CELEX: C1998/055/36
Language: it
Date: 1998-02-20 00:00:00
Title: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Amtsgericht di Colonia, con ordinanza 3 settembre 1997, nella causa Jutta Johannes contro Dr. Hartmut Johannes (Causa C-430/97)

20.2.98                  IT                        Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     C 55/19
La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la                      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Amts-
Corte voglia:                                                               gericht di Colonia, con ordinanza 3 settembre 1997, nella
                                                                                 causa Jutta Johannes contro Dr. Hartmut Johannes
                                                                                                    (Causa C-430/97)
a) dichiarare che, rifiutando di rimborsare l'IVA ai sog-
     getti passivi non stabiliti all'interno del paese nel caso                                       (98/C 55/36)
     in cui tali soggetti passivi hanno subappaltato una
     parte del loro lavoro da un soggetto passivo stabilito
     in Francia, tale Stato membro eÁ venuto meno agli                      Con ordinanza 3 settembre 1997, pervenuta in cancelleria
     obblighi che gli incombono in virt della ottava diret-                il 19 dicembre 1997, nella causa Jutta Johannes contro Dr.
     tiva 6 dicembre 1979, n. 79/1072/CEE (1), e in partico-                Hartmut Johannes, l'Amtsgericht di Colonia ha sottoposto
     lare dall'art. 2;                                                      alla Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee le seguenti
                                                                            questioni pregiudiziali:
b) condannare la Repubblica francese alle spese di causa.                   1. Se lo Statuto del personale delle ComunitaÁ europee, ed
                                                                                in particolare il suo allegato VIII Ð ModalitaÁ del
                                                                                regime delle pensioni Ð ed in particolare l'art. 27 di
Motivi e principali argomenti
                                                                                tale allegato, costituiscano una disciplina completa e
                                                                                tassativa dei diritti a pensione del coniuge divorziato
La Commissione respinge l'interpretazione che dell'art. 9,                      di un dipendente comunitario, la quale escluda ulte-
n. 2, lett. c), della sesta direttiva (2) danno le autoritaÁ                    riori pretese in base al diritto nazionale (nella fattispe-
francesi, le quali «riducono» la nozione di prestazione di                      cie: una ripartizione compensativa contrattuale dei
servizi di eliminazione di rifiuti a semplice esecuzione di                     diritti a pensione ai sensi della legge tedesca).
lavori su beni mobili corporali che dovrebbero essere
assoggettati ad imposta nel luogo in cui essi vengono                       2. Se sia compatibile con lo Statuto del personale delle
materialmente eseguiti. Una siffatta concezione della                           ComunitaÁ europee e con l'art. 6 del Trattato CE il
nozione di prestazione di servizi di eliminazione di rifiuti,                   fatto che la normativa di uno Statuto membro (nella
qualora questa rivesta carattere transfrontaliero, si risolve                   fattispecie la Germania) relativa alle conseguenze del
in una unilaterale e arbitraria ripartizione del diritto di                     divorzio assoggetti pi onerosamente ad una pretesa
imposizione allo Stato membro dove eÁ stabilito il presta-                      ad una ripartizione compensativa contrattuale dei
tore di servizi titolare del contratto principale. Inoltre il                   diritti a pensione un dipendente comunitario solo per-
punto di vista delle autoritaÁ francesi provoca una situa-                      cheÂ eÁ cittadino tedesco.
zione di estrema incertezza giuridica, non solo per l'opera-
tore considerato allorcheÂ questi determina, ad uso dei pro-
pri clienti, il regime IVA della propria prestazione nel con-
testo del contratto, ma anche per l'amministrazione fiscale
dello Stato membro nel quale tale soggetto passivo eÁ stabi-
lito. Una siffatta concezione arriva a creare situazioni
                                                                            Ricorso della Commissione delle ComunitaÁ europee contro
potenziali di doppia imposizione che l'art. 9 e, nella spe-
                                                                                       l'Irlanda, presentato il 19 dicembre 1997
cie, per l'esattezza, il relativo n. 1, consente di evitare assi-
curando una imposizione uniforme, omogenea e razionale                                              (Causa C-431/97)
delle prestazioni di servizio in considerazione nella Comu-                                           (98/C 55/37)
nitaÁ. Infine le autoritaÁ francesi procedono, ai fini della
determinazione del luogo di imposizione, a una vera e pro-
pria rilettura o interpretazione del contratto concluso tra il              Il 19 dicembre 1997, la Commissione delle ComunitaÁ
titolare del contratto principale e il suo cliente, e questo                europee, rappresentata dal signor Berend Jan Drijber,
senza che le autoritaÁ dello Stato membro di stabilimento                   membro del servizio giuridico, in qualitaÁ di agente, con
dove tale prestatore eÁ assoggettato a imposte siano state in               domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos
grado di determinare se tale interpretazione non sia lesiva                 Gómez de la Cruz, membro del medesimo servizio giuri-
della loro propria competenza fiscale tale quale definita                   dico, Centre Wagner, ha presentato alla Corte di giustizia
nel contesto dell'art. 9 della sesta direttiva, e in partico-               delle ComunitaÁ europee un ricorso contro l'Irlanda.
lare, dal suo art. 9, n. 1.
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
(1) Ottava direttiva del Consiglio 6 dicembre 1979, n. 79/1072/
    CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati         1) dichiarare che l'Irlanda, non avendo emanato i provve-
    membri relative alle imposte sulla cifra di affari Ð ModalitaÁ
                                                                                dimenti legislativi, regolamentari ed amministrativi di
    per il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto ai soggetti pas-
    sivi non residenti all'interno del paese Ð, GU L 331 del                    trasposizione della direttiva del Consiglio 22 novembre
    27 dicembre 1979, pag. 11.                                                  1994, 94/57/CE (1), relativa alle disposizioni ed alle
(2) Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE,                norme comuni per gli organi che effettuano le ispe-
    in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati mem-            zioni e le visite di controllo delle navi e per le perti-
    bri relativi alle imposte sulla cifra di affari Ð sistema comune            nenti attivitaÁ delle amministrazioni marittime, eÁ venuta
    di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme Ð,                 meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi del
    GU L 145 del 13 giugno 1977, pag. 1.                                        Trattato e della direttiva medesima;
                                                                            2) condannare l'Irlanda alle spese del giudizio.