CELEX: 52014DC0412
Language: it
Date: 2014-06-02 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Croazia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Croazia

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		52014DC0412
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Croazia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Croazia /* COM/2014/0412 final - 2014/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2014 della
Croazia
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della
Croazia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo
148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l'articolo
6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e
finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione
sociale,
visto il parere del comitato di politica
economica,
considerando quanto segue:
(1)                   
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per
la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche
economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per
rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell'Europa.
(2)                   
Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla
base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti
di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione
(2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, che insieme formano gli
"orientamenti integrati". Gli Stati membri sono stati invitati a
tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in
materia economica e di occupazione.
(3)                   
Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo
hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro
coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona
euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi
hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in
particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi
della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per
paese.
(4)                   
La Croazia ha partecipato al semestre europeo 2013
su base volontaria e informale presentando un programma economico; nei suoi
confronti non sono state formulate raccomandazioni specifiche per paese. Il
21 giugno 2013 il Consiglio ha adottato conclusioni in cui ha accolto
con favore il programma economico della Croazia, sottolineando che ci si
attende che il paese compia progressi ai fini del rispetto dei requisiti del
patto di stabilità e crescita e che intraprenda un percorso di risanamento
credibile, tutelando nel contempo la spesa atta a favorire la crescita e
assicurando margini di cofinanziamento dell'afflusso di fondi dell'UE.
(5)                   
Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi
annuale della crescita[5],
segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
economiche 2014. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta[6], in cui la Croazia è
stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un esame
approfondito.
(6)                   
Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha
approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di
bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità
di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti
all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la
disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la
pubblica amministrazione.
(7)                   
Il 5 marzo 2014 la Commissione ha pubblicato i
risultati dell'esame approfondito per la Croazia[7]
a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L'analisi ha portato
la Commissione a concludere che la Croazia presenta squilibri macroeconomici
eccessivi che richiedono un monitoraggio specifico e un'azione politica
incisiva. È in particolare necessaria un'azione politica per intervenire sulle
vulnerabilità causate dalle ingenti passività sull'estero, dal peggioramento
dell'andamento delle esportazioni, dall'elevato indebitamento delle imprese e
dal rapido aumento del debito pubblico, il tutto sullo sfondo di una crescita
modesta e di una capacità di aggiustamento scarsa.
(8)                   
Il 24 aprile 2014 la Croazia ha
presentato il programma nazionale di riforma 2014 e il programma di convergenza
2014. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto
delle loro correlazioni.
(9)                   
Obiettivo della strategia di bilancio indicata nel
programma di convergenza 2014 è correggere il disavanzo eccessivo entro il
2016, riportandosi nel contempo su un percorso di crescita economica
sostenibile. Per raggiungere l'obiettivo si prevede una riduzione continua del
disavanzo dal 4,9% del PIL registrato nel 2013 a un tasso inferiore al 3% del
PIL entro il 2016, termine fissato per la correzione del disavanzo eccessivo.
Secondo le proiezioni del programma, il debito pubblico culminerà al 72% circa
del PIL nel 2014 per poi scendere leggermente l'anno successivo e quindi
stabilizzarsi. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di
bilancio del programma risulta ottimistico per l'arco dell'intero periodo di
riferimento: prospetta infatti un ristagno del PIL nel 2014 e una crescita
modesta, all'1,2%, nel 2015, mentre le previsioni della primavera 2014 della
Commissione indicano, per i rispettivi anni, un calo dello 0,6% e una crescita
dello 0,7%. Le cifre delle previsioni di bilancio del programma si discostano
dalle regole del sistema europeo dei conti nazionali e regionali (SEC), creando
incoerenze con i dati del passato e con lo scenario macroeconomico e
ostacolando un raffronto adeguato con le previsioni della primavera 2014 della
Commissione. Inoltre, il programma non è sufficientemente dettagliato circa le
misure di risanamento previste per il 2015 e il 2016, in particolare sul
versante della spesa. Stando alle previsioni della primavera 2014 della
Commissione, il saldo nominale toccherà il 3,8% del PIL nel 2014 e il 3,1% nel
2015. Una volta opportunamente rettificate per assicurare la raffrontabilità
con gli obiettivi fissati nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi
(ossia fatta astrazione degli effetti del trasferimento delle attività del
secondo pilastro pensionistico), le proiezioni della Commissione indicano un
disavanzo al 4,6% del PIL nel 2014 e al 3,8% del PIL nel 2015. Poiché il
programma di convergenza costituisce il primo riscontro del seguito dato dalle
autorità croate dall'avvio della procedura per i disavanzi eccessivi, il
28 gennaio 2014, la Commissione ha esposto la sua valutazione degli
interventi attuati dalla Croazia in una comunicazione pubblicata il
2 giugno 2014. È in particolare previsto il conseguimento dell'obiettivo
nominale nel 2014, mentre il disavanzo dovrebbe situarsi a un livello
lievemente superiore all'obiettivo nel 2015. Il miglioramento del saldo
strutturale delle pubbliche amministrazioni risulta leggermente inferiore al
necessario sia nel 2014 sia nel 2015. Infine, per quanto la variazione del
saldo strutturale corretto si situi al di sotto dello sforzo raccomandato, se
misurato in termini di entità sottostante delle misure discrezionali lo sforzo
raccomandato si stima fornito sia nel 2014 sia nel 2015. Per attutire l'impatto
negativo sulla crescita e migliorare la sostenibilità del risanamento, è utile
prestare maggiore attenzione alla qualità delle misure e passare a
provvedimenti basati sulla spesa. In base alla valutazione del programma e alle
previsioni della Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il
Consiglio ritiene che, sebbene la Croazia abbia dato entro il
30 aprile 2014 seguito effettivo alle raccomandazioni relative alla
correzione del disavanzo eccessivo, siano necessari ulteriori sforzi per
conformarsi alla raccomandazione, formulata nel quadro della procedura per i
disavanzi eccessivi, di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2016 e di
assicurare che la correzione sia credibile.
(10)               
Le misure di risanamento del bilancio dovrebbero
mirare a migliorare la qualità delle finanze pubbliche, puntando alla ricerca
di efficienza, in particolare, negli esborsi per retribuzioni, previdenza
sociale e indennità varie, e lasciando un margine di bilancio sufficiente per
dare priorità alle spese e agli investimenti propizi alla crescita, anche nei
progetti finanziati dall'UE. Negli ultimi anni la Croazia ha riformato
considerevolmente il quadro di bilancio, ma permangono debolezze in materia di
pianificazione di bilancio, controllo effettivo della spesa e applicazione
sistematica dei vincoli finanziari, che si ripercuotono negativamente sulla
definizione della politica di bilancio. L'impianto delle regole di bilancio è
stato modificato di recente, ma dev'essere ulteriormente migliorato: in
particolare, la mancanza di meccanismi di prevenzione, il rispetto traballante
della regola del debito e l'ambiguità della formulazione della regola sul
pareggio strutturale di bilancio mettono a repentaglio l'efficacia del quadro
di bilancio. Sebbene la costituzione della commissione per la politica di
bilancio sia un passo nella giusta direzione, sono necessarie ulteriori misure
per affermarne il ruolo nella pianificazione e nel controllo del bilancio,
specie per rafforzarne l'indipendenza da qualsiasi autorità di bilancio.
(11)               
La Croazia deve superare la sfida di portare avanti
il risanamento di bilancio senza compromettere la competitività e le
prospettive di ripresa economica. Nelle finanze pubbliche, pertanto, il
versante delle entrate è vincolato a una definizione rigida delle basi
imponibili, che determinano un gettito fiscale stabile e hanno effetti
distorsivi limitati sulla crescita. In questo contesto il programma nazionale
di riforma annuncia un piano di introduzione di un'imposta patrimoniale ricorrente
nel 2016, senza tuttavia precisarne l'impianto operativo, neanche in termini di
base imponibile. La Croazia è altresì decisa a intervenire per migliorare il
rispetto dell'obbligo tributario riducendo l'economia sommersa e ha avviato
iniziative a tal fine. Il maggior controllo sulle operazioni derivante dall'introduzione
graduale dello scontrino fiscale ha determinato un aumento del gettito, mentre
dalla riorganizzazione del fisco ci si attende un miglioramento dell'efficacia
e dell'efficienza della riscossione delle imposte e, contestualmente, un
alleviamento dell'onere di conformità a carico dei contribuenti. In
considerazione dell'esigenza di risanare le finanze pubbliche e visti i dati
che indicano la mancata riscossione di un volume ingente di imposte, paiono
esserci margini di ulteriore miglioramento dell'efficienza della riscossione
delle imposte ed emerge la necessità di perseverare negli sforzi volti a
ottenere un maggiore rispetto dell'obbligo tributario offrendo al contribuente
più servizi per via elettronica.
(12)               
La Croazia è intervenuta per migliorare la
sostenibilità e la congruità delle pensioni: dal novembre 2010 è
cominciato, con l'obiettivo della piena armonizzazione entro il 2030, l'innalzamento
graduale dell'età pensionabile legale, dell'età per il pensionamento anticipato
e del periodo contributivo minimo per le donne. Le modifiche della legge sull'assicurazione
pensionistica adottate nel dicembre 2013 alzano l'età pensionabile legale
da 65 a 67 anni e l'età per il pensionamento anticipato da 60 a 62. Gli
innalzamenti avranno tuttavia effetto solo a partire dal 2031, troppo tardi in
considerazione delle tendenze demografiche. Nonostante le riforme varate negli
ultimi anni, esistono ancora svariate possibilità di pensionamento anticipato.
Data l'entità delle deroghe, le penalità applicate al pensionamento anticipato
e il premio per pensionamento ritardato determinano incentivi deboli a rimanere
al lavoro fino all'età pensionabile legale, con conseguenze negative per l'offerta
di manodopera e la sostenibilità del regime pensionistico. Nel 2013 è stata
adottata la legge sulla commissione medico-legale unica per contribuire a
limitare il numero di pensioni di invalidità e per arginare le frodi unificando
le valutazioni ai fini del riconoscimento dell'invalidità. Abbinate all'intensificazione
dei controlli, queste misure rispondono a un'esigenza innegabile, ma i loro
effetti sulla spesa dipenderanno dal tipo di attuazione che vi si darà e dal
livello di esecuzione delle decisioni adottate nel loro contesto. Le pensioni
speciali che superavano una data soglia hanno subito un taglio del 10%, sebbene
temporaneo, e la loro indicizzazione è ora collegata a un attivatore in termini
di PIL. Nonostante i recenti tentativi di arginare la spesa e aumentare la
trasparenza, la convergenza di queste pensioni speciali verso il regime
generale procede con ritmo lento e ha portata contenuta: complessivamente, i
progressi sono ancora limitati.
(13)               
La sanità offre una qualità ragionevolmente buona
dei servizi che risultano accessibili, sebbene con alcune varianti regionali;
il sistema concorre tuttavia in misura consistente alla pressione sulle finanze
pubbliche. Le autorità hanno individuato alcune inefficienze, rimediabili,
nella rete ospedaliera. Il piano direttore del riordino dell'assistenza
ospedaliera, presentato nel marzo 2014, prevede misure di miglioramento
dell'efficacia in termini di costi: razionalizzazione della rete ospedaliera,
riduzione della durata media della degenza, miglioramento dell'assegnazione dei
posti letto in ospedale, anche ai fini dell'assistenza a lungo termine,
ulteriori modifiche del finanziamento degli ospedali, ecc. Per concretare il
piano occorre assicurare la disponibilità di solide capacità di controllo e di
attuazione sia negli ospedali sia nell'amministrazione centrale. L'assistenza a
lungo termine è caratterizzata dalla dispersione dei servizi tra sistema
sanitario e sistema di previdenza sociale, dai bassi coefficienti di copertura
e assistenza formale, dai costi elevati delle prestazioni e dalla lunghe liste
d'attesa.
(14)               
I tassi di occupazione e di attività sono tra i più
bassi dell'UE, specialmente per giovani e lavoratori più anziani. Oltre agli
elementi ciclici, le cause di tali risultati del mercato del lavoro vanno in
parte ricercate nell'impianto istituzionale e politico. La Croazia ha avviato
un programma di riforme del mercato del lavoro per aumentarne la flessibilità.
La prima fase del programma, completata nel 2013, ha riguardato la normativa
sui contratti di lavoro a tempo determinato. Nel gennaio 2014 il governo
ha adottato una seconda proposta legislativa, volta a ridurre i costi di
licenziamento abbreviando e semplificando le procedure e aumentando la
flessibilità dell'orario di lavoro. Sarebbero altresì introdotte forme più
flessibili di lavoro, come i contratti a tempo parziale. Con queste modifiche
della normativa la Croazia si metterebbe grossomodo in pari con gli altri paesi
per indice di protezione dell'occupazione. Benché se ne preveda un effetto
benefico sull'occupazione in generale, queste riforme acuiscono peraltro il
rischio di segmentazione del mercato del lavoro, compreso lo sviluppo dei
contratti a tempo determinato. Non sono contestualmente previste modifiche
delle pratiche di determinazione delle retribuzioni, nonostante la peculiare
combinazione croata di retribuzioni medie relativamente elevate e tasso
bassissimo di occupazione. Nonostante l'ulteriore aumento della disoccupazione,
la spesa e la copertura delle misure di politica attiva del mercato del lavoro
destinate a migliorare l'accesso al mercato del lavoro e a prolungarvi la
permanenza restano al di sotto della media, soprattutto per giovani,
disoccupati di lunga durata e lavoratori più anziani. La capacità
amministrativa del servizio pubblico per l'impiego croato è sottoposta a forti
sollecitazioni, anche sul piano regionale. Non esiste un sistema generale di
monitoraggio e valutazione dell'evoluzione del mercato del lavoro e dei bisogni
su tale mercato, neanche in termini di previsione delle competenze necessarie,
né si valutano periodicamente le misure di politica attiva del mercato del
lavoro attuate. La percentuale dell'attività retribuita ma non dichiarata è
elevata.
(15)               
La situazione del mercato del lavoro è
particolarmente preoccupante per i giovani: il tasso di disoccupazione
giovanile è infatti aumentato sensibilmente, sfiorando il 50% nel 2013, ed è in
continua ascesa la percentuale di giovani "né-né" (disoccupati e al
di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione). Incombono sfide importanti,
tra cui il coinvolgimento dei giovani non iscritti nelle liste del collocamento
e la mobilitazione del settore privato affinché offra più possibilità di
apprendistato, in linea con gli obiettivi della garanzia per i giovani. Anche
nel settore dell'istruzione la Croazia deve far fronte a problemi gravi, quali
la pertinenza ai fini del mercato del lavoro e la qualità dell'insegnamento in
tutti i comparti d'istruzione. Nei cicli secondario e terziario mancano sia un
insegnamento orientato al lavoro sia servizi di orientamento professionale e
basso è il coinvolgimento dei datori di lavoro nell'istruzione e formazione
professionalizzante e nell'istruzione secondaria e terziaria. Il tasso di
occupazione fra i neolaureati è sensibilmente inferiore rispetto al resto dell'UE.
È in corso una riforma del sistema obsoleto di istruzione e formazione
professionalizzante, basata sull'applicazione pilota di nuovi curricula. L'attuazione
del quadro delle qualifiche croato e della strategia su istruzione, scienza e
tecnologia non è ancora partita, ma si prevede che migliori i risultati dell'istruzione
e li allinei ai bisogni del mercato del lavoro.
(16)               
Il tasso elevato di disoccupazione e il tasso basso
di partecipazione al mercato del lavoro hanno determinato un deterioramento
della situazione sociale in Croazia. Negli ultimi anni la percentuale di
persone a rischio di povertà e di esclusione sociale è aumentata, situandosi
ora ben al di sopra della media dell'UE. Il sistema di previdenza sociale
permette ai beneficiari di cumulare trasferimenti in denaro con finalità che si
sovrappongono. Poiché lavorando le persone perdono alcuni di tali trasferimenti
sociali, questo agisce come disincentivo all'ingresso sul mercato del lavoro.
Vi sono margini per migliorare l'efficienza e la trasparenza del sistema di
protezione sociale, perché attualmente l'assegnazione di prestazioni e regimi
di sostegno al reddito è una competenza dispersa tra numerosi enti e livelli
amministrativi, con conseguente incoerenza nell'applicazione dei criteri e
sovrapposizioni. La legge sulla previdenza sociale del 2013 ha introdotto un
maggior rigore nella verifica dello stato di necessità e ha riunito nel reddito
minimo generale quattro degli oltre 70 sussidi esistenti a livello nazionale,
compresi alcuni destinati a gruppi specifici. È in corso l'attivazione
graduale, con completamento previsto per il 2016, dello sportello unico
nazionale che amministrerà tutte le prestazioni in denaro di livello nazionale.
Poiché non vi sono integrati né i regimi e programmi di sostegno al reddito
applicati sul piano locale e regionale né le varie prestazioni in denaro
dirette a determinate categorie della popolazione per cui non è prevista la
verifica dello stato di necessità, il monitoraggio e la valutazione sistematici
risulteranno tuttavia difficili. Nonostante le diverse riforme legislative
introdotte dal 2011 in avanti, l'impianto del regime di previdenza sociale non
ha permesso di mirare con efficacia le persone che versano in condizioni di
maggior bisogno.
(17)               
Il quadro normativo sull'attività imprenditoriale
vigente in Croazia grava di un peso considerevole le imprese, tra l'altro in
termini di incertezza del diritto, di opacità del processo decisionale, in
particolare a livello locale, e di quantità degli oneri parafiscali. Le decisioni
d'impresa sono inoltre complicate dalla grande frammentazione dei poteri della
pubblica amministrazione a livello regionale e locale e dalla ripartizione
complessa delle competenze tra ministeri e agenzie a livello centrale, che
determinano altresì lungaggini nelle procedure amministrative. A livello di
governo centrale è stato varato un approccio strutturato per reperire gli
ostacoli che intralciano l'attività imprenditoriale, ma l'efficacia delle
misure già adottate è minata dalla mancanza di una metodologia coerente per
misurare l'onere amministrativo. L'attuale sportello unico per le imprese
riguarda soltanto funzionalità limitate. Occorre razionalizzare e migliorare il
controllo sulle sovvenzioni e le garanzie pubbliche; un primo passo in questo
senso sarebbe un registro centrale delle imprese e dei singoli che ricevono
sovvenzioni. La Croazia si è avviata su un percorso di riforma della pubblica
amministrazione per rafforzarne le capacità amministrative e migliorare l'orientamento
verso la clientela dei servizi pubblici destinati a cittadini e imprese.
Tuttavia, la qualità della governance pubblica resta modesta, con un
coordinamento debole tra i vari livelli di governo e un uso scarso o
eccessivamente formalistico della formazione di politiche e della valutazione
basate su dati concreti. L'adozione della strategia di riforma della pubblica
amministrazione è un passo nella giusta direzione, ma la strategia dovrebbe
essere attuata accuratamente a tutti i livelli di governo. L'esperienza
maturata con l'attuazione dei fondi di preadesione ha fatto emergere carenze di
pianificazione strategica e di capacità istituzionale e lacune nell'elaborazione
dei progetti e nel seguito dato loro.
(18)               
Le imprese di proprietà pubblica o controllate
dallo Stato risentono della debolezza della governance e si registrano ritardi
nell'attuazione della nuova strategia per la gestione degli attivi e delle
imprese pubblici. Attualmente i membri dei consigli di sorveglianza e della
direzione non sono selezionati con procedure competitive e le nomine non sono
pubblicate. Nonostante le misure adottate per migliorare le norme
anticorruzione, sono necessari ulteriori sforzi per prevenire il fenomeno a
tutti i livelli di governo. Mancano ancora nella normativa anticorruzione
soprattutto meccanismi di verifica effettiva dei conflitti d'interesse, l'obbligo
dei pubblici ufficiali di dichiarare la propria situazione patrimoniale e
garanzie specifiche per le imprese di proprietà pubblica o controllate dallo
Stato. I poteri di verifica di cui è investita la commissione per la
risoluzione dei conflitti d'interesse dipendono dalle competenze e dall'azione
proattiva di altre autorità. Nonostante i progressi compiuti verso una maggiore
trasparenza delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, l'impiego
degli strumenti di valutazione dei rischi non è sistematico e non pare
attribuita sufficiente priorità ai settori vulnerabili. Occorre intensificare
la verifica dell'effettiva attuazione delle norme sugli appalti pubblici, non
da ultimo per l'assegnazione dei fondi dell'UE nei prossimi anni.
(19)               
L'applicazione diffusa della procedura
prefallimentare nel 2013 ha ottenuto, sullo sfondo di procedure fallimentari
complesse, lunghe e costose, alcuni buoni risultati nel trattare i problemi di
servizio del debito incontrati dalle imprese. Vi sono tuttavia margini per
rafforzare notevolmente lo strumento colmandone varie carenze, tra cui: scarsa
chiarezza sul ruolo dello Stato nella procedura; potenziamento del ruolo dei
tribunali di commercio nella convalida dei crediti e dei piani di sana
ristrutturazione; ampliamento dell'ambito di applicazione della procedura per
permettere un'effettiva ristrutturazione prima dello stato di insolvenza del
debitore; lacune da colmare nella fase attuativa della legge. Nonostante le
varie riforme varate per migliorare l'efficienza del sistema giudiziario, i
procedimenti di contenzioso civile, commerciale e amministrativo hanno
lunghezza eccessiva, soprattutto in primo grado. Nel 2013 i procedimenti in
arretrato sono aumentati: il loro volume è ingente, soprattutto per le cause
civili e commerciali. Questi problemi ostacolano l'attività economica e
riducono l'attrattiva della Croazia per gli investimenti esteri diretti;
occorre quindi risolverli prodigando uno sforzo costante di messa a punto e
applicazione di incentivi atti a promuovere una conclusione dei procedimenti in
tempi rapidi e le transazioni extragiudiziali, soprattutto per le controversie
di modesta entità.
(20)               
Grazie all'approccio prudente alla regolamentazione
macroprudenziale adottato dalla Banca nazionale croata, segnatamente riguardo
ai livelli di capitale, le banche hanno potuto costruirsi un grado di
resilienza rivelatosi utile nel far fronte alle sfide che comporta l'attuale
debolezza dell'economia. Tuttavia, sulla qualità degli attivi delle banche
incombono rischi in questo ormai sesto anno di recessione economica e in un
contesto caratterizzato da un volume in aumento dei prestiti in sofferenza. È
positivo che alcuni portafogli delle quattro maggiori banche croate, di
proprietà straniera, rientrino nella verifica della qualità degli attivi e
nella prova di stress condotte nella zona euro nel quadro del suo meccanismo di
vigilanza unico. Poiché i portafogli sono scelti in funzione della loro
rilevanza a livello di gruppo bancario, l'esercizio ne esclude tuttavia alcuni
che rivestono importanza materiale in una prospettiva croata. Non riguarda
inoltre le banche di medie e piccole dimensioni, dalla consistenza patrimoniale
eventualmente più esile e dalla qualità degli attivi meno solida, che possono
comunque essere rilevanti ai fini della stabilità finanziaria. Sarebbe
possibile delineare una visione globale più chiara della classificazione dei
prestiti da parte delle banche e della congruità dei loro accantonamenti per
perdite su crediti integrando l'esercizio condotto nel quadro del meccanismo di
vigilanza unico con una diagnosi di vigilanza supplementare effettuata
specificamente sul sistema finanziario croato (e dedicata ai portafogli
rilevanti delle filiazioni croate escluse dall'esercizio nel quadro del
meccanismo di vigilanza unico e alle banche di medie e piccole dimensioni d'importanza
fondamentale).
(21)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato un'analisi completa della politica economica della Croazia. Essa ha
valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della
Croazia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE,
alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel
suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni
nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre
europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 8.
(22)               
Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha
esaminato il programma di convergenza e il suo parere[8] trova riscontro, in
particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(23)               
Alla luce dell'esame approfondito della Commissione
e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di
riforma e il programma di convergenza. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo
6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle
raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 8,
RACCOMANDA che la Croazia adotti
provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
1.           dare
attuazione integrale alle misure di bilancio adottate per il 2014; potenziare
la strategia di bilancio, precisando le misure annunciate per il 2015 e il 2016
e vagliando la possibilità di ulteriori misure permanenti a favore della
crescita al fine di assicurare la correzione sostenibile del disavanzo
eccessivo entro il 2016; fare nel contempo in modo che sia fornito lo sforzo di
aggiustamento strutturale indicato nella raccomandazione formulata dal
Consiglio nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi; allineare le
proiezioni del programma alle regole del SEC e ai requisiti del patto di
stabilità e crescita; adottare provvedimenti per intensificare il controllo
sulla spesa; completare entro il marzo 2015 un'approfondita revisione
della spesa; rafforzare il processo di pianificazione di bilancio, in
particolare migliorando l'attendibilità delle previsioni macroeconomiche e di
bilancio e consolidando il carattere vincolante dei tetti di spesa annuali e a
medio termine, e migliorare l'impianto delle regole di bilancio; entro l'ottobre 2014
legittimare per legge la neocostituita commissione per la politica di bilancio,
rafforzarne l'indipendenza da qualsiasi autorità di bilancio, ampliarne il
mandato, in particolare in tema di controllo di tutte le regole di bilancio e
valutazione ex ante e ex post delle previsioni, e dotarla di risorse adeguate;
muovendo dai piani delineati nel programma nazionale di riforma, presentare una
strategia concreta di riforma dell'imposizione patrimoniale ricorrente; dare il
via a un processo di segnalazione e revisione delle agevolazioni fiscali; migliorare
il rispetto dell'obbligo tributario, in particolare aumentando ulteriormente l'efficienza
dell'amministrazione tributaria; presentare entro il 2014 un piano d'azione a
tal fine;
2.           adottare entro il
marzo 2015 norme per accelerare i tempi della programmata armonizzazione
dell'età pensionabile legale per donne e uomini e anticipare il programmato
innalzamento a 67 anni dell'età pensionabile legale; limitare l'accesso al
pensionamento anticipato; assicurare l'esecuzione di controlli e verifiche più
rigorosi riguardo alle pensioni di invalidità e anticipare i tempi dell'integrazione
delle pensioni speciali nel regime pensionistico generale; migliorare l'efficacia
in termini di costi della sanità, ospedali compresi;
3.           attuare entro il
marzo 2015 la seconda fase di riforma della normativa sul lavoro, previa
consultazione delle parti sociali, in particolare in tema di condizioni per il
licenziamento e orario di lavoro, e nell'ottica di impedire un'ulteriore
frammentazione del mercato del lavoro, anche per i giovani; rivedere il sistema
di determinazione delle retribuzioni ai fini di un maggiore allineamento tra
evoluzione della produttività e condizioni retributive; presentare le
conclusioni della revisione entro il 2014; rafforzare l'efficacia e la capacità
di coinvolgimento delle politiche attive del mercato del lavoro potenziando la
capacità amministrativa dei servizi pubblici per l'impiego, anche sul piano
regionale, e allargando la copertura dei giovani, dei disoccupati di lunga
durata e dei lavoratori più anziani; dare priorità al coinvolgimento dei
giovani non iscritti nelle liste del collocamento e mobilitare il settore
privato affinché offra più possibilità di apprendistato, in linea con gli
obiettivi della garanzia per i giovani; predisporre entro il 2014 piani per
affrontare il problema del lavoro non dichiarato; attuare misure per migliorare
la pertinenza dell'istruzione ai fini del mercato del lavoro e la qualità dei
risultati dell'istruzione ammodernando il sistema delle qualifiche, istituendo
meccanismi di garanzia della qualità e migliorando la transizione dalla scuola
al lavoro, segnatamente rafforzando l'istruzione professionalizzante e l'insegnamento
orientato al lavoro;
4.           rivedere entro il 2014 i
sistemi fiscale e previdenziale e presentare un piano d'azione per migliorare
il reinserimento delle persone inattive e dei disoccupati; rendere più
efficiente e trasparente il sistema di protezione sociale proseguendo l'unificazione
delle prestazioni, uniformando i criteri di ammissibilità e collegando in uno
sportello unico i dati di tutti i pertinenti livelli e enti pubblici;
migliorare l'efficacia e la congruità delle prestazioni di assistenza sociale
mirandole meglio;
5.           intervenire ulteriormente per
migliorare il contesto imprenditoriale; in particolare, fissare entro il
marzo 2015 un obiettivo di considerevole alleggerimento dei requisiti
amministrativi, compresi gli oneri parafiscali; affrontare il problema dell'elevatissima
frammentazione e della sovrapposizione delle competenze razionalizzando i
processi amministrativi e precisando il processo decisionale e l'assunzione di
responsabilità ai vari livelli di governo e, a livello di amministrazione
centrale, tra i vari ministeri e agenzie; migliorare la capacità amministrativa
e la pianificazione strategica nelle unità incaricate di gestire i Fondi
strutturali e d'investimento europei e dotarle di un organico stabile e
adeguato;
6.           presentare entro l'ottobre 2014
un piano particolareggiato sulla gestione del demanio pubblico per il 2015;
provvedere a che le società controllate dallo Stato siano gestite in modo
trasparente e responsabile, inasprendo in particolare i requisiti di competenza
che devono soddisfare i membri della direzione e dei consigli di sorveglianza
nominati dallo Stato, e costituire un registro pubblico delle nomine;
rafforzare la prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione e
nelle imprese di proprietà pubblica o controllate dallo Stato, anche aumentando
i poteri di verifica della commissione sui conflitti d'interesse; aumentare la
trasparenza e l'efficienza dell'aggiudicazione degli appalti pubblici a livello
sia centrale sia locale, così come la capacità di controllarne l'attuazione e di
individuare le irregolarità;
7.           potenziare entro il 2014 il
ruolo dei tribunali di commercio nel controllo della trasparenza e della
legalità nell'applicazione della procedura prefallimentare per le imprese;
rivedere la prova di insolvenza/illiquidità obbligatoria per accedere alla
procedura di transazione prefallimentare e snellire la procedura di
insolvenza/liquidazione in modo da ridurne la durata; migliorare la qualità e l'efficienza
del sistema giudiziario, in particolare incentivando la conclusione in tempi
rapidi dei procedimenti di contenzioso civile, commerciale e amministrativo e
il ricorso alle transazioni extragiudiziali, soprattutto per le controversie di
modesta entità;
8.           integrare l'esercizio di
verifica della qualità degli attivi e di prova di stress condotto nel 2014
dalla Banca centrale europea procedendo a una verifica completa dei portafogli
pensata specificamente per il sistema finanziario croato e dedicata ai
portafogli rilevanti esclusi dall'esercizio della Banca centrale europea,
comprese le banche di medie e piccole dimensioni d'importanza fondamentale.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2014) 412 final.
[4]               P7_TA(2014)0128 e P7_TA(2014)0129.
[5]               COM(2013) 800 final.
[6]               COM(2013) 790 final.
[7]               SWD(2014) 82 final.
[8]               A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.