CELEX: 51992PC0552(01)
Language: it
Date: 1992-12-16
Title: Proposta di decisione del Consiglio che stabilisce i requisiti minimi che devono rispettare, in materia di strutture e di attrezzature alcuni piccoli stabilimenti che provvedono alla distribuzione di prodotti della pesca in Grecia

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                         COM(92) 552 def.
                                         Bruxelles, 16 dicembre 1992
Relazione della Commissione al Consiglio sui requisiti minimi che
devono rispettare, in materia di strutture e di attrezzature, alcuni
piccoli stabilimenti che provvedono alla distribuzione di prodotti
della pesca e di molluschi bivalvi vivi.
Proposta di decisione del Consiglio che stabilisce i requisiti minimi
che devono rispettare, in materia di strutture e di attrezzature,
alcuni piccoli stabilimenti che provvedono alla distribuzione di
prodotti della pesca in Grecia.
Proposta di decisione del Consiglio che stabilisce i requisiti minimi
che devono rispettare, in materia di strutture e di attrezzature,
alcuni piccoli stabilimenti che provvedono alla distribuzione di
molluschi bivalvi vivi nel Regno Unito.
                    (presentati dalla Commissione)
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                                    RELAZIONE
 Le direttive 91/492/CEE del Consiglio del 15 luglio 1991<1> e 91/493/CEE
 del Consiglio del 22 lug I io 1991*2* hanno stabilito norme sanitarie
applicabili alla produzione e alla commercializzazione dei molluschi
bivalvi vivi e dei prodottI del la pesca. Tali norme comportano, tra
 l'altro, i requisiti in materia di strutture e di attrezzature che gli
stabilimenti    interessati devono rispettare.
Per consentire l'adattamento degli stabilimenti non conformi a tali
 requisiti si possono accordare deroghe, fino al 31 dicembre 1995, su un
elenco di punti specifici che figurano nell'allegato della direttiva
91/493/CEE o nella decisione 92/92/CEE della Commissione, del 9 gennaio
 1992, che stabilisce le prescrizioni concernenti le attrezzature e le
strutture dei centri di spedizione e di depurazione dei molluschi bivalvi
vivi per le quali possono essere concesse deroghe^).
 Inoltre, gli articoli 14 di dette due direttive prescrivono che la
Commissione, previa consultazione degli Stati membri, presenti al Consiglio
una relazione sui requisiti minimi in materia di strutture ed attrezzature
che dovranno essere rispettate dai piccoli centri di spedizione o dalle
piccole aziende che provvedono alla distribuzione sul mercato locale e
situati in regioni soggette a particolari vincoli quanto al loro
approvv i g i onamento.
Si intende cosi evitare la sparizione di stabilimenti che a causa delle
dimensioni ridotte e della scarsa produzione non potrebbero essere in grado
di rispondere a tutti i requisiti delle direttive per ottenere il
riconoscimento comunitario, ma che svolgono un ruolo indispensabile ai fini
dell'approvvigionamento del mercato locale nella regione in cui sono
situât i.
(1) GU n. L 268 del 24.9.1991, pag. 1
(2) GU n. L 268 del 24.9.1991, pag. 15
(3) GU n. L 34 del I'11.2.1992, pag. 34
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 In esito alla consultazione degIi Stati membri, soltanto la Grecia ed il
Regno Unito si sono dichiarati interessati da stabilimenti di questo
genere. La relazione conclude che si possono accordare deroghe permanenti,
sulla base di deroghe temporanee, agli stabilimenti la cui produzione
rimane entro un determinato livello e che riforniscono soltanto il mercato
locale. Queste limitazioni consentono di evitare il rischio di distorsioni
della concorrenza che le deroghe in parola potrebbero suscitare in seno
alla Comunità.
Entrambe le proposte di decisione del Consiglio sono intese a stabilire
questi requisiti per gli stabilimenti di prodotti della pesca in Grecia e
per i produttori di molluschi bivalvi vivi nel Regno Unito.   I prodotti
degli stabilimenti in questione dovranno essere innocui per i consumatori e
non dovranno recare i bolli previsti dalle direttive 91/492/CEE e
91/493/CEE che consentono la libera circolazione sul mercato comunitario
dei prodotti cosi contrassegnati.
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   Relazione della Commissione al Consiglio
 sui requisiti minimi che devono rispettare,
  in materia di strutture e di attrezzature,
  alcuni piccoli stabilimenti che provvedono
alla distribuzione di prodotti della pesca e
           di molluschi bivalvi vivi
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                                               RELAZIONE
                              DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
                      sui requisiti minimi che devono rispettare,
                       in materia di strutture e di attrezzature,
           alcuni piccoli stabilimenti che provvedono alla distribuzione
                 di prodotti della pesca e di molluschi bivalvi vivi.
 INTRODUZIONE
La direttiva 91/492/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che stabilisce le
norme sanitarie applicabili alla produzione e alla commercializzazione dei
molluschi     bivalvi    vivi, e     la direttiva 91/493/CEE del Consiglio, del
22 luglio 1991, che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e
alla commercializzazione dei prodotti della pesca, prescrivono, nei rispettivi
articoli 14, che la Commissione, previa consultazione degli Stati membri,
presenti al Consiglio una relazione sui requisiti minimi in materia di strutture
ed attrezzature che dovranno essere rispettate dai piccoli centri di spedizione
o da piccole aziende che provvedono alla distribuzione sul mercato locale e
situati     in    regioni    soggette   a   particolari   vincoli  quanto   al    loro
approvvigionamento, corredata di eventuali proposte.
L'intento della Commissione è di evitare la sparizione di stabilimenti        che non
potrebbero rispondere a tutti i requisiti fissati dalle direttive per        ottenere
 il riconoscimento comunitario degli impianti e delle attrezzature,            ma che
svolgono un ruolo indispensabile ai fini dell'approvvigionamento del          mercato
locale nella regione in cui sono situati.
Occorre anzitutto rammentare che il campo di applicazione delle direttive
91/492/CEE e 91/493/CEE si limita alla produzione ed alla commercializzazione
dei molluschi bivalvi vivi e dei prodotti della pesca. La Commisssione è stata
interpellata da numerosi Stati membri sulla corretta interpretazione della
nozione      di     "commercializzazione".      Nella    direttiva   91/492/CEE     la
commercializzazione non comprende la cessione diretta di piccoli quantitativi di
molluschi bivalvi vivi sul mercato locale dal pescatore costiero al venditore al
minuto o al consumatore. Nella direttiva 91/493/CEE la commercializzazione non
comprende la vendita al minuto né la cessione diretta, sul mercato locale, di
piccoli quantitativi da un pescatore al venditore al minuto od al consumatore.
Le condizioni di igiene che disciplinano questi stabilimenti o queste attività
devono essere sottoposte ai controlli sanitari prescritti dalle normative
nazionali sul commercio al minuto.
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   Uno stabilimento per la vendita al minuto, ossia il locale in cui i prodotti
   sono consegnati ai consumatori che vengono ad acquistarli, non è quindi
   considerato come uno stabilimento ai sensi della definizione di cui
   all'articolo 2, punto 14 della direttiva 91/493/CEE e non è quindi sottoposto
   alle disposizioni degli articoli 6, 7 e 14 di detta direttiva.
  CONSULTAZIONE DEGLI STATI MEMBRI
  Nel novembre 1991, la Commissione ha consultato gli Stati membri chiedendo loro
   informazioni complete sulla natura degli stabilimenti e delle zone che
  potrebbero rientrare nel quadro delle direttive e per i quali sarebbe
  auspicabile una procedura derogatoria per quanto riguarda il riconoscimento
  comunitar io.
  La nozione di "piccolo stabilimento" va definita in termini di dimensioni o in
  termini di produttività rispetto alla produzione totale del paese o della
  regione, tenendo conto dei rischi di distorsione della concorrenza che essa
  potrebbe determinare in seno alla Comunità.
  La nozione dì "mercato locale" va definita in termini di raggio geografico di
  distribuzione dei prodotti ai consumatori, restando inteso che questi prodotti
  non saranno distribuiti sull'intero territorio di uno Stato membro e tanto meno
   immessi sul mercato comunitario. Occorre inoltre tener presente la nozione di
  "continuità" (o "vicinanza") tra il luogo di sbarco del pescato, l'ubicazione
  dello stabilimento di preparazione o di trasformazione e la zona di
  distribuzione dei prodotti.
   Infine, la definizione delle "regioni soggette a particolari vincoli quanto al
   loro approvvigionamento" deve essere valutata in termini di distanza dai centri
  di produzione e di distribuzione, di difficoltà di collegamento e/o di
  particolari    condizioni    climatiche   che   rendono   necessario   mantenere
  l'approvvigionamento della popolazione locale con le risorse disponibili sul
  posto durante l'intero anno, o parte di esso. Al momento dell'adozione di queste
  direttive da parte del Consiglio, talune isole o zone isolate della Comunità
  sono state citate come il caso tipico di regione soggetta a questo genere di
  v i ncoIi.
  In esito a tale consultazione, la Commissione ha ricevuto risposta soltanto da
  tre Stati membri ed implicitamente ritiene che negli Stati membri che non hanno
  risposto entro questi sette mesi non si trova alcuno stabilimento né alcuna zona
  che possano rientrare nel campo dei rispettivi articoli 14 delle due direttive.
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 CONTRIBUTO DELLA FRANCIA
 La Francia non é favorevole alla concessione di deroghe permanenti alle
obbligazioni di mezzo stabilite nelle direttive 91/492/CEE e 91/493/CEE,
 considerando che la maggior parte dei centri di spedizione dei molluschi bivalvi
o degli stabilimenti per la preparazione e la trasformazione dei prodotti della
 pesca in Francia sono piccole aziende le quali non soltanto sono in grado di
 approvvigionare il mercato nazionale ma altresì di esportare, e che non vi é
 alcuna regione francese che incontri difficoltà di approvvigionamento.
 Il 64% dei centri di spedizione ha una superficie utile inferiore a 250 m2 e
 l'87% di tali centri consegna un quantitativo inferiore alle 100 t di molluschi
bivalvi vivi ali'anno.
Su 1.400 stabilimenti, il 70% ha una superfìcie utile inferiore a 250 m2 e l'83%
mette in lavorazione un quantitativo inferiore alle 500 t di materia prima
all' anno.
Concludendo, la Francia non ha l'intenzione di avvalersi delle possibilità di
deroga che figurano nei rispettivi articoli 14 delle direttive citate più sopra.
CONTRIBUTO DELLA GRECIA
Esistono in Grecia numerosissime piccole isole e piccoli villaggi costieri
 isolati dal resto del paese da regioni montuose. Le comunicazioni con queste
 isole o con questi villaggi sono soggette alle mutevoli condizioni climatiche
soprattutto in inverno, quando I collegamenti marittimi sono sovente interrotti
dal maltempo. Tutte queste piccole isole o villaggi isolati subiscono quindi
 limitazioni di approvvigionamento, particolarmente nel periodo invernale. Le
attività di pesca praticate in queste regioni della Grecia si avvicinano più ad
attività di sussistenza che ad attività di commercializzazione ai sensi della
direttiva.    Esse  contribuiscono   a   conservare  l'approvvigionamento   della
popolazione locale ed a limitarne l'esodo verso regioni più favorite.
 I pescatori artigiani riforniscono quotidianamente il mercato al minuto vendendo
direttamente ai consumatori, agli esercenti al minuto od ai ristoratori locali
le loro catture. Questa attività esula dal campo di applicazione delia direttiva
91/493/CEE. Tuttavia, la pesca rimane una produzione aleatoria e succede
talvolta che le catture superino la capacità di assorbimento del mercato del
pesce fresco. In mancanza di mezzi di congelazione, le eccedenze cosi risultanti
sono sottoposte a salagione ed affumicate sul posto con metodi artigianali, in
piccoli laboratori. I quantitativi in eccedenza vengono cosi conservati e
rimessi sul mercato locale in caso di pesca scarsa oppure resa impossibile dal
maltempo.
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   Questi piccoli laboratori tradizionali di trasformazione sono molto semplici e
    richiederebbero importanti migliorie per rispettare appieno le esigenze della
   direttiva. Per evitarne la sparizione, dato il ruolo fondamentale che svolgono
   sul piano locale, si dovrebbe assoggettarli a requisiti minimi in materia di
   strutture e di attrezzature, mentre verrebbero integralmente mantenute le norme
   di igiene.
   Esigenze strutturali meno severe non determinerebbero alcuna distorsione della
   concorrenza rispetto agli altri prodotti della pesca immessi sul mercato
   comunitario, per I seguenti motivi:
           la loro commercializzazione è riservata al mercato locale, con il quale si
           intende soltanto il territorio dell'isola o, sul continente, un raggio
          massimo di 50 km attorno al laboratorio di trasformazione;
           le regioni sottoposte a tali condizioni sono precisamente regioni in cui
          non sempre può essere effettuata la distribuzione dei prodotti alimentari
          deperibili provenienti da altre regioni o da altri Stati membri;
          i laboratori artigianali hanno una produzione molto limitata, che non può
          superare le 36 t all'anno dì pesce affumicato salato.
    I punti proposti dalle autorità greche ai fini delle deroghe ai requisiti della
   direttiva 91/493/CEE sono i seguenti:
   Nel capitolo M I , parte I, dell'allegato "Requisiti generali in materia di
    locali e attrezzature": al punto 2, lettera e) l'esistenza di un soffitto, e
   lettera g) rubinetti che non devono essere azionati a mano; al punto 3: la
   possibilità di utilizzare una cella collettiva che non appartenga allo
   stabilimento di salagione e di affumicatura; al punto 6: un locale adibito al
   deposito dei contenitori di residui; al punto 9: un numero sufficiente di
   spogliatoi, di lavabi e di latrine; al punto 10: un locale per il servizio
   ispezione; al punto 11: attrezzature per la pulizia e la disinfezione dei mezzi
   di trasporto.
   I pescatori in oggetto raccolgono anche molluschi bivalvi (soprattutto mitili e
   pettini) e gasteropodi marini. Si tratta soltanto di molluschi selvatici,
   raccolti    in piccoli quantitativi per approvvigionare il mercato locale,
   soprattutto quello della vendita diretta e della ristorazione. I molluschi
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vengono puliti e lavati a bordo di piccole imbarcazioni e direttamente venduti
dal pescatore, senza passare attraverso un centro di spedizione (inesistente).
Conformemente alla definizione di "commercializzazione" di cui al l'articolo 2,
punto 16 della direttiva 91/492/CEE, quest'attività può essere considerata come
una cessione diretta, sul mercato locale, di piccoli quantitativi dal pescatore
costiero al venditore al minuto o al consumatore e non é soggetta alle esigenze
della direttiva, mentre é soggetta ai controlli sanitari prescritti dalla
normat iva greca.
CONTRIBUTO DEL REGNO UNITO
Le    autorità  britanniche  ritengono   che, vista    l'esclusione   dal   campo
d'applicazione della direttiva delle vendite al minuto o delle cessioni dirette
sul mercato locale di piccoli quantitativi dal pescatore al venditore al minuto
od al consumatore, pochissimi degli attuali stabilimenti rientreranno nella
categoria di cui all'articolo 14 della direttiva 91/493/CEE.
Tuttavia, esse sono preoccupate per un piccolo numero di produttori, situati in
regioni remote del Regno Unito, che commercializzano molluschi bivalvi vivi di
ottima qualità sotto l'aspetto sanitario, per i quali non sono necessari
stabilimenti   sofisticati, dato   il loro particolare mercato. Per questi
produttori sarebbe necessario soprattutto stabilire requisiti minimi in materia
di strutture e di attrezzature, alla condizione rigorosa che i molluschi
provengano soltanto da zone classificate nella categoria (a) del capitolo I
dell'allegato della direttiva 91/492/CEE (che consente la commercializzazione
senza trattamento di depurazione).
Gli stabilimenti che beneficiano di queste condizioni meno severe dovranno
 limitare la loro produzione a 200 kg di mitili al giorno (o 20 t all'anno), a
20 kg di ostriche al giorno (o 2,5 t all'anno) ed a 20 kg di vongole al giorno
(o 2,5 t ali'anno).       ,
La nozione di "mercato locale" o di "regioni soggette a particolari vincoli
quanto al loro approvvigionamento" é difficile da definire e le autorità
britanniche propongono che, secondo il principio della sussidiarietà, dette
condizioni siano lasciate alla discrezione degli Stati membri, in base ad un
concetto generale di regione limitata.
I punti sui quali si potrebbero accordare deroghe ai requisiti della direttiva
91/493/CEE sono quelli che figurano nell'allegato della direttiva 92/92/CEE
della Commissione, del 9 gennaio 1992 che stabilisce le prescrizioni concernenti
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   le attrezzature e le strutture dei centri di spedizione e       di depurazione dei
  molluschi bivalvi vivi per le quali possono essere concesse     deroghe. Per questi
   stabilimenti a produzione limitata e situati in regioni        remote, le deroghe
   temporanee di cui al l'articolo 5, paragrafo 1, lettera a ) , secondo comma della
   direttiva 91/492/CEE diverrebbero quindi permanenti.
  CONCLUSIONI
  La consultazione avviata dalla Commissione mette in evidenza il fatto che
  soltanto due Stati membri si considerano interessati dal problema dei piccoli
  stabilimenti che si occupano de11a distribuzione sul mercato locale in regioni
  soggette a particolari vincoli quanto al loro approvvigionamento.
  Per questi due paesi é evidente che, in mancanza di norme minime in materia di
  strutture e di attrezzature, stabilimenti del genere verranno eliminati per non
  essere stati in grado di conformarsi ai requisiti della normativa comunitaria.
  Questa sparizione non favorirà l'insorgere di un'industria locale più moderna
  dei prodotti della pesca, mentre contribuirà all'esodo della popolazione verso
  regioni meno sfavorite.
  Requisiti meno rigorosi per le strutture e le attrezzature che potrebbero essere
  adottati per questo tipo di stabilimenti non devono comportare ingiuste
  distorsioni della concorrenza rispetto agli stabilimenti che effettuano i
  necessari investimenti per conformarsi ai requisiti delle direttive. Tale
  distorsione può essere evitata restringendo il volume della produzione a
  quantitativi modesti e limitando l'accesso al mercato in una regione limitata.
  O'altra parte     , i prodotti    della pesca provenienti      dagli   stabilimenti
  beneficiari di deroghe, pur venduti in piccoli quantitativi in una regione
   limitata, devono essere innocui per la salute dei consumatori. É quindi
  necessario derogare soltanto su quei punti che possono essere considerati non
  critici e nei quali misure preventive possono ovviare alla mancanza di strutture
  o   di   attrezzature  adeguate. Questi    punti   figurano    già   nell'allegato,
  capitolo IX, della direttiva 91/493/CEE, nonché nella decisione 92/92/CEE della
  Commissione, del 9 gennaio 1992, che stabilisce le prescrizioni concernenti le
  attrezzature e le strutture dei centri di spedizione e di depurazione dei
  molluschi bivalvi vivi per le quali possono essere concesse deroghe. Tali punti
  sono integrati dalle prescrizioni necessarie affinché non sia pregiudicata la
  qualita dei prodott i.
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Considerando quanto sopra,  la Commissione propone  i u».s seguenti progetti di
decisione del Consiglio:
1)    che stabilisce i requisiti minimi che devono rispettare, in materia di
      strutture e attrezzature, alcuni piccoli stabilimenti che provvedono alla
      distribuzione di prodotti della pesca sul mercato locale situati in
      regioni della Grecia soggette a particolari vincoli quanto al loro
      approvvigionamento;
2)    che stabilisce I requisiti minimi che devono rispettare, in materia di
      strutture e attrezzature, alcuni piccoli stabilimenti che provvedono alla
      distribuzione di molluschi bivalvi vivi sul mercato locale situati in
      regioni del Regno Unito soggette a particolari vincoli quanto al loro
      approvvigionamento.
 ---pagebreak---             Proposta di decisione del Consiglio
che stabilisce i requisiti minimi che devono rispettare,
    in materia di strutture e di attrezzature, alcuni
         piccoli stabilimenti che provvedono alla
     distribuzione di prodotti della pesca in Grecia
 ---pagebreak---                                                                             Il
                     Proposta di decisione del Consiglio
                                   del ...
 che stabilisce i requisiti minimi che devono rispettare, in materia di
 strutture e di attrezzature, alcuni piccoli stabilimenti che provvedono
 alla distribuzione di prodotti della pesca in Grecia
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE.
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 91/493/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1991, che
stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e alla
commercializzazione dei prodotti della p e s c a i , in part icolare
 l'art ico lo 14,
vista la propsta della Commissione*2^,
considerando che talune isole e regioni della Grecia possono essere
soggette a particolari vincoli per l'approvvigionamento a causa del loro
 isolamento o della loro lontananza;
considerando che in tali isole e regioni della Grecia esistono piccoli
stabilimenti per l'affumicatura e la salagione dei prodotti della pesca,
che svolgono un ruolo indispensabile ai fini dell'approvvigionamento del
mercato locale nella regione in cui sono situati;
considerando che, per evitare la sparizione di questi piccoli stabilimenti,
é necessario applicar loro requisiti minimi, in materia di strutture e di
attrezzature, che siano meno rigorosi di quelli che figurano nella
direttiva 91/493/CEE;
(1) GU n. L 268 del 24.9.1991, pag. 15
(2) GU n. C
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   considerando che, per evitare distorsioni di concorrenza nella Comunità,
   tali requisiti minimi devono essere abbinati a determinate limitazioni per
   quanto riguarda la produttività dello stabilimento e la zona di
   commercializzazione dei prodotti;
   considerando che I prodotti della pesca preparati da questi piccoli
   stabilimenti saranno esclusivamente destinati all'approvvigionamento del
   mercato locale e non recheranno il contrassegno di identificazione di cui
   all'articolo 3, paragrafo 1, lettera f) della direttiva 91/493/CEE,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                     Articolo 1
   Le disposizioni della presente decisione si applicano a taluni stabilimenti
   adibiti ad operazioni di affumicatura e di salagione dei prodotti della
   pesca in isole o in regioni della Grecia soggette a particolari vincoli
   quanto ai loro approvvigionamento.
                                     Art ico lo 2
   Gli stabilimenti di cui all'articolo 1 devono rispettare i requisiti
   minimi, in materia di strutture e di attrezzature, stabiliti nell'allegato
   della presente decisione.
                                     Art ico io 3
   Le competenti autorità greche provvedono affinché i requisiti minimi
   menzionati all'articolo 2 si applichino agli stabilimenti di cui
   all'articolo 1 soltanto alle seguenti condizioni.
        la produzione annuale di prodotti della pesca salati od affumicati
       dello stabilimento è inferiore o uguale a 36 tonnellate;
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     la zona di commercializzazione dei produtti é limitata al territorio
    dell'isola in cui é situato lo stabi Iimento oppure ad un raggio massimo
    di 50 km attorno allo stabilimento;
     i prodotti non recano il contrassegno di identificazione di cui
    all'artìcolo 3, paragrafo 1, lettera f) della direttiva 91/493/CEE, ma
    sono provvisti d'un marchio nazionale che permetta all'autorità
    competente di controllare la loro distribuzione.
                                 Articolo 4
La presente decisione é applicabile a decorrere dal 1* gennaio 1993.
                                 Art icolo 5
Gli Stati membri sono destinatarì della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il                          Per il Consiglio
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                                    ALLEGATO
         REQUISITI MINIMI IN MATERIA DI STRUTTURA E DI ATTREZZATURE
Si applicano i requisiti generali in materia di locali e attrezzature
stabiliti nel l'ai legato, capitolo III, punto I della direttiva 91/493/CEE,
ad eccezione delle seguenti disposizioni:
1.  Punto 2, lettera e ) , per quanto riguarda l'esistenza di un soffitto,
    nonché lettera g ) ,  per quanto riguarda i rubinetti che non devono
    essere azionati a mano.
2.  Punto 3, per quanto riguarda l'esistenza di una cella frigorifera in
    ogni stabilimento, nella misura in cui tali stabilimenti abbiano la
    possibilità di utilizzare una cella frigorifera collettiva che risponda
    ai requisiti della direttiva 91/493/CEE.
3.  Punto 6, per quanto riguarda i contenitori di residui ed il locale
    adibito al loro deposito.
4.  Punto 9, per quanto riguarda gli spogliatoi, i lavabi e le latrine.
5.  Punto 10, per quanto riguarda il locale da poter chiudere a chiave
    riservato al servizio ispezione.
6.  Punto 11, per quanto riguarda le attrezzature adeguate per la pulizia e
    la disinfezione dei mezzi di trasporto.
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           Proposta di decisione del Consiglio
                         de I ...
che stabilisce i requisiti minimi che devono rispettare,
       in materia di strutture e di attrezzature,
       alcuni piccoli stabilimenti che provvedono
      alla distribuzione di molluschi bivalvi vivi
                    nel Regno Unito.
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                     Proposta di decisione del Consiglio
                                   de I ...
 che stabilisce i requisiti minimi che devono rispettare, in materia di
 strutture e di attrezzature, alcuni piccoli stabilimenti che provvedono
 alla distribuzione di molluschi bivalvi vivi nel Regno Unito
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
 visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
 vista la direttiva 91/492/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che
 stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e alla
 commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi*1*, in particolare
 l'art icolo 14,
vista la proposta della Commissione*2^,
considerando che, a norma dell'articolo 14 della direttiva 91/492/CEE, si
potranno stabilire requisiti minimi, in materia di strutture e di
attrezzature, per i piccoli centri di spedizione che provvedono alla
distribuzione sul mercato locale e situati in regioni soggette a
particolari vincoli quanto al loro approvvigionamento;
considerando che talune isole o regioni del Regno Unito possono essere
soggette a particolari vincoli per l'approvvigionamento a causa del loro
 isolamento o della loro lontananza;
considerando che in tali isole o regioni del Regno Unito esistono piccoli
centri di spedizione di molluschi bivalvi vivi che svolgono un ruolo
indispensabile ai fini dell'approvvigionaemnto del mercato locale nella
regione in cui sono situati;
considerando che, per evitare la sparizione di questi piccoli centri, é
necessario applicare loro requisiti minimi, in materia di strutture e di
attrezzature, che siano meno rigorosi di quelli che figurano nella
direttiva 91/492/CEE;
(1) GU n. L 268 del 24.9.1991, pag. 1
(2) GU n. C
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    considerando che, per evitare distorsioni di concorrenza nella Comunità,
    tali requisiti minimi devono essere abbinati a determinate limitazioni per
    quanto riguarda la produttività del centro di spedizione e la zona di
    commercializzazione dei molluschi bivalvi;
    considerando che ai fini della protezione della sanità pubblica é opportuno
    che tali piccolI centri commercializzi no soltanto molluschi bivalvi
    provenienti da zone che presentano i requisiti di salubrità stabiliti dalla
    direttiva 91/492/CEE per la commercializzazione diretta;
    considerando che i molluschi bivalvi commercializzati da questi piccoli
    centri di spedizione saranno riservati all'approvvigionamento del mercato
    locale e non recheranno il bollo sanitarie di cui all'articolo 3, paragrafo
    1, lettera i) della direttiva 91/492/CEE,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                     Articolo 1
   Le disposizioni della presente decisione si applicano a taluni centri di
   spedizione di molluschi bivalvi vivi che esercitano la loro attività in
    isole o regioni del Regno Unito soggette a particolari vincoli quanto al
    loro approvvigionamento.
                                     Articlo 2
    I centri di spedizione di cui all'articolo 1 devono rispettare i requisiti
   minimi, in materia di strutture e di attrezzature, stabiliti nell'allegato
   della presente decisione.
                                    Articolo 3
   Le competenti autorità britanniche provvedono affinché i requisiti minimi
   menzionati all'articolo 2 siano applicabili ai centri di spedizione di cui
   all'articolo 1 soltanto alle seguenti condizioni:
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     i molluschi bivalvi vivi spediti dal centro provengono esclusivamente
     da una zona di produzione che risponda ai requisiti stabiliti nel
     capitolo I, punto 1, lettera a) dell'allegato della direttiva
    91/492/CEE;
     la produzione giornaliera di molluschi bivalvi vivi del centro di
     spedizione Ò infer lore o pari a 20 kg di mitili, 20 kg di ostr iche e
     20 kg di vongole;
     la zona di commercializzazione dei molluschi bivalvi é determinata
    dalla competente autorità in funzione sia dei locali vincoli di
    approvvigionamento, sia della necessità di limitarne l'ampiezza;
     i molluschi bivalvi non recano il bollo sanitario di cui all'articolo
    3, paragrafo 1, lettera I) della direttiva 91/492/CEE, ma sono
    provvisti d'un marchio nazionale che permetta all'autorità competente
    di controllare la loro distribuzione.
                                   Articolo 4
La presente decisione è applicabile a decorrere dal 1' gennaio 1993.
                                  Ar 11 co Io 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il                      Per iI Consiglio
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                                   ALLEGATO
         REQUISITI MINIMI IN MATERIA DI STRUTTURA E DI ATTREZZATURE
I.  Si applicano i requisiti generali in materia di locali e attrezzature
    stabiliti nell'allegato, capitolo IV, punto I della direttiva
    91/492/CEE, ad eccezione delle seguenti disposizioni:
    1.  Punto 1, per quanto riguarda la costruzione di fabbricati o
         impianti, la natura e la pendenza dei pavimenti, l'area di lavoro,
         la natura delle pareti e l'illuminazione.
    2.  Punto 2, per quanto riguarda il numero degli spogliatoi.
    3.  Punto 5, per quanto riguarda la natura del materiale che può venire
        a contatto con i molluschi bivalvi vivi.
II. Si applicano i requisiti generali di igiene stabiliti nell'allegato,
    capitolo IV, punto II della direttiva 91/492/CEE, ad eccezione delle
    seguenti disposizioni:
    1.  Punto 6, per quanto riguarda la necessità di un reparto separato
        per il deposito dei rifiuti.
    2.  Punto 7, per quanto riguarda la conservazione al coperto dei
        molluschi bivalvi vìvi pronti per la spedizione.
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                                                                 COM (92) 552 def.
                                                             DOCUMENTI
 rr                                                                          03 io
                                            N. di catalogo : CB-CO-92-574-IT-C
                                                               ISBN 92-77-50701-2
* officio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
  "2985 Lussemburgo