CELEX: 52000PC0351
Language: it
Date: 2000-06-07
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi e territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE, modificazione del regolamento (CE) n. 2820/98, nonché abrogazione del regolamento (CE) n. 1763/1999 e del regolamento (CE) n. 6/2000

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52000PC0351

Proposta di regolamento del Consiglio recante misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi e territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE, modificazione del regolamento (CE) n. 2820/98, nonché abrogazione del regolamento (CE) n. 1763/1999 e del regolamento (CE) n. 6/2000  /* COM/2000/0351 def. - ACC 2000/0144 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi e territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE, modificazione del regolamento (CE) n. 2820/98, nonché abrogazione del regolamento (CE) n. 1763/1999 e del regolamento (CE) n. 6/2000(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Il regime commerciale applicato attualmente dalla Comunità ai paesi dei Balcani Occidentali prevede preferenze commerciali unilaterali per la Bosnia-Erzegovina e la Croazia [1], per l'Albania [2] e, sulla base di un accordo di cooperazione, per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia [3]. Si tratta di preferenze analoghe, per natura e contenuto, a quelle dell'accordo di cooperazione del 1980 tra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, denunciato dal Consiglio nel 1991, che prevedono l'accesso in esenzione doganale alla Comunità per oltre l'80% delle importazioni da questi paesi.[1]  Regolamento (CE) n. 6/2000 del Consiglio del 17 dicembre 1999 (GU L 2 del 5.1.2000), che si applica dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2001. Si tratta di una versione prorogata e migliorata del regime commerciale precedente, ereditato dall'accordo di cooperazione (denunciato) del 1980 tra la CEE e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia e concesso su base autonoma dalla fine del 1991 a tutte le Repubbliche dell'ex Iugoslavia. Il regolamento prevede inoltre concessioni equivalenti per il vino a favore della Slovenia e dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia in attesa della conclusione di accordi specifici sul vino con questi paesi. La Repubblica federale di Iugoslavia, a cui il regime è stato applicato in via temporanea (9.5.1997-31.12.1997), è attualmente esclusa per non aver rispettato le condizioni corrispondenti (segnatamente, il rispetto dei principi democratici).[2]  Regolamento (CE) n. 1763/1999 del Consiglio del 29 luglio 1999 (GU L 211 dell'11.8.1999), che si applica dal 1° ottobre 1999 al 31 dicembre 2001. Grazie a queste preferenze commerciali, che completano l'accordo di cooperazione commerciale del 1992 tra la CE e l'Albania (solo il trattamento NPF), l'Albania viene trattata come gli altri paesi dei Balcani Occidentali. In passato, era già stato concluso un accordo tessile.[3]  Applicate dal 1° gennaio 1998. Prima di questa data, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia ha usufruito delle preferenze commerciali autonome applicate alle Repubbliche dell'ex Iugoslavia, tuttora in vigore per il vino (cfr. nota 1). È inoltre in vigore un accordo tessile.Nonostante l'alto grado di liberalizzazione dell'accesso al mercato CE, molti prodotti industriali importanti sono tuttora soggetti a massimali tariffari e si sono fatte poche concessioni a favore dei prodotti agricoli, molti dei quali sono soggetti a contingenti tariffari.La promozione del commercio e la cooperazione nel settore figurano tra gli obiettivi principali che l'UE si è prefissa nell'ambito del processo di stabilizzazione e di associazione e del patto di stabilità per l'Europa sud-orientale. Il fatto che la Comunità sia di gran lunga il primo partner commerciale della regione significa che, nonostante i modesti flussi commerciali attuali, modificando la sua politica commerciale nei confronti dei Balcani Occidentali essa potrebbe incrementare, a medio termine, l'attività economica e il commercio nella regione. Un'ulteriore apertura del mercato CE ai prodotti originari di questi paesi potrebbe attirare nel loro territorio gli indispensabili investimenti esteri diretti, aiutarli a migliorare le loro capacità di esportazione, in genere piuttosto scarse, e soprattutto contribuire alla stabilizzazione politica ed economica della regione. Considerato il modestissimo volume delle importazioni dai paesi dei Balcani Occidentali (0,6% delle importazioni totali), le cui economie sono relativamente piccole e fragili, è poco probabile che un'ulteriore liberalizzazione degli scambi abbia ripercussioni negative per l'UE.2. Il Consiglio europeo di Lisbona del 23-24 marzo 2000 ha dichiarato che gli accordi di stabilizzazione e di associazione con i paesi dei Balcani Occidentali, che comportano la creazione di zone di libero scambio, dovrebbero essere preceduti da una liberalizzazione asimmetrica del commercio. Nell'ambito del processo di stabilizzazione e di associazione, la Commissione propone di migliorare ulteriormente le attuali preferenze commerciali autonome, che saranno sostituite a tempo debito dagli accordi di stabilizzazione e di associazione con i paesi in questione.3. Nell'intento di favorire la ripresa economica in Kosovo, si propone inoltre di estendere le preferenze a questo paese, che la risoluzione 1244 del CSNU del 10 giugno 1999 ha assoggettato ad un'amministrazione civile internazionale affidata alla missione delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK). La risoluzione 1244 del CSNU (10° e 11° considerando) definisce il mandato dell'UNMIK come un'amministrazione provvisoria che garantisce alla popolazione del Kosovo una notevole autonomia all'interno della Repubblica federale di Iugoslavia e le assegna, fra l'altro, mansioni amministrative civili di base ogniqualvolta e fintantoché ciò sia necessario.Con il regolamento n. 1999/3 del 31 agosto 1999, l'UNMIK ha istituito un servizio doganale costituito da circa 120 dipendenti locali, che fanno capo al direttore generale delle dogane dell'UNMIK. Il servizio, ubicato presso le frontiere internazionali, ha creato diversi punti di imposizione lungo i confini amministrativi del Kosovo in stretta cooperazione con KFOR e CIVPOL. La missione di assistenza doganale in Kosovo finanziata dalla Comunità (CAM-K), composta da 10 esperti doganali internazionali, fornisce assistenza tecnica per la modernizzazione del servizio doganale dell'UNMIK e l'instaurazione di procedure doganali armonizzate con le pratiche dell'UE, segnatamente per quanto riguarda l'adozione di misure procedurali e organizzative atte a consentire il rilascio dei certificati di origine. La CAM-K contribuisce altresì alla revisione della direttiva amministrativa n. 1999/01 dell'UNMIK, che costituirà il quadro legislativo per l'attuazione delle misure amministrative necessarie al corretto funzionamento del sistema. Il 7 marzo 2000, è stata inoltre avviata una cooperazione doganale tra il servizio doganale dell'UNMIK e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia con la sigla di una dichiarazione comune in materia.4. La Repubblica di Montenegro, che fa parte della Repubblica federale di Iugoslavia, non possiede un'amministrazione doganale indipendente. Non è possibile, quindi, estendere le preferenze commerciali a detta Repubblica. Per sostenere le riforme economiche e democratiche in atto nel paese, tuttavia, si propone di applicare concessioni limitate e specifiche (contingenti tariffari a dazio nullo) ai prodotti di alluminio fabbricati, per quanto riguarda la Repubblica federale di Iugoslavia, solo da uno stabilimento del Montenegro. La proposta prevede quindi un regime applicabile a determinati prodotti industriali originari della Repubblica federale di Iugoslavia, fatta salva l'esclusione della Repubblica federale di Iugoslavia dalle preferenze commerciali autonome nel loro insieme, nel pieno rispetto del regolamento (CE) n. 1294/99 del Consiglio del 15 giugno 1999 [4].[4]  GU L 153 del 19.6.1999, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 723/2000 del Consiglio del 6.4.2000, GU L 86 del 7.4.2000, pag. 1.5. L'allegata proposta di regolamento (CE) del Consiglio:* abolisce i massimali tariffari residui per taluni prodotti industriali originari dell'Albania, della Bosnia-Erzegovina e della Croazia e migliora l'accesso per i prodotti agricoli, compresi i prodotti agricoli trasformati e i prodotti della pesca, originari di questi paesi;* estende al Kosovo queste preferenze, definite nella risoluzione 1244 del CSNU del 10 giugno 1999;* applica concessioni limitate (contingenti tariffari) ai prodotti di alluminio del Montenegro originari della Repubblica federale di Iugoslavia;* razionalizza e concentra le preferenze commerciali autonome per i paesi dei Balcani Occidentali in un unico nuovo regolamento, e abroga pertanto i regolamenti (CE) n. 6/2000 e (CE) n. 1763/1999;* mette fine all'applicazione dell'SPG per i paesi contemplati dal regolamento proposto.Le misure in questione vengono proposte nell'ambito del processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE in considerazione della situazione specifica dei Balcani Occidentali. Esse non saranno proposte per altre regioni e non costituiranno un precedente per la politica commerciale della Comunità nei confronti di altri paesi terzi.6. Si propone di subordinare la concessione delle preferenze migliorate alla disponibilità dell'Albania, della Bosnia-Erzegovina e della Croazia ad avviare riforme economiche efficaci e una cooperazione regionale con gli altri paesi che fanno parte del processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE, nonché alla disponibilità di tutti i paesi e territori in questione a rispettare una clausola di standstill per quanto riguarda i dazi, le restrizioni quantitative o gli oneri di effetto equivalente sulle importazioni dalla Comunità.La proposta prevede misure di salvaguardia contro i rischi di frode e di mancato rispetto delle norme di origine. Alla clausola di standstill si aggiunge una clausola rafforzata di sospensione temporanea, che si applica in caso di frodi dimostrate, di mancato rispetto delle norme di origine e/o di incremento massiccio delle esportazioni nella Comunità, al di sopra del livello normale di produzione e di capacità di esportazione dei paesi e dei territori beneficiari. Il periodo di applicazione del presente regolamento è limitato a due anni. Inoltre, nell'ambito del processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE, si fornisce un sostegno ai paesi beneficiari al fine di migliorarne le capacità istituzionali e amministrative e di intensificare la cooperazione doganale.7. La presente proposta comporterà inoltre un gran numero di azioni, modifiche e adeguamenti nei settori direttamente connessi:* per evitare discriminazioni saranno concesse, su base separata, preferenze commerciali equivalenti all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, completando l'accordo di cooperazione esistente con uno scambio di lettere che precederà la firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione;* il regolamento (CE) n. 517/94 sui limiti quantitativi per le importazioni di prodotti tessili sarà modificato inserendo contingenti tessili separati per il Kosovo ai sensi della risoluzione 1244 del CSNU del 10 giugno 1999. La Commissione intende inoltre proporre quanto prima l'apertura di negoziati per accordi tessili con la Bosnia-Erzegovina e la Croazia onde liberalizzare gli scambi di tessili con questi paesi e sostituire i contingenti con un sistema di duplice controllo e con disposizioni sulla cooperazione amministrativa (i tessili rappresentano il 30% circa delle loro esportazioni nella Comunità), nonché porre fine all'applicazione del regolamento (CE) n. 517/94 nei loro confronti;* eventuale modifica delle disposizioni di applicazione del codice doganale comunitario (regolamento n. 2543/93 della Commissione) per quanto riguarda i prodotti originari del Kosovo, ai sensi della risoluzione 1244 del CSNU del 10 giugno 1999;* adeguamento della deroga che la Commissione sta introducendo in sede di OMC per il regime commerciale applicato dalla Comunità ai paesi dei Balcani Occidentali, tenendo conto del miglioramento e dell'estensione delle preferenze contenuti nel regolamento proposto.8. La Commissione propone al Consiglio di adottare l'allegata proposta di regolamento (CE) del Consiglio.2000/0144 (ACC)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi e territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE, modificazione del regolamento (CE) n. 2820/98, nonché abrogazione del regolamento (CE) n. 1763/1999 e del regolamento (CE) n. 6/2000IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione [5],[5]   GU C ...considerando quanto segue:(1) Il Consiglio europeo di Lisbona del 23-24 marzo 2000 ha concluso che gli accordi di stabilizzazione e di associazione con i paesi dei Balcani Occidentali dovrebbero essere preceduti da una liberalizzazione asimmetrica del commercio.(2) Nelle sue conclusioni del 24 gennaio e del 14 febbraio 2000, il Consiglio ha inoltre invitato la Commissione a vagliare la possibilità di agevolare gli scambi commerciali con la Repubblica di Montenegro all'interno della Repubblica federale di Iugoslavia.(3) Il regolamento (CE) n. 6/2000 del Consiglio [6], del 17 dicembre 1999, relativo al regime applicabile alle importazioni nella Comunità di prodotti originari delle Repubbliche di Bosnia-Erzegovina e di Croazia e alle importazioni di vini originari dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e della Repubblica di Slovenia, offre l'esenzione dai dazi doganali per taluni prodotti industriali entro i limiti di massimali tariffari e applica concessioni limitate per i prodotti agricoli, per lo più sotto forma di esenzioni dai dazi entro i limiti di contingenti tariffari; il regolamento (CE) n. 1763/99 del Consiglio [7], sul regime applicabile alle importazioni nella Comunità di prodotti originari dell'Albania, prevede un regime analogo contenente le stesse restrizioni.[6]  GU L 2 del 5.1.2000, pag. 1.[7]  GU L 211 dell'11.8.1999, pag. 1.(4) Il volume delle importazioni dai paesi dei Balcani Occidentali è inferiore allo 0,6% delle importazioni totali della Comunità. Un'ulteriore apertura del mercato dovrebbe contribuire alla stabilizzazione politica ed economica della regione senza ripercussioni negative per la Comunità.(5) È pertanto opportuno migliorare ulteriormente le preferenze commerciali autonome della Comunità abolendo tutti i massimali tariffari residui per i prodotti industriali e migliorando ulteriormente l'accesso al mercato comunitario dei prodotti agricoli e della pesca, compresi i prodotti trasformati.(6)  Le misure in questione sono proposte nell'ambito del processo di stabilizzazione e di associazione dell'Unione europea in considerazione della situazione specifica dei Balcani Occidentali. Esse non costituiranno in alcun caso un precedente per la politica commerciale della Comunità nei confronti di altri paesi terzi.(7) In conformità del processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE, basato sulla precedente impostazione regionale e sulle conclusioni del Consiglio del 29 aprile 1997, lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra l'UE e i paesi dei Balcani Occidentali è soggetto a determinate condizioni. La concessione delle preferenze commerciali autonome è subordinata al rispetto dei principi fondamentali della democrazia e dei diritti umani, nonché alla disponibilità dei paesi interessati allo sviluppo delle loro relazioni economiche. La concessione di preferenze commerciali autonome migliorate a favore dei paesi che partecipano al processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE deve essere subordinata alla loro disponibilità ad avviare riforme economiche efficaci e una cooperazione regionale, specie attraverso la creazione di zone di libero scambio in conformità delle pertinenti norme GATT/OMC.(8) Le preferenze commerciali possono essere concesse unicamente ai paesi e ai territori che possiedono un'amministrazione doganale autonoma.(9) L'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Croazia, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e il Kosovo, quest'ultimo quale definito nella risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'ONU del 10 giugno 1999 [8], soddisfano le suddette condizioni. Per evitare discriminazioni nella regione, sarebbe pertanto opportuno concedere a tutti questi paesi preferenze commerciali analoghe.[8]  Sottoposto all'amministrazione civile internazionale della missione delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK).(10) La Repubblica di Montenegro, che fa parte della Repubblica federale di Iugoslavia, non dispone di un'amministrazione doganale autonoma. Non è possibile, pertanto, concederle le stesse preferenze commerciali. È possibile tuttavia concedere preferenze commerciali limitate per taluni prodotti industriali montenegrini non fabbricati in altre parti della Repubblica federale di Iugoslavia, fatto salvo il principio dell'esclusione della Repubblica federale di Iugoslavia dalle preferenze commerciali nel loro insieme e nel pieno rispetto del regolamento (CE) n. 1294/99 del Consiglio del 15 giugno 1999, relativo al congelamento dei capitali e al divieto degli investimenti in relazione alla Repubblica federale di Iugoslavia e che abroga i regolamenti (CE) n. 1295/98 e (CE) n. 1607/98 [9].[9]  GU L 153 del 19.6.1999, pag. 63. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1147/2000 della Commissione (GU L 129 del 30.5.2000, pag. 15).(11) L'ex Repubblica iugoslava di Macedonia è già legata alla Comunità da un accordo di cooperazione contenente preferenze commerciali; inoltre, la Comunità e i suoi Stati membri hanno avviato negoziati per un accordo di stabilizzazione e di associazione con detto paese, cui deve pertanto essere concesso, nel quadro del presente regolamento, l'equivalente di preferenze commerciali autonome migliorate su base separata, fatta eccezione per le concessioni riguardanti il vino.(12)  Il regolamento proposto deve mantenere le concessioni previste per il vino dal regolamento (CE) n. 6/2000, che si applicano allo stesso modo alla Slovenia e all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, in attesa della conclusione di accordi specifici sul vino con questi paesi. Poiché le concessioni in questione continuano a consistere in un contingente tariffario globale, è opportuno che queste disposizioni siano previste in un unico regolamento.(13) Di conseguenza, è opportuno concedere le preferenze commerciali autonome migliorate all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina e alla Croazia includendo anche il Kosovo e concedere preferenze commerciali limitate e specifiche per taluni prodotti industriali originari della Repubblica federale di Iugoslavia.(14) Ai certificati di origine e alle procedure di cooperazione amministrativa si applicano le relative disposizioni del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario [10].[10]   GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1662/1999 (GU L 197 del 29.7.1999, pag. 25.)(15) A fini di razionalizzazione e di semplificazione, è opportuno autorizzare la Commissione ad apportare, previa consultazione del comitato del codice doganale e fatte salve le procedure specifiche di cui al presente regolamento, tutte le modifiche e tutti gli adeguamenti tecnici necessari per l'applicazione dello stesso.(16) Le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento costituiscono delle misure di gestione ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze d'esecuzione conferite alla Commissione [11]. Pertanto, esse devono essere adottate secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della stessa.[11]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(17) L'introduzione delle misure proposte per i prodotti dell'agricoltura e della pesca originari dell'Albania, della Bosnia-Erzegovina e della Croazia renderà superflua l'inclusione di queste Repubbliche nel sistema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate; è pertanto opportuno depennare queste Repubbliche dall'elenco dei beneficiari di cui al regolamento (CE) n. 2820/98 del Consiglio, del 21 dicembre 1998, relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° luglio 1999 - 31 dicembre 2001 [12].[12]  GU L 357 del 30.12.1998, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1763/1999 (GU L 211 dell'11.8.1999, pag. 1).(18) Un unico nuovo regolamento contenente tutte le preferenze commerciali autonome renderebbe più trasparente il regime commerciale applicato dalla Comunità ai paesi e ai territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE. I regolamenti (CE) n. 6/2000 e (CE) n. 1763/99 del Consiglio devono pertanto essere abrogati.(19) Detti regimi di importazione devono essere rinnovati alle condizioni stabilite dal Consiglio e in funzione dell'esperienza acquisita a seguito della loro concessione ai sensi del presente regolamento. È pertanto opportuno limitare la durata del regime al 31 dicembre 2002,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Regimi preferenziali1. Fatte salve le disposizioni specifiche degli articoli 3 e 4, i prodotti originari delle Repubbliche di Albania, Bosnia-Erzegovina e Croazia, nonché del Kosovo, quale definito nella risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'ONU del 10 giugno 1999 (in prosieguo Kosovo), diversi da quelli di cui alle voci 0102, 0201, 0202 e 1604 della nomenclatura combinata, sono ammessi all'importazione nella Comunità senza restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente e in esenzione dai dazi doganali e dagli oneri di effetto equivalente.2. Le importazioni di vini originari della Repubblica di Slovenia e dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia beneficiano delle concessioni di cui all'articolo 4.3. Determinati prodotti industriali originari della Repubblica federale di Iugoslavia beneficiano delle concessioni di cui all'articolo 5.Articolo 2Condizioni di ammissione al regime preferenziale1. L'ammissione al beneficio di uno dei regimi preferenziali di cui all'articolo 1 è subordinata alle seguenti condizioni:(a) osservanza della definizione dei "prodotti originari" di cui al titolo IV, capitolo 2, sezione 2 del regolamento (CEE) n. 2454/93, e(b) impegno, da parte dei paesi e territori di cui all'articolo 1, di non applicare nuovi dazi o oneri di effetto equivalente né nuove restrizioni quantitative o misure di effetto equivalente alle importazioni originarie della Comunità, nonché di non aumentare i dazi o gli oneri esistenti e di non introdurre altre restrizioni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.2. Per quanto riguarda l'Albania, la Bosnia-Erzegovina e la Croazia, il diritto di beneficiare del regime preferenziale di cui all'articolo 1 è subordinato altresì alla loro disponibilità ad avviare riforme economiche efficaci e una cooperazione regionale con gli altri paesi che fanno parte del processo di stabilizzazione e di associazione dell'Unione europea, in particolare attraverso la creazione di zone di libero scambio in conformità dell'articolo XXIV del GATT 1994 e delle altre disposizioni pertinenti dell'OMC. In caso di inadempienza, il Consiglio può prendere misure appropriate deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.Articolo 3Concessioni limitate per determinati prodotti tessili1. Per i prodotti tessili originari dei paesi o dei territori di cui all'articolo 1, paragrafo 1 del presente regolamento e che figurano all'allegato IIIB del regolamento (CE) n. 517/94, l'esenzione dai dazi doganali e dagli oneri di effetto equivalente è limitata ai quantitativi comunitari annui fissati dal regolamento (CE) n. 517/94.2. Per le reimportazioni successive ad un'operazione di perfezionamento passivo ai sensi del regolamento (CE) n. 3036/94 [13], l'esenzione dai dazi doganali è limitata ai quantitativi comunitari annui fissati nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 517/94 quando i prodotti in questione siano originari dei paesi o dei territori di cui all'articolo 1, paragrafo 1 del presente regolamento.[13]  GU L 322 del 15.12.1994, pag. 1.Articolo 4Prodotti agricoli - contingenti tariffari1. Per determinati prodotti della pesca originari dell'Albania, della Bosnia-Erzegovina e della Croazia e per taluni vini originari dei paesi e territori di cui all'articolo 1, paragrafi 1 e 2, elencati nell'allegato I, i dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità sono sospesi per i periodi, ai livelli ed entro i limiti dei contingenti tariffari comunitari ivi indicati per ciascun prodotto.2. I dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di "baby-beef" definiti nell'allegato II e originari dei paesi e territori di cui all'articolo 1, paragrafo 1 corrispondono al 20% del dazio ad valorem e al 20% del dazio specifico previsti dalla tariffa doganale comune, entro i limiti di un contingente tariffario annuo di 10 900 tonnellate, espresso in peso carcasse.Il volume dei contingenti tariffari annui di 10 900 tonnellate viene ripartito tra le repubbliche beneficiarie nel modo seguente:(a) 1 500 tonnellate (peso carcasse) di prodotti di "baby-beef" originari della Bosnia-Erzegovina,(b) 9 400 tonnellate (peso carcasse) di prodotti di "baby-beef" originari della Croazia.Le concessioni tariffarie non si applicano alle importazioni nella Comunità dei prodotti di "baby-beef" definiti nell'allegato II e originari dell'Albania e del Kosovo.Tutte le domande d'importazione nei limiti di questi contingenti sono corredate di un certificato di autenticità, rilasciato dalle autorità competenti del paese esportatore, in cui si attesta che la merce è originaria del paese o del territorio in questione e corrisponde alla definizione di cui all'allegato II. Il certificato è redatto dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 43 del regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio [14].[14]   GU L 160 del 26.6.1999, pag. 21.Articolo 5Contingenti tariffari per determinati prodotti di alluminio originari della Repubblica federale di IugoslaviaDal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, le importazioni nella Comunità di taluni prodotti di alluminio originari della Repubblica federale di Iugoslavia, elencati nell'allegato III, beneficiano di un'esenzione dai dazi doganali conformemente ai contingenti tariffari comunitari specificati nel detto allegato.Articolo 6Applicazione dei contingenti tariffari ai prodotti "baby-beef"Le modalità dettagliate di applicazione dei contingenti tariffari relativi ai prodotti di "baby-beef" sono stabilite dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 43 del regolamento (CE) n. 1254/99.Articolo 7Gestione dei contingenti tariffariI contingenti tariffari di cui all'articolo 4, paragrafo 1 e all'articolo 5 vengono gestiti dalla Commissione a norma degli articoli 308a, 308b e 308c del regolamento (CEE) n. 2454/93. Lo scambio di informazioni in materia tra gli Stati membri e la Commissione avviene, per quanto possibile, per via telematica.Articolo 8Accesso ai contingenti tariffariCiascuno Stato membro garantisce in permanenza agli importatori un accesso senza discriminazioni ai contingenti tariffari, fintantoché il saldo del volume contingentale corrispondente lo consente.Articolo 9Delega di competenzeLa Commissione adotta, con la procedura di cui all'articolo 10, paragrafo 2, le disposizioni necessarie per l'applicazione del presente regolamento diverse da quelle di cui all'articolo 6, in particolare:(a) le modifiche e gli adeguamenti tecnici richiesti da modifiche dei codici della nomenclatura combinata e delle suddivisioni Taric;(b) gli adeguamenti richiesti dalla conclusione di altri accordi tra la Comunità e i paesi e territori di cui all'articolo 1 del presente regolamento.Articolo 10Procedura di gestione1. La Commissione è assistita dal comitato del codice doganale istituito dall'articolo 247 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio [15], in prosieguo il comitato.[15]   GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.2. Quando sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 3 della stessa.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è fissato in un mese.Articolo 11CooperazioneGli Stati membri e la Commissione collaborano strettamente per garantire l'osservanza del presente regolamento.Articolo 12Sospensione temporanea1. Qualora risultino alla Commissione elementi di prova sufficienti della sussistenza di frodi o la mancata collaborazione amministrativa necessaria per la verifica delle prove dell'origine, ovvero un forte aumento delle esportazioni nella Comunità, superiore al livello della normale capacità di produzione e di esportazione ovvero l'inosservanza delle disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 4 del presente regolamento da parte dei paesi e territori da esso contemplati, essa può adottare misure per sospendere integralmente o in parte i regimi previsti dal presente regolamento per un periodo di tre mesi, purché essa abbia preliminarmente:a) comunicato le proprie intenzioni al comitato;b) invitato gli Stati membri ad adottare i provvedimenti cautelari necessari per la salvaguardia degli interessi finanziari della Comunità e/o per l'osservanza da parte dei paesi e territori beneficiari dell'articolo 2, paragrafo 1;c) pubblicato un avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee per indicare che esistono dubbi fondati in merito alla corretta applicazione dei regimi preferenziali e/o all'osservanza dell'articolo 2, paragrafo 1 del presente regolamento da parte del paese o del territorio beneficiario interessato, tali da rimettere in discussione il suo diritto di continuare a godere dei vantaggi concessi dal presente regolamento.2. Uno Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro un termine di dieci giorni. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro un termine di trenta giorni.3. Al termine del periodo di sospensione, la Commissione può decidere di porre fine alla misura di sospensione provvisoria previa consultazione del comitato oppure di prorogare la misura di sospensione secondo la procedura di cui al paragrafo 1.Articolo 13Modifiche del regolamento (CE) n. 2820/98All'allegato III del regolamento (CE) n. 2820/98 sono soppressi i riferimenti ai seguenti paesi:"AL Albania(1)", "BA Bosnia-Erzegovina(1)" e "HR Croazia(1)".Articolo 14AbrogazioneI regolamenti (CE) nn. 1763/1999 e 6/2000 sono abrogati.Articolo 15Applicazione iniziale proporzionale1. In deroga all'articolo 7, nel primo anno civile di applicazione, si applicano le disposizioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.2. I volumi dei contingenti tariffari sono calcolati proporzionalmente ai volumi di base indicati negli allegati I e III, tenendo conto della parte del periodo trascorsa prima della data di applicazione del presente regolamento.3. I quantitativi importati nell'ambito dei contingenti tariffari corrispondenti ai numeri d'ordine 09.1515 e 09.1561, applicabili rispettivamente a norma dei regolamenti (CE) n. 6/2000 e (CE) n. 1763/1999, vengono presi in considerazione ai fini dell'imputazione sui rispettivi contingenti tariffari di cui all'allegato I del presente regolamento.4. I quantitativi importati nell'ambito dei contingenti tariffari dei prodotti "baby-beef" applicabili a norma dell'articolo 5, paragrafo 3 e dell'allegato F del regolamento (CE) n. 6/2000 sono presi in considerazione ai fini dell'imputazione sui rispettivi contingenti tariffari di cui all'articolo 4, paragrafo 2 e dell'allegato II del presente regolamento.Articolo 16Disposizioni transitorie1. Il beneficio delle preferenze tariffarie generalizzate istituite dal regolamento (CE) n. 2820/98 continua ad essere concesso alle merci originarie dell'Albania, della Bosnia-Erzegovina e della Croazia immesse in libera pratica nella Comunità entro il [primo giorno del quarto mese successivo a quello di entrata in vigore del presente regolamento], purché:a) le merci in questione siano coperte da un contratto di acquisto concluso prima della data di entrata in vigore del presente regolamento, eb) si forniscano alle autorità doganali prove sufficienti a dimostrare che le merci hanno lasciato il paese di origine entro la data di entrata in vigore del presente regolamento.2. Le autorità doganali possono considerare soddisfatto il punto b) del paragrafo 1 se viene presentato loro uno dei seguenti documenti:a) in caso di trasporto via mare o per via navigabile, la polizza di carico da cui risulta che il carico è avvenuto prima della data di entrata in vigore del presente regolamento;b) in caso di trasporto per via ferroviaria, la lettera di vettura accettata dalle ferrovie del paese di spedizione prima della data di entrata in vigore del presente regolamento;c) in caso di trasporto su strada, il carnet Trasporti internazionali su strada (TIR) rilasciato prima della data di entrata in vigore del presente regolamento dall'ufficio doganale del paese d'origine o qualsiasi altro documento adeguato autenticato dalle autorità doganali competenti del paese d'origine prima di tale data;d) in caso di trasporto per via aerea, la polizza di carico aerea da cui risulti che la compagnia aerea ha ricevuto le merci prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 17Entrata in vigore e periodo di applicazioneIl presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di entrata in vigore fino al 31 dicembre 2002.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO Irelativo ai contingenti tariffari di cui all'articolo 4, paragrafo 1Fatte salve le regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci ha soltanto valore indicativo in quanto il regime preferenziale è determinato, nel quadro del presente allegato, dall'applicazione dei codici NC. Quando figura "ex" davanti al codice NC, il regime preferenziale è determinato dalla combinazione del codice NC e della designazione corrispondente.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IIDefinizione dei prodotti "baby-beef" di cui all'articolo 4, paragrafo 2Fatte salve le regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci ha soltanto valore indicativo in quanto il regime preferenziale è determinato, nel quadro del presente allegato, dall'applicazione dei codici NC. Quando figura "ex" davanti al codice NC, il regime preferenziale è determinato dalla combinazione del codice NC e della designazione corrispondente.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IIIrelativo ai contingenti tariffari annui di cui all'articolo 5 applicabile ad alcuni prodotti industriali originari della Repubblica federale di IugoslaviaFatte salve le regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci ha soltanto valore indicativo in quanto il regime preferenziale è determinato, nel quadro del presente allegato, dall'applicazione dei codici NC. Quando figura "ex" davanti al codice NC, il regime preferenziale è determinato dalla combinazione del codice NC e della designazione corrispondente.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;SCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneProposta di regolamento del Consiglio recante misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi che partecipano e sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'UE [relativo al regime applicabile alle importazioni nella Comunità di prodotti originari delle Repubbliche di Albania, Bosnia-Erzegovina e Croazia e del Kosovo, definito nella risoluzione 1244 del CSNU del 10 giugno 1999, alle importazioni di vini originari dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e della Repubblica di Slovenia e alle importazioni di prodotti originari della Repubblica federale di Iugoslavia, che abroga i regolamenti (CE) n. 6/2000 e (CE) n. 1763/99 del Consiglio e che modifica il regolamento (CE) n. 2820/98 del Consiglio mettendo fine all'applicazione dell'SPG per quanto riguarda le Repubbliche di Albania, Bosnia-Erzegovina e Croazia].2. Linea(e) di bilancioCapitolo 12, articolo 120.3. Base giuridicaArticolo 133 del trattato CE.4. Finalità* Miglioramento dell'attuale regime commerciale preferenziale autonomo della Comunità applicabile alle importazioni nella Comunità dei prodotti originari delle Repubbliche di Bosnia-Erzegovina e di Croazia e alle importazioni di vini originari dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e della Repubblica di Slovenia nonché, su base separata, all'Albania (nel quadro di un unico nuovo regolamento);* estensione di queste preferenze alle importazioni dal Kosovo, definito nella risoluzione 1244 del CSNU del 10 giugno 1999;* applicazione di concessioni limitate e specifiche all'importazione di taluni prodotti industriali montenegrini originari della Repubblica federale di Iugoslavia;* esclusione dall'SPG dell'Albania, della Bosnia-Erzegovina e della Croazia.5. Incidenza finanziariaI regolamenti esistenti prevedevano già l'accesso in esenzione dai dazi per almeno l'80% di tutte le importazioni dai paesi interessati (perdite annuali: circa 100 milioni di euro) Abolendo i massimali tariffari residui per determinati prodotti industriali e migliorando l'accesso per i prodotti agricoli, compresi i prodotti agricoli trasformati e i prodotti della pesca, il tasso di accesso al mercato comunitario in esenzione dai dazi potrebbe passare al 95%. Non si prevedono tuttavia ingenti perdite finanziarie per il bilancio comunitario, specie perché, in passato, i paesi che potevano beneficiare del regime commerciale non hanno sfruttato appieno le preferenze, e la situazione non dovrebbe cambiare nel prossimo futuro. Le importazioni dai paesi interessati rappresentano complessivamente meno dello 0,6% delle importazioni totali della Comunità.6. Disposizioni antifrodeLe disposizioni sulla gestione dei contingenti tariffari e la clausola specifica di sospensione temporanea (articolo 10) comprendono le necessarie misure di prevenzione e di protezione contro le frodi e le irregolarità in caso di mancata cooperazione amministrativa per la verifica delle prove di origine o di forte aumento delle esportazioni nella Comunità al di sopra del livello normale di produzione e di capacità di esportazione dei paesi e dei territori in questione.