CELEX: 61997CJ0008
Language: it
Date: 1998-02-19 00:00:00
Title: 

Avis juridique important

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61997J0008

Sentenza della Corte (Sesta Sezione) del 19 febbraio 1998.  -  Commissione delle Comunità europee contro Repubblica ellenica.  -  Inadempimento di uno Stato - Direttiva 90/434/CEE - Mancata trasposizione.  -  Causa C-8/97.  

raccolta della giurisprudenza 1998 pagina I-00823

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

Stati membri - Obblighi - Attuazione delle direttive - Inadempimento - Giustificazione - Inammissibilità(Trattato CE, art. 169)  

Massima

Uno Stato membro non può eccepire disposizioni, prassi o situazioni del suo ordinamento giuridico interno per giustificare l'inosservanza degli obblighi e dei termini imposti da una direttiva. 

Parti

Nella causa C-8/97,Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal signor Dimitrios Gouloussis, consigliere giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del servizio giuridico, Centre Wagner, Kirchberg, ricorrente, contro Repubblica ellenica, rappresentata dalle signore Paraskevi Skandalou, collaboratore giuridico di prima classe presso il servizio giuridico speciale per le Comunità europee del ministero degli Affari esteri, e Nana Daphniou, collaboratore giuridico di seconda classe presso lo stesso servizio, con domicilio eletto in Lussemburgo presso la sede dell'ambasciata di Grecia, 117, Val Sainte-Croix, convenuta, avente ad oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che la Repubblica ellenica, non avendo adottato e, in subordine, non avendo comunicato alla Commissione, entro il termine stabilito, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/434/CEE, relativa al regime fiscale comune da applicare alle fusioni, alle scissioni, ai conferimenti d'attivo ed agli scambi d'azioni concernenti società di Stati membri diversi (GU L 225, pag. 1), è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi del Trattato CE e della detta direttiva, LA CORTE (Sesta Sezione), composta dai signori H. Ragnemalm, presidente di sezione, R. Schintgen, P.J.G. Kapteyn, J.L. Murray e G. Hirsch (relatore), giudici, avvocato generale: P. Léger cancelliere: R. Grass vista la relazione del giudice relatore, sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 16 dicembre 1997, ha pronunciato la seguente Sentenza  

Motivazione della sentenza

1 Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria della Corte il 15 gennaio 1997, la Commissione delle Comunità europee ha proposto, ai sensi dell'art. 169 del Trattato CE, un ricorso diretto a far dichiarare che la Repubblica ellenica, non avendo adottato e, in subordine, non avendo comunicato alla Commissione, entro il termine stabilito, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/434/CEE, relativa al regime fiscale comune da applicare alle fusioni, alle scissioni, ai conferimenti d'attivo ed agli scambi d'azioni concernenti società di Stati membri diversi (GU L 225, pag. 1; in prosieguo: la «direttiva»), è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi del Trattato CE e della detta direttiva.2 L'art. 12, n. 1, della direttiva prevede che gli Stati membri dovevano mettere in vigore le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva prima del 1_ gennaio 1992 ed informarne immediatamente la Commissione. 3 Non avendo ricevuto comunicazione delle misure di trasposizione della direttiva in diritto ellenico, il 6 agosto 1992 la Commissione ha intimato al governo ellenico di presentarle le sue osservazioni sul punto entro un termine di due mesi, conformemente all'art. 169, prima comma, del Trattato. 4 In mancanza di risposta a tale lettera di diffida, la Commissione ha inviato al governo ellenico, con lettera 15 luglio 1994, un parere motivato invitandolo a conformarsi ai suoi obblighi comunitari entro un termine di due mesi dalla notifica del medesimo. 5 Le autorità elleniche, nella lettera di risposta 19 settembre 1994, hanno riconosciuto l'omessa trasposizione della direttiva e hanno invocato, da un lato, difficoltà interne al loro ordinamento giuridico e, dall'altro, il fatto che, a livello comunitario, non erano state ancora adottate la proposta di decima direttiva del Consiglio basata sull'art. 54, n. 3, lett. g), del Trattato che istituisce la Comunità economica europea, relativa alle fusioni transfrontaliere delle società per azioni, presentata dalla Commissione al Consiglio il 14 febbraio 1985 (GU C 23, pag. 11), nonché la proposta di regolamento del Consiglio relativo allo statuto della società europea, presentata dalla Commissione al Consiglio il 29 agosto 1989 (GU C 263, pag. 41). 6 Non avendo ricevuto nessun'altra comunicazione delle autorità elleniche, la Commissione ha proposto il presente ricorso. 7 La Repubblica ellenica non nega di non aver adottato tutte le disposizioni necessarie alla trasposizione della direttiva. Essa fa rilevare tuttavia che il progetto di legge che integra le disposizioni della direttiva nell'ordinamento nazionale ellenico è sul punto di essere adottato dal Parlamento ellenico. 8 Per giurisprudenza costante, uno Stato membro non può eccepire disposizioni, prassi o situazioni del suo ordinamento giuridico interno per giustificare l'inosservanza degli obblighi e dei termini imposti da una direttiva (v., in particolare, sentenza 2 ottobre 1997, causa C-208/96, Commissione/Belgio, Racc. pag. I-5375, punto 9). 9 Poiché la direttiva non è stata attuata nel termine da essa fissato, il ricorso intentato al riguardo dalla Commissione va accolto. 10 Va quindi dichiarato che la Repubblica ellenica, non avendo adottato entro il termine stabilito le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva, è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi dell'art. 12, n. 1, di tale direttiva.  

Decisione relativa alle spese

Sulle spese11 A tenore dell'art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese, se ne è stata fatta domanda. La Commissione ha chiesto di condannare la Repubblica ellenica alle spese. Poiché quest'ultima risulta soccombente, va condannata alle spese.  

Dispositivo

Per questi motivi,LA CORTE (Sesta Sezione) dichiara e statuisce: 1) La Repubblica ellenica, non avendo adottato entro il termine stabilito le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/434/CEE, relativa al regime fiscale comune da applicare alle fusioni, alle scissioni, ai conferimenti d'attivo ed agli scambi d'azioni concernenti società di Stati membri diversi, è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi dell'art. 12, n. 1, di tale direttiva. 2) La Repubblica ellenica va condannata alle spese.