CELEX: 51993PC0680
Language: it
Date: 1994-06-15
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa alla qualità ecologica delle acque

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         COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                           COM(93) 680 def.
                                                          Bruxelles, 15.06.1994
                                                          94/0152 (SYN)
                                  Proposta di
                        DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
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                  relativa alla qualità ecologica delle acque
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 ---pagebreak---                                            RELAZIONE
1.       Motivazione della proposta
1.1.     Riferimento al Quinto programma d'azione
Nella risoluzione del 28 giugno 1988 il Consiglio Ambiente ha invitato la Commissione, alla luce
delle conclusioni del seminario ministeriale sulla politica comunitaria delle acque, tenutosi a
Francoforte il 27 e 28 giugno 1988, a presentare proposte in merito alla legislazione necessaria a
livello comunitario per migliorare la qualità delle acque superficiali della Comunità.
Il Quinto programma comunitario di politica e di azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo
durevole e sostenibile, approvato dalla risoluzione del Consiglio(1) del 1° febbraio 1993, richiede la
presentazione di una proposta di direttiva relativa al miglioramento della qualità ecologica delle
acque superficiali.
In conformità con le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo, la Commissione intende, con
la presente proposta, semplificare e rafforzare la normativa comunitaria sulle acque superficiali.
1.2. Basi scientifiche
Nonostante i progressi ottenuti nella qualità di talune acque superficiali negli ultimi anni, la qualità
generale deve essere migliorata in tutti gli Stati membri e la Commissione ritiene necessario che
questi ultimi effettuino una valutazione sistematica della qualità delle acque e che vengano adottate
misure supplementari per le singole acque superficiali della Comunità al fine di preservarne e
migliorarne la qualità.
La proporzione di acque costiere ed estuari danneggiati dall'inquinamento o dall'eutrofizzazione è
aumentata negli ultimi anni ed è tuttora in aumento. L'acidificazione costituisce un problema per
le acque inteme. Le sostanze inquinanti non notificate in passato, in particolare i pesticidi, e in
generale i microinquinanti, costituiscono un rischio notevole.
Con l'adozione della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane(2) e
della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai
nitrati provenienti da fonti agricole (3) è stato compiuto un passo decisivo verso la riduzione
dell'inquinamento delle acque superficiali della Comunità provocato dalle due più importanti fonti
di inquinamento idrico.
     (i)
         GUn. C 138 del 17.5.1993, pag. 1.
     (2)
         GU n. L 135 del 21.5.1991, pag. 40.
     (3)
         GU n. L 375 del 31.12.1991, pag. 1.
 ---pagebreak--- Inoltre, gli scarichi industriali più importanti che sono fonte di inquinamento delle acque saranno
disciplinati grazie all'adozione della direttiva del Consiglio sulla prevenzione e la riduzione integrate
dell'inquinamento(4).
Queste azioni costituiranno insieme i requisiti comunitari di base per la protezione delle acque
superficiali attraverso la riduzione dell'inquinamento proveniente da diverse fonti importanti.
L'attuazione di questa direttiva non potrà comunque garantire da sola la buona qualità di tutte le
acque superficiali della Comunità. Vi sono infatti anche molti altri fattori che contribuiscono a
rendere insoddisfacente la qualità delle acque in tutta la Comunità.
Gli altri fattori che contribuiscono gravemente al degrado della qualità delle acque possono essere
fonti puntuali, fonti diffuse, nonché altri fattori di origine antropica.
La presente proposta intende indurre gli Stati membri a prendere le misure complementari
necessarie, oltre ai requisiti di base relativi alle attività inquinanti, per garantire in ultima analisi una
buona qualità ecologica delle acque.
La presente proposta intende inoltre sostituire la legislazione esistente relativa alle acque idonee alla
vita dei pesci e alle acque destinate alla molluschicoltura e se il Consiglio, su proposta della
Commissione, adotta la revisione della direttiva sulle acque destinate al consumo umano(5), la
Commissione esaminerà la possibilità di abrogare anche la direttiva esistente sulla qualità delle
acque destinate alla produzione di acqua potabile.
Talune di queste fonti sono oggetto, direttamente o indirettamente, a livello comunitario, di altre
direttive più specifiche relative alla qualità delle acque a seconda dell'uso specifico(6), alle acque
destinate al consumo umano(7) e alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato da sostanze
pericolose(8). Altre fonti sono già oggetto di normative nazionali negli Stati membri, specialmente
l'inquinamento provocato dalle sostanze che figurano nell'elenco II della direttiva sulle sostanze
pericolose.
(4)
         COM(93) 423 def.
(5)
         Direttiva de Consiglio    80/778/CEE,     GU   L 229 del 30.8.1980, pag. 11
(6)
         Direttiva de Consiglio    76/160/CEE,     GU   n. L 31, del 5.2.1976, pag. 1.
         Direttiva de Consiglio    78/659/CEE,     GU   n. L 222, del 14.8.1978, pag. 1.
         Direttiva de Consiglio    79/923/CEE,     GU   n. L 281, del 10.11.1979, pag. 47.
         Direttiva de Consiglio    75/440/CEE,     GU   n. L 194, del 25.7.1975, pag. 26.
         Direttiva de Consiglio    79/869/CEE,     GU   n. L 271, del 29.10.1979, pag. 44.
(7)                                80/778/CEE,     GU   n. L 229, del 30.8.1980, pag. 11.
         Direttiva de Consiglio
(8)
         Direttiva de Consiglio    76/464/CEE,     GU   n. L 129, del 18.5.1976, pag. 23.
         Direttiva de Consiglio    86/280/CEE,     GU   n. L 181, del 4.7.1986, pag. 16.
         Direttiva de Consiglio    82/176/CEE,     GU   n. L 81, del 27.3.1982, pag. 29.
         Direttiva de Consiglio    84/156/CEE,     GU   n. L 74, del 17.3.1984, pag. 49.
         Direttiva de Consiglio    83/513/CEE,     GU   n. L 291, del 24.10.1983, pag. 1.
         Direttiva de Consiglio    84/491/CEE,     GU   n. L 274, del 17.10.1984, pag. 11.
 ---pagebreak--- Per alcune acque, dato il loro carattere transfrontaliera, la Comunità e gli Stati membri hanno
assunto impegni intemazionali che obbligano le parti contraenti ad adottare misure di riduzione delle
emissioni di taluni inquinanti provenienti da varie fonti di inquinamento.
Non esiste comunque, a livello comunitario, un meccanismo o una procedura generale e coerente
tale da garantire che le misure adottate siano sufficienti a far sì che la qualità delle acque
superficiali della Comunità si avvicini alla buona qualità ecologica e che vi siano l'indispensabile
concertazione tra gli Stati membri in materia di acque transfrontaliere e il coordinamento necessario
in relazione all'adempimento degli obblighi intemazionali assunti dagli Stati membri e/o dalla
Comunità.
La presente proposta costituisce lo strumento necessario per ottemperare adeguatamente agli
obblighi internazionali.
1.3. Obiettivi ambientali da raggiungere
Secondo "Lo stato dell'ambiente nella Comunità europea"(9), il 25% dei fiumi e dei canali della
Comunità non hanno acqua utilizzabile per la produzione di acqua potabile. Scopo della presente
proposta è garantire che questo e molti altri problemi di natura simile vengano affrontati
adeguatamente.
L'obiettivo ambientale da raggiungere è il mantenimento della qualità delle acque comunitarie dove
essa è già buona e il conseguimento della buona qualità ecologica dell'acqua in tutti gli altri casi.
La Commissione ha redatto la presente proposta, basata su disposizioni di carattere procedurale, allo
scopo di raggiungere il suddetto obiettivo.
Una massa d'acqua ha una buona qualità ecologica se la sua capacità di autopurificazione è
mantenuta, se la diversità delle specie naturali presenti è salvaguardata e se la struttura e la qualità
dei sedimenti sono tali da consentire la sopravvivenza della comunità biologica presente
nell'ecosistema (vedi anche il punto 2.8 sulla proporzionalità).
La protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento sarà oggetto di proposte distinte che la
Commissione presenterà come seguito del seminario ministeriale dell'Aia sulle acque sotterranee
(26-27.11.1991) e della risoluzione del Consiglio del 25 febbraio 1992(10).
La presente proposta contribuisce comunque già a preservare o a migliorare la qualità delle acque
sotterranee mediante una migliore protezione delle acque superficiali che, filtrando, possono venire
a contatto con le acque sotterranee ed entrare in comunicazione con le falde acquifere.
(9)
        COM(92) 23 def.
(10)
        GU n. C 59, del 6.3.1992, pag. 2.
 ---pagebreak--- 2. Sussidiarietà e costi
2.1. Obiettivi dell'azione proposta e obblighi della Comunità
La presente proposta è stata elaborata al fine di adempiere alle disposizioni dell'articolo 130 R del
trattato salvaguardando, tutelando e migliorando la qualità delle acque superficiali della Comunità
attraverso un'azione preventiva sulle fonti di inquinamento.
L'azione comunitaria è necessaria per proteggere la qualità delle acque e in particolare per:
         garantire che acque superficiali di buona qualità siano disponibili per l'estrazione per tutti
         gli usi legittimi in ogni tempo e luogo;
         salvaguardare il potenziale ricreativo delle acque superficiali della Comunità;
         coordinare gli sforzi degli Stati membri volti a migliorare la qualità delle acque superficiali,
         allo scopo, tra l'altro, di rispettare gli obblighi intemazionali della Comunità;
         garantire una soluzione ai problemi dell'inquinamento idrico transfrontaliere.
2.2.     L'azione proposta è di competenza esclusiva della Comunità o tale competenza è condivisa
         con gli Stati membri?
L'obiettivo principale della presente proposta è quello di salvaguardare e migliorare la qualità
ecologica delle acque superficiali in conformità con gli obiettivi indicati dall'articolo 130 R del
trattato CEE.
La base giuridica della proposta è quindi l'articolo 130 S, paragrafo 1, del trattato CEE e la
competenza è condivisa con gli Stati membri.
2.3. La dimensione comunitaria del problema
Tutti gli Stati membri sono interessati dalla presente azione.
Le misure supplementari necessarie per garantire la disponibilità di acqua pulita possono non avere
grande rilievo per molte acque, ciononostante sono necessarie per garantire la disponibilità delle
 risorse idriche per i legittimi usi economici e ricreativi e per il consumo umano.
 Sebbene esistano già numerosi programmi nazionali e intemazionali per il miglioramento della
 qualità delle acque superficiali che interessano talune acque, un gran numero di acque superficiali
 comunitarie è escluso da tali interventi sistematici. L'esperienza insegna che, in assenza di un'azione
 comunitaria, l'istituzione di tali programmi richiede un evento scatenante: l'incendio accidentale
 della Sandoz nel 1986, che ha portato al Programma d'azione per il Reno, così come le fuoruscite
 accidentali di petrolio del Torrey Canyon, dell'Amoco Cadiz, dell'Exxon Valdez, e di Braer, che
 sono state all'origine di numerose iniziative a livello comunitario e internazionale.
 ---pagebreak--- 2.4. Quale soluzione risulta più efficace confrontando i mezzi
       a disposizione della Comunità con quelli degli Stati membri?
L'azione necessaria per realizzare gli obiettivi operativi definiti dagli Stati membri può variare a
seconda delle condizioni regionali.
Vi sono altre disposizioni legislative comunitarie sulle acque che definiscono le misure di base a
tutela delle acque superficiali contro l'inquinamento e per il miglioramento della loro qualità
ecologica. Tra queste citeremo il trattamento delle acque reflue urbane, la prevenzione
dell'inquinamento diffuso da nitrati provenienti da fonti agricole e la limitazione degli scarichi di
talune sostanze pericolose. Inoltre, una volta adottata, la proposta sulla riduzione e la prevenzione
integrate dell'inquinamento aggiungerà misure di base per limitare gli scarichi di sostanze inquinanti
nelle acque superficiali da parte dei grandi settori industriali.
Pertanto, la presente proposta deve limitarsi unicamente alle azioni aggiuntive rispetto alle misure
di base già prese altrove. Grazie a queste azioni aggiuntive, gli Stati membri potranno trarre il
massimo beneficio dai notevoli investimenti operati per l'attuazione delle misure già decise o prese.
Le nuove misure riguardano, tra l'altro, la riduzione degli scarichi di sostanze inquinanti non
disciplinati da provvedimenti esistenti, l'introduzione di pratiche ecocompatibili in determinati
settori, quali per esempio l'agricoltura, la pesca e i trasporti, la regolamentazione dei prodotti che
possono essere causa di inquinamento, la regolamentazione delle fonti di inquinamento atmosferico
che causa poi un inquinamento delle acque ecc. Tali misure possono essere anche azioni positive
per garantire il libero passaggio degli organismi acquatici e tutelare il loro habitat.
Per individuare le soluzioni più efficaci anche sotto il profilo economico, si deve esaminare di volta
in volta quali sono le azioni aggiuntive più opportune e come ci si può accertare che esse formano
un tutto coerente.
Si deve anche tener presente che altri settori oggetto di politiche comunitarie, per esempio la pesca,
 l'agricoltura, la politica regionale e i trasporti interagiscono con la politica di qualità delle acque.
Le azioni intraprese in questi altri settori possono semplificare quelle destinate al miglioramento
della qualità delle acque e, viceversa, le azioni destinate alla qualità delle acque possono agevolare
 la realizzazione degli obiettivi fissati per gli altri settori.
 L'esperienza dimostra che in questi settori, in assenza di norme comunitarie giuridicamente
 vincolanti, nessuna azione di rilievo è intrapresa, anche qualora gli Stati membri e la Comunità si
 siano politicamente impegnati in tal senso. E' questo il caso, in particolare, dei nutrienti e dei
 pesticidi derivanti da attività che sono per altro verso soggette a livello comunitario a una normativa
 di carattere generale, come ad esempio nel caso dell'agricoltura.
 Alcune azioni aggiuntive per migliorare la qualità delle acque saranno quindi prese, per essere più
 efficaci, a livello degli Stati membri, mentre altre dovranno essere prese dalla Comunità, comprese
 quelle che riguardano altre politiche comunitarie, ma che sono tuttavia necessarie per consentire agli
 Stati membri di intervenire con successo per ridurre l'inquinamento dei settori in questione.
 ---pagebreak--- Inoltre, a causa dei movimenti transfrontalieri di numerose acque superficiali e del conseguente
trasporto di inquinanti, azioni isolate da parte dei singoli Stati membri possono spesso risultare non
efficaci rispetto ai costi, o inefficaci del tutto, come ad esempio nell'area del Mare del Nord e dei
bacini idrografici collegati. In tali casi è necessaria un'azione della Comunità per attuare soluzioni
efficaci rispetto ai costi.
In conformità dell'articolo 130 R del trattato, la Comunità ha quindi l'obbligo di intervenire per
contribuire al miglioramento della qualità delle acque.
Il principio della divisione dei compiti tra Comunità e Stati membri si ritrova anche nell'attuazione
di diverse convenzioni intemazionali per la tutela delle acque delle quali la Comunità e alcuni, o
tutti gli Stati membri sono parti contraenti. Tra le misure decise nell'ambito di tali convenzioni ve
ne sono alcune da attuare a livello comunitario, mentre altre sono di esclusiva competenza degli
Stati membri.
Attualmente, non esiste un obbligo imposto dalla Comunità agli Stati membri di prendere tali misure
aggiuntive per migliorare la qualità delle acque e quindi non vi è la possibilità di garantire che le
misure comunitarie che possono avere effetti benefici sull'inquinamento idrico siano completate
negli Stati membri da misure concertate per poter assicurare la realizzazione generale della politica
comunitaria a favore delle acque.
Con la presente porposta si intende colmare tale lacuna. Conformemente agli articoli 130 R e 3 B
del trattato, essa lascia liberi gli Stati membri di decidere, tenendo conto delle condizioni regionali
e locali e tenendo anche conto della protezione di tutte le altre acque interessate, quali siano le
 azioni necessarie per migliorare la qualità delle acque.
 2.5.    Valore aggiunto apportato dall'azione comunitaria e costi che comporterebbe l'assenza di
         azione comunitaria
 La presente proposta ha l'obiettivo di creare il contesto necessario affinché gli Stati membri
 definiscano e applichino le misure supplementari, oltre a quelle già contenute nella legislazione
 comunitaria, per ottenere una buona qualità ecologica delle loro acque superficiali. Si tratta pertanto
 di una proposta tesa a garantire che gli Stati membri siano in grado di trarre il massimo vantaggio
 dai notevoli investimenti e sforzi profusi nell'attuazione della legislazione comunitaria in materia
 di acque reflue urbane, di inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole, di scarichi di
 sostanze pericolose e, all'adozione della proposta, di prevenzione e controllo dell'inquinamento
 industriale. Tra l'altro, la proposta garantirà che, a seguito di un semplice trattamento, l'acqua
 superficiale diventi una risorsa adeguata a scopi industriali, agricoli e domestici.
 I vantaggi sono quelli associati alla qualità ecologica e all'uso sostenibile delle acque superficiali:
 maggiori possibilità di usi ricreativi da parte delle popolazioni locali, conservazione dei valori e
 delle specie naturali, maggiore potenziale turistico, maggiori riserve ittiche e, soprattutto per quanto
 riguarda le acque dolci, miglioramento qualitativo e quantitativo di un'importante risorsa per la
 ---pagebreak---     produzione di acqua potabile, per usi agricoli, industriali e ricreativi e per altri usi essenziali alle
    attività umane ed economiche. L'acqua svolge anche un ruolo essenziale per la salvaguardia degli
    ecosistemi. L'acqua dolce superficiale rappresenta attualmente la materia prima da cui si stima derivi
    il 30% dell'acqua potabile della Comunità.
    Alcuni benefici (conservazione della natura e usi ricreativi) non possono essere quantificati in
    termini monetari. Altri (turismo e risorse ittiche) possono essere quantificati con estrema difficoltà
    e con molta incertezza. Infine, per quanto riguarda le acque superficiali destinate a vari usi, i
    benefici possono corrispondere al risparmio nei costi di trattamento delle acque in questione
    derivante dall'attuazione della proposta in esame.
    La parte facilmente quantificabile dei benefici può pertanto essere tradotta nei costi aggiuntivi legati
    al trattamento avanzato delle acque superficiali estratte per eliminare l'inquinamento prima dell'uso.
    In base alle informazioni fomite alla Conferenza della Commissione sull'acqua potabile tenutasi nel
    settembre del 1993, i costi per il trattamento avanzato destinato ad eliminare i pesticidi nell'1% di
    tutte le acque attualmente estratte richiederebbero un investimento di circa 5 000 Mio di ECU.
    La proposta migliorerà anche e, in parte, aggiornerà, la coerenza della politica comunitaria a favore
    dele acque. La proposta contribuirà tra l'altro a:
             tutelare tutti ì benefici derivanti dai notevoli investimenti, già fatti o decisi, volti a
             migliorare la qualità delle acque superficiali;
             comprendere tutte le acque superficiali della Comunità nella politica comunitaria a favore
             delle acque, contrariamente a quanto avviene ora in cui le principali direttive relative alla
             qualità delle acque superficiali riguardano unicamente le acque designate o individuate dagli
             Stati membri;
             comprendere tutte le sostanze chimiche tossiche o nocive che hanno effetti negativi
             sull'ambiente, invece di comprendere unicamente alcune sostanze, come avviene ora in base
             agli allegati delle direttive esistenti sulla qualità delle acque superficiali;
             controllare e classificare la qualità delle acque conformemente alle più aggiornate
             conoscenze sulla qualità delle acque superficiali, in base ad una classificazione della qualità
             biologica e chimica;
             poter raffrontare in tutta la Comunità i risultati dei controlli e delle classificazioni della
             qualità delle acque superficiali;
             chiedere agli Stati membri di attuare i loro programmi di miglioramento della qualità delle
             acque entro certi termini, per realizzare, ove necessario, una buona qualità ecologica delle
             acque, e di riferirne alla Comunità;
(2)
 ---pagebreak---          predisporre un quadro per un'attuazione efficace degli obblighi sottoscritti dalla Comunità
         e dagli Stati membri nell'ambito di convenzioni intemazionali o di altri impegni assunti a
         livello intemazionale.
Poiché i miglioramenti necessari per le singole acque e il ritmo al quale gli Stati membri intendono
attuare tali miglioramenti sono attualmente sconosciuti, non è possibile fornire con esattezza una
stima globale dei costi che l'applicazione della proposta comporta. Tali costi, conformemente al
principio "chi inquina paga", saranno addebitati agli inquinatori stessi.
Si prevede che gli investimenti in misure supplementari necessarie a garantire una buona qualità
ecologica delle acque superficiali rientrino nelle tre categorie seguenti:
1)       progetti di risanamento per accelerare il ripristino di acque dolci deteriorate;
2)       misure riguardanti le industrie, non contemplate dalla proposta relativa alla prevenzione e
         al controllo integrati dell'inquinamento;
3)       misure nell'ambito dell'agricoltura e dell'acquicoltura per ridurre l'inquinamento delle acque
         superficiali.
Oltre a questi investimenti, altri costi possono derivare qualora fosse necessario ridurre l'estrazione
dell'acqua per soddisfare gli obiettivi della proposta.
Dall'esperienza maturata con le azioni e i programmi attuati dagli Stati membri, è comunque
possibile fornire stime di massima dei costi che gli Stati membri dovranno sostenere per l'attuazione
della presente proposta. Per ottenere questi costi aggiuntivi, si dovrebbero dedurre gli investimenti
già approvati o concessi ai sensi della legislazione nazionale o ad altro titolo.
Il ripristino dei fiumi e dei laghi teso ad accelerare il risanamento di acque danneggiate può essere
realizzato nell'ambito dei programmi integrati, anche se la proposta non contiene alcun obbligo in
merito a tali attività. L'investimento massimo per tale ripristino è stimato in 400-600 Mio di ECU.
Il bacino del Reno è stato preso come parametro di riferimento per stimare gli investimenti
industriali necessari per conformarsi alla proposta di direttiva. Il bacino in questione, che
rappresenta circa il 30% della produzione industriale della Comunità, è stato scelto innanzitutto
perché sono ben noti i costi del programma d'azione per il Reno, condotto nell'ambito della
Commissione intemazionale per la protezione del Reno, che persegue obiettivi analoghi a quelli
della presente proposta, e in secondo luogo per l'elevata concentrazione di industrie e popolazione
in questa zona. La densità di produzione industriale nella parte del bacino del Reno contemplata dal
programma d'azione summenzionato è pertanto 3,4 volte superiore alla media comunitaria, mentre
la densità di popolazione è circa doppia rispetto al resto della Comunità.
 Sulla base degli investimenti approvati nell'ambito del programma d'azione per il Reno, si può
 stimare che gli investimenti industriali complessivi, a livello comunitario, necessari per garantire
 una sufficiente tutela dell'ambiente acquatico siano dell'ordine di 15-20 000 Mio di ECU. La parte
 ---pagebreak--- più consistente di essi è destinata all'applicazione, nell'industria, dei requisiti previsti dalla proposta
sulla prevenzione e il controllo integrati dell'inquinamento, quando questa sarà adottata, e dalla
legislazione comunitaria già in vigore in materia di sostanze pericolose e di trattamento delle acque
reflue urbane. Pertanto, si prevede che gli ulteriori investimenti dell'industria richiesti ai sensi della
presente proposta non superino i 2 000 Mio di ECU.
L'esperienza acquisita con il programma d'azione per il Reno dimostra che non bisogna attendersi
effetti negativi apprezzabili sulla competitività industriale, purché gli Stati membri tengano conto
dell'adattamento alle nuove condizioni nell'elaborazione dei programmi integrati.
Per quanto riguarda in particolare il settore agricolo, si prevede che gli adattamenti della politica
agraria comune recentemente approvati possano contribuire a dare agli agricoltori la possibilità di
adottare le misure supplementari ritenute necessarie per conseguire gli obiettivi dei programmi
integrati.
Per evitare che determinati settori, per esempio quello agricolo, debbano affrontare costi elevati in
seguito ad un'attuazione troppo rapida delle misure prese per migliorare la qualità delle acque
nell'ambito dei programmi integrati, la proposta non definisce i tempi entro i quali le misure
dovranno essere prese, lasciando così ai diversi settori la possibilità di adattarsi alle nuove
condizioni. La decisione sui tempi di attuazione è infatti lasciata agli Stati membri.
Gli ulteriori investimenti complessivi negli Stati membri resi necessari dall'adozione della presente
proposta non dovrebbero pertanto superare 1 3 000 Mio di ECU. Un'azienda di consulenza
ambientale ha stimato che gli investimenti comunitari complessivi in materia di ambiente nel 2000
saranno pari a 100 000 Mio di ECU; prevedendo che saranno necessari 10 anni per applicare
interamente le misure da adottare ai sensi della presente proposta, l'investimento stimato sarà
nettamente inferiore all'I % degli investimenti complessivi annui in materia di ambiente nel periodo
in questione.
I costi che gli Stati membri dovranno affrontare per il monitoraggio, la realizzazione di inventari
e la pianificazione sono costituiti dai costi di gestione richiesti da una applicazione economicamente
efficace dei programmi integrati. Visto il ruolo sempre più importante che la spesa ambientale
assume nell'economia, diventa imprescindibile disporre di una buona conoscenza della situazione
ambientale onde garantire una coerenza tra gli obiettivi da raggiungere e i mezzi impiegati allo
scopo, tra cui gli investimenti richiesti.
Nella presente proposta si è posto l'accento su un contesto gestionale, per garantire la coerenza tra
gli obiettivi ambientali, le conoscenze sulla qualità dell'ambiente acquatico superficiale e le fonti
di inquinamento, e le decisioni sulle misure da adottare. Si può dunque ritenere che i costi di
gestione della proposta sono quelli necessari a mettere in atto tale coerenza, evitando così eventuali
costi aggiuntivi per il trattamento delle acque estratte.
 Sulla base delle informazioni in merito alla portata del controllo della qualità delle acque
 superficiali e ai relativi costi in determinati Stati membri, si stima che la spesa annua attualmente
sostenuta negli Stati membri ammonti a circa 150 Mio di ECU, cifra che comprende i costi di
monitoraggio previsti dalle direttive, che saranno abrogate all'adozione della presente proposta. Alla
                                                     10
 ---pagebreak--- sua attuazione, si prevede un aumento della spesa pan a circa 500 Mio di ECU all'anno; i costi
supplementari sono dunque nell'ordine dei 350 Mio di ECU annui, pan a circa 1 ECU pro capite.
Secondo i dati ufficiali, ogni anno nella Comunità vengono estratti circa 170 000 milioni di m3 di
acque superficiali destinate a usi diversi. Per alcuni Stati membri, questa quantità comprende l'acqua
impiegata per il raffreddamento e per l'irrigazione, e dunque non rispecchia direttamente la quantità
di acqua che deve rispettare criteri di qualità più rigorosi come quella usata per scopi domestici e
per alcune applicazioni industriali. Non sono invece disponibili dati sistematici sulle quantità di
acqua impiegate per scopi diversi a livello comunitario: probabilmente, metà di essa deve soddisfare
requisiti di qualità più severi.
Il costo puramente economico connesso alla mancata attuazione della presente proposta può essere
rappresentato dai costi necessari per il trattamento speciale dell'acqua che non è più adeguata ai
requisiti di qualità previsti. In base a questo principio, se la proposta non viene adottata e oltre lo
0,5% delle acque di superficie estratte deve essere sottoposto ad un trattamento avanzato per
eliminare le sostanze inquinanti (ad esempio ì pesticidi), i costi di investimento saranno superiori
agli investimenti necessari ad attuare la proposta.
2.6. Gli strumenti a disposizione della Comunità
Gli strumenti a disposizione in questo caso sono un regolamento del Consiglio, una direttiva e una
raccomandazione del Consiglio. Tuttavia, una raccomandazione non sarebbe sufficiente a garantire
l'adozione da parte degli Stati membri delle misure necessarie.
2.7. E' sufficiente una direttiva che indichi gli obiettivi generali da
     raggiungere e ne demandi l'attuazione agli Stati membri?
Le ragioni alla base del deterioramento della qualità delle risorse ìdriche superficiali variano per le
singole acque. E' stato pertanto scelto un approccio procedurale invece di uno strumento tradizionale
di regolamentazione mirato alle altre fonti rilevanti di inquinamento che causano il deterioramento
delle acque della Comunità.
La proposta si aggiunge alla normativa comunitaria riguardante le fonti di inquinamento idrico
responsabili dei problemi ambientali che interessano le acque superficiali della Comunità (acque
reflue urbane, nitrati di origine agricola e sostanze pericolose).
Invece di imporre una sene di misure a livello comunitario applicabili a tutti gli inquinatori,
l'approccio procedurale consente l'elaborazione di soluzioni progettate specificamente per le singole
acque. In questo modo è possibile ottenere miglioramenti della qualità delle acque più efficaci
rispetto ai costi che non quelli che si otterrebbero sottoponendo ad una dettagliata regolamentazione
comunitaria, da applicare ovunque, le potenziali cause dell'insufficiente qualità delle acque.
 ---pagebreak--- Lo strumento scelto per l'applicazione della presente proposta è una direttiva del Consiglio. La
direttiva, in quanto tale, fissa soltanto gli scopi e gli obiettivi generali che gli Stati membri devono
raggiungere lasciando questi ultimi liberi di scegliere i mezzi adeguati allo scopo. In tal modo gli
Stati membri possono tener conto delle condizioni specifiche di ciascuna massa d'acqua oggetto
della presente proposta.
2.8. Proporzionalità
Nell'elaborare la presente proposta, basata su disposizioni di carattere procedurale, si è dato risalto
all'applicazione del principio della sussidiarietà, conformemente all'articolo 3 B, paragrafo 3, lettera
b), del trattato CE, nonché alle conclusioni del vertice di Edimburgo.
Data la diversità delle condizioni climatiche e idrologiche proprie delle diverse regioni della
Comunità, non è possibile stabilire una definizione esatta in termini quantitativi della qualità
ecologica applicabile a tutte le acque comunitarie. La definizione di qualità ecologica utilizzata nella
presente proposta è pertanto espressa in termini qualitativi e spetta agli Stati membri stessi definire
gli obiettivi operativi per il miglioramento della qualità ecologica delie acque.
La proposta demanda agli Stati membri la scelta dei mezzi e dei tempi per il raggiungimento dei
suddetti obiettivi, nel quadro generale della direttiva
Infine, spetta agli Stati membri garantire che la combinazione di misure adottata sia quella più
efficace rispetto ai costi, individuando le fonti (puntuali e diffuse) a partire dalle quali
l'inquinamento può essere ridotto nel modo più economico.
3. Risultati delle consultazioni con i partner interessati
Per redigere la presente proposta sono stati mantenuti stretti contatti e rapporti di consultazione con
la comunità scientifica e con gli Stati membri. La Commissione è stata assistita nella redazione della
presente proposta da una rete di istituzioni scientifiche che si occupano della materia negli Stati
membri.
Nel 1989 si è tenuta una conferenza aperta al pubblico, che aveva per oggetto l'elaborazione di una
 proposta di direttiva concernente la qualità ecologica delle acque, alla quale hanno partecipato
 rappresentanti delle autorità competenti degli Stati membri, rappresentanti dell'industria,
 dell'industria idrica e delle istituzioni scientifiche. Nel dicembre 1991 si è tenuta una conferenza
 per discutere l'applicazione dei principi di base del progetto di proposta in relazione alla gestione
 della qualità delle acque fluviali, alla quale hanno preso parte più di 300 rappresentanti delle
 autorità competenti degli Stati membri, delle istituzioni scientifiche e dell'industria. In breve, le
 conclusioni tratte da questi incontri hanno indicato che esiste un accordo sul quadro generale, che
 l'approccio adottato è adatto alla Comunità e che esempi pratici di gestione delle acque superficiali
 dimostrano la validità di tale approccio.
                                                      12
 ---pagebreak--- Nel settembre 1989 e nel giugno 1991 si sono tenute due riunioni degli esperti nazionali degli Stati
membri nel quadro della fase preparatoria della proposta. Da tale incontro è scaturito un generale
riconoscimento della necessità di una direttiva che completasse le direttive preesistenti, della
necessità di definire obiettivi di qualità ecologica e di fissare obiettivi per il miglioramento della
qualità delle acque superficiali, di istituire un sistema di classificazione comune semplificato per
la qualità delle acque superficiali e di adottare programmi integrati basati sull'applicazione della
migliore tecnologia disponibile e della migliore pratica ambientale, evitando eccessivi carichi
amministrativi. Vi è inoltre un accordo di principio per quanto riguarda gli elementi da considerare
per la valutazione della qualità delle acque superficiali. Nell'elaborazione della presente proposta
si è tenuto conto delle osservazioni degli Stati membri (artt. 3, 5, 6, 10, 11 e 12).
La proposta è stata esaminata in occasione di una riunione consultiva con i paesi EFTA.
Inoltre, le disposizioni concementi la consultazione del pubblico e delle parti interessate
garantiscono che questi siano consultati, come previsto dall'articolo 6, prima che i programmi
integrati, che stabiliscono le misure da adottare, siano completati ed approvati.
Infine, durante l'elaborazione della proposta, la Commissione ha ricevuto numerose osservazioni da
parte degli ambienti economici, in particolare quello agricolo e quello industriale, che si prevede
saranno interessati dai programmi integrati.
4. Descrizione della situazione normativa negli Stati membri
Nelle materie non disciplinate dalla legislazione comunitaria, le normative degli Stati membri in
merito al miglioramento della qualità delle acque superficiali è estremamente disomogenea. Alcuni
Stati membri dispongono di sistemi di pianificazione e di controllo molto avanzati per il
mantenimento e il miglioramento della qualità delle acque superficiali, mentre altri Stati membri
hanno programmi meno ambiziosi. Tutti gli Stati membri predispongono attività di monitoraggio,
principalmente per conformarsi agli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria.
In numerosi Stati membri sono già attive misure amministrative a livello nazionale e regionale
 destinate ad affrontare i problemi del miglioramento della qualità delle acque superficiali. Nel
Regno Unito, la "National Rivers Authority" è competente per il controllo e il miglioramento della
 qualità delle acque in Inghilterra e nel Galles. In Francia le "Agences de Bassin" istituite per diversi
 bacini fluviali sono competenti per quanto riguarda il coordinamento e l'amministrazione
 complessivi necessari per garantire la qualità delle acque dolci superficiali. In Spagna la "Direccion
 General de Calidad de las Aguas", istituita nel 1991, e le regioni autonome sono competenti in
 materia di controllo della qualità delle acque e di autorizzazione degli scarichi inquinanti. La
 presente proposta consentirà a tali istituzioni di affrontare in maniera più efficiente una serie di
 rilevanti problemi di inquinamento
 Per applicare la proposta gli Stati membri devono:
         definire obiettivi operativi di qualità per tutte le acque superficiali della Comunità;
         istituire un sistema di monitoraggio della qualità delle acque e realizzare un inventano degli
                                                     13
 ---pagebreak---          scarichi e delle fonti diffuse d'inquinamento;
         redigere programmi integrati per il raggiungimento degli obiettivi operativi di qualità;
         applicare le misure previste da tali programmi.
L'entità dell'impegno supplementare richiesto per applicare la presente proposta dipende dall'attuale
impegno in materia di obiettivi di qualità, monitoraggio, rilevamento e regolamentazione delle
attività inquinanti.
5. Illustrazione delle disposizioni della proposta
A. Qualità ecologica
La direttiva proposta impone agli Stati membri di fissare per le singole acque o per tutte le acque
un obiettivo operativo di qualità, al fine di conseguire la buona qualità ecologica, così come definita
dall'articolo 2 della proposta, e di elaborare programmi integrati volti al conseguimento di tali
obiettivi di qualità.
La direttiva contempla un'eccezione (art. 10) per le acque di dimensioni irrilevanti e aventi effetto
irrilevante sulla qualità di altre acque.
La specificazione e l'adattamento alle condizioni locali della "qualità ecologica" per le singole acque
superficiali è lasciata alla competenza degli Stati membri (art. 5 e allegati I e II). La direttiva, come
già precisato, dà solo linee generali circa i fattori di cui tener conto nella definizione degli obiettivi
operativi.
La definizione che gli Stati membri daranno degli obiettivi operativi è pertanto un importante
elemento dell'elaborazione dei programmi integrati.
B. Controllo e rilevamento delle fonti di inquinamento e programmi
   integrati
Il controllo e la valutazione della qualità delle acque (artt. 3 e 4, allegato V) si basano sui seguenti
elementi:
          1.     misurazione regolare della qualità delle acque in questione (art. 3);
         2.      inventari regolarmente aggiornati delle fonti di inquinamento, comprese le fonti
                 puntuali e le fonti di inquinamento diffuse (art. 4).
 Si presume che gli Stati membri siano in grado di utilizzare i dati dei sistemi di monitoraggio
esistenti previsti da altre direttive del Consiglio e dalle legislazioni nazionali.
                                                     14
 ---pagebreak--- Nelle specificazioni tecniche che la Commissione stabilirà per la sorveglianza e la classificazione
delle acque superficiali (art. 3) e per gli inventari delle fonti di inquinamento (art. 4), andrà tenuta
in debita considerazione la definizione di una base armonizzata per i dati, onde permetterne la
comparazione tra i vari Stati membri.
Queste specificazioni devono quindi garantire la comparabilità -tra i dati dei controlli e le
classificazioni di qualità a partire dalla seconda determinazione della qualità ecologica delle acque
ai sensi della presente direttiva. La prima determinazione invece, dovrà attenersi ai requisiti
dell'allegato V della proposta per garantire il massimo grado di comparabilità dei dati dei controlli
e delle classificazioni di qualità. La prima determinazione deve basarsi in larga misura sui sistemi
di controllo già esistenti, eventualmente su quelli attuati in virtù della normativa comunitaria
esistente.
I programmi integrati (art. 6 e allegato VI) conterranno tutte le misure di controllo dell'inquinamento
delle acque, cioè la legislazione esistente a livello comunitario e nazionale ed altri obblighi giuridici
(per es. derivanti da accordi intemazionali), nonché nuove iniziative necessarie alla riduzione
dell'inquinamento e al conseguimento degli obiettivi operativi definiti dagli stessi Stati membri.
Tali misure comprenderanno codici di buona pratica agricola e programmi di azione instaurati in
base alla direttiva del Consiglio relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento causato dai
nitrati provenienti da fonti agricole01}.
Le misure contenute nei programmi devono inoltre basarsi sull'attuazione delle migliori pratiche
ambientali e, se si tratta di fonti puntuali, esse devono basarsi anche sulla migliore tecnologia
disponibile. Questi requisiti sono enunciati negli allegati III e IV.
Questi programmi integrati devono contenere informazioni dettagliate sulle misure da adottare, su
chi deve adottarle e su quando devono essere adottate, nonché sugli investimenti necessari previsti
e sulle riduzioni previste dell'inquinamento.
 L'articolo 6, paragrafo 5, fa obbligo alle autorità competenti degli Stati membri di apportare le
necessarie modifiche ai programmi integrati allorché vengono avviate nuove attività inquinanti e
 quando le attività inquinanti esistenti vengono considerevolmente ampliate. Conformemente al
principio della sussidiarietà, spetterà alle autorità competenti degli Stati membri giudicare se queste
 modifiche incidono in maniera significativa sulla qualità delle acque e, in tal caso, procedere alla
 consultazione del pubblico in conformità dell'articolo 7.
 La direttiva impone agli Stati membri l'obbligo fondamentale di attuare le misure contenute nel
 programma. Ciò implica che gli Stati membri debbono imporre agli individui o a gruppi di
 individui, nonché ad eventuali altri soggetti individuati come responsabili delle misure e delle
 pratiche adottate, l'obbligo giuridico di eseguire le azioni necessarie per ridurre l'inquinamento
 secondo i modi previsti dal programma. In alternativa, è possibile il ricorso a strumenti economici
 per favorire il rispetto della direttiva.
 (11)
         GU n. L 375, del 31.12.1991, pag. 1.
                                                     15
 ---pagebreak--- La direttiva non crea alcun obbligo, a livello comunitario, per quanto riguarda il conseguimento
degli obiettivi operativi, purché tutte le misure previste nel programma siano state attuate. La
ragione risiede nel fatto che vi possono essere circostanze inattese o impreviste, principalmente
dovute alle caratteristiche naturali dell'ecosistema interessato, che potrebbero interferire o rendere
difficile o impossibile il conseguimento degli obiettivi operativi stabiliti (mediante il seguente
capitolo E).
C. Informazione del pubblico
L'articolo 7 della proposta prevede la consultazione del pubblico prima della conclusione dei
programmi integrati. Scopo di ciò è informare le parti interessate che dovranno attuare le misure
contenute nel programma e il pubblico interessato, dando loro la possibilità di reagire e manifestare
il proprio punto di vista prima della decisione definitiva.
In base alla proposta, le parti interessate dispongono di almeno due mesi per presentare le loro
osservazioni. Gli Stati membri dovranno spiegare in che misura hanno tenuto conto di tali
osservazioni.
D. Impiego di strumenti economici
L'articolo 8 della proposta di direttiva menziona l'uso di strumenti economici da parte degli Stati
membri ai fini dell'attuazione della direttiva. La Commissione ritiene che si debbano incoraggiare
gli Stati membri ad applicare tali strumenti quale mezzo efficace per motivare i responsabili
dell'inquinaménto a conformarsi ai programmi integrati.
Un sostegno finanziario comunitario può essere erogato attraverso gli strumenti finanziari esistenti
ed essere destinato a taluni programmi o parti di programma da realizzare in opportune aree
geografiche e per taluni settori di intervento.
E. Casi nei quali non possono essere conseguiti tutti gli obiettivi
La direttiva proposta contiene un obbligo generale secondo il quale tutte le acque superficiali della
Comunità devono essere oggetto di programmi integrati volti a conseguire gli obiettivi necessari a
garantire la buona qualità ecologica.
Esistono, tuttavia, due deroghe al suddetto obbligo, che si applicano in casi eccezionali:
 1.      quando una situazione di grave inquinamento è il risultato di un inquinamento avvenuto nel
         passato, ad esempio nei porti, oppure quando l'inquinamento causato da paesi terzi rende
         estremamente difficile o impossibile migliorare la qualità ecologica, purché siano state
         applicate misure efficaci volte a prevenirne il deterioramento (art. 11);
2.       allorché fenomeni esclusivamente naturali rendano impossibile il conseguimento della buona
         qualità ecologica, ad esempio nel caso di laghi vulcanici o di fiumi le cui acque sono
         naturalmente acide (art. 12), purché lo Stato membro interessato abbia adottato misure
         efficaci volte a salvaguardare la qualità di questi particolari ecosistemi.
                                                   16
 ---pagebreak--- Per poter beneficiare di queste deroghe, gli Stati membri devono seguire la procedura definita agli
articoli 11 e 12.
Giova sottolineare che l'obbligo di applicare le migliori tecnologie disponibili e le migliori pratiche
ambientali per impedire l'inquinamento si applica a tutte le fonti di inquinamento provocato
dall'uomo.
F. Relazioni
Ogni tre anni gli Stati membri devono riferire sull'attuazione della direttiva (art. 14).
Le relazioni trasmesse dagli Stati membri costituiscono la base per la relazione della Comunità
elaborata e pubblicata dalla Commissione.
La Commissione opera inoltre una valutazione comparativa dell'applicazione della direttiva negli
Stati membri e della qualità delle acque superficiali. In tale valutazione possono essere considerati
tutti gli aspetti dell'applicazione della direttiva proposta, inclusi quelli che non sono oggetto delle
relazioni nazionali. La valutazione è trasmessa al Consiglio e al Parlamento.
G. 11 comitato
Nell'attuazione della proposta di direttiva la Commissione sarà assistita da un comitato di esperti
provenienti da tutti gli Stati membri (art. 16).
Il comitato assisterà la Commissione nei seguenti compiti:
 1.      adattamento degli allegati della direttiva al progresso scientifico e tecnologico;
2.       valutazione dei sistemi di monitoraggio, dei programmi integrati e introduzione di
         specificazioni tecniche per i sistemi di monitoraggio e per gli inventari;
3.       decisioni relative ad acque comuni a più Stati membri;
4.       identificazione di settori in cui è utile il ricorso a strumenti economici.
H. Abrogazione o modifica di atti comunitari
Successivamente al recepimento della presente proposta nell'ordinamento legislativo degli Stati
membri, si propone l'abrogazione della direttiva 78/659/CEE(12) sulla qualità delle acque dolci che
richiedono protezione e miglioramento per essere idonee alla vita dei pesci e della direttiva
79/923/CEE(13) relativa ai requisiti di qualità delle acque destinate alla molluschicoltura, poiché gli
obiettivi previsti da tali direttive rientrano nella direttiva proposta.
(12)
         GU n. L 222, del 14.8.1978, pag. 1.
(,3)
         GU n. L 281, del 10.11.1979, pag. 47.
                                                      17
 ---pagebreak--- Queste due direttive sulla qualità delle acque superficiali mirano a tutelare la vita dei pesci e la
molluschicoltura nelle acque appositamente designate dagli Stati membri. La protezione prevista da
tali direttive si basa sul rispetto di una serie di parametri fisici, chimici e microbiologici con valori
limite definiti negli allegati. Dal momento che queste direttive si applicano unicamente nelle zone
designate dagli Stati membri e che il loro campo d'applicazione è coperto interamente dalla presente
proposta e dalla direttiva 91/492/CEE(14) che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione
e alla commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi, le summenzionate direttive sulla qualità delle
acque superficiali non sono più necessarie.
Allo scopo di mantenere la continuità delle misure adottate a protezione delle acque superficiali
dall'inquinamento, la Commissione garantirà che la normativa attualmente esistente in materia di
acque superficiali resti pienamente in vigore fino alla data di abrogazione.
La presente proposta non prevede l'abrogazione della direttiva 75/440/CEE(15) concernente la qualità
delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile negli Stati membri e della
direttiva 79/869/CEE(16) relativa ai metodi di misura, alla frequenza dei campionamenti e delle
analisi delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile negli Stati membri, poiché
alcuni degli obiettivi previsti da tali atti si riferiscono specificamente a problemi concernenti la
salute umana e la produzione di acqua potabile che non sono presi in considerazione dalla presente
proposta. Tuttavia, qualora il Consiglio, su proposta della Commissione, approvi una revisione della
direttiva 80/778/CEE(17) concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, sarebbe
possibile inserire in una nuova direttiva modificata le suddette direttive e quindi abrogarle.
 In tal caso, la Commissione prenderà in considerazione la possibilità che gli Stati membri fissino
obiettivi di qualità e istituiscano ed applichino programmi volti a migliorare le acque dolci
 superficiali destinate alla produzione di acqua potabile nel quadro della presente proposta sulla
 qualità ecologica delle acque.
 Infine, una volta che la presente proposta sia stata approvata, la Commissione prenderà in
 considerazione la modifica degli allegati della decisione del Consiglio 77/795/CEE(18) che instaura
 una procedura comune di scambio di informazioni sulla qualità delle acque dolci superficiali della
 Comunità, in modo da rendere tale decisione coerente con la presente proposta.
 6. Valutazione dell'impatto economico
 Per la presente proposta non è necessaria alcuna valutazione dell'impatto economico, con particolare
 riferimento alle PMI. In generale, è difficile prevedere l'impatto che la proposta potrebbe esercitare
 sulle imprese fino a quando non si conoscano le misure che gli Stati membri ritengano necessarie
 per migliorare la qualità delle acque e come gli Stati membri intendono applicare tali misure.
 (14)
         GU   n° L 268 del    24.9.1991, pag. I
 (15)
         GU   n. L 194, del   25.7.1975, pag. 26.
 (16)
         GU   n. L 271, del   29.10.1979, pag. 44.
 (17)
         GU   n. L 229, del   30.8.1980, pag. 11.
 (18)
         GU   n. L 334, del   24.12.1977, pag. 29.
 ---pagebreak--- 7. Scheda finanziaria
Una scheda finanziaria è allegata alla presente relazione.
                                                 19
 ---pagebreak---                                                 Proposta di
                                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                relativa alla qualità ecologica delle acque
IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione,03
in cooperazione con il Parlamento europeo,(2)
visto il parere del Comitato economico e sociale,(3)
considerando che il Quinto programma comunitario di azione in materia ambientale, approvato dalla
risoluzione del Consiglio dèi 1° febbraio 1993(4), auspica la conservazione della natura e delle
risorse naturali;
considerando che, nelle conclusioni del seminario ministeriale sulla politica comunitaria delle acque,
tenutosi a Francoforte nel 1988, è stata sottolineata la necessità di una legislazione comunitaria sulla
qualità ecologica, i cui contenuti specifici dovrebbero essere elaborati a livello nazionale o
regionale;
considerando che nella sua risoluzione del 28 giugno 1988(5) il Consiglio ha chiesto alla
Commissione di presentare proposte volte a migliorare la qualità ecologica delle acque superficiali
della Comunità;
considerando che è necessario adottare misure volte a proteggere le risorse superficiali di acqua
dolce soggette alle sempre maggiori sollecitazioni connesse alla costante crescita della domanda di
acque di buona qualità destinate ad usi diversi e volte a salvaguardare gli ecosistemi e ad assicurare
il necessario approvvigionamento di acqua potabile di buona qualità;
.considerando che, conformemente al principio della sussidiarietà, sono necessari un'azione e un
 inquadramento comunitari per stabilire principi generali volti a garantire la permanente disponibilità
(i)
         GUn.    C
(2)
         GUn.    C
(3)
         GUn.    C
(4)
         GU n.   C 138, del 17.5.1993, pag. 1.
(5)
         GU n.   C 209, del 9.8.1988, pag. 3.
                                                      20
 ---pagebreak--- di quantitativi sufficienti di acqua dolce superficiale di buona qualità, per coordinare le iniziative
intraprese dagli Stati membri e per migliorare la qualità delle acque superficiali, in particolare per
onorare gli impegni internazionali della Comunità, per contribuire alla soluzione dei problemi posti
dall'inquinamento transfrontal iero e per tutelare il potenziale ricreativo delle acque superficiali della
Comunità;
considerando che le norme o gli obiettivi di qualità delle attuali risorse idriche superficiali della
Comunità si applicano soltanto a talune acque superficiali e disciplinano soltanto aspetti limitati
della qualità delle acque;
considerando che dall'esperienza risulta che, nonostante gli sforzi compiuti dalla Comunità e dagli
Stati membri per controllare l'inquinamento dell'acqua, la proporzione di acque costiere e di estuari
danneggiati dall'inquinamento è in aumento e che l'inquinamento continua a costituire un problema
per le acque inteme;
considerando che sono necessari un quadro complessivo e misure che riguardino tutti gli aspetti
della qualità delle acque, al fine di proteggere le acque della Comunità da un ulteriore
deterioramento e conseguire l'obiettivo di un elevato grado di protezione ambientale previsto nel
trattato;
considerando che le disposizioni relative a tutti gli aspetti della qualità delle acque superficiali
devono tener conto della necessità di garantire condizioni di concorrenza eque nel settore
energetico;
considerando che tali misure si debbono applicare a tutte le acque superficiali degli Stati membri,
incluse le acque territoriali, e le acque interne, ma escludendo, per ragioni pratiche, le vie d'acqua
artificiali che costituiscono parte di un sistema di raccolta delle acque reflue e le acque di
dimensioni irrilevanti che non hanno effetti significativi sulla qualità di altre acque;
considerando che è necessario determinare gli attuali livelli di inquinamento delle acque superficiali
e redigere gli inventari delle varie fonti di inquinamento e degli altri fattori antropici che
danneggiano la qualità delle acque per poter adottare misure atte a migliorare la qualità dell'acqua;
che, inoltre, per permettere la comparabilità dei dati dei vari Stati membri, la Commissione deve
 definire le relative specificazioni tecniche;
considerando che deve essere stabilita una definizione comune di qualità ecologica e di buona
 qualità ecologica; che devono essere fissati obiettivi operativi in materia di qualità ecologica, in
 modo da assicurare la disponibilità di acque di buona qualità per far fronte alle necessità degli
 ecosistemi e a tutte le altre esigenze, in particolare la produzione di acqua potabile; che, in
 conformità con il principio della sussidiarietà, tali obiettivi sono più opportunamente individuati e
 adottati dagli Stati membri;
 considerando che occorre mantenere il buon livello di qualità ecologica delle acque ove questo già
 esiste; che gli Stati membri possono individuare zone ad alto interesse ecologico nelle quali si deve
 mantenere o raggiungere un'elevata qualità ecologica delle acque;
                                                    21
 ---pagebreak--- considerando che, tenendo conto delle attuali disposizioni comunitarie, gli Stati membri debbono
tendere a conseguire obiettivi operativi definendo e attuando le necessarie misure nell'ambito di
programmi integrati volti a migliorare la qualità dell'acqua;
considerando che sia il pubblico in generale che i singoli responsabili di attività inquinanti debbono
essere adeguatamente informati delle misure previste e dei progressi compiuti nel miglioramento
della qualità delle acque superficiali e che essi devono essere in grado di contribuire al processo
decisionale esprimendo le loro opinioni prima che siano adottate decisioni definitive sulle misure
necessarie;
considerando che per taluni settori si può ritenere più opportuno indurre i necessari cambiamenti
di comportamento e di tendenza con strumenti economici piuttosto che con disposizioni giuridiche
vincolanti;
considerando che gli Stati membri interessati devono intervenire in maniera concertata nei casi in
cui attività inquinanti di uno Stato membro danneggiano la qualità delle acque di altri Stati membri;
che, in assenza di un accordo in tali casi, deve essere istituita una procedura che assicuri il
conseguimento degli obiettivi della direttiva;
considerando che, in taluni casi, per ragioni pregresse e a causa dell'inquinamento generato da paesi
terzi, può risultare difficile o impossibile rispettare gli obiettivi di qualità ecologica delle acque; che
dovrebbe essere prevista un'appropriata procedura per far sì che gli Stati membri prevengano
 l'ulteriore deterioramento della qualità delle acque;
 considerando che in taluni casi le condizioni naturali possono rendere molto difficile il
 miglioramento della qualità ecologica delle acque superficiali; che la qualità di tali acque deve
 essere mantenuta;
 considerando che gli Stati membri devono effettuare i necessari controlli e provvedere alla
 necessaria sorveglianza in modo da assicurare che le misure da adottare siano eseguite e abbiano
 gli effetti voluti sulla qualità delle acque;
 considerando che, a causa della natura procedurale della presente direttiva, è importante che la
 Commissione, gli Stati membri e il pubblico siano in grado di seguire, attraverso apposite relazioni,
 l'evoluzione e i progressi compiuti per il miglioramento della qualità delle acque superficiali della
 Comunità nel suo insieme;
 considerando l'opportunità di istituire un comitato per assistere la Commissione nelle materie
 relative all'attuazione della presente direttiva;
 considerando che il progresso tecnico impone un adattamento rapido delle specificazioni tecniche
 di cui agli allegati della presente direttiva; che, al fine di facilitare l'introduzione delle necessarie
 misure, deve essere stabilita la procedura in base alla quale la Commissione può procedere agli
 adattamenti con l'assistenza del comitato istituito dalla presente direttiva;
                                                     22
 ---pagebreak--- considerando che l'attuazione dei programmi adottati a norma della presente direttiva deve assicurare
un livello di protezione delle acque superficiali quanto meno equivalente a quello stabilito dalla
direttiva del Consiglio 78/659/CEE(6), modificata da ultimo dalla direttiva 91/692/CEE(7), e dalla
direttiva del Consiglio 79/923/CEE(8), modificata dalla direttiva 91/692/CEE; che tali direttive
devono quindi essere abrogate,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                               Articolo 1
                                                 Oggetto
1.      La presente direttiva ha per oggetto l'adozione in ogni Stato membro di misure di controllo
        dell'inquinamento delle acque superficiali proveniente da fonti puntuali, da fonti diffuse o
        causato da altri fattori antropici aventi effetti negativi sulla qualità delle acque superficiali.
        Le suddette misure mirano a mantenere e migliorare la qualità ecologica delle acque
         superficiali comunitarie, con il fine ultimo di ottenere una buona qualità ecologica
2.      Fatto salvo l'articolo 18, la presente direttiva non osta all'attuazione delle disposizioni
        contenute in altre direttive sulla protezione delle acque.
                                               Articolo 2
                                               Definizioni
Ai sensi della presente direttiva:
1.       La qualità ecologica dell'acqua è un'espressione generale della struttura e della funzione della
         comunità biologica, tenuto conto dei fattori naturali geomorfologici, geografici e climatici,
         nonché delle condizioni fisiche e chimiche, in particolare quelle risultanti da attività umane.
         Devono essere prese in considerazione anche le caratteristiche estetiche dell'area.
         La qualità ecologica dell'acqua è determinata dallo stato degli elementi pertinenti elencati
         nell'allegato I.
2.       La buona qualità ecologica dell'acqua è la qualità adeguata alle esigenze dell'ecosistema,
         tenuto conto dell'esigenza di mantenere la capacità di autopurificazione, e rispondente agli
         elementi indicati nell'allegato II.
(6)
    GU n. L 222, del 14.8.1978, pag. 1.
(7)
    GU n. L 377, del 31.12.1991, pag. 48.
(8)
    GU n. L 281, del 10.11.1979, pag. 47.
                                                    23
 ---pagebreak--- 3.  Per "elevata qualità ecologica" dell'acqua si intende la qualità propria di un dato ecosistema
    sul quale - secondo dati certi - e attività umane non esercitano un influsso significativo.
4.  Per "acque superficiali comunitarie" si intendono tutte le acque superficiali presenti nel
    territorio di ciascuno Stato membro, nonché le acque inteme e il mare territoriali ai sensi
    del diritto intemazionale.
5.  Per "migliore pratica ambientale si intende l'insieme delle regole definite all'allegato III.
6   Per "migliore tecnologia disponibile si intende l'insieme delle regole definite all'allegato IV.
                                            Articolo 3
                           Sistema di misurazione e di sorveglianza
 1. Gli Stati membri istituiscono un sistema di misurazione e di sorveglianza per la
    determinazione della qualità ecologica delle acque superficiali.
2.   Gli Stati membri determinano per la prima volta entro il 31 dicembre 1998 la qualità
     ecologica delle acque superficiali della Comunità ed effettuano successivamente tale
    operazione ogni tre anni.
3.  Per la prima determinazione della qualità ecologica, gli Stati membri utilizzano i metodi di
     misurazione e sorveglianza più conformi alle disposizioni dell'allegato V alla presente
     direttiva; per le operazioni successive essi si conformano alle norme tecniche che la
     Commissione stabilirà entro il 31 dicembre 1999 secondo la procedura di cui all'articolo 16.
     Tali norme devono garantire, tra l'altro, la comparabilità dei dati dei controlli e delle
     determinazioni della qualità ecologica delle acque.
4.   L'Agenzia europea dell'ambiente fornirà le informazioni obiettive necessarie alla definizione
     delle norme tecniche di cui al precedente paragrafo 3.
                                            Articolo 4
                            Rilevamento delle fonti di inquinamento
 1.  Gli Stati membri procedono all'identificazione e alla valutazione qualitativa e quantitativa
     delle fonti d'inquinamento puntuali e diffuse' delle acque superficiali della Comunità. Essi
     valutano anche altri eventuali fattori antropici che hanno o che possono avere effetti negativi
     sulla qualità ecologica delle acque superficiali. Le relative norme tecniche sono stabilite
     dalla Commissione entro il 31 dicembre 1996 secondo la procedura di cui all'articolo 16
 2.  La prima valutazione è effettuata entro il 31 dicembre 1998. Successivamente le valutazioni
     avranno luogo ogni tre anni.
                                                 24
 ---pagebreak--- L'Agenzia europea dell'ambiente fornisce le informazioni obiettive necessarie per stabilire
le norme tecniche di cui al paragrafo 1.
                                        Articolo 5
                                     Obiettivi operativi
Gli Stati membri definiscono entro il 31 dicembre 1998, per tutte le acque superficiali
comunitarie che si trovano sul loro territorio, o che sono soggette alla loro sovranità o
giurisdizione, obiettivi specifici per garantire una buona qualità ecologica dell'acqua.
Per le acque attualmente contraddistinte da buona qualità ecologica, gli obiettivi specifici
sono definiti in modo da mantenere intatta tale qualità.
Per le acque attualmente contraddistinte da qualità ecologica buona o elevata e situate in
zone che gli Stati membri hanno individuato come " zone di grande interesse ecologico" gli
obiettivi sono definir zone in modo che venga mantenuta intatta o raggiunta un'elevata
qualità ecologica.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco di tali zone entro il 31 dicembre
 1998.
Gli obiettivi operativi riguardano gli elementi che hanno un'influenza significativa sulla
qualità dell'acqua.
                                         Articolo 6
                                    Programmi integrati
Gli Stati membri emanano, pubblicano e attuano programmi integrati intesi a migliorare la
 qualità delle acque superficiali comunitarie con lo scopo finale di conseguire obiettivi
 specifici da essi stabiliti, in conformità dell'articolo 5, relativamente alle acque interessate.
 Per quanto riguarda le acque già caratterizzate da buona qualità ecologica, gli Stati membri
 provvedono ove occora affinché gli obiettivi specifici continuino ad essere rispettati.
 I programmi integrati comprendono gli elementi elencati nell'allegato VI e sono adottati e
 comunicati alla Commissione prima dell'inizio del periodo cui si riferiscono.
 II primo programma integrato riguarderà il periodo dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre
 2001. Esso sarà seguito da programmi successivi di sei anni, il primo dei quali sarà quello
 relativo al 2002-2007.
 Ciascun programma viene rivisto e, se necessario, modificato ogniqualvolta l'introduzione
 di nuove attività o l'ampliamento delle attività esistenti abbiano un'influenza significativa
 sulla qualità ecologica dell'acqua.
                                              25
 ---pagebreak---                                            Articolo 7
                        Informazione e consultazione delle popolazioni
1.  Gli Stati membri informano la popolazione interessate dei risultati ottenuti a norma degli
    articoli 3 e 4 e accordano ad esse un periodo di almeno due mesi durante il quale possono
    presentare osservazioni sui programmi di cui all'articolo 6 prima che questi siano adottati.
2.  Nel caso in cui i programmi vengano modificati in conformità dell'articolo 6, paragrafo 4,
    la consultazione del pubblico di cui al presente articolo è obbligatoria solo nei casi in cui
    i cambiamenti proposti possono provocare effetti negativi e rilevanti sui risultati previsti dal
    programma modificato.
3.  Gli Stati membri informano le popolazioni interessate dei programmi che hanno adottato e
    dei motivi che ne hanno determinato l'adozione.
4.  Quando adottano o modificano i programmi in conformità dell'articolo 6, gli Stati membri
    informano le popolazioni nei modi opportuni.
                                           Articolo 8
                                            Strumenti
1.  Gli Stati membri provvedono affinché le misure e le pratiche previste nel quadro dei
    programmi integrati siano giuridicamente vincolanti per le persone fisiche e per le persone
    giuridiche, pubbliche o private.
2.  In alternativa all'applicazione del paragrafo 1, gli Stati membri possono, in settori specificati
    dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 16, servirsi di strumenti
    economici per indurre le persone fisiche e le imprese pubbliche e private a conformarsi alle
    disposizioni della presente direttiva. Il presente paragrafo lascia impregiudicato
    l'applicazione degli articoli 92, 93 e 94 del trattato.
                                           Articolo 9
            Acque deteriorate dall'inquinamento proveniente da altri Stati membri
 1. Qualsiasi Stato membro il quale ritenga che le proprie acque siano deteriorate da
    inquinamento proveniente da uno o più Stati membri, può notificare i relativi dati allo Stato
    membro o agli Stati membri interessati e alla Commissione.
    A seguito di tale notifica, gli Stati membri interessati tengono consultazioni formali per
    verificare se l'inquinamento transfrontal iero abbia un effetto significativo sulla qualità
    ecologica delle acque e, - in tale caso -, applicare congiuntamente gli articoli da 3 a 8 della
    presente direttiva.
                                                26
 ---pagebreak--- 2. Se le consultazioni di cui al paragrafo 1 non consentono di raggiungere un accordo in tempo
   utile per rispettare il termine di cui agli articoli da 3 a 6, gli Stati membri interessati
   sottopongono la questione alla Commissione e forniscono in proposito tutte le necessarie
   informazioni.
   Dopo aver consultato tutti gii Stati membri interessati, la Commissione adotta quanto prima
   una decisione, se necessario stabilendo un programma ai sensi dell'articolo 6, secondo la
   procedura di cui all'articolo 16 e notifica la decisione agli Stati membri stessi.
                                           Articolo 10
                            Acque minori di importanza trascurabile
1. Gli Stati membri hanno la facoltà di individuare le seguenti acque superficiali affinchè siano
   essere escluse dal campo d'applicazione dalla presente direttiva:
   (a)       canali facenti parte di un sistema di acque reflue;
   (b)       acque che rientrano in una delle seguenti categorie:
                     laghi o gruppi di laghi tra loro collegati, con una superficie totale inferiore
                     a 1 km2, isolati dal punto di vista idrologico dalle altre acque superficiali;
                     acque dolci o salmastre, compresi i loro affluenti, che riversano, in media nel
                     lungo periodo, meno di 20 Mio di m3 all'anno nelle acque marine, ove si
                     possa dimostrare, per tutte le sostanze inquinanti, che le acque escluse,
                     considerate singolarmente o insieme alle altre acque escluse dello Stato
                     membro, non riversano nelle acque riceventi un carico di inquinamento
                     antropogenico superiore al 5% dell'inquinamento totale di origine
                     antropogenica dello stesso Stato membro.
             -       altre acque dolci che riversano, in media nel lungo periodo, meno di 2 Mio
                     di m3 all'anno in acque dolci o salmastre, compresi i laghi che sono parte o
                     formano un sistema fluviale, ove si possa dimostrare, per tutte le sostanze
                     inquinanti, che le acque escluse, considerate singolarmente o insieme alle
                     altre acque escluse dello Stato membro, non riversano nelle acque riceventi,
                     comprese le zone a valle, un carico di inquinamento antropogenico superiore
                     al 5% dell'inquinamento totale di origine antropogenica dello stesso Stato
                     membro.
2.  Gli Stati membri informano entro il 31 dicembre 1998 la Commissione in merito alle acque
    individuate ai sensi del paragrafo 1, dichiarando le ragioni delle loro esclusioni. Le modalità
    specifiche di tale informazione sono definite dalla Commissione secondo la procedura di cui
    all'articolo 16.
                                                27
 ---pagebreak---                                               Articolo 11
                         Casi in cui il miglioramento della qualità ecologica
                                            risulta diffìcile
1.     Allorché risulti estremamente difficile o addirittura impossibile migliorare la qualità
       ecologica delle acque a causa di un forte inquinamento prodotto nel passato, per esempio
       nei porti o a causa di inquinamento causato da paesi terzi, lo Stato membro interessato
       informa al riguardo la Commissione entro il 31 dicembre 1998, indicando i limiti geografici
       esatti delle acque in questione e la natura dei problemi incontrati. Le modalità specifiche di
       tale informazione sono definite dalla Commissione secondo la procedura di cui
       all'articolo 16.
2.     Gli Stati membri adottano misure efficaci, ivi compresa l'applicazione delle migliori pratiche
       ambientali e delle migliori tecnologie disponibili a tutte le relative fonti di inquinamento,
       onde impedire il deterioramento della qualità delle acque in questione. Essi forniscono a tal
       riguardo alla Commissione informazioni specifiche nella relazione prevista dall'articolo 14.
                                              Articolo 12
                          Casi in cui le condizioni naturali sono sfavorevoli
1.      Gli Stati membri possono designare ecosistemi particolari nei quali, per ragioni naturali, è
        molto difficile migliorare la qualità ecologica delle acque superficiali.
2.      Gli Stati membri notificano tali ecosistemi alla Commissione entro il 31 dicembre 1998 e
        hanno l'obbligo di indicare i limiti geografici esatti e le condizioni naturali che impediscono
        il miglioramento della qualità ecologica delle acque. Le modalità specifiche di tale notifica
        è stabilita dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 16.
3.      Gli Stati membri adottano misure efficaci, ivi compresa l'applicazione delle migliori pratiche
        ambientali e delle migliori tecnologie disponibili a tutte le pertinenti fonti di inquinamento,
        onde preservare la qualità delle acque di questi particolari ecosistemi. Essi informano in
        maniera specifica la Commissione sulla loro azione nell'ambito della relazione di cui
        all'articolo 14.
                                               Articolo 13
                                     Ispezioni, controlli e verifiche
Gli Stati membri effettuano ispezioni, controlli e verifiche sull'applicazione della presente direttiva.
                                                    28
 ---pagebreak---                                               Articolo 14
                                               Relazioni
1.      Ogni tre anni gli Stati membri trasmettono informazioni alla Commissione sull'applicazione
        della presente direttiva nella forma di una relazione settoriale riguardante anche le altre
        direttive comunitarie in materia. Tale relazione è redatta sulla base di un questionario o di
        uno schema elaborato dalla Commissione con la procedura di cui all'articolo 6 della direttiva
        91/692/CEE. Il questionario e lo schema sono trasmessi agli Stati membri sei mesi prima
        dell'inizio del periodo oggetto della relazione. La relazione viene trasmessa alla
        Commissione nei nove mesi successivi alla fine del periodo triennale cui si riferisce.
        La prima relazione riguarda gli anni 1999, 2000 e 2001.
        Nei nove mesi successivi alla ricezione delle relazioni degli Stati membri, la Commissione
        pubblica una relazione comunitaria sull'attuazione della presente direttiva.
2.      Gli Stati membri forniscono quanto prima, e comunque entro tre mesi, i dati complementari
        eventualmente chiesti dalla Commissione. Qualora non esistano o non siano disponibili tali
        dati, la Commissione può disporre un'indagine ai sensi dell'articolo 13.
3.      L'ottemperanza dell'obbligo di presentare le summenzionate relazioni non esonera gli Stati
        membri da analoghi obblighi di comunicazione scaturenti dalle disposizioni del trattato, in
        particolare da quelli derivanti dalle norme sugli aiuti di Stato.
                                              Articolo 15
                                       Modifiche della direttiva
La Commissione con la procedura di cui all'articolo 16, può modificare gli allegati della presente
direttiva ed adeguarli al progresso tecnico e scientifico e al mutamento delle condizioni
d'applicazione.
                                              Articolo 16
                                      Istituzione di un comitato
La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e
presieduto dal rappresentante.della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il
comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione
dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo
                                                   29
 ---pagebreak--- La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non
sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al
Consiglio. In tal caso:
la Commisssione differisce di tre mesi, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle
misure da essa decise.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una diversa decisione entro il
termine di cui al comma precedente.
                                                Articolo 17
                                                Attuazione
 1.      Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
          amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1997.
         Esse ne informano immediatamente la Commissione.
          Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla
          presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
          ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
 2.       Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni
          legislative e nazionali da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                                Articolo 18
                                               Abrogazione
 Le direttive 78/659/CEE e 79/923/CEE sono abrogate a decorrere dal 1° gennaio 1999.
                                                Articolo 19
                                             Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno sucessivo alla pubblicazione nella Gazzetta
 ufficiale delle Comunità europee.
                                                     30
 ---pagebreak---                                            Articolo 20
                                            Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, i!
                                                              Per il Consiglio
                                                            Il Presidente
                                                31
 ---pagebreak--- Allegato I: Qualità ecologica dell'acqua - Definizioni operative
La qualità ecologica degli ecosistemi acquatici è determinata dallo stato degli elementi
rappresentantivi dell'elenco fornito di seguito che risultano pertinenti alle singole acque considerate:
1.      Ossigeno disciolto.
2.      Concentrazione di sostanze tossiche o dannose nell'acqua, nei sedimenti e nel biota.
3.      Livelli delle malattie di origine antropica nelle specie animali, compresi i pesci, e nei
        vegetali.
4.      Diversità delle comunità di invertebrati (planctoniche e dei fondali) e delle specie/taxa
        chiave normalmente associate allo stato dell'ecosistema in assenza di perturbazioni.
 5.     Diversità delle comunità di vegetali acquatici, ivi comprese le specie/taxa chiave
        normalmente associate allo stato dell'ecosistema in assenza di perturbazioni, e dimensioni
        della crescita macrofitica o algale dovuta a livelli elevati di nutrienti di origine antropica.
6.      Diversità della popolazione ittica e delle specie/taxa chiave normalmente associate allo stato
        dell'ecosistema in assenza di perturbazioni. Passaggio dei pesci migratori, tenendo conto
        delle influenze esercitate dalle attività umane.
 7.     Diversità delle comunità di vertebrati superiori (anfibi, uccelli e mammiferi).
 8.     Struttura e qualità dei sedimenti e loro idoneità a mantenere l'esistenza della comunità
        biologica nell'ecosistema.
 9.     Zone rivierasche e costiere, ivi compresa la comunità biologica e le caratteristiche estetiche
        del sito.
Allegato II: Buona qualità ecologica delle acque - Specificazioni
 Gli Stati membri, basandosi su un principio precauzionale, fissano gli obiettivi operativi da
realizzare ai sensi della presente direttiva, tenendo conto degli elementi rappresentativi del seguente
 elenco che risultanto pertinenti alle singole acque considerate.
 1.     L'ossigeno disciolto deve consentire la sopravvivenza e la riproduzione degli animali
        indigeni.
2.      La concentrazione di sostanze tossiche o dannose nell'acqua, nei sedimenti o nel biota deve
        essere inferiore ai livelli stabiliti di innocuità e non deve impedire il normale impiego della
        massa d'acqua.
3.      Non devono risultare elevati livelli di malattie di origine antropica nelle specie animali,
        compresi i pesci, e nelle specie vegetali.
                                                      32
 ---pagebreak--- 4      La diversità delle comunità di invertebrati (planctoniche e dei fondali) deve essere simile
       a quella di masse d'acqua analoghe caratterizzate da irrilevanti influssi di origine antropica.
       Devono essere presenti le specie/taxa chiave normalmente associate allo stato dell'ecosistema
       in assenza di perturbazioni.
5.     La diversità delle comunità di vegetali acquatici deve essere simile a quella di masse d'acqua
       analoghe caratterizzate da irrilevanti influssi di origine antropica. Devono essere presenti le
       specie/taxa chiave normalmente associate allo stato dell'ecosistema in assenza di
       perturbazioni. Non si deve riscontrare un'eccessiva crescita macrofitica o algale dovuta a
       livelli elevati di nutrienti di origine antropica.
6.     La diversità delle comunità ittiche deve essere simile a quella di masse d'acqua analoghe
       caratterizzate da irrilevanti influssi di origine antropica. Devono essere presenti le specie/taxa
       chiave normalmente associate allo stato dell'ecosistema in assenza di perturbazioni. Non
       devono essere presenti rilevanti ostacoli artificiali che impediscano il passaggio dei pesci
       migratori.
7.     La vita dei vertebrati superiori (anfibi, uccelli e mammiferi) deve essere simile a quella di
       masse d'acqua analoghe caratterizzate da irrilevanti influssi di origine antropica. Devono
       essere presenti le specie/taxa chiave normalmente associate allo stato dell'ecosistema in
       assenza di perturbazioni.
8.     La struttura e la qualità dei sedimenti deve consentire la presenza di comunità biologiche
       tipiche della regione.
9.     Nelle aree non urbane, lo stato di zone rivierasche e costiere deve rispecchiare l'assenza di
        influssi significativi da parte delle attività umane o il rispetto per la conservazione della
        comunità biologica e per le caratteristiche estetiche del sito.
Allegato IH: Migliore pratica ambientale (MPA)
 1.     Per "migliore pratica ambientale (MPA)" s'intende la combinazione più adeguata di misure
        atte a prevenire l'inquinamento proveniente da fonti diffuse o a garantire la corretta
        applicazione in senso ambientale dei mezzi impiegati per il controllo dell'inquinamento.
        Nella migliore pratica ambientale rientrano sia le misure concrete e i comportamenti
        ambientali positivi, sia gli strumenti impiegati per promuovere l'adozione di misure e le
        modifiche dei comportamenti.
        Ai fini della determinazione delle attività che debbono essere oggetto della migliore pratica
        ambientale si deve tenere conto dei seguenti elementi:
        - il principio di precauzione;
        - il rischio ecologico connesso con
          a) l'attività;
                                                     33
 ---pagebreak---           b) la produzione, l'utilizzazione e l'eliminazione finale di prodotti usati nell'attività;
           e) l'importanza dell'attività;
        la possibilità di una modifica delle attività o la sostituzione delle medesime con attività
        meno inquinanti.
        Ai fini della fissazione dei termini entro i quali è prevista l'applicazione della MPA devono
        essere considerate le implicazioni sociali ed economiche connesse al vario grado di
        attuazione della MPA.
2.       Ai fini della determinazione della MPA relativamente ad una particolare fonte di
         inquinamento diffuso debbono essere considerati almeno i seguenti aspetti:
2.1.     Misure
         atte a mettere a disposizione della popolazione sistemi di raccolta per rifiuti che
         costituiscono un rischio per l'ambiente;
         atte a instaurare sistemi di recupero e di riciclaggio e/o di eliminazione ecologica di rifiuti
         che potrebbero altrimenti costituire un rischio per l'ambiente.
2.2.     Comportamento e strumenti di incentivazione
         instaurazione di codici di buona condotta e di buona pratica ambientale;
         informazione ed educazione della popolazione e dei consumatori circa le conseguenze della
         scelta dei prodotti e del comportamento;
         uso di sistemi che prevedono autorizzazioni o licenze al fine di vietare o limitare talune
         pratiche;
         uso di strumenti economici volti a limitare gli effetti sull'ambiente di talune attività o l'uso
         di taluni prodotti.
Allegato IV: Migliori tecnologie disponibili (MTD)
L'espressione "migliori tecnologie disponibili" indica l'ultima fase dello sviluppo (stato dell'arte) di
attività e procedimenti e dei relativi metodi operativi ed indica l'idoneità di una particolare tecnica
a prevenire o, qualora ciò risulti impossibile, a ridurre al minimo le emissioni nell'ambiente in
generale, senza prestabilire alcuna tecnologia e/o tecnica specifica.
Il termine "tecnologie" indica sia la tecnologia impiegata che il modo nel quale l'impianto è
progettato, costruito, mantenuto, fatto funzionare e dismesso. Le tecnologie debbono essere
concretamente praticabili a livello industriale nel relativo settore, sia da un punto di vista tecnico
che economico.
                                                    34
 ---pagebreak--- L'espressione "disponibili" significa sviluppato o comprovato su una scala tale da permettere
l'applicazione nel relativo contesto industriale, in condizioni economicamente accettabili,
indipendentemente dal fatto che le tecnologie siano disponibili nell'ambito dello Stato membro in
questione o che siano o meno di uso generale, purché esse siano ragionevolmente accessibili
all'operatore.
L'espressione "migliori" significa più efficaci ai fini del conseguimento di un elevato livello globale
di protezione ambientale in generale, tenuto conto dei costi e dei benefìci potenziali derivanti sia
dall'azione che dall'assenza di azione.
Ai fini della selezione delle migliori tecnologie disponibili, si debbono considerare gli elementi
seguenti:
         l'impiego di tecnologie a bassa produzione di rifiuti;
         ove possibile, la promozione del recupero e del riciclaggio delle sostanze impiegate nel
         processo;
         i procedimenti, i mezzi o i metodi operativi comparabili, sperimentati di recente con
         successo;
         i progressi e gli sviluppi tecnologici nelle conoscenze scientifiche;
         la natura e il volume delle emissioni;
         i tempi di adozione delle tecnologie;
         il consumo di materie prime (inclusa l'acqua) e di energia usate nel procedimento e la loro
         natura;
         la necessità di prevenire o di ridurre al minimo gli effetti globali delle emissioni
         sull'ambiente.
Allegato V: Pararne tri da misurare, metodi di campionamento, frequenza ai luoghi di campionamento
 1.      Ciascuno Stato membro organizza, a livello nazionale, la raccolta e l'analisi dei dati relativi
         alla misurazione della qualità ecologica delle acque nonché la classificazione dei sistemi
         acquatici in categorie di qualità. Ogni Stato membro adotta il proprio sistema nazionale che
         comprenderà i parametri da misurare, i metodi di misurazione, i metodi di campionamento,
         la frequenza e i luoghi di campionamento che corrispondono meglio alle condizioni regionali
         e alla natura delle acque esaminate. I parametri scelti debbono rapppresentare gli indicatori
         più sensibili della qualità ecologica rispetto agli elementi e ai parametri considerati nella
         definizione della qualità ecologica delle acque in questione, nonché i parametri necessari a
         valutare, se vengono raggiunti, gli obiettivi operativi fissati conformemente all'articolo 5. I
         suddetti metodi di misurazione possono comprendere metodi di telerilevamento.
 2.      I sistemi adottati a livello nazionale devono essere noti alla comunità scientifica di ciascun
         paese e offrire le migliori garanzie per quanto attiene, in particolare, all'esattezza e alla
         comparabilità dei dati. I sistemi utilizzati in ciascun caso sono resi pubblici in forma
         dettagliata. Le eventuali ulteriori modifiche di un sistema nazionale devono essere volte a
         migliorare la qualità dei dati e gli Stati membri devono comprovare la comparabilità dei dati
         raccolti sia anteriormente che successivamente alla modifica.
                                                     35
 ---pagebreak--- 3.     Gli Stati membri organizzano a livello nazionale la taratura tra i laboratori che partecipano
       alla raccolta e all'analisi dei dati e tengono conto, nel loro sistema nazionale, dei sistemi
       adottati in altri Stati membri con i quali hanno acque in comune.
4.     Al momento dell'elaborazione del proprio sistema nazionale, gli Stati membri elaborano carte
       colorate secondo la gamma cromatica in modo da fornire un'indicazione visiva della
       divergenza della qualità ecologica delle acque dalla buona qualità ecologica. Tali carte fanno
       parte della relazione di cui all'articolo 14.
Allegato VI: Programmi integrati
Ciascun programma integrato contiene i seguenti elementi:
 1.    Gli obiettivi operativi decisi conformemente all'articolo 5, nonché le riduzioni di
       inquinamento e le altre misure ritenute necessarie nel programma. Nel programma si potrà
       eventualmente tener conto degli obiettivi a lungo termine da conseguire mediante programmi
       successivi. Il programma comprende un calendario delle azioni previste e una valutazione
       dei risultati specifici attesi.
2.      Una pianificazione delle misure specifiche da applicare, che deve includere:
2.1.   il rispetto di tutti gli obblighi giuridici previsti dalla legislazione comunitaria in materia, in
       particolare per quanto riguarda la riduzione dell'inquinamento;
2.2.   l'uso delle migliori tecnologie disponibili definite dagli Stati membri conformemente
       all'allegato IV per tutte le fonti puntuali di inquinamento, qualora non esistano disposizioni
        legislative comunitarie relative alla sostanza inquinante in questione;
2.3.    l'uso delle migliori pratiche ambientali definite dagli Stati membri conformemente
        all'allegato III per tutte le fonti di inquinamento diffuso, qualora non esistano disposizioni
        legislative comunitarie relative alla sostanza inquinante in questione;
 2.4.   la limitazione della produzione di acqua dalle acque superficiali in questione, nonché dalle
        falde acquifere ad esse collegate ad una quantità compatibile con il mantenimento delle
        acque superficiali ad un livello tale da permettere il conseguimento degli obiettivi di qualità
       operativi per l'acqua superficiale in questione;
 2.5.   qualsiasi altra azione volta a migliorare l'ambiente, compresa la gestione integrata delle
        risorse di acque superficiali quando ciò è necessario ai fini del conseguimento della buona
        qualità ecologica.
 3.     Misure supplementari adottate dagli Stati membri qualora l'applicazione delle misure di cui
        all'articolo 2 non comporti una sufficiente riduzione dell'inquinamento tale da permettere di
        conseguire gli obiettivi operativi di qualità del programma integrato.
 4.     Gli investimenti finanziari necessari, i nomi delle persone fisiche e delle imprese pubbliche
                                                     36
 ---pagebreak---    o private incaricate della esecuzione specifica delle misure, nonché le date di attuazione previste.
5. Le disposizioni regolamentari, legislative ed amministrative, nonché qualsiasi altro mezzo
   necessario alla corretta esecuzione del programma integrato.
6. Una valutazione triennale dei risultati del programma integrato da notificare alla
   Commissione.
                                                37
 ---pagebreak---                                 SCHEDA FINANZIAIUA
                        PARTE 1: IMPLICAZIONI FINANZIARIE
1. Denominazione dell'azione
          Direttiva del Consiglio sulla qualità ecologica delle acque
2.    Linea di bilancio
          B4-304 Normativa ambientale, progetti (XI/B/l).
3. Base giuridica
          Trattato CEE, articolo 130 S, paragrafo 1;
          Per uno sviluppo durevole e sostenibile, COM(92) 23 def., tabella 11;
          Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati
          membri, riuniti in sede di Consiglio del 1° febbraio 1993 riguardante
          un programma comunitario di politica ed azione a favore dell'ambiente
          e di uno 'sviluppo sostenibile (GU C 138 del 17.5.1993, pag. 1).
4.    Descrizione dell'azione
          Cfr. l'allegata proposta di direttiva del Consiglio.
          Sintesi:
          La proposta di direttiva chiede
          agli Stati membri:
              di definire obiettivi operativi di qualità per le acque
              superficiali;
              di misurare, controllare e classificare la qualità delle acque
              superficiali ;
              di preparare inventari delle fonti di inquinamento delle acque
              superficiali ;
              di predisporre ed attuare programmi integrati per migliorare la
              qualità delle acque superficiali;
              di riferire alla Commissione ogni tre anni
          alla Commissione
              di definire specificazioni tecniche relative ai metodi di
              misurazione e monitoraggio delle acque superficiali;
                                        38
 ---pagebreak---                           di definire specificazioni tecniche per l'identificazione e la
                          valutazione quantitativa e qualitativa delle fonti puntuali e non
                          puntuali di inquinamento;
                          di individuare e specificare i settori nei quali l'uso di
                          strumenti economici è adatto ad incoraggiare il rispetto della
                          proposta di direttiva;
                          di adottare decisioni sull'inquinamento transfrontaliere qualora
                          gli Stati membri non siano in grado di raggiungere un accordo in
                          materia;
                          di svolgere negoziati con paesi terzi per quanto riguarda
                           1'inquinamento transfrontaliere*
                          di effettuare una valutazione delle acque che gli Stati membri
                          abbiano escluso dalle norme generali della direttiva;
                          di valutare l'applicazione della direttiva da parte degli Stati
                          membri e di pubblicare un rapporto triennale sulla suddetta
                          applicazione,-
                          modificare ed adottare gli allegati della direttiva al progresso
                          tecnico;
                          di presiedere i l Comitato di regolamentazione.
5. C l a s s i f i c a z i o n e delle spese/entrate
                  SNO e SD
                          L'azione non genera entrate
6. Natura delle spese/entrate
                          Studi destinati a fornire le necessarie informazioni tecniche o
                          scientifiche   e pubblicazioni legate al-la realizzazione degli
                          obiettivi previsti dalla presente azione.
                          La presente azione non genera entrate.
 ---pagebreak--- 7.   Incidenza finanziaria sugli stanziamenti operativi (parte B del bilancio)
7.1. Incidenza sul bilancio per il 1994-1998
                     B4-304, Studi
                                             1994: 300 000 ECU
                                             1995: 100 000 ECU
                                             1996:       0 ECU
                                             1997:  60 000 ECU
                                             1998:  45 000 ECU
                     poiché la pubblicazione triennale, a partire dal 2002, di
                     una relazione genera negli anni cui essa si riferisce una
                     richiesta di  330 000 ECU destinati a coprire il costo
                     della valutazione tecnica dei dati e la pubblicazione
                     stessa delle relazioni. Dato che la proposta abroga le
                     direttive 78/659/CEE (qualità delle acque idonee alla vita
                     dei pesci) e 79/923/CEE (qualità delle acque destinate
                     alla molluschicoltura) si verificheranno concomitanti
                     riduzioni dei costi dovuti alle relazioni previste dalle
                     suddette direttive.
                                    AD
 ---pagebreak--- 8. Disposizioni antifrode previste delle frodi
              In conformità con quanto previsto dall'articolo 9 delle
              "Condizioni generali", ecc.", nei contratti sarà esplicitamente
              stabilito che tutti i lavori realizzati sono proprietà della
              Commissione.
              Il pagamento finale alle parti contraenti avverrà solo dopo che le
              relazioni commissionate siano state ricevute ed esaminate.
              PARTE 2: SPESE AMMINISTRATIVE (Parte A del bilancio)
Linea di bilancio interessata:
-voci Al e A2: spese connesse con il personale che lavora con l'istituzione;
                   <
-A2510 (spese di riunione dei comitati nei casi in cui la consultazione è uno
stadio obbligatorio della redazione di atti comunitari).
1.    Aumento di organico
              L'approvazione della proposta non comporterà alcun aumento netto
              permanente dell'organico di grado A. L'esperto (END) che
              attualmente partecipa alla preparazione della direttiva verrà
              sostituito nel 1994 da un funzionario di grado A e, fino al 1999,
              da un altro agente temporaneo responsabile dell'applicazione della
              direttiva. L'agente temporaneo sarà necessario per realizzare
              l'infrastruttura tecnica necessaria all'applicazione della
              proposta, in particolare un sistema comunitario di monitoraggiote
              classificazione e un sistema per l'elaborazione degli inventari
              delle fonti di inquinamento puntuali e diffuse.
              Costo: 1 funzionario di grado A a partire dal 1994   = 90 000
              ECU/anno
                                     41
 ---pagebreak--- agente temporaneo di grado A 1994/1999      = 90 000 ECU/anno
              Le risorse verranno reperite attraverso una ridistribuzione
              interna o nel quadro della decisione della Commissione sulla
              programmazione delle risorse.
2.    Spese per le riunioni a partire dal 1994 (ai prezzi del 1993)
          Spese di viaggio per le riunioni del comitato (art. 17 della proposta)
          24 x 620 ECU/riunione x 2 riunioni all'anno = 29 760 ECU/anno
                   PARTE 3: ELEMENTI D'ANALISI COSTO-EFFICACIA
1. Obiettivi e coerenza con la programmazione finanziaria
1.1.   Cfr. la proposta di direttiva del Consiglio allegata e il Quinto
      programma comunitario di politica ed azione a favore dell'ambiente - Per
      uno sviluppo durevole e sostenibile COM(92) 23, tabella 11.
1.2.  Sì, l'azione è prevista nelle note alla linea di bilancio B4-304
1.3.  Protezione delle acquesuperficiali
2. Giustificazione dell'azione
          I benefici derivanti dall'azione consistono.principalmente nel
          miglioramento della qualità delle acque superficiali e nei numerosi
          benefici economici e non economici che da questa possono derivare:
          migliore accesso ad acque di buona qualità per la produzione di acqua
          potabile destinata al consumo della popolazione, disponibilità di
          risorse idriche a scopi industriali, agricoli, ecc., migliori
                                      42
 ---pagebreak---          condizioni per le attività ricreative, il turismo, la pesca,
         l'acquacoltura, la molluschicoltura ed altre attività che dipendono
         dalla buona qualità delle acque superficiali, la conservazione di
         specie animali e vegetali.
2.la La soluzione prescelta di mantenere e migliorare (dove occorre) la qualità
     delle acque superficiali si basa sul fatto che l'inquinamento
     generalizzato che si riscontra in tutta la Comunità è già disciplinato da
     direttive attualmente in vigore: la direttiva sulle sostanze pericolose
     (76/464/CEE) la direttiva sulle acque reflue urbane (91/271/CEE) e la. .
     direttiva sui nitrati derivanti da attività agricole (91/676/CEE). I
     rimanenti problemi di inquinamento delle acque superficiali presentano un
     carattere singolare e specifico per le singole acque. Una soluzione
     efficace rispetto al costo per conseguire la necessaria riduzione
     dell'inquinamento deve quindi essere individuata. La presente proposta a
     carattere procedurale garantisce tale risultato, nell'ambito del principio
     della sussidiarietà, richiedendo agli Stati membri di adottare le misure
     necessarie atte a garantire che gli obiettivi della proposta vengano
     raggiunti al ritmo deciso dai singoli Stati membri. Si prevede che diverse
     acque in diversi Stati membri richiedano azioni differenti a seconda delle
     loro caratteristiche particolari.
                     La presente proposta assicura quindi, da un lato, che si
                     adottino misure, ove necessario, allo scopo di migliorare
                     0 mantenere la qualità delle acque superficiali, mentre,
                     dall'altro, richiede agli Stati membri di intraprendere
                     azioni specifiche solo ove sia necessario.
                                                                             *
                     1 costi previsti consistono nei costi amministrativi
                     minimi necessari a far sì che gli Stati membri migliorino
                     la qualità delle acque superficiali, poiché gli effettivi
                     costi di amministrazione legati alla direttiva nel suo
                     insieme saranno sostenuti dagli Stati membri e i costi
                     dell'applicazione delle misure adottate in conformità
 ---pagebreak---                       della direttiva saranno sostenuti da persone fisiche o
                      giuridiche degli Stati membri come stabilito dagli Stati
                      membri stessi. Dato il carattere procedurale della
                      proposta e l'ampia libertà lasciata agli Stati membri per
                       quanto riguarda i tempi di realizzazione, non è possibile
                      prevedere gli investimenti ed i costi che ricadranno sugli
                       inquinatori in conseguenza dell'applicazione della
                       direttiva. Queste informazioni costituiranno un fattore
                       determinante per quanto riguarda la decisione che gli
                       Stati membri prenderanno rispetto al ritmo al quale
                       intenderanno operare in materia.
2. lb  Effetti indiretti possono presentarsi sotto forma di costi per persone
      fisiche o giuridiche degli Stati membri. Poiché la direttiva è una
      direttiva quadro che lascia decidere agli Stati membri il ritmo al quale
      essi intendono procedere, su chi e in quale misura ricadranno tali effetti
      dipenderà in gran parte dagli Stati membri. La proposta si basa sul
      principio della sussidiarietà e stabilisce obiettivi generali, lasciando
      agli Stati membri la scelta dei mezzi più adatti al loro conseguimento.
2.1c  Non sono previsti effetti di moltiplicatore.
3.    Controllo e valutazione dell'azione
3.1.  Sono previste relazioni triennali da parte degli Stati membri, che
      comprendono un'analisi dei progressi realizzati in materia di qualità
      delle acque e presentano le misure adottate per migliorare la qualità
      delle acque.
3.2.  Gli Stati membri presentano relazioni ogni tre anni. Essi presentano nel
      2002 la prima relazione relativa al periodo 1999/2001.
3.3.  Il ritmo al quale ciascuno Stato membro intende operare per migliorare la
      qualità delle acque superficiali rappresenta il principale elemento di
      incertezza nella valutazione dell'impatto della direttiva sia sul piano
      economico che su quello ambientale.
                                    44
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM(93) 680 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              14
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-739-IT-C
                                                             ISBN 92-77-63051-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
1^2985 Lussemburgo