CELEX: E2011J0018
Language: it
Date: 2012-09-28 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 28 settembre 2012 , nella causa E-18/11 — Irish Bank Resolution Corporation Ltd contro Kaupthing Bank hf. (Articolo 34 SCA — Ricorso contro una decisione che presenta una richiesta di parere consultivo — Risanamento e liquidazione degli enti creditizi — Direttiva 2001/24/CE — interpretazione conforme)

31.1.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 29/6
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 28 settembre 2012
   nella causa E-18/11
   Irish Bank Resolution Corporation Ltd contro Kaupthing Bank hf.
   (Articolo 34 SCA — Ricorso contro una decisione che presenta una richiesta di parere consultivo — Risanamento e liquidazione degli enti creditizi — Direttiva 2001/24/CE — interpretazione conforme)
   2013/C 29/07
   Nella causa E-18/11 Irish Bank Resolution Corporation Ltd contro Kaupthing Bank hf. — RICHIESTA alla Corte, a norma dell'articolo 34 dell'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia presentata da Héraðsdómur Reykjavíkur (tribunale distrettuale di Reykjavík), riguardo all'interpretazione dell'articolo 14 della direttiva 2001/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi — la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente (giudice relatore), Per Christiansen e Páll Hreinsson, giudici, ha pronunciato il 28 settembre 2012 la propria sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1)
            
            
               in caso di discrepanza tra le diverse versioni linguistiche, va considerata come espressione del senso di una disposizione del diritto SEE la versione che rispecchia l'obiettivo e l’impostazione generale delle norme previste dalla direttiva nonché i principi generali del diritto SEE.
            
         
               2)
            
            
               L'articolo 14 della direttiva 2001/24/CE, del 4 aprile 2001, in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi, osta ad una disposizione di diritto nazionale che, in seguito alla pubblicazione di un invito all'insinuazione di un credito rivolto ai creditori conosciuti che hanno domicilio, residenza permanente o sede in altri Stati SEE, consenta l'annullamento di crediti che non sono stati insinuati, anche se tali creditori non sono stati informati individualmente e la legislazione nazionale richiede l'insinuazione del credito ai fini del suo riconoscimento.
            
         
               3)
            
            
               Sebbene l'accordo SEE non imponga che la disposizione di una direttiva integrata nell'accordo SEE sia direttamente applicabile e prevalga su una norma nazionale che non recepisce correttamente nel diritto interno la norma SEE pertinente, il tribunale nazionale è obbligato, per quanto possibile, a conseguire il risultato perseguito dalla direttiva in questione attraverso un'interpretazione del diritto nazionale conforme alle disposizioni del diritto SEE.