CELEX: C2002/305/63
Language: it
Date: 2002-12-07 00:00:00
Title: Causa T-316/02: Ricorso della sig.ra Marie-Claude Girardot contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 15 ottobre 2002

C 305/30                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          7.12.2002
A sostegno delle sue pretensioni, il ricorrente fa valere che:                Essi fanno valere che la Commissione, nello stabilire che, in
                                                                              materia di regolamenti antidoping, il CIO non è un’impresa ai
—     l’applicazione retroattiva della decisione impugnata viola              sensi della giurisprudenza comunitaria, ha commesso un
      i principi che presiedono alla ripetizione dell’indebito, e,            errore manifesto di valutazione in fatto e in diritto. Sarebbe
      in particolare, l’art. 85 dello Statuto, nonché i principi del          evidente che il CIO non può essere assimilato ad un organo di
      legittimo affidamento e di buona amministrazione;                       servizio pubblico in materia di previdenza sociale e che non
                                                                              esercita pubblici poteri. Inoltre, i regolamenti in oggetto
—     ai fini dell’applicazione dell’art. 67 dello Statuto, l’assegno         influenzerebbero il comportamento di tutti gli atleti sul
                                                                              mercato delle prestazioni sportive che essi forniscono.
      d’orfano non costituisce un assegno di uguale natura
      rispetto all’assegno per figli a carico. Pertanto, non solo
      l’irregolarità dei pagamenti effettuati dall’amministrazione
      fino al febbraio 2002 non era evidente, ma in realtà                    In aggiunta, i ricorrenti evidenziano che la Commissione ha
      sarebbe irregolare la detrazione disposta tramite la deci-              commesso un errore manifesto di valutazione ritenendo che,
      sione impugnata.                                                        nel caso di specie, la limitazione della libertà degli atleti non
                                                                              costituisce una restrizione della concorrenza ai sensi dell’art. 81
                                                                              CE, dato che una tale limitazione sarebbe inerente all’organiz-
                                                                              zazione e al buon svolgimento della competizione sportiva. Le
                                                                              considerazioni della Commissione costituirebbero un’applica-
                                                                              zione manifestamente erronea dei criteri stabiliti dalla Corte di
                                                                              giustizia al punto 97 della sentenza Wouters (1), ed è palese
                                                                              che gli effetti restrittivi delle norme del CIO di cui trattasi non
                                                                              sarebbero inerenti al perseguimento dei nobili scopi della lotta
Ricorso dei sigg. David Meca-Medina e Igor Majcen                             contro il doping. Secondo i ricorrenti, spetta alla Commissione
contro la Commissione delle Comunità europee, proposto                        — in applicazione delle condizioni dell’«inerenza» e/o della
                          l’11 ottobre 2002                                   «proporzionalità» — di dichiarare che una norma, di cui è stata
                                                                              dimostrata l’infondatezza scientifica, non può in alcun caso
                           (Causa T-313/02)                                   soddisfare tali condizioni.
                            (2002/C 305/62)                                   Infine, la valutazione della Commissione sarebbe manifesta-
                                                                              mente erronea in quanto non riconoscerebbe all’art. 49 CE
                                                                              alcun effetto diretto orizzontale. Si dovrebbe considerare che,
                    (Lingua processuale: il francese)
                                                                              poiché le norme del CIO di cui trattasi non soddisfano la
                                                                              condizione dell’«inerenza», si dovrebbe parimenti concludere
                                                                              che esse violano l’art. 49 CE.
L’11 ottobre 2002 il sig. David Meca-Medina, domiciliato a
Barcellona (Spagna), e il sig. Igor Majcen, domiciliato a Lubiana             (1 ) Sentenza della Corte 19 febbraio 2002, causa C-309/99, Wouters,
(Slovenia), rappresentati dall’avv. Jean-Louis Dupont, hanno                       Racc. 2002, pag. I-1577.
proposto al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
—     annullare la decisione della Commissione, notificata ai
      ricorrenti in data 5 agosto 2002, di rigetto della denuncia
      del 31 maggio 2001 contro il Comitato olimpico interna-                 Ricorso della sig.ra Marie-Claude Girardot contro la
      zionale.                                                                Commissione delle Comunità europee, proposto il
                                                                                                        15 ottobre 2002
                                                                                                        (Causa T-316/02)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                         (2002/C 305/63)
Con la decisione impugnata la Commissione ha respinto la
denuncia presentata dai ricorrenti, nuotatori professionisti, ed
avente ad oggetto talune prassi e regolamenti del Comitato                                        (Lingua processuale: il francese)
olimpico internazionale (in prosieguo: il «CIO»), in materia di
lotta contro il doping, contrari al diritto europeo della
concorrenza. I ricorrenti si oppongono in particolare al fatto
che il CIO persiste ad applicare, relativamente alla rilevazione              Il 15 ottobre 2002 la sig.ra Marie-Claude Girardot, domiciliata
della sostanza nandrolone, una soglia limite attualmente                      a L’Haye les Roses (Francia), rappresentata dall’avv. Eric
ritenuta non pertinente a livello scientifico.                                Boigelot, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto al
 ---pagebreak--- 7.12.2002               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 305/31
Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                di diventare agente temporaneo, non possegga competenze
contro la Commissione delle Comunità europee.                             almeno pari, se non superiori, a quelle dei candidati che sono
                                                                          al servizio dell’istituzione unicamente come agenti temporanei.
                                                                          La Commissione non può dunque dimostrare che l’esclusione
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                          della partecipazione di un candidato, il quale sia stato esperto
—     annullare le decisioni della commissione esaminatrice, 5 e          nazionale distaccato prima di diventare agente temporaneo,
      30 luglio 2002, di non prendere in considerazione la                sia giustificata in relazione all’interesse del servizio.
      candidatura della ricorrente al concorso interno COM/R/
      502211/01 di cui all’avviso di posto vacante e di concorsi          A sostegno del suo ricorso la ricorrente fa valere:
      interni abbinati del 28 maggio 2001;
                                                                          —     la violazione dell’art. 27, primo comma, dello Statuto;
—     annullare la decisione esplicita, ricevuta dalla ricorrente il
                                                                          —     la violazione del principio generale di parità di tratta-
      15 luglio 2002, di rigetto del reclamo da lei presentato il
                                                                                mento;
      29 gennaio 2002;
                                                                          —     la violazione del principio generale secondo cui ogni
—     condannare in ogni caso la convenuta alla totalità delle
                                                                                decisione amministrativa deve basarsi su una motivazione
      spese.                                                                    giuridicamente ammissibile;
                                                                          —     la violazione dell’art. 4, primo comma, e dell’art. 29,
Motivi e principali argomenti                                                   primo comma, dello Statuto.
La ricorrente era entrata in servizio presso la Commissione il
1o febbraio 1996, inizialmente in qualità di esperto nazionale
distaccato e successivamente come agente temporaneo. Ella
presentava la sua candidatura al concorso interno di titolarizza-                Cancellazione dal ruolo della causa T-116/02 ( 1)
zione COM/R/502211/2001. Le veniva in seguito comunicato
che la commissione esaminatrice aveva constatato che, al                                            (2002/C 305/64)
1o gennaio 2001, ella non aveva raggiunto i cinque anni di
anzianità di servizio come agente temporaneo, e dunque il suo                                 (Lingua processuale: il francese)
nome non poteva essere inserito nella lista dei candidati
ammessi alle prove.
                                                                          Con ordinanza 10 settembre 2002, il presidente della Quinta
La ricorrente si oppone a tale rifiuto. Ella fa valere che si             Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee
sarebbe dovuto considerare parimenti il periodo in cui lavorava           ha disposto la cancellazione dal ruolo della causa T-116/02:
per la Commissione come esperto nazionale distaccato. Niente              Antonio Aresu contro Commissione delle Comunità europee.
indicherebbe, a priori, che un candidato ad un concorso
interno, il quale sia stato esperto nazionale distaccato prima            (1 ) GU 144 del 15.6.2002.