CELEX: 62010TN0451
Language: it
Date: 2010-09-28 00:00:00
Title: Causa T-451/10: Ricorso proposto il 28 settembre 2010 — Fuchshuber Agrarhandel/Commissione

20.11.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 317/46
            
         Ricorso proposto il 28 settembre 2010 — Fuchshuber Agrarhandel/Commissione
   (Causa T-451/10)
   ()
   2010/C 317/81
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Fuchshuber Agrarhandel GmbH (Hörsching, Austria) (rappresentante: avv. G. Lehner)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               Procedere ad un’audizione;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione europea a corrispondere alla ricorrente, nel termine di 14 giorni, la cifra di EUR 2 623 282,31 aumentata del 6 % di interessi annuali calcolati sull’importo di EUR 1 641 372,50, a decorrere dal 24 settembre 2007, e il 6 % di interessi annuali calcolati sull’importo di EUR 981 909,81 a decorrere dal 16 ottobre 2007;
            
         
               —
            
            
               dichiarare che la Commissione delle Comunnità europee è tenuta a risarcire la ricorrente per gli eventuali ulteriori danni riconducibili alla attribuzione, il 3 settembre 2007, del codice postale KUK459 e, il 17 settembre, KUK465.
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione delle Comunità europee a pagare, entro il termine di 14 giorni, le spese di procedimento alla ricorrente mediante il suo rappresentante.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La ricorrente chiede il risarcimento dei danni da essa subiti in conseguenza del fatto che sono mancate determinate quantità del mais da essa acquistato nel 2007, nell’ambito di due gare, dalle scorte dell’Organismo di intervento ungherese nei relativi magazzini.
   A sostegno del proprio ricorso la ricorrente afferma, tra l’altro, che la Commissione ha omesso di esercitare i suoi poteri di controllo nei confronti dell’organismo di pagamento ungherese né ha fatto pressione affinché tale organismo adempisse alle proprie obbligazioni. Inoltre, essa sostiene che non avrebbe subito alcun pregiudizio se la Commissione avesse stabilito, sia da un punto di vista giuridico che di fatto, requisiti e meccanismi di controllo più severi e specifici in relazione all’idoneità e all’affidabilità degli ammassatori, all’idoneità dei magazzini e dell’inventario, dell’identificazione e dell’immagazzinamento delle merci dell’intervento.