CELEX: 52001PC0452(02)
Language: it
Date: 2001-08-01
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del Consiglio

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52001PC0452(02)

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del Consiglio  /* COM/2001/0452 def. - COD 2001/0177 */  

Gazzetta ufficiale n. 304 E del 30/10/2001 pag. 0260 - 0271

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del Consiglio (presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio 1. A. Capitolo I (Disposizioni introduttive)La direttiva proposta coprirà gli aspetti di monitoraggio di cui alla direttiva 92/117/CEE. In linea di principio, nessuna zoonosi è esclusa dalla portata della direttiva. Poiché è tuttavia prevista una serie specifica di regole per quanto riguarda le encefalopatie spongiformi trasmissibili, queste ultime sono escluse dal campo d'applicazione della direttiva. L'attività di monitoraggio proposta dovrebbe interessare il patrimonio zootecnico e, ove necessario, altre fasi della filiera alimentare. Gli Stati membri nomineranno una autorità competente ai fini della direttiva e assicureranno una sufficiente cooperazione tra le autorità responsabili del monitoraggio della salute degli animali, dell'igiene alimentare, delle malattie trasmissibili e delle zoonosi. 1. B. Capitolo II (Monitoraggio delle zoonosi e degli agenti zoonotici)La proposta farà obbligo agli Stati membri di intraprendere azioni finalizzate al monitoraggio degli organismi zoonotici in generale. L'elenco degli organismi interessati dal monitoraggio si basa essenzialmente sul parere espresso in materia di zoonosi il 12 aprile 2000 dal comitato scientifico per misure veterinarie in relazione alla sanità pubblica. I sistemi di monitoraggio si baseranno essenzialmente sui sistemi vigenti negli Stati membri. Tuttavia, vi saranno delle procedure per stabilire criteri comuni di raccolta dei dati. Si propone inoltre un elemento nuovo onde costituire una base per programmi di monitoraggio comunitario coordinati. Questi programmi di monitoraggio coordinati avrebbero relativa ma limitata durata (1-3 anni), e i risultati delle indagini potrebbero essere utilizzati quale base per modificare eventualmente gli obiettivi di riduzione degli agenti patogeni. Tuttavia qualsiasi azione di controllo basata su tali dati risultanti dal monitoraggio è disciplinata, in linea di principio, dagli Stati membri stessi. La raccolta di dati umani sull'incidenza delle malattie zoonotiche è di grandissima importanza per dare fondamento scientifico alla legislazione alimentare e ottenere un feedback sull'efficacia delle misure applicate e, se del caso, per riorientare tali misure. La decisione 2119/98/CE [1], entrata in vigore l'1.1.1999, costituisce un quadro per tale raccolta di dati. Inoltre, la decisione 2000/96/CE [2] definisce le zoonosi da coprire progressivamente. Questa rete sulle malattie trasmissibili dovrebbe inoltre essere utilizzata a fini di monitoraggio e controllo delle zoonosi. Per tale motivo la direttiva proposta richiede una stretta cooperazione tra le autorità preposte alla sicurezza umana, veterinaria e alimentare negli Stati membri. [1]  GU L 268 del 3.10.1998, pag. 1.[2]  GU L 28 del 3.2.2000, pag. 50.Alla luce della crescente importanza del fenomeno della resistenza antimicrobica negli organismi zoonotici si propone di includere il suo monitoraggio nella direttiva proposta. 1.C. Capitolo III (Manifestazioni zoonotiche di origine alimentare)Si propone quale prescrizione a se stante il monitoraggio delle manifestazioni zoonotiche di origine alimentare. Attualmente, dati sul manifestarsi di epidemie sono raccolti da un sistema su scala europea facente capo all'OMS che è però un metodo lento per raccogliere tali dati. Il monitoraggio e la rispettiva notifica delle manifestazioni zoonotiche fornirebbe importanti informazioni sulle cause principali delle malattie di origine alimentare. Tuttavia, i provvedimenti relativi ai prodotti alimentari sospetti e al loro ambiente di produzione non rientrano nel campo d'applicazione della presente direttiva.1.D. Capitolo IV (Scambio di informazioni)Gli operatori del settore alimentare sarebbero obbligati a registrare i risultati dei test delle zoonosi e a comunicarli, su richiesta, all'autorità competente. Gli Stati membri preparano una relazione annuale su tendenze e fonti delle zoonosi, devono trasmettere alla Commissione e all'Autorità europea per gli alimenti istituita dal regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per gli alimenti (AEA) e fisa procedure nel campo della sicurezza alimentare (COM(2000) 716 def.). L'AEA elabora una relazione di sintesi che potrà anche contenere informazioni pertinenti provenienti da altre comunitarie, come ad esempio i programmi di eradicazione delle malattie degli animali e la rete sulle malattie trasmissibili. 1.E. Capitolo V (Laboratori)La proposta crea il contesto per designare i Laboratori comunitari di riferimento e i Laboratori nazionali di riferimento e definirne le rispettive competenze.1.F. Capitolo V (Attuazione)Stabilisce la procedura regolamentare e le disposizioni di recepimento.1.G. Capitolo VII (disposizioni finali)La proposta comprende disposizioni che abrogano la direttiva 92/117/CEE e modificano la decisione del consiglio 90/424/CEE il 26 giugno 1990 sulle spese in campo veterinario [3].[3]  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 19. Decisione da ultimo modificata dalla decisione del Consiglio 2001/12/CE (GU L 3 del 6.1.2001, pag. 27).Poiché le disposizioni della direttiva 92/117/CEE saranno contemplate dalla direttiva proposta e dal proposto regolamento per il controllo di salmonella e di altri agenti zoonotici contenuti nei prodotti alimentari e che modifica le direttive del Consiglio 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE, si propone di abrogare la vigente direttiva del Consiglio. Tuttavia, per assicurare un passaggio morbido e un controllo continuativo si propone che taluni obblighi basati sulla la direttiva 92/117/CEE continuino ad essere in vigore finche non siano entrate in vigore le relative disposizioni contenute nel proposto regolamento.La proposta fissa disposizioni relative al contributo finanziario della Comunità per talune azioni relative al monitoraggio e al controllo delle zoonosi e degli agenti zoonotici, mediante modifica del capitolo sulle "zoonosi" della decisione 90/424/CEE.2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della Salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive del Consiglio 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE 2.A. Capitolo I (Disposizioni introduttive) La proposta comprende un riesame fondamentale dell'approccio in materia del controllo delle malattie zoonotiche. Segue i principi del Libro bianco sulla sicurezza alimentare (COM(1999) 719 def.) adottato dalla Commissione il 12 gennaio 2000. Si è anche tenuto conto del parere sulle zoonosi espresso dal comitato scientifico per misure veterinarie in relazione alla sanità pubblica il 12 aprile 2000. La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e che modifica le direttive del Consiglio 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE coprirà, in linea di principio, tutte le zoonosi. Tuttavia, le prescrizioni specifiche di controllo riguardano soltanto taluni tipi di salmonella. Una ulteriore estensione del campo di applicazione onde coprire altri agenti patogeni sarebbe possibile laddove la situazione epidemiologica lo richiedesse. Le attività di controllo dovrebbero svolgersi primariamente nei centri di produzione primaria degli animali e, se del caso, nelle fasi successive della filiera alimentare. 2.B. Capitolo II (Obiettivi comunitari)La proposta costituisce un quadro per una politica di riduzione degli agenti patogeni. Nella pratica tale politica consisterà nella definizione di obiettivi comunitari di riduzione degli agenti patogeni per determinati agenti zoonotici in popolazioni selezionate di animali da allevamento. Prima di adottare obiettivi di riduzione degli agenti patogeni occorre un attento scrutinio scientifico e politico. Si propone quindi che la Commissione definisca gli obiettivi entro scadenze determinate. La proposta consente la futura modifica degli obiettivi di riduzione degli agenti patogeni. Gli obiettivi verrebbero fissati progressivamente per taluni sierotipi di salmonella nelle galline ovaiole, nei polli da carne e nel pollame da riproduzione, e nei tacchini e maiali da riproduzione. Altri agenti patogeni potrebbero essere selezionati quali obiettivi sulla base di prove scientifiche e di una sufficiente conoscenza dei mezzi potenziali onde ridurre la loro diffusione tra gli animali. Sarebbe anche possibile fissare obiettivi separati per le diverse fasi della filiera alimentare. 2.C. Capitolo III (Programmi di controllo) Il livello di dettaglio delle regole impositive delle misure di controllo dei gruppi di riproduzione verrebbe ridotto al minimo rispetto all'attuale direttiva sulle zoonosi. Tuttavia ciò non significa abbassare il necessario livello di sicurezza. Il metodo concreto per applicare sistemi di riduzione degli agenti patogeni consisterebbe nella definizione di programmi di controllo nazionali. La Commissione approva i programmi, ma a fini di efficacia è chiaro che la massima responsabilità incombe alle autorità nazionali. Tuttavia, tenendo conto che i sistemi di produzione animale sono ora sempre più integrati (vale a dire la stessa impresa o organizzazione cura la fornitura di mangimi, di animali da riproduzione e/o produzione e perfino la macellazione) vi dovrebbe essere la possibilità di azioni d'iniziativa del settore privato. Si propone perciò che gli Stati membri incoraggino le aziende del settore alimentare a fissare i propri programmi di controllo. 2.D. Capitolo IV (Metodi di controllo) La proposta stabilisce la possibilità per la Commissione di decidere che taluni metodi di controllo non debbano essere utilizzati nell'ambito di programmi di controllo o di decidere in merito a determinate condizioni di utilizzazione. In futuro, potrebbe essere necessario prendere in considerazione ulteriori metodi di controllo. 2.E. Capitolo V (Commercializzazione)L'elemento di base della proposta è di assicurare che colui che acquista animali vivi o uova da cova conosca lo status della azienda di origine degli animali. Sul piano nazionale questo può essere realizzato mediante programmi di controllo nazionali. Tuttavia, per quanto concerne gli scambi intracomunitari occorre un sistema di certificazione sanitaria. Poiché gli attuali certificati basati sulla normativa in materia di salute degli animali (direttive 64/432/CEE [4] e 90/539/CEE [5]) possono essere modificati mediante procedura di comitatologia (una proposta in questo senso è stata preparata dalla Commissione per la direttiva 64/432/CEE), essi saranno modificati a tempo debito da decisioni della Commissione al fine di aggiungervi informazioni sul controllo delle zoonosi. Dopo un periodo di transizione il risultato dei test della salmonella nei gruppi o branchi d'origine dovrebbe comparire sul certificato. Con l'approvazione della Commissione per un periodo transitorio, lo Stato membro di destinazione potrebbe decidere che a partite provenienti da altri Stati membri si applichino gli stessi requisiti quanto ai risultati ammessi sul territorio nazionale nel contesto del rispettivo programma di controllo. [4]  GU 121 del 29.7.1964, pag 1977. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/20/CE (GU L 163 del 4.7.2000, pag. 35).[5]  GU L 303 del 31.10.1990, pag.6. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 1999/90/CE (GU L 300, del 23.11.1999, pag. 19).Per le uova da tavola, una volta scaduto il periodo transitorio antecedente alla piena attuazione delle misure di controllo relative alle galline ovaiole, le uova da tavola potranno essere commercializzate per il consumo diretto soltanto se provenienti da gruppi risultati negativi al test della S. Enteritidis e per S. Typimurium. Per le carni di pollame, dopo un periodo transitorio, si applicherà un criterio di "assenza di salmonella in 25 g.".Per quanto concerne i paesi terzi, occorreranno misure equivalenti per le importazioni dei relativi animali vivi e di uova da cova nella Comunità. Se del caso, occorre esigere programmi di controllo analoghi. Le norme in materia di certificazione menzionate sopra si applicherebbero anche alle importazioni da paesi terzi e certificati specifici per il commercio con i paesi terzi saranno richiesti a tempo debito mediante decisioni della Commissione. A tempo debito saranno inoltre fissate prescrizioni di certificazione per prodotti quali le uova da tavola o la carne di pollame.2.F. Capitolo VI (Laboratori)La proposta crea il contesto per designare i Laboratori comunitari di riferimento e i Laboratori nazionali di riferimento e definirne le rispettive competenze. Fissa inoltre i requisiti di qualità dei laboratori che partecipano ai programmi di controllo.2.G. Capitolo VII (Attuazione)Stabilisce la procedura regolamentare.2.H. Capitolo VIII (Disposizioni generali e finali)La proposta contiene disposizioni in materia di controlli comunitari e di modifica di talune direttive sulle condizioni sanitarie, che disciplinano gli scambi intracomunitari e/o le importazioni da paesi terzi.Le proposte modifiche alle relative direttive consentirebbero, a tempo debito, l'inserimento nei certificati dei risultati dei test relativi agli organismi zoonotici negli animali e nelle uova da cova. 2001/0177 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del Consiglio(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 152, paragrafo 4, lettera (b), vista la proposta della Commissione [6],[6]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale  [7],[7]  GU C ...visto il parere del Comitato delle Regioni  [8],[8]  GU C ...deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [9],[9]  GU C ...considerando quanto segue:(1) La protezione della salute umana contro le malattie e le infezioni direttamente o indirettamente trasmissibili dagli animali all'uomo (zoonosi) è di importanza capitale.(2) Le zoonosi trasmissibili attraverso gli alimenti, oltre a causare malattie nell'uomo, possono comportare perdite economiche per l'industria alimentare e a livello della produzione primaria. (3) Costituiscono fonte di preoccupazione anche le zoonosi di origine diversa da quella alimentare, in particolare quelle trasmesse dagli animali selvatici e dagli animali da compagnia. (4) La direttiva 92/117/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1992, riguardante le misure di protezione dalle zoonosi specifiche e la lotta contro agenti zoonotici specifici negli animali e nei prodotti di origine animale allo scopo di evitare focolai di infezioni e intossicazioni alimentari [10] è stata adottata allo scopo di istituire sistemi di sorveglianza per talune zoonosi e misure di lotta contro la salmonella nel pollame. [10]  GU L 62 del 15.3.1993, pag. 38. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 1999/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 210 del 10.8.1999, pag. 12).(5) La direttiva 92/117/CEE fa obbligo agli Stati membri di presentare alla Commissione le misure nazionali che adottano per conseguire gli obiettivi della direttiva. Gli Stati membri hanno inoltre l'obbligo di redigere piani di sorveglianza della salmonella nel pollame. Quest'ultimo obbligo è stato tuttavia sospeso in virtù della direttiva 97/22/CE [11] che modifica la direttiva 92/117/CEE in attesa della revisione della direttiva 92/117/CEE prevista dal suo articolo 15 bis. [11]  GU L 113 del 30.4.1997, pag. 9.(6) Numerosi Stati membri hanno già presentato i rispettivi piani di controllo della salmonella, che sono stati approvati dalla Commissione. Inoltre, tutti gli Stati membri avevano l'obbligo, a decorrere dal 1° gennaio 1998, di soddisfare i requisiti minimi per la salmonella specificati nell'allegato III, sezione I, della direttiva 92/117/CEE e di adottare norme che identificano le misure da adottare per impedire l'introduzione di salmonelle nelle aziende.(7) I requisiti minimi si concentravano sulla sorveglianza e il controllo della salmonella nei gruppi riproduttori delle specie Gallus gallus. Qualora nei campioni prelevati si fosse accertata e confermata la presenza di sierotipi di Salmonella Enteritidis o Salmonella Thyphimurium, occorreva adottare le misure specifiche di controllo dell'infezione imposte dalla direttiva 92/117/CEE. (8) Altre disposizioni legislative comunitarie disciplinano la sorveglianza e le misure di lotta contro determinate zoonosi nelle popolazioni animali, in particolare: - la direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa a problemi di salute degli animali nel contesto degli scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina [12], per quanto riguarda la tubercolosi dei bovini e la brucellosi dei bovini, e[12]  GU 121 del 29.7.1964, pag. 1977. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/20/CE (GU L 163 del 4.7.2000, pag. 35).- la direttiva 91/68/CEE del Consiglio, del 28 gennaio 1991 relativa alle condizioni di polizia sanitaria da applicare negli scambi intracomunitari di ovini e caprini [13], per la brucellosi degli ovini e dei caprini. [13]  GU L 46 del 19.2.1991 pag. 19. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione della Commissione 94/953/CE (GU L 371 del 31.12.1994, pag. 14).(9) Inoltre, il regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [sull'igiene dei prodotti alimentari] [14] contempla elementi specifici necessari per la prevenzione, il controllo e la sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici e contiene requisiti specifici in materia di qualità microbiologica degli alimenti. [14]  GU L ...(10) A norma della direttiva 92/117/CEE occorre raccogliere dati relativi alla comparsa di zoonosi e di agenti zoonotici negli alimenti per animali, negli animali, nei prodotti alimentari e nell'uomo. Il sistema di raccolta dei dati, benché non armonizzato e pertanto non in grado di permettere un raffronto tra gli Stati membri, costituisce comunque una base di valutazione della situazione attuale riguardo alle zoonosi e agli agenti zoonotici nella Comunità. (11) I risultati ottenuti grazie al sistema di raccolta dei dati dimostrano che alcuni agenti zoonotici, in particolare la Salmonella spp. e il Campylobacter spp., sono responsabili della maggior parte dei casi di trasmissione di zoonosi all'uomo. Sembra esservi una tendenza alla diminuzione dei casi di salmonellosi nell'uomo, in particolare dovuti a Salmonella Enteritidis e Salmonella Typhimurium, e che quindi rispecchia il successo delle relative misure di controllo adottate nella Comunità. Tuttavia, si ritiene che molti casi di infezione non vengano segnalati e pertanto i dati raccolti non danno necessariamente un quadro fedele della situazione. (12) Il Comitato scientifico per le misure veterinarie in relazione alla sanità pubblica, nel suo parere sulle zoonosi del 12 aprile 2000 ha considerato insufficienti le misure in vigore relative alla lotta contro le infezioni zoonotiche di origine alimentare e ha ritenuto che i dati epidemiologici attualmente raccolti dagli Stati membri sono incompleti e non pienamente comparabili. In base a tale constatazione, il comitato ha raccomandato di migliorare le disposizioni in materia di sorveglianza ed ha individuato alcune strategie finalizzate alla gestione del rischio.(13) È quindi necessario migliorare gli attuali sistemi di sorveglianza e di raccolta dei dati relativi a specifici agenti zoonotici. Contemporaneamente, i sistemi di sorveglianza e di raccolta dei dati previsti dalla direttiva 92/117/CEE saranno sostituiti dalle norme previste dalla direttiva .... del Parlamento europeo e del Consiglio, [relativa alle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici che modifica la decisione 90/424/CEE e abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio] [15]. [15]  GU L ...(14) È opportuno sancire il principio secondo cui la lotta contro le zoonosi deve abbracciare l'intera catena alimentare, dal campo alla tavola. (15) Le norme che disciplinano le misure di lotta dovrebbero, in linea di massima, essere quelle previste dalla normativa comunitaria in materia di alimenti per animali, salute animale e igiene dei prodotti alimentari. (16) Tuttavia, per talune zoonosi e taluni agenti zoonotici è necessario stabilire misure di lotta specifiche. (17) Tali misure specifiche devono essere rapportate a obiettivi di riduzione della prevalenza di specifiche zoonosi ed agenti zoonotici. (18) Nello stabilire gli obiettivi di riduzione delle zoonosi e degli agenti zoonotici nella popolazione animale occorrerà tenere conto, in particolare, della loro incidenza e della tendenza epidemiologica riscontrata nelle popolazioni umana e animale, della loro gravità per l'uomo, delle potenziali conseguenze economiche a livello sanitario e per le imprese alimentari, nonché dell'esistenza di opportune misure volte a ridurne la prevalenza. Ove del caso, gli obiettivi possono essere fissati anche con riferimento ad altre parti della catena alimentare. (19) Per garantire il conseguimento degli obiettivi in tempo utile, è opportuno che gli Stati membri elaborino specifici programmi di controllo da sottoporre all'approvazione della Comunità. (20) Principali responsabili della sicurezza dei prodotti alimentari sono le imprese alimentari. È pertanto opportuno che gli Stati membri incoraggino l'elaborazione di programmi di lotta che si estendono a tutta la filiera delle industrie alimentari. (21) Nel quadro di tali programmi è possibile che gli Stati membri o le imprese alimentari desiderino fare ricorso a specifici metodi di lotta. Tuttavia, certi metodi possono rivelarsi inaccettabili, in particolare se ostacolano il conseguimento dell'obiettivo, interferiscono specificamente con i necessari sistemi di analisi o costituiscono una potenziale minaccia per la sanità pubblica. È quindi opportuno provvedere procedure idonee che permettano alla Commissione di decidere che alcuni metodi di lotta debbano essere esclusi dai programmi stessi. (22) Possono anche esistere o essere messi a punto metodi di lotta che di per sé non rientrano in alcuna normativa comunitaria specifica in merito all'approvazione dei prodotti, ma che potrebbero contribuire a conseguire gli obiettivi di riduzione della prevalenza di zoonosi od agenti zoonotici specifici. È pertanto opportuno conferire alla Commissione l'autorità di approvare il ricorso a tali metodi a livello comunitario. (23) Sarà d'importanza fondamentale il garantire che gli animali infetti vengano sostituiti con capi provenienti da gruppi o allevamenti che hanno formato oggetto di misure di lotta adottate conformemente al presente regolamento. Se è in vigore un programma specifico di lotta, è opportuno che i risultati delle analisi vengano trasmessi all'acquirente degli animali. A tal fine, è necessario inserire requisiti specifici nella pertinente normativa comunitaria in materia di scambi intracomunitari e di importazioni da paesi terzi, in particolare per quanto riguarda le partite di animali vivi e di uova da cova. Occorre pertanto opportunamente modificare la direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa a problemi di polizia sanitaria materia di scambi intracomunitari di animali della specie bovina e suina, la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza dai paesi terzi [16] e la direttiva 90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990 relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova  [17]. [16]  GU L 302 del 31.12.1972, pag. 28. Direttiva modificata dalla direttiva (CE) n. 97/79 (GU L 24, del 30.1.1998, pag. 31).[17]  GU L 303 del 31.10.1990, pag.6. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione della Commisisone 2000/505/CE (GU L 201 del 9.8.2000, pag. 8).(24) Per quanto concerne il controllo della salmonella, le informazioni disponibili tendono a indicare che i prodotti di pollame costituiscono un'importante fonte di salmonellosi umana. Le misure di controllo dovrebbero essere pertanto applicate a questo tipo di produzione, estendendo in tal modo le misure avviate in virtù della direttiva 92/117/CEE. Per quanto concerne la produzione di uova da tavola, è importante stabilire misure specifiche in merito alla immissione sul mercato di prodotti che non siano stati riscontrati esenti da salmonella. Per quanto concerne il pollame, l'obiettivo è di immettere sul mercato carne che con ragionevole sicurezza possa essere considerata esente da salmonella. È necessario un periodo transitorio affinché gli operatori del settore alimentare possano conformarsi alle misure previste, che potranno essere ulteriormente adattate in particolare alla luce della valutazione scientifica del rischio. A suo tempo, occorrerà richiedere garanzie analoghe ai paesi terzi.(25) È opportuno designare Laboratori di riferimento nazionali e comunitari a fini di orientamento e assistenza nelle materie che rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento. (26) Per garantire l'applicazione uniforme delle disposizioni previste dal presente regolamento è opportuno prevedere l'organizzazione di controlli contabili e ispezioni comunitarie, in conformità della decisione 98/139/CE della Commissione, del 4 febbraio 1998, che fissa alcune modalità relative ai controlli in loco nel settore veterinario effettuati da esperti dalla Commissione negli Stati membri [18] e della decisione 98/140/CE della Commissione, del 4 febbraio 1998, che stabilisce talune modalità relative ai controlli in loco nel settore veterinario effettuati da esperti della Commissione nei paesi terzi [19]. [18]  GU L 38 del 12.2.1998, pag. 10.[19]  GU L 38 del 12.2.1998, pag. 14.(27) È opportuno stabilire le procedure di modifica di talune disposizioni del presente regolamento che tengano conto dei progressi in campo tecnico e scientifico e per l'adozione di misure transitorie e attuative. (28) Trattandosi di misure di portata generale ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [20], esse dovranno essere adottate secondo la procedura regolamentare previste dall'articolo 5 della predetta decisione. La Commissione sarà assistita dal Comitato per la sicurezza alimentare e la salute degli animali istituito dal regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del consiglio del ...[che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione sanitaria, istituisce l'Autorità europea per gli alimenti e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare] [21], [20]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[21]  GU L ...HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Capitolo I  Disposizioni introduttiveArticolo 1 Oggetto e campo di applicazione 1. Lo scopo del presente regolamento è quello di garantire che siano adottate misure adeguate ed efficaci di lotta contro specifiche zoonosi e agenti zoonotici, in modo da ridurne la prevalenza e il pericolo per la sanità pubblica. 2. Il presente regolamento disciplina: a) la fissazione di obiettivi di riduzione della prevalenza di specifiche zoonosi nelle popolazioni animali, in particolare allo stadio della produzione primaria di animali, ma anche, se del caso, in altri stadi della catena alimentare; b) l'adozione di programmi specifici di controllo definiti dagli Stati membri e dagli operatori del settore alimentare, c) l'adozione di norme specifiche relative a determinati metodi di lotta da applicare ai fini della riduzione della prevalenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, d) la definizione di norme che disciplinano gli scambi intracomunitari e le importazioni dai paesi terzi di taluni animali e loro prodotti. Articolo 2  Definizioni Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni: 1. "zoonosi": qualsiasi malattia e/o infezione che possa essere trasmessa naturalmente, direttamente o indirettamente, dagli animali all'uomo; 2. "agente zoonotico": qualsiasi virus, batterio, fungo, parassita o altra entità biologica che possa causare una zoonosi; 3. "azienda alimentare" è un'azienda quale definiti dall'articolo 2 del regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari];4. "operatori del settore alimentare": le persone responsabili dell'osservanza dei requisiti previsti dal presente regolamento da parte delle imprese alimentari poste sotto il loro controllo; 5. "prevalenza": il numero di unità epidemiologiche risultate positive per una data zoonosi o agente zoonotico in una data popolazione, nel corso di un periodo di tempo chiaramente determinato; 6. "allevamento": un animale o un gruppo di animali quali definiti all'articolo 2, paragrafo 2 lettera (a) della direttiva 64/432/CEE; 7. "branco": un animale o un gruppo di animali quale definito all'articolo 2, secondo comma, punto 7 della direttiva 90/539/CEE. 8. "produzione primaria": la produzione definita dall'articolo 2 del regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari].Articolo 3  Autorità competenti 1. Gli Stati membri designano le autorità competenti ai fini del presente regolamento e ne danno notifica alla Commissione. 2. Le autorità competenti sono responsabili in particolare: a) della definizione del programma di cui all'articolo 5, paragrafo 1 e della preparazione delle modifiche che sia necessario apportarvi in particolare alla luce dei dati e dei risultati ottenuti; b) della raccolta dei dati necessari alla valutazione degli strumenti utilizzati e dei risultati ottenuti nell'esecuzione dei programmi di controllo nazionali previsti dall'articolo 5, nonché della trasmissione annuale alla Commissione e all'Autorità europea per gli alimenti, entro il 31 maggio dell'anno successivo, di tali dati e risultati, compresi i risultati di eventuali indagini compiute, tenendo conto delle disposizioni adottate a norma dell'articolo 9, paragrafo 1 della direttiva .../.../CE [sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio]; c) dello svolgimento di verifiche regolari negli stabilimenti degli operatori del settore alimentare per verificare la conformità ai requisiti previsti dal presente regolamento. Capitolo II Obiettivi comunitari Articolo 4  Obiettivi comunitari di riduzione della prevalenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici 1. Sono definiti obiettivi comunitari di riduzione della prevalenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici elencati nell'allegato I, parte A, colonna 1 nelle popolazioni animali ivi elencate nell'allegato I, parte A, colonna 2, tenendo conto: a) dell'esperienza acquisita con l'applicazione delle vigenti misure nazionali, b) delle informazioni trasmesse alla Commissione e all'Autorità europea per gli alimenti in virtù della normativa in vigore, in particolare del quadro delle relazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 1 della direttiva .../.../CE [sul monitoraggio delle zoonosi e degli agenti zoonotici recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio], c) dei criteri figuranti nell'allegato I, parte B. Se del caso, secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, l'allegato I può essere modificato e può inoltre essere deciso di fissare obiettivi comunitari in altri stadi della catena alimentare. 2. Gli obiettivi comunitari contengono almeno i dettagli di cui all'allegato I, parte C. 3. Gli obiettivi comunitari sono definiti per la prima volta entro i rispettivi termini indicati nell'allegato I, parte A, colonna 4. La definizione degli obiettivi, nonché delle loro modifiche eventuali, avviene secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2 e previa consultazione dell'Autorità europea per gli alimenti. 4. Fatte salve le norme comunitarie in materia di alimentazione animale, salute degli animali o igiene alimentare, si procede alla riduzione della prevalenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici elencati nell'allegato I secondo le norme stabilite dal presente regolamento o altre norme adottate in applicazione dello stesso. Capitolo III Programmi di controllo Articolo 5  Programmi di controllo degli Stati membri 1. Gli Stati membri definiscono programmi di controllo nazionali per ciascuna delle zoonosi e ciascuno degli agenti zoonotici elencati nell'allegato I, in particolare alla luce degli obiettivi comunitari definiti all'articolo 4 e della distribuzione geografica delle zoonosi sul loro territorio. 2. I programmi di controllo nazionali sono attuati senza soluzione di continuità e coprono un periodo di almeno tre anni consecutivi. 3. I programmi di controllo nazionali: a) prevedono la diagnosi delle zoonosi e degli agenti zoonotici conformemente con i requisiti minimi e le norme minime in materia di campionamento stabiliti nell'allegato II; b) definiscono le responsabilità degli operatori del settore alimentare interessati, in particolare nell'ambito dei loro programmi di controllo di cui all'articolo 7; c) specificano le misure da adottare in seguito all'accertamento delle zoonosi e degli agenti zoonotici, in particolare per proteggere la sanità pubblica, compresa l'attuazione delle misure specifiche di cui all'allegato II; d) permettono la valutazione dei progressi compiuti in base alle loro disposizioni e la revisione dei programmi, in particolare alla luce dei risultati ottenuti in seguito alla diagnosi di zoonosi ed agenti zoonotici. 4. I programmi nazionali si riferiscono almeno ai seguenti segmenti della catena alimentare: a) produzione di alimenti per animali; b) produzione primaria di animali; c) trasformazione e preparazione di prodotti alimentari di origine animale. 5. I programmi nazionali di controllo contengono, se del caso, le disposizioni stabilite per quanto riguarda i metodi di prova e i criteri rispetto ai quali vanno valutati i risultati delle prove, per sottoporre a prova gli animali e le uova da cova trasportati sul territorio nazionale, quale parte dei controlli ufficiali di cui all'allegato II, Parte A, punto 1.6.6. I requisiti e le norme minime in materia di campionamento figuranti nell'allegato II possono essere modificati secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. 7. Entro sei mesi dalla fissazione degli obiettivi comunitari di cui all'articolo 4, gli Stati membri presentano alla Commissione i loro programmi di controllo nazionali e definiscono le misure da attuare. Articolo 6  Approvazione dei programmi di controllo nazionali 1. Entro sei mesi dalla presentazione di un programma di controllo nazionale, la Commissione ne verifica la conformità con le relative norme, compreso in particolare il presente regolamento. La Commissione può chiedere agli Stati membri di modificare o integrare i programmi per renderli conformi. Dopo che la Commissione ha appurato la conformità dei programmi, questi ultimi sono approvati conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. 2. Per tenere conto dell'andamento della situazione nello Stato membro interessato, in particolare alla luce dei risultati di cui all'articolo 5, paragrafo 3, lettera (d), modifiche ad un programma precedentemente approvato in virtù del paragrafo 1 possono essere approvate secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. 3. Qualora la Commissione abbia chiesto complementi di informazione ad uno Stato membro, il periodo di sei mesi di cui al paragrafo 1 è sospeso fino alla trasmissione dell'informazione richiesta. Articolo 7  Programmi di controllo attuati dagli operatori del settore alimentare 1. Gli Stati membri incoraggiano gli operatori del settore alimentare o le associazioni che li rappresentano, ai quali incombe la piena responsabilità della produzione di determinati animali o prodotti di origine animale, a definire propri programmi di controllo. Tali programmi coprono almeno la produzione di alimenti per animali e la produzione primaria di animali. 2. Gli operatori del settore alimentare o le associazioni che li rappresentano sottopongono all'approvazione dell'autorità competente dello Stato membro in cui hanno sede i propri programmi di controllo e le loro eventuali modifiche. Se la produzione primaria di animali ha luogo in diversi Stati membri, i programmi sono approvati singolarmente per ciascuno Stato membro. 3. L'autorità competente approva i programmi di controllo presentati a norma del paragrafo 2 solo dopo essersi accertata, mediante ispezione, che essi sono conformi ai requisiti minimi di cui all'allegato II, quando tali requisiti sono pertinenti, e agli obiettivi del relativo programma nazionale di controllo. 4. Gli Stati membri tengono elenchi aggiornati dei programmi degli operatori del settore alimentare e delle loro associazioni che hanno approvato. Tali elenchi sono trasmessi alla Commissione su richiesta di quest'ultima. 5. Gli operatori del settore alimentare o le associazioni che li rappresentano comunicano regolarmente i risultati dei loro programmi alle competenti autorità. Capitolo IV Metodi di controlloArticolo 8  Metodi specifici di controllo 1. Su iniziativa della Commissione o su richiesta di uno Stato membro, e, se del caso, previa consultazione dell'Autorità europea per gli alimenti, può essere adottato quanto segue secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2: a) decisioni che specificano metodi di controllo ai fini della riduzione della prevalenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici nella fase della produzione primaria di animali o in altre fasi della catena alimentare; b) norme relative alle condizioni del ricorso ai metodi di cui alla lettera (a); c) norme dettagliate relative ai necessari documenti e procedure, nonché ai requisiti minimi che devono rispettare i metodi di cui alla lettera (a); d) decisione che determinati metodi specifici di controllo non sono utilizzati nell'ambito di un programma di controllo. 2. Le disposizioni di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c) non si applicano ai metodi che fanno uso di sostanze o tecniche cui si applica la normativa comunitaria vigente in materia di alimentazione animale, additivi alimentari o prodotti medicinali veterinari. Capitolo V  Commercializzazione Articolo 9  Scambi intracomunitari 1. A decorrere al più tardi dalle date che figurano nell'allegato I, parte A, colonna 5, branchi e allevamenti di origine delle specie elencate alla colonna 2 sono sottoposti a prova per quanto riguarda le zoonosi e gli agenti zoonotici elencati nella colonna 1 prima della spedizione di animali vivi o di uova da cova dall'azienda alimentare di origine. La data e il risultato delle prove sono iscritti nei relativi certificati sanitari, come previsto dalla direttiva 64/432/CEE o dalla direttiva 90/539/CEE.2. Fatti salvi i requisiti specifici riguardanti il controllo della salmonella in taluni branchi, di cui all'allegato II, gli Stati membri di destinazione possono, secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, essere autorizzati, per un periodo transitorio, a richiedere che i risultati dei test da citarsi nei relativi certificati sanitari per le partite di animali e uova da cova soggetti a prova nello Stato membro di origine soddisfino gli stessi criteri fissati nel contesto del rispettivo programma nazionale conformemente all'articolo 5, paragrafo 5, per le partite spedite nei rispettivi territori. L'autorizzazione può essere ritirata sulla base della stessa procedura. 3. Fatto salvo l'articolo 5, paragrafo 6, norme specifiche relative alla decisione, da parte degli Stati membri, dei criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 5 ed al precedente paragrafo 2, possono essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. 4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano alla spedizione di uova destinate al confezionamento o alla trasformazione. Articolo 10  Importazione da paesi terzi 1. A decorrere dalle date di cui all'allegato I, parte A, colonna 5, l'ammissione o il mantenimento negli elenchi dei paesi terzi previsti dalla legislazione comunitaria per le relative specie o categoria, dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare animali o uova da cova contemplati dal presente regolamento sono soggetti a presentazione Commissione, da parte del paese terzo interessato, di un programma equivalente a quello previsto dall'articolo 5. Il programma indica i dettagli delle garanzie offerte da detto paese in materia di ispezioni e controlli delle zoonosi e degli agenti zoonotici. Le garanzie devono essere almeno di effetto equivalente a quello derivante dalle garanzie previste dal presente regolamento. 2. I programmi sono approvati secondo le procedure di cui all'articolo 14, paragrafo 2 a condizione che sia oggettivamente provata l'equivalenza delle misure descritte dal programma con i relativi requisiti applicabili in base alle norme comunitarie. Garanzie alternative a quelle derivanti dalla applicazione del presente regolamento possono essere ammesse conformemente a detta procedura, a patto che esse non siano più favorevoli di quelle che si applicano agli scambi intracomunitari. 3. Per i paesi terzi con i quali è stato stabilito un regolare flusso commerciale, si applicano le disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 7 e dell'articolo 6, paragrafi 1 e 3, concernenti i periodi di tempo per la presentazione e l'approvazione dei programmi. Per i paesi terzi che stabiliscono o ripristinano un flusso commerciale, si applicano i periodi di tempo previsti dall'articolo 6. 4. Prima di ogni trasporto di animali vivi o di uova da cova delle specie elencate nell'allegato I, parte A, colonna 1 a partire dall'impresa alimentare di origine, i branchi o gli allevamenti di origine di specie elencate nell'allegato I, parte A, colonna 2, sono sottoposti a prove per l'accertamento delle zoonosi o degli agenti zoonotici. La data e il risultato delle prove sono iscritti nei relativi certificati di importazione, per i quali i moduli prescritti dalla legislazione comunitaria sono modificati di conseguenza. 5. Secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, lo Stato membro di destinazione finale può essere autorizzato ad esigere, per un periodo transitorio, che i risultati delle prove di cui al paragrafo 4 soddisfino gli stessi criteri previsti dal proprio programma nazionale, conformemente all'articolo 5, paragrafo 5. Secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, l'autorizzazione può essere ritirata e, fatto salvo l'articolo 5, paragrafo 6, possono essere fissate modalità specifiche relative a tali criteri. 6. L'ammissione o il mantenimento negli elenchi dei paesi terzi previsti dalla legislazione comunitaria per le relative categorie di prodotti, dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare i prodotti contemplati dal presente regolamento, sono soggetti a presentazione alla Commissione, da parte del paese terzo interessato, di garanzie equivalenti a quelle previste dal presente regolamento.Capitolo VI LaboratoriArticolo 11  Laboratori di riferimento 1. I Laboratori comunitari di riferimento incaricati delle analisi e della ricerca delle zoonosi e degli agenti zoonotici figuranti nell'elenco di cui all'allegato I sono designati secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. 2. Le responsabilità e i compiti dei Laboratori comunitari di riferimento, in particolare per quanto concerne il coordinamento delle loro attività, e quelle dei Laboratori nazionali di riferimento sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. 3. Gli Stati membri designano i Laboratori nazionali di riferimento per le zoonosi e gli agenti zoonotici elencati nell'allegato I. Essi comunicano alla Commissione i nomi e gli indirizzi dei laboratori. 4. Determinate responsabilità e compiti dei Laboratori nazionali di riferimento, in particolare per quanto concerne il coordinamento delle loro attività e quelle dei pertinenti laboratori negli Stati membri, possono essere stabiliti conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.Articolo 12  Accreditamento dei laboratori, requisiti di qualità e metodi di ricerca riconosciuti 1. I laboratori che partecipano ai programmi di controllo di cui agli articoli 5 e 7 nel quadro dei quali si procede all'analisi di campioni per diagnosticare la presenza delle zoonosi ed agenti zoonotici elencati nell'allegato I, sono accreditati dalle autorità competenti. 2. Al più tardi a partire dal 1° gennaio 2005, gli Stati membri si accertano che i laboratori di cui al paragrafo 1 applicano un sistema di garanzia della qualità che soddisfa le norme dello Standard EN/ISO 17025. I laboratori partecipano regolarmente a prove interlaboratorio organizzate e coordinate dal laboratorio nazionale di riferimento. 3. Le prove volte ad accertare la presenza delle zoonosi e degli agenti zoonotici figuranti all'allegato I sono effettuate valendosi dei metodi e dei protocolli raccomandati dagli organismi internazionali di normalizzazione quali metodi di riferimento. Si possono utilizzare metodi alternativi se sono opportunamente convalidati conformemente a norme internazionali riconosciute ed offrono risultati equivalenti a quelli ottenuti dal metodo di riferimento pertinente. Se del caso, altri metodi di prova possono essere approvati conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. Capitolo VII AttuazioneArticolo 13  Modifiche degli allegati, modalità di attuazione e misure transitorie Se del caso, previa consultazione dell'Autorità europea per gli alimenti, possono essere modificati gli allegati o possono essere adottate idonee modalità di attuazione o misure transitorie, comprese le necessarie modifiche ai relativi certificati sanitari, secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. Articolo 14  Comitato 1. La Commissione è assistita dal Comitato per la sicurezza alimentare e la salute degli animali istituito dal regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per gli alimenti e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare]. 2. Qualora sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE del Consiglio nel rispetto dell'articolo 7 e dell'articolo 8 della medesima. 3. Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi. Capitolo VIII Disposizioni generali e finaliArticolo 15 Controlli comunitariLa Commissione svolge controlli saltuari, conformemente alle decisioni 98/139/CE e 98/140/CE, negli Stati membri e nei paesi terzi per assicurarsi che le disposizioni del presente regolamento, le norme adottate in virtù dello stesso ed eventuali misure di sicurezza siano applicate in modo uniforme.Articolo 16  Modifica della direttiva 64/432/CEEAll'articolo 3, paragrafo 2 della direttiva 64/432/CEE è aggiunta la seguente lettera (f):"(f) essere stati sottoposti, se del caso, a controlli conformemente ai requisiti di cui al regolamento (CE) n...../.... del Parlamento europeo e del Consiglio* [presente regolamento]* * GU L ...".Articolo 17  Modifica della direttiva 72/462/CEEAll'articolo 6 della direttiva 72/462/CEE è aggiunto il seguente paragrafo 7:"7. Gli animali vivi provenienti da paesi terzi devono essere soggetti a norme equivalenti ai requisiti di controllo delle zoonosi e degli agenti zoonotici stabiliti dal regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio* [presente regolamento]* GU L ....".Articolo 18  Modifica della direttiva 90/539/CEELa direttiva 90/539/CEE è modificata come segue: (1) All'articolo 6(1) è aggiunta la seguente lettera (d):"(d) essere stati sottoposti a controlli conformemente ai requisiti di cui al regolamento (CE) n...../.... del Parlamento europeo e del Consiglio* [presente regolamento]* * GU L ...".(2) All'articolo 10 è aggiunta la seguente lettera (e):"(e) che è stato sottoposto a controlli conformemente ai requisiti di cui al regolamento (CE) n...../.... del Parlamento europeo e del Consiglio* [presente regolamento].(3) All'articolo 21(2) è aggiunta la seguente lettera (h):"(h) osservanza delle norme comunitarie sul controllo delle zoonosi e degli agenti zoonotici.".Articolo 19  Entrata in vigore Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee. Esso si applica a decorrere dal 1 gennaio 2003. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il PresidenteALLEGATO IA. Zoonosi specifiche ed agenti zoonotici per i quali devono essere fissati obiettivi comunitari di riduzione della prevalenza ai sensi dell'articolo 4&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;a I sierotipi devono essere definiti una volta fissato l'obiettivoB. Criteri per la compilazione dell'elenco delle zoonosi e segmenti della catena alimentare nella parte ASe del caso, si possono aggiungere o sopprimere zoonosi o agenti zoonotici, oppure precisare i vari segmenti della catena alimentare, tenendo conto in particolare dei seguenti elementi: - incidenza nelle popolazioni animali e umane, nei mangimi e nei prodotti alimentari; - gravità della patologia nell'uomo; - conseguenze economiche per la pubblica sanità e l'industria alimentare; - evoluzione epidemiologica nelle popolazioni animali e umane, nei mangimi e nei prodotti alimentari; - possibili soluzioni prospettate nella corrispondente fase dell'obiettivo. C. Criteri per la definizione degli obiettivi Gli obiettivi comunitari di cui all'articolo 4, paragrafo 1 comprendono almeno: 1. un'espressione numerica che rappresenti: a) la percentuale massima di unità epidemiologiche che rimangono positive e/o b) la percentuale minima di riduzione in un certo numero di unità epidemiologiche positive; 2. il termine massimo entro il quale l'obiettivo deve essere raggiunto; 3. la definizione delle unità epidemiologiche di cui al punto 1; 4. la definizione dei metodi di prova necessari per verificare il conseguimento dell'obiettivo. ALLEGATO II  Lotta contro le zoonosi e gli agenti zoonotici elencati nell'allegato I A. Requisiti generali dei programmi nazionali di lotta I programmi devono tenere conto della natura della zoonosi e/o del relativo agente e della situazione specifica di ciascuno Stato membro e devono in particolare: a) definire l'obiettivo perseguito in funzione della rilevanza della zoonosi considerata; b) specificare: 1. in generale: 1.1 l'insorgenza della zoonosi considerata nello Stato membro, con particolare riferimento ai risultati ottenuti nell'ambito della sorveglianza di cui all'articolo 4 della direttiva ../../CE del Parlamento europeo e del Consiglio [sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio]; 1.2 l'area geografica oppure, se del caso, le unità epidemiologiche nelle quali sarà attuato il programma; 1.3 l'infrastruttura di cui dispongono le autorità competenti; 1.4 un elenco dei laboratori accreditati nei quali saranno analizzati i campioni prelevati nell'ambito del programma; 1.5 i metodi utilizzati per l'esame degli agenti zoonotici; 1.6 i controlli ufficiali (compresi i metodi di campionamento) a livello della produzione di mangimi e sugli allevamenti e/o branchi di animali in esame; 1.7 i controlli ufficiali (compresi i metodi di campionamento) su altri segmenti della catena alimentare e a livello dei mangimi; 1.8 il tipo di misure previste dalle autorità competenti in caso di rilevamento della presenza di zoonosi ed agenti zoonotici in animali o prodotti, in particolare a tutela della sanità pubblica; 1.9 la vigente normativa nazionale; 2. con riguardo alle industrie alimentari interessate dal programma: 2.1 la struttura di produzione delle specie esaminate e dei prodotti da esse derivati; 2.2 la struttura della produzione di mangimi; 2.3 istruzioni pertinenti per il rispetto di buone pratiche zootecniche o altre linee guida (obbligatorie o facoltative) che definiscano quanto meno: - le norme igieniche da applicare nell'azienda; - le misure intese a prevenire l'introduzione di agenti infettivi veicolati dagli animali, dai mangimi, dall'acqua o dal personale dell'azienda; - le misure d'igiene nel trasporto degli animali a destinazione o in provenienza dall'azienda; 2.4 il controllo veterinario sistematico delle aziende; 2.5 la registrazione delle aziende; 2.6 la documentazione tenuta presso le aziende; 2.7 i documenti che accompagnano gli animali durante la spedizione; 2.8 altri eventuali accorgimenti che permettano di rintracciare l'origine degli animali; c) rispettare le norme minime in materia di campionamento e i livelli minimi specificati nella parte B; d) se del caso, conformarsi ai requisiti minimi specificati nelle parti da C a E. B. Norme minime in materia di campionamento 1. Una volta approvato il corrispondente programma di controllo ai sensi dell'articolo 5, l'operatore del settore alimentare è tenuto a prelevare a sue spese campioni da sottoporre ad analisi per la ricerca delle zoonosi e degli agenti zoonotici di cui all'allegato I, rispettando i livelli minimi di campionamento indicati nella seguente tabella. &gt;SPAZIO PER TABELLA&gt; a I sierotipi devono essere definiti una volta fissato l'obiettivo2. I dati raccolti sono corredati delle seguenti informazioni: a) data e luogo del campionamento; b) identificazione del branco/allevamento. 3. Se gli animali sono stati vaccinati non è necessario effettuare l'analisi immunologica, salvo qualora sia stato dimostrato che il vaccino utilizzato non interferisce con il metodo di analisi applicato. C. Disposizioni specifiche concernenti il pollame da riproduzione della specie Gallus gallus Qualora, in seguito ad un'indagine condotta conformemente al punto 1 della tabella nella parte B 1, venga confermata la presenza di Salmonella Enteritidis o di Salmonella Typhimurium in un branco di riproduzione di Gallus gallus occorre prendere come minimo le seguenti misure: Le uova non incubate provenienti dal branco devono essere distrutte o destinate alla fabbricazione di prodotti a base di uova o sottoposte a trattamento equivalente per garantire l'eliminazione di Salmonella Enteritidis e di Salmonella Typhimurium conformemente al regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari].Fatte salve le disposizioni di cui alla seguente Parte E, tutti i volatili del branco - compresi i pulcini di un giorno - devono essere macellati o distrutti in modo da ridurre nei limiti del possibile il rischio di diffusione della salmonella. La macellazione deve essere effettuata conformemente all'[allegato II, sezione II, capitolo IV, punto 11], (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [che stabilisce norme igieniche specifiche per gli alimenti di origine animale] [22] e all'[allegato II, capitolo III, sezione I, punto 5] (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [che stabilisce norme dettagliate per l'organizzazione dei controlli ufficiali dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano] [23]. [22]  GU L ...[23]  GU L ...Se uova da cova provenienti da branchi in cui sia stata confermata la presenza di Salmonella Enteritidis o Salmonella Typhimurium sono ancora presenti in un'unità di incubazione, esse devono essere distrutte o trattate alla stregua di materiali di categoria 3 conformemente al regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [che stabilisce norme sanitarie relative ai prodotti animali derivati non destinati al consumo umano] [24].[24]  GU L ...D. Disposizioni specifiche concernenti i branchi di galline ovaiole A decorrere dal 1° gennaio 2008 le uova non possono essere usate per il consumo umano diretto (uova da tavola) a meno che esse non provengano da un branco commerciale di galline ovaiole sottoposte al sistema di analisi di cui al punto 2 della tabella della parte B. 1 e risultate successivamente essenti da contaminazione. Le uova provenienti da branchi di cui non sia noto lo stato, sospetti di contaminazione o da branchi contaminati sono da considerarsi destinate alla produzione di prodotti a base di uova o ad essere sottoposte a trattamento equivalente onde garantire l'eliminazione della Salmonella Enteritidis e Salmonella Typhimurium, conformemente al regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari]. Fatte salve le disposizioni della seguente parte E, tutti i volatili del branco devono essere macellati o distrutti in modo da ridurre nel limite del possibile il rischio di diffusione della salmonella. La macellazione deve essere effettuata conformemente all'[allegato II, sezione II, capitolo IV, punto 11], (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del ... [che stabilisce norme igieniche specifiche per gli alimenti di origine animale] e all'[allegato II, capitolo III, sezione I, punto 5] (relative disposizioni) del regolamento (CE) n. .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [che stabilisce norme dettagliate per l'organizzazione dei controlli ufficiali dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano] E. Disposizioni specifiche concernenti i branchi di polli A decorrere dal 1° gennaio 2009 si applicano i seguenti criteri all'immissione sul mercato di carni di pollame fresche, a meno che non siano destinate a trattamento termico industriale o ad altro trattamento inteso ad eliminare la salmonella, conformemente al regolamento (CE) n. .../... [sull'igiene dei prodotti alimentari]: "Salmonella: assenza in 25 grammi" Tali disposizioni possono essere rivedute conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2 e previa consultazione del comitato scientifico appropriato.SCHEDA FINANZIARIA DELL'ATTO NORMATIVO Settore(i) d'intervento: Salute e tutela dei consumatoriAttività: misure in campo veterinario per la tutela della salute umana Denominazione dell'azione:1. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del Consiglio1. LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONEB1-330 Programmi di eradicazione e di sorveglianza delle malattie animali, nonché di controllo veterinario degli animali che presentano rischi per la sanità legati a fattori esterni.Questo capitolo copre i programmi di monitoraggio coordinati di cui all'articolo 6 della summenzionata proposta di direttiva, nonché certe azioni condotte in virtù dei programmi nazionali di controllo da attuarsi negli Stati membri, conformemente alla summenzionata proposta di regolamento. Le disposizioni finanziarie sono stabilite nel nuovo capitolo sulle zoonosi della decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a talune spese nel settore veterinario [25], riveduta conformemente alla summenzionata proposta di direttiva.[25]  GU L 224 del 18.8.1990. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2001/12/CE del Consiglio, GU L 3 del 6.1.2001, pag. 27B1-331 Altre azioni in campo veterinario, del benessere degli animali e della sanità pubblica.Questo capitolo copre il finanziamento dei pertinenti laboratori comunitari di riferimento.2. DATI COMPLESSIVI IN CIFRE 2.1 Dotazione totale dell'azione (parte B): 2;4 milioni EUR in SI2.2 Periodo di applicazione: 2003-L'attuale direttiva sulle zoonosi (92/117/CEE) è riveduta. L'obiettivo è di potenziare il monitoraggio e il controllo delle zoonosi nella Comunità, onde tutelare la salute pubblica. Le spese sono legate a- attività dei laboratori comunitari di riferimento- cofinanziamento di programmi coordinati di sorveglianza su scala comunitaria- cofinanziamento di certe misure di controllo specifiche.Per quanto concerne il finanziamento di misure di controllo specifiche, il finanziamento comunitario continuerà sulla base delle norme esistenti di cui alla direttiva 92/117/CEE. Cfr. anche il seguente punto 5.1.2.Soltanto il cofinanziamento di programmi coordinati di sorveglianza è una misura tecnica addizionale rispetto alle misure già stabilite in virtù dell'esistente direttiva 92/117/CEE del Consiglio e finanziate in virtù della decisione 90/424/CEE del Consiglio. Per questa misura si prevede di stanziare annualmente 0,4 milioni EUR. Questo è il motivo per cui soltanto il finanziamento di questa nuova misura è incluso nella stima per le proposte.2.3 Stima complessiva pluriennale delle spese:a) Scadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti di pagamento (intervento finanziario (cfr. punti 6.1.1) milioni EUR (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;b) Assistenza tecnica e amministrativa (ATA) e spese d'appoggio (DDA) (cfr. punto 6.1.2)NO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese di funzionamento (cfr. punti 7.2 e 7.3)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Queste risorse nell'ambito dei servizi della Commissione verranno usate per la gestione complessiva dell'attuazione delle proposte. Si tratterà essenzialmente della gestione tecnica dei programmi che verranno presentati dagli Stati membri e dai paesi non membri e che dovranno essere approvati dalla Commissione, nonché della supervisione/gestione del (co)finanziamento di azioni negli Stati membri.2.4 Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie|X| La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigore| | La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie| | La proposta può comportare l'applicazione delle disposizioni dell'accordo interistituzionale2.5 Incidenza finanziaria sulle entrateNo| | Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici dell'attuazione di una misura)OPPURE| | Incidenza finanziaria - impatto sulle entrate:- N.B.: tutte le precisazioni e osservazioni relative al metodo di calcolo dell'incidenza sulle entrate devono essere riprese in un foglio a parte, da allegare alla presente scheda finanziaria.Milioni EUR (al primo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(Indicare le linee di bilancio interessate aggiungendo alla tabella il numero necessario di righe se l'incidenza riguarda più di una linea di bilancio)3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;*: solo programmi coordinati di sorveglianza4. BASE GIURIDICA Base giuridica per le proposte: articolo 152 del TrattatoStrumento finanziario: decisione 90/424/CEE del Consiglio del 26 giugno 1990 relativa a talune spese nel settore veterinario5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1 Necessità dell'intervento comunitario [26][26]  Per ulteriori informazioni si rinvia al documento orientativo a sé stante.5.1.1 Obiettivi perseguitiPremessa: una revisione della legislazione vigente in materia di prevenzione delle zoonosi (direttiva 92/117/CEE) era prevista in virtù dell'articolo 15a della direttiva e, in tale contesto, era prevista un'estensione dei controlli alle galline ovaiole. Le proposte rientrano nel programma previsto nel Libro bianco sulla sicurezza alimentare adottato dalla Commissione il 12 gennaio 2000. È essenziale che le proposte rispettino i principi essenziali del Libro bianco sulla sicurezza alimentare, in particolare: assicurando un elevato standard di sicurezza alimentare, creando una politica integrata "dai campi alla tavola"; basandosi su un'analisi dei rischi, compresa la possibilità di tener conto del principio di precauzione e di altri fattori legittimi.L'obiettivo principale è di accrescere la protezione della salute pubblica essenzialmente grazie a una riduzione sensibile del numero di casi di salmonellosi negli esseri umani dovuta al consumo di alimenti. Ciò avverrà riducendo la prevalenza della salmonella nelle principali popolazioni di animali che sono fonte di salmonella (gruppi da riproduzione di Gallus gallus, branchi commerciali, tacchini e branchi da riproduzione di suini). La riduzione della prevalenza nelle popolazioni animali ridurrà la concentrazione nei prodotti primari e via via lungo la catena alimentare.Il costo della salmonellosi di origine alimentare (impatto della malattia umana) è stimato a 560-2840 milioni EUR all'anno. Considerati gli elevatissimi costi economici causati dalle zoonosi, non solo agli operatori, ma alla società nel suo complesso, il finanziamento pubblico di misure volte a ridurre o a eliminare le malattie/infezioni è giustificato. È chiara anche la necessità di una dimensione comunitaria del sostegno finanziario. La partecipazione finanziaria della Comunità costituisce un mezzo per assicurare che tutti gli Stati membri interessati da una determinata malattia/infezione compiano sforzi coordinati che, considerati nel loro insieme, sono destinati ad essere molto più efficaci ai fini di ridurre o eliminare tale minaccia nella Comunità, consentendo allo stesso tempo agli Stati di continuare ad affrontare problemi particolarmente importanti sul loro territorio. In mancanza di una partecipazione comunitaria, essi tenderanno naturalmente ad affrontare di preferenza soltanto le loro priorità proprie. Per quanto concerne il finanziamento di certe misure di controllo specifiche, il finanziamento comunitario verrà continuato sulla base delle regole vigenti ai sensi della direttiva 92/117/CEE, come è stabilito nelle proposte.L'unica nuova misura relativa a un cofinanziamento comunitario contenuta nelle proposte è legata a programmi coordinati di sorveglianza che costituiscono un elemento importante per accrescere la capacità di monitoraggio e definire valori di base per i patogeni (salmonella). Ciò costituirà una mossa preliminare per fissare o rivedere gli obiettivi di riduzione dei patogeni come prescritto dalle proposte.5.1.2 Disposizione adottate in relazione alla valutazione ex ante Come menzionato sopra, il finanziamento pubblico di misure volte a ridurre o eliminare le malattie/infezioni è giustificato. L'efficacia dei programmi condotti in uno Stato membro può essere limitata o pregiudicata qualora in altri Stati persistano elevati livelli di infezione sia direttamente a causa della contaminazione transfrontaliera sia indirettamente a seguito delle pressioni economiche risultanti da sforzi finanziari diseguali compiuti dalle autorità e dagli operatori in Stati diversi. Inoltre, per ragioni geografiche e storiche, le priorità nazionali non sono le stesse. Anche se i progressi nella riduzione o nell'eliminazione di malattie/infezioni sono stati diseguali e troppo limitati, le misure adottate si sono dimostrate efficaci in molti casi e indicano che, se adeguatamente gestite, possono assicurare miglioramenti sostanziali.Soltanto il cofinanziamento di programmi coordinati di sorveglianza costituisce una misura tecnica addizionale rispetto alle misure già definite in virtù della vigente direttiva 92/117/CEE del Consiglio e finanziate in virtù della decisione 90/424/CEE del Consiglio. Per questa nuova misura si prevede di stanziare annualmente 0,4 milioni EUR.Per quanto concerne il finanziamento di certe misure di controllo specifiche, il finanziamento comunitario verrà continuato sulla base delle regole esistenti stabilite nella direttiva 92/117/CEE. È probabile che un numero crescente di Stati membri presenterà una richiesta di cofinanziamento dei propri piani. Il finanziamento dei piani verrà gestito nel quadro delle procedure di bilancio e della programmazione annuale. Un limite massimo di 50% per il cofinanziamento di certe misure è stato inserito nella proposta revisione del capitolo sulle zoonosi dello strumento finanziario (decisione 90/424/CEE del Consiglio).5.1.3 Disposizioni adottate a seguito della valutazione ex post5.2 Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancioTre ambiti:- Laboratori comunitari di riferimento (LCR): finanziamento comunitario al 100% degli LCR,come già stabilito dalla decisione 90/424/CEE del Consiglio. I programmi di lavoro tecnici annuali e i costi stimati devono essere discussi prima che venga adottata annualmente una decisione della Commissione. Il pagamento è versato alle autorità competenti negli Stati membri in questione.- Programmi coordinati di sorveglianza: cofinanziamento comunitario (50%) come da decisione 90/424/CEE del Consiglio. Programmi da stabilirsi tramite decisioni della Commissione.- Certe misure di controllo specifiche: i beneficiari sono gli allevatori, quando il loro bestiame o i prodotti da esso derivati devono essere macellati o eliminati a determinate condizioni, onde prevenire rischi per la salute pubblica. Il finanziamento dei programmi è subordinato alle procedure di cui alla decisione 90/424/CEE del Consiglio: in particulare, i programmi di finanziamento devono essere presentati dagli Stati membri su base annuale; una valutazione tecnica e finanziaria è effettuata dai servizi della Commissione prima di una loro adozione mediante decisione della Commissione. I pagamenti vengono versati alle autorità competenti negli Stati membri. Il limite massimo del cofinanziamento è stabilito al 50%.5.3 Modalità d'attuazioneGestione diretta dell'approvazione tecnica e finanziaria delle azioni ad opera del personale della Commissione. Pagamento delle azioni secondo le procedure di cui alla decisione 90/424/CEE del Consiglio. Rimborso delle spese negli Stati membri tramite pagamento alle autorità competenti. Cfr. anche il precedente punto 5.2.6. INCIDENZA FINANZIARIA 6.1 Incidenza finanziaria complessiva sulla parte B (per tutto il periodo di programmazione)(Il metodo di calcolo degli importi totali indicati nella tabella che segue dev'essere esplicitato mediante la ripartizione fornita nella tabella 6.2)6.1.1 Intervento finanziario CE in milioni EUR (al terzo decimale)È incluso soltanto il finanziamento di nuove misure contemplate nelle proposte, vale a dire i programmi coordinati di sorveglianza&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;6.2. Calcolo delle spese per ciascuna delle misure previste nella parte B (per l'intero periodo di programmazione) [27][27]  Per ulteriori informazioni si rinvia al documento orientativo a sé stante.È incluso soltanto il finanziamento di nuove misure contemplate nelle proposte, vale a dire i programmi coordinati di sorveglianzaSI in milioniEUR (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Per il metodo di calcolo vedi allegato7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE DI FUNZIONAMENTO 7.1. Effetti in termini di risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.2 Incidenza delle spese per risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.7.3 Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi.(1) Precisare il tipo di comitato e il gruppo di cui fa parte.I. Totale annuale (7.2 + 7.3)II. Durata dell'azioneIII. Costo totale dell'azione (I x II)  //  EURAnniEUR8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1 Sistema di controllo- Finanziamento dei laboratori comunitari di riferimento (LCR): i programmi tecnici di lavoro e i costi stimati sono valutati di concerto tra i servizi della Commissione e i LCR; se del caso essi sono riveduti prima che venga adottata annualmente una decisione della Commissione.- Programmi coordinati di sorveglianza: il programma, come stabilito con decisioni della Commissione, viene eseguito ove possibile nell'arco di un unico anno. È probabile che le autorità degli Stati membri debbano eseguire campionamenti ed esami su propria iniziativa. Può venir coinvolta l'industria.- Cofinanziamento di certe misure di controllo specifiche: il contributo finanziario è introdotto nell'ambito di un piano nazionale presentato alla Commissione e da essa approvato. Il finanziamento delle misure di controllo è soggetto alle procedure di cui alla decisione 90/424/CEE del Consiglio: in particulare, i piani nazionali contenenti misure da finanziarsi devono essere presentati dagli Stati membri su base annuale; una valutazione tecnica e finanziaria è eseguita dai servizi della Commissione prima che venga adottata una decisione della Commissione. All'articolo 5.3.d) del proposto regolamento sono previste regole per consentire di valutare il grado di avanzamento dei piani di controllo. Allorché sono stabiliti obiettivi di riduzione dei patogeni, la Commissione decide la scadenza entro la quale l'obiettivo dev'essere raggiunto.Onde verificare l'attuazione dei piani nazionali pertinenti, l'articolo 16 stabilisce che la Commissione esegue controlli in loco.8.2 Modalità e periodicità della valutazionePer i laboratori comunitari di riferimento come anche per i piani di controllo attuati dagli Stati membri, viene eseguita annualmente una valutazione documentaria (cfr. sopra). Inoltre, l'Ufficio alimentare e veterinario dell'UE effettua missioni in loco per accertare l'attuazione della normativa comunitaria, nonché dei piani nazionali. La frequenza delle missioni è funzionale alla priorità stabilita per la problematica in questione. Sinora le missioni relative a grandi programmi di controllo delle zoonosi sono state condotte regolarmente con cadenza anche annuale. Inoltre, il servizio competente presso la Direzione generale "Salute e tutela dei consumatori" compie missioni di controllo contabile. È in vigore un sistema di definizione delle priorità. Ove si riscontrino carenze, si eseguono interventi correttivi.9. MISURE ANTIFRODECfr. sopra, punti 8.1 e 8.2.Inoltre, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) può intervenire di propria iniziativa o in seguito a informazioni pervenutegli da diverse fonti, in particolare quelle menzionate al precedente punto 8.2.ALLEGATO ALLA SCHEDA FINANZIARIAMetodo di calcolo dei costi stimati:1. Programmi coordinati di sorveglianzaL'articolo 6 della proposta di direttiva sulle misure di sorveglianza delle zoonosi prevede la possibilità di istituire programmi coordinati di sorveglianza. Tali programmi servono a creare gruppi di dati armonizzati da usarsi quali riferimenti all'atto di stabilire obiettivi di riduzione dei patogeni conformemente alla proposta di regolamento sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti. Poiché la Commissione si troverà a dover chiedere agli Stati membri di effettuare determinati programmi di campionamento e di test che potranno differire dalle procedure dei sistemi nazionali di sorveglianza, si ritiene necessario che la Comunità possa finanziare tali programmi coordinati.Ad esempio, uno studio singolo sulla prevalenza esatta della salmonella nella popolazione pollicola in diversi Stati membri richiederebbe l'esecuzione di prove su un numero rappresentativo di campioni. Calcolando circa 35.000 campioni nell'UE e tenendo conto del costo stimato di un test batteriologico della salmonella, vale a dire EUR 24, si stima che il finanziamento di tale studio sarebbe di EUR 800.000 all'anno, dei quali la Comunità cofinanzierebbe il 50%. Tali studi saranno necessari prevedibilmente con cadenza annuale in relazione alla definizione di obiettivi di riduzione dei patogeni per determinate combinazioni di patogeni/prodotti.SCHEDA DI VALUTAZIONE D'IMPATTOIMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PME)Titolo della proposta1. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione del Consiglio 90/424/CEE e che abroga la direttiva del Consiglio 92/117/CEE2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici presenti negli alimenti e recante modifica delle direttive 64/432/CEE, 72/462/CEE e 90/539/CEE del ConsiglioNumero di riferimento del documentoLa proposta1. Tenendo conto del principio di sussidiarietà, perchè è necessaria una normativa comunitaria nel settore e quali sono i suoi principali obiettivi-Scopo delle proposte è di incrementare la tutela della sanità pubblica rafforzando la sorveglianza e il controllo delle zoonosi (malattie trasmissibili dagli animali all'uomo). Poichè le zoonosi possono diffondersi da uno Stato membro all'altro, direttamente o indirettamente attraverso gli alimenti o altre fonti, risulta necessario un intervento a livello comunitario. Il controllo delle zoonosi può inoltre avere un impatto sugli scambi commerciali con i paesi terzi.Impatto sulle imprese2. Chi è interessato dalla proposta-- settori delle imprese: le norme specifiche sul controllo delle zoonosi riguardano- gli allevatori di Gallus gallus a decorrere dal 2004,- i produttori di galline ovaliole a decorrere dal 2005,- i produttori di polli da ingrasso a decorrere dal 2006,- i produttori di tacchini a decorrere dal 2007, e- i produttori di maiali da ingrasso a decorrere dal 2007.- dimensioni delle imprese (concentrazione di piccole e medie imprese): la proposta riguarda tutte le aziende agricole a prescindere dalle loro dimensioni- zone geografiche particolari della Comunità in cui si trovano queste imprese: la produzione di animali di cui sopra ha luogo in tutti gli Stati membri.3. Che cosa devono fare le imprese per ottemperare alla proposta-Le imprese devono soddisfare i requisiti dei rispettivi programmi nazionali di controllo (compreso il campionamento di branchi o mandrie) e le prescrizioni specifiche stabilite dal regolamento. Le imprese possono elaborare i propri programmi di controllo.4. Quali saranno le probabili ripercussioni economiche della proposta-- sull'occupazione: nessuna- sugli investimenti e la creazione di nuove imprese: il bisogno di un maggiore controllo delle zoonosi in sede di produzione primaria può richiedere nuovi investimenti in edifici agricoli. I programmi di controllo, che comprendono regimi di campionamento e test, potenzierebbero la domanda di sistemi e laboratori adeguati in materia di test- sulla competitività delle imprese: i programmi di controllo previsti dalla proposta creerebbero costi addizionali per le imprese. L'entità di tali costi sarà definita in sede di avanzamento di decisioni specifiche della Commissione basate sulla proposta. Scopo della proposta è peraltro di rafforzare la tutela della salute dei consumatori ed è quindi lecito affermare che le imprese possono avvantaggiarsi di una maggiore fiducia dei consumatori nei prodotti interessati. 5. La proposta contiene misure che tengono conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (prescrizione ridotte o diverse ecc.)-Scopo dei programmi nazionali di controllo è di tenere conto delle dimensioni delle imprese del settore.Consultazione6. Elenco delle organizzazioni consultate in merito alla proposta e rassegna delle loro principali vedute.Organizzazioni agricole, della produzione alimentare e consumeristiche, in particolare nell'ambito del comitato consultivo per i prodotti animali. I rappresentanti delle aziende alimentari sono preoccupati dei costi elevati potenziali dovuti ai programmi di controllo previsti.