CELEX: 52001PC0803
Language: it
Date: 2002-01-24
Title: Proposta di regolamento del Consiglio sull'esportazione ed importazione dei prodotti chimici pericolosi

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52001PC0803

Proposta di regolamento del Consiglio sull'esportazione ed importazione dei prodotti chimici pericolosi  /* COM/2001/0803 def. - ACC 2002/0026 */  

Gazzetta ufficiale n. 126 E del 28/05/2002 pag. 0291 - 0311

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO sull'esportazione ed importazione dei prodotti chimici pericolosi(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. IntroduzioneNel 1998 è stata stipulata la Convenzione di Rotterdam concernente la procedura di "assenso preliminare in conoscenza di causa (PIC)" per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale, che la Comunità europea ha sottoscritto in data 11 settembre 1998. Tale Convenzione entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di deposito del cinquantesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.Scopo del regolamento proposto in questa sede è dare attuazione alle disposizioni della Convenzione nel territorio della Comunità. Oltre alla presente proposta è in corso la preparazione di una proposta di decisione del Consiglio relativa alla ratifica della Convenzione da parte della Comunità.2. La ConvenzioneLa Convenzione di Rotterdam apporta un importante miglioramento alla regolamentazione internazionale sui prodotti chimici pericolosi, in quanto promuove la condivisione delle responsabilità e la cooperazione tra le Parti che vi aderiscono per quanto riguarda il commercio internazionale di tali sostanze, allo scopo di proteggere la salute umana e l'ambiente dai potenziali pericoli connessi a queste sostanze e di incoraggiarne un utilizzo compatibile con l'ambiente.Base fondamentale della Convenzione sono le disposizioni non vincolanti degli orientamenti di Londra sullo scambio di informazioni relative ai prodotti chimici nell'ambito del commercio internazionale, elaborati dall'UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) e modificati nel 1989, oltre che il codice di condotta internazionale sulla commercializzazione e sull'uso dei pesticidi stilato dalla FAO e modificato nel 1990. Queste disposizioni esortano ad applicare la procedura PIC su base volontaria, alla quale in realtà oltre 160 paesi già aderiscono facoltativamente. La Comunità europea ha partecipato alla definizione di questi accordi e ha reso obbligatoria l'applicazione della procedura PIC mediante il regolamento (CEE) n. 2455/92 (cfr. qui di seguito). Ai sensi della risoluzione sugli accordi interinali, adottata dalla Conferenza ministeriale nel settembre 1998 allorché la Convenzione è stata aperta alla firma, le procedure applicate in precedenza a titolo facoltativo (con eventuali modifiche in funzione delle necessità) sono state sussunte negli accordi interinali onde consentire l'applicazione su base volontaria dei principi della Convenzione anche prima della sua entrata in vigore. La Comunità europea aderisce pienamente a questo sistema di transizione verso il regime obbligatorio della Convenzione.La Convenzione di Rotterdam disciplina i prodotti chimici (intesi sia come tali, sia come miscele o preparati) commercializzati in forma di pesticidi (compresi i formulati di pesticidi altamente pericolosi) e in forma di prodotti chimici industriali vietati o soggetti a rigorose restrizioni a norma di legge per motivi di salute pubblica o di tutela ambientale. Alcuni gruppi particolari di prodotti chimici, tra cui i materiali radioattivi, i rifiuti, i prodotti farmaceutici e i prodotti e gli additivi alimentari non rientrano nel suo campo di applicazione, così come i prodotti chimici commercializzati in quantità minime a scopo di ricerca o analisi o per uso strettamente personale da parte di un singolo individuo.Il principio fondamentale alla base della Convenzione è il seguente: i prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni che figurano nell'allegato III della Convenzione possono essere esportati solo con un assenso preliminare dato con cognizione di causa (PIC, dall'inglese prior informed consent) e in modo esplicito dalla Parte (paese od organizzazione) che le importa. Esiste pertanto un'apposita procedura per ottenere formalmente e rendere note le decisioni dei paesi importatori nelle quali essi dichiarano di essere disposti a ricevere in futuro forniture di determinate sostanze, oltre che per garantire che i paesi esportatori si attengano a quanto stabilito nelle decisioni. Al momento sono 31 i prodotti chimici cui si applica la procedura PIC. La Convenzione prevede inoltre un meccanismo che consente di includere altre sostanze nell'elenco di quelle soggette alla procedura PIC, in base a determinati criteri specifici.Per inserire una sostanza nel sistema della procedura PIC è necessario che le Parti comunichino al segretariato qualunque atto normativo definitivo che ne vieti o limiti rigorosamente lo scambio a livello internazionale, a condizione che tale sostanza rientri nel campo di applicazione della Convenzione. Al segretariato deve pervenire una notifica ad opera di almeno due Parti appartenenti ad aree geografiche diverse secondo la definizione della Conferenza delle Parti (CP); i dati vengono quindi valutati da un organo ausiliario, ossia il comitato di esame per i prodotti chimici che è composto da esperti nella gestione dei prodotti chimici, designati dai rispettivi governi nazionali. Una volta constatata la presenza dei requisiti essenziali, il comitato redige un documento di orientamento decisionale e raccomanda alla CP di inserire il prodotto chimico in questione nella procedura PIC. La CP decide quindi se procedere al suo inserimento nella procedura. A questo punto tutte le Parti ricevono il documento orientativo che contiene informazioni sufficienti per consentire loro di prendere una decisione con cognizione di causa a favore o contro l'importazione della sostanza in questione, oppure a favore dell'importazione a determinate condizioni. Ogni sei mesi il segretariato trasmette a tutte le Parti una cosiddetta "circolare PIC" mediante la quale comunica l'esito delle decisioni prese da ciascuna Parte in merito alle importazioni. I Paesi esportatori che aderiscono alla Convenzione sono tenuti a garantire l'osservanza da parte dei loro operatori delle decisioni adottate in materia di importazione.Il secondo elemento fondamentale della Convenzione riguarda lo scambio di informazioni tra le Parti circa i prodotti chimici potenzialmente pericolosi che possono essere esportati o importati.A tale riguardo la clausola più importante prevista dalla Convenzione stabilisce che qualunque Parte intenda esportare un prodotto chimico vietato o soggetto a rigorose restrizioni sul proprio territorio è tenuta ad informare il Paese importatore (Parte della Convenzione) prima che venga effettuata la prima consegna e successivamente ad intervalli annuali (trattasi della cosiddetta procedura di "notifica d'esportazione"). Tali obblighi cessano quando la sostanza viene dichiarata soggetta alla procedura PIC e la Parte importatrice ha trasmesso al segretariato una risposta relativa all'importazione della sostanza in questione, risposta che poi viene comunicata dal segretariato alle altre Parti. Dal canto suo la Parte esportatrice deve esigere che i prodotti chimici cui si applica la procedura PIC siano etichettati al momento dell'esportazione in modo tale da fornire opportune informazioni circa il loro potenziale di rischio e/o pericolo per la salute umana o per l'ambiente. Essa può inoltre imporre requisiti analoghi per le esportazioni di altri prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni a livello nazionale.Nella Convenzione stono state inserite anche disposizioni in materia di assistenza tecnica tra le Parti. Le Parti che dispongono di regimi più avanzati di regolamentazione dei prodotti chimici dovrebbero fornire assistenza tecnica e prestare attività di formazione alle altre Parti, in particolare ai Paesi in via di sviluppo, in modo che riescano a realizzare anch'essi un adeguato sistema di gestione dei prodotti chimici.Alla data del 1° settembre 2001 la Convenzione era stata firmata da 73 Parti e ratificata da 16 Paesi. In base alle attuali previsioni essa dovrebbe entrare in vigore entro il 2003.3. Disposizioni comunitarie già in vigoreLe norme comunitarie attualmente in vigore che disciplinano le importazioni ed esportazioni di determinati prodotti chimici pericolosi sono contenute nel regolamento (CEE) n. 2455/92 [1], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2247/98 [2] della Commissione (di seguito citato in breve come regolamento (CEE) n. 2455/92).[1]  GU L 251 del 29.8.1992, pag. 13.[2]  GU L 282 del 20.10.1998, pag. 12.Il regolamento (CEE) n. 2455/92 persegue tre obiettivi fondamentali:- applicare un sistema comune di notifica delle esportazioni verso paesi terzi di prodotti chimici vietati oppure soggetti a rigorose restrizioni in territorio comunitario a causa dei loro effetti sulla salute umana e sull'ambiente (tale sistema consiste in un'unica notifica al paese importatore e in un insieme di codici di riferimento delle esportazioni che devono essere comunicati all'atto della prima consegna e di tutte le successive forniture).- Applicare, rendendola obbligatoria nell'intera Comunità, la procedura UNEP/FAO, attualmente facoltativa, che regola le importazioni e le esportazioni da e verso paesi terzi dei prodotti chimici contemplati negli accordi PIC.- Garantire che le sostanze e i preparati chimici pericolosi esportati verso paesi terzi siano etichettati e imballati conformemente alle norme vigenti all'interno della Comunità.4. Applicazione anticipata di alcune disposizioni della ConvenzioneIl Consiglio europeo dell'industria chimica (CEFIC) e la Federazione europea dei distributori di prodotti chimici (FECC) hanno preso spontaneamente l'iniziativa di applicare talune disposizioni della Convenzione su base volontaria, anche prima che questa entri in vigore. In questo modo le disposizioni della Convenzione in materia di notifica verrebbero attuate con alcuni adeguamenti. In particolare si tratterebbe di applicare almeno parzialmente le disposizioni in materia di notifica delle esportazioni, ovviamente nel pieno rispetto delle disposizioni di cui al regolamento (CEE) n. 2455/92 e fino alla data di entrata in vigore del regolamento oggetto della presente proposta.Gli accordi sono applicabili facoltativamente dal 1° aprile 2001.5. Le nuove disposizioni della presente propostaMotivazione e scopoLa proposta di regolamento intende attuare la Convenzione di Rotterdam e sostituire il regolamento (CEE) n. 2455/92, abrogandolo.Poiché il regolamento in vigore applica già numerose disposizioni della Convenzione in maniera vincolante, non occorre modificare gli accordi esistenti in misura significativa.Tuttavia sarà necessario modificare alcuni elementi per adeguarli alle disposizioni della Convenzione che per certi versi (ad esempio in materia di frequenza e tempi di presentazione delle notifiche di esportazione oltre che di informazioni richieste) risultano più severe. Il nuovo regolamento dovrà inoltre prevedere opportune disposizioni sull'obbligo di fornire assistenza tecnica per sviluppare le necessarie capacità operative dei paesi terzi, in linea con quanto imposto dalla Convenzione alle Parti che dispongono di regimi più avanzati di regolamentazione dei prodotti chimici.Nella presente proposta di regolamento è previsto l'obbligo di applicare gli accordi provvisori in attesa che la Convenzione entri in vigore. Il regolamento prevede altresì la possibilità di applicare alcuni di questi accordi ai Paesi non aderenti alla Convenzione anche dopo la sua entrata in vigore.Per taluni aspetti il regolamento proposto si spinge ben oltre le disposizioni della Convenzione. La Commissione ritiene infatti necessario conservare o rafforzare alcune norme del regolamento attualmente in vigore per evitare che le disposizioni sulla tutela dell'ambiente e della salute pubblica applicabili nei confronti dei Paesi importatori in virtù del regolamento vengano indebolite. Ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 4 della Convenzione le Parti hanno il diritto di adottare provvedimenti più rigorosi di quelli in essa prescritti, a condizione che tali provvedimenti siano compatibili con le disposizioni della Convenzione stessa e conformi al diritto internazionale.Le disposizioni per le quali la Commissione propone maggior rigore riguardano in particolare il campo d'applicazione del regolamento e le notifiche di esportazione della Comunità europea che dovranno essere comunicate direttamente ai paesi terzi interessati. Verrà ad esempio mantenuta una categoria di prodotti chimici pericolosi vietati o il cui uso da parte dei consumatori finali è soggetto a rigorose restrizioni, categoria che comprenderà non solo le sostanze pericolose ma anche i preparati che le contengono se, ai sensi del diritto comunitario, sono assoggettati ad un determinato regime di etichettatura. Inoltre l'obbligo di notifica dovrebbe valere per articoli contenenti determinati prodotti chimici in forma reattiva che potrebbero rischiare di essere rilasciate durante l'uso o nella fase di smaltimento.Per evitare che i paesi importatori ricevano prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni ai sensi della Convenzione anche se non li vogliono avere nel proprio territorio, solamente perché non hanno reagito ad una notifica d'esportazione o non hanno seguito la procedura PIC, risulta utile obbligare l'esportatore a procurarsi un consenso esplicito del paese importatore prima di procedere all'esportazione. Va sottolineato tuttavia che è auspicabile vietare in blocco l'esportazione di taluni prodotti chimici e taluni articoli che destano particolari preoccupazioni, il cui uso è vietato nella Comunità e che non sono necessariamente soggetti alle procedure di notifica d'esportazione o del consenso esplicito ai sensi del regolamento.La Commissione ritiene inoltre opportuno che le norme vigenti sulle notifiche di esportazione di prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni e sull'imballaggio e l'etichettatura di tutti i prodotti chimici pericolosi esportati debbano continuare ad essere applicate obbligatoriamente alle esportazioni verso qualsiasi paese (eventualmente con alcune modifiche di adeguamento alla Convenzione o necessarie per altri motivi), a prescindere che esso sia Parte contraente della Convenzione. Analogamente è giusto e opportuno che la Comunità estenda le disposizioni della Convenzione sullo scambio di informazioni e sull'assistenza tecnica a tutti i paesi, soprattutto per consentire loro di applicare la Convenzione stessa.Ponendo in vigore questo regolamento la Comunità confermerebbe il proprio impegno sul fronte del controllo del commercio e dell'uso dei prodotti chimici pericolosi a livello mondiale, applicando così il principio secondo cui essa è chiamata a tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente non solo sul proprio territorio, ma anche oltre i propri confini.Base giuridicaLa Convenzione si prefigge tutta una serie di obiettivi di cui il principale è la disciplina del commercio internazionale di determinati prodotti chimici pericolosi. Pertanto, il regolamento proposto si basa sull'articolo 133 del trattato (nel Titolo sulla politica commerciale comune). Il nuovo regolamento ha rilevanza ai fini del SEE (Spazio economico europeo).6. Contenuti della proposta di regolamentoCome già accennato in precedenza, il regolamento proposto in questa sede revocherebbe e sostituirebbe completamente il regolamento (CEE) n. 2455/92 del Consiglio, ma va sottolineato che molte sue disposizioni si basano su provvedimenti del regolamento attualmente in vigore o ne rappresentano in parte un adattamento.Segue un breve riepilogo dei principali contenuti della proposta di regolamento.Articolo 1Questo articolo definisce gli obiettivi del regolamento, che sono in linea con gli obiettivi generali della Convenzione.Articolo 2L'articolo 2 definisce il campo d'applicazione del regolamento e identifica i tipi di prodotti chimici, sia come tali che in preparati, che vi rientrano o che vi sono esclusi. Il regolamento disciplina alcuni prodotti chimici pericolosi che sono soggetti alla "procedura di previo assenso informato" ai sensi della Convenzione, alcuni prodotti chimici pericolosi vietati o soggetti a rigorose restrizioni all'interno della Comunità e l'etichettatura e l'imballaggio di tutti i prodotti chimici esportati. Gli elementi che esulano dall'ambito del regolamento corrispondono in gran parte a quelli della Convenzione, ma qui sono descritti in modo più preciso e tengono conto di altri atti normativi comunitari del settore.La differenza più significativa tra il regolamento proposto e la Convenzione di Rotterdam riguarda i medicinali ad uso umano o veterinario: non sembra infatti corretto escluderli tutti dal campo di applicazione del regolamento visto che alcuni di essi (ad es. disinfettanti, parassiticidi e altri biocidi) potrebbero rientrare nella definizione di "pesticidi" stabilita nel codice di condotta della FAO, la quale può essere considerata come la definizione d'elezione ai fini dell'attuazione della Convenzione, dove peraltro non figura alcuna definizione di questo termine. L'eccezione prevista nella Convenzione riferita ai i prodotti chimici importati da un individuo per uso personale non è stata mantenuta poiché non è possibile garantire un adeguato controllo su questo tipo di importazioni.Articolo 3In questo articolo vengono definiti i termini utilizzati nel regolamento che riprendono le definizioni della Convenzione, con eventuali adeguamenti. Di seguito vengono indicate le principali differenze.I prodotti chimici disciplinati dalla Convenzione sono suddivisi in due categorie: i pesticidi (pesticidi), che comprendono anche i formulati pesticidi altamente pericolosi, e i prodotti chimici industriali. Per ragioni di trasparenza e chiarezza, tuttavia, si è ritenuto opportuno introdurre nel regolamento ulteriori sottocategorie e pertanto si propone di suddividere la categoria dei pesticidi in due sottocategorie: i prodotti fitosanitari e altri prodotti pesticidi, tra cui anche i biocidi. Tale distinzione ricalca in pratica la normativa comunitaria che disciplina i vari tipi di pesticidi mediante atti legislativi diversi. Viene altresì proposto di suddividere in due sottocategorie anche i prodotti chimici industriali, ossia: le sostanze destinate ad usi professionali e quelle utilizzate dai consumatori finali e quindi poste in vendita al pubblico in generale. Questa impostazione è conforme a quanto stabilito nel regolamento (CEE) n. 2455/92 e rispecchia la posizione assunta dalla Commissione in sede di negoziato della Convenzione.Introducendo queste sottocategorie si amplia il campo d'applicazione del regolamento rispetto a quello della Convenzione e aumenta il numero di prodotti chimici che rientrano nella sua disciplina. In base alla Convenzione, infatti, un prodotto chimico che ad esempio risulta soggetta a rigorose restrizioni all'interno della Comunità in quanto prodotto fitosanitario non rientrerebbe nel suo campo d'applicazione qualora essa trovi ampio uso anche come biocida, poiché per poter essere considerata sostanza "soggetta a rigorose restrizioni" ai sensi della Convenzione sarebbe necessario vietarne l'impiego "teoricamente per qualsiasi fine" nell'ambito dell'intera categoria dei pesticidi. La Commissione ritiene che questa limitazione contrasti con l'obiettivo di tutelare la salute pubblica e l'ambiente nei paesi importatori. È molto importante garantire che ai paesi terzi vengano fornite tutte le informazioni disponibili concernenti prodotti chimici le cui proprietà hanno indotto la Comunità ad imporre divieti o restrizioni nel proprio territorio.Tutto ciò si traduce in pratica nell'obbligo di presentare una notifica d'esportazione all'atto di esportare verso un paese terzo qualunque prodotto chimico che sia considerato vietato o soggetto a rigorose restrizioni nella Comunità e che rientri in una delle sottocategorie d'uso previste dal regolamento. La Commissione ritiene tuttavia inopportuno istituire l'obbligo di notificare al segretariato PIC gli atti normativi della Comunità, allo scopo di inserire eventualmente nella procedura PIC determinati prodotti chimici, sia per evitare inutili confusioni, sia per non inficiare gli accordi internazionali già pattuiti. Solo i prodotti classificabili come vietati o soggetti a rigorose restrizioni nei termini della Convenzione dovranno essere notificate ai fini della procedura PIC.Per ragioni analoghe la procedura di notifica d'esportazione dovrebbe essere applicata anche ai prodotti chimici soggette alla procedura internazionale, poiché, per definizione, si tratta di sostanze pericolose nei confronti delle quali in paesi importatori dovrebbero essere messi in guardia, a meno che non abbiano già acconsentito ad importarle.Il regolamento è più specifico rispetto alla Convenzione, poiché aggiunge il concetto di "articolo", ossia un prodotto finito contenente determinati prodotti chimici. I paesi importatori devono essere informati sui problemi concernenti la salute o l'ambiente che potrebbero essere connessi all'uso di prodotti finiti contenenti prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni, soprattutto se tali sostanze potrebbero essere rilasciate durante l'uso o in fase di smaltimento. Tuttavia se tutte le disposizioni del regolamento fossero applicate a tutti questi articoli, il carico amministrativo sarebbe notevole; inoltre ciò provocherebbe una certa confusione tra gli esportatori e i paesi terzi. Si propone pertanto che la procedura di notifica delle esportazioni venga estesa anche agli articoli solo qualora essi contengano una forma reattiva di prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni nella Comunità o soggetti alla procedura internazionale PIC o assoggettabili a notifica PIC da parte della Comunità. Se i prodotti chimici contenuti in tali articoli presentano particolari problemi, si propone di impedirne l'esportazione.Articolo 4Il testo di questo articolo che verte sulle autorità nazionali designate ricalca sia le disposizioni della Convenzione sulla stessa materia, sia quelle del regolamento attualmente in vigore, tenendo conto delle pratiche correnti adottate nella Comunità.Articolo 5Questo articolo riguarda la partecipazione della Comunità alla Convenzione. Come il precedente, esso riflette la formulazione dell'attuale regolamento oltre che la pratica corrente. Sono stati introdotti alcuni chiarimenti sul ruolo della Commissione nell'ambito della Convenzione (essa assumerà il ruolo di autorità comune designata che agisce per conto della Comunità).Articolo 6L'articolo 6 definisce i prodotti chimici assoggettati ad obbligo di notifica d'esportazione, assoggettabili a notifica PIC e soggetti alla procedura internazionale PIC. Come già esplicitato in precedenza, l'obbligo di notifica d'esportazione si applica a tutti i prodotti chimici che nella Comunità sono vietati o soggetti a rigorose restrizioni per una o più categorie o sottocategorie d'impiego, oltre che a tutti i prodotti chimici soggetti alla procedura internazionale PIC. L'elenco di queste sostanze è contenuto nella parte 1 dell'allegato I del regolamento. Per contro, la procedura di notifica PIC si applica solo ai prodotti chimici vietate o sottoposte a rigorose restrizioni nella Comunità per una o più categorie d'impiego; tali sostanze figurano anche nella parte 2 dell'allegato I. Le sostanze cui si applica invece la procedura internazionale PIC (per ora elencate nell'allegato II del regolamento (CEE) n. 2455/92) figurano nella parte 3 dell'allegato I del presente regolamento. In ossequio al principio della trasparenza questo allegato conterrà maggiori dettagli e verrà pubblicato anche su Internet.I principali atti legislativi in base ai quali vengono imposti divieti o rigorose restrizioni a determinati prodotti chimici nell'UE sono la direttiva 76/769/CEE del Consiglio relativa alle restrizioni in materia di immissione in commercio e uso di taluni prodotti chimici pericolosi e taluni preparati pericolosi e la direttiva 79/117/CEE del Consiglio che vieta l'immissione in commercio di prodotti fitosanitari contenenti determinate sostanze attive. Entrambi gli atti hanno subito numerose modifiche destinate a rafforzare i controlli sui prodotti chimici pericolosi. Altri atti pertinenti sono: la direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari e la direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sui biocidi.Articolo 7L'articolo 7 definisce la procedura per la notifica d'esportazione con le relative scadenze, basandosi sulle corrispondenti disposizioni del regolamento (CEE) n. 2455/92, salvo adeguamenti necessari per conformità alla Convenzione. Questa procedura si applica a tutte le esportazioni di prodotti chimici pericolosi considerati vietati o soggetti a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità, a prescindere dalla loro categoria o sottocategoria d'impiego, ed anche a tutte le sostanze cui si applica la procedura internazionale PIC, a prescindere dal fatto che il paese importatore sia Parte o meno della Convenzione. Tali sostanze sono elencate nella parte 1 dell'allegato I della proposta di regolamento. Le notifiche devono recare tutte le informazioni indicate nell'allegato III. La Commissione si assume l'incarico di trasmettere le notifiche ai paesi importatori.La differenza principale rispetto al regolamento (CEE) n. 2455/92 riguarda la periodicità delle notifiche d'esportazione: se nel regolamento attualmente in vigore tale notifica deve precedere la prima esportazione di una data sostanza verso un paese terzo, nella presente proposta il sistema prevede l'obbligo da parte di ciascun esportatore di notificare tutti gli anni la prima esportazione di una data sostanza destinata verso un determinato paese. Nella Convenzione, invece, l'obbligo di notificare la prima esportazione ogni anno incombe alle Parti che hanno aderito alla Convenzione, non ai singoli esportatori. Tuttavia la Commissione trasmetterà al paese importatore solo la notifica del primo esportatore della sostanza, per ogni anno civile. Per ottenere ulteriori informazioni sulle successive esportazioni dello stesso anno (e sugli altri esportatori) il paese importatore deve presentare esplicita richiesta. Inoltre, diversamente da quanto stabilito nel regolamento (CEE) n. 2455/92, non occorre più attribuire alle esportazioni un numero di codice da utilizzare anche per le esportazioni successive. Pertanto il nuovo sistema, che peraltro viene già applicato grazie agli impegni spontaneamente sottoscritti dalla FECC e dal CEFIC (vedi sopra), introdurrà una procedura più semplice e snella.Sulla base dati EDEXIM della Commissione verrà caricato un repertorio centralizzato di tutte le notifiche; questi dati, ad eccezione delle informazioni sui singoli importatori, saranno consultabili tramite Internet.L'autorità nazionale designata di uno Stato membro può revocare l'obbligo di notifica d'esportazione se tale esportazione è effettuata in caso di emergenza e se eventuali ritardi nelle consegne potrebbero mettere a repentaglio la salute pubblica o l'ambiente nel paese importatore.L'articolo 7 specifica inoltre le condizioni alle quali cessano gli obblighi di notifica d'esportazione: ad esempio non appena una sostanza viene inserita nell'allegato III della Convenzione - ed è dunque assoggettata alla procedura internazionale PIC - e la parte della Convenzione che la importa ha trasmesso la propria risposta circa l'importazione (salvo diversamente indicato nel documento di risposta).Infine, questo articolo stabilisce che gli Stati membri possono esigere la riscossione di un contributo amministrativo a compensazione dei costi sostenuti per l'espletamento della procedura di notifica delle esportazioni. Questo provvedimento non è previsto né nel regolamento (CEE) n. 2455/92, né nella Convenzione, tuttavia è perfettamente in linea con l'impostazione di altri atti normativi comunitari nel settore dei prodotti chimici.Articolo 8In questo articolo viene descritta la procedura di gestione delle notifiche di esportazione trasmesse dai paesi terzi, la quale ricalca in generale quanto previsto al riguardo nel regolamento (CEE) n. 2455/92. Nella presente proposta spetta alla Commissione centralizzare le informazioni inserendole nella propria base di dati e inoltrare una documentazione supplementare agli Stati membri che ne facciano richiesta.Articolo 9La proposta di regolamento contiene nell'articolo 9 alcune nuove disposizioni sull'obbligo di dichiarare regolarmente i quantitativi delle sostanze esportate. Gli esportatori, infatti, sarebbero tenuti a presentare agli Stati membri relazioni annuali sui quantitativi esportati, precisando i singoli paesi e i nomi degli importatori. Trattasi di disposizioni più severe rispetto a quanto previsto nella Convenzione, che peraltro vengono già applicate nella pratica grazie agli accordi volontari dell'industria. Gli importatori comunitari dovranno anche fornire informazioni sui prodotti chimici che essi importano nella Comunità.In base alle informazioni ricevute dagli esportatori ogni Stato membro redige una relazione generale che raccoglie tutti i dati del paese, conformemente a quanto indicato nell'allegato IV della proposta di regolamento, la quale viene trasmessa alla Commissione che a sua volta provvede a redigere una sintesi di tutte le informazioni ottenute a livello comunitario da pubblicare in un documento non riservato.La Commissione è del parere che queste relazioni periodiche contribuiscano ad incrementare la trasparenza e a migliorare le operazioni di verifica e controllo, facilitando tra l'altro la valutazione del funzionamento e dell'efficacia del sistema. In questo modo, inoltre, sarà più semplice fornire ai paesi importatori le informazioni di cui hanno bisogno per poter decidere sulla linea di condotta da seguire, evitando al contempo di pubblicare informazioni a carattere confidenziale.Articolo 10L'articolo 10 dispone in materia di partecipazione da parte della Commissione alla procedura internazionale di notifica delle esportazioni dei prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni ai sensi della Convenzione, ossia la cosiddetta procedura di notifica PIC. Il testo ricalca in gran parte le disposizioni corrispondenti del regolamento attualmente in vigore e tiene conto di quanto disposto nella Convenzione.Quando un prodotto chimico deve essere assoggettato alla procedura PIC perché è stato vietato o sottoposto a rigorose restrizioni nella Comunità nell'ambito di una o più categorie d'impiego definite nella Convenzione, la Commissione è tenuta a notificare al segretariato della Convenzione gli estremi dell'atto o degli atti normativi definitivi di pertinenza, fornendo al contempo tutte le informazioni specificate nell'allegato II della proposta di regolamento. Questi prodotti chimici verranno inseriti anche nell'elenco che figura nella parte 2 dell'allegato I, oltre che in quello di cui alla parte 1.La proposta di regolamento disciplina anche il flusso di informazioni concernenti gli atti normativi adottati da altre Parti che aderiscono alla Convenzione, stabilendo che la valutazione di tali informazioni e l'eventuale adozione di opportune misure devono basarsi sugli strumenti comunitari più pertinenti.Articolo 11Questo articolo stabilisce che quando un prodotto è vietato o soggetto a rigorose restrizioni all'interno della Comunità e deve essere assoggettato alla procedura di notifica ai sensi dell'articolo 7 pur non soddisfando i criteri per essere assoggettabile alla procedura di notifica PIC ai sensi dell'articolo 10, la Commissione deve informare il segretariato PIC circa l'atto normativo che la disciplina, conformemente agli obblighi in materia di scambio di informazioni sanciti all'articolo 14, paragrafo 1 della Convenzione.Articolo 12Questo articolo stabilisce gli obblighi concernenti le importazioni di prodotti chimici e definisce in particolare da un lato la procedura di gestione dei documenti di orientamento decisionale, trasmessi alla Commissione dal segretariato PIC, che riguardano prodotti chimici cui si applica la procedura internazionale PIC (elencate nell'allegato III della Convenzione) e dall'altro l'iter per l'adozione da parte della Comunità di decisioni sulle importazioni attinenti a tali sostanze. Il testo si basa sulle corrispondenti disposizioni del regolamento (CEE) n. 2455/92, con alcuni adattamenti dettati da quanto disposto nella Convenzione e dalla necessità di apportare maggiore chiarezza. Anche in questo caso la Commissione avrà il compito di centralizzare i documenti e di collaborare con gli Stati membri. Per poter rispettare le scadenze specificate nella Convenzione si propone di ricorrere alla procedura di comitato indicata all'articolo 24, paragrafo 2.L'articolo specifica inoltre che, se di pertinenza, verranno debitamente valutate le informazioni contenute nei documenti di orientamento decisionale, affinché le misure eventualmente necessarie per disciplinare un determinato prodotto chimico possano essere adottate ai sensi di adeguati strumenti legislativi comunitari.Articolo 13L'articolo 13 sancisce obblighi in materia di esportazione diversi da quelli connessi con la notifica d'esportazione, distinguendo due livelli.Al primo livello vengono disciplinate soprattutto le esportazioni di prodotti chimici cui si applica la procedura internazionale PIC (elencate nella parte 3 dell'allegato I del regolamento) con l'intento di garantire che le decisioni sulle importazioni adottate dai paesi importatori siano effettivamente rispettate. Queste disposizioni ricalcano quelle della Convenzione, salvo alcuni elementi più restrittivi. L'articolo stabilisce norme anche in materia di trasparenza e diffusione delle informazioni da parte della Commissione e degli Stati membri, proprio per garantire il rispetto delle decisioni prese dai paesi importatori.I provvedimenti sullo "status quo" previsti nella Convenzione non sono stati riportati nel regolamento proposto. Ciò significa che qualora una Parte o un paese non formuli esplicitamente un consenso all'importazione di qualunque sostanza soggetta alla procedura PIC, la sostanza in questione non può essere esportata. Analogamente, qualunque sostanza vietata o soggetta a rigorose restrizioni nella Comunità che sia assoggettabile alla procedura PIC non può essere esportata in assenza di un consenso esplicito del paese importatore. Questa disposizione dovrebbe evitare che vengano effettuate alcune esportazioni indesiderate, solo perché il paese importatore non ha formulato una risposta sulla propria posizione in merito alle importazioni o non ha reagito ad una notifica d'esportazione, a prescindere dalle ragioni.Al secondo livello vengono stabiliti obblighi di portata più generale che sono peraltro più specifici rispetto a quanto attualmente in vigore o stabilito nella Convenzione. Occorrerà stabilire codici doganali da attribuire a tutti i prodotti vietati o soggetti a rigorose restrizioni per facilitare i controlli nei siti di produzione e alle frontiere esterne dell'UE. Per conseguire gli obiettivi del regolamento proposto vengono imposti alcuni requisiti minimi sul ciclo di vita delle sostanze esportate e sul grado di purezza, sull'imballaggio, lo stoccaggio e la stabilità dei pesticidi per ridurre al minimo i rischi connessi al loro impiego, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.Articolo 14Con questo articolo la procedura di notifica d'esportazione descritta all'articolo 7 viene estesa ai prodotti chimici assoggettati alla procedura internazionale oppure vietati o soggetti a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità che sarebbero assoggettabili alla procedura di notifica PIC, se detti prodotti sono presenti in forma reattiva negli articoli. Inoltre stabilisce il divieto di esportazione di talune sostanze e articoli che sollevano forti preoccupazioni (ad es. saponi contenenti mercurio), il cui uso è vietato nella Comunità. Una volta individuati e definiti dal Consiglio, questi articoli e queste sostanze saranno inseriti nell'elenco dell'allegato V del presente regolamento.Articolo 15Questo articolo tratta delle informazioni sui movimenti di transito dei prodotti chimici cui si applica la procedura PIC; fondamentalmente esso si basa sulle disposizioni della Convenzione, che vengono in parte ampliate in questa sede. Nell'allegato VI verranno inserite precisazioni sulle Parti importatrici che richiedono informazioni e sul tipo di informazioni da fornire, non appena disponibili.Articolo 16L'articolo 16 stabilisce quali informazioni debbano accompagnare le merci esportate e ricalca quasi interamente le corrispondenti norme del regolamento (CEE) n. 2455/92, salvo alcuni adeguamenti e modifiche in linea con la Convenzione.In sostanza è stabilito che, fatte salve le norme vigenti nel paese importatore e tenuto conto delle pertinenti norme internazionali, a tutti i prodotti chimici destinati all'esportazione si applicano le disposizioni comunitarie vigenti in materia di imballaggio ed etichettatura, a prescindere che tali prodotti siano vietati o soggetti a rigorose restrizioni nella Comunità o siano assoggettati alla procedura PIC a livello internazionale. Il regolamento (CEE) n. 2455/92 è già orientato in tal senso, ma le disposizioni proposte in questa sede sono più rigorose di quelle della Convenzione. Inoltre, per qualunque prodotto chimico pericoloso è fatto obbligo redigere una scheda di dati sulla sicurezza conforme alla normativa comunitaria da allegare al prodotto, anche se la Convenzione limita tale obbligo alle sole sostanze soggette a procedura PIC. Inoltre, per migliorare la qualità delle informazioni destinate ai consumatori si propone di rendere obbligatoria l'indicazione della data di scadenza delle sostanze la cui azione è limitata nel tempo, come nel caso dei pesticidi. Per quanto possibile i dati che figurano sull'etichetta e nella scheda dovrebbero essere scritti nella o nelle lingue principali del paese importatore.Articolo 17Con questo articolo viene introdotto un nuovo provvedimento sugli obblighi che incombono agli uffici doganali degli Stati membri chiamati a svolgere un ruolo essenziale in termini di controllo dell'effettiva applicazione delle nuove disposizioni.Articolo 18Contiene disposizioni standard sulle sanzioni in caso di eventuali violazioni.Articolo 19Questo articolo ricalca le disposizioni della Convenzione concernenti lo scambio di informazioni, ma le estende a tutti i paesi, non solo alle Parti; inoltre esso definisce, sempre in linea con la Convenzione, le informazioni non coperte da riserbo.Diversamente dall'attuale regolamento, nell'articolo 9 della proposta è fatto riferimento esplicito alla Rete di informazione per lo sviluppo di capacità istituita dal Forum intergovernativo sulla sicurezza dei prodotti chimici (Intergovernmental Forum on Chemical Safety - IFCS). Va osservato che questa rete deve ancora essere messa a punto, ma la Commissione ne approva decisamente la realizzazione, ritenendola un utile strumento per migliorare la gestione dei prodotti chimici nei paesi in via di sviluppo e in quelli con economie in transizione, come peraltro evidenziato negli obiettivi della Convenzione.Articolo 20Questo articolo è strettamente legato al precedente. Anch'esso si basa ampiamente sulla Convenzione e stabilisce gli obblighi generali della Commissione e degli Stati membri in materia di assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo e a quelli con economie in transizione, precisando aree specifiche nelle quali intervenire perché essi riescano più facilmente ad attuare le disposizioni della Convenzione. Infine viene riconosciuto il ruolo determinante delle ONG.Articolo 21L'articolo 21 verte sulla verifica del funzionamento del regolamento proposto nell'ambito della Comunità e sugli obblighi di relazione. Non presenta differenze rilevanti rispetto a quanto disposto nel regolamento (CEE) n. 2455/92.Le operazioni di verifica spettano sia alla Commissione, sia agli Stati membri. In base ai riscontri ottenuti dai vari Stati membri e alle proprie verifiche la Commissione presenta ad intervalli regolari una relazione al Parlamento europeo ed al Consiglio sul funzionamento generale del regolamento.Articolo 22Questo articolo contiene una descrizione delle procedure da seguire per l'aggiornamento di tutti gli allegati, salvo l'allegato V, e va letto in combinato disposto con l'articolo 24.Nella parte 1 dell'allegato I vengono inseriti i prodotti chimici per i quali vigono divieti o rigorose restrizioni in riferimento ad almeno una delle sottocategorie di impiego così come definite nella proposta di regolamento. Una sostanza viene inserita nella parte 2 dell'allegato I se il divieto o le restrizioni riguardano una o più categorie di impiego.Le decisioni in merito all'inserimento di sostanze nella prima o nella parte 2 dell'allegato I vengono prese tempestivamente, non appena entra in vigore l'atto normativo che stabilisce il divieto o la restrizione. A tale scopo si ricorre alla procedura di regolamentazione di cui all'articolo 24, paragrafo 3.Per snellire il più possibile i lavori e poter procedere velocemente ed efficientemente, tutte le modifiche ulteriori da apportare a questo allegato oltre che agli allegati da II a IV e all'allegato VI (molte delle quali potrebbero derivare da modifiche nel funzionamento della Convenzione stessa) vengono decise ricorrendo alla procedura del comitato consultivo.Articolo 23In questo articolo è contenuta una nuova disposizione in base alla quale la Commissione è tenuta ad elaborare una serie di documenti tecnici di orientamento (note tecniche) per la corretta applicazione del regolamento proposto. Sia il regolamento (CEE) n. 2455/92, sia altri atti legislativi più recenti che disciplinano il settore dei prodotti chimici contengono disposizioni analoghe (cfr. ad es. la direttiva 98/8/CE sull'immissione in commercio dei biocidi).Articolo 24Come già menzionato, questo articolo descrive le procedure di comitato. Non occorre istituire alcun nuovo comitato, poiché la Commissione verrà assistita da quello istituito ai sensi della direttiva 67/548/CEE del Consiglio, articolo 29.Articoli 25 e 26Trattasi di due testi standard per l'abrogazione del regolamento (CEE) n. 2455/92 e l'entrata in vigore del regolamento proposto.AllegatiL'allegato I contiene tre elenchi: nel primo figurano i prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni nella Comunità per una o più sottocategorie di impiego contemplate dal regolamento, le sostanze soggette alla procedura internazionale PIC e quelle soggette alla procedura di notifica d'esportazione. Nel secondo elenco figurano i prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni nella Comunità per una o più categorie d'impiego, che presentano dunque caratteristiche tali da renderli soggetti alla procedura PIC con notifica diretta al segretariato della Convenzione. L'ultimo elenco contiene i prodotti chimici cui si applica la procedura internazionale PIC e ricalca quello dell'allegato III della Convenzione, con successive modifiche.Ai prodotti chimici del primo elenco si applicano le disposizioni in materia di notifica d'esportazione specificate all'articolo 7 della proposta di regolamento. Le sostanze elencate nel secondo elenco sono assoggettabili alla procedura di notifica PIC ai sensi dell'articolo 10 e sono soggette agli obblighi concernenti l'esportazione di cui all'articolo 13 e a quelli concernenti l'esportazione di articoli contenenti prodotti chimici in forma reattiva specificati all'articolo 14, paragrafo 1 per quanto riguarda il consenso esplicito del paese importatore. I prodotti chimici che figurano nel terzo elenco sono quelli soggetti alla procedura internazionale PIC; ad essi si impongono gli obblighi in materia di conformità alle decisioni sulle importazioni prese dai paesi importatori, come stabilito all'articolo 13, in particolare per quanto riguarda il consenso esplicito. Qualora tali prodotti siano anche vietati o soggetti a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità in riferimento ad una delle categorie di impiego definite nella Convenzione, essi sono soggetti anche agli obblighi di cui all'articolo 14, paragrafo 1 per quanto riguarda la necessità di ottenere un consenso esplicito per gli articoli contenenti prodotti chimici in forma reattiva.L'allegato II contiene indicazioni precise sulle informazioni che la Commissione deve trasmettere all'atto della notifica al segretariato PIC degli atti normativi definitivi, in conformità dell'articolo 10 della proposta di regolamento. Tale allegato corrisponde all'allegato I della Convenzione.Nell'allegato III figurano le informazioni che ogni esportatore deve comunicare all'atto di presentazione di una notifica d'esportazione ai sensi dell'articolo 7 della proposta di regolamento. Il testo di questo allegato si basa sull'allegato III del regolamento (CEE) n. 2455/92 del Consiglio con alcuni adattamenti che tengono conto delle disposizioni di cui all'allegato V della Convenzione.L'allegato IV stabilisce quali informazioni gli Stati membri devono trasmettere ogni anno alla Commissione, in conformità dell'articolo 9 della proposta di regolamento; tali informazioni riguardano i quantitativi e le destinazioni delle esportazioni dei prodotti chimici elencati nell'allegato I.L'allegato V contiene l'elenco dei prodotti chimici e degli articoli vietati nella Comunità e che a norma dell'articolo 14, paragrafo 2 del regolamento non possono essere esportati.Nell'allegato VI figurano i nomi dei paesi aderenti alla Convenzione che esigono informazioni sui movimenti di transito dei prodotti chimici cui si applica la procedura PIC. Tale elenco viene aggiornato regolarmente (cfr. l'articolo 15 della proposta di regolamento).Non occorre più mantenere un allegato che corrisponda all'allegato II del regolamento (CEE) n. 2455/92 in cui figurano le decisioni sulle importazioni conformi alla procedura PIC così come riportate dal segretariato, poiché le disposizioni in materia contenute nell'articolo 13 della proposta di regolamento si riferiscono direttamente alle informazioni trasmesse nell'ambito della Convenzione, per esempio mediante le circolari PIC, peraltro reperibili anche sul sito web del segretariato.7. Consultazione esternaNel corso degli ultimi 2-3 anni sono state consultate numerose parti interessate, tra l'altro anche in occasione delle riunioni periodiche tra le autorità nazionali designate ai sensi del regolamento (CEE) n. 2455/92. È stato pertanto ascoltato il parere dei rappresentanti dell'industria, delle ONG e degli Stati membri che in questo modo hanno potuto esprimere osservazioni e suggerimenti di cui è stato ampiamente tenuto conto in sede di redazione della presente proposta di regolamento.8. ValutazioneÈ difficile valutare a priori l'impatto che potrà avere il regolamento proposto in questa sede. In generale esso introduce disposizioni più rigorose di quelle della Convenzione, ma nella maggior parte dei casi si tratta di provvedimenti supplementari comunque già noti perché mutuati da norme comunitarie in vigore o anticipati dall'industria sulla base di impegni unilaterali assunti volontariamente.Il testo proposto contiene nella parte 1 dell'allegato I circa 70 prodotti chimici o gruppi di prodotti chimici (in totale dunque circa 300 singole sostanze) che sono considerati vietati oppure soggetti a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità o che sono soggetti alla procedura internazionale PIC e che pertanto possono essere esportati solo previa notifica in base alla procedura pertinente. Dei prodotti o gruppi di prodotti chimici che figurano nella parte 1 di questo allegato circa 20 sono vietati o soggetti a rigorose restrizioni nella Comunità per una o più categorie di impiego, come definite nella Convenzione, e dunque sono assoggettabili ad obbligo di notifica PIC dei rispettivi atti normativi che li disciplinano (queste 20 sostanze sono elencate anche nella parte 2). Infine, nella parte 3 figurano 31 prodotti s o gruppi di prodotti chimici cui si applica la procedura internazionale PIC. Alcune prodotti o gruppi di prodotti figurano pertanto sia nella parte 1, sia nella parte 3 di questo allegato. Tutte le 31 sostanze PIC figurano in entrambi gli elenchi. Inoltre, 19 prodotti o gruppi di prodotti PIC sono vietati o soggetti a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità. Di norma non occorre una notifica d'esportazione per i prodotti PIC se la Parte importatrice ha trasmesso una risposta sulla propria posizione in merito all'importazione (salvo diversamente indicato nella risposta).Il numero dei prodotti chimici che rientrano nella disciplina della presente proposta di regolamento è destinato ad aumentare col tempo, probabilmente in misura significativa; tuttavia tali sostanze rappresenteranno pur sempre solo una minima parte di tutte quelle che vengono prodotte nel mondo. Va osservato, inoltre, che molti prodotti vietati o soggetti a rigorose restrizioni per una categoria d'uso contemplata dalla Convenzione non sono più in produzione all'interno della Comunità e che quindi per essi non si pone il problema della procedura di notifica d'esportazione. Dalla data di entrata in vigore del regolamento (CEE) n. 2455/92 (nel quale figurano 39 gruppi di prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni) fino al mese di marzo 2001 sono state presentate complessivamente 344 notifiche di esportazione, le quali si riferivano solamente a 14 dei 39 gruppi di prodotti chimici riportati nell'elenco e comunque in gran parte ai composti a base di mercurio.La proposta di esigere che ciascun esportatore presenti una notifica d'esportazione ogni anno per ogni singola sostanza esportata concorrerà ad aumentare il numero di notifiche in futuro, ma al momento non è possibile fare previsioni quantitative attendibili. Inoltre, l'estensione del campo di applicazione del regolamento proposto ad altre categorie di prodotti chimici e a determinati articoli potrebbe comportare un sostanziale aumento delle notifiche di esportazione in generale. Per contro la procedura è stata semplificata, in quanto gli esportatori non devono cercare o utilizzare codici di riferimento per le merci esportate.Per quanto concerne l'impatto generale del regolamento proposto sugli esportatori della Comunità non ci si attendono aumenti significativi degli oneri amministrativi e finanziari rispetto alla situazione attuale. In particolare, per le PMI non dovrebbero verificarsi importanti cambiamenti, poiché in generale non sono queste imprese ad occuparsi della fabbricazione dei prodotti chimici disciplinati dal regolamento. Con l'introduzione di questo regolamento aumenterà il numero di prodotti chimici cui si applica la procedura internazionale PIC, tuttavia in misura piuttosto limitata, poiché verranno notificati al segretariato PIC solo gli atti normativi comunitari che vietano o pongono sotto rigorose restrizioni i prodotti chimici di una o più categorie di impiego contemplate dalla Convenzione. L'obbligo di notifica non implica necessariamente l'inclusione di queste sostanze nella procedura PIC; ciò non avviene automaticamente, viste le clausole di salvaguardia previste nella Convenzione a tale riguardo. Inoltre, anche nel caso una sostanza sia poi effettivamente inclusa tra quelle cui si applica la procedura internazionale PIC e ciò induca altri paesi ad adottare decisioni contrarie alla sua importazione, resta il fatto che in forza della Convenzione un divieto deve essere applicato a tutte le importazioni a prescindere dalla loro origine così come alla produzione interna, allo scopo di evitare discriminazioni. Va rilevato inoltre che queste circostanze potrebbero effettivamente favorire la domanda di prodotti chimici alternativi, alla quale i produttori della Comunità potrebbero essere in grado di reagire positivamente. In generale, quindi, gli esportatori comunitari non dovrebbero trovarsi in una situazione di concorrenza sfavorevole rispetto agli operatori esterni.Le nuove disposizioni che impongono l'obbligo di ottenere un assenso esplicito da parte del paese importatore per taluni prodotti chimici molto probabilmente non avranno un forte impatto sugli esportatori in generale. Il numero di tali sostanze corrisponde a quelle assoggettabili alla procedura di notifica PIC o già incluse nella procedura internazionale PIC ed è comunque inferiore a quello delle sostanze per le quali vige l'obbligo di notifica d'esportazione. Questo ulteriore vincolo sembra tuttavia giustificato a fronte dei vantaggi che offre in termini di tutela della salute umana e dell'ambiente, soprattutto nei paesi che non rendono note le decisioni sulle importazioni ai sensi della procedura PIC e che pertanto risulterebbero particolarmente vulnerabili nei confronti di importazioni non desiderate. Inoltre, l'impatto generale in riferimento agli articoli dovrebbe essere alquanto limitato, poiché la loro commercializzazione e il loro uso sono già vietati o comunque rigorosamente limitati nella Comunità; gli articoli di questo genere prodotti per essere esportati dovrebbero pertanto rappresentare quantità molto limitate. Analogamente anche la proposta di vietare le esportazioni di un numero limitato di prodotti chimici e articoli che destano forti preoccupazioni non dovrebbe nuocere in modo significativo agli esportatori della Comunità in generale; questa regola darebbe anzi un chiaro segnale rivolto agli altri paesi, soprattutto a quelli in via di sviluppo.Ci sarà un impatto in termini di aumento degli oneri amministrativi a carico degli Stati membri e della Commissione, dovuto in particolare all'incremento del numero di notifiche di esportazione da trattare. È difficile quantificare tale impatto in questo momento; pertanto si procederà ad una valutazione più precisa dopo che il sistema sarà reso operativo.È giusto d'altro canto soppesare i costi a fronte dei benefici. Non vi è dubbio alcuno che occorra mettere in guardia i paesi importatori, in particolare quelli in via di sviluppo, di fronte ai pericoli intrinseci ai prodotti chimici pericolosi, indicando loro le migliori modalità di prevenzione dei danni alla salute umana e all'ambiente. Il regolamento proposto non è solamente uno strumento necessario alla Comunità per far fronte agli obblighi che ha assunto aderendo alla Convenzione: introducendo disposizioni più rigorose, esso si profila anche come importante base di regolamentazione per migliorare l'accesso alle informazioni sui prodotti chimici pericolosi e la tutela della popolazione e dell'ambiente a livello mondiale contro i rischi connessi a tali sostanze. Questo è senz'altro un importante obiettivo per la Comunità.2002/0026 (ACC)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO sull'esportazione ed importazione dei prodotti chimici pericolosi(Testo rilevante ai fini del SEE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione [3],[3]  GU C ...visto il parere del Parlamento europeo [4],[4]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [5],[5]  GU C ...considerando quanto segue:(1) Il regolamento (CEE) n. 2455/92 del Consiglio del 23 luglio 1992 relativo alle esportazioni e importazioni comunitarie di taluni prodotti chimici pericolosi [6] stabilisce tra l'altro un sistema comune di notifica e di informazioni relative alle esportazioni verso paesi terzi di prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni nella Comunità a causa dei loro effetti sulla salute umana e sull'ambiente. Tale regolamento impone l'applicazione della procedura internazionale di "assenso preliminare in conoscenza di causa" (PIC) stabilita nel quadro delle disposizioni non vincolanti degli orientamenti di Londra sullo scambio di informazioni relative ai prodotti chimici nel commercio internazionale (orientamenti di Londra) del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), modificati nel 1989, oltre che nel quadro del codice di condotta internazionale sulla commercializzazione e sull'uso dei pesticidi stilato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), modificato nel 1990.[6]  GU L 251 del 29.8.1992, pag. 13. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento della Commissione (CE) n. 2247/98 (GU L 282 del 20.10.1998, pag. 12).(2) L'11 settembre 1998 la Comunità ha firmato la Convenzione di Rotterdam concernente la procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale (anche nota come Convenzione PIC). Al contempo è stata adottata una risoluzione sugli accordi provvisori stabiliti nell'Atto finale della conferenza diplomatica, nella quale è stata definita una procedura PIC provvisoria basata sul testo della Convenzione.(3) È opportuno che la Comunità attui le norme della Convenzione e, in attesa che essa entri in vigore, anche la procedura PIC provvisoria, senza peraltro ridurre in alcun modo il livello di protezione dell'ambiente e della popolazione dei paesi importatori, in osservanza del regolamento (CEE) n. 2455/92.(4) A tal fine risulta altresì necessario e opportuno introdurre disposizioni più rigorose rispetto a quelle della Convenzione in riferimento a taluni aspetti. L'articolo 15, paragrafo 4 della Convenzione consente alle Parti di adottare disposizioni in materia di tutela della salute umana e dell'ambiente molto più rigorose di quelle indicate nella Convenzione stessa, a condizione che esse siano compatibili con le rimanenti disposizioni in essa contenute e conformi al diritto internazionale.(5) Per quanto concerne la partecipazione della Comunità al sistema della Convenzione, è essenziale disporre di un unico punto di contatto che consenta alla Comunità di interagire con il segretariato, le altre Parti della Convenzione e altri paesi. La Commissione dovrebbe fungere da punto di contatto in tal senso.(6) Le esportazioni di prodotti chimici pericolosi vietati o soggetti a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità dovrebbero continuare ad essere assoggettate ad una procedura comune di notifica. Di conseguenza i prodotti chimici pericolosi in quanto tali o contenuti in un preparato, che siano stati vietati o sottoposti a rigorose restrizioni nella Comunità in qualità di fitosanitari o di altre forme di pesticidi oppure di prodotti chimici industriali destinati ad usi professionali o al consumo finale, dovrebbero essere disciplinate da norme sull'esportazione analoghe a quelle applicabili agli stessi prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni nell'ambito di una o più categorie di impiego stabilite nella Convenzione, ossia come pesticidi o prodotti chimici industriali. Anche i prodotti chimici assoggettati alla procedura internazionale PIC devono essere disciplinati dalle stesse norme. La procedura di notifica d'esportazione deve essere applicata a tutte le esportazioni comunitarie verso paesi terzi, a prescindere che siano Parti o meno della Convenzione o che partecipino al suo sistema. Agli Stati membri deve essere consentito di riscuotere contributi amministrativi a copertura dei costi connessi all'espletamento di questa procedura.(7) Gli esportatori e gli importatori devono essere tenuti a trasmettere informazioni sulle quantità di prodotti chimici oggetto di scambi commerciali a livello internazionale disciplinate dal presente regolamento per consentire il controllo e la valutazione dell'impatto e dell'efficacia dei provvedimenti in esso contenuti.(8) Le notifiche concernenti gli atti normativi comunitari che vietano o sottopongono a rigorose restrizioni determinati prodotti chimici, trasmesse dalla Comunità al segretariato della Convenzione allo scopo di inserire tali sostanze nella procedura internazionale PIC, devono essere presentate dalla Commissione e devono riguardare i casi che soddisfano ai criteri stabiliti al riguardo nella Convenzione. Se necessario devono essere chieste ulteriori informazioni per integrare la notifica.(9) Qualora gli atti normativi comunitari non siano soggetti ad obbligo di notifica perché non rientrano nei criteri stabiliti nella Convenzione, al segretariato e alle altre Parti della Convenzione devono pervenire comunque le informazioni concernenti tali atti, a salvaguardia di un corretto scambio di informazioni.(10) È necessario provvedere a che la Commissione adotti decisioni in merito all'importazione nella Comunità di prodotti chimici soggetti alla procedura internazionale PIC. Tali decisioni dovrebbero essere basate sul diritto comunitario vigente. Se necessario, si dovrebbe procedere alla modifica della legislazione comunitaria.(11) È necessario altresì disporre in modo tale da garantire che gli Stati membri e gli esportatori siano a conoscenza delle decisioni prese dai paesi importatori sui prodotti chimici soggetti alla procedura internazionale PIC e che gli esportatori si attengano a tali decisioni. Inoltre, per prevenire il verificarsi di esportazioni indesiderate, ad esempio perché i paesi importatori non hanno reso note le proprie decisioni in merito alle importazioni oppure non hanno reagito alle notifiche di esportazione, non dovrebbe essere consentita l'esportazione di prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni all'interno della Comunità e rispondenti ai criteri stabiliti nella Convenzione o assoggettati alla procedura internazionale PIC in assenza di un consenso esplicito del paese importatore interessato, a prescindere che sia Parte o meno della Convenzione.(12) È importante altresì che tutti i prodotti chimici esportati abbiano un ciclo di vita di durata adeguata a garantirne l'uso efficace e sicuro. Soprattutto in riferimento ai pesticidi, in particolare quelli esportati verso i paesi in via di sviluppo, occorre che siano fornite informazioni sulle corrette modalità di conservazione e che siano utilizzati imballaggi e contenitori di adeguata fattura e dimensione in modo che non si creino giacenze di magazzino.(13) Gli articoli contenenti prodotti chimici non rientrano nel campo d'applicazione della Convenzione. Ciò nonostante è opportuno che gli articoli contenenti prodotti chimici che potrebbero essere rilasciati nell'ambiente in determinate condizioni d'uso o in fase di smaltimento e che sono vietati o soggetti a rigorose restrizioni nella Comunità in riferimento ad una o più categorie di impiego di cui alla Convenzione o assoggettati alla procedura internazionale PIC siano assoggettati anche agli obblighi di notifica in materia di esportazioni. Inoltre, alcuni prodotti chimici e alcuni articoli contenenti determinati prodotti chimici che, pur non rientrando nell'ambito d'applicazione della Convenzione, danno adito a particolari preoccupazioni, non dovrebbero essere assolutamente esportati. Il Consiglio dovrebbe stabilire, decidendo a maggioranza qualificata, quali prodotti chimici debbano essere sottoposti a questo tipo di controllo più rigoroso.(14) Ai sensi della Convenzione, alle Parti della Convenzione che ne facciano esplicita richiesta devono essere fornite informazioni sui movimenti di transito dei prodotti chimici soggetti alla procedura internazionale PIC.(15) Occorre inoltre garantire che le norme comunitarie in materia di imballaggio, di etichettatura e di informazioni sulla sicurezza vengano applicate a tutti i prodotti chimici pericolosi destinati all'esportazione verso altri paesi, salvo quando tali norme siano in contrasto con provvedimenti vigenti nel paese importatore, tenuto conto tuttavia della regolamentazione internazionale in materia.(16) Per garantire il controllo dell'effettiva applicazione delle disposizioni gli uffici doganali degli Stati membri devono assumere un ruolo determinante ed agire in modo mirato e coordinato. Gli Stati membri dovrebbero stabilire sanzioni adeguate in caso di violazione delle disposizioni.(17) È utile promuovere lo scambio di informazioni, la condivisione delle responsabilità e la cooperazione tra la Comunità e i suoi Stati membri e i paesi terzi per una corretta gestione dei prodotti chimici, a prescindere se i paesi terzi siano Parti o meno della Convenzione. In particolare, l'assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo e a quelli con economie in transizione dovrebbe essere prestata direttamente dalla Commissione e dagli Stati membri, oppure indirettamente tramite un sostegno ai progetti realizzati da organizzazioni non governative (ONG), soprattutto quando si tratta di assistenza intesa ad aiutare tali paesi ad attuare la Convenzione.(18) Per garantire l'efficacia delle procedure occorre effettuare regolari verifiche del loro funzionamento. A tale scopo gli Stati membri devono trasmettere periodicamente alla Commissione una relazione al riguardo; la Commissione riferirà periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio.(19) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono di portata generale ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [7], di conseguenza devono essere adottate mediante la procedura consultiva definita all'articolo 3 o mediante la procedura di regolamentazione definita all'articolo 5 della stessa decisione.[7]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(20) Alla luce di quanto esposto in precedenza occorre abrogare e sostituire il regolamento (CEE) n. 2455/92,HA ADOTTATO IL SEGUENTE REGOLAMENTO:Articolo 1  Obiettivi1. Il presente regolamento ha i seguenti obiettivi:a) attuare la Convenzione di Rotterdam concernente la procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici ed pesticidi pericolosi nel commercio internazionale,b) promuovere la condivisione delle responsabilità e la collaborazione nel settore degli scambi internazionali di prodotti chimici pericolosi al fine di tutelare la salute umana e l'ambiente da potenziali danni ec) contribuire all'uso ecocompatibile di tali sostanze,Tali obiettivi devono essere perseguiti promuovendo lo scambio di informazioni sulle caratteristiche dei prodotti chimici, definendo una procedura per l'adozione delle decisioni sulle importazioni ed esportazioni nell'ambito della Comunità e comunicando tali decisioni a tutte le Parti e, se di pertinenza, ad altri paesi.2. Il presente regolamento mira inoltre a garantire che le disposizioni della direttiva 67/548/CEE del Consiglio [8] e della direttiva 1999/45/CEE del Consiglio [9], concernenti la classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose per la salute umana o per l'ambiente immesse sul mercato comunitario, vengano applicate anche a tutti i prodotti chimici pericolosi destinati all'esportazione dagli Stati membri nel territorio di altre Parti o di altri paesi, salvo qualora tali disposizioni siano in conflitto con norme specifiche dalle Parti o dai paesi stessi.[8]  GU L 196 del 16.8.1967, pag. 1.[9]  GU L 200 del 30.7.1999, pag. 1.Articolo 2  Campo di applicazione1. Il presente regolamento si applica:a) a determinati prodotti chimici pericolosi soggetti alla procedura di previo assenso informato ai sensi della Convenzione di Rotterdam;b) a determinati prodotti chimici pericolosi, vietati o soggetti a rigorose restrizioni all'interno della Comunità;c) a tutti i prodotti chimici esportati, per quanto concerne la classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura.2. Il presente regolamento non si applica:a) alle sostanze stupefacenti e psicotrope disciplinate dal regolamento (CEE) n. 3677/90 del Consiglio [10];[10]  GU L 357 del 20.12.1990, pag. 1.b) alle sostanze e ai materiali radioattivi disciplinati dalla direttiva 96/29/Euratom del Consiglio [11];[11]  GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1.c) ai rifiuti disciplinati dalla direttiva 75/442/CEE del Consiglio [12] e dalla direttiva 91/689/CEE del Consiglio [13];[12]  GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39.[13]  GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20.d) alle armi chimiche disciplinate dal regolamento (CE) n. 1334/2000 del Consiglio [14];[14]  GU L 159 del 30.6.2000, pag. 1.e) ai prodotti alimentari e additivi alimentari disciplinati dalla direttiva 89/397/CEE del Consiglio [15];[15]  GU L 186 del 30.6.1989, pag. 23.f) ai mangimi disciplinati dalla direttiva 96/25/CE del Consiglio [16];[16]  GU L 125 del 23.5.1996, pag. 35.g) agli organismi geneticamente modificati disciplinati dalla direttiva 2001/18/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio [17];[17]  GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1.h) ai medicinali ad uso umano e veterinario disciplinati dalla direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [18] e dalla direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [19], ad eccezione dei disinfettanti, degli insetticidi e dei parassiticidi;[18]  GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67.[19]  GU L 311 del 28.11.2001, pag. 1.i) ai prodotti chimici in quantità non idonee a produrre effetti sulla salute umana o sull'ambiente, a condizione che vengano importate a scopo di ricerca o analisi.Articolo 3  DefinizioniAi fini del seguente regolamento si applicano le seguenti definizioni:1. Per "prodotto chimico" si intende qualsiasi sostanza ai sensi della direttiva 67/548/CEE presente allo stato puro o contenuta in un preparato, sia essa stata fabbricata o ricavata dalla natura, ad esclusione degli organismi viventi. Comprende due categorie: i pesticidi (inclusi i formulati pesticidi altamente pericolosi) e i prodotti chimici industriali.2. Per "preparato" si intende qualsiasi miscela o soluzione composta da due o più sostanze ai sensi della direttiva 99/45/CE che, per la presenza di almeno una di queste sostanze, sia soggetta ad etichettatura obbligatoria in forza del diritto comunitario.3. Per "articolo" si intende un prodotto finito che contiene o include un prodotto chimico il cui impiego, nel prodotto finito stesso, è vietato o soggetto a rigorose restrizioni in forza del diritto comunitario.4. Per "pesticidi" s'intendono i pesticidi appartenenti ad una delle due seguenti sottocategorie:a) pesticidi utilizzati come prodotti fitosanitari disciplinati dalla direttiva 91/414/CEE del Consiglio [20];[20]  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.b) altri pesticidi non contemplati alla lettera a), in particolare i biocidi disciplinati dalla direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [21].[21]  GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.5. Per "prodotti chimici industriali" s'intendono i prodotti chimici appartenenti ad una delle due seguenti sottocategorie:a) prodotti chimici destinati ad usi professionali;b) prodotti chimici destinati all'uso da parte del consumatore finale.6. Per "prodotto chimico soggetto ad obbligo di notifica d'esportazione" si intende qualsiasi prodotto chimico elencato nella parte 1 dell'allegato I, che è vietato o soggetto a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità in riferimento ad una o più categorie o sottocategorie o che è soggetto alla procedura PIC.7. Per "prodotto chimico assoggettabile a notifica PIC" si intende qualsiasi prodotto chimico elencato nella parte 2 dell'allegato I, che è vietato o soggetto a rigorose restrizioni nell'ambito della Comunità in riferimento ad una o più categorie.8. Per "prodotto chimico soggetto alla procedura PIC" si intende qualsiasi prodotto chimico, elencato nella parte 3 dell'allegato I, che è compreso nell'allegato III della Convenzione ovvero, in attesa della sua entrata in vigore, disciplinato dalla procedura PIC provvisoria.9. Per "prodotto chimico vietato" si intende:a)  qualsiasi prodotto chimico il cui impiego sia stato vietato nell'ambito di una o più categorie o sottocategorie, mediante atto normativo comunitario definitivo, per motivi sanitari o ambientali, oppureb)  qualsiasi prodotto chimico per il quale sia stata negata l'omologazione di primo impiego o siano stati disposti, dai produttori stessi, il ritiro dal mercato o l'esclusione da ogni ulteriore fase del procedimento di notifica, registrazione omologazione, e riguardo al quale sia dimostrata l'esistenza di potenziali rischi per la salute umana o l'ambiente.10. Per "prodotto chimico soggetto a rigorose restrizioni" si intende:a)  qualsiasi prodotto chimico il cui impiego sia stato vietato, in linea di principio per qualsiasi fine, nell'ambito di una o più categorie o sottocategorie, mediante atto normativo definitivo, per motivi sanitari o ambientali, ma il cui utilizzo sia ancora consentito in alcuni casi particolari; oppureb)  qualsiasi prodotto chimico per il quali sia stata negata l'omologazione, in linea di principio per qualsiasi fine, o siano stati disposti, dai produttori stessi, il ritiro dal mercato o l'esclusione da ogni ulteriore fase del procedimento di notifica, registrazione o approvazione, riguardo al quale sia dimostrata l'esistenza di potenziali rischi per la salute umana o l'ambiente.11.  Per "atto normativo definitivo" si intende qualsiasi atto legislativo emanato allo scopo di vietare o sottoporre a rigorose restrizioni un determinato prodotto chimico.12.  Per "Convenzione" si intende la Convenzione di Rotterdam del 10 settembre 1998 concernente la procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale.13.  Per "procedura PIC" si intende la procedura di previo assenso informato stabilita nella Convenzione.14.  Per "formulato pesticida altamente pericoloso" si intende qualsiasi prodotto chimico, destinato ad essere utilizzato come pesticida, che provochi gravi danni alla salute o all'ambiente osservabili entro un breve lasso di tempo dopo un'esposizione unica o ripetuta avvenuta in modo conforme alle prescrizioni d'uso.15.  Per "esportazione" si intende:a) l'esportazione permanente o temporanea di un prodotto chimico secondo le modalità previste dall'articolo 23, paragrafo 2 del trattato;b) la riesportazione di un prodotto chimico effettuata secondo modalità diverse da quelle di cui alla lettera a), cui si applichi una procedura doganale diversa dalla procedura di transito.16.  Per "importazione" si intende l'introduzione fisica nel territorio doganale della Comunità di un prodotto chimico cui si applichi una procedura doganale diversa dalla procedura di transito.17.  Per "esportatore" si intende la persona fisica o giuridica a nome della quale viene rilasciata la dichiarazione di esportazione, ossia la persona che, al momento dell'accettazione della dichiarazione, è titolare del contratto stipulato con il destinatario ubicato nel territorio di una Parte contraente o di un altro paese e che ha la facoltà di disporre che il prodotto chimico venga spedito fuori dal territorio doganale della Comunità. Qualora non sussista un contratto di esportazione o il titolare del contratto non agisca per proprio conto, è determinante la facoltà di decidere che il prodotto chimico venga spedito fuori del territorio doganale della Comunità.18.  Per "importatore" si intende la persona fisica o giuridica che, al momento dell'importazione nel territorio doganale della Comunità, è destinataria del prodotto chimico esportato.19.  Per "Parte della Convenzione" si intende qualsiasi Stato o qualsiasi organizzazione di integrazione economica regionale che abbia contratto la Convenzione e per cui quest'ultima sia entrata in vigore.20. Per "Parte" si intende:a)  una Parte della Convenzione;b)  qualsiasi Stato che non abbia ratificato la Convenzione, ma che partecipi alla procedura PIC;c)  prima dell'entrata in vigore della Convenzione, qualsiasi Stato che partecipi alla procedura PIC provvisoria definita nella risoluzione sugli accordi provvisori, adottata a Rotterdam l'11 settembre 1998.21.  Per "altro paese" si intende qualunque paese che non sia Parte della Convenzione ai sensi del punto 20.22.  Per "Conferenza delle Parti" si intende l'organo istituito dall'articolo 18 della Convenzione incaricato di svolgere determinate funzioni relative all'attuazione della Convenzione stessa.23.  Per "comitato di esame per i prodotti chimici" si intende l'organo ausiliario istituito dalla Conferenza delle Parti in conformità dell'articolo 18, paragrafo 6 della Convenzione ovvero, prima della sua entrata in vigore, il comitato provvisorio di esame per i prodotti chimici istituito con la risoluzione sugli accordi provvisori.24.  Per "segretariato" si intende il segretariato della Convenzione oppure, prima della sua entrata in vigore, il segretariato provvisorio istituito con la risoluzione sugli accordi provvisori.25.  Per "documento di orientamento decisionale" si intende il documento tecnico elaborato dal comitato di esame per i prodotti chimici concernente le sostanze cui si applica la procedura PIC.Articolo 4  Autorità nazionali designateCiascuno Stato membro designa l'autorità o le autorità, di seguito definite "autorità nazionale designata" oppure "autorità nazionali designate", che hanno il compito di svolgere le funzioni amministrative previste dal presente regolamento.Ciascuno Stato membro comunica tale designazione alla Commissione entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 5  Partecipazione della Comunità alla ConvenzioneLa Commissione agisce a nome di tutte le autorità nazionali designate in qualità di autorità designata comune e unica per lo svolgimento delle funzioni previste dalla Convenzione. Essa opera in stretta collaborazione con le autorità nazionali designate dagli Stati membri.In particolare, la Commissione coordina la posizione della Comunità relativamente a tutte le questioni connesse alla Convenzione, alla preparazione della Conferenza delle Parti, al comitato di esame per i prodotti chimici ed agli altri organi ausiliari. È istituita una rete di Stati membri designati come relatori per la preparazione di documenti tecnici, in particolare dei documenti di orientamento decisionale.La Commissione e gli Stati membri adottano le necessarie misure per garantire che la Comunità sia opportunamente rappresentata nei diversi organi che attuano la Convenzione. In particolare essi si adoperano affinché alla Commissione sia riconosciuto un seggio negli organi ausiliari istituiti dalla Convenzione.Articolo 6  Prodotti chimici soggetti ad obbligo di notifica d'esportazione, prodotti chimici assoggettabili alla notifica PIC e prodotti chimici soggetti alla procedura PIC1.  I prodotti chimici cui si applicano le disposizioni del presente regolamento sulla notifica di esportazione, sulla notifica PIC e sulla procedura PIC sono elencati nell'allegato I.2.  I prodotti chimici elencati nell'allegato I sono classificabili in una o più delle seguenti tre categorie riportate nelle parti 1, 2, e 3 dello stesso allegato.I prodotti chimici elencati nella parte 1 sono soggetti all'obbligo della notifica d'esportazione di cui all'articolo 7, recante informazioni dettagliate sull'identità della sostanza, sulla categoria e/o sottocategoria di impiego soggetta a restrizioni, sul tipo di restrizione e, se del caso, informazioni supplementari concernenti in particolare le deroghe all'obbligo di notifica d'esportazione.I prodotti chimici elencati nell'allegato 2, oltre ad essere soggetti ad obbligo di notifica d'esportazione ai sensi dell'articolo 7, sono assoggettabili alla notifica PIC di cui all'articolo 10, recante informazioni dettagliate sull'identità delle sostanze e sulle categorie di impiego.I prodotti chimici elencati nell'allegato 3 sono soggetti alla procedura PIC, recante l'indicazione della categoria di impiego e, se del caso, informazioni supplementari concernenti in particolare le norme sulla notifica d'esportazione.3. Gli elenchi sono pubblicati su Internet.Articolo 7  Notifiche di esportazione trasmesse alle Parti e ad altri paesi1. L'esportatore, qualora intenda esportare dalla Comunità nel territorio di una Parte o di un altro paese un determinato prodotto chimico elencato nella parte 1 dell'allegato I, per la prima volta dalla data a decorrere dalla quale a tale prodotto si applicano le disposizioni del presente regolamento, presenta notifica all'autorità nazionale designata dello Stato membro in cui risiede almeno 30 giorni prima della data in cui avrà luogo l'esportazione. Successivamente ogni anno civile l'esportatore notifica all'autorità nazionale designata, almeno otto giorni prima della data in cui avrà luogo l'esportazione, la prima esportazione del prodotto nell'anno civile in corso. Tale notifica deve essere conforme alle norme dell'allegato III.L'autorità nazionale designata verifica che le informazioni siano conformi alle norme dell'allegato III e trasmette immediatamente alla Commissione la notifica ricevuta dall'esportatore.La Commissione prende le necessarie misure per garantire che le autorità competenti della Parte o del paese di importazione ricevano, con un anticipo di almeno 15 giorni, notifica della prima esportazione in assoluto del prodotto chimico; in seguito la notifica deve pervenire anteriormente alla prima esportazione del prodotto in ciascun anno civile successivo. Tale disposizione si applica a prescindere dall'uso cui è destinato il prodotto chimico nella Parte importatrice o nel paese importatore.Tutte le notifiche di esportazione sono registrate in una base di dati della Commissione; per ciascun anno civile viene tenuto a disposizione del pubblico, ed eventualmente distribuito alle autorità nazionali designate dagli Stati membri, un elenco aggiornato dei prodotti chimici notificati, con l'indicazione della Parte importatrice o del paese importatore.2. La Commissione trasmette una seconda notifica qualora, entro 30 giorni dall'invio della prima notifica d'esportazione presentata successivamente all'inserimento del prodotto chimico nella parte 1 dell'allegato I, l non le sia pervenuto dalla Parte importatrice o dal paese alcun avviso di ricevimento. La Commissione si adopera per quanto possibile affinché l'autorità competente della Parte importatrice o del paese importatore riceva la seconda notifica.3.  Per le esportazioni che hanno luogo successivamente all'introduzione di modifiche della normativa comunitaria in materia di immissione in commercio, uso o etichettatura dei prodotti chimici oggetto dell'esportazione, ovvero ogni qualvolta la composizione di un preparato da esportare è cambiata e dunque richiede una modifica dell'etichettatura, deve essere presentata una nuova notifica ai sensi del paragrafo 1. La nuova notifica deve essere conforme alle norme dell'allegato III e indicare che essa costituisce una revisione di una precedente notifica.4.  Qualora l'esportazione di un determinato prodotto chimico si effettui in una situazione di emergenza nella quale qualsiasi ritardo possa mettere a rischio la salute pubblica o l'ambiente nella Parte importatrice o nel paese importatore, le disposizioni precedenti possono essere interamente o parzialmente disapplicate a discrezione dell'autorità nazionale designata dello Stato membro esportatore, previa consultazione della Commissione.5.  Gli obblighi di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 cessano quando:a) il prodotto chimico viene assoggettato alla procedura PIC eb) il paese importatore Parte della Convenzione trasmette al segretariato una risposta circa il proprio assenso o diniego all'importazione del prodotto chimico, ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 2 della Convenzione ec) la Commissione riceve tali informazioni dal segretariato e le trasmette agli Stati membri,Tale norma non si applica quando il paese importatore Parte della Convenzione richieda esplicitamente alle Parti esportatrici di presentare notifica d'esportazione in modo continuativo, mediante le decisioni sulle importazioni o altre modalità,Gli obblighi di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 cessano inoltre quandoa) l'autorità competente della Parte importatrice o del paese importatore dispone l'esonero dall'obbligo di notificare l'esportazione prima che essa abbia luogo; eb) la Commissione riceve dal segretariato oppure dall'autorità competente della Parte importatrice o del paese importatore le suddette informazioni e le trasmette agli Stati membri, pubblicandole anche su Internet.6. La Commissione, le autorità nazionali designate dei singoli Stati membri e gli esportatori forniscono alle Parti e ai paesi importatori, su esplicita richiesta, tutte le informazioni supplementari disponibili concernenti i prodotti chimici esportati.7. Gli Stati membri hanno la facoltà di istituire sistemi che obblighino l'esportatore a versare per ciascuna notifica d'esportazione un contributo amministrativo che corrisponda ai costi sostenuti per i procedimenti previsti dal presente articolo.Articolo 8  Notifiche di esportazione trasmesse dalle Parti1. Le notifiche di esportazione che la Commissione riceve dall'autorità nazionale designata da una Parte relativamente all'esportazione verso la Comunità di un prodotto chimico di cui, ai sensi della legislazione in vigore nel territorio della Parte, siano vietati o soggetti a rigorose restrizioni la fabbricazione, l'impiego, la manipolazione, il consumo, il trasporto e/o la vendita, sono pubblicate su Internet tramite la base di dati gestita dalla Commissione.La Commissione accusa ricevuta della prima notifica d'esportazione trasmessa per i singoli prodotti chimici da ciascuna Parte.Su richiesta, l'autorità nazionale designata dello Stato membro può chiedere copia di tutte le notifiche ricevute congiuntamente a tutte le informazioni disponibili.2.  Qualora l'autorità nazionale designata da uno Stato membro riceva direttamente una notifica d'esportazione oppure indirettamente tramite l'autorità nazionale designata da una Parte della Convenzione, essa la trasmette immediatamente alla Commissione assieme a tutte le informazioni eventualmente disponibili.Articolo 9  Informazioni sul commercio di prodotti chimici1.  Nel primo trimestre di ogni anno ciascun esportatore dei singoli prodotti chimici elencati nell'allegato I comunica all'autorità nazionale designata del proprio Stato membro i quantitativi del prodotto (sia in forma pura che contenuto in preparati) esportati verso le Parti o altri paesi durante l'anno precedente. Tale informazione è corredata di un elenco recante il nome e l'indirizzo di ogni singolo importatore che ha ricevuto le forniture nell'arco dello stesso periodo.Tutti gli importatori della Comunità sono tenuti a fornire le informazioni di cui sopra relativamente ai quantitativi importati nella Comunità.2.  Su richiesta della Commissione o dell'autorità nazionale designata, l'esportatore o l'importatore fornisce ogni informazione supplementare sui prodotti chimici che sia necessaria per l'applicazione del presente regolamento.3.  Ogni anno gli Stati membri trasmettono alla Commissione i dati aggregati di cui all'allegato IV. La Commissione elabora una sintesi di tali dati a livello comunitario e, tramite la propria base di dati, diffonde su Internet le informazioni di natura non riservata.Articolo 10  Partecipazione alla notifica dei prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni ai sensi della Convenzione1.  Qualora non abbia già provveduto in tal senso prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione notifica per iscritto al segretariato i prodotti chimici assoggettabili alla notifica PIC.2.  La Commissione informa il segretariato ove ulteriori prodotti chimici risultino assoggettabili alla notifica PIC In seguito all'adozione del pertinente atto normativo comunitario definitivo che vieta o sottopone a rigorose restrizioni il prodotto chimico di cui trattasi, la notifica viene trasmessa quanto prima e comunque entro novanta giorni dalla decorrenza degli effetti dell'atto normativo.La notifica contiene le informazioni rilevanti specificate nell'allegato II.3. Nel definire le priorità relativamente alle notifiche la Commissione considera se il prodotto chimico è già elencato nella parte 3 dell'allegato I, in quale misura se le norme in materia di informazione di cui all'allegato II possano essere rispettati e la gravità dei rischi connessi al prodotto, in particolare per i paesi in via di sviluppo.Se il prodotto chimico è assoggettabile alla notifica PIC ma le informazioni che lo riguardano non sono conformi alle norme dell'allegato II, la Commissione può chiedere agli importatori e/o esportatori di fornire tutte le informazioni utili in loro possesso, comprese quelle provenienti da altri programmi nazionali o internazionali di controllo dei prodotti chimici.4. In caso di modifica di un atto normativo definitivo comunicato a norma dei paragrafi 1 o 2, la Commissione informa per i iscritto il segretariato immediatamente dopo l'adozione dell'atto modificativo, e comunque entro 60 giorni dalla decorrenza degli effetti di quest'ultimo.Essa fornisce tutte le informazioni importanti non disponibili al momento della prima notifica di cui al paragrafo 1 o 2.5. Su richiesta di qualunque Parte o del segretariato la Commissione fornisce, per quanto possibile, informazioni supplementari sul prodotto chimico o sull'atto normativo di cui trattasi. Se necessario gli Stati membri assistono la Commissione, su sua esplicita richiesta, nel compito di raccogliere tali informazioni.6. La Commissione trasmette immediatamente agli Stati membri le informazioni che essa riceve dal segretariato relativamente ai prodotti chimici che le altre Parti hanno notificato in quanto prodotti vietati o soggetti a rigorose restrizioni.La Commissione valuta, in stretta collaborazione con gli Stati membri, la necessità di proporre misure comunitarie ai fini della prevenzione di eventuali rischi inaccettabili per la salute umana e l'ambiente all'interno della Comunità.7.  Gli Stati membri si astengono dal trasmettere direttamente al segretariato le notifiche concernenti atti normativi definitivi.Articolo 11  Informazioni da trasmettere al segretariato sui prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni non assoggettabili alla notifica PICQuando un determinato prodotto chimico figura esclusivamente nella parte 1 dell'allegato I, la Commissione trasmette al segretariato le informazioni relative agli atti normativi che hanno dato luogo all'inserimento della sostanza in tale elenco, affinché queste informazioni possano essere eventualmente trasmesse ad altre Parti della Convenzione.Articolo 12  Obblighi relativi all'importazione dei prodotti chimici1.  La Commissione trasmette immediatamente agli Stati membri i documenti di orientamento decisionale che essa riceve dal segretariato. Essa decide mediante risposta definitiva o provvisoria a nome della Comunità, sulle future importazioni comunitarie dei singoli prodotti chimici, conformemente alla legislazione comunitaria vigente e alla procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2. Essa notifica tali decisioni al segretariato quanto prima possibile e comunque entro nove mesi dalla data di invio del documento di orientamento decisionale. Qualora ai sensi della legislazione comunitaria si applichino ad un determinato prodotto chimico restrizioni supplementari o diverse da quelle iniziali, la Commissione rivede con la stessa procedura la propria decisione sull'importazione e ne dà comunicazione al segretariato.2.  Le decisioni sulle importazioni ai sensi del paragrafo 1 fanno riferimento alla categoria o alle categorie specificate nel documento di orientamento decisionale.3.  Nel comunicare la decisione sulle importazioni al segretariato la Commissione riporta i provvedimenti legislativi o amministrativi che ne costituiscono la base giuridica.4.  Ciascuna autorità nazionale designata nella Comunità mette a disposizione dei soggetti interessati nel proprio ambito di competenza le decisioni sulle importazioni di cui al paragrafo 1, a noma dei provvedimenti legislativi o amministrativi vigenti.5.  Laddove opportuno la Commissione valuta, in stretta cooperazione con gli Stati membri, la necessità di proporre misure comunitarie ai fini della prevenzione di eventuali rischi inaccettabili per la salute umana e l'ambiente nell'ambito della Comunità, tenendo conto delle informazioni contenute nei documenti di orientamento decisionale.Articolo 13  Obblighi relativi all'esportazione dei prodotti chimici diversi dall'obbligo di notifica dell'esportazione1.  La Commissione trasmette immediatamente agli Stati membri e alle associazioni degli industriali europei mediante circolare o in altra forma, le informazioni che essa riceve dal segretariato sui prodotti chimici soggetti alla procedura PIC e sulle decisioni delle Parti importatrici che stabiliscono le condizioni di importazione di tali prodotti. Inoltre essa informa immediatamente gli Stati membri circa gli eventuali casi di mancato inoltro della risposta. La Commissione conserva nella propria base di dati tutte le informazioni disponibili relative alle decisioni sulle importazioni e le mette a tiene a disposizione del pubblico tramite Internet, provvedendo inoltre a trasmetterle a chiunque ne faccia esplicita richiesta.2.  Ad ogni prodotto chimico elencato nell'allegato I la Commissione attribuisce un codice di classificazione nell'ambito della nomenclatura combinata della Comunità europea. I codici di classificazione dei prodotti chimici vengono rivisti, se necessario, alla luce di eventuali cambiamenti apportati dall'Organizzazione mondiale delle dogane alla nomenclatura del Sistema armonizzato.3.  Ciascuno Stato membro comunica alle parti interessate nel proprio ambito di competenza le risposte trasmesse dalla Commissione ai sensi del paragrafo 1.4.  Gli esportatori si conformano alle decisioni contenute nelle risposte sulle importazioni entro sei mesi dalla data in cui le stesse sono state trasmesse per la prima volta alla Commissione dal segretariato in conformità del paragrafo 1.5.  La Commissione e gli Stati membri consigliano ed assistono le Parti importatrici, su esplicita richiesta e nei modi opportuni, affinché queste possano ottenere ulteriori informazioni utili per rispondere al segretariato in merito all'importazione dei singoli prodotti chimici.6.  I prodotti chimici elencati nelle parti 2 o 3 dell'allegato I, possono essere esportati soltanto qualoraa) l'esportatore abbia richiesto e ottenuto un consenso esplicito dalla propria autorità nazionale designata e dall'autorità nazionale designata della Parte importatrice ovvero da un'autorità competente di un altro paese importatore;b)  oppure, se trattasi di un prodotto chimico elencato nella parte 3 dell'allegato I, l'ultima circolare emessa dal segretariato ai sensi del paragrafo 1 dimostri che la Parte importatrice acconsente all'importazione.7. I prodotti chimici devono essere esportati prima del periodo di sei mesi precedente la scadenza indicata espressamente o deducibile dalla data di produzione, a meno che le proprietà intrinseche del prodotto non lo consentano. In particolare, gli esportatori di pesticidi devono ottimizzare le dimensioni e l'imballaggio dei contenitori in modo da ridurre al minimo il rischio di giacenze.8.  Gli esportatori di pesticidi devono predisporre le etichette in modo che contengano informazioni specifiche sulle condizioni di conservazione e sulla stabilità delle sostanze nelle condizioni climatiche tipiche della Parte o del paese importatore. Essi provvedono inoltre affinché i pesticidi esportati siano conformi alle norme in materia di purezza definite dalla legislazione comunitaria.Articolo 14  Controllo delle esportazioni di taluni prodotti chimici e di taluni articoli contenenti prodotti chimici1. Gli articoli contenenti prodotti chimici in forma reattiva, elencati nelle parti 2 o 3 dell'allegato I, sono soggetti alla procedura di notifica delle esportazioni di cui all'articolo 7.2. Non è consentita l'esportazione dei i prodotti chimici e degli articoli il cui uso è vietato nella Comunità, elencati nell'allegato V.Articolo 15  Informazioni sui movimenti di transito1.  Le Parti della Convenzione che richiedono informazioni sui movimenti di transito dei prodotti chimici soggetti alla procedura PIC nonché le informazioni stesse, sollecitate dalle singole Parti della Convenzione tramite il segretariato sono elencate nell'allegato VI.2.  Qualora un prodotto chimico elencato nella parte 3 dell'allegato I transiti per il territorio di una Parte della Convenzione elencata nell'allegato VI, l'esportatore fornisce per quanto possibile all'autorità nazionale designata dello Stato membro in cui risiede, entro il trentesimo giorno precedente il primo transito e l'ottavo giorno precedente ciascun transito successivo, le informazioni di cui all'allegato VI richieste dalla Parte,.3.  L'autorità nazionale designata dello Stato membro trasmette alla Commissione le informazioni ricevute dall'esportatore ai sensi del paragrafo 2 assieme ad eventuali altre informazioni supplementari.4.  La Commissione trasmette le informazioni ricevute ai sensi del paragrafo 3 alle autorità nazionali designate delle Parti della Convenzione che ne abbiano fatto richiesta, assieme ad eventuali informazioni supplementari entro il quindicesimo giorno che precede il primo movimento di transito e prima di qualunque eventuale successivo movimento di transito.Articolo 16  Informazioni obbligatorie per i prodotti chimici esportati1.  I prodotti chimici destinati all'esportazione sono disciplinati dalle disposizioni sull'imballaggio e l'etichettatura previste dalla direttiva 67/548/CEE del Consiglio, dalla direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, alla direttiva 91/414/CEE del Consiglio e alla direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio o da qualsiasi altra normativa comunitaria specifica. La presente disposizione lascia impregiudicata le prescrizioni specifiche stabilite dalla Parte importatrice o dal paese importatore, tenendo conto di pertinenti norme internazionali.2.  Se di pertinenza, l'etichetta reca la data di scadenza e la data di produzione dei prodotti chimici contemplati dal paragrafo 1 o elencati nell'allegato I; se necessario la data di scadenza è indicata in riferimento a distinte zone climatiche.3.  Se vengono esportati, i prodotti chimici di cui al paragrafo 1 devono essere corredati di una scheda informativa sulla sicurezza conforme alle disposizioni della direttiva 91/155/CEE della Commissione [22]. L'esportatore invia a ciascun importatore una scheda informativa sulla sicurezza.[22]  GU L 76 del 22.3.1991, pag. 35.4.  Le informazioni che figurano sull'etichetta e nella scheda informativa sulla sicurezza sono, per quanto possibile, riportate nella o nelle lingue ufficiali o in una o più delle principali lingue del paese di destinazione o della zona in cui il prodotto verrà utilizzato.Articolo 17  Obblighi incombenti agli uffici doganali degli Stati membriCiascuno Stato membro designa un numero limitato di uffici doganali incaricati di controllare le importazioni e le esportazioni dei prodotti chimici elencati nell'allegato I.La Commissione e gli Stati membri verificano in modo mirato e coordinato l'osservanza del presente regolamento da parte degli esportatori.Nelle relazioni periodiche sul funzionamento delle procedure, redatte a norma dell'articolo 21, paragrafo 1, ciascuno Stato membro illustra le attività svolte al riguardo dai propri uffici doganali.Articolo 18  SanzioniGli Stati membri stabiliscono le sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano ogni provvedimento necessario per assicurare l'applicazione delle sanzioni stesse. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione entro sei mesi dall'adozione del presente regolamento e provvedono a dare immediata notificazione delle eventuali modificazioni successive.Articolo 19  Scambio di informazioni1. La Commissione e gli Stati membri promuovono, ove opportuno, la comunicazione di informazioni di natura scientifica, tecnica, economica e giuridica concernenti i prodotti chimici disciplinati dal presente regolamento, comprese le informazioni sulla tossicità, sull'ecotossicità e sulla sicurezza.La Commissione, coadiuvata se necessario dagli Stati membri, provvede nei modi opportuni:a) a diffondere informazioni di pubblico dominio sugli atti normativi attinenti agli obiettivi della Convenzione; eb) a comunicare alle Parti e ad altri paesi, direttamente o tramite il segretariato, informazioni relative agli atti normativi, che limitano in modo rilevante uno o più impieghi di un determinato prodotto chimico.2. La Commissione e gli Stati membri tutelano le informazioni riservate trasmesse dalle Parti secondo le modalità convenute con quest'ultime.3. Fatta salva la direttiva 90/313/CEE del Consiglio [23] relativa alla libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente, non sono considerate riservate, ai fini della trasmissione d'informazioni ai sensi del presente regolamento, le seguenti informazioni:[23]  GU L 158 del 23.6.1990, pag. 56.a) le informazioni di cui all'allegato II ed all'allegato III,b) le informazioni contenute nelle schede informative sulla sicurezza di cui all'articolo 16, paragrafo 3,c) la data di scadenza dei singoli prodotti chimici,d) la data di produzione dei singoli prodotti chimici,e) informazioni sulle misure di precauzione, sulla classificazione dei pericoli, sulla natura dei rischi e sulle avvertenze di sicurezza, ef) la sintesi dei risultati dei test tossicologici ed ecotossicologici.La Commissione e gli Stati membri partecipano attivamente alla Rete di informazione per lo sviluppo delle capacità, istituita dal Forum intergovernativo sulla sicurezza dei prodotti chimici, trasmettendo informazioni sui progetti che essi sponsorizzano o finanziano per migliorare la gestione dei prodotti chimici nei paesi in via di sviluppo e nei paesi con economie in transizione.La Commissione elabora periodicamente un documento illustrativo di tali attività basandosi sui contributi degli Stati membri.Articolo 20  Assistenza tecnicaLa Commissione e le autorità nazionali designate degli Stati membri collaborano, con particolare riguardo alle esigenze dei paesi in via di sviluppo e dei paesi con economie in transizione, al fine di promuovere l'assistenza tecnica e la formazione orientate allo sviluppo delle infrastrutture, delle capacità e delle esperienze necessarie per la corretta gestione dei prodotti chimici nell'intero ciclo di vita.Per consentire a tali paesi di attuare la Convenzione, l'assistenza deve esser promossa fornendo informazioni tecniche sui prodotti chimici, favorendo lo scambio di esperti, sostenendo l'istituzione o il buon funzionamento delle autorità nazionali designate ed offrendo consulenza tecnica per l'individuazione dei formulati di pesticidi pericolosi e l'elaborazione delle notifiche da trasmettere al segretariato.La Commissione e gli Stati membri valutano l'opportunità di assistere le organizzazioni non governative.Articolo 21  Monitoraggio e relazioni1.  Gli Stati membri trasmettono regolarmente alla Commissione informazioni sul funzionamento delle procedure definite nel presente regolamento, sui controlli doganali, sulle eventuali violazioni, sulle sanzioni, e sulle misure riparatrici.2.  La Commissione redige periodicamente una relazione sullo svolgimento delle funzioni previste dal presente regolamento che rientrano nella sua competenza ed inserisce i relativi elementi in una relazione riassuntiva che raccoglie le informazioni trasmesse dagli Stati membri ai sensi del paragrafo 1. Una sintesi di tale relazione è pubblicata su Internet e trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio.3.  Per quanto riguarda le informazioni trasmesse ai sensi dei paragrafi 1 e 2, gli Stati membri e la Commissione osservano gli obblighi in materia di tutela dei dati riservati e dei diritti di proprietà.Articolo 22  Aggiornamento degli allegati1.  L'elenco dei prodotti chimici di cui all'allegato I viene rivisto dalla Commissione ad intervalli regolari tenendo conto degli sviluppi registrati nell'ambito della legislazione comunitaria e della Convenzione.2.  Per determinare se un atto normativo comunitario definitivo rechi un divieto o una rigorosa restrizione si valutano gli effetti dell'atto a livello delle sottocategorie comprese nelle categorie di impiego "pesticidi" e "prodotti chimici industriali". Se l'atto normativo vieta o sottopone a rigorose restrizioni un determinato prodotto chimico nell'ambito di una sottocategoria qualunque, il prodotto stesso è inserito nella parte 1 dell'allegato I.Per determinare se un atto normativo comunitario definitivo rechi un divieto o una rigorosa restrizione che renda un prodotto chimico assoggettabile alla notifica PIC ai sensi dell'articolo 10, si valutano gli effetti dell'atto a livello delle categorie "pesticidi" e "prodotti chimici ad uso industriale". Se l'atto normativo vieta o sottopone a rigorose restrizioni l'impiego di un determinato prodotto chimico nell'ambito di qualsiasi categoria, il prodotto stesso è inserito altresì nella parte 2 dell'allegato I.3.  La Commissione decide senza indugio sull'inserimento dei singoli prodotti chimici nell'allegato I o sulla modificazione dei relativi dati.4.  L'inserimento dei singoli prodotti chimici nella parte 1 o 2 dell'allegato I ai sensi del paragrafo 2, sulla base di un atto normativo comunitario, è deciso con la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 3.5.  Le eventuali altre modifiche dell'allegato I, in particolare le modifiche di voci ivi presenti, nonché quelle degli allegati II, III, IV e VI, sono adottate con la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.Articolo 23  Note tecniche di orientamentoLa Commissione elabora, con la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, note tecniche di orientamento intese ad agevolare l'applicazione del presente regolamento.Tali note sono pubblicate nella serie C della Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 24  Comitato1.  La Commissione è assistita dal comitato istituito ai sensi dell'articolo 29 della direttiva 67/544/CEE.2.  Quando è fatto riferimento al presente paragrafo si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, salvo il disposto dell'articolo 7 della stessa.3.  Quando è fatto riferimento al presente paragrafo si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto dell'articolo 7 della stessa.Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CEE è fissato in tre mesi.Articolo 25   AbrogazioneIl regolamento (CEE) n. 2455/92 è abrogato.Articolo 26  Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2003.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO I1. ELENCO DEI PRODOTTI CHIMICI CUI SI APPLICA LA PROCEDURA DI NOTIFICA D'ESPORTAZIONE(Articolo 7 del regolamento)Qualora i prodotti chimici elencati in questa parte dell'allegato siano assoggettati alla procedura PIC, non si applicano gli obblighi in materia di notifica d'esportazione di cui all'articolo 7, paragrafi da 1 a 3 del regolamento, posto che si verifichino le condizioni specificate nell'articolo 7, paragrafo 5, lettere b) e c). Tali sostanze, che nell'elenco qui riportato sono contrassegnate con il simbolo , figurano anche nella parte 3 del presente allegato per maggior facilità di consultazione.Inoltre, qualora i prodotti chimici elencati nella presente parte dell'allegato siano ritenuti idonei ad essere assoggettati alla procedura di notifica PIC in virtù dell'atto normativo comunitario definitivo che le disciplina, essi vengono riportati anche nella parte 2 del presente allegato. Tali sostanze sono contrassegnate dal simbolo + nell'elenco di questa parte 1 dell'allegato.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;* Sottocategoria: p (1): pesticida (pesticida) appartenente al gruppo dei prodotti fitosanitari; p (2): altri pesticidi compresi i biocidi. i(1): prodotto chimico industriale ad uso professionale; i(2): prodotto chimico industriale ad uso generale** Limitazioni d'uso: restr: rigorose restrizioni; div: divieto (per la o le sottocategorie di pertinenza) in base alla legislazione comunitariaCAS = Chemical Abstracts Service Prodotto chimico cui si applica interamente o parzialmente la procedura PIC  + Prodotto chimico ritenuta idonea ad essere assoggettata all'obbligo di notifica PIC2. ELENCO DEI PRODOTTI CHIMICI ritenuti idonei AD essere assoggettati alLA PROCEDURA di notifica PIC(Articolo 10 del regolamento)Il presente elenco comprende i prodotti chimici ritenuti idonei ad essere assoggettati all'obbligo di notifica PIC. In generale dal presente elenco sono esclusi i prodotti chimici già assoggettati alla procedura PIC, elencati invece nella parte 3 del presente allegato.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;*  Categoria: p: pesticida (pesticida); i: prodotto chimico ad uso industriale* *  Limitazioni d'uso: restr: rigorose restrizioni; div: divieto (per la o le categorie di pertinenza)CAS = Chemical Abstracts Service  Prodotto chimico cui si applica interamente o parzialmente la procedura internazionale PIC3. ELENCO DEI PRODOTTI CHIMICI CUI SI APPLICA LA PROCEDURA PIC AI SENSI DELLA CONVENZIONE DI ROTTERDAM(Articoli 12 e 13 del regolamento)(Le categorie indicate si riferiscono a quelle della Convenzione)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IINOTIFICA DI UN PRODOTTO CHIMICO VIETATO O SOGGETTO A RIGOROSE RESTRIZIONI AL SEGRETARIATO DELLA CONVENZIONERequisiti in materia di informazione per le notifiche ai sensi dell'articolo 10Le notifiche devono comprendere:1. Caratteristiche, identificazione e impieghia) denominazione comune;b) denominazione chimica conformemente ad una nomenclatura internazionalmente riconosciuta, come quella dell'Unione internazionale di chimica pura e applicata (IUPAC - International Union of Pure and Applied Chemistry), ove esista;c) denominazioni commerciali e denominazioni dei preparati;d) numeri di codice: numero CAS, codice doganale del sistema armonizzato e altri numeri;e) informazioni sulla classe di rischio, ove il prodotto chimico sia soggetto ai requisiti di classificazione;f) impiego o impieghi del prodotto chimico:nell'UEnel paese importatore;g) caratteristiche fisicochimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche.2. Atto normativo definitivoa) informazioni riguardanti l'atto normativo definitivo:i) sintesi dell'atto normativo definitivo;ii) riferimento al documento normativo;iii) data di entrata in vigore dell'atto normativo definitivo;iv) indicazione se l'atto normativo definitivo sia stato adottato in base ad una valutazione del rischio o della pericolosità e, in tal caso, accludere informazioni su tale valutazione, con il riferimento alla relativa documentazione;v) motivazione dell'atto normativo definitivo con riferimento alla salute umana, compresa la salute dei consumatori e dei lavoratori, nonché all'ambiente;vi) descrizione sintetica dei pericoli e dei rischi che la prodotto chimico presenta per la salute umana, in particolare dei consumatori e dei lavoratori, o per l'ambiente ed effetti previsti del suddetto atto normativo;b) categoria o categorie per le quali è stato adottato l'atto normativo definitivo, specificando per ciascuna categoria:i) l'impiego o gli impieghi vietati dall'atto normativo definitivo;ii) l'impiego o gli impieghi che continuano ad essere autorizzati;iii) la stima dei quantitativi dei prodotti chimici prodotti, importati, esportati ed utilizzati, ove possibile;c) indicazione, per quanto possibile, degli effetti previsti dell'atto normativo definitivo sugli altri Stati e sulle altre regioni;d) altre informazioni concernenti:i) la valutazione degli effetti socioeconomici dell'atto normativo definitivo;ii) ove disponibili, informazioni sulle alternative e sui relativi rischi, come:- le strategie integrate di lotta contro i parassiti;- le pratiche e le procedure industriali, comprese tecnologie più pulite.ALLEGATO IIINOTIFICA D'ESPORTAZIONEInformazioni da trasmettere ai sensi dell'articolo 71. Identità della sostanza da esportare:a) nome tratto dalla nomenclatura IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry)b) altri nomi (nomi comuni, nomi commerciali e abbreviazioni)c) numero CE e numero CASd) numero CUS e codice della nomenclatura combinatae) principali impurità della sostanza, se particolarmente importanti.2. Identità del preparato da esportare:a) nome commerciale o denominazione del preparatob) per ciascuna sostanza elencata nell'allegato I: percentuale e dettagli come indicato al punto 1.3. Informazioni sull'esportazione:a) paese di destinazioneb) paese di originec) probabile data della prima esportazione nell'anno in corsod) impiego cui la sostanza è destinata nel paese importatore, se notoe) nome, indirizzo ed altri dati di rilievo attinenti all'importatore o alla società importatricef) nome, indirizzo ed altri dati di rilievo attinenti all'esportatore o alla società esportatrice.4. Autorità nazionali designatea) nome, indirizzo, numero di telefono, telex e fax o indirizzo e-mail dell'autorità designata nell'Unione europea che può fornire ulteriori informazionib) nome, indirizzo, numero di telefono, telex e fax o indirizzo e-mail dell'autorità designata nel paese importatore.5. Informazioni sulle misure di precauzione da adottare, sulle categorie di pericolo e rischio e sui consigli in materia di sicurezza.6. Sintesi delle caratteristiche fisicochimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche.7. Impiego del prodotto chimico nell'Unione europea:a) impieghi e categoria/e o sottocategoria/e cui si applicano misure di controllo (divieto o rigorose restrizioni)b) impieghi per i quali il prodotto chimico non è vietato, né soggetto a rigorose restrizioni.(utilizzare le categorie e sottocategorie di impiego come da definizione di cui all'allegato I del regolamento)c) quantità stimate, se disponibili del prodotto chimico prodotto, importato, esportato ed utilizzato.8. Informazioni sulle misure di precauzione da adottare per ridurre l'esposizione al prodotto chimico o le emissioni.9. Indicazione sommaria delle misure restrittive adottate e relative motivazioni.Indicazione sommaria delle informazioni fornite nell'allegato II, paragrafo 2, lettere a), c) e d).Informazioni supplementari fornite dalla Parte esportatrice perché la sostanza in questione desta preoccupazioni, oppure informazioni supplementari specificate nell'allegato II se richieste dalla Parte importatrice.ALLEGATO IVINFORMAZIONI CHE LE AUTORITÀ NAZIONALI DESIGNATE DEGLI STATI MEMBRI DEVONO TRASMETTERE ALLA COMMISSIONE IN CONFORMITÀ DELL'ARTICOLO 91. Indicazione in forma sintetica dei quantitativi di prodotti chimici (come tali o in forma di preparati) di cui all'allegato I, esportati durante l'anno precedente.a. Annob. Tabella riassuntiva dei quantitativi di prodotti chimici esportati (come tali o in forma di preparati), in base al modello seguente:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2. Elenco degli importatori&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO VPRODOTTI CHIMICI ED ARTICOLI SOGGETTI A DIVIETO DI ESPORTAZIONE(Articolo 14 del regolamento)Descrizione della sostanza o dell'articolo di cui è vietata l'esportazione  //  Ulteriori dettagli, se di pertinenza  (ad es. Denominazione della sostanza, N° CE, N° CAS, ecc.)Saponi da cosmesi contenenti mercurio  //  N° NC 3401 11 00, 3401 19 00, 3401 20 10, 3401 20 90, 3401 30 00//////ALLEGATO VIELENCO DELLE PARTI DELLA CONVENZIONE CHE RICHIEDONO INFORMAZIONI SUI MOVIMENTI DI TRANSITO DEI PRODOTTI CHIMICI ASSOGGETTATI ALLA PROCEDURA PIC(Articolo 15 del regolamento)Paese  //  Informazioni richieste////