CELEX: 62011CJ0379
Language: it
Date: 2012-12-13
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 13 dicembre 2012.#Caves Krier Frères Sàrl contro Directeur de l’Administration de l’emploi.#[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour administrative Lussemburgo].#Libera circolazione dei lavoratori — Articolo 45 TFUE — Aiuto all’assunzione dei disoccupati anziani e dei disoccupati di lunga durata — Requisito di iscrizione presso un ufficio di collocamento dell’Ufficio nazionale del lavoro — Requisito di residenza — Restrizione — Giustificazione.#Causa C‑379/11.

SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)
      13 dicembre 2012 (
            *1
         )
      «Libera circolazione dei lavoratori — Articolo 45 TFUE — Aiuto all’assunzione dei lavoratori anziani disoccupati e dei lavoratori disoccupati di lunga durata — Requisito di iscrizione presso un ufficio di collocamento dell’Ufficio nazionale del lavoro — Requisito di residenza — Restrizione — Giustificazione»
      Nella causa C-379/11,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dalla Cour administrative (Lussemburgo), con decisione del 14 luglio 2011, pervenuta in cancelleria il 18 luglio 2011, nel procedimento
      
         Caves Krier Frères Sàrl
      
      contro
      
         Directeur de l’Administration de l’emploi,
      
      LA CORTE (Seconda Sezione),
      composta dal sig. A. Rosas, facente funzione di presidente della Seconda Sezione, dai sigg. U. Lõhmus, A. Ó Caoimh (relatore), A. Arabadjiev e C.G. Fernlund, giudici,
      avvocato generale: sig.ra E. Sharpston
      cancelliere: sig.ra R. Şereş, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 21 giugno 2012,
      considerate le osservazioni presentate:
      
               —
            
            
               per la Caves Krier Frères Sàrl, da M. Mailliet, avocat;
            
         
               —
            
            
               per il governo lussemburghese, da C. Schiltz, in qualità di agente, assistito da G. Pierret e S. Coï, avocats;
            
         
               —
            
            
               per il governo ceco, da M. Smolek e D. Hadroušek, in qualità di agenti;
            
         
               —
            
            
               per il governo austriaco, da C. Pesendorfer, in qualità di agente;
            
         
               —
            
            
               per il governo polacco, da M. Szpunar e B. Majczyna, in qualità di agenti;
            
         
               —
            
            
               per la Commissione europea, da G. Rozet, in qualità di agente,
            
         sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 27 settembre 2012,
      ha pronunciato la seguente
      
         Sentenza
      
      
               1
            
            
               La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 21 TFUE e 45 TFUE.
            
         
               2
            
            
               Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Caves Krier Frères Sàrl (in prosieguo: la «Caves Krier») e l’Administration de l’emploi (ufficio del lavoro) (in prosieguo: l’«ADEM»), in merito al rifiuto di concedere un aiuto all’assunzione di lavoratori anziani disoccupati o di lavoratori disoccupati di lunga durata.
            
         
         Contesto normativo lussemburghese
      
      
               3
            
            
               Ai sensi dell’articolo L. 541-1 del codice del lavoro:
               «Il fondo per l’occupazione rimborsa ai datori di lavoro del settore privato che abbiano assunto lavoratori disoccupati, beneficiari o meno di un’indennità di disoccupazione, i contributi previdenziali dovuti, sia a carico del datore di lavoro, sia a carico dell’assicurato, a condizione che il lavoratore assunto abbia compiuto i [45] anni di età e sia iscritto da almeno un mese come persona in cerca di occupazione presso un ufficio di collocamento dell’[ADEM].
               Le persone in cerca di occupazione che abbiano compiuto un’età compresa tra i [40] e i [44] anni devono essere iscritte da almeno tre mesi come persone in cerca di occupazione presso un ufficio di collocamento dell’[ADEM] e quelle di età compresa tra i [30] e i [39] anni compiuti devono esservi iscritte da almeno dodici mesi.
               Il requisito di iscrizione presso un ufficio di collocamento dell’[ADEM] non si applica alle persone in cerca di occupazione che abbiano compiuto i [40] anni e che siano interessate da un piano per il mantenimento dei posti di lavoro ai sensi dell’articolo L. 513-3, approvato dal Ministro che è competente per le questioni attinenti al lavoro».
            
         
               4
            
            
               L’articolo L. 622-6, primo comma, dello stesso codice del lavoro stabilisce che tutti i disoccupati in cerca di lavoro devono iscriversi all’ADEM come persone in cerca di occupazione.
            
         
         Procedimento principale e questione pregiudiziale
      
      
               5
            
            
               La sig.ra Schmidt-Krier, cittadina lussemburghese nata il 30 luglio 1955, risiede con il marito in Germania, in prossimità della frontiera lussemburghese. Essa ha svolto la totalità della sua carriera lavorativa in Lussemburgo.
            
         
               6
            
            
               Il 1o maggio 2008 la sig.ra Schmidt-Krier, che all’epoca aveva 52 anni, è stata assunta dalla Caves Krier, società con sede a Remich (Lussemburgo), nell’ambito di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
            
         
               7
            
            
               Il 2 settembre 2008, in seguito all’assunzione della sig.ra Schmidt-Krier, la Caves Krier ha presentato all’ADEM una domanda di aiuto all’assunzione dei lavoratori anziani disoccupati e dei lavoratori disoccupati di lunga durata a norma dell’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro.
            
         
               8
            
            
               Con decisione del 4 settembre 2008, l’ADEM ha respinto tale domanda in quanto la sig.ra Schmidt-Krier non soddisfaceva il requisito di iscrizione da almeno un mese presso tale ufficio come persona in cerca di occupazione, quale previsto da detta disposizione (in prosieguo: la «decisione controversa»).
            
         
               9
            
            
               L’11 gennaio 2010 la Caves Krier ha proposto un ricorso dinanzi al tribunal administratif (Tribunale amministrativo) diretto all’annullamento di tale decisione, nel quale essa ha sottolineato che la sig.ra Schmidt-Krier era iscritta in Germania come persona in cerca di occupazione e che essa aveva lavorato tutta la vita in Lussemburgo, e si era iscritta all’ufficio di collocamento in Germania solo perché lei stessa e il coniuge vi avevano trasferito la residenza, pur continuando a lavorare in Lussemburgo.
            
         
               10
            
            
               La Caves Krier fondava il proprio ricorso su un motivo unico, attinente ad una violazione del principio di uguaglianza dinanzi alla legge, quale sancito dalla Costituzione del Granducato di Lussemburgo, in quanto la normativa applicabile e, pertanto, la decisione controversa operano una disparità di trattamento, in relazione alla concessione dell’aiuto di cui trattasi, tra un cittadino lussemburghese residente in Lussemburgo e un cittadino lussemburghese residente all’estero, entrambi precedentemente occupati in Lussemburgo, senza che tale disparità di trattamento sia giustificata da criteri oggettivi.
            
         
               11
            
            
               Nella sua sentenza del 14 luglio 2010, il tribunal administratif ha respinto detto ricorso in quanto la sig.ra Schmidt-Krier, all’atto dell’assunzione, non soddisfaceva il requisito di iscrizione all’ADEM. Riguardo alla violazione del principio costituzionale di parità di trattamento, tale Tribunale ha ritenuto che la situazione di un disoccupato residente in Lussemburgo, che pertanto può iscriversi all’ADEM come persona in cerca di occupazione, non sia comparabile a quella di un lavoratore disoccupato che, non essendo residente in Lussemburgo, non può iscriversi all’ADEM, ma deve invece iscriversi presso l’ufficio di collocamento dello Stato membro di residenza.
            
         
               12
            
            
               Il 12 agosto 2010 la Caves Krier, facendo valere l’incostituzionalità dell’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro, ha proposto appello avverso detta sentenza dinanzi alla Cour administrative (Corte d’appello amministrativa).
            
         
               13
            
            
               Con sentenza n. 64/11 del 4 maggio 2011, (Mémorial A 2011, pag. 1572), la Cour constitutionnelle (Corte costituzionale), investita di tale questione, ha concluso per la conformità di detta disposizione con la Costituzione lussemburghese.
            
         
               14
            
            
               Nella sua decisione di rinvio la Cour administrative ritiene, tuttavia, che la presente causa sollevi una questione di diritto dell’Unione. Infatti, sarebbe pacifico che possono iscriversi all’ADEM solo i residenti. Pertanto, dato che l’aiuto all’assunzione previsto all’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro è subordinato ad una siffatta iscrizione, questo aiuto sarebbe di fatto riservato ai datori di lavoro che assumono disoccupati residenti. Tale disposizione potrebbe quindi costituire un ostacolo alla libera circolazione dei cittadini dell’Unione ai sensi degli articoli 21 TFUE e 45 TFUE, in quanto il potenziale datore di lavoro di un disoccupato di età superiore a 45 anni sarà indotto a preferire l’assunzione di un residente in Lussemburgo, dato che solo l’assunzione di quest’ultimo gli consente di beneficiare dell’aiuto in oggetto.
            
         
               15
            
            
               Il giudice del rinvio osserva che lo Stato lussemburghese, non essendo stato rappresentato nel procedimento a quo, non ha avuto la possibilità di chiarire se la restrizione relativa alla residenza sia giustificata in base a considerazioni oggettive di interesse generale indipendenti dalla cittadinanza degli interessati e se risulti proporzionata all’obiettivo legittimamente perseguito dalla disposizione nazionale controversa. Detto giudice ritiene di non poter giustificare d’ufficio tali misure.
            
         
               16
            
            
               Ciò considerato, la Cour administrative ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
               «Se l’articolo L. 541-1, [primo comma,] del [c]odice del lavoro lussemburghese, riservando ai datori di lavoro del settore privato che assumano lavoratori disoccupati di età superiore a [45] anni, beneficiari o meno di un’indennità, il diritto al rimborso dei contributi previdenziali, sia a carico del datore di lavoro, sia a carico dell’assicurato, a condizione che il lavoratore assunto sia iscritto da almeno un mese come persona in cerca di occupazione presso un ufficio di collocamento dell’[ADEM], mentre non consente ai datori di lavoro che assumano disoccupati iscritti come persone in cerca di occupazione presso omologhi organismi all’estero di beneficiare di tale misura, sia conforme al diritto dell’Unione, in particolare agli articoli 21 [TFUE] e 45 [TFUE]».
            
         
         Sulla questione pregiudiziale
      
      
         Sulla ricevibilità
      
      
               17
            
            
               In primo luogo, il governo austriaco fa valere che la domanda di pronuncia pregiudiziale è irricevibile, poiché il giudice del rinvio non ha esposto con precisione i fatti pertinenti del caso di specie e le disposizioni nazionali applicabili. Infatti, sebbene non risulti dalla citazione letterale dell’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro nonché dalla formulazione della questione che l’attribuzione al datore di lavoro dell’aiuto all’assunzione controverso sia limitata alle persone residenti in Lussemburgo, la decisione di rinvio sembrerebbe comportare una simile limitazione. Pertanto, non sarebbe certo che nella fattispecie si debba esaminare la conformità al diritto dell’Unione di un requisito di residenza o, semplicemente, dell’iscrizione obbligatoria all’ADEM.
            
         
               18
            
            
               Questa obiezione non può essere accolta. Infatti, come risulta dal punto 14 della presente sentenza, il giudice del rinvio ha esposto molto chiaramente, nella propria decisione con cui adisce la Corte in via pregiudiziale, i fatti pertinenti del procedimento principale e ha individuato con precisione la disposizione nazionale ad esso applicabile, vale a dire l’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro. Tale giudice, inoltre, ha esposto la propria interpretazione della normativa nazionale applicabile, constatando che è pacifico che solo i residenti nel territorio nazionale possono iscriversi all’ADEM come persone in cerca di occupazione. La Corte dispone pertanto di tutti gli elementi necessari per fornire al giudice del rinvio una risposta utile al fine di consentire a quest’ultimo di dirimere la controversia principale.
            
         
               19
            
            
               In secondo luogo, il governo ceco si chiede se la questione sollevata dal giudice del rinvio non sia ipotetica, dato che, nonostante quanto disposto all’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro, la sig.ra Schmidt-Krier è stata assunta dalla Caves Krier.
            
         
               20
            
            
               Sebbene sia vero che il rifiuto di concedere alla Caves Krier l’aiuto all’assunzione previsto all’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro non ha impedito a tale società di assumere la sig.ra Schmidt-Krier, resta il fatto che, come riconosciuto dallo stesso governo ceco nelle sue osservazioni scritte, un simile rifiuto ha tuttavia prodotto l’effetto che tale assunzione è avvenuta a condizioni meno favorevoli rispetto all’assunzione di una persona in cerca di occupazione iscritta all’ADEM avente un’età superiore a 45 anni, il che, secondo la Caves Krier, costituisce un ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori prevista dal diritto dell’Unione e che, pertanto, ha dato luogo ad una controversia tra essa stessa e l’ADEM. Ciò considerato, non si può ritenere che la questione sollevata dal giudice del rinvio sia ipotetica.
            
         
               21
            
            
               Infine, in terzo luogo, il governo ceco rileva che la questione sottoposta può essere irricevibile anche perché dalla decisione di rinvio sembra desumibile che la sig.ra Schmidt-Krier fosse iscritta in Germania come persona in cerca di occupazione, mentre, al contempo, lavorava in Lussemburgo.
            
         
               22
            
            
               Tuttavia, dato che il giudice del rinvio ha constatato l’applicabilità al procedimento principale dell’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro, il che presuppone che la sig.ra Schmidt-Krier fosse disoccupata al momento dell’assunzione, la Corte, che nell’ambito di un rinvio pregiudiziale non ha il compito di valutare i fatti, non può rimettere in discussione tale premessa.
            
         
               23
            
            
               La presente domanda di pronuncia pregiudiziale va quindi considerata ricevibile.
            
         
         Nel merito
      
      
               24
            
            
               Con la sua questione il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli articoli 21 TFUE e 45 TFUE debbano essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa di uno Stato membro che subordini la concessione ai datori di lavoro di un aiuto all’assunzione di lavoratori disoccupati di età superiore a 45 anni alla condizione che il disoccupato assunto sia iscritto nel medesimo Stato membro come persona in cerca di occupazione, in quanto un’iscrizione siffatta è subordinata ad un requisito di residenza nel territorio nazionale.
            
         
               25
            
            
               Occorre ricordare che, secondo una costante giurisprudenza, ogni cittadino di uno Stato membro che abbia usufruito del diritto alla libera circolazione dei lavoratori e abbia esercitato un’attività lavorativa in uno Stato membro diverso da quello di residenza, indipendentemente dal luogo di residenza e dalla cittadinanza, rientra nella sfera di applicazione dell’articolo 45 TFUE (v., segnatamente, sentenze del 21 febbraio 2006, Ritter-Coulais, C-152/03, Racc. pag. I-1711, punto 31, e del 18 luglio 2007, Hartmann, C-212/05, Racc. pag. I-6303, punto 17).
            
         
               26
            
            
               Inoltre, dalla giurisprudenza della Corte emerge che, nell’ambito dell’articolo 45 TFUE, deve considerarsi «lavoratore» la persona che fornisce, per un certo periodo di tempo, a favore di un’altra e sotto la direzione di quest’ultima, prestazioni in contropartita delle quali riceve una retribuzione. Una volta cessato il rapporto di lavoro, l’interessato perde, in linea di principio, la qualità di lavoratore, fermo restando tuttavia che, da un lato, questa qualifica può produrre taluni effetti dopo la cessazione del rapporto di lavoro e che, dall’altro, una persona all’effettiva ricerca di un impiego deve pure essere qualificata lavoratore (v. sentenza del 12 maggio 1998, Martínez Sala, C-85/96, Racc. pag. I-2691, punto 32 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               27
            
            
               Ne consegue che la situazione di un lavoratore frontaliero, come la sig.ra Schmidt-Krier, che, dopo aver perso il lavoro in uno Stato membro diverso da quello in cui ha la residenza effettiva, trova un nuovo lavoro in quest’altro Stato membro nell’ambito di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, rientra nella sfera di applicazione dell’articolo 45 TFUE.
            
         
               28
            
            
               Benché sia pacifico che di questi diritti alla libera circolazione di cui a tale articolo godono i lavoratori, ivi comprese le persone in cerca di lavoro, nulla nel disposto di detto articolo vieta che questi diritti possano essere invocati da altri soggetti. Infatti, per essere efficace ed utile, il diritto dei lavoratori di essere assunti ed occupati senza discriminazione deve necessariamente avere come complemento il diritto dei datori di lavoro di assumerli in osservanza delle norme in materia di libera circolazione dei lavoratori (v. sentenze del 7 maggio 1998, Clean Car Autoservice, C-350/96, Racc. pag. I-2521, punti 19 e 20, nonché dell’11 gennaio 2007, ITC, C-208/05, Racc. pag. I-181, punti 22 e 23).
            
         
               29
            
            
               Ciò considerato, un datore di lavoro quale la Caves Krier può avvalersi dei diritti direttamente riconosciuti ai lavoratori dall’articolo 45 TFUE.
            
         
               30
            
            
               Poiché il procedimento principale rientra nell’ambito di tale disposizione, non è necessario pronunciarsi sull’interpretazione dell’articolo 21 TFUE. Infatti, quest’ultima disposizione, che enuncia, in linea generale, il diritto di ogni cittadino dell’Unione di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, trova specifica espressione nell’articolo 45 TFUE, per quel che riguarda la libera circolazione dei lavoratori (v., segnatamente, sentenze ITC, cit., punti 64 e 65; dell’11 settembre 2007, Hendrix, C-287/05, Racc. pag. I-6909, punti 61 e 62, nonché del 25 ottobre 2012, Prete, C-367/11, punto 20).
            
         
               31
            
            
               Per quanto attiene alla questione se una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, costituisca una restrizione ai sensi dell’articolo 45 TFUE, occorre ricordare che l’insieme delle disposizioni del Trattato FUE relative alla libera circolazione delle persone mira ad agevolare, per i cittadini degli Stati membri, l’esercizio di attività lavorative di qualsiasi tipo nel territorio dell’Unione europea ed osta ai provvedimenti che possano sfavorire questi cittadini, quando essi intendano svolgere un’attività economica nel territorio di un altro Stato membro (v., in particolare, sentenze ITC, cit., punto 31, e del 16 marzo 2010, Olympique Lyonnais, C-325/08, Racc. pag. I-2177, punto 33).
            
         
               32
            
            
               Il governo lussemburghese sostiene tuttavia che la normativa nazionale di cui trattasi nel procedimento principale non comporta ostacoli alla libera circolazione dei lavoratori in quanto non prevede alcun requisito di residenza. La questione sottoposta si baserebbe al riguardo su un’errata interpretazione da parte del giudice del rinvio della normativa nazionale. Qualsiasi disoccupato non residente potrebbe infatti iscriversi all’ADEM. In tal senso, l’articolo L. 622-6, primo comma, del codice del lavoro disporrebbe chiaramente che tutti i disoccupati in cerca di lavoro devono iscriversi all’ADEM come persone in cerca di occupazione. Sebbene sia vero che un dipendente avente la cittadinanza lussemburghese che risieda in Germania deve iscriversi presso l’ufficio tedesco di collocamento al fine di percepire eventuali indennità di disoccupazione, nessun testo di legge lussemburghese impedirebbe ad un siffatto dipendente di iscriversi all’ADEM per rimanere informato dei posti di lavoro vacanti in Lussemburgo e per consentire al datore di lavoro che lo assuma di beneficiare dei diritti derivanti dall’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro.
            
         
               33
            
            
               Il governo lussemburghese ritiene quindi che né tale disposizione né l’articolo L. 622-6, primo comma, del codice del lavoro siano discriminatori alla luce del diritto dell’Unione, non essendo richiesto alcun criterio di cittadinanza o di residenza riguardante la persona in cerca di occupazione affinché un datore di lavoro possa richiedere l’aiuto di cui trattasi. L’articolo L. 541-1, primo comma, di detto codice preciserebbe, d’altronde, chiaramente che i contributi previdenziali dovuti sono rimborsati al datore di lavoro che abbia assunto lavoratori disoccupati, beneficiari o meno di un’indennità di disoccupazione. Nel procedimento principale l’ADEM si sarebbe pertanto limitata a constatare, nella decisione controversa, che la sig.ra Schmidt-Krier non soddisfaceva il requisito di iscrizione presso tale ufficio. Quest’ultimo, per contro, non avrebbe in alcun modo adottato una decisione di rifiuto di iscrizione basata su motivi discriminatori tenuto conto del diritto dell’Unione.
            
         
               34
            
            
               Ne consegue, a parere di detto governo, che i lavoratori residenti nel territorio lussemburghese, al pari dei cittadini di altri Stati membri che lavorano in Lussemburgo o dei cittadini lussemburghesi che lavorano in Lussemburgo e risiedono in un altro Stato membro, sono soggetti agli stessi obblighi. Di conseguenza, tra questi lavoratori, dato che tutti possono iscriversi all’ADEM, non esisterebbero disparità di trattamento.
            
         
               35
            
            
               Al riguardo occorre rammentare che, secondo costante giurisprudenza, la Corte non è competente a pronunciarsi sull’interpretazione della normativa interna di uno Stato membro (v., segnatamente, sentenza del 17 marzo 2011, Naftiliaki Etaireia Thasou e Amaltheia I Naftiki Etaireia, C-128/10 e C-129/10, Racc. pag. I-1885, punto 40).
            
         
               36
            
            
               Nell’ambito di un rinvio pregiudiziale a norma dell’articolo 267 TFUE, non spetta quindi alla Corte pronunciarsi sull’interpretazione delle disposizioni nazionali, né giudicare se l’interpretazione che ne dà il giudice del rinvio sia corretta (sentenza del 23 aprile 2009, Angelidaki e a., da C-378/07 a C-380/07, Racc. pag. I-3071, punto 48 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               37
            
            
               La Corte, per contro, deve prendere in considerazione, nell’ambito della ripartizione delle competenze tra i giudici dell’Unione e i giudici nazionali, il contesto di fatto e normativo, come definito dal provvedimento di rinvio, nel quale si inseriscono le questioni pregiudiziali (sentenza del 29 ottobre 2009, Pontin, C-63/08, Racc. pag. I-10467, punto 38 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               38
            
            
               Di conseguenza, a prescindere dalle censure mosse dal governo lussemburghese all’interpretazione del diritto nazionale effettuata dal giudice del rinvio, l’esame del presente rinvio pregiudiziale deve essere compiuto facendo riferimento all’interpretazione di tale diritto operata da quest’ultimo giudice (v., per analogia, sentenza Pontin, cit., punto 38).
            
         
               39
            
            
               Orbene, come risulta già dal punto 18 della presente sentenza, sebbene nella causa in esame non si contesti che la normativa nazionale di cui trattasi nel procedimento principale non preveda espressamente che l’iscrizione all’ADEM sia subordinata ad un requisito di residenza in Lussemburgo, il giudice del rinvio ha constatato, nella decisione con cui adisce la Corte in via pregiudiziale, che è pacifico che solo i residenti possono iscriversi all’ADEM.
            
         
               40
            
            
               Dagli atti sottoposti alla Corte emerge inoltre che tale interpretazione, nel contesto del procedimento principale, è stata accolta anche dal tribunal administratif nella sua decisione del 14 luglio 2010 nonché dalla Cour constitutionnelle nella sua sentenza n. 64/11 del 4 maggio 2011.
            
         
               41
            
            
               Peraltro, dai documenti forniti dalla Caves Krier in risposta ad un quesito scritto posto dalla Corte risulta che, sebbene il sito Internet rivolto alle persone in cerca di occupazione in Lussemburgo indichi brevemente che i lavoratori frontalieri che lo desiderino possono iscriversi all’ADEM, tale indicazione è contraddetta da altri passaggi del medesimo sito nonché da vari altri documenti, che sottolineano, al contrario, che una persona in cerca di occupazione, per iscriversi all’ADEM, deve risiedere in tale Stato membro. Inoltre, sebbene dai lavori preparatori relativi alla riforma dell’ADEM, del pari forniti dalla Caves Krier, emerga che, a partire dal 2012 i lavoratori frontalieri che abbiano perduto il lavoro in Lussemburgo avranno accesso a tutti i servizi dell’ADEM, resta il fatto che tale riforma, che non era in vigore al momento dei fatti del procedimento principale, suggerisce fortemente l’idea che un siffatto accesso fosse escluso prima del 2012.
            
         
               42
            
            
               Di conseguenza, ai fini dell’esame della presente questione pregiudiziale, occorre basarsi sull’ipotesi secondo cui la normativa nazionale in oggetto nel procedimento principale subordina l’iscrizione all’ADEM e, pertanto, la concessione dell’aiuto all’assunzione previsto all’articolo L. 541-1, primo comma, del codice del lavoro ad un requisito di residenza in Lussemburgo, il che, tuttavia, spetta al giudice del rinvio verificare nell’esercizio delle sue competenze.
            
         
               43
            
            
               Ciò considerato, risulta che la normativa nazionale di cui trattasi nel procedimento principale introduce una disparità di trattamento tra, da un lato, i cittadini degli Stati membri aventi la qualifica di persone in cerca di occupazione che risiedono nel territorio del Lussemburgo e, dall’altro, gli stessi cittadini che risiedono in un altro Stato membro.
            
         
               44
            
            
               Tale normativa nazionale, nel subordinare la concessione dell’aiuto all’assunzione alla condizione che la persona in cerca di occupazione abbia la residenza in Lussemburgo, svantaggia così taluni lavoratori per il solo fatto che essi hanno la residenza in un altro Stato membro.
            
         
               45
            
            
               Di conseguenza, una normativa simile può dissuadere un datore di lavoro stabilito in Lussemburgo dall’assumere una persona in cerca di occupazione che, come la sig.ra Schmidt-Krier nel procedimento principale, non risieda in questo Stato membro, dato che un’assunzione siffatta, a differenza dell’assunzione di una persona in cerca di occupazione che risieda nel medesimo Stato membro, non consente a detto datore di lavoro di beneficiare dell’aiuto all’assunzione.
            
         
               46
            
            
               Ne consegue che la stessa normativa può rendere più difficile l’accesso al lavoro in Lussemburgo di un lavoratore frontaliero che, come la sig.ra Schmidt-Krier, si trovi nuovamente senza lavoro.
            
         
               47
            
            
               Una normativa nazionale del genere, che riserva ai lavoratori non residenti un trattamento meno vantaggioso rispetto a quello di cui beneficiano i lavoratori che risiedono in Lussemburgo, costituisce una restrizione alla libertà riconosciuta ai lavoratori dall’articolo 45 TFUE (v., per analogia, sentenze del 7 luglio 2005, van Pommeren-Bourgondiën, C-227/03, Racc. pag. I-6101, punto 44, nonché Ritter-Coulais, cit., punti 37 e 38).
            
         
               48
            
            
               Una misura che ostacoli la libera circolazione dei lavoratori può essere ammessa solo qualora persegua uno scopo legittimo compatibile con il Trattato e sia giustificata da motivi imperativi d’interesse generale. In un caso del genere occorre inoltre che l’applicazione di una siffatta misura sia idonea a garantire il conseguimento dell’obiettivo di cui trattasi e non ecceda quanto necessario per conseguirlo (v., segnatamente, citate sentenze ITC, punto 37, e Olympique Lyonnais, punto 38).
            
         
               49
            
            
               Secondo una giurisprudenza costante, spetta agli Stati membri, qualora adottino un provvedimento di deroga ad un principio sancito dal diritto dell’Unione, provare, caso per caso, che tale provvedimento sia idoneo a garantire la realizzazione dell’obiettivo invocato e non vada al di là di quanto necessario ai fini del suo conseguimento. Pertanto, le giustificazioni che possono essere addotte da uno Stato membro devono essere corredate di un’analisi dell’idoneità e della proporzionalità della misura adottata da tale Stato, nonché da precisi elementi che consentono di suffragare il suo argomento (sentenza del 13 aprile 2010, Bressol e a., C-73/08, Racc. I-2735, punto 71).
            
         
               50
            
            
               Nella fattispecie è giocoforza constatare che il governo lussemburghese, nonostante i quesiti posti in proposito dalla Corte in udienza, non ha cercato di descrivere l’obiettivo perseguito dal requisito di residenza imposto dalla normativa nazionale di cui trattasi nel procedimento principale per l’iscrizione all’ADEM e dunque per la concessione dell’aiuto all’assunzione, limitandosi a giustificare il presupposto di iscrizione presso tale ufficio, e, pertanto, detto governo non ha dedotto il minimo elemento per giustificare lo stesso requisito di residenza in base ai motivi imperativi d’interesse generale tutelati dall’articolo 45 TFUE.
            
         
               51
            
            
               Per fornire una risposta completa al giudice del rinvio, occorre rammentare che è vero che la Corte ha già dichiarato che spetta agli Stati membri scegliere le misure in grado di conseguire gli obiettivi che essi perseguono in materia di lavoro. La Corte ha riconosciuto che gli Stati membri dispongono di un ampio potere discrezionale nell’esercizio di questa competenza. Inoltre, è incontestabile che la promozione delle assunzioni costituisce un obiettivo legittimo di politica sociale (v. sentenza ITC, cit., punto 39 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               52
            
            
               Tuttavia, la discrezionalità di cui godono gli Stati membri in materia di politica sociale non può giustificare che siano lesi i diritti che i soggetti dell’ordinamento ricavano dalle disposizioni del Trattato che sanciscono le loro libertà fondamentali (v. sentenza ITC, cit., punto 40 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               53
            
            
               Orbene, al riguardo, si deve ricordare, in particolare, che dalla giurisprudenza della Corte emerge che un requisito di residenza, in linea di principio, è inappropriato, riguardo ai lavoratori migranti e frontalieri, poiché questi ultimi, avendo avuto accesso al mercato del lavoro di uno Stato membro, hanno determinato, in linea di massima, un nesso di integrazione sufficiente nella società di detto Stato, idoneo a consentir loro di avvalersi in tale Stato del principio della parità di trattamento in relazione, rispettivamente, ai lavoratori nazionali e ai lavoratori residenti. Il nesso di integrazione risulta in particolare dal fatto che i lavoratori migranti e frontalieri, con i contributi fiscali che versano nello Stato membro ospitante per l’attività retribuita che esercitano, contribuiscono anche al finanziamento delle politiche sociali di detto Stato (v. in tal senso, segnatamente, sentenza del 14 giugno 2012, Commissione/Paesi Bassi, C-542/09, punti 63, 65 e 66 e giurisprudenza ivi citata).
            
         
               54
            
            
               Di conseguenza, è pacifico, nel procedimento principale, che la sig.ra Schmidt-Krier, sebbene non residente in Lussemburgo, è una lavoratrice frontaliera cittadina di tale Stato membro che ha svolto la totalità della sua carriera lavorativa in quest’ultimo. Pertanto, ella risulta integrata nel mercato del lavoro lussemburghese.
            
         
               55
            
            
               Alla luce delle suesposte considerazioni, occorre rispondere alla questione sollevata dichiarando che l’articolo 45 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa di uno Stato membro che subordini la concessione ai datori di lavoro di un aiuto all’assunzione dei lavoratori disoccupati di età superiore a 45 anni alla condizione che il disoccupato assunto sia iscritto nel medesimo Stato membro come persona in cerca di occupazione, allorché un’iscrizione siffatta, il che spetta al giudice del rinvio verificare, è subordinata ad un requisito di residenza nel territorio nazionale.
            
         
         Sulle spese
      
      
               56
            
            
               Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice del rinvio, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
            
          
            
               Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara:
            
          
               
                  
                     L’articolo 45 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa di uno Stato membro che subordini la concessione ai datori di lavoro di un aiuto all’assunzione dei lavoratori disoccupati di età superiore a 45 anni alla condizione che il disoccupato assunto sia iscritto nel medesimo Stato membro come persona in cerca di occupazione, allorché un’iscrizione siffatta, il che spetta al giudice del rinvio verificare, è subordinata ad un requisito di residenza nel territorio nazionale.
                  
               
             
               
                  
                     Firme
                  
               
            (
            *1
         )	Lingua processuale: il francese.