CELEX: E2020P0003
Language: it
Date: 2020-03-27 00:00:00
Title: Domanda di parere consultivo presentata alla Corte EFTA dalla Norges Høyesterett il 27 marzo 2020 in relazione alla causa governo norvegese contro Anniken Jenny Lindberg (Causa E-3/20) 2020/C 275/02

20.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 275/2
            
         
      Domanda di parere consultivo presentata alla Corte EFTA dalla Norges Høyesterett il 27 marzo 2020 in relazione alla causa governo norvegese contro Anniken Jenny Lindberg
      (Causa E-3/20)
      (2020/C 275/02)
      Il 27 marzo 2020 la Norges Høyesterett (Corte suprema della Norvegia) ha presentato alla Corte EFTA una domanda di parere consultivo, protocollata presso la cancelleria della Corte EFTA il 14 aprile 2020, in relazione alla causa governo norvegese contro Anniken Jenny Lindberg, in merito ai seguenti quesiti.
      Articolo 21 della direttiva sulle qualifiche professionali
      
         1.   
         L’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva sulle qualifiche professionali va interpretato nel senso che lo Stato ospitante può in ogni caso esigere che il richiedente presenti sia i «titoli di formazione» pertinenti di cui all’allegato V, punto 5.3.2, colonna 2, della direttiva sia i «certificati» menzionati che lo Stato di origine potrebbe aver incluso nella colonna 4 per la professione in questione, oppure il termine «eventualmente» va interpretato nel senso che lo Stato ospitante deve stabilire se sia opportuno richiedere i certificati menzionati in un caso specifico?
         Qualora il termine «eventualmente» vada interpretato nel senso che lo Stato ospitante deve stabilire se sia opportuno richiedere i certificati menzionati in un caso specifico:
      
      
         2.   
         
            Qual è la valutazione giuridica e quali sono i fattori giuridicamente pertinenti per stabilire se sia «opportuno» richiedere i certificati menzionati?
         
      
      
         3.   
         
            È rilevante il fatto che il titolo di formazione basti a fornire prove documentali ritenute conformi ai criteri minimi di cui all’articolo 34, paragrafo 2, della direttiva e che il certificato che non può essere presentato si riferisca alla pratica post-laurea?
         
      
      Diritti ai sensi della parte principale dell’accordo SEE
      
         1.   
         Lo Stato ospitante è tenuto a esaminare la domanda di riconoscimento, a norma degli articoli 28 e 31 dell’accordo SEE, se un richiedente che ha completato in un paese membro una formazione per una professione con requisiti minimi di formazione armonizzati non soddisfa i criteri per il riconoscimento di cui all’articolo 21 o all’articolo 10 della direttiva sulle qualifiche professionali?
         In caso affermativo:
      
      
         2.   
         
            Qual è la valutazione giuridica e quali sono i fattori giuridicamente pertinenti per stabilire se al richiedente in questione possano essere riconosciuti diritti aggiuntivi a norma dell’articolo 28 o dell’articolo 31 dell’accordo SEE?
         
      
      
         3.   
         
            Che importanza ha il fatto che un richiedente non possieda un certificato di pratica post-laurea indicato dallo Stato di origine nell’allegato V, punto 5.3.2, colonna 4, della direttiva sulle qualifiche professionali se lo Stato ospitante non esige una pratica post-laurea per i richiedenti che hanno completato la formazione nello Stato ospitante e la formazione completata dal richiedente è considerata equivalente a quella offerta nello Stato ospitante?
         
      
      
         4.   
         
            Può esservi l’obbligo di concedere al richiedente pieni diritti nello Stato ospitante se il titolo di formazione che il richiedente è in grado di presentare non gli conferisce diritti professionali corrispondenti nello Stato di origine?