CELEX: C2006/154/23
Language: it
Date: 2006-07-01 00:00:00
Title: Causa C-190/06: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour d'appel di Bruxelles il  21 aprile 2006  — Belgacom Mobile SA/Institut belge des services postaux et des télécommunications

1.7.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 154/10
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour d'appel di Bruxelles il 21 aprile 2006 — Belgacom Mobile SA/Institut belge des services postaux et des télécommunications
   (Causa C-190/06)
   (2006/C 154/23)
   Lingua processuale: il francese
   Giudice del rinvio
   Cour d'appel di Bruxelles
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: Belgacom Mobile SA
   
      Resistenti: Institut belge des services postaux et des télécommunications
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               Se i diritti individuali di utilizzazione delle frequenze radio, di cui all'art. 5, n. 1, della direttiva 2002/20/CE (direttiva «autorizzazione») (1) includano il diritto esclusivo di utilizzare apparecchiature quali apparecchiature GSM o di autorizzarne l'utilizzazione?
            
         
               2)
            
            
               Se l'art. 7, n. 3 della direttiva del Parlamento e del Consiglio 9 marzo 1999, 1999/5/CE, riguardante le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità (2), debba essere interpretato nel senso che non sia compatibile con un provvedimento nazionale che subordini l'utilizzazione di schede SIM in interfacce GSM all'autorizzazione preventiva del gestore della rete di telefonia mobile interessato?
            
         
               3)
            
            
               Se la nozione di accesso ai sensi della direttiva 2002/19/CE (direttiva «accesso») (3) comprenda la messa a disposizione ad un'altra impresa di una scheda SIM nel caso in cui tale scheda SIM sia utilizzata da tale impresa in apparecchiature di interfaccia GSM per fornire a terzi servizi che consentano di evitare i punti di interconnessione?
            
         
               4)
            
            
               Se il provvedimento nazionale giuridico o amministrativo consistente nell'esigere l'autorizzazione preventiva dell'operatore di una rete pubblica di telefonia mobile che metta a disposizione di un'altra impresa una o più schede SIM che consentano all'utente di tali schede di accedere ai servizi di comunicazione elettronica forniti da tale operatore, quando le schede SIM siano utilizzate in apparecchiature che offrano tecnicamente la possibilità di accedere ai servizi dell'operatore senza passare per i punti di interconnessione e senza che sia necessario ottenere da questi la messa a disposizione di altre risorse e/o servizi, sia compatibile con:
               
                           —
                        
                        
                           la direttiva 2002/20/CE (direttiva «autorizzazione») che ha instaurato un sistema di autorizzazione generale per tutte le reti e servizi di comunicazioni elettroniche;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l'art. 8, n. 1, comma 2, della direttiva 2002/21/CE (direttiva «quadro») (4) che prevede che gli Stati membri provvedano affinché le autorità nazionali di regolamentazione, nell'esercizio delle loro funzioni, e in particolare di quelle intese a garantire una concorrenza effettiva, tengano nel massimo conto l'opportunità di una regolamentazione tecnologicamente neutrale;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le regole di concorrenza cui il considerando 7 della direttiva 2002/19/CE (direttiva «accesso») fa riferimento, nel senso che esso avrebbe per effetto di far dipendere le modalità e le condizioni di accesso ai sensi dell'art. 2, lett. a), della direttiva 2002/19/CE (direttiva «accesso») alle attività del candidato all'accesso ed in particolare al suo livello di investimento nelle infrastrutture di rete;
                        
                     
         
               5)
            
            
               Se nel caso in cui debba ritenersi che l'utilizzazione di un'interfaccia GSM per l'offerta commerciale di servizi di comunicazioni elettroniche presupponga l'accordo dell'operatore di telefonia mobile interessato, gli articoli 3 e 4 della direttiva 97/33/CE (5) e l'art. 4 della direttiva 2002/19/CE (direttiva «accesso») debbano essere interpretati nel senso che tale utilizzazione deve essere l'oggetto di un accordo tra le parti interessate relativo alle modalità tecniche e commerciali?
            
         
               6)
            
            
               Se l'obbligo di orientare i prezzi in funzione dei costi incombente sugli organismi notificati in qualità di organismi aventi una significativa quota di mercato, di cui all'art. 7 della direttiva 97/33/CE e all'art. 13, n. 1, della direttiva 2002/19/CE (direttiva «accesso») debba essere interpretato nel senso che esso non si oppone a che l'operatore soggetto a tale obbligo fissi le sue tariffe in modo tale da recuperare i costi di investimento legati ai punti di interconnessione, atteso che queste sono state determinate tenendo conto del volume globale delle chiamate «off net», comprese le chiamate deviate attraverso l'interfaccia GSM?
            
         
               7)
            
            
               Se l'art. 10, n. 6, della direttiva 2002/20/CE (direttiva «autorizzazione») e l'art. 7, n. 6, della direttiva 2002/21/CE (direttiva «quadro») debbano essere interpretati nel senso che lascino agli Stati membri la facoltà di prevedere che, quando l'autorità nazionale di regolamentazione adotta una misura cautelare, tale misura possa applicarsi se non per un periodo limitato fissato in due mesi?
            
         
      (1)  Direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva «autorizzazioni») (GU L 108, pag. 21).
   
      (2)  Direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità (GU L 91, pag. 10).
   
      (3)  Direttiva 2002/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e all'interconnessione delle medesime (direttiva «accesso») (GU L 108, pag. 7).
   
      (4)  Direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva «quadro») (GU L 108, pag. 33).
   
      (5)  Direttiva 97/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 30 giugno 1997 sull'interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio universale e l'interoperabilità attraverso l'applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta (ONP) (GU L 199, pag. 32).