CELEX: 61962CJ0005
Language: it
Date: 1962-12-14
Title: Sentenza della Corte del 14 dicembre 1962. # Società Industriale Acciaierie San Michele ed altri contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Cause riunite 5 a 11, 13 a 15-62.

Avis juridique important

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61962J0005

SENTENZA DELLA CORTE DEL 14 DICEMBRE 1962.  -  SOCIETA'INDUSTRIALE ACCIAIERIE SAN MICHELE E 9 ALTRI RICORRENTI CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSE RIUNITE 5 A 11, E 13 A 15/62.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00859 edizione olandese pagina 00901 edizione tedesca pagina 00919 edizione italiana pagina 00839 edizione speciale inglese pagina 00449 edizione speciale danese pagina 00357 edizione speciale greca pagina 00825 edizione speciale portoghese pagina 00169

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . RICORSO PER CARENZA - CONCETTO - RICEVIBILITA  ( TRATTATO CECA, ART . 35 )  2 . RICORSO PER CARENZA - INESISTENZA DELLA CARENZA ALL' ATTO DEL DEPOSITO DEL RICORSO - DIFETTA L' INTERESSE D' AGIRE  ( TRATTATO CECA, ART . 35 )  3 . INFORMAZIONI - CONTROLLI - POTERI DELL' ALTA AUTORITA - LIMITI  ( TRATTATO CECA, ART . 47 )  4 . INFORMAZIONI - CONTROLLI - SINDACATO DELLA CORTE SUGLI ATTI INVESTIGATIVI  5 . INFORMAZIONI - CONTROLLI - INTERPRETAZIONE CON RIGUARDO ALL' ARTICOLO 86 N . 4 DEL TRATTATO CECA - OGGETTO SPECIFICO DI DETTA DISPOSIZIONE  ( TRATTATO CECA, ARTT . 46 E 86 )  

Massima

1 . UN RICORSO EX ARTICOLO 35 DEL TRATTATO CECA E AMMISSIBILE SOLTANTO OVE L' ALTA AUTORITA NON ABBIA ADOTTATO ALCUNA DECISIONE NELLA MATERIA CHE HA FORMATO OGGETTO DELLE RICHIESTE DEGLI INTERESSATI .  2 . MANCA UN INTERESSE LEGITTIMO A CHIEDERE L' ANNULLAMENTO DI UN SILENZIO-RIFIUTO CHE ALL' ATTO DEL DEPOSITO DEL RICORSO AVEVA CESSATO DI ESISTERE . IN TALE IPOTESI L' INTERESSATO TROVA SUFFICIENTE TUTELA NELLA POSSIBILITA DI IMPUGNARE, A NORMA DELL' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO, LA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA CHE GLI SIA PERVENUTA PRIMA DEL DEPOSITO DEL RICORSO .  3 . L' ARTICOLO 47 NELL' ATTRIBUIRE ALL' ALTA AUTORITA IL POTERE DI " RACCOGLIERE LE OPPORTUNE INFORMAZIONI " E DI " PROCEDERE AI NECESSARI CONTROLLI " USA UNA FORMULA MOLTO AMPIA . I LIMITI DEI POTERI DELL' ALTA AUTORITA NELL' APPLICARE TALE ARTICOLO SONO DETERMINATI SOLTANTO DALLE ESIGENZE DEL CONTROLLO .  4 . IN ASSENZA DI NORME FORMALI A TAL PROPOSITO NEL DIRITTO COMUNITARIO, SPETTA ALLA CORTE DI ACCERTARE SE GLI ATTI INVESTIGATIVI DISPOSTI DALL' ALTA AUTORITA NON SIANO ECCESSIVI .  5 . VEDASI MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 31-59, RACC . VOL . VI, PAG . 152 .  PER DEFINIRE IL SISTEMA DELL' ART . 47 E LA SUA ESATTA PORTATA NON VI E BISOGNO DI RICORRERE A QUANTO PREVISTO DALL' ART . 86, 4 ) COMMA, DEL TRATTATO, IL CUI OGGETTO NON E GIA DI DEFINIRE L' AMPIEZZA DEL POTERE D' INFORMAZIONE E VERIFICA BENSI' SOLTANTO DI METTERE A DISPOSIZIONE DELL' ALTA AUTORITA I MEZZI COERCITIVI CHE GLI ORDINAMENTI NAZIONALI PREVEDONO, IN MATERIA FISCALE, PER L' ESECUZIONE DIRETTA E FORZOSA, DA PARTE DEI SUOI AGENTI, DI MISSIONI DI CONTROLLO SUSCETTIBILI DI INCIDERE SULLA SFERA DELLE LIBERTA INDIVIDUALI E DI DEROGARE AL PRINCIPIO DELL' INVIOLABILITA DEL DOMICILIO .  */ 659J0031 /*.  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE PROMOSSE RISPETTIVAMENTE DALLE SOTTONOMINATE IMPRESE :  1 ) SOCIETA INDUSTRIALE ACCIAIERIE SAN MICHELE,  SPA CON SEDE IN TORINO, RAPPRESENTATA DAL SUO AMMINISTRATORE UNICO DOTT . BARTOLOMEO ARAGNO ( CAUSA 5-62 );  2 ) FERRIERE ROSSI ( FER.RO ),  DITTA INDIVIDUALE CON SEDE IN MAGLIANO ALPI ( CUNEO ), IN PERSONA DEL SUO TITOLARE ING . GINO ROSSI ( CAUSA 6-62 );  3 ) MERONI E C .,  SOC . IN ACC . SEMPLICE CON SEDE IN ERBA ( COMO ), IN PERSONA DEI SUOI AMMINISTRATORI DOTT . AMBROGIO E ING . ALDO MERONI ( CAUSA 7-62 );  4 ) ACCIAIERIE LAMINATOI MAGLIANO ALPI ( ALMA ),  SPA CON SEDE IN TORINO, IN PERSONA DELL' AMMINISTRATORE UNICO DOTT . GIUSEPPE PASSALACQUA ( CAUSA 8-62 );  5 ) MERONI E C .,  SPA CON SEDE IN MILANO, IN PERSONA DEL SUO AMMINISTRATORE UNICO ING . ALDO MERONI ( CAUSA 9-62 );  6 ) ACCIAIERIA FERRIERA DI ROMA ( FERAM ),  SPA CON SEDE IN ROMA, IN PERSONA DEL SUO PRESIDENTE ING . ALDO ALLIATA ( CAUSA 10-62 );  7 ) SOCIETA INDUSTRIALE METALLURGICA DI NAPOLI ( SIMET ),  SPA CON SEDE IN NAPOLI, IN PERSONA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D' AMMINISTRAZIONE DOTT . PIO FANTINI ( CAUSA 11-62 );  8 ) SAFIM SIDERURGICA,  SPA CON SEDE IN MILANO, IN PERSONA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D' AMMINISTRAZIONE SIG . FRANCESCO BONELLI ( CAUSA 13-62 );  9 ) ACCIAIERIE FERRIERE SICILIANE BONELLI,  SPA CON SEDE IN MILANO, IN PERSONA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D' AMMINISTRAZIONE SIG . FRANCESCO BONELLI ( CAUSA 14-62 );  10 ) " ILMAR ",  SOC . IN ACC . SEMPLICE CON SEDE IN PADOVA, IN PERSONA DELL' ACCOMANDATARIO ING . ALDO ROMARO ( CAUSA 15-62 ); RICORRENTI  TUTTE ASSISTITE DALL' AVV . ARTURO COTTRAU, DEL FORO DI TORINO E PATROCINANTE IN CASSAZIONE,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, RUE PHILIPPE-II, 20;  CONTRO  L' ALTA AUTORITA DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO PROF . GIULIO PASETTI, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVV . ANTONINO BARDELLA, DEL FORO DI VENEZIA, E CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO; CONVENUTA  

Oggetto della causa

CAUSE AVENTI PER OGGETTO :  A ) PER QUANTO RIGUARDA LE CAUSE DA 5 A 11-62  1 ) L' ANNULLAMENTO, A NORMA DELL' ARTICOLO 35 DEL TRATTATO CECA, DEL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO DALL' ALTA AUTORITA ALL' ISTANZA DI RITIRARE LA RICHIESTA DI TRASMISSIONE, DA PARTE DELLE RICORRENTI, DELLE FATTURE RELATIVE AL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA OVVERO DI CONFERMARE TALE RICHIESTA SOTTO FORMA DI DECISIONE ADOTTATA NEI CONFRONTI DI TUTTE LE IMPRESE DELLO STESSO SETTORE PRODUTTIVO;  2 ) L' ANNULLAMENTO A NORMA DELL' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO CECA, DELLE DECISIONI INDIVIDUALI CON LE QUALI L' ALTA AUTORITA HA INGIUNTO ALLE RICORRENTI DI COMUNICARLE LE FATTURE DELL' ENERGIA ELETTRICA ONDE PERMETTERLE DI VERIFICARE, AGLI EFFETTI DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE, LE DICHIARAZIONI DELLE RICORRENTI RELATIVE AL ROTTAME IMPIEGATO;  B ) PER QUANTO RIGUARDA LE CAUSE 13, 14 E 15-62 :  L' ANNULLAMENTO A NORMA DELL' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO CECA, DELLE DECISIONI INDIVIDUALI CON LE QUALI L' ALTA AUTORITA HA INGIUNTO ALLE RICORRENTI DI TRASMETTERLE LE FATTURE DELL' ENERGIA ELETTRICA ONDE PERMETTERLE DI VERIFICARE, AGLI EFFETTI DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE, LE DICHIARAZIONI DELLE RICORRENTI RELATIVE AL ROTTAME IMPIEGATO;  

Motivazione della sentenza

I - SULLA RICEVIBILITA  LE PARTI NON HANNO SOLLEVATO ECCEZIONI SULLA RITUALITA DEL PROCEDIMENTO .  LA LETTERA CHE SECONDO LE RICORRENTI COSTITUISCE UNA DIFFIDA AI SENSI DELL' ARTICOLO 35 PORTA LA DATA DEL 27 DICEMBRE 1961 ED E PERVENUTA ALL' ALTA AUTORITA IL 29 DICEMBRE 1961; QUESTA, IL 23 FEBBRAIO 1962, HA ADOTTATO UNA DECISIONE CHE E PERVENUTA ALLE RICORRENTI, SECONDO QUANTO ESSE AFFERMANO SENZA ESSERE CONTRADDETTE, IL 12 MARZO . DETTA DECISIONE, FOSSE O MENO CONSIDERATA DALLA CONVENUTA COME LA RISPOSTA ALLA DIFFIDA DELLE RICORRENTI, ADERISCE IN REALTA ALL' INVITO DA QUESTE RIVOLTO ALL' ALTA AUTORITA DI " VOLER EMANARE UNA PREVIA DECISIONE, AI SENSI DELL' ARTICOLO 14 ..., PRONUNCIANDOSI SU TUTTI I PUNTI CONTROVERSI CHE, MEDIANTE LA PRESENTE ... SONO STATI PUNTUALIZZATI ".  LA CORTE RILEVA CHE, PUR NON STATUENDO ESPRESSAMENTE SU TUTTI I PUNTI INDICATI NELLA LETTERA DEL 27 DICEMBRE 1961 - ALCUNI DEI QUALI POTEVANO APPARIRE DI DUBBIA PERTINENZA - LA DECISIONE DI CUI TRATTASI HA RISOLTO ALMENO INDIRETTAMENTE LE QUESTIONI SOLLEVATE DALLE RICORRENTI, METTENDO QUESTE IN GRADO DI AGIRE IN FORZA DELL' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO . LA CIRCOSTANZA CHE TALE RISPOSTA INDIRETTA SIA DIVERSA DA QUELLA DESIDERATA DALLE RICORRENTI NON LEGITTIMEREBBE IL RICORSO A NORMA DELL' ARTICOLO 35, POSTO CHE LA CITATA NORMA E APPLICABILE SOLO QUALORA L' ALTA AUTORITA NON ABBIA ADOTTATO ALCUNA DECISIONE NELLA MATERIA CHE HA COSTITUITO OGGETTO DELLA DIFFIDA . D' ALTRONDE LE STESSE RICORRENTI SEMBRANO ESSERE DI QUESTO AVVISO, DATO CHE HANNO CONTEMPORANEAMENTE PROPOSTO UN RICORSO AI SENSI DELL' ARTICOLO 33, BASATO SU MOTIVI IDENTICI .  LE RICORRENTI ASSUMONO CHE IL TERMINE DI DUE MESI DI CUI ALL' ARTICOLO 35 NON E STATO OSSERVATO, GIACCHE LA DECISIONE DATATA 23 FEBBRAIO E PERVENUTA LORO SOLTANTO IL 12 MARZO 1962 .  LA CORTE OSSERVA CHE NON E NECESSARIO NELLA SPECIE RISOLVERE LA QUESTIONE SE LA DECISIONE CONTEMPLATA ALL' ARTICOLO 35 DEL TRATTATO DEBBA ESSERE NON SOLO ADOTTATA, MA ANCHE NOTIFICATA NEL TERMINE DI DUE MESI . E' PACIFICO CHE LA DECISIONE E PERVENUTA ALLE RICORRENTI PRIMA CH' ESSE PROPONESSERO RICORSO PER CARENZA; NE CONSEGUE CH' ESSE NON AVEVANO ALCUN INTERESSE A FARE ANNULLARE IL SILENZIO-RIFIUTO, CHE ALL' ATTO DEL DEPOSITO DEI RICORSI AVEVA CESSATO DI ESISTERE, ESSENDO SUFFICIENTE A LORO TUTELA LA POSSIBILITA DI CHIEDERE L' ANNULLAMENTO, A NORMA DELL' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO, DI DETTA DECISIONE . I RICORSI PER CARENZA VANNO PERTANTO DICHIARATI IRRICEVIBILI PER MANCANZA D' INTERESSE DI AGIRE .  LA RICEVIBILITA DEI RICORSI PER L' ANNULLAMENTO BASATI SULL' ARTICOLO 33 DEL TRATTATO NON E STATA CONTESTATA, NE LA CORTE RITIENE DI DOVER FARE RILIEVI D' UFFICIO .  II - NEL MERITO  LE RICORRENTI HANNO IMPUGNATO LE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA IN DATA 23 FEBBRAIO 1962 PER INSUFFICIENZA E MANCANZA DI MOTIVAZIONE, VIOLAZIONE DEL TRATTATO, IN ISPECIE DELL' ARTICOLO 47, SVIAMENTO DI POTERE . CIASCUNO DI QUESTI MOTIVI E ARTICOLATO IN VARIE CENSURE .  A ) IN PRIMO LUOGO LE RICORRENTI ASSUMONO CHE LE DECISIONI DEL 23 FEBBRAIO 1962 SONO INFICIATE DA VIOLAZIONE DEL TRATTATO E SVIAMENTO DI POTERE, IN QUANTO INGIUNGONO ALLE RICORRENTI D' INVIARE ALL' ALTA AUTORITA LE FATTURE RELATIVE AL LORO CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA, CON L' ATTESTAZIONE CHE LE FATTURE STESSE RIFLETTONO L' INTERO CONSUMO .  LA CORTE RILEVA CHE LA CENSURA RELATIVA ALLA VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO E INFONDATA . I POTERI DELL' ALTA AUTORITA IN FATTO DI APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 47 TROVANO IL LORO LIMITE NELLE ESIGENZE DEL CONTROLLO; NELLA SPECIE, LA RICHIESTA DI INVIARE LE FATTURE E DI ATTESTARE CHE QUESTE RIFLETTONO L' INTERO CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA DELL' IMPRESA DURANTE IL PERIODO DI CUI TRATTASI, NON COSTITUISCE, TENUTO CONTO DELLE CIRCOSTANZE, UNA PRETESA ECCESSIVA DA PARTE DELL' ALTA AUTORITA .  NE MEGLIO FONDATA APPARE LA CENSURA DI SVIAMENTO DI POTERE TRATTA DALLA CIRCOSTANZA CHE L' ALTA AUTORITA NON HA IMPOSTO LO STESSO OBBLIGO A TUTTE LE IMPRESE . L' ALTA AUTORITA HA INFATTI SOSTENUTO NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE ORALE, SENZA ESSERE CONTRADDETTA, CHE TUTTE LE IMPRESE PRODUTTRICI DI ACCIAIO AL FORNO ELETTRICO ERANO STATE INVITATE A SOTTOPORSI AGLI STESSI CONTROLLI E CHE INGIUNZIONI IDENTICHE A QUELLE CONTENUTE NELLE DECISIONI IMPUGNATE ERANO STATE FATTE A TUTTE LE IMPRESE CHE NON AVEVANO ADERITO ALL' INVITO .  B ) LE RICORRENTI SOSTENGONO CHE LE DECISIONI DEL 23 FEBBRAIO 1962 SONO INFICIATE DA MANCANZA DI MOTIVAZIONE E DA VIOLAZIONE DEL TRATTATO IN QUANTO LE FATTURE DELL' ENERGIA ELETTRICA NON COSTITUIREBBERO UN VALIDO MEZZO PER DETERMINARE LA QUANTITA DI ROTTAME IMPIEGATA .  LE CENSURE DELLE RICORRENTI NON APPAIONO FONDATE; LO STESSO TENORE DELLE DECISIONI MOSTRA INFATTI CHE IL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA NEI FORNI NON E CHE UNO DEGLI ELEMENTI DI CUI L' ALTA AUTORITA TERRA CONTO NEL DETERMINARE L' IMPONIBILE DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE . SE, COME DEL RESTO L' ALTA AUTORITA AMMETTE, IL CONSUMO DI ELETTRICITA NON E DI PER SE SUFFICIENTE A STABILIRE IL CONSUMO DI ROTTAME, ESSO PUO' NONDIMENO COSTITUIRE UN VALIDO STRUMENTO DI CONTROLLO, IN CONCOMITANZA CON ALTRI ELEMENTI . SENZA CONTARE CHE LE IMPRESE AVRANNO POI AGIO DI DISCUTERE L' AMMONTARE DEI RISPETTIVI CONTRIBUTI E ALTRESI' I CRITERI USATI PER COMMISURARLI .  C ) LE RICORRENTI DENUNCIANO NELLE DECISIONI IMPUGNATE LA MANCANZA DI MOTIVAZIONE E LA VIOLAZIONE DEL TRATTATO, IN QUANTO I POTERI SPETTANTI ALL' ALTA AUTORITA NON LE CONSENTIREBBERO DI PRETENDERE CHE I DOCUMENTI SOTTOPOSTI A VERIFICA SIANO INVIATI A LUSSEMBURGO .  LA CENSURA RELATIVA ALLA MANCANZA DI MOTIVAZIONE APPARE INFONDATA . L' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO, NELL' ATTRIBUIRE ALL' ALTA AUTORITA IL POTERE DI " RACCOGLIERE LE OPPORTUNE INFORMAZIONI " E DI " PROCEDERE AI NECESSARI CONTROLLI ", USA INFATTI UNA FORMULA MOLTO AMPIA; LA RICHIESTA DI INVIARE A LUSSEMBURGO I DOCUMENTI NON ABBISOGNAVA DI UN' APPOSITA MOTIVAZIONE .  DEL PARI INFONDATA E LA CENSURA DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO . LE RICORRENTI SOSTENGONO CHE IL POTERE DI PROCEDERE A VERIFICHE DEVE LIMITARSI A ISPEZIONI EFFETTUATE DAGLI INCARICATI DELL' ALTA AUTORITA PRESSO LA SEDE DELLE IMPRESE DURANTE IL NORMALE ORARIO DI LAVORO, IN CONFORMITA ALL' ARTICOLO 86 DEL TRATTATO IL QUALE ATTRIBUISCE AGLI ISPETTORI DELL' ALTA AUTORITA GLI STESSI POTERI RICONOSCIUTI DALLE LEGGI DI CIASCUNO STATO MEMBRO AGLI AGENTI DELLA RISPETTIVA AMMINISTRAZIONE TRIBUTARIA, NELLA SPECIE A QUELLI DEL FISCO ITALIANO; LE LEGGI ITALIANE NON PERMETTEREBBERO AGLI AGENTI DEL FISCO D' ORDINARE LA TRASMISSIONE AI LORO UFFICI DEI DOCUMENTI CH' ESSI CONSIDERINO NECESSARI PER LE LORO INDAGINI .  QUESTA TESI NON PUO' ESSERE ACCOLTA; IL 4 ) COMMA DELL' ARTICOLO 86 NON E INFATTI INTESO A DETERMINARE L' AMPIEZZA DEI POTERI D' INFORMAZIONE E DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALL' ALTA AUTORITA DALL' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO, BENSI' UNICAMENTE A PORRE A DISPOSIZIONE DI QUESTA, QUANDO I SUOI INCARICATI DEVONO ESEGUIRE IN VIA DIRETTA E FORZATA OPERAZIONI DI CONTROLLO CHE INCIDANO NELLA SFERA DELLE LIBERTA INDIVIDUALI E DEROGHINO AL PRINCIPIO DELL' INVIOLABILITA DEL DOMICILIO, I MEZZI COERCITIVI PREVISTI DAI SINGOLI ORDINAMENTI NAZIONALI IN MATERIA TRIBUTARIA .  IN MANCANZA DI PRECISE NORME COMUNITARIE IN PROPOSITO, E COMPITO DELLA CORTE DI CONTROLLARE SE GLI ORDINI IMPARTITI DALL' ALTA AUTORITA IN MATERIA DI VERIFICHE NON SIANO ANDATI AL DI LA DEL LECITO . NELLA SPECIE, E TENUTO CONTO DELLE CIRCOSTANZE, LA PRETESA CHE LE FATTURE FOSSERO INVIATE A LUSSEMBURGO NON ERA ECCESSIVA, NE SPROPORZIONATA ALLO SCOPO PERSEGUITO . I CONTROLLI GIA EFFETTUATI SUL POSTO DAGLI INCARICATI DELL' ALTA AUTORITA E DELLA SOCIETA FIDUCIARIA SVIZZERA GIUSTIFICAVANO SERI DUBBI CIRCA LA VERIDICITA DELLE DICHIARAZIONI FATTE DA DETERMINATE IMPRESE A PROPOSITO DEL LORO CONSUMO DI ROTTAME; DI CONSEGUENZA, LA VERIFICA IN BASE A DOCUMENTI, DA EFFETTUARSI PRESSO GLI UFFICI DELL' ALTA AUTORITA, COSTITUIVA UN MEZZO PIU ADEGUATO E, D' ALTRO LATO, MENO GRAVOSO PER LE IMPRESE INTERESSATE, CHE NON NUOVI CONTROLLI PRESSO LA LORO SEDE .  NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE ORALE LE RICORRENTI HANNO INFINE SOSTENUTO CHE L' ESIBIZIONE, IMPOSTA DALL' ALTA AUTORITA, DELLE FATTURE DELL' ENERGIA ELETTRICA RELATIVE AL PERIODO 1 ) APRILE 1954-30 NOVEMBRE 1958, POTEVA ANCHE ESSERE IMPOSSIBILE POSTO CHE LE LEGGI ITALIANE PRESCRIVONO LA CONSERVAZIONE DELLE FATTURE PER UN PERIODO DI SOLI CINQUE ANNI .  LA CORTE RILEVA CHE NEMMENO QUESTA ECCEZIONE PUO' IN ALCUN MODO INTACCARE LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI IMPUGNATE; SPETTERA ALL' ALTA AUTORITA DI STABILIRE SE LA MANCATA ESIBIZIONE DI DETERMINATE FATTURE SIA GIUSTIFICATA, ALLA LUCE DELLE NORME APPLICABILI, E DI TRARNE LE DEBITE CONSEGUENZE .  PER LE RAGIONI SOPRA ESPOSTE, I RICORSI PROPOSTI CONTRO LE DECISIONI DEL 23 FEBBRAIO 1962 VANNO RESPINTI PERCHE INFONDATI .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E TENUTA A SOPPORTARE LE SPESE; ESSENDO LE RICORRENTI RIMASTE SOCCOMBENTI IN TUTTI I MOTIVI DEDOTTI, LE SPESE VANNO POSTE A LORO CARICO . 

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) I RICORSI PER CARENZA BASATI SULL' ARTICOLO 35 DEL TRATTATO SONO DICHIARATI IRRECEVIBILI .  2 ) I RICORSI PER L' ANNULLAMENTO PROPOSTI CONTRO LE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA IN DATA 23 FEBBRAIO 1962 SONO RESPINTI PERCHE INFONDATI .  3 ) LE SPESE DI CAUSA SONO POSTE A CARICO DELLE RICORRENTI .