CELEX: 52003PC0799
Language: it
Date: 2003-12-15
Title: Proposta modificata di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea

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52003PC0799

Proposta modificata di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea  /* COM/2003/0799 def. - ACC 2003/0141 */  

Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea(presentata dalla Commissione)RELAZIONEÈ divenuto palesemente necessario chiarire le modalità con le quali gli Stati membri giungono ad una decisione quando si tratta di istituire misure antidumping e antisovvenzioni (misure compensative) nel quadro degli strumenti di difesa commerciale.La situazione vigente consente agli Stati membri di respingere in sede di Consiglio la proposta della Commissione senza prendere una posizione chiara, senza cioè dover votare "no" qualora uno di essi decida di non seguire la proposta della Commissione. Questa situazione potrebbe compromettere l'efficacia degli strumenti di difesa commerciale e dovrebbe perciò essere corretta con una modifica del sistema decisionale.Per affrontare questo problema, i regolamenti antidumping e antisovvenzioni di base (regolamenti (CE) n. 384/96 e 2026/97 del Consiglio) dovranno essere modificati in modo da prevedere che il Consiglio possa respingere una proposta della Commissione per l'istituzione di misure definitive con una decisione presa a maggioranza semplice degli Stati membri. La relativa proposta di modifica è stata modificata alla luce delle discussioni condotte con gli Stati membri (sulla proposta originaria COM (2003) 380).Secondo tale procedura gli Stati membri continuerebbero ad essere consultati in sede di comitato consultivo su una proposta relativa all'istituzione di misure definitive. La proposta verrebbe quindi sottoposta al Consiglio e adottata, a meno che il Consiglio non decida a maggioranza semplice di respingere la proposta entro il termine di un mese dalla sua presentazione.Questa nuova impostazione non altera l'equilibrio delle responsabilità assicurato dall'attuale sistema, ma risolve con un intervento minimo il problema in questione rispettando contemporaneamente il principio della maggioranza semplice. Essa obbliga semplicemente gli Stati membri ad assumere una posizione esplicita per capovolgere una proposta della Commissione.Poiché le procedure decisionali devono essere applicate in maniera coerente attraverso tutte le fasi previste dall'applicazione degli strumenti antidumping e antisovvenzioni, questa modifica dovrebbe essere applicata anche nel caso di decisioni che seguono la stessa procedura dell'istituzione di misure definitive, ossia nel caso di decisioni di riesame o sospensione delle misure o di decisioni intese ad evitare l'assorbimento e l'elusione di misure antidumping e compensative.Vi è inoltre l'evidente necessità di assicurare e persino incrementare la trasparenza e l'efficacia degli strumenti di difesa commerciale. Le modifiche illustrate di seguito completano le modifiche relative alle modalità di adozione delle decisioni in questo settore.1. Introduzione di termini obbligatori per il completamento delle inchieste di riesameAi sensi dell'attuale regolamento antidumping di base, le nuove inchieste devono rispettare il termine obbligatorio di 15 mesi (13 mesi nel caso del regolamento antisovvenzioni di base). Invece, il termine di 12 mesi previsto per le inchieste di riesame non è obbligatorio, bensì solo indicativo. L'esperienza acquisita dall'entrata in vigore dei regolamenti di base insegna che, in assenza di termini vincolanti e delle necessarie risorse umane, è molto difficile rispettare il suddetto termine normale di 12 mesi. In particolare, l'assenza di termini rigorosi rende difficile obbligare le parti interessate a rispettare i requisiti procedurali. Ne consegue che i riesami durano spesso più del normale.Visto che le misure oggetto del riesame rimangono in vigore fino alla conclusione delle inchieste di riesame in previsione della scadenza, l'eccessiva durata delle inchieste può nuocere alla certezza del diritto con effetti negativi per le parti interessate.L'unica soluzione possibile consiste nel fissare termini obbligatori per il completamento delle inchieste di riesame. Si propone pertanto di fissare un termine obbligatorio di 15 mesi per il completamento delle inchieste intermedie e dei riesami in previsione della scadenza, pur mantenendo l'attuale calendario indicativo di 12 mesi. Si propone invece un termine obbligatorio di 9 mesi per le inchieste di riesame relative ai nuovi esportatori e ai casi di assorbimento. Questi termini sono considerati sufficienti per portare a termine i vari tipi di inchieste di riesame, tenendo conto della complessità relativa di ciascuno di essi.Si propone altresì di precisare le conseguenze dell'inosservanza dei termini obbligatori.La modifica proposta rappresenta chiaramente un passo avanti verso una migliore amministrazione; essa accrescerà inoltre la trasparenza delle inchieste di riesame in quanto aumenterà sensibilmente la prevedibilità delle loro conclusioni. Essa richiederà però che i servizi della Commissione siano dotati delle corrispondenti risorse umane, necessarie ad assorbire il conseguente carico di lavoro supplementare. Per questo motivo le disposizioni relative ai termini saranno introdotte gradualmente: si inizierà con i termini relativi ai riesami in previsione della scadenza e dopo 2 anni seguiranno i termini per gli altri riesami.2. Periodo minimo per l'invio delle informazioni pertinenti al comitato consultivoIl comitato consultivo rappresenta il principale organo di collegamento tra la Commissione e gli Stati membri nell'ambito delle inchieste antidumping e antisovvenzioni. Per il carattere stesso della materia, le informazioni fornite agli Stati membri sono spesso altamente tecniche e consistono in una complessa analisi economica e giuridica. Per consentire agli Stati membri di procedere ad un esame adeguato di tale materiale, si ritiene necessario prevedere un periodo minimo di 10 giorni prima che abbia luogo una riunione del comitato consultivo, per poter trasmettere il fascicolo agli Stati membri.3. Revoca degli impegniAlla luce dell'esperienza acquisita fino ad oggi, la prassi vigente riguardo alla revoca degli impegni risulta inutilmente onerosa in termini di tempo. L'attuale sistema richiede infatti l'approvazione di una decisione della Commissione che revoca l'accettazione degli impegni e un regolamento del Consiglio che istituisce i dazi.Poiché le disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 9 del regolamento antidumping di base e dell'articolo 13, paragrafo 9 del regolamento antisovvenzioni di base non lasciano alcuna discrezione al Consiglio riguardo al livello del dazio da istituire in caso di violazione o revoca di un impegno, non vi è alcun bisogno che il Consiglio reintroduca il dazio originario, dato che lo stesso effetto può essere ottenuto annullando semplicemente l'esenzione dal pagamento del dazio con una decisione della Commissione.La modifica introduce pertanto una procedura snellita. Si chiarisce inoltre che la Commissione è l'istituzione responsabile dell'accettazione e della revoca degli impegni e che le aliquote del dazio stabilite dal regolamento del Consiglio si applicano a tutte le società non menzionate nella decisione della Commissione con cui si accettano gli impegni.Per attuare il nuovo sistema è necessario modificare la parte operativa dei futuri regolamenti del Consiglio che istituiscono misure, in modo che, invece di elencare le società che assumono impegni, faccia riferimento alla parallela decisione della Commissione con la quale si accettano gli impegni e ad ogni modifica successiva di tale decisione.4. AssorbimentoL'articolo 12, paragrafo 1 del regolamento antidumping di base indica che l'inchiesta antiassorbimento è avviata in base a elementi di prova forniti dall'industria comunitaria. Si potrebbe presentare il caso, tuttavia, in cui l'industria comunitaria non ha motivi validi per chiedere l'apertura della suddetta inchiesta, o semplicemente non ha ancora riconosciuto la natura o la dimensione reale del problema, mentre altre parti interessate possono essere danneggiate, in particolare dalla scarsa efficienza delle misure. Si è perciò sentito la necessità di modificate il testo dell'articolo 12, paragrafo 1 del regolamento antidumping di base al fine di indicare esplicitamente che la Commissione, gli Stati membri e tutte le altre parti interessate possono chiedere l'apertura di un'inchiesta antiassorbimento.In base all'attuale testo dell'articolo 12 del regolamento antidumping di base, vi è assorbimento quando si dimostra che "... le misure non hanno provocato alcuna variazione, oppure hanno provocato variazioni irrilevanti dei prezzi di rivendita e dei successivi prezzi di vendita nella Comunità". Si potrebbe perciò sostenere che se non è possibile dimostrare questa mancanza di variazione, non si può provare l'esistenza di un assorbimento, né in fase di apertura dell'inchiesta né nelle sue conclusioni. Casi recenti hanno però rivelato che i prezzi di rivendita e i successivi prezzi di vendita possono non essere disponibili, ad esempio quando gli importatori del prodotto interessato sono anche gli utilizzatori finali, o quando non vi è sufficiente cooperazione da parte degli importatori. In questa situazione si propone di modificare il testo dell'articolo 12 del regolamento antidumping di base per includere anche la diminuzione dei prezzi all'esportazione nella nozione di variazione dei prezzi, al fine di accertare l'esistenza o meno di assorbimento.Le considerazioni che precedono valgono mutatis mutandis per le disposizioni corrispondenti del regolamento antisovvenzioni di base.Sembra anche opportuno chiarire che qualsiasi incremento del dazio antidumping in applicazione dell'articolo 12, paragrafo 2 del regolamento antidumping di base non può superare l'importo del dazio assorbito.5. ElusioneIl problema dell'elusione dei dazi antidumping costituiva una delle materie oggetto dei negoziati che hanno preceduto l'adozione dell'accordo antidumping dell'OMC, ma, poiché gli Stati aderenti all'organizzazione erano divisi sulla questione, non sono state incluse disposizioni in questo campo nell'accordo. Invece, in una decisione ministeriale sulla lotta all'elusione allegata all'accordo antidumping dell'OMC, gli Stati aderenti all'organizzazione hanno preso atto del problema, riconosciuto l'opportunità d'introdurre quanto prima regole uniformi in questo campo e sottoposto la questione al comitato per le pratiche antidumping dell'OMC perché prenda una decisione.La Comunità ha introdotto disposizioni antielusione nel regolamento del 1994, il quale prevede l'estensione di dazi antidumping alle importazioni da paesi terzi di prodotti simili, o di loro parti, qualora le misure in vigore vengano escluse. L'elusione è definita come una modificazione della configurazione degli scambi tra i paesi terzi e la Comunità che derivi da pratiche, processi o lavorazioni per i quali non vi sia una sufficiente motivazione o giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio e può includere un'operazione di assemblaggio nella Comunità o in un paese terzo.Queste disposizioni sono state finora applicate dalla Comunità in un caso relativo a prodotti originari del Brasile spediti attraverso l'Argentina (nel quale le misure di elusione sono state sospese in seguito all'azione correttiva adottata dalla Comunità), in un caso relativo a prodotti originari della Repubblica popolare cinese spediti attraverso la Malaysia e in quattro casi relativi a prodotti della Repubblica popolare cinese spediti via Hong Kong, Taiwan o il Vietnam. Vi sono tre casi pendenti relativi a prodotti della Repubblica popolare cinese, dell'Ucraina e della Russia spediti attraverso la Moldavia.La giurisprudenza dell'OMC si sta sviluppando, ma la questione non è stata ancora risolta dal comitato per le pratiche antidumping né è stata affrontata nell'ambito del sistema di composizione delle controversie.Si propone ora di rendere le disposizioni dell'articolo 13 più operative, di chiarirle e di rafforzarne la certezza giuridica individuando pratiche quali, in particolare, il trasbordo, la leggera modificazione dei prodotti e la canalizzazione delle vendite tramite i produttori o gli esportatori cui sono stati imposti i dazi più bassi. Queste questioni non erano affrontate nel testo di negoziato proposto nel dicembre 1991 dall'allora direttore generale del GATT (il "progetto Dunkel"). In ogni caso, qualunque sia il rischio di eventuali litigi, queste disposizioni sono operative e, se necessario, saranno difese dalla Comunità con lo stesso vigore e la stessa convinzione dimostrati in passato.Benché l'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento antidumping di base non indichi esplicitamente le parti che hanno la facoltà di chiedere l'apertura di un'inchiesta antielusione, le domande in questo senso sono state presentate finora solo dall'industria comunitaria. Come si è già osservato a proposito dell'assorbimento, vi potrebbero essere casi in cui l'industria comunitaria non ha motivi validi per chiedere l'apertura di una siffatta inchiesta, o semplicemente non ha ancora riconosciuto la natura o la dimensione reale del problema, mentre altre parti interessate possono essere interessate ad un'efficace applicazione delle misure. Sembra pertanto consigliabile chiarire il testo dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento antidumping di base in modo da menzionare esplicitamente la Commissione, gli Stati membri e tutte le altre parti interessate quali parti abilitate a chiedere l'apertura di un'inchiesta antielusione.Si è recentemente posta la questione se le inchieste antielusione possano offrire una soluzione nelle situazioni in cui un prodotto normalmente soggetto a dazi antidumping viene leggermente modificato (di solido con l'aggiunta di altre sostanze) per poter essere dichiarato "legalmente" sotto codici doganali che non giustificano l'applicazione delle misure antidumping. Questa pratica illegale è già contemplata implicitamente dall'attuale testo dell'articolo 13 del regolamento antidumping di base. Tuttavia, ai fini di una migliore comprensione, si considera preferibile chiarire tale testo in modo da menzionare esplicitamente come pratica di elusione il fatto di modificare lievemente i prodotti oggetto di misure antidumping.In taluni casi gli esportatori soggetti a dazi individuali elevati o al dazio residuo nazionale esportano i loro prodotti tramite società che beneficiano di dazi individuali più bassi. Siffatte pratiche di elusione non sono esplicitamente previste dall'articolo 13 del regolamento antidumping di base, anche se è chiaro che annullano gli effetti correttivi delle misure; si dovrebbe pertanto prevedere la possibilità di sanzionare tale comportamento. A tal fine si propone di revocare i dazi individuali delle società che seguono tali pratiche e di applicare loro l'aliquota del dazio residuo relativo al paese.L'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento antidumping di base prevede l'esenzione dal dazio (esteso) delle importazioni di prodotti che non sono oggetto di elusione e stabilisce anche che le domande di esenzione devono essere accompagnate da un certificato doganale, rilasciato agli importatori, attestante che l'importazione non costituisce una forma di elusione. Tuttavia, nei casi in cui l'elusione avviene al di fuori della Comunità (ad esempio, nei casi di elusioni praticate dai produttori esportatori di paesi terzi) qualsiasi esenzione dal dazio avrebbe senso solo se concessa ai produttori esportatori dei paesi in questione che non eludono le misure. Secondo la prassi più recente, le esenzioni sono accordate con un regolamento del Consiglio ai produttori esportatori di paesi terzi. Si propone di modificare l'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento antidumping di base in modo da chiarire la differenza esistente nell'esenzione a seconda che l'elusione sia praticata all'interno o all'esterno della Comunità e le domande di esenzione siano presentate durante o dopo l'inchiesta antielusione.Le considerazioni che precedono valgono mutatis mutandis per le disposizioni corrispondenti del regolamento antisovvenzioni di base.6. Altre questioni relative all'applicazioneIl testo dell'articolo 19, paragrafo 6 del regolamento antidumping di base - "Le informazioni ricevute in applicazione del presente regolamento possono essere utilizzate soltanto per lo scopo per il quale esse sono state richieste" - non è chiaro per quanto riguarda la questione se le informazioni raccolte nel quadro di un'inchiesta possano essere utilizzate, ad esempio, per iniziare un'altra inchiesta relativa allo stesso prodotto simile. È pertanto utile precisare che ciò è possibile nell'ambito dello stesso procedimento.L'articolo 6, paragrafi 3 e 4 del regolamento antidumping di base dà alla Commissione la possibilità di chiedere all'occorrenza agli Stati membri di fornirle informazioni. Tuttavia, sarebbe estremamente utile se le disposizioni di questo articolo, che si applicano solo alle inchieste antidumping in corso di svolgimento, potessero essere estese in modo da coprire anche il periodo successivo all'istituzione delle misure, ossia da contemplare il monitoraggio degli impegni e la verifica del grado di efficacia delle misure. Naturalmente, tutti i dati forniti in siffatto ambito sottostarebbero alle disposizioni in materia di riservatezza previste dal regolamento. Si propone pertanto, in questa ottica, di inserire un nuovo paragrafo all'articolo 14 del regolamento antidumping di base.Le considerazioni che precedono valgono mutatis mutandis per le disposizioni corrispondenti del regolamento antisovvenzioni di base.Si propone pertanto al Consiglio di adottare l'annessa proposta di regolamento del Consiglio, da pubblicare nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.2003/0141 (ACC)Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n. 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europeaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C ..., ..., pag. ...considerando quanto segue:(1) Con i regolamenti (CE) n. 384/96 [2] (il 'regolamento antidumping di base ') e n. 2026/97 [3] (il regolamento antisovvenzioni di base') il Consiglio ha adottato regole comuni di tutela contro le importazioni oggetto, rispettivamente, di dumping e di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (in appresso i due regolamenti sono denominati congiuntamente i 'regolamenti di base').[2]  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1972/2002 (GU L 305 del 7.11.2002, pag. 1).[3]  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1973/2002 (GU L 305 del 7.11.2002, pag. 4).(2) I regolamenti di base prevedono, per l'istituzione di misure antidumping e compensative definitive, una procedura in base alla quale il Consiglio delibera a maggioranza semplice su proposta della Commissione.(3) Alla luce delle esperienze compiute di recente nell'applicazione dei regolamenti di base e al fine di preservare la trasparenza e l'efficienza degli strumenti di difesa commerciale, si ritiene necessario rivedere il modo in cui le istituzioni comunitarie cooperano nel processo di istituzione di misure antidumping e compensative definitive.(4) Secondo il metodo vigente, una proposta della Commissione viene adottata solo se la maggioranza semplice degli Stati membri vota a favore di tale proposta. Conseguenza di questo sistema è però che le astensioni sono di fatto contabilizzate come voti contrari alla proposta della Commissione. Il che significa che una proposta della Commissione può non essere adottata dal Consiglio a causa del numero di astensioni.(5) Per dare una soluzione efficace a questo problema, i regolamenti di base devono essere modificati in modo da rendere obbligatoria, nelle deliberazioni del Consiglio, la maggioranza semplice degli Stati membri per respingere una proposta della Commissione intesa ad istituire misure definitive. In base a questa procedura, le misure sono considerate adottate a meno che il Consiglio non decida a maggioranza semplice di respingere la proposta entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione.(6) Sembra opportuno applicare una siffatta procedura per razionalizzare il processo decisionale comunitario senza modificare i rispettivi ruoli della Commissione e del Consiglio nell'applicazione dei regolamenti di base.(7) Per assicurare un'applicazione uniforme delle procedure decisionali previste dai regolamenti di base, devono essere adeguate anche le procedure di altre decisioni del Consiglio a norma dei regolamenti di base aventi essenzialmente lo stesso dispositivo dell'istituzione delle misure definitive. Di conseguenza, il metodo illustrato sopra dovrebbe essere adottato anche per le procedure relative ai riesami, alle nuove inchieste, all'elusione e alla sospensione di misure.(8) Il regolamento antidumping di base stabilisce termini obbligatori per il completamento dei procedimenti d'inchiesta avviati a norma dell'articolo 5, paragrafo 9, mentre alle inchieste di riesame avviate a norma dell'articolo 11, paragrafi 2, 3 e 4, e alle nuove inchieste a norma dell'articolo 12 si applica solo un termine indicativo;(9) A norma dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, i dazi antidumping rimangono in vigore in attesa dell'esito del riesame. Inchieste di riesame eccezionalmente lunghe a norma di detto articolo possono quindi nuocere alla certezza del diritto con effetti negativi per le parti interessate. Analoghi effetti indesiderati possono derivare da inchieste che si protraggono per molto tempo nel quadro di riesami a norma dell'articolo 11, paragrafi 3 e 4 e di nuove inchieste a norma dell'articolo 12 del regolamento antidumping di base.(10) Si ritiene pertanto opportuno introdurre termini obbligatori anche per il completamento di inchieste di riesame a norma dell'articolo 11, paragrafi 2, 3 e 4 e di nuove inchieste a norma dell'articolo 12 del regolamento antidumping di base.(11) Nel fissare il termine appropriato per il completamento delle inchieste di riesame, si deve tener conto del fatto che la portata e la complessità possono variare da un'inchiesta all'altra.(12) In primo luogo, i riesami a norma dell'articolo 11, paragrafi 2 e 3 del regolamento antidumping di base possono, in certi casi, risultare complessi quanto i nuovi procedimenti avviati a norma dell'articolo 5, paragrafo 9, ad esempio per quanto riguarda il campo di applicazione dell'inchiesta o il numero delle parti interessate. Di conseguenza, mentre il termine indicativo esistente per questo tipo di inchieste di riesame è di 12 mesi, il termine obbligatorio per il loro completamento dovrebbe essere equivalente, ma non superiore, al termine di 15 mesi fissato per il completamento dei nuovi procedimenti.(13) In secondo luogo, poiché i riesami a norma dell'articolo 11, paragrafo 4 e le nuove inchieste a norma dell'articolo 12 del regolamento antidumping di base presentano un grado di complessità inferiore a quello dei riesami a norma dell'articolo 11, paragrafi 2 e 3, il termine fissato per il loro completamento dovrebbe essere più breve. Si ritiene opportuno fissare, per il completamento delle inchieste di riesame a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, un termine di 9 mesi che corrisponde al periodo massimo autorizzato per la registrazione delle importazioni ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 5 del regolamento antidumping di base. Dato che le importazioni vengono registrate in attesa che sia ultimato il riesame a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, il termine per il completamento di detto riesame non dovrebbe superare il periodo durante il quale le importazioni oggetto del riesame possono essere soggette a registrazione.(14) In terzo luogo, mentre di norma si prevede che le nuove inchieste ai sensi dell'articolo 12 si concludano entro l'attuale termine indicativo di 6 mesi, si ritiene opportuno portare il termine obbligatorio a 9 mesi, poiché l'inchiesta potrebbe richiedere più tempo se dovessero essere presi in considerazione i valori normali riveduti. Inoltre, le importazioni oggetto di una nuova inchiesta a norma dell'articolo 12 possono, come le importazioni oggetto di riesami a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, essere soggette a registrazione a norma dell'articolo 14, paragrafo 5. Di conseguenza, lo stesso termine massimo di 9 mesi per la registrazione dovrebbe essere applicato anche alle nuove inchieste a norma dell'articolo 12.(15) I considerando da 8 a 14 si applicano, mutatis mutandis, ai riesami a norma degli articoli 18, 19 e 20 del regolamento antisovvenzioni di base.(16) Alla luce del fabbisogno di risorse umane che comporterà il rispetto dei nuovi termini relativi ai riesami, si ritiene prudente introdurre tali termini gradualmente. Un periodo di graduale introduzione agevolerà l'adeguata ripartizione delle risorse nel tempo.(17) Le informazioni fornite agli Stati membri in sede di comitato consultivo sono spesso di natura altamente tecnica e comportano un'analisi economica e giuridica complessa. Per lasciare agli Stati membri il tempo sufficiente ad analizzarle, tali informazioni dovrebbero essere loro inviate al più tardi 10 giorni prima della data della riunione fissata dal presidente del comitato.(18) L'articolo 8, paragrafo 9 del regolamento antidumping di base stabilisce, tra l'altro, che qualora una delle parti revochi un impegno, può essere imposto un dazio definitivo, a norma dell'articolo 9, in base ai fatti accertati nel corso dell'inchiesta nel cui ambito è stato accettato l'impegno. Questa disposizione ha determinato una duplice procedura dispendiosa in termini di tempo, consistente in una decisione della Commissione che revoca l'accettazione dell'impegno e un regolamento del Consiglio che istituisce nuovamente il dazio. Considerando che questa procedura non lascia alcuna discrezione al Consiglio riguardo all'istituzione di tale dazio o alla fissazione del suo livello, si considera opportuno modificare le disposizioni di cui all'articolo 8, paragrafi 1, 5 e 9, per mettere in chiaro la responsabilità della Commissione e per riunire la revoca di un impegno e l'applicazione del dazio in un unico atto giuridico. È inoltre necessario assicurare che la procedura di revoca sia portata a termine entro un periodo pari normalmente a sei mesi e comunque non superiore a nove mesi, per garantire un'adeguata applicazione della misura.(19) Il considerando 18 si applica, mutatis mutandis, agli impegni a norma dell'articolo 13 del regolamento antisovvenzioni di base.(20) L'articolo 12, paragrafo 1 del regolamento antidumping di base precisa che un'inchiesta può essere riaperta a norma di tale articolo in base a informazioni presentate dall'industria comunitaria. Anche altre parti interessate possono avere interesse alla riapertura di un'inchiesta intesa a correggere gli effetti dell'assorbimento del dazio da parte dell'esportatore. È pertanto necessario modificare questo articolo per estendere a qualsiasi altra parte interessata la possibilità di chiedere l'apertura di inchieste antiassorbimento. Inoltre, per valutare se sussista o meno un assorbimento del dazio, occorre includere nella nozione di variazione dei prezzi la diminuzione dei prezzi all'esportazione, dal momento che questa è una delle possibili situazioni in cui un abbassamento del livello dei prezzi sul mercato comunitario può annullare l'effetto correttivo della misura.(21) Il considerando 20 si applica, mutatis mutandis, all'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento antisovvenzioni di base.(22) Occorre inoltre precisare che l'aumento dell'importo del dazio antidumping istituito in seguito alla riapertura di un'inchiesta a norma dell'articolo 12, paragrafo 2 del regolamento antidumping di base deve essere limitato all'importo massimo che poteva essere assorbito, ossia all'importo del dazio in vigore prima della nuova inchiesta.(23) Poiché l'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento antidumping di base non indica esplicitamente le parti che hanno la facoltà di chiedere l'apertura di inchieste antielusione, è auspicabile specificare quali sono queste parti.(24) L'esperienza compiuta finora dimostra che è opportuno inoltre chiarire quali pratiche costituiscano un'elusione delle misure in vigore. Le pratiche di elusione possono aver luogo all'interno o all'esterno della Comunità. Occorre pertanto prevedere che le esenzioni dai dazi estesi, che possono già essere concesse agli importatori a norma dell'attuale regolamento antidumping di base, possano essere accordate anche agli esportatori, quando si estendono i dazi per impedire l'elusione che ha luogo al di fuori della Comunità.(25) Per assicurare un'applicazione adeguata delle misure, è consigliabile modificare i termini dell'articolo 19, paragrafo 6 del regolamento antidumping di base per quanto riguarda l'uso delle informazioni raccolte nel quadro di un'inchiesta ai fini dell'apertura di un'altra inchiesta nell'ambito dello stesso procedimento.(26) I considerando 23, 24 e 25 si applicano, mutatis mutandis, agli articoli 23 e 29, paragrafo 6 del regolamento antisovvenzioni di base.(27) Per assicurare una migliore applicazione delle misure, è necessario prevedere, in un nuovo paragrafo dell'articolo 14 del regolamento antidumping di base, la possibilità che la Commissione chieda agli Stati membri di fornirle, nel rispetto delle regole in materia di riservatezza contenute nei regolamenti di base, informazioni da utilizzare per controllare l'osservanza degli impegni relativi ai prezzi e per verificare il grado di efficacia delle misure in vigore. Disposizioni analoghe devono parimenti essere introdotte con un nuovo paragrafo all'articolo 24 del regolamento antisovvenzioni di base.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CE) n. 384/96 è così modificato:1. All'articolo 8, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. Qualora sia stata accertata in via provvisoria l'esistenza di un dumping e di un pregiudizio, la Commissione può accettare l'offerta di un esportatore di impegnarsi volontariamente e in modo soddisfacente a modificare i suoi prezzi oppure a cessare le esportazioni a prezzi di dumping, sempreché la Commissione, previa consultazione, ritenga che il pregiudizio causato dal dumping sia in tal modo eliminato. In tal caso e per tutto il periodo in cui hanno effetto tali impegni, i dazi provvisori istituiti dalla Commissione a norma dell'articolo 7, paragrafo 1 o, se del caso, i dazi definitivi istituiti dal Consiglio a norma dell'articolo 9, paragrafo 4 non si applicano alle relative importazioni del prodotto interessato fabbricato dalle società indicate nella decisione della Commissione con la quale si accettano gli impegni e nelle successive modificazioni di tale decisione. Gli aumenti dei prezzi in conformità di tali impegni non devono essere più elevati di quanto sia necessario per eliminare il margine di dumping e dovrebbero essere inferiori al margine di dumping qualora un importo inferiore sia sufficiente per eliminare il pregiudizio arrecato all'industria comunitaria".2. All'articolo 8, il testo del paragrafo 9 è sostituito dal testo seguente:"9. In caso di violazione o di revoca di un impegno ad opera di una delle parti che lo hanno assunto, o in caso di revoca dell'accettazione dell'impegno da parte della Commissione, l'accettazione dell'impegno è, previa consultazione, revocata con decisione o, a seconda dei casi, con regolamento della Commissione e si applica automaticamente il dazio provvisorio istituito dalla Commissione a norma dell'articolo 7 o il dazio definitivo istituito dal Consiglio a norma dell'articolo 9, paragrafo 4, a condizione che l'esportatore interessato, salvo nei casi in cui abbia revocato lui stesso l'impegno, abbia avuto la possibilità di presentare le sue osservazioni.Una parte interessata o uno Stato membro può presentare informazioni contenenti elementi di prova prima facie della violazione di un impegno. Il successivo controllo, inteso ad accertare se vi sia stata o meno violazione di un impegno, si conclude di norma entro sei mesi e ad ogni modo non oltre nove mesi dopo la presentazione di una richiesta debitamente motivata. La Commissione può chiedere l'assistenza delle competenti autorità degli Stati membri per controllare il rispetto degli impegni".3. All'articolo 9, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Quando dalla constatazione definitiva dei fatti risulta l'esistenza di dumping e di un conseguente pregiudizio e quando gli interessi della Comunità esigono un intervento a norma dell'articolo 21, il Consiglio, deliberando su una proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo, istituisce un dazio antidumping definitivo. La proposta è adottata dal Consiglio a meno che questo non decida a maggioranza semplice di respingerla entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione. Se è stato istituito un dazio provvisorio, una proposta di misura definitiva deve essere presentata al più tardi un mese prima della scadenza di tale dazio. L'importo del dazio antidumping non deve superare il margine di dumping accertato e dovrebbe essere inferiore a tale margine, qualora un importo inferiore sia sufficiente per eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitari4. All'articolo 12, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. Se l'industria comunitaria o un'altra parte interessata presenta, entro due anni dall'entrata in vigore delle misure, informazioni sufficienti per dimostrare che, dopo l'istituzione delle misure, i prezzi all'esportazione sono diminuiti o che non vi sono state variazioni o vi sono state variazioni irrilevanti dei prezzi di rivendita o dei successivi prezzi di vendita del prodotto importato nella Comunità, l'inchiesta può essere riaperta, previa consultazione, per esaminare se la misura abbia inciso sui prezzi suddetti.L'inchiesta può anche essere riaperta, alle suddette condizioni, su iniziativa della Commissione o su richiesta di uno Stato membro".5. All'articolo 12, paragrafo 2, l'ultima frase è sostituita dalla frase seguente:"Se si ritiene che le condizioni di cui all'articolo 12, paragrafo 1 ricorrano a causa del calo dei prezzi all'esportazione, intervenuto prima o dopo l'istituzione delle misure, i margini di dumping possono essere ricalcolati per tener conto della diminuzione dei prezzi all'esportazione".6. All'articolo 12, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Qualora dalla nuova inchiesta risulti che il margine di dumping è aumentato, il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione, può modificare le misure in vigore in funzione delle nuove risultanze sui prezzi all'esportazione. La proposta è adottata dal Consiglio a meno che questo non decida a maggioranza semplice di respingerla entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione. L'importo del dazio antidumping istituito a norma del presente articolo non può essere superiore al doppio del dazio inizialmente istituito dal Consiglio".7. All'articolo 13, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. L'applicazione dei dazi antidumping istituiti a norma del presente regolamento può essere estesa alle importazioni da paesi terzi di prodotti simili, leggermente modificati o meno, o alle importazioni dal paese oggetto delle misure di prodotti simili leggermente modificati, o di loro parti, se le misure in vigore vengono eluse. Dazi antidumping non superiori al dazio antidumping residuo istituito a norma dell'articolo 9, paragrafo 5 del presente regolamento possono essere estesi alle importazioni dei prodotti delle società che beneficiano di dazi individuali dei paesi oggetto delle misure, se le misure in vigore vengono eluse. Si intende per elusione una modificazione della configurazione degli scambi tra i paesi terzi e la Comunità o tra società del paese oggetto delle misure e la Comunità che derivi da pratiche, processi o lavorazioni per i quali non vi sia una sufficiente motivazione o giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio, essendo provato che sussiste un pregiudizio o che risultano indeboliti gli effetti riparatori del dazio in termini di prezzi e/o di quantitativi dei prodotti simili, ed essendo provato altresì, se necessario in conformità delle disposizioni dell'articolo 2, che esiste un dumping in relazione ai valori normali precedentemente accertati per i prodotti simili.Le pratiche, i processi o le lavorazioni di cui al primo comma comprendono, tra l'altro, le leggere modificazioni apportate al prodotto in esame in vista di una sua classificazione sotto codici doganali normalmente non soggetti alle misure, sempreché la modifica non alteri le sue caratteristiche essenziali, la spedizione del prodotto oggetto delle misure attraverso paesi terzi, la riorganizzazione della struttura delle vendite e dei canali di vendita da parte degli esportatori o dei produttori del paese oggetto delle misure al fine ultimo di esportare i loro prodotti nella Comunità attraverso i produttori che beneficiano di aliquote del dazio individuali inferiori a quelle applicabili ai prodotti dei fabbricanti e, nelle circostanze indicate all'articolo 13, paragrafo 2, l'assemblaggio di parti per mezzo di operazioni di assemblaggio nella Comunità o in un paese terzo".8. All'articolo 13, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Le inchieste sono avviate a norma del presente articolo su iniziativa della Commissione o su richiesta di uno Stato membro o di una parte interessata in base ad elementi di prova sufficienti relativi ai fattori enunciati nel paragrafo 1. L'apertura delle inchieste, sentito il comitato consultivo, è decisa con regolamento della Commissione che può stabilire inoltre che le autorità doganali devono sottoporre le importazioni a registrazione a norma dell'articolo 14, paragrafo 5 oppure chiedere la costituzione di garanzie. Le inchieste sono svolte dalla Commissione, eventualmente assistita dalle autorità doganali e sono concluse entro nove mesi. Se l'estensione delle misure è giustificata dai fatti definitivamente accertati, la relativa decisione è presa dal Consiglio che delibera su proposta della Commissione, previa consultazione del comitato consultivo. La proposta è adottata dal Consiglio a meno che questo non decida a maggioranza semplice di respingerla entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione. L'estensione entra in vigore alla data in cui è stata imposta la registrazione a norma dell'articolo 14, paragrafo 5 oppure è stata chiesta la costituzione di garanzie. Alle inchieste aperte in conformità del presente articolo si applicano le disposizioni del presente regolamento relative alle procedure in materia di apertura e di svolgimento delle inchieste.9. All'articolo 13, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Non sono soggette alla registrazione a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, né ad alcuna misura le importazioni effettuate da società che beneficiano di esenzioni. Le richieste di esenzione, sostenute da sufficienti elementi di prova, devono essere presentate entro i termini stabiliti dal regolamento della Commissione con il quale è avviata l'inchiesta. Se le pratiche, i processi o le lavorazioni intesi all'elusione delle misure hanno luogo al di fuori della Comunità, possono essere concesse esenzioni ai produttori del prodotto in esame che dimostrino di non essere collegati ad alcun produttore interessato dalle misure e per i quali si sia accertato che non sono coinvolti in pratiche di elusione ai sensi dei paragrafi 1 e 2. Se le pratiche, i processi o le lavorazioni intesi all'elusione delle misure hanno luogo all'interno della Comunità, possono essere concesse esenzioni agli importatori in grado di dimostrare che non sono collegati ai produttori oggetto delle misure.Dette esenzioni sono concesse con decisione della Commissione, previa consultazione del comitato consultivo, e sono valide per il periodo e alle condizioni fissati nella decisione.Ove ricorrano le condizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 4, le esenzioni possono essere concesse anche dopo la conclusione dell'inchiesta che ha portato all'estensione delle misure.A condizione che sia trascorso almeno un anno dall'estensione delle misure e se il numero delle parti che hanno chiesto o che potrebbero chiedere un'esenzione è significativo, la Commissione può decidere di avviare un riesame dell'estensione delle misure. Tale riesame è eseguito in conformità delle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 5 applicabili ai riesami a norma dell'articolo 11, paragrafo 3".10. All'articolo 14, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Nell'interesse della Comunità, le misure istituite a norma del presente regolamento possono essere sospese per un periodo di nove mesi, con decisione della Commissione, sentito il comitato consultivo. La sospensione può essere prorogata per un periodo ulteriore non superiore ad un anno con decisione del Consiglio che delibera su proposta della Commissione. La proposta è adottata dal Consiglio a meno che questo non decida a maggioranza semplice di respingerla entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione. Le misure possono essere sospese unicamente qualora si sia riscontrata una modifica temporanea delle condizioni di mercato tale da rendere improbabile il riemergere del pregiudizio a seguito della sospensione, e a condizione che l'industria comunitaria abbia avuto la possibilità di presentare osservazioni e che queste siano state prese in considerazione. Le misure possono divenire nuovamente efficaci in qualsiasi momento, previa consultazione, se i motivi che giustificavano la sospensione non sono più validi".11. All'articolo 14 è inserito il seguente paragrafo 7:"7. Fatto salvo il paragrafo 6, la Commissione può chiedere agli Stati membri di fornirle le informazioni necessarie a controllare efficacemente l'applicazione delle misure. Si applicano al riguardo le disposizioni dell'articolo 6, paragrafi 3 e 4. I dati forniti dagli Stati membri a norma del presente articolo sottostanno alle disposizioni dell'articolo 19, paragrafo 6".12. All'articolo 15, il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:"2. Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Questo comunica agli Stati membri, nel più breve tempo possibile, non oltre 10 giorni lavorativi prima della riunione, tutti gli elementi d'informazione utili".13. All'articolo 19, il testo del paragrafo 6 è sostituito dal testo seguente:"6. Le informazioni ricevute in applicazione del presente regolamento possono essere utilizzate soltanto per lo scopo per il quale esse sono state richieste. Tale disposizione non osta all'utilizzazione delle informazioni ricevute nel quadro di un'inchiesta ai fini dell'apertura di altre inchieste riguardanti lo stesso prodotto simile nell'ambito dello stesso procedimento".Articolo 2Il regolamento (CE) n. 2026/97 è così modificato:1. All'articolo 13, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. Qualora sia stata accertata in via provvisoria l'esistenza di una sovvenzione e di un pregiudizio, la Commissione può accettare offerte di impegni volontarie e soddisfacenti in base alle quali:(a) il paese d'origine e/o d'esportazione accetta di eliminare o di limitare la sovvenzione o di adottare altre misure relative ai suoi effetti;(b) l'esportatore si obbliga a modificare i suoi prezzi oppure a cessare le esportazioni nella zona in questione finché tali esportazioni beneficiano di sovvenzioni compensabili, in modo che la Commissione, previa consultazione, concluda che l'effetto pregiudizievole delle sovvenzioni è eliminato.In tal caso e per tutto il periodo in cui hanno effetto tali impegni, i dazi provvisori istituiti dalla Commissione a norma dell'articolo 12, paragrafo 3 e i dazi definitivi istituiti dal Consiglio a norma dell'articolo 15, paragrafo 1 non si applicano alle relative importazioni del prodotto interessato fabbricato dalle società indicate nella decisione della Commissione con la quale si accettano gli impegni e nelle successive modificazioni di tale decisione.Gli aumenti dei prezzi in conformità di tali impegni non devono essere più elevati di quanto sia necessario per eliminare l'importo delle sovvenzioni compensabili e sono inferiori a tale importo quando anche un aumento meno elevato sia sufficiente per eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitaria.2. All'articolo 13, il testo del paragrafo 9 è sostituito dal testo seguente:"9. In caso di violazione o di revoca di un impegno ad opera di una delle parti che lo hanno assunto, o in caso di revoca dell'accettazione dell'impegno da parte della Commissione, l'accettazione dell'impegno è, previa consultazione, revocata con decisione o, a seconda dei casi, con regolamento della Commissione e si applica il dazio provvisorio istituito dalla Commissione a norma dell'articolo 12 o il dazio definitivo istituito dal Consiglio a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, a condizione che l'esportatore interessato o il paese di origine e/o di esportazione, salvo nei casi di revoca dell'impegno da parte dell'esportatore o del paese in questione, abbia avuto la possibilità di presentare le sue osservazioni.Una parte interessata o uno Stato membro può presentare informazioni contenenti elementi di prova prima facie della violazione di un impegno. Il successivo controllo, inteso ad accertare se vi sia stata o meno violazione dell'impegno, si conclude di norma entro sei mesi e ad ogni modo non oltre nove mesi dopo la presentazione di una richiesta debitamente motivata. La Commissione può chiedere l'assistenza delle competenti autorità degli Stati membri per controllare il rispetto degli impegni".3. All'articolo 15, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. Quando dalla constatazione definitiva dei fatti risulta l'esistenza di sovvenzioni compensabili e di un conseguente pregiudizio e quando gli interessi della Comunità esigono un intervento a norma dell'articolo 31, il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione previa consultazione del comitato consultivo, istituisce un dazio compensativo definitivo. La proposta è adottata dal Consiglio a meno che questo non decida a maggioranza semplice di respingerla entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione. Se sono in vigore dazi provvisori, una proposta di provvedimento definitivo deve essere presentata almeno un mese prima della scadenza di tali dazi. Non sono istituite misure qualora le sovvenzioni siano state revocate o sia stato dimostrato che le sovvenzioni non conferiscono più alcun vantaggio agli esportatori in questione. L'importo del dazio compensativo non deve superare l'importo delle sovvenzioni compensabili accertato e dovrebbe essere inferiore a tale importo, qualora un dazio inferiore sia sufficiente per eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitaria.4. All'articolo 19, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Quando i dazi compensativi istituiti sono inferiori all'importo delle sovvenzioni compensabili accertato, può essere avviato un riesame intermedio qualora i produttori comunitari o un'altra parte interessata presentino, entro due anni dall'entrata in vigore delle misure, elementi sufficienti per dimostrare che, dopo l'istituzione delle misure, i prezzi all'esportazione sono diminuiti o che non vi sono state variazioni o vi sono state variazioni irrilevanti dei prezzi di rivendita del prodotto importato nella Comunità. Se l'inchiesta dimostra che la denuncia corrisponde al vero, i dazi compensativi possono essere aumentati al fine di conseguire l'incremento di prezzo necessario per eliminare il pregiudizio; il livello maggiorato del dazio non deve tuttavia eccedere l'importo delle sovvenzioni compensabili.Il riesame intermedio può anche essere avviato, alle suddette condizioni, su iniziativa della Commissione o su richiesta di uno Stato membro".5. All'articolo 23, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. L'applicazione dei dazi compensativi istituiti a norma del presente regolamento può essere estesa alle importazioni da paesi terzi di prodotti simili, leggermente modificati o meno, o alle importazioni dal paese oggetto delle misure di prodotti simili leggermente modificati, o di loro parti, se le misure in vigore vengono eluse. Dazi compensativi non superiori al dazio compensativo residuo istituito a norma dell'articolo 15, paragrafo 2 del presente regolamento possono essere estesi alle importazioni dei prodotti delle società che beneficiano di dazi individuali nei paesi oggetto delle misure, se le misure in vigore vengono eluse. Si intende per elusione una modificazione della configurazione degli scambi tra i paesi terzi e la Comunità o tra società del paese oggetto delle misure e la Comunità che derivi da pratiche, processi o lavorazioni per i quali non vi sia una sufficiente motivazione o giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio, essendo provato che sussiste un pregiudizio o che risultano indeboliti gli effetti riparatori del dazio in termini di prezzi e/o di quantitativi dei prodotti simili e che il prodotto simile importato e/o parti di esso beneficiano ancora della sovvenzione.Le pratiche, i processi o le lavorazioni di cui al primo comma comprendono, tra l'altro, le leggere modificazioni apportate al prodotto in esame in vista di una sua classificazione sotto codici doganali normalmente non soggetti alle misure, sempreché la modifica non alteri le sue caratteristiche essenziali, la spedizione del prodotto oggetto delle misure attraverso paesi terzi, la riorganizzazione della struttura delle vendite e dei canali di vendita da parte degli esportatori o dei produttori del paese oggetto delle misure al fine ultimo di esportare i loro prodotti nella Comunità attraverso i produttori che beneficiano di aliquote del dazio individuali inferiori a quelle applicabili ai prodotti dei fabbricanti".6. All'articolo 23, il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:"2. Le inchieste sono avviate a norma del presente articolo su iniziativa della Commissione o su richiesta di uno Stato membro o di una parte interessata in base ad elementi di prova sufficienti relativi ai fattori enunciati nel paragrafo 1. L'inchiesta è aperta, sentito il comitato consultivo, con regolamento della Commissione in cui si può stabilire inoltre che le autorità doganali devono sottoporre le importazioni a registrazione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5 oppure chiedere la costituzione di garanzie. Le inchieste sono svolte dalla Commissione, eventualmente assistita dalle autorità doganali e sono concluse entro nove mesi. Se l'estensione delle misure è giustificata dai fatti definitivamente accertati, la relativa decisione è presa dal Consiglio che delibera su proposta della Commissione previa consultazione del comitato consultivo. La proposta è adottata dal Consiglio a meno che questo non decida a maggioranza semplice di respingerla entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione. L'estensione entra in vigore alla data in cui è stata imposta la registrazione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5 oppure è stata chiesta la costituzione di garanzie. Alle inchieste aperte in conformità del presente articolo si applicano le disposizioni procedurali del presente regolamento relative all'apertura e allo svolgimento delle inchieste.Non sono soggette alla registrazione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, né ad alcuna misura le importazioni effettuate da società che beneficiano di esenzioni. Le richieste di esenzione, sostenute da sufficienti elementi di prova, devono essere presentate entro i termini stabiliti dal regolamento della Commissione con il quale è avviata l'inchiesta. Se le pratiche, i processi o le lavorazioni intesi all'elusione delle misure hanno luogo al di fuori della Comunità, possono essere concesse esenzioni ai produttori del prodotto in esame che dimostrino di non essere collegati ad alcun produttore interessato dalle misure e per i quali si sia accertato che non sono coinvolti in pratiche di elusione ai sensi del paragrafo 1. Se le pratiche, i processi o le lavorazioni intesi all'elusione delle misure hanno luogo all'interno della Comunità, possono essere concesse esenzioni agli importatori in grado di dimostrare che non sono collegati ai produttori oggetto delle misure.Dette esenzioni sono concesse con decisione della Commissione, previa consultazione del comitato consultivo, e sono valide per il periodo e alle condizioni fissati nella decisione.Ove ricorrano le condizioni di cui all'articolo 20, le esenzioni possono essere concesse anche dopo la conclusione dell'inchiesta che ha portato all'estensione delle misure.A condizione che sia trascorso almeno un anno dall'estensione delle misure e se il numero delle parti che hanno chiesto o che potrebbero chiedere un'esenzione è significativo, la Commissione può decidere di avviare un riesame dell'estensione delle misure. Tale riesame è eseguito in conformità delle disposizioni dell'articolo 22, paragrafo 1 applicabili ai riesami a norma dell'articolo 19".7. All'articolo 24, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Nell'interesse della Comunità, le misure istituite a norma del presente regolamento possono essere sospese per un periodo di nove mesi, con decisione della Commissione, sentito il comitato consultivo. La sospensione può essere prorogata per un periodo ulteriore non superiore ad un anno con decisione del Consiglio che delibera su proposta della Commissione. La proposta è adottata dal Consiglio a meno che questo non decida a maggioranza semplice di respingerla entro un mese dalla sua presentazione da parte della Commissione. Le misure possono essere sospese unicamente qualora si sia riscontrata una modifica temporanea delle condizioni di mercato tale da rendere improbabile il riemergere del pregiudizio a seguito della sospensione, e a condizione che l'industria comunitaria abbia avuto la possibilità di presentare osservazioni e che queste siano state prese in considerazione. Le misure possono divenire nuovamente efficaci in qualsiasi momento, previa consultazione, se i motivi che giustificavano la sospensione non sono più validi.8. All'articolo 24 è inserito il seguente paragrafo 7:"7. Fatto salvo il paragrafo 6, la Commissione può chiedere agli Stati membri di fornirle le informazioni necessarie a controllare efficacemente l'applicazione delle misure. Si applicano al riguardo le disposizioni dell'articolo 11, paragrafi 3 e 4. I dati forniti dagli Stati membri a norma del presente articolo sottostanno alle disposizioni dell'articolo 29, paragrafo 6".9. All'articolo 25, il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:"2. Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Questo comunica agli Stati membri, nel più breve tempo possibile, non oltre 10 giorni lavorativi prima della riunione, tutti gli elementi d'informazione utili".10. All'articolo 29, il testo del paragrafo 6 è sostituito dal testo seguente:"6. Le informazioni ricevute in applicazione del presente regolamento possono essere utilizzate soltanto per lo scopo per il quale esse sono state richieste. Tale disposizione non osta all'utilizzazione delle informazioni ricevute nel quadro di un'inchiesta ai fini dell'apertura di altre inchieste riguardanti lo stesso prodotto simile nell'ambito dello stesso procedimento".Articolo 3Il regolamento (CE) n. 384/96 è così modificato:1. All'articolo 11, il testo del paragrafo 5 è sostituito dal testo seguente:"5. Le disposizioni del presente regolamento relative alle procedure e allo svolgimento delle inchieste, escluse quelle relative ai termini, si applicano a tutti i riesami effettuati a norma dei paragrafi 2, 3 e 4. I riesami effettuati a norma dei paragrafi 2 e 3 si svolgono rapidamente e si concludono di norma entro dodici mesi dalla data di inizio. Ad ogni modo, i riesami a norma dei paragrafi 2 e 3 sono conclusi in tutti i casi entro quindici mesi dalla loro apertura. I riesami effettuati a norma del paragrafo 4 si concludono in ogni caso entro nove mesi dalla data di inizio. Se un riesame a norma del paragrafo 2 è avviato mentre è in corso un riesame a norma del paragrafo 3 nell'ambito dello stesso procedimento, il riesame a norma del paragrafo 3 si conclude alla scadenza prevista per il riesame a norma del paragrafo 2.La Commissione presenta una proposta d'azione al Consiglio al più tardi un mese prima dello scadere dei termini suddetti.Se l'inchiesta non è completata entro i suddetti termini, le misure possono giungere a scadenza nel quadro delle inchieste a norma del paragrafo 2 o lasciate in vigore nel quadro delle inchieste a norma dei paragrafi 3 e 4. Un avviso annunciante la scadenza effettiva o il mantenimento in vigore delle misure a norma del presente paragrafo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea".2. All'articolo 12, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Le disposizioni pertinenti dell'articolo 5 e dell'articolo 6 si applicano alle nuove inchieste eseguite a norma del presente articolo, fermo restando che tali nuove inchieste si svolgono rapidamente e si concludono di norma entro sei mesi dalla data di apertura. Queste nuove inchieste si concludono in ogni caso entro nove mesi dalla loro apertura.La Commissione presenta una proposta d'azione al Consiglio al più tardi un mese prima dello scadere dei termini suddetti.Qualora la nuova inchiesta non si concluda entro i termini suddetti, i dazi rimangono invariati. Un avviso annunciante il mantenimento in vigore delle misure a norma del presente paragrafo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea".Articolo 4Il regolamento (CE) n. 2026/97 è così modificato:All'articolo 22, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. Le disposizioni del presente regolamento relative alle procedure e allo svolgimento delle inchieste, escluse quelle relative ai termini, si applicano a tutti i riesami effettuati a norma degli articoli 18, 19 e 20. I riesami effettuati a norma degli articoli 18 e 19 si svolgono rapidamente e si concludono di norma entro dodici mesi dalla data di inizio. Ad ogni modo, i riesami a norma degli articoli 18 e 19 sono conclusi in tutti i casi entro quindici mesi dalla loro apertura. I riesami effettuati a norma dell'articolo 20 si concludono in ogni caso entro nove mesi dalla data di inizio. Se un riesame a norma dell'articolo 18 è avviato mentre è in corso un riesame a norma dell'articolo 19 nell'ambito dello stesso procedimento, il riesame a norma dell'articolo 19 si conclude alla scadenza prevista per il riesame a norma dell'articolo 18.La Commissione presenta una proposta d'azione al Consiglio al più tardi un mese prima dello scadere dei termini suddetti.Se l'inchiesta non è completata entro i suddetti termini, le misure possono giungere a scadenza nel quadro delle inchieste a norma dell'articolo 18 o lasciate in vigore nel quadro delle inchieste a norma degli articoli 19 e 20. Un avviso annunciante la scadenza effettiva o il mantenimento in vigore delle misure a norma del presente paragrafo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea".Articolo 5Le disposizioni del presente regolamento si applicano a tutte le inchieste avviate a norma del regolamento (CE) n. 384/96 e del regolamento (CE) n. 2026/97 dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, ad eccezione- dell'articolo 1, paragrafi 3, 6, 8, 10 e 12 e dell'articolo 2, paragrafi 3, 6, 7 e 9 del presente regolamento, che si applicano anche alle inchieste in corso,e- degli articoli 3 e 4 del presente regolamento, che si applicano solo a decorrere dal secondo anno dall'entrata in vigore del regolamento alle inchieste avviate a norma dell'articolo 11, paragrafi 3 e 4 e dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 384/96 e degli articoli 19 e 20 del regolamento (CE) n. 2026/97.Articolo 6Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA DELL'ATTOSettore/i politico/i: Relazioni commerciali esterne, compreso l'accesso ai mercati dei paesi terziAttività: Inchieste antidumping e antisovvenzioniDenominazione dell'azione: Modifica del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e del regolamento (CE) N. 2026/97 del Consiglio relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea1. LINEA/E DI BILANCIO + DENOMINAZIONE/I20.01.01.01 Spese relative al personale in attività di servizio della DG Commercio20.01.02.11 Altre spese di gestione della DG Commercio2. DATI GLOBALI IN CIFRE2.1. Dotazione totale dell'azione (Parte B): milioni di euro per impegniNon pertinente2.2. Periodo di applicazione:La spesa proposta è prevista di durata illimitata.2.3. Stima globale pluriennale delle spese:a) Scadenzario degli stanziamenti di impegno/stanziamenti di pagamento (intervento finanziario) (cfr. punto 6.1.1)Non pertinentemilioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;b) Assistenza tecnica e amministrativa e spese d'appoggio (cfr. punto 6.1.2)Non pertinente&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Non pertinente&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese amministrative(cfr. punti 7.2 e 7.3)milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2.4. Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie[X] La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigore[] La proposta richiede una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie.Può essere necessario il ricorso alle disposizioni dell'accordo interistituzionale2.5. Incidenza finanziaria sulle entrate [4][4]  Per ulteriori informazioni, si veda la nota esplicativa distinta.[X] Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici dell'attuazione di una misura).Il rendimento finanziario dipende dal livello delle misure antidumping o antisovvenzioni, determinato a sua volta dal diritto sostanziale contenuto nei due suddetti regolamenti. La proposta non interessa le disposizioni sostanziali, bensì modifica solo le disposizioni procedurali.OPPUREIncidenza finanziaria - l'incidenza sulle entrate è la seguente:(Nota bene: tutte le precisazioni e osservazioni relative al metodo di calcolo dell'incidenza sulle entrate devono essere riportate su un allegato separato.)milioni di euro (al primo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(citare tutte le linee di bilancio interessate, aggiungendo altre righe alla tabella qualora vi sia un'incidenza su più di una linea di bilancio.)3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4. BASE GIURIDICAArticolo 133 del trattatoRegolamento (CE) n. 384/96 del ConsiglioRegolamento (CE) n. 2026/97 del ConsiglioProposta di modifica del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e del regolamento (CE) N. 2026/97 del Consiglio relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1. Necessità di un intervento comunitario [5][5]  Per ulteriori informazioni, si veda la nota esplicativa distinta.5.1.1. ObiettiviIntroduzione di termini vincolanti per il completamento delle inchieste di riesame.L'introduzione di termini vincolanti per il completamento dei riesami è un elemento essenziale dell'insieme di modifiche che integrano le modifiche contenute nella proposta originaria della Commissione relativa alle modalità con le quali gli Stati membri adottano decisioni in materia di antidumping e antisovvenzioni. Si tratta di una richiesta avanzata già da molto tempo da un gran numero di Stati membri. L'introduzione di termini deve pertanto essere considerata come parte integrante del "pacchetto" globale che assicura l'equilibrio tra i diversi aspetti oggetto dei vari emendamenti.Ai sensi dell'attuale regolamento antidumping di base, le nuove inchieste devono rispettare il termine obbligatorio di 15 mesi (13 mesi nel caso del regolamento antisovvenzioni di base). Invece, il termine di 12 mesi previsto per le inchieste di riesame non è obbligatorio, bensì solo indicativo. L'esperienza acquisita dall'entrata in vigore dei regolamenti di base insegna che, in assenza di termini vincolanti e delle necessarie risorse umane, è molto difficile rispettare il suddetto termine normale di 12 mesi. In particolare, l'assenza di termini rigorosi rende difficile obbligare le parti interessate a rispettare i requisiti procedurali. Ne consegue che i riesami durano spesso più del normale.Visto che le misure oggetto del riesame rimangono in vigore fino alla conclusione delle inchieste di riesame in previsione della scadenza, l'eccessiva durata delle inchieste può nuocere alla certezza del diritto con effetti negativi per le parti interessate.L'unica soluzione possibile consiste nel fissare termini obbligatori per il completamento delle inchieste di riesame. Si propone pertanto di fissare un termine obbligatorio di 15 mesi per il completamento delle inchieste intermedie e dei riesami in previsione della scadenza, pur mantenendo l'attuale calendario indicativo di 12 mesi. Si propone invece un termine obbligatorio di 9 mesi per le inchieste di riesame relative ai nuovi esportatori e ai casi di assorbimento. Questi termini sono considerati sufficienti per portare a termine i vari tipi di inchieste di riesame, tenendo conto della complessità relativa di ciascuno di essi.5.1.2. Misure adottate in relazione alla valutazione ex ante(Occorre:a) spiegare come e quando la valutazione ex ante è stata effettuata (autore, calendario e se sono disponibili relazioni) o come l'informazione corrispondente è stata ottenuta; [6][6]  Per le informazioni minime obbligatorie da presentare per quanto riguarda le iniziative nuove, si veda il documento SEC (2000)1051.b) descrivere brevemente le constatazioni e le indicazioni tratte dalla valutazione ex ante.)A seguito della presentazione della "diciannovesima relazione annuale della Commissione al Parlamento europeo sulle attività antidumping e antisovvenzioni", il parlamento europeo, di propria iniziativa, nell'ottobre 2002 ha adottato la relazione dell'on. Michel Hansenne (Ref. A5-0323/2002, PE 316-244). In tale relazione, il PE suggerisce diversi miglioramenti alle attuali pratiche, tra cui l'introduzione di scadenze per le revisioni. A tale proposito, il PE ritiene che occorra concedere alla Commissione i mezzi commisurati alle necessità derivanti da tale azione (previsto aumento del carico di lavoro).Inoltre a più riprese gli Stati membri hanno chiesto - tramite il comitato consultivo antidumping/antisovvenzioni e tramite il gruppo "Questioni commerciali" del Consiglio - la riduzione dei tempi di inchiesta per i riesami.La Commissione ha analizzato la proposta e presenta adesso una proposta di regolamento del Consiglio relativa alla questione. La Commissione tiene comunque a sottolineare la necessità di valutare gli effetti che l'azione avrà sulle sue risorse.5.1.3. Misure adottate a seguito della valutazione ex post(Nel caso del rinnovo di un programma, occorre anche descrivere brevemente gli insegnamenti da trarre da una valutazione intermedia o ex post.)Non pertinente5.2. Azione prevista e modalità dell'intervento di bilancio(Questo punto deve descrivere la logica d'intervento della proposta. Deve precisare le principali azioni necessarie per raggiungere l'obiettivo generale. Ogni azione deve comportare uno o più obiettivi specifici. Questi ultimi devono indicare i progressi attesi nel corso del periodo proposto. Tali obiettivi devono anche consentire sviluppi che vadano al di là di realizzazioni immediate, ma essere sufficientemente precisi affinché sia possibile identificare risultati concreti. Precisare per ogni azione principale:- la/e popolazione/i destinataria/e (precisare i beneficiari possibilmente in termini quantitativi);Dell'introduzione di scadenze vincolanti nei riesami beneficeranno i produttori, gli importatori, gli utilizzatori e gli operatori commerciali comunitari, come anche i produttori e gli esportatori dei paesi terzi. Tutte queste parti hanno espresso in passato preoccupazione per i tempi necessari alla conclusione delle inchieste e hanno sottolineato che la conseguente situazione di incertezza nuoceva alle loro attività.- gli obiettivi specifici fissati per il periodo di programmazione (in termini misurabili);Destinata al raggiungimento degli obiettivi enunciati al punto 5.1.1., l'introduzione di scadenze vincolanti nei riesami mira ai seguenti obiettivi specifici:- incrementare la trasparenza degli strumenti di difesa commerciale- incrementare l'efficacia dello strumento in questione- evitare effetti economici negativi per le parti interessate- le misure concrete da adottare per l'attuazione dell'azione;Per far fronte al maggiore carico di lavoro determinato dall'introduzione di scadenze nei riesami, si chiede che siano previste risorse umane supplementari. Il numero di funzionari supplementari necessari a far fronte all'ulteriore carico di lavoro determinato dall'introduzione di scadenze di 15 mesi per i riesami intermedi e per i riesami in previsione della scadenza è di 14 (7 A e 7 B), oltre ad un posto C per la parte relativa al supporto di segreteria.Tali cifre sono state calcolate in base al numero e alla tipologia dei nuovi casi e dei riesami attualmente in corso, nonché in base all'attuale numero di funzionari responsabili dei vari casi e alla durata media dei riesami negli ultimi anni.In termini misurabili: le inchieste per i riesami intermedi e i riesami in previsione della scadenza rappresentano il 69% del totale del tempo (misurato in mesi) dedicato alle inchieste e ciò equivale a 53 funzionari che si occupano esclusivamente di tali riesami. Per poter rispettare le più brevi scadenze proposte (dagli attuali 19 mesi di media ai 15 mesi proposti), occorrerebbe affiancare 14 nuovi funzionari ai 53 già presenti. Si noti che questo calcolo si riferisce alla situazione al 31 ottobre 2003. Il risultato è stato confrontato con i risultati degli stessi calcoli relativi alla situazione al 31 dicembre 1998, 1999, 2000, 2001 e 2002. Tutti questi calcoli confermano perfettamente che il numero di posti supplementari richiesto è necessario in quanto confermano anche la relativa importanza di questo tipo di inchieste nel carico di lavoro generale della DG Commercio.I termini applicabili ai riesami saranno introdotti in due fasi. Con l'entrata in vigore delle modifiche, tutte le nuove inchieste per un riesame in vista della scadenza saranno soggette a termini vincolanti. Due anni dopo l'entrata in vigore delle modifiche, anche i riesami intermedi saranno assoggettati a scadenze vincolanti. Ciò significa che il carico di lavoro supplementare derivante dall'introduzione di scadenze aumenterà gradualmente, ragione per la quale si propone di rafforzare il personale in tre fasi, introducendo cinque posti supplementari l'anno per tre anni. Per il 2004 sarà possibile gestire la situazione con il personale disponibile; per tale anno è previsto infatti un carico di lavoro supplementare limitato, dovuto al fatto che una parte considerevole dei riesami che saranno trattati nel 2004 saranno stati avviati prima dell'entrata in vigore delle modifiche. Un riesame in vista della scadenza avviato, ad esempio, nell'ottobre 2003 dovrà normalmente essere concluso nell'aprile 2005. Naturalmente, con il tempo, sempre più riesami in vista della scadenza e dal 2006 in poi anche riesami intermedi saranno soggetti a termini rigorosi, cosicché sarà necessario rafforzare gradualmente il personale nel corso del già menzionato periodo di tre anni.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;A titolo di informazione, il numero di casi per i quali potrebbe essere chiesto un riesame in previsione della scadenza ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, e dell'articolo 18 è di 23 per il 2004 e di 64 per il 2005.Inoltre, occorrerà un bilancio complementare che copra le missioni addizionali in un determinato arco di tempo (finora, in assenza di scadenze, le missioni potevano essere programmate in modo da rientrare nel bilancio dell'anno successivo).La DG Commercio ha optato per un approccio in due fasi (cioè per l'introduzione graduale dei termini vincolanti) e per la richiesta di personale supplementare per essere sicura di rispettare i termini vincolanti una volta che siano stati introdotti. Il mancato rispetto di questi termini da parte della Commissione avrebbe gravi conseguenze sia per gli operatori economici che per la Commissione stessa. Nel caso di riesami in vista della scadenza, le misure antidumping o antisovvenzioni in vigore giungerebbero automaticamente a scadenza, lasciando l'industria comunitaria senza la protezione dei dazi, ai quali essa ha tuttavia diritto e la Commissione sarebbe giuridicamente responsabile della situazione (pagamento di danni, denunce per cattiva amministrazione). Nel caso di riesami intermedi, le misure resterebbero immutate, qualora il termine non fosse rispettato. La conseguenza potrebbe essere, ad esempio, che esportatori ed importatori continuerebbero ad essere soggetti ai dazi mentre questi avrebbero dovuto essere ridotti o revocati in base alle informazioni raccolte con il riesame intermedio. Di nuovo, le ripercussioni finanziarie di una siffatta mancanza su esportatori e importatori sono evidenti, come pure la responsabilità che ne deriverebbe per la Commissione.- le realizzazioni immediate di ciascuna azione; eI riesami condotti ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, e dell'articolo 18 dei regolamenti antidumping e antisovvenzioni di base, comprese le inchieste già in corso, saranno immediatamente interessati dalle disposizioni della proposta. In termini misurabili ciò significa che per il 2004 23 casi AD/AS potrebbero portare ad una domanda di un riesame di questo tipo.- il contributo di tali realizzazioni sul risultato previsto in termini di risposta a determinate esigenze o di risoluzione di problemi.Le realizzazioni sopra illustrate costituiranno di per sé il raggiungimento dell'obiettivo della modifica del regolamento di base.Devono essere fornite informazioni anche sulle modalità dell'intervento finanziario (tasso e forma dell'assistenza finanziaria richiesta)5.3. Modalità di attuazione(Precisare con quali mezzi le azioni previste sono attuate: gestione diretta da parte della Commissione, sia unicamente con personale statutario o esterno, sia mediante esternalizzazione. In quest'ultimo caso, precisare le modalità di esternalizzazione previste (UAT, agenzie, uffici, unità d'esecuzione decentrate, cogestione con gli Stati membri - organismi nazionali, regionali e locali).Indicare anche gli effetti del modello di esternalizzazione adottato sulle risorse d'intervento finanziario, di gestione e d'appoggio e sulle risorse umane (funzionari comandati, ecc. ))Ai sensi dell'articolo 133 del trattato, la Comunità ha competenza esclusiva per la politica commerciale, in particolare per le misure di difesa commerciale. Le istituzioni comunitarie sono responsabili dell'attuazione e della gestione del regolamento proposto.Poiché le inchieste condotte dalla Commissione sono "riservate" e di natura quasi-giudiziaria, esse devono essere curate da personale statutario (funzionari, END,..).Per quanto riguarda la riservatezza, vanno sottolineati due aspetti. Innanzitutto, le decisioni in materia di antidumping e antisovvenzioni sono sensibili per i mercati, nel senso che qualsiasi indiscrezione relativa alla loro data di adozione precisa darebbe agli esportatori di paesi terzi e agli importatori della Comunità la possibilità di intraprendere operazioni a breve termine intese a compromettere l'efficacia delle misure. In secondo luogo, un aspetto forse ancora più importante è che in tutte le inchieste AD/AS vengono raccolte sistematicamente informazioni di carattere altamente sensitivo. Esse riguardano i dati fondamentali degli operatori economici interessati (listini completi delle vendite transazione per transazione, costi di produzione ripartiti per singoli tipi di prodotti, canali di vendita, schemi di approvvigionamento ecc.). La divulgazione non autorizzata di questo tipo di informazioni investirebbe direttamente la responsabilità finanziaria della Commissione.Per quanto riguarda il carattere quasi-giudiziario, va notato che le inchieste in questione riguardano normalmente un numero discretamente elevato di parti con interessi contrastanti. Tutte queste parti godono di una serie di diritti procedurali che non sono solo imposti all'istituzione dal trattato, ma anche da obblighi contratti nell'ambito dell'OMC. Molti di questi diritti procedurali disciplinano nei dettagli il complesso processo di raccolta delle informazioni. Pertanto, non solo le conclusioni finali delle inchieste, ma anche le numerose tappe per giungere a tali decisioni sono regolamentate da varie disposizioni giuridiche.6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1. Incidenza finanziaria totale sulla parte B (per l'intero periodo di programmazione)(Il metodo di calcolo degli importi totali indicati nella tabella che segue dev'essere specificato con la ripartizione fornita nella tabella 6.2. )6.1.1. Intervento finanziarioNon pertinenteImpegni (in milioni di euro al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;6.1.2. Assistenza tecnica e amministrativa, spese d'appoggio e spese TI (stanziamenti d'impegno)Non pertinente&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;6.2. Calcolo dei costi per ciascuna delle misure previste nella parte B (su tutto il periodo di programmazione) [7][7]  Per ulteriori informazioni, si veda la nota esplicativa distinta.Non pertinente(Qualora si tratti di più azioni, occorre fornire, sulle misure concrete da adottare per ogni azione, le precisazioni necessarie alla stima del volume e del costo delle realizzazioni)Impegni (in milioni di euro al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Se necessario, spiegare il metodo di calcolo7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE7.1. Incidenza in termini di risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Il fabbisogno di risorse umane e amministrative deve essere coperto con i fondi assegnati alla DG responsabile della gestione, nel quadro della procedura annuale di allocazione.7.2. Incidenza finanziaria globale delle risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alla spesa totale per 12 mesi.7.3. Altre spese amministrative derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.1 Precisare il tipo di comitato e il gruppo di cui fa parte.I. Totale annuale (7.2 + 7.3)  //  EUR 1.725.000 dal 2007 in poi (575.000 e 1.150.000 rispettivamente nel 2005 e nel 2006)II. Durata dell'azione  //  illimitatoIII. Costo totale dell'azione (I x II)  //  Non pertinente(Nella stima delle risorse umane e amministrative necessarie per l'azione, le DG e i servizi devono tenere conto delle decisioni prese dalla Commissione nel dibattito di orientamento e nell'adozione del progetto preliminare di bilancio (PPB). Ciò significa che le DG devono indicare che le risorse umane possono essere coperte dalla preassegnazione indicativa effettuata al momento dell'adozione del progetto preliminare di bilancio.In casi eccezionali, quando non è stato possibile prevedere l'azione considerata al momento della preparazione del progetto preliminare di bilancio, si dovrà adire la Commissione per decidere se e secondo quali modalità (modifica della preassegnazione indicativa, riassegnazione ad hoc, bilancio rettificativo/supplementare o lettera rettificativa al progetto di bilancio) l'esecuzione dell'azione proposta può essere accettata.)Non è stato possibile prevedere il fabbisogno di personale supplementare. In effetti, all'origine della proposta di modificare i suddetti regolamenti vi era la necessità, dimostrata da una serie di eventi nel marzo 2003, di migliorare il processo decisionale in sede di Consiglio salvaguardando così l'efficacia, la credibilità e la trasparenza di questa parte importante dell'attività comunitaria. Gli Stati membri hanno però colto l'occasione per insistere anche su altri cambiamenti intesi a rafforzare l'efficacia, la credibilità e la trasparenza. Così facendo hanno risposto a preoccupazioni già espresse in precedenza dagli operatori economici e dal Parlamento europeo.8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1. Sistema di controllo(All'inizio di ogni azione devono essere riuniti dati adeguati per il controllo dei mezzi e delle risorse impiegati, delle realizzazioni e dei risultati dell'intervento. Ciò implica in pratica: (i) la determinazione di indicatori per i mezzi e le risorse, le realizzazioni e i risultati; (ii) l'elaborazione di metodi per la raccolta dei dati)Non pertinente8.2. Modalità e calendario previsti per la valutazione(Descrivere il programma previsto e le modalità delle valutazioni intermedie ed ex post da realizzare per stabilire se l'intervento ha raggiunto gli obiettivi fissati. Nel caso di programmi pluriennali, occorre procedere ad almeno una valutazione approfondita nel corso dell'intero ciclo del programma. Per le altre attività, deve essere effettuata una valutazione ex post o intermedia per periodi non eccedenti 6 anni).Non pertinente9. MISURE ANTIFRODE(Articolo 3, paragrafo 4, del regolamento finanziario : "Al fine di prevenire i rischi di frode ed irregolarità, la Commissione presenta nella scheda finanziaria le informazioni che riguardano le misure di prevenzione e di tutela esistenti o previste.")Non pertinente