CELEX: 31993R0611
Language: it
Date: 1993-03-15 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 611/93 del Consiglio, del 15 marzo 1993, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM originari della repubblica di Corea ed esportati da società non esenti dal dazio e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio

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31993R0611

Regolamento (CEE) n. 611/93 del Consiglio, del 15 marzo 1993, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM originari della repubblica di Corea ed esportati da società non esenti dal dazio e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio  

Gazzetta ufficiale n. L 066 del 18/03/1993 pag. 0001 - 0010 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 21 pag. 0074  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 21 pag. 0074 

REGOLAMENTO (CEE) N. 611/93 DEL CONSIGLIO del 15 marzo 1993 che istituisce un dazio antidumping  definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM  originari della Repubblica di Corea ed esportati da società non esenti dal dazio e che decide la  riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorioIL CONSIGLIO DELLE  COMUNITÀ EUROPEE, visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea, visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa  contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della  Comunità economica europea  (1) (in appresso denominato «  regolamento di base  »), in particolare  l'articolo 12, vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo ai  sensi del regolamento suddetto, considerando quanto segue: A. MISURE PROVVISORIE (1)  Con il regolamento (CEE) n. 2686/92  (2) (in seguito denominato «   regolamento che istituisce il dazio provvisorio  ») la Commissione ha istituito un dazio  antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti  elettronici detti DRAM (memorie dinamiche ad accesso casuale) originari della Repubblica di Corea e  classificati ai codici NC 8542  11  12, 8542  11  14, 8542  11  16, 8542  11  18 (DRAM finite), ex  8542  11  01 (wafer), ex  8542  11  05 (piastrine o chip) ed ex  8473  30  10 oppure ex  8548  00   00 (moduli). Con il regolamento (CEE) n. 53/93  (3) il Consiglio ha prorogato la validità del dazio  per un periodo massimo di due mesi. B.  SEGUITO DELLA PROCEDURA (2)  Dopo l'istituzione del dazio provvisorio due produttori coreani -  Goldstar Electron Co. Ltd, Seul e -  Samsung Electronics Co. Ltd, Seul e una società che utilizza le DRAM situata nella Comunità -  Hewlett Packard, Les Ulis, Francia hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni. Le parti che ne hanno fatto richiesta sono  state sentite dalla Commissione. (3)  Le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si  intendeva raccomandare l'istituzione di misure antidumping definitive e la riscossione degli  importi garantiti a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro il quale  le parti potevano presentare le loro osservazioni sulle informazioni ricevute. (4)  Le osservazioni delle parti sono state prese in considerazione e la Commissione ha modificato  le sue conclusioni nei casi in cui le richieste erano giustificate. (5)  La durata dell'inchiesta ha superato il normale periodo di un anno previsto nell'articolo 7,  paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base, a causa della complessità dell'inchiesta e in  particolare dei diversi tipi di DRAM in esame, delle numerose transazioni di vendita e del calcolo  del valore normale su base trimestrale. C.  PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE (6)  Nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio  (punti 12 - 16) la Commissione ha stabilito che tutti i tipi di DRAM quali wafer, piastrine e chip,  DRAM finite, moduli e altre combinazioni dovevano essere considerati come un unico prodotto,  indipendentemente dalla densità e dall'involucro. (7)  Un produttore coreano ha nuovamente affermato che i wafer, le piastrine e le DRAM finite non  potevano essere considerati come un unico prodotto, dato che wafer e piastrine non sono identici  alle DRAM finite. Nelle osservazioni presentate il produttore non ha formulato nuove argomentazioni  rispetto a quelle già esposte nella prima parte dell'inchiesta. Il Consiglio, per i motivi indicati  nei punti 14 - 16 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, conferma le risultanze della  Commissione a questo proposito. (8)  Un altro produttore coreano ha sostenuto che le DRAM finite di densità superiore a 16M erano  prodotti distinti rispetto alle DRAM di densità inferiore, dato che le DRAM di densità superiore,  per esempio di 64M, non erano ancora commercializzate. A questo proposito è stato affermato che non  si poteva stabilire se tali DRAM dovessero essere considerate prodotti simili. (9)  A questo proposito, nel punto 15 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la  Commissione ha concluso che tutte le DRAM, indipendentemente dalla densità e dall'involucro, erano  soggette al presente procedimento. L'esperienza realizzata in passato ha infatti confermato che  esiste un rapporto di continuità tra le caratteristiche fisiche e le applicazioni delle successive  generazioni di DRAM e la Commissione non ha accertato alcun elemento che giustificasse conclusioni  diverse per le DRAM di 64M. La Commissione ha tuttavia rilevato che, qualora fossero disponibili  sufficienti elementi di prova in merito ad una modifica delle circostanze relative alle future  densità delle DRAM, le parti interessate potrebbero chiedere un riesame ai sensi dell'articolo 14,  paragrafo 1 del regolamento di base. (10)  La Commissione ha pertanto concluso che, ai fini del presente procedimento, tutte le DRAM,  indipendentemente dai tipi, dalle densità e dalle variazioni, che sono descritte nei punti 11 e 12  del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, devono essere considerate come un unico  prodotto e pertanto possono essere definite «  il prodotto in esame  ». Il Consiglio conferma questa conclusione. (11)  Non sono state ricevute nuove osservazioni in merito alla questione se le DRAM vendute sul  mercato coreano e quelle vendute dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità siano  prodotti simili al prodotto in esame. Il Consiglio conferma pertanto che le DRAM vendute sul  mercato coreano, quelle vendute dall'indutria comunitaria sul mercato della Comunità e quelle  esportate nella Comunità (qui di seguito denominate DRAM) sono simili sotto tutti gli aspetti ai  sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento di base. D. DUMPING 1.  Valore normale (12)  Non sono state ricevute osservazioni relative alla determinazione del valore normale su base  trimestrale. Il Consiglio conferma pertanto il metodo seguito dalla Commissione che è esposto nel  punto 19 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio. (13)  Per stabilire il costo di produzione ai fini della determinazione del dazio provvisorio, la  Commissione ha tenuto conto della lunga durata del ciclo di produzione delle DRAM. In tali  circostanze, per determinare i costi di produzione effettivi delle DRAM vendute in un determinato  trimestre, la Commissione ha considerato che il costo di produzione delle DRAM vendute in un  trimestre fosse stato sostenuto nel trimestre precedente. I dati contabili relativi ai costi  presentati dai produttori coreani sono stati quindi opportunamente adeguati. (14)  Un produttore coreano ha sostenuto che questo metodo non era giustificato, in quanto il suo  sistema dei conti prendeva in considerazione la durata del ciclo di produzione. Il metodo usato da questa società per determinare il costo di produzione effettivo per unità per le  DRAM finite vendute in un determinato trimestre si basava tuttavia sulla valutazione delle scorte  dei prodotti semilavorati e non rifletteva adeguatamente la durata del processo di produzione delle  DRAM, che comprendeva numerose fasi consecutive. La Commissione ha pertanto considerato inadeguato questo metodo e ha mantenuto l'impostazione  seguita per le risultanze provvisorie. Il Consiglio conferma questa conclusione. (15)  Il produttore in questione ha inoltre sostenuto che un adeguamento effettuato dalla  Commissione riguardo alle quote di ammortamento ai fini della comparabilità tra il periodo  dell'inchiesta e i periodi precedenti non era corretto e ha affermato che la Commissione avrebbe  dovuto utilizzare i dati comunicati dal produttore stesso che si basavano sulla contabilità dei  costi. (16)  Il metodo seguito dalla Commissione per il calcolo del valore normale costruito ai fini della  determinazione del dazio provvisorio permetteva di ripartire uniformemente nel tempo i costi di  produzione della società in questione e di evitare distorsioni nella ripartizione delle quote di  ammortamento nel periodo dell'inchiesta rispetto ai periodi precedenti. Questo metodo era del tutto  conforme alle disposizioni delle norme coreane in materia di contabilità. La Commissione ha quindi considerato che fosse necessario mantenere questo metodo e il Consiglio  conferma la conclusione della Commissione. (17)  Due produttori coreani hanno affermato che il metodo seguito dalla Commissione per calcolare  il valore normale costruito non era corretto, in particolare per quanto riguarda l'importo dei  costi di ricerca e sviluppo e di altre spese generali, amministrative e di vendita. (18)  Per quanto riguarda i costi di R & S, i produttori coreani hanno affermato che per  determinare il costo di produzione si doveva tenere conto dei costi sostenuti in passato e  riportati al periodo dell'inchiesta. Nel punto 22 del regolamento che istituisce il dazio  provvisorio la Commissione ha esposto il metodo seguito riguardo ai costi di R & S. In  considerazione del carattere specifico di questi costi e in particolare dell'incertezza riguardo  all'effettiva possibilità e al periodo del recupero, nonché della difficoltà di collegare i costi  sostenuti in passato alle vendite realizzate nel periodo dell'inchiesta, la Commissione,  conformemente alla prassi normalmente seguita nel settore dei circuiti integrati, ha ritenuto  opportuno, dal punto di vista economico e contabile, che tutte le spese effettivamente sostenute  nel periodo dell'inchiesta per le attività di R & S relative alle DRAM già commercializzate oppure  previste per il futuro fossero ripartite rispetto alle DRAM vendute nel periodo dell'inchiesta.  Occorre rilevare che il metodo seguito dalla Commissione è perfettamente conforme alle disposizioni  delle norme coreane in materia di contabilità. La Commissione ha quindi mantenuto lo stesso metodo e questa impostazione è stata confermata dal  Consiglio. (19)  Per quanto riguarda le spese generali, amministrative e di vendita sostenute in relazione  alle transazioni in valuta estera, la Commissione ha tenuto conto delle osservazioni presentate da  due produttori coreani e ha accolto la richiesta relativa al risconto di detti costi, che si  riferivano principalmente al debito a lungo termine in valuta estera. La Commissione ha quindi  opportunamente adeguato i propri calcoli. Il Consiglio conferma il metodo seguito dalla Commissione. (20)  Un produttore coreano, che non aveva realizzato vendite remunerative sul mercato interno, ha  sostenuto che un altro produttore, che aveva collaborato all'inchiesta, aveva effettuato un volume  sufficiente di vendite remunerative sul mercato interno. Il produttore ha quindi chiesto che il  valore costruito nei suoi confronti fosse calcolato in funzione dei dati forniti dal secondo  produttore in merito alle spese generali, amministrative e di vendita e al profitto. (21)  A questo proposito la Commissione ha accertato che tutte le vendite di DRAM realizzate sul  mercato interno da due produttori coreani e oltre il 90  % delle vendite corrispondenti del terzo  produttore coreano erano effettuate a prezzi che non consentivano il ricupero di tutti i costi  ragionevolmente ripartiti. Dopo l'adeguamento di cui al punto 19 le vendite non remunerative del  produttore interessato sul mercato interno sono rimaste ad un livello superiore al 90  % delle  vendite complessive. Pertanto, per i motivi specificati nel punto 20 del regolamento che istituisce  il dazio provvisorio, la Commissione ha concluso che, in considerazione del volume insufficiente  delle vendite realizzate sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali, tali  vendite non potevano essere utilizzate per determinare il tasso di profitto da impiegare ai fini  del calcolo del valore costruito. Il tasso di profitto da utilizzare per calcolare il valore costruito è stato quindi determinato su  un'altra base equa, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del  regolamento di base. Per quanto riguarda le spese generali, amministrative e di vendita, ai fini della determinazione  del valore normale sono stati utilizzati i costi sostenuti dai singoli produttori coreani sul  mercato interno. Queste spese, che sono state considerate attendibili in considerazione del  rilevante volume delle vendite realizzate sul mercato interno dei tre produttori coreani, sono  state aggiunte ai costi di produzione conformemente all'articolo suddetto. Il Consiglio conferma queste conclusioni. (22)  Nel punto 23 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha  specificato gli elementi che sono stati presi in considerazione per determinare il tasso di  profitto utilizzato nel calcolo dei valori normali. Due produttori coreani, pur non contestando il  metodo seguito dalla Commissione, hanno affermato che il tasso di profitto era stato fissato ad un  livello troppo alto. In considerazione degli elevati costi di R & S per le future generazioni di  DRAM e delle ingenti spese in conto capitale del settore in questione, la Commissione ha nuovamente  concluso che, ai fini del presente procedimento, un margine di profitto del 13,5  % sul fatturato  era ragionevole e rappresentativo per il prodotto in esame, nonché rispetto alla situazione del  mercato in Corea. Il Consiglio conferma questa conclusione. 2.  Prezzi all'esportazione (23)  Ai fini delle risultanze preliminari i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base  ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti all'esportazione nella Comunità. Il Consiglio conferma il metodo seguito dalla Commissione. (24)  Per quanto riguarda le esportazioni a società collegate, per le quali i prezzi sono stati  costruiti conformemente all'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento di base, un  produttore coreano ha contestato l'adeguamento che la Commissione ha effettuato ai fini delle  risultanze provvisorie in relazione a due tipi di costi sostenuti tra l'importazione e la  rivendita. (25)  Ai fini della determinazione del dazio provvisorio la Commissione ha valutato il primo tipo  di costi, ovvero i costi di pubblicità, in base agli elementi disponibili, a norma dell'articolo 7,  paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base, poiché le società collegate nella Comunità avevano  presentato informazioni incomplete. Nelle nuove osservazioni, il produttore coreano interessato non  ha comunicato alcuna informazione sui costi effettivi sostenuti dagli importatori per operazioni  pubblicitarie. La Commissione ha quindi confermato il metodo seguito in precedenza. Riguardo al secondo tipo di costi, ovvero le spese sostenute per operazioni in valuta estera, il  produttore ha affermato che doveva essere presa in considerazione soltanto la parte corrispondente  ai profitti e alle perdite realizzati. A questo proposito la Commissione ha confermato che dovevano  essere presi in considerazione tutti i costi derivanti dalle operazioni in valuta estera in quanto  erano collegati alle attività di acquisto e di vendita dell'importatore ed erano a breve termine  rispetto al periodo dell'inchiesta. Questo metodo corrisponde inoltre al trattamento di questo tipo  di costi nel conto profitti e perdite dell'importatore. Il Consiglio conferma queste conclusioni. 3. Confronto (26)  Sono state ricevute osservazioni relative al confronto tra i prezzi all'esportazione e il  valore normale riguardo agli adeguamenti chiesti da due produttori coreani. I produttori hanno  affermato che gli adeguamenti relativi alle differenze inerenti ai modi di pagamento dovevano  essere effettuati per l'intero periodo del credito effettivamente concesso ai clienti sul mercato  interno, anche se al momento della vendita non era stato concordato alcun periodo di credito con  gli acquirenti. Ai fini della determinazione del dazio provvisorio la Commissione non aveva  accettato queste richieste di adeguamento. Un produttore ha sostenuto che l'adeguamento doveva essere calcolato in base al periodo medio del  credito concesso, mentre l'altro produttore ha affermato che il calcolo doveva basarsi sui periodi  di credito stabiliti per le singole transazioni di vendita sul mercato interno. Nei due casi i  produttori hanno chiesto che fosse utilizzato il tasso d'interesse applicabile in Corea per il  credito a breve termine. (27)  La Commissione ha tuttavia osservato che, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 9, lettera a)  del regolamento di base, gli adeguamenti per le differenze inerenti ai modi di pagamento sono  giustificati soltanto se incidono sulla comparabilità dei prezzi. I modi di pagamento possono  incidere sui prezzi pagati dagli acquirenti soltanto quando sono concordati al momento della  vendita (vale a dire alla data della conclusione del contratto di vendita o al più tardi della  fattura), poiché soltanto allora il costo del credito associato ai modi di pagamento può  influenzare la decisione dell'acquirente. I costi derivanti da un periodo di credito non concordato  alla data della vendita devono quindi essere considerati come spese generali per la società di  vendita. Per quanto riguarda la richiesta dei due produttori coreani, al momento della vendita non è stato  fissato alcun periodo di credito determinato. Un produttore non ha inoltre potuto dimostrare l'esistenza di un collegamento tra i pagamenti  ricevuti e le singole transazioni di vendita, mentre per il secondo produttore i periodi di credito  presentavano rilevanti variazioni tra i diversi clienti e tra le diverse transazioni per lo stesso  cliente. In tali circostanze la Commissione avrebbe normalmente respinto le richieste. Nella  fattispecie, conformemente al metodo seguito nei precedenti procedimenti, la Commissione ha  tuttavia applicato un adeguamento per le vendite in questione in base ad un periodo di credito di  trenta giorni che è stato considerato sufficientemente corrispondente al periodo di credito  concesso agli acquirenti. Il Consiglio conferma questa impostazione. 4. Margini di dumping (28)  Dall'esame finale dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping riguardo alle  importazioni del prodotto in esame originario della Corea. La media ponderata dei margini di dumping accertati a titolo definitivo per i produttori soggetti  all'inchiesta, espressa in percentuale del valore totale delle importazioni cif frontiera  comunitaria, superava il 50  %, fatta eccezione per la società Samsung Electronics Co., nei cui  confronti è stata accertata una media ponderata del margine di dumping pari al 14,6  %. (29)  Per quanto riguarda i produttori che non hanno collaborato, non sono state ricevute  osservazioni sulle conclusioni della Commissione esposte nel punto 28 del regolamento che  istituisce il dazio provvisorio. Il Consiglio conferma quindi queste conclusioni e il margine di dumping nei confronti dei  produttori che non hanno collaborato è stato fissato al livello del margine massimo accertato. E. PREGIUDIZIO (30)  Nelle conclusioni provvisorie la Commissione ha stabilito che l'industria  comunitaria aveva subito un pregiudizio sostanziale (punti 36 - 48 del regolamento che istituisce  il dazio provvisorio). A questo proposito non sono state presentate nuove argomentazioni. Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni suddette. F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO (31)  Nelle conclusioni provvisorie la Commissione ha accertato che il  pregiudizio sostanziale subito dai produttori comunitari era stato provocato dalle importazioni  oggetto di dumping dalla Corea (punti 49 - 61 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio).  A questo proposito non sono state presentate nuove argomentazioni. Il Consiglio conferma quindi che il pregiudizio sostanziale subito dai produttori comunitari è  stato provocato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Corea. G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ (32)  Come risulta nel punto 70 del regolamento che istituisce il  dazio provvisorio, l'obiettivo delle misure antidumping è di porre rimedio al pregiudizio provocato  da pratiche commerciali sleali e di rispristinare una situazione di concorrenza leale, che in  quanto tale, corrisponde all'interesse generale della Comunità. Inoltre, nei punti 62 - 77 del  regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione, ai fini delle risultanze  provvisorie, ha stabilito che l'istituzione di misure antidumping corrispondeva all'interesse della  Comunità, ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di base. (33)  Un produttore coreano ha sostenuto che l'adozione di misure antidumping era contraria  all'interesse dell'industria comunitaria che utilizza le DRAM. Per dimostrare la validità della  propria affermazione, il produttore ha sostenuto genericamente che il fatto che l'industria  utilizzatrice abbia presentato osservazioni particolareggiate prima dell'istituzione dei dazi  provvisori indicava che l'industria stessa era preoccupata per gli effetti negativi del  procedimento antidumping per quanto riguarda la sua situazione concorrenziale. (34)  Per quanto riguarda la situazione dell'industria comunitaria che utilizza le DRAM in  generale, nel punto 69 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio risulta che soltanto uno  dei numerosi gruppi di utenti ha presentato osservazioni, senza tuttavia fornire dati specifici  riguardo agli effetti delle misure antidumping istituite sulle importazioni di DRAM dalla Corea. A  sostegno delle proprie affermazioni, questo gruppo di utenti ha semplicemente osservato che le  misure antidumping istituite nell'ambito del procedimento relativo alle DRAM originarie del  Giappone a norma del regolamento (CEE) n. 2112/90  (1) avevano provocato l'incremento dei prezzi  delle DRAM nella Comunità. Questa affermazione era tuttavia in contrasto con le informazioni  ottenute dalla Commissione da fonti attendibili. In realtà la Commissione, nell'ambito del normale  controllo del mercato dopo l'entrata in vigore delle misure antidumping nei confronti delle DRAM di  origine giapponese, ha rilevato che le misure suddette avevano avuto alcuni effetti positivi sul  mercato comunitario, in particolare in termini di aumento della competitività e di stabilità della  tendenza dei prezzi. Riguardo ai prezzi delle DRAM nella Comunità e negli altri mercati mondiali,  la Commissione aveva accertato che, anche se i prezzi variavano, le differenze dei prezzi nella  Comunità non erano sostanziali rispetto agli altri mercati. (35)  Una società che utilizza le DRAM per la produzione di apparecchiature elettroniche nella  Comunità ha affermato che le misure antidumping avrebbero avuto effetti negativi per quanto  riguarda la sua posizione rispetto ai concorrenti che utilizzano le DRAM al di fuori della  Comunità. La stessa società ha sostenuto, allegando elementi di prova specifici, che dopo  l'istituzione delle misure antidumping provvisorie i prezzi di un produttore coreano erano  aumentati e che pertanto erano aumentati anche i suoi costi di produzione. (36)  Su un piano generale, occorre rilevare a questo proposito che la situazione di un'unica  impresa che rappresenta una percentuale minima del consumo comunitario globale di DRAM non può  essere considerata rappresentativa dell'industria comunitaria nel suo complesso. Per quanto riguarda la prima argomentazione della società, relativa al livello dei prezzi in altri  mercati, la Commissione ha osservato che le autorità degli Stati Uniti, dove il consumo di DRAM è  tra i più elevati del mondo, hanno recentemente istituito dazi antidumping sostanziali sulle  importazioni di DRAM di origine coreana. Occorre inoltre sottolineare che nel presente procedimento le aliquote e la forma delle misure  antidumping sono state stabilite in modo da ridurre al minimo gli effetti negativi sull'industria  utilizzatrice di DRAM. In merito alla seconda argomentazione della società, come risulta anche dal  punto 69 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, il fatto che in passato siano stati  ottenuti vantaggi da pratiche commerciali sleali non giustifica la continuazione di tali pratiche.  La società utilizzatrice, inoltre, operava in un settore che generalmente doveva affrontare  difficoltà economiche a livello mondiale. Tali difficoltà non potevano essere attribuite ai prezzi  elevati dei componenti elettronici nella Comunità, né in particolare agli elevati prezzi delle  DRAM. La Commissione ha quindi concluso che gli eventuali aumenti dei costi dovuti all'aumento del  prezzo d'acquisto delle DRAM dopo l'istituzione dei dazi provvisori non potevano essere rilevanti. (37)  Un produttore coreano ha affermato che le misure antidumping nei confronti dei produttori  coreani avrebbero ridotto la concorrenza sul mercato comunitario delle DRAM in quanto avrebbero  eliminato alcune imprese minori. (38)  Nel punto 63 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio è stato concluso che, in  considerazione delle gravi e crescenti perdite finanziarie subite dall'industria comunitaria, se  non venissero prese misure antidumping sarebbe minacciata la sopravvivenza dell'industria stessa e  quindi alcuni fornitori sarebbero eliminati dal mercato. Inoltre, in considerazione del fatto che  la forma flessibile e il livello delle misure antidumping definitive sono stati stabiliti in modo  da non impedire ai produttori coreani di continuare ad operare sul mercato comunitario, la  Commissione ha concluso che le misure antidumping non avrebbero ridotto la concorrenza sul mercato  comunitario. (39)  In conclusione, per valutare l'interesse della Comunità nei punti 64 e 65 del regolamento che  istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha considerato che gli eventuali aumenti del costo  di produzione per gli utenti dovevano essere esaminati rispetto alla situazione dell'industria  comunitaria, che opera in un settore tecnologico essenziale e che, a causa delle pratiche di  dumping delle società coreane, ha subito perdite finanziarie sostanziali che ne minacciano la  sopravvivenza. A questo proposito occorre inoltre tener conto delle misure antidumping istituite  negli Stati Uniti, che potrebbero provocare l'aumento delle importazioni dei prodotti coreani nella  Comunità. La Commissione ha considerato infine che, se non venissero istituite misure antidumping nei  confronti delle importazioni oggetto di dumping di DRAM originarie della Corea, sarebbero  pregiudicati gli effetti positivi delle misure antidumping in vigore nei confronti delle DRAM  originarie del Giappone, come risulta dal punto 34. Inoltre, se non si applicassero dette misure,  si agirebbe in modo discriminatorio nei confronti dei produttori giapponesi interessati. In tali  circostanze la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità devono essere istituite  misure antidumping relative alle importazioni di DRAM originarie della Corea. Il Consiglio conferma questa conclusione. H. MISURE ANTIDUMPING (40)  Per determinare il livello delle misure antidumping da istituire,  dato che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria era costituito essenzialmente da gravi  perdite finanziarie dovute alla rilevante sottoquotazione dei prezzi da parte dei produttori  coreani, la Commissione ha considerato che il livello di tali misure dovesse essere sufficiente per  permettere ai prezzi dell'industria comunitaria di aumentare in misura adeguata e per evitare  ulteriori depressioni dei prezzi a causa delle importazioni di prodotti oggetto di dumping dalla  Corea. Per ottenere questo risultato i prezzi all'esportazione dei produttori coreani dovrebbero  aumentare in misura sufficiente per eliminare il dumping e per evitare che i prodotti importati  siano venduti a prezzi inferiori ai costi di produzione, in modo da eliminare una parte sostanziale  del pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Nello stesso tempo la Commissione ha tenuto  conto della necessità di fissare le misure antidumping ad un livello che non costituisca un  indebito svantaggio concorrenziale per l'industria comunitaria che utilizza le DRAM rispetto ai  suoi concorrenti sui mercati mondiali. (41)  Per quanto riguarda la forma delle misure antidumping definitive, la Commissione ha tenuto  conto del fatto che l'industria delle DRAM è un settore in rapida espansione, caratterizzato da  effetti della curva di apprendimento che producono sostanziali riduzioni del costo di produzione  entro un periodo di tempo relativamente breve, nonché dall'interdipendenza delle vendite e dei  costi delle DRAM di generazioni successive che potrebbe provocare fluttuazioni rilevanti dei prezzi  di mercato e da un numero crescente di modelli di DRAM. La Commissione ha quindi concluso che le  misure antidumping definitive dovrebbero essere sufficientemente flessibili per seguire  l'evoluzione del settore. (42)  In tali circostanze è opportuno istituire un dazio antidumping con un'aliquota sufficiente  per eliminare il pregiudizio subito a causa delle pratiche di dumping. I produttori coreani hanno  tuttavia offerto impegni in base ai prezzi di rivendita dei loro prodotti ai primi acquirenti  indipendenti nella Comunità. Tali impegni sono stati giudicati accettabili con la decisione  93/157/CEE della Commissione  (1). Gli impegni si basano sui costi effettivi trimestrali sostenuti  in Corea per la produzione di DRAM, ai quali è stato aggiunto un importo adeguato per il profitto.  Gli impegni sono quindi conformi agli obiettivi fissati nel punto 40. (43)  Per salvaguardare l'efficacia degli impegni suddetti e per evitare l'elusione delle misure  antidumping, deve essere istituito un dazio antidumping definitivo sulle altre importazioni di DRAM  originarie della Corea. (44)  In considerazione delle circostanze particolari del presente procedimento e del fatto che  tutti i produttori coreani noti che hanno esportato nella Comunità hanno offerto impegni  accettabili, la Commissione ha ritenuto che un dazio inferiore al margine di dumping massimo  accertato nel corso dell'inchiesta fosse sufficiente per realizzare gli obiettivi suddetti. Il  dazio antidumping definitivo dovrebbe quindi essere pari al 24,7  %, ovvero al livello di  sottoquotazione massimo accertato nei confronti dei produttori coreani. Il Consiglio conferma questa conclusione. (45)  Nel corso dell'inchiesta tre società situate al di fuori della Comunità -  Hitachi Ltd, Giappone, -  Motorola Incorporated, USA e -  Motorola Malaysia SDN BHD, Malaysia, hanno affermato, allegando elementi di prova, di aver importato nella Comunità DRAM originarie  della Corea che erano state acquistate nell'ambito di un contratto generale di compravendita  concluso con i produttori coreani. Dato il tipo di impegni offerti da tutti i produttori coreani interessati per le loro esportazioni  dirette e indirette nella Comunità, la Commissione ha ritenuto opportuno esentare le importazioni  nella Comunità effettuate dalle tre società suddette dall'applicazione del dazio antidumping  definitivo sulle importazioni di DRAM originarie della Corea, a condizione che le DRAM così  importate siano state acquistate nell'ambito di un contratto generale di compravendita concluso con  i produttori coreani in conformità dei rispettivi impegni e che le DRAM acquistate siano destinate  all'esportazione nella Comunità. Il Consiglio conferma questa conclusione. I.  RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI (46)  Per quanto concerne il dazio provvisorio, è pratica  costante della Comunità riscuotere questo dazio definitivamente se una pratica di dumping che causa  un pregiudizio sostanziale e che è stata accertata in via provvisoria viene confermato nella fase  definitiva e se la situazione, per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni  oggetto di dumping sul mercato comunitario, non è cambiato fondamentalmente dal momento  dell'imposizione del dazio provvisorio. Nella fattispecie il pregiudizio sostanziale causato dalla  pratica di dumping è stato definitivamente confermato. Tuttavia, dato l'aspetto specifico della  situazione, in particolare il fatto che imgegni accettabili sono stati offerti da tutti e tre i  produttori coreani che coprono la globalità delle importazioni originarie della Corea, è stato  considerato che l'interesse della Comunità non esige la riscossione del dazio in questione per  tutti il suo periodo di validità, ma soltanto per il periodo iniziale di quattro mesi. Il Consiglio  conferma questa conclusione, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 1.  È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni  nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM (memorie dinamiche ad accesso  casuale) originari della Repubblica di Corea e classificati ai codici NC 8542  11  12, 8542  11   14, 8542  11  16, 8542  11  18, ex 8542  11  01 (codice Taric 8542  11  01*10), ex 8542  11  05  (codice Taric 8542  11  05*30), ex 8473  30  10 (codice Taric 8473  30  10*40) oppure ex 8548  00   00 (codice Taric 8548  00  00*20). 2.  Ai fini del presente regolamento si intendono per DRAM tutti i dispositivi di qualsiasi  variante, tipo e densità, compresi i wafer e le piastrine oppure i chip, nonché le forme di DRAM  più complesse quali le stack e i moduli. 3.  L'aliquota del dazio è pari al 24,7  % espressa in percentuale del prezzo netto franco  frontiera comunitaria, al lordo del dazio (codice addizionale Taric 8699). 4.  Le importazioni dei prodotti di cui al paragrafo 1 sono esenti dal dazio (codice addizionale  Taric 8698), a condizione che: a)  siano fabbricati ed esportati nella Comunità dalle seguenti società i cui impegni sono stati  accettati con la decisione 93/157/CEE della Commissione: -  Goldstar Electron Co., Ltd, Seul, -  Hyundai Electronics Industries Co., Ltd, Icheon, -  Samsung Electronics Co., Ltd, Seul, oppure b)  siano fabbricati e venduti per la successiva esportazione nella Comunità da una delle società  di cui alla lettera a) ad una delle seguenti società: -  Hitachi Ltd, Giappone, -  Motorola Incorporated, USA, -  Motorola Malaysia SDN BHD, Malaysia. In questo caso l'esenzione dal dazio è subordinata alla presentazione alle autorità doganali di una  documentazione il cui modello figura nell'allegato, emessa dal produttore («  società emittente  »)  in cui quest'ultimo conferma di aver direttamente venduto i prodotti per i quali si chiede  l'esenzione ai fini dell'esportazione nella Comunità ad una delle tre società suddette («   esportatore  »), che a sua volta li ha esportati direttamente ad una società con sede nella  Comunità («  consegnatario  »). La documentazione deve inoltre contenere una descrizione precisa  del tipo di dispositivo venduto e l'indicazione della quantità complessiva e del prezzo unitario  per ciascun tipo di dispositivo, nonché una dichiarazione secondo la quale il prezzo non è  inferiore al prezzo di riferimento applicabile, il numero della fattura e la conferma del fatto che  i prodotti sono stati fabbricati e venduti per essere esportati nella Comunità dalla società in  questione secondo le disposizioni degli impegni di cui all'articolo 1 della decisione 93/157/CEE  della Commissione. La documentazione è emessa dal produttore coreano interessato alla stessa data  dell'emissione della fattura. 5.  Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali. Articolo 2 Sono definitivamente riscossi gli importi depositati a titolo di dazio antidumping  provvisorio in conformità del regolamento (CEE) n. 2686/92 per il periodo fino al 17 gennaio 1993  incluso. Articolo 3 Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta  ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, addì 15 marzo 1993. Per il Consiglio Il Presidente M. JELVED (1)  GU n. L 193 del 25. 7. 1990, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal  regolamento (CEE) n. 2967/92 (GU n. L 299 del 15. 10. 1992, pag. 4).  (1) Vedi pagina 37 della presente Gazzetta ufficiale.