CELEX: 31988R0699
Language: it
Date: 1988-03-15 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 699/88 della Commissione del 15 marzo 1988 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario di Taiwan e della Corea del Sud

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31988R0699

Regolamento (CEE) n. 699/88 della Commissione del 15 marzo 1988 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario di Taiwan e della Corea del Sud  

Gazzetta ufficiale n. L 072 del 18/03/1988 pag. 0012 - 0015

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 699/88 DELLA COMMISSIONE  del 15 marzo 1988  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario di Taiwan e della Corea del Sud  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1761/87 (2), in particolare l'articolo 11,  previa consultazione in seno al comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,  considerando quanto segue:  A. PROCEDURA  (1) Nel marzo 1987, la Commissione ha ricevuto dalla Destilados Agrícolas Vimbodí S. A. (Davsa), la cui produzione di acido ossalico rappresenta una parte notevole della produzione comunitaria totale di detto prodotto, una denuncia relativa alle importazioni di acido ossalico originario di Taiwan e della Corea del Sud. La denuncia conteneva elementi di prova in merito all'esistenza di pratiche di dumping e al pregiudizio sostanziale da esse derivante, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura antidumping. Pertanto, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura e di un'inchiesta sulle importazioni di acido ossalico originario di Taiwan e della Corea del Sud.  (2) La Commissione ha ufficialmente informato i produttori/esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori, il ricorrente, nonché gli altri produttori comunitari ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere noto per iscritto il loro punto di vista e di chiedere un'audizione.  (3) La maggior parte dei produttori comunitari, dei produttori/esportatori e degli importatori notoriamente interessati ha comunicato per iscritto le proprie osservazioni. Alcuni di essi hanno chiesto ed ottenuto di essere intesi.  (4) Anche alcuni acquirenti del prodotto interessato hanno inoltre comunicato le loro osservazioni.  (5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie per una determinazione preliminare dei fatti ed ha svolto inchieste in loco presso i seguenti:  a) Produttori comunitari:  - Destilados Agrícolas Vimbodí SA, Tarragona (Spagna)  - Rhône Poulenc Chimie de Base, Courbevoie (Francia)  - Société française Hoechst, Parigi (Francia)  b) Produttore/esportatore:  - Uranus Chemicals Co Ltd; Hsin Chu (Taiwan)  c) Importatore:  - Transol Chemiehandel GmbH, Essen (Germania)  (6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping e alle differenze di prezzo riguarda il periodo compreso fra il 1o novembre 1986 e il 30 aprile 1987.  B. DUMPING  I. Taiwan  a) Valore normale  (7) Il valore normale è stato determinato in base alla media ponderata dei prezzi comparabili realmente pagati o pagabili nel corso di normali operazioni commerciali per il prodotto simile destinato al consumo sul mercato di Taiwan.  b) Prezzi all'esportazione  (8) I prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione verso la Comunità.  c) Confronto  (9) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, ove opportuno, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, in particolare di quelle riguardanti le condizioni di credito, le spese di trasporto, di assicurazione e di movimentazione, e i costi accessori. Tali differenze sono state debitamente prese in considerazione quando le domande di adeguamento sono state opportunamente giustificate. Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica.  d) Margine di dumping  (10) Dall'esame preliminare dei fatti sopraindicati è emersa l'esistenza di pratiche di dumping, con un margine pari alla differenza tra il valore normale determinato e i prezzi all'esportazione verso la Comunità, opportunamente adeguati. I prezzi all'esportazione sono stati confrontati, per le singole transazioni, con il valore normale. A livello del prezzo franco frontiera comunitaria, la media ponderata del margine di dumping è pari al 50,99 %.  II. Corea del Sud  a) Valore normale  (11) In mancanza di una sufficiente collaborazione da parte dei produttori/esportatori, il valore normale è stato determinato, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b), del regolamento (CEE) n. 2176/84, sulla base dei dati disponibili, vale a dire del prezzo pagabile sul mercato nazionale, quale risulta dalla denuncia.  b) Prezzi all'esportazione  (12) In mancanza di una sufficiente collaborazione da parte dei produttori/esportatori interessati, i prezzi all'esportazione sono stati determinati, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2176/84, sulla base dei dati disponibili risultanti dalle statistiche ufficiali della Comunità.  c) Confronto  (13) In mancanza di una sufficiente collaborazione da parte dei produttori/esportatori, il valore normale e i prezzi all'esportazione sono stati adeguati sulla base dei dati comunicati dal ricorrente.  (14) Sulla base di un confronto con alcuni elementi in suo possesso, la Commissione ha accertato che gli importi indicati nella denuncia potevano essere considerati equi.  d) Margine di dumping  (15) Dall'esame dei fatti determinati sulla base dei punti sopra indicati è emersa l'esistenza di pratiche di dumping per il prodotto originario della Corea del Sud.  (16) Il margine di dumping calcolato corrisponde alla differenza tra il valore normale e il prezzo all'esportazione verso la Comunità, opportunamente adeguati. A livello del prezzo franco-frontiera comunitaria, il margine è pari al 66,05 %.  C. PREGIUDIZIO  I. Volume e prezzo delle importazioni  a) Volume  (17) Dai dati in possesso della Commissione risulta che le importazioni originarie della Corea del Sud e di Taiwan sono passate da 0 t nel 1984 a 198 t nel 1985 e a 1 885 t nel 1986. Nei primi quattro mesi del 1987 il loro volume è stato pari a 917 t. La quota di mercato complessiva da esse detenuta è passata dallo 0 % nel 1984 allo 0,89 % nel 1985 e al 9,18 % nel 1986.  b) Prezzo  (18) Dagli elementi di prova in possesso della Commissione risultano sottoquotazioni del 12-14 % nel 1985 e del 31-33 % nel 1986 rispetto ai prezzi praticati dall'industria comunitaria interessata. Nel periodo dell'inchiesta le sottoquotazioni sono state del 18-27 %.  II. Ripercussioni sull'industria comunitaria interessata  a) Industria comunitaria  (19) L'industria comunitaria per la quale è stato esaminata l'incidenza delle importazioni effettuate in dumping è quella di cui al punto 1.  b) Ripercussioni sull'industria interessata  (20) Dall'analisi dei dati relativi ai fattori elencati all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CEE) n. 2176/84, risulta che le importazioni in esame, pur non avendo avuto effetti negativi per quanto riguarda produzione, vendite, scorte, utilizzazione degli impianti, occupazione e quota di mercato dell'industria comunitaria interessata, hanno tuttavia avuto l'effetto di una pressione sui prezzi praticati da detta industria, in quanto ne hanno impedito nel 1986 e nei primi quattro mesi del 1987 un aumento corrispondente al tasso medio d'inflazione.  (21) Dall'esame del rendimento dell'industria interessata emerge che, per mantenere stabile o aumentare il livello delle vendite e della quota di mercato comunitario, tale industria è stata costretta a vendere i propri prodotti in perdita. Di conseguenza, mentre fino al 1985 era stata redditizia, dal 1986 ha cominciato a subire perdite, che si sono notevolmente aggravate nei primi quattro mesi del 1987 fino a raggiungere l'11,6 % del giro di affari netto. c) Causalità  (22) La Commissione ha constatato che l'aumento delle importazioni in esame fra il 1984 e i primi quattro mesi del 1987 ha coinciso con la flessione dei prezzi sul mercato comunitario e con il deterioramento dei risultati finanziari dell'industria comunitaria interessata. È pertanto evidente che le importazioni originarie di Taiwan e della Corea del Sud costituiscono la causa del pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria.  (23) Senza contestare l'esistenza del pregiudizio, uno degli importatori del prodotto originario di Taiwan ha sostenuto che esso non era imputabile alle importazioni originarie di Taiwan, bensì a quelle originarie della Cina, della Corea del Sud e della Cecoslovacchia.  (24) Nessun valido elemento di prova è stato tuttavia fornito a sostegno di tale affermazione. Dai dati di cui la Commissione dispone emerge per contro che le importazioni del prodotto originario di Taiwan, il cui volume non potrebbe essere definito trascurabile, sono state vendute a prezzi nettamente inferiori rispetto al costo di produzione dell'industria comunitaria interessata maggiorato di un equo margine di profitto. Pertanto, a prescindere dall'incidenza delle importazioni originarie dei paesi indicati dall'importatore in questione, i quali sono peraltro tutti oggetto di una procedura antidumping, l'esistenza di un nesso di causalità tra le importazioni originarie di Taiwan e il pregiudizio sopra descritto è sufficientemente provata.  d) Altri fattori e conclusioni  (25) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria interessata sia stato causato da altri fattori, in particolare da un aumento delle importazioni originarie di paesi diversi da quelli attualmente interessati da una procedura antidumping.  (26) Dall'esame è emerso tuttavia che le importazioni originarie dei paesi suddetti si sono mantenute stabili in termini sia di volume che di prezzo.  (27) Di conseguenza, dati il volume e i prezzi delle importazioni in dumping originarie dei due paesi in causa, la Commissione ha concluso che, considerate separatamente, dette importazioni devono essere ritenute la causa del pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria interessata.  D. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (28) Alcune industrie di trasformazione del prodotto originario di Taiwan hanno sostenuto che l'adozione di misure antidumping non sarebbe nell'interesse della Comunità, in quanto provocherebbe un aumento del prezzo d'acquisto dell'acido ossalico e, pertanto, renderebbe i loro prodotti meno concorrenziali. Alcune di queste industrie hanno addirittura sostenuto che l'adozione di provvedimenti antidumping avrebbe un impatto talmente negativo da costringerle a chiudere le loro unità produttive.  (29) Nessuna delle industrie in questione ha tuttavia fornito elementi atti a dimostrare che l'adozione di misure antidumping avrebbe un impatto fortemente negativo sui loro costi di produzione. Inoltre, il fatto che alcune di esse siano state fino ad oggi in grado di proseguire la loro attività, nonostante le misure di difesa adottate in passato dalla Comunità, fa dubitare che esista per esse il rischio concreto ed immediato di dover porre termine alle loro attività di produzione e di vendita.  (30) Alcune industrie hanno inoltre affermato che le importazioni originarie di Taiwan costituivano, per la qualità del prodotto, e, più in particolare, per il suo basso tenore in SO4, una fonte di approvvigionamento indispensabile per il proseguimento della loro attività produttiva.  (31) A prescindere dalla questione se tale circostanza possa di per sé giustificare l'importazione di un prodotto nella Comunità a prezzi di dumping con grave pregiudizio per un'industria comunitaria, occorre tener presente che, come risulta dai dati in possesso della Commissione, è disponibile nella Comunità un prodotto di qualità identica a quella del prodotto originario di Taiwan.  (32) Tenuto conto dei problemi cui l'industria comunitaria interessata ha dovuto e deve tuttora far fronte, la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità occorre adottare misure di difesa, istituendo sulle importazioni in esame un dazio antidumping provvisorio al fine di impedire che durante lo svolgimento della procedura in corso venga arrecato un ulteriore pregiudizio.  E. DAZIO PROVVISORIO  a) Aliquota  (33) Tenuto conto dell'entità del pregiudizio arrecato e dei margini di dumping constatati, la Commissione ha concluso che il dazio provvisorio non deve essere pari a detti margini, in quanto un dazio inferiore è sufficiente per eliminare il pregiudizio imputabile alle importazioni in oggetto. A questo proposito la Commissione ha tenuto conto, da un lato, del livello dei prezzi delle importazioni in oggetto e dall'altro, del margine di sottoquotazione di detti prezzi rispetto ad un prezzo d'entrata nella Comunità atto a garantire ad un produttore comunitario efficiente un reddito sufficiente per consentirgli di proseguire la sua attività.  Tenuto conto della differenza di prezzo tra le importazioni originarie di Taiwan e quelle originarie della Corea del Sud e della conseguente differenza fra i rispettivi margini di sottoquotazione, l'aliquota del dazio deve essere più elevata per i prodotti importati da Taiwan che per quelli importati dalla Corea del Sud.  b) Forma  (34) Per facilitare le operazioni di sdoganamento, la Commissione ritiene opportuno istituire quale dazio provvisorio un dazio ad valorem.  F. DISPOSIZIONI FINALI  (35) A fini amministrativi è opportuno fissare un termine ragionevole entro il quale le parti che hanno pienamente collaborato all'inchiesta possano rendere noto il loro punto di vista sulle constatazioni contenute nel presente regolamento e chiedere di essere intese,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario di Taiwan e della Corea del Sud corrispondente alla sottovoce 2917 11 00 della nomenclatura combinata.  2. L'importo del dazio, calcolato sulla base del prezzo franco frontiera comunitaria non sdoganato, è pari al:  - 20,21 % per il prodotto originario di Taiwan,  - 7,07 % per il prodotto originario della Corea del Sud.  3. Si applicano le vigenti disposizioni in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2176/84, le parti che hanno pienamente collaborato alla procedura d'inchiesta possono rendere noto il loro punto di vista per iscritto e chiedere di essere intese dalla Commissione entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 15 marzo 1988.  Per la Commissione  Willy DE CLERCQ  Membro della Commissione  (1) GU n. L 201 del 30. 7. 1984, pag. 1.  (2) GU n. L 167 del 26. 6. 1987, pag. 9.  (3) GU n. C 137 del 22. 5. 1987, pag. 5.