CELEX: 52000PC0574
Language: it
Date: 2000-10-19
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano

Avis juridique important

|

52000PC0574

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano  /* COM/2000/0574 def. - COD 2000/0259 */  

Gazzetta ufficiale n. 096 E del 27/03/2001 pag. 0040 - 0122

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano(presentata dalla Commissione)RELAZIONEA. OBIETTIVI DELLA PROPOSTAB. CONTESTO 1. Il quadro normativo  1.1 Normativa comunitaria  1.2 Normativa nazionale 2. La Conferenza scientifica internazionale e il   documento di consultazione sulle farine di carne e di ossa 3. I pareri scientifici 4. Risultati delle missioni comunitarie negli Stati membriC. BASE GIURIDICA E PRINCIPALI ELEMENTI   DELLA PROPOSTA 1. Base giuridica 2. Principali elementi della proposta  a) Esclusione degli animali morti e di tutti i materiali di scarto dalla catena alimentare animale  b) Collegamento con la normativa comunitaria in materia di ambiente  c) Il nuovo quadro giuridico per il settore dei sottoprodotti di origine animale  d) Semplificazione della normativa comunitaria in vigore  e) Importazioni da paesi terziD. POSIZIONI DELLE PARTI INTERESSATE Stati membri IndustriaE. FORMA GIURIDICA DELL'ATTOALLEGATO I: Analisi degli effettiALLEGATO II: Contenuti della propostaA. OBIETTIVI DELLA PROPOSTAOggetto principale della presente proposta è il divieto di reinserire nella catena alimentare animale alcuni sottoprodotti di origine animale, ossia gli animali morti e i materiali di scarto derivanti da animali. Le uniche materie prime utilizzabili per la produzione di mangimi sarebbero pertanto quelle ottenute da animali dichiarati idonei al consumo umano.Inoltre, la proposta-presenta vari metodi alternativi per l'uso o l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale;-rafforza le norme relative ai controlli e alla possibilità di stabilire la provenienza dei sottoprodotti di origine animale;-stabilisce un collegamento con la normativa comunitaria in materia di ambiente;-crea un nuovo quadro giuridico per il settore dei sottoprodotti di origine animale;-semplifica la normativa comunitaria in vigore, creando un atto legislativo consolidato che riguarda tutti i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano.La presente proposta corrisponde all'azione 30 del Libro bianco sulla sicurezza alimentare.B. CONTESTO1. IL QUADRO NORMATIVO1.1.  Normativa comunitariaa) Eliminazione e trasformazione dei sottoprodotti di origine animaleLa direttiva 90/667/CEE del Consiglio stabilisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria per:-l'eliminazione e la trasformazione dei rifiuti di origine animale allo scopo di distruggere gli eventuali agenti patogeni presenti in tali materiali;-la produzione di mangimi di origine animale secondo metodi atti ad evitare che essi possano contenere agenti patogeni.I rifiuti di origine animale sono definiti come carcasse o parti di animali, compresi i pesci, o prodotti di origine animale, non destinati al consumo umano diretto. Tali rifiuti sono classificati come materiali ad alto rischio, se presentano gravi rischi di diffusione di malattie trasmissibili agli animali o all'uomo (come le carogne, gli animali morti che manifestano sintomi clinici di malattia, gli animali abbattuti nell'ambito di un piano di eradicazione di una malattia, i materiali di scarto dei macelli), o materiali a basso rischio, se non presentano gravi rischi (come i sottoprodotti dei macelli dichiarati idonei ma non destinati al consumo umano, ad esempio per motivi commerciali).In base alla direttiva, sia il materiale ad alto rischio che quello a basso rischio devono essere trasformati in un impianto riconosciuto sotto la sorveglianza di un veterinario ufficiale, per essere incorporati negli alimenti per animali. In circostanze eccezionali, possono essere eliminati mediante combustione o sotterramento.Dal 1° aprile 1997, tutti i rifiuti animali di mammiferi devono essere trasformati nel rispetto dei seguenti parametri minimi, considerati efficaci ai fini dell'inattivazione degli agenti della scrapie e dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE):-dimensione massima dei pezzi: 50 mm-temperatura:    &gt; 133 °C-durata:     20 minuti-pressione (assoluta):   3 bar-con sistema di fusione discontinuo o continuo.Sono esentati da queste nuove norme relative alla fusione alcuni prodotti ottenuti da rifiuti animali di mammiferi, quali gli alimenti per animali da compagnia prodotti con materiali a basso rischio, alcuni grassi fusi, la gelatina, ecc. e, in generale, i prodotti per i quali è possibile garantire che non entreranno nella catena alimentare umana o animale.Inoltre, i grassi fusi ottenuti da ruminanti e destinati al consumo animale-dal 1° luglio 2000 devono essere trasformati in conformità dei suddetti parametri minimi soltanto se ottenuti da materiali ad alto rischio;-dal 1° gennaio 2001 devono essere depurati in modo tale che il tenore massimo di impurità insolubili residue totali non superi lo 0,15 % in peso.Le farine di carne e di ossa non prodotte secondo le norme di cui sopra devono essere distrutte mediante sotterramento, incenerimento, combustione a fini energetici o un metodo simile che ne garantisca un'eliminazione sicura.I grassi fusi di ruminanti non prodotti secondo le norme di cui sopra devono essere destinati all'industria oleochimica, oppure distrutti mediante sotterramento, incenerimento, combustione a fini energetici o un metodo simile che ne garantisca un'eliminazione sicura.Le farine di carne e di ossa ottenute da sottoprodotti di origine animale non derivanti da mammiferi (quali la farina di pesce o di pollame) e i grassi fusi ottenuti da specie non ruminanti possono ancora essere prodotti con sistemi alternativi di trattamento termico (nel caso di materiali ad alto rischio) previsti dalla decisione 92/562/CEE o con altri sistemi di trasformazione, purché i prodotti finali siano conformi ai requisiti microbiologici.Per le importazioni di farine di carne e di ossa e grassi fusi dai paesi terzi, devono essere richieste misure equivalenti a quelle applicate nell'Unione europea.In base alla decisione .../.../CE, a partire dal 1° ottobre 2000 i materiali specifici a rischio, ossia il cranio compresi cervello ed occhi, le tonsille e il midollo spinale di bovini, ovini e caprini di età superiore a un anno, l'ileo di bovini di età superiore a un anno e la milza di ovini e caprini, devono essere eliminati dalla catena alimentare umana e animale. Inoltre, nel Regno Unito e in Portogallo devono essere rimossi l'intera testa, il timo, la milza, l'intestino e il midollo spinale dei bovini di età superiore a 6 mesi e la colonna vertebrale di bovini di età superiore a 30 mesi. Nel caso di bovini, ovini e caprini morti, i materiali specifici a rischio devono essere asportati oppure l'intera carcassa dev'essere distrutta.A norma della decisione 98/272/CE, gli animali abbattuti o morti a causa di encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) devono essere distrutti.b) Divieto concernente i mangimiAlla metà del 1994, dopo che i mangimi contenenti rifiuti di ruminanti trasformati contaminati dall'agente infettivo sono stati identificati come fonte principale della BSE, la decisione 94/381/CE ha introdotto in tutta la Comunità il divieto di somministrare ai ruminanti proteine derivate da tessuti di mammiferi (tranne alcuni prodotti quali le proteine derivate dal latte, la farina di sangue, la gelatina, gli aminoacidi e i peptidi).1.2. Normativa nazionaleLa direttiva 90/667/CEE e la decisione 94/381/CE sono state recepite dalle legislazioni nazionali dei 15 Stati membri dell'Unione europea.Alcuni Stati membri, tuttavia, hanno volontariamente introdotto norme più restrittive di quelle previste dalle suddette disposizioni comunitarie; in particolare,-due Stati membri (la Svezia e la Francia) hanno vietato l'uso di alcuni materiali ad alto rischio nell'alimentazione animale:*dal 1986, la Svezia ha vietato l'uso di animali morti nella fabbricazione di mangimi;*dal 28 giugno 1996, la Francia ha vietato l'uso di animali morti e di altri materiali ad alto rischio nella fabbricazione di mangimi, nonché l'uso di proteine di specie animali diverse dai mammiferi (ossia proteine derivate da pollame e pesce) per l'alimentazione dei ruminanti;*il Belgio ha notificato l'intenzione di vietare l'uso di animali morti nella fabbricazione di mangimi;-nel Regno Unito, dal 4 aprile 1996 è vietata la somministrazione di proteine derivate da mammiferi (esclusa la farina di sangue e le proteine ottenute dal latte) a tutti gli animali di allevamento;-in Portogallo è illegale somministrare proteine e grassi derivati da mammiferi a tutti gli animali di allevamento; a partire dalla stessa data, inoltre, il Portogallo ha vietato l'uso di proteine derivate dal pollame per l'alimentazione dei ruminanti.2. LA CONFERENZA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE E IL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SULLE FARINE DI CARNE E DI OSSALa crisi della BSE ha indotto a chiedersi se la normativa dell'Unione europea sull'eliminazione e sulla trasformazione dei sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano risponda ai suoi obiettivi fondamentali, in particolare se garantisca un alto livello di protezione della salute pubblica e dei consumatori in tutta la Comunità.L'opinione pubblica si preoccupa soprattutto della qualità degli ingredienti autorizzati per l'alimentazione degli animali di allevamento.La Conferenza scientifica internazionale sulle farine di carne e di ossa, organizzata dalla Commissione e dal Parlamento europeo a Bruxelles nei giorni 1 e 2 luglio 1997, ha aperto un dibattito sulla produzione e sulla somministrazione di tali farine.Durante le due giornate della conferenza, esperti scientifici, membri del Parlamento europeo, rappresentanti degli interessi ambientali, agricoli, industriali e commerciali e gruppi di consumatori hanno espresso le proprie opinioni in materia.La Conferenza ha comunque indotto a riflettere ulteriormente sulla futura politica in questo settore e, in particolare, sulla possibilità di escludere gli animali morti e tutti i materiali di scarto dalla catena alimentare animale e di autorizzare, per la produzione di mangimi, soltanto l'uso di materie prime ottenute da animali dichiarati idonei al consumo umano ma che, per motivi commerciali o tecnici, non sono destinati a tale consumo.Nel novembre 1997, per ampliare il più possibile il dibattito pubblico circa la futura normativa comunitaria in materia di mangimi, la Commissione ha pubblicato un documento di consultazione sulle farine di carne e di ossa contenente una descrizione obiettiva della situazione attuale e alcune considerazioni sulle possibili conseguenze delle varie strategie da adottare.In merito al suddetto documento la Commissione ha ricevuto 75 osservazioni, provenienti da una vasta gamma di organizzazioni, tra cui agricoltori, addetti alla fusione degli scarti della macellazione, addetti alla fabbricazione di mangimi, produttori di carne, governi degli Stati membri e di paesi terzi, professionisti, consumatori e singoli cittadini.Dalle osservazioni ricevute risulta che l'industria, le organizzazioni professionali, i cittadini e i consumatori sono in genere favorevoli all'esclusione degli animali morti e di tutti i materiali di scarto dai mangimi, ma coloro che ne sosterrebbero i costi, tra cui gli agricoltori e alcuni organismi governativi degli Stati membri, sono contrari a tale esclusione in mancanza di giustificazioni scientifiche sufficienti. Gli organismi governativi degli Stati membri sono preoccupati soprattutto delle implicazioni economiche, ambientali e sanitarie di tale esclusione, che potrebbe comportare un aumento dei sotterramenti illegali nelle aziende.Indipendentemente dal parere espresso in merito all'esclusione, tutte le osservazioni ricevute sottolineavano i problemi inerenti alle opzioni alternative rispetto alla fusione dei sottoprodotti di origine animale e, soprattutto, chiedevano ulteriori ricerche al fine di valutare il rischio sanitario connesso ai vari metodi di eliminazione.In generale si riconosceva l'esigenza di modificare la direttiva 90/667/CEE, che è considerata superata e dovrebbe essere riveduta in base ai nuovi dati disponibili sulla BSE.Sia gli organismi intergovernativi dei paesi terzi che il settore privato sono contrari a tale esclusione, ritenendo che limiti gli scambi e che non sia sostenuta da valide motivazioni scientifiche.3.  IL PARERE SCIENTIFICONell'ambito della consultazione, uno dei principali argomenti utilizzati contro il divieto di riciclare determinati materiali di origine animale consisteva nel non ritenerlo giustificato dal punto di vista scientifico. Per tale motivo, sono state presentate al comitato scientifico direttivo numerose richieste di pareri.Il comitato ha pertanto adottato i seguenti pareri scientifici relativi ai sottoprodotti di origine animale.*Parere scientifico sulla sicurezza delle farine di carne e di ossa provenienti da mammiferi naturalmente o sperimentalmente soggetti a contagio da encefalopatie spongiformi trasmissibili.Data di adozione: 26-27 marzo 1998; aggiornamento: 24-25 settembre 1998.*Parere scientifico sulla sicurezza del sego ottenuto da tessuti di ruminanti.Data di adozione: 26-27 marzo 1998.*Relazione e parere scientifico sulla sicurezza della gelatina.Data di adozione: 26-27 marzo 1998; aggiornamento: 20-21 gennaio 2000.*Relazione e parere scientifico sulla sicurezza del fosfato bicalcico precipitato ottenuto da ossa di ruminanti e impiegato come additivo nell'alimentazione degli animali.Data di adozione: 25-26 giugno 1998.*Parere scientifico sulle farine di carne e di ossa provenienti da mammiferi come causa della contaminazione incrociata dei mangimi.Data di adozione: 24-25 settembre 1998.*Relazione e parere scientifico sulla sicurezza delle proteine idrolizzate prodotte a partire da pelli bovine.Data di adozione: 22-23 ottobre 1998.*Parere scientifico sul rischio che agenti trasmissibili non convenzionali, agenti infettivi convenzionali o altri elementi pericolosi quali le sostanze tossiche entrino nella catena alimentare umana o animale tramite le materie prime ottenute da bestiame morto e altri animali morti (compresi ruminanti, suini, pollame, pesci, animali selvatici, esotici o dei giardini zoologici, animali da pelliccia, gatti e animali da laboratorio) o tramite materiali di scarto (parere sul bestiame morto).Data di adozione: 24-25 giugno 1999; riformulazione: 22-23 luglio 1999.*Parere scientifico sui rischi derivanti dal riciclaggio di sottoprodotti di origine animale come mangimi, per quanto riguarda la diffusione delle TSE negli animali di allevamento diversi dai ruminanti (parere sul riciclaggio tra specie diverse).Data di adozione: 17 settembre 1999.*Parere scientifico sulla sicurezza del sangue di ruminanti per quanto riguarda i rischi di TSE.Data di adozione: 13-14 aprile 2000.La conclusione principale dei suddetti pareri scientifici è che i materiali ottenuti da animali dichiarati inadatti al consumo umano a seguito di ispezioni sanitarie non dovrebbero entrare nella catena alimentare animale. 4. RISULTATI DELLE MISSIONI COMUNITARIE NEGLI STATI MEMBRIDall'ottobre 1996, l'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione ha effettuato vari giri d'ispezione negli Stati membri per valutare la presenza e la gestione dei principali fattori di rischio e le procedure di sorveglianza relative alla BSE. La valutazione riguardava, fra l'altro, i sistemi di fusione degli scarti a fini commerciali e altri metodi di smaltimento dei rifiuti di origine animale negli Stati membri.In seguito a tali ispezioni sono state redatte conclusioni generali e una serie di raccomandazioni, che sono state trasmesse alla Commissione e agli Stati membri.Alcune di queste raccomandazioni sono già state inserite nella normativa CE (con le decisioni 97/735/CE e 1999/534/CE) e vengono adesso riformulate nel regolamento proposto.Il regolamento prende inoltre in considerazione le raccomandazioni riguardanti*la possibilità di stabilire la provenienza dei prodotti,*le norme relative al magazzinaggio intermedio,*la formulazione di orientamenti sui controlli ufficiali dell'industria di trasformazione,*le deroghe applicabili ad alcune prassi locali come ad esempio gli impianti di squartamento ("Knacker's Yards").C. BASE GIURIDICA E PRINCIPALI ELEMENTI DELLA PROPOSTA1. BASE GIURIDICAPoiché l'obiettivo del regolamento è di proteggere la salute umana e animale, la base giuridica della proposta è l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b), del trattato. 2. PRINCIPALI ELEMENTI DELLA PROPOSTAa) Esclusione degli animali morti e di tutti i materiali di scarto dalla catena alimentare animaleIl divietoNel 1998, l'industria europea di fusione degli scarti della macellazione ha raccolto 16,1 milioni di tonnellate di materiali di origine animale trasformandole in 3 milioni di tonnellate di farine di carne e di ossa e in 1,5 milioni di tonnellate di grassi destinati ad essere inseriti negli alimenti per animali. Di questi materiali, 14,3 milioni di tonnellate provenivano da animali dichiarati idonei al consumo umano a seguito di ispezioni sanitarie, 1,8 milioni di tonnellate provenivano da animali morti o da altri materiali di scarto di origine animale.Il presente regolamento prevede l'esclusione degli animali morti e dei materiali di scarto dalla catena alimentare animale. Le uniche materie prime utilizzabili per la produzione di mangimi sarebbero pertanto quelle ottenute da animali dichiarati idonei al consumo umano in seguito a un'ispezione sanitaria.Tale divieto comporterebbe i seguenti vantaggi.*Seguendo le raccomandazioni espresse nei pareri del comitato scientifico direttivo, ridurrebbe ulteriormente il rischio di trasmissione delle malattie e di concentrazioni troppo alte di residui chimici nei mangimi. Ad esempio, la seconda ondata di contaminazione da diossina negli alimenti di origine animale, verificatasi in Belgio nel 1999, era dovuta al fatto che gli animali morti a causa di mangimi contaminati sono stati riciclati nella catena alimentare animale dopo il normale procedimento di fusione (a 133 °C per 30  minuti, con una pressione di 3 bar). Poiché questo trattamento termico (come ogni altro trattamento termico a fini commerciali) era assolutamente inefficace nell'inattivazione dei contaminanti chimici, la risultante farina di carne e di ossa, che è stata somministrata agli animali, ha contaminato i prodotti alimentari da essa derivati.*Risponderebbe alle obiezioni di carattere etico riguardanti l'impiego di carcasse nell'alimentazione animale.*Migliorerebbe inoltre l'immagine del settore dei prodotti di origine animale e risusciterebbe la fiducia dei consumatori, attualmente preoccupati che materiale non idoneo al consumo umano possa entrare nella catena alimentare umana. Invertirebbe quindi la tendenza, pericolosa per le sue implicazioni ambientali ed economiche, ad abbandonare progressivamente l'uso di sottoprodotti validi di origine animale per la produzione di mangimi a causa della loro immagine negativa: un numero sempre crescente di impianti di fusione ha infatti cessato di raccogliere alcuni sottoprodotti di origine animale a favore di materiali provenienti dai macelli, ritenendo che il mercato delle farine di carne e di ossa e dei grassi fusi ottenuti da animali morti e da materiali di scarto stia crollando.*Offrirebbe all'industria di trasformazione dei sottoprodotti di origine animale prospettive più chiare e le consentirebbe di formulare progetti per il futuro.Il divieto comporta tuttavia una serie di potenziali problemi, in particolare:*l'impatto economico e il costo aggiuntivo dell'esclusione sarebbero sostenuti principalmente dagli allevatori; tale costo aggiuntivo potrebbe indurre ad un aumento dei sotterramenti di animali nelle aziende, che potrebbe a sua volta provocare problemi ambientali;*alcuni dei metodi di smaltimento alternativi sono pericolosi per l'ambiente, costosi o impossibili da realizzare, data l'attuale insufficiente capacità di trasformazione ed eliminazione dei materiali in causa;*questa ulteriore esclusione potrebbe essere considerata dai paesi terzi come un ostacolo agli scambi ed essere oggetto di un ricorso contro l'UE nel contesto dell'OMC.Le alternativePer superare alcuni dei problemi elencati, in particolare quelli ambientali, la proposta comprende altresì varie opzioni alternative alla produzione di alimenti per animali che consentano di utilizzare o eliminare i sottoprodotti di origine animale, in particolare:*l'incenerimento,*il coincenerimento (ossia la combustione a fini energetici),*la discarica,*il compostaggio e l'insilamento di pesce,*la produzione di biogas,*la produzione di fertilizzanti,*l'industria oleochimica.Alcuni di questi metodi alternativi di uso od eliminazione consentono un recupero dei costi. L'allegato I contiene un'illustrazione tecnica di tali metodi e un'analisi degli effetti della nuova politica.Le regole di finanziamentoUna recente inchiesta condotta negli Stati membri dell'UE ha rivelato che esiste una grande varietà di sistemi relativi al sostegno finanziario per la trasformazione e l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale. Per evitare che tale situazione incida sulle condizioni di concorrenza tra i prodotti agricoli, il regolamento prevede che la Commissione rediga una relazione in materia, accompagnata da opportune proposte.La nuova categorizzazionePoiché l'opportunità di ottenere un valore aggiunto dal riutilizzo dei materiali di origine animale non deve compromettere la basilare esigenza di sicurezza, si propone che le alternative diverse dall'incenerimento, dal coincenerimento e dalla discarica siano limitate ad alcuni sottoprodotti.A tale scopo, viene introdotta una nuova classificazione dei sottoprodotti stessi.*Materiali di categoria 1: si tratta della categoria a rischio più elevato, comprendente i sottoprodotti di origine animale che presentano un rischio collegato a un'encefalopatia spongiforme trasmissibile (TSE), o un rischio sconosciuto, o un rischio collegato alla presenza di residui di sostanze vietate (ormoni, sostanze ß-agoniste, ecc.) o di residui di contaminanti ambientali (diossine, PCB, ecc.). I sottoprodotti di origine animale appartenenti a tale categoria devono essere considerati come rifiuti e completamente eliminati mediante incenerimento, coincenerimento o discarica.*Materiali di categoria 2: si tratta dei sottoprodotti di origine animale che presentano un rischio relativo a malattie animali diverse dalle TSE o legato alla presenza di residui di medicinali veterinari; nella stessa categoria rientrano lo stallatico liquido, il contenuto del tubo digerente e i fanghi residui dei macelli. Previo trattamento termico adeguato, tali sottoprodotti possono essere riciclati per usi diversi dall'alimentazione animale quali la produzione di biogas, il compostaggio, la produzione di fertilizzanti o di prodotti oleochimici.*Materiali di categoria 3: si tratta dei sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali sani (ossia animali macellati in un macello e sottoposti a ispezione medica conformemente alla normativa comunitaria, latte di animali sani, pesce catturato in alto mare): solo i sottoprodotti appartenenti a questa categoria possono essere utilizzati, previo trattamento adeguato, per la produzione di alimenti per animali. Tale categoria costituisce pertanto la "lista bianca" dei materiali utilizzabili per la preparazione di ingredienti di origine animale, che possono a loro volta essere inseriti nei mangimi e negli alimenti per animali da compagnia. Essa comprende inoltre prodotti, quali la lana, le pelli, la pelliccia e le piume, destinati a fini diversi dall'alimentazione animale o umana (i cosiddetti prodotti tecnici).Il regolamento prevede le disposizioni necessarie per garantire*una chiara separazione delle diverse categorie di sottoprodotti di origine animale durante la raccolta e il trasporto;*la possibilità di stabilire la provenienza delle varie categorie di sottoprodotti di origine animale mediante un sistema di registrazione dei dati, documenti di accompagnamento o certificati sanitari;*una chiara separazione fisica degli stabilimenti destinati al magazzinaggio e/o alla trasformazione delle varie categorie di sottoprodotti di origine animale;*un sistema affidabile per l'identificazione e la registrazione dei prodotti finali (ad esempio, colorare con una sostanza adeguata le farine proteiche animali e i grassi fusi non destinati a entrare nella catena alimentare animale).b) Collegamento con la normativa comunitaria in materia di ambienteLa direttiva quadro sui rifiutiLa direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 75/442/CEE, modificata dalla direttiva 91/156/CEE) disciplina la manipolazione, l'eliminazione e il recupero dei rifiuti.In base a tale direttiva, per "rifiuto" s'intende "qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell'allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi".L'articolo 2 esclude dal campo di applicazione della direttiva, qualora già contemplati da altre disposizioni, "le carogne ed i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze naturali e non pericolose utilizzate nell'attività agricola". Finora la Commissione ha ufficialmente sostenuto che le carogne sono contemplate dalla direttiva 90/667/CEE e sono pertanto escluse dal campo di applicazione della direttiva 75/442/CEE.In virtù dell'articolo 4 della direttiva, gli Stati membri assicurano che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e per l'ambiente.Una sostanza può essere considerata o meno come rifiuto secondo le circostanze specifiche. Ad esempio, i materiali prodotti nei macelli ma non destinati al consumo umano possono essere utilizzati in vari modi: possono essere venduti all'industria di fabbricazione di alimenti per animali da compagnia, o fusi e trasformati in sego da utilizzare per la produzione di sapone o di mangimi. In questi casi, l'operatore del macello non si disfa dei materiali in quanto rifiuti, ma li trasferisce perché siano utilizzati a fini diversi dall'eliminazione o dal recupero di rifiuti. I materiali restano quindi nel circuito commerciale ordinario dei prodotti utili e non sono considerati rifiuti.Se invece i materiali sono trasferiti dall'operatore del macello a fini di incenerimento, essi sono considerati oggetto di un'operazione di eliminazione dei rifiuti. La fusione in sé non costituisce un'operazione di eliminazione o recupero dei rifiuti, ma è considerata tale quando i materiali sono fusi per ottenere prodotti che vengono a loro volta eliminati mediante incenerimento o discarica, o spediti per essere recuperati come carburanti (coincenerimento): in tali circostanze, anche i materiali sono considerati rifiuti.La direttiva sui rifiuti di origine animaleLa direttiva 90/667/CEE (direttiva sui rifiuti di origine animale) disciplina la manipolazione, la trasformazione e l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale. Non risulta chiaro quale sia il campo di applicazione di tale direttiva, quali siano i confini tra essa e la direttiva quadro sui rifiuti e se le sue disposizioni siano sempre sufficienti a "coprire" le operazioni di eliminazione o recupero. Il motivo risiede in parte nel fatto che la direttiva in questione non sempre prevede i controlli necessari a garantire il conseguimento degli obiettivi dell'articolo 4 della direttiva quadro sui rifiuti (ossia, che non vi siano rischi per la saluta umana o per l'ambiente) e inoltre non controlla i prodotti della fusione. Tale situazione ha talvolta provocato conflitti d'interesse sulla questione di quale agenzia governativa fosse responsabile del controllo di ogni singolo elemento e in alcuni casi ha condotto a un raddoppiamento o, peggio, a una mancanza di controlli.I controlli sanitari e ambientaliLa direttiva 90/667/CEE permette in alcuni casi la combustione, ma non contiene disposizioni che indichino come proteggere la salute umana e l'ambiente nel corso di tale operazione. Pertanto non si può ritenere che la combustione sia disciplinata da tale direttiva: ad essa si applicano quindi le disposizioni della direttiva quadro sui rifiuti.D'altro canto, in determinate circostanze, anche il sotterramento è autorizzato come metodo di eliminazione dei rifiuti. In tal caso, la direttiva 90/667/CEE specifica che esso dev'essere effettuato in modo tale da evitare la contaminazione delle falde freatiche ed altri danni all'ambiente. In proposito, quindi, la direttiva in questione contiene le disposizioni necessarie per proteggere la salute umana e l'ambiente e si può considerare che essa disciplini il sotterramento. Di conseguenza, il sotterramento effettuato nei casi di cui sopra non è soggetto ai controlli previsti dalla direttiva quadro sui rifiuti.I prodotti della fusione (farine di carne e di ossa e grassi fusi) non sono disciplinati dalla direttiva 90/667/CEE. Se soggetti a un'operazione di eliminazione o recupero di rifiuti, essi rientrano quindi nella direttiva quadro sui rifiuti.La nuova propostaLa presente proposta offre la possibilità di chiarire il rapporto tra la direttiva sui rifiuti di origine animale e la direttiva quadro sui rifiuti e di collegarle tra loro. Per i sottoprodotti di origine animale, trasformati e non, sono proposte tre potenziali destinazioni:*un'operazione di eliminazione di rifiuti (ad esempio, messa in discarica, sotterramento o incenerimento);*un'operazione di recupero di rifiuti (ad esempio, coincenerimento); oppure*l'"immissione sul mercato" (ad esempio, fusione con produzione di proteine animali trasformate e grassi fusi da utilizzare per mangimi, fertilizzanti o prodotti cosmetici o farmaceutici, alimenti per animali da compagnia, articoli di pelletteria, ecc.).Alla luce di quanto sopra esposto, la proposta stabilisce che un sottoprodotto di origine animale destinato a una delle suddette operazioni di eliminazione o di recupero sia considerato un rifiuto. I controlli di tali operazioni saranno pertanto finalizzati a garantire che i rifiuti siano eliminati o recuperati in modo tale da conseguire gli obiettivi dell'articolo 4 della direttiva quadro sui rifiuti e da proteggere la salute umana e l'ambiente.c) Nuovo quadro giuridico per il settore dei sottoprodotti di origine animaleLa direttiva 90/667/CEE è finalizzata in primo luogo a disciplinare l'industria di fusione degli scarti della macellazione (quella cioè che produce proteine e grassi di origine animale), mentre per gli altri settori si limita ad un breve accenno; questa attenzione quasi esclusiva a un solo metodo di trasformazione costituisce una fonte di confusione. Alcuni procedimenti sono oggetto di riferimenti completi, mentre altri usi delle parti degli animali non destinate al consumo umano, che nei bovini possono corrispondere fino al 60% del peso dell'animale vivo, sono completamente ignorati.Gli usi di tali materiali e i metodi impiegati per manipolarli sono numerosi e diversi tra loro.Ponendo l'accento su un solo settore, che in genere implica soltanto il trasferimento dal macello all'impianto di fusione, la direttiva non ne considera abbastanza altri, nei quali gli scambi sono più complessi. Le disposizioni che essa prevede per il controllo di tutti i diversi aspetti di alcune operazioni sono di conseguenza inadeguate.D'altronde alcuni processi, come quelli che coinvolgono animali che non sono passati attraverso un macello, richiedono standard di trasformazione e parametri molto elevati per i prodotti finiti, allo scopo di garantire che tutti i patogeni soggetti a obbligo di denuncia siano distrutti e che i prodotti siano sicuri.Altri, come l'impiego di piume per le lettiere, richiedono semplicemente una manipolazione corretta, per garantire che i materiali siano puliti e adatti all'uso previsto.La presente proposta tiene maggiormente conto di tali differenze e fornisce un quadro normativo per i vari usi dei sottoprodotti di origine animale, al solo scopo di proteggere la salute umana e animale. Laddove è più probabile che i prodotti siano commercializzati sull'intero mercato comunitario e comportino gravi rischi per la salute umana e animale se non vengono trattati correttamente, il regolamento stabilisce alcuni requisiti.In particolare, esso prevede norme volte a rafforzare i controlli in modo che le autorità competenti possano risalire all'origine dei sottoprodotti di origine animale in ogni settore, per verificare che essi non comportino pericoli per la salute umana ed animale e, per quanto riguarda alcuni sottoprodotti, che non rientrino nella catena alimentare animale o umana. d) Semplificazione della normativa comunitaria in vigoreUn altro aspetto importante della presente proposta consiste nella semplificazione della normativa comunitaria relativa*alla trasformazione e all'eliminazione dei rifiuti animali (direttiva 90/667/CEE del Consiglio, decisione 92/562/CEE della Commissione, decisione 95/348/CE del Consiglio, decisione 97/735/CE della Commissione, decisione 1999/534/CE del Consiglio);*alle norme per gli scambi e le importazioni di prodotti di origine animale destinati al consumo animale o ad usi tecnici (direttiva 92/118/CEE del Consiglio, modificata dall'atto di adesione, dalle direttive 96/90/CE e 97/79/CE del Consiglio e dalle decisioni 95/339/CE, 94/723/CE, 96/405/CE, 94/466/CE e 96/103/CE della Commissione; varie decisioni della Commissione che applicano la direttiva 92/118/CEE).Le direttive e le decisioni di cui sopra si sono gradualmente sviluppate a partire dal 1990 per rispondere alle esigenze del mercato interno. La molteplicità di tali atti legislativi ha creato una situazione complicata, che può essere resa più chiara riunendo i requisiti giuridici in un unico regolamento.e) Importazioni da paesi terziLa proposta stabilisce condizioni per l'importazione da paesi terzi di sottoprodotti di origine animale e prodotti da essi derivati. In particolare, per garantire che i prodotti importati dai paesi terzi rispettino norme d'igiene almeno uguali o equivalenti a quelle applicate dalla Comunità occorre introdurre, per tali paesi e i relativi stabilimenti, un sistema di riconoscimento associato a una procedura comunitaria di ispezione che consenta di accertare che le condizioni del riconoscimento stesso vengono rispettate.La proposta fissa inoltre i modelli dei certificati sanitari che devono accompagnare i prodotti importati per fornire alle autorità competenti del luogo di destinazione la garanzia che la spedizione risponde alle disposizioni della normativa comunitaria.L'industria europea per la produzione di alimenti per animali da compagnia dipende dai paesi terzi per la fornitura di materie prime destinate a tale produzione. Per consentire il proseguimento di questi scambi, la proposta stabilisce che l'importazione di alimenti per animali da compagnia e delle materie prime destinate alla loro produzione, provenienti da animali trattati con sostanze vietate ai sensi della direttiva 96/22/CE, venga autorizzata a determinate condizioni stabilite dalla Commissione.D. POSIZIONI DELLE PARTI INTERESSATESono state condotte ampie consultazioni con le principali parti interessate dal regolamento proposto, ossia gli Stati membri e l'industria.Stati membriLa Commissione ha organizzato varie riunioni, alle quali hanno partecipato esperti nazionali provenienti dagli Stati membri.Le posizioni preliminari degli Stati membri possono essere riassunte come segue.-Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito hanno espresso posizioni favorevoli sulla proposta.-Austria e Germania hanno espresso riserve, soprattutto per i seguenti motivi:*contestano la giustificazione scientifica di alcuni aspetti della proposta;*sostengono che le attuali norme comunitarie relative ai procedimenti di lavorazione garantiscono una trasformazione sicura di tutti i sottoprodotti di origine animale e quindi non dovrebbero essere modificate;*osservano che la nuova politica avrebbe un impatto notevole dal punto di vista economico e comporterebbe forti costi aggiuntivi; inoltre, imponendo costi supplementari all'industria, l'esclusione del bestiame morto potrebbe comportare un aumento dei sotterramenti all'interno delle aziende.-Spagna, Grecia e Lussemburgo hanno posizioni incerte e/o poco chiare.IndustriaGli interessi industriali sono rappresentati dalle seguenti organizzazioni:EURA (Associazione europea dei trasformatori di rifiuti di origine animale)UNEGA (Unione europea dei fonditori e fabbricanti di grassi animali)FEDIAF (Federazione europea dell'industria degli alimenti per animali domestici)EAPA (Organizzazione europea dei fabbricanti di proteine animali)Tali organizzazioni hanno in generale espresso il loro sostegno alla nuova politica proposta.E. FORMA GIURIDICA DELL'ATTOLa Commissione ritiene che il ricorso allo strumento giuridico del regolamento presenti numerosi vantaggi: può garantire l'applicazione uniforme della normativa nel mercato unico, accrescere la trasparenza della legislazione comunitaria e favorire il rapido aggiornamento della stessa in funzione del progresso tecnico e scientifico. Per tali motivi la presente proposta è presentata sotto forma di regolamento.ALLEGATO IANALISI DEGLI EFFETTI1. I FATTI1.1 L'industria comunitaria di fusione degli scarti della macellazioneNell'UE esistono oltre 400 impianti di fusione riconosciuti, che impiegano 17 000 lavoratori e raccolgono e trasformano circa 50 000 tonnellate di materie prime di origine animale al giorno.Nel 1998 l'industria europea della fusione ha raccolto 16,1 milioni di tonnellate di sottoprodotti di origine animale e le ha trasformate in 3 milioni di tonnellate di farine animali e in 1,5 milioni di tonnellate di grassi destinati ad essere immessi nella catena alimentare animale (mangimi per animali di allevamento, per animali da compagnia e per animali da pelliccia) e ad essere utilizzati per vari prodotti tecnici (cosmetici o farmaceutici). Essa rappresenta per il settore agricolo europeo un reddito annuo di oltre 2,2 miliardi di euro.In particolare, 14,3 milioni di tonnellate dei suddetti sottoprodotti di origine animale provenivano da macelli e 1,8 milioni di tonnellate (pari a circa il 15% della quantità totale di sottoprodotti di origine animale) da animali morti o altri materiali di scarto. 1.2 La crisi del settoreCome già detto, la crisi della BSE e, più recentemente, quella della diossina hanno suscitato una diffusa preoccupazione circa la qualità degli ingredienti di origine animale utilizzati per l'alimentazione degli animali di allevamento.A seguito di ciò,-l'attuale prezzo della farina di carne e di ossa (50%) è pari a 130 euro/t, mentre prima della crisi della BSE era di 250 euro/t;-la maggior parte delle farine di carne e di ossa ottenute nell'UE da animali morti o altri materiali di scarto è venduta a paesi terzi (dell'Asia e dell'Europa orientale);-un numero sempre crescente di impianti di fusione ha cessato di raccogliere animali morti o altri materiali di scarto a favore di sottoprodotti provenienti dai macelli, ritenendo che il mercato delle farine di carne e di ossa e dei grassi fusi ottenuti da materiali di scarto stia crollando;-le proposte legislative comunitarie, quali la proposta di direttiva sull'agricoltura biologica e il regolamento sulle carni bovine di qualità, già vietano l'impiego di sottoprodotti di origine animale (cioè di farine di carne e di ossa e grassi fusi) per l'alimentazione degli animali di allevamento da esse contemplati; -molte catene europee di supermercati già qualificano gli alimenti di origine animale da loro etichettati (carni di pollame, uova, ecc.) come derivati da animali che non sono mai stati alimentati con proteine o grassi di origine animale.L'esclusione degli animali morti e di altri materiali di scarto dalla catena alimentare animale consentirebbe di rassicurare l'opinione pubblica. Essa invertirebbe inoltre la tendenza, pericolosa per le sue implicazioni ambientali ed economiche, ad abbandonare progressivamente l'uso di sottoprodotti validi di origine animale nei mangimi a causa della loro immagine negativa.1.3 Sostegno all'industria della fusione da parte del governo o delle autorità locali in alcuni Stati membri dell'UE [1][1]  Fonte: Meat and Livestock Commission, 1998.Un'inchiesta condotta recentemente in alcuni Stati membri dell'UE ha rivelato che esiste una grande varietà di sistemi relativi al sostegno finanziario per la trasformazione e l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale.Dal 29 marzo 1996, nel REGNO UNITO è vietato l'uso di tutte le farine di carne e di ossa ottenute da mammiferi per l'alimentazione di animali di allevamento. Il governo britannico ha accettato di sostenere il settore della fusione, ma tale sostegno è stato completamente eliminato alla fine del febbraio 1998. Da allora, il costo della raccolta e dell'eliminazione dei rifiuti di origine animale è sostenuto dagli allevatori e dall'industria di produzione della carne.In DANIMARCA la questione del sostegno non si pone, in quanto vige un sistema di cooperative: gli agricoltori possiedono i macelli e i macelli possiedono gli impianti di fusione. I livelli dei prezzi dipendono dall'evoluzione dei mercati e dai costi dei servizi forniti.In ITALIA, in IRLANDA e nei PAESI BASSI, il costo della raccolta e della trasformazione è determinato in gran parte dal prezzo di mercato delle farine di carne e di ossa e dei grassi.In GERMANIA l'obiettivo principale dell'industria della fusione, in base alla normativa nazionale, è di proteggere la salute pubblica. L'obiettivo secondario è di produrre sottoprodotti validi. Dal 1939 (data della prima importante legge sulla fusione, aggiornata nel 1975) gli impianti di fusione sono sicuri, nel senso che i fondi pubblici sono utilizzati per garantire il rispetto delle esigenze relative alla salute pubblica. In base al principio della salvaguardia della salute pubblica, il sostegno viene accordato soltanto per materiali che potrebbero costituire un pericolo sanitario (cioè il bestiame morto e i materiali di scarto). La raccolta e il trattamento di tali materiali sono, secondo la legge nazionale, sotto la responsabilità delle autorità locali (comuni), ma il compito è stato assunto dagli impianti di fusione, che in tal modo forniscono servizi per conto delle comunità. Queste ultime devono pagare i servizi in questione, se i costi non sono compensati da entrate ricavate dalla vendita di farine di carne e di ossa e grassi. L'impianto di fusione calcola ogni anno il costo della raccolta e del trattamento, confrontandolo con le entrate derivanti dai sottoprodotti; se il valore risultante è negativo, l'impianto chiede alla comunità il rimborso della differenza, se è positivo, corrisponde l'eccedenza alla comunità.Le disposizioni finanziarie relative alla raccolta e al trattamento variano nei diversi Länder, ma prevale ovunque il principio secondo cui gli agricoltori non pagano direttamente la fornitura di tali servizi. Ciascun Land detiene un "fondo di assicurazione per gli animali", che copre tutte le misure relative alla sicurezza animale, compresa la fornitura di servizi veterinari. In alcuni Länder paga soltanto l'agricoltore, tramite il fondo, altrove paga la comunità locale (Landkreis). Più comunemente, il sostegno è fornito da tre fonti: il Landkreis, il fondo di assicurazione per gli animali e il Land.In FRANCIA il governo, imponendo ai commercianti all'ingrosso una tassa sul prezzo della carne, dei prodotti a base di carne e dei mangimi, finanzia la raccolta, il trasporto e la trasformazione dei materiali specifici a rischio, delle carcasse e dei materiali di scarto dei macelli. Il sostegno ammonta a circa 600 milioni di FRF.In alcune regioni autonome della SPAGNA, la raccolta, il trasporto e l'eliminazione del bestiame morto sono finanziati mediante le tasse, ma gli agricoltori devono trasportare le carcasse verso determinati punti di raccolta. In altre regioni, il costo dell'eliminazione delle carcasse è sostenuto dagli agricoltori stessi.Per evitare che questa varietà di sistemi possa influenzare le condizioni di concorrenza tra i prodotti agricoli, il presente regolamento stabilisce che possano essere definite in materia norme armonizzate a livello comunitario.2. ANALISI DELLE ALTERNATIVEAttualmente la grande maggioranza di sottoprodotti di origine animale è trasformata dall'industria della fusione e quindi riciclata nella catena di produzione di alimenti per animali, con scarse dispersioni nell'ambiente.Il divieto di reimmettere animali morti e materiali di scarto nella catena alimentare animale pone una serie di potenziali problemi, i più evidenti dei quali sono collegati alle conseguenze ambientali ed economiche della nuova politica.Per superare alcuni di essi, in particolare i problemi ambientali, il regolamento proposto include altresì varie opzioni alternative alla produzione di alimenti per animali per utilizzare o eliminare i sottoprodotti di origine animale.Analizzando i vari usi alternativi occorre notare che le diverse condizioni applicate negli Stati membri dell'UE danno luogo a diverse soluzioni per l'uso alternativo di tali sottoprodotti.*L'esigenza di metodi alternativi per l'uso o l'eliminazione varia nei diversi Stati membri, in funzione della loro qualifica sanitaria con riguardo alla BSE; varia notevolmente, quindi, la capacità da parte dei sistemi di applicare trattamenti alternativi.*Le leggi in materia di tassazione sono diverse. La vendita di energia, l'eliminazione dei rifiuti e la destinazione dei gas di scarico inquinanti sono generalmente collegate alle tasse. Vari metodi di eliminazione dei sottoprodotti di origine animale generano valore in quanto producono calore o elettricità, ma liberano gas inquinanti. Le tasse sull'energia e sull'inquinamento sono chiaramente essenziali per la gestione economica di tali metodi alternativi.*In vari Stati membri, le politiche di gestione dei rifiuti incentiveranno sistemi di recupero dell'energia, riciclaggio dei rifiuti e riduzione dell'inquinamento, nonché sistemi che non incidono sul riscaldamento del pianeta: a tali sistemi sono accordate notevoli sovvenzioni, essenziali per la loro gestione. Grazie ad un'alta tassazione delle energie, spesso la "bioenergia" trova sbocchi convenienti sul mercato.*La costruzione di impianti per la combustione delle farine di carne e di ossa può diventare quasi impossibile a causa della resistenza dell'opinione pubblica; analoghe preoccupazioni da parte del pubblico possono inoltre impedire di effettuare la combustione delle farine nelle centrali elettriche e nei forni da cemento.Si fornisce qui di seguito una rassegna dei metodi di eliminazione alternativi alla fusione proposti dal nuovo regolamento, e un'analisi preliminare dei relativi costi [2].[2]  Fonte: Sintesi dei commenti sul documento di consultazione sulle farine di carne e di ossa, 1997; EURA, 1999.2.1 IncenerimentoPoiché i sottoprodotti di origine animale non trasformati possono essere immagazzinati soltanto per poco tempo, spesso è opportuno sottoporre il materiale a un trattamento preliminare rimuovendo l'acqua e i grassi, per ottenere prodotti che possano essere immagazzinati fino ad un ulteriore incenerimento o alla combustione. Il costo della raccolta e del trattamento preliminare dei sottoprodotti di origine animale è calcolato a 150 euro/t.Il costo dell'incenerimento è calcolato a 225 euro/t.2.2 Coincenerimento (combustione delle farine di carne e di ossa e dei grassi presso centrali elettriche)I sottoprodotti di origine animale contengono grassi e farine di carne e di ossa, che possiedono un notevole calore di combustione (valore inferiore); in particolare,*sottoprodotti di origine animale: 9 MJ/kg (acqua 60%, farine di carne e di ossa      25%, grasso 15%)*farine di carne e di ossa:  17-20 MJ/kg (secondo il tenore di grassi)*grassi     39 MJ/kg*olio combustibile:    40 MJ/kgOccorre notare che i sottoprodotti di origine animale contengono acqua, che dev'essere rimossa prima o durante la combustione, nel corso di un processo di fusione tradizionale, durante l'essiccazione, oppure nel corso del processo di combustione.Teoricamente è possibile bruciare i sottoprodotti di origine animale direttamente allo stato umido, ma l'acqua disturba il processo di combustione: è quindi necessario riscaldare prima l'acqua fino al punto di ebollizione, poi farla evaporare ed infine riscaldare il vapore fino alla temperatura di combustione. In pratica questo procedimento è difficile e attualmente l'unica tecnica di combustione a livello industriale in grado di effettuarlo è la combustione in centrali a letto fluidizzato. Altri tipi di combustione richiedono sottoprodotti di origine animale disidratati o farine di carne e di ossa essiccate.Il processo di combustione produce gas di scarico e ceneri.L'uso delle farine di carne e di ossa nelle centrali elettriche è riconosciuto come una delle soluzioni più efficaci dal punto di vista della produzione energetica, ma idealmente dovrebbe anche comportare vantaggi economici per l'allevatore; in realtà è stato osservato che questa opzione fornirebbe in generale qualche compensazione economica in più rispetto all'incenerimento senza recupero del calore e dell'energia generati, ma i margini sarebbero scarsi.Nelle centrali elettriche, la farina di carne e di ossa può essere mescolata al carbone e utilizzata come carburante. I vantaggi di questa soluzione sono l'esistenza di elevate capacità e la disponibilità di strutture per depurare i gas di combustione. Le ceneri sono mescolate con quelle derivanti da altri combustibili.I limiti di questo metodo sembrano collegati a considerazioni politiche e alla resistenza dell'opinione pubblica piuttosto che a difficoltà tecniche.Nei Paesi Bassi è prevista la combustione delle farine di carne e di ossa ottenute da materiali specifici a rischio in una centrale elettrica; essa sarà effettuata gratuitamente poiché i costi saranno coperti dal valore dell'energia prodotta.2.3 Forni da cementoNel corso della produzione di cemento, la farina di carne e di ossa può essere mescolata alle materie prime utilizzate per fabbricare il cemento e riscaldata insieme ad esse in un forno rotatorio. Questo metodo ha il vantaggio di fornire un'alta capacità e di inserire le ceneri nel processo produttivo.In Francia, la quantità massima di farina di carne e di ossa utilizzabile in un forno da cemento può essere stimata a circa il 10% del cemento prodotto. La Francia produce all'incirca 20 milioni di tonnellate di cemento e 0,425 milioni di tonnellate  di farina di carne e di ossa all'anno.La quantità massima di farina di carne e di ossa che può essere utilizzata per la produzione di cemento è limitata dal tenore in fosforo e cloruro della farina stessa. Le limitazioni variano secondo il sistema di produzione del cemento e le altre materie prime usate per tale produzione. L'alto tenore in azoto della farina di carne e di ossa impone misure volte a ridurre la quantità di ossido di azoto durante la produzione.La combustione della farina di carne e di ossa nei forni da cemento è attualmente praticata in Francia e in Svizzera. 2.4 Combustione dei grassi a fini energeticiI grassi animali possono essere bruciati nella maggior parte delle normali caldaie; il loro valore calorico è circa il 90% di quello dell'olio combustibile. Il basso tenore di zolfo fa di questi grassi un combustibile apprezzato.In alcuni casi, i grassi animali sono considerati "biocombustibili" e al loro prezzo è pertanto aggiunta la tassa sui combustibili: essi possono allora acquisire un valore più elevato di quello che avrebbero se utilizzati a fini alimentari. 2.5 Eliminazione mediante sotterramento o discarica2.5.1 SotterramentoNella maggior parte delle osservazioni ricevute in occasione della consultazione pubblica sulle farine di carne e di ossa si sottolineava che il sotterramento all'interno delle aziende dovrebbe essere vietato per motivi sanitari ed ambientali: tale pratica impedirebbe infatti di risalire all'origine dei prodotti e renderebbe possibile un'introduzione incontrollata delle carcasse di animali morti in zone dove il loro commercio è illegale.In un commento si osserva in particolare che in alcuni paesi, a causa alle misure contro la BSE, la quantità di bestiame morto presentato alla catena di trasformazione è bruscamente diminuita negli ultimi anni e continua a ridursi rapidamente: di conseguenza, devono essere aumentati in misura equivalente i sotterramenti all'interno delle aziende. L'eliminazione incontrollata di tale bestiame comporta rischi gravissimi per l'ambiente, per la salute degli uomini e degli animali, per gli scambi e il commercio.2.5.2 DiscaricaNella maggior parte dei commenti relativi a questo tipo di eliminazione dei residui animali si suggerisce di sospendere le operazioni di discarica: le infiltrazioni possono infatti comportare gravi problemi di inquinamento idrico.Laddove si accetta l'opzione della discarica, si sottolinea comunque che la discarica di materiali fusi è preferibile, dal punto di vista ambientale, a quella di materiali non trasformati, anche se i costi complessivi sono notevolmente maggiori.La messa in discarica delle farine di carne e di ossa viene praticata nel Regno Unito, dove attualmente riguarda 3000-5000 tonnellate di farine alla settimana. I luoghi di discarica sono scelti tenendo conto dell'esigenza di non inquinare le falde acquifere e si utilizzano membrane come mezzi di salvaguardia aggiuntivi per impedire la contaminazione idrica. Il prezzo addebitato nel Regno Unito per la messa in discarica delle farine di carne e di ossa ammonta a 37 euro/t.In futuro, comunque, la discarica dovrebbe essere sostituita da altri metodi più rispettosi dell'ambiente.2.6 BiogasIl biogas può essere prodotto con materiali organici come i carboidrati, i grassi e le proteine. Esso è composto principalmente da metano e biossido di carbonio. In teoria i gas prodotti (a 30 °C) sono i seguenti:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt; Normalmente si ottiene soltanto il 90% circa dei valori teorici. L'energia richiesta per far funzionare l'impianto di produzione corrisponde all'incirca al 10-20% del biogas prodotto.Il biogas non può essere prodotto esclusivamente con materiali di origine animale, in quanto il loro tenore in azoto è troppo alto per una buona produzione di metano. Il tenore di azoto dev'essere infatti inferiore a 5,5 g/l. I rifiuti di origine animale devono essere pertanto mescolati ad altri materiali organici per ridurre il tenore di azoto.Il Svezia gli impianti di produzione di biogas funzionano con sottoprodotti di origine animale sterilizzati (133 °C, 20 min, 3 bar, 50 mm) e mescolati con contenuto del tubo digerente, stallatico liquido e acque reflue. I sottoprodotti di origine animale sterilizzati sono consegnati gratuitamente all'impianto di produzione di biogas. Il biogas è composto principalmente da metano e il suo contenuto energetico è molto simile all'energia prodotta dalla combustione della stessa quantità di materia secca ottenuta da grassi e farine di carne e di ossa. Una volta depurato e compresso, il biogas viene utilizzato principalmente come carburante per veicoli (autobus per trasporto pubblico). In particolare, esso costituisce l'unico carburante per veicoli catalogato nella classe ambientale A dallo studio sui carburanti alternativi e presenta i seguenti benefici: riduzione del rumore, nessun contributo netto all'effetto serra, nessuna emissione di particelle o polveri e scarse emissioni di ossidi di azoto.Le acque reflue degli impianti di produzione di biogas, che contengono il 3-4% di materia secca nonché azoto sotto forma di ammoniaca, vengono diffuse sui terreni agricoli diversi dai pascoli. I biofertilizzanti così ottenuti presentano tutti i vantaggi dei fertilizzanti organici, sono inodori e utilizzano i rifiuti prodotti dagli agricoltori come nuova risorsa.I vantaggi economici della produzione di biogas aumentano ulteriormente in quanto il prezzo della vendita del gas utilizzato come carburante include l'alta imposta sui carburanti. Il gas è venduto ad un prezzo corrispondente a quello del diesel. Impianti di produzione di biogas esistono già in vari Stati membri, soprattutto nell'Europa settentrionale. 2.7 CompostaggioIl compostaggio è un processo biotecnico aerobico-termofilo che consente di metabolizzare il materiale organico. Il compost prodotto è usato in genere come fertilizzante.Il compostaggio all'aperto è un processo relativamente lento, che richiede ampie superfici e una gestione impegnativa e non è sempre opportuno dal punto di vista ambientale, in quanto comporta problemi di infiltrazioni idriche, rilascio incontrollato di gas, presenza di odori e animali indesiderabili. Le cosiddette tecniche basate sui reattivi (ossia i procedimenti al chiuso) sono quindi preferibili, in quanto possono essere controllate. Con tali tecniche, infatti, la degradazione avviene più rapidamente ed è più completa e le emissioni possono essere misurate e depurate.Il metodo è usato soprattutto nelle zone rurali per il trattamento di piccole quantità di rifiuti organici.2.8 Uso di farine di carne e di ossa come fertilizzantiL'uso di farine di carne e di ossa come fertilizzanti consente un parziale recupero dei costi.Per essere usate come fertilizzanti, le farine devono essere adeguatamente sgrassate e macinate. La distribuzione sui terreni può essere agevolata se le farine vengono ridotte in granuli.Secondo il parere del comitato scientifico direttivo sulla sicurezza dei fertilizzanti, soltanto i materiali ottenuti da animali per i quali si sospetta o è confermato un contagio da TSE non sono adatti per la produzione di fertilizzanti. I materiali di categoria 2 possono quindi essere usati come fertilizzante. Il comitato dichiara inoltre che occorre impedire l'ingestione di tale materiale da parte di uomini o ruminanti: va quindi evitato l'uso di farine di carne e di ossa come fertilizzanti sui pascoli.I costi del recupero delle farine di carne e di ossa come fertilizzanti non sono noti. Per molti anni tali farine sono state usate nei giardini come fertilizzanti: in tal caso, possono essere vendute a prezzi almeno pari a quelli degli alimenti per animali, ma il mercato è limitato. Sono disponibili pochissime informazioni sull'uso delle farine come fertilizzanti per i cereali; in Danimarca vengono attualmente effettuate alcune sperimentazioni in proposito.Dal punto di vista commerciale, è stato sottolineato che le farine di carne e di ossa costituiscono un'eccellente matrice organica per la produzione di fertilizzanti organici e organico-minerali. Dal punto di vista dell'effettiva possibilità di uso non ci sono problemi, in quanto la trasformazione di materiali di categoria 2 in tutti i paesi dell'UE potrebbe produrre circa 350 000 tonnellate di farina proteica animale. Considerando che la dose media utilizzata è di 150 kg di azoto per ettaro, che corrispondono a circa 2000 kg di farine di carne e di ossa per ettaro, tutte le farine ottenute nell'UE da materiali di categoria 2 potrebbero essere utilizzate, a basso dosaggio, per fertilizzare una superficie di 3 500 km . Dal punto di vista del valore aggiunto, l'impiego come fertilizzante fornisce decisamente il valore più alto rispetto agli altri impieghi a fini di alimentazione animale. Dal punto di vista sanitario si può garantire una totale assenza di rischi, se le farine proteiche in questione non sono ottenute da animali sospetti di aver contratto una TSE e sono conformi alle nuove regole in materia di fusione.3. CONCLUSIONISi possono trarre le seguenti conclusioni.-L'eliminazione delle farine di carni e di ossa mediante incenerimento, coincenerimento e discarica, oltre a presentare svantaggi dal punto di vista dell'ambiente e della mancanza di capacità a livello locale, non consente alcun recupero dei costi. I costi stimati dell'eliminazione di 450 000 tonnellate di farine di carne e di ossa ottenute dalla raccolta e dal trattamento preliminare di 1,8 milioni di tonnellate di bestiame morto e materiali di scarto prodotti ogni anno nell'UE con i suddetti sistemi sono infatti i seguenti:*incenerimento:  1,08 miliardi di euro*forni da cemento: 87,7 milioni di euro*discarica:  84,1 milioni di euro-Il coincenerimento dei grassi fornisce per contro notevoli vantaggi economici.-Il compostaggio e l'uso delle farine di carne e di ossa come fertilizzanti potrebbe fornire alcuni vantaggi dal punto di vista ecologico e garantirebbe un parziale recupero dei costi.-La produzione di biogas, una tecnologia in evoluzione, oltre ad avere notevoli effetti benefici per l'ambiente, offre la prospettiva di un recupero netto dei costi con la produzione di energia "verde".Di conseguenza alcune opzioni, come il biogas, il compostaggio o i fertilizzanti, vanno chiaramente incoraggiate ove possibile, rispetto all'alternativa di eliminare i sottoprodotti di origine animale mediante incenerimento o discarica.ALLEGATO IICONTENUTI DELLA PROPOSTACAPO I:  Disposizioni generaliArticolo 1: Campo di applicazioneArticolo 2: DefinizioniArticolo 3: Prescrizioni di ordine generaleCAPO II:  Categorizzazione, raccolta, trasporto e magazzinaggio   intermedio dei sottoprodotti di origine animaleArticolo 4: Materiali di categoria 1 Articolo 5: Materiali di categoria 2 Articolo 6: Materiali di categoria 3 Articolo 7: Raccolta e trasportoArticolo 8: RegistriArticolo 9: Impianti di transito e di magazzinaggioCAPO III:  Riconoscimento degli impianti di trasformazione di   categoria 1 e 2, degli impianti di produzione di biogas,  degli impianti di compostaggio e degli impianti oleochimiciArticolo 10: Riconoscimento degli impianti di trasformazione di   categoria 1 e 2Articolo 11: Riconoscimento degli impianti oleochimiciArticolo 12: Riconoscimento degli impianti di produzione di biogas e   degli impianti di compostaggioArticolo 13: Spedizione di sottoprodotti di origine animale trasformati  verso impianti di incenerimento o coincenerimento o verso   discaricheCAPO IV:  Immissione sul mercato di proteine animali trasformate e altre   materie prime per mangimi, alimenti per animali da compagnia,  articoli da masticare e prodotti tecniciArticolo 14: Disposizioni generali di polizia sanitariaArticolo 15: Riconoscimento degli impianti di trasformazione   di categoria 3Articolo 16: Riconoscimento degli impianti di produzione di alimenti per  animali da compagnia e degli impianti tecniciArticolo 17: Immissione sul mercato di proteine animali trasformate e altre   materie prime per mangimiArticolo 18: Immissione sul mercato di alimenti per animali da compagnia,  articoli da masticare e prodotti tecniciArticolo 19: Misure di salvaguardiaArticolo 20: Fertilizzanti organici e ammendamentiCAPO V:  DerogheArticolo 21: DerogheCAPO VI:  Controlli e ispezioni da effettuare presso gli impianti   di transito e gli impianti di trasformazioneArticolo 22: Controlli effettuati dagli impianti stessiArticolo 23: Controlli ufficialiArticolo 24: Frequenza dei controlli e delle analisi microbiologicheArticolo 25: Elenco degli impianti riconosciutiCAPO VII:  Controlli comunitariArticolo 26: Controlli comunitariCAPO VIII:  Disposizioni applicabili all'importazione nella   comunità di taluni sottoprodotti di origine animale e   di prodotti da essi derivatiArticolo 27: Disposizioni generaliArticolo 28: DivietiArticolo 29: Rispetto della normativa comunitariaArticolo 30: EquivalenzaArticolo 31: Ispezioni comunitarie e verifiche dei sistemiCAPO IX:  Disposizioni finaliArticolo 32: Modifiche degli allegati e misure transitorieArticolo 33: Procedura di regolamentazioneArticolo 34: Consultazione di comitati scientificiArticolo 35: Comunicazione delle disposizioni nazionaliArticolo 36: Disposizioni relative al finanziamentoArticolo 37: AbrogazioneArticolo 38: Entrata in vigoreALLEGATO I: DefinizioniALLEGATO II:  Condizioni d'igiene applicabili alla raccolta e al trasporto   di sottoprodotti di origine animaleALLEGATO III: Condizioni generali d'igiene applicabili agli impianti di   trasformazione di sottoprodotti di origine animaleCapo I:  Condizioni generali per il riconoscimento degli impianti di   trasformazione di sottoprodotti di origine animaleCapo II: Condizioni igieniche generaliCapo III: Metodi di trasformazioneCapo IV: Controllo della produzioneCapo V: Procedure di convalidaALLEGATO IV: Condizioni di igiene applicabili alla trasformazione e   all'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale destinati   agli impianti di produzione di biogas, agli impianti di   compostaggio o agli impianti oleochimiciCapo I:  Condizioni speciali applicabili alla trasformazione di materiali   di categoria 1 o 2 Capo II: Condizioni speciali applicabili agli impianti di produzione di   biogas e agli impianti di compostaggioCapo III: Norme applicabili al trattamento supplementare di   trasformazione dei grassi fusi di ruminantiALLEGATO V: Condizioni specifiche applicabili all'immissione sul   mercato e all'importazione di proteine animali trasformate e   altre materie prime per mangimiCapo I:  Disposizioni generaliCapo II: Condizioni speciali applicabili alle proteine animali   trasformateCapo III: Condizioni speciali applicabili ai prodotti sanguigniCapo IV: Condizioni speciali per i grassi animali fusi e l'olio di pesceCapo V: Condizioni speciali applicabili al latte, ai prodotti a base di latte   e al colostroCapo VI: Condizioni speciali applicabili alla gelatina e alle proteine  idrolizzateCapo VII: Condizioni speciali applicabili al fosfato bicalcicoALLEGATO VI: Condizioni specifiche per l'immissione sul mercato,  gli scambi e l'importazione di alimenti per animali da compagnia,  articoli da masticare e prodotti tecniciCapo I:  Condizioni generali per il riconoscimento degli impianti di   produzione di alimenti per animali da compagnia e degli   impianti tecnici Capo II: Alimenti per animali da compagnia e articoli da masticareCapo III: Stallatico liquido, stallatico liquido trasformato e prodotti   trasformati a base di stallatico liquidoCapo IV: Sangue e prodotti sanguigni, escluso il siero di equidi, per   uso tecnico o farmaceutico, diagnosi in vitro o reagenti   di laboratorioCapo V: Siero di equidiCapo VI: Pelli di ungulatiCapo VII: Trofei di cacciaCapo VIII: Lana, pelo, setole di suini, piume e parti di piume,  non trasformati Capo IX: Prodotti dell'apicoltura Capo X: Ossa e prodotti a base di ossa (esclusa la farina d'ossa), corna e   prodotti a base di corna (esclusa la farina di corna), zoccoli e   prodotti a base di zoccoli (esclusa la farina di zoccoli), destinati   ad usi diversi dall'alimentazione animale e dai fertilizzantiCapo XI: Sottoprodotti di origine animale non trasformati per la   fabbricazione di alimenti per animali da compagnia e di prodotti   farmaceutici o tecniciCapo XII: Grassi fusi per usi oleochimiciALLEGATO VII:  Certificato sanitario per sottoprodotti di origine animale   trasformati destinati ad essere inceneriti o coinceneriti in   un altro Stato membroALLEGATO VIII:  Condizioni d'igiene applicabili agli impianti di transito e di   magazzinaggioCapo I:  Requisiti per il riconoscimento degli impianti di transitoCapo II:  Condizioni generali d'igieneCapo III: Requisiti per il riconoscimento degli impianti di   magazzinaggioALLEGATO IX: Norme applicabili al trattamento di alcuni materiali di   categoria 2 e 3 destinati a essere utilizzati per l'alimentazione   di animali delle categorie di cui all'articolo 21ALLEGATO X:  Modelli di certificati sanitari per l'importazione da paesi   terzi di alcuni sottoprodotti di origine animale e prodotti da essi   erivatiALLEGATO XI:  Elenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati   membri autorizzano l'importazione di sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano2000/0259 (COD)Proposta diREGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOrecante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umanoIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b),vista la proposta della Commissione [3],[3]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [4],[4]  GU C ...visto il parere del Comitato delle regioni [5],[5]  GU C ...deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [6],[6]  GU C ...considerando quanto segue:(1) La direttiva 90/667/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1990, che stabilisce le norme sanitarie per l'eliminazione, la trasformazione e l'immissione sul mercato dei rifiuti di origine animale e la protezione dagli agenti patogeni degli alimenti per animali di origine animale o a base di pesce e che modifica la direttiva 90/425/CEE [7], istituisce il principio in base al quale tutti i rifiuti di origine animale, indipendentemente dalla provenienza, possono essere utilizzati per la produzione di alimenti per animali dopo essere stati sottoposti a un trattamento adeguato. [7]  GU L 363 del 27.12.1990, pag. 51; direttiva modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.(2) Il comitato scientifico direttivo ha formulato una serie di pareri la cui conclusione principale è che i sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali risultati inadatti al consumo umano a seguito di un'ispezione sanitaria non devono entrare nella catena alimentare animale. (3) Alla luce dei pareri scientifici di cui sopra, occorre distinguere le misure da attuare secondo la natura dei sottoprodotti di origine animale interessati. È opportuno limitare le possibilità di utilizzazione di taluni materiali di origine animale e definire metodi di utilizzazione o di eliminazione dei sottoprodotti di origine animale diversi dalla produzione di materie prime per mangimi. (4) Alla luce dell'esperienza acquisita negli ultimi anni, è opportuno chiarire il rapporto tra la direttiva 90/667/CEE e la direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti [8], al fine di evitare confusione e conflitti di interessi tra le autorità competenti degli Stati membri. In particolare, i sottoprodotti di origine animale destinati a un'operazione di eliminazione o recupero devono essere trattati come rifiuti per garantire che la loro eliminazione o il loro recupero siano conformi agli obiettivi di cui all'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE e avvengano nel rispetto della salute umana e dell'ambiente.[8]  GU L 194 del 25.7.1975, pag. 47; direttiva modificata da ultimo dalla decisione 96/350/CE della Commissione (GU L 135 del 6.6.1996, pag. 32).(5) La conferenza scientifica internazionale sulle farine di carne e di ossa, organizzata a Bruxelles il 1° e il 2 luglio 1997 dalla Commissione e dal Parlamento europeo, ha avviato un dibattito sulla produzione di tali farine e sul loro utilizzo per l'alimentazione degli animali. La conferenza ha invitato a proseguire la riflessione sulle future politiche da applicare nel settore. Nel novembre 1997, al fine di avviare un dibattito pubblico il più ampio possibile sul futuro della legislazione comunitaria relativa agli alimenti per animali, la Commissione ha ultimato un documento di consultazione sulle farine di carne e di ossa. Tale consultazione ha rivelato un generale consenso circa la necessità di modificare la direttiva 90/667/CEE per tener conto dei nuovi dati scientifici.(6) A partire da ottobre 1996, l'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione (UAV) ha svolto diverse serie di ispezioni negli Stati membri per valutare la presenza e la gestione dei principali fattori di rischio connessi all'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) e delle relative procedure di sorveglianza. Parte della valutazione riguardava i sistemi di lavorazione degli scarti a fini commerciali e altri metodi di smaltimento dei rifiuti animali. A seguito delle ispezioni sono state formulate conclusioni generali e un certo numero di raccomandazioni, in particolare per quanto concerne la rintracciabilità dei sottoprodotti di origine animale.(7) Per evitare ogni rischio di dispersione degli agenti patogeni e/o dei residui, i sottoprodotti di origine animale devono essere trasformati e immagazzinati in impianti riconosciuti e soggetti a controllo designati dallo Stato membro interessato oppure eliminati con altri sistemi appropriati. In determinate circostanze, soprattutto ove ciò sia giustificato dalla distanza, dalla durata del trasporto o da problemi di capacità, l'impianto di trasformazione, incenerimento o coincenerimento designato può essere situato in un altro Stato membro.(8) Occorre stabilire norme specifiche di controllo degli impianti di trasformazione, in particolare per quanto concerne le procedure particolareggiate per la convalida dei metodi di trasformazione e l'autocontrollo della produzione.(9) Per tener conto di determinate prassi, deve essere possibile derogare alle procedure di trasformazione previste per usi controllati.(10) È necessario effettuare ispezioni comunitarie negli Stati membri per accertare l'applicazione uniforme delle prescrizioni sanitarie. Tali ispezioni dovrebbero includere procedure di verifica dei sistemi.(11) La normativa comunitaria in materia di sanità è fondata su solide basi scientifiche. Per questo motivo, i comitati scientifici competenti istituiti con le decisioni della Commissione 97/404/CE [9] e 97/579/CE [10] e devono essere consultati ogniqualvolta risulti necessario. [9]  GU L 169 del 27.6.1997, pag. 85, decisione modificata dalla decisione 2000/443/CE (GU L 179 del 18.7.2000, pag. 13).[10]  GU L 237 del 28.8.1997, pag. 18; decisione modificata dalla decisione 2000/443/CE.(12) Le modalità di sostegno finanziario per la trasformazione e l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale variano molto da uno Stato membro all'altro. Per evitare che ciò possa incidere sulle condizioni di concorrenza tra i prodotti agricoli è necessario svolgere un'analisi e, se del caso, adottare opportune disposizioni a livello comunitario.(13) Alla luce di quanto sopra esposto appare pertanto necessario procedere a una revisione sostanziale della normativa sui sottoprodotti di origine animale.(14) I sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, e in particolare le proteine animali trasformate, i grassi fusi, gli alimenti per animali da compagnia, le pelli e la lana, sono inclusi nell'elenco di prodotti di cui all'allegato I del trattato. L'immissione sul mercato di tali prodotti costituisce un'importante fonte di reddito per una parte della popolazione agricola. Per garantire lo sviluppo razionale del settore ed accrescerne la produttività, sono necessarie norme sanitarie e di polizia sanitaria comunitarie per i prodotti in questione. Dati i rischi sensibili di propagazione di malattie a cui gli animali sono esposti, è necessario specificare, per taluni sottoprodotti di origine animale, i requisiti particolari da prescrivere all'atto dell'immissione sul mercato, segnatamente quando la destinazione è una regione con un livello sanitario elevato.(15) Per garantire che i prodotti importati dai paesi terzi rispettino norme d'igiene almeno uguali o equivalenti a quelle applicate dalla Comunità occorre introdurre, per tali paesi e i relativi stabilimenti, un sistema di riconoscimento associato a una procedura comunitaria di ispezione che consenta di accertare che le condizioni del riconoscimento stesso vengono rispettate. L'importazione da paesi terzi di alimenti per animali da compagnia può aver luogo a condizioni differenti da quelle applicabili ai prodotti comunitari corrispondenti, in particolare nella misura in cui le garanzie richieste riguardano i residui di sostanze vietate dalla direttiva 96/22/CEE del Consiglio [11]. Per garantire che i suddetti alimenti e le relative materie prime vengano destinati esclusivamente all'uso previsto occorre stabilire misure di controllo adeguate sull'importazione dei materiali di scarto.[11]  GU L 125 del 23.5.1996 [Modificazione proposta dalla Commissione nel documento COM (2000) 310].(16) Il documento di accompagnamento dei prodotti di origine animale costituisce il mezzo più idoneo per fornire alle autorità competenti del luogo di destinazione la garanzia che una spedizione risponde alle disposizioni del presente regolamento. Il certificato sanitario deve essere mantenuto al fine di verificare la destinazione di taluni prodotti importati.(17) Dette finalità sono attuate dalla direttiva 92/118/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1992, che stabilisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria per gli scambi e le importazioni nella Comunità di prodotti non soggetti, per quanto riguarda tali condizioni, alle normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, capo I della direttiva 89/662/CEE e, per quanto riguarda i patogeni, alla direttiva 90/425/CEE [12].[12]  GU L 62 del 15.3.1993, pag. 49, direttiva modificata da ultimo dalla decisione 1999/724/CE della Commissione (GU L 290 del 12.11.1999, pag. 32).(18) Varie decisioni di applicazione delle direttive 90/667/CEE e 92/118/CEE sono state adottate dal Consiglio e dalla Commissione. La direttiva 92/118/CEE è stata inoltre modificata in maniera sostanziale e si prevedono ulteriori modificazioni. Di conseguenza, il settore dei prodotti di origine animale non destinati al consumo umano è attualmente disciplinato da un gran numero di atti normativi comunitari diversi. Occorre pertanto semplificare la normativa comunitaria relativa a tali prodotti.(19) Una tale semplificazione consentirà inoltre una maggiore chiarezza per quanto riguarda le norme d'igiene specifiche relative a prodotti di origine animale non destinati al consumo umano. La semplificazione delle norme d'igiene specifiche non deve tuttavia condurre alla deregolazione; occorre pertanto mantenere e, ove richiesto per garantire la tutela della salute pubblica e animale, rafforzare le norme d'igiene per i prodotti di origine animale non destinati al consumo umano.(20) I prodotti in questione devono essere assoggettati alle norme di controllo veterinario e, se del caso, alle misure di salvaguardia previste dalla direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili agli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno [13].[13]  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 92/118/CE.(21) Sono necessari controlli efficaci sui prodotti importati nella Comunità. Questo obiettivo può essere raggiunto mediante l'attuazione dei controlli prescritti dalla direttiva 97/78/CE del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità [14].[14]  GU L 24 del 30.1.1998, pag. 9.(22) Pertanto la direttiva 90/667/CEE, la decisione 95/348/CE del Consiglio, del 22 giugno 1995, che stabilisce le norme veterinarie e di polizia sanitaria applicabili nel Regno Unito e in Irlanda per il trattamento di taluni tipi di rifiuti destinati alla vendita su scala locale per l'alimentazione di determinate categorie di animali [15] e la decisione del Consiglio 1999/534/CE, del 19 luglio 1999, relativa alle misure applicabili al trattamento di taluni rifiuti di origine animale per la protezione dalle encefalopatie spongiformi trasmissibili, e che modifica la decisione 97/735/CE della Commissione [16], devono essere abrogate.[15]   GU L 202 del 26.8.1995, pag. 8.[16]   GU L 204 del 4.8.1999, pag. 37-42.(23) Per tener conto del progresso tecnico e scientifico, è opportuno instaurare una stretta ed efficace collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri in seno al comitato veterinario permanente istituito con decisione 68/361/CEE del Consiglio [17].[17]  GU L 255 del 18.10.1968, pag. 23.(24) Le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento costituiscono misure di portata generale ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [18]. Pertanto esse devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della stessa,[18]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPO IDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 1Oggetto1. Il presente regolamento reca quanto segue: a) le norme sanitarie e di polizia sanitaria per la raccolta, il trasporto, il magazzinaggio, la manipolazione, la trasformazione e l'uso o l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale al fine di evitare i rischi che tali prodotti potrebbero comportare per la salute pubblica o animale; b) le norme sanitarie e di polizia sanitaria relative all'immissione sul mercato, al commercio e all'importazione dei sottoprodotti di origine animale e dei prodotti da essi derivati, destinati a fini diversi dal consumo umano.2. Ferme restando le pertinenti disposizioni sanitarie e di polizia sanitaria, il presente regolamento non si applica a quanto segue: a) agli alimenti greggi per animali da compagnia provenienti da negozi per la vendita al minuto o da locali adiacenti a punti di vendita in cui le carni sono sezionate e immagazzinate unicamente per esservi direttamente vendute al consumatore; b) al latte e al colostro in forma liquida eliminati o utilizzati nell'azienda di origine; c) alle carcasse o alle parti di animali selvatici non sospettati di essere affetti da malattie trasmissibili agli esseri umani o agli animali; d) agli alimenti greggi per animali da compagnia da consumare in loco, ottenuti da animali macellati ai fini del consumo umano nell'azienda di origine per essere utilizzati come prodotti alimentari esclusivamente dall'allevatore e dalla sua famiglia, conformemente alla normativa nazionale applicabile.3. Il presente regolamento fa salve le normative nazionali in campo veterinario sull'eradicazione ed il controllo di talune particolari malattie e l'impiego di rifiuti di cucina e dei pasti.Articolo 2DefinizioniAi fini del presente regolamento si applicano le definizioni seguenti e quelle che figurano all'allegato I:1) sottoprodotti di origine animale, carcasse o parti di animali o prodotti di origine animale di cui agli articoli 4, 5 e 6 non destinati al consumo umano, ad esclusione degli ovuli, degli embrioni, dello sperma e dei rifiuti di cucina e dei pasti;2) materiali di categoria 1, sottoprodotti di origine animale di cui all'articolo 4;3) materiali di categoria 2, sottoprodotti di origine animale di cui all'articolo 5;4) materiali di categoria 3, sottoprodotti di origine animale di cui all'articolo 6;5) animali, qualsiasi animale vertebrato o invertebrato (inclusi pesci, rettili e anfibi);6) animali di allevamento, qualsiasi animale detenuto, ingrassato o allevato per la produzione di alimenti (carni, latte, uova), lana, pelliccia, piume, pelli o qualsiasi altro prodotto di origine animale;7) animali selvatici, qualsiasi animale non detenuto dall'uomo, eccetto i pesci;8) animali da compagnia, qualsiasi animale appartenente a una specie abitualmente nutrita e tenuta dall'uomo a fini diversi dall'allevamento e da esso non consumata;9) autorità competente, l'autorità centrale di uno Stato membro competente ad accertare l'osservanza delle disposizioni del presente regolamento o qualsiasi autorità alla quale essa abbia delegato tale competenza;10) immissione sul mercato, qualsiasi atto con il quale sottoprodotti di origine animale o prodotti da essi derivati oggetto del presente regolamento sono forniti a terzi a fini di vendita, sono ceduti a terzi in qualsiasi altra forma, a titolo oneroso o gratuito, ovvero sono immagazzinati ai fini della fornitura a terzi, indipendentemente dal fatto che detto atto abbia luogo in uno Stato membro, tra Stati membri o tra uno Stato membro e un paese terzo o viceversa;11) scambi, il commercio tra Stati membri di prodotti ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 2, del trattato; 12) produttore, qualsiasi persona la cui attività sia volta alla produzione di sottoprodotti di origine animale;13) impianto di trasformazione, qualsiasi impianto di trasformazione di sottoprodotti di origine animale;14) impianto di trasformazione di categoria 1, qualsiasi impianto in cui materiali di categoria 1 vengono trasformati in vista dell'eliminazione finale o di un'ulteriore trasformazione;15) impianto di trasformazione di categoria 2, qualsiasi impianto in cui materiali di categoria 2 vengono trasformati in vista dell'eliminazione finale o di un'ulteriore trasformazione;16) impianto di trasformazione di categoria 3, qualsiasi impianto in cui materiali di categoria 3 vengono trasformati in materie prime per mangimi;17) metodi di trasformazione, i metodi di cui all'allegato III, capo III;18) impianto oleochimico, impianto di trasformazione dei grassi fusi ottenuti dai materiali di categoria 2 o 3 alle condizioni definite nell'allegato IV, capo III;19) incenerimento, l'eliminazione di sottoprodotti di origine animale o di prodotti da essi derivati in un impianto di incenerimento;20) coincenerimento, l'eliminazione di sottoprodotti di origine animale o di prodotti da essi derivati in un impianto di coincenerimento;21) impianto di incenerimento, impianto per l'eliminazione dei rifiuti ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2000/../CE del Parlamento europeo e del Consiglio [relativa all'incenerimento dei rifiuti] [19];[19]  GU L ... [COM(1998)558 def.].22) impianto di coincenerimento, impianto per l'eliminazione dei rifiuti ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, della direttiva 2000/../CE [...incenerimento dei rifiuti];23) discarica, area di smaltimento dei rifiuti ai sensi della direttiva 1999/31/CE del Consiglio [20];[20]  GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1.24) impianto per la produzione di biogas, impianto adibito alla produzione e alla raccolta di biogas derivante dalla degradazione biologica di materie organiche in condizioni anaerobiche;25) impianto di compostaggio, impianto che provvede alla degradazione biologica di materiale organico in condizioni aerobiche;26) prodotti tecnici, prodotti ottenuti da determinati sottoprodotti di origine animale, destinati a fini diversi dal consumo umano o animale; essi includono in particolare le pelli conciate e trasformate, i trofei di caccia, la lana trasformata, i peli, le setole, le piume e le parti di piume, i prodotti dell'apicoltura, il siero di equidi, i prodotti sanguigni, i prodotti farmaceutici, i prodotti a base di ossa per la fabbricazione di porcellana, le colle e le gelatine, lo stallatico liquido trasformato;27) impianto tecnico, impianto adibito alla fabbricazione di prodotti tecnici;28) impianto di transito di categoria 1 o 2, impianto che provvede alla manipolazione e/o al magazzinaggio temporaneo di materiali non trasformati di categoria 1 o 2 in attesa del loro trasporto verso una destinazione finale. Questo tipo di impianto può essere utilizzato per talune attività preliminari di trasformazione quali l'asportazione delle pelli di ruminanti o l'effettuazione di ispezioni "post mortem";29) impianto di transito di categoria 3, impianto che provvede alla cernita, al sezionamento, alla refrigerazione o al congelamento sotto forma di blocchi o al magazzinaggio temporaneo di materiali non trasformati di categoria 3 in attesa del loro trasporto verso una destinazione finale;30) centri di raccolta, locali adibiti alla raccolta e al trattamento di determinati sottoprodotti di origine animale destinati ad essere utilizzati come alimenti per le categorie di animali di cui all'articolo 21, paragrafo 1, lettera c);31) impianto di magazzinaggio, impianto, diverso dagli stabilimenti e dagli intermediari oggetto della direttiva 95/69/CE del Consiglio [21], che provvede al magazzinaggio temporaneo dei sottoprodotti di origine animale trasformati in attesa di un'utilizzazione o eliminazione finale;[21]  GU L 332 del 30.12.1995, pag. 15.32) sottoprodotti di origine animale non trasformati, sottoprodotti di origine animale che sono stati sottoposti soltanto a refrigerazione o ad un altro trattamento mediante il quale gli organismi patogeni non vengono annientati con sufficiente sicurezza;33) proteine animali trasformate, proteine animali ottenute interamente da materiali di categoria 3 e trattate in modo da renderle adatte all'utilizzazione diretta come alimenti per animali, come fertilizzanti organici o ammendamenti oppure come ingrediente di alimenti per animali o animali da compagnia. Comprendono la farina di pesce, di carne, di ossa, di carne e di ossa, di sangue, di piume, di zoccoli, di corna, i ciccioli essiccati e altri prodotti affini, comprese le miscele o i prodotti contenenti tali prodotti;34) materie prime per mangimi, ingredienti di origine animale destinati agli animali di allevamento; comprendono le proteine animali trasformate, i grassi fusi, l'olio di pesce, la gelatina e le proteine idrolizzate, il fosfato bicalcico, il latte e i prodotti lattiero-caseari;35) fertilizzanti organici e ammendamenti, materiali di origine animale utilizzati, separatamente o in combinazione, per preservare o migliorare il nutrimento dei vegetali nonché le proprietà fisiche e chimiche dei terreni e la loro attività biologica; possono includere compost e residui di digestione derivanti dalla produzione di biogas;36) partita, quantitativo di prodotto fabbricato, lavorato o imballato in condizioni praticamente identiche;37) grassi fusi, grassi ottenuti dalla trasformazione di materiali di categoria 2 o 3;38) ciccioli, i residui proteici della fusione, previa separazione parziale di grassi e acqua;39) alimenti per animali da compagnia, alimenti destinati ad animali da compagnia e contenenti materiali di categoria 3;40) articoli da masticare, prodotti commestibili non conciati destinati agli animali da compagnia ed elaborati a partire da pelli di ungulati o da altre materie animali;41) impianto di produzione di alimenti per animali da compagnia, impianto adibito alla fabbricazione di alimenti per animali da compagnia o ingredienti per tali alimenti o articoli da masticare la cui elaborazione richiede l'impiego di taluni sottoprodotti di origine animale;42) stallatico liquido, gli escrementi o l'urina di biungulati, equidi o volatili da cortile, con o senza lettiera, nonché il guano;43) TSE, tutte le encefalopatie spongiformi trasmissibili ad eccezione di quelle riscontrabili nell'uomo;44) materiali specifici a rischio, i materiali di cui all'allegato II, capo B, del regolament  (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [22] [...prevenzione e controllo di talune BSE).[22]  GU L ...Articolo 3Obblighi generaliI sottoprodotti di origine animale e i prodotti da essi derivati sono raccolti, trasportati, immagazzinati, manipolati, trasformati, eliminati, immessi sul mercato, importati da paesi terzi e utilizzati in conformità del presente regolamento.CAPO IICATEGORIZZAZIONE, RACCOLTA, TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO INTERMEDIO DEI SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALEArticolo 4Materiali di categoria 11. I materiali di categoria 1 comprendono i sottoprodotti di origine animale corrispondenti alle seguenti descrizioni, o qualsiasi materiale contenente tali sottoprodotti: a) tutte le parti del corpo, incluse le pelli, degli animali seguenti:i) gli animali sospetti di essere affetti da una TSE o provenienti da un luogo in cui la presenza di una TSE è stata ufficialmente confermata, compresi gli animali abbattuti nel quadro di misure di eradicazione delle TSE;ii) gli animali che non sono né animali d'allevamento né animali selvatici, come gli animali da compagnia, gli animali da giardino zoologico e gli animali da circo;iii) gli animali da laboratorio, come definiti all'articolo 2 della direttiva 86/609/CEE del Consiglio [23];[23]  GU L 358 del 18.12.1986, pag. 1.iv) gli animali selvatici non detenuti dall'uomo, se si sospetta che siano affetti da malattie trasmissibili agli esseri umani o agli animali. b) i materiali specifici a rischio, compresi i ruminanti morti contenenti tali materiali; c) i prodotti ottenuti da animali cui sono state somministrate sostanze vietate ai sensi della direttiva 96/22/CE e i prodotti di origine animale contenenti residui di contaminanti pericolosi per l'ambiente e altre sostanze elencate nel gruppo B, punto 3), dell'allegato I della direttiva 96/23/CE del Consiglio [24], se tali residui superano i livelli consentiti dalla normativa comunitaria o, in assenza di tale normativa, dalla normativa nazionale;[24]   GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10. d) tutti i materiali di origine animale raccolti nell'ambito del trattamento delle acque reflue degli impianti di trasformazione di categoria 1 e dei macelli in cui viene effettuata l'asportazione dei materiali specifici a rischio. Si tratta in particolare di mondiglia, rifiuti da dissabbiamento, miscele di grassi e oli, fanghi e materiali provenienti dagli scarichi degli impianti stessi; e) le miscele di materiali di categoria 1 con materiali di categoria 2 e/o 3.2. Dopo essere stati raccolti e trasportati senza indebito ritardo, conformemente all'articolo 7, i materiali di categoria 1 sono sottoposti a quanto segue:a) eliminazione diretta come rifiuti mediante incenerimento in un impianto di incenerimento riconosciuto a norma della direttiva .../.../CE [...incenerimento dei rifiuti];b) trasformazione presso un impianto di trasformazione riconosciuto a norma dell'articolo 10; eliminazione dei materiali risultanti come rifiuti mediante incenerimento o coincenerimento presso un impianto di incenerimento o coincenerimento riconosciuto a norma della direttiva .../.../CE [...incenerimento dei rifiuti];c) ad esclusione dei materiali di cui al paragrafo 1, lettera a), punto i), trasformazione presso un impianto di trasformazione riconosciuto a norma dell'articolo 10 secondo il metodo di trasformazione 1; eliminazione finale dei materiali risultanti, come rifiuti in una discarica riconosciuta a norma della direttiva 1999/31/CE;d) eliminazione con altri metodi riconosciuti secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2, sentito il comitato scientifico competente.3. La manipolazione o il magazzinaggio intermedio dei materiali di categoria 1 sono effettuati unicamente presso gli impianti di transito riconosciuti a norma dell'articolo 9.4. In deroga al paragrafo 2, gli animali da compagnia morti possono essere eliminati direttamente come rifiuti mediante sotterramento in conformità dell'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE.Articolo 5Materiali di categoria 21. I materiali di categoria 2 comprendono i sottoprodotti di origine animale corrispondenti alle seguenti descrizioni, o qualsiasi materiale contenente tali sottoprodotti:a) lo stallatico liquido di tutte le specie animali e il contenuto del tubo digerente dei mammiferi;b) tutti i materiali di origine animale raccolti nell'ambito del trattamento di depurazione delle acque reflue dei macelli diversi da quelli di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera d), ovvero degli impianti di trasformazione di categoria 2; trattasi in particolare di mondiglia, rifiuti da dissabbiamento, miscele di grassi e oli, fanghi e materiali provenienti dagli scarichi degli impianti stessi;c) i prodotti di origine animale contenenti residui di farmaci veterinari e di contaminanti  elencati nel gruppo B, punti 1) e 2), dell'allegato I della direttiva 96/23/CE, se tali residui superano i livelli consentiti dalla normativa comunitaria;d) le miscele di materiali di categoria  2 con materiali di categoria 3;e) i sottoprodotti di origine animale che non sono materiali di categoria 1 e 3.2. Dopo essere stati raccolti e trasportati senza indebito ritardo, conformemente all'articolo 7, i materiali di categoria 2 sono sottoposti a quanto segue:a) eliminazione come rifiuti mediante incenerimento o coincenerimento presso un impianto di incenerimento o coincenerimento riconosciuto a norma della direttiva .../.../CE [...incenerimento dei rifiuti];b) trasformazione presso un impianto di trasformazione riconosciuto a norma dell'articolo 10 e:i) i materiali risultanti devono essere eliminati come rifiuti mediante incenerimento o coincenerimento presso un impianto di incenerimento o coincenerimento riconosciuto ai sensi della direttiva .../.../CE [... incenerimento dei rifiuti] o trasferiti in una discarica riconosciuta a norma della direttiva 1999/31/CE, oii) i grassi fusi devono essere sottoposti, presso un impianto oleochimico riconosciuto a norma dell'articolo 11, a un ulteriore trattamento di trasformazione in derivati lipidici da incorporare ai fertilizzanti organici o agli ammendamenti o destinati ad altro uso tecnico;c) trasformazione presso un impianto di trasformazione riconosciuto a norma dell'articolo 10 secondo il metodo di trasformazione 1 e:i) i materiali proteici ottenuti devono essere utilizzati come fertilizzanti organici o ammendamenti, oppureii) i materiali risultanti devono essere trattati presso un impianto di produzione di biogas o un impianto di compostaggio riconosciuti dagli Stati membri a norma dell'articolo 12;d) nel caso dei materiali di origine ittica, insilati secondo modalità da adottare conformemente alla procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2;e) nel caso dello stallatico liquido, del contenuto del tubo digerente e dei materiali raccolti dai macelli di cui al paragrafo 1, lettera b):i) utilizzati senza trasformazione come materie prime presso un impianto di produzione di biogas o un impianto di compostaggio oppure sottoposti a trattamento presso un impianto tecnico a tal fine riconosciuto;ii) se non si sospetta che possano diffondere gravi malattie trasmissibili, sparsi sui terreni conformemente al presente regolamento;f) eliminazione con altri metodi riconosciuti secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2, sentito il comitato scientifico competente.3. La manipolazione o il magazzinaggio intermedio dei materiali di categoria 2 devono essere effettuati unicamente presso impianti di transito riconosciuti a norma dell'articolo 9.4. In deroga al paragrafo 2, l'autorità competente può se del caso decidere di autorizzare l'eliminazione di materiali di categoria 2 come rifiuti tramite sotterramento "in loco" nelle seguenti fattispecie:i) qualora la presenza diffusa di una malattia epizootica comporti un carico eccessivo per l'impianto di trasformazione o di incenerimento,ii) qualora i sottoprodotti animali interessati provengano da luoghi difficilmente accessibili e, pertanto, i quantitativi e le distanze da coprire non ne giustifichino la raccolta.  L'esecuzione del sotterramento deve essere conforme all'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE. Articolo 6Materiali di categoria 31. I materiali di categoria 3 comprendono i sottoprodotti di origine animale corrispondenti alle seguenti descrizioni, o qualsiasi materiale contenente tali sottoprodotti:a) tutte le parti di animali macellati dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria, ma non destinate al consumo umano per motivi commerciali;b) tutte le parti di animali macellati dichiarate inidonee al consumo umano ma che non presentano segni di malattie trasmissibili agli esseri umani o agli animali e provenienti da carcasse dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria;c) le pelli, gli zoccoli e le corna, le setole di suini e le piume ottenute da animali macellati in un macello e considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem effettuata da un veterinario ufficiale;d) il sangue ottenuto da animali macellati in un macello e considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem effettuata da un veterinario ufficiale;e) i sottoprodotti di origine animale ottenuti dalla fabbricazione di prodotti destinati al consumo umano, compresi i ciccioli e le ossa sgrassate;f) i prodotti alimentari di origine animale o contenenti prodotti di origine animale, originariamente destinati al consumo umano ma in seguito riservati al consumo animale per motivi commerciali o a causa di problemi di lavorazione o imballaggio o di qualsiasi altro difetto che non presenti alcun rischio per la salute umana o animale, qualora siano destinati ad animali d'allevamento e non siano stati trasformati conformemente alle norme di polizia sanitaria vigenti per la produzione di rifiuti alimentari;g) il latte crudo proveniente da animali che non presentano sintomi clinici di malattie infettive trasmissibili all'uomo o agli animali attraverso il latte;h) i pesci e gli altri animali marini ad eccezione dei mammiferi, catturati in alto mare e destinati alla produzione di farina di pesce;i) le frattaglie fresche di pesce provenienti da stabilimenti che fabbricano prodotti a base di pesce destinati al consumo umano;j) i gusci, i sottoprodotti dei centri di incubazione e quelli ottenuti da uova incrinate provenienti da animali che non presentano sintomi clinici di malattie infettive trasmissibili all'uomo o agli animali attraverso i prodotti medesimi;k) il sangue, le pelli, gli zoccoli, le piume, la lana, le corna, i peli e le pellicce ottenuti da animali che non presentavano sintomi clinici di malattie infettive trasmissibili all'uomo o agli animali attraverso i prodotti medesimi;2. Dopo essere stati raccolti e trasportati senza indebito ritardo, conformemente all'articolo 7, i sottoprodotti di origine animale sono sottoposti a quanto segue:a) eliminazione come rifiuti mediante incenerimento o coincenerimento presso un impianto di incenerimento o coincenerimento riconosciuto ai sensi della direttiva .../.../CE [...incenerimento dei rifiuti];b) trasformazione presso un impianto di trasformazione riconosciuto a norma dell'articolo 15;c) trasformazione presso un impianto tecnico riconosciuto a norma dell'articolo 16;d) impiego come materie prime presso un impianto di produzione di alimenti per animali riconosciuto a norma dell'articolo 16;e) trasformazione presso un impianto di trasformazione riconosciuto a norma dell'articolo 10 o un impianto di trasformazione riconosciuto a norma dell'articolo 15 e i materiali risultanti vengano eliminati come rifiuti mediante incenerimento o coincenerimento presso un impianto di incenerimento o coincenerimento riconosciuto a norma della direttiva .../.../CE [... incenerimento dei rifiuti], ovvero presso una discarica riconosciuta ai sensi della direttiva 1999/31/CE;f) trasformazione presso un impianto di produzione di biogas o un impianto di compostaggio riconosciuti  a norma dell'articolo 12.3. La manipolazione o il magazzinaggio intermedio dei materiali di categoria 3 sono autorizzati unicamente presso gli impianti di transito riconosciuti a norma dell'articolo 9.Articolo 7Raccolta e trasportoI sottoprodotti di origine animale, trasformati e non, sono raccolti, trasportati e identificati conformemente all'allegato II.Articolo 8Registri1. I produttori che spediscono prodotti di origine animale a partire da qualsiasi stabilimento conservano un registro contenente, per ciascuna partita, i seguenti dati:a) la data in cui i materiali sono stati prelevati dallo stabilimento;b) il quantitativo e la descrizione dei materiali;c) la destinazione della partita; d) il nome del trasportatore.2. Le persone addette al trasporto di sottoprodotti di origine animale registrano, all'atto del prelevamento, i seguenti datia) l'indirizzo dello stabilimento da cui i materiali sono stati prelevati;b) la data di prelevamento;c) il quantitativo e la descrizione dei materiali;d) la loro destinazione.3. Le persone che ricevono sottoprodotti di origine animale conservano un registro contenente i seguenti dati:a) la data di arrivo dei materiali;b) l'indirizzo dello stabilimento da cui i materiali sono stati spediti;c) il quantitativo e la descrizione dei materiali;d) il nome e l'indirizzo del trasportatore.4. I registri di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 sono conservati per un periodo di almeno due anni ai fini della loro presentazione alle autorità competenti.Articolo 9Impianti di transito e di magazzinaggio1. Gli impianti di transito e di magazzinaggio che ricevono sottoprodotti di origine animale devono essere riconosciuti dall'autorità competente.2. Ai fini del riconoscimento, gli stabilimenti di transito di categoria 1 o 2 devono soddisfare  le seguenti condizioni:a) essere conformi ai requisiti di cui all'allegato VIII, capo I;b) manipolare e immagazzinare materiali di categoria 1 o 2 conformemente all'allegato VIII, capo II, parte B;c) avere applicato la procedura di autocontrollo di cui all'articolo 22;d) essere controllati dall'autorità competente conformemente all'articolo 23.3. Ai fini del riconoscimento, gli stabilimenti di transito di categoria 3 devono soddisfare le seguenti condizioni:a) essere conformi ai requisiti di cui all'allegato VIII, capo I;b) manipolare e immagazzinare materiali di categoria 3 conformemente all'allegato VIII, capo II, parte A;c) avere applicato la procedura di autocontrollo di cui all'articolo 22;d) essere controllati dall'autorità competente conformemente all'articolo 23.4. Ai fini del presente riconoscimento, gli stabilimenti di magazzinaggio devono soddisfare le seguenti condizioni:a) essere conformi ai requisiti di cui all'allegato VIII, capo III;b) provvedere al magazzinaggio dei sottoprodotti di origine animale conformemente all'allegato VIII, capo III, punto 3;c) essere controllati dall'autorità competente.CAPO IIIRICONOSCIMENTO DEGLI IMPIANTI DI TRASFORMAZIONE DI CATEGORIA 1 E 2, DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI BIOGAS, DEGLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO E DEGLI IMPIANTI OLEOCHIMICIArticolo 10Riconoscimento degli impianti di trasformazione di categoria 1 e 21. Gli Stati membri riconoscono, per tutto o parte del loro territorio, uno o più impianti di trasformazione di categoria 1 e 2 incaricati della raccolta e della trasformazione dei materiali di categoria 1 e 2. Uno Stato membro può decidere di designare un impianto di trasformazione di categoria 1 e 2 situato in un altro Stato membro, previo accordo di quest'ultimo.2. Ai fini del riconoscimento da parte dell'autorità competente, gli impianti di trasformazione di categoria 1 e 2 devono soddisfare le seguenti condizioni:a) essere conformi ai requisiti di cui all'allegato III, capo I;b) provvedere alla manipolazione, alla trasformazione e al magazzinaggio dei materiali di categoria 1 o 2 conformemente all'allegato III, capo II e all'allegato IV, capo I;c) essere controllati dall'autorità competente conformemente all'allegato III, capo V;d) avere applicato la procedura di autocontrollo di cui all'articolo 22;e) essere controllati dall'autorità competente conformemente all'articolo 23;f) stabilire ed applicare metodi di sorveglianza e di controllo dei punti critici in funzione dei procedimenti impiegati;g) fare in modo che i prodotti ottenuti dalla trasformazione soddisfino i requisiti di cui all'allegato IV, capo I.3. Il riconoscimento è sospeso immediatamente qualora vengano meno le condizioni per la sua concessione. Articolo 11Riconoscimento degli impianti oleochimici1. Gli impianti oleochimici sono soggetti a riconoscimento dell'autorità competente.2. Ai fini del riconoscimento, gli impianti oleochimici devono soddisfare le seguenti condizioni:a) provvedere alla trasformazione dei grassi fusi conformemente alle norme di cui all'allegato IV, capo III;b) stabilire ed applicare metodi di sorveglianza e di controllo dei punti critici in funzione dei procedimenti impiegati;c) conservare un registro delle informazioni ottenute in applicazione della lettera b) per poterlo presentare all'autorità competente;d) essere soggetti a una supervisione esercitata dall'autorità competente per assicurarsi che il conduttore o il gerente dello stabilimento rispettino i requisiti del presente regolamento.3. Il riconoscimento è sospeso immediatamente qualora vengano meno le condizioni per la sua concessione.Articolo 12Riconoscimento degli impianti di produzione di biogas e degli impianti di compostaggio1. Gli impianti di produzione di biogas e gli impianti di compostaggio che provvedono alla trasformazione dei sottoprodotti di origine animale dono soggetti a riconoscimento dell'autorità competente.2. Ai fini del riconoscimento, gli impianti di produzione di biogas e gli impianti di compostaggio devono soddisfare le seguenti condizioni: a) essere conformi ai requisiti di cui all'allegato IV, capo II, A; b) provvedere alla manipolazione e alla trasformazione dei sottoprodotti di origine animale conformemente all'allegato IV, capo II, B e C; c) essere controllati dall'autorità competente; d) definire ed attuare metodi di sorveglianza e di controllo dei punti critici; e) verificare che i residui della digestione siano conformi alle norme microbiologiche di cui all'allegato IV, capo II, D.3. Il riconoscimento è sospeso immediatamente qualora vengano a mancare le condizioni alle quali era stato concesso.Articolo 13Spedizione di sottoprodotti di origine animale trasformati verso impianti di incenerimento o coincenerimento o verso discariche1. I sottoprodotti di origine animale trasformati possono essere avviati all'eliminazione mediante incenerimento o coincenerimento o verso discariche solo alle condizioni seguenti: a) i sottoprodotti di origine animale devono essere:  i) trasportati in contenitori o veicoli coperti ed ermeticamente chiusi recanti, chiaramente indicate, le diciture "Inadatto al consumo animale - Destinato esclusivamente a incenerimento/ coincenerimento/ discarica", a seconda dei casi;  ii) spediti esclusivamente verso impianti di incenerimento o coincenerimento riconosciuti a norma della direttiva .../.../CE [... incenerimento dei rifiuti] o verso discariche riconosciute a norma della direttiva 1999/31/CE; b) l'autorità competente del luogo di origine deve informare l'autorità competente del luogo di destinazione sulla spedizione di ogni singola partita; c) l'autorità competente del luogo di destinazione deve informare l'autorità competente del luogo di origine sull'arrivo di ogni singola partita; d) l'autorità competente del luogo di destinazione deve assicurarsi che l'impianto o la discarica designati utilizzino la partita esclusivamente per gli impieghi stabiliti e conservino una completa documentazione, che dimostri il rispetto del presente regolamento.2. I sottoprodotti di origine animale trasformati possono essere spediti verso altri Stati membri ai fini dell'eliminazione mediante incenerimento o coincenerimento solo nel rispetto delle condizioni seguenti: a) lo Stato membro di destinazione deve aver autorizzato l'invio del suddetto materiale;b) i sottoprodotti di origine animale devono essere:  i) accompagnati da un certificato ufficiale conforme a quello riprodotto nell'allegato VII;  ii) trasportati in contenitori o veicoli coperti ed ermeticamente chiusi recanti, chiaramente indicata, la dicitura "Inadatto al consumo animale - Destinato esclusivamente a incenerimento o coincenerimento", se del caso nelle lingue degli Stati membri di origine, di destinazione e di transito;  iii) inoltrati direttamente all'impianto di incenerimento o coincenerimento; c) gli Stati membri che inviano sottoprodotti di origine animale trasformati ad altri Stati membri debbono informare l'autorità competente del luogo di destinazione, mediante il sistema ANIMO, di ogni singola partita inviata; il messaggio ANIMO deve contenere la dicitura "Inadatto al consumo animale - Destinato esclusivamente a incenerimento o coincenerimento"; d) gli Stati membri di destinazione debbono informare, mediante il sistema ANIMO, l'autorità competente del luogo d'origine dell'arrivo di ogni singola partita; e) gli Stati membri di destinazione devono assicurarsi che gli impianti o la discarica designati sul proprio territorio utilizzino la partita esclusivamente per i fini autorizzati e conservino una documentazione completa, che dimostri il rispetto del presente regolamento.CAPO IVIMMISSIONE SUL MERCATO DI PROTEINE ANIMALI TRASFORMATE E ALTRE MATERIE PRIME PER MANGIMI, ALIMENTI PER ANIMALI DA COMPAGNIA, ARTICOLI DA MASTICARE E PRODOTTI TECNICIArticolo 14Disposizioni generali di polizia sanitaria1. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie a garantire che i sottoprodotti di origine animale di cui agli allegati V e VI non siano oggetto di scambi originari di un'azienda situata in una zona sottoposta a restrizioni a causa dell'insorgere di una malattia cui sia sensibile la specie da cui il prodotto è ottenuto o originari di un impianto o zona da cui i movimenti o gli scambi presentino un rischio per la situazione sanitaria degli Stati membri o di zone di Stati membri, salvo nel caso di prodotti trattati in conformità del presente regolamento.2. Le misure di cui al paragrafo 1 devono garantire che i prodotti siano stati ottenuti a partire da animali conformi ai seguenti requisiti:a) provenire da un'azienda, un territorio o una parte di esso o, nel caso dei prodotti dell'acquacoltura, da un'azienda, una zona o una parte di essa, non soggetti a restrizioni di polizia sanitaria concernenti detti animali e prodotti, in particolare quelle contemplate dalle misure di controllo delle malattie imposte dalla normativa comunitaria o connesse alla presenza di una malattia trasmissibile grave di cui alla direttiva 92/119/CE del Consiglio [25];[25]   GU L 62 del 15.3.1993, pag. 69.b) non essere stati macellati in un impianto in cui erano presenti, al momento della macellazione, animali colpiti o che si sospetta fossero colpiti da una delle malattie oggetto delle norme di cui alla lettera a).3. Nel rispetto delle misure di controllo delle malattie di cui al paragrafo 2, lettera a), la commercializzazione di sottoprodotti di origine animale non trasformati provenienti da un territorio o da una parte di esso soggetti a restrizioni per motivi di polizia sanitaria, ma che non sono infetti né sospettati di esserlo, è autorizzata purché, a seconda dei casi i prodotti siano conformi a quanto segue:a) sono stati ottenuti, manipolati, trasportati e immagazzinati separatamente dai prodotti conformi a tutti i requisiti di polizia sanitaria, o in momenti diversi;b) sono stati sottoposti a un trattamento atto ad eliminare qualsiasi rischio per la salute degli animali conformemente al presente regolamento ed effettuato presso uno stabilimento a tal fine riconosciuto dallo Stato membro in cui si è verificato il problema di polizia sanitaria;c) sono adeguatamente identificati. d) rispettano le condizioni speciali di cui agli allegati V e VI, o le norme d'applicazione adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2. In situazioni specifiche, condizioni diverse da quelle previste al primo comma possono essere introdotte con decisioni adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2. Tali decisioni tengono conto in particolare delle misure o analisi cui vanno sottoposti gli animali e delle caratteristiche specifiche che la malattia assume nelle specie interessate; esse inoltre precisano le misure necessarie per tutelare la salute degli animali nella Comunità.Articolo 15Riconoscimento degli impianti di trasformazione di categoria 31. Gli impianti di trasformazione di categoria 3 sono soggetti a riconoscimento dell'autorità competente.2. Ai fini del riconoscimento, gli stabilimenti di trasformazione di categoria 3 devono soddisfare le seguenti condizioni:a) essere conformi ai requisiti di cui all'allegato III, capi I e II, e all'allegato V;b) provvedere alla manipolazione, alla trasformazione e al magazzinaggio dei materiali di categoria 3 conformemente all'allegato V;c) essere stati convalidati dall'autorità competente conformemente all'allegato III, capo V;d) essere stati sottoposti all'autocontrollo di cui all'articolo 22 e a un controllo dell'autorità competente conformemente all'articolo 23;e) fare in modo che, dopo la trasformazione, i prodotti siano conformi ai requisiti di cui all'allegato V, capo I.3. Il riconoscimento è sospeso immediatamente qualora vengano meno le condizioni per la sua concessione.Articolo 16Riconoscimento degli impianti di produzione di alimenti per animali da compagnia e degli impianti tecnici1. Gli impianti di produzione di alimenti per animali da compagnia e gli impianti tecnici sono soggetti a riconoscimento dell'autorità competente.2. Ai fini del riconoscimento, gli impianti di produzione di alimenti per animali da compagnia e gli impianti tecnici devono soddisfare le seguenti condizioni: a) impegnarsi, in funzione dei requisiti specifici previsti nell'allegato VI per i prodotti ottenuti dall'impianto, a quanto segue:i) rispettare le condizioni di produzione specifiche di cui al presente regolamento;ii) stabilire ed applicare metodi di sorveglianza e di controllo dei punti critici secondo i procedimenti impiegati,iii) in base ai prodotti, prelevare campioni da analizzarsi in laboratori riconosciuti dall'autorità competente per verificare che le norme stabilite dal presente regolamento siano rispettate;iv) conservare una documentazione delle informazioni ottenute in applicazione dei punti ii) e iii) da presentare all'autorità competente; i risultati dei controlli e delle prove devono essere conservati per almeno due anni;v) se dall'esito delle analisi di laboratorio di cui al punto iii) o da altre informazioni a disposizione emerge l'esistenza di un grave rischio sanitario o di polizia sanitaria, informarne l'autorità competente;vi) spedire ai fini degli scambi soltanto prodotti corredati da un documento commerciale che precisi la natura del prodotto, il nome ed eventualmente il numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento di produzione; b) essere soggetti a una supervisione esercitata dall'autorità competente per assicurarsi che il conduttore o il gerente dello stabilimento rispettino i requisiti del presente regolamento.3. Il riconoscimento è sospeso immediatamente qualora vengano meno le condizioni per la sua concessione. Articolo 17Immissione sul mercato di proteine animali trasformate e altre materie prime per mangimiGli Stati membri provvedono affinché le proteine animali trasformate e le altre materie prime per mangimi vengano immesse sul mercato unicamente se soddisfano le seguenti condizioni:a) essere state elaborate presso un impianto di trasformazione di categoria 3 riconosciuto e sorvegliato conformemente all'articolo 15;b) essere state elaborate esclusivamente a partire da materiali di categoria 3 di cui alle lettere da a) a j) dell'articolo 6, paragrafo 1;c) essere state manipolate, trasformate, immagazzinate e trasportate conformemente all'allegato V;d) essere conformi alle norme di cui all'allegato V.Articolo 18Immissione sul mercato di alimenti per animali da compagnia, articoli da masticare e prodotti tecniciGli Stati membri provvedono affinché gli alimenti per animali da compagnia, gli articoli da masticare e i prodotti tecnici vengano immessi sul mercato unicamente nei casi seguenti:a) se sono conformi alle norme specifiche di cui all'allegato VI;b) se provengono da stabilimenti riconosciuti e sorvegliati conformemente all'articolo 16.Articolo 19Misure di salvaguardiaL'articolo 10 della direttiva 90/425/CEE si applica ai prodotti contemplati negli allegati V e VI del presente regolamento. Articolo 20Fertilizzanti organici e ammendamentiÈ proibito lo spargimento sui pascoli di fertilizzanti organici e ammendamenti diversi dallo stallatico liquido. CAPO VDEROGHEArticolo 21Deroghe1. Gli Stati membri possono autorizzare quanto segue, sotto la supervisione veterinaria dell'autorità competente:a) l'uso di sottoprodotti di origine animale a fini diagnostici, didattici e di ricerca;b) l'uso di sottoprodotti di origine animale per attività di tassidermia presso impianti tecnici a tal fine riconosciuti a norma dell'articolo 16;c) nel rispetto delle norme di cui all'allegato IX, l'uso dei materiali di categoria 2, purché non provengano da animali uccisi o morti a seguito dalla presenza, sospettata o effettiva, di una malattia trasmissibile agli esseri umani o agli animali, nonché dei materiali di categoria 3 di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere da a) a j), per l'alimentazione dei seguenti animali:i) animali da giardino zoologico;ii) animali da circo;iii) rettili che non sono animali da giardino zoologico o da circo;iv) animali da pelliccia;v) animali selvatici di specie in via di estinzione;vi) animali selvatici di qualsiasi specie, qualora necessario a causa di condizioni alimentari difficili o per la preparazione di documentari;vii) cani allevati in mute o canili riconosciuti;viii) vermi destinati ad essere utilizzati come esche da pesca.2. Qualora si avvalgono delle deroghe di cui al paragrafo 1, gli Stati membri ne informano la Commissione e le comunicano le misure di controllo applicate per evitare raggiri nell'uso dei sottoprodotti di origine animale considerati.3. Gli Stati membri compilano l'elenco degli utenti e dei centri di raccolta autorizzati e registrati a norma del paragrafo 1, lettera c), all'interno del proprio territorio. A fini ispettivi e di rintracciabilità dell'origine dei prodotti in questione, ciascun utente e ciascun centro di raccolta ricevono un numero ufficiale. I locali degli utenti e dei centri di raccolta sono sorvegliati dall'autorità competente, che deve avere libero accesso in qualsiasi momento a tutte le loro parti per accertare l'osservanza delle norme di cui al paragrafo 1, lettera c). Qualora tale ispezione evidenzi che le suddette norme non vengono osservate, l'autorità competente adotta i provvedimenti opportuni.4. Modalità di applicazione delle misure di controllo necessarie possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.CAPO VICONTROLLI E ISPEZIONI DA EFFETTUARE PRESSO GLI IMPIANTI DI TRANSITO E GLI IMPIANTI DI TRASFORMAZIONEArticolo 22Controlli effettuati dagli impianti stessi1. Gli operatori e i proprietari degli impianti di transito e degli impianti di trasformazione o i loro rappresentanti adottano tutte le misure necessarie per conformarsi al disposto del presente regolamento, e in particolare le seguenti:a) l'identificazione e il controllo dei punti critici negli impianti considerati;b) la definizione e l'attuazione di metodi di sorveglianza e di controllo di detti punti critici;c) nel caso degli impianti di trasformazione, il prelievo di campioni rappresentativi di ciascuna partita trasformata al fine di verificarne la conformità con le norme stabilite dal presente regolamento per i prodotti interessati e il rispetto dei livelli massimi di residui fisico-chimici consentiti dalla normativa comunitaria;d) la registrazione dei risultati dei controlli e delle prove di cui alle lettere b) e c), che devono essere conservati per almeno due anni per poter essere messi a disposizione delle autorità competenti;e) l'istituzione di un sistema che permetta di stabilire un nesso tra la partita spedita e il momento della sua produzione.2. Qualora i risultati della prova su campioni prelevati a norma del paragrafo 1, lettera c), non siano conformi alle disposizioni del presente regolamento, l'operatore dell'impianto di trasformazione è tenuto a quanto segue:a) darne immediata notificazione all'autorità competente;b) ricercarne le cause;c) curare che nessun materiale contaminato o sospetto di esserlo sia rimosso dall'impianto prima di essere stato nuovamente trasformato sotto il controllo diretto dell'autorità competente e che si sia proceduto ufficialmente ad un nuovo campionamento conformemente alle norme previste dal presente regolamento. 3. Modalità d'applicazione del presente articolo possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2. Articolo 23Controlli ufficiali1. Le autorità competenti procedono regolarmente ad ispezioni e controlli presso gli impianti di transito o gli impianti di trasformazione designati conformemente all'allegato III, capo IV.2. La frequenza delle ispezioni e della sorveglianza dipende dalle dimensioni dell'impianto, dal tipo di prodotti elaborati nonché dalla valutazione dei rischi e dalle garanzie offerte conformemente al sistema di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo. 3. Se dall'ispezione effettuata dall'autorità competente risulta che non sono soddisfatti tutti i requisiti previsti dal presente regolamento, tale autorità deve adottare le misure appropriate. Qualora non siano osservate le disposizioni del presente articolo per quanto riguarda le norme microbiologiche e i tipi di controlli microbiologici, il fabbricante è tenuto a quanto segue :a) notificare immediatamente all'autorità competente tutti i particolari circa la natura del campione e la partita da cui è stato prelevato;b) trasformare o trasformare nuovamente la partita contaminata sotto il controllo dell'autorità competente;c) aumentare la frequenza dei campionamenti e dei controlli di produzione;d) esaminare i rapporti sui sottoprodotti di origine animale corrispondenti al campione di prodotto finito;e) procedere a un'adeguata decontaminazione e ripulitura dell'impianto.4. Modalità d'applicazione del presente articolo possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Articolo 24Frequenza dei controlli e delle analisi microbiologiche1. Le modalità e la frequenza dei controlli di cui agli articoli 22 e 23 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.2. I metodi di riferimento da utilizzare per le analisi microbiologiche sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Articolo 25Elenco degli impianti riconosciutiCiascuno Stato membro compila per il proprio territorio l'elenco degli impianti riconosciuti a norma degli articoli da 9 a 12 e degli articoli 15 e 16. Ciascun impianto riceve un numero ufficiale di identificazione connesso alla natura delle sue attività.Gli Stati membri comunicano tale elenco e i relativi aggiornamenti agli altri Stati membri e alla Commissione.CAPO VIICONTROLLI COMUNITARIArticolo 26Controlli comunitari1. Per garantire l'applicazione uniforme del presente regolamento, delle disposizioni adottate in base allo stesso e di tutte le misure di salvaguardia, la Commissione effettua, in collaborazione con le autorità competenti degli Stati membri, ispezioni sul posto e verifiche dei sistemi a tutti i livelli della produzione, dell'immissione sul mercato e dell'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale e dei prodotti da essi derivati, anche per valutare l'organizzazione e il funzionamento delle autorità competenti negli Stati membri.2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.CAPO VIIIDISPOSIZIONI SULL'IMPORTAZIONE NELLA COMUNITÀ DI TALUNI SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE E DI PRODOTTI DA ESSI DERIVATIArticolo 27Disposizioni generaliLe disposizioni sull'importazione da paesi terzi delle materie prime per mangimi di cui all'allegato V e degli alimenti per animali da compagnia, degli articoli da masticare e dei prodotti tecnici di cui all'allegato VI non possono essere né più favorevoli né meno favorevoli di quelle sulla produzione e la commercializzazione dei prodotti corrispondenti nella Comunità.Tuttavia, l'importazione da paesi terzi di alimenti per animali da compagnia e delle relative materie prime, provenienti da animali trattati con talune sostanze vietate in forza della direttiva 96/22/CE, è autorizzata a condizioni specifiche stabilire secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Articolo 28DivietiLe importazioni di sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati nella Comunità sono autorizzate esclusivamente nel quadro del presente regolamento. Articolo 29Rispetto della normativa comunitaria1. I prodotti di cui agli allegati V e VI possono formare oggetto di importazioni nella Comunità solo se soddisfano i requisiti di cui ai paragrafi da 2 a 5.2. I prodotti di cui agli allegati V e VI, salvo altrimenti disposto negli stessi allegati, provengono da un paese terzo o da una parte di un paese terzo compreso in un elenco da redigere e aggiornare secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2. L'elenco può essere combinato con altri elenchi definiti a fini sanitari o di polizia sanitaria. Nel redigere tali elenchi si tiene conto in particolare dei seguenti elementi:a) la normativa del paese terzo;b) l'organizzazione dell'autorità competente e dei suoi servizi ispettivi nel paese terzo, i poteri attribuiti a tali servizi e la sorveglianza a cui sono sottoposti, nonché l'autorità di cui detti servizi dispongono per vigilare sull'effettiva osservanza della normativa nazionale;c) le effettive condizioni sanitarie applicate alla produzione, alla lavorazione, alla manipolazione, al magazzinaggio e alla spedizione di prodotti di origine animale destinati alla Comunità;d) le garanzie che possono essere fornite dal paese terzo in merito al rispetto delle pertinenti condizioni sanitarie;e) l'esperienza acquisita in materia di commercializzazione del prodotto proveniente dal paese terzo e i risultati dei controlli effettuati sulle importazioni;f) i risultati delle ispezioni eventualmente effettuate dalla Comunità nel paese terzo;g) la situazione sanitaria del patrimonio zootecnico, degli altri animali domestici e della fauna selvatica del paese terzo, con particolare attenzione alle malattie esotiche degli animali e ad ogni aspetto della situazione sanitaria generale del paese stesso, che potrebbe comportare pericoli per la salute dei cittadini o degli animali nella Comunità;h) la regolarità e rapidità con cui il paese terzo fornisce informazioni circa la presenza nel suo territorio di malattie infettive o contagiose degli animali, in particolare di quelle menzionate negli elenchi A e B dell'Ufficio internazionale delle epizoozie (UIE) o, per quanto riguarda le malattie degli animali d'acquacoltura, delle malattie soggette a obbligo di denuncia elencate nel codice zoosanitario internazionale dell'UIE;i) le norme vigenti nel paese terzo e la relativa applicazione per quanto concerne la prevenzione e il controllo delle malattie infettive o contagiose degli animali, incluse le norme relative alle importazioni.3. I prodotti di cui all'allegato V devono provenire da stabilimenti compresi in un elenco comunitario da redigere secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2, sulla base di una comunicazione delle autorità competenti del paese terzo alla Commissione attestante che l'impianto è conforme ai requisiti comunitari ed è soggetto a controlli da parte di un servizio d'ispezione ufficiale nel paese terzo. Gli elenchi approvati vengono modificati come segue:a) la Commissione informa gli Stati membri circa le modificazioni proposte dal paese terzo interessato agli elenchi di stabilimenti entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione delle modifiche medesime;b) gli Stati membri dispongono di sette giorni lavorativi, a decorrere dal ricevimento delle modifiche agli elenchi di stabilimenti di cui alla lettera a), per inviare osservazioni scritte alla Commissione;c) nel caso in cui almeno uno Stato membro faccia commenti per iscritto, la Commissione ne informerà gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi e iscriverà il punto all'ordine del giorno della prossima riunione del comitato veterinario permanente per decidere secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2;d) qualora non si riceva alcun commento da parte degli Stati membri entro il termine previsto alla lettera b), le modifiche agli elenchi saranno considerate da essi accettate; la Commissione informerà gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi e le importazioni da tali stabilimenti saranno autorizzate nei cinque giorni lavorativi successivi al ricevimento da parte degli Stati membri di tale informazione.4. I prodotti di cui all'allegato VI devono provenire da stabilimenti riconosciuti e registrati dall'autorità competente dei paesi terzi.5. I prodotti spediti di cui agli allegati V e VI, salvo disposizioni contrarie contenute negli stessi allegati, devono essere accompagnati da un certificato sanitario conforme al modello di cui all'allegato X attestante che i prodotti stessi soddisfano le condizioni previste in detti allegati e provengono da stabilimenti che assicurano il rispetto di tali condizioni.Articolo 30Equivalenza1. Secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2, può essere adottata una decisione con cui si riconosce che le misure sanitarie applicate da un paese terzo, da un gruppo di paesi terzi o da una regione di un paese terzo, alla produzione, alla lavorazione, alla manipolazione, al magazzinaggio e al trasporto di una o più categorie di prodotti di cui agli allegati V e VI, offrono garanzie equivalenti a quelle applicate nella Comunità, purché il paese terzo fornisca prove oggettive al riguardo. La decisione precisa le condizioni relative all'importazione di sottoprodotti di origine animale da tale paese, gruppo di paesi o regione.2. Le condizioni d'importazione di cui al paragrafo 1 concernono tra l'altro quanto segue:a) la natura ed il contenuto del certificato sanitario che deve accompagnare il prodotto;b) le specifiche esigenze sanitarie applicabili alle importazioni nella Comunità;c) ove necessario, le procedure per la compilazione e la modificazione di elenchi di regioni o stabilimenti dai quali sono consentite le importazioni.3. Le norme d'applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Articolo 31Ispezioni comunitarie e verifiche dei sistemi1. Esperti della Commissione, se del caso accompagnati da esperti degli Stati membri, possono effettuare controlli in loco ai fini seguentia) redigere l'elenco dei paesi terzi o delle parti di paesi terzi e definire le condizioni di importazione;b) verificare il rispetto di quanto segue:i) delle condizioni che consentono ad un paese terzo di figurare in un elenco comunitario;ii) delle condizioni di importazione;iii) delle condizioni di riconoscimento dell'equivalenza delle misure;iv) delle misure di emergenza eventualmente adottate ai sensi della normativa comunitaria. Gli esperti degli Stati membri cui sono affidati questi controlli vengono nominati dalla Commissione.2. I controlli di cui al paragrafo 1 sono effettuati per conto della Comunità, che si assume l'onere delle relative spese.3. La frequenza e le modalità dei controlli di cui al paragrafo 1 possono essere precisate secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.4. Se nel corso di un controllo di cui al paragrafo 1 viene constatata una grave infrazione delle norme sanitarie, la Commissione ingiunge immediatamente al paese terzo di adottare opportuni provvedimenti o sospende la spedizione dei prodotti e informa senza indugio gli Stati membri. CAPO IXDISPOSIZIONI FINALIArticolo 32Modificazioni degli allegati e misure transitorieSecondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2, gli allegati possono essere modificati o completati e possono essere inoltre adottate opportune misure transitorie.Articolo 33Procedura di regolamentazione1. La Commissione è assistita dal comitato veterinario permanente istituito dall'articolo 1 della decisione 68/361/CEE.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto dell'articolo 7, e dell'articolo 8 della stessa.3. Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a 15 giorni.Articolo 34Consultazione di comitati scientificiPer ogni questione che rientri nel campo d'applicazione del presente regolamento e possa avere conseguenze per la sanità pubblica o animale, può essere consultato il pertinente comitato scientifico.Articolo 35Comunicazione delle disposizioni nazionaliGli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni nazionali da essi adottate nella materia disciplinata dal presente regolamento.Articolo 36Disposizioni relative al finanziamentoLa Commissione elabora una relazione, corredata di opportune proposte, sul sostegno finanziario concesso negli Stati membri per la trasformazione e l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale, con particolare riferimento ai materiali di categoria 1 e 2.Articolo 37AbrogazioneI riferimenti alla direttiva 90/667/CE si intendono fatti al presente regolamento. La direttiva 90/667/CEE e le decisioni 95/348/CE e 1999/534/CE sono abrogate.Articolo 38Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua publicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeEsso si applica a decorrere dal 1° febbraio 2003*.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo      Per il ConsiglioLa Presidente        Il PresidenteALLEGATO IDefinizioniGelatina: proteina naturale, solubile, gelificata o non, ottenuta per idrolisi parziale del collagene prodotto a partire da ossa, pelli, tendini e nervi di animali (compreso il pesce e il pollame).Proteine idrolizzate: miscela di polipeptidi, peptidi e aminoacidi ottenuti per idrolisi del collagene.Pelli: tutti i tessuti cutanei e sottocutanei.Concia: processo di indurimento delle pelli mediante agenti concianti vegetali, sali di cromo o altre sostanze come sali di alluminio, sali di ferro, sali di silicio, aldeidi e chinoni o altri agenti indurenti sintetici.Alimenti trasformati per animali da compagnia: alimenti per animali da compagnia, diversi dagli alimenti greggi per animali da compagnia, che sono stati sottoposti a un trattamento destinato a garantirne la stabilità.Alimenti in conserva per animali da compagnia: alimenti per animali da compagnia sottoposti a trattamento termico e condizionati in recipienti ermeticamente chiusi.Recipiente ermeticamente chiuso: contenitore destinato ad impedire la penetrazione al suo interno di microrganismi.Alimenti greggi per animali da compagnia: alimenti per animali da compagnia che non hanno subito alcun trattamento inteso a garantirne la conservazione, salvo la refrigerazione, il congelamento o la surgelazione o processi equivalenti.Farine di pesce: proteine animali trasformate ottenute da animali marini diversi dai mammiferi.Sangue: sangue fresco intero.Prodotti sanguigni: prodotti derivati dal sangue o da componenti del sangue, ad esclusione delle farine di sangue. Si tratta in particolare di plasma secco/congelato/liquido, sangue intero secco, globuli rossi essiccati/congelati/liquidi o componenti o miscele di tali prodotti.Farine di sangue: prodotti sanguigni ottenuti da sangue sottoposto a trattamento termico conformemente all'allegato V, capitolo II e destinati all'alimentazione animale o ad essere utilizzati come fertilizzanti.Prodotti sanguigni per uso tecnico e farmaceutico: prodotti sanguigni destinati a scopi tecnici o farmaceutici.Prodotto utilizzato per la diagnosi in vitro: un prodotto confezionato, pronto all'uso, contenente un prodotto sanguigno e utilizzato, solo o in combinazione, come reagente, prodotto reagente, calibratore, kit o qualsiasi altro sistema, destinato all'utilizzazione "in vitro" per analisi di campioni di origine umana o animale, ad eccezione delle donazioni di organi e di sangue, solo o principalmente al fine di diagnosticare uno stato fisiologico, uno stato di salute, una malattia o un'anomalia genetica, o per determinare la sicurezza e la compatibilità con eventuali reagenti.Reagente di laboratorio: un prodotto confezionato, pronto all'uso, contenente un prodotto sanguigno, utilizzato, solo o in combinazione, come reagente o prodotto reagente e destinato ai laboratori.Lana, peli e setole non trasformati: lana di pecora, peli di ruminanti e setole di suini non sottoposti a lavaggio industriale o ad operazioni di conciatura.Piume e parti di piume non trasformate: piume e parti di piume che non sono state sottoposte a getto di vapore o ad altri metodi destinati ad impedire la propagazione dei patogeni.Prodotto apicolo: il miele, la cera, la pappa reale, i propoli o il polline non destinati al consumo umano né ad un uso industriale.ALLEGATO IICondizioni d'igiene applicabili alla raccolta e al trasporto di sottoprodotti di origine animale1. Devono essere adottate tutte le precauzioni necessarie per garantire che i materiali di categoria 1, 2 e 3 siano identificabili e restino tali per tutta la durata delle operazioni di raccolta e trasporto.2. I sottoprodotti di origine animale devono essere raccolti e trasportati in contenitori o veicoli adeguati in modo da evitare dispersioni di materiale. I contenitori o i veicoli devono essere adeguatamente coperti. I veicoli destinati al trasporto refrigerato debbono essere concepiti in modo da mantenere la temperatura prescritta per tutta la durata del trasporto.3. I veicoli, i copertoni e i contenitori riutilizzabili devono essere lavati e disinfettati dopo ogni utilizzazione e tenuti in buono stato di pulizia.4. Quando i sottoprodotti di origine animale non sono trasportati direttamente alla rinfusa, le informazioni relative alla loro origine, al loro nome e alla loro natura e la dicitura "Sottoprodotti di origine animale - Non destinati al consumo umano" devono altresì figurare, in caratteri di almeno 2 cm di altezza, su un'etichetta apposta sui contenitori, i cartoni o altri imballaggi.5. Durante il trasporto,a) i sottoprodotti di origine animale, trasformati e non, e i prodotti da essi derivati, devono essere accompagnati:i) da un documento commerciale che specifichi-la data in cui i materiali sono stati prelevati dallo stabilimento;-la descrizione dei materiali, compresa la loro classificazione ai sensi del presente regolamento;-il quantitativo dei materiali;-il luogo di origine dei materiali;-il nome e l'indirizzo del trasportatore;-il nome, l'indirizzo e il numero di registrazione del destinatario;-ove del caso:I) il numero di riconoscimento o di registrazione dell'impianto di origine;II) la natura e i metodi del trattamento;il documento commerciale deve essere fornito in tre esemplari (un originale e due copie); l'originale accompagna la partita fino alla destinazione finale ed è conservato dal destinatario, mentre il produttore e il trasportatore ricevono entrambi una copia; oppureii) ove specificamente richiesto dal presente regolamento, da un certificato sanitario rilasciato e firmato dall'autorità competente.Il documento commerciale e il certificato sanitario di cui ai punti i) e ii) devono essere conservati per almeno due anni per poter essere messi  a disposizione delle autorità competenti.Il modello del documento commerciale di cui al punto i) o del certificato sanitario di cui al punto ii) può essere fissato secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.6. L'autorità competente adotta i provvedimenti necessari per controllare i movimenti dei sottoprodotti di origine animale trasformati e non e dei prodotti da essi derivati verificando la compilazione dei registri e dei documenti richiesti che accompagnano tali prodotti durante il trasporto fino al luogo di destinazione e, se necessario, apponendo sigilli.ALLEGATO IIICondizioni generali d'igiene applicabili agli impianti di trasformazione di sottoprodotti di origine animaleCAPITOLO ICondizioni generali per il riconoscimento degli impianti di trasformazione di sottoprodotti di origine animale1. I locali e gli impianti devono essere conformi almeno ai requisiti seguenti.a) I locali dell'impianto di trasformazione devono essere adeguatamente separati dalla pubblica via e da altri locali, quali quelli adibiti alla macellazione. I locali adibiti alla trasformazione di sottoprodotti di origine animale possono trovarsi nelle adiacenze di un macello soltanto qualora siano situati in una parte di edificio completamente separata. È vietato l'accesso all'impianto a persone non autorizzate od animali.b) L'impianto di trasformazione deve comprendere una sezione "pulita" e una sezione "sporca", adeguatamente separate. La sezione sporca deve comprendere una zona coperta per la ricezione dei sottoprodotti di origine animale e deve essere costruita in modo da facilitare la pulizia e la disinfezione. I pavimenti devono essere concepiti in modo da facilitare l'evacuazione dei liquidi. L'impianto di trasformazione deve comprendere gabinetti, spogliatoi e lavabi per il personale.c) L'impianto di trasformazione deve disporre di una capacità e di una produzione di acqua calda e di vapore sufficienti per la trasformazione dei sottoprodotti di origine animale.d) La sezione sporca deve, se del caso, essere munita di un impianto di compressione dei sottoprodotti di origine animale e di dispositivi per il trasporto dei sottoprodotti compressi nell'unità di trasformazione.e) Tutte le installazioni utilizzate per la trasformazione dei sottoprodotti di origine animale devono funzionare conformemente ai requisiti del capitolo II. Qualora sia richiesto un trattamento termico, tutte le installazioni devono essere fornite di:-dispositivi di misura per controllare la temperatura nel tempo e, se necessario, la pressione nei punti critici;-dispositivi di registrazione continua dei risultati delle misure;-un adeguato sistema di sicurezza che impedisca l'abbassamento della temperatura ad un livello insufficiente.f) Per prevenire la ricontaminazione del prodotto finito da parte di nuovi sottoprodotti di origine animale non trasformati che entrano nell'unità di trasformazione deve esistere una netta separazione tra la zona dell'impianto in cui i materiali destinati alla trasformazione vengono scaricati e le zone in cui avvengono la trasformazione e il magazzinaggio del prodotto finito.2. L'impianto di trasformazione deve essere munito di installazioni appropriate per la pulizia e la disinfezione dei contenitori e recipienti utilizzati per i sottoprodotti di origine animale nonché dei veicoli - diversi dalle navi - usati per il trasporto.3. Adeguate strutture devono essere previste per la disinfezione delle ruote dei veicoli in uscita dalla sezione sporca dell'impianto di trasformazione.4. Tutti gli impianti di trasformazione devono essere dotati di un sistema di eliminazione delle acque luride conforme ai requisiti fissati dall'autorità competente.5. L'impianto di trasformazione deve possedere un laboratorio proprio o ricorrere ai servizi di un laboratorio esterno. Il laboratorio deve essere attrezzato per l'esecuzione delle analisi di base e deve essere riconosciuto dall'autorità competente.CAPITOLO IICondizioni igieniche generali1. I sottoprodotti di origine animale devono essere trasformati il più presto possibile dopo il loro arrivo. Fino al momento della trasformazione, essi devono essere adeguatamente immagazzinati.2. I recipienti, i contenitori e i veicoli utilizzati per il trasporto di sottoprodotti di origine animale devono essere puliti, lavati e disinfettati dopo ogni utilizzazione. I contenitori, i recipienti e i veicoli utilizzati per il trasporto di materiale non trasformato devono essere puliti in una zona apposita. L'ubicazione e la struttura di tale zona devono essere concepite in modo tale da impedire ogni rischio di contaminazione dei prodotti trasformati.3. Gli addetti alle operazioni eseguite nella sezione sporca non devono entrare nella sezione pulita se non dopo aver cambiato abiti da lavoro e calzature o disinfettato questi ultimi. Attrezzature ed utensili non possono essere portati dalla sezione sporca alla sezione pulita. Una procedura di spostamento del personale deve essere definita per controllare i movimenti del personale tra le sezioni e imporre un uso adeguato dei dispositivi per il lavaggio delle calzature e delle ruote. 4. Le acque luride provenienti dalla sezione sporca devono essere trattate in modo che siano eliminati gli organismi patogeni. La Commissione stabilisce le norme applicabili al trattamento delle acque luride provenienti dagli impianti di trasformazione conformemente alla procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.5. Devono essere prese sistematicamente misure preventive contro roditori, uccelli, insetti o altri parassiti. A tal fine occorre applicare un programma documentato di lotta contro gli agenti nocivi.6. Per tutte le parti dell'impianto devono essere stabilite procedure particolareggiate di pulizia. Per la pulizia dei locali devono essere fornite adeguate attrezzature e prodotti.7. Il controllo dell'igiene deve includere regolari ispezioni dell'ambiente e delle attrezzature. Il calendario delle ispezioni e i risultati emersi devono essere documentati.8. Gli impianti e le attrezzature devono essere tenuti in buono stato di manutenzione e i dispositivi di misurazione devono essere tarati ad intervalli regolari.9. I sottoprodotti di origine animale trasformati devono essere manipolati e immagazzinati nell'impianto di trasformazione in modo da impedirne la ricontaminazione.CAPITOLO IIIMetodi di trasformazioneMetodo 1Trattamento continuo o discontinuo sotto pressioneRiduzione1. Se le dimensioni delle particelle dei sottoprodotti di origine animale da trasformare superano i 50 mm, i sottoprodotti in questione vengono frantumati con opportune attrezzature in modo da ottenere particelle di un massimo di 50 mm. L'efficienza delle attrezzature che servono a dimensionare il prodotto va controllata quotidianamente, registrandone i dati relativi alle condizioni. Se i controlli rilevano la presenza di particelle superiori ai 50 mm il processo viene arrestato e, prima di riavviarlo, vengono effettuate le necessarie riparazioni.Durata, temperatura e pressione2. Successivamente alla riduzione, i sottoprodotti di origine animale sono portati a una temperatura interna superiore a 133°C per almeno 20 minuti, senza interruzione e a una pressione (assoluta) di almeno 3 bar prodotta mediante vapore saturo [26]; il trattamento termico può essere applicato come trattamento unico o come fase di sterilizzazione precedente o successiva al trattamento.[26]  Il metodo del "vapore saturo" consiste nell'eliminare tutta l'aria dalla camera di sterilizzazione e sostituirla con vapore.3. La trasformazione può essere effettuata con sistema discontinuo o continuo.Metodo 2Grassi naturaliRiduzione1. Se le dimensioni delle particelle dei sottoprodotti di origine animale da trasformare superano i 150 mm, i sottoprodotti in questione vengono frantumati con opportune attrezzature in modo da ottenere particelle di un massimo di 150 mm. L'efficienza delle attrezzature che servono a dimensionare il prodotto va controllata quotidianamente, registrandone i dati relativi alle condizioni. Se i controlli rilevano la presenza di particelle superiori ai 150 mm il processo viene arrestato e, prima di riavviarlo, vengono effettuate le necessarie riparazioni.Durata, temperatura e pressione2. Successivamente alla riduzione, i sottoprodotti di origine animale sono portati a una temperatura interna superiore a 100°C per almeno 125 minuti, a una temperatura interna superiore a 110°C per almeno 120 minuti e a una temperatura interna superiore a 120°C per almeno 50 minuti.3. La trasformazione viene effettuata con sistema discontinuo.4. È possibile organizzare la cottura dei sottoprodotti di origine animale in modo da soddisfare simultaneamente i requisiti in materia di durata e temperatura.Metodo 3Grassi naturali Trattamento continuo o discontinuoRiduzione1. Se le dimensioni delle particelle dei sottoprodotti di origine animale da trasformare superano i 30 mm, i sottoprodotti in questione vengono frantumati con opportune attrezzature in modo da ottenere particelle di un massimo di 30 mm. L'efficienza delle attrezzature che servono a dimensionare il prodotto va controllata quotidianamente, registrandone i dati relativi alle condizioni. Se i controlli rilevano la presenza di particelle superiori ai 30 mm il processo viene arrestato e, prima di riavviarlo, vengono effettuate le necessarie riparazioni.Durata, temperatura e pressione2. Successivamente alla riduzione, i sottoprodotti di origine animale sono portati a una temperatura interna superiore a 100°C per almeno 95 minuti, a una temperatura interna superiore a 110°C per almeno 55 minuti e a una temperatura interna superiore a 120°C per almeno 13 minuti.3. La trasformazione può essere effettuata con sistema discontinuo o continuo.4. È possibile organizzare la cottura dei sottoprodotti di origine animale in modo da soddisfare simultaneamente i requisiti in materia di durata e temperatura.Metodo 4Aggiunta di grassi Trattamento continuo o discontinuoRiduzione1. Se le dimensioni delle particelle dei sottoprodotti di origine animale da trasformare superano i 30 mm, i sottoprodotti in questione vengono frantumati con opportune attrezzature in modo da ottenere particelle di un massimo di 30 mm. L'efficienza delle attrezzature che servono a dimensionare il prodotto va controllata quotidianamente, registrandone i dati relativi alle condizioni. Se i controlli rilevano la presenza di particelle superiori ai 30 mm il processo viene arrestato e, prima di riavviarlo, vengono effettuate le necessarie riparazioni.Durata, temperatura e pressione2. Successivamente alla riduzione, i sottoprodotti di origine animale vengono posti in un recipiente con aggiunta di grassi e portati a una temperatura interna superiore a 100°C per almeno 16 minuti, a una temperatura interna superiore a 110°C per almeno 13 minuti, a una temperatura interna superiore a 120°C per almeno 8 minuti e a una temperatura interna superiore a 130°C per almeno 3 minuti.3. La trasformazione può essere effettuata con sistema discontinuo o continuo.4. È possibile organizzare la cottura dei sottoprodotti di origine animale in modo da soddisfare simultaneamente i requisiti in materia di durata e temperatura.Metodo 5Sgrassatura Trattamento continuo o discontinuoRiduzione1. Se le dimensioni delle particelle dei sottoprodotti di origine animale da trasformare superano i 20 mm, i sottoprodotti in questione vengono frantumati con opportune attrezzature in modo da ottenere particelle di un massimo di 20 mm. L'efficienza delle attrezzature che servono a dimensionare il prodotto va controllata quotidianamente, registrandone i dati relativi alle condizioni. Se i controlli rilevano la presenza di particelle superiori ai 20 mm il processo viene arrestato e, prima di riavviarlo, vengono effettuate le necessarie riparazioni.Durata, temperatura e pressione2. Successivamente alla riduzione, i sottoprodotti di origine animale sono riscaldati fino alla coagulazione e sottoposti a pressione per estrarre l'acqua ed i grassi dal materiale proteico. Il materiale proteico viene in seguito portato ad una temperatura interna superiore a 80°C per almeno 120 minuti e ad una temperatura interna superiore a 100°C per almeno 60 minuti.3. La trasformazione può essere effettuata con sistema discontinuo o continuo.4. È possibile organizzare la cottura dei sottoprodotti di origine animale in modo da soddisfare simultaneamente i requisiti in materia di durata e temperatura.Metodo 6(Riservato esclusivamente ai sottoprodotti di origine animale a base di pesce)  Acidificazione associata ad un trattamento termico1. I sottoprodotti di origine animale sono ridotti a particelle di ...  mm. Essi vengono quindi mescolati ad acido formico per ridurre il pH a .... La miscela viene fatta riposare per ... ore prima di avviare la fase di trattamento successiva.2. La miscela è quindi introdotta in un convertitore termico e portata ad una temperatura interna di ...°C per almeno ... minuti. L'avanzamento del prodotto all'interno del convertitore termico è controllato per mezzo di comandi meccanici che ne regolano il movimento in modo tale che, al termine del processo, esso abbia subito un ciclo sufficiente in termini di durata e temperatura.3. Al termine del trattamento termico, il prodotto è separato con processi meccanici in liquidi, grassi e ciccioli. Il concentrato di proteine animali trasformate è ottenuto mediante pompaggio della fase liquida in due scambiatori di calore riscaldati a vapore e provvisti di camere a vuoto, dove l'umidità viene eliminata sotto forma di vapore acqueo. I ciccioli vengono reincorporati al concentrato di proteine prima del magazzinaggio.Metodo 7Qualsiasi metodo di trasformazione approvato dall'autorità competente, purché sia stato dimostrato con soddisfazione di quest'ultima che il prodotto finale è stato sottoposto a campionamento su base quotidiana per un mese conformemente alle norme microbiologiche seguenti.1. Campioni di materiale prelevati subito dopo il trattamento termico:-Clostridium perfringens: assenza in 1 g di prodotto.2. Campioni di materiale prelevati nel corso o al termine del magazzinaggio presso l'impianto di trasformazione:-Salmonella: assenza nei 25 g:  n=5, c=0, m=0, M=0-Enterobacteriaceae:   n=5, c=2, m=10, M=3 X 10  in 1gin cui:n = numero di unità di campionamento costituenti il campione;m = valore di soglia per quanto riguarda il numero dei batteri; il risultato è considerato soddisfacente se tutte le unità di campionamento hanno un numero di batteri inferiore o uguale a m;M = valore massimo per quanto riguarda il numero di batteri; il risultato è considerato insoddisfacente se una o più unità di campionamento hanno un numero di batteri uguale o superiore a M;c = numero di unità di campionamento nelle quali il contenuto batterico può essere compreso fra m e M; il campione è ancora considerato accettabile se il numero dei batteri contenuti nelle altre unità di campionamento è uguale o inferiore a m.I dati relativi ai punti critici di controllo sulla base dei quali ogni impianto di trasformazione opera nel rispetto delle norme microbiologiche devono essere registrati e conservati in modo da consentire al proprietario, al gestore o al suo rappresentante e all'autorità competente di vigilare sull'attività dell'impianto stesso. Tra i dati da registrare e da controllare si annoverano la dimensione delle particelle, la temperatura critica e, se del caso, il tempo assoluto, il profilo di pressione, il tasso di alimentazione della materia prima e il tasso di riciclaggio dei grassi.Tali dati vanno tenuti a disposizione della Commissione.Capitolo IVControllo della produzione1. Gli impianti di trasformazione sono soggetti ad un controllo da parte dell'autorità competente, la quale deve garantire il rispetto dei requisiti del presente regolamento e, in particolare,a) verificare:i) le condizioni igieniche generali dei locali, degli utensili e del personale;ii) l'efficacia dei controlli interni effettuati dall'impianto, in conformità dell'articolo 22, segnatamente mediante l'esame dei risultati ed il prelievo di campioni;iii) le condizioni microbiologiche dei prodotti dopo la trasformazione; le analisi e le prove devono essere eseguite secondo metodi scientificamente riconosciuti, in particolare secondo quelli stabiliti dalla normativa comunitaria o, in sua assenza, da altre norme internazionali;iv) le condizioni d'immagazzinamento e di trasporto;b) procedere ai prelievi necessari per gli esami di laboratorio;c) procedere a ogni altro controllo che reputi necessario per appurare il rispetto dei requisiti fissati dal presente regolamento.2. L'autorità competente deve avere libero accesso in ogni momento a tutti i reparti dell'impianto di trasformazione, nonché ai registri, ai documenti commerciali o ai certificati sanitari per garantire la stretta osservanza delle disposizioni del presente regolamento.Capitolo VProcedure di convalida1. L'impianto di trasformazione deve essere convalidato dall'autorità competente in conformità delle procedure in appresso definite, che tengono conto almeno degli indicatori seguenti.a) Descrizione del processo (mediante un diagramma di flusso).b) Identificazione dei punti critici di controllo (PCC) inclusa, per il sistema continuo, la capacità di trasformazione del materiale.c) Osservanza delle condizioni di produzione specifiche di cui al presente regolamento.d) Applicazione dei requisiti seguenti:- la dimensione delle particelle per i processi con trattamento discontinuo sotto pressione e trattamento continuo, determinata dalla dimensione degli orifizi dell'apparecchio di triturazione o dalla distanza tra le incudini;-temperatura, pressione, tempi di trasformazione e capacità di trasformazione del materiale (solo per il sistema continuo):I) trattamento discontinuo sotto pressione:-la temperatura deve essere controllata mediante una termocoppia permanente e rilevata in tempo reale;-la fase di trattamento sotto pressione deve essere sorvegliata per mezzo di un manometro permanente e la pressione deve essere rilevata in tempo reale;-il tempo di trattamento deve essere riportato su diagrammi tempo/temperatura e tempo/pressione;almeno una volta all'anno, la termocoppia e il manometro devono essere calibrati;II) trattamento continuo sotto pressione:-la temperatura e la pressione devono essere controllate per mezzo di termocoppie o di una pistola a infrarossi e di manometri, posti in punti ben definiti del sistema, e devono risultare conformi ai requisiti previsti nell'intero sistema continuo o in una sezione di esso; temperatura e pressione devono essere rilevate in tempo reale;-il valore del tempo minimo di transito in tutta la parte pertinente del sistema continuo in cui temperatura e pressione soddisfano i requisiti previsti deve essere indicato alle autorità competenti per mezzo di marcatori insolubili (ad es. biossido di manganese) o secondo un metodo che offra garanzie equivalenti; una misurazione precisa e un controllo accurato della capacità di trasformazione del materiale sono fondamentali e, nel corso del test di convalida, devono essere effettuati in funzione di un PCC che possa essere monitorato in maniera continua, come ad esempio:-la frequenza di rotazione (giri/min) della vite di alimentazione, o-l'intensità di corrente elettrica (ampères a un determinato voltaggio), o-il tasso di evaporazione/condensazione, o-il numero di pompate per unità di tempo.Tutti gli strumenti di misurazione e monitoraggio devono essere calibrati almeno una volta all'anno.Le procedure di convalida sono ripetute periodicamente o quando l'autorità competente lo giudichi necessario, e comunque ogni qualvolta al processo vengano apportate modifiche significative (ad esempio: modifica dei macchinari, cambiamento delle materie prime, ecc.).La Commissione definisce procedure di convalida fondate sul metodo dei test conformemente alla procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.ALLEGATO IVCONDIZIONI DI IGIENE APPLICABILI ALLA TRASFORMAZIONE E ALL'ELIMINAZIONE DEI SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE DESTINATI AGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI BIOGAS, AGLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO O AGLI IMPIANTI OLEOCHIMICICapitolo ICondizioni speciali applicabili alla trasformazione di materiali di categoria 1 o 2Condizioni di riconoscimento per gli impianti di trasformazione di materiali  di categoria 1 o 2Oltre alle disposizioni generali di cui all'allegato III,1. i locali adibiti alla trasformazione di materiali di categoria 1 possono trovarsi nelle adiacenze di locali adibiti alla trasformazione di materiali di categoria 2 soltanto qualora siano situati in una parte di edificio completamente separata; 2. in deroga al paragrafo precedente, gli Stati membri possono autorizzare che i locali di un impianto di trasformazione di categoria 2 siano:i) utilizzati a titolo temporaneo per la trasformazione di materiali di categoria 1 quando la presenza diffusa di una malattia epizootica comporti un carico eccessivo per l'impianto di trasformazione di tali materiali; oppureii) utilizzati a titolo permanente per la trasformazione di materiali di categoria 1 in assenza della capacità supplementare necessaria per autorizzare l'utilizzazione dell'impianto a fini specifici,e ciò esclusivamente alle condizioni seguenti:-l'impianto deve essere posto sotto sorveglianza ufficiale permanente; -tutte le operazioni di scarico, trasformazione, magazzinaggio o altra manipolazione e carico dei materiali di categoria 1 sono effettuate sotto sorveglianza ufficiale;-i materiali di categoria 1 devono essere immagazzinati in un locale completamente separato o in un apposito spazio separato;-i materiali di categoria 1 devono essere trasformati in locali completamente separati utilizzando installazioni e attrezzature separate, salvo nel caso in cuii) la trasformazione abbia luogo in installazioni completamente chiuse o per mezzo di attrezzature utilizzate esclusivamente a tal fine,  oppureii) la partita di materiali di categoria 2 trasformati subito dopo materiali di categoria 1 sia considerata una partita di categoria 1;-i materiali trasformati di categoria 1 devono essere immagazzinati in locali o contenitori separati, dotati di un'etichettatura adeguata e chiusi con sigilli dell'autorità competente quando questa non è presente sul posto;-gli impianti di trasformazione di categoria 2 utilizzati a titolo temporaneo o permanente per la trasformazione di materiali di categoria 1 devono essere sottoposti ad un processo completo di lavaggio e disinfezione approvato dall'autorità competente prima di procedere alla trasformazione di materiali appartenenti a una categoria sanitaria superiore.Norme di trasformazione3. I sottoprodotti di origine animale diversi dai grassi fusi ottenuti da materiali di categoria 2 e destinati a un impianto oleochimico devono essere trasformati secondo-il metodo di trasformazione 1, nel caso di materiali di categoria 2 diversi dallo stallatico liquido e dal contenuto del tubo digerente di mammiferi, destinati a un impianto di produzione di biogas o a un impianto di compostaggio o ad essere utilizzati come fertilizzanti organici o ammendamenti e di materiali di categoria 1 e 2 destinati a una discarica,-uno qualsiasi dei metodi di trasformazione di cui all'allegato III, capitolo III, nel caso di materiali di categoria 1 o 2 destinati a incenerimento o coincenerimento.Requisiti dei prodotti dopo la trasformazione4. Successivamente alla trasformazione, i prodotti devono essere colorati o contrassegnati in modo permanente tramite un sistema approvato dall'autorità competente. La Commissione adotta le modalità d'applicazione del sistema di cui al paragrafo precedente secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.5. I campioni dei sottoprodotti di origine animale destinati agli impianti di produzione di biogas, agli impianti di compostaggio o a discariche o ad essere utilizzati come fertilizzanti organici o ammendamenti, prelevati dai prodotti finiti subito dopo l'ultimazione del trattamento termico, devono risultare esenti da spore di batteri patogeni resistenti al calore (Clostridium perfringens assente in 1 g di prodotto).Capitolo IICondizioni speciali applicabili agli impianti di produzione di biogas e agli impianti di compostaggioA. Condizioni di riconoscimento degli impianti di produzione di biogas e degli impianti di compostaggio che trattano sottoprodotti di origine animale1. Gli impianti di produzione di biogas devono essere provvisti di:a) un'unità di pastorizzazione/igienizzazione in cui i materiali trasformati di categoria 2 o i materiali non trasformati di categoria 3 devono obbligatoriamente passare per essere sottoposti a trattamento termico prima dell'ammissione nel reattore a biogas; tale unità dev'essere dotata di:-impianti per il controllo della temperatura in tempo reale;-dispositivi di registrazione continua dei risultati delle misure;-un adeguato sistema di sicurezza che impedisca l'abbassamento della temperatura ad un livello insufficiente;b) adeguate attrezzature per il lavaggio e la disinfezione di veicoli e contenitori in uscita dall'impianto di produzione di biogas;2. gli impianti di produzione di biogas devono essere provvisti di:a) un reattore di compostaggio chiuso dotato di:-impianti per il controllo della temperatura in tempo reale;-dispositivi di registrazione continua dei risultati delle misure;-un adeguato sistema di sicurezza che impedisca l'abbassamento della temperatura ad un livello insufficiente;b) adeguate attrezzature per il lavaggio e la disinfezione di veicoli e contenitori adibiti al trasporto di sottoprodotti di origine animale non trattati;3. gli impianti di produzione di biogas e gli impianti di compostaggio devono disporre di un laboratorio proprio o ricorrere ai servizi di un laboratorio attrezzato per l'esecuzione delle analisi di base.B. Condizioni d'igiene speciali1. Solo i materiali di categoria 2 che sono stati sottoposti al metodo di trasformazione 1 presso un impianto di trasformazione di categoria 2 e i materiali di categoria 3 possono essere trasformati presso un impianto di produzione di biogas o un impianto di compostaggio.2. I sottoprodotti di origine animale di cui al paragrafo 1 devono essere trasformati il più presto possibile dopo il loro arrivo. Fino al momento del trattamento, essi devono essere adeguatamente immagazzinati.3. I contenitori, i recipienti e i veicoli utilizzati per il trasporto di sottoprodotti di origine animale devono essere puliti, lavati e disinfettati dopo ogni utilizzazione. I contenitori, i recipienti e i veicoli utilizzati per il trasporto di materiale non trattato devono essere puliti in un'area apposita. L'ubicazione e la struttura di tale area devono essere concepite in modo tale da impedire ogni rischio di contaminazione dei prodotti trattati.4. Devono essere prese sistematicamente misure preventive contro roditori, uccelli, insetti o altri parassiti. A tal fine occorre applicare un programma documentato di lotta contro gli agenti nocivi.5. Per tutte le parti dell'impianto devono essere stabilite procedure particolareggiate di pulizia. Per la pulizia dei locali devono essere fornite adeguate attrezzature e prodotti.6. Il controllo dell'igiene deve includere regolari ispezioni dell'ambiente e delle attrezzature. Il calendario delle ispezioni e i risultati emersi devono essere documentati.7. Gli impianti e le attrezzature devono essere tenuti in buono stato di manutenzione e i dispositivi di misurazione devono essere tarati ad intervalli regolari.8. I residui di digestione devono essere manipolati e immagazzinati nell'impianto in modo da impedirne la ricontaminazione.C. Condizioni di trattamento termico1. I sottoprodotti di origine animale utilizzati come materie prime in un impianto di produzione di biogas devono soddisfare i requisiti minimi seguenti:a) dimensione massima delle particelle precedentemente all'ingresso  nell'unità di pastorizzazione: 12 mmb) temperatura minima di tutto il materiale  nell'unità di pastorizzazione: 70°Cc) durata minima di permanenza nell'unità di pastorizzazione,  senza interruzione: 60 minuti2. I sottoprodotti di origine animale utilizzati come materie prime in un impianto di compostaggio devono soddisfare i requisiti minimi seguenti:a) dimensione massima delle particelle precedentemente all'ingresso  nel reattore di compostaggio: 12 mmb) temperatura minima di tutto il materiale  nel reattore: 70°Cc) durata minima di permanenza nel reattore a 70°C  (tutto il materiale): 60 minutiD. Condizioni applicabili ai residui di digestione e al compostI campioni di residui di digestione o di compost  prelevati nel corso o al termine dell'immagazzinamento presso l'impianto di produzione di biogas o l'impianto di compostaggio devono essere conformi alle norme seguenti:Salmonella: assenza nei 25 g: n=5, c=0, m=0, M=0Enterobacteriaceae:   n=5, c=2, m=10, M=3 X 10  in 1gin cui:n = numero di unità di campionamento costituenti il campione;m = valore di soglia per quanto riguarda il numero dei batteri; il risultato è considerato soddisfacente se tutte le unità di campionamento hanno un numero di batteri inferiore o uguale a m;M = valore massimo per quanto riguarda il numero di batteri; il risultato è considerato insoddisfacente se una o più unità di campionamento hanno un numero di batteri uguale o superiore a M;c = numero di unità di campionamento nelle quali il contenuto batterico può essere compreso fra m e M; il campione è ancora considerato accettabile se il numero dei batteri contenuti nelle altre unità di campionamento è uguale o inferiore a m.Capitolo IIINorme applicabili al trattamento supplementare di trasformazione dei grassi fusi di ruminanti1. Transesterificazione o idrolisi: ad almeno 200°C e ad una pressione corrispondente adeguata per almeno 20 minuti (glicerolo, acidi grassi ed esteri). 2. Saponificazione con NaOH 12M (produzione di glicerolo e sapone):-con processo discontinuo: a 95°C per 3 ore; oppure-con processo continuo: a 140°C e a 2 bar (2000 hPa) per 8 minuti, o condizioni equivalenti.ALLEGATO VCONDIZIONI SPECIFICHE APPLICABILI ALL'IMMISSIONE SUL MERCATO E ALL'IMPORTAZIONE DI PROTEINE ANIMALI TRASFORMATE E ALTRE MATERIE PRIME PER MANGIMICAPITOLO IDisposizioni generaliCondizioni di riconoscimento degli impianti di trasformazioneOltre alle disposizioni generali di cui all'allegato III,1. i locali adibiti alla trasformazione di materiali di categoria 3 possono trovarsi nelle adiacenze di locali adibiti alla trasformazione di materiali di categoria 1 o 2 soltanto qualora siano situati in una parte di edificio completamente separata;2. in deroga al paragrafo precedente, gli Stati membri possono autorizzare che i locali di un impianto di trasformazione di categoria 3 siano:i) utilizzati a titolo temporaneo per la trasformazione di materiali di categoria 1 o 2 quando la presenza diffusa di una malattia epizootica comporti un carico eccessivo per l'impianto di trasformazione di categoria 1 o 2; oppureii) utilizzati a titolo permanente per la trasformazione di materiali di categoria 1 o 2 in assenza della capacità supplementare necessaria per autorizzare l'utilizzazione dell'impianto a fini specifici,e ciò esclusivamente alle condizioni seguenti:-l'impianto deve essere posto sotto sorveglianza ufficiale permanente; -tutte le operazioni di scarico, trasformazione, magazzinaggio o altra manipolazione e carico dei materiali di categoria 1 o 2 sono effettuate sotto sorveglianza ufficiale;-i materiali di categoria 1 o 2 devono essere immagazzinati in un locale completamente separato o in un apposito spazio separato;-i materiali di categoria 1 o 2 devono essere lavorati in locali separati e in impianti e attrezzature diversi, salvo che la fabbricazione abbia luogo in impianti completamente chiusi o attrezzature adibite esclusivamente a tale scopo;-i materiali trasformati di categoria 1 o 2 devono essere immagazzinati in un locale separato o in contenitori separati e adeguatamente etichettati, e non devono essere destinati al consumo animale; il locale o i contenitori separati devono essere chiusi con sigilli dell'autorità competente quando quest'ultima non è presente sul posto;-gli impianti di trasformazione di categoria 3 utilizzati a titolo temporaneo o permanente per la trasformazione di materiali di categoria 1 o 2 devono essere sottoposti ad un processo completo di lavaggio e disinfezione approvato dall'autorità competente prima di procedere alla trasformazione di materiali appartenenti a una categoria sanitaria superiore.3. Gli impianti di trasformazione di categoria 3 devono essere dotati di:a) un'installazione che consenta di rilevare la presenza di corpi estranei quali materiale da imballaggio, pezzi di metallo, ecc. nei sottoprodotti di origine animale non trasformati;b) un locale sufficientemente attrezzato, che possa essere chiuso a chiave, riservato all'uso esclusivo del servizio ispezione, se la quantità di prodotti trattati rende necessaria la presenza regolare o permanente della competente autorità.Condizioni d'igiene speciali applicabili agli impianti di trasformazioneRicevimento delle materie prime4. Solo i materiali di categoria 3 di cui ai punti da a) a l) dell'articolo 6 possono essere utilizzati per la produzione di proteine animali trasformate e altre materie prime per mangimi.5. Prima della trasformazione, i sottoprodotti di origine animale devono essere liberati da tutti i corpi estranei eventualmente presenti.Norme applicabili al trattamento termico6. Per ciascuno dei metodi di trasformazione di cui all'allegato III, capitolo III, occorre identificare i punti critici di controllo che determinano l'intensità dei trattamenti termici applicati all'atto della trasformazione. Tali punti critici di controllo possono includere:-la dimensione delle particelle di materia prima;-la temperatura raggiunta nel corso del processo di trattamento termico;-la pressione applicata alla materia prima;-la durata del processo di trattamento termico o il tasso di alimentazione del sistema continuo;-per ciascun punto critico di controllo applicabile devono essere specificati valori minimi di trattamento.7. Devono essere conservate registrazioni che mostrino il rispetto dei valori minimi di trattamento per ciascun punto critico di controllo.8. È richiesto l'impiego di dispositivi di misurazione e registrazione delle temperature correttamente calibrati per sorvegliare in permanenza le condizioni di trasformazione. È opportuno conservare i registri attestanti le date di calibratura dei dispositivi di misurazione e di registrazione delle temperature.9. Il materiale che non abbia ricevuto il trattamento termico prescritto (a seguito ad esempio di cadute occasionali all'inizio del processo o perdite dagli apparecchi riscaldanti) viene reintrodotto all'inizio del circuito di trattamento termico o raccolto e sottoposto a nuova trasformazione.Requisiti dei prodotti dopo la trasformazione10. I campioni dei prodotti finali prelevati nel corso o al termine dell'immagazzinamento presso l'impianto di trasformazione devono essere conformi alle norme seguenti:Salmonella: assenza nei 25 g: n=5, c=0, m=0, M=0Enterobacteriaceae:   n=5, c=2, m=10, M=3 X 10  in 1gin cui:n = numero di unità di campionamento costituenti il campione;m = valore di soglia per quanto riguarda il numero dei batteri; il risultato è considerato soddisfacente se tutte le unità di campionamento hanno un numero di batteri inferiore o uguale a m;M = valore massimo per quanto riguarda il numero di batteri; il risultato è considerato insoddisfacente se una o più unità di campionamento hanno un numero di batteri uguale o superiore a M;c = numero di unità di campionamento nelle quali il contenuto batterico può essere compreso fra m e M; il campione è ancora considerato accettabile se il numero dei batteri contenuti nelle altre unità di campionamento è uguale o inferiore a m.CAPITOLO IICondizioni speciali applicabili alle proteine animali trasformateOltre alle condizioni specificate al capitolo I, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:Norme di trasformazione1. Le proteine animali trasformate derivanti da mammiferi, ad esclusione delle farine di sangue, devono essere state sottoposte al metodo di trasformazione 1.2. Le farine di sangue e le proteine animali trasformate non derivanti da mammiferi, ad esclusione delle farine di pesce, devono essere state sottoposte ad uno qualsiasi dei metodi di trasformazione di cui all'allegato III, capitolo III.3. Le farine di pesce devono essere state sottoposte ai) uno qualsiasi dei metodi di cui all'allegato III, capitolo III, oppureii) un metodo e dei parametri che garantiscano la conformità del prodotto trasformato alle norme microbiologiche fissate al capitolo I, punto 10), del presente allegato.Magazzinaggio e spedizione delle proteine animali trasformate4. Le proteine animali trasformate sono imballate e immagazzinate in sacchi nuovi o sterilizzati, oppure in silos adeguatamente costruiti.5. Devono essere adottate opportune misure per ridurre al minimo la condensa all'interno di silos, nastri trasportatori o elevatori.6. All'interno di silos, nastri trasportatori ed elevatori, i prodotti devono essere protetti da ogni contaminazione accidentale.7. Le attrezzature per la manipolazione delle proteine animali trasformate devono essere mantenute pulite e asciutte; occorre inoltre predisporre punti di ispezione adeguati che consentano di verificarne lo stato di pulizia. Tutte le strutture di magazzinaggio devono essere svuotate e pulite regolarmente, in funzione delle necessità di produzione.8. Le proteine animali trasformate devono essere protette dall'umidità. Nelle zone adibite al magazzinaggio occorre pertanto impedire le perdite d'acqua e la formazione di condensa.9. Il trasporto delle proteine animali trasformate viene effettuato in sacchi nuovi ermeticamente sigillati o in contenitori per merci sfuse o veicoli coperti.10. Prima del carico, ciascun veicolo deve essere ispezionato e risultare pulito e asciutto.Importazione di proteine animali trasformate11. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di proteine animali trasformate soltanto se:-provengono da paesi terzi inclusi nell'elenco di cui all'allegato XI, parte II, o, nel caso delle farine di pesce, nell'elenco di cui all'allegato XI, parte III;-provengono da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3;-sono state prodotte conformemente al presente regolamento;-sono accompagnate da un certificato sanitario conforme al modello di cui all'allegato X, capitolo 1.12. In vista dell'immissione in libera pratica nel territorio della Comunità, le partite di proteine animali trasformate devono essere sottoposte dall'autorità competente presso il posto d'ispezione frontaliero a sondaggii) su ciascuna partita di prodotti presentata sfusa;ii) mediante campionamento aleatorio sulle partite di prodotti confezionati nell'impianto di lavorazione di origine.13. Gli Stati membri possono praticare un controllo per campionamento aleatorio su partite di prodotti presentati sfusi, originari di un paese terzo in provenienza dal quale gli ultimi sei test consecutivi si sono rivelati negativi. Quando nel corso di tale controllo un risultato è positivo, l'autorità competente del paese di origine deve essere informata affinché prenda le misure appropriate per rimediare alla situazione. Queste misure devono essere comunicate all'autorità competente responsabile dei controlli all'importazione. In caso di un nuovo risultato positivo dalla stessa origine, gli ulteriori controlli dovranno essere effettuati su tutte le partite da essa provenienti, fino a quando saranno nuovamente soddisfatti i requisiti della prima frase.14. Gli Stati membri devono conservare un estratto dei risultati dei controlli effettuati sulle partite che sono state oggetto di campionamento.15. Qualora una partita risulti positiva per quanto riguarda la salmonella essa:a) è riesportata dalla Comunità;b) viene sottoposta a nuovo trattamento presso un impianto di trasformazione riconosciuto ai sensi del presente regolamento o decontaminata per mezzo di trattamenti autorizzati in virtù della normativa comunitaria. La partita non viene rimessa in circolazione finché non sia stata trattata e analizzata dall'autorità competente per accertare l'assenza di salmonella conformemente al capitolo I, punto 10, del presente allegato e sempre che il risultato delle prove sia negativo.CAPITOLO IIICondizioni speciali applicabili ai prodotti sanguigniOltre alle condizioni specificate al capitolo I, devono essere soddisfatte le condizioni seguenti.1. Solo il sangue di cui ai punti a) e b) dell'articolo 6 può essere utilizzato per la produzione di prodotti sanguigni.2. I prodotti sanguigni devono essere stati sottoposti ai) uno qualsiasi dei metodi di cui all'allegato III, capitolo III, oppureii) un metodo e parametri che garantiscano la conformità del prodotto trasformato alle norme microbiologiche fissate al capitolo I, punto 10, del presente allegato.Importazione di prodotti sanguigni trasformati3. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di prodotti sanguigni trasformati soltanto se:-provengono da paesi terzi indicati nell'elenco di cui all'allegato X, parte V;-provengono da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3;-sono stati prodotti conformemente al presente regolamento;-sono accompagnati dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5. CAPITOLO IVCondizioni speciali per i grassi animali fusi e l'olio di pesceOltre alle condizioni specificate al capitolo I, devono essere soddisfatte le condizioni seguenti.1. I grassi fusi ottenuti da ruminanti devono essere purificati in modo tale che il tenore massimo di impurità insolubili residue totali non superi lo 0,15% in peso.Importazione di grassi fusi2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione nella Comunità di grassi fusi soltanto se:-provengono da paesi terzi indicati nell'elenco di cui all'allegato XI, parte IV;-provengono da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3;-sono stati prodotti conformemente al presente regolamento, ea) qualora siano derivati, in tutto o in parte, da materie prime di origine suina, provengono da un paese o da una parte del territorio di un paese indenne da afta epizootica da ventiquattro mesi e da peste suina classica e peste suina africana da dodici mesi;b) qualora siano derivati, in tutto o in parte, da materie prime di origine avicola, provengono da un paese o da una parte del territorio di un paese indenne da malattia di Newcastle e da influenza aviaria da sei mesi;c) qualora siano derivati, in tutto o in parte, da materie prime di ruminanti, provengono da un paese o da una parte del territorio di un paese indenne da afta epizootica da ventiquattro mesi e da peste bovina da dodici mesi;oppured) in caso di insorgenza di una delle malattie sopra menzionate nel corso dei periodi di riferimento citati, sono stati sottoposti ad uno dei processi di trattamento termico seguenti:i) riscaldamento a una temperatura minima di 70°C per almeno 30 minuti, oii) riscaldamento a una temperatura minima di 90°C per almeno 15 minutie i dati relativi ai punti critici di controllo vengono registrati e conservati, in modo che il proprietario, l'operatore od un suo rappresentante e, se necessario, l'autorità competente possano sorvegliare il funzionamento dell'impianto. Tali dati includono la dimensione delle particelle, la temperatura critica e, se del caso, il tempo assoluto, il profilo di pressione, il tasso di alimentazione della materia prima e il tasso di riciclaggio dei grassi;-sono accompagnati dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5.Importazione di olio di pesce3. Gli Stati membri autorizzano l'importazione nella Comunità di olio di pesce soltanto se:-proviene da paesi terzi indicati nell'elenco di cui all'allegato XI, parte III; -proviene da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3;-è stato prodotto conformemente al presente regolamento;-è accompagnato dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5.4. Se i grassi fusi o l'olio di pesce vengono imballati, i contenitori utilizzati devono essere nuovi o essere stati preliminarmente lavati e devono essere state adottate tutte le precauzioni atte ad impedirne la ricontaminazione. Nel caso di trasporto sfuso dei prodotti, il tubo, le pompe, i serbatoi e ogni altro contenitore per materiale sfuso o i serbatoi dei camion utilizzati per il trasporto dei prodotti dallo stabilimento di fabbricazione o direttamente verso la nave o verso i serbatoi di magazzinaggio a terra o direttamente verso gli stabilimenti, sono stati ispezionati prima dell'uso e ne è stata accertata la nettezza.CAPITOLO VCondizioni speciali applicabili al latte, ai prodotti a base di latte e al colostroOltre alle condizioni specificate al capitolo I, devono essere soddisfatte le condizioni seguenti.1. Le condizioni di produzione del latte crudo e del colostro devono offrire adeguate garanzie di polizia sanitaria. Tali condizioni devono essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.2. Il latte o i prodotti a base di latte trattati o trasformati devono essere stati sottoposti a trattamento termico con temperatura minima di 72°C per almeno 15 secondi, o a qualsiasi altro trattamento combinato con effetto di riscaldamento almeno equivalente e con reazione negativa al test della fosfatasi, e successivamente ai) un processo di essiccazione, qualora si tratti di latte in polvere o di prodotto in polvere a base di latte;ii) un processo tramite il quale il pH è stato abbassato e mantenuto, per almeno un'ora, ad un livello inferiore a 6,0, qualora si tratti di prodotto acidificato a base di latte.3. In aggiunta ai requisiti di cui al paragrafo 2, il latte in polvere e i prodotti in polvere a base di latte devono soddisfare le condizioni seguenti:i) dopo la conclusione del processo di essiccazione, devono essere prese tutte le precauzioni per evitare la contaminazione dei prodotti;ii) il prodotto finale deve essere imballato in contenitori nuovi.4. In caso di utilizzazione di contenitori per merci sfuse, il veicolo o il contenitore dev'essere disinfettato, mediante un prodotto approvato dall'autorità competente, prima che il latte, i prodotti a base di latte e il colostro vi vengano caricati per essere trasportati verso la loro destinazione.Importazione di latte e prodotti a base di latte5. Gli Stati membri autorizzano le importazioni di latte e prodotti a base di latte soltanto qualora essi-provengano da paesi terzi inclusi nell'elenco di cui all'allegato XI, parte I, ea) nel caso di latte e prodotti a base di latte provenienti da paesi terzi o parti di paesi terzi elencati nella colonna B dell'allegato della decisione 95/340/CE, soltanto qualora siano stati sottoposti a pastorizzazione sufficiente a produrre esito negativo al test di fosfatasi e accompagnati da una copia del certificato sanitario di cui all'allegato X, capitolo 2, parte A;b) nel caso di prodotti a base di latte il cui pH sia stato ridotto a meno di 6, provenienti da paesi terzi o parti di paesi terzi elencati nella colonna C dell'allegato della decisione 95/340/CE, soltanto qualora siano stati sottoposti a pastorizzazione sufficiente a produrre esito negativo al test di fosfatasi e siano accompagnati da una copia del certificato sanitario di cui all'allegato X, capitolo 2, parte B;c) nel caso di latte e di prodotti a base di latte provenienti da paesi terzi o parti di paesi terzi elencati nella colonna C dell'allegato della decisione 95/340/CE, soltanto qualora siano stati sottoposti a sterilizzazione o ad un doppio trattamento termico laddove ciascun trattamento era sufficiente a produrre esito negativo al test di fosfatasi e siano accompagnati da copia del certificato sanitario di cui all'allegato X, capitolo 2, parte C;-provengano da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3.6. Il latte e i prodotti a base di latte importati da paesi terzi o parti di paesi terzi elencati nella colonna C dell'allegato della decisione 95/340/CE in cui siano insorti focolai di afta epizootica nei 12 mesi precedenti o in cui nello stesso periodo sia stata praticata la vaccinazione contro l'afta epizootica, prima di poter essere introdotti nel territorio comunitario devono essere sottoposti:i) ad un processo di sterilizzazione attraverso il quale si ottenga un valore di F° pari o superiore a 3 oppureii) ad un trattamento termico iniziale con un effetto di riscaldamento pari almeno a quello ottenuto con la pastorizzazione ad almeno 72°C per almeno 15 secondi e sufficiente a determinare una reazione negativa alla prova della fosfatasi, seguito da:-un secondo trattamento termico con un effetto di riscaldamento pari almeno a quello ottenuto con il trattamento iniziale e sufficiente a determinare una reazione negativa alla prova della fosfatasi, seguito, nel caso del latte disidratato o di prodotti a base di latte disidratato, da un processo di essiccazione,  oppure-ad un processo di acidificazione attraverso il quale il pH venga mantenuto inferiore a 6 per almeno un'ora.7. Qualora venga individuato un rischio di introduzione di una malattia esotica o di qualsiasi altro rischio in materia di salute animale, possono essere fissate, secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2, condizioni aggiuntive volte alla protezione della salute animale.CAPITOLO VICondizioni speciali applicabili alla gelatina e alle proteine idrolizzateOltre alle condizioni specificate al capitolo I, devono essere soddisfatte le condizioni seguenti.A. Gelatina1. La gelatina dev'essere prodotta mediante un processo tale da assicurare che:-i materiali di categoria 3 non trasformati siano sottoposti a un trattamento con acido od alcali, seguito da uno o più risciacqui; il pH dev'essere adeguatamente regolato; la gelatina dev'essere estratta mediante uno o più riscaldamenti ripetuti e purificata per filtrazione e sterilizzazione;-dopo essere trattata come indicato al primo trattino, la gelatina può essere sottoposta a un processo di essiccazione e, se del caso, di polverizzazione o laminazione;-è vietato l'uso di conservanti diversi dall'anidride solforosa e dall'acqua ossigenata.2. La gelatina dev'essere confezionata, imballata, immagazzinata e trasportata in condizioni igieniche soddisfacenti, e in particolare:-dev'essere previsto un locale per il deposito, il confezionamento e l'imballaggio;-il confezionamento e l'imballaggio debbono aver luogo in locali o superfici adibite a questo specifico scopo;-le confezioni e gli imballaggi contenenti gelatina devono recare la dicitura "Gelatina destinata all'alimentazione animale".B. Proteine idrolizzate3. Il processo di produzione delle proteine idrolizzate deve comprendere misure destinate a ridurre al minimo i rischi di contaminazione delle materie prime di categoria 3 mediante salatura in salamoia, calcificazione e un lavaggio intensivo seguiti da-esposizione del materiale a un pH&gt;11 per &gt;3 ore a una temperatura &gt;80°C seguita da un trattamento termico a una temperatura &gt;140°C per 30 minuti a una pressione di &gt;3,6 bar, oppure-esposizione del materiale a un pH compreso tra 1 e 2, poi a un pH&gt;11, seguita da un trattamento termico a 140°C per 30 minuti a una pressione di 3 bar, oppure-un processo di produzione equivalente approvato secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Importazione di gelatina e proteine idrolizzate4. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di gelatina soltanto se:-proviene da paesi terzi indicati nell'elenco di cui all'allegato X, parte XI;-proviene da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3;-è stata prodotta conformemente al presente regolamento;-è accompagnata dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5.5. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di proteine idrolizzate soltanto se:-provengono da paesi terzi indicati nell'elenco di cui all'allegato X, parte XI;-provengono da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3;-sono state prodotte conformemente al presente regolamento;-sono accompagnate dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5.CAPITOLO VIICondizioni speciali applicabili al fosfato bicalcico1. Il fosfato bicalcico deve essere elaborato mediante un processo atto a garantire che tutto il materiale osseo di categoria 3 sia finemente triturato, sgrassato con acqua calda e trattato con acido cloridrico diluito (a una concentrazione minima del 4% e a un pH&lt;1,5) per un periodo di almeno due giorni seguito da un trattamento con calce del liquido fosforico ottenuto, risultante nella formazione di un precipitato di fosfato bicalcico con pH compreso tra 4 e 7, che è infine essiccato per 15 minuti con aria avente una temperatura d'ingresso di 270-325°C e una temperatura di uscita di 60-65°C, ovvero elaborato mediante un processo di produzione equivalente approvato secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Importazione di fosfato bicalcico2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di fosfato bicalcico soltanto se:-proviene da paesi terzi indicati nell'elenco di cui all'allegato X, parte XI;-proviene da un impianto di trasformazione che figura nell'elenco di cui all'articolo 29, paragrafo 3;-è stato prodotto conformemente al presente regolamento;-è accompagnato dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5.ALLEGATO VICONDIZIONI SPECIFICHE PER L'IMMISSIONE SUL MERCATO, GLI SCAMBI E L'IMPORTAZIONE DI ALIMENTI PER ANIMALI DA COMPAGNIA, ARTICOLI DA MASTICARE E PRODOTTI TECNICI Capitolo ICondizioni generali per il riconoscimento degli impianti di produzione di alimenti per animali da compagnia e degli impianti tecniciGli stabilimenti che producono alimenti per animali da compagnia, articoli da masticare e prodotti tecnici devono essere conformi ai seguenti requisiti:a) devono essere attrezzati in modo adeguato per immagazzinare e trattare in condizioni di completa sicurezza le materie prime in entrata;b) devono essere attrezzati in modo adeguato per eliminare, in conformità del presente regolamento, i sottoprodotti di origine animale non trasformati e non utilizzati rimanenti dopo la fabbricazione dei prodotti di origine animale, o per provvedere al loro invio ad un impianto di trasformazione o ad un impianto di incenerimento o di coincenerimento, in conformità del presente regolamento.Capitolo IIAlimenti per animali da compagnia e articoli da masticareGli alimenti per animali da compagnia e gli articoli da masticare devono essere conformi ai seguenti requisiti:a) gli ingredienti di origine animale dai quali sono ricavati gli alimenti per animali da compagnia devono consistere esclusivamente in sottoprodotti di origine animale di cui all'articolo 6, lettere da a) a l);b) gli alimenti in conserva per animali da compagnia devono essere sottoposti a trattamento termico a una temperatura minima di 3,0 Fc;c) gli alimenti per animali da compagnia trasformati:-devono essere sottoposti a un trattamento termico nel corso del quale viene raggiunta la temperatura di almeno 90°C in tutta la massa;-dopo il trattamento, devono essere oggetto di tutte le precauzioni atte a garantire che i prodotti non siano esposti a contaminazione;-devono essere confezionati in imballaggi nuovi;d) gli articoli da masticare:-devono essere sottoposti, durante la trasformazione, a un trattamento termico in grado di distruggere gli organismi patogeni (inclusa la salmonella);-dopo il trattamento, devono essere oggetto di tutte le precauzioni atte a garantire che i prodotti non siano esposti a contaminazione;-devono essere confezionati in imballaggi nuovi;e) quanto agli alimenti greggi per animali da compagnia:-devono essere fabbricati unicamente con sottoprodotti di origine animale di cui all'articolo 6, lettera a), provenienti da animali macellati presso un macello riconosciuto dalla Comunità europea;-il prodotto finale dev'essere confezionato in imballaggi nuovi, tali da evitare dispersioni di materiale;-devono essere prese misure efficaci per garantire che il prodotto non sia esposto a contaminazione lungo l'intera catena di produzione fino al punto di vendita;-sull'imballaggio deve figurare, in modo visibile e leggibile, la dicitura "Destinato esclusivamente all'alimentazione di animali da compagnia";f) devono essere esaminati sulla base di campioni prelevati con scelta casuale durante la produzione e/o il magazzinaggio (prima della spedizione) e devono risultare conformi ai seguenti requisiti:salmonella: assenza in 25 g, n = 5, c = 0, m = 0, M = 0.Importazione di alimenti per animali da compagnia e articoli da masticareGli Stati membri autorizzano l'importazione di alimenti per animali da compagnia e articoli da masticare soltanto se-provengono da paesi terzi compresi nell'elenco dell'allegato XI, parte X;-provengono da impianti di produzione di alimenti per animali da compagnia riconosciuti dall'autorità competente del paese terzo in base alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento;-sono stati prodotti in conformità del presente regolamento;-sono accompagnatia) per quanto riguarda gli alimenti in conserva per animali da compagnia, da un certificato conforme al modello di cui all'allegato X, capitolo 3, parte A;b) per quanto riguarda gli alimenti trasformati per animali da compagnia, da un certificato conforme al modello di cui all'allegato X, capitolo 3, parte B;c) per quanto riguarda gli articoli da masticare, da un certificato conforme al modello di cui all'allegato X, capitolo 3, parte C;d) per quanto riguarda gli alimenti greggi per animali da compagnia, da un certificato conforme al modello di cui all'allegato X, capitolo 3, parte D.Capitolo IIIStallatico liquido, stallatico liquido trasformato e prodotti trasformati a base di stallatico liquidoI. Stallatico liquido non trasformatoScambi di stallatico liquido non trasformato1. a) Gli scambi di stallatico liquido non trasformato ottenuto da specie diverse dai volatili da cortile e dagli equidi sono vietati, fatta eccezione per:-lo stallatico liquido originario di una zona non soggetta a restrizioni per una malattia trasmissibile grave e-lo stallatico liquido destinato allo spargimento, sotto il controllo dell'autorità competente, sui terreni di una stessa azienda situata su entrambi i lati della frontiera di due Stati membri.b) Tuttavia, in deroga alla lettera a), gli Stati membri possono autorizzare, con un'apposita approvazione, l'introduzione nel proprio territorio-di stallatico liquido destinato ad essere trasformato in un impianto tecnico o in un impianto di produzione di biogas o in un impianto di compostaggio riconosciuto dalle autorità competenti in conformità del presente regolamento, per la fabbricazione dei prodotti di cui alla parte II; all'atto del riconoscimento di cui sopra, occorre tener conto dell'origine dello stallatico liquido;-di stallatico liquido destinato allo spargimento in un'altra aziend a; questo tipo di scambi può essere effettuato soltanto previo accordo delle competenti autorità degli Stati membri di origine e di destinazione; all'atto di tale approvazione occorre tener conto in particolare dell'origine dello stallatico liquido, della sua destinazione e dei problemi inerenti alla salute e alla sicurezza degli animali. Nei casi suddetti lo stallatico liquido è accompagnato da un certificato sanitario il cui modello è redatto secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.2. Per gli scambi di stallatico liquido non trasformato di volatili da cortile si devono rispettare le seguenti condizioni:a) lo stallatico liquido dev'essere originario di una zona non soggetta a restrizioni per la malattia di Newcastle o l'influenza aviaria;b) lo stallatico liquido non trasformato proveniente da allevamenti di volatili vaccinati contro la malattia di Newcastle non dev'essere spedito in una regione che abbia ottenuto lo statuto di regione "che non pratica la vaccinazione contro la malattia di Newcastle", ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 90/539/CEE;c) lo stallatico liquido dev'essere accompagnato da un certificato sanitario il cui modello è redatto secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.3. Gli scambi di stallatico liquido di equidi non trasformato non sono soggetti ad alcuna condizione di polizia sanitaria.Importazione di stallatico liquido non trasformato4. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di stallatico liquido non trasformato soltanto se-proviene da paesi terzi compresi nell'elenco dell'allegato XI, parte IX;-risponde, secondo la specie di cui trattasi, ai requisiti di cui al precedente paragrafo 1, lettera a);-è accompagnato dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, lettera c).II. Stallatico liquido trasformato e prodotti trasformati a base di stallatico liquido5. Lo stallatico liquido trasformato e i prodotti trasformati a base di stallatico liquido possono essere immessi sul mercato alle seguenti condizioni:a) devono provenire da un impianto tecnico o da un impianto di produzione di biogas o da un impianto di compostaggio riconosciuto dalle autorità competenti in conformità del presente regolamento;b) devono essere stati sottoposti a trattamento termico a una temperatura minima di 70 °C per almeno 60 minuti;c) devono-essere esenti da salmonelle (salmonelle assenti in 25 g di prodotto trasformato),-essere esenti da enterobacteriaceae (secondo le misure del tenore in germi aerobi: &lt;1000 unità che formano colonie per g di prodotto trattato),-essere stati sottoposti a riduzione della sporulazione e della tossinogenesi;d) devono essere conservati in modo tale da rendere impossibile la contaminazione o l'infezione e l'umidificazione dopo il trattamento.Al riguardo, devono essere conservati-in silos ben chiusi e ben isolati, o-in imballaggi ben chiusi (sacchi di plastica o 'big bag').Importazione di stallatico liquido trasformato e di prodotti trasformati a base di stallatico liquido6. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di stallatico liquido trasformato e di prodotti trasformati a base di stallatico liquido soltanto se-provengono da paesi terzi compresi nell'elenco dell'allegato XI, parte IX;-provengono da un impianto riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo in base alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento;-rispettano i requisiti di cui al precedente paragrafo 5;-sono accompagnati dal certificato sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5.III. Guano7. L'immissione sul mercato di guano non è soggetta ad alcuna condizione di polizia sanitaria.Capitolo IVSangue e prodotti sanguigni, escluso il siero di equidi, per uso tecnico o farmaceutico, diagnosi in vitro o reagenti di laboratorioA. Immissione sul mercato1. L'immissione sul mercato dei prodotti sanguigni di cui al presente capitolo è soggetta alle condizioni di cui all'articolo 18 del presente regolamento.B. Importazione di sangue e prodotti sanguigni, escluso il siero di equidi, per uso tecnico o farmaceutico, diagnosi in vitro o reagenti di laboratorio2. Le importazioni di sangue sono soggette alle condizioni di cui al capitolo XI del presente allegato.3. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di prodotti sanguigni soltanto se-provengono da paesi terzi compresi nell'elenco dell'allegato XI, parte VI;-sono originari di un paese terzo nel quale non sia stato riscontrato, tra le specie sensibili, alcun caso di afta epizootica negli ultimi 24 mesi e alcun caso di stomatite vescicolosa, malattia vescicolare dei suini, peste bovina, peste dei piccoli ruminanti, febbre della Rift Valley, febbre catarrale degli ovini (Blue tongue), peste equina, peste suina classica, peste suina africana, malattia di Newcastle e influenza aviaria negli ultimi 12 mesi e nel quale non venga praticato alcun tipo di vaccinazione contro dette malattie da almeno 12 mesi; il certificato sanitario può variare in funzione della specie animale dalla quale sono stati ottenuti i prodotti;oppure,-nel caso di prodotti sanguigni di origine bovina, provengono da una zona di un paese terzo che soddisfa le condizioni di cui al primo trattino e a partire dalla quale la normativa comunitaria autorizza le importazioni di bovini, delle loro carni fresche o del loro sperma; il sangue utilizzato per l'elaborazione di tali prodotti deve provenire da bovini originari di detta zona e deve essere stato raccoltoi) in macelli approvati in virtù della normativa comunitaria;oppureii) in macelli all'uopo riconosciuti e controllati dalle competenti autorità del paese terzo; l'indirizzo e il numero di riconoscimento di detti macelli devono essere comunicati alla Commissione e agli Stati membri, o indicati nel certificato;oppure-nel caso di prodotti sanguigni di origine bovina, sono stati sottoposti a uno dei seguenti trattamenti, che assicuri l'assenza degli agenti patogeni delle malattie bovine elencate al primo trattino:i) trattamento termico a una temperatura di 65 °C per almeno 3 ore, seguito da un test di efficacia,ii) irradiazione a 2,5 megarad o con raggi gamma, seguita da un test di efficacia, iii) modifica del pH in pH 5 per 2 ore, seguita da un test di efficacia,iv) trattamento termico a una temperatura di almeno 90 °C in tutta la massa, seguito da un test di efficacia,v) qualsiasi altro trattamento da stabilire secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2,oppure-nel caso di prodotti sanguigni di origine bovina, soddisfano le condizioni di cui al capitolo X del presente allegato; in tal caso, gli imballaggi non devono essere aperti durante il magazzinaggio e l'impianto di trasformazione deve effettuare uno dei trattamenti di cui al precedente trattino-provengono da un impianto riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo in base alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento; e-sono accompagnati dal certificato polizia sanitario di cui all'articolo 29, paragrafo 5.4. I requisiti specifici per le importazioni di prodotti da utilizzare per la diagnosi in vitro e di reagenti di laboratorio sono stabiliti, se necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Capitolo VSiero di equidi1. Il siero deve provenire da equidi che non presentino alcuna delle malattie trasmissibili di cui alla direttiva 90/426/CEE e alcuna delle malattie trasmissibili gravi cui sono sensibili gli equidi ed essere ottenuto in enti o centri non soggetti a restrizioni sanitarie in applicazione della suddetta direttiva.Importazione di siero di equidi2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di siero di equidi soltanto se-proviene da equidi nati e allevati in un paese terzo dal quale è autorizzata l'importazione di equidi da macello; -è stato ottenuto, trasformato e spedito conformemente alle seguenti condizioni:a) proviene da un paese nel quale sono soggette a obbligo di denuncia le seguenti malattie: peste equina, durina, morva, encefalomielite equina (tutte le forme, compresa la VEE), anemia infettiva del cavallo, stomatite vescicolosa, rabbia, carbonchio ematico;b) è stato ottenuto, sotto il controllo di un veterinario, da equidi che al momento del prelievo non presentavano sintomi clinici di malattie infettive;c) è stato ottenuto da equidi che fin dalla nascita hanno soggiornato nel territorio, oppure, in caso di regionalizzazione operata ai sensi della legislazione comunitaria, in parti del territorio di un paese terzo in cuii) negli ultimi 2 anni non sono stati registrati casi di encefalomielite equina venezuelana;ii) negli ultimi 6 mesi non sono stati registrati casi di durina;iii) negli ultimi 6 mesi non sono stati registrati casi di morva;d) è stato ottenuto da equidi che, al momento del prelievo, non provenivano da un'azienda o non erano presenti in un'azienda alla quale si applicavano divieti per motivi di polizia sanitaria:i) nei 6 mesi precedenti nel caso di encefalomielite equina, a contare dalla data in cui gli equidi affetti dalla malattia sono stati abbattuti;ii) nel caso di anemia infettiva, fino alla data in cui, dopo l'abbattimento degli animali infetti, i capi rimasti sono risultati negativi a due test di Coggins eseguiti a 3 mesi di distanza l'uno dall'altro;iii) nei 6 mesi precedenti nel caso di stomatite vescicolosa;iv) nei 15 giorni precedenti la registrazione dell'ultimo caso di carbonchio;se tutti gli animali di specie sensibili alla malattia presenti nell'azienda sono stati abbattuti e i locali disinfettati, il periodo di applicazione dei divieti è di 30 giorni, a decorrere dal giorno in cui gli animali sono stati distrutti e i locali disinfettati, salvo nel caso del carbonchio, per il quale il periodo suddetto è di 15 giorni;e) è stato trattato con tutte le precauzioni atte ad evitare la contaminazione con agenti patogeni durante la produzione, la manipolazione e il confezionamento;f) è stato confezionato in contenitori impermeabili sigillati, sui quali è chiaramente riportata la dicitura "siero di equidi" e il numero di registrazione dello stabilimento di raccolta;-proviene da un impianto riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo in base alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento;-è accompagnato da un certificato sanitario di cui all'allegato X, capitolo 4.Capitolo VIPelli di ungulati1. Le disposizioni del presente capitolo non si applicano-alle pelli di ungulati conformi ai requisiti di cui alla direttiva 64/433/CEE;-alle pelli di ungulati che sono stati sottoposte a un processo completo di conciatura;-alle pelli allo stato "wet blue";-alle pelli allo stato "pickled pelts";-alle pelli allo stato "pelli calcinate" (trattate mediante calce a pH 12-13 per almeno 8 ore).2. Nel campo d'applicazione definito al paragrafo 1, le disposizioni del presente capitolo si applicano alle pelli fresche, refrigerate o trattate.Ai sensi del presente capitolo, si intendono per pelli trattate le pelli-essiccate, o-salate secche o verdi per almeno 14 giorni prima di essere spedite, o-sottoposte a salatura durante 7 giorni mediante salmarino con aggiunta del 2% di carbonato di sodio, o-sottoposte a essiccazione per 42 giorni a una temperatura di almeno 20 °C, o-preservate mediante un processo diverso dalla conciatura, da stabilire secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Scambi3. Gli scambi di pelli fresche o refrigerate sono soggetti alle stesse condizioni sanitarie applicabili alle carni fresche conformemente alla direttiva 72/461/CEE.4. Gli scambi di pelli trattate sono autorizzati, purché ciascuna partita sia accompagnata dal documento commerciale di cui all'allegato II, nel quale si attesti chei) le pelli sono state trattate conformemente al paragrafo 2 eii) la partita non è stata in contatto con un altro prodotto di origine animale o con animali vivi che presentano un rischio di diffusione di malattie trasmissibili gravi.Importazione di pelli5. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di pelli fresche o refrigerate soltanto sea) sono state ottenute da animali macellati presso un macello eb) sono originarie di un paese terzo oppure, in caso di regionalizzazione operata ai sensi della legislazione comunitaria, di una parte di un paese terzo da cui sono autorizzate le importazioni di tutte le categorie di carni fresche delle specie corrispondenti e che è risultato indenne, per almeno 12 mesi prima della spedizione, dalle seguenti malattie:-peste suina classica,-peste suina africana,-peste bovina,che è risultato indenne, per almeno 24 mesi prima della spedizione, da afta epizootica e in cui, per almeno 12 mesi prima della spedizione, non sono state effettuate vaccinazioni contro tale malattia;c) sono state ottenute-da animali che hanno soggiornato nel territorio di origine per almeno 3 mesi prima della macellazione, ovvero dal momento della nascita, se trattasi di animali di età inferiore a 3 mesi;-nel caso di pelli di artiodattili, da animali provenienti da aziende nelle quali non si sono verificati casi di afta epizootica nei precedenti 30 giorni e intorno alle quali, nel raggio di 10 km, non si sono verificati casi della suddetta malattia nei precedenti 30 giorni;-nel caso di pelli di suini, da animali provenienti da aziende nelle quali non si sono verificati casi di malattia vescicolare dei suini nei precedenti 30 giorni o di peste suina classica o africana nei precedenti 40 giorni e intorno alle quali, nel raggio di 10 km, non si sono verificati casi delle suddette malattie nei precedenti 30 giorni;-da animali che siano stati sottoposti ad ispezione sanitaria ante mortem presso il macello nelle 24 ore precedenti la macellazione, senza che venisse accertata la presenza di sintomi di afta epizootica, peste bovina, peste suina classica, peste suina africana e malattia vescicolare dei suini;d) sono state trattate con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni;e) sono accompagnate dal certificato di polizia sanitaria di cui all'allegato X, capitolo 5, parte A.6. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di pelli trattate soltanto sea) sono accompagnate dal certificato di polizia sanitaria di cui all'allegato X, capitolo 5, parte B;b) provengono da animali originari di una regione di un paese terzo, o di un paese terzo, non soggetti, conformemente alla normativa comunitaria, a misure restrittive a seguito della comparsa di una malattia trasmissibile grave cui gli animali della specie in questione sono sensibili e sono state trattate conformemente al paragrafo 2oppureprovengono da animali originari di altre regioni di un paese terzo o di altri paesi terzi e sono state trattate conformemente al paragrafo 2, terzo e quarto trattinooppureprovengono da ruminanti, sono state trattate conformemente al paragrafo 2 e sono state tenute isolate per 21 giorni o hanno subito un trasporto ininterrotto di 21 giorni prima dell'importazione; in tal caso, il certificato di cui al paragrafo 6, lettera a), è sostituito dalla dichiarazione di cui all'allegato X, capitolo 5, parte C, attestante il rispetto dei suddetti requisiti;c) nel caso di pelli salate trasportate per nave, sono state salate prima dell'importazione per la durata indicata nel certificato che accompagna la partita;d) la partita non è stata in contatto con un altro prodotto di origine animale o con animali vivi che presentino un rischio di diffusione di malattie trasmissibili gravi.7. Le pelli fresche, refrigerate o trattate di ungulati devono essere importate in contenitori, autocarri, vagoni ferroviari o balle sigillati dall'autorità competente del paese terzo speditore. Capitolo VIITrofei di caccia1. Ferme restando le disposizioni adottate nel quadro del regolamento (CEE) n.  3626/82, i trofei di cacciai) di ungulati e volatili, previo trattamento tassidermista completo che ne garantisca la conservazione a temperatura ambiente,ii) di specie diverse dagli ungulati e dai volatili,non sono soggetti ad alcun divieto o restrizione per motivi di polizia sanitaria.2. Ferme restando le disposizioni adottate nel quadro del regolamento (CEE) n.  3626/82, i trofei di caccia di ungulati e volatili che non abbiano subito il trattamento previsto al punto i) sono soggetti alle seguenti condizioni:-provengono da animali originari di una regione non sottoposta a restrizioni a causa della comparsa di una malattia trasmissibile grave alla quale gli animali delle specie in questione sono sensibili, oppure-sono conformi alle condizioni di cui ai paragrafi 3 o 4, se provengono da animali originari di una regione soggetta, in virtù della normativa comunitaria, a restrizioni a causa della comparsa di una malattia grave alla quale gli animali delle specie in questione sono sensibili.3. I trofei di caccia costituiti unicamente da ossa, corna, zoccoli, palchi e denti devono-essere stati immersi in acqua bollente per un periodo adeguato, in modo da garantire che sia stata eliminata qualsiasi materia diversa da ossa, corna, zoccoli, palchi e denti;-essere stati disinfettati con un prodotto autorizzato dall'autorità competente, in particolare con acqua ossigenata per quanto riguarda le parti costituite di ossa;-essere confezionati, immediatamente dopo il trattamento, senza essere stati in contatto con altri prodotti di origine animale in grado di contaminarli, in imballaggi singoli, trasparenti e chiusi in modo da evitare eventuali contaminazioni successive;-essere accompagnati da un documento o da un certificato attestante il rispetto delle condizioni di cui sopra.4. I trofei di caccia costituiti unicamente da pelli devono-essere statii) essiccati, oppureii) salati secchi o verdi per almeno 14 giorni prima della spedizione, oppureiii) conservati con un procedimento diverso dalla conciatura, da stabilire secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2;-essere confezionati, immediatamente dopo il trattamento, senza essere stati in contatto con altri prodotti di origine animale in grado di contaminarli, in imballaggi singoli, trasparenti e chiusi in modo da evitare eventuali contaminazioni successive;-essere accompagnati da un documento o da un certificato attestante il rispetto delle condizioni di cui sopra.Importazione di trofei di caccia5. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dai paesi terzi di trofei di caccia di volatili e ungulati, costituiti unicamente da ossa, corna, zoccoli, palchi, denti o pelli, soltanto se-sono accompagnati da un certificato/documento conforme al modello riprodotto nell'allegato X, capitolo 6, parte A e-qualora siano costituiti da pelli salate secche o verdi trasportati per nave, sono stati salati per almeno 14 giorni prima dell'importazione.6. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di trofei di caccia di volatili e ungulati, costituiti da parti anatomiche intere che non hanno subito alcun trattamento, dai paesi terzi compresi nell'elenco di cui alla decisione 94/86/CE della Commissione dai quali è autorizzata l'importazione di tutte le categorie di carni fresche delle specie corrispondenti, se accompagnati da un certificato veterinario conforme al modello riprodotto nell'allegato X, capitolo 6, parte B.Capitolo VIIILana, pelo, setole di suini, piume e parti di piume, non trasformati1. La lana, il pelo, le setole di suini, le piume e le parti di piume non trasformati devono essere saldamente chiusi in imballaggi e asciutti. Sono tuttavia vietati i movimenti di setole di suini in provenienza da regioni nelle quali la peste suina africana è endemica, fatta eccezione per le setole di suini chea) sono state bollite, tinte o decolorate, oppureb) sono state sottoposte ad un'altra forma di trattamento in grado di sopprimere sicuramente gli agenti patogeni, purché tale effetto sia dimostrato da un certificato rilasciato dal veterinario responsabile del luogo di origine. Il lavaggio industriale non è considerato una forma di trattamento ai fini della presente disposizione.2. Le disposizioni del precedente paragrafo non si applicano alle piume ornamentali o alle piumea) trasportate in viaggi turistici per uso personale, oppureb) in forma di partite inviate a privati per fini non industriali. Importazione di setole di suini3. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di setole di suini da paesi terzi ovvero, qualora sia stata attuata una regionalizzazione ai sensi della normativa comunitaria, da regioni di paesi terzi in cui non si siano verificati casi di peste suina africana nei 12 mesi precedenti, a condizione che la partita sia accompagnata da un certificato di polizia sanitaria conforme al modello riprodotto nell'allegato X, capitolo 7, parte A.4. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di setole di suini da paesi terzi ovvero, qualora sia stata attuata una regionalizzazione ai sensi della normativa comunitaria, da regioni di paesi terzi in cui si siano verificati uno o più casi di peste suina africana nei 12 mesi precedenti, a condizione che la partita sia accompagnata da un certificato di polizia sanitaria conforme al modello riprodotto nell'allegato X, capitolo 7, parte B.5. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di lana, pelo, piume e parti di piume, non trasformati, soltanto se saldamente chiusi in imballaggi e asciutti.6. Lana, pelo, setole di suini, piume e parti di piume, non trasformati, devono essere inviati direttamente allo stabilimento di destinazione o all'impianto per il magazzinaggio intermedio in condizioni tali da evitare la diffusione di agenti patogeni.Capitolo IXProdotti dell'apicoltura1. I prodotti apicoli destinati ad essere utilizzati esclusivamente nell'apicolturaa) non devono provenire da una zona oggetto di un divieto connesso al manifestarsi di peste americana o di acariasi se, con riguardo all'acariasi, la zona di destinazione può esigere garanzie complementari conformemente all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 92/68/CEE;b) devono essere conformi ai requisiti di cui all'articolo 8, lettera a), della direttiva 92/65/CEE.Eventuali deroghe sono fissate, se necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 33, paragrafo 2.Importazione di prodotti dell'apicoltura2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di prodotti apicoli destinati ad essere utilizzati nell'apicoltura soltanto se il documento commerciale che accompagna la partita reca il timbro dell'autorità competente preposta al controllo dello stabilimento di produzione riconosciuto e contiene le seguenti informazioni:-paese d'origine,-nome dello stabilimento di produzione,-numero di registrazione dello stabilimento di produzione,-natura dei prodotti:"Prodotti apicoli destinati ad essere utilizzati esclusivamente nell'apicoltura, originari di un'azienda non soggetta a restrizioni connesse al manifestarsi di malattie delle api e raccolti in luogo intorno al quale, in un raggio di 3 chilometri e da almeno 30 giorni, non vigono restrizioni a causa della peste americana, che è una malattia soggetta a notifica obbligatoria."Capitolo XOssa e prodotti a base di ossa (esclusa la farina d'ossa), corna e prodotti a base di corna (esclusa la farina di corna), zoccoli e prodotti a base di zoccoli (esclusa la farina di zoccoli), destinati ad usi diversi dall'alimentazione animale e dai fertilizzanti1. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di ossa e relativi prodotti (esclusa la farina d'ossa), corna e relativi prodotti (esclusa la farina di corna) e zoccoli e relativi prodotti (esclusa la farina di zoccoli) da sottoporre ad ulteriore trasformazione e non destinati ad essere utilizzati per l'alimentazione umana o animale né per i fertilizzanti, esclusivamente sei) i prodotti sono essiccati prima dell'esportazione e non sono refrigerati o congelati;ii) i prodotti sono trasportati soltanto per via terrestre e marittima dal paese di origine direttamente verso un posto d'ispezione frontaliero della Comunità e non sono trasbordati in un porto o in un luogo situato al di fuori della Comunità;iii) i prodotti, dopo i controlli documentali previsti dalla direttiva 97/78/CEE, sono direttamente inoltrati verso lo stabilimento di lavorazione.2. Ciascuna partita dev'essere accompagnatai) da un documento commerciale timbrato dall'autorità competente del controllo dello stabilimento d'origine e che reca le seguenti informazioni:paese di origine  nome dello stabilimento di produzione  natura del prodotto (ossa essiccate/prodotti a base di ossa essiccati/corna essiccate/prodotti a base di corna essiccati/zoccoli essiccati/prodotti a base di zoccoli essiccati) che-provengono da animali sani, macellati in un macello, oppure-sono stati sottoposti a essiccazione per 42 giorni a una temperatura di almeno 20 °C, oppure-sono stati riscaldati per un'ora prima dell'essiccazione, in modo da ottenere al centro del prodotto una temperatura di almeno 80 °C, oppure-sono stati inceneriti per un'ora prima dell'essiccazione, in modo da ottenere al centro del prodotto una temperatura di almeno 80 °C, oppure-sono stati sottoposti, prima dell'essiccazione, a un processo di acidificazione tramite il quale il pH al centro del prodotto viene mantenuto al di sotto di 6 per almeno un'orae non sono destinati in alcuna fase ad essere utilizzati per l'alimentazione umana o animale o per fertilizzantiii) dalla seguente dichiarazione dell'importatore, redatta almeno in una delle lingue ufficiali dello Stato membro attraverso il quale la partita stessa entra per la prima volta nel territorio della Comunità e in almeno una delle lingue ufficiali dello Stato membro di destinazione:MODELLO DI DICHIARAZIONEIl sottoscritto dichiara che i seguenti prodotti: ossa e relativi prodotti (esclusa la farina d'ossa), corna e relativi prodotti (esclusa la farina di corna) e zoccoli e relativi prodotti (esclusa la farina di zoccoli) sono destinati ad essere importati dal sottoscritto nella Comunità, non saranno utilizzati in alcuna fase per l'alimentazione umana o animale né per fertilizzanti e saranno direttamente inoltrati verso il seguente stabilimento di lavorazione:Nome  Indirizzo ImportatoreNome  Indirizzo Fatto a    (luogo) (data)Firma Numero di riferimento indicato sul certificato di cui all'allegato B della decisione 93/13/CEE della Commissione: Timbro ufficiale del posto d'ispezione frontaliero di entrata nella CEFirma  (Firma del veterinario ufficiale del posto d'ispezione frontaliero) (Nome in lettere maiuscole)3. All'atto della spedizione verso il territorio della Comunità, i prodotti di cui trattasi sono posti in contenitori o autocarri sigillati o caricati sfusi su una nave. Se il trasporto avviene in contenitori questi ultimi, e comunque i documenti di accompagnamento, devono recare il nome e l'indirizzo degli stabilimenti di trasformazione.4. I prodotti di cui trattasi vanno trasportati direttamente dal punto di entrata sul territorio della Comunità allo stabilimento di trasformazione, in contenitori o mezzi di trasporto ermeticamente sigillati.5. All'arrivo dei prodotti di cui trattasi sul territorio della Comunità, il progettato inoltro all'impianto di trasformazione viene notificato appena possibile, prima di essere effettuato, al veterinario ufficiale locale o all'autorità competente mediante un messaggio "Animo" oppure, qualora tale mezzo non fosse disponibile, mediante telex o telefax.6. Durante la lavorazione, la natura e la quantità dei prodotti di cui trattasi vengono registrate in modo da garantire che i prodotti stessi siano effettivamente destinati all'uso previsto.Capitolo XISottoprodotti di origine animale non trasformati per la fabbricazione di alimenti per animali da compagnia e di prodotti farmaceutici o tecnici1. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di sottoprodotti di origine animale non trasformati destinati alla fabbricazione di alimenti per animali da compagnia e di prodotti farmaceutici o tecnici soltanto se-provengono da paesi terzi compresi nell'elenco dell'allegato XI, parte VII;-sono accompagnati dal certificato sanitario di cui all'allegato X, capitolo 8;-dopo il controllo alla frontiera di cui alla direttiva 97/78/CE e conformemente alle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 4, della stessa direttiva, sono trasportatii) direttamente a un impianto di produzione di alimenti per animali o a un impianto tecnico che abbia fornito la garanzia che i sottoprodotti di origine animale non trasformati verranno utilizzati solo per il fine autorizzato e non usciranno dallo stabilimento senza essere stati trattati, oppureii) a un impianto di transito per sottoprodotti di origine animale.Capitolo XIIGrassi fusi per usi oleochimiciGli Stati membri autorizzano l'importazione di grassi fusi destinati ad essere trasformati con un metodo che risponda almeno ai criteri di uno dei procedimenti descritti nell'allegato IV, capitolo III, soltanto se-i prodotti sono trasportati esclusivamente per via terrestre e marittima dal paese di origine direttamente verso un posto d'ispezione frontaliero della Comunità;-dopo il controllo documentale di cui alla direttiva 97/78/CE e conformemente alle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 4, della stessa direttiva, i prodotti sono trasportati agli impianti oleochimici in cui saranno trasformati;-ogni partita è scortata dalla dichiarazione dell'importatore attestante che i prodotti importati in virtù del presente paragrafo saranno utilizzati soltanto per essere ulteriormente trasformati tramite un metodo che risponda almeno ai criteri di uno dei procedimenti descritti nell'allegato IV, capitolo III.Tale dichiarazione dev'essere presentata al veterinario ufficiale del posto di ispezione frontaliero del primo punto d'entrata della merce sul territorio della Comunità per esservi vistata dal suddetto veterinario ufficiale e deve accompagnare la partita fino allo stabilimento di trasformazione.ALLEGATO VIICERTIFICATO SANITARIOper sottoprodotti di origine animale trasformati destinati ad essere inceneriti o coinceneriti in un altro Stato membroNumero di riferimento del certificato sanitario: Stato membro di destinazione: Stato membro di origine: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione della partitaNatura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: II. Origine della partitaIndirizzo e numero di riconoscimento dell'impianto di trasformazione:  III. Destinazione della partitaIl sottoprodotto di origine animale trasformato è speditoda:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto:-tipo: -numero di targa o nome della nave: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che i prodotti sopra descritti non possono essere utilizzati per fini diversi dall'incenerimento o dal coincenerimento e sono conformi alle condizioni previste dall'articolo 13, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [27][27]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale) ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario,  in lettere maiuscole)ALLEGATO VIIICONDIZIONI D'IGIENE APPLICABILI AGLI IMPIANTI DI TRANSITO E DI MAGAZZINAGGIOCAPITOLO IRequisiti per il riconoscimento degli impianti di transito1. I locali e gli impianti devono essere conformi almeno ai seguenti requisiti:a) i locali devono essere adeguatamente separati dalla pubblica via e da altri locali, quali quelli adibiti alla macellazione;b) gli impianti devono disporre di un luogo coperto per la ricezione dei sottoprodotti di origine animale;c) gli impianti devono essere costruiti in modo da poter essere facilmente puliti e disinfettati; i pavimenti devono essere costruiti in modo da facilitare l'evacuazione dei liquidi; d) gli impianti devono comprendere gabinetti, spogliatoi e lavabi per il personale;e) gli impianti devono avere dispositivi appropriati di protezione contro animali indesiderabili (insetti, roditori, uccelli, ecc.);f) gli impianti devono avere un dispositivo per l'evacuazione delle acque di scarico che risponda alle condizioni d'igiene.2. Gli impianti devono essere muniti di installazioni appropriate per la pulizia e la disinfezione dei contenitori e dei recipienti utilizzati per i sottoprodotti di origine animale nonché dei veicoli - diversi dalle navi - utilizzati per il trasporto. Devono inoltre disporre di strutture adeguate per la disinfezione delle ruote dei veicoli.CAPITOLO IICondizioni generali d'igieneA. Impianto di transito di categoria 31. L'impianto dev'essere destinato esclusivamente all'importazione, alla raccolta, alla cernita, al sezionamento, alla refrigerazione, al congelamento sotto forma di blocchi, al magazzinaggio temporaneo e alla spedizione di materiali di categoria 3.2. La cernita dei materiali di categoria 3 dev'essere effettuata in modo tale da evitare qualsiasi rischio di introduzione di malattie animali.3. Durante la cernita e il magazzinaggio, i materiali di categoria 3 devono essere manipolati e immagazzinati separatamente dalle altre merci e in modo da evitare la diffusione di malattie epizootiche.4. I materiali di categoria 3 devono essere adeguatamente immagazzinati fino al momento della nuova spedizione.5. I veicoli e i contenitori utilizzati per il trasporto dei materiali non trasformati di categoria 3, nonché tutte le attrezzature o le apparecchiature venute a contatto con tale materiale, devono essere puliti, lavati e disinfettati dopo ogni utilizzazione. Il materiale di imballaggio dev'essere bruciato o eliminato in altro modo, secondo le indicazioni del veterinario ufficiale.B. Impianto di transito di categoria 1 o 21. L'impianto dev'essere destinato esclusivamente alla raccolta, alla manipolazione, al magazzinaggio temporaneo e alla spedizione di materiali di categoria 1 o 2.2. La cernita dei materiali di categoria 1 o 2 dev'essere effettuata in modo tale da evitare qualsiasi rischio di introduzione di malattie animali.3. Durante il magazzinaggio, i materiali di categoria 1 o 2 devono essere manipolati e immagazzinati separatamente dalle altre merci e in modo da evitare la diffusione di malattie epizootiche.4. I materiali di categoria 1 o 2 devono essere adeguatamente immagazzinati fino al momento della nuova spedizione.5. I veicoli e i contenitori utilizzati per il trasporto dei materiali di categoria 1 e 2, nonché tutte le attrezzature o le apparecchiature venute a contatto con tali materiali, devono essere puliti, lavati e disinfettati dopo ogni utilizzazione. Il materiale di imballaggio dev'essere bruciato o eliminato in altro modo, secondo le indicazioni del veterinario ufficiale.CAPITOLO IIIRequisiti per il riconoscimento degli impianti di magazzinaggio1. I locali e gli impianti devono essere conformi almeno ai seguenti requisiti:a) gli impianti devono disporre di un luogo coperto per la ricezione dei prodotti;b) gli impianti devono essere costruiti in modo da poter essere facilmente puliti e disinfettati; i pavimenti devono essere costruiti in modo da facilitare l'evacuazione dei liquidi;c) gli impianti devono comprendere gabinetti, spogliatoi e lavabi per il personale;d) gli impianti devono avere dispositivi appropriati di protezione contro animali indesiderabili (insetti, roditori, uccelli, ecc.). 2. Gli impianti devono essere muniti di installazioni appropriate per la pulizia e la disinfezione dei contenitori e dei recipienti utilizzati per i prodotti nonché dei veicoli - diversi dalle navi - utilizzati per il trasporto. Devono inoltre disporre di strutture adeguate per la disinfezione delle ruote dei veicoli.3. I prodotti devono essere adeguatamente immagazzinati fino al momento della nuova spedizione.ALLEGATO IXNORME APPLICABILI AL TRATTAMENTO DI ALCUNI MATERIALI DI CATEGORIA 2 E 3 DESTINATI A ESSERE UTILIZZATI PER L'ALIMENTAZIONE DI ANIMALI DELLE CATEGORIE DI CUI ALL'ARTICOLO 211. I materiali di categoria 2 o 3 devono essere trasportati agli utilizzatori o ai centri di raccolta conformemente all'allegato II.2. Gli impianti devono rispettare almeno i requisiti di cui all'allegato III, capitolo I, paragrafo 1, lettere a), b), c), d) e f) e paragrafi 2, 3 e 4 e capitolo II, paragrafi 1,  2,  4, 5 e 9 e devono disporre di strutture adeguate per la distruzione dei materiali non utilizzati e non trasformati di categoria 2 e 3, o per l'invio di tali materiali a un impianto di trasformazione o a un inceneritore in conformità del presente regolamento.3. Oltre alla documentazione richiesta conformemente all'articolo 8, occorre registrare i seguenti dati:i) per quanto riguarda gli utilizzatori finali, i quantitativi di materiali di categoria 2 o 3 utilizzati e la data di utilizzo;ii) per quanto riguarda i centri di raccolta che forniscono materiali di categoria 2 o 3 agli utilizzatori finali,a) la quantità di materiali di categoria 2 o 3 trasformati conformemente al paragrafo 4;b) il nome e l'indirizzo di ciascun utilizzatore finale che acquista materiali trasformati di categoria 2 o 3;c) i locali a cui devono essere trasportati i materiali di categoria 2 o 3 per essere utilizzati;d) la quantità di materiali consegnati ee) la data della consegna.4. I centri di raccolta che forniscono agli utilizzatori finali materiali di categoria 2 o 3, diversi dalle frattaglie di pesce, devonoi) subire uno dei seguenti trattamenti:a) la denaturazione con una soluzione a base di un colorante approvato dall'autorità competente, di concentrazione tale che la colorazione della carne così trattata risulti chiaramente visibile; l'intera superficie di tutti i pezzi di carne dovrà essere stata ricoperta dalla soluzione di cui sopra mediante processo di immersione o di nebulizzazione o qualsiasi altro metodo di applicazione; b) la sterilizzazione, cioè la bollitura o esposizione a vapore sotto pressione fino a completa cottura di ciascun pezzo di carne;c) qualsiasi altro trattamento riconosciuto dall'autorità competente;ii) dopo il trattamento, i materiali di categoria 2 o 3 devono essere confezionati prima della distribuzione e l'imballaggio deve includere il nome e l'indirizzo del centro di raccolta e la dicitura chiaramente visibile "Non destinato al consumo umano".ALLEGATO XModelli di certificati sanitari per l'importazione da paesi terzi di alcuni sottoprodotti di origine animale e prodotti da essi derivatiCapitolo 1CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di proteine animali trasformate non destinate al consumo umano e di prodotti contenenti tali proteine, compresi i miscugli, ma esclusi gli alimenti per animali da compagniaNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione delle proteine animali trasformate o dei prodotti contenenti tali proteineNatura delle proteine animali trasformate o dei prodotti contenenti tali proteine: Proteine animali trasformate di:  (specie)Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento della partita di produzione:  II. Origine delle proteine animali trasformate o dei prodotti contenenti tali proteineIndirizzo e numero di riconoscimento dello stabilimento riconosciuto:  III. Destinazione delle proteine animali trasformate o dei prodotti contenenti tali proteineLe proteine animali trasformate o i prodotti contenenti tali proteine sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, dichiara di aver preso atto del regolamento (CE) n. ..../... del Consiglio e del Parlamento europeo e certifica chea) le proteine animali trasformate o i prodotti sopra descritti contengono esclusivamente o parzialmente proteine animali trasformate non destinate al consumo umano, chei) sono stati preparate e immagazzinate in un impianto di trasformazione riconosciuto, convalidato e controllato dall'autorità competente in conformità dell'articolo 15 del regolamento  (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo;ii) sono stati preparate esclusivamente con i seguenti sottoprodotti di origine animale:-parti di animali macellati in un macello, dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria, ma non destinate al consumo umano per motivi commerciali;-parti di animali macellati in un macello, scartate in quanto inidonee al consumo umano ma che non presentano segni di malattie trasmissibili all'uomo o agli animali e provenienti da carcasse dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria;-pelli, zoccoli e corna, setole di suini e piume ottenuti da animali macellati in un macello e considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem;-sangue ottenuto da animali macellati in un macello e considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem;-sottoprodotti di origine animale ottenuti dalla fabbricazione di prodotti destinati al consumo umano, quali ossa sgrassate, ciccioli, ecc.;-prodotti alimentari di origine animale o contenenti prodotti di origine animale, originariamente destinati al consumo umano ma in seguito riservati al consumo animale per motivi commerciali o a causa di problemi di lavorazione o di imballaggio o di qualsiasi altro difetto che non comporti alcun rischio per la salute umana o animale;-pesce o altri animali marini ad eccezione dei mammiferi, catturati in alto mare e destinati alla produzione di farina di pesce;-frattaglie fresche di pesce provenienti da stabilimenti che fabbricano prodotti a base di pesce destinati al consumo umano;-conchiglie, sottoprodotti dell'incubazione e sottoprodotti derivanti da uova rotte, provenienti da animali che non presentano sintomi clinici di malattie trasmissibili all'uomo o agli animali attraverso i tali prodotti;iii) sono stati riscaldati-ad una temperatura interna superiore a 133 °C, per almeno 20 minuti senza interruzione, ad una pressione (assoluta) di almeno 3 bar prodotta mediante vapore saturo, con una dimensione delle particelle prima della trasformazione non superiore a 50 mm [28], oppure[28]   Cancellare se non pertinente.-nel caso della farina di sangue o di proteine di specie animali diverse dai mammiferi, diverse dalla farina di pesce, secondo il metodo di trasformazione .............. di cui all'allegato III, capitolo III, del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo1il campione prelevato con scelta casuale è conforme alle seguenti condizioni [29]:[29]   in cui:-clostridium perfringens: assenza in 1 g-salmonella: assenza in 25 g, n = 5, c = 0, m = 0, M = 0-enterobacteriaceae: n=5, c=2, n=10, M 3 x 10  in 1 g;-nel caso della farina di pesce, secondo il metodo di trasformazione .......... di cui all'allegato III, capitolo III, del regolamento (CE) n. ..../.... del Consiglio e del Parlamento europeo1, o ad una temperatura di almeno 80 °C in tutta la massa1 e purché il campione prelevato con scelta casuale sia conforme alle seguenti condizioni:-salmonella: assenza in 25 g, n = 5, c = 0, m = 0, M = 0-enterobacteriaceae: n=5, c=2, n=10, M 3 x 10  in 1 gb) un campione del prodotto finale prelevato con scelta casuale è stato esaminato, immediatamente prima della spedizione, dall'autorità competente ed è risultato conforme alle seguenti condizioni:salmonella: assenza in 25 g, n = 5, c = 0, m = 0, M = 0;c) il prodotto finale-è stato confezionato in imballaggi nuovi,oppure,-nel caso di spedizione alla rinfusa, i contenitori o qualsiasi altro mezzo di trasporto sono stati integralmente puliti e disinfettati con un disinfettante approvato dall'autorità competente prima dell'uso1;d) il prodotto finale è stato immagazzinato in depositi chiusi;e) il prodotto finale è stato trattato con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni dopo il trattamento.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [30][30]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)3 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole)Capitolo 2(A)CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di latte pastorizzato e prodotti a base di latte pastorizzato non destinati al consumo umanoNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione del latte e dei prodotti a base di latteLatte di:  (specie)Descrizione del latte e dei prodotti a base di latte: Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento del lotto/della partita di produzione: II. OrigineIndirizzo e numero di registrazione dello stabilimento di trattamento o di trasformazione [31]:   [31]   Cancellare se non pertinente.III. Destinazione del latte e dei prodotti a base di latteIl latte/i prodotti a base di latte sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto [32]: [32]   Per i veicoli utilizzati per il trasporto delle merci indicare il numero d'immatricolazione; per i contenitori indicare il relativo numero e il numero di sigillo.Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che:1. .............. (paese esportatore), ..................... (regione) [33] è risultato indenne da peste suina e afta epizootica nei 12 mesi immediatamente precedenti l'esportazione e durante lo stesso periodo non ha praticato vaccinazioni contro tali malattie.[33]   Da compilare se l'autorizzazione ad esportare nella Comunità è limitata ad alcune regioni del paese terzo interessato.2. Il latte/i prodotti a base di latte oggetto del presente certificatoa) sono stati ottenuti da latte crudo proveniente da animali-che non presentano sintomi clinici di una malattia trasmissibile all'uomo o agli animali attraverso il latte;-appartenenti ad aziende non soggette a restrizioni ufficiali a causa della peste suina o dell'afta epizootica; eb) sono stati sottoposti a trattamento mediante calore ad una temperatura di .... per ..... (tempo), sufficiente a produrre una reazione negativa alla prova di fosfatasi, seguito, per quanto riguarda il latte disidratato o i prodotti a base di latte disidratato, da un processo di essiccazione.3. Dopo la trasformazione, sono state prese tutte le precauzioni per evitare la contaminazione del latte/dei prodotti a base di latte.4. Il latte/il prodotto a base di latte è stato collocato in contenitori nuovi1 o-in caso di utilizzazione di contenitori per merci sfuse, questi ultimi sono stati disinfettati prima del carico, mediante un prodotto approvato dalle autorità competenti1 e-i contenitori recano un contrassegno che precisa la natura del latte/del prodotto a base di latte. Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [34][34]  La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)4 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (B)CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di prodotti a base di latte il cui pH sia stato ridotto a meno di 6, non destinati al consumo umanoNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione dei prodotti a base di latteLatte di:  (specie)Descrizione dei prodotti a base di latte: Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento del lotto/della partita di produzione: II. OrigineIndirizzo e numero di registrazione dello stabilimento di trattamento o di trasformazione [35]:   [35]   Cancellare se non pertinente.III. Destinazione dei prodotti a base di latteI prodotti a base di latte sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto [36]: [36]   Per i veicoli utilizzati per il trasporto delle merci indicare il numero d'immatricolazione; per i contenitori indicare il relativo numero e il numero di sigillo.Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che:1. I prodotti a base di latte oggetto del presente certificato:a) sono stati ottenuti da latte crudo proveniente da animali:-che non presentano sintomi clinici di una malattia trasmissibile all'uomo o agli animali attraverso il latte;-appartenenti ad aziende non soggette a restrizioni ufficiali a causa della peste suina o dell'afta epizootica; eb) sono stati sottoposti a trattamento termico ad una temperatura di .... per ..... (tempo), sufficiente a determinare una reazione negativa alla prova di fosfatasi ec) sono stati sottoposti a un processo di acidificazione attraverso il quale il pH viene mantenuto al di sotto di 6 per almeno un'ora.2. Dopo la trasformazione, sono state prese tutte le precauzioni per evitare la contaminazione dei prodotti a base di latte.3. I prodotti a base di latte sono stati collocati in contenitori nuovi1 o-in caso di utilizzazione di contenitori per merci sfuse, questi ultimi sono stati disinfettati prima del carico, mediante un prodotto approvato dalle autorità competenti1 e-i contenitori recano un contrassegno che precisa la natura del latte/del prodotto a base di latte. Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [37][37]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)3 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (C)CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di latte e prodotti a base di latte sottoposti a processo di sterilizzazione o ad un doppio trattamento termico, non destinati al consumo umanoNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione del latte e dei prodotti a base di latteLatte di:  (specie)Descrizione del latte e dei prodotti a base di latte: Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento del lotto/della partita di produzione: II. OrigineIndirizzo e numero di registrazione dello stabilimento di trattamento o di trasformazione [38]:   [38]   Cancellare se non pertinente.III. Destinazione del latte e dei prodotti a base di latteIl latte/i prodotti a base di latte sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto [39]: [39]   Per i veicoli utilizzati per il trasporto delle merci indicare il numero d'immatricolazione; per i contenitori indicare il relativo numero e il numero di sigillo.Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che:1. Il latte/i prodotti a base di latte oggetto del presente certificato:a) sono stati ottenuti da latte crudo proveniente da animali:-che non presentano sintomi clinici di una malattia trasmissibile all'uomo o agli animali attraverso il latte;-appartenenti ad aziende non soggette a restrizioni ufficiali a causa della peste suina o dell'afta epizootica; eb) sono stati sottopostii) a un processo di sterilizzazione attraverso il quale si ottiene un valore di F° pari o superiore a 3, oppureii) a trattamento termico ad una temperatura di .... per ..... (tempo), sufficiente a determinare una reazione negativa alla prova di fosfatasi, seguito da un ulteriore trattamento termico ad una temperatura di ...... per ...... (tempo), che ha garantito una reazione negativa alla prova di fosfatasi, seguito, per quanto riguarda il latte disidratato o i prodotti a base di latte disidratato, da un processo di essiccazione.2. Dopo la trasformazione, sono state prese tutte le precauzioni per evitare la contaminazione del latte/dei prodotti a base di latte.3. Il latte/il prodotto a base di latte è stato collocato in contenitori nuovi1 o-in caso di utilizzazione di contenitori per merci sfuse, questi ultimi sono stati disinfettati prima del carico, mediante un prodotto approvato dalle autorità competenti1 e-i contenitori recano un contrassegno che precisa la natura del latte/del prodotto a base di latte. Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [40][40]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)3 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole)Capitolo 3(A)CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di alimenti in conserva per animali da compagniaNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione degli alimenti per animali da compagniaGli alimenti per animali da compagnia sono stati prodotti con materie prime delle specie seguenti: Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento del lotto/della partita di produzione: II. Origine degli alimenti per animali da compagniaIndirizzo e numero di riconoscimento dello stabilimento riconosciuto:  III. Destinazione degli alimenti per animali da compagniaGli alimenti per animali da compagnia sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, dichiara di aver preso atto del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo e certifica che gli alimenti per animali da compagnia sopra descritti:a) sono stati preparati e immagazzinati in un impianto di trasformazione riconosciuto e controllato dall'autorità competente in conformità dell'articolo 16 del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo;b) sono stati preparati esclusivamente con i seguenti sottoprodotti di origine animale:-parti di animali macellati in un macello, dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria, ma non destinate al consumo umano per motivi commerciali;-parti di animali macellati in un macello, scartate in quanto inidonee al consumo umano ma che non presentano segni di malattie trasmissibili all'uomo o agli animali e provenienti da carcasse dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria;-pelli, zoccoli e corna, setole di suini e piume ottenuti da animali macellati in un macello e considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem;-sangue ottenuto da animali macellati in un macello e considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem;-sottoprodotti di origine animale ottenuti dalla fabbricazione di prodotti destinati al consumo umano, quali ossa sgrassate, ciccioli, ecc.;-prodotti alimentari di origine animale o contenenti prodotti di origine animale, originariamente destinati al consumo umano ma in seguito riservati al consumo animale per motivi commerciali o a causa di problemi di lavorazione o di imballaggio o di qualsiasi altro difetto che non comporti alcun rischio per la salute umana o animale;-pesce o altri animali marini ad eccezione dei mammiferi, catturati in alto mare e destinati alla produzione di farina di pesce;-frattaglie fresche di pesce provenienti da stabilimenti che fabbricano prodotti a base di pesce destinati al consumo umano;-conchiglie, sottoprodotti dell'incubazione e sottoprodotti derivanti da uova rotte, provenienti da animali che non presentano sintomi clinici di malattie trasmissibili agli uomini o agli animali attraverso tali prodotti;c) sono stati sottoposti a trattamento termico in recipienti ermeticamente chiusi almeno fino al raggiungimento del valore Fc = 3,0;d) sono stati analizzati, sulla base di un campione prelevato con scelta casuale e formato almeno da cinque contenitori per partita trasformata, applicando metodi diagnostici di laboratorio atti ad accertare l'adeguata esecuzione del trattamento termico sull'intero lotto, conformemente a quanto previsto alla lettera a);e) sono stati trattati con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni dopo il trattamento.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [41][41]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)1 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (B)CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di alimenti trasformati per animali da compagnia, diversi dagli alimenti in conserva per animali da compagniaNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione degli alimenti per animali da compagniaGli alimenti per animali da compagnia sono stati prodotti con materie prime delle specie seguenti:  Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento del lotto/della partita di produzione: II. Origine degli alimenti per animali da compagniaIndirizzo e numero di riconoscimento dello stabilimento riconosciuto:  III. Destinazione degli alimenti per animali da compagniaGli alimenti per animali da compagnia sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, dichiara di aver preso atto del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo e certifica che gli alimenti per animali da compagnia sopra descritti:a) sono stati preparati e immagazzinati in un impianto di trasformazione riconosciuto e controllato dall'autorità competente in conformità dell'articolo 16 del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo;b) sono stati preparati esclusivamente con i seguenti sottoprodotti di origine animale:-parti di animali macellati in un macello, dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria, ma non destinate al consumo umano per motivi commerciali;-parti di animali macellati in un macello, scartate in quanto inidonee al consumo umano ma che non presentano segni di malattie trasmissibili all'uomo o agli animali e provenienti da carcasse dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria;-pelli, zoccoli e corna, setole di suini e piume ottenuti da animali macellati in un macello, considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem;-sangue ottenuto da animali macellati in un macello e considerati atti alla macellazione in virtù della normativa comunitaria a seguito di un'ispezione ante mortem;-sottoprodotti di origine animale ottenuti dalla fabbricazione di prodotti destinati al consumo umano, quali ossa sgrassate, ciccioli, ecc.;-prodotti alimentari di origine animale o contenenti prodotti di origine animale, originariamente destinati al consumo umano ma in seguito riservati al consumo animale per motivi commerciali o a causa di problemi di lavorazione o di imballaggio o di qualsiasi altro difetto che non comporti alcun rischio per la salute umana o animale;-pesce o altri animali marini ad eccezione dei mammiferi, catturati in alto mare e destinati alla produzione di farina di pesce;-frattaglie fresche di pesce provenienti da stabilimenti che fabbricano prodotti a base di pesce destinati al consumo umano;-gusci d'uovo, sottoprodotti dei centri di incubazione e sottoprodotti ottenuti da uova incrinate, provenienti da animali che non presentano sintomi clinici di malattie trasmissibili all'uomo o agli animali attraverso i prodotti medesimi;c) sono stati prodotti in modo che gli alimenti trasformati per animali da compagnia o i loro ingredienti di origine animale fossero sottoposti a trattamento termico fino al raggiungimento di una temperatura di almeno 90°C in tutta la massa;d) sono stati esaminati, sulla base di almeno cinque campioni di ciascuna partita lavorata prelevati con scelta casuale durante e dopo il magazzinaggio nell'impianto di trasformazione e sono risultati conformi alle seguenti condizioni [42]:[42]   in cui:-salmonella: assenza in 25 g, n = 5, c = 0, m = 0, M = 0;-enterobacteriaceae: n=5, c=2, n=10, M 3 x 10  in 1 g;e) sono stati trattati con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni dopo il trattamento;f) sono stati confezionati in imballaggi nuovi.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [43][43]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (C)CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di articoli da masticareNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione degli articoli da masticareGli articoli da masticare sono stati prodotti con materie prime delle specie seguenti:  Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: II. Origine degli articoli da masticareIndirizzo e numero di riconoscimento dello stabilimento riconosciuto:  III. Destinazione degli articoli da masticareGli articoli da masticare sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, dichiara di aver preso atto del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo e certifica che gli articoli da masticare sopra descritti:a) sono stati preparati e immagazzinati in un impianto di trasformazione riconosciuto e controllato dall'autorità competente in conformità dell'articolo 16 del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo;b) sono stati preparati esclusivamente con i seguenti sottoprodotti di origine animale:-parti di animali macellati in un macello, dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria, ma non destinate al consumo umano per motivi commerciali;-parti di animali macellati in un macello, scartate in quanto inidonee al consumo umano ma che non presentano segni di malattie trasmissibili all'uomo o agli animali e provenienti da carcasse dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria;-pelli ottenute da animali abbattuti in un macello che sono stati sottoposti ad ispezione ante mortem e "post mortem" e che non hanno evidenziato alcun sintomo clinico di malattie infettive;c) sono stati sottopostii) per quanto riguarda gli articoli da masticare ottenuti da pelli di ungulati, a un trattamento termico in grado di distruggere la salmonella1;ii) per quanto riguarda gli articoli da masticare ottenuti da sottoprodotti di origine animale diversi dalle pelli di ungulati, a un trattamento termico fino al raggiungimento di una temperatura di almeno 90°C in tutta la massa [44];[44]  Cancellare se non pertinente.d) sono stati esaminati, sulla base di almeno cinque campioni di ciascuna partita lavorata prelevati con scelta casuale durante e dopo il magazzinaggio nell'impianto di trasformazione e sono risultati conformi alle seguenti condizioni [45]:[45]   in cui:-salmonella: assenza in 25 g, n = 5, c = 0, m = 0, M = 0;-enterobacteriaceae: n=5, c=2, n=10, M 3 x 10  in 1 g;e) sono stati trattati con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni dopo il trattamento;f) sono stati confezionati in imballaggi nuovi.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [46][46]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)3 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (D)CERTIFICATO SANITARIOrelativo alla spedizione verso la Comunità europea di alimenti greggi per animali da compagniaNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione degli alimenti greggi per animali da compagniaGli alimenti greggi per animali da compagnia sono stati fabbricati con sottoprodotti di origine animale delle specie seguenti:  Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento del lotto/della partita di produzione: II. Origine degli alimenti greggi per animali da compagniaIndirizzo e numero di riconoscimento dello stabilimento riconosciuto:  III. Destinazione degli alimenti greggi per animali da compagniaGli alimenti greggi per animali da compagnia sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, dichiara di aver preso atto del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo e certifica che gli alimenti greggi per animali da compagnia sopra descritti:a) sono costituiti da sottoprodotti di origine animale ottenuti dalle specie di cui al punto I e soddisfano le pertinenti disposizioni di polizia sanitaria previste dalla/e decisione/i .../.../... della Commissione [47];[47]   Citare la/e pertinente/i decisione/i in vigore, relativa/e alle carni fresche delle specie domestiche corrispondenti.b) sono costituiti soltanto da parti di animali macellati in un macello riconosciuto dalla CE, dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria ma non destinate al consumo umano per motivi commerciali;c) sono stati preparati e immagazzinati in un impianto di trasformazione riconosciuto e controllato dall'autorità competente in conformità dell'articolo 16 del regolamento (CE) n. .../... del Consiglio e del Parlamento europeo;d) sono stati trattati con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni dopo il trattamento;e) sono stati confezionati in imballaggi nuovi, tali da evitare dispersioni di materiale.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [48][48]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole)Capitolo 4CERTIFICATO SANITARIOper l'importazione di siero di equidi destinato alla spedizione verso la Comunità europea in provenienza da paesi terzi o parti di paesi terzi dai quali è autorizzata l'importazione di equidi vivi da macelloNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione del sieroSiero di:  (specie)Natura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Peso netto: II. Origine del sieroIndirizzo e numero di controllo veterinario dello stabilimento di raccolta autorizzato:  III. Destinazione del sieroIl siero è speditoda:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che il siero di equidi sopra descritto:a) proviene da un paese nel quale sono soggette a obbligo di denuncia le seguenti malattie: peste equina, durina, morva, encefalomielite equina (tutte le forme, compresa la VEE), anemia infettiva, stomatite vescicolosa, rabbia, carbonchio ematico;b) è stato ottenuto, sotto il controllo di un veterinario, da equidi che al momento del prelievo non presentavano sintomi clinici di malattie infettive;c) è stato ottenuto da equidi che fin dalla nascita hanno soggiornato nel territorio, oppure, in caso di regionalizzazione operata ai sensi della legislazione comunitaria, in parti del territorio di un paese terzo, in cui:i) negli ultimi 2 anni non sono stati registrati casi di encefalomielite equina venezuelana;ii) negli ultimi 6 mesi non sono stati registrati casi di durina;iii) negli ultimi 6 mesi non sono stati registrati casi di morva;d) è stato ottenuto da equidi che, al momento del prelievo, non provenivano da un'azienda o non erano presenti in un'azienda alla quale si applicavano divieti per motivi di polizia sanitariai) nei 6 mesi precedenti nel caso di encefalomielite equina, a contare dalla data in cui gli equidi affetti dalla malattia sono stati abbattuti,ii) nel caso di anemia infettiva, fino alla data in cui, dopo l'abbattimento degli animali infetti, i capi rimasti sono risultati negativi a due test di Coggins eseguiti a 3 mesi di distanza l'uno dall'altro,iii) nei 6 mesi precedenti nel caso di stomatite vescicolosa,iv) nel mese precedente la constatazione dell'ultimo caso registrato di rabbia,v) nei 15 giorni precedenti la constatazione dell'ultimo caso registrato di carbonchio;se tutti gli animali di specie sensibili alla malattia presenti nell'azienda sono stati abbattuti e i locali disinfettati, il periodo di applicazione dei divieti è di 30 giorni, a decorrere dal giorno in cui gli animali sono stati distrutti e i locali disinfettati, salvo nel caso del carbonchio, per il quale il periodo suddetto è di 15 giorni;e) è stato trattato con tutte le precauzioni per evitare la contaminazione con agenti patogeni durante la produzione, la manipolazione e il confezionamento;f) è stato confezionato in contenitori impermeabili sigillati, sui quali è chiaramente riportata la dicitura "siero di equidi" e il numero di registrazione dello stabilimento di raccolta.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [49][49]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)1 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole)Capitolo 5(A)CERTIFICATO DI POLIZIA SANITARIAper la spedizione verso la Comunità europea di pelli di ungulati fresche o refrigerateNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione delle pelliPelli di:  (specie)Natura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Peso netto: Numero/i di sigillo di contenitori, autocarri, vagoni ferroviari o balle: II. Origine delle pelliIndirizzo e numero di controllo veterinario dello stabilimento registrato e controllato: III. Destinazione delle pelliLe pelli sono spediteda:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che le pelli sopra descritte:a) sono state ottenute da animali macellati presso un macello, che sono stati sottoposti a ispezione ante mortem e "post mortem", risultando indenni da malattie gravi trasmissibili all'uomo o agli animali e che non sono stati macellati al fine di eradicare malattie epizootiche;b) sono originarie di un paese oppure, in caso di regionalizzazione operata ai sensi della legislazione comunitaria, di una parte di un paese da cui sono autorizzate le importazioni di tutte le categorie di carni fresche delle specie corrispondenti, indenne, per almeno 12 mesi prima della spedizione, dalle seguenti malattie e in cui non sono state praticate in tale periodo vaccinazioni contro le seguenti malattie:-peste suina classica [50],[50]   Cancellare le malattie che non colpiscono le specie in oggetto.-peste suina africana1,-malattia di Teschen1,-peste bovina1,indenne, per almeno 24 mesi prima della spedizione, da afta epizootica e in cui, per 12 mesi prima della spedizione, non sono state effettuate vaccinazioni contro tale malattia1;c) sono state ottenute-da animali che hanno soggiornato nel territorio di origine per almeno 3 mesi prima della macellazione, ovvero dal momento della nascita, se trattasi di animali di età inferiore a 3 mesi;-nel caso di pelli di artiodattili, da animali provenienti da aziende nelle quali non si sono verificati casi di afta epizootica nei precedenti 30 giorni e intorno alle quali, nel raggio di 10 km, non si sono verificati casi della suddetta malattia negli ultimi 30 giorni;-nel caso di pelli di suini, da animali provenienti da aziende nelle quali non si sono verificati casi di malattia vescicolare dei suini nei precedenti 30 giorni o di peste suina classica o africana nei precedenti 40 giorni e intorno alle quali, nel raggio di 10 km, non si sono verificati casi di tali malattie negli ultimi 30 giorni;-da animali che sono stati sottoposti ad ispezione sanitaria ante mortem presso il macello nelle 24 ore precedenti la macellazione, senza che venisse accertata la presenza di sintomi di afta epizootica1, peste bovina1, peste suina classica1, peste suina africana1 o malattia vescicolare dei suini1;d) sono state trattate con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [51][51]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (B)CERTIFICATO DI POLIZIA SANITARIAper la spedizione verso la Comunità europea di pelli trattate di ungulati originarie di paesi terzi o parti di paesi terzi elencati nella parte 1 dell'allegato della decisione 79/542/CEENota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione delle pelliPelli di:  (specie)Natura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Peso netto: Numero/i di sigillo di contenitori, autocarri, vagoni ferroviari o balle: II. Origine delle pelliIndirizzo e numero di controllo veterinario dello stabilimento registrato e controllato: III. Destinazione delle pelliLe pelli sono spediteda:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che le pelli sopra descritte sono state ottenute da animali macellati presso un macello che sono stati sottoposti a ispezione ante mortem e "post mortem", risultando indenni da malattie gravi trasmissibili all'uomo o agli animali, che non sono stati macellati al fine di eradicare malattie epizootiche1. e [52][52]  Cancellare se non pertinente.a) sono originarie di un paese o di una parte di un paese in cui non sono stati registrati, negli ultimi 12 mesi, casi delle seguenti malattie, soggette a obbligo di denuncia nel paese di origine:-peste bovina [53],[53]  Cancellare le malattie che non colpiscono le specie in oggetto.-afta epizootica2,-peste suina classica2,-peste suina africana2e sono state-essiccate1, o-salate secche o verdi per almeno 14 giorni prima di essere spedite1, o-salate secche o verdi in data .......... e, secondo la dichiarazione del trasportatore, saranno trasportate per nave e la durata del trasporto sarà tale che esse saranno sottoposte a salatura per almeno 14 giorni prima di raggiungere il posto d'ispezione frontaliero della CE1;oppure1b) sono state-sottoposte a salatura per 7 giorni mediante salmarino con aggiunta del 2% di carbonato di sodio1,oppure-sottoposte a salatura mediante salmarino con aggiunta del 2% di carbonato di sodio in data .......... e, secondo la dichiarazione del trasportatore, saranno trasportate per nave e la durata del trasporto sarà tale che esse saranno sottoposte a salatura per almeno 7 giorni prima di raggiungere il posto d'ispezione frontaliero della CE, oppure-sottoposte a essiccazione per 42 giorni a una temperatura di almeno 20 °C1;2. sono state trattate con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [54][54]  La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)3 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (C)DICHIARAZIONE UFFICIALEper pelli di ungulati, ad eccezione delle pelli di suini e di equidi, destinate alla spedizione verso la Comunità europea, che sono state tenute isolate per 21 giorni o che hanno subito un trasporto ininterrotto di 21 giorni prima dell'importazioneNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento della presente dichiarazione ufficiale: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione delle pelliPelli di:  (specie)Natura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Peso netto: Numero/i di sigillo di contenitori, autocarri, vagoni ferroviari o balle: II. Origine delle pelliIndirizzo e numero di controllo ufficiale dello stabilimento:  III. Destinazione delle pelliLe pelli sono spediteda:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che le pelli sopra descritte:a) sono state-essiccate [55], oppure[55]   Cancellare se non pertinente.-salate secche o verdi per almeno 14 giorni prima di essere spedite1, o-sottoposte a salatura durante 7 giorni mediante sale (marino) con aggiunta del 2% di carbonato di sodio1, o-sottoposte a essiccazione per 42 giorni a una temperatura di almeno 20 °C1;b) sono state trattate con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni dopo il trattamento e non sono state in contatto con animali vivi o prodotti di origine animale;c) - sono state tenute isolate immediatamente prima della spedizione, sotto controllo ufficiale, per 21 giorni dopo il trattamento di cui alla lettera a)1, o-secondo la dichiarazione del trasportatore, la durata prevista del trasporto è di almeno 21 giorni1.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [56][56]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole)Capitolo 6(A)CERTIFICATO/DOCUMENTOper la spedizione verso la Comunità europea di trofei di caccia trattati di volatili e ungulati, costituiti unicamente da ossa, corna, zoccoli, palchi, denti o pelliNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del presente certificato/documento: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione dei trofei di cacciaTrofei di caccia di:  (specie)Natura dei trofei di caccia:a) esclusivamente ossa, corna, zoccoli, palchi o denti1: b) esclusivamente pelli [57]: [57]  Cancellare se non pertinente.Natura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Numero di riferimento del certificato Cites1: II. Destinazione dei trofei di cacciaI trofei di caccia sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: III. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che i trofei di caccia sopra descrittia) sono stati confezionati, immediatamente dopo il trattamento, senza essere stati in contatto con altri prodotti di origine animale in grado di contaminarli, in imballaggi singoli, trasparenti e chiusi in modo da evitare eventuali contaminazioni successive;b) per quanto riguarda i trofei di caccia costituiti unicamente da pelli1, sono stati-essiccati2,-salati secchi o verdi per almeno 14 giorni prima della spedizione1, -salati secchi o verdi in data .......... e, secondo la dichiarazione del trasportatore, saranno trasportati per nave e la durata del trasporto sarà tale che essi saranno sottoposti a salatura per almeno 14 giorni prima di raggiungere il posto d'ispezione frontaliero della Comunità europea1;c) per quanto riguarda i trofei di caccia costituiti unicamente di ossa, corna, zoccoli, palchi e denti ,-sono stati immersi in acqua bollente per un periodo adeguato, in modo da garantire che sia stata eliminata qualsiasi materia diversa da ossa, corna, zoccoli, palchi e denti;-sono stati disinfettati con un prodotto autorizzato dall'autorità competente del paese speditore, in particolare con acqua ossigenata per quanto si riferisce alle parti costituite di ossa.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [58][58]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (B)CERTIFICATO VETERINARIOper la spedizione verso la Comunità europea di trofei di caccia di volatili e ungulati, costituiti da parti anatomiche intere che non abbiano subito alcun trattamentoNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del presente certificato: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione dei trofei di cacciaTrofei di caccia di:  (specie)Natura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Numero di riferimento del certificato Cites [59]: [59]   Cancellare se non pertinente.II. Destinazione dei trofei di caccia:I trofei di caccia sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: III. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che:1. Per quanto riguarda i trofei di caccia di artiodattili, esclusi i suini1,a) il/la .............., (regione) ............ è indenne da afta epizootica e da peste bovina da almeno 12 mesi e durante questo periodo non vi è stata praticata alcuna vaccinazione contro tali malattie;b) i trofei di caccia sopra descrittia) sono stati ottenuti da animali abbattuti nel territorio di .........., nella regione di ............., autorizzato all'esportazione di carni fresche delle specie domestiche corrispondenti, non soggetto negli ultimi 60 giorni a norme restrittive di polizia sanitaria a causa dell'insorgere di malattie cui la selvaggina è sensibile;b) provengono da animali abbattuti ad almeno 20 km di distanza dalle frontiere di un altro paese terzo o parte di paese terzo, non autorizzati ad esportare nella Comunità trofei di caccia non trattati di artiodattili, esclusi i suini.2. Per quanto riguarda i trofei di caccia di suini selvatici1,a) il/la ..................è indenne da peste suina classica, peste suina africana, malattia vescicolosa dei suini, afta epizootica ed encefalomielite enterovirale suina (malattia di Teschen) da almeno 12 mesi e, durante questo periodo, non vi è stata praticata alcuna vaccinazione contro le malattie suddette;b) i trofei di caccia sopra descrittia) sono stati ottenuti da animali abbattuti nel territorio di .........., autorizzato all'esportazione di carni fresche delle specie domestiche corrispondenti, non soggetto negli ultimi 60 giorni a norme restrittive di polizia sanitaria a causa dell'insorgere di malattie cui i suini sono sensibili;b) provengono da animali abbattuti ad almeno 20 km di distanza dalle frontiere di un altro paese terzo o parte di paese terzo, non autorizzati ad esportare nella Comunità trofei di caccia non trattati di suini selvatici.3. I trofei di caccia di solipedi sono stati ottenuti da solipedi selvatici abbattuti nel territorio di ........... 1 (paese esportatore).4. Per quanto riguarda i trofei di caccia di selvaggina di piuma1,a) il/la .............., regione di ........, è immune dall'influenza aviaria e dalla malattia di Newcastle;b) i trofei di caccia sopra descritti sono stati ottenuti da selvaggina di penna abbattuta nel territorio di .........., regione di ............., non soggetto negli ultimi 30 giorni a norme restrittive di polizia sanitaria a causa dell'insorgenza di malattie cui la selvaggina di penna è sensibile.5. I trofei di caccia sopra descritti sono stati confezionati, senza essere stati in contatto con altri prodotti di origine animale in grado di contaminarli, in imballaggi singoli, trasparenti e chiusi in modo da evitare eventuali contaminazioni successive.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [60][60]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole)3 Cancellare se non pertinente.Capitolo 7(A)CERTIFICATO DI POLIZIA SANITARIAper la spedizione verso la Comunità europea di setole di suini provenienti da paesi terzi o da loro regioni indenni da peste suina africanaNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato di polizia sanitaria: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione delle setole di suiniNatura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Peso netto: II. Origine delle setole di suiniIndirizzo e numero di controllo veterinario dello stabilimento registrato:  III. Destinazione delle setole di suiniLe setole di suini sono spediteda:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che1. le setole di suini sopra descritte sono state ottenute da suini originari di .... e macellati in un macello situato nel paese di origine;2. i suini dai quali sono state ottenute le setole non hanno mostrato, durante l'ispezione effettuata al momento della macellazione, sintomi di malattie trasmissibili all'uomo o ad altri animali e non sono stati macellati al fine di eradicare malattie epizootiche;3. il paese di origine oppure, in caso di regionalizzazione operata ai sensi della legislazione comunitaria, la regione di origine è indenne da almeno 12 mesi da peste suina africana;4. le setole di suini sono asciutte e saldamente chiuse in imballaggi.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [61][61]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)1 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole) (B)CERTIFICATO DI POLIZIA SANITARIAper la spedizione verso la Comunità europea di setole di suini provenienti da paesi terzi o da loro regioni non indenni da peste suina africanaNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato di polizia sanitaria: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione delle setole di suiniNatura dell'imballaggio: Numero dei pezzi o dei colli: Peso netto: II. Origine delle setole di suiniIndirizzo e numero di controllo veterinario dello stabilimento registrato:  III. Destinazione delle setole di suiniLe setole di suini sono spediteda:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che1. le setole di suini sopra descritte sono state ottenute da suini originari di .... e macellati in un macello situato nel paese di origine;2. i suini dai quali sono state ottenute le setole non hanno mostrato, durante l'ispezione effettuata al momento della macellazione, sintomi di malattie trasmissibili all'uomo o ad altri animali e non sono stati macellati al fine di eradicare malattie epizootiche;3. le setole di suini sopra descritte sono state-bollite [62][62]   Cancellare se non pertinente.-tinte1-decolorate1;4. le setole di suini sono asciutte e saldamente chiuse in imballaggi.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [63][63]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscoleCapitolo 8CERTIFICATO SANITARIOper la spedizione verso la Comunità europea di sottoprodotti di origine animale non trasformati, destinati alla fabbricazione di alimenti per animali da compagnia o di prodotti tecnici, compresi i prodotti farmaceuticiNota per l'importatore: Il presente certificato è ad uso esclusivamente veterinario e deve scortare la partita fino al posto d'ispezione frontaliero.Numero di riferimento del certificato sanitario: Paese di destinazione:  (nome dello Stato membro della CE)Paese esportatore: Ministero responsabile: Servizio che rilascia il certificato: I. Identificazione dei sottoprodotti di origine animale non trasformatiNatura dei sottoprodotti di origine animale non trasformati:  (specie)Natura dell'imballaggio: Numero dei colli: Peso netto: Numero di riferimento del lotto/della partita di produzione: II. Origine dei sottoprodotti di origine animale non trasformatiIndirizzo e numero di riconoscimento dello stabilimento riconosciuto:  III. Destinazione dei sottoprodotti di origine animale non trasformatiI sottoprodotti di origine animale non trasformati sono speditida:  (luogo di carico)a:  (paese e luogo di destinazione)con il seguente mezzo di trasporto: Numero del sigillo: Nome e indirizzo dello speditore: Nome e indirizzo del destinatario: IV. Certificato sanitarioIl sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che i sottoprodotti di origine animale non trasformati sopra descrittia) sono costituiti da sottoprodotti di origine animale ottenuti dalle specie di cui al punto I e soddisfano le pertinenti disposizioni di polizia sanitaria previste dalla/e decisione/i .../.../... della Commissione [64];[64]   Citare la/e pertinente/i decisione/i in vigore, relativa/e alle carni fresche delle specie domestiche corrispondenti.b) sono costituiti soltanto da parti di animali macellati in un macello, dichiarate idonee al consumo umano in virtù della normativa comunitaria ma non destinate al consumo umano per motivi commerciali;c) sono stati congelati nel laboratorio di origine;d) sono stati trattati con tutte le precauzioni atte ad evitare la ricontaminazione con agenti patogeni dopo il trattamento;e) sono stati confezionati in imballaggi nuovi, tali da evitare dispersioni di materiale.Fatto a , il  (luogo) (data)Timbro [65][65]   La firma e il timbro devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa. ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (firma del veterinario ufficiale)2 ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ...... ... (nome, titolo e qualifica del firmatario, in lettere maiuscole)ALLEGATO XIElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umanoGli elenchi seguenti sono elenchi di massima, in quanto le importazioni devono attenersi alle condizioni sanitarie prescritte a tutela della salute umana e di quella animale.Parte IElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di latte e prodotti a base di latteI paesi terzi riportati nelle colonne B o C dell'allegato della decisione 95/340/CE.Parte IIElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di proteine animali trasformate (esclusa la farina di pesce)I paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE.Parte IIIElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di farina di pesce e olio di pesceI paesi terzi elencati nell'allegato della decisione 97/296/CE e i seguenti paesi:(EE) Estonia(PR) Porto Rico(UA) UcrainaParte IVElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di grassi fusi (escluso l'olio di pesce)I paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE.Parte VElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di prodotti sanguigniA. Prodotti sanguigni ottenuti da ungulatiI paesi terzi e le parti di paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE, dai quali è autorizzata l'importazione di tutte le categorie di carni fresche delle specie corrispondenti.B. Prodotti sanguigni ottenuti da altre specieI paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE.Parte VIElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di prodotti sanguigni (non provenienti da equidi) destinati a uso tecnico e farmaceuticoA. Prodotti sanguigni ottenuti da ungulatiI paesi terzi e le parti di paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE, dai quali è autorizzata l'importazione di tutte le categorie di carni fresche delle specie corrispondenti.B. Prodotti sanguigni ottenuti da altre specieI paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE.Parte VIIElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di materiali non trasformati destinati alla fabbricazione di alimenti per animali da compagnia e prodotti tecniciA. Materiali non trasformati ottenuti da animali della specie bovina, ovina, caprina, suina ed equinaI paesi terzi e le parti di paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE, dai quali è autorizzata l'importazione di tutte le categorie di carni fresche delle specie corrispondenti.B. Materiali non trasformati ottenuti da volatili da cortileI paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di carni fresche di volatili da cortile.C. Materiali non trasformati ottenuti da altre specieI paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE.Parte VIIIElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di setole di suini non trasformateI paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE. Parte IXElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di stallatico liquido per trattamento del suoloA. Prodotti trasformati a base di stallatico liquidoI paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE.B. Stallatico liquido trasformato proveniente da equidiI paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE per gli equidi vivi.C. Stallatico liquido non trasformato proveniente da volatili da cortileI paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di carni fresche di volatili da cortile.Parte XElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di alimenti per animali da compagnia e articoli da masticareI paesi terzi elencati nella parte I dell'allegato della decisione 79/542/CEE e i seguenti paesi:(LK) Sri Lanka [66][66]   Esclusivamente per articoli da masticare ottenuti da pelli di ungulati.(JP) Giappone [67][67]   Esclusivamente per alimenti trasformati di origine animale destinati a pesci ornamentali.(TW) Taiwan2Parte XIElenco dei paesi terzi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di gelatina, proteine idrolizzate e fosfato bicalcico per l'alimentazione animaleI paesi terzi elencati nella prima parte dell'allegato della decisione 79/542/CEE e i seguenti paesi:(KR) Repubblica di Corea [68][68]   Soltanto la gelatina.(MY) Malaysia3(PK) Pakistan3(TW) Taiwan3