CELEX: 62005TJ0241
Language: it
Date: 2007-05-23
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) del 23 maggio 2007. # The Procter & Gamble Company contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Domande di marchi comunitari tridimensionali - Pasticche quadrate bianche con un disegno floreale colorato - Impedimento assoluto alla registrazione - Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94 - Assenza di carattere distintivo. # Cause riunite T-241/05, T-262/05 a T-264/05, T-346/05, T-347/05, T-29/06 a T-31/06.

Cause riunite T‑241/05, da T‑262/05 a T‑264/05, T‑346/05, T‑347/05, da T‑29/06 a T‑31/06
      The Procter & Gamble Company
      contro
      Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno 
      (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
      «Marchio comunitario — Domande di marchi comunitari tridimensionali — Pasticche quadrate bianche con un disegno floreale colorato — Impedimento assoluto alla registrazione — Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94 — Mancanza di carattere distintivo»
      Sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) 23 maggio 2007 
      Massime della sentenza
      1.     Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Impedimenti assoluti alla registrazione — Marchi
            privi di carattere distintivo — Marchi tridimensionali
      [Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 7, n. 1, lett. b)]
      2.     Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Impedimenti assoluti alla registrazione — Marchi
            privi di carattere distintivo — Marchi tridimensionali
      [Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 7, n. 1, lett. b)]
      1.     Nell’ambito della valutazione delle abitudini del consumatore interessato, di cui si deve tener conto ai fini della valutazione
         del carattere distintivo di un marchio ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario,
         occorre tener conto delle usuali modalità di commercializzazione del prodotto in questione. Pertanto, trattandosi della registrazione
         di un marchio tridimensionale che si presenta sotto forma di pasticche detergenti, si può legittimamente prendere in considerazione
         la circostanza che le pasticche detergenti sono abitualmente vendute in confezioni recanti il nome del prodotto e sulle quali
         appaiono spesso marchi verbali o figurativi o altri elementi figurativi tra i quali può essere rappresentata l’immagine del
         prodotto. Ebbene, in generale, per quanto riguarda i prodotti commercializzati in tal modo, il livello d’attenzione del consumatore
         medio nei confronti del loro aspetto non è elevato. Pertanto, spetta al richiedente il marchio dimostrare, mediante indicazioni
         solide e concrete, la diversità delle abitudini dei consumatori sul mercato di cui trattasi.
      
      (v. punti 52‑54)
      2.     Sono privi di carattere distintivo rispetto ai prodotti di cui trattasi, ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento
         n. 40/94 sul marchio comunitario, i segni tridimensionali che si presentano sotto forma di pasticche quadrate bianche con
         un disegno floreale colorato, la cui registrazione è richiesta per «Preparati per il lavaggio e la sbianca e altre sostanze
         per il bucato; prodotti per pulire, lucidare e sgrassare e abradere; prodotti per il lavaggio e la pulizia dei piatti; saponi»,
         che rientrano nella classe 3 ai sensi dell’accordo di Nizza. Infatti, l’aggiunta nel centro della pasticca di una figura simmetrica
         come quella rappresentata da ciascuno dei disegni in esame non modifica significativamente l’effetto della pasticca. La combinazione
         della forma quadrata bianca delle pasticche in questione con un disegno colorato, ossia le immagini floreali a quattro, cinque
         o sei petali in questione, non si discosta significativamente dalla presentazione della pasticca di detergente cui si pensa
         spontaneamente, nella quale i diversi principi attivi sono riportati in modo decorativo. Pertanto, considerata l’impressione
         complessiva derivante dalla combinazione della forma, dei colori e del disegno delle pasticche in esame, esse non consentiranno
         al consumatore medio interessato di identificare l’origine commerciale dei prodotti in oggetto, quando sarà chiamato ad effettuare
         una scelta in occasione di un acquisto.
      
      (v. punti 78, 90)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Quarta Sezione)
      23 maggio 2007 (*)
      
      «Marchio comunitario – Domande di marchi comunitari tridimensionali – Pasticche quadrate bianche con un disegno floreale colorato – Impedimento assoluto alla registrazione – Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94 – Mancanza di carattere distintivo»
      Nelle cause riunite T‑241/05, da T‑262/05 a T‑264/05, T‑346/05, T‑347/05, da T‑29/06 a T‑31/06,
      The Procter & Gamble Company, con sede in Cincinnati, Ohio (Stati Uniti), rappresentata dall'avv. G. Kuipers,
      
      ricorrente,
      contro
      Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), rappresentato inizialmente dal sig. D. Schennen e successivamente dal sig. G. Schneider, in qualità di agenti,
      
      convenuto,
      avente ad oggetto nove ricorsi presentati contro le decisioni della prima commissione di ricorso dell'UAMI 14 aprile 2005
         (procedimento R 843/2004-1), 3 maggio 2005 (procedimento R 845/2004-1), 4 maggio 2005 (procedimento R 849/2004-1), 1° giugno
         2005 (procedimento R 1184/2004-1), 6 luglio 2005 (procedimenti R 1188/2004-1 e R 1182/2004-1), 16 novembre 2005 (procedimento
         R 1183/2004-1), 21 novembre 2005 (procedimento R 1072/2004-1) e 22 novembre 2005 (procedimento R 1071/2004-1), riguardanti
         la domanda di registrazione di marchi tridimensionali,
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Quarta Sezione),
      composto dai sigg. H. Legal, presidente, V. Vadapalas e N. Wahl, giudici,
      cancelliere: sig.ra C. Kantza, amministratore
      visti i ricorsi depositati presso la cancelleria del Tribunale il 29 giugno (causa T‑241/05), il 18 luglio (cause da T-262/05
         a T-264/05), il 12 settembre 2005 (cause T-346/05 e T-347/05) e il 24 gennaio 2006 (cause da T-29/06 a T-31/06),
      
      visti i controricorsi depositati nella cancelleria del Tribunale il 30 settembre (cause T-241/05 e da T-262/05 a T-264/05),
         il 26 ottobre 2005 (cause T-346/05 e T-347/05) ed il 18 maggio 2006 (cause da T-29/06 a T‑31/06),
      
      vista la riunione delle cause decisa il 24 ottobre 2006,
      in seguito alla trattazione orale del 13 dicembre 2006,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Svolgimento del processo
      1       Il 31 maggio 2000 la ricorrente presentava all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
         (UAMI) nove domande di marchio comunitario, ai sensi del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio
         comunitario (GU 1994, L 11, pag. 1), come modificato.
      
      2       I marchi di cui si chiedeva la registrazione, come di seguito riprodotti, presentano la seguente forma tridimensionale:
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale lilla a sei petali (causa T‑241/05):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale verde a sei petali (causa T‑262/05):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale lilla a quattro petali (causa T‑263/05):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale verde a quattro petali (causa T‑264/05):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale blu a sei petali (causa T‑346/05):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale verde a cinque petali (causa T‑347/05):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale blu a cinque petali (causa T‑29/06):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale blu a quattro petali (causa T‑30/06):
      
      –       pasticca quadrata bianca con disegno floreale lilla a cinque petali (causa T‑31/06):
      .
      
      3       I prodotti per i quali veniva richiesta la registrazione rientrano nella classe 3 ai sensi dell’Accordo di Nizza 15 giugno 1957,
         relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi, come riveduto
         e modificato, e corrispondono alla seguente descrizione, identica per tutte le domande: «preparati per il lavaggio e la sbianca
         e altre sostanze per il bucato; preparati per pulire, lucidare, sgrassare e abradere; prodotti per il lavaggio e la pulizia
         dei piatti; saponi».
      
      4       Con nove decisioni adottate tra il 28 luglio e l'8 novembre 2004, l’esaminatore dell’UAMI respingeva le domande di registrazione
         ai sensi dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94.
      
      5       La ricorrente presentava nove ricorsi contro tali decisioni presso l’UAMI, a norma degli artt. da 57 a 62 del regolamento
         n. 40/94.
      
      6       Con nove decisioni del 14 aprile (causa T‑241/05), 3 maggio (causa T‑263/05), 4 maggio (causa T‑264/05), 1° giugno (causa
         T‑262/05), 6 luglio (cause T‑346/05 e T‑347/05), 16 novembre (causa T‑31/06), 21 novembre (causa T‑30/06) e 22 novembre 2005
         (causa T‑29/06) (in prosieguo, considerate nel loro complesso: le «decisioni impugnate»), la prima commissione di ricorso
         dell’UAMI respingeva i detti ricorsi in quanto i marchi richiesti erano privi di qualsiasi carattere distintivo ai sensi dell'art. 7,
         n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94.
      
       Conclusioni delle parti
      7       La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      –       annullare le decisioni impugnate;
      –       condannare l’UAMI alle spese.
      8       L’UAMI chiede che il Tribunale voglia:
      –       respingere i ricorsi;
      –       condannare la ricorrente alle spese.
       In diritto
       Argomenti delle parti
      9       In ciascuna causa, la ricorrente solleva un unico motivo, vertente sulla violazione dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento
         n. 40/94.
      
      10     Per quanto riguarda il consumatore interessato, essa sostiene che i prodotti in questione sono destinati ai consumatori che
         fanno la spesa quotidianamente e, pertanto, sono più attenti. Inoltre, afferma che le pasticche rientrano tra gli articoli
         più costosi della categoria dei detergenti venduti nei supermercati e che, quindi, il livello di attenzione prestato dal consumatore
         alla loro forma e al loro disegno è elevato.
      
      11     Secondo la ricorrente, poi, i produttori presenti sul mercato in questione, caratterizzato da una forte concorrenza, hanno
         tutto l'interesse a distinguere l'aspetto dei loro prodotti rispetto a quello dei prodotti dei concorrenti al fine di captare
         l'attenzione del consumatore, come dimostra il gran numero di domande di registrazione di forme di pasticche detergenti come
         marchi. Gli esempi di pubblicità televisiva allegati ai ricorsi nelle cause da T‑29/06 a T‑31/06 confermerebbero l'argomento
         secondo cui le pasticche sono utilizzate dai produttori a fini distintivi. Per la ricorrente, tali argomenti dimostrano che
         il consumatore è pienamente in grado di percepire la pasticca come un'indicazione dell'origine commerciale del prodotto. A
         suo avviso, tale indicazione è confermata dalla diversità delle pasticche detergenti disponibili sul mercato.
      
      12     Nell'ambito della valutazione delle abitudini del consumatore interessato, la commissione di ricorso avrebbe a torto preso
         in considerazione il fatto che i prodotti in questione, generalmente, sono venduti in una confezione sulla quale figurano
         un certo numero di elementi verbali o figurativi. Le circostanze relative all’utilizzo previsto dei marchi richiesti non possono
         avere alcuna incidenza sulla valutazione del carattere distintivo [sentenza del Tribunale 20 marzo 2002, causa T 355/00, DaimlerChrysler/UAMI
         (TELE AID), Racc. pag. II-1939, punto 42]. A titolo di esempio, se le pasticche sono vendute confezionate, potrebbero comunque
         recare disegni sulla confezione, essere vendute in una confezione trasparente o in una confezione con la forma del marchio
         richiesto. Un modello di pasticca potrebbe essere fissato sulla confezione del prodotto.
      
      13     Inoltre, anche supponendo che la commissione di ricorso potesse tener conto delle circostanze dell'utilizzo che ci si propone
         dei marchi richiesti, essa avrebbe dovuto anche prendere in considerazione altre circostanze, quali il prezzo del prodotto,
         più elevato rispetto a quello del detersivo liquido o in polvere, nonché il modo in cui la pasticca è presentata nella pubblicità.
      
      14     Per quanto riguarda i marchi richiesti, la commissione di ricorso avrebbe omesso di tener conto di tutte le loro particolarità,
         ossia:
      
      –       la forma rettangolare spessa, quasi cubica, della pasticca, contenente due facce quadrate con angoli arrotondati;
      –       la presenza di due colori ben distinti, il bianco e, a seconda della pasticca, il lilla, il verde o il blu;
      –       la disposizione dei colori: uno di tali colori è applicato su un disegno che figura al centro della pasticca e non sui vari
         strati costitutivi di quest'ultima;
      
      –       la forma del disegno sulla pasticca.
      15     Tali elementi distinguerebbero nettamente i marchi richiesti dalle pasticche di detergente disponibili sul mercato. A sostegno
         di tale argomento, la ricorrente produce talune rappresentazioni di pasticche commercializzate al momento del deposito delle
         domande di marchio in questione.
      
      16     La commissione di ricorso avrebbe erroneamente ritenuto che, nel settore interessato, gli elementi in questione fossero abituali,
         oppure dettati da considerazioni pratiche, e che essi non contraddistinguessero significativamente l’aspetto della pasticca.
         In particolare, essa avrebbe omesso di valutare il fatto che la pasticca è caratterizzata da una forma cubica che si distingue
         dalle forme rettangolari più piatte delle pasticche presenti sul mercato, nonché da due colori distinti, suddivisi in modo
         tale da attirare l'attenzione. Essa non avrebbe dimostrato l'esistenza sul mercato, alla data delle domande di marchio, di
         una pasticca che presenti caratteristiche assimilabili.
      
      17      In aggiunta a tali elementi caratteristici, i marchi richiesti conterrebbero un disegno al centro della pasticca, il quale
         costituirebbe un elemento di presentazione supplementare e distintivo ai sensi delle sentenze del Tribunale 19 settembre 2001,
         causa T‑128/00, Procter & Gamble/UAMI (Pasticca quadrata con incrostazione), (Racc. pag. II‑2785, punto 60), e causa T‑129/00, Procter & Gamble/UAMI (Pasticca rettangolare con incrostazione), (Racc. pag. II‑2793, punto 60). Tenuto conto di tale elemento, i marchi richiesti non potrebbero essere considerati come segni
         che consistono esclusivamente nella forma e nei colori del prodotto in questione, in assenza di qualsiasi elemento grafico.
      
      18     I disegni in esame rappresenterebbero un motivo floreale, o una stella, a quattro, cinque o sei petali. Nessuna pasticca presente
         sul mercato conterrebbe un disegno dai contorni precisi. La commissione di ricorso avrebbe travisato tale elemento considerandolo
         paragonabile alle forme geometriche di base, quali l'incrostazione rettangolare e l'incrostazione triangolare esaminate nelle
         cause da cui sono scaturite le citate sentenze Pasticca quadrata con incrostazione e Pasticca rettangolare con incrostazione.
      
      19     Inoltre, ritenendo che i marchi presentati per la registrazione non contenessero un «disegno speciale, straordinario o inusuale»,
         la commissione di ricorso sarebbe stata eccessivamente restrittiva per quanto riguarda il carattere distintivo minimo richiesto
         per la registrazione di un marchio.
      
      20     Secondo la ricorrente, i marchi richiesti potevano essere considerati distintivi sulla base di questi soli disegni, assimilabili
         ad un logo o ad un segno. A tale proposito essa fa valere la registrazione da parte dell’UAMI dei marchi figurativi costituiti
         da un'immagine floreale (n. 692897) e addirittura da semplici forme geometriche (nn. 2359776, 1868165, 3422631 e 1648120).
      
      21     Il disegno a sei petali, per di più, somiglierebbe al logo di Ariel della ricorrente, registrato come marchio comunitario
         (n. 814780). Il disegno a quattro petali sarebbe paragonabile ad un altro marchio comunitario figurativo appartenente alla
         ricorrente (n. 715904).
      
      22     La commissione di ricorso avrebbe inoltre omesso di considerare l'impressione complessiva prodotta da ciascuno dei marchi
         richiesti, descrivendoli come associazione di due forme geometriche di base. Nessuna pasticca sul mercato presenterebbe la
         stessa combinazione di forma, di colori, e di struttura che hanno quelle presentate per la registrazione; inoltre, queste
         ultime conterrebbero un disegno.
      
      23     La ricorrente rileva che l’UAMI ha ammesso la registrazione dei segni costituiti da una pasticca rettangolare con una lettera
         «s» (n. 1860170) e da due pasticche rotonde contenenti, rispettivamente, un disegno «yin-yang» (n. 1207455) ed una figura simile ad
         una goccia d'acqua (n. 1207869).
      
      24     Essa fa inoltre valere la registrazione, da parte dell'Ufficio dei marchi del Benelux, di taluni marchi richiesti.
      25     Infine, la ricorrente critica il fatto che in sette decisioni impugnate si sia preso in considerazione il principio di libera
         disponibilità delle forme geometriche di base. Essa sostiene che la stessa considerazione è alla base del ragionamento seguito
         in due decisioni che non menzionano esplicitamente detta considerazione, ossia quelle impugnate nelle cause T‑346/05 e T‑347/05.
         In questa fattispecie la considerazione in questione sarebbe infondata alla luce del gran numero di possibili combinazioni
         di forme, colori, e disegni delle pasticche. Inoltre essa non sarebbe pertinente nell'ambito della valutazione del carattere
         distintivo di un segno (sentenza della Corte 16 settembre 2004, causa C‑329/02 P, SAT.1/UAMI, Racc. pag. I‑8317, punto 36).
      
      26     L’UAMI fa valere che le decisioni impugnate applicano correttamente la giurisprudenza comunitaria in materia.
      27     Per quanto riguarda il pubblico destinatario, secondo l'UAMI la commissione di ricorso ha giustamente considerato che esso
         è costituito dal consumatore medio. A suo avviso, tale consumatore orienta la sua scelta sul produttore, poi sul tipo di preparato,
         ma non ha alcun motivo di esaminare attentamente la pasticca.
      
      28     A parere dell'UAMI, per stabilire come le pasticche di detergente saranno percepite da tale consumatore medio, i segni in
         questione devono essere valutati anche con riguardo alle modalità usuali di commercializzazione di tali prodotti, come il
         fatto che essi sono venduti in una confezione. L'ipotesi della vendita delle pasticche in una confezione avente la forma dei
         marchi richiesti, o dell'utilizzo della pasticca come un distintivo fissato alla confezione, sarebbe priva di pertinenza,
         dato che siffatta rappresentazione sarebbe percepita dal consumatore medio come una semplice descrizione o presentazione dei
         prodotti contenuti nella confezione. I marchi richiesti non potrebbero quindi essere confusi con un marchio tridimensionale
         che non ha alcuna relazione con il prodotto in esame.
      
      29     Per quanto riguarda la valutazione dei marchi richiesti, la ricorrente non contesterebbe il fatto che essi corrispondono ai
         prodotti in questione, ossia detergenti compressi in pasticche. In tali condizioni, in assenza di ulteriori elementi che individualizzino
         le pasticche in questione, il consumatore medio le percepirebbe una forma possibile e corrente dei prodotti stessi, e non
         come un'indicazione della loro origine commerciale.
      
      30     Secondo l'UAMI, nel caso di specie le pasticche in questione presentano semplicemente un'altra combinazione di diversi elementi
         già giudicati privi di carattere distintivo, ossia la forma rettangolare con bordi smussati, l’esistenza di vari strati di
         differenti colori e la presenza di incrostazioni [sentenze del Tribunale 19 settembre 2001, causa T‑336/99, Henkel/UAMI (Pasticca
         rettangolare verde e bianca), Racc. pag. II‑2589; Pasticca quadrata con incrostazione e Pasticca rettangolare con incrostazione,
         cit.].
      
      31     La forma delle pasticche in questione, rettangolare o cubica, sarebbe una forma di base a cui si pensa spontaneamente con
         riferimento a pasticche detergenti, e sarebbe abituale sul mercato. Il rapporto geometrico dei vari bordi del cubo e lo smussamento
         sarebbero semplici variazioni di tale forma, prive di pertinenza.
      
      32     L’utilizzo di vari colori, suggerendo al consumatore la presenza di diversi principi attivi, perseguirebbe un obiettivo funzionale.
         D'altronde, nel caso di specie, si tratterebbe di colori base quali il verde, il blu, il lilla.
      
      33     L’aggiunta di un'incrostazione al centro della pasticca sarebbe una combinazione naturale dei differenti principi attivi.
         L'incrostazione avrebbe la principale funzione di indicare la presenza di un ulteriore principio attivo. Dalla giurisprudenza
         risulterebbe che l'utilizzo di una forma triangolare per siffatta incrostazione non conferisce al marchio carattere distintivo
         (citata sentenza Pasticca rettangolare con incrostazione, punti 59 e 60). La forma a quattro, cinque o sei petali dell’incrostazione
         in oggetto sarebbe una forma geometrica altrettanto basilare della forma triangolare.
      
      34     Anche se la forma in questione venisse interpretata come un disegno floreale, il che richiederebbe una grande attenzione da
         parte del consumatore, essa sarebbe percepita solamente come un elemento decorativo. Inoltre, per quanto riguarda i prodotti
         per il lavaggio, una forma floreale farebbe riferimento alla freschezza, alla pulizia e ad un odore gradevole. Essa costituirebbe
         pertanto una variazione non rilevante di una incrostazione di una pasticca e non un segno distintivo.
      
      35     A parere dell'UAMI, l’esistenza di marchi comunitari figurativi con una forma simile a quella dell’incrostazione in esame
         non incide sulla detta considerazione. Il pubblico destinatario non percepirebbe allo stesso modo i marchi figurativi indipendenti
         dalla forma dei prodotti in questione, come fatti valere dalla ricorrente, e gli elementi dei marchi tridimensionali costituiti
         dall’aspetto del prodotto, come quelli considerati nella fattispecie.
      
      36     Gli elementi dei marchi richiesti, considerati congiuntamente o separatamente, non colpirebbero abbastanza e non sarebbero
         sufficientemente distinti da essere percepiti come diversi da una semplice associazione di colori e di forme di base e banali,
         ossia, da una qualsiasi pasticca di detersivo.
      
      37     La ricorrente non può far valere proficuamente le precedenti decisioni dell'UAMI relative ad altre pasticche [sentenza del
         Tribunale 27 febbraio 2002, causa T‑106/00, Streamserve/UAMI (STREAMSERVE), Racc. pag. II-723, punto 67]. Inoltre, ammettendo
         la registrazione delle pasticche con la lettera «s» stilizzata e con il disegno «yin-yang», l’UAMI ha ritenuto che i detti
         elementi non fossero percepiti come elementi funzionali che rappresentano un altro principio attivo.
      
      38     Il fatto che i segni in questione siano stati registrati nel Benelux non vincolerebbe l’UAMI. Inoltre, le dette registrazioni
         sarebbero state effettuate precedentemente alla pronuncia delle prime sentenze del Tribunale relative alle pasticche di detergente.
      
      39     Infine, per quanto riguarda le considerazioni relative al principio di libera disponibilità, la commissione di ricorso avrebbe
         applicato, per forme geometriche di base, la giurisprudenza della Corte in materia di colori (sentenza della Corte 6 maggio
         2003, causa C‑104/01, Libertel, Racc. pag. I‑3793). Per di più, posto che le dette considerazioni sarebbero state sollevate solo a titolo di argomenti ad
         abundantiam, la loro presunta mancanza di pertinenza non potrebbe condurre all'annullamento delle decisioni impugnate.
      
       Giudizio del Tribunale
      40     Ai sensi dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94, sono esclusi dalla registrazione «i marchi privi di carattere
         distintivo».
      
      41     Dire che un marchio ha carattere distintivo nel senso di tale articolo equivale a dire che tale marchio permette di identificare
         il prodotto per il quale è chiesta la registrazione come proveniente da un’impresa determinata e, dunque, di distinguere tale
         prodotto da quelli di altre imprese. Questo carattere distintivo dev’essere valutato in funzione, da un lato, dei prodotti
         o dei servizi per i quali è chiesta la registrazione e, dall’altro, delle aspettative dei settori interessati (v. sentenza
         della Corte 29 aprile 2004, cause riunite C‑473/01 P e C‑474/01 P, Procter & Gamble/UAMI, Racc. pag. I‑5173, punti 32 e 33,
         e la giurisprudenza citata).
      
      42     Nel caso di specie, occorre rilevare che ciascun marchio richiesto è costituito dalla forma, dai colori e dal disegno del
         prodotto per il quale è richiesta la registrazione del marchio, ossia da una pasticca di detergente quadrata e bianca con
         un disegno colorato al centro del lato superiore.
      
      43     Secondo una giurisprudenza costante, i criteri di valutazione del carattere distintivo dei marchi tridimensionali costituiti
         dalla forma del prodotto stesso non differiscono da quelli applicabili alle altre categorie di marchi. Tuttavia, in sede di
         applicazione di tali criteri, occorre tener conto che la percezione del consumatore medio non è necessariamente la stessa
         nel caso di un marchio tridimensionale, costituito dalla forma del prodotto stesso, e nel caso di un marchio denominativo
         o figurativo, rappresentato da un segno indipendente dall’aspetto dei prodotti che contraddistingue. Non è, infatti, abitudine
         del consumatore medio presumere l’origine dei prodotti sulla base della loro forma o confezione in assenza di qualsivoglia
         elemento grafico o testuale, sicché potrebbe risultare più difficile stabilire il carattere distintivo di un marchio tridimensionale
         siffatto che quello di un marchio denominativo o figurativo (v. sentenza Procter & Gamble/UAMI, cit., punto 36, e sentenza
         della Corte 22 giugno 2006, causa C‑24/05 P, Storck/UAMI, Racc. pag. I‑5677, punti 24 e 25, e la giurisprudenza citata).
      
      44     Ciò premesso, solo un marchio che si discosti in maniera significativa dalla norma o dagli usi del settore e che, di conseguenza,
         assolva la sua funzione essenziale di identificare l’origine del prodotto non è privo di carattere distintivo nel senso dell’art. 7,
         n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 (v. citata sentenza Storck/UAMI, punto 26, e la giurisprudenza citata).
      
      45     Alla luce di tali considerazioni, occorre esaminare, innanzitutto, gli argomenti della ricorrente relativi al livello di attenzione
         del consumatore interessato nei confronti dell'aspetto di pasticche detergenti e, in seguito, quelli vertenti sulla valutazione
         di ciascuno dei marchi richiesti.
      
       Sul livello di attenzione del consumatore interessato
      46     Per quanto riguarda il consumatore interessato in questa fattispecie, la commissione di ricorso ha rilevato che i prodotti
         in questione sono beni di largo consumo, che riguardano tutti i consumatori. 
      
      47     Questa considerazione non può essere rimessa in discussione dall'argomento della ricorrente, che non è corroborato da alcun
         elemento di fatto preciso, secondo cui tali prodotti, pur essendo di largo consumo, verrebbero acquistati da un pubblico limitato,
         composto da consumatori che fanno acquisti quotidianamente.
      
      48     Occorre quindi valutare il carattere distintivo del marchio richiesto tenendo conto dell'aspettativa presunta di un consumatore
         medio, normalmente informato e ragionevolmente attento ed avveduto (v., in questo senso, sentenze Pasticca quadrata con incrostazione,
         cit., punto 52, e Pasticca rettangolare con incrostazione, cit., punto 52, confermate dalla sentenza Procter & Gamble/UAMI,
         cit., punti 33 e 35).
      
      49     Il livello di attenzione del consumatore medio può variare in funzione della categoria di prodotti o di servizi di cui trattasi
         (sentenza della Corte 22 giugno 1999, causa C‑342/97, Lloyd Schuhfabrik Meyer, Racc. pag. I‑3819, punto 26). A tale riguardo,
         il Tribunale ha già dichiarato che, trattandosi di prodotti di consumo quotidiano, il livello di attenzione del consumatore
         medio nei confronti della forma e del disegno delle pasticche per lavabiancheria e lavastoviglie non era elevato (sentenze
         Pasticca quadrata con incrostazione, cit., punto 53, e Pasticca rettangolare con incrostazione, cit., punto 53).
      
      50     Nel caso di specie, la commissione di ricorso ha rilevato che il livello di attenzione del consumatore medio nei confronti
         dell'aspetto dei prodotti in questione non è elevato (punto 23 della decisione impugnata nella citata causa T‑241/05 e punti
         corrispondenti delle altre decisioni impugnate).
      
      51     Questa considerazione non può essere invalidata dall'argomento della ricorrente vertente sulle differenze di prezzo tra il
         prodotto detergente venduto in forma di pasticche e quello che si presenta in forma liquida o in polvere, o tra le pasticche
         detergenti e altri prodotti di consumo quotidiano. La ricorrente, infatti, non indica per quali ragioni, sebbene il prodotto
         detergente in questione sia di consumo corrente, il suo prezzo giustificherebbe una diversa conclusione per quanto riguarda
         il livello di attenzione del consumatore medio.
      
      52     Nell'ambito della valutazione delle abitudini del consumatore interessato occorre parimenti tener conto delle usuali modalità
         di commercializzazione del prodotto in questione [v., in questo senso, sentenza del Tribunale 5 marzo 2003, causa T‑194/01, Unilever/UAMI (Pasticca ovoidale), Racc. pag. II‑383, punto 48]. Contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, la considerazione
         delle modalità di commercializzazione che abitualmente prevalgono sul mercato in questione non contrasta con la giurisprudenza
         secondo la quale un concetto di commercializzazione particolare che ha in mente il richiedente di un marchio, che dipende
         quindi dalla scelta dell'impresa interessata e può essere modificato dopo la registrazione, è un fattore che non può incidere
         sulla valutazione della possibilità di registrare il marchio (sentenza TELE AID, cit., punto 42).
      
      53     Nel caso di specie, la commissione di ricorso ha quindi legittimamente preso in considerazione la circostanza che le pasticche
         detergenti sono abitualmente vendute in confezioni recanti il nome del prodotto e sulle quali appaiono spesso marchi denominativi
         o figurativi o altri elementi figurativi tra i quali può essere rappresentata l'immagine del prodotto (punto 24 della decisione
         impugnata nella causa T‑241/05 e punti corrispondenti delle altre decisioni impugnate).
      
      54     Ebbene, dalla giurisprudenza risulta che in generale, per quanto riguarda i prodotti commercializzati in tal modo, il livello
         d'attenzione del consumatore medio nei confronti del loro aspetto non è elevato. Pertanto, spetta al richiedente il marchio
         dimostrare, mediante indicazioni solide e concrete, la diversità delle abitudini dei consumatori sul mercato di cui trattasi
         (sentenza Pasticca ovoidale, cit., punto 48).
      
      55     Occorre quindi valutare se la ricorrente ha dimostrato, mediante indicazioni solide e concrete, che il consumatore sul mercato
         in questione è abituato a percepire l'aspetto della pasticca detergente come un'indicazione della sua origine commerciale.
      
      56     Innanzitutto, l'argomento fatto valere dalla ricorrente e vertente sull'interesse dei produttori in questione a distinguere
         l'aspetto dei loro prodotti, illustrato dalla diversità delle pasticche presenti sul mercato e dal numero di domande di marchi
         tridimensionali depositate nel settore, non basta, di per sé, per concludere che l'aspetto di tali prodotti sia normalmente
         percepito dal consumatore interessato come un'indicazione della loro origine commerciale (v., in questo senso, sentenza Pasticca
         ovoidale, cit., punto 50). 
      
      57     Per quanto riguarda poi l'ipotesi della ricorrente secondo cui le pasticche possono essere attaccate alla confezione, vendute
         in una confezione trasparente o in una confezione che ha la forma della pasticca, va osservato che la ricorrente non sostiene
         che tali modalità di presentazione dei prodotti sono abitualmente utilizzate nel mercato in esame. Di conseguenza, questo
         argomento non consente di rivelare le abitudini del consumatore interessato.
      
      58     Inoltre, con riferimento all'argomento della ricorrente in virtù del quale le pasticche possono essere disegnate sulla loro
         confezione, è necessario rilevare che tale confezione contiene abitualmente numerosi elementi verbali e figurativi, in particolare
         il nome del prodotto e taluni marchi denominativi o figurativi. Questa osservazione è confermata da esempi di confezioni di
         pasticche per lavatrice e per lavastoviglie presentati dalla ricorrente dinanzi alla commissione di ricorso e al Tribunale.
         Pertanto, e senza escludere la possibilità che diversi marchi figurino contemporaneamente su una confezione, il fatto che
         il prodotto sia disegnato su una confezione non dimostra che il consumatore presti un'attenzione particolare al suo aspetto,
         come indicazione della sua origine.
      
      59     Infine, in risposta all'addebito secondo cui la commissione di ricorso avrebbe omesso di prendere in considerazione taluni
         elementi, quali il prezzo del prodotto e il modo in cui quest'ultimo è presentato nei messaggi pubblicitari, occorre in primo
         luogo ricordare che la ricorrente non ha indicato in che termini una differenza di prezzo dei prodotti di largo consumo possa
         incidere sul livello di attenzione del consumatore medio interessato (v. sopra, punto 51).
      
      60     In secondo luogo, non si può addebitare alla commissione di ricorso di non avere analizzato i messaggi pubblicitari utilizzati
         nel settore in questione, dato che la ricorrente, come essa ha confermato in occasione dell'udienza, non ha fatto valere tali
         elementi dinanzi all'UAMI. È necessario rammentare che, nel caso di specie, spettava alla richiedente il marchio dimostrare
         che, nel mercato in esame, il livello di attenzione del consumatore medio nei confronti dell'aspetto del prodotto è elevato
         (v. sopra, punto 54).
      
      61     In ogni caso, occorre rilevare che dagli esempi di messaggi pubblicitari allegati ai ricorsi nelle cause da T‑29/06 a T‑31/06
         non si può dedurre che il consumatore interessato percepisca le immagini di pasticche figuranti nella pubblicità televisiva
         in modo diverso da una dimostrazione delle caratteristiche del prodotto, come il fatto che il detergente in forma solida è
         pratico da utilizzare e che la pasticca contiene vari ingredienti colorati. Ciò è vero a maggior ragione dato che il consumatore
         medio manifesta un grado di attenzione meno elevato quando percepisce i prodotti ed i relativi marchi in circostanze estranee
         all'atto di acquisto (v., in questo senso, sentenze della Corte 12 gennaio 2006, causa C‑361/04 P, Ruiz-Picasso e a./UAMI,
         Racc. pag. I‑643, punto 41, e Storck/UAMI, cit., punto 72).
      
      62     Alla luce di tali considerazioni, e senza che sia necessario pronunciarsi sulla ricevibilità di una parte degli elementi in
         questione che non sono stati prodotti dinanzi alla commissione di ricorso, occorre dichiarare che gli elementi presentati
         dalla ricorrente non sono sufficienti per dimostrare che il consumatore interessato presta un'attenzione particolare all'aspetto
         della pasticca detergente o che egli si è abituato a percepirla come un'indicazione della sua origine commerciale.
      
      63     Pertanto, occorre confermare la valutazione svolta dalla commissione di ricorso, secondo cui il livello di attenzione del
         consumatore medio nei confronti della forma e del disegno della pasticca di prodotto detergente non è elevato.
      
       Sui marchi richiesti
      64     Per quanto attiene alla valutazione del carattere distintivo di ciascun marchio richiesto, è necessario esaminare se, considerata
         l'impressione complessiva prodotta dalla combinazione della sua forma, dei suoi colori, e del suo disegno, esso possa essere
         percepito dal consumatore interessato come un'indicazione della sua origine commerciale.
      
      65     Tale valutazione non è incompatibile con un esame in successione degli elementi costitutivi del marchio richiesto (sentenze
         Pasticca quadrata con incrostazione, cit., punto 54, e Pasticca rettangolare con incrostazione, cit., punto 54, confermate
         dalla sentenza Procter & Gamble/UAMI, cit., punti 44 e 45).
      
      66     Per quanto concerne, innanzitutto, la forma delle pasticche in esame, occorre rilevare, come tra l'altro emerge dagli esempi
         di pasticche presentati dalla ricorrente, che le forme rettangolari sono utilizzate abitualmente per le pasticche di prodotto
         detergente. Inoltre, le semplici forme geometriche, quali il quadrato o il rettangolo, vengono spontaneamente in mente per
         un prodotto destinato alla lavatrice o alla lavastoviglie (sentenze Pasticca quadrata con incrostazione, cit., punto 56, e
         Pasticca rettangolare con incrostazione, cit., punto 56). Ebbene, la forma in questione, quadrata o cubica, con angoli leggermente
         arrotondati, identica per ogni pasticca in esame, non presenta differenze facilmente percepibili rispetto alle forme abituali
         delle pasticche di prodotto detergente.
      
      67     La commissione di ricorso, quindi, non ha commesso un errore di valutazione ritenendo che la forma della pasticca in questione
         si imponesse in modo evidente per il prodotto in esame.
      
      68     Per quanto concerne la presenza di due distinti colori nella pasticca di prodotto detergente, occorre rilevare che il pubblico
         interessato è abituato alla presenza di elementi di diverso colore in tale tipo di prodotto. Inoltre, dato che la pubblicità
         realizzata dai produttori di detergenti mette in risalto il fatto che gli elementi colorati sostanziano la presenza di diversi
         principi attivi, il consumatore interessato è indotto a percepire la loro presenza come evocazione di determinate qualità
         del prodotto, e non come indicazione della sua origine [sentenze del Tribunale 19 settembre 2001, causa T‑337/99, Henkel/UAMI
         (Pasticca rotonda rossa e bianca), Racc. pag. II‑2597, punto 51, e causa T‑118/00, Procter & Gamble/UAMI (Pasticca quadrata
         bianca, macchiettata di verde, e verde chiaro), Racc. pag. II‑2731, punto 61].
      
      69     Nella fattispecie, l'utilizzo di due colori nelle pasticche in questione, ossia il bianco e, a seconda della pasticca, il
         blu, il verde o il lilla, non si discosta dalla presentazione usuale dei prodotti in esame. In particolare, la ricorrente
         non spiega sotto che profilo tali colori colpirebbero per quanto riguarda prodotti detergenti.
      
      70     Peraltro, dalle decisioni impugnate non risulta affatto che la commissione di ricorso abbia omesso di tenere conto della presenza
         di due colori. Sebbene tale aspetto della pasticca sia esplicitamente evocato solo nelle decisioni impugnate nelle cause T‑346/05
         (punto 23) e T‑347/05 (punto 24), occorre rilevare che ogni decisione impugnata fornisce una descrizione del marchio richiesto,
         con la menzione dei colori, nei primi punti della motivazione. Dalle decisioni impugnate emerge che la commissione di ricorso
         ha fatto proprie le considerazioni dell'esaminatore, le quali, citate nella parte relativa ai fatti, riguardano esplicitamente
         i colori.
      
      71     Per quanto concerne i disegni colorati figuranti su un lato della pasticca, è opportuno ricordare che il Tribunale ha dichiarato
         come si pensi spontaneamente all'aggiunta di un'incrostazione sulla faccia superiore di una pasticca di prodotto detergente
         quando si tratta di combinare principi attivi diversi (v., in questo senso, sentenze Pasticca quadrata con incrostazione,
         cit., punti 59 e 60, e Pasticca rettangolare con incrostazione, cit., punti 59 e 60).
      
      72     Dato che il consumatore interessato è abituato al fatto che gli elementi colorati concretizzino la presenza di diversi principi
         attivi nella pasticca (v. sopra, punto 68), la considerazione esposta al punto precedente vale anche per l'aggiunta di un'incrostazione
         colorata. D'altronde, tale considerazione è confermata da taluni esempi di confezioni di pasticche presentati dalla ricorrente
         dinanzi al Tribunale, che si riferiscono esplicitamente al fatto che l'incrostazione colorata, rotonda o ovale, concretizza
         la presenza di un diverso principio attivo.
      
      73     Nel caso di specie, la commissione di ricorso ha rilevato che l'aggiunta di un disegno sulla faccia superiore di ciascuna
         pasticca, descritto come una «figura [rettangolare, pentagonale o esagonale] in forma di disegno floreale a [quattro, cinque
         o sei] petali» o come una «forma irregolare [ottagonale] con gli angoli arrotondati» o ancora come una «figura con petali»,
         non le conferisce carattere distintivo. La commissione di ricorso ha spiegato che l'aggiunta di un'incrostazione rientra tra
         le soluzioni ovvie per combinare i diversi principi attivi e che la combinazione della forma e del disegno della pasticca
         in questione si presenta come l'associazione «di due forme geometriche di base», oppure «di una forma geometrica di base e
         di un'incrostazione irregolare», che fa parte delle varianti della presentazione del prodotto a cui si pensa spontaneamente
         (punti 28 e 29 della decisione impugnata nella causa T‑241/05 e punti corrispondenti delle altre decisioni impugnate).
      
      74     Al riguardo, contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, da tali considerazioni non si evince che la commissione di ricorso
         abbia travisato alcuno dei disegni in esame paragonandolo alla forma geometrica di base. Il Tribunale, infatti, ha già riconosciuto
         che una forma irregolare può essere descritta come una variante delle forme geometriche di base, in quanto le differenze rispetto
         a tali forme di base non sono facilmente percepibili (v., in questo senso, sentenza Pasticca ovoidale, cit., punti 55-57).
         Pertanto, nel caso di specie, la commissione di ricorso ha potuto paragonare il disegno simmetrico delle pasticche in questione,
         che rappresenta una figura floreale a quattro, cinque, o sei petali, ad una variante di una forma geometrica rettangolare,
         pentagonale o esagonale, senza che ciò corrispondesse ad un travisamento di tale elemento.
      
      75     Ebbene, tenuto conto della semplicità dei disegni in esame e della loro esigua differenza dalle forme geometriche di base,
         che meglio si prestano all'aggiunta di un principio attivo al centro della pasticca di detergente, la commissione di ricorso
         non ha commesso un errore di valutazione ritenendo che ciascun disegno in questione fosse percepito come un'incrostazione
         che segnala la presenza di un altro principio attivo.
      
      76     Di conseguenza, non può essere accolto né l'argomento della ricorrente secondo cui il disegno colorato di ciascuna pasticca
         in questione non si confonde con nessun aspetto del prodotto in esame, né l'argomento in base al quale tale disegno presenta
         un elemento idoneo ad influenzare significativamente la percezione del marchio richiesto.
      
      77     La commissione di ricorso, infine, ha rilevato giustamente, nell'ambito della valutazione dell'impressione complessiva prodotta
         da ciascun marchio richiesto, che la combinazione della forma, dei colori e del disegno rappresenta, per ogni pasticca, una
         variante della usuale presentazione del prodotto in esame, inidonea ad identificare tale prodotto come proveniente da una
         determinata impresa e a distinguerlo da quelli di altre imprese, nonché che il consumatore medio interessato percepirà ogni
         marchio richiesto esclusivamente come la forma di un detergente e non come un'indicazione della sua origine commerciale (punti
         30-33 della decisione impugnata nella causa T‑241/05 e punti corrispondenti delle altre decisioni impugnate).
      
      78     L'aggiunta, nel centro della pasticca, di una figura simmetrica come quella rappresentata da ciascuno dei disegni in esame
         non modifica, infatti, significativamente l'aspetto della pasticca. La combinazione della forma quadrata bianca delle pasticche
         in questione con un disegno colorato, ossia le immagini floreali a quattro, cinque, o sei petali in questione, non si discosta
         significativamente dalla presentazione della pasticca di detergente cui si pensa spontaneamente, nella quale i diversi principi
         attivi sono ripartiti in modo decorativo.
      
      79     Considerato quanto precede, la ricorrente non può validamente sostenere che la commissione di ricorso abbia omesso di prendere
         in considerazione l'impressione complessiva di ciascun marchio richiesto, né che essa abbia ignorato il fatto che un segno
         può svolgere più funzioni simultanee.
      
      80     Inoltre, dato che la ricorrente contesta la formulazione della motivazione delle decisioni impugnate sulla valutazione dell'impressione
         complessiva di ciascuna pasticca in esame, occorre osservare che da tali decisioni non risulta che la commissione di ricorso
         abbia posto requisiti errati o eccessivi nel contesto della valutazione in oggetto. Infatti, se la commissione di ricorso
         si è riferita, a titolo di esempio, all'assenza di un «nome, logo o segno» sulla pasticca, nonché alla mancanza di carattere
         «speciale, straordinario o inusuale» del suo disegno, essa si è fondata in realtà sull'assenza di un elemento di presentazione
         idoneo ad influenzare la percezione del consumatore medio interessato, nonché sull'assenza di un disegno tale da essere notato
         e memorizzato da detto consumatore (punto 31 della decisione impugnata nella causa T‑241/05 e punti corrispondenti delle altre
         decisioni impugnate).
      
      81     Peraltro, occorre ricordare che l'assenza di carattere distintivo di un marchio non può essere rimessa in discussione dal
         numero più o meno elevato di forme simili presenti sul mercato [sentenza del Tribunale 19 settembre 2001, causa T‑335/99,
         Henkel/UAMI (Pasticca rettangolare rossa e bianca), Racc. pag. II‑2581, punto 57, confermata dalla sentenza della Corte 29
         aprile 2004, cause riunite C‑456/01 P e C‑457/01 P, Henkel/UAMI, Racc. pag. I‑5089, punto 62], né dall'assenza sul mercato
         di forme identiche a quelle di cui si richiede la registrazione [v., in questo senso, sentenza del Tribunale 31 maggio 2006,
         causa  T‑15/05, De Waele/UAMI (Forma di una salsiccia), Racc. pag. II‑1511, punto 40].
      
      82     Quindi, in questa fattispecie, la commissione di ricorso ha potuto legittimamente affermare che ciascun marchio richiesto
         costituiva una variante degli elementi a cui si pensa spontaneamente per i prodotti in oggetto, anche se una combinazione
         del genere non era presente sul mercato. Di conseguenza, l'argomento della ricorrente vertente sulla presunta assenza sul
         mercato di pasticche contenenti un disegno colorato non può in ogni caso essere accolto.
      
      83     L’assenza di carattere distintivo non può essere messa in discussione neppure dal fatto che la commissione di ricorso non
         ha fornito esempi concreti di pasticche detergenti usate nel commercio. Tale conclusione può essere infatti legittimamente
         fondata su fatti notori, risultanti dall’esperienza pratica generalmente acquisita nella commercializzazione di prodotti di
         consumo generale, senza che occorra necessariamente fornire esempi concreti [v., in questo senso, sentenza del Tribunale 10
         novembre 2004, causa T‑402/02, Storck/UAMI (Forma di farfalletta), Racc. pag. II‑3849, punto 58].
      
      84     Per quanto concerne gli argomenti vertenti sulle precedenti registrazioni effettuate dall'UAMI, va ricordato che, per costante
         giurisprudenza, la legittimità delle decisioni della commissione di ricorso deve essere valutata unicamente in base al regolamento
         n. 40/94 e non ad una prassi decisionale precedente a queste ultime (v. sentenza della Corte 12 gennaio 2006, causa C‑173/04 P,
         Deutsche SiSi-Werke/UAMI, Racc. pag. I‑551, punto 48, e la giurisprudenza citata).
      
      85     In ogni caso occorre rilevare che, in questa fattispecie, le registrazioni precedenti fatte valere dalla ricorrente non consentono
         di dimostrare il carattere distintivo dei marchi richiesti.
      
      86     In primo luogo, per quanto attiene alle registrazioni come marchio comunitario di forme geometriche elementari e di immagini
         floreali, occorre rammentare che il consumatore medio non percepisce allo stesso modo un segno figurativo indipendente dall’aspetto
         dei prodotti che contraddistingue e gli elementi di un segno tridimensionale che si confonde con l'aspetto del prodotto (v.
         sopra, punto 43). In secondo luogo, la presunta somiglianza tra la figura con sei petali di alcuni marchi richiesti (cause
         T‑241/05, T‑262/05 e T‑346/05) e il logo d’Ariel non è facilmente percepibile. In terzo luogo, per quanto concerne marchi
         tridimensionali comunitari aventi la forma di pasticche contenenti figure somiglianti a una lettera «s», ad un simbolo «yin-yang»
         e ad una goccia d'acqua, è necessario osservare che essi contengono elementi che non sono paragonabili a quelli dei marchi
         richiesti.
      
      87     Per quanto riguarda la registrazione di taluni dei segni in questione da parte dell'Ufficio dei marchi del Benelux, per costante
         giurisprudenza le registrazioni effettuate in Stati membri rappresentano elementi che, senza essere determinanti, possono
         essere presi in considerazione ai fini della registrazione di un marchio comunitario (v., in questo senso, sentenza Pasticca
         rotonda e bianca, cit., punto 58, e la giurisprudenza citata). Ebbene, la ricorrente non presenta alcun argomento che possa
         essere dedotto, nella fattispecie, dalla decisione dell'ufficio dei marchi del Benelux.
      
      88     Infine, per quel che riguarda le critiche rivolte dalla ricorrente nei confronti della considerazione del principio di libera
         disponibilità delle forme geometriche di base, contenuta nella motivazione di sette delle nove decisioni impugnate (v., a
         titolo indicativo, punti 35-39 della decisione impugnata nella causa T‑241/05), è necessario osservare che tale argomento,
         senza dubbio giuridicamente infondato, è contenuto nelle decisioni, esplicitamente, solo ad abundantiam, e non può quindi
         giustificare il loro annullamento.
      
      89     Ne consegue che l'argomento vertente su tali menzioni inadeguate deve essere respinto in quanto inconferente.
      90     Alla luce di quanto precede, occorre dichiarare che la commissione di ricorso ha dimostrato in maniera giuridicamente sufficiente,
         per ciascuno dei marchi richiesti, che, considerata l'impressione complessiva derivante dalla combinazione della forma, dei
         colori e del disegno delle pasticche in esame, esse non consentiranno al consumatore medio interessato di identificare l'origine
         commerciale dei prodotti in oggetto quando sarà chiamato ad effettuare una scelta in occasione di un acquisto.
      
      91     Di conseguenza il ricorso deve essere respinto.
       Sulle spese
      92     Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale, la parte soccombente è condannata alle spese se ne
         è stata fatta domanda. Poiché l’UAMI ne ha fatto domanda, la ricorrente, rimasta soccombente, va condannata alle spese.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Quarta Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      I ricorsi sono respinti.
      2)      La ricorrente è condannata alle spese.
      
               Legal 
            
            
                Vadapalas 
            
            
                Wahl
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 23 maggio 2007.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                      H. Legal
            
         * Lingua processuale: l'inglese.