CELEX: C2002/118/06
Language: it
Date: 2002-05-18 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 21 marzo 2002 nella causa C-298/99: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Inadempimento di uno Stato — Direttiva 85/384/CEE — Reciproco riconoscimento dei titoli del settore dell'architettura — Accesso alla professione di architetto — Art. 59 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 49 CE)")

C 118/4                   IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                18.5.2002
1)    Il ricorso è respinto.                                                   1)    avendo omesso di prendere tutte le misure necessarie
                                                                                     all’attuazione dell’art. 4, n. 1, secondo comma, e n. 2,
                                                                                     nonché degli artt. 7, 11 e 14, della direttiva del Consiglio
2)    Il Regno dei Paesi Bassi è condannato alle spese.                              10 giugno 1985, 85/384/CEE, concernente il reciproco
                                                                                     riconoscimento dei diplomi, certificati ed altri titoli del
                                                                                     settore dell’architettura e comportante misure destinate
3)    Il Regno di Spagna sopporta le proprie spese.                                  ad agevolare l’esercizio effettivo del diritto di stabilimento
                                                                                     e di libera prestazione dei servizi (GU L 223, pag. 15),
                                                                                     come modificata dalla direttiva del Consiglio 27 gennaio
                                                                                     1986, 86/17/CEE, che modifica, a seguito dell’adesione
                                                                                     del Portogallo, la direttiva 85/384/CEE (GU L 27, pag. 71
(1) GU C 226 del 7.8.1999.                                                           — rettifica pubblicata in GU L 87, pag. 36);
                                                                               2)    avendo adottato
                                                                                     —      l’art. 4, n. 2, lett. a), del decreto legislativo del
                                                                                            Presidente della Repubblica 27 gennaio 1992, n. 129
                                                                                            (GURI n. 41 del 19 febbraio 1992, pag. 18), e
                                                                                            l’art. 4, n. 1, lett. a), del decreto del Ministero
                                                                                            dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologi-
                                                                                            ca 10 giugno 1994, n. 776 (GURI n. 234 del
                                                                                            6 ottobre 1995, pag. 3), che impongono in modo
                                                                                            generalizzato la presentazione del diploma in origi-
                                                                                            nale o in copia autenticata;
                    SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                     —      l’art. 4, n. 2, lett. c), del decreto n. 129/92 e l’art. 4,
                                                                                            n. 1, lett. c), del decreto n. 776/94, che richiedono
                                                                                            in modo generalizzato il certificato di cittadinanza;
                           (Quinta Sezione)
                                                                                     —      l’art. 4, n. 3, del decreto n. 129/92 e l’art. 10 del
                                                                                            decreto n. 776/94, che impongono sistematicamen-
                             21 marzo 2002                                                  te la traduzione ufficiale dei documenti;
                                                                                     —      l’art. 11, n. 1, lett. c) e lett. d), del decreto n. 129/92,
                                                                                            che estende la validità delle attestazioni al di là del
nella causa C-298/99: Commissione delle Comunità euro-                                      5 agosto 1987;
                pee contro Repubblica italiana (1)
                                                                               3)    avendo vietato all’architetto prestatore di servizi in Italia
                                                                                     di disporre di un’infrastruttura in Italia (art. 9, n. 1, del
(«Inadempimento di uno Stato — Direttiva 85/384/CEE —                                decreto n. 129/92);
Reciproco riconoscimento dei titoli del settore dell’architettu-
ra — Accesso alla professione di architetto — Art. 59 del                      4)    avendo imposto all’architetto prestatore di servizi l’obbli-
  Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 49 CE)»)                        go di iscrizione presso il Consiglio provinciale territorial-
                                                                                     mente competente dell’Ordine degli architetti (art. 9, n. 3,
                                                                                     del decreto n. 129/92 ed artt. 7 e 8 del decreto n. 776/94),
                                                                                     in modo difforme da quanto disposto dall’art. 22 della
                            (2002/C 118/06)                                          direttiva 85/384, e
                                                                               5)    avendo applicato l’art. 4, nn. 6-8, del decreto n. 129/92
                                                                                     in modo non conforme all’art. 20, n. 1, della direttiva
                      (Lingua processuale: l’italiano)
                                                                                     85/384,
                                                                               ha violato gli obblighi ad essa imposti dagli artt. 12, 20, 22,
                                                                               27 e 31 della direttiva 85/384, nonché, per quanto attiene al
                                                                               punto 3) di cui sopra, dall’art. 59 del Trattato CE (divenuto, in
                                                                               seguito a modifica, art. 49 CE), la Corte (Quinta Sezione),
Nella causa C-298/99, Commissione delle Comunità europee                       composta dai sigg. P. Jann, presidente di sezione, S. von Bahr,
(agenti: sig. E. Traversa e sig.ra E. Montaguti) contro Repubblica             D.A.O. Edward (relatore), A. La Pergola e C.W.A. Timmermans,
italiana (agente: sig. U. Leanza, assistito dal sig. G. Aiello),               giudici, avvocato generale: S. Alber, cancelliere:
avente ad oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che la                   sig.ra L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato il 21 marzo
Repubblica italiana:                                                           2002 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
 ---pagebreak--- 18.5.2002               IT                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 118/5
1)   La Repubblica italiana,                                                          —      obbligando, in forza dell’art. 9, n. 3, del decreto
                                                                                             n. 129/92 e degli artt. 7 e 8 del decreto n. 776/94, gli
                                                                                             architetti stabiliti in altri Stati membri che intendono
                                                                                             fornire servizi in Italia ad iscriversi presso il Consiglio
     —    non avendo adottato tutti i provvedimenti necessari                                provinciale territorialmente competente dell’Ordine degli
          all’attuazione dell’art. 4, n. 1, secondo comma, e n. 2, e                         architetti e, a causa di questa formalità, provocando, in
          dell’art. 11, lett. k), settimo trattino, nonché dell’art. 14                      violazione dell’art. 22 della direttiva 85/384, un ritardo
          della direttiva del Consiglio 10 giugno 1985,                                      nell’espletamento da parte degli architetti della loro prima
          85/384/CEE, concernente il reciproco riconoscimento dei                            prestazione di servizi in Italia,
          diplomi, certificati ed altri titoli del settore dell’architettura
          e comportante misure destinate ad agevolare l’esercizio                     è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza degli
          effettivo del diritto di stabilimento e di libera prestazione               artt. 12, 22, 27 e 31 della direttiva 85/384 e, per quanto
          dei servizi, come modificata dalla direttiva del Consiglio                  attiene al divieto di cui all’art. 9, n. 1, del decreto n. 129/92,
          27 gennaio 1986, 86/17/CEE, che modifica, a seguito                         dell’art. 59 del Trattato.
          dell’adesione del Portogallo, la direttiva 85/384,
                                                                                2)    Per il resto il ricorso è respinto.
                                                                                3)    La Repubblica italiana è condannata alle spese.
     —    non avendo adottato tutti i provvedimenti necessari per il
          riconoscimento automatico dei diplomi, certificati ed altri
          titoli conformemente agli artt. 2, 3, 7, 8 e 9 della                  (1) GU C 299 del 16.10.1999.
          direttiva 85/384,
     —    avendo adottato l’art. 4, n. 2, lett. a), del decreto
          legislativo del Presidente della Repubblica 27 gennaio
          1992, n. 129, che, in violazione degli artt. 52 e 59 del                                  SENTENZA DELLA CORTE
          Trattato CE (divenuti, in seguito a modifica, artt. 43 CE
          e 49 CE), impone in modo generalizzato di corredare la                                             19 marzo 2002
          domanda di riconoscimento di un titolo con il diploma in
          originale o in copia autenticata,
                                                                                nella cause riunite C-393/99 e C-394/99 (domanda di
                                                                                pronuncia pregiudiziale del Tribunal du travail de Tour-
                                                                                nai): Institut national d’assurances sociales pour travail-
     —    avendo adottato l’art. 4, n. 2, lett. c), del decreto                 leurs indépendants (Inasti) contro Claude Hervein, Hervil-
          n. 129/92 e l’art. 4, n. 1, lett. c), del decreto del                 lier SA (causa C-393/99), Guy Lorthiois, Comtexbel SA
          Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e                                         (causa C-394/99) (1)
          tecnologica 10 giugno 1994, n. 776, che, in violazione
          dell’art. 52 del Trattato, impongono in modo generalizza-             («Libera circolazione dei lavoratori e libertà di stabilimento
          to di allegare alla domanda di riconoscimento di un titolo            — Previdenza sociale — Determinazione della legislazione
          un certificato di cittadinanza,                                       applicabile — Persone che esercitano simultaneamente un’at-
                                                                                tività subordinata e un’attività autonoma nel territorio di
                                                                                vari Stati membri — Assoggettamento alla legislazione
                                                                                previdenziale di ciascuno di tali Stati — Validità del-
     —    avendo adottato l’art. 4, n. 3, del decreto n. 129/92 e               l’art. 14 quater, n. 1, lett. b), divenuto art. 14 quater, lett. b),
          l’art. 10 del decreto n. 776/94 che, in violazione                        e dell’allegato VII del regolamento (CEE) n. 1408/71»)
          dell’art. 52 del Trattato, richiedono in tutti i casi la
          traduzione ufficiale della documentazione allegata a una
                                                                                                            (2002/C 118/07)
          domanda di riconoscimento di un titolo,
                                                                                                     (Lingua processuale: il francese)
     —    avendo adottato l’art. 11, n. 1, lett. c) e d), del decreto           (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
          n. 129/92 che, in violazione dell’art. 12 della direttiva                            «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
          85/384, prevede il riconoscimento dei titoli conseguiti
          dopo il 5 agosto 1987,
                                                                                Nei procedimenti riuniti C-393/99 e C-394/99, aventi ad
                                                                                oggetto due domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla
     —    mantenendo in vigore l’art. 9, n. 1, del decreto n. 129/92            Corte, a norma dell’art. 234 CE, dal Tribunal du travail de
          che, in violazione dell’art. 59 del Trattato, sancisce il             Tournai (Belgio) nelle cause dinanzi ad esso pendenti tra
          divieto generalizzato per gli architetti stabiliti in un altro        Institut national d’assurances sociales pour travailleurs indé-
          Stato membro che intendono fornire servizi in Italia di               pendants (Inasti) e Claude Hervein, Hervillier SA (causa
          costituire una sede principale o secondaria in territorio             C-393/99), Guy Lorthiois, Comtexbel SA (causa C-394/99),
          italiano,                                                             domande vertenti sulla validità dell’art. 14 quater, n. 1,