CELEX: 51993PC0598
Language: it
Date: 1993-11-26
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica le direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 66/403/CEE, 69/208/CEE, 70/457/CEE e 70/458/CEE concernenti la commercializzazione delle sementi di barbabietola, delle sementi di piante foraggere, delle sementi di cereali, dei tuberi-seme di patate, delle sementi di piante oleaginose e da fibra e delle sementi di ortaggi e il catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                             COM(93) 598 def.
                                             Bruxelles, 26 novembre 1993
                                Proposta di
                         DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
che modifica le direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 66/403/CEE,
  69/208/CEE, 70/457/CEE e 70/458/CEE concernenti la commercializzazione
    delle sementi di barbabietola, delle sementi di piante foraggere,
        delle sementi di cereali, dei tuberi-seme di patate, delle
          sementi di piante oleaginose e da fibra e delle sementi
               di ortaggi e il catalogo comune delle varietà
                      delle specie di piante agricole
                      (presentata dalla Commissione)
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                                         RELAZIDNF
    Le direttive 66/400/CEE» 66/401/CEE. 66/402/CEE, 66/403/CEE, 69/208/CEE,
    70/457/CEE e 70/458/CEE stabiliscono le condizioni di commercializzazione
    nella Comunità di sementi di barbabietole, di piante foraggere, di cereali, di
    piante oleaginose e da fibra e dì ortaggi, nonché le condizioni per il loro
    inserimento nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole.
    varie disposizioni delle succitate direttive permettono agli Stati membri di
    derogare unilateralmente a talune disposizioni delle direttive stesse. Per un
    corretto funzionamento del mercato interno si ritiene oggi opportuno
    modificare o abrogare tali disposizioni per rimuovere qualsiasi barriera agii
    scambi, effettiva o potenziale, che possa ostacolare la libera circolazione
    delle sementi all'interno della Comunità. La presente proposta é volta
    essenzialmente a conseguire tale obiettivo e nel contempo ad ampliare la
    portata    delle  attuali    direttive estendendole   alla   produzione, alla
    commercialUzazIone e, se del caso, all'utilizzazione delle sementi.
     inoltre, alla luce dell'esperienza e degli sviluppi in campo scientifico e
    tecnico* la presente proposta precisa e aggiorna alcune disposizioni delle
    direttive vigenti. Essa definisce anche la base giuridica per tener conto
    degli sviluppi nel campi delle varietà geneticamente modificate, dei nuovi
    alimenti, dei nuovi       ingredienti alimentari e delle sementi       trattate
    chimicamente.
    Sussidiarietà
     a)  Quali sono gli obiettivi     della misura in relazione agli obblighi   che
         Ineombono alla Comun11 à?
         Garantire la compatibilità con II mercato unico e l'e I imi nazione degli
         ostacoli, esistenti o potenziali, agli scambi In un settore giuridicamente
         già armonizzato.
(2)
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b)  La misura in questione concerne un settore in merito al quale le competenze
    sono esclusivamente della Comunità o sono condivise con gli Stati membri?
    Competenze esclusive della Comunità.
e)  Di quali forme d'azione dispone la Comunità?
    Nuova regolamentazione di un settore già armonizzato.
d)  È necessaria una normativa uniforme oppure sarebbe sufficiente una direttiva
    che definisca gli obiettivi generali ma che lasci le relative modalità
    d'attuazione agli Stati membri?
    è necessaria una normativa uniforme.
La presente proposta avrà un'incidenza trascurabile o nulla sulle piccole e medie
imprese.
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                                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                          del
      che modifica le direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 66/403/CEE,
        69/208/CEE, 70/457/CEE e 70/458/CEE concernenti la commercializzazione
       delle sementi di barbabietola, delle sementi di piante foraggere, delle
        sementi di cereali, dei tuberi-seme di patate, delle sementi di piante
            oleaginose e da fibra e delle sementi di ortaggi e il catalogo
                  comune delle varietà delle specie di piante agricole
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione      ^ ,
visto il parere del Parlamento europeo ' 2 ',
visto il parere del Comitato economico e sociale ^ 3 ^,
considerando che, per le ragioni esposte in appresso, occorre modificare le
seguenti direttive concernenti la commercializzazione delle sementi e dei
materiali di moltiplicazione:
    Direttiva 66/400/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla
    commercializzazione delle sementi di barbabietole    ^ 4 ^, modificata da ultimo
                                  (5)
    dalla direttiva 90/654/CEE        ,
    Direttiva 66/401/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla
    commercializzazione delle sementi di piante foraggere '*>', modificata da
                                        {7)
    ultimo dalla direttiva 92/19/CEE        ,
    Direttiva 66/402/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla
    commercializzazione delle sementi di cereali ^ 8 ', modificata da ultimo dalla
    direttiva   93/2/CEE(9),
    Direttiva 66/403/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla
    commercializzazione dei tuberi-seme di patate ^ 1 0 ', modificata da ultimo dalla
    direttiva 93/3/CEE <13-) ,
 (1) GU n. C
 (2) GU n. C
 (3) GU n. C
 (4) GU n. 125 dell'11.7.1966, pag. 2290/66.
 (5) GU n. L 353 del 17.12.1990, pag. 48.
 (6) GU n. 125 dell'11.7.1966, pag. 2298/66.
 (7) GU n. L 104 del 22.4.1992, pag. 61.
 (8) GU n. 125 dell'11.7.1966, pag. 2309/66.
 (9) GU n. L 54 del 5.3.1993, pag. 20
 (10) GU n. 125 dell'11.7.1996, pag. 2320/66
 (11) GU n. L 54 del 5.3.1993, pag. 21.
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-   Direttiva 69/208/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1969, relativa alla
    commercializzazione delle sementi di piante oleaginose e da fibra (12) ,
    modificata da ultimo dalla direttiva 92/107/CEE (13),
-   Direttiva 70/457/CEE del Consiglio, del 29 settembre 1970, relativa al catalogo
    comune delle varietà delle specie di piante agricole (14^, modificata da
    ultimo dalla direttiva 90/654/CEE,
-   Direttiva 70/458/CEE del Consiglio, del 29 settembre 1970, relativa alla
    commercializzazione delle sementi di ortaggi ( 1 S ), modificata da ultimo dalla
    direttiva 90/654/CEE;
considerando che, nel contesto del funzionamento del mercato interno, è necessario
modificare o abrogare alcune disposizioni delle suddette direttive, allo scopo di
eliminare qualsiasi ostacolo, esistente o potenziale, alla libera circolazione
delle sementi all'interno della Comunità; che occorre a tal fine escludere
qualsiasi possibilità, per gli Stati membri, di derogare unilateralmente alle
disposizioni delle suddette direttive;
considerando che, per gli stessi motivi,il campo d'applicazione delle suddette
direttive dev'essere ampliato e comprendere la produzione, la commercializzazione
e, se del caso, l'impiego delle sementi;
considerando che dev'essere possibile, a determinate condizioni, commercializzare
sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base e alle sementi
in natura;
considerando che gli Stati membri che fanno ricorso alle deroghe tuttora
consentite dalle suddette direttive debbono assistersi reciprocamente in campo
amministrativo per quanto riguarda i controlli; che il ricorso a tali deroghe non
reca pregiudizio alle disposizioni dell'articolo 8A del trattato;
considerando che le condizioni per la concessione, da parte degli Stati membri,
dell'autorizzazione ad immettere sul mercato piccoli quantitativi di sementi per
prove sperimentali, a scopi scientifici o per lavori di selezione debbono essere
determinate dal Comitato permanente delle sementi e dei materiali di
moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali;
 (12) GU n. L 169 del 10.7.1969, pag. 3.
 (13) GU n. L 16 del 25.1.1993, pag. 1.
 (14) GU n. L 225 del 12.10.1970, pag. 1.
 (15) GU n. L 225 del 12.10.1970, pag. 7.
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considerando che, in determinati casi, il Comitato permanente delle sementi e dei
materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali deve stabilire se gli
imballaggi di sementi selezionate o certificate debbano recare un'etichetta del
fornitore;
considerando che per alcune specie di sementi disciplinate dalla direttiva
66/401/CEE dovrebbe essere consentita la certificazione di sementi di prima e
seconda riproduzione;
considerando che per le sementi disciplinate dalla direttiva 66/401/CEE gli Stati
membri dovrebbero poter autorizzare, a determinate condizioni, i propri produttori
a immettere sul mercato sementi di piante foraggere sotto forma di miscugli;
considerando che per determinate specie di sementi disciplinate dalla direttiva
66/402/CEE gli Stati membri dovrebbero poter limitare la certificazione delle
sementi a quelle di prima riproduzione;
considerando che occorre modificare il calibro minimo dei tuberi-seme di patate
che possono essere commercializzati in applicazione della direttiva 66/403/CEE,
predisponendo inoltre una base giuridica che consenta di modificare, in futuro, la
dimensione minima della maglia quadra utilizzata per misurare il calibro dei
tuberi-seme di patate; che, per motivi fitosanitari, occorre introdurre una
disposizione concernente la separazione dei tuberi-seme di patate delle altre
patate;
considerando che, per quanto concerne le sementi disciplinate dalla direttiva
70/457/CEE, tali sementi debbono poter essere commercializzate liberamente
ali'interno della Comunità due mesi dopo essere state pubblicate nel catalogo
comune;
considerando che per i miscugli di determinate specie disciplinate dalla direttiva
70/458/CEE le condizioni di commercializzazione debbono essere stabilite secondo
la procedura del Comitato permanente delle sementi e dei materiali di
moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali; che, riguardo la suddetta
direttiva, le disposizioni circa il rinnovo dell'ammissione ufficiale di talune
varietà devono essere adeguate al fine di evitare di intralciare le prassi attuali
di marcatura degli imballaggi;
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considerando che, in base all'esperienza, è opportuno chiarire ed aggiornare
determinate disposizioni delle suddette direttive;
considerando che grazie ai progressi scientifici e tecnici è attualmente possibile
selezionare varietà di sementi mediante modificazione genetica; che pertanto,
nello stabilire se ammettere o meno varietà geneticamente modificate nel quadro
delle direttive 70/457/CEE e 70/458/CEE, gli Stati membri devono tener conto dei
rischi connessi con l'emissione deliberata nell'ambiente; che occorre inoltre
introdurre una base giuridica che stabilisca le condizioni di commercializzazione
di tali sementi geneticamente modificate;
considerando che, alla luce dei progressi scientifici e tecnici, si propone di
disciplinare a livello comunitario la commercializzazione di nuovi alimenti e di
nuovi ingredienti per alimenti; che pertanto è opportuno che anche gli Stati
membri tengano conto dei rischi di sanità alimentare nello stabilire se ammettere
o meno le varietà ai sensi delle direttive 70/457/CEE e 70/458/CEE;che occorre
inoltre stabilire una base giuridica che tenga conto di questi nuovi sviluppi;
considerando che, alla luce dei progressi scientifici e tecnici, occorre
introdurre una base giuridica che stabilisca le condizioni di commercializzazione
per le sementi trattate chimicamente;
considerando che è auspicabile garantire che vengano conservate le risorse
genetiche ed introdurre un fondamento giuridico a tal fine,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                    Articolo 1
La direttiva 66/400/CEE è modificata nel seguente modo:
1. L'articolo 1 ê sostituito dal seguente testo:
   "La presente direttiva riguarda la produzione (ai fini della
   commercializzazione), la commercializzazione e, se del caso, l'impiego delle
   sementi di barbabietole all'interno della Comunità."
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2. All'articolo 3, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "Gli Stati membri prescrivono che possano essere commercializzate soltanto le
   sementi di barbabietole ufficialmente certificate come "sementi di base" o
   "sementi certificate"."
3. All'articolo 3, il paragrafo 3 è abrogato.
4. Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:
                                  "Articolo 3 bis
   In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1 gli Stati membri
   prescrivono che possano essere commercializzate:
   - le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base e
   - le sementi in natura commercializzate ai fini del condizionamento, a
     condizione che sia garantita l'individualità di tali sementi."
5.  Alla fine dell'articolo 4 è aggiunta la seguente frase:
    "Gli Stati membri che fanno ricorso alla deroga di cui alla precedente lettera
    a) o b) si garantiscono la reciproca assistenza amministrativa per quanto
    concerne i controlli."
6.  Dopo 1'articolo 4 è inserito il seguente :
                                  "Articolo 4 bis
    1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1 gli Stati membri
       possono autorizzare i produttori insediati nel proprio territorio a
       commercializzare piccoli quantitativi di sementi per prove sperimentali, a
       scopi scientifici o per lavori di selezione.
    2. Le condizioni per la concessione, da parte degli Stati membri, di queste
       autorizzazioni possono essere stabilite secondo la procedura di cui
       all'articolo 21."
7.  All'articolo 10, il paragrafo 4 è abrogato.
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8.  All'articolo 11, il paragrafo 2 è abrogato.
9.  All'articolo 11 bis, paragrafo 1, lettera a), la parte di frase "il colore
    dell'etichetta è blu" è sostituita da "il colore dell'etichetta è bianco per
    le sementi di base e blu per le sementi certificate;".
10. All'articolo 11 ter del testo inglese è depennata la parola "certified".
11. All'articolo il quater del testo inglese è depennata la parola "certified".
12. All'articolo 12, il paragrafo l ê sostituito dal seguente testo:
    "Nei casi diversi da quelli già considerati dalla presente direttiva è
    possibile disporre, secondo la procedura di cui all'articolo 21, che gli
    imballaggi di sementi di base o di sementi certificate di qualsiasi tipo
    debbano recare un'etichetta del fornitore (sotto forma di etichetta distinta
    da quella ufficiale oppure di informazioni del fornitore stampate
    sull'imballaggio stesso). Anche le indicazioni che debbono figurare su tale
    etichetta sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 21."
13. All'articolo 14, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "l. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi commercializzate in
        applicazione delle disposizioni della presente direttiva, sia vincolanti
        che  facoltative, non siano soggette ad alcuna restrizione di
        commercializzazione diversa da quelle previste dalla presente direttiva o
        da altre direttive per quanto riguarda le loro caratteristiche, le
        disposizioni relative all'esame, il contrassegno e la chiusura."
14. All'articolo 14, il paragrafo 2, lettera a) diventa il paragrafo 2.
15. All'articolo 14, paragrafo 2, la lettera b) è abrogata.
16. All'articolo 14, paragrafo 2, la lettera e) è abrogata.
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    17. All'articolo 14 il paragrafo 3 è abrogato.
    18. Dopo l'articolo 14 è inserito il seguente:
                                     "Articolo 14 bis
        Le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base possono
        essere commercializzate in applicazione dell'articolo 3 bis, primo trattino, a
        condizione che:
        a) siano state ufficialmente controllate dal servizio competente per la
           certificazione, conformemente alle norme che disciplinano la certificazione
           delle sementi di base;
        b) siano contenute in imballaggi conformi alle disposizioni della presente
           direttiva, e
        e) tali imballaggi siano provvisti di un'etichetta ufficiale, recante almeno
           le seguenti indicazioni :
           - il servizio di certificazione e lo Stato membro o le relative sigle,
           - il numero di riferimento della partita,
           - il mese e l'anno della chiusura,
           - il mese e l'anno dell'ultimo prelievo ufficiale di campioni ai fini della
             certificazione,
           - la specie, indicata almeno in caratteri latini con la sua denominazione
             botanica, che può essere riportata in forma abbreviata e senza i nomi
             degli autori, o con la sua denominazione comune, o con entrambe; indicare
             se si tratta di barbabietola da zucchero o di barbabietole da foraggio,
           - la varietà, indicata almeno in caratteri latini,
           - la dicitura "sementi pre-base",
           - il numero delle generazioni anteriori alle sementi della categoria
             "sementi certificate".
          L'etichetta è di color bianco ed è barrata diagonalmente da una linea
          viola."
    19. All'articolo 15, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
        "2. Le sementi di barbabietole raccolte nella Comunità e destinate ad essere
            certificate conformemente al paragrafo 1 sono:
(3)
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        - confezionate e provviste di un'etichetta ufficiale rispondente alle
          condizioni di cui all'allegato IV, lettere A) e B) , conformemente a
          quanto prevede l'articolo 10, paragrafo 1, e
        - accompagnate da un documento ufficiale rispondente alle condizioni di
          cui all'allegato IV, lettera C ) .
        Tale disposizione non si applica alla commercializzazione di piccoli
        quantitativi delle sementi considerate nella stessa circoscrizione
        amministrativa."
20. Il testo dell'articolo 17 è sostituito con il seguente:
    "1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
        di sementi di base o di sementi certificate, che si manifestino nella
        Comunità e non possano essere superate in altro modo, può essere deciso,
        secondo la procedura prevista all'articolo 21, che gli Stati membri
        autorizzino, per un periodo determinato, la commercializzazione
        nell'intera Comunità di sementi di una categoria soggetta a requisiti
        ridotti o di sementi di varietà non incluse nel "Catalogo comune delle
        varietà delle specie di piante agricole" o nei cataloghi nazionali delle
        varietà degli Stati membri; la commercializzazione è limitata a fini di
        utilizzazione delle sementi da parte dei coltivatori di barbabietola che
        risentono di quelle difficoltà in tutta la Comunità o in parte di essa.
     2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una determinata varietà,
        l'etichetta ufficiale è quella prevista per la corrispondente categoria;
        in tutti gli altri casi è quella prevista per sementi commerciali.
        L'etichetta deve indicare sempre che si tratta di una categoria soggetta a
        requisiti ridotti.
        Gli Stati membri garantiscono che vengano emesse etichette ufficiali solo
        per la quantità di sementi autorizzata ad essere commercializzata in
        conformità del paragrafo 1.
        Gli Stati membri interessati vigilano sull'adeguata utilizzazione delle
        sementi autorizzate ad essere commercializzate in conformità del paragrafo
        1.
     3. Possono essere adottate norme d'applicazione del paragrafo 1 conformemente
        alla procedura di cui all'articolo 21."
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21. All'articolo 19, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "1. Gli Stati membri vigilano affinché siano effettuati controlli ufficiali
        sulla commercializzazione e, se del caso, sull'utilizzazione di sementi di
        barbabietola, perlomeno mediante sondaggi, per verificare la conformità ai
        requisiti della presente direttiva."
22. All'articolo 19, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
    "2. Fatta salva la libera circolazione delle sementi all'interno della
        Comunità, gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché,
        all'atto della commercializzazione di quantitativi superiori a 2 kg,
        vengano fornite le seguenti indicazioni :
        a) specie,
        b) varietà,
        e) categoria,
        d) paese di produzione e servizio di controllo ufficiale,
        e) paese speditore,
        f) importatore,
        g) quantitativi di sementi.
        Le modalità secondo cui dette indicazioni debbono essere fornite possono
        essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 21."
23. Dopo l'articolo 22 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 22 bis
    Secondo la procedura di cui all'articolo 21, possono essere stabilite
    condizioni specifiche che tengano conto di nuovi sviluppi per quanto riguarda
    a)  la commercializzazione di sementi trattate chimicamente
    b) la conservazione delle risorse genetiche."
24. All'allegato III, lettera B) punto 8, la voce "sementi certificate" è
    sostituita da "categoria".
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                                    Articolo 2
La direttiva 66/401/CEE è modificata nel seguente modo:
1.  L'articolo l è sostituito dal seguente testo:
    "La presente direttiva riguarda la produzione (ai fini della
    commercializzazione), la commercializzazione e, se del caso, l'impiego delle
    sementi di piante foraggere all'interno della Comunità."
2.  All'articolo 2, paragrafo 1, il punto C è sostituito dal seguente testo:
    "C. Sementi certificate: le sementi di tutte le specie di cui al precedente
        punto A diverse da Lupinus spp., Pisum sativum e Vicia spp.,
        a) provenienti direttamente da sementi di base ovvero, a richiesta del
           costitutore, da sementi di una generazione anteriore a quella delle"
           sementi di base che, all'atto di un esame ufficiale, sono risultate
           conformi alle condizioni previste dagli allegati I e II per le sementi
           di base;
        b) previste per la produzione di piante;
        e) conformi, fatto salvo quanto disposto all'articolo 4, lettera b ) , alle
           condizioni previste dagli allegati I e II per le sementi certificate,
           e
        d) per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia stata constatata la
           rispondenza alle condizioni summenzionate."
3.  All'articolo 2, paragrafo 1, è inserito, dopo il punto C, il seguente punto:
    "C bis Sementi certificate di prima riproduzione (Lupinus spp., Pisum sativum
           e Vicia spp.): le sementi
          a)  provenienti direttamente da sementi di base ovvero, a richiesta del
              costitutore, da sementi di una generazione anteriore a quella delle
              sementi di base che possono soddisfare e che, all'atto di un esame
              ufficiale, sono risultate conformi alle condizioni previste dagli
              allegati I e II per le sementi di base;
          b)  previste per la produzione di sementi della categoria "sementi
              certificate di seconda riproduzione" o per impieghi diversi dalla
              produzione di sementi di piante foraggere;
          e)  conformi alle condizioni stabilite dagli allegati I e II per le
              sementi certificate, e
          d)  per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia stata constatata
              la rispondenza alle condizioni summenzionate."
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4.  All'articolo 2, paragrafo 1, ê inserito, dopo i punti C e C bis, il seguente
    punto :
    "C ter. Sementi certificate di seconda riproduzione (Lupinus spp., Pisum
              sativum e Vicia spp.): le sementi
           a)   provenienti direttamente da sementi di base o da sementi
                certificate di prima riproduzione ovvero, a richiesta del
                costitutore, da sementi di una generazione anteriore a quella delle
                sementi di base che possono soddisfare e che, all'atto di un esame
                ufficiale, sono risultate conformi alle condizioni previste dagli
                allegati I e II per le sementi di base;
           b)   previste per impieghi diversi dalla produzione di sementi di piante
                foraggere;
           e)   conformi alle condizioni stabilite dagli allegati I e II per le
                sementi certificate, e
           d)   per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia stata constatata
                la rispondenza alle condizioni summenzionate."
5.  All'articolo 2, paragrafo 1, punto G, le parole "sementi di base," sono
    inserite prima di "sementi certificate".
6.  All'articolo 2, il paragrafo 1 quater è abrogato.
7.  All'articolo 2, il paragrafo 1 quinques diventa il paragrafo 1 quater.
8.  All'articolo 3, paragrafo 1, la parte di frase "e rispondano alle condizioni
    dell'allegato II" è soppressa.
9.  All'articolo 3, il paragrafo 2 è abrogato.
10. All'articolo 3, il paragrafo 3 diventa paragrafo 2.
11. All'articolo 3, il paragrafo 4 diventa paragrafo 3.
12. All'articolo 3 il paragrafo 5 è abrogato.
 ---pagebreak---                                        - 13 -
13. Dopo 1'articolo 3 è inserito il seguente :
                                  "Articolo 3 bis
    In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, gli Stati membri
    dispongono che possano essere commercializzate:
    - le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base e
    - le sementi in natura commercializzate ai fini del condizionamento, a
      condizione che sia garantita l'individualità di tali sementi."
14. Alla fine dell'articolo 4 è aggiunta la seguente frase:
    "Gli Stati membri che fanno ricorso alla deroga di cui alla precedente
    lettera a) o b) si garantiscono la reciproca assistenza amministrativa per
    quanto concerne i controlli."
15. Dopo 1'articolo 4 è inserito il seguente :
                                  "Articolo 4 bis
    1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, gli Stati membri
       possono autorizzare i produttori insediati nel proprio territorio a
       commercializzare piccoli quantitativi di sementi per prove sperimentali, a
       scopi scientifici o per lavori di selezione.
    2. Le condizioni per la concessione, da parte degli Stati membri, di queste
       autorizzazioni possono essere stabilite secondo la procedura di cui
       all'articolo 21."
16. All'articolo 9, il paragrafo 4 è abrogato.
17. All'articolo 10, il paragrafo 2 è abrogato.
18. L'articolo 10 ter è sostituito dal seguente testo:
    "Gli Stati membri possono prevedere che, in caso di domanda, i piccoli
    imballaggi CEE B di sementi siano chiusi e contrassegnati ufficialmente o
    sotto sorveglianza ufficiale, conformemente all'articolo 9, paragrafo 1 e
    all'articolo 10."
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19. L'articolo 11 è sostituito dal seguente testo:
    "1. Secondo la procedura di cui all'articolo 21 si può prevedere, per gli
        Stati membri, la possibilità di prescrivere che, nei casi diversi da
        quelli considerati dalla presente direttiva, gli imballaggi delle sementi
        di base, delle sementi certificate o delle sementi commerciali, sia di
        produzione nazionale che importate, siano provvisti di un'etichetta del
        fornitore (sotto forma di etichetta distinta da quella ufficiale oppure
        di informazioni del fornitore stampate sull'imballaggio stesso) o che le
        partite di sementi conformi alle condizioni speciali relative alla
        presenza di Avena fatua, stabilite secondo la procedura di cui
        all'articolo 21, siano accompagnate da un certificato ufficiale che ne
        attesti la conformità a tali condizioni.
     2. Anche le indicazioni che debbono figurare su tale etichetta del fornitore
        sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 21."
20. All'articolo 13, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
    "In deroga al paragrafo 1 gli Stati membri possono autorizzare i propri
    produttori a commercializzare sementi di piante foraggere sotto forma di
    miscugli destinati alla produzione di piante foraggere> purché:
    - tali miscugli contengano sementi delle specie di piante elencate nelle
      direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE o 69/208/CEE del Consiglio, escluse però
      le varietà di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettera a) della direttiva
      70/457/CEE
    - le varie componenti del miscuglio siano conformi, prima di essere
      mescolate, alle norme di commercializzazione ad essi applicabili, e
    - si dimostri che tali miscugli verranno utilizzati solamente in una zona
      nella quale le attuali pratiche agronomiche giustificano tale impiego.
      Qualora tale zona sia situata al di fuori del territorio dello Stato membro
      che ha dato l'autorizzazione, quest'ultima è soggetta all'approvazione
      della Commissione, che agisce secondo la procedura di cui all'articolo 21.
    È possibile stabilire, secondo la procedura di cui all'articolo 21, altre
    condizioni per la concessione di questa autorizzazione."
 ---pagebreak---                                        - 15 -
21. All'articolo 14, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "1. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi commercializzate in
        applicazione delle disposizioni della presente direttiva, sia vincolanti
        che facoltative, non siano soggette ad alcuna restrizione di
        commercializzazione diversa da quelle previste dalla presente direttiva o
        da altre direttive per quanto concerne le loro caratteristiche, le
        disposizioni relative all'esame, il contrassegno e la chiusura."
22. All'articolo 14, il paragrafo l bis diventa il paragrafo 2.
23. All'articolo 14, il paragrafo 2 è abrogato.
24. All'articolo 14 il paragrafo 3 è abrogato.
25. Dopo l'articolo 14, è inserito il seguente:
                                 "Articolo 14 bis
    Le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base possono
    essere commercializzate in applicazione dell'articolo 3 bis, primo trattino,
    a condizione che:
    a) siano state ufficialmente controllate dal servizio competente per la
       certificazione, conformemente alle norme che disciplinano la
       certificazione delle sementi di base;
    b) siano contenute in imballaggi conformi alle disposizioni della presente
       direttiva, e
    e) tali imballaggi siano provvisti di un'etichetta ufficiale, recante almeno
       le seguenti indicazioni:
       - il servizio di certificazione e lo Stato membro o le relative sigle,
       - il numero di riferimento della partita,
       - il mese e l'anno della chiusura,
       - il mese e l'anno dell'ultimo prelievo ufficiale dei campioni ai fini
         della certificazione;
       - la specie, indicata almeno con la sua denominazione botanica, che può
         essere riportata in forma abbreviata e senza i nomi degli autori, in
         caratteri latini,
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           - la varietà, indicata almeno in caratteri latini,
           - la dicitura "sementi pre-base",
           - il numero delle generazioni anteriori alle sementi della categoria
             "sementi certificate".
           L'etichetta è di colore bianco ed è barrata diagonalmente da una linea
           viola."
    26. All'articolo 15, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
        "2. Le sementi di piante foraggere raccolte nella Comunità e destinate ad
            essere certificate conformemente al paragrafo 1 sono:
            - confezionate e provviste di un'etichetta ufficiale rispondente alle
              condizioni di cui all'allegato IV, lettere A e B, conformemente a
              quanto prevede l'articolo 10, paragrafo 1, e
            - accompagnate da un documento ufficiale rispondente alle condizioni di
              cui all'allegato IV, lettera C.
            Tale disposizione non si applica alla commercializzazione di piccoli
            quantitativi delle sementi considerate nella stessa circoscrizione
            amministrativa."
    27. Il testo dell'articolo 17 è sostituito con il seguente:
       "1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
           di sementi di base, certificate o commerciali che si manifestino nella
           Comunità e non possano essere superate in altro modo, può essere deciso,
           secondo la procedura prevista all'articolo 21, che gli Stati membri
           autorizzino, per un periodo determinato, la commercializzazione
           nell'intera Comunità di sementi di una categoria soggetta a requisiti
           ridotti o di sementi di varietà non incluse nel "Catalogo comune delle
           varietà delle specie di piante agricole" o nei cataloghi nazionali delle
           varietà degli Stati membri; la commercializzazione è limitata a fini di
           utilizzazione delle sementi da parte dei coltivatori di piante foraggere
           che risentono di quelle difficoltà in tutta la Comunità o in parte di
           essa.
(4)
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    2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una determinata varietà,
        l'etichetta ufficiale è quella prevista per la corrispondente categoria;
        in tutti gli altri casi è quella prevista per sementi commerciali.
        L'etichetta deve indicare sempre che si tratta di una categoria soggetta a
        requisiti ridotti.
    2   Gli Stati membri garantiscono che vengano emesse etichette ufficiali solo
        per la quantità di sementi autorizzata ad essere commercializzata in
        conformità del paragrafo 1.
        Gli Stati membri interessati vigilano sull'adeguata utilizzazione delle
        sementi autorizzate ad essere commercializzate in conformità del paragrafo
        1.
    ti. Possono essere adottate norme d'applicazione del paragrafo 1 conformemente
        alla procedura di cui all'articolo 21."
28. All'articolo 19, il paragrafo l è sostituito dal seguente testo:
     "1. Gli Stati membri vigilano affinché siano effettuati controlli ufficiali
         sulla commercializzazione e, se del caso, sull'utilizzazione di sementi
         di piante foraggere, perlomeno mediante sondaggi, per verificare la
         conformità ai requisiti della presente direttiva."
29. All'articolo 19, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
     "2. Fatta salva la libera circolazione delle sementi all'interno della
         Comunità, gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché,
         all'atto della commercializzazione di quantitativi di sementi superiori a
         2 kg, vengano fornite le seguenti indicazioni:
         a) specie,
         b) varietà,                               /
         e) categoria,
         d) paese di produzione e servizio di controllo ufficiale,
         e) paese speditore,
         f) importatore,
         g) quantitativi di sementi.
 ---pagebreak---                                        - 18 -
    Le modalità secondo cui dette indicazioni debbono essere fornite possono
    essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 21."
30. Dopo l'articolo 22 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 22 bis
    Secondo la procedura di cui all'articolo 21, possono essere stabilite
    condizioni specifiche che tengano conto dei nuovi sviluppi per quanto
    concerne
    a) la commercializzazione di sementi trattate chimicamente;
    b) la conservazione delle risorse genetiche."
31. All'allegato II, parte I, paragrafo 1, primo trattino è aggiunto, dopo le
    parole "allegato I", il seguente testo: "Brassica napus var. napobrassica e
    Brassica oleracea convar. acephala".
32. All'allegato II, parte I, paragrafo 1, secondo trattino è depennato il testo
    "Brassica napus var. napobrassica, Brassica olearacea convar. acephala".
33. All'allegato IV, lettera A, parte I c e aggiunto, dopo il punto 1, il
    seguente punto:
    "1 bis Nel caso di miscugli destinati alla produzione di piante foraggere [di
           cui al precedente articolo 13, paragrafo 2] la zona nella quale si
           intendono impiegare tali sementi."
34. All'allegato IV, lettera B, punto a) 8 i termini "sementi certificate" sono
    sostituiti dal termine "categoria".
                                    Articolo 3
La direttiva 66/402/CEE è modificata nel seguente modo:
1. L'articolo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "La presente direttiva riguarda la produzione (ai fini della
   commercializzazione), la commercializzazione e , se del caso, l'impiego delle
   sementi di cereali all'interno della Comunità."
2. All'articolo 2, paragrafo 1, punto G è aggiunto, dopo la lettera d ) , il
   seguente testo: "e a condizione che la varietà alla quale le sementi
   appartengono figuri nel catalogo nazionale dello Stato membro di
   certificazione".
 ---pagebreak---                                        - 19 -
3. All'articolo 3, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "Gli Stati membri prescrivono che possano essere commercializzate soltanto le
   sementi di cereali ufficialmente certificate come "sementi di base", "sementi
   certificate", "sementi certificate di prima riproduzione" o "sementi
   certificate di seconda riproduzione"."
4. All'articolo 3, il paragrafo 4 è abrogato.
5. Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 3 bis
   In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1 gli Stati membri
   prescrivono che possano essere commercializzate :
   - le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base e
   - le sementi in natura commercializzate ai fini del condizionamento, a
     condizione che sia garantita l'individualità di tali sementi."
6. All'articolo 4 è aggiunto il seguente paragrafo:
   "4. Gli Stati membri che fanno ricorso alle deroghe di cui al paragrafo 1,
       lettera a) o lettera b) si garantiscono la reciproca assistenza
       amministrativa per quanto concerne i controlli."
7. Dopo 1'articolo 4 è inserito il seguente :
                                  "Articolo 4bis
   1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1 gli Stati membri
      possono autorizzare i produttori insediati nel loro territorio a
      commercializzare piccoli quantitativi di sementi per prove sperimentali, a
      scopi scientifici o per lavori di selezione.
   2. Le condizioni per la concessione, da parte degli Stati membri, di tali
      autorizzazioni possono essere stabilite secondo la procedura di cui
      all'articolo 21."
 ---pagebreak---                                         - 20 -
8. Dopo l'articolo 5 è inserito il seguente:
                                   "Articolo 5bis
   Gli Stati membri possono limitare la certificazione delle sementi di avena,
   orzo, riso e frumento alle sementi di prima riproduzione."
9.  All'articolo 9, paragrafo 3 è aggiunto, dopo i termini "piccoli imballaggi"
    il seguente testo: "chiusi nel loro territorio". Alla fine dello stesso
    paragrafo è aggiunta la seguente frase: "Le condizioni relative a tali
    deroghe possono essere stabilite secondo la procedura di cui
    all'articolo 21".
10. All'articolo 10, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
    "2.   Gli Stati membri possono prevedere deroghe al paragrafo 1 per i piccoli
          imballaggi commercializzati nel proprio territorio. Le condizioni
          relative a tali deroghe possono essere stabilite secondo la procedura di
          cui all'articolo 21."
11. All'articolo 11, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "Nei casi diversi da quelli considerati dalla presente direttiva è possibile
    disporre, secondo la procedura di cui all'articolo 21, che gli imballaggi di
    sementi di base o di sementi certificate di qualsiasi tipo debbano recare
    un'etichetta del fornitore (sotto forma di etichetta distinta da quella
    ufficiale oppure di informazioni del fornitore stampate sull'imballaggio
    stesso).
    Anche le indicazioni che debbono figurare su tale etichetta sono stabilite
    secondo la procedura di cui all'articolo 21."
12. All'articolo 11 è aggiunto il seguente paragrafo:
    "3 La presente direttiva non pregiudica il diritto degli Stati membri di
        prescrivere che le partite di sementi conformi ai requisiti speciali
        relativi alla presenza di Avena fatua stabiliti secondo la procedura di
        cui all'articolo 21 siano accompagnate da un certificato ufficiale che ne
        attesti la conformità a tali requisiti."
 ---pagebreak---                                       - 21 -
13. All'articolo 13, paragrafo 1 l'espressione "possono ammettere" è sostituita
    da "ammettono".
14. All'articolo 13, paragrafo 2 l'espressione "possono ammettere" è sostituita
    da "ammettono".
15. Dopo l'articolo 13, paragrafo 2 è aggiunto il seguente paragrafo:
    "2bis Le condizioni specifiche per la commercializzazione di tali miscugli
          sono determinate secondo la procedura di cui all'articolo 21."
16. All'articolo 14, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "1. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi commercializzate in
        applicazione delle disposizioni della presente direttiva, sia vincolanti
        che facoltative, non siano soggette ad alcuna restrizione di
        commercializzazione diversa da quelle previste dalla presente direttiva
        per quanto riguarda le loro caratteristiche, le disposizioni relative
        all'esame, il contrassegno e la chiusura."
17. All'articolo 14, il paragrafo 2 è abrogato.
18. All'articolo 14, il paragrafo 3 è abrogato.
19. Dopo l'articolo 14 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 14bis
    Le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base possono
    essere commercializzate in applicazione dell'articolo 3bis, primo trattino, a
    condizione che:
    a) siano state ufficialmente controllate dal servizio competente per la
       certificazione, conformemente alle norme che disciplinano la
       certificazione delle sementi di base;
    b) siano contenute in imballaggi conformi alle disposizioni della presente
       direttiva, e
    e) tali imballaggi siano provvisti di un'etichetta ufficiale, recante almeno
       le seguenti indicazioni:
       - il servizio di certificazione e lo Stato membro o le relative sigle,
 ---pagebreak---                                       - 22 -
       - il numero di riferimento della partita,
       - il mese e l'anno della chiusura,
       - il mese e l'anno dell'ultimo prelievo ufficiale di campioni ai fini
         della certificazione,
       - la specie, indicata almeno con la sua denominazione botanica, che può
         essere riportata in forma abbreviata e senza i nomi degli autori, in
         caratteri latini,
       - la varietà, indicata almeno in caratteri latini,
       - la dicitura "sementi pre-base",
       - il numero di generazioni anteriori alle sementi delle categorie "sementi
         certificate" o "sementi certificate di prima riproduzione".
         L'etichetta è di color bianco ed è barrata diagonalmente da una linea
         viola."
20. All'articolo 15, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
    "2. Le sementi di cereali raccolte nella Comunità e destinate ad essere
        certificate conformemente al paragrafo l sono:
        - confezionate e provviste di un'etichetta ufficiale rispondente alle
          condizioni di cui all'allegato V, lettere A e B, conformemente a quanto
          prevede l'articolo 9, paragrafo 1, e
        - accompagnate da un documento ufficiale rispondente alle condizioni di
          cui all'allegato V, lettera C.
        Tale disposizione non si applica alla commercializzazione di piccoli
        quantitativi di sementi di cereali nella stessa circoscrizione
        amministrativa."
21. Il testo dell'articolo 17 è sostituito con il seguente:
   "1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
       di sementi di base o di sementi certificate, che si manifestino nella
       Comunità e non possano essere superate in altro modo, può essere deciso,
       secondo la procedura prevista all'articolo 21, che gli Stati membri
       autorizzino, per un periodo determinato, la commercializzazione
       nell'intera Comunità di sementi di una categoria soggetta a requisiti
       ridotti o di sementi di varietà non incluse nel "Catalogo comune delle
       varietà delle specie di piante agricole" o nei cataloghi nazionali delle
       varietà degli Stati membri; la commercializzazione è limitata a fini di
       utilizzazione delle sementi da parte dei coltivatori di cereali che
       risentono di quelle difficoltà in tutta la Comunità o in parte di essa.
 ---pagebreak---                                        - 23 -
    2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una determinata varietà,
       l'etichetta ufficiale ê quella prevista per la corrispondente categoria;
       in tutti gli altri casi è quella prevista per sementi commerciali.
       L'etichetta deve indicare sempre che si tratta di una categoria soggetta a
       requisiti ridotti.
    3  Gli Stati.membri garantiscono che vengano emesse etichette ufficiali solo
       per la quantità di sementi autorizzata ad essere commercializzata in
       conformità del paragrafo 1.
       Gli Stati membri interessati vigilano sull'adeguata utilizzazione delle
       sementi autorizzate ad essere commercializzate in conformità del paragrafo
       1.
    y. Possono essere adottate norme d'applicazione del paragrafo 1 conformemente
       alla procedura di cui all'articolo 21."
22. All'articolo 19, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "1. Gli Stati membri vigilano affinché siano effettuati controlli ufficiali
       sulla commercializzazione e, se del caso, sull'utilizzazione di sementi di
       cereali, perlomeno mediante sondaggi, per verificare la conformità ai
       requisiti della presente direttiva."
23. All'articolo 19, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
    "2. Fatta salva la libera circolazione delle sementi all'interno della
        Comunità, gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché,
        all'atto della commercializzazione di quantitativi superiori a 2 kg di
        sementi, vengano fornite le seguenti indicazioni:
        a) specie
        b) varietà
        e) categoria
        d) paese di produzione e servizio di controllo ufficiale
        e) paese speditore
        f) importatore
        g) quantitativo di sementi.
    Le modalità secondo cui dette indicazioni debbono essere fornite possono
    essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 21."
 ---pagebreak---                                        - 24 -
24. Dopo l'articolo 22 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 22bis
   Secondo la procedura di cui all'articolo 21, possono essere stabilite
   condizioni specifiche che tengano conto di nuovi sviluppi per quanto riguarda
   a)  la commercializzazione di sementi trattate chimicamente
   b) la conservazione delle risorse genetiche."
                                    Articolo 4
La direttiva 66/403/CEE è modificata nel seguente modo:
1.  L'articolo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "La presente direttiva riguarda la produzione (ai fini della
    commercializzazione), la commercializzazione e, se del caso, l'impiego dei
    tuberi-seme di patate all'interno della Comunità."
2.  All'articolo 3, paragrafo 2, il punto B è abrogato.
3.  Dopo 1'articolo 3 è inserito il seguente articolo :
                                  "Articolo 3bis
    In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1 gli Stati membri
    prescrivono che i tuberi-seme selezionati di generazioni anteriori ai tuberi-
    seme di base possano essere commercializzati."
4.  Dopo 1'articolo 4 è inserito il seguente :
                                  "Articolo 4bis
    1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1 gli Stati membri
       possono autorizzare i produttori insediati nel loro territorio a
       commercializzare piccoli quantitativi di tuberi-seme di patate per prove
       sperimentali, a scopi scientifici o per lavori di selezione.
    2. Le condizioni per la concessione, da parte degli Stati membri, di queste
       autorizzazioni possono essere stabilite secondo la procedura di cui
       all'articolo 21."
 ---pagebreak---                                         - 25 -
5. Dopo 1'articolo 5 è inserito il seguente :
                                   "Articolo Sbis
    1. Stati membri prescrivono una disposizione che prevede la separazione dei
       tuberi-seme di patate prodotti nel proprio territorio dalle altre patate,
       durante la produzione.
   2. La disposizione di cui al paragrafo 1 comprende misure volte a
      - separare la produzione dei tuberi-seme e delle altre patate;
      - separare la calibratura, il magazzinaggio, il trasporto, la conservazione
        e il trattamento dei tuberi-seme e delle altre patate, ad eccezione delle
        patate che sono calibrate, immagazzinate, trasportate o trattate sul luogo
        di produzione;
      - garantire che possano essere piantati soltanto tuberi-seme ufficialmente
        certificati."
6.   All'articolo 7, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
     "1. Gli Stati membri prescrivono che i tuberi-seme di patate possano essere
         commercializzati solamente Sé'hanno un calibro minimo tale da non passare
         attraverso una maglia quadra di 25 x 25 mm. Per i tuberi che sono troppo
         grossi per passare attraverso una maglia quadra di 35 x 35 mm, i limiti
         inferiore e superiore del calibro sono espressi in multipli di 5.
         Lo scarto massimo di calibro dei tuberi di una partita deve essere tale
         che la differenza di dimensioni tra le due maglie quadre utilizzate non
         superi i 25 mm. Quest'ultima dimensione può essere aumentata secondo la
         procedura di cui all'articolo 19."
7.   All'articolo 7 il paragrafo 4 è abrogato.
8.   All'articolo 10 il testo del paragrafo 2 è sostituito con il seguente:
     "2. Gli Stati membri possono prevedere deroghe al disposto del paragrafo 1
         nel caso di imballaggi piccoli marcati sul proprio territorio. Le
         condizioni per tali deroghe possono essere fissate secondo la procedura
         di cui all'articolo 19."
 ---pagebreak---                                        - 26 -
9.  L'articolo 11 è sostituito dal seguente testo:
    "Secondo la procedura di cui all'articolo 19 si può prevedere, per gli Stati
    membri, la possibilità di prescrivere che, nei casi diversi da quelli
    considerati dalla presente direttiva, gli imballaggi o i contenitori di
    tuberi-seme di base o di tuberi-seme certificati di patate, di produzione
    nazionale o importati, debbano recare un'etichetta del fornitore (sotto forma
    di etichetta distinta da quella ufficiale oppure di informazioni del
    fornitore stampate sull•imballaggio o sul contenitore stesso). Anche le
    indicazioni che debbono figurare su tale etichetta sono stabilite secondo la
    procedura di cui all'articolo 19."
10.  All'articolo 13, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "1. Gli Stati membri vigilano affinché i tuberi-seme di patate
        commercializzati in applicazione delle disposizioni della presente
        direttiva, sia vincolanti che facoltative, non siano soggetti ad alcuna
        restrizione di commercializzazione diversa da quelle previste dalla
        presente direttiva per quanto riguarda le loro caratteristiche, le
        disposizioni relative all'esame, il contrassegno e la chiusura."
11.  All'articolo 13, il paragrafo 4 è abrogato.*-» ì;
12. Dopo l'articolo 13 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 13bis
    I tuberi-seme di patate selezionati di generazioni anteriori ai tuberi-seme
    di base possono essere commercializzati in applicazione dell'articolo 3bis, a
    condizione che:
    a) siano stati ufficialmente controllati dal servizio competente per la
       certificazione, conformemente alle norme che disciplinano la
       certificazione dei tuberi-seme di base;
    b) siano contenuti in imballaggi o in recipienti conformi alle disposizioni
       della presente direttiva, e
    e) tali imballaggi o recipienti siano provvisti di un'etichetta ufficiale,
       recante almeno le seguenti indicazioni:
       - il servizio di certificazione e lo Stato membro o le relative sigle,
 ---pagebreak---                                         - 27 -
        - il numero d'identificazione del prodotto o il numero di riferimento
          della partita,
        - il mese e l'anno della chiusura,
        - la specie, indicata almeno in caratteri latini con la sua denominazione
          botanica, che può essere riportata in forma abbreviata e senza i nomi
          degli autori, o con la sua denominazione comune, o con entrambe;
        - la varietà, indicata almeno in caratteri latini,
        - la dicitura "tuberi-seme pre-base".
        L'etichetta è di color bianco ed è barrata diagonalmente da una linea
viola."
13.  All'articolo 14, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
     "1. La Commissione può vietare, totalmente o parzialmente, la
          commercializzazione di tuberi-seme di patate raccolti in una determinata
          zona della Comunità, qualora la discendenza di campioni ufficialmente
          prelevati di tuberi-seme di base o di tuberi-seme certificati raccolti
          in tale zona e coltivati in uno o più campi comparativi comunitari sia
          risultata sensibilmente inferiore, nel corso di tre annate successive,
          alle condizioni minime di cui all'allegato I, punti le, 2c, 3 e 4. In
          occasione delle prove ^comparative possono essere esaminati anche gli
          altri requisiti minimi adi cui all'allegato I."
14.  All'articolo 14, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
     "2. Le misure adottate in applicazione del paragrafo 1 saranno sospese non
          appena si sarà appurato, con un sufficiente grado di certezza, che i
          tuberi-seme di base ed i tuberi-seme certificati di patate raccolti
          nella zona della Comunità in questione soddisferanno, in futuro, alle
          condizioni minime di cui al paragrafo 1."
15.  All'articolo 14, il paragrafo 3 è abrogato.
16.  All'articolo 14, il paragrafo 4 diventa paragrafo 3.
 ---pagebreak---                                       - 28 -
17. Il testo dell'articolo 17 è sostituito con il seguente:
   "1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
       di tuberi-seme di base o certificati, che si manifestino nella Comunità e
       non possano essere superate in altro modo, può essere deciso, secondo la
       procedura prevista all'articolo 19, che gli Stati membri autorizzino, per
       un periodo determinato, la commercializzazione nell'intera Comunità di
       sementi di una categoria soggetta a requisiti ridotti o di sementi di
       varietà non incluse nel "Catalogo comune delle varietà delle specie di
       piante agricole" o nei cataloghi nazionali delle varietà degli Stati
       membri; la commercializzazione è limitata a fini di utilizzazione dei
       tuberi-seme da parte dei coltivatori di patate che risentono di quelle
       difficoltà in tutta la Comunità o in parte di essa.
    2. Quando si tratti di una categoria di tuberi-seme di una determinata
       varietà, l'etichetta ufficiale è quella prevista per la corrispondente
       categoria; in tutti gli altri casi è quella prevista per tuberi-seme
       commerciali. L'etichetta deve indicare sempre che si tratta di una
       categoria soggetta a requisiti ridotti.
       Gli Stati membri garantiscono che venganarf-eraesse etichette ufficiali solo
       per la quantità di tuberi-seme autorizzata ad essere commercializzata in
       conformità del paragrafo 1.
       Gli Stati membri interessati vigilano sull'adeguata utilizzazione dei
       tuberi-seme autorizzati ad essere commercializzati in conformità del
       paragrafo 1.
    3. Possono essere adottate norme d'applicazione del paragrafo 1 conformemente
       alla procedura di cui all'articolo 19."
18. All'articolo 18, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "1. Gli Stati membri vigilano affinché siano effettuati controlli ufficiali
       sulla commercializzazione e, se del caso, sull'utilizzazione di tuberi-
       seme di patate, perlomeno mediante sondaggi, per verificare la conformità
       ai requisiti della presente direttiva."
 ---pagebreak---                                               - 29 -
19.   All'articolo 18, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
      "2. Fatta salva la libera circolazione dei tuberi-seme di patate all'interno
          della Comunità, gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie
          affinché, all'atto della commercializzazione di quantitativi superiori a
          2 kg, vengano fornite le seguenti indicazioni:
          a) specie
          b) varietà
          e) categoria
          d) paese di produzione e servizio di controllo
          e) paese speditore
          f) importatore
          g) quantitativi di tuberi-seme di patate.
Le modalità secondo cui dette indicazioni debbono essere fornite possono essere
stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 19."
20. Dopo l'articolo 20 è inserito il seguente:
                                       "Articolo 20bis
                               (•••••'-<"xsh
   Secondo la procedura di cui all'articolo 19, possono essere stabilite
    condizioni specifiche che tengano conto di nuovi sviluppi per quanto riguarda
   a)   la commercializzazione di tuberi-seme di patate trattati chimicamente
   b)   la conservazione delle risorse genetiche."
                                           Articolo 5
La direttiva 69/208/CEE è modificata nel seguente modo:
1.   L'articolo 1 è sostituito dal seguente testo:
     "La presente direttiva riguarda la produzione (ai fini della
     commercializzazione), la commercializzazione e, se del caso, l'impiego delle
     sementi di piante oleaginose e da fibra ali'interno della Comunità destinate
     alla produzione agricola, esclusi gli usi ornamentali."
 ---pagebreak---                                       - 30 -
2. All'articolo 3, paragrafo 1 è depennata la parte di frase "e rispondono alle
   condizioni di cui all'allegato II".
3. All'articolo 3, paragrafo 2 è depennata la parte di frase "e se tali sementi
   rispondono inoltre alle condizioni di cui all'allegato II".
4. All'articolo 3, il paragrafo 5 è abrogato.
5. Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:
                                  "Articolo 3bis
   In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafi 1 e 2 gli Stati membri
   prescrivono che possano essere commercializzate:
   - le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base e
   - le sementi in natura, commercializzate ai fini del condizionamento, a
      condizione che sia garantita l'individualità di tali sementi."
6. Alla fine dell'articolo 4 ê aggiunta la seguente frase:
   "Gli Stati membri che fanno ricorso alla deroga di cui alla precedente
   lettera a) o b) si garantiscono la reciproca assistenza amministrativa per
   quanto concerne i controlli."
7. Dopo 1•articolo 4 è inserito il seguente :
                                 "Articolo 4 bis
   1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafi 1 e 2, gli Stati
       membri possono autorizzare i produttori insediati nel proprio territorio a
       commercializzare piccoli quantitativi di sementi per prove sperimentali, a
       scopi scientifici o per lavori di selezione.
   2. Le condizioni per la concessione, da parte degli Stati membri, di queste
       autorizzazioni possono essere stabilite secondo la procedura di cui
       all'articolo 20."
8. All'articolo 9, paragrafo 3 è aggiunta, dopo "i piccoli imballaggi", la parte
   di frase "chiusi nel proprio territorio". Al termine del paragrafo è aggiunta
    la seguente frase: "Le condizioni relative a tali deroghe possono essere
    stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 20."
 ---pagebreak---                                       - 31 -
9.  All'articolo 10, il paragrafo 2 ê sostituito dal seguente testo:
    "2. Gli Stati membri possono prevedere deroghe alle disposizioni del
        paragrafo 1 per i piccoli imballaggi commercializzati nel proprio
        territorio. Le condizioni relative a tali deroghe possono essere
        stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 20."
10. L'articolo il è sostituito dal seguente testo:
    "Secondo la procedura di cui all'articolo 20 si può prevedere, per gli Stati
    membri,la possibilità di prescrivere che, nei casi diversi da quelli
    considerati dalla presente direttiva, gli imballaggi di sementi di base, di
    sementi certificate di tutte le categorie o di sementi commerciali, sia di
    produzione nazionale che importate, siano provvisti di  un'etichetta del
    fornitore (sotto forma di etichetta distinta da quella ufficiale oppure di
    informazioni del fornitore stampate sull'imballaggio stesso).
    Anche le indicazioni che devono figurare su tale etichetta sono stabilite
    secondo la procedura di cui all'articolo 20."
11. All'articolo 13, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
    "1. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi commercializzate in
        applicazione delle disposizioni della presente direttiva, sia vincolanti
        che facoltative, non siano soggette ad alcuna restrizione di
        commercializzazione diversa da quelle previste dalla presente direttiva
        per quanto concerne le loro caratteristiche, le disposizioni relative
        all'esame, il contrassegno e la chiusura."
12. All'articolo 13, il paragrafo 2 è abrogato.
13. All'articolo 13, il paragrafo 3 è abrogato.
14. Dopo l'articolo 14 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 14bis
    Le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base possono
    essere commercializzate in applicazione dell'articolo 3 bis, primo trattino,
    a condizione che:
 ---pagebreak---                                       - 32 -
    a) siano state ufficialmente controllate dal servizio competente per la
       certificazione, conformemente alle norme che disciplinano la
       certificazione delle sementi di base;
    b) siano contenute in imballaggi conformi alle disposizioni della presente
       direttiva, e
    e) tali imballaggi siano provvisti di un'etichetta ufficiale, recante almeno
       le seguenti indicazioni :
       - il servizio di certificazione e lo Stato membro o le relative sigle,
       - il numero di riferimento della partita,
       - il mese e l'anno della chiusura,
       - il mese e l'anno dell'ultimo prelievo ufficiale di campioni ai fini
         della certificazione,
       - la specie, indicata almeno in caratteri latini, con la sua denominazione
         botanica, che può essere riportata in forma abbreviata e senza i nomi
         degli autori,
       - la varietà, indicata almeno in caratteri latini,
       - la dicitura "sementi pre-base",
       - il numero di generazioni anteriori alle sementi delle categorie "sementi
         certificate" o "sementi certificate di prima riproduzione".
       L'etichetta è di colore bianco ed è barrata diagonalmente da una linea
       viola. "
15. All'articolo 14, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
    "2. Le sementi di piante oleaginose e da fibra raccolte nella Comunità e
        destinate ad essere certificate conformemente al paragrafo 1 sono:
        - confezionate e provviste di un'etichetta ufficiale rispondente alle
          condizioni di cui all'allegato V, lettere A e b, conformemente a quanto
          prevede l'articolo 9, paragrafo 1, e
        - accompagnate da un documento ufficiale rispondente alle condizioni di
          cui all'allegato V, lettera C.
        Tale disposizione non si applica alla commercializzazione di piccoli
        quantitativi delle sementi considerate nella stessa circoscrizione
        amministrativa."
 ---pagebreak---                                        - 33 -
16. Il testo dell'articolo 16 è sostituito con il seguente:
   "1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
       di sementi di base o di sementi certificate, che si manifestino nella
       Comunità e non possano essere superate in altro modo, può essere deciso,
       secondo la procedura prevista all'articolo 20, che gli Stati membri
       autorizzino, per un periodo determinato, la commercializzazione
       nell'intera Comunità di sementi di una categoria soggetta a requisiti
       ridotti o di sementi di varietà non incluse nel "Catalogo comune delle
       varietà delle specie di piante agricole" o nei cataloghi nazionali delle
       varietà degli Stati membri; la commercializzazione è limitata a fini di
       utilizzazione delle sementi da parte dei coltivatori di piante oleaginose
       e da fibra che risentono di quelle difficoltà in tutta la Comunità o in
       parte di essa.
    2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una determinata varietà,
       l'etichetta ufficiale è quella prevista per la corrispondente categoria;
       in tutti gli altri casi è quella prevista per sementi commerciali.
       L'etichetta deve indicare sempre che si tratta di una categoria soggetta a
       requisiti ridotti.
    g Gli Stati membri garantiscono che vengano emesse etichette ufficiali solo
       per la quantità di sementi autorizzata ad essere commercializzata in
       conformità del paragrafo 1.
       Gli Stati membri interessati vigilano sull'adeguata utilizzazione delle
       sementi autorizzate ad essere commercializzate in conformità del paragrafo
       1.
    fif. Possono essere adottate norme d'applicazione del paragrafo 1 conformemente
       alla procedura di cui all'articolo 20."
17. All'articolo 18, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "l. Gli Stati membri vigilano affinché siano effettuati controlli ufficiali
       sulla commercializzazione e, se del caso, sull'utilizzazione di sementi di
       piante oleaginose e da fibra, perlomeno mediante sondaggi, per verificare
       la conformità ai requisiti della presente direttiva."
 ---pagebreak---                                         - 34 -
18. All'articolo 18, il paragrafo 2 ê sostituito dal seguente testo:
     "2. Fatta salva la libera circolazione delle sementi all'interno della
         Comunità, gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché,
         all'atto della commercializzazione di quantitativi superiori a 2 kg,
         vengano fornite le seguenti indicazioni:
         a) specie,
         b) varietà,
         e) categoria,
         d) paese di produzione e servizio di controllo ufficiale,
         e) paese speditore,
         f) importatore,
         g) quantitativi di sementi.
         Le modalità secondo cui dette indicazioni debbono essere fornite possono
         essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 20."
19. Dopo l'articolo 21 è inserito il seguente articolo:
                                  "Articolo 21 bis
    Secondo la procedura di cui all'articolo 20, possono essere stabilite
    condizioni specifiche che tengano conto di nuovi sviluppi per quanto riguarda
    a)  la commercializzazione di sementi trattate chimicamente
    b) la conservazione delle risorse genetiche."
                                     Articolo 6
La direttiva 70/457/CEE è modificata come segue.
1. Ali'articolo 4, dopo il paragrafo 3 sono aggiunti i seguenti paragrafi :
    "4. Nel caso di una varietà geneticamente modificata ai sensi dell'articolo 2,
        paragrafi 1 e 2 della direttiva 90/220/CEE sull'emissione deliberata
        nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (16) , la varietà può
        essere ammessa solo se è sicura per la salute umana e per 1'ambiente.
     5. Inoltre, se materiale di una varietà di cui al paragrafo 4 è destinato ad
        essere utilizzato come alimento o ingrediente alimentare rientrante nel
        campo d'applicazione del regolamento (CEE) ../93 del Consiglio (17) su
        alimenti nuovi o ingredienti alimentari nuovi, lo Stato membro, prima di
        ammettere la varietà, deve inoltre garantire che
 [16) GU n. L 117 dell'8.5.1990, pag. 15
 (17) GU n.
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        - l'alimento o l'ingrediente alimentare sia stato autorizzato
          conformemente al regolamento (CEE)  .../93 oppure
        - l'alimento o l'ingrediente alimentare sia conforme ai criteri generali
          indicati nell'allegato II del regolamento (CEE)   .../93."
2. All'articolo 7, paragrafo 2, è aggiunta la seguente lettera:
   "e) le modalità per l'esecuzione degli esami di coltura, nell'intento di
       stabilire il valore di coltivazione o d'impiego."
3. All'articolo 7, dopo il paragrafo 3 è aggiunto il seguente paragrafo:
   "4a) Nel caso di una varietà geneticamente modificata di cui all'articolo 4,
        paragrafo 4, deve essere effettuata una valutazione del rischio per
        l'ambiente analoga a quella prevista dalla direttiva 90/220/CEE.
     b) Secondo la procedura di cui all'articolo 23, vengono fissate procedure
        particolareggiate per l'applicazione del disposto della lettera a ) .
     e) Gli articoli da 11 a 18 della direttiva 90/220/CEE non sono più
        d'applicazione alle varietà geneticamente modificate una volta che siano
        fissate le procedure particolareggiate di cui alla lettera b ) . Dette
        procedure vengono fissate entro la data di cui all'articolo 9, paragrafo
        1, terzo trattino della direttiva      ".
4. All'articolo 7, dopo il paragrafo 4 è aggiunto il seguente paragrafo:
   "5. Nel caso di una varietà da utilizzare come alimento nuovo o ingrediente
       alimentare nuovo di cui all'articolo 4, paragrafo 5, secondo trattino,
       deve essere effettuata una valutazione scientifica circa la sua
       adeguatezza quale alimento, secondo la pertinente procedura prevista dal
       regolamento (CEE)  ,./93. Qualora in detto regolamento sia fatto
       riferimento alla procedura del Comitato permanente per i prodotti
       alimentari, è d'applicazione la procedura di cui all'articolo 23. Secondo
       la stessa procedura, sono fissate le procedure particolareggiate ai fini
       dell'applicazione del presente paragrafo.
5. Dopo l'articolo 12 bis, paragrafo 3, è aggiunto il seguente paragrafo:
   "4. Secondo la procedura di cui all'articolo 23 possono essere stabilite le
       modalità d'applicazione dei paragrafi 1 e 2."
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6. All'articolo 15, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "1. Gli Stati membri vigilano affinché, con effetto a partire dalla data di
       pubblicazione di cui all'articolo 18, le sementi delle varietà ammesse in
       applicazione delle disposizioni della presente direttiva o in base a
       principi corrispondenti a quelli stabiliti dalla presente direttiva non
       siano soggette ad alcuna restrizione di mercato per quanto concerne la
       varietà,"
7. All'articolo 15, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:
   "2. In deroga alle disposizioni previste dal paragrafo 1 uno Stato membro può
       essere autorizzato, su sua richiesta e secondo la procedura di cui
       all'articolo 23, a vietare l'impiego, in tutto o in parte del suo
       territorio, delle sementi della varietà in questione:
       a) qualora sia appurato che la coltivazione di tale varietà possa
          risultare dannosa dal punto di vista fitosanitario per la coltivazione
          di altre varietà o specie oppure
       b) qualora, in base ad esami ufficiali in coltura, effettuati nello Stato
          membro richiedente, applicando per analogia le disposizioni
          dell'articolo 5, paragrafo 4, si sia constatato che la varietà non
          produce, in nessuna parte del territorio di tale Stato, risultati
          corrispondenti a quelli ottenuti con un'altra varietà comparabile
          ammessa nel territorio di detto Stato membro o se è notorio che la
          varietà, per forma e classe di maturità, non è atta ad essere coltivata
          in alcuna parte del territorio di detto Stato membro. La domanda è
          presentata entro la fine del terzo anno di calendario successivo a
          quello dell'ammissione."
8. All'articolo 15, il paragrafo 3 è abrogato.
9. All'articolo 15, il paragrafo 4 è abrogato.
10. All'articolo 15, il paragrafo 5 è abrogato,
il. All'articolo 15, il paragrafo 6 è abrogato.
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12. All'articolo 15, il paragrafo 7 è abrogato.
13. Dopo 1•articolo 24 è aggiunto il seguente :
                                 "Articolo 24 bis
    Secondo la procedura di cui all'articolo 23, possono essere stabilite
    condizioni specifiche che tengano conto dei nuovi sviluppi per quanto
    concerne la conservazione delle risorse genetiche."
                                    Articolo 7
La direttiva 70/458/CEE è modificata nel modo seguente:
1. L'articolo 1 è sostituito dals eguente testo:
   "La presente direttiva riguarda la produzione (ai fini della
   commercializzazione), la commercializzazione e, se del caso, l'impiego delle
   sementi di ortaggi all'interno della Comunità.
2. Il testo dell'artico 4 viene numerato con la cifra 1 talché diventa il testo
   del paragrafo 1 dello stesso articolo.
3. All'articolo 4, dopo il paragrafo 1 sono aggiunti i seguenti paragrafi:
   "2. Nel caso di una varietà geneticamente modificata ai sensi dell'articolo 2,
       paragrafi 1 e 2 della direttiva 90/220/CEE sull'emissione deliberata
       nell'ambiente di organismi geneticamente modificati, la varietà è ammessa
       solo se è sicura per la salute umana e per l'ambiente.
    3. Inoltre, se materiale di una varietà di cui al paragrafo 2 è destinato ad
       essere utilizzato come alimento o ingrediente alimentare rientrante nel
       campo d'applicazione del regolamento (CEE) ,../93 del Consiglio su nuovi
       alimenti o nuovi ingredienti alimentari, prima di ammettere la varietà lo
       Stato membro garantisce che
       - l'alimento o l'ingrediente alimentare sia stato autorizzato
         conformemente al disposto del regolamento (CEE)  .../93 oppure
       - l'alimento o l'ingrediente alimentare sia conforme ai criteri generali
         indicati nell'allegato II del regolamento (CEE) .../93."
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4. All'articolo 7, dopo il paragrafo 3 è aggiunto il seguente paragrafo:
   "4a) Nel caso di una varietà geneticamente modificata di cui all'articolo 4,
         paragrafo 2, deve essere effettuata una valutazione del rischio per
         l'ambiente analoga a quella prevista dalla direttiva 90/220/CEE.
      b) Conformemente alla procedura di cui all'articolo 40, sono fissate
         procedure particolareggiate per l'applicazione del disposto della
         precedente lettera a ) .
      e) Gli articoli da 11 a 18 della direttiva 90/220/CEE non sono
         d'applicazione alle varietà geneticamente modificate se sono state
         fissate le procedure particolareggiate di cui alla precedente lettera b ) .
         Dette procedure sono fissate entro la data di cui all'articolo 9,
         paragrafo 1, terzo trattino della direttiva ...".
5. All'articolo 7, dopo il paragrafo 4 è aggiunto il seguente paragrafo:
   "5. Nel caso di una varietà da utilizzare come alimento nuovo o ingrediente
        alimentare nuovo di cui all'articolo 4, paragrafo 5, secondo trattino,
        deve essere effettuata una valutazione sulla sua sicurezza alimentare
        conformemente alla pertinente procedura di cui al regolamento (CEE)
        .../93. Ove in detto regolamento è fatto riferimento alla procedura del
        Comitato permanente per i prodotti alimentari, è d'applicazione la
        procedura di cui all'articolo 40. Secondo la stessa procedura, sono
        fissate procedure particolareggiate per l'applicazione del disposto del
        presente paragrafo."
6. All'articolo 15, dopo il paragrafo 2, è aggiunto il seguente paragrafo:
   "3. Relativamente alle varietà la cui ammissione è stata rinnovata in
        conformità dell'articolo 13, paragrafo 3, gli Stati membri possono
        consentire l'utilizzazione, sino al 30 giugno 1994, delle denominazioni
        utilizzate prima del rinnovo dell'ammissione."
7.  Dopo l'articolo 13 bis, paragrafo 3, è aggiunto il seguente paragrafo:
     "4. In base alla procedura di cui all'articolo 40 possono essere stabilite le
         modalità di applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3."
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8.   All'articolo 16, paragrafo 1, secondo e terzo comma le parole "dopo un
     periodo di due mesi" sono sostituite con "con effetto a partire".
9.   All'articolo 16, il paragrafo 2 è abrogato.
10.  All'articolo 16, il paragrafo 3 è abrogato.
11.  All'articolo 16, il paragrafo 4 è abrogato.
12.  All'articolo 20, il paragrafo 1 è abrogato.
13.  All'articolo 20, il paragrafo l bis diventa paragrafo 1 ed è modificato nel
     modo seguente:
    "1. Gli Stati membri prescrivono che le sementi di ortaggi non possano essere
        commercializzate a meno che non siano state ufficialmente certificate
        come "sementi di base" o "sementi certificate", o siano sementi standard,
        e a meno che non soddisfino le condizioni di cui all'allegato II."
14.  All'articolo 20, il paragrafo 4 è abrogato.
15.  Dopo l'articolo 20 è inserito il seguente:
                                 "Articolo 20 bis
    In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1 gli Stati membri
    prescrivono che possano essere commercializzate:
    - le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base e
    - le sementi in natura commercializzate ai fini del condizionamento, a
      condizione che sia garantita l'individualità di tali sementi."
16. Alla fine dell'articolo 21 è aggiunta la seguente frase:
    "Gli Stati membri che fanno ricorso alla deroga di cui alla precedente
    lettera a) o b) si garantiscono la reciproca assistenza amministrativa per
    quanto concerne i controlli."
 ---pagebreak---                                        - 40 -
17. Dopo l'articolo 21 ê inserito il seguente:
                                 "Articolo 21 bis
    1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, gli Stati membri
       possono autorizzare i produttori insediati nel proprio territorio a
       commercializzare piccoli quantitativi di sementi per prove sperimentali, a
       scopi scientifici o per lavori di selezione,
    2. Le condizioni per la concessione, da parte degli Stati membri, di queste
       autorizzazioni possono essere stabilite secondo la procedura di cui
       all'articolo 40."
18. All'articolo 24, il paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:
    "3. In deroga al paragrafo l e secondo la procedura di cui all'articolo 40
        gli Stati membri possono autorizzare i propri produttori a
        commercializzare
        - miscugli di sementi standard di più varietà di Lactuca sativa L.
        - miscugli di sementi standard di più varietà di Raphanus sativus L.
        in piccoli imballaggi che non superino i 50 g, purché sull'imballaggio
        figuri la menzione "miscuglio di varietà" ed il nome delle varietà che
        compongono tale miscuglio."
19. All'articolo 26, il paragrafo l bis è sostituito dal testo seguente:
    "l bis Gli Stati membri possono prevedere deroghe al paragrafo l per i
           piccoli imballaggi commercializzati nel loro territorio. Le condizioni
           relative a tali deroghe possono essere stabilite secondo la procedura
           di cui  all'articolo 40."
20. All'articolo 28, il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
    "1. Nei casi diversi da quelli considerati dalla presente direttiva è
        possibile disporre, secondo la procedura di cui all'articolo 40, che gli
        imballaggi di sementi di base o di sementi certificate di qualsiasi tipo
        debbano recare un'etichetta del fornitore (sotto forma di etichetta
        distinta da quella ufficiale oppure di informazioni del fornitore
        stampate sull'imballaggio stesso).
 ---pagebreak---                                         - 41 -
         Anche le indicazioni che debbono figurare su tale etichetta sono
         stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 40."
21. All'articolo 30, il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
    "1. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi commercializzate in
         applicazione delle disposizioni della presente direttiva, sia vincolanti
         che facoltative, non siano soggette ad alcuna restrizione di
         commercializzazione diversa da quelle previste dalla presente direttiva o
         da altre direttive, per quanto riguarda le loro caratteristiche, le
         disposizioni relative all'esame, il contrassegno e la chiusura."
22. All'articolo 30, il paragrafo 3 è abrogato.
23. Dopo l'articolo 30 è inserito il seguente:
                                  "Articolo 30 bis
    Le sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base possono
    essere commercializzate in applicazione dell'articolo 20 bis, primo trattino,
    a condizione che:
    a) siano state ufficialmente controllate dal servizio competente per la
       certificazione, conformemente alle norme che disciplinano la
       certificazione delle sementi di base;
    b) siano contenute in imballaggi conformi alle disposizioni della presente
       direttiva, e
    e) tali imballaggi siano provvisti di un'etichetta ufficiale, recante almeno
       le seguenti indicazioni :
        - il servizio di certificazione e lo Stato membro o le relative sigle,
      • - il numero di riferimento della partita,
        - il mese e l'anno della chiusura,
        - il mese e l'anno dell'ultimo prelievo ufficiale dei campioni ai fini
          della certificazione,
 ---pagebreak---                                       - 42 -
       - la specie, indicata almeno con la sua denominazione botanica, che può
         essere riportata in forma abbreviata, e, senza i nomi degli autori, in
         caratteri latini,
       - la varietà, indicata almeno in caratteri latini,
       - la dicitura "sementi pre-base",
       - il numero delle generazioni anteriori alle sementi della categoria
         "sementi certificate" o "sementi certificate di prima riproduzione".
       L'etichetta è di colore bianco ed è barrata diagonalmente da una linea
       viola."
24. All'articolo 31, il paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
    "2. Le sementi di ortaggi raccolte nella Comunità e destinate ad essere
        certificate conformemente al paragrafo 1 sono:
        - confezionate e provviste di un'etichetta ufficiale rispondente alle
          condizioni di cui all'allegato V, lettere A) e B ) , conformemente a
          quanto prevede l'articolo 25, paragrafo 1, e
        - accompagnate da un documento ufficiale rispondente alle condizioni di
          cui all'allegato V, lettera C) .
        Tale disposizione non si applica alla commercializzazione di piccoli
        quantitativi delle sementi considerate nella stessa circoscrizione
        amministrativa."
25. Il testo dell'articolo 33 è sostituito con il seguente:
   "1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale
       di sementi di base, certificate o standard, che si manifestino nella
       Comunità e non possano essere superate in altro modo, può essere deciso,
       secondo la procedura prevista all'articolo 40, che gli Stati membri
       autorizzino, per un periodo determinato, la commercializzazione
       nell'intera Comunità di sementi di una categoria soggetta a requisiti
       ridotti o di sementi di varietà non incluse nel "Catalogo comune delle
       varietà delle specie di piante agricole" o nei cataloghi nazionali delle
       varietà degli Stati membri; la commercializzazione è limitata a fini di
       utilizzazione delle sementi da parte dei coltivatori di ortaggi che
       risentono di quelle difficoltà in tutta la Comunità o in parte di essa.
 ---pagebreak---                                       - 43
    2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una determinata varietà,
       l'etichetta ufficiale è quella prevista per la corrispondente categoria;
       in tutti gli altri casi è quella prevista per sementi commerciali.
       L'etichetta deve indicare sempre che si tratta di una categoria soggetta a
       requisiti ridotti.
       Gli Stati membri garantiscono che vengano emesse etichette ufficiali solo
       per la quantità di sementi autorizzata ad essere commercializzata in
       conformità del paragrafo 1.
       Gli Stati membri interessati vigilano sull'adeguata utilizzazione delle
       sementi autorizzate ad essere commercializzate in conformità del paragrafo
       1.
    3. Possono essere adottate norme d'applicazione del paragrafo l conformemente
       alla procedura di cui all'articolo 40."
26. All'articolo 35, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
   "1. Gli Stati membri vigilano affinché siano effettuati controlli ufficiali
       sulla commercializzazione e, se del caso, sull'utilizzazione di sementi di
       ortaggi, perlomeno mediante sondaggi, per verificare la conformità ai
       requisiti della presente direttiva."
27. All'articolo 35, il paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
    "2. Fatta salva la libera circolazione delle sementi all'interno della
        Comunità, gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché,
        all'atto della commercializzazione di quantitativi superiori a 2 kg,
        vengano fornite le seguenti indicazioni :
        a) specie,
        b) varietà,
        e) categoria,
        d) paese di produzione e servizio di controllo ufficiale,
        e) paese speditore,
        f) importatore,
        g) quantitativi di sementi.
        Le modalità secondo cui dette indicazioni debbono essere fornite possono
        essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 40."
 ---pagebreak---                                         - 44 -
28. Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente:
                                  "Articolo 41 bis
   Secondo la procedura di cui all'articolo 40, possono essere stabilite
   condizioni specifiche che tengano conto di nuovi sviluppi per quanto riguarda
   a)   la commercializzazione di sementi trattate chimicamente
   b) la conservazione delle risorse genetiche,"
29. L'articolo 42 è sostituito dal testo seguente:
    "Lo Stato membro che ne faccia richiesta può ottenere, previo esame di tale
    richiesta in base alla procedura definita all'articolo 40, di essere
    dispensato totalmente o parzialmente dall'obbligo di applicare la presente
    direttiva a specie che non vengono correntemente riprodotte o
    commercializzate nel suo territorio, purché ciò non sia in contrasto con
    l'articolo 16, paragrafo 1 e con l'articolo 30, paragrafo 1."
                                     Articolo 8
Durante un periodo di transizione di non oltre quattro anni successivo
all'entrata in vigore delle disposizioni legislative, regolamentari o
amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva gli Stati
membri possono, in deroga all'articolo 2, paragrafo 1, punto C), lettere a) e b)
della direttiva 66/401/CEE, consentire la commercializzazione di sementi di una
generazione precedentemente ammessa.
                                     Articolo 9
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari
   ed amministrative necessarie per conformarsi
   - al disposto dell'articolo 6, paragrafo 3 e dell'articolo 7, paragrafo 4, per
     quanto dette disposizioni riguardano la fissazione delle procedure
     particolareggiate di cui trattasi, entro un mese dalla data di notificazione
     della presente direttiva;
   - al disposto dell'articolo 7, paragrafo 6 a partire dal 1° luglio 1993,
   - alle altre disposizioni della presente direttiva entro sei mesi dalla data
      di notificazione della stessa.
   Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
   riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
   riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale.
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   Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione tutte le
   disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato
   dalla presente direttiva. La Commissione ne informa gli altri Stati membri,
                                   Articolo 10
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles,
                                               Per il Consiglio
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                                                              COM(93) 598 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         02 03
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-637-IT-C
                                                             ISBN 92-77-61744-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo