CELEX: 51996PC0725
Language: it
Date: 1996-12-23
Title: Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                             Bruxelles, 23.12.1996
                                             COM(96) 725 def.
                                            96/0025 (COD)
                        Proposta modificata di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                relativa
 a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori
 (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A,
                     paragrafo 2 del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                          RELAZIONE
 0 RICHIAMO DELLA PROCEDURA
 Il 24 gennaio 1996, la Commissione ha adottato una proposta di direttiva relativa a
 provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori 1 , in base all'articolo 100A
 del trattato che istituisce la Comunità europea. La proposta mira a garantire l'effettiva
 applicazione del diritto comunitario in materia di consumi ed ha per oggetto i
 provvedimenti inibitori suscettibili di essere applicati per far cessare talune infrazioni alle
 disposizioni nazionali di recepimento del diritto comunitario nel settore. A tal fine, ed in
 particolare allo scopo di combattere le infrazioni intracomunitarie, la direttiva proposta
 applica il principio del mutuo riconoscimento agli enti "legittimati" a costituire il
 provvedimento sul piano nazionale sulla base di elenchi che verranno stabiliti dagli Stati
 membri e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il Comitato economico e sociale ha emesso il suo parere il 25 settembre 1996; il
Parlamento europeo, interpellato in merito alla proposta nel contesto della procedura di
codecisione, ha espresso il suo parere in prima lettura il 14 novembre 1996 (relatore: M.
VERDE i ALDEA). La risoluzione legislativa adottata dal Parlamento approva la proposta
con 20 emendamenti di cui 17 sono stati accolti, interamente o in parte, dalla
Commissione in occasione del dibattito che ha preceduto la votazione in sessione
plenaria.
II) POSIZIONE DELLA COMMISSIONE CIRCA GLI EMENDAMENTI
Gli emendamenti 6, 19 e 25 sono stati respinti dalla Commissione per motivi legati al
principio di proporzionalità, ed in particolare ai considerandi 9, 10 e 11 della proposta
di direttiva.
In occasione della sessione plenaria del Parlamento, la Commissione di è impegnata ad
accogliere gli emendamenti 1, 3, 7, 9, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 22, 24, nonché, a
condizione di talune modifiche, gli emendamenti 8, 10, 20 et 23.
  GU C107 del 13.4.1996, pag.3.
 ---pagebreak---    Conformemente alle disposizioni che disciplinano la procedura di codecisione, la proposta
   di direttiva viene modificata dalla Commissione in modo da riprendere gli emendamenti
   precitati.
   IIIÌ LA PROPOSTA MODIFICATA
  Il considerando n. 1 e l'articolo 1 vengono modificati sulla base degli emendamenti 3, 10
  e 11 del Parlamento europeo; le modifiche mirano a migliorare la coerenza del testo
  rispetto alla nozione di ente legittimato di cui all'articolo 3, nonché alla nozione di
  interesse protetto che figura in taluni atti comunitari ripresi nell'allegato della proposta.
  All'articolo 1, paragrafo 1, la parola "coordinamento" è sostituita dalla parola
  "ravvicinamento" che corrisponde alla formula sancita dall'articolo 100A, paragrafo 1 del
  trattato: poiché quest'ultima disposizione costituisce la base giuridica della direttiva
  proposta, la Commissione ritiene che la modifica redazionale sia giustificata.
  Il considerando n. 15 è modificato conformemente all'emendamento 7, in modo da
  rammentare che la legislazione applicabile alla sostanza della lite, in quanto trattasi di
  disposizioni che recepiscono uno degli atti comunitari di cui all'allegato, deve essere
  applicata nella sua totalità. La direttiva proposta non comporta infatti alcuna modifica
  delle norme di diritto internazionale privato, né delle convenzioni in vigore tra gli Stati
  membri.
 Viene aggiunto un considerando n. 15 bis in concomitanza con la modifica introdotta al
 secondo paragrafo dell'articolo 4 in seguito agli emendamenti 8 e 24 di cui la
 Commissione ha accolto il principio. La modifica richiesta dal Parlamento intende evitare
 divergenze d'interpretazione della nozione "equo termine" che figura nella proposta
 originaria, come pure le difficoltà d'applicazione legate al carattere generale di tale
 nozione. Nella proposta modificata il termine è espresso in settimane perchè da un lato
 i "giorni feriali" possono non essere gli stessi negli Stati membri e, dall'altro, gli
 emendamenti 8 e 24 indicano due termini incompatibili tra loro (rispettivamente, 30 e
 20 giorni). Poiché la disposizione si inserisce nel contesto di una procedura d'urgenza
 (articolo 2, lettera a), le tre settimane corrispondono a quello che dovrebbe essere un
 termine "equo" nel contesto specifico della direttiva.
 Il considerando n. 16 bis viene introdotto nella proposta modificata in seguito agli
emendamenti 9 e 23. Il principio che ispira tali emendamenti corrisponde al paragrafo 45
del commento agli articoli nella proposta originaria, che la Commissione condivide
appieno; tuttavia, poiché il suo inserimento nel dispositivo è di natura tale da pregiudicare
la futura attività del legislatore comunitario, è preferibile che tale principio venga situato
in un considerando.
L'articolo 2 è modificato ai sensi degli emendamenti 13, 14 e 15; la modifica introdotta
alla lettera e) rappresenta in particolare un'applicazione del principio di proporzionalità
in quanto intende lasciare un più ampio margine di manovra agli Stati membri in virtù
di tale modifica, la natura ed il beneficiario del pagamento saranno infatti determinati
dalla legislazione nazionale applicabile.
 ---pagebreak--- L'articolo 2 bis viene introdotto nella proposta modificata in seguito all'emendamento 16
e mira a precisare la distinzione (implicita nella proposta originaria) tra la nozione di
qualità per agire e quella di interesse per agire. La direttiva intende introdurre il mutuo
riconoscimento della qualità per agire ("enti legittimati"), ma l'interesse per agire è
disciplinato dal diritto nazionale e deve essere valutato, caso per caso, dal giudice
investito dell'azione.
L'articolo 3 è oggetto di modifiche redazionali che corrispondono agli emendamenti 17
e 18, nonché di una chiarifica che riprende lo spirito dell'emendamento 20: in base alla
proposta della Commissione, gli Stati membri applicano i "criteri stabiliti dalla loro
legislazione nazionale ad ogni organizzazione stabilita sul loro territorio, a prescindere
dal carattere nazionale, transnazionale o europeo di tali organizzazioni.
L'articolo 5 viene modificato in seguito all'emendamento 22; in particolare, le modalità
che disciplinano il preavviso devono permettere l'esercizio dell'azione "nel più breve
termine" per via del carattere d'urgenza della procedura interessata (articolo 2, lettera a).
 ---pagebreak---      Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a
                 provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori
         (Presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A, paragrafo 2
                                            del trattato CE il
PROPOSTA INIZIALE                                         PROPOSTA MODIFICATA
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL
CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,     Immutato
in particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione, 1
visto il parere del Comitato economico e sociale,
deliberando secondo la procedura prevista
all'articolo 189 B del trattato,
(1)       considerando che certune direttive              considerando che certune direttive comunitarie, il
comunitarie, il cui elenco figura nell'allegato della     cui elenco figura nell'allegato della presente
presente direttiva, fissano regole in materia di          direttiva, fissano regole in materia di tutela degli
tutela degli interessi economici dei consumatori;         interessi economici dei consumatori, nonché degli
                                                          interessi delle persone che esercitano una attività
                                                          commerciale, industriale e artigianale e del
                                                          pubblico in generale contro determinati atti illeciti
                                                          e i loro effetti di concorrenza sleale;
(2)       considerando che i meccanismi esistenti         immutato
attualmente sia sul piano nazionale che su quello
comunitario per assicurare il rispetto di tali
direttive non sempre consentono di correggere gli
effetti delle violazioni delle loro disposizioni in una
fase utile per gli interessi dei consumatori;
(3)       considerando che l'efficacia delle misure       immutato
nazionali di attuazione delle direttive
summenzionate,finalizzatea far cessare pratiche
illecite, è ostacolata allorché tali pratiche
producono effetti in uno Stato membro diverso da
quello in cui hanno origine;
  GU n. C 107 del 13.4.1996, pag. 3
                                                    (v
 ---pagebreak---  (4)      considerando che tali difficoltà nuocciono     immutato
 al buon funzionamento del mercato interno in
 quanto basta trasferire il punto di partenza di una
 pratica illecita per essere al riparo da qualsiasi
 forma di ricorso e che ciò costituisce una
 distorsione della concorrenza a detrimento della
 grande maggioranza delle imprese che rispettano la
 normativa nazionale;
 (5)      considerando che queste stesse difficoltà      immutato
 sono tali da intaccare la fiducia dei consumatori nel
 mercato unico e possono comportare effetti
 discriminatori a danno delle organizzazioni
 rappresentative dei consumatori lesi da una pratica
 che il diritto comunitario qualifica come illecita,
 (6)      considerando che le pratiche menzionate       immutato
 travalicano spesso le frontiere degli Stati membri e
 che ciò d'altronde è all'origine del ravvicinamento
 del diritto sostanziale in materia;
 (7)      considerando che è quindi necessario e        immutato
urgente coordinare in una certa misura le
disposizioni nazionali che consentono di far cessare
dette pratiche illecite affinché i mezzi di tutela
esistenti possano dispiegare i loro effetti a
 prescindere dal paese in cui la pratica illecita ha
prodotto effetti;
(8)       considerando che l'obiettivo dell'iniziativa  immutato
prevista può essere realizzato soltanto dal
legislatore comunitario e che spetta quindi ad esso
agire;
(9)      considerando che l'articolo 3 B, terzo         immutato
comma del trattato impone al legislatore
comunitario di non andare al di là di quanto
necessario per il raggiungimento degli obiettivi;
che, in applicazione di tale norma, è importante
rispettare le peculiarità degli ordinamenti giuridici
nazionali e che tale condizioni può essere
soddisfatta accordando agli Stati membri la
possibilità di scegliere tra diverse alternative aventi
effetti equivalenti;
( 10) considerando che una di tali alternative          immutato
deve prevedere che un organismo pubblico
indipendente, specificamente incaricato della
 ---pagebreak---  tutela degli interessi dei consumatori e/o della
concorrenza, eserciti i diritti di ricorso contemplati
dalla presente direttiva;
(11) considerando che l'altra alternativa deve         immutato
prevedere l'esercizio di tali diritti ad opera delle
organizzazioni aventi interesse a tutelare i
consumatori nonché delle organizzazioni
rappresentative delle imprese, secondo i criteri
stabiliti dalla legislazione nazionale;
( 12) considerando che è opportuno che gli Stati       immutato
membri possano cumulare le due alternative;
(13) considerando che gli Stati membri devono          immutato
designare sul piano nazionale gli organismi e/o le
organizzazioni legittimati ai fini della presente
direttiva; che occorre applicare il principio del
riconoscimento reciproco agli enti così legittimati
dagli Stati membri;
(14) considerando che gli Stati membri devono          immutato
notificare alla Commissione l'elenco degli
organismi e/o delle organizzazioni così legittimati
nonché qualsiasi sua modificazione; che spetta alla
Commissione assicurarne la pubblicazione sulla         immutato
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee;
( 15) considerando che la presente direttiva non       considerando che la presente direttiva non deve
deve ostare all'applicazione delle regole del diritto  ostare all'applicazione delle regole del diritto
internazionale privato e delle convenzioni in vigore   internazionale privato e delle convenzioni in vigore
tra gli Stati membri;                                  tra gli Stati membri, il che implica che la
                                                       legislazione nazionale applicabile nel merito della
                                                       controversia, in virtù delle regole summenzionate,
                                                       deve essere applicata integralmente.
                                                       (15bis) considerando che nel caso in cui gli Stati
                                                       membri subordinino la formazione delle azioni
                                                       previste dalla presente direttiva alla adizione previa
                                                       di un ente qualificato territorialmente competente,
                                                       occorre definire un termine massimo di tre
                                                       settimane al di là del quale, in caso di rigetto o di
                                                       mancata risposta da parte dell'ente qualificato
                                                       territorialmente competente, gli Stati membri
                                                       devono consentire all'ente qualificato interessato di
                                                       adire direttamente la giurisdizione competente;
 ---pagebreak--- ( 16) considerando che è opportuno che gli Stati        immutato
membri possano prevedere un obbligo di preavviso
a carico della parte che intende chiedere un
provvedimento inibitorio, onde consentire alla
parte convenuta di cessare la violazione contestata;
                                                        (lóbis) considerando che le disposizioni della
                                                        presente direttiva possono essere estese alle future
                                                        direttive il cui oggetto rientri tra gli obiettivi
                                                        generali di cui all'articolo I;
( 17) considerando che l'applicazione della             immutato
presente direttiva non deve ostare all'applicazione
delle regole comunitarie in materia di concorrenza,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:
Articolo 1
        Campo d'applicazione
 I.     La presente direttiva ha per oggetto il          1. La presente direttiva ha per oggetto il
coordinamento delle disposizioni legislative,           ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri       regolamentari e amministrative degli Stati membri
relative a determinati ricorsi od azioni che            relative a determinati ricorsi che mirano a
consentono di assicurare la tutela degli interessi dei  proteggere gli interessi collettivi dei consumatori,
consumatori, onde garantire il buon funzionamento       delle persone che esercitano un'attività
del mercato interno.                                    commerciale, industriale o artigianale, nonché gli
                                                        interessi del pubblico in generale contro le
                                                        violazioni menzionate al paragrafo 2, onde
                                                        garantire il buon funzionamento del mercato
                                                        interno.
2.      Ai fini della presente direttiva si intende per 2. Ai fini della presente direttiva si intende per
violazione qualsiasi atto contrario alle disposizioni   "violazione" qualsiasi atto contrario agli interessi
delle direttive riportate in allegato, e attuate        dei consumatori riconosciuti dalle direttive
nell'ordinamento interno degli Stati membri, il         riportate in allegato e attuate nell'ordinamento
quale leda gli interessi dei consumatori.               interno degli Stati membri, o che dia origine a
                                                        concorrenza sleale o sia contrario all'interesse del
                                                        pubblico in generale.
                                                    1-
 ---pagebreak---          Articolo 2
         Provvedimenti inibitori
 I.      Gli Stati membri designano il giudice o        immutato
l'autorità competente a deliberare sui ricorsi od
azioni proposti dagli enti legittimati ai sensi
dell'articolo 3, ai seguenti fini:
a)       ordinare, nel più breve termine e, se del      a) ordinare, (...) con procedimento d'urgenza, la
caso, con procedimento d'urgenza, la cessazione o       cessazione o l'interdizione di qualsiasi atto
l'interdizione di qualsiasi atto costitutivo della      costitutivo della violazione;
violazione;
b)       se del caso, adottare le misure necessarie     b) se del caso, adottare o esigere le misure
per correggere gli effetti della violazione anche       necessarie per correggere gli effetti della violazione
mediante la pubblicazione della decisione;              anche mediante la pubblicazione della decisione;
e)       condannare la parte soccombente a versare      e) condannare la parte soccombente a versare allo
alla parte attrice, in caso di non esecuzione della     Stato o al beneficiario previsto dalla legislazione
decisione entro il termine in essa fissato, un          nazionale, in caso di non esecuzione della decisione
importo determinato per ciascun giorno di ritardo       entro il termine in essa fissato, una penalità
o qualsiasi altro importo previsto dalla legislazione   determinata per ciascun giorno di ritardo o
nazionale al fine di garantire l'esecuzione delle       qualsiasi altra sanzione pecuniaria prevista dalla
decisioni.                                              legislazione nazionale al fine di garantire
                                                        l'esecuzione delle decisioni.
2        Quando, sulla base delle convenzioni           immutato
applicabili, il ricorso, o l'azione, può essere
proposto in uno Stato membro diverso da quello la
cui legislazione è stata oggetto dell'asserita
violazione, l'autorità competente adita prende le
stesse misure che andrebbero prese nel caso di
violazione della legislazione nazionale.
                                                                 Articolo 2bis (nuovo)
                                                        Allorché la legislazione nazionale di uno Stato
                                                        membro preveda, nella sua giurisdizione, requisiti
                                                        più severi circa il riconoscimento dell'interesse ad
                                                        agire delle confederazioni, tali requisiti restano
                                                        impregiudicati.
         Articolo 3
         Enti legittimati
 1.      Ai fini della presente direttiva, per «ente
legittimato» si intende qualsiasi organismo o            1. Ai fini della presente direttiva, per «ente
organizzazione avente interesse, in base alla           legittimato» si intende qualsiasi organismo o
legislazione nazionale, a far rispettare le             organizzazione debitamente costituito in
disposizioni di cui all'articolo 1, e in particolare:   conformità della legislazione in vigore di uno
                                                      E
 ---pagebreak---                                                          Stato membro avente in base al diritto nazionale un
                                                         interesse legittimo a far rispettare le disposizioni di
                                                         cui all'articolo 1, e in particolare:
a)        un organismo pubblico indipendente,            immutato
specificamente preposto alla tutela degli interessi
dei consumatori, negli Stati membri in cui esiste un
simile organismo;
                                                         e/o
 e/o
b)        le organizzazioni aventi interesse alla tutela b) le organizzazioni aventi interesse alla tutela
degli interessi dei consumatori nonché le                degli interessi dei consumatori nonché le
organizzazioni rappresentative di imprese o              organizzazioni rappresentative di imprese o
confederazioni d'imprese, secondo i criteri fissati      confederazioni d'imprese, secondo i criteri fissati
dalla loro legislazione nazionale.                       dalla loro legislazione nazionale, nella misura in cui
                                                         questa consente loro di intentare ricorsi.
2.        Ai fini della presente direttiva, e salvi i    2. Ai fini della presente direttiva, e salvi i diritti
diritti riconosciuti dalla legislazione nazionale ad     riconosciuti dalla legislazione nazionale ad altre
altre entità, ciascuno Stato membro redige sul           entità, ciascuno Stato membro redige sul piano
piano nazionale l'elenco degli enti legittimati a        nazionale l'elenco degli enti legittimati a chiedere il
chiedere il provvedimento di cui all'articolo 2. Gli     provvedimento di cui all'articolo 2, comprese se
organismi e le organizzazioni iscritti in tale elenco    del caso le organizzazioni e/o confederazioni
ricevono un documento attestante la loro                 europee stabilite sul loro territorio laddove queste
legittimazione dinanzi alle giurisdizioni e alle         soddisfino i criteri fissati dalla legislazione
autorità competenti.                                     nazionale. Gli organismi e le organizzazioni iscritti
                                                         in tale elenco ricevono un documento attestante la
                                                         loro legittimazione dinanzi alle giurisdizioni e alle
                                                         autorità competenti.
3.        Gli elenchi predisposti in applicazione del    immutato
paragrafo 2, nonché ogni loro modificazione, sono
notificati dagli Stati membri alla Commissione e
sono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee, serie C.
          Articolo 4
          Violazioni intracomunitarie
 I        Gli Stati membri prendono le misure             immutato
necessarie affinché tutti gli enti legittimati possano,
qualora gli interessi che essi rappresentano siano
lesi da una violazione avente origine in un altro
Stato membro, adire il giudice o l'autorità
competente di cui all'articolo 2, su presentazione
del documento di cui all'articolo 3, paragrafo 2.
 ---pagebreak--- 2.       Gli Stati membri possono stabilire che il     2. Gli Stati membri possono stabilire che il
deferimento diretto di cui al paragrafo 1 sia          deferimento diretto di cui al paragrafo l sia
subordinato al previo deferimento ad un ente           subordinato al previo deferimento ad un ente
legittimato dello Stato membro territorialmente        legittimato dello Stato membro territorialmente
competente, affinché detto ente agisca in              competente, affinché detto ente agisca in
conformità dell'articolo 2; in tal caso gli Stati      conformità dell'articolo 2; in tal caso gli Stati
membri impartiscono agli enti legittimati nazionali    membri impartiscono all'ente legittimato
un equo termine di risposta.                           territorialmente competente un termine di risposta
                                                       non superiore a 20 giorni lavorativi a partire dalla
                                                       data di ricevimento del ricorso dell'ente legittimato
                                                       interessato.
         Articolo 5
         Preavviso
 1.      Gli Stati membri possono prevedere o           1. Gli Stati membri possono prevedere o lasciare in
lasciare in vigore un obbligo di preavviso a favore    vigore un obbligo di richiesta di cessazione o
della parte convenuta a carico della parte che         rettificazione del comportamento illecito o di
intende proporre ricorso od azione; gli Stati          preavviso a favore della parte responsabile
membri che si avvalgono di tale facoltà vigilano a     dell'infrazione, quale passo preliminare all'avvio
che le modalità del preavviso consentano l'esercizio   delle azioni definite all'articolo 2. Gli Stati membri
del diritto di ricorso o di azione entro un termine    che si avvalgono di tale facoltà garantiscono che le
equo.                                                  modalità che disciplinano tale richiesta o preavviso
                                                       consentano l'esercizio del diritto di ricorso o di
                                                       azione nel più breve tempo possibile.
2.       Le modalità di preavviso decise dagli Stati   immutato
membri sono notificate alla Commissione e sono
pubblicate sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee, serie C.
3.       Il preavviso sospende la prescrizione.        immutato
         Articolo 6
         Relazioni
Ogni tre anni e per la prima'volta entro il 31         immutato
dicembre 2000, la Commissione presenta al
 Parlamento europeo e al Consiglio una relazione
sull'applicazione della presente direttiva.
                                                    lo
 ---pagebreak---          Articolo 7
         Disposizioni relative ad una più ampia
         legittimazione ad agire
La presente direttiva non osta alla conservazione o    immutato
all'adozione da parte degli Stati membri di norme
che prevedono sul piano nazionale una più ampia
legittimazione ad agire alle organizzazioni
rappresentative dei consumatori o alle
organizzazioni professionali e/o agli organismi
pubblici, nonché a qualsiasi interessato.
         Articolo 8
         Attuazione
 1.      Gli Stati membri mettono in vigore le         immutato
disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per conformarsi alla
presente direttiva, entro il 31 dicembre 1997.
         Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono unriferimentoalla
presente direttiva o sono corredate di un siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità del riferimento sono decise dagli Stati
membri.
2.       Gli Stati membri comunicano alla              immutato
Commissione il testo delle disposizioni di diritto
interno che essi adottano nella materia disciplinata
dalla presente direttiva.
         Articolo 9
         Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo     immutato
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
         Articolo 10
         Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente       immutato
direttiva.
                                                    11
 ---pagebreak--- ALLEGATO
ELENCO DELLE DIRETTIVE DI CUI
ALL'ARTICOLO 1, PARAGRAFO 2
         Direttiva 84/450/CEE del Consiglio, del 10
settembre 1984 (pubblicità ingannevole) (GU n. L
250 del l i 9. 1984, pag. 17);
         Direttiva 85/577/CEE del Consiglio, del 20
dicembre 1985 (contratti negoziati fuori dei locali
commerciali) (GU n. L 372 del 31. 12. 1985, pag.
30;
         Direttiva 87/102/CEE del Consiglio, del 22
dicembre 1986 (GU n. L 42 del 12. 2. 1987, pag.
48), modificata dalla direttiva 90/88/CEE del
Consiglio, del 22 febbraio 1990 (credito al
consumo) (GU n. L 61 del 10. 3. 1990, pag. 14);
         Direttiva 89/552/CEE del Consiglio, del 3
ottobre 1989 (esercizio delle attività televisive):
articoli da 10 a 23 (GU n. L 298 del 17. 10. 1989,
pag. 23);
         Direttiva 90/314/CEE del Consiglio, del 13
giugno 1990 (viaggi, vacanze e circuiti «tutto
compreso») (GU n. L 158 del 23. 6. 1990, pag.
59);
         Direttiva 92/28/CEE del Consiglio, del 31
marzo 1992 (pubblicità dei medicinali per uso
umano) (GU n. L 113 del 30. 4. 1992, pag. 13);
         Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5
aprile 1993 (clausole abusive nei contratti stipulati
con i consumatori) (GU n. L 95 del 21. 4. 1993,
pag. 29);
         Direttiva 94/47/CE del Parlamento europeo     immutato
e del Consiglio, del 26 ottobre 1994 (tutela
dell'acquirente per taluni aspetti dei contratti
relativi all'acquisizione di un diritto di godimento a
tempo parziale di beni immobili) (GU n. L 280 del
29. 10. 1994, pag. 83);
         Direttiva . . . del Parlamento europeo e del
Consiglio, del. . . (contratti negoziati a distanza).
                                                  1*
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 725 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        10 06
                                            N. di catalogo : CB-CO-96-737-IT-C
                                                              ISBN 92-78-14173-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                 ft