CELEX: 62007CJ0052
Language: it
Date: 2008-12-11 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) dell'11 dicembre 2008.#Kanal 5 Ltd e TV 4 AB contro Föreningen Svenska Tonsättares Internationella Musikbyrå (STIM) upa.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Marknadsdomstolen - Svezia.#Diritto d’autore - Ente di gestione dei diritti degli autori che beneficia di una situazione di monopolio di fatto - Riscossione di un canone relativo alla diffusione televisiva di opere musicali - Metodo di calcolo di tale canone - Posizione dominante - Abuso.#Causa C-52/07.

Causa C‑52/07
      Kanal 5 Ltd e TV 4 AB
      contro
      Föreningen Svenska Tonsättares Internationella Musikbyrå (STIM) upa
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Marknadsdomstolen)
      «Diritto d’autore — Ente di gestione dei diritti degli autori che beneficia di una situazione di monopolio di fatto — Riscossione di un canone relativo alla diffusione televisiva di opere musicali — Metodo di calcolo di tale canone — Posizione dominante — Abuso»
      Massime della sentenza
      1.        Concorrenza — Posizione dominante — Ente di gestione di diritti d’autore detentore di un monopolio di fatto — Riscossione
            di canoni corrispondenti ad una quota delle entrate delle emittenti televisive private globalmente proporzionale alla quantità
            di opere telediffuse, in assenza di altri metodi che consentano di misurare in maniera più precisa il loro utilizzo nonché
            l’audience
      (Art. 82 CE)
      2.        Concorrenza — Posizione dominante — Ente di gestione di diritti d’autore detentore di un monopolio di fatto — Riscossione
            di canoni calcolati diversamente per le società televisive private e per le società di servizio pubblico
      (Art. 82 CE)
      1.        L’art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che un ente di gestione collettiva del diritto d’autore che detenga una posizione
         dominante su una parte sostanziale del mercato comune non sfrutta abusivamente tale posizione qualora, a titolo di remunerazione
         dovuta per la diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d’autore, esso applichi ad emittenti televisive
         private un tariffario di canoni secondo cui gli importi dei canoni stessi corrispondono ad una quota delle entrate di tali
         emittenti, purché tale quota sia globalmente proporzionale alla quantità di opere musicali tutelate dal diritto d’autore effettivamente
         o potenzialmente telediffusa, e salvo che un altro metodo consenta di identificare e di quantificare in maniera più precisa
         l’utilizzo di tali opere nonché l’audience, senza tuttavia comportare un aumento sproporzionato delle spese sostenute per
         la gestione dei contratti e per la sorveglianza sull’utilizzazione di tali opere.
      
      (v. punto 41, dispositivo 1)
      2.        L’art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che, calcolando i canoni riscossi a titolo di remunerazione dovuta per la
         diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d’autore in maniera diversa a seconda che si tratti di società
         di telediffusione private ovvero di società di servizio pubblico, un ente di gestione collettiva del diritto d’autore può
         sfruttare abusivamente la propria posizione dominante ai sensi dell’articolo citato qualora applichi nei confronti di tali
         società condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per queste ultime uno svantaggio per la concorrenza,
         salvo che una pratica di tal genere possa essere oggettivamente giustificata.
      
      Per quanto riguarda l’esame dell’eventuale sussistenza di una tale prassi, occorre in particolar modo tener conto, se del
         caso, del fatto che, diversamente dalle società di telediffusione private, le società di servizio pubblico non possono disporre
         né di entrate pubblicitarie né di entrate derivanti da contratti d’abbonamento, nonché del fatto che il canone dovuto dalle
         società di servizio pubblico può essere riscosso senza che sia presa in considerazione la quantità di opere musicali tutelate
         dal diritto d’autore effettivamente telediffusa. Peraltro, è necessario verificare altresì se le società di telediffusione
         private siano concorrenti delle società di servizio pubblico sullo stesso mercato.
      
      Con riguardo all’eventuale sussistenza di una giustificazione oggettiva, una siffatta giustificazione potrebbe derivare, segnatamente,
         dalla missione e dalla modalità di finanziamento delle società di servizio pubblico.
      
      (v. punti 44-48, dispositivo 2)
SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione)
      11 dicembre 2008 (*)
      
      «Diritto d’autore – Ente di gestione dei diritti degli autori che beneficia di una situazione di monopolio di fatto – Riscossione di un canone relativo alla diffusione televisiva di opere musicali – Metodo di calcolo di tale canone – Posizione dominante – Abuso»
      Nel procedimento C‑52/07,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Marknadsdomstolen
         (Svezia) con decisione 2 febbraio 2007, pervenuta in cancelleria il 6 febbraio 2007, nella causa
      
      Kanal 5 Ltd,
      TV 4 AB
      contro
      Föreningen Svenska Tonsättares Internationella Musikbyrå (STIM) upa,
      LA CORTE (Quarta Sezione),
      composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta (relatore), dai sigg. E. Juhász, G.
         Arestis e J. Malenovský, giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra V. Trstenjak
      cancelliere: sig.ra C. Strömholm, amministratore
      vista la fase scritta e in seguito all’udienza del 12 giugno 2008,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Kanal 5 Ltd e la TV 4 AB, dagli avv.ti C. Wetter e P. Karlsson, advokater, assistiti dal sig. M. Johansson, jur. kand.;
      –        per la Föreningen Svenska Tonsättares Internationella Musikbyrå (STIM) upa, dagli avv.ti A. Calissendorff, L. Johansson, E.
         Arbrandt, successivamente dagli avv.ti K. Cederlund e M. Jonson, advokater;
      
      –        per il governo polacco, dalla sig.ra E. Ośniecka-Tamecka, in qualità di agente;
      –        per il governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dalla sig.ra T. Harris, in qualità di agente, assistita
         dalla sig.ra M. Gray, barrister;
      
      –        per la Commissione delle Comunità europee, dal sig. F. Arbault, in qualità di agente, assistito dall’avv. U. Öberg, avocat,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza dell’11 settembre 2008,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 82 CE.
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia che oppone la Kanal 5 Ltd (in prosieguo: la «Kanal 5») e la
         TV 4 AB (in prosieguo: la «TV 4») alla Föreningen Svenska Tonsättares Internationella Musikbyrå (STIM) upa (ente svedese di
         gestione collettiva del diritto d’autore per la musica; in prosieguo: la «STIM»), avente ad oggetto il tariffario dei canoni
         relativi alla diffusione televisiva di opere musicali protette dal diritto d’autore applicato da quest’ultima.
      
       Contesto normativo
      3        In Svezia il diritto d’autore è disciplinato dalla legge 1960:729 relativa alla proprietà letteraria e artistica [lagen (1960:729)
         om upphovsrätt till litterära och konstnärliga verk].
      
      4        Ai sensi degli artt. 42 bis e 42 sexies della legge citata, le società di telediffusione che utilizzano opere protette dal
         diritto d’autore possono stipulare accordi di concessione di licenza con un ente di gestione collettiva del diritto d’autore
         per ottenere poi un diritto generale alla telediffusione di tali opere.
      
      5        L’art. 23 della legge 1993:20 sulla concorrenza [konkurrenslagen (1993:20); in prosieguo: la «KL»] così recita:
      
      «La Konkurrensverket [(Autorità svedese della concorrenza)] può ordinare ad un’impresa di cessare la violazione di un divieto
         di cui all’art. 6 o 19 di questa legge o agli artt. 81 e 82 CE.
      
      Nel caso in cui la Konkurrensverket decida di non emanare un tale provvedimento, qualsiasi impresa danneggiata dalla violazione
         può adire il Marknadsdomstolen (…)».
      
       Causa principale e questioni pregiudiziali
      6        La Kanal 5 e la TV 4 sono società private di telediffusione.
      
      7        La STIM è un’associazione che gode, in Svezia, di una situazione di monopolio di fatto sul mercato della fornitura di opere
         musicali tutelate dal diritto d’autore per la telediffusione delle stesse.
      
      8        I membri della STIM sono autori ed editori di opere musicali.
      
      9        Essi stipulano con tale associazione un contratto d’adesione con cui trasferiscono alla stessa il diritto alla remunerazione
         per la rappresentazione e l’esecuzione pubbliche (diritti di rappresentazione) nonché per la registrazione e per la duplicazione
         (diritti di riproduzione meccanica) delle loro opere.
      
      10      Per quanto riguarda la riscossione dei diritti di rappresentazione, la STIM riscuote dalla Kanal 5 e dalla TV 4 canoni corrispondenti
         ad una percentuale delle loro entrate derivanti dalla diffusione di trasmissioni destinate al grande pubblico o, in subordine,
         dalla pubblicità e/o dagli abbonamenti.
      
      11      Dette percentuali variano in funzione della quantità di musica teletrasmessa.
      
      12      Quanto all’emittente televisiva di servizio pubblico Sveriges Television (in prosieguo: la «SVT»), essa versa alla STIM un
         canone forfettario il cui importo è concordato anticipatamente.
      
      13      Nell’ottobre 2004 la Kanal 5 e la TV 4, sulla base dell’art. 23, primo comma, della KL, hanno presentato alla Konkurrensverket
         un’istanza volta all’ottenimento di un provvedimento ingiuntivo in quanto, a loro dire, la STIM abusava della sua posizione
         dominante.
      
      14      Con decisione datata 28 aprile 2005 la Konkurrensverket ha respinto tale istanza in quanto non vi erano elementi sufficienti
         a giustificare l’avvio di un’indagine.
      
      15      La Kanal 5 e la TV 4 hanno proposto dinanzi al giudice del rinvio un ricorso contro la STIM, ai sensi dell’art. 23, secondo
         comma, della KL.
      
      16      In tale contesto il Marknadsdomstolen ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni
         pregiudiziali:
      
      «1)      Se l’art. 82 CE debba essere interpretato nel senso che costituisce un abuso di posizione dominante il comportamento di un
         ente di gestione collettiva del diritto d’autore musicale che detiene un monopolio di fatto in uno Stato membro, il quale,
         nei rapporti con emittenti televisive private, applica o impone un tariffario di canoni per il diritto alla trasmissione di
         opere musicali in programmi televisivi diretti al grande pubblico, secondo cui detti canoni sono determinati come una quota
         delle entrate che tali emittenti ricavano da tali programmi.
      
      2)      Se l’art. 82 CE debba essere interpretato nel senso che costituisce un abuso di posizione dominante il comportamento di un
         ente di gestione collettiva del diritto d’autore musicale, che detiene un monopolio di fatto in uno Stato membro, il quale,
         nei rapporti con emittenti televisive private applica o impone un tariffario di canoni per il diritto alla trasmissione di
         opere musicali in programmi televisivi diretti al grande pubblico, secondo cui detti canoni sono determinati come una quota
         delle entrate che tali emittenti ricavano da detti programmi, quando manca un collegamento evidente tra le entrate e le prestazioni
         fornite da detto ente, vale a dire la concessione dell’autorizzazione a trasmettere un’opera musicale tutelata dal diritto
         d’autore; il che accade spesso, ad esempio, nel caso di programmi d’informazione e sportivi, nonché quando le entrate aumentano
         per effetto del cambiamento della griglia di programmazione, di investimenti in tecnologia e dello sviluppo di prodotti adeguati
         alle esigenze dei clienti.
      
      3)      Se la risposta alla prima e alla seconda questione possa essere influenzata dal fatto che è possibile identificare e quantificare
         tanto la musica trasmessa quanto l’audience.
      
      4)      Se la risposta alla prima e alla seconda questione possa essere influenzata dal fatto che il tariffario di canoni (basato
         sulle entrate) non si applica, in modo analogo, alle società che forniscono un servizio pubblico».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
       Sulle prime tre questioni 
      17      Con le sue prime tre questioni, che devono essere esaminate congiuntamente, il giudice del rinvio chiede in sostanza, per
         un verso, se il fatto che un ente di gestione collettiva del diritto d’autore, che beneficia, in uno Stato membro, di una
         situazione di monopolio di fatto sul mercato della fornitura di opere musicali protette dal diritto d’autore per la loro diffusione
         televisiva, applichi, a titolo di remunerazione dovuta per tale prestazione, un tariffario di canoni secondo cui gli importi
         dei canoni stessi sono calcolati sulla base delle entrate delle società che telediffondono tali opere, nonché in funzione
         della quantità di musica telediffusa, rappresenti un abuso di posizione dominante vietato dall’art. 82 CE e, per altro verso,
         se il fatto che un altro metodo consenta di identificare e quantificare in maniera più precisa l’utilizzo di tali opere nonché
         l’audience possa incidere su tale qualificazione.
      
      18      Ai sensi del primo comma di tale articolo, è incompatibile con il mercato comune e vietato, nella misura in cui possa essere
         pregiudizievole al commercio tra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante
         sul mercato comune o su una parte sostanziale di questo.
      
      19      Allo scopo di verificare se un’impresa occupi una posizione dominante ai sensi dell’art. 82, primo comma, CE, occorre attribuire
         importanza fondamentale alla determinazione del mercato di cui trattasi e alla delimitazione della parte sostanziale del mercato
         comune in cui l’impresa è in grado di attuare eventualmente pratiche abusive che ostacolino un’effettiva concorrenza (v. sentenza
         26 novembre 1998, causa C‑7/97, Bronner, Racc. pag. I‑7791, punto 32).
      
      20      Quanto al mercato di cui trattasi nella causa principale, il giudice del rinvio precisa che si tratta del mercato della fornitura,
         in Svezia, di opere musicali protette dal diritto d’autore per la loro diffusione televisiva.
      
      21      Detto giudice precisa altresì che la STIM si trova in una situazione di monopolio di fatto su tale mercato.
      
      22      Ne discende che la STIM detiene un posizione dominante sul mercato di cui trattasi nella causa principale (v., in tal senso,
         sentenza Bronner, cit., punto 35) e che, dal momento che tale posizione dominante si estende sul territorio di uno Stato membro,
         essa può costituire una posizione dominante su una parte sostanziale del mercato comune (v., in tal senso, sentenze 25 giugno
         1998, causa C‑203/96, Dusseldorp e a., Racc. pag. I‑4075, punto 60; Bronner, cit., punto 36; 17 maggio 2001, causa C‑340/99,
         TNT Traco, Racc. pag. I‑4109, punto 43, nonché 22 maggio 2003, causa C‑462/99, Connect Austria, Racc. pag. I‑5197, punto 79).
      
      23      Infine, il giudice del rinvio sottolinea che il commercio tra gli Stati membri subisce un pregiudizio in quanto il tariffario
         dei canoni di cui trattasi nella causa principale riguarda l’utilizzo di opere musicali di autori nazionali come anche di
         autori stranieri, in quanto una parte degli acquirenti degli spazi pubblicitari della Kanal 5 e della TV 4 sono stabiliti
         in Stati membri diversi dal Regno di Svezia e in quanto la Kanal 5 trasmette a partire dal Regno Unito.
      
      24      Occorre di conseguenza verificare se il fatto che la STIM applichi il tariffario in questione alla Kanal 5 e alla TV 4 rappresenti
         uno sfruttamento abusivo della sua posizione dominante ai sensi dell’art. 82, primo comma, CE.
      
      25      La nozione di sfruttamento abusivo di posizione dominante è una nozione oggettiva che riguarda il comportamento dell’impresa
         in posizione dominante atto ad influire sulla struttura di un mercato in cui, proprio per il fatto che vi opera detta impresa,
         il grado di concorrenza è già indebolito e che ha come effetto di ostacolare, ricorrendo a mezzi diversi da quelli su cui
         si impernia la concorrenza normale tra prodotti o servizi, fondata sulle prestazioni degli operatori economici, la conservazione
         del grado di concorrenza ancora esistente sul mercato o lo sviluppo di detta concorrenza (sentenze 13 febbraio 1979, causa
         85/76, Hoffmann-La Roche/Commissione, Racc. pag. 461, punto 91, e 3 luglio 1991, causa C‑62/86, AKZO/Commissione, Racc. pag. I‑3359,
         punto 69).
      
      26      Se è certamente vero che il fatto di detenere una posizione dominante non può privare l’impresa interessata del diritto di
         tutelare i propri interessi commerciali, se questi sono insidiati, e che le si deve quindi consentire, in misura ragionevole,
         di compiere gli atti che essa ritenga opportuni per la protezione di tali interessi, non è però ammissibile un comportamento
         che abbia, in realtà, lo scopo di rafforzare la posizione dominante dell’impresa e di farne abuso (v. sentenze della Corte
         14 febbraio 1978, causa 27/76, United Brands e United Brands Continentaal/Commissione, Racc. pag. 207, punto 189, nonché 16
         settembre 2008, cause riunite da C‑468/06 a C‑478/06, Sot. Lélos kai Sia e a., non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 50).
      
      27      In tale contesto è dunque opportuno stabilire se il detentore di detta posizione abbia sfruttato le possibilità che essa offre
         per trarne vantaggi commerciali che non sarebbe riuscito a procurarsi in caso di concorrenza normale e sufficientemente attiva
         (sentenza United Brands e United Brands Continentaal/Commissione, cit., punto 249).
      
      28      Secondo la giurisprudenza della Corte, un siffatto abuso potrebbe consistere nel praticare un prezzo eccessivo, privo di ogni
         ragionevole rapporto con il valore economico della prestazione fornita (v. sentenze 13 novembre 1975, causa 26/75, General
         Motors Continental/Commissione, Racc. pag. 1367, punto 12, nonché United Brands e United Brands Continentaal/Commissione,
         cit., punto 250).
      
      29      Nella causa principale è quindi necessario verificare se i canoni richiesti dalla STIM presentino un ragionevole rapporto
         con il valore economico della prestazione fornita da tale ente, che consiste nel mettere a disposizione delle società di telediffusione
         con cui esso ha stipulato accordi di concessione di licenze il repertorio di opere musicali protette dal diritto d’autore
         gestito dall’ente stesso. 
      
      30      Dal momento che tali canoni tendono a remunerare gli autori di opere musicali protette dal diritto d’autore per la diffusione
         televisiva delle stesse, occorre prendere in considerazione la peculiare natura di tale diritto.
      
      31      In tale contesto, è opportuno ricercare un adeguato equilibrio fra l’interesse degli autori di opere musicali protette dal
         diritto d’autore a riscuotere una remunerazione per la diffusione televisiva di tali opere e quello delle società di telediffusione
         a poter diffondere le opere stesse a condizioni ragionevoli.
      
      32      Quanto ai canoni riscossi a titolo di remunerazione del diritto d’autore per la rappresentazione pubblica, in una discoteca,
         di opere musicali registrate ed il cui importo era stato calcolato in base al fatturato di tale discoteca, la Corte ha stabilito
         che canoni siffatti dovevano essere considerati come lo sfruttamento normale di un diritto d’autore e che la loro riscossione
         non costituiva, di per sé, un comportamento abusivo ai sensi dell’art. 82 CE (v., in tal senso, sentenza 9 aprile 1987, causa
         402/85, Basset, Racc. pag. 1747, punti 15, 16, 18 e 21).
      
      33      In merito al carattere abusivo del tasso di canoni di analoga natura, il cui importo corrispondeva, parimenti, ad una percentuale
         del fatturato di una discoteca, la Corte ha deciso che la natura globale di tali canoni può essere messa in discussione alla
         luce del divieto sancito dall’art. 82 CE solo nei limiti in cui altri metodi possano realizzare lo stesso scopo legittimo
         che è la tutela degli interessi degli autori, compositori ed editori musicali, senza tuttavia comportare un aumento delle
         spese sostenute per la gestione dei contratti e per la sorveglianza sull’utilizzazione delle opere musicali tutelate (v. sentenza
         13 luglio 1989, causa 395/87, Tournier, Racc. pag. 2521, punto 45).
      
      34      Del pari, l’applicazione ad opera della STIM del tariffario di canoni di cui trattasi nella causa principale non rappresenta,
         di per sé, una pratica abusiva ai sensi dell’art. 82 CE e deve essere considerata, in linea di principio, come un normale
         sfruttamento del diritto d’autore.
      
      35      È incontestabile, infatti, che, nel riscuotere canoni a titolo di remunerazione per la diffusione televisiva di opere musicali
         protette dal diritto d’autore, la STIM persegue uno scopo legittimo, che è quello di salvaguardare i diritti e gli interessi
         dei suoi aderenti nei confronti degli utilizzatori delle loro opere musicali (v., in tal senso, sentenza Tournier, cit., punto 31).
      
      36      Peraltro, detti canoni, che rappresentano il corrispettivo dovuto per l’utilizzo di opere musicali protette dal diritto d’autore
         a fini di telediffusione, devono essere esaminati, segnatamente, con riferimento al valore di tale utilizzo negli scambi economici.
      
      37      A tal proposito, dal momento che siffatti canoni sono calcolati sulla base delle entrate delle società di telediffusione,
         essi presentano, in linea di principio, un ragionevole rapporto con il valore economico della prestazione fornita dalla STIM.
      
      38      Inoltre, il titolare del diritto d’autore e i suoi aventi causa hanno un interesse legittimo a calcolare i compensi dovuti
         per l’autorizzazione a rappresentare un’opera tutelata dal diritto d’autore in funzione del numero effettivo o probabile delle
         rappresentazioni (v., in tal senso, sentenze 18 marzo 1980, causa 62/79, Coditel e a., Racc. pag. 881, punto 13, nonché Tournier,
         cit., punto 12).
      
      39      Orbene, il tariffario di canoni applicato dalla STIM tiene conto della quantità di opere musicali tutelate dal diritto d’autore
         realmente telediffuse, in quanto, come emerge dalla decisione di rinvio, l’importo di tali canoni varia in funzione non solo
         delle entrate delle società di telediffusione, ma anche della quantità di musica telediffusa.
      
      40      Non può tuttavia escludersi che, in determinate circostanze, l’applicazione di un simile tariffario di canoni possa assumere
         carattere abusivo, segnatamente, laddove sussista un altro metodo che consenta di identificare e di quantificare in maniera
         più precisa l’utilizzo di tali opere nonché l’audience e laddove tale metodo sia idoneo a realizzare lo stesso scopo legittimo
         che è la tutela degli interessi degli autori, compositori ed editori musicali, senza tuttavia comportare un aumento sproporzionato
         delle spese sostenute per la gestione dei contratti e per la sorveglianza sull’utilizzazione delle opere musicali tutelate
         dal diritto d’autore.
      
      41      Le prime tre questioni devono pertanto essere risolte affermando che l’art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che un
         ente di gestione collettiva del diritto d’autore che detenga una posizione dominante su una parte sostanziale del mercato
         comune non sfrutta abusivamente tale posizione qualora, a titolo di remunerazione dovuta per la diffusione televisiva di opere
         musicali tutelate dal diritto d’autore, esso applichi ad emittenti televisive private un tariffario di canoni secondo cui
         gli importi dei canoni stessi corrispondono ad una quota delle entrate di tali emittenti, purché tale quota sia globalmente
         proporzionale alla quantità di opere musicali tutelate dal diritto d’autore effettivamente o potenzialmente telediffusa, e
         salvo che un altro metodo consenta di identificare e di quantificare in maniera più precisa l’utilizzo di tali opere nonché
         l’audience, senza tuttavia comportare un aumento sproporzionato delle spese sostenute per la gestione dei contratti e per
         la sorveglianza sull’utilizzazione di tali opere.
      
       Sulla quarta questione
      42      Con la sua quarta questione il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se il fatto che un ente di gestione collettiva del
         diritto d’autore calcoli i canoni riscossi a titolo di remunerazione dovuta per la diffusione televisiva di opere musicali
         tutelate dal diritto d’autore in maniera diversa a seconda che si tratti di società di telediffusione private ovvero di società
         di servizio pubblico rappresenti un abuso di posizione dominante ai sensi dell’art. 82 CE.
      
      43      Ai sensi del secondo comma, lett. c), di tale articolo, una pratica abusiva può consistere in particolare nell’applicare nei
         rapporti commerciali con gli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per questi
         ultimi uno svantaggio per la concorrenza.
      
      44      Per quanto riguarda l’eventuale sussistenza di una tale prassi nella causa principale, spetta al giudice del rinvio verificare,
         anzitutto, se, calcolando in maniera diversa i canoni dovuti dalla Kanal 5 e dalla TV 4, da un lato, e dalla SVT, dall’altro,
         a titolo di remunerazione per la diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d’autore, la STIM applichi nei
         loro confronti condizioni dissimili per prestazioni equivalenti e, in secondo luogo, se tali società di telediffusione subiscano
         di conseguenza uno svantaggio per la concorrenza. 
      
      45      Nel compiere tale verifica, detto giudice dovrà tener conto segnatamente del fatto che, diversamente dalla Kanal 5 e dalla
         TV 4, la SVT non dispone né di entrate pubblicitarie né di entrate derivanti dai contratti d’abbonamento, nonché del fatto
         che il canone dovuto dalla SVT è riscosso senza che sia presa in considerazione la quantità di opere musicali tutelate dal
         diritto d’autore effettivamente telediffusa.
      
      46      Peraltro, il giudice del rinvio dovrà altresì verificare se la Kanal 5 e la TV 4, ovvero una di tali due società, siano concorrenti
         della SVT sullo stesso mercato. 
      
      47      Infine, per stabilire se il fatto che un ente di gestione collettiva del diritto d’autore calcoli i canoni percepiti a titolo
         di remunerazione dovuta per la diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d’autore in maniera diversa a
         seconda che si tratti di società di telediffusione private ovvero di società di servizio pubblico rappresenti una pratica
         abusiva ai sensi dell’art. 82 CE, sarà onere di detto giudice verificare se una pratica di tal genere possa essere oggettivamente
         giustificata (v., in tal senso, sentenze United Brands e United Brands Continentaal/Commissione, cit., punto 184; Tournier,
         cit., punti 38 e 46; 15 marzo 2007, causa C‑95/04 P, British Airways/Commissione, Racc. pag. I‑2331, punto 69, nonché Sot.
         Lélos kai Sia e a., cit., punto 39). Una siffatta giustificazione potrebbe derivare, segnatamente, dalla missione e dalla
         modalità di finanziamento delle società di servizio pubblico.
      
      48      La quarta questione deve pertanto essere risolta affermando che l’art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che, calcolando
         i canoni riscossi a titolo di remunerazione dovuta per la diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d’autore
         in maniera diversa a seconda che si tratti di società di telediffusione private ovvero di società di servizio pubblico, un
         ente di gestione collettiva del diritto d’autore può sfruttare abusivamente la propria posizione dominante ai sensi dell’articolo
         citato qualora applichi nei confronti di tali società condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così
         per queste ultime uno svantaggio per la concorrenza, salvo che una pratica di tal genere possa essere oggettivamente giustificata.
      
       Sulle spese
      49      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Quarta Sezione) dichiara:
      1)      L’art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che un ente di gestione collettiva del diritto d’autore che detenga una posizione
            dominante su una parte sostanziale del mercato comune non sfrutta abusivamente tale posizione qualora, a titolo di remunerazione
            dovuta per la diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d’autore, esso applichi ad emittenti televisive
            private un tariffario di canoni secondo cui gli importi dei canoni stessi corrispondono ad una quota delle entrate di tali
            emittenti, purché tale quota sia globalmente proporzionale alla quantità di opere musicali tutelate dal diritto d’autore effettivamente
            o potenzialmente telediffusa, e salvo che un altro metodo consenta di identificare e di quantificare in maniera più precisa
            l’utilizzo di tali opere nonché l’audience, senza tuttavia comportare un aumento sproporzionato delle spese sostenute per
            la gestione dei contratti e per la sorveglianza sull’utilizzazione di tali opere.
      2)      L’art. 82 CE deve essere interpretato nel senso che, calcolando i canoni riscossi a titolo di remunerazione dovuta per la
            diffusione televisiva di opere musicali tutelate dal diritto d’autore in maniera diversa a seconda che si tratti di società
            di telediffusione private ovvero di società di servizio pubblico, un ente di gestione collettiva del diritto d’autore può
            sfruttare abusivamente la propria posizione dominante ai sensi dell’articolo citato qualora applichi nei confronti di tali
            società condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per queste ultime uno svantaggio per la concorrenza,
            salvo che una pratica di tal genere possa essere oggettivamente giustificata.
      Firme
      * Lingua processuale: lo svedese.