CELEX: C2004/094/55
Language: it
Date: 2004-04-17 00:00:00
Title: Causa C-80/04 P: Ricorso della DLD Trading Company contro la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 17 dicembre 2003, causa T-146/01, DLD Trading Co./Consiglio, sostenuto dalla repubblica d'Austria, dalla Commissione delle Comunità europee e dalla repubblica di Finlandia, proposto il 18 febbraio 2004.

17.4.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 94/25
            
         Ricorso della DLD Trading Company contro la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 17 dicembre 2003, causa T-146/01, DLD Trading Co./Consiglio, sostenuto dalla repubblica d'Austria, dalla Commissione delle Comunità europee e dalla repubblica di Finlandia, proposto il 18 febbraio 2004.
   (Causa C-80/04 P)
   (2004/C 94/55)
   Il 18 febbraio 2004, la DLD Trading Company, rappresentata dai sigg. Dr. J. Hintermayr, Dr. F. Haunschmidt, Dr. G. Minichmayr, LLM, Dr. P. Burgstaller, LLM und Mag. Georg J. Tusek, Rechtsanwälte, Marienstrasse 4, A-4020 Linz (Austria), ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) 17 dicembre 2003, causa T-146/01, DLD Trading Co./Consiglio, sostenuto dalla repubblica d'Austria, dalla Commissione delle Comunità europee e dalla repubblica di Finlandia.
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               accogliere il ricorso e
               
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                           riformare la sentenza del Tribunale di primo grado 17 dicembre 2003, causa T-146/01 (1), condannando il Consiglio dell'Unione europea al pagamento del risarcimento del danno per un importo di EUR 726 728,34;
                        
                     
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                           in via subordinata, riformare la sentenza del Tribunale di primo grado 17 dicembre 2003, riconoscendo la fondatezza della domanda di risarcimento e rinviare la causa al Tribunale di primo grado per la determinazione dell'importo del risarcimento;
                        
                     
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                           in via subordinata, annullare la sentenza del Tribunale di primo grado 17 dicembre 2003 e rinviare la causa al Tribunale di primo grado.
                        
                     
         
               2.
            
            
               Condannare il convenuto alle spese del giudizio dinanzi alla Corte di giustizia.
            
         Motivi e principali argomenti
   Come motivo si deduce la violazione del diritto comunitario ad opera del Tribunale di primo grado sui seguenti punti:
   
               —
            
            
               inesatta valutazione del nesso di causalità tra la retroattività del regolamento n. 2477/98 e il danno subito dalla ricorrente. Il danno di cui si discute nel caso di specie non si è verificato, infatti, a partire dal 1o gennaio 1998, bensì in ragione dell'entrata in vigore del regolamento n. 2744/98 il 14 dicembre 1998 con effetto a partire dal 1<HT TYPE="SUP">o</HT> gennaio 1998. A causare il danno non è stata la fissazione della franchigia di ECU 75 ad opera della Repubblica d'Austria, bensì il comportamento del Consiglio dell'Unione europea. L'evento dannoso è costituito dall'entrata in vigore del regolamento n. 2744/98 il 14 dicembre 1998. Per queste ragioni l'adozione del regolamento n. 2744/98 ad opera del Consiglio dell'Unione europea il 14 dicembre 1998 è la causa diretta della perdita del diritto di credito della ricorrente nei confronti della Repubblica d'Austria.
            
         
               —
            
            
               Mancata presa in considerazione del fatto che le restrizioni del regime comunitario delle franchigie doganali (regolamento n. 918/83 nella versione modificata) introdotte dai regolamenti nn. 3316/94 e 2477/98 sono volte a proteggere l'economia frontaliera («imprese frontaliere») per quanto riguarda l'Austria. I citati regolamenti riducono la franchigia doganale indipendentemente da ciò, ma in misura geograficamente illimitata – le restrizioni delle franchigie doganali ai sensi dei regolamenti nn. 3316/94 e 2744/98 sono pertanto non necessarie, eccessive, non proporzionate e conseguentemente illegittime.
            
         
      (1)  Non ancora pubblicata nella Raccolta.