CELEX: 51993PC0523
Language: it
Date: 1993-11-04
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che adotta il programma "Gioventù per l' Europa " (fase terza) inteso a favorire lo sviluppo degli scambi di giovani e delle attività nel settore della gioventù nella Comunità - Programma "Gioventù per l' Europa"

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                                           COM(93) 523 def - COD 474
                                                           Bruxelles^ 4 novembre 1993
I^a*»w^
                                         Proposta di
                     DECISIONE PEL PARLAMENTO EUROPEO
                                   P PEL ÇQNSIQLIQ
              che adotta il programma "Gioventù per l'Europa" (fase terza)
                  inteso a favorire lo sviluppo degli scambi di giovani
                e delle attività nel settore della gioventù nella Comunità
                           Programma "Gioventù per l'Europa"
                              (Presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                              IN D I C E
PREMESSA
I.   CONTESTO E PROBLEMI
IL   COLLABORAZIONE E SUSSIDIARIETÀ'
III. EVOLUZIONE PROPOSTA PER L'AZIONE COMUNITARIA
IV. LA PROPOSTA DI DECISIONE E IL SUO ALLEGATO
PROPOSTA DI DECISIONE
ALLEGATO
 ---pagebreak--- PREMESSA
10. L'articolo 126 del Trattato CEE, modificato dal Trattato sull'unione europea, è inteso a
    favorire lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socio-educative al
    fine di contribuire allo sviluppo di un'istruzione di qualità. La Commissione propone
    pertanto, nel quadro del presente documento, un programma di azioni comunitarie nel
    settore della gioventù. Tali azioni, che sono di competenza del settore dell'istruzione
    informale, sono volte, in un contesto pedagogico che è di loro appartenenza, a garantire
    il coinvolgimento dei giovani nel processo di costruzione europeo, a incoraggiare la loro
    partecipazione attiva nel campo extra-scolastico e a favorire la collaborazione degli Stati
    in questo campo, contribuendo in questo modo all'istruzione del giovane cittadino. Tali
    azioni non possono essere contemplate nello stesso quadro di quelle proprie delle
    strutture di insegnamento e di formazione, viste le differenze per quanto riguarda il
    pubblico interessato, gli obiettivi e le autorità nazionali responsabili, e richiedono
    pertanto un programma specifico.
2.  La proposta formulata dalla Commissione si basa su una serie di elementi molto concreti
    emersi nel corso dei contatti bilaterali organizzati dalla Commissione con ciascuno Stato
    membro e il Forum della gioventù, sull'esperienza e sulla valutazione delle due prime
    fasi del programma gioventù per l'Europa, sull'esperienza acquisita nel quadro delle
    azioni prioritarie nel settore della gioventù e sulle prese di posizione del Parlamento
    europeo in questo campo. La Commissione vuole in questo modo fornire un segnale
    positivo e un nuovo slancio agli sforzi effettuati dagli Stati membri per preparare i
    giovani al loro avvenire di cittadini in seno alla Comunità.
3.  La proposta per la terza fase del programma è volta a garantire una miglior
    razionalizzazione e quindi una maggior coesione tra le varie azioni che rientrano nel
    settore della gioventù, finora disperse nei vari programmi comunitari o linee di bilancio.
    L'approccio proposto non consiste in una somma pura e semplice delle suddette azioni,
    bensì rappresenta una logica nuova del programma.
1-  CONTESTO E PROBLEMI
4.  L'adozione, nel 1988, da parte del Consiglio dei Ministri della Comunità, dei programma
    Gioventù per l'Europa, inteso a favorire le azioni di mobilità a favore dei giovani, è
    stato il risultato delle molteplici iniziative nel settore della gioventù, prese dal
    Parlamento europeo e dalla Commissione a partire dal 1972, e ha costituito una prima
    tappa in questo campo.
5.  Una nuova tappa è stata superata nel 1990, quando la Commissione ha presentato il
    Memorandum "I giovani nella Comunità europea" e ha stabilito "che un'azione
    comunitaria nel settore della politica della gioventù o del lavoro a favore dei giovani
    sarebbe non soltanto utile ma conferirebbe un valore europeo aggiunto a ciò che
    potrebbe essere realizzato a livello degli Stati membri"(1) Nel 1991, il Parlamento
(l)
    COM (90) 469 def.
 ---pagebreak---      europeo ha presentato la relazione su "Le politiche comunitarie e il loro impatto sui
     giovani"(2), e una prima riunione formale dei Ministri incaricati delle questioni della
     gioventù ha avuto luogo sotto la presidenza lussemburghese.
6.   Gli Stati membri hanno essi stessi chiaramente confermato il loro interesse per
     l'instaurazione di una collaborazione a livello comunitario in materia di lavoro
     sperimentale nel campo della gioventù e per l'istituzione di misure atte a favorire nuove
     azioni da attuare con e attraverso i giovani, adottando nel giugno 1991 una risoluzione
     del Consiglio sulle azioni prioritarie ne) settore della gioventù.
     Inoltre, alla ftne dello stesso anno, il Parlamento europeo ha creato una linea di bilancio
     per l'attuazione di dette azioni prioritarie pur prevedendo attività di collaborazione e di
     mobilità con i giovani di paesi terzi. Questa dotazione di bilancio è stata rinnovata nel
      1993 e il Parlamento europeo ha creato, nella stessa occasione, una nuova
     denominazione di bilancio "Politica della gioventù" (B3-101 ) per il programma Gioventù
     per l'Europa e le azioni prioritarie nel settore della gioventù.
7.   Gli approcci degli Stati membri nel settore della gioventù sono molto molteplici e con
     sviluppo ineguale, come lo sono le associazioni e le organizzazioni della gioventù che
     hanno un ruolo determinante in questo settore. E' pertanto di primaria importanza, per
     la comprensione della presente proposta di decisione, individuare i problemi e la ragione
     d'essere di una politica e di una iniziativa coerente a livello comunitario nel settore della
     gioventù.
8.   La gioventù, in quanto gruppo sociale specifico, caratterizzata dal fatto che si tratta di
     individui in situazione di attesa e di ricerca, i quali devono affermare la propria identità
     per diventare responsabili della propria vita nella società, deve assolvere alcuni compiti
     che le sono generalmente attribuiti nelle nostre società: formarsi, istruirsi, integrarsi nella
     società e in quello che si suole denominare un mercato del lavoro, e diventare attivi in
     quanto cittadini, la qual cosa comporta un certo grado di autonomia.
9.   In tutti gli Stati membri vi sono varie azioni che rientrano in quella che potrebbe essere
     definita una "politica della gioventù". I suoi obiettivi specifici riguardano la promozione
     di una cittadinanza attiva. Per cittadinanza attiva si intende lo stato d'animo e
     l'atteggiamento che conducono i giovani a essere responsabili della propria vita e a
     contribuire attivamente alla creazione e allo sviluppo dei principi fondamentali che sono
     la democrazia, la libertà e la solidarietà nel mondo nel quale essi vivono e agiscono.
 10. Le azioni destinate specificamente ai giovani nel campo della politica della gioventù si
     iscrivono nel quadro più ampio dell'istruzione propriamente detta. In questa prospettiva,
     l'istruzione riguarda l'insieme degli apprendimenti, delle conoscenze intellettuali, morali
     e civiche che un giovane individuo deve acquisire per diventare un cittadino attivo e
     responsabile nella società attuale e futura.
 11. Queste azioni sono complementari ai quadri di azione più formali costituiti dalle
     strutture didattiche e di formazione. Esse costituiscono un campo di intervento
     privilegiato, in una società in cui le condizioni sempre più difficili di accesso al lavoro
(2)
     Relatore: Sig. L. Vecchi, maggio 1991
 ---pagebreak---     e al mercato del lavoro, particolarmente per i giovani, comportano due perìcoli maggiori,
    ossia la demotivazione personale e l'esclusione socio-economica, nonché tutti i fenomeni
    collegati all'emarginazione. Questo campo di intervento dovrebbe pertanto acquistare
    maggiore importanza negli anni futuri e contribuire allo sviluppo di un'istruzione di
    qualità, perché non soltanto esso permette di raggiungere i giovani che si inseriscono
    difficilmente nei sistemi più formali dell'istruzione della formazione, ma anche perché
    offre la possibilità a tutti i giovani di sperimentare nuove forme di partecipazione e
    soprattutto di ottenere un riconoscimento di questa attività. Tale azione avrà
    ripercussioni sulle disposizioni prese dalle politiche settoriali e più particolarmente su
    quelle prese nel campo dell'istruzione e legate all'insegnamento, nella misura in cui essa
    favorisce e intensifica lo sviluppo e la manifestazione di personalità in fase di divenire
    di ricerca, e che le aiuti a meglio situarsi nella società.
12. Inoltre, in un contesto in cui la pressione migratoria è in costante sviluppo, i giovani
    sono contemporaneamente gli attori e le vittime del razzismo e costituiscono delle leve
    importanti per evitare il riprodursi di comportamenti razzisti e xenofobi. La lotta contro
    il razzismo e la xenofobia costituisce pertanto un importante valore aggiunto dell'azione
    comunitaria.
13. L'azione dei servizi pubblici e privati, sia a livello comunitario che nazionale, privilegia
    gli strumenti che riguardano il mondo associativo in senso lato, le attività
    extrascolastiche e le iniziative dei giovani stessi, che si situano al di fuori del mondo
    del lavoro, della scuola, dell'esercito, etc., poiché le organizzazioni giovanili
    costituiscono esempi attivi dell'impegno democratico dei giovani e con i giovani.
14. Nell'ottica di un'azione comunitaria in questo settore, si tratta pertanto in primo luogo
    e a lungo termine della nuova generazione depositaria dell'avvenire dell'Europa.
Il  çppppjyAElWE K SliSS^META'
15. Il Trattato di Maastricht definisce chiaramente le responsabilità degli Stati membri. 11
    ruolo della Comunità è complementare a quello degli Stati membri. Questa
    complementarietà dovrebbe tradursi in una collaborazione rafforzata con le autorità
    nazionali competenti e le organizzazioni giovanili.
16. Il rafforzamento della partecipazione dei giovani e la creazione di luoghi di inserimento,
    di creatività e di partecipazione sono innanzitutto di competenza degli Stati membri. Il
    ruolo della Comunità nel settore della gioventù, caratterizzato da una relativa dispersione
    e da una certa debolezza a livello delle strutture, può in taluni casi acquisire particolare
    rilievo permettendo a taluni settori di raggiungere una soglia minima di sviluppo
    affinché le autorità nazionali possano in seguito subentrare. L'attuazione di una politica
    della gioventù quale quella definita nel presente documento è pertanto di competenza
    degli Stati membri e delle istituzioni della Comunità che lavorano in collaborazione.
17. La Comunità ha peraltro un ruolo determinante da sostenere quando si tratta di
    sviluppare il sentimento di appartenenza a una Comunità, di favorire la partecipazione
    dei giovani a livello europeo e transnazionale, ma ugualmente di rendere l'azione della
    Comunità più concreta nell'ambiente immediato dei giovani. Giova peraltro notare che
 ---pagebreak---     le attività dei giovani si sviluppano inizialmente per lo più a livello locale. Per la
    Comunità ciò comporta un intervento che si sviluppa in sinergia con gli attori interessati,
    a livello nazionale, regionale e locale.
IH  EVOLUZIONE PROPOSTA PER L'AZIONE COMUNHARIA
18. Le caratteristiche proprie dell'azione comunitaria nel settore della gioventù sono, da un
    lato, il fatto che essa parte direttamente dai giovani stessi e non dai sistemi in seno ai
    quali essi vivono, e, dall'altro, il suo approccio essenzialmente sperimentale. Lo sviluppo
    e l'ampliamento di una tale azione negli anni a venire dovranno fondarsi sui seguenti
    prìncipi fondamentali, i quali determinano il quadro pedagogico nel quale si attua una
    politica della gioventù:
    - rafforzare il ruolo dei giovani in quanto cittadini attivi della Comunità fornendo loro
        i mezzi per essere gli attori dei progetti ai quali essi partecipano o che vorrebbero
        realizzare, e favorendo i modi di espressione che sono loro propri;
    -   rispondere ai bisogni e agli interessi dei giovani, pur vegliando a che vi sia
        complementarietà con altri settori che li riguardano (occupazione, istruzione e
        formazione, politica sociale, sanità ...);
    -   promuovere l'apprendimento interculturale consentendo ai giovani di ambienti diversi
        di incontrarsi e di dialogare, di imparare a conoscersi, di scoprire e di accettare le
        loro analogie nonché le loro differenze;
    -   favorire la preparazione e la formazione degli animatori di attività socio-educative
        e/o di coloro che lavorano direttamente con i giovani al di fuori del quadro
        strutturale dell'istruzione e della formazione;
    -   lavorare in collaborazione, a livello nazionale con gli Stati membri, in modo coerente
        e complementare rispetto alle politiche, alle strutture e agli approcci degli Stati
        membri;
    -   articolare l'azione comunitaria in modo da garantire un impatto e un effetto
        moltiplicatore il più ampio possibile a livello delle strutture, delle organizzazioni e
        delle persone direttamente coinvolte nel lavoro riguardante il settore della gioventù
        a tutti i livelli;
    -   promuovere e sviluppare l'informazione dei giovani e la ricerca nel settore della
        gioventù;
    -   favorire una migliore comprensione della situazione dei giovani al di fuori della
        Comunità tramite attività di scambio, rafforzando in questo modo il loro sentimento
        di solidarietà;
    -   integrare le azioni sperimentali esistenti (Azioni prioritarie, attività dei giovani di
        Tempus, Progetti di iniziativa giovani di Petra) pur mantenendo la coerenza e la
        complementarietà con altri programmi o disposizioni comunitari;
 ---pagebreak--- IV  LA PROPOSTA DI DECISIONE E I SUOI ALLEGATI
A.  LA DECISIONE
19. Come indicato negli orientamenti del 5 maggio 1993, la Commissione presenterà tre
    proposte: la prima riguardante l'istruzione (universitaria, istituti di insegnamento
    superiore, scuole), la seconda riguardante la formazione professionale (iniziale e
    continua) è la terza riguardante la gioventù.
    Come risulta dalla tabella allegata, la terza fase del programma "Gioventù per l'Europa"
    integra il programma "Gioventù per l'Europa II", le azioni prioritarie e talune azioni del
    programma Petra e Tempus e l'informazione pertinente.
20. Gli articoli 1 e 2 della proposta di Decisione fissano la base e gli obiettivi della proposta
    di decisione e dell'approccio integrato che essa comporta. In effetti, la Commissione, in
    armonia con il suo orientamento nel campo dell'istruzione e della formazione, ritiene che
    sia venuto il momento di progredire verso un approccio integrato, approccio che
    dovrebbe permettere non soltanto il consolidamento e la valorizzazione delle
    realizzazioni, il perseguimento e lo sviluppo di azioni innovatrici a livello comunitario,
    ma anche il rafforzamento della qualità del lavoro educativo condotto nel quadro delle
    varie azioni proposte. Si tratta di ampliare, a livello europeo, il campo di apprendimento,
    di sperimentazione e di innovazione per i giovani, i loro animatori e i responsabili in
    questo settore. Tale approccio integrato potrà contribuire, anche solo modestamente,
    tramite i suoi attori, il settore coperto e i metodi utilizzati, ad una Europa più egualitaria,
    più vicina al cittadino e più rispettosa delle diversità. Essa costituirà d'altronde, per la
    maggior parte degli Stati membri, una nuova tappa e potrà avere effetti sullo sviluppo
    delle loro azioni in direzione dei giovani, sia a livello nazionale, che regionale o locale.
21. L'articolo 1 indica che la terza fase del programma Gioventù per l'Europa è previsto per
    un periodo di 5 anni (1995-1999). Questo periodo di tempo consentirà un miglior
    consolidamento delle azioni intraprese nonché delle strutture istituite a tutti i livelli per
    attuarle.
22. L'articolo 3 propone un'azione positiva in favore dei giovani sfavoriti. Giova sottolineare
    che il programma Gioventù per l'Europa è il solo programma comunitario che abbia
    definito una soglia minima di partecipazione dei giovani sfavoriti e previsto misure
    positive a questo scopo e, per questo fatto, esso rappresenta una realizzazione non
    trascurabile sul piano delle misure di inserimento di detti giovani. La nuova fase di
    sviluppo delle azioni comunitarie continuerà e svilupperà pertanto la presa in
    considerazione specifica di questo gruppo.
23. L'articolo 4 riguarda la collaborazione con gli Stati membri in materia di attuazione, di
    valutazione e di verìfica del programma. Conformemente al Trattato sull'unione europea,
    la Commissione ha il dovere di vegliare affinché quanto acquisito in campo comunitario
    venga mantenuto integralmente e sviluppato. In questa prospettiva, la Commissione
    ritiene che vi sia motivo di mantenere la natura decentralizzata del programma per le
    azioni di scambio e di mobilità così come per le azioni destinate agli animatori
    giovanili, che costituiscono misure di sostegno indiretto alle attività che coinvolgono
    direttamente i giovani, e per i tirocini di servizio volontario e gli scambi con i paesi
 ---pagebreak---     terzi durante la fase di consolidamento (i due ultimi anni del programma). D'altra parte,
    l'approccio integrato che sottende la terza fase del programma e in specie l'aggiunta di
    azioni che non figuravano nelle due prime fasi, comporterà una concezione diversificata
    della collaborazione con gli Stati membri, in funzione della natura delle attività
    contemplate.
                                                       't! '   '      ' ' •
24. Il comitato di cui all'articolo 5 è identico a quello della prima fase del programma.
25. Nel contesto dell'art. 5 giova sottolineare che la Commissione intende salvaguardare le
    realizzazioni costituite dalla partecipazione del Consiglio d'Europa e del Forum Gioventù
    in qualità di osservatori in seno a detto comitato. In quest'ottica, la Comunità desidera
    promuovere un sistema flessibile di collaborazione in funzione di obiettivi comuni e
    rafforzare più particolarmente la sua collaborazione con le organizzazioni
    intergovernative.
B.   L'ALLEGATO
26.  L'allegato della Decisione presenta, suddivise in 5 azioni, le attività proposte dalla
     Commissione a titolo della presente Decisione:
     Azione A:      Azione intracomunitaria comportante il coinvolgimento diretto dei giovani
     Azione B:      Animatori giovanili
     Azione C:      Collaborazione tra le strutture degli Stati membri
     Azione D:      Scambi con i paesi terzi
     Azione E:      Informazione dei giovani e ricerca nel settore della gioventù
     AZIONE A: AZIONE INTRACOMUNITARIA COMPORTANTE
                    IL COINVOLGIMENTO DIRETTO DEI GIOVANI
27. Nella nuova prospettiva proposta per la terza fase del programma, gli scambi dovranno
     essere integrati nel contesto più ampio della politica della gioventù alla quale essi
     appartengono. La Commissione ritiene in effetti che le attività di scambio e di mobilità
     non possono costituire un elemento puntuale, bensì devono iscriversi in un intervento
     più globale e costituire una fase importante di un ciclo di attività dei giovani e del loro
     impegno nella società.
28. L'azione comunitaria a livello locale riveste un'importanza particolare nella misura in
     cui essa dovrebbe consentire di aggiungere una dimensione supplementare alle attività
     sviluppate a questo livello, favorendo presso i giovani e le autorità locali la
     consapevolezza della loro appartenenza alla realtà comunitaria, poiché il livello locale
     é quello in cui si esprìmono più facilmente lo spirito di iniziativa e la volontà di
     partecipare a questa Comunità.
29. In quest'ottica, la Commissione propone di sostenere, da un lato, i progetti che
     favoriscono l'iniziativa, la creatività e la solidarietà sia a livello nazionale che regionale
    o locale purché questi ultimi contengano una dimensione comunitaria esplicita, sia per
     il tema trattato, l'approccio previsto o il potenziale di collegamento in rete o di scambi
                                                 8
 ---pagebreak---     con progetti analoghi in altri Stati membri e, dall'altro, i progetti transnazionali tra
    iniziative analoghe di due o più Stati membri. In questo contesto, sarebbe opportuno
    stimolare le attività che si traducono in una produzione artistica per la quale l'aspetto
    transnazionale costituisce una valore aggiunto, essendo l'espressione artistica soprattutto
    un mezzo privilegiato dell'espressione, della creatività, della solidarietà e della mutua
    comprensione tra i giovani.
30. Le attività di servizio volontario sono state sostenute nel quadro della seconda fase del
    programma, a titolo sperimentale. L'obiettivo di questa fase sperimentale era di
    determinare se detta azione fosse auspicabile oppure se fossero necessarie misure
    supplementari, a livello nazionale o comunitario.
31. Le varie discussioni che si sono svolte con i rappresentanti degli Stati membri nel corso
    della seconda fase del programma mostrano, da un lato, un accresciuto interesse per lo
    sviluppo di questo tipo di attività e, dall'altro, la necessità di un riorientamento della
    nozione di attività volontarie attorno a nuovi concetti in materia di lavoro e di
    solidarietà, allo scopo di evitare qualsiasi connotazione caritativa e qualsiasi dumping
    sociale. Inoltre, l'esperienza della seconda fase ha confermato una disparità ancora molto
    accentuata tra gli Stati membri in questo campo ed esperienze ancora molto limitate in
    termini di attività transnazionali all'interno della Comunità.
32.  L'interesse di questo tipo di attività per i giovani coinvolti rìsiede nel fatto che esse
    costituiscono un apprendistato in tutti i campi importanti della loro vita (cultura, sociale,
    politica, religione, ...) e che esse permettono loro allo stesso tempo di partecipare ad
     iniziative innovatrici per il bene della Comunità.
33.  Convinta della sfida presentata dallo sviluppo di questo tipo di attività a livello
     comunitario e cosciente della situazione ancora nuova e diversificata nel settore per
     parecchi degli Stati membri, la Commissione ritiene che occorra, in un primo tempo,
     costruire prioritariamente un quadro europeo coerente, pur sostenendo attività pilota la
     cui evoluzione potrebbe contribuire al consolidamento di un tale quadro d'azione.
     AZIONE B: ANIMATORI GIOVANILI
34.  L'articolo 126 del Trattato CEE, modificato dal Trattato sull'unione europea fa
     riferimento non soltanto ai giovani ma anche agli animatori di attività socio-educative.
     Nel contesto di questa proposta di decisione, gli animatori di attività socioeducative che
     lavorano ne) settore della gioventù come risulta dal punto I - Contesto e problemi - sono
     contemplati dalle attività previste nel quadro della presente azione.
35.  Uno dei traguardi della terza fase del programma è quello di allargare il campo di
     apprendimento, di sperimentazione e di innovazione dei giovani a livello europeo. In
     questa ottica, il ruolo di detti animatori giovanili è di primaria importanza. Infatti, essi
     sono i primi mediatori diretti e regolari con i giovani, e sostengono un ruolo centrale
     nello sviluppo di azioni nel campo della gioventù, sia a livello locale, regionale e
     nazionale, sia comunitario. La loro formazione, le loro conoscenze e la loro
     consapevolezza della realtà comunitaria sono pertanto essenziali alla riuscita degli
     obiettivi perseguiti dall'azione comunitaria nel settore della gioventù.
 ---pagebreak--- 36. La Commissione ritiene utile estendere le attività riguardanti gli animatori (visite di
    studio, formazione, ...) iniziate nelle due prime fasi del programma a tutte le attività
    transnazionali dei giovani previste per la terza fase, incoraggiare la creazione o il
    consolidamento di reti tra animatori degli Stati membri e accordare una priorità alla
    formazione di animatori attivi con i giovani sfavoriti, in sintonia con la preoccupazione
    degli Stati membri.
    AZIONE C: COLLABORAZIONE TRA LE STRUTTURE DEGLI STATI MEMBRI
37. L'esperienza ha dimostrato che il bisogno di promuovere la collaborazione europea tra
    le strutture sia pubbliche che private (governative e non) attive o responsabili nel campo
    della gioventù, è una condizione sine qua non allo sviluppo di una vera azione
    comunitaria in questo settore.
38. Un'attenzione particolare dovrà essere rivolta ai responsabili delle strutture regionali e
    locali che hanno poche o punte possibilità di contatti a livello europeo e per i quali una
    tale azione rappresenta un sicuro valore aggiunto.
    AZIONE D: SCAMBI CON I PAESI TERZI
39. L'articolo 126 del Trattato CEE, modificato dal Trattato sull'unione europea prevede non
    soltanto lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socio-educative,
    ma anche la cooperazione con i paesi terzi.
40. Nel quadro della linea di bilancio riguardante le azioni prioritarie con i paesi terzi, il
    Parlamento europeo ha affidato alla Commissione la missione di condurre questa
    operazione a buon fine. Tuttavia, visto che queste attività non erano sostenute nel quadro
    di un programma di azione pluriennale, bensì su base annuale, l'azione della Comunità
    a questo livello è stata solo puntuale. Le possibilità offerte da questa linea di bilancio
    hanno tuttavia avuto il merito di aver permesso di misurare l'interesse e le motivazioni
    delle associazioni e dei gruppi giovanili, ma soprattuto di mettere in luce l'imperativa
    necessità di gettare delle basi solide e permanenti nei paesi interessati.
41. Gli scambi proposti nell'Azione D sono scambi della Comunità con i paesi terzi, che
    rispondono principalmente a due criteri, ossia quello della solidarietà e quello del
    coinvolgimento di due o più Stati membri, e che prevedono una dimensione comunitaria
    esplicita.
    Le attività di scambio di giovani previste nel quadro di questa azione sono equivalenti
    nei loro obiettivi e nel loro profilo pedagogico alle attività giovanili sostenute nei quadro
    delle azioni intracomunitarie.
42. La solidarietà dei giovani al di là delle frontiere e la risposta alla domanda dei giovani
    dei paesi terzi di poter fare l'esperienza della partecipazione e della cittadinanza attiva,
    possono costituire il peso che farà pendere la bilancia in favore di un mondo in cui le
    nuove generazioni saranno felici di vivere.
                                               10
 ---pagebreak---      L'obiettivo specifico dell'Azione D, che risponde agli obiettivi generali del programma,
     è pertanto quello di favorire, presso i giovani degli Stati membri, una migliore
     comprensione della situazione giovanile al di fuori della Comunità; e di stimolare in
     questo campo il loro spirito di solidarietà.
43. La necessità di un consolidamento delle attività intercomunitarìe da un lato, e delle basi
     preliminari allo sviluppo significativo per i giovani interessati agli scambi con i paesi
     terzi, dall'altro, induce la Commissione a proporre un'azione specifica per gli scambi con
      detti paesi.
      Come per le altre azioni del programma, la Commissione consulterà il Comitato
      Consultivo in conformità dell'art. 5 della Decisione, al fine di prendere le disposizioni
      necessarie per utilizzare al meglio i fondi disponibili, in specie per quanto riguarda la
     scelta dei paesi terzi ai quali si rivolgerebbero dette azioni.
44.   Visto ciò che precede, la Commissione propone un'evoluzione in due tappe, con diversi
      paesi terzi, che comporterebbe una fase preliminare durante i primi tre anni del
      programma (ivi compresa una valutazione al termine dei due primi anni) e una fase di
      consolidamento durante gli ultimi due anni del programma.               *;
45.   La fase preliminare dovrebbe permettere, da un lato, a coloro che, sia negli Stati membri
    * sia nei paesi terzi, hanno già un'esperienza nel settore degli scambi di giovani, di
      progredire, e permettere, d'altro canto, a coloro che hanno poca esperienza, di iniziare.
      Inoltre, durante questa prima fase, occorrerà porre l'accento sulla fissazione o il
      consolidamento delle basi indispensabili allo sviluppo degli scambi propriamente detti
      sia in termini di struttura, sia in termini di risorse umane, attraverso un trasferimento di
      esperienze e di azioni di formazione idonee.
46. L'esperienza acquisita durante la fase preliminare e la valutazione prevista al termine del
      secondo anno dovrebbero consentire di determinare le attività specifiche di scambio da
      sviluppare durante la fase di consolidamento per ciascun gruppo di paesi terzi
      interessato. Per taluni paesi occorrerà interrogarsi sulle modalità da attuare a titolo
      sperimentale durante questa fase di consolidamento per quanto riguarda le strutture che,
      se del caso, potranno in futuro sostenere il ruolo di Agenzia nazionale.
      AZIONE E: INFORMAZIONE DEI GIOVANI E RICERCA NEL SETTORE
                     DELLA GIOVENTÙ'
47.   Lo sviluppo e la promozione di una politica di informazione dei giovani a livello
     nazionale, regionale e locale è beninteso di competenza di ciascuno Stato membro. A
      livello comunitario non si tratta unicamente di rispondere a un bisogno di informazione
      sulla Comunità. Si tratta ugualmente di promuovere lo scambio di informazioni utili,
      soprattutto tra gli Stati membri, e lo scambio di know-how in questo campo per poter
      rispondere ai bisogni dei giovani, ma anche contribuire al miglioramento degli interventi
      pedagogici intrapresi con i diversi gruppi obiettivo.
48.   La Commissione propone pertanto di sviluppare, in occasione della terza fase del
      programma Gioventù per l'Europa, iniziative destinate ai moltiplicatori potenziali di
      informazioni sia in termini di strumenti, quali i mezzi audiovisivi e le banche di dati,
                                                  11
 ---pagebreak---     sia in termini di luoghi di informazione, ossia le strutture istituite dagli Stati membri,
    le reti europee esistenti di centri di informazione dei giovani o ancora gli ostelli per la
    gioventù.
49. La nuova politica di informazione e di comunicazione della Commissione, che precisa
    il ruolo affidato ai servizi per l'informazione riguardante le attività rispetto al ruolo di
    informazione della DG X comporta, per il settore della gioventù, un quadro d'azione
    coerente, razionale, che evita qualsiasi tipo di frazionamento, e duraturo.
    D'altra parte, la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo
    sul "Piano d'azione informazione giovani" ribadisce l'importanza che lo sforzo di
    informazione dei giovani sul piano europeo riveste per la Comunità.
    In questo contesto ci si potrà pertanto giovare anche del potenziale di collaborazione con
    la DG X per le campagne di informazione dei giovani sui temi generali che li
    riguardano più particolarmente (droga, lotta contro l'AIDS,...).
50. Inoltre, un'azione significativa nel settore della gioventù a livello comunitarìo non può
    concepirsi senza un'azione specifica nel campo della ricerca, intervento che permette di
    mettere in luce la condizione dei giovani europei, ma anche di scoprire e di realizzare
    gli interessi comuni che costituiscono le basi dell'azione della Comunità nel settore della
    gioventù.
51. Come per il settore dell'informazione dei giovani, la Commissione desidera indirizzarsi
    ai moltiplicatori potenziali delle informazioni e promuovere lo scambio di know-how
    e di informazioni tra gli Stati membri e tra questi ultimi e la Commissione.
52. Le iniziative prese dalla Commissione in questo settore saranno prìncipalmente volte a
    promuovere e a incoraggiare una collaborazione europea e multidisciplinare nel settore
    della ricerca e della documentazione sulla situazione dei giovani in Europa, nonché a
    favorire la raccolta e la diffusione di dati.
CONCLUSIONI
53. Il programma Gioventù per l'Europa HI, presentato nella proposta di decisione e nei suoi
    allegati, è inteso a fornire l'impulso necessario allo sviluppo e al rafforzamento di una
    reale cooperazione comunitaria nel settore della gioventù.
    Il programma vuole anche suscitare un nuovo dinamismo e fornire una dimensione
    supplementare all'azione generale della Comunità in favore dei giovani, completando
    così le misure esistenti nel settore dell'istruzione, della formazione professionale e
    dell'occupazione e consentendo l'ampliamento, a livello europeo ed extra-comunitario,
    del campo di sperimentazione, di apprendimento e di innovazione per un numero
    accresciuto di giovani della Comunità europea, per i loro animatori e i responsabili in
    questo settore.
    In un perìodo di recessione economica e di disoccupazione che tocca in primo luogo i
    giovani, la credibilità dell'azione comunitaria agli occhi di molti di questi giovani
                                               12
 ---pagebreak---     dipenderà beninteso dalla sua capacita di risolvere i problemi economici e sociali che
    li colpiscono. Tuttavia essa dipenderà anche dall'impegno della Comunità a dialogare
    con questi giovani e a responsabilizzarli come cittadini della Comunità.
54. Le attività di scambio e di mobilità lanciate e sviluppate con un successo riconosciuto
    da tutti nel corso delle due prime fasi del programma "Gioventù per l'Europa" e
    rafforzate dalle azioni prioritarie nel campo della gioventù, hanno aperto la via a un
    concetto più ampio che costituisce una prefigurazione di una politica comunitaria della
    gioventù, e ciò a tutti i livelli: i giovani stessi, gli animatori, le strutture e i loro
    responsabili, siano essi nell'ambito della Comunità o nei paesi terzi. La terza fase di
    "Gioventù per l'Europa" dovrebbe permettere di raggiungere questo obiettivo.
55. Oltre a questi sviluppi di portata più generale, giova ricordare i problemi costituiti dalla
    proposta di decisione e dai suoi allegati per la terza fase di "Gioventù per l'Europa"
    nella lotta contro il razzismo e la xenofobia Di fatto, l'azione comunitaria che favorisce
     l'intesa tra i giovani al di là delle frontiere è essenziale poiché costituisce una delle
    garanzie della pace, della coesione e della solidarietà per l'avvenire. La lotta contro il
    razzismo e la xenofobia costituisce pertanto un importante valore aggiunto dell'azione
     comunitaria nel settore della gioventù
56.  Le due prime fasi del programma "Gioventù per l'Europa", visto l'importante grado di
     decentralizzazione del programma e il carattere sperimentale di una tale
     decentralizzazione a livello comunitario, hanno consentito sia a livello degli Stati
     membri, sia della Commissione, di fare l'esercizio ante litteram della nozione di
     sussidiarietà preconizzata dal nuovo Trattato. D'altra parte, l'attuazione empirica e
     puntuale delle azioni prioritarie ha permesso perlomeno di completare l'esperienza
     acquisita al momento dell'istituzione del programma "Gioventù per l'Europa".
     La terza fase di "Gioventù per l'Europa" che integra contemporaneamente l'esperienza
     delle due prime fasi e quella delle azioni prioritarie, dovrà fondarsi sulla
     complementarietà tra il ruolo della Comunità e quello degli Stati membri,
     complementarietà che si traduce in una collaborazione rafforzata con le autorità
     nazionali competenti e le organizzazioni giovanili rappresentate a livello comunitario dal
     Forum gioventù.
57.  La dotazione finanziaria di 157 MECU prevista per un periodo di 5 anni consentirebbe
     di raggiungere un numero significativo di giovani sia direttamente, sia grazie all'aspetto
     moltiplicatore di tutte le azioni previste.
58.  La Comunità deve dimostrare ai giovani che il suo impegno politico è all'altezza delle
     sue attese per quanto riguarda la loro partecipazione alla sua costruzione.
                                               13
 ---pagebreak---                                              Proposta di
                         DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
                                       E DEL œjVISlGLJO
                  che adotta il programma "Gioventù per l'Europa" (fase terza)
                      inteso a favorire lo sviluppo degli scambi di giovani
                    e delle attività nel settore della gioventù nella Comunità
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 126,
vista la proposta della Commissione,1"
visto il parere del Comitato economico e sociale,
visto il parere del Comitato delle regioni,
1.    considerando che il 16 giugno 1988 il Consiglio ha adottato la decisione 88/348/CEE <Z}
      che istituisce un programma d'azione "Gioventù per l'Europa", destinato a favorire gli
      scambi dei giovani nella Comunità e, il 29 luglio 1991, la decisione 91/395/CEE (3)
      recante adozione del suddetto programma (seconda fase) per un periodo dal
       1° gennaio 1992 fino al 31 dicembre 1994;
2.    considerando che la decisione 87/569/CEE del Consiglio del 1° dicembre 1987,
      concernente un programma d'azione per la formazione professionale e la preparazione
      dei giovani alla vita adulta e professionale <4) (Petra), modificata dalla decisione
      91/387/CEE (5), prevede la promozione dello spirito di iniziativa e della creatività dei
      giovani;
3.    considerando che la decisione 89/489/CEE del Consiglio, del 28 luglio 1989, che
       istituisce un programma d'azione inteso a promuovere la conoscenza di lingue straniere
       nella Comunità europea (Lingua)((,), si è sottolineato che il programma "Gioventù per
       l'Europa" non potrà raggiungere completamente i propri obiettivi senza misure di
       accompagnamento miranti a promuovere la formazione in lingue straniere e
       G.U. n.
       Gli. n. L   158  del 25 6.1988, pag. 42
       G.U. n. L   217  del 6.8.1991, pag 25
       G.U. n. L   346  del 10.12.1987, pag 31
       G.U. n. L   214  del 2 8.1991, pag 69
       G.U. n. L   239  del 16 8.1989, pag. 24
                                                  14
 ---pagebreak---      considerando d'altra parte che il programma Lingua prevede un aiuto soltanto per i
     progetti organizzati negli istituti di insegnamento;
4.   considerando che nella risoluzione del Consiglio e dei Ministri riuniti in seno al
     Consiglio del 26 giugno 1991 sulle azioni prioritarie nel settore della gioventù(1) è stato
     riaffermato il desiderio, in funzione dell'esperienza acquisita nel quadro del programma
     "Gioventù per l'Europa", di intensificare la cooperazione nel settore degli scambi e della
     mobilità dei giovani con i paesi dell'EFTA, i paesi dell'Europa centrale e orientale e nel
     contesto del dialogo Nord-Sud;
5.   considerando che il Parlamento europeo ha, in varie occasioni, apportato il proprio
     sostegno attivo alio sviluppo delle azioni e dei programmi attuati a livello comunitario
     nel settore della gioventù, in specie nella sua relazione del 24 maggio 1991 su "Le
     politiche comunitarie e il loro impatto sui giovani";
6.   considerando che nelle conclusioni dei Consigli europei di Edimburgo dell'I 1 e 12
     dicembre 1991 e di Copenaghen del 20 e 21 giugno 1993, si è sottolineato
      rispettivamente che le attività miranti allo sviluppo dell'autonomia e della creatività dei
     giovani devono essere sostenute e che disposizioni rigorose ed efficaci devono essere
      prese per combattere il fenomeno dell'esclusione e del razzismo, in specie attraverso
      l'istruzione dei giovani;
7.    considerando che gli scambi di giovani costituiscono un mezzo appropriato per meglio
      conoscere e comprendere le diversità delle culture degli Stati membri e che, ciò facendo,
      essi contribuiscono al rafforzamento della Comunità in una prospettiva di solidarietà; che
      in tale contesto la partecipazione dei giovani alla preparazione, all'attuazione e alla
      verifica del loro progetto può essere messa a profitto onde rafforzare le relazioni tra i
      giovani della Comunità in una progetti va di cittadinanza attiva;
8.    considerando che, a tale riguardo, è della massima importanza promuovere la
      partecipazione attiva dei giovani svantaggiati a queste attività; che è necessario sostenere
      tali azioni in favore dei giovani tramite azioni orientate sugli animatori di attività socio-
      educative; e che, ciò facendo, l'elaborazione di un programma d'azione comunitario,
      sulla base dell'esperienza già acquisita, comporta un valore aggiunto europeo;
9.    considerando che nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento
      europeo del 2 settembre 1992, sul "Piano d'azione informazione giovani" è stata
      affermata l'importanza che riveste per la Comunità lo sforzo di informazione dei giovani
      sul piano europeo;
 10. considerando che occorre rafforzare i legami tra le azioni condotte nell'ambito del
      presente programma e quelle sviluppate nell'ambito della politica sociale, nella lotta
      contro il razzismo e la xenofobia e della cooperazione con i paesi terzi;
O)
      Gli n C 208 del 9.8 1991, pag I
                                                 15
 ---pagebreak--- 11. considerando che l'azione della Comunità si sviluppa nel contesto degli obiettivi fissati
     dall'articolo 126 del trattato nel settore della gioventù, vale a dire la promozione degli
     scambi di giovani e di animatori socio-educativi nonché la collaborazione con i paesi
     terzi.
12. considerando che l'attuazione del presente programma deve poggiare su strutture
     decentralizzate designate dagli Stati membri al fine di rafforzare la cooperazione con le
     autorità politiche responsabili della politica del settore dei giovani, nel rispetto del
     principio di sussidiarietà, come definito dall'articolo 126 del trattato;
DECIDONO
Articolo 1:      H programma '^Gioventù per l'Europa III"
1.    È istituito il programma d'azione comunitario, "Gioventù per l'Europa HI" (in prosieguo:
      "il programma"), in materia di scambi di giovani della Comunità, all'interno della
      Comunità e con i paesi terzi, e di politica nei settore della gioventù.
      Il programma è adottato per il periodo dal 1° gennaio 1995 al 31 dicembre 1999.
2.    Ai fini della presente decisione, l'espressione "politica nel settore della gioventù" designa
      tutte le misure in favore dei giovani prese dagli Stati membri le quali, nel contesto
      pedagogico specifico del settore della gioventù, perseguono i seguenti obiettivi:
      -   incoraggiare e permettere la partecipazione attiva dei giovani alla società e alle sue
          istituzioni;
      -   incoraggiare l'indipendenza e la creatività dei giovani nonché il loro spirito di
          iniziativa, in particolare a livello sociale, civico, culturale e dell'ambiente;
      -   consentire ai giovani di esprimere le proprie opinioni quanto all'organizzazione della
          società e promuovere la loro presa in considerazione da parte delle varie pubbliche
          autorità interessate;
      -   combattere tutte le forme di esclusione, ivi compreso il razzismo e la xenofobia;
      -   incoraggiare i giovani a prendere coscienza del valore intrinseco della diversità delle
          culture e a riconoscerla;
      -   permettere ai giovani di percepire la nozione di Comunità europea come parte
          integrante del loro ambiente sociale, culturale e politico.
3.    Il programma non include i progetti realizzati nell'ambito di strutture di insegnamento
      e di formazione professionale.
Articolo 2;      Obiettivi del programma
 I.   L'obiettivo principale del programma è di contribuire allo sviluppo di una istruzione di
      qualità attraverso la messa a punto delle attività di scambio nell'ambito della Comunità,
      altre attività complementari nel settore della politica della gioventù collegate a detti
                                                 16
 ---pagebreak---      scambi, nonché scambi con i paesi terzi con i quali la Comunità ha concluso accordi di
     collaborazione.
2.   In tale contesto, gli obiettivi specifici del programma sono i seguenti:
     a) Intensificare gli scambi di giovani dai 15 ai 25 anni residenti nella Comunità.
     b) Sostenere iniziative e progetti innovatori creati da giovani per i giovani, che
         consentano loro di esercitare un ruolo attivo e riconosciuto nella società e di
          sviluppare le loro attitudini personali, la loro creatività, il loro senso di solidarietà
          e la loro autonomia.
     e) Permettere ai giovani di beneficiare di azioni comuni a livello comunitario, collegate
          agli obiettivi generali della politica in materia di gioventù a livello nazionale o
          comunitario.
     d) Intensificare la collaborazione tra gli Stati membri e tra questi e la Commissione
          tramite scambi di esoerienze nonché con iniziative comuni su scala comunitaria e
          sostenere così gli Stati membri nei loro sforzi per migliorare la qualità dei servizi
          e delle misure in favore dei giovani, specialmente attraverso lo sviluppo di attività
          di informazione.
      e) Promuovere gli scambi con i giovani dei paesi terzi.
Articolo 3;      Azione positiva destinata ai giovani svantaggiati
 1.   Sarà dedicata una particolare attenzione all'accesso dei giovani svantaggiati alle attività
      del programma e al miglioramento della qualità dei progetti condotti con questo gruppo
     obiettivo.
      L'espressione "giovani svantaggiati" designa i giovani che hanno le maggiori difficoltà
      a partecipare ai programmi d'azione esistenti sia a livello comunitario che a livello
      nazionale, regionale e locale per ragioni di ordine culturale, sociale, economico, fisico,
      mentale o geografico.
2.    La Commissione e gli Stati membri veglieranno a che almeno un terzo dei crediti
      concessi nell'ambito delle Azioni A, B e C di cui all'allegato siano utilizzati a profitto
      dei giovani svantaggiati e che uno sforzo analogo sia fornito nel quadro delle Azioni D
      ed E di cui all'allegato.
Articolo 4:      Cooperazione con gli Stati membri
 I.   La Commissione incoraggia gli Stati membri a prendere le misure appropriate per
      quanto riguarda le strutture istituite per la realizzazione degli obiettivi del programma,
      per assicurare la valutazione e la verifica delle azioni previste, nonché per applicare le
      procedure di concertazione e di selezione.
                                                 17
 ---pagebreak---     2.     La Commissione sostiene gli Stati membri nei loro sforzi di sviluppo della politica nel
           settore della gioventù nelle regioni in cui esistono normalmente poche possibilità.
    3.     Ogni Stato membro si adopera, nella misura del possibile, per adottare gli opportuni
           provvedimenti affinché i giovani che hanno partecipato a scambi o ad attività
           transnazionali in virtù del programma non perdano i propri diritti, in particolare quelli
           connessi alla sicurezza sociale.
    Articolo 5;       Comitato
    La Commissione è assistita da un Comitato a carattere consultivo composto dai due
    rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione. Un
    rappresentante del Consiglio d'Europa e un rappresentante del Forum gioventù della Comunità
    europea partecipano ai lavori come osservatori.
    Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle misure da
    adottare. Il Comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza
    della questione in esame, formula il suo parere sul progetto eventualmente procedendo a
    votazione.
     11 parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la
     sua posizione figuri a verbale.
     La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal Comitato e lo
     informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
     Articolo 6:       Attuazione
      1.    La Commissione assicura l'attuazione del programma.
     2.     In conformità della procedura di cui all'art. 5. vengono adottate le decisioni riguardanti
            l'equilibrio generale tra gli Stati membri che partecipano al programma e ai vari tipi di
            azioni.
     Articolo 7;       Rapporto con altre azioni comunitarie
     La Commissione e gli Stati membri controllano la compatibilità e la complementarietà del
     programma con le altre azioni degli Stati membri e delia Comunità relative ai giovani.
      Articolo 8:      Verifica e valutazione
      La Commissione prende le disposizioni necessarie per garantire la verifica e la valutazione
     continua del programma.
                                                      18
(4)
 ---pagebreak--- Nel corso del terzo anno del programma, la Commissione presenterà una relazione valutativa
sue due primi anni di attuazione.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo     ,                                        Per il Consiglio
       Il Presidente                                                     II Presidente
                                            19
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO
    Cinque azioni principali, ciascuna con il proprio obiettivo specifico, perseguono gli
    obiettivi generali di cui all'articolo 2, al fine di garantire una miglior coesione tra le
    varie attività riguardanti il settore della gioventù:
    1) Azione A:              Attività intracom unitari e comportanti il coinvolgimento diretto
                              dei giovani
    2)  Azione B:             Animatori giovanili
    3)  Azione C:             Cooperazione tra le strutture degli Stati membri
    4)  Azione D:             Scambi con i paesi terzi
    5)  Azione E:             Informazione dei giovani e ricerca nel settore della gioventù.
2   AZIONE A;                 ATTIVITÀ' INTRACOM!INITAR1E COMPORTANTI IL
                              COINVOLCIMENTO DIRETTO PEI GIOVANI
2.1 Partecipazione, iniziativa e solidarietà costituiscono i fondamenti degli obiettivi specifici
    dell'Azione A, la quale si articola attorno a due maggiori assi:
    Azione A.I:               Scambi e mobilità dei giovani
    Azione A II               Spirito di iniziativa, di creatività e di solidarietà dei giovani
22  Azione A.I:               SCAMBIO E MOBILITA' PEI GIOVANI
     1. La Comunità perseguirà lo sviluppo del suo sistema di aiuto finanziario diretto agli
        scambi bilaterali e agli scambi e incontri multilaterali di durata minima di una
        settimana, effettuati sulla base di progetti comuni all'interno della Comunità, tra
        gruppi di giovani in età compresa fra i 15 e i 25 anni, residenti di due o parecchi
        Stati membri, diversi dai progetti realizzati nel contesto dell'istruzione o della
        formazione professionale.
    2. Particolare attenzione sarà dedicata all'articolazione di questi progetti con altre
        attività nel settore della gioventù previste nel quadro del presente programma.
    3. L'aiuto agli scambi a titolo della presente azione non dovrebbe eccedere il 50% del
        totale delle spese esposte (viaggi e programma) con riserva delle disposizioni cui al
        punto 5 in appresso.
    4. In consultazione con gli Stati membri e sulla base di fattori quali: la lontananza
        geografica, il riequilibrio del flusso degli scambi tenendo conto della situazione
        linguistica negli Stati membri, il prodotto nazionale lordo di ciascun paese
        partecipante - il calcolo della ripartizione dell'aiuto concesso a ciascuno Stato
        membro dovrà tener conto della necessità di garantire un equilibrio tra il flusso degli
        scambi nonché della parità delle condizioni di accesso dei giovani di ciascun paese.
                                                20
 ---pagebreak---     5. Nel quadro delle azioni positive in favore dei giovani svantaggiati sul piano
        geografico, mentalo, fisico, culturale, sociale o economico, oltre alla soglia minima
        del 30% dei crediti consentiti al titolo di questa azione e destinati ai giovani
        svantaggiati, in conformità dell'articolo 3 della presente decisione, la Commissione
        riserverà i crediti necessari al fine di consentire degli aiuti finanziari superiori al
        50% definito al punto 3, oppure di sostenere, se del caso, altre attività suscettibili
        di favorire la partecipazione dei giovani svantaggiati.
2.3 Azione AJl:         SPIRITO PI INIZIATIVA, PI CREATIVITÀ*
                        E PI SOLIDARIETÀ' PEI GIOVANI
    A.H.l:     Iniziative giovani
     1. La Comunità sosterrà dei progetti nei quali i giovani partecipano attivamente e
        direttamente ad iniziative innovatrici e creative e ad iniziative imperniate sulla
        solidarietà dei giovani a livello locale, regionale, nazionale o europeo.
    2. Queste attività possono essere collegate alle attività di scambio e di mobilità
        sostenute a titolo dell'Azione A.l, sia perché esse ne costituiscono la prima tappa,
        sia perché esse ne costituiscono il risultato.
    3. Le iniziative riguardanti la lotta contro tutte le forme di esclusione devono essere
        incoraggiate e stimolate in modo specifico.
    4. Particolare attenzione deve inoltre essere accordata a livello comunitario alle
        iniziative di espressione culturale e artistica dei giovani.
    5. Il sostegno alle iniziative giovani potrà estendersi su due anni consecutivi e coprire,
        da un lato, il sostegno ai progetti a livello locale, regionale o nazionale e il lancio
        dell'aspetto transnazionale e, dall'altro, il sostegno all'istituzione effettiva di
        partnership o di reti di collaborazione.
    A.IL2: Tirocini di servizio volontario
     1. La Commissione sosterrà dei progetti transnazionali volti a consentire ai giovani di
        effettuare tirocini di servizio volontario in un altro Stato membro. Dette attività
        tenderanno a stimolare il senso della solidarietà dei giovani e a promuovere una
        forma di creatività sociale presso i giovani della Comunità e a dar loro la possibilità
        di sperimentare nuove forme di lavoro inteso alla produzione di "benessere" per la
        Comunità.
    2. Come le iniziative giovani sostenute a titolo dell'Azione 11, queste attività possono
        avere un legame con le attività di scambio e di mobilità sostenute a titolo
        dell'Azione Al poiché esse ne costituiscono il risultato o l'origine.
                                              21
 ---pagebreak---     3. La Commissione si adopererà per sviluppare, durante una fase preliminare, le reti di
        cooperazione tra Stati membri e a stimolare la creazione delle infrastrutture adeguate.
         Durante questa fase preliminare, verrà accordata priorità alle visite di studio, i
         tirocini pratici in strutture esistenti, ai seminari di contatto e ai progetti pilota in
         materia che comportano la diretta partecipazione dei giovani.
    4. La presente disposizione non riguarda le attività di servizio civile oppure le attività
         sostitutive del servizio militare obbligatorio.
3:  AZIONE B:            GLI ANIMATORI GIOVANILI
3.1 Oltre alle attività che coinvolgono direttamente i giovani, la Comunità sosterrà
    ugualmente attività destinate agli animatori di attività socio-educative direttamente
    responsabili di attività nel campo giovanile o orientate in questo senso e ai responsabili
    della loro formazione.
3.2 Ï1 termine "animatore di attività socioeducative" oppure "animatori giovanili" si riferisce
    a coloro che prestano la loro opera nel settore della gioventù definito al punto a. e che
    lavorano direttamente con i giovani al di fuori dei sistemi di istruzione e di formazione,
    sia in qualità di stipendiati, sia a titolo volontario.
3.3 Vengono prese in considerazione due categorie di attività:
3.3  Azione B.I:         Sostegno indiretto all'Azione A
     i) Attività (segnatamente visite di studio di breve durata, borse ai partner, seminari di
          contatto) miranti da un lato a favorire la ricerca di partner e/o il lancio di progetti
          di scambio di cooperazione e, dall'altro, a sensibilizzare gii animatori alla realtà
          comunitaria e alla situazione del lavoro nel settore della gioventù nei vari
          Stati membri.
     ii) Formazione degli animatori e in via prioritaria forma ione degli animatori attivi con
          i giovani svantaggiali.
3.4  Azione B.ll:        Sostegno diretto alla cooperazione europea in materia
                         di formazione degli animatori
     i) Attività (segnatamente visite di studio, seminari, tirocini pratici) miranti allo scambio
          di esperienze e di informazioni tra responsabili della formazione di animatori degli
          Stati membri.
     ii) Attività (segnatamente sviluppo di moduli comuni di formazione tra Stati membri,
          materiale destinato alla formazione degli animatori, studi) miranti alla promozione
          di una dimensione comunitaria nel campo della formazione e perfezionamento degli
          animatori giovanili.
                                             ,   22
 ---pagebreak--- 4   AZIONE C:         COOPERA/JONE TRA LE STRUTTURE PEGU STATI MEMBRI
4.1 Verranno accordati aiuti alle attività (segnatamente visite di studio, seminari, tirocini
    pratici) miranti alla promozione della cooperazione tra le strutture degli Stati membri
    sia governative, sia non governative, attive e responsabili nel campo della gioventù.
4.2 Le attività sostenute a titolo di questa azione riguarderanno i responsabili sia delle
    associazioni di gioventù sia dei servizi pubblici responsabili delle questioni della
    gioventù.
4.3 Si dovrà dedicare particolare attenzione ai responsabili di strutture regionali e locali.
4.4 La Commissione riserverà dei crediti al fine di sostenere dei progetti pilota miranti al
    lancio di reti multilaterali tra strutture degli Stati membri.
5.  AZIONE D:          SCAMBI CON I PAESI TERZI
5.1 La Comunità sosterrà attività di scambi di giovani con i paesi al di fuori della Comunità.
5.2 Durante i tre primi anni del programma (fase preliminare), potranno essere concesse
    sovvenzioni a:
    a) attività di scambi di giovani quali quelle sostenute a titolo dell'Azione A.I della
        presente Decisione, e a scambi pilota;
    b) attività miranti a gettare basi solide e permanenti onde garantire un miglioramento
        della qualità di detti scambi nonché la loro diversificazione. Tali attività
        riguarderanno gli animatori giovanili e i responsabili delle strutture giovanili nonché
        il campo dell'informazione.
5.3  Durante gli ultimi due anni del programma (fase di consolidamento) si attribuirà priorità
    ad attività comportanti il coinvolgimento diretto di giovani, le cui forme e modalità
    dovranno essere adattate alla luce dei risultati della valutazione della fase preliminare
    e della valutazione generale del programma.
6    AZIONE E:         INFORMAZIONE PEI GIOVANI E RICERCA
                       NEL SETTORE PELLA GIOVENTÙ*
6.1  La Commissione potrà prendere disposizioni miranti a favorire e a promuovere la
    realizzazione di attività di collaborazione a livello europeo nel campo dei l'informazione
    dei giovani e della ricerca nel settore della gioventù.
6.2 Nel campo dell'informazione dei giovani la Comunità dovrà rappresentare un ruolo
    determinante presso gli organismi moltiplicatori dell'informazione e articolerà la sua
    azione attorno a cinque assi maggiori di lavoro:
                                               23
 ---pagebreak---     -   lo sviluppo delle capacità delle strutture istituite dagli Stati membri nel processo di
        diffusione dell'informazione destinate ai giovani;
    - l'uso delle reti di informazione esistenti per i giovani a livello europeo;
    - la creazione di reti di media per i giovani indirizzate ai giovani e/o gestite da
        giovani;
    - l'utilizzo dei media in vista della promozione degli obiettivi del programma;
    - la messa in rete e l'uso di banche di dati.
6.3 Per quantorìguardalarìcercanel settore della gioventù, la Comunità incentrerà i propri
    sforzi sull'analisi e la diffusione di dati nonché sul loro utilizzo in materia di rìcerca
    socio-economica, la promozione dello scambio di know-how tra gli Stati membri nonché
    tra questi ultimi e la Commissione, e la promozione della cooperazione comunitaria in
    questo settore.
6.4 La Comunità collaborerà in stretto collegamento con il Consiglio d'Europa e le
    organizzazioni internazionali attive nel campo dell'informazione della gioventù e della
    rìcerca nel settore della gioventù.
                                              24
 ---pagebreak---                                           SITUAZIONE ATTUALE                                                                                       SITI,'AZIONE PROPOSTA
A. CaOVENTÛ PER L'EUROPA                                                                                                                        GIOVENTÙ PER LTOROPA ffl
 1.    Scambi
2.     Visite di studio di breve durata                                                                        AZIONE A
3.     Attivai di volontariato
4.     Formazione                                                                                              Attività intracomunharie che convolgono direttamente i giovani
                                                                                                               *     A.L      Scambio e mobilità dei giovani (Al)
B. AZIONI PRIORITARIE
                                                                                                               *     A.II     Spirito d'iniziativa, di creatività e di solidarietà dei giovani (A3, B3, B6, C
1.     Intensificazione delta cooperazione tra le strutture degli Stati membri competenti per l'opera a favore
       dei giovani
2.     Informazione dei giovani                                                                                AZIONE B
3.     Progetti pilota dei giovani • Promozione dello spirito d'iniziativa e della creatività dei giovani
4.     La cooperazione nella formazione degli animatori della gioventù, in particolare nella sua dimensione    Animatori giovanili (A2, A4, B4)
       europea
5.     Sostegno alle iniziative di interesse comunitario sviluppate dalle organizzazioni giovanili
6.     Concessione di sovvenzioni agli scambi di giovani a fini culturali nella Comunità europea               AZIONE C
7.     Scambi con i paesi terzi (Europa centrale e orientale, America latina, paesi mediterranei)
                                                                                                               Cooperazione tra le strutture degli Stati membri (Bl, B5)
CPETRA                                                                                                         AZIONE D
1.     Progetti di iniziativa giovanile                                                                        Scambi con i paesi terzi (B7, D)
D. TEMPUS                                                                                                      AZIONE E
1.     Scambi di giovani                                                                                       Informazione dei giovani e ricerca in materia di gioventù (B2, E)
2.     Visite di studio
3.     Formazione
E. Elementi di lafonnazlone del programma e ah» Atteri comurfr"1» «- -""-bomrione co» la Dg X
                                                                                                  25
 ---pagebreak---                                  SCHEDA FINANZIARIA
1.  DENOMINAZIONE DELL'AZIONE
    Gioventù per l'Europa
2.  LINEA DI BILANCIO
    B3-1011 - Politica della gioventù (ex linee B3-1010 e B3-1011)
3.  BASE GIURIDICA
    Decisione del Consiglio n. 94/.../CEE del... 94 (G.U. L.../94)
4.  DESCRIZIONE DELL'AZIONE
4.1 Obiettivo generale dell'azione
    L'obiettivo principale del programma "Gioventù per l'Europa IH" è di contribuire allo
    sviluppo di una istruzione di qualità attraverso la messa a punto di attività di scambio
    in senso lato nell'ambito della Comunità, di altre attività complementarì nel settore della
    politica della gioventù collegate a detti scambi, nonché scambi con i paesi terzi con i
    quali la Comunità stipula accordi di cooperazione.
    Le attività previste nel quadro del programma "Gioventù per l'Europa III" rientrano nel
    settore dell'istruzione informale e di una politica incentrata sul gruppo sociale costituito
    dai giovani, che potrebbe essere qualificata "Politica della gioventù". Pur essendo
    complementari alle azioni più formali imperniate sulle strutture didattiche e
    dell'informazione, di competenza delle politiche settori «li, esse non possono essere
    previste nello stesso quadro, viste le differenze in term i di pubblico destinatario, di
    obiettivi e di autorità nazionali responsabili. Esse necessitano pertanto un programma
    specifico.
    Nel proporre il presente programma, la Commissione è coerente con il suo approccio
    nel settore dell'istruzione e della formazione, sviluppato nel suo documento
    "Orientamenti dell'azione comunitaria nel settore dell'istruzione e della formazione".
    (COM(93) 183 def.)
    In questo contesto, il programma è volto a:
    a) Promuovere gli scambi di giovani nella Comunità europea, a vantaggio di un numero
        sempre maggiore di giovani dai 15 ai 25 anni che risiedono nella Comunità europea.
                                              26
 ---pagebreak---     b) Sostenere progetti e iniziative presentate da giovani e per i giovani, che
       consentirebbero loro di sostenere un ruolo attivo e riconosciuto nella società e di
       sviluppare le loro attitudini personali, la loro creatività, il loro senso di solidarietà
        e la loro autonomia.
    e) Consentire ai giovani di beneficiare di azioni comuni a livello comunitarìo collegate
        agli obiettivi generali della politica della gioventù a livello nazionale o comunitarìo.
    d) Intensificare la cooperazione tra gli Stati membrì e entro questi e la Commissione
        tramite lo scambio di esperienze, nonché con iniziative comuni a scala comunitaria
        e sostenere in questo modo gli Stati membrì nei loro sforzi per migliorare la qualità
        dei servizi e delle misure a favore dei giovani, in specie attraverso lo sviluppo di
        attività di informazione dei giovani.
    e) Favorire gli scambi con i giovani dei paesi extracomunitarì e, in questo contesto,
        gettare basi solide e permanenti al fine di garantire un miglioramento della qualità
        e una diversificazione di questi scambi.
4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovo o proroga
        Programma d'azione di 5 anni (1995-1999).
        Rinnovo in funzione dei risultati ottenuti dopo valutazione del programma.
5.  CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE/ENTRATE
5.1      SNO
5.2      SD
5.3      Tipi di entrate previste: nessuna
6.   NATURA DELLE SPESE/ENTRATE
     -   Sovvenzione al 100%: no
     •   Sovvenzione nel quadro di un cofinanziamento con altre fonti del settore pubblico
         e/o privato: si, i progetti sono normalmente cofinanziati al 50% (massimo), salvo per
         quanto rìguarda i progetti che coinvolgono i giovani svantaggiati per i quali il
         contributo comunitarìo può raggiungere il 75% dei costi sostenuti.
7.   INCIDENZA FINANZIARIA
7.1  Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (definizione dei costì unitari)
     Articolato in conformità dell'Allegato alla proposta di Decisione del Consiglio.
                                                27
 ---pagebreak---  7.2     Ripartizione per elementi di costo dell'azione
                                                                                       In Mioecu
                                                                                       correnti
     Ripartizione                             Bilancio 1995 1996   1997   1990   1999  TOTALE
Azione A - Attività intracomunitarie          14,5          15,2   15,9   17,0   17,4  80,0
con il coinvolgimento diretto dei giovani:
scambi e mobilità dei giovani, .iniziative
giovani, tirocini di servizio volontario
Azione B - Gli animatori giovanili:           2,3           2,4    2,450   2,6   2,7   12,450
sostegno indiretto all'Azione A - visite
di studio di breve durata, borse ai partner;
seminari di contatto; formazione degli
animatori; attività miranti a favorire
la preparazione linguistica degli animatori.
Sostegno diretto alla collaborazione europea
in materia di formazione degli animatori. -
visite di studio, seminari, tirocini pratici,
sviluppo di moduli comuni di formazione,
materiale destinato alla formazione degli
animatori, studi.
Azione C - collaborazione tra le strutture 0,5              0,550  0,650  0,8    0,9    3,400
degli Stati membri: visite di studio,
seminari, tirocini pratici, progetti pilota.
Azione D - Scambi con paesi terzi - Europa 6,5              7,5    8,5     9,8    11,0  43,3
centrale e orientale, America latina, paesi
mediterranei - attività di scambio, visite
di studio, tirocini pratici, tirocini di
formazione, seminari, conferenze, produzione
di materiale adeguato e campagne di informa-
zione.
Azione E - informazione dei qiovani e         1,5           1,550   1,6    1,7    1,8  8,150
ricerca nel settore della gioventù -
sviluppo della diffusione delle informa-
zioni ai giovani; reti europeo di
int'ormaziono ai giovani, reti di mezzi
audiovisivi giovani, mess.-) in roto n uti-
lizzo di banche di dati;
Misure d'accompagnamento - esperienza         1,7           1,8    1,9     2,1    2,2  9,700
tecnica e sostegno necessario all'at-
tuazione del sistema di aiuti e di sovven-
zioni; sostegno alla realizzazione di at-
tività delle agenzie nazionali; riunioni
di esperti, conferenze.
TOTALE                                        27,0          29,0   31,0   34,0   36,0  157,0
Osservazioni
Il bilancio 1995 può essere riconciliato con quello del 1994 (ultimo anno del programma "Gioventù
per l'Europa II") sulla stessa base delle cifre del PPB 1994, nel modo seguente:
     PPB 1994 (linee B3-1010 e B3-1011) w                          14,5
     Inclusione in "Gioventù per l'Europa III"                      5,5
     di elementi di programmi già esistenti ma
     finanziati al di fuori del programma "Gioventù
     per l'Europa II" (finanziamento tramite
     ridistribuzione interna)
                                                                   20,0
                                                   28
 ---pagebreak--- La differenza tra questo importo di 20,0 MIOECU e il bilancio 1995 (27,0 MIOECU) corrisponde ai
progressi quantitativi e qualitativi attesi da "Gioventù per FEuropa III" rispetto a "Gioventù per
l'Europa IP, ossia:
         1,0 MIOECU da aggiungere all'Azione A per salvaguardare l'attuale livello di scambi per gli
        Stati membri attuali della Comunità, nonostante l'allargamento che, tenuto conto dei criteri di
        perifericità inclusi nel programma, tenderebbe a penalizzare gli Stati membri attuali a profitto
        dei nuovi Stati membri;                                ,,
         1,0 MIOECU da aggiungere all'Azione A per raggiungere il livello crìtico necessario per le
         attività di servizio volontario (azione pilota nel 1994);
    -    0,5 MIOECU da aggiungere all'Azione A per lo sviluppo delle reti transnazionali di iniziative
         locali di giovani e l'inclusione della dimensione comunitaria in tali iniziative (nuove azioni);
         1,0 MIOECU da aggiungere all'Azione B per finanziare la formazione degli animatori per i
         giovani svantaggiati nonché l'aspetto preparazione linguistica nel quadro più generale della
         formazione degli animatori (nuove azioni);
          1,5 MIOECU da aggiungere all'Azione D per finanziare lo sviluppo della cooperazione tra la
         Comunità e i PECO, i paesi dell'America latina e i paesi mediterranei nel campo degli scambi
         di giovani e delle attività giovanili;
         l'aumento tendenziale minimo su tutte le altre attività del programma;
     -   la distribuzione dei crediti richiesti tra le Azioni (A - E), e in specie quella relativa ai crediti
         aggiuntivi per le varie linee sarà determinata attraverso il volume globale dei crediti concessi
         dall'autorità di bilancio.
                                                     29
                                                              Mk
 ---pagebreak--- 73 Scadenzario indicativo degli stanziamenti
    7.3.1.   Scadenzario da riempire in caso di proposta di nuova azione
                                                                                           In Mioecu
                                                                                             correnti
                      1995       1996      1997        1998       1999 + 5 e               TOTALE
                                                                  eser. succ.
Stanzi am.di          27,0       29,0      31,0        34,0       36,0                         157,0
impegno
Stanzi am di
pagamento
 1995                 21,6                                                                     21,6
 1996                 5,4        23,2, -::/':••'                                               28,6
 1997                            5,8       24,81                                               30,6
 1998                                      6,2          27,2                                    33,4
 1999 + 5 ed                                           6,8        36,0                         42,8
eser. successivi
TOTALE                 27,0      29,0      31,0         34,0      36,0                          157,0
8. DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTE (E RISULTATI DELLE MISURE PRESE)
     Tutti i contratti, convenzioni e tutti gli atti vincolanti della Commissione prevedono la possibilità
     di un controllo in loco della Commissione e della Corte dei Conti. Tra l'altro, i beneficiari di dette
     azioni sono sottoposti all'obbligo di presentare un resoconto e un bilancio finanziario, che vengono
     analizzati sia sotto l'angolo del contenuto, sia dell'ammissibilità delle spese, conformemente
     all'oggetto del finanziamento comunitario.
 9. ELEMENTI D'ANALISI COSTO-EFFICACIA
 9.1 Obiettivi specifici e quantificabili; beneficiari
     La proposta per la terza fase del programma mira a garantire una migliore coesione tra le varie
     azioni concernenti il settore della gioventù. L'approccio proposto non si riassume in una addizione
     pura e semplice di azioni finora disperse in altri programmi comunitari o linee di bilancio, bensì
     rappresenta una logica nuova del programma.
                                                      30
 ---pagebreak--- Tramite questo nuovo approccio integrato, la Commissione vuole, da un lato, garantire un impatto
e un effetto moltiplicatore il più vasto possibile a livello delle strutture, delle organizzazioni e delle
persone direttamente coinvolte nel lavoro nel settore della gioventù a tutti i livelli, e allargare,
dall'altro, a livello europeo, il campo di apprendimento, di sperimentazione e di innovazione per
un aumentato numero di giovani, di animatori e di responsabili di questo settore.
Cinque azioni principali, ciascuna con il proprio obiettivo specifico, sono state previste per
realizzare questi obiettivi generali, nel rispetto della diversità delle impostazioni degli Stati membri
nel settore:
     1)    Azione A:   Attività intracomunitarie comportanti il coinvolgimento diretto dei giovani
     2)    Azione B:   Animatori giovanili
     3)    Azione C:   Cooperazione tra le strutture degli Stati membri
     4)    Azione D:   Scambi con i paesi terzi
     5)    Azione E:   Informazione dei giovani e ricerca nel settore della gioventù.
Azione A; Attività intracomunitarie che comportano il coinvolgimento diretto dei giovani
     Giova in genere sottolineare l'apporto innovatore della terza fase proposta nel presente
     documento. Contrariamente alle due prime fasi, gli scambi non costituiscono più la sola attività
     comportante l'impegno diretto dei giovani e sostenuta nel quadro del programma. Essi
     rimangono l'asse centrale delle attività proposte poiché costituiscono il valore aggiunto
     comunitario per eccellenza. Essi non possono tuttavia costituire un elemento puntuale e devono
     pertanto iscriversi nell'azione più globale che la politica della gioventù costituisce.
 1. Obiettivi specifici
 -   La cooperazione transnazionale in materia di progetti di scambio e di incontri al di fuori del
     quadro formale dell'insegnamento, della formazione e dei meccanismi del mercato del lavoro
     (in specie per i giovani che, normalmente, non hanno accesso a questo tipo di attività);
 -   la cooperazione transnazionale nell'ambito di progetti con gli stessi temi chiaramente definiti,
     organizzati con la partecipazione diretta e attiva di gruppi di giovani (siano essi gruppi formali
     o informali) e di organizzazioni giovanili;
     la cooperazione transnazionale mirante a promuovere l'apprendimento interculturale (che
     consente a giovani di ambienti diversi di incontrarsi e di dialogare, di imparare a conoscersi,
     di scoprire e di accettare le loro analogie nonché le loro differenze);
 -    il rafforzamento del ruolo dei giovani in qualità di cittadini attivi della Comunità, fornendo loro
     i mezzi di essere gli attori dei progetti ai quali essi partecipano o che vorrebbero attuare, e
     favorendo i modi di espressione che sono attualmente loro propri;
 -    la risposta ai bisogni e interessi dei giovani, pur vegliando a che vi sia complementarietà con
     altri settori che li riguardano (occupazione, insegnamento e formazione, politica sociale,
     sanità...).
                                                 31
 ---pagebreak--- 2. Beneficiari
   I giovani in età dai 15 ai 25 anni che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea
   costituiscono il gruppo beneficiario del programma, mentre viene dedicata particolare
   attenzione ai giovani svantaggiati in ragione di talune condizioni fisiche o mentali o per la loro
   situazione economica, sociale o culturale.
3. Bilancio dell'Azione A
   -    Più del 70% dei crediti proposti dovranno essere destinati all'Azione A e all'Azione D, vale
        a dire alle azioni che comportano il coinvolgimento diretto dei giovani.
   -    La valutazione degli stanziamenti destinati all'Azione A deve tener conto dei seguenti
        elementi:
   a) Ilrischiodi veder aumentare il numero dei giovani svantaggiati nel corso degli anni, visto
        il contesto sociale che colpisce in pieno i giovani e, in questa prospettiva, l'azione positiva
        a favore dei giovani svantaggiati prevista dall'articolo 3 della proposta di Decisione (1/3
        dei crediti stanziati deve essere utilizzato a profitto di questo gruppo obiettivo) e le
        possibilità di finanziamento superiori alla soglia del 50% per le attività di scambio con
        questo gruppo obiettivo.
   b) Dalla valutazione della prima fase del programma si evince che solo 77 progetti
        multilaterali si svolgeranno durante questa fase, coinvolgendo 3700 giovani - cifra che
        rappresenta meno dei 5% del numero totale di partecipanti alla prima fase - per un costo
        comunitario di 720.250 ECU. La sfida della terza fase, dopo il periodo di lancio costituito
        dalle due prime fasi in materia di scambi, consiste pertanto in un significativo aumento del
        numero di attività multilaterali di scambi, tenendo conto del costo elevato rappresentato
        da questo tipo di attività.
    e) Pur mantenendo l'accento sugli scambi di giovani, la terza fase prevede un ampliamento
        significativo del campo d'azione suscitando lo spirito d'iniziativa e di solidarietà dei
        giovani, favorendo cosi un impatto comunitario più ampio presso gli stessi.
        Le attività sostenute finora dalla Commissione in quest'ottica erano sia puramente
        sperimentali, sia per lo più essenzialmente a livello locale.
        La sfida della terza fase risiede nello sviluppo della dimensione comunitaria delle suddette
         attività, nello stimolare gli aspetti transnazionali che sono peraltro suscettibili di generare
         un certotipodi mobilità, non esclusivamente fisica ma anche intellettuale, favorendo nuove
        forme di comunicazione e di compartecipazione tra un crescente numero di giovani negli
         Stati membri.
        L'attivazione e lo sviluppo di una siffatta dinamica comporta la messa a disposizione di
         mezzi finanziari notevoli per oltrepassare il carattere puntuale e puramente sperimentale
        attuale.
                                                 32
 ---pagebreak---             D'altra parte, il problema rappresentato per la Comunità dalla attività di servizio volontario
            e la necessità di gettare solide basi in tutti gli Stati membri e a livello comunitario, al fine
            di consentire uno sviluppo notevole di questo tipo di attività, necessita anche crediti che
            tengano conto del costo generalmente elevato di questo tipo di attività e per il fatto che
            il servizio volontario dei giovani è pressoché inesistente in taluni Stati membri come pure
            a livello comunitario.
Azione B: Animatori giovani»'
   Pur continuando le attività intraprese nelle due prime fasi ed estendendole alle attività
   transnazionali di giovani previste per la terza fase, la Commissione vuole approfittare di questa
   nuova tappa per porre l'accento su nuovi approcci in materia di preparazione linguistica degli
   animatori, di formazione degli animatori attivi con i giovani svantaggiati, e di creazione o di
    consolidamento delle reti.
    1   Obiettivi specifici
            Rafforzare e sviluppare la diversificazione e il miglioramento della qualità degli scambi
             e di tutte le attività transnazionali sostenute a titolo dell'Azione A.
             Promuovere una dimensione europea nella formazione e nel perfezionamento degli
             animatori giovanili. Vista la notevole diversità che sussiste negli Stati membri in termini
             di statuto dell'animatore e in termini di formazione, il perseguimento di questo obiettivo
             costituisce un significativo valore aggiunto dell'azione comunitaria.
    2. Beneficiari
       Gli animatori giovanili che lavorano direttamente con i giovani al di fuori del quadro delle
        strutture dell'insegnamento e della formazione professionale.
    3. Bilancio dell'Azione B
        La formazione di animatori attivi con i giovani svantaggiati nonché lo sviluppo dell'aspetto
        preparazione linguistica nel quadro più generale della formazione degli animatori attivi con i
        giovani svantaggiati costituiscono due nuove attività che si aggiungono a quelle lanciate a gradi
        diversi e destinate agli animatori nel quadro del programma attuale o delle azioni prioritarie.
        Questi due tipi di attività sono non solo nuovi per il programma, ma dovranno anche essere
        totalmente costruiti, visto che nulla esiste attualmente, se non su scala ridotta, in questi due
        settori. Ciò comporterà in special modo la creazione di materiali appropriati, il ricorso ad
        esperti in materia, formazioni pilota, etc.
        Le attività riguardanti gli animatori intraprese nelle ultime due fasi dovranno essere estese a
        tutte le attività transnazionali di giovani previste dal programma, cosa che comporterà nuovi
        approcci ma anche e soprattutto un volume di attività maggiore in questo settore.
                                                    33
 ---pagebreak--- Azione C: Coopcrazione tra le strutture degli Stati membri
    1    Obiettivi specifici
             favorire una migliore conoscenza reciproca tra le strutture degli Stati membri responsabili
             o attive nel campo della gioventù;
             stimolare la loro cooperazione;
             favorire la orazione di nuove reti di compartecipazione tra queste strutture.
    2. Beneficiari
         Responsabili delle strutture sia pubbliche che private (governative e non).
         Particolare attenzione dovrà essere dedicata ai responsabili delle strutture regionali e locali che
         hanno poche o punte possibilità di contatti a livello europeo e per le quali tale azione
         rappresenta un valore aggiunto certo.
    3. Bilancio
         Occorre tener conto della scarsità dei mezzi a disposizione delle strutture, sia a livello
         finanziario, sia a livello del personale, siano esse governative o no, e più particolarmente ai
         livelli regionale e locale.
Azione D: Scambi con i paesi terzi
Gli scambi proposti nell'Azione D sono scambi della Comunità con i paesi terzi, che rispondono
principalmente a due criteri, ossia quello della solidarietà e quello del coinvolgimento di due o più
Stati membrì, e che prevedono una dimensione comunitaria esplicita.
Le attività di scambio di giovani prevista nel quadro di questa azione sono equivalenti, nei loro
obiettivi e nel loro profilo pedagogico, alle attività di scambio di giovani sostenute nel quadro delle
azioni intracomunitarie.
     1- Obiettivi specifici
         -    Favorire una migliore comprensione della situazione dei giovani al di fuori della Comunità
             tramite attività di scambi, rafforzando in questo modo il sentimento di solidarietà;
             consolidare le basi necessarie allo sviluppo significativo per i giovani coinvolti negli
             scambi con i paesi terzi in termini di strutture e di risorse umane.
    2. Beneficiari
         Per quanto riguarda i giovani propriamente detti: i giovani dai 15 ai 25 anni, che risiedono in
         uno Stato membro della Comunità europea e i giovani dei paesi terzi interessati.
                                                   34
 ---pagebreak---        Per quanto riguarda le misure relative alle strutture e alle risorse umane: animatori e
       responsabili di strutture pubbliche e private destinate ai giovani (governative e no) degli Stati
       membri dei paesi terzi interessati.
   3. Bilancio dell'Azione D
       Giova ricordare che il 70% dei crediti proposti sono destinati alle Azioni A e D della proposta
       di programma.
       La valutazione dei crediti destinati all'Azione D dovrà tener conto in modo particolare dei
       seguenti elementi:
       -   La scarsità dei mezzi di cui dispongono le parti associate dei paesi terzi interessati.
       -   Il campo coperto da questa Azione sotto un punto di vista geografico e di conseguenza
           spese significative che essa comporta, in specie a livello dei trasporti.
           Un aumento del bilancio dell'Azione D dovrà essere previsto a partire dal 1998 al fine di
           sviluppare gli scambi iniziati nella fase preliminare, di promuovere e preparare l'istituzione
           di Unità Nazionali di Coordinamento che sarebbero previste dai paesi dell'Europa centrale
           e orientale, alla luce degli sviluppi iniziati durante la fase preliminare e in funzione della
           capacità dei paesi interessati.
Azione E: Informazione dei giovani e ricerea in materia di gioventù
    1. Obiettivi specifici
       In materia di informazione dei giovani:
       -    sviluppare le capacità delle strutture istituite dagli Stati membri nel processo della
           diffusione dell'informazione destinata ai giovani;
           fare uso delle reti di informazione dei giovani esistenti a livello europeo;
       -    creare reti di mezzi audiovisivi giovani destinati ai giovani e/o gestiti da giovani;
       -    fare uso dei mezzi audiovisivi al fine di promuovere gli obiettivi del programma;
       -    introdurre nella rete le banche di dati in materia e utilizzarle.
        In materia diricereanel campo della gioventù:
       -    analizzare e diffondere i dati degli Stati membri in materia;
       -    promuovere lo scambio di know-how tra paesi partecipanti nonché tra paesi partecipanti
           e la Commissione;
           promuovere la cooperazione comunitaria in questo campo.
                                                  35
 ---pagebreak---     2. Beneficiari
            servizio di informazione delle Agenzie nazionali;
            servizi e centri di informazione destinati ai giovani;
            mezzi audiovisivi giovani.
    3. Bilancio dell'Azione E
        -   Gli obiettivi di questo nuovo quadro d'azione saranno volti non solo a rispondere alle
            domande ripetute di informazioni puntuali nel campo della gioventù, ma anche a favorire
            un migliore scambio di informazioni tra la Commissione e le autorità nazionali, a suscitare
            iniziative in direzione dei moltiplicatori potenziali di informazioni e a rafforzare la
            collaborazione con il Consiglio d'Europa                                          . .
            Un tale approccio, completamente nuovo, comporterà la creazione di materiali di
            informazione appropriati e l'uso o la creazione di strumenti quali i mezzi audiovisivi e le
            banche di dati.
            La cooperazione europea e multidisciplinare nel campo della ricerca in materia di gioventù
            costituisce un quadro d'azione totalmente nuovo per la Commissione. In questo caso, si
            tratterà anche di prendere in considerazione i moltiplicatori in questo campo e di favorire
            la raccolta e la diffusione di dati, lo scambio di know-how e di informazioni tra gli Stati
            membri e la Commissione.
Mfeffl 1-taçqropngnfflflento
    L'aiuto previsto nel quadro dei suddetti crediti sarà erogato in favore delle attività seguenti:
     1. Misure prese dalla Commissione per accompagnare e sostenere le azioni previste dal
        programma, in specie la fornitura di competenze e di assistenza tecnica nella gestione del
        programma.
    2. Aiuto alla realizzazione delle attività delle strutture di cui all'articolo 4, punto 3) della
        Decisione.
9.2     Çinsfflçffi^ne aerazione
9.2.1. La Commissione ha constatato con entusiasmo l'interesse che i giovani stessi manifestano nei
        confronti dell'azione comunitaria nel settore della gioventù, in specie quello da essi dimostrato
        nel corso delle due prime fasi del programma "Gioventù per l'Europa" nonché nel quadro delle
        azioni prioritarie nel settore della gioventù, visto che le domande presentate da questi giovani
        e dalle loro organizzazioni hanno largamente superato gli obiettivi operativi e il bilancio
        stanziato dalla Commissione.
                                                   36
 ---pagebreak--- 9.2.2. Tramite l'adozione delle due prime fasi del programma "Gioventù per l'Europa" e della
        risoluzione sulle Azioni prioritarie nel settore della gioventù, gli Stati membri hanno
        analogamente manifestato il loro interesse sostenendo tali attività, nella loro intenzione di
        promuovere una più ampia collaborazione nel settore della gioventù a livello comunitario.
9.2.3.  Il Parlamento europeo ha, da parte sua, oltre al sostegnoripetutoal programma "Gioventù per
        l'Europa" dal momento della sua adozione, manifestato un crescente interesse per le azioni nel
        settore della gioventù e ha dato un segnale politico in favore di un quadro d'azione più
        coerente, più ampio e diversificato a livello comunitario nel settore della gioventù, creando la
        linea di bilancio B3-101 intitolata "Politica della gioventù", che ha consentito alla
        Commissione di sostenere finanziariamente una serie di azioni, anche con i paesi terzi.
9.2.4   Giova sottolineare che, contrariamente ai programmi comunitari nel campo dell'istruzione e
        della formazione professionale, "Gioventù per l'Europa" ha dovuto svilupparsi, in parecchi Stati
        membri, sulla base di scarse o punte strutture in materia di scambi di giovani. L'azione
        comunitaria, sostenuta in questo dal carattere decentralizzato del programma, ha dunque
        permesso la creazione e lo sviluppo di strutture nazionali in materia di scambi: le Agenzie
        nazionali, ma anche dei dispositivi spesso nuovi per parecchie tra esse, ad esempio in materia
        di formazione di animatori giovanili.
9.2.5. Tali Agenzie nazionali lavorano anche nel quadro di una vera rete che si è costituita nel corso
         degli anni e in stretta interazione con la Comunità. L'azione comunitaria ha pertanto fornito
         un impulso supplementare alle attività di scambio di giovani, anche nei paesi con una
         tradizione più antica in questo settore, creando una dimensione comunitaria.
 9.2.6. Questo importante plusvalore dell'azione comunitaria deve non solo essere mantenuto e
         rafforzato nel settore degli scambi, ma anche essere esteso ad altre azioni nel settore della
         gioventù.
 9.2.7.  L'esperienza ha anche mostrato che spesso le azioni sostenute a livello comunitario hanno
         costituito un incentivo per lo sviluppo di iniziative o di azioni finora inesistenti in taluni Stati
         membri. Citiamo ad esempio il caso delle attività di servizio volontario e di formazione degli
         animatori.
         Essendo la terza parte del programma più globale e più coerente, il ruolo trainante della
         Commissione si troverà rafforzato. Questa fase costituirà per la maggior parte degli Stati
         membri una nuova tappa e avrà inevitabilmente effetti sullo sviluppo delle loro azioni nei
         confronti dei giovani.
 9.2.8. L'approccio proposto per la terza fase si basa sulla complementarietà del ruolo della Comunità
         rispetto a quello degli Stati membri, che si tradurrà in una collaborazione rafforzata con le
         autorità nazionali competenti.
 9.2.9.  L'azione comunitaria garantisce anche una dimensione reale comunitaria alle azioni intraprese
         a livello locale e nazionale, ed una coesione maggiore sia nella distribuzione dei fondi
         comunitari, sia a livello dei risultati ottenuti.
                                                     37
 ---pagebreak--- 9.2.10. Inoltre, le iniziative isotate degli Stati membri in materia sarebbero spesso più costose e meno
         redditizie nella misura in cui esse necessiterebbero, nella maggior parte dei casi, maggiori
         investimenti nella ricerca di partner e maggiori competenze, ed esigerebbero una
         concentrazione di sforzi di gestione a livello bilaterale.
         L'azione comunitaria che permette una messa in comune a livello multilaterale delle risorse
         finanziarie, delle modalità di gestione, delle competenze e delle reti comporta pertanto
         un'ottimizzazionefinanziariadell'utilizzo delle risorse finanziarie.
         La politica condotta finora ha anche comportato un effetto moltiplicatore quanto alla
         mobilizzazione delle fonti nazionali di finanziamento complementare. Il cofìnanziamento
         comunitario che ha raggiunto il massimale a 50% (ad eccezione di taluni progetti riguardanti
         i giovani svantaggiati) ha un duplice effetto. Da un lato, esso attira l'attenzione dei poteri
         pubblici a tutti i livelli (nazionale, regionale e locale) sulla pertinenza dei fondi attribuiti per
          la cooperazione internazionale tra i giovani e, dall'altro, contribuisce all'apprendimento dei
          giovani rendendoli attivi poiché essi si mobilitano perricercarefondi supplementari.
9.2.11. Tale politica permette quindi, con un costo limitato, di avere un impatto importante al di là
          degli obiettivi specifici ed un effetto moltiplicatore sia a livello delle fonti di finanziamento,
          sia del numero dei beneficiari.
9.2.12. Per quantoriguardala strutturazione della terza fase, l'approccio integrato proposto nel presente
          documento dovrebbe facilitare l'accesso ai giovani interessati, presentando loro un'iniziativa
          coerente, e costituisce una delle maggiori razionalizzazioni dal punto di vista della messa in
          comune di competenze transnazionali, di procedure unificate, di valutazione e di
          accompagnamento consolidate in comune tra la Commissione e i paesi che partecipano al
          programma.
          Per quantoriguardain modo più specifico gli scambi con i paesi terzi, la loro integrazione nel
          programma "Gioventù per l'Europa" permetterà alle organizzazioni e ai gruppi di giovani degli
          Stati membri di ampliare la loro partecipazione agli scambi con detti paesi e di rafforzare le
          reti di compartecipazione già esistenti.
9.2.13. La specificità del programma e il suo campo di intervento è destinato a un pubblico più vasto
          e più diversificato di altri programmi comunitari destinati ai giovani. L'approccio integrato
          proposto per la terza fase del programma dovrà consentire una penetrazione sociale più ampia
          per raggiungere tutti gli strati della popolazione giovane e annettendo particolare attenzione
          ai giovani svantaggiati.
 9.2.14. La diversificazione degli scambi e delle attività transnazionali nonché il miglioramento della
           loro qualità costituiscono un altro effetto derivato delle azioni proposte. L'approccio integrato
          proposto dalla Commissione per la terza fase del programma dovrebbe in effetti consentire, da
           un lato, di consolidare e di valorizzare quanto acquisito e, dall'altro, di perseguire e sviluppare
          azioni innovatrici a livello comunitario.
          D'altra parte, le disposizioni previste nel quadro delle Azioni B, C ed E cheriguardanogli
          animatori giovanili, le strutture degli Stati membri nonché l'informazione e la ricerca nel settore
                                                      38
 ---pagebreak---         della gioventù, contribuiranno a proseguire e a sviluppare gli sforzi intrapresi finora per
        migliorare la qualità delle attività che coinvolgono direttamente i giovani.
9.2.15. Del pari, i giovani stessi sono i primi moltiplicatori del programma nella misura in cui essi
        potranno far beneficiare altri giovani della loro esperienza e delle loro scoperte, ma anche
        semplicemente perché il fatto stesso della loro partecipazione a un programma comunitario avrà
        come conseguenza di rendere la Comunità più vicina e più concreta nel loro ambiente
        immediato: la scuola, la famiglia, gli amici, l'organizzazione giovanile, etc.
        L'esperienza ha dimostrato che la partecipazione a un'attività nel quadro del programma
        "Gioventù per l'Europa" o quello delle azioni prioritarie nel settore della gioventù ha consentito
        ai giovani partecipanti di scoprire altre azioni comunitarie e di informarsi sulle possibilità
        esistenti in altri settori che liriguardano,quali l'istruzione o la formazione professionale.
9.2.16. Per quantoriguardagli animatori giovanili, l'esperienza mostra che coloro che finora hanno
        potuto beneficiare di una visita di studio o di una formazione a livello europeo, da un lato,
        apportano una dimensione supplementare all'azione che essi intraprendono direttamente con i
        giovani e, dall'altro, costituiscono delle risorse personali importanti, non soltanto per la loro
        organizzazione ma anche per altri gruppi di giovani desiderosi di partecipare a un'azione
        comunitaria.
9.2.17. Visto il nuovo approccio iniziato con la terza fase proposta nel presente documento e il
        potenziale sperimentale e innovatore delle azioni previste,risulterànecessario un periodo di
        rodaggio. Questo rodaggio dovrebbe consentire agli Stati membri di adattare le loro strutture,
        le loro modalità di sostegno ad attività transnazionali giovanili, ma anche di sistematizzare la
         loro collaborazione con la Commissione per l'attuazione del programma.
         Questo periodo di rodaggio dovrà necessariamente giovarsi di uno sforzo della Comunità,
         sforzo destinato a diminuire, come si può notare in tabella 7.2. (ripartizione per elementi di
         costo dell'azione).
         Il segnale positivo e lo slancio nuovo che la Commissione vuole imprimere, con questa terza
         fase, agli sforzi effettuati dagli Stati membri, dovrà anche tradursi in termini finanziari.
9.2.18. Le azioni analoghe sviluppate a livello comunitario sono di competenza delle politiche
         settoriali costituite dall'istruzione e dalla formazione. Di conseguenza, esseriguardanoun
         pubblico specifico, ossia i giovani in formazione professionale e gli studenti dell'insegnamento
         superiore, e perseguono obiettivi specifici, incentrati sui fabbisogni dei settori interessati
         (curriculum, mercato del lavoro, competitività economica).
         Le azioni previste nel campo della presente proposta non sono di competenza di politiche
         settoriali propriamente dette, bensì di una politica che potrebbe essere qualificata di "politica
         giovanile" imperniata sui giovani in quanto gruppo sociale. Il loro pubblico destinatario è di
         conseguenza molto più ampio e più diversificato, e gli obiettivi perseguiti nonché i metodi
         utilizzati sono di ordine diverso dalle azioni sviluppate nel settore dell'istruzione e della
         formazione.
                                                    39
 ---pagebreak--- 9.2.19. Per quanto riguarda gli scambi con i paesi terzi e più particolarmente i programmi Tacis,
        Phare, Medurbs e la collaborazione con i paesi dell'America latina e centrale, la collaborazione
        attuale con la DG I permette di sviluppare alcune complementarietà e sinergie. Un'eventuale
        messa in valore dell'esperienza acquisita nel campo degli scambi con i paesi terzi potrebbe
        anche servire a sviluppare sinergie con alcune azioni previste nel quadro di Lomé IV.
9.2.20. La dimensione sperimentale delle azioni proposte per i giovani nel quadro della terza fase del
        programma acquista particolare significato quando si tratta di prevedere lo sviluppo di una
        sinergia con il Fondo sociale europeo, particolarmente nel contesto sociale attuale che colpisce
        particolarmente i giovani.
9.2.21. Inoltre, per quanto riguarda l'informazione dei giovani, la nuova politica in materia di
        informazione e di comunicazione della Commissione, la quale precisa il ruolo affidato ai
        servizi per l'informazione riguardante la loro attività, rispetto al ruolo di informazione generale
        assunto dalla DG X, permetterà anche di sviluppare alcune complementarietà.
9
  3     Controllo e valutazione dell'azione
9.3.1. Indicatori di efficacia prescelti
        In termini di indicatori qualificativi:
        -    tasso di riuscita dei progetti tri e multilaterali
             messa in rete delle agenzie nazionali e delle strutture nazionali e, di conseguenza, il grado
             di penetrazione del programma negli Stati membri, più particolarmente la partecipazione
             dei giovani svantaggiati, che sono il gruppo destinatario prioritario del programma
        -    equilibrio dei flussi di scambio, soprattutto in seguito all'integrazione dei paesi
             dell'EFTA/SEE, e anche rispetto ai due grandi assi di scambio con i paesi terzi: Europa
             centrale e orientale ed America latina
        -    capacità dei giovani di finanziare essi stessi una parte dei loro progetti (giovani
             svantaggiati esclusi)
             sviluppo e miglior ripartizione delle competenze risultanti da una formazione degli
             animatori incentrata sul concetto dell'apprendimento interculturale
             sviluppo della capacità di diffondere l'informazione fino a livello locale
        -    mobilitazione della capacità degli organismi giovanili.
        Per quanto riguarda gli indicatori quantitativi, si può utilizzare come base di valutazione:
             tasso di partecipazione dei giovani svantaggiati
             finanziamento per partecipante
             numero totale di partecipanti
        pur essendo consci che questi concetti quantitativi non sono sempre quelli che consentono di
        fornire una valutazione appropriata dell'attuazione del programma.
                                                   40
 ---pagebreak---        A questo fine, verrà effettuata una valutazione continua in specie attraverso sondaggi periodici
       e indagini presso gli utenti.
9.3.2. In conformità dell'articolo 10 della proposta di Decisione riguardante la terza fase del
       programma:
       -    Durante il terzo anno del programma, la Commissione presenterà una relazione valutativa
            dei due primi anni di attuazione. Sulla base di detta relazione, la Commissione potrà
            presentare proposte di riorientamento e di sviluppo ulteriore al Consiglio e al Parlamento.
       La valutazione esterna dei programma Gioventù per l'Europa nonché le varie relazioni di
       attività sia del programma, sia delle azioni prioritarie, sono allegate al presente documento.
9.4    Coerenza con la programmazione finanziaria
       -    L'azione è prevista nella programmazione finanziaria della DG. per gli esercizi di cui
            trattasi?
                                Sì
       -    Indicare a quale obiettivo di carattere più generale definito nella programmazione
            finanziaria della D.G. corrisponde l'obiettivo dell'azione proposta.
                                   "Istruzione, formazione, gioventù"
 10.    SPESE AMMINISTRATIVE (PARTE A DEL BILANCIO)
        Questa parte deve essere inviata alla DG XIX e alla DG IX; quest'ultima le trasmetterà poi alla
        DG XIX con il suo parere.
 10.1   L'azione proposta implica un aumento dell'organico della Commissione? In caso affermativo,
        quanti posti?
        2A, IB, 2C
 10.2   Indicare l'ammontare delle spese di funzionamento e di personale generate dalla proposta
        d'azione.
        L'aumento indicato degli effettivi è necessario.
                                                   41
 ---pagebreak--- Precisare il metodo di calcolo.
A. L'aumento degli effettivi è necessario, tenuto conto:
    -   dell'aumento degli importi globali da gestire e delle implicazioni amministrative relative (IB,
        1C);
    -   dello sviluppo sul piano della progettazione dell'organizzazione del settore esterno del
        programma, in particolare le azioni nei PECO (1A);
    -   dell'ampliamento dei compiti di informazione/formazione collegati allo sviluppo del programma
        (1/2A);
    •   del coordinamento delle attività e della gestione di un numero accresciuto di Unità nazionali
        di coordinamento che passano dalle 15 attuali a 20 (1/2A, 1C).
    Calcolo degli importi indicativi per un anno (prezzi 1993) da mantenere costanti in termini reali
    durante il periodo:
    -   2 funzionari A5 (stipendi + infrastrutture)     242.000 ECU
    -    1 funzionario B3 (stipendio + infrastruttura)    80.000 ECU
    -   2 funzionari C3 (stipendi + infrastrutture)      126.000 ECU
                 TOTALE                                      448.000 ECU
B. A questo importo vanno aggiunti i costi di personale e di funzionamento direttamente connessi alla
    gestione del programma, il cui livello sarà determinato in conformità degli orientamenti generali
    definiti dalla Commissione in materia di assistenza tecnica e sulla base dell'esperienza acquisita
    in materia.
                                                 42
 ---pagebreak---                                                                       ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 523 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                               16
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-567-IT-C
                                                             ISBN 92-77-60235-X
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo