CELEX: 62018CA0280
Language: it
Date: 2019-11-07 00:00:00
Title: Causa C-280/18: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 7 novembre 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Symvoulio tis Epikrateias - Grecia) – Alain Flausch e altri/Ypourgos Perivallontos kai Energeias e altri (Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti – Partecipazione del pubblico al processo decisionale e accesso alla giustizia – Dies a quo dei termini di ricorso)

13.1.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 10/11
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 7 novembre 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Symvoulio tis Epikrateias - Grecia) – Alain Flausch e altri/Ypourgos Perivallontos kai Energeias e altri
      (Causa C-280/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti - Partecipazione del pubblico al processo decisionale e accesso alla giustizia - Dies a quo dei termini di ricorso)
      (2020/C 10/12)
      Lingua processuale: il greco
      
         Giudice del rinvio
      
      Symvoulio tis Epikrateias
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Alain Flausch, Andrea Bosco, Estiene Roger Jean Pierre Albrespy, Somateio «Syndesmos Iiton», Somateio «Elliniko Diktyo – Filoi tis Fysis», Somateio «Syllogos Prostasias kai Perithalpsis Agias Zois – SPPAZ»
      
         Convenuti: Ypourgos Perivallontos kai Energeias, Ypourgos Oikonomikon, Ypourgos Tourismou, Ypourgos Naftilias kai Nisiotikis Politikis
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 6 della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro conduca le operazioni di partecipazione del pubblico al processo decisionale relative a un progetto a livello della sede dell’autorità amministrativa regionale competente, e non al livello dell’unità municipale da cui dipende il luogo di ubicazione di tale progetto, qualora le modalità concrete seguite non garantiscano il rispetto effettivo dei diritti del pubblico interessato, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare.
               
            
                  2)
               
               
                  Gli articoli 9 e 11 della direttiva 2011/92 devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che comporta che a taluni membri del pubblico interessato sia opposto un termine per presentare un ricorso che inizia a decorrere dall’annuncio di un’autorizzazione di un progetto su Internet, qualora tali membri del pubblico interessato non abbiano avuto previamente la possibilità adeguata di informarsi sulla procedura di autorizzazione conformemente all’articolo 6, paragrafo 2, di tale direttiva.
               
            
         (1)  GU C 231 del 2.7.2018.