CELEX: 52013PC0293
Language: it
Date: 2013-05-23
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla concessione di una garanzia dell’Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell’Unione

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		52013PC0293
		
			Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla concessione di una garanzia dell’Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell’Unione /* COM/2013/0293 final - 2013/0152 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
L’Unione europea fornisce alla Banca europea
per gli investimenti (BEI) una garanzia di bilancio a copertura dei rischi di
natura politica e sovrana in relazione alle sue operazioni di finanziamento
realizzate al di fuori dell’Unione a sostegno degli obiettivi di politica
estera dell’Unione. La garanzia dell’Unione per operazioni esterne della BEI
costituisce un mezzo efficace di combinare i fondi di bilancio dell’UE,
attraverso la dotazione del fondo di garanzia per le azioni esterne, e le
risorse proprie della BEI. Inoltre, la BEI finanzia a proprio rischio
operazioni che godono di affidabilità creditizia (investment grade) al
di fuori dell’Unione, nonché attività nell’ambito di mandati specifici come nei
paesi ACP. 
La necessità di una garanzia di bilancio UE
per le operazioni esterne della BEI deriva dall’obbligo previsto dal suo
statuto di garantire un livello di sicurezza adeguato per tutte le sue
operazioni di prestito e, più in generale, dalla necessità di salvaguardare il
merito di credito della BEI e non compromettere il suo compito di contribuire
allo sviluppo uniforme degli Stati membri dell’UE. La garanzia dell’Unione è lo
strumento essenziale per assicurare la compatibilità tra la struttura
finanziaria della BEI, che ricorre più significativamente alla leva finanziaria
rispetto alle altre istituzioni finanziarie internazionali (IFI), e il rischio
intrinseco significativamente più elevato della concessione di prestiti a paesi
terzi, tenendo conto della necessità di evitare un deterioramento del rating
AAA della Banca limitando nel contempo il consumo del suo capitale. L’aumento
di capitale della BEI approvato di recente permetterebbe di aumentare i
prestiti concessi dalla BEI all’interno dell’UE ma non influisce sull’attività
esterna della BEI.
La portata complessiva e le condizioni
generali della copertura della garanzia dell’Unione per le operazioni esterne
della BEI sono stabilite da decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio.
La decisione più recente riguardante le operazioni di finanziamento della BEI
al di fuori dell’Unione nel corso del periodo avente inizio il 1º febbraio 2007
e avente fine il 31 dicembre 2013 è la decisione n. 1080/2011/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011 (“decisione vigente”)[1]. L’articolo 16 di tale
decisione prevede che la Commissione presenti al Parlamento europeo e al
Consiglio una proposta relativa all’istituzione di una garanzia dell’Unione
nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale.
In tale contesto, il considerando 40 della
decisione vigente prevede requisiti specifici: “Quando presenta la proposta di
garanzia dell’Unione nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale la
Commissione dovrebbe essere invitata in particolare ad esaminare, in stretta
collaborazione con la BEI e tenendo conto delle implicazioni dell’approvvigionamento
del fondo di garanzia, i massimali coperti dalla garanzia dell’Unione, l’elenco
dei paesi potenzialmente ammissibili e la possibilità che la BEI offra
finanziamenti del microcredito e altri tipi di strumenti. Inoltre, la Commissione e la BEI dovrebbero
esaminare le possibilità di potenziare, in futuro, le sinergie tra i
finanziamenti mediante l’IPA, l’ENPI, il DCI, l’EIDHR e lo strumento di
stabilità e il mandato esterno della BEI.”
La proposta di nuova decisione riguarderà la
garanzia dell’Unione per le operazioni di finanziamento esterno della BEI per
il periodo che inizia il 1º gennaio 2014 e si conclude il 31 dicembre 2020.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E
VALUTAZIONI D’IMPATTO
La Commissione ha realizzato una valutazione d’impatto[2] che è allegata alla presente
proposta. Sono state prese in esame le seguenti opzioni: 
·                        
nessuna estensione della garanzia di bilancio dell’Unione
a nuove operazioni della BEI al di fuori dell’Unione (opzione 0);
·                        
uno scenario di base senza modifica dell’attuale
garanzia dell’Unione, che dovrebbe rimanere applicabile come tale nel prossimo
mandato, vale a dire fino al 31.12.2020 (opzione 1);
·                        
adattare la struttura attuale del mandato vigente
con una combinazione di modifiche per tener conto del nuovo contesto politico.
Sono state definite tre sub-opzioni: 
–     
Sub-opzione 2.1 (CLOSE): modificare la portata
geografica del mandato al fine di focalizzare la garanzia dell’UE sulle regioni
più vicine confinanti con l’Unione, escludendo Asia, America Latina e Sudafrica
dalla copertura geografica, estendendo la garanzia a tutti i tipi di operazioni
di microfinanziamento, aumentando sostanzialmente la dotazione specifica per i
cambiamenti climatici, ed elaborando annualmente documenti di strategia per
paese.
–     
Sub-opzione 2.2 (MICRO): mantenere l’attuale campo
di applicazione geografico, creando un mandato di microfinanza che trarrebbe
beneficio da una garanzia globale dell’Unione, definendo obiettivi per il
finanziamento della mitigazione dei cambiamenti climatici all’interno delle
dotazioni regionali, e aggiornando gli orientamenti tecnici operativi regionali
in linea con la programmazione indicativa pluriennale degli strumenti finanziari
esterni dell’UE. 
–     
Sub-opzione 2.3 (FOCUS): concentrare il mandato sui
beneficiari meno affidabili sotto il profilo del credito (le operazioni di
microfinanza continuano a non essere esplicitamente ammissibili), introdurre un
obiettivo globale in materia di firma accompagnato dall’istituzione di un
sistema di tracciabilità che consenta di monitorare in termini assoluti e
relativi la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di tutti i
progetti finanziati dalla BEI nel quadro del mandato, e aggiornare gli
orientamenti tecnici operativi regionali in linea con la programmazione
indicativa pluriennale degli strumenti finanziari esterni dell’UE; 
·                        
fornire la garanzia a altre istituzioni finanziarie
europee ammissibili nei vari strumenti (opzione 3). 
Sono stati riconosciuti i seguenti effetti
principali:
l’Opzione 0 comporterebbe il ritiro della BEI
da alcuni paesi, e l’aumento significativo dei costi di finanziamento dei
progetti di investimento ubicati nei paesi suddetti. Ciò è considerato non
auspicabile sotto il profilo politico, in particolare nel contesto della crisi
economica mondiale che evidenzia il considerevole fabbisogno di investimenti.
Appare indispensabile continuare a mantenere un adeguato flusso di investimenti
in paesi al di fuori dell’Unione. 
L’opzione 1 non consentirebbe di rispondere al
nuovo contesto politico.
È stato riconosciuto che la sub-opzione 2.3
(FOCUS) eserciterebbe effetti più positivi; essa ha ottenuto una migliore
valutazione delle sub-opzioni MICRO e CLOSE analizzate, in particolare in
termini di impatto sul bilancio, coerenza e complementarità con le politiche e
gli strumenti dell’Unione.
L’opzione 3 estenderebbe la garanzia dell’UE
ad altre istituzioni e ridurrebbe pertanto la quota dei prestiti garantiti
della BEI, il che potrebbe avere un’incidenza negativa sulla visibilità dell’azione
dell’UE data la collocazione istituzionale della BEI all’interno dell’UE.
Inoltre, il bilancio UE assumerebbe ulteriori passività potenziali sulle
operazioni di finanziamento effettuate da altre istituzioni finanziarie che non
sono strettamente parte della costellazione istituzionale dell’UE e non hanno
gli stessi azionisti. Infine, le altre istituzioni dispongono di proprie
strategie concordate dai rispettivi organi direttivi che potrebbero limitare l’influenza
dell’Unione attraverso la sua garanzia. 
L’opzione privilegiata è quindi la sub-opzione
2.3 (FOCUS).
La valutazione d’impatto si è basata su scambi
di vedute informali con le principali parti interessate esterne, compresi i
rappresentanti degli Stati membri e i rappresentanti delle principali ONG
interessate, organizzati per mezzo di incontri e seminari nel giugno e nell’ottobre
2012 al fine di fare il punto delle rispettive riflessioni. In particolare,
hanno avuto luogo scambi di opinioni sui problemi evidenziati nella presente
relazione e sulle opzioni previste per risolverli. La relazione sulla
valutazione d’impatto è altresì basata sulle consultazioni ad ampio raggio
delle principali parti interessate (le persone interessate dalla decisione
vigente, quelle associate alla sua attuazione e i legislatori) che hanno avuto
luogo nell’ambito della revisione del mandato 2007-2013 conclusosi alla fine
del 2011. Tutte queste consultazioni e scambi di vedute informali hanno fornito
una base sufficiente per formarsi un’opinione sulla posizione delle parti
interessate esterne.
I dettagli sui risultati principali di queste
consultazioni sono forniti nella relazione sulla valutazione d’impatto.
Dopo una prima richiesta di nuova
presentazione, il comitato per la valutazione d’impatto ha espresso parere
favorevole sul progetto di relazione sulla valutazione d’impatto il 29 gennaio
2013. Il comitato per la valutazione d’impatto ha richiesto ulteriori
chiarimenti sullo stato di attuazione delle raccomandazioni della revisione
intermedia e sul ruolo della BEI nell’ambito del finanziamento dell’UE per l’azione
esterna e in complementarità con l’attività di altri soggetti, ulteriori
miglioramenti delle sezioni inerenti alla valutazione degli effetti e al
confronto delle opzioni, nonché maggiori dettagli relativi alla presentazione
dei pareri delle parti interessate. La relazione è stata ulteriormente
migliorata di conseguenza. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
La proposta di decisione del Parlamento europeo
e del Consiglio si basa sulla duplice base giuridica costituita dagli articoli 209
e 212 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In particolare l’articolo
209, paragrafo 3, in combinato disposto con l’articolo 208, prevede che la BEI
contribuisca, alle condizioni previste dal suo statuto, all’attuazione delle
misure necessarie a promuovere gli obiettivi della politica di cooperazione
allo sviluppo dell’Unione.
La proposta è di competenza esclusiva dell’Unione.
Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. 
La proposta è conforme al principio di
proporzionalità, poiché la garanzia dell’Unione si è rivelata un mezzo efficace
per coprire i rischi politici e sovrani connessi alle operazioni esterne della
BEI a sostegno delle politiche esterne dell’UE. Il nuovo mandato di garanzia
dell’UE per il periodo 2014-2020 consentirà la continuazione dell’attuale
prassi dimostratasi efficace ed economicamente solida.
Ove possibile e pertinente, il progetto di
proposta legislativa incorpora le formulazioni linguistiche convenute nel corso
dei negoziati interistituzionali e riprese nella decisione n. 1080/2011/UE.

4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Il fondo di garanzia per le azioni esterne (“fondo
di garanzia”), istituito dal regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009 del
Consiglio, del 25 maggio 2009, che istituisce un fondo di garanzia per le
azioni esterne[3],
garantisce una riserva di liquidità per il bilancio dell’Unione in caso di
perdite risultanti dalle operazioni di finanziamento della BEI e altre azioni
esterne dell’Unione, ovvero l’assistenza macrofinanziaria e i prestiti Euratom.
Il mandato della BEI rappresenta più del 90% del portafoglio coperto dal fondo
di garanzia. 
Il fondo di garanzia è alimentato da un
versamento annuale del bilancio dell’UE. Il meccanismo di dotazione del fondo
di garanzia, che mira a mantenerlo a un livello del 9% dei prestiti erogati,
introduce de facto un massimale per l’entità del mandato esterno della BEI
coperto dalla garanzia di bilancio dell’Unione. Nel 2010, una valutazione
esterna del funzionamento del fondo di garanzia ha concluso che un tasso di
dotazione del 9% era ritenuto appropriato.
Il massimale proposto è compatibile con le
dotazioni prospettate nel contributo tecnico della Commissione europea alla
negoziazione dei singoli programmi di attuazione del prossimo quadro
finanziario pluriennale inviato dalla Commissione il 27 marzo 2013 (1,193 miliardi
di euro per il quadro finanziario 2014-2020, a prezzi correnti) e si basa sulle
previsioni di erogazioni e rimborsi dei prestiti garantiti. 
La proposta prevede un massimale di 28
miliardi di euro per le operazioni di finanziamento della BEI coperte dalla
garanzia dell’Unione nel periodo 2014-2020. Il massimale è composto da due
parti: i) un massimale fisso di 25 miliardi di euro; e ii) un importo
aggiuntivo opzionale di 3 miliardi di euro. L’attivazione totale o parziale di
questo importo opzionale e la sua distribuzione regionale saranno decise con
procedura legislativa ordinaria a seguito della revisione intermedia. 
L’entità più limitata del massimale fisso
rispetto alla decisione vigente è dovuta alle restrizioni di bilancio sull’importo
della linea relativa alla dotazione del fondo di garanzia nell’ambito del prossimo
quadro finanziario pluriennale e non è collegata all’attuale prestazione ed
efficacia del regime o a considerazioni inerenti alla capacità di assorbimento.

Le implicazioni di bilancio per quanto
riguarda la dotazione del fondo di garanzia, comprese le ipotesi sottostanti,
nonché le risorse umane e amministrative coinvolte nella gestione della
garanzia dell’Unione sono definite nella scheda finanziaria legislativa che
accompagna la proposta.
5.           ELEMENTI FACOLTATIVI
Sulla base dei risultati della valutazione d’impatto,
la proposta mira a garantire la continuazione della garanzia dell’Unione per le
operazioni di finanziamento esterno della BEI per le prossime prospettive
finanziarie 2014-2020, pur introducendo alcune modifiche:
•           concentra la portata geografica
del mandato sui beneficiari con minore affidabilità creditizia, per i quali l’utilizzo
della garanzia presenterebbe il più alto valore aggiunto;
•           rafforza la dimensione “cambiamenti
climatici” del mandato al fine di incentivare le operazioni della BEI in questo
settore chiave dell’azione esterna dell’Unione mediante l’introduzione di un
obiettivo globale di firma accompagnato dall’istituzione di un sistema di
tracciabilità che consenta di monitorare in termini assoluti e relativi la
riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di tutti i principali progetti
finanziati dalla BEI nel quadro del mandato;
•           allinea meglio le operazioni di
finanziamento della BEI con le politiche dell’Unione e rafforza la coerenza e
la complementarità con gli strumenti dell’UE per riflettere in modo più
soddisfacente e tempestivo gli sviluppi politici, aggiornando gli orientamenti
tecnici operativi regionali in linea con la programmazione indicativa
pluriennale degli strumenti finanziari esterni dell’UE.
Spiegazione dettagliata degli elementi
fondamentali della proposta
L’articolo 1 rinnova la garanzia dell’Unione
per il prossimo quadro finanziario pluriennale 2014-2020, con la
possibilità di una proroga di sei mesi per garantire la continuità delle
operazioni di finanziamento della BEI. Conformemente alla presente decisione,
la garanzia dell’Unione copre il 65% dell’ammontare complessivo dell’assistenza
finanziaria in essere della BEI, ivi inclusi gli oneri accessori (cioè
interessi, commissioni ed eventuali altri oneri dovuti dal debitore garantito
alla BEI in base al contratto di mutuo o di garanzia). L’articolo sottolinea
inoltre che la BEI utilizza le proprie regole e procedure ai fini della
concessione di finanziamenti coperti da garanzia dell’Unione, precisando
tuttavia che detta garanzia sarà riservata ai finanziamenti della BEI a
sostegno degli obiettivi di politica esterna dell’Unione. Rispetto alla
decisione vigente, la proposta chiarisce esplicitamente che la garanzia di
bilancio dell’UE copre prestiti, garanzie sui prestiti e strumenti del mercato
del capitale di debito emessi a favore di progetti di investimento.
L’articolo 2 definisce i massimali fissi e
opzionali delle operazioni di finanziamento della BEI coperte dalla garanzia
dell’Unione. I massimali regionali nel quadro del massimale fisso sono
specificati nell’allegato I.
L’articolo 3 presenta gli obiettivi e i
principi generali cui devono ispirarsi le operazioni di finanziamento della BEI
coperte dalla garanzia dell’Unione. Questi obiettivi generali sono lo sviluppo
del settore privato locale (in particolare delle PMI), lo sviluppo di
infrastrutture sociali, ambientali ed economiche, nonché la mitigazione dei
cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi. Nel periodo coperto dalla nuova
decisione, le operazioni relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici
dovrebbero rappresentare una media di almeno il 25% del totale delle operazioni
di finanziamento della BEI. La BEI, in collaborazione con la Commissione, a
seguito di una consultazione pubblica, aggiorna la propria strategia in materia
di cambiamenti climatici in tal senso. L’integrazione regionale sarà uno degli
obiettivi fondamentali di tutte le attività di finanziamento della BEI.
Inoltre, i finanziamenti della BEI contribuiscono indirettamente agli obiettivi
di sviluppo dell’Unione.
L’articolo 4 elenca i paesi oggetto della
proposta e tratta della loro potenziale ed effettiva ammissibilità. Come
definito nella decisione vigente, la Commissione è abilitata ad adottare atti
delegati per attivare o sospendere l’effettiva ammissibilità al finanziamento
della BEI con garanzia dell’Unione per i paesi inclusi nell’elenco dei paesi
potenzialmente ammissibili, mentre la modifica dell’elenco dei paesi
potenzialmente ammissibili richiederebbe una decisione distinta del
legislatore. L’articolo 4 prevede inoltre la sospensione degli esborsi sulle
attuali operazioni di finanziamento della BEI che beneficiano di una garanzia
globale in caso di sospensione dell’ammissibilità. Rispetto alla decisione
vigente, è sancita l’ammissibilità del Myanmar al finanziamento della BEI con
garanzia dell’Unione. Ciò riflette i progressi compiuti nei rapporti tra l’Unione
e questo paese. Una giustificazione più dettagliata dell’estensione della
garanzia dell’Unione alle attività di finanziamento della BEI in Myanmar è
fornita nell’allegato della valutazione d’impatto che accompagna la presente
proposta. Si è tenuto conto della situazione politica in questo paese e delle
relazioni bilaterali con l’Unione, della situazione relativa alla democrazia,
ai diritti umani e alle libertà fondamentali, nonché della situazione
macroeconomica e delle necessità di investimenti. 
L’articolo 8 delinea la natura della garanzia
dell’Unione, che coprirà i rischi politici o sovrani connessi alle operazioni
di finanziamento realizzate dalla BEI. Esso prevede inoltre che tramite un
metodo appropriato la garanzia UE si concentri sulle operazioni di
finanziamento della BEI in cui detta garanzia comporterà notevoli vantaggi
finanziari. L’obiettivo di tale metodo sarebbe quello di garantire che la
copertura della garanzia dell’Unione venga utilizzata per il massimo vantaggio
dei beneficiari, ad esempio per i paesi e le operazioni che hanno difficoltà ad
ottenere finanziamenti sui mercati dei capitali a condizioni accettabili,
mentre i paesi e i mutuatari investment grade possono avere accesso a
strumenti di rischio proprio della BEI.
L’articolo 18 prevede un riesame intermedio
dell’attuazione del mandato entro il 31 dicembre 2017, basato su una
valutazione esterna.
Nell’allegato I figurano i massimali regionali
nel quadro del massimale fisso. 
L’allegato II riporta l’elenco delle regioni e
dei paesi potenzialmente ammissibili.
L’allegato III riporta l’elenco delle regioni
e dei paesi ammissibili.
L’allegato IV presenta il quadro della
politica regionale nell’ambito del quale la BEI opera al di fuori dell’Unione.
2013/0152 (COD)
Proposta di
DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
sulla concessione di una garanzia dell’Unione
alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad
operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori
dell’Unione
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare gli articoli 209 e 212,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue: 
(1)       Oltre alla sua missione
principale che consiste nel finanziare gli investimenti nell’Unione, la Banca
europea per gli investimenti (BEI) realizza operazioni di finanziamento al di
fuori dell’Unione a sostegno delle politiche esterne dell’Unione. È così
possibile realizzare un connubio tra risorse di bilancio dell’Unione
disponibili per le regioni esterne e solidità finanziaria della BEI, a
vantaggio dei paesi terzi beneficiari. Realizzando tali operazioni di
finanziamento, la BEI contribuisce a garantire il rispetto dei principi
generali dell’Unione e il raggiungimento dei suoi obiettivi politici.
(2)       L’articolo 209, paragrafo 3,
del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), in combinato
disposto con l’articolo 208, prevede che la BEI contribuisca, alle condizioni
previste dal suo statuto, all’applicazione delle misure necessarie per l’attuazione
della politica di cooperazione allo sviluppo dell’Unione.
(3)       Per sostenere l’azione
esterna dell’Unione e al fine di consentire alla BEI di finanziare investimenti
al di fuori dell’Unione senza mettere a rischio il suo merito di credito, la
maggior parte delle operazioni della BEI al di fuori dell’Unione beneficia di
una garanzia di bilancio dell’Unione europea («garanzia dell’Unione»),
amministrata dalla Commissione.
(4)       La garanzia dell’Unione per
le operazioni di finanziamento della BEI sottoscritte nel periodo che va dal 1º
febbraio 2007 al 31 dicembre 2013 è prevista dalla decisione n. 1080/2011/UE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, che accorda alla
Banca europea per gli investimenti una garanzia dell’Unione in caso di perdite
dovute a prestiti e garanzie sui prestiti a favore di progetti realizzati al di
fuori dell’Unione e che abroga la decisione n. 633/2009/CE[4]. È necessario prevedere la
concessione della garanzia dell’Unione per le operazioni di finanziamento della
BEI al di fuori dell’Unione a sostegno delle politiche unionali per il quadro
finanziario pluriennale 2014-2020.
(5)       Occorre stabilire un elenco
di paesi potenzialmente ammissibili ai finanziamenti della BEI con garanzia
dell’Unione. È altresì opportuno stabilire un elenco di paesi effettivamente
ammissibili ai finanziamenti della BEI con garanzia dell’Unione. 
(6)       A seguito dei recenti
sviluppi che hanno permesso all’Unione di aprire un nuovo capitolo nelle sue
relazioni con Myanmar e al fine di sostenere le riforme politiche ed economiche
in atto nel paese, è necessario aggiungere Myanmar ad entrambi gli elenchi.
(7)       Al fine di tenere conto di
sviluppi politici significativi, è necessario rivedere l’elenco dei paesi
effettivamente ammissibili ai finanziamenti della BEI con garanzia dell’Unione
e delegare alla Commissione il potere di adottare atti a norma dell’articolo 290
del trattato sul funzionamento dell’Unione europea per apportare le modifiche
necessarie all’allegato III della presente decisione. È di particolare
importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate
consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione ed elaborazione
degli atti delegati occorre che la Commissione provveda a trasmettere in modo
contestuale, tempestivo e appropriato i documenti pertinenti al Parlamento
europeo e al Consiglio.
(8)       Per far fronte all’evoluzione
potenziale delle effettive esigenze di alimentazione del fondo di garanzia
conformemente al regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009 del Consiglio, del 25
maggio 2009, che istituisce un fondo di garanzia per le azioni esterne[5], è necessario che il massimale
della garanzia dell’Unione sia composto da un massimale fisso di 25 miliardi di
euro e un importo aggiuntivo opzionale di 3 miliardi di euro. 
(9)       Gli importi coperti dalla
garanzia dell’Unione fissati per ciascuna regione dovrebbero continuare a
rappresentare i massimali per i finanziamenti della BEI con garanzia dell’Unione
e non importi-obiettivo che la BEI è tenuta a raggiungere. È importante che la
valutazione dei massimali sia parte della revisione intermedia della presente
decisione.
(10)     Al fine di focalizzare
maggiormente l’attività di finanziamento esterno della BEI sul sostegno delle
politiche dell’Unione e migliorarne la coerenza, e per massimizzare i vantaggi
dei beneficiari, la decisione n. 1080/2011/UE ha stabilito obiettivi generali
per le operazioni di finanziamento della BEI in tutte le regioni e i paesi
ammissibili, vale a dire lo sviluppo del settore privato locale, in particolare
delle piccole e medie imprese (PMI), lo sviluppo delle infrastrutture sociali
ed economiche e la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli
stessi, facendo leva sui punti di forza comparativi della BEI nei settori in
cui ha acquisito un’esperienza consolidata. Occorre ribadire questi obiettivi
nella presente decisione.
(11)     Migliorare l’accesso delle PMI
ai finanziamenti, comprese le PMI dell’Unione che investono nelle regioni
coperte dalla presente decisione, può essere fondamentale per stimolare lo
sviluppo economico e lottare contro la disoccupazione. Per sostenere in modo
efficace le PMI, è necessario che la BEI cooperi con gli intermediari
finanziari locali nei paesi ammissibili, in particolare per garantire il
trasferimento di una parte dei benefici finanziari ai clienti di tali
intermediari, e fornire un valore aggiunto rispetto ad altre fonti di
finanziamento. 
(12)     La copertura della garanzia
dell’Unione, che è limitata ai rischi di natura sovrana e politica, non è di
per sé sufficiente per garantire un’idonea attività della BEI a sostegno della
microfinanza. Pertanto, tali attività, laddove opportuno, dovrebbero essere
svolte con l’apporto di risorse di bilancio disponibili nel quadro di altri strumenti.
(13)     È necessario che la BEI
continui a finanziare progetti di investimento nei settori delle infrastrutture
sociali, ambientali ed economiche, e valuti la possibilità di potenziare le sue
attività a sostegno delle infrastrutture sanitarie e dell’istruzione laddove
ciò produca un chiaro valore aggiunto.
(14)     Per continuare a promuovere
gli obiettivi climatici dell’Unione su scala mondiale è inoltre opportuno che
la BEI continui a finanziare progetti di investimento a sostegno della
mitigazione dei cambiamenti climatici e dell’adattamento ad essi. 
(15)     In queste aree coperte dagli
obiettivi generali, l’integrazione regionale fra i paesi, ivi inclusa l’integrazione
economica fra i paesi in fase di preadesione, i paesi coperti dalla politica di
vicinato e l’Unione, dovrebbe essere tra gli obiettivi delle operazioni di
finanziamento della BEI. Nei settori summenzionati, è opportuno che la BEI
possa sostenere i paesi partner tramite investimenti diretti esteri da parte di
società dell’Unione che contribuiscono a promuovere il trasferimento di
tecnologie e conoscenze, purché durante la diligenza dovuta relativa ai
progetti d’investimento si sia tenuta in debito conto la necessità di
minimizzare i rischi che le operazioni di finanziamento della BEI determinino ripercussioni
negative sull’occupazione nell’Unione. Occorre inoltre incoraggiare la BEI a
sostenere a proprio rischio gli investimenti diretti esteri nei paesi partner
da parte di società dell’Unione.
(16)     Le misure pratiche per
collegare gli obiettivi generali della garanzia dell’Unione e la loro
attuazione devono essere stabilite negli orientamenti tecnici operativi
regionali. È opportuno che tali orientamenti siano coerenti con il più ampio
quadro politico regionale dell’Unione. In seguito alla revisione della presente
decisione occorre riesaminare e aggiornare ulteriormente gli orientamenti
tecnici operativi regionali al fine di adeguarli agli sviluppi nelle politiche
esterne e nelle priorità dell’Unione. 
(17)     Conformemente all’articolo 19
dello statuto della BEI, le domande presentate direttamente alla BEI per
operazioni di finanziamento della BEI da realizzare ai sensi della presente
decisione devono essere sottoposte al parere della Commissione sulla conformità
con la normativa e le politiche pertinenti dell’UE. Nell’eventualità che la
Commissione dia parere negativo su un’operazione di finanziamento della BEI
nell’ambito della procedura di cui all’articolo 19, l’operazione non è coperta
dalla garanzia dell’Unione.
(18)     Per quanto il punto di forza
della BEI sia il suo essere banca d’investimento, le operazioni di
finanziamento della BEI dovrebbero contribuire al rispetto dei principi
generali che guidano l’azione esterna dell’Unione, a norma dell’articolo 21 del
trattato sull’Unione europea (TUE), relativi alla promozione e al
consolidamento della democrazia e dello stato di diritto, dei diritti umani e
delle libertà fondamentali e all’applicazione degli accordi internazionali in
materia di ambiente di cui l’Unione è parte. Per quanto riguarda in particolare
i paesi in via di sviluppo, le operazioni di finanziamento della BEI dovrebbero
promuoverne lo sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile,
soprattutto per i paesi più svantaggiati, la loro integrazione agevole e
graduale nell’economia mondiale, la campagna contro la povertà, nonché la
conformità con gli obiettivi approvati dall’Unione europea nel contesto delle
Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali competenti. Mentre
contribuisce all’attuazione delle misure necessarie a promuovere gli obiettivi
della politica di cooperazione allo sviluppo dell’Unione conformemente all’articolo
209, paragrafo 3, del trattato, la BEI deve cercare di sostenere indirettamente
il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio per il 2015 dell’ONU
in tutte le regioni in cui è attiva.
(19)     È necessario che l’attività
della BEI ai sensi della presente decisione sostenga il programma di
cambiamento proposto dalla Commissione e sia conforme ai principi pertinenti
del Consenso europeo in materia di sviluppo e ai principi dell’efficacia degli
aiuti indicati nella dichiarazione di Parigi del 2005, nel programma d’azione
di Accra del 2008 e nel Busan Partnership Agreement del 2011. Inoltre, essa
deve essere coerente con il quadro strategico e il piano d’azione dell’UE sui
diritti umani e la democrazia, adottati dal Consiglio il 25 giugno 2012, e con
gli accordi ambientali internazionali, inclusi gli impegni in materia di
biodiversità. Occorre che l’attuazione avvenga attraverso una serie di misure
concrete, in particolare rafforzando la capacità della BEI di valutare gli
aspetti ambientali, sociali e di sviluppo dei progetti d’investimento, inclusi
i diritti umani e i rischi legati ai conflitti, e promuovendo la consultazione
a livello locale delle autorità pubbliche e della società civile. In questo
contesto, la BEI deve attuare e sviluppare ulteriormente il suo Results
Measurement framework (REM), che prevede una serie dettagliata di
indicatori che consentono di misurare gli effetti economici, ambientali,
sociali e di sviluppo delle operazioni di finanziamento lungo tutto il ciclo di
vita dell’investimento sottostante. È importante che anche l’attuazione del REM
sia oggetto della revisione intermedia della presente decisione. Quando
esercita la diligenza dovuta riguardo al progetto d’investimento, la BEI, se
del caso e conformemente ai principi sociali e ambientali dell’Unione, deve
imporre al promotore del progetto d’investimento di eseguire consultazioni a
livello locale e di renderne pubblici i risultati. È necessario che gli accordi
di finanziamento della BEI cui partecipano controparti pubbliche includano
esplicitamente la possibilità di sospendere i pagamenti in caso di revoca dell’ammissibilità,
ai sensi della presente decisione, del paese in cui il progetto di investimento
è realizzato.
(20)     A tutti i livelli, dalla
pianificazione strategica a monte fino allo sviluppo dei progetti a valle, è
opportuno garantire che le operazioni di finanziamento della BEI si conformino
e sostengano le politiche esterne dell’Unione e gli obiettivi generali definiti
nella presente decisione. Al fine di accrescere la coerenza dell’azione esterna
dell’Unione, è opportuno rafforzare ulteriormente il dialogo in materia di
politiche e strategie fra la BEI e la Commissione, compreso il Servizio europeo
per l’azione esterna (SEAE). Occorre continuare ad applicare il protocollo d’intesa
da rivedere nel 2013 per rafforzare la cooperazione e il tempestivo
scambio di informazioni fra la Commissione e la BEI a livello operativo. Di
particolare importanza è assicurare lo scambio di opinioni fra la BEI e la
Commissione, compreso il SEAE, laddove opportuno, già nelle fasi iniziali della
preparazione dei documenti di programmazione, al fine di massimizzare le
sinergie fra le loro attività. È necessario rafforzare altresì la cooperazione
sulle questioni inerenti al rispetto dei diritti umani e alla prevenzione dei
conflitti.
(21)     A partire dal 2014 è
indispensabile sostenere le relazioni esterne dell’Unione con nuovi strumenti,
compreso un regolamento “ombrello” che stabilisca norme e procedure comuni per
l’esecuzione degli strumenti di azione esterna dell’Unione[6]. Al fine di migliorare la
coerenza di tutto il sostegno dell’Unione nelle regioni interessate, occorre
sfruttare ogni opportunità di combinare i finanziamenti della BEI e le risorse
di bilancio dell’Unione quando e se del caso, sotto forma di strumenti
finanziari di cui al titolo VIII del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il
regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002[7],
e di assistenza tecnica per la preparazione e attuazione dei progetti, tramite
lo strumento di assistenza di preadesione II (IPA II)[8], lo strumento europeo di
vicinato (ENI)[9],
lo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)[10], lo strumento di partenariato
per la cooperazione con i paesi terzi[11],
lo strumento per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo[12], lo strumento per la stabilità[13] e lo strumento per la
cooperazione in materia di sicurezza nucleare[14].
A seguito della decisione n. 1080/2011/UE, la Commissione ha istituito una Platform
for Blending in External Cooperation al fine di ottimizzare il
funzionamento dei meccanismi volti a combinare sovvenzioni e prestiti al di
fuori dell’Unione.
(22)     Per le operazioni di
finanziamento realizzate al di fuori dell’Unione, che rientrano nel campo di
applicazione della presente decisione, la BEI deve cercare di intensificare
ulteriormente il coordinamento e la cooperazione con le istituzioni finanziarie
europee e internazionali, in particolare con quelle che partecipano alla
suddetta piattaforma dell’UE. Tale cooperazione comprende, se del caso,
la cooperazione in materia di condizionalità nel settore e la reciproca fiducia
sulle procedure, l’uso del cofinanziamento congiunto e la partecipazione a
iniziative mondiali, come ad esempio quelle volte a promuovere il coordinamento
e l’efficacia degli aiuti. Tale coordinamento e tale cooperazione devono
cercare di ridurre al minimo l’eventuale duplicazione dei costi e superflue
sovrapposizioni. Il protocollo di intesa tripartito tra la Commissione, il
gruppo BEI e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) in
materia di cooperazione al di fuori dell’Unione, che consente al gruppo BEI e
alla BERS di agire in modo complementare facendo valere i loro rispettivi
vantaggi comparativi, è stato aggiornato nel 2012 per estendere il campo d’azione
geografico della BERS alla regione del Mediterraneo e deve continuare ad essere
applicato. È necessario che i principi stabiliti nella presente decisione si
applichino anche quando i finanziamenti della BEI avvengono attraverso accordi
di cooperazione con altre istituzioni finanziarie europee e internazionali.
(23)     È necessario incoraggiare la
BEI ad aumentare le sue operazioni e a diversificare le sue operazioni al di
fuori dell’Unione senza ricorrere alla garanzia dell’Unione, in modo tale da
concentrare l’utilizzazione della garanzia sui paesi e sui progetti d’investimento
con condizioni poco agevoli di accesso al mercato, tenendo conto di
considerazioni attinenti alla sostenibilità del debito, e per i quali,
pertanto, la garanzia dell’Unione fornisce un maggiore valore aggiunto. Di
conseguenza, sempre con l’obiettivo di sostenere gli obiettivi delle politiche
esterne dell’Unione, è necessario incoraggiare la BEI ad erogare prestiti a
proprio rischio, anche per sostenere gli interessi economici dell’Unione, a
paesi e progetti d’investimento che abbiano sufficiente affidabilità creditizia
conformemente alla valutazione della BEI e alla sua capacità di assorbimento
del rischio.
(24)     È necessario che la BEI ampli
la gamma di strumenti finanziari innovativi offerti, tra l’altro concentrandosi
maggiormente sullo sviluppo di strumenti di garanzia. Inoltre è indispensabile
che la BEI tenti attivamente di partecipare a strumenti di condivisione del
rischio e al finanziamento sul mercato del capitale di debito di progetti che
generano flussi di cassa stabili e prevedibili. In particolare, la BEI deve
considerare la possibilità di sostenere l’emissione o la concessione di
strumenti del mercato del capitale di debito a favore di progetti di
investimento realizzati nei paesi ammissibili. Inoltre, la BEI deve essere
incoraggiata ad aumentare l’erogazione di prestiti in valuta locale e a
emettere obbligazioni sui mercati locali, purché i paesi beneficiari attuino le
necessarie riforme strutturali, in particolare nel settore finanziario, nonché
altre misure atte ad agevolare le attività della BEI.
(25)     Le operazioni di finanziamento
della BEI a sostegno delle politiche esterne dell’Unione dovrebbero continuare
a essere condotte in conformità dei principi della sana prassi bancaria. È
opportuno che tali operazioni continuino a essere gestite conformemente al
regolamento e alle procedure interne della BEI, comprese le misure di controllo
adeguate e la dichiarazione della BEI sulle norme sociali e ambientali, nonché
conformemente alle pertinenti norme e procedure relative alla Corte dei conti e
all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Nel quadro delle sue
operazioni di finanziamento la BEI deve attuare in modo adeguato le sue
politiche nei confronti dei paesi con una regolamentazione debole o non
cooperativi in modo tale da contribuire alla lotta internazionale alla frode e
all’evasione fiscali e al riciclaggio.
(26)     È necessario che la BEI adotti
le misure opportune per garantire che, al momento del finanziamento di operazioni
soggette alla garanzia dell’Unione, gli interessi finanziari dell’Unione siano
tutelati con l’applicazione di misure preventive contro la frode, la corruzione
e ogni altra attività illecita e che l’OLAF abbia la facoltà di effettuare
controlli e ispezioni in loco presso le sedi dei beneficiari,
HANNO
ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
Garanzia dell’Unione
1.           L’Unione accorda alla Banca
europea per gli investimenti (BEI) una garanzia di bilancio per le operazioni
di finanziamento realizzate al di fuori dell’Unione (“garanzia dell’Unione”).
La garanzia dell’Unione è accordata come garanzia globale a copertura dei
pagamenti dovuti alla BEI, ma da essa non ricevuti, in relazione a prestiti e
garanzie sui prestiti e strumenti del mercato del capitale di debito concessi o
emessi per progetti d’investimento della BEI che sono ammissibili conformemente
al paragrafo 2. 
2.           Possono beneficiare della
garanzia dell’Unione i prestiti, le garanzie sui prestiti e gli strumenti del
mercato del capitale di debito che sono concessi o emessi per progetti d’investimento
realizzati nei paesi ammissibili in conformità con il regolamento e le
procedure interne della BEI, e a sostegno degli obiettivi pertinenti di
politica esterna dell’Unione, se il finanziamento della BEI è stato concesso
secondo un accordo firmato che né è scaduto né è stato cancellato (“operazioni
di finanziamento della BEI”).
3.           La garanzia dell’Unione è
limitata al 65% dell’importo aggregato erogato e garantito per le operazioni di
finanziamento della BEI, diminuito degli importi rimborsati e maggiorato di
tutte le somme connesse.
4.           La garanzia dell’Unione copre
le operazioni di finanziamento della BEI firmate durante il periodo compreso
tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020. 
5.           Se, alla scadenza del periodo
di cui al paragrafo 4, il Parlamento europeo e il Consiglio non avranno
adottato una decisione di concessione di una nuova garanzia dell’Unione alla
BEI in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento al di fuori dell’Unione,
il periodo è automaticamente prorogato di sei mesi.
Articolo 2
Massimali per le operazioni di finanziamento della BEI coperte dalla
garanzia dell’Unione
1.           Il massimale per le
operazioni di finanziamento della BEI coperte dalla garanzia dell’Unione per il
periodo 2014-2020 è fissato a 28 000 000 000 EUR. Gli importi
cancellati non sono considerati ai fini del calcolo del massimale.
Il predetto massimale è composto da:
a) un massimale fisso di 25 000 000 000
EUR;
b) un importo aggiuntivo opzionale di 3 000 000 000
EUR.
L’attivazione totale o parziale dell’importo di
cui alla lettera b) e la sua ripartizione regionale saranno decise a seguito
della revisione intermedia di cui all’articolo 18.
2.           Il massimale fisso di cui al
paragrafo 1, lettera a), è ripartito in massimali e submassimali regionali come
indicato nell’allegato I. Nell’ambito dei massimali regionali, la BEI
garantisce progressivamente una distribuzione bilanciata tra i paesi nell’ambito
delle regioni coperte dalla garanzia dell’Unione.
Articolo 3
Obiettivi e principi generali
1.           La garanzia dell’Unione è
accordata solo per le operazioni di finanziamento della BEI che sostengono il
raggiungimento di uno dei seguenti obiettivi generali:
a)      sviluppo del settore privato locale, in
particolare delle PMI;
b)      sviluppo delle infrastrutture sociali,
ambientali ed economiche;
c)      mitigazione dei cambiamenti climatici e
adattamento ai medesimi.
2.           Le operazioni di
finanziamento della BEI realizzate ai sensi della presente decisione
contribuiscono al rispetto dei principi generali che guidano l’azione esterna
dell’Unione di cui all’articolo 21 del TUE e concorrono all’applicazione degli
accordi internazionali in materia di ambiente di cui l’Unione è parte.
3.           L’integrazione regionale fra i paesi, inclusa l’integrazione
economica fra i paesi in fase di preadesione, i paesi coperti dalla politica di
vicinato e l’Unione, è un obiettivo fondamentale delle operazioni di
finanziamento della BEI nelle zone coperte dagli obiettivi generali definiti al
paragrafo 1.
4.           Nei paesi in via di sviluppo di cui all’elenco dei
beneficiari dell’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), le operazioni di finanziamento
della BEI contribuiscono indirettamente agli obiettivi della politica dell’Unione
in materia di cooperazione allo sviluppo di cui all’articolo 208 del TFUE.
5.           Le operazioni di finanziamento della BEI a sostegno degli
obiettivi di cui al paragrafo 1, lettera a) possono comprendere il sostegno a
progetti di investimento delle PMI dell’Unione.
6.           Le operazioni di finanziamento della BEI a sostegno degli
obiettivi di cui al paragrafo 1, lettera b) sostengono progetti di investimento
nei settori dei trasporti e dell’energia (compresa l’energia rinnovabile, la
trasformazione dei sistemi energetici che consenta il passaggio a tecnologie e
carburanti a minore intensità di carbonio, la sicurezza energetica e le
infrastrutture energetiche, anche per la produzione e il trasporto di gas al
mercato UE dell’energia), delle infrastrutture ambientali (compresi i sistemi
di approvvigionamento idrico e i servizi igienici e l’infrastruttura verde),
delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (comprese le
telecomunicazioni e le infrastrutture di banda larga), della sanità e dell’istruzione.
7.           Le operazioni di
finanziamento della BEI a sostegno degli obiettivi di cui al paragrafo 1,
lettera c), sostengono gli investimenti in progetti di mitigazione dei
cambiamenti climatici e adattamento ad essi che contribuiscono all’obiettivo
generale della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici, in particolare evitando o riducendo le emissioni di gas serra nel
settore delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della
sostenibilità dei trasporti, o aumentando la resistenza agli effetti avversi
dei cambiamenti climatici su paesi, settori e comunità vulnerabili. Nel periodo
coperto dalla presente decisione, il volume di tali operazioni rappresenta
almeno il 25% del totale delle operazioni di finanziamento della BEI.
8.           Prima della fine del 2016 la
BEI, in cooperazione con la Commissione e a seguito di una consultazione
pubblica, aggiorna la sua strategia per quanto riguarda le operazioni di
finanziamento nel settore dei cambiamenti climatici, al fine di allinearla agli
obiettivi dell’Unione e internazionali.
Articolo 4
Paesi interessati
1.           L’elenco dei paesi
potenzialmente ammissibili al finanziamento della BEI con garanzia dell’Unione
figura nell’allegato II. L’elenco dei paesi ammissibili al finanziamento della
BEI con garanzia dell’Unione figura nell’allegato III e comprende solo paesi
elencati nell’allegato II.
2.           Alla Commissione è conferito
il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 17 riguardo a
modifiche dell’allegato III. Le decisioni della Commissione sono adottate sulla
base di una valutazione economica e politica globale, comprendente gli aspetti
relativi alla democrazia, ai diritti umani e alle libertà fondamentali, tenendo
conto delle risoluzioni del Parlamento europeo e delle decisioni e delle
conclusioni del Consiglio in materia. 
3.           Gli atti delegati che
modificano l’allegato III non incidono sulla copertura con garanzia dell’Unione
delle operazioni di finanziamento della BEI firmate prima dell’entrata in
vigore di tali atti delegati, fatto salvo il paragrafo 4. 
4.           Nei paesi non inclusi nell’elenco
di cui all’allegato III non possono essere erogati pagamenti relativi ad
operazioni di finanziamento della BEI che beneficiano di una garanzia globale
di cui all’articolo 8, paragrafo 1.
5.           La garanzia dell’Unione copre
soltanto le operazioni di finanziamento della BEI realizzate in paesi
ammissibili che abbiano concluso con la BEI un accordo quadro che stabilisce le
condizioni giuridiche in base alle quali tali operazioni devono essere
realizzate.
6.           La garanzia dell’Unione non
copre le operazioni di finanziamento della BEI in un paese con il quale l’accordo
su tali operazioni sia stato firmato dopo l’adesione di tale paese all’Unione.
Articolo 5
Contributo delle operazioni di finanziamento della BEI alle politiche dell’Unione
1.           La Commissione aggiorna, di
concerto con la BEI, gli orientamenti tecnici operativi regionali in vigore per
le operazioni di finanziamento della BEI entro un anno dall’adozione della
presente decisione. 
Gli orientamenti tecnici operativi regionali sono
coerenti con il più ampio quadro politico regionale dell’Unione definito nell’allegato
IV. In particolare, gli orientamenti tecnici operativi regionali garantiscono
che i finanziamenti della BEI ai sensi della presente decisione siano
complementari alle politiche, ai programmi e agli strumenti corrispondenti dell’Unione
nelle diverse regioni.
Nell’aggiornamento di tali orientamenti, la
Commissione e la BEI tengono conto delle pertinenti risoluzioni del Parlamento
europeo e delle decisioni e conclusioni del Consiglio. A seconda dei
casi, su questioni politiche è consultato anche il SEAE.
La Commissione trasmette al Parlamento europeo e
al Consiglio gli orientamenti aggiornati, non appena stabiliti.
Nell’ambito del quadro fissato dagli orientamenti
tecnici operativi regionali, la BEI definisce le strategie di finanziamento
corrispondenti e ne garantisce l’attuazione.
Gli orientamenti tecnici operativi regionali sono
riesaminati in seguito alla revisione di cui all’articolo 18.
2.           Un’operazione di
finanziamento della BEI non beneficia della garanzia dell’Unione qualora la
Commissione dia parere negativo su tale operazione nel quadro della procedura
prevista all’articolo 19 dello statuto della BEI.
Articolo 6
Cooperazione con la Commissione e il SEAE
1.           La coerenza tra le azioni
esterne della BEI e gli obiettivi di politica esterna dell’Unione è
ulteriormente rafforzata al fine di massimizzare le sinergie tra i
finanziamenti della BEI e le risorse di bilancio dell’Unione, in particolare
mediante l’aggiornamento degli orientamenti tecnici operativi regionali di cui
all’articolo 5, nonché un dialogo regolare e sistematico e un tempestivo
scambio di informazioni su:
a)      i documenti strategici preparati dalla
Commissione e/o il SEAE, a seconda del caso (i documenti di strategia per paese
e per regione, i programmi indicativi, i piani di azione e i documenti di
preadesione);
b)      i documenti di pianificazione strategica
della BEI e la programmazione dei progetti di investimento;
c)      altri aspetti politici e operativi.
2.           La cooperazione si svolge su
base regionale, anche a livello di delegazioni dell’UE, tenendo conto del ruolo
della BEI e delle politiche dell’Unione in ogni regione.
Articolo 7
Cooperazione con altre istituzioni finanziarie europee e internazionali
1.           Le operazioni di
finanziamento della BEI sono realizzate, ove appropriato, in cooperazione con
altre istituzioni finanziarie europee e internazionali, al fine di massimizzare
le sinergie, la cooperazione e l’efficienza, sviluppare congiuntamente
strumenti finanziari innovativi, assicurare una condivisione prudente e
ragionevole dei rischi e condizioni coerenti per i progetti d’investimento e i
settori, e ridurre al minimo l’eventuale duplicazione dei costi e superflue
sovrapposizioni.
2.           La cooperazione di cui al
paragrafo 1 è agevolata tramite il coordinamento tra la Commissione, la BEI, le
principali istituzioni finanziarie europee e internazionali operanti nelle
varie regioni, se necessario nel contesto di protocolli di intesa o altri
quadri di cooperazione regionale dell’Unione.
Articolo 8
Copertura e condizioni di applicazione della garanzia dell’Unione
1.           Per le operazioni di
finanziamento della BEI concluse con uno Stato o garantite da uno Stato e per
le altre operazioni di finanziamento della BEI concluse con autorità regionali
o locali o con imprese o istituzioni pubbliche appartenenti e/o controllate da
uno Stato, quando tali altre operazioni si basano su una valutazione adeguata
del rischio di credito da parte della BEI che tiene conto della situazione del
paese interessato in termini di rischio di credito, la garanzia dell’Unione
copre tutti i pagamenti dovuti alla BEI ma da essa non ricevuti (“garanzia
globale”).
2.           Ai fini del paragrafo 1, la
Palestina è rappresentata dall’Autorità palestinese e il Kosovo[15] dal governo del Kosovo.
3.           Per le operazioni di
finanziamento della BEI diverse da quelle indicate al paragrafo 1 e per le
operazioni di finanziamento della BEI con strumenti del mercato del capitale di
debito, la garanzia dell’Unione copre tutti i pagamenti dovuti alla BEI ma da
essa non ricevuti quando il mancato pagamento è determinato dal verificarsi di
uno dei seguenti rischi politici (“garanzia per i rischi politici”):
a)      non trasferibilità della valuta;
b)      espropriazione;
c)      eventi bellici o disordini civili;
d)      denegata giustizia in caso di violazione
di contratto.
4.           Le operazioni di
finanziamento della BEI si concentrano sui progetti di investimento per i quali
la garanzia dell’Unione apporta un valore aggiunto finanziario significativo, conformemente
alla valutazione del rischio di credito della BEI.
5.           La Commissione e la BEI
stabiliscono nell’accordo di cui all’articolo 13 un metodo che consenta alla
BEI di individuare, nell’ambito delle sue attività esterne, le operazioni da
finanziare a titolo della presente decisione e gli interventi che saranno
finanziati a rischio della BEI. Il metodo è basato sul merito di credito delle
operazioni di finanziamento della BEI, valutato dalla BEI, sulle regioni e sui
massimali di cui all’allegato I, sulla natura della controparte (sovrano/Stato,
sub-sovrano come indicato al paragrafo 1 o privato), sulla capacità di
assorbimento del rischio da parte della BEI e su altri criteri pertinenti,
compreso il valore aggiunto della garanzia dell’Unione.
6.           Quando si ricorre alla
garanzia dell’Unione, l’Unione subentra nei diritti pertinenti della Banca
rispetto agli obblighi relativi alle sue operazioni di finanziamento,
conformemente all’accordo di cui all’articolo 13.
Articolo 9
Valutazione e monitoraggio dei progetti di investimento da parte della BEI 
1.           La BEI esercita la diligenza
dovuta e, se del caso e conformemente ai principi sociali e ambientali dell’Unione,
impone che abbia luogo un’adeguata consultazione pubblica a livello locale
sugli aspetti relativi allo sviluppo dei progetti di investimento che
beneficiano della garanzia dell’Unione.
Contestualmente all’esame di cui al primo comma,
la BEI valuta se del caso come rafforzare le capacità dei beneficiari del finanziamento
BEI tramite l’assistenza tecnica nell’arco dell’intero progetto.
Le norme e procedure interne della BEI includono
le necessarie disposizioni in materia di valutazione dell’impatto ambientale e
sociale dei progetti di investimento e degli aspetti connessi con i diritti
umani e la prevenzione dei conflitti, al fine di garantire che solo i progetti
di investimento caratterizzati dalla sostenibilità economica, finanziaria,
ambientale e sociale siano finanziati ai sensi della presente decisione. 
2.           Oltre alla valutazione ex-ante
degli aspetti connessi con lo sviluppo, la BEI controlla l’attuazione delle
operazioni di finanziamento. In particolare, essa richiede ai promotori dei
progetti di effettuare un monitoraggio rigoroso durante la realizzazione del
progetto e fino al completamento, tra l’altro per quanto riguarda gli effetti
del progetto sullo sviluppo, sull’ambiente e sui diritti umani. La BEI verifica
le informazioni fornite dai promotori dei progetti.
3.           Il monitoraggio della BEI
riguarda anche l’attuazione delle operazioni gestite da intermediari e la
prestazione degli intermediari finanziari sotto il profilo del sostegno alle
PMI. 
4.           La BEI istituisce un sistema
globale per monitorare la riduzione relativa e assoluta delle emissioni di gas
serra prodottasi nel corso di importanti operazioni di finanziamento della BEI
in cui le emissioni sono rilevanti e i dati sono disponibili.
Articolo 10
Relazione e contabilità annuali
1.           Ogni anno la Commissione
presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle operazioni di
finanziamento della BEI realizzate ai sensi della presente decisione. La
relazione include:
(a)         
una valutazione delle operazioni di finanziamento
della BEI a livello di progetto, settore, paese e regione;
(b)         
una valutazione dell’applicazione del metodo di cui
all’articolo 8, paragrafo 5;
(c)         
una valutazione del valore aggiunto e dell’impatto
delle operazioni di finanziamento della BEI sullo sviluppo, su base aggregata,
e del loro contributo al conseguimento degli obiettivi strategici e di politica
esterna dell’Unione, tenendo conto degli orientamenti tecnici operativi
regionali di cui all’articolo 5;
(d)         
una valutazione del vantaggio finanziario
trasferito ai beneficiari delle operazioni di finanziamento della BEI, su base
aggregata;
(e)         
una valutazione della qualità delle operazioni di
finanziamento della BEI, in particolare della misura in cui la BEI ha tenuto
conto della sostenibilità ambientale e sociale nella diligenza dovuta e nel
monitoraggio dei progetti di investimento finanziati;
(f)           
i ricorsi alla garanzia dell’Unione;
(g)         
informazioni sui volumi dei finanziamenti relativi
ai cambiamenti climatici e alla biodiversità, sull’impatto sulle riduzioni
delle emissioni di gas serra, in termini assoluti e relativi, di tutti gli
investimenti importanti quali definiti nella strategia sui cambiamenti
climatici della BEI di cui all’articolo 3, su base aggregata, nonché sul numero
di progetti valutati a fronte dei rischi climatici;
(h)         
una descrizione della cooperazione con la
Commissione e altre istituzioni finanziarie europee e internazionali, incluso
il cofinanziamento. La relazione quantifica, in particolare, le risorse
finanziarie dell’Unione e le risorse delle altre istituzioni finanziarie
europee e internazionali utilizzate in combinazione con i finanziamenti della
BEI, e fornisce in tal modo un quadro degli investimenti totali sostenuti dalle
operazioni di finanziamento della BEI realizzate ai sensi della presente
decisione. Nella relazione è menzionata anche la conclusione di nuovi
protocolli di intesa tra la BEI e altre istituzioni finanziarie europee o
internazionali che influiscono sulle operazioni di finanziamento della BEI a
titolo della presente decisione;
(i)           
informazioni sul follow up del funzionamento del
protocollo d’intesa tra la BEI e il Mediatore europeo nella misura in cui il
protocollo riguarda le operazioni di finanziamento della BEI a titolo della
presente decisione.
2.           Ai fini delle relazioni della
Commissione di cui al paragrafo 1, la BEI trasmette alla Commissione relazioni
annuali sulle sue operazioni di finanziamento a titolo della presente
decisione, comprendenti tutti gli elementi necessari per consentire alla
Commissione di riferire in conformità del paragrafo 1. La BEI può anche
fornire alla Commissione ulteriori informazioni utili affinché il Consiglio e
il Parlamento europeo possano avere una visione completa delle attività esterne
della BEI.
3.           La BEI fornisce alla
Commissione i dati statistici, finanziari e contabili relativi a ogni sua
operazione di finanziamento e qualsiasi altra informazione necessaria per
consentire alla Commissione di adempiere ai suoi obblighi di informazione o
rispondere alle richieste della Corte dei conti e un certificato di un revisore
dei conti sulle esposizioni in essere delle operazioni di finanziamento della
BEI. La BEI fornisce inoltre alla Commissione eventuali altri documenti
necessari conformemente al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il
regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002[16].
4.           Ai fini del rispetto da parte
della Commissione degli obblighi contabili e di informazione sui rischi coperti
dalla garanzia dell’Unione, la BEI fornisce alla Commissione la sua valutazione
dei rischi e le informazioni relative alla classificazione delle sue operazioni
di finanziamento.
5.           La BEI fornisce alla
Commissione, quanto meno annualmente, un programma pluriennale indicativo del
volume di sottoscrizioni di operazioni di finanziamento per assicurare la
compatibilità delle previsioni di finanziamento della BEI con i massimali
stabiliti dalla presente decisione e per consentire alla Commissione di
garantire un idoneo piano di bilancio per la dotazione del fondo di garanzia[17]. La Commissione tiene conto di
questa previsione in fase di preparazione del progetto di bilancio. 
6.           La BEI continua a presentare
al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione tutte le sue relazioni
di valutazione indipendenti sui risultati concreti raggiunti dalle attività
specifiche della BEI a titolo della presente decisione e nel quadro di altri
mandati esterni.
7.           La BEI fornisce le
informazioni di cui ai paragrafi da 2 a 6 a proprie spese.
Articolo 11
Pubblicazione di informazioni
1.           Conformemente alla propria
politica di trasparenza, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito
internet informazioni relative a:
(a)         
tutte le operazioni di finanziamento realizzate a
titolo della presente decisione, indicando in particolare se un progetto di
investimento è coperto dalla garanzia dell’Unione;
(b)         
i protocolli di intesa tra la BEI e altre
istituzioni finanziarie europee o internazionali che influiscono sulle
operazioni di finanziamento della BEI a titolo della presente decisione, salvo
se si applicano gli obblighi di riservatezza.
2.           La Commissione pubblica sul
suo sito internet le informazioni relative a tutti i casi di recupero crediti
nel quadro dell’accordo di cui all’articolo 14, salvo se si applicano gli
obblighi di riservatezza.
Articolo 12
Paesi non cooperativi
Nelle sue operazioni di finanziamento, la BEI
non tollera alcuna attività eseguita a fini illegali, tra cui il riciclaggio di
denaro, il finanziamento del terrorismo, la frode e l’evasione fiscale, la
corruzione e la frode che lede gli interessi finanziari dell’UE. In
particolare, la BEI non partecipa ad alcuna operazione di finanziamento attuata
in un paese ammissibile tramite una giurisdizione non cooperativa straniera,
identificata come tale dall’OCSE, dalla Task force «Azione finanziaria» o da
altre organizzazioni internazionali competenti.
Articolo 13
Accordo di garanzia
La Commissione e la BEI concludono un accordo
di garanzia che stabilisce in dettaglio le disposizioni e le procedure relative
alla garanzia dell’Unione di cui all’articolo 8 e ne informano il Parlamento
europeo e il Consiglio.
Articolo 14
Recupero dei pagamenti effettuati dalla Commissione
1.           Se la Commissione effettua un
pagamento a titolo della garanzia dell’Unione, la BEI procede, a nome e per
conto della Commissione, al recupero dei crediti per gli importi pagati.
2.           Al più tardi alla data della
firma dell’accordo di garanzia di cui all’articolo 13, la Commissione e la BEI
concludono un accordo separato che stabilisce in dettaglio le disposizioni e le
procedure relative al recupero dei crediti.
Articolo 15
Revisione contabile della Corte dei conti
La garanzia dell’Unione e i pagamenti e i
recuperi crediti effettuati a titolo della stessa imputabili al bilancio
generale dell’Unione sono sottoposti a revisione contabile della Corte dei
conti.
Articolo 16
Misure anti-frode
1.           La BEI informa immediatamente
l’OLAF quando, in qualsiasi fase della preparazione, dell’attuazione o della
chiusura di progetti soggetti alla garanzia dell’Unione, essa individua un potenziale
caso di frode, corruzione o altra attività illecita che leda gli interessi
finanziari dell’UE.
2.           L’OLAF può svolgere indagini,
inclusi accertamenti e verifiche in loco, nel rispetto delle disposizioni e
delle procedure previste dal regolamento (CE) n. 1073/1999, dal regolamento
(Euratom, CE) n. 2185/96 e dal regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95, al fine di
tutelare gli interessi finanziari dell’Unione europea, con l’intento di
determinare se vi sia stata frode, corruzione o qualsiasi altra attività
illecita lesiva degli interessi finanziari dell’Unione in relazione ad
operazioni di finanziamento.
Articolo 17
Esercizio della delega 
1.           Il potere di adottare atti
delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente
articolo.
2.           La delega del potere di cui
all’articolo 4 è conferita alla Commissione per un periodo di tempo
indeterminato.
3.           La delega del potere di cui
all’articolo 4 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo
o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi
specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla
pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli
atti delegati già in vigore.
4.           Non appena adotta un atto
delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e
al Consiglio.
5.           L’atto delegato adottato ai
sensi dell’articolo 4 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il
Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in
cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine,
sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che
non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su
iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 18
Revisione intermedia
Entro il 31 dicembre 2017, la Commissione
presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione intermedia sull’attuazione
della presente decisione nel corso dei primi anni, accompagnata, se opportuno,
da una proposta di modifica. La relazione si basa su una valutazione esterna e
su un contributo della BEI.
Articolo 19
Relazione finale
Entro il 31
dicembre 2021 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una
relazione finale sull’applicazione della presente decisione.
Articolo 20
Entrata in vigore
La presente
decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO I
MASSIMALI
REGIONALI 
A.           Paesi in fase di preadesione:
8 400 000 000 EUR;
B.           Paesi coperti dalla politica di
vicinato e partenariato: 12 400 000 000 EUR ripartiti
sulla base dei seguenti sub-massimali indicativi:
i)       paesi del Mediterraneo: 8 400 000 000
EUR;
ii)       Europa orientale, Caucaso meridionale e
Russia: 4 000 000 000 EUR;
C.           Asia e America latina: 3 600 000 000
EUR ripartiti sulla base dei seguenti sub-massimali indicativi:
i)       America latina: 2 150 000 000
EUR;
ii)       Asia: 1 200 000 000 EUR;
iii)      Asia centrale: 250 000 000
EUR;
D.           Sud Africa: 600 000 000
EUR.
Nell’ambito del massimale fisso globale, la
BEI, se del caso, chiede alla Commissione di accettare di riassegnare un
importo pari fino al 20% dei massimali sub-regionali all’interno delle regioni
e fino al 10% dei massimali regionali tra le regioni.
ALLEGATO II
REGIONI
E PAESI POTENZIALMENTE AMMISSIBILI
A.           Paesi in fase di preadesione
1.      Paesi candidati
Islanda, ex Repubblica iugoslava di Macedonia,
Montenegro, Serbia, Turchia
2.      Potenziali candidati
Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo
B.           Paesi coperti dalla politica di
vicinato e partenariato
1.      Paesi del Mediterraneo
Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano,
Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia
2.      Europa orientale, Caucaso meridionale
e Russia
Europa orientale: Bielorussia, Repubblica di
Moldova, Ucraina
Caucaso meridionale: Armenia, Azerbaigian, Georgia
Russia
C.           Asia e America latina
1.      America latina
Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa
Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua,
Panama, Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela
2.      Asia
Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Brunei, Cambogia,
Cina (incluse le regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao), India,
Indonesia, Iraq, Laos, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nepal, Pakistan,
Filippine, Singapore, Corea del Sud, Sri Lanka, Taiwan, Thailandia, Vietnam,
Yemen
3.      Asia centrale
Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan,
Turkmenistan, Uzbekistan
D.           Sud Africa
Repubblica del Sud Africa
ALLEGATO III
REGIONI
E PAESI AMMISSIBILI
A.           Paesi in fase di preadesione
1.      Paesi candidati
Islanda, ex Repubblica iugoslava di Macedonia,
Montenegro, Serbia, Turchia
2.      Potenziali candidati
Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo
B.           Paesi coperti dalla politica di
vicinato e partenariato
1.      Paesi del Mediterraneo
Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano,
Libia, Marocco, Palestina, Tunisia
2.      Europa orientale, Caucaso meridionale
e Russia
Europa orientale: Repubblica di Moldova, Ucraina
Caucaso meridionale: Armenia, Azerbaigian, Georgia
Russia
C.           Asia e America latina
1.      America latina
Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa
Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama,
Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela
2.      Asia
Bangladesh, Brunei, Cambogia, Cina (incluse le
regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao), India, Indonesia, Iraq,
Laos, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Filippine,
Singapore, Corea del Sud, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam, Yemen
3.      Asia centrale
Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan,
Turkmenistan, Uzbekistan
D.           Sud Africa
Repubblica del Sud Africa
ALLEGATO IV
QUADRO
POLITICO REGIONALE
L’attività della BEI nei paesi partner
partecipanti al processo di preadesione si realizza nel quadro stabilito nei
partenariati per l’adesione e nei partenariati europei che definiscono le
priorità per i paesi candidati e i potenziali candidati, con l’obiettivo di un
graduale avvicinamento all’Unione, e che istituiscono un quadro per l’assistenza
dell’Unione. Il processo di stabilizzazione e associazione costituisce il
quadro per la politica dell’Unione per i paesi dei Balcani occidentali. Esso si
basa su un partenariato graduale, in cui l’Unione offre concessioni
commerciali, assistenza economica e finanziaria e relazioni contrattuali
tramite accordi di stabilizzazione e associazione. L’assistenza finanziaria di
preadesione aiuta i paesi candidati e i potenziali candidati a prepararsi agli
obblighi e alle sfide inerenti all’adesione all’Unione. Tale assistenza
promuove il processo di riforme, inclusa la preparazione alla futura adesione.
Essa si incentra sul rafforzamento delle istituzioni, sull’allineamento con l’acquis
dell’Unione, sulla preparazione alle politiche e agli strumenti dell’Unione e
sulla promozione di misure intese a conseguire la convergenza economica.
L’attività della BEI nei paesi coperti dalla
politica di vicinato ha luogo nel quadro della nuova politica europea di
vicinato “Una risposta nuova ad un vicinato in mutamento”, adottata il 25 maggio
2011, e delle conclusioni del Consiglio adottate il 20 giugno 2011, che
richiedono in particolare un maggiore sostegno ai partner impegnati a costruire
società democratiche e ad attuare riforme, in linea con i principi “di più a
chi fa di più” e “responsabilità reciproca”, e offrono il quadro d’azione
strategica per le relazioni dell’UE con i paesi limitrofi. Nel quadro di tale
cooperazione, il finanziamento della BEI ai sensi della presente decisione sarà
altresì diretto a sostenere politiche che promuovano la crescita inclusiva e la
creazione di posti di lavoro contribuendo alla stabilità sociale, in linea con
un approccio basato sugli incentivi a sostegno degli obiettivi della politica
esterna dell’Unione, anche in materia di migrazione.
Al fine di raggiungere tali obiettivi, l’Unione
e i suoi partner attuano piani d’azione bilaterali concordati volti a definire
una serie di priorità, incluse quelle concernenti questioni politiche e di
sicurezza, gli scambi e gli aspetti economici, le problematiche ambientali e
sociali e l’integrazione delle reti di trasporto ed energetiche.
L’Unione per il Mediterraneo, il partenariato
orientale, la Sinergia del Mar Nero, la strategia dell’Unione per la regione
del Danubio e la strategia dell’Unione per la regione del Mar Baltico sono
iniziative multilaterali e regionali volte a promuovere la cooperazione fra l’Unione
e il rispettivo gruppo di paesi partner coperti dalla politica di vicinato che
affrontano sfide comuni e/o che condividono un comune ambiente geografico. L’Unione
per il Mediterraneo mira a rilanciare il processo di integrazione
euromediterraneo favorendo il reciproco sviluppo economico, sociale ed
ambientale sulle due sponde del Mediterraneo e sostiene lo sviluppo
socioeconomico, la solidarietà, l’integrazione regionale, lo sviluppo
sostenibile e il rafforzamento della conoscenza, sottolineando l’esigenza di
migliorare la cooperazione finanziaria a sostegno dei progetti regionali e
transnazionali. L’Unione per il Mediterraneo sostiene, in particolare, la
creazione di autostrade marittime e terrestri, il disinquinamento del
Mediterraneo, il piano solare mediterraneo, l’iniziativa per lo sviluppo delle
imprese nel Mediterraneo, iniziative di protezione civile e l’università
euromediterranea. La strategia dell’Unione per la regione del Mar Baltico
favorisce un ambiente sostenibile e uno sviluppo socioeconomico ottimale nella
regione. La strategia dell’Unione per la regione del Danubio sostiene, in
particolare, lo sviluppo dei trasporti, le interconnessioni e la sicurezza
energetiche, l’ambiente sostenibile e lo sviluppo socioeconomico nella regione
del Danubio. Il partenariato orientale mira a creare le condizioni
necessarie per accelerare l’associazione politica e promuovere l’integrazione
economica fra l’Unione e i paesi partner orientali. La Federazione russa e l’Unione
hanno un partenariato strategico di ampio respiro, distinto dalla politica di
vicinato europea ed espresso tramite spazi comuni e tabelle di marcia. A ciò si
accompagna a livello multilaterale la Dimensione settentrionale, che fornisce
un quadro per la cooperazione fra l’Unione, la Russia, la Norvegia e l’Islanda
(la Bielorussia, il Canada e gli Stati Uniti hanno la qualità di osservatori in
tale ambito).
L’attività della BEI in America latina si
realizza nel quadro del partenariato strategico fra l’Unione, l’America latina
e i Caraibi. Come sottolineato nel settembre 2009 dalla comunicazione della
Commissione “L’Unione europea e l’America Latina: attori globali in
partenariato”, le priorità dell’Unione europea nell’ambito della cooperazione
con l’America Latina sono la promozione dell’integrazione regionale e l’eliminazione
della povertà e della disuguaglianza sociale al fine di perseguire uno sviluppo
economico e sociale sostenibile. Questi obiettivi di politica saranno promossi
tenendo conto dei vari livelli di sviluppo dei paesi dell’America latina. Il
dialogo e la cooperazione bilaterali saranno perseguiti in aree di interesse
comune per entrambe le regioni, compresi l’ambiente, i cambiamenti climatici,
la riduzione del rischio di catastrofi, l’energia, la scienza, la ricerca, l’istruzione
superiore, la tecnologia e l’innovazione.
La BEI è incoraggiata ad operare in Asia, in
particolare nei paesi meno prosperi. In questa regione diversificata, l’Unione
sta rafforzando i propri partenariati strategici con Cina e India, mentre sono
in corso negoziati in vista di nuovi accordi di partenariato e di libero
scambio con vari paesi del Sud-est asiatico. Al contempo, resta una delle
grandi priorità dell’Unione in Asia la cooperazione allo sviluppo; la strategia
di sviluppo dell’Unione nella regione asiatica persegue la lotta alla povertà
tramite la promozione di una crescita economica sostenibile ampia e
diversificata, la promozione di un contesto e di condizioni favorevoli allo
sviluppo degli scambi e all’integrazione nella regione, il rafforzamento della
governance, il miglioramento della stabilità politica e sociale, nonché il
sostegno al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio per il 2015.
Vengono attuate politiche congiunte a fronte di sfide comuni, quali i
cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile, la sicurezza e la stabilità, la
governance e i diritti umani, nonché la prevenzione e la risposta alle calamità
naturali o alle catastrofi umanitarie.
La strategia dell’Unione
per un nuovo partenariato con l’Asia centrale, adottata dal Consiglio europeo
nel giugno 2007, ha consolidato il dialogo regionale e bilaterale e la
cooperazione dell’Unione con i paesi dell’Asia centrale rispetto alle
principali sfide della regione, quali la riduzione della povertà, lo sviluppo
sostenibile e la stabilità. L’attuazione della strategia ha determinato
notevoli progressi nell’ambito dei diritti umani, dello stato di diritto, della
buona governance e della democrazia, dell’istruzione, dello sviluppo economico,
degli scambi e degli investimenti, nonché delle politiche in materia di
energia, trasporti e ambiente.
L’attività della BEI in Sud Africa si realizza
nel quadro del documento di strategia comune dell’UE per il Sud Africa. I
principali settori chiave identificati nel documento sono la creazione di posti
di lavoro, lo sviluppo della capacità di fornitura dei servizi e la coesione
sociale. La BEI ha realizzato attività in Sud Africa in forte sinergia con il
programma di cooperazione allo sviluppo dell’UE, in particolare ponendo in
primo piano il sostegno al settore privato e gli investimenti per il
potenziamento delle infrastrutture e dei servizi sociali (alloggi,
approvvigionamento elettrico, progetti per la potabilizzazione dell’acqua e
infrastrutture comunali). Il riesame intermedio del documento di strategia dell’UE
per il Sud Africa svolto nel 2009-2010 ha proposto di rafforzare le azioni nel
settore dei cambiamenti climatici tramite attività a sostegno della creazione
di posti di lavoro “verdi”. Per il periodo 2014-2020, la BEI dovrebbe
sostenere in modo complementare politiche di cooperazione esterna, programmi e
strumenti dell’UE continuando a concentrarsi sulle principali priorità
UE-Sudafrica, al fine di promuovere una crescita economica equa e sostenibile,
contribuire alla creazione di occupazione e allo sviluppo delle capacità e
sostenere la fornitura sostenibile e un accesso equo alle infrastrutture e ai
servizi di base. 
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione prevista 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell’incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza prevista
sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista
sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il
quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
Proposta
di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla concessione di una
garanzia dell’UE alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite
relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento
al di fuori dell’Unione
1.2.        Settore/settori interessati
nella struttura ABM/ABB[18] 
Settore:
Titolo 01 – Affari economici e finanziari
Attività
ABB: Questioni economiche e finanziarie internazionali
1.3.        Natura della proposta/iniziativa

¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un’azione preparatoria[19]

X La proposta/iniziativa riguarda la proroga di
un’azione esistente 
¨ La proposta/iniziativa
riguarda un’azione riorientata verso una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa
L’obiettivo
generale dell’attività della BEI al di fuori dell’Unione nel quadro del mandato
esterno è quello di sostenere le politiche esterne dell’Unione, finanziando
progetti di investimento pertinenti nei paesi partner attraverso la
combinazione garanzia di bilancio dell’Unione/risorse proprie della BEI.
Attraverso
le sue operazioni di finanziamento al di fuori dell’Unione con garanzia dell’Unione,
la BEI dovrebbe sostenere lo sviluppo sostenibile economico, sociale e
ambientale dei paesi partner dell’Unione e il loro partenariato con l’Unione.
Gli
obiettivi generali da raggiungere con le operazioni di finanziamento della BEI
nel quadro del mandato sono i seguenti:
a)       sviluppo
del settore privato locale, in particolare sostegno delle PMI;
b)       sviluppo
delle infrastrutture sociali, ambientali ed economiche;
c)       mitigazione
dei cambiamenti climatici e adattamento ai medesimi.
1.4.2.     Obiettivo/obiettivi specifici
ABM e attività ABM/ABB interessate 
Obiettivo specifico ABM n. 2: “Migliorare il
profilo dell’UE, la rappresentanza esterna e i collegamenti con la BEI e la
BERS, le altre istituzioni finanziarie internazionali, e i fora economici
pertinenti diretti a rafforzare la convergenza tra le loro strategie e
operazioni e le priorità esterne dell’UE”. 
Attività ABM/ABB interessate
Titolo
01.03 – Affari economici e finanziari internazionali
1.4.3.     Risultati e incidenza previsti
In
relazione alla presente proposta è stata realizzata una valutazione d’impatto.
Gli effetti principali della proposta sono stati valutati nella relazione sulla
valutazione d’impatto.
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
La
BEI ha predisposto un quadro generale per la misurazione dei risultati e dell’impatto
delle sue operazioni attraverso il monitoraggio operativo di una serie di
indicatori. Il quadro di riferimento per la valutazione dei risultati (REM)[20] migliora la valutazione a
priori dei risultati previsti e rafforza la capacità della BEI di riferire sui
risultati raggiunti. Il quadro REM serve a dimostrare come i prestiti della BEI
consentono di giungere a risultati e nel tempo determinano effetti che sono
coerenti con gli obiettivi del mandato della Banca.
Inoltre,
i progressi verso gli obiettivi specifici e operativi della proposta saranno
controllati per mezzo di indicatori chiave come indicato al punto 2.1. 
Per
quanto riguarda il finanziamento di progetti che promuovono l’azione per il
clima, l’ammissibilità delle operazioni finalizzate alla mitigazione dei
cambiamenti climatici dovrebbe essere chiarita sulla base di criteri concordati
fondati sulle definizioni esistenti della BEI, se necessario rendendole più rigorose,
per monitorare la spesa (ad esempio l’introduzione di parametri di riferimento
relativi alla riduzione delle emissioni di gas serra, migliorando se del caso
le definizioni di efficienza energetica e adattamento), che sarebbero inoltre utilizzati
nella fase di monitoraggio per “rendere operativo” il sistema di marcatori di
Rio o altro sistema equivalente, come proposto dalla Commissione per monitorare
il bilancio dell’UE nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriannuale.
Parallelamente
la BEI dovrebbe continuare a sviluppare metodologie per valutare i rischi
climatici al fine di rafforzare la resilienza in materia di clima per tutte le
operazioni, e integrare la fissazione del prezzo del carbonio nell’analisi
economica dei costi e dei benefici. È necessario altresì migliorare l’ammissibilità
e i criteri restrittivi per i progetti ad alta intensità di carbonio nelle
pertinenti politiche settoriali.
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa 
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
L’articolo
16 della decisione n. 1080/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
prevede che la Commissione presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una
proposta relativa all’istituzione di una garanzia dell’Unione nell’ambito del
prossimo quadro finanziario pluriennale (2014-2020). 
A
norma della predetta decisione, la garanzia dell’Unione copre le operazioni di
finanziamento della BEI sottoscritte nel periodo fra il 1° febbraio 2007 e il 31 dicembre
2013. Di conseguenza occorre adottare una nuova decisione nel quadro della
procedura legislativa ordinaria prima della scadenza del mandato attuale[21]. 
1.5.2.     Valore aggiunto dell’intervento
dell’Unione europea
Le
operazioni di finanziamento della BEI al di fuori dell’Unione costituiscono uno
strumento molto visibile ed efficace a sostegno dell’azione esterna dell’Unione.
Tra i principali vantaggi dell’intervento della BEI in tali paesi, oltre al
contributo finanziario, rientrano il trasferimento delle competenze ai
promotori dei progetti e l’applicazione delle norme ambientali, sociali e sugli
appalti pubblici ai progetti di investimento finanziati. Oltre ai predetti
vantaggi, la BEI trasferisce in toto ai beneficiari finali i vantaggi
finanziari che derivano dalla garanzia dell’Unione e dai costi di finanziamento
interessanti della BEI, sotto forma di tassi di interesse competitivi.
Il
mandato coperto dalla garanzia dell’Unione fornisce il necessario sostegno
politico e finanziario dell’Unione per paesi e progetti di investimento che
altrimenti non soddisferebbero gli orientamenti e i criteri standard della BEI
a causa del rischio più elevato.
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
La
valutazione d’impatto elaborata per la presente decisione fa riferimento agli
insegnamenti tratti dall’attuazione dei precedenti mandati. La nuova proposta
legislativa mira a risolvere i problemi individuati nella relazione sulla
valutazione d’impatto.
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
Le
operazioni di finanziamento della BEI integreranno le attività condotte nel
quadro degli strumenti di assistenza esterna. Per dare maggiore sostegno alle
politiche esterne dell’Unione in ciascuna regione specifica, verrà rafforzato
il legame tra le priorità della BEI e le politiche dell’Unione. Tale obiettivo
sarà raggiunto attraverso l’introduzione e l’aggiornamento intermedio di
orientamenti tecnici operativi regionali che forniranno un quadro più solido
per il dialogo e la cooperazione tra la BEI e la Commissione. Ove appropriato,
le operazioni di finanziamento della BEI possono essere utilmente combinate con
le risorse di bilancio dell’UE, sotto forma di sovvenzioni di cofinanziamento,
capitale di rischio o assistenza tecnica per la preparazione e l’attuazione dei
progetti o per il rafforzamento del quadro legislativo e regolamentare.
1.6.        Durata e incidenza
finanziaria 
x Proposta/iniziativa di durata limitata 
–     
x   Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dall’1.1.2014
fino al 31.12.2020 
Le operazioni di finanziamento della BEI possono
essere sottoscritte dal 2014 al 2020. È previsto un rinnovo di sei mesi nel
caso in cui il Parlamento europeo e il Consiglio non abbiano adottato una
decisione che accorda una nuova garanzia dell’Unione alla BEI per le operazioni
di finanziamento al di fuori dell’Unione entro la fine del 2020. 
–     
x   Incidenza finanziaria dal 2014
La durata complessiva dell’azione e della sua
incidenza finanziaria sarà determinata dalla durata delle operazioni di
finanziamento sottoscritte dalla BEI. L’incidenza finale dipenderà dall’importo
dei ricorsi alla garanzia e dei crediti recuperati (cfr. anche il punto 3.2.2
di seguito).
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al
AAAA,
–     
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità di gestione previste[22] 
X Gestione diretta da parte della
Commissione 
Osservazioni 
Conformemente
alle disposizioni vigenti, la proposta prevede che la BEI finanzi progetti di
investimento secondo le proprie norme e procedure interne. La Commissione è
responsabile della gestione diretta della garanzia dell’Unione. La BEI e la
Commissione concludono un accordo in materia di garanzia e un accordo in
materia di recupero crediti per specificare nel dettaglio le disposizioni e le
procedure per l’applicazione della decisione proposta.
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Le
operazioni di finanziamento della BEI con garanzia dell’Unione saranno gestite
dalla BEI conformemente alle sue norme e procedure interne, comprese idonee
misure di audit, di controllo e di sorveglianza. 
Inoltre,
il consiglio di amministrazione della BEI, nel quale la Commissione è
rappresentata da un direttore o da un direttore supplente, approva ogni
operazione di finanziamento della BEI e sorveglia che la Banca sia gestita
conformemente allo statuto e alle direttive generali fissate dal consiglio dei
governatori.
L’accordo
tripartito esistente dell’ottobre 2003 tra la Commissione, la Corte dei conti e
la BEI (rinnovato per altri quattro anni nel 2007 e nuovamente nel 2011)
comprende le norme in base alle quali la Corte dei conti effettua i suoi audit
sulle operazioni di finanziamento della BEI con garanzia dell’Unione.
Anche
nella proposta, così come nella decisione n. 1080/2011/UE, sono previste
relazioni periodiche. La Commissione riferirà annualmente sull’esecuzione del
mandato da parte della BEI al Parlamento europeo e al Consiglio.
I
risultati verranno comunicati sulla base di una aggregazione appropriata degli
indicatori per l’intero portafoglio, dove ciò sia possibile, o per un
determinato settore. Questi indicatori saranno misurati nell’arco dell’intero
ciclo dei progetti a livello di valutazione e durante la fase di monitoraggio
fino a quando il progetto è pienamente attuato non appena i primi risultati in
termini di sviluppo sono misurabili – di norma fino a tre anni dopo il
completamento del progetto. Per quanto possibile essi saranno utilizzati anche
per la valutazione ex-post. Tali indicatori dovrebbero coprire i seguenti elementi:
i) importo sottoscritto per regione, ii) importo versato per regione,
iii) progressi compiuti nel conseguimento di una distribuzione equilibrata
di attività per paese, iv) ripartizione delle attività tra i vari
obiettivi, v) volume dei prestiti nel settore dei cambiamenti climatici
rispetto all’obiettivo di finanziamento fissato e l’impatto sulle riduzioni
delle emissioni di gas serra assolute e relative, vi) numero di progetti
valutati in funzione dei rischi climatici, vii) numero e importo delle operazioni
finanziate con una combinazione prestiti/sovvenzioni e viii) numero e
importo delle operazioni cofinanziate con le altre istituzioni finanziarie
internazionali.
Inoltre,
la BEI fornisce alla Commissione i dati statistici, finanziari e contabili relativi
a ciascuna delle sue operazioni di finanziamento coperte da garanzia dell’Unione
per consentirle di adempiere i suoi obblighi di informazione o di rispondere
alle richieste della Corte dei conti, nonché la dichiarazione di un revisore
dei conti sulle esposizioni in essere delle operazioni di finanziamento
coperte.
Sarà
effettuata una valutazione intermedia dopo tre anni dall’inizio del mandato.
2.2.        Sistema di gestione e di
controllo 
2.2.1.     Rischi individuati 
Il
rischio per il bilancio dell’UE è collegato alla garanzia di bilancio fornita
dall’Unione alla BEI per le sue operazioni in paesi terzi. La garanzia fornisce
una copertura globale per tutti i pagamenti non ricevuti dalla BEI a titolo
delle operazioni destinate agli Stati e agli enti pubblici e solo una copertura
del rischio politico per altre operazioni con una condivisione del rischio tra
l’Unione e la BEI. In ogni caso la garanzia dell’Unione è limitata al 65% dell’importo
aggregato dei prestiti erogati e delle garanzie concesse, diminuito degli
importi rimborsati e maggiorato di tutte le somme connesse. 
La
linea di bilancio (“p.m.”) che riflette la garanzia di bilancio sui prestiti
concessi dalla BEI a paesi terzi sarebbe attivata soltanto nel caso di un
effettivo ricorso alla garanzia da parte della BEI che non possa essere
completamente coperta dal fondo di garanzia. Sebbene tale ricorso al bilancio
(ossia al di là del fondo di garanzia pari ad un importo di 2 002 milioni
al 31 dicembre 2012) sia da considerarsi estremamente improbabile, le
osservazioni connesse con la linea di bilancio riflettono il fabbisogno
finanziario che potrebbe sorgere in caso di richiesta di pagamento da parte
della BEI in relazione a un inadempimento coperto dalla garanzia dell’Unione.
Nel
2012 e all’inizio del 2013, il fondo di garanzia è stato attivato per coprire
le inadempienze sui prestiti in Siria. Nelle relazioni annuali della
Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle garanzie coperte dal
bilancio generale, gli indicatori di rischio per paese sono analizzati e
indicano l’evoluzione del rischio di inadempimento. La relazione fornisce
informazioni in merito agli aspetti quantitativi del rischio sostenuti dal
bilancio dell’UE. Tuttavia la qualità dei rischi dipende dal tipo di operazione
e dalla situazione dei mutuatari. Nella relazione la valutazione del rischio si
basa su informazioni relative alla situazione economica e finanziaria, sul
rating internazionale e su altri fatti noti relativi ai paesi che hanno
ottenuto prestiti garantiti. 
2.2.2.     Modalità di controllo previste

La
Commissione è responsabile della gestione della garanzia dell’Unione. Le
operazioni di finanziamento della BEI nel contesto della proposta di decisione
saranno effettuate in base al modello di regolamento interno della BEI e sane
pratiche bancarie. La BEI e la Commissione concludono un accordo per
specificare in dettaglio le disposizioni e le procedure per l’applicazione
della decisione proposta. Cfr. anche 2.1.
2.3.        Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità 
La
BEI è responsabile in primis dell’adozione di misure di prevenzione della
frode, in particolare mediante l’applicazione alle operazioni di finanziamento
della “politica della BEI per la prevenzione e la lotta contro la corruzione,
la frode, la collusione, la costrizione, il riciclaggio di denaro e il
finanziamento del terrorismo nelle attività della Banca europea per gli
investimenti” attualmente oggetto di revisione. La BEI ha adottato una politica
in materia di paesi debolmente regolamentati, non trasparenti e non cooperativi
nel dicembre 2010. 
Inoltre,
l’articolo 17 della decisione prevede l’attuazione di misure antifrode.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l’ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Descrizione........................................] || Diss./Non diss. ([23]) || di paesi EFTA[24] || di paesi candidati[25] || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 4 || 01.0305 Garanzia dell’Unione per i prestiti e le garanzie sui prestiti della BEI a favore di operazioni nei paesi terzi 01.0306 Dotazione del fondo di garanzia || Diss./   Non diss. || NO   NO || NO   NO || NO   NO || NO   NO 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese 
3.2.1.     Sintesi dell’incidenza prevista
sulle spese 
milioni di EUR 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero || Rubrica 4 
 DG: ECFIN ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || 2018-2020 || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 01 0305 || Impegni || (1) || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. 
 Pagamenti || (2) || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. || p.m. 
 Numero della linea di bilancio 01 0306 || Impegni || (1a) || 58,482 || 239,759 || 272,664 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 192,569 
 Pagamenti || (2a) || 58,482 || 239,759 || 272,664 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 192,569 
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[26] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 01 0306 ||   || (3) || 0 || 0 || 0,5 || 0, || 0 || 0 || 0 || 0,5 
 Totale degli stanziamenti per la DG ECFIN || Impegni || =1+1a +3 || 58,482 || 239,759 || 273,164 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 193,069 
   || Pagamenti || =2+2a +3 || 58,482 || 239,759 || 273,164 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 193,069 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 58,482 || 239,759 || 272,664399 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 192,569 
 Pagamenti || (5) || 58,482 || 239,759 || 272,664 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 192,569 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || 0 || 0 || 0,5 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0,5 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 4 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 58,482 || 239,759 || 273,164 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 193,069 
 Pagamenti || =5+ 6 || 58,482 || 239,759 || 273,164 || 199,039 || 178,055 || 159,750 || 84,820 || 1 193,069 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || “Spese amministrative” 
milioni di EUR 
   ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || 2018-2020 || TOTALE 
 DG: ECFIN || 
  Risorse umane || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 6,419 
  Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE DG ECFIN || Stanziamenti || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 6,419 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 6,419 
milioni di EUR 
   ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || 2018-2020 || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 59,399 || 240,676 || 274,081 || 199,956 || 178,972 || 160,667 || 85,737 || 1 199,488 
 Pagamenti || 59,399 || 240,676 || 274,081 || 199,956 || 178,972 || 160,667 || 85,737 || 1 199,488 
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzo di stanziamenti
operativi 
–     
X  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzo di
stanziamenti operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || 2018-2020 || TOTALE || 
 RISULTATI || 
 Tipo di risultato[27] || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale || 
 OBIETTIVO SPECIFICO 1[28]… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 Totale parziale Obiettivo specifico 1 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 2 “Migliorare il profilo dell’UE, la rappresentanza esterna e i collegamenti con la BEI e la BERS, le altre istituzioni finanziarie internazionali, e i fora economici pertinenti diretti a rafforzare la convergenza tra le loro strategie e operazioni e le priorità esterne dell’UE”. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risultato ||   ||   || 1 || 58,482 || 1 || 239,759 || 1 || 272,664 || 1 || 199,039 || 1 || 178,055 || 1 || 159,750 || 1 || 84,820 || 7 || 1 192,569 
 Totale parziale Obiettivo specifico 2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 COSTO TOTALE ||   || 58,482 ||   || 239,759 ||   || 272,664 ||   || 199,039 ||   || 178,055 ||   || 159,750 ||   || 84,820 ||   || 1 192,569 
L’incidenza prevista
sugli stanziamenti operativi può essere riassunta come segue:
•           01 0305 – “Garanzia dell’Unione
per i prestiti e le garanzie sui prestiti della BEI a favore di operazioni nei
paesi terzi”
La linea di bilancio (“p.m.”) che riflette la
garanzia di bilancio sui prestiti concessi dalla BEI a paesi terzi sarà
attivata soltanto nel caso di un effettivo ricorso alla garanzia che non può
essere completamente coperta dal fondo di garanzia.
•           01 0306 – “Dotazione del fondo di
garanzia”
Il fondo di garanzia per le azioni esterne
deve essere finanziato in conformità con il regolamento relativo al fondo di
garanzia (regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009). Conformemente a tale
regolamento, gli importi della dotazione richiesta sono erogati sulla base
delle esposizioni in essere alla fine dell’anno. L’importo della dotazione
viene calcolato all’inizio dell’esercizio “n” come la differenza tra l’importo
obiettivo (9% dell’esposizione in essere) e le attività nette del fondo alla
fine dell’esercizio “n-1”. L’importo della dotazione è introdotto nell’esercizio
“n” nel bilancio preliminare “n+1” e di fatto versato in un’unica operazione
all’inizio dell’esercizio “n+1” a partire dalla linea di bilancio 01 0306.
Il fondo di garanzia copre anche l’assistenza
macro-finanziaria e i prestiti Euratom, che non ricadono nel campo di
applicazione della decisione proposta. Pertanto, le esigenze di bilancio
stimate considerano le operazioni sottoscritte in essere, nonché le eventuali
nuove operazioni nel quadro di queste due attività. L’effettivo fabbisogno
annuale per la dotazione del fondo di garanzia nel periodo 2014-2020 dipenderà
in ultima analisi dal ritmo effettivo di firme, erogazioni e rimborsi dei
prestiti sulle tre attività, nonché dall’evoluzione delle attività del fondo di
garanzia. 
La tabella in appresso illustra le previste
azioni esterne coperte dal fondo di garanzia per il periodo 2012-2020 (volume
delle operazioni sottoscritte e delle erogazioni di prestiti). 
 Azioni esterne coperte dal fondo di garanzia e dalle attività del fondo di garanzia 2012-2020 (ml di EUR) 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   || 2012 || 2013 || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 (A)  Volume indicativo delle operazioni di finanziamento sottoscritte dalla BEI (nuova decisione 2014-2020 – Massimale fisso totale = 25 000 milioni di EUR) || 3 959 || 4 450 || 3 600 || 3 600 || 3 600 || 3 550 || 3 500 || 3 550 || 3 550 
 (B)  Importi versati inerenti alle operazioni della BEI in essere sulla base delle erogazioni e degli ammortamenti stimati (vecchie e nuove decisioni) || 22 526 || 25 826 || 29 098 || 31 685 || 34 024 || 35 600 || 37 187 || 38 274 || 39 533 
 (C)  Importi versati inerenti ad altre operazioni in essere sulla base delle erogazioni e degli ammortamenti stimati (AMF + EURATOM) || 573 || 1 310 || 2 187 || 2 266 || 2 336 || 2 204 || 1 725 || 1 230 || 907 
 (D) = (B) + (C) || Esposizione in essere complessiva basata sulla stima delle erogazioni e degli ammortamenti || 23 099 || 27 136 || 31 285 || 33 951 || 36 360 || 37 804 || 38 912 || 38 504 || 40 440 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Note: || (C) Queste cifre includono eventuali nuovi prestiti AMF ed Euratom. ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   
Mentre il volume dei prestiti deve essere
compatibile con la dotazione complessiva prevista per il quadro finanziario, il
fabbisogno annuale per il fondo di garanzia potrebbe variare in funzione dei
calcoli finali sulla base del totale dell’esposizione in essere alla fine dell’anno
n-2. Se, nel corso di uno dei prossimi anni, il fabbisogno annuale fosse
superiore alla dotazione prevista per tale anno, il contributo aggiuntivo
necessario proverrà principalmente da una riallocazione dei fondi a partire
dagli strumenti di finanziamento che comportano una programmazione geografica,
in particolare in caso di attivazione del massimale aggiuntivo opzionale. L’impatto
di bilancio della possibile attivazione del massimale aggiuntivo opzionale
dovrebbe essere calcolato sulla base delle previsioni aggiornate sulla
dotazione necessaria al momento della revisione intermedia.
Il fabbisogno previsto per il periodo 2014-2020
tiene conto dell’impatto degli attuali ricorsi alla garanzia per i prestiti non
rimborsati dalla Siria nel 2012 e all’inizio del 2013, nonché degli ulteriori
ricorsi alla garanzia previsti durante i due anni successivi all’adozione della
presente proposta, se la situazione di inadempienza persiste nel corso di tali
anni. Tuttavia, tale dato non tiene conto del fabbisogno di bilancio
eccezionale, quale quello derivante ad esempio da ulteriori possibili inadempienze
nei pagamenti dovuti da altri beneficiari di prestiti o da adeguamenti della valutazione
delle attività del fondo. È infatti difficile stimare ulteriori potenziali
inadempienze di pagamento. Occorre ricordare che conformemente al regolamento
relativo al fondo di garanzia il rifinanziamento del fondo è una spesa
obbligatoria che, in caso di inadempienze impreviste, richiederebbe il ricorso
ad altre risorse della rubrica 4.
Le relazioni semestrali della Commissione al
Parlamento europeo e al Consiglio sulle garanzie coperte dal bilancio generale
consentono di tenere conto dei rischi massimi coperti dal bilancio (cfr. la
relazione [COM (2013) 211 e il documento di lavoro di accompagnamento dei
servizi SWD(2013)130 – situazione al 30 giugno 2012]). 
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzo di stanziamenti
amministrativi 
–     
X  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzo di
stanziamenti amministrativi, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || 2018-2020 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 6,419 
 Altre spese amministrative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 6,419 
 Esclusa la RUBRICA 5[29] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese di natura amministrativa ||   ||   || 0,500 ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale esclusa RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 0,917 || 0,917 || 1,417 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 6,919 
 TOTALE || 0,917 || 0,917 || 1,417 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 0,917 || 6,917 
3.2.3.2.   Fabbisogno previsto di risorse
umane
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzo di risorse umane 
–     
X  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzo di
risorse umane, come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2016 || 2018-2020 
  Posti della tabella dell’organico (funzionari e agenti temporanei) 
 XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 7 || 7 || 7 || 7 || 7 || 7 || 7 
 XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[30] 
 XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 04 yy[31] || -in sede[32] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (AC, END e INT – ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 02 (AC, END e INT – ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 7 || 7 || 7 || 7 || 7 || 7 || 7 
Titolo 01.03 – Affari economici e finanziari
internazionali è il settore o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell’azione
e/o riassegnato all’interno della stessa DG, integrato dall’eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell’ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || Le attività principali derivanti dalla proposta sono le seguenti: - Preparazione della proposta legislativa - Follow up della procedura legislativa con il Parlamento europeo e il Consiglio - Relazioni e comunicazioni con la BEI, in particolare per la preparazione delle relazioni, la preparazione e il follow-up degli accordi di garanzia e recupero, gli orientamenti operativi regionali, gli eventuali ricorsi alla garanzia dell’Unione, - Follow-up dei progetti d’investimento della BEI nel contesto dell’articolo 19 dello statuto della BEI, - Esecuzione della procedura annuale di bilancio e gestione del fondo di garanzia, - Elaborazione delle relazioni prescritte dalla normativa. 
 Personale esterno ||   
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
X  La proposta/iniziativa è compatibile con il
quadro finanziario pluriennale attuale.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l’applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[33].
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–     
X  La proposta/iniziativa non prevede il
cofinanziamento da parte di terzi 
–     
La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento
indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l’organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate
–     
¨  La proposta/iniziativa non ha incidenza finanziaria sulle entrate.
–     
X  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza
finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
X          sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l’esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[34] 
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo... ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
Se
il fondo di garanzia supera l’importo-obiettivo, l’eccedenza è riversata alla
linea del bilancio generale.
Il
metodo di calcolo dell’eventuale impatto sulle entrate è descritto in modo
particolareggiato nella parte 3.2.2 riguardante il meccanismo di funzionamento
del fondo di garanzia.
[1]               Decisione
che accorda alla Banca europea per gli investimenti una garanzia dell’Unione in
caso di perdite dovute a prestiti e garanzie sui prestiti a favore di progetti
realizzati al di fuori dell’Unione e che abroga la decisione n. 633/2009/CE (GU
L 280 del 27.10.2011, pag 1).
[2]               SWD(2013)XX.
[3]               GU
L 145 del 10.6.2009, pag. 10.
[4]               GU
L 280 del 27.10.2011, pag. 1.
[5]               GU
L 145 del 10.6.2009, pag. 10
[6]               COM(2011)
842 definitivo.
[7]               GU
L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[8]               COM(2011)
838 definitivo.
[9]               COM(2011)
839 definitivo.
[10]             COM(2011)
840 definitivo.
[11]             COM(2011)
843 definitivo.
[12]             COM(2011)
844 definitivo.
[13]             COM(2011)
845 definitivo.
[14]             COM(2011)
841 definitivo.
[15]             Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è
in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell’UNSCR e con il parere
della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo. 
[16]             GU
L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[17]             Regolamento
(CE, Euratom) n. 480/2009 del Consiglio, del 25 maggio 2009, che
istituisce un fondo di garanzia per le azioni esterne (GU L 145 del 10.6.2009,
pag. 10).
[18]             ABM:
Activity Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity Based
Budgeting (bilancio per attività).
[19]             A
norma dell’articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario.
[20]             http://www.eib.org/projects/cycle/monitoring/rem.htm
[21]             Si noti che se, alla scadenza dell’attuale mandato il 31
dicembre 2013, il Parlamento europeo e il Consiglio non hanno adottato una
decisione per accordare una nuova garanzia dell’Unione alla BEI per le sue
operazioni di finanziamento al di fuori dell’Unione, la decisione n. 1080/2011/UE
prevede che tale periodo sia automaticamente prorogato di sei mesi.
[22]             Le
spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html.
[23]             SD
= Stanziamenti dissociati / SND = Stanziamenti non dissociati.
[24]             EFTA:
Associazione europea di libero scambio. 
[25]             Paesi
candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati dei Balcani occidentali.
[26]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all’attuazione di programmi e/o
azioni dell’UE (ex linee “BA”), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[27]             I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio: numero di scambi di
studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.).
[28]             Quale
descritto nella sezione 1.4.2. “Obiettivo/obiettivi specifici…”.
[29]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all’attuazione di programmi e/o
azioni dell’UE (ex linee “BA”), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[30]             AC=
agente contrattuale; INT = personale interinale (intérimaire); JED = giovane
esperto in delegazione (jeune expert en délégation). AL= agente locale; END=
esperto nazionale distaccato.
[31]             Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee “BA”).
[32]             Principalmente
per i fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[33]             Cfr.
punti 19 e 24 dell’Accordo interistituzionale.
[34]             Per
quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi doganali, contributi
zucchero), gli importi indicati devono essere importi netti, cioè importi lordi
da cui viene detratto il 25% per spese di riscossione.