CELEX: 62003TO0079
Language: it
Date: 2003-08-05
Title: Ordinanza del presidente del Tribunale di primo grado del 5 agosto 2003. # Industrie riunite odolesi SpA (IRO) contro Commissione delle Comunità europee. # Procedimento sommario - Concorrenza - Pagamento di ammenda - Garanzia bancaria - Urgenza - Insussistenza. # Causa T-79/03 R.

Causa T-79/03 R Industrie riunite odolesi SpA (IRO)controCommissione delle Comunità europee
            «Procedimento sommario – Concorrenza – Pagamento di un'ammenda –   Garanzia bancaria – Urgenza – Insussistenza»
            
               
                  Ordinanza del presidente del Tribunale 5 agosto 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime dell'ordinanza
         
         
                  
                  Procedimento sommario – Sospensione dell'esecuzione – Sospensione dell'esecuzione dell'obbligo di costituire una garanzia bancaria quale condizione per evitare l'immediata riscossione
                     di un'ammenda – Presupposti per la concessione – Circostanze eccezionali
                  (Art. 242 CE) Una domanda di sospensione dell'esecuzione dell'obbligo di costituire una garanzia bancaria quale condizione per evitare l'immediata
         riscossione dell'importo di un'ammenda può essere accolta solo se sussistono circostanze eccezionali. Infatti, la possibilità
         di esigere la costituzione di una garanzia finanziaria è espressamente prevista, nel caso dei procedimenti sommari, dai regolamenti
         di procedura della Corte e del Tribunale e corrisponde ad una linea di condotta generale e ragionevole della Commissione.L'esistenza delle menzionate circostanze eccezionali può considerarsi, in linea di principio, assodata quando la parte che
         chiede di essere dispensata dalla costituzione della richiesta garanzia bancaria fornisce la prova del fatto che per essa
         è oggettivamente impossibile costituire detta garanzia o che la costituzione della medesima metterebbe a repentaglio la sua
         esistenza.v. punti 25-26
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE5 agosto 2003 (1)
            
            
         
         
            
         
            «Procedimento sommario – Concorrenza – Pagamento di ammenda – Garanzia bancaria – Urgenza – Insussistenza»
            
          Nel procedimento T-79/03 R, 
         
         
         Industrie riunite odolesi SpA (IRO), con sede in Odolo, rappresentata dall'avv. A. Giardina,
         
         
         richiedente,   sostenuta daRepubblica italiana, rappresentata dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente,
         
         interveniente, 
         
         contro
         Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalla sig.ra L. Pignataro e dal sig. A. Whelan, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
         
         resistente,  
         
          avente ad oggetto una domanda di sospensione dell'esecuzione della decisione della Commissione 17 dicembre 2002, relativa
         ad un procedimento ai sensi dell'art. 65 CA (COMP/37.956 ─ Tondo per cemento armato), nella parte in cui infligge alla richiedente
         un'ammenda di EUR 3,58 milioni,
         
         
         
         
         
          IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE
         
         ha emesso la seguente 
         
         
         Ordinanza
            
               Fatti e procedimento
            
         
         1
            
          Il 17 dicembre 2002 la Commissione ha adottato la decisione relativa ad un procedimento ai sensi dell'art. 65 CA (COMP/37.956
         ─ Tondo per cemento armato; in prosieguo: la  
         decisione). Secondo l'art. 1, n. 1, della decisione, le undici imprese e l'associazione di imprese ivi elencate, tra le quali figura
         la richiedente, hanno violato l'art. 65, n. 1, CA ponendo in essere un'intesa unica sul mercato italiano del tondo per cemento
         armato in barre o in rotoli, avente ad oggetto la fissazione dei prezzi e una limitazione o un controllo concordati della
         produzione e/o delle vendite. 
         
         
         2
            
          Nell'art. 2 della decisione viene inflitta alla richiedente un'ammenda di EUR 3,58 milioni per l'infrazione dichiarata nell'art. 1.
         L'art. 3 della decisione dispone che le ammende fissate nella medesima devono essere pagate entro tre mesi dalla data della
         notifica. La decisione è stata notificata alla richiedente il 23 dicembre 2002 con lettera 20 dicembre 2002, nella quale si
         precisava che, qualora la richiedente avesse proposto ricorso dinanzi al Tribunale, la Commissione non avrebbe proceduto ad
         alcun recupero durante la pendenza della causa dinanzi a detto organo giurisdizionale, purché il credito producesse interessi
         a decorrere dalla data della scadenza del termine di pagamento e purché venisse fornita una garanzia bancaria accettabile
         entro e non oltre detta data. 
         
         
         3
            
          Con atto depositato nella cancelleria del Tribunale il 27 febbraio 2003 la richiedente ha proposto, in base all'art. 230,
         quarto comma, CE, un ricorso diretto all'annullamento della decisione e, in subordine, all'annullamento o alla riduzione dell'ammenda
         inflittale. 
         
         
         4
            
          Con atto separato, depositato nella cancelleria del Tribunale l'8 maggio 2003, la richiedente ha proposto una domanda di sospensione
         dell'esecuzione della decisione. 
         
         
         5
            
          La Commissione ha presentato le sue osservazioni scritte sulla domanda di provvedimenti provvisori il 27 maggio 2003. 
         
         
         6
            
          Con istanza depositata in cancelleria il 6 giugno 2003 la Repubblica italiana ha chiesto d'intervenire nel procedimento a
         sostegno delle conclusioni della richiedente. 
         
         
         7
            
          L'audizione dinanzi al giudice dell'urgenza si è svolta il 4 luglio 2003. Nel corso di detta audizione il giudice dell'urgenza
         ha ammesso l'intervento della Repubblica italiana. 
         In diritto
         
         8
            
          Ai sensi del combinato disposto degli artt. 242 CE e 243 CE, da un lato, e dell'art. 225, n. 1, CE, dall'altro, il Tribunale,
         se ritiene che le circostanze lo richiedano, può disporre la sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato o prescrivere
         i provvedimenti provvisori necessari. 
         
         
         9
            
          L'art. 104, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale stabilisce che la domanda di provvedimenti provvisori deve precisare
         i motivi di urgenza e gli argomenti di fatto e di diritto che giustificano prima facie (fumus boni iuris) l'adozione del provvedimento
         provvisorio richiesto. Questi requisiti sono cumulativi, di modo che la domanda di sospensione dell'esecuzione dev'essere
         respinta qualora uno di essi non sia soddisfatto [ordinanza del presidente della Corte 14 ottobre 1996, causa C-268/96 P(R),
         SCK e FNK/Commissione, Racc. pag. I-4971, punto 30]. 
          Argomenti delle parti
          Sul fumus boni iuris
         
         
         10
            
          La richiedente deduce, in primo luogo, che a torto la Commissione ha adottato la decisione in base all'art. 65 CA, mentre
         il Trattato CECA era scaduto cinque mesi prima, il 23 luglio 2002. In mancanza di provvedimenti destinati a prolungare gli
         effetti del Trattato CECA, la decisione sarebbe priva di base giuridica. Secondo la richiedente, la definizione dei rapporti
         giuridici pendenti e la riattribuzione delle competenze venute meno a seguito della scadenza del Trattato CECA avrebbero dovuto
         costituire oggetto di un espresso provvedimento normativo adottato dagli Stati membri. 
         
         
         11
            
          A sostegno della sua tesi la richiedente menziona taluni atti adottati in vari settori dagli Stati membri, dai rappresentanti
         dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio nonché dal Consiglio. Tra questi atti figurano, in particolare,
         il Protocollo relativo alle conseguenze finanziarie della scadenza del Trattato CECA, allegato al Trattato di Nizza che modifica
         il Trattato sull'Unione europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi (GU 2001, C 80, pag. 1),
         la decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 27 febbraio 2002, in merito
         alle conseguenze finanziarie della scadenza del Trattato CECA e al Fondo di ricerca del carbone e dell'acciaio (GU L 79, pag. 42),
         il regolamento (CE) del Consiglio 3 giugno 2002, n. 963/2002, che stabilisce le disposizioni transitorie relative alle misure
         antidumping e antisovvenzioni adottate ai sensi delle decisioni n. 2277/96/CECA e n. 1889/98/CECA della Commissione, nonché
         alle inchieste, alle denunce e alle domande antidumping e antisovvenzioni presentate ai sensi di dette decisioni e ancora
         pendenti (GU L 149, pag. 3), e il regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 30 settembre 2002, n. 1840/2002,
         relativo al mantenimento delle statistiche CECA (GU L 279, pag. 1). 
         
         
         12
            
          La richiedente fa inoltre riferimento alla posizione assunta dalla Commissione nella sua proposta di regolamento del Consiglio
         relativo alla sorveglianza comunitaria delle importazioni di carbone originario di paesi terzi [COM(2002)482 def.], che è
         sfociata nel regolamento (CE) del Consiglio 27 febbraio 2003, n. 405/2003, relativo alla sorveglianza comunitaria delle importazioni
         di carbon fossile originario di paesi terzi (GU L 62, pag. 1). 
         
         
         13
            
          Come secondo argomento, la richiedente sostiene, in primo luogo, che la Commissione ha violato il regolamento (CEE) del Consiglio
         6 febbraio 1962, n. 17, primo regolamento di applicazione degli artt. [81 e 82] del Trattato (GU 1962, n. 13, pag. 204), giacché
         l'ammenda fissata nella decisione è stata inflitta nella cornice procedurale di questo regolamento, che sarebbe esclusivamente
         dedicata alla disciplina dei procedimenti di applicazione degli artt. 81 CE e 82 CE. In secondo luogo, la richiedente fa carico
         alla Commissione di aver inviato alle parti, a seguito della scadenza del Trattato CECA, una comunicazione degli addebiti
         supplementare, adottata ai sensi del regolamento n. 17, che però non contiene nuovi addebiti. Infine, la Commissione non avrebbe
         osservato l'art. 10 di detto regolamento poiché le autorità nazionali hanno assistito solo alla seconda audizione, nel corso
         della quale non si è trattato affatto del merito della causa. 
         
         
         14
            
          Con il terzo argomento, la richiedente fa valere che la decisione è viziata da nullità a causa di un'istruttoria insufficiente,
         che avrebbe indotto la Commissione a conclusioni errate a proposito del mercato rilevante. Inoltre la Commissione non avrebbe
         sufficientemente motivato la decisione, violando così l'art. 235 CE. 
         
         
         15
            
          Con il quarto argomento, la richiedente deduce che la Commissione ha fissato l'importo dell'ammenda in violazione dei principi
         di parità di trattamento, di proporzionalità, di tutela del legittimo affidamento e di adeguatezza. 
         
         
         16
            
          La Commissione considera che nessuno degli argomenti prospettati dalla richiedente consente di ritenere che sussista un fumus
         boni iuris. 
          Sull'urgenza
         
         
         17
            
          La richiedente sostiene che il presupposto dell'urgenza è soddisfatto nel caso di specie. 
         
         
         18
            
          Essa fa presente, in primo luogo, che la semplice costituzione della cauzione bancaria per l'intera somma provocherebbe il
         blocco dell'attività corrente e quindi, come inevitabile conseguenza, la fine della società. A questo proposito la richiedente
         osserva che il finanziamento delle sue attività correnti dipende dalla concessione di crediti bancari, finanziati per la maggior
         parte con anticipazioni bancarie sulle fatture di vendita destinate a scadere nei due mesi successivi, oltre che con le rimesse
         dirette dei clienti. 
         
         
         19
            
          All'udienza, rispondendo ad un quesito posto dal giudice dell'urgenza, la richiedente ha precisato che le anticipazioni bancarie
         da cui essa dipende ammontano a circa EUR 6,5 milioni al mese. Secondo i suoi calcoli, la concessione di una garanzia bancaria
         avrebbe come conseguenza il blocco di una somma di circa EUR 2 milioni al mese, il che significherebbe che essa dovrebbe operare
         sul mercato con un credito bancario di circa EUR 4,5 milioni. La costituzione di una cauzione bancaria comporterebbe quindi
         una forte diminuzione delle anticipazioni bancarie altrimenti destinate alle attività correnti della società, il che porrebbe
         quest'ultima in una situazione di crisi irreversibile. 
         
         
         20
            
          Per quanto riguarda l'azionariato, la richiedente fa presente che il capitale sociale è detenuto da 23 soci, tutti persone
         fisiche, nessuno dei quali detiene più del 15% dei diritti di voto. Non esisterebbe, quindi, alcun  
         gruppo di società da cui la richiedente dipenda direttamente o indirettamente e di cui si debba tener conto al fine di valutare la capacità
         della richiedente medesima di costituire una garanzia bancaria o di pagare l'ammenda. 
         
         
         21
            
          Come ulteriore prova delle gravi difficoltà nelle quali essa incorrerebbe in caso di pagamento immediato dell'ammenda o di
         costituzione della garanzia bancaria, la richiedente allega alla domanda di provvedimenti provvisori uno studio sull'impatto
         nei confronti della decisione dell'impresa che è basato su tre diverse ipotesi di previsione. Detto studio dimostrerebbe che,
         qualora la richiedente pagasse l'ammenda od ottenesse la garanzia bancaria per l'importo richiesto, ciò provocherebbe un incolmabile
         disavanzo di liquidità e determinerebbe la cessazione dell'attività. 
         
         
         22
            
          La Commissione rileva che la richiedente non ha provato che la costituzione della garanzia bancaria sarebbe per essa oggettivamente
         impossibile o comprometterebbe la sua esistenza. 
         Valutazione del giudice dell'urgenza
         
         23
            
          Prima di statuire sulla domanda di provvedimenti provvisori in esame occorre definire con precisione l'oggetto del procedimento.
         Infatti nella predetta domanda la richiedente chiede la sospensione dell'esecuzione della decisione nella parte in cui questa
         le infligge un'ammenda di EUR 3,58 milioni. 
         
         
         24
            
          Orbene, è pacifico che nella lettera di notifica della decisione datata 20 dicembre 2002 la Commissione ha precisato alla
         richiedente che, qualora essa avesse proposto ricorso dinanzi al Tribunale, non si sarebbe proceduto ad alcun recupero dell'ammenda
         fintantoché la causa fosse stata pendente dinanzi a detto organo giurisdizionale, purché il credito producesse interessi a
         decorrere dalla data di scadenza del termine per il pagamento dell'ammenda e purché, entro e non oltre detta data, venisse
         fornita una garanzia bancaria, accettabile dalla Commissione, per l'importo del debito principale e per gli interessi e le
         maggiorazioni che fossero dovuti. Di conseguenza, la domanda della richiedente mira, di fatto, unicamente ad ottenere una
         dispensa dall'obbligo di fornire una garanzia bancaria come condizione perché non si proceda all'immediata riscossione dell'importo
         dell'ammenda inflitta nella decisione. 
         
         
         25
            
          Secondo una costante giurisprudenza, una domanda di sospensione dell'esecuzione dell'obbligo di costituire una garanzia bancaria
         quale condizione per evitare l'immediata riscossione dell'importo di un'ammenda può essere accolta solo se sussistono circostanze
         eccezionali [ordinanze del presidente della Corte 6 maggio 1982, causa 107/82 R, AEG/Commissione, Racc. pag. 1549, punto 6,
         e 23 marzo 2001, causa C-7/01 P(R), FEG/Commissione, Racc. pag. I-2559, punto 44]. Infatti, la possibilità di esigere la costituzione
         di una garanzia finanziaria è espressamente prevista, nel caso dei procedimenti sommari, dai regolamenti di procedura della
         Corte e del Tribunale e corrisponde ad una linea di condotta generale e ragionevole della Commissione. 
         
         
         26
            
          L'esistenza delle menzionate circostanze eccezionali può considerarsi, in linea di principio, assodata quando la parte che
         chiede di essere dispensata dalla costituzione della garanzia bancaria richiesta fornisce la prova del fatto che per essa
         è oggettivamente impossibile costituire detta garanzia [v., in tal senso, ordinanze del presidente della Corte 14 dicembre
         1999, causa C-364/99 P(R), DSR-Senator Lines/Commissione, Racc. pag. I-8733, e FEG/Commissione, cit.] o che la costituzione
         della medesima metterebbe a repentaglio la sua esistenza (v., in particolare, ordinanze del presidente del Tribunale 21 dicembre
         1994, causa T-295/94 R, Buchmann/Commissione, Racc. pag. II-1265, punto 24, e 28 giugno 2000, causa T-191/98 R II, Cho Yang
         Shipping/Commissione, Racc. pag. II-2551, punto 43). 
         
         
         27
            
          Nella fattispecie la richiedente non sostiene, com'è stato confermato all'udienza, che le sia impossibile costituire una garanzia
         bancaria. Asserisce, per contro, che la costituzione di detta garanzia è tale da mettere a repentaglio la sua esistenza. 
         
         
         28
            
          Occorre pertanto esaminare se la richiedente abbia sufficientemente dimostrato che la costituzione della garanzia bancaria
         è tale da mettere a repentaglio la sua esistenza. 
         
         
         29
            
          A questo proposito la richiedente assume che la costituzione di una garanzia bancaria avrebbe l'effetto di ridurre i crediti
         bancari di cui essa fruisce attualmente e che sono necessari per il finanziamento delle sue attività correnti. In mancanza
         di tali crediti, la sua società finirebbe col subire una crisi irreversibile che ne determinerebbe la fine. 
         
         
         30
            
          Si deve rilevare, da un lato, che la richiedente non ha prodotto alcun documento emesso da un istituto finanziario attestante
         che essa ha presentato una domanda diretta ad ottenere una garanzia bancaria relativa all'ammenda e, nel contempo, a poter
         continuare a fruire delle anticipazioni bancarie destinate alle attività correnti della società e, d'altro lato, che non è
         stato dimostrato che una siffatta domanda sia stata respinta a motivo delle sue difficoltà finanziarie. 
         
         
         31
            
          In ogni caso si deve rilevare che, come la richiedente ha affermato all'udienza, la concessione della garanzia bancaria di
         cui trattasi non avrebbe l'effetto di bloccare tutti i crediti di regola concessi, ma solo quello di ridurne l'ammontare del
         30% circa, da EUR 6,5 milioni a EUR 4,5 milioni. A questo proposito non è stato affatto dimostrato che tale riduzione dei
         crediti, non suffragata da alcun elemento di prova, avrebbe come effetto ineluttabile la cessazione di tutte le attività della
         richiedente e la sua sparizione dal mercato prima della pronuncia della sentenza nel giudizio di merito. 
         
         
         32
            
          Ne deriva che la richiedente non ha sufficientemente dimostrato che la costituzione di una garanzia bancaria metterebbe a
         repentaglio la sua esistenza. 
         
         
         33
            
          Poiché la richiedente non ha comprovato la sussistenza di circostanze eccezionali, la domanda in esame dev'essere respinta.
         
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
         
         
          così provvede:
         
            
            1)
             La domanda di provvedimenti provvisori è respinta. 
            
            
            2)
             Le spese sono riservate. 
            
             Lussemburgo, 5 agosto 2003 
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung 
               
               
                  B. Vesterdorf  
               
            
      
      
          1 –
            
             Lingua processuale: l'italiano.