CELEX: C2003/146/55
Language: it
Date: 2003-06-21 00:00:00
Title: Causa C-178/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 24 aprile 2003

21.6.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 146/33
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                    —     Attuazione non corretta dell’art. 8 della direttiva: le
                                                                                   disposizioni nazionali relative all’informazione della
                                                                                   popolazione o all’informazione da dare in caso di urgenza
—     dichiarare che la Repubblica francese, non avendo adotta-                    radioattiva non prevedono in modo vincolante l’indica-
      to i provvedimenti necessari per conformarsi agli artt. 2,                   zione delle autorità incaricate di applicare i provvedimenti
      3, 5, 6, 7 e 8 della direttiva del Consiglio 27 novembre                     previsti dalla direttiva.
      1989, 89/618/Euratom, concernente l’informazione della
      popolazione sui provvedimenti di protezione sanitaria
      applicabili e sul comportamento da adottare in caso di
                                                                             (1 ) GU L 357 del 7.12.1989, pag. 31.
      emergenza radioattiva (1), è venuta meno agli obblighi ad
      essa incombenti in forza della detta direttiva;
—     condannare la Repubblica francese alle spese.
Motivi e principali argomenti                                                Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                             tro il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione
                                                                                          europea, proposto il 24 aprile 2003
—     Attuazione non corretta dell’art. 2 della direttiva: i
      provvedimenti di attuazione adottati riguardano solo
      una parte delle situazioni indicate in tale articolo. La                                        (Causa C-178/03)
      definizione data di «caso di emergenza radioattiva» non è
      stata attuata e i provvedimenti di attuazione non riguarda-
      no il trasporto e lo stoccaggio di combustibili nucleari o di                                    (2003/C 146/55)
      rifiuti radioattivi, la produzione, utilizzazione, stoccaggio,
      evacuazione e trasporto di radioisotopi a scopo agricolo,
      industriale, medico o a scopi scientifici e di ricerca nonché
      utilizzazione di radioisotopi per la produzione di energie
      nelle macchine spaziali. I provvedimenti si riferiscono,               Il 24 aprile 2003 la Commissione delle Comunità europee,
      inoltre, solo ai rischi collegati agli impianti sul territorio         rappresentata da G. zur Hausen, L. Ström e E. Righini, in
      francese e non a quelli collegati ad impianti situati fuori            qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
      da tale territorio.                                                    proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                             europee, un ricorso contro il Parlamento europeo e il Consiglio
                                                                             dell’Unione europea.
—     Attuazione non corretta dell’art. 3 della direttiva: i
      provvedimenti di attuazione adottati non contengono
      alcuna definizione delle espressioni «considerevoli emis-
      sione di materie radioattive» e «tassi anormali di radioatti-          La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      vità che possono nuocere alla sanità pubblica».
                                                                             —     annullare il regolamento (CE) del Parlamento europeo e
                                                                                   del Consiglio 28 gennaio 2003, n. 304 (1), sull’esportazio-
—     Attuazione non corretta dell’art. 5 della direttiva: i                       ne ed importazione di prodotti chimici pericolosi;
      provvedimenti di attuazione per quanto riguarda l’infor-
      mazione della popolazione non coprono, come già
      indicato per l’attuazione dell’art. 2 della direttiva, tutti gli       —     dichiarare che il regolamento rimanga in vigore fino
      impianti e tutte le attività a cui si riferisce la direttiva.                all’adozione di un nuovo regolamento da parte del
                                                                                   Consiglio;
—     Attuazione non corretta dell’art. 6 della direttiva: le                —     condannare il Parlamento europeo e il Consiglio a pagare
      disposizioni nazionali relative all’informazione della                       le spese.
      popolazione in caso di emergenza radioattiva non stabili-
      scono che la popolazione deve essere immediatamente
      informata.
                                                                             Motivi e principali argomenti
—     Attuazione non corretta dell’art. 7 della direttiva: i
      provvedimenti a cui si riferisce la direttiva per l’informa-
      zione delle persone che potrebbero intervenire nell’orga-
      nizzazione dei soccorsi in caso di emergenza radioattiva               Il regolamento PIC attua la convenzione di Rotterdam concer-
      sono, in particolare, indicate solo in una circolare,                  nente la procedura di previo assenso informato per taluni
      circostanza che non soddisfa la condizione di certezza                 prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio interna-
      del diritto imposta dalla giurisprudenza della Corte.                  zionale, in prosieguo la «convenzione PIC».
 ---pagebreak--- C 146/34               IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             21.6.2003
La convenzione PIC stabilisce il principio secondo cui l’impor-          —      condannare la convenuta alle spese.
tazione e l’esportazione di un prodotto chimico in essa
ricompreso può avere luogo solo previo assenso informato
della parte importatrice. La convenzione PIC istituisce una
procedura, chiamata «procedura PIC», come strumento per
ottenere formalmente e trasmettere le decisioni delle parti
                                                                         Motivi e principali argomenti
importatrici e per assicurare l’osservanza di queste decisioni da
parte delle parti esportatrici.
                                                                         Il ricorso è motivato dal fatto che, con la decisione impugnata,
La Commissione considera che il regolamento PIC rientra                  sono state escluse dal finanziamento comunitario spese effet-
nell’ambito della politica commerciale comune della Comunità.            tuate dalla Repubblica federale di Germania in Brandeburgo,
Pertanto, come da proposta della Commissione, il regolamento             per un importo di EUR 26 446 505,00, nel settore dei
avrebbe dovuto essere adottato come un regolamento del                   seminativi relativamente ai raccolti 1999 e 2000, e che tali
Consiglio sul fondamento dell’art. 133 CE e non come un                  spese sono state poste a carico della Repubblica federale di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio fondato               Germania. Il detto importo costituisce una rettifica forfettaria
sull’art. 175, n. 1, CE, che riguarda provvedimenti adottati             del 5 % delle spese dichiarate per il Land Brandeburgo
nell’ambito della politica della Comunità in materia ambientale.         relativamente ai raccolti 1999 e 2000 nel settore dei semina-
La Commissione afferma che la scelta del fondamento normati-             tivi.
vo per l’adozione del regolamento PIC da parte del Parlamento
europeo e del Consiglio è errata e pertanto l’atto di cui trattsi è
illegittimo e deve essere annullato.
                                                                         Secondo l’opinione della Repubblica federale di Germania la
                                                                         decisione è stata adottata in seguito ad una violazione di norme
( 1) GU L 63 del 6.3.2003, pag. 1.                                       procedurali e di principi generali del diritto comunitario. I
                                                                         controlli e le conclusioni della Commissione sarebbero erronei
                                                                         su elementi di fatto essenziali e si fonderebbero inoltre su
                                                                         un’interpretazione non corretta delle norme. Un’imputazione
                                                                         forfettaria dell’ammontare del 5 % sarebbe quindi complessiva-
                                                                         mente illegittima. Ciò risulta dai seguenti sette motivi di
                                                                         ricorso:
                                                                         —      Vizi procedurali. Le seguenti censure mosse dalla Com-
Ricorso della Repubblica federale di Germania contro la
                                                                                missione
Commissione delle Comunità europee, proposto il
                          28 aprile 2003
                                                                                —      «mancanza di dati precisi e attuali sulle parcelle
                                                                                       nell’Allgemeinen Liegenschaftsbuch (ALB)»,
                        (Causa C-183/03)
                                                                                —      «doppia domanda non rilevabile»,
                         (2003/C 146/56)
                                                                                —      «non esiste alcun o quasi alcun nesso tra le parcelle
                                                                                       incluse nel catasto e le parcelle agricole» e
Il 28 aprile 2003, la Repubblica federale di Germania, rappre-
sentata dal sig. Wolf-Dieter Plessing, Ministerialrat, dal sig.                 —      non è stato normalmente possibile esaminare e
Moritz Lumma, Regierungsdirektor, e dalla sig.ra Annette                               misurare le parcelle agricole, ad esempio sulla base
Tiemann, Regierungsrätin, Bundesministerium der Finanzen,                              di mappe oppure di fotografie aeree, in quanto le
Graurheindorfer Straße 108, D-53117 Bonn, ha proposto,                                 aziende non hanno allegato alle loro domande
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un                             alcuna mappa o schizzo delle parcelle agricole
ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                                                                                non sarebbero state tempestivamente notificate alle auto-
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                       rità tedesche. Di conseguenza si è verificata una violazione
                                                                                della procedura di chiusura dei conti (art. 7, n. 4 del
                                                                                regolamento (CEE) n. 1258/1999 ( 1), art. 8, n. 1, del
—      annullare la decisione della Commissione 14 febbraio                     regolamento (CE) n. 1663/95 ( 2), nonché dei principi del
       2003, C(2003) 500 def. che esclude dal finanziamento                     diritto di difesa e di buona amministrazione.
       comunitario alcune spese effettuate dagli Stati membri a
       titolo del Fondo europeo di orientamento e di garanzia
       agricola (FEAOG), sezione garanzia, in quanto esclude             —      Affidabilità del sistema di determinazione delle superfici.
       dal finanziamento comunitario e pone a carico della                      Con il secondo motivo di ricorso il governo federale
       Repubblica federale di Germania una somma di                             respinge il dubbio espresso dalla Commissione circa
       EUR 26 446 505,00 e                                                      l’affidabilità del sistema di determinazione.