CELEX: 62007FJ0039
Language: it
Date: 2009-05-06 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Terza Sezione) del 6 maggio 2009. # Manuel Campos Valls contro Consiglio dell'Unione europea. # Pubblico impiego - Dipendenti - Assunzione. # Causa F-39/07.

SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA 
      (Terza Sezione)
      6 maggio 2009
      Causa F‑39/07
      Manuel Campos Valls
      contro
      Consiglio dell’Unione europea
      «Funzione pubblica – Funzionari – Assunzione – Nomina – Posto di capo unità – Rigetto della candidatura del ricorrente – Requisiti previsti dall’avviso di posto vacante – Errore manifesto di valutazione»
      Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA, con il quale il sig. Campos Valls chiede l’annullamento, da una parte,
         della decisione dell’autorità che ha il potere di nomina recante nomina del sig. G. al posto di capo unità di lingua spagnola
         della Direzione III «Traduzione e produzione dei documenti», in seno alla direzione generale A «Personale e amministrazione»
         del Consiglio, e, dall’altra, della decisione con cui viene respinta la sua candidatura al posto controverso.
      
      Decisione: Il ricorso è respinto.Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.
      
      Massime
      1.      Funzionari – Posto vacante – Copertura mediante promozione o trasferimento interno – Scrutinio per merito comparativo dei
            candidati – Potere discrezionale dell’amministrazione – Limiti
      (Statuto dei funzionari, artt. 4, 7, n. 1, 29, n. 1, e 45, n. 1)
      2.      Funzionari – Avviso di posto vacante – Posto di capo unità in seno a una direzione della traduzione – Qualifiche richieste
      (Statuto dei funzionari, art. 29, n. 1)
      1.      L’esercizio dell’ampio potere discrezionale di cui dispone l’autorità che ha il potere di nomina in materia di nomina presuppone
         che la stessa esamini con cura e imparzialità i fascicoli di candidatura e osservi coscenziosamente i requisiti indicati nell’avviso
         di posto vacante, di modo che è tenuta a escludere ogni candidato che non soddisfi questi requisiti. L’avviso di posto vacante
         costituisce, infatti, l’assetto legale che la detta autorità impone a sé medesima e deve rispettare scrupolosamente.
      
      Per accertare se l’autorità che ha il potere di nomina non abbia superato i limiti di tale assetto legale, il giudice comunitario,
         nell’esercizio del suo sindacato giurisdizionale, deve anzitutto esaminare quali sono le condizioni richieste dall’avviso
         di posto vacante e successivamente verificare se il candidato scelto dalla detta autorità per coprire il posto vacante risponda
         effettivamente a tali condizioni. Infine, esso deve esaminare se, per quanto riguarda le attitudini del ricorrente, la detta
         autorità non abbia commesso un errore manifesto di valutazione preferendogli un altro candidato.
      
      Un siffatto esame deve tuttavia essere circoscritto alla questione se, tenuto conto dei criteri in base ai quali l’amministrazione
         è potuta giungere al suo giudizio, quest’ultima sia rimasta entro limiti ragionevoli e non abbia fatto uso del suo potere
         in modo manifestamente improprio. Il giudice comunitario non può quindi sostituire la propria valutazione delle qualifiche
         dei candidati a quella dell’autorità che ha il potere di nomina.
      
      (v. punti 41‑43)
      Riferimento:
      Corte: 28 febbraio 1989, cause riunite 341/85, 251/86, 258/86, 259/86, 262/86, 266/86, 222/87 e 232/87, van der Stijl e Cullington/Commissione
         (Racc. pag. 511, punto 51), e 18 marzo 1993, causa C‑35/92 P, Parlamento/Frederiksen (Racc. pag. I‑991, punti 15 e 16)
      
      Tribunale di primo grado: 19 marzo 1997, causa T‑21/96, Giannini/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑69 e II‑211, punto 20); 12
         maggio 1998, causa T‑159/96, Wenk/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑193 e II‑593, punti 63, 64 e 72); 19 settembre 2001, causa
         T‑152/00, E/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑179 e II‑813, punto 29); 14 ottobre 2003, causa T‑174/02, Wieme/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑241
         e II‑1165, punto 38); 11 novembre 2003, causa T‑248/02, Faita/CES (Racc. PI pagg. I‑A‑281 e II‑1365, punto 71); 3 febbraio
         2005, causa T‑137/03, Mancini/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑7 e II‑27, punti 85 e 92); 4 maggio 2005, causa T‑30/04, Sena/AESA
         (Racc. PI pagg. I‑A‑113 e II‑519, punto 80); 5 luglio 2005, causa T‑370/03, Wunenburger/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑189
         e II‑853, punto 51), e 4 luglio 2006, causa T‑45/04, Tzirani/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑2‑145 e II‑A‑2‑681, punti 46,
         48 e 49)
      
      2.      In un bando di concorso per un posto di capo unità in seno a una direzione della traduzione, le qualifiche richieste non possono
         essere interpretate indipendentemente dalla descrizione delle mansioni proprie del posto vacante. Infatti, qualora queste
         ultime non consistano direttamente in compiti di traduzione o di controllo della qualità della traduzione, bensì, essenzialmente,
         in compiti di gestione e organizzazione, la condizione della conoscenza delle tecniche di traduzione non può essere interpretata
         nel senso di esigere le medesime qualifiche richieste per occupare un posto di traduttore o di revisore.
      
      (v. punti 50 e 51)
      Riferimento:
      Tribunale di primo grado: Tzirani/Commissione (cit., punto 53)
SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA DELL’UNIONE EUROPEA (Terza Sezione)
      6 maggio 2009 (*)
      
      «Funzione pubblica – Funzionari – Assunzione – Nomina – Posto di capo unità – Rigetto della candidatura del ricorrente – Requisiti previsti dall’avviso di posto vacante – Errore manifesto di valutazione»
      Nella causa F‑39/07,
      avente ad oggetto il ricorso proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA,
      Manuel Campos Valls, funzionario del Consiglio dell’Unione europea, residente in Bruxelles (Belgio), rappresentato dagli avv.ti S. Orlandi, A. Coolen,
         J.‑N. Louis e É. Marchal, 
      
      ricorrente,
      contro
      Consiglio dell’Unione europea, rappresentato dalle sig.re M. Arpio Santacruz e I. Šulce, in qualità di agenti,
      
      convenuto,
      IL TRIBUNALE (Terza Sezione),
      composto dai sigg. P. Mahoney (presidente), H. Kanninen (relatore) e S. Gervasoni, giudici,
      cancelliere: sig. R. Schiano, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 5 giugno 2008,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        Con ricorso pervenuto alla cancelleria del Tribunale il 23 aprile 2007 tramite fax (mentre il deposito dell’originale è avvenuto
         il 25 aprile seguente), il sig. Campos Valls ha proposto il presente ricorso, diretto a ottenere l’annullamento, da un lato,
         della decisione con cui l’autorità che ha il potere di nomina (in prosieguo: l’«APN») ha nominato il sig. G. al posto di capo
         dell’unità di lingua spagnola della direzione III «Traduzione e produzione dei documenti», nell’ambito della direzione generale
         (DG) A «Personale e amministrazione» del Consiglio dell’Unione europea (in prosieguo: il «posto controverso») e, dall’altro,
         della decisione che ha respinto la sua candidatura al posto controverso.
      
       Contesto normativo
      2        Ai sensi dell’art. 4 dello Statuto dei funzionari delle Comunità europee (in prosieguo: lo «Statuto»):
      
      «Le nomine e le promozioni devono servire esclusivamente a coprire i posti vacanti, alle condizioni previste dal presente
         statuto.
      
      Ogni posto vacante in una istituzione è portato a conoscenza del personale dell’istituzione stessa non appena l’[APN] abbia
         deciso che si deve provvedere a coprire tale posto.
      
      Se non è possibile provvedere a tale vacanza mediante trasferimento, nomina a un posto conformemente all’articolo 45 bis o
         promozione, essa viene portata a conoscenza del personale delle altre istituzioni e/o viene organizzato un concorso interno».
      
      3        Secondo l’art. 7, n. 1, primo comma, dello Statuto:
      
      «L’[APN] assegna ciascun funzionario mediante nomina o trasferimento, nel solo interesse del servizio e prescindendo da considerazioni
         di cittadinanza, ad un impiego corrispondente al suo grado, nel suo gruppo di funzioni».
      
      4        L’art. 29, n. 1, dello Statuto prevede:
      
      «Per assegnare i posti vacanti in un’istituzione, l’[APN], dopo aver esaminato:
      a)      le possibilità di occupare il posto mediante:
      i)      trasferimento o
      ii)      nomina conformemente all’articolo 45 bis o
      iii)      promozione
      all’interno dell’istituzione;
      (…)
      bandisce un concorso per titoli o per esami, ovvero per titoli ed esami. (…)».
      5        L’art. 45, n. 1, dello Statuto recita:
      
      «La promozione è conferita con decisione dell’[APN] in considerazione dell’articolo 6, paragrafo 2. Essa comporta per il funzionario
         la nomina al grado superiore del gruppo di funzioni al quale appartiene. La promozione è fatta esclusivamente a scelta, tra
         i funzionari che abbiano maturato un minimo di due anni di anzianità nel loro grado, previo scrutinio per merito comparativo
         dei funzionari che hanno i requisiti per essere promossi. Ai fini dell’esame comparativo dei meriti, l’[APN] tiene conto,
         in particolare, dei rapporti dei funzionari, dell’uso, nell’esercizio delle loro funzioni, di lingue diverse da quella di
         cui hanno dimostrato di possedere una conoscenza approfondita ai sensi dell’articolo 28, lettera f), e, se del caso, del livello
         di responsabilità esercitate».
      
       Fatti all’origine della controversia
      6        Il 15 marzo 2006 il segretariato generale del Consiglio pubblicava nella comunicazione al personale n. 46/06 l’avviso di posto
         vacante n. 60/06 al fine di coprire il posto di capo dell’unità di lingua spagnola della DG A «Personale e amministrazione»,
         direzione III «Traduzione e produzione dei documenti» (categoria A, grado 14, 13 o 12) (in prosieguo: l’«avviso di posto vacante»).
      
      7        La rubrica «Descrizione delle mansioni» dell’avviso di posto vacante era così redatta:
      
      «–      Assumere, sotto il coordinamento dei capi del [s]ervizio linguistico, la responsabilità della gestione dell’unità di lingua
         spagnola, sia sotto il profilo delle risorse umane (traduttori, segretari e personale di sostegno), sia sotto quello della
         produzione globale (preparazione, traduzione, revisione e presentazione finale dei documenti, rispetto dei termini e della
         qualità);
      
      –        contribuire alla definizione e all’attuazione dei principi guida del [segretariato generale del Consiglio] in materia linguistica,
         in particolare per quanto riguarda la lingua spagnola;
      
      –        assicurare i contatti individuali e organizzare riunioni periodiche con l’intera unità o con alcuni dei suoi membri;
      –        gestire, per quanto riguarda la lingua spagnola, i contatti e assicurare la cooperazione con gli omologhi di altre istituzioni;
      –        gestire i cambiamenti strutturali stabiliti nell’ambito della riorganizzazione della [direzione III “Traduzione e produzione
         dei documenti” nell’ambito della DG A “Personale e amministrazione”] in seguito all’ultimo allargamento».
      
      8        La rubrica «Qualifiche richieste» era così redatta:
      
      «–      Essere funzionario del Consiglio.
      –        Appartenere alla categoria A*, grado 14, 13 o 12.
      –        Possedere le capacità gestionali e il senso di responsabilità richiesti per dirigere una unità linguistica.
      –        Essere in grado di gestire i cambiamenti organizzativi.
      –        Avere una buona conoscenza dell’attività del [s]egretariato generale e delle sue procedure; conoscere le tecniche di traduzione
         e di organizzazione, nonché i metodi di lavoro del [s]egretariato generale del Consiglio.
      
      –        Possedere capacità di coordinamento e di organizzazione, nonché attitudine ai rapporti umani e alla comunicazione (lavoro
         di gruppo, gestione dei conflitti, flessibilità, motivazione del personale, …).
      
      –        Possedere un’ottima conoscenza della lingua spagnola e una conoscenza della lingua inglese e/o francese sufficiente per redigere
         documenti in una di queste due lingue».
      
      9        Il ricorrente, promosso il 22 dicembre 1994 al grado LA 3 (divenuto AD 14 a decorrere dal 1° maggio 2006) e assegnato all’unità
         di lingua spagnola in qualità di consigliere linguistico, presentava la propria candidatura al posto controverso.
      
      10      Nella sua relazione del 30 maggio 2006, il comitato di selezione, dopo aver proceduto ai colloqui con quattro candidati, fra
         i quali il sig. G. e il ricorrente, riteneva che il sig. G. fosse l’unico candidato rispondente ai requisiti richiesti per
         ricoprire il posto controverso e raccomandava pertanto di accoglierne la candidatura.
      
      11      Il ricorrente veniva informato con nota del 7 giugno 2006 che la sua candidatura non era stata accolta. Tale nota indicava
         che la scelta era caduta «su un’altra candidatura che rispondeva in modo più completo alle esigenze [del posto controverso]».
      
      12      Il 9 giugno 2006 il personale del segretariato generale veniva informato della decisione dell’APN di nominare il sig. G. al
         posto controverso a decorrere dal 1° luglio 2006.
      
      13      Il 6 settembre 2006 il ricorrente proponeva un reclamo in forza dell’art. 90, n. 2, dello Statuto contro la decisione di nomina
         del sig. G. e la decisione di rigetto della propria candidatura.
      
      14      Con decisione 8 gennaio 2007, inviata al legale del ricorrente tramite fax dell’11 gennaio 2007, l’APN respingeva il reclamo.
      
       Procedimento e conclusioni delle parti
      15      Nell’ambito delle misure di organizzazione del procedimento, il Tribunale ha invitato il Consiglio, conformemente all’art. 55,
         n. 2, lett. d), del regolamento di procedura del Tribunale, a produrre la copia integrale dell’avviso di posto vacante e la
         copia delle direttive interne applicate nell’ambito della procedura di selezione dei candidati.
      
      16      Con lettera pervenuta alla cancelleria del Tribunale il 30 aprile 2008 tramite fax (mentre il deposito dell’originale è avvenuto
         l’8 maggio seguente), il Consiglio ha prodotto:
      
      –        la copia integrale dell’avviso di posto vacante;
      –        la copia della comunicazione al personale del segretariato generale del Consiglio n. 113/04, del 16 luglio 2004, relativa
         alla decisione n. 111/2004 del Segretario generale aggiunto recante attuazione dell’art. 7, n. 4, dell’allegato XIII dello
         Statuto e contenente l’organigramma dei posti di inquadramento del segretariato generale del Consiglio, nonché l’elenco dei
         funzionari che li occupavano al 30 aprile 2004;
      
      –        la copia di una nota del 17 giugno 2005 all’attenzione dei funzionari della categoria A relativa alla procedura in materia
         di assegnazione dei posti di capo unità;
      
      –        la copia di una comunicazione al personale del segretariato generale del Consiglio n. 188/04, del 9 novembre 2004, concernente
         la procedura di selezione dei capi unità.
      
      17      Nella sua lettera di risposta alle misure di organizzazione del procedimento, il Consiglio ha spiegato che aveva previsto
         di istituire una nuova procedura al fine di assegnare i posti di capo unità. Secondo il Consiglio, detta procedura era diretta
         ad applicare alla selezione dei capi unità la prassi stabilita in materia di assegnazione dei posti di direttore, con alcune
         modifiche. Il Consiglio ha aggiunto che, in attesa della formalizzazione di tale procedura, la prassi sarebbe consistita nel
         seguire, mutatis mutandis, la procedura prevista per l’assegnazione dei posti di direttore. Pertanto, in materia di assegnazione
         dei posti di capo unità, l’APN sarebbe assistita da un comitato di selezione composto da un presidente (il direttore generale/direttore
         del servizio «richiedente»), due membri designati dall’APN e un membro designato dal comitato del personale.
      
      18      In udienza il Tribunale ha invitato il Consiglio a produrre il fascicolo di candidatura del sig. G., nonché tutti i documenti
         redatti dal comitato di selezione relativi alla valutazione delle qualifiche richieste ai candidati dall’avviso di posto vacante
         e, se del caso, la tabella comparativa dei meriti dei candidati che avevano partecipato alla selezione.
      
      19      Con lettera pervenuta alla cancelleria del Tribunale il 17 giugno 2008 tramite fax (mentre il deposito dell’originale è avvenuto
         il 20 giugno seguente), il Consiglio ha ottemperato alla richiesta del Tribunale. Con lettera pervenuta alla cancelleria del
         Tribunale il 7 luglio 2008 tramite fax (il deposito dell’originale è intervenuto il 12 luglio seguente), il ricorrente ha
         presentato osservazioni sui documenti prodotti dal Consiglio.
      
      20      Con decisione 12 luglio 2008 il Tribunale ha chiuso la fase orale del procedimento e ha disposto il passaggio della causa
         a sentenza.
      
      21      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        annullare le decisioni dell’APN di respingere la sua candidatura e di nominare il sig. G. al posto controverso;
      –        condannare il Consiglio alle spese.
      22      Il Consiglio chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        respingere il ricorso;
      –        condannare ciascuna delle parti a sopportare le proprie spese.
       In diritto
      23      A sostegno del suo ricorso il ricorrente solleva tre motivi concernenti un errore manifesto di valutazione, la violazione
         dell’avviso di posto vacante e la violazione dell’art. 45 dello Statuto.
      
      24      Occorre esaminare congiuntamente i motivi dedotti dal ricorrente, poiché si fondano sulla medesima argomentazione.
      
       Argomenti delle parti
      25      Il ricorrente ricorda in primo luogo che, tra le qualifiche richieste dall’avviso di posto vacante, si esigeva dai candidati
         una buona conoscenza dell’attività del segretariato generale del Consiglio, delle sue procedure e dei suoi metodi di lavoro,
         nonché una conoscenza delle tecniche di traduzione e di organizzazione.
      
      26      Orbene, secondo il ricorrente, dopo avere conseguito la laurea in giurisprudenza e in diritto europeo, il sig. G. avrebbe
         iniziato la sua attività nell’ambito del servizio di tutela dei consumatori della Commissione delle Comunità europee e successivamente
         sarebbe stato assegnato alla «DG E 6 (Balcani)», alla «DG H 1 (Asilo)» del segretariato generale del Consiglio e infine all’unità
         «Modernizzazione amministrativa, monitoraggio degli audit, pari opportunità» del servizio incaricato delle questioni amministrative
         generali. Pertanto, il sig. G. non avrebbe «alcuna formazione né esperienza professionale nel settore della traduzione né,
         più precisamente, delle specifiche tecniche di traduzione e dei nuovi metodi di lavoro nel settore della traduzione del [segretariato
         generale del Consiglio] (Trados ed Euramis)».
      
      27      Nella replica il ricorrente sostiene che, sebbene i compiti di traduzione e di controllo della qualità non vengano svolti
         dai capi unità della direzione III «Traduzione e produzione dei documenti» della DG A «Personale e amministrazione», bensì
         dai traduttori e dal controllore della qualità, ciò non toglie che, secondo l’avviso di posto vacante, la persona da nominare
         al posto controverso doveva assumere la responsabilità della gestione dell’unità di lingua spagnola sia da un punto di vista
         delle risorse umane che della produzione globale (preparazione, traduzione, revisione e presentazione finale dei documenti,
         rispetto dei termini e della qualità). Orbene, il ricorrente si domanda se un capo unità sia idoneo ad assumere una qualsiasi
         responsabilità nell’intero processo di traduzione quando non ha dimostrato di possedere un’esatta ed effettiva conoscenza
         delle tecniche di traduzione. In particolare, il capo unità dovrebbe essere in grado di verificare il lavoro dell’addetto
         al controllo di qualità e dei traduttori ai fini della gestione delle risorse umane e della produzione globale.
      
      28      Pur menzionando i quattro anni di anzianità del sig. G. nella gestione amministrativa, il Consiglio non sarebbe in grado di
         stabilire se il candidato disponga di una conoscenza delle tecniche di traduzione. Ammettendo che il sig. G. disponga di talune
         conoscenze nel settore della traduzione, non potrebbe comunque trattarsi di una conoscenza delle tecniche di traduzione equiparabile
         a quella del ricorrente, il quale ne dimostra da molti anni la padronanza.
      
      29      Nelle sue osservazioni menzionate al punto 19 della presente sentenza, il ricorrente sostiene che il comitato di selezione
         ha constatato che il sig. G. non aveva alcuna formazione né esperienza pratica come linguista e che il suo approccio poteva
         essere tecnocratico. A tale riguardo, il ricorrente fa riferimento alla griglia di valutazione del comitato di selezione,
         la quale indica, sotto il titolo «Aspetti inerenti al posto», che il sig. G. «non ha né esperienza pratica né formazione come
         linguista» e, sotto il titolo «Aspetti inerenti alla gestione e al lavoro di gruppo», che il sig. G. «potrebbe avere un approccio
         tecnocratico».
      
      30      Inoltre, il ricorrente contesta al comitato di selezione e all’APN di non aver preso in considerazione gli ultimi tre rapporti
         informativi dei candidati. A suo parere, i rapporti informativi che lo riguardano dimostrano a sufficienza che egli possiede
         tutte le qualifiche richieste, comprese le capacità gestionali e il senso di responsabilità necessari per dirigere una équipe
         linguistica, nonché le capacità di coordinamento e di organizzazione.
      
      31      Infine, sempre nelle sue osservazioni menzionate al punto 19 della presente sentenza, il ricorrente sostiene altresì che il
         comitato di selezione è incorso in un errore manifesto di valutazione considerando come punto negativo della sua candidatura
         una conoscenza poco convincente della lingua inglese e omettendo di indicare come punto positivo la sua padronanza della lingua
         francese. A tal riguardo, il ricorrente osserva che le qualifiche richieste dall’avviso di posto vacante includevano semplicemente
         un’ottima conoscenza della lingua spagnola e una conoscenza della lingua inglese e/o della lingua francese sufficiente per
         redigere documenti in una di queste due lingue.
      
      32      Il Consiglio replica anzitutto che il sig. G. soddisfaceva tutte le condizioni richieste dall’avviso di posto vacante e che,
         pertanto, decidendo di nominarlo al posto controverso, l’APN non ha fatto uso del suo potere discrezionale in modo manifestamente
         errato.
      
      33      Inoltre, il Consiglio sottolinea che le condizioni richieste dall’avviso di posto vacante devono essere interpretate alla
         luce della parte relativa ai compiti da assolvere, quali descritti nel medesimo avviso. Orbene, secondo quest’ultimo, il lavoro
         di capo unità consiste nel gestire l’unità di lingua spagnola della direzione III «Traduzione e produzione dei documenti»,
         nell’ambito della DG A «Personale e amministrazione», e non nello svolgere i compiti di traduttore supervisionando le traduzioni
         dei membri dell’unità.
      
      34      Per quanto riguarda in particolare la conoscenza delle tecniche di traduzione richiesta dall’avviso di posto vacante, secondo
         il Consiglio risulterebbe chiaramente da tale condizione che essa non esige un’esperienza professionale in materia di traduzione,
         ma solo una conoscenza delle tecniche di traduzione. A tale riguardo, il Consiglio rileva che il ricorrente sembra confondere
         le conoscenze nel settore della traduzione con l’esperienza nel medesimo settore.
      
      35      Il Consiglio osserva inoltre che il sig. G., nell’ambito delle sue precedenti funzioni, aveva acquisito una conoscenza delle
         tecniche specifiche di traduzione e dei metodi di lavoro in tale materia, in particolare per quanto concerne i metodi di miglioramento
         della produzione globale. Per contro, il ricorrente non apporterebbe alcun elemento a sostegno della sua affermazione secondo
         cui egli soddisferebbe tutti i requisiti previsti dall’avviso di posto vacante, a differenza di quanto ritenuto dal comitato
         di selezione, il quale ha considerato che il sig. G. era l’unico candidato rispondente a tali requisiti.
      
      36      Infine, il Consiglio afferma che il motivo concernente la violazione dell’art. 45 dello Statuto è irricevibile, in quanto
         il ricorrente non spiegherebbe come detta disposizione sia stata violata dall’APN.
      
      37      Su questo punto il Consiglio fa valere, in subordine, che l’art. 45 dello Statuto si riferisce alle decisioni di promozione.
         Orbene, nel caso di specie, il posto controverso sarebbe stato coperto conformemente agli artt. 4, 7, n. 1, e 29, n. 1, dello
         Statuto, in quanto sia il ricorrente che il sig. G. avevano un grado rientrante nella forbice dei gradi prevista dall’avviso
         di posto vacante (gradi 12‑14).
      
      38      Secondo il Consiglio, ne conseguirebbe che l’argomento dedotto dal ricorrente a tale proposito può essere interpretato solo
         nel senso che si riferisce allo scrutinio comparativo delle candidature al posto controverso. Orbene, tale scrutinio sarebbe
         stato effettuato con l’assistenza del comitato di selezione. Sarebbe quindi infondato l’argomento relativo all’inosservanza
         delle condizioni imposte dall’art. 45, in combinato disposto con l’art. 29, n. 1, dello Statuto.
      
      39      Nella controreplica, il Consiglio precisa che la conoscenza delle tecniche di traduzione è solo una delle condizioni richieste
         dall’avviso di posto vacante. La funzione del capo unità consisterebbe nella direzione di un’unità. Sotto questo profilo,
         e a differenza del ricorrente, il sig. G. soddisferebbe i requisiti dell’avviso di posto vacante.
      
       Giudizio del Tribunale
      40      Il ricorrente sostiene che il sig. G., che è stato scelto per occupare il posto controverso, non possiede tutte le qualifiche
         richieste dall’avviso di posto vacante. Il sig. G. non avrebbe alcuna formazione né esperienza professionale nel settore della
         traduzione e più precisamente nelle tecniche di traduzione. Il ricorrente ha precisato in udienza che la decisione di non
         accogliere la sua candidatura sarebbe anche viziata da irregolarità, in quanto si sarebbe ritenuto che egli stesso non possedesse
         i requisiti stabiliti nell’avviso di posto vacante. La controversia verte dunque sulla valutazione delle qualifiche del ricorrente
         e del sig. G., tenuto conto dell’interpretazione da dare alle condizioni richieste dall’avviso di posto vacante.
      
      41      Secondo costante giurisprudenza, l’esercizio dell’ampio potere discrezionale di cui dispone l’APN in materia di nomina presuppone
         che la stessa esamini con cura e imparzialità i fascicoli di candidatura e osservi coscienziosamente i requisiti indicati
         nell’avviso di posto vacante, di modo che è tenuta a escludere ogni candidato che non soddisfi questi requisiti. L’avviso
         di posto vacante costituisce, infatti, l’assetto legale che l’APN impone a se medesima e deve rispettare scrupolosamente (sentenze
         della Corte 28 febbraio 1989, cause riunite 341/85, 251/86, 258/86, 259/86, 262/86, 266/86, 222/87 e 232/87, van der Stijl
         e Cullington/Commissione, Racc. pag. 511, punto 51, e 18 marzo 1993, causa C‑35/92 P, Parlamento/Frederiksen, Racc. pag. I‑991,
         punti 15 e 16; sentenze del Tribunale di primo grado 12 maggio 1998, causa T‑159/96, Wenk/Commissione, Racc. PI pagg. I‑A‑193
         e II‑593, punto 63; 3 febbraio 2005, causa T-137/03, Mancini/Commissione, Racc. PI pagg. I‑A‑7 e II‑27, punto 85; 4 maggio
         2005, causa T‑34/04, Sena/AESA, Racc. PI pagg. I‑A‑113 e II‑519, punto 80; 5 luglio 2005, causa T‑370/03, Wunenburger/Commissione,
         Racc. PI pagg. I‑A‑189 e II‑853, punto 51, e 4 luglio 2006, causa T‑45/04, Tzirani/Commissione, Racc. PI pagg. I‑A‑2‑145 e
         II‑A‑2‑681, punto 46).
      
      42      Per accertare se l’APN non abbia superato i limiti dell’assetto legale, il Tribunale deve anzitutto esaminare quali fossero
         le condizioni richieste dall’avviso di posto vacante e successivamente verificare se il candidato scelto dall’APN per coprire
         il posto vacante rispondesse effettivamente a tali condizioni (sentenze del Tribunale di primo grado 19 marzo 1997, causa
         T‑21/96, Giannini/Commissione, Racc. PI pagg. I‑A‑69 e II‑211, punto 20; Wenk/Commissione, cit., punto 64, e Tzirani/Commissione,
         cit., punto 48). Infine, il Tribunale deve esaminare se, per quanto riguarda le attitudini del ricorrente, l’APN non abbia
         commesso un errore manifesto di valutazione preferendogli un altro candidato (sentenze Wenk/Commissione, cit., punto 72, e
         Mancini/Commissione, cit., punto 92).
      
      43      Tale esame dev’essere circoscritto alla questione se, tenuto conto dei criteri in base ai quali l’amministrazione è potuta
         giungere al suo giudizio, quest’ultima sia rimasta entro limiti ragionevoli e non abbia fatto uso del suo potere in modo manifestamente
         improprio. Il giudice comunitario non può quindi sostituire la propria valutazione delle qualifiche dei candidati a quella
         dell’APN (sentenza Wenk/Commissione, cit., punto 64; sentenze del Tribunale di primo grado 19 settembre 2001, causa T‑152/00,
         E/Commissione, Racc. PI pagg. I‑A‑179 e II‑813, punto 29; 14 ottobre 2003, causa T‑174/02, Wieme/Commissione, Racc. PI pagg. I‑A‑241
         e II‑1165, punto 38; 11 novembre 2003, causa T‑248/02, Faita/CES, Racc. PI pagg. I‑A‑281 e II‑1365, punto 71, e Tzirani/Commissione,
         cit., punto 49).
      
      44      Alla luce dei principi sopra richiamati, si deve anzitutto stabilire quali fossero le qualifiche richieste dall’avviso di
         posto vacante che, secondo il ricorrente, il sig. G. non soddisferebbe.
      
      45      L’avviso di posto vacante conteneva, sotto il titolo «Descrizione delle mansioni», cinque paragrafi, riprodotti al punto 7
         della presente sentenza. Inoltre, sotto il titolo «Qualifiche richieste», l’avviso di posto vacante indicava, in sette capoversi,
         i requisiti riprodotti al punto 8 della presente sentenza. I primi due di tali sette capoversi, che avevano carattere generale,
         esigevano che i candidati fossero funzionari del Consiglio e appartenessero alla categoria A*, grado 14, 13 o 12. L’ultimo
         capoverso riguardava le conoscenze linguistiche. Il terzo, quarto e sesto capoverso richiedevano in particolare capacità gestionali,
         di coordinamento e di organizzazione. Infine, il quinto paragrafo esigeva dai candidati una «buona conoscenza dell’attività
         del [s]egretariato generale e delle sue procedure» e la conoscenza «[delle] tecniche di traduzione e di organizzazione, nonché
         [dei] metodi di lavoro del [s]egretariato generale del Consiglio».
      
      46      Poiché il ricorrente contesta le conoscenze del sig. G. in materia di traduzione, si deve ritenere che, nella presente causa,
         si controverta sul requisito relativo alle tecniche di traduzione di cui al quinto paragrafo, nella parte «Qualifiche richieste»,
         dell’avviso di posto vacante. Del resto, nelle sue memorie, lo stesso ricorrente invoca segnatamente tale condizione dell’avviso
         di posto vacante.
      
      47      In secondo luogo, si deve rilevare che il ricorrente non afferma che il capo dell’unità di lingua spagnola debba svolgere
         compiti di traduzione o di controllo della qualità della traduzione. Egli sostiene tuttavia che, per assumere le proprie funzioni
         di gestione e la propria responsabilità organizzativa, il capo di detta unità deve avere una conoscenza esatta delle tecniche
         di traduzione.
      
      48      A tale riguardo, si deve infatti constatare che risulta dal testo dello stesso avviso di posto vacante che non era sufficiente
         che i candidati avessero conoscenze in materia di gestione e organizzazione nonché di funzionamento del segretariato generale
         del Consiglio. I candidati dovevano anche possedere specifiche conoscenze in materia di traduzione, dato che era richiesta
         una conoscenza delle tecniche di traduzione.
      
      49      Occorre quindi precisare, in terzo luogo, il significato e la portata del requisito della conoscenza delle tecniche di traduzione.
      
      50      Come sottolinea il Consiglio, le qualifiche richieste non possono essere interpretate indipendentemente dalla descrizione
         delle mansioni (v., in tal senso, sentenza Tzirani/Commissione, cit., punto 53). Orbene, queste ultime, riportate al punto 7
         della presente sentenza, evidenziano i compiti di gestione e organizzazione inerenti al posto controverso. Pertanto, il requisito
         della conoscenza delle tecniche di traduzione dev’essere interpretato alla luce di tale ruolo specifico del titolare del posto
         controverso.
      
      51      A tale riguardo, si deve osservare che le funzioni inerenti al posto controverso non consistono direttamente in compiti di
         traduzione o di controllo della qualità della traduzione, bensì, essenzialmente, in compiti di gestione e organizzazione,
         dato che la condizione della conoscenza delle tecniche di traduzione non può essere interpretata nel senso di esigere le medesime
         qualifiche richieste per occupare un posto di traduttore o di revisore. Si deve d’altro canto rilevare che tra le condizioni
         dell’avviso di posto vacante non sono previste una formazione o un’esperienza in materia di traduzione.
      
      52      Tale interpretazione del ruolo del capo unità è suffragata dai documenti prodotti dal Consiglio, che descrivono la nuova struttura
         della direzione III «Traduzione e produzione dei documenti», nell’ambito della DG A «Personale e amministrazione», di cui
         fa parte il servizio linguistico e, di conseguenza, l’unità di lingua spagnola. Risulta chiaramente dal documento intitolato
         «La modernizzazione amministrativa del [segretariato generale del Consiglio], relazione su una struttura ottimale per la DG A
         [“Personale e amministrazione”, direzione III “Traduzione e produzione dei documenti”], nuova struttura amministrativa», nella
         versione dell’8 luglio 2004, che il capo unità è «posto sotto l’autorità dei capi del [s]ervizio linguistico» e che egli deve
         «assumere la responsabilità della gestione dell’unità e della produzione globale». Secondo il medesimo documento, nell’ambito
         di ogni unità linguistica, una persona responsabile della qualità del prodotto assumerà la responsabilità della qualità dei
         documenti nel loro complesso.
      
      53      Pertanto, risulta effettivamente che uno degli obiettivi della riorganizzazione della direzione III «Traduzione e produzione
         dei documenti», nell’ambito della DG A «Personale e amministrazione», è conferire al capo unità una funzione gestionale, mentre,
         all’interno dell’unità, il responsabile della qualità del prodotto assumerebbe la responsabilità della qualità dei documenti
         nel loro insieme e in particolare della loro traduzione.
      
      54      Da tale analisi delle funzioni del capo unità emerge che l’APN non ha superato i limiti del suo potere discrezionale per quanto
         riguarda l’interpretazione della condizione relativa alla conoscenza delle tecniche di traduzione richiesta dall’avviso di
         posto vacante.
      
      55      Occorre quindi verificare se il sig. G. rispondesse a tale condizione.
      
      56      Dai documenti prodotti dal Consiglio su richiesta del Tribunale risulta che il 7 aprile 2006 è stato designato un comitato
         di selezione costituito da sei persone. Il comitato di selezione ha deciso di utilizzare una griglia di valutazione per orientare
         il proprio giudizio in occasione dei colloqui con i candidati. Tale griglia conteneva tre parti con un numero massimo di punti
         per ciascuna di esse, vale a dire 30 punti per la parte «Aspetti personali», 30 punti per la parte «Aspetti inerenti al posto»
         e 40 punti per la parte «Aspetti inerenti alla direzione e al lavoro di gruppo». Il comitato di selezione ha inoltre deciso
         che potevano essere raccomandati per occupare il posto controverso solo i candidati che avessero ottenuto almeno 50 punti
         su 100.
      
      57      Il comitato di selezione ha proceduto ai colloqui con quattro candidati, fra i quali il ricorrente e il sig. G. In seguito
         a tali colloqui è stata redatta una versione consolidata della griglia di valutazione per ciascun candidato, che rispecchiava
         il parere di tutti i membri del comitato di selezione. Tale versione indica altresì il punteggio attribuito a ciascun candidato
         per ognuna delle tre parti della griglia, nonché il punteggio totale ottenuto. Risulta da tali griglie di valutazione che
         il sig. G. ha ottenuto un totale di 70 punti, così suddivisi: 24 punti per la parte «Aspetti personali», 18 punti per la parte
         «Aspetti inerenti al posto» e 28 punti per la parte «Aspetti inerenti alla direzione e al lavoro di gruppo».
      
      58      Nella parte «Aspetti inerenti al posto» della griglia di valutazione del sig. G. sono indicati i seguenti punti positivi:
         «[c]onosce molto bene il funzionamento del [segretariato generale del Consiglio] (sia sotto il profilo delle questioni politiche
         che sotto quello delle questioni amministrative) – Ha partecipato all’elaborazione della proposta di riorganizzazione della
         [direzione III “Traduzione e produzione di documenti” nell’ambito della DG A “Personale e Amministrazione”] – Ha partecipato
         attivamente al [think-tank] sulla struttura ottimale del servizio linguistico». Il punto negativo di detta parte è così redatto:
         «non ha né esperienza pratica né formazione come linguista».
      
      59      Risulta inoltre dai documenti prodotti dal Consiglio, in particolare dalla domanda di cambiamento di assegnazione e dal curriculum
         vitae del sig. G., che quest’ultimo ha partecipato attivamente alla riforma della direzione III «Traduzione e produzione dei
         documenti» della DG A «Personale e amministrazione», di cui fanno parte le unità linguistiche, e che egli è stato, per vari
         anni, «[r]esponsabile dei progetti di [m]odernizzazione amministrativa, in particolare di quelli relativi alla descrizione
         dei posti, all’organigramma (compresa l’introduzione presso il [segretariato generale del Consiglio] della nozione di [c]apo
         [u]nità), all’organizzazione finanziaria, al decentramento amministrativo, alla riforma della DG A [“Personale e amministrazione”,
         direzione III “Traduzione e produzione dei documenti”] e alle buone pratiche amministrative».
      
      60      Nel controricorso il Consiglio afferma inoltre, senza essere contraddetto dal ricorrente, che, dopo essere stato assegnato,
         nel gennaio 2002, all’unità «Modernizzazione amministrativa, monitoraggio degli audit, pari opportunità», nell’ambito del
         servizio incaricato delle questioni amministrative generali, il sig. G. è stato incaricato del progetto n. 11, relativo al
         piano di azione per la modernizzazione amministrativa (PAMA) concernente la riforma della DG A «Personale e amministrazione».
         Secondo il Consiglio, «tale progetto è suddiviso in [cinque] sottoprogetti riguardanti, rispettivamente, il [c]oordinamento
         centrale, i servizi linguistici e i servizi di segretariato, il supporto documentale e terminologico, l’organizzazione adeguata
         delle funzioni del segretariato e degli assistenti di divisione e i servizi tecnici di produzione». Il Consiglio aggiunge
         che, in ragione del suo ruolo di capo progetto, il sig. G. era membro del «Gruppo di riflessione della [direzione III “Traduzione
         e produzione dei documenti” della DG A “Personale e amministrazione”] sul piano d’azione [per] la modernizzazione amministrativa
         del [segretariato generale del Consiglio]», gruppo che, tra il 2002 e il 2004, ha redatto relazioni all’attenzione della direzione
         della DG A «Personale e amministrazione», direzione III «Traduzione e produzione dei documenti», nonché all’attenzione del
         direttore generale incaricato della modernizzazione amministrativa, sul supporto documentale alla traduzione e alla terminologia,
         sulle misure volte ad assicurare la qualità, sui compiti di traduzione e revisione, sullo scambio di informazioni essenziali
         e sull’utilizzo da parte dei traduttori del computer e dei programmi appropriati.
      
      61      Pertanto, tenuto conto dell’interpretazione data al requisito della conoscenza delle tecniche di traduzione, il ricorrente
         non può sostenere che l’APN ha violato le condizioni richieste dall’avviso di posto vacante per avere ritenuto che il sig. G.
         soddisfacesse tali condizioni. Si deve aggiungere che, vista l’interpretazione data al requisito della conoscenza delle tecniche
         di traduzione, non è pertinente l’argomento del ricorrente secondo cui la griglia di valutazione del sig. G. riporta, nella
         parte «Aspetti inerenti al posto», il punto negativo costituito dalla frase «non ha esperienza pratica né formazione come
         linguista», dato che tale esperienza o formazione non è una condizione richiesta dall’avviso di posto vacante.
      
      62      Occorre infine verificare se, respingendo la candidatura del ricorrente, l’APN non sia incorsa in un errore manifesto di valutazione.
      
      63      A tale riguardo, si deve rilevare che, nella decisione di rigetto della candidatura del ricorrente, l’APN ha informato quest’ultimo
         che la sua scelta era caduta su un’altra candidatura «che risponde[va] in modo più completo» alle esigenze del posto controverso.
      
      64      In udienza, il rappresentante del Consiglio ha spiegato che, secondo l’APN, il ricorrente rispondeva alle esigenze del posto
         controverso in modo meno completo rispetto al sig. G.
      
      65      Come si è già rilevato al punto 56 della presente sentenza, il comitato di selezione aveva deciso che avrebbero potuto essere
         raccomandati per il posto controverso solo i candidati che avessero ottenuto almeno 50 punti su 100 nella griglia di valutazione.
         Peraltro, si deve constatare che il comitato di selezione non ha respinto nessuna delle candidature presentate dai quattro
         candidati convocati ai colloqui per mancanza di una delle condizioni richieste dall’avviso di posto vacante, e che detti colloqui
         hanno avuto luogo prima che il comitato di selezione procedesse allo scrutinio comparativo delle candidature.
      
      66      Si deve quindi rilevare che la candidatura del ricorrente non è stata esclusa in quanto non rispondente a una delle qualifiche
         richieste dall’avviso di posto vacante, bensì a seguito dell’esame comparativo dei meriti dei candidati. Orbene, il fatto
         che un funzionario abbia meriti evidenti e riconosciuti non esclude, nel quadro dell’esame comparativo dei meriti dei candidati,
         che altri funzionari presentino meriti superiori (sentenza Wunenburger/Commissione, cit., punto 74; sentenza del Tribunale
         22 ottobre 2008, causa F‑46/07, Tzirani/Commissione, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 119).
      
      67      Ai fini della presente controversia, si deve quindi esaminare se l’APN sia incorsa in un errore manifesto di valutazione nella
         comparazione dei meriti del sig. G. e del ricorrente.
      
      68      A tale riguardo, si deve osservare che l’argomento del ricorrente si fonda principalmente sul presupposto che venga accolta
         la sua interpretazione della condizione relativa alla conoscenza delle tecniche di traduzione. Orbene, poiché tale interpretazione
         deve essere respinta, come indicato ai punti 49‑54 della presente sentenza, il ricorrente non può sostenere che l’APN ha commesso
         un errore manifesto di valutazione.
      
      69      Infatti, in primo luogo, si deve constatare che il comitato di selezione ha attribuito voti molto diversi al sig. G. e al
         ricorrente. Come si è già rilevato al punto 57 della presente sentenza, il sig. G. ha ottenuto un totale di 70 punti, suddivisi
         come segue: 24 punti per la parte «Aspetti personali», 18 punti per la parte «Aspetti inerenti al posto» e 28 punti per la
         parte «Aspetti inerenti alla direzione e al lavoro di gruppo». Da parte sua il ricorrente ha ottenuto in totale solo 42 punti,
         suddivisi in 10 punti per la parte «Aspetti personali», 20 punti per la parte «Aspetti inerenti al posto» e 12 punti per la
         parte «Aspetti inerenti alla direzione e al lavoro di gruppo».
      
      70      In secondo luogo, è importante rilevare che, tenuto conto dell’interpretazione della condizione dell’avviso di posto vacante
         relativa alla conoscenza delle tecniche di traduzione, l’argomento del ricorrente non rimette in discussione la struttura
         della griglia di valutazione utilizzata dal comitato di selezione, in particolare per quanto riguarda l’importanza attribuita
         alla condizione dell’avviso di posto vacante relativa alle capacità gestionali.
      
      71      In terzo luogo, il ricorrente non ha dimostrato di soddisfare in modo più completo rispetto al sig. G. le condizioni dell’avviso
         di posto vacante, così come devono essere interpretate per quanto riguarda, in particolare, la condizione relativa alla conoscenza
         delle tecniche di traduzione.
      
      72      Ne consegue che l’APN, ritenendo che la candidatura del sig. G. fosse più rispondente alle esigenze del posto controverso
         rispetto a quella del ricorrente, non è incorsa in un errore manifesto di valutazione.
      
      73      Tale conclusione non può essere inficiata dalla censura secondo cui il comitato di selezione non avrebbe tenuto conto nei
         suoi lavori degli ultimi tre rapporti informativi, in violazione dell’art. 45 dello Statuto. Anzitutto, nel controricorso,
         il Consiglio sostiene che gli ultimi tre rapporti informativi sono stati presi in considerazione. È vero che, nelle sue osservazioni
         richiamate al punto 19 della presente sentenza, il ricorrente osserva che i documenti sottoposti dal Consiglio al Tribunale
         non fanno riferimento all’esame di tali rapporti. Tuttavia, dalla semplice assenza di riferimenti, nella griglia di valutazione,
         a detti rapporti non si può dedurre che il comitato di selezione non li abbia esaminati (v., in tal senso, sentenza del Tribunale
         25 settembre 2008, causa F‑44/05, Strack/Commissione, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 165). Si deve inoltre rilevare
         che il ricorrente non ha provato che, quand’anche i suoi rapporti informativi menzionassero le sue capacità gestionali e organizzative,
         essi dimostrerebbero che l’APN è incorsa in un errore manifesto di valutazione per avere ritenuto che la candidatura del sig. G.
         rispondesse in modo più completo rispetto alla sua alle esigenze del posto controverso. Si deve infatti tener conto, a tale
         proposito, della notevole differenza rilevata dal comitato di selezione nell’esame comparativo dei meriti del ricorrente e
         del sig. G.
      
      74      Infine, anche ammettendo che il comitato di selezione abbia commesso un’irregolarità nell’esprimere la sua valutazione in
         ordine alla conoscenza della lingua inglese da parte del ricorrente, ciò non sarebbe sufficiente a dimostrare che l’APN è
         incorsa in un errore manifesto di valutazione. Infatti, anche a tale proposito occorre tener conto della notevole differenza
         rilevata dal comitato di selezione nell’esame comparativo dei meriti del ricorrente e del sig. G. Si deve peraltro constatare
         che il ricorrente ha menzionato nel suo curriculum vitae non solo la conoscenza della lingua francese, ma anche quella della
         lingua inglese, che egli definisce eccellente. Per quanto riguarda, inoltre, il livello di conoscenza della lingua francese
         da parte del ricorrente, si deve osservare che neppure il fatto che il comitato di selezione non lo abbia menzionato nella
         griglia di valutazione, né come aspetto positivo né come aspetto negativo, è atto a dimostrare l’esistenza di un errore manifesto
         di valutazione.
      
      75      Da tutto quanto precede risulta che i motivi concernenti l’errore manifesto di valutazione, la violazione dell’avviso di posto
         vacante e la violazione dell’art. 45 dello Statuto devono essere respinti senza che occorra pronunciarsi sull’eccezione di
         irricevibilità sollevata dal Consiglio in relazione al motivo fondato sulla violazione dell’art. 45 dello Statuto. Pertanto,
         il ricorso deve essere respinto nella sua totalità.
      
       Sulle spese
      76      Ai sensi dell’art. 122 del regolamento di procedura del Tribunale, le disposizioni del capo VIII del titolo II di detto regolamento,
         relative alle spese, si applicano esclusivamente alle cause intentate dinanzi al Tribunale a decorrere dalla data dell’entrata
         in vigore di tale regolamento di procedura, ossia il 1° novembre 2007. Le disposizioni del regolamento di procedura del Tribunale
         di primo grado pertinenti in materia restano applicabili mutatis mutandis alle cause pendenti dinanzi al Tribunale anteriormente
         a tale data.
      
      77      Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale di primo grado, la parte soccombente è condannata
         alle spese se ne è stata fatta domanda. Tuttavia, in forza dell’art. 88 dello stesso regolamento, nelle cause tra le Comunità
         e i loro dipendenti, le spese sostenute dalle istituzioni restano a loro carico. Poiché il ricorrente è rimasto soccombente,
         si deve disporre che ciascuna parte sopporti le proprie spese.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Terza Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      Il ricorso è respinto.
      2)      Ciascuna parte sopporta le proprie spese.
      
               Mahoney 
            
            
               Kanninen
            
            
               Gervasoni
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 6 maggio 2009.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         
               W. Hakenberg 
            
             
            
                      P. Mahoney
            
         
         I testi della presente decisione nonché delle decisioni dei giudici comunitari ivi citate e non ancora pubblicate nella Raccolta
            sono disponibili sul sito Internet della Corte di giustizia: www.curia.europa.eu 
         
      
      * Lingua processuale: il francese.