CELEX: 52003PC0797(02)
Language: it
Date: 2003-12-18
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 77/799/CEE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette, di talune accise e imposte sui premi assicurativi e la direttiva 92/12/CEE del Consiglio relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa

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52003PC0797(02)

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 77/799/CEE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette, di talune accise e imposte sui premi assicurativi e la direttiva 92/12/CEE del Consiglio relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa  /* COM/2003/0797 def. - COD 2003/0310 */  

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 77/799/CEE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette, di talune accise e imposte sui premi assicurativi e la direttiva 92/12/CEE del Consiglio relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa(presentate dalla Commissione)RELAZIONE1. INTRODUZIONELa reciproca assistenza tra gli Stati membri è uno strumento essenziale per assicurare un buon funzionamento del mercato interno, per consentire agli Stati membri di riscuotere le imposte, per garantire la parità di trattamento degli operatori economici e per lottare efficacemente contro la frode.Perché l'assistenza reciproca sia efficace occorre che gli Stati membri possano scambiarsi in modo agevole e rapido, spontaneamente o su richiesta, informazioni relative a dei casi particolari per i quali uno Stato membro non può agire da solo e ha bisogno delle informazioni detenute da uno o più altri Stati membri. Inoltre, nel settore delle accise, la Commissione, che agisce in qualità di custode dei trattati e garante del funzionamento del mercato interno, può aver bisogno, in alcuni casi, di avere accesso a determinati elementi di informazione.Queste esigenze richiedono l'esistenza di disposizioni legali e di strumenti tecnici semplici ed efficaci.2. INADEGUATEZZA DEL DISPOSITIVO GIURIDICO ATTUALE ALLE NECESSITÀ DEL MERCATO INTERNO2.1 In materia di accise, la base giuridica attualmente in vigore della cooperazione amministrativa tra Stati membri è la direttiva 77/799/CEE [1] relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette, di talune accise e imposte sui premi assicurativi. Quando è stata adottata, le accise non rientravano nel suo campo di applicazione. La sua estensione alle accise è stata effettuata dalla direttiva 92/12/CEE [2].[1]  GU L 336 del 27.12.1977, pag. 15.[2]  GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/47/CE del Consiglio del 20 luglio 2000 (GU L 193 del 29.7.2000, pag. 73).Tuttavia, la direttiva 77/799/CEE, che prevede una serie di misure al tempo stesso generali e rigide in materia di scambi di informazioni, non è sufficientemente adeguata alle necessità del mercato interno nel settore delle accise, che richiede al tempo stesso precisione, rapidità e flessibilità.Infatti, in materia di accise, la cooperazione è troppo centralizzata nel senso che non vi sono sufficienti contatti diretti tra gli uffici locali o tra gli uffici nazionali antifrode in quanto di norma la comunicazione ha luogo tra gli uffici centrali di collegamento. Questo fatto riduce l'efficacia della cooperazione, ne limita l'uso da parte dei funzionari e comporta termini troppo lunghi.La cooperazione, inoltre, non è abbastanza intensiva in quanto vi sono troppo pochi scambi automatici o spontanei di informazioni atte a consentire di individuare e prevenire la frode negli scambi intracomunitari.Infine, mancano regole precise per tutta una serie di aspetti della cooperazione, in particolare riguardo alla presenza di funzionari stranieri al momento dei controlli, alla possibilità di organizzare controlli multilaterali o all'uso che può essere fatto delle informazioni comunicate da un altro Stato membro.Inoltre, il fatto che alcune disposizioni relative all'assistenza reciproca siano contenute nella direttiva 92/12/CEE non consente di creare la leggibilità, la sicurezza giuridica e l'uniformità che le amministrazioni nazionali e gli operatori economici hanno il diritto di aspettarsi. Per tale ragione, si propone di eliminare dalla direttiva 92/12/CEE le disposizioni intese a instaurare o facilitare la cooperazione amministrativa (comprese le disposizioni relative al registro degli operatori e dei depositi e alla verifica dei movimenti dei prodotti soggetti ad accisa) e di inserirle in un testo unico. Quest'ultimo quindi riprenderebbe, rafforzandole e semplificandole, tutte le disposizioni della direttiva 77/799/CEE e della direttiva 92/12/CEE, al fine di offrire agli utilizzatori uno strumento di cooperazione amministrativa unico ed efficace. È questo l'obiettivo della presente proposta.È inoltre opportuno precisare che si sta esaminando un progetto di modifica della direttiva 92/12/CEE, al fine di prevedere in particolare lo scambio dei documenti amministrativi di accompagnamento per via elettronica e la coerenza tra disposizioni relative alle accise e disposizioni doganali.2.2 È altresì opportuno ricordare che, a causa del continuo aumento delle frodi nel campo della circolazione dei prodotti soggetti ad accisa, i direttori generali delle dogane e della fiscalità hanno deciso, il 26 marzo 1997, di creare un gruppo ad hoc incaricato di analizzare la situazione relativa al tabacco e all'alcole e di proporre soluzioni. Il 24 aprile 1998 il gruppo ha trasmesso la sua relazione ai direttori generali delle dogane e della fiscalità, che l'hanno accettata. La relazione è stata poi approvata dal Consiglio ECOFIN del 19 maggio 1998.Tra i problemi individuati la relazione indica lo scarso coordinamento, anche in materia di assistenza reciproca, tra le diverse amministrazioni, come pure tra queste e la Commissione. Secondo la relazione, non vi sono sufficienti scambi diretti tra le autorità per poter seguire correttamente, dall'inizio alla fine, il movimento di un prodotto soggetto ad accisa. Pertanto i dati scambiati, spesso troppo tardi, non consentono di lottare efficacemente contro le frodi. Tali carenze si traducono nell'assenza di unità d'azione. Questo aspetto rappresenta secondo la relazione una carenza strutturale generale. In sostanza, la relazione afferma che la direttiva 77/799/CEE costituisce un quadro giuridico inadeguato per l'attuazione di una cooperazione veramente efficace.Pertanto, a tal fine, la relazione raccomanda l'adozione di misure legislative volte a rafforzare i meccanismi di assistenza reciproca e cooperazione amministrativa nel settore delle accise. Tale raccomandazione si deve intendere come relativa a tutti i prodotti soggetti ad accisa e non solo ai prodotti del tabacco e dell'alcole.Invero la raccomandazione principale della relazione riguardava l'attuazione di un sistema di informatizzazione dei movimenti e dei controlli dei prodotti soggetti ad accisa. Finora la Commissione ha dato la priorità allo sviluppo di tale sistema.Tuttavia, per dare a questa componente tecnica una reale efficacia occorre prevedere meccanismi di cooperazione amministrativa adeguati alle necessità attuali e future, nonché atti a rafforzare e nello stesso tempo a semplificare la comunicazione tra gli Stati membri e tra questi e la Commissione, privilegiando in particolare il ricorso ad una comunicazione diretta tra i servizi e mezzi automatizzati.A tale riguardo, il sistema informatizzato in corso di sviluppo potrebbe essere utilizzato come veicolo per consentire lo scambio automatizzato di informazioni nel quadro dell'assistenza reciproca. Le informazioni scambiate mediante il supporto informatizzato presenterebbero lo stesso valore giuridico che avrebbero se fossero scambiate per posta e su supporto cartaceo, come avviene attualmente. Tale possibilità deve tuttavia essere prevista dalla legislazione.2.3 Infine, è opportuno notare che un processo identico è stato seguito in materia di IVA [3]. A fini di coerenza con tale proposta, la presente proposta, pur avendo per oggetto misure specificamente relative alle accise, prevede principi analoghi.[3]  REGOLAMENTO (CE) N. 1798/2003 DEL CONSIGLIO, DEL 7 OTTOBRE 2003, RELATIVO ALLA COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA IN MATERIA D'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E CHE ABROGA IL REGOLAMENTO (CEE) N. 218/92 (GU L 264 DEL 15.10.2003, PAG.1).3. PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA DI REGOLAMENTOAl fine di rafforzare la cooperazione amministrativa nel settore delle accise, la Commissione propone di rafforzare il dispositivo attualmente contenuto nella direttiva 77/799/CEE, in un quadro giuridico più preciso e direttamente applicabile in ogni Stato membro. La presente proposta definisce regole chiare e vincolanti in materia di cooperazione tra Stati membri. Questo quadro prevede, in particolare, contatti più diretti tra i servizi ai fini di una cooperazione più efficace e più rapida, e permette, inoltre, di rendere gli scambi di informazioni tra le amministrazioni e tra queste e la Commissione più intensivi e più rapidi per combattere più efficacemente contro la frode.3.1. Capo I - Disposizioni generali3.1.1. Articolo 1 - ObiettiviQuesto articolo riflette, da un lato, il fatto che il regolamento ha ormai una portata ben più vasta delle sole operazioni intracomunitarie e, dall'altro, il fatto che esso definisce d'ora in poi anche le norme che consentono alle autorità competenti degli Stati membri di scambiare informazioni con la Commissione.Inoltre, questo articolo mette in evidenza il fatto che il presente regolamento non pregiudica l'applicazione negli Stati membri delle norme di mutua assistenza giudiziaria in materia penale.3.1.2. Articolo 2 - DefinizioniDati i nuovi elementi apportati dal regolamento, si sono rivelate necessarie alcune definizioni supplementari rispetto alla direttiva 77/799/CEE. Si tratta di "ufficio centrale di collegamento", "servizio di collegamento", "funzionario competente", "scambio automatico strutturato", "scambio automatico", "sistema informatizzato per i movimenti e i controlli dei prodotti soggetti ad accisa", "per via elettronica", "numero di identificazione SEED" e "indagine amministrativa". Altre definizioni sono state leggermente adattate.3.1.3. Articolo 3 - Decentramento della cooperazione amministrativaIn linea di principio, tutti gli scambi di informazioni devono aver luogo tramite l'autorità competente ai sensi dell'articolo 1 della direttiva 77/799/CEE. Se questa procedura non viene seguita, l'informazione fornita viene considerata non valida e non può essere utilizzata nel quadro di un procedimento giudiziario.La Commissione tuttavia ritiene che la comunicazione diretta tra i funzionari o tra le unità antifrode abbia dei vantaggi considerevoli. Essa infatti consente uno scambio di informazioni più rapido, una migliore comprensione reciproca della richiesta di informazioni e una maggiore motivazione dei funzionari ed evita di sprecare, con richieste inutili, risorse umane limitate. Tuttavia, benché il quadro giuridico esistente autorizzi questo tipo di contatti tra i funzionari, gli Stati membri si avvalgono raramente di tale possibilità e le iniziative prese al riguardo sono spesso molto diverse, il che si traduce in procedure poco precise e eterogenee.La proposta crea quindi un chiaro quadro giuridico per una cooperazione decentrata e allo stesso tempo assicura una funzione basilare agli uffici centrali di collegamento, dei quali ufficializza la creazione nel settore delle accise.La struttura definita all'articolo 3 è la seguente:- ufficialmente, lo scambio di informazioni continuerà ad aver luogo attraverso le autorità competenti, ma d'ora in poi in ogni Stato membro vi dovrà essere un'unica autorità - che eventualmente potrà soprintendere a più amministrazioni;- ogni autorità designa un unico ufficio centrale di collegamento quale responsabile principale della cooperazione; l'ufficio centrale di collegamento sarà responsabile della cooperazione su richiesta soltanto quando l'autorità richiedente non sappia a quale ufficio locale rivolgersi o quando la richiesta sia rivolta ad un ufficio locale non competente a farvi seguito; svolgerà invece un ruolo centrale per la comunicazione automatica e spontanea di determinate informazioni;- ogni autorità può designare anche dei servizi di collegamento, dotati di competenza specifica per lo scambio diretto di informazioni; ovviamente la nozione di servizio di collegamento dovrà essere applicata caso per caso dagli Stati membri, in quanto la situazione varia secondo la loro dimensione;- è infine previsto che ogni autorità possa inoltre designare dei funzionari competenti per lo scambio diretto di informazioni nel quadro del presente regolamento;- quando lo scambio di informazioni avviene tra servizi di collegamento o tra funzionari competenti, è necessario che le informazioni passino parallelamente attraverso gli uffici centrali di collegamento; l'ufficio centrale di collegamento è l'unico ufficio competente quando la richiesta di assistenza rende necessario agire fuori dell'ambito territoriale o operativo del servizio di collegamento o del funzionario competente;- infine, gli uffici centrali di collegamento saranno incaricati di tenere aggiornato l'elenco dei servizi di collegamento e dei funzionari competenti al fine di renderli accessibili agli altri uffici centrali di collegamento.3.1.4. Articolo 4 - Interferenza con le procedure penaliQuando le informazioni richieste si riferiscono a casi in cui i rappresentanti delle amministrazioni nazionali degli Stati membri che conducono l'indagine agiscono su mandato, o sotto l'autorità, delle autorità giudiziarie, la comunicazione delle informazioni è spesso rifiutata o fortemente ritardata, così che l'autorità amministrativa dello Stato membro richiedente spesso non riesce ad avviare in tempo utile procedimenti amministrativi o penali contro gli autori di frodi operanti nel suo territorio.Per tale ragione l'articolo 4 precisa gli obblighi degli Stati membri nel quadro della reciproca assistenza amministrativa in caso di interferenza con le procedure penali, fermo restando il rispetto delle norme di mutua assistenza giudiziaria in materia penale.3.2. Capo II - Cooperazione su richiesta3.2.1. Un quadro giuridico unico e più vincolantePer qualsiasi informazione gli Stati membri devono avvalersi dell'articolo 2 della direttiva 77/799/CEE che consente, molto in generale, all'autorità competente di uno Stato membro di chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro di comunicarle, in relazione ad un caso specifico, ogni informazione atta a permetterle la corretta determinazione dell'importo delle accise. La direttiva non prevede alcun termine per la risposta.Al fine di rafforzare il dispositivo, è opportuno dedicare un capo all'insieme delle misure relative allo scambio su richiesta. La proposta ridefinisce i diritti e gli obblighi degli Stati membri e fa una distinzione tra richiesta di informazioni (sezione 1), richiesta di effettuare indagini amministrative (sezione 2), presenza negli uffici amministrativi e partecipazione alle indagini amministrative (sezione 4), ricorso a controlli simultanei (sezione 5) e, infine, richiesta di notifica (sezione 6). La sezione 3 impone per la comunicazione un termine di tre mesi a decorrere dal ricevimento della richiesta (e di un mese quando le informazioni siano già disponibili), ma prevede la possibilità di determinare un termine diverso per casi particolari.3.2.2. Sezione 1: Richiesta di informazioni (articolo 2 della direttiva 77/799/CEE) e richiesta di effettuare indagini amministrativeL'articolo 5, paragrafo 1, sarebbe d'ora in poi la base giuridica per tutte le richieste di informazioni.In virtù del paragrafo 2, per procurarsi le informazioni richieste l'autorità interpellata effettua se necessario indagini amministrative.A tal fine, al paragrafo 3, la richiesta di informazioni può comprendere la richiesta motivata di effettuare un'indagine amministrativa. Tuttavia, lo Stato membro interpellato può non darvi seguito. In tal caso deve informarne immediatamente lo Stato membro richiedente esponendo le ragioni che lo inducono a non dare seguito alla richiesta di indagine.Sia che si tratti di una semplice richiesta di informazioni o di una richiesta di indagine amministrativa, l'autorità interpellata procede come se agisse per proprio conto o su richiesta di un'altra autorità del suo paese. Il paragrafo 4 va tuttavia letto unitamente all'articolo 32. Ai sensi di detto articolo l'autorità interpellata può rifiutare di effettuare indagini o di trasmettere informazioni in diverse circostanze, ossia quando l'onere amministrativo sia eccessivo, quando l'autorità richiedente non abbia esaurito le consuete fonti di informazione, quando la legislazione o la prassi amministrativa dello Stato membro che dovrebbe fornire le informazioni non consentano all'amministrazione fiscale di detto Stato né di effettuare tali indagini né di raccogliere o utilizzare tali informazioni ai suoi fini, quando la trasmissione delle informazioni comprometta l'ordine pubblico o conduca alla divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale o di un procedimento commerciale.L'articolo 6 precisa che le richieste di informazioni e di indagini amministrative sono trasmesse mediante un formulario tipo. L'esperienza ha mostrato che raggiungere un accordo tra i quindici Stati membri su un formulario tipo è un processo estremamente lungo. Si propone pertanto di adottare tale formulario secondo la procedura di cui all'articolo 35, paragrafo 2 (procedura di regolamentazione).Inoltre, è opportuno precisare che il formulario di verifica dei movimenti, inizialmente previsto all'articolo 15 ter della direttiva 92/12/CEE e reinserito nel campo di applicazione del presente regolamento, costituisce una forma semplificata di richiesta di informazioni. Tale disposizione consente di eliminare ogni ambiguità quanto alla funzione del formulario e della procedura che ne è l'oggetto. Si propone inoltre di reinserire nel dispositivo del presente regolamento il contenuto dell'articolo 19, paragrafo 6, della direttiva 92/12/CEE, relativo ai controlli per sondaggio, in quanto tali controlli sono effettuati mediante il formulario di verifica dei movimenti.Infine, l'articolo 7 precisa che le informazioni o le indagini possono essere richieste sotto forma di relazioni, di attestati e di qualsiasi altro documento, o di copie conformi o estratti degli stessi. Si può procedere alla trasmissione di documenti originali se le disposizioni vigenti nello Stato membro interpellato non lo impediscono.3.2.3. Sezione 2 : Termine per la trasmissioneLa Commissione propone un termine massimo di tre mesi per la trasmissione delle informazioni.Per dei casi particolari, segnatamente casi di frode complessi, che coinvolgono più Stati membri, può essere stabilito di comune accordo un termine diverso.Qualora l'autorità interpellata non sia in grado di fare seguito alla richiesta entro il termine previsto, essa è tenuta a comunicare senza indugio all'autorità richiedente le circostanze che le impediscono di rispettare tale termine e ad indicare in quale momento potrà fare seguito alla richiesta.3.2.4. Sezione 3: Presenza di agenti dell'amministrazione fiscale di altri Stati membri (articolo 6 della direttiva 77/799/CEE)Il programma FISCALIS 2007 [4] prevede un finanziamento comunitario per i controlli multilaterali. Gli Stati membri devono però avvalersi della facoltà offerta dall'articolo 6 della direttiva 77/799/CEE per l'applicazione delle sue disposizioni. Di conseguenza, in conformità al suddetto articolo, alcuni Stati membri hanno autorizzato la presenza nel loro territorio di funzionari degli altri Stati membri. Tuttavia, la legislazione nazionale della maggior parte degli Stati membri non prevede tale possibilità e in pratica la maggior parte degli Stati membri autorizza la presenza di funzionari stranieri durante i controlli soltanto con il consenso del debitore delle accise. Tale consenso è tuttavia improbabile quando il controllo ha lo scopo di determinare l'esistenza di una frode. Inoltre, alcuni Stati membri vietano anche formalmente, adducendo problemi di carattere giuridico, la partecipazione di un funzionario di un altro Stato membro a un'indagine condotta nel loro territorio.[4]  Decisione n. 2235/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 dicembre 2002, recante adozione di un programma d'azione comunitario inteso a migliorare i sistemi di imposizione nel mercato interno (Programma Fiscalis 2003-2007), GU L 341 del 17.12.2002, pag. 1.La presenza di funzionari di un altro Stato membro negli uffici amministrativi e la loro partecipazione alle indagini amministrative possono tuttavia essere molto utili, in particolare nei casi che presentano indizi di consistenti irregolarità o frodi in più Stati membri, nonché nei casi la cui complessità rende auspicabile la presenza dei funzionari. Per tale ragione l'articolo 14 della proposta permette la presenza di agenti dell'amministrazione fiscale di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato membro quando i due Stati la ritengano opportuna. Nello stesso tempo, gli articoli 11 e 12 contengono disposizioni che precisano diritti e obblighi di tutte le parti nonché le procedure applicabili da parte degli agenti nazionali che effettuano indagini in un altro Stato membro.3.2.5. Sezione 4: Ricorso a controlli simultaneiLa Commissione ritiene che i controlli simultanei debbano essere parte integrante dei normali piani di controllo degli Stati membri. Per incoraggiare l'inserimento da parte degli Stati membri dei controlli simultanei nei loro piani di controllo, alcuni controlli multilaterali sono finanziati sul programma Fiscalis 2007. Tuttavia, la decisione Fiscalis 2007 non costituisce una base giuridica per lo scambio di informazioni nel quadro di un controllo multilaterale. Pertanto, i funzionari che partecipano a un controllo multilaterale devono avvalersi di una delle basi giuridiche che consentono lo scambio di informazioni fiscali (direttiva 77/799/CEE).La presente proposta prevede, da un lato, la possibilità per gli Stati membri di ricorrere a controlli simultanei ogni volta che questi sembrino più efficaci dei controlli nazionali (articolo 14) e, dall'altro, fornisce disposizioni che precisano diritti e obblighi di tutte le parti nonché gli elementi essenziali delle procedure da applicare (articolo 14).3.2.6. Sezione 5: Richiesta di notificaL'articolo 5 della direttiva 76/308/CEE [5] permette la notifica al destinatario di tutti gli atti e le decisioni, ivi compresi quelli giudiziari, concernenti un credito o il suo ricupero, emanati dallo Stato membro in cui ha sede l'autorità richiedente.[5]  Direttiva 76/308/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1976, GU L 73 del 19.3.1976, pag. 18. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/44/CE, GU L 175 del 28.6.2001, pag. 17.Tuttavia, quando ancora non vi sono crediti, il quadro giuridico attuale non prevede la notifica degli atti o delle decisioni emanati dalle amministrazioni fiscali di altri Stati membri. L'articolo 16 della presente proposta prevede quindi una chiara base legale per tale notifica. Gli articoli 16 e 17 precisano le relative condizioni di applicazione.3.3. Capo III - Scambio di informazioni senza preventiva richiesta3.3.1. Articoli da 18 a 22: Scambio automatico strutturato e scambio automatico di informazioni nei settori a rischio (articoli 3 e 4 della direttiva 77/799/CEE)La Commissione ha constatato che, pur essendo la maggior parte degli Stati membri favorevole all'intensificazione degli scambi di informazioni pertinenti, tali scambi sono ancora rari. Per aumentare le possibilità di individuare e prevenire le frodi negli scambi intracomunitari, l'articolo 19 prevede alcune situazioni particolari per le quali gli Stati membri dovrebbero scambiarsi informazioni:b) situazioni nelle quali si sospetta una frode in un altro Stato membro;esempio: la mancata restituzione dell'esemplare n. 3 del documento amministrativo di accompagnamento fa supporre che nello Stato membro di destinazione il carico di prodotti soggetti ad accisa sia stato deviato.b) situazioni che rappresentano un considerevole rischio di frode in un altro Stato membro;esempio: pagamento dell'accisa in uno Stato membro in cui l'aliquota dell'imposta è bassa, mentre le merci sono deviate verso il mercato di uno Stato membro con tassazione elevata.c) situazioni in cui nel territorio di uno Stato membro è stato constatato un caso di frode che potrebbe avere ramificazioni in un altro Stato membro;esempio: lo Stato membro che constata la presenza fisica irregolare dei prodotti soggetti ad accisa ritiene che la frode potrebbe essere stata commessa nello Stato membro di partenza, mediante un DAA a destinazione di un operatore che non esiste o che non è a conoscenza della consegna.Il quadro giuridico esistente è chiaramente inadeguato all'insieme delle situazioni suindicate. Oggi non esiste alcun obbligo reale in materia di scambio automatico o spontaneo di informazioni. È pertanto necessario prevedere, nella stessa legislazione comunitaria, le categorie di informazioni che devono essere oggetto di scambio.La proposta quindi prevede due tipi di scambi spontanei: lo scambio automatico strutturato e lo scambio automatico. La differenza tra scambio automatico strutturato e scambio automatico dipenderà dal fatto che l'autorità responsabile della comunicazione sia o no in grado di raccogliere a intervalli regolari le informazioni da scambiare. Sarà ad esempio impossibile per uno Stato membro provvedere allo scambio automatico di un'informazione per la quale nello stesso Stato non esista alcun obbligo di comunicazione da parte delle persone tenute all'assolvimento dell'accisa. In tal caso, si tratterà di uno scambio automatico strutturato.La proposta stabilisce un quadro, al tempo stesso flessibile ed efficace, all'interno del quale gli Stati membri istituiranno i suddetti scambi di informazioni. La proposta si limita a determinare in quali tipi di situazioni lo scambio debba aver luogo, mentre le categorie esatte di informazioni, per ciascuno degli Stati membri, il carattere automatico o automatico strutturato e, se del caso, la periodicità dello scambio, saranno decisi nel quadro della procedura di cui all'articolo 35, paragrafo 2.Inoltre, le decisioni prese nel quadro della comitatologia non potranno in alcun caso avere ripercussioni sugli obblighi dei debitori d'imposta di cui all'articolo 24 della direttiva 92/12/CEE e dovranno quindi riguardare informazioni già in possesso dell'amministrazione fiscale.3.4. Capo IV - Archiviazione di informazioni e scambio di informazioni per quanto riguarda le operazioni intracomunitarieI quattro articoli del presente capo sono intesi a fissare le linee generali relative alle modalità e ai termini di archiviazione delle informazioni. Essi inoltre determinano le modalità di scambio delle informazioni archiviate.Il registro degli operatori e dei depositi (SEED), il sistema di informazione preventiva e il sistema di verifica dei movimenti (MVS), istituiti dalla direttiva 92/12/CEE, sono eliminati dall'ambito di detta direttiva mediante modifica della stessa (soppressione degli articoli 15 bis, 15 ter e 19, paragrafo 6) e sono d'ora in poi contemplati dal presente regolamento, previa revisione del loro contenuto. Lo scopo è di conferire loro il carattere di strumento di cooperazione amministrativa.L'articolo 24 consente di stabilire il principio di un sistema di informazione preventiva. L'articolo 26 prevede l'utilizzazione del sistema informatizzato di cui all'articolo 1, quando sarà operativo, per lo scambio di informazioni nel quadro del presente regolamento.3.5. Capo V - Relazioni con la CommissioneLa presente proposta di regolamento ha come obiettivo l'istituzione di un efficace sistema di assistenza reciproca e scambio di informazioni al fine di garantire il buon funzionamento della circolazione intracomunitaria dei prodotti soggetti ad accisa. Essa conferisce alla Commissione un ruolo di garante del buon funzionamento della cooperazione amministrativa. Non le conferisce invece in alcun caso un ruolo operativo nelle attività di indagine e di lotta contro la frode fiscale.La frode in materia di accise, nella sua dimensione intracomunitaria, deve però ricevere una risposta a livello comunitario e essere combattuta mediante un'azione comune degli Stati membri e della Commissione. Gli Stati membri sono responsabili per le misure necessarie al buon funzionamento della circolazione intracomunitaria dei prodotti soggetti ad accisa; la Commissione invece deve svolgere nel settore una funzione di coordinamento e di stimolo.Pertanto, è esplicitamente previsto che gli Stati membri debbano fornire tutti i dati statistici necessari alla valutazione; i dettagli dei dati da comunicare saranno precisati nel quadro della comitatologia.Gli Stati membri sono inoltre tenuti a fornire tutte le informazioni riguardanti metodi e procedimenti usati o che si presume siano stati usati per violare la legislazione in materia di accise, che abbiano permesso di constatare carenze o lacune nel funzionamento del dispositivo di cooperazione amministrativa previsto dal presente regolamento o nelle disposizioni della normativa applicabile in materia di accise.È altresì necessario prevedere l'obbligo per gli Stati membri di fornire alla Commissione, su sua richiesta, informazioni precise sui movimenti intracomunitari di prodotti soggetti ad accisa, quando tali movimenti sono connessi a procedure doganali.Infine, è utile comunicare su base volontaria alla Commissione ogni altra informazione, comprese informazioni riguardanti casi precisi. La Commissione, dal canto suo, sarà tenuta a comunicare tali informazioni alle autorità competenti degli altri Stati membri interessati cui le informazioni in questione non siano ancora state trasmesse.3.6. Capo VI - Scambio di informazioni con i paesi terziIl quadro giuridico attuale non fornisce una base giuridica per lo scambio di informazioni con i paesi terzi. Quando la frode relativa alle accise è connessa a operazioni di importazione o di esportazione, si può ricorrere agli strumenti di cooperazione doganale.Può tuttavia risultare utile poter ottenere da paesi terzi talune informazioni atte ad integrare opportunamente quelle disponibili a livello nazionale. Per tale ragione l'articolo 28, paragrafo 1, prevede una base giuridica per poter comunicare a qualsiasi Stato membro informazioni provenienti da un paese terzo in forza di un accordo bilaterale. Quando presentano un interesse comunitario, tali informazioni possono anche essere comunicate alla Commissione.Inoltre, in virtù dell'articolo 28, paragrafo 2, le informazioni ottenute in applicazione del presente regolamento possono essere comunicate a un paese terzo, con il consenso delle autorità competenti che le hanno fornite.3.7. Capo VII - Condizioni relative agli scambi di informazioni3.7.1. Articolo 29: Scambio in forma elettronicaIn forza di questo articolo, le informazioni sono fornite per quanto possibile in forma elettronica, secondo modalità da stabilire nel quadro della comitatologia.3.7.2. Articolo 30: TraduzioniLe richieste di assistenza e la documentazione acclusa sono redatte in una lingua scelta di comune accordo; soltanto in casi particolari, debitamente giustificati, possono essere corredate di una traduzione nella lingua ufficiale o in una delle lingue ufficiali dell'autorità interpellata.Questa disposizione è intesa a facilitare e accelerare lo scambio di informazioni.3.7.3. Articolo 31: Limiti allo scambio di informazioniAi sensi di questo articolo l'autorità interpellata può rifiutare di effettuare indagini o di trasmettere informazioni quando l'onere amministrativo sia eccessivo, quando l'autorità richiedente non abbia esaurito le consuete fonti di informazione, quando la legislazione o la prassi amministrativa dello Stato membro che dovrebbe fornire le informazioni non consentano all'amministrazione fiscale di detto Stato né di effettuare tali indagini né di raccogliere o utilizzare tali informazioni ai suoi fini, quando la trasmissione delle informazioni sarebbe contraria all'ordine pubblico o condurrebbe alla divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale o di un procedimento commerciale.È stato aggiunto il paragrafo 2 per allineare l'articolo 31 del regolamento all'articolo 18 della direttiva 76/308/CEE, che offre la possibilità agli Stati membri di concordare un rimborso delle spese effettivamente sostenute nei casi che presentino una difficoltà particolare o comportino spese molto elevate o rientrino nell'ambito della lotta contro le organizzazioni criminali.L'articolo 31, paragrafo 4, come l'articolo 14 della direttiva 76/308/CEE, prevede che l'autorità interpellata informi l'autorità richiedente e la Commissione dei motivi che ostano all'assistenza reciproca.3.7.4. Articolo 32, paragrafi 1 e 2: Limiti imposti all'utilizzazione delle informazioni  (articolo 7, paragrafi 1 e 3, della direttiva 77/799/CEE)Ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 77/799/CEE, le informazioni provenienti dallo Stato membro interpellato possono essere utilizzate senza restrizioni nello Stato membro richiedente soltanto a fini amministrativi e fiscali. All'atto pratico, questo articolo non è interpretato nello stesso modo da tutti gli Stati membri. Secondo alcuni di essi, quando le informazioni sono utilizzate pubblicamente in un procedimento giudiziario occorre ottenere l'autorizzazione esplicita dello Stato membro interpellato; secondo altri, basta un'autorizzazione tacita.L'articolo 32 precisa che le informazioni comunicate in qualsiasi forma in applicazione del presente regolamento sono riservate. Tuttavia, in ogni caso, esse possono essere utilizzate in occasione di procedimenti giudiziari o amministrativi che comportano l'eventuale applicazione di sanzioni, avviati a seguito di mancata osservanza della normativa fiscale.Esse si possono altresì utilizzare per l'accertamento della base imponibile, per la riscossione e per il controllo delle accise e dei movimenti dei prodotti soggetti ad accisa.Si possono inoltre utilizzare per l'accertamento di altri dazi, imposte e oneri contemplati dall'articolo 2 della direttiva 76/308/CEE del 15 marzo 1976. Questa disposizione fa seguito alla raccomandazione del gruppo ad alto livello "Coerenza fiscalità-dogane" di esaminare la possibilità di istituire uno scambio di informazioni tra amministrazioni doganali e fiscali. Essa assicura una base giuridica per tale scambio di informazioni in materia di accise, nonché tra le amministrazioni competenti per le accise e un'altra amministrazione fiscale di uno Stato membro.Inoltre, il paragrafo 3 limita l'accesso alle informazioni, a livello comunitario, alle persone accreditate dall'Autorità di accreditamento in materia di sicurezza della Commissione europea, per la manutenzione e lo sviluppo della rete CCN/CSI.3.7.5. Articolo 32, paragrafo 3: Necessità di ottenere il consenso dell'autorità interpellata per la comunicazione ad uno Stato membro (articolo 7, paragrafo 4,  della direttiva 77/799/CEE)L'articolo 7, paragrafo 4, della direttiva 77/799/CEE stabilisce una procedura secondo la quale occorre ottenere il consenso dello Stato membro che fornisce le informazioni perché queste possano essere messe a disposizione di un altro Stato membro. Tale procedura può impedire o ritardare la trasmissione di informazioni agli Stati membri che ne hanno bisogno.L'articolo 32, paragrafo 3, non esige più tale consenso. Quando l'autorità richiedente ritiene che le informazioni fornitele dall'autorità interpellata possano essere utili all'autorità competente di un terzo Stato membro, può trasmetterle a quest'ultima.3.7.6. Articolo 32, paragrafo 4: Ostacoli allo scambio di dati personaliPer alcuni Stati membri è difficile scambiare dati personali a causa delle restrizioni in materia stabilite dalle rispettive legislazioni. Essi sottolineano che le regole relative alla protezione dei dati restringono fortemente le possibilità di scambio di informazioni. In particolare fanno presente che l'attuazione della direttiva 95/46/CE relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati [6] può talvolta ostacolare lo scambio di dati personali, anche nei casi in cui la frode è nota e ancora di più in rapporto a informazioni che fanno sembrare molto probabile l'esistenza di una frode.[6]  GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.Gli Stati membri devono quindi avvalersi dell'articolo 13 della direttiva sopra citata, a norma del quale è consentito derogare alle regole normali quando si tratti di salvaguardare gli interessi finanziari di uno Stato membro (anche in materia tributaria). Per tale ragione l'articolo 32, paragrafo 4, stabilisce che gli Stati membri limitino la portata degli obblighi e dei diritti di cui all'articolo 6, paragrafo 1, all'articolo 10, all'articolo 11, paragrafo 1, e agli articoli 12 e 21 della direttiva 95/46/CE in modo che la loro regolamentazione in materia di tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali non pregiudichi l'efficacia del funzionamento del presente regolamento.Le norme vigenti in alcuni Stati membri prevedono la notifica dello scambio di informazioni alla persona interessata. Ovviamente, in caso di frode, tale notifica compromette l'efficacia del controllo. Il fatto che alcuni Stati membri notifichino sistematicamente all'interessato ogni richiesta di informazioni fa sì che gli altri Stati membri siano restii a ricorrere alle disposizioni relative alla reciproca assistenza in caso di sospetto di frode.3.7.7. Articolo 33: Elementi di provaL'artico 33 precisa che le constatazioni, gli attestati, le informazioni, i documenti, le copie conformi e tutte le informazioni ottenuti da agenti dell'autorità interpellata e trasmessi all'autorità richiedente possono essere addotti come elementi di prova dagli organi competenti dell'autorità richiedente allo stesso titolo di documenti nazionali equivalenti.3.7.8. Articolo 34Questa disposizione è intesa a garantire il buon funzionamento del coordinamento a livello nazionale e comunitario, imponendo agli Stati membri di adottare tutte le misure necessarie a tal fine.3.8. Capo VIII: Disposizioni finali3.8.1. Articoli 35 e 36: Procedure di consultazione e di comitatologiaLe misure necessarie per dare applicazione al presente regolamento sono misure di portata generale intese a dare applicazione alle disposizioni essenziali dell'atto di base. Pertanto occorre seguire la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (1999/468/CE).3.8.2. Articolo 37: Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al ConsiglioLa periodicità della relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio è prolungata da 2 a 5 anni.3.8.3. Articolo 38: Applicabilità di norme più favorevoli in materia di assistenza reciproca  (Articolo 11 della direttiva 77/799/CEE)Il paragrafo 1 di questo articolo corrisponde all'articolo 11 della direttiva 77/799/CEE, il paragrafo 2 all'articolo 9, paragrafo 3. La formulazione è stata leggermente modificata.4. PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA DI DIRETTIVAPoiché occorre sostituire integralmente la direttiva 77/799/CEE per quanto riguarda le accise, queste ultime sono ormai escluse dal campo d'applicazione della direttiva.È inoltre necessario modificare la direttiva 92/12/CEE al fine di eliminare dal suo campo d'applicazione gli articoli 15 bis, 15 ter e 19, paragrafo 6, che sono ormai ripresi, previa modificazione, nel quadro della proposta di regolamento relativo alla cooperazione amministrativa in materia di accise.5. CONCLUSIONILa presente proposta mira a rafforzare la cooperazione tra amministrazioni fiscali fornendo loro un quadro giuridico semplice ed efficace per combattere ad armi pari contro i frodatori.La Commissione presenta la presente proposta in virtù dell'articolo 95 del trattato in quanto ritiene che le misure proposte non costituiscano disposizioni di armonizzazione fiscale, ma siano intese a garantire il buon funzionamento del mercato interno per quanto riguarda lo scambio di informazioni tra Stati membri nel campo delle accise.In effetti, la proposta non mira a modificare gli obblighi dei soggetti passivi nel settore delle accise né le regole relative all'applicazione delle norme in materia di accise, ma soltanto ad adattare la cooperazione amministrativa alle sfide del mercato interno.L'articolo 95 costituisce infatti la base giuridica per l'adozione di "misure relative al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri che hanno per oggetto l'instaurazione ed il funzionamento del mercato interno."Ai sensi del paragrafo 2 dell'articolo 95, il paragrafo 1 non si applica alle disposizioni fiscali, che sono contemplate dall'articolo 93.Secondo l'interpretazione della Commissione, la deroga prevista al paragrafo 2 dell'articolo 95 non può escludere l'applicazione della regola generale fissata al paragrafo 1 dello stesso articolo 95 quando le disposizioni fiscali non costituiscono l'obiettivo principale della misura proposta.In effetti, il presente regolamento mira semplicemente a facilitare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri fissando regole comuni per lo scambio di informazioni e per l'accesso alle stesse. Il fatto che il contenuto delle informazioni in questione possa favorire il corretto accertamento e la riscossione delle accise non significa che la tassazione costituisca l'obiettivo principale della proposta. Essa ne è soltanto la conseguenza.2003/0310(COD)Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 77/799/CEE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette, di talune accise e imposte sui premi assicurativi e la direttiva 92/12/CEE del Consiglio relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisaIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,vista la proposta della Commissione [7],[7]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [8],[8]  GU C [...] del [...], pag. [...].deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [9],[9]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) La lotta contro la frode relativa alle accise richiede il rafforzamento della collaborazione tra le amministrazioni fiscali all'interno della Comunità e tra queste e la Commissione secondo principi comuni.(2) A tal fine, il regolamento (CE) n. .../2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del ...2004, relativo alla cooperazione amministrativa in materia di accise [10] riunisce tutte le disposizioni intese a facilitare la cooperazione amministrativa in materia di accise, contenute nella direttiva 77/799/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1977, relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette, di talune accise e imposte sui premi assicurativi [11] e nella direttiva 92/12/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa [12], fatta eccezione per l'assistenza reciproca prevista dalla direttiva 76/308/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1976, sull'assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da taluni contributi, dazi, imposte ed altre misure [13].[10]  GU L [...] del [...], pag. [...].[11]  GU L 336 del 27.12.1977, pag. 5. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/93/CE  (GU L 264 del 15.10.2003, pag. 23).[12]  GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 807/2003  (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).[13]  GU L 73 del 19.3.1976, pag. 18. Direttiva modificata da ultimo dall'atto di adesione del 2003.(3) Occorre modificare di conseguenza le direttive 77/799/CEE e 92/12/CEE,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 77/799/CEE è così modificata:1) Il titolo è sostituito dal seguente:"Direttiva 77/799/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1977, relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri in materia di imposte dirette e di imposte sui premi assicurativi".2) All'articolo 1, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"1. Le autorità competenti degli Stati membri si scambiano, conformemente alla presente direttiva, ogni informazione atta a permettere loro un corretto accertamento delle imposte sul reddito e sul patrimonio, nonché ogni informazione relativa all'accertamento delle imposte sui premi assicurativi, di cui all'articolo 3, sesto trattino, della direttiva 76/308/CEE del Consiglio."Articolo 2La direttiva 92/12/CEE è così modificata:1) L'articolo 15 bis è soppresso.2) L'articolo 15 ter è soppresso.3) All'articolo 19, il paragrafo 6 è soppresso.Articolo 3I riferimenti alla direttiva 77/799/CEE, per quanto riguarda le accise, si intendono fatti al regolamento (CE) n. [.../...].I riferimenti alla direttiva 92/12/CEE, per quanto riguarda la cooperazione amministrativa in materia di accise, si intendono fatti al regolamento (CE) n. [.../...].Articolo 41. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 2005. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 5La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Articolo 6Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteSCHEDA FINANZIARIAUna volta adottato, il regolamento proposto non avrà alcuna conseguenza finanziaria, né positiva né negativa, sulle risorse proprie comunitarie. Le accise infatti sono risorse esclusivamente nazionali. Il ruolo della Commissione è soltanto quello di migliorare il funzionamento del mercato interno.