CELEX: C2006/131/97
Language: it
Date: 2006-06-03 00:00:00
Title: Causa F-39/06: Ricorso presentato l' 11 aprile 2006  Chassagne/Commissione

3.6.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 131/53
            
         Ricorso presentato l'11 aprile 2006 Chassagne/Commissione
   (Causa F-39/06)
   (2006/C 131/97)
   Lingua processuale:il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Olivier Chassagne (Bruxelles, Belgio) [Rappresentanti: avv.ti S. Rodrigues e Y. Minatchy]
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del ricorrente)
   
               —
            
            
               dichiarare l'illegittimità e, di conseguenza, l'inapplicabilità al ricorrente dell'art. 8 di cui all'allegato VII del nuovo Statuto del personale delle Comunità europee;
            
         
               —
            
            
               accordare al ricorrente la somma simbolica di EUR 1 a titolo di risarcimento del danno morale subito e l'importo di EUR 16 473 a titolo di risarcimento del danno economico subito.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il ricorrente, dipendente della Commissione, è originario dell'isola della Réunion, un dipartimento d'oltremare francese. Ha introdotto il presente ricorso a seguito del rigetto di un reclamo presentato con riferimento alla sua busta paga del mese di luglio 2005, contenente il rimborso delle sue spese di viaggio annuali.
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente fa valere l'illegittimità dell'art. 8 di cui all'allegato VII dello Statuto nella sua versione vigente dal 1o maggio 2004. Egli sostiene che tale disposizione è contraria al diritto comunitario in quanto comporterebbe varie disparità di trattamento in base al luogo di origine dei dipendenti, nonché discriminazioni, contrarie segnatamente agli artt 12 CE e 299 CE, nei confronti dei dipendenti originari dei dipartimenti d'oltremare francesi, e più in generale fondate sulla cittadinanza, sul fatto di appartenere a una minoranza linguistica, sull'origine etnica o razziale.
   Il ricorrente assume del pari che la suddetta disposizione viola altri principi generali del diritto comunitario, quali l'obbligo di motivazione e i principi di proporzionalità, di trasparenza e di buona amministrazione nonché quello del legittimo affidamento e della certezza del diritto.