CELEX: 51994PC0027
Language: it
Date: 1994-02-04
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        C0M(94) 27 <tof.
                                        Brille M et, 04.02.1994
                            Proposta di
                  REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
   che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni
   di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese e che
             decide la riscossione definitiva del dazio
                       antidumping provvisorio
                  (presentata dalla Commissione)
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                   N O T A     E S P L I C A T I V A
(1) Con il regolamento (CEE) n. 2463/93 (*) della Commissione è stato
    istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di
    fluorite originaria della Repubblica popolare cinese.
(2) Con il regolamento (CE) n. 3529/93 (2) del Consiglio il dazio è
    stato prorogato per un periodo di due mesi. Tale dazio provvisorio
    scadrà pertanto il 7 marzo 1994.
(3) Gli esportatori cinesi ed altre parti interessate hanno chiesto ed
    ottenuto di essere sentiti e hanno reso note le proprie
    osservazioni per iscritto.
(4) in   seguito  alla pubblicazione      del dazio provvisorio,    in
    considerazione delle difficoltà incontrate da alcune autorità
    doganali nell'interpretare la descrizione del prodotto oggetto
    della procedura, la Commissione ha modificato il regolamento (CEE)
    n. 2463/93 con il regolamento          (CE) n. 3421/93 (3) della
    commissione, al fine di chiarire la descrizione del prodotto che
    viene pertanto definito nei termini seguenti:
    "fluorite in panello o in polvere di cui ai codici CN ex
    2529 21 00 (codice Taric 2529 22 00 10) e CN 2529 22 00 (codice
    Taric 2529 22 00 10) originaria della Repubblica popolare cinese".
(5) Per   guanto   riguarda    il    valore    normale e   il   prezzo
    all'esportazione, ai fini delle risultanze provvisorie          la
    Commissione ha effettuato il confronto allo stadio franco fabbrica
    per il valore normale e allo stadio franco a bordo (FOB) in un
    porto cinese per il prezzo all'esportazione. Dopo un attento esame
    delle argomentazioni presentate dalle parti, la Commissione
    propone, ai fini di un regolamento relativo ad un dazio
    definitivo, di effettuare il confronto di cui sopra allo stadio
    FOB.
(6) Per quanto concerne altri punti inerenti alle misure provvisorie,
    in particolare in relazione al pregiudizio e alla causalità, gli
    esportatori cinesi hanno presentato diverse argomentazioni contro
    l'imposizione di misure definitive.
    Tali argomentazioni sono esaminate in modo particolareggiato nel
    regolamento allegato e la commissione ha proposto l'imposizione di
    misure antidumping definitive.
(7) Le misure in questione consistono in un dazio antidumping di
    importo pari alla differenza tra il prezzo minimo di 113,5 ECU per
    t (peso netto a secco), ed il prezzo netto franco frontiera
    comunitaria, prima dello sdoganamento.
(1) GU n. L 226 del 7.9.1993, pag. 3.
(2) GU n. L 321 del 23.12.1993, pag. 1.
(3) GU n. L 312 del 15.12.1993, pag. 5.
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                 REGOLAMENTO (CE) H.            DEL CONSIGLIO
                               del
     che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni
     di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese e che
                  decide la riscossione definitiva del dazio
                            antidumping provvisorio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, .
visto il regolamento      (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio
1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o
di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica
europea < 1 ) , in particolare l'articolo 12,
vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione
del coaitato consultivo a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segues
(1)  GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
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                           A. Misure provvisorie
(1) Con    il   regolamento    (CEE)     n.    2463/93 ( 2 ),  modificato    dal
                                       3
    regolamento    (CE) n. 3421/93 ( ), la Commissione ha istituito un
    dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di fluorite in
    panello o in polvere di cui ai codici NC ex 2529 21 00 (codice
    Taric     2529 21 00 10)    e   NC      ex    2529 22 00     (codice   Taric
    2529 22 00 10), originaria della Repubblica popolare cinese.
    Con il regolamento (CE) n. 3529/93 (4) il Consiglio ha prorogato
    la validità di tale dazio per un periodo non superiore a due mesi.
                          B. Procedura successiva
(2) Dopo   l'istituzione   del dazio antidumping         provvisorio   le parti
    interessate che ne hanno fatto richiesta sono state sentite dalla
    Commissione. Alcune parti hanno inoltre comunicato per iscritto le
    loro osservazioni in merito alle risultanze.
(3) Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state - informate in
    merito ai fatti e alle considerazioni essenziali in base ai quali
    si   intendeva   raccomandare    l'istituzione      di  misure   antidumping
    definitive e la riscossione definitiva degli importi garantiti dal
    dazio provvisorio.
    È   stato   inoltre  fissato   un   termine     entro   il quale   le  parti
    potevano     presentare   osservazioni       in   merito   a   quanto   loro
    comunicato.
(2) GU n. L 226 del 7.9.1993, pag. 3.
(3) GU n. L 312 del 15.12.1993, pag. 5.
(4) GU n. L 321 del 23.12.1993, pag. 1.
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(4) Lé osservazioni delle parti sono state esaminate e la Commissione
    ha modificato le proprie conclusioni ove lo ha ritenuto opportuno.
(5) Data la complessità dei dati esaminati e le difficoltà incontrate
    nella   scelta del paese di riferimento, non ò stato possibile
    concludere l'inchiesta entro il limite previsto dall'articolo 7,
    paragrafo   9,  lettera  a) del regolamento      (CEE) n. 2423/88, in
    appresso denominato il regolamento di base.
                 C. Prodótto in esame e prodotto simile
(6) In seguito alla pubblicazione del regolamento         (CEE) n. 2463/93
    (denominato in appresso il regolamento che istituisce il dazio
    provvisorio), la definizione del prodotto ò stata modificata con
    il regolamento (CEE) n. 3421/93.
    La   Commissione   non  ha   ricevuto   osservazioni   in  merito   alla
    modifica e pertanto tale definizione del prodotto è confermata dal
    Consiglio ai fini della determinazione definitiva.
(7) Piar quanto riguarda la definizione del prodotto simile ai sensi
    dell'articolo    2, > paragrafo    12  del   regolamento   di   base,  la
    Commissione ha stabilito, ai punti 10 e 14 del regolamento che
    istituisce il dazio provvisorio, che la fluorite originaria della
    Cina, del Sudafrica     (scelto come paese di riferimento) e della
    Comunità europea, presenta identiche caratteristiche chimiche e
    fisiche,   ha  la   medesima   applicazione   finale  ed  è   del  tutto
    intercambiabile, a prescindere dall'origine, in assenza di nuove
    argomentazioni delle parti, il Consiglio conferma le conclusioni
    della Commissione esposte ai punti 10 e 11 del regolamento che
    isti .lisce il dazio provvisorio.
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                                D. Dumping
                            1. Valore normale
(8)  Nel   regolamento   che   istituisce   il   dazio   provvisorio,   la
     Commissione è giunta alla conclusione che il Sudafrica è un paese
     di riferimento appropriato per determinare il valore normale delle
     importazioni cinesi nella Comunità.
     Pertanto, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, lettera a ) , punto
     1 del regolamento di base, il valore normale è stato stabilito in
     base ai prezzi della fluorite venduta da un produttore sudafricano
     sul mercato nazionale, per le ragioni esposte ai punti 14 e 15 del
     regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
    • Poiché le parti interessate non hanno fatto obiezioni in merito a
     tale scelta e al metodo di determinazione del valore normale, il
     Consiglio  conferma  le risultanze    della Commissione    esposte ai
     punti 14 e 15 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
(9)  Come risulta dal punto 13 del regolamento che istituisce il dazio
     provvisorio,   la   Commissione   ha    inoltre   ritenuto   che,  in
     considerazione del fatto che il produttore sudafricano ha maggiore
     difficoltà d'accesso alle materie prime, fosse necessario adeguare
     i prezzi di vendita in Sudafrica, al fine di stabilire il valore
     normale in maniera equa ed appropriata, secondo quanto disposto
     dall'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base.
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(10) i ricorrenti hanno affermato che l'adeguamento sopracitato non ò
     conforme al regolamento di base per le seguenti ragioni giuridiche
     e tecniche:
     (4)  l'adeguamento implica che la commissione ha tenuto conto dei
          costi   relativi   ad  un  paese    retto   da   un'economia    non  di
          mercato,     contrariamente     al    disposto     dell'articolo     2,
          paragrafo 5 del regolamento di base;
     (ii) la Commissione ha preso in considerazione            solo una scelta
          selettiva di vantaggi naturali, senza tenere conto di molti
          altri vantaggi e svantaggi naturali, oltre alla facilità di
          accesso alle materie prime. ,
     La  commissione     non  ritiene    accettabili     tali   argomentazioni.
     Infatti,   la considerazione     dei vantaggi     naturali,    esposta   nel
     regolamento    che  istituisce   il   dazio   provvisorio,     non   implica
     l'inclusione di alcun costo relativo ad un paese con un'economia
     non   di  mercato.    L'aggiustamento     verso   il   basso    è   limitato
     all'eliminazione, ai fini della determinazione del valore normale
     nel   paese   di   riferimento,   di    talune   fasi    del  processo    di
     produzione,    necessarie   in  Sudafrica     ma   non   nella    Repubblica
     popolare cinese. In tal modo i costi pertinenti, stabiliti nel
     paese    di    riferimento,    non    devono     essere    inclusi     nella
     determinazione del valore normale.
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     A  tale  riguardo,    la   Commissione   ò  del   parere  che   lo   scopo
     dell'adeguamento suddetto, basato sul vantaggio naturale di cui
     beneficia il paese esportatore, consista nello stabilire il valore
     normale nel paese di riferimento in maniera equa ed appropriata,
     secondo   quanto    disposto    dall'articolo    2,   paragrafo    5   del
     regolamento di base.
(11) Per  quanto   concerne   le argomentazioni     tecniche  presentate    dai
     ricorrenti   a  tale   riguardo,   la   Commissione   ritiene   che   tali
     elementi   non   siano   connessi   ai   vantaggi   naturali  dei    quali
     beneficia la produzione cinese. L'esistenza di tutti gli altri
     vantaggi o svantaggi ai quali fanno riferimento i ricorrenti è
     sostenuta inoltre solo da affermazioni, senza alcun elemento di
     prova. In contrasto con quanto sopra, ò opportuno sottolineare che
     l'adeguamento del valore normale è giustificato dai dati forniti
     dal produttore    sudafricano nel corso del controllo, dai quali
     risulta che talune fasi del processo di produzione in Sudafrica
     non sono necessarie in Cina, in quanto l'accesso alle principali
     materie prime è più agevole, dato il maggiore tenore di fluorite
     del materiale estratto.
(12) La Commissione ritiene che le argomentazioni presentate non siano
     debitamente provate e conferma pertanto quanto determinato nel
     regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
     Il   Consiglio     conferma     le    Bopracitate    conclusioni     della
     Commissione.
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                        2. Prezzo all'esportazione
(13) Dato  il   livello   insufficiente     di   cooperazione    da   parte   dei
     produttori   cinesi   e   come  risulta    dai  punti   da   16   a  18  del
     regolamento   che   istituisce     il   dazio   provvisorio,     il   prezzo
     all'esportazione    è   stato    determinato    in   base   alle    migliori
     informazioni disponibili, conformemente all'articolo 7, paragrafo
     7, lettera b) del regolamento di base. Nel caso specifico, si è
     ritenuto  che   tali   informazioni    fossero   rappresentate     dai  dati
     Eurostat    relativi     alle    esportazioni     dei    prodotti     cinesi
     classificati ai codici NC 2529 22 00, secondo i quali il prezzo
     medio CIF alia frontiera comunitaria è di 82,5 ECU per t.
     Poiché questa determinazione non è stata contestata dalle parti,
     il Consiglio conferma la conclusione della Commissione.
                                 3. Confronto
(14) Ai fini della determinazione provvisoria,           si è confrontato      il
     valore normale franco fabbrica con il prezzo all'esportazione FOB
     in un porto cinese.
(15) I ricorrenti hanno contestato il metodo seguito sostenendo che
     tale    confronto      non     avviene     allo     stesso      stadio    di
     commercializzazione e che pertanto i costi di trasporto necessari
     in Sudafrica per trasportare il prodotto dalla fabbrica al porto
     non sono stati presi in considerazione.
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Gli esportatori hanno nuovamente sostenuto che il confronto doveva
essere effettuato a livello FOB per il prezzo di esportazione nel
paese non retto da un'economia di mercato e allo stadio franco
fabbrica    per    il   valore    normale   nel   paese    di   riferimento,
affermando che in un paese non retto da un'economia di mercato la
sede dell'esportatore corrisponde ai confini del paese.
La   Commissione,     in  considerazione    di   tutte   le   argomentazioni
presentate,     riconosce    che,   ai  fini   del   confronto,    il   valore
normale e il prezzo all'esportazione dovrebbero normalmente essere
paragonati a livello franco fabbrica, in modo che il confronto
avvenga allo stesso stadio commerciale. Nel caso di un paese non
retto da un'economia di mercato, l'articolo 2, paragrafo 5 del
 regolamento    di   base   non   consente   di   verificare     i  costi   di
 trasporto   all'interno      del   paese.   Non    è   pertanto    possibile
 determinare il valore normale allo stadio franco fabbrica, a meno
 che i costi di trasporto non siano calcolati in base al paese di
 riferimento. Ciò richiede, tuttavia, una conoscenza precisa della
 collocazione geografica dei centri di produzione nel paese non
 retto da un'economia di mercato e, qualora vi fossero diversi
 produttori    in   luoghi   diversi,    della   produzione    effettiva    di
 ciascuno di essi.
 Nel   caso   specifico    e   in   considerazione     del   fatto    che  gli
 esportatori che hanno collaborato rappresentano solo il 21% della
 totalità delle importazioni di fluorite cinese nella Comunità nel
 periodo   d'inchiesta,     la  Commissione    non   possiede    informazioni
 sufficienti     sulla   distanza    effettiva    di   tutti   i   centri   di
 produzione dai porti. A causa della mancanza di cooperazione è
 impossibile valutare la reale collocazione geografica dei centri
 di produzione che esportano nella Comunità europea.
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     Date le circostanze, la Commissione, in considerazione del fatto
     che il confronto non può essere effettuato        allo stadio  franco
     fabbrica, ritiene che il primo stadio equivalente per il quale
     sono disponibili informazioni affidabili sia il livello FOB. Per
     questo motivo, la Commissione ritiene che il confronto a livello
     FOB sia il più equo e appropriato.
     Il Consiglio conferma tali conclusioni.
(16) Le  parti  non  hanno  presentato   alcuna  osservazione   per quanto
     riguarda  gli altri adeguamenti     apportati dalla Commissione. Le
     conclusioni   della   commissione    sono  pertanto   confermate  dal
     Consiglio.
                          4. Margine di dumping
(17) In seguito alla modifica del calcolo del prezzo all'esportazione,
     il margine   di dumping   definitivo, espresso    in percentuale  del
     valore CIF, è pari al 37,8%. Il Consiglio conferma le conclusioni
     suesposte, nonché tutte le altre conclusioni enunciate nei punti
     21 e 22 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
                              E. Pregiudizio
(18) Nelle  risultanze   preliminari    (punto  23  del   regolamento  che
     istituisce il dazio provvisorio) la Commissione       ha valutato il
     pregiudizio basandosi    su dati relativi al libero mercato e ha
     concluso che l'industria comunitaria della fluorite ha subito un
     pregiudizio sostanziale a causa degli effetti delle importazioni
     in dumping dal paese interessato.
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(19) Gli esportatori hanno affermato che il pregiudizio non è stato
     arrecato ad un'industria comunitaria          ai sensi dell'articolo 4,
     paragrafo 5 del regolamento di base e che i ricorrenti non hanno i
     requisiti    necessari      per    essere      considerati      un'industria
     comunitaria.
     A tale riguardo, la Commissione ha stabilito che i produttori che
     hanno  collaborato     rappresentano   il   90% circa     della   produzione
     comunitaria complessiva di fluorite (cfr. punto 3 del regolamento
     che istituisce il dazio provvisorio) e che pertanto rispondono ai
     requisiti   di    cui   all'articolo   4,   paragrafo    5    riguardo   alla
     definizione di industria comunitaria.
     Come stabilisce il punto 23 del regolamento che istituisce il
     dazio provvisorio, la Commissione ha ritenuto che, a causa delle
     caratteristiche     particolari   del   mercato    della    fluorite   nella
     Comunità, la valutazione del pregiudizio poteva essere limitata al
     mercato libero. Tale separazione riguarda solo la valutazione del
     pregiudizio     e   non   implica   una    riduzione     delle    dimensioni
     dell'industria     comunitaria   ai  sensi    della   definizione    di   cui
     all'articolo 4, paragrafo 5.
(20) Gli esportatori hanno inoltre contestato la divisione del mercato
     in due segmenti diversi, che ritengono del tutto ingiustificata e
     hanno messo in dubbio la conformità di tale divisione ai criteri
     indicati   dalla    giurisprudenza   della    Corte   di   Giustizia   della
     Comunità europea.
     Non sono state tuttavia presentate comprovate argomentazioni in
     merito   al  mancato     rispetto   di   tali    criteri    e   pertanto   la
     Commissione    conferma    le  risultanze    esposte   nel    punto  23   del
     regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
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(21) Il  Consiglio    conferma    le   conclusioni     della   commissione    in
     relazione al mercato da valutare e a tutti i dati relativi alla
     determinazione del pregiudizio.
  F. Messo causale tra pregiudizio e importazioni oggetto di dumping
(22) Nel punto 40 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio,
     la  commissione    ha   concluso   che   le    importazioni   in    dumping
     originarie della Repubblica popolare cinese, a causa del costante
     aumento   della   quota   di   mercato,   dei    prezzi   bassi   e   della
     conseguente scarsa redditività dell'industria comunitaria, hanno
     arrecato un pregiudizio sostanziale all'industria della Comunità
     europea.
     Gli   esportatori   hanno    contestato    il    nesso  causale    tra   le
     importazioni in dumping provenienti dalla Cina e il pregiudizio
     sostanziale   subito   dall'industria   comunitaria,     stabilito    dalla
     Commissione.
     Là Commissione ha replicato a tali argomentazioni senza ricevere
     ulteriori ossevazioni da parte degli esportatori.
     Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni della Commissione
     esposte ai punti da 35 a 39 del regolamento che istituisce il
     dazio provvisorio.
                        G. Interesse della comunità
(23) Là Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione dalle parti
     interessate in merito alle risultanze provvisorie. Pertanto, le
     considerazioni relative all'interesse della comunità, esposte ai
     punti   da  41  a   44   del  regolamento     che   istituisce   il   dazio
     provvisorio, devono essere considerate definitive.
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     Il Consiglio conferma tali conclusioni.
                           H. Dazio definitivo
(24) Per stabilire se fosse opportuno istituire un dazio antidumping
     meno elevato, la Commissione ha confrontato la media ponderata del
     prezzo   di  vendita   della    fluorite  cinese    (franco   frontiera
     comunitaria    dopo   lo    sdoganamento)    con   il   prezzo    medio
     corrispondente della fluorite prodotta e venduta durante lo stesso
     periodo   dall'industria    comunitaria.   Poiché   la   differenza   è
     superiore al margine di dumping calcolato, deve essere istituito
     un dazio corrispondente a tale margine.
     In seguito alla modifica del margine di dumping, il prezzo minimo
     di  cui  al  punto  45   del  regolamento   che  istituisce   il  dazio
     provvisorio deve essere pari a 113,5 ECU per t. Tutte le altre
     conclusioni  di cui al punto      45 sono confermate    ai  fini delle
     determinazioni definitive.
     Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione.
                    I. Riscossioni dei dazi provvisori
(25) In considerazione del margine di dumping stabilito e della gravità
     del pregiudizio arrecato all'industria comunitaria, il Consiglio
     ritiene  necessario   stabilisce    la riscossione   definitiva   degli
     importi garantiti dal dazio antidumping provvisorio,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
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                               Articolo 1
1.   È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
     fluorite in polvere o in panelli, di cui al codice NC 2529 21 00
     (codice Taric 2529 21 00 10) e al codice NC 2529 22 00 (codice
     Taric 2529 22 00 10), originaria della Repubblica popolare cinese.
2.   Il dazio è pari alla differenza tra il prezzo minimo di 113,5 ECU
     per t (peso netto a secco) ed il prezzo netto franco frontiera
     comunitaria prima dello sdoganamento.
3.   Si  applicano   le  disposizioni   in vigore  in   materia   di dazi
     doganali.
                                Articolo 2
Sono definitivamente riscossi gli importi garantiti a titolo del dazio
antidumping  provvisorio  istituito a norma del regolamento      (CEE) n.
2463/93.
                                Articolo 3
Il presente   regolamento entra   in vigore  il  giorno   successivo  alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio     in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                Per il consiglio
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                                                                        BSN 0254-1505
                                                                  COM(94) 27 def.
                                                             DOCUMENTI
  IT
                                                                            11 02
                                           N. di catalogo : CB-CO-94-034-IT-C
                                                              ISBN 92-77-64824-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo