CELEX: C2004/201/46
Language: it
Date: 2004-08-07 00:00:00
Title: Causa T-207/04: Ricorso della Repubblica italiana contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 4 giugno 2004

7.8.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 201/23
            
         Ricorso della Repubblica italiana contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 4 giugno 2004
   (Causa T-207/04)
   (2004/C 201/46)
   Lingua processuale: l'italiano
   Il 4 giugno 2004, la Repubblica italiana, con l'avvocato dello Stato Antonio Cingolo, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione europea.
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la nota del 25 marzo 2004, n. E2/LP D(2004) 712 della Commissione, pervenuta il 26 marzo 2004, con la quale la Commissione europea, Direzione Generale Politica Regionale, ha comunicato la decisione, secondo cui gli importi relativi ai pagamenti di tali anticipi (anticipi pagati nell'ambito di regimi di aiuto per ogni programma ob. 1 e 2) dovranno essere chiaramente individuati nelle future dichiarazioni di pagamento, in linea con quanto previsto nella summenzionata lettera del Commissario Barnier, nonché tutti gli atti connessi e presupposti;
            
         
               —
            
            
               in subordine, e per quanto possa occorrere, annullare il regolamento (CE) 448/2004 della Commissione, del 10 marzo 2004, che modifica il regolamento (CE) 1685/2000 recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) 1260/1999 del Consiglio per quanto riguarda l'ammissibilità delle spese relative all'utilizzazione dei Fondi strutturali;
            
         
               —
            
            
               in ogni caso annullare tutti gli atti connessi e presupposti,
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione delle Comunità europee alla refusione delle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La Repubblica italiana ha impugnato dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee la nota della Commissione europea del 25 marzo 2004 n. E2/LP D(2004) 712, relativa al pagamento di anticipi nell'ambito di regimi di aiuto (POP Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Alta Formazione), nonche — per quanto possa occorrere – il Regolamento (CE) 448/2004 della Commissione del 10 marzo 2004 (1), sempre a proposito dell'ammissibilità delle spese di utilizzazione dei Fondi strutturali.
   A sostegno delle sue pretenzioni riguardanti la nota del 25 marzo 2004, la ricorrente fa valere:
   
               —
            
            
               la violazione delle forme sostanziali per difetto assoluto di motivazione, nonché per essere stato adottato l'atto oggetto del ricorso in assenza di una base giuridica adeguata senza che sia stato rispettato il procedimento previsto dal regolamento interno della convenuta;
            
         
               —
            
            
               la violazione dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 438/2001 della Commissione (2), per inosservanza delle disposizioni contabili ivi contenute;
            
         
               —
            
            
               la violazione dell'articolo 32 del regolamento base (3) e del regolamento 448/04 della Commissione, i quali subordinano il pagamento degli anticipi alla sola prova che lo Stato «beneficiario finale» abbia erogato le relative somme ai destinatari ultimi dell'investimento;
            
         
               —
            
            
               la violazione del regolamento 448/04, sotto i profili della violazione dei principi di uguaglianza e di certezza del diritto, nonché contraddittorietà della nota impugnata.
            
         Per quanto riguarda il regolamento n. 448/04, la ricorrente invoca la violazione:
   
               —
            
            
               delle norme in tema di ammissibilità delle spese, stabilite dal regolamento base,
            
         
               —
            
            
               delle norme che regolano il controllo finanziario (le quali non prevedono gli adempimenti pretesi dalla Commissione),
            
         
               —
            
            
               del principio di proporzionalità, atteso che la Commissione richiede elementi probatori ulteriori rispetto a quanto previsto e a quanto necessario,
            
         
               —
            
            
               del principio di irretroattività, posto che il regolamento 448/04 contiene disposizioni con portata retroattiva di ben 44 mesi anteriori alla sua emissione, il che è certamente inaccettabile alla stregua dei principi generali in tema di produzione normativa.
            
         
      (1)  Regolamento (CE) n. 448/2004 della Commissione, del 10 marzo 2004, che modifica il regolamento (CE) n. 1685/2000 recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio per quanto riguarda l'ammissibilità delle spese concernenti le operazioni cofinanziate dai Fondi strutturali e che revoca il regolamento (CE) n. 1145/2003 (GU L 72 dell'11.03.2004, pag. 66).
   
      (2)  Regolamento (CE) n. 438/2001 della Commissione, del 2 marzo 2001, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio per quanto riguarda i sistemi di gestione e di controllo dei contributi concessi nell'ambito dei fondi strutturali (GU L 63 del 3.3.2001, pag. 21).
   
      (3)  Regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 27 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali (GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1).