CELEX: 41994D0017
Language: it
Date: 1994-12-22 00:00:00
Title: Acquis di Schengen - Decisione del Comitato esecutivo del 22 dicembre 1994 riguardante l'introduzione e l'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori (SCH/Com-ex (94) 17, 4 rev.)

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41994D0017

Acquis di Schengen - Decisione del Comitato esecutivo del 22 dicembre 1994 riguardante l'introduzione e l'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori (SCH/Com-ex (94) 17, 4 rev.)  

Gazzetta ufficiale n. L 239 del 22/09/2000 pag. 0168 - 0172

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVOdel 22 dicembre 1994riguardante l'introduzione e l'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori(SCH/Com-ex (94) 17, 4a rev.)IL COMITATO ESECUTIVO,visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,visti gli articoli 4 e 6 di tale Convenzione,prende atto ed approva il documento relativo all'introduzione e all'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori (SCH/I-front (94) 39, 9a rev.) eDECIDE:Ai fini dell'introduzione e dell'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori saranno messe in atto le misure che figurano in allegato.Bonn, 22 dicembre 1994.Il PresidenteBernd SchmidbauerDECISIONErelativa all'introduzione e all'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minoriSCH/I-front (94) 39, 9a rev.Nell'introdurre il regime Schengen negli aeroporti principali e in quelli minori occorre tener conto dell'importanza che riveste il trasporto aereo per l'immigrazione clandestina e del ruolo degli aeroporti in quanto frontiere interne ed esterne. Le Parti contraenti ritengono sia necessario applicare le seguenti, ulteriori misure:1) Considerata la necessità di evitare una commistione tra passeggeri di voli in provenienza o a destinazione di Stati terzi e passeggeri di voli interni, all'arrivo, nell'aeroporto, prima del controllo di polizia all'entrata e al momento del decollo, dopo il controllo di polizia all'uscita, considerato inoltre il fatto che entro la messa in vigore della Convenzione di Schengen dovranno essere realizzate in tutti gli aeroporti le relative opportune misure infrastrutturali volte ad assicurare la separazione fisica dei flussi passeggeri - all'aeroporto di Amsterdam/Schiphol è stato concesso in via eccezionale di ultimare i lavori per la fine del 1995 purché fino ad allora esso assicuri la chiara separazione tra flussi passeggeri con misure procedurali -, la Convenzione di applicazione di Schengen sarà messa in vigore anche per quanto concerne il traffico aereo alla data fissata dal Comitato esecutivo(1).Le Parti contraenti s'informano, nel corso del periodo preparatorio dal 22 dicembre 1994 al 26 marzo 1995, sui provvedimenti adottati.2) Al fine di ridurre i tempi di attesa - nel controllo dei voli in provenienza o a destinazione di Stati terzi - dei beneficiari del diritto comunitario, i quali, di norma, sono sottoposti soltanto ad un controllo d'identità, vanno previsti punti di controllo distinti contrassegnati da una segnaletica minima uniforme in tutti gli Stati Schengen utilizzando l'emblema dell'UE in un cerchio di stelle. I punti di controllo per stranieri sono contrassegnati dalla scritta "Non EU Nationals". Nei paesi di lingua romanza la segnaletica corrispondente è "UE" e "NON UE".3) Deroghe ammesse nell'adattare le condizioni di controllo negli aeroporti minori - aeroporti che non hanno, ai sensi del diritto nazionale interessato, lo status di aeroporti principali, ma che sono tuttavia aperti d'ufficio a voli internazionali - alle condizioni vigenti negli aeroporti principali:- Per evitare qualsiasi pericolo, occorre controllare i passeggeri dei voli di cui non si è in grado di stabilire con certezza se sono voli in provenienza esclusiva dai territori delle Parti contraenti o con destinazione esclusiva verso di essi, senza atterraggio sul territorio di uno Stato terzo.- Se il volume del traffico negli aeroporti minori non lo richiede, non è necessaria la permanenza degli agenti preposti al controllo in questi aeroporti purché sia garantito che, in caso di necessità, il personale possa essere sul posto in tempo utile. Chi gestisce l'aeroporto minore deve avere l'obbligo di informare in tempo le autorità di polizia di frontiera competenti sull'atterraggio e sul decollo di un aereo che effettua voli in provenienza o a destinazione di Stati terzi. È ammesso il ricorso ad agenti di controllo ausiliari, nella misura in cui ciò sia previsto dalla legislazione nazionale.- Negli aeroporti minori si può di norma rinunciare a dispositivi volti ad assicurare la separazione fisica dei passeggeri dei voli interni e dei voli in provenienza o a destinazione di Stati terzi.Il Manuale comune è opportunamente integrato con disposizioni relative agli aeroporti minori.(1) Tale disposizione parte dal presupposto che la decisione relativa alla messa in vigore interverrà il 22 dicembre 1994 e che fino alla messa in vigore della Convenzione di applicazione di Schengen vi è un periodo preparatorio di 3 mesi.INTRODUZIONE E APPLICAZIONE DEL REGIME SCHENGEN NEGLI AEROPORTI PRINCIPALI E NEGLI AEROPORTI MINORIGli aeroporti svolgono un ruolo importante nell'ambito del sistema Schengen. Da un lato, rivestono una grande importanza come vie di accesso per un numero sempre maggiore di viaggiatori e pertanto anche per gli immigrati clandestini, dall'altro fungono sia da frontiere interne che da frontiere esterne e rappresentano quindi un settore particolare con una serie di problemi specifici.Vanno considerati in particolare i seguenti aspetti:- messa in vigore della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen,- canalizzazione dei flussi di passeggeri negli aeroporti,- adattamento allo standard Schengen dell'intensità dei controlli nell'ambito del traffico aereo civile,- particolarità degli aeroporti minori.1. Messa in vigore della Convenzione di applicazione dell'accordo di SchengenIl regime Schengen propone in questo settore un'innovazione essenziale: a prescindere dalla loro nazionalità, i passeggeri dei voli interni non sono più sottoposti ad un controllo, mentre i passeggeri dei voli in provenienza e a destinazione di Stati terzi devono sottostare, all'atto dell'ingresso e dell'uscita, ad un controllo di polizia più o meno approfondito in funzione della loro nazionalità. Per poter realizzare simultaneamente questi due obiettivi, è necessario predisporre la separazione di queste due categorie di viaggiatori. Con questa separazione si vuole evitare che, da un lato, i passeggeri dei voli interni siano controllati, e dall'altro, che i passeggeri dei voli in provenienza e a destinazione di Stati terzi entrino nel territorio degli Stati Schengen senza controllo.È possibile realizzare una separazione completa dei flussi di passeggeri soltanto sul piano fisico, essenzialmente grazie all'adozione di opportune misure infrastrutturali, quali ad esempio la costruzione di pareti divisorie nelle aree di controllo esistenti, l'utilizzo di piani distinti negli edifici attuali o la canalizzazione del traffico verso terminali diversi.Considerato che le misure infrastrutturali debbono essere portate a termine in tutti gli aeroporti entro la messa in vigore della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen - all'aeroporto di Amsterdam/Schiphol è stato concesso in via eccezionale di ultimare i lavori per la fine del 1995 purché fino ad allora esso assicuri la chiara separazione tra flussi passeggeri con misure procedurali - la Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen è messa in vigore anche per quanto concerne il traffico aereo alla data fissata dal Comitato esecutivo(1).Le Parti contraenti s'informano, nel corso del periodo preparatorio dal 22 dicembre 1994 al 26 marzo 1995, sui provvedimenti adottati.2. Canalizzazione dei flussi di passeggeri negli aeroportiÈ stato verificato che l'applicazione delle disposizioni Schengen in materia di controlli, in particolare nei riguardi dei cittadini di paesi terzi, aumenta di molto la durata dei controlli e provoca lunghi tempi d'attesa. Per contenere entro limiti accettabili questi tempi d'attesa almeno per i beneficiari del diritto comunitario è necessario porre maggiormente l'accento in questi casi sull'accelerazione dei controlli.A tale riguardo, una soluzione consiste nel prevedere aree di controllo specifiche per i beneficiari del diritto comunitario, affinché queste persone, di norma sottoposte soltanto ad un controllo ridotto, non debbano subire ritardi per il fatto che si presentano allo stesso sportello di cittadini di paesi terzi, sottoposti invece a un controllo d'ingresso approfondito che richiede molto tempo. Tuttavia, l'esperienza ha dimostrato che i passeggeri si dirigono verso le file di controllo appropriate soltanto se queste sono indicate in maniera comprensibile a tutti. C'è da aspettarsi che quanto più uniformi sono le indicazioni, tanto più esse sono rispettate. L'obiettivo da conseguire è una prassi concertata in tutti gli Stati Schengen.Per i beneficiari del diritto comunitario vanno pertanto previsti punti di controllo distinti contrassegnati da una segnaletica minima uniforme in tutti gli Stati Schengen utilizzando l'emblema dell'UE in un cerchio di stelle. I punti di controllo per stranieri sono contrassegnati dalla scritta "Non EU Nationals". Nei paesi di lingua romanza la segnaletica corrispondente è "UE" e "NON-UE".3. Adattamento allo standard Schengen dell'intensità dei controlli nell'ambito del traffico aereo civileI principi che regolano i controlli negli aeroporti, in quanto frontiere esterne, sono identici a quelli applicati per i controlli dei viaggiatori ad esempio ai valichi stradali. Tuttavia, contrariamente a quanto succede in quest'ultimo caso, nel traffico aereo la componente "tempo" ha un'importanza particolare per via delle coincidenze.Data la situazione è necessario conciliare l'intensità dei controlli e le restrizioni di tempo, in modo tale da tener conto delle esigenze da entrambe le parti. In caso di dubbio, va però data la priorità alle esigenze in materia di sicurezza.La durata della procedura di controllo nel suo insieme non dipende solo dall'onere di lavoro della polizia di frontiera, ma anche da una serie di altri fattori, quali ad esempio il numero di passeggeri, la composizione dei viaggiatori, la struttura degli edifici ed altri aspetti. Le circostanze variano da un aeroporto all'altro. Secondo gli studi compiuti dalla IATA, se la durata media dei controlli per passeggero supera i 40 secondi, il funzionamento dell'aeroporto è sensibilmente perturbato. I test eseguiti sulla base delle disposizioni Schengen in materia di controlli hanno avvalorato questi risultati. Considerato che le disponibilità di spazio e di sistemazione sono limitate, questa situazione non può cambiare da un giorno all'altro, nemmeno se il numero degli agenti venisse rafforzato.Per questo motivo, oltre al rafforzamento del personale, è necessario prevedere negli aeroporti specifiche procedure che consentano di rispettare il livello di controllo Schengen assicurando pur tuttavia una durata di controllo che non sia del tutto incompatibile con le restrizioni di tempo degli altri sistemi interessati, come ad esempio il traffico aereo internazionale.Va operata una distinzione tra le misure tattico-organizzative, realizzabili a breve scadenza, e quelle che si avvalgono di una tecnica complessa e che richiedono di conseguenza più tempo.Le Parti contraenti verificheranno l'opportunità dei seguenti singoli punti:3.1. Metodi tattico-organizzativiLe misure appartenenti a questo gruppo devono permettere una razionalizzazione e un'accelerazione della procedura di controllo pur senza provocare carenze di sicurezza.- La creazione di una seconda linea di controllo consentirebbe agli agenti preposti alle cabine di controllo di non occuparsi dei casi difficili ma di affidarli al personale della seconda linea; si potrebbe mantenere in tal modo il ritmo rapido del controllo del flusso di passeggeri.- Ai sensi della decisione dei Ministri e Segretari di Stato del 6 novembre 1992, i controlli alle frontiere esterne sono efficaci, dal punto di vista delle esigenze Schengen, se il loro grado di intensità è commisurato al rischio e al pericolo che rappresentano gli Stati terzi. Gli Stati Schengen si comunicano i relativi modi di procedere nella prassi.A tal fine, le Parti contraenti intendono chiedere alle rispettive autorità preposte alla sicurezza di svolgere fra breve indagini sui rischi e sui pericoli che rappresentano gli Stati terzi.- Il controllo di frontiera automatizzato è un altro mezzo per accelerare i controlli dei passeggeri evitando dispendio di personale. Si tratta di una verifica automatica eseguita tramite lettura elettronica di un documento di viaggio o di una speciale "chip card". Sarà in particolare possibile accelerare i controlli installando un gran numero di questi dispositivi, affatto ingombranti e il cui uso può essere molto più conveniente, economicamente, di quello di una cabina di controllo con relativi agenti.Questa procedura consente di verificare in maniera precisa e istantanea se sono soddisfatte tutte le condizioni d'ingresso, grazie alla consultazione dei dati di ricerca informatici, agli accertamenti svolti prima di autorizzare l'uso della procedura automatica e ai ripetuti controlli. Inoltre, gli agenti delle autorità di frontiera potrebbero se del caso effettuare in qualsiasi momento controlli complementari.3.2. Advanced-Passenger-Information-System (Sistema di informazione anticipata sui passeggeri)Per adattare l'intensità dei controlli del traffico aereo alle esigenze Schengen, è necessario esplorare altre possibilità. Considerato che il margine entro il quale è possibile aumentare la durata dei controlli dopo l'atterraggio degli aerei è limitato, si dovrebbe ovviare a questa situazione effettuando controlli anticipati dei passeggeri prima dell'atterraggio dei velivoli. Questo tipo di procedura è già applicata in parte nell'aviazione internazionale ed è organizzata in modo tale che i dati relativi ai passeggeri sono trasmessi elettronicamente all'aeroporto di arrivo dopo il decollo dell'aereo. Le autorità di frontiera dell'aeroporto di destinazione possono allora effettuare il raffronto di questi dati grazie ai loro archivi di informazione e di ricerca e dispongono in generale di tempo sufficiente per svolgere questa operazione.3.3. Pre-flight-InspectionsUn'altra possibilità di controllo anticipato dei passeggeri è offerta dal cosiddetto "Pre-flight-Inspection". In occasione di tali controlli, gli agenti preposti al controllo dello Stato di destinazione possono, in virtù di accordi internazionali, effettuare controlli nell'aeroporto di partenza al fine di verificare che i passeggeri soddisfino, per lo Stato Schengen di destinazione, talune condizioni di ingresso e che possano imbarcarsi. Si tratta pertanto di una misura che completa, ma non sostituisce, il controllo d'ingresso nell'aeroporto di destinazione.4. Particolarità degli aeroporti minoriNegli aeroporti minori - aeroporti che non hanno, ai sensi del diritto nazionale interessato, lo status di aeroporti principali, ma che sono tuttavia aperti d'ufficio a voli internazionali - i passeggeri di voli in provenienza o a destinazione di Stati terzi sono sottoposti ad un controllo delle persone [Parte II, punto 3.3.3 del Manuale comune(2)].Per evitare qualsiasi pericolo, occorre controllare i passeggeri dei voli di cui non si è in grado di stabilire con certezza se sono voli in provenienza esclusiva dai territori delle Parti contraenti o con destinazione esclusiva verso di essi, senza atterraggio sul territorio di uno Stato terzo.Se il volume del traffico non lo richiede, non è necessaria la permanenza degli agenti preposti al controllo negli aeroporti minori purché sia garantito che, in caso di necessità, il personale possa essere sul posto in tempo utile. Chi gestisce l'aeroporto minore deve avere l'obbligo di informare in tempo le autorità di polizia di frontiera competenti sull'atterraggio e sul decollo di un aereo che effettua voli in provenienza o a destinazione di Stati terzi. È ammesso il ricorso ad agenti di controllo ausiliari, nella misura in cui ciò sia previsto dalla legislazione nazionale.Considerato che il traffico è in generale sporadico negli aeroporti minori, si può in linea di massima rinunciare a dispositivi volti ad assicurare la separazione fisica dei passeggeri dei voli interni e dei voli in provenienza o a destinazione di Stati terzi.Il Manuale comune verrà opportunamente integrato con le disposizioni relative agli aeroporti minori.(1) Tale disposizione parte dal presupposto che la decisione relativa alla messa in vigore interverrà il 22 dicembre 1994 e che fino alla messa in vigore della Convenzione di applicazione di Schengen vi è un periodo preparatorio di 3 mesi.(2) Documento riservato. Cfr. il documento SCH/Com-ex (98) 17.