CELEX: 52012PC0428
Language: it
Date: 2012-07-31
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda un meccanismo di reazione rapida contro le frodi in materia di IVA

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		52012PC0428
		
			Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda un meccanismo di reazione rapida contro le frodi in materia di IVA /* COM/2012/0428 final - 2012/0205 (CNS) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Nell'analisi annuale della crescita per il
2012[1] e nel suo allegato IV
("politiche fiscali a sostegno della crescita negli Stati membri e
migliore coordinamento fiscale nell'UE"), la Commissione ha sottolineato
la necessità di aumentare l'efficienza dell' IVA nel quadro del risanamento dei
bilanci pubblici. È stato evidenziato che il miglioramento della riscossione
delle imposte e una maggiore efficacia nella lotta contro l'evasione fiscale
potrebbero contribuire ad aumentare le entrate pubbliche.
I sistemi di frode ai danni dell'IVA si
evolvono velocemente, e gli Stati membri si trovano talvolta ad affrontare
situazioni in cui la normativa sull'IVA in vigore nell'UE non fornisce una base
giuridica per le contromisure che intendono adottare.
Fino ad ora tali situazioni sono state
affrontate o mediante una modifica della direttiva 2006/112/CE, del 28 novembre
2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto[2] (nel seguito "direttiva
IVA") oppure con deroghe individuali concesse agli Stati membri in base
all'articolo 395 della direttiva IVA. Tale articolo attualmente offre la
possibilità agli Stati membri di ottenere una deroga al fine di lottare contro
la frode (l'altro possibile obiettivo ai sensi di tale articolo è la
semplificazione). Ciò richiede una (positiva) proposta della Commissione, un
processo che può richiedere fino a 8 mesi conformemente al paragrafo 4
dell'articolo 395 della direttiva IVA, e l'adozione all'unanimità da parte del
Consiglio, che può comportare ulteriori ritardi.
In entrambi i casi, il processo è per sua
natura complesso e macchinoso rispetto alla rapidità con cui emergono i
fenomeni di frode a livello internazionale, p. es. la frode
"carosello" presente in servizi forniti molto velocemente
all'operatore successivo (rispetto al tipo di frode più tradizionale
riguardante le merci). Il processo di concessione di deroghe o di modifica
della direttiva IVA può pertanto provocare perdite finanziarie gravi e
irreparabili. Un esempio recente è la perdita stimata di 5 miliardi di euro tra
il giugno 2008 e il dicembre 2009 in relazione al commercio delle quote di
emissione dei gas a effetto serra[3].
Gli Stati membri potrebbero pertanto essere
tentati di adottare misure immediate prive di una base giuridica adeguata nella
legislazione dell'UE. La situazione rimane tuttavia insoddisfacente in quanto
tali misure, anche laddove siano appropriate e proporzionate in relazione alla
situazione di frode, potrebbero essere impugnate dinanzi ai tribunali per
mancanza di una base legale.
Consolidare il sistema di IVA europea è
inoltre uno dei principali obiettivi enunciati nella comunicazione sul futuro
dell'IVA[4]
presentata il 6 dicembre 2011, e l'attuale proposta è stata indicata come
azione prioritaria per perseguire tale obiettivo.
Lo scopo della presente proposta è pertanto
prevedere una procedura nella direttiva IVA che, in situazioni molto
specifiche, fornirebbe una base giuridica che consente agli Stati membri di
adottare misure immediate e che verrebbe denominata "meccanismo di
reazione rapida" (Quick Reaction Mechanism – QRM).
Lo scopo del QRM non è sostituire l'attuale
regime di deroga. La sua portata è pertanto limitata a situazioni di frode
massiccia e improvvisa, in uno specifico settore economico (o in più di uno) di
un particolare Stato membro, che non possono essere fermate con i mezzi di
controllo e di applicazione tradizionali e che comporterebbero perdite
irreparabili.
Dal momento che questo nuovo meccanismo
consentirebbe di apportare un valore aggiunto con una rapidità di adozione
delle decisioni molto maggiore rispetto alle procedure attuali, si propone che
la Commissione si serva dei poteri di esecuzione previsti all'articolo 291 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea al fine di garantire la corretta
attuazione della direttiva IVA e di evitare perdite di bilancio e violazioni
dei principi della giustizia fiscale.
Per l'adozione delle decisioni d'applicazione
che autorizzino una deroga alla misura antifrode allo Stato membro richiedente
interessato, si utilizzerebbe la procedura d'esame, come esplicitamente
previsto rispetto alla tassazione all'articolo 2, paragrafo 2, lettera b),
punto v), del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali
relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio
dei poteri di esecuzione conferiti alla Commissione[5] (nel seguito "regolamento
comitatologia"), i cui aspetti pratici e giuridici sono illustrati
all'articolo 5 del regolamento citato.
In combinato disposto con tale articolo, la
Commissione adotterebbe atti immediatamente applicabili in base a motivi di
urgenza debitamente giustificati, ai sensi dell'articolo 8 del regolamento
comitatologia. Questo è il modo più veloce di fornire una base giuridica a una
misura di deroga da applicare in uno Stato membro con breve preavviso. Questo
dato mette in evidenza, come già menzionato, il carattere eccezionale del QRM e
spiega la limitatezza della sua portata.
In deroga al termine standard di 6 mesi
previsto per la presentazione delle domande di cui all'articolo 8, paragrafo 2
del regolamento comitatologia, si propone di aumentare tale termine a un
massimo di un anno per qualsiasi autorizzazione concessa nell'ambito del QRM.
Ciò consentirebbe agli Stati membri di seguire nel frattempo la procedura
normale di cui all'articolo 395 della direttiva IVA o di attuare altre misure
antifrode che non richiedono una deroga.
Conformemente all'articolo 8, paragrafo 3, del
regolamento comitatologia, l'atto dovrebbe essere presentato al comitato di
comitatologia pertinente, cioè il comitato permanente per la cooperazione
amministrativa (SCAC), entro 14 giorni dalla sua adozione da parte della
Commissione. L'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento comitatologia prevede
la possibilità, in casi debitamente giustificati, di ottenere il parere del
comitato secondo la procedura scritta, e la Commissione è intenzionata ad
avvalersi di tale facoltà al fine di accelerare la procedura il più possibile.
Come consentito ai sensi del secondo paragrafo dell'articolo 3, paragrafo 5,
del regolamento di comitatologia, per uno Stato membro non sarà possibile
chiudere la procedura scritta su richiesta al fine di organizzare una riunione
in quanto ciò ritarderebbe notevolmente l'intera procedura. Resta inteso che,
se il comitato esprime parere negativo, la Commissione deve immediatamente
abrogare la deroga conformemente all'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento
comitatologia.
Quanto al contenuto delle deroghe che
potrebbero essere autorizzate nell'ambito del QRM, si propone di stabilire e
approvare un elenco delle misure antifrode in quanto, una volta che la domanda
di QRM sia stata presentata, si avrà poco tempo per un dibattito di fondo tra
gli Stati membri sul tipo di misure antifrode. Questo consentirà inoltre alla
Commissione di operare in larga parte sulla base di testi prestabiliti, in modo
da ridurre i tempi di trattazione delle cause e delle traduzioni. 
L'unica misura antifrode attualmente indicata
nella presente proposta è il cosiddetto meccanismo di inversione contabile, in
base al quale è il soggetto passivo a essere tenuto al pagamento dell'IVA
invece che, come nella regola generale, il fornitore di beni o di servizi. Nella
misura in cui il beneficiario ha interamente diritto alla detrazione,
conteggerà e dedurrà l'IVA nella stessa dichiarazione IVA, col risultato che
non avrà luogo alcun versamento o rimborso reale, Riducendo così le opportunità
di frode: Questa misura, fatti salvi gli eventuali effetti collaterali negativi
a medio termine, si è rivelata uno strumento efficace per impedire le frodi (in
particolare le frodi carosello) quando viene applicata a determinati settori
specifici.
Le altre misure dovrebbero essere stabilite
dal Consiglio, che delibera all'unanimità su proposta della Commissione, in
modo che tali misure vengano definite prima di essere considerate come elementi
di una richiesta QRM.
Per quanto riguarda gli aspetti procedurali,
gli Stati membri devono inviare una domanda alla Commissione precisando la loro
intenzione di introdurre una misura di deroga sulla base del sistema QRM. Le
circostanze eccezionali della situazione pertinente alla frode vanno descritte
in modo dettagliato per giustificare l'applicazione del QRM; la Commissione
chiede ulteriori informazioni quando necessario. Una volta che si disponga di
tutte le informazioni necessarie, la Commissione autorizza la misura o informa
gli Stati membri interessati del suo rifiuto entro un mese.
Al fine di semplificare il processo per quanto
possibile, gli Stati membri formuleranno la loro richiesta per mezzo di un
modulo standard, stabilito dalla Commissione, contenente un elenco prestabilito
di domande così da poter effettuare nel modo più ampio e rapido possibile
l'esame e la valutazione del contesto fraudolento a causa del quale è
presentata la domanda di deroga. Per quanto riguarda la sua organizzazione
interna, la Commissione farà in modo di accelerare la procedura decisionale. La
deroga dovrebbe essere concessa dalla Commissione stessa, senza dover attendere
la decisione del Consiglio e anche prima di un parere da parte del comitato
competente. Inoltre, dal momento che sarebbe interessato soltanto uno Stato
membro, l'adozione della decisione potrebbe avvenire sulla base di un a sola
versione linguistica. La combinazione di tutti questi elementi dovrebbe
consentire che venga rispettato il termine di un mese dal ricevimento di tutte
le informazioni necessarie.
2.           ESITO DELLE CONSULTAZIONI DELLE PARTI
INTERESSATE E DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO
Nell'ambito della summenzionata comunicazione
sul futuro dell'IVA, è stata già tenuta una consultazione pubblica riguardo al
possibile uso di un QRM. Prima di tale consultazione pubblica si sono svolte
discussioni con gli Stati membri (tramite il gruppo di strategia di lotta
contro la frode fiscale) da cui risulta che vi è un vero interesse per la
realizzazione di tale meccanismo.
La proposta attuale è di natura principalmente
procedurale. L'obiettivo è quello di accelerare, nei casi urgenti, la
possibilità già esistenti per gli Stati membri di ottenere un'autorizzazione a
derogare alle disposizioni della direttiva IVA. Una valutazione dell'impatto
non era quindi pertinente in questo contesto. Solo le successive misure
nazionali autorizzate nell'ambito del QRM (come quelle autorizzate oggi ai
sensi dell'articolo 395) potrebbero avere una certa incidenza, che in ogni caso
non dovrebbe essere significativa vista la limitatezza del campo di
applicazione e della durata.
Inoltre, poiché non è noto per quali casi
concreti e specifici uno Stato membro può chiedere la procedura QRM proposta, è
impossibile valutare quale impatto quantitativo potrebbe avere il QRM rispetto
all'attuale procedura di deroga, dal momento che questo ovviamente dipenderebbe
sempre dal caso specifico.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Al fine di aiutare gli Stati membri nella loro
lotta contro forme aggressive di frode in materia di IVA, la misura proposta
completa la procedura per l'adozione di talune esenzioni per garantire una
risposta più veloce, e quindi più efficace e adeguata, a tali fenomeni. Tale
proposta pertanto modifica la direttiva IVA.
L'azione della UE si giustifica in base alla
sussidiarietà che scaturisce dalla base giuridica per gli interventi nel campo
della tassazione indiretta di cui all'articolo 113 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea. Viene fatto uso delle competenze di
esecuzione conferite alla Commissione a norma dell'articolo 291 del TFUE e del
regolamento comitatologia, che prevede che la procedura d'esame deve essere
utilizzata per le questioni relative alla fiscalità. Il rischio di perdite
finanziarie irreparabili giustifica l'uso di atti immediatamente applicabili.
Di conseguenza, la procedura di adozione di tale tipo di deroga sarà
accelerata.
I suddetti fenomeni di frode improvvisa e
massiccia hanno molto spesso una dimensione internazionale (ad esempio la
cosiddetta frode carosello e quella del cosiddetto "operatore
inadempiente"). Di fronte a nuove forme di commercio (ad es.
servizi destinabili alla vendita a livello internazionale), gli Stati membri
non sono in grado di contrastare individualmente tali circuiti (immateriali) di
frode che coinvolgono più paesi nello stesso momento. Pertanto,
l'obiettivo di combattere la frode può essere meglio conseguito a livello
dell'UE per mezzo di una direttiva che offra agli Stati membri la possibilità
di ottenere, in casi eccezionali, una base giuridica per una misura di deroga
in modo molto più rapido rispetto a quello che è attualmente possibile. La
presente direttiva si limita di conseguenza a quanto è necessario per
raggiungere tale obiettivo.
Lo strumento proposto è una direttiva, dato
che l'atto normativo modificato è una direttiva e pertanto un altro atto legislativo
non sarebbe adeguato.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La proposta non ha alcuna incidenza sul
bilancio dell'UE.
2012/0205 (CNS)
Proposta di
DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
che modifica la direttiva 2006/112/CE
relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda un
meccanismo di reazione rapida contro le frodi in materia di IVA
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Parlamento europeo[6],
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[7],
deliberando secondo una procedura legislativa
speciale,
considerando quanto segue:
(1)       La frode fiscale in materia
di imposta sul valore aggiunto (IVA) provoca notevoli perdite di bilancio e
incide sulle condizioni di concorrenza e, di conseguenza, sul funzionamento del
mercato interno. Di recente si sono sviluppate forme di frode fiscale
improvvisa e massiccia, in particolare attraverso l'utilizzo di strumenti
elettronici che facilitano scambi rapidi e illeciti su vasta scala.
(2)       La direttiva del Consiglio
2006/112/CE, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul
valore aggiunto[8]
consente agli Stati membri di chiedere una deroga a detta direttiva allo scopo
di evitare talune forme di evasione o elusione fiscale. L'autorizzazione di
tale deroga richiede una proposta della Commissione e la sua adozione da parte
del Consiglio. L'esperienza recente ha dimostrato che il processo di
concessione di deroghe non ha sempre un grado di flessibilità sufficiente a
garantire una rapida e adeguata risposta alle richieste degli Stati membri.
(3)       Al fine di garantire il
principio della giustizia fiscale e l'attuazione della direttiva 2006/112/CE
nei casi in cui l'attuale procedura di deroga non è appropriata, è necessario
stabilire una nuova procedura per la concessione di deroghe denominata
"meccanismo di reazione rapida".
(4)       Al fine di consentire una più
rapida adozione delle necessarie deroghe e di garantire condizioni uniformi per
l'applicazione della direttiva 2006/112/CE, i poteri di attuazione dovrebbero
essere conferiti alla Commissione per quanto riguarda l'autorizzazione concessa
allo Stato membro richiedente di introdurre misure di deroga nello specifico
ambito del meccanismo di reazione rapida. Tali poteri di esecuzione dovrebbero
essere esercitati conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i
principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati
membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla
Commissione[9].
(5)       In casi debitamente giustificati
relativi alla fine dell’applicazione delle misure adottate a norma del presente
regolamento, ove ragioni tassative di urgenza lo richiedano, la Commissione
deve adottare atti di esecuzione immediatamente applicabili. In caso di forme
di frode improvvisa e su larga scala che potrebbero portare a gravi e
irreparabili perdite sono necessari atti di esecuzione immediatamente
applicabili.
(6)       Al fine di consentire agli
Stati membri interessati di stabilire misure più permanenti nel frattempo è
necessario prorogare il periodo massimo di validità degli atti di esecuzione
immediatamente applicabili. Questo darebbe anche il tempo sufficiente, in caso
di necessità, per applicare la procedura di deroga di cui all'articolo 395
della direttiva 2006/112/CE. 
(7)       La designazione del
beneficiario come soggetto debitore dell'IVA (inversione contabile) è una
misura efficace per fermare immediatamente i tipi più noti di evasione fiscale
in determinati settori. Tuttavia, poiché la situazione può evolversi nel tempo,
potrebbe essere necessario prevedere anche altre misure. A tal fine, il
Consiglio dovrebbe, se del caso, su proposta della Commissione, determinare
qualsiasi altra misura come facente parte dell'ambito del QRM. Il tipo di
misure che potrebbero essere autorizzate dovrebbe essere stabilito in modo da
ridurre al minimo il tempo necessario per l'autorizzazione delle deroghe da
parte della Commissione.
(8)       È inoltre necessario
stabilire il modulo standardizzato per le domande da parte degli Stati membri
in modo da agevolare la loro comprensione e il trattamento successivo. Al fine
di garantire condizioni uniformi per l'attuazione della direttiva 2006/112/CE,
riguardo a tale modulo standardizzato occorre conferire alla Commissione poteri
di esecuzione.
(9)       Al fine di accelerare
l'adozione di atti di esecuzione relativi all'autorizzazione concessa allo
Stato membro richiedente di introdurre misure di deroga nello specifico ambito
del QRM, la presidenza del comitato dovrebbe applicare la procedura scritta ai
sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 182/2011. Occorre
inoltre escludere la possibilità per un membro del comitato di chiedere la
risoluzione della procedura scritta senza esito.
(10)     Poiché l'obiettivo dell'azione
da adottare, cioè affrontare fenomeni di frode improvvisa e massiccia nel
settore dell'IVA che molto spesso hanno una dimensione internazionale, non può
essere sufficientemente conseguito dagli Stati membri in quanto non sono in
grado di contrastare individualmente i circuiti relativi a nuove forme di
commercio che coinvolgono più paesi nello stesso momento, e può dunque, a causa
di una più veloce e quindi più efficace e adeguata risposta a tali fenomeni,
essere realizzato meglio a livello dell'UE, l'Unione può adottare misure
conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato
sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per
conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità
enunciato nello stesso articolo.
(11)     Occorre pertanto modificare di
conseguenza la direttiva 2006/112/CE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
Al capo 2 del titolo XIII della direttiva
2006/112/CE, è inserita la seguente Sezione 1a:
"Sezione 1a
Meccanismo di reazione rapida contro la frode in materia di IVA
Articolo 395 bis
1.      La Commissione può adottare atti di
esecuzione che autorizzano uno Stato membro a introdurre le seguenti misure
particolari di deroga alla presente direttiva allo scopo di combattere forme di
frode improvvisa e massiccia nel settore dell'IVA che potrebbero dare origine a
perdite finanziarie gravi e irreparabili:
(a)     La designazione del soggetto passivo come
soggetto debitore dell'IVA nell'ambito di determinate cessioni di beni e
prestazioni di servizi in deroga all'articolo 193, a seguito di una richiesta
di cui al paragrafo 2 del presente articolo per tale misura;
(b)     qualsiasi altra misura determinata dal
Consiglio, che delibera all'unanimità su proposta della Commissione.
Ai fini della lettera a), la misura speciale è
subordinata ad adeguate misure di controllo da parte degli Stati membri per
quanto riguarda i soggetti passivi che effettuano le cessioni di beni o
prestazioni di servizi a cui si applica tale misura.
Gli atti di esecuzione di cui al primo comma di
questo paragrafo sono adottati secondo la procedura di esame di cui
all'articolo 395 ter, paragrafo 2.
Per giustificati e inderogabili motivi di urgenza
relativi all'autorizzazione concessa allo Stato membro richiedente a introdurre
le misure di deroga di cui al primo comma del presente paragrafo, la
Commissione adotta immediatamente atti di esecuzione secondo la procedura di
cui all'articolo 395 ter, paragrafo 3. Tali atti rimangono in vigore per un
periodo non superiore a un anno.
2.      Lo Stato membro che desidera introdurre
le misure di cui al paragrafo 1 invia una domanda alla Commissione. Lo Stato
membro deve fornire informazioni indicanti il settore interessato, il tipo e le
caratteristiche della frode, il suo carattere improvviso e massiccio e le sue
conseguenze in termini di perdite finanziarie gravi e irreparabili. Se la
Commissione ritiene di non essere in possesso di tutti i dati necessari, essa
contatta lo Stato membro interessato entro un mese dal ricevimento della
domanda, specificando di quali dati supplementari necessiti.
Quando la Commissione ha ricevuto tutte le
informazioni che ritiene necessarie per valutare la domanda, essa autorizza la
misura speciale entro un mese o, qualora contesti la misura richiesta, ne
informa lo Stato membro interessato.
3.      La Commissione adotta un atto di
esecuzione che istituisce un modulo standard per la presentazione delle
informazioni di cui al paragrafo 2, primo comma. Tale atto di esecuzione è
adottato conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 395 ter,
paragrafo 2.
Articolo 395 ter
1.      La Commissione è assistita dal comitato
istituito dall'articolo 58 del regolamento (UE) n. 904/2010(*). Tale comitato è
un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e
del Consiglio(**).
2.      Nel caso in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.
3.      Nel caso in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 8 del regolamento (UE) n. 182/2011,
in combinato disposto con l'articolo 5 del medesimo regolamento.
Quando il parere del comitato è emesso con
procedura scritta, tale procedura è chiusa senza risultato soltanto se, entro
il termine per la consegna del parere, il presidente del comitato lo decide.
__________________________
(*) GU L 268 del 12.10.2010, pag. 1.
(**) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13."
Articolo 2
1.           Gli Stati membri mettono in
vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie
per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 2013. Essi
comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.           Gli Stati membri comunicano
alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno
adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
Articolo 3
La presente direttiva entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Articolo 4
Gli Stati
membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
Presidente
[1]               COM(2011) 815 del 23.11.2011.
[2]               GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.
[3]               Comunicato stampa dell'Europol del 9 dicembre 2009,
"Carbon Credit fraud causes more than EUR 5 billion damage for European
Taxpayer"
[4]               COM(2011) 851 definitivo.
[5]               GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[6]               GU C [...] del [...], pag.
[7]               GU C [...] del [...], pag.
[8]               GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.
[9]               GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.