CELEX: 62016CA0186
Language: it
Date: 2017-09-20 00:00:00
Title: Causa C-186/16: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 20 settembre 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Oradea — Romania) — Ruxandra Paula Andriciuc e altri/Banca Românească SA (Rinvio pregiudiziale — Tutela dei consumatori — Direttiva 93/13/CEE — Clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori — Articolo 3, paragrafo 1, e articolo 4, paragrafo 2 — Valutazione del carattere abusivo delle clausole contrattuali — Contratto di credito concluso in una valuta estera — Rischio di cambio interamente a carico del consumatore — Significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti derivanti dal contratto — Momento in cui lo squilibrio deve essere valutato — Portata della nozione di clausole «formulate in modo chiaro e comprensibile» — Livello d’informazione che deve essere fornito dalla banca)

13.11.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 382/21
            
         Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 20 settembre 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Oradea — Romania) — Ruxandra Paula Andriciuc e altri/Banca Românească SA
   (Causa C-186/16) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Tutela dei consumatori - Direttiva 93/13/CEE - Clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori - Articolo 3, paragrafo 1, e articolo 4, paragrafo 2 - Valutazione del carattere abusivo delle clausole contrattuali - Contratto di credito concluso in una valuta estera - Rischio di cambio interamente a carico del consumatore - Significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti derivanti dal contratto - Momento in cui lo squilibrio deve essere valutato - Portata della nozione di clausole «formulate in modo chiaro e comprensibile» - Livello d’informazione che deve essere fornito dalla banca))
   (2017/C 382/24)
   Lingua processuale: il rumeno
   
      Giudice del rinvio
   
   Curtea de Apel Oradea
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Ruxandra Paula Andriciuc e altri
   
      Convenuta: Banca Românească SA
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               L’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretato nel senso che la nozione di «oggetto principale del contratto», ai sensi di tale disposizione, comprende una clausola contrattuale, come quella oggetto del procedimento principale, inserita in un contratto di mutuo espresso in una valuta estera, che non è stata oggetto di un negoziato individuale e in forza della quale il prestito deve essere restituito nella stessa valuta estera nella quale è stato contratto, poiché tale clausola fissa una prestazione essenziale che caratterizza tale contratto. Di conseguenza, tale clausola non può essere ritenuta abusiva, a condizione che sia stata formulata in modo chiaro e comprensibile.
            
         
               2)
            
            
               L’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13 deve essere interpretato nel senso che il requisito secondo cui una clausola contrattuale deve essere formulata in modo chiaro e comprensibile presuppone che, nel caso dei contratti di credito, gli istituti finanziari debbano fornire ai mutuatari informazioni sufficienti a consentire a questi ultimi di assumere le proprie decisioni con prudenza e in piena cognizione di causa. A tal proposito, tale requisito implica che una clausola, in base alla quale il prestito deve essere rimborsato nella medesima valuta estera nella quale è stato contratto, sia compresa dal consumatore non solo sul piano formale e grammaticale, ma altresì in relazione alla sua portata concreta, nel senso che un consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto, possa non solo essere a conoscenza della possibilità di apprezzamento o deprezzamento della valuta estera nella quale il prestito è stato contratto, ma anche valutare le conseguenze economiche, potenzialmente significative, di una tale clausola sui suoi obblighi finanziari. Spetta al giudice nazionale procedere alle verifiche necessarie al riguardo.
            
         
               3)
            
            
               L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 93/13 deve essere interpretato nel senso che la valutazione del carattere abusivo di una clausola contrattuale deve essere effettuata con riferimento al momento della conclusione del contratto in questione, tenendo conto dell’insieme delle circostanze di cui il professionista poteva essere a conoscenza in tale momento e che erano idonee a incidere sull’ulteriore esecuzione di detto contratto. Spetta al giudice del rinvio valutare, alla luce di tutte le circostanze della controversia oggetto del procedimento principale e tenendo conto in particolare delle competenze e delle conoscenze del professionista, nel caso di specie la banca, riguardo alle possibili variazioni dei tassi di cambio e ai rischi inerenti alla sottoscrizione di un mutuo in valuta estera, la sussistenza di un eventuale squilibrio ai sensi di tale disposizione.
            
         
      (1)  GU C 243 del 4.7.2016.