CELEX: C2003/213/23
Language: it
Date: 2003-09-06 00:00:00
Title: Causa C-275/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica portoghese, proposto il 25 giugno 2003

6.9.2003                   IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 213/13
        divieto, il maggior o minor valore del prodotto/servizio,             mo venga semplicemente parcheggiato, per poi essere successi-
        l’estensione del mercato del prodotto/servizio nonché                 vamente trasportato da un’altra motrice e consegnato al
        l’effetto di una nuova disposizione nazionale sull’impiego,           destinatario delle merci, avente sede al di fuori del territorio
        cioè se l’effetto sia un divieto assoluto di impiego oppure           doganale della Comunità.
        se l’impiego sia vietato o limitato rispetto ad uno dei
        possibili settori di impiego.
                                                                              (1 ) GU L 253 dell’11 ottobre 1993, pag. 1.
( 1) Direttiva del Consiglio 28 marzo 1983, 83/189/CEE, che prevede
     una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
     regolamentazioni tecniche (GU L 109, pag. 8).
( 2) Direttiva del Consiglio 22 marzo 1988, 88/182/CEE, che modifica
     la direttiva 83/189/CEE che prevede una procedura d’informazio-
     ne nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche (GU
     L 81, pag. 75).                                                          Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
( 3) Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 23 marzo 1994,          tro la Repubblica portoghese, proposto il 25 giugno 2003
     94/10/CE, recante seconda modifica sostanziale della direttiva 83/
     189/CEE che prevede una procedura d’informazione nel settore
     delle norme e delle regolamentazioni tecniche (GU L 100, pag. 30).                                   (Causa C-275/03)
                                                                                                           (2003/C 213/23)
                                                                              Il 25 giugno 2003 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                              rappresentata dai sigg. António Caeiros e Klaus Wiedner, in
                                                                              qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                              proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                              un ricorso contro la Repubblica portoghese.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-
finanzhof, con ordinanza 13 maggio 2003, nella causa
                                                                              La ricorrente chiede che la Corte voglia:
Hauptzollamt Neubrandenburg contre Jens Christian Siig,
quale titolare della ditta «Internationale Transport»
                              Export-Import                                   —      dichiarare che, non avendo trasposto correttamente e
                                                                                     completamente la direttiva (1) del Consiglio 21 dicembre
                                                                                     1989, 89/665/CEE, che coordina le disposizioni legislati-
                                                                                     ve, regolamentari e amministrative relative all’applicazio-
                            (Causa C-272/03)                                         ne delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione
                                                                                     degli appalti pubblici di forniture e di lavori, la Repubblica
                                                                                     portoghese è venuta meno agli obblighi che le incombono
                             (2003/C 213/22)                                         in virtù del diritto comunitario;
                                                                              —      condannare la Repubblica portoghese alle spese.
Con sentenza 13 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria                      Motivi e principali argomenti
della Corte il 24 giugno 2003, nella causa Hauptzollamt
Neubrandenburg contre Jens Christian Siig, quale titolare della
ditta «Internationale Transport» Export-Import, il Bundes-                    Il diritto portoghese attuale subordina la concessione di un
finanzhof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                indennizzo per violazione del diritto comunitario in materia
europee la seguente questione pregiudiziale:                                  di appalti pubblici o delle norme nazionali che traspongono
                                                                              tale diritto alla prova, da parte dei soggetti lesi, che gli atti
                                                                              illeciti dello Stato o degli enti pubblici sono stati posti in essere
                                                                              dolosamente o colposamente dai rispettivi organi o titolari
Se dalla lettura combinata degli artt. 718, n. 3, lett. d), e 670,            degli organi o funzionari amministrativi. La produzione di
lett. p), del regolamento (CEE) n. 2454/93 ( 1) si debba evincere             tale prova può risultare estremamente difficile o addirittura
un’interpretazione in base alla quale sia vietato l’utilizzo di una           impossibile. La difficoltà o impossibilità di produrre una prova
motrice di autoarticolato immatricolata al di fuori del territorio            simile può far sì che il soggetto leso non ottenga l’indennizzo
doganale della Comunità per il trasporto di un semirimorchio                  richiesto a cui aveva diritto. E’ evidente, inoltre, che l’obbligo
da una località ubicata nel territorio doganale della Comunità,               imposto ai soggetti lesi, che non è previsto dalla direttiva 89/
in cui quest’ultimo venga caricato con merce, ad un’altra                     665, potrebbe mettere in discussione l’effetto utile del disposto
località nel suddetto territorio, in cui il semirimorchio medesi-             dell’art. 2, n. 1, lett. c), della detta direttiva.
 ---pagebreak--- C 213/14                 IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           6.9.2003
È altresì ovvio che la difficoltà di provare che gli atti illeciti          all’amministrazione pubblica italiana, i periodi di lavoro com-
dello Stato o degli enti pubblici sono stati posti in essere                parabili, precedentemente prestati presso la pubblica ammini-
colposamente o dolosamente può condurre, nella pratica, a                   strazione di un altro Stato membro, devono essere presi
che i ricorsi presentati dai soggetti lesi al fine di ottenere              in considerazione dalle autorità italiane in modo analogo
l’indennizzo per i danni subiti siano lenti e, molto probabil-              all’esperienza compiuta presso il servizio pubblico italiano.
mente, inefficaci. Una situazione simile può mettere in discus-
sione l’effetto utile del disposto dell’art. 1, n. 1, della direttiva,
cioè la necessità che esistano ricorsi efficaci e rapidi che                La Commissione ritiene che la prassi vigente in Italia sia quella
consentano di indennizzare i soggetti lesi da violazioni del                di non prendere in considerazione i periodi di esercizio di
diritto comunitario in materia di appalti pubblici e delle norme            occupazioni analoghe nella funzione pubblica degli altri
mazionali che traspongono tale diritto.                                     Stati membri. Ora, detta prassi del Ministero della pubblica
                                                                            istruzione non è compatibile con i provvedimenti citati qui
                                                                            sopra.
( 1) GU L 395 del 30.12.1989, pag. 33.
                                                                            (1 ) GU L 257 del 19.10.1968 p. 2.
                                                                            Ricorso proposto dalla Commissione delle Comunità
                                                                            europee contro il Groupement européen d’intérêt écono-
Ricorso del 26 giugno 2003 contro la Repubblica italiana,                                 mique Lior e altri, il 24 giugno 2003
   presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                                                    (Causa C-280/03)
                          (Causa C-278/03)
                                                                                                     (2003/C 213/25)
                           (2003/C 213/24)
                                                                            Il 24 giugno 2003 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dal sig. H. Støvlbæk, in qualità di agente, assistito
                                                                            dal sig. M. Bra, avocat, con domicilio eletto in Lussemburgo,
Il 26 giugno 2003, la Commissione delle Comunità europee,                   ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
rappresentata dalla signora Marie-José Jonczy, in qualità di                europee, un ricorso contro il Groupement européen d’intérêt
agente, ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità                économique Lior, la Deira SA, la Eutec Srl, la Mindshare Bvba,
europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                           la Società Politecnica Italiana (SPI) Sarl, la Beneport SA, la
                                                                            Europe Information Service SA, la Managium Sprl, la Pi Due
                                                                            Sprl, la C.A.R.M.E.N. e.v., l’Energy Research Group/University
                                                                            College Dublin, la ORCA-Organic Reclamation & Composting
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                            Ass. AIBS, la R.P.A. Spa, la Aris Hellas Ltd, nonché la Lior
                                                                            International n.v.
—     constatare che la Repubblica italiana, non tenendo conto
      dell’esperienza professionale acquisita da cittadini del-
      l’Unione nella funzione pubblica di un altro Stato mem-               La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
      bro ai fini della partecipazione a concorsi per l’assunzione          voglia:
      di personale docente nella scuola pubblica italiana, è
      venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi                 —     dichiarare il ricorso ricevibile e fondato nella sua inte-
      dell’art. 39 CE e dell’art. 3 del regolamento del Consiglo                  gralità;
      1612/68 ( 1), del 15 ottobre 1968, relativo alla libera
      circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità;               —     In via principale: condannare in solido il consorzio Lior e
                                                                                  le altre convenute a pagare alla Commissione, in via
                                                                                  principale, l’importo del capitale che risulta dalla somma
—     condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.                   delle note di debito emesse per il complesso dei contratti
                                                                                  controversi, cioè la somma totale di EUR 142 818,86,
                                                                                  aumentata degli interessi dovuti in forza dell’art. 94 del
                                                                                  regolamento della Commissione n. 3418/93 ( 1), fino al
                                                                                  31 dicembre 2002, e in forza dell’art. 86, n. 2 b, del
Motivi e principali argomenti                                                     regolamento della Commissione n. 2342/2002 (2), a
                                                                                  partire dal 1o gennaio 2003, a decorrere dal giorno
                                                                                  successivo della data di scadenza di ciascuna delle note di
L’art. 39 CE, nonchè l’art. 3 del regolamento 1612/68,                            debito emesse fino al giorno del completo pagamento del
devono essere interpretati nel senso che, ai fini di accedere                     debito, in capitale ed interessi, più precisamente: