CELEX: 62014CO0011
Language: it
Date: 2014-04-30
Title: Ordinanza della Corte (Sesta Sezione) del 30 aprile 2014. # Associazione sportiva Taranto calcio Srl contro Repubblica italiana. # Impugnazione - Contestazione di sanzioni inflitte dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio - Incompetenza del Tribunale dell’Unione europea. # Causa C-11/14 P.

ORDINANZA DELLA CORTE (Sesta Sezione)
      30 aprile 2014 (*)
      
      «Impugnazione – Contestazione di sanzioni inflitte dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio – Incompetenza del Tribunale dell’Unione europea»
      Nella causa C‑11/14 P,
      avente ad oggetto l’impugnazione, ai sensi dell’articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, proposta
         il 13 gennaio 2014,
      
      Associazione sportiva Taranto calcio Srl, in liquidazione, con sede in Taranto (Italia), rappresentata da N. Russo, avvocato,
      
      ricorrente,
      procedimento in cui l’altra parte è:
      Repubblica italiana,
      convenuta in primo grado,
      LA CORTE (Sesta Sezione),
      composta da A. Borg Barthet (relatore), presidente di sezione, E. Levits e M. Berger, giudici,
      avvocato generale: E. Sharpston
      cancelliere: A. Calot Escobar
      vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di statuire con ordinanza motivata, conformemente all’articolo
         181 del regolamento di procedura della Corte,
      
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        Con la sua impugnazione, l’Associazione sportiva Taranto calcio Srl in liquidazione (in prosieguo: l’«AS Taranto») chiede
         l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale dell’Unione europea del 19 novembre 2013, Associazione sportiva Taranto Calcio/Italia
         (T‑476/13, EU:T:2013:620; in prosieguo: l’«ordinanza impugnata»), recante il rigetto del suo ricorso volto all’annullamento
         delle sanzioni che le sono state inflitte da taluni organi disciplinari sportivi italiani, all’annullamento di talune disposizioni
         della normativa italiana e alla condanna della Repubblica italiana al risarcimento del danno patito a causa di tali sanzioni.
      
        Fatti
      2        Come riferito nel ricorso di primo grado, l’AS Taranto ha partecipato al campionato italiano di calcio nella stagione 2011/2012.
         Poiché la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha inflitto all’AS Taranto sei punti di penalizzazione a motivo del fatto che
         essa avrebbe commesso alcune infrazioni alle disposizioni della normativa sportiva applicabile, quest’ultima associazione
         non ha potuto ottenere la promozione alla successiva divisione del campionato. 
      
      3        Risulta altresì dal ricorso di primo grado che l’AS Taranto ha presentato ricorso giurisdizionale amministrativo per ottenere
         l’annullamento del provvedimento di irrogazione dei suddetti punti di penalizzazione. Ebbene, tale ricorso è stato respinto
         in ultima istanza dal Consiglio di Stato (Italia), che ha dichiarato la propria incompetenza, rimandando alla competenza esclusiva
         degli organi di giustizia sportiva.
      
       Procedimento dinanzi al Tribunale e ordinanza impugnata
      4        Con ricorso depositato nella cancelleria del Tribunale il 30 luglio 2013, l’AS Taranto ha proposto un ricorso volto all’annullamento
         delle sanzioni che le sono state inflitte dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, all’annullamento di talune disposizioni
         della normativa italiana ed alla condanna della Repubblica italiana a risarcire il danno patito a causa di tali sanzioni.
      
      5        Con l’ordinanza impugnata, il Tribunale ha respinto il ricorso per incompetenza manifesta. 
      
      6        Ai punti 7 e 8 dell’ordinanza impugnata, il Tribunale ha ricordato di essere competente – in applicazione dell’articolo 256 TFUE,
         come precisato dall’articolo 51 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea e dall’articolo 1 dell’allegato
         I di quest’ultimo – a conoscere dei ricorsi proposti ai sensi dell’articolo 263 TFUE solamente quando siano diretti contro
         gli atti delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell’Unione europea.
      
      7        Al punto 9 della suddetta ordinanza, il Tribunale ha altresì ricordato che, in forza delle medesime disposizioni, in materia
         di responsabilità extracontrattuale esso è competente a conoscere unicamente dei ricorsi proposti ai sensi degli articoli
         268 TFUE, 340, secondo e terzo comma, TFUE nonché 188, secondo comma, EA e volti ad ottenere il risarcimento dei danni causati
         dalle istituzioni, dagli organi o organismi dell’Unione o dai loro agenti nell’esercizio delle rispettive funzioni.
      
      8        Al punto 10 dell’ordinanza impugnata, il Tribunale ha constatato che l’autore degli atti di cui era chiesto l’annullamento
         non era né un’istituzione né un organo o un organismo dell’Unione. Parimenti, esso ha constatato che l’autore del comportamento
         censurato dall’AS Taranto ed asseritamente all’origine del danno subìto da quest’ultima non era né un’istituzione né un organo
         o un organismo dell’Unione.
      
      9        Sulla scorta di tali rilievi, il Tribunale ha dichiarato la propria manifesta incompetenza a conoscere del ricorso. 
      
       Sull’impugnazione
      10      Ai sensi dell’articolo 181 del suo regolamento di procedura, quando l’impugnazione è, in tutto o in parte, manifestamente
         irricevibile o manifestamente infondata, la Corte, su proposta del giudice relatore, sentito l’avvocato generale, può respingere
         in qualsiasi momento, totalmente o parzialmente, l’impugnazione con ordinanza motivata.
      
      11      Nel caso di specie, la Corte ritiene di essere sufficientemente edotta degli atti di causa e decide di statuire con ordinanza
         motivata, ai sensi della suddetta disposizione.
      
      12      Con la sua impugnazione, l’AS Taranto chiede alla Corte di annullare l’ordinanza impugnata e di accogliere le domande formulate
         in primo grado.
      
      13      Nella fattispecie, si deve rilevare che, ai punti da 7 a 9 dell’ordinanza impugnata, il Tribunale ha esposto in modo corretto
         le disposizioni che disciplinano la sua competenza e giustamente ne ha tratto la conclusione di essere manifestamente incompetente
         a conoscere di un ricorso di annullamento o per risarcimento danni proposto da una persona fisica nei confronti di uno Stato
         membro (v., in tal senso, ordinanza Killinger/Germania e a., C‑396/03 P, EU:C:2005:355, punti 15 e 26). 
      
      14      Il Tribunale, essendo tenuto a respingere il ricorso di cui non era competente a conoscere, non doveva esaminare gli elementi
         di fatto e di diritto ad esso sottoposti al fine di stabilire la fondatezza del medesimo ricorso, essendo detti elementi,
         comunque, inoperanti (v., in tal senso, ordinanza Dipace/Italia, C‑315/04 P, EU:C:2005:139, punto 10).
      
      15      Ciò posto, giustamente il Tribunale ha dichiarato, alla luce delle attribuzioni ad esso conferite dai vigenti testi normativi,
         la propria manifesta incompetenza a conoscere del ricorso proposto dall’AS Taranto contro la Repubblica italiana.
      
      16      Ne consegue che, ai sensi dell’articolo 181 del regolamento di procedura della Corte, l’impugnazione deve essere respinta
         in quanto manifestamente infondata.
      
       Sulle spese
      17      Ai sensi dell’articolo 137 del regolamento di procedura, applicabile al procedimento di impugnazione ai sensi dell’articolo
         184, paragrafo 1, del medesimo regolamento, si provvede sulle spese con l’ordinanza che pone fine alla causa.
      
      18      Poiché la presente ordinanza è stata adottata prima della notifica del ricorso alla convenuta e, quindi, prima che la stessa
         abbia sostenuto spese, si deve dichiarare che l’AS Taranto sopporterà le proprie spese.
      
      Per questi motivi, la Corte (Sesta Sezione) così provvede:
      1)      L’impugnazione è respinta.
      2)      L’Associazione sportiva Taranto calcio Srl, in liquidazione, sopporta le proprie spese.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.