CELEX: C2002/109/02
Language: it
Date: 2002-05-04 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 19 febbraio 2002 nella causa C-35/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Pretore di Pinerolo): Manuele Arduino ("Tariffa obbligatoria degli onorari d'avvocato — Deliberazione del Consiglio nazionale forense — Approvazione da parte del Ministro di Grazia e Giustizia — Artt. 5 e 85 del Trattato CE (divenuti artt. 10 CE e 81 CE")

4.5.2002               IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 109/1
                                                                        I
                                                                  (Comunicazioni)
                                                    CORTE DI GIUSTIZIA
                                                              CORTE DI GIUSTIZIA
                 SENTENZA DELLA CORTE                                        1)   La società Nea Energeiaki Technologia EPE è condannata a
                                                                                  pagare alla Commissione delle Comunità europee, da un lato,
                       (Seconda Sezione)                                          la somma di GRD 9 498 551 risultante dall’accordo stipulato
                                                                                  tra la Nea Energeiaki Technologia EPE e la Commissione il
                                                                                  27 marzo 1990, e cioè la somma di GRD 9 257 051 dovuta
                        21 febbraio 2002                                          a titolo principale maggiorata di GRD 241 500 per interessi
                                                                                  bancari e, dall’altro lato, gli interessi sulla somma dovuta a
nella causa C-416/98: Commissione delle Comunità euro-                            titolo principale, calcolati, sulla base del tasso praticato dalla
       pee contro Nea Energeiaki Technologia EPE (1)                              Banca europea per gli investimenti alla data del 15 luglio
                                                                                  1985 per il periodo intercorrente dal 27 marzo 1990 al
                                                                                  10 dicembre 1998 e, sulla base del tasso legale fissato dalla
(«Art. 181 del Trattato CE (divenuto art. 238 CE) —                               normativa greca, per il periodo intercorrente dall’11 dicembre
Clausola compromissoria — Rimborso di caparre versate in                          1998, data della notifica del ricorso alla Nea Energeiaki
base ad un contratto risolto dalla Commissione per mancata                        Technologia EPE fino al totale pagamento del debito da parte
                            esecuzione»)                                          di quest’ultima.
                         (2002/C 109/01)                                     2)   La Nea Energeiaki Technologia EPE è condannata alle spese.
                   (Lingua processuale: il greco)                            (1) GU C 20 del 23.1.1999.
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
            «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                               SENTENZA DELLA CORTE
Nella causa C-416/98, Commissione delle Comunità europee
                                                                                                      19 febbraio 2002
(agenti: sigg. R.B. Wainwright e O. Couvert-Castéra,
sig.re M. Bra, avocat, e K. Kapoutzidou, dikigoros) contro Nea
Energeiaki Technologia EPE, con sede in Atene (Grecia) (agente:              nella causa C-35/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale
sig. G. Papacharalampous, dikigoros), avente ad oggetto un                           del Pretore di Pinerolo): Manuele Arduino (1)
ricorso proposto dalla Commissione ai sensi dell’art. 181 del
Trattato CE (divenuto art. 238 CE), al fine di ottenere il                   («Tariffa obbligatoria degli onorari d’avvocato — Delibera-
rimborso di un anticipo che quest’ultima aveva consentito alla               zione del Consiglio nazionale forense — Approvazione da
convenuta nell’ambito di un contratto avente ad oggetto la                   parte del Ministro di Grazia e Giustizia — Artt. 5 e 85 del
realizzazione e la dimostrazione del funzionamento di un                               Trattato CE (divenuti artt. 10 CE e 81 CE»)
programma pilota ad energia eolica, intitolato «Ile de Kea», che
prevedeva l’installazione di un generatore elettrico ad energia                                       (2002/C 109/02)
eolica su un’isola greca, la Corte (Seconda Sezione), composta
dalla sig.ra N. Colneric, presidente di sezione, e dai                                          (Lingua processuale: l’italiano)
sigg. V. Skouris (relatore) e J.N. Cunha Rodrigues, giudici,
avvocato generale: P. Léger cancelliere: sig.ra L. Hewlett,
amministratore, ha pronunciato il 21 febbraio 2002 una                       Nel procedimento C-35/99, avente ad oggetto la domanda di
sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                           pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
 ---pagebreak--- C 109/2                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                4.5.2002
dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Pretore            italiana (agente: sig. U. Leanza, assistito dal sig.ra F. Quadri),
di Pinerolo nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente                 avente ad oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che:
contro Manuele Arduino, con l’intervento di: Diego Dessi,
Giovanni Bertolotto e Compagnia Assicuratrice RAS SpA,                       —     mantenendo, in violazione dell’art. 59 del Trattato CE
domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 85 del Trattato                    (divenuto, in seguito a modifica, art. 49 CE), il divieto
CE (divenuto art. 81 CE), la Corte, composta dai                                   generale imposto agli avvocati stabiliti in altri Stati
sigg. G.C. Rodrı́guez Iglesias, Presidente, P. Jann, dalle                         membri ed esercitanti in Italia in regime di libera presta-
sig.re F. Macken e N. Colneric, dal sig. S. von Bahr, presidenti                   zione di servizi di disporre in tale Stato dell’infrastruttura
di sezione, e dai sigg. C. Gulmann, D.A.O. Edward, A. La                           necessaria all’effettuazione delle loro prestazioni,
Pergola, J.-P. Puissochet, M. Wathelet (relatore), R. Schintgen,
V. Skouris e J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato generale:
P. Léger cancelliere: H.A. Rühl, amministratore principale, ha               —     subordinando, in violazione dell’art. 52 del Trattato CE
pronunciato il 19 febbraio 2002 una sentenza il cui dispositivo                    (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE), l’iscrizione
è del seguente tenore:                                                             come avvocato ad un albo italiano al possesso della
                                                                                   cittadinanza italiana ed al possesso di qualifiche acquisite
                                                                                   esclusivamente in Italia, nonché al mantenimento della
Gli artt. 5 e 85 del Trattato CE (divenuti artt. 10 CE e 81 CE) non                residenza in una circoscrizione giudiziaria italiana,
ostano all’adozione da parte di uno Stato membro di una misura
legislativa o regolamentare che approvi, sulla base di un progetto           —     applicando in forma discriminatoria nei confronti degli
stabilito da un ordine professionale forense, una tariffa che fissa dei            avvocati provenienti da altri Stati membri le «misure
minimi e dei massimi per gli onorari dei membri dell’ordine, qualora               compensative» (prova attitudinale) previste dall’art. 4 della
tale misura statale sia adottata nell’ambito di un procedimento come               direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/48/CEE,
quello previsto dal regio decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578,                 relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei
come modificato.                                                                   diplomi di istruzione superiore che sanciscono formazio-
                                                                                   ni professionali di una durata minima di tre anni (GU
                                                                                   1989, L 19, pag. 16), e
(1) GU C 100 del 10.4.1999.
                                                                             —     recependo in maniera incompleta la direttiva 89/48,
                                                                                   stante l’assenza di una regolamentazione che stabilisce
                                                                                   le modalità della prova attitudinale per gli avvocati
                                                                                   provenienti da altri Stati membri, la Repubblica italiana è
                                                                                   venuta meno agli obblighi ad essa imposti dagli artt. 52 e
                                                                                   59 del Trattato nonché alla direttiva 89/48,
                                                                             la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg. S. von Bahr,
                  SENTENZA DELLA CORTE                                       presidente della Quarta Sezione, facente funzione di presidente
                                                                             della Quinta Sezione, D.A.O. Edward (relatore), A. La Pergola,
                                                                             M. Wathelet e C.W.A. Timmermans, giudici, avvocato generale:
                          (Quinta Sezione)                                   sig.ra C. Stix-Hackl cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministrato-
                                                                             re, ha pronunciato il 7 marzo 2002 una sentenza il cui
                                                                             dispositivo è del seguente tenore:
                            7 marzo 2002
                                                                             1)    mantenendo, in violazione dell’art. 59 del Trattato CE (divenu-
nella causa C-145/99: Commissione delle Comunità euro-                             to, in seguito a modifica, art. 49 CE), il divieto generale
                pee contro Repubblica italiana (1)                                 imposto agli avvocati stabiliti in altri Stati membri ed esercitanti
                                                                                   in Italia in regime di libera prestazione di servizi di disporre in
                                                                                   tale Stato dell’infrastruttura necessaria all’effettuazione delle
(«Inadempimento di uno Stato — Artt. 52 e 59 del Trattato                          loro prestazioni,
CE (divenuti, in seguito a modifica, artt. 43 CE e 49 CE) —
Direttiva 89/48/CEE — Accesso alla professione di avvocato                         —     obbligando, in violazione dell’art. 52 del Trattato CE
                     ed esercizio della stessa»)                                         (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE), gli avvocati
                                                                                         a risiedere nella circoscrizione del tribunale da cui dipende
                                                                                         l’albo al quale essi sono iscritti, e
                           (2002/C 109/03)
                                                                                   —     recependo in maniera incompleta la direttiva del Consiglio
                    (Lingua processuale: l’italiano)                                     21 dicembre 1998, 89/48/CEE, relativa ad un sistema
                                                                                         generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione
                                                                                         superiore che sanciscono formazioni professionali di una
                                                                                         durata minima di tre anni, stante l’assenza di una
                                                                                         regolamentazione che stabilisce le modalità della prova
Nella causa C-145/99, Commissione delle Comunità europee                                 attitudinale per gli avvocati provenienti da altri Stati
(agenti: sigg. E. Traversa e B. Mongin) contro Repubblica                                membri,