CELEX: 51988PC0846
Language: it
Date: 1988-02-03
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che completa il sistema comune d'imposta sul valore aggiunto e modifica gli articoli 32 e 28 della direttiva 77/388/CEE - Regime particolare applicabile ai beni d'occasione e agli oggetti d'arte, d'antiquariato e da collezione (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 846
Vol. 1988/0275
 ---pagebreak--- Disclaimer
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2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---            COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
           VERSIONE RIVEDUTA                                  COM(88)846 def .
                                                              Bruxelles , 3 febbraio 1989
                                       Proposta di
                                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
che completa il sistema comune d' imposta sul valore aggiunto e modifica gli articoli
         32 e 28 della direttiva 77/ 388 / CEE - Regime particolare applicabile
     ai beni d' occasione e agli oggetti d' arte , d' antiquariato e da collezione
                            ( presentata dalla Commissione )
                                         13  14
                              H ■^                   II
 ---pagebreak---                                        Relaz Loue
Introduzione
L' allegata proposta     completa   il   sistema    comune di     imposta     sul   valore
aggiunto per il regime applicabile ai beni d' occasione e agli oggetti
d' arte , di   antiquariato    e da    collezione .    Essa  colma     così   una   lacuna
particolarmente importante per quanto riguarda l' esigenza di neutralità del
sistema comune dell 'IVA ,    esigenza stabilita nella prima direttiva IVA e
successivamente confermata e precisata dalla Corte di giustizia in diverse
importanti sentenze .
Tuttavia , il reinserimento nel circuito commerciale di beni d' occasione e di
oggetti    d' arte ,  di   antiquariato     e   da    collezione ,     nonché    il   loro
assoggettamento all 'IVA al momento di tale reinseriemnto , pongono una serie
di problemi estremamente delicati ai quali ogni eventuale proposta in questo
settore deve rispondere       in maniera coerente .       E'  così risultato che        il
reinserimento nei circuito di beni che un soggetto passivo ha acquistato da
un privato o da un soggetto passivo che non ha avuto diritto a deduzioni ,
risulterebbe     agevolato   inserendo    fin    da   principio     la   proposta    nella
prospettiva del completamento del mercato interno , così come definito
all' articolo 8A , e introducendo correlativamente le misure necessarie per il
funzionamento di     un autentico mercato -         interno ed     esterno - dei beni
d' occasione e degli oggetti d' arte , di antiquariato e da collezione .
D' altra parte , il regime particolare attuato deve risultare quanto più
neutro , semplice e controllabile , senza che tuttavia sia possibile ottenere
in questo campo caratteristiche e risultati pari a quelli ottenuti con il
regime normale IVA .
Di conseguenza per diversi aspetti è stato necessario un arbitrato , e
 inoltre si deve sempre tenere presente la situazione globale , in particolare
nell' esame delle singole disposizioni .
L' obiettivo del regime fiscale deve essere molto chiaro : occorre
circoscrivere sistematicamente il valore aggiunto dal soggetto passivo
 rivenditore dei beni in questione nel corso della sua attività
professionale . Ciò porta ad escludere dal campo di applicazione ogni
 eventuale plusvalore realizzato in una fase precedente da un privato ( che
 ---pagebreak--- non è soggetto passivo ) oppure da un soggetto passivo che non ha avuto
diritto a deduzioni al momento della cessione del bene al rivenditore .
Il regime particolare deve inoltre risultare neutro nei confronti di ogni
eventuale intermediario con funzioni di rivenditore .
Infine , nella misura in cui i privati esulano dal campo di applicazione del
presente regime ,        deve risultarne come logica conseguenza l' applicazione
integrale      nei   loro    confronti   dei   principi    sanciti   dalla    Corte     nella
giurisprudenza "Schul ", fino all' abolizione delle frontiere fiscali .
I . Oggetto della proposta
La presente proposta si            inserisce nella logica sulla quale           si    fondano
diverse sentenze della Corte di giustizia riguardanti i beni d' occasione . La
prima sentenza in questo settore , la sentenza Schul ( 1 ), riguarda un bene
d' occasione acquistato da un privato in uno Stato membro e poi da questo
importato      nello    Stato   membro   di   residenza .   Nella   sentenza ,     la   Corte
statuisce      che   l' articolo    95 vieta    agli   Stati  membri    "di   assoggettare
all' imposta sul valore aggiunto riscossa le importazioni , da altri Stati
membri , di merci cedute da un privato , qualora un' imposta del genere non sia
riscossa      con   la    cessione    di merci    analoghe   da   parte   di   un     privato
all' interno dello Stato membro importatore , ove non venga tenuto conto della
quota residua dell' imposta sul valore aggiunto riscossa nello Stato membro
esportatore       e   ancora     inglobata   nel    valore   della    merce    al     momento
dell' importaz ione . "
Con altre sentenze ( 2 ) la Corte ha disciplinato la maggior parte di casi di
importazione di beni d' occasione da parte di privati .
Nella comunicazione del gennaio 1986 ( 3 ), la Commissione ha dato la propria
interpretazione        circa    la   portata   delle    sentenze    Schul    :"La     duplice
imposizione dell' IVA su merci esportate da uno Stato membro a un altro è in
contrasto con il diritto comunitario e con la realizzazione di un autentico
mercato comune". La Commissione ne ha tratto una soluzione operativa per i
 ( 1 ) Sentenza della Corte del 5 maggio 1982
 ( 2 ) Sentenze della Corte del 21 maggio 1985 ( Causa Schul ) dell' 11 dicembre
       1984 ( Causa Abbink ), del 23 gennaio 1986 ( Causa Bergerès Becqué ) e del
       25 febbraio 1988 ( Causa Drexl )
 ( 3 ) G.U. n.C 13 del 21.1.1986 , pag . 2
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beni d' occasione importati da primati . La presente proposta dà per acquisita
tale soluzione . Tuttavia li campo disciplinato da questa è limitato , in
quanto riguarda unicamente le impor cazìoriì dei privati , anche se il
principio di      evitare la doppia   imposizione è di portata assolutamente,
generale .
Il divieto di principio di ogni doppia imposizione è stato del resto
confermato dalla Corte in altre sentenze relative alla vendita , all' interno
di uno Stato membro , di un bene nuovo con il ritiro di un bene d' occasione
della stessa natura ( 4 ). In tali sentenze la Corte ha precisato che i beni
d' occasione che sono stati assoggettati all 'IVA al momento della loro prima
immissione nel circuito commerciale , non possono essere assoggettati , al
momento     della   rivendita  da parte  di  un  soggetto  passivo ,   ad  un 'IVA
parzialmente basata sull 'IVA precedentemente versata . In tale occasione , la
Corte ha anche precisato che quando uno Stato membro ha previsto un regime
nazionale d' imposizione dei beni d' occasione ,    tale regime ha come unico
limite quello di non interferire con il regime applicabile ai beni nuovi .
Il principio fondamentale di evitare la doppia imposizione e di neutralità
riguarga , e questo è un dato essenziale , anche gli scambi all' interno di uno
stesso Stato membro .
Benché tali principi siano stati più volte enunciati , rimane il problema
economico dovuto all' applicazione dell' imposta sul valore aggiunto ai beni
reintrodotti nel circuito commerciale da professionisti fornitori di beni
d' occasione e di oggetti d' arte , di antiquariato o da collezione : infatti
non     esiste  attualmente   una normativa  comunitaria  che   eviti  la  doppia
imposizione in tale fase .
Conformemente all' articolo 32 della direttiva 77/ 388/CEE ( sesta direttiva )
un regime comune di imposizione applicabile in questo settore avrebbe dovuto
essere adottato dal Consiglio entro il 31 dicembre 1977 . A tal fine la
Commissione aveva presentato una proposta 1 ' 1 1 gennaio 1978 ( proposta di
settima direttiva , GU C. n . 26 del 1° febbraio 1978 , modificata il 14 maggio
1979 , GU C n . 136 del 31 maggio 1979 ) che formò oggetto di lunghe
discussioni in sede di Consiglio . Considerando che da tali discussioni era
emersa una formulazione che accentuava le differenze esistenti tra Stati
membri , che non introduceva un sistema fiscale permanente e non comprendeva
 ( 4 ) Sentenze della Corte del 10 luglio 1985 nelle cause 16 / 84 e 17/84
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le    operazioni    transfrontaliere ,   la   Commissione    decise    di   ritirare   la
proposta .
Nella seduta del 16 novembre 1987 il Consiglio ha preso atto del ritiro e
dell' intenzione della Commissione si sottoporgli quanto prima una nuova
proposta in materia .
Il pacchetto di disposizioni contenuto nella presente proposta tende a
colmare la lacuna esistente e ad affrontare in maniera coerente il problema
dei beni che sono reimmessi nel circuito economico da parte di mercanti di
beni d' occasione e di oggetti d' arte , da collezione e di antiquariato : tale
pacchetto      costituisce     pertanto     un    regime    particolare      applicabile
esclusivamente agli operatori economici specializzati in questi mercati .
II . Analisi della proposta
La proposta si compone di due articoli che modificano il testo attuale della
sesta direttiva :
a ) l' attuale articolo 32 è sostituito da un nuovo testo che               inserisce  le
    disposizioni relative a un regime comune di imposizione dei beni                   in
    questione nel quadro dellla sesta direttiva . In tal modo le disposizioni
    della    sesta   direttiva    sono   direttamente    applicabili/ «Tsa Ivo    deroga
    esplicitamente prevista ,      a questo , nuovo    articolo    32   e  le  eventuali
    modifiche     successive    della   sesta    direttiva    =•■ per   esempio    quelle
    introdotte dopo l' abolizione delle frontiere fiscali - saranno del pari
    applicabili direttamente all' articolo 32 .         In tal modo il dispositivo
    d' imposizione    è  stato   inserito    fin  dal  principio     nella   prospettiva
    dell' abolizione delle frontiere fiscali Ccfr . sotto , ad articolo 1 ).
b ) E' stato aggiunto un nuovo testo all' attuale articolo 28 del titolo XVI
    " Disposizioni    transitorie "   in  modo    da  poter    mettere    in  vigore   il
    dispositivo di imposizione prima dell' abolizione delle frontiere fiscali
    ( cfr . sotto , ad articolo 2 ).
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                                      Ad articolo 1
A , Il campo d' appiicazlone
    Trattandosi     di    un    regime   particolare ,   è    essenziale   delimitarne
    accuratamente il campo d' applicazione sia per gli oggetti , sia per le
    persone interessate . In proposito va ribadito che il regime particolare
    costituisce un’eccezione al regime normale , e che pertanto esso deve
    essere riservato ai casi nei quali il regime normale non può essere
    applicato . Ne consegue che il regime normale deve rimanere la norma in
    tutti    i  casi   in    cui   sono   soddisfatte   le   condizioni   per   la  sua
    applicazione Ccfr . A. 4 ).
    1 . I béni interessati dalla proposta
        Il campo d' applicazione della presente proposta riguarda i beni , così
        come   definiti    nella    versione   attuale  dell' articolo   32   della  6a
        direttiva , vale a dire i beni d' occasione e gli oggetti d' arte , di
        antiquariato e da collezione .
        Il  campo d' applicazione è molto ampio .          Ciò risponde all' idea di
        evitare , con un regime particolare ,        la doppia imposizione che può
        sorgere quando una persona rivende beni il cui valore comprende un' IVA
        non deducibile . Infatti , la maggior parte dei beni usati e una parte
        degli oggetti d' arte sono stati acquistati , prima di essere rivenduti
        dai mercanti specializzati in questo settore , presso privati o
        soggetti passivi che non hanno avuto diritto alla deduzione dell' IVA
        al momento dell' acquisto . Tuttavia , altri beni non sono mai stati
        assoggettati all 'IVA a motivo del loro carattere antico ( per esempio :
        determinate opere d' arte o beni di antiquariato ).
        Di conseguenza , può risultare difficile , se non impossibile , isolare
        tra i beni acquistati in vista di una loro rivendita , quelli che
        continuano a comprendere un' IVA residua . L' inclusione di tutti i beni
        nel campo d' applicazione della proposta è quindi dovuta al desiderio
        di evitare una difficile suddivisione delle attività del rivenditore .
        Tuttavia , nella proposta di direttiva è chiaramente indicato che i
        beni acquistati dal rivenditore in regime normale di imposta sul
 ---pagebreak---     valore aggiunto ( indipendentemente dal fatto che i beni siano stati
    acquistati sul mercato interno oppure importati e sottoposti al regime
    normale IVA al momento dell' importazione ) rimangono soggetti al regime
    normale , e che di conseguenza a tali beni non è applicabile il regime
    particolare . In tale situazione rimangono valide le regole normali per
    la   deduzione   dell' imposta ,   non esiste  nessun rischio   di  doppia
    imposizione e non vi è nessun motivo per non attenersi alle regole
    normali di applicazione dell 'IVA .
    La delimitazione degli oggetti d' arte e da collezione si ispira alla
    stessa logica : infatti tali oggetti non possono essere assoggettati
    al regime particolare al momento della prima vendita ( vale a dire , nel
    caso   degli   oggetti   d' arte ,  al momento  della cessione   da  parte
    dell' autore o degli aventi diritto ). E' altresi chiaro che le cessioni
    successive di tali beni , nella misura in cui sono effettuate tra
    soggetti passivi , sono soggette al regime normale IVA .
    Al difficile quesito di definire gli oggetti d' arte , da collezione e
    di antiquariato si è risposto basandosi sulla situazione attuale della
    nomenclatura combinata . Infatti , nella misura in cui tale nomenclatura
    costituisce una presentazione adeguata di tali oggetti , riconosciuta e
    accettata come tale dagli Stati membri per l' applicazione dei dazi
    doganali ,   è    apparso opportuno       farvi riferimento    anche per
                                   • -
    l' applicazione dell 'IVA . Tuttavia , per evitare un collegamento troppo
    rigido con una nomenclatura elaborata in un contesto diverso da quello
    dell' applicazione dell' IVA , per agevolare un eventuale successivo
    adattamento delle definizioni , ciascuna categoria di beni è definita
    sulla base dei codici attuali . Per snellire il dispositivo giuridico i
    beni sono enumerati in un allegato , che forma l' allegato H della 6a
    direttiva .
    Infine , allo scopo di ridurre nei limiti del possibile i rischi di
    frode , possono beneficiare del regime particolare unicamente le
    cessioni di oggetti preziosi il cui valore commerciale è almeno doppio
    rispetto al valore della materia preziosa di cui sono composti .
2 . Le persone interessate dalla proposta
    Il regime particolare , oggetto della presente proposta , si applica ai
    professionisti che acquistono in vista di una rivendita .
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Questi ,   definiti   " rivenditore",   possono   ricorrere   al   regine
particolare solo quando i beni oggetto della rivendita sono stati
acquistati presso un privato o un soggetto passivo che non ha avuto
diritto a deduzione al momento dell’acquisto dei beni in questione -
conformemente alla definizione dei beni data al punto 1 sopra . Ciò
significa tra l' altro che il regime particolare si applica alle
rivendite di beni acquistati dal rivenditore presso un soggetto
passivo esonerato oppure presso un altro soggetto passivo rivenditore .
Benché non fosse strettamente necessario , il riferimento all' articolo
5 , paragrafo 4 , lettera c ) della 6a direttiva è inteso a dissipare
ogni dubbio in merito al regime applicabile a tutti gli intermediari
che non operano " su commissione " oppure i quali , benché operanti su
commissione ,   fruiscono   della   deroga   prevista  all' articolo  28 ,
paragrafo 3 , lettera e ). In tal caso il regime loro applicabile è il
regime normale delle prestazioni di servizi . Tale regime non provoca
distorsioni di concorrenza rispetto alle operazioni di commissione di
cui all' articolo 5 , 4 , c che sono invece considerate come cessioni di
beni . Infatti , poco importa che la base imponibile sia teoricamente
costituita nel primo caso "da tutto ciò che costituisce il
corrispettivo della prestazione di servizio" o , nel secondo caso ,
dalla "differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo d' acquisto";
perché in pratica il risultato economico è identico .
Inoltre , non essendo il regime particolare applicabile quando i beni
sono stati acquistati dal rivenditore in regime normale presso un
soggetto passivo che ha avuto diritto a deduzione , oppure importati e
 soggettati all' imposta al momento dell' importazione , il rivenditore
dovrà ricorrere nello stesso esercizio , per determinati beni al regime
normale e per altri al regime particolare . In tal caso l' utilizzazione
mista dei due regimi deve dare luogo a due contabilità distinte in
 modo da distinguere chiaramente le operazioni imposte sulla base
 dell' uno e dell' altro regime e i relativi diritti a deduzione . La
 definizione delle modalità tecniche per il rispetto di tale obligo è
 affidata agli Stati membri , per tener conto delle caratteristiche
 nazionali .
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       Per evitare i rischi di frode nell' esercizio del diritto a deduzione
       in caso di applicazione del regime normale , gli Stati membre possono ,
       analogamente al disposto dell' articolo 18 , paragrafo 2 , obligare i
       rivenditori a esercitare il diritto a deduzione soltanto al momento
       della cessione . Il ricorso a tale misura , che completa gli strumenti
       di controllo a disposizione degli Stati membri , è lasciato alla loro
       discrezione .
       Il   presente  regime  non  si  applica  invece  alle   persone   che  non
       possiedono la qualità di rivenditore (" che acquista in vista della
       rivendita ").  Ciò   vale  per  esempio  per  un    imprenditore   che  ha
       utilizzato un bene nel quadro della propria azienda e lo rivende
       successivamente . In tal caso rimane d' applicazione il regime normale
       della 6a direttiva ( imposizione o esenzione conformemente all' articolo
       13 , B , c ) .
B. Le modalità generali di applicazione
   1 . Per     quanto  riguarda   il   problema   tecnico ,   molto    dibattuto ,
       dell' applicazione dell' imposta sul valore aggiunto alle cessioni di
       beni d' occasione da parte di rivenditori , si è deciso di proporre , in
       vista di una soluzione armonizzata che rispetti l' economia generale
       dell 'IVA e agevoli nei limiti del possibile le operazioni
       tranfrontaliere , di prendere sistematicamente come base imponibile ,
       per tutte le categorie di beni interessate , l' utile realizzato dal
       rivenditore al momento della rivendita .
       Tale soluzione presenta il duplice vantaggio di essere relativamente
       semplice nell' attuazione e di poter applicare l' imposta sul valore
       effettivamente aggiunto dal rivenditore .
       E' vero che anche altre tecniche di imposizione consentono di ottenere
       lo stesso risultato economico e fiscale .      Per esempio ,   la tecnica
       consistente nel ricostituire l' imposta residua per poterla dedurre al
       momento della rivendita , produce nella pratica un risultato
       equivalente . Tuttavia , tale tecnica non presenta vantaggi tecnici
       notevoli , mentre comporta il rischio di deduzioni artificiose di IVA
       residua ed è sopratutto di applicazione più complessa ( in particolare
       per le PMI che sono le principali interessate al regime particolare ).
 ---pagebreak---     Per questo motivo non si è optato per tale tecnica , la cosiddetta
    " imposta da imposta ".
    In    termini   economici    l' utile   da   prendere    in    considerazione   è
    costituito dalla differenza tra il prezzo al netto dell' imposta
    praticato dal rivenditore e il costo da lui effettivamente pagato al
    momento dell' acquisto del bene . Nei casi in cui il bene era o era
    stato assoggettato ad IVA non deducibile al momento dell' acquisto ,
    tale    imposta deve essere      inserita nel costo e deve essere tenuta
    presente nel calcolo dell' utile .
    E 'opportuno rammentare in proposito che il rivenditore non può dedurre
    l' imposta che era stata eventualmente applicata all' acquisto del bene
    ( tale imposta è virtualmente dedotta mediante l' imposizione del solo
    utile , come definito sopra ).
    Le    dispozioni    generali    dell' articolo   17   ( diritto    a   deduzione )
    rimangono invece applicabili agli altri acquisti , senza che ciò sia
    esplicitamente indicato nel testo , dal momento che , come già osservato
    sopra , la presente proposta si integra nel testo della 6a direttiva .
    Inoltre si propone di non autorizzare il rivenditore a far comparire
    1 ' IVA  sulle   fatture   rilasciate .   In  tal   modo    l' imposta  applicata
    sull' utile    non   è   deducibile    ad   uno   stadio     successivo .  Queste
    disposizioni corrispondono dal resto alla prassi commerciale generale
    che non rivela i margini di utile .
2 . E 'stata poi introdotta una variante a questo principio riguardante la
    base imponibile , consistente nella possibilità di basarsi su un utile
    globale , vale a dire sulla differenza , nel periodo di dichiarazione ,
    tra l' importo totale delle vendite e l' importo totale degli acquisti .
    Rispetto al sistema del margine unitario , la variante consente di
    evitare il problema della ricostituzione del prezzo d' acquisto
    unitario di un bene a posteriori , al momento della sua rivendita ,
 ---pagebreak---        ricostituzione praticamente impossibile nel caso di beni acquistati in
       blocco , di scarso valore , dif f icilemente identificabili , ecc .
       La globalizzazione dell' utile viene incontro alle difficoltà che hanno
       determinati settori per l' attuazione di un sistema di margine utile
       unitario . La globalizzazione presenta inoltre alcune analogie con il
       regime normale dell' imposta sul valore aggiunto , in particolare con la
       possibilità    di   tener    conto    delle   situazioni    di   svendita .    Tale
       possibilità e gli obblighi che ne derivano per ridurre nei limiti del
       possibili rischi di frode o di distorsione di                concorrenza ,    hanno
       portato all' introduzione di un dispositivo che consente al comitato
       IVA di valutare tali         rischi .  Pertanto ,   le modalità nazionali di
       applicazione del sistema di globalizzazione dovranno essere soggette
       alla procedura di consultazione prevista all' articolo 29 della óa
       direttiva .
   3 . Inoltre ,   sono   necessarie     disposizioni     specifiche    riguardanti     le
       modalità da     applicare nelle       operazioni    transfrontaliere .   In    tale
       contesto occorre tener presente la prospettiva dell' abolizione delle
       frontiere .   Infatti ,   in un    sistema   di    imposizione   dell' utile    dei
       rivenditori       non      è     possibile        assoggettarli      all' imposta
       all’importazione . Di conseguenza , per evitare i rischi della doppia o
       della mancata imposizione , si è preferito adottare una modalità
       secondo la quale l' utile sarà imposto indipendentemente dalla
       destinazione comunitaria dei beni . Si propone pertanto che i beni
       soggetti    al    regime    particolare     siano    assoggettati    ad    imposta
       all' esportazione    a   destinazione     degli   altri   Stati   membri     e  non
       all' importazione . In tal modo è istituita un' analogia con.il sistema
       che dovrebbe essere adottato nelle proposte riguardanti l' abolizione
       delle frontiere fiscali ( cfr . in proposito il punto ad articolo 2 ,
       riguardante le disposizioni transitorie ).
C. Modalità d' applicazione a determinati beni
   1 . Benché il principio adottato consista nel               trattare tutti      i beni
       venduti dai rivenditori in un unico contesto nell 'applicare a questi
       beni l’imposta sul valore aggiunto in condizioni generalmente
       identiche , le caratteristiche specifiche e lo sviluppo degli scambi
 ---pagebreak---     internazionali di oggetti d' arte , da collezione e di antiquariato
    richiedono l' adozione di disposizioni specifiche . Per evitare le
    doppie imposizioni , oppure i casi di mancata imposizione , nonché le
    distorsioni di concorrenza , il sistema proposto deve basarsi , per
    questi oggetti specifici , sull ' imposizione dei beni all' esportazione
    indipendentemente dalla loro destinazione ( intracomunitaria o paesi
    terzi ). Infatti , il dispositivo generale prescelto , che consiste nel
    tassare all' esportazione intracomunitaria ogni categoria di beni ,
    implica che , per gli scambi con paesi terzi , rimanga d' applicazione il
    regime normale di imposizione all' importazione sul valore totale dei
    beni . D' altra parte occore tener presente il carattere specifico degli
    oggetti d' arte , da collezione e di antiquariato , e in particolare il
    fatto che il valore varia in funzione di parametri indipendenti dal
    concetto di valore aggiunto . In proposito , negli scambi con i paesi
    terzi , occorre evitare :
    - una   semplice   esenzione    all' importazione ,  la  quale  nell' ambito
      dell' articolo 32   ( vale a dire nell' ambito della 6a direttiva che
      prevede     attualmente     il    principio     generale   dell' esenzione
      all' esportazione ) porterebbe al risultato che i beni in questione
      non siano finalmente assoggettati ad imposta né all' importazione , né
      all' esportazione ;
    - un' imposizione all' importazione secondo il regime normale , che
      avrebbe come risultato , per tutti i beni già assoggettati all 'IVA in
      precendenza , un' inevitabile doppia imposizione e che , in modo più
      generale , creerebbe un onere fiscale notevole per questi oggetti ,
      senza relazione con il concetto di valore aggiunto .
    Pertanto , la soluzione più adatta dal punto di vista economico
    consiste nell 'estendere il meccanismo previsto per gli scambi
    intracomunitari agli scambi con i paesi terzi : imposizione
    all' esportazione e esenzione all' importazione . Tale meccanismo
    produrrà inoltre l' effetto implicito di incoraggiare il rimpatrio
    delle opere d' arte e la conservazione del patrimonio culturale
    europeo .
2 . Occorre tuttavia stabilire una relazione con il trattamento fiscale
    applicato agli autori delle opere d' arte . Infatti , nella misura in cui
 ---pagebreak---        le opere d' arte originali dovrebbero essere assoggettate al regime
       normale quando sono cedute dall' autore o dagli aventi diritto ( sia sul
       mercato   interno sia all' importazione ),      in particolare per evitare
       distorsioni di concorrenza con le gallerie d' arte , occorre evitare che
       il regime particolare applicabile agli oggetti d' arte diventi una
       fonte di frode .
       In particolare , occore evitare che un' opera d' arte originale esonerata
       dall' imposta al momento dell' esportazione da parte dell' artista , venga
       immediatamente     reimportata   per   poter  beneficiare ,   in   qualità  di
       oggetto al    quale si     applica la presente proposta ,      dell' esenzione
       applicabile all' importazione dal       rivenditore .   A tal   fine è   stata
       introdotta una disposizione che permette ale autorità nazionali di
       richiedere , per ogni reimportazione effettuata entro 36 mesi , la prova
       che il bene era stato definitivamente assoggettato ad imposta prima
       dell' esportazione fuori del territorio della Communità .
       Tale rischio non può invece prodursi nelle relazioni tra Stati membri ,
       dal   momento   che ,   prima  dell' abolizione   delle   frontiere   fiscali ,
       l' opera d' arte , benché esonerata all' esportazione verso un altro Stato
       membro ,  sarebbe     assoggettata   per   il  valore    globale   al  momento
       dell' importazione in quest' ultimo ( articolo 11 B della 6a direttiva ).
   3 . Per assimilazione esplicita , il regime particolare applicabile alle
       importazioni di oggetti d' arte , da collezione e di antiquariato da
       parte di rivenditori è anche applicabile , alle stesse condizioni , alle
       importazioni effettuate da enti culturali riconosciuti in quanto tali
       dagli Stati membri .
D. Opzione
   In linea generale , il rivenditore autorizzato ad applicare il regime
   particolare vende a privati . Tuttavia , nel caso in cui il rivenditore
   venda ad altri soggetti passivi , il sistema di imposizione del margine
   utile, può presentare inconvenienti .
   Infatti , l' imposizione del margine utile realizzato dal              rivenditore
   consente di evitare la doppia imposizione al suo livello , ma         causa invece
   una doppia imposizione al livello successivo , cioè al                livello del
   soggetto passivo acquirente al quale il sistema di margine             utile vieta
 ---pagebreak--- per definizione    il diritto a deduzione ,    dal momento che l' importo
dell 'IVA non può essere indicato .
Per evitare una situazione in cui all' imposta iniziale residua verrebbe
ad aggiungersi , al livello del soggetto passivo acquirente , un residuo
dovuto all' imposta applicata sull' utile del rivenditore , si propone che ,
per le cessioni a soggetti passivi , il rivenditore possa optare per il
regime normale .
Nella misura in cui il rivenditore può ricorrere sia al regime
particolare , che al regime normale , secondo la natura delle operazioni
effettuate , sono applicate le stesse condizioni previste alla lettera A ,
parafrafo 4 : tenuta di contabilità distinte e possibilità lasciata agli
Stati membri di accordare il diritto a deduzione solo al momento della
cessione .
 ---pagebreak---                                       Ad articolo 2
1 . L' articolo 2 va letto insieme alle disposizioni dell' articolo 1 , lettera
      C. Queste disposizioni attuano negli scambi intracomunitari l' imposizione
      nello Stato membro di partenza , così la data di abolizione delle
      frontiere fiscali viene anticipata , per tutti i beni oggetto dalla
      presente proposta .
      Quando     le   frontiere    fiscali     saranno    abolite ,        le   disposizioni
      dell' articolo 2 saranno prive di effetto , come del resto anche le altre
      disposizioni     transitorie     dell' articolo    28 ,    e     tutti    gli   scambi
      intracomunitari saranno soggetti ,        conformemente al principio generale
      introdotto con un' altra proposta di direttiva ,              all' imposizione nello
      Stato membro di partenza .       L’articolo 1 ,   lettera C ,        che riguarda gli
      oggetti d' arte , di antiquariato e da collezione , rimarrà invece in vigore
      anche    dopo  l' abolizione   delle    frontiere ,     in   quanto     costituirà  il
      fondamento giuridico per l' imposizione delle esportazioni verso paesi
      terzi e l' esenzione delle importazioni nella Comunità .
2 . Durante il periodo transitorio , nel quale rimane valido il principio
      generale della      6a direttiva       dell' imposizione "all' importazione ,       la
      soluzione tecnica adottata in seguito alle sentenze Schul e illustrata
      nella    comunicazione   della    Commissione    del     1986     (1 )  deve  rimanere
      d' applicazione per le importazioni dei privati . A tal fine , la fattura
      emessa dal    rivenditore ,   che comprende un' imposta che non può essere
      indicata separamente , costituisce la prova che l' IVA è stata versata sui
      beni in questione in altro Stato membro e che di conseguenza il metodo di
      calcolo dell 'IVA proposto nella comunicazione della Commissione è
      applicabile anche a tali beni . Per agevolare l' attuazione di tale
      soluzione tecnica , l' imposta applicata ai beni soggetti al regime
      particolare deve essere fissata ad un' aliquota identica a quella
      applicata ai beni nuovi della stessa natura . Inoltre , l' aliquota
      applicata alla cessione di beni deve esser indicata sulla fattura per
      poter essere presa come base di calcolo dell' imposta residua .
 ( 1 ) GU . n . C 13 del 21.1.1986 , pag . 2 .
 ---pagebreak---                        Proposta di direttiva del Consiglio
 che completa il sistema comune d' imposta sul valore aggiunto e modifica gli
  articoli 32 e 28 della direttiva 77/388 /CEE - Regime particolare applicabile ai
   beni d' occasione e agli oggetti d' arte , d' antiquariato e da collezione .
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
Visto    il  trattato   che   istituisce  la Comunità      economica  europea ,  in
particolare l' articolo 99 ,
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere del Parlamento europeo .
Visto il parere del Comitato economico e sociale .
Considerando che , ai sensi dell' articolo 32 della sesta direttiva 77/388/ CEE del Consiglio,
del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli
Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di
imposta sul valore aggiunto : base imponibile uniforme ( 1 ), modificata da ul ¬
 timo dall' Atto di adesione della Spagna e del Portogallo , il Consiglio è te¬
 nuto ad adottare il regime comune d' imposizione applicabile nel settore dei
 beni d' occasione e degli oggetti d' arte , di antiquariato e da collezione ;
Considerando che     la  situazione   attuale ,   in mancanza di una normativa
comunitaria , continua ad essere caratterizzata da regimi molto diversi che
determinano    distorsioni   di  concorrenza    e   sviamenti  di  traffico   tanto
all' interno di un paese che nei rapporti tra Stati membri ; che tali
divergenze comportano inoltre disuguaglianze nella ri scossione delle risorse
proprie delle Communità ; che , di conseguenza , è necessario por fine al più
presto a tale situazione ;
(1 ) G U    n. L 145 del 13.6.1977         pag .   1
 ---pagebreak---                                         -2-
Considerando che    la Corte   di Gustizia , con un certo numero di sentenze , ha
segnalato la necessità di una armonizzazione che eviti la doppia imposizione
nel commercio intracomunitario ;
Considerando che    l' obiettivo del   completamento del  mercato interno entro il
31 dicembre 1992 impone che si adotti anteriormente a tale data una normativa comunitaria che
eviti per    quanto possibile   le   doppie  imposizioni   e  le  distorsioni   di
concorrenza tra soggetti passivi ;
Considerando che    lo scopo   della soppressione   delle doppie   imposizioni   e
delle distorsioni    di concorrenza    può essere  raggiunto mediante   un regime
fiscale applicabile     tanto al periodo anteriore quanto al periodo posteriore
alla data del completamento del mercato unico , ciò che d' altronde semplifica
il sistema ;
Considerando che ,   per quanto    riguarda taluni beni d' interesse culturale , è
opportuno prevedere particolari disposizioni con lo scopo di favorire la
conservazione e l' arricchimento del patrimonio culturale della Comunità ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA -.
 ---pagebreak---                                                                                              1
                                        Articolo 1
La direttiva 77/ 388/ CEE è modificata come segue :
1 . Il testo dell' articolo 32 è sostituito dal testo seguente :
                                       "Articolo 32
      Regime particolare applicabile ai beni d' occasione , agli oggetti d’arte ,
                            d' antiquariato e da collezione .
    A. Campo di applicazione
    1 . Gli Stati membri applicano l' imposta sul valore aggiunto alle cessioni di
        beni d’occasione , di oggetti d' arte , d’antiquariato e da collezione in
        conformità alle dispozioni seguenti .
        I metalli   preziosi e   le pietre  preziose non  rientrano     nel    campo   di
        applicazione del presente regime particolare. Tuttavia, tale regime si applica anche
        alle cessioni degli oggetti di cui al comma precedente , composti d' oro o
        di altri   metalli preziosi o ornati di pietre preziose , qualora il valore
        delle materie   che li compongono non superi 50 % del prezzo di vendita di
        detti oggetti .
    2 . Ai fini dell' applicazione della presente direttiva , sono considerati :
        a ) "beni d' occasione", i beni mobili usati e suscettibili di reimpiego
                                 tal quali o previa riparazione , compresi i mezzi
                                 di trasporto ;
        b ) "oggetti d' arte", gli oggetti elencati nell' allegato H , punto 1 , ad
                                eccezione degli  oggetti ceduti dall' autore stesso o
                               dagli aventi diritto ;
 ---pagebreak---                                                                                       2
   c ) " oggetti da collezione", gli oggetti elencati nell' allegato H , punto 2 , ad
                                   eccezione degli oggetti ceduti per la prima
                                   volta ;
   d ) "oggetti di antiquariato", gli oggetti elencati nell' allegato H , punto 3 .
3.   Il regime particolare si applica alle cessioni dei beni di cui al
   paragrafo     1   qualora   siano    effettuate   da    un  soggetto   passivo
    (" rivenditore") che , a titolo professionale , acquisti tali beni da un
   privato o da un soggetto passivo che non ha avuto diritto a deduzione ,
   allo scopo di rivenderli .       Si  considera anche    come rivenditore ogni
   soggetto passivo     che eserciti     la professione d' intermediario e che ,
   nell' ambito dell' articolo 5, paragrafo 4, lettera c ), trasferisca i beni di
   cui al paragrafo 1 in base ad un contratto di commissione per l' acquisto
   o per la vendita .
4.   Il   regime particolare non si applica alle        cessioni  effettuate dal
   rivenditore qualora questi abbia acquistato i beni da un soggetto passivo
   e ne abbia ricevuto fattura con imposta sul valore aggiunto in conformità
   dell' articolo 22, paragrafo 3 , o qualora i beni siano stati importati dal
   rivenditore e assoggettati in quest' occasione all' imposta sul valore
   aggiunto .
   Qualora , in ragione delle proprie attività , utilizzi congiuntamente il
   regime normale e il regime particolare , il rivenditore deve tenere
   contabilità separate per le attività soggette rispettivamente all' uno e
   all' altro regime , secondo modalità fissate dagli Stati membri . Per le
   operazioni soggette al regime normale , gli Stati membri possono obbligare
    il rivenditore a esercitare il diritto a deduzione non prima del momento
   della cessione .
 ---pagebreak---                                                                                          3
                                     f
B. Modalità generali di applicazione
1 . La base imponibile è costituita dalla differenza , per ciascuna cessione ,
    tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto . Il prezzo di vendita è
    il prezzo praticato dal rivenditore , al netto dell' imposta sul valore
    aggiunto . Il prezzo di acquisto è il prezzo pagato dal rivenditore , al
    lordo d' imposta .
    Tuttavia   gli   Stati   membri    possono ,  allo    scopo   dì * semplificare  la
    riscossione    dell' imposta   e   con  riserva    della    consultazione   di  cui
    all' articolo   29 ,  considerare     come   base    imponibile     la  differenza ,
    registrata durante      ciascun periodo di dichiarazione ,         tra l' ammontare
    totale delle cessioni al netto d' imposta e l' ammontare totale degli
    acquisti al lordo d' imposta . L' applicazione di questa disposizione non
    deve produrre distorsioni di concorrenza .
2 . Il rivenditore non ha diritto a dedurre l' imposta applicata all' acquisto
    del bene oggetto della cessione . L' imposta applicata a tale cessione non
    può essere indicata separatamente sulla fattura o su qualsiasi altro
    documento che ne fa le veci .
C. Modalità di applicazione per taluni beni
    Agli oggetti d' arte , da collezione e di antiquariato di cui al punto A ,
    paragrafo 2 , lettere b , c ) e d ) si applicano anche le disposizioni
    seguenti :
    a ) In deroga alle disposizioni dell' articolo 15 , paragrafi 1 e 2 , le
        cessioni di detti beni da parte di un rivenditore non sono esentate
        qualora tali beni siano spediti o trasportati verso un paese terzo .
    b ) In deroga alla disposizione dell' articolo 2 , paragrafo 2 , detti beni
        sono esentati      qualora siano importati da un paese terzo da un
 ---pagebreak---     rivenditore . Tuttavia, gli oggetti d' arte e da collezione esportati in
    esenzione da imposta sul valore aggiunto nel corso dei trentasei mesi
    precedenti l' importazione degli stessi da parte di un rivenditore, non
    beneficiano dell' esenzione all' importazione .
c ) Detti beni sono esentati qualora siano importati da enti culturali
    riconosciuti dallo Stato membro , alle stesse condizioni previste
    alla lettera b ) per i rivenditori .
 ---pagebreak---                                                                                     5
    D. Opzione
         Il rivenditore suscettibile di beneficiare del regime particolare può ,
         per ciascuna cessione a un soggetto passivo , optare per il regime
         generale dell' imposta sul valore aggiunto . In tal caso , si applicano le
         condizioni di cui al punto A , paragrafo 4 , secondo comma .
2 . All 'articolo 28 è aggiunto il testo del seguente paragrafo 6 :
    " 6 . Fino alla data della soppressione delle imposizioni all' importazione e
          degli sgravi all' esportazione per gli scambi tra gli Stati membri , gli
          Stati membri applicano le disposizioni seguenti :
          a ) In deroga alle disposizioni dell' articolo 15 , paragrafi 1 e 2 , le
              cessioni da parte di un rivenditore di beni di cui all' articolo 32 ,
              punto A ,    paragrafo 2 ,   sono assoggettate in
              conformità a detto articolo ,    qualora detti beni siano spediti o
              trasportati verso un altro Stato membro .
          b ) In deroga alla disposizione dell' articolo 2, paragrafo 2 , i beni di
              cui all' articolo 32 , .punto A , paragrafo 2 ,
              sono esentati qualora siano importati da un altro Stato membro da un
              rivenditore dello Stato d' importazione .
          c ) Gli Stati membri applicano alle cessioni di beni di cui all' articolo
              32 , punto A ,   paragrafo 2 , un' aliquota pari a
              quella applicabile ai beni nuovi corrispondenti .
          d ) La fattura che il rivenditore rilascia ai sensi dell' articolo 32 ,
              punto B , paragrafo 2 deve menzionare l' aliquota dell' imposta sul
 ---pagebreak---                                                                                          6
           valore aggiunto .    Essa prova   che l' imposta è stata  riscossa , allo sco ¬
          po di evitare le doppie imposizioni .
3 . L' allegato della presente direttiva è aggiunto come Allegato H.
                                        Articolo 2
   1 . Gli   Stati membri    mettono in vigore le misure necessarie per conformarsi
       alla presente direttiva al più tardi il 1° gennaio 1990 .
   2 . Gli   Stati membri    comunicano alla   Commissione le  disposizioni da   essi
       adottate per l' applicazione della presente direttiva .
                                        Articolo ?
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
Fatto a Bruxelles , addi                                        Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO
                                        " Allegato H
      Definizione degli oggetti d' arte , da collezione e di antiquariato
1_    Sono oggetti d' arte gli oggetti rientranti nelle seguenti categorie :
   - quadri , "collages" e quadretti simili ("tafcleautins"), pitture e disegni , eseguiti interamente a
     mno, ad eccezione dei piani di architetti , di ingegneri e degli altri progetti e disegii
      industriali , commerciali ,           topografici e         simili ,     degli      oggetti
      manufatturati decorati a mano , delle tele dipinte per scenari di
      teatro , degli sfondi di studi d' arte o per usi simili ;
   - incisioni ,      stampe e    litografie , originali , precisamente gli esemplari
      ottenuti direttamente in nero o a colori da una o più matrici
      interamente lavorate a mano dall' artista , qualunque sia la tecnica o la
      materia      usata ,      escluso      qualsiasi        procedimento        meccanico      o
      fotomeccanico ;
   - opere originali dell' arte statuaria o dell' arte scultoria , di qualsiasi
      materia , ad eccezione delle sculture aventi carattere commerciale quali
      riproduzioni in serie , stampe e lavori d' artigianato .
2.    Sono oggetti da collezione gli oggetti rientranti nelle seguenti categorie :
   - francobolli , marche da bollo , marche postali , buste primo giorno di
      emissione , interi postali e simili , obliterati o non obliterati ma non
      aventi corso nè destinati ad aver corso nel paese di destinazione ;
   - collezioni ed esemplari per collezioni di zoologia , di botanica , di
      mineralogia , di anatomia , o aventi interesse storico , archeologico ,
      paleontologico , etnografico o numismatico .
3.   Sono oggetti             di       antiquariato gli oggetti diversi dagli oggetti
   d' arte e da collezione, e aventi più di cento anni di età . " .