CELEX: C2005/281/50
Language: it
Date: 2005-11-12 00:00:00
Title: Causa T-326/05: Ricorso presentato il 29 agosto 2005 — Matthias Rath/UAMI

12.11.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 281/27
            
         Ricorso presentato il 29 agosto 2005 — Matthias Rath/UAMI
   (Causa T-326/05)
   (2005/C 281/50)
   Lingua processuale: tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Matthias Rath (Città del Capo, Africa del Sud) [Rappresentante(i): avv.ti S. Ziegler e F. Dehn]
   
      Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
   
      Controinteressato dinanzi alla commissione di ricorso: AstraZeneca AB (Södertälje, Svezia)
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               Annullamento della decisione della quarta commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 18 maggio 2005;
            
         
               —
            
            
               condanna dell'UAMI alle spese del procedimento
            
         Motivi e principali argomenti
   
      Richiedente il marchio comunitario: Matthias Rath
   
      Marchio comunitario interessato: marchio denominativo «VIXACOR» relativo a prodotti della classe 5 (domanda n. 1 739 697)
   
      Titolare del marchio o del segno fatto valere nel procedimento di opposizione: ricorrente
   
      Marchio o segno fatto valere: marchio comunitario «Vitacor», che designa prodotti e servizi delle classi 5, 16 e 41 (n. 689 018), marchio comunitario «Vitacor Plus» relativo a prodotti delle classi 5, 16 e 32 (n. 1 668 565) e marchio tedesco «Vitacor Plus», che copre prodotti delle classi 5, 16 e 31 (n. 399 65 690)
   
      Decisione della divisione di opposizione: Rigetto dell'opposizione
   
      Decisione della commissione di ricorso: rigetto del ricorso
   
      Motivi dedotti: Violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94, in quanto esiste un rischio di confusione tra il marchio depositato ed il marchio fatto valere a sostegno dell'opposizione