CELEX: C2004/262/98
Language: it
Date: 2004-10-23 00:00:00
Title: Causa T-340/04: Ricorso della France Télécom S.A. contro la Commissione delle Comunità europee, presentato l'11 agosto 2004

23.10.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 262/53
            
         Ricorso della France Télécom S.A. contro la Commissione delle Comunità europee, presentato l'11 agosto 2004
   (Causa T-340/04)
   (2004/C 262/98)
   Lingua processuale: il francese
   L'11 agosto 2004, la società France Télécom S.A., con sede in Parigi, con gli avv.ti Christophe Clarenc e Javier Ruiz Calzado, ha presentato, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione 18 maggio 2004 n. C(2004) 1929 che ordinava alla France Télécom S.A, e a tutte le imprese controllate direttamente o indirettamente da quest'ultima, di sottoporsi a un accertamento in forza dell'art. 20, n. 4, del regolamento n. 1/2003 (pratica n. COM/C-38.916);
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alla totalità delle spese sostenute dalla France Télécom S.A. nell'ambito del presente ricorso per annullamento.
            
         Motivi e principali argomenti
   L'accertamento di cui alla decisione in questione ha per oggetto «una presunta imposizione di prezzi di vendita non equi nell'ambito dell'accesso Internet ad alta velocità per la clientela residenziale, contraria all'art. 82 del Trattato CE, con il fine di isolare e respingere determinati concorrenti» (art. 1 della decisione impugnata) e riguarda la ricorrente e la sua filiale Wanadoo, nonché tutte le imprese controllate direttamente o indirettamente da queste ultime (art. 3). La Commissione ha ritenuto che la verifica delle presunte pratiche richiedesse un accertamento in forza dell'art. 20, n. 4, del regolamento (CE) del Consiglio n. 1/2003, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (1). E' proprio la decisione che prescrive tale accertamento ad essere oggetto di impugnazione nel caso di specie.
   A sostegno delle sue conclusioni la ricorrente fa valere in primo luogo la violazione dell'obbligo di motivazione. Essa precisa a tale proposito di non poter comprendere il fatto di essere personalmente destinataria della decisione impugnata e interessata dal suddetto accertamento. Essa sottolinea che la Commissione, in conformità al ragionamento applicato nella sua decisione 16 luglio 2003«Wanadoo», la quale avrebbe riconosciuto l'autonomia della Wanadoo nei confronti della ricorrente dal punto di vista della sua politica di fissazione dei prezzi sul mercato residenziale francese dei servizi di accesso all'internet ad alta velocità, in detta decisione imputa alla Wanadoo, e non alla France Télécom, i presunti prezzi di vendita non equi di cui trattasi e la presunta strategia diretta a respingere determinati concorrenti. Inoltre la Commissione avrebbe omesso di giustificare il motivo per il quale essa ha ritenuto necessario ordinare un accertamento sulle tariffe delle offerte di Wanadoo, sebbene le suddette tariffe siano soggette al suo controllo in forza della decisione 16 luglio 2003 e che, tra l'altro, erano appena state specificamente verificate e convalidate dal Conseil français de la concurrence [ente francese per la sicurezza].
   In secondo luogo, la ricorrente addebita alla decisione impugnata il fatto di aver ignorato le condizioni del principio di leale cooperazione a carico della Commissione europea nei suoi rapporti con le istituzioni nazionali, istituito dall'art. 10 CE e disciplinato dal regolamento (CE) n. 1/2003, anzitutto, avendo omesso di informare il giudice nazionale in merito all'insieme dei suddetti elementi propri del contesto, e inoltre non avendo consultato il Conseil français de la concurrence, adito peraltro nel gennaio 2004, alle condizioni sancite dall'art. 11, n. 6, di tale regolamento.
   In terzo e ultimo luogo, la ricorrente adduce la violazione del principio di proporzionalità, con riferimento sia allo scopo apparente della verifica sia al relativo contesto e alla mancanza di qualsiasi elemento in grado di attestare la sussistenza di un rischio di dissimulazione o di distruzione di elementi di prova.
   
      (1)  GU L 1, del 4.01.2003, pag. 1