CELEX: E2016J0001
Language: it
Date: 2016-12-15 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 15 dicembre 2016, nella causa E-1/16 — Synnøve Finden AS contro il governo norvegese, rappresentato dal ministero dell’Agricoltura e dell’alimentazione (Categorie di prodotti contemplate dall’accordo SEE — Prodotti lattiero-caseari — Aiuti di Stato — Risorse statali — Incidenza sugli scambi e distorsione della concorrenza — Libertà di stabilimento)

27.4.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 133/4
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 15 dicembre 2016
   nella causa E-1/16
   Synnøve Finden AS contro il governo norvegese, rappresentato dal ministero dell’Agricoltura e dell’alimentazione
   (Categorie di prodotti contemplate dall’accordo SEE — Prodotti lattiero-caseari — Aiuti di Stato — Risorse statali — Incidenza sugli scambi e distorsione della concorrenza — Libertà di stabilimento)
   (2017/C 133/04)
   Nella causa E-1/16, Synnøve Finden AS contro il governo norvegese, rappresentato dal ministero dell’Agricoltura e dell’alimentazione — ISTANZA del tribunale distrettuale di Oslo (Oslo tingrett) ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia in merito all’interpretazione dell’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare gli articoli 31 e 61, la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Páll Hreinsson, giudici, si è pronunciata il 15 dicembre 2016 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               L’articolo 61 del SEE deve essere interpretato nel senso che un meccanismo previsto dal diritto nazionale, in base al quale sono concesse a un’impresa 0,50 NOK/litro, entro un massimale di 100 milioni di litri, per la distribuzione di certi prodotti alcuni dei quali rientrano nel campo di applicazione dell’accordo SEE, costituisce un aiuto di Stato a condizione che il giudice di rinvio, considerati tutti gli elementi di fatto di cui dispone e gli orientamenti forniti dalla Corte, concluda che vi è stato un intervento dello Stato o effettuato mediante risorse statali, che tale intervento è idoneo a incidere sugli scambi tra gli Stati del SEE, che conferisce un vantaggio selettivo al beneficiario e che falsa o minaccia di falsare la concorrenza. Una tale constatazione da parte del giudice di rinvio assoggetterebbe il regime all’obbligo di notifica di cui all’articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia.
            
         
               2.
            
            
               Qualora un regime di aiuti di Stato sia legato indissolubilmente a certi prodotti che non esulano tutti dal campo di applicazione dell’accordo SEE, la misura nel suo insieme deve essere notificata all’Autorità di vigilanza EFTA.
            
         
               3.
            
            
               Un giudice nazionale non sarà chiamato a valutare un regime di aiuti di Stato alla luce della libertà di stabilimento di cui all’articolo 31 dell’accordo SEE, a meno che questo elemento non possa essere valutato in diritto separatamente dalla misura di aiuto di Stato.