CELEX: C2002/031/26
Language: it
Date: 2002-02-02 00:00:00
Title: Causa T-252/01: Ricorso della The Carbide/Graphite Group, Inc. contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 4 ottobre 2001

C 31/12                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         2.2.2002
sigg. J.-M. Stenier, P. Giusta e sig.ra B. Schäfer), avente ad                La ricorrente sostanzialmente non contesta i fatti addotti dalla
oggetto la domanda di sospensione dell’esecuzione della                       Commissione nella decisione impugnata e i motivi del suo
decisione dell’autorità che ha il potere di nomina 4 dicembre                 ricorso riguardano l’ammontare dell’ammenda inflitta.
2000, recante nuova assegnazione della ricorrente al servizio
della traduzione, il Presidente del Tribunale ha emesso il
21 settembre 2001 un’ordinanza il cui dispositivo è del                       La ricorrente ritiene che l’ammenda sia illegittima essenzial-
seguente tenore:                                                              mente perché viola i principi di proporzionalità e della parità
                                                                              di trattamento. Essa sostiene che la Commissione ha agito
1)    La domanda di provvedimenti provvisori è respinta.                      illegittimamente ed in violazione degli artt. 3, lett. g), 5, 81 e
                                                                              253 del Trattato CE, avendo determinato l’importo di base
                                                                              dell’ammenda in considerazione semplicemente del volume
2)    Le spese sono riservate.
                                                                              d’affari mondiale della ricorrente e non tenendo in conto la
                                                                              dimensione delle sue attività nel SEE. I criteri utilizzati dalla
                                                                              Commissione per stabilire l’importo di base dell’ammenda e
                                                                              la determinazione di tale importo violano i principi di
                                                                              proporzionalità e della parità di trattamento.
Ricorso della SEC Corporation contro la Commissione                           Inoltre la ricorrente fa valere la violazione da parte della
   delle Comunità europee, presentato il 9 ottobre 2001                       Commissione dei principi generali di equità e del «ne bis in
                                                                              idem», non avendo tale istituzione preso in considerazione le
                                                                              sanzioni previamente inflitte alla ricorrente dall’ autorità
                          (Causa T-251/01)                                    garante della concorrenza statunitense.
                           (2002/C 31/25)
                                                                              Essa, infine, sostiene che la Commissione, nell’esaminare
                                                                              eventuali circostanze attenuanti, ha violato i principi della
                     (Lingua processuale: l’inglese)                          parità di trattamento e di proporzionalità, non avendo effettua-
                                                                              to una sufficiente distinzione tra i produttori giapponesi, tutti
                                                                              considerati membri attivi del cartello avendo trascurato il
                                                                              ruolo passivo e di semplice gregario («follow my leader») della
Il 9 ottobre 2001, la SEC Corporation, rappresentata dall’avvo-               ricorrente, la Commissione non ha tenuto conto dei suoi stessi
cato Koen Platteau, dello studio Linklaters & Alliance, Bruxelles,            Orientamenti oltre che della giurisprudenza del Tribunale di
(Belgio), ha presentato, dinanzi al Tribunale di primo grado                  primo grado e della Corte di giustizia.
delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione
delle Comunità europee.
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—     annullare l’art. 3 della decisione della Commissione
      18 luglio 2001 nel caso COMP/E-1/36.490,— Elettrodi
      di grafite, laddove essa infligge una ammenda pari a                    Ricorso della The Carbide/Graphite Group, Inc. contro la
      euro 12,2 milioni alla ricorrente, o perlomeno ridurre                  Commissione delle Comunità europee, proposto il 4
      sostanzialmente tale ammenda;                                                                     ottobre 2001
—     condannare la Commissione alle spese.
                                                                                                      (Causa T-252/01)
                                                                                                       (2002/C 31/26)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                 (Lingua processuale: l’inglese)
La ricorrente è una produttrice giapponese di elettrodi di
grafite e di altri prodotti in grafite. Con la decisione impugnata
alla ricorrente e ad altre sette società venivano inflitte alcune
ammende per aver violato le disposizioni dell’ art. 81, n. 1 del
Trattato CE e dell’art. 53, n. 1, dell’Accordo SEE, partecipando              Il 4 ottobre 2001, la Carbide/Graphite Group, Inc., rappresen-
ad un complesso di accordi e pratiche concordate nel mercato                  tata dagli avv.ti Marc Seimetz e Jean Brücher, dello studio legale
degli elettrodi di grafite. L’ammenda inflitta alla ricorrente                Brücher & Seimetz associato allo studio Dechert,Lussemburgo
ammontava ad euro 12,2 milioni. Procedimenti paralleli                        (Lussemburgo), ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo
riguardanti detti accordi venivano avviati da altre magistrature,             grado delle Comunità europee, un ricorso contro la Commis-
per esempio negli Stati Uniti.                                                sione delle Comunità europee.
 ---pagebreak--- 2.2.2002                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 31/13
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                              alcun impatto sulla concorrenza. La Commissione ha effettuato
                                                                           una valutazione per molti versi ingiusta nei confronti della
                                                                           ricorrente e, data la natura della violazione della ricorrente e
—      annullare la decisione della Commissione delle Comunità             del suo trascurabile impatto sul mercato, si sarebbe dovuto
       europee 18 luglio 2001, relativa ad un procedimento ex              prendere in considerazione, come base per il calcolo dell’am-
       art. 81 del Trattato CE ed ex art. 53 dell’Accordo SEE nel          menda della ricorrente, un importo molto minore rispetto a
       caso n. COMP/E-1/36.490 — Elettrodi di grafite, laddove             quello di qualcuna delle altre società.
       viene inflitta una ammenda alla ricorrente,
                                                                           Inoltre la ricorrente fa valere che la Commissione ha errato nel
—      in subordine, ridurre l’ammenda inflitta alla ricorrente            ritenere che la ricorrente debba ottenere una riduzione solo
       dalla decisione della Commissione delle Comunità euro-              del 40 % a titolo di circostanze attenuanti. La Commissione
       pee 18 luglio 2001, relativa ad un procedimento ex                  non ha tenuto conto del fatto che la ricorrente ha agito in
       art. 81 del Trattato CE ed ex art. 53 dell’Accordo SEE, nel         diretto contrasto coi principi fondamentali e gli scopi del
       caso n. COMP/E-1/36.490 — Elettrodi di grafite; e                   cartello e detta istituzione avrebbe dovuto concedere alla
                                                                           ricorrente una diminuzione ulteriore a causa della sua rapida
                                                                           cessazione delle pratiche illecite. La Commissione avrebbe
—      condannare la convenuta alle spese.                                 anche dovuto tenere in considerazione la posizione di svantag-
                                                                           gio della ricorrente rispetto ai suoi concorrenti e la sua
                                                                           situazione finanziaria precaria. Infine si sarebbe dovuto accor-
                                                                           dare alla ricorrente una riduzione molto più significativa del
                                                                           20 % concessole sulla base della Comunicazione sulla non
                                                                           imposizione o sulla riduzione delle ammende (1).
Motivi e principali argomenti
                                                                           (1) Comunicazione della Commissione 18 luglio 1996, sulla non
                                                                               imposizione o sulla riduzione delle ammende nei casi d’intesa tra
La ricorrente è una società americana che in passato ha operato                imprese (GU C 207, pag. 4).
in maniera limitata nel mercato degli elettrodi. La decisione
oggetto del suo ricorso riconosceva la ricorrente, insieme ad
altre sette società, colpevole di aver violato l’art. 81, n. 1, del
Trattato CE, per aver partecipato ad un complesso di intese e
pratiche concordate nel settore della grafite. Con la decisione
veniva inflitta alla ricorrente una ammenda pari a euro
10,3 milioni. Procedimenti aventi ad oggetto tali accordi e
pratiche venivano avviati da altre magistrature, ad esempio                Ricorso della UPS Europe NV/SA contro la Commissione
negli Stati Uniti, dove la ricorrente non veniva accusata di                  delle Comunità europee, presentato l’11 ottobre 2001
alcun reato. Dopo aver ricevuto la decisione impugnata, la
ricorrente chiedeva la dichiarazione di fallimento.
                                                                                                    (Causa T-253/01)
                                                                                                     (2002/C 31/27)
La ricorrente col ricorso in oggetto non intende contestare
l’esistenza del cartello o il suo coinvolgimento in esso, ma mira
piuttosto ad ottenere una riduzione dell’ammenda inflitta dalla                                (Lingua processuale: l’inglese)
Commissione.
                                                                           L’11 ottobre 2001, la UPS Europe NV/SA, rappresentata
La ricorrente fa valere che la Commissione, nel calcolare                  dall’avv. T.R. Ottervanger dello studio Allen & Overy, Bruxelles
l’ammontare dell’ammenda ad essa inflitta, ha violato i principi           (Belgio), ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado
generali del Trattato ed ha effettuato una errata valutazione              delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
delle circostanze che dovrebbero determinare l’ammontare                   delle Comunità europee.
dell’ammenda. L’ammenda di euro 10,3 milioni è totalmente
ingiustificata ed eccessiva in ogni caso.
                                                                           La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                           —     dichiarare conformemente all’art. 232 del Trattato CE che
La ricorrente sostiene che la Commissione si è sbagliata nel                     la Commissione ha omesso di agire, non avendo adottato
ritenere che la base adeguata per il calcolo dell’ammenda fosse                  entro un termine ragionevole una decisione definitiva
di euro 16 milioni e che essa non ha fatto distinzioni, in base                  in merito alle denunce presentate dalla ricorrente alla
alla gravità, tra la violazione della ricorrente e quelle degli altri            Commissione il 7 luglio 1994 e l’8 giugno 1998 nonché
produttori. La Commissione non ha tenuto in conto che la                         in merito all’avvio del procedimento ex art. 88, n. 2, del
ricorrente si adeguava semplicemente ai prezzi stabiliti prima,                  Trattato CE il 17 agosto 1999 (pubblicato sulla Gazzetta
durante e dopo il cartello e che la sua condotta non aveva                       ufficiale, C 306, del 23 ottobre 1999, pag. 25);