CELEX: C2000/149/21
Language: it
Date: 2000-05-27 00:00:00
Title: Causa C-24/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 27 gennaio 2000

C 149/12                 IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             27.5.2000
Milano, M. Siragusa, del foro di Roma, e F.M. Moretti, del foro             tra Stati membri. L’importatore di un prodotto alimentare deve
di Venezia, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo                   poter scegliere se mantenere la denominazione di vendita con
studio Elvinger, Hoss & Prussen, 2, place Winston Churchill,                la quale il prodotto viene commercializzato nello Stato
avente ad oggetto il ricorso diretto all’annullamento della                 membro di produzione oppure adottare quella con la quale
sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle                     prodotti analoghi sono commercializzati nello Stato membro
Comunità europee (Terza Sezione ampliata) il 14 maggio 1998                 di importazione (1). Tale libertà di scelta può essere limitata
nella causa T-334/94, Sarrió/Commissione (Racc. pag. II-                   solo se il prodotto presentato con l’una o con l’altra denomina-
1439), procedimento in cui l’altra parte è: Commissione delle               zione si differenzi, sotto il profilo della composizione o
Comunità europee (agente: signor R. Lyal, assistito dall’avv. A.            della fabbricazione, dalle merci generalmente conosciute nella
Dal Ferro), la Corte (Quinta Sezione), composta dai signori                 Comunità sotto questa denominazione, al punto di non poter
D.A.O. Edward, presidente di sezione, L. Sevón, P. Jann, H.                essere considerato come un prodotto che rientri nella stessa
Ragnemalm e M. Wathelet (relatore), giudici, avvocato genera-               categoria (2).
le: J. Mischo, cancelliere: R. Grass, il 9 marzo 2000 ha emesso
un’ordinanza il cui dispositivo recita:                                     Il cioccolato contenente sino al 5 % di materie grasse diverse
                                                                            dal burro di cacao prodotto in sei Stati membri: risponde, per
1) Le domande con cui la Sarrió SA chiede alla Corte di decidere di        quanto riguarda gli ingredienti connessi al cacao, agli stessi
      tenere un’udienza e, in subordine, di autorizzarla a depositare       criteri di composizione previsti per il cioccolato che non
      una replica sono respinte.                                            contiene grassi vegetali, l’unica differenza consistendo nella
                                                                            presenza di tali materie sino al 5 %; viene accettato con il
2) Le spese sono riservate.                                                 nome di «cioccolato» praticamente in tutti gli Stati membri e
                                                                            in sei di questi viene fabbricato sotto questa denominazione;
(1) GU C 299 del 26.9.1998.
                                                                            compare sotto tale denominazione nella stessa direttiva
                                                                            73/241/CE. Alla luce di tali elementi, la Commissione ritiene
                                                                            impossibile sostenere che la presenza di questa materia alteri
                                                                            in modo sostanziale la natura del prodotto, al punto che la
                                                                            denominazione di «cioccolato» possa creare confusione circa
                                                                            le sue caratteristiche fondamentali. Per quanto riguarda la
                                                                            tutela dei consumatori, secondo la Commissione includere
                                                                            nell’etichetta un’indicazione neutra ed oggettiva che informi i
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       consumatori circa la presenza nel prodotto di materie grasse
     tro il Regno di Spagna, proposto il 14 gennaio 2000                    vegetali diverse dal burro di cacao costituisce il modo migliore
                                                                            per garantire la libera circolazione in Spagna di tali prodotti e
                           (Causa C-12/00)                                  per assicurare, al contempo, la tutela dei consumatori in
                                                                            Spagna.
                           (2000/C 149/20)
                                                                            (1) Punto 18 della comunicazione della Commissione 89/C 271/03
                                                                                 sulla libera circolazione dei prodotti alimentari all’interno della
Il 14 gennaio 2000 la Commissione delle Comunità europee,                        Comunità (GU C 271 del 24.10.1989, pag. 3).
rappresentata dal signor Gregorio Valero Jordana, membro del                (2) Le condizioni in base alle quali uno Stato membro può legittima-
servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo presso                   mente rifiutarsi di utilizzare una denominazione che possa
il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, ha proposto                   creare confusione per il consumatore sono state indicate nella
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                        comunicazione della Commissione sulle denominazioni di vendita
ricorso contro il Regno di Spagna.                                               dei prodotti alimentari (GU C 270 del 15.10.1991, pag. 2).
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
— dichiarare che, impedendo che prodotti di cacao e di
      cioccolato con l’aggiunta di materie grasse diverse dal
      burro di cacao, fabbricati legittimamente negli Stati mem-
      bri che autorizzano l’aggiunta di tali sostanze, vengano              Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
      immessi in commercio nel Regno di Spagna sotto la                       tro la Repubblica francese, proposto il 27 gennaio 2000
      denominazione con la quale vengono commercializzati
      nello Stato membro di provenienza, il Regno di Spagna è                                           (Causa C-24/00)
      venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza
      dell’art. 28 del Trattato CE;                                                                     (2000/C 149/21)
— condannare il Regno di Spagna alle spese.                                 Il 27 gennaio 2000 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dal signor Richard Wainwright, consigliere giuri-
                                                                            dico principale, e dal signor Olivier Couvert-Castéra, funziona-
Motivi e principali argomenti                                               rio nazionale messo a disposizione del servizio giuridico, in
                                                                            qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo presso
Violazione dell’art. 28 CE: l’obbligo di modificare la denomina-            il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg,
zione di vendita di un prodotto si giustifica solo in casi                  ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
eccezionali, poiché misure di questo tipo limitano gli scambi               europee un ricorso contro la Repubblica francese.
 ---pagebreak--- 27.5.2000                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 149/13
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                dell’Accademia nazionale di medicina, taluni prodotti alimen-
                                                                           tari già fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro,
                                                                           procedura che, non prevede alcun termine per l’istruzione
— dichiarare che la Repubblica francese è venuta meno agli                 delle domande che, in pratica, non viene effettuata entro un
     obblighi che le incombono in forza dell’art. 30 del Trattato          termine ragionevole. Infine, la normativa francese non rispon-
     CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 28 CE), in quanto:          de al requisito secondo cui qualsiasi rifiuto d’autorizzazione
                                                                           deve essere effettuato in modo da garantire effettivamente
                                                                           l’esercizio di un ricorso giurisdizionale da parte dell’operatore
     — la normativa francese non contiene norme a garanzia                 economico interessato.
         della libera circolazione dei prodotti alimentari correnti
         e dei generi alimentari destinati ad una particolare
         alimentazione, legittimamente fabbricati e/o commer-
         cializzati in altri Stati membri della Comunità europea,
         contenenti sostanze aggiuntive (come vitamine, mine-
         rali e altri ingredienti) non previste da tale normativa;
     — la normativa francese non prevede in particolare
         una procedura semplificata che consenta di ottenere               Ricorso del Regno dei Paesi Bassi contro la Commissione
         l’iscrizione nell’elenco nazionale delle sostanze aggiun-            delle Comunità europee presentato il 29 gennaio 2000
         tive, necessaria per la commercializzazione in Francia
         dei generi alimentari sopra menzionati;                                                    (Causa C-26/00)
     — le autorità francesi hanno ostacolato la commercializ-                                       (2000/C 149/22)
         zazione in Francia dei generi alimentari sopra menzio-
         nati senza provare che la commercializzazione di tali
         prodotti comportasse un rischio per la sanità pubblica;           Il 29 gennaio 2000, il Regno dei Paesi Bassi rappresentato dal
                                                                           sig. Marc Fierstra, capo della sezione diritto europeo, e dalla
                                                                           sig.ra Jantine van Bakel, membro del servizio affari giuridici
— condannare la Repubblica francese alle spese.                            del ministero degli Affari esteri, con sede all’Aia, in qualità di
                                                                           agente, ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                           europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità
                                                                           europee.
Motivi e principali argomenti
                                                                           Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
Violazione dell’art. 28 CE: in mancanza di misure comunitarie              1. annullare il regolamento CE della Commissione 15 novem-
di armonizzazione che disciplinino la questione dell’aggiunta                   bre 1999 n. 2423, che istituisce misure di salvaguardia per
di sostanze nutritive nei generi alimentari correnti nonché, nei                lo zucchero del codice NC 1701 e per le miscele di
generi alimentari destinati ad una particolare alimentazione                    zucchero e cacao dei codici NF 1806 10 30 e 1806 10 90
che non hanno costituito oggetto d’una specifica direttiva,                     originari dei paesi e territori d’oltremare (1);
spetta agli Stati membri definire nella loro normativa nazionale
le norme applicabili a tale questione, sempreché siano rispetta-           2. condannare la Commissione alle spese.
te le norme del Trattato CE, in particolare gli artt. 28 e 30 CE.
In proposito, la Commissione rileva che una normativa in
materia rispondente ad un legittimo obiettivo di politica
sanitaria può istituire un regime di previa autorizzazione, ma            Motivi e principali argomenti
che gli Stati membri non possono esigere senza necessità
analisi tecniche, chimiche o esami di laboratorio quando le                — Violazione dell’art. 109, n. 1, della decisione del Consiglio
stesse analisi e esami sono stati già effettuati in un altro Stato              91/482/CEE, e successive modifiche (in prosieguo: la
membro e i loro risultati sono a disposizione di tali autorità o                decisione PTOM) per quanto riguarda lo zucchero (codice
possono su richiesta essere messi a loro disposizione. Ora, la                  NC 1701): La Commissione non ha dimostrato, per quanto
normativa francese non contiene una clausola di reciproco                       riguarda la presente fattispecie, che sussistano difficoltà
riconoscimento destinato a garantire la libera circolazione dei                 incombenti né che occorra adottare misure di salvaguardia.
prodotti legittimamente fabbricati o commercializzati in un                     In particolare i controversi quantitativi di zucchero PTOM
altro Stato membro e che presentino un livello di protezione                    sono estremamente limitati sia in termini assoluti che in
della salute dei consumatori equivalente a quello garantito in                  cifre percentuali. Mai la Commissione ha potuto fornire
Francia. La normativa francese non prevede nemmeno una                          anche solo un principio di prova che lo zucchero PTOM
procedura semplificata che consenta di ottenere l’iscrizione di                 sia stato smerciato a un prezzo inferiore a quello di
una sostanza legalmente utilizzata in un altro Stato membro                     intervento. La Commissione ha inoltre abusato del suo
nell’elenco nazionale delle sostanze la cui aggiunta è autorizza-               potere, poiché le misure hanno con tutta evidenza lo scopo
ta nei prodotti alimentari. Essa sottopone quindi alla completa                 di proteggere i produttori di zucchero europei contro ogni
procedura d’autorizzazione, che comporta un esame da parte                      possibile concorrenza di importazioni non contingentate
del Consiglio superiore per l’igiene pubblica e, eventualmente,                 provenienti dall’esterno della Comunità.