CELEX: 51999PC0662
Language: it
Date: 1999-12-07
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo al divieto dei voli e al congelamento dei capitali nei confronti dei Taliban dell'Afghanistan

Avis juridique important

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51999PC0662

Proposta di regolamento del Consiglio relativo al divieto dei voli e al congelamento dei capitali nei confronti dei Taliban dell'Afghanistan  /* COM/99/0662 def. */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo al divieto dei voli e al congelamento dei capitali nei confronti dei Taliban dell'Afghanistan(presentata dalla Commissione) RELAZIONE(1) Il 15 ottobre 1999, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso l'applicazione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti dei Taliban (dell'Afghanistan) a decorrere dal 14 novembre 1999, a meno che essi non consegnino immediatamente Usama bin Laden alle autorità competenti di un paese in cui questi sia incriminato, o alle autorità competenti di un paese dove possa essere estradato verso uno di tali paesi, o infine alle autorità competenti di un paese dove possa essere arrestato ed effettivamente sottoposto a processo (cfr. la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU 1267 (1999)).(2) Le sanzioni specifiche previste dalla risoluzione sono il divieto dei voli e il congelamento dei capitali. Entrambi i tipi di misure rientrano nelle competenze della Commissione; pertanto, il Consiglio dovrà adottare un regolamento di applicazione sulla base di una proposta della Commissione.(3) La presente proposta della Commissione di regolamento del Consiglio riprende in larga misura le disposizioni della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU (CdS). Tuttavia, in considerazione dell'applicabilità diretta del regolamento del Consiglio, la formulazione e la definizione dei termini devono necessariamente essere più precise rispetto al testo della risoluzione. Ai fini di una sua efficacia diretta, il regolamento deve inoltre contenere disposizioni che consentano l'applicazione immediata di sanzioni penali o di altro tipo da parte delle autorità competenti degli Stati membri per violazione del regolamento stesso.(4) La risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU prevede pochissime deroghe. L'autorizzazione per tali deroghe può essere accordata soltanto dal comitato per le sanzioni del CdS, il che non concede alcun potere discrezionale in materia alle autorità competenti degli Stati membri o alla Commissione.(5) La Comunità europea fornisce aiuti umanitari, aiuti alimentari e assistenza alle popolazioni sradicate dell'Afghanistan. Queste iniziative vengono attuate dalle organizzazioni non governative e dalle organizzazioni internazionali e non vanno a beneficio dei Taliban in alcun modo che sia proibito ai sensi del regolamento proposto. Tuttavia, al fine di garantire la certezza giuridica fin dall'inizio, la Commissione verificherà presso le autorità competenti delle Nazioni Unite in che misura sia necessaria l'autorizzazione del succitato comitato per le sanzioni del CdS per tali attività ed altre analoghe. (6) Qualora le autorizzazioni debbano essere accordate per attività svolte da persone fisiche o giuridiche di cui al regolamento proposto, si ritiene che il metodo più efficace consista nel ridurre al minimo il numero di autorità necessarie ad ottenere il permesso del comitato per le sanzioni del CdS. Le richieste di autorizzazione dovrebbero quindi essere trasmesse al comitato di preferenza attraverso i servizi della Commissione, in particolare nel caso di attività condotte dalla CE in quanto tale. Solamente in casi urgenti e che riguardino un solo Stato membro le richieste dovrebbero essere presentate attraverso l'autorità competente dello Stato membro interessato. La procedura comunitaria proposta contribuirebbe in misura significativa alla trasparenza necessaria all'applicazione del regime di sanzioni. D'altra parte, il comitato per le sanzioni dovrebbe adottare prima possibile le procedure e i meccanismi per la concessione delle autorizzazioni, incluso un documento standardizzato in materia. Poiché dette procedure, meccanismi e modelli di documenti dovrebbero preferibilmente essere integrati nel presente regolamento, la Commissione prenderà i necessari provvedimenti a tal fine.(7) Per quanto riguarda i tempi per l'adozione della presente proposta, la Commissione prevede che il Consiglio constati il fatto che i Taliban non hanno consegnato Usama bin Laden entro il 14 novembre 1999. Di conseguenza, dovrebbe intercorrere soltanto un breve lasso di tempo tra tale data e quella di entrata in vigore del regolamento proposto. Nella misura in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o il comitato per le sanzioni non abbiano adottato essi stessi tutti i provvedimenti necessari per rendere effettiva la risoluzione, il presente regolamento dovrebbe prevedere delle procedure volte ad integrare eventuali decisioni complementari del Consiglio di sicurezza o del comitato per le sanzioni. Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo al divieto dei voli e al congelamento dei capitali nei confronti dei Taliban dell'AfghanistanIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 60 e 301,vista la posizione comune 1999/727/PESC del 15 novembre 1999, adottata dal Consiglio sulla base dell'articolo 15 del trattato sull'Unione europea, relativa a misure restrittive contro i Taliban [1],[1]  GU L 294 del 16.11.1999, pag. 1.vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) il 15 ottobre 1999 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 1267 (1999); al paragrafo 2 di detta risoluzione il Consiglio di sicurezza intima ai Taliban di consegnare immediatamente Usama bin Laden alle autorità menzionate nel suddetto paragrafo;(2) al paragrafo 3 della risoluzione il Consiglio di sicurezza ha deciso di imporre a decorrere dal 14 novembre 1999 il divieto dei voli e il congelamento dei capitali alle condizioni stabilite nel paragrafo 4 della risoluzione stessa, a meno che il Consiglio di sicurezza non decida che i Taliban hanno pienamente ottemperato all'obbligo di cui al suddetto paragrafo 2;(3) le misure di cui al paragrafo 4 della risoluzione 1267 (1999) rientrano nell'ambito del trattato che istituisce la Comunità europea e pertanto, segnatamente per evitare distorsioni della concorrenza, occorre una normativa comunitaria per attuare le decisioni pertinenti del Consiglio di sicurezza, nella misura in cui esse riguardano il territorio della Comunità, essendo inteso che ai fini del presente regolamento si considera che tale territorio comprende i territori degli Stati membri nei quali è applicabile il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni indicate in detto trattato; (4) il Consiglio di sicurezza ha invitato ad applicare le suddette misure a prescindere dall'esistenza di eventuali diritti od obblighi riconosciuti o imposti da qualsiasi accordo internazionale o contratto o da qualsiasi licenza o permesso stipulati o concessi prima del 14 novembre 1999;(5) per garantire la massima certezza giuridica all'interno della Comunità, i nomi e le altre informazioni pertinenti relative alle persone, agli organismi e agli aeromobili che rientrano nel campo di applicazione della suddetta risoluzione devono essere resi pubblici; occorre pertanto istituire procedure adeguate al riguardo nella Comunità;(6) il permesso di derogare al congelamento dei capitali e al divieto dei voli può essere accordato soltanto dal comitato istituito ai sensi della risoluzione 1267 (1999); occorre pertanto prevedere delle disposizioni per ottenere tale autorizzazione dal suddetto comitato;(7) poiché le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento sono misure di gestione, ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze d'esecuzione conferite alla Commissione [2], esse dovrebbero essere adottate secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della suddetta decisione;[2]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(8) le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero essere abilitate, all'occorrenza, ad ottenere le informazioni necessarie a garantire l'osservanza del presente regolamento;(9) dato che il Consiglio di sicurezza ha invitato ad avviare dei procedimenti nei confronti delle persone ed entità che violano le misure previste e ad imporre sanzioni adeguate, sarebbe opportuno autorizzare l'imposizione di sanzioni in caso di violazione del presente regolamento sin dalla sua entrata in vigore; (10) il Consiglio di sicurezza invita ad applicare le suddette misure a prescindere dall'esistenza di eventuali diritti od obblighi riconosciuti o imposti da qualsiasi accordo internazionale o contratto o da qualsiasi licenza o permesso stipulati o concessi prima dell'entrata in vigore dei pertinenti paragrafi della risoluzione 1267 (1999). Di conseguenza, una clausola di questo tipo dovrà essere contenuta nel presente regolamento; (11) la Commissione e gli Stati membri devono informarsi reciprocamente delle misure adottate in base al presente regolamento e comunicarsi tutte le altre informazioni in loro possesso riguardanti il regolamento stesso, come pure collaborare con il suddetto comitato fornendogli, tra l'altro, delle informazioni,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Ai fini del presente regolamento valgono le seguenti definizioni:1. Taliban: i Taliban dell'Afghanistan a tutti i livelli (i loro membri, agenzie e organismi), nonché le società, imprese, istituzioni (comprese tutte le istituzioni finanziarie) ed entità possedute o controllate dai Taliban, nonché le emanazioni di dette società, imprese e istituzioni e le rispettive filiali e consociate, indipendentemente dalla sede, nonché tutte le persone che agiscono o affermano di agire per conto degli organismi suddetti o sotto la loro protezione.2. Capitali: tutte le attività e i benefici finanziari di qualsiasi natura, compresi - ma si tratta di un elenco non limitativo - i contanti, gli assegni, le cambiali, i vaglia postali e gli altri strumenti di pagamento; i depositi presso istituti finanziari o altre entità, i saldi sui conti, i debiti e gli obblighi; i titoli negoziati a livello pubblico e privato e i prestiti obbligazionari, comprese le azioni, i certificati azionari, le obbligazioni, i pagherò, i warrant, le obbligazioni ipotecarie e i contratti finanziari derivativi; gli interessi, i dividendi o altri redditi generati dalle attività; il credito, il diritto di compensazione, le garanzie, le fideiussioni e gli altri impegni finanziari; le lettere di credito, le polizze di carico e gli atti di cessione; i documenti da cui risulti un interesse riguardante capitali o risorse finanziarie e tutti gli altri strumenti di finanziamento delle esportazioni.3. Congelamento dei capitali: divieto di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o trattare i capitali in modo da modificarne il volume, l'importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o da introdurre altri cambiamenti tali da consentire l'uso dei capitali in questione, compresa la gestione di portafoglio.4. Possesso di una società, impresa, istituzione o entità: possedere almeno il 50% dei diritti di proprietà di una società, impresa, istituzione o entità o detenere una partecipazione maggioritaria.5. Controllare una società, impresa, istituzione o entità:a) diritto di nominare o destituire la maggior parte dei membri del consiglio di amministrazione, di gestione o di controllo di una società, impresa, istituzione o entità;b) aver nominato, solo esercitando i propri diritti di voto, la maggior parte dei membri del consiglio di amministrazione, di gestione o di controllo di una società, impresa, istituzione o entità rimasta in carica durante l'esercizio finanziario in corso e quello precedente; c) avere il controllo totale, previo accordo con gli altri azionisti o soci di una società, impresa, istituzione o entità, della maggior parte dei diritti di voto degli azionisti o dei soci per detta società, impresa, istituzione o entità; d) avere il diritto di esercitare un'influenza dominante su una società, impresa, istituzione o entità, previo accordo con detta società, impresa, istituzione o entità o in virtù di una disposizione in tal senso inserita nel suo statuto, sempreché la legge che disciplina detta società, impresa, istituzione o entità consenta di assoggettarla ad un accordo o ad una disposizione di tal genere;e) potersi avvalere del diritto di esercitare un'influenza dominante, ai sensi della lettera d), pur non essendo il titolare di detto diritto;f) avere il diritto di utilizzare, integralmente o in parte, le attività di una società, impresa, istituzione o entità;g) gestire una società, impresa, istituzione o entità, su base unificata, pubblicando nel contempo rendiconti consolidati; h) condividere, in modo congiunto e solidale, o garantire le passività finanziarie di una società, impresa, istituzione o entità.6. Comitato per le sanzioni contro i Taliban: il comitato istituito in forza della risoluzione 1267 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.Articolo 21. Si considera che tutte le persone od organismi elencati nell'allegato I del presente regolamento siano inclusi nella definizione di Taliban di cui all'articolo 1, paragrafo 1.2. Si considera che tutte le persone, società, imprese, istituzioni, organismi o entità situati nel territorio dell'Afghanistan ed elencati nell'allegato II del presente regolamento non siano inclusi nella definizione di Taliban di cui all'articolo 1, paragrafo 1.3. Quando una persona fisica o giuridica è in possesso di elementi di prova fondati o li acquisisce, in base ai quali una persona, società, impresa, istituzione o entità rientra nella definizione di Taliban, anche se non figura negli elenchi di cui all'allegato I, detta persona, prima di avviare qualsiasi transazione o attività commerciale di cui agli articoli 3 o 5 con la persona, società, impresa, istituzione o entità in questione, presenta tali elementi di prova alle autorità competenti degli Stati membri di cui all'allegato V. Dette autorità esaminano tutte le prove fornite. Se le considerano insufficienti e non sono in grado di confermare per iscritto entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione delle stesse che l'attività o la transazione prospettata è vietata ai sensi del presente regolamento, l'attività o transazione in questione non costituisce una violazione del presente regolamento, fintantoché non si sia giunti a risultati definitivi sulla base di nuovi o ulteriori elementi di prova e che tali risultati non siano pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 31. Sono congelati tutti i capitali appartenenti ai Taliban o da essi, direttamente o indirettamente, posseduti o controllati.   2. È vietato mettere a disposizione, direttamente o indirettamente, fondi destinati ai Taliban.Articolo 4Fatte salve le norme comunitarie in materia di riservatezza e le disposizioni dell'articolo 284 del trattato, le autorità competenti degli Stati membri possono chiedere alle banche, alle altre istituzioni finanziarie, alle società di assicurazioni e ad altri organismi e persone tutte le informazioni pertinenti necessarie per garantire l'osservanza del presente regolamento. Articolo 5Sono vietati il decollo e l'atterraggio sul territorio della Comunità europea o in provenienza da esso effettuati da aeromobili detenuti, noleggiati e/o operati dai Taliban o per loro conto.Si considera che tutti gli aeromobili elencati nell'allegato II del presente regolamento siano detenuti, noleggiati e/o operati dai Taliban o per loro conto.Articolo 61. L'articolo 3 non si applica ai capitali utilizzati esclusivamente per gli scopi approvati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e per i quali il comitato per le sanzioni contro i Taliban ha concesso un'autorizzazione in conformità delle procedure stabilite nell'allegato IV del presente regolamento.2. L'articolo 5 non si applica ai voli per i quali il comitato per le sanzioni contro i Taliban ha concesso un'autorizzazione in conformità delle procedure stabilite nell'allegato IV del presente regolamento. 3. Non sono ammesse altre deroghe agli articoli 3 e 5. 4. Le richieste di autorizzazione al comitato per le sanzioni contro i Taliban devono essere inviate al comitato attraverso i servizi competenti della Commissione elencati nell'allegato V del presente regolamento. In casi urgenti e che riguardino le autorità competenti di un solo Stato membro, le richieste vengono inviate dall'autorità competente dello Stato membro interessato elencata nell'allegato V del presente regolamento. I servizi della Commissione e le autorità competenti degli Stati membri si informano reciprocamente e immediatamente delle richieste presentate e delle decisioni prese al riguardo dal comitato per le sanzioni contro i Taliban.5. Tutte le autorizzazioni di deroga concesse dal comitato per le sanzioni contro i Taliban sono valide in tutto il territorio della Comunità.Articolo 71. È vietata la partecipazione, consapevole e intenzionale, ad attività collegate che abbiano per oggetto o per effetto, direttamente o indirettamente, di eludere le disposizioni degli articoli 3, 5 e 6.2. Qualsiasi informazione relativa all'elusione, già avvenuta o ancora in corso, delle disposizioni del presente regolamento viene comunicata alle autorità competenti degli Stati membri e/o della Commissione elencate nell'allegato V del regolamento stesso.Articolo 81. In conformità dell'articolo 9, paragrafo 2 del presente regolamento, la Commissione è autorizzata a:(a) modificare gli allegati I e II del presente regolamento, purché abbia ottenuto prove inoppugnabili che tali modifiche sono conformi alle disposizioni degli articoli 1 e 2 dello stesso;(b) modificare l'allegato III del presente regolamento, purché abbia ottenuto prove inoppugnabili che tali modifiche sono conformi alle disposizioni dell'articolo 5 dello stesso.2.  La Commissione è autorizzata inoltre a:(a) fornire al comitato per le sanzioni contro i Taliban e ricevere da esso da tutte le informazioni pertinenti relative all'applicazione del presente regolamento;(b) modificare gli allegati I, III e IV del presente regolamento sulla base delle conclusioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o del comitato per le sanzioni contro i Taliban;(c) modificare l'allegato V del presente regolamento sulla base delle informazioni fornite dalle autorità competenti nella Comunità.Articolo 91. La Commissione è assistita da un comitato istituito ai sensi dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 2271/96 del Consiglio [3].[3]  GU L 309 del 29.11.1996, pag. 1.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 3 della stessa.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è fissato ad un mese.Articolo 10Il comitato di cui all'articolo 9 può esaminare tutte le questioni inerenti all'applicazione del presente regolamento sollevate dal presidente o dal rappresentante di uno Stato membro.Articolo 11Fatto salvo il disposto degli articoli 6 e 7, la Commissione e gli Stati membri si informano reciprocamente delle misure prese ai sensi del presente regolamento e si comunicano tutte le altre informazioni in loro possesso riguardanti il presente regolamento, segnatamente quelle ricevute in conformità degli articoli 2, paragrafo 3, e 4, nonché le violazioni e i problemi di applicazione o le sentenze pronunciate dai tribunali nazionali.Articolo 12Il presente regolamento si applica a prescindere dall'esistenza di eventuali diritti od obblighi riconosciuti o imposti da qualsiasi accordo internazionale o contratto o da qualsiasi licenza o permesso stipulati o concessi prima dell'entrata in vigore del regolamento stesso.Articolo 13Ciascuno Stato membro determina le sanzioni da imporre in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.In attesa che sia adottata la legislazione eventualmente necessaria a tal fine, si applicano le sanzioni stabilite dagli Stati membri in conformità(a) dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1294/1999 del Consiglio [4], nel caso di violazione delle disposizioni degli articoli 3, 4 e, se del caso, 7 del presente regolamento; e[4]  GU L 153 del 19.6.1999, pag. 66.(b) dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 2151/1999 del Consiglio [5], nel caso di violazione delle disposizioni degli articoli 5 e, se del caso, 7 del presente regolamento.[5]  GU L 264 del 12.10.1999, pag. 3.Articolo 14Il presente regolamento si applica:- nel territorio della Comunità, compreso il suo spazio aereo;- a bordo di tutti gli aerei e di tutte le navi sotto la giurisdizione di uno Stato membro;- a tutti i cittadini di uno Stato membro che si trovano altrove;- a tutti gli organismi registrati o costituiti secondo la legislazione di uno Stato membro o che svolgono attività economiche nella Comunità.Articolo 15Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì  Per il Consiglio Il presidente ALLEGATO IElenco delle persone o organismi di cui all'articolo 2, paragrafo 1 1. TALIBAN, Afghanistan2. TALEBAN, Afghanistan3. ISLAMIC EMIRATE OF AFGHANISTAN, Afghanistan4. ISLAMIC MOVEMENT OF TALIBAN, Afghanistan5. TAHRIKE ISLAMI'A TALIBAN, Afghanistan6. TALIBAN ISLAMIC MOVEMENT, Afghanistan 7. TALIBANO ISLAMI TAHRIK, Afghanistan8. ARIANA AFGHAN AIRLINES, Afghan Authority Building, P.O. Box 76, Ansari Watt, Kabul, Afghanistan9. BAKHTAR AFGHAN AIRLINES, Afghan Authority Building, P.O. Box 76, Ansari Watt, Kabul, Afghanistan10. AFGHAN NATIONAL BANK, Jade Ibn Sina, Kabul, Afghanistan11. BANK E. MILLIE AFGHAN, Jade Ibn Sina, Kabul, Afghanistan12. BANK OF AFGHANISTAN, Jade Ibn Sina, Kabul, Afghanistan13. BANKE MILLIE AFGHAN, Jade Ibn Sina, Kabul, Afghanistan14. CENTRAL BANK OF AFGHANISTAN, Jade Ibn Sina, Kabul, Afghanistan15. DA AFGHANISTAN BANK, Jade Ibn Sina, Kabul, Afghanistan16. THE AFGHAN STATE BANK, Jade Ibn Sina, Kabul, Afghanistan17. OMAR, Mohammed, Comandante dei fedeli ("Amir al-Munineed"), Kandahar, Afghanistan; nato nel 1950 a Ho Tak, provincia di Kandahar, AfghanistanALLEGATO IIElenco delle persone o organismi situati nel territorio dell'Afghanistan, e non inclusi nella definizione di Taliban, di cui all'articolo 2, paragrafo 2 ALLEGATO IIIElenco degli aeromobili detenuti, noleggiati e/o operati dai Taliban o per loro conto di cui all'articolo 5ALLEGATO IVProcedure e condizioni stabilite dal comitato per le sanzioni contro i Taliban di cui agli articoli 6 e 8ALLEGATO VElenco delle autorità competenti degli Stati membri e della Commissione di cui agli articoli 2, paragrafo 3, 6 e 7