CELEX: C2006/010/30
Language: it
Date: 2006-01-14 00:00:00
Title: Causa C-404/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica federale di Germania, proposto il  17 novembre 2005

14.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 10/15
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica federale di Germania, proposto il 17 novembre 2005
   (Causa C-404/05)
   (2006/C 10/30)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 17 novembre 2005 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. Enrico Traversa e Gerald Braun, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la Repubblica federale di Germania.
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               dichiarare che la Repubblica federale di Germania, avendo richiesto che organismi privati di controllo nel settore dell'agricoltura biologica, aventi la sede ed autorizzati ad operare in un altro Stato membro, mantengano una sede sociale o un'altra infrastruttura permanente in Germania per poter svolgere in tale Stato la loro attività, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi dell'art. 49 CE;
            
         
               2.
            
            
               condannare la convenuta alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Le autorità tedesche hanno richiesto a ciascun organismo di controllo nel settore dell'agricoltura biologica, avente la sede ed autorizzato ad operare in un altro Stato membro, di mantenere anche uno stabilimento o un ufficio in Germania, per poter operare in tale Stato. Tale richiesta sarebbe incompatibile con la libera prestazione dei servizi, poiché rende impossibile la prestazione di servizi in Germania da parte di imprese aventi la sede in un altro Stato membro.
   Per libera prestazione dei servizi ai sensi dell'art. 49 CE si intende infatti il diritto a fornire senza impedimenti singole attività di prestazione di servizi da uno Stato membro verso un altro, senza mantenere uno stabilimento fisso in quest'ultimo Stato. La garanzia della libera prestazione dei servizi richiede — secondo una giurisprudenza costante della Corte — non solo l'eliminazione di ogni discriminazione in base alla cittadinanza, ma anche la soppressione di qualsiasi restrizione tale da vietare, ostacolare o rendere meno interessanti le attività del prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro ove fornisce legittimamente servizi analoghi. Pertanto, l'art. 49 CE sarebbe incompatibile con l'applicazione di una normativa o di una prassi amministrativa nazionale che limiti, senza giustificazione oggettiva, la possibilità per un prestatore di servizi di esercitare effettivamente la libera prestazione dei servizi.
   I motivi dedotti dal governo tedesco — il presunto esercizio del potere pubblico da parte degli organismi di controllo e l'interesse generale — non sarebbero tali da giustificare la detta restrizione della libera prestazione dei servizi. L'invocazione dell'esercizio del potere pubblico — quale motivo di giustificazione della presente restrizione della libera prestazione dei servizi — sarebbe legittima ed accettabile solo qualora si trattasse di un'attività che costituisce una partecipazione diretta e specifica all'esercizio del potere pubblico. Certo, i Länder affiderebbero agli organismi di controllo anche compiti amministrativi e questi ultimi avrebbero anche la possibilità di applicare coercitivamente le sanzioni previste nel regolamento, tuttavia ciò sarebbe irrilevante dal punto di vista del diritto comunitario e non modificherebbe in alcun modo il fatto che l'attività di un organismo di controllo disciplinata dal diritto comunitario possa essere svolta in Germania anche da un qualsiasi organismo di controllo autorizzato in un altro Stato membro sulla base di tale fondamento normativo nell'ambito della libera prestazione dei servizi.
   L'interesse generale non sarebbe pregiudicato dal fatto che un organismo di controllo non abbia un ufficio in Germania, poiché il controllo effettivo sarebbe effettuato secondo i criteri del diritto comunitario al momento del rilascio dell'autorizzazione e dell'esame dell'organismo di controllo in questione da parte delle autorità dello Stato che rilascia l'autorizzazione. Nel caso di specie, sussisterebbero inoltre disposizioni comunitarie di coordinamento e di armonizzazione, le quali garantiscono che l'interesse generale fatto valere dalla Repubblica federale di Germania sia perseguito anche in altri Stati membri secondo gli stessi standard.