CELEX: C2002/156/63
Language: it
Date: 2002-06-29 00:00:00
Title: Causa T-104/02: Ricorso della SFT Gondrand Frères contro la Commissione delle Comunità europee, proposto l'8 aprile 2002

29.6.2002                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 156/33
presenta gli stessi motivi e argomenti della causa T-100/02,                  Ad avviso della ricorrente, la decisione contestata contiene
che a loro volta sono i medesimi della causa T-99/02.                         numerosi errori di valutazione ed errori di diritto. In primo
                                                                              luogo la Commissione ha sbagliato nel concludere che la
                                                                              fornitura sul mercato di cumene ad uno dei siti di produzione
(1) Con l’operazione esaminata dalla Commissione in questo caso, la           della ricorrente non costituisca un mercato distinto. In secondo
    Deutsche Shell acquisirebbe il controllo esclusivo dell’impresa           luogo la Commissione non ha esaminato se sarebbe stata
    DEA Mineralöl. La decisione nel caso n. COMP/M.2389-Shell/                creata in tale mercato una posizione dominante e ha omesso
    DEA è anch’essa contestata da questa ricorrente nella causa
                                                                              di concludere che una posizione dominante era stata creata. In
    T-100/02.
                                                                              alternativa, la Commissione non ha definito un relativo
                                                                              mercato più ampio per la vendita di cumene ed ha omesso di
                                                                              esaminare la creazione di una posizione dominante in tale
                                                                              mercato.
Ricorso della Ineos Phenol GmbH & Co KG contro la                             La ricorrente lamenta inoltre la violazione di una forma
Commissione delle Comunità europee, proposto il 5 aprile                      sostanziale, lo sviamento di potere e la violazione del principio
                                2002                                          di buona amministrazione. Secondo la ricorrente, la Commis-
                                                                              sione avrebbe dovuto richiedere informazioni a terzi sulla
                          (Causa T-103/02)                                    vendita di cumene da parte di Bp e Veba Oel.
                           (2002/C 156/62)
                                                                              Infine, la ricorrente sostiene che nella decisione contestata vi
                     (Lingua processuale: l’inglese)                          sia stata carenza di motivazione poiché la Commissione ha
                                                                              omesso di analizzare la fornitura di cumene da parte della BP
                                                                              e della Veba Oel e non ha considerato le questioni di cui al
                                                                              presente ricorso.
Il 5 aprile 2002 la Ineos Phenol GmbH & Co KG, rappresentata
dai sigg. Julian Ellison, Mark Clough, QC, e Matthew Hall, dello
studio legale Ashurst Morris Crisp, Bruxelles (Belgio), ha
proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
europee, un ricorso contro la Commissione delle Comunità
europee.
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—     annullare, ai sensi dell’art. 230 CE, la decisione della
      Commissione nel caso n. COMP/M.2533-BP/E.ON, nella
      parte in cui implicitamente si riferisce alla fornitura sul             Ricorso della SFT Gondrand Frères contro la Commis-
      mercato di cumene;                                                        sione delle Comunità europee, proposto l’8 aprile 2002
—     condannare la Commissione alle spese.
                                                                                                     (Causa T-104/02)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                      (2002/C 156/63)
La ricorrente è un importante acquirente di un prodotto
petrochimico denominato cumene, dalla BP e dalla Veba Oel
AG.
                                                                                                (Lingua processuale: il francese)
La ricorrente contesta la decisione con cui la Commissione ha
dichiarato compatibile, a determinate condizioni, con il merca-
to comune e con l’accordo SEE, un’operazione con cui la BP,
insieme all’E.ON, acquisirebbe il controllo congiunto della
Veba Oel. I motivi del presente ricorso riguardano il fatto che               L’8 aprile 2002 la SFT Gondrand Frères, con sede a Parigi,
la Commissione, nella sua decisione, ha omesso di considerare                 rappresentata dalla sig.ra M. Famchon, avocat, con domicilio
le questioni relative alla concorrenza derivanti dall’unione della            eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi al Tribunale di
BP con la Veba Oel per quanto attiene alla loro fornitura di                  primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la
cumene.                                                                       Commissione delle Comunità europee.
 ---pagebreak--- C 156/34                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            29.6.2002
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                             La ricorrente afferma, infine, che non le si può contestare
                                                                          nessuna manovra fraudolenta e che non ha mostrato una
                                                                          manifesta negligenza.
—     dichiarare nulla la decisione (REM 06/01) 14 gennaio
      2002 e accordare alla Società SFT Gondrand Frères lo
      sgravio dei dazi antidumping da essa richiesto.
                                                                          (1) Regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1994, 3319/94, che
                                                                               istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
                                                                               soluzioni di urea e nitrato d’ammonio originarie della Bulgaria e
                                                                               dalla Polonia, esportate da imprese non esentate dal dazio, e che
                                                                               decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio (GU L 350
                                                                               del 31 dicembre 1994, pag. 20).
Motivi e principali argomenti
La ricorrente è uno spedizioniere doganale autorizzato. Nel
1997 essa ha immesso in consumo tre carichi di una soluzione
di urea e di nitrato d’ammonio, originari della Polonia. Nel
sottoscrivere le dichiarazioni in dogana, la ricorrente ha
chiesto l’applicazione del beneficio dell’esenzione dal dazio             Ricorso del Grupo El Prado-cervera SL, contro l’Ufficio
antidumping che si applica alle importazioni di tale prodotto             per l’armonizzazione nel mercato interno, proposto il
in quanto originario della Polonia. In seguito a controllo                                             15 aprile 2002
l’amministrazione doganale francese ha constatato che il dazio
antidumping avrebbe dovuto essere applicato ed ha ingiunto                                           (Causa T-117/02)
alla ricorrente il pagamento del dazio specifico.
                                                                                                      (2002/C 156/64)
Dopodiché la ricorrente ha sollecitato lo sgravio dei dazi                                    (Lingua processuale: lo spagnolo)
antidumping e dell’IVA corrispondente. Questa richiesta è stata
trasmessa dalle autorità francesi alla Commissione, che ha
stabilito che nel caso lo sgravio dei dazi antidumping non è
giustificato. La ricorrente contesta, nella presente causa, tale          Il 15 aprile 2002 il Grupo El Prado-cervera, SL, rappresentato
decisione.                                                                dall’avv. Patricia Koch Moreno, ha proposto dinanzi al Tribuna-
                                                                          le di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro
                                                                          Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno.
A suo avviso, ai sensi al regolamento CE n. 3319/94 (1) non
sussiste l’obbligo di pagare il dazio antidumping. Le merci               Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
sarebbero state fatturate direttamente dalla società polacca
Zaklady Azotowe Pulawy ad una società di diritto francese,
l’Evertrade. In più, il loro prezzo sarebbe stato superiore               —       dichiarare la non conformità all’art. 8, n. 1, lett. b), del
a quello minimo all’importazione. Secondo la ricorrente,                          regolamento (CE) n. 40/94 sul marchio comunitario
l’assoggettamento delle importazioni controverse ai dazi anti-                    della decisione 12 febbraio 2002 emessa dalla prima
dumping non sarebbe, in questo caso, giustificato.                                commissione di ricorso dell’UAMI con cui si è rigettata
                                                                                  l’opposizione proposta contro la domanda di marchio
                                                                                  comunitario n. 1.021.229, CHUFAFIT, nelle classi 29
                                                                                  e 31, decretando la nullità di detta decisione;
La ricorrente ritiene, inoltre, che lo sgravio dei dazi sia, nella
specie, giustificato dalla presenza di una situazione particolare.        —       dichiarare il rischio di confusione della domanda di
A suo avviso, il dazio antidumping è stato istituito per evitare                  marchio comunitario n. 1.021.229, CHUFAFIT, nelle
che misure antidumping siano eluse mediante l’allestimento di                     classi 29 e 31, col marchio spagnolo n. 1.778.419,
circuiti d’importazione che prevedono l’intervento di società                     CHUFI, che tutela i prodotti della classe 29, e col il
d’intermediazione aventi sede in Paesi terzi. Ebbene, questa                      marchio spagnolo n. 2.063.328, CHUFI, con disegno, che
finalità sarebbe stata realizzata, essendo il primo acquirente                    tutela i prodotti della classe 31;
dell’esportatore polacco una società francese. Il regolamento
di cui trattasi sarebbe, inoltre, di difficile interpretazione. La        —       dichiarare il rigetto della domanda di marchio comunita-
ricorrente sostiene che le autorità francesi ne hanno dato la                     rio n. 1.021.229, CHUFAFIT, nelle classi 29 e 31;
medesima interpretazione che essa ne ha dato. Aggiunge pure
che l’errore attiene meramente alla forma e che non ha avuto
reali conseguenze sul corretto funzionamento del regime                   —       e, infine, condannare alle spese la ricorrente e, all’occor-
doganale.                                                                         renza, l’interveniente.