CELEX: 62019TN0316
Language: it
Date: 2019-05-23 00:00:00
Title: Causa T-316/19: Ricorso proposto il 23 maggio 2019 — BU/Commissione

15.7.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 238/27
            
         
      Ricorso proposto il 23 maggio 2019 — BU/Commissione
      (Causa T-316/19)
      (2019/C 238/32)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: BU (rappresentante: E. Bonanni, avvocato)
      
         Convenua: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione emessa dalla Commissione il 2 agosto 2018;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione al pagamento della somma di 21 440 EURO;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione al pagamento degli interessi moratori da ritardo dal 23 gennaio 2017 fino al soddisfo;
               
            
                  —
               
               
                  risarcirlo per i danni subiti per l’importo di 500 000 EURO ovvero diverso importo determinato equitativamente;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione al pagamento delle spese;
               
            In subordine:
      
                  —
               
               
                  imporre alla Commissione il riconoscimento che la fattispecie rientra nel caso particolare descritto all’art. 10 della regolamentazione (in vigore ante 2006), procedendo al rimborso della somma richiesta in via principale;
               
            In ulteriore subordine:
      
                  —
               
               
                  imporre alla Commissione di richiedere il parere della Commissione medica secondo gli articoli 20 e 22 della regolamentazione comune (post 2006).
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Al ricorrente nella presente causa, già riconosciuto invalido permanente e totale per malattia professionale, si oppone, da parte dell’AIPN il rifiuto di applicare l’articolo 10 della regolamentazione relativa alla copertura dei rischi di infortunio e di malattia professionale in vigore prima del 1 gennaio 2006 per quanto riguarda un rimborso per cure relative alla chiusura di un «morso aperto» nocivo per l’apparato respiratorio del ricorrente menomato dalla malattia professionale.
      A sostegno del ricorso, il ricorrente fa valere:
      
                  1.
               
               
                  che la relazione del medico curante del ricorrente ed il risultato ottenuto non lasciano dubbi sull’urgenza e la necessità delle cure dello stesso ai sensi dell’articolo 10 della regolamentazione;
               
            
                  2.
               
               
                  la violazione dei principi di sana amministrazione a causa della documentazione incompleta fornita all’esperto, al quale ha avuto ricorso il medico designato dalla stessa, previsto all’articolo 23, come anche a causa del comportamento stranamente non deontologico dei tre medici intervenuti in tale fase, fra cui il rifiuto delle funzioni elementari del naso e soprattutto della protezione antiinfettiva dell’apparato respiratorio menomato del ricorrente, quindi il rifiuto del giovamento per l’avvenuta chiusura del morso aperto;
               
            
                  3.
               
               
                  il rifiuto, da parte dell’AIPN, di applicare per analogia l’articolo 22 della regolamentazione comune al ricorrente in sostituzione dell’articolo 23, avente un riconosciuto difetto di applicazione, allorché la stessa AIPN ha chiesto al Presidente della Corte di giustizia di applicare l’articolo 22 per la nomina d’ufficio dell’«altro medico»: il ricorso alla commissione medica garantirebbe al ricorrente sia la buona formulazione del mandato, sia la completezza del fascicolo.