CELEX: 51997PC0006
Language: it
Date: 1997-01-16
Title: Proposta riesaminata di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLE AZIONI NEL SETTORE DELL'AIUTO ALLE POPOLAZIONI SRADICATE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO DELL'AMERICA LATINA E ASIA

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                            Bruxelles, 16.01.1997
                                            COM(97) 6 def.
                                            95/ 0162 (SYN)
                      Proposta riesaminata di
             REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
            RELATIVO ALLE AZIONI NEL SETTORE
     DELL'AIUTO ALLE POPOLAZIONI SRADICATE NEI
PAESI IN VIA DI SVILUPPO DELL'AMERICA LATINA E ASIA
 (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 C,
                     lettera d) del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         RELAZIONE
Oggetto:     Proposta riesaminata in vista dell'adozione del regolamento (CE) n /96 del
             Consiglio relativo alle azioni nel settore dell'aiuto alle popolazioni sradicate
             nei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia.
• Il presente testo costituirà un chiaro quadro giuridico di riferimento che consentirà alla
  Commissione di proseguire, in Asia e in America latina, le sue attività a favore delle
  popolazioni sradicate (profughi, sfollati, rimpatriati). L'obiettivo fondamentale è
  quello di fornire un particolare sostegno a popolazioni che, avendo lasciato il loro
  paese o la loro regione di origine in seguito a conflitti o a sommosse interne, hanno
  bisogno, dopo l'aiuto umanitario e prima delle classiche azioni di sviluppo, di un aiuto
  specifico che consenta loro di raggiungere l'autosufficienza e l'inserimento o il
  reinserimento nel tessuto socio economico del paese/regione di accoglienza o di
  ritorno.
• Questo testo prevede un'ampia rete di partner (agenzie delle Nazioni Unite, ONG
  internazionali e locali, governi, comunità locali ecc.) nonché una grande varietà di
  azioni (dal ""care and maintenance" fino alla formazione di operatori sanitari, dalla
  riparazione delle piccole infrastrutture fino al finanziamento di sistemi di credito che
  facciano rinascere le attività economiche, da azioni destinate specificamente alle
  donne capo famiglia fino ad azioni di salvaguardia dell'ambiente).
• Ciò nasce dalla necessità di affrontare, con la dovuta flessibilità, situazioni
  estremamente mutevoli che richiedono, tutte, una risposta efficace e rapida da parte
  della comunità internazionale in modo da evitare non solo ulteriori sofferenze alle
  popolazioni, ma anche il rischio che le tensioni che si creano impediscano o ritardino
  l'instaurarsi di una situazione di pace sociale nei paesi interessati.
• La Commissione constata con soddisfazione che il Parlamento ha in gran parte
  condiviso questo approccio. Ed è per questo che la Commissione ha potuto
  manifestare il suo accordo su una parte degli emendamenti approvati dal Parlamento
  europeo nel corso della seconda lettura.
• Più in particolare, nella presente proposta riesaminata sono inclusi gli emendamenti
  n.l, 2 e 3 che introducono nel testo legislativo riferimenti a principi quali la non
  discriminazione, il principio secondo cui i profughi non devono possono essere
  ricacciati, la creazione di strutture democratiche e la partecipazione dei gruppi
  interessati alla valutazione dei loro bisogni. Sono inclusi anche gli emendamenti n. 7
  e 11 che prevedono, rispettivamente, la possibilità per la Commissione di adottare le
  misure necessarie ad un migliore coordinamento con le agenzie incaricate
  dell'esecuzione delle azioni e la disponibilità di relazioni di valutazione per il
  Parlamento europeo.
• L'emendamento n. 4, che estende il campo di applicazione di questo strumento ad
  azioni quali la sensibilizzazione ai rischi rappresentati dalle mine e all'assistenza
 ---pagebreak--- sanitaria di base, viene ugualmente inserito, fatta eccezione per l'aggettivo
"volontario" riferito all'espressione "rientro" nella descrizione delle azioni da
sostenere. In effetti, benché sia chiaro che i rientri debbano essere effettuati sulla base
della libera scelta delle popolazioni interessate, sembra indispensabile che, nel caso di
rimpatri forzati, che purtroppo non possono essere né esclusi né evitati, la
Commissione si riservi la possibilità di utilizzare questo strumento legislativo, e le
relative risorse di bilancio, per assistere le popolazioni vittime di una simile
violazione dei principi fondamentali.
L'emendamento n. 5, relativo all'assistenza tecnica e alle consulenze, viene inserito
solo per la parte cheriguardala preferenza da attribuire ad esperti appartenenti ai paesi
che accolgono le popolazioni beneficiarie delle azioni. Per contro, l'indicazione del
3% del costo globale dell'azione quale massimale fissato per consulenze, ispezioni,
stime e controlli, non è inserita poiché tale misura sarebbe troppo restrittiva. In effetti,
in taluni casi, le consulenze, le ispezioni e le valutazioni necessarie alla buona riuscita
delle azioni possono avere costi che superano tale percentuale.
L'emendamento n. 6 è stato inserito per la parte che prevede un maggiore
coordinamento fra gli Stati membri e gli altrifinanziatori.Per contro, la parte che
prevede obblighi di coordinamento e di consultazione con la commissione
parlamentare e con il comitato di coordinamento delle ONG non è stata accolta, in
quanto la realizzazione di tali principi sarebbe incompatibile con la forte penuria di
risorse umane e materiali con cui la Commissione deve confrontarsi.
Gli emendamenti n. 8 e 9 , che riguardano la "comitatologia" propongono, più
precisamente, di eliminare l'obbligo di sottoporre ad un comitato di Stati membri (tipo
Illa) i progetti di importo superiore a 2 MECU.
Tali emendamenti non sono accolti nella presente propostariesaminata,in quanto la
posizione del Consiglio a questo riguardo sembra irremovibile.
Tuttavia, il "compromesso" proposto dal relatore diritornarealla proposta iniziale di
una soglia di finanziamento di 5 MECU merita decisamente l'appoggio della
Commissione.
Infine, anche l'emendamento n.10, che prevede che, prima della discussione sugli
orientamenti generali, la Commissione consulti le autorità, gli altri partner e i
beneficiari nei paesi terzi in cui le azioni dovrebbero svolgersi, non è accolto nella
proposta riesaminata. In effetti, un tale obbligo sarebbe troppo vincolante e
rischierebbe di provocare ritardi nella discussione, e quindi nell'esecuzione, del
programma annuale di aiuto alle popolazioni sradicate.
D'altronde, questo emendamento prevede che le riunioni del comitato siano rese
pubbliche, che i resoconti siano trasmessi al Parlamento e che un membro del
Parlamento partecipi alle riunioni del comitato in qualità di osservatore con diritto di
parola. Ciò è inaccettabile poiché l'organizzazione del lavoro di ogni comitato
dipende dalla competenza del comitato stesso a cui spetta anche decidere se le
discussioni che si terranno al suo interno hanno carattere confidenziale o meno. Per
quanto riguarda la partecipazione del membro parlamentare, è opportuno notare che la
composizione dei comitati è stabilita in modo orizzontale dal Consiglio, che essa
 ---pagebreak--- rientra nei quadro dell'equilibrio interistituzionale e potrà essere discussa in altra sede
(conferenza intergovernativa).
 ---pagebreak---                                 Proposta riesaminata di
                     REGOLAMENTO (CEÌ DEL CONSIGLIO
                        RELATIVO ALLE AZIONI NEL SETTORE
                 DELL'AIUTO ALLE POPOLAZIONI SRADICATE NEI
           PAESI IN VIA DI SVILUPPO DELL'AMERICA LATINA E ASIA
                      REGOLAMENTO (CE) N. /96 DEL CONSIGLIO
                                                 del
               relativo alle azioni nel settore dell'aiuto alle popolazioni sradicate
                       nei paesi in sviluppo nell'America latina e in Asia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130W,
vista la proposta della Commissione1,
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 C del trattato2,
1)    considerando la convenzione relativa allo status dei rifugiati, adottata il
      28 luglio 1951 dalla conferenza delle Nazioni Unite sullo status dei rifugiati e degli
      apolidi, nonché il protocollo di New York adottato il 31 gennaio 1967, e altre
      risoluzioni adottate dalle Nazioni Unite sulla politica nei confronti dei rifugiati;
2)    considerando la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, il Patto
      internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali del 1966, la
      Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della
      donna del 1979 e la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989;
3)    considerando la risoluzione del Parlamento europeo del 16 dicembre 1983 sull'aiuto
      a favore dei profughi nei paesi in via di sviluppo, e le sue successive risoluzioni;
4)    considerando che sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno invitato la
      Comunità ad impegnarsi maggiormente in questo settore;
    !
     GU n. C 237 del 12.9.1995, pag. 19.
    2
     Parere del Parlamento europeo del 6 febbraio 1996 (GU n. C 65 del 4.3.1996, pag. 215),
    posizione comune del Consiglio del          (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e
    decisione del Parlamento europeo del          (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).
 ---pagebreak--- 5)  considerando che l'efficacia dei programmi di sostegno alle popolazioni sradicate
     (rifugiati, sfollati, rimpatriati, smobilitati) dipende dal coordinamento degli aiuti sia
     a livello europeo che degli altri finanziatori, organizzazioni non governative (ONG)
     e organizzazioni delle Nazioni Unite;
6)   considerando la necessità di accrescere gli sforzi volti a prevenire i conflitti e di
     favorire una soluzione pacifica dei conflitti politici o delle guerre che causano gli
     spostamenti delle popolazioni; 6 bis) considerando che la condizione di profugo può
     dipendere dalla persecuzione di taluni gruppi sociali e che è necessario promuovere
     il principio di non discriminazione;
6)  ter considerando che è necessario far rispettare il principio secondo il quale i
    profughi non devono essere ricacciati e che casi di violazione dei diritti umani
    dovranno essere portati dinanzi ai tribunali;
7)  considerando l'esperienza notevole per quanto riguarda i soccorsi alle popolazioni
     sradicate acquisita dagli organismi e dalle agenzie specializzate o dalle
    organizzazioni non governative nell'esecuzione di questo tipo di azioni;
8)  considerando che la Comunità auspica che l'azione a favore delle popolazioni
     sradicate si inserisca in una prospettiva volta a trasformare la fase di sussistenza in
    una fase di "autosufficienza" o di riduzione della dipendenza di queste popolazioni;
    che l'aiuto al loro insediamento o reinsediamento consisterà quindi in azioni
    destinate segnatamente a sviluppare l'autosufficienza attraverso la produzione
    agricola, l'allevamento, la piscicoltura, la creazione di un sistema creditizio,
    l'istruzione di base e la formazione professionale e a garantire un livello sanitario ed
    igienico decoroso;
9)  considerando che per tali paesi questo tipo di aiuto costituisce un requisito
    necessario allo sviluppo e reca pertanto un notevole contributo agli obiettivi della
    politica di cooperazione della Comunità enunciati all'articolo 130 U del trattato;
10) considerando che l'autorità di bilancio ha iscritto nel bilancio un capitolo destinato
    al finanziamento delle azioni relative all'aiuto alle popolazioni sradicate (rifugiati,
    sfollati, rimpatriati, smobilitati) nei paesi in via di sviluppo;
11) considerando che, fatte salve le competenze dell'autorità di bilancio definite dal
    trattato, per il periodo 1996-1999 è inserito nel presente regolamento un importo di
    riferimento finanziario ai sensi del punto 2 della dichiarazione del Parlamento
    europeo, del Consiglio e della Commissione del 6 marzo 1995 3;
12) considerando che è necessario stabilire le modalità e le norme di gestione da
    applicare alle azioni di cooperazione nel settore dell'aiuto a favore
    dell'autosufficienza delle popolazioni sradicate (rifugiati, sfollati, rimpatriati,
    smobilitati),
    3
      GU n. C 102 del 4.4.1996, pag. 4.
 ---pagebreak--- HA APPROVATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                            Articolo 1
La Comunità attua un programma di sostegno e d'assistenza a favore delle popolazioni
sradicate di cui all'articolo 4, per sovvenire ai bisogni urgenti non compresi nell'aiuto
umanitario e per realizzare a più lungo termine progetti e programmi d'azione volti a
garantire l'autosufficienza e l'integrazione o la reintegrazione di tali popolazioni.
La creazione di strutture democratiche e la promozione dei diritti dell'uomo formano
parte integrante dei programmi di assistenza alle popolazioni sradicate dei paesi in via di
sviluppo dell'America latina e dell'Asia, tutti i gruppi interessati, nonché le popolazioni
locali che accolgono profughi e sfollati, partecipano pienamente alla valutazione dei
bisogni e all'attuazione dei programmi di assistenza. L'assistenza e i fondi sono destinati
a gruppi vulnerabili che comprendono donne, bambini, popolazioni indigene, disabili e
persone anziane.
                                             Articolo 2
In tale contesto, la Comunità sostiene progetti economicamente vitali ai fini della
sussistenza, dell'autosufficienza e del reinserimento nel tessuto socioeconomico dei
rifugiati e degli sfollati, dei rimpatriati e degli smobilitati. A tal fine le azioni riguardano,
fra l'altro, lo sminamento, che comprende anche le operazioni atte a promuovere la
sensibilizzazione e la sicurezza in materia di mine, la lotta contro la violenza sessuale, la
prestazione di assistenza sanitaria di base, nella quale rientrano segnatamente l'assistenza
sanitaria perinatale, l'assistenza psicologica e medica alle donne vittime di violenze
sessuali, l'aiuto destinato a promuovere l'unità familiare, ivi compresi i programmi di
ricerca e di raggruppamento delle famiglie, le operazioni destinate ad aiutare le persone a
recuperare i loro beni e i loro diritti di proprietà e l'aiuto relativo al regolamento
giudiziario dei casi di violazione dei diritti dell'uomo perpetrati contro gli sfollati, il
sostegno alle comunità locali delle zone di asilo e alle zone di origine in cui hanno fatto
ritorno le persone sradicate, necessario a facilitare l'accettazione e l'integrazione di queste
persone, nonché l'aiuto al ritorno e all'insediamento di tali popolazioni nei luoghi di
origine o in paesi terzi. Le azioni sostengono, se del caso, la riconciliazione.
 ---pagebreak---                                               Articolo 3
Le azioni realizzate a titolo del presente regolamento sono complementari a quelle
previste da altri strumenti comunitari in materia di cooperazione allo sviluppo.
                                              Articolo 4
1. I beneficiari finali delle azioni di cui all'articolo 2 sono le popolazioni sradicate
(rifugiati, sfollati, rimpatriati, smobilitati) nei paesi in sviluppo dell'America latina e
dell'Asia, nonché quelle provenienti da uno di tali paesi provvisoriamente insediate in un
altro paese in sviluppo e, in casi eccezionali e debitamente giustificati, in un altro paese
terzo:
       a) i "rifugiati", quali definiti nella convenzione relativa allo status dei rifugiati
       adottata il 28 luglio 1951 dalla Conferenza delle Nazioni Unite sullo status dei
       rifugiati e degli apolidi;
       b) gli "sfollati", ossia le persone obbligate a cercare rifugio al di fuori della loro
       regione di origine a causa di conflitti, che non beneficiano dello status di rifugiati
       definito nella convenzione del 1951;
       e) i "rimpatriati", ossia gli ex rifugiati o sfollati rientrati nel loro paese o nella loro
       regione di origine.
2.    L'aiuto s'indirizza anche:
       a) alle popolazioni locali dei paesi d'asilo particolarmente coinvolte, le cui risorse
       sociali, economiche e amministrative contribuiscono ad accogliere e ad assistere i
       rifugiati e gli sfollati, per la realizzazione a più lungo termine di progetti destinati
       all'autosufficienza, all'integrazione o al reinserimento di queste persone;
       b) agli ex combattenti degli eserciti regolari e dei movimenti armati di opposizione
       smobilitati nonché alle loro famiglie e, eventualmente, alle loro comunità locali.
                                             Articolo 5
I partner della cooperazione idonei a beneficiare di un sostegno finanziario a titolo del
presente regolamento sono le organizzazioni regionali e internazionali, comprese le
agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative, le amministrazioni e gli
enti pubblici nazionali, provinciali e locali, nonché le organizzazioni a base comunitaria,
gli istituti e gli operatori pubblici e privati.
                                              Articolo 6
1. Il finanziamento comunitario delle azioni di cui all'articolo 1 riguarda un periodo di
quattro anni (1996-1999).
L'importo di riferimento finanziario per l'attuazione del presente programma per
il periodo 1996-1999 è di 240 MECU.
Gli stanziamenti annui sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti delle
prospettive finanziarie.
 ---pagebreak---                                                 8
 2. L'autorità di bilancio stabilisce gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio,
tenuto conto dei principi di sana gestionefinanziariadi cui all'articolo 2 del regolamento
 finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
                                           Articolo 7
 1. I mezzi che possono essere impiegati nel quadro delle azioni di cui all'articolo 1
 comprendono in particolare studi (che saranno prioritariamente affidati ad esperti del
 paese di accoglienza), assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e lavori,
 audit e missioni di valutazione e di controllo.
2. Ilfinanziamentocomunitario può coprire sia spese d'investimento, ad esclusione
dell'acquisto di beni immobili che, tenuto conto del fatto che il progetto deve, per quanto
possibile, perseguire un obiettivo di efficienza economica a medio termine, spese correnti
(ossia spese di amministrazione, di manutenzione e di funzionamento) al fine di
conseguire un utilizzo ottimale degli investimenti di cui al paragrafo 1 e la cui gestione
costituisce temporaneamente un onere per il partner.
3. Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo dei partner di cui
all'articolo 3. Tale contributo sarà richiesto entro i limiti delle possibilità dei partner
interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione.
4. Potranno essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri finanziatori, in
particolare con gli Stati membri.
5. Sono prese le misure necessarie per contraddistinguere il carattere comunitario degli
aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.
6. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e allo
scopo di garantire la massima efficacia di queste azioni nel loro insieme, la Commissione
può prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:
a)    la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi costante di informazioni sulle
      azioni già finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della
      Comunità e degli Stati membri;
b)    il coordinamento nel paese di attuazione delle azioni, mediante regolari incontri e
      scambi di informazioni tra i rappresentanti della Commissione, degli Stati membri,
      degli altrifinanziatorie dei partner nel paese destinatario.
7. La Commissione, in collegamento con gli Stati membri, può adottare qualsiasi
iniziativa necessaria a garantire un efficace coordinamento con gli altri partner
dell'attuazione dell'azione, in particolare con quelli delle Nazioni Unite, compreso l'Alto
Commissariato per i rifugiati.
                                          Articolo 8
Il sostegno finanziario a titolo del presente regolamento è costituito da aiuti non
rimborsabili.
 ---pagebreak---                                              Articolo 9
 1.   La Commissione è incaricata di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al
      presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore,
      in particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio
      generale delle Comunità.
2.    Nella valutazione dei progetti e dei programmi si terrà conto dei seguenti elementi:
       -   efficacia e vitalità economica delle operazioni,
        - aspetti culturali, sociali, relativi alla parità fra i sessi e ambientali,
        - sviluppo istituzionale necessario al conseguimento degli obiettivi del progetto,
        - esperienza acquisita in operazioni analoghe.
 3. Le decisioni riguardanti le azioni il cui finanziamento ai sensi del presente
regolamento supera il valore di 2 MECU per azione sono adottate secondo la procedura
di cui all'articolo 10.
La Commissione informa succintamente il Comitato di cui all'articolo 8 sulle decisioni di
finanziamento che intende prendere su progetti o programmi per un valore inferiore a 2
MECU. Tale informazione ha luogo almeno una settimana prima della decisione.
4. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del Comitato
di cui all'articolo 8, gli impegni supplementari necessari per coprire gli eventuali
superamenti previsti o constatati a titolo delle azioni, purché il superamento o il
fabbisogno supplementare sia inferiore o uguale al 20% dell'impegno inizialmente fissato
nella decisione di finanziamento.
Nel caso in cui lo stanziamento supplementare di cui al precedente comma sia inferiore a
4 MECU, il comitato è informato della decisione adottata dalla Commissione. Se lo
stanziamento supplementare di cui al precedente comma è superiore a 4 MECU, ma
inferiore al 20% dell'importo inizialmente previsto, sarà chiesto il parere del comitato.
5. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente
regolamento prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possano
effettuare controlli in loco secondo le modalità consuete definite dalla Commissione nel
quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
6. Quando le azioni comportano convenzioni di finanziamento tra la Comunità e il
paese beneficiario, queste prevedono che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a
carico della Comunità.
7. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a
tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa
può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente
giustificati, ad altri paesi terzi.
 ---pagebreak---                                                  10
 8.      Le forniture sono originarie degli Stati membri o dello Stato beneficiario o di altri
 paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture possono
 provenire da altri paesi.
                                            Articolo 10
  1. La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 15 del
 regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio, del 25 febbraio 1992, riguardante l'aiuto
 finanziario e tecnico per i paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia nonché
 la cooperazione economica con tali paesi. 4
 2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure
 da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
 presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è
 formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per
 l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione.
Nelle votazioni al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri
 la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere,
la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure
da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro un mese, a decorrere dalla data in cui gli è stata
sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
                                           Articolo 11
Una volta all'anno si procederà a uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti
generali per le azioni da attuare nell'anno seguente dal rappresentante della Commissione
nell'ambito del comitato di cui all'articolo 10, paragrafo 1.
                                           Articolo 12
Al termine di ogni esercizio di bilancio, la Commissione presenta una relazione annuale
al Parlamento europeo e al Consiglio, comprendente la sintesi delle azioni finanziate
durante l'esercizio e una valutazione dell'attuazione del presente regolamento durante
l'esercizio.
La sintesi presenta in particolare informazioni concernenti i responsabili con i quali gli
accordi o i contratti di esecuzione sono stati conclusi.
La sintesi contiene in particolare informazioniriguardantigli operatori con i quali sono
stati conclusi i contratti d'appalto o di esecuzione d'opera.
       4
        GU n. L 52 del 27.2.1992, pag. 1.
 ---pagebreak---                                               11
 Entro un mese dalla decisione, la Commissione informa gli Stati membri circa le azioni e
i progetti approvati, indicando i relativi importi, il loro carattere, i paesi che ne sono
beneficiari e i partner nella realizzazione.
                                          Articolo 13
La Commissione effettua una valutazione periodica delle azioni finanziate dalla
Comunità per stabilire se i loro obiettivi siano stati conseguiti e fornire linee direttrici per
migliorare l'efficacia delle azioni future. La Commissione presenta una sintesi delle
valutazioni effettuate al Comitato di cui all'articolo 10, che potrebbe eventualmente
esaminarle. Le relazioni di valutazione sono a disposizione degli Stati membri che ne
fanno richiesta e del Parlamento europeo.
                                          Articolo 14
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica sino al 31 dicembre 1999.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì
                                                                         Per il Consiglio
                                                                          Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 6def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                            11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-005-IT-C
                                                             ISBN 92-78-14966-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo