CELEX: 52001PC0503
Language: it
Date: 2001-09-14
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52001PC0503

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2001/0503 def. - COD 2000/0183 */  

Gazzetta ufficiale n. 332 E del 27/11/2001 pag. 0292 - 0298

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)1. AntefattiNel luglio 2000 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica COM(2000) 392 - C5-0429/2000 - 2000/0183 (COD) ai fini di un'adozione secondo la procedura di codecisione di cui all'articolo 251 del trattato che istituisce la Comunità europea  [1].[1]  GU C 365 del 19.12.2000, pag. 238.Il Comitato economico e sociale ha formulato il proprio parere in data 1° marzo 2001 [2].[2]  GU C 139 del 11.5.2001, pag. 15.Il Comitato delle regioni ha formulato il proprio parere in data 14 dicembre 2000 [3].[3]  GU C 144 del 16.5.2001, pag.60.Il 12 giugno 2001 il Parlamento europeo ha adottato in prima lettura una serie di emendamenti alla proposta [4].[4]  GU C [...] del [...], pag. [...].La presente proposta modificata illustra, conformemente all'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE, il parere della Commissione in merito agli emendamenti adottati il 12 giugno 2001 dal Parlamento europeo.2. Scopo della proposta della CommissioneLa direttiva sul servizio universale e i diritti degli utenti intende in primo luogo assicurare la fornitura di un servizio universale in materia di servizi telefonici accessibili al pubblico in un ambiente caratterizzato da una maggiore concorrenza e, in secondo luogo, garantire che la fornitura di tale servizio universale sia finanziata in modo tale di incidere il meno possibile sulla concorrenza nel settore. La direttiva stabilisce inoltre i diritti degli utenti e dei consumatori dei servizi di comunicazione elettronica e i corrispondenti obblighi delle imprese; contiene disposizioni atte a garantire l'interoperabilità delle apparecchiature di televisione digitale di consumo e la fornitura di taluni servizi obbligatori quali le linee affittate; riconosce agli Stati membri il diritto di stabilire che per determinati programmi radiofonici e televisivi vige "l'obbligo di trasmissione" ai fini di una loro diffusione su determinate reti al fine di garantirne una disponibilità universale; prevede inoltre che gli operatori della rete gestiscano le chiamate con il nuovo prefisso regionale europeo "3883", assegnato dall'UIT per lo spazio di numerazione telefonico europeo.3. Commento al parere del Parlamento europeo3.1. La posizione della Commissione in sintesiLa Commissione è in grado di accogliere integralmente, parzialmente o in linea di principio la maggior parte degli emendamenti votati dal Parlamento europeo. Molti degli emendamenti proposti tendono del resto a rafforzare o precisare la proposta iniziale della Commissione.3.2. Emendamenti adottati dal Parlamento europeo in prima letturaEmendamenti del Parlamento europeoIl Parlamento europeo ha adottato in prima lettura 65 emendamenti alla proposta iniziale della Commissione.Dei 62 emendamenti proposti dalla commissione Affari giuridici, 18 dei quali direttamente ripresi dal parere della commissione Industria, commercio estero, ricerca e energia mediante la procedura "Hugues migliorata", 60 sono stati votati in plenaria. Dei 14 emendamenti presentati in plenaria, 5 sono stati approvati, portando così a 65 gli emendamenti complessivamente proposti dal PE in prima lettura.Emendamenti del Parlamento europeo accolti dalla CommissioneLa Commissione ha accolto integralmente, parzialmente o in linea di principio i seguenti emendamenti: 2, da 4 a 33, da 35 a 39, 41, 42, da 44 a 47, 49, 52, 53, 54, 57, 58, 60 e 70. Molti degli emendamenti contenevano diverse parti distinte, alcune delle quali, ma non tutte, sono state giudicate accettabili dalla Commissione. Al punto 3.2.2 è illustrata la posizione della Commissione in merito a tutti gli aspetti degli emendamenti accettati parzialmente e viene indicato quali elementi sono stati recepiti e quali invece respinti.Emendamenti del Parlamento europeo non accolti dalla CommissioneLa Commissione non ha accolto gli emendamenti 1, 3, 34, 40, 43, 48, 51, 55, 56, 59, 61, 66, 72 e 73. I motivi sono illustrati in dettaglio al punto 3.2.1.3.2.1 Spiegazione degli emendamenti non accolti dalla CommissioneEmendamenti 1 e 37 (Questioni relative alla sicurezza)Gli emendamenti del Parlamento europeo intendevano introdurre nella direttiva sul servizio universale nuove disposizioni relative alla sicurezza, in particolare alla sicurezza delle reti e ai rischi di violazione di tale sicurezza, che già sono disciplinate dalla direttiva sulla protezione dei dati e sono pertanto superflue. La Commissione non vede la necessità di dettare le stesse disposizioni in due distinte direttive facenti parte di uno stesso pacchetto coerente di misure. Inoltre, tale approccio potrebbe ingenerare confusione all'atto dell'applicazione pratica in quanto se ne potrebbe dedurre che le istituzioni comunitarie perseguono obiettivi diversi mediante le stesse disposizioni in due direttive distinte.Emendamenti 3 e 43 (Spazio europeo di numerazione telefonica)Gli emendamenti 3 e 43 subordinano l'applicazione del prefisso regionale europeo "3883" ad un'analisi valutativa della Commissione. Lo studio in questione - già realizzato per conto della Commissione - è giunto alla conclusione che esiste una domanda potenziale, proponendo pertanto di creare uno spazio europeo della numerazione telefonica ed un apposito prefisso regionale europeo. Il prefisso è stato assegnato dall'UIT. Lo sfruttamento commerciale dei servizi legati a tale prefisso consentirà alle imprese europee di sviluppare servizi paneuropei accessibili mediante un numero unico in tutta Europa. Il Consiglio ha già approvato in due occasioni la creazione dello spazio europeo di numerazione. Subordinare l'attuazione del prefisso europeo ad un ulteriore studio significherebbe rimettere in discussione un impegno già assunto dal livello politico.Emendamento 34 (Contratti con i consumatori)La Commissione ha ritenuto che l'emendamento 34 proposto dal PE, nel quale si richiede che le clausole dei contratti con i consumatori siano eque e trasparenti e siano formulate in un linguaggio chiaro e comprensibile, sia superfluo in quanto tali disposizioni sono già previste nelle direttive 97/7/CE e 93/13/CEE sulla tutela dei consumatori.Emendamento 40 (Assistenza mediante operatore e servizi di consultazione elenchi)L'emendamento del Parlamento europeo propone che i servizi di assistenza mediante operatore e di consultazione elenchi siano forniti gratuitamente o a tariffa minima. La Commissione ha respinto l'emendamento per due motivi. I servizi in questione sono parte integrante del servizio universale, devono essere forniti a tutti gli abbonati a prezzi ragionevoli e sono soggetti alla supervisione delle autorità nazionali di regolamentazione, incaricate di sorvegliare le condizioni di prestazione del servizio universale. In secondo luogo, per i servizi di consultazione elenchi esiste ormai una situazione di concorrenza tra gli operatori. Oltre ai servizi di consultazione elenchi compresi nel servizio universale, infatti, gli utenti finali possono ormai fare uso di altri elenchi, in forma elettronica o cartacea. Prevedere la gratuità o comunque un prezzo minimo per tutti i servizi di consultazione elenchi rappresenterebbe una regolamentazione eccessiva che soffocherebbe la concorrenza nel settore.Emendamento 48 (Accesso ai servizi ad accesso condizionato)In questo emendamento il Parlamento europeo propone che gli operatori radiotelevisivi abbiano accesso ai servizi ad accesso condizionato e alle strutture correlate laddove necessario per la ricezione pubblica di determinati programmi, e che tali programmi siano facilmente accessibili ed indicati col dovuto rilievo nei navigatori e nelle guide. L'emendamento si compone di due parti distinte, entrambe respinte dalla Commissione seppur con motivazioni diverse. La prima parte, relativa ai servizi ad accesso condizionato e alle strutture correlate, è già disciplinata dalla direttiva sull'accesso e l'interconnessione, in forza delle cui disposizioni gli operatori radiotelevisivi dispongono di un accesso a tali servizi e strutture a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie. La seconda parte dell'emendamento (presentazione dei programmi nei navigatori e nelle guide) è una norma che riguarda i contenuti, materia che non solo non rientra nel campo di applicazione della presente direttiva sul servizio universale ma che esula del tutto dal pacchetto normativo delle telecomunicazioni.Emendamento 51 (Analisi periodica dei mercati)Questo emendamento del Parlamento europeo obbligherebbe le autorità nazionali di regolamentazione ad effettuare ogni anno un'analisi dei prezzi al dettaglio delle linee affittate. La Commissione ritiene che la periodicità prospettata sia eccessiva.Emendamento 55 (Risoluzione delle controversie)L'emendamento 55 propone di istituire in ogni Stato membro uno sportello nazionale reclami con procedure "accessibili". La Commissione condivide l'intento che anima l'emendamento, ma lo considera eccessivamente vincolante e contrario al principio di sussidiarietà.Emendamento 56 (Disposizioni dell'allegato I in materia di cessazione del collegamento)L'emendamento 56 priva gli Stati membri del potere discrezionale di decidere, in materia di mancato pagamento delle fatture, se autorizzare o meno che, prima della totale cessazione del collegamento, possano essere effettuate le chiamate che non comportano un addebito per l'abbonato (ad es. chiamate entranti). La Commissione ritiene che sia preferibile lasciare agli Stati membri la facoltà di decidere quali provvedimenti applicare nel caso di mancato pagamento. L'allegato stabilisce già che la cessazione del collegamento per mancato pagamento debba avvenire solo previa diffida all'abbonato. L'allegato prevede una certa flessibilità ed autorizza gli Stati membri a far sì che, per un determinato lasso di tempo prima della totale cessazione del collegamento, possano essere effettuate le chiamate senza addebito. La Commissione ritiene che tale disposizione sia sufficiente.Emendamento 59 (Soppressione del riferimento al sistema di recupero dei costi basato sull'IVA)L'emendamento del Parlamento europeo consiste nella cancellazione del paragrafo 3 dell'allegato IV, parte B. Il paragrafo in questione prevede che, per motivi di trasparenza e coerenza, gli Stati membri valutino la possibilità di effettuare i prelievi su operatori e fornitori di servizi ricorrendo ad un meccanismo basato sull'IVA. Sarà sempre più difficile in futuro finanziare i costi del servizio universale all'interno del settore in base a meccanismi amministrativi semplici ed efficaci. La Commissione ritiene opportuno lasciare impregiudicata la possibilità di ricorrere a metodi diversi, quali un'imposizione sul valore aggiunto. In futuro, la convergenza farà sì che i fondi di finanziamento tradizionali saranno sempre più difficili da gestire.Emendamenti 61, 72 e 73 (Allegato VI, Interoperabilità delle apparecchiature di televisione digitale di consumo)L'emendamento 61 del Parlamento europeo esige che gli apparecchi televisivi siano muniti di un'interfaccia comune che consenta ai consumatori di azionare il televisore con qualsiasi decodificatore. La Commissione condivide l'intento di mirare all'interoperabilità ma ha respinto l'emendamento ritenendolo eccessivamente vincolante e del resto già compreso nelle disposizioni del paragrafo 2 dell'allegato VI. L'emendamento 72 prevede che i terminali equipaggiati per la visualizzazione e l'esecuzione di offerte digitali interattive garantiscano che i servizi aggiuntivi che vengono trasmessi in chiaro siano accessibili in tutte le loro funzionalità. Il Parlamento europeo chiede inoltre che tali terminali siano compatibili con la norma MHP. La Commissione ha respinto l'emendamento per diversi motivi. Il concetto di "terminali" è troppo ampio e potrebbe comprendere anche apparecchi telefonici e personal computer. Anche il concetto di "offerte digitali interattive" è troppo vasto e vago. L'obbligo di compatibilità con la norma MHP è inaccettabile. L'applicazione di tale norma dovrebbe scaturire da un'autonoma decisione dell'industria. Pur essendo favorevole alla norma MHP, la Commissione non ritiene opportuno renderla obbligatoria in via legislativa.Emendamento 66 (Articolo 7, Misure speciali destinate agli utenti disabili)Nell'emendamento 66 il Parlamento europeo ha sostituito i termini "servizi telefonici" con "comunicazioni elettroniche" con l'effetto di ampliare la portata del servizio universale per gli utenti disabili senza una verifica dell'auspicabilità e della giustificazione di una tale misura. La Commissione ritiene che al momento tale misura sia sproporzionata.3.2.2 Emendamenti proposti dal Parlamento europeo ed accolti integralmente, parzialmente o in linea di principio dalla CommissioneEmendamento 2 e emendamenti da 24 a 30 (Considerando 19 e articolo 16, Regolamentazione delle tariffe al dettaglio)L'emendamento 2 apporta due modifiche al considerando 19 della direttiva (cancellazione del riferimento ai diritti esclusivi e aggiunta di un testo che precisa che l'intervento sul mercato al dettaglio sarà consentito solo se la regolamentazione relativa al mercato "all'ingrosso" è risultata inefficace). La Commissione accoglie integralmente la prima modifica e in linea di principio la seconda, nel senso che la regolamentazione sul mercato "all'ingrosso" potrebbe essere prioritaria rispetto a quella sul mercato "al dettaglio". Sono tuttavia necessari meccanismi di controllo delle tariffe al dettaglio praticate dagli operatori con rilevante potere di mercato per la fornitura dei servizi telefonici.Le due modifiche proposte nell'emendamento 24 sono state accolte solo in parte dalla Commissione. La prima modifica, che impone alle ANR di effettuare ogni anno un'analisi del mercato delle linee affittate, è stata ritenuta troppo onerosa ed artificiosa. Il quadro normativo deve essere flessibile e le ANR devono poter procedere all'analisi dei mercati ogniqualvolta lo ritengano necessario. La seconda modifica, che la Commissione accetta in linea di principio, detta alle ANR l'obbligo di procedere ad una consultazione pubblica in merito alle misure attinenti alla regolamentazione delle tariffe al dettaglio.L'emendamento 25 trasforma l'articolo in una disposizione più generica di regolamentazione delle tariffe al dettaglio e comprende misure relative alla fornitura di linee affittate. La Commissione, pur riconoscendo l'utilità di accorpare le disposizioni - disseminate in diverse parti del testo della direttiva - che trattano degli obblighi che possono essere imposti agli operatori con rilevante potere di mercato, non ha accolto la formulazione proposta. L'emendamento prevede anche un collegamento con la regolamentazione delle tariffe all'ingrosso degli operatori aventi rilevante potere di mercato della direttiva sull'accesso e l'interconnessione. La Commissione ha accolto la ratio della proposta, ma ha ritenuto che il testo della direttiva debba evitare di combinare servizi di linee affittate e servizi telefonici in un unico mercato al dettaglio dei servizi.L'emendamento 26 prevede l'obbligo per le ANR di intervenire per correggere situazioni che abbiano provocato denunce debitamente motivate e per garantire un'apertura dei mercati alla concorrenza laddove le esigenze di utenti e consumatori non siano soddisfatte dal mercato nazionale o transnazionale. La Commissione concorda sul fatto che per risolvere tali problemi potrebbero essere opportuni interventi correttivi sia sul mercato al dettaglio che su quello all'ingrosso, ma ritiene che le ANR debbano attivarsi non tanto per dar seguito alle denunce quanto piuttosto per garantire il conseguimento degli obiettivi specifici del pacchetto normativo globalmente considerato.Nell'emendamento 27 il Parlamento europeo sostituisce il termini "controllo delle tariffe al dettaglio" con i termini "controllo del mercato al dettaglio" ed aggiunge i termini "se del caso" prima di "ai sistemi di contabilità dei costi impiegati da tali imprese". La Commissione ha accolto entrambe le modifiche ritenendole coerenti con quelle dell'emendamento 26. Analogamente, l'emendamento 28 prevede di sostituire, all'articolo 16, paragrafo 5, i termini "regolamentazione delle tariffe" con i termini "controlli del mercato", per coerenza con le modifiche precedenti. Lo stesso emendamento stabilisce inoltre che i sistemi di contabilità dei costi debbano seguire gli indirizzi, i principi e le metodologie fissati dalle ANR. La Commissione ha accolto questa parte dell'emendamento ma ha respinto la parte nella quale il Parlamento europeo cancella l'obbligo per le ANR di pubblicare una dichiarazione di conformità.L'emendamento 29 propone di sostituire i termini "controllo delle tariffe al dettaglio" con i termini "controllo del mercato al dettaglio". La Commissione ha accolto la proposta per ragioni di coerenza con le modifiche precedenti. Nell'emendamento 30 il Parlamento europeo esige che le imprese soggette all'obbligo di orientare le loro tariffe ai costi pubblichino i loro sistemi di sconto. La Commissione ha accolto l'emendamento in linea di principio, ritenendo preferibile imporre l'obbligo di pubblicazione agli operatori designati quali aventi rilevante potere di mercato anziché alle imprese soggette all'obbligo di orientamento ai costi.Emendamenti 4 e 44 (Considerando 27 e articolo 24, Fornitura di prestazioni supplementari)Nell'emendamento 4 il Parlamento europeo propone l'aggiunta di una frase che faccia riferimento al fatto che la direttiva promuove lo sviluppo dei servizi di composizione da tastiera e di identificazione della linea chiamante su base paneuropea e che tali servizi saranno utili ai consumatori. La Commissione ha accolto la proposta. L'emendamento 44 obbliga gli Stati membri a rendere disponibili servizi supplementari, se fattibili sul piano tecnico e praticabili su quello economico, e a facilitarne l'accesso da uno Stato membro all'altro. La Commissione ha respinto la prima parte dell'emendamento ma ne ha accettato la seconda, che viene a colmare una lacuna della legislazione attuale.Emendamenti 5 e 18 (Considerando 32 e articolo 11, Qualità del servizio fornito dalle imprese designate)L'emendamento 5 raccomanda la coregolamentazione quale strumento per raggiungere standard qualitativi più elevati e servizi di migliore qualità e prevede che la regolamentazione formale sia revocata in caso di coregolamentazione. Il Parlamento europeo chiede che ogni misura di coregolamentazione si ispiri agli stessi principi della regolamentazione formale. Dal canto suo, la Commissione può accettare, in linea di principio, che la coregolamentazione sia uno strumento adeguato per promuovere più elevati standard qualitativi e migliori servizi, ma ritiene che la seconda parte dell'emendamento abbia carattere eccessivamente vincolante. Potrebbe infatti risultare necessario mantenere la regolamentazione formale anche in caso di applicazione di misure di coregolamentazione. L'emendamento 18 estende la portata degli obblighi di servizio universale in materia di qualità e di verifica anche alle misure a favore degli utenti disabili. La Commissione è favorevole a questa misura a favore degli utenti disabili ma ritiene che i parametri di tale verifica debbano essere meglio definiti.Emendamento 6 (Articolo 1, Finalità e campo di applicazione)Nell'emendamento 6 il Parlamento europeo propone lievi modifiche redazionali al paragrafo 2 dell'articolo e stabilisce, in un nuovo paragrafo 3, che la direttiva disciplina i diritti degli utenti e dei consumatori e definisce una gamma minima di servizi di qualità determinata che dovranno essere accessibili a tutti gli utenti e consumatori ad un prezzo ragionevole e senza determinare distorsioni della concorrenza. Il nuovo paragrafo prevede inoltre che la direttiva fissa gli obiettivi concernenti la prestazione di determinati servizi obbligatori, quali le linee affittate. La Commissione ha accolto gli emendamenti ritenendo che contengano importanti dichiarazioni sugli obiettivi della direttiva che non figuravano nella proposta iniziale.Emendamento 7 (Articolo 2, Definizioni)Nell'articolo dedicato alla definizione dei termini utilizzati nella direttiva il Parlamento europeo propone tre cambiamenti, due dei quali sono stati accettati dalla Commissione. Le modifiche alla definizione di "rete telefonica pubblica" rappresentano un'utile precisazione rispetto al testo iniziale. La terza proposta consiste nell'aggiunta di una definizione del concetto di "servizi correlati". La Commissione non la ritiene necessaria in quanto la definizione proposta abbraccia anche servizi mediante operatore che potrebbero rientrare nel concetto più vasto di servizio telefonico accessibile al pubblico di cui all'articolo 2, lettera e). La terza proposta in tema di definizioni riguarda l'elemento "presentazione" delle guide elettroniche ai programmi ma, trattandosi di una questione attinente alla regolamentazione dei contenuti, esula dal campo di applicazione del nuovo pacchetto normativo e non deve essere definita nella direttiva.Emendamento 8 (Articolo 3, Disponibilità del servizio universale)Il Parlamento europeo propone di aggiungere la "neutralità competitiva" tra i principi che presiedono all'attuazione del servizio universale. La Commissione ritiene che questa espressione sia adeguata e rispecchi la necessità di trovare un punto di equilibrio tra finanziamento della disponibilità universale dei servizi e crescente pressione competitiva sui mercati.Emendamento 9 (Articolo 4, Fornitura dell'accesso da ubicazioni fisse)Il Parlamento europeo ha proposto tre diversi emendamenti all'articolo 4 della direttiva per quanto riguarda la definizione degli obblighi di servizio universale. L'emendamento prevede che l'accesso ad Internet sia "efficace", obbliga gli Stati membri a tener conto delle tecnologie più diffuse nel determinare la velocità di trasmissione e prescrive che gli Stati membri non determinino velocità di trasmissione superiori a quelle disponibili al grande pubblico. La Commissione ha ritenuto che l'aggiunta del termine "efficace" sarebbe stato causa di confusione e di scarsa coerenza a livello di attuazione ed ha pertanto respinto la proposta. Per quanto riguarda la determinazione di quale velocità di trasmissione per l'accesso ad Internet debba essere considerata far parte del servizio universale, è opportuno far riferimento alla velocità di trasmissione effettivamente "utilizzata dal grande pubblico" e non a quella "disponibile al grande pubblico". La Commissione ha respinto la proposta ritenendo la formulazione troppo generica. L'obbligo per gli Stati membri di tener conto delle tecnologie più diffuse nel determinare la velocità di trasmissione è senza dubbio una considerazione importante che deve tuttavia essere attentamente valutata alla luce delle circostanze. La qualità del servizio per l'utente che si collega dipende da fattori che né l'operatore della rete né il fornitore di servizi Internet sono in grado di controllare. Si tratta in altri termini di una considerazione che rientra in un più generale giudizio di opportunità. La Commissione accoglie pertanto l'emendamento in linea di principio ma ritiene che l'ultimo concetto possa essere meglio espresso in un considerando.Emendamento 10 (Articolo 6, Telefoni pubblici a pagamento)Il Parlamento europeo ha proposto un emendamento inteso a chiarire che gli Stati membri "possono decidere di non imporre determinati obblighi" e non "decidere di non applicare determinate disposizioni". La Commissione riconosce che la nuova formulazione migliora il testo originale.Emendamento 11 (Articolo 7 Misure speciali destinate agli utenti disabili e agli utenti con esigenze particolari)L'emendamento proposto dal Parlamento europeo avrebbe avuto l'effetto di trasferire l'articolo nel capo della direttiva relativo agli interessi e diritti degli utenti e dei consumatori. L'emendamento propone inoltre di aggiungere un riferimento all'obbligo, per gli Stati membri, di definire il profilo degli utenti con esigenze particolari dopo aver proceduto ad una consultazione pubblica. La Commissione ha respinto la prima parte dell'emendamento in quanto l'articolo è parte integrante del pacchetto minimo di servizi definito sotto il capo relativo agli obblighi di servizio universale, ma è per contro favorevole al ricorso ad una consultazione pubblica per definire il profilo degli utenti con esigenze particolari.Emendamenti 12 e 13 (Articolo 8, Designazione dei gestori)L'emendamento propone di subordinare la designazione dell'impresa o delle imprese tenute a fornire il servizio universale ad una proposta dell'autorità di regolamentazione nazionale. Nello stesso emendamento, il Parlamento europeo sopprime il riferimento alla necessità di coprire l'intero territorio nazionale ed indica che i vari operatori designati possono essere tenuti a fornire i diversi elementi del servizio e/o a coprire le diverse parti del territorio. La Commissione ha respinto i primi due emendamenti. La decisione di uno Stato membro non può essere subordinata ad una proposta dell'ANR e la soppressione dell'obbligo di coprire l'intero territorio nazionale non è controbilanciata dal nuovo testo aggiunto alla disposizione, testo peraltro accettabile per la Commissione. Nell'emendamento 13 il Parlamento europeo propone di far precedere la designazione degli operatori da una fase di consultazione pubblica. La Commissione è favorevole a questa disposizione che accresce la trasparenza del procedimento di designazione delle imprese tenute a fornire il servizio universale. Nella seconda parte dell'emendamento, il Parlamento europeo stabilisce l'obbligo di garantire in ogni caso il mantenimento dell'integrità della rete e della continuità e qualità del servizio. Pur accogliendo il principio, la Commissione ha preferito riservargli un articolo distinto.Emendamenti 14 e 15 (Articolo 9, Accessibilità delle tariffe)L'emendamento 14 propone di sostituire il titolo dell'articolo 9 con "Accessibilità delle tariffe". La Commissione ha accolto la modifica. Il Parlamento europeo ha inoltre precisato quali tariffe sorvegliare e le modalità di tale sorveglianza, precisazioni che la Commissione ha ritenuto eccessive. Nell'emendamento si suggerisce inoltre che tutti i settori della popolazione, compresi i consumatori a basso reddito o con esigenze particolari, abbiano accesso e possano efficacemente utilizzare i servizi telefonici. La Commissione accetta questa aggiunta al testo. Nell'emendamento 15 il Parlamento europeo propone una nuova descrizione del profilo dei consumatori aventi diritto a tariffe speciali e chiarisce il testo della proposta iniziale. La Commissione ha accolto entrambe le proposte.Emendamenti 16 e 17 (Articolo 10, Disposizioni specifiche relative all'accessibilità delle tariffe e al controllo delle spese)L'emendamento 16, accolto dalla Commissione, chiarisce la formulazione della disposizione relativa alla fornitura di servizi aggiuntivi. Anche l'emendamento 17, pure accolto dalla Commissione, propone una lieve modifica che rende più perspicuo il testo originale.Emendamenti 19 e 20 (Articolo 12, Calcolo del costo del servizio universale)L'emendamento 19 rende più stringenti le disposizioni dell'articolo 12 prevedendo l'obbligo, per le ANR, di stabilire se e in quale misura il servizio universale comporti un onere eccessivo per le imprese. La Commissione ha accolto la proposta. Con l'emendamento 20 il Parlamento europeo rende più stringente la disposizione relativa alla verifica del calcolo del costo netto in modo da garantire che le ANR effettuino i calcoli in modo trasparente e li rendano accessibili al pubblico. La Commissione ha accolto questo rafforzamento delle disposizioni.Emendamenti 21 e 22 (Articolo 13, Finanziamento degli obblighi di servizio universale)L'emendamento 21 apporta tre modifiche specifiche al testo, tutte accolte dalla Commissione, anche se la seconda modifica, di carattere più esplicativo che prescrittivo, dovrebbe preferibilmente figurare in un considerando. Nel paragrafo 1 i termini "possono decidere" sono sostituiti con "decidono" affinché sia chiaro che, qualora l'onere sia eccessivo, gli Stati membri hanno l'obbligo di indennizzare. La seconda modifica menziona sorteggi e aste quali fonti supplementari di finanziamento a disposizione dello Stato per indennizzare le imprese. Il terzo emendamento sostituisce "oppure" con "e/o" al termine del paragrafo 1, lettera a), per indicare che, compatibilmente con il disposto della direttiva, gli Stati membri possono ricorrere a forme di finanziamento miste. Il Parlamento europeo ha ritoccato la redazione dell'articolo per precisare il tipo di vigilanza che l'ANR è chiamata a svolgere in materia finanziaria. La Commissione ha accolto la modifica ritenendo che migliorasse il testo.Emendamento 23 (Articolo 15, Riesame del contenuto del servizio universale)L'emendamento, che precisava gli aspetti salienti su cui deve vertere il riesame del contenuto del servizio universale, è stato respinto dalla Commissione perché la formulazione, incentrata su precisi fattori e condizioni, potrebbe fra qualche anno compromettere il riesame di tale contenuto. La seconda parte dell'emendamento, relativa alla trasparenza e all'obbligo di riferire al Consiglio e al Parlamento europeo a seguito della procedura di riesame, è invece stata accolta.Emendamenti 31, 32 e 33 (Articolo 17, Contratti)L'emendamento 31 propone una modifica al paragrafo 1 dell'articolo 17 intesa a specificare che le indicazioni devono essere riportate "anteriormente alla conclusione del contratto". La Commissione ha respinto l'emendamento in quanto l'articolo, nella sua veste attuale, già tiene conto della richiesta del Parlamento europeo. Nella seconda parte dell'emendamento, accettata dalla Commissione, il Parlamento suggerisce di inserire nel contratto "i prezzi e le tariffe praticati", anche se soggetti a revisione. Nell'emendamento 32 il Parlamento europeo propone di sostituire "utenti e consumatori" con "abbonati a servizi di comunicazione elettronica", ma la Commissione ha solo in parte accolto il suggerimento, ritenendo improprio l'uso del termine "abbonati" nella fase precedente la conclusione del contratto. La direttiva quadro definisce gli abbonati come coloro che hanno già concluso un contratto con il fornitore di servizi. L'emendamento 33 prevede la sostituzione dei termini "utenti e consumatori" con quello di "abbonati" nel paragrafo 3 dell'articolo 17. La Commissione ha accolto la proposta basandosi sullo stesso ragionamento fatto per l'emendamento 32. Nell'emendamento 33 il Parlamento chiede inoltre che i consumatori siano informati del loro diritto di recesso quando vengano informati dell'intenzione del fornitore di modificare le condizioni del contratto. La Commissione ha accolto la proposta riscrivendo tuttavia l'intero paragrafo per garantire maggiore chiarezza al testo.Emendamento 35 (Articolo 18, Trasparenza e pubblicazione delle informazioni)Con l'emendamento 35 il Parlamento europeo obbliga le ANR a fornire informazioni, oltre che trasparenti, anche "accurate e aggiornate" in merito ai prezzi e alle tariffe vigenti. La Commissione ha ritenuto che non sia possibile alle ANR fornire informazioni accurate in merito ai prezzi e alle tariffe; l'obbligo di fornire informazioni aggiornate è stato tuttavia accolto. L'emendamento impone inoltre alle ANR l'obbligo di pubblicare regolarmente rapporti sull'andamento tariffario e di sviluppare guide interattive che consentano ai consumatori di confrontare le tariffe. La Commissione ha respinto entrambe le proposte considerando che rappresentassero un'eccessiva regolamentazione.Emendamenti 36 e 37 (Articolo 19, Qualità del servizio)Nell'emendamento 36 il Parlamento europeo ha aggiunto il termine "solo" chiarendo così il testo originale. La Commissione ha accolto la proposta. L'emendamento conteneva inoltre una proposta di nuovo articolo volto ad istituire l'obbligo per gli Stati membri di garantire l'integrità della rete e, in caso di catastrofi o di forza maggiore, la continuità di fruizione della rete pubblica. Il Parlamento europeo esige inoltre che sia garantita la continuità dei servizi di emergenza da ubicazione fissa. La Commissione ha accolto tutti gli emendamenti modificandone tuttavia la formulazione. L'emendamento prevede altresì che gli operatori della rete e i fornitori di servizi adottino tutte le misure atte a garantire la sicurezza dei servizi e che gli abbonati siano informati di eventuali rischi di violazione della sicurezza della rete, nonché dei mezzi per evitarli e dei relativi costi. La Commissione ha respinto questi emendamenti in quanto tali disposizioni figurano già nella direttiva sulla protezione dei dati.Emendamento 38 (Articolo 20, Interoperabilità delle apparecchiature di televisione digitale di consumo)Il Parlamento europeo ha proposto di sopprimere il secondo paragrafo dell'articolo. La Commissione ha accolto l'emendamento in quanto si tratta di una disposizione già prevista all'articolo 31 della direttiva.Emendamento 39 (Articolo 21, Servizi di assistenza mediante operatore e di consultazione elenchi)La Commissione ha accolto la proposta del Parlamento europeo che gli abbonati siano repertoriati gratuitamente negli elenchi accessibili al pubblico dato che per gli elenchi universali si procede già in questo modo.Emendamenti 41 e 42 (Articolo 22, Numero di emergenza europeo)La Commissione ha accolto in linea di principio la richiesta di far figurare i telefoni per comunicazione alfanumerica tra i dispositivi di accesso ai servizi di emergenza, preferendo tuttavia ricorrere ad un considerando per spiegare come il testo contempli già questa possibilità. L'emendamento 42 subordina a due condizioni la possibilità, per le autorità preposte ai servizi di soccorso, di ottenere informazioni in merito all'ubicazione del chiamante. La Commissione ha accolto la prima ("laddove risulti tecnicamente possibile") ma non la seconda ("e non siano richiesti sforzi economici sproporzionati"). Le restanti modifiche comportano eccessivi dettagli sull'applicazione di tali disposizioni nonché un riferimento alla direttiva sulla protezione dei dati e la Commissione le ha respinte.Emendamenti 45 e 46 (Articolo 25, Portabilità del numero, selezione del vettore e preselezione del vettore)L'emendamento 45 prevede che il costo del servizio di portabilità del numero non sia dissuasivo per gli abbonati. La Commissione ha accolto la proposta rielaborandola tuttavia sul piano redazionale. L'emendamento 46 fa obbligo agli Stati membri di informare regolarmente gli utenti dei loro diritti in materia di portabilità del numero. La Commissione ha accolto la proposta in linea di principio nel senso che per garantire che i consumatori siano a conoscenza dei loro diritti vanno adottate misure ragionevoli.Emendamenti 47, 49 e 70 (Articolo 26, Obblighi di trasmissione)Gli emendamenti 47, 49 e 70 introducono diverse modifiche nell'articolo 26 che la Commissione ha accolto solo in parte. Il Parlamento europeo limita la portata degli obblighi di trasmissione ai "programmi radiofonici e televisivi conformemente alla missione pubblica del servizio radiotelevisivo", il che non comprende le reti commerciali che perseguono obiettivi di diversità culturale. L'emendamento 47 aggiunge i termini "o successivamente adattate" per designare le reti destinate alla distribuzione di servizi di diffusione televisiva e radiofonica. La proposta contiene elementi di flessibilità che tengono conto dei futuri sviluppi del settore ed è stata pertanto accolta dalla Commissione. L'emendamento 49 chiarisce il significato della proposta originaria sostituendo i termini "limitati nel tempo" con "soggetti a revisione periodica". L'emendamento 70 riconosce agli Stati membri la possibilità di "istituire un meccanismo di compensazione" per gli operatori della rete soggetti all'obbligo di trasmissione. La Commissione ritiene che non debba essere istituito un semplice meccanismo ma che vada sancito il principio stesso di un'adeguata compensazione ed ha pertanto respinto la proposta. La seconda parte dell'emendamento 70 indica che alla base del calcolo di tale compensazione vi siano i "costi netti" [un concetto specifico al servizio universale] della capacità di rete richiesta e il valore dei servizi trasmessi dagli operatori di radiotelevisione e dai fornitori di contenuti. La Commissione ha parzialmente accolto l'emendamento accettando di tener conto, nel calcolo della compensazione, dei costi sostenuti dagli operatori, della capacità di rete e del valore dei contenuti.Emendamento 52 (Articolo 28, Servizi obbligatori supplementari)L'emendamento 52 stabilisce che gli Stati membri assicurino una compensazione integrale alle imprese tenute ad assolvere obblighi diversi dal servizio universale ai sensi di questo articolo. La Commissione, persuasa che il ventaglio delle misure eventualmente richieste da questo articolo può essere vasta, ha ritenuto che non sia opportuno dettare l'obbligo di compensazione, che potrebbe risultare incompatibile con le norme del trattato in materia di aiuti di Stato. La Commissione ha quindi deciso di inserire un tale riferimento in un considerando.Emendamenti 53 e 54 (Articolo 29, Consultazione dei soggetti interessati)L'emendamento 53 stabilisce che, nelle consultazioni attinenti ai diritti degli utenti e dei consumatori, le ANR tengano conto anche del parere degli utenti disabili. La Commissione è favorevole a questa aggiunta. L'emendamento 54 propone di inserire un nuovo articolo che incoraggi gli Stati membri ad introdurre meccanismi di coregolamentazione e menziona gli articoli ritenuti maggiormente pertinenti a tal fine. La Commissione ha accolto la proposta in linea di principio ma solo in parte. Infatti, pur ritenendo il ricorso alla coregolamentazione compatibile con il modello giuridico, con i principi giuridici pertinenti e con l'approccio giuridico generale, la Commissione non reputa opportuno stabilire preventivamente in quali settori vada applicata la coregolamentazione indicandoli esplicitamente nell'articolo. Il principio, debitamente riformulato, potrebbe essere inserito in un considerando.Emendamenti 57 e 58 (Allegato II, Paragrafo introduttivo)La Commissione ha accolto la proposta di aggiungere all'allegato una frase che evidenzi l'importanza della norma che consente ai consumatori di scegliere con cognizione di causa. La Commissione ha altresì accettato l'obbligo, per gli Stati membri, di provvedere affinché i consumatori siano informati dei loro diritti per quanto concerne il servizio universale, ivi comprese le prestazioni elencate nell'allegato.Emendamento 60 (Allegato V, paragrafo 3)La Commissione ha accolto la cancellazione del testo proposta nell'emendamento 60 ritenendo che il testo in questione non fosse indispensabile.4. ConclusioniNel complesso la Commissione ha accolto gran parte degli emendamenti, recependoli integralmente, parzialmente o rispettandone il principio ispiratore. Ciò testimonia una certa armonia di vedute tra il Parlamento europeo e la Commissione. Se questa ha accolto la maggior parte degli emendamenti proposti in prima lettura ciò è dovuto anche al fatto che il Parlamento europeo ha fatto propri i principi ispiratori della proposta iniziale della Commissione. Le posizioni del Parlamento europeo e della Commissione in merito ai principali temi politici affrontati dalla direttiva sono in forte sintonia.