CELEX: 62019TN0756
Language: it
Date: 2019-11-07 00:00:00
Title: Causa T-756/19: Ricorso proposto il 7 novembre 2019 – WPP Jubilee e a./Commissione

27.1.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 27/56
            
         
      Ricorso proposto il 7 novembre 2019 – WPP Jubilee e a./Commissione
      (Causa T-756/19)
      (2020/C 27/57)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: WPP Jubilee Ltd (Londra, Regno Unito) e altri undici ricorrenti (representanti: C. McDonnell, barrister, B. Goren, solicitor, M. Peristeraki, avvocato, e K. Desai, solicitor)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  constatare l’inesistenza di un aiuto di Stato illegittimo, annullare l’articolo 1 della decisione della Commissione C(2019) 2526 final, del 2 aprile 2019, relativa all’aiuto di Stato SA.44896 concesso dal Regno Unito riguardante un'esenzione relativa al finanziamento dei gruppi SEC, nella misura in cui dichiara che sussiste un aiuto di Stato illegittimo, e annullare l’obbligo del Regno Unito di procedere al recupero del presunto aiuto di Stato illegittimo ricevuto in tale contesto dalle ricorrenti (articoli 2 e 3 della decisione impugnata);
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, annullare gli articoli 2 e 3 della decisione impugnata nella misura in cui impongono al Regno Unito di recuperare presso le ricorrenti il presunto aiuto di Stato; e
               
            
                  —
               
               
                  in ogni caso, condannare la Commissione a sopportare le spese sostenute dalle ricorrenti nel presente procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono nove motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che la decisione impugnata è viziata da errori manifesti nella valutazione dei fatti e delle norme pertinenti. In particolare si sostiene che la Commissione travisa il modo in cui le norme sulle SEC del Regno Unito di cui trattasi operano rispetto al trattamento degli utili finanziari non commerciali. Inoltre, si sostiene che la decisione impugnata ha erroneamente interpretato l'esenzione relativa al finanziamento dei gruppi come esenzione fiscale. Ciò è particolarmente evidente dato che alcuni dei prestiti oggetto del presente ricorso erano finanziati con risorse ammissibili.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che la Commissione ha erroneamente concluso che le norme sulle SEC costituivano una misura di aiuto ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE e, in quanto tali, esse conferivano un vantaggio selettivo ad alcuni operatori. Più precisamente, si sostiene che la Commissione ha erroneamente determinato il sistema di riferimento per la valutazione degli effetti delle norme sulle SEC, e ha erroneamente identificato due diverse situazioni come paragonabili alla situazione in cui trova applicazione l'esenzione relativa al finanziamento dei gruppi. Quale conseguenza di uno o di entrambi questi errori, la Commissione ha errato nell’affermare che tali norme conferivano un vantaggio selettivo ad alcuni operatori di mercato. Inoltre, le ricorrenti sostengono che la Commissione ha erroneamente qualificato le norme sulle SEC come un gruppo di norme distinto rispetto al regime generale del Regno Unito relativo all’imposta sulle società, ignorando altre caratteristiche del regime del Regno Unito relativo all’imposta sulle società destinate a operare in collegamento con le norme sulle SEC. Di conseguenza, l’analisi della Commissione riguardo alla comparabilità e alla selettività sarebbe viziata da errori manifesti di valutazione dei fatti rilevanti e da errori di diritto.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che, anche supponendo che le misure relative alle SEC di cui trattasi costituissero un aiuto ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, la decisione impugnata ha concluso erroneamente che non sussisteva alcuna giustificazione applicabile per difendere la compatibilità delle misure in questione con le norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato. Inoltre, la decisione impugnata è irrazionale e incoerente, in quanto la Commissione ha correttamente ammesso che il capo 9 della parte 9A del Taxation (International and Other Provisions) Act 2010 [legge in materia di imposizione fiscale (disposizioni internazionali e altre) del 2010] è giustificato nei casi in cui l’unica ragione per applicare un onere fiscale SEC sarebbe il criterio del «capitale collegato al Regno Unito», in ragione del fatto che tale criterio può essere eccessivamente difficoltoso da applicare nella pratica, ma al tempo stesso, e senza fornire un’adeguata motivazione, la Commissione sostiene che il suddetto capo 9 non è mai giustificato nei casi in cui il criterio delle funzioni significative del personale comporta l’applicazione di un onere fiscale SEC. Di fatto, anche se, stando ai fatti esposti dalle parti la posizione è chiara, generalmente il criterio delle funzioni significative del personale è eccessivamente difficoltoso da applicare nella pratica, sicché la Commissione avrebbe dovuto accertare che il suddetto capo 9 era giustificato anche nel contesto di tale criterio e, pertanto, avrebbe dovuto concludere che non sussistono aiuti di Stato.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che, qualora la decisione impugnata venisse confermata, la sua esecuzione attraverso il recupero del presunto aiuto di Stato presso le ricorrenti violerebbe principi fondamentali del diritto dell’Unione, tra cui la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi, dal momento che, nel caso delle ricorrenti, le SEC in questione sono situate in altri Stati membri.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sul fatto che l’ordine di recupero risultante dalla decisione impugnata è infondato e contrario a principi fondamentali di diritto dell’Unione.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sul fatto che la Commissione non ha adeguatamente motivato elementi chiave della decisione impugnata. La Commissione, si afferma, non ha esaminato in misura sostanziale l’esenzione delle «risorse ammissibili» e non ne ha analizzato i motivi né le giustificazioni. Tra gli altri esempi figurano la conclusione secondo cui l’onere fiscale SEC di cui al suddetto capo 5 potrebbe essere applicato impiegando il criterio delle funzioni significative del personale senza difficoltà od oneri sproporzionati.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sul fatto che la decisione impugnata viola altresì il principio di buona amministrazione, il quale esige che la Commissione garantisca la trasparenza e la prevedibilità delle sue procedure amministrative e adotti le sue decisioni entro un termine ragionevole. Non è ragionevole che la Commissione impieghi più di quattro anni per emettere la sua decisione di apertura dell’indagine nel caso di specie e che adotti una decisione più di sei anni dopo l’entrata in vigore della misura controversa.