CELEX: 62011CO0167
Language: it
Date: 2012-03-22
Title: Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 22 marzo 2012. # Cantiere navale De Poli SpA contro Commissione europea. # Impugnazione - Articolo 119 del regolamento di procedura - Aiuti di Stato - Incompatibilità con il mercato comune - Decisione della Commissione - Modifica di un aiuto esistente - Regolamento (CE) n. 794/2004 - Regolamento (CE) n. 1177/2002 - Meccanismo difensivo temporaneo per la costruzione navale. # Causa C-167/11 P.

Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 22 marzo 2012 — Cantiere navale De Poli / Commissione
      (causa C‑167/11 P)
      «Impugnazione — Articolo 119 del regolamento di procedura — Aiuti di Stato − Incompatibilità con il mercato comune − Decisione della Commissione — Modifica di un aiuto esistente — Regolamento (CE) n. 794/2004 — Regolamento (CE) n. 1177/2002 — Meccanismo difensivo temporaneo per la costruzione navale»
      
      1.                     Aiuti concessi dagli Stati — Progetti di aiuti — Notifica alla Commissione — Potere discrezionale degli Stati membri quanto
            alla data della notifica — Obbligo nel caso di un meccanismo difensivo temporaneo di notificare prima della scadenza del regolamento
            che consente la concessione degli aiuti (Art. 88, § 3, CE; regolamento del Consiglio n. 1177/2002, art. 5) (v. punti 31‑32)
      2.                     Impugnazione — Motivi d’impugnazione — Motivo dedotto contro un punto della motivazione della sentenza non necessario come
            fondamento del dispositivo — Motivo inconferente (v. punto 43)
      3.                     Aiuti concessi dagli Stati — Progetti di aiuti — Esame da parte della Commissione — Applicazione delle norme di diritto sostanziale
            vigenti al momento dell’adozione della decisione della Commissione (Art. 88, § 3, CE; regolamento del Consiglio n. 1177/2002,
            art. 5) (v. punti 51‑53)
      4.                     Diritto dell’Unione — Principi — Parità di trattamento — Nozione —Disparità di trattamento derivante dalla limitazione temporale
            dell’autorizzazione a concedere aiuti di Stato in un settore del mercato — Giustificazione oggettiva (Regolamento del Consiglio
            n. 1177/2002, art. 5) (v. punti 74‑76)
      5.                     Aiuti concessi dagli Stati — Decisione della Commissione che constata la compatibilità di una misura nazionale con l’articolo
            87, paragrafo 1, CE —Insussistenza del legittimo affidamento nell’ipotesi di modifica del regime di aiuto che supera i limiti
            della decisione di autorizzazione (Art. 87, § 1, CE) (v. punti 85‑87)
      6.                     Impugnazione — Esposizione nel ricorso dei motivi e degli argomenti di diritto — Motivo che manifestamente non è diretto a
            censurare la sentenza — Irricevibilità [Art. 256 TFUE; Statuto della Corte di giustizia, art. 58, primo comma; regolamento
            di procedura della Corte, art. 112, § 1, c)] (v. punti 99‑100, 115)
      Oggetto
      
         
               Impugnazione proposta contro la sentenza del Tribunale (Ottava Sezione) del 3 febbraio 2011, Cantiere navale De Poli/Commissione,
                  T‑584/08, con la quale il Tribunale ha respinto il ricorso di annullamento avverso la decisione 2010/38/CE della Commissione,
                  del 21 ottobre 2008, relativa all’aiuto di Stato C 20/08 (ex N 62/08) cui l’Italia intende dare esecuzione mediante una modifica
                  del regime di aiuti N 59/04 relativo al meccanismo difensivo temporaneo per la costruzione navale (GU 2010, L 17, pag. 50).
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  	L’impugnazione è respinta. 
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  	La Cantiere navale De Poli SpA è condannata alle spese.
               
            
         
                  3)
               
               
                  
               
               
                  	La Repubblica italiana sopporta le proprie spese.