CELEX: 31990L0387
Language: it
Date: 1990-06-28 00:00:00
Title: Direttiva 90/387/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990, sull'istituzione del mercato interno per i servizi delle telecomunicazioni mediante la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni (Open Network Provision - ONP)

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31990L0387

Direttiva 90/387/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990, sull'istituzione del mercato interno per i servizi delle telecomunicazioni mediante la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni (Open Network Provision - ONP)  

Gazzetta ufficiale n. L 192 del 24/07/1990 pag. 0001 - 0009 edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 19 pag. 0212  edizione speciale svedese/ capitolo 13 tomo 19 pag. 0212 

DIRETTIVA DEL  CONSIGLIOdel 28 giugno 1990sull'istituzione del mercato interno per i servizi delle  telecomunicazioni mediante la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni  (Open Network Provision - ONP)(90/387/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A, vista la proposta della Commissione (1), in cooperazione con il Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che l'articolo 8 A del trattato stabilisce che il mercato interno comporta uno spazio  senza frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione dei servizi, secondo le  disposizioni del trattato; considerando che la Commissione ha presentato un Libro verde sullo sviluppo del mercato comune per  i servizi e le apparecchiature di telecomunicazioni, in data 30 giugno 1987, ed una comunicazione  sull'applicazione di detto Libro verde fino al 1992, in data 9 febbraio 1988; considerando che il Consiglio ha adottato, in data 30 giugno 1988, una risoluzione concernente lo  sviluppo del mercato comune dei servizi e delle apparecchiature di telecomunicazione entro il 1992  (4); considerando che, la completa realizzazione di un mercato comunitario per i servizi delle  telecomunicazioni sarà favo-rita dalla rapida introduzione di principi e condizioni  armonizzate per la fornitura di una rete aperta; considerando che, data la divergenza delle situazioni e l'esistenza negli Stati membri di vincoli  tecnici ed amministrativi, tale obiettivo dovrebbe essere raggiunto per fasi; considerando che le condizioni per la fornitura della rete aperta devono essere coerenti con  determinati principi e non devono limitare l'accesso alle reti e ai servizi, fatta eccezione per  motivi di interesse pubblico; considerando che la definizione e l'applicazione di tali principi e requisiti essenziali deve  tenere interamente conto del fatto che qualsiasi limitazione al diritto di fornire servizi negli e  fra gli Stati membri deve essere giustificata obiettivamente, deve rispettare il principio di  proporzionalità e non deve essere eccessiva in relazione all'obiettivo perseguito; considerando che le condizioni per la fornitura della rete aperta non devono consentire limitazioni  supplementari all'impiego della rete pubblica e/o dei servizi pubblici di telecomunicazioni,  eccettuate le limitazioni che possono derivare dall'esercizio dei diritti speciali o esclusivi  concessi dagli Stati membri e compatibili con il diritto comunitario; considerando che i principi tariffari devono essere chiaramente definiti per garantire condizioni  eque e trasparenti per tutti gli utenti; considerando che la presente direttiva deve essere letta, nel suo insieme, alla luce dell'allegato  3 che fissa un programma di lavoro per i primi tre anni; considerando che la definizione di condizioni armonizzate per la fornitura della rete aperta deve  basarsi su un processo progressivo e dovrebbe essere preparata con l'assistenza di un comitato  composto di rappresentanti degli Stati membri in contatto con i rappresentanti degli organismi di  telecomunicazioni, gli utenti, i consumatori, i fabbricanti ed i fornitori di servizi; che questo  processo deve inoltre costituire un processo aperto a tutte le parti interessate e che deve essere  lasciato tempo sufficiente per commenti pubblici; considerando che la definizione comunitaria di interfacce tecniche e di condizioni di accesso  armonizzate deve avvenire in base a specifiche tecniche comuni fondate su norme e specifiche  internazionali; considerando che l'attività futura in tale settore deve tenere pienamente conto, tra l'altro, del  quadro risultante dalle disposizioni della direttiva 83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983,  che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche  (1), modificata da ultimo dalla direttiva 88/182/CEE (2), della direttiva 86/361/CEE del Consiglio,  del 24 luglio 1986, concernente la prima fase del reciproco riconoscimento dell'omologazione delle  apparecchiature terminali di telecomunicazioni (3), e dalla decisione 87/95/CEE del Consiglio del  22 dicembre 1986, relativa alla normalizzazione nel settore delle tecnologie dell'informazione e  delle telecomunicazioni (4); considerando che l'adozione formale, il 12 febbraio 1988, dello statuto dell'Istituto per le norme  europee di telecomunicazioni (European Telecommunications Standard Institute - ETSI) e dei relativi  regolamenti interni, ha creato un nuovo meccanismo per produrre norme europee per le  telecomunicazioni; considerando che nella sua risoluzione del 27 aprile 1989 concernente la standardizzazione nel  campo delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni (5) il Consiglio ha assicurato  il proprio sostegno all'attività dell'ETSI ed ha invitato la Commissione a contribuire allo  sviluppo coerente di detto Istituto e a dargli il suo sostegno; considerando che in ambito comunitario la definizione e la realizzazione di punti terminali di rete  armonizzati per l'interfaccia fisica fra l'infrastruttura di rete e le apparecchiature degli utenti  e dei fornitori di servizi costituirà un elemento fondamentale del concetto globale di fornitura  della rete aperta; considerando che la direttiva 88/301/CEE della Commissione, del 16 maggio 1988, relativa alla  concorrenza sui mercati dei terminali di telecomunicazioni (6), prescrive agli Stati membri di  garantire a tutti gli utenti che ne fanno richiesta l'accesso ai punti terminali della rete  pubblica entro tempi ragionevoli; considerando che uno degli obiettivi principali della realizzazione di un mercato interno dei  servizi di telecomunicazioni deve essere la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di  servizi paneuropei; considerando inoltre che nella sua succitata risoluzione del 30 giugno 1988 il Consiglio ha  considerato l'esame degli aspetti esterni delle misure comunitarie in materia di telecomunicazioni  come obiettivo strategico fondamentale; considerando che la Comunità attribuisce la massima importanza alla continua crescita dei servizi  transfrontalieri di telecomunicazioni, al contributo che possono apportare alla crescita del  mercato comune i servizi di telecomunicazioni forniti da società o persone fisiche aventi sede in  uno Stato membro ed infine ad un'accresciuta attività dei fornitori comunitari di servizi sui  mercati dei paesi terzi; che quindi sarà necessario garantire, man mano che verranno elaborate  direttive specifiche, che si tenga conto degli obiettivi in questione nell'intento di arrivare ad  una situazione in cui la progressiva realizzazione del mercato interno dei servizi di  telecomunicazioni sarà, se del caso, accompagnata da reciproche aperture di mercato in altri  paesi; considerando che questo risultato dovrà essere conseguito di preferenza nel quadro di negoziati  multilaterali nell'ambito del GATT, e restando inteso che anche discussioni bilaterali fra la  Comunità e paesi terzi potranno contribuire a questo processo; considerando che la presente direttiva non si occupa dei problemi relativi ai mezzi di  comunicazione di massa, vale a dire dei problemi connessi alla trasmissione e distribuzione di  programmi televisivi mediante tecniche di telecomunicazioni, in particolare delle reti di  televisione via cavo, che richiedono un esame particolare; considerando che parimenti la presente direttiva non si occupa delle comunicazioni via satellite  per le quali, in conformità della succitata risoluzione del Consiglio del 30 giugno 1988, si  dovrebbe elaborare una posizione comune; considerando che nel corso del 1992 il Consiglio, in base ad una relazione che la Commissione  presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio e in conformità dell'articolo 100 B del trattato,  procederà all'esame delle eventuali condizioni di accesso ai servizi di telecomunicazioni che non  sono state oggetto di armonizzazione, dei loro effetti sul funzionamento del mercato interno dei  servizi di telecomunicazioni e dell'eventuale opportunità di un'ulteriore apertura di tale  mercato, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 11.  La presente direttiva prevede l'armonizzazione delle condizioni  per l'accesso e l'uso libero ed efficace delle reti pubbliche e, laddove applicabile, dei servizi  pubblici di telecomunicazioni. 2.  Le condizioni di cui al paragrafo 1 sono intese ad agevolare la fornitura di servizi tramite  l'utilizzazione di reti e/o servizi pubblici di telecomunicazioni negli e tra gli Stati membri e,  in particolare, la fornitura di servizi da parte di società o persone fisiche stabilite in uno  Stato membro che non sia quello della società o persona fisica cui sono destinati i servizi in  questione. Articolo 2Ai fini della presente direttiva, si intende per:  1)  «organismi di telecomunicazioni», gli enti pubblici o privati ai quali uno Stato membro  concede diritti speciali o esclusivi per l'installazione di reti pubbliche di telecomunicazioni e,  qualora necessario, per la fornitura di servizi pubblici di telecomunicazioni. Ai fini della presente direttiva, gli Stati membri notificano alla Commissione gli enti ai quali  hanno concesso diritti speciali o esclusivi;  2)  «diritti speciali o esclusivi», i diritti concessi da uno Stato membro o da un'autorità  pubblica ad uno o più organismi pubblici o privati mediante ogni strumento legislativo,  regolamentare o amministrativo che riservi loro la fornitura di un servizio o la gestione di una  determinata attività;  3)  «rete pubblica di telecomunicazioni», l'infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che  permette la trasmissione di segnali fra punti terminali definiti della rete, mediante fili, ponti  radio, mezzi ottici o altri mezzi elettromagnetici;  4)  - «servizi di telecomunicazioni», i servizi la cui fornitura consiste totalmente o  parzialmente nella trasmissione e nell'instradamento di segnali su una rete di telecomunicazioni  mediante procedimenti di telecomunicazioni, ad eccezione della radiodiffusione e della  televisione; - «servizi pubblici di telecomunicazioni», i servizi di telecomunicazioni affidati dagli Stati  membri segnatamente ad uno o più organismi di telecomunicazioni;  5)  «punto terminale di rete», l'insieme delle connessioni fisiche e delle specifiche tecniche  d'accesso che fanno parte della rete pubblica di telecomunicazioni e sono necessarie per poter  accedere alla rete pubblica di telecomunicazioni e comunicare efficacemente per il suo tramite;  6)  «requisiti fondamentali», i motivi di interesse generale e di natura non economica, che  possono indurre uno Stato membro a limitare l'accesso alla rete pubblica o ai servizi pubblici di  telecomunicazioni. Tali motivi sono la sicurezza di funzionamento della rete, il mantenimento della  sua integrità e, nei casi in cui sono giustificate, l'interoperabilità dei servizi e la protezione  dei dati. La protezione dei dati può comprendere la tutela dei dati personali, la riservatezza delle  informazioni trasmesse o memorizzate, nonché la tutela della sfera privata;  7)  «servizio di telefonia vocale», la fornitura al pubblico del trasporto diretto della voce in  tempo reale, attra-verso una o più reti pubbliche commutate che consentono ad ogni utente di  utilizzare l'apparecchiatura collegata ad un punto terminale di una rete per comunicare con un  altro utente che utilizza un'apparecchiatura collegata con un altro punto terminale;  8)  «servizio telex», la fornitura al pubblico del trasporto diretto di messaggi telescritti,  conformemente alla relativa raccomandazione del Comitato consultivo internazionale telegrafico e  telefonico (CCITT), attraverso una o più reti pubbliche commutate, che consentono ad ogni utente di  utilizzare l'apparecchiatura collegata ad un punto terminale di una rete per comunicare con un  altro utente che utilizza un'apparecchiatura collegata con un altro punto terminale;  9)  «servizio di trasmissione dati a commutazione di pacchetto e di circuito», la fornitura al  pubblico del trasporto diretto di dati attraverso una o più reti pubbliche commutate che consentono  a un'apparecchiatura collegata a un punto terminale di una rete di comunicare con  un'apparecchiatura collegata a un altro punto terminale; 10)  «condizioni di fornitura di una rete aperta», il complesso delle condizioni, armonizzate in  conformità delle disposizioni di cui alla presente direttiva, che riguardano l'accesso aperto ed  efficace alle reti pubbliche e, se del caso, dei servizi pubblici di telecomunicazioni nonché l'uso  efficace di queste reti e di questi servizi. Senza pregiudizio della loro applicazione caso per caso, le condizioni di fornitura della rete  aperta possono comprendere in particolare condizioni armonizzate relative a: - interfacce tecniche, compresa la definizione e la realizzazione dei punti terminali di rete,  laddove richiesto, - condizioni di impiego, compreso l'eventuale accesso alle frequenze, - principi tariffari; 11)  le «specifiche tecniche», le «norme» e le «apparecchiature terminali», le specifiche tecniche,  le norme e le apparecchiature come definite nell'articolo 2 della direttiva 86/361/CEE. Articolo 31.  Le condizioni di fornitura della rete aperta devono soddisfare i seguenti principi  fondamentali: - essere basate su criteri obiettivi; - essere trasparenti, comprese adeguate formalità di pubblicazione; - garantire la parità di accesso e non devono creare discriminazioni conformemente alla  legislazione comunitaria. 2.  Le condizioni di fornitura della rete aperta non devono limitare l'accesso alle reti o ai  servizi pubblici di telecomunicazione eccetto per ragioni basate sui seguenti requisiti  fondamentali, nel contesto del diritto comunitario: - la sicurezza di funzionamento della rete, - il mantenimento dell'integrità della rete, - l'interoperabilità dei servizi, in casi giustificati, - la protezione dei dati, se del caso. Inoltre sono d'applicazione le condizioni applicabili in generale al collegamento  dell'apparecchiatura terminale alla rete. 3.  Le condizioni di fornitura della rete aperta non possono consentire alcuna restrizione  supplementare che limiti l'impiego della rete pubblica e/o dei servizi pubblici di  telecomunicazioni, eccettuate le restrizioni che possono derivare dall'esercizio dei diritti  esclusivi o speciali concessi dagli Stati membri e compatibili con il diritto comunitario. 4.  Il Consiglio, deliberando in conformità dell'articolo 100 A del trattato, può modificare, se  necessario, gli elementi di cui ai paragrafi 1 e 2. 5.  Restando impregiudicate le direttive specifiche di cui all'articolo 6, e nella misura in cui  l'applicazione dei requisiti fondamentali a norma del paragrafo 2 del presente articolo può  condurre uno Stato membro a limitare l'accesso a una delle sue reti o a uno dei suoi servizi  pubblici di telecomunicazioni, le modalità per un'applicazione omogenea dei requisiti fondamentali,  segnatamente per quanto concerne l'interoperabilità dei servizi e la protezione dei dati, sono  determinate, laddove opportuno, dalla Commissione in conformità della procedura prevista  all'articolo 10. Articolo 41.  Le condizioni di fornitura della rete aperta sono definite per fasi successive, in  conformità con la procedura esposta qui in appresso. 2.  Le condizioni di fornitura della rete aperta riguardano i settori specifici prescelti  conformemente all'elenco dell'allegato 1. Il Consiglio, deliberando a norma dell'articolo 100 A del trattato, può modificare, laddove  necessario, detto elenco. 3.  Nell'ambito dell'elenco di cui al paragrafo 2, la Commissione redige ogni anno, previa  consultazione del comitato di cui all'articolo 9, un programma di lavoro. 4.  Per il programma di lavoro di cui al paragrafo 3, la Commissione: a)  avvia un'analisi particolareggiata in consultazione con il comitato di cui all'articolo 9 e  redige relazioni sui risultati di detta analisi; b)pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee un invito a tutte le parti interessate  a presentare le loroosservazioni sulle relazioni concernenti l'analisi particolareggiata di cui  alla lettera a); il periodo per la presentazione di tali osservazioni non è inferiore a tre mesi a  decorrere dalla data di pubblicazione dell'invito; c)richiede, se del caso, all'Istituto europeo per le norme di telecomunicazioni (ETSI), di  redigere norme europee, tenendo nel debito conto le attività di normalizzazione internazionale in  vista di costituire, all'occorrenza entro termini specificati, la base delle interfacce tecniche  e/o delle caratteristiche armonizzate dei servizi forniti; questa attività andrà in particolare  coordinata con l'istituzione comune per gli standard europei CEN-CENELEC; d)redige le proposte relative alle condizioni di fornitura della rete aperta in conformità  dell'articolo 3 e del quadro di riferimento di cui all'allegato 2. 5.  Il programma di lavoro per gli anni 1990, 1991 e 1992 sarà determinato in modo da applicare gli  orientamenti che figurano nell'allegato 3. Articolo 51.  Un richiamo alle norme europee redatte in quanto base delle interfacce tecniche e/o  delle caratteristiche armonizzate dei servizi per la fornitura della rete aperta in conformità  dell'articolo 4, paragrafo 4, lettera c), è pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità  europee,come richiamo a norme adeguate alla fornitura della rete aperta. 2.  Le norme di cui al paragrafo 1 comportano la presunzione chea)  un fornitore di servizi che si  conformi a queste norme ottemperi ai corrispondenti requisiti fondamentali, e  cheb)un'organizzazione di telecomunicazioni che si conformi a tali norme ottemperi all'esigenza  di accesso aperto ed efficace. 3.  Se l'applicazione delle norme europee ai sensi del paragrafo 2 appare insufficiente a garantire  l'interoperabilità dei servizi transfrontalieri in uno o più Stati membri, il richiamo alle norme  europee può essere reso obbligatorio in applicazione della procedura prevista dall'articolo 10,  nella misura strettamente necessaria a garantire detta interoperabilità e ad ampliare la libera  scelta dell'utente. La procedura prevista nel presente paragrafo non può in nessun caso arrecare  pregiudizio all'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato. 4.  Se uno Stato membro, o la Commissione, ritiene che le norme armonizzate di cui al paragrafo 1  non corrispondano all'obiettivo di un accesso aperto ed efficace, e in particolare ai principi di  base e ai requisiti fondamentali di cui all'articolo 3, la Commissione o lo Stato membro  interessato sottopone il problema al comitato di cui all'articolo 9, indicandone i motivi. Il  comitato emette senza indugio un parere. 5.  In base al parere dal comitato e dopo consultazione del comitato permanente istituito dalla  direttiva 83/189/CEE, la Commissione informa gli Stati membri dell'eventuale necessità di  sopprimere i richiami alle norme in questione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 6Dopo la conclusione delle procedure previste negli articoli 4 e 5, e deliberando  conformemente all'articolo 100 A del trattato, il Consiglio adotta direttive specifiche per la  creazione di condizioni di fornitura della rete aperta, compreso lo scadenzario della loro  attuazione. Articolo 7Il Consiglio, deliberando in conformità dell'articolo 100 A del trattato e tenendo  conto dell'articolo 8 C del trattato, adotta, ove richiesto, le misure relative all'armonizzazione  delle procedure di dichiarazione e/o autorizzazione, per la fornitura di servizi attraverso le reti  pubbliche di telecomunicazioni al fine di stabilire le condizioni alle quali verrà effettuato il  reciproco riconoscimento delle dichiarazioni e/o autorizzazioni. Articolo 8Nel corso del 1992 il Consiglio, in base ad una relazione che la Commissione presenta  al Parlamento europeo e al Consiglio, esamina lo stato di avanzamento dell'armonizzazione, le  eventuali restrizioni sussistenti per l'accesso alle reti e ai servizi di telecomunicazioni, i loro  effetti sul funzionamento del mercato interno delle telecomunicazioni e le misure che potrebbero  essere adottate per eliminare tali restrizioni, in conformità del diritto comunitario, tenendo  conto dello sviluppo tecnologico e in conformità della procedura stabilita dall'articolo 100 B del  trattato. Articolo 91.  La Commissione è assistita da un comitato consultivo, composto dai rappresentanti  degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. Il comitato consulta segnatamente i rappresentanti degli organismi di telecomunicazione, degli  utenti, dei consumatori, dei fabbricanti e dei fornitori di servizi. Il comitato stabilisce il  proprio regolamento interno. 2.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare.  Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in relazione all'urgenza del problema,  formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione. Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua  posizione figuri a verbale. La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Lo informa del  modo in cui ha tenuto conto di detto parere. Articolo 101.  In deroga all'articolo 9, per le questioni contemplate dall'articolo 3, paragrafo  5 e all'articolo 5, paragrafo 3, si applica la seguente procedura. 2.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare.  Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro un termine che il presidente può stabilire  in relazione all'urgenza del problema. Il comitato si pronuncia alla maggioranza prevista  dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato, nel caso di decisioni che il Consiglio deve adottare  su proposta della Commissione. Ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui a  tale articolo. Il presidente non partecipa al voto. 3.  La Commissione adotta le misure proposte quando esse sono conformi al parere del comitato. 4.  Quando le misure proposte non sono conformi al parere formulato dal comitato, o in mancanza di  parere, la Commissione sottopone senza indugi al Consiglio una proposta relativa alle misure da  adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata. 5.  Se alla scadenza di un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui è stato adito, il  Consiglio non si è pronunciato, la Commissione adotta le misure proposte. Articolo 111.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e  amministrative, necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1g gennaio 1991. Essi  ne informano immediatamente la Commissione. 2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che  essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 12Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Lussemburgo, addì 28 giugno 1990. Per il ConsiglioIl PresidenteM. GEOGHEGAN-QUINN(1) GU n. C 39 del 16. 2.  1989, pag. 8. (2) GU n. C 158 del 26. 6. 1989, pag. 300 e GU n. C 149 del 18. 6. 1990. (3) GU n. C 159 del 26. 6. 1989, pag. 37. (4) GU n. C 257 del 4. 10. 1988, pag. 1. (1) GU n. L 109 del 26. 4. 1983, pag. 8. (2) GU n. L 81 del 26. 3. 1988, pag. 75. (3) GU n. L 217 del 5. 8. 1986, pag. 21. (4) GU n. L 36 del 7. 2. 1987, pag. 31. (5) GU n. C 117 dell'11. 5. 1989, pag. 1. (6) GU n. L 131 del 27. 5. 1988, pag. 73.  ALLEGATO 1 Settori specifici per i quali possono essere elaborate condizioni  particolareggiate per la fornitura della rete aperta in conformità dell'articolo 4 I settori  verranno prescelti dal seguente elenco, secondo le procedure di cui all'articolo 4: 1.  linee affittate; 2.  servizi di trasmissione dati a commutazione di pacchetto e di circuito; 3.  rete numerica integrata nei servizi (Integrated Services Digital Network - ISDN)4.  servizio  di telefonia vocale; 5.  servizio telex; 6.  eventualmente i servizi mobili; Salvo studi supplementari: 7.  nuovi tipi di accesso alla rete, come l'accesso, in determinate condizioni, ai circuiti che  collegano gli impianti dell'abbonato con la centrale della rete pubblica («data over voice») e  l'accesso alle nuove funzioni intelligenti della rete, a seconda dei progressi realizzati nella  definizione e nello sviluppo tecnologico; 8.  accesso alla rete a larga banda, a seconda dei progressi realizzati nella definizione e nello  sviluppo tecnologico.  ALLEGATO 2 Quadro di riferimento per la definizione delle proposte concernenti le  condizioni di fornitura della rete aperta in conformità dell'articolo 4, paragrafo 4, lettera d)  Le proposte concernenti le condizioni di fornitura della rete aperta di cui all'articolo 2, punto  10, dovrebbero essere definite in conformità del seguente quadro di riferimento: 1.  Principi comuniAll'atto della definizione delle condizioni descritte nel presente allegato si  terrà debito conto delle pertinenti norme del trattato. Le condizioni di fornitura della rete aperta saranno elaborate in modo da non limitare la libertà  d'azione del fornitore di servizi e degli utenti, né la responsabilità degli organismi di  telecomunicazioni per quanto concerne il funzionamento della rete e il mantenimento dei canali di  comunicazione nel migliore stato possibile. Gli Stati membri possono adottare, in conformità del diritto comunitario, tutte le misure atte a  permettere agli organismi di telecomunicazioni di sviluppare le nuove possibilità derivanti dalla  fornitura della rete aperta. 2.  Interfacce tecniche e/o caratteristiche armonizzate dei serviziPer stabilire le condizioni di  fornitura della rete aperta si terrà conto del seguente programma per la definizione delle  interfacce tecniche in punti terminali appropriati della rete aperta: - per i servizi e per le reti esistenti si adotteranno le interfacce esistenti; - per i servizi nuovi o per il potenziamento dei servizi esistenti si adotteranno egualmente le  interfacce esistenti, qualora possibile; se queste non sono idonee, si dovranno specificare il  potenziamento di tali interfacce e/o nuove interfacce; - per le reti non ancora introdotte, ma per le quali è già cominciato il programma di  standardizzazione, dovranno essere presi in considerazione nello specificare le nuove interfacce i  requisiti relativi alla fornitura della rete aperta ai sensi dell'articolo 3. Le proposte relative alla fornitura della rete aperta devono essere conformi, per quanto possibile,  ai lavori in corso in sede di Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e  telecomunicazioni (CEPT), di CCITT, ETSI e CEN-CENELEC. L'attività avviata in tale settore dovrà tenere nel debito conto il quadro indicato dalla direttiva  83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una procedura d'informazione nel settore  delle norme e delle regolamentazioni tecniche (;), modificata da ultimo dalla direttiva 88/182/CEE  ($), dalla direttiva 86/361/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1986, concernente la fase iniziale del  reciproco riconoscimento dell'omologazione delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni  (=), nonché della decisione 87/95/CEE del Consiglio, del 22 dicembre 1986, relativa alla  normalizzazione nel settore delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni (%). Saranno individuate, all'occorrenza, caratteristiche aggiuntive, classificate nel modo seguente: - globali, se specifiche a una determinata interfaccia e incluse nell'offerta di base; - opzionali, se possono essere richieste come opzione per quanto riguarda un servizio specifico  offerto secondo le condizioni di fornitura della rete aperta. L'attività dovrà includere l'elaborazione di proposte di scadenzari per l'introduzione delle  interfacce e delle caratteristiche di servizio, tenendo conto dello sviluppo delle reti e dei  servizi di telecomunicazioni nella Comunità. 3.  Condizioni armonizzate di fornitura e d'impiegoLe condizioni di fornitura e d'impiego devono  individuare le condizioni di accesso e di offerta, nella misura in cui sono necessarie. Esse possono includere se necessario: a)  condizioni di fornitura quali: - il tempo massimo di fornitura, - la qualità del servizio, in particolare quella della trasmissione, - la manutenzione, - gli impianti di rilevazione dei guasti alla rete; (;) GU n. L 109 del 26. 4. 1983, pag. 8. ($) GU n. L 81 del 26. 3. 1988, pag. 75. (=) GU n. L 217 del 5. 8. 1986, pag. 71. (%) GU n. L 36 del 7. 2. 1987, pag. 31. b)  condizioni di impiego quali: - le condizioni per la rivendita di capacità, - le condizioni per l'uso in compartecipazione, - le condizioni per l'interconnessione con reti pubbliche e private. Le condizioni di impiego possono comprendere quelle riguardanti l'accesso alle frequenze e, se del  caso, le misure riguardanti la protezione dei dati personali e, se necessario, la riservatezza  delle comunicazioni. 4.  Principi armonizzati in campo tariffarioI principi tariffari devono essere coerenti con i  principi enunciati nell'articolo 3, paragrafo 1. Ciò implica in particolare che: - le tariffe devono essere basate su criteri obiettivi e in particolare per i servizi e i settori  soggetti a diretti esclusivi o speciali, essere in linea di massima proporzionate ai costi,  restando inteso che la fissazione del livello delle tariffe rimane di competenza delle legislazioni  nazionali e non è oggetto delle condizioni di fornitura della rete aperta. Nello stabilire tali  tariffe, uno degli obiettivi dev'essere la definizione di principi tariffari efficaci in tutta la  Comunità, pur garantendo l'offerta di servizi generali all'insieme della popolazione; - le tariffe devono essere trasparenti e devono essere oggetto di adeguate formalità di  pubblicazione; - per consentire agli utenti di scegliere tra i vari elementi relativi al servizio e nella misura  in cui la tecnologia lo consente, le tariffe devono essere sufficientemente non globali,  conformemente alle norme del trattato in materia di concorrenza. In particolare, le caratteristiche  supplementari messe a punto per fornire certi servizi complementari specifici devono in generale  essere oggetto di tariffe indipendenti dalle caratteristiche globali e dal trasporto propriamente  detto; - le tariffe non devono essere discriminatorie e devono garantire la parità di trattamento. Tutte le tariffe per l'accesso alle risorse o ai servizi di rete debbono rispettare i principi di  cui sopra nonché le norme del trattato in materia di concorrenza e debbono inoltre tener conto del  principio di un'equa ripartizione del costo globale delle risorse impiegate e della necessità di  ricavare congrui proventi dagli investimenti effettuati. Possono sussistere tariffe diverse, per tener conto in particolare dell'alto volume di traffico  durante le ore di punta e della riduzione di traffico durante i periodi morti, purché le differenze  tariffarie siano giustificabili commercialmente e non contrastino con i suddetti principi.  ALLEGATO 3 Orientamenti per l'attuazione di una direttiva quadro entro il 31 dicembre  1992 In una prima fase, e lasciando affatto impregiudicate le procedure previste dall'articolo 4,  paragrafi 2 e 3, le attività future per gli anni 1990, 1991 e 1992 relativi agli articoli 4, 5 e 6  dovranno attuare le seguenti priorità: 1)  adozione, in virtù dell'articolo 6, di direttive specifiche concernenti le linee affittate e il  servizio di telefonia vocale; 2)  attuazione entro il 1g gennaio 1991 delle interfacce tecniche e/o caratteristiche armonizzate  dei servizi relative ai servizi di trasmissione dati a commutazione di pacchetto e alla rete  numerica integrata nei servizi (ISDN); il richiamo a queste interfacce tecniche e caratteristiche  potrà essere reso obbligatorio entro la stessa data secondo la procedura di cui all'articolo 5,  paragrafo 3; 3)  adozione da parte del Consiglio, entro il 1g luglio 1991, su proposta della Commissione, di una  raccomandazione relativa alla fornitura delle interfacce tecniche, alle condizioni di impiego e ai  principi tariffari applicabili a un servizio di trasmissione dati a commutazione di pacchetto,  conforme ai principi della rete aperta. Tale raccomandazione inviterà in particolare gli Stati  membri ad assicurare l'attuazione, nei rispettivi territori, di almeno un'offerta di un tale  servizio; 4)  adozione da parte del Consiglio, entro il 1g gennaio 1992 e su proposta della Commissione, di  un'analoga raccomandazione relativa alla rete numerica integrata nei servizi (ISDN); 5)  esame nel 1992, in vista della sua adozione, su proposta della Commissione, di una direttiva  specifica sul servizio di trasmissione dati a commutazione di pacchetto. Detta proposta dovrà tener  conto dei primi risultati dell'attuazione della raccomandazione di cui al punto 3; 6)  ulteriore esame di una proposta di direttiva sull'ISDN. Detta proposta dovrà tener conto dei  primi risultati dell'attuazione della raccomandazione di cui al punto 4.