CELEX: 52003PC0365
Language: it
Date: 2003-06-20
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione della Comunità in sede di consiglio di associazione in merito all'applicazione dell'articolo 36 dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra

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52003PC0365

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione della Comunità in sede di consiglio di associazione in merito all'applicazione dell'articolo 36 dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra  /* COM/2003/0365 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione della Comunità in sede di consiglio di associazione in merito all'applicazione dell'articolo 36 dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. L'accordo di associazione tra l'UE e il Marocco, entrato in vigore il 1° marzo 2000, prevede la creazione di una zona di libero scambio tra le Parti entro il 28 febbraio 2012.2. A norma dell'articolo 36 dell'accordo, il consiglio di associazione adotta le normative necessarie all'applicazione delle regole di concorrenza entro cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo di associazione.3. La politica di concorrenza dell'UE deve contribuire a rafforzare le relazioni economiche, evitare che le restrizioni alla concorrenza incidano sui rapporti commerciali e, soprattutto, rendere più dinamiche le economie dei paesi terzi lottando contro i cartelli, gli abusi di posizione dominante e i monopoli. Questa politica contribuirà alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro, poiché i suoi principali beneficiari saranno i consumatori e le piccole e medie imprese più innovative.4. Nel 2000 è entrata in vigore in Marocco una nuova legislazione in materia di concorrenza che vieta le pratiche restrittive, introduce un controllo delle operazioni di concentrazione economica e prevede misure relative alla libertà dei prezzi e alla tutela dei consumatori. La legislazione suddetta tiene conto dei testi francesi e delle consultazioni organizzate con l'UNCTAD.5. La legislazione marocchina ha istituito un consiglio per la concorrenza, la cui composizione (un presidente e 12 membri con mandato quinquennale rinnovabile una volta) è stabilita nel decreto di applicazione adottato nell'ottobre 2001. Il consiglio per la concorrenza, creato ufficialmente nel marzo 2002, entrerà in funzione solo nel corso del 2003.6. Per garantire un'impostazione uniforme, la presente proposta ricalca i testi adottati negli accordi con il Messico, l'Algeria e il Cile, o quelli attualmente negoziati nel quadro degli accordi con la Tunisia, Israele, il Mercosur, la Giordania, la Siria e il GCC. In considerazione delle norme GATT, la questione degli aiuti (articolo 36, paragrafo 1, lettera c)) non rientra nelle modalità di applicazione proposte.7. La presente proposta definisce la posizione della Comunità in sede di consiglio di associazione per quanto riguarda l'adozione delle normative necessarie per applicare le regole di concorrenza. Visto che la prossima sessione del consiglio di associazione si terrà solo nel primo semestre 2004, la Commissione suggerisce di adottare la presente proposta mediante procedura scritta.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione della Comunità in sede di consiglio di associazione in merito all'applicazione dell'articolo 36 dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altraIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 300, paragrafo 2, secondo comma,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C  del , pag. .considerando quanto segue:(1) l'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Marocco, dall'altra, è stato concluso il 24 gennaio 2000;(2) a norma dell'articolo 36 dell'accordo, il consiglio di associazione adotta le normative necessarie all'applicazione delle regole di concorrenza entro cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo di associazione,DECIDE:Articolo unicoLa posizione che la Comunità deve assumere nel consiglio di associazione istituito dall'accordo euromediterraneo concluso tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Marocco, dall'altra, in merito all'applicazione dell'articolo 36 dell'accordo corrisponde al progetto di decisione del consiglio di associazione accluso alla presente decisioneFatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO AProgetto diDECISIONE DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-MAROCCOche adotta le normative necessarie all'applicazione delle regole di concorrenzaIl consiglio di associazione UE-Marocco,visto l'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra,considerando quanto segue:(1) la zona di libero scambio tra l'UE e il Marocco sarà creata entro il 28 febbraio 2012;(2) l'articolo 36, paragrafo 3, prevede modalità amministrative di cooperazione tra le Parti, onde agevolare l'applicazione dei suoi paragrafi 1 e 2, e la possibilità di prendere misure di cooperazione tecnica;(3) a norma dell'articolo 36, paragrafo 3, il consiglio di associazione adotta le normative necessarie per applicare le regole di concorrenza entro cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo di associazione.DECIDE:Articolo unico1. L'allegato I istituisce un meccanismo di cooperazione tra le autorità delle Parti responsabili dell'applicazione delle regole di concorrenza.2. Le autorità di concorrenza delle Parti informano il sottocomitato « Mercato interno » del comitato di associazione in merito all'andamento della cooperazione instaurata attraverso il meccanismo di cui al paragrafo 1.3. La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.Fatto a ,Per il consiglio di associazioneALLEGATO 1ACCORDO DI ASSOCIAZIONE UE/MAROCCOMeccanismo di cooperazione tra le autorità delle partiresponsabili dell'applicazione delle regole di concorrenzaCapitolo I. Disposizioni generali1. Obiettivi1.1 Alle pratiche incompatibili con l'articolo 36, paragrafo 1, lettere a) e b) dell'accordo euromediterraneo si applica la legislazione pertinente, onde evitare ripercussioni negative sul commercio, sullo sviluppo economico e sugli interessi rilevanti dell'altra Parte.1.2 Le competenze delle autorità di concorrenza delle Parti per risolvere questi casi derivano dalle norme in vigore delle rispettive legislazioni, anche nei casi in cui tali norme sono applicate ad imprese situate al di fuori dei rispettivi territori.1.3 Scopo delle disposizioni è promuovere la cooperazione e il coordinamento tra le Parti per quanto riguarda l'applicazione delle loro norme di concorrenza onde evitare che le restrizioni di concorrenza annullino i vantaggi che dovrebbe comportare la liberalizzazione progressiva degli scambi tra le Comunità europee e il Marocco.2. DefinizioniAi fini del presente allegato, valgono le seguenti definizioni:a) "norme di concorrenza":i) per la Comunità europea ("la Comunità"), gli articoli 81 e 82 del trattato CE, il regolamento 4064/89/CE e il diritto derivato pertinente adottato dalla Comunità;ii) per il Marocco, la legge n. 06/99 sulla libertà dei prezzi e della concorrenza del 2 rabii I 1421 (5 giugno 2000), nonché il diritto derivato pertinente;b) "autorità di concorrenza":i) per la Comunità, la Commissione delle Comunità europee nell'esercizio delle competenze che le conferiscono le norme di concorrenza della Comunità, eii) per il Marocco, il ministero delegato per gli affari economici, gli affari generali e l'adeguamento dell'economia, "Direzione dei prezzi e della Concorrenza";c)"provvedimento di applicazione": qualsiasi atto di esecuzione delle norme di concorrenza svolto mediante indagini o procedimenti dall'autorità di concorrenza di una Parte, dal quale possano risultare sanzioni o misure correttive;d)"attività anticoncorrenziali" e "comportamenti e pratiche restrittivi della concorrenza", i comportamenti, le operazioni o gli atti, quali definiti nell'ambito delle norme di concorrenza di una Parte, soggetti a sanzioni o a misure correttive.Capitolo II. Cooperazione e coordinamento3. Notifica3.1 Le autorità di concorrenza delle Parti si notificano reciprocamente un provvedimento di applicazione qualora:a) l'autorità autrice della notifica lo consideri attinente a provvedimenti di applicazione dell'altra Parte;b) possa avere ripercussioni su interessi rilevanti dell'altra Parte;c) riguardi restrizioni della concorrenza che potrebbero avere ripercussioni sul territorio dell'altra Parte;d) riguardi attività anticoncorrenziali svolte prevalentemente sul territorio dell'altra Parte;e) condizioni o vieti azioni nel territorio dell'altra Parte.3.2 Per quanto possibile e a condizione che questa modalità non sia contraria alle norme di concorrenza delle Parti e non pregiudichi lo svolgimento di eventuali indagini, la notifica si effettua nella fase iniziale della procedura, in modo da consentire all'autorità di concorrenza destinataria di esprimere il suo parere. Quest'ultima tiene debitamente conto pareri ricevuti al momento di adottare le decisioni.3.3 Le notifiche di cui al paragrafo 3.1 del presente capitolo devono essere sufficientemente dettagliate per consentire una valutazione alla luce degli interessi dell'altra Parte.3.4 Le Parti si impegnano a procedere, per quanto possibile, alle notifiche suddette compatibilmente con le risorse amministrative disponibili.4. Scambi di informazioni e riservatezza4.1 Le Parti si scambiano informazioni atte a facilitare la corretta applicazione delle rispettive norme di concorrenza e a promuovere una migliore comprensione dei rispettivi quadri giuridici.4.2 Lo scambio di informazioni è soggetto alle norme di riservatezza vigenti in virtù delle rispettive legislazioni delle Parti. Le informazioni riservate la cui divulgazione sia esplicitamente vietata o che, se divulgate, potrebbero danneggiare le Parti, non possono essere fornite senza l'esplicito consenso della relativa fonte. Ciascuna autorità di concorrenza rispetta, nella misura del possibile, la riservatezza delle informazioni fornitele a titolo riservato dall'altra autorità in virtù delle presenti norme e respinge, per quanto possibile, ogni richiesta di comunicazione di tali informazioni presentata da un terzo senza l'autorizzazione dell'autorità di concorrenza che le ha fornite.5. Coordinamento dei provvedimenti di applicazione5.1 Ciascuna autorità di concorrenza può notificare la propria disponibilità al coordinamento dei provvedimenti di applicazione in rapporto ad un caso specifico. Tale coordinamento non impedisce alle Parti di prendere decisioni autonome.5.2 Nel determinare la portata del coordinamento, le autorità di concorrenza considerano quanto segue:a) i risultati che il coordinamento potrebbe effettivamente dare;b) le informazioni supplementari da ottenere;c) la riduzione dei costi per le autorità di concorrenza e per i soggetti economici coinvolti;d) i termini applicabili nel quadro delle rispettive legislazioni.6. Consultazioni in caso di pregiudizio a interessi rilevanti di una Parte nel territorio dell'altra Parte6.1 Nell'attuare misure di applicazione, ciascuna Parte prende in considerazione, nei limiti del possibile e in conformità della sua legislazione, gli interessi rilevanti dell'altra Parte. Qualora un'autorità di concorrenza ritenga che una misura di applicazione presa dall'autorità di concorrenza dell'altra Parte in virtù delle sue norme di concorrenza leda interessi rilevanti della Parte che rappresenta, comunica il suo punto di vista sulla questione, o chiede consultazioni, all'altra autorità di concorrenza. Quest'ultima, fatte salve la continuazione di ogni azione svolta nel quadro delle sue norme di concorrenza e la sua piena libertà quanto alla decisione finale, esamina con la debita attenzione le osservazioni dell'autorità di concorrenza richiedente, in particolare gli eventuali suggerimenti riguardo a modi alternativi di soddisfare le esigenze e di conseguire gli obiettivi della misura di applicazione.6.2 Qualora un'autorità di concorrenza ritenga che una o più imprese situate sul territorio di una delle Parti svolga(no) o abbia(no) svolto attività anticoncorrenziali, a prescindere dall'origine, che ledono considerevolmente interessi rilevanti della Parte che rappresenta, può chiedere l'avvio di consultazioni all'autorità di concorrenza dell'altra Parte, senza che ciò pregiudichi un'eventuale azione svolta nel quadro delle sue norme di concorrenza e la sua piena libertà quanto alla decisione finale. L'autorità di concorrenza interpellata può prendere le misure correttive del caso a norma della legislazione in vigore.7. Cooperazione tecnica7.1. Le Parti si prestano reciprocamente assistenza tecnica per avvalersi l'una dell'esperienza dell'altra e per rafforzare l'attuazione delle loro norme e politiche di concorrenza, compatibilmente con le risorse disponibili.7.2. Nel programma di accompagnamento all'applicazione dell'accordo di associazione possono essere inserite le seguenti attività:a) azioni di formazione per consentire ai funzionari di acquisire un'esperienza pratica,b) seminari, destinati in particolare ai funzionari, ec) studi volti a favorire lo sviluppo dei diritti e delle politiche di concorrenza.8. Gestione delle modalità di applicazioneLa sorveglianza e la valutazione della cooperazione sono affidate al sottocomitato "Mercato interno" creato nel quadro dell'accordo di associazione con decisione del consiglio di associazione del 24 febbraio 2003.9. Modifica e aggiornamento delle normeIl consiglio di associazione può modificare le presenti norme previa consultazione delle autorità di concorrenza.