CELEX: C2001/061/10
Language: it
Date: 2001-02-24 00:00:00
Title: Causa C-472/00 P: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Terza Sezione ampliata) il 24 ottobre 2000 nella causa T-178/98, Fresh Marine Company A/S contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 29 dicembre 2000

24.2.2001               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 61/5
Ricorso del Comitato del personale della Banca Centrale                    Corte di Giustizia nel caso di controversie che riguardano
europea, con sede in Francoforte sul Meno, Germania, e                     diritti collettivi. In secondo luogo, le Condizioni di impiego
dei sigg. Johannes Priesemann, membro del Comitato del                     della BCE non stabiliscono, per l’esercizio dell’azione a tutela
personale della BCE, residente in Francoforte sul Meno,                    di diritti collettivi, un termine di decadenza entro cui il ricorso
Germania, Marc van de Velde, membro del Comitato del                       va proposto. In terzo luogo, le Condizioni di impiego della
personale della BCE, residente in Usingen-Kransberg,                       BCE non richiedono che siano esaurite le vie di ricorso interne
Germania, e Maria Concetta Cerafogli, membro del Comi-                     prima di poter esercitare l’azione. Per concludere si tratta,
tato del personale della BCE, residente in Francoforte sul                 secondo i ricorrenti, di una situazione giuridica abituale per
Meno, Germania, contro l’ordinanza emessa dal Tribunale                    rapporti di diritto privato del tipo previsto dalle Condizioni di
di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione)                     impiego della BCE. Non è necessario congegnare ulteriori limiti
il 24 ottobre 2000 nella causa T-27/00 (1), Comitato                       alle azioni sotto forma di termini di decadenza o vie di ricorso
del personale della Banca centrale Europea, Johannes                       interne.
Priesemann, Marc van de Velde e Maria Concetta Cerafogli
contro Banca centrale europea, proposto il 27 dicembre                     (1) GU C 135 del 13.5.2000, pag. 13.
                                2000
                        (Causa C-467/00 P)
                          (2001/C 61/09)
                                                                           Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
Il 27 dicembre 2000 il Comitato del personale della Banca                  tro la sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado
centrale europea, ed i sigg. Johannes Priesemann, Marc van de              delle Comunità europee (Terza Sezione ampliata) il
Velde e Maria Concetta Cerafogli rappresentati dagli avv.ti                24 ottobre 2000 nella causa T-178/98 (1), Fresh Marine
N. Pflüger, R. Steiner e S. Mittländer, del foro di Francoforte            Company A/S contro Commissione delle Comunità euro-
sul Meno, con domicilio eletto in Lussemburgo, presso lo                                   pee, proposto il 29 dicembre 2000
studio A. Schiltz, Association Luxembourgeoise des Employés
de Banque et d’Assurance, 29, avenue Monterey, ha proposto,                                         (Causa C-472/00 P)
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un
ricorso contro l’ordinanza emessa dal Tribunale di primo                                               (2001/C 61/10)
grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) il 24 ottobre
2000 nella causa T-27/00, Comitato del personale della Banca               Il 29 dicembre 2000 la Commissione delle Comunità europee,
centrale europea, Johannes Priesemann, Marc van de Velde e                 rappresentata dal sig. Victor Kreuschitz, consigliere giuridico,
Maria Concetta Cerafogli contro Banca centrale europea.                    e dal sig. Sinéad Meany, funzionario pubblico distaccato presso
                                                                           il servizio giuridico della Commissione, in qualità di agenti,
                                                                           assistiti dall’avv. Nicholas Khan, barrister, del foro di Inghilterra
I ricorrenti concludono che la Corte voglia:                               e del Galles, con domicilio eletto in Lussemburgo, presso
                                                                           l’ufficio del sig. Carlos Gómez de la Cruz, membro del servizio
1)     annullare l’ordinanza e accogliere le domande presentate            giuridico, Centre Wagner, ha proposto dinanzi alla Corte di
       in primo grado,                                                     giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza
                                                                           pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità
       e in subordine, se tale domanda non può essere accolta,            europee (Terza Sezione ampliata) il 24 ottobre 2000, nella
                                                                           causa T-178/98, Fresh Marine A/S contro Commissione delle
       annullare l’ordinanza laddove il Tribunale di primo grado           Comunità europee.
       ha dichiarato il ricorso irricevibile e rinviare la causa al
       Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                           La ricorrente conclude che la Corte voglia:
2)     condannare la convenuta alle spese di appello e del                 1.     in riforma della sentenza impugnata, respingere il ricorso
       procedimento dinanzi al Tribunale di primo grado delle                     proposto in primo grado con condanna della convenuta
       Comunità europee.                                                          alle spese; in subordine,
                                                                           2.     annullare la sentenza impugnata e rinviare la causa al
Motivi e principali argomenti                                                     Tribunale di primo grado.
La ricevibilità e la tempestività del ricorso devono essere                Motivi e principali argomenti
valutate sulla base dell’art. 236 CE, in combinato disposto con
l’art. 36, n. 2 dello statuto del Sistema europeo di banche                Secondo la ricorrente, la sentenza impugnata sarebbe viziata
centrali e della Banca centrale europea (in prosieguo: lo «statuto         da una serie di errori di diritto e dovrebbe essere conseguente-
BCE»). L’art. 36, n. 2 dello statuto BCE, a sua volta, fa rinvio           mente annullata; il ricorso proposto in primo grado dovrebbe
alle condizioni di impiego. Di conseguenza, il giudizio si deve            essere conseguentemente respinto. Il Tribunale di primo grado
fondare sull’applicazione e sull’interpretazione dell’art. 42 delle        sarebbe incorso in errore laddove:
Condizioni d’impiego della BCE. I ricorrenti ritengono che il
Tribunale di primo grado abbia ignorato tre aspetti della                  —      Ha ritenuto che il danno fosse derivato dalla pretesa
normativa esistente a tale riguardo. In primo luogo, l’art. 42                    illecita condotta della Commissione nell’esame della rela-
delle Condizioni di impiego della BCE consente il ricorso alla                    zione dell’ottobre 1997.
 ---pagebreak--- C 61/6                   IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        24.2.2001
—     Ha ritenuto che la giurisprudenza secondo cui misure                  se tale esigenza d’interpretazione conforme del sistema di
      anti-dumping costituiscono atti normativi che implicano               protezione dei consumatori previsto dalla direttiva imponga al
      decisioni di politica economica riguardasse fattispecie               giudice nazionale, adito con un’azione per il pagamento
      «radicalmente diverse» da quella in esame, ritenendo                  esercitata da un professionista nei confronti di un consumatore
      conseguentemente che una mera violazione del diritto                  con il quale ha concluso un contratto, di escludere una norma
      comunitario fosse sufficiente a far sorgere la responsabi-            eccezionale di procedura, com’è quella prevista dall’art. L 311,
      lità ai sensi dell’art. 288 CE.                                       n. 37 del code de la consommation [codice delle leggi a
                                                                            protezione del consumatore], laddove essa vieta che il giudice
—     Ha ritenuto che la relazione dell’ottobre 1997 lasciasse              nazionale annulli a domanda del consumatore o d’ufficio ogni
      presupporre, prima facie, che la convenuta avesse adem-               clausola abusiva che vizi il contratto, dato che quest’ultimo è
      piuto ai propri obblighi e, conseguentemente, che:                    stato concluso più di due anni prima del l’introduzione della
                                                                            domanda giudiziale e laddove consente che in tal modo il
      a.    la reazione della Commissione, consistente nella                professionista si avvalga in giudizio di dette clausole e fondi la
            rettifica della relazione, fosse sproporzionata e               sua azione sulle stesse.
      b.    la Commissione fosse incorsa in un errore che                   (1) GU L 95 del 21 aprile 1993, pag. 29.
            avrebbe potuto evitare ove avesse fatto uso della
            ordinaria diligenza e prudenza.
—     Ha ritenuto che la convenuta avesse dato prova di
      ragionevole diligenza nella limitazione del preteso danno             Ricorso della società Asia Motor France SA, del sig. Jean
      subı̀to.                                                              Michel Cesbron, della società Monin Automobiles SA
                                                                            contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di primo
—     Ha ritenuto che la Commissione avesse ingiustificatamen-              grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) il 26
      te tardato nell’emanazione delle misure necessarie al                 ottobre 2000 nella causa T-154/98, Asia Motor France SA,
      ripristino dell’impresa della convenuta, addossando con-              Jean Michel Cesbron e Monin Automobiles SA contro
      seguentemente alla Commissione la piena responsabilità                Commissione delle Comunità europee, proposto il 3 gen-
      per il lucro cessante subı̀to dalla convenuta a decorrere                                          naio 2001
      dalla fine del mese di gennaio 1998.
                                                                                                    (Causa C-1/01 P)
                                                                                                     (2001/C 61/12)
(1) GU C 160, 05.06.99, pag. 21.
                                                                            Il 3 gennaio 2001 la società Asia Motor France SA, il sig.
                                                                            Jean Michel Cesbron e la società Monin Automobiles SA,
                                                                            rappresentati dall’avv. Jean Claude Fourgoux, del foro di
                                                                            Bruxelles e di Parigi, con domicilio eletto in Lussemburgo,
                                                                            presso l’avv. Pierrot Schiltz, 4, rue Béatrix de Bourbon, hanno
                                                                            proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                            un ricorso contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di
Domanda di pronunci a pregiudiziale proposta dal Tribu-                     primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) il
nal d’instance di Vienne, con sentenza 15 dicembre 2000,                    26 ottobre 2000, nella causa T-154/98, Asia Motor France
rettificata con sentenza 26 gennaio 2001, nella causa SA                    SA, Jean Michel Cesbron e Monin Automobiles SA contro
               COFIDIS contro Jean Louis Fredout                            Commissione delle Comunità europee.
                                                                            I ricorrenti concludono che la Corte voglia:
                          (Causa C-473/00)
                                                                            —     annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
                                                                                  26 ottobre 2000 (1);
                            (2001/C 61/11)
                                                                            —     annullare la decisione della Commissione 14 luglio 1998;
                                                                                  condannare la Commissione alle spese.
Con sentenza 15 dicembre 2000, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 27 dicembre 2000, rettificata con sentenza                   —     condannare la Commissione alle spese.
26 gennaio 2001, nella causa SA COFIDIS contro Jean Louis
Fredout, il Tribunal d’instance di Vienne ha sottoposto alla                Motivi e principali argomenti
Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione
pregiudiziale:                                                              —     Violazione dei diritti fondamentali: il Tribunale, dopo aver
                                                                                  respinto il motivo relativo alla violazione dell’esigenza di
                                                                                  un termine ragionevole ai fini del giusto processo, che
Premesso che la tutela che la direttiva del Consiglio 5 aprile                    costituisce un diritto fondamentale, pur riconoscendo la
1993, 93/13/CEE, concernente le clausole abusive nei contratti                    sussistenza della possibilità di esaminare d’ufficio il
stipulati con i consumatori (1), comporta che il giudice naziona-                 motivo nel senso di violazione di forme sostanziali e
le, nell’applicare le disposizioni di diritto nazionale precedenti                di garanzie processuali riconosciute dall’ordinamento
o successive a detta direttiva, le interpreti nei limiti del possibile            giuridico comunitario, ha poi deciso di non procedere a
alla luce della lettera e della finalità di queste ultime;                        tale esame.