CELEX: 31995R0690
Language: it
Date: 1995-03-30 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 690/95 della Commissione del 30 marzo 1995 che modifica il regolamento (CE) n. 1091/94 recante talune modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio relativo alla protezione delle foreste della Comunità contro l'inquinamento atmosferico

Avis juridique important

|

31995R0690

Regolamento (CE) n. 690/95 della Commissione del 30 marzo 1995 che modifica il regolamento (CE) n. 1091/94 recante talune modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio relativo alla protezione delle foreste della Comunità contro l'inquinamento atmosferico  

Gazzetta ufficiale n. L 071 del 31/03/1995 pag. 0025 - 0046

REGOLAMENTO (CE) N. 690/95 DELLA COMMISSIONE del 30 marzo 1995 che modifica il  regolamento (CE) n. 1091/94 recante talune modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.  3528/86 del Consiglio relativo alla protezione delle foreste della Comunità contro l'inquinamento  atmosfericoLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio, del 17 novembre 1986, relativo alla protezione  delle foreste della Comunità contro l'inquinamento atmosferico  (1), modificato da ultimo del  regolamento (CEE) n. 2157/92  (2), in particolare l'articolo 3, paragrafo 2, considerando che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, terzo trattino del regolamento (CEE) n.  3528/86, l'azione comunitaria è intesa ad aiutare gli Stati membri a condurre una sorveglianza  intensiva e continua degli ecosistemi forestali presso i posti di osservazione permanenti; considerando che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 3528/86, gli Stati  membri trasmettono alla Commissione i dati raccolti attraverso la rete di posti di sorveglianza  intensiva e continua; considerando che la suddetta rete è stata allestita dagli Stati membri in conformità con l'allegato  I del regolamento (CE) n. 1091/94 della Commissione  (3); che la metodologia comune e la  presentazione dei dati dell'inventario permanente dello stato delle chiome, degli inventari del  suolo e del fogliame e delle misurazioni dell'accrescimento sono indicate negli allegati da III a  VI del regolamento (CE) n. 1091/94; considerando che le misurazioni dei tassi di sedimentazione e la sorveglianza dei parametri  meteorologici sono già previste e che è necessario aggiungere nel regolamento (CE) n. 1091/94 le  disposizioni relative alla metodologia comune e alla trasmissione dei dati corrispondenti; considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato  forestale permanente, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 Il regolamento (CE) n. 1091/94 è così modificato: 1)  Nell'allegato II, modulo 2a sono aggiunte le seguenti azioni: «  Organizzazione ed esecuzione di misurazioni dei tassi di sedimentazione  »; «  Organizzazione ed esecuzione della sorveglianza dei parametri meteorologici.  » 2)  Nell'allegato III il paragrafo II.5 è sostituito dal seguente: «  II.5 trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione, gli Stati membri trasmettono alla Commissione le suddette  informazioni su moduli standardizzati (vedi allegato VII, moduli 3a e 3b).  » 3)  L'allegato VIIa è modificato in conformità dell'allegato I del presente regolamento. 4)  Sono aggiunti gli allegati VIII e IX di cui agli allegati II e III del presente regolamento. Articolo 2 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, il 30 marzo 1995. Per la Commissione Franz FISCHLER Membro della Commissione  ALLEGATO I L'allegato VIIa del regolamento (CE) n. 1091/94 è modificato come segue: -  al paragrafo I (Nomi degli archivi) sono aggiunte le diciture seguenti: >SPAZIO PER TABELLA> -  l'ultimo capoverso è sostituito dal testo seguente: «  I nomi degli archivi sono costituiti dall'indicativo del paese, composto di due lettere (XX  nell'elenco dei nomi), seguito dall'anno dell'osservazione (1995 nell'esempio riportato) o da Gener  se i dati sono rilevati una tantum, da un punto (.) e da un codice di tre lettere. Per l'archivio  posto di osservazione, quest'ultimo sarà formato dalle lettere PL e dalla prima lettera  dell'indagine Suolo, Fogliame, Accrescimento, Sedimento o Meteorologia. Per l'archivio dati, il  codice è composto di una o due lettere per Fogliame, Suolo, Accrescimento, Sedimento o Meteorologia  e di una o due lettere per Obbligatorio, Facoltativo o per le varie parti dell'indagine  sull'accrescimento (Valutazione), dell'indagine sul sedimento (Aria) o dell'indagine sulla  meteorologia (Clima o Danno). Se l'elaborazione dei dati relativi ai posti di osservazione del reticolo 16  ×  16 viene  effettuata nello stesso luogo, la somiglianza dei nomi degli archivi può ingenerare confusione. In  tal caso, il codice dell'anno può essere maggiorato di 1  000 (per esempio XX2995.SOM).  »; -  sono aggiunti i seguenti dieci moduli (XX1995.PLD, XX1995.DEM, XX1995.DEO, XX1995.DEA,  XX1995.PLM, XX1995.MEM, XX1995.MEC, Modulo 8d, XX1995.MEO, XX1995.MED): >INIZIO DI UN GRAFICO>Modulo 7a XX1995.PLD Contenuto dell'archivio particelle ridotto da utilizzare congiuntamente alle misurazioni del  sedimento Colonna  Spiegazione al punto 1   P  4   Numero d'ordine delle particelle (da 1 a 9  999)  6   P  7   Codice del paese (Francia = 01, Belgio = 02, ecc.) (1) 9   P  12 Numero del posto di osservazione (2) 14 Codice del campionatore (37) 16   P  22 Latitudine in +GGPPSS (p. es. +505852) (4) 24   P  30 Longitudine in (+ o  P) GGPPSS (p. es. +035531) (4) 32   P  33 Altitudine (per classi di 50 m da 1 a 51) (7) 35   P  40 Data d'inizio del periodo di sorveglianza (38) 42   P  47 Data di conclusione del periodo di sorveglianza (38) 49   P  50 Numero di periodi di misurazione (uguali) (39) 52   P  62 Altre osservazioni (per esteso) (12)  >FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN  GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>Modulo 7a XX1995.PLD Contenuto dell'archivio particelle ridotto da utilizzare congiuntamente alle misurazioni del  sedimento Colonna  Spiegazione al punto 1   P  4   Numero d'ordine delle particelle (da 1 a 9  999)  6   P  7   Codice del paese (Francia = 01, Belgio = 02, ecc.) (1) 9   P  12 Numero del posto di osservazione (2) 14   P  15 Codice di posizione (41) 17   P  18 Codice di strumento (42) 20   P  26 Latitudine in +GGPPSS (p. es. +505852) (4) 28   P  34 Longitudine in (+ o  P) GGPPSS (p. es. +035531) (4) 36   P  37 Altitudine (per classi di 50 m da 1 a 51) (7) 39   P  44 Data d'inizio del periodo di sorveglianza (38) 46   P  51 Data di conclusione del periodo di sorveglianza (38) 53   P  54 Numero di periodi di misurazione (uguali) (39) 56   P  66 Altre osservazioni (per esteso) (99)  >FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN  GRAFICO>Modulo 8d Cause identificate di danni potenziali per posto di osservazione e per specie Paese:  Latitudine:  Data di insediamento: N. particella:  Longitudine: Specie  principale:  Altitudine: Informazioni ottenute all'atto dell'insediamento Circostanza/fenomeno causale Descrizione  1                    2                    3                    4                    5                    6                    >INIZIO DI UN GRAFICO>Modulo 8e XX1995.MEO Contenuto dell'archivio contenente le informazioni sulle cause identificate di danni Colonna  Spiegazione al punto 1   P  5   Numero di casi (da 1 a 99  999)  7   P  10   Numero del posto di osservazione (massimo 9  999) (2) 12   P  13 Codice di posizione (41) 15   P  16 Numero di circostanze/fenomeni causali identificati (vedi modulo 9d)  18   P  19 Numero della settimana in cui la circostanza/il fenomeno si è manifestato/ha iniziato a  manifestarsi (massimo 99) (48) 21   P  22 Numero della settimana in cui la circostanza/il fenomeno si è manifestato/ha cessato di  manifestarsi (massimo 99) (48) 24 Indicazione della massima intensità della circostanza/del fenomeno (1  =  molto limitata secondo  la definizione; 2  =  di durata molto lunga; 3  =  molto intensa; 4  =  molto lunga e molto  intensa)  (*) (7) 26   P  35 (per esteso)   (*)  Indicazioni più particolareggiate sono fornite in allegato alla relazione meteorologica. >FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>Modulo 8f XX1995.MED Contenuto dell'archivio particelle contenente le informazioni sui danni rilevati provocati da  circostanze/fenomeni meteorologici Colonna  Spiegazione al punto 1   P  4   Numero d'ordine delle particelle (da 1 a 9  999)  6   P  7   Codice del paese (Francia = 01, Belgio = 02, ecc.) (1) 9   P  12 Numero del posto di osservazione/codice di posizione (2) 14   P  20 Latitudine in +GGPPSS (p. es. +505852) (4) 22   P  28 Longitudine in (+ o  P) GGPPSS (p. es. +035531) (4) 30   P  31 Altitudine (per classi di 50 m da 1 a 51) (7) 33   P  34 Numero di circostanze/fenomeni causali (eventualmente vedi modulo 9d) (50) 36   P  53 Descrizione dei danni osservati (per esteso) (50) 55   P  56 Inizio stimato della manifestazione (settimana) (48) 58   P  59 Fine stimata della manifestazione (settimana) (48) 61   P  71 Altre osservazioni (per esteso) (99)  >FINE DI UN GRAFICO>-  sono aggiunti i seguenti punti all'elenco dei codici: «  Informazioni relative all'indagine sulla sedimentazione (37)  Codice del campionatore Per i campioni di sedimento devono essere utilizzati i seguenti codici: 1:  precipitazioni al suolo 2:  convezioni 3:  sedimento soltanto bagnato 4:  scorrimento lungo il fusto 5:  nebbia 6:  brina 7:  concentrazione atmosferica 9:  altri Le informazioni sull'apparecchiatura utilizzata devono essere fornite in allegato al documento  contenente le informazioni generali. (37a)  Quantità di campione La quantità totale del campione/dei campioni prelevato(i) dev'essere divisa secondo la zona di  raccolta ed espressa in mm. (38)  Data iniziale e finale del periodo di sorveglianza Le date d'inizio e fine del periodo di sorveglianza devono essere indicate sui moduli con lo stesso  formato delle date di osservazione, di campionamento e di analisi (vedi punto 3). Il periodo di sorveglianza si compone di uno o più periodi di misurazione. I periodi di misurazione  che costituiscono un periodo di sorveglianza devono essere di uguale durata. La durata minima di un  periodo di misurazione è di una settimana, la massima di un mese. Qualora sia necessario ricorrere a periodi di misurazione diversi nell'arco di un anno (per esempio  settimanali in estate e mensili in inverno), si distingueranno due periodi di sorveglianza  differenti e i rispettivi risultati verranno comunicati separatamente sui moduli. (39)  Numero di periodi di misurazione Il numero dei periodi di misurazione che compongono ciascun periodo di sorveglianza dev'essere  indicato sui moduli. (40)  Periodo Deve essere indicato il numero del periodo di misurazione in cui è stato prelevato il campione.  Ogni anno (il 1° gennaio o intorno a questa data) viene dato inizio ad una nuova serie di periodi  di misurazione. Se per l'analisi vengono raggruppati campioni appartenenti a periodi diversi, le  informazioni esatte sul contenuto della combinazione devono essere indicate in allegato al  documento generale. Il numero del primo periodo di misurazione servirà ad indicare il periodo di  analisi (per esempio se il campione da analizzare contiene un insieme di campioni dei periodi nn.  9, 10, 11 e 12, esso sarà contrassegnato dal numero di periodo 9). Informazioni relative all'indagine meteorologica (41)  Codice di posizione All'interno e nelle vicinanze del posto d'osservazione si possono scegliere diversi luoghi. Se gli  strumenti meteorologici vengono posizionati in luoghi diversi, ognuno di essi dev'essere  localizzato. L'esatta posizione di ciascun luogo dev'essere indicata in allegato al documento  contenente la valutazione meteorologica. Per esempio: Nel posto di osservazione 1:  sotto chioma ad altezza meteorologica standard (1,50 m) 2:  sotto chioma all'altezza di 2 m 3:  sotto chioma al livello del suolo (0,10 m) 4:  all'altezza della chioma 5:  sopra la chioma 6:  sotto chioma ad una profondità di 20 cm ( P  0,20 m) Fuori del posto di osservazione 7:  in pieno campo, ad altezza meteorologica standard (1,50 m) 8:  in pieno campo, al livello del suolo (0,10 m) 9:  in pieno campo, ad un'altezza di 10 m .  .  .  ecc. (42)  Codice dello strumento I seguenti codici devono essere utilizzati per i campionatori meteorologici: 10:  lettura manuale 20:  registrazione meccanica 30:  registrazione su carta 40:  registrazione digitale (autonoma) 50:  registrazione digitale (registratore in sequenza integrato) Se vengono utilizzati più strumenti di tipo o marca diversi, si devono indicare i singoli numeri  (per esempio 11 igrometro a capello, 12 termometro a bulbo bagnato/asciutto). L'apparecchiatura utilizzata dev'essere descritta nei dettagli in allegato alla valutazione  meteorologica. (43)  Temperature Le temperature sono espresse in °C, in formato ± a due cifre più un decimale (p.  es.  P  12,5). (44)  Umidità relativa L'umidità relativa è espressa dalla media di un periodo, in formato a due cifre più un decimale (p.   es. 62,5). (45)  Velocità del vento La velocità del vento è espressa dalla media di un periodo in metri al secondo (m/s), in formato a  non più di tre cifre (p.  es. 25). (46)  Direzione del vento La direzione predominante del vento è espressa in gradi della rosa dei venti (nord = 0°, est = 90°,  sud = 180°, ovest = 270°). (47)  Irraggiamento solare L'irraggiamento solare globale durante il periodo considerato è espresso in Watt per metro quadrato  (W/mq). (48)  Incidenza settimanale L'incidenza di un fenomeno è espressa in settimane, secondo il numero abituale delle settimane. La  settimana 1 inizia il 1° gennaio o intorno a tale data. Per l'incidenza giornaliera, il numero  della settimana dal .  .  . e della settimana al .  .  . è lo stesso. (49)  Massima intensità La massima intensità di un fenomeno è contrassegnato da uno dei seguenti codici: 1: (molto) limitata secondo la definizione del fenomeno 2: di durata molto lunga 3: molto intensa 4: molto intensa e di durata molto lunga (50)  Danni rilevati Si indicheranno il numero e il nome con cui il danno è menzionato eventualmente nel modulo 8d,  oppure un rimando ad una descrizione più completa nell'indagine o nella relazione valutativa (vedi  allegato IX, punto II.8). Nella relazione dovranno figurare anche le indicazioni relative alla  massima intensità, ai sintomi e alla diffusione del danno.  ».  ALLEGATO II È aggiunto il seguente allegato VIII al regolamento (CE) n. 1091/94: «  ALLEGATO VIII METODOLOGIA COMUNE PER LE MISURAZIONI DEL SEDIMENTO PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI I. Osservazioni generali Le misurazioni devono essere effettuate in forma continua presso alcuni dei posti d'osservazione  permanenti. A questo scopo verrà selezionato almeno il 10  % di tutti i posti di osservazione di  ciascuno Stato membro. Le misurazioni delle precipitazioni al suolo (sotto chioma), dello  scorrimento lungo il fusto (sotto chioma, sulla betulla), dei sedimenti bagnati e delle convenzioni  (all'aperto) sono obbligatorie. L'installazione dell'apparecchiatura per le misurazioni  obbligatorie dev'essere ultimata entro il dicembre 1995. Tutte le altre misurazioni, tra cui lo  scorrimento lungo il fusto su specie diverse dalla betulla, la nebbia, la brina e la concentrazione  atmosferica, sono facoltative. La sorveglianza viene condotta nell'arco di un periodo prestabilito  (mese o settimana). Per ridurre i costi di analisi, si possono raggruppare campioni di più periodi  consecutivi. Le modalità tecniche di seguito esposte sono basate sulle conclusioni del gruppo di esperti in  sedimentazione dell'ICP Foreste. Si rimanda al manuale elaborato da questo gruppo, con particolare  riferimento all'apparecchiatura, ai metodi di campionamento, alla garanzia di qualità e al  trattamento dei dati. II. Metodologia per l'esecuzione dell'indagine II.1. Sorveglianza sotto la copertura forestale Ove possibile, l'apparecchiatura per la misurazione delle precipitazioni al suolo dev'essere  installata all'interno della particella considerata. Per evitare danni all'apparato radicale, gli  elementi che vanno installati in fosse (raccoglitori, registratori, ecc.) possono essere  posizionati al di fuori della particella, nella zona cuscinetto. Nelle foreste di betulle si  disporranno anche strumenti per l'analisi dello scorrimento lungo il fusto. Se per installare  questi raccoglitori occorre scavare una fossa, si sceglieranno di preferenza alberi ubicati al di  fuori della particella, per esempio nella zona cuscinetto. Le misurazioni delle precipitazioni al suolo e dello scorrimento lungo il fusto dovrebbero essere  effettuate in modo che i risultati siano rappresentativi dell'insieme della particella. Si dovrà  quindi utilizzare un numero sufficiente di campionatori. II.2. Sorveglianza in radura I raccoglitori di sedimenti bagnati e di convenzioni saranno ubicati nelle vicinanze del posto di  osservazione (ad una distanza massima di 2 km), in un luogo in cui gli oggetti circostanti si  trovino ad una distanza non inferiore al doppio della loro altezza. II.3. Frequenza delle misurazioni Le misurazioni saranno effettuate mensilmente, settimanalmente oppure ad intervalli compresi tra i  due precedenti (per esempio ogni quindici o venti giorni), a seconda delle condizioni  meteoroligiche generali nel posto d'osservazione (evitando per quanto possibile l'evaporazione e la  formazione di alghe nei recipienti dei campioni). Se è necessario variare la frequenza delle misurazioni nel corso dell'anno (per esempio settimanale  in estate e mensile in inverno), si indicheranno due diversi periodi di misurazione e i risultati  verranno riferiti separatamente sui moduli. Nell'arco di un periodo di sorveglianza, la durata dei  periodi di misurazione dev'essere costante. Si praticherà la stessa frequenza per le misurazioni al  coperto e in radura. II.4. Campionamento, trattamento dei campioni Per la raccolta dei campioni si utilizzeranno calibri e recipienti puliti. Gli attrezzi devono  essere risciacquati con acqua deionizzata. I recipienti vanno tenuti al riparo dalla luce e al  fresco durante il prelievo e il trasporto dei campioni. Con tempo soleggiato e caldo, si farà  ricorso a conservanti per evitare la formazione di alghe. In tal caso si impiegheranno sostanze che  non influiscano sull'analisi. II.5. Pretrattamento, trasporto e conservazione dei campioni Si deve determinare il volume di ciascun campione di precipitazioni al suolo, scorrimento lungo il  fusto o raccoglitore all'aperto. I campioni possono essere analizzati separatamente o combinati con  campioni prelevati da apparecchi dello stesso tipo, installati in parallelo. I campioni di  precipitazioni al suolo, scorrimento lungo il fusto o aria aperta possono essere analizzati  separatamente. I campioni dello scorrimento lungo il fusto possono essere raggruppati con altri  campioni soltanto per alberi della stessa specie e di taglia e dominanza simili. I campioni di  periodi brevi possono essere analizzati così come sono, oppure combinati con campioni mensili. In  quest'ultimo caso, devono essere mescolati in proporzione al volume totale del campione. I campioni  vanno trasportati al laboratorio al più presto possibile (di preferenza in recipienti frigoriferi)  e tenuti al freddo (4  °C) e al buio fino al momento dell'analisi. II.6. Informazioni generali Si devono comunicare le seguenti informazioni: -  numero del posto di osservazione -  codice del campionatore -  data iniziale del periodo di sorveglianza -  data finale del periodo di sorveglianza -  numero di periodi di misurazione (uguali) nell'arco del periodo di sorveglianza. Possono essere comunicate ulteriori informazioni facoltative, se utili per l'interpretazione dei  risultati (per esempio densità della copertura, indice della superficie fogliare, ecc.). II.7. Analisi chimica Per ciascun campione si definiranno i seguenti parametri obbligatori (Obb.) o facoltativi (Fac.): >SPAZIO PER TABELLA> II.8. Trasmissione dei dati Per ciascuno dei posti di osservazione in cui è stata rilevata la sedimentazione, gli Stati membri  trasmettono annualmente alla Commissione le suddette informazioni, su moduli standardizzati (vedi  allegato VII, moduli 7a, 7b, 7c e 7d).  »  ALLEGATO III È aggiunto il seguente allegato IX al regolamento (CE) n. 1091/94: «  ALLEGATO IX METODOLOGIA COMUNE PER LE MISURAZIONI METEOROLOGICHE PRESSO I POSTI DI OSSERVAZIONE PERMANENTI I. Osservazioni generali Fino alla metà del 1996 è previsto un periodo di prova durante il quale verranno effettuate, in via  facoltativa e presso un numero limitato di posti d'osservazione (il 10  % del totale), misurazioni  di tipo meteorologico. Nella seconda metà del 1996 si procederà ad una valutazione, in base alla  quale verrà deciso se, come e con quale frequenza proseguire le misurazioni meteorologiche. Oltre  alle rilevazioni di cui trattasi, in tutti i posti d'osservazione permanenti si dovrebbero  registrare i danni provocati da fenomeni meteorologici. Le rilevazioni meteorologiche si dividono in tre categorie: A)  misurazione della situazione meteorologica in un dato momento, all'interno o nei pressi del  posto d'osservazione (in un numero limitato di posti d'osservazione); B)  determinazione della situazione climatica a lungo termine (tutti i p.d'o.) e delle circostanze  o dei fenomeni che possono essere causa di danni (numero limitato di p.d'o.); C)  osservazione dei danni agli alberi del p.d'o. provocati da avversità climatiche estreme (tutti  i p.d'o.). Le misurazioni momentanee (A) vengono effettuate in alcuni posti d'osservazione selezionati, di  preferenza gli stessi in cui si svolgono le misurazioni del sedimento (vedi allegato VIII). Gli  Stati membri scelgono a loro discrezione i metodi, l'apparecchiatura e la frequenza delle  misurazioni durante il periodo di prova. In sede di valutazione verranno formulate raccomandazioni  circa i metodi, l'apparecchiatura e la frequenza ottimali. II. Metodologia per l'esecuzione dell'inventario II.1. Ubicazione degli strumenti campionatori L'apparecchiatura per la sorveglianza dei parametri meteorologici (A) dev'essere posizionata  all'interno o nei pressi della particella. Alcuni parametri (piovosità, vento, irraggiamento, ecc.)  devono essere misurati all'aperto (in una radura della foresta), mentre altri (per esempio la  temperatura del suolo) si prestano meglio ad essere rilevati sotto la copertura forestale. Non si  impartiscono specifiche istruzioni per il periodo di prova. Per la misurazione di parametri come la  piovosità o l'irraggiamento solare, si sceglierà una radura sufficientemente estesa, non lontana  dal posto d'osservazione (massimo 2 km) e avente caratteristiche (pendenza, altitudine), quanto più  possibile simili a quest'ultimo. Si cercherà di operare per quanto possibile in associazione con l'apparecchiatura utilizzata per la  misurazione del sedimento. Per evitare danni al terreno e alle radici, gli apparecchi dovrebbero  essere ubicati in modo da essere facilmente raggiungibili senza dover attraversare la particella. II.2. Metodi per misurare la situazione meteorologica in un dato momento, all'interno o nei pressi  della particella (A) Durante il periodo di prova, gli Stati membri scelgono a loro discrezione i metodi,  l'apparecchiatura e la frequenza delle misurazioni. La situazione meteorologica viene rilevata  soltanto presso un numero limitato di posti d'osservazione. -  Se possibile, si raccomanda d'installare presso i posti d'osservazione selezionati una stazione  meteorologica per il rilevamento continuo e intensivo dei seguenti parametri: >SPAZIO PER TABELLA> Nei luoghi in cui vi è solitamente neve, si utilizzeranno appositi raccoglitori di neve. -  in mancanza di simili stazioni meteorologiche continue, si potranno rilevare, mediante appositi  strumenti, i seguenti parametri con frequenza: >SPAZIO PER TABELLA> In certi casi, le informazioni sul vento e sull'irraggiamento solare possono essere ottenute dalle  stazioni meteorologiche della zona. II.3. Raccolta, conservazione e trasmissione delle informazioni Si devono raccogliere le seguenti informazioni: -  numero del posto d'osservazione, -  descrizione dettagliata dell'apparecchiatura impiegata, -  posizione dei posti d'osservazione (longitudine, latitudine e altitudine) e dell'apparecchiatura  installata (in rapporto al posto d'osservazione), -  date di inizio e fine delle misurazioni, -  frequenza (numero di periodi). I dati rilevati (temperature, piovosità, vento, ecc.) non vanno trasmessi alla Commissione, bensì  conservati al sicuro presso gli Stati membri. Per ciascun posto d'osservazione in cui sono state  eseguite le suddette rilevazioni, si compilerà un sommario delle informazioni raccolte, che verrà  inviato alla Commissione entro la metà del 1996. Detto sommario dovrà contenere i dati rilevati  mensilmente od ogni 4 settimane e sarà redatto secondo i moduli XX1993.PLM (8a) e XX1993.MEM (8b). II.4. Determinazione della situazione climatica a lungo termine (B) Per ciascun posto d'osservazione, si cercherà di determinare il più esattamente possibile la  situazione climatica a lungo termine. In mancanza di dati sulla situazione attuale, la situazione  climatica a lungo termine di un posto d'osservazione (radura) verrà stimata sulla base dei dati  esistenti. I risultati vengono trasmessi alla Commissione sul modulo XX1995.MEC (8c). II.5. Determinazione di circostanze/fenomeni che possono essere causa di danni (B) Per ciascuno dei posti d'osservazione in cui vengono effettuate rilevazioni meteorologiche, si  comincerà col preparare un elenco di circostanze e di fenomeni che possono essere causa di  eventuali danni alla foresta. Ognuna di queste circostanze o fenomeni dev'essere definita in  termini meteorologici, secondo i parametri disponibili per il posto d'osservazione. Questo elenco  verrà tenuto aggiornato grazie alle nuove informazioni pervenute. Le informazioni sui fenomeni  causali vengono trasmesse alla Commissione sul modulo XX1995. MEL (8d). II.6. Comunicazione di circostanze e fenomeni predeterminati e relativa incidenza/intensità massima  (A e B) Per ciascuno dei posti d'osservazione in cui si è proceduto alla raccolta di informazioni  particolareggiate, si determina l'incidenza e l'intensità massima delle circostanze o dei fenomeni  predeterminati (punto II.5). Per ciascuno dei fenomeni elencati, si indicheranno il numero di  manifestazioni e la punta massima. Questi dati vengono trasmessi alla Commissione sul modulo  XX1995.MEO (8e). In caso di aggiunta o modifica di circostanze o fenomeni, si provvederà ad  aggiornare anche i dati degli anni precedenti. II.7. Comunicazione dei danni constatati (C) Se, nel corso delle visite ai posti d'osservazione, vengono constatati danni inequivocabilmente  imputabili ad agenti meteorologici, gli accertamenti verranno comunicati alla Commissione entro la  metà del 1996 sul modulo XX1995.MED (8f). In particolare, si preciseranno le cause (siccità,  tempesta, gelo, grandine, ecc.), la natura del danno (defogliazione, caduta di rami, appassimento  di germogli, ecc.) e il periodo approssimativo in cui il fenomeno si è verificato. II.8. Relazione valutativa sulla situazione meteorologica Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, unitamente alle informazioni di cui ai punti II.3,  II.4, II.6 e II.7 (da presentarsi su moduli standard in formato digitale), una relazione valutativa  contenente informazioni generali sui metodi e i modelli utilizzati e sull'interpretazione dei  risultati. Per la comunicazione dell'elenco delle circostanze/fenomeni predeterminati (punto II.5), si  raccomanda di usare un modulo simile al modulo tipo 8d. I moduli possono essere allegati alla  relazione valutativa.  »