CELEX: 31971L0393
Language: it
Date: 1971-11-18 00:00:00
Title: Seconda direttiva 71/393/CEE della Commissione, del 18 novembre 1971, che fissa i metodi d'analisi comunitari per i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali

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31971L0393

Seconda direttiva 71/393/CEE della Commissione, del 18 novembre 1971, che fissa i metodi d'analisi comunitari per i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali  

Gazzetta ufficiale n. L 279 del 20/12/1971 pag. 0007 - 0018 edizione speciale finlandese: capitolo 3 tomo 4 pag. 0049  edizione speciale danese: serie I capitolo 1971(III) pag. 0858  edizione speciale svedese/ capitolo 3 tomo 4 pag. 0049  edizione speciale inglese: serie I capitolo 1971(III) pag. 0987  edizione speciale greca: capitolo 03 tomo 7 pag. 0084  edizione speciale spagnola: capitolo 03 tomo 5 pag. 0117  edizione speciale portoghese: capitolo 03 tomo 5 pag. 0117 

SECONDA DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE  del 18 novembre 1971  che fissa i metodi d'analisi comunitari per i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali  (71/393/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  vista la direttiva del Consiglio, del 20 luglio 1970, concernente l'introduzione di modi di prelevamento dei campioni e di metodi d'analisi comunitari per il controllo ufficiale degli alimenti per gli animali (1), in particolare l'articolo 2,  considerando che la suddetta direttiva prevede che i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali, destinati a constatare l'osservanza delle condizioni prescritte in virtù delle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative concernenti le qualità e la composizione degli alimenti per gli animali, siano effettuati secondo i modi di prelevamento di campioni ed i metodi di analisi comunitari;  considerando che la direttiva n. 71/250/CEE della Commissione, del 15 giugno 1971(2), ha già fissato un certo numerto di metodi di analisi comunitari ; che tenuto conto dello stato d'avanzamento dei lavori sin qui effettuati, è necessario adottare una seconda serie di metodi;  considerando che le misure previste dalla presente direttiva sono conformi al parere del Comitato permanente per gli alimenti per gli animali,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:    Articolo 1 Gli Stati membri prescrivono che le analisi per i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali, per quanto riguarda il loro contenuto in umidità, basi azotate volatili, fosforo totale e sostanze grasse gregge, siano effettuate secondo i metodi descritti all'allegato della presente direttiva.  Le disposizioni generali di cui alla prima parte dell'allegato (introduzione) della prima direttiva n. 71/250/CEE della Commissione, del 15 giugno 1971, che fissa i metodi di analisi comunitari per controlli ufficiali degli alimenti per gli animali si applicano ai metodi descritti all'allegato della presente direttiva.   Articolo 2 Gli Stati membri mettono in vigore, al più tardi il 1º gennaio 1973, le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative necessarie per uniformarsi alle disposizioni della presente direttiva e ne informano immediatamente la Commissione.   Articolo 3 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.     Fatto a Bruxelles, il 18 novembre 1971.  Per la Commissione  Il Presidente  Franco M. MALFATTI  (1)GU n. L 170 del 3.8.1970, pag. 2. (2)GU n. L 155 del 12.7.1971, pag. 13.     ALLEGATO  1. DETERMINAZIONE DELL'UMIDITÀ   1. Scopo e campo d'applicazione  Il metodo permette di determinare il contenuto in umidità degli alimenti per gli animali. Il metodo non riguarda l'analisi dei prodotti lattieri in quanto alimenti semplici delle sostanze minerali e miscele essenzialmente composte di sostanze minerali oltre che l'analisi dei semi e frutti oleaginosi definiti nel regolamento n. 136/66/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1966 (1), relativo all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi.  La determinazione del contenuto in umidità dei semi e frutti oleaginosi è oggetto dell'allegato III del regolamento (CEE) n. 1470/68 della Commissione, del 23 settembre 1968, relativo al prelievo ed alla riduzione dei campioni nonché alla determinazione del tenore in olio, impurità ed umidità dei semi oleosi (2).  2. Principio  La quantità di prodotto su cui si opera è sottoposta all'essiccazione in condizioni ben definite varianti in funzione della natura dell'alimento. La perdita di massa è determinata per pesata. È necessario procedere ad una preessiccazione quando si tratta di alimenti solidi aventi un elevato contenuto di umidità.  3. Apparecchiatura   3.1. Mulino da laboratorio costruito in materiale non assorbente l'umidità, facile a pulirsi, che permetta una macinazione rapida ed uniforme senza provocare sensibile riscaldamento, eviti al massimo il contatto con l'aria esterna e risponda alle esigenze indicate in 4.1.1 e 4.1.2 (per es. micromacinatori a martelli o a raffreddamento ad acqua, mulini a coni smontabili, macinatori a movimento lento o a dischi dentati);   3.2. Bilancia analitica, precisione mg 0,5;   3.3. Recipienti essiccati in metallo inossidabile o in vetro, provvisti di coperchi a chiusura stagna all'aria ; superficie utile che permetta di ottenere una ripartizione della quantità di prodotto su cui si opera dell'ordine di g per cm2 0,3;   3.4. Stufa isotermica (± 1 ºC) a riscaldamento elettrico convenientemente ventilata, capace di assicurare una regolazione rapida della temperatura (3);   3.5. Stufa a vuoto a riscaldamento elettrico regolabile, provvista di una pompa ad olio e di un dispositivo per l'introduzione di aria calda disidratata o di un disidratante (per es. ossido di calcio);   3.6. Essiccatore a piastra in metallo o in porcellana, spessa, perforata, contenente un efficace disidratante.   4. Modo di operare  N.B. : Le operazioni descritte in questo capitolo debbono essere effettuate immediatamente dopo l'apertura degli imballaggi contenenti i campioni. Le analisi debbono essere effettuate almeno in doppio.  (1)GU n. 172 del 30.9.1966, pag. 3025/66. (2)GU n. L 239 del 28.9.1968, pag. 2. (3)Per la essiccazione dei cereali nonché delle farine, semole e semolini, la stufa deve avere una capacità calorifica tale che, preventivamente regolata alla temperatura di 131 ºC possa raggiungere nuovamente tale temperatura in meno di 45 minuti, dopo avervi introdotto il numero massimo di campioni da essiccare simultaneamente. La stufa deve avere una ventilazione tale che, essiccando per due ore tutti i campioni di frumento tenero che essa può contenere, i risultati presentino una differenza inferiore allo 0,15 % rispetto ai risultati ottenuti con 4 ore di essiccazione.    4.1. Preparazione   4.1.1. Alimenti eccettuati quelli menzionati sub 4.1.2 e 4.1.3  Prelevare una quantità di prodotto di almeno g 50. Se necessario macinare o dividere in particelle di grandezza appropriata in modo da evitare ogni variazione del contenuto di umidità (cf. 6).   4.1.2. Cereali e semole  Prelevare una quantità di prodotto di almeno g 50. Macinare in particelle di cui almeno il 50 % passino in un setaccio a maglie di mm 0,5 e non lascino più di 10 % di residuo su di un setaccio a maglie rotonde di mm 1 di diametro.   4.1.3. Alimenti liquidi o pastosi, alimenti costituiti essenzialmente da sostanze grasse  Prelevare una quantità di prodotto di almeno g 25, pesata con l'approssimazione di mg 10, ed aggiungere una quantità appropriata di sabbia anidra, pesare con l'approssimazione di mg 10 e mescolare sino ad ottenere un prodotto polverulento omogeneo.   4.2. Essiccazione   4.2.1. Alimenti eccettuati quelli menzionati sub 4.2.2 e 4.2.3  Tarare, con la precisione di mg 0,5, un recipiente (3.3), provvisto del coperchio. Pesare nel recipiente tarato, con l'approssimazione di mg 1, circa g 5 di prodotto e ripartirli uniformemente. Porre il recipiente, privo del suo coperchio, nella stufa preventivamente riscaldata a 103 ºC. Per evitare che la temperatura della stufa discenda troppo, introdurvi il recipiente nel più breve tempo possibile. Lasciare essiccare per 4 ore a partire dal momento in cui la stufa ha nuovamente raggiunto la temperatura di 103 ºC. Rimettere il coperchio sul recipiente, estrarre quest'ultimo dalla stufa, lasciarlo raffreddare per 30-45 minuti in essiccatore (3.6) e pesare con l'approssimazione di mg 1.  Nel caso di alimenti costituiti essenzialmente da sostanze grasse, effettuare un'essiccazione complementare di 30 minuti nella stufa a 103 ºC. Lo scarto tra le due pesate non deve superare 0,1 % di umidità.   4.2.2. Cereali, farine, semole e semolini  Tarare con la precisione di mg 0,5 un recipiente (3.3), provvisto del coperchio. Pesare nel recipiente tarato, con l'approssimazione di mg 1, almeno g 5 di prodotto macinato e ripartirlo uniformemente. Porre il recipiente, senza coperchio, nella stufa preventivamente riscaldata a 130 ºC. Per evitare che la temperatura della stufa discenda troppo, introdurre il recipiente nel più breve tempo possibile. Lasciare essiccare per 2 ore a partire dal momento in cui la stufa ha nuovamente raggiunto la temperatura di 130 ºC. Rimettere il coperchio sul recipiente, estrarre quest'ultimo dalla stufa, lasciare raffreddare per 30-45 minuti nell'essiccatore (3.6) e pesare con l'approssimazione di mg 1.   4.2.3. Alimenti composti contenenti più del 4 % di saccarosio o lattosio, alimenti semplici quali carrube, prodotti cerealicoli idrolizzati, germi di malto, fettucce di barbabietole, «solubili» di pesce e zuccheri ; alimenti composti contenenti più del 25 % di sali minerali con acqua di cristallizzazione  Tarare con l'approssimazione di mg 0,5 un recipiente (3.3), provvisto del coperchio. Pesare nel recipiente tarato, con l'approssimazione di mg 1, circa g 5 di prodotto e ripartirli uniformemente. Porre il recipiente, privo del coperchio, nella stufa a vuoto (3.5) preventivamente riscaldata ad una temperatura di  80-85 ºC. Per evitare che la temperatura della stufa discenda troppo, introdurre il recipiente nel più breve tempo possibile.  Portare la pressione a 100 Torrs e lasciare essiccare a questa pressione durante 4 ore in corrente d'aria secca e calda, o mediante un disidratante (g 300 circa per 20 campioni). In quest'ultimo caso interrompere la connessione con la pompa a vuoto allorquando la pressione prescritta è raggiunta. Misurare la durata dell'essiccazione a partire dal momento in cui la stufa ha nuovamente raggiunto la temperatura di 80-85 ºC.  Riportare poi con precauzione la stufa alla pressione atmosferica. Aprire la stufa, coprire immediatamente il recipiente con il coperchio, estrarlo dalla stufa, lasciarlo raffreddare per 30-45 minuti in essiccatore (3.6) e pesare con l'approssimazione di mg 1.  Procedere ad una essiccazione complementare di 30 minuti nella stufa a vuoto, alla temperatura di 80-85 ºC, e pesare di nuovo. Lo scarto tra le due pesate non deve superare 0,1 % di umidità.   4.3. Preessiccazione   4.3.1. Alimenti eccettuati quelli menzionati sub 4.3.2  Gli alimenti solidi, il cui contenuto di umidità è elevato e rende difficile la macinazione, devono essere preessiccati nel modo seguente.  Pesare, con l'approssimazione di mg 10, g 50 di prodotto non macinato (un grossolano spezzettamento può essere effettuato, se necessario, nel caso di alimenti compressi o agglomerati) in un recipiente appropriato (per es. piastra di alluminio di cm 20 X 12 con bordo di cm 0,5). Lasciar essiccare in stufa alla temperatura di 60-70 ºC, sino a che il contenuto di umidità sia portato ad un valore compreso tra l'8 e il 12 %. Togliere dalla stufa, lasciar raffreddare allo scoperto nel laboratorio per un'ora e pesare con l'approssimazione di mg 10. Macinare subito dopo come indicato in 4.1.1 ed effettuare la essiccazione come indicato sub 4.2.1 o 4.2.3 secondo la natura dell'alimento.   4.3.2. Cereali  I cereali in granella aventi una percentuale di umidità superiore al 17 % debbono essere preessiccati nel modo seguente : Pesare, con la precisione di mg 10, g 50 di cereali in granella non moliti in un recipiente appropriato (per es. piastra di alluminio di cm 20 X 12 con bordo di cm 0,5). Lasciare essiccare in stufa per 5 o 7 minuti alla temperatura di 130 ºC. Togliere dalla stufa, lasciar raffreddare allo scoperto nel laboratorio per 2 ore e pesare con l'approssimazione di mg 10. Molire subito dopo, come indicato sub 4.1.2 ed effettuare l'essiccazione come indicato sub 4.2.2.   5. Calcolo dei risultati  Il contenuto di umidità, in percento del campione, è dato dalle seguenti formule:  5.1. Essiccazione senza preessiccazione >PIC FILE= "T0002772">   in cui:  E = massa iniziale, in grammi, della quantità di prodotto sottoposta all'analisi  m = massa in grammi del prodotto essiccato.    5.2. Essiccazione con preessiccazione >PIC FILE= "T0002773">   in cui:  E = massa iniziale, in grammi, della quantità di prodotto sottoposta all'analisi,  M = massa, in grammi del prodotto dopo preessiccazione,  M' = massa, in grammi del prodotto dopo macinazione,  m = massa, in grammi del prodotto essiccato.   5.3. Ripetibilità  La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele effettuate sullo stesso campione non deve superare 0,2 % di umidità.   6. Osservazioni  Se una macinazione si manifesta necessaria e se ne deriva che essa provochi una variazione del contenuto in umidità del prodotto, i risultati d'analisi concernente i componenti dell'alimento devono essere convertiti conformemente al contenuto in umidità del campione iniziale.   2. DETERMINAZIONE DELLE BASI AZOTATE VOLATILI   A. PER MICRODIFFUSIONE   1. Scopo e campo d'applicazione  Il metodo permette di determinare il contenuto di basi azotate volatili, espresse in ammoniaca degli alimenti per gli animali.   2. Principio  Il campione viene estratto con acqua, la soluzione viene chiarificata e filtrata. Le basi azotate volatili sono spostate per mezzo di una soluzione di carbonato di potassio per microdiffusione, raccolte in una soluzione di acido borico e titolate con acido solforico.   3. Reattivi   3.1. Soluzione al 20 % (p/v) d'acido tricloroacetico;   3.2. Indicatore : sciogliere mg 33 di verde di bromocresolo e mg 65 di rosso di metile in ml 100 d'etanolo al 95-96 % (v/v).   3.3. Soluzione di acido borico : in un pallone tarato da litri 1, sciogliere g 10 d'acido borico p.a. in ml 200 d'etanolo al 95-96 % (v/v) e ml 700 d'acqua. Aggiungere ml 10 di indicatore (3.2). Mescolare e aggiustare se necessario il colore della soluzione al rosso chiaro mediante aggiunta di una soluzione d'idrossido di sodio. ml 1 di questa soluzione consente di fissare al massimo ¶g 300 di ammoniaca.   3.4. Soluzione satura di carbonato di potassio : sciogliere g 100 di carbonato di potassio p.a. in ml 100 d'acqua portata all'ebollizione. Lasciar raffreddare e filtrare.   3.5. Acido solforico 0,02 N.   4. Apparecchiatura   4.1. Agitatore rotativo a capovolgimento : circa 35-40 giri minuto.   4.2. Celle di Conway (vedasi figura), in vetro o in materia plastica.   4.3. Microburette, graduate a ml 1/100.    5. Modo di operare  Pesare, con l'approssimazione di mg 1, g 10 di sostanza e porli in un pallone tarato da ml 200 con ml 100 d'acqua. Agitare il pallone, nell'agitatore rotativo, per 30 minuti. Aggiungere ml 50 della soluzione d'acido tricloroacetico (3.1), portare a volume con acqua, agitare energicamente e filtrare su di un filtro a pieghe.  Porre, con una pipetta, ml 1 della soluzione di acido borico (3.3) nell'incavo centrale della cella Conway e, nella corona della cella, ml 1 del filtrato ottenuto dal campione. Coprire parzialmente con il coperchio ingrassato. Lasciar scolare rapidamente nella corona periferica ml 1 della soluzione satura di carbonato di potassio (3.4) e chiudere ermeticamente il coperchio. Agitare con precauzione la cella per rotazione in un piano orizzontale in modo da assicurare la miscelazione dei due reattivi. Mantenere l'apparecchio per almeno 4 ore alla temperatura ambiente o per 1 ora a 40 ºC.  Titolare le basi volatili nella soluzione d'acido borico con la soluzione d'acido solforico 0,02 N (3.5) per mezzo di una microburetta (4.3).  Effettuare un saggio in bianco impiegando 10 stesso modo di operare in assenza della sostanza da analizzare.   6. Calcolo dei risultati  ml 1 di H2S04 0,02 N corrisponde a mg 0,34 di ammoniaca.  Esprimere i risultati in per cento del campione.  Ripetibilità  La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele effettuate sullo stesso campione non deve sorpassare:        - 10 % in valore relativo per i contenuti in ammoniaca inferiori a 1,0 per cento;               - 0,1 in valore assoluto per i contenuti in ammoniaca uguali o superiori a 1,0 per cento.                  7. Osservazioni  Se il contenuto in ammoniaca del campione è superiore allo 0,6 % diluire preventivamente la soluzione chiarificata.   >PIC FILE= "T0002774">    CELLA CONWAY   B. PER DISTILLAZIONE   1. Scopo e campo di applicazione  Il metodo permette di determinare il contenuto di basi azotate volatili, espresse in ammoniaca, nelle farine di pesce non contenenti, praticamente, urea. Il metodo non è applicabile che per contenuti di ammoniaca inferiori a 0,25 %.  2. Principio  Il campione viene estratto con acqua, la soluzione viene chiarificata e filtrata. Le basi azotate volatili sono spostate all'ebollizione per aggiunta di ossido di magnesio e sono raccolte in una quantità determinata d'acido solforico il cui eccesso viene titolato di ritorno con una soluzione d'idrossido di sodio.  3. Reattivi   3.1. Soluzione al 20 % (p/v) d'acido tricloroacetico,   3.2. Ossido di magnesio p.a.,   3.3. Emulsione di antischiuma (p. es. silicone),   3.4. Acido solforico 0,1 N,   3.5. Soluzione d'idrossido di sodio 0,1 N,   3.6. Soluzione allo 0,3 % (p/v) di rosso di metile in etanolo al 95-96 % (v/v).   4. Apparecchiatura   4.1. Agitatore rotativo a capovolgimento : circa 35-40 giri per minuto   4.2. Apparecchio per distillazione tipo Kjeldahl.   5. Modo di operare  Pesare, con l'approssimazione di mg 1, g 10 di sostanza e porli in un pallone tarato da ml 200 con ml 100 d'acqua. Agitare il pallone, nell'agitatore rotativo, per 30 minuti. Aggiungere ml 50 della soluzione d'acido tricloroacetico (3.1), portare a volume con acqua, agitare vigorosamente e filtrare su di un filtro a pieghe.  Prelevare una quantità di filtrato limpido in funzione del presunto contenuto di basi azotate volatili (ml 100 sono generalmente sufficienti). Diluire a ml 200 ed aggiungere g 2 di ossido di magnesio (3.2) e qualche goccia di emulsione antischiuma (3.3). La soluzione deve risultare alcalina alla cartina di tornasole, altrimenti aumentare la quantità di ossido di magnesio (3.2). Distillare ml 150 circa della soluzione in un apparecchio del tipo Kjeldahl e raccogliere il distillato in una beuta contenente un volume esattamente misurato (ml 25-50) d'acido solforico 0,1 N (3.4). Durante la distillazione evitare il surriscaldamento delle pareti del recipiente di distillazione. Far bollire la soluzione solforica per due minuti, raffreddare e titolare di ritorno l'eccesso di acido solforico con la soluzione d'idrossido di sodio 0,1 N (3.5) in presenza dell'indicatore al rosso di metile (3.6). Effettuare una prova in bianco impiegando lo stesso modo di operare, in assenza del campione da analizzare.   6. Calcolo dei risultati  ml 1 di H2SO4 0,1 N corrisponde a mg 1,7 di ammoniaca. Esprimere il risultato in parti per cento del campione.  Ripetibilità  La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele effettuate, in valore relativo, sullo stesso campione non deve sorpassare il 10 per cento di ammoniaca.    3. DETERMINAZIONE DEL FOSFORO TOTALE   Metodo fotometrico   1. Scopo e campo di applicazione  Il metodo permette la determinazione del contenuto di fosforo totale negli alimenti per gli animali. Esso è particolarmente indicato per l'analisi dei prodotti poveri in fosforo. In certi casi (prodotti ricchi in fosforo) un metodo gravimetrico può essere applicato.  2. Principio  Il campione viene mineralizzato, per via secca (per gli alimenti organici), o per via umida (per i composti minerali e gli alimenti liquidi) e viene portato in soluzione acida. La soluzione viene trattata con il reattivo vanado-molibdico. La densità ottica della soluzione gialla così formatasi, viene misurata allo spettrofotometro a nm 430.  3. Reattivi   3.1. Carbonato di calcio p.a.,   3.2. Acido cloridrico p.a., d : 1,1 (circa 6 N),   3.3. Acido nitrico p.a., d : 1,045,   3.4. Acido nitrico p.a., d : 1,38-1,42,   3.5. Acido solforico p.a., d : 1,84,   3.6. Reattivo vanado-molibdico : mescolare, in un pallone tarato da 1 litro, ml 200 di soluzione di eptamolibdato d'ammonio (3.6.1) con ml 200 di soluzione di monovanadato d'ammonio (3.6.2) e ml 134 d'acido nitrico (3.4). Portare a volume con acqua.   3.6.1. Soluzione di eptamolibdato d'ammonio : sciogliere in acqua calda g 100 di eptamolibdato d'ammonio p.a. (NH)4 6Mo7 O24 74H2O. Aggiungere ml 10 d'ammoniaca (d : 0,91) e portare ad 1 litro con acqua.   3.6.2. Soluzione di monovanadato d'ammonio : sciogliere in ml 400 di acqua calda g 2,35 di monovanadato d'ammonio p.a. NH4VO3. Aggiungere lentamente agitando ml 20 d'acido nitrico diluito (ml 7 di HNO3 (3.4) + ml 13 di H2O) e portare ad 1 litro con acqua.   3.7. Soluzione tipo, contenente mg 1 di fosforo per ml : sciogliere in acqua g 4,387 di fosfato monopotassico p.a. KH2PO4,. Portare ad 1 litro con acqua.   4. Apparecchiatura   4.1. Crogioli da incenerimento di quarzo o porcellana,   4.2. Forno elettrico a muffola munito di termostato regolato a 550 ºC,   4.3. Matracci di Kjeldahl da ml 250,   4.4. Palloni tarati e pipette di precisione,   4.5. Spettrofotometro,   4.6. Tubi da saggio a tappo smerigliato, diametro circa mm 16, a smerigliatura normalizzata 14,5 ; capacità ml 25 a 30.   5. Modo di operare   5.1. Preparazione della soluzione  Secondo la natura del campione, preparare una soluzione come indicato sub 5.1.1 o 5.1.2.    5.1.1. Caso generale  Pesare, al mg, g 10 più del prodotto da analizzare. Trasferire questa quantità in un matraccio di Kjeldahl ed aggiungere ml 20 d'acido solforico (3.5), agitare per imbibire d'acido tutta la sostanza ed evitare che essa aderisca alle pareti del pallone, riscaldare e mantenere per 10 minuti all'ebollizione. Lasciar raffreddare leggermente, aggiungere ml 2 di acido nitrico (3.4), riscaldare lentamente, lasciare ancora raffreddare leggermente, aggiungere di nuovo un po'di acido nitrico (3.4) e portare all'ebollizione. Ripetere tali operazioni sino ad ottenre una soluzione incolore. Raffreddare, aggiungere un po' d'acqua e trasferire il liquido in un pallone tarato da ml 500 lavando il pallone con acqua calda. Lasciar raffreddare, portare a volume con acqua, mescolare e filtrare.   5.1.2 Campioni contenenti sostanze organiche e non contenenti diidrogenofosfati di calcio e magnesio  Pesare, al mg, g 2,5 di prodotto da analizzare in un crogiolo da incenerimento e mescolarli intimamente con g 1 di carbonato di calcio (3.1). Calcinare al forno a 550 ºC ± 5 ºC fino ad ottenere ceneri bianche o grigie (una piccola quantità di carbone non disturba).  Trasportare quantitativamente le ceneri in un becher da ml 250. Aggiungere ml 20 d'acqua ed acido cloridrico (3.2) sino a cessazione dell'effervescenza.  Aggiungere quindi un eccesso di ml 10 di acido cloridrico (3.2). Porre il becher su un bagno di sabbia ed evaporare fino a secco per insolubilizzare la silice. Riprendere il residuo con ml 10 d'acido nitrico (3.3) e far bollire per 5 minuti sul bagno di sabbia senza arrivare a secco. Trasferire il liquido in un pallone tarato da ml 500 lavando il becher, a più riprese, con acqua calda. Lasciar raffreddare ; portare a volume con acqua, mescolare e filtrare.   5.2. Sviluppo della colorazione e misura della densità ottica  Diluire una parte aliquota del filtrato ottenuto secondo 5.1.1 o 5.1.2 per ottenere una concentrazione in fosforo che raggiunga al massimo ¶g per ml 40. Introdurre in un tubo da saggio (4.6) ml 10 di questa soluzione ed aggiungervi ml 10 del reattivo vanado-molibdico (3.6). Mescolare e lasciar riposare per almeno 10 minuti alla temperatura di 20 ºC. Misurare la densità ottica allo spettrofotometro a nm 430 per comparazione con una soluzione ottenuta per aggiunta di ml 10 di reattivo vanadomolibdico (3.6) a ml 10 di acqua.   5.3. Curva di taratura  Preparare, a partire dalla soluzione tipo (3.7) delle soluzioni contenenti rispettivamente ¶g 5, 10, 20, 30 e 40 di fosforo per ml. Prelevare ml 10 di ciascuna di tali soluzioni ed aggiungervi ml 10 di reattivo vanadomolibdico (3.6). Mescolare e lasciar riposare almeno 10 minuti alla temperatura di 20 ºC. Misurare le densità ottiche nelle condizioni indicate sub 5.2.  Tracciare la curva di taratura portando in ordinata i valori di densità ottica ed in ascissa le quantità corrispondenti di fosforo. La curva è lineare per le concentrazioni di fosforo comprese entro ¶g per ml 0 e 40.   6. Calcolo dei risultati  Determinare la quantità di fosforo nella quantità di sostanza sottoposta all'analisi riferendosi alla curva di taratura. Esprimere i risultati in per cento del campione.  Ripetibilità  La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele effettuate sullo stesso campione non deve sorpassare:    - 3 % in valore relativo per contenuti in fosforo inferiori al 5 %;       - 0,15 in valore assoluto per contenuti in fosforo uguali o superiori al 5 per cento.           4. DETERMINAZIONE DELLE SOSTANZE GRASSE GREGGE   1. Scopo e campo di applicazione  Il metodo permette di determinare il contenuto in sostanze grasse gregge degli alimenti per gli animali. Il metodo non riguarda l'analisi dei semi e dei frutti oleosi previsti nel regolamento n. 136/66/CEE del Consiglio del 22 settembre 1966. La determinazione del contenuto in olio di tali prodotti è oggetto dell'allegato V del regolamento (CEE) n. 1470/68 della Commissione, del 23 settembre 1968. Sono previsti due procedimenti in funzione della natura dell'alimento.   1.1. Procedimento A (estratto etereo) : da applicare a tutti gli alimenti, salvo a quelli citati sub 1.2  1.2. Procedimento B : da applicare agli alimenti le cui sostanze grasse non possono essere completamente estratte dall'etere dietilico senza preliminare idrolisi, agli alimenti di origine animale, glutini, polpe essiccate di patate, trebbie essiccate di birreria e di distilleria, lieviti essiccati, scarti della biscotteria, della panificazione e di alimenti cotti, prodotti lattieri ed alimenti contenenti una forte percentuale di questi ultimi (almeno 40 %) ed agli alimenti composti arricchiti di grassi.   2. Principio   2.1. Procedimento A : Le sostanze grasse sono estratte con etere dietilico. Il solvente viene eliminato ed il residuo viene essiccato e pesato.   2.2. Procedimento B : Il campione è idrolizzato a calco con acido cloridrico. La soluzione viene raffreddata e filtrata. Il residuo lavato ed essiccato è sottoposto ad estrazione con etere dietilico secondo il metodo A.   3. Reattivi   3.1. Etere dietilico, anidro ; d : 0,720, eb. : 34,5 ºC, praticamente esente da perossidi,   3.2. Solfato di sodio p.a., anidro,   3.3. Acido cloridrico 3 N,   3.4. Coadiuvante di filtrazione, per es. farina fossile, Hyflo-supercel,   3.5. Tetracloruro di carbonio p.a.   4. Apparecchiatura   4.1. Estrattore di Soxhlet o apparecchio equivalente,   4.2. Apparecchio di riscaldamento elettrico a temperatura regolabile atto ad evitare esplosioni,   4.3. Stufa per essiccazione nel vuoto (meno di 100 Torr).   5. Modo di operare   5.1. Procedimento A (vedasi osservazione 7.1)  Pesare, con l'approssimazione di mg 1, g 5 del campione e mescolarli con g 2 a 3 (o più se necessario) di solfato di sodio anidro (3.2). Introdurre la miscela in un ditale per estrazione esente da sostanze grasse e coprire con un tampone di ovatta sgrassata. (La miscela può essere eventualmente fatta nel ditale per estrazione.)  Porre il ditale in un estrattore (4.1) ed estrarre per 6 ore con etere dietilico (3.1). Se si utilizza un estrattore di Soxhlet, regolare il riscaldamento in modo da ottenere almeno 15 sifonamenti all'ora. Raccogliere l'estratto etereo in un pallone essiccato, nel cui interno si è posto qualche granello di pietra pomice (1), e tarato.  (1)Sostituire i granelli di pietra pomice con alcune palline di vetro, quando si debbono eseguire ulteriori esami qualitativi sulla sostanza grassa.   Eliminare l'etere per distillazione ed essiccare poi il residuo dell'evaporazione per un'ora e mezza nella stufa ad essiccazione nel vuoto (4.3) alla temperatura di 75 ºC. Raffreddare in un essiccatore e pesare. Assicurarsi, effettuando una seconda essiccazione della durata di 30 minuti, che il peso della sostanza grassa resti costante (la perdita di peso deve essere inferiore a mg 1).   5.2. Procedimento B  Pesare, con l'approssimazione di mg 1, g 2,5 del campione (vedasi osservazione 7.2) ed introdurli in un becher da ml 400 o in una beuta da ml 300. Aggiungere ml 100 di acido cloridrico 3N (3.3) e qualche frammento di pietra pomice. Ricoprire il becher con un vetro di orologio o applicare sulla beuta un refrigerante a ricadere. Portare la mescolanza a lenta ebollizione e mantenerla per 1 ora su di una piccola fiamma o su di una piastra riscaldante. Evitare che la sostanza aderisca alle pareti del recipiente.  Raffreddare ed aggiungere una quantità sufficiente di un coadiuvante di filtrazione (3.4) per evitare qualsiasi perdita di sostanza grassa durante la filtrazione. Filtrare su un doppio filtro di carta bagnato, esente da sostanze grasse. Lavare il residuo con acqua fredda fino a scomparsa della reazione acida. Verificare che il filtrato non contenga sostanze grasse. La presenza delle medesime nel filtrato indica che una estrazione del campione con etere dietilico deve essere effettuata, prima dell'idrolisi, nel modo indicato al punto 5.1.  Porre il doppio filtro con il residuo su un vetro da orologio ; essiccare per un'ora e mezza nella stufa a tempertura di 95-98 ºC.  Porre il doppio filtro ed il residuo secco in un ditale da estrazione, estrarre con etere dietilico e proseguire come indicato sub 5.1, secondo paragrafo.   6. Calcolo dei risultati  Esprimere il risultato in per cento del campione.  Ripetibilità  La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele effettuate sullo stesso campione non deve sorpassare 0,3 per cento di sostanze grasse.   7. Osservazioni   7.1. Per i prodotti a forte contenuto in sostanze grasse, difficili ad essere macinati o non appropriati per operare su un quantitativo ridotto omogeneo, procedere come segue : pesare, con l'approssimazione di mg 1, g 20 di campione e mescolarli con g 10 o più di solfato di sodio anidro (3.2). Procedere all'estrazione con etere dietilico (3.1) come indicato sub 5.1. Portare l'estratto ottenuto al volume di ml 500 con tetracloruro di carbonio (3.5) e mescolare. Prelevare ml 50 di tale soluzione e portarli in un palloncino. essiccato, provvisto di qualche frammento di pietra pomice (1), e tarato. Eliminare il solvente per distillazione, essiccare e proseguire come indicato sub 5.1 ultimo paragrafo. Eliminare il solvente dal residuo dell'estrazione che si trova nel ditale e macinare il residuo alla finezza di mm 1. Porre nuovamente il prodotto nel ditale di estrazione (non aggiungere solfato di sodio), estrarre con etere dietilico e proseguire come indicato in 5.1 secondo e terzo paragrafo.  Calcolare i risultati in per cento del campione tenendo conto della parte aliquota utilizzata nella prima estrazione secondo la formula che segue:  (10 a + b)  7 5  nella quale  a = estratto etereo in grammi della parte aliquota, dopo la prima estrazione,  b = estratto etereo in grammi dopo la seconda estrazione.   7.2. La quantità di sostanza sottoposta all'analisi nel caso di prodotti poveri di materie grasse può essere portata a g 5.  (1)Sostituire i frammenti di pietra pomice con alcune palline di vetro, quando si debbono eseguire ulteriori esami qualitativi sulla sostanza grassa.