CELEX: 51992PC0110
Language: it
Date: 1992-05-11
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sul rilascio e esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, esplorazione e estrazione di idrocarburi

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                  COM(92) 110 def. - SYN 412
                                  Bruxelles, 11 maggio 1992
                         Proposta di
                  DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       sul rilascio e esercizio delle autorizzazioni
        alla prospezione, esplorazione e estrazione
                       di idrocarburi
               (presentata dalla Commissione)
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                                        MOTIVAZIONE
   Introduzione
        Con   la pubblicazione del Libro bianco^) del giugno 1985
        ("completamento del mercato interno") e l'adozione dell'Atto unico
        nel dicembre 1985, il completamento del mercato interno, previsto
        per la fine dell'anno 1992, è diventato uno degli obiettivi
        essenz i a Ii de II a Comun ita.
        L'Atto unico ha incorporato nel trattato un articolo 8a che
        definisce il mercato interno come "uno spazio senza frontiere
        interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle
        merci, delle persone, dei servizi e dei capitali". Questa
        definizione si applica anche al settore dell'energia.
        L'energia è inoltre una componente talmente essenziale di tutte le
        attività economiche della Comunità, che il complemento del mercato
        interno     sarebbe    inconcepibile     senza    il   mercato   integrato
        dell'energia. Gli obiettivi energetici della Comunità adottati dal
        Consiglio nel 1986^2) sottolineano espressamente la necessità di
        una "migliore integrazione, libera dagli ostacoli agli scambi, del
        mercato     interno dell'energia,       per    migliorare    la sicurezza
        dell'approvvigionamento, per ridurre i costi e per rafforzare la
        competitività economica".
        Sono già stati compiuti o stanno per esserlo considerevoli
        progressi     verso     la   realizzazione     di   un   mercato   interno
        dell'energia. Dopo una prima tappa, caratterizzata dall'adozione
        delle direttive del Consiglio sul transito dell'elettricità^),
        sul transito del gas^ 4 ) e sulla trasparenza dei prezzi^ 5 ), la
        Commissione ha trasmesso al Consiglio due proposte di direttiva
        concernenti norme comuni per il mercato interno dell'elettricità e
        del gas^ 6 ). Per quanto riguarda quest'ultimo, le norme comuni
        proposte non concernono il settore della produzione. La presente
        proposta rappresenta pertanto per il settore del gas, la parte
        complemetnare della seconda tappa già avviata e mira al contempo
        ad eliminare gli ultimi grossi ostacoli alla realizzazione del
        mercato interno nel settore del petrolio dove non permangono più
        molte restrizioni alla concorrenza nelle attività a valle.
(1) COM(85)310 def., del 14.6.1985.
(2) GU n. C 241, del 25.9.1986.
(3) GU L 313/30, del 13.11.1990.
(4) GU L 147/37, del 12.6.1991.
(5) GU L 185/16, del 17.7.1990.
(6) C0M(91)548 def. - SYN 384-385, del 21.2.1992.
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3.   La prospezione, l'esplorazione e l'estrazione del petrolio e del
     gas naturale costituiscono infatti un'unica e stessa attività,
     soggetta a condizioni fisiche, tecniche e giuridiche analoghe e
     devono pertanto essere affrontate in un contesto comune e distinto
     da   quelli     delle       attività     a   valle     e    della    produzione    di
     elettricità. In questo contesto, tale attività resta, a livelli
     diversi a seconda degli Stati membri, soggetta a restrizioni
     spiegabili     con      l'importanza       delgi     idrocarburi      nell'attività
     economica     e con         le caratteristiche        tradizionali      dei    regimi
     minerari, due elementi incompatibili però con il completamento del
     mercato      interno.          Quest'ultimo      presuppone        in    particolare
     l'armonizzazione delle condizioni di accesso e di esercizio di
     questa attività nell'osservanza dei diritti e delle responsabilità
     degli Stati membri per quanto riguarda la loro gestione delle
     risorse di idrocarburi.
Il quadro generale delle attività
4.   La    diversità      degli        utilizzatori      finali      degli    idrocarburi
     (combustibili per la produzione di elettricità e di riscaldamento,
     carburanti per i trasporti, materie prime per l'industria chimica
     e petrolchimica) ne fanno una componente essenziale dell'attività
     economica, tanto più importante in quanto si tratta di una risorsa
     limitata     nella Comunità. La produzione                   comunitaria     fornisce
     infatti solo il 2 4 % del consumo di petrolio e il 6 2 % di quello di
     gas nel la Comuni tà.
5.   Nella maggior parte degli Stati membri le risorse di idrocarburi
     sono di proprietà statale. La loro gestione è di competenza dei
     poteri pubblici che, nell'esecuzione di tale compito, perseguono
     molto spesso obiettivi che vanno al di là della mera efficacia
     dello sfruttamento dei vari siti estrattivi, ad esempio:
     a)   gestione pianificata delle risorse globali,
     b)   sicurezza nazionale dell'approvvigionamento,
     e)   alimentazione del bilancio statale,
     d)   sviluppo dell'economia nazionale, in particolare:
          -   dell'industria a monte (imprenditori di lavori e fornitori
             di materiale e servizi),
          -   dei   produttori          nazionali,     in particolare         le   imprese
              pubbliche e
          -   dell'industria a valle (petrolchimica, distribuzione del
             gas, e c c . . . . ) .
6.   Nel perseguire questi obiettivi, i poteri pubblici possono a
     diversi livelli, a seconda degli Stati membri, essere indotti ad
     assoggettare      l'accesso         alle   attività      di    sfruttamento     degli
      idrocarburi e il relativo esercizio a restrizioni tra cui le più
      importanti sono:
     -    riserva     in parte dello sfruttamento a                   imprese    nazionali
          tramite     concessione         diretta    di    determinate      zone    oppure
          imponendone la partecipazione nei gruppi imprenditoriali che
          chiedono un'autorizzazione;
     -    esonero per le imprese da determinate condizioni imposte a
          quel le pr ivate;
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           limitazione della libertà commerciale delle imprese circa la
          scelta dei fornitori, dei clienti, degli addetti o dei mezzi
          di trasporto degli idrocarburi.
7.    Il controllo dei       pubblici   poteri sullo  sfruttamento   degli
      idrocarburi verte quindi non soltanto sull'osservanza, ad esempio,
      delle norme di sicurezza, di ambiente, di occupazione dei terreni,
      alla stregua di altre attività ma anche:
          sulla nazionalità e sullo statuto (privato o pubblico) delle
           imprese;
          sulla maniera in cui esse intendono procedere ed effettuano lo
          sfruttamento,
          sulla destinazione dei beni prodotti.
Queste restrizioni possono essere imposte formalmente per via legale
ma, anche quando ciò non è il caso, il potere discrezionale di cui
dispongono le autorità pubbliche nel rilascio delle autorizzazioni,
conferisce loro la possibilità di esigere che le imprese candidate si
impegnino in questo senso. Tali restrizioni sono, almeno alcune di
esse, contrarie al disposto del trattato, soprattutto per quanto
riguarda    la   libera   circolazione   delle merci  e   il  diritto   di
stabi Iimento.
Lo sfruttamento degli idrocarburi è inoltre caratterizzato da altri due
importanti parametri:
      gli investimenti sono a rischio. L'esistenza e la quantità di
      idrocarburi in una concessione sono spesso determinate soltanto al
      termine di lavori molto costosi, soprattutto nel Mare del Nord;
      l'accesso alle attività è limitato dall'esistenza di idrocarburi.
      Nelle zone dove essi sono presenti, non è sempre possibile o
      auspicabile,    fisicamente   ed economicamente, moltiplicare gli
      impianti e gli operatori.
Queste caratteristiche giustificano il fatto di riservare agli enti un
diritto in esclusiva sulle zone che essi sono autorizzati a sfruttare e
 la garanzia di usufruire di tale diritto per un periodo sufficiente a
consentire una adeguata remunerazione del capitale di rischio.
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La situazione attuale neIIa Comunità
10.  A livello degli Stati membri, la situazione generale del settore è
     oggigiorno caratterizzata dagli elementi seguenti:
          una tendenza alla liberalizzazione. Alcuni Stati membri da una
          decina d'anni hanno infatti reso molto più flessibile, de Jure
          o de facto,il loro regime.
          la maturità del settore. Come già indicato, le risorse della
          Comunità sono limitate. Le zone che sono già state concesse ne
          contengono probabilmente la parte maggiore e non sono previste
          grandi scoperte nelle zone non ancora attribuite. Le riserve
          restano comunque considerevoli. Le zone concesse non sono
          ancora tutte in produzione ed è prevedibile che, grazie alle
          nuove tecnologie, sia possibile sfruttare zone marginali il
          cui sfruttamento oggigiorno non è redditizio. Il sistema
          inoltre delle "restituzioni", cioè l'obbligo per i titolari di
          un'autorizzazione di restituire le parti di concessioni non
          sfruttate nei termini stipulati, offre anche la possibilità di
          nuove autorizzazioni.
           il peso del passato. La situazione concorrenziale del settore
          resta determinata dalle condizioni stabilite in passato, a
          causa della durata molto lunga delle concessioni tra le quali
          alcune, tra le più ricche, non sono subordinate all'obbligo
          del le rest ituzioni.
11.  A livello comunitario, i contratti di fornitura pubblica e di
     lavori stipulati      dalle   imprese del settore, dovranno essere
     pienamente aperti alla concorrenza a decorrere dal 1" gennaio 1993
     nella maggior parte degli Stati membri (un po' più tardi in
     Spagna, Portogallo e Grecia), in applicazione della direttiva
     90/531/CEE del 17 settembre 1990. In data 6 novembre 1991, la
     Commissione     ha adottato una proposta         per  completare   questa
     direttiva nel      senso di     includervi  gli    appalti   di  servizi.
     Segnaliamo in proposito che questa direttiva comporta un regime
     alternativo per il settore della produzione di idrocarburi e di
     combustibili solidi. L'applicazione di tale regime è soggetta in
     particolare alla condizione che le autorizzazioni siano concesse
      in modo non discriminatorio e trasparente.
     La     Commissione   ha   anche    adottato   il                      una
     comunicazione al Consiglio che fa il punto sull'impostazione, sui
     progressi      e    sugli     orientamenti     dei     lavori    relativi
     all'armonizzazione tecnica e alla normalizzazione nel settore
     del I'energia.
12.  Obiettivi
1.   La creazione di un mercato unico senza frontiere interne, implica
      l'accesso in condizioni di parità delle imprese allo sfruttamento
     delle risorse di idrocarburi e la libera circolazione di questi
     prodotti tra gli Stati membri.
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2.    Malgrado   i progressi   in alcuni Stati membri,         l'accesso alle
      attività    di  prospezione,   esplorazione     ed    estrazione    degli
      idrocarburi e il loro esercizio, restano ancora troppo spesso
      soggetti   a discriminazioni    e restrizioni       oppure abbinati      a
      condizioni incompatibili con la realizzazione di questi obiettivi.
3.    Per ovviare a questa situazione, occorre introdurre norme comuni
      che garantiscano il rilascio delle autorizzazioni sulla base di
      procedure non discriminatorie e trasparenti e che sia l'accesso
      che l'esercizio delle attività non siano subordinati a condizioni
      non    giustificate,    tecnicamente    ed     economicamente,      dallo
      sfruttamento stesso.
4.    Per raggiungere pienamente l'obiettivo perseguito, queste norme
      dovranno anche permettere di limitare gli effetti restrittivi di
      autorizzazioni già concesse. Occorre da un lato liberare le
       imprese da alcuni obblighi che non saranno più ammessi nonché
      rendere possibile, in maniera ragionevole, l'accesso di altre
       imprese a zone che sono state riservate ad una               impresa   in
      condizioni discriminatorie.
      La realizzazione di questi obiettivi consentirà un ambiente più
      concorrenziale,    contribuirà    alla   riduzione      dei    costi,    a
       incoraggiare le attività di esplorazione e di estrazione e, di
      conseguenza, ad aumentare I'autoapprovvigionamento della Comunità
       in idrocarburi nonché, più in generale, a migliorare la sicurezza
      dell'approvvigionamento di energia. La libera circolazione del
      petrolio e del gas nella Comunità ne sarà facilitata, completando
      cosi l'azione avviata dalla Commissione per liberare il mercato
      del gas a livello della trasmissione e della distribuzione.
Pr incipi generali
13.   La proposta    della  Commissione   si  basa    sui   principi   generali
      seguent i:
 1.   gli Stati membri mantengono la sovranità sulle loro risorse di
       idrocarburi. La proposta non lede quindi i diritti degli Stati
      membri in materia di gestione a lungo termine delle risorse, di
       relativo gettito e di amministrazione a breve termine.
2.    Conformemente al principio di sussidiarietà, gli Stati membri
      mantengono la libertà di scegliere o di conservare il regime più
       rispondente alle condizioni     naturali    di sfruttamento e alla
       politica di gestione di queste risorse a lungo termine.
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3.   Anziché una normativa particolareggiata, la proposta mira a
     stabilire un quadro e dei principi generali cui questi regimi
     devono conformarsi.
4.   L'impostazione seguita a tale proposito deriva dalle condizioni
     specifiche dello sfruttamento di queste risorse. Essa è pertanto
     diversa da quella della proposta di direttiva concernente norme
     comuni per il mercato interno dell'elettricità e si ispira a
     quella seguita nelle direttive sugli appalti.
I mezzi
14.  Si devono garantire l'accesso non discriminatorio di tutti gli
     enti (aventi le capacità necessarie) alle attività di prospezione,
     esplorazione ed estrazione, e l'esercizio non discriminatorio di
     queste attività. A tal fine è previsto che:
     a)   il diritto in esclusiva di effettuare attività di prospezione,
         esplorazione ed estrazione degli idrocarburi sia concesso
         soltanto attraverso procedure non discriminatorie e aperte a
         tutt i gìi ent i ;
     b)  sia    aumentata     la   trasparenza e   rafforzata    la   non
         discriminazione nel rilascio delle autorizzazioni:
         -   mediante procedura aperta a tutte le imprese interessate e
             sulla base della necessaria pubblicità,
         -   definendo e pubblicando i criteri obiettivi in base ai
             quali sono prese le decisioni,
         -   portando a conoscenza di tutte le parti interessate le
             condizioni alle quali è subordinato il rilascio delle
             autor izzazioni;
     e)   le condizioni e gli obblighi imponibili alle imprese per il
         rilascio o l'esercizio delle autorizzazioni siano giustificati
         esclusivamente da:
         -    la necessità di gestire correttamente      lo sfruttamento
             nonché
         -   motivi di interesse generale, quali      l'osservanza delle
             norme ambientali, di sicurezza, di pubblica sanità, la
             difesa nazionale o la politica di gestione delle risorse, e
         -    la riscossione dei redditi che gli Stati membri ricavano
             dallo sfruttamento degli idrocarburi;
         gli enti soggetti a condizioni e obblighi        ingiustificati,
         nell'ambito di autorizzazioni già concesse, ne siano liberati;
     d)  nei caso di autorizzazioni già concesse        in base ad una
         procedura non concorrenziale, altri enti possano accedere alle
         parti della zona concessa che non sono ancora state sfruttate.
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                        OSSERVAZIONI SULLA PROPOSTA
Campo di applicazione materiale e personale
15.  La direttiva concerne essenzialmente i quadri giuridici nazionali
     nei quali si esercitano le attivité di prospezione, esplorazione
     ed estrazione di idrocarburi, cioè le autorizzazioni la cui
     definizione (art. 1.3) determina il campo di applicazione del
     materiale della direttiva. Rispetto a quest'ultima, si determina
     quindi il campo di applicazione personale, cioè gli enti (art.
     1.2) che chiedono o detengono un'autorizzazione e le autor ite
     competenti (art. 1.4), cioè le autorità pubbliche (art. 1.1) che
     rilasciano le autorizzazioni. Da notare che:
 i)  per quanto riguarda le autor izzazioni. la definizione non copre:
          i contratti per i quali delle autor ite pubbliche o un ente
         affidano l'esecuzione delle attivité ad un (altro) ente a
         titolo oneroso e che rientrano quindi nelle direttive sugli
         appaIti;
         quelle che non conferiscono un diritto in esclusiva come è il
         caso in genere dei permessi di prospezione;
ii)  per quanto concerne gli ent i. non    viene  fatta  distinzione tra
     imprese pubbliche o private.
Campo di applicazione territoriale
16.  La direttiva si applica al territorio degli Stati membri nonché
     alle zone sulle quali essi esercitano la loro sovranité, alle
     condizioni previste dal trattato.
Campo di applicazione temporale
17.  L'articolo 14 prevede che gli Stati membri si conformino alla
     direttiva entro il 1* gennaio 1993. La direttiva si applica
     soltanto alle autorizzazioni rilasciate dopo questa data. Essa può
     però essere applicata in anticipo se le procedure di rilascio sono
     avviate prima di questa data. Ciò è giustificato dal numero
     limitato di zone geografiche utili non ancora sfruttate e dalla
     necessité di evitare che quest'ultime siano concesse a condizioni
     non conformi alla direttiva nel periodo tra la sua adozione e la
     data di appiicazione.
18.  La direttiva si applica anche alle autorizzazioni concesse prima
     della messa in applicazione in due casi:
         se, nell'ambito di queste autorizzazioni, gli enti sono
         soggetti a condizioni, obblighi e requisiti diversi da quelli
         permessi dall'articolo 7;
         nel caso di cui all'articolo 8 (cfr. punto 26).
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      Da notare che in questi due casi, la direttiva non rimette in
      causa l'attribuzione delle autorizzazioni ma ne limita alcuni
      effetti, ai fini di un'applicazione corretta ed equilibrata della
      direttiva tra i vari Stati membri. E' previsto che la limitazione
      dei diritti in questi casi sia oggetto di una compensazione da
      parte degli Stati membri         interessati, in funzione della        loro
      legislazione.
Obiettivo della direttiva
19.   La   direttiva   ha    l'obiettivo    di   assicurare   un   accesso    non
      discriminatorio alle attivité e l'esercizio non discriminatorio di
      queste attivité (art. 2, par. 1 ) . Gli Stati membri conservano il
      diritto di vietare ogni attivité su determinate parti del loro
      territorio per motivi di interesse generale o di subordinare
      l'esercizio di tali attivité a condizioni legate al rispetto di
      tali motivi (articolo 3 ) . Gli articoli 4-8 stabiliscono le regole
      per la realizzazione di questo obiettivo.
Le regole applicabili     al rilascio delle autorizzazioni      (artt. 4, 5, 6,
7 e 8)
Il pr inei pio
20.   Le   autorizzazioni     dovranno    essere   rilasciate    soltanto   alle
      condizioni    stabilite    dalla    direttiva,   cioè   conformemente     a
     procedure trasparenti e aperte a tutte gli enti e imponendo agli
     enti soltanto condizioni ben definite.
L'apertura delle procedure (art. 4)
21.  Le procedure dovranno essere accessibili a tutti ed essere oggetto
     della necessaria pubblicité (art. 4, parr. 1 e 2 ) . Gli Stati
     membri definiscono due tipi di procedure:
           quelle aperte all'iniziativa delle autor ite pubbliche quando
           si tratta di attribuire un numero relativamente importante di
           autorizzazioni (caso del mare del Nord) e
           quelle aperte a seguito di una domanda presentata da un ente.
     Non sono contemplate le domande di autorizzazione intese a tener
     conto di cambiamenti        intervenuti   in seno all'ente ma che non
      incidono     sui      diritti      e     sugli     obblighi      stabiliti
     dall'autorizzazione iniziale (paragrafo 3 ) . In caso di cessione ad
     un altro ente di tutti i diritti o di una parte di essi, detenuti
     da un ente in virtù di un'autorizzazione esistente, spetta agli
     Stati membri decidere se tale cessione richieda la concessione di
     una nuova autorizzazione e, di conseguenza, l'applicazione delle
     procedure di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 2.
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La durata e la portata delle autorizzazioni (art. 5)
22.  L'accesso in condizioni di parité degli enti alle attivité implica
     che la portata delle autorizzazioni e la loro durata siano
     limitate compatibilmente con le condizioni economiche e tecniche
     di uno sfruttamento efficiente in modo da non riservare ad un
     unica ente, per una durata eccessiva, lo sfruttamento di una zona
     sulla quale anche altri operatori potrebbero esercitare la loro
     att ivité.
La trasparenza delle procedure (art. 6)
23.  Per essere trasparenti,           le   procedure    devono  rispondere    a   tre
     cond i z i on i:
          le decisioni        devono essere prese sulla base di criteri
          obiettivi, stabiliti e pubblicati in anticipo;
          tutte le condizioni e gli obblighi a carattere generale cui
          sono soggette le imprese devono essere stabiliti e messi a
          disposizione degli         enti     prima   della presentazione        delle
          domande ;
          i criteri,        le condizioni       e gli obblighi        devono   essere
          applicati in modo non discriminatorio.
Le condizioni di rilascio e di esercizio (art. 7)
24.  Occorre evitare che il rilascio e l'esercizio delle autorizzazioni
     siano subordinati         a condizioni       o obblighi      non   direttamente
     connessi     con    lo sfruttamento ottimale della concessione, ad
     esempio condizioni volte ad imporre alle imprese la scelta dei
     loro partner, addetti, fornitori, clienti o mezzi di trasporto
     degli idrocarbur i.
     Si potranno imporre alle imprese soltanto condizioni conformi a
     questo obiettivo. Lo stesso vale per le condizioni e gli obblighi
     connessi con motivi di            interesse generale (cfr. articolo 2,
     paragrafo 2) e con obblighi finanziari nei confronti degli Stati
     membr i.
25.  Occorre anche evitare l'ingerenza delle autor ite pubbliche nella
     gestione      degli     enti,    in    particolare     per    quanto    riguarda
      l'aggiudicazione degli appalti. Il controllo esercitato dalle
     autor ite dovré        pertanto      limitarsi    a quanto     necessario     per
      l'osservanza delle condizioni sopra menzionate. Alla luce di
     quanto     precede, gli       Stati     membri    non   potranno    imporre    la
     partecipazione        di    un'impresa      nazionale,     che    eserciterebbe
     direttamente le attivité contemplate dalla direttiva, al capitale
     o al reddito di un ente. Tale impresa inoltre dovrà comportarsi
     come uno "sleeping partner".
 ---pagebreak---                                         -   11  -
Le autorizzazioni esistenti           (art. 8 )
26.  Come gié      indicato (cfr. punto 1 8 ) , la direttiva si applica
     pienamente soltanto alle autorizzazioni rilasciate a decorrere
     dalla sua data di applicazione. Ciò solleva                         il caso delle
     autorizzazioni in virtù delle quali degli enti hanno ricevuto il
     diritto in esclusiva di sfruttare zone geografiche a seguito di
     una procedura alla quale non sono stati ammessi a partecipare
     altri enti. Questi diritti in esclusiva si oppongono al principio
     dell'accesso in condizioni di par ite alle risorse.
     Per porre rimedio a questa situazione, l'articolo 8 prevede che le
     parti di zone non ancora sfruttate siano restituite agli Stati
     membri    interessati        e siano rilasciate per             tali   parti     nuove
     autorizzazioni. Si tratta dell'applicazione in casi particolari
     del metodo gié applicato delle "restituzioni", in particolare nel
     mare del Nord.
Altre disposizioni       (artt. 9, 10, 11, 13)
27.  Le relazioni con i paesi terzi. La liberalizzazione del                        settore
     tornerè a vantaggio di tutti gli enti con sede nella Comunità,
     comprese le filiali delle imprese di paesi terzi. Le                           imprese
     comunitarie       devono pertanto beneficiare              nei    paesi     terzi   di
     vantaggi equivalenti. L'articolo 9 stabilisce una procedura per
     valutare la situazione e avviare se necessario negoziati con paesi
     terz i .
28.  La direttiva 90/531/CEE sulle procedure di appalto degli enti dei
     settor i esclusi.
     L'articolo 3 di questa direttiva prevede per gli enti che svolgono
     attività di esplorazione ed estrazione degli idrocarburi un regime
     alternativo più flessibile di quello generale previsto dalla
     direttiva. L'applicazione di tale regime alternativo è soggetta a
     due     condizioni:           il      rilascio      delle      autorizzazioni        e
     l'aggiudicazione degli             appalti degli enti         devono essere        non
     discriminatori e trasparenti; l'applicazione                   dev'essere oggetto
     di una domanda            inviata dallo Stato membro              interessato     alla
     Commissione        la quale        verifica    che    queste     condizioni      siano
     soddisfatte.
     Gli    Stati      membri      che     chiedono     l'applicazione       del     regime
     alternativo non dovranno più giustificare l'osservanza della prima
     di queste condizioni a partire dalla data in cui essi si saranno
     conformati alla presente direttiva. Da notare che                         il regime
     generale della direttiva 90/531/CEE diventa applicabile se tali
     Stati successivamente non ottemperano agli obblighi della presente
     direttiva. Occorre pertanto adeguare in conseguenza la direttiva
     90/531 (art. 1 3 ) .
     Si ricorda che è           anche     di   applicazione    la   direttiva      [ricorso
     settori e s c l u s i ] .
 ---pagebreak---                                  -   12 -
29.  La direttiva infine prevede l'obbligo per gli Stati membri di
     pubblicare una relazione annua sul rilascio delle autorizzazioni
      (art. 10) e di notificare alla Commissione le autor ite competenti
      in vista della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale (art. 1 1 ) .
     Non c'è bisogno di osservazioni su queste disposizioni.
Base giuridica
30.  Una direttiva basata sugli articoli 57, paragrafo 2, 66, 100A e
      113 del trattato è il miglior mezzo per procedere ad una
     armonizzazione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni
     degli Stati membri. La Commissione si riserva inoltre il diritto
     di utilizzare tutti i suoi poteri in virtù del trattato per le
     misure   da    applicare   per    quanto   riguarda   le   disposizioni,
      legislative,    regolamentari     o   amministrative    nazionali   che
     sarebbero direttamente in contraddizione con il disposto del
     trattato.
                                  CONCLUSIONI
La Commissione propone pertanto una direttiva volta ad introdurre norme
comuni   per   le    condizioni   di    rilascio   e   di   esercizio   delle
autorizzazioni     concernenti      la    prospezione,    l'esplorazione    e
l'estrazione degli idrocarburi, basata sugli articoli 57, paragrafo 2,
66, 100A e 113 del trattato.
 ---pagebreak---                                  - 13 -
                                  Proposta di
                           DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                sul rilascio e esercizio delle autorizzazioni
                 alla prospezione, esplorazione e estrazione
                                di idrocarburi
  Il Consiglio delle Comunità europee,
  visto  il trattato   che istituisce   la Comunità    economica  europea, in
  particolare l'articolo 57, paragrafo 2, e gli articoli 66, 100A e 113,
  vista la proposta della Commissione,(1)
  in cooperazione con il Parlamento europeo,(2)
  visto il parere del Comitato economico e sociale,(3)
  considerando che occorre adottare misure che consentono di realizzare
  progressivamente il mercato interno entro il 31 dicembre 1992; che il
  mercato interno è costituito da uno spazio senza frontiere interne nel
  quale sia assicurata la libera circolazione delle merci, dei servizi,
  delle persone e dei capitali;
  considerando   che  nella  sua   risoluzione    del  16   settembre  1986,il
  Consiglio ha proposto, come obiettivo della politica energetica della
  Comunità e degli Stati membri, una migliore integrazione, libera dagli
  ostacoli agli scambi, del mercato interno dell'energia, per migliorare
  la   sicurezza  dell'approvvigionamento,    per   ridurre   i  costi  e  per
  rafforzare la competitività economica(4) ;
(1) GU
(2) GU
(3) GU
(4) GU n. C 241 del 25.09.1986, pag. 1
 ---pagebreak---                                 - 14 -
considerando anche che la Comunità è dipendente dalle importazioni per
il suo approvvigionamento di idrocarburi; che occorre pertanto favorire
il   migliore  sfruttamento    possibile   delle   risorse   situate  nella
Comunità;
considerando   che   occorre   garantire    l'accesso   alle   attività   di
prospezione, di esplorazione e di estrazione degli idrocarburi e al
loro   esercizio,   secondo   modalità    che   favoriscano   una  maggiore
concorrenza nel settore, onde rafforzare l'integrazione del mercato
interno dell'energia e contribuire ad un migliore sfruttamento delle
risorse della Comunità;
considerando che a tal fine occorre introdurre norme comuni affinché ai
procedimenti   di  concessione    delle   autorizzazioni   di  prospezione,
esplorazione ed estrazione degli idrocarburi possano partecipare tutti
gli enti provvisti dei necessari requisiti; che il rilascio delle
autorizzazioni deve basarsi su criteri obiettivi, resi noti mediante
pubblicazione e che anche le condizioni cui esso è subordinato devono
essere rese note in anticipo a tutti gli enti che partecipano al
procedimento;
considerando che gli Stati membri devono conservare la facoltà di
subordinare l'accesso e l'esercizio di tali attività a limitazioni
giustificate da motivi di interesse generale e al versamento di un
corrispettivo pecuniario o in idrocarburi, stabilendo le modalità del
versamento in modo da non interferire nella gestione degli enti; che
questa facoltà deve esercitarsi in maniera non discriminatoria; che ad
eccezione di quelli legati all'esercizio di tale facoltà, non si devono
imporre   agli  enti   condizioni   e   obblighi   non  giustificati   dalla
necessità di gestire correttamente l'attività; che il controllo sulle
attività degli enti deve limitarsi a quanto necessario per l'osservanza
di tali obblighi e condizioni;
 ---pagebreak---                                  - 15 -
considerando   che   l'estensione    delle  aree  costituenti   oggetto   di
autorizzazioni e la durata di quest'ultime devono essere limitate in
modo da evitare di riservare ad un ente un diritto esclusivo su zone il
cui sfruttamento può essere effettuato in modo più efficace da diversi
enti:
considerando che l'attribuzione       di un diritto di esclusiva per lo
sfruttamento di una zona e il godimento di tale diritto durante il
periodo    previsto    dall'autorizzazione     costistuiscono    un   giusto
corrispettivo per i rischi assunti dagli enti; che questo corrispettivo
supera ampiamente i rischi affrontati se un ente gode, per un periodo
molto lungo o indeterminato, di un diritto di esclusiva su tutta una
zona geografica senza che altri enti abbiano avuto la possibilità di
accedere all'attività di sfruttamento di tale zona, né al momento della
sua attribuzione, né in seguito; che ai fini di un utile massimo della
presente direttiva occorre prevedere modalità atte ad ovviare a questa
situazione, nella misura in cui tale zona non è ancora pienamente
sfruttata;     che    occorre     tuttavia   considerare    le    situazioni
giuridicamente protette e prevedere che gli enti siano eventualmente
risarciti secondo le disposizioni del diritto nazionale applicabile;
considerando che gli enti degli Stati membri devono poter usufruire,
nei paesi terzi, di un trattamento comparabile a quello che hanno nella
Comunità   gli   enti   dei   paesi   terzi  interessati,  in   virtù  della
direttiva; che occorre prevedere una procedura per raggiungere tale
 obiettivo;
 considerando    che   la   presente    direttiva   deve   applicarsi   alle
 autorizzazioni rilasciate dopo la data d'attuazione       della direttiva;
 che occorre    pertanto   liberare   gli enti che hanno     beneficiato di
 un'autorizzazione rilasciata prima di questa data dalle condizioni e
 dagli obblighi che non potranno più essere imposti dopo tale data; che
 occorre tuttavia considerare le situazioni giuridicamente protette e
 prevedere che gli enti e altre parti interessate siano eventualmente
 risarciti secondo le disposizioni del diritto nazionale applicabile;
 ---pagebreak---                                    - 16 -
  considerando    che   le    direttive    90/531/CEE(5)    e            (6) si
  applicano agli enti del settore per quanto riguarda gli appalti di
   forniture, di opere     [e di   servizi];  che  l'applicazione    del   regime
  alternativo   di cui   all'articolo   3 della direttiva      90/531/CEE è    in
  particolare   subordinata    alla condizione   che nello Stato membro       che
  richiede   l'aplicazione     di  tale   regime,   le   autorizzazioni     siano
  rilasciate in modo non discriminatorio e trasparente; che uno Stato
  membro osserva tale condizione a decorrere dal momento e per tutto il
  tempo in cui si conforma agli obblighi della presente direttiva; che
  occorre pertanto adeguare la direttiva 90/531/CEE,
  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                    Articolo 1
  Ai fini della presente direttiva, s'intende per:
   1.   "autorità pubbliche": le autorità definite all'articolo 1, punto
        1, della direttiva 90/531/CEE;
   2.   "enti": le persone fisiche o giuridiche, o le associazioni di tali
        persone, che chiedano o posseggano un'autorizzazione;
   3.   "autorizzazione":    ogni  disposizione   legislativa,    regolamentare,
        amministrativa   o   contrattuale   in base   alla   quale  le   autorità
        competenti degli stati membri autorizzano un ente ad esercitare,
        per proprio conto e a proprio rischio, il diritto esclusivo allo
        sfruttamento    di     un'area  geografica     per    la    prospezione,
        esplorazione e/o estrazione di idrocarburi;
   4.   "autorità   competenti":    le   autorità  pubbliche     competenti   per
        rilasciare l'autorizzazione e a controllarne l'esercizio.
(5) GU n.  L 297 del 29.10.1990, pag. 1
(6) GU
 ---pagebreak---                                - 17 -
                                Articolo 2
1.  Gli Stati membri garantiscono l'accesso non discriminatorio degli
    enti alle attività di prospezione, esplorazione ed estrazione
    degli idrocarburi, nonché l'esercizio non discriminatorio di tali
    attività.
2.  Gli   Stati   membri    possono    negare,    per   motivi    di   difesa
    territoriale, l'accesso a tali attività e il loro esercizio in
    zone frontaliere ad enti effettivamente controllati da paesi terzi
    e/o da cittadini di paesi terzi.
3.  L'uso   della   facoltà   di   cui   al   paragrafo   2   è   subordinato
    all'accordo preventivo della Commissione la quale verifica che
    esso non comporti discriminazioni per enti        diversi da quelli di
    cui al paragrafo 2.
                                Articolo 3
1.  Gli Stati membri conservano la facoltà di vietare le attività di
    cui all'articolo 2, paragrafo 1 su parti del loro territorio,
    nella misura    giustificata    dalla difesa    del territorio, dalla
     sicurezza   della   popolazione,     dalla   salute    pubblica,   dalla
     sicurezza dei trasporti, dalla protezione dell'ambiente, dalla
     sicurezza  dei   lavoratori   e   degli   impianti   e   dalla  gestione
    pianificata delle risorse di idrocarburi. Per gli stessi motivi,
     essi mantengono altresì la facoltà di sottoporre a condizioni
     l'esercizio di tali attività.
2.   Gli Stati membri provvedono affinché l'esercizio di tali facoltà
     non provochi discriminazioni tra gli enti.
                                 Articolo 4
 1.  Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché le
     autorizzazioni siano rilasciate in esito a procedimenti nei quali
     tutti gli enti interessati possano presentare domanda.
 ---pagebreak---                                - 18 -
     Questo procedimento è avviato:
     a)  su  iniziativa   delle   autorità  competenti, mediante   avviso
         pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
         almeno 90 giorni prima della data limite di presentazione
         delle candidature;
     b)  a seguito della presentazione di una domanda da parte di un
         ente. La domanda viene pubblicata, sotto forma di avviso,
         nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Ogni altro
         ente interessato dispone di un termine di almeno 90 giorni a
         decorrere dalla pubblicazione, per presentare domanda.
     L'avviso specifica il tipo di autorizzazione e le aree geografiche
     che sono o possono essere oggetto della domanda, nonché la data
     prevista per il rilascio dell'autorizzazione.
     Il  rilascio   di   un'autorizzazione   determinato   unicamente  da
     cambiamenti nella denominazione o proprietà dell'ente titolare
     dell'autorizzazione    preesistente    o   da    cambiamenti   nella
     composizione dell'ente stesso non è considerato come rilascio
     d'autorizzazione ai sensi del paragrafo 1.
                                Articolo 5
Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché:
     a)  se la delimitazione delle aree geografiche non risulta da una
         precedente divisione geometrica del territorio, la superficie
         di ciascuna di esse sia    determinata in modo da garantirne il
         miglior sfruttamento possibile sotto il profilo tecnico ed
         economico. A tal fine stabiliscono criteri oggettivi, di cui
         gli enti possano prendere visione prima della presentazione
         delle domande;
 ---pagebreak---                                - 19 -
     b)  la durata dell'autorizzazione non superi quanto necessario per
         concludere a buon fine le attività per le quali è stata
         concessa  l'autorizzazione.     Tuttavia  le autorità     competenti
         possono   prorogare    la   durata   dell'autorizzazione      se  lo
         sfruttamento   ha  subito    ritardi   a  seguito   di   circostanze
         imprevedibili, quali     difficoltà particolari connesse con la
         struttura   geologica     dell'area   oppure    una    scoperta   di
         idrocarburi imprevista che non può essere valutata e resa
         produttiva nei termini previsti.
     e)  gli enti rimettono quanto prima a disposizione delle autorità
         competenti tutta l'area geografica o la parte di essa che essi
         rinuncino a sfruttare.
                                Articolo 6
Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché:
1.   le autorizzazioni siano rilasciate in base alle capacità tecniche
     e finanziarie degli enti nonché in base ad uno o più dei seguenti
     criteri:
     a)  le   modalità   che   gli    enti   intendono   adottare     per  lo
         sfruttamento dell'area     geografica in questione;
     b)  l'efficacia e la responsabilità da essi dimostrata nell'ambito
         di altre autorizzazioni;
     e)  in caso di messa in vendita dell'autorizzazione, il prezzo che
         l'ente è disposto a versare per ottenerla;
     questi criteri sono stabiliti e pubblicati prima dell'inizio del
     termine previsto per l'introduzione       delle domande, nella loro
     Gazzetta   ufficiale    e   nell'avviso    di   cui   all'articolo    4,
     paragrafo 2;
 ---pagebreak---                                 - 20 -
2. siano stabiliti e resi noti agli enti interessati, all'inizio del
   termine     previsto     per     l'introduzione      delle     domande   di
   autorizzazione,     tutte   le   condizioni    e   i   requisiti   relativi
   all'esercizio     o    alla    cessazione    dell'attività,      prescritti
   nell'ambito di autorizzazioni         dello  stesso tipo      in virtù di
   disposizioni legislative, regolamentari o amministrative in vigore
   alla data d'introduzione        delle domande, indipendentemente dal
   fatto   che   siano   previsti    dall'autorizzazione     o   che  la  loro
   accettazione    preventiva     sia  una   condizione     per   il  rilascio
   dell'autorizzazione stessa;
3. sia notificato a tutti gli enti interessati qualsiasi cambiamento
   relativo alle condizioni e ai requisiti di cui sopra, introdotto
   nel corso del procedimento;
4. siano   applicati    in   modo   non   discriminatorio     i   criteri,  le
   condizioni e i requisiti di cui al presente Articolo;
5. siano comunicati i motivi della decisione a qualsiasi ente la cui
   domanda di autorizzazione        sia stata respinta, se esso ne fa
   richiesta.
                                 Articolo 7
1. Gli Stati membri provvedono affinchè le condizioni e i requisiti
   di   cui   all'articolo     7,   paragrafo    2,   nonché    gli   obblighi
   particolareggiati relativi ad un'autorizzazione specifica, siano
   giustificati     esclusivamente       dalla     necessità     di    gestire
   correttamente lo sfruttamento dell'area geografica per la quale è
   richiesta    l'autorizzazione,     dall'applicazione     dell'articolo   2,
   paragrafo 2 oppure dal versamento di un corrispettivo pecuniario o
   in idrocarburi. Le modalità del versamento di tale corrispettivo
   sono stabilite dagli Stati membri, nel rispetto dell'indipendenza
   gestionale degli enti.
 ---pagebreak---                               - 21 -
2. Gli  Stati   membri   provvedono    a   che   il   controllo   degli  enti
   nell'ambito delle autorizzazioni sia limitato a quanto necessario
   per assicurare    l'osservanza    delle condizioni, dei requisiti e
   degli  obblighi    di   cui   al   paragrafo     1.   Essi  adottano,    in
   particolare,   le   misure    necessarie    affinché    nessun   ente   sia
   obbligato,    con    disposizioni       giuridiche,     regolamentari     o
   amministrative o mediante accordi o intese, a fornire informazioni
   sulle  fonti   attuali   o   future   dei   suoi   acquisti, se non su
   richiesta delle autorità competenti ed esclusivamente al fine di
   conseguire gli obiettivi dell'articolo 36 del trattato.
                                Articolo 8
1. Qualora, al 1° gennaio 1993, sussistano autorizzazioni rilasciate
   ad un ente secondo modalità che escludano la presentazione o
   l'esame di domande di altri enti, lo Stato membro interessato
   adotta oppurtuni provvedimenti affinché vengano concesse nuove
   autorizzazioni per le parti d'area geografica non ancora sfruttate
   a tale data.
2. Ai fini del primo paragrafo, sono considerate non ancora sfruttate
   le parti dell'area geografica che non sono state esplorate, per le
   quali non è stato chiesto l'accordo delle autorità competenti per
   l'estrazione oppure, se tale accordo non è prescritto, nelle quali
   l'estrazione non è incominciata:
       nei termini fissati nell'autorizzazione o, in mancanza,
       nei termini     fissati nella     legislazione, eventualmente per
       altre autorizzazioni oppure, in mancanza di siffatti termini,
       nel   termine    di   cinque    anni    a  decorrere     dal  rilascio
       dell'autorizzazione.
3. Lo Stato membro interessato provvede affinchè le domande per le
   nuove   autorizzazioni    di   cui   al   paragrafo    1,  possano   essere
   presentate a decorrere dal 1° gennaio 1993.
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4. Gli Stati membri provvedono affinché l'ente i cui diritti vengano
    limitati in applicazione del paragrafo 1 riceva un indennizzo di          !
   natura uguale a quella prevista dalla legislazione nazionale per          1
                                                                              I
                                                                              I
   analoghe   limitazioni     di   diritti,   giustificate   da  motivi   di  |
   interesse pubblico.                                                       '•
                                 Articolo 9
1. Gli Stati membri informano la Commissione di ogni difficoltà
   d'ordine generale incontrata, in diritto o in fatto, dalle proprie
   imprese nell'accesso alle attività di prospezione, esplorazione ed
   estrazione di idrocarburi e nel loro esercizio in paesi terzi.
2. La Commissione riferisce al Consiglio prima del 31 dicembre 1993 e
   successivamente ad intervalli periodici sulla situazione di tali
   imprese   nei   paesi   terzi   nonché   sull'andamento   dei   negoziati
   avviati in forza del paragrafo 3 con questi paesi o nell'ambito di
   organizzazioni internazionali.
3. Ogniqualvolta    riscontri     in  base   alle   relazioni   di   cui  al
   paragrafo 2    ovvero    in   base   ad   altre   informazioni    che  un
   determinato paese terzo non concede alle imprese comunitarie,
   relativamente all'accesso alle attività di cui al paragrafo 1 o al
   loro esercizio, un trattamento analogo a quello concesso dalla
   Comunità alle imprese del paese terzo stesso, la Commissione avvia
   negoziati per porre rimedio a tale situazione. Se del caso, essa
   presenta un'apposita proposta al Consiglio.
4. Nelle circostanze di cui al paragrafo 3, la Commissione, oltre ad
   avviare negoziati, può in qualsiasi momento        autorizzare uno Stato
   membro,  che    abbia  presentato    domanda   motivata,   a  negare   il
   rilascio    di    un'autorizzazione     ad   un    ente   effettivamente
   controllato dal paese terzo di cui trattasi o da cittadini dello
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     stesso.  Si  considera  che   la  Commissione abbia  dato   la  sua
     autorizzazione  se essa non ha espresso parere negativo sulla
     domanda nei tre mesi successivi alla notifica della medesima da
     parte di detto Stato membro.
5.   I provvvedimenti adottati in applicazione del presente articolo
     lasciano impregiudicati gli obblighi della Comunità derivanti da
     accordi internazionali disciplinanti l'accesso alle attività di
     prospezione, esplorazione ed estrazione di idrocarburi e il loro
     esercizio.
                               Articolo 10
Ciascuno Stato membro pubblica ogni anno e comunica alla Commissione
una relazione contenente informazioni sulle aree geografiche   destinate
allo sfruttamento, sulle autorizzazioni rilasciate, sugli enti titolari
delle autorizzazioni e la loro composizione, nonché sulle stime delle
riserve esistenti nel suo territorio.
                               Articolo 11
Gli Stati membri notificano alla Commissione le autorità competenti
entro il 1° novembre 1992. Essi notificano senza indugio i cambiamenti
intervenuti successivamente. La Commissione pubblica sulla Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee, l'elenco delle autorità competenti e
degli eventuali cambiamenti.
                               Articolo 12
La presente direttiva si applica alle autorizzazioni rilasciate a
decorrere dal 1° gennaio 1993.
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L'articolo 7 si applica      altresì alle autorizzazioni rilasciate prima
di tale data. Gli Stati membri provvedono affinché gli enti e le altre
parti interessate, i cui diritti siano limitati in applicazione della
presente disposizione, ricevano un indennizzo di natura uguale a quello
previsto   dalla   legislazione    nazionale   per  analoghe     limitazioni   di
diritti, giustificate da motivi di interesse pubblico.
                                  Articolo 13
All'articolo   3   della   direttiva   90/531/CEE    è   aggiunto   il   seguente
paragrafo 5:
"5.  Per le attività di sfruttamento di aree geografiche dirette alla
     prospezione o all'estrazione        di petrolio o di gas naturale, i
     paragrafi da 1 a 4 si applicano come segue, a decorrere dalla data
     in  cui    lo   Stato   membro    interessato    si   è   conformato    alle
     disposizioni della direttiva n.... del Consiglio,             [del         ,
     sul rilascio e esercizio delle autorizzazioni alla prospezione,
     esplorazione e estrazione di idrocarburi] (*):
     a)  le   condizioni     di  cui    al   paragrafo    1   sono   considerate
         soddisfatte     a partire   dalla   suddetta   data, fatto     salvo  il
         paragrafo 3;
     b)  a partire     dalla  suddetta    data, lo Stato membro       di cui al
         paragrafo 4 deve comunicare soltanto le disposizioni relative
         all'osservanza delle condizioni elencate nei paragrafi 2 e 3.
(*) GU n. L.
                                 Articolo 14
Gli  Stati   membri   mettono   in   vigore    le  disposizioni     legislative,
regolamentari    ed   amministrative     necessarie    per   conformarsi     alla
presente direttiva il 1° gennaio 1993. Essi ne informano immediatamente
la Commissione.
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Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
                              Articolo 15
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il Pesidente
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                                                              COM(92)110def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              12
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-181-IT-C
                                                             ISBN 92-77-43594-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo