CELEX: 62014CA0508
Language: it
Date: 2015-10-06 00:00:00
Title: Causa C-508/14: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 6 ottobre 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší správní soud — Repubblica ceca) — Český telekomunikační úřad/T-Mobile Czech Republic a.s., Vodafone Czech Republic a.s. (Rinvio pregiudiziale — Direttiva 2002/22/CE (direttiva «servizio universale») — Calcolo del costo degli obblighi di servizio universale — Considerazione del tasso di rendimento del capitale proprio — Effetto diretto — Applicazione ratione temporis)

23.11.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 389/11
            
         Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 6 ottobre 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší správní soud — Repubblica ceca) — Český telekomunikační úřad/T-Mobile Czech Republic a.s., Vodafone Czech Republic a.s.
   (Causa C-508/14) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2002/22/CE (direttiva «servizio universale») - Calcolo del costo degli obblighi di servizio universale - Considerazione del tasso di rendimento del capitale proprio - Effetto diretto - Applicazione ratione temporis))
   (2015/C 389/13)
   Lingua processuale: il ceco
   
      Giudice del rinvio
   
   Nejvyšší správní soud
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Český telekomunikační úřad
   
      Convenute: T-Mobile Czech Republic a.s., Vodafone Czech Republic a.s.
   
      con l’intervento di: O2 Czech Republic a.s., già Telefónica Czech Republic a.s., UPC Česká republika s.r.o.
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               Gli articoli 12 e 13 della direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale), devono essere interpretati nel senso che non ostano a che il costo netto dell’obbligo di servizio universale includa il «margine di utile ragionevole» del fornitore di tale servizio, costituito dal tasso di remunerazione del capitale proprio che esigerebbe un’impresa comparabile al fornitore del servizio universale che valuti l’opportunità di prestare il servizio di interesse economico generale per l’intera durata del periodo di incarico, tenendo conto del livello di rischio.
            
         
               2)
            
            
               Gli articoli 12 e 13 della direttiva 2002/22 devono essere interpretati nel senso che producono un effetto diretto e possono essere fatti valere direttamente dai singoli dinanzi a un giudice nazionale per contestare una decisione di un’autorità nazionale di regolamentazione.
            
         
               3)
            
            
               La direttiva 2002/22 dev’essere interpretata nel senso che essa non è applicabile ai fini della determinazione dell’importo del costo netto degli obblighi di servizio universale assolti dall’impresa designata durante il periodo precedente all’adesione della Repubblica ceca all’Unione europea, vale a dire, per il 2004, nel periodo compreso tra il 1o gennaio e il 30 aprile 2004.
            
         
      (1)  GU C 56 del 16.2.2015.