CELEX: 32021D0607(02)
Language: it
Date: 2021-06-02 00:00:00
Title: Decisione della Commissione del 2 giugno 2021 che notifica alla Repubblica del Ghana la possibilità di essere identificata come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata 2021/C 215 I/03

7.6.2021   
               
               
                  IT
               
               
                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
               
               
                  CI 215/6
               
            
         DECISIONE DELLA COMMISSIONE
         del 2 giugno 2021
         che notifica alla Repubblica del Ghana la possibilità di essere identificata come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
         (2021/C 215 I/03)
         LA COMMISSIONE EUROPEA,
         visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
         visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (1), in particolare l’articolo 32,
         considerando quanto segue:
         1.   INTRODUZIONE
         
         
                     (1)
                  
                  
                     Il regolamento (CE) n. 1005/2008 («regolamento INN») istituisce un regime dell’Unione per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata («pesca INN»).
                  
               
                     (2)
                  
                  
                     Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura per l’identificazione dei paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN, i provvedimenti da adottare in relazione a tali paesi, l’elaborazione di un elenco di tali paesi, la radiazione dallo stesso, la pubblicità dell’elenco e le misure di emergenza.
                  
               
                     (3)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31 del regolamento INN, la Commissione è tenuta a identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti nella lotta alla pesca INN. Possono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all’obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN.
                  
               
                     (4)
                  
                  
                     Prima di identificare i paesi terzi come non cooperanti ai sensi dell’articolo 31 del regolamento INN, la Commissione, a norma dell’articolo 32 dello stesso regolamento, è tenuta a notificare ai paesi terzi interessati la possibilità di essere identificati come paesi non cooperanti. Tale notifica è di natura preliminare.
                  
               
                     (5)
                  
                  
                     La notifica, trasmessa ai paesi terzi, della possibilità di essere identificati come paesi terzi non cooperanti deve essere inoltre basata sui criteri di cui all’articolo 31 del regolamento INN. La Commissione è altresì tenuta a prendere in considerazione tutti i provvedimenti previsti all’articolo 32 di detto regolamento nei confronti dei paesi terzi destinatari della notifica. In particolare la Commissione deve includere nella notifica le informazioni sui fatti essenziali e i motivi dell’identificazione e dare ai paesi terzi interessati la possibilità di rispondere fornendo prove atte a confutare l’identificazione o, se del caso, un piano d’azione inteso a risanare la situazione, nonché i provvedimenti correttivi adottati. La Commissione deve accordare ai paesi terzi interessati un termine congruo per rispondere alla notifica, nonché un termine ragionevole per porre rimedio alla situazione.
                  
               
                     (6)
                  
                  
                     L’identificazione dei paesi terzi non cooperanti a norma dell’articolo 31 del regolamento INN deve basarsi sull’esame di tutte le informazioni indicate all’articolo 31, paragrafo 2, dello stesso regolamento. Deve essere basata sull’esame di tutte le informazioni ottenute a norma del regolamento INN o, se del caso, di qualsiasi altra informazione pertinente, quali dati di cattura, informazioni sugli scambi ricavate da statistiche nazionali e da altre fonti affidabili, registri e banche dati sulle navi, programmi di documentazione delle catture o di documentazione statistica ed elenchi delle navi INN adottati da organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP), nonché qualsiasi altra informazione ottenuta nei porti e nelle zone di pesca.
                  
               
                     (7)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio è tenuto a decidere su un elenco di paesi terzi non cooperanti. Ai paesi identificati si applicano, in particolare, le misure stabilite all’articolo 38 del regolamento INN.
                     A norma dell’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, l’accettazione di certificati di cattura convalidati da uno Stato terzo di bandiera è subordinata alla condizione che la Commissione abbia ricevuto una notifica in cui lo Stato di bandiera interessato attesti che dispone di un dispositivo destinato a garantire l’attuazione, il controllo e l’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione cui devono conformarsi i propri pescherecci.
                  
               
                     (8)
                  
                  
                     In conformità dell’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione, ove opportuno, è tenuta a cooperare sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all’attuazione delle disposizioni di detto regolamento riguardanti la certificazione delle catture.
                  
               2.   PROCEDURA RELATIVA ALLA REPUBBLICA DEL GHANA
         
         
                     (9)
                  
                  
                     La Repubblica del Ghana (di seguito, «Ghana») ha presentato la notifica come Stato di bandiera ai sensi dell’articolo 20 del regolamento INN alla Commissione, che l’ha accettata in data 1o gennaio 2010.
                  
               
                     (10)
                  
                  
                     Nell’ambito della cooperazione amministrativa di cui all’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, dal 28 maggio 2013 al 23 settembre 2013 la Commissione ha collaborato con le autorità del Ghana per verificare le informazioni concernenti le disposizioni di tale paese per l’attuazione, il controllo e l’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione, applicabili ai suoi pescherecci, e le misure adottate dal Ghana per adempiere ai propri obblighi in materia di lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (11)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti al Ghana come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all’articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
                  
               
                     (12)
                  
                  
                     Dopo aver esaminato tutti gli elementi fattuali raccolti e tutte le dichiarazioni rilasciate dal paese, la Commissione ha stabilito, a norma dell’articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN, che il Ghana non ha adempiuto agli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale con riguardo alle norme, ai regolamenti e alle misure di conservazione e di gestione internazionali.
                  
               
                     (13)
                  
                  
                     Di conseguenza, con la decisione 2013/C 346/03 della Commissione (2) è stata notificata al Ghana la possibilità di essere identificato come paese terzo non cooperante nella lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (14)
                  
                  
                     Il Ghana è stato invitato a cooperare con la Commissione sulla base di una proposta di piano d’azione per porre rimedio alle carenze individuate.
                  
               
                     (15)
                  
                  
                     Nell’ambito del dialogo bilaterale che ha fatto seguito alla decisione 2013/C 346/03, il Ghana ha presentato osservazioni orali e scritte di cui la Commissione ha tenuto conto. La Commissione ha continuato a raccogliere e a verificare tutte le informazioni giudicate necessarie.
                  
               
                     (16)
                  
                  
                     Il Ghana ha adottato le misure necessarie per far cessare le attività di pesca INN in questione e per prevenirne l’esercizio futuro, ovviando agli atti o alle omissioni che avevano portato alla notifica della possibilità per tale paese di essere identificato come paese terzo non cooperante in materia di lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (17)
                  
                  
                     Di conseguenza, con una comunicazione del 1o ottobre 2015 la Commissione ha deciso di porre fine ai provvedimenti adottati nei confronti del Ghana a norma dell’articolo 32 del regolamento INN in relazione all’adempimento degli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione e delle azioni di tale paese volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN (3).
                  
               
                     (18)
                  
                  
                     Tuttavia la Commissione ha sottolineato che il fatto di aver posto fine a tali provvedimenti non precludeva l’adozione futura di eventuali misure da parte della Commissione o del Consiglio, qualora altri elementi fattuali dimostrassero che il Ghana non adempie all’obbligo impostogli dal diritto internazionale, in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN.
                  
               
                     (19)
                  
                  
                     Il 2 marzo 2016 il Ghana e la Commissione hanno convenuto di istituire un gruppo di lavoro incaricato di cooperare nella lotta alla pesca INN. In tale data essi hanno inoltre concordato il mandato di tale gruppo di lavoro. Nel periodo 2016-2019 si sono tenute quattro riunioni di questo gruppo di lavoro. Tra il 2019 e il 2020 si sono svolte due videoconferenze intersessionali.
                  
               
                     (20)
                  
                  
                     Le riunioni hanno riguardato questioni relative alle azioni intraprese dal Ghana per combattere la pesca INN, tra cui l’attuazione del quadro di gestione della pesca, le misure di monitoraggio, controllo e sorveglianza, il controllo e l’esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione che i pescherecci del Ghana devono rispettare. Le riunioni hanno riguardato anche la revisione del quadro giuridico.
                  
               
                     (21)
                  
                  
                     Il seguito dato a tali riunioni ha comportato uno scambio di osservazioni scritte nelle quali la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie sulle misure adottate dal Ghana per adempiere ai propri obblighi in materia di lotta alla pesca INN. Inoltre la delegazione dell’Unione europea in Ghana ha effettuato tre missioni sul campo nel periodo 2019-2020.
                  
               
                     (22)
                  
                  
                     Il Ghana è parte contraente della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS), dell’accordo ai fini dell’attuazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 10 dicembre 1982 relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori (UNFSA) (4) e dell’accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo intese a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (PSMA) (5). Il 12 maggio 2003 il Ghana ha aderito all’accordo inteso a favorire il rispetto delle misure internazionali di conservazione e di gestione da parte dei pescherecci in alto mare (accordo di conformità) (6). Nel maggio 2014 il Ghana ha adottato un piano d’azione nazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata sulla base del piano d’azione internazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IPOA-INN) (7).
                  
               
                     (23)
                  
                  
                     Il Ghana è parte contraente della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT), del Comitato per la pesca del Golfo di Guinea centro-occidentale (FCWC) e del Comitato per la pesca nell’Atlantico centro-orientale (Copace), entrambi organismi consultivi subregionali di pesca.
                  
               
                     (24)
                  
                  
                     Per valutare l’osservanza, da parte del Ghana, degli obblighi internazionali che gli incombono in quanto Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, sanciti negli accordi internazionali di cui al considerando 22, la Commissione ha cercato, raccolto e analizzato tutte le informazioni necessarie.
                  
               3.   POSSIBILITÀ PER IL GHANA DI ESSERE IDENTIFICATO COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
         
         
                     (25)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti al Ghana come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero e Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i criteri stabiliti all’articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
                  
               3.1.   Misure adottate in relazione alla ricorrenza di attività di pesca INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, del regolamento INN)
         
         
                     (26)
                  
                  
                     Conformemente all’articolo 31, paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN, la Commissione ha esaminato le misure adottate dal Ghana in relazione all’attività di pesca INN ricorrente svolta o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini, o da pescherecci che operano nelle sue acque marittime o che utilizzano i suoi porti.
                  
               
                     (27)
                  
                  
                     Sulla base delle informazioni e dei dati pubblicamente disponibili forniti dalle autorità competenti del Ghana, i trasbordi in mare nelle acque del Ghana sono vietati dal regolamento sulla pesca del 2010 (L.I. 1968). La Commissione ha tuttavia appurato che i trasbordi in mare tra pescherecci da traino industriali e canoe costituiscono una pratica comune nelle acque soggette alla giurisdizione del Ghana. La norma 33, punto 2, del regolamento sulla pesca, L.I. 1968, vieta il trasbordo di pesce da un peschereccio industriale a una nave semi-industriale o a una canoa o viceversa. Inoltre la norma 33, punto 4, del regolamento sulla pesca, L.I. 1968, stabilisce che i pescherecci di stazza lorda registrata pari o superiore a 50 tonnellate o titolari di una licenza di pesca industriale devono sbarcare le loro catture in porti riconosciuti nel paese. La norma 33 del regolamento sulla pesca, L.I. 1968, è stata emanata in conformità alla sezione 139 della legge sulla pesca del 2002 (legge 625). La sezione 139, paragrafo 1, lettera g), di tale legge consente al ministro di adottare regolamenti in materia di trasbordo. Inoltre le autorità del Ghana hanno confermato il carattere illegale di tali operazioni di trasbordo nella dichiarazione di bilancio 2020 affermando che a tutte le flotte nazionali e internazionali che praticano il saiko (8) deve essere vietato pescare nelle acque del Ghana (9).
                  
               
                     (28)
                  
                  
                     Secondo le informazioni pubblicamente disponibili e quelle fornite dalle autorità competenti del Ghana, molti pescherecci da traino industriali operanti nelle acque del Ghana catturano grandi quantitativi di novellame di specie pelagiche sotto taglia, come la sardinella, in violazione della sezione 89, paragrafo 1, lettera c), della legge sulla pesca del 2002 (legge 625). La sezione 89, paragrafo 1, lettera c), vieta la cattura intenzionale di esemplari di novellame durante la pesca. Inoltre la norma 14 del regolamento sulla pesca, L.I. 1968, stabilisce il divieto di catturare o di sbarcare in tutti i siti di sbarco del paese pesci di taglia inferiore alla lunghezza prescritta di cui alla tabella 1 dell’allegato del regolamento sulla pesca, L.I. 1968. La tabella 1 dell’allegato stabilisce le taglie minime per lo sbarco delle specie ittiche commercialmente importanti. Inoltre la norma 31 stabilisce l’obbligo, in caso di cattura di novellame come catture accessorie o catture accidentali, di rilasciare tali esemplari immediatamente nel loro habitat o ambiente naturale in modo da non causare loro alcun danno (10).
                  
               
                     (29)
                  
                  
                     Contrariamente al regolamento sulla pesca di cui al considerando 27, tali catture sono rigettate in mare o congelate in blocchi, trasbordate in canoe specialmente adattate e successivamente sbarcate e rivendute alle comunità locali a scopo di lucro.
                  
               
                     (30)
                  
                  
                     Dal 1o marzo 2018 tutti i pescherecci da traino industriali sono tenuti ad avere a bordo un osservatore a norma della sezione 100 della legge sulla pesca del 2002 (legge 625) e della norma 35 del regolamento sulla pesca, L.I. 1968, ma tale misura non si è dimostrata sufficiente per eliminare i trasbordi illegali. Tali attività di pesca INN sono adeguatamente documentate dalle missioni sul campo di cui al considerando (21), da uno studio condotto dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) (11) e da informazioni provenienti da fonti pubbliche. La questione è stata discussa anche con le autorità competenti del Ghana nelle riunioni del gruppo di lavoro di cui al considerando 19.
                  
               
                     (31)
                  
                  
                     L’incapacità del Ghana di contrastare efficacemente la pesca INN, in particolare i trasbordi illegali, è incompatibile con gli obblighi incombenti a tale paese in qualità di Stato costiero a norma dell’UNCLOS, in particolare per quanto riguarda la conservazione e la gestione sostenibili delle risorse biologiche di cui all’articolo 61, paragrafi 2 e 3, nonché con gli impegni sottoscritti dal Ghana con l’adesione all’UNFSA nel 2017.
                  
               
                     (32)
                  
                  
                     Il Ghana sembra inoltre avere ignorato le raccomandazioni formulate al punto 24 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, che raccomanda agli Stati di bandiera di assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci delle operazioni di pesca, ivi compreso nel luogo di sbarco e di destinazione finale, anche attuando il sistema di controllo dei pescherecci (VMS) in conformità alle pertinenti norme regionali, nazionali e internazionali. Il 21 ottobre 2020 la delegazione dell’UE ha visitato il Centro regionale di monitoraggio, controllo e sorveglianza (RMCSC) dell’FCWC presso la sua sede a Tema. Il Centro di controllo della pesca (CCP) del Ghana, situato nella stessa sede, non era operativo. Ciò potrebbe indicare che il Ghana non è in grado di esercitare un controllo adeguato sulle proprie navi. Nell’aprile 2017 una missione della Banca mondiale ha inoltre evidenziato una scarsa propensione generale delle autorità del Ghana ad utilizzare le abbondanti informazioni generate dal VMS (12). Inoltre il piano nazionale per le ispezioni delle attività di pesca non è più valido in quanto copre solo gli anni 2015 e 2016. Ciò indica che il Ghana non ha soddisfatto le condizioni di cui all’articolo 94 dell’UNCLOS, secondo il quale spetta allo Stato di bandiera esercitare il controllo su ogni nave battente la sua bandiera.
                  
               
                     (33)
                  
                  
                     Alla luce delle informazioni di cui sopra, la Commissione ha concluso che il Ghana è venuto meno alla responsabilità che gli incombe in quanto Stato di bandiera di impedire l’esercizio di attività di pesca INN da parte della propria flotta. Ciò è contrario all’articolo 94, paragrafi 1 e 2, dell’UNCLOS, in base al quale ogni Stato è tenuto a esercitare efficacemente la propria giurisdizione e il proprio controllo sulle navi battenti la sua bandiera.
                  
               
                     (34)
                  
                  
                     Inoltre, conformemente all’articolo 91 dell’UNCLOS, deve esistere un legame effettivo tra lo Stato di bandiera e la nave. A norma della sezione 47 della legge sulla pesca del 2002 (legge 625), una nave industriale o semi-industriale locale dovrebbe essere di proprietà o controllata da un cittadino del Ghana o dal governo o da una società di persone o da un partenariato registrati per legge in Ghana, avente la sede principale di attività in Ghana e la cui quota sia di  proprietà effettiva del governo del Ghana, di un cittadino, di un ente pubblico istituito per legge in Ghana o di una combinazione di questi (13). La sezione 47 della legge sulla pesca del 2002 (legge 625) stabilisce inoltre che la nave deve essere immatricolata in Ghana. Tuttavia, nel caso del settore dei pescherecci da traino industriali, dalle informazioni pubblicamente disponibili e dagli scambi con le autorità ghanesi è emerso che il legame effettivo richiesto potrebbe non esistere e che la legislazione nazionale pertinente potrebbe non essere rispettata.
                  
               
                     (35)
                  
                  
                     La Commissione, in conformità dell’articolo 31, paragrafo 4, lettera b), del regolamento INN, ha esaminato le misure adottate dal Ghana per quanto riguarda l’accesso al proprio mercato di prodotti della pesca provenienti dalla pesca INN e i relativi flussi commerciali.
                  
               
                     (36)
                  
                  
                     Alla luce delle informazioni di cui ai considerando da 27 a 32, la Commissione ritiene che il Ghana non possa garantire che i prodotti della pesca immessi sul suo mercato non provengano da attività di pesca INN. Ad esempio, durante le visite in loco nell’ottobre 2020 di cui al considerando 21 si è assistito nel porto di Elmina allo scarico di una grande canoa sprovvista di attrezzi da pesca o di reti. Blocchi di pesce congelato delle dimensioni di circa 60 × 40 cm sono stati estratti dagli scomparti contenitore situati nello scafo e i venditori di pesce li hanno acquistati subito davanti alla canoa. Le canoe non disponevano di alcun generatore o frigorifero per creare tali blocchi, sui quali erano state semplicemente stese delle coperte. Inoltre dall’analisi dei due blocchi di pesce congelato, acquistati in tali occasioni presso il sito di sbarco del pesce al porto di Elmina, è emerso che, dei 705 esemplari contenuti nei blocchi, il 60 % proveniva da specie di importanza commerciale, come i piccoli pelagici, tra cui la Sardinella aurita gravemente depauperata e altre specie pelagiche costiere. Tutti gli esemplari erano al di sotto della taglia minima di sbarco consentita in conformità della norma 14 del regolamento sulla pesca, L.I. 1968, e della tabella 1 dell’allegato di tale regolamento. I quantitativi di novellame di piccoli pelagici nelle catture erano indicativi dell’uso di dimensioni di maglia/attrezzi da pesca vietati dalla legislazione nazionale. Tali osservazioni sono simili a quelle ottenute da altre informazioni pubblicamente disponibili e dallo studio della FAO di cui al considerando 30, nonché alle informazioni fornite dalle autorità del Ghana.
                  
               
                     (37)
                  
                  
                     Inoltre, come indicato al considerando 9, il Ghana è autorizzato a convalidare per il mercato dell’Unione i certificati di cattura che accompagnano i prodotti della pesca catturati da pescherecci battenti bandiera del Ghana. L’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) ha effettuato un’analisi di un campione di certificati di cattura e di dichiarazioni di trasformazione convalidati dal Ghana nel 2019. L’EFCA ha concluso che la convalida dei certificati di cattura da parte delle autorità competenti del Ghana ha sollevato seri dubbi sulle procedure interne in vigore a causa della mancanza o dell’incoerenza delle informazioni convalidate nei certificati di cattura.
                  
               
                     (38)
                  
                  
                     L’EFCA ha individuato numerose lacune nei certificati di cattura analizzati, come i casi di catture dichiarate in date successive alla data di scadenza della licenza di pesca; casi in cui il certificato di sbarco non conteneva alcun riferimento alle misure nazionali di conservazione e di gestione, nonostante i pescherecci avessero operato in una o più zone economiche esclusive (ZEE); casi in cui l’allegato accluso «allegato ai prodotti della pesca trasformati a livello nazionale» menzionava un paese di destinazione finale diverso da quello a cui la partita era stata spedita; incongruenze nella compilazione dei modelli del certificato di cattura; dati incoerenti e contraddittori contenuti nei certificati di sbarco per le attività dei pescherecci, compresi dati su presunte attività di pesca nelle ZEE di paesi terzi senza alcun riferimento alle licenze di pesca rilasciate dai paesi terzi. Tali risultanze hanno portato alla conclusione che le verifiche preliminari alla convalida dei certificati di cattura non possono garantire che i prodotti della pesca esportati non provengano dalla pesca INN.
                  
               
                     (39)
                  
                  
                     La Commissione ha concluso che le informazioni concernenti l’origine e la tracciabilità dei prodotti della pesca catturati da pescherecci battenti bandiera del Ghana non erano né precise né affidabili. Il Ghana non ha applicato norme che garantiscano la tracciabilità del pesce o dei prodotti della pesca lungo l’intera catena di commercializzazione conformemente ai punti 71 e 72 dell’IPOA-INN.
                  
               
                     (40)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni esposte nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle autorità competenti del paese, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafo 3, e paragrafo 4, lettere a) e b), del regolamento INN, che il Ghana non rispetta gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato costiero e Stato di commercializzazione con riguardo alla pesca INN svolta o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini e non provvede a impedire l’accesso al proprio mercato di prodotti ittici provenienti dalla pesca INN.
                  
               3.2.   Mancata cooperazione e esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
         
         
                     (41)
                  
                  
                     Ai sensi dell’articolo 31, paragrafo 5, lettera a), del regolamento INN, la Commissione ha esaminato la sua collaborazione con il Ghana per verificare se le autorità abbiano cooperato in modo efficace nel rispondere ai quesiti, fornire informazioni o indagare su questioni riguardanti la pesca INN e le attività connesse.
                  
               
                     (42)
                  
                  
                     Nel corso delle quattro riunioni del gruppo di lavoro di cui al considerando 19 le autorità del Ghana si sono in generale mostrate disposte a collaborare nel rispondere e nel fornire un riscontro alle richieste di informazioni. Alcune delle informazioni fornite non erano tuttavia precise. Ad esempio, nel marzo 2020 le autorità del Ghana hanno comunicato, a seguito di una richiesta della Commissione inviata nel novembre 2019, che le navi YU FENG 1 (numero IMO 8561933), YU FENG 3 (IMO 8561945) e YU FENG 4 (IMO 8561957) erano in attesa di iscrizione nel registro navale del Ghana. Tuttavia, secondo banche dati open source, tali navi erano immatricolate in Ghana dall’ottobre 2019, come successivamente confermato dalle autorità del Ghana nel giugno 2020, in seguito alla trasmissione, da parte della Commissione, delle informazioni estratte da tali banche dati.
                  
               
                     (43)
                  
                  
                     Inoltre, nel corso della terza riunione del gruppo di lavoro nel 2018, la Commissione e il Ghana hanno convenuto di organizzare videoconferenze trimestrali per garantire uno scambio continuo e dinamico su questioni di interesse comune. Dopo la videoconferenza tenutasi nel gennaio 2019 la Commissione ha tentato di organizzare discussioni di follow-up nei mesi successivi. Tali discussioni si sono tuttavia rivelate impossibili da organizzare fino alla quarta riunione del gruppo di lavoro nel novembre 2019 a causa della reiterata indisponibilità delle autorità del Ghana.
                  
               
                     (44)
                  
                  
                     A seguito del fallito tentativo di tenere una videoconferenza nel giugno 2020, la Commissione ha inviato interrogazioni scritte alle autorità del Ghana. Sebbene il Ghana abbia fornito risposte, alcune di queste non erano adeguate ai rilievi sollevati, in particolare per quanto riguarda il controllo, l’individuazione delle infrazioni e l’applicazione delle sanzioni nei casi connessi ai trasbordi illegali in mare nelle acque del Ghana. Nell’agosto 2020 la Commissione ha inviato nuovamente l’interrogazione rimasta in sospeso, ma le autorità del Ghana non hanno ancora fornito una risposta.
                  
               
                     (45)
                  
                  
                     Conformemente all’articolo 31, paragrafo 5, lettera b), del regolamento INN, la Commissione ha esaminato le misure di esecuzione vigenti per prevenire, scoraggiare ed eliminare le attività di pesca INN.
                  
               
                     (46)
                  
                  
                     Il sistema sanzionatorio attuale si basa sulla legge sulla pesca del 2002 (legge 625), e sulla relativa modifica del 2014 (legge 880), sul regolamento sulla pesca del 2010 (L.I. 1968) e sulla relativa modifica del 2015 (L.I. 2217). L’adozione delle suddette modifiche degli atti giuridici era fondamentale per concludere le azioni avviate nei confronti del Ghana nell’ottobre 2015. Il Ghana, tuttavia, non ha debitamente attuato e applicato tali atti.
                  
               
                     (47)
                  
                  
                     La legge sulla pesca del 2002 (legge 625), modificata dalla legge sulla pesca (modifica) del 2014 (legge 880), stabilisce nella sezione 88 A l’elenco delle azioni che sono considerate attività di pesca INN, compresa la pesca in una zona di divieto, l’uso di attrezzi da pesca vietati o non conformi, il trasbordo o lo sbarco di pesci sotto taglia e il trasbordo con un altro peschereccio che ha praticato attività di pesca INN. Inoltre la sezione 88 A stabilisce che una persona che esercita attività di pesca INN è passibile, in caso di condanna sommaria, di un’ammenda non inferiore a 1 000 000 USD e non superiore a 2 000 000 USD per una prima infrazione. Per una seconda infrazione l’ammenda è di importo superiore, compreso tra 2 000 000 USD e di 4 000 000 USD. Inoltre la licenza o l’autorizzazione rilasciata al peschereccio in questione è sospesa per un periodo di sei mesi a decorrere dalla data della condanna. Per una terza infrazione la sezione 88 A stabilisce infine un’ammenda non inferiore a 2 000 000 USD e non superiore a 4 000 000 USD, la revoca di licenze o autorizzazioni, nonché misure immediate per radiare il nome del peschereccio dal registro navale del Ghana. La sezione 116 della legge sulla pesca del 2002 (legge 625) prevede la conciliazione di infrazioni e sanzioni amministrative nel caso in cui il responsabile ammetta per iscritto di aver commesso l’infrazione ed esprima la volontà a procedere in tal senso. Il trasgressore dovrebbe pagare una somma di denaro non inferiore alla sanzione minima prevista per il reato, maggiorata del giusto valore di mercato del pesce catturato illegalmente. Tale somma dovrebbe essere versata entro 30 giorni, altrimenti il caso è rimesso al tribunale.
                  
               
                     (48)
                  
                  
                     Dalle informazioni raccolte dalla Commissione, e in particolare dagli scambi con le autorità del Ghana, è emerso che le sanzioni imposte alle navi che praticano o agevolano attività di pesca INN non sono efficaci e dissuasive, in linea con gli obblighi previsti dall’UNFSA e dall’accordo di conformità che sono vincolanti per il Ghana. Dei 19 casi noti di composizione extragiudiziale nel 2018 e 2019 per infrazioni commesse da pescherecci da traino industriali  riguardanti operazioni di trasbordo o di sbarco di pesci sotto taglia, trasbordo e conservazione a bordo di novellame e uso di attrezzi da pesca vietati o non conformi, in un solo caso è stata comminata la sanzione minima di 1 000 000 USD. Negli altri casi le ammende inflitte variavano da 6 000 GHS — pari a 950 EUR — a 700 000 GHS — pari a 110 000 EUR.
                  
               
                     (49)
                  
                  
                     Un peschereccio da traino industriale è stato posto in stato di fermo nel giugno 2018 per pesca nella zona esclusiva costiera in violazione della sezione 81, paragrafo 3, della legge sulla pesca del 2002 (legge 625). La sezione 81 stabilisce per tale infrazione un’ammenda non inferiore a 10 000 USD e non superiore a 100 000 USD se commessa da un peschereccio locale per la pesca industriale. Secondo le informazioni fornite dalle autorità del Ghana negli scambi più recenti, la sanzione di 48 000 GHS (10 140 USD o 8 633 EUR all’epoca) è stata comminata mediante procedimento amministrativo nell’agosto 2018. Ai sensi della sezione 116 della legge sulla pesca del 2002 (legge 625), le sanzioni amministrative devono essere pagate entro 30 giorni, in caso contrario la causa è rinviata all’autorità giudiziaria. La sanzione non è stata pagata. Nel novembre 2019 lo stesso peschereccio da traino industriale è stato nuovamente fermato per rigetti in mare, uso di reti a maglie sotto taglia, presenza di novellame a bordo, trasbordi in mare e catture non dichiarate. La causa è stata deferita a un tribunale.
                  
               
                     (50)
                  
                  
                     In un altro caso un peschereccio da traino industriale è stato fermato nel giugno 2019 per pesca di novellame, catture non dichiarate a bordo e pesca con reti a maglie sotto taglia. L’armatore ha optato per una composizione extragiudiziale. È stata irrogata una sanzione di 1 000 000 USD, in linea con le disposizioni della sezione 88 A della legge sulla pesca (modifica) del 2014 (legge 880). Tuttavia l’armatore non ha pagato entro il mese stabilito dalla legge e il caso è stato rinviato in tribunale. Nel dicembre 2019 è stato avviato un altro procedimento di composizione extragiudiziale riguardante lo stesso peschereccio da traino industriale per rigetti in mare e trasbordo illegale; per tali infrazioni il peschereccio è stato posto in stato di fermo nell’ottobre 2018. È stata inflitta un’ammenda di 680 000 GHS (pari a 110 510 EUR). Nel maggio 2020 la nave è stata nuovamente fermata per possesso di reti a maglie sotto taglia e per cattura di novellame.
                  
               
                     (51)
                  
                  
                     Nel 2017 e nel 2018 sei pescherecci da traino industriali sono stati fermati e sanzionati con un’ammenda di 6 000 GHS (pari a 1 080 EUR all’epoca) mediante procedimento amministrativo per rigetti in mare, in un caso di 22,3 tonnellate, uso di reti a maglie sotto taglia e rigetti di novellame. Tale ammenda rappresenta l’importo massimo previsto per i rigetti di pesce ai sensi della norma 32, punto 1, del regolamento sulla pesca del 2010 (L.I. 1968). Il livello di tale sanzione è manifestamente inadeguato e chiaramente non commisurato alla gravità delle infrazioni, al loro impatto potenziale sulle risorse e ai benefici che ne possono derivare per i trasgressori. Nell’aprile 2017 a uno di questi pescherecci da traino è stata comminata una sanzione di 6 000 GHS per aver rigettato 22 tonnellate di pesce, in violazione della norma 32, punto 1. La sanzione comminata mediante procedimento amministrativo è stata decisa nel luglio 2018, più di un anno dopo il fermo nell’aprile 2017. Lo stesso peschereccio da traino era già stato fermato e multato nell’aprile 2015 per aver caricato a bordo pesci sotto taglia. Il caso del 2015 è stato risolto in una composizione extragiudiziale con il pagamento di 200 000 GHS (all’epoca 44 500 EUR). Nonostante questo, nel settembre 2020 lo stesso peschereccio industriale è stato nuovamente fermato per un simile presunto reato, vale a dire presenza di novellame a bordo, in violazione della sezione 89, paragrafo 1, lettera c), della legge sulla pesca del 2002 (legge 625), che vieta la cattura intenzionale di novellame durante la pesca, e della norma 14 del regolamento sulla pesca, L.I. 1968, che vieta la cattura o lo sbarco, in qualsiasi sito di sbarco del paese, di pesci di taglia inferiore alla lunghezza prescritta alla tabella 1 dell’allegato del regolamento sulla pesca, L.I. 1968.
                  
               
                     (52)
                  
                  
                     Nel novembre 2019 un altro peschereccio da traino è stato multato in sede di composizione extragiudiziale per due infrazioni connesse al rigetto di pesce in violazione della norma 32, paragrafo 1, lettera a), del regolamento sulla pesca del 2010 (L.I. 1968). Al peschereccio sono state inflitte ammende di 6 000 GHS e 24 000 GHS, pari rispettivamente a 940 EUR e 3 750 EUR, che, secondo le ultime informazioni trasmesse dalle autorità del Ghana, non sono state pagate. Inoltre il 28 ottobre 2019 lo stesso peschereccio da traino è stato fermato per rigetto di pesci, reti a maglie sotto taglia, novellame a bordo e catture non dichiarate. Il caso è stato rinviato al tribunale l’11 novembre 2019. All’armatore del suddetto peschereccio da traino, che era già stato sanzionato, è stata comminata un’altra sanzione nel novembre 2019 per un’altra infrazione (rigetto di pesce in violazione della norma 32, paragrafo 1, lettera a), del regolamento sulla pesca del 2010 (L.I. 1968) commessa da un altro peschereccio di sua proprietà. Secondo le informazioni fornite dalle autorità del Ghana, nemmeno questa sanzione, dell’importo di 36 000 GHS (pari a 5 850 EUR all’epoca), è stata pagata.
                  
               
                     (53)
                  
                  
                     A norma della sezione 76, paragrafo 1, della legge sulla pesca del 2002 (legge 625), la commissione per la pesca del Ghana, incaricata di formulare raccomandazioni al ministro in merito al rilascio delle licenze, non può raccomandare il rilascio o il rinnovo di una licenza di pesca per un peschereccio industriale locale, a meno che non abbia accertato che non vi è stato un mancato rispetto di una sentenza o di qualsiasi altra decisione connessa a una violazione della legge. Inoltre la sezione 24M del regolamento sulla pesca del 2015 (modifica), L.I. 2217, stabilisce che la commissione per la pesca non può rilasciare autorizzazioni di pesca se ha motivo di ritenere che il peschereccio abbia praticato attività di pesca INN o se è stato accertato che il peschereccio è stato coinvolto in attività di pesca INN in violazione di una misura internazionale di  conservazione e di gestione e fino a quando non siano state ottemperate tutte le sanzioni in sospeso imposte dalla legislazione del Ghana. Secondo le informazioni fornite dalle autorità del Ghana, oltre il 18 % delle ammende inflitte a pescherecci da traino nell’ambito di composizioni extragiudiziali negli anni 2018 e 2019 non era stato pagato entro la fine di dicembre 2019. Tuttavia le licenze di pesca hanno continuato ad essere rilasciate a queste navi, contravvenendo così alla legge sulla pesca del 2002 (legge 625). Inoltre nell’aprile 2017 una missione della Banca mondiale ha individuato questioni problematiche quali un ampio divario tra l’elevato numero di reati individuati e il basso numero di procedimenti giudiziari avviati dalle autorità competenti. La missione ha inoltre constatato l’esistenza di ammende di importi diverse per infrazioni analoghe, esenzioni dalle ammende senza motivi chiari, rinnovo delle licenze per i trasgressori, segnalazione e follow-up parziali di violazioni, nonché un’elevata percentuale di ammende non riscosse (14).
                  
               
                     (54)
                  
                  
                     Gli esempi forniti nei considerando da 48 a 53 dimostrano che le sanzioni imposte dalle autorità del Ghana non sono commisurate al valore delle catture, non privano i trasgressori dei benefici derivanti dalle gravi infrazioni commesse e non sono sufficientemente severe per garantire efficacemente il rispetto delle norme e scoraggiare ulteriori violazioni. Alla luce delle informazioni raccolte sul quadro giuridico e sulle procedure di esecuzione esistenti per accertare eventuali infrazioni e irrogare le relative sanzioni, la Commissione è giunta alla conclusione che il Ghana non si è conformato all’articolo 19, paragrafo 2, dell’UNFSA. Tale disposizione stabilisce che tutte le indagini e le azioni giudiziarie debbano essere espletate con rapidità e che le sanzioni applicabili a eventuali infrazioni debbano essere sufficientemente severe da assicurare il rispetto delle norme e scoraggiare le violazioni ovunque esse si verifichino, privando i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite. L’effettivo livello delle sanzioni imposte non garantisce l’effetto deterrente del regime sanzionatorio per quanto riguarda le violazioni della pesca INN. Inoltre il punto 21 dell’IPOA-INN prevede che gli Stati provvedano affinché le sanzioni irrogate per attività INN praticate da pescherecci e, per quanto possibile, da cittadini soggetti alla loro giurisdizione siano sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici derivanti da tali attività di pesca.
                  
               
                     (55)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni esposte nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle autorità del Ghana, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che tale paese non ha osservato gli obblighi che gli incombono a norma del diritto internazionale per quanto riguarda la cooperazione e le misure di esecuzione.
                  
               3.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
         
         
                     (56)
                  
                  
                     Conformemente all’articolo 31, paragrafo 6, lettere a) e b), del regolamento INN, la Commissione ha esaminato la ratifica da parte del Ghana di strumenti internazionali pertinenti nel settore della pesca, o la sua adesione a tali strumenti, e se esso sia parte contraente di organizzazioni regionali di gestione della pesca o si sia impegnato ad applicare le misure di conservazione e di gestione da esse adottate.
                  
               
                     (57)
                  
                  
                     Il Ghana è parte dell’UNCLOS e ha aderito all’UNFSA nel 2017. Il Ghana ha anche ratificato la PSMA nel 2016. Il Ghana ha accettato l’accordo di conformità della FAO nel 2003. Esso è inoltre parte contraente dell’ICCAT e membro dell’FCWC (Comitato per la pesca del Golfo di Guinea centro-occidentale), che è un organo consultivo subregionale di pesca.
                  
               
                     (58)
                  
                  
                     La legge sulla pesca del Ghana attualmente in vigore risale al 2002 ed è stata parzialmente modificata nel 2014. Nel corso delle riunioni del gruppo di lavoro di cui al considerando 19 le autorità del Ghana hanno comunicato che era in atto una revisione della legge sulla pesca del 2002 per tener conto degli obblighi internazionali sottoscritti dal paese. Tuttavia il processo di revisione ha subito notevoli ritardi. Ad esempio, durante la seconda riunione del gruppo di lavoro nel gennaio 2018, la prima data indicativa fornita dal Ghana per la presentazione al Parlamento era settembre 2018. Nella terza riunione del gruppo di lavoro nell’ottobre 2018 il Ghana ha comunicato che la nuova data per la presentazione di un progetto di testo al Parlamento era giugno 2019. Durante la videoconferenza tenutasi nel gennaio 2019 il Ghana ha fornito una nuova data aggiornata per la presentazione al Parlamento, prevista per agosto 2019. Nel gennaio 2020 il Ghana ha comunicato che la data indicativa aggiornata per la presentazione al Parlamento era la fine del secondo trimestre del 2020. Nel giugno 2020 il Ghana ha comunicato che la data aggiornata per l’elaborazione del progetto definitivo era fissata a fine settembre 2020. Pertanto la legge sulla pesca vigente non è in linea con i pertinenti strumenti internazionali di cui il Ghana è parte.
                  
               
                     (59)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 6, lettera c), del regolamento INN, la Commissione ha esaminato se il Ghana ha potuto essere coinvolto in qualsiasi atto o omissione che possa aver compromesso l’efficacia delle leggi, dei regolamenti o delle misure internazionali di conservazione e di gestione applicabili.
                  
               
                     (60)
                  
                  
                     La sezione 42, paragrafo 1, della legge sulla pesca del 2002 (legge 625) incarica la commissione per la pesca del Ghana di elaborare un piano di gestione per le attività di pesca che dovrebbe basarsi sulle migliori informazioni scientifiche disponibili, garantire l’utilizzo ottimale delle risorse ittiche evitando lo sfruttamento eccessivo ed essere conforme ai principi di buona gestione. Nel 2015 le autorità del Ghana hanno adottato un piano nazionale di gestione della pesca per il periodo 2015-2019. L’adozione di tale strumento era fondamentale per porre fine alle azioni avviate nei confronti del Ghana nell’ottobre 2015. Tuttavia il Ghana non ha debitamente attuato il piano nazionale di gestione della pesca.
                  
               
                     (61)
                  
                  
                     Ad esempio, il suddetto piano prevedeva un piano operativo annuale che stabiliva le azioni da intraprendere ogni anno civile. Tuttavia, secondo le informazioni fornite dalle autorità del Ghana, tale piano operativo annuale è stato redatto solo per il 2015. Non sono state redatte nemmeno le relazioni annuali relative ai risultati delle risorse alieutiche rispetto agli indicatori previste nel piano nazionale di gestione della pesca. Inoltre, sulla base dell’ultimo scambio con le autorità del Ghana, la validità del piano nazionale di gestione della pesca è scaduta e un nuovo piano non è stato ancora adottato.
                  
               
                     (62)
                  
                  
                     Tra le azioni volte a ridurre i livelli dello sforzo di pesca e della capacità di pesca nel settore dei pescherecci da traino, in particolare per conseguire una riduzione del 50 % dei giorni di pesca nei successivi tre anni, il piano nazionale di gestione della pesca stabiliva periodi di chiusura per una durata di due mesi e fino a quattro mesi per il terzo anno. Tali periodi di chiusura erano previsti per i mesi di maggio-giugno o novembre-dicembre. Analogamente, il piano nazionale di gestione della pesca prevedeva periodi di chiusura da uno a due mesi per tutte le attività di pesca e fino a quattro mesi entro il 2019, al fine di proteggere gli habitat marini e preservare la biodiversità, ad eccezione delle canoe artigianali.
                  
               
                     (63)
                  
                  
                     Nel 2016 e nel 2017 i periodi di chiusura per il settore dei pescherecci da traino industriali hanno avuto luogo rispettivamente tra il 1o novembre 2016 e il 30 novembre 2016 e tra il 1o febbraio 2017 e il 31 marzo 2017. Nel 2018 il periodo di chiusura per il settore dei pescherecci da traino industriali ha avuto luogo tra il 1o gennaio e il 28 febbraio. Anche il settore della pesca artigianale e quello della pesca del tonno hanno osservato un periodo di chiusura. Tuttavia nel 2018 un secondo periodo di chiusura per il settore dei pescherecci da traino industriali e per quello della pesca artigianale previsto per agosto — il periodo di massima risalita delle acque profonde secondo il piano nazionale di gestione della pesca — è stato rinviato al 2019 una settimana prima del suo inizio. Le autorità del Ghana hanno spiegato che tale decisione era stata presa per consentire un maggiore coinvolgimento con le parti interessate al fine di promuoverne l’adesione. Contrariamente a quanto stabilito dal piano nazionale di gestione della pesca, nel 2019 vi è stato un periodo di chiusura di soli due mesi per il settore delle reti a strascico (tra il 1o agosto e il 30 settembre) mentre il settore artigianale ha osservato un periodo di chiusura di un solo mese (tra il 15 maggio e il 15 giugno 2019).
                  
               
                     (64)
                  
                  
                     Nel 2020 non si sono svolti periodi di chiusura in Ghana, nonostante la dichiarazione di bilancio per il 2020 abbia evidenziato che, sulla base delle informazioni scientifiche, i livelli degli stock ittici marini in Ghana fossero in diminuzione nella ZEE; nonostante le autorità del Ghana abbiano dichiarato la necessità di adottare misure drastiche per arrestare questo fenomeno onde evitare che il Ghana diventi importatore netto di pesce entro il 2025; e nonostante la dichiarazione delle autorità di voler estendere il periodo di chiusura di un mese all’intera flotta per due mesi simultaneamente nel 2020 e nel 2021 (15). La valutazione della situazione critica degli stock, in particolare delle specie pelagiche, è in linea con la valutazione del Copace di cui al considerando 28.
                  
               
                     (65)
                  
                  
                     Un altro esempio della mancata piena attuazione del piano nazionale di gestione della pesca per il periodo 2015-2019 è che, secondo l’appendice allegata al piano, il numero massimo di licenze di pesca per i pescherecci da traino industriali atto a garantire l’uso sostenibile delle risorse ittiche in questione non doveva essere superiore a 48. Tuttavia le autorità del Ghana hanno concesso 75 licenze per il settore dei pescherecci da traino su base trimestrale. Il fatto di non aver dato piena attuazione al piano nazionale di gestione della pesca pregiudica l’articolo 61, paragrafi 2 e 3, e l’articolo 62, paragrafo 1, dell’UNCLOS e l’articolo 6, paragrafo 4, dell’UNFSA.
                  
               
                     (66)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni illustrate nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle autorità del Ghana, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che il Ghana non ha osservato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in relazione alle norme, ai regolamenti e alle misure di conservazione e di gestione internazionali.
                  
               3.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo (articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN)
         
         
                     (67)
                  
                  
                     Nel 2019, secondo l’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (16), il Ghana, attestandosi al 142o posto su un totale di 189 paesi, era considerato un paese a sviluppo umano medio.
                  
               
                     (68)
                  
                  
                     Anche se possono sussistere difficoltà specifiche a livello di capacità per quanto riguarda le attività di monitoraggio, controllo e sorveglianza della flotta, le difficoltà specifiche del Ghana riconducibili al suo livello di sviluppo non giustificano tutte le carenze segnalate nelle precedenti sezioni. Tenuto conto della classifica stilata dalle Nazioni Unite sulla base dell’indice di sviluppo umano, nulla lascia supporre che il mancato rispetto, da parte del Ghana, degli obblighi che gli incombono a norma del diritto internazionale sia dovuto a bassi livelli di sviluppo. Non esiste alcun elemento di prova concreto che consenta di mettere in correlazione le carenze rilevate a livello di quadro giuridico in materia di pesca e di sistemi di monitoraggio, controllo, sorveglianza e tracciabilità della pesca con scarse capacità e infrastrutture. Inoltre tali difficoltà specifiche non possono giustificare il fatto che il Ghana non ha applicato in modo efficace la legislazione interna per sanzionare le infrazioni connesse alla pesca INN.
                  
               
                     (69)
                  
                  
                     Dal 2018 la Commissione fornisce sostegno al Ghana nel settore della pesca attraverso il programma regionale (Miglioramento della governance della pesca a livello regionale nell’Africa occidentale, PESCAO). La Commissione ha inoltre offerto sostegno per la revisione della legislazione e l’adozione di un piano d’azione nazionale aggiornato contro la pesca INN nell’ambito del gruppo di lavoro di cui al considerando 19.
                  
               
                     (70)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni illustrate nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle autorità del Ghana, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo e la condotta generale del Ghana con riguardo alla gestione della pesca non sono pregiudicati dal suo livello di sviluppo.
                  
               4.   CONCLUSIONI CONCERNENTI LA POSSIBILE IDENTIFICAZIONE IN QUANTO PAESE TERZO NON COOPERANTE
         
         
                     (71)
                  
                  
                     Alla luce delle conclusioni tratte riguardo al mancato adempimento, da parte del Ghana, degli obblighi ad esso imposti dal diritto internazionale nella sua qualità di Stato di bandiera, Stato costiero o Stato di commercializzazione e alla mancata adozione di misure volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, è opportuno notificare a tale paese, ai sensi dell’articolo 32 del regolamento INN, la possibilità di essere identificato dalla Commissione come paese terzo non cooperante nella lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (72)
                  
                  
                     La Commissione dovrebbe inoltre adottare nei confronti del Ghana tutti i provvedimenti previsti all’articolo 32 del regolamento INN. Ai fini di una corretta amministrazione è opportuno fissare un termine entro il quale tale paese possa rispondere per iscritto alla notifica e porre rimedio alla situazione.
                  
               
                     (73)
                  
                  
                     Inoltre la notifica al Ghana della possibilità di essere identificato come un paese che la Commissione considera paese terzo non cooperante ai fini della presente decisione non esclude né comporta automaticamente che la Commissione o il Consiglio possano successivamente procedere all’identificazione e alla compilazione di un elenco di paesi non cooperanti,
                  
               DECIDE:
         
            Articolo unico
            Si notifica alla Repubblica del Ghana la possibilità di essere identificata dalla Commissione come un paese terzo non cooperante nella lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
         
         
            Fatto a Bruxelles, il 2 giugno 2021
            
               
                  Per la Commissione
               
               Virginijus SINKEVIČIUS
               
                  Membro della Commissione
               
            
         
         
            (1)  GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.
         
            (2)  Decisione 2013/C 346/03 della Commissione, del 26 novembre 2013, relativa alla notifica trasmessa ai paesi terzi che la Commissione considera possano essere identificati come paesi terzi non cooperanti ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU C 346 del 27.11.2013, pag. 26).
         
            (3)  GU C 324 del 2.10.2015, pag. 15.
         
            (4)  https://treaties.un.org/
         
            (5)  http://www.fao.org/port-state-measures/background/parties-psma/en/
         
            (6)  https://treaties.un.org/pages/showDetails.aspx?objid=080000028007be1a
         
            (7)  http://www.fao.org/fishery/ipoa-iuu/npoa/en
         
            (8)  La pratica di effettuare trasbordi in mare tra pescherecci da traino industriali e canoe è nota localmente come saiko.
         
            (9)  https://www.mofep.gov.gh/sites/default/files/budget-statements/2020-Budget-Statement-and-Economic-Policy_v3.pdf
         
            (10)  Secondo un’analisi del gruppo di lavoro FAO/Copace sulla valutazione dei piccoli pelagici — sottogruppo Sud, gli stock di alaccia (Sardinella aurita e Sardinella maderensis) condivisi tra Costa d’Avorio, Ghana, Togo e Benin sono sovrasfruttati e prossimi al collasso. La valutazione ha raccomandato la chiusura della pesca dell’alaccia per consentire la ricostituzione degli stock. FAO, 2019. Report of the FAO/CECAF Working Group on the Assessment of Small Pelagic Fish — Subgroup South. Elmina, Ghana, 12-20 settembre 2018. Rapport du Groupe de travail FAO/Copace sur l’évaluation des petits poissons pélagiques — Sous-groupe Sud. Elmina, Ghana, 12-20 settembre 2018. CECAF/ECAF Series/Copace/PACE Séries n. 19/81. Roma. http://www.fao.org/3/ca5402b/ca5402b.pdf
         
            (11)  http://www.fao.org/3/CA0464EN/ca0464en.pdf e http://www.fao.org/3/cb2339en/CB2339EN.pdf
         
            (12)  http://documents1.worldbank.org/curated/en/866911554409721545/pdf/Ghana-Under-the-First-Phase-of-the-West-Africa-Regional-Fisheries-Program-Project.pdf
         
            (13)  Per le navi tonniere si applicano disposizioni diverse: almeno il 50 % delle quote della nave deve essere effettivamente posseduto o controllato dalle persone di cui al considerando 34.
         
            (14)  http://documents1.worldbank.org/curated/en/866911554409721545/pdf/Ghana-Under-the-First-Phase-of-the-West-Africa-Regional-Fisheries-Program-Project.pdf
         
            (15)  https://www.mofep.gov.gh/sites/default/files/budget-statements/2020-Budget-Statement-and-Economic-Policy_v3.pdf
         
            (16)  http://hdr.undp.org/sites/all/themes/hdr_theme/country-notes/GHA.pdf