CELEX: 52013DC0370
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on Austria’s 2013 national reform programme and delivering a Council opinion on Austria’s stability programme for 2012-2017

COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                    Bruxelles, 29.5.2013
                                                    COM(2013) 370 final
                                    Raccomandazione di
                        RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                        sul programma di riforma 2013 dell’Austria
   e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell’Austria 2012-2017
                                  {SWD(2013) 370 final}
IT                                                                                         IT
 ---pagebreak---                                             Raccomandazione di
                              RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                              sul programma di riforma 2013 dell’Austria
   e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell’Austria 2012-2017
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121,
   paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento
   della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento
   delle politiche economiche1, in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea2,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo3,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   previa consultazione del comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di
            lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un
            maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in
            cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
            competitività dell’Europa.
   (2)      Sulla base delle proposte della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio
            2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche
            degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
            sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione4, che
            insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a
            tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica
            e di occupazione.
   (3)      Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo hanno convenuto un patto per la crescita
            e l’occupazione che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello
            nazionale, dell’UE e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
            possibili. I capi di Stato o di governo hanno convenuto le misure da adottare a livello
   1
            GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   2
            COM(2013) 370 final.
   3
            P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
   4
            Decisione 2013/208/UE del Consiglio, del 22 aprile 2013.
IT                                                       2                                              IT
 ---pagebreak---        degli Stati membri, in particolare affermando il pieno impegno verso il conseguimento
       degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni
       specifiche per paese.
   (4) Il 6 luglio 2012 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma
       nazionale di riforma 2012 dell’Austria e ha formulato il suo parere sul programma di
       stabilità aggiornato dell’Austria 2011-2016.
   (5) Il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita5,
       segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
       economiche 2013. Sempre il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla
       base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta6, in
       cui non annoverava l’Austria tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un
       esame approfondito.
   (6) Il 14 marzo 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità
       finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando
       la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
       crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione di prestiti all’economia,
       di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le
       conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
   (7) Il 16 aprile 2013 l’Austria ha presentato il suo programma di stabilità 2013 relativo al
       periodo 2012-2017 e il suo programma nazionale di riforma 2013. I due programmi
       sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
   (8) Sulla base della valutazione del programma di stabilità 2013 a norma del regolamento
       (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che l’Austria abbia compiuto considerevoli sforzi
       di risanamento per portare il bilancio sulla strada della correzione del disavanzo
       eccessivo. Visto il programma 2013, lo scenario macroeconomico su cui si fondano le
       proiezioni di bilancio è ottimistico. Obiettivo principale della strategia di bilancio
       delineata nel programma è la riduzione graduale del disavanzo pubblico fino a
       raggiungere il pareggio di bilancio in termini nominali entro il 2016 e l’obiettivo di
       bilancio a medio termine entro il 2015. Il programma conferma il precedente obiettivo
       a medio termine pari allo 0,45% del PIL, che è in linea con i requisiti del patto di
       stabilità e crescita. In base alle proiezioni attuali, l’Austria è sulla buona strada per
       correggere il suo disavanzo eccessivo entro il 2013, dato che il disavanzo pubblico si è
       attestato al 2,5% del PIL nel 2012 e, secondo le previsioni della Commissione,
       dovrebbe ulteriormente scendere rispettivamente al 2,2% del PIL nel 2013 e all’1,8%
       del PIL nel 2014. Possono tuttavia sorgere costi supplementari dovuti alla liquidazione
       di una grande banca che potrebbe far aumentare in modo considerevole il disavanzo.
       Dopo un forte miglioramento, superiore al percorso di aggiustamento richiesto dalla
       procedura per i disavanzi eccessivi nel 2012, il disavanzo strutturale di bilancio
       dovrebbe salire all’1,8% nel 2013. Un lieve aumento del disavanzo strutturale
       nel 2013 è confermato anche dalle previsioni della Commissione. Secondo le
       informazioni contenute nel programma per il periodo a partire dal 2014, il saldo
       strutturale ricalcolato prevede un aggiustamento strutturale superiore allo 0,5%
       nel 2014 e nel 2015 che consentirà all’Austria di raggiungere l’obiettivo a medio
       termine due anni prima di quanto previsto dallo scenario presentato nel programma,
       ovvero nel 2015 invece che nel 2017. Per quanto riguarda il parametro di riferimento
       della spesa, secondo le informazioni fornite nel programma, si prevede che il tasso di
   5
       COM(2012) 750 final.
   6
       COM(2012) 751 final.
IT                                              3                                                 IT
 ---pagebreak---         crescita della spesa pubblica, al netto di misure discrezionali, negli anni 2014 e 2016
        contribuisca a un aggiustamento strutturale annuo verso l’obiettivo a medio termine
        dello 0,5% del PIL. Il calo significativo del rapporto spesa/PIL previsto nello scenario
        del programma è però molto ambizioso, poiché implica che la spesa in relazione al PIL
        scenda a uno dei livelli più bassi degli ultimi 15 anni. Si prevede che l’Austria
        attraverserà il periodo di transizione dal 2014 al 2016 per quanto riguarda
        l’ottemperanza al criterio del debito, e i piani elaborati dovrebbero garantire sufficienti
        progressi in questo senso.
        Il rafforzamento del quadro di bilancio ha lasciato perlopiù invariate le relazioni di
        bilancio tra i livelli amministrativi nonché la sovrapposizione di responsabilità, e le
        incongruenze tra le responsabilità in materia di finanziamento e di spesa costituiscono
        tuttora un problema. Il complesso meccanismo di accordi continui tra il governo
        nazionale, gli organismi erogatori di prestazioni previdenziali e il livello sub-federale
        rappresenta un rischio per l’attuazione delle misure che mirano a contenere la spesa
        sanitaria. Nel settore dell’istruzione le negoziazioni su una proposta in sei punti, che
        comprende l’abolizione delle autorità scolastiche a livello distrettuale, sono un passo
        avanti verso la razionalizzazione delle responsabilità tra i vari livelli amministrativi;
        sono però necessarie ulteriori semplificazioni per ridurre in modo più sostanziale la
        frammentazione.
   (9)  Si prevede che il potenziale della forza lavoro dell’Austria si contrarrà a partire
        dal 2020 e che l’economia richiederà competenze maggiori e più diffuse. Vi sono
        margini per ottimizzare l’occupazione della popolazione in età lavorativa, soprattutto
        le donne, gli immigrati e i lavoratori più anziani.
   (10) I lavoratori più anziani hanno un tasso di occupazione inferiore alla media dell’UE
        (43,1% contro il 48,8%) e quasi il 30% delle persone è disoccupato o in malattia per
        un periodo che varia da 1,5 a 3 anni immediatamente prima di andare in pensione. Il
        ricorso ancora piuttosto diffuso ai regimi di prepensionamento e invalidità e l’età
        pensionabile legale relativamente bassa per le donne (60 anni), che sarà innalzata solo
        in modo molto graduale, hanno un impatto negativo sull’offerta di manodopera dei
        lavoratori più anziani.
   (11) Sebbene l’Austria registri un tasso di occupazione femminile relativamente alto
        (70,3% rispetto al 62,4% a livello dell’UE nel 2012), vi sono ancora margini per
        aumentarlo riducendo la segmentazione di genere nel mercato del lavoro. La quota di
        donne occupate a tempo parziale è tra le più elevate dell’UE ed è limitata la
        disponibilità di strutture per l’infanzia e servizi di assistenza di lunga durata. Il tasso di
        occupazione femminile misurato in equivalenti a tempo pieno (55,6% nel 2012)
        suggerisce tuttavia che l’Austria abbia particolari difficoltà nello sfruttare appieno il
        potenziale della forza lavoro femminile. Inoltre il numero di donne presenti nei lavori
        marginali è due volte superiore, con una forte concentrazione nella fascia di attività a
        basso reddito. Ciò comporta un divario retributivo tra generi del 24%, che per entità è
        il terzo nell’UE. La riduzione dell’onere fiscale sui lavoratori a basso reddito potrebbe
        incentivarli a una maggiore partecipazione al mercato del lavoro. La struttura del
        sistema fiscale austriaco offre l’opportunità di spostare il peso fiscale su altre fonti
        aventi una minore incidenza negativa sulla crescita. Di fatto, in Austria il gettito
        fiscale generato dalle imposte patrimoniali rappresenta lo 0,5% del PIL ed è
        decisamente inferiore alla media dell’UE, pari al 2,1% del PIL. In particolare, il gettito
        delle imposte sui beni immobili, che si ritiene abbiano la minore incidenza negativa
        sulla crescita, si colloca al terz’ultimo posto nell’UE e nel 2011 era pari allo 0,2% del
        PIL (media dell’UE: 1,3%).
IT                                                4                                                    IT
 ---pagebreak---    (12) Con il 19% della popolazione in età lavorativa nel 2011 nato all’estero, l’Austria
        registra una delle maggiori quote di immigrati in età lavorativa tra i paesi dell’OCSE. I
        migranti incontrano spesso difficoltà sul mercato del lavoro, hanno un tasso di
        disoccupazione molto più elevato (pari al 9,7% contro il 3,6%) e un tasso di
        occupazione più basso (62,8% per i cittadini extra-UE27 contro il 76,4% per i cittadini
        austriaci). Le persone con un passato di migrazione sono inoltre occupate e pagate al
        di sotto delle loro reali qualifiche tre volte di più rispetto ai cittadini austriaci (2008:
        il 27,5% contro il 9,7%), presentano un livello inferiore di istruzione e un rischio di
        povertà due volte più elevato (26,6% contro il 12,6%).
   (13) Le proiezioni per le spese pensionistiche e l’assistenza sanitaria a medio e lungo
        termine rappresentano un rischio per la sostenibilità delle finanze pubbliche. Anche le
        proiezioni relative alle spese per l’assistenza di lunga durata indicano un rischio in
        termini di sostenibilità, sebbene in misura minore. Le recenti riforme del sistema
        pensionistico sono atte a ridurre entro certi limiti i rischi relativi alla sostenibilità se
        accompagnate da miglioramenti delle condizioni del mercato del lavoro che
        consentano di prolungare la permanenza in attività dei lavoratori più anziani. Occorre
        tuttavia armonizzare più rapidamente l’età pensionabile tra uomini e donne e collegare
        l’età pensionabile legale all’aumento della speranza di vita. Occorre affrontare la
        questione della sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitario e dell’assistenza di lunga
        durata alla luce della necessità e domanda crescente di assistenza di lunga durata. Le
        misure adottate di recente nel settore sanitario sembrano andare nella direzione giusta,
        benché un’attenta valutazione della loro efficacia debba essere effettuata nei prossimi
        anni. Vi sono margini per migliorare la prevenzione, la riabilitazione e l’autonomia
        della persona al fine di contenere in futuro i costi dell’assistenza di lunga durata.
   (14) Da diversi studi e test comparativi internazionali emerge che in Austria i risultati
        scolastici della fascia di età dai 10 ai 15 anni sono inferiori alla media, nonostante la
        spesa pubblica per l’istruzione, pari al 6,01% del PIL, sia decisamente al di sopra della
        media dell’UE del 5,41%. Più del 25% dei giovani di 15 anni ha scarse capacità di
        lettura e i risultati sono appena migliori in matematica. Il divario tra i risultati dei
        giovani con un passato di migrazione e quelli dei loro coetanei nati nel paese è fra i più
        elevati dell’UE. Il numero crescente degli studenti di istruzione superiore mette sotto
        pressione il sistema finanziario e organizzativo, ma è bassa la percentuale di quanti
        terminano gli studi. Le responsabilità relative alla gestione e al finanziamento del
        sistema di istruzione sono inoltre frammentate.
   (15) L’Austria è uno degli Stati membri che trarrebbe i benefici maggiori (in termini di
        PIL) dalla riduzione delle barriere alla fornitura di servizi transfrontalieri. Notevoli
        barriere continuano tuttavia a impedire l’accesso e la concorrenza effettiva nel settore
        dei servizi. Queste barriere sono particolarmente pronunciate nelle libere professioni e
        nel settore del trasporto ferroviario. I servizi professionali svolgono un ruolo
        importante nel mercato dei servizi alle imprese, che rappresenta il 10% del PIL e
        l’11% dell’occupazione totale. Sussistono restrizioni per accedere al settore dei servizi
        ed esercitarvi determinate professioni, ad esempio in materia di forma giuridica e
        partecipazioni. È estremamente importante valutare quanto siano necessarie tali
        restrizioni e se i medesimi obiettivi di interesse pubblico possano essere raggiunti
        mediante regimi normativi semplificati. Mentre una recente modifica del diritto della
        concorrenza rafforzerà i poteri dell’autorità austriaca garante della concorrenza, le
        risorse finanziarie e umane a disposizione di questo organo sono ancora inferiori ai
        livelli osservati in economie di dimensioni analoghe o addirittura minori.
IT                                               5                                                   IT
 ---pagebreak---    (16) L’Austria ha compiuto progressi nella cooperazione transfrontaliera tra autorità di
        vigilanza finanziaria del paese di origine e del paese ospitante. È stata inoltre portata
        avanti la ristrutturazione delle banche nazionalizzate o parzialmente nazionalizzate che
        hanno beneficiato di aiuti alla ristrutturazione. A causa dei rischi connessi con un
        ulteriore deterioramento della qualità delle attività di queste banche, sussistono
        tuttavia focolai di vulnerabilità che vanno attentamente monitorati.
   (17) Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa
        della politica economica dell’Austria e ha valutato il programma di stabilità e il
        programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della
        loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica
        socioeconomica dell’Austria, ma anche della loro conformità alle norme e agli
        orientamenti dell’UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica
        dell’Unione europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell’UE per le
        future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo
        trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 7.
   (18) Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità e il
        suo parere7 trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
   (19) Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi della
        politica economica della zona euro nel suo complesso, in base alla quale il Consiglio
        ha formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è
        l’euro. L’Austria dovrebbe assicurare anche l’attuazione piena e tempestiva di tali
        raccomandazioni,
   RACCOMANDA che l’Austria adotti provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
   1.     attuare il bilancio 2013 come previsto al fine di correggere il disavanzo eccessivo in
          modo duraturo e compiere lo sforzo di aggiustamento strutturale indicato nella
          raccomandazione del Consiglio nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi;
          una volta corretto il disavanzo eccessivo, proseguire lo sforzo di aggiustamento
          strutturale al ritmo opportuno in modo da raggiungere l’obiettivo a medio termine
          entro il 2015; razionalizzare le relazioni di bilancio tra i livelli amministrativi, ad
          esempio semplificando l’assetto organizzativo e allineando le responsabilità relative
          alle spese a quelle relative al finanziamento;
   2.     progredire nell’armonizzazione dell’età pensionabile tra uomini e donne; collegare
          l’età pensionabile legale alla speranza di vita; attuare e monitorare le recenti riforme
          che limitano l’accesso al prepensionamento e migliorare l’occupabilità dei lavoratori
          più anziani, onde innalzare l’età pensionabile effettiva e il tasso di occupazione dei
          lavoratori più anziani;
   3.     adottare nuove misure per aumentare la partecipazione delle donne al mercato del
          lavoro, in particolare migliorando ulteriormente le strutture per l’infanzia e i servizi
          per l’assistenza di lunga durata, e far fronte al problema dell’elevato divario di
          genere in termini di stipendi e pensioni; valorizzare pienamente sul mercato del
          lavoro il potenziale delle persone con un passato di migrazione migliorando il
          riconoscimento delle loro qualifiche e i loro risultati scolastici; ridurre senza
          implicazioni per il bilancio l’onere fiscale e previdenziale effettivo che grava sul
   7
        A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
IT                                                      6                                          IT
 ---pagebreak---             lavoro per i lavoratori a basso reddito, sfruttando maggiormente altre fonti di
            imposizione fiscale come le imposte patrimoniali;
   4.       attuare efficacemente le recenti riforme del sistema sanitario per garantire che si
            realizzino i previsti incrementi di efficienza in termini di costo; sviluppare un
            modello finanziariamente sostenibile per prestare assistenza di lunga durata e
            concentrarsi maggiormente sulla prevenzione, la riabilitazione e l’autonomia della
            persona;
   5.       migliorare i risultati scolastici, specialmente dei giovani svantaggiati, anche
            rafforzando l’istruzione nella prima infanzia e riducendo gli effetti negativi della
            differenziazione precoce dei percorsi di istruzione; migliorare ulteriormente la
            pianificazione strategica nell’istruzione superiore e rafforzare le misure per ridurre
            l’abbandono degli studi;
   6.       rafforzare ulteriormente le competenze e le risorse dell’autorità federale garante della
            concorrenza e monitorare l’attuazione della riforma del diritto della concorrenza;
            rimuovere le barriere eccessive per i prestatori di servizi; esaminare in particolare se
            le attuali restrizioni per l’accesso e l’esercizio delle professioni regolamentate siano
            giustificate dall’interesse generale, e promuovere la concorrenza, in particolare nel
            settore ferroviario;
   7.       al fine di mantenere la stabilità finanziaria, continuare a sorvegliare strettamente le
            banche nazionalizzate e parzialmente nazionalizzate e accelerarne la ristrutturazione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il presidente
IT                                                   7                                               IT