CELEX: C2006/190/19
Language: it
Date: 2006-08-12 00:00:00
Title: Causa C-247/06: Ricorso presentato il 2 giugno 2006 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica federale di Germania

12.8.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 190/11
            
         Ricorso presentato il 2 giugno 2006 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica federale di Germania
   (Causa C-247/06)
   (2006/C 190/19)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: U. Wölker e F. Simonetti, in qualità di agenti)
   
      Convenuta: Repubblica federale di Germania
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               La Repubblica federale di Germania ha violato gli obblighi ad essa incombenti in forza del combinato disposto dell'art. 4, n. 1, e del punto 9 dell'allegato I della direttiva del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE (1), concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, poiché la costruzione e l'esercizio dell'impianto di combustione per gas di legna sul terreno della Nivelsteiner Sandwerke und Sandsteinbrüche GmbH in Herzogenrath sono stati autorizzati senza la realizzazione di una valutazione dell'impatto ambientale;
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica federale di Germania alle spese del procedimento.
            
         Motivi e principali argomenti
   Oggetto del ricorso è l'autorizzazione per un impianto di combustione per gas di legna per la produzione di calore e corrente elettrica per l'estrazione e il trattamento della sabbia. Secondo la domanda di autorizzazione, avrebbero dovuto essere utilizzati esclusivamente scarti di legno che non costituiscono residui pericolosi. Dopo la preparazione della perizia d'impatto ambientale, ai sensi della direttiva 92/43/CEE, la domanda di autorizzazione sarebbe stata però cambiata: si sarebbe chiesto di utilizzare anche scarti di legno da classificare come residui pericolosi. L'autorizzazione per la costruzione e l'esercizio dell'impianto sarebbe stata rilasciata in data 7 novembre 2002, senza che fosse stata realizzata prima una nuova valutazione preliminare di impatto ambientale o una valutazione di impatto ambientale (VIA) sulla base della domanda modificata. Pertanto, nel presente caso, non sarebbero stati sufficientemente analizzati i possibili effetti sull'ambiente: la Commissione non avrebbe ricevuto alcuna informazione circa il fatto che sarebbero stati analizzati anche gli effetti della combustione di residui pericolosi. La convenuta avrebbe dovuto realizzare nuovamente un'indagine pubblica a seguito delle modifiche alla domanda di autorizzazione, cosa che peraltro non avrebbe fatto.
   La Commissione ritiene che la Repubblica federale di Germania abbia perciò commesso una violazione del combinato disposto dell'art. 4, n. 1, e del punto 9 dell'allegato I della direttiva VIA.
   Non sarebbe plausibile l'argomento della convenuta secondo cui, ai sensi della formulazione attuale della direttiva VIA, non sarebbe obbligatoria una VIA anche nel caso di combustione di residui pericolosi, poiché in questo caso lo scopo principale dell'impianto non sarebbe il processo di eliminazione dei rifiuti, quanto piuttosto il processo di recupero dei rifiuti. Anche se, nell'allegato I della versione attuale della direttiva VIA è stato mantenuto solo il concetto di «eliminazione», l'esclusione dall'esame sistematico di progetti i cui notevoli effetti sull'ambiente risultino evidenti sarebbe inconciliabile con il suo obiettivo fondamentale. I processi di recupero dei rifiuti non sarebbero invero necessariamente meno pericolosi per l'ambiente dei processi di eliminazione: come si rileverebbe nel presente caso, gli effetti sull'ambiente dipenderebbero dalla modalità concreta di trattamento. La Commissione ritiene che il concetto di «eliminazione dei rifiuti» ai sensi del punto 9 dell'allegato I della direttiva VIA, comprenda sia il recupero che l'eliminazione di rifiuti. L'interpretazione giuridica di senso contrario, sostenuta dalla convenuta, condurrebbe ad un'involuzione determinante rispetto alla precedente situazione giuridica, poiché impianti dedicati al recupero dei rifiuti resterebbero completamente al di fuori dell'ambito di applicazione della direttiva VIA.
   
      (1)  GU L 175, pag. 40.