CELEX: 51997PC0484
Language: it
Date: 1997-10-01
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi e sacchetti di polietilene o di polipropilene originari dell'India, dell'Indonesia e della Thailandia e recante riscossione definitiva del dazio provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                  Bruxelles, 1 10 1997
                                                  COM(97)484 dcf.
                                     Proposta di
                   REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi e sacchetti
di polietilene o di polipropilene originari dell'India, dell'Indonesia e della
Thailandia e recante riscossione definitiva del dazio provvisorio
                          (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                            Relazione
Con Regolamento (CE) n. 47/971, la Commissione ha istituito dazi antidumping
provvisori sulle importazioni di sacchi e sacchetti di cui ai codici NC 6305 ££ 81 e 6305
33 91 originari dell'India, Indonesia e Tailandia."
Successivamente, è stata offerta alle parti interessate la possibilità di comunicare le
loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione. Si è tenuto debitamente conto
delle loro osservazioni. La Commissione ha continuato a chiedere tutte le informazioni
ritenute necessarie per le conclusioni definitive.
Dopo la pubblicazione del regolamento provvisorio, si constatò che il prodotto in
causa poteva in alcuni casi rientrare in codici diversi da quelli citati nel regolamento. Si
propone quindi di includere detti codici nel regolamento che impone un diritto
definitivo.
Per quanto riguarda il dumping, a seguito delle prove esaurienti fornite da alcuni
produttori/esportatori dei paesi in questione, i margini definitivi di dumping sono stati
fissati a un livello inferiore di quello stabilito provvisoriamente.
Mentre i margini definitivi per l'Indonesia e la Tailandia non differivano molto da quelli
provvisori, vedi punti (27) e (29), gli esportatori indiani hanno fornito elementi che
hanno permesso una sostanziale riduzione dei loro margini definitivi di dumping, vedi
punto (24).
Poiché, per quanto riguarda il pregiudizio, il nesso di causalità e l'interesse
comunitario, nessun nuovo argomento è stato avanzato, che potesse condurre ad un
cambiamento delle conclusioni provvisorie, si conferma che l'industria comunitaria ha
sofferto un pregiudizio grave a causa delle importazioni in dumping e che è
nell'interesse della Comunità adottare misure definitive.
Poiché i margini di pregiudizio constatati per gli esportatori di tutti i Paesi interessati
erano in tutti i casi superiori ai margini di dumping, si propone che i diritti antidumping
siano imposti al livello dei margini di dumping come qui sotto indicato :
- India : margini da 0 a 36%.
- Indonesia :margini da 23,5% a 56%
- Tailandia : margini da 13,2% a 60,8%
     GU n. L 15, del 15 gennaio 1997, pag.
                                                       A
 ---pagebreak---                        REGOLAMENTO (CE) N.... DEL CONSIGLIO
                                              del...
 che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi e sacchetti
 di polietilene o di polipropilene originari dell'India, dell'Indonesia e della
 Thailandia e recante riscossione definitiva del dazio provvisorio
 IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96% in particolare l'articolo
9,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
I.       MISURE PROVVISORIE
(1)    Con il regolamento (CE)'n. 45/97 della Commissione3 (in appresso denominato
       "regolamento provvisorio") sono stati imposti dazi provvisori sulle importazioni
       nella Comunità di sacchi e sacchetti di cui ai codici NC 6305 32 81 e 6305 33 91,
       originari dell'India, dell'Indonesia e della Thailandia. 11 dazio antidumping
       provvisorio è stato prorogato per un periodo massimo di 3 mesi con il regolamento
       (CE) n. 1168/74 della Commissione4.
1
    GU ri. L 56, del 6 marzo 1996. pag. 1.
2
    GU n. L 317, del 6 dicembre 1996, pag. 1.
3
    GU n. L 12. del 15 gennaio 1997. pag. 8.
4
    GU n. L 169, del 27 giugno 1997, pag. 14.
 ---pagebreak---  IL   FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
 (2)  A seguito dell'istituzione delle misure antidumping provvisorie, molte parti
      interessate hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni.
 (3)  Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno avuto la possibilità di essere sentite
      dalla Commissione.
 (4)  La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni
      ritenute necessarie ai fini delle risultanze definitive.
(5)   Le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai
     quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi e la
     riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazi provvisori. È stato
     inoltre concesso loro un periodo entro il quale comunicare le loro osservazioni
     dopo aver ricevuto le informazioni in questione.
(6)  Le osservazioni comunicate oralmente e per iscritto dalle parti interessate sono
     state esaminate e, ove ritenuto opportuno, prese in considerazione ai fini delle
     risultanze definitive.
III. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(7)  Alcuni esportatori hanno contestato le conclusioni del regolamento provvisorio, in
     base alle quali i sacchi "a trama rada" rientravano nel campo d'applicazione del
     regolamento stesso. Essi hanno ribadito le argomentazioni esposte nel considerando
     8 del suddetto regolamento. A tale riguardo, è opportuno osservare che il fatto che i
     sacchi a trama rada non sono completamente intercambiabili con tutti gli altri lipi
     dei prodotto in questione non costituisce un elemento sufficiente perché si possa
     considerarli un prodotto a sé stante. Al contrario, è sufficiente che tali tipi di
     prodotti abbiano le stesse caratteristiche fisiche di base e servano agli stessi scopi.
     Ciò vale chiaramente per i sacchi a trama rada, nei confronti degli altri tipi di sacchi
     di poliolefina soggetti all'inchiesta. Sono pertanto confermate le conclusioni
     provvisorie relative alla descrizione del prodotto in esame.
 ---pagebreak--- (8)  Inoltre, l'affermazione di tali esportatori, secondo cui l'industria comunitaria non
     produrrebbe sacchi a trama rada è priva di fondamento. Sebbene infatti non sia
     necessario che un tipo di prodotto sia fabbricato dall'industria comunitaria per
     rientrare nel campo d'applicazione di un procedimento antidumping, l'inchiesta ha
     rivelato che anche tre produttori comunitari che hanno collaborato fabbricano e
     vendono sacchi a trama rada. L'industria comunitaria produce pertanto il prodotto
     simile ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento del Consiglio (CE) n.
     384/96 (in appresso denominato "regolamento di base").
(9)  Un importatore ha chiesto che i contenitori mobili intermedi flessibili di tessuti di
     peso inferiore o uguale a 120 gr/m2 (i cosiddetti sacchi di grandi dimensioni)
     fossero esclusi dal campo d'applicazione del procedimento. A tale riguardo, è stato
     affermato che fino all'inizio del 1995 i sacchi di grandi dimensioni potevano essere
     prodotti unicamente utilizzando tessuti di peso uguale o superiore a 120 gr/m2. Nel
     frattempo, tuttavia, i progressi tecnologici hanno fatto sì che per la produzione di
     sacchi di grandi dimensioni sia ormai possibile utilizzare tessuti di peso pari a soli
      100 gr/m2. L'importatore in questione ha comunque sottolineato che i sacchi di
     peso inferiore o uguale a 120 gr/m2 sono facilmente identificabili in quanto
     rientrano in un codice NC separato.
(10) Tale richiesta non ha potuto essere accettata. In primo luogo, la denuncia
     riguardava tutti i sacchi confezionati con lamelle di polietilene o di polipropilene,
     non lavorati a maglia, di tessuti di peso inferiore o uguale a 120 gr/m2, senza
     distinzioni tra sacchi di grandi dimensioni e altri tipi di sacchi. In secondo luogo, i
     sacchi di grandi dimensioni e gli altri tipi di sacchi soggetti all'inchiesta hanno tutti
     le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e le loro applicazioni sono
     analoghe (ovvero essi sono costituiti dalle stesse materie prime e utilizzati per
     l'imballaggio e il trasporto delle merci). A tale riguardo, va osservato che anche se
     un tipo specifico del prodotto in questione non esisteva o non era ampiamente usato
     nel periodo dell'inchiesta, la definizione del prodotto riguarda anche tipi di prodotti
     che sono stati sviluppati successivamente, purché tali tipi presentino le stesse
     caratteristiche fisiche, chimiche e tecnologiche di base e le loro applicazioni siano
     simili.
 ---pagebreak--- (11) Il regolamento provvisorio asseriva al considerando 6 che il prodotto in questione
     rientra nei codici NC 6305 32 81 e 6305 33 91. La Commissione ha tuttavia notato
     che i sacchi e i sacchetti presi in esame dalla presente inchiesta possono essere
     classificati nei codici NC 3923 21 00, 3923 29 10 e 3923 29 90, pur continuando a
     rispondere alla descrizione del prodotto in questione, se ottenuti da un tessuto filato
     a partire da una lamina di spessore superiore ai 5 mm o laminata su entrambi i lati
     in modo da essere visibile ad occhio nudo. Pertanto, anche i sacchi e i sacchetti che
     rispondono alla descrizione del prodotto in questione ma sono classificati in codici
     diversi da quelli provvisoriamente individuati devono essere oggetto della presente
     inchiesta. Sono pertanto confermate le conclusioni relative alla definizione del
     prodotto in esame e del prodotto simile formulate nel regolamento provvisorio.
IV. DUMPING
       1.      Valore normale
               a.      India
(12) Tre produttori indiani hanno sollevato obiezioni nei confronti della metodologia
     utilizzata per determinare se le loro vendite erano state eseguite nel corso di
     normali operazioni commerciali. Essi hanno asserito che, essendo il costo delle
     materie prime bruscamente aumentato nel periodo dell'inchiesta, per determinare il
     volume delle vendite in perdita si sarebbe dovuto utilizzare il costo di produzione
     mensile, piuttosto che quello annuale. Considerando che le materie prime
     costituiscono l'elemento più importante dei costi totali di produzione del prodotto
     in questione, il volume delle vendite effettuate a prezzi inferiori ai costi unitari è
     stato ricalcolato sulla base del costo di produzione mensile per le società che haìino
     fornito tali informazioni.
(13) Numerosi produttori indiani si sono opposti al modo in cui la Commissione ha
     applicato l'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base. Essi hanno chiesto che
     la media ponderata del prezzo di vendita venisse confrontata con la media
     ponderata dei costi dei tipi di prodotto in questione, senza eliminare le vendite in
     perdita. Sebbene taluni prezzi fossero sotto costo all'epoca della vendita, il prezzo
     di vendita medio del prodotto in questione era superiore al costo medio ponderato.
 ---pagebreak---      Va osservato che è prassi coerente, in conformità del terzo paragrafo dell'articolo 2,
     paragrafo 4, del regolamento di base, stabilire il valore normale unicamente in base
     a tutte le vendite, comprese quelle in perdita, se sono soddisfatte le due seguenti
     condizioni:
         - la media ponderata dei costi di produzione è inferiore alla media ponderata
            dei prezzi di vendita di un determinato prodotto;
         -  il volume delle vendite interne in perdita è inferiore al 20% del volume delle
            vendite totali.
     Poiché ogni altro approccio sarebbe contrario all'articolo 2, paragrafo 4, la richiesta
     degli esportatori indiani ha dovuto essere rifiutata.
(14) Un produttore indiano, che ha venduto il prodotto in questione in quantità
     insufficienti sul proprio mercato interno e ha esportato tipi di prodotti venduti da
     altri produttori/esportatori nel paese interessato, ha sostenuto che il calcolo del
     valore normale avrebbe dovuto essere costruito, piuttosto che essere basato sui
     prezzi praticati da altri produttori indiani.
     Conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base, il valore
     normale è generalmente basato sui prezzi interni. Se un esportatore non esegue
     vendite interne sufficienti nel corso di normali operazioni commerciali, il valore
     normale sarà stabilito in base ai prezzi di vendita praticati dagli altri esportatori per
     il prodotto comparabile, poiché è ipotizzabile che l'impiego dei prezzi praticati
     dagli altri esportatori produca un valore normale più preciso di una costruzione
     basata sul costo di produzione. Solo in mancanza di vendite interne rappresentative
     da parte di altri produttori, o nel caso in cui tali prezzi non siano adeguati, il valore
     normale sarà costruito conformemente all'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di
     base. L'esportatore in questione non ha comunque esposto argomentazioni circa i
     motivi per cui l'impiego dei prezzi praticati da altri esportatori non sarebbe stato
     adeguato.
 ---pagebreak---                b.     Indonesia
(15) Un produttore indonesiano ha chiesto che non gli venisse applicata la media
     ponderata dei valori normali stabilita per gli altri produttori indonesiani, in quanto
     essa non era rappresentativa di un certo tipo di sacco, e ha proposto che tale tipo di
     prodotto fosse escluso dal calcolo del valore normale o dalla sua costruzione. Non è
     stato possibile accettare tale richiesta per gli stessi motivi enunciati nel
     considerando 10 del regolamento provvisorio.
              e.      Conclusione
(16) Sono confermate le altre risultanze di cui ai considerando 14-24 del regolamento
     provvisorio,riguardantila determinazione del valore normale.
       2.     Prezzo all'esportazione
(17) Non sono state addotte nuove argomentazioni relative alla determinazione dei
     prezzi all'esportazione. Le risultanze di cui al considerando 20 del regolamento
     provvisorio sono quindi confermate.
 ---pagebreak---        3.      Confronto
               a.      India
(18) Quattro produttori indiani hanno contestato l'inclusione delle spese bancarie nel
     costo del credito per l'adeguamento dei prezzi all'esportazione. Essi hanno
     affermato che tali spese non venivano prese in considerazione nella determinazione
     dei prezzi all'esportazione praticati. Va rilevato che in tali casi le spese bancarie
     sono intrinsicamente legate al costo del credito e devono in quanto tali essere prese
     in considerazione nella determinazione del costo del credito. Non è stato pertanto
     possibile accettare tale richiesta.
(19) La maggior parte dei produttori/esportatori ha sostenuto che le detrazioni concesse
     per la restituzione dei dazi erano state insufficienti in quanto: tutte le materie prime
     acquistate sul mercato interno recavano dazi all'importazione per i quali avrebbe
     dovuto essere concessa una detrazione per la restituzione; i dazi avrebbero inoltre
     dovuto essere restituiti in occasione di ogni singola esportazione del prodotto in
     questione, indipendentemente dal fatto che le materie prime utilizzate provenissero
     dai mercati interni dei paesi interessati o fossero importate da paesi terzi.
     A tale riguardo, va osservato che i produttori/esportatori non sono riusciti a
     presentare prove conclusive atte a comprovare l'asserzione che tutto il polietilene e
     il polipropilene utilizzato per la produzione di sacchi e sacchetti, compresi quelli
     venduti sul mercato interno, conteneva materie prime importate, per le quali i dazi
     erano pagati conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, lettera b), del regolamento
     di base. Pertanto, come stabilito nel considerando 24 del regolamento che impone
     un dazio antidumping provvisorio, l'adeguamento per la restituzione del dazio è
     stato concesso solo quando si è riscontrato che il prodotto simile e i materiali
     fisicamente inseriti in esso, venduti dai produttori/esportatori in questione sui loro
     mercati interni e volti ad essere consumati all'interno di tali paesi, recavano
     imposizioni all'importazione.
 ---pagebreak---                 b.        Indonesia
(20) I produttori indonesiani hanno richiesto la concessione di una detrazione per la
     restituzione del dazio sulla base della prassi precedente e del fatto che l'esenzione
     dal dazio per le resine di polietilene e polipropilene utilizzate nella produzione dei
     sacchi esportati era effettivamente dimostrata dal fatto che sulla resina immessa
     fisicamente      nei    sacchi venduti   sul    mercato    interno    gravavano    oneri
      all'importazione.
      I produttori non hanno presentato prove conclusive atte a dimostrare che tutte le
     resine di polietilene e polipropilene utilizzate per la produzione di sacchi e
     sacchetti, compresi quelli venduti sul mercato interno, contenevano materie prime
     importate, per le quali erano pagati dazi in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10.
     lettera b) del regolamento di base. Pertanto, l'adeguamento per la restituzione del
     dazio non è stato concesso.
                e.       Thailandia
(21) Alla luce delle significative differenze di prezzo esistenti tra le materie prime
     provenienti dal mercato interno e utilizzate per la vendita interna del prodotto in
     questione e quelle provenienti dai mercati d'esportazione e utilizzate per le
     esportazioni nei paesi terzi, le società esportatrici thailandesi hanno chiesto la
     concessione di una detrazione ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera k), del
     regolamento di base. I produttori thailandesi hanno sostenuto che il sistema di
     restituzione del dazio in vigore in Thailandia dava luogo a significative differenze
     tra i costi delle materie prime dei prodotti esportati e quelli dei prodotti venduti sul
     mercato interno, incidendo in tal modo sulla comparabilità tra prezzi di venclita
     interni ed esterni.
     Va osservato che l'adeguamento richiesto è correlato alla restituzione del dazio e
     alle imposizioni all'importazione ed è esaurientemente disciplinato dall'articolo 2,
     paragrafo 10, lettera b) del regolamento di base. Tuttavia, le società esportatrici non
     sono riuscite a fornire prove conclusive atte a dimostrare che tutto il polietilene e il
     polipropilene utilizzato per la produzione di sacchi e sacchetti, compresi quelli
     venduti sul mercato interno, conteneva materie prime importate, per le quali erano
 ---pagebreak---      pagati dazi in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera b), del regolamento di
     base.
           4   Margine di dumping
               a.      Generale
(22) In assenza di ulteriori argomentazioni riguardanti la determinazione del margine di
     dumping, si conferma la metodologia fissata dai considerando 25-36 del
     regolamento provvisorio.
               b.      India
(23) Un produttore indiano ha contestato le conclusioni del considerando 27 del
     regolamento provvisorio, in base al quale doveva essere determinato un unico
     margine di dumping per due società collegate. Si è sostenuto che la società
     rappresentava un'entità economica distinta, con produzione, amministrazione e
     commercializzazione separate, e fabbricava un prodotto differente.
     Tuttavia, considerando i fatti riportati nel regolamento provvisorio, la maggior
     parte dei quali non sono stati messi in discussione dalla società, e al fine di evitare
     il rischio di elusione delle misure antidumping, è stata confermata la decisione di
     fissare un unico margine di dumping per i due produttori/esportatori indiani in
     questione.
 ---pagebreak--- (24) La media ponderata dei margini di dumping stabilita a titolo definitivo per i
     produttori/esportatori indiani che hanno collaborato, espressa in percentuale del
     prezzo franco frontiera comunitaria, è la seguente:
               Gilt Pack                                        0,0 %
               Neo Sack Ltd                                     0,0 %
               Buildmet Private Ltd                            15,6%
               Kanpur Plastipack                                4,3 %
               Polyspin Export Ltd and
               Polyspin Private Ltd                           13,8 %
               Shankar Packaging Ltd                            6,1 %
(25) Il margine di dumping stabilito a titolo definitivo per gli esportatori indiani diversi
     da quelli che hanno collaborato alla presente inchiesta, espresso in percentuale del
     prezzo franco frontiera comunitaria, è del 36,0%.
(26) Il Consiglio per la promozione delle esportazioni di plastica e linoleum (PLEPCI),
     con sede in India, ha contestato l'osservazione contenuta nel considerando 29 del
     regolamento provvisorio, secondo cui la percentuale di società che non hanno
     collaborato è stata molto elevata. Tenendo conto del fatto che gli esportatori che
     hanno collaborato rappresentavano circa il 57% delle esportazioni totali, ne segue
     che il 43% degli esportatori non ha collaborato. Secondo la prassi comune, tale
     livello di omessa collaborazione è considerato elevato. Non è stato pertanto
     possibile accettare tale richiesta ed è stata quindi mantenuta la metodologia prevista
     dal considerando 29 del regolamento provvisorio.                                   -
                                                  10
 ---pagebreak---                e.       Indonesia
(27) Sono confermati a titolo definitivo i margini di dumping riscontrati per i
     produttori/esportatori indonesiani, secondo quanto stabilito dai considerando 31-33
     del regolamento provvisorio. Di conseguenza, i margini di dumping espressi in
     percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria sono i seguenti:
        (i) per i produttori/esportatori che hanno collaborato, compresi nel campione:
                - PT Budi Indoplast Indah                             56,0%
                - PT Hardo Soloplast                                  28,4 %
                - PT Kemilau Indah Permana Ltd                        31,0 %
               - PT Poliplas Indah Sejahtera                          38,0%
                - PT Simoplas                                         23,5 %
       (ii) per i produttori/esportatori che hanno collaborato, non compresi nel
             campione:          28,3 %
       (iii)   per i produttori/esportatori indonesiani diversi da quelli che hanno
      collaborato           alla presente inchiesta:   56,0 %
               d.       Thailandia
(28) Un produttore thailandese ha contestato il confronto della media ponderata del
     valore normale con il prezzo all'esportazione basato sulle singole transazioni,
     sottolineando     che    vi   erano    solo   alcune   transazioni    che   differivano
     considerevolmente dalla media ponderata del prezzo di vendita e che tali
     transazioni riguardavano prezzi significativamente maggiori della media ponderata
     dei prezzi all'esportazione. Una revisione dei calcoli ha confermato tale asserzione
     e la media ponderata del valore normale è stata pertanto confrontata con la media
     ponderata del prezzo all'esportazione. Il metodo del confronto è stato riveduto
     anche per gli altri esportatori thailandesi e poiché è stata riscontrata una situazione
     analoga per altre due società, si è deciso di confrontare la media ponderata del
     valore normale con la media ponderata del prezzo all'esportazione anche per queste
     società.
                                                 n
 ---pagebreak--- (29) La media ponderata dei margini di dumping stabilita a titolo definitivo per i
     produttori/esportatori thailandesi che hanno collaborato, espressa in percentuale del
     prezzo franco frontiera comunitaria, è la seguente:
                      Bangkok Polysack Co. Ltd                              13,2 %
                      CP Poly-Industry Public Co. Ltd                      43,2 %
                      Laemthong Industry Co. Ltd                           60,8 %
                      Pacific Polysack Co. Ltd                             47,8 %
                      Thai Coating Industrial Public Co. Ltd               21,5 %
                      Thai Plastic Products Co. Ltd                         15,8 %
     Il margine di dumping stabilito a titolo definitivo per gli esportatori thailandesi
     diversi da quelli che hanno collaborato alla presente inchiesta, espresso in
     percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è del 60,8%.
               e.     Nuovi esportatori in India
(30)    Tre società indiane che non hanno esportato il prodotto in questione nella
     Comunità europea nel periodo dell'inchiesta hanno richiesto di essere trattate come
     nuovi operatori. Dopo aver appurato che tutte le condizioni di cui all'articolo 11,
     paragrafo 4, fossero soddisfatte, la Commissione ha concluso che a queste nuove
     società si deve applicare la media ponderata del margine di dumping riscontrata per
     le società indiane che hanno collaborato, 10,5 %.
                                               12
 ---pagebreak--- V.   INDUSTRIA COMUNITARIA
(31) PLEPCI ha messo in dubbio la posizione dei denunzianti, sulla base del fatto che
     degli otto denunzianti originali, solo quattro - più un quinto aggiuntosi in seguito -
     hanno risposto al questionario della Commissione, e ha sostenuto che la
     Commissione non ha fornito una base per le sue conclusioni sulla rappresentatività
     dell'industria denunziarne esposte nel considerando 37 del regolamento
     provvisorio.
(32) Tale osservazione non è stata sostenuta da alcuna prova sostanziale che le
     conclusioni della Commissione in merito fossero errate. Come menzionato nel
     considerando 37 del regolamento provvisorio, nel corso dell'inchiesta si era
     esaminato se i produttori comunitari denunzianti che hanno collaborato
     rappresentassero    ancora   una proporzione       maggioritaria  della   produzione
     comunitaria complessiva del prodotto in questione, ai sensi dell'articolo 4,
     paragrafo 1, del regolamento di base. Tale esame ha dimostrato che i produttori che
     hanno collaborato, elencati nel considerando 4 del regolamento provvisorio,
     rappresentavano all'incirca il 75% della produzione comunitaria totale stimata del
     prodotto simile. È confermata quindi la qualifica dell'industria denunziarne come
     industria comunitaria ai fini del presente procedimento, come stabilito nel
     considerando 37 del regolamento provvisorio.
VI. PREGIUDIZIO
(33) U PLEPCI ha obiettato che nel regolamento provvisorio non era specificata alcuna
     cifra relativa al numero delle persone occupate nella fabbricazione del prodotto in
     questione e ha chiesto un chiarimento circa la diminuzione dell'occupazione del
      16,9%, menzionata nel considerando 51 di tale regolamento. In risposta a tale
     osservazione, si può semplicemente rilevare che le cifre relative all'occupazione
     sono state determinate in base alle risposte fornite ai questionari dall'industria
     comunitaria. All'interno della Comunità, l'occupazione nel settore della
                                               13
 ---pagebreak---      fabbricazione del prodotto simile è diminuita del 16,9%, passando da 767
     dipendenti nel 1992 a 637 nel periodo dell'inchiesta.
(34) In mancanza di altre argomentazioni riguardanti il pregiudizio subito dall'industria
     comunitaria, il Consiglio conferma le risultanze relative al pregiudizio e la
     conclusione secondo la quale tale industria ha subito un grave pregiudizio ai sensi
     dell'articolo 3 del regolamento di base, come stabilito nei considerando 38-52 del
     regolamento provvisorio, considerando in particolare la tendenza negativa della
     produzione, dell'utilizzazione delle capacità, della quota di mercato, dei prezzi,
     della redditività, degli investimenti e dell'occupazione durante finterò periodo
     coperto dall'esame del pregiudizio.
VII. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(35) Il PLEPCI ha sostenuto che la Commissione aveva stabilito una diminuzione del
     3,9% della media ponderata del prezzo di vendita dell'industria comunitaria nel
     periodo in esame, ma non era riuscita a spiegare il ruolo svolto in questa tendenza
     negativa dei prezzi dalla diminuzione del prezzo delle materie prime per la
     produzione del prodotto simile, affermando che i prezzi delle materie prime erano
     calati di oltre un terzo tra il 1991 e il 1993. Il PLEPCI ha inoltre sostenuto che vi è
     una coincidenza tra il drastico calo dei prezzi delle materie prime nel 1993 e le
     perdite subite dall'industria comunitaria durante lo stesso anno.
                                                 14
 ---pagebreak--- (36) Nel corso dell'inchiesta, le informazioni disponibili non sono state sufficienti a
     dimostrare che il presunto andamento dei prezzi delle materie prime aveva
     esercitato un effetto significativo sulla tendenza dei prezzi di vendita sul mercato
     comunitario tra il 1992 e il primo trimestre del 1995, vale a dire nell'intero periodo
     preso in esame. Dal momento che il PLEPCI non ha fornito prove o informazioni
     convincenti atte a dimostrare il contrario, tale richiesta non potrà essere presa
     ulteriormente in considerazione.
(37) Va osservato inoltre che, contrariamente a quanto affermato dal PLEPCI, le
     eventuali diminuzioni del costo delle materie prime avrebbe dovuto avere, in un
     modo o nell'altro, un impatto positivo sulla redditività dell'industria comunitaria,
     considerando in particolare il fatto che le materie prime possono rappresentare fino
     a un terzo del costo di produzione totale dell'industria comunitaria del prodotto in
     questione. Le conclusioni di cui al considerando 49 del regolamento provvisorio
     dimostrano tuttavia che ciò non si è verificato.
(38) Il PLEPCI ha richiesto inoltre un chiarimento sulle conclusioni della Commissione
     in materia di scorte, vendite e produzione dei produttori denunzianti tra il 1994 e il
     periodo dell'inchiesta, mettendo in evidenza l'incoerenza dell'affermazione
     secondo la quale il volume delle vendite e della produzione dell'industria
     comunitaria era aumentato mentre, nello stesso periodo, le scorte erano diminuite.
     Per quanto riguarda tale osservazione, si conferma che le scorte sono leggermente
     diminuite tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta. Ciò si spiega col fatto che mentre le
     vendite effettuate da questa industria sul mercato comunitario erano in complesso
     stabili (-46 t.), le vendite finalizzate all'esportazione fuori dalla Comunità sono
     contemporaneamente aumentate.
(39) Il PLEPCI ha asserito infine che le importazioni sotto inchiesta non potevano essere
     ritenute responsabili di aver causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria:
     tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta, poiché, mentre i prezzi e la quota di mercato
     dei produttori comunitari erano aumentati, gli importatori sotto inchiesta avevano
     subito una perdita della quota di mercato, causata del leggero aumento dei loro
     prezzi d'importazione.
                                                 15
 ---pagebreak--- (40) A tal riguardo, va sottolineato che l'analisi del pregiudizio copriva il periodo dal 1°
     gennaio 1992 ai 31 marzo 1995, vale a dire un periodo di oltre tre anni. Pertanto,
     qualsiasi tendenza relativa a una parte di tale periodo andrebbe interpretata alla luce
     della tendenza globale dell'intero periodo preso in esame. Poiché le conclusioni del
     PLEPCI si basano soltanto su una parte assai limitata del periodo preso in esame
     dall'analisi del pregiudizio, indipendentemente dalla tendenza globale dell'intero
     periodo in questione, l'osservazione ha soltanto un valore limitato.
(41) È confermato che nel periodo dell'inchiesta la quota di mercato dell'industria
     comunitaria è aumentata dello 0,2% e i prezzi sono leggermente cresciuti rispetto al
      1994. L'industria comunitaria ha perduto tuttavia quote di mercato e i suoi prezzi di
     vendita sono diminuiti durante il periodo preso in considerazione per l'analisi del
     pregiudizio, vale a dire dal 1992 fino alla conclusione del periodo dell'inchiesta,
     come riportato nei considerando 47 e 48 del regolamento provvisorio. Inoltre,
     sebbene nel periodo dell'inchiesta le importazioni in questione abbiano perduto
     1' 1,8% della quota di mercato mentre i loro prezzi aumentavano del 2,5% rispetto al
     1994, va ricordato che dal 1992 fino al periodo dell'inchiesta, vale a dire nell'intero
     arco di tempo preso in esame per la valutazione del pregiudizio, la loro quota di
     mercato ha guadagnato 13,8 punti percentuali (aumentando del 46%) e i loro prezzi
     all'importazione sono diminuiti del 3,3%. L'osservazione non ha potuto quindi
     essere accettata.
(42) Dato che non sono pervenute nuove contestazioni sostanziali correlate con le
     risultanze di cui ai considerando 53-72 del regolamento provvisorio, si conferma la
     conclusione provvisoria sulla causa del grave pregiudizio subito dall'industria
     comunitaria.
                                               16
 ---pagebreak--- Vili. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(43) Il considerando 73, e segg., del regolamento provvisorio sottolinea che, dopo una
      valutazione dei vari interessi - compresi quelli dell'industria comunitaria, degli
      utenti e degli importatori - non sono emerse motivazioni convincenti contro
      l'introduzione di misure antidumping. Si è concluso piuttosto che, nel ragionevole
      interesse della Comunità, l'industria comunitaria debba essere protetta dalle
      pratiche commerciali sleali delle importazioni oggetto di dumping originarie
      dell'India, dell'Indonesia e della Thailandia.
(44) Poiché non sono pervenute nuove osservazioni correlate all'analisi dell'interesse
      comunitario effettuata nel regolamento provvisorio, si confermano le conclusioni
      provvisorie.
IX. MISURE ANTIDUMPING
            A. Livello e forma dei dazi
(45) In base alle suddette conclusioni riguardanti il dumping, il pregiudizio, il rapporto
      di causalità e l'interesse della Comunità, si sono presi in esame la forma e il livello
      delle misure antidumping da adottare al fine di eliminare le distorsioni degli scambi
      provocate dal dumping pregiudizievole e ripristinare effettive condizioni di
      concorrenza sul mercato comunitario.
(46) Poiché il livello dei prezzi necessario affinché gli effetti pregiudizievoli delle
      importazioni potessero essere eliminati era più elevato del margine di dumping di
      tutti i paesi interessati all'inchiesta, per determinare il livello delle misure è stato
      utilizzato il margine di dumping.
(47) In base a quanto detto sopra, devono essere imposti dazi definitivi, sotto forma di
      dazi ad valorem.
                                                   17
 ---pagebreak--- (48) In conformità dell'articolo 11, paragrafo 4 del regolamento di base, non è possibile
     avviare, per quanto riguarda l'Indonesia, un riesame relativo ai nuovi esportatori
     per determinare i margini di dumping individuali nell'ambito di questo
     procedimento, in quanto nell'inchiesta iniziale è stato utilizzato il campionamento.
     Tuttavia, per applicare lo stesso trattamento ai nuovi esportatori e alle società che
     hanno collaborato a questa inchiesta, si ritiene opportuno prevedere di applicare il
     dazio medio ponderato imposto nei confronti delle suddette società ai nuovi
     esportatori, che altrimenti avrebbero diritto a un riesame a norma dell'articolo 11,
     paragrafo 4.
X.   RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(49) In considerazione dell'entità dei margini di dumping accertati per le società
     esportatrici e alla luce della gravità del pregiudizio causato all'industria
     comunitaria, si ritiene necessario procedere, per le transazioni riguardanti il
     prodotto in questione, alla riscossione definitiva degli importi delle garanzie
     costituite a titolo dei dazi provvisori per le transazioni riguardanti i prodotti in
     questione sino all'aliquota del dazio definitivo.
                                               18
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                       Articolo 1
1.  Sono imposti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di sacchi e sacchetti da
    imballaggio, non a maglia, confezionati con lamelle o forme simili di polietilene o
    di polipropilene, di tessuti di peso inferiore o uguale a 120 g/m2 e originari
    dell'India, dell'Indonesia e della Thailandia. I prodotti corrispondenti a tale
    descrizione rientrano nei codici NC 6305 32 81 e 6305 33 91, ex 3923 21 00
    (codice Taric : 39232100*10), ex 3923 29 10 (codice Taric : 39232910*10) e ex
    3923 29 90 (codice Taric : 39232990*10).
2.  Ai fini del presente regolamento, l'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto
    franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
    a)     36% per sacchi e sacchetti originari dell'India (codice addizionale Taric
    8900), ad eccezione delle importazioni di prodotti fabbricati dalle seguenti società,
    che sono soggette alla seguente aliquota del dazio:
            India:
                                                  Aliquota del dazio      Codice addiz.le Taric
                                                         (%)
            Buildmet Private Ltd                         15,6                      8944
             Gilt Pack                                     0,0                     8?45
             Kanpur Plastipack,                           4,3                      8946
            Neo Sack Ltd                                  0,0                      8947
            Polyspin Export Ltd          and                                       8948
            Polyspin Private Ltd                          13,8
            Shankar Packaging Ltd                          6,1                     8949
             Aditya Bags (India) Limited                  10,5                     8424
            TPI India Limited                            10,5                      8424
            Virgo Polymers (India) Limited                10,5                     8424
                                              19
 ---pagebreak--- b)  56,0% per sacchi e sacchetti originari dell'Indonesia (codice addizionale Taric
    8900), ad eccezione delle importazioni di prodotti fabbricati dalle seguenti società,
    che sono soggette alla seguente aliquota del dazio:
           Indonesia:
                                                  Aliquota del dazio      Codice addiz.le Taric
                                                          (%)
            P.T. Adhi Kara Suryatama                      28,3            8950
           P.T. Aster Dharma Industri                     28,3            8950
           P.T. Hardo Soloplast                           28,4            8951
           P.T. Kemilau Indah Permana Ltd                 31,0            8952
           P.T. Peiasnal                                  28,3            8950
           P.T. Poliplas Indah Sejahtera                  38,0            8953
           P.T. Simoplas                                  23,5            8954
           P.T. Wirapetro                                 28,3            8950
         e) 60,8 % per sacchi e sacchetti originari della Thailandia (codice
   addizionale Taric 8900), ad eccezione delle importazioni di prodotti fabbricati dalle
   seguenti società, che sono soggette alla seguente aliquota del dazio:
          Thailandia:
                                                 Aliquota del dazio      Codice addiz.le Taric
                                                        (%)
        Bangkok Polysack Co Ltd                          13,2            8955
        CP Poly-Industry Public Co Ltd                  43,2             8956
       Thai Coating Industrial Public Co                27,5             8958
        Ltd
       Thai Plastic Products Co Ltd                      15,8            8959
       Pacific Polysacks Co Ltd                         47,S             8094
                                              20
 ---pagebreak--- 3.     Se non altrimenti specificato, si applicano le vigenti disposizioni in materia di dazi
       doganali.
4.     Qualora una delle parti indonesiane dimostri alla Commissione, allegando prove
       sufficienti, di non aver esportato le merci di cui all'articolo l, paragrafo 1 durante il
       periodo dell'inchiesta, di non essere collegata a nessuno degli esportatori o dei
       produttori soggetti alle misure imposte dal regolamento suddetto e di aver esportato
       le merci in questione dopo il periodo dell'inchiesta, oppure di aver assunto un
       obbligo contrattuale irrevocabile per l'esportazione di un quantitativo significativo
       nella Comunità, il Consiglio può modificare l'articolo 1, paragrafo 2, lettera b),
       deliberando a maggioranza semplice in base a una proposta presentata dalla
       Commissione previa consultazione del comitato consultivo, attribuendo a tale parte
       il dazio applicabile ai produttori/esportatori che hanno collaborato non inclusi nel
       campione (vale a dire il 28,3%).
                                           Articolo 2
L'importo delle garanzie costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio ai sensi del
regolamento (CE) n. 45/97 è definitivamente riscosso all'aliquota di dazio imposto a
titolo definitivo.
La parte della garanzia che supera l'aliquota del dazio antidumping definitivo e collegata
alle importazioni di sacchi e sacchetti è liberata.
                                             Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
      Fatto a Bruxelles,                                                 Per il Consiglio
                                                  21
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 484 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                      02 11
                                            N. di catalogo : CB-C0-97-494-IT-C
                                                              ISBN 92-78-24877-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                               ^ <