CELEX: 31996D0817(01)
Language: it
Date: 1996-07-17 00:00:00
Title: Decisione del Parlamento Europeo del 17 luglio 1996 sulla costituzione di una commissione temporanea di inchiesta

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31996D0817(01)

Decisione del Parlamento Europeo del 17 luglio 1996 sulla costituzione di una commissione temporanea di inchiesta  

Gazzetta ufficiale n. C 239 del 17/08/1996 pag. 0001 - 0004

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEOdel 17  luglio 1996sulla costituzione di una commissione temporanea di inchiesta(96/C  239/01) Il Parlamento europeo, - visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 138  C, - vista la decisione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 19 aprile 1995  relativa alle modalità per l'esercizio del diritto di inchiesta del Parlamento europeo  (1), - visto l'articolo 136 del proprio regolamento, - vista la richiesta allegata alla presente decisione, presentata da più di un quarto dei suoi  membri, per la costituzione di una commissione temporanea di inchiesta incaricata di esaminare le  denunce di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione della legislazione comunitaria  per quanto concerne l'ESB, - viste le numerose azioni legali che, stando alle sue informazioni, sono attualmente in corso  dinanzi a tribunali comunitari e nazionali, - viste le ordinanze emanate il 12 e 13 luglio 1996 dai presidenti della Corte di giustizia e del  Tribunale di prima istanza, rispettivamente nelle cause C-180/96  R e T-76/96  R, - vista la proposta della conferenza dei presidenti del 17 luglio 1996 in merito alla suddetta  richiesta, 1.  decide di costituire una commissione temporanea di inchiesta incaricata di  esaminare le denunce di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione della  legislazione comunitaria per quanto concerne l'ESB, senza pregiudizio della giurisdizione dei  tribunali nazionali e comunitari; 2.  decide che la commissione temporanea di inchiesta riferirà a questo Parlamento entro tre mesi  dalla data di pubblicazione della presente decisione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità  europee; 3.  decide che detta commissione temporanea di inchiesta sarà composta da 19 membri. (1) GU n. L 113 del 19. 5. 1995, pag. 2.   ALLEGATO Richiesta di costituzione di una commissione temporanea di inchiesta per  esaminare le accuse di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione della legislazione  comunitaria per quanto concerne l'ESB I sottoscritti deputati chiedono, ai sensi dell'articolo 138   C del trattato CE, di costituire una commissione temporanea di inchiesta per esaminare le accuse  di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione della legislazione comunitaria per  quanto concerne l'ESB. 1. Oggetto dell'inchiesta1.1. Il fenomeno dell'ESBL'encefalopatia spongiforme bovina, detta  «malattia della mucca pazza» è stata identificata per la prima volta nel Regno Unito nel 1986.  Secondo cifre fornite dal Regno Unito nel maggio 1996, dal 1988 sono stati identificati oltre 160   000 casi confermati di ESB nelle mandrie britanniche. Casi di ESB sono stati notificati anche in Francia, Irlanda, Portogallo e Svizzera. Una serie di misure preventive sono state attuate nel Regno Unito a partire dal 1988 e, a livello  dell'Unione, dal 1990. Dal 1990 il Parlamento europeo ha approvato numerose risoluzioni in merito all'ESB e presentato  diverse proposte volte a debellare la malattia  (1). Nel marzo 1996, l'organismo indipendente che consiglia il governo del Regno Unito sulle questioni  connesse all'ESB ha pubblicato nuove informazioni sulla recente comparsa di alcuni casi atipici di  sindrome di Creutzfeldt-Jakob nel Regno Unito e affermato che, in assenza di alternative credibili,  la spiegazione più probabile è attualmente che questi casi siano legati all'esposizione all'ESB. Il 22 marzo 1996 il Comitato scientifico veterinario dell'Unione europea ha riconosciuto la  necessità di riesaminare l'adeguatezza delle misure comunitarie in vigore alla luce delle nuove  informazioni; il comitato ha anche riconosciuto che il rischio di diffusione dell'ESB può essere  ulteriormente ridotto escludendo dalla catena alimentare gli animali che sono stati più  probabilmente esposti all'infezione. Il 27 marzo 1996 la Commissione ha approvato la decisione 96/239/CE che vieta le esportazioni dal  Regno Unito verso altri Stati membri e paesi terzi di bovini vivi, carni bovine macellate nel Regno  Unito, una serie di prodotti ottenuti dai bovini macellati nel Regno Unito nonché farina ossea. In  questa occasione la Commissione ha affermato che il rischio di trasmissione dell'ESB agli esseri  umani non può essere escluso. L'11 giugno 1996 le misure preventive imposte dalla decisione della Commissione 96/239/CE sono  state parzialmente allentate. Il divieto di esportazione relativo allo sperma bovino è stato  revocato. Per altri prodotti (essenzialmente gelatina e sego), la revoca del divieto di  esportazione è stata subordinata all'applicazione di determinate misure a livello della produzione.  Questa nuova decisione prevede anche che la Commissione effettui ispezioni comunitarie prima che le  esportazioni di sego o gelatina possano riprendere. Il 16 luglio 1996, a seguito di un invito del Parlamento europeo, il presidente della Commissione  Jacques Santer e il commissario responsabile per l'agricoltura Franz Fischler hanno fatto  dichiarazioni sulla politica d'informazione della Commissione sull'ESB a partire dal 1988 e sulle  misure che essa ha preso per assicurare il rispetto del divieto di esportazione e debellare la  malattia. 1.2. I problemi attualmente esistentiAlcuni elementi significativi inducono a ritenere che il  problema dell'ESB non sia stato gestito con la necessaria attenzione da parte della Commissione e  delle amministrazioni nazionali nella loro responsabilità di controllo degli operatori economici e  che le azioni e le iniziative avviate si sono dimostrate insufficienti a proteggere la salute della  popolazione dell'Unione europea e a combattere efficacemente il morbo della «mucca pazza». - Secondo un documento interno della Commissione pubblicato dalla stampa, la Commissione avrebbe  sottovalutato il suo dovere di informare adeguatamente gli Stati membri sui rischi connessi all'ESB  e avrebbe incitato uno Stato membro a sospendere la pubblicazione dei risultati delle proprie  ricerche. - Recenti rivelazioni sulla stampa indicano che il divieto di esportazione deciso dalla Commissione  il 27 marzo 1996 non sarebbe stato rispettato da alcuni Stati membri. La Commissione, in  cooperazione con gli Stati membri, sta attualmente indagando per far luce su queste accuse. - Benché il governo britannico abbia vietato nel luglio 1988 la vendita di mangimi destinati ai  ruminanti contenenti proteine di ruminanti, il Consiglio avrebbe adottato le prime misure in questo  senso solo nel 1990. D'altra parte, il Parlamento europeo aveva invitato la Commissione, già nel  1990, a presentare una proposta volta a vietare l'alimentazione dei ruminanti mediante proteine  animali riciclate a partire dalle carcasse  (1). - A seguito di una modifica tecnologica del procedimento di fabbricazione delle farine di origine  animale, il morbo si sarebbe manifestato senza che la Commissione e gli Stati membri si curassero  di controllare efficacemente l'innocuità di questi nuovi procedimenti e il comportamento degli  operatori economici interessati. 1.3. L'oggetto della commissione temporanea d'inchiestaL'oggetto della presente commissione  temporanea d'inchiesta è permettere di accertare la veridicità o meno di queste accuse e le  implicazioni concernenti le amministrazioni e gli operatori economici interessati, senza  pregiudizio delle competenze delle giurisdizioni comunitarie e nazionali. La Commissione potrà, se  del caso, formulare le raccomandazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione del  Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 19 aprile 1995 relativa alle modalità per  l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo nonché di cui all'articolo 136,  paragrafo 10, del regolamento del Parlamento europeo. 2. Motivazione2.1. Atteggiamento della Commissione di fronte alla diffusione di dati concernenti  l'ESBNel documento interno della Commissione sopra menzionato, si conclude che occorrerebbe  «diffondere disinformazione» per quanto concerne l'ESB e che sarebbe «meglio dire che la stampa  tende a esagerare». La commissione d'inchiesta esaminerà se e in quale misura tale atteggiamento  abbia caratterizzato l'azione in generale della Commissione e degli Stati membri interessati  rispetto ai dati reali concernenti la diffusione dell'ESB e ai loro doveri, sul piano del diritto  comunitario, per quanto riguarda la protezione della salute dei consumatori europei e i necessari  controlli sui prodotti in causa nell'ambito del mercato interno. Essa ne esaminerà anche le conseguenze e ripercussioni sulle amministrazioni degli Stati membri e i  servizi nazionali di controllo e di ricerca. 2.2. Pubblicazione dei risultati delle ricerche in materia di ESBLa commissione d'inchiesta  verificherà se le amministrazioni degli Stati membri, privati cittadini o altri organismi sono  stati oggetto di pressioni o raccomandazioni volte a non far rendere noti dati in loro possesso  relativi alla natura e alla portata del morbo o all'evoluzione delle conoscenze scientifiche in  materia. 2.3. Controllo della produzione e delle esportazioni di proteine animali riciclateIl governo  britannico ha vietato, nel luglio 1988, la vendita di mangimi destinati ai ruminanti contenenti  proteine di ruminanti. In seguito, il Regno Unito avrebbe continuato a esportare verso altri Stati  membri e paesi terzi le proteine animali riciclate a partire da carcasse. Le esportazioni, in  particolare verso la Francia, sarebbero aumentate considerevolmente dopo il divieto di utilizzare  tali proteine animali sul mercato britannico. La commissione d'inchiesta verificherà le misure di controllo della qualità e di distribuzione dei  mangimi per animali prese dai servizi competenti della Commissione e degli Stati membri a seguito  dell'introduzione di nuovi procedimenti di fabbricazione di farine d'origine animale nel Regno  Unito e in altri Stati membri. 2.4. Controlli del divieto temporaneo di esportazione di bovini, di carni bovine e di prodotti a  base di carniLa decisione della Commissione del marzo 1996 di vietare l'esportazione di bovini  provenienti dal Regno Unito e destinati ad altri Stati membri e a paesi terzi sembra non essere  stata rispettata. La commissione d'inchiesta esaminerà l'efficacia dei controlli amministrativi a  livello degli Stati membri. 3. Mandato della commissione temporanea d'inchiestaLa commissione temporanea d'inchiesta sarà  costituita al fine di far luce sulla natura e le cause delle accuse di infrazione o di cattiva  amministrazione nell'applicazione della legislazione comunitaria risultanti da atti delle autorità  competenti dell'Unione europea e degli Stati membri in materia di ESB, senza pregiudizio delle  competenze delle giurisdizioni comunitarie e nazionali. Essa identificherà le eventuali disfunzioni e formulerà conclusioni alla luce degli imperativi di  salute pubblica. Essa raccomanderà miglioramenti per quanto concerne in particolare: - la trasparenza della politica di lotta contro l'ESB mediante la più ampia diffusione di dati e  risultati della ricerca in materia; - il sistema di controllo delle misure di divieto dell'esportazione dei prodotti in causa; - l'adozione di ogni misura utile alla protezione della salute pubblica e al ripristino del buon  funzionamento dei mercati. 4. Durata della commissione temporanea d'inchiestaLa commissione temporanea d'inchiesta presenterà  la sua relazione entro tre mesi dalla data della pubblicazione della decisione del Parlamento  europeo che la costituisce.(1) Processo verbale della seduta del 6 giugno 1996, parte II,  punto 11. GU n. C 117 del 22. 4. 1996, pag. 55. GU n. C 42 del 15. 2. 1993, pag. 273. GU n. C 175 del 16. 7. 1990, pag. 173.  (1) Risoluzioni B3-1274, 1285, 1287 e 1288/90, GU n. C 175 del 16. 7. 1990, pag. 173.