CELEX: 52014XG0606(01)
Language: it
Date: 2014-06-06 00:00:00
Title: Conclusioni del Consiglio sulla riforma della governance dell’unione doganale dell’UE

6.6.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 171/1
            
         CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO SULLA RIFORMA DELLA GOVERNANCE DELL’UNIONE DOGANALE DELL’UE
   2014/C 171/01
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   RICORDANDO:
   
               —
            
            
               l’impegno e il contributo delle dogane dell’UE ai fini del conseguimento degli obiettivi dell’Unione europea enunciati all’articolo 2 del TUE,
            
         
               —
            
            
               che l’unione doganale dell’UE costituisce uno degli esempi più riusciti di integrazione e di politica a livello europeo,
            
         
               —
            
            
               che sebbene l’unione doganale dell’UE sia sostenuta da un solido quadro giuridico rientrante nella competenza esclusiva dell’Unione, la responsabilità per l’attuazione della normativa doganale e la cooperazione a tal fine spetta primariamente agli Stati membri,
            
         
               —
            
            
               la comunicazione della Commissione europea sullo stato dell’unione doganale dell’UE, del 21 dicembre 2012 (1), contenente l’invito al Parlamento europeo e al Consiglio ad avviare un dialogo con le parti interessate al fine di definire priorità e a riformare la governance dell’unione doganale dell’UE,
            
         
               —
            
            
               le conclusioni del Consiglio sui progressi realizzati nell’ambito della strategia per l’evoluzione dell’unione doganale dell’UE, del 10 dicembre 2012 (2), in cui è stata attirata l’attenzione, tra l’altro, sulla necessità di migliorare la governance interna dell’unione doganale dell’UE e sulla cooperazione con altre agenzie e il settore privato ed è stato posto l’accento sulle condizioni e risorse necessarie per fornire il miglior servizio agli operatori,
            
         
               —
            
            
               la relazione del gruppo di lavoro ad alto livello dei direttori generali dedicata alle sfide e proposte enunciate nella comunicazione della Commissione sullo stato dell’unione doganale dell’UE,
            
         
               —
            
            
               l’impegno della Commissione europea a presentare un progetto per la governance dell’unione doganale dell’UE entro il 2014,
            
         
               —
            
            
               che l’obiettivo generale della governance è migliorare l’efficacia del funzionamento dell’unione doganale dell’UE nel modo più efficiente sotto il profilo dei costi con un uso economico delle risorse a livello dell’UE e degli Stati membri.
            
         PRENDENDO ATTO:
   
               —
            
            
               che l’evoluzione dell’unione doganale dell’UE in termini di volumi di attività, di applicazione delle tecnologie informatiche, di politiche e di legislazione è stata considerevole,
            
         
               —
            
            
               che le conclusioni dell’«autovalutazione» delle amministrazioni doganali effettuata nel 2010 esortavano ad aggiornare e migliorare la governance dell’attuazione dell’unione doganale dell’UE,
            
         
               —
            
            
               delle conclusioni dello studio della Commissione sulla valutazione dell’unione doganale dell’UE,
            
         
               —
            
            
               che il bisogno di risposte rapide alle mutevoli esigenze politiche, alle richieste delle parti interessate e al contesto imprenditoriale globale in cambiamento rende necessari servizi di alto livello in tutti i settori della missione dell’unione doganale dell’UE nonché la misurazione dei risultati,
            
         
               —
            
            
               dell’importanza di una stretta interazione con gli operatori economici e commerciali per sostenere e agevolare il commercio legittimo e sviluppare strategie efficaci tenendo debito conto dei loro modelli aziendali,
            
         
               —
            
            
               della dichiarazione di Atene, approvata dai capi delle amministrazioni doganali degli Stati membri dell’UE e dalla DG Fiscalità e unione doganale della Commissione il 21 marzo 2014, in cui si rileva un forte sostegno alle conclusioni del gruppo di lavoro ad alto livello dei direttori generali sulla riforma della governance e, in particolare, del fatto che i 28 Stati membri hanno approvato all’unanimità il mandato del gruppo per la politica doganale riportato in allegato.
            
         RICONOSCENDO:
   
               —
            
            
               che, poiché, in linea generale, l’unione doganale dell’UE funziona bene, le misure adottate per migliorarne il funzionamento dovrebbero avere carattere progressivo e basarsi in prima battuta sulle strutture e procedure esistenti nonché tenere debito conto delle future sfide per la governance doganale,
            
         
               —
            
            
               il ruolo delle dogane quali principali autorità responsabili della vigilanza sul commercio internazionale nonché il loro ruolo nell’agevolazione del commercio e nella protezione degli interessi finanziari e della società,
            
         
               —
            
            
               che il ruolo delle dogane si è evoluto notevolmente negli ultimi anni per includere una gamma sempre crescente di compiti in settori diversi dall’esazione e dal contrabbando e che è importante che tale contributo sia adeguatamente compreso e sostenuto a livello politico, incluso il consiglio dei ministri, e dal grande pubblico,
            
         
               —
            
            
               l’importanza di un approccio più integrato alla definizione delle politiche in tutti i settori connessi alle dogane quale priorità chiave per un migliore funzionamento dell’unione doganale,
            
         
               —
            
            
               le limitazioni in termini finanziari e di risorse per l’attuazione di nuove politiche e lo sviluppo di sistemi IT cui sono soggetti gli Stati membri.
            
         INVITA LA COMMISSIONE E GLI STATI MEMBRI
   
               —
            
            
               a garantire l’equivalenza dei risultati nell’attuazione della normativa doganale e a migliorare la misurazione delle prestazioni definendo i settori pertinenti ed elaborando adeguati indicatori chiave di prestazione,
            
         
               —
            
            
               a sviluppare una stretta cooperazione efficace ed efficiente in termini di costi e, se possibile, azioni comuni tra gli Stati membri e tra questi ultimi e la Commissione. In tale contesto, gli scambi di buone prassi dovrebbero essere integrati esaminando i settori concreti in cui una più stretta cooperazione e azioni comuni produrranno vantaggi tangibili per gli Stati membri e per l’UE nel suo insieme, compresa la messa in comune delle risorse nell’attuazione delle procedure doganali. Le azioni comuni possono essere avviate dagli Stati membri disposti ad impegnarsi in una più profonda cooperazione con opportuno coinvolgimento della Commissione e dovrebbero avere una portata chiaramente definita, essere basate su solide motivazioni economiche e adeguati strumenti giuridici e competenze, nonché rafforzare la competitività dell’UE,
            
         
               —
            
            
               ad elaborare una strategia a lungo termine e coerente per i sistemi IT oggetto di gestione ed esercizio comuni in tutti i settori connessi alle dogane, tenendo conto delle risorse limitate e delle implicazioni finanziarie,
            
         
               —
            
            
               ad adottare misure adeguate per rafforzare l’interazione e il coordinamento delle autorità doganali con altre agenzie attive nei settori dell’agevolazione del commercio e della sicurezza e protezione della catena di approvvigionamento internazionale,
            
         
               —
            
            
               a compiere gli sforzi necessari per pervenire, a livello dell’UE e degli Stati membri, ad un approccio più integrato alla definizione delle politiche in tutti i settori connessi alle dogane,
            
         
               —
            
            
               ad assicurare un’interazione forte e sistematica delle autorità doganali con gli operatori commerciali a livello dell’UE e degli Stati membri per predisporre soluzioni compatibili con i modelli aziendali e le norme internazionali connessi al commercio e alle dogane.
            
         INVITA LA COMMISSIONE
   
               —
            
            
               a procedere, in stretta cooperazione con gli Stati membri, al riesame e alla razionalizzazione degli organismi e dei gruppi di esperti coinvolti nell’attuazione dell’unione doganale dell’UE a livello dell’UE,
            
         
               —
            
            
               ad approvare il mandato del gruppo per la politica doganale riportato in allegato.
            
         INVITA IL GRUPPO PER LA POLITICA DOGANALE
   
               —
            
            
               a dare immediata esecuzione al mandato del gruppo per la politica doganale riportato in allegato.
            
         INVITA GLI STATI MEMBRI E LE FUTURE PRESIDENZE
   
               —
            
            
               a studiare e valutare opzioni per un uso più strategico dei gruppi di lavoro nel settore doganale e la loro migliore collocazione all’interno della struttura del Consiglio, compreso il meccanismo di informazione e, se necessario, a presentare al Consiglio una conseguente proposta,
            
         
               —
            
            
               a intraprendere, nell’ambito del Consiglio, adeguate iniziative per rafforzare il ruolo delle dogane a livello politico.
            
         
      (1)  COM(2012) 791
   
      (2)  GU C 80 del 19.3.2013, pag. 11.
   
      ALLEGATO I
      Gruppo per la politica doganale (GPD)
      Mandato
      
         Composizione
      
      Il GPD è composto dei direttori generali delle dogane di ciascuno degli Stati membri dell’Unione europea e della Commissione europea. Il GPD è presieduto dalla Commissione europea.
      
         Funzioni
      
      Il GPD esercita le seguenti funzioni:
      
                  —
               
               
                  fornire alla Commissione europea consulenza politica strategica su questioni di politica doganale e sulle modalità per migliorare il funzionamento dell’unione doganale dell’UE,
               
            
                  —
               
               
                  assicurare una guida collegiale per il funzionamento efficace ed efficiente dell’unione doganale dell’UE, compreso un ruolo guida riguardo all’attuazione operativa delle politiche,
               
            
                  —
               
               
                  condividere migliori prassi e informazioni sui rischi emergenti e sulle problematiche di conformità,
               
            
                  —
               
               
                  assicurare la supervisione, la direzione e l’orientamento strategici dei lavori dei vari comitati e gruppi nel quadro di Dogana 2020, comprese la composizione di eventuali divergenze di opinioni derivanti dai lavori di altri comitati o gruppi, la guida dei lavori di detti comitati e gruppi e la fornitura di consulenza alla Commissione riguardo alla necessità di istituire o abolire comitati o gruppi sulla base di una valutazione del valore dei loro lavori;
               
            
                  —
               
               
                  costituire una sede per la discussione strategica preliminare, tra l’altro, di quanto segue:
                  
                              —
                           
                           
                              proposte di nuove iniziative, emergenti o pianificate, in materia di politica doganale o progetti normativi che modificano o influenzano la politica doganale esistente o incidono sulle procedure operative,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              questioni legate all’attuazione operativa delle politiche poste da nuovi atti normativi,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              questioni che si ripercuotono sull’organizzazione, sulla gestione delle risorse umane, compresi i programmi di formazione e di istruzione, sul bilancio o sulle capacità degli Stati membri,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la scelta, l’avvio e la valutazione di azioni di controllo e i relativi risultati,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              qualsiasi altra questione convenuta dai membri del GPD che abbia carattere strategico e rientri nell’ambito delle funzioni del GPD.
                           
                        
            Nel contesto delle funzioni attribuite al GPD, la Commissione europea chiede, in tempo utile, il parere degli Stati membri su questioni pertinenti.
      
         Riunioni
      
      Il GPD si riunisce almeno tre volte l’anno o più frequentemente se necessario. La Commissione europea prepara l’ordine del giorno delle riunioni in consultazione con gli Stati membri e tenuto conto delle funzioni del GPD.
      
         Ordini del giorno e regolamento interno
      
      L’ordine del giorno delle riunioni del GPD è costituito da punti «A» e punti «B». I punti «A» dell’ordine del giorno hanno unicamente scopo informativo e sono trattati solo in un documento distribuito ai membri del GPD prima della riunione. I punti «A» dell’ordine del giorno non sono oggetto di presentazione o discussione in sede di riunione, a meno che uno Stato membro o la Commissione europea non comunichi, con almeno una settimana di anticipo rispetto alla riunione, che una determinata questione sarà oggetto di discussione indicando chiaramente il carattere e la portata della questione da discutere. I punti «B» dell’ordine del giorno sono oggetto di discussione e decisione.
      Le richieste degli Stati membri di inserire un punto «B» nell’ordine del giorno sono accolte nell’ordine del giorno della riunione successiva del GPD, salvo se il punto in questione esuli chiaramente dalle competenze del GPD.
      Salvo in circostanze eccezionali concordate dal GPD, la richiesta di almeno il 25 % dei membri del GPD affinché la Commissione europea presenti una relazione su questioni o argomenti specifici pertinenti alle funzioni del GPD è accolta dalla Commissione europea entro un termine da discutere con il GPD.
   
   
      ALLEGATO II
      
         Dichiarazione di Atene sulla riforma della governance dell’unione doganale dell’UE
         Seminario ad alto livello sulla riforma della governance dell’unione doganale dell’UE
         I CAPI DELLE AMMINISTRAZIONI DOGANALI DEGLI STATI MEMBRI DELL’UE E LA DG FISCALITÀ E UNIONE DOGANALE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, RIUNITI IL 20 E 21 MARZO 2014 AD ATENE,
         RICORDANDO
         l’impegno e il contributo delle dogane dell’UE ai fini del conseguimento degli obiettivi dell’Unione europea enunciati all’articolo 2 del TUE;
         la comunicazione della Commissione europea sullo stato dell’unione doganale dell’UE, del 21 dicembre 2012 [COM(2012)791], contenente l’invito al Parlamento europeo e al Consiglio ad avviare un dialogo con le parti interessate al fine di definire priorità e a riformare la governance dell’unione doganale dell’UE;
         le conclusioni del Consiglio sull’evoluzione dell’unione doganale dell’UE, del 19 marzo 2013, in cui è stata attirata l’attenzione sulla necessità di migliorare la governance interna dell’unione doganale dell’UE e sulla cooperazione con altre agenzie e il settore privato ed è stato posto l’accento sulle condizioni e risorse necessarie per fornire il miglior servizio agli operatori;
         che l’unione doganale dell’UE costituisce uno degli esempi più riusciti di integrazione e di politica a livello europeo;
         che sebbene l’unione doganale dell’UE sia sostenuta da un solido quadro giuridico rientrante nella competenza esclusiva dell’Unione, la responsabilità per l’attuazione della normativa doganale e la cooperazione a tal fine spetta primariamente agli Stati membri;
         le precedenti dichiarazioni dei capi delle amministrazioni doganali nazionali miranti ad un dibattito su possibili nuove modalità di collaborazione tra gli Stati membri e tra questi ultimi e la Commissione ai fini della riforma della governance dell’unione doganale dell’UE (p.e. di Praga e Ruka);
         la relazione del gruppo di lavoro ad alto livello dei direttori generali dedicata alle sfide e proposte enunciate nella comunicazione della Commissione sullo stato dell’unione doganale dell’UE;
         l’impegno della Commissione europea a presentare un progetto per la governance dell’unione doganale dell’UE entro il 2014;
         che l’obiettivo generale della governance è migliorare l’efficacia del funzionamento dell’unione doganale dell’UE nel modo più efficiente sotto il profilo dei costi con un uso economico delle risorse a livello dell’UE e degli Stati membri;
         l’importanza di una stretta interazione con gli operatori economici e commerciali per sostenere e agevolare il commercio legittimo e sviluppare strategie efficaci tenendo debito conto dei loro modelli aziendali.
         PRENDENDO ATTO
         che l’evoluzione dell’unione doganale dell’UE in termini di volumi di attività, di applicazione delle tecnologie informatiche, di politiche e di legislazione è stata considerevole;
         che le conclusioni dell’«autovalutazione» delle amministrazioni doganali effettuata nel 2010 esortavano ad aggiornare e migliorare la governance dell’attuazione dell’unione doganale dell’UE;
         delle conclusioni dello studio sulla valutazione dell’unione doganale dell’UE;
         che il bisogno di rapidità dettato dalle mutevoli esigenze politiche, dalle richieste delle parti interessate e dal contesto imprenditoriale globale in cambiamento rende necessaria la continuazione della fornitura di servizi di alto livello in tutti i settori della missione dell’unione doganale dell’UE nonché la misurazione dei risultati;
         del forte sostegno espresso alle conclusioni del gruppo di lavoro ad alto livello dei direttori generali e, in particolare, che i 28 Stati membri hanno approvato all’unanimità il mandato del gruppo per la politica doganale riportato in allegato.
         CONVENGONO QUANTO SEGUE, NELL’AMBITO DELLA REVISIONE DELLA GOVERNANCE DELL’UNIONE DOGANALE DELL’UE:
         che, poiché, in linea generale, l’unione doganale dell’UE funziona bene, le misure adottate per migliorarne il funzionamento dovrebbero avere carattere progressivo e basarsi in prima battuta sulle strutture e procedure esistenti;
         Su tale base, dovrebbe essere prestata particolare attenzione a quanto segue:
         
            Garanzia dell’equivalenza dei risultati nell’attuazione della normativa doganale
         
         Una normativa uniforme e un’attuazione armonizzata sono essenziali per il funzionamento efficace dell’unione doganale dell’UE ed è importante raggiungere risultati equivalenti nonché, a tal fine, migliorare la misurazione delle prestazioni definendo i settori pertinenti ed elaborando adeguati indicatori chiave di prestazione.
         
            Sviluppo di una più stretta cooperazione e azioni comuni
         
         È senza dubbio possibile instaurare una più stretta cooperazione tra gli Stati membri. Per migliorare l’efficacia in modo efficiente sotto il profilo dei costi è necessario che gli Stati membri e la Commissione esaminino i settori concreti in cui la cooperazione e azioni comuni produrranno vantaggi per gli Stati membri e per l’UE nel suo insieme. Gli scambi di buone prassi dovrebbero essere integrati esaminando e organizzando azioni comuni, in particolare nei seguenti settori: formazione dei funzionari doganali, procedure semplificate e operatori economici autorizzati, gestione dei rischi e delle crisi, decisioni anticipate coerenti (p.e. informazioni vincolanti in materia di tariffe e di origine), pratiche di valutazione coerenti e interoperabilità dei sistemi IT con ricorso all’approccio ibrido.
         Può essere necessario che, partendo da motivazioni economiche, siano intraprese azioni comuni, con opportuno coinvolgimento della Commissione, da parte degli Stati membri disposti ad impegnarsi in una più profonda cooperazione, compresa la messa in comune delle risorse nell’attuazione delle procedure doganali, per realizzare notevoli risparmi a livello degli Stati membri e dell’UE.
         
            Definizione di una visione e di una strategia a lungo termine in materia di IT
         
         È necessario elaborare una strategia a lungo termine e coerente per i supporti IT oggetto di gestione ed esercizio comuni in tutti i settori connessi alle dogane, tenendo conto delle limitazioni in termini di risorse e delle implicazioni finanziarie.
         
            Coinvolgimento di altre autorità
         
         Le dogane sono le principali autorità responsabili della vigilanza sul commercio internazionale. Un approccio più integrato alla definizione delle politiche attraverso uno sforzo congiunto della Commissione e degli Stati membri costituisce una priorità chiave per un migliore funzionamento dell’unione doganale. L’interazione e il coordinamento delle dogane con altre agenzie sono essenziali per garantire efficacia e possono inoltre portare vantaggi nell’uso di risorse limitate.
         
            Stretta interazione con gli operatori commerciali
         
         In un mondo in cui sono in crescita l’interdipendenza commerciale e le catene di approvvigionamento, l’efficacia delle dogane non è giudicata solo sulla base della protezione da esse fornite alla società e alle finanze pubbliche, ma anche della rapidità con cui gestiscono le pratiche relative al commercio legittimo. Il buon governo dell’unione doganale dell’UE esige un’interazione forte e sistematica delle autorità doganali con gli operatori commerciali a livello dell’UE e degli Stati membri per predisporre soluzioni compatibili con i modelli aziendali e le norme internazionali.
         
            Elevazione del profilo politico delle dogane
         
         Il ruolo delle dogane si è evoluto notevolmente negli ultimi anni per includere una gamma sempre crescente di compiti in settori diversi dall’esazione e dal contrabbando. È importante che tale contributo sia adeguatamente compreso e sostenuto a livello politico, incluso il consiglio dei ministri, e dal grande pubblico. In tale contesto dovrebbe essere avviato uno studio su un uso strategico più efficiente dei gruppi di lavoro del Consiglio nel settore doganale e sulla migliore collocazione di tali gruppi di lavoro all’interno della struttura del Consiglio.
         La realizzazione di dette priorità richiede un rafforzamento del coordinamento della politica doganale nell’UE. A tal fine occorre un «nuovo inizio», con il riesame e la razionalizzazione degli organismi e dei gruppi di esperti coinvolti nell’attuazione dell’unione doganale dell’UE a livello dell’UE. Nell’eseguire il mandato in allegato, il gruppo per la politica doganale, che fornisce consulenza alla Commissione su questioni di politica doganale, dovrebbe essere proattivo e concentrarsi sulla strategia per il futuro e su un’esecuzione operativa per fasi.
         
            Accoglierebbe con favore l’adozione di conclusioni del Consiglio sulla comunicazione relativa allo stato dell’unione doganale dell’UE.