CELEX: 61969CJ0023
Language: it
Date: 1970-07-09 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 9 luglio 1970. # Anneliese Fiehn contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 23-69.

Avis juridique important

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61969J0023

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 9 LUGLIO 1970.  -  ANNELIESE FIEHN CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 23/69.  

raccolta della giurisprudenza 1970 pagina 00547 edizione speciale danese pagina 00095 edizione speciale greca pagina 00379 edizione speciale portoghese pagina 00423

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDIMENTO - RICORSO DI MERITO - CONCLUSIONI IRREGOLARI - CONDANNA D' UFFICIO  2 . PROCEDIMENTO - DECISIONE ADOTTATA A SEGUITO DELLA DOMANDA DI UN DIPENDENTE - RICORSO DI ANNULLAMENTO - TERMINE D' IMPUGNAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 91, N . 2 )  3 . DIPENDENTI - DIRITTI PECUNIARI - DETERMINAZIONE DA PARTE DELL' AMMINISTRAZIONE - ATTO LESIVO  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 91 )  4 . DIPENDENTI - RAZIONALIZZAZIONE DEI SERVIZI CONSEGUENTE AL TRATTATO SULLA FUSIONE - REGIME DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO - PENSIONE SENZA RIDUZIONE - CONDIZIONI PER LA CONCESSIONE  ( REGOLAMENTO N . 259/68, ART . 5 )  5 . DIPENDENTI - CONTEGGI FORNITI DALL' AMMINISTRAZIONE A TITOLO INFORMATIVO - NON CREANO DIRITTI A FAVORE DEGL' INTERESSATI  6 . DIPENDENTI - NORME COMUNITARIE - INFORMAZIONI INESATTE FORNITE DALL' AMMINISTRAZIONE - NON COSTITUISCONO ILLECITO  7 . DIPENDENTI - INFORMAZIONI INESATTE DELL' AMMINISTRAZIONE - RETTIFICA TARDIVA - COSTITUISCE ILLECITO  

Massima

1 . TRATTANDOSI DI UN RICORSO DI MERITO, LA CORTE, ANCHE IN MANCANZA DI CONCLUSIONI FORMALI IN TAL SENSO, HA IL POTERE NON SOLO D' ANNULLARE L' ATTO, MA ANCHE DI CONDANNARE D' UFFICIO IL CONVENUTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO .  2 . TRATTANDOSI DI UN RICORSO PROPOSTO CONTRO UNA DECISIONE DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO, ADOTTATA DALLA COMMISSIONE A SEGUITO DELLA DOMANDA PRESENTATA DAL RICORRENTE, IL TERMINE STABILITO DALL' ARTICOLO 91, N . 2, DELLO STATUTO DEL PERSONALE DECORRE DAL MOMENTO IN CUI LA DOMANDA SI RIVELA VIZIATA DA ERRORE DOVUTO AD UN ILLECITO DELLA COMMISSIONE E L' INTERESSATO E IN GRADO DI PROVARE CHE LA DECISIONE LEDE I SUOI DIRITTI .  3 . L' ATTO CON CUI L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA PRECISA DEFINITIVAMENTE I DIRITTI PECUNIARI DI UN DIPENDENTE E FISSA LE SOMME CH' ESSA S' IMPEGNA A VERSARGLI A CERTE DATE STABILITE E UN ATTO CHE PUO' RECARE PREGIUDIZIO AI SENSI DELL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO .  4 . IL BENEFICIO DEL DIRITTO ALLA PENSIONE SENZA RIDUZIONE, AI SENSI DELL' ARTICOLO 5 DEL REGOLAMENTO 259/68, E ACQUISITO SOLTANTO AI DIPENDENTI CHE AL TERMINE DEL PERIODO DI CORRESPONSIONE DELL' INDENNITA ABBIANO RAGGIUNTO L' ETA DI 55 ANNI .  5 . CONTEGGI FORNITI SOLTANTO A TITOLO INFORMATIVO, SE PURE DAGLI UFFICI COMPETENTI DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, NON HANNO IL CARATTERE DI ATTI CHE ATTRIBUISCANO DEI DIRITTI AI LORO DESTINATARI .  6 . IN LINEA DI MASSIMA, IL FATTO DI ADOTTARE UN' INTERPRETAZIONE INESATTA DI UNA NORMA AMMINISTRATIVA NON COSTITUISCE, DI PER SE STESSO, UN ILLECITO . NEPPURE LA CIRCOSTANZA CHE LE AUTORITA INVITINO GL' INTERESSATI AD INFORMARSI PRESSO DETERMINATI UFFICI COMPETENTI OBBLIGA NECESSARIAMENTE LE AUTORITA STESSE A GARANTIRE L' ESATTEZZA DELLE INFORMAZIONI FORNITE .  7 . IL FATTO CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA RITARDI A RETTIFICARE DELLE INFORMAZIONI INESATTE FIN DOPO IL MOMENTO IN CUI GL' INTERESSATI DEBBONO PRENDERE UNA DETERMINATA DECISIONE, COSTITUISCE UN ILLECITO, CHE RENDE RESPONSABILE LA COMUNITA PER LE CONSEGUENZE DELLE INFORMAZIONI INESATTE .  

Parti

NELLA CAUSA 23-69  ANNELIESE FIEHN, DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RESIDENTE IN DUESSELDORF, SCHADOWSTRASSE 87, CON L' AVV . HANS-JOSEPH RUEBER, DEL FORO DI COLONIA, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . ANDRE ELVINGER, 84, GRANDE-RUE, RICORRENTE  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . PIERRE LAMOUREUX, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL SIG . JUERGEN UTERMANN, CONSIGLIERE GIURIDICO DELLA COMMISSIONE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . EMILE REUTER, CONSIGLIERE GIURIDICO DELLA COMMISSIONE, 4, BOULEVARD ROYAL, CONVENUTA  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 18 GENNAIO 1969, 

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 2 GIUGNO 1969, LA RICORRENTE HA PROPOSTO UN RICORSO DIRETTO, IN VIA PRINCIPALE, ALL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 18 GENNAIO 1969, RELATIVA AD UN " AVVISO DI LIQUIDAZIONE DEI DIRITTI ALL' INDENNITA PREVISTA DALL' ARTICOLO 5 DEL REGOLAMENTO 259/68 " E, IN VIA SUBORDINATA, ALLA REINTEGRAZIONE DELLA RICORRENTE NELLA POSIZIONE AMMINISTRATIVA IN CUI SI TROVEREBBE SE NON AVESSE PRESENTATO LA DOMANDA IN DATA 18 APRILE 1968 - CON LA QUALE SOLLECITAVA L' APPLICAZIONE NEI SUOI CONFRONTI DI UN PROVVEDIMENTO DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO - E IN PARTICOLARE ALLA SUA RIASSUNZIONE AD UN POSTO ANALOGO NELL' ORGANICO DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE .  LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO  SULLA RICEVIBILITA  2 SI CHIEDE ALLA CORTE, PER QUANTO RIGUARDA LE PENSIONI CONTEMPLATE DALL' ARTICOLO 5 DEL REGOLAMENTO N . 259/68, DI RIPRISTINARE L' INTERPRETAZIONE DATA IN PRIMO TEMPO DALLA COMMISSIONE DELLA CEE E DI ANNULLARE, DI CONSEGUENZA, L' " AVVISO DI LIQUIDAZIONE DELL' INDENNITA DI CUI ALL' ARTICOLO 5 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 259/69 ", INVIATO ALLA RICORRENTE .  3 SE E VERO, COME SOSTIENE LA CONVENUTA, CHE NELL' AMBITO DELL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO LA CORTE NON PUO' PRONUNCIARSI IN ASTRATTO SULL' INTERPRETAZIONE DI UNA DETERMINATA NORMA DELLO STATUTO DEL PERSONALE, NELLA FATTISPECIE IL RICORSO E DIRETTO INNANZITUTTO CONTRO L' AVVISO SUMMENZIONATO . QUESTO HA LO SCOPO DI PRECISARE DEFINITIVAMENTE I DIRITTI PECUNIARI SPETTANTI ALLA RICORRENTE IN BASE ALLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  DAL SUO CONTENUTO RISULTA CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA INTENDEVA FISSARE CON TALE AVVISO LE SOMME CH' ESSA SI IMPEGNAVA A VERSARE ALLA RICORRENTE A CERTE DATE STABILITE .  4 TRATTANDOSI QUINDI DI UN ATTO CHE PUO' LEDERE LA RICORRENTE, IL RICORSO E RICEVIBILE .  NEL MERITO  5 LA RICORRENTE ASSUME CHE LA COMMISSIONE, RIFIUTANDOSI DI RICONOSCERLE IL DIRITTO ALLA PENSIONE SENZA RIDUZIONE A PARTIRE DALL' ETA DI 55 ANNI, HA VIOLATO L' ARTICOLO 5, N . 7, 4 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  QUESTA NORMA ATTRIBUISCE AD OGNI EX DIPENDENTE CHE SIA STATO OGGETTO DI UN PROVVEDIMENTO DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO E CHE ABBIA FRUITO DELL' INDENNITA PREVISTA DALL' ARTICOLO 5, IL DIRITTO ALLA PENSIONE SENZA RIDUZIONE AL RAGGIUNGIMENTO DELL' ETA DI 55 ANNI ED AL TERMINE DEL PERIODO IN CUI VIENE CORRISPOSTA L' INDENNITA .  6 DAL TESTO DELLA NORMA RICHIAMATA RISULTA CHIARAMENTE CHE IL BENEFICIO DEL DIRITTO ALLA PENSIONE SENZA RIDUZIONE E ACQUISITO SOLTANTO AI DIPENDENTI CHE, AL TERMINE DEL PERIODO DI CORRESPONSIONE DELL' INDENNITA, ABBIANO RAGGIUNTO L' ETA DI 55 ANNI . COLORO CHE, COME LA RICORRENTE, NON ABBIANO ANCORA RAGGIUNTO TALE ETA AL TERMINE DEL PERIODO IN CUI PERCEPISCONO L' INDENNITA, NON POSSONO FAR VALERE QUESTA NORMA .  7 D' ALTRA PARTE, LA CONTESTATA LIMITAZIONE DEL DIRITTO ALLA PENSIONE E DOVUTA A PRECISE RAGIONI DI CARATTERE SOCIALE . LA NORMA S' ISPIRA EVIDENTEMENTE AL FATTO CHE LE PERSONE DI ETA AVANZATA NON TROVANO GENERALMENTE, SE NON CON MOLTE DIFFICOLTA, UN NUOVO IMPIEGO EQUIVALENTE A QUELLO CHE OCCUPAVANO AL MOMENTO DELL' INTERRUZIONE DELLA CARRIERA . E' OPPORTUNO QUINDI CONCEDERE AGLI EX DIPENDENTI CHE AL TERMINE DEL PERIODO DI CORRESPONSIONE DELL' INDENNITA ABBIANO GIA RAGGIUNTO I 55 ANNI, E CHE QUINDI DIFFICILMENTE POTREBBERO TROVARE ALTRI REDDITI EQUIVALENTI ALLA CESSATA INDENNITA, IL DIRITTO ALLA PENSIONE ANTICIPATA .  8 PER CONTRO, SI PUO' PRESUMERE CHE GLI EX DIPENDENTI GIUNTI IN ETA MENO AVANZATA ALLA FINE DEL PERIODO DURANTE IL QUALE PERCEPISCONO L' INDENNITA E, IN GENERALE, PIU GIOVANI AL MOMENTO DELLA CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO, SIANO IN GRADO DI TROVARE, DURANTE IL SUDDETTO PERIODO, UN NUOVO IMPIEGO CON PROSPETTIVE DI STABILITA SUFFICIENTI, PER POTER FARE A MENO DEL DIRITTO ALLA PENSIONE ANTICIPATA .  9 LA NORMA IN QUESTIONE APPARE PERCIO' CONFORME ALLO SPIRITO E ALL' ECONOMIA DELLE NORME CHE REGOLANO ABITUALMENTE LA MATERIA, SEMPRE PENOSA, DELLE RIDUZIONI DI PERSONALE . L' INTERPRETAZIONE ADOTTATA NELLA DECISIONE IMPUGNATA E PERCIO' ESATTA .  10 LA RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO VIOLA I SUOI DIRITTI QUESITI . IN PROPOSITO, ESSA SI RIFERISCE AL CONTEGGIO DELLE SUE EVENTUALI SPETTANZE, FORNITO DAGLI UFFICI COMPETENTI DELLA COMMISSIONE CEE DURANTE IL MESE DI APRILE 1968 : QUESTI SI BASAVANO SU UN' INTERPRETAZIONE DELLA NORMA LITIGIOSA, SECONDO CUI IL DIRITTO ALLA PENSIONE SENZA RIDUZIONE ANDAVA RICONOSCIUTO A QUALSIASI EX DIPENDENTE TITOLARE DELL' INDENNITA, AL RAGGIUNGIMENTO DEI 55 ANNI ED AL TERMINE DEL PERIODO DI CORRESPONSIONE DELLA SUDDETTA INDENNITA .  11 QUESTO CONTEGGIO E STATO FORNITO SOLTANTO A TITOLO INFORMATIVO E NON POTEVA DETERMINARE I DIRITTI SPETTANTI ALLA RICORRENTE IN BASE AD UNA DETERMINATA SITUAZIONE GIURIDICA . AD ESSO NON SI PUO' QUINDI RICONOSCERE IL CARATTERE DI ATTO CHE ATTRIBUISCA DEI DIRITTI AL SUO DESTINATARIO .  L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, CHE E TENUTA AD APPLICARE IL REGOLAMENTO N . 259/68 NEL DETERMINARE I DIRITTI PECUNIARI DELLA RICORRENTE, NON POTEVA SEGUIRE L' INTERPRETAZIONE INESATTA SU CUI QUESTO CONTEGGIO SI FONDAVA, DAL MOMENTO CHE UN' ALTRA INTERPRETAZIONE SI ERA RIVELATA PIU ESATTA .  12 IL MEZZO RELATIVO ALLA PRETESA VIOLAZIONE DI DIRITTI QUESITI E QUINDI INFONDATO E LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO VA DI CONSEGUENZA RESPINTA .  LA DOMANDA DI RISARCIMENTO  SULLA RICEVIBILITA  13 IN SUBORDINE, PER IL CASO CHE LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO FOSSE RESPINTA, LA RICORRENTE CHIEDE DI ESSERE REINTEGRATA NELLA POSIZIONE AMMINISTRATIVA IN CUI SI TROVEREBBE SE NON AVESSE PRESENTATO, IL 18 APRILE 1968, UNA DOMANDA DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO, ED IN PARTICOLARE DI ESSERE RIASSUNTA AD UN POSTO ANALOGO NELL' ORGANICO DELLA COMMISSIONE .  ESSA FA VALERE CHE LA SUA DOMANDA DI FRUIRE DEL REGIME DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO ERA STATA DETERMINATA DA UN ERRORE SU UN ELEMENTO ESSENZIALE - LA DATA IN CUI AVREBBE ACQUISITO IL DIRITTO ALLA PENSIONE -, ERRORE DOVUTO ALLE INFORMAZIONI INESATTE FORNITE DALLA COMMISSIONE .  14 SECONDO LA CONVENUTA, QUESTA DOMANDA, CHE IMPLICA L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO 20 GIUGNO 1968, E IRRICEVIBILE PERCHE PRESENTATA OLTRE IL TERMINE IN CUI DETTA DECISIONE POTEVA, AI SENSI DELL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO, ESSERE OGGETTO DI UN RICORSO DI ANNULLAMENTO .  15 LA DECISIONE DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO VENIVA ADOTTATA DALLA COMMISSIONE A SEGUITO DELLA DOMANDA PRESENTATA DALLA RICORRENTE IL 18 APRILE 1968 . IL TERMINE PER PROPORRE RICORSO CONTRO DETTA DECISIONE NON PUO' DECORRERE, IN TAL CASO, CHE DAL MOMENTO IN CUI LA DOMANDA DEL 18 APRILE 1968, IN BASE ALLA QUALE VENIVA ADOTTATA LA DECISIONE IMPUGNATA, SI FOSSE RIVELATA VIZIATA DA ERRORE DOVUTO AD UN ILLECITO DELLA COMMISSIONE . POICHE TALE CIRCOSTANZA PUO' ESSERE EVENTUALMENTE ACCERTATA SOLTANTO MEDIANTE L' ESAME NEL MERITO DEL RICORSO, QUEST' ULTIMO NON PUO' ESSERE CONSIDERATO TARDIVO .  16 D' ALTRA PARTE, NEL CHIEDERE DI ESSERE RIASSUNTA " AD UN POSTO ANALOGO ", LA RICORRENTE HA INDICATO IN MODO SOMMARIO, MA, TENUTO CONTO DELLE CIRCOSTANZE, SUFFICIENTE, CH' ESSA TENDE IN SOSTANZA AD OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA LEI SUBITO IN SEGUITO ALL' ERRORE IN CUI E STATA INDOTTA .  NELLA REPLICA, ESSA HA PRECISATO LA NATURA DELLA SUA DOMANDA, CHIEDENDO, ALTERNATIVAMENTE, CHE LA COMMISSIONE VENGA CONDANNATA A PAGARLE UNA SOMMA EQUIVALENTE A QUELLA CH' ESSA AVREBBE PERCEPITO SE LE FOSSE STATA CONCESSA LA PENSIONE SENZA RIDUZIONE DURANTE IL PERIODO COMPRESO FRA I 55 E I 60 ANNI .  17 DEL RESTO, TRATTANDOSI NELLA FATTISPECIE DI UN RICORSO DI MERITO, LA CORTE, ANCHE IN MANCANZA DI CONCLUSIONI FORMALI IN TAL SENSO, HA IL POTERE NON SOLO DI ANNULLARE L' ATTO, MA ANCHE, SE DEL CASO, DI CONDANNARE D' UFFICIO LA CONVENUTA AL RISARCIMENTO DEL DANNO CAUSATO DA UN SUO ILLECITO .  NEL MERITO  18 PERCHE LA DOMANDA POSSA ESSERE ACCOLTA, DEV' ESSERE PROVATO CHE LA CONVENUTA E RESPONSABILE DI UN ILLECITO, IL QUALE HA CAUSATO ALLA RICORRENTE UN DANNO EFFETTIVO ED ATTUALE .  19 E' PACIFICO CHE GLI UFFICI COMPETENTI DELLA COMMISSIONE HANNO FORNITO ALLA RICORRENTE INFORMAZIONI INESATTE CIRCA I DIRITTI CH' ESSA AVREBBE POTUTO FAR VALERE IN CASO DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO . E' PURE PACIFICO CHE TALI INFORMAZIONI SONO STATE FORNITE IN SEGUITO ALL' INVITO, FATTO DALLA COMMISSIONE AI DIPENDENTI INTERESSATI, DI RIVOLGERSI AGLI UFFICI COMPETENTI PER OTTENERE CHIARIMENTI SUI LORO EVENTUALI DIRITTI, IN CASO DI APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 4 DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  20 DALLE OSSERVAZIONI SVOLTE DALL' AGENTE DELLA COMMISSIONE DURANTE LA FASE ORALE RISULTA CHE GLI UFFICI DI CUI TRATTASI AVEVANO APPURATO, FIN DALL' INIZIO DEL MESE DI APRILE, CHE LA LORO INTERPRETAZIONE DELLA DISPOSIZIONE CONTROVERSA DELL' ARTICOLO 5 ERA, SE NON INESATTA, ALMENO ASSAI DUBBIA, E CH' ESSA NON ERA CONDIVISA DAI CORRISPONDENTI UFFICI DELLA CECA E DELLA CEEA . IN REALTA, QUESTA CONSTATAZIONE E STATA IL MOTIVO PRINCIPALE PER CUI LA COMMISSIONE HA PUBBLICATO, IL 16 APRILE 1968, UNA COMUNICAZIONE IN CUI SI RICORDAVA CHE I CHIARIMENTI FORNITI ERANO DATI SOLO A TITOLO INDICATIVO E SENZA IMPEGNO .  21 ORA, SALVO ECCEZIONI, IL FATTO DI ADOTTARE UN' INTERPRETAZIONE INESATTA NON COSTITUISCE, DI PER SE STESSO, UN ILLECITO . NEPPURE LA CIRCOSTANZA CHE LE AUTORITA INVITINO GL' INTERESSATI AD INFORMARSI PRESSO DETERMINATI UFFICI COMPETENTI OBBLIGA NECESSARIAMENTE LE AUTORITA STESSE A GARANTIRE L' ESATTEZZA DELLE INFORMAZIONI FORNITE, NE LE RENDE PERCIO' RESPONSABILI DEL DANNO CHE POSSA EVENTUALMENTE CAUSARE UN' INFORMAZIONE INESATTA .  22 TUTTAVIA, SE SI PUO' METTERE IN DUBBIO L' ESISTENZA DI UN ILLECITO PER QUANTO RIGUARDA IL FATTO DI DARE INFORMAZIONI INESATTE, LO STESSO NON SI PUO' DIRE PER IL RITARDO COL QUALE GLI UFFICI HANNO PROVVEDUTO A RETTIFICARE LE INFORMAZIONI STESSE . IN EFFETTI, SEBBENE QUESTA RETTIFICA FOSSE GIA POSSIBILE FIN DAL MESE DI APRILE 1968, ESSA E STATA PROCRASTINATA, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, SINO ALLA FINE DELL' ANNO .  MENTRE SAREBBE STATO FACILE, CON UNA COMUNICAZIONE GENERALE O UN AVVISO INDIVIDUALE, RETTIFICARE UN ERRORE D' INTERPRETAZIONE TALE DA INVALIDARE TUTTA UNA SERIE DI CONTEGGI, LA COMUNICAZIONE DELL' APRILE 1968 SEMBRA RIFERIRSI SOLTANTO AD ERRORI DI CALCOLO O SIMILI, DIFFICILMENTE REPERIBILI ED EVENTUALMENTE IMPUTABILI ALLA AFFRETTATA REDAZIONE DEI PROSPETTI CONTABILI . UNA RETTIFICA CHE FOSSE INTERVENUTA VERSO IL 16 APRILE O POCO DOPO, CIOE PRIMA DEL MOMENTO IN CUI GL' INTERESSATI DOVEVANO PRENDERE UNA DECISIONE, AVREBBE CERTAMENTE ESONERATO LA CONVENUTA DA QUALSIASI RESPONSABILITA PER LE CONSEGUENZE DELLE INFORMAZIONI INESATTE . IL FATTO CHE TALE RETTIFICA SIA STATA OMESSA IMPLICA, PER CONTRO, LA RESPONSABILITA DELLE COMUNITA .  23 DALLA LETTERA INVIATA DALLA RICORRENTE AL DIRETTORE GENERALE DEL PERSONALE E DELL' AMMINISTRAZIONE IL 20 DICEMBRE 1968, NONCHE DAL RECLAMO DEL 10 FEBBRAIO 1969, RISULTA CHE LA DOMANDA DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO ERA STATA DETERMINATA DALLE INFORMAZIONI INESATTE CH' ERANO STATE FORNITE ALLA RICORRENTE E CHE NON ERANO STATE TEMPESTIVAMENTE RETTIFICATE . D' ALTRA PARTE, IL FATTO CHE, NELLA LETTERA E NEL RECLAMO SUMMENZIONATI, ESSA ABBIA RICHIESTO IN SUBORDINE LA SUA REINTEGRAZIONE IN SERVIZIO PRESSO LA COMMISSIONE AVVALORA LA CONVINZIONE CHE LA PROSPETTIVA DELLA PENSIONE SENZA RIDUZIONE, AL RAGGIUNGIMENTO DEI 55 ANNI, HA AVUTO UN PESO DETERMINANTE NELLA SUA DECISIONE DI SOLLECITARE L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 4 DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  24/25 LA RICORRENTE CHIEDE CHE IL DANNO CAUSATOLE DALL' ILLECITO DELLA COMMISSIONE VENGA RIPARATO, VUOI MEDIANTE LA SUA RIASSUNZIONE AD UN POSTO ANALOGO A QUELLO DA LEI PRECEDENTEMENTE OCCUPATO, VUOI MEDIANTE LA CONDANNA DELLA COMMISSIONE AL RISARCIMENTO DEI DANNI . IL RISARCIMENTO DEI DANNI COSTITUISCE, NELLA FATTISPECIE, LA FORMA DI RIPARAZIONE CHE MEGLIO RISPONDE SIA AGLI INTERESSI DELLA RICORRENTE, SIA ALLE ESIGENZE DEL SERVIZIO . IL DANNO CONSISTE ESSENZIALMENTE NEL FATTO CHE, CONTRARIAMENTE A QUANTO POTEVA RAGIONEVOLMENTE PREVEDERE, LA RICORRENTE SARA OBBLIGATA, ALL' ETA DI 55 ANNI, A SCEGLIERE FRA UNA PENSIONE RIDOTTA, DA PERCEPIRE IMMEDIATAMENTE, O UNA PENSIONE SENZA RIDUZIONE AL RAGGIUNGIMENTO DEL 60 ) ANNO, IN TAL CASO PERO' SENZA ALCUN DIRITTO A PRESTAZIONI NEL PERIODO INTERMEDIO .  26 STANDO COSI' LE COSE, LA COMMISSIONE VA CONDANNATA A VERSARE ALLA RICORRENTE, DAL MOMENTO IN CUI QUEST' ULTIMA AVRA RAGGIUNTO L' ETA DI 55 ANNI E FINO AI 60 ANNI, UNA RENDITA MENSILE EQUIVALENTE ALLE RATE DI PENSIONE CUI ESSA AVREBBE AVUTO DIRITTO SE AVESSE POTUTO APPLICARSI NEI SUOI CONFRONTI L' ARTICOLO 5, N . 7, 4 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  

Decisione relativa alle spese

27 LA RICORRENTE E RIMASTA IN PARTE SOCCOMBENTE . DA QUANTO PRECEDE RISULTA, TUTTAVIA, CHE IL RICORSO E STATO PROPOSTO IN SEGUITO AD UN ILLECITO IMPUTABILE ALLA CONVENUTA . STANDO COSI' LE COSE, QUEST' ULTIMA, A NORMA DELL' ARTICOLO 69 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, VA CONDANNATA ALLE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE ( PRIMA SEZIONE ),  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) E' RESPINTA LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 18 GENNAIO 1969, RELATIVA AD UN " AVVISO DI LIQUIDAZIONE DELL' INDENNITA DI CUI ALL' ARTICOLO 5 DEL REGOLAMENTO N . 259/68 ".  2 ) LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE E CONDANNATA A VERSARE ALLA RICORRENTE, DAL MOMENTO IN CUI QUEST' ULTIMA AVRA RAGGIUNTO L' ETA DI 55 ANNI E FINO AI 60 ANNI, UNA RENDITA MENSILE EQUIVALENTE ALLE RATE DI PENSIONE CUI ESSA AVREBBE AVUTO DIRITTO SE AVESSE POTUTO APPLICARSI NEI SUOI CONFRONTI L' ARTICOLO 5, N . 7, 4 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  3 ) LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE E CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .