CELEX: 31983R1631
Language: it
Date: 1983-06-15 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 1631/83 della Commissione del 15 giugno 1983 che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di alcuni filati e fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca e del Giappone, che accetta un impegno in materia di prezzo da parte di un esportatore giapponese e che conclude la procedura relativa alle importazioni di determinati feltri di fibre tessili di vetro (mats) originari della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca

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31983R1631

Regolamento (CEE) n. 1631/83 della Commissione del 15 giugno 1983 che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di alcuni filati e fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca e del Giappone, che accetta un impegno in materia di prezzo da parte di un esportatore giapponese e che conclude la procedura relativa alle importazioni di determinati feltri di fibre tessili di vetro (mats) originari della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca  

Gazzetta ufficiale n. L 160 del 18/06/1983 pag. 0018 - 0021

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 1631/83 DELLA COMMISSIONE  del 15 giugno 1983  che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di alcuni filati e fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca e del Giappone, che accetta un impegno in materia di prezzo da parte di un esportatore giapponese e che conclude la procedura relativa alle importazioni di determinati feltri di fibre tessili di vetro (mats) originari della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), quale modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 (2), in particolare gli articoli 10 e 11,  previe consultazioni in seno al comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,  A. Procedura  (1) considerando che nell'agosto 1982 la Commissione ha ricevuto un ricorso presentato dal comitato internazionale per il raion e per le fibre sintetiche (CIRFS), a nome di nove produttori della Comunità che, insieme, rappresentano l'intera produzione comunitaria degli articoli in questione; che la denuncia conteneva prove circa l'esistenza di un pregiudizio materiale causato dalle pratiche di dumping e ritenuto sufficiente a giustificare l'avvio di una procedura; che, di conseguenza, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di filati di fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) che rientrano nella sottovoce 70.20 ex B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 70.20-70, originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca e del Giappone, nonché di feltri (trefoli di lunghezza superiore a 40 mm), che rientrano nella sottovoce 70.20 ex B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 70.20-80, originari della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca, aprendo quindi un'indagine;  (2) considerando che la Commissione ne ha dato notifica ufficiale agli esportatori e agli importatori notoriamente interessati, nonché ai rappresentanti dei paesi esportatori e agli stessi ricorrenti, fornendo alle parti direttamente interessate l'occasione di esprimere il loro punto di vista per iscritto e di essere intesi oralmente;  (3) considerando che la maggioranza degli esportatori e degli importatori ha reso nota la propria posizione per iscritto; che due esportatori e diversi importatori hanno chiesto, ed ottenuto, di essere intesi; che due rappresentanti dei paesi esportatori, nonché alcune industrie di trasformazione dei prodotti in questione, si sono anche essi manifestati;  (4) considerando che la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni che sembravano necessarie ai fini di una determinazione preliminare, svolgendo indagini in loco presso i seguenti produttori comunitari: Bayer AG, Repubblica federale di Germania; Gevetex Textilglas GmbH, Repubblica federale di Germania; Owens Corning Fiberglas Europe SA, Belgio; Silenka B.V., Paesi Bassi; Fiberglas Limited, Regno Unito; TBA Industrial Products Ltd, Regno Unito; Vetrotex Italia, Italia; Vetrotex Saint Gobain, Francia; Owens Corning Fiberglass France SA, Francia, nonché presso gli importatori seguenti: Vicon Polyester B.V., Paesi Bassi; Fibron W.M. GmbH, Repubblica federale di Germania; Manzolit Werke, Repubblica federale di Germania; MBG, Repubblica federale di Germania; Centraver, Francia;  (5) considerando che l'indagine sull'esistenza di un margine di dumping si riferiva al periodo novembre 1981 - ottobre 1982;  B. Valore normale  (6) considerando che, per determinare in via provvisoria il valore normale delle esportazioni, la Commissione ha assunto come base i prezzi interni praticati da Nippon Electric Glass Co., in ordine ai quali aveva ricevuto elementi di prova sufficienti;  (7) considerando che, per stabilire se le importazioni dalla Cecoslovacchia e dalla Repubblica democratica tedesca avessero formato oggetto di dumping, la Commissione doveva tener conto del fatto che questi paesi non hanno un'economia di mercato, e che pertanto i suoi calcoli dovevano basarsi sul valore normale in un paese a economia di mercato; che, a tal fine, i ricorrenti hanno suggerito il mercato giapponese; che due esportatori e vari importatori si sono opposti a questa indicazione, ritenendo il raffronto inadeguato e irragionevole, giacché i prezzi medi riscontrati sul mercato giapponese si basavano in parte su tipi di fibre tessili di vetro diverse da quelle esportate dalla Cecoslovacchia e dalla Repubblica democratica tedesca; che l'esportatore della Repubblica democratica tedesca non è stato però in grado di suggerire un paese a economia di mercato alternativo, mentre l'esportatore cecoslovacco ha proposto, quale alternativa, la Finlandia;  (8) considerando che, in base a queste obiezioni, la Commissione ha valutato la possibilità di scegliere la Finlandia o gli Stati Uniti quale paese di raffronto; che è risultato che negli Stati Uniti vengono applicati processi produttivi analoghi a quelli in uso nei paesi esportatori, oltre ad esservi una produzione su una scala sufficientemente ampia e una serrata concorrenza tra i tre principali produttori indipendenti, tale da garantire che i livelli di prezzo siano ragionevolmente proporzionati ai costi di produzione, contrariamente a quanto avveniva per la Finlandia, dove l'esistenza di un unico produttore non garantiva che vi fosse un equilibrio ragionevole tra il livello dei prezzi e i costi di produzione; che, in base a contatti avuti con i produttori statunitensi e a un'ispezione svolta presso gli stabilimenti dei due principali produttori, che coprono oltre il 65 % del mercato libero statunitense, la Commissione ha concluso che sarebbe opportuno, e abbastanza logico, determinare il valore normale in base ai prezzi interni praticati negli Stati Uniti d'America;  C. Prezzo all'esportazione  (9) considerando che i prezzi sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente corrisposti o esigibili per i prodotti destinati all'esportazione nella Comunità;  D. Raffronto  (10) considerando che, nel comparare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, ove necessario, delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi; che questi adeguamenti riguardavano essenzialmente le condizioni di fornitura e di pagamento, nonché i costi di trasporto e di assicurazione; che tutti i raffronti sono stati effettuati al livello franco fabbrica;  E. Margini  (11) considerando che dal suddetto esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di un margine di dumping per le esportazioni dalla Cecoslovacchia, dalla Repubblica democratica tedesca e dal Giappone pari all'importo di cui il valore normale calcolato supera il prezzo delle esportazioni nella Comunità;  (12) considerando che detto margine varia a seconda dell'esportatore, dello Stato membro importatore e del tipo di fibra tessile di vetro; che, nel caso dei filati di fibra di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings), il margine ponderato medio per ciascuno degli esportatori sotto inchiesta è del 66,3 % per la Cecoslovacchia, del 77 % per la Repubblica democratica tedesca e del 21,25 % per il Giappone mentre, riguardo ai feltri di fibre tessili di vetro, il margine ponderato medio per ciascuno degli esportatori sotto inchiesta era dell'85,52 % nel caso della Cecoslovacchia e dell'87,90 % nel caso della Repubblica democratica tedesca;  (13) considerando che, con riferimento agli esportatori giapponesi che non hanno risposto al questionario della Commissione o che non si sono manifestati in altro modo durante l'indagine preliminare, il margine di dumping è stato determinato in base ai dati disponibili; che, in proposito, la Commissione ritiene che le risultanze della sua inchiesta abbiano fornito una base sufficiente per determinare il livello del dumping e che assumere un margine di dumping inferiore al 21,25 % accertato nei confronti degli esportatori che hanno cooperato con la massima disponibilità costituirebbe un premio alla non cooperazione;  F. Pregiudizio  (14) considerando che, circa il pregiudizio arrecato dalle importazioni in dumping, stando alle prove di cui dispone la Commissione, le importazioni nella Comunità dalla Cecoslovacchia, dalla Repubblica democratica tedesca e dal Giappone di filati di fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) sarebbero salite da 4 333 t nel 1978 a 7 050 t nel 1982, con un conseguente aumento dell'aliquota di mercato detenuta dai paesi esportatori dall'8,3 % al 13 % mentre le importazioni nella Comunità dalla Cecoslovacchia e dalla Repubblica democratica tedesca di feltri di fibra tessile di vetro sono passati da 654 t nel 1978 a 1 246 t nel 1982, con un incremento dell'aliquota di mercato detenuta dai paesi esportatori dall'1,5 % al 3 % durante lo stesso periodo, quantunque la produzione totale di materiale da rinforzo nella Comunità sia caduta da 187 097 t nel 1979 a 135 469 t nel 1982, con un calo del 27,6 % nella produzione mensile media durante il periodo in questione, mentre l'indice medio di sfruttamento del potenziale produttivo scendeva dal 69 % al 53 %;  (15) considerando che le vendite dei fabbricanti comunitari sono diminuite, per i prodotti in questione, da 83 029 t nel 1979 a 66 316 t nel 1982, facendo passare l'aliquota di mercato da essi detenuta dall'86 % al 75 %;  (16) considerando che i prezzi ponderati medi di rivendita delle importazioni dalla Cecoslovacchia, dalla Repubblica democratica tedesca e dal Giappone sono inferiori del 17-49 % ai prezzi praticati dai fabbricanti comunitari durante il periodo d'inchiesta; che, nella maggior parte dei casi, i prezzi di rivendita di queste importazioni sono addirittura inferiori ai costi di produzione variabili dell'industria comunitaria, ed in tutti i casi sono inferiori al costo totale di produzione;  (17) considerando che dalle prove di cui dispone la Commissione risulta che i fabbricanti comunitari che competono su questo mercato non sono stati in grado di aumentare i loro prezzi di vendita in misura sufficiente a coprire gli aumenti dei costi di produzione, per tentare di conservare la loro aliquota di mercato e di concorrere con importazioni a basso prezzo, soprattutto di filati di fibra di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings); che le perdite subite si sono moltiplicate negli ultimi due anni; che due stabilimenti, uno nel Regno Unito e l'altro nella Repubblica federale di Germania, hanno dovuto chiudere sin dal 1981, giacché le perdite erano diventate economicamente insostenibili;  (18) considerando che la Commissione ha esaminato se il pregiudizio fosse stato provocato da fattori diversi, quali un ristagno della domanda o un'eccedenza di potenziale;  (19) considerando che le importazioni dei prodotti in questione originari di altri paesi terzi sono salite in misura notevole, soprattutto per quanto riguarda i feltri di fibre tessili di vetro, la cui aliquota di mercato è salita dall'8 % nel 1979 al 21 % nel 1982, mentre quella dei filati di fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) passava dall'8 % al 13 % durante lo stesso periodo;  (20) considerando che il consumo nella Comunità di filati di fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) è salito dall'8,3 % tra il 1979 e il 1982, mentre il consumo, sempre nella Comunità, di feltri di fibre tessili di vetro è sceso del 27,6 %;  (21) considerando che i fabbricanti comunitari hanno riconosciuto l'esistenza nella CEE, sin dal 1976, di un sovrapotenziale produttivo del 30-40 %;  (22) considerando che, con riferimento ai feltri di fibre tessili di vetro, la Commissione è giunta alla conclusione che il calo dei consumi e l'aumento in volume delle importazioni da altri paesi costituiscono fenomeni di gran lunga più determinanti degli effetti relativamente limitati del dumping; che, di conseguenza, il pregiudizio causato dalle importazioni di feltri di fibre tessili di vetro dalla Cecoslovacchia e dalla Repubblica democratica tedesca non può ritenersi sostanziale;  (23) considerando che la procedura concernente i feltri di fibre tessili di vetro (mats) originari della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca dovrebbe essere terminata;  (24) considerando che, quanto alle importazioni di filati di fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings), benché il loro volume in provenienza da paesi terzi si attesti su un volume quasi identico a quello delle importazioni oggetto di dumping, la Cecoslovacchia, la Repubblica democratica tedesca e il Giappone restano di gran lunga i principali fornitori della Comunità e le loro vendite a prezzi estremamente bassi hanno registrato un notevole aumento; che pertanto la Commissione, pur tenendo conto dell'eccesso di potenziale, è giunta alla conclusione che per i filati suddetti il pregiudizio arrecato all'industria comunitaria interessata vada imputato all'incidenza delle importazioni da quei paesi;  G. Interesse comunitario  (25) considerando che sono stati esaminati gli interessi della Comunità; che le industrie comunitarie di trasformazione hanno sostenuto che l'introduzione di misure di salvaguardia non sarebbe nell'interesse della Comunità, giacché esse rischierebbero di comprometterne la concorrenzialità; che, tenuto conto delle gravi difficoltà in cui versa l'industria comunitaria, in particolare della chiusura di due stabilimenti e del rischio che altri possano essere costretti a loro volta a chiudere, la Commissione è giunta alla conclusione che sia comunque nell'interesse della Comunità prendere un'iniziativa ed imporre un dazio provvisorio per ovviare al pregiudizio che si sta verificando nel corso dell'inchiesta;  (26) considerando che le industrie giapponesi Nippon Electric Glass Co. e C. Itoh Co. Ltd hanno assunto impegni che la Commissione giudica accettabili; che in sede di comitato consultivo non sono state sollevate obiezioni;  H. Aliquota del dazio  (27) considerando che l'aliquota del dazio, tenuto conto dell'entità del pregiudizio arrecato, doveva essere inferiore ai margini di dumping accertati in via preventiva, ma sufficiente a eliminare il pregiudizio; (28) considerando che, dopo aver comparato i prezzi medi ponderati e i costi dei fabbricanti comunitari, senza perdere di vista la situazione dei loro utili, con i costi e con le speciali condizioni di vendita dei singoli importatori, nella misura in cui si disponeva di dati del genere e tenuto debito conto delle eventuali differenze di qualità, di condizioni e termini di vendita, la Commissione è giunta alla conclusione che il dazio antidumping provvisorio dovesse essere pari alla differenza tra il prezzo per kg franco frontiera comunitaria, al netto del dazio, e il valore di 0,97 ECU/kg di filati di fibre tessili accoppiati in parallelo senza torsione (rovings);  (29) considerando l'opportunità di fissare un margine di tempo affinché le parti possano rendere nota la loro posizione e chiedere un colloquio,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sui filati di fibre di vetro accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) della sottovoce 70.20 ex B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 70.20-70, originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca e del Giappone.  (2) L'aliquota del dazio è pari alla differenza tra il prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, e il valore di 0,97 ECU/kg.  I prezzi franco frontiera comunitaria sono netti qualora le condizioni di vendita prevedano un pagamento entro trenta giorni dalla data di imbarco, mentre verranno ridotti o aumentati dell'1 % per ciascun mese di differenza nel periodo di pagamento stipulato.  3. I dazi non si applicano a prodotti originari del Giappone prodotti da Nippon Electric Co., Otsu, Giappone, ed esportati da C. Itoh & Co. Ltd Osaka, Giappone.  4. L'applicazione del dazio è soggetta alle disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.  5. L'ammissione alla libera circolazione nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  La procedura antidumping relativa alle importazioni di feltri di fibre tessili di vetro (mats) della sottovoce 70.20 ex B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 70.20-80, originari della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca è conclusa.  Articolo 3  Fatto salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, le parti possono rendere nota la loro posizione e chiedere di essere intese dalla Commissione entro un mese dall'entrata in vigore del presente regolamento.  Articolo 4  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  In conformità degli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, esso resta d'applicazione per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non disponga misure definitive prima dello scadere di questo periodo.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 15 giugno 1983.  Per la Commissione  Wilhelm HAFERKAMP  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 178 del 22. 6. 1982, pag. 9.  (3) GU n. C 310 del 27. 11. 1982, pag. 2.