CELEX: C2003/019/37
Language: it
Date: 2003-01-25 00:00:00
Title: Causa C-430/02: Ricorso del 28 novembre 2002 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

25.1.2003                 IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                C 19/21
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour                                  a)    si astengano dal procedere alla diffusione di pro-
de cassation (Francia), Sezione commerciale, finanziaria                                      grammi televisivi, quali, in particolare, la ritrasmis-
ed economica, con ordinanza 19 novembre 2002, nella                                           sione di incontri sportivi, che abbiano luogo in
causa Bacardi-Martini SAS contro Télévision française                                         Francia o in altri paesi dell’Unione, poiché vi figura-
TF1 SA, Groupe Jean-Claude Darmon SA et Girosport                                             no pubblicità proibite ai sensi del codice francese
                                  SARL                                                        delle rivendite di bevande,
                                                                                        b)    o vi procedano alla condizione che non appariscano
                                                                                              le pubblicità proibite ai sensi del codice francese
                           (Causa C-429/02)                                                   delle rivendite di bevande, impedendo così la conclu-
                                                                                              sione di contratti pubblicitari relativi alle bevande
                                                                                              alcoliche, siano esse di origine nazionale o provenga-
                                                                                              no da altri Stati membri dell’Unione.
                            (2003/C 19/36)
                                                                                (1 ) Direttiva del Consiglio 3 ottobre 1989, 89/552/CEE, relativa al
                                                                                     coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamen-
                                                                                     tari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio
                                                                                     delle attività televisive (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).
                                                                                (2 ) Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 30 giugno 1997,
Con ordinanza 19 novembre 2002, pervenuta nella cancelleria                          97/36/CE, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio
della Corte il 27 novembre 2002, nella causa Bacardi-Martini                         relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative,
SAS contro Télévision française TF1 SA, Groupe Jean-Claude                           regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti
                                                                                     l’esercizio delle attività televisive (GU L 202 del 30.7.1997,
Darmon SA et Girosport SARL, la Cour de cassation (Francia),
                                                                                     pag. 60).
Sezione commerciale, finanziaria ed economica, ha sottoposto
alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti
questioni pregiudiziali:
1)    se la direttiva 3 ottobre 1989, 89/552/CEE ( 1), detta
      «Televisione senza frontiere», nella versione anteriore a
      quella risultante dalla direttiva 30 giugno 1997, 97/36/
      CE ( 2), si opponga a che una normativa interna come gli                  Ricorso del 28 novembre 2002 contro la Repubblica
      artt. L.17-L.21 del codice francese delle rivendite di                    italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità
      bevande e l’art. 8 del decreto 27 marzo 1992, n. 92280                                                      europee
      proibisca, per ragioni legate alla protezione della salute e
      con la minaccia di sanzioni penali, la pubblicità alla
      televisione per le bevande alcoliche, siano esse di origine                                            (Causa C-430/02)
      nazionale o provengano da altri Stati membri dell’Unione,
      sia che si tratti di spot pubblicitari ai sensi dell’art. 10
      della direttiva o di pubblicità indiretta risultante dall’appa-                                         (2003/C 19/37)
      rizione in televisione di pannelli che promuovono bevan-
      de alcoliche senza costituire tuttavia la pubblicità clande-
      stina di cui all’art. 1, lett. c), della direttiva;
                                                                                Il 28 novembre 2002, la Commissione delle Comunità euro-
                                                                                pee, rappresentata dai sigg. Claire-Françoise Durand e Roberto
2)    se l’art. 49 del Trattato CE e il principio di libera                     Amorosi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di
      circolazione delle emissioni televisive all’interno del-                  giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-
      l’Unione debbano essere interpretati nel senso che essi si                blica italiana.
      oppongono a che una normativa nazionale, come quella
      di cui agli artt. L.17-L.21 del codice francese delle
      rivendite di bevande e all’art. 8 del decreto 27 marzo                    La ricorrente conclude che la Corte voglia:
      1992, n. 92280, che proibisca, per ragioni legate alla
      protezione della salute e con la minaccia di sanzioni
      penali, la pubblicità alla televisione per le bevande                     —       constatare che la Repubblica italiana, non avendo adotta-
      alcoliche, siano esse di origine nazionale o provengano                           to tutte le misure necessarie intese ad abrogare o modifica-
      da altri Stati membri dell’Unione, sia che si tratti di spot                      re la disciplina dei marchi di qualità della Regione
      pubblicitari ai sensi dell’art. 10 della direttiva o di                           Abruzzo e della Regione Sicilia, marchi rispettivamente
      pubblicità indiretta risultante dall’apparizione in televisio-                    istituiti dalle leggi regionali 31/1982 e 14/1966, è venuta
      ne di pannelli che promuovono bevande alcoliche senza                             meno agli obblighi incombenti in virtù dell’articolo 28
      costituire tuttavia la pubblicità clandestina di cui all’art. 1,                  del trattato che istituisce la Comunità europea,
      lett. c), della direttiva, abbia come effetto che gli operatori
      incaricati della diffusione e della distribuzione dei pro-                —       condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
      grammi televisivi:                                                                spese di giudizio.
 ---pagebreak--- C 19/22                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            25.1.2003
Motivi e principali argomenti                                                Motivi e principali argomenti
                                                                             L’art. 10, n. 1, della direttiva, modificata dalla direttiva del
Il sistema dei marchi di qualità introdotto dalle Regioni
                                                                             Consiglio 27 giugno 1994, 94/31/CE, che modifica la direttiva
Abruzzo e Sicilia riserva l’utilizzo degli stessi ai soli prodotti
                                                                             91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi (2), prescrive agli
trasformati o preparati all’interno di dette regioni, che rispetti-
                                                                             Stati membri di mettere in vigore le disposizioni legislative,
no un disciplinare di produzione vincolante. La qualità dei
                                                                             regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi
prodotti interessati è quindi collegata esplicitamente alla loro
                                                                             alla detta direttiva entro il 27 giugno 1995 e di informarne
origine, abruzzese o siciliana, il che vale ad ingenerare nelle
                                                                             prontamente la Commissione. L’art. 10, n. 3, della direttiva
menti dei consumatori l’impressione che i prodotti provenienti
                                                                             impone agli Stati membri di comunicare alla Commissione il
da quelle regioni siano di qualità superiore agli altri. L’uso
                                                                             testo delle principali disposizioni di diritto interno che adotta-
di questa denominazione tende quindi ad incoraggiare i
                                                                             no nella materia disciplinata dalla medesima direttiva.
consumatori ad acquistare i prodotti stessi piuttosto che quelli
importati, favorendone lo smercio a discapito dei prodotti
provenienti da altri Stati membri.
                                                                             A seguito di un esame delle misure nazionali che le sono state
                                                                             comunicate, la Commissione ha rilevato numerose incoerenze
                                                                             e lacune relative a quelle adottate dal Regno Unito ai fini della
Ne deriva che il sistema dei marchi di qualità introdotto dalle              trasposizione. Dato che le autorità del Regno Unito non hanno
Regioni Abruzzo e Sicilia comporta restrizioni agli scambi                   ancora comunicato l’adozione di misure di modifica volte a
intracomunitari in violazione dell’articolo 28 CE.                           porvi rimedio, ad eccezione di un progetto relativo a Gibilterra
                                                                             non ancora adottato, la Commissione ne desume che il Regno
                                                                             Unito non ha effettuato una corretta trasposizione degli artt. 1,
                                                                             nn. 4 e 5, 2, nn. 1, 2 e 4, 3, nn. 1-4, 4, nn. 1-3, e 5, nn. 1 e 2,
                                                                             della direttiva.
                                                                             (1 ) GU L 377, pag. 20.
                                                                             (2 ) GU L 168, pag. 28.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     tro il Regno Unito, proposto il 29 novembre 2002
                         (Causa C-431/02)
                                                                             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Ufficio
                          (2003/C 19/38)                                     del Giudice di Pace di Lendinara (RO), Italia — con
                                                                             ordinanza 29 ottobre 2002, nella causa Lucio Trombin
                                                                             contro Insight World Education System Limited, con
                                                                                             l’intervento di Valeria Trombin
Il 29 novembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,                                            (Causa C-432/02)
rappresentata dai sigg. Xavier Lewis e Minas Konstantinidis, in
qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee                                        (2003/C 19/39)
un ricorso contro il Regno Unito.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                  Con ordinanza 29 ottobre 2002, pervenuta nella Cancelleria
                                                                             della Corte di giustizia delle Comunità europee il 29 novembre
                                                                             2002, nella causa Lucio Trombin contro Insight World
1.    dichiarare che, non avendo adottato tutte le misure                    Education System Limited, con l’intervento di Valeria Trombin,
      necessarie per conformarsi alle prescrizioni degli artt. 1,            l’Ufficio del Giudice di Pace di Lendinara (RO), Italia, ha
      nn. 4 e 5, 2, nn. 1, 2 e 4, 3, nn. 1-4, 4, nn. 1-3, e 5, nn. 1         sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
      e 2, della direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991, 91/               seguenti questioni pregiudiziali:
      689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi ( 1), il Regno Unito di
      Gran Bretagna e Irlanda del Nord è venuto meno agli
      obblighi che gli incombono in forza della stessa direttiva             1)    se i principi del Trattato CE relativi alla libera circolazione
      e del Trattato che istituisce la Comunità europea;                           delle persone (artt. 39 e seguenti), al diritto di stabilimento
                                                                                   (art. 43 e seguenti), alla libera circolazione dei servizi
                                                                                   (artt. 49 e seguenti) così come interpretati nella giurispru-
2.    condannare il Regno Unito alle spese.                                        denza elaborata dalla Corte di Giustizia, siano compatibili