CELEX: 52020DC0527
Language: it
Date: 2020-05-20 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2020 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Svezia

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 20.5.2020
            COM(2020) 527 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2020 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Svezia
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2020 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Svezia
            
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1, 
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l'occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Svezia è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
            
            
               (2)Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Svezia 2020
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               , nella quale sono valutati i progressi compiuti dalla Svezia nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019
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               , il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l'esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che la Svezia presenta squilibri macroeconomici. In particolare, i livelli sovrastimati dei prezzi delle abitazioni, sommati all'aumento costante del debito delle famiglie, pongono rischi di una correzione disordinata. Tali fattori potrebbero incidere negativamente sull'economia e potenzialmente anche sul settore bancario. Eventuali ripercussioni negative sul settore bancario potrebbero causare effetti di ricaduta negativi nei paesi vicini, viste le interconnessioni finanziarie sistemiche. Negli ultimi anni sono state adottate alcune misure per affrontare gli squilibri menzionati. Tuttavia, finora queste misure hanno avuto un impatto limitato. Sussistono lacune fondamentali in termini di politiche, specie per quanto riguarda gli incentivi fiscali per l'acquisto delle abitazioni finanziate mediante debito, il funzionamento del mercato dell'offerta abitativa e, in particolare, il mercato della locazione.
            
         
         
            
               (3)L'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l'epidemia di Covid-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l'interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro dei cittadini, i loro redditi e le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell'Unione europea. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione
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                che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell'Unione. 
            
            
               (4)Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
            
            
               (5)Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita
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               . La clausola di cui all'articolo 5, paragrafo 1, all'articolo 6, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafo 1, e all'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella sua comunicazione la Commissione ha condiviso con il Consiglio il suo parere secondo cui, data la grave recessione economica che si prevede a seguito della pandemia di Covid-19, le condizioni attuali consentono l'attivazione della clausola. Il 23 marzo 2020 i ministri delle finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione. L'attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell'ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell'ambito del patto.
            
            
               (6)È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l'attività economica. È opportuno che l'Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l'Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l'altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo dalla crisi tutti gli insegnamenti possibili.
            
            
               (7)La crisi della Covid-19 ha evidenziato la flessibilità offerta dal mercato unico per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato unico devono essere rimosse non appena non sono più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario che comprendono, in particolare, migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali. Si tratta di elementi fondamentali per l'elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
            
            
               (8)Il legislatore dell'Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti
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                per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei Fondi strutturali e d'investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di Covid-19. Tali modifiche consentiranno un'ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell'Unione nell'esercizio contabile 2020-2021. La Svezia è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
            
            
               (9)È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni del paese, a causa dei diversi modelli di specializzazione, in particolare nelle regioni che dipendono fortemente dal turismo e, più in generale, dai servizi a contatto diretto con i consumatori. Ciò comporta un notevole rischio di accentuare le disparità regionali e territoriali all'interno della Svezia, aggravando la tendenza, precedentemente constatata, all'aumento progressivo delle disparità, tra la capitale e il resto del paese o tra le zone urbane e quelle rurali. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
            
            
               (10)La Svezia ha presentato il 27 aprile 2020 il suo programma nazionale di riforma 2020 e il 28 aprile 2020 il suo programma di convergenza 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (11)La Svezia è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. 
            
            
               (12)Nel suo programma di stabilità 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un avanzo dello 0,4 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 a un disavanzo del 3,8 % del PIL nel 2020. Il disavanzo scenderà all'1,4 % del PIL nel 2021 e si attesterà su un avanzo dell'1,5 % entro il 2023. Dopo essere diminuito al 35% del PIL nel 2019, il rapporto debito pubblico/PIL aumenterà e si attesterà al 40% nel 2020 secondo il programma di convergenza 2020. Le previsioni macroeconomiche e di bilancio sono influenzata dalla forte incertezza che circonda la pandemia di Covid-19.
            
            
               (13)In risposta alla pandemia di Covid-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell'Unione, la Svezia ha adottato misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di convergenza 2020, tali misure di bilancio ammontano al 2,4 % del PIL. In particolare, le misure mirano a: rafforzare i servizi sanitari (0,1% del PIL), gli aiuti di emergenza per i settori colpiti (1,6% del PIL) e le politiche sociali e del mercato del lavoro (0,2% del PIL). La Svezia ha inoltre annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a sostenere la liquidità delle imprese. Secondo il programma di convergenza, tali misure comprendono in particolare un differimento delle imposte pari al 6,9 % del PIL, nonché diversi tipi di garanzie sui prestiti e agevolazioni creditizie più ampie pari a circa il 4,7 % del PIL. Nell'insieme le misure adottate dalla Svezia sono conformi agli orientamenti indicati nella comunicazione della Commissione che sollecita una risposta economica coordinata alla pandemia. La piena attuazione di tali misure, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine. 
            
            
               (14)Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, a politiche invariate il saldo delle amministrazioni pubbliche della Svezia è previsto a -5,6% del PIL nel 2020 e a -2,2% nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL rimarrà al di sotto del 60 % del PIL nel 2020 e nel 2021.
            
            
               (15)Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa dell'inosservanza, da parte della Svezia, nel 2020, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL. Nel complesso, l'analisi suggerisce che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/1997 non è soddisfatto. 
            
            
               (16)L'economia della Svezia ha subito un rallentamento senza precedenti a seguito della pandemia di Covid-19. Stando alle previsioni della Commissione, la disoccupazione aumenterà al 9,7 % nel 2020 per poi scendere al 9,3 % nel 2021. Si attende una netta contrazione del consumo privato, in particolare per quanto riguarda le categorie di consumo più esposte quali i trasporti, i ristoranti e gli alloggi. La formazione lorda di capitale fisso registrerà un calo ancora più netto rispetto al consumo, dovuto in gran parte all'incertezza sui tempi della ripresa. Le autorità svedesi hanno iniziato a prendere misure già nelle prime fasi della crisi e hanno intensificato gradualmente le misure politiche in risposta alla diffusione della pandemia. Le misure hanno riguardato l'assistenza sanitaria e hanno affrontato le ricadute economiche. Tra le misure in materia di assistenza sanitaria rientra il sostegno economico dell'amministrazione centrale per tutte le spese supplementari connesse all'epidemia di Covid-19 a favore delle regioni e degli enti locali responsabili del sistema sanitario. Sul piano economico, il governo ha adottato un'ampia gamma di misure per alleviare i costi per le imprese (licenziamenti a breve termine, costi di congedo malattia, abbuono dei contributi sociali per i datori di lavoro, garanzie sui crediti e riduzioni degli affitti), nonché per garantire la liquidità delle imprese (rinviando i pagamenti delle imposte, inclusi i pagamenti dell'IVA). La Riksbank ha inoltre deciso di concedere prestiti alle aziende attraverso il canale delle banche e di acquistare obbligazioni statali e comunali, obbligazioni ipotecarie garantite, obbligazioni e carte commerciali emesse dalle società non finanziarie del paese. Nel processo di progettazione e attuazione di queste misure occorre tener conto della resilienza del settore bancario. La Riksbank ha inoltre concluso accordi di swap in valuta con altre banche centrali per garantire la disponibilità delle principali valute per il settore finanziario. La politica sociale e del mercato del lavoro è stata ampliata, con l'aumento delle prestazioni di disoccupazione e malattia, l'allentamento dei requisiti per l'accesso al regime di disoccupazione e il varo di politiche attive del mercato del lavoro e dell'istruzione (posti di lavoro verdi, proroga dei lavori per un nuovo inizio, corsi estivi, aumento del numero di studenti nell'istruzione superiore).
            
            
               (17)La risposta politica a breve termine della Svezia all'epidemia di Covid-19 si basa sulla necessità di garantire risorse e margini di capacità adeguati e di adattare i ruoli e le responsabilità degli operatori sanitari. A medio termine, ciò dovrebbe anche portare a un'assistenza sanitaria tempestiva ed equilibrata dal punto di vista geografico, al corretto impiego dei lavoratori del settore sanitario nelle diverse strutture (ad esempio per le cure ambulatoriali e ospedaliere) e a evitare carenze strutturali del personale medico. Sfruttare il consolidato settore della ricerca e dell'innovazione della Svezia a favore di azioni basate sulla scienza può contribuire a conseguire avanzamenti nella messa a punto di vaccini, cure e diagnosi e a concretizzare i risultati della ricerca in politiche di sanità pubblica.
            
            
               (18)Sostenere la disponibilità di competenze, e in particolare di competenze digitali, può favorire una maggiore crescita della produttività attraverso la ricerca e l'innovazione nei settori ad alta tecnologia e contribuire a conseguire gli ambiziosi obiettivi in materia di clima ed energia indicati nel piano nazionale per l'energia e il clima. Occorrono inoltre investimenti per ridurre le lacune nei risultati scolastici tra scolari nativi e quelli provenienti da famiglie di migranti. L'elevata qualità della manodopera aveva costituito un fattore determinante per la crescita della produttività del lavoro, che era tuttavia quasi del tutto cessata prima dell'insorgere della pandemia. Sarà inoltre necessaria l'integrazione nel mercato del lavoro dei gruppi il cui potenziale non era pienamente sfruttato prima della crisi, come i migranti non UE e le persone con disabilità. La carenza di competenze è particolarmente pronunciata nei settori dell'istruzione, della sanità, dei lavori sociali, della tecnologia dell'informazione e della comunicazione, dell'industria e dell'edilizia. 
            
            
               (19)Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. Nei settori del digitale e della microelettronica, oltre il 50% dei datori di lavoro segnalano carenze di competenze che incidono sulla crescita. Sostenere l'elevata quota della spesa pubblica nella ricerca è un requisito per migliorare la produttività. Per ripristinare la crescita della produttività del lavoro sono inoltre necessari l'intensificazione del capitale e investimenti più elevati nei settori innovativi e dell'alta tecnologia. La diffusione delle nuove tecnologie digitali tra le piccole e medie imprese contribuirà a stimolare la produttività. La crisi ha dimostrato quanto sia importante l'infrastruttura digitale e che la connettività rapida e stabile deve essere disponibile in tutti i luoghi in cui le persone vivono o lavorano. L'espansione della banda larga mobile nella banda 700 MHz svolgerà un ruolo importante, così come la possibilità di un sostegno finanziario per lo sviluppo della banda larga fissa. La prossima asta del 5G fornirà un ulteriore impulso alla digitalizzazione dell'economia svedese. L'obiettivo di realizzare una società climaticamente neutra nel 2045 richiederà inoltre investimenti in ricerca e innovazione che consentano l'attuazione e lo sviluppo di soluzioni innovative e competitive per la decarbonizzazione e azioni sociali e politiche coordinate. I trasporti sono il principale settore in cui ridurre le emissioni di gas a effetto serra della Svezia. Una trasformazione globale e relativamente veloce della flotta con l'introduzione di veicoli a basse emissioni è già in programma. Gli investimenti pianificati nell'infrastruttura ferroviaria sono importanti per facilitare una ripartizione modale e per conseguire l'ambizioso obiettivo climatico della Svezia. L'elettrificazione dei trasporti e dell'industria richiederanno investimenti significativi per la produzione e la distribuzione di energia. La programmazione del Fondo per una transizione giusta per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare la Svezia a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un'economia climaticamente neutra, in particolare nelle aree di cui all'allegato D della relazione per paese
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               . Ciò consentirebbe alla Svezia di fare il miglior uso possibile di tale Fondo. 
            
            
               (20)Le persistenti accuse di sospetto riciclaggio di denaro hanno inciso sulla reputazione delle banche svedesi e la prevenzione del riciclaggio di denaro rimane una priorità per il paese. Una vigilanza efficace richiede maggiori risorse e procedure adeguate per applicare l'approccio basato sul rischio. La Svezia ha riconosciuto che occorrono maggiori risorse per esercitare adeguati controlli e indagini e ha rafforzato la capacità della sua autorità di vigilanza finanziaria. Tuttavia, la capacità dell'autorità è ancora scarsa rispetto alle dimensioni del settore finanziario svedese. Permangono alcune criticità e l'approccio basato sul rischio deve ancora essere pienamente attuato.
            
            
               (21)Mentre le presenti raccomandazioni si concentrano sulle modalità per fronteggiare l'impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Tali raccomandazioni restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il ciclo annuale del semestre europeo del prossimo anno. Ciò vale anche per le raccomandazioni relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Queste ultime raccomandazioni dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
            
            
               (22)Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione nell'Unione, il quale può contribuire a un'economia sostenibile. Gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni che seguono, la Svezia contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell'Unione.
            
         
         
            
               (23)Nell'ambito del semestre europeo 2020, la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Svezia, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2020, il programma nazionale di riforma 2020 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Svezia negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Svezia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell'Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (24)Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2020 e il suo parere
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                trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1, 
            
            
               (25)Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di convergenza 2020. Le presenti raccomandazioni tengono conto della necessità di far fronte alla pandemia e facilitare la ripresa economica come primo passo necessario per consentire un aggiustamento degli squilibri. Dopo un riorientamento delle raccomandazioni sull'obiettivo di affrontare l'impatto socioeconomico della pandemia e di facilitare la ripresa economica, nessuna delle presenti raccomandazioni affronta direttamente gli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011,
            
            
            
               RACCOMANDA che la Svezia adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
            
            
               1.attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; garantire la resilienza del sistema sanitario, anche attraverso l'adeguato approvvigionamento in dispositivi medici essenziali, infrastrutture e manodopera; 
            
            
               2.promuovere l'innovazione e sostenere l'istruzione e lo sviluppo delle competenze; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare per quanto riguarda la produzione efficiente e pulita di energia, i settori ad alta tecnologia e innovativi, le reti 5G e i trasporti sostenibili;
            
            
               3.assicurare una vigilanza antiriciclaggio efficace e l'attuazione concreta del quadro antiriciclaggio.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        SWD(2020) 526 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        GU C 301 del 5.9.2019, pag. 117.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        COM(2020) 112 final.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2020) 123 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                  
                        Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5) e regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all'epidemia di Covid-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
                  
               
               
                  
                     (8)
                  
                        SWD(2020) 526 final.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.