CELEX: 51993PC0453
Language: it
Date: 1993-09-29
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO E DEI MINISTRI DELLA SANITA DEGLI STATI MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO, RIGUARDANTE L' ESTENSIONE FINO A TUTTO IL 1994 DEL PIANO D' AZIONE 1991-1993 NEL QUADRO DEL PROGRAMMA "L' EUROPA CONTRO L' AIDS"

COMVIISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                              COM(93) 453 def.
                                              Bruxelles. 29 settembre 1993
                                Proposta di
                          DECISIONE DEL CONSIGLIO
                       E DEI MINISTRI DELLA SANITÀ DEGLI
   STATI MEMBRI. RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO. RIGUARDANTE L'ESTENSIONE
FINO A TUTTO IL 1994 DEL PIANO D'AZIONE 1991-1993 NEL QUADRO DEL PROGRAMMA
                          "L'EUROPA CONTRO L'AIDS"
                      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                 RELAZIONE
1.   INTRODUZIONE
Poiché contro l'Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita), malattia
sostenuta da un virus (Hiv), non esistono attualmente né vaccini né
cure, tanto più importante è cercare d'impedire la trasmissione del
vi rus.
Negli anni '80 nella Comunità europea il numero dei malati di Aids ha
registrato un rapido incremento-, da 86 noti fiche nel 1982 si è saliti a
un po' meno di        14.000 nel    1990, con una      tendenza    costante e
generalizzata all'aumento, cosicché alla data del 31 marzo 1993 il
totale dei casi accertati e notificati era di 83.973. Il numero dei
soggetti infettati da Aids nella Comunità, benché non quantificabile
esattamente, è tuttavia stimabile a mezzo milione circa.
L'andamento dell'epidemia nella Comunità, ricostruìbi le sulla scorta
dei dati raccolti e delle inchieste effettuate a partire dagli inizi
degli anni '80, rispecchia le modifiche intervenute nei comportamenti,
la reazione degli Stati membri e i progressi della medicina : in linea
generale, si è registrato un rallentamento nel ritmo di propagazione
della malattia fra i tossicodipendenti che fanno uso di droghe per via
endovenosa ed un'accelerazione tra gli eterosessuali e gli individui
cosiddetti "a preferenza sessuale non nota". Nell'ambito delle tendenze
proprie alle tre categorie principali (tossicomani per via endovenosa,
eterosessuali     ed   omosessuali)    sono  tuttavia     emerse     variazioni
significative d'ordine geografico, come un incremento del tasso di
trasmissione     fra   i tossicodipendenti    per    endovena    negli    Stati
meridionali della Comunità e consistenti riduzioni nella frequenza di
contagio fra certe categorie con comportamenti a rischio, come quella
dei maschi omosessuali, in alcuni paesi membri.
Il quadro attuale è in complesso quello d'una malattia che, pur avendo
rallentato    il   ritmo -assai    rapido- di     trasmissione     degli   anni
precedenti, continua tuttavia a diffondersi e che, se non interverranno
a breve termine progressi decisivi della medicina, rischia di divenire
endemica fra certi gruppi della popolazione. Vi sono in particolare
alcune    tendenze    preoccupanti    -tasso   relativamente      elevato    di
trasmissione in determinati ambienti, in ispecie quello carcerario, e
fra gruppi sfavoriti, come quello dei migranti; incremento costante
della casistica dei contagi per via eterossessuale e fra la popolazione
femminile- le quali possono considerarsi come segnali d'avvertimento
dei problemi a venire e ad un tempo come indicazioni dei settori in cui
c'è bisogno d'un accresciuto impegno. Il numero crescente di bambini ed
adulti sieropositivi e affetti da Aids conclamato imporrà infine nuovi
aggravi ai servizi e potrebbe ingenerare altri problemi sociali di
discriminazione e di stigmatizzazione.
In considerazione di questa situazione, gli Stati membri hanno ideato
programmi per combattere la diffusione della malattia e alleviarne le
conseguenze, ad integrazione e sostegno dei quali altre iniziative sono
state adottate a livello comunitario. Il Consiglio e i Ministri della
sanità degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio hanno approvato
una serie di documenti (il cui elenco è riportato nell'Allegato) sugli
aspetti della malattia interessanti la sanità pubblica; la Comunità ha
inoltre predisposto un programma d'assistenza contro l'Aids per i paesi
in via di sviluppo ed inserito la ricerca sull'Aids nel Programma
quadro di R&S tecnologico.
 ---pagebreak---  Il 4 giugno 1991 il Consiglio e i Ministri della sanità, riuniti in
 sede di Consiglio, adottavano inoltre una decisione per un piano
d'azione nel quadro del programma di sanità pubblica "L'Europa contro
 l'Aids", decorrente dal 1991 al 1993 e concentrato su iniziative di
 prevenzione, come l'informazione e l'educazione. Com'era prescritto
 dalla Decisione, in data 10 marzo 1993 la Commissione trasmetteva al
 Consiglio una relazione sulla messa in atto del piano d'azione nel
 biennio 1991-1992, in cui illustrava gli interventi adottati in vista
 degli obiettivi fissati nella decisione del Consiglio, riferiva sui
 primi risultati conseguiti in questo senso e precisava la scala di
 priorità delle iniziative già attuate - o da attuare - per la piena
 realizzazione degli obiettivi, in funzione delle tendenze cui si è
 accennato ai paragrafi che precedono, avvertendo che, a proprio parere,
 sussistevano validi motivi per proseguire l'attività comunitaria sugli
aspetti di sanità pubblica dell'Hiv e dell'Aids anche al di là della
scadenza del piano alla fine del 1993.
 Esaminata la relazione della Commissione, il Consiglio e i Ministri
della sanità riuniti in sede di Consiglio il 27 maggio 1993 hanno dato
mandato    alla   Commissione   d'intraprendere     i passi    necessari   per
proseguire le iniziative del programma "L'Europa contro l'Aids" anche
nel 1994, in previsione dell'entrata in vigore del Trattato d'unione
europea, il quaie all'art. 129 contempla la possibilità di iniziative
comunitarie nel settore della sanità pubblica. Valutata l'efficacia
dell'attività svolta finora, il Consiglio ha riconosciuto l'opportunità
di conservare nel suo complesso l'impostazione globale della propria
decisione precedente con la ripartizione in più aree d'azione, a
condizione di apportare talune modifiche agli obiettivi, di aggiungere
nuove aree d'intervento e di sopprimerne altre, in funzione delle nuove
esigenze degli Stati membri e in base alle conoscenze acquisite nel
frattempo    sulla   problematica,     l'evoluzione    e   l'andamento   della
malattia: in particolare, ha ritenuto utile di raggruppare in una sola
 le ex aree d'azione 1 e 2, di porre fine all'azione 6 - predisposta in
un momento in cui predominavano le preoccupazioni sulle probabili
conseguenze economiche della malattia - e di continuare l'azione 8
nell'ambito di altre azioni del programma, fra le quali                massima
 importanza è stata attribuita alla 7; ha deciso di avviare nuove
 iniziative d'informazione e di sensibilizzazione destinate, piuttosto
che all'opinione pubblica in generale, a certe categorie mirate, con
speciale    riguardo    alle popolazioni    migranti     e ad   altri   gruppi
socialmente sfavoriti; ha convenuto          inoltre,    in applicazione del
principio di sussidiarietà, d'impostare gli interventi della Comunità
 in modo da aiutare gli Stati membri a conseguire appieno gli obiettivi
che   loro stessi     si sono prefissi      nella    lotta contro    l'Aids e
potenziare il valore aggiunto delle iniziative comunitarie, riducento
ad e s . il sostegno all'organizzazione di convegni            e conferenze,
 incrementando in compenso gli aiuti alla conduzione di progetti pilota
e all'impianto di strutture d'assistenza e proseguendo quelle attività
di cui sia stata riscontrata la validità.
La presente proposta di decisione del Consiglio accoglie le opinioni
degli Stati membri e recepisce l'esperienza maturata dalla Commissione
nell'applicazione del primo piano d'azione: il nuovo programma che qui
si propone costituisce pertanto un ampliamento e un adattamento del
primo, di cui conserva la struttura essenziale, pur introducendo ad un
tempo alcune iniziative nuove e modificandone altre e sforzandosi di
precisare meglio      i risultati    attesi   dall'azione    comunitaria.   In
confronto al piano precedente, la presente proposta rispetta infine più
rigorosamente    il   principio   della   sussidiarietà,     riconoscendo   la
pluralità delle situazioni esistenti negli Stati membri e prevedendo
opportuni meccanismi di consultazione e idonee procedure di valutazione
per le azioni cui s'intende dar corso.
                                         i
 ---pagebreak---      OSSERVAZIONI ALLA PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
Preambolo
La presente proposta di decisione, scopo della quale è dare attuazione
pratica alle conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità,
riuniti in sede di Consiglio, in data 27 maggio 1993, sull'applicazione
e sul seguito a dare al Programma "L'Europa contro l'Aids", consta
d'una proposta del Consiglio comprendente una parte operativa di tre
articoli, più un allegato in cui sono specificati gli obiettivi delle
iniziat ive previste.
La proposta di decisione risponde direttamente al desiderio espresso
dal Consiglio di mantenere in vita anche nel 1994, oltre la scadenza
del piano d'azione attualmente in svolgimento, il programma "L'Europa
contro    l'Aids",    precisando    tuttavia   che, anziché una       semplice
prosecuzione di tutte le attività in essere, per il 1994 si richiederà
una serie di iniziative appositamente studiate sulla base dei risultati
ottenuti     finora    e   mirate    in   rapporto    all'attuale    andamento
del I'epidemi a.
Articolo 1
Con    l'articolo   si dà attuazione        legislativa   all'intenzione del
Consiglio di prorogare di un altro anno la validità del piano d'azione.
Articolo 2
L'articolo 2 dispone che gli stanziamenti destinati alle iniziative del
piano d'azione per il 1994 siano definiti nella procedura d'adozione
del bilancio: a titolo indicativo, nel progetto di bilancio per il 1994
è stata preventivata una dotazione di 9 milioni di ecu, già approvata
dalla Commi ss i one.
Articolo 3
L'articolo recepisce il desiderio del Consiglio di ricevere un rapporto
sull'attuazione del piano d'azione, con la precisazione che la
relazione sarà presentata         dopo   la conclusione delle       iniziative
previste.
 ---pagebreak--- Area d'azione n. 1
 In quest'area si incrociano due importanti direttrici d'azione-, da una
parte, le iniziative con le quali si cercherà di sondare le conoscenze,
gli atteggiamenti e i comportamenti della popolazione nei confronti
dell'Aids e, dall'altra, le iniziative con le quali ci si propone di
migliorare le conoscenze della popolazione e di correggerne i giudizi
sulla malattia e sulle sue conseguenze.
Compito essenziale riservato alla Comunità è la collazione di dati
sulle iniziative intraprese in tutti gli Stati membri e sul loro grado
di riuscita: le informazioni cosi raccolte permetteranno ai paesi
 interessati di riesaminare le proprie attività in una prospettiva
comunitaria e di trarre dall'esperienza altrui utili                spunti per
potenziare gli effetti dei propri programmi.
La Comunità, pur non organizzando campagne in proprio, può assistere
gli Stati membri nel coordinamento delle loro attività d'informazione e
di educazione: un'azione a livello comunitario può infatti servire ad
accrescere    la forza di penetrazione e l'effetto delle               campagne
 informative e ad evitare che i messaggi diffusi nei singoli paesi siano
fra loro in contraddizione.
Un    utile    elemento     integrativo    delle    campagne     pubbliche     è
 l'installazione di linee telefoniche di consulenza e soccorso e, più
recentemente, di reti elettroniche dati, alle quali gli intéressât
possono    attingere     informazioni   specifiche     sui   propri    problem
personali. Poiché tuttavia queste strutture non sono ancora disponibil
ovunque ed occorre inoltre garantire che le strutture di nuovo impianto
forniscano un servizio soddisfacente, ad es. curando l'esattezza e
 l'obiettività delle informazioni fornite e salvaguardando il segreto
medico, la Comunità può utilmente intervenire in questo campo per
stimolare    la diffusione     di   queste   iniziative e per mettere a
disposizione dei      servizi   di nuova costituzione       le conoscenze e
 l'esperienza di quelli che in altri paesi sono già in funzione da
tempo.
Area d'azione n. 2
Le categorie cui in primis deve rivolgersi            la prevenzione sono i
ragazzi e i giovani, tra i quali va curata una diffusione capillare
delle informazioni sulla malattia con modalità appropriate al grado di
maturità ed al livello culturale di ciascun gruppo o classe d'età,
operando sia all'interno delle strutture formali d'istruzione che al
loro esterno (come i circoli giovanili o i centri di vacanze):
qualunque sia la sede, l'informazione sulla malattia andrebbe in ogni
caso   impartita nel      contesto dei normali      programmi    scolastici    e
dell'educazione sessuale piuttosto che in lezioni separate. In questo
campo la Comunità può svolgere un'attività di sostegno, favorendo la
scambio di informazioni, la produzione di idoneo materiale didattico,
ecc. e aiutando gli Stati membri nell'attuazione dei loro programmi.
Area d'azione n. 3
Uno dei fattori favorenti la diffusione della malattia è l'espansione
del turismo e dei viaggi sia all'interno della Comunità che fra la
Comunità e i paesi terzi. Poiché tentativi di combattere il contagio
controllando    i movimenti     delle persone alle       frontiere    avrebbero
conseguenze inaccettabili e sarebbero per giunta inefficaci, la via da
seguire è anche qui quella dell'informazione e del lancio di campagne
specifiche, le quali, richiedendo necessariamente la partecipazione di
più Stati, sono più agevolmente ed efficacemente organizzabi I i a
I i vello comuni tar io.
 ---pagebreak--- Anche le carceri - a causa dell'uso in comune di aghi da siringa tra i
tossicomani e dei rapporti sessuali senza precauzioni tra detenuti -
sono ambienti potenzialmente favorevoli alla diffusione del virus Hiv.
Vista l'enorme varietà delle iniziative assunte per fronteggiare la
minaccia dell'Aids nelle prigioni e le differenze nell'impostazione e
nel tipo d'assistenza fornito ai detenuti malati o sieropositivi, anche
in questo settore può essere d'aiuto uno scambio di informazioni e lo
stimolo all'adozione di nuove metodiche.
Un'altra categoria a rischio - in alcuni Stati membri addirittura
quella che presenta la più alta percentuale di portatori della malattia
- è costituita dai tossicodipendenti che si iniettano la droga per via
endovenosa: per frenare la trasmissione del virus all'interno del
gruppo e da questo alla popolazione generale possono essere utili gli
scambi di idee su come ridurre il rischio d'infezione e come promuovere
la diffusione di regole razionali di comportamento.
Considerato che una quota crescente dei soggetti sieropositivi o
affetti da Aids è oramai costituita da donne, altre iniziative di
prevenzione utilmente promuovibili a livello comunitario potrebbero
essere mirate alla popolazione femminile, con particolare riguardo a
determinate categorie, come quella delle prostitute.
Oltre che sostenere la prevenzione, la Comunità può intervenire a
favore dei bambini con infezione da Hiv, il cui numero tende a crescere
col diffondersi dell'epidemia e per i quali - e per le loro famiglie -
c'è bisogno di un'intensa assistenza. Qui la Comunità può utilmente
promuovere scambi di informazioni fra gli Stati membri, che servano a
mettere a fuoco gli aspetti essenziali della problematica e a
potenziare l'efficacia delle misure adottate.
Visto che una percentuale consistente, per quanto in diminuzione, della
casistica dei contagi è costituita da maschi omosessuali e bisessuali,
occorrerà insistere negli sforzi diretti a prevenire nuovi casi
d'infezione all'interno di questa categoria, cercando in particolare di
raggiungere quei giovani che finora siano sfuggiti all'opera di
prevenzione. La Comunità potrebbe farsi promotrice di iniziative in
questa direzione ed aiutare gli Stati membri nello scambio di opinioni
ed informazioni sulle migliori modalità pratiche d'intervento.
Benché oggigiorno nella Comunità attuale, grazie alle precauzioni ormai
universalmente adottate come il trattamento termico del sangue e
controllo dei donatori, il pericolo di trasmissione del virus per v
trasfusionale sia minimo, è tuttavia necessario abbassare ancora
rischio residuo : una via sicura per raggiungere l'obiettivo è quella
di   sforzarsi   d'arrivare   all'autosufficienza    comunitaria  nella
preparazione di emoderi vati.
Area d'azione n. 4
Sebbene l'intervento comunitario non possa supplire all'iniziativa
degli Stati membri nell'assistenza sociale e psicologica ai malati di
Aids, la Comunità può cionondimeno dare un aiuto sia promuovendo la
raccolta e la diffusione di informazioni sulla malattia e sui servizi
di sostegno, affinché chi ha bisogno di servizi specializzati sappia
dove trovarli, sia stimolando lo scambio di informazioni sulle modalità
più efficaci di organizzare tali servizi.
Area d'azione n. 5
Considerando che requisito indispensabile per       la formulazione di
strategie efficaci nella lotta contro la malattia è la disponibilità di
dati epidemiologici attendibili, la Comunità può fare molto in questo
 ---pagebreak--- settore favorendo la collazione e lo spoglio dei dati, soprattutto a
 livello comunitario: tra le iniziative concrete in questo senso
potrebbe figurare l'aiuto all'instaurazione di collegamenti fra i
Centri operanti in questo campo in tutta la Comunità e alla formazione
di specialisti della disciplina.
La Comunità potrà inoltre favorire lo scambio di informazioni sui
provvedimenti adottati negli Stati membri per reagire all'epidemia,
affinché ciascun paese possa farsi una visione più ampia della
situazione e potenziare al massimo l'effetto delle proprie iniziative.
Area d'azione n. 6
Sin dall'inizio la Comunità si è opposta con forza alla discriminazione
dei sieropositivi e dei malati di Aids, giudicando          la pratica
insostenibile sotto il profilo etico e controproducente sotto quello
sanitario: una possibile iniziativa a livello comunitario in questo
campo sarebbe l'analisi e il raffronto delle esperienze maturate sulla
problematica nei singoli paesi membri.
Area d'azione n. 7
Le    iniziative  riguardanti   quegli   aspetti  dell'Aids   e   della
sieropositività da Hiv che rientrano nelle competenze della sanità
pubblica vanno intraprese tenendo conto del lavoro in corso nella
Comunità sugli altri aspetti dell'Aids, soprattutto la ricerca e
l'assistenza ai paesi in via di sviluppo, dato che, curando contatti e
collegamenti con gli altri programmi, si possono attivare effetti di
sinergia ed evitare giustapposizioni e doppioni.
                                     b
 ---pagebreak--- REPERTORIO DEI DOCUMENTI      ELABORATI DALLA COMUNITÀ' EUROPEA SULLA
PROBLEMATICA DELL'AIDS
Risoluzione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri,
riuniti in sede di Consiglio, del 29 maggio 1986, sull'Aids (GU C
184 del 23 luglio 1986, p. 21).
Conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli
Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 maggio 1987,
relative all'Aids (GU C 178 del 7 luglio 1987, p. 1).
Conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli
Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 31 maggio 1988,
sull'Aids (GU C 197 del 27 luglio 1988, p. 8 ) .
Risoluzione del Consiglio e dei Ministri della P.l. riuniti in sede
di Consiglio, del 23 novembre 1988, sull'educazione alla salute
nelle scuole (GU C 3 del 5 gennaio 1989, p. 1).
Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988, in
materia di Aids (GU C 28 del 3 febbraio 1989, p. 1).
Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988, in
materia di Aids e luogo di lavoro (GU C 28 del 3 febbraio 1989, p.
2).
Risoluzione del Parlamento europeo in data 30 marzo 1989 sulla
lotta contro l'Aids (GU C 158 del 26 giugno 1989, p. 477).
Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989, sulla
prevenzione dell'Aids nei tossicodipendenti per via parenterale (GU
C 185 del 22 luglio 1989, p. 3 ) .
Conclusioni del Consiglio e dei Ministri delia sanità degli Stati
membri, riuniti    in sede di Consiglio, del         16 maggio 1989,
concernente la sensibilizzazione del personale sanitario (GU C 185
del 22 lugI io 1989, p. 6 ) .
Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989, relative
al miglioramento del        sistema generale di     raccolta di dati
epidemiologici, compresa l'applicazione della nuova definizione
dell'Aids (GU C 185 del 22 luglio 1989, p. 7 ) .
Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri, riuniti    in sede di Consiglio, del         16 maggio 1989,
concernente le future attività di prevenzione e di controllo
dell'Aids a livello comunitario (GU C 185 del 22 luglio 1989, p.
8).
Risoluzione del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 22 dicembre 1989,
relativa alla lotta contro l'Aids (GU C 10 del 16 gennaio 1990, p.
3).
Decisione del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri riuniti in sede di Consiglio, del 4 giugno 1991, riguardante
l'adozione d'un piano d'azione nel quadro del Programma "L'Europa
contro l'Aids" (GU L 175 del 4 luglio 1991, p. 26).
Relazione della Commissione sull'attuazione per il biennio 1991-
1992 del piano d'azione rientrante nel Programma "L'Europa contro
l'Aids" (C0MO93) 42 def. del 10 marzo 1993).
Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 27 maggio 1993.
 ---pagebreak---      PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO E DEI MINISTRI DELLA SANITÀ DEGLI
      STATI MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO, RIGUARDANTE L'ESTENSIONE
  FINO A TUTTO IL 1994 DEL PIANO D'AZIONE 1991-1993 NEL QUADRO DEL PROGRAMMA
                              L'EUROPA CONTRO L'AIDS"
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ     EUROPEE  E  I MINISTRI  DELLA  SAN ITÀ DEGLI  STATI
MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
Vista la proposta della Commissione^1^,
Visto il parere del Parlamento europeo^ 2 ),
Visto il parere del Comitato economico e sociale*3^,
considerando  che   le conclusioni  del  Consiglio e dei   Ministri   della Sanità
riuniti   in sede  di  Consiglio  del  27.5.1993  affermano   che  è  assolutamente
indispensabile continuare le attività del programma "L'Europa contro l'AIDS",
(1) GU n.
(2) GU n.
(3) GU n.
                                        S
 ---pagebreak--- considerando che il piano d'azione adottato con decisione 91/317 del Consiglio
e   dai   Ministri    della     Sanità    degli     Stati   membri,       riuniti     in   sede   di
            (4)
Consiglio        il  4 giugno       1991  nel    quadro   del    programma      "L'Europa     contro
l'AIDS", scade alla fine del 1993,
considerando che in futuro le azioni specifiche di                   lotta contro      l'AIDS, nel
quadro dell'art.      129 del Trattato sull'Unione europea, firmato a Maastricht
il    7.2.1992,     dovrebbero       essere     avviate    soprattutto         incoraggiando      la
cooperazione     tra   gli   Stati    membri    e, se    necessario,       appoggiando      la  loro
azione in questo settore,
considerando     che   sono    necessari     provvedimenti      di    transizione,       in   attesa
dell'entrata in vigore del Trattato sull'Unione europea, affinché le attività
già avviate possano continuare nel 1994,
considerando che la proroga del piano d'azione 1991-1993 fino a tutto il 1994
consentirà di proseguire le attività già avviate,
considerando che in questa proroga si dovrà tener conto del contenuto della
comunicazione     della    Commissione      al   Consiglio    e   al    Parlamento     riguardante
l'attuazione     del   piano    d'azione     nel    1991-1992     nel    quadro    del    programma
                                 5)
'L'Europa contro      l'AIDS"*       nonché la valutazione di cui alla decisione del
Consiglio e dei Ministri         della Sanità degli Stati membri             riuniti    in sede di
Consiglio    del   4 giugno     1991    che   approva un    piano      d'azione     1991-1993 nel
                                                                4
quadro   del    programma    "L'Europa      contro    l'AIDS"* *     e   degli    elementi     nuovi
emersi in materia di lotta contro .1'AIDS,
 (4) GU L 175 del 4.7.91, p. 24
(5) COM(93) 42 def.
 ---pagebreak---   DECIDONO:
                                         Articolo 1
  1.    Il piano d'azione     1991-1993 nel    quadro del    programma  "L'Europa   contro
       l'AIDS" è prorogato      fino al 31 dicembre 1994.
 2.    La Commissione, in stretta collaborazione con le competenti autorità degli
       Stati membri, attua il piano d'azione specificato in al legato secondo le
      modalità previste al I'articolo 1 della decisione 91/317/CEE.
                                         Articolo 2
 1    Gli    stanziamenti    destinati    alle   attività   previste   saranno  adottati
      nell'ambito del la procedura di bilancio.
                                        Articolo 3
1.   La    Commissione,   in   collaborazione    con  »l  Comitato   consultivo   di  cui
     al l'articolo H 1 ) del la decisione 91/317/CEE valuterà sistematicamente le
     azioni intraprese e le priorità definite.
2     II Consiglio e i Ministri della Sanità degli Stati membri, riuniti in sede
     di Consiglio, procederanno       ad una valutazione dell'efficacia delle azioni
     intraprese.
     A    tale scopo  la Commissione presenterà       al  Consiglio una    relazione al
     termine dei d'azione. La relazione verrà trasmessa anche al Parlamento
     europeo.
                                           Fatto a
                                                  K?
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO
                                   PIANO DI AZIONE 1994
AREA DI ATTIVITÀ 1. Valutazione delle conoscenze, degli               atteggiamenti     e dei
                       comportamenti     del  grande     pubblico    e   di  taluni    gruppi
                       obiettivo (persone con abitudini o viventi             in ambienti a
                       rischio, emarginati, informazione e sensibilizzazione di
                       tale pubblico e di tali gruppi.
Promozione    e  valutazione     dei  risultati    delle   indagini    svolte   negli    Stati
membri   e  a   livello   comunitario    sulle    conoscenze,    gli    atteggiamenti     e i
comportament i.
Valutazione    della  necessità     e  della  opportunità     di   intraprendere    studi    a
livello    comunitario    per     accrescere   le     informazioni     esistenti    in    aree
part icolar i.
Studi  sulle campagne     di   informazione   condotte presso       il grande pubblico e
gruppi obiettivo della popolazione quali omosessuali e bisessuali, minoranze e
migranti; divulgazione dei risultati; incentivazione di scambi che consentano
di raffrontare le esperienze degli Stati membri.
Promozione di progressi metodologici per la misura dei cambiamenti               intervenuti
a livello di conoscenze, atteggiamenti e comportamenti,              e per la valutazione
dell'impatto, su     tali   comportamenti,    delle misure      di   prevenzione    adottate
negli Stat i membr i.
Elaborazione di strategie per accrescere            il coordinamento      e  le connessioni
tra le campagne condotte negli Stati membri e di possibili provvedimenti della
Comunità   che possono completare o contribuire a queste                campagne,   compreso
l'impiego   dei   media   e   la   produzione   di    materiali   specifici    come    quelli
destinati   a rendere   l'informazione facilmente accessibile per opinionisti e
figure-guida.
                                                 Il
 ---pagebreak---   Promozione di provvedimenti per accrescere la comprensione e la consapevolezza
  della popolazione riguardo ai problemi        posti dall'epidemia alla società nei
  suo complesso, ai singoli e alle famiglie direttamente colpite.
  Incentivazione dei meccanismi      telefonici   e  informatizzati   di risposta nella
  Comunità e di centri che forniscono informazioni alla popolazione o a gruppi
  specifici, nonché promozione degli scambi di esperienze tra di essi.
 Diffusione   dei   dati   retativi    alle  conoscenze,    agli   atteggiamenti    e  ai
 comportamenti, nonché di quelli riguardanti le misure di prevenzione.
 AREA DI ATTIVITÀ 2.        Provvedimenti per bambini e giovani
 Esame e scambio di informazioni sull'educazione in materia di HIV/AIDS nelle
 scuole e in altri    istituti   di  istruzione e di formazione per giovani negli
 Stati membri e sul modo in cui detta educazione si inserisce nel programma di
educazione    sessuale   e    di  educazione     sanitaria   in   questi   istituti   di
 istruzione.
Scambio di   informazioni    sui programmi    di educazione    in materia di HIV/AIDS
destinati ai bambini e ai giovani al di fuori del sistema scolastico e loro
 interazione con   i programmi    generali  di educazione sanitaria      all'interno e
all'esterno del sistema scolastico.
Promozione di progetti     pilota   di educazione     in materia   di Hiv/AlDS che si
inseriscano nell'educazione sanitaria        generale e promozione dell'educazione
dei bambini e dei giovani all'interno e all'esterno dei sistema di istruzione,
compresi  i programmi specifici per te minoranze.
                                                  ti
 ---pagebreak--- AREA DI ATTIVITÀ 3. Prevenzione   della   trasmissione dell'HIV   tra gruppi   e
                     ambienti particolari
Viaggi e turismo
Studi e scambi di informazioni e di esperienze riguardanti i problemi connessi
con il turismo, con i viaggiatori all'interno della Comunità e in/da altri
paesi e in zone di confine con Stati non comunitari; promozione di progetti
pilota e reti con l'obiettivo di svolgere un'azione preventiva in centri
turistici, zone di frontiera e altri luoghi pertinenti.
Carceri
Esame e scambio di informazioni sugli attuali regimi nella Comunità per i
soggetti  sieropositivi    o  colpiti   dall'AIDS  in  ambiente  carcerario,   e
segnatamente sulle procedure di ammissione, durante la detenzione e dopo la
scarcerazione, sull'educazione dei detenuti, sulla formazione del personale,
nonché sulla possibilità di una prevenzione specifica e di provvedimenti volti
a  ridurre effetti nefasti.
Promozione di progetti pilota in cooperazione con gli Stati membri che tengano
conto delle normative e delle situazioni locali intesi ad elaborare nuovi
metodi di assistenza sanitaria e di aiuto per i portatori di HIV e AIDS,
riducendo il rischio della trasmissione di HIV e migliorando la formazione
fornita al personale dei servizi sanitari nelle carceri.
Tossicodipendenti per via parenteral»
Valutazione    delle    conoscenze,    atteggiamenti   e    comportamenti    dei
tossicodipendenti per via parenteral e riguardo all'ETV/AIDS ed esame delle
strategie di prevenzione dell'HIV; scambio di informazioni e di esperienze sui
metodi riguardanti la fornitura di aghi e siringhe sicuri; valutazione       del
possibile ruolo dei programmi terapeutici a base di metadone nella prevenzione
della trasmissione dell'HIV; esame dell'interazione dei provvedimenti adottati
negli Stati membri per combattere la tossicodipendenza con quelli relativi
ali'HIV/AIDS e conseguenze per l'epidemia.
                                            •5                            ^
 ---pagebreak--- Donne particolarmente esposte a rischi di contami nazione da HIV
Sintesi e scambio di informazioni sulla situazione delle donne a particolare
rischio   di   HIV  negli    Stati    membri,   comprese   le    prostitute     e   le  donne
tossicodipendenti nonché sulle azioni di prevenzione                intraprese per questa
categoria;    promozione    di   progetti     pilota   riguardanti      la   prevenzione    e
l'assistenza a favore di gruppi e ambienti particolari.
Trasmissione verticale dell'HIV dalla madre al figlio
Esame e scambi d'informazioni          sulla   trasmissione    dell'HIV dalla ma rire al
figlio negli Stati      membri    e   sulla  situazione   dei     bambini    e  dei   giovani
sieropositivi e dalle rispettive famiglie, segnatamente per quanto riguarda
l'accesso agli istituti d'istruzione; l'assunzione dell'onere delle spese e
l'assistenza sociale e psicologica; promozione di progetti pilota.
Altri gruppi con abitudini a rischio
Scambio di informazioni fra gli Stati membri sulle misure di prevenzione per
gruppi come giovani omosessuali o bisessuali, e promozione di progetti pilota.
Sicurezza del sangue e dei derivati
Continuazione degli sforzi per promuovere l'autosufficienza                 della Comunità
attraverso   donazioni    volontarie     e  non   retribuite     di   sangue.    Scambio   di
informazioni    tra  gli   Stati    membri   sui progressi      fatti    in materia     e  su
conoscenze» atteggiamenti e comportamenti delle persone per quanto riguarda le                S
trasfusioni.
AREA DI ATTIVITÀ 4.         Assistenza sociale e psicologia
Elaborazione    e diffusione    di    manuali,   bollettini    di    informazione    e  guide
aggiornate    sulla   prevenzione     della   trasmissione    dell'HIV,     sull'assistenza
sanitaria    e   sulla   terapia,     nonché   sulle   organizzazioni       che    forniscono
 informazioni e supporto; promozione di reti di organizzazioni, soprattutto nel
settore non governativo.
Scambio di esperienze sui modelli di assistenza e di sostegno ai sieropositivi
e agli ammalati     di AIDS e promozione di         studi  sugli     aspetti   psico-sociali
del t'MI V/AIOS.
                                             *t
 ---pagebreak--- AREA DI ATTIVITÀ 5.            Raccolta di dati relativi ali'HIV/AIDS
Adeguato supporto a sistemi di monitoraggio epidemiologico negli Stati membri
per migliorare       la qualità    e   l'accessibilità ai        dati   a  livello comunitario,
nonché   sostegno     al  centro europeo      di   sorveglianza       epidemiologica      dell'AIDS
(Centro    di    collaborazione      OMS-CE   di   Parigi)      per    garantire    un    ulteriore
sviluppo    della    sua   attività    di  meticolosa       rilevazione     dei  dati    a  livello
comunitario e di svolgimento di analisi.
Incentivazione       degli    sforzi    per   accrescere       e   migliorare      la    formazione
epidemiologica in materia di HIV/AIDS e in aree correlate nella Comunità e per
creare legami tra le istituzioni responsabili negli Stati membri.
Esame delle      circostanze    particolari     e scambio di        informazioni     sui   soggetti
contaminati      che   restano    asintomatici     per     lunghi   periodi,     e  dei    problemi
riguardanti     il ruolo delle altre malattie coinvolte nell'AIDS.
Scambio di informazioni sugli sviluppi significativi                  in ciascuno Stato membro
e  a  livello comunitario nell'evoluzione              dell'epidemia      e problemi      connessi,
compresi      problemi      economici,     nonché      sui     provvedimenti       adottati     per
r isolver Ii.
AREA DI ATTIVITÀ 6.            Misure    volte   a    combattere       la  discriminazione      nei
                               riguardi delle persone contagiate dall'HIV e dal l'AIDS
                               e del loro "entourage"
Analisi   della     situazione    in ordine all'attuazione negli             Stati  membri    delle
disposizioni      in materia di      lotta contro     le discriminazioni, enunciate nella
risoluzione del Consiglio e dei Ministri della Sanità degli Stati membri del
22 dicembre 1989^6), esame e scambio d'informazioni, in cooperazione con gli
Stati membri, sulle misure adottate in questi ultimi per evitare o attenuare
le discriminazioni, soprattutto nei settori summenzionati.
Analisi, a livello comunitario e in cooperazione con gli Stati membri, delle
situazioni     discriminatorie       esistenti   o    potenziali      negli   Stati    membri,   in
particolare      nei    settori     del   lavoro,      dell'assicurazione,         dell'alloggio,
dell'istruzione e del sistema sanitario.
(6) GU n. C 10 del       16.1.1990, p. 3
                                                     lb>
 ---pagebreak--- AREA DI ATTIVITÀ 7.        Coordinamento     con   altri   programmi   riguardanti
                            I'HIV/AIDS
Promozione   di  stretti   collegamenti  con   i programmi  comunitari riguardanti
I'HIV/AIDS,   compresa   la  ricerca   e l'assistenza  internazionale, al  fine di
garant i re una complementar i tà con tali programmi e migliorare I' immagine de I I a
Comuni tà.
                                              \L
 ---pagebreak---                            SCHEDA FI MANZIAft IA
1. Denominazione dell'azione:
   Proposta di decisione del Consiglio       e dei Ministri della sanità
   degli Stati membri, riuniti in sede      di Consiglio, riguardante la
   proroga sino alla fine del 1994 del      piano d'azione 1991-1993 nel
   quadro del Programma "L'Europa contro     l'Aids"
2. Voce di bilancio imputabile:
   B 3-4301
3. Fondamenti giuridici:
   Risoluzione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri,
   riuniti in sede di Consiglio, del 29 maggio 1986, sull'Aids (GU C
   184 del 23 luglio 1986, p. 21).
   Conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli
   Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 maggio 1987,
   relative all'Aids (GU C 178 del 7 luglio 1987, p. 1).
   Conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli
   Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 31 maggio 1988,
   sull'Aids (GU C 197 del 27 luglio 1988, p. 8 ) .
   Risoluzione del Consiglio e dei Ministri della P.l. riuniti in sede
   di Consiglio, del 23 novembre 1988, sull'educazione alla salute
   nelle scuole (GU C 3 del 5 gennaio 1989, p. 1).
   Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988, in
   materia di Aids (GU C 28 del 3 febbraio 1989, p. 1).
   Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, riuniti in sede di Consiglio, del 15 dicembre 1988, in
   materia di Aids e luogo di lavoro (GU C 28 del 3 febbraio 1989, p.
   2).
   Risoluzione del Parlamento europeo in data 30 marzo 1989 sulla
   lotta contro l'Aids (GU C 158 del 26 giugno 1989, p. 477).
   Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989, sulla
   prevenzione dell'Aids nei tossicodipendenti per via parenterale (GU
   C 185 del 22 luglio 1989, p. 3 ) .
   Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, riuniti    in sede di Consiglio, del         16 maggio 1989,
   concernente la sensibilizzazione del personale sanitario (GU C 185
   del 22 lugI io 1989, p. 6 ) .
                                         ti
 ---pagebreak---    Conclusion! del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, riuniti in sede di Consiglio, del 16 maggio 1989, relative
   al miglioramento del          sistema generale di  raccolta  di  dati
   epidemiologici, compresa l'applicazione della nuova definizione
   dell'Aids (GU C 185 del 22 luglio 1989, p. 7 ) .
   Conclusioni del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, riuniti        in sede di Consiglio, del     16 maggio  1989,
   concernente le future attività di prevenzione e di controllo
   dell'Aids a livello comunitario (GU C 185 del 22 luglio 1989, p
   8).
   Risoluzione del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, riuniti       in sede di Consiglio, del 22 dicembre 1989,
   relativa alla lotta contro l'Aids (GU C 10 del 16 gennaio 1990, p.
   3).
   Decisione del Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri riuniti in sede di Consiglio, del 4 giugno 1991, riguardante
   l'adozione d'un piano d'azione nel quadro del Programma "L'Europa
   contro l'Aids" (GU L 175 del 4 luglio 1991, p. 2 6 ) .
   Relaziona della Commissione sull'attuazione per il biennio 1991-
   1992 dei p a n o d'azione rientrante nel Programma "L'Europa contro
    l'Aids" (CCM(193) 42 def. del 10 marzo 1993).
   Conclusioni rie I Consiglio e dei Ministri della sanità degli Stati
   membri, ri uri ti in sede di Consiglio, del 27 maggio 1993.
   Descr i z ì one de I I'az i one
   4.1 Obiettivo generale dell'azione: si veda l'Allegato 1 alla
        proposta di Decisione del Consiglio e dei Ministri della sanità
        degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, riguardante la
        proroga sino alla fine del 1994 del piano d'azione 1991-1993
        nel quadro del Programma "L'Europa contro l'Aids".
   4.2 Durata prevista: dal 1° gennaio 1994 al 31 dicembre 1994.
        Modalità di rinnovo e di proroga: da definire.
5. Classificazione fra le spese obbligatorie-non obbligatorie:
   Non obbl i gator i a.
6. Natura della spesa:
   Concessione di aiuti finanziari a progetti cofinanziati da altre
   fonti del settore pubblico e/o privato (per importi non superiori
   ad una quota del costo totale di ciascun progetto).
                                       'S
 ---pagebreak--- 7.   Incidenza finanziaria
     7.1 II fabbisogno per lo svolgimento delle attività elencate era
          stato stimato in 9 milioni di ecu, per il cui calcolo si era
          fatto riferimento alla dotazione destinata all'attuazione del
          Programma "L'Europa contro l'Aids" nel 1993, maggiorata delle
          aggiunte necessarie per il potenziamento di talune delle
           iniziative. Sebbene l'importo fosse già stato iscritto nel
          progetto di bilancio 1994, il Consiglio ha approvato uno
          stanziamento di 8,3 milioni di ecu.
     7.2 Ripartizione analitica dei costi:
VOCE DI SPESA      PREVENTIVO 1993  PROGETTO BILANCIO 1994
1. Indagini sul-           996.000                  996.000
 le conoscenze e
sui comportamenti
2. Informazione            498.000                  498.000
e sens ibi Ii zza-
zione del I'opi-
nione pubblica
3. Educazione              913.000                1.263.000
sanitaria dei
giovani
4. Prevenzione           1.743.000               2.093.000
del la trasmis-
sione del I'Hiv
5. Assistenza            1.660.000                1.660.000
soc i a I e, ps i co-
logica e sani ta-
r ia
6. Valutazione             249.000                  249.000
dei costi del-
I'infezione da
Hiv
7. Raccolta                249.000                  249.000
dei dat i
8. Promozione            1.577.000                1.577.000
del le r isorse
umane
9. Provvedi-               415.000                  415.000
menti per evi-
tare la discri-
minazione dei
soggetti porta-
tor i del I'infe-
zione
TOTALE                   8.300.000               9.000.000
                                     '*
 ---pagebreak--- RIPARTIZIONE ANALITICA                       PREVENTIVO 1994
1. Valutazione delle conoscenze e dei              996.000
comportament i
2. Iniziative destinate ai ragazzi ed            2.526.000
ai giovani
3. Prevenzione della trasmissione del            2.204.000
vi rus
4. Assistenza sociale e psicologica              1.660.000
5. Raccolta dei dati                               249.000
6. Lotta contro la discriminazione                 415.000
7. Coordinamento cogli altri programmi             250.000
TOTALE                                          8.300.000
8.  Provvedimenti a prevenzione    delle frodi  (e risultati  della loro
     applicazione)
     Esecuzione di controlli specifici presso i beneficiari degli aiuti
     per verificare i conti e le modalità di utilizzazione dei fondi.
    Controlli analoghi già effettuati nel corso dell'esercizio 1993 si
     sono dimostrati efficaci allo scopo.
9.  Analisi di efficacia dei costi
    9.1 Obiettivi specifici e quantificabili; popolazione mirata:
         Sinergia con le iniziative attuate dagli enti internazionali
         operanti nel settore; rinforzo delle misure di lotta alla droga
         derivante dalle iniziative di prevenzione dell'Aids fra i
         tossicodipendenti; esaltazione della complementarità delle
         iniziative proposte sotto il profilo sociale, sanitario ed
         economi co.
         Incoraggiamento degli Stati membri a ideare propri strumenti e
         metodi di lotta contro l'Aids, a curare la cooperazione
         intracomunitaria e a potenziare l'accesso all'informazione
         mediante la creazione di reti transnazionali.
         Salvaguardia dell'equilibrio fra i fattori economici e le
         esigenze di tutela della salute pubblica e del benessere
         sociale.
                                        .o
 ---pagebreak---     9.2 Motivazione dell'azione-.
    Utilizzazione razionale dei fondi a bilancio, basata su:
    1-    un'applicazione        del     principio      di      sussidiarietà       per
          l'individuazione delle iniziative che si deciderà di attuare e
          per    la    cui     realizzazione      sarà    erogato    un    contributo
          f inanziar io-,
    2-    identificazione delle categorie destinatarie delle iniziative e
          dei mezzi informativi adeguati.
Nell'attuazione del programma la Commissione è assistita da un comitato
consultivo, composto da rappresentanti degli Stati membri, al cui esame
è sottoposto ad intervalli regolari un ampio ventaglio di problemi e
che consiglia       la Commissione       sulle priorità        da attribuire       alle
iniziative proposte.
Il programma sarà realizzato essenzialmente attraverso la concessione
d'un sostegno finanziario ai progetti attuati nei singoli Stati membri.
Per    la    selezione     dei    progetti    da    ammettere     a   contributo     si
applicheranno i criteri che si specificano di seguito:
          rispondenza      ad   almeno    uno    degli    obiettivi    definiti     nel
          programma
    -      "plusvalore"       comunitario      del     progetto      (partecipazione
          transnazionale, messa a punto di un modello applicabile in
          altri Stati membri, informazioni utilizzabili in altri Stati
          membr i, ecc. )
          esposizione chiara e motivazione delle richieste
          pertinenza della metodologia adottata
    -     competenza ed esperienza dell'istituzione richiedente
          disponibilità di fondi adeguati agli obiettivi
          sostegno al progetto da parte delle autorità nazionali.
    9.3 Control lo e valutazione del I'azione
    Indicatori scelti di efficacia
          Risultati e conclusioni delle riunioni di esperti.
          Esame degli atti dei convegni e degli elenchi dei partecipanti
          (quaii tà e quant ita).
          Stima della popolazione destinataria effettivamente raggiunta e
          misura    della     diffusione    ottenuta      con    i vari     mezzi    di
          comunicazione -
          Valutazione di determinati           progetti     (aspetti    finanziari    e
          tecnici) effettuata da funzionari              e/o collaboratori        della
          Commissione.
          Studio de I le re Iazioni interlocutorie sulle iniziative previste
          e    finanziate,      per    l'eventuale      adozione     di     interventi
          correttor i.
          Affidamento ad organismi          esterni    dell'esecuzione di         studi
          d'efficacia.
          Pertinenza della metodologia utilizzata dagli organizzatori.
          Rispondenza dei fondi disponibili agli obiettivi.
          Chiara definizione degli obiettivi di partenza.
          Competenza ed esperienza degli enti richiedenti.
          Diffusione dei risultati.
                                         Jl
 ---pagebreak---     Modalità e cadenza delle operazioni di valutazione
        Stesura di relazioni     interlocutorie e finali sulle varie
         iniziative avviate nel settore.
        Messa a punto d'una scheda-tipo di valutazione dell'iniziativa,
        che i beneficiari dovranno compilare e trasmettere assieme al
         testo della relazione finale e che sarà controllata dai
        competenti funzionari della Commissione (sia in sede che sul
        posto).
    9.4 Congruenza con la programmazione finanziaria
        L'azione è prevista nella programmazione finanziaria della DG
        per gli anni interessati?
Solo gli obiettivi sono fissati in anticipo: la definizione delle
singole iniziative dipende in larga misura dai progetti che saranno
presentati al servizio competente nel corso dell'anno.
Nella scelta delle iniziative si seguiranno i seguenti criteri :
        compatibilità con gli obiettivi
    -    interesse comunitario dell'iniziativa proposta
        efficacia ed economicità ipotizzate
        popolazione che s'intende raggiungere o che è effettivamente
        raggiunta con l'iniziativa.
10. Spese amministrative (Parte A del bilancio)
    Personale richiesto esclusivamente per l'azione in oggetto
    In aggiunta al personale già disponibile (un funzionario di grado
    A, un esperto nazionale di grado A e tre unità esterne, di cui una
    corrispondente al grado B e una al grado C) ci sarà bisogno di
    quattro funzionari di grado A, uno di grado B e due di grado C. A
    questo fabbisogno di personale supplementare si potrebbe far fronte
    tramite spostamenti all'interno dei servizi della Commissione.
    Stanziamenti per il personale
    Lo stanziamento   necessario è preventivato  in 693.000 ecu per i
    1994.
                                       n
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM (93) 453 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              05
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-500-IT-C
                                                             ISBN 92-77-59546-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo
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