CELEX: 62020TN0760
Language: it
Date: 2020-12-21 00:00:00
Title: Causa T-760/20: Ricorso proposto il 21 dicembre 2020 — Jakeliūnas / ESMA

1.3.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 72/29
            
         
      Ricorso proposto il 21 dicembre 2020 — Jakeliūnas / ESMA
      (Causa T-760/20)
      (2021/C 72/41)
      Lingua processuale: il lituano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Stasys Jakeliūnas (Vilnius, Lituania) (rappresentante: R. Paukštė, lawyer)
      
         Convenuta: Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA)
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare che il rifiuto dell'ESMA, con lettera ESMA22-105-1261 del 30 ottobre 2020, di accogliere la richiesta della ricorrente del 30 settembre 2020 di avviare un'indagine su una possibile manipolazione del mercato (la «richiesta») è infondato;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’ESMA a riesaminare la richiesta;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’ESMA alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Il primo motivo di ricorso si fonda sulle seguenti deduzioni:
                  
                              —
                           
                           
                              le norme stabilite dalla direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (1) comprendono le possibili infrazioni specificate nella richiesta;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              tale direttiva è stata, fin dalla sua adozione, coordinata e sorvegliata a livello dell’UE. Ciò è previsto anche dalla direttiva 2003/124/CE della Commissione (2);
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio (3) ha istituito l'ESMA, che di fatto ha assunto le funzioni degli organismi di vigilanza sui valori mobiliari europei che avevano operato fino ad allora ed è diventato responsabile del buon esito dell'implementazione e della sorveglianza della direttiva 2003/6/CE e della protezione degli investitori;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la direttiva 2003/6/CE è stata abrogata con effetto dal 3 luglio 2016;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              pertanto, l'ESMA ha l’obbligo di effettuare indagini sulle violazioni della direttiva 2003/6/CE che possono essere state commesse fino al momento in cui l'ESMA è stata istituita.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Nel secondo motivo di ricorso si sostiene che la richiesta della ricorrente non è fondata su una necessità di applicare il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio (4) e il regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), atti sui quali l'ESMA ha fondato il suo rifiuto.
               
            
                  3.
               
               
                  Il terzo motivo di ricorso si fonda sui seguenti argomenti:
                  
                              —
                           
                           
                              l'ESMA interpreta la direttiva 2003/6/CE in modo troppo restrittivo e inflessibile e restringe ingiustificatamente il suo campo di applicazione. Il fatto che le norme di tale direttiva siano state ampliate e definite in modo più dettagliato dal regolamento (UE) n. 596/2014 non significa, di per sé, che tale direttiva non comprenda i possibili casi di manipolazione del mercato specificati nella domanda e che non debba essere applicata a questi ultimi;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              l'ESMA ha ignorato le informazioni che le sono state presentate in merito a possibili conflitti di interesse non dichiarati di talune banche, informazioni che dimostrano che l'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), e l'articolo 6, paragrafo 5, della direttiva 2003/6/CE potrebbero essere stati violati.
                           
                        
            
         (1)  Direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato) (GU 2003 L 96, pag. 16).
      
         (2)  Direttiva 2003/124/CE della Commissione, del 22 dicembre 2003, recante modalità di esecuzione della direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione e la comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate e la definizione di manipolazione del mercato (GU 2003 L 339, pag. 70).
      
         (3)  Regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l’Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (GU 2010 L 331, pag. 84).
      
         (4)  Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU 2016 L 171, pag. 1).
      
         (5)  Regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (GU 2014 L 173, pag. 1).