CELEX: C2000/149/26
Language: it
Date: 2000-05-27 00:00:00
Title: Causa C-40/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto l'11 febbraio 2000

C 149/16                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        27.5.2000
Motivi e principali argomenti                                             — Ingiustamente il Tribunale ha disatteso la domanda di
                                                                               risarcimento per il solo fatto che il comportamento della
                                                                               Commissione non potrebbe costituire un illecito idoneo a
                                                                               far sorgere la responsabilità della Comunità, dal momento
— Violazione delle forme sostanziali e dei diritti fondamentali:               che le conclusioni dirette all’annullamento erano respinte
   L’esigenza dell’equo processo, del rispetto dei diritti della               e la Commissione non potrebbe essere obbligata dall’art. 3
   difesa della necessità di assicurare un dibattito contradditto-             del regolamento n. 17, ad adottare una decisione circa
   rio vietava di escludere, a posteriori, all’udienza e prima                 l’esistenza o meno dell’infrazione asserita, argomento, per
   della sentenza, la produzione di un documento prodotto                      di più privo, di relazione con il rigetto di una domanda di
   liberamente nel dibattimento da una parte e discusso                        provvedimenti provvisori, la quale, beninteso, non richiede
   dinanzi alla Corte. Non può esservi processo equo se il                    che sia adottata una previa decisione circa l’esistenza
   giudice esclude un documento versato agli atti spontanea-                   della assenta infrazione in merito alla quale è sufficiente
   mente da una parte (a maggior ragione quanto si tratta di                   costatare, come nella specie, che essa riposa su elementi di
   una delle istituzioni), col pretesto che questo documento,                  prova «sostanziali», «molto documentati», come riconosciu-
   risulterebbe, imbarazzante per la parte che lo ha prodotto                  to dalla Commissione, la cui opinione è corroborata dal
   dopo più attenta riflessione.                                               documento prodotto «per errore» e quindi ritirato con
                                                                               l’autorizzazione del Tribunale.
   Il motivo che deduce il termine irragionevole per trattare
   una denuncia e concludere il procedimento, contrariamen-
   te a quanto affermato dal Tribunale, deve (e non può)
   essere sollevato d’ufficio, trattandosi pur sempre di ciò che
   viene considerato violazione di un diritto fondamentale, a
   prescindere dal fatto che si tratti della durata del procedi-
   mento amministrativo o del procedimento giudiziario.
   Nella specie, il termine di due anni deve essere considerato
   irragionevole per l’esame preliminare, di molto superiore              Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
   al tempo di riflessione necessario e quello di cinque anni e             tro la Repubblica francese, proposto l’11 febbraio 2000
   mezzo altrettanto irragionevole per quanto riguarda la
   durata del procedimento.
                                                                                                   (Causa C-40/00)
                                                                                                   (2000/C 149/26)
— Errore manifesto per quanto riguarda il valore probatorio
   degli elementi di prove prodotti dalla denunciante.
                                                                          L’11 febbraio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                          rappresentata dai signori Enrico Traversa, consigliere giuridico,
                                                                          e Christophe Giolito, membro del suo servizio giuridico, in
— Errore manifesto per quanto riguarda la valutazione dell’as-            qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo presso
   senza d’interesse comunitario e del potere discrezionale di            il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg,
   rifiutare, col pretesto della scelta delle priorità, di fare           ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
   cessare un grave comportamento illecito: è per effetto di              europee un ricorso contro la Repubblica francese.
   un errore di valutazione dei fatti e di diritto che il Tribunale
   ha considerato che la Commissione aveva potuto non
   interessarsi alle infrazioni commesse dalla PSA, preferendo            La Commissione delle Comunità europee conclude che la
   trattare il fascicolo Volkswagen. Per quanto riguarda il               Corte voglia:
   centro di gravità dell’infrazione, questo non può essere
   localizzato limitativamente in Francia, dato che le pressioni
   vengono esercitate sui concessionari stranieri in altri Stati          — dichiarare che, avendo reintrodotto, a partire dal 1o gen-
   membri e l’infrazione è commessa soprattutto a questo                       naio 1998, l’abolizione totale del diritto a deduzione
   livello e, pertanto, fuori della Francia, di modo che a                     dell’IVA applicato sui gasoli utilizzati come carburanti per
   causa del carattere transfrontaliero dell’infrazione, è la                  veicoli, che non concede il diritto a deduzione dopo aver
   Commissione ad essere maggiormente in grado di meglio                       in parte concesso tale diritto a deduzione in più occasioni,
   trattare il fascicolo e procedere alle indagini in applicazio-              la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa
   ne, in particolare, dell’art. 5 del Trattato CE.                            incombenti in forza dell’art. 17, n. 2, della Sesta direttiva
                                                                               del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di
                                                                               armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relati-
                                                                               ve alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
                                                                               imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme
— Errore manifesto per quanto riguarda le misure provvisorie:                  (GU L 145, pag. 1);
   Se la Corte prende in considerazione i motivi di cui sopra,
   essa è indotta ad accogliere il motivo che deduce l’errore
   incorso nel rifiuto di disporre misure provvisorie.                    — condannare la Repubblica francese alle spese.
 ---pagebreak--- 27.5.2000                IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 149/17
Motivi e principali argomenti                                             Motivi e argomenti principali del ricorso
                                                                          — Illegittimità del modo in cui la Commissione ha esaminato
La Commissione ritiene che la Francia abbia definito il suo                   la domanda di accesso a documenti: il Tribunale ha
diritto a deduzione il 1o luglio 1982, vale a dire il giorno in               giudicato incompleti e, pertanto, giuridicamente errati gli
cui essa ha introdotto un diritto a deduzione parziale sul                    argomenti dedotti in merito dalla ricorrente. Esso non ha
gasolio utilizzato come carburante (legge 82-540 del 28 giu-                  esaminato né gli argomenti relativi alla «decadenza» né
gno 1982). Da quel giorno la Francia è uscita dall’ambito                     quelli secondo cui il nuovo diniego della Commissione si
d’applicazione dell’art. 17, n. 6 della direttiva 77/388/CEE e le             fondava su una incompleta valutazione giuridica dei motivi
operazioni di cui trattasi rientrano ormai nella norma generale               di rifiuto rilevanti. Infine, il Tribunale ha omesso di
contenuta nell’art. 17, n. 2. Ne risulta che le autorità francesi             pronunciarsi sul motivo secondo cui il metodo scelto dalla
non sono competenti ad emanare una condizione particolare                     Commissione, consistente nel fornire un solo ed unico
che limiti il diritto a deduzione regolato dall’art. 17, n. 2.                motivo di diniego, si risolve in una vanificazione del diritto
                                                                              soggettivo all’accesso ai documenti e in una insostenibile
                                                                              lacuna nella tutela dei diritti.
                                                                          — Nullità della regola dell’autore in quanto viola norme
                                                                              giuridiche sovraordinate ovvero, in subordine, sua erronea
                                                                              interpretazione e applicazione nonché inadempimento
                                                                              dell’obbligo di motivazione:
                                                                              — dati la distanza, i problemi linguistici e gli altri problemi
                                                                                   «tecnici» — come a esempio l’ignoranza delle rispettive
                                                                                   sfere di competenza e delle varie procedure negli Stati
Ricorso della Interporc Im- und Export GmbH contro la                              terzi —, il singolo non è mai, o quasi, in grado di
sentenza 7 dicembre 1999 del Tribunale di primo grado                              chiedere e ottenere accesso ai documenti di cui trattasi
delle Comunità europee (Prima Sezione ampliata) nella                              entro un lasso di tempo adeguato. La Commissione
causa T-92/98, Interporc Im- und Export GmbH contro                                non può sottrarsi all’obbligo «costituzionale» ad essa
Commissione delle Comunità europee, proposto l’11 feb-                             incombente di rendere noti i documenti in suo posses-
                             braio 2000                                            so semplicemente invitando i richiedenti a rivolgersi ai
                                                                                   terzi autori dei detti documenti, se in tal modo non
                                                                                   vengono nemmeno garantiti i presupposti giuridici e
                         (Causa C-41/00 P)                                         tecnici per fare effettivamente valere il diritto all’acces-
                                                                                   so ai documenti. Ciò è tanto più vero se i documenti
                                                                                   di cui trattasi sono di immediata rilevanza ai fini
                                                                                   dell’attuazione del diritto comunitario, nel caso di
                          (2000/C 149/27)
                                                                                   specie ai fini del controllo di un contingente comunita-
                                                                                   rio per l’importazione di carne di manzo argentina.
                                                                                   Contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale, la
L’11 febbraio 2000 la Interporc Im- und Export GmbH,                               regola dell’autore viola norme giuridiche superiori, è
con l’avv. Georg M. Berrisch dello studio Sozietät Gaedertz                        incompatibile con il dovere di trasparenza, che costitui-
Rechtsanwälte, avenue de Tervuren 35, B-1040 Bruxelles, ha                         sce un principio giuridico generale radicato nel princi-
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee                    pio di democrazia, ed è pertanto nulla.
un ricorso contro la sentenza 7 dicembre 1999 del Tribunale
di primo grado delle Comunità europee (Prima Sezione
ampliata) nella causa T-92/98, Interporc Im- und Export                       — (In subordine) Se, alla luce del (superiore) dovere di
GmbH contro Commissione delle Comunità europee (1).                                trasparenza, la regola dell’autore fosse stata interpretata
                                                                                   in modo veramente restrittivo, essa, malgrado il suo
                                                                                   tenore, avrebbe dovuto essere intesa come una norma
                                                                                   dispositiva. Un criterio importante per il corretto
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                          esercizio della discrezionalità e per il suo controllo
                                                                                   giurisdizionale è, tra l’altro, la possibilità giuridica e
                                                                                   tecnica di far valere il diritto all’accesso ai documenti
1) annullare i punti 2 e 3 del dispositivo della sentenza                          nei confronti dei terzi autori. Il Tribunale ha tuttavia
     7 dicembre 1999 del Tribunale di primo grado nella                            ammesso che nell’applicare la regola dell’autore la
     causa T-92/98, Interporc Im- und Export GmbH contro                           Commissione può agire arbitrariamente e dispone di
     Commissione;                                                                  una discrezionalità illimitata nello stabilire se pubblica-
                                                                                   re o meno documenti provenienti da terzi.
2) dichiarare nulla nel suo complesso la decisione 23 aprile
     1998 del Segretario generale della Commissione;
                                                                          (1) GU 2000 C 20, pag. 19.
3) condannare la Commissione alle spese, ivi comprese quelle
     del procedimento di primo grado.