CELEX: 32004L0048
Language: it
Date: 2004-04-29 00:00:00
Title: DIRETTIVA 2004/48/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (Testo rilevante ai fini del SEE)

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       DIRETTIVA 2004/48/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                             del 29 aprile 2004
                              sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale
                                      (Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo 1,
previa consultazione del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato 2,
1
       GU C 32 del 5.2.2004, pag. 15.
2
       Parere del Parlamento europeo del 9 marzo 2004 (non ancora pubblicato nella Gazzetta
       ufficiale) e decisione del Consiglio del 26 aprile 2004.
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considerando quanto segue:
(1)   La realizzazione del mercato interno comporta l'abolizione delle restrizioni alla libera
      circolazione e delle distorsioni della concorrenza, creando un contesto favorevole
      all'innovazione e agli investimenti. In tale quadro, la tutela della proprietà intellettuale è un
      elemento essenziale per il successo del mercato interno. Essa è importante non solo per la
      promozione dell'innovazione e dell'attività di creazione, ma anche per lo sviluppo
      dell'occupazione e la crescita della concorrenzialità.
(2)   La tutela della proprietà intellettuale dovrebbe consentire all'inventore o al creatore di trarre
      legittimo profitto dalla sua invenzione o dalla sua creazione. Dovrebbe inoltre consentire la
      massima diffusione delle opere, delle idee e delle nuove conoscenze. Nello stesso tempo, essa
      non dovrebbe essere di ostacolo alla libertà d'espressione, alla libera circolazione delle
      informazioni, alla tutela dei dati personali, anche su Internet.
(3)   Tuttavia, in assenza di misure efficaci che assicurino il rispetto dei diritti di proprietà
      intellettuale, l'innovazione e la creazione sono scoraggiate e gli investimenti si contraggono. È
      dunque necessario assicurare che il diritto sostanziale in materia di proprietà intellettuale, oggi
      ampiamente parte dell'acquis comunitario, sia effettivamente applicato nella Comunità. In
      proposito, gli strumenti per assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale rivestono
      un'importanza capitale per il successo del mercato interno.
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(4)   A livello internazionale, tutti gli Stati membri e la stessa Comunità, per le questioni di sua
      competenza, sono legati dall'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti
      al commercio ("l'accordo sugli ADPIC"), approvato, in quanto parte dei negoziati multilaterali
      dell'"Uruguay Round", con decisione 94/800/CE del Consiglio 1, e concluso nell'ambito
      dell'OMC.
(5)   L'accordo sugli ADPIC contiene in particolare alcune disposizioni relative agli strumenti per
      assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, che rappresentano norme comuni
      applicabili a livello internazionale, attuate in tutti gli Stati membri. È necessario che la
      presente direttiva faccia salvi gli obblighi internazionali degli Stati membri, compreso
      l'accordo sugli ADPIC.
(6)   Talune convenzioni internazionali, cui hanno aderito tutti gli Stati membri, contengono
      ugualmente disposizioni sugli strumenti per assicurare il rispetto dei diritti di proprietà
      intellettuale. Si tratta in particolare della Convenzione di Parigi per la protezione della
      proprietà industriale, della Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e
      artistiche e della Convenzione di Roma per la protezione degli artisti interpreti ed esecutori,
      dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione.
1
      GU L 336 del 23.12.1994, pag. 1.
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(7)   Dalle consultazioni avviate al riguardo dalla Commissione risulta che, malgrado l'accordo
      sugli ADPIC, negli Stati membri sussistono ancora notevoli differenze in relazione agli
      strumenti finalizzati ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Infatti, le
      modalità di applicazione dei provvedimenti provvisori per salvaguardare, in particolare, gli
      elementi di prova o quelli relativi al calcolo dei risarcimenti o le modalità di applicazione dei
      procedimenti inibitori d'urgenza variano notevolmente da uno Stato all'altro. In alcuni Stati
      membri, non sono previste misure, procedure e mezzi di ricorso                   come il diritto
      d'informazione o il ritiro, a spese dell'autore della violazione, delle merci controverse
      immesse sul mercato.
(8)   Le disparità tra gli ordinamenti dei singoli Stati membri in materia di strumenti per assicurare
      il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale pregiudicano il corretto funzionamento del
      mercato interno e rendono impossibile assicurare che i diritti di proprietà intellettuale
      beneficino di un livello di tutela omogeneo su tutto il territorio della Comunità. Questa
      situazione non favorisce la libera circolazione nel mercato interno, né crea un contesto
      favorevole ad una sana concorrenza tra le imprese.
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(9)   Le attuali disparità portano anche ad un indebolimento del diritto sostanziale della proprietà
      intellettuale e ad una frammentazione del mercato interno in questo settore. Ciò comporta una
      perdita di fiducia degli operatori economici nei riguardi del mercato interno e, di
      conseguenza, una riduzione degli investimenti nell'innovazione e nella creazione. Le
      violazioni del diritto di proprietà intellettuale appaiono sempre più legate alla criminalità
      organizzata. La diffusione dell'uso di Internet permette una distribuzione immediata e globale
      dei prodotti pirata. L'effettivo rispetto del diritto sostanziale della proprietà intellettuale
      dovrebbe essere garantito da un'azione specifica a livello comunitario. Il ravvicinamento delle
      legislazioni nazionali in materia rappresenta dunque una condizione essenziale per il corretto
      funzionamento del mercato interno.
(10) L'obiettivo della presente direttiva è di ravvicinare queste legislazioni al fine di assicurare un
      livello elevato, equivalente ed omogeneo di protezione della proprietà intellettuale nel
      mercato interno.
(11) La presente direttiva non si propone di stabilire norme armonizzate in materia di cooperazione
      giudiziaria, di competenza giurisdizionale, di riconoscimento e di esecuzione delle pronunce
      in materia civile e commerciale, né di occuparsi della legge applicabile. Alcuni strumenti
      comunitari disciplinano queste materie in generale e, in linea di principio, si applicano anche
      alla proprietà intellettuale.
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(12) La presente direttiva non dovrebbe incidere sull'applicazione delle regole di concorrenza, in
      particolare gli articoli 81 e 82 del trattato. Le misure previste nella presente direttiva non
      dovrebbero essere utilizzate per limitare indebitamente la concorrenza con modalità che
      contravvengono al trattato.
(13) È necessario definire il campo di applicazione della presente direttiva nella misura più ampia
      possibile al fine di comprendervi tutti i diritti di proprietà intellettuale disciplinati dalle
      disposizioni comunitarie in materia e/o dal diritto interno dello Stato membro interessato.
      Tuttavia, questo requisito non preclude la possibilità, per gli Stati membri che lo desiderano,
      di estendere per finalità interne le disposizioni della presente direttiva ad atti di concorrenza
      sleale, comprese le copie pirata o attività simili.
(14) È necessario che le misure previste dall'articolo 6, paragrafo 2, dall'articolo 8, paragrafo 1 e
      dall'articolo 9, paragrafo 2 siano applicate unicamente ad atti commessi su scala commerciale.
      Ciò lascia impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di applicare tali misure anche nei
      confronti di altri atti. Per atti commessi su scala commerciale si intendono gli atti effettuati
      per ottenere vantaggi economici o commerciali diretti o indiretti, con l'esclusione di norma
      degli atti effettuati dai consumatori finali in buona fede.
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(15) La presente direttiva dovrebbe far salvi il diritto sostanziale della proprietà intellettuale, la
      direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla
      tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera
      circolazione di tali dati 1, la direttiva 1999/93/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
      13 dicembre 1999, relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche 2 e la
      direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a
      taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio
      elettronico, nel mercato interno 3.
(16) La presente direttiva dovrebbe lasciare impregiudicate le disposizioni particolari per il rispetto
      dei diritti e in materia di eccezioni nel settore del diritto d'autore e dei diritti connessi stabilite
      negli strumenti comunitari, segnatamente quelle previste nella direttiva 91/250/CEE del
      Consiglio, del 14 maggio 1991, relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore 4 e
      nella direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001,
      sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società
      dell'informazione 5.
1
      GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003
      (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
2
      GU L 13 del 19.1.2000, pag. 12.
3
      GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.
4
      GU L 122 del 17.5.1991, pag. 42. Direttiva modificata dalla direttiva 93/98/CEE (GU L 290
      del 24.11.1993, pag. 9.
5
      GU L 167 del 22.6.2001, pag. 10.
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(17) Le misure, le procedure e i mezzi di ricorso previsti dalla presente direttiva dovrebbero essere
      determinati in ciascun caso in modo tale da tenere debitamente conto delle caratteristiche
      specifiche del caso, tra cui le peculiarità di ciascun diritto di proprietà intellettuale e, ove
      necessario, il carattere intenzionale o non intenzionale della violazione.
(18) Il diritto di chiedere l'applicazione di tali misure, procedure e mezzi di ricorso dovrebbe
      essere riconosciuto non soltanto ai titolari dei diritti, ma anche alle persone direttamente
      interessate e legittimate ad agire nella misura in cui ciò è consentito dalla legge applicabile e
      conformemente ad essa, comprese eventualmente le organizzazioni professionali di gestione
      dei diritti o di difesa degli interessi collettivi e individuali di cui sono responsabili..
(19) Poiché il diritto d'autore esiste fin dalla creazione dell'opera e non richiede una registrazione
      formale, è opportuno riprendere la regola di cui all'articolo 15 della convenzione di Berna
      secondo la quale si presume autore di un'opera letteraria e artistica la persona il cui nome è
      indicato sull'opera. Analoga presunzione dovrebbe essere valida per il titolare dei diritti
      connessi poiché spesso è il titolare di un diritto connesso, ad esempio il produttore di
      fonogrammi, che si adopera per difendere i diritti e contrastare gli atti di pirateria.
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(20) Posto che la prova è un elemento determinante per l'accertamento della violazione dei diritti
      di proprietà intellettuale, è opportuno garantire che siano effettivamente a disposizione i
      mezzi per presentare, ottenere e proteggere le prove. Le procedure dovrebbero avere riguardo
      ai diritti della difesa e fornire le garanzie necessarie, anche riguardo alla tutela delle
      informazioni riservate. Per le violazioni commesse su scala commerciale è importante che gli
      organi giurisdizionali possano ordinare l'accesso, se del caso, a documentazioni bancarie,
      finanziarie o commerciali che si trovano in possesso del presunto autore della violazione.
(21) Altre misure finalizzate a garantire un elevato livello di protezione esistono in alcuni Stati
      membri e dovrebbero poter essere applicate in tutti gli Stati membri. È il caso del diritto
      d'informazione, che consente di ottenere informazioni preziose sull'origine delle merci o
      servizi controversi, sui circuiti di distribuzione e sull'identità di terzi coinvolti nella
      violazione.
(22) È altresì indispensabile definire misure provvisorie che consentano la cessazione immediata
      della violazione, senza la necessità di attendere la decisione nel merito, nel rispetto dei diritti
      della difesa, assicurando la proporzionalità delle misure provvisorie in funzione delle
      specificità di ciascuna situazione e avendo adottato tutte le garanzie necessarie a coprire le
      spese o i danni causati alla parte convenuta in caso di domande infondate. Queste misure
      appaiono particolarmente giustificate nei casi in cui è debitamente accertato che un ritardo
      potrebbe arrecare un danno irreparabile al titolare del diritto.
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(23) Fatti salvi eventuali altre misure, procedure e mezzi di ricorso disponibili, i titolari dei diritti
      dovrebbero avere la possibilità di richiedere un provvedimento inibitorio contro un
      intermediario i cui servizi sono utilizzati da terzi per violare il diritto di proprietà industriale
      del titolare. Le condizioni e modalità relative a tale provvedimento inibitorio dovrebbero
      essere stabilite dal diritto nazionale degli Stati membri. Per quanto riguarda le violazioni del
      diritto d'autore e dei diritti connessi, la direttiva 2001/29/CE prevede già un ampio livello di
      armonizzazione. Pertanto l'articolo 8, paragrafo 3 della direttiva 2001/29/CE non dovrebbe
      essere pregiudicato dalla presente direttiva.
(24) A seconda dei casi e se le circostanze lo richiedono, le misure, le procedure e i mezzi di
      ricorso da prevedere dovrebbero comprendere misure inibitorie, volte ad impedire nuove
      violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. Dovrebbero altresì essere contemplate misure
      correttive, ove appropriato a spese dell'autore della violazione, tra cui il ritiro, l'esclusione
      definitiva dai circuiti commerciali, o la distruzione dei prodotti controversi e, nei casi
      appropriati dei materiali e degli strumenti principalmente utilizzati nella creazione o
      fabbricazione di tali prodotti. Queste misure correttive dovrebbero tenere conto degli interessi
      dei terzi inclusi, segnatamente, i consumatori ed i privati che agiscono in buona fede.
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(25) Occorre consentire agli Stati membri di prevedere, nei casi in cui una violazione è stata
      commessa in modo non intenzionale e senza negligenza, e laddove le misure correttive o
      inibitorie previste dalla presente direttiva sarebbero sproporzionate, la possibilità, in casi
      appropriati, di erogare compensazioni pecuniarie alla parte lesa come misura alternativa.
      Tuttavia, allorché l'utilizzazione commerciale di prodotti oggetto di contraffazione o la
      prestazione dei servizi costituirebbero una violazione della legge diversa da quella in materia
      di proprietà intellettuale o sarebbero tali da poter pregiudicare i consumatori, tale utilizzazione
      dovrebbe rimanere vietata.
(26) Allo scopo di rimediare al danno cagionato da una violazione commessa da chi sapeva, o
      avrebbe ragionevolmente dovuto sapere, di violare l'altrui diritto, è opportuno che l'entità del
      risarcimento da riconoscere al titolare tenga conto di tutti gli aspetti pertinenti, quali la perdita
      di guadagno subita dal titolare dei diritti o i guadagni illeciti realizzati dall'autore della
      violazione e, se del caso, eventuali danni morali arrecati. In alternativa, ad esempio, qualora
      sia difficile determinare l'importo dell'effettivo danno subito, l'entità dal risarcimento potrebbe
      essere calcolata sulla base di elementi quali l'ammontare dei corrispettivi o dei diritti che
      l'autore della violazione avrebbe dovuto versare qualora avesse richiesto l'autorizzazione per
      l'uso del diritto di proprietà intellettuale. (Il fine non è quello di introdurre un obbligo di
      prevedere un risarcimento punitivo, ma di permettere un risarcimento fondato su una base
      obiettiva, tenuto conto delle spese sostenute dal titolare, ad esempio, per l'individuazione della
      violazione e relative ricerche).
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(27) Quale ulteriore deterrente per i futuri autori di violazioni e contributo alla consapevolezza del
      pubblico in generale è opportuno divulgare le decisioni sui casi di violazione della proprietà
      intellettuale.
(28) In aggiunta alle misure, alle procedure e ai mezzi di ricorso di natura civile ed amministrativa
      previsti ai sensi della presente direttiva anche le sanzioni penali costituiscono, nei casi
      appropriati, un mezzo per assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.
(29) I settori economico-industriali dovrebbero partecipare attivamente alla lotta contro la pirateria
      e la contraffazione. Lo sviluppo di codici di condotta nei settori direttamente interessati
      rappresenta un mezzo complementare agli strumenti normativi. Gli Stati membri, in
      collaborazione con la Commissione, dovrebbero incoraggiare l'elaborazione di codici di
      condotta. Il controllo della fabbricazione dei dischi ottici, segnatamente mediante
      l'apposizione di un codice identificativo sui dischi fabbricati nella Comunità, contribuisce a
      limitare le violazioni dei diritti della proprietà intellettuale in questo settore particolarmente
      esposto agli attacchi della pirateria. Queste misure tecniche di protezione non dovrebbero però
      essere utilizzate abusivamente allo scopo di proteggere i mercati e controllare le importazioni
      parallele.
(30) Allo scopo di agevolare l’applicazione uniforme della presente direttiva, è opportuno
      prevedere una cooperazione e scambi di informazioni tra gli Stati membri, da una parte, e tra
      questi e la Commissione, dall’altra, in particolare mediante la creazione di una rete di
      corrispondenti designati dagli Stati membri e mediante relazioni periodiche di valutazione
      dell'applicazione della presente direttiva e dell'efficacia delle misure adottate dai vari organi
      nazionali.
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(31) Poiché, per i motivi già menzionati, gli scopi della presente direttiva non possono essere
      realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati meglio a
      livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito
      dall’articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire
      tali scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(32) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti
      segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Essa mira in particolare
      ad assicurare il pieno rispetto della proprietà intellettuale in conformità all'articolo 17,
      paragrafo 2, di tale Carta,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
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                                                  CAPO I
                                    Oggetto e campo d'applicazione
                                                 Articolo1
                                                  Oggetto
La presente direttiva concerne le misure, le procedure e i mezzi di ricorso necessari ad assicurare il
rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Ai fini della presente direttiva i termini "diritti di
proprietà intellettuale" includono i diritti di proprietà industriale.
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                                                Articolo 2
                                          Campo d'applicazione
1.     Fatti salvi gli strumenti vigenti o da adottare nella legislazione comunitaria o nazionale, e
sempre che questi siano più favorevoli ai titolari dei diritti, le misure, le procedure e i mezzi di
ricorso di cui alla presente direttiva si applicano, conformemente all'articolo 3, alle violazioni dei
diritti di proprietà intellettuale come previsto dalla legislazione comunitaria e/o dalla legislazione
nazionale dello Stato membro interessato.
2.     La presente direttiva si applica fatto salvo il disposto delle norme specifiche sull'attuazione
dei diritti e sulle eccezioni contenute nella legislazione comunitaria in materia di diritto d'autore e
diritti connessi al diritto d'autore, segnatamente nella direttiva 91/250/CEE, in particolare l'articolo
7 della medesima, o nella direttiva 2001/29/CE, e in particolare gli articoli da 2 a 6 e l'articolo 8 di
quest'ultima.
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3.    La presente direttiva fa salve:
a)    le disposizioni comunitarie che disciplinano il diritto sostanziale di proprietà intellettuale, la
      direttiva 95/46/CE, la direttiva 1999/93/CE, o la direttiva 2000/31/CE in generale e le
      disposizioni degli articoli da 12 a 15 della direttiva 2000/31/CE in particolare;
b)    gli obblighi incombenti agli Stati membri in forza di convenzioni internazionali, in particolare
      dell'accordo sugli ADPIC, inclusi quelli concernenti i procedimenti e le sanzioni penali;
(c)   le eventuali disposizioni nazionali degli Stati membri concernenti i procedimenti e le sanzioni
      penali per quanto riguarda le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.
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                                                 CAPO II
                                   Misure, procedure e mezzi di ricorso
                                                 Sezione 1
                                                Articolo 3
                                            Obbligo generale
1.    Gli Stati membri definiscono le misure, le procedure e i mezzi di ricorso necessari ad
assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale di cui alla presente direttiva. Tali misure,
procedure e mezzi di ricorso sono leali ed equi, non inutilmente complessi o costosi e non
comportano termini irragionevoli né ritardi ingiustificati.
2.    Le misure, le procedure e i mezzi ricorso sono effettivi, proporzionati e dissuasivi e sono
applicati in modo da evitare la creazione di ostacoli al commercio legittimo e da prevedere
salvaguardie contro gli abusi.
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         Soggetti legittimati a chiedere l'applicazione di misure, procedure e mezzi di ricorso
1.    Gli Stati membri riconoscono la legittimazione a chiedere l'applicazione delle misure, delle
procedure e dei mezzi di ricorso di cui al presente capo:
a)    ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale, conformemente alle disposizioni della
      legislazione applicabile,
b)    a tutti gli altri soggetti autorizzati a disporre di questi diritti, in particolare ai titolari di licenze,
      se consentito dalle disposizioni della legislazione applicabile e conformemente alle medesime,
c)    agli organi di gestione dei diritti di proprietà intellettuale collettivi regolarmente riconosciuti
      come aventi la facoltà di rappresentare i titolari dei diritti di proprietà intellettuale, se
      consentito dalle disposizioni della legislazione applicabile e conformemente alle medesime,
d)    agli organi di difesa professionali regolarmente riconosciuti come aventi la facoltà di
      rappresentare i titolari dei diritti di proprietà intellettuale, se consentito dalle disposizioni della
      legislazione applicabile e conformemente alle medesime.
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                                                  Articolo 5
                          Presunzione del diritto d'autore o di titolarità dei diritti
Ai fini dell'applicazione delle misure, delle procedure e dei mezzi di ricorso previst dalla presente
direttiva,
a)     affinché gli autori di opere letterarie ed artistiche siano fino a prova contraria ritenuti tali, ed
       ammessi in conseguenza ad agire contro i contraffattori, è sufficiente che il nome dell'autore
       sia indicato sull'opera nei modi d'uso;
b)     la disposizione di cui alla lettera a) si applica mutatis mutandis ai titolari di diritti connessi ai
       diritti d'autore per quanto riguarda il rispettivo materiale protetto.
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                                               Sezione 2
                                               Articolo 6
                                           Elementi di prova
1.    Gli Stati membri assicurano che, a richiesta della parte che ha presentato elementi di prova
ragionevolmente accessibili e sufficienti per sostenere le sue affermazioni e ha, nel convalidare le
sue richieste, specificato prove che si trovano nella disponibilità della controparte, l'autorità
giudiziaria competente possa ordinare che tali elementi di prova siano prodotti dalla controparte, a
condizione che sia garantita la tutela delle informazioni riservate. Ai fini del presente paragrafo gli
Stati membri possono disporre che l'autorità giudiziaria competente consideri come elementi di
prova ragionevoli un numero sostanziale di copie di un'opera o di qualsiasi altro oggetto protetto o
un ragionevole campione.
2.    Alle stesse condizioni, in caso di violazione commessa su scala commerciale, gli Stati membri
adottano le misure necessarie per consentire alle autorità giudiziarie competenti di ordinare, se del
caso, su richiesta di una parte, la comunicazione delle documentazioni bancarie, finanziarie o
commerciali che si trovano in possesso della controparte, fatta salva la tutela delle informazioni
riservate.
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                                                  Articolo 7
                                      Misure di protezione delle prove
1.    Ancor prima dell'instaurazione del giudizio di merito, gli Stati membri assicurano che la
competente autorità giudiziaria, su richiesta di una parte che ha presentato elementi di prova
ragionevolmente accessibili per sostenere che il suo diritto di proprietà intellettuale è stato violato o
sta per esserlo, disponga celeri ed efficaci misure provvisorie per salvaguardare le prove pertinenti
per quanto concerne l'asserita violazione, fatta salva la tutela delle informazioni riservate. Siffatte
misure possono includere la descrizione dettagliata, con o senza prelievo di campioni, o il sequestro
delle merci controverse e, all'occorrenza, dei materiali e degli strumenti utilizzati nella produzione
e/o distribuzione di tali merci e dei relativi documenti. Queste misure sono adottate, all'occorrenza
inaudita altera parte, in particolare quando eventuali ritardi potrebbero causare un danno
irreparabile al titolare dei diritti o se sussiste un rischio comprovabile di distruzione degli elementi
di prova.
In caso di adozione di misure di protezione delle prove inaudita altera parte, il convenuto viene
informato al più tardi immediatamente dopo l’esecuzione delle misure. Su richiesta del convenuto si
procede a un riesame, nel corso del quale il medesimo ha diritto ad essere inteso, allo scopo di
decidere, entro un termine congruo dopo la notificazione delle misure, se queste vadano modificate,
revocate o confermate.
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2.     Gli Stati membri assicurano che le misure di protezione degli elementi di prova possono
essere subordinate alla costituzione di una cauzione adeguata o di una garanzia equivalente da parte
dell'attore al fine di garantire il risarcimento dell'eventuale danno subito dal convenuto,
conformemente a quanto previsto nel paragrafo 4.
3.     Gli Stati membri assicurano che le misure di protezione degli elementi di prova siano revocate
o cessino comunque di essere efficaci su richiesta del convenuto, fatto salvo il diritto ad un
eventuale risarcimento, se l'attore non ha promosso un'azione nel merito dinanzi all'autorità
giudiziaria competente entro un periodo ragionevole che verrà determinato dall'autorità giudiziaria
che ordina le misure ove la legislazione di uno Stato membro lo consenta o, in mancanza di tale
determinazione, entro un periodo che non superi i venti giorni lavorativi o i trentuno giorni di
calendario, qualora questi rappresentino un periodo più lungo.
4.     Qualora le misure di protezione delle prove siano revocate o decadano in seguito ad un'azione
o omissione dell'attore, o qualora successivamente si constati che non vi è stata violazione di un
diritto di proprietà intellettuale, l'autorità giudiziaria ha la facoltà di ordinare all'attore, su richiesta
del convenuto, di accordare a quest'ultimo un adeguato risarcimento del danno eventualmente
arrecato dalle misure in questione.
5      Gli Stati membri possono adottare misure per tutelare l'identità dei testimoni.
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                                                  Sezione 3
                                                 Articolo 8
                                           Diritto d'informazione
1.     Gli Stati membri assicurano che, nel contesto dei procedimenti riguardanti la violazione di un
diritto di proprietà intellettuale e in risposta a una richiesta giustificata e proporzionata del
richiedente, l'autorità giudiziaria competente possa ordinare che le informazioni sull’origine e sulle
reti di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto di proprietà
intellettuale siano fornite dall'autore della violazione e/o da ogni altra persona che:
a)     sia stata trovata in possesso di merci oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale;
b)     sia stata sorpresa a utilizzare servizi oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale;
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c)    sia stata sorpresa a fornire su scala commerciale servizi utilizzati in attività di violazione di un
      diritto; oppure
d)    sia stata indicata dai soggetti di cui alle lettere a), b) o c) come persona implicata nella
      produzione, fabbricazione o distribuzione di tali prodotti o nella fornitura di tali servizi .
2.    Le informazioni di cui al paragrafo 1 comprendono, ove opportuno, quanto segue:
a)    nome e indirizzo dei produttori, dei fabbricanti, dei distributori, dei fornitori e degli altri
      precedenti detentori dei prodotti o dei servizi, nonché dei grossisti e dei dettaglianti;
b)    informazioni sulle quantità prodotte, fabbricate, consegnate, ricevute o ordinate, nonché sul
      prezzo spuntato per i prodotti o i servizi in questione
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3.    I paragrafi 1 e 2 si applicano fatte salve le altre disposizioni regolamentari che:
a)    accordano al titolare diritti d'informazione più ampi;
b)    disciplinano l'uso in sede civile o penale delle informazioni comunicate in virtù del presente
      articolo;
c)    disciplinano la responsabilità per abuso del diritto d'informazione;
d)    accordano la possibilità di rifiutarsi di fornire informazioni che costringerebbero i soggetti di
      cui al paragrafo 1 ad ammettere la sua partecipazione personale o quella di parenti stretti ad
      una violazione di un diritto di proprietà intellettuale, oppure
e)    disciplinano la protezione o la riservatezza delle fonti informative o il trattamento di dati
      personali
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                                                  Sezione 4
                                       Misure provvisorie e cautelari
                                                 Articolo 9
                                       Misure provvisorie e cautelari
1.     Gli Stati membri assicurano che le competenti autorità giudiziarie possano, su richiesta
dell'attore,
a)     emettere nei confronti del presunto autore della violazione un’ingiunzione interlocutoria volta
       a prevenire qualsiasi violazione imminente di un diritto di proprietà intellettuale, o a vietare, a
       titolo provvisorio e, imponendo se del caso il pagamento di una pena pecuniaria suscettibile di
       essere reiterata, ove sia previsto dalla legislazione nazionale, il proseguimento di asserite
       violazioni di tale diritto, o a subordinare l'azione alla costituzione di garanzie finalizzate ad
       assicurare il risarcimento del titolare; un'ingiunzione interlocutoria può inoltre essere emessa,
       alle stesse condizioni, contro un intermediario, i cui servizi sono utilizzati da terzi per violare
       un diritto di proprietà intellettuale; ingiunzioni contro intermediari i cui servizi sono utilizzati
       da terzi per violare un diritto d'autore o un diritto connesso sono contemplate dalla direttiva
       2001/29/CE;
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b)     disporre il sequestro o la consegna dei prodotti sospettati di pregiudicare un diritto di
       proprietà intellettuale per impedirne l'ingresso o la circolazione nei circuiti commerciali.
2.     Nei casi di violazioni commesse su scala commerciale gli Stati membri assicurano che,
quando la parte lesa faccia valere l'esistenza di circostanze atte a pregiudicare il pagamento del
risarcimento, l'autorità giudiziaria competente possa disporre il sequestro conservativo di beni
mobili e immobili del presunto autore della violazione, compreso il blocco dei suoi conti bancari e
di altri averi. A tal fine la competente autorità può disporre la comunicazione delle documentazioni
bancarie, finanziarie o commerciali, o l'appropriato accesso alle pertinenti informazioni.
3.     L'autorità giudiziaria ha facoltà, con riguardo alle misure di cui ai paragrafi 1 e 2, di
richiedere all'attore di fornire qualsiasi elemento di prova ragionevolmente accessibile al fine di
accertare con un sufficiente grado di certezza che il medesimo è il titolare del diritto e che una
violazione di tale diritto è in atto o imminente.
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4.    Gli Stati membri assicurano che le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 possano, ove opportuno,
essere adottate inaudita altera parte, in particolare quando un ritardo potrebbe arrecare un danno
irreparabile al titolare del diritto.In tal caso le parti ne vengono informate, senza indugio, al più tardi
dopo l'esecuzione delle misure.
Su richiesta del convenuto si procede a un riesame, nel corso del quale il medesimo ha diritto ad
essere inteso, allo scopo di decidere, entro un termine ragionevole dopo la notificazione delle
misure, se queste vadano modificate, revocate o confermate.
5.    Gli Stati membri assicurano che le misure provvisorie di cui ai paragrafi 1 e 2 siano revocate
o cessino comunque di essere efficaci, su richiesta del convenuto, se l'attore non promuove
un'azione di merito dinanzi all'autorità giudiziaria competente entro un periodo ragionevole che sarà
determinato dall'autorità giudiziaria che ordina tali misure quando la legislazione dello Stato
membro lo consente oppure, in assenza di tale determinazione, entro un periodo che non deve
superare 20 giorni lavorativi o 31 giorni di calendario, qualora questi rappresentino un periodo più
lungo .
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6.     Le competenti autorità giudiziarie possono subordinare le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 alla
costituzione da parte del richiedente di una cauzione adeguata o di una garanzia equivalente
destinata ad assicurare l'eventuale risarcimento del danno subito dal convenuto, quale previsto al
paragrafo 7.
7.     Qualora le misure provvisorie siano revocate o decadano in seguito ad un'azione o omissione
dell'attore, o qualora successivamente si constati che non vi è stata violazione o minaccia di
violazione di un diritto di proprietà intellettuale, l'autorità giudiziaria ha la facoltà di ordinare
all'attore, su richiesta del convenuto, di corrispondere a quest'ultimo un adeguato risarcimento del
danno eventualmente arrecato dalle misure in questione.
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                                                 Sezione 5
                              Misure adottate a seguito di decisione sul merito
                                                 Articolo 10
                                             Misure correttive
1.    Salvo il risarcimento dei danni dovuto al titolare del diritto a causa della violazione, e senza
indennizzo di alcun tipo, gli Stati membri assicurano che la competente autorità giudiziaria possa
ordinare, su richiesta dell'attore, le misure adeguate da adottarsi per le merci riguardo alle quali esse
ha accertato che violino un diritto di proprietà intellettuale e, nei casi opportuni, per i materiali e gli
strumenti principalmente utilizzati per la realizzazione o la fabbricazione di tali merci. Siffatte
misure comprendono:
a)    il ritiro dai circuiti commerciali,
b)    l'esclusione definitiva dai circuiti commerciali, oppure
c)    la distruzione.
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2.     L'autorità giudiziaria ordina che tali misure siano attuate a spese dell'autore della violazione,
salvo che non vi si oppongono motivi particolari.
3.     Nel considerare la richiesta di misure correttive si tiene conto della necessità di
proporzionalità tra la gravità della violazione e i mezzi di ricorso ordinati, nonché degli interessi dei
terzi.
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                                             Articolo 11
                                             Ingiunzioni
 Gli Stati membri assicurano che, in presenza di una decisione giudiziaria che ha accertato una
violazione di un diritto di proprietà intellettuale, le autorità giudiziarie possano emettere nei
confronti dell'autore della violazione un'ingiunzione diretta a vietare il proseguimento della
violazione. Se previsto dalla legislazione nazionale, il mancato rispetto di un'ingiunzione è oggetto ,
ove opportuno, del pagamento di una pena pecuniaria suscettibile di essere reiterata, al fine di
assicurarne l'esecuzione. Gli Stati membri assicurano che i titolari possano chiedere un
provvedimento ingiuntivo nei confronti di intermediari i cui servizi sono utilizzati da terzi per
violare un diritto di proprietà intellettuale, senza pregiudizio dell'articolo 8, paragrafo 3 della
direttiva 2001/29/CE.
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                                              Articolo 12
                                           Misure alternative
Gli Stati membri possono stabilire che nei casi adeguati e su richiesta del soggetto cui potrebbero
essere applicate le misure di cui alla presente sezione, l'autorità giudiziaria competente può ordinare
il pagamento alla parte lesa di un indennizzo pecuniario invece dell'applicazione delle misure di cui
alla presente sezione, se tale soggetto ha agito in modo non intenzionale e senza negligenza, se
l'esecuzione di tali misure gli causerebbe un danno sproporzionato e se l'indennizzo pecuniario alla
parte lesa sembra ragionevolmente soddisfacente.
                                               Sezione 6
                         Risarcimento del danno e spese connesse all'azione
                                              Articolo 13
                                        Risarcimento del danno
1. Gli Stati membri assicurano che, su richiesta della parte lesa, le competenti autorità giudiziarie
ordinino all'autore della violazione, implicato consapevolmente o con ragionevoli motivi per
esserne consapevole in un'attività di violazione di risarcire al titolare del diritto danni adeguati al
pregiudizio effettivo da questo subito a causa della violazione.
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Allorché l'autorità giudiziaria fissa i danni:
a)    tiene conto di tutti gli aspetti pertinenti, quali le conseguenze economiche negative, compreso
      il mancato guadagno subito dalla parte lesa, i benefici realizzati illegalmente dall'autore della
      violazione, e, nei casi appropriati, elementi diversi da quelli economici, come il danno morale
      arrecato al titolare del diritto dalla violazione;
b)    oppure in alternativa alla lettera a) può fissare, in casi appropriati, una somma forfettaria in
      base ad elementi quali, per lo meno, l'importo dei diritti che avrebbero dovuto essere
      riconosciuti qualora l’autore della violazione avesse richiesto l’autorizzazione per l’uso del
      diritto di proprietà intellettuale in questione.
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2.    Nei casi in cui l'autore della violazione è stato implicato in un'attività di violazione senza
saperlo o senza avere motivi ragionevoli per saperlo, gli Stati membri possono prevedere la
possibilità che l'autorità giudiziaria disponga il recupero dei profitti o il pagamento di danni che
possono essere predeterminati
                                              Articolo 14
                                           Spese giudiziarie
Stati membri assicurano che spese giudiziarie ragionevoli e proporzionate, nonché altri oneri
eventualmente sopportati dalla parte vincitrice siano di norma a carico della parte soccombente, a
meno che il rispetto del principio di equità non lo consenta.
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                                                   Sezione 7
                                           Misure di pubblicazione
                                                  Articolo 15
                                 Pubblicazione delle decisioni giudiziarie
Gli Stati membri assicurano che, nell'ambito delle azioni giudiziarie intentate per violazione dei
diritti di proprietà intellettuale, l'autorità giudiziaria possa ordinare, su richiesta dell'attore e a spese
dell'autore della violazione, misure adeguate per la divulgazione dell'informazione concernente la
decisione, compresa l'affissione della decisione, e la sua pubblicazione integrale o per estratto.. Gli
Stati membri possono prevedere misure di pubblicità addizionali, appropriate alle particolari
circostanze, compresa la pubblicità a grande diffusione.
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                                                   CAPO III
                                         Sanzioni degli Stati membri
                                                  Articolo 16
                                         Sanzioni degli Stati membri
Fatte salve le misure, le procedure ed i mezzi di ricorso di natura civile e amministrativa e previsti
dalla presente direttiva, gli Stati membri possono applicare altre appropriate sanzioni nei casi in cui
il diritto di proprietà intellettuale sia stato violato.
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                                                CAPO IV
                           Codici di condotta e cooperazione amministrativa
                                               Articolo 17
                                            Codici di condotta
Gli Stati membri incoraggiano:
a)    l'elaborazione, da parte delle associazioni o organizzazioni di imprese o professionali, di
      codici di condotta a livello comunitario con l'intento di contribuire ad assicurare il rispetto dei
      diritti di proprietà intellettuale, in particolare mediante l’apposizione sui dischi ottici di un
      codice che consenta di individuare l’origine della loro fabbricazione;
b)    la trasmissione alla Commissione di progetti di codici di condotta a livello nazionale o
      comunitario e di eventuali valutazioni in merito all'applicazione di tali codici.
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                                               Articolo 18
                                               Valutazione
1.     Trascorsi tre anni dalla data di cui all'articolo 20, paragrafo 1 ciascuno Stato membro
trasmette alla Commissione una relazione sull'applicazione della presente direttiva.
Sulla base di tali relazioni la Commissione redige una relazione sull'applicazione della presente
direttiva, compresa una valutazione dell'efficacia delle misure adottate, nonché della sua incidenza
sull'innovazione e sullo sviluppo della società dell'informazione. Tale relazione viene trasmessa al
Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Essa è accompagnata,
se del caso e alla luce degli sviluppi nell'ordinamento giuridico comunitario, da proposte di
modifica della presente direttiva.
2.     Gli Stati membri forniscono alla Commissione tutto l'aiuto e tutta l'assistenza necessari per
permetterle di redigere la relazione di cui al paragrafo 1, secondo comma.
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                                               Articolo 19
                              Scambio di informazioni e corrispondenti
Al fine di promuovere la collaborazione, compreso lo scambio di informazioni, tra gli Stati membri
e tra gli Stati membri e la Commissione, ogni Stato membro designa uno o più corrispondenti
nazionali per tutte le questioni riguardanti l'applicazione delle misure di cui alla presente direttiva.
Esso comunica i nominativi e i dati concernenti i corrispondenti nazionali agli altri Stati membri e
alla Commissione
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                                                CAPO V
                                           Disposizioni finali
                                              Articolo 20
                                               Attuazione
1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [...] *. Essi ne informano immediatamente la
Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente
direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno
adottate nell'ambito disciplinato dalla presente direttiva.
*
       24 mesi dalla data di adozione della presente direttiva.
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                                             Articolo 21
                                          Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.
                                             Articolo 22
                                              Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Strasburgo, addì 29.4.2004.
Per il Parlamento europeo                                      Per il Consiglio
        Il Presidente                                            Il Presidente
             P. COX                                              M. McDOWELL