CELEX: 62021TN0041
Language: it
Date: 2021-01-26 00:00:00
Title: Causa T-41/21: Ricorso proposto il 26 gennaio 2021 — QD/Parlamento

15.3.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 88/38
            
         
      Ricorso proposto il 26 gennaio 2021 — QD/Parlamento
      (Causa T-41/21)
      (2021/C 88/51)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: QD (rappresentante: M. Merola, avvocato)
      
         Convenuto: Parlamento europeo
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare integralmente la decisione dei Questori del Parlamento europeo dell’11 novembre 2020, notificata al ricorrente il 16 novembre 2020, che ha definitivamente confermato la decisione del Segretario generale del Parlamento europeo del 18 maggio 2020, la quale a sua volta ha confermato la comunicazione dell’11 giugno 2019, adottata dal Capo dell’Unità Retribuzione e diritti sociali dei deputati del Parlamento europeo, concernente la fissazione dei diritti alla pensione di cessata attività del ricorrente;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Parlamento europeo al pagamento delle spese del presente giudizio.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il ricorrente nella presente causa chiede l’annullamento, ai sensi dell’art. 263, comma 4, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, della decisione dei Questori del Parlamento europeo dell’ 11 novembre 2020, notificata al ricorrente il 16 novembre 2020, che ha definitivamente confermato la decisione del Segretario generale del Parlamento europeo del 18 maggio 2020, la quale a sua volta ha confermato la comunicazione dell’ 11 giugno 2019 adottata dal Capo dell’Unità Retribuzione e diritti sociali dei deputati del Parlamento europeo concernente la fissazione dei diritti alla pensione di cessata attività del ricorrente a seguito dell’adozione della Deliberazione n. 14/2018 dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati italiana.
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Con il primo motivo di ricorso, il ricorrente fa valere la manifesta violazione dei principi generali del diritto dell’Unione, in particolare il principio di tutela del legittimo affidamento, il principio di certezza del diritto, la tutela del diritto di proprietà, il principio di proporzionalità e il principio di uguaglianza. Inoltre, il ricorrente evidenzia la manifesta irragionevolezza della comunicazione confermata definitivamente dalla decisione impugnata, che pretende di trasporre in sede europea la nuova disciplina della Camera dei deputati italiana senza addurre alcuna ragionevole giustificazione.
               
            
                  2.
               
               
                  Con il secondo motivo di ricorso, il ricorrente lamenta l’errata applicazione dell’art. 75 delle Misure di attuazione dello statuto dei deputati. Tale disposizione rientra infatti tra le misure transitorie, che per definizione sono norme di chiusura di un sistema decaduto, il cui fine è di tutelare le situazioni giuridiche regolate dalla previgente disciplina.
               
            
                  3.
               
               
                  Con il terzo motivo di ricorso, il ricorrente fa valere diversi vizi di ordine formale con riferimento in particolare: all’identificazione della corretta base giuridica della comunicazione, confermata definitivamente dalla decisione impugnata; alla competenza del Capo Unità che ha adottato l’atto; al difetto di motivazione. La comunicazione sarebbe infatti fondata su una disposizione ormai abrogata e, qualificandosi come atto di straordinaria amministrazione, avrebbe dovuto essere adottata dall’Ufficio di Presidenza del Parlamento europeo. Inoltre, la motivazione non è contenuta nella comunicazione confermata definitivamente dalla decisione impugnata, né vi è un rimando all’atto che la potrebbe contenere.