CELEX: 62014CJ0047
Language: it
Date: 2015-09-10
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 10 settembre 2015.#Holterman Ferho Exploitatie BV e a. contro F.L.F. Spies von Büllesheim.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden.#Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Competenza giurisdizionale ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale – Regolamento (CE) n. 44/2001 – Articolo 5, punto 1 – Competenza in materia contrattuale – Articolo 5, punto 3 – Competenza in materia di illeciti civili – Articoli da 18 a 21 – Contratto individuale di lavoro – Contratto di direttore di società – Cessazione del contratto – Motivi – Inadempimento del mandato e condotta illecita – Azione di accertamento e di risarcimento danni – Nozione di “contratto individuale di lavoro”.#Causa C-47/14.

SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
      10 settembre 2015 (
            *1
         )
      «Rinvio pregiudiziale — Cooperazione giudiziaria in materia civile — Competenza giurisdizionale ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale — Regolamento (CE) n. 44/2001 — Articolo 5, punto 1 — Competenza in materia contrattuale — Articolo 5, punto 3 — Competenza in materia di illeciti civili — Articoli da 18 a 21 — Contratto individuale di lavoro — Contratto di direttore di società — Cessazione del contratto — Motivi — Inadempimento del mandato e condotta illecita — Azione di accertamento e di risarcimento danni — Nozione di “contratto individuale di lavoro”»
      Nella causa C‑47/14,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dallo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi), con decisione del 24 gennaio 2014, pervenuta in cancelleria il 30 gennaio 2014, nel procedimento
      
         Holterman Ferho Exploitatie BV,
      
      
         Ferho Bewehrungsstahl GmbH,
      
      
         Ferho Vechta GmbH,
      
      
         Ferho Frankfurt GmbH
      
      contro
      
         Friedrich Leopold Freiherr Spies von Büllesheim,
      
      LA CORTE (Terza Sezione),
      composta da M. Ilešič, presidente di sezione, A. Ó Caoimh, C. Toader (relatore), E. Jarašiūnas e C.G. Fernlund, giudici,
      avvocato generale: P. Cruz Villalón
      cancelliere: M. Ferreira, amministratore principale
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 21 gennaio 2015,
      considerate le osservazioni presentate:
      
               —
            
            
               per la Holterman Ferho Exploitatie BV, la Ferho Bewehrungsstahl GmbH, la Ferho Vechta GmbH e la Ferho Frankfurt GmbH, da P.A. Fruytier, advocaat;
            
         
               —
            
            
               per F.L.F. Spies von Büllesheim, da E. Jacobson e B. Verkerk, advocaten;
            
         
               —
            
            
               per il governo tedesco, da T. Henze e J. Kemper, in qualità di agenti;
            
         
               —
            
            
               per la Commissione europea, da A.-M. Rouchaud-Joët, M. Wilderspin e G. Wils, in qualità di agenti,
            
         sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 7 maggio 2015,
      ha pronunciato la seguente
      
         Sentenza
      
      
               1
            
            
               La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 5, punti 1 e 3, nonché del capo II, sezione 5 (articoli da 18 a 21) e dell’articolo 60, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 2001, L 12, pag. 1).
            
         
               2
            
            
               Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra, da un lato, la Holterman Ferho Exploitatie BV (in prosieguo: la «Holterman Ferho Exploitatie»), la Ferho Bewehrungsstahl GmbH (in prosieguo: la «Ferho Bewehrungsstahl»), la Ferho Vechta GmbH (in prosieguo: la «Ferho Vechta») nonché la Ferho Frankfurt GmbH (in prosieguo: la «Ferho Frankfurt») (in prosieguo, congiuntamente: le «quatttro società») e, dall’altro lato, il sig. Spies von Büllesheim, relativa alla responsabilità di quest’ultimo in qualità di amministratore delle citate società, e a una domanda di condanna dello stesso al risarcimento dei danni.
            
         
         Contesto normativo
      
      
         Il diritto dell’Unione
      
      La convenzione di Bruxelles
      
               3
            
            
               L’articolo 5 della convenzione del 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32), come modificata dalle successive convenzioni relative all’adesione dei nuovi Stati membri a tale convenzione (in prosieguo: la «convenzione di Bruxelles»), così recita:
               «Il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente può essere citato in un altro Stato contraente:
               
                        1)
                     
                     
                        in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita; in materia di contratto individuale di lavoro, il luogo è quello in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività; qualora il lavoratore non svolga o non abbia svolto abitualmente la propria attività in un solo paese, il datore di lavoro può essere citato dinanzi al giudice del luogo in cui è situato o era situato lo stabilimento presso il quale è stato assunto;
                        (...)».
                     
                  
         Il regolamento n. 44/2001
      
               4
            
            
               Il considerando 13 del regolamento n. 44/2001 così recita:
               «Nei contratti di assicurazione, di consumo e di lavoro è opportuno tutelare la parte più debole con norme in materia di competenza più favorevoli ai suoi interessi rispetto alle regole generali».
            
         
               5
            
            
               L’articolo 5 del regolamento n. 44/2001 è formulato nei seguenti termini:
               «La persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro:
               
                        1)
                     
                     
                        a) in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita;
                        
                                 b)
                              
                              
                                 ai fini dell’applicazione della presente disposizione e salvo diversa convenzione, il luogo di esecuzione dell’obbligazione dedotta in giudizio è:
                                 
                                          —
                                       
                                       
                                          nel caso della compravendita di beni, il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto,
                                       
                                    
                                          —
                                       
                                       
                                          nel caso della prestazione di servizi, il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto;
                                       
                                    
                           
                                 c)
                              
                              
                                 la lettera a) si applica nei casi in cui non è applicabile la lettera b);
                              
                           
                  
                        2)
                     
                     
                        (...)
                     
                  
                        3)
                     
                     
                        in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti al giudice del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire;
                        (...)».
                     
                  
         
               6
            
            
               L’articolo 18, che fa parte della sezione 5, intitolata «Competenza in materia di contratti individuali di lavoro», del capo II del regolamento n. 44/2001, al suo paragrafo 1 prevede quanto segue:
               «Salvi l’articolo 4 e l’articolo 5, punto 5, la competenza in materia di contratti individuali di lavoro è disciplinata dalla presente sezione».
            
         
               7
            
            
               L’articolo 20, paragrafo 1, di tale regolamento stabilisce che:
               «L’azione del datore di lavoro può essere proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio il lavoratore è domiciliato».
            
         
               8
            
            
               L’articolo 60, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 così dispone:
               «Ai fini dell’applicazione del presente regolamento una società o altra persona giuridica è domiciliata nel luogo in cui si trova:
               
                        a)
                     
                     
                        la sua sede statutaria, o;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        la sua amministrazione centrale, oppure
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        il suo centro d’attività principale».
                     
                  
         
         Il diritto olandese
      
      
               9
            
            
               Il codice civile (Burgerlijk Wetboek; in prosieguo: il «BW»), contiene un libro 2, intitolato «Persone giuridiche», che al suo articolo 2:9 prevede quanto segue:
               «1.   Ogni amministratore è responsabile nei confronti della persona giuridica del corretto assolvimento dei propri compiti. Rientrano in tali compiti tutte le attività di gestione non attribuite ad uno o più altri amministratori dalla legge o dagli statuti, o in virtù di questi.
               2.   Ogni amministratore è responsabile dell’andamento generale degli affari. È integralmente responsabile in caso di cattiva gestione, a meno che, tenuto conto segnatamente delle funzioni assegnate ad altri, non possa essere mosso alcun fondato rilievo nei suoi confronti, e non abbia dato prova di negligenza nell’adottare misure destinate a prevenire le conseguenze della cattiva gestione».
            
         
               10
            
            
               Il libro 6 del BW, dedicato al «regime generale del diritto delle obbligazioni», contiene un titolo 3 intitolato «Illeciti civili dolosi e colposi», che al suo articolo 6:162 così recita:
               «1.   Chiunque compie nei confronti di un’altra persona un atto illecito a lui imputabile è tenuto a risarcire il danno subito da tale persona a causa di tale atto.
               2.   Si considera atto illecito ogni violazione di un diritto e qualsiasi azione od omissione contraria a un obbligo di legge o a quanto imposto dal diritto non scritto nella vita sociale, salva l’esistenza di una causa di giustificazione.
               3.   Un atto illecito è imputabile al suo autore se può essere attribuito a sua colpa o a una circostanza della quale egli deve rispondere ai sensi di legge o di principi generalmente accettati dalla società».
            
         
               11
            
            
               Nel libro 7 del BW, intitolato «Contratti speciali», il titolo 10, relativo al «[c]ontratto di lavoro», così dispone al suo articolo 7:661:
               «1.   Il dipendente che, nell’adempimento del contratto, provochi un danno al datore di lavoro o a terzi che il datore di lavoro sia tenuto a risarcire, non è responsabile a tale titolo nei confronti del datore di lavoro, salvo che il danno sia dovuto al dolo o all’imprudenza intenzionale del lavoratore. Tenuto conto in particolare della natura del contratto, dalle circostanze di specie può derivare una conclusione diversa rispetto a quella esposta alla frase che precede.
               2.   È possibile derogare al paragrafo 1 e all’articolo 170, paragrafo 3, del libro 6 in senso sfavorevole al dipendente solo per accordo scritto e purché il lavoratore sia assicurato con riferimento a ciò».
            
         
         Procedimento principale e questioni pregiudiziali
      
      
               12
            
            
               Dalla domanda di pronuncia pregiudiziale risulta che la Holterman Ferho Exploitatie è una holding con sede nei Paesi Bassi. Essa possiede tre controllate di diritto tedesco, ossia la Ferho Bewehrungsstahl, la Ferho Vechta e la Ferho Frankfurt, tutte con sede in Germania.
            
         
               13
            
            
               Con decisione del 25 aprile 2001, l’assemblea dei soci della Holterman Ferho Exploitatie ha nominato direttore di tale società il sig. Spies von Büllesheim, un cittadino tedesco domiciliato in Germania e che allo stesso tempo era amministratore e procuratore delle tre controllate tedesche.
            
         
               14
            
            
               Il 7 maggio 2001, la Holterman Ferho Exploitatie e il sig. Spies von Büllesheim hanno concluso un accordo, redatto in tedesco, che conferma la nomina di quest’ultimo quale direttore («Geschäftsführer») e descrive i suoi diritti e obblighi a tal proposito (in prosieguo: il «contratto del 7 maggio 2001»).
            
         
               15
            
            
               Il 20 luglio 2001 il sig. Spies von Büllesheim è diventato amministratore della Holterman Ferho Exploitatie.
            
         
               16
            
            
               Come emerge dagli elementi forniti dalle parti in udienza, il sig. Spies von Büllesheim avrebbe anche detenuto azioni della Holterman Ferho Exploitatie, il cui pacchetto di maggioranza era tuttavia detenuto dal sig. Holterman.
            
         
               17
            
            
               Il 31 dicembre 2005 è cessato il rapporto contrattuale tra il sig. Spies von Büllesheim e la Ferho Frankfurt, e il 31 dicembre 2006 sono cessati i rapporti contrattuali tra lo stesso e la Holterman Ferho Exploitatie, la Ferho Bewehrungsstahl e la Ferho Vechta.
            
         
               18
            
            
               A causa di asseriti gravi errori nell’esercizio delle sue funzioni, le quattro società hanno intentato un’azione di accertamento e per il risarcimento dei danni contro il sig. Spies von Büllesheim dinanzi al Rechtbank Almelo (Paesi Bassi).
            
         
               19
            
            
               Dette società sostengono, in via principale, che il sig. Spies von Büllesheim non avrebbe correttamente adempiuto il suo mandato di amministratore e che, a tale titolo, egli sarebbe responsabile nei loro confronti ai sensi dell’articolo 2:9 del BW. Esse hanno inoltre dedotto il dolo o la deliberata imprudenza nell’esecuzione del suo contratto di lavoro ai sensi dell’articolo 7:661 del BW. In subordine, le quattro società fanno valere che gli errori commessi dal sig. Spies von Büllesheim nell’esercizio delle sue funzioni costituirebbero una condotta illecita ai sensi dell’articolo 6:162 del BW.
            
         
               20
            
            
               Il sig. Spies von Büllesheim sostiene che i tribunali olandesi non sono competenti a conoscere della controversia.
            
         
               21
            
            
               Il Rechtbank Almelo ha dichiarato di non aver competenza né in base all’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001, né in base al punto 3 dello stesso articolo.
            
         
               22
            
            
               Il Gerechtshof te Arnhem ha confermato la sentenza del Rechtbank Almelo.
            
         
               23
            
            
               Per quanto concerne la domanda della Holterman Ferho Exploitatie, basata sulla cattiva gestione della stessa da parte del sig. Spies von Büllesheim, il Gerechtshof te Arnhem ha dichiarato che il regolamento n. 44/2001 non designa i giudici di alcun foro in particolare, di modo che, in linea di principio, si applica la regola di cui all’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001. Pertanto, il sig. Spies von Büllesheim può essere citato in giudizio solo dinanzi al giudice tedesco.
            
         
               24
            
            
               Per quanto concerne la domanda della Holterman Ferho Exploitatie, basata sulla responsabilità del sig. Spies von Büllesheim per inadempimento del contratto del 7 maggio 2001, il Gerechtshof te Arnhem ritiene che tale contratto debba essere qualificato come «contratto individuale di lavoro» ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001. In virtù dell’articolo 20, paragrafo 1, di tale regolamento, l’azione del datore di lavoro può essere proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio il lavoratore è domiciliato. Dal momento che il sig. Spies von Büllesheim è domiciliato il Germania, il giudice olandese non sarebbe competente a conoscere delle azioni proposte con la citata domanda.
            
         
               25
            
            
               Secondo il Gerechtshof te Arnhem, questo ragionamento vale anche sebbene l’azione della Holterman Ferho Exploitatie rientri nell’ambito degli illeciti civili dolosi o colposi. Un’azione in materia di illecito civile doloso o colposo che sia connessa all’azione in materia di «contratto individuale di lavoro», ai sensi dell’articolo 18 del regolamento n. 44/2001 non può far sorgere la competenza del giudice olandese poiché il capo II, sezione 5, di detto regolamento conterrebbe una regola speciale di competenza in deroga alle norme contenute all’articolo 5, punti 1 e 3, del citato regolamento.
            
         
               26
            
            
               Le quattro società hanno impugnato in cassazione la sentenza del Gerechtshof te Arnhem dinanzi al giudice del rinvio.
            
         
               27
            
            
               Nella loro impugnazione, esse imputano al Gerechtshof te Arnhem di aver commesso un errore di diritto o di non aver sufficientemente motivato la propria sentenza. Tali censure si basano sull’interpretazione e applicazione delle pertinenti regole sulla competenza previste dal regolamento n. 44/2001, ossia il combinato disposto dell’articolo 5, punti 1, lettera a), e 3, dell’articolo 18, paragrafo 1, e dell’articolo 20, paragrafo 1, del citato regolamento. Le quattro società lamentano, in particolare, il fatto che il Gerechtshof te Arnhem abbia ritenuto che il giudice olandese non fosse competente in quanto le loro domande sono fondate sull’inosservanza da parte del sig. Spies von Büllesheim dei suoi obblighi nell’ambito delle sue funzioni di direttore della Holterman Ferho Exploitatie.
            
         
               28
            
            
               Lo Hoge Raad der Nederlanden rileva che, nel diritto olandese, si fa una distinzione, da un lato, tra la responsabilità di una persona in qualità di amministratore di una società (a titolo di violazione del suo obbligo di diritto societario di assolvere correttamente i suoi compiti, ai sensi dell’articolo 2:9 BW, o a titolo di «condotta illecita», ai sensi dell’articolo 6:162 BW) e, dall’altro, la responsabilità gravante su detta persona, indipendentemente dalla sua qualifica di amministratore, in quanto «lavoratore subordinato» di quella società (responsabilità a titolo di «dolo o imprudenza intenzionale» nell’adempimento del suo contratto di lavoro, ai sensi dell’articolo 7:661 BW).
            
         
               29
            
            
               A parere dello Hoge Raad der Nederlanden, per sapere se i giudici olandesi siano o meno competenti a decidere della causa è necessario esaminare il rapporto esistente, da un lato, tra le regole sulla competenza previste al capo II, sezione 5 (articoli da 18 a 21), del regolamento n. 44/2001 e, dall’altro lato, quelle definite all’articolo 5, punti 1, lettera a), e 3, di tale regolamento. Più nello specifico, si pone la questione se la citata sezione 5 osti a che le disposizioni di detto articolo 5, punti 1, lettera a), e 3, trovino applicazione in un caso come quello di specie, in cui il convenuto è citato in giudizio da una società, non solo in qualità di amministratore, per aver mal esercitato le sue funzioni o aver agito in modo illecito, ma anche, indipendentemente da tale qualità, per aver eseguito il contratto di lavoro con la citata società con dolo o colpa deliberata.
            
         
               30
            
            
               Alla luce di quanto sopra, lo Hoge Raad der Nederlanden ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le questioni pregiudiziali seguenti:
               
                        «1)
                     
                     
                        Se le disposizioni della sezione 5 del capo II (articoli da 18 a 21) del regolamento n. 44/2001 debbano essere interpretate nel senso che ostano a che il giudice applichi l’articolo 5, parte iniziale e punto 1, lettera a), oppure l’articolo 5, parte iniziale e paragrafo 3, del regolamento medesimo in una fattispecie come quella in esame, in cui il convenuto è citato in giudizio da una società non soltanto in qualità di amministratore della società medesima per l’espletamento non corretto della sua funzione o per atto illecito, ma anche, a prescindere da tale qualità, per l’intenzionalità o l’imprudenza intenzionale nell’adempimento del contratto di lavoro da lui stipulato con la società.
                     
                  
                        2)
                     
                     
                        (a) In caso di risposta negativa alla prima questione, se la nozione di “materia contrattuale”, di cui all’articolo 5, parte iniziale e punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001, debba essere interpretata nel senso che essa comprende anche una fattispecie come quella in esame, in cui una società cita in giudizio una persona in qualità di amministratore della società medesima per violazione dell’obbligo ad essa incombente di assolvere correttamente le sue funzioni societarie.
                        
                                 (b)
                              
                              
                                 In caso di risposta affermativa alla seconda questione, lettera a), se la nozione di “luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita”, di cui all’articolo 5, parte iniziale e punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001, debba essere intesa come avente ad oggetto il luogo in cui l’amministratore ha espletato o avrebbe dovuto espletare le sue funzioni societarie, luogo che di norma coinciderà con la sede dell’amministrazione centrale o con il centro di attività principale della società, ai sensi dell’articolo 60, paragrafo 1, parte iniziale e lettere b) e c), del citato regolamento.
                              
                           
                  
                        3)
                     
                     
                        (a) In caso di risposta negativa alla prima questione, se la nozione di “materia di illeciti civili dolosi o colposi”, di cui all’articolo 5, parte iniziale e punto 3, del regolamento n. 44/2001, debba essere interpretata nel senso che essa verte anche su una fattispecie come la presente, in cui una società cita in giudizio una persona in qualità di amministratore della società medesima per il negligente assolvimento delle sue funzioni societarie ovvero per atto illecito.
                        
                                 (b)
                              
                              
                                 In caso di risposta affermativa alla terza questione, lettera a), se la nozione di “luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire”, di cui all’articolo 5, parte iniziale e punto 3, del regolamento n. 44/2001, debba essere intesa come avente ad oggetto il luogo in cui l’amministratore ha espletato o avrebbe dovuto espletare le sue funzioni societarie, che di norma coinciderà con la sede dell’amministrazione centrale o con il centro di attività principale della società, ai sensi dell’articolo 60, paragrafo 1, parte iniziale e lettere b) e c), del citato regolamento».
                              
                           
                  
         
         Sulle questioni pregiudiziali
      
      
               31
            
            
               In via preliminare, occorre osservare che il giudice del rinvio, nei limiti in cui è adito, conformemente alle regole del diritto nazionale, a mezzo di un ricorso avente ad oggetto la responsabilità di una persona tanto nella sua qualità di direttore quanto in quella di amministratore di società, nonché per illecito civile, chiede alla Corte di pronunciarsi sull’interpretazione delle disposizioni del regolamento n. 44/2001 relative alla competenza giurisdizionale, rispettivamente, in materia di contratti individuali di lavoro, ai sensi del capo II, sezione 5 (articoli da 18 a 21), del regolamento n. 44/2001, in «materia contrattuale», ai sensi dell’articolo 5, punto 1, di detto regolamento, e in «materia di illecito civile doloso o colposo», ai sensi dell’articolo 5, punto 3, del citato regolamento.
            
         
               32
            
            
               A tal proposito, la semplice circostanza che un ricorrente indichi nell’atto di ricorso diversi titoli di responsabilità non basta a considerare che tale azione rientri in ognuna delle disposizioni invocate. Infatti, ciò accade solo se il comportamento contestato può essere considerato un inadempimento agli obblighi che discendono da tali disposizioni, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare (v., per analogia, sentenza Brogsitter, C‑548/12, EU:C:2014:148, punto 24).
            
         
         Sulla prima questione
      
      
               33
            
            
               Con la sua prima questione, il giudice del rinvio chiede in sostanza se le disposizioni del capo II, sezione 5 (articoli da 18 a 21), del regolamento n. 44/2001, debbano essere interpretate nel senso che, in una situazione come quella di cui al procedimento principale – in cui una società agisce giudizialmente contro una persona che aveva esercitato funzioni di direttore e amministratore della stessa al fine di far accertare gli errori commessi da detta persona nell’esercizio delle sue funzioni e ottenerne ristoro –, le citate disposizioni ostino all’applicazione dell’articolo 5, punti 1 e 3, di detto regolamento.
            
         
               34
            
            
               Occorre innanzitutto rilevare che la questione dell’applicazione delle regole speciali di attribuzione della competenza giurisdizionale previste alla citata sezione del regolamento n. 44/2001 si pone solamente, nel caso in esame, se si può ritenere che il sig. Spies von Büllesheim sia legato alla società di cui è stato direttore e amministratore con un «contratto individuale di lavoro», ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, del citato regolamento, potendo pertanto essere qualificato come «lavoratore» ai sensi del medesimo articolo, paragrafo 2.
            
         
               35
            
            
               Si deve osservare che, da un lato, il regolamento n. 44/2001 non definisce né la nozione di «contratto individuale di lavoro» né quella di «lavoratore».
            
         
               36
            
            
               Dall’altro lato, la questione della qualificazione del rapporto tra il sig. Spies von Büllesheim e la citata società non può essere risolta in base al diritto nazionale (v., per analogia, sentenza Kiiski, C‑116/06, EU:C:2007:536, punto 26).
            
         
               37
            
            
               Infatti, per garantire la piena efficacia del regolamento n. 44/2001 e, segnatamente, del citato articolo 18, le nozioni giuridiche in esso contenute devono essere interpretate considerandole autonome, e comuni all’insieme degli Stati membri (sentenza Mahamdia, C‑154/11, EU:C:2012:491, punto 42).
            
         
               38
            
            
               Poiché il regolamento n. 44/2001 ha sostituito la convenzione di Bruxelles, l’interpretazione fornita dalla Corte con riferimento alle disposizioni di tale convenzione vale anche per quelle del citato regolamento, quando le disposizioni di tali atti comunitari possono essere qualificate come equivalenti (sentenza Zuid‑Chemie, C‑189/08, EU:C:2009:475, punto 18).
            
         
               39
            
            
               Per quanto concerne l’articolo 5, punto 1, della convenzione di Bruxelles, disposizione su cui si fonda l’adozione degli articoli da 18 a 21 del regolamento n. 44/2001, la Corte ha già dichiarato che i contratti di lavoro hanno determinate particolarità, in quanto creano un nesso durevole che inserisce il lavoratore nell’ambito di una determinata organizzazione dell’attività dell’impresa o del datore di lavoro e in quanto si ricollegano al luogo dell’esercizio dell’attività, il quale determina l’applicazione di norme imperative e di contratti collettivi (sentenza Shenavai, 266/85, EU:C:1987:11, punto 16).
            
         
               40
            
            
               Tale interpretazione è corroborata dal punto 41 della relazione Jenard/Möller, sulla convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmata a Lugano il 16 settembre 1988 (GU 1990, C‑189, pag. 57), secondo cui, per quanto concerne la nozione autonoma di «contratto di lavoro», si può considerare che essa presupponga un vincolo di dipendenza del lavoratore nei confronti del datore di lavoro.
            
         
               41
            
            
               Peraltro, per quanto concerne la nozione di «lavoratore», la Corte ha dichiarato, in sede d’interpretazione dell’articolo 45 TFUE nonché di diversi atti legislativi dell’Unione, quali la direttiva 92/85/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (decima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (GU L 348, pag. 1), che la caratteristica essenziale del rapporto di lavoro è la circostanza che una persona fornisca, per un certo periodo di tempo, a favore di un’altra e sotto la direzione di quest’ultima, prestazioni in contropartita delle quali riceva una retribuzione (v., nel contesto della libera circolazione dei lavoratori, sentenza Lawrie-Blum, 66/85, EU:C:1986:284, punti 16 e 17, nonché, in quello della direttiva 92/85, sentenza Danosa, C‑232/09, EU:C:2010:674, punto 39).
            
         
               42
            
            
               Si deve tener conto di tali elementi anche con riguardo alla nozione di «lavoratore» ai sensi dell’articolo 18 del regolamento n. 44/2001.
            
         
               43
            
            
               Per ciò che riguarda le finalità del capo II, sezione 5, del regolamento n. 44/2001, è sufficiente ricordare che, come emerge dal considerando 13 del medesimo, tale regolamento mira ad assicurare alle parti più deboli dei contratti, tra cui i contratti di lavoro, una protezione rafforzata, in deroga alle norme generali sulla competenza.
            
         
               44
            
            
               Occorre, a tal riguardo, ricordare che tali norme non possiedono solo un carattere di specialità, bensì parimenti di esaustività (sentenza Glaxosmithkline e Laboratoires Glaxosmithkline, C‑462/06, EU:C:2008:299, punto 18).
            
         
               45
            
            
               È alla luce delle suesposte considerazioni che spetta al giudice del rinvio verificare, facendo riferimento ai criteri richiamati ai punti 39 e 41 della presente sentenza, se, nel caso di specie, il sig. Spies von Büllesheim, nella sua qualità di direttore e di amministratore della Holterman Ferho Exploitatie, abbia fornito, per un certo periodo di tempo, a favore di detta società e sotto la direzione di quest’ultima, prestazioni in contropartita delle quali abbia ricevuto una retribuzione, e se fosse legato da un nesso durevole che lo inseriva nell’ambito di una determinata organizzazione dell’attività di detta società.
            
         
               46
            
            
               Per quanto concerne più nello specifico il vincolo di subordinazione, l’esistenza di un vincolo di tal genere dev’essere valutata caso per caso in considerazione di tutti gli elementi e di tutte le circostanze che caratterizzano i rapporti esistenti tra le parti (sentenza Balkaya, C‑229/14, EU:C:2015:455, punto 37).
            
         
               47
            
            
               Spetta al giudice del rinvio esaminare in quale misura il sig. Spies von Büllesheim, nella sua qualità di azionista della Holterman Ferho Exploitatie, fosse in grado di influire sulla volontà dell’organo di amministrazione di detta società di cui era amministratore. In tale ipotesi, occorrerà stabilire chi fosse competente a fornirgli istruzioni e a verificarne l’attuazione. Se dovesse risultare che tale capacità di influire su detto organo non era irrilevante, bisognerebbe concludere per l’assenza di un vincolo di subordinazione ai sensi della giurisprudenza della Corte sulla nozione di lavoratore.
            
         
               48
            
            
               Nel caso in cui il giudice del rinvio, in esito all’esame dell’insieme degli elementi sopra menzionati, dovesse constatare che il sig. Spies von Büllesheim, nella sua qualità di direttore e di amministratore, era legato alla Holterman Ferho Exploitatie in virtù di un «contratto individuale di lavoro» ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001, esso sarebbe tenuto ad applicare le regole sulla competenza previste al capo II, sezione 5, del regolamento n. 44/2001.
            
         
               49
            
            
               Alla luce di tutte le considerazioni che precedono, occorre rispondere alla prima questione dichiarando che le disposizioni del capo II, sezione 5 (articoli da 18 a 21), del regolamento n. 44/2001 devono essere interpretate nel senso che, in una situazione come quella di cui al procedimento principale – in cui una società agisce giudizialmente contro una persona che aveva esercitato funzioni di direttore e amministratore della stessa al fine di far accertare gli errori commessi da detta persona nell’esercizio delle sue funzioni e ottenerne ristoro –, le citate disposizioni ostano all’applicazione dell’articolo 5, punti 1 e 3, di detto regolamento a condizione che la citata persona, nella sua qualità di direttore e di amministratore, abbia fornito, per un certo periodo di tempo, a favore di detta società e sotto la direzione di quest’ultima, prestazioni in contropartita delle quali abbia ricevuto una retribuzione, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
            
         
         Sulla seconda questione
      
      
               50
            
            
               Con la sua seconda questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001 debba essere interpretato nel senso che l’azione proposta in giudizio da una società contro un suo ex amministratore a causa di un’asserita violazione degli obblighi di diritto societario su di lui incombenti rientra nella nozione di «materia contrattuale». In caso di risposta affermativa, il giudice del rinvio chiede se il luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita corrisponda al luogo di cui all’articolo 60, paragrafo 1, lettere b) e c), di detto regolamento.
            
         
               51
            
            
               Tale questione è rilevante per la soluzione della controversia di cui al procedimento principale nell’ipotesi in cui il giudice del rinvio constati, in esito all’esame degli elementi forniti in risposta alla prima questione pregiudiziale, che il sig. Spies von Büllesheim non ha esercitato le sue funzioni in qualità di lavoratore della Holterman Ferho Exploitatie.
            
         
               52
            
            
               Per rispondere alla prima parte della seconda questione, occorre ricordare che, in base ad una giurisprudenza costante, la nozione di «materia contrattuale» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001 presuppone l’esistenza di un obbligo liberamente assunto da una parte nei confronti di un’altra (v. sentenza Česká spořitelna, C‑419/11, EU:C:2013:165, punto 46).
            
         
               53
            
            
               Come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 46 delle sue conclusioni, il sig. Spies von Büllesheim e la Holterman Ferho hanno assunto liberamente impegni reciproci nel senso che il sig. Spies von Büllesheim si è impegnato a dirigere e amministrare la società, e quest’ultima si è impegnata a retribuire tale attività, di modo che si può ritenere che il loro rapporto abbia natura contrattuale e, conseguentemente, l’azione promossa dalla società contro il suo ex amministratore – a causa dell’asserita violazione del suo obbligo di svolgere correttamente le funzioni su di lui incombenti in forza del diritto societario – rientri nella nozione di «materia contrattuale» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001.
            
         
               54
            
            
               Infatti, risulta a tal proposito che l’attività di un amministratore crea stretti legami dello stesso tipo di quelli che si instaurano tra le parti di un contratto e che, di conseguenza, è legittimo considerare che l’azione promossa da una società contro il suo ex amministratore – a causa dell’asserita violazione del suo obbligo di svolgere correttamente le funzioni su di lui incombenti per diritto societario – rientri nella nozione di «materia contrattuale» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001 (v., per analogia, sentenza Peters Bauunternehmung, 34/82, EU:C:1983:87, punto 13).
            
         
               55
            
            
               Per quanto concerne la questione del «luogo», ai sensi dell’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001, in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita, si deve distinguere se detta azione riguardi l’articolo 5, punto 1, lettera a), oppure l’articolo 5, punto 1, lettera b), secondo trattino, del citato regolamento.
            
         
               56
            
            
               A tale riguardo, si deve ricordare che, tenuto conto della gerarchia stabilita tra la lettera a) e la lettera b) dalla lettera c) di tale disposizione, la norma sulla competenza prevista dall’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 si applica solo in via alternativa e per esclusione rispetto alle norme sulla competenza di cui all’articolo 5, punto 1, lettera b), del medesimo (sentenza Corman-Collins, C‑9/12, EU:C:2013:860, punto 42).
            
         
               57
            
            
               Discende dalla giurisprudenza della Corte che un contratto la cui obbligazione caratteristica sia una prestazione di servizi sarà qualificato come «prestazione di servizi» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera b), secondo trattino, del citato regolamento (sentenza Car Trim, C‑381/08, EU:C:2010:90, punto 32). La nozione di «servizi» implica, quanto meno, che la parte che li fornisce effettui una determinata attività in cambio di un corrispettivo (sentenza Falco Privatstiftung e Rabitsch, C‑533/07, EU:C:2009:257, punto 29).
            
         
               58
            
            
               Nell’ambito del diritto societario, nei limiti in cui l’obbligazione caratteristica del rapporto giuridico esistente tra l’amministratore e la società amministrata implica una determinata attività in cambio di un corrispettivo, tale attività dev’essere qualificata come «prestazione di servizi» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, lettera b), secondo trattino, del regolamento n. 44/2001.
            
         
               59
            
            
               È alla luce di tali considerazioni che occorre determinare quale sia il luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita.
            
         
               60
            
            
               Tenuto conto del testo dell’articolo 5, punto 1, lettera b), secondo trattino, del regolamento n. 44/2001, ai sensi del quale è determinante il luogo dello Stato membro in cui, «in base al contratto», i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati, il luogo della fornitura principale dei servizi deve essere individuato, nella misura del possibile, sulla scorta delle disposizioni del contratto stesso (sentenza Wood Floor Solutions Andreas Domberger, C‑19/09, EU:C:2010:137, punto 38).
            
         
               61
            
            
               Nel procedimento principale, è incontestato che il contratto del 7 maggio 2001 non contenesse alcuna clausola che esigesse da parte del sig. Spies von Büllesheim l’esercizio delle sue attività necessariamente in un luogo preciso.
            
         
               62
            
            
               Tuttavia, spetta al giudice del rinvio verificare, esaminando lo statuto della Holterman Ferho Exploitatie o qualunque altro documento che definisca gli obblighi dell’amministratore nei confronti della società, se se ne possa evincere il luogo della prestazione principale dei servizi resi dal sig. Spies von Büllesheim.
            
         
               63
            
            
               Se né le disposizioni dello statuto della Holterman Ferho Exploitatie né alcun altro documento che definisce gli obblighi dell’amministratore nei confronti della società consentono di determinare il luogo in cui i servizi sono stati principalmente prestati dal sig. Spies von Büllesheim, si deve, in tal caso, prendere in considerazione il fatto che detti servizi siano stati prestati per conto della citata società.
            
         
               64
            
            
               Come osservato dall’avvocato generale al paragrafo 57 delle sue conclusioni, in assenza di qualsivoglia deroga nello statuto della società o in qualunque altro documento, il giudice del rinvio deve determinare quale sia il luogo in cui il sig. Spies von Büllesheim ha effettivamente svolto, in misura prevalente, le proprie attività in esecuzione del contratto, a condizione che la prestazione dei servizi in detto luogo non sia contraria alla volontà delle parti quale risulta dagli accordi tra le stesse. A tal fine si può tenere conto, in particolare, del tempo trascorso in tali luoghi nonché dell’importanza dell’attività ivi svolta, mentre spetta al giudice nazionale determinare la propria competenza sulla base degli elementi di prova sottoposti al suo esame.
            
         
               65
            
            
               Alla luce delle considerazioni che precedono, si deve rispondere alla seconda questione dichiarando che l’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001 deve essere interpretato nel senso che l’azione proposta in giudizio da una società contro un suo ex amministratore a causa di un’asserita violazione degli obblighi di diritto societario su di lui incombenti rientra nella nozione di «materia contrattuale». In assenza di qualsivoglia clausola di deroga nello statuto della società o in qualunque altro documento, il giudice del rinvio deve determinare quale sia il luogo in cui l’amministratore ha effettivamente svolto, in misura prevalente, le proprie attività in esecuzione del contratto, a condizione che la prestazione dei servizi nel luogo considerato non sia contraria alla volontà delle parti quale risulta dagli accordi tra le stesse.
            
         
         Sulla terza questione
      
      
               66
            
            
               Con la sua terza questione, lo Hoge Raad der Nederlanden domanda, in sostanza, se l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 debba essere interpretato nel senso che, nei limiti in cui il diritto nazionale applicabile permette di agire in giudizio allo stesso tempo in base ad un rapporto contrattuale e ad illeciti civili dolosi o colposi, detta disposizione includa un caso come quello di cui al procedimento principale, in cui una società cita in giudizio una persona tanto nella sua qualità di amministratore della stessa che a causa di una condotta illecita. In caso affermativo, il giudice del rinvio chiede se il luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire corrisponda a quello indicato all’articolo 60, paragrafo 1, lettere b) e c), di detto regolamento.
            
         
               67
            
            
               Al pari della seconda questione pregiudiziale, questa terza questione è rilevante per la soluzione della controversia di cui al procedimento principale nell’ipotesi in cui il giudice del rinvio constati, in esito all’esame degli elementi forniti in risposta alla prima questione posta, che il sig. Spies von Büllesheim non ha esercitato le sue funzioni in qualità di lavoratore della Holterman Ferho Exploitatie.
            
         
               68
            
            
               Secondo una giurisprudenza costante, l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001, comprende qualsiasi domanda che miri a coinvolgere la responsabilità di un convenuto e che non si ricolleghi alla «materia contrattuale» di cui all’articolo 5, punto 1, di tale regolamento (v., segnatamente, sentenza Brogsitter, C‑548/12, EU:C:2014:148, punto 20 e giurisprudenza citata).
            
         
               69
            
            
               Come emerge dalla risposta fornita alla seconda questione, il rapporto giuridico tra una società e il suo amministratore deve essere qualificato come «materia contrattuale» ai sensi dell’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001.
            
         
               70
            
            
               Conseguentemente, nei limiti in cui il diritto nazionale consente alla società di citare in giudizio il suo ex amministratore per condotta asseritamente illecita, una tale azione giudiziale può rientrare nella «materia di illeciti civili dolosi o colposi» ai sensi della regola sulla competenza prevista all’articolo 5, punto 3), del regolamento n. 44/2001 solamente se non si ricollega al rapporto giuridico di tipo contrattuale tra la società e l’amministratore.
            
         
               71
            
            
               Se – circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare – la condotta contestata può essere considerata come un inadempimento agli obblighi contrattuali dell’amministratore, si deve concludere che il giudice competente a pronunciarsi su tale condotta è quello individuato dall’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001. In caso contrario, si applica la regola sulla competenza enunciata all’articolo 5, punto 3, di detto regolamento (v., per analogia, sentenza Brogsitter, C‑548/12, EU:C:2014:148, punti da 24 a 27).
            
         
               72
            
            
               A tale riguardo, si deve rilevare che l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato in maniera autonoma e restrittiva (sentenza CDC Hydrogen Peroxide, C‑352/13, EU:C:2015:335; punto 37 e giurisprudenza citata). Per quanto concerne la locuzione «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire», contenuta all’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001, occorre ricordare che essa indica sia il luogo in cui il danno si è concretizzato sia il luogo del fatto generatore di tale danno, cosicché il convenuto può essere citato, a scelta del ricorrente, dinanzi ai giudici di un luogo o dell’altro (sentenza Coty Germany, C‑360/12, EU:C:2014:1318, punto 46).
            
         
               73
            
            
               In base a costante giurisprudenza, la regola di competenza prevista all’articolo 5, punto 3, del citato regolamento trova il suo fondamento nell’esistenza di un collegamento particolarmente stretto tra la contestazione e i giudici del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire, il che giustifica un’attribuzione di competenza a questi ultimi ai fini della buona amministrazione della giustizia e dell’economia processuale (sentenza CDC Hydrogen Peroxide, C‑352/13, EU:C:2015:335, punto 39 e giurisprudenza citata).
            
         
               74
            
            
               In materia di illeciti civili dolosi o colposi, infatti, il giudice del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire è generalmente il più idoneo a pronunciarsi, in particolare per ragioni di prossimità alla controversia e di facilità di assunzione delle prove (sentenza CDC Hydrogen Peroxide, C‑352/13, EU:C:2015:335, punto 40).
            
         
               75
            
            
               L’individuazione di uno degli elementi di collegamento riconosciuti dalla giurisprudenza ricordata al punto 72 della presente sentenza deve quindi consentire di radicare la competenza del giudice che ricopre obiettivamente la miglior posizione per valutare se ricorrano gli elementi costitutivi della responsabilità della persona convenuta, cosicché può essere validamente adito solamente il giudice nel cui ambito di competenza territoriale si situa l’elemento di collegamento pertinente (sentenza CDC Hydrogen Peroxide, C‑352/13, EU:C:2015:335, punto 41 e giurisprudenza citata).
            
         
               76
            
            
               Per quanto concerne il luogo del fatto generatore, come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 65 delle sue conclusioni, si deve ritenere che esso possa essere il luogo in cui il sig. Spies von Büllesheim svolgeva abitualmente i suoi compiti di amministratore della Holterman Ferho Exploitatie.
            
         
               77
            
            
               Quanto al luogo in cui il danno si è concretizzato, dalla giurisprudenza della Corte risulta che tale luogo è quello in cui il danno dedotto dalla società si manifesta concretamente (in tal senso, sentenza CDC Hydrogen Peroxide, C‑352/13, EU:C:2015:335, punto 52).
            
         
               78
            
            
               Nel caso di specie, per determinare il luogo in cui la condotta illecita tenuta dal sig. Spies von Büllesheim nell’esercizio delle sue funzioni di amministratore ha potuto provocare il danno, il giudice del rinvio, in base agli elementi di cui dispone, dovrà tener conto del fatto che la nozione di «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto» non può essere interpretata estensivamente al punto da comprendere qualsiasi luogo in cui possano essere avvertite le conseguenze lesive di un fatto che ha causato un danno effettivamente avvenuto in un altro luogo.
            
         
               79
            
            
               Alla luce delle considerazioni che precedono, si deve rispondere alla terza questione dichiarando che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, in cui una società cita in giudizio il suo ex amministratore per condotta asseritamente illecita, l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato nel senso che tale azione giudiziale rientra nella materia degli illeciti civili se la condotta contestata non può essere considerata come una violazione degli obblighi di diritto societario incombenti sull’amministratore, profilo che spetta al giudice del rinvio verificare. Egli deve identificare, in base alle circostanze di fatto della causa, l’elemento di collegamento più stretto con il luogo del fatto generatore del danno nonché con il luogo in cui il danno si è concretizzato.
            
         
         Sulle spese
      
      
               80
            
            
               Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
            
          
            
               Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara:
            
          
            
               
                        
                           1)
                        
                     
                     
                        
                           Le disposizioni del capo II, sezione 5 (articoli da 18 a 21), del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, devono essere interpretate nel senso che, in una situazione come quella di cui al procedimento principale – in cui una società agisce giudizialmente contro una persona che aveva esercitato funzioni di direttore e amministratore della stessa al fine di far accertare gli errori commessi da detta persona nell’esercizio delle sue funzioni e ottenerne ristoro –, le citate disposizioni ostano all’applicazione dell’articolo 5, punti 1 e 3, di detto regolamento a condizione che la citata persona, nella sua qualità di direttore e di amministratore, abbia fornito, per un certo periodo di tempo, a favore di detta società e sotto la direzione di quest’ultima, prestazioni in contropartita delle quali abbia ricevuto una retribuzione, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
                        
                     
                  
          
            
               
                        
                           2)
                        
                     
                     
                        
                           L’articolo 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001 deve essere interpretato nel senso che l’azione proposta in giudizio da una società contro un suo ex amministratore a causa di un’asserita violazione degli obblighi di diritto societario su di lui incombenti rientra nella nozione di «materia contrattuale». In assenza di qualsivoglia clausola di deroga nello statuto della società o in qualunque altro documento, il giudice del rinvio deve determinare quale sia il luogo in cui l’amministratore ha effettivamente svolto, in misura prevalente, le proprie attività in esecuzione del contratto, a condizione che la prestazione dei servizi nel luogo considerato non sia contraria alla volontà delle parti quale risulta dagli accordi tra le stesse.
                        
                     
                  
          
            
               
                        
                           3)
                        
                     
                     
                        
                           In circostanze come quelle di cui al procedimento principale, in cui una società cita in giudizio il suo ex amministratore per condotta asseritamente illecita, l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato nel senso che tale azione giudiziale rientra nella materia degli illeciti civili se la condotta contestata non può essere considerata come una violazione degli obblighi di diritto societario incombenti sull’amministratore, profilo che spetta al giudice del rinvio verificare. Egli deve identificare, in base alle circostanze di fatto della causa, l’elemento di collegamento più stretto con il luogo del fatto generatore del danno nonché con il luogo in cui il danno si è concretizzato.
                        
                     
                  
          
               
                  
                     Firme
                  
               
            (
            *1
         )	Lingua processuale: il neerlandese.