CELEX: 51989PC0446
Language: it
Date: 1989-11-08
Title: PROPOSTA MODIFICATA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA AL CONTROLLO DELL' ACQUISIZIONE E DELLA DETENZIONE DI ARMI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                 C0M(89)446 def.- SYN 98
                                                 Bruxelles,   8 novembre 1989
                       Proposta modificata di
                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi
    (presentata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 149,
                   paragrafo 3 del trattato CEE)
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                            RELAZIONE
I.  INTRODUZIONE
    1 1 6 agosto 1987, la Commissione ha presentato al Consiglio
    una proposta di direttiva relativa al controllo dell'acquisi-
    zione e della detenzione di armi (1). Tale proposta rientra
    nell'ambito dei lavori destinati ad eliminare i controlli alle
    frontiere intracomunitarie e, in particolare, si inquadra nel-
    le proposte suscettibili di portare nel 1992 ad uno stadio in
    cui alle frontiere tra Stati membri della CEE saranno soppres-
    si i controlli di polizia relativi all'identità delle persone
    e alla sicurezza degli oggetti da esse trasportati.
    Va sottolineato che il Consiglio Europeo di Madrid del 27 giu-
    gno 1989 ha ripreso le conclusioni del "Documento di Palma"
    (Rapporto sulla libera circolazione delle persone, fatto dal
    Gruppo dei Coordinatori, creato dal Consiglio Europeo di Rodi
    del 5 dicembre 1989) ; nel Documento di Palma, tra le misure
    essenziali - pertanto quelle che i Coordinatori, alla luce del-
    l'articolo 8A, considerano di assoluta priorità - figurano mi-
    sure concernenti gli oggetti trasportati dai viaggiatori e, in
    particolare, le armi.
    Scopo della proposta era di offrire agli Stati membri suffi-
    cienti garanzie perché possano rinunciare ai controlli di po-
    lizia relativi alla detenzione di armi in occasione del pas-
    saggio delle frontiere intracomunitarie. Nella proposta ini-
    ziale, la Commissione proponeva un insieme di norme procedu-
    rali : il divieto della detenzione di armi al passaggio da uno
    Stato membro ad un altro a meno che non sia stata seguita la
    procedura per il trasferimento definitivo di un'arma da fuoco
    o la procedura per la detenzione di un'arma da fuoco durante
    un viaggio nella Comunità. Le procedure da seguire in questi
    casi dovevano permettere agli Stati membri di essere informati
    di qualsiasi ingresso di armi sul loro territorio e, in certi
    casi, anche di subordinare ad un'autorizzazione l'arrivo di
    detta arma. Tali procedure permettevano dunque agli Stati mem-
    bri di applicare la loro legislazione alle persone provenienti
    da un altro Stato membro nonché alle armi da queste detenute.
(1) C0M(87) 383 def.; GU n. C 235 de 11'1.9.1987, pag. 8.
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    I 1 17 dicembre 1987, il Comitato economico e sociale ha
    espresso il suo parere (2). Nel 1988, il Parlamento europeo e
    il Consiglio hanno avviato l'esame della proposta. Nel corso
    dei lavori si è rilevata l'utilità di ampliare la proposta
    iniziale arricchendola, da un lato, di disposizioni volte al-
    l'armonizzazione parziale delle legislazioni nazionali e dal-
    l'altro, di disposizioni atte a facilitare la circolazione dei
    cacciatori e dei tiratori sportivi nella Comunità sulla base
    di un documento armonizzato (due categorie di persone per le
    quali non intervengono i timori espressi in materia di sicurez-
    za pubblica).
    Dato che il Parlamento europeo aveva auspicato la presentazio-
    ne di una proposta modificata onde poter tener conto dei sud-
    detti elementi addizionali fin dalla prima lettura nel quadro
    della procedura di cooperazione, la Commissione ha deciso di
    non attendere il parere del Parlamento europeo per presentare,
    ai sensi dell'articolo 149, paragrafo 3 del trattato CEE, una
    proposta modificata che inserisce nella proposta iniziale di-
    sposizioni intese a realizzare un'armonizzazione parziale del-
    le legislazioni nazionali nonché disposizioni concernenti
    l'istituzione di una carta europea di porto d'arma da fuoco.
    Inoltre, questa nuova proposta modifica varie altre disposi-
    zioni della proposta iniziale per renderla più chiara, in par-
    ticolare in merito al campo d'applicazione.
II• ELEMENTI ESSENZIALI DELLE MODIFICHE PROPOSTE
    In sede di dibattito al Parlamento europeo e al Consiglio, si
    è auspicato che la direttiva contenga disposizioni di armoniz-
    zazione e che istituisca un regime più elastico per i caccia-
    tori e per i tiratori sportivi. La Commissione ritiene neces-
    sario seguire questo approccio. In realtà se le procedure di
    autorizzazione e di informazione previste si basano su legi-
    slazioni che hanno un comune denominatore, aumenta la fiducia
    nelle garanzie offerte. D'altro lato, è chiaro che la circo-
    lazione dei cacciatori e dei tiratori sportivi nella Comunità
    non dovrebbe, dopo l'abolizione delle frontiere intracomunita-
    rie, diventare più difficile di adesso.
(2) GU n. C 35 del 1'8.2.1988, pag. 25
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   Inoltre, conseguentemente all'adozione delle disposizioni di
   armonizzazione proposte, alcuni Stati membri saranno indotti a
   modificare la loro legislazione rendendola più severa, senza
   peraltro costringere gli Stati membri che oggigiorno applicano
   una legislazione rigorosa, a modificarla: in tal modo diversi
   tipi di armi la cui vendita è attualmente libera in alcuni
   Stati membri dovranno essere almeno subordinati al regime del-
   la dichiarazione obbligatoria alle autorità pubbliche. L'ado-
   zione della proposta di direttiva contribuirà quindi ad aumen-
   tare la sicurezza nella Comunità.
a. Armonizzazione delle legislazioni
4. I dodici Stati membri hanno tutti una legislazione sulla de-
   tenzione di armi da parte di privati. Oltre alle differenze
   tecniche, tali legislazioni presentano notevoli disparità di
   contenuto. In alcuni Stati membri, la detenzione di un'arma da
   fuoco è sempre subordinata al possesso di un'autorizzazione o
   licenza; in altri Stati membri, determinate armi da fuoco, in
   particolare quelle utilizzate per la caccia, sono vendute li-
   beramente. L'armonizzazione completa di queste legislazioni
   sembra estremamente difficile e politicamente irrealistica.
   Tuttavia questa constatazione non esclude un'armonizzazione
   parziale. Quest'approccio è stato seguito nella Raccomandazio-
   ne n. R (84) 23, adottata dal Comitato dei ministri del Con-
   siglio d'Europa, il 7 dicembre 1984, sull'armonizzazione delle
   legislazioni nazionali concernenti le armi da fuoco e nella
   Convenzione in materia di armi e di munizioni firmata dai tre
   paesi del Benelux il 9 dicembre 1970. Quest'impostazione è an-
   che stata condivisa dai cinque Stati membri (Belgio, Repubbli-
   ca federale di Germania, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi)
   che i 1 14 giugno 1985 hanno firmato a Schengen un accordo il
   cui obiettivo è identico a quello perseguito a livello dei 12,
   vale a dire la soppressione dei controlli alle frontiere in-
   terne. In base all'articolo 19 di tale accordo, questi cinque
   Stati membri hanno avviato discussioni relative all'armonizza-
   zione delle legislazioni sulle armi da fuoco.
5. Il contenuto delle disposizioni di armonizzazione si ispira ai
   suddetti lavori interstatali. Il testo è complesso e partico-
   lareggiato ma si basa su premesse di grande semplicità. Innan-
   zitutto, l'armonizzazione in questione è solo parziale: le le-
   gislazioni devono prevedere come minimo ciò che è contemplato
   dal presente accordo. Tuttavia, gli Stati membri sono liberi
   di adottare norme più rigorose. L'Accordo suddivide le armi
   da fuoco in tre categorie, con un regime coerente, in parti-
   colare:
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      -     le armi da fuoco proibite, la cui acquisizione e deten-
            zione da parte di privati sono vietate-
                          si tratta essenzialmente aelle armi da
            guerra e delle armi da fuoco molto pericolose;
      -      le armi da fuoco soggette ad autorizzazione, la cui
            acquisizione e detenzione da parte di privati sono su-
            bordinate ad un'autorizzazione preventiva delle autori-
            tà; si tratta essenzialmente delle armi da difesa;
      -      le armi da fuoco soggette a dichiarazione, la cui
            acquisizione e detenzione da parte di privati sono in
            principio libere, ma devono essere dichiarate alle auto-
            rità; si tratta essenzialmente delle armi da caccia.
      Lo stato di alcuni tipi di armi da fuoco (in particolare delle
      armi da fuoco lunghe a colpo singolo e a canna liscia) non è
      disciplinato e gli Stati membri di conseguenza possono per-
      metterne la libertà di acquisto e di detenzione.
b.    Regime dei viaggi nella Comunità
6.    Nella sua proposta iniziale, la Commissione aveva proposto
      delle procedure concernenti rispettivamente..i1 trasferimento
      definitivo di armi da fuoco da uno Stato membro a un altro
      (acquisto all'estero, trasferimento di domicilio) e il trasfe-
      rimento temporaneo di armi da fuoco nel territorio di un altro
      Stato membro (viaggio). Quest'ultima procedura si basava sul
      principio secondo il quale lo Stato membro di partenza è re-
      sponsabile dell'esame e del rilascio dell'autorizzazione del
      trasferimento previsto; lo Stato, membro di destinazione ne era
      informato e poteva in taluni casi opporsi, al trasferimento
      senza il suo accordo preliminare. Per gli spostamenti di cac-
5    Viatori e tiratori sportivi era "stato previsto un sistema più
5  ; "elastico elle comportava^ la dichiarazione, ^ello. Stato membro di
*     residenza prima di ogni viaggiò.
      In sede di dibattito al Parlamento europeo, si è lanciata
      l'idea di creare un documento uniforme destinato a facilitare
      la circolazione dei viaggiatori, in particolare dei cacciatori
      e tiratori sportivi.
7.    La Commissione ha ripreso quest'idea e propone la creazione di
      una carta europea di porto d'arma da fuoco. Si tratterrà di
      una specie di documento d'identità dell'arma e de 1 suo deten-
      tore. Tuttavia un simile documento non permette di sapere a qua-
      li condizioni e in base a quali autorizzazioni una persona che
      detiene un'arma da fuoco possa spostarsi all'interno della Co-
      munità.
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        Attualmente, l'autorizzazione ad introdurre un'arma da fuoco
         in uno Stato membro è disciplinata dalla legislazione di
        quest'ultimo. Il viaggiatore deve, eventualmente a priori,
        chiedere le autorizzazioni necessarie in tutti i paesi visi-
        tati .
        Nella proposta iniziale, tale sistema era sostituito da una
        autorizzazione del paese di partenza e» in determinati casi,
        da un'autorizzazione addizionale del paese visitato. L'idea di
        una carta europea di porto d'arma da fuoco ha indotto la Com-
        missione a proporre un sistema che si avvicina maggiormente
        alla prassi esistente, pur usufruendo dei vantaggi offerti da
        un documento uniforme.
        In linea di principio, i viaggiatori, diversi dai cacciatori e
        tiratori sportivi, dovranno ottenere l'autorizzazione di cia-
        scuno Stato membro visitato per introdurvi un'arma da fuoco.
        Tuttavia tale procedura sarà facilitata dal possesso della
        carta europea di porto d'arma da fuoco» che costituisce la
        prova - riconoscibile per qualsiasi amministrazione nazionale -
        del fatto che il viaggiatore è detentore legittimo dell'arma
        in questione nel paese d'origine. Le decisioni concernenti il
        trasferimento dell'arma suddetta saranno inoltre iscritte sul-
        la carta.
        Per contro, per i cacciatori e i tiratori sportivi, la Commis-
        sione propone di garantire loro il diritto di recarsi con le
        proprie armi in altri Stati membri a condizione che siano in
        possesso della carta europea di porto d'arma da fuoco e che
        possano dimostrare, in occasione di un eventuale controllo nel
        paese visitato, lo scopo del viaggio (caccia, competizione
        sportiva).
     e. Precisazioni relative al campo d'applicazione
     8. E' emersa l'utilità di precisare il campo di applicazione del-
        la direttiva.
        Pertanto è op portuno che la direttiva lasci intatte le dispo- -;
        sizioni nazio nali relative al porto d'armi (in part i colar ejf i t-^;
        divieti di pò rtare armi, perfino que 1 le-jji^cui si è legalm^riie^
        detentori, in determinati luoghi, in det^çm.in^ate oçcas.i.Qjti^.o,^
£       senza motivo legittimo) e relative al la regolamentazione^ 4^-î-p
:•*-    caccia (in pa rticolare concernente ì periodi di . caccia, jj. \^.. .j^fto-
m       permesso di e accia, ecc.) o della gara s^oxjtiva (in Part,i^a 1 fcjttj
        re la possibi 1 ita per i minori di p art e cjj^ar vi ) . La ^•irftH^v^i''rg|
        non si applic- a nemmeno all' acquisizione Jg^âi*a detenzione "Si
        armi da parte delle forze armate, la poljzja o i servizi
        blici.
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     9.      La proposta di direttiva non si applica soltanto alle armi da
             fuoco (allegato I, punto 1). Tuttavia, il regime applicabile
             alle armi che non sono da fuoco si limita all'abolizione dei
             controlli alle frontiere e ad un rinvio alle legislazioni na-
             zionali per quanto concerne la detenzione legittima delle
             stesse sul territorio degli Stati membri (artt. 14 e 15).
      ITI.   ANALISI DEGLI ARTICOLI
î             I paragrafi seguenti spiegano le modifiche apportate. Per
( •          l'analisi delle disposizioni che non sono state modificate, è
j            opportuno fare riferimento alla relazione della proposta ind-
i'           ziale (C0M(87)383 def.).
             Articolo 1
i
ì            Per l'applicazione degli articoli da 5 a 8, si precisa che le •/•"*,•*
y            armi da fuoco sono classificate in categorie.                   ; : â
$'.          Al paragrafo 4- si prevede là creazione di una carta europea di ' ^*;^
"*'•         porto d'arma da fuoco (cfr. precedenti paragrafi 6-7).
             Articolo 3           ..,.-.
             L'articolo 2 fornisce precisazioni sul campo d'applicazione
             della direttiva.
             Articolo 4
             Vi si,precisa in cosa deve,consistere 1"esame della domanda di
             autorizzazione del 1'armatolo ad esercitare la professione e
             che gli Stati;membri devono controllarne l'attività.
                               t-
             Articolo 5           *      - , , . . '
     ^ " * V Ï/ articolo *!r stabitls^éyy^^ndixì'onì di base per acquisire e
             detenere un'arma dèlia categoria B oppure per detenere un'arma
             della categoria C. Naturalmente gli Stati membri non sono ob-
             bligati ad autorizzare l'acquisizione e la detenzione ad una
             persona che soddisfi a dette condizioni minime; essi mantengo-
             no la piena libertà di fissare altre condizioni (art. 3 ) .
             Quest'articolo vieta la detenzione di armi da fuoco delle ca-
             tegorie B e C da parte dei minori; ciò tuttavia non impedisce
             che possano essere autorizzati a portare e ad utilizzare
             un'arma da fuoco durante una partita di caccia o una gara
             sportiva sotto la responsabilità del detentore legittimo del-
             l'arma da fuoco (applicazione dell'articolo 2, primo paragra-
             fo) .
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L'esigenza che la persona interessata non costituisca un peri-
colo per l'ordine pubblico o la sicurezza pubblica comporta
evidentemente la verifica del fatto che non è stata condannata
soprattutto per delitti nel corso dei quali sia stata impiega-
ta un'arma.
L'ultimo comma è l'articolo 2, secondo comma della proposta
iniziale.
Articolo 6
L'articolo 6 stabilisce il principio in base al quale i priva-
ti non possono acquisire né detenere le armi della categoria
A.
Articolo 7
Gli Stati membri possono vietare l'acquisizione e la detenzione
di armi da fuoco della categoria B nel loro territorio (art.
3). Diversamente, devono almeno subordinarne ad autorizzazione
sia l'acquisizione che la detenzione.
Se la persona interessata risiede nello Stato membro in cui
acquisisce l'arma, l'autorizzazione dipende unicamente dalla
decisione di detto Stato. Qualora risieda in un altro Stato
membro, l'autorizzazione dell'acquisizione è subordinata al
consenso di entrambi gli Stati.
L'autorizzazione della detenzione dipende unicamente dallo
Stato membro in cui l'arma è detenuta anche quando la persona
interessata sia residente di un altro Stato membro (detenzione
di un'arma in una casa di vacanze); quest'ultimo tuttavia deve
esserne informato.
Articolo 8
Gli Stati membri possono vietare o sottoporre ad autorizzazio-
ne l'acquisizione e la detenzione di armi da fuoco della cate-
goria C (art. 3 ) . Diversamente devono almeno esigere che i
detentori di dette armi ne dichiarino la detenzione alle auto-
rità.
In caso d'acquisto presso un'armaiolo, la dichiarazione è nor-
malmente effettuata da quest'ultimo; nel caso di acquisto di
un'altra persona, il nuovo detentore dovrà egli stesso rila-
sciare la dichiarazione. Per le armi da fuoco della categoria
C detenute prima dell'entrata in vigore della presente diret-
tiva e i cui detentori non siano ancora noti alle autorità, è
fissato il termine di un anno per effettuare la dichiarazione.
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Lo Stato membro di residenza è tenuto al corrente dell'acqui-
sto effettuato all'estero di un'arma da fuoco della categoria
C mediante il sistema di scambi di informazioni (art. 13). Di
conseguenza nel suo territorio può applicare la sua legisla-
zione sia per quanto riguarda l'arma che il detentore della
stessa.
Il terzo paragrafo contempla il caso di uno Stato membro che
ai sensi dell'articolo 3 applichi una legislazione molto più
rigorosa per le armi da fuoco delle categorie C e D. Onde
evitare che detto Stato membro si trovi di fronte a casi di
ingresso lecito nel suo territorio di detentori di armi da
fuoco ivi vietate si prevede che la carta europea di porto
d'arma da fuoco contenga un'apposita indicazione intesa a
limitare il diritto di viaggiare con l'arma in questione.
Articolo 9
La cessione di un'arma da fuoco da parte di un armaiolo o di
qualsiasi altra persona a un residente dello Stato membro in
cui tale operazione ha luogo, è disciplinata unicamente dalla
legge nazionale.
Qualora la persona che dovrebbe ricevere l'arma non risieda
nello Stato membro in questione, la cessione è, in linea di
principio, vietata: essa potrà aver luogo soltanto previo
espletamento della procedura di cui all'articolo 11. Vi sono
due eccezioni a tale norma: la cessione può aver luogo quando
la persona sia autorizzata ad effettuare essa stessa il tra-
sferimento dell'arma da fuoco al suo paese di residenza se-
guendo la procedura (si trova allora nella stessa situazione
del trasportatore di cui all'articolo 11) e quando detta per-
sona intenda detenere l'arma da fuoco nello Stato membro dove
l'ha acquisita e non nel suo paese di residenza (in tal caso
solo il primo Stato decide in materia di detenzione; il secon-
do ne è informato - articolo 7, paragrafo 2 e articolo 8, pa-
ragrafo 2) .
Articolo 10
Si propone di regolare il problema della vendita di munizioni
a persone non residenti nel territorio dello Stato membro in
cui ha luogo la vendita mediante la presentazione della carta
europea di porto d'arma da fuoco di cui il viaggiatore deve
essere in possesso (art. 12). Tale documento attesta che la
persona in questione è autorizzata a detenere l'arma da fuoco
e, di conseguenza, ad ottenere munizioni.
Articolo 11
L'articolo 11, che stabilisce la procedura da seguire nel caso
del trasferimento definitivo di armi da fuoco, qualunque ne
sia la categoria, corrisponde all'articolo 6 della proposta
iniziale. Tuttavia si è abbandonato il ruolo primordiale del-
l' armaiolo e precisato invece il ruolo dello Stato membro di
partenza: ad esso spetta l'esame delle condizioni di sicurezza
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in base alle quali si prevede di effettuare il trasferimento.
Come risulta dall'articolo 9, il trasferimento definitivo può
eventualmente essere effettuato dall'acquirente o dallo stesso
proprietario qualora lo Stato membro ritenga che sono state
soddisfatte le condizioni di sicurezza.
Non sono escluse dal campo di applicazione della presente di-
rettiva le spedizioni di armi da fuoco da uno Stato membro a
un altro nel quadro di transazioni commerciali tra armaioli.
Di conseguenza, l'abolizione dei controlli alle frontiere in-
tracomunitarie si applica anche al settore delle transazioni
commerciali. Tuttavia la procedura di cui all'articolo 11,
concepita innanzitutto per i trasferimenti definitivi di armi
da fuoco da e/o verso privati, non è necessariamente adatta a
determinate operazioni commerciali.
La Commissione propone pertanto di autorizzare gli Stati mem-
bri ad accordare ai loro armaioli licenze generali per i tra-
sferimenti verso altri armaioli.
Articolo 12
La modifica della proposta per quanto riguarda la procedura da
seguire in occasione di trasferimenti nell'ambito della Comu-
nità è stata già illustrata nel precedente paragrafo 7; il
viaggio potrà essere effettuato sulla base della carta europea
di porto d'arma da fuoco, sulla quale saranno indicate le au-
torizzazioni preventive rilasciate dalle autorità degli Stati
membri visitati. I cacciatori e tiratori sportivi non avranno
bisogno di tali autorizzazioni preventive purché possano dimo-
strare la ragione del viaggio.
Mediante accordi tra due o più Stati membri, si può prevedere
un sistema ancora più flessibile sulla base del semplice rico-
noscimento reciproco dei documenti nazionali, il che eviterà
ai viaggiatori di doversi munire della carta europea di porto
d'arma da fuoco.
Articolo 13
Lo scambio di informazioni concernenti i trasferimenti di armi
da fuoco, che era già stato implicitamente previsto all'arti-
colo 6 della proposta iniziale, è ora esplicitamente fissato
in un articolo distinto. Nella pratica ciò avverrà tramite la
rete di scambi di informazione che gli Stati membri devono
instaurare ai sensi del paragrafo 3.
Il primo paragrafo prevede l'obbligo di comunicare qualsiasi
informazione utile sui trasferimenti definitivi di armi da
fuoco allo Stato membro di destinazione sia in merito ad un
trasferimento lecito che illecito.
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Il secondo paragrafo richiama le informazioni che gli Stati
membri devono comunicarsi in virtù degli articoli 7, 8 e 11.
Articolo 14
Il primo paragrafo riprende il divieto di cui all'articolo 8
della proposta iniziale, per quanto concerne il passaggio del-
le frontiere intracomunitarie con armi da fuoco.
Il secondo paragrafo precisa la disciplina delle armi diverse
da quelle da fuoco all'atto del passaggio di frontiere intra-
comunitarie. Tale passaggio è vietato se la detenzione del-
l'arma in questione è vietata nello Stato membro in cui il
viaggiatore intende recarsi.
Articolo 15
Nel secondo paragrafo la Commissione ritiene utile far presen-
te che i controlli dei viaggiatori effettuati dagli Stati mem-
bri alle frontiere esterne della Comunità, devono essere ese-
guiti per conto di tutti gli Stati membri.
Allegato 1
Alla definizione delle armi diverse da quelle da fuoco sono
stati aggiunti gli archi e le balestre.
La definizione delle armi da fuoco e la suddivisione nelle cate-
gorie A-D riflettono in gran parte i lavori interstatali in
materia (cfr. precedente paragrafo 4 ) .
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       PROPOSTA MODIFICATA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA
      AL CONTROLLO DELL'ACQUISIZIONE E DELLA DETENZIONE DI ARMI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione (1),
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che l'articolo 8A del trattato CEE stabilisce che la
Comunità adotta le misure destinate all'instaurazione progressiva
del mercato interno, che comporta uno spazio senza frontiere interne
nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci e delle
persone;
considerando che in occasione della sua riunione di Fontainebleau
del 25 e 26 giugno 1984,il Consiglio europeo si è espressamente pre-
fisso come obiettivo la soppressione di tutte le formalità di poli-
zia e di dogana alle frontiere intracomunitarie;
considerando che la soppressione totale dei controlli e delle forma-
lità alle frontiere intracomunitarie presuppone che siano soddisfat-
te determinate condizioni di fondo; che la Commissione ha indicato,
nel suo Libro bianco "Il completamento del mercato interno", che la
soppressione dei controlli della sicurezza degli oggetti trasportati
e delle persone presuppone fra l'altro un ravvicinamento delle legi-
slazioni sulle armi;
considerando che la soppressione alle frontiere intracomunitarie dei
controlli   • relativi alla detenzione di armi richiede una normativa
che permetta il controllo all'interno degli Stati membri dell'acqui-
sizione e della detenzione di armi da fuoco, nonché del loro trasfe-
rimento in un altro Stato membro;
considerando che tale normativa svilupperà una maggiore fiducia re-
ciproca tra gli Stati membri nel campo della salvaguardia della si-
curezza delle persene nella misura, in cui sia, basata su legislazioni parzialmente
armonizzate; che è opportune a tal finerstabi lire categorie di armi
da fuoco la cui acquisizione e detenzione da parte di privati saran-
no vietate oppure subordinate ad un'autorizzazione o ad una dichiara-
zione;
(1)   GU n. C 235 del 1'1.9.1987, pag. 8
(2)
(3)   GU n. C 35 del 1'8.2.1988, pag. 5
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considerando che è opportuno vietare in linea di principio il pas-
saggio con armi da uno Stato membro ad un altro e che è possibile
ammettere deroghe solo se viene applicata una procedura che permetta
agli Stati membri di essere informati dell'ingresso di un'arma da
fuoco nel loro territorio;
considerando che in materia di caccia e competizione sportiva si devono
 tuttavia     . adottare norme più elastiche, al fine di non ostaco-
lare più del necessario la libera circolazione delle persone;
considerando che la presente.direttiva è intesa unicamente a sopprimere ogni
controllo alla detenzione di armi al momento del passaggio da uno
Stato membro ad un altro, ma non pregiudica il potere degli Stati
membri di adottare provvedimenti al fine di prevenire il traffico
illecito di armi;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
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                 CAPITOLO PRIMO - CAMPO DI APPLICAZIONE
                                    Articolo 1
1.     Ai sensi della presente direttiva, si intendono per "armi" e
"armi da fuoco" gli oggetti quali definiti   nel l ' Al legato I . Le armi da
fuoco sono suddivise in quattro categorie definite al punto 2 del-
l'Allegato I .
2.     Ai sensi della presente direttiva, si intende per "armaiolo"
qualsiasi persona fisica o giuridica che eserciti un'attività pro-
fessionale consistente integralmente o parzialmente nella fabbrica-
zione, nella vendita, nell'acquisto, nello "scambio, nella locazione, nella ripara-
zione o nella trasformazione di armi da fuoco.
3.     Ai fini dell'applicazione della presente direttiva, le persone
sono considerate residenti del paese indicato nell'indirizzo che fi-
gura su un documento attestante la residenza, in particolare il pas-
saporto           o una carta d'identità, che viene esibito alle auto-
rità di uno Stato membro oppure ad un armaiolo all'atto di un con-
trollo della detenzione o al momento dell'acquisizione.
4.     La carta europea di porto d'arma da fuoco è un documento rila-
sciato dalle autorità degli Stati membri al detentore legittimo di
un'arma da fuoco o a chi ne preveda l'acquisizione, su richiesta
dello stesso. Tale documento contiene le indicazioni previste nel-
1 ' Al legato 11 • Se pi ù persone possano dgte- .                   É
nere legalmente la stessa arma da fuoco, vengono rilasciate più car-
te.
                                    Articolo 2
                                        (nuovo)
1-      La presente direttiva non pregiudica l'applicazione delle di-
sposizioni nazionali relative al porto d'armi o relative alla regola-
mentazione della caccia e delle gare di tiro sportivo.
2.     La presente direttiva non si applica all'acquisizione e alla
detenzione di armi da parte delle forze armate, della polizia o dei
servizi pubblici.
                                     Articolo 3
                                 (ex articòlo'2)
Fatti salvi i diritti conferiti ai residenti degli.Stati membri dal-
l'articolo 12, paragrafo 2 e, nel rispetto dell'articolo 15, para-
grafo 1, gli Stati membri possono adottare nelle rispettive legi-
slazioni disposizioni più rigorose di quelle previste dalla presente
direttiva.
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              CAPITOLO 2 - ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI
                        RELATIVE ALLE ARMI DA FUOCO
                                 Articolo 4
                                (ex articolo 3)
Ogni Stato membro subordina l'esercizio del 1'attività di armaiolo
nel suo territorio al rilascio di un'autorizzazione. L'esame della
richiesta comporta almeno il controllo della onorabilità personale e
della capacità professionale del 1'armaiolo o, qualora si tratti di
persona giuridica, della persona che dirige l'azienda.
Gli armaioli sono obbligati a tenere un registro nel quale sono
iscritte tutte le entrate ed uscite di armi da fuoco, delle catego-
rie A, B e C, con indicazione dei dati che permettono l'identificazione
dell'arma, in particolare del tipo, della marca, del modello, del
calibro e del numero di fabbricazione nonché i nomi e indirizzi del
fornitore e dell'acquirente. Gii Stati membri controllano regolar-
mente il rispetto di tale obbligo da parte degli armaioli.
                                 Articolo 5
                                    (nuovo) .
Fatto salvo il disposto dell'articolo 3, gli Stati membri permettono
l'acquisizione e la detenzione di armi da fuoco della categoria B
soltanto a persone che abbiano un motivo valido e che:
a)      abbiano raggiunto l'età di 18 anni;
b)     possiedano l'idoneità mentale e fisica necessaria;
e)     non possano costituire un pericolo per l'ordine pubblico o la
       pubblica sicurezza.
Fatto salvo il disposto dell'articolo 3, gli Stati membri permettono
la detenzione di armi da fuoco della categoria C soltanto alle per-
sone che soddisfino ' le condizioni di cui alle lettere a) . b) e e) del
 primo comma.
Gli Stati membri possono vietare a persone residenti nel loro terri-
torio la detenzione di un'arma acquistata oppure acquisita in un al-
tro Stato membro soltanto se ne rifiutano l'acquisto o l'acquisizio-
ne nel proprio territorio.
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                                                 Articolo 6
                                                   (nuovo)
Gli S t a t i membri a d o t t a n o tutte le disposizioni necessarie al fine di evitare l'acqui-
s i z i o n e e l a d e t e n z i o n e d e l l e armi da f u o c o d e l l a c a t e g o r i a A.
                                                 Articolo 7
                                                   (nuovo)
1.          Un'arma da fuoco della categoria B P U Ò essere acquistata nel
territorio di uno Stato membro soltanto su autorizzazione di
quest'ultimo all'acquirente.
Tale autorizzazione non pub essere concessa a un residente di un al-
tro Stato membro senza prevesntivo accordo di quesit' ultimo; tale ac-
cordo P U Ò risultaare da apposita indicazione iscri tta nella carta eu-
ropea di porto d'arma da fuoco.
2.          Un'arma da fuoco della categoria B P U Ò essere detenuta nel
territorio di uno Stato membro soltanto su autorizzazione rilasciata
dallo stesso al detentore. Se i1 detentore è residente di un altro
Stato membro, quest'ultimo ne è informato.
3.          Le autorizzazioni di acquisire e detenere un'arma da fuoco
della categoria B possono risultare da un unico atto amministrativo.
                                                 Articolo 8
                                                   (nuovo) .
1.          Un'arma da fuoco della categoria C che non sia soggetta ad au-
torizzazione in uno Stato membro P U Ò esservi detenuta soltanto se i1
detentore abbia rilasciato una dichiarazione in tal senso alle auto-
rità dello Stato in questione.
 Gli Stati membri pre.ye.do no. l_a dichiarazione obbliga-                                         ,
toria di tutte le armi da fuoco della categoria C attualmente dete-
nute nel loro territorio entro il termine di un anno a decorrere
dall'entrata in vigore delle disposizioni nazionali adottate per
conformarsi alla presente direttiva.
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2.    Gli armaioli informano le autorità dello Stato membro dove è
stato effettuato l'acquisto in merito a tutte le vendite d'arma da
fuoco della categoria C, a meno che non siano soggetti ad un regime
d'autorizzazione. Se l'acquirente risiede in un altro Stato membro,
quest'ultimo viene informato dell'acquisto dallo Stato membro dove e
stata effettuata l'operazione.
3.    Se uno Stato membro vieta nel suo territorio 1'acquisizione e
la detenzione di un'arma da fuoco della categoria C o D, ne inf:orma
gli altri Stati membr i , che ne fanno espressa menzione in caso di
eventuale rilascio di una c<arta europea di porto d' arma da fuoco per
1'arma i n questione. in app licazione de 11'articolo 12, paragraf o 2.
                                Articolo 9
                              (ex articolo 5)
1.    Ogni Stato membro vieta nel suo territorio la cessione di armi
da fuoco appartenenti alle categorie A, B e C da parte, di un armaiolo o
di un privato a persone che non siano ivi residenti.
2.    In deroga al paragrafo J <• .la cessione di un'arma da
fuoco ad una persona non residente nello Stato membro in questione
potrà essere autorizzata:
-     ad un acquirente che abbia ottenuto l'autorizzazione ai sensi
      dell'articolo 11 di effettuare egli stesso il trasferimento
      verso il suo paese di residenza;
-     ad un acquirente che preveda di detenere l'arma nello Stato
      membro dove è stata acquistata, purché soddisfi alle condi-
      zioni legali relative alla detenzione.
                                Articolo 10
                              (ex articolo 5)
Le munizioni per un'arma da fuoco non possono essere cedute in uno
Stato membro ad una persona ivi non residente a meno che l'interessato
dimostri, presentando una carta europea di porto d'arma da fuoco, di
detenere legalmente un'arma di un tipo al quale sono destinate le
munizioni in questione.
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           CAPITOLO 3 - FORMALITÀ' RELATIVE ALLA CIRCOLAZIONE
                         DELLE ARMI NELLA COMUNITÀ'
                                   Articolo 11
                                 (ex articolo 6)
 1.    Fatte salve le disposizioni dell'articolo 12, le armi da fuoco
 possono essere trasferite da uno Stato membro ad un altro, verso o
 in provenienza da un paese terzo, unicamente se si applica la proce-
 dura prevista nei paragrafi che seguono.
 2.    Per quanto riguarda i trasferimenti di armi da fuoco verso un
 altro Stato membro o in un paese terzo, prima di ogni spedizione
 l'interessato o il suo mandatario comunica allo Stato membro nel
 quale si trovano le armi:
 -      il nome e l'indirizzo del venditore o cedente e dell'acquiren-
       te o cessionario oppure, eventualmente,     del proprietario,
 -      l'indirizzo del luogo in cui verranno spedite o trasportate le
       armi ,
       i1 numero di armi che fanno parte della spedizione o del tra-
       sporto.
 -     i dati che consentono l'identificazione di ciascuna arma,
 -     il mezzo di trasferimento,
 -      la data di partenza e la data prevista per l'arrivo.
 Lo Stato membro esamina le condizioni in cui avrà luogo il trasferi-
 mento, soprattutto sotto il profilo della sicurezza.
 Se autorizza tale trasferimento, lo Stato membro rilascia una licen-
 za contenente tutte le indicazioni di cui al primo comma. La li-
cenza deve accompagnare le armi da fuoco fino a destinazione e deve
 essere esibita ad ogni richiesta delle autorità degli Stati membri.
 3.    Ogni Stato membro può concedere agli armaioli il diritto di
 effettuare trasferimenti di armi da fuoco dal suo territorio verso un
 altro Stato membro o verso un paese terzo senza l'autorizzazione pre-
 ventiva prevista al paragrafo 2. A tal           fine      esso rilascia
 una licenza che, sotto forma di copia certificata, deve accompagnare
 le armi da fuoco fino a destinazione; detto documento deve essere esi-
 bito ad ogni richiesta delle autorità degli Stati membri.
 Per un trasferimento in un altro Stato membro si può seguire questa
 procedura soltanto se i1 destinatario è un armaiolo.
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Prima di effettuare il trasferimento, gli armaioli comunicano alle
autorità dello Stato membro a partire dal quale sarà effettuato il
trasferimento tutte le informazioni di cui al primo comma del para-
grafo 2.
4.      Ogni Stato membro può comunicare agli altri Stati membri un
elenco di armi da fuoco il cui trasferimento nel suo territorio n.?n
può essere autorizzato senza il suo accordo preventivo.
Tali elenchi di armi da fuoco saranno comunicati agli armaioli in
possesso di una licenza per il trasferimento di armi da fuoco senza
l'autorizzazione preventiva prevista nel quadro della procedura di
cui al paragrafo 3;      i     suddetti     armaioli effettueranno i
trasferimenti di cui al paragrafo 3 solo dopo aver ottenuto
l'accordo preventivo dello Stato membro di destinazione.
5.      Per quanto riguarda le importazioni di armi da fuoco in prove-
nienza da un paese terzo, l'interessato o il suo mandatario comunica
allo Stato membro importatore tutti i dati di cui al primo comma del
paragrafo 2. Quando autorizza l'importazione, lo Stato membro impor-
tatore rilascia un permesso d'importazione. Tale documento deve ac-
compagnare le armi da fuoco durante l'invio o il trasporto fino a desti
 nazione; esse deve essere esibito ad ogni richiesta delle autorità
degli Stati membri.
                                Articolo 12
                              (ex articolo 7)
1.      Salvo il caso in cui venga seguita la procedura prevista all'ar-
ticolo 11, la detenzione di un'arma da fuoco durante un viaggio at-
traverso due o più Stati membri è permessa soltanto se l'interessato
ha ottenuto l'autorizzazione di detti          Stati membri.
Gli Stati membri possono concedere tale autorizzazione per uno o più
viaggi, per un periodo determinato o indeterminato. Dette autorizza-
zioni saranno menzionate sulla carta europea di porto d'arma da fuo-
co che il viaggiatore deve esibire ad ogni richiesta delle autorità
degli Stati membri.
2•      In deroga al paragrafo 1, i cacciatori e i tiratori sportivi
possono, senza autorizzazione preventiva^detenere una o più armi da
fuoco delle categorie C e D durante un viaggio effettuato attraverso
uno o più Stati membri Per partecipare ad una partita di caccia o a
una gara sportivaf purché siano in possesso»per ogni arma da fuocoj
della carta europea di porto d'arma da fuoco e purché siano in grado
di dimostrare le ragioni del viaggio, in particolare presentando un
invito o fornendo una referenza.
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Tuttavia, tale deroga non si applica ai viaggi verso uno Stato mem-
bro che vieta l'acquisizione e la detenzione dell'arma in questione:
in tal caso, la carta europea di porto d'arma da fuoco, dovrà, ai
sensi dell'articolo 8, paragrafo 3 contenere una citazione espressa.
3.    Mediante accordi di riconoscimento reciproco di documenti na-
zionali, due o più Stati membri possono istituire un regime più
flessibile di quello previsto al presente articolo ai fini della
circolazione nel loro territorio con un'arma da fuoco.
                             Articolo 13
                                 (nuovo)
1.    Ogni Stato membro trasmette tutte le informazioni utili di cui
dispone, in materia di trasferimenti definitivi di armi, allo Stato
membro verso il cui territorio viene effettuato il trasferimento.
2.    Le informazioni che gli Stati membri ricevono in conformità
delle procedure previste all'articolo 11 sui trasferimenti di armi
da fuoco e all'articolo 7, paragrafo 2 e all'articolo 8, paragrafo
2 sull'acquisizione e la detenzione di armi da fuoco da parte di non
residenti sono comunicate, prima che il trasferimento abbia inizio,
allo Stato membro di destinazione e, se necessario, agli Stati mem-
bri di transito.
3.    Gli Stati membri istituiscono una rete di scambio di informa-
zioni ai fini dell'applicazione del presente articolo. Essi indicano
agli altri Stati membri e alla Commissione le autorità nazionali in-
caricate di trasmettere e ricevere informazioni nonché di applicare
la formalità di cui all'articolo 11, paragrafo 4.
                             Articolo 14
                             (ex articolo 8)
E' vietato entrare nel territorio di uno Stato membro con un'arma da
fuoco, salvo nei casi previsti dagli articoli 11 e 12 e a condizione che ven
gano rispettate le condizioni ivi stabilite.
L'ingresso nel territorio di uno Stato membro con un'arma diversa da
quella da fuoco è consentito soltanto se sono rispettate le disposi-
zioni nazionali dello Stato membro in questione.
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                     CAPITOLO 4 - DISPOSIZIONI FINALI
                                   Articolo 15
                                  (ex articolo 9)
1.     Fatto salvo il disposto dei paragrafi 3 e 4, gli Stati membri
rinunciano ai controlli sulla detenzione di armi alle frontiere in-
tracomunitarie al più tardi il 31 dicembre 1992.
2.     Gli Stati membri intensificano i controlli sulla detenzione di
armi alle frontiere esterne della Comunità.
In particolare, essi vigilano affinché i viaggiatori provenienti da paesi
terzi con l'intenzione di recarsi in un secondo Stato membro rispet-
tino le disposizioni dell'articolo 12.
3.     La presente direttiva non osta ai controlli effettuati dagli
Stati membri oppure dal trasportatore all'atto dell'imbarco su un
mezzo di trasporto.
4.    Gli Stati membri informano la Commissione in merito alle -moda-
lità in base alle quali vengono effettuati i controlli di cui ai pa-
ragrafi 2 e 3. La Commissione raccoglie tali informazioni e le mette
a disposizione di tutti gli Stati membri.
                                   Articolo 16
                                  (ex articolò 10)
Qualora non vengano rispettate le disposizioni della presente diret-
tiva, gli Stati membri applicano le stesse sanzioni penali ed ammi-
nistrative previste in caso di mancato rispetto di disposizioni naziona-
li comparabili.
                                   Articolo 17
                                  (ex articolo 11)
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, re-
golamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla pre-
sente direttiva      al più tardi         il 31 dicembre 1991. Essi comu-
nicano immediatamente le misure adottate alla Commissione e agli al-
tri Stati membri.
Le disposizioni adottate in virtù-dei primo comma         fanno espresso
 riferimento      alla presente direttiva.
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                                        A r t i c o l o 18
                                     (ex articolo 12)
Gli S t a t i membri sono d e s t i n a t a r i d e l l a presente d i r e t t i v a
 Fatto a Bruxelles, addì                                         Per i l Consiglio
                                        ALLEGATO I
1) Ai sensi della presente direttiva, si intendono per "armi"
       -         le "armi da fuoco" secondo la definizione data al punto
                2 del presente allegato;
                ffl i oggetti elencati a!I punto :3 del presesnte allegato;
                le munizioni per le .armi da fuoco, :salvo se ]rient rano
                ne Ila definizione di armi da fillOCO;
                le armi a gas, le armi ad aria comp:ressa. le armi in cui
                il proiettile sia lanciato unicamente da una molla;
                gli archi e le balestre;
                le armi bianche con lama a più tagli, le baionette, gli
                stiletti, i pugnali, i coltelli a serramanico, i coltel-
                 li da lancio ed i bastoni animati;
                le mazze, le clave, le mazze ferrate, i tirapugni, i
                manganelli e le fionde.
 ---pagebreak---                                 - 23 -
2) Ai sensi della presente direttiva, si intendono per    "armi da
   fuoco":
- gli oggetti che rientrano in una delle categorie seguenti, ad
esclusione degli oggetti corrispondenti alla definizione ma esclusi
per le ragioni citate al punto 3 del presente allegato:
                CATEGORIA A - ARMI DA FUOCO PROIBITE
        1.      Le armi da fuoco normalmente utilizzate come armi da
                fuoco da guerra;
                Le armi da fuoco automatiche, anche se non si tratti
                di arma da guerra.;
                Le armi da fuoco camuffate sotto forma di altro og-
                getto;
        4.      Le munizioni a pallottole perforanti , esplosive o
                incendiarie, nonché i proiettili per dette munizio-
                ni;t
                Le munizioni per Pistole e revolver a pal 1ottole
                dum-dum o a proieitti li a carica cava, nonche detti
                proietti li
       CATEGORIA B - ARMI DA FUOCO SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE
        1.      Le armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripeti-
                zione;
        2.      Le armi da fuoco corte a colpo singolo, a percussio-
                ne centrale;
        3.      Le armi da fuoco corte, a colpo singolo a percussio-
                ne anulare, di lunghezza totale inferiore a 28 cm;
        4.      Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche a serbatoio
                e camera idonei a contenere più di tre cartucce;
        5.      Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche con serba-
                toio e camera contenenti al massimo tre cartucce, il
                 cui caricatore non è fisso e per le quali non si ga-
                rantisce che non possano essere trasformate, median-
                te strumenti manuali, in armi con serbatoio e camera
                 idonei a contenere più di tre cartucce;
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       6.      Le armi da fuoco lunghe a ripetizione e semiautoma-
               tiche a canna liscia, la cui canna non supera i 60
               cm;
       7.      Le armi da fuoco per uso civile semiautomatiche so-
               miglianti ad un'arma da fuoco automatica da guerra
       CATEGORIA C - ARMI DA FUOCO SOGGETTE A DICHIARAZIONE
       1•      Le armi da fuoco lunghe a ripetizione;
       2•      Le armi da fuoco lunghe a colpo singolo a canna ri-
               gata;
       3.      Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche diverse da
               quelle di cui alla categoria B, punti 4-7;
       4.      Le armi da fuoco corte, a colpo singolo, a percus-
               sione anulare, di lunghezza totale superiore a 28
               cm.
                CATEGORIA D - ALTRE ARMI DA FUOCO
       Le armi da fuoco lunghe a colpo singolo a canna liscia
- nonché le parti delle suddette armi da fuoco
       Il meccanismo di chiusura, il serbatoio e la canna delle ar-
       mi da fuoco, in guanto oggetti distinti, rientrano nella ca-
       tegoria in cui è stata classificata l'arma da fuoco di cui
       fanno o sono destinati a fare parte.
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3) Ai sensi del presente allegato, non sono inclusi nella definizio-
ne di armi da fuoco gli oggetti che, seppure conformi alla defini-
zione :
        a)          sono stati resi definitivamente inservibili;
        b)          sono concepiti per all. arme. segnalazione. salva-
                    tagg io, macellazione. pesca all'arpione oppure
                    sono destinati a impieghi i ndustriali e tecnici
                    pure'he possano venire utilizzati unicamente per
                    tali scopi specifici ;
        e)          sono stati  fabbricati prima del 1° gennaio 1870
                    o se<?uendo un model lo anteriore a tale data, a
                    cond izione che non possano sparare munizioni de-
                    stinate ad  armi proibi.te o soggette ad autoriz-
                    zazione.
4) Ai sensi del presente allegato, si intende per:
        a)      "arma da fuoco corta" un'arma da fuoco la cui canna
                ha una lunghezza inferiore ai 30 cm oppure la cui
                lunghezza totale non supera i 60 cm;
        b)      "arma da fuoco lunga" qualsiasi arma da fuoco d i -
                versa dalle armi da fuoco corte;
        e)      "arma automatica" un'arma da fuoco che dopo ogni spa-
                ro si ricarica da sola e che può sparare più colpi a
                raffica dalla stessa canna azionando una sola volta
                il grilletto;
        d)      "arma semiautomatica" un'arma da fuoco che dopo ogni
                sparo si ricarica automaticamente e che può sparare
                un solo colpo azionando una sola volta il grilletto;
        e)      "arma a ripetizione" un'arma da fuoco che dopo ogni
                sparo viene ricaricata manualmente inserendo nella
                canna una cartuccia, prelevata dal serbatoio e tra-
                sportata tramite un meccanismo;
        f)      "arma a colpo singolo" un'arma da fuoco senza serba-
                toio che prima dello sparo va caricata introducendo
                manualmente le munizioni nella camera o nell'incavo
                all'uopo previsto all'entrata della camera.
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       ALLEGATO II - CARTA EUROPEA DI PORTO D'ARMA DA FUOCO
La carta dovrà contenere le informazioni seguenti:
a)     Identificazione del detentore,
b)     Identificazione dell'arma da fuoco,
e)     Periodo di validità della carta,
d)     Parte riservata alle indicazioni dello Stato membro che ha
       rilasciato la carta (natura e riferimenti delle autorizzazio-
       ni , ecc . ) ,
e)     Parte riservata alle indicazioni degli altri Stati membri,
       (autorizzazioni d'ingresso, e c c . ) ,
f)     -          Per le armi da fuoco della categoria B la citazione:
                  "La presente carta autorizza ad effettuare viaggi,
                  con l'arma da fuoco in essa indicata, verso un altro
                  Stato membro unicamente previa autorizzazione delle
                  autorità di quest'ultimo. Tale autorizzazione può
                  essere annotata su detta carta".
       -          Per le armi da fuoco delle categorie C e D, la
                  citazione :
                  "La presente carta autorizza ad effettuare viaggi,
                  con l'arma da fuoco in essa indicata, in un altro
                  Stato membro unicamente previa autorizzazione delle
                  autorità di quest'ultimo. Tale autorizzazione può
                  essere annotata sulla presente carta.
                  Tuttavia l'autorizzazione preventiva non è necessa-
                  ria per viaggi connessi ad attività venatoria o per
                  partecipare a gare sportive purché la ragione del
                  viaggio sia dimostrata, su richiesta, alle autorità
                  dello Stato membro visitato".
                  Qualora uno Stato membro abbia informato gli altri
                  Stati membri, conformemente all'articolo 8, paragra-
                  fo 3, del divieto di detenzione di determinate armi
                  da fuoco della categoria C o D nel suo territorio,
                  si aggiunge la frase seguente:
                  "E' vietato recarsi con quest'arma in [nome dello
                  Stato membro in questione].
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                                                               COM (89) 446 def.
                                                           DOCUMENTI
                                                                              106
rr                                                                          °
                                          N. di. catalogo : CB-CO-89-431-IT-C
                                                             ISBN 92-77-53239-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo