CELEX: 
Language: it
Date: 1980-05-27
Title: Regolamento (CEE) n. 1272/80 del Consiglio, del 22 maggio 1980, relativo alla conclusione dell'accordo provvisorio fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, relativo agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale #Accordo provvisorio fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, relativo agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale #Protocollo n. 1 relativo ai prodotti contemplati all'articolo 2 #Protocollo n. 2 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa

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31980R1272

Regolamento (CEE) n. 1272/80 del Consiglio, del 22 maggio 1980, relativo alla conclusione dell' accordo provvisorio fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, relativo agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale  

Gazzetta ufficiale n. L 130 del 27/05/1980 pag. 0001 - 0001 edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 20 pag. 0102  edizione speciale spagnola: capitolo 03 tomo 18 pag. 0020  edizione speciale portoghese: capitolo 03 tomo 18 pag. 0020 

REGOLAMENTO (CEE) N. 1272/80 DEL CONSIGLIO  del 22 maggio 1980  relativo alla conclusione dell'accordo provvisorio fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, relativo agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale   IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 113,  vista la raccomandazione della Commissione,  considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo di cooperazione firmato a Belgrado il 2 aprile 1980, è opportuno approvare l'accordo provvisorio fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, relativo agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale, firmato a Bruxelles il 6 maggio 1980,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:     Articolo 1 A nome della Comunità sono approvati l'accordo provvisorio fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, relativo agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale, nonché le dichiarazioni e lo scambio di lettere allegati all'atto finale.  I testi dell'accordo provvisorio e dell'atto finale sono allegati al presente regolamento.    Articolo 2 Il presidente del Consiglio procede alla notifica di cui all'articolo 42 dell'accordo provvisorio (1).    Articolo 3 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.     Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 22 maggio 1980.  Per il Consiglio  Il Presidente  G. ZAMBERLETTI  (1)La data di entrata in vigore dell'accordo sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee a cura del segretariato generale del Consiglio.           ACCORDO PROVVISORIO  fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, relativo agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale   IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  da una parte,  IL CONSIGLIO ESECUTIVO FEDERALE DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI IUGOSLAVIA,  dall'altra,  CONSIDERANDO che il 2 aprile 1980 è stato firmato a Belgrado l'accordo di cooperazione fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, che traduce la volontà delle parti contraenti di approfondire la cooperazione economica fra la Comunità e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, Stato non allineato, europeo, mediterraneo e membro del gruppo dei settantasette paesi in via di sviluppo, dall'altra;  CONSIDERANDO che l'accordo di cooperazione, conformemente alla dichiarazione comune firmata a Belgrado il 2 dicembre 1976, ha per obiettivo di rafforzare, approfondire e diversificare le relazioni, istituite in base all'accordo commerciale, firmato il 26 giugno 1973, fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, in particolare al fine di favorire, tenuto conto del rispettivo livello di sviluppo delle loro economie, un miglior equilibrio, il miglioramento della struttura e lo sviluppo del volume dei loro scambi commerciali;  CONSIDERANDO che l'accordo ha anche lo scopo di contribuire al conseguimento degli obiettivi degli accordi di Osimo, firmati il 10 novembre 1975 dalla Repubblica italiana e dalla Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, in particolare degli obiettivi contenuti nel protocollo sulla zona franca e nell'accordo per la promozione e la cooperazione economica fra questi due paesi;  CONSIDERANDO che l'accordo di cooperazione tende inoltre a garantire una base più sicura per la cooperazione tra paesi con diverso livello di sviluppo economico, nell'ambito degli sforzi della comunità internazionale volti ad un ordine economica più giusto e più equilibrato;  CONSIDERANDO che è necessario tener conto della nuova situazione creatasi in seguito all'ampliamento della Comunità e rafforzare gli esistenti vincoli di vicinato per organizzare rapporti economici e commerciali più armoniosi fra la Comunità e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia;  CONSIDERANDO che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo di cooperazione, è opportuno assicurare una continuità di attuazione fra le disposizioni dell'accordo commerciale e le disposizioni dell'accordo di cooperazione, in particolare nel settore degli scambi commerciali e della cooperazione commerciale;  CONSIDERANDO che a tale scopo è opportuno applicare quanto prima, mediante un accordo provvisorio, talune disposizione dell'accordo di cooperazione relative agli scambi commerciali ed alla cooperazione commerciale;  CONSIDERANDO che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo di cooperazione e della costituzione del consiglio di cooperazione, è necessario assicurarsi che la commissione mista, istituita dall'accordo commerciale, possa esercitare le competenze attribuite dall'accordo di cooperazione al consiglio di cooperazione in materia di cooperazione commerciale e necessarie al funzionamento dell'accordo provvisorio.   HANNO DECISO di concludere il presente accordo e a tale effetto hanno designato come plenipotenziari:  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE:  Eugenio PLAJA,  ambasciatore d'Italia,  presidente del comitato dei rappresentanti permanenti;  Sir Roy DENMAN,  direttore generale delle relazioni esterne della Commissione delle Comunità europee;  IL CONSIGLIO ESECUTIVO FEDERALE DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI IUGOSLAVIA:  Milica ZIBERNA,  segretario federale aggiunto al commercio estero:      TITOLO I SCAMBI COMMERCIALI   Articolo 1 Nel settore commerciale, il presente accordo si prefigge di promuovere gli scambi tra le parti contraenti, tenendo conto dei rispettivi livelli di sviluppo e della necessità di realizzare un migliore equilibrio dei loro scambi commerciali al fine di migliorare le condizioni di accesso dei prodotti iugoslavi al mercato comunitario.    A. Prodotti industriali   Articolo 2 Fatte salve le disposizioni speciali, per taluni prodotti, del presente titolo e del protocollo n. 1, i prodotti originari della Iugoslavia, diversi da quelli elencati nell'allegato II del trattato che istituisce la Comunità economica europea e nell'allegato A del presente accordo, sono ammessi all'importazione nella Comunità senza restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente ed in esenzione da dazi doganali e da tasse di effetto equivalente.    Articolo 3 Il regime di cui all'articolo 1 del protocollo n. 7 dell'atto relativo alle condizioni di adesione ed agli adattamenti dei trattati del 22 gennaio 1972, concernente l'importazione di autoveicoli e l'industria del montaggio in Irlanda, si applica nei confronti della Iugoslavia per il periodo stabilito nel suddetto articolo.    Articolo 4 1. Il presente accordo non pregiudica le disposizioni dell'accordo sul commercio dei tessili fra la Iugoslavia e la Comunità concluso nel quadro dell'accordo multilaterale sul commercio dei tessili.  2. Al più tardi sei mesi prima della scadenza del suddetto accordo le parti contraenti stabiliscono il regime da applicare successivamente ai prodotti tessili.    Articolo 5 1. Per i prodotti qui appresso elencati, i dazi doganali all'importazione nella Comunità saranno gradualmente soppressi con il ritmo indicato al paragrafo 2.   >PIC FILE= "T0014944">  3. Il dazio di base da prendere in considerazione per il calcolo delle riduzioni di cui al paragrafo 2 è quello effettivamente applicato in qualsiasi momento nei confronti dei paesi terzi.    4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai prodotti di cui all'allegato IV del protocollo n. 1 alle condizioni stabilite nel suddetto protocollo.      Articolo 6 I dazi doganali all'importazione nella Comunità per i prodotti enumerati nell'allegato B sono quelli indicati per ciascuno di essi nel suddetto allegato.    Articolo 7 1. Per determinati prodotti che essa ritiene sensibili, la Comunità si riserva di adire la commissione mista di cui all'articolo 31 del presente accordo per definire le speciali condizioni di accesso al proprio mercato che dovessero rendersi necessarie.  La commissione mista stabilisce le suddette condizioni entro un termine massimo di tre mesi a decorrere dalla notifica. In mancanza di decisione della commissione mista entro questo termine, la Comunità può prendere le misure necessarie. Peraltro dette misure non potranno eccedere la portata di quelle che deriverebbero dall'applicazione a questi prodotti delle disposizioni del protocollo n. 1, alle condizioni stabilite da quest'ultimo.  2. Per l'applicazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1, le parti contraenti procedono a regolari scambi di informazioni in sede di commissione mista, prima di stabilire eventualmente le speciali condizioni di accesso dei prodotti in questione sul rispettivo mercato delle parti contraenti. Detti scambi di informazioni vertono in particolare sulle correnti commerciali e sulle previsioni di produzione e di esportazione a medio ed a lungo termine.  3. La commissione mista esamina periodicamente le misure prese a norma del paragrafo 1 per verificarne la compatibilità con gli obiettivi dell'accordo.    B. Prodotti agricoli   Articolo 8 Per i prodotti sottoelencati, originari della Iugoslavia, i dazi doganali all'importazione nella Comunità sono nuovamente ridotti nelle proporzioni indicate per ciascuno di essi.   >PIC FILE= "T0014945">      Articolo 9 1. I vini di uve fresche delle sottovoci 22.05 ex C I a) ed ex C II a) della tariffa doganale comune, originari della Iugoslavia, beneficiano del regime all'importazione nella Comunità definito nei seguenti paragrafi, purché, fatte salve le norme particolari previste nel presente articolo, i prezzi praticati all'importazione di questi vini nella Comunità, maggiorati dei dazi doganali effettivamente riscossi, siano in qualsiasi momento almeno pari ai prezzi di riferimento della Comunità ad essi applicabili.  2. Per i vini di cui al paragrafo 1, il dazio doganale all'importazione nella Comunità è ridotto del 30 % nell'ambito di un contingente tariffario comunitario annuo di 12 000 ettolitri.  3. La riduzione tariffaria di cui al paragrafo 2 si applica ai vini che, previa verifica dell'equivalenza della legislazione iugoslava in materia di vini che beneficiano di una denominazione di origine con la legislazione comunitaria in materia, saranno stati stabiliti tra le autorità competenti delle parti contraenti mediante scambio di lettere.    Articolo 10 1. Per il tabacco del tipo «Prilep» della sottovoce 24.01 ex B della tariffa doganale comune, originario e proveniente dalla Iugoslavia, i dazi doganali sono sospesi al livello del 7 % ad valorem con riscossione minima di 13 UCE/100 kg e riscossione massima di 45 UCE/100 kg.  2. Il regime all'importazione nella Comunità definito al paragrafo 1 si applica al tabacco del tipo «Prilep», munito di un certificato di origine e di autenticità, nel quadro di un contingente tariffario comunitario annuo di 1 500 tonnellate.  3. Le rispettive autorità competenti delle parti contraenti definiscono mediante scambio di lettere le disposizioni e le procedure relative al certificato di origine e di autenticità indicato al paragrafo 2.    Articolo 11 1. L'importo del prelievo riscosso all'importazione nella Comunità dei prodotti indicati nell'elenco che figura nell'allegato C non può essere superiore:    - al 5 % del prelievo di base se si constata che il prezzo del mercato comunitario è superiore al 104 % del prezzo di orientamento ed inferiore o pari al 106 % del medesimo;       - al 15 % del prelievo di base se si constata che il prezzo del mercato comunitario è superiore al 102 % del prezzo di orientamento ed inferiore o pari al 104 % del medesimo;       - al 50 % del prelievo di base se si constata che il prezzo del mercato comunitario è superiore al prezzo di orientamento ed inferiore o pari al 102 % del medesimo;       - al 75 % del prelievo di base se si constata che il prezzo del mercato comunitario è superiore o pari al 98 % del prezzo di orientamento ed inferiore o pari al medesimo;       - all'80 % del prelievo di base se si constata che il prezzo del mercato comunitario è superiore o pari al 96 % del prezzo di orientamento ed inferiore al 98 % del medesimo;       - all'85 % del prelievo di base se si constata che il prezzo del mercato comunitario è superiore o pari al 90 % del prezzo di orientamento ed inferiore al 96 % del medesimo;       - al 90 % del prelievo di base se si constata che il prezzo del mercato comunitario è inferiore al 90 % del prezzo di orientamento.         2.    a) La Iugoslavia comunica ai servizi competenti della Comunità qualsiasi informazione utile relativa ai prezzi praticati all'esportazione, nonché alle quantità ed alla presentazione dei prodotti esportati (animali vivi, carcasse, quarti);       b) la Iugoslavia prende tutte le misure utili affinché il prezzo d'offerta franco frontiera, maggiorato del dazio doganale e del prelievo ridotto, resti ad un livello equivalente a quello che risulta dall'applicazione del prelievo normale;       c) per contribuire alla stabilizzazione del mercato interno della Comunità, la Iugoslavia rispetta un adeguato ritmo di consegna e prende tutte le disposizioni utili per vigilare all'ordinato sviluppo delle sue esportazioni nella Comunità, in particolare con un efficace controllo di ciascuna spedizione mediante un certificato attestante che la merce è originaria e proveniente dalla Iugoslavia e corrisponde esattamente alla definizione che figura nell'allegato C. Il testo di detto certificato è stabilito di comune accordo tra i servizi competenti delle due parti;       d) le modalità relative all'applicazione delle lettere a), b) e c) saranno definite nel quadro della  cooperazione da stabilire tra i servizi competenti della Iugoslavia e della Comunità;       e) le riduzioni dei prelievi si eseguono nel quadro di un volume di 2 900 tonnellate mensili nel caso in cui il prezzo del mercato comunitario sia inferiore al 98 % del prezzo di orientamento.          Articolo 12 1. Qualora venga emanata una normativa specifica come conseguenza dell'attuazione della sua politica agricola o venga modificata la normativa esistente o in caso di modifica o di sviluppo delle disposizioni relative all'attuazione della sua politica agricola, la Comunità può modificare, per i prodotti che ne formano oggetto, il regime stabilito dall'accordo.  In tali casi la Comunità tiene conto, in modo appropriato, degli interessi della Iugoslavia.  2. Qualora la Comunità, in applicazione del paragrafo 1, modifichi il regime istituito dal presente accordo per i prodotti di cui all'allegato II del trattato che istituisce la Comunità economica europea, essa concede per le importazioni originarie della Iugoslavia un vantaggio paragonabile a quello previsto dal presente accordo.  3. Per la modifica del regime istituito dall'accordo, si terranno consultazioni in sede di commissione mista, su richiesta dell'altra parte contraente.   C. Disposizioni comuni   Articolo 13 I prodotti di cui al presente accordo, originari della Iugoslavia, non possono beneficiare, all'importazione nella Comunità, di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri si accordano reciprocamente.    Articolo 14 La Iugoslavia concede alla Comunità, nel settore degli scambi, un trattamento non meno favorevole del regime della nazione più favorita.    Articolo 15 Il presente accordo non pregiudica l'applicazione di regimi speciali relativi alla circolazione delle merci previsti negli accordi frontalieri conclusi anteriormente tra uno o più Stati membri e la Iugoslavia.    Articolo 16 1. Le parti contraenti si comunicano, al momento della firma del presente accordo, le disposizioni da esse applicate in materia di regime degli scambi.  2. La Iugoslavia ha la facoltà di introdurre nel suo regime degli scambi nei confronti della Comunità nuovi dazi doganali e tasse d'effetto equivalente o nuove restrizioni quantitative e misure d'effetto equivalente e di aumentare o rendere più onerosi i dazi e le tasse o le restrizioni quantitative e le misure d'effetto equivalente applicati ai prodotti originari della Comunità o destinati alla Comunità, qualora tali misure siano rese necessarie dalla sua industrializzazione e dal suo sviluppo. Conformemente agli obiettivi dell'accordo, la Iugoslavia sceglie le misure che meno pregiudicano gli interessi commerciali ed economici della Comunità.  3. Essa ne informa la Comunità, al fine di consentire, al momento opportuno, gli scambi di opinioni appropriati in materia.  4. La commissione mista esamina periodicamente le misure prese dalla Iugoslavia a norma del paragrafo 2.    Articolo 17 La nozione di «prodotti originari» ai fini dell'applicazione dei titoli I e II ed i relativi metodi di cooperazione amministrativa sono definiti nel protocollo n. 2.    Articolo 18 In caso di modifiche alla nomenclatura delle tariffe doganali delle parti contraenti per prodotti di cui all'accordo, la commissione mista può adattare la nomenclatura tariffaria dei prodotti a dette modifiche osservando il principio del mantenimento dei vantaggi effettivi derivanti dal presente accordo.    Articolo 19 Le parti contraenti si astengono da qualsiasi misura o pratica di natura fiscale interna che crei direttamente o indirettamente una discriminazione tra i prodotti di una  parte contraente ed i prodotti similari originari dell'altra parte contraente.  I prodotti esportati nel territorio di una delle parti contraenti non possono beneficiare di ristorni di imposizioni interne superiori alle imposizioni di cui sono stati gravati, direttamente o indirettamente.    Articolo 20 I pagamenti inerenti a transazioni commerciali effettuate nel rispetto della normativa sul commercio estero e sui cambi, nonché il trasferimento di tali pagamenti nello Stato membro della Comunità in cui risiede il creditore, o in Iugoslavia, non sono soggetti a restrizioni.    Articolo 21 L'accordo lascia impregiudicati i divieti o le restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito, giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali, o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale, o di tutela della proprietà industriale e commerciale, nonché la normativa riguardante l'oro e l'argento. Tali divieti o restrizioni non devono però costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le parti contraenti.    Articolo 22 1. Se una delle parti contraenti constata pratiche di dumping nelle sue relazioni con l'altra parte contraente, essa può adottare le misure necessarie contro tali pratiche, conformemente all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, secondo le procedure di cui all'articolo 25.  2. In caso di misure dirette contro le sovvenzioni, le parti contraenti si impegnano a rispettare le disposizioni dell'accordo relativo all'interpretazione e all'applicazione degli articoli VI, XVI e XXIII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio.    Articolo 23 In caso di gravi perturbazioni in un settore dell'attività economica, o di difficoltà che rischino di alterare gravemente una situazione economica regionale, la parte contraente interessata può adottare le necessarie misure di salvaguardia alle condizioni e secondo le procedure di cui all'articolo 25.    Articolo 24 Se una parte contraente sottopone le importazioni di prodotti che potrebbero provocare le difficoltà di cui all'articolo 23 ad una procedura amministrativa intesa a fornire prontamente informazioni circa l'evoluzione delle correnti commerciali, essa ne informa l'altra parte contraente.    Articolo 25 1. Nei casi di cui agli articoli 22 e 23, prima di attuare le misure ivi previste, oppure appena possibile nei casi contemplati nel paragrafo 2, la parte contraente in causa fornisce alla commissione mista tutti gli elementi utili per consentire un esame accurato della situazione al fine di addivenire ad una soluzione accettabile per le parti contraenti. Prima che la parte contraente in causa prenda le misure opportune, ha luogo una consultazione in sede di commissione mista, se l'altra parte lo richiede.  2. Quando circostanze eccezionali richiedano un intervento immediato, che escluda un esame preventivo, la parte contraente interessata può applicare senza indugi, nelle situazioni di cui agli articoli 22 e 23, le misure conservative strettamente necessarie per ovviare alla situazione.  3. Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'accordo. Dette misure non devono superare la portata strettamente indispensabile per porre rimedio alle difficoltà che si sono manifestate.  Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate alla commissione mista e formano oggetto di consultazioni periodiche, al suo interno, soprattutto ai fini della loro soppressione non appena la situazione lo consenta.    Articolo 26 In caso di peggioramento improvviso e di grande rilievo dello squilibrio degli scambi commerciali, tale da compromettere il buon funzionamento dell'accordo, le parti contraenti procedono, in sede di commissione mista, a consultazioni speciali per esaminare le difficoltà emerse al fine di mantenere, per quanto possibile, il regolare funzionamento dell'accordo.     Articolo 27 In caso di serie difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno o più Stati della Comunità, o in quella della Iugoslavia, la parte contraente interessata può adottare le misure di salvaguardia necessarie. Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'accordo. Esse sono immediatamente notificate all'altra parte contraente e formano oggetto di consultazioni periodiche in sede di commissione mista, in particolare ai fini della loro soppressione non appena la situazione lo consenta.    TITOLO II DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA ZONA FRANCA ISTITUITA CON GLI ACCORDI DI OSIMO   Articolo 28 Nell'attuazione della cooperazione, la Comunità e la Iugoslavia accordano particolare attenzione alle iniziative che si iscrivono nel quadro degli accordi di Osimo firmati il 10 novembre 1975 dalla Repubblica italiana e dalla Repubblica socialista federativa di Iugoslavia.  Le parti contraenti tengono conto in particolare del reciproco interesse annesso al conseguimento degli obiettivi dei suddetti accordi per quanto riguarda l'elenco dei progetti sottoposti ad un finanziamento nel quadro della cooperazione.    Articolo 29 1. Salva restando l'eventuale applicazione della clausola di salvaguardia, la Comunità, nel quadro delle norme comunitarie per le zone franche, e la Iugoslavia concedono il libero accesso ai rispettivi mercati ai prodotti che hanno acquisito l'origine a norma del protocollo n. 2 nella suddetta zona.  2. Esse evitano in particolare, per quanto possibile, di applicare a questi prodotti le misure che potrebbero essere indotte a prendere in applicazione degli articoli 7 e 16 o del protocollo n. 1.    Articolo 30 Per l'applicazione degli articoli 28 e 29, la Comunità e la Iugoslavia cooperano strettamente in sede di commissione mista in particolare per tener conto dell'evoluzione dei progetti di sviluppo della zona, conformemente agli obiettivi degli accordi di Osimo.    TITOLO III DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI   Articolo 31 1. L'accordo commerciale, firmato il 26 giugno 1973 fra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, è abrogato a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo.  2. Tuttavia, la commissione mista istituita dall'accordo commerciale esercita le competenze che le sono attribuite dal presente accordo, sino alla costituzione del consiglio di cooperazione previsto all'articolo 48 dell'accordo di cooperazione.    Articolo 32 1.    a) Nella misura necessaria al conseguimento degli obiettivi fissati dal presente accordo, in particolare dagli articoli 7, 18 e 37, nonché dagli articoli 25 e 29 del protocollo n. 2, la commissione mista dispone di un potere decisionale.       b) Le decisioni prese sono vincolanti per le parti contraenti, le quali sono tenute ad adottare le misure richieste per la loro esecuzione.        2. La commissione mista si pronuncia sulla base del comune accordo tra la Comunità e la Iugoslavia.  3. Le consultazioni, gli scambi di informazioni e gli esami previsti dagli articoli 7, 12, 16, 25, 26, 27, 33, 34, 35 e 36 nonché dall'articolo 2, paragrafo 2, secondo comma, del protocollo n. 1 e dall'articolo 29 del protocollo n. 2 si svolgono nell'ambito della commissione mista, secondo le modalità previste dai suddetti articoli.  4. Le parti contraenti notificano le misure adottate in applicazione degli articoli 7, 25, 27 e 36 alla commissione mista, che assicura il rispetto ed il buon funzionamento dell'accordo, secondo le modalità fissate dai suddetti articoli.  5. Le parti contraenti forniscono alla commissione mista le informazioni di cui agli articoli 25 e 36 nonché all'articolo 1, paragrafo 2, secondo comma, del protocollo n. 1.     Articolo 33 Nel quadro della commissione mista, la parti contraenti procedono a consultazioni nel caso in cui, nel contesto degli scambi di informazioni stabiliti dal presente accordo, dovessero sorgere o rischiassero di sorgere dei problemi nel settore della cooperazione commerciale, al fine di prevenire, per quanto possibile, le situazioni di perturbazione del mercato.    Articolo 34 Ogni parte contraente comunica, a richiesta dell'altra parte, tutte le informazioni utili sugli accordi da essa stipulati che contengano disposizioni tariffarie o commerciali, nonché sulle eventuali modifiche alla propria tariffa doganale o al regime di scambi con l'estero.  Qualora tali modifiche o accordi avessero un'incidenza diretta e particolare sul funzionamento dell'accordo, si terranno, in sede di commissione mista, a richiesta dell'altra parte, adeguate consultazioni per prendere in considerazione gli interessi delle parti contraenti.    Articolo 35 1. Quando la Comunità conclude un accordo di associazione o di cooperazione che ha un'incidenza diretta e particolare sul funzionamento dell'accordo, si terranno, in sede di commissione mista, consultazioni adeguate affinché la Comunità possa prendere in considerazione gli interessi delle parti contraenti, quali sono definiti dal presente accordo.  2. In caso di adesione di uno Stato terzo alla Comunità, si terranno, in sede di commissione mista, consultazioni adeguate al fine di prendere in considerazione gli interessi delle parti contraenti, quali sono definiti dal presente accordo.    Articolo 36 1. Le parti contraenti adottano tutte le misure generali o particolari atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi dell'accordo. Esse vigileranno alla realizzazione degli obiettivi indicati nell'accordo.  2. La parte contraente, la quale reputi che l'altra parte contraente abbia mancato a un obbligo derivante dall'accordo, può adottare le misure necessarie. Essa fornisce preventivamente alla commissione mista tutti gli elementi utili per consentire un esame accurato della situazione, volto alla ricerca di una soluzione accettabile per le parti contraenti.  Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'accordo. Queste misure vengono immediatamente notificate alla commissione mista e formano oggetto, all'interno di quest'ultima, di consultazioni su richiesta dell'altra parte contraente.    Articolo 37 1. Le controversie sorte tra le parti contraenti relativamente all'interpretazione dell'accordo possono essere deferite alla commissione mista.  2. Se la commissione mista non riesce a dirimere la controversia nella sessione immediatamente successiva, ciascuna delle due parti può notificare all'altra la designazione di un arbitro. L'altra parte è in questo caso tenuta a designare un secondo arbitro entro due mesi.  La commissione mista designa un terzo arbitro.  Le decisioni arbitrali sono prese a maggioranza.  Ciascuna parte in causa è tenuta a prendere i provvedimenti necessari all'esecuzione della decisione arbitrale.    Articolo 38 Nei settori contemplati dall'accordo:    - il regime applicato dalla Iugoslavia nei confronti della Comunità non può dar luogo ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, tra i loro cittadini o tra le loro società;       - il regime applicato dalla Comunità nei confronti della Iugoslavia non può dar luogo ad alcuna discriminazione tra i cittadini o tra le organizzazioni di lavoro associato iugoslavi.           Articolo 39 I protocolli n. 1 e n. 2, gli allegati A, B e C, nonché le dichiarazioni e lo scambio di lettere che figurano nell'atto finale costituiscono parte integrante del presente accordo.    Articolo 40 Il presente accordo si applica, da un lato, ai territori in cui è d'applicazione il trattato che istituisce la Comunità economica europea, alle condizioni precisate dal  trattato stesso, e, dall'altro, al territorio della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia.    Articolo 41 Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua danese, francese, inglese, italiana, olandese, tedesca e serbocroata, ciascuno di detti testi facente ugualmente fede.    Articolo 42 1. Il presente accordo è soggetto ad approvazione secondo le procedure specifiche delle parti contraenti che si notificano l'espletamento delle procedure a tal fine necessarie.  2. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui sono state effettuate le notifiche di cui al paragrafo 1.  Esso è applicabile fino all'entrata in vigore dell'accordo di cooperazione firmato il 2 aprile 1980 e, comunque, non oltre il 30 giugno 1985.  3. Ciascuna parte contraente può denunciare il presente accordo mediante notifica all'altra parte contraente. La validità del presente accordo cessa sei mesi dopo la data di tale notifica.      >PIC FILE= "T0014946">  Til bekræftelse heraf har undertegnede befuldmægtigede underskrevet denne interimsaftale.  Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter dieses Interimsabkommen gesetzt.  In witness whereof the undersigned Plenipotentiaries have signed this Interim Agreement.  En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent accord intérimaire.  In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente accordo interinale.  Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Interimovereenkomst hebben gesteld. >PIC FILE= "T0014947">  Udfærdiget i Bruxelles, den sjette maj nitten hundrede og firs.  Geschehen zu Brüssel am sechsten Mai neunzehnhundertachtzig.  Done at Brussels on the sixth day of May in the year one thousand nine hundred and eighty.  Fait à Bruxelles, le six mai mil neuf cent quatre-vingt.  Fatto a Bruxelles, addì sei maggio millenovecentoottanta.  Gedaan te Brussel, de zesde mei negentienhonderd tachtig.   For Rådet for De europæiske Fællesskaber  Für den Rat der Europäischen Gemeinschaften  For the Council of the European Communities Pour le Conseil des Communautés européennes  Per il Consiglio delle Comunità europee  Voor de Raad van de Europese Gemeenschappen  Za Savet Evropskih zajednica >PIC FILE= "T0014948">   For Det føderative Eksekutivråd for Den socialistiske føderative republik Jugoslavien  Für den Föderativen Exekutivrat der Sozialistischen Föderativen Republik Jugoslawien  For the Federal Executive Council of the Socialist Federal Republic of Yugoslavia  Pour le Conseil exécutif fédéral de la république socialiste fédérative de Yougoslavie  Per il Consiglio esecutivo federale della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia  Voor de Federale Uitvoerende Raad van de Socialistische Federatieve Republiek Joegoslavië >PIC FILE= "T0014949">      ALLEGATO A relativo ai prodotti contemplati all'articolo 2 >PIC FILE= "T0014950">    >PIC FILE= "T0014951">    >PIC FILE= "T0014952">    >PIC FILE= "T0014953">      ALLEGATO B relativo al regime tariffario e alle modalità da applicare a talune merci derivanti dalla trasformazione di prodotti agricoli contemplati all'articolo 6 >PIC FILE= "T0014954">    >PIC FILE= "T0014955">    >PIC FILE= "T0014956">    >PIC FILE= "T0014957">    >PIC FILE= "T0014958">      ALLEGATO C relativo ai prodotti contemplati all'articolo 11 >PIC FILE= "T0014959">