contribute towards a fine-tuning of existing policies,
      focussing on identified shortcomings, and thus increasing their overall effectiveness.
   5.3.3.   European Return Fund
   General impacts of a more effective return policy
   An effective implementation of the return policy for illegal migrants living in Member
   States would have beneficial effects on social cohesion in particular and for the general
   objective of creating an area of freedom, security and justice for EU citizens. It could
   also, however, have positive economic effects especially in the long-term.
   An effective implementation would, therefore:
   • reinforce a managed immigration policy by complementing the control of the EU’s
      external borders and ensuring that those who succeed in entering the Union illegally
      are returned with minimum delay to the countries they came from;
   • help to increase the acceptance of third-country nationals in Member States and,
      therefore, of diversity, with potential benefits to the competitiveness of the EU
      economy as well as to social cohesion;
   • contribute thereby to increasing employment rates among third-country nationals and,
      therefore, their contribution to economic activity and the generation of real income;
   • facilitate the acceptance of the immigration of workers with the skills required by EU
      economies faced with a prospective natural decline in working-age population and,
      therefore, in the labour force;
   • reduce the costs on national budgets associated with the detention of illegal migrants;
   • give illegal migrants more opportunity to return and settle in their country of origin
      instead of having to live on the margins of society and very often to work in arduous
      jobs with poor terms and conditions.
   Specific impact of the Return Fund
   Action at EU level will have a number of positive effects, including:
   • ensuring the common implementation of effective procedures for the return of illegal
      migrants, which also protect their basic rights and human dignity;
   • promoting the adoption of best practices in this regard as well as with regard to the
      measures taken to provide incentives to the people concerned to return to their country
      of origin voluntarily;
IT                                                208                                         IT
 ---pagebreak---    • encouraging a more intensive exchange of information between Member States on the
      national initiatives developed, the challenges relating to returns and the management
      of complex return processes, as well as the relations with third countries in this regard;
   • enhancing cost-effectiveness of return measures through joint operations.
   5.3.4.   External Borders Fund
   The main impacts of the Externals Borders Fund would be as follows:
   • Positive impact on administrative systems and infrastructures of Member States, who
      will get more resources and be able to improve coordination and exchanges. On the
      other hand, MS will have to co finance the projects; therefore it could lead to an
      increase in MS expenditure.
   • Impacts for public health, public order and security would be direct and positive,
      thanks to the improvement of controls, which will make easier to prevent the entry of
      persons posing a risk from these points of view. Impact on civil society would be
      indirect but positive (better protection against illegal immigration and public security
      threats)
   • Impacts on the environment would be indirect but possibly negative (more control
      boats and aircrafts, more physical barriers in border zones, etc.), although some
      positive impacts can not be excluded (e.g. purchase of less polluting surveillance
      boats, usage of more efficient technologies)
   • From the human rights point of view, increasing MS border control capabilities (in
      particular through surveillance measures) could mean that more people would be
      intercepted, refused entry and/or removed to their countries of origin, where they
      probably face a situation of poverty and lack of freedoms. Increasing controls would
      make them more dissuasive and perhaps discourage some of these people from trying
      to immigrate illegally, avoiding them from putting their lives at risk.
   • The risks of fraud could be linked to cases of mismanagement, illicit appropriation or
      corruption, although they not seem to be big as the funds will be managed by MS law
      enforcement agencies. There is also a risk of giving funding to Member States that
      don’t really need it (e.g. because of being economically strong) or whose burden is
      lower, especially if objective criteria are not appropriately qualified by risk criteria
   • The smoothening of flows of bona fide travellers would have positive economic
      impacts for business and tourism.
   The financial support under the Fund will be developed in complementarity with the
   work of the European Agency for the management of operational cooperation at external
   borders.
IT                                                 209                                           IT
 ---pagebreak---    The Agency has constituted an important step for promoting solidarity between member
   States in the field of external border management. The Agency has at its objective to
   facilitate and render more effective the application of the Community acquis related to
   the external borders, through coordination but also by providing the necessary technical
   support and expertise. The Fund will be complementary to these efforts. The Fund can
   provide the necessary financial means for the implementation of joint operations and pilot
   projects, whenever the Agency will not undertake to do it by itself under Article 3(4) of
   the Regulation. The Fund will also contribute to the adoption of the necessary measures
   derived from the risk analysis prepared by the Agency, and to the implementation of the
   common core curriculum to be established by it.
   5.4.      Method of Implementation (indicative)
   Show below the method(s) chosen for the implementation of the action.
   X        Centralised Management
   X        Directly by the Commission
   ‫ٱ‬        Indirectly by delegation to:
   ‫ٱ‬        Executive Agencies
   ‫ٱ‬        Bodies set up by the Communities as referred to in art. 185 of the Financial
   Regulation
   ‫ٱ‬        National public-sector bodies/bodies with public-service mission
   XShared or decentralised management
   X        With Member states
   X        With Third countries
   ‫ٱ‬Joint management with international organisations (please specify)
   Relevant comments:
             The funds within the action programme ‘Solidarity and the management of
             migration flows’ will be implemented within the framework of
             shared/decentralised management between the Member States and the
             Commission, in accordance with Article 53, paragraph 1, point b) of Council
             Regulation (EC, Euratom) No 1605/200282. The Community actions and the
             technical assistance of the Commission, as referred to within the instruments,
   82
            OJ L 248, 16.9.2002, p.1.
IT                                               210                                          IT
 ---pagebreak---    will be implemented by the Commission within the framework of direct
   management.
   As for the countries associated with the implementation, application and
   development of the Schengen Acquis, an agreement between the Commission
   and these countries needs to be concluded relating to the obligations concerning
   budgetary and financial control.
   One of the key objectives of the programmes is to clearly define the division of
   responsibility between the Member States and the implementing bodies on the
   one hand, and the Commission on the other in the execution of the Community
   budget. All essential elements are defined within the different Funds.
   Under Article 274 of the Treaty, in the context of shared management, the
   conditions allowing the Commission to exercise its responsibilities for
   implementation of the general budget of the European Communities and the
   obligations of cooperation on the Member States have to be clarified. These
   conditions will enable the Commission to satisfy itself that Member States are
   utilising the Fund in a lawful and correct manner and in accordance with the
   principle of sound financial management within the meaning of the Financial
   Regulation.
   The need for coherency and transparency are the driving forces in the
   management modalities of the respective Funds. Coherency, as the draft
   instruments lay down the minimal conditions applicable to the management,
   internal control and audit systems as well as the involvement of each actor.
   Transparency, as the results and outcome of each part of the instrument are
   known to the different actors. The compliance of these systems will contribute to
   the full respect of the principle of sound financial management.
   To this end, the Member States shall provide an assurance in relation with the
   management and control systems, according to the rules laid down in the draft
   instruments. This assurance, completed with its own system audits and on-the-
   spot controls, will facilitate the Commission’s assessment on the legality and
   regularity of declared expenditure.
   The different instruments are developed with common delivery, management
   and implementation mechanisms. This will enable the Commission and the
   Member States to set up common management and control environments,
   thus increasing efficiency through the creation of potential synergies.
   The following elements are found within the draft instruments:
   • Multi-annual and annual Programming:
   The Funds will be implemented in the framework of two multiannual
   programming periods(respectively 2007-2010 and 2011-2013). These
IT                                        211                                        IT
 ---pagebreak---    programming periods will allow the Commission to take into account the effects
   of the midterm review of the financial perspectives, which is planned in 2010.
   The multiannual programming includes the definition of strategic guidelines by
   the Commission and multiannual programmes by the Member States. These
   mainly relate to a description of the management and control systems set up, the
   definition of priorities (and corresponding indicators, results and impacts) and a
   draft financing plan. This multiannual programme will be assessed and adopted
   by the Commission.
   The necessary provisions for the revision of these programmes are laid down
   within the draft instruments.
   The multiannual programmes will be implemented by means of annual work
   programmes, provided by the Member States and adopted by the Commission.
   The annual work programmes relate to the rules for selection of projects and an
   indicative financial breakdown per objective. The Commission’s decision shall
   indicate the amount allocated to each Member States in full respect of the
   appropriations allocated under the budgetary procedure.
   • Management and Control Systems
   a)    Designation of authorities
   The following authorities are to be designed by the Member State:
   • A Responsible Authority, responsible for the management of the Fund and
      which will handle all the Communication with the Commission;
   • A Certifying authority, responsible for the certification of expenditure and
      application for payment requests prior to transmission to the Commission;
   • An Audit Authority, responsible for the verification of the compliance,
      adequacy and the sound operation of the management and control
      environment.
   • With respect of the clear separation of functions, several functions may be
      carried out by the same body.
   b)    Definition of the responsibilities of the Member States and the
         Commission
   Member States will be responsible for ensuring sound financial management of
   the programmes and the legality and regularity of the underlying transactions,
   give guidance to the designated authorities, and be responsible for the proper and
   effective use of Community funds. In accordance with the principles of
IT                                       212                                          IT
 ---pagebreak---         subsidiarity and proportionality, Member States have the primary responsibility
        for the implementation and control of the actions covered by the Fund.
        The Commission’s responsibilities are to satisfy that the systems set up are
        compliant with the provisions laid down, especially through the assessment of a
        unqualified opinion submitted by a “compliance assessment body”. In the event
        of a qualified opinion the Member State shall draw up, in agreement with the
        Commission, an action plan setting out the corrective measures and the timetable
        for implementation. The Commission is also responsible to satisfy that systems
        function effectively, on basis of annual control reports and on-the-spot audits.
        c)    Financial Management
        Annual commitments shall be made on the basis of the Commission’s decision
        related the annual programmes.
        The following payment scheme is foreseen:
        • A prefinancing of 50%;
        • A balance payment, preconditioned by a request for payment, a certified
           declaration of expenditure, an implementation report and an audit report.
        The necessary provisions for suspension and interruption of payments, as well as
        the cancellation of commitments, have been formalised within the draft
        instruments. In all procedures the Commission will decide after a contradictory
        procedure, where the Member State may present its observations or take
        corrective measures.
        The draft instrument also provides with the necessary provisions, related to
        financial corrections to be established by the Commission and the Member
        States.
   6.   MONITORING AND EVALUATION
   6.1. Monitoring system
        Under the management system proposed, minimum standard formats will be
        established in all Member States for the presentation of projects, monitoring and
        evaluation. In this context common indicators will be defined for the various
        types of action, for which data will have to be gathered when action
        implementation reports are presented. During the course of 2005, a preparatory
        study will be launched to inform the Commission on adequate minimum
        standards and common standards.
IT                                           213                                          IT
 ---pagebreak---         By the same token, a common management system (supported by a common IT
        application) will be developed in the financial field, in liaison with the Member
        States, to ensure that implementation of the programmes and the actions funded
        are monitored on a common basis.
   6.2. Evaluation
        Several national and Community evaluations are planned, based around the
        multiannual programming schedule of the Funds. The timetable of evaluations
        for the External Borders Fund, the Integration Fund and the Return Fund as set
        out in the respective proposals is in principle as follows:
        • no later than 30 June 2009 in the case of the External Borders and Integration
            Funds, and 30 June 2010 in the case of the Return Fund, a report from the
            Commission to the European Parliament, the Council, the Economic and
            Social Committee and the Committee of the Regions on the application of the
            criteria used for the annual distribution of resources; together with proposals
            for amendments if deemed necessary;
        • no later than 31 December 2010 an intermediate report from the Commission
            to the European Parliament, the Council, the Economic and Social Committee
            and the Committee of the Regions on the results achieved and on
            implementation and with a proposal on the Fund future development;
        • no later than 30 June 2012 (concerning 2007-2010/2008-2010) and 30 June
            2015 (concerning 2011-2013) an evaluation report from the Member State on
            the results and impacts;
        • no later than 31 December 2012 (concerning 2007-2010 and 31 December
            2015 (concerning 2011-2013) an ex post evaluation report from the
            Commission to the European Parliament, the Council, the Economic and
            Social Committee and the Committee of the Regions.
        The evaluations for the European Refugee Fund follow a slightly different
        pattern in light of previous evaluations made.
   7.   ANTI-FRAUD MEASURES
        Action taken under the Commission’s direct, centralised management
        (Community action, technical assistance expenditure) will be implemented in
        accordance with the applicable rules, as defined in the Financial Regulation and
        its implementing rules. The contracts and grant agreements used will be the
        models recommended by the Commission and will provide for monitoring by the
        Commission and the Court of Auditors of the European Communities.
IT                                             214                                          IT
 ---pagebreak---    The general rules on the administrative and financial management of action in
   the Member States, will comprise specific provisions on the management and
   control of projects by the authorities responsible and provisions on ex post
   checks by the Commission and the Court of Auditors of the European
   Communities.
IT                                    215                                        IT
 ---pagebreak--- 8.            DETAILS OF RESOURCES
8.1.          Objectives of the proposal in terms of their financial cost (Commitment appropriations in M€)
             a. European Refugee Fund
 (Headings of Objectives,         Type of         Av.           2007               2008               2009               2010               2011               2012                 2013                Total
 actions and outputs              output          cost
 should be provided)
                                                          No.        Total   No.        Total   No.        Total   No.        Total   No.        Total   No.        Total    No.         Total   No.       Total cost
                                                         outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost   outputs      cost   outputs
 European Refugee Fund
                                   Community Actions
 Community Actions            Transnational      0,250     18         4,500     42      10,500     42      10,500     45      11,300     59      14,700     60      15,000      61       15,300    327        81,800
                              cooperation
                              projects
                                      Sub-total Action 1              4,500             10,500             10,500             11,300             14,700             15,000               15,300    327        81,800
                          Actions in the Member States
 Responsible Authorities      Co-financing                            2,800              6,500              6,500              6,900              9,300               9,500               9,700               51,200
 Reception and asylum         Projects           0,085    372        31,600    868      73,800    868      73,800    931      79,100  1.242    105,600   1.268    107,800    1.295     110,100   6.845       581,800
 procedures
 Integration                  Projects           0,065    243        15,800    568      36,900    568      36,900    608      39,500    812      52,800    829      53,900     848       55,100  4.475       290,900
 Voluntary return             Projects           0,175     30         5,300     70      12,300     70      12,300     75      13,200    101      17,600    103      18,000     105       18,400    555        97,100
                                      Sub-total Action 2             55,500           129,500            129,500            138,700            185,300            189,200              193,300  11.320     1.021,000
 Sub-total Objective 1                                               60,000           140,000            140,000            150,000            200,000            204,200              208,600             1.102,800
 Emergency measures
                          Actions in the Member States
IT                                                                                                       216
                                                                                                         IT
 ---pagebreak---  Responsible Authorities         Co-financing                            1,210              1,210              1,210              1,210              1,210              1,210               1,210                8,470
 Emergency measures              Projects                                8,590              8,590              8,590              8,590              8,590              8,590               8,590               60,130
                                         Sub-total Action 3              9,800              9,800              9,800              9,800              9,800              9,800               9,800               68,600
 Sub-total Objective 1                                                   9,800              9,800              9,800              9,800              9,800              9,800               9,800               68,600
 TOTAL COST                                                             69,800           149,800            149,800            159,800            209,800            214,000             218,400             1.171,400
b. Integration of third-country nationals
 (Headings of Objectives,            Type of         Av.           2007               2008               2009               2010               2011               2012                2013                Total
 actions and outputs                 output          cost    No.        Total   No.        Total   No.        Total   No.        Total   No.        Total   No.        Total   No.         Total   No.       Total cost
 should be provided)                                        outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost  outputs     cost   outputs      cost   outputs
 Integration of Third-country Nationals
                                      Community Actions
 Community Actions               Transnational      0,250     25         6,200     33       8,200     54      13,400     69      17,300     80      20,000     94      23,600    105       26,200    460       114,900
                                 cooperation
                                 projects
                                         Sub-total Action 1              6,200              8,200             13,400             17,300             20,000             23,600              26,200    460       114,900
                             Actions in the Member States
 Responsible Authorities         Co-financing                            4,300              5,500              8,500             10,800             12,300             14,300              15,800               71,500
 Admission Procedures            Projects           0,085    101         8,600    134      11,400    216      18,400    278      23,600    319      27,100    380      32,300    421       35,800  1.849       157,200
 Introduction Programmes         Projects           0,065    389        25,300    518      33,700    845      54,900   1094      71,100   1258      81,800   1486      96,600   1652     107,400   7.243       470,800
 Civic, cultural, religious      Projects           0,175     97        16,900    128      22,400    209      36,600    271      47,400    312      54,600    368      64,400    409       71,600  1.794       313,900
 and political participation
 Capacity building within        Projects           0,175     97        16,900    128      22,400    209      36,600    271      47,400    312      54,600    368      64,400    409       71,600  1.794       313,900
 MS' public and private
 service providers
 Adjusting european              Projects           0,175     48         8,400     64      11,200    105      18,300    135      23,700    156      27,300    184      32,200    205       35,800    897       156,900
 societies to diversity
 Policy development,             Projects           0,175     48         8,400     64      11,200    105      18,300    135      23,700    156      27,300    184      32,200    205       35,800    897       156,900
 monitoring and evaluation
                                         Sub-total Action 2             88,800           117,800            191,600            247,700            285,000            336,400             373,800   9.092     1.641,100
 Sub-total Objective 1                                                  95,000           126,000            205,000            265,000            305,000            360,000             400,000             1.756,000
 TOTAL COST                                                             95,000           126,000            205,000            265,000            305,000            360,000             400,000             1.756,000
c. European Return Fund
IT                                                                                                          217
                                                                                                           IT
 ---pagebreak---  (Headings of Objectives,           Type of         Av.          2007              2008               2009               2010                2011                2012                2013                Total
 actions and outputs should         output          cost    No.       Total  No.        Total   No.        Total   No.        Total    No.        Total   No.         Total   No.         Total   No.       Total cost
 be provided)                                              outputs    cost  outputs      cost  outputs      cost  outputs      cost   outputs      cost  outputs      cost   outputs      cost   outputs
 European Return Fund
                                      Community Actions
 Community Actions              Transnational      0,250      0       0,000     10       2,500     16       3,900     26       6,500      39       9,800     52       13,100     52       13,100    196        48,900
                                cooperation
                                projects
                                        Sub-total Action 1            0,000              2,500              3,900               6,500              9,800              13,100              13,100    196        48,900
                            Actions in the Member States
 Responsibe authorities         Co-financing                          0,000              2,300              3,100               4,600              6,500               8,300               8,300               33,100
 Integrated Return-             Projects           0,150      0       0,000     68      10,200    106      15,900    178      26,700     267      40,100    357       53,600    357       53,600  1.334       200,100
 management
 Enhancement of ooperation      Projects           0,250      0       0,000     69      17,200    106      26,500    178      44,400     268      66,900    357       89,300    357       89,300  1.334       333,600
 between MS in integrated
 Return-management
 Promotion and application      Projects           0,100      0       0,000     68       6,800    106      10,600    178      17,800     267      26,700    357       35,700    357       35,700  1.333       133,300
 of common standards on
 return
IT                                                                                                       218
                                                                                                        IT
 ---pagebreak---                        Sub-total Action 2 0,000 36,500  56,100  93,500 140,200 186,900 186,900 4.001 700,100
 Sub-total Objective 1                    0,000 39,000  60,000 100,000 150,000 200,000 200,000       749,000
 TOTAL COST                               0,000 39,000  60,000 100,000 150,000 200,000 200,000       749,000
IT                                                     219
                                                       IT
 ---pagebreak--- d. External Borders Fund
 (Headings of Objectives, Type of Av.         2007              2008              2009              2010              2011              2012              2013               Total
 actions and outputs      output  cost  No.        Total  No.        Total  No.        Total  No.        Total  No.        Total  No.        Total  No.        Total  No.       Total cost
 should be provided)                   outputs     cost  outputs     cost  outputs     cost  outputs     cost  outputs     cost  outputs     cost  outputs     cost  outputs
 External Borders Fund
IT                                                                                   220
                                                                                    IT
 ---pagebreak---                                       Community Actions
 Community Actions               Transnational       0,250  13    3,300  13   3,300  17   4,300  22   5,600  25   6,300  31   7,800  45  11,200   167    41,800
                                 cooperation
                                 projects
                                         Sub-total Action 1       3,300       3,300       4,300       5,600       6,300       7,800      11,200   167    41,800
                             Actions in the Member States
 Responsibe authorities          Co-financing                     7,500       7,500       9,500      12,000      13,400      16,700      23,300          89,900
 Implementation of the           Projects           0,500   64   31,800  64  31,800  82  41,200 107  53,500 120  60,100 150  75,100 214 107,100   801   400,600
 common integrated border
 management system
 Contribution to the efficient   Projects           0,500   127  63,700 127  63,700 165  82,500 214 107,000 240 120,100 300 150,200 428 214,200 1.603   801,400
 management of the flows of
 persons at external borders
 Contribution to the uniform     Projects           0,500   48   23,900  48  23,900  62  30,900  80  40,100  90  45,000 113  56,300 161  80,300   601   300,400
 and effective application of
 EU law and overall
 efficiency of national
 border guards
 Contribution to the             Projects           0,500   80   39,800  80  39,800 103  51,600 134  66,800 150  75,100 188  93,900 268 133,900 1.002   500,900
 enhancement of the
 activities organised by
 consular services
                                         Sub-total Action 2     166,700     166,700     215,700     279,400     313,700     392,200     558,800 3.005 2.093,200
 Sub-total Objective 1                                          170,000     170,000     220,000     285,000     320,000     400,000     570,000        2135,000
 TOTAL COST                                                     170,000     170,000     220,000     285,000     320,000     400,000     570,000       2.135,000
IT                                                                                      221
                                                                                        IT
 ---pagebreak---    8.2.         Administrative Expenditure
   The needs for human and administrative resources shall be covered within the allocation
   granted to the managing DG in the framework of the annual allocation procedure.
   8.2.1.       Number and type of human resources
      Types of                         Staff to be assigned to management of the action using existing and/or
         post                                        additional resources (number of posts/FTEs)
                                    2007          2008          2009        2010     2011         2012         2013
      Officials       A*/AD              23            26            29          32      35           37          37,5
          or
    temporary
     staff (XX        B*,            38,75             46            52          58      64           70          70,5
       01 01)         C*/AST
    Staff financed by art.              8,5            10            12          14      16           17            18
    XX 01 02
    Other staff financed
    by art. XX 01 04/05
    TOTAL                            70,25             82            93         104     115          124           126
   8.2.2.       Description of tasks deriving from the action
                Title                                                  Description                                   Number
    Management
    Management                                                                                                         4
    Policy definition and programming
    Policy Making               Definition of strategy, legal base,…                                                   4
                                Establishment of annual work programme (i.e. financing decision) and interservice
    Programme definition                                                                                               1
                                consultation
    Interface with relevant
                                interservice coordination in order to ensure complementarity-synergy with other
    EC       programmes      &                                                                                         2
                                policies
    actions
    Interface     with    other
                                Interface Council,EP ensuring the appropriate reporting, information, questions,
    Institutions and Member                                                                                            2
                                briefing requests
    States
    Information            and  1. Information and publicity activities
                                                                                                                       2
    Communication               2. EUROPA Web site
    Committee interface       -
                                                                                                                       1
    chair & secretariat
IT                                                                222                                                       IT
 ---pagebreak---    Budgetting                APS,PDB,AAR,BIP,RAL - Preparation - Follow-up - Reporting                          1,5
   Programme : Reception, selection and award of projects , financial and legal
   commitments
   Preparation     Calls for
                                                                                                                 2
   proposals
   Reception and evaluation
   proposals/mult-annual     (also involves staff involved in 12,13,14 and 15)                                  10
   and annual programmes
   Award decisions                                                                                              0,5
                             Preparation, maintenance and closure of all financial commitments + subconsequent
   Financial Commitment                                                                                          2
                             amendments
                             Preparation, Signature, Closure of all juridical commitments + subconsequent
   Legal Commitment                                                                                              4
                             amendments
   Programme : monitoring of projects
                             Preparation and Processing of all Prefinancing, Intermediate and Final Payments
   Payments - Initiation                                                                                         5
                             (including verification supporting docs)
   Project Monitoring        Receipt and assessment of reports , requests for information, project visits       20
   Procurement, control and audit
   Ex- ante verification of
   transactions, setting up  Setting up appropriate control standards                                            3
   of control standards
   System Audit              Setting up and monitoring of system audit of Member States (shared management)     10
   Financial Audit           Ex-post Audit of expenditure / implementation                                       8
   Internal audit            Verification of compliance with ICS                                                 3
                             Drafting, procedures and autorisation of procurement procedures for projects and
   Procurement procedures    technical assistance (evaluation, studies,…) , including JPC, Helpdesk procurement  8
                             procedures
   Reporting                 Report of Authorinsing Officer, RAA, relations with Court of Auditors…              2
   Support services
   Filing and Archiving      Database, digital and hardcopy filing                                               3
   Programme Evaluation      Ex ante - Mid term - Final evaluation                                               3
   IT Support                Specific development of IT Tools related to monitoring and implementation           4
   Overhead
   Administration(Overhead
                             CIS, Translations,HRM,Logistics,…                                                  21
   )
                                                                                                                126
IT                                                             223                                                  IT
 ---pagebreak---    8.2.3.      Sources of human resources (statutory)
   (When more than one source is stated, please indicate the number of posts originating from
   each of the sources)
                      Posts currently allocated to the management of the programme to be replaced
               or extended
                      Posts pre-allocated within the APS/PDB exercise for year n
                      Posts to be requested in the next APS/PDB procedure
                      Posts to be redeployed using existing resources within the managing service
               (internal redeployment)
                      Posts required for year n although not foreseen in the APS/PDB exercise of the
               year in question
   8.2.4.      Other Administrative expenditure included in reference amount (XX 01 04/05 –
               Expenditure on administrative management)
                                                                          EUR million (to 3 decimal places)
   a. European Refugee Fund
    Budget line
    European Refugee
    Fund                         2007        2008      2009    2010      2011       2012        2013      TOTAL
    1 Technical and
    administrative
    assistance (including
    related staff costs)
    Other technical and
    administrative
    assistance
    = intra muros : asylum
    statistics                    0,250       0,250      0,250  0,250     0,250      0,250       0,250      1,750
    = extra muros :
    exchange of
    information, thematic
    meetings, website
    projects, computerised
    administrative and
    financial management
    of which for
    construction and
    maintenance of
    computerised
    management systems            0,500       0,700      0,700  0,700     0,700      0,700       0,700      4,700
    Studies (incl.
    Evaluation)                   0,300       0,600      0,300  0,600     0,600      0,400       0,600      3,400
    Meetings of experts           0,050       0,050      0,050  0,050     0,100      0,050       0,050      0,400
    Publications and
    informations                  0,200       0,000      0,200  0,000     0,200      0,150       0,200      0,950
               Total              1,300       1,600      1,500  1,600     1,850      1,550       1,800      9,450
IT                                                     224                                                     IT
 ---pagebreak---    Emergency measures
   1 Technical and
   administrative
   assistance (including
   related staff costs)
   Other technical and
   administrative
   assistance
   = intra muros : asylum
   statistics             0,050 0,050  0,050 0,050 0,050 0,050 0,050 0,350
   = extra muros :
   exchange of
   information, thematic
   meetings, website
   projects, computerised
   administrative and
   financial management
   of which for
   construction and
   maintenance of
   computerised
   management systems     0,060 0,060  0,060 0,060 0,060 0,060 0,060 0,420
   Studies (incl.
   Evaluation)            0,080 0,080  0,080 0,080 0,080 0,080 0,080 0,560
   Meetings of experts
   Publications and
   informations           0,010 0,010  0,010 0,010 0,010 0,010 0,010 0,070
              Total       0,200 0,200  0,200 0,200 0,200 0,200 0,200 1,400
IT                                    225                               IT
 ---pagebreak---    b. Integration of Third-country Nationals
    Budget line
    Integration of Third-
    country nationals       2007     2008    2009   2010   2011   2012   2013   TOTAL
    1 Technical and
    administrative
    assistance (including
    related staff costs)
    Other technical and
    administrative
    assistance
    = intra muros :
    migration statistics     0,300    0,400   0,400  0,400  0,400  0,400  0,400   2,700
    = extra muros :
    exchange of
    information, thematic
    meetings, website
    projects, computerised
    administrative and
    financial management
    of which for
    construction and
    maintenance of
    computerised
    management systems       0,600    0,800   0,800  0,900  1,000  1,100  1,100   6,300
    Studies (incl.
    Evaluation and Impact
    Assessment)              0,100    0,300   0,300  0,600  0,700  0,700  0,750   3,450
    Meetings of experts      0,050    0,050   0,050  0,050  0,050  0,050  0,050   0,350
    Dissemination            0,000    0,100   0,050  0,100  0,150  0,200  0,200   0,800
    Publications and
    informations             0,050    0,100   0,100  0,100  0,250  0,400  0,400   1,400
              Total          1,100    1,750   1,700  2,150  2,550  2,850  2,900  15,000
IT                                           226                                     IT
 ---pagebreak---    c. European Return Fund
    Budget line
    European Return
    Fund                       2007   2008   2009   2010   2011   2012   2013   TOTAL
    1 Technical and
    administrative
    assistance (including
    related staff costs)
    Other technical and
    administrative
    assistance
    = intra muros : statistics         0,200  0,200  0,200  0,200  0,250  0,300   1,350
    = extra muros :
    exchange of
    information, thematic
    meetings, website
    projects, computerised
    administrative and
    financial management
    of which for
    construction and
    maintenance of
    computerised
    management systems                 0,600  0,700  0,800  0,900  0,900  1,000   4,900
    Studies (incl.
    Evaluation and Impact
    Assessment)                        0,300  0,300  0,300  0,300  0,300  0,300   1,800
    Meetings of experts                0,050  0,050  0,050  0,050  0,050  0,100   0,350
    Dissemination                      0,100  0,100  0,100  0,100  0,100  0,100   0,600
    Publications and
    informations                       0,150  0,150  0,150  0,150  0,150  0,250   1,000
              Total             0,000  1,400  1,500  1,600  1,700  1,750  2,050  10,000
IT                                           227                                     IT
 ---pagebreak---    d. External Borders Fund
    Budget line
    External Borders Fund      2007   2008   2009   2010   2011   2012   2013   TOTAL
    1 Technical and
    administrative
    assistance (including
    related staff costs)
    Other technical and
    administrative
    assistance
    = intra muros : statistics  0,300  0,300  0,300  0,400  0,450  0,450  0,450   2,650
    = extra muros :
    exchange of
    information, thematic
    meetings, website
    projects, computerised
    administrative and
    financial management
    of which for
    construction and
    maintenance of
    computerised
    management systems          0,600  0,900  0,900  1,000  1,000  1,000  1,000   6,400
    Studies (incl.
    Evaluation and Impact
    Assessment)                 0,300  0,400  0,400  0,500  0,500  0,400  0,400   2,900
    Meetings of experts         0,100  0,150  0,150  0,150  0,200  0,200  0,200   1,150
    Dissemination               0,200  0,200  0,250  0,300  0,400  0,300  0,300   1,950
    Publications and
    informations                0,100  0,300  0,300  0,300  0,350  0,300  0,300   1,950
    Total                       1,600  2,250  2,300  2,650  2,900  2,650  2,650  17,000
IT                                           228                                     IT
 ---pagebreak---    8.2.5.      Financial cost of human resources and associated costs not included in the reference
               amount
                                                                      EUR million (to 3 decimal places)
        Type of
        human         2007       2008     2009     2010      2011      2012       2013        Total
       resources
                        6,669      7,776   8,748      9,72   10,692    11,556      11,664     66,825
    Officials and
    temporary
    staff (XX 01
    01)
    Staff financed      0,918       1,08   1,296     1,512    1,728     1,836       1,944     10,314
    by Art XX 01
    02 (auxiliary,
    END, contract
    staff, etc.)
            (specify
       budget line)
      Total cost of     7,587      8,856  10,044    11,232   12,420    13,392      13,608     77,139
            Human
        Resources
                 and
        associated
       costs (NOT
      in reference
           amount)
   Calculation– Officials and Temporary agents
   Reference should be made to Point 8.2.1, if applicable
   Each FTE rated at 108.000 € per FTE.
   Calculation– Staff financed under art. XX 01 02
   Reference should be made to Point 8.2.1, if applicable
   Each FTE rated at 108.000 € per FTE.
IT                                                229                                                   IT
 ---pagebreak---                  8.2.6 Other administrative expenditure not included in reference amount
                                                                      EUR million (to 3 decimal places)
                                2007    2008     2009      2010       2011       2012        2013    TOTAL
                                 0,216   0,234    0,238      0,243       0,248     0,253     0,258      1,691
   XX 01 02 11 01 – Missions
   XX 01 02 11 02 –
   Meetings & Conferences
   XX 01 02        11    03   –  0,460   0,498    0,508      0,518       0,528     0,539     0,550      3,601
   Committees
   XX 01 02 11 04 – Studies
   & consultations
   XX 01 02 11 05             -
   Information systems
          2Total        Other    0,676   0,732    0,746      0,761       0,777     0,792     0,808      5,292
   Management
   Expenditure (XX 01 02
   11)
         3              Other
   expenditure of            an
   administrative nature
   (specify          including
   reference to budget line)
IT                                                    230                                                     IT
 ---pagebreak---                          8,263    9,588   10,790   11,993     13,197  14,184 14,416 68,015
    Total Administrative
     expenditure, other
   than human resources
    and associated costs
     (NOT included in
     reference amount)
   Calculation - Other administrative expenditure not included in reference
   amount
                                                            2007
                                        240 missions    *
   Missions                             €900                216.000
   Compulsory meetings                  24 * 19200          460.800
IT                                             231                                         IT