CELEX: 61982CJ0078
Language: it
Date: 1983-06-07 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 7 giugno 1983. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Riordinamento del monopolio nazionale dei tabacchi lavorati - Determinazione dei margini di commercializzazione. # Causa 78/82.

Avis juridique important

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61982J0078

SENTENZA DELLA CORTE DEL 7 GIUGNO 1983.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  RIORDINAMENTO DEL MONOPOLIO NAZIONALE DEI TABACCHI LAVORATI - DETERMINAZIONE DEI MARGINI DI COMMERCIALIZZAZIONE.  -  CAUSA 78/82.  

raccolta della giurisprudenza 1983 pagina 01955 edizione speciale svedese pagina 00179 edizione speciale finlandese pagina 00175

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . MONOPOLI NAZIONALI DI CARATTERE COMMERCIALE - OBBLIGO DI RIORDINAMENTO - PORTATA  ( TRATTATO CEE , ART . 37 )   2 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - REGIME DEI PREZZI - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI   ( TRATTATO CEE , ART . 30 )   3 . MONOPOLI NAZIONALI DI CARATTERE COMMERCIALE - OBBLIGO DI RIORDINAMENTO - PORTATA - MONOPOLIO CHE IMPONGA L ' OSSERVANZA DI UN MARGINE COMMERCIALE UNIFORME PER LA VENDITA AL MINUTO SUL MERCATO NAZIONALE - PRODOTTI DEL MONOPOLIO NAZIONALE NON SOGGETTI ALLO STESSO OBBLIGO SUI MERCATI STRANIERI - SITUAZIONE DERIVANTE DALLA DISPARITA DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI - DISCRIMINAZIONE - INSUSSISTENZA   ( TRATTATO CEE , ART . 37 )    

Massima

1 . L ' ART . 37 DEL TRATTATO NON ESIGE L ' ABOLIZIONE COMPLETA DEI MONOPOLI NAZIONALI AVENTI CARATTERE COMMERCIALE , MA PRESCRIVE IL LORO RIORDINAMENTO IN MODO CHE SIA GARANTITA , PER QUANTO RIGUARDA L ' APPROVVIGIONAMENTO E LO SMERCIO , L ' ESCLUSIONE DI QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FRA I CITTADINI DEGLI STATI MEMBRI .     TANTO DALLA LETTERA DELL ' ART . 37 QUANTO DALLA SUA COLLOCAZIONE NEL COMPLESSO DEL TRATTATO SI DESUME CHE QUEST '  ARTICOLO MIRA A GARANTIRE L ' OSSERVANZA DEL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELLA LIBERA  CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NELL ' INTERO MERCATO COMUNE , IN PARTICOLARE MEDIANTE L ' ABOLIZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E DELLE MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE NEGLI SCAMBI FRA GLI STATI MEMBRI ED A CONSERVARE COSI UNA CONCORRENZA NORMALE FRA LE ECONOMIE DEGLI STATI MEMBRI QUALORA , NELL ' UNO O NELL ' ALTRO DI ESSI , UNA MERCE DETERMINATA SIA SOGGETTA AD UN MONOPOLIO NAZIONALE DI CARATTERE COMMERCIALE .       2.I PROVVEDIMENTI NAZIONALI CHE DISCIPLINANO LA FISSAZIONE DEI PREZZI E CHE SI       APPLICHINO INDISTINTAMENTE ALLE MERCI NAZIONALI ED A QUELLE IMPORTATE NON COSTITUISCONO DI PER SE UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , MA POSSONO DIVENIRE TALI QUALORA , A CAUSA DEL LIVELLO DI PREZZO STABILITO , SVANTAGGINO I PRODOTTI IMPORTATI , IN PARTICOLARE PERCHE IL VANTAGGIO CONCORRENZIALE CHE RISULTA DAL MINOR COSTO DI PRODUZIONE VIENE NEUTRALIZZATO O PERCHE IL PREZZO MASSIMO E FISSATO AD UN LIVELLO TALMENTE BASSO CHE - TENUTO CONTO DELLA SITUAZIONE GENERALE DELLE MERCI IMPORTATE RISPETTO A QUELLA DELLE MERCI NAZIONALI - GLI OPERATORI CHE VOGLIANO IMPORTARE LE MERCI DI CUI TRATTASI DALLO STATO MEMBRO CONSIDERATO POSSONO FARLO SOLO IN PERDITA .       3.IL FATTO CHE LA NORMATIVA RIGUARDANTE UN MONOPOLIO NAZIONALE DI CARATTERE COMMERCIALE ABBIA L ' EFFETTO DI VINCOLARE I PRODUTTORI STRANIERI ALL ' OSSER VANZA DI UN MARGINE COMMERCIALE UNIFORME PER LA VENDITA AL MINUTO SUL MERCATO NAZIONALE , MENTRE UN OBBLIGO ANALOGO NON SUSSISTE PER LE MERCI DI QUESTO STESSO MONOPOLIO SUI MERCATI STRANIERI , NON COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO . ESSO E SOLO LA CONSEGUENZA DELL ' ESISTENZA DI UN MONOPOLIO DI CARATTERE COMMERCIALE , CHE IMPLICA UNA DISCIPLINA DEI MARGINI COMMERCIALI , MENTRE UN SIFFATTO MONOPOLIO ED UN ' ANALOGA DISCIPLINA NON ESISTONO IN ALTRI STATI MEMBRI . SE DA QUESTA DISPARITA DELLE NORMATIVE NAZIONALI IN FATTO DI MARGINI COMMERCIALI PER LA VENDITA AL MINUTO DELLE MERCI DI CUI TRATTASI DOVESSERO DERIVARE DEGLI INCONVENIENTI PER LA CONCORRENZA SUL MERCATO COMUNE , SPETTEREBBE ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE COMPETENTI ELIMINARE TALI INCONVENIENTI MEDIANTE IL RAVVICINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE , REGOLAMENTARI ED AMMINISTRATIVE DEGLI STATI MEMBRI .    

Parti

NELLA CAUSA 78/82 , COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO , SIG . RENE-CHRISTIAN BERAUD , IN QUALITA DI AGENTE , ASSISTITO DAL SIG . EUGENIO DE MARCH , MEMBRO DEL SUO SERVIZIO GIURIDICO , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . ORESTE MONTALTO , EDIFICIO JEAN MONNET , KIRCHBERG ,   RICORRENTE ,   CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA , RAPPRESENTATA DAL SIG . ARNALDO SQUILLANTE , CAPO DEL SERVIZIO DEL CONTENZIOSO DIPLOMATICO , TRATTATI E AFFARI LEGISLATIVI , E DAL SIG . OSCAR FIUMARA , AVVOCATO DELLO STATO , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L ' AMBASCIATA D ' ITALIA ,   CONVENUTA ,    

Oggetto della causa

AVENTE AD OGGETTO LA DICHIARAZIONE CHE , MANTENENDO UN SISTEMA DI MARGINI FISSI PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI TABACCHI LAVORATI , LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI AD ESSA INCOMBENTI IN FORZA DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON RICORSO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 24 FEBBRAIO 1982 , LA COMMISSIONE HA PROPOSTO , A NORMA DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO CEE , UN RICORSO DIRETTO A FAR DICHIARARE CHE , MANTENENDO UN SISTEMA DI MARGINI FISSI PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI TABACCHI LAVORATI , LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI AD ESSA INCOMBENTI IN FORZA DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO CEE .  2 IN ITALIA , I TABACCHI LAVORATI COSTITUISCONO OGGETTO DI UN MONOPOLIO DI STATO CHE RIGUARDA SIA LA PRODUZIONE SIA LA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI . PER QUANTO SI RIFERISCE IN PARTICOLARE ALLA VENDITA AL MINUTO , IL MONOPOLIO CONSISTE NEL RISERVARE TALE VENDITA A DETTAGLIANTI ABILITATI DALL ' AMMINISTRAZIONE FISCALE , IL CUI NUMERO E DI CIRCA 80 000 . I DETTAGLIANTI SONO TENUTI A VENDERE I TABACCHI LAVORATI AI PREZZI DI VENDITA AL PUBBLICO RISULTANTI DALLA TARIFFA STABILITA DALLA LEGGE .    3 LA TARIFFA COMPRENDE UN ' AMPIA GAMMA DI PREZZI DI VENDITA AL MINUTO , CIASCUNO DEI QUALI E RIPARTITO IN TRE QUOTE , UNA PER COPRIRE LA RETRIBUZIONE DEL FABBRICANTE E LA DISTRIBUZIONE ALL ' INGROSSO , UNA SPETTANTE ALL ' ERARIO ED UNA SPETTANTE AL RIVENDITORE . TALE ULTIMA QUOTA E PARI ALL ' 8 % DEL PREZZO DI VENDITA AL PUBBLICO . L ' AMMINISTRAZIONE DEL MONOPOLIO , IN QUALITA DI FABBRICANTE , E GLI IMPORTATORI SCELGONO LIBERAMENTE PER CIASCUN LORO PRODOTTO UNO DEI     PREZZI DI VENDITA AL PUBBLICO PREVISTI DALLA TARIFFA O ANCHE UN PREZZO IN ESSA NON PREVISTO , CHE VI VIENE SUCCESSIVAMENTE INCLUSO .    4 IL 13 NOVEMBRE 1980 , LA COMMISSIONE HA INVIATO ALLA REPUBBLICA ITALIANA , AI SENSI DELL ' ART . 169 , 1* COMMA , DEL TRATTATO , UN PARERE MOTIVATO COL QUALE CONSTATAVA CHE LA STESSA , MANTENENDO DETERMINATE MODALITA DI MONOPOLIO , ERA VENUTA MENO ALL ' OBBLIGO DI RIORDINARE IL SUO MONOPOLIO DI VENDITA DEI TABACCHI LAVORATI IN CONFORMITA ALL ' ART . 37 DEL TRATTATO . UNA DELLE MODALITA CONTESTATE ERA LA FISSAZIONE DI MARGINI FISSI PER LA COMMERCIALIZZAZIONE . IN SEGUITO AL PARERE MOTIVATO , IL GOVERNO ITALIANO E LA COMMISSIONE SI ACCORDAVANO SU UNA SERIE DI ADEGUAMENTI DEL MONOPOLIO . IL GOVERNO ITALIANO RIFIUTAVA , INVECE , DI ABBANDONARE IL SISTEMA DI MARGINI COMMERCIALI FISSI PER LA VENDITA AL MINUTO .    5 LA COMMISSIONE HA QUINDI PROPOSTO IL PRESENTE RICORSO - CHE RIGUARDA ESCLUSIVAMENTE IL MANTENIMENTO DEI SUDDETTI MARGINI FISSI PER LA COMMERCIALIZZAZIONE - AL FINE DI FAR DICHIARARE CONTRARIO ALL ' ART . 37 IL SISTEMA SOPRA DESCRITTO .    6 SECONDO L ' ART . 37 , N . 1 , DEL TRATTATO , ' GLI STATI MEMBRI PROCEDONO A UN PROGRESSIVO RIORDINAMENTO DEI MONOPOLI NAZIONALI CHE PRESENTANO UN CARATTERE COMMERCIALE , IN MODO CHE VENGA ESCLUSA , ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FRA I CITTADINI DEGLI STATI MEMBRI PER QUANTO RIGUARDA LE CONDIZIONI RELATIVE ALL ' APPROVVIGIONAMENTO E AGLI SBOCCHI ' .    7 LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE COSTITUISCE UN PROVVEDIMENTO DISCRIMINATORIO LA FISSAZIONE DI MARGINI COMMERCIALI FISSI PER LA VENDITA AL MINUTO DA PARTE DI UNO STATO , IL CUI MONOPOLIO SI ESTENDE ANCHE ALLA PRODUZIONE DEI PRODOTTI CONSIDERATI . DA UN LATO , LO STATO SAREBBE NECESSARIAMENTE PORTATO A PREFERIRE I SUOI PRODOTTI NAZIONALI A QUELLI DEI CONCORRENTI STRANIERI ED A FISSARE IL MARGINE AD UN LIVELLO CHE FAVORISCA LO SMERCIO DEI SUOI PRODOTTI . D ' ALTRA PARTE , COSTITUIREBBE UNA DISCRIMINAZIONE IL FATTO CHE IL MONOPOLIO ITALIANO POSSA ESPORTARE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI SCEGLIENDO LIBERAMENTE LA SUA POLITICA DI PROMOZIONE COMMERCIALE , MENTRE I PRODUTTORI STRANIERI SONO TENUTI , NELLE VENDITE IN ITALIA , A RISPETTARE IL MARGINE COMMERCIALE FISSO STABILITO DALLO STATO .    8 LA COMMISSIONE SOSTIENE INOLTRE CHE IL MARGINE FISSO E ATTO A FALSARE LE CONDIZIONI DI CONCORRENZA ED A PREGIUDICARE LE POSSIBILITA DEI PRODOTTI IMPORTATI DA     ALTRI STATI MEMBRI . ESSO AVREBBE INTRINSECO EFFETTO ANTICONCORRENZIALE IN QUANTO IMPEDIREBBE AI PRODUTTORI STRANIERI DI CONCEDERE PREMI DI PENETRAZIONE E LI OBBLIGHEREBBE AD ADOTTARE GLI STESSI METODI COMMERCIALI DEL MONOPOLIO DI PRODUZIONE ITALIANO .    9 IL GOVERNO ITALIANO SOSTIENE CHE IL SISTEMA DI MARGINI COMMERCIALI FISSI NON COMPORTA ALCUNA DISCRIMINAZIONE . SI TRATTEREBBE DI UN PROVVEDIMENTO DA APPLICARE INDIFFERENTEMENTE A TUTTI I PRODOTTI , NAZIONALI O ESTERI , DIRETTO AD EVITARE CHE I RIVENDITORI DI TABACCHI POSSANO SOTTOPORRE A DISCRIMINAZIONI I CONSUMATORI O I PRODUTTORI . IL MARGINE DELL ' 8 % COSTITUIREBBE UNA RETRIBUZIONE GIUSTA E SUFFICIENTE PER I RIVENDITORI DI TABACCHI E NON SAREBBE DETERMINATO SECONDO UNA POLITICA DI VENDITA A FAVORE DEI PRODOTTI NAZIONALI . IN MANCANZA DI UN ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI , CIASCUN STATO MEMBRO POTREBBE ADOTTARE PROPRIE DISPOSIZIONI , DIVERSE DA QUELLE VIGENTI IN ALTRI STATI MEMBRI .    10 IL GOVERNO ITALIANO ASSUME INOLTRE CHE PRESUNTE ALTERAZIONI DI CONCORRENZA NON POSSONO ESSERE ESAMINATE NELL ' AMBITO DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO . ESSO CONTESTA , PERALTRO , CHE VI SIA UNA LIMITAZIONE DELLA CONCORRENZA E SOTTOLINEA CHE IL PROVVEDIMENTO CONTESTATO COSTITUISCE SOSTANZIALMENTE UN INTERVENTO NELLA FORMAZIONE DEI PREZZI AL MINUTO AMMESSO DALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE . IN VIA SUBORDINATA , IL GOVERNO ITALIANO SOSTIENE CHE L ' ART . 90 , N . 2 , DEL TRATTATO AUTORIZZA UNA DEROGA A QUANTO DISPOSTO DAL TRATTATO , POICHE IL MONOPOLIO ITALIANO DI VENDITA AL MINUTO DEI TABACCHI LAVORATI E UN MONOPOLIO FISCALE E L ' ABOLIZIONE DEI MARGINI COMMERCIALI FISSI OSTEREBBE ALL ' ADEMPIMENTO DELLA SUA SPECIFICA MISSIONE . L ' INVARIABILITA DEI MARGINI GARANTIREBBE LA TRASPARENZA DEI PREZZI , IMPEDIREBBE LA LOTTA DEI MARGINI E CONTRIBUIREBBE A LIMITARE IL CONTRABBANDO .    11 VA ANZITUTTO RICORDATO CHE , COME HA AFFERMATO LA CORTE , IN PARTICOLARE NELLE SENTENZE 3 FEBBRAIO 1976 ( 59/75 , MANGHERA , RACC . 1976 , PAG . 91 ) E 13 MARZO 1979 ( 91/78 , HANSEN , RACC . 1979 , PAG . 935 ), L ' ART . 37 DEL TRATTATO NON IMPONE L ' ABOLIZIONE ASSOLUTA DEI MONOPOLI NAZIONALI CHE PRESENTANO CARATTERE COMMERCIALE , MA DISPONE IL LORO RIORDINAMENTO IN MODO DA ESCLUDERE QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FRA I CITTADINI DEGLI STATI MEMBRI PER QUANTO RIGUARDA LE CONDIZIONI RELATIVE ALL ' APPROVVIGIONAMENTO . TANTO DAL TESTO     DELL ' ART . 37 , QUANTO DALLA SUA COLLOCAZIONE NEL SISTEMA DEL TRATTATO SI DESUME CHE QUESTO ARTICOLO MIRA A GARANTIRE L ' OSSERVANZA DEL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI IN TUTTO IL MERCATO COMUNE , ABOLENDO IN PARTICOLARE LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E LE MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE NEGLI SCAMBI FRA GLI STATI MEMBRI , ED A MANTENERE IN TAL MODO NORMALI CONDIZIONI DI CONCORRENZA FRA LE ECONOMIE DEI VARI STATI MEMBRI QUALORA , NELL ' UNO O NELL ' ALTRO DI DETTI STATI , UN DETERMINATO PRODOTTO SIA SOGGETTO AD UN MONOPOLIO NAZIONALE DI CARATTERE COMMERCIALE .    12 TRATTANDOSI DI UNA NORMATIVA DA APPLICARE INDIFFERENTEMENTE AI PRODOTTI NAZIONALI ED A QUELLI IMPORTATI , VA QUINDI CONSIDERATO SE LA NORMATIVA DI CAUSA SIA CIONONDIMENO ATTA AD AVERE EFFETTI DISCRIMINATORI , A FALSARE LA CONCORRENZA RIDUCENDO LE IMPORTAZIONI DI TABACCHI LAVORATI E AD OSTACOLARE IN TAL MODO IL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO .    13 LA COMMISSIONE RITIENE CHE , IN CONSIDERAZIONE DEL DIVIETO GENERALE DI PUBBLICITA POSTO DALLA LEGGE ITALIANA , NELL ' IMPOSSIBILITA PER I PRODUTTORI STRANIERI DI CONCEDERE AI RIVENDITORI MARGINI COMMERCIALI SUPERIORI PER INCITARLI A VENDERE I LORO PRODOTTI , LO SMERCIO DEI PRODOTTI IMPORTATI RISULTI SVANTAGGIATO .    14 TALE CENSURA NON PUO TUTTAVIA ESSERE ACCOLTA . L ' IMPOSSIBILITA DI CONCEDERE PREMI DI PENETRAZIONE SUSSISTE SIA PER IL MONOPOLIO ITALIANO DI PRODUZIONE DEL TABACCO , SIA PER I PRODUTTORI STRANIERI . INOLTRE , LA COMMISSIONE NON HA DIMOSTRATO CHE LA CONCESSIONE DI PREMI DI PENETRAZIONE COSTITUISCE IL SOLO METODO COMMERCIALE CHE CONSENTA A PRODOTTI STRANIERI DI AFFERMARSI SUL MERCATO , TANTO PIU CHE RESTA APERTA LA CONCORRENZA SUL PREZZO DI VENDITA AL MINUTO . VUOI I DATI FORNITI DALLA COMMISSIONE , VUOI QUELLI PRESENTATI DAL GOVERNO ITALIANO - CHE LA COMMISSIONE NON HA CONTESTATO PUR DISCUTENDONE L ' INTERPRETAZIONE - IN MERITO ALL ' EVOLUZIONE DELLE IMPORTAZIONI DI TABACCO IN ITALIA ED ALLA PARTE DI MERCATO TENUTA DAI PRODOTTI IMPORTATI RISPETTO AD ALTRI STATI MEMBRI , NON SONO PERALTRO TALI DA RAFFORZARE LA TESI SECONDO CUI , A DIFFERENZA DEI PRODOTTI NAZIONALI , I PRODOTTI IMPORTATI POSSONO EFFICACEMENTE ENTRARE IN CONCORRENZA SUL MERCATO SOLO MEDIANTE PREMI DI PENETRAZIONE PER I RIVENDITORI .        15 VA SOTTOLINEATO INOLTRE CHE IL MARGINE COMMERCIALE STABILITO DALLA LEGGE E DA ANNI RIMASTO INVARIATO ALL ' 8 % DEL PREZZO DI VENDITA AL MINUTO . IN MATERIA NON SONO RICONOSCIUTI NE POTERE DECISIONALE NE MARGINE DISCREZIONALE ALL ' AMMINISTRAZIONE , CHE NON INTERVIENE NELLA DETERMINAZIONE DEL MARGINE COMMERCIALE . NULLA CONSENTE DI AFFERMARE CHE TALE MARGINE TIENE CONTO DELLE PARTICOLARI ESIGENZE DEI PRODOTTI DEL MONOPOLIO ITALIANO SECONDO LA SITUAZIONE DEL MERCATO . LA COMMISSIONE NON HA PERTANTO DIMOSTRATO IN CHE COSA LA FISSAZIONE DI DETTO MARGINE POTREBBE , IN QUESTO STATO DI COSE , FAVORIRE LO SMERCIO DEI SOLI PRODOTTI NAZIONALI .    16 PER QUANTO SI RIFERISCE ALLA QUESTIONE SE LA NORMATIVA DI CAUSA RIDUCA LE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI STRANIERI , E BENE RICORDARE , COME HA PIU VOLTE RIBADITO LA CORTE ( V . SENTENZE 26 . 11 . 1976 , 65/75 , TASCA , RACC . 1976 , PAG . 291 ; 24 . 1 . 1978 , 82/77 , VAN TIGGELE , RACC . 1978 , PAG . 25 ; 6 . 11 . 1979 , 16-20/79 , DANIS , RACC . 1979 , PAG . 3327 ), CHE PROVVEDIMENTI NAZIONALI CHE DISCIPLINANO LA FISSAZIONE DEI PREZZI , DA APPLICARE INDISTINTAMENTE AI PRODOTTI NAZIONALI ED A QUELLI IMPORTATI , NON COSTITUISCONO DI PER SE UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , MA POSSONO TUTTAVIA DIVENIRE TALI QUALORA , A CAUSA DEL LIVELLO DI PREZZO STABILITO , ESSI SVANTAGGINO I PRODOTTI IMPORTATI , IN PARTICOLARE PERCHE IL VANTAGGIO CONCORRENZIALE CHE RISULTA DAL MINORE PREZZO DI COSTO VIENE NEUTRALIZZATO O PERCHE IL PREZZO MASSIMO E FISSATO AD UN LIVELLO TALMENTE BASSO CHE - TENUTO CONTO DELLA SITUAZIONE GENERALE DEI PRODOTTI IMPORTATI RISPETTO A QUELLA DEI PRODOTTI NAZIONALI - GLI OPERATORI I QUALI INTENDANO IMPORTARE I PRODOTTI DI CUI TRATTASI NELLO STATO MEMBRO CONSIDERATO POSSONO FARLO SOLTANTO IN PERDITA .    17 NELLA PRESENTE FATTISPECIE , LA NORMATIVA IN CAUSA NON PREGIUDICA LA LIBERTA DEI PRODUTTORI DI STABILIRE I PREZZI DI VENDITA AL MINUTO DEI LORO PRODOTTI . LA CONCORRENZA PUO SVOLGERSI PIENAMENTE NEL SETTORE ESSENZIALE DEL PREZZO DI VENDITA AL MINUTO . I PRODUTTORI STRANIERI DI TABACCHI LAVORATI SONO LIBERI SIA DI TRARRE VANTAGGIO DAI PREZZI DI COSTO PIU CONCORRENZIALI , SIA DI RIPERCUOTERE INTEGRALMENTE IL MAGGIOR PREZZO DI COSTO . NON E CONTESTATO CHE IL MARGINE FISSO COSTITUISCE PER I RIVENDITORI DI TABACCHI UNA RETRIBUZIONE SUFFICIENTE PER LA VENDITA AL MINUTO DEI TABACCHI LAVORATI , CHE SI TRATTI DI PRODOTTI IMPORTATI O DI PRODOTTI NAZIONALI .        18 E VERO CHE LA NORMATIVA IN CAUSA HA L ' EFFETTO DI VINCOLARE I PRODUTTORI STRANIERI ALL ' OSSERVANZA SUL MERCATO ITALIANO DI UN MARGINE COMMERCIALE FISSO , MENTRE NON VI E UN OBBLIGO ANALOGO PER I PRODOTTI DI MONOPOLIO ITALIANO SUI MERCATI STRANIERI . UNA SITUAZIONE DEL GENERE NON COSTITUISCE TUTTAVIA UNA DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO . ESSA E SOLO LA CONSEGUENZA DELL ' ESISTENZA DI UN MONOPOLIO AVENTE CARATTERE COMMERCIALE , CHE COMPORTA LA REGOLAMENTAZIONE DEI MARGINI COMMERCIALI , MENTRE IN ALTRI STATI MEMBRI NON VI SONO SIMILI MONOPOLI E SIMILI REGOLAMENTAZIONI . SE DA QUESTA DISPARITA DELLE NORMATIVE NAZIONALI IN MATERIA DI MARGINI COMMERCIALI PER LA VENDITA AL MINUTO DEI TABACCHI LAVORATI DOVESSERO DERIVARE INCONVENIENTI PER LA CONCORRENZA SUL MERCATO COMUNE , SPETTEREBBE ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE COMPETENTI ELIMINARE TALI INCONVENIENTI MEDIANTE UN RAVVICINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE , REGOLAMENTARI ED AMMINISTRATIVE DEGLI STATI MEMBRI .    19 DA QUANTO SOPRA RISULTA CHE LA COMMISSIONE NON HA DIMOSTRATO CHE LA NORMATIVA IN CAUSA COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI IMPORTATI E CHE PREGIUDICA LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI IN CONDIZIONI NORMALI DI CONCORRENZA . IL RICORSO VA PERTANTO RESPINTO PERCHE INFONDATO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  20 A NORMA DELL ' ART . 69 , PAR  2 , DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA , LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE , SE NE E STATA FATTA DOMANDA . LA COMMISSIONE E RIMASTA SOCCOMBENTE NEI SUOI MEZZI E VA QUINDI CONDANNATA ALLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :   1* IL RICORSO E RESPINTO .       2* LA COMMISSIONE E CONDANNATA ALLE SPESE .