CELEX: 32020H0826(07)
Language: it
Date: 2020-07-20 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020 sul programma nazionale di riforma 2020 dell’Irlanda e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell’Irlanda 2020/C 282/07

26.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 282/39
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 20 luglio 2020
      sul programma nazionale di riforma 2020 dell’Irlanda e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell’Irlanda
      (2020/C 282/07)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l’Irlanda è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa all’Irlanda 2020. In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dall’Irlanda nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 (3) («raccomandazioni specifiche per paese del 2019»), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi dell’Irlanda verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprendeva altresì l’esame approfondito a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che l’Irlanda presenta squilibri macroeconomici, collegati in particolare all’entità significativa del debito pubblico, del debito privato e delle passività nette verso l’estero.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’11 marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di COVID-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l’interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro e i redditi dei cittadini, nonché le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell’Unione. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell’Unione.
               
            
                  (4)
               
               
                  Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. La clausola di salvaguardia generale di cui all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, paragrafo 3, all’articolo 9, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all’articolo 3, paragrafo 5, e all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (4) facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella comunicazione del 20 marzo 2020 la Commissione ha considerato che, data la grave recessione economica che si prevede deriverà dalla pandemia di COVID-19, fossero soddisfatte le condizioni per l’attivazione della clausola di salvaguardia generale e ha chiesto al Consiglio di avallare tale conclusione. Il 23 marzo 2020 i ministri delle Finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione e hanno convenuto che la grave recessione economica richiede una risposta decisa, ambiziosa e coordinata. L’attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell’ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo nel contempo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell’ambito del patto.
               
            
                  (6)
               
               
                  È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia di COVID-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l’attività economica. È opportuno che l’Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l’Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per permettere di tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l’altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo insegnamenti dalla crisi.
               
            
                  (7)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in luce la flessibilità offerta dal mercato interno per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato interno dovrebbero essere rimosse non appena non siano più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario. Migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali rientrano tra gli elementi fondamentali per l’elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il legislatore dell’Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti mediante i regolamenti (UE) 2020/460 (5) e (UE) 2020/558 (6) del Parlamento europeo e del Consiglio per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei fondi strutturali e d’investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di COVID-19. Tali modifiche consentiranno un’ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell’Unione nell’esercizio contabile 2020-2021. L’Irlanda è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
               
            
                  (9)
               
               
                  È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19 siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni a motivo dei diversi profili di specializzazione. Ciò comporta il rischio considerevole di accentuare le disparità regionali all’interno del paese. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
               
            
                  (10)
               
               
                  L’Irlanda ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 il 21 aprile 2020 e il programma di stabilità 2020 il 30 aprile 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (11)
               
               
                  L’Irlanda è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito.
               
            
                  (12)
               
               
                  Nel suo programma di stabilità 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un avanzo dello 0,4 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 a un disavanzo del 7,4 % del PIL nel 2020. Secondo le proiezioni il disavanzo scenderà al 4,1 % del PIL nel 2021. Dopo essere sceso al 58,8 % del PIL nel 2019, secondo il programma di stabilità 2020 il rapporto debito pubblico/PIL salirà al 69,1 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell’elevata incertezza dovuta alla pandemia di COVID-19.
               
            
                  (13)
               
               
                  In risposta alla pandemia di COVID-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell’Unione, l’Irlanda ha adottato tempestive misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio sono pari a circa il 2,0 % del PIL. Le misure comprendono un sostegno all’occupazione e alla disoccupazione per un periodo di 12 settimane (circa 1,4 % del PIL) e una spesa aggiuntiva intesa ad aumentare la capacità e l’accessibilità del sistema sanitario (circa 0,6 % del PIL). L’Irlanda ha inoltre annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a fornire sostegno alla liquidità delle imprese. Stimate allo 0,3 % del PIL nel programma di stabilità 2020, tali misure includono garanzie sui crediti e diversi regimi di prestito, la sospensione di interessi e penalità per determinati ritardi di pagamento da parte dei datori di lavoro, la sospensione delle attività di recupero crediti e l’interruzione dei pagamenti fino a tre mesi per i prestiti delle imprese. Il 2 maggio 2020 il governo ha annunciato un nuovo pacchetto di misure di sostegno al debito e al capitale per le imprese, che ammontano a circa il 2 % del PIL, che non erano state inserite nel programma di stabilità 2020 né nelle previsioni della Commissione. Nel complesso le misure adottate dall’Irlanda sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020. La piena attuazione delle misure di emergenza e di misure di bilancio favorevoli, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine.
               
            
                  (14)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche dell’Irlanda sarà pari al -5,6 % del PIL nel 2020 e al -2,9 % del PIL nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 66,4 % del PIL nel 2020 e il 66,7 % del PIL nel 2021.
               
            
                  (15)
               
               
                  Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della prevista violazione, da parte dell’Irlanda, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL nel 2020. Nel complesso dall’analisi della Commissione emerge che che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/97 non è stato soddisfatto.
               
            
                  (16)
               
               
                  La pandemia di COVID-19 ha colpito duramente l’Irlanda nella prima metà del 2020, sottoponendo il sistema sanitario a una pressione estrema. L’Irlanda ha introdotto misure urgenti per potenziare il sistema sanitario e misure di contenimento volte a contrastare la pandemia, che hanno gravemente ridotto l’attività economica in taluni settori. Il governo ha inoltre introdotto un’ampia gamma di misure economiche intese ad attenuare il più possibile le conseguenze della crisi COVID-19. Fra queste si annoverano i regimi di sovvenzione per proteggere l’occupazione, i pagamenti delle prestazioni sociali, il divieto temporaneo di aumento degli affitti e di sfratto nonché misure di sostegno alla liquidità e al credito per le imprese. Sebbene tali misure intendano ridurre lo shock economico della pandemia, resta elevato il rischio di un’importante perdita di produzione, di fallimenti e di insolvenze nonché di un aumento della disoccupazione e del rischio di povertà.
               
            
                  (17)
               
               
                  Prima della pandemia di COVID-19 gli ospedali funzionavano già quasi a pieno regime con un tasso di occupazione dei posti per le acuzie fra i più elevati nei paesi dell’OCSE. La causa risiede nell’assenza di accesso universale alle cure di base e in un ricorso significativo alle cure ospedaliere. Le difficoltà connesse all’assunzione di lavoratori e alla capacità di trattenerli si sono tradotte in carenze sul fronte infermieristico in talune regioni e in alcuni ospedali. L’assistenza domiciliare a lungo termine era prestata in misura insufficiente e non costituiva un diritto acquisito, con politiche volte a incentivare il ricorso all’assistenza in istituti. La COVID-19 ha sottoposto il sistema sanitario a una pressione senza precedenti. Sono state adottate tempestivamente misure di emergenza intese ad aumentare la capacità negli ospedali e a fornire servizi temporanei di assistenza universale. Tuttavia, a medio termine l’Irlanda deve ancora rispondere ai problemi di limitazione strutturale in termini di efficienza, flessibilità, resilienza e accessibilità del suo sistema sanitario. L’ambiziosa riforma Sláintecare mira a creare un sistema sanitario sostenibile e accessibile a tutti. È tuttavia necessario migliorare i piani di attuazione della riforma in termini di target intermedi, illustrando i progressi nell’accesso all’assistenza pubblica di base nel corso del periodo di attuazione fino al raggiungimento della copertura universale. La definizione di scadenze e target intermedi chiari nonché di un solido quadro di monitoraggio può contribuire all’attuazione tempestiva della copertura universale. L’attuazione delle riforme in materia di assistenza a lungo termine, comprese nuove modalità di lavoro comunitario attraverso il sostegno all’assistenza a domicilio e la riorganizzazione delle risorse infermieristiche, potrebbe richiedere un esame delle strutture esistenti, proiezioni relative alla crescita futura della domanda e un’adeguata analisi delle carenze, seguiti da un piano di attuazione.
               
            
                  (18)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, la disoccupazione salirà al 7,4 % nel 2020 e si ridimensionerà leggermente al 7 % nel 2021. Per far fronte alla pandemia il governo ha fatto un uso considerevole delle politiche di sostegno al reddito e all’occupazione, in particolare per quanto riguarda i regimi di riduzione dell’orario di lavoro, la cui attuazione dovrebbe essere portata avanti in modo tempestivo. Tali regimi devono essere rivisti ed è opportuno prorogarli, se del caso, per aiutare le persone a mantenere l’impiego o contribuire al mantenimento dei redditi. Il numero relativamente elevato di persone che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro richiede ulteriori sforzi per promuovere strategie di attivazione personalizzate. Le sfide cui fa fronte l’Irlanda relativamente alla povertà e alla qualità nonché al sostegno dell’occupazione, anche per le persone con disabilità, permangono e saranno probabilmente aggravate dalla pandemia. In collaborazione con le parti sociali, l’attuale contesto richiede di proseguire gli sforzi di miglioramento delle competenze e di riqualificazione, al fine di soddisfare l’evoluzione delle esigenze del mercato del lavoro e preparare la forza lavoro alla transizione climatica ed energetica e alla transizione verso l’economia circolare. Nel settore edilizio si sono riscontrate carenze di competenze, ma si prevede di identificarne altre in funzione dei progressi della transizione. Nel contesto della pandemia di COVID-19, è fondamentale garantire che la digitalizzazione dell’istruzione e del lavoro non incrementi le disuguaglianze educative e sociali.
               
            
                  (19)
               
               
                  Il governo ha varato diverse misure intese a sostenere la disponibilità di alloggi, che hanno permesso di aumentare l’offerta annuale di abitazioni completate di quasi il 57 % nei due anni fino a settembre 2019. In abbinamento a strumenti macroprudenziali efficaci, queste misure sembrano aver contribuito a ridurre l’inflazione dei prezzi immobiliari. Il numero di abitazioni completate resta tuttavia inferiore alla domanda. L’accessibilità economica degli alloggi costituisce un problema per molte famiglie e l’inflazione nel settore degli affitti resta elevata. Il miglioramento delle infrastrutture, abbinato alla pianificazione territoriale, può costituire un motore fondamentale per migliorare l’offerta di alloggi. Inoltre, colmare le lacune amministrative relative all’imposta sugli alloggi sfitti può dare un contributo decisivo al miglioramento dell’accessibilità economica degli alloggi a medio termine. Le carenze nel settore dell’edilizia sociale restano una sfida importante per quanto riguarda la promozione dell’inclusione, anche dei più vulnerabili. Recenti misure politiche hanno accelerato la consegna di alloggi sociali ma nel giugno 2019 in Irlanda vi erano ancora circa 68 700 famiglie iscritte nelle liste d’attesa per un alloggio sociale. Sono necessari ulteriori sforzi per soddisfare le esigenze delle famiglie ancora in lista d’attesa e di eventuali nuovi richiedenti. Delle circa 10 000 persone senza fissa dimora registrate in Irlanda, 3 500 sono minori. Questo genera preoccupazioni in merito ai potenziali rischi di aggravamento delle disuguaglianze, della povertà radicata e dell’esclusione sociale. Le famiglie monoparentali con minori sono fra i gruppi più esposti alla deprivazione abitativa. Persistono sostanziali differenze regionali e urbane, con il 69 % di tutti gli adulti senza fissa dimora concentrato nell’area metropolitana di Dublino.
               
            
                  (20)
               
               
                  Il sistema bancario nazionale costituisce un’importante fonte di liquidità per le imprese irlandesi. Un accesso tempestivo ai prestiti può risultare difficile per le piccole e medie imprese (PMI) e per quelle prive di garanzie reali o di un rapporto in essere con un prestatore. Le autorità e le banche irlandesi hanno introdotto un certo numero di misure intese a ridurre le difficoltà finanziarie cui sono confrontate le imprese e le famiglie. È importante che queste misure forniscano la liquidità necessaria e favoriscano soluzioni di ristrutturazione sostenibili per i mutuatari le cui difficoltà finanziarie sono strettamente collegate alla pandemia e che si prevede ritornino alla sostenibilità economica dopo un periodo di transizione. Solo un approccio equilibrato come questo può aiutare le imprese e le famiglie a superare le sfide temporanee senza mettere a repentaglio la (già modesta) redditività e i recenti progressi compiuti dall’Irlanda per migliorare la stabilità finanziaria del suo settore bancario. Nel processo di concezione e attuazione di tali misure occorre tener conto della resilienza del settore bancario.
               
            
                  (21)
               
               
                  Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimenti pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. Il rilancio dell’economia esige che l’Irlanda compia progressi per quanto riguarda i suoi ambiziosi investimenti nei settori ambientale, climatico, energetico e infrastrutturale. Finora l’Irlanda si è mostrata in ritardo per quanto riguarda la decarbonizzazione. Le emissioni di gas a effetto serra nei trasporti e nell’edilizia sono elevate e sono rimaste su una tendenza al rialzo. L’Irlanda non centrerà i suoi obiettivi 2020 in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili. Il paese è dipendente dalle importazioni energetiche ed è fra gli Stati membri con i prezzi dell’energia elettrica più elevati, il che può incidere negativamente sull’ambiente e sulla competitività imprenditoriale. La trasformazione dell’Irlanda in un’economia climaticamente neutra necessiterà di consistenti investimenti pubblici e privati per un lungo periodo di tempo nel settore delle energie rinnovabili, delle infrastrutture elettriche, dell’efficienza energetica e dei trasporti sostenibili, fra gli altri. Il piano d’azione per il clima è un’iniziativa credibile per invertire la traiettoria delle emissioni. Per tradurre l’ambizione in risultati concreti sarà necessaria un’attuazione efficace e duratura. La programmazione del Fondo per una transizione giusta, che forma oggetto di una proposta della Commissione, per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare l’Irlanda a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra, in particolare nel territorio di cui all’allegato D della relazione per paese 2020. Ciò consentirebbe all’Irlanda di fare il miglior uso possibile di tale fondo.
               
            
                  (22)
               
               
                  Gli sforzi compiuti dall’Irlanda per ridurre il divario di produttività fra i settori esteri e interni restano lenti. Si auspica il finanziamento diretto attraverso il Disruptive Technologies Innovation Fund per la collaborazione fra le imprese e i centri pubblici di ricerca, per esempio con progetti collaborativi fra l’industria (incluse le PMI) e gli organismi di ricerca. Sebbene l’Irlanda offra alle imprese un sostegno pubblico relativamente elevato, questo è attuato principalmente mediante regimi di credito d’imposta per ricerca e sviluppo. Sebbene le recenti modifiche al bilancio 2020 rendano il credito d’imposta più interessante per le PMI, sono le imprese multinazionali più grandi che tendono a beneficiarne. Il quadro di riferimento Future Jobs Ireland identifica misure chiave in grado di aiutare ad affrontare le carenze nell’economia interna, in particolare iniziative intese a rafforzare la produttività delle imprese nazionali, soprattutto le PMI. È importante che tali misure siano effettivamente attuate. La crisi ha inoltre evidenziato le esigenze in termini di digitalizzazione delle PMI, collegate in particolare alle soluzioni di telelavoro, alla formazione dei lavoratori e alla cibersicurezza. Le infrastrutture digitali sono fondamentali per potenziare la produttività delle PMI e promuovere l’imprenditorialità. La banda larga ultraveloce è disponibile solo nel 5 % delle zone rurali, ben al di sotto della media dell’Unione (29 %); l’Irlanda è inoltre uno degli Stati membri più cari per la banda larga fissa. Poiché è stato firmato il contratto per un grande investimento pubblico nell’ambito del piano nazionale per la banda larga al fine di colmare i divari infrastrutturale, è quindi importante monitorare attentamente e garantire l’attuazione tempestiva della diffusione della rete a banda larga ultraveloce finanziata dal settore pubblico, in particolare nelle zone rurali.
               
            
                  (23)
               
               
                  Affrontare il problema della pianificazione fiscale aggressiva è fondamentale per rendere i sistemi fiscali più efficienti ed equi, come riconosciuto nella raccomandazione sulla politica economica della zona euro del 2020. Gli effetti di ricaduta delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva dei contribuenti tra Stati membri richiedono un’azione coordinata delle politiche nazionali a integrazione della legislazione dell’Unione. L’Irlanda ha adottato misure per affrontare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva attuando iniziative concordate a livello europeo e internazionale e adottando alcune misure aggiuntive a livello nazionale. Tuttavia, l’elevato livello in percentuale del PIL dei pagamenti di royalty e dividendi indica che le imprese si avvalgono delle norme fiscali irlandesi a fini di pianificazione fiscale aggressiva; occorrerà pertanto valutare l’efficacia delle misure nazionali. L’ampliamento della base imponibile consente di rendere le entrate più resilienti alle fluttuazioni economiche e agli shock idiosincratici nonché di rafforzare il funzionamento degli stabilizzatori automatici. L’elevata concentrazione delle imposte sulle società, in cui le prime 10 imprese rappresentano il 45 % delle imposte sulle società, la loro volatilità e la loro natura potenzialmente transitoria, abbinate alla tendenza all’aumento sul totale delle entrate tributarie (massimo registrato nel 2018 pari al 18,7 %), sottolineano i rischi di affidarsi eccessivamente a tali entrate per finanziare la spesa corrente di natura permanente.
               
            
                  (24)
               
               
                  Nonostante gli sforzi per potenziare il quadro antiriciclaggio, l’Irlanda fa ancora fronte a rischi dovuti alla sua economia orientata al versante internazionale, che comporta un afflusso significativo di investimenti esteri diretti e la presenza di strutture giuridiche complesse con finanziatori stranieri. La valutazione nazionale dei rischi è stata riesaminata per riflettere meglio l’effettiva esposizione al rischio dei professionisti attivi nella fornitura di servizi a società e trust. Una comprensione inadeguata dell’esposizione al rischio di questi professionisti si traduce in una scarsa segnalazione delle operazioni sospette. L’intensità della vigilanza è inadeguata per porre rimedio a tali questioni e non si fonda su un approccio basato sul rischio, il che ostacola l’efficacia del quadro antiriciclaggio. È stato istituito per le società un registro nazionale dei titolari effettivi, al fine di limitare il segreto e identificare tali titolari. La qualità delle informazioni comunicate e l’efficacia del registro devono essere controllate nel tempo.
               
            
                  (25)
               
               
                  Mentre le raccomandazioni specifiche per paese di cui alla presente raccomandazione («raccomandazioni specifiche per paese del 2020») si concentrano sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il semestre europeo del prossimo anno. Ciò include le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Tutte le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
               
            
                  (26)
               
               
                  Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione nell’Unione, il quale può contribuire a un’economia sostenibile. Nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020 gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020, l’Irlanda contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli OSS delle Nazioni Unite e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell’Unione.
               
            
                  (27)
               
               
                  È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell’Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della pandemia di COVID-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro, l’Irlanda dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni del 2020 per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri la cui moneta è l’euro, tenendo conto degli orientamenti politici dell’Eurogruppo.
               
            
                  (28)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dell’Irlanda, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all’Irlanda negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Irlanda, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (29)
               
               
                  Alla luce della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
               
            
                  (30)
               
               
                  Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di stabilità 2020. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2020 tengono conto della necessità di far fronte alla pandemia di COVID-19 e facilitare la ripresa economica come primo passo necessario per consentire un aggiustamento degli squilibri. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2020 direttamente intese a porre rimedio agli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1, 2 e 4,
               
            RACCOMANDA che l’Irlanda adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l’economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; migliorare l’accessibilità del sistema sanitario e rafforzarne la resilienza, anche rispondendo alle esigenze dei lavoratori del settore e garantendo la copertura universale dell’assistenza sanitaria di base;
               
            
                  2.
               
               
                  sostenere l’occupazione attraverso lo sviluppo delle competenze; affrontare il rischio del divario digitale, anche nel settore dell’istruzione; aumentare la fornitura di alloggi sociali ed economicamente accessibili;
               
            
                  3.
               
               
                  continuare a fornire sostegno alle imprese, in particolare le PMI, specialmente mediante misure che garantiscano loro la liquidità; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell’energia, sul trasporto pubblico sostenibile, sulla fornitura e il trattamento delle risorse idriche, su ricerca e innovazione e sull’infrastruttura digitale;
               
            
                  4.
               
               
                  ampliare la base imponibile; intensificare le azioni intese ad affrontare le caratteristiche del sistema fiscale che agevolano la pianificazione fiscale aggressiva, compresi i pagamenti in uscita; garantire una vigilanza e un’applicazione efficaci del quadro antiriciclaggio per quanto riguarda i professionisti che erogano servizi a società e trust.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2020
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               La president
            
            J. KLOECKNER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
      
         (3)  GU C 301 del 5.9.2019, pag. 35.
      
         (4)  Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6).
      
         (5)  Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5).
      
         (6)  Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
      
         (7)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.