CELEX: 32010D0036
Language: it
Date: 2008-04-29 00:00:00
Title: Decisione del Consiglio, del 29 aprile 2008 , relativa alla firma e alla conclusione dell’accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall’altra

30.1.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 28/1
            
         DECISIONE DEL CONSIGLIO
   del 29 aprile 2008
   relativa alla firma e alla conclusione dell’accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall’altra
   (2010/36/CE)
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, e paragrafo 3, prima frase,
   vista la proposta della Commissione,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               In attesa dell'entrata in vigore dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall'altra, firmato a Lussemburgo il 29 aprile 2008, occorre approvare l'accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall'altra (di seguito denominato ₪l'accordo»).
            
         
               (2)
            
            
               Le disposizioni commerciali dell'accordo hanno carattere eccezionale, sono connesse con la politica attuata nel quadro del processo di stabilizzazione e di associazione e non costituiranno, per l'Unione europea, un precedente della politica commerciale comunitaria nei confronti di paesi terzi non appartenenti alla regione dei Balcani occidentali.
            
         
               (3)
            
            
               È opportuno procedere alla firma e approvazione dell'accordo,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   1.   Sono approvati, a nome della Comunità, l'accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall'altra, nonché i relativi allegati e protocolli, le dichiarazioni comuni e la dichiarazione della Comunità accluse all'atto finale.
   2.   I testi di cui al paragrafo 1 sono acclusi alla presente decisione.
   Articolo 2
   Il Presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a firmare l'accordo e a depositare lo strumento di approvazione di cui all'articolo 59 dell’accordo a nome della Comunità.
   
      Fatto a Bruxelles, addì 29 aprile 2008.
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         D. RUPEL
      
   
   ATTO FINALE
   I plenipotenziari della COMUNITÀ EUROPEA e della COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA,
   in appresso «la Comunità»,
   da una parte, e
   i plenipotenziari della REPUBBLICA DI SERBIA,
   in appresso «la Serbia»,
   dall'altra,
   riuniti a Lussemburgo il ventinove aprile duemilaotto per la firma dell’accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Serbia, dall’altra, in appresso denominato «il presente accordo», hanno adottato i testi seguenti:
   il presente accordo e i suoi allegati da I a VI, ossia:
   
               —
            
            
               Allegato I (articolo 6) – Concessioni tariffarie accordate della Serbia ai prodotti industriali della Comunità
            
         
               —
            
            
               Allegato II (articolo 11) – Definizione dei prodotti «baby beef»
            
         
               —
            
            
               Allegato III (articolo 12) – Concessioni tariffarie accordate della Serbia ai prodotti agricoli della Comunità
            
         
               —
            
            
               Allegato IV (articolo 14) – Concessioni accordate della Comunità ai prodotti della pesca serbi
            
         
               —
            
            
               Allegato V (articolo 15) – Concessioni accordate della Serbia ai prodotti della pesca della Comunità
            
         
               —
            
            
               Allegato VI (articolo 40) – Diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale
            
         ed i seguenti protocolli:
   
               —
            
            
               Protocollo 1 (articolo 10) – Scambi di prodotti agricoli trasformati tra la Comunità e la Serbia
            
         
               —
            
            
               Protocollo 2 (articolo 13) – Vino e bevande spiritose
            
         
               —
            
            
               Protocollo 3 (articolo 29) – Relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e metodi di cooperazione amministrativa
            
         
               —
            
            
               Protocollo 4 (articolo 38) – Sugli aiuti di Stato all'industria siderurgica
            
         
               —
            
            
               Protocollo 5 (articolo 41) – Assistenza amministrativa reciproca in materia doganale
            
         
               —
            
            
               Protocollo 6 (articolo 50) – Composizione delle controversie
            
         I plenipotenziari della Comunità e i plenipotenziari della Serbia hanno adottato i testi della dichiarazione comune riportata in appresso ed allegata al presente atto finale:
   Dichiarazione comune relativa all'articolo 17 del presente accordo (articolo 32 ASA)
   Dichiarazione comune relativa all'articolo 40 del presente accordo (articolo 75 ASA)
   I plenipotenziari della Serbia hanno preso atto della dichiarazione riportata in appresso ed allegata al presente atto finale:
   Dichiarazione della Comunità
   DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALL'ARTICOLO 17 DEL PRESENTE ACCORDO (ARTICOLO 32 ASA)
   Scopo delle misure di cui all'articolo 32 è monitorare gli scambi di prodotti a elevato tenore di zucchero che potrebbero essere destinati a un'ulteriore trasformazione e impedire l'eventuale distorsione degli scambi di zucchero e di prodotti che non hanno caratteristiche sostanzialmente diverse da quelle dello zucchero.
   Tale articolo deve essere interpretato in modo da non perturbare, o da perturbare il meno possibile, gli scambi di prodotti destinati al consumo finale.
   DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA ALL'ARTICOLO 40 DEL PRESENTE ACCORDO (ARTICOLO 75 ASA)
   Le Parti convengono che, ai fini del presente accordo, la proprietà intellettuale, industriale e commerciale comprende in particolare i diritti d'autore, ivi compresi i diritti d'autore relativi ai programmi informatici e i diritti connessi, i diritti relativi a banche dati, brevetti, compresi i certificati di protezione supplementari, disegni industriali, marchi commerciali e marchi di servizi, topografie di circuiti integrati, indicazioni geografiche, ivi comprese le denominazioni d'origine, e la privativa comunitaria per ritrovati vegetali.
   La tutela dei diritti di proprietà commerciale comprende, in particolare, la protezione dalla concorrenza sleale di cui all'articolo 10 bis della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale e la protezione delle informazioni riservate di cui all'articolo 39 dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (accordo Trips).
   Le Parti convengono inoltre che il livello di protezione di cui all'articolo 40, paragrafo 3 (articolo 75, paragrafo 3, ASA) comprende la disponibilità delle misure, delle procedure e dei mezzi di ricorso di cui alla direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (1).
   
      (1)  GU L 157 del 30.4.2004, pag. 45. Versione rettificata nella GU L 195 del 2.6.2004, pag. 16.
   DICHIARAZIONE DELLA COMUNITÀ
   Considerando che, ai sensi del regolamento (CE) n. 2007/2000, la Comunità concede misure commerciali eccezionali ai paesi che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell’Unione europea, compresa la Serbia, la Comunità dichiara quanto segue:
   
               —
            
            
               in applicazione dell’articolo 20 del presente accordo (articolo 35 ASA), finché sarà di applicazione il regolamento (CE) n. 2007/2000 del Consiglio, del 18 settembre 2000, recante misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi e territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell’Unione europea (1), si applicheranno, oltre alle concessioni commerciali contrattuali previste dalla Comunità nel presente accordo, le misure commerciali unilaterali autonome più favorevoli;
            
         
               —
            
            
               in particolare, per quanto riguarda i prodotti di cui ai capitoli 7 e 8 della nomenclatura combinata, nei confronti dei quali la tariffa doganale comune prevede l’applicazione di dazi doganali ad valorem e di un dazio doganale specifico, la riduzione si applica anche al dazio doganale specifico in deroga alla disposizione pertinente dell’articolo 11, paragrafo 2 (articolo 26, paragrafo 2 ASA).
            
         
      (1)  GU L 240 del 23.9.2000, pag. 1.
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               30.1.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 28/2
            
         ACCORDO INTERINALE
   sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall’altra
   LA COMUNITÀ EUROPEA,
   in appresso «la Comunità»,
   da una parte, e
   LA REPUBBLICA DI SERBIA,
   in appresso «la Serbia»,
   dall’altra,
   in seguito denominate «le Parti»,
   CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
   
               (1)
            
            
               L’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Serbia, dall’altra (in appresso «l’accordo di stabilizzazione e di associazione» o «l’ASA»), è stato firmato a Lussemburgo il 29 aprile 2008.
            
         
               (2)
            
            
               L’accordo di stabilizzazione e di associazione mira ad instaurare relazioni strette e durature, basate sulla reciprocità e sul mutuo interesse, che consentano alla Serbia di rinsaldare e ampliare ulteriormente i rapporti già instaurati con l’Unione europea.
            
         
               (3)
            
            
               Occorre garantire lo sviluppo di vincoli commerciali rafforzando e ampliando i rapporti già esistenti.
            
         
               (4)
            
            
               A tal fine, occorre applicare prima possibile, mediante un accordo interinale (in appresso «il presente accordo»), le disposizioni dell’accordo di stabilizzazione e di associazione riguardanti gli scambi e le questioni commerciali.
            
         
               (5)
            
            
               Alcune disposizioni in materia di trasporti terrestri del protocollo 4 dell’accordo di stabilizzazione e di associazione, relative al traffico di transito stradale, sono direttamente collegate alla libera circolazione delle merci e vanno pertanto inserite nel presente accordo.
            
         
               (6)
            
            
               In mancanza di strutture contrattuali precedenti, il presente accordo istituisce un comitato interinale per l’attuazione dell’accordo.
            
         
               (7)
            
            
               Considerato che il commercio di alcuni prodotti tessili è regolato dall’accordo del 31 marzo 2005 tra la Comunità europea e la Repubblica di Serbia, è convenuto che detto accordo si estinguerà con l’entrata in vigore dell’accordo di stabilizzazione e di associazione,
            
         LA COMUNITÀ EUROPEA
   Dr Dimitrij RUPEL,
   Ministro degli affari esteri della Repubblica di Slovenia,
   Presidente del Consiglio dell’Unione europea
   Olli REHN,
   membro della Commissione delle Comunità europee (in appresso: la «Commissione europea») responsabile dell’allargamento
   LA SERBIA
   Božidar ĐELIĆ,
   Vice Primo Ministro della Repubblica di Serbia,
   HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
   TITOLO I
   
      PRINCIPI GENERALI
   
   Articolo 1
   
      (Articolo 2 ASA)
   
   La politica interna ed estera delle Parti si ispira al rispetto dei principi democratici e dei diritti umani proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e sanciti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, dall’Atto finale di Helsinki e dalla Carta di Parigi per una nuova Europa, al rispetto dei principi del diritto internazionale, tra cui la piena cooperazione con il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY), e dello Stato di diritto, nonché al rispetto dei principi dell’economia di mercato di cui al documento della conferenza CSCE di Bonn sulla cooperazione economica, che costituiscono elementi essenziali del presente accordo.
   Articolo 2
   
      (Articolo 9 ASA)
   
   Il presente accordo è pienamente compatibile con le disposizioni pertinenti dell’OMC ed è attuato in conformità di tali disposizioni, in particolare l’articolo XXIV dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio del 1994 (GATT 1994) e l’articolo V dell’Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS).
   TITOLO II
   
      LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
   
   Articolo 3
   
      (Articolo 18 ASA)
   
   Nel corso di un periodo non superiore a sei anni dall’entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Serbia istituiscono progressivamente una zona di libero scambio bilaterale, secondo le disposizioni del presente accordo e in base a quelle del GATT 1994 e dell’OMC. Esse tengono conto delle specifiche prescrizioni elencate qui di seguito.
   Per classificare le merci negli scambi tra le Parti si applica la nomenclatura combinata.
   Ai fini del presente accordo, nei dazi doganali e negli oneri di effetto equivalente rientra qualsiasi tipo di dazio o onere applicato in relazione all’importazione o all’esportazione di una merce, comprese tutte le forme di sovrattassa collegate all’importazione o all’esportazione, ad eccezione:
   
               a)
            
            
               degli oneri equivalenti a una tassa interna applicati a norma dell’articolo III, paragrafo 2, del GATT 1994;
            
         
               b)
            
            
               dei dazi antidumping o compensativi;
            
         
               c)
            
            
               dei diritti o degli oneri commisurati al costo dei servizi prestati.
            
         Il dazio di base per ciascun prodotto cui si applicano le riduzioni successive previste dal presente accordo è:
   
               a)
            
            
               la tariffa doganale comune della Comunità, istituita a norma del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, (1) effettivamente applicata erga omnes il giorno della firma del presente accordo;
            
         
               b)
            
            
               la tariffa serba applicata. (2)
               
            
         Qualora, successivamente alla firma del presente accordo, venga applicata una riduzione tariffaria erga omnes, in particolare una riduzione derivante:
   
               a)
            
            
               dai negoziati tariffari in sede di OMC o
            
         
               b)
            
            
               dall’adesione della Serbia all’OMC o
            
         
               c)
            
            
               da riduzioni successive dopo l’adesione della Serbia all’OMC.
            
         I suddetti dazi ridotti sostituiranno il dazio di base di cui al paragrafo 4 a decorrere dalla data di applicazione della riduzione.
   La Comunità e la Serbia si comunicano a vicenda i rispettivi dazi di base e le relative modifiche.
   
      CAPITOLO I
   
   
      
         Prodotti industriali
      
   
   Articolo 4
   
      (Articolo 19 ASA)
   
   Definizione
   Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti originari della Comunità o della Serbia elencati nei capitoli 25-97 della nomenclatura combinata, fatta eccezione per i prodotti elencati nell’allegato I, paragrafo I, punto ii), dell’accordo OMC in materia di agricoltura.
   Gli scambi tra le Parti dei prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica avvengono in base alle disposizioni di detto trattato.
   Le disposizioni del presente accordo si applicano ai prodotti tessili oggetto dell’accordo del 31 marzo 2005 tra la Comunità europea e la Repubblica di Serbia sul commercio dei prodotti tessili.
   Articolo 5
   
      (Articolo 20 ASA)
   
   Concessioni della Comunità riguardanti i prodotti industriali
   1.   I dazi doganali sulle importazioni nella Comunità e gli oneri di effetto equivalente sono aboliti all’entrata in vigore del presente accordo per i prodotti industriali originari della Serbia.
   2.   Le restrizioni quantitative alle importazioni nella Comunità e le misure di effetto equivalente sono abolite all’entrata in vigore del presente accordo per i prodotti industriali originari della Serbia.
   Articolo 6
   
      (Articolo 21 ASA)
   
   Concessioni della Serbia riguardanti i prodotti industriali
   1.   I dazi doganali sulle importazioni in Serbia di merci originarie della Comunità diverse da quelle elencate nell’allegato I sono aboliti all’entrata in vigore del presente accordo.
   2.   Gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni in Serbia sono aboliti all’entrata in vigore del presente accordo per i prodotti industriali originari della Comunità.
   3.   I dazi doganali sulle importazioni in Serbia di merci originarie della Comunità elencate nell’allegato I sono progressivamente ridotti e aboliti secondo il calendario indicato in detto allegato.
   4.   Le restrizioni quantitative alle importazioni in Serbia di merci originarie della Comunità e le misure di effetto equivalente sono abolite alla data di entrata in vigore del presente accordo.
   Articolo 7
   
      (Articolo 22 ASA)
   
   Dazi e restrizioni applicabili alle esportazioni
   1.   A decorrere dall’entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Serbia aboliscono nei loro scambi i dazi doganali all’esportazione e gli oneri di effetto equivalente.
   2.   A decorrere dall’entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Serbia aboliscono reciprocamente tutte le restrizioni quantitative all’esportazione e tutte le misure di effetto equivalente.
   Articolo 8
   
      (Articolo 23 ASA)
   
   Riduzione accelerata dei dazi doganali
   La Serbia si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali nei confronti della Comunità più rapidamente di quanto previsto all’articolo 6 qualora le sue condizioni economiche generali e la situazione del settore economico interessato lo consentano.
   Il comitato interinale valuta la situazione e formula le raccomandazioni del caso.
   
      CAPITOLO II
   
   
      
         Agricoltura e pesca
      
   
   Articolo 9
   
      (Articolo 24 ASA)
   
   Definizione
   1.   Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di prodotti agricoli e della pesca originari della Comunità o della Serbia.
   2.   Per «prodotti agricoli e della pesca» si intendono i prodotti elencati nei capitoli 1-24 della nomenclatura combinata e i prodotti elencati nell’allegato I, paragrafo I, punto ii), dell’accordo OMC in materia di agricoltura.
   3.   La presente definizione comprende i pesci e i prodotti della pesca di cui al capitolo 3, voci 1604 e 1605, e sottovoci 0511 91, 2301 20 e ex19 02 20 («Paste alimentari farcite contenenti, in peso, più di 20 % di pesce, di crostacei, di molluschi o di altri invertebrati acquatici»).
   Articolo 10
   
      (Articolo 25 ASA)
   
   Prodotti agricoli trasformati
   Il protocollo 1 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei prodotti agricoli trasformati in esso elencati.
   Articolo 11
   
      (Articolo 26 ASA)
   
   Concessioni della Comunità relative alle importazionidi prodotti agricoli originari della Serbia
   1.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce tutte le restrizioni quantitative alle importazioni di prodotti agricoli originari della Serbia e le misure di effetto equivalente.
   2.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce i dazi doganali e gli oneri di effetto equivalente sulle importazioni di prodotti agricoli originari della Serbia, diversi da quelli di cui alle voci 0102, 0201, 0202, 1701, 1702 e 2204 della nomenclatura combinata.
   Per i prodotti di cui ai capitoli 7 e 8 della nomenclatura combinata, nei cui confronti la tariffa doganale comune prevede l’applicazione di dazi doganali ad valorem e di un dazio doganale specifico, viene eliminata unicamente la parte ad valorem del dazio.
   3.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità fissa i dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di «baby beef» definiti nell’allegato II e originari della Serbia al 20 % del dazio ad valorem e al 20 % del dazio specifico previsti dalla tariffa doganale comune comunitaria, entro i limiti di un contingente tariffario annuo di 8 700 tonnellate, espresse in peso carcasse.
   4.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità concede l’accesso in franchigia doganale per le importazioni nella Comunità dei prodotti delle voci 1701 e 1702 della nomenclatura combinata, originari della Serbia, entro i limiti di un contingente tariffario annuale di 180 000 t (peso netto).
   Articolo 12
   
      (Articolo 27 ASA)
   
   Concessioni della Serbia relative ai prodotti agricoli
   1.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Serbia abolisce tutte le restrizioni quantitative alle importazioni di prodotti agricoli originari della Comunità e le misure di effetto equivalente.
   2.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Serbia:
   
               a)
            
            
               abolisce i dazi doganali applicabili alle importazioni di determinati prodotti agricoli originari della Comunità, elencati nell’allegato III a);
            
         
               b)
            
            
               abolisce progressivamente i dazi doganali applicabili alle importazioni di determinati prodotti agricoli originari della Comunità, elencati nell’allegato III b), secondo il calendario indicato in tale allegato per ciascun prodotto;
            
         
               c)
            
            
               riduce progressivamente i dazi doganali applicabili alle importazioni di determinati prodotti agricoli originari della Comunità, elencati negli allegati III c) e III d), secondo il calendario indicato in tali allegati per ciascun prodotto.
            
         Articolo 13
   
      (Articolo 28 ASA)
   
   Protocollo sui vini e sulle bevande alcoliche
   Il regime applicabile ai vini e alle bevande alcoliche di cui al protocollo 2 è indicato nel protocollo stesso.
   Articolo 14
   
      (Articolo 29 ASA)
   
   Concessioni della Comunità relative al pesce e ai prodotti della pesca
   1.   A decorrere dall’entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce tutte le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente alle importazioni di prodotti agricoli e della pesca originari della Serbia.
   2.   A decorrere dall’entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce tutti i dazi doganali sul pesce e sui prodotti della pesca originari della Serbia ad eccezione dei prodotti elencati nell’allegato IV, che sono soggetti alle disposizioni ivi contenute.
   Articolo 15
   
      (Articolo 30 ASA)
   
   Concessioni della Serbia relative al pesce e ai prodotti della pesca
   1.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, la Serbia abolisce tutte le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente applicabili alle importazioni di pesce e di prodotti della pesca originari della Comunità.
   2.   A decorrere dall’entrata in vigore del presente accordo, la Serbia abolisce tutti i dazi doganali sul pesce e sui prodotti della pesca originari della Comunità ad eccezione dei prodotti elencati nell’allegato V, che sono soggetti alle disposizioni ivi contenute.
   Articolo 16
   
      (Articolo 31 ASA)
   
   Clausola di revisione
   Tenuto conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli e della pesca, del carattere particolarmente sensibile di questi, delle norme delle politiche comuni della Comunità e delle politiche della Serbia nei settori dell’agricoltura e della pesca, del ruolo dell’agricoltura e della pesca nell’economia serba, delle conseguenze dei negoziati commerciali multilaterali nell’ambito dell’OMC e dell’eventuale adesione della Serbia all’OMC, entro tre anni dall’entrata in vigore del presente accordo la Comunità e la Serbia esaminano in sede di comitato interinale, prodotto per prodotto e su un’adeguata e regolare base reciproca, la possibilità di farsi a vicenda ulteriori concessioni per procedere a una maggiore liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli e della pesca.
   Articolo 17
   
      (Articolo 32 ASA)
   
   Clausola di salvaguardia relativa all’agricoltura e alla pesca
   1.   Fatte salve le altre disposizioni del presente accordo, in particolare l’articolo 26, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati agricoli e ittici, le importazioni di prodotti originari di una delle Parti soggette alle concessioni riconosciute ai sensi degli articoli 10, 11, 12, 13, 14 e 15 provochino gravi perturbazioni per i mercati o i meccanismi di regolamentazione interni della controparte, le Parti avviano immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. Nel frattempo, la Parte interessata può adottare le misure che ritiene necessarie.
   2.   Qualora le importazioni, originarie della Serbia, dei prodotti elencati nell’allegato V del protocollo 3 raggiungano cumulativamente il 115 % in volume della media dei tre anni civili precedenti, la Serbia e la Comunità avviano consultazioni, entro cinque giorni lavorativi, onde analizzare e valutare la struttura degli scambi di questi prodotti nella Comunità e trovare, all’occorrenza, soluzioni adeguate per evitare distorsioni commerciali delle importazioni dei prodotti stessi nella Comunità.
   Fatto salvo il paragrafo 1, qualora durante un anno civile le importazioni, originarie della Serbia, dei prodotti elencati nell’allegato V del protocollo 3 aumentino cumulativamente di oltre il 30 % in volume rispetto alle media dei tre anni civili precedenti, la Comunità può sospendere il trattamento preferenziale applicabile ai prodotti causa dell’aumento.
   Se viene decisa la sospensione del trattamento preferenziale, la Comunità notifica entro cinque giorni lavorativi la misura al comitato interinale e avvia consultazioni con la Serbia per stabilire misure volte a evitare distorsioni commerciali negli scambi dei prodotti elencati nell’allegato V del protocollo 3.
   La Comunità ripristina il trattamento preferenziale non appena la distorsione commerciale viene risolta mediante l’applicazione effettiva delle misure concordate o per effetto di qualsiasi altra misura adeguata adottata dalle Parti.
   Le disposizioni dell’articolo 26, paragrafi 3-6, si applicano, mutatis mutandis, agli interventi contemplati dal presente paragrafo.
   3.   Le Parti riesaminano il funzionamento del meccanismo di cui al paragrafo 2 entro tre anni dall’entrata in vigore del presente accordo. Il comitato interinale può decidere di adeguare opportunamente il meccanismo di cui al paragrafo 2.
   Articolo 18
   
      (Articolo 33 ASA)
   
   Protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli,dei prodotti della pesca e dei prodotti alimentari diversida vini e bevande alcoliche
   1.   La Serbia assicura la protezione delle indicazioni geografiche della Comunità registrate nella Comunità a norma del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari (3), secondo le modalità di cui al presente articolo. Le indicazioni geografiche della Serbia sono ammissibili alla registrazione nella Comunità alle condizioni specificate in detto regolamento.
   2.   La Serbia vieta l’uso nel suo territorio delle denominazioni protette nella Comunità per prodotti analoghi non conformi alla specifica dell’indicazione geografica. Questa disposizione si applica anche quando la vera origine geografica della merce è indicata, l’indicazione geografica in questione è utilizzata in una traduzione o la denominazione è accompagnata da termini quali «genere», «tipo», «stile», «imitazione», «metodo» o altre espressioni analoghe.
   3.   La Serbia rifiuta la registrazione dei marchi commerciali il cui uso corrisponde alle situazioni di cui al paragrafo 2.
   4.   I marchi commerciali il cui uso corrisponde alle situazioni di cui al paragrafo 2, registrati in Serbia o acquisiti con l’uso, non saranno più utilizzati dopo cinque anni dall’entrata in vigore del presente accordo. Questa disposizione non si applica, tuttavia, ai marchi registrati in Serbia o acquisiti con l’uso che appartengono a cittadini di paesi terzi, purché non siano tali da ingannare il pubblico in merito alla qualità, alle specifiche e all’origine geografica delle merci.
   5.   Dopo cinque anni dall’entrata in vigore del presente accordo, le indicazioni geografiche protette a norma del paragrafo 1 non varranno come termini usati correntemente come denominazione comune di tali merci in Serbia.
   6.   La Serbia si accerta che le merci esportate dal suo territorio dopo cinque anni dall’entrata in vigore del presente accordo non violino le disposizioni del presente articolo.
   7.   La Serbia garantisce la protezione di cui ai paragrafi da 1 a 6 di propria iniziativa o su richiesta di una parte interessata.
   
      CAPITOLO III
   
   
      
         Disposizioni comuni
      
   
   Articolo 19
   
      (Articolo 34 ASA)
   
   Ambito di applicazione
   Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di tutti i prodotti tra le Parti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nel protocollo 1.
   Articolo 20
   
      (Articolo 35 ASA)
   
   Concessioni più favorevoli
   Le disposizioni del presente titolo non impediscono in alcun modo alle Parti di applicare unilateralmente misure più favorevoli.
   Articolo 21
   
      (Articolo 36 ASA)
   
   Standstill
   1.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, non vengono introdotti nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni, o oneri di effetto equivalente, negli scambi fra la Comunità e la Serbia, né si aumentano quelli già applicati.
   2.   A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, non vengono introdotte nuove restrizioni quantitative alle importazioni o sulle esportazioni, o misure di effetto equivalente, negli scambi fra la Comunità e la Serbia, né sono rese più restrittive quelle esistenti.
   3.   Fatte salve le concessioni riconosciute a norma degli articoli 11, 12, 13, 14 e 15, le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limitano in alcun modo il perseguimento delle rispettive politiche della Serbia e della Comunità in materia di agricoltura e di pesca o l’adozione di misure nel quadro di tali politiche, purché rimanga inalterato il regime d’importazione di cui agli allegati II–V e al protocollo 1.
   Articolo 22
   
      (Articolo 37 ASA)
   
   Divieto di discriminazione fiscale
   1.   La Comunità e la Serbia si astengono dall’introdurre qualsiasi misura o prassi di natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente, discriminazioni tra i prodotti di una Parte e i prodotti simili originari del territorio dell’altra Parte, e procedono alla loro abolizione qualora esse già esistano.
   2.   I prodotti esportati nel territorio di una delle Parti non possono beneficiare di un rimborso delle imposte indirette interne superiore all’ammontare delle imposte indirette cui sono stati soggetti.
   Articolo 23
   
      (Articolo 38 ASA)
   
   Dazi di carattere fiscale
   Le disposizioni relative all’abolizione dei dazi doganali all’importazione si applicano anche ai dazi doganali di carattere fiscale.
   Articolo 24
   
      (Articolo 39 ASA)
   
   Unioni doganali, zone di libero scambio e intese transfrontaliere
   1.   Il presente accordo non osta al mantenimento o all’istituzione di unioni doganali, zone di libero scambio o intese sugli scambi transfrontalieri tranne qualora esse alterino il regime commerciale previsto dal presente accordo.
   2.   Durante i periodi transitori di cui all’articolo 3, il presente accordo lascia impregiudicata l’attuazione delle disposizioni preferenziali specifiche in materia di circolazione delle merci contenute negli accordi di frontiera precedentemente conclusi tra uno o più Stati membri e la Serbia o derivanti dagli accordi bilaterali specificati al titolo III, conclusi dalla Serbia per promuovere il commercio regionale.
   3.   Nell’ambito del comitato interinale, le Parti procedono a consultazioni in merito agli accordi di cui ai paragrafi 1 e 2 e, se del caso, in merito ad altre importanti questioni relative alle rispettive politiche commerciali nei confronti dei paesi terzi. In particolare, nel caso in cui un paese terzo aderisca all’Unione, si avviano consultazioni di questo tipo per tener conto dei reciproci interessi della Comunità e della Serbia sanciti nel presente accordo.
   Articolo 25
   
      (Articolo 40 ASA)
   
   Dumping e sovvenzioni
   1.   Nessuna disposizione del presente accordo vieta alle Parti di adottare misure di difesa commerciale ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e dell’articolo 26.
   2.   Qualora una delle Parti ritenga che negli scambi con l’altra Parte stiano verificandosi pratiche di dumping e/o sovvenzioni compensabili, può adottare misure adeguate nei confronti di tali pratiche a norma dell’accordo OMC relativo all’applicazione dell’articolo VI del GATT 1994, dell’accordo OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative e della relativa legislazione interna.
   Articolo 26
   
      (Articolo 41 ASA)
   
   Clausola di salvaguardia
   1.   Si applicano tra le Parti le disposizioni dell’articolo XIX del GATT 1994 e dell’accordo OMC sulle misure di salvaguardia.
   2.   Fatto salvo il paragrafo 1, qualora un prodotto di una Parte venga importato nel territorio dell’altra Parte in quantità maggiorate e in condizioni tali da provocare o minacciare di provocare:
   
               a)
            
            
               grave pregiudizio all’industria nazionale di prodotti simili o direttamente concorrenti nel territorio della Parte importatrice oppure
            
         
               b)
            
            
               gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell’economia o difficoltà che potrebbero causare un grave peggioramento della situazione economica di una regione della Parte importatrice,
            
         la Parte importatrice può adottare le opportune misure di salvaguardia bilaterali alle condizioni e secondo le procedure specificate nel presente articolo.
   3.   Le misure di salvaguardia bilaterali applicate alle importazioni dall’altra Parte non superano quanto strettamente necessario per ovviare ai problemi di cui al paragrafo 2, sorti in conseguenza dell’applicazione del presente accordo. Le misure di salvaguardia adottate dovrebbero consistere nella sospensione dell’aumento o nella riduzione dei margini delle preferenze previste dal presente accordo per il prodotto in questione, fino a un massimo corrispondente al dazio di base indicato all’articolo 3, paragrafo 4, lettere a) e b), e paragrafo, 5 per lo stesso prodotto. Dette misure contengono elementi che ne prevedano esplicitamente la progressiva eliminazione entro e non oltre la fine del periodo stabilito e non sono applicate per periodi di più di due anni.
   In circostanze del tutto eccezionali, le misure possono essere prorogate per un ulteriore periodo non superiore a due anni. Non si applicano misure di salvaguardia bilaterali alle importazioni di un prodotto che sia già stato assoggettato a misure di questo tipo per un periodo di tempo uguale a quello della precedente applicazione, purché il periodo di non applicazione sia di almeno due anni dallo scadere delle misure in questione.
   4.   Nei casi specificati al presente articolo, prima di adottare le misure ivi previste oppure, nei casi in cui si applica il paragrafo 5, lettera b), prima possibile, la Comunità o la Serbia forniscono al comitato interinale tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito della situazione onde cercare una soluzione accettabile per le Parti interessate.
   5.   Ai fini dell’attuazione dei paragrafi 1, 2, 3 e 4, si applicano le seguenti disposizioni:
   
               a)
            
            
               i problemi creati dalla situazione di cui al presente articolo vengono sottoposti immediatamente all’esame del comitato interinale, che può decidere tutte le misure necessarie per porvi fine.
               Qualora il comitato interinale o la Parte esportatrice non abbia preso una decisione che ponga fine ai problemi o non sia stata raggiunta altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando la questione è stata presentata al comitato interinale, la Parte importatrice può adottare le misure opportune per risolvere il problema in conformità delle disposizioni del presente articolo. Nella scelta delle misure di salvaguardia, si privilegiano quelle che perturbano meno il funzionamento del regime stabilito nel presente accordo. Le misure di salvaguardia adottate a norma dell’articolo XIX del GATT 1994 e dell’accordo OMC sulle misure di salvaguardia mantengono il livello/margine preferenziale concesso nel quadro del presente accordo.
            
         
               b)
            
            
               Qualora circostanze eccezionali e critiche che richiedono un intervento immediato rendano impossibile un’informazione o, a seconda dei casi, un esame preliminare, la Parte interessata può applicare immediatamente, nelle situazioni specificate al presente articolo, le misure provvisorie necessarie per far fronte alla situazione, informandone immediatamente l’altra Parte.
            
         Le misure di salvaguardia vengono immediatamente notificate al comitato interinale e sono oggetto di consultazioni periodiche nell’ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un calendario per la loro abolizione non appena le circostanze lo consentano.
   6.   Qualora la Comunità o la Serbia assoggettino le importazioni di prodotti tali da provocare i problemi di cui al presente articolo a una procedura amministrativa volta a fornire tempestive informazioni sull’andamento dei flussi commerciali, ne informano l’altra Parte.
   Articolo 27
   
      (Articolo 42 ASA)
   
   Clausola di penuria
   1.   Qualora l’osservanza delle disposizioni del presente titolo provochi:
   
               a)
            
            
               una penuria grave, o una minaccia di penuria grave, di prodotti alimentari o di altri prodotti essenziali per la Parte esportatrice oppure
            
         
               b)
            
            
               una riesportazione verso un paese terzo di un prodotto nei cui confronti la Parte esportatrice mantenga restrizioni quantitative all’esportazione, dazi all’esportazione oppure misure o oneri di effetto equivalente, e qualora le circostanze di cui sopra comportino, o possano comportare, gravi difficoltà per la Parte esportatrice, quest’ultima può adottare le misure del caso alle condizioni e secondo le procedure di cui al presente articolo.
            
         2.   Nello scegliere le misure, si privilegiano quelle che perturbano meno il funzionamento del regime stabilito nel presente accordo. Dette misure non sono applicate in modo da costituire un mezzo di discriminazione arbitraria o ingiustificabile, quando esistano condizioni identiche, né una restrizione dissimulata agli scambi, e sono revocate quando non sussistono più le condizioni che ne giustificano il mantenimento.
   3.   Prima di adottare le misure di cui al paragrafo 1 o quanto prima, nei casi in cui si applica il paragrafo 4, la Comunità o la Serbia forniscono al comitato interinale tutte le informazioni utili onde cercare una soluzione accettabile per entrambe le Parti. Le Parti, nell’ambito del comitato interinale, possono convenire su qualsiasi mezzo necessario per porre fine alle difficoltà. Qualora non si raggiunga un accordo entro trenta giorni da quando la questione è stata sottoposta al comitato interinale, la Parte esportatrice può applicare misure ai sensi del presente articolo alle esportazioni del prodotto in questione.
   4.   Qualora circostanze eccezionali e critiche che richiedono un intervento immediato rendano impossibile un’informazione o, a seconda dei casi, un esame preliminare, la Comunità o la Serbia possono applicare immediatamente le misure precauzionali necessarie per far fronte alla situazione, informandone immediatamente l’altra Parte.
   5.   Tutte le misure applicate ai sensi del presente articolo vengono immediatamente notificate al comitato interinale e sono oggetto di consultazioni periodiche nell’ambito di tale organo, in particolare al fine di determinare un calendario per la loro abolizione non appena le circostanze lo consentano.
   Articolo 28
   
      (Articolo 43 ASA)
   
   Monopoli di Stato
   La Serbia adegua progressivamente i monopoli nazionali che presentano un carattere commerciale per fare in modo che, dopo tre anni dall’entrata in vigore del presente accordo, non esistano discriminazioni fra i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea e i cittadini della Serbia per quanto riguarda le condizioni relative all’approvvigionamento e alla commercializzazione delle merci.
   Articolo 29
   
      (Articolo 44 ASA)
   
   Norme di origine
   Salvo diverse disposizioni del presente accordo, il protocollo 3 stabilisce le norme di origine per l’applicazione delle disposizioni del presente accordo.
   Articolo 30
   
      (Articolo 45 ASA)
   
   Restrizioni autorizzate
   Il presente accordo lascia impregiudicati i divieti o le restrizioni all’importazione, all’esportazione e al transito giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà intellettuale, industriale e commerciale o dalle norme relative all’oro e all’argento. Tali divieti o restrizioni non costituiscono tuttavia un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le Parti.
   Articolo 31
   
      (Articolo 46 ASA)
   
   Mancata cooperazione amministrativa
   1.   Riconoscendo che la cooperazione amministrativa è indispensabile per l’applicazione e il controllo del trattamento preferenziale concesso a norma del presente titolo, le Parti ribadiscono l’impegno a combattere le irregolarità e le frodi nel settore doganale e in altre materie connesse.
   2.   Quando una Parte constata, in base a informazioni oggettive, la mancata cooperazione amministrativa e/o irregolarità o frodi a norma del presente titolo, può sospendere provvisoriamente il trattamento preferenziale in questione per i prodotti interessati conformemente a quanto disposto nel presente articolo.
   3.   Ai fini del presente articolo, per «mancata cooperazione amministrativa» s’intende, fra l’altro:
   
               a)
            
            
               la reiterata inosservanza dell’obbligo di verificare il carattere originario dei prodotti interessati;
            
         
               b)
            
            
               il reiterato rifiuto di procedere alla verifica a posteriori della prova dell’origine e/o di comunicarne i risultati o il fatto di ritardare indebitamente l’operazione;
            
         
               c)
            
            
               il reiterato rifiuto di ottenere l’autorizzazione ad effettuare missioni di cooperazione amministrativa per verificare l’autenticità di documenti o l’esattezza di informazioni relative alla concessione del trattamento preferenziale in questione o un ritardo ingiustificato nello svolgere tali compiti.
            
         Ai fini del presente articolo, la constatazione di irregolarità o frodi si può verificare, tra l’altro, qualora si osservi un rapido aumento, non spiegabile in modo soddisfacente, delle importazioni di beni che superi la normale capacità di produzione e di esportazione dell’altra Parte, legato a informazioni oggettive relative alle irregolarità o alle frodi.
   4.   L’applicazione di una sospensione temporanea è subordinata alle seguenti condizioni:
   
               a)
            
            
               la Parte che ha constatato, in base a informazioni oggettive, la mancata cooperazione amministrativa e/o irregolarità o frodi notifica senza indugio al comitato interinale le sue constatazioni, unitamente alle informazioni oggettive, e avvia consultazioni in seno a detto comitato, in base a tutte le informazioni pertinenti e alle constatazioni oggettive, onde trovare una soluzione accettabile per entrambe le Parti.
            
         
               b)
            
            
               Qualora le Parti abbiano avviato consultazioni in seno al comitato interinale come sopra indicato senza trovare una soluzione accettabile entro tre mesi dalla notifica, la Parte interessata può sospendere provvisoriamente il trattamento preferenziale in questione per i prodotti interessati. Tale sospensione temporanea è comunicata senza indugio al comitato interinale.
            
         
               c)
            
            
               Le sospensioni temporanee a norma del presente articolo sono limitate al minimo necessario per tutelare gli interessi finanziari della Parte interessata. La loro durata è limitata a sei mesi rinnovabili. Le sospensioni temporanee vengono notificate al comitato interinale subito dopo l’adozione. Esse sono oggetto di consultazioni periodiche in seno al comitato interinale allo scopo, in particolare, di revocarle non appena cessino di sussistere le condizioni per la loro applicazione.
            
         5.   Parallelamente alla notifica al comitato interinale a norma del paragrafo 4, lettera a), del presente articolo, la Parte interessata dovrebbe pubblicare sulla propria Gazzetta ufficiale un avviso agli importatori in cui si dovrebbe indicare che per il prodotto interessato si sono constatate, in base a informazioni oggettive, la mancata cooperazione amministrativa e/o irregolarità o frodi.
   Articolo 32
   
      (Articolo 47 ASA)
   
   Qualora le autorità competenti abbiano commesso, nel gestire il sistema preferenziale di esportazione, e in particolare nell’applicare le disposizioni del protocollo 3 del presente accordo, un errore tale da comportare conseguenze per i dazi all’importazione, la Parte contraente che subisce dette conseguenze può chiedere al comitato interinale di vagliare la possibilità di prendere tutte le misure del caso onde risolvere la situazione.
   Articolo 33
   
      (Articolo 48 ASA)
   
   L’applicazione del presente accordo non pregiudica l’applicazione delle disposizioni del diritto comunitario alle Isole Canarie.
   TITOLO III
   
      ALTRE DISPOSIZIONI COMMERCIALI
   
   Articolo 34
   
      (Articolo 61, paragrafo 1, ASA)
   
   Traffico di transito
   Definizioni
   
      (Protocollo 4 ASA, Articolo 3, lettere a) e b))
   
   Ai fini del presente accordo, si applicano le seguenti definizioni:
   a)   traffico comunitario di transito: trasporto di merci in transito attraverso il territorio della Serbia, in partenza da o a destinazione di uno Stato membro della Comunità, effettuato da un vettore stabilito nella Comunità;
   b)   traffico di transito della Serbia: trasporto di merci in transito attraverso il territorio della Comunità, in partenza dalla Serbia e a destinazione di un paese terzo o in partenza da un paese terzo e a destinazione della Serbia.
   1.   Le Parti concordano di garantire, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, un accesso senza restrizioni al traffico di transito comunitario attraverso la Serbia e al traffico di transito serbo attraverso la Comunità.
   2.   Qualora, come conseguenza dei diritti concessi a norma del paragrafo 1, il traffico di transito effettuato da autotrasportatori della Comunità aumenti in misura tale da causare o rischiare di causare un grave pregiudizio alle infrastrutture stradali e/o allo scorrimento del traffico sugli assi definiti nel memorandum d’intesa per lo sviluppo di una rete di base di infrastrutture di trasporto in Europa sudorientale firmato dai ministri della regione e dalla Commissione europea nel giugno 2004 e, analogamente, qualora sorgano problemi nel territorio della Comunità vicino alle frontiere con la Serbia, la questione viene sottoposta al comitato interinale ai sensi dell’articolo 44 del presente accordo. Le Parti possono proporre misure temporanee eccezionali non discriminatorie ritenute necessarie per limitare o attenuare tali problemi.
   3.   Le Parti evitano di prendere misure unilaterali che possano dar luogo a discriminazioni fra i vettori o i veicoli della Comunità e della Serbia. Ciascuna Parte contraente prende tutte le disposizioni necessarie per agevolare il trasporto stradale verso o attraverso il territorio dell’altra Parte.
   1.   Le Parti convengono di snellire il flusso delle merci nei trasporti ferroviari e stradali, bilaterali o in transito.
   2.   Le Parti decidono di favorire, nella misura necessaria, l’adozione di altre misure di semplificazione e di collaborare a tal fine.
   La cooperazione tra le Parti si svolge nell’ambito di uno speciale sottocomitato del comitato interinale da istituire in conformità dell’articolo 45 del presente accordo. Il sottocomitato coordina, in particolare, le attività di controllo, le previsioni e le statistiche relative al trasporto internazionale, segnatamente il traffico di transito.
   Articolo 35
   
      (Articolo 62 ASA)
   
   Le Parti si impegnano ad autorizzare, in conformità delle disposizioni dell’articolo VIII dello statuto del Fondo monetario internazionale, qualsiasi pagamento e bonifico in moneta liberamente convertibile sul conto corrente della bilancia dei pagamenti tra la Comunità e la Serbia.
   Articolo 36
   
      (Articolo 69 ASA)
   
   1.   Le Parti si adoperano, nei limiti del possibile, per evitare l’adozione di misure restrittive, ivi comprese le misure relative alle importazioni, a fini di bilancia dei pagamenti. Qualora una Parte adotti tali misure, sottopone quanto prima all’altra Parte un calendario per la loro abolizione.
   2.   Qualora uno o più Stati membri o la Serbia abbiano o rischino di avere gravi difficoltà di bilancia dei pagamenti, la Comunità o la Serbia, a seconda dei casi, in base alle condizioni stabilite nel quadro dell’accordo OMC, possono adottare misure restrittive, comprese le misure relative alle importazioni, di durata limitata e di portata non superiore a quanto strettamente necessario per ovviare alla situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità e la Serbia, a seconda dei casi, informano senza indugio l’altra Parte.
   3.   Le eventuali misure restrittive non si applicano ai trasferimenti relativi a investimenti e, in particolare, al rimpatrio degli importi investiti o reinvestiti e di qualsiasi tipo di reddito da essi derivante.
   Articolo 37
   
      (Articolo 71 ASA)
   
   Le disposizioni del presente accordo non vietano alle Parti di prendere le misure necessarie per impedire l’esclusione, tramite le disposizioni del presente accordo, delle disposizioni relative all’accesso dei paesi terzi ai loro mercati.
   Articolo 38
   
      (Articolo 73 ASA)
   
   Concorrenza e altre disposizioni di carattere economico
   1.   Sono incompatibili con il corretto funzionamento del presente accordo, nella misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità e la Serbia:
   
               i)
            
            
               tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza;
            
         
               ii)
            
            
               lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante nell’intero territorio della Comunità o della Serbia, o in una sua parte sostanziale;
            
         
               iii)
            
            
               qualsiasi aiuto statale che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza.
            
         2.   Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i criteri derivanti dall’applicazione delle regole in materia di concorrenza applicabili nella Comunità, in particolare degli articoli 81, 82, 86 e 87 del trattato che istituisce la Comunità europea (in appresso «il trattato CE») e degli strumenti interpretativi adottati dalle istituzioni comunitarie.
   3.   Le Parti assicurano che vengano conferiti ad un’autorità indipendente sotto il profilo operativo i poteri necessari per la completa applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, punti i) e ii), del presente articolo per quanto riguarda le imprese pubbliche e private e le imprese che godono di diritti speciali.
   4.   La Serbia istituisce un’autorità indipendente sotto il profilo operativo alla quale vengono conferiti i poteri necessari per la completa applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, punto iii), entro un anno dall’entrata in vigore del presente accordo. Tale autorità può autorizzare, tra l’altro, regimi di aiuti di Stato e singoli aiuti in conformità del paragrafo 2, nonché ordinare il recupero degli aiuti di Stato concessi illegalmente.
   5.   La Comunità, da una parte, e la Serbia, dall’altra, garantiscono la trasparenza nel campo degli aiuti di Stato presentando in particolare alle altre Parti una relazione periodica annuale, o equivalente, secondo i metodi e l’impostazione delle relazioni comunitarie sugli aiuti di Stato. Su richiesta di una delle Parti, l’altra Parte fornisce informazioni su singoli casi particolari di aiuto pubblico.
   6.   La Serbia compila un elenco completo dei regimi di aiuti istituiti prima della creazione dell’autorità di cui al paragrafo 4 ed allinea tali regimi con i criteri di cui al paragrafo 2 entro e non oltre quattro anni dall’entrata in vigore del presente accordo.
   
               7.
            
            
               
                           a)
                        
                        
                           Ai fini dell’applicazione del paragrafo 1, punto iii), le Parti accettano che, durante i primi cinque anni successivi all’entrata in vigore del presente accordo, qualsiasi aiuto di Stato concesso dalla Serbia venga valutato tenendo conto del fatto che la Serbia è assimilata alle regioni della Comunità di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE.
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           Entro quattro anni dall’entrata in vigore del presente accordo, la Serbia presenta alla Commissione europea i dati relativi al PIL pro capite armonizzati a livello NUTS II. L’autorità di cui al paragrafo 4 e la Commissione europea valutano quindi congiuntamente l’ammissibilità delle regioni della Serbia e le corrispondenti intensità massime di aiuto per poter tracciare una mappa degli aiuti a finalità regionale sulla base degli orientamenti comunitari in materia.
                        
                     
         8.   Se del caso, il protocollo 4 definisce le norme sugli aiuti di Stato nel settore siderurgico, applicabili qualora vengano concessi aiuti per la ristrutturazione. Il protocollo sottolineerà il carattere eccezionale degli aiuti, che avrebbero durata limitata e sarebbero collegati a riduzioni degli impianti nell’ambito di programmi di fattibilità.
   9.   Per quanto riguarda i prodotti di cui al capitolo II del titolo II:
   
               a)
            
            
               il paragrafo 1, punto iii), non si applica;
            
         
               b)
            
            
               le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto i), sono valutate secondo i criteri stabiliti dalla Comunità a norma degli articoli 36 e 37 del trattato CE e degli strumenti comunitari specifici adottati su tale base.
            
         10.   Qualora ritenga che una particolare pratica sia incompatibile con le disposizioni del paragrafo 1, una Parte può prendere misure adeguate previa consultazione nell’ambito del comitato interinale o dopo trenta giorni lavorativi dalla richiesta di consultazione. Nessuna disposizione del presente articolo pregiudica o compromette minimamente l’adozione, ad opera della Comunità o della Serbia, di misure compensative conformemente al GATT 1994 e all’accordo dell’OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative o alla normativa interna connessa.
   Articolo 39
   
      (Articolo 74 ASA)
   
   Imprese pubbliche
   Entro la fine del terzo anno successivo all’entrata in vigore del presente accordo, la Serbia applica alle imprese pubbliche e alle imprese cui sono stati concessi diritti speciali ed esclusivi i principi sanciti dal trattato CE, con particolare riguardo all’articolo 86.
   I diritti speciali delle imprese pubbliche durante il periodo transitorio non comprendono la possibilità di applicare restrizioni quantitative o misure di effetto equivalente alle importazioni dalla Comunità in Serbia.
   Articolo 40
   
      (Articolo 75 ASA)
   
   Proprietà intellettuale, industriale e commerciale
   1.   A norma del presente articolo e dell’allegato VI, le Parti confermano l’importanza annessa ad un’adeguata ed effettiva tutela e applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale.
   2.   Dall’entrata in vigore del presente accordo, le Parti garantiscono a imprese e cittadini dell’altra Parte, relativamente al riconoscimento e alla tutela della proprietà intellettuale, industriale e commerciale, un trattamento non meno favorevole di quello assicurato ad altri paesi terzi in base ad accordi bilaterali.
   3.   La Serbia prende le misure necessarie per garantire, entro cinque anni dall’entrata in vigore del presente accordo, un livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale analogo a quello esistente nella Comunità, ivi compresi mezzi efficaci di esercizio di tali diritti.
   4.   La Serbia s’impegna ad aderire, entro il termine di cui sopra, alle convenzioni multilaterali sui diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale di cui all’allegato VI. Il comitato interinale può decidere di obbligare la Serbia ad aderire a convenzioni multilaterali specifiche in questo settore.
   5.   Qualora nel settore della proprietà intellettuale, industriale e commerciale sorgano problemi tali da falsare le condizioni del commercio, si consulta urgentemente, su richiesta di una o dell’altra Parte, il comitato interinale al fine di trovare soluzioni reciprocamente soddisfacenti.
   Articolo 41
   
      (Articolo 99 ASA)
   
   Dogane
   Le Parti avviano una cooperazione in questo settore per accertarsi dell’osservanza delle disposizioni che devono essere adottate in campo commerciale e per ravvicinare il sistema doganale della Serbia a quello comunitario, il che contribuirà a facilitare le misure di liberalizzazione previste nel presente accordo e il graduale ravvicinamento della legislazione doganale serba all’acquis.
   La cooperazione tiene debitamente conto dei settori prioritari connessi all’acquis comunitario in materia di dogane.
   Le regole di assistenza amministrativa reciproca tra le Parti in materia doganale sono stabilite nel protocollo 5.
   TITOLO IV
   
      DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI, GENERALI E FINALI
   
   Articolo 42
   
      (Articolo 119 ASA)
   
   È istituito un comitato interinale incaricato di sorvegliare l’applicazione e l’esecuzione del presente accordo. Il comitato si riunisce al livello opportuno, a intervalli regolari e quando le circostanze lo richiedono. Esso esamina qualsiasi questione importante inerente al presente accordo e ogni altra questione bilaterale o internazionale di reciproco interesse.
   Articolo 43
   
      (Articolo 120 ASA)
   
   1.   Il comitato interinale è composto, da un lato, da membri del Consiglio dell’Unione europea e da membri della Commissione europea e, dall’altro, da membri del governo della Serbia.
   2.   Il comitato interinale adotta il proprio regolamento interno.
   3.   I membri del comitato interinale possono farsi rappresentare, in base alle condizioni previste al riguardo dal suo regolamento interno.
   4.   Il comitato interinale è presieduto a turno da un rappresentante della Comunità e da un rappresentante della Serbia, in base alle disposizioni previste al riguardo dal suo regolamento interno.
   5.   Nelle materie che la riguardano, la BEI partecipa, in qualità di osservatore, ai lavori del comitato interinale.
   Articolo 44
   
      (Articolo 121 ASA)
   
   Ai fini della realizzazione degli obiettivi del presente accordo, il comitato interinale ha il potere di prendere decisioni all’interno del campo d’azione del presente accordo, nei casi contemplati dall’accordo stesso. Tali decisioni sono vincolanti per le Parti, che adottano le misure necessarie per la loro attuazione. Il comitato interinale può anche formulare adeguate raccomandazioni. Le decisioni e le raccomandazioni sono adottate di comune accordo tra le Parti.
   Articolo 45
   
      (Articolo 123 ASA)
   
   Il comitato interinale può creare sottocomitati.
   Articolo 46
   
      (Articolo 126 ASA)
   
   Nell’ambito del presente accordo, ciascuna delle Parti si impegna a garantire che le persone fisiche e giuridiche dell’altra Parte possano adire, senza discriminazioni rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giurisdizionali e amministrativi delle Parti per tutelare i loro diritti individuali e di proprietà.
   Articolo 47
   
      (Articolo 127 ASA)
   
   Nessuna disposizione del presente accordo impedisce a una Parte di prendere qualsiasi misura:
   
               a)
            
            
               ritenuta necessaria per impedire la divulgazione di informazioni contrarie ai suoi interessi fondamentali in materia di sicurezza;
            
         
               b)
            
            
               inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale bellico o alla ricerca, allo sviluppo o alla produzione indispensabili in materia di difesa, a condizione che tali misure non alterino le condizioni di concorrenza in relazione a prodotti non destinati ad uso specificamente militare;
            
         
               c)
            
            
               ritenuta essenziale per la propria sicurezza in caso di gravi disordini interni che compromettano il mantenimento dell’ordine pubblico, in tempo di guerra o in occasione di gravi tensioni internazionali che possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni assunti per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.
            
         Articolo 48
   
      (Articolo 128 ASA)
   
   1.   Nei settori contemplati dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione speciale ivi contenuta:
   
               a)
            
            
               il regime applicato dalla Serbia nei confronti della Comunità non deve dare origine ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini, le loro società o imprese;
            
         
               b)
            
            
               il regime applicato dalla Comunità nei confronti della Serbia non deve dare origine ad alcuna discriminazione tra cittadini e società o imprese della Serbia.
            
         2.   Le disposizioni del paragrafo 1 non pregiudicano il diritto delle Parti di applicare le disposizioni pertinenti della loro normativa fiscale nei confronti di contribuenti che non si trovino in situazioni identiche per quanto riguarda il luogo di residenza.
   Articolo 49
   
      (Articolo 129 ASA)
   
   1.   Le Parti adottano tutte le misure, di portata generale o specifica, necessarie per l’adempimento dei loro obblighi a norma del presente accordo. Esse assicurano la realizzazione degli obiettivi fissati dal presente accordo.
   2.   Le Parti convengono di consultarsi tempestivamente, attraverso i canali appropriati, su richiesta di una di esse per discutere di tutte le questioni inerenti all’interpretazione o all’applicazione del presente accordo e di altri aspetti delle loro relazioni.
   3.   Ciascuna delle Parti deferisce al comitato interinale qualsiasi controversia relativa all’applicazione o all’interpretazione del presente accordo. In tal caso, si applica l’articolo 50 e, eventualmente, il protocollo 6.
   Il comitato interinale può comporre la controversia mediante una decisione vincolante.
   4.   Qualora una delle Parti ritenga che l’altra Parte non abbia ottemperato a un obbligo previsto dall’accordo, può adottare le misure opportune. Prima di procedere, fatta eccezione per i casi particolarmente urgenti, essa fornisce al comitato interinale tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esame esauriente della situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le Parti.
   Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il funzionamento dell’accordo. Le misure decise sono comunicate senza indugio al comitato interinale e, qualora l’altra Parte ne faccia richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno a detto comitato o a qualsiasi altro organo creato a norma dell’articolo 46.
   5.   Le disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4 non incidono in alcun modo sugli articoli 17, 25, 26, 27 e 31 e sul protocollo 3 (Definizione della nozione di prodotti originari e metodi di cooperazione amministrativa) e non ne pregiudicano l’applicazione.
   Articolo 50
   
      (Articolo 130 ASA)
   
   1.   In caso di disaccordo fra le Parti in merito all’interpretazione o all’applicazione del presente accordo, una delle Parti presenta all’altra Parte e al comitato interinale una richiesta formale affinché la questione sia risolta.
   Se una Parte ritiene che una misura adottata dall’altra Parte o l’inazione dell’altra Parte costituiscano una violazione dei suoi obblighi a norma del presente accordo, la richiesta formale di soluzione della controversia motiva questo parere e indica, a seconda dei casi, che la Parte può prendere misure a norma dell’articolo 49, paragrafo 4.
   2.   Le Parti cercano di risolvere la controversia avviando consultazioni in buona fede nell’ambito del comitato interinale e degli altri organi di cui al paragrafo 3 onde trovare quanto prima una soluzione reciprocamente accettabile.
   3.   Le Parti forniscono al comitato interinale tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esame approfondito della situazione.
   Fintanto che la controversia non è risolta, se ne discute a ogni riunione del comitato interinale, a meno che non sia stata avviata la procedura di arbitrato di cui al protocollo 6. Una controversia è considerata risolta quando il comitato interinale adotta una decisione vincolante a norma dell’articolo 49, paragrafo 3, o quando ha dichiarato che la controversia non sussiste più.
   Possono inoltre tenersi consultazioni in merito a una controversia durante qualsiasi riunione del comitato interinale o di tutti gli altri comitati o organi istituiti a norma dell’articolo 45, per decisione comune delle Parti o su richiesta di una di esse. Le consultazioni possono tenersi anche per iscritto.
   Tutte le informazioni comunicate durante le consultazioni rimangono riservate.
   4.   Per le questioni che rientrano nell’ambito di applicazione del protocollo 6, una qualsiasi delle Parti può chiedere che sia applicata la procedura di arbitrato a norma di tale protocollo quando le Parti non siano riuscite a risolvere la controversia entro due mesi dall’avvio della procedura pertinente a norma del paragrafo 1.
   Articolo 51
   
      (Articolo 131 ASA)
   
   Fino a quando i privati cittadini e gli operatori economici non godranno di diritti equivalenti in base all’applicazione del presente accordo, esso non recherà pregiudizio ai diritti loro garantiti da accordi vigenti che vincolino uno o più Stati membri, da un lato, e la Serbia, dall’altro.
   Articolo 52
   
      (Articolo 17 ASA)
   
   Cooperazione con altri paesi candidati all’adesioneall’UE che non rientrano nel PSA
   1.   La Serbia dovrebbe promuovere la cooperazione e concludere una convenzione sulla cooperazione regionale con qualsiasi paese candidato all’adesione all’Unione europea in qualsiasi settore di cooperazione contemplato dal presente accordo. Scopo della convenzione dovrebbe essere allineare gradualmente le relazioni bilaterali tra la Serbia e detto paese alla parte corrispondente delle relazioni tra quest’ultimo, la Comunità e i suoi Stati membri.
   2.   La Serbia avvia negoziati con la Turchia, che ha istituito un’unione doganale con la Comunità, al fine di concludere, su basi reciprocamente vantaggiose, un accordo che istituisca una zona di libero scambio tra le due Parti a norma dell’articolo XXIV del GATT 1994.
   I negoziati dovrebbero iniziare prima possibile, affinché l’accordo suddetto sia concluso entro la fine del periodo transitorio di cui all’articolo 3, paragrafo 1.
   Articolo 53
   
      (Articolo 132 ASA)
   
   I protocolli 1, 2, 3, 4, 5 e 6 e gli allegati I-V e VI sono parti integranti del presente accordo.
   Articolo 54
   Il presente accordo si applica fino all’entrata in vigore dell’accordo di stabilizzazione e di associazione firmato a Lussemburgo il 29 aprile 2008.
   Ciascuna delle Parti può denunciare l’accordo dandone notifica all’altra Parte. Il presente accordo cessa di applicarsi dopo sei mesi dalla data della notifica.
   Ciascuna Parte può sospendere il presente accordo, con effetto immediato, qualora l’altra Parte venga meno a uno degli elementi essenziali dell’accordo.
   Articolo 55
   
      (Articolo 134 ASA)
   
   Ai fini del presente accordo, per «Parti» si intendono la Comunità, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall’altra.
   Articolo 56
   
      (Articolo 135 ASA)
   
   Il presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applica il trattato CE alle condizioni precisate in detto trattato e, dall’altra, al territorio della Serbia.
   L’accordo non si applica nel Kosovo, posto attualmente sotto amministrazione internazionale ai sensi della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999. Ciò non pregiudica né lo status attuale del Kosovo né la determinazione del suo status definitivo nel quadro di tale risoluzione.
   Articolo 57
   
      (Articolo 136 ASA)
   
   Il Segretario generale del Consiglio dell’Unione europea è il depositario del presente accordo.
   Articolo 58
   
      (Articolo 137 ASA)
   
   Il presente accordo è redatto in due esemplari nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese e nella lingua serba, ciascun testo facente ugualmente fede.
   Articolo 59
   
      (Articolo 138 ASA)
   
   Il presente accordo è approvato dalle Parti secondo le rispettive procedure.
   L’accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le Parti si comunicano reciprocamente che le procedure di cui al primo comma sono state espletate. Nel caso in cui le procedure di cui al primo comma non siano state espletate in tempo per consentirne l’entrata in vigore il 1o luglio 2008, il presente accordo sarà applicato provvisoriamente a partire da tale data.
   
      Съставено в Брюксел на двадесет и девети април две хиляди и осма година.
      Hecho en Luxemburgo, el veintinueve de abril de dosmile ocho.
      V Lucemburku dne dvacátého devátého dubna dva tisíce osm.
      Udfærdiget i Luxembourg den niogtyvende april to tusind og otte.
      Geschehen zu Luxemburg am neunundzwanzigsten April zweitausendacht.
      Kahe tuhande kaheksanda aasta aprillikuu kahekümme üheksandal päeval Luxembourgis.
      'Εγινε Λουξεμβούργο, στις είκοσι εννέα Απριλίου δύο χιλιάδες οκτώ.
      Done at Luxembourg on the twenty-ninth day of April in the year tow thousand and eight.
      Fait à Luxembourg, le vingt-neuf avril deux mille huit.
      Fatto a Lussemburgo, addì ventinove aprile duemilaotto.
      Luksemburgā, divtūkstoš astotā gada divdesmit devītajā aprīlī.
      Priimta tūkstančiai aštuntų metų balandžio dvidešimt devintą dieną Liuksemburge.
      Kelt Luxembourgban, a kétezer-nyolcadik év április huszonkilencedik napján.
      Magħmul fil-Lussemburgu, fid-disgħa u għoxrin jum ta' April tas-sena elfejn u tmienja.
      Gedaan te Luxemburg, de negenentwintigste april tweeduizend acht.
      Sporządzono w Luksemburgu, dnia trzydziestego pierwszego października roku dwa tysiące siódmego.
      Feito em Luxemburgo, em vinte e nove de Abril de dois mil e oito.
      Întocmit la Luxemburg, la douăzeci și nouă aprilie două mii opt.
      V Luxemburgu dňa dvadsiateho deviateho apríla dvetisícosem.
      V Luxembourgu, dne devetindvajsetega aprila leta dva tisoč osem.
      Tehty Luxemburgissa kahdentenakymmenentenäyhdeksäntenä päivänä huhtikuuta vuonna kaksituhattakahdeksan.
      Som skedde i Luxemburg den tjugonionde april tjugohundraåtta.
      Сачињено у Луксембургу, двадесетдеветог априла двехиљадеосме.
      
         За Европейската общност
         Por la Comunidad Europea
         Za Evropské společenství
         For Det Europæiske Fællesskab
         Für die Europäische Gemeinschaft
         Euroopa Ühenduse nimel
         Για την Ευρωπαϊκή Κοινότητα
         For the European Community
         Pour la Communauté européenne
         Per la Comunità europea
         Eiropas Kopienas vārdā
         Europos bendrijos vardu
         az Európai Közösség részéről
         Għall-Komunità Ewropea
         Voor de Europese Gemeenschap
         W imieniu Wspólnoty Europejskiej
         Pela Comunidade Europeia
         Pentru Comunitatea Europeană
         Za Európske spoločenstvo
         Za Evropsko skupnost
         Euroopan yhteisön puolesta
         För Europeiska gemenskapens
         За Република Сърбия
         
            
      
      
         За Европску заједницу
         Por la República de Serbia
         Za Republiku Srbsko
         For Republikken Serbien
         Für die Republik Serbien
         Serbia Vabariigi nimel
         Για τη Δημοκρατία της Σερβίας
         For the Republic of Serbia
         Pour la République de Serbie
         Per la Repubblica di Serbia
         Serbijas Republikas vārdā
         Serbijos Respublikos vardu
         A Szerb Köztársaság részéről
         Għar-Repubblika tas-Serbja
         Voor de Republiek Servië
         W imieniu Republiki Serbiej
         Pela República da Sérvia
         Pentru Republica Serbia
         Za Srbskú republiku
         Za Republiko Srbijo
         Serbian tasavallan puolesta
         För Republiken Serbien
         За Републику Србију
         
            
      
   
   
      (1)  Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio (GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1), come modificato.
   
      (2)  Gazzetta ufficiale della Serbia 62/2005 e 61/2007.
   
      (3)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).
   ELENCO DEGLI ALLEGATI E DEI PROTOCOLLI
   
      ALLEGATI
   
   
                
            
            
               Allegato I (art. 6) – Concessioni tariffarie accordate dalla Serbia ai prodotti industriali della Comunità
            
         
                
            
            
               Allegato II (art. 11) – Definizione dei prodotti «baby beef»
            
         
                
            
            
               Allegato III (art. 12) – Concessioni tariffarie accordate dalla Serbia ai prodotti agricoli della Comunità
            
         
                
            
            
               Allegato IV (art. 14) – Concessioni accordate dalla Comunità ai prodotti della pesca serbi
            
         
                
            
            
               Allegato V (art. 15) – Concessioni accordate dalla Serbia ai prodotti della pesca della Comunità
            
         
                
            
            
               Allegato VI (art. 40) – Diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale
            
         
      PROTOCOLLI
   
   
                
            
            
               Protocollo 1 (articolo 10) – Scambi di prodotti agricoli trasformati tra la Comunità e la Serbia
            
         
                
            
            
               Protocollo 2 (articolo 13) – Vino e bevande spiritose
            
         
                
            
            
               Protocollo 3 (articolo 29) – Relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e metodi di cooperazione amministrativa
            
         
                
            
            
               Protocollo 4 (articolo 38) – Sugli aiuti di Stato all'industria siderurgica
            
         
                
            
            
               Protocollo 5 (articolo 41) – Assistenza amministrativa reciproca in materia doganale
            
         
                
            
            
               Protocollo 6 (articolo 50) – Composizione delle controversie