CELEX: 51989PC0673
Language: it
Date: 1990-02-01
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE STABILISCE NORME SANITARIE PER LA PRODUZIONE E L' IMMISSIONE SUL MERCATO DI CARNI FRESCHE

N. C 84/8                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        2. 4. 90
                           Articolo 47                                stione in esame, il comitato emette il suo parere sul progetto
                                                                      eventualmente procedendo a votazione.
 1.    La Commissione è assistita dal comitato veterinario
permanente, in appresso denominato «comitato», istituito              Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro
dalla decisione 68/361/CEE del Consiglio (1).                         ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a
                                                                      verbale.
2.     Ove si debba seguire la procedura di cui al presente           La Commissione tiene in massima considerazione il parere
articolo, si applicano le disposizioni seguenti.                      formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha
                                                                      tenuto conto del suo parere.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato
un progetto delle misure da adottare. Entro un termine che il
presidente può fissare in funzione dell'urgenza della que-                                          Articolo 48
(^ GU n. L 255 del 18. 10. 1968, pag. 23.                             Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
               Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio che stabilisce norme sanitarie per la produzione e
                                             l'immissione sul mercato di carni fresche
                                                         COM(89) 673 def.
                                         (Presentata dalla Commissione l'8 febbraio 1990)
                                                           (90/C 84/02)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                  considerando che i veterinari ufficiali addetti ai macelli
                                                                      devono essere incaricati del controllo del benessere degli
visto il trattato che istituisce la Comunità economica euro-          animali destinati alla macellazione;
pea, in particolare l'articolo 43,
                                                                      considerando che per conseguire questo obiettivo occorre
                                                                      estendere il campo di applicazione della direttiva 64/
vista la proposta della Commissione,
                                                                      433/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa ai
                                                                      problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di
visto il parere del Parlamento europeo,                               carni fresche (*), modificata da ultimo dalla direttiva
                                                                      88/657/CEE ( 2 ), alla produzione e all'immissione sul mer-
                                                                      cato delle carni fresche nella Comunità;
visto il parere del Comitato economico e sociale,
                                                                      considerando che, in seguito a situazioni particolari, alcuni
considerando che le carni fresche sono comprese nell'elenco           stabilimenti in servizio prima del 1° gennaio 1992 potreb-
dei prodotti che figura nell'allegato II del trattato; che la         bero trovarsi nell'incapacità di rispettare tutte le norme
produzione e il commercio di carni fresche costituiscono una          previste dal presente regolamento; che occorre regolare il
fonte importante di reddito per una parte della popolazione           problema dell'eventuale concessione di deroghe temporanee
agricola;                                                             limitate e per questi stabilimenti nel quadro generale stabilito
                                                                      dalla decisione . . . /CEE del Consiglio, del. . ., relativa alle
considerando che, ai fini dello sviluppo razionale e di un            condizioni per la concessione di deroghe alle norme sanitarie
aumento della produttività del settore, devono essere stabi-          specifiche della Comunità per la produzione e l'immissione
lite, a livello comunitario, norme sanitarie relative alla            sul mercato di prodotti di origine animale ( 3 );
produzione e all'immissione sul mercato di tali prodotti;
                                                                      considerando che è opportuno rilevare che la concessione di
considerando che la Comunità deve adottare le misure intese           eventuali deroghe alle norme sanitarie previste dal presente
alla progressiva realizzazione del mercato interno entro un           regolamento non pregiudica l'applicazione, all'intero com-
periodo che scade il 31 dicembre 1992;                                plesso delle operazioni di produzione e di immissione sul
                                                                      mercato delle carni fresche, delle norme sanitarie generali
considerando che l'istituzione di tali norme è un presupposto         (!) GU n. 121 del 29. 7. 1964, pag. 2012/64.
fondamentale ai fini della tutela della salute umana e della          (2) GU n. L 382 del 31. 12. 1988, pag. 3.
realizzazione del mercato interno;                                    (3) GU n. L . . . del . . ., pag. . . .
 ---pagebreak--- 2. 4. 90                                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N . C 84/9
stabilite dal regolamento (CEE) n. . . . del Consiglio, del                5) frattaglie: le carni fresche ad esclusione di quelle della
 . . ., che stabilisce le norme sanitarie generali per la produ-                carcassa definita al punto 4), anche se in connessione
zione e l'immissione sul mercato di prodotti di origine                         naturale con la carcassa;
 animale e norme sanitarie specifiche applicabili a taluni
prodotti di origine animale (');                                           6) visceri: le frattaglie che si trovano nella cavità toracica,
                                                                                addominale e pelvica, compresi la trachea e l'esofa-
considerando che alla Commissione deve essere affidato il                       go;
compito di prendere determinate misure per l'attuazione del
                                                                           7) veterinario ufficiale: il veterinario designato dall'auto-
presente regolamento; che, a questo scopo, occorre istituire
                                                                                rità centrale competente dello Stato membro;
procedure che implichino una cooperazione stretta ed effica-
ce fra la Commissione e gli Stati membri in seno al comitato               8) mezzi di trasporto: le sezioni di autoveicoli, veicoli
veterinario permanente,                                                         ferroviari ed aeromobili destinate al carico, nonché le
                                                                                stive delle navi o i contenitori destinati al trasporto per
                                                                                via terrestre, marittima od aerea;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                                           9) stabilimento: macello riconosciuto, laboratorio di se-
                                                                                zionamento riconosciuto, magazzino                frigorifero
                                Articolo 1                                      riconosciuto;
 1.      Il presente regolamento stabilisce norme sanitarie per           10) condizionamento: l'operazione diretta a proteggere le
                                                                                carni fresche con un primo involucro o contenitore a
la produzione e l'immissione sul mercato di carni fresche
                                                                                diretto contatto con le carni fresche, nonché lo stesso
destinate al consumo umano, ottenute da animali domestici
                                                                               primo involucro o contenitore;
delle specie seguenti: bovina (compresi i bufali), suina, ovina,
caprina, e dei solipedi domestici.                                        11 ) imballaggio: la sistemazione delle carni fresche confe-
                                                                                zionate in un secondo contenitore, nonché questo stesso
2.       Il presente regolamento non si applica al sezionamento
                                                                               contenitore;
ed al magazzinaggio di carni fresche effettuati nei negozi per
la vendita al minuto o in locali adiacenti ai punti di vendita,           12) macellazione di urgenza: macellazione eseguita senza
ove tali operazioni siano compiute unicamente per la conse-                     previa ispezione sanitaria ante mortem.
gna diretta al consumatore finale.
3.       Se del caso, la Commissione adotta, secondo la
                                                                                                      Articolo 3
procedura di cui all'articolo 14, le norme opportune per
l'applicazione uniforme del paragrafo 2.
                                                                          1.     Le carni fresche devono rispondere alle condizioni
4.       Il presente regolamento lascia impregiudicate le norme          seguenti:
comunitarie specifiche relative alle carni macinate.                     A. Le carcasse, le mezzene, le mezzene sezionate al massimo
                                                                              in tre pezzi ed i quarti, devono:
                                Articolo 2                                    a) essere stati ottenuti in un macello riconosciuto e
                                                                                    controllato in conformità dell'articolo 10;
Ai fini della presente direttiva si intende per:                              b) provenire da un animale da macello che un veteri-
 1 ) carni: tutte le parti idonee al consumo umano di animali                       nario ufficiale abbia sottoposto all'ispezione sanita-
      domestici appartenenti alle specie bovina (compresi i                         ria ante mortem conformemente all'allegato I, capi-
      bufali), suina, ovina, caprina, nonché dei solipedi dome-                     tolo V, e che in seguito a tale esame sia stato
      stici;                                                                        riconosciuto atto alla macellazione ai fini del con-
                                                                                    sumo umano;
2) carni fresche: carni, comprese quelle confezionate sotto
      vuoto o in atmosfera controllata, che non abbiano subito                e) essere state trattate in condizioni igieniche soddisfa-
      alcun trattamento destinato ad assicurare la conservazio-                     centi in conformità dell'allegato I, capitolo VI;
      ne, salvo il trattamento col freddo.                                    d) essere state sottoposte ad un'ispezione sanitaria post
                                                                                    mortem effettuata da un veterinario ufficiale in
3) carni separate meccanicamente: carni separate meccani-                           conformità dell'allegato I, capitolo VII, e non abbia-
      camente da ossa carnose, escluse le ossa della testa, delle                   no presentato alcuna alterazione, ad eccezione di
      estremità degli arti al disotto delle articolazioni carpali e                 lesioni traumatiche sopravvenuto poco prima della
      tarsali, nonché le vertebre coccigee dei suini, destinate                     macellazione e di malformazioni o di alterazioni
      agli stabilimenti riconosciuti a norma del regolamento                        localizzate, purché sia accertato, se necessario per
      (CEE) n. . . . (2) (prodotti a base di carni);                                mezzo di adeguate analisi di laboratorio, che le stesse
4) carcassa: il corpo intero di un animale da macello dopo il                       non rendono le carcasse e le frattaglie inidonnee al
      dissanguamento, l'eviscerazione, il sezionamento e                            consumo umano o pericolose per la salute
      l'asportazione delle estremità degli arti in corrispondenza                   dell'uomo;
      del carpo e del tarso, della testa, della coda e delle                  e) recare il bollo sanitario, in conformità dell'allega-
      mammelle, e inoltre, per i bovini, ovini, caprini e                           to I, capitolo X;
      solipedi, dopo lo scuoiamento;
                                                                              f)    essere state immagazzinate a norma dell'allegato I,
(») G U n . L . . . del . . ., pag. . . .                                           capitolo XII, dopo l'ispezione post mortem in con-
(2) GU n. L . . . del . . ., pag                                                    dizioni igieniche soddisfacenti all'interno di stabili-
 ---pagebreak--- N. C 84/10                                     Gazzetta ufficiale   Comunità europee                                         2. 4. 90
         menti riconosciuti a norma dell'articolo 10 e con-         2.      Per le carni fresche destinate ad utilizzazioni partico-
         trollati a norma dell'allegato I, capitolo IX;             lari, possono essere stabilite deroghe, secondo la procedura
    g) essere trasportate in condizioni igieniche soddisfa-         di cui all'articolo 14.
         centi, in conformità delle disposizioni dell'allegato I,
         capitolo XIII.                                             3.      Il veterinario ufficiale può essere assistito da ausiliari
                                                                    che operano posti sotto il suo controllo e la sua responsabi-
B. Le pezzature inferiori a quelle di cui al punto A e le carni     lità, limitatamente all'esecuzione delle seguenti operazioni:
   disossate, devono:
   a) essere state sezionate o disossate in un laboratorio di       a) ispezione post mortem;
        sezionamento riconosciuto e controllato a norma             b) controllo dell'osservanza delle disposizioni dell'alle-
        dell'articolo 10;                                                gato I, capitolo XIII, del presente regolamento;
   b) essere state sezionate o disossate in un laboratorio di
        sezionamento riconosciuto e controllato conforme-           e) controllo dell'osservanza delle disposizioni dell'alle-
        mente all'allegato I, capitolo Vili, e provenire:                gato I, capitolo XIII;
        — da carni fresche di animali macellati nella Comu-         d) ispezione e controllo degli stabilimenti riconosciuti, di
             nità e rispondenti alle condizioni di cui al punto          cui all'articolo 10, paragrafo 2.
             A, oppure
        — da carni fresche importate da paesi terzi confor-         4.      Possono essere designati come ausiliari soltanto le
             memente alle disposizioni comunitarie relative         persone che possiedono i requisiti di cui all'allegato II, che
             alle importazioni di carni fresche da paesi terzi;     abbiano previamente sostenuto un esame organizzato
                                                                    dall'autorità centrale competente dello Stato membro o
   e) essere state immagazzinate, in condizioni risponden-          dall'autorità designata da tale autorità centrale.
        ti alle disposizioni dell'allegato I, capitolo XII, pres-
        so stabilimenti riconosciuti a norma dell'articolo 10       5.      Ai fini delle prestazioni di cui al paragrafo 3, gli
        e controllati a norma dell'allegato I, capitolo IX;         ausiliari sono aggregati in un gruppo d'ispezione sottoposto
   d) essere state controllate da un veterinario ufficiale          al controllo del veterinario ufficiale. L'autorità competente
      ' conformemente all'allegato I, capitolo IX;                  dello Stato membro stabilisce, per ogni stabilimento, la
   e) rispondere, per quanto riguarda l'imballaggio, alle           composizione del gruppo di ispezione, in modo che il
        prescrizioni dell'allegato I, capitolo XI;                  veterinario ufficiale possa controllare le operazioni di ispe-
                                                                    zione.
   f) soddisfare alle condizioni di cui al punto A, lette-
        re e), e) e g).
                                                                    6.     Norme d'attuazione concernenti l'assistenza di cui al
C. Le frattaglie devono provenire da un macello o labora-           paragrafo 3 sono, se del caso, stabilite secondo la procedura
   torio di sezionamento riconosciuto. Se intere, le frat-          di cui all'articolo 15.
   taglie devono soddisfare alle condizioni di cui ai punti A
    o B; se affettate, devono rispondere alle condizioni di cui
    al punto B.                                                                                  Articolo 4
D. Le carni fresche che sono state immagazzinate, confor-
   memente al presente regolamento, in un magazzino                 Oltre a quanto disposto dall'articolo 3, le carni fresche
   frigorifero riconosciuto da uno Stato membro e non               devono rispondere alle seguenti condizioni:
    sono state da allora sottoposte ad alcuna manipolazione,        1. a) le carni fresche di suini e di equini — escluse le carni
   salvo per magazzinaggio, devono soddisfare alle condi-                     fresche di suini sottoposte ad un trattamento per
   zioni fissate al punto A, lettere e), e), f) e g) e ai punti B e           mezzo del freddo conformemente agli allegati I della
   C o essere carni fresche importate dai paesi terzi,                        direttiva 77/96/CEE del Consiglio (2) — devono
   conformemente alla nominativa comunitaria.                                 essere state sottoposte ad esame delle trichine con-
E. Le carni fresche che sono state prodotte conformemente                     formemente all'allegato I, capitolo VII, punto 4 1 ,
   al presente regolamento e che sono state immagazzinate                     sub C del presente regolamento;
   in un magazzino frigorifero approvato di un paese terzo
                                                                         b) possono tuttavia essere concesse, conformemente
   riconosciuto conformemente alla direttiva 72/462/
                                                                               alla procedura di cui all'articolo 14, deroghe al
   CEE (*) sotto controllo doganale, e che non sono state
                                                                               disposto del comma precedente per talune parti della
   da allora sottoposte ad alcuna manipolazione, salvo per
                                                                               Comunità qualora:
   magazzinaggio, devono:
                                                                               — risulti, da studi epidemiologici, l'assenza di tri-
   a) soddisfare alle condizioni di cui ai punti A, B e C;
                                                                                   chinosi;
   b) offrire le garanzie specifiche concernenti il controllo
        e la certificazione del rispetto delle condizioni di                   — sia applicato un metodo efficace di valutazione e
        magazzinaggio e di trasporto; e le norme concernenti                       di controllo degli animali vivi e degli animali
        il rilascio del certificato sono adottate secondo la                       macellati.
        procedura di cui all'articolo 14;                           2. Fatto salvo il disposto della direttiva 86/469/CEE del
   e) essere accompagnate da un certificato conforme al                  Consiglio (3) gli animali o le loro carni devono essere
        modello che sarà elaborato secondo la procedura di               sottoposti ad esame per la ricerca di residui, qualora il
        cui all'articolo 14.
                                                                    (2) GU n. L 26 del 3 1 . 1. 1977, pag. 67.
H GU n. L 302 del 31. 12. 1972, pag. 28.                            (3) GU n. L 275 del 26. 9. 1986, pag. 36.
 ---pagebreak--- 2. 4. 90                                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 84/11
    veterinario ufficiale ne sospetti la presenza in base ai                                             Articolo 6
    risultati dell'ispezione sanitaria.
                                                                         1. Le carni fresche di
    Tale esame va effettuato per individuare residui di
    sostanze aventi azione farmacologica e dei relativi pro-            a) animali che presentano una moderata o limitata infesta-
                                                                             zione da Cysticercus bovis o Cysticercus cellulosae,
    dotti di conversione, nonché di altre sostanze trasmesse
    alle carni che possono essere pericolose per la salute              b) animali macellati di urgenza, che soddisfano alle condi-
    umana. Qualora all'esame presentino tracce di residui in                 zioni di cui all'allegato I, punto 42, sub B, lettera b),
    quantitativi superiori alle tolleranze ammesse, le carni                 ultimo trattino,
    devono essere dichiarate inadatte al consumo umano.
                                                                        e) altre categorie di animali, da determinare secondo la
    Gli esami per la ricerca di residui devono essere effettuati             procedura di cui all'articolo 14,
    secondo metodi comprovati e scientificamente ricono-
    sciuti, in particolare secondo i metodi previsti dalla              possono essere dichiarate idonee al consumo umano, previa
    normativa comunitaria o da altre norme internaziona-                 asportazione delle parti infette e dopo essere state sottoposte
    li.                                                                  ad un trattamento sotto controllo ufficiale per renderne
                                                                         sicuro il consumo.
    I risultati degli esami dei residui devono poter essere
    valutati mediante metodi di riferimento stabiliti secondo
    procedura di cui all'articolo 14. In ogni Stato membro                                               Articolo 7
    viene designato secondo la procedura prevista all'artico-
    lo 15, almeno un laboratorio di riferimento per l'esecu-             Conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, sono
    zione degli esami dei residui.                                       decise:
                                                                         a) le modalità dei trattamenti di cui all'articolo 6;
3. Il Consiglio, deliberando su proposta della Commis-
    sione, determina le tolleranze relative alle sostanze               b) le condizioni alle quali gli animali che abbiano reagito
    trasmesse alle carni che possono essere pericolose per la                a tubercolinizzazione possono essere ammessi al con-
    salute umana, escluse quelle stabilite dalla direttiva                   sumo.
     86/363/CEE del Consiglio! 1 ) e dalla direttiva . . ./
    CEE del Consiglio (2) (che istituisce una procedura
    comunitaria per stabilire le tolleranze relative ai residui                                          Articolo 8
    di medicinali veterinari).
                                                                         1.    Le seguenti categorie di carni fresche di cui al paragra-
                                                                         fo 2 devono essere sottoposte ad uno dei trattamenti previsti
                                                                         dal regolamento (CEE) n. . . . del Consiglio (5) (prodotti a
                                Articolo 5                               base di carni):
                                                                         a) carni separate meccanicamente;
Fatte salve le direttive 81/602/CEE (3) e 88/146/CEE (4)
del Consiglio, non possono essere immesse sul mercato le                 b) carni contrassegnate con il bollo speciale previsto dalla
carni fresche:                                                               decisione 84/371/CEE della Commissione ( 6 );
                                                                         e) sangue ottenuto nel rispetto delle norme di igiene;
1 ) che presentano tracce di residui in quantitativi superiori
    alle tolleranze ammesse;                                             2.    Il marchio di cui alla decisione 84/371/CEE della
                                                                         Commissione deve essere apposto, in particolare
2) che abbiano subito trattamenti con raggi ionizzanti o
    ultravioletti;                                                       a) sulle carcasse di suini maschi non castrati, di peso
                                                                             superiore a 90 kg,
3) la cui bollatura sia stata effettuata con coloranti diversi
    da quelli riconosciuti a questo scopo secondo la proce-              b) sulle carcasse di suini maschi non castrati, di peso
    dura di cui all'articolo 14;                                             compreso fra 90 e 60 kg, che siano stati esaminati
                                                                             secondo un metodo oggettivo per l'individuazione di
4) provenienti da parti della carcassa o da frattaglie che                   odori di provenienza sessuale e siano risultati positivi a
    presentino lesioni traumatiche sopravvenute poco prima                   questo esame.
    della macellazione, malformazioni, contaminazioni o
     alterazioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, punto A,         4.     Le modalità di applicazione del presente articolo sono
    lettera d);                                                          adottate conformemente alla procedura di cui all'arti-
                                                                         colo 15.
5) ottenute da animali ai quali siano stati somministrati
    preparati per intenerirne le carni;
                                                                                                         Articolo 9
6 ) ottenute da animali che presentino uno dei difetti elencati
    nell'allegato I, punto 42.                                           1.     Gli Stati membri affidano a un servizio o organismo
                                                                         centrale il compito di raccogliere e utilizzare i risultati delle
H   GU   n. L 221 del 7.    8. 1986, pag. 43.                            ispezioni ante mortem e post mortem effettuati dal veterina-
(2) GU   n. L . . . del . . ., pag. . . .
(3) GU   n. L 222 del 7.    8. 1981, pag. 32.                            (5) G U n . L . . . del . . ., pag. . . .
(4) GU   n. L 70 del 16.    3. 1988, pag. 16.                            (6) GU n. L 196 del 26. 7. 1984, pag. 46.
 ---pagebreak--- N. C 84/12                                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          2. 4. 90
rio ufficiale, in caso di diagnosi di malattie trasmissibili            regolamento, effettuare controlli in loco; essi possono accer-
all'uomo.                                                               tare se gli stabilimenti sono effettivamente conformi alle
                                                                        disposizioni previste dal presente regolamento. La Commis-
Qualora venga diagnosticata una tale malattia, i risultati del          sione informa gli Stati membri degli esiti di tali indagini.
caso specifico sono comunicati al più presto alle autorità
veterinarie competenti per la vigilanza dell'allevamento da             Lo Stato membro nel cui territorio è effettuato il controllo
cui provengono gli animali.                                             fornisce agli esperti tutta l'assistenza necessaria per l'espleta-
                                                                        mento dei compiti loro affidati.
2.      Gli Stati membri comunicano alla Commissione le
informazioni relative a determinate malattie, in particolare
                                                                        Le disposizioni generali di applicazione del presente articolo
ove siano state diagnosticate malattie trasmissibili
                                                                        sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 15.
all'uomo.
                                                                        Secondo la stessa procedura può essere elaborato un codice
3.      La Commissione adotta, secondo la procedura di cui              delle regole da seguire nel corso dei controlli previsti dal
all'articolo 15, le modalità di applicazione del presente               presente articolo.
articolo, in particolare:
— la periodicità secondo cui le informazioni dovranno
                                                                                                     Articolo 12
     essere comunicate alla Commissione;
— la natura delle informazioni;                                         Le norme stabilite dal regolamento (CEE) n. . . . del
                                                                        Consiglio (*) (relativo ai controlli veterinari nel commercio
— le malattie sulle quali dovrà vertere la raccolta delle               in tracomunitario, intese alla realizzazione del mercato inter-
     informazioni;                                                      no) sono applicabili, in particolare per quanto riguarda
— le modalità di raccolta e di utilizzazione delle informa-             l'organizzazione dei controlli effettuati dallo Stato membro
     zioni.                                                             destinatario e le misure da adottare in conseguenza di tali
                                                                        controlli, nonché le misure di salvaguardia da applicare
                                                                        riguardo ai problemi sanitari in materia di produzione e di
                             Articolo 10                                distribuzione di carni fresche nel territorio della Comu-
                                                                        nità.
1.     Ciascuno Stato membro redige un elenco degli stabili-
menti da esso riconosciuti, attribuendo un numero di
riconoscimento veterinario a ciascuno di essi, ed invia tale
elenco agli altri Stati membri ed alla Commissione.                                                 Articolo 13
Gli Stati membri riconoscono uno stabilimento soltanto se è             Le modifiche da apportare agli allegati del presente regola-
garantita l'osservanza delle disposizioni del presente regola-          mento, in particolare per adeguarli ai progressi scientifici e
mento. Gli Stati membri rivocano il riconoscimento qualora              tecnici, sono decise dalla Commissione conformemente alla
non siano più soddisfatte le condizioni che ne costituiscono il         procedura di cui all'articolo 14.
presupposto.
Qualora venga effettuato un controllo ai sensi dell'artico-                                         Articolo 14
lo 11 lo Stato membro in questione tiene conto delle
risultanze di tale controllo. Gli Stati membri e la Commis-             1.      La Commissione è assistita dal comitato veterinario
sione vengono informati della eventuale revoca del ricono-              permanente, istituito dalla decisione 68/361/CEE del Con-
scimento.                                                               siglio (2), in appresso denominato «il comitato».
2.     L'ispezione e la vigilanza degli stabilimenti riconosciuti
                                                                        2.      Ove si ricorra alla procedura di cui al presente articolo,
devono essere effettuate sotto la responsabilità del veterina-
                                                                        si applicano le seguenti disposizioni.
rio ufficiale, il quale può essere assistito, nei compiti
puramente materiali, da personale formato a tale fine. Il
veterinario ufficiale deve avere libero accesso in ogni momen-          3.     Il rappresentante della Commissione sottopone al
                                                                        comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato
to a tutte le parti dello stabilimento per garantire l'osservanza
                                                                        emette il proprio parere sul progetto entro il termine che il
delle disposizioni del presente regolamento.
                                                                        suo presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
Le modalità concernenti tale assistenza vengono determinate             questione. Il parere è espresso alla maggioranza di cui
in conformità della procedura di cui all'articolo 15.                   all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato, per quanto riguar-
                                                                        da le decisioni che il Consiglio deve adottare su proposta
3.     La produzione del bollo sanitario e del materiale per la         della Commissione. In seno al comitato, ai voti dei rappre-
piombatura di cui all'allegato I, capitolo X, deve essere               sentanti degli Stati membri si applica la ponderazione di cui
autorizzata dalle autorità dello Stato membro che ne con-               all'articolo sopra citato. Il presidente non partecipa alla
trolla l'impiego.                                                       votazione.
                                                                        4.     La Commissione adotta le misure previste se sono
                            Articolo 11                                 conformi al parere del comitato.
Esperti veterinari della Commissione possono, ove ciò sia               (5) GUn. L . . . del . . ., pag. . . .
necessario per garantire l'applicazione uniforme del presente           (2) GU n. L 255 del 18. 10. 1968, pag. 23.
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5.     Se le misure previste non sono conformi al parere del                   criteri indicati agli articoli 2 e 3 della decisione . . ./CEE del
comitato, o in assenza di tale parere, la Commissione                          Consiglio, del. . . (relativa alle condizioni per la concessione
presenta immediatamente al Consiglio una proposta relativa                     di deroghe temporanee e limitate alle norme sanitarie
alle misure da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza                   specifiche della Comunità per la produzione e l'immissione
qualificata.                                                                   sul mercato di prodotti di origine animale).
Se il Consiglio non ha deliberato entro il termine di tre mesi a               3.      Nel concedere le deroghe di cui al paragrafo 1, la
decorrere dalla data della presentazione della proposta, le                    Commissione stabilisce, secondo la procedura prevista
misure proposte sono adottate dalla Commissione.                               dall'articolo 14, le condizioni generali e particolari per
                                                                               l'applicazione di ciascuna deroga.
                            Articolo 15                                                                      Articolo 17
Qualora si ricorra alla procedura definita nel presente                        Conformemente alla procedura prevista all'articolo 15, la
articolo, si applicano le disposizioni seguenti.                               Commissione può elaborare raccomandazioni accompagna-
                                                                               te da linee direttrici concernenti la buona prassi di fabbrica-
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un                    zione relativa alle diverse fasi della produzione e dell'immis-
progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il                      sione sul mercato.
proprio parere sul progetto entro un termine che il presidente
può fissare in base all'urgenza del problema in esame,
procedendo eventualmente a votazione.                                                                        Articolo 18
Il parere è iscritto a verbale; ciascuno Stato membro ha                       1.      La direttiva 64 / 433 / CEE è abrogata con effetto dal 1 °
inoltre il diritto di chiedere che la sua posizione figuri nel                 gennaio 1993.
verbale.
                                                                               2.      Tuttavia, le disposizioni d'applicazione adottate nel
La Commissione tiene nella massima considerazione il parere                    quadro della direttiva 64/433/CEE rimangono in vigore in
formulato dal comitato. Esso informa il comitato del modo                      relazione al presente regolamento.
in cui ha tenuto conto del suo parere.
                                                                                                             Articolo 19
                            Articolo 16                                        Il presente regolamento entra in vigore il .trentesimo giorno
                                                                               successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
1.     Secondo la procedura di cui all'articolo 14, possono                    Comunità europee.
essere concesse deroghe alle disposizioni dell'allegato I, punti
da 1 a 16, per gli stabilimenti che hanno una produzione                       Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 1993.
limitata.
2.     In sede di esame delle deroghe di cui al paragrafo 1, la                Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi
Commissione prende in considerazione le informazioni e i                       e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
                                                                   ALLEGATO I
                             CONDIZIONI GENERALI PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI STABILIMENTI
               Gli stabilimenti devono avere almeno:
                 1. nei locali in cui le carni fresche sono prodotte, manipolate o depositate:
                     a) un pavimento impermeabile facile da pulire e disinfettare ed imputrescibile sistemato in modo da
                         consentire una facile evacuazione dell'acqua; le acque devono essere incanalate verso pozzetti muniti di
                         griglia e sifone per evitare i cattivi odori; tuttavia gli stabilimenti devono avere:
                         — nel caso dei locali di cui al capitolo I, punto 13, lettere d) ed f), al capitolo II, punto 14, lettera a), ed
                             al capitolo HI, punto 15, lettera a), un pavimento impermeabile, facile da pulire e disinfettare ed
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                       imputrescibile, sistemato in modo da consentire una facile evacuazione dell'acqua, o, per i locali di cui
                       al punto 15, lettera a), dotato di un dispositivo che consenta un'evacuazione facile dell'acqua;
                  — nel caso dei locali di cui al capitolo III, punto 16, lettera a), pavimenti impermeabili ed imputresci-
                       bili;
              b) pareti lisce, in materiali solidi e impermeabili, rivestite con materiale lavabile e chiaro fino ad un'altezza di
                   immagazzinamento nei locali di refrigerazione e nei depositi; angoli e spigoli devono essere arrotondati o
                   comunque rifiniti in modo analogo, tranne nei locali di cui al capitolo IH, punto 16, lettera a).
                   Tuttavia, l'utilizzazione di pareti di legno nei locali di cui al capitolo HI, punto 16, costruiti
                   anteriormente al 1° gennaio 1983 non costituisce un motivo di ritiro del riconoscimento;
              e) porte in materiali inalterabili e, se di legno, ricoperte da entrambi i lati da un rivestimento impermeabile e
                   liscio;
              d) materiali isolanti imputrescibili ed inodori;
              e) un adeguato sistema di ventilazione e, se necessario, di estrazione del vapore;
              f)   una sufficiente illuminazione naturale o artificiale, che non alteri i colori;
              g) un soffitto pulito e facile da pulire; qualora esso manchi, la superficie interna del tetto di copertura deve
                   rispondere a tali requisiti;
           2. a) un numero sufficiente di dispositivi, il più vicino possibile ai posti di lavoro, per la pulizia e la disinfezione
                  delle mani e per la pulizia degli attrezzi mediante acqua calda: i rubinetti non debbono essere del tipo
                   azionabile a mano. Tali impianti debbono essere provvisti di acqua corrente fredda e calda, oppure di
                   acqua premiscelata alla temperatura opportuna, di prodotti per la pulizia e disinfezione, nonché di
                  dispositivi che consentano l'asciugatura delle mani nel rispetto delle norme di igiene;
              b) dispositivi per la disinfezione degli attrezzi di lavoro, in cui l'acqua deve avere una temperatura non
                   inferiore a 82° C;
           3. adeguati dispositivi di protezione contro gli animali indesiderabili, quali insetti, roditori, ecc.;
           4. a ) attrezzi ed utensili, ad esempio tavoli di sezionamento, piani di sezionamento amovibili, recipienti, nastri
                  trasportatori e seghe, in materiali resistenti alla corrosione, che non alterino il colore delle carni e siano
                   facilmente lavabili e disinfettabili. L'utilizzazione del legno è vietata salvo nei locali dove si trovano solo
                  carni fresche imballate in maniera igienica;
              b) utensili e attrezzature resistenti alla corrosione, rispondenti alle norme igieniche:
                   — per la manipolazione delle carni fresche;
                   — per il deposito dei recipienti usati per le carni; in modo da impedire che le carni o i recipienti vengano a
                        diretto contatto con il suolo o con le pareti;
              e) attrezzature per manipolare in condizioni igieniche le carni e proteggerle durante le operazioni di carico e
                   scarico;
              d) recipienti speciali a perfetta tenuta d'acqua, in materiali inalterabili, muniti di coperchio e di un sistema di
                   chiusura che impedisca qualsiasi prelevamento non autorizzato, per collocarvi le carni non destinate al
                   consumo umano, oppure un locale che possa essere chiuso a chiave in cui dette carni e frattaglie possano
                   essere collocate se la loro quantità lo rende necessario o se essi non vengono rimossi o distrutti al termine
                   di ogni giornata di lavoro; allorché l'eliminazione di tali carni avviene mediante tubi di scarico, questi
                   dovrebbero essere costruiti e installati in modo da evitare qualsiasi rischio di contaminazione delle carni
                   fresche;
           5. impianti di refrigerazione che permettano di mantenere le carni alle temperature interne previste dal presente
              regolamento. Tali impianti devono comprendere un sistema di drenaggio dell'acqua di condensazione, che
              non presenti alcun rischio di contaminazione per le carni;
           6. un impianto che fornisca esclusivamente acqua potabile, ai sensi della direttiva 80/ 778 / CEE, sotto pressione
              ed in quantità sufficiente; tuttavia, a titolo eccezionale, è autorizzato l'uso di acqua non potabile per la
              produzione di vapore, per la lotta anticendio e per il raffreddamento dell'impianto di refrigerazione, purché le
              relative condutture non permettano di usare tale acqua per altri scopi e non presentino alcun pericolo di
              contaminazione delle carni fresche. Le tubature per l'acqua non potabile devono essere chiaramente
              distinguibili da quelle per l'acqua potabile;
           7. un rifornimento adeguato di acqua potabile calda, ai sensi della direttiva 80/778/CEE;
           8. un sistema di evacuazione delle acque di rifiuto, rispondente ai requisiti igienici;
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          9. un locale sufficientemente attrezzato, che possa essere chiuso a chiave, riservato all'uso esclusivo del servizio
             veterinario oppure, nel caso dei depositi di cui al capitolo III, punto 16, attrezzature adeguate;
         10. attrezzature che permettano di effettuare, con la massima efficienza ed in qualsiasi circostanza, le ispezioni
             veterinarie proposte dal presente regolamento;
         11. un numero adeguato di spogliatoi, con pareti e pavimenti lisci, impermeabili e lavabili provvisti di lavabi,
             docce e latrine a sciacquone. Queste ultime devono essere sistemate ir; modo da non immettere direttamente
             nei locali di lavoro. I lavabi devono essere forniti d'acqua corrente calda e fredda, oppure premiscelata
             all'opportuna temperatura, nonché di prodotti per la pulizia e la disinfezione delle mani e di dispositivi che
             consentano l'asciugatura delle mani nel rispetto delle norme di igiene; i rubinetti non devono essere azionabili
             a mano e con le braccia. Presso le latrine deve essere disponibile un numero sufficiente di questi lavabi;
         12. un locale e mezzi adeguati per la pulizia e la disinfezione dei mezzi di trasporto. Essi non sono obbligatori
             qualora esistano disposizioni che impongano il lavaggio e la disinfezione dei mezzi di trasporto presso
             impianti ufficialmente autorizzati.
                                                               CAPITOLO I
                                         Condizioni speciali per il riconoscimento dei macelli
         13. Oltre a rispondere ai requisiti generali, i macelli debbono avere almeno:
             a) stalle di sosta sufficientemente ampie per il ricovero degli animali o, se la situazione climatica lo permette,
                  recinti di attesa; pareti e pavimenti in materiali solidi, impermeabili e facilmente lavabili e disinfettabili;
                  detti reparti devono essere attrezzati con dispositivi per abbeverare gli animali e nutrirli, se necessario,
                  nonché di canali di scolo per l'evacuazione dei liquidi verso pozzetti a sifone muniti di griglia;
             b) locali per la macellazione, di dimensioni tali da consentire il normale svolgimento delle relative
                  operazioni; quando in un locale adibito alla macellazione si effettua sia la macellazione dei suini, sia
                  quella di animali di altra specie, deve essere previsto un apposito reparto per la macellazione dei suini;
                  tuttavia, tale apposito reparto non è indispensabile se la macellazione dei suini e quella degli altri animali
                  hanno luogo in momenti diversi; in tal caso, però, le operazioni di scottatura, di depilazione, di
                  raschiatura e di bruciatura devono essere effettuate in reparti speciali nettamente separati dalla catena di
                  macellazione da uno spazio libero di almeno 5 m o da un tramezzo alto almeno 3 m;
             e) locali separati, sufficientemente ampi, e utilizzati esclusivamente:
                  — per lo svuotamento e la pulitura degli stomachi e degli intestini.
                      tuttavia, questi locali separati non sono necessari se tali operazioni non sono effettuate nel macello o
                      se le suddette operazioni sugli stomachi sono effettuate mediante un attrezzo meccanico in circuito
                      chiuso munito di un sistema di ventilazione appropriato e rispondente ai requisiti seguenti:
                        i) l'attrezzo deve essere installato e sistemato in modo che le operazioni di separazione degli intestini
                           dagli stomachi e di svuotamento e di pulitura degli stomachi si svolgano igienicamente. Esso deve
                           essere collocato in un sito apposito, nettamente separato dalle carni fresche esposte mediante un
                           tramezzo, che parte dal suolo fino ad un'altezza di almeno tre metri e che circonda la superficie in
                           cui si sono effettuate queste operazioni;
                       ii) la forma e il funzionamento del macchinario devono essere tali da prevenire effettivamente
                           qualsiasi contaminazione delle carni fresche;
                      iii) un dispositivo di estrazione d'aria deve essere situato e funzionare in condizioni tali da eliminare
                           gli odori ed i rischi di contaminazione da aerosol;
                      iv) il macchinario deve essere munito di un dispositivo per evacuazione in circuito chiuso delle acque
                           residue e del contenuto degli stomachi verso un sistema di drenaggio;
                       v) il circuito in cui passano gli stomachi in direzione dell'apparecchio e in provenienza dal medesimo
                           deve essere nel contempo nettamente separato e distanziato dal circuito delle altre carni fresche.
                           Immediatamente dopo lo svuotamento e la pulitura gli stomachi devono essere portati via
                           igienicamente;
                      vi) gli stomachi non devono essere manipolati dal personale che manipola le altre carni fresche. Il
                           personale che manipola gli stomachi non deve avere accesso alle altre carni fresche:
                  — per la preparazione delle budella e delle trippe, se tali lavori vengono effettuati nel macello. Tuttavia,
                      queste operazioni possono essere eseguite nel medesimo locale di cui al primo trattino, purché
                      vengano effettuate in modo da evitare contaminazioni incrociate;
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                   — per la preparazione e la pulizia delle frattaglie diverse da quelle menzionate ai precedenti trattini,
                       compreso uno spazio a parte per le teste, che devono essere adeguatamente separate dalle altre
                       frattaglie, qualora tali operazioni vengano effettuate nel macello, ma non sulla linea di macellazio-
                       ne;
                   — per il deposito delle pelli, delle corna e degli zoccoli, nonché delle setole dei suini, quando tali materiali
                       non sono evacuati dal macello al più presto;
               d) uno spazio separato per l'imballaggio delle frattaglie, qualora l'operazione venga eseguita nel
                   macello;
               e) locali chiudibili a chiave o, se il clima lo permette, recinti per il ricovero degli animali malati o sospetti;
                   locali chiudibili a chiave riservati alla macellazione di tali animali, al deposito delle carni tenute in
                   osservazione e al deposito delle carni sequestrate. La presenza di locali riservati alla macellazione di tali
                   animali non è obbligatoria in uno stabilimento non autorizzato dall'autorità competente ad effettuare la
                   macellazione di tali animali o se la macellazione è effettuata al termine delle operazioni della giornata e a
                   condizione che siano state prese misure per evitare la contaminazione delle carni normali. In tali casi, i
                   locali devono essere sottoposti a particolare pulizia e disinfezione sotto controllo ufficiale prima di poter
                   essere nuovamente utilizzati per la macellazione di animali normali;
               f)  locali frigoriferi o di refrigerazione di capacità adeguata muniti di apparecchiature resistenti alla
                   corrosione destinate ad evitare il contatto delle carni fresche con il pavimento o con le pareti durante il
                   trasporto o il magazzinaggio;
               g) un sistema che permetta di controllare ogni entrata ed ogni uscita dal macello;
               h) una netta separazione tra il reparto sudicio e quello pulito, tale da proteggere quest'ultimo dalla
                   contaminazione ;
               i)  un dispositivo tale da permettere che le operazioni successive allo stordimento vengano effettuate per
                   quanto possibile sull'animale sospeso; durante tali operazioni, in nessun caso l'animale deve entrare in
                   contatto con il suolo;
               j)  una rete di guidovie aeree per l'ulteriore manipolazione delle carni;
               k) qualora sia ammassato del concime nell'area del macello, un locale appositamente allestito a tal
                   fine;
               1)  un locale adeguatamente attrezzato per l'esecuzione dell'esame delle trichine, qualora esso venga
                   effettuato nello stabilimento.
                                                               CAPITOLO II
                                Requisiti speciali per il riconoscimento dei laboratori di sezionamento
           14. Oltre alle esigenze generali i laboratori di sezionamento devono avere almeno:
               a) locali frigoriferi o di refrigerazione di capacità adeguata per la conservazione delle carni, nonché, quando
                   nello stabilimento sono depositate carni imballate, un locale frigorifero riservato ad esse;
               b) un locale per le operazioni di sezionamento, disossamento e confezionamento delle carni provvisto di un
                   termometro o di un teletermornetro registratori;
               e) un locale adibito alle operazioni di imballaggio se esse sono effettuate nello stabilimento, e a meno che
                   siano soddisfatte le condizioni di cui al capitolo XI, punto 62, se esse sono effettuate nel laboratorio di
                   sezionamento;
               d) un locale adibito a deposito dei materiali di confezionamento e d'imballaggio, se le relative operazioni
                   sono effettuate nel laboratorio stesso.
                                                              CAPITOLO III
                                           Requisiti speciali per il riconoscimento dei depositi
           15. Oltre ai requisiti generali, i depositi nei quali le carni fresche sono immagazzinate in conformità delle
               disposizioni del capitolo XII, punto 64, debbono avere:
               a) locali frigoriferi e di refrigerazione di capacità adeguata, facili da lavare, nei quali le carni fresche possano
                   essere immagazzinate in modo da mantenere le temperature di cui al punto 64;
               b) un termometro o un teletermometro registratori in ciascun locale.
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         16. Oltre ai requisiti generali, i depositi in cui le carni fresche sono immagazzinate in conformità delle disposizioni
             del capitolo XII, punto 65, debbono avere almeno:
             a) locali di capacità adeguata,-facili da lavare, nei quali le carni fresche possano essere immagazzinate in
                  modo da mantenere le temperature di cui al punto 65;
             b) un termometro o un teletermometro registratori in ciascun locale.
                                                               CAPITOLO IV
                                 Igiene del personale, dei locali e delle attrezzature negli stabilimenti
         17. Il personale, i locali e le attrezzature devono trovarsi sempre nelle migliori condizioni di pulizia:
             a) in particolare, il personale deve indossare abiti da lavoro, copricapi e quando necessario coprinuca,
                  puliti. Il personale addetto alla macellazione degli animali e alla lavorazione o manipolazione delle carni
                  deve lavarsi e disinfettarsi le mani più volte durante la giornata di lavoro, oltre che ad ogni ripresa del
                  lavoro. Le persone che abbiano maneggiato animali malati o carni infette devono lavarsi immediatamente
                  e accuratamente mani e con acqua calda, poi disinfettarle; è vietato fumare nei locali di lavoro e di
                  deposito;
             b) negli stabilimenti non sono ammessi animali, salvo, nel caso dei macelli, gli animali destinati ad esservi
                  macellati, e, per quanto concerne l'area di tali macelli, gli animali necessari al loro funzionamento. I
                  roditori, gli insetti ed altri parassiti devono essere sistematicamente distrutti;
             e) le attrezzature e gli utensili utilizzati per la lavorazione delle carni fresche devono essere sempre in ottimo
                  stato di manutenzione e di pulizia. Essi devono essere puliti e disinfettati con cura più volte nel corso della
                 giornata di lavoro, nonché al termine delle operazioni della giornata e prima di essere riutilizzati
                  ogniqualvolta siano stati insudiciati.
         18. I locali, le attrezzature e gli utensili di lavoro non debbono essere adibiti ad usi diversi dalla lavorazione delle
             carni fresche o delle carni di selvaggina, conformemente al regolamento (CEE) n. . . . (concernente le carni di
             selvaggina e di coniglio). Questa condizione non si applica ai dispositivi di trasporto utilizzati nei locali di cui
             al capitolo IH, punto 16, lettera a), allorché le carni sono imballate. Gli utensili per il sezionamento delle
             carni non devono servire ad altri usi.
             a) Il conduttore o il proprietario dello stabilimento, o il suo rappresentante, debbono accertare
                  regolarmente, mediante controlli, il rispetto delle norme di igiene generali di produzione del loro
                  stabilimento, anche mediante controlli microbiologici, conformemente al quarto comma.
                  Detti controlli vertono sugli utensili, sulle attrezzature e sugli impianti a tutti gli stadi della produzione, e
                  se del caso, sui prodotti stessi.
                  Essi debbono essere in grado di informare il veterinario ufficiale o gli esperti veterinari della
                  Commissione, su richiesta del servizio ufficiale, sul tipo, la frequenza e gli esiti dei controlli effettuati al
                  riguardo, comunicando il nome del laboratorio di ricerca, se del caso.
                  Il tipo e la frequenza dei controlli, nonché i metodi di campionamento e di esame batteriologico, sono
                  stabiliti conformemente alla procedura di cui all'articolo 14.
             b) Il veterinario ufficiale analizza regolarmente gli esiti dei controlli di cui alla lettera a). Egli può, in
                  funzione di tale analisi, eseguire ulteriori esami microbiologici a tutti gli stadi della produzione o sui
                  prodotti.
                  Gli esiti di queste analisi sono trascritti in una relazione, le cui conclusioni e raccomandazioni sono
                  notificate al conduttore dello stabilimento, che provvede a porre rimedio ai difetti constatati, nell'ottica
                  di un miglioramento delle condizioni di igiene.
         19. Le carni e i recipienti che le contengono non devono entrare in contatto diretto con il suolo.
         20. L'utilizzazione dell'acqua potabile è prescritta per tutti gli usi; tuttavia, a titolo eccezionale, è autorizzato
             l'uso di acqua non potabile per la produzione di vapore, purché le relative condutture non permettano di usare
             tale acqua per altri scopi e non rappresentino un pericolo di contaminazione delle carni fresche. Inoltre,
             l'acqua non potabile può essere impiegata in casi eccezionali per il raffreddamento delle macchine frigorifere.
             Le condutture dell'acqua non potabile devono essere chiaramente distinguibili da quelle per l'acqua
             potabile.
         21. È vietato spargere segatura o altro materiale analogo sul pavimento dei locali di lavoro e di deposito delle
             carni fresche.
         22. I detersivi, disinfettanti e altri prodotti analoghi devono essere utilizzati in modo da non contaminare le
             attrezzature, gli strumenti di lavoro e le carni fresche. Successivamente le attrezzature e gli strumenti di lavoro
             devono essere risciacquati a fondo con acqua potabile.
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            23. La lavorazione e la manipolazione delle carni sono vietate alle persone che possono contaminarle.
            24. A qualsiasi persona occupata nella lavorazione delle carni deve essere richiesto un certificato medico
                 attestante che nulla osta all'esercizio di tale attività. Il certificato medico deve essere rinnovato ogni anno,
                 salvo qualora sia riconosciuto, conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, un altro regime di
                 controllo medico del personale.
                                                                CAPITOLO V
                                                       Ispezione sanitaria ante mortem
            25. Gli animali debbono essere sottoposti all'ispezione sanitaria ante mortem il giorno stesso del loro arrivo al
                 macello o prima dell'inizio della macellazione giornaliera. L'ispezione deve essere ripetuta immediatamente
                 prima della macellazione se gli animali sostano nel macello durante la notte.
                 Il conduttore del macello o il suo agente devono facilitare le operazioni di ispezione sanitaria ante mortem, in
                 particolare qualsiasi manipolazione ritenuta necessaria.
                 Ogni animale destinato ad essere macellato deve recare un marchio di identificazione, conformemente alla
                 decisione 89/153/CEE della Commissione 0), che permetta all'autorità competente di determinarne
                 l'origine.
            26. a) Il veterinario ufficiale deve eseguire l'ispezione ante mortem conformemente alle norme della professione
                      e in condizioni di illuminazione adeguate.
                 b) Il veterinario ufficiale deve accertare, per quanto riguarda gli animali consegnati al macello, se sono state
                      osservate le norme comunitarie in materia di benessere degli animali.
            27. L'ispezione deve permettere di accertare:
                 a) se gli animali sono affetti da malattia pericolosa trasmissibile all'uomo o agli animali, in particolare le
                      malattie elencate nel punto 42, sub A, lettera a ), o se presentano sintomi o un quadro clinico che possa far
                      sospettare l'insorgenza di tale malattia;
                 b) se presentano sintomi di malattie o turbe dello stato generale che possano rendere le carni non idonee al
                      consumo umano; si deve altresì prestare attenzione a qualsiasi sintomo che faccia sospettare che
                      all'animale siano stati somministrati prodotti ad azione farmacologica o che esso abbia consumato
                      qualsiasi altra sostanza che possa rendere le carni nocive per la salute umana;
                 e) se presentano segni di stanchezza o di agitazione o lesioni.
           28. a) Gli animali stanchi o agitati devono essere lasciati a riposo per almeno 24 ore, tranne qualora il
                      veterinario ufficiale decida altrimenti.
                 b) Gli animali che risultino affetti da una delle malattie di cui al punto 27, lettere a) e b), non possono essere
                      macellati a scopo di consumo umano. Qualora sia indispensabile una loro macellazione immediata per
                      motivi di benessere animale, essi devono essere abbattuti separatamente dagli altri animali destinati alla
                      macellazione a scopo di consumo umano e le loro carni devono essere eliminate nel rispetto delle norme di
                      igiene.
                e) Gli animali che si sospetta siano affetti da una delle malattie elencate nel punto 27, lettere a) e b), devono
                     essere esclusi dalla macellazione e sottoposti ad un esame accurato per fare una diagnosi.
                      Qualora per effettuare una diagnosi sia necessario procedere ad una ispezione post mortem, il veterinario
                     ufficiale dispone affinché detti animali siano macellati separatamente o al termine delle operazioni della
                     giornata.
                     Se per motivi di benessere degli animali è indispensabile la loro immediata macellazione, essi devono
                     essere macellati separatamente dagli altri animali.
                     Gli animali in questione sono sottoposti ad ispezione post mortem accurata e, ove occorra, a prove di
                     laboratorio adeguate.
                d) Gli animali che siano stati coinvolti di recente in qualche incidente o abbiano riportato ferite o lesioni
                      devono essere macellati d'urgenza, senza effettuare l'ispezione sanitaria ante mortem.
                      Tutte le parti di questi animali devono essere tenute separate dalle carni fresche, fino a che sia stata
                      ultimata l'ispezione sanitaria post mortem.
                e) Gli animali che abbiano reagito positivamente a tubercolinoreazione o ad una prova della brucellosi
                     devono essere macellati separatamente.
                     Nel caso degli animarl che hanno reagito positivamente a tubercolinoreazione occorre procedere ad una
                     ispezione accurata di tutti i linfonodi.
           (') GU n. L 5 del 2. 3. 1989, pag. 33.
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                                                               CAPITOLO VI
                                               Igiene della macellazione e del sezionamento
          29. Gli animali da macello introdotti nei locali per la macellazione devono essere immediatamente macellati e le
               operazioni di dissanguamento, scuoiatura o depilazione, tolettatura ed eviscerazione devono essere effettuate
               in modo da evitare qualsiasi contaminazione delle carni.
          30. Il dissanguamento deve essere completo. Il sangue destinato al consumo umano deve essere raccolto in
               recipienti perfettamente puliti. Esso non può essere agitato a mano, ma soltanto con strumenti rispondenti
               alle esigenze igieniche.
          31. Fatta salva la deroga di cui al punto 40, sub D, lettera a), seconda frase, salvo che per i suini, è obbligatorio lo
               scuoiamento immediato e completo. I suini, se non vengono scuoiati, devono essere immediatamente privati
               delle setole. Per tale operazione possono essere utilizzati coadiuvanti, a condizione che gli animali siano
               successivamente risciacquati a fondo con acqua potabile.
               Non è necessario scuoiare le teste di vitelli e ovini se sono manipolate in modo da evitare qualsiasi
               contaminazione delle carni fresche.
         32.   L'eviscerazione deve essere effettuata immediatamente e terminata al più tardi 45 minuti dopo lo stordimento
               o, in caso di macellazione imposta da un rito religioso, mezz'ora dopo il dissanguamento. Il polmone, il
               cuore, il fegato, i reni, la milza e i linfonodi mediastinici possono essere asportati o lasciati aderenti alla
               carcassa mediante le loro connessioni anatomiche. Gli organi asportati devono essere identificati in modo da
               poter riconoscere la loro appartenenza alla carcassa; ciò vale anche per la testa, la lingua, il tubo digerente e
               ogni altra parte dell'animale necessaria per l'ispezione o per l'esecuzione dei contratti previsti dalla direttiva
               86/469/CEE ( J ). Le parti suddette devono restare nelle vicinanze della carcassa fino alla fine dell'ispezione.
               Per tutte le specie, i reni devono essere privati della loro copertura di grasso; nel caso degli animali delle specie
               bovina e suina e dei solipedi, va asportata anche la capsula perirenale.
         33.   È vietato piantare coltelli nelle carni, utilizzare panni o altri materiali per la loro ripulitura o procedere a loro
               insufflazione. Tuttavia, l'insufflazione di un organo può essere autorizzata quando sia imposta da un rito
               religioso.
         34. Le carcasse devono essere presentate all'ispezione tagliate in mezzene con tagli longitudinali della colonna
               vertebrale. Se necessario, per esigenze ispettive il veterinario ufficiale può richiedere la divisione longitudinale
               della testa e della carcassa di qualsiasi animale.
         35. È vietato procedere, prima della fine dell'ispezione, al sezionamento della carcassa e all'asportazione o al
               trattamento di qualsiasi parte dell'animale macellato.
         36. Le carni trattenute in osservazione o sequestrate, gli stomachi, gli intestini e i sottoprodotti non commestibili
               devono essere deposti appena possibile in reparti appositi.
         37. Se il sangue o le frattaglie di più animali sono raccolti nello stesso recipiente prima che sia terminata
               l'ispezione post mortem tutto il contenuto del recipiente deve essere dichiarato non idoneo al consumo umano
               quando la carcassa di uno di tali animali sia dichiarata non idonea al consumo umano.
                                                               CAPITOLO VII
                                                     Ispezione sanitaria post mortem
         38. Tutte le parti dell'animale, ivi compreso il sangue, devono essere sottoposte ad ispezione immediatamente
              dopo la macellazione per assicurare che esse siano idonee al consumo umano.
         39. L'ispezione post mortem deve comprendere:
              a) l'esame visivo dell'animale macellato e dei suoi organi;
              b) l'esame per palpazione degli organi di cui al punto 40 e, qualora il veterinario ufficiale lo ritenga
                    necessario, dell'utero;
              e) l'incisione di taluni organi e linfonodi e, in funzione delle conclusioni del veterinario ufficiale, dell'utero.
                    Se dall'ispezione visiva o dalla palpazione di taluni organi risulta che l'animale presenta lesioni tali da
                    poter provocare contaminazioni delle carcasse, delle apparecchiature, del personale o dei locali di lavoro,
                    detti organi non devono essere incisi nel locale di macellazione o in altre parti dello stabilimento dove
                    possa verificarsi contaminazione delle carni fresche;
         (') GU n. L 275 del 26. 9. 1986, pag. 36.
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               d) la ricerca di alterazioni della consistenza, del colore, dell'odore e, eventualmente, del sapore;
               e) se del caso, analisi di laboratorio, in particolare per la ricerca delle sostanze di cui all'articolo 4,
                   paragrafo 2.
           40. Il veterinario ufficiale deve eseguire, in particolare, le operazioni seguenti:
               A. nei bovini di età superiore a sei settimane:
                   a) esame visivo della testa e della gola. Incisione ed esame dei linfonodi sottomascellari, retrofaringei e
                        parotidei (lnn. retropharyngiales, mandibulares e parotidei). Esame dei masseteri esterni in cui si
                        devono praticare due incisioni parallele alla mandibola, e dei masseteri interni (muscoli pterigoidei
                        interni) che devono essere incisi lungo un unico piano.
                        Esame visivo e palpazione della lingua, previamente isolata in modo da consentire un'accurata
                        esplorazione della cavità boccale e retroboccale. Asportazione delle amigdale;
                   b) ispezione della trachea; esame visivo e palpazione dei polmoni e dell'esofago; incisione ed esame dei
                        linfonodi bronchiali e mediastinici (lnn. bifurcationes, eparteriales e mediastinales). La trachea e le
                        principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale e i polmoni
                        devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse maggiore; tuttavia, dette
                        incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;
                   e) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da
                        aprire i ventricoli e tagliare il setto intraventricolare;
                   d) esame visivo del diaframma;
                   e) esame visivo e palpazione del fegato e dei linfonodi periportali (lnn. portales); incisione del fegato
                        sulla faccia gastrica e un'incisione alla base del lobo caudato per esaminare i dotti biliari. Ispezione e
                        palpazione dei linfonodi pancreatici;
                   f)   esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (lnn.
                        gastrici, mesenterici, craniales et caudales); palpazione e, se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e
                        mesenterici;
                   g) esame visivo e, se necessario, palpazione della milza;
                   h) esame visivo dei reni e incisione, se del caso, dei reni e dei linfonodi renali (lnn. renales);
                   i)  esame visivo degli organi genitali;
                   k) esame visivo e, se del caso, palpazione e incisione delle mammelle e dei relativi linfonodi (lnn.
                        supramammarii). Nella vacca, le mammelle devono essere aperte con una lunga e profonda incisione
                        fino ai seni galattofori (sinus galactophores), salvo quando esse sono escluse dal consumo
                        umano.
               B. Nei bovini di età inferiore a sei settimane:
                   a) esame visivo della testa e della gola. Incisione ed esame dei linfonodi retrofaringei (lnn.
                        retropharyngiales). Ispezione della cavità boccale e retroboccale e palpazione della lingua.
                        Asportazione delle amigdale;
                   b ) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago ; palpazione dei polmoni ; incisione ed esame dei
                        linfonodi bronchiali e mediastinici (lnn. bifurcationes, eparteriales e mediastinales).
                        La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale
                        e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse maggiore;
                        tuttavia, dette incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;
                   e) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da
                        aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;
                   d) esame visivo del diaframma;
                   e) esame visivo del fegato e dei linfonodi periportali (lnn. portales); palpazione e, se del caso, incisione
                        del fegato e dei suoi linfonodi;
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             f)  esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (lnn.
                 gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e
                 mesenterici;
             g) esame visivo della pleura e del peritoneo;
             h) esame visivo dei reni e incisione, se del caso, dei reni e dei linfonodi renali (lnn. renales);
             i)  esame visivo della pleura e del peritoneo;
             j)  esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni; in caso di dubbio, la regione
                 ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte; esame del liquido sinoviale.
         C. Nei suini:
            a) esame visivo della testa e della gola. Incisione ed esame dei linfonodi sottomascellari (lnn.
                mandibulares); esplorazione della cavità boccale e retroboccale e della lingua. Asportazione delle
                 amigdale;
             b) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni; palpazione dei
                polmoni e dei linfonodi bronchiali (lnn. bifurcationes, eparteriales e mediastinales). La trachea e le
                principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale e i polmoni
                devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse maggiore; tuttavia, dette
                incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;
            e) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da
                aprire i ventricoli e tagliare il settore interventricolare;
            d) esame visivo del diaframma;
            e) esame visivo del fegato, dei linfonodi periportali (lnn. portales); palpazione del fegato e dei suoi
                linfonodi;
            f)  esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (lnn.
                gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e
                mesenterici;
            g) esame visivo e palpazione della milza;
            h) esame visivo dei reni e incisione, se del caso, dei reni e dei linfonodi renali (lnn. renales);
            i)  esame visivo della pleura e del peritoneo;
            j)  esame visivo degli organi genitali;
            k) esame visivo della mammella e dei relativi linfonodi (lnn. supramammarii); nella scrofa, incisione dei
                linfonodi sopramammari;
            1) esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali giovani; in caso
                di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte.
         D. Negli ovini e nei caprini:
            a) esame visivo della testa e, in caso di dubbio, esame della gola, della bocca, della lingua e dei linfonodi
                retrofaringei e parotidei. Senza pregiudizio delle condizioni di polizia sanitaria, detti esami non sono
                necessari se l'autorità competente è in grado di garantire che la testa, compresi la lingua e il cervello, è
                esclusa dal consumo umano;
            b) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni e dei linfonodi
                bronchiali e mediastinici (lnn. bifurcationes, eparteriales e mediastinales); in caso di dubbio, tali
                organi e linfonodi devono essere incisi ed esaminati;
            e) esame visivo del pericardio e del cuore; in caso di dubbio, il cuore deve essere inciso ed
                esaminato;
            d) esame visivo del diaframma;
            e) esame visivo del fegato e dei linfonodi periportali (lnn. portales); palpazione del fegato e dei suoi
                linfonodi; incisione del fegato sulla faccia gastrica per esaminare i dotti biliari;
            f)  esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (lnn.
                gastrici, mesenterici, craniales e caudales);
            g) esame visivo e palpazione della milza;
 ---pagebreak--- N . C 84/22                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              2. 4. 90
                   h) esame visivo dei reni e incisione, se del caso, dei reni e dei linfonodi renali (lnn. renales);
                   i)  esame visivo della pleura e del peritoneo;
                   j)  esame visivo della mammella e dei relativi linfonodi;
                   k) esame visivo della mammella e dei relativi linfonodi;
                   1) esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali giovani; in caso
                       di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte.
                E. Nei solipedi domestici:
                   a) esame visivo della testa dopo asportazione della lingua e esame visivo della gola; palpazione e
                       incisione, se del caso, dei linfonodi sottomascellari, retrofaringei e parotidei (lnn. retropharyngiales,
                       mandibulares e parotidei); esame visivo e palpazione della lingua, previamente isolata in modo da
                       consentire un'accurata esplorazione della cavità boccale e retroboccale. Asportazione delle
                        amigdale;
                   b) esame visivo dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni; palpazione e, se del
                        caso, incisione dei linfonodi bronchiali e mediastinici (lnn. bifurcationes, eparteriales e mediastina-
                        les). La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio
                        longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo inferiore perpendicolarmente al loro asse
                        maggiore; tuttavia, dette incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo
                        umano;
                   e) esame visivo del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente in modo da
                       aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;
                   d) esame visivo del diaframma;
                   e) esame visivo del fegato e dei linfonodi periportali (lnn. portales); palpazione del fegato e dei suoi
                       linfonodi; se del caso, incisione del fegato e dei linfonodi periportali;
                   f) esame visivo del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici (lnn.
                       gastrici, mesenterici, craniales e caudales); se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e mesenteri-
                       ci;
                   g) esame visivo e palpazione della milza;
                   h) esame visivo dei reni; palpazione dei reni e, se del caso, incisione dei reni e dei linfonodi renali (lnn.
                       renales);
                   i)  esame visivo della pleura e del peritoneo;
                   j)  esame visivo degli organi genitali degli stalloni e delle giumente;
                   k) esame visivo delle mammelle e dei relativi linfonodi (lnn. supramammarii); se del caso, incisione dei
                       linfonodi supramammari;
                   1) esame visivo e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali; in caso di
                       dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte;
                   m) ricerca della melanosi e dei melanomi su tutti i cavalli grigi o bianchi in corrispondenza dei muscoli e
                       dei linfonodi (lnn. lymphonodi subrhomboidei) delle spalle sotto la cartilagine scapolare mediante
                       distacco del legamento di una spalla. I reni devono essere aperti ed esaminati mediante incisione
                       attraverso l'intero organo.
                F. In caso di dubbio, il veterinario ufficiale può eseguire ulteriori tagli e ispezioni delle parti in causa degli
                   animali che ritiene necessari per fare una diagnosi definitiva.
                G. Qualora ne sia obbligatoria l'incisione, i linfonodi sopra menzionati devono essere sistematicamente
                   sottoposti ad incisioni multiple e ad un esame visivo.
            41. A. Inoltre, il veterinario ufficiale deve effettuare sistematicamente la ricerca della cisticercosi nei suini: la
                   ricerca deve comprendere l'esame delle superfici muscolari direttamente visibili, in particolare al livello
                   dei muscoli adduttori della coscia, dei pilastri del diaframma, dei muscoli intercostali, del cuore, della
                   lingua e della laringe e, se necessario, della parete addominale e degli psoas, liberati dal tessuto
                   adiposo.
                B. Il veterinario ufficiale deve effettuare sistematicamente la ricerca della morva nei solipedi, mediante
                   esame accurato delle membrane mucose della trachea, della laringe, delle cavità nasali e dei seni e le loro
                   ramificazioni, previa spaccatura mediana della testa ed ablazione del setto nasale.
                   Questo esame può essere tuttavia sostituito da esami alternativi o garanzie stabilite in conformità della
                   procedura di cui all'articolo 14.
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             C. Le carni fresche di suini e equini contenenti muscoli striati devono essere sottoposte a ricerca delle trichine
                sotto la sorveglianza e la responsabilità del veterinario ufficiale.
                Questa ricerca deve essere effettuata secondo metodi comprovati e scientificamente riconosciuti, in
                particolare i metodi stabiliti da direttive comunitarie o da altre norme internazionali.
                I risultati devono essere valutati secondo un metodo di riferimento stabilito conformemente alla
                procedura di cui all'articolo 14, previo parere del comitato scientifico veterinario; il grado di affidabilità
                del metodo deve essere almeno equivalente a quello dell'esame trichinoscopico di cui all'allegato I,
                paragrafo 1, della direttiva 77/96/CEE.
                La Commissione pubblica tale metodo di riferimento nella Gazzetta ufficiale delle                    Comunità
                europee.
             D. I risultati delle ispezioni sanitarie ante mortem sono trascritti in un registro dal veterinario ufficiale, e,
                qualora vengano diagnosticate malattie trasmissibili all'uomo, di cui all'articolo 9, sono notificati alle
                autorità veterinarie competenti responsabili del controllo dell'allevamento di provenienza degli animali,
                nonché al responsabile dell'allevamento in questione.
         42. A. Il veterinario ufficiale dichiara non idonee al consumo umano, nel rispetto delle norme della professione,
                le carni fresche provenienti da animali:
                a) affetti, in forma acuta, da malattie trasmissibili all'uomo e agli altri animali, in particolare:
                      i) — carbonchio/ematico,
                         — carbonchio sintomatico,
                         — morva,
                         — salmonellosi,
                         — tubercolosi,
                         — tetano,
                         — rabbia,
                         — listeriosi;
                     ii) infezione sistemica generalizzata;
                b) che presentano tumori maligni o multipli o ascessi multipli;
                e) che presentano infestazione estesa o parassitica dei tessuti sottocutanei o muscolari; in particolare se
                     hanno dato esito positivo agli esami per la ricerca delle trichine di cui al paragrafo 4 1 , sub D;
                d) nei quali è stata riscontrata la presenza di residui di sostanze vietate o in quantitativi superiori alle
                     tolleranze ammesse;
                e) che presentano uno stato di intossicazione;
                f)   che presentano lesioni o perdite di sangue importanti o assorbimento di siero;
                g) che presentano anomalia del colore, dell'odore e del sapore;
                h) che presentano alterazioni della consistenza, in particolare edema o deperimento grave;
                i)   macellati troppo giovani.
             B. a) Gli animali di cui al punto 28, lettere e), d) ed e), devono essere sottoposti a:
                     — ispezione accurata, in particolare mediante esame dei principali linfonodi della carcassa e delle
                         frattaglie;
                     — esame batteriologico e ricerca di residui di sostanze aventi azione farmacologica eventualmente
                         presenti, tenuto conto delle condizioni patologiche osservate;
                b) se gli esiti degli esami particolari di cui alla lettera a) sono favorevoli:
                     — gli animali di cui al punto 28, lettera d), sono dichiarati idonei al consumo umano;
                     — gli animali di cui al punto 28, lettera d), sono dichiarati idonei al consumo umano previa
                         asportazione delle parti infette.
             C. Le misure di applicazione delle disposizioni del capitolo VII sono decise conformemente alla procedura di
                cui all'articolo 14.
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                                                                CAPITOLO Vili
                                             Nonne relative alle carni destinate al sezionamento
            43. Il sezionamento in pezzature più piccole di quelle di cui all'articolo 3, paragrafo 1, punto A, o il disossamento
                o l'affettatura delle frattaglie sono autorizzati soltanto nei laboratori di sezionamento riconosciuti.
            44. Il conduttore del laboratorio o il suo agente sono tenuti ad agevolare le operazioni di controllo dello
                stabilimento, in particolare ad effettuare qualsiasi manipolazione ritenuta necessaria e a mettere a
                disposizione del servizio di controllo le attrezzature necessarie; in particolare, devono essere in grado, ad ogni
                richiesta, di indicare al veterinario ufficiale responsabile del controllo la provenienza delle carni introdotte nel
                laboratorio.
            45. a) Le carni fresche devono essere trasferite progressivamente, secondo le necessità, nei locali appropriati di
                      cui al capitolo II, punto 14, lettera a).
                b) Durante le operazioni di sezionamento, disossamento, confezionamento ed imballaggio, le carni devono
                      essere mantenute costantemente ad una temperatura interna uguale o inferiore a + 7 ° C. Durante il
                      sezionamento, la temperatura del locale non deve essere superiore a + 1 2 ° C. Durante le operazioni di
                      affettatura, confezionamento ed imballaggio, il fegato deve essere mantenuto costantemente ad una
                      temperatura interna uguale o inferiore a + 3 ° C.
                e) In deroga alle lettere a) e b), le carni possono essere sezionate a caldo. In tal caso, esse devono essere
                      trasportate direttamente dal locale di macellazione al locale di sezionamento. Inoltre, i locali di
                      macellazione e di sezionamento devono essere situati nello stesso gruppo di edifici e essere sufficiente-
                      mente vicini per consentire il trasferimento delle carni in un'unica operazione da un locale all'altro e il
                      sezionamento deve essere effettuato immediatamente dopo tale trasferimento. Dopo il sezionamento e, se
                      del caso, l'imballaggio, le carni devono essere trasportate in un locale frigorifero appropriato.
                d) Possono essere concesse, conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, eventuali deroghe al
                      disposto della lettera e).
                e) Il sezionamento deve essere eseguito in modo da evitare qualsiasi contaminazione delle carni. Le scheggie
                      di osso e i grumi di sangue devono essere asportati. Le carni provenienti dal sezionamento e non destinate
                      al consumo umano devono essere raccolte via via nei recipienti di cui al punto 4, lettera d).
                                                                 CAPITOLO IX
                                     Controllo sanitario delle carni in pezzi e delle carni immagazzinate
            46. I laboratori di sezionamento riconosciuti e i depositi frigoriferi riconosciuti sono sottoposti al controllo di un
                veterinario ufficiale.
            47. Il controllo del veterinario ufficiale comprende i seguenti compiti:
                — controllo delle entrate e delle uscite di carni fresche;
                — ispezione sanitaria delle carni fresche presenti nello stabilimento;
                — ispezione delle carni fresche prima del sezionamento e al momento della loro uscita dagli stabilimenti di
                     cui al paragrafo 46;
                — controllo della pulizia dei locali, degli impianti e degli strumenti da lavoro di cui al capitolo IV, nonché
                     dell'igiene del personale, compresi gli abiti;
                — prelievo dei campioni necessari per gli esami di laboratorio, ad esempio quelli per individuare la presenza
                     di germi nocivi, di additivi o di altre sostanze chimiche non autorizzate. I risultati degli esami devono
                     essere trascritti in un registro;
                — qualsiasi altro controllo che il veterinario ritenga necessario ai fini dell'applicazione del presente
                     regolamento.
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                                                             CAPITOLO X
                                                           Bollatura sanitaria
          48. La bollatura sanitaria deve essere effettuata sotto la responsabilità del veterinario ufficiale. A tal fine egli
              detiene e custodisce:
              a) gli strumenti per la bollatura sanitaria delle carni, che può consegnare al personale ausiliario soltanto al
                   momento e per il tempo necessario per effettuare la bollatura stessa;
              b) le etichette e il materiale per il confezionamento purché vi sia stato già stampato il bollo di cui al presente
                   capitolo. Tali etichette e tale materiale per il confezionamento devono essere consegnati al personale
                   ausiliario al momento dell'applicazione e in numero corrispondente alle necessità.
          49. La bollatura sanitaria deve essere praticata:
              a) a mezzo di un bollo di forma ovale, delle dimensioni di almeno 6,5 cm di larghezza e di 4,5 cm di altezza.
                   Sul bollo devono figurare, in caratteri perfettamente leggibili, le indicazioni seguenti:
                   — nella parte superiore, l'iniziale o le iniziali del paese speditore in lettere maiuscole, vale a dire:
                       B/DK/D/EL/ESP/F/IRL/I/L/NL/P/UK, seguite dal numero di riconoscimento veterinario dello
                       stabilimento,
                   — nella parte inferiore, una delle sigle CEE, EEG, EWG, EOF, EEC o EOK;
              b) oppure a mezzo di un bollo di forma ovale, delle dimensioni di almeno 6,5 cm di larghezza e di 4,5 cm di
                   altezza. Sul bollo devono figurare, in caratteri perfettamente leggibili, le indicazioni seguenti:
                   — nella parte superiore, il nome del paese speditore in lettere maiuscole,
                   — al centro, il numero di riconoscimento veterinario dello stabilimento,
                   — nella parte inferiore, una delle sigle CEE, EEG, EWG, EOF, EEC o EOK.
              I caratteri a stampa devono avere un'altezza di almeno 0,8 cm. per le lettere e di almeno 1 cm per le
              cifre.
              II bollo può inoltre comportare un'indicazione che permetta di identificare il veterinario ufficiale che ha
              proceduto al controllo sanitario delle carni.
          50. Le carcasse sono bollate a inchiostro o a fuoco mediante un bollo conformemente al punto 49:
              — quelle di peso superiore a 82 kg devono essere contrassegnate con bolla su ciascuna mezzena, almeno nelle
                  regioni seguenti: faccia esterna della coscia, lombata, groppa, costato e spalla,
              — le altre devono recare almeno quattro bolli, e precisamente su ciascuna spalla e sulla faccia esterna di
                  ciascuna coscia.
          51. I fegati di bovini, suini e solipedi vanno bollati con marchio a fuoco conformemente al punto 49.
              Tutte le altre frattaglie devono essere contrassegnate a inchiostro o a fuoco conformemente al punto 49 se
              non sono confezionate o imballate e bollate in conformità dei punti 54 e 55.
          52. Le parti ricavate nei laboratori di sezionamento dalle carcasse regolarmente bollate, devono essere provviste
              di bollo a inchiostro o a fuoco conformemente al punto 49, se non sono confezionate o imballate.
          53. L'imballaggio deve essere sempre bollato conformemente al punto 54.
          54. I tagli di carne imballati e le frattaglie imballate di cui ai punti 5 1 , secondo comma, e 52, compresi i fegati
              affettati, devono essere muniti di una bollatura sanitaria conforme al punto 49 e recante il numero di
              riconoscimento veterinario del laboratorio di sezionamento in luogo di quello del macello, applicato su
              un'etichetta fissata o stampata sull'imballaggio in modo da lacerarsi al momento della sua apertura.
              L'etichetta deve inoltre recare un numero di serie. Tuttavia, se le frattaglie sono imballate presso un macello,
              la bollatura sanitaria deve recare il numero di riconoscimento veterinario di tale macello.
          55. Oltre alle esigenze del punto 54, per le carni fresche confezionate in porzioni commerciali destinate ad essere
              vendute direttamente al consumatore, una riproduzione stampata della bollatura sanitaria di cui al punto 49,
              lettera a) deve figurare sulla confezione o su un'etichetta applicata alla confezione stessa. La bollatura
              sanitaria deve recare il numero di riconoscimento veterinario del laboratorio di sezionamento in luogo di
              quello del macello. Le dimensioni di cui al punto 49 non si applicano alla bollatura di cui al presente punto.
              Tuttavia, se le frattaglie sono confezionate presso il macello, la bollatura sanitaria deve recare il numero di
              riconoscimento veterinario di tale macello.
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           56. Le carni di solipedi ed i loro imballaggi devono essere contrassegnati da un marchio speciale da stabilire
                secondo la procedura di cui all'articolo 15.
           57. I coloranti da impiegare per la bollatura delle carni fresche sono decisi in conformità della procedura di cui
                all'articolo 14. Fino a che tale decisione non verrà presa, può essere utilizzato solo il metilvioletto.
                                                               CAPITOLO XI
                                             Confezionamento e imballaggio delle carni fresche
           58. a) Fatte salve le disposizioni della direttiva 89/109/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa al
                     ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti i materiali e gli oggetti destinati a venire a
                     contatto con i prodotti alimentari ('), i materiali di confezionamento e gli imballaggi (ad esempio casse,
                     cartoni) devono rispondere a tutte le norme igieniche; in particolare devono essere sufficientemente solidi
                     per garantire una protezione efficace delle carni fresche durante il trasporto e le manipolazioni.
                b) I materiali di confezionamento e gli imballaggi non devono essere riutilizzati per le carni, salvo se sono
                     fabbricati in materiali resistenti alla corrosione, di facile pulizia e se sono stati previamente puliti e
                     disinfettati.
           59. Quando le carni fresche in pezzi o le frattaglie stono confezionate, questa operazione deve essere effettuata
                subito dopo il sezionamento in maniera rispondente alle norme di igiene.
                Salvo i pezzi di lardo e di pancetta, la carne in pezzi e le frattaglie devono comunque essere munite di un
                involucro di protezione, a meno che non vengano trasportate appese.
                Questi involucri devono essere trasparenti e incolori e rispondere inoltre alle condizioni di cui al punto 58,
                lettera a), primo e secondo trattino; essi non possono essere riutilizzati per avvolgere carni; le confezioni di
                fegato affettato devono contenere esclusivamente fegati della medesima specie.
           60. Le carni confezionate devono essere imballate.
           61. Tuttavia, quando l'involucro corrisponde a tutte le condizioni protettive dell'imballaggio, non è necessario
                che esso sia trasparente ed incolore e non è obbligatorio porlo in un secondo contenitore, purché siano
                rispettate le condizioni del punto 58.
           62. Le operazioni di sezionamento, disossamento, confezionamento ed imballaggio possono aver luogo nello
                stesso locale, alle seguenti condizioni:
                a) il locale deve essere sufficientemente ampio e disposto in modo da assicurare l'igiene delle opera-
                     zioni;
                b) immediatamente dopo la fabbricazione, il confezionamento e l'imballaggio devono essere racchiusi in un
                     involucro protettivo sigillato; esso deve rimanere protetto da eventuali danni durante il trasporto allo
                     stabilimento ed essere immagazzinato in condizioni igieniche in un locale separato dello stabilimen-
                     to;
                e) i locali di deposito per i materiali da imballaggio devono essere protetti dalla polvere e dai parassiti e non
                     comunicare, attraverso l'atmosfera, con locali contenenti sostanze che possano contaminare le carni
                     fresche. Gli imballaggi non devono essere appoggiati sul pavimento;
                d) l'allestimento degli imballaggi deve essere effettuato in condizioni igieniche, prima dell'introduzione nel
                     locale; può essere concessa deroga a tale requisiti in caso di allestimento automatico, a condizione che non
                     vi siano rischi di contaminazione delle carni fresche;
                e) gli imballaggi devono essere introdotti nel locale nel rispetto delle norme igieniche ed essere impiegati
                     immediatamente. Essi non devono essere manipolati dal personale addetto alla lavorazione delle carni
                     fresche.
           63. Gli imballaggi e involucri di cui al presente capitolo possono contenere soltanto carni in pezzi appartenenti ad
                una stessa specie animale.
           l1) GU n. L 40 dell'I 1. 2. 1989, pag. 38.
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                                                            CAPITOLO XII
                                                                 Deposito
         64. Le carni fresche devono essere sottoposte a refrigerazione subito dopo l'ispezione post mortem e mantenute
             costantemente ad una temperatura interna non superiore a + 7 ° C per le carcasse e le loro parti e a + 3 ° C
             per le frattaglie.
         65. Le carni fresche destinate ad essere congelate devono provenire direttamente da un macello riconosciuto o da
             un laboratorio di sezionamento riconosciuto.
             Il congelamento delle carni fresche può essere effettuato soltanto in locali situati nello stesso stabilimento in
             cui sono state ottenute o sezionate le carni o in un deposito frigorifero riconosciuto, mediante impianti
             appropriati.
             Qualora siano destinate al congelamento, le carni in pezzi di cui all'articolo 3, paragrafo 1, punto A, le carni
             in pezzi di cui al punto 52 e le frattaglie devono essere congelate immediatamente, salvo qualora sia richiesto
             un processo di maturazione per ragioni sanitarie.
             In quest'ultimo caso, il congelamento deve essere effettuato immediatamente dopo tale maturazione.
             Le carni in pezzi destinate al congelamento devono essere congelate senza ritardi indebiti dopo il
             sezionamento.
             Le carni congelate devono raggiungere una temperatura interna uguale o inferiore a - 12 ° C e,
             successivamente, non possono essere immagazzinate a temperature superiori.
             Le carni fresche che abbiano subito un processo di congelamento devono recare l'indicazione del mese e
             dell'anno in cui sono state congelate.
         66. Nei locali di cui al capitolo IH, punti 15 e 16, non può essere depositato nessun altro prodotto che possa
             contaminare le carni o alterarne le condizioni di igiene, a meno che le carni siano imballate ed immagazzinate
             separatamente.
         67. La temperatura di magazzinaggio dei locali di deposito di cui al capitolo IH, punti 15 e 16, deve essere
             registrata.
                                                            CAPITOLO XIII
                                                                Trasporto
         68. Le carni fresche devono essere trasportate in mezzi di trasporto sigillati, costruiti ed attrezzati in modo da
             mantenere per tutta la durata del trasporto le temperature indicate nel capitolo XII.
         69. I mezzi destinati al trasporto delle carni devono rispondere ai seguenti requisiti:
             a) le loro pareti interne e tutte le altre parti che possono venire a contatto con le carni devono essere in
                  materiali resistenti alla corrosione e tali da non alterare le caratteristiche organolettiche delle carni, né
                  renderle nocive per la salute umana; dette pareti devono essere lisce e di facile pulizia e disinfezione;
             b) devono essere provvisti di dispositivi atti ad assicurare la protezione delle carni contro insetti e polvere e
                  costruiti in modo tale da impedire ogni fuoriuscita di liquidi;
             e) per il trasporto di carcasse, mezzene o quarti e di carni in pezzi non imballate, essi devono essere muniti di
                  dispositivi di sospensione in materiale resistente alla corrosione, fissati ad altezza tale che le carni non
                  tocchino il pavimento; tale disposizione non si applica alle carni congelate e provviste di imballaggio
                  igienico. Nel caso del trasporto per via aerea, tuttavia, i dispositivi di sospensione delle carni non sono
                  richiesti, purché siano disponibili accessori, in materiale non soggetto a corrosione, destinati al carico, al
                  mantenimento ed allo scarico delle carni.
         70. I veicoli o mezzi utilizzati per il trasporto delle carni non possono in alcun caso essere adibiti al trasporto di
             animali vivi o di prodotti che possano alterare o contaminare le carni.
         71. Le carni fresche non possono essere trasportate in uno stesso veicolo insieme a sostanze che possano
             contaminarle o pregiudicarne le condizioni igieniche, a meno che non siano adottate le opportune
             precauzioni. Inoltre, le trippe possono essere trasportate soltanto se sbiancate o ripulite, le teste e le zampe
             soltanto se scuoiate o scottate e depilate.
 ---pagebreak--- N . C 84/28                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                2 . 4 . 90
            72. Le carni fresche non possono essere trasportate in un veicolo o contenitore che non sia stato ripulito e
                 disinfettato.
            73. Le carcasse, le mezzene e i quarti, eccetto la carne congelata e imballata in condizioni conformi alle norme di
                 igiene, devono essere sempre trasportati appesi, salvo in caso di trasporto per via aerea, ai sensi del punto 69,
                 lettera e).
                 Le altre parti e le frattaglie, ove non siano imballate o contenute in contenitori resistenti alla corrosione,
                 devono essere trasportate appese o collocate su supporti. I suddetti supporti, imballaggi e contenitori devono
                 essere conformi alle norme di igiene e, in particolare per quanto riguarda gli imballaggi, alle disposizioni del
                 presente regolamento. I visceri devono essere sempre trasportati in imballaggi resistenti ed impermeabili ai
                 liquidi ed alle sostanze grasse. Gli imballaggi non possono essere riutilizzati se non previa pulizia e
                 disinfezione.
            74. Il veterinario ufficiale deve assicurarsi prima della spedizione che i veicoli o mezzi adibiti al trasporto e le
                 condizioni di carico siano conformi alle prescrizioni di igiene stabilite nel presente capitolo.
                                                               ALLEGATO II
                                                   Qualifiche professionali degli ausiliari
            1. Solo i candidati che dimostrano di aver seguito un corso teorico comprendente esercitazioni di laboratorio,
                autorizzato dall'autorità competente dello Stato membro, sui temi elencati al paragrafo 3, lettera a), della
                durata di almeno 400 ore ed un corso pratico di formazione sotto il controllo di un veterinario ufficiale della
                durata di almeno 200 ore sono ammesi alle prove di cui all'articolo 3, paragrafo 4. Il corso pratico di
                formazione si svolge in macelli, laboratori di sezionamento, depositi e posti di ispezione delle carni
                fresche.
            2. Tuttavia, anche gli ausiliari in possesso dei requisiti di cui all'allegato II del regolamento (CEE) n. . . . (carni di
                pollame) (') possono seguire un corso di formazione, se la parte teorica è ridotta a 200 ore.
            3. La prova di cui all'articolo 3, paragrafo 4, consiste in una parte teorica ed una parte pratica e verte sulle
                seguenti materie:
                a) parte teorica:
                     — nozioni di base di anatomia e fisiologia degli animali macellati;
                     — nozioni di base di patologia degli animali macellati;
                     — nozioni di base di anatomopatologia degli animali macellati;
                     — nozioni di base di igiene, in particolare di igiene aziendale, di igiene della macellazione, del
                         sezionamento e del magazzinaggio, nonché igiene del lavoro;
                     — conoscenza di metodi e procedimenti di macellazione, ispezione, preparazione, confezionamento e
                         trasporto delle carni fresche;
                     — conoscenza delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per l'esercizio
                         delle loro funzioni;
                     — procedure di prelievo dei campioni;
                b) parte pratica
                     — esame e valutazione degli animali macellati;
                     — determinazione della specie animale mediante esame di parti tipiche dell'animale;
                     — determinazione e relativo commento di più parti di animali macellati che presentano alterazioni;
                     — esperienza di ispezione post mortem in un macello;
                     — esperienza nel campo del controllo dell'igiene;
                     — esperienza nei metodi di prelievo dei campioni.