CELEX: C2002/056/24
Language: it
Date: 2002-03-02 00:00:00
Title: Causa T-304/01: Ricorso proposto da Julia Abad Pérez e a. contro il Consiglio dell'Unione europea e contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 7 dicembre 2001

C 56/12                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          2.3.2002
                                                        TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
Ricorso del sig. Antonio Enrico Tatti contro la Commis-                       Ricorso proposto da Julia Abad Pérez e a. contro il
sione delle Comunità europee, proposto il 6 dicembre                          Consiglio dell’Unione europea e contro la Commissione
                                2001                                             delle Comunità europee, proposto il 7 dicembre 2001
                          (Causa T-296/01)                                                             (Causa T-304/01)
                                                                                                        (2002/C 56/24)
                           (2002/C 56/23)
                                                                                                 (Lingua processuale: lo spagnolo)
                    (Lingua processuale: il francese)
                                                                              Il 7 dicembre 2001 Julia Abad Pérez e a., tutti con domicilio
Il 6 dicembre 2001 il sig. Antonio Enrico Tatti, residente in                 in Spagna, rappresentati dagli avv.ti Miquel Roca Junyent, Joan
Overijse (Belgio), rappresentato dall’avv. Lucas Vogel, advocat,              Roca Sagarra e Marta Pons de Vall Alomar, hanno proposto,
con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi al                   dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee,
Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                    un ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea e contro la
contro la Commissione delle Comunità europee.                                 Commissione delle Comunità europee.
                                                                              I ricorrenti chiedono che il Tribunale di primo grado voglia:
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                              —     dichiarare che il Consiglio e la Commissione hanno agito
—     annullare la decisione dell’APN 6 agosto 2001 che                             in modo illegittimo e sono pertanto responsabili, ai sensi
      respinge il reclamo da lui proposto l’11 febbraio 2001                        dell’art. 288 CE, per la propagazione nel territorio
      contro la decisione dello scrutinatore d’appello                              dell’Unione europea della crisi per la BSE e, di conseguen-
      21 novembre 2000, che negava la revisione del rapporto                        za, per i danni affermati nel presente ricorso;
      informativo sul suo conto;
                                                                              —     condannare il Consiglio e la Commissione in solido tra
                                                                                    loro a risarcire i danni cagionati ai ricorrenti per effetto
—     condannare la convenuta a pagare un indennizzo di                             di tale crisi, quantificati nel ricorso nella misura di
      euro 2 500;                                                                   euro 19 438 372,69, nonché il danno morale da essi
                                                                                    sofferto (quantificato in misura pari al 15 % del suddetto
                                                                                    importo, vale a dire in euro 2 915 755,80);
—     condannare la convenuta alle spese.
                                                                              —     condannare il Consiglio e la Commissione alle rifusione
                                                                                    delle spese.
Motivi e principali argomenti
                                                                              Motivi e principali argomenti
A sostegno del ricorso il ricorrente deduce la violazione degli
artt. 5, 6 e 7 delle disposizioni generali di esecuzione dell’art. 43         I ricorrenti sono allevatori spagnoli che reclamano il risarci-
dello Statuto in quanto l’intera procedura di scrutinio è                     mento di danni sofferti in conseguenza della cosiddetta
irregolare e, in particolare, sono stati ignorati i termini che               «crisi della mucca pazza» a seguito dall’apparizione in data
l’amministrazione doveva rispettare nella compilazione del                    22 novembre 2000, del primo caso di encefalopatia spongifor-
rapporto informativo. Il ricorrente deduce, inoltre, la violazio-             me bovina (BSE) in Spagna, gettando il settore zootecnico
ne dell’art. 43 dello Statuto, un errore manifesto di valutazione             spagnolo in una grave crisi dalla quale ancora esso non è stato
e una violazione del principio di non discriminazione. A parere               capace di riprendersi.
del ricorrente, il rapporto informativo sul suo conto è stato
compilato prendendo in considerazione criteri di valutazione
fissati in modo arbitrario, che toglievano ogni libertà di                    Secondo i ricorrenti, attualmente ciascun allevatore deve
valutazione agli scrutinatori successivi.                                     sopportare:
                                                                              —     i costi di estrazione e di distruzione dei materiali specifici
                                                                                    di rischio (MSR);
 ---pagebreak--- 2.3.2002                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 56/13
—      nella maggior parte dei casi, l’abbattimento di tutto il                —     condannare la Commissione all’integralità delle spese del
       bestiame in caso di scoperta di un’esemplare di mucca                         procedimento.
       pazza;
—      un calo del consumo di carne bovina e la mancanza di
       fiducia del consumatore per effetto del deprezzamento                   Motivi e principali argomenti
       della carne di vitello sul mercato, con il conseguente
       costo economico diretto che suppone la ripercussione
       immediata della scoperta di ciascun nuovo caso di mucca
       pazza o di persona affetta dal morbo di Creutzfeld-Jacobs,              La ricorrente nella presente causa, una società di diritto belga
       in qualsiasi Stato membro dell’Unione europea;                          specializzata nell’importazione all’interno della Comunità di
                                                                               prodotti della pesca congelati provenienti dalla Cina, agisce
                                                                               per ottenere il risarcimento del danno asseritamente subito a
—      l’estrazione della colonna vertebrale nei vitelli di età                causa dell’entrata in vigore immediata, senza periodo transito-
       superiore di dodici mesi.                                               rio applicabile alle merci oggetto di contratti in esecuzione alla
                                                                               data della sua pubblicazione, della decisione della Commis-
                                                                               sione 21 dicembre 1999, 2000/86/CE, che stabilisce le condi-
I ricorrenti affermano che tali danni, ai quali si aggiungono i
                                                                               zioni particolari d’importazione dei prodotti della pesca origi-
danni collaterali e morali ai quali essi hanno dovuto oppure
far fronte solo la conseguenza, in primo luogo, del mancato                    nari della Cina e abroga la decisione 97/368/CE (1). Questa
                                                                               decisione modificava in maniera fondamentale, nel suo allega-
intervento della Commissione e del Consiglio e, in secondo
luogo, dell’intervento tardivo e insufficiente di tali istituzioni, i          to B, l’elenco degli stabilimenti cinesi autorizzati ad esportare
quali hanno permessi che l’ABSE si trasformasse nella crisi                    prodotti della pesca verso la Comunità, a tal punto che la quasi
                                                                               totalità dei fornitori con i quali la ricorrente aveva concluso i
agricola ed alimentare più grave dell’Unione dalla creazione di
quest’ultima. Infatti, la mancanza di una politica risoluta di                 suoi contratti non vi figurava più.
controllo di tale malattia fino al suo completo sradicamento,
che ha permesso che quest’ultimo si propagasse dal Regno
Unito a tutto il territorio europeo, costituisce un atto illegittimo           Nel periodo settembre 1999 — gennaio 2000, la società
da parte delle istituzioni comunitari in questione, porto che                  ricorrente ha concluso con vari fornitori cinesi una serie di
esso disponevano, fin dall’apparizione del primo indizio della                 contratti di acquisto aventi ad oggetto una serie di containers
crisi, di competenza sufficienti per adottare tutti gli istrumenti             di gamberetti surgelati il cui prezzo superava i USD 2 000 000.
normativi necessari per risolverla.                                            Tutti questi contratti prevedevano che i prodotti dovessero
                                                                               essere imbarcati tra la fine di settembre 1999 e la metà di
                                                                               aprile 2000.
                                                                               A sostegno delle sue richieste la ricorrente fa valere:
                                                                               —     che la Commissione ha commesso un illecito in quanto la
Ricorso della Thalassa Seafoods S.A. contro la Commis-
                                                                                     decisione 2000/86/CE è stata pubblicata solo il 2 febbraio
sione delle Comunità europee, proposto il 7 dicembre
                                                                                     2000, benché fosse di applicazione immediata e quindi
                                 2001
                                                                                     essa avrebbe dovuto essere pubblicata senza ritardo, cioè
                                                                                     al più tardi il 22 dicembre 1999, e ciò al fine di permettere
                           (Causa T-305/01)                                          agli operatori economici di adottare tutti i provvedimenti
                                                                                     utili per limitare i danni;
                            (2002/C 56/25)
                                                                               —     la violazione del principio del legittimo affidamento;
                     (Lingua processuale: il francese)
                                                                               —     la violazione del principio di proporzionalità, in quanto
                                                                                     la Commissione stessa avrebbe, da un lato, introdotto
                                                                                     misure transitorie con la decisione 18 aprile 2000,
Il 7 dicembre 2001 la Thalassa Seafoods S.A., con sede in                            2000/300/CE, recante modifica della decisione
Anversa (Belgio), rappresentata dall’avv. Jean-Pierre Brusseleers,                   2000/86/CE (2), e, dall’altro, avrebbe pubblicato, in data
ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle                               11 settembre 2000, un nuovo elenco nel quale il fornitore
Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle                             da cui provenivano le merci oggetto dei contratti di
Comunità europee.                                                                    acquisto annullati era nuovamente inserito come stabili-
                                                                                     mento riconosciuto.
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                               (1) GU L 26 del 2.2.2000, pag. 26.
—      condannare la Commissione a pagarle EUR 256 179,10                      (2) GU L 97 del 19.4.2000, pag. 15.
       a titolo di risarcimento danni, oltre agli interessi compen-
       sativi e legali al tasso dell’8 % annuo a partire dalla data
       della prima diffida;