CELEX: 61985CJ0167
Language: it
Date: 1987-04-09
Title: Sentenza della Corte del 9 aprile 1987. # Associazione industrie siderurgiche italiane (Assider) e Repubblica italiana contro Commissione delle Comunità europee. # Ricorso per carenza - Art. 15 B della decisione n. 234/84/CECA relativo al rispetto della corrente tradizionale degli scambi. # Cause riunite 167 e 212/85.

Avis juridique important

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61985J0167

SENTENZA DELLA CORTE DEL 9 APRILE 1987.  -  ASSIDER E REPUBBLICA ITALIANA CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE.  -  RICORSO PER CARENZA - ART. 15 B DELLA DECISIONE N. 234/84/CECA RELATIVO AL RISPETTO DELLA CORRENTE TRADIZIONALE DEGLI SCAMBI.  -  CAUSE RIUNITE 167 E 212/85.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 01701

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++CECA - PRODUZIONE - REGIME DI QUOTE DI PRODUZIONE E DI CONSEGNA PER L' ACCIAIO - RECLAMO DI UNO STATO MEMBRO RELATIVO ALLA MODIFICA DELLE CONSEGNE TRADIZIONALI - ACCOGLIMENTO DEL RECLAMO DA PARTE DELLA COMMISSIONE - OBBLIGO DI CHIEDERE ALLE IMPRESE INTERESSATE L' IMPEGNO DI COMPENSARE LO SQUILIBRIO ACCERTATO NELLE LORO CONSEGNE TRADIZIONALI - INATTIVITA DELLA COMMISSIONE - ILLEGITTIMITA  ( TRATTATO CECA, ART . 58; DECISIONE GENERALE N . 234/84, ART . 15 B, N . 4 )  

Massima

QUALORA, NEL CONTESTO DEL REGIME DI QUOTE PER LA PRODUZIONE E LE CONSEGNE D' ACCIAIO, A NORMA DELL' ART . 15 B DELLA DECISIONE N . 234/84 UNO STATO MEMBRO ABBIA INVIATO ALLA COMMISSIONE UN RECLAMO RELATIVO ALLA MODIFICA, IN MISURA RILEVANTE, DELLE CONSEGNE TRADIZIONALI, ESSA, QUALORA VALENDOSI DEL PROPRIO POTERE DISCREZIONALE ACCOLGA IL RECLAMO, DEVE AGIRE CON DILIGENZA ED ADOTTARE I PROVVEDIMENTI CONTEMPLATI DAL N . 4 DELLO STESSO ARTICOLO, IN MODO CHE L' IMPEGNO DI COMPENSAZIONE RICHIESTO ALLE IMPRESE CUI E DOVUTA LA MODIFICA DI CUI SOPRA SIA ADEMPIUTO NEL TRIMESTRE SUCCESSIVO A QUELLO IN CUI IL RECLAMO E STATO ACCOLTO .  DATO CHE UN PROVVEDIMENTO DEL GENERE NON E UNA SANZIONE E NON E SUBORDINATO ALL' ACCERTAMENTO DI UNA TRASGRESSIONE DA PARTE DELLE IMPRESE DI CUI TRATTASI, LA COMMISSIONE NON PUO PROCRASTINARE IL PROPRIO INTERVENTO MOTIVANDO CHE LE OCCORRE CONOSCERE IL RISULTATO DEI PROCEDIMENTI PER TRASGRESSIONE DELLA NORMATIVA SUI PREZZI DA ESSA AVVIATI A CARICO DI DETERMINATI PRODUTTORI .  IL SUO RIFIUTO DI AGIRE E QUINDI ILLEGITTIMO .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE 167 E 212/85,  ASSIDER, ASSOCIAZIONE INDUSTRIE SIDERURGICHE ITALIANE, CON SEDE IN MILANO, PIAZZA VALASCA 8, RAPPRESENTATA E DIFESA DAGLI AVVOCATI CESARE GRASSETTI E GUIDO GRECO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . NICO SCHAEFFER, 12, AVENUE DE LA PORTE NEUVE,  E  REPUBBLICA ITALIANA, RAPPRESENTATA DAL SIG . LUIGI FERRARI BRAVO, CAPO DEL SERVIZIO DIPLOMATICO, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL SIG . IVO M . BRAGUGLIA, AVVOCATO DELLO STATO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AMBASCIATA D' ITALIA, 5, RUE MARIE-ADELAIDE,  RICORRENTI,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DAI SUOI CONSIGLIERI GIURIDICI, SIG . ROLF WAEGENBAUR E GIANLUIGI CAMPOGRANDE, IN QUALITA DI AGENTI, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . GEORGES KREMLIS, MEMBRO DEL SUO SERVIZIO GIURIDICO, EDIFICIO JEAN MONNET, KIRCHBERG,  CONVENUTA,  AVENTI AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO, AI SENSI DELL' ART . 35 DEL TRATTATO CECA, DEL RIFIUTO DELLA COMMISSIONE DI ADOTTARE I PROVVEDIMENTI DI CUI ALL' ART . 15 B DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 31 GENNAIO 1984, N . 234/84/CECA, CHE PROROGA IL SISTEMA DI SORVEGLIANZA E LA DISCIPLINA DI QUOTE DI PRODUZIONE DI ALCUNI PRODOTTI PER LE IMPRESE DELL' INDUSTRIA SIDERURGICA ( GU L 29, PAG . 1 ),  LA CORTE,  COMPOSTA DAI SIGNORI MACKENZIE STUART, PRESIDENTE, Y . GALMOT E C . KAKOURIS, PRESIDENTI DI SEZIONE, G . BOSCO, T . KOOPMANS, U . EVERLING, R . JOLIET, J.C . MOITINHO DE ALMEIDA E G.C . RODRIGUEZ IGLESIAS, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : J . MISCHO  CANCELLIERE : J.A . POMPE, CANCELLIERE AGGIUNTO  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA ED A SEGUITO DELLA TRATTAZIONE ORALE DEL 16 DICEMBRE 1986,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE PRESENTATE ALL' UDIENZA DEL 10 FEBBRAIO 1987,  HA PRONUNZIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTI DEPOSITATI IN CANCELLERIA IL 31 MAGGIO ED IL 12 LUGLIO 1985, L' ASSIDER ED IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA HANNO PRESENTATO, AI SENSI DELL' ART . 35, 3* COMMA, DEL TRATTATO CECA, DUE RICORSI INTESI ALL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CON CUI LA COMMISSIONE HA RIFIUTATO IMPLICITAMENTE DI APPLICARE L' ART . 15 B DELLA SUA DECISIONE 31 GENNAIO 1984, N . 234/84/CECA, CHE PROROGA IL SISTEMA DI SORVEGLIANZA E LA DISCIPLINA DI QUOTE DI PRODUZIONE DI ALCUNI PRODOTTI PER LE IMPRESE DELL' INDUSTRIA SIDERURGICA ( GU L 29, PAG . 1 ).  2 L' ASSIDER HA CHIESTO, IN SUBORDINE, L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE ESPLICITA DI RIFIUTO DI APPLICARE IL CITATO ART . 15 B, CHE E CONTENUTA IN UNA LETTERA DELLA COMMISSIONE IN DATA 22 MARZO 1985 .  3 CON LETTERE INDIRIZZATE ALLA COMMISSIONE TRA IL 30 NOVEMBRE 1984 ED IL 25 FEBBRAIO 1985, IL GOVERNO ITALIANO FACEVA PRESENTE CHE IL VOLUME DELLE CONSEGNE IN ITALIA DI PRODOTTI SIDERURGICI, DI CUI ALLA DECISIONE N . 234/84/CECA SOPRAMENZIONATA, AVEVA SUBITO PER L' INTERO ANNO 1984 RILEVANTI MODIFICHE RISPETTO ALLE CONSEGNE TRADIZIONALI E CHIEDEVA ALLA COMMISSIONE DI DARE ATTUAZIONE ALLE DISPOSIZIONI CORRETTIVE DI CUI ALL' ART . 15 B DELLA CITATA DECISIONE N . 234/84/CECA . L' ASSIDER FORMULAVA LA STESSA DOMANDA CON LETTERA 18 FEBBRAIO 1985 .  4 MEDIANTE LETTERA 22 MARZO 1985, LA COMMISSIONE COMUNICAVA AL GOVERNO ITALIANO CHE, DOPO AVER VERIFICATO LA FONDATEZZA DELLE DENUNCE DA ESSO PRESENTATE A DECORRERE DAL 5 GIUGNO 1984 E DOPO AVER ORGANIZZATO RIUNIONI BILATERALI CON LE AUTORITA COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI INTERESSATI, AVEVA AVVIATO LE PROCEDURE RELATIVE A TALUNE INFRAZIONI CONSTATATE IN MATERIA DI PREZZI E CHE AVREBBE VALUTATO CASO PER CASO L' OPPORTUNITA DI CONTINUARE LA PROCEDURA PREVISTA ALL' ART . 15 B DELLA DECISIONE N . 234/84/CECA SOPRAMENZIONATA .  5 CON LETTERA 24 APRILE 1985, LA COMMISSIONE TRASMETTEVA ALL' ASSIDER LA LETTERA SOPRAMENZIONATA, CHE AVEVA INVIATO AL GOVERNO ITALIANO IL 22 MARZO 1985, LIMITANDOSI AD AGGIUNGERE CHE AVREBBE TENUTO INFORMATA L' ASSIDER NEL CASO IN CUI L' APPROFONDIMENTO DELLE INDAGINI IN CORSO AVESSE GIUSTIFICATO ULTERIORI AZIONI DELLA COMMISSIONE NELL' AMBITO DELLA PROCEDURA DI CUI ALL' ART . 15 B DELLA DECISIONE N . 234/84/CECA .  6 PER QUANTO RIGUARDA L' AMBITO NORMATIVO DELLA CONTROVERSIA ED I MEZZI E GLI ARGOMENTI DELLE PARTI, SI FA RIFERIMENTO ALLA RELAZIONE D' UDIENZA . QUESTI ELEMENTI DEL FASCICOLO VENGONO RIPORTATI QUI DI SEGUITO SOLO NELLA MISURA NECESSARIA AL RAGIONAMENTO DELLA CORTE .  SULLA RICEVIBILITA DELLE CONCLUSIONI IN SUBORDINE DELL' ASSIDER  7 LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE NE LA LETTERA 22 MARZO 1985, NE QUELLA IN DATA 24 APRILE 1985 CONTENGONO UN RIGETTO ESPLICITO DELLA DOMANDA FORMULATA DALLE RICORRENTI AI SENSI DELL' ART . 35 DEL TRATTATO CECA . LE CONCLUSIONI CON CUI L' ASSIDER CHIEDE, IN SUBORDINE, L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE ESPLICITA DI RIGETTO ASSERTIVAMENTE CONTENUTA NELLA LETTERA 22 MARZO 1985, SAREBBERO QUINDI IRRICEVIBILI .  8 DAL CONTENUTO SOPRA RICHIAMATO DELLA LETTERA 22 MARZO 1985, TRASMESSA ALL' ASSIDER IL 24 APRILE 1985, SI DESUME CHE TALE LETTERA COSTITUISCE NON UN RIFIUTO ESPLICITO DI AVVIARE LA PROCEDURA DI CUI AL PREDETTO ART . 15 B, MA UN' INFORMAZIONE SULLO STATO DEI LAVORI INTRAPRESI AL FINE DI ADOTTARE UNA DECISIONE A TAL RIGUARDO . IN QUANTO TALE, QUESTA LETTERA NON PUO, QUINDI, ESSERE ASSIMILATA AD UNA DECISIONE ESPLICITA CHE POSSA INTERROMPERE LA DECORRENZA DEL TERMINE DI CUI ALL' ART . 35, 3* COMMA, DEL TRATTATO CECA E COSTITUIRE OGGETTO DI UN RICORSO PER ANNULLAMENTO .  9 DA QUANTO SOPRA RISULTA CHE LE CONCLUSIONI PRESENTATE IN VIA SUBORDINATA DALL' ASSIDER NEL SUO RICORSO PER OTTENERE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA 22 MARZO 1985 SONO IRRICEVIBILI . BISOGNA PER CONTRO ESAMINARE NEL MERITO LE CONCLUSIONI DELLE RICORRENTI INTESE ALL' ANNULLAMENTO DEL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO DALLA COMMISSIONE ALLE LORO DOMANDE .  SUL MERITO  10 BISOGNA RILEVARE CHE, SE LE DOMANDE PRESENTATE ALLA COMMISSIONE DALLE RICORRENTI MIRAVANO AD OTTENERE L' APPLICAZIONE, SENZA ALTRE PRECISAZIONI, DELL' ART . 15 B DELLA DECISIONE CECA SOPRAMENZIONATA, RISULTA TUTTAVIA TANTO DAI RICORSI STESSI QUANTO DALLA DISCUSSIONE CONDOTTA DINANZI ALLA CORTE CHE L' ASSIDER, COSI COME IL GOVERNO ITALIANO, SI LIMITANO A CHIEDERE L' ANNULLAMENTO DEL RIFIUTO IMPLICITO DELLA COMMISSIONE DI APPLICARE IL N . 4 DELL' ART . 15 B DI QUESTA DECISIONE .  11 LE RICORRENTI DEDUCONO DUE MEZZI A SOSTEGNO DELLE LORO CONCLUSIONI . IL PRIMO SI FONDA SULLA VIOLAZIONE DELL' ART . 15 B, N . 4, DELLA CITATA DECISIONE CECA E DI VARIE NORME DEL TRATTATO CECA . IL SECONDO MEZZO E BASATO SULLO SVIAMENTO DI POTERE DERIVANTE DAL FATTO CHE LA COMMISSIONE AVREBBE PERSEGUITO UN OBIETTIVO DIVERSO DA QUELLO CHE HA PORTATO ALL' ADOZIONE DELL' ART . 15 B .  12 LE RICORRENTI SOSTENGONO INNANZITUTTO CHE, IN QUANTO, COME NELLA FATTISPECIE, LA DENUNCIA DEL GOVERNO ITALIANO FOSSE RITENUTA FONDATA, LA COMMISSIONE ERA TENUTA AD INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE ED A CHIEDERE ALLE IMPRESE DI CUI TRATTASI DI IMPEGNARSI PER ISCRITTO A COMPENSARE LO SQUILIBRIO OSSERVATO NELLE LORO CONSEGNE TRADIZIONALI . LA VIOLAZIONE DELL' ART . 15 B, N . 4, COMPORTEREBBE QUELLA DELL' ART . 58 DEL TRATTATO CECA IN BASE AL QUALE E STATA ADOTTATA LA DECISIONE N . 234/84/CECA SOPRAMENZIONATA E DELL' ART . 5 DI TALE TRATTATO, CHE ENUNCIA L' OBBLIGO DI GARANTIRE IN PARTICOLARE IL MANTENIMENTO DELLE CONDIZIONI NORMALI DI CONCORRENZA .  13 BISOGNA RILEVARE CHE A NORMA DELL' ART . 15 B, N . 4, SOPRAMENZIONATO, LA COMMISSIONE INTERVIENE SOLO QUANDO RITIENE CHE LA DENUNCIA PRESENTATA DA UNO STATO MEMBRO SULLA BASE DEL N . 1 DI TALE NORMA SIA FONDATA .  14 DALLE DISPOSIZIONI STESSE DEL N . 3 DELL' ART . 15 B RISULTA CHE, PER VERIFICARE LA FONDATEZZA DELLA DENUNCIA DI UNO STATO MEMBRO, LA COMMISSIONE NON DEVE LIMITARSI A VALUTARE I DATI STATISTICI CHE LE SONO TRASMESSI, MA DEVE ANCHE TENER CONTO "DI TUTTE LE CIRCOSTANZE DEL CASO IN ESAME ". ESSA DISPONE PERTANTO DI UN MARGINE DISCREZIONALE PER VALUTARE SE LA DENUNCIA DI UNO STATO MEMBRO DEBBA RITENERSI FONDATA .  15 PER CONTRO, DAL TESTO DEL N . 4 DELL' ART . 15 B SI DESUME CHE LA COMMISSIONE, NEL CASO IN CUI, IN SEGUITO ALL' ESAME DA ESSA COMPIUTO, RITENGA FONDATA LA DENUNCIA CHE LE E STATA PRESENTATA, E TENUTA A CHIEDERE ALLE IMPRESE DI CUI TRATTASI DI ASSUMERSI L' IMPEGNO DEFINITO DA QUESTE DISPOSIZIONI . OCCORRE NOTARE CHE, AL CONTRARIO, IL N . 5 DELL' ART . 15 B LASCIA ALLA COMMISSIONE UN AMPIO POTERE DISCREZIONALE PER DECIDERE UNA RIDUZIONE DI QUOTE NEI CONFRONTI DI UN' IMPRESA CHE ABBIA RIFIUTATO DI ASSUMERSI UN TALE IMPEGNO O CHE NON L' ABBIA RISPETTATO .  16 NELLA FATTISPECIE, COME RISULTA DAGLI ATTI, LA COMMISSIONE HA RICONOSCIUTO L' ESATTEZZA DELLE STATISTICHE PRESENTATE DALLE AUTORITA ITALIANE ED IL FATTO CHE LE CONSEGNE TRADIZIONALI FOSSERO STATE MODIFICATE IN UNA PROPORZIONE RILEVANTE AI SENSI DELL' ART . 15 B, N . 1; ESSA HA ACCERTATO CHE QUESTE MODIFICHE, OPERATE A DANNO DEI PRODUTTORI ITALIANI, NON ERANO STATE COMPENSATE DA ALTRE MODIFICHE A LORO FAVOREVOLI; AVENDO RICERCATO L' ORIGINE DI QUESTI FENOMENI, LI HA ATTRIBUITI NON A NORMALI FLUTTUAZIONI DEL MERCATO MA ALLA VIOLAZIONE, DA PARTE DI TALUNI PRODUTTORI, DELLA NORMATIVA COMUNITARIA SUI PREZZI DEI PRODOTTI SIDERURGICI; INFINE, NELL' OTTOBRE 1984, LA COMMISSIONE HA ORGANIZZATO CON GLI STATI MEMBRI INTERESSATI LE CONSULTAZIONI RICHIESTE DALL' ART . 15 B, N . 4, NELL' IPOTESI IN CUI "RITENGA GIUSTIFICATO IL RECLAMO ".  17 STANDO COSI LE COSE, SI DEVE RICONOSCERE CHE LA DENUNCIA DEL GOVERNO ITALIANO E STATA RITENUTA FONDATA DALLA COMMISSIONE, FIN DAL QUARTO TRIMESTRE 1984, E CHE PERTANTO QUEST' ULTIMA DOVEVA, IN BASE ALL' ART . 15 B, N . 4, CHIEDERE ALLE IMPRESE RESPONSABILI DI IMPEGNARSI PER ISCRITTO A COMPENSARE LO SQUILIBRIO NELLE LORO CONSEGNE TRADIZIONALI .  18 PER GIUSTIFICARE LA SUA INAZIONE, LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE NON ERA OBBLIGATA AD AGIRE ENTRO UN TERMINE STABILITO E CHE HA RITENUTO NECESSARIO, PRIMA DI APPLICARE L' ART . 15 B, N . 4, CONOSCERE IL RISULTATO DELLE PROCEDURE PER INFRAZIONE ALLA NORMATIVA SUI PREZZI DEI PRODOTTI SIDERURGICI, DA ESSA AVVIATE NEI CONFRONTI DI TALUNI PRODUTTORI . TALE ESAME ERA ANCORA IN CORSO NEL DICEMBRE 1986 .  19 TALE ARGOMENTO NON PUO ESSERE ACCOLTO . INFATTI, IL PROVVEDIMENTO DI CUI ALL' ART . 15 B, N . 4, NON RIVESTE IL CARATTERE DI UNA SANZIONE E NON E QUINDI SUBORDINATO ALLA CONSTATAZIONE DI UNA QUALSIASI INFRAZIONE DA PARTE DELLE IMPRESE DI CUI TRATTASI . INOLTRE, DAL TESTO DELL' ART . 15 B RISULTA CHE LA PROCEDURA CHE ESSO ISTITUISCE DEVE ESSERE CONDOTTA CON DILIGENZA, ED IL N . 4 DELLO STESSO ARTICOLO RICHIEDE IN PARTICOLARE CHE L' IMPEGNO CHIESTO ALLE IMPRESE DI CUI TRATTASI SIA ONORATO NEL CORSO DEL TRIMESTRE SUCCESSIVO A QUELLO IN CUI LA COMMISSIONE HA RITENUTO FONDATA LA DENUNCIA . LA COMMISSIONE ERA QUINDI TENUTA, NELLA FATTISPECIE, A RICHIEDERE ALLE IMPRESE INTERESSATE L' IMPEGNO DI COMPENSARE, FIN DAL PRIMO TRIMESTRE 1985, LO SQUILIBRIO OSSERVATO NELLE LORO CONSEGNE TRADIZIONALI .  20 DA QUANTO SOPRA RISULTA, SENZA CHE SIA NECESSARIO ESAMINARE IL SECONDO MEZZO DEI RICORSI, CHE LA DECISIONE IMPLICITA CON CUI LA COMMISSIONE HA RIFIUTATO DI ADOTTARE LE MISURE DI CUI ALL' ART . 15 B, N . 4, DELLA DECISIONE N . 234/84/CECA, E INCOMPATIBILE CON QUESTE DISPOSIZIONI, E DEVE, PERTANTO, ESSERE ANNULLATA .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  21 AI SENSI DELL' ART . 69,  PAR  2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . LA COMMISSIONE E RIMASTA SOCCOMBENTE E QUINDI VA CONDANNATA ALLE SPESE .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) LA DECISIONE IMPLICITA CON CUI LA COMMISSIONE HA RIFIUTATO DI ADOTTARE LE MISURE DI CUI ALL' ART . 15 B, N . 4, DELLA DECISIONE N . 234/84/CECA E ANNULLATA .  2 ) LA COMMISSIONE E CONDANNATA ALLE SPESE .