CELEX: C2003/275/13
Language: it
Date: 2003-11-15 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 30 settembre 2003 nella causa C-76/01 P: Comité des industries du coton et des fibres connexes de l'Union européenne (Eurocoton) e a. ("Ricorso proposto avverso una sentenza del Tribunale di primo grado — Dumping — Mancata adozione da parte del Consiglio di una proposta di regolamento che impone dazi antidumping definitivi — Assenza della maggioranza semplice necessaria per l'adozione del regolamento — Decorrenza del termine di inchiesta antidumping — Nozione di atto impugnabile — Obbligo di motivazione")

15.11.2003               IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                C 275/7
                   SENTENZA DELLA CORTE                                         2)    L’art. 7, n. 2, della direttiva 90/435/CEE, va interpretato nel
                                                                                      senso che consente un’imposizione come il prelievo del 5 %
                                                                                      previsto dalla convenzione sulla doppia imposizione oggetto del
                          (Quinta Sezione)                                            procedimento principale anche se tale prelievo, in quanto si
                                                                                      applica ai dividendi versati dalla società controllata alla sua
                                                                                      società capogruppo, costituisce una ritenuta alla fonte ai sensi
                         25 settembre 2003                                            dell’art. 5, n. 1, della medesima direttiva.
                                                                                3)    Dall’esame della terza questione non sono emersi vizi di forma
nella causa C-58/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale                               o di procedura idonei ad inficiare la validità dell’art. 7, n. 2,
del Special Commissioners of Income Tax): Océ van der                                 della direttiva.
 Grinten NV contro Commissioners of Inland Revenue (1)
                                                                                (1) GU C 134 del 5.5.2001.
(«Direttiva 90/435/CEE — Imposta sulle società — Società
madri e figlie di Stati membri diversi — Nozione di trattenuta
                              alla fonte»)
                           (2003/C 275/12)
                                                                                                    SENTENZA DELLA CORTE
                     (Lingua processuale: l’inglese)
                                                                                                          30 settembre 2003
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                nella causa C-76/01 P: Comité des industries du coton et
                                                                                des fibres connexes de l’Union européenne (Eurocoton)
                                                                                                                 e a. (1)
Nel procedimento C-58/01, avente ad oggetto la domanda                          («Ricorso proposto avverso una sentenza del Tribunale di
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                         primo grado — Dumping — Mancata adozione da parte del
dell’art. 234 CE, dal Special Commissioners of Income Tax                       Consiglio di una proposta di regolamento che impone dazi
(Regno Unito) nella causa dinanzi ad essi pendente tra Océ van                  antidumping definitivi — Assenza della maggioranza sem-
der Grinten NV e Commissioners of Inland Revenue, domanda                       plice necessaria per l’adozione del regolamento — Decorrenza
vertente sull’interpretazione dell’articolo 5, n. 1, della direttiva            del termine di inchiesta antidumping — Nozione di atto
del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/CEE, concernente il                                    impugnabile — Obbligo di motivazione»)
regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di
Stati membri diversi (GU L 225, pag. 6), nonché sull’interpreta-
zione e la validità dell’art. 7, n. 2, della medesima direttiva, la                                         (2003/C 275/13)
Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg. M. Wathelet
(relatore), presidente di sezione, D.A.O. Edward, A. La Pergola,
P. Jann e A. Rosas, giudici, avvocato generale: sig. A. Tizzano,                                      (Lingua processuale: l’inglese)
cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale, ha
pronunciato il 25 settembre 2003 una sentenza il cui dispositi-
vo è del seguente tenore:                                                       (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
1)    Un’imposizione come il prelievo del 5 % previsto dalla
      convenzione sulla doppia imposizione, oggetto del procedimento
      principale, costituisce, nella misura in cui colpisce i dividendi         Nel procedimento C-76/01 P, Comité des industries du coton
      versati dalla società controllata con sede nel Regno Unito alla           et des fibres connexes de l’Union européenne (Eurocoton), con
      sua società capogruppo con sede in un altro Stato membro, una             sede in Bruxelles (Belgio), Ettlin Gesellschaft für Spinnerei und
      ritenuta alla fonte sugli utili distribuiti da una società controlla-     Weberei AG, con sede in Ettlingen (Germania), Textil Hof
      ta alla propria società capogruppo ai sensi dell’art. 5, n. 1,            Weberei GmbH & Co. KG, con sede in Hof (Germania),
      della direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/CEE,                 H. Hecking Söhne GmbH & Co., con sede in Stadtlohn
      concernente il regime fiscale comune applicabile alle società             (Germania), Spinnweberei Uhingen GmbH, con sede in Uhin-
      madri e figlie di Stati membri diversi. Per contro, nella misura          gen (Germania), F. A. Kümpers GmbH & Co., con sede in
      in cui colpisce il credito d’imposta cui tale distribuzione di            Rheine (Germania), Tenthorey SA, con sede in Éloyes (Francia),
      dividendi dà diritto nel Regno Unito, la detta imposizione non            Les tissages des héritiers de G. Perrin — Groupe Alain Thirion
      costituisce una ritenuta alla fonte vietata dall’art. 5, n. 1, della      (HPG—GAT Tissages), con sede in Cornimont (Francia), Éta-
      direttiva.                                                                blissements des fils de Victor Perrin SARL, con sede in
 ---pagebreak--- C 275/8                    IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             15.11.2003
Thiéfosse (Francia), Filatures et tissages de Saulxures-sur-                                        SENTENZA DELLA CORTE
Moselotte, con sede in Saulxures-sur-Moselotte (Francia), Tissa-
ge Mouline Thillot, con sede in Thillot (Francia), Filature                                                23 settembre 2003
Niggeler & Küpfer SpA, con sede in Capriolo (Italia), Standard-
tela SpA, con sede in Milano (Italia), (agenti: signori C. Stan-                 nella causa C-78/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
brook e P. Bentley, QC) con domicilio eletto in Lussemburgo                      del Bundesgerichtshof): Bundesverband Güterkraftver-
avente ad oggetto il ricorso diretto all’annullamento della                      kehr und Logistik eV (BGL) contro Repubblica federale di
sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle                          Germania, rappresentata dall’Hauptzollamt Friedrichsha-
Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) il 29 novembre                                                         fen (1)
2002, nella causa T-213/97, Eurocoton e a./Consiglio (Racc.
pag. II-3727), procedimento in cui l’altra parte è: Consiglio                    («Libera circolazione delle merci — Operazione di transito
dell’Unione europea (agenti: signor S. Marquardt in qualità di                   esterno — Circolazione con carnet TIR — Infrazioni o
agente, assistito dagli avv.ti G.M. Berrisch e H.P. Nehl) Regno                  irregolarità — Possibilità, per un’associazione garante, di
Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (agente: signor                        fornire la prova del luogo in cui l’infrazione o l’irregolarità è
K. Manji) e Tessival SpA, con sede in Azzano S. Paolo (Italia),                  stata commessa — Termine per fornire la prova — Esistenza,
la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez Iglesias, presidente,                 per lo Stato membro che ha constatato l’infrazione o
dai sigg. M. Wathelet e C.W.A. Timmermans, presidenti di                                l’irregolarità, dell’obbligo di ricercare tale luogo»)
sezione, dai sigg. C. Gulmann, D.A.O. Edward e P. Jann, dalle
sig.re F. Macken e N. Colneric, dai sigg. S. von Bahr (relatore),                                           (2003/C 275/14)
J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas, giudici, avvocato generale:
sig. F.G. Jacobs, cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore                                     (Lingua processuale: il tedesco)
principale, ha pronunciato il 30 settembre 2003 una sentenza
il cui dispositivo è del seguente tenore:                                        (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
1)    La sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità                    Nel procedimento C-78/01, avente ad oggetto la domanda
      europee 29 novembre 2000, causa T-213/97, Eurocoton e a./                  di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
      Consiglio, è annullata laddove riguarda i ricorrenti.                      dell’art. 234 CE, dal Bundesgerichtshof (Germania) nella causa
                                                                                 dinanzi ad esso pendente tra Bundesverband Güterkraftverkehr
                                                                                 und Logistik eV (BGL) e Repubblica federale di Germania,
2)    La decisione del Consiglio dell’Unione europea 16 maggio                   rappresentata dall’Hauptzollamt Friedrichshafen, interveniente:
      1997, divenuta definitiva il 21 maggio 1997, di non adottare               Préservatrice Foncière Tiard SA, domanda vertente sull’inter-
      la proposta di regolamento (CE) del Consiglio che impone un                pretazione degli artt. 454 e 455 del regolamento (CEE)
      dazio antidumping definitivo sulle importazioni di tessuti di              della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, che fissa talune
      cotone greggi originari della Repubblica popolare cinese,                  disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) del Consi-
      dell’Egitto, dell’India, dell’Indonesia, del Pakistan e della Turchia      glio n. 2913/92 che istituisce il codice doganale comunitario
      [COM (97) 160 def.] presentata dalla Commissione delle                     (GU L 253, pag. 1), la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez
      Comunità europee il 21 aprile 1997, è annullata laddove                    Iglesias, presidente, dai sigg. M. Wathelet, R. Schintgen e
      riguarda i ricorrenti.                                                     C.W.A. Timmermans, presidenti di sezione, dai sigg. C.
                                                                                 Gulmann, A. La Pergola e V. Skouris, dalle sig.re F. Macken e
                                                                                 N. Colneric, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas (relatore),
3)    Il ricorso per risarcimento danni è respinto.                              giudici, avvocato generale: sig. P. Léger, cancelliere: sig. H. von
                                                                                 Holstein, cancelliere aggiunto, ha pronunciato il 23 settembre
                                                                                 2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
4)    Il Consiglio dell’Unione europea e i ricorrenti sopportano le
      proprie spese del procedimento in primo grado.                             1)    L’art. 454, n. 3, primo comma, del regolamento (CEE) della
                                                                                       Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, che fissa talune
                                                                                       disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) del Consiglio
5)    Il Consiglio dell’Unione europea è condannato alle spese del                     n. 2913/92 che istituisce il codice doganale comunitario, non
      procedimento d’impugnazione.                                                     osta a che un’associazione garante, chiamata in giudizio da uno
                                                                                       Stato membro per il pagamento di dazi doganali sulla base di
                                                                                       un contratto di garanzia da lei concluso con tale Stato
6)    Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord sopporta                      conformemente alla convenzione doganale relativa al trasporto
      le proprie spese sia del procedimento in primo grado sia del                     internazionale di merci accompagnate dal carnet TIR, possa
      procedimento d’impugnazione.                                                     fornire la prova del luogo dove l’infrazione o l’irregolarità è
                                                                                       stata commessa, purché tale prova venga fornita nel termine
                                                                                       previsto da tale disposizione, il quale è un termine di decadenza.
                                                                                 2)    Gli artt. 454, n. 3, primo comma, e 455, n. 1, del regolamento
(1) GU C 108 del 7.4.2001.                                                             n. 2454/93 devono essere interpretati nel senso che l’associazio-
                                                                                       ne garante dispone, per fornire la prova del luogo dove
                                                                                       l’infrazione o l’irregolarità è stata effettivamente commessa, di
                                                                                       un termine di due anni che inizia a decorrere a partire dalla
                                                                                       data della domanda di pagamento rivoltale.