CELEX: 51998PC0268
Language: it
Date: 1998-06-11
Title: Proposta di raccomandazione del Consiglio sulla limitazione dell'esposizione del pubblico ai campi elettromagnetici fra 0 Hz e 300 GHz

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                   Bruxelles, 11.06.1998
                                   COM( 1998) 268 def.
                                   98/0166 (CNS)
                       Proposta di
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulla limitazione dell'esposizione del pubblico
           ai campi elettromagnetici
               fra 0 Hz e 300 GHz
             (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        RELAZIONE
INTRODUZIONE
L'avvento dei moderni sistemi di telecomunicazione, l'espansione su grande scala delle
attrezzature elettriche ed elettroniche e la proliferazione delle linee aeree ad alta
tensione hanno aumentato in modo considerevole negli ultimi anni sia l'interesse che le
preoccupazioni riguardo agli effetti dei campi elettromagnetici, mentre si rinnovano
costantemente i richiami per definire misure e norme guida in questo settore.
Le radiazioni dovute ai campi elettromagnetici sono presenti praticamente dappertutto.
Ai fini della protezione della salute si distingue di norma tra radiazioni ionizzanti e non
ionizzanti. La Comunità ha definito norme in relazione alla prima di queste categorie,
conformemente al trattato Euratom.
Le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti comprendono i raggi ultravioletti, i
raggi visibili, i raggi infrarossi (che assieme costituiscono i raggi ottici), nonché i campi
elettromagnetici (CEM) statici e quelli varianti nel tempo. Il modo in cui questi diversi
tipi di radiazioni e di campi interagiscono con le persone è assai diverso, per cui si
devono valutare con grande attenzione i possibili rìschi che ne derivano.
Per il pubblico nel suo insieme, le radiazioni ottiche presentano rìschi significativi per la
salute. Esistono infatti prove scientifiche ormai convalidate del fatto che l'esposizione
ai raggi del sole comporta un rischio fondamentale di insorgenza di cancro alla pelle e
può anche essere un fattore della perdita di trasparenza del cristallino (cataratta). A
seconda delle circostanze individuali, anche altri tipi di esposizione ai raggi ultravioletti
come quelli impiegati nel letti solari o dovuti a lampade non schermate, possono
contribuire ad aumentare il rischio per le persone, sia pure in misura nettamente
inferiore a quanto avviene in conseguenza dell'esposizione alla luce solare.
Riguardo all'esposizione del pubblico ai raggi visibili, la più importante in rapporto a
possibili lesioni oculari è quella dovuta ai raggi laser impiegati per evidenziare figure o
oggetti e per fini di divertimento.
Vari organismi internazionali hanno pubblicato norme guida per limitare l'esposizione
ai raggi ottici e raccomandazioni per la protezione della salute. Questi testi sono
attualmente in corso di studio a livello comunitario.
In relazione ai campi elettromagnetici, sono state avanzate ipotesi preoccupanti
riguardo ai possibili effetti sulla salute dell'esposizione a campi prodotti artificialmente.
Anche se gli effetti acuti dell'esposizione ai CEM sono di norma ben definiti, è in corso
un dibattito sull'esistenza di possibili effetti a lungo termine sulla salute, primo fra tutti
il cancro. Nella maggior parte degli Stati membri, le autorità ricevono di continuo
domande su questi effetti. Al momento attuale non vi sono però prove scientifiche
evidenti del fatto che i CEM causino il cancro, per cui è possibile dare una risposta alle
 ---pagebreak--- preoccupazioni del pubblico solo attraverso una ricerca ben indirizzata. D'altra parte,
alcuni effetti dei Cem sulla salute sono già ben noti, dato che hanno fatto oggetto di
varie norme guida e regolamenti nazionali e internazionali destinati a evitare o limitare
l'esposizione che può causare tali effetti.
I regolamenti e le norme guida in questo settore tendono a stabilire sistemi di
protezione della salute in base a prìncipi e criteri derivati scientificamente e
comprendono restrizioni fondamentali per la limitazione dell'esposizione e i livelli di
riferimento per intraprendere le azioni opportune in modo da evitare che si superino le
restrizioni di base.
Porre in luce i metodi che hanno portato alla definizione delle restrizioni di base e dei
livelli di riferimento comporta una informazione sui dati scientifici che riguardano le
sorgenti e i tipi di CEM e gli effetti sulla salute che essi possono determinare, come
vedremo nelle pagine seguenti.
SORGENTI E TIPI DI CEM
Le persone sono esposte sul luogo di lavoro e nell'ambiente in cui vivono a vari CEM
che derivano da un gran numero di sorgenti artificiali.
Sorgenti di campi elettrici e magnetici statici
Oltre ai campi elettrici e magnetici statici che si riscontrano nell'ambiente,
l'introduzione delle nuove tecnologie, come i video/terminali (visual display units =
VDU) e alcuni sistemi di trasporto pubblico, come le metropolitane e le linee tranviarie
in cui si impiegano sistemi di alimentazione a corrente continua, possono comportare
l'esposizione a campi magnetici statici e ad altri campi magnetici che variano
lentamente nel tempo.
Linee ad alta tensione e apparecchi elettrici
Le principali sorgenti artificiali di campi a frequenza estremamente bassa (FEB) sono le
linee aeree ad alta tensione e gli apparecchi in cui si trovano cavi sotto tensione.
All'interno degli immobili situati in prossimità delle linee ad alta tensione i campi
elettrici risultano essere da IO a 100 volte inferiori rispetto a quanto si rileva
all'esterno, a seconda della struttura degli edifici e del tipo di materiali con cui sono
costruiti. I materiali impiegati comunemente nell'edilizia non attenuano in modo
significativo i campi magnetici. Tutti gli apparecchi elettrici domestici e professionali
costituiscono altrettante sorgenti di campi elettrici a frequenza di rete (50/60 Hz) e di
campi magnetici, i quali variano da pochi decimi di uT ad alcuni mT nelle strette
vicinanze degli apparecchi, mentre diminuiscono rapidamente all'aumentare della
distanza dagli stessi.
 ---pagebreak--- Ferrovie
La maggior parte delle reti ferroviarie europee sono elettrificate e vi si impiega
corrente continua o alternata a frequenze di 16 2/3 Hz o di 50 Hz. Ad esempio,
l'intensità di campo elettrico risultante all'interno di un treno alimentato in corrente
continua è solo di pochi V/m, mentre sulle banchine le intensità di campo possono
essere molto più elevate. I campi magnetici corrispondenti sulle banchine e all'interno
del treno sono di pochi decimi di |.iT durante l'accelerazione del convoglio e sono
molto variabili nel tempo.
Emittenti radiotelevisive
Le emittenti radiotelevisive impiegano bande di frequenza situate fra circa 145 kHz e
 110 MHz per le trasmissioni radio in LF, MF, HF e VHF e comprese fra 147 e 854
MHz per le trasmissioni televisive in UHF. Le misurazioni effettuate presso una
stazione in MF dotata di due trasmettitori da 50 kW e due da 75 kW hanno indicato
che alla distanza di 30 m da una antenna da 75 kW, i campi elettrici hanno un'intensità
di circa 275 V/m. L'accesso del pubblico alle antenne di trasmissione è quindi
generalmente limitato o vietato.
Radiotelefoni cellulari
I sistemi mobili di telecomunicazione possono essere suddivisi in diverse categorie, a
seconda del tipo di rete di diffusione impiegato. 1 sistemi per la telefonia cellulare
mobile comportano la comunicazione da apparecchi portatili o da ricetrasmettitori
installati a bordo di veicoli verso stazioni fisse. I sistemi cellulari analogici funzionano
con bande di frequenza di 150, 200, 450 o 900 MHz. Il sistema digitale europeo basato
sulla norma europea armonizzata per il GSM, funziona sostanzialmente a 900 MHz ed
è stato impiegato fin dal 1992. Un nuovo sistema, denominato DCS 1800, funziona a
 1800 MHz ed ha caratteristiche assai simili a quelle del GSM, mentre i sistemi futuri
funzioneranno a frequenze ancor più elevate.
 L'esposizione ai campi elettromagnetici generati dai telefoni portatili è di norma
limitata a parti del corpo dell'utente di piccola superfìcie, cioè il capo e la mano.
Stazioni fisse per la telefonia mobile
 Le stazioni fìsse sono installate di norma su torri indipendenti o sui tetti di immobili e
 l'accesso alla zona immediatamente circostante alle antenne deve essere limitato. Le
 antenne sono costituite da schiere verticali di dipoli colineari che danno un fascio
 verticale molto stretto. L'inclinazione delle antenne rispetto alla verticale è inferiore a
  10°, per cui l'esposizione del pubblico ai fasci principali di norma non è possibile a
 distanze inferiori a circa 60 m, per cui i livelli risultano nella maggior parte dei casi
 assai limitati.
 ---pagebreak--- Radar
I sistemi radar impiegano microonde a frequenze comprese fra 500 MHz fino a circa
 15 GHz, mentre si notano alcuni sistemi che raggiungono anche i 100 Gllz. Il segnale
prodotto varia dalla maggior parte delle sorgenti nel senso che si tratta di sorgenti
pulsanti che danno potenze medie inferiori di vari ordini di grandezza rispetto alle
potenze di picco.
Le antenne impiegate per i radar sono moderatamente direzionali e i loro fasci
principali hanno un'ampiezza di solo pochi gradi. Molti sistemi impiegano antenne a
direzione continuamente variabile per rotazione sul piano orizzontale o inclinazione sul
piano verticale.
Gli impianti radar impiegati nella navigazione marittima variano dai grandi complessi
montati a bordo delle superpetroliere alle piccole attrezzature montate sull'albero delle
barche a vela da diporto. In condizioni operative normali, con l'antenna in rotazione, la
densità di potenza media dei sistemi di maggiori prestazioni entro un metro dalla
circonferenza descritta dal sistema radar può essere calcolata in meno di 10 W m"2.
EFFETTI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI SULLA SALUTE -
BASE PER LA DEFINIZIONE DI RESTRIZIONI RIGUARDO
ALL'ESPOSIZIONE
Gli effetti sulla salute derivano da una interazione fra i campi elettromagnetici ed il
corpo. Sono ormai noti i meccanismi in base ai quali i campi elettrici e magnetici sia
statici che variabili nel tempo interagiscono in modo diretto con i tessuti degli esseri
viventi':
- l'azione dei campi elettrici statici e a frequenza estremamente bassa comporta
   cambiamenti sulla superfìcie di un corpo esposto, in misura tale da potere essere
    percepiti;
- l'azione dei campi magnetici statici attraverso fenomeni di induzione magnetica
    comporta un flusso di corrente elettrica e di potenziali elettrici lungo i vasi
    sanguigni; le interazioni magnetomeccaniche comportano lo svilupparsi di forze
    sulle molecole dei materiali ferromagnetici, delle particelle magnetiche e degli
    impianti ferromagnetici, mentre si rilevano processi di interazione elettronica che
    possono a loro volta influenzare le reazioni chimiche;
- l'azione dei campi elettrici a bassa frequenza comporta un flusso di cariche
    elettriche (corrente elettrica), l'insorgenza di cariche di polarizzazione (formazione
    di dipoli elettrici) e il riorientamento dei dipoli elettrici già presenti nel tessuto;
1
  United Nations Environment Programme/ World Health Organization /International Radiation
Protection Association Electromagnetics fields (300 Hz to 300 Ghz). Geneva, World Health
Organization: Environmental Health Criteria 137; 1993
 ---pagebreak---     l'azione dei campi magnetici a bassa frequenza determina l'induzione di campi
    elettrici e la circolazione di correnti elettriche che possono causare effetti di
    stimolazione elettrica;
- l'assorbimento di energia da campi elettromagnetici di frequenze superiori a 100
    kHz o valori analoghi, può comportare un riscaldamento significativo.
Inoltre, vi sono due meccanismi di interazione indiretta:
- le correnti di contatto o scariche transeunti che si verificano quando il corpo umano
    entra in contatto con un oggetto a potenziale elettrico diverso (p.es. quando
    l'oggetto in questione o il corpo sono sottoposti all'azione di un campo
    elettromagnetico);
- l'interazione di campi elettromagnetici su dispositivi medici collegati al corpo o
    impiantati su di esso.
Le prove che riguardano gli elìelti sulla salute sui quali si fondano le limitazioni
riguardo all'esposizione possono essere riassunte separatamente per le diverse gamme
di frequenza.
Effetti dei campi statici sulla salute
I pochi studi sperimentali eseguiti sugli effetti biologici dei campi elettrici statici non
forniscono prove che consentano di convalidare l'esistenza di eventuali effetti nocivi
sulla salute dell'uomo. Per la maggior parte delle persone, la percezione sgradevole di
cariche elettriche presenti su una determinata superficie che hanno un'azione diretta sul
corpo, non avrà luogo in caso di esposizione a intensità di campi elettrici statici
inferiori a circa 25 kV/m.
Non esistono prove sperimentali dirette di alcun effetto nocivo acuto sulla salute
dell'uomo in conseguenza dell'esposizione a campi magnetici statici fino a 2 T. In base
all'analisi dei meccanismi di intera/ione noti, l'esposizione a lungo termine a densità di
llusso magnetico di 200 mi non dovrebbe comportare conseguenze nocive sulla salute.
Effetti sulla salute dei campi variabili nel tempo a frequenze inferiori a
100 kHz
 ---pagebreak--- Gli studi di laboratorio sui sistemi cellulari e animali non hanno consentito di rilevare
effetti certi dei campi a bassa frequenza, tali da indicare pericoli sulla salute quando
l'intensità di corrente indotta è pari o inferiore a IO m A/m2. A livelli superiori di
intensità di corrente indotta (IO 100 mA/m2), sono stati osservati con sufficiente
regolarità effetti più significativi sui tessuti, quali forme di cambiamento funzionale nel
sistema nervoso.
La misurazione delle risposte biologiche negli studi di laboratorio e su volontari ha
fornito poche indicazioni di effetti nocivi dei campi a bassa frequenza a livelli di
esposizione quali si rilevano comunemente sulle persone. Si è stimato che una intensità
di corrente di soglia pari a 10 mA/m2 a frequenze fino a 1 kHz comporta effetti
secondari sulle funzioni del sistema nervoso. Gli studi realizzati su volontari hanno
consentito di evidenziare che gli effetti più coerenti dell'esposizione sono l'insorgenza
di fosfeni (deboli tremolii della vista) e una modesta diminuzione del ritmo cardiaco
prima o immediatamente dopo l'esposizione a campi elettromagnetici a frequenza
estremamente bassa, me non vi sono prove che questi effetti transeunti siano associati a
qualunque forma di rischio a lungo termine per la salute. Si è osservata una
diminuzione della sintesi notturna di melatonina pineale in varie specie di roditori, dopo
l'esposizione a deboli campi FEB elettrici e magnetici, senza però che vi siano prove di
un effetto coerente sull'uomo in caso di esposizione a campi FEB in condizioni
controllate.
Non vi sono neppure prove sperimentali convincenti del fatto che i campi
elettromagnetici FEB causino danni genetici, per cui è estremamente improbabile che
essi possano avere un qualche effetto sull'insorgenza del cancro. Vi sono scarse prove
in base a studi di laboratorio che i campi magnetici a frequenza di rete abbiano l'effetto
di favorire i tumori. Anche se sono necessari ulteriori studi sugli animali per chiarire i
possibili effetti dei campi FEB sui segnali prodotti nelle cellule e sulla regolazione
endocrina, dato che entrambi questi fattori potrebbero influenzare lo sviluppo di tumori
attraverso la promozione della proliferazione di cellule malate, si può concludere
soltanto che al momento attuale non vi sono prove convincenti degli effetti carcinogeni
di questi campi e che i dati in questione non possono essere impiegati quale base per la
definizione di norme guida relative all'esposizione.
I dati epidemiologici sul rischio di ammalarsi di cancro a seguito dell'esposizione a
campi a frequenza estremamente bassa (FEB) tra le persone che vivono in prossimità di
linee ad alta tensione sembrano indicare un leggero aumento del rìschio di leucemia tra
i bambini. Gli studi non indicano però un rischio parimenti elevato di nessun altro tipo
di cancro infantile o di cancro dell'adulto. La base su cui si fonda il legame ipotetico
tra la leucemia infantile e il fatto di abitare in stretta prossimità con le linee ad alta
tensione è tuttora sconosciuta. In mancanza di supporto da studi di laboratorio, i dati
epidemiologici risultano essere insufficienti per consentire la raccomandazione di un
limite di esposizione.
Vi sono stati studi scientifici che hanno attestato un aumento del rischio di determinati
tipi di cancro, quali la leucemia, i tumori dei tessuti nervosi, e, sia pure in una misura
limitata, del cancro del seno, tra il personale che lavora nel settore dell'elettricità. Nella
maggior parte degli studi si è fatto riferimento alle mansioni professionali per
classificare le persone in base ai livelli presunti di esposizione ai campi magnetici. In
 ---pagebreak--- alcuni studi più recenti si sono invece impiegati metodi più sofisticati di valutazione
dell'esposizione. In generale, questi studi hanno contribuito a formulare l'idea di un
maggiore rischio di leucemia o di tumori al cervello, pur dimostrando un'ampia
incoerenza rispetto al tipo di cancro per il quale si nota un aumento del rischio. I dati
sono quindi insufficienti a fornire una base per la definizione di norme di esposizione ai
campi FEB. In gran numero di studi epidemiologici non si sono ottenute prove
convincenti di effetti nocivi sul sistema riproduttivo.
Effetti sulla salute dei campi a frequenze comprese tra 100 kHz e 300
GHz
I dati sperimentali disponibili indicano che l'esposizione di soggetti umani a riposo, per
circa 30 minuti, a CEM che comportano un tasso specifico di assorbimento di energia
(TSA) compreso fra I e 4 W/kg determina un aumento delle temperatura corporea
inferiore a l°C. I dati sugli animali indicano una soglia per risposte comportamentali
nella stessa gamma di TSA. L'esposizione a campi di maggiore intensità che comporta
valori di ISA superiori a 4 W/kg, può sconvolgere la capacità teimorcgolatricc del
corpo e produrre effetti pericolosi di riscaldamento dei tessuti. Molti studi di
laboratorio su roditori e primati ad eccezione dell'uomo hanno dimostrato l'ampia
gamma di danni ai tessuti in conseguenza del riscaldamento parziale o totale del corpo
per oltre 1-2 °C. La sensibilità dei vari tipi di tessuti ai danni termici è molto ampia, ma
la soglia alla quale si notano effetti irreversibili anche nei tessuti più sensibili è
superiore a 4 W/kg in condizioni ambientali normali. Questi dati costituiscono la base
di limite di esposizione professionale di 0.4 W/kg, il che fornisce un ampio margine di
sicurezza per altre condizioni limitanti quali valori elevati di: temperatura ambiente,
umidità, attività fìsica.
Sia i dati di laboratorio che i risultati sui pochi studi compiuti sull'uomo ci consentono
di affermare con sicurezza che un ambiente fortemente sollecitante da un punto di vista
termico e l'impiego di droghe o alcool possono compromettere la capacità
lermoregolatrice del corpo. In queste condizioni, si devono introdurre fattori di
sicurezza per consentire una protezione adeguata delle persone esposte.
I dati sulle risposte verificale nell'uomo a (T'M ad alte frequenza che producono un
riscaldamento evidenziabile sono stati ottenuti attraverso l'esposizione controllata di
volontari e grazie agli studi epidemiologici sui lavoratori esposti a sorgenti quali gli
impianti radar, le attrezzature di diatermia impiegate nel campo medico e gli impianti
termici di sigillatone. Questi dati convalidano pienamente le conclusioni tratte dal
lavoro di laboratorio, e cioè che vi sono effetti biologici nocivi a seguito di aumenti di
temperatura nei tessuti pari ad oltre l°C. Gli studi epidemiologici sui lavoratori esposti
e sul grande pubblico non hanno dimostrato gravi effetti sulla salute in rapporto agli
ambienti in cui si verificano esposizioni di questo genere. Anche se il lavoro
epidemiologico dimostra chiare lacune, come una scarsa valutazione dell'esposizione,
gli studi non hanno apportato prove convincenti del fatto che i livelli di esposizione
tipici conducano ad effetti nocivi sulla riproduzione e ad un aumento del rischio di
cancro negli individui esposti. Questi risultati sono coerenti con le ricerche di
laboratorio sui modelli cellulari e animali, che hanno dimostrato una mancanza di effetti
 ---pagebreak--- tcratogenici e carcinogenici dell'esposizione a livelli atermici di CEM ad alta
frequenza
L'esposizione a campi elettromagnetici pulsati o di intensità sufficiente comporta
determinati effetti prevedibili, come quelli determinati dalle microonde sull'udito e
varie altre risposte di tipo comportamentale. Gli studi epidemiologici sui lavoratori
esposti e sul grande pubblico hanno fornito informazioni limitate e non sono comunque
serviti a dimostrare alcun effetto sulla salute. Vi sono discordanze di vedute sugli studi
che attesterebbero gravi danni alla retina, dato che non è stato possibile convalidare
queste ipotesi attraverso la ripetizione degli studi.
Un gran numero di studi sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici ad ampiezza
modulata, condotti nella maggior parte dei casi a bassi livelli di esposizione, hanno
permesso di evidenziare sia risultati positivi che negativi. L'analisi di questi studi pone
in luce il fatto che gli effetti dei campi a modulazione d'ampiezza variano in ampia
misura con i parametri di esposizione, i tipi di cellule e di tessuti interessati e le
risultanti biologiche esaminate. In generale, gli effetti dell'esposizione dei sistemi
biologici a livelli atermici di campi elettromagnetici a modulazione d'ampiezza sono
limitati ed è molto difficile porli in relazione ad eventuali effetti sulla salute. Non vi
sono prove che esistano finestre di risposta a questi campi, in termini di frequenza e di
densità di potenza.
 Tra gli elVelli indiretti dei campi elettromagnetici ad alta frequenza, a seguito di un
contatto dell'uomo con oggetti metallici, si possono ricordare le folgorazioni e le
ustioni. A frequenze di 100 kHz - 110 MHz (limite superiore delle banda di
trasmissione in FM), i livelli di soglia della corrente di contatto che producono effetti,
variano dalla semplice percezione al dolore acuto e non variano in modo significativo
in funzione della frequenza di campo. La gamma dei valori in cui si ha una semplice
percezione è compresa tra 25 e 40 mA nelle persone di taglia diversa, mentre la
sensazione di dolore è compresa fra circa 30 e 55 mA; oltre a 50 mA si possono
manifestare gravi ustioni sul sito del contatto del tessuto con un conduttore metallico
nel campo.
Formulazione delle restrizioni di base riguardo all'esposizione
del grande pubblico
In base alle informazioni che abbiamo sintetizzato nelle pagine precedenti, si può
concludere quanto segue:
- In un campo magnetico statico da 200 mT, l'intensità di corrente massima indotta
   calcolata (nell'aorta) è di 44 mA/m2, il che rappresenta un valore inferiore a quanto
   ci si aspetterebbe per produrre effetti avversi dal punto di vista emodinamico o
   cardiovascolare.
- Le funzioni del sistema nervoso centrale possono essere influenzate negativamente
   da densità di corrente superiori a 10 mA/m2 a frequenze comprese fra circa 5 Hz e 1
 ---pagebreak---     kHz e da intensità di corrente superiori a frequenze al di sopra e al di sotto di questa
    gamma di frequenze. Ciò comporta limiti di base in termini di intensità di corrente.
    Per le frequenze al di sopra dei 100 kHz, si possono avere effetti biologici avversi in
    conseguenza dell'aumento di temperatura nei tessuti oltre 1 °C. Da questo valore, si
    derivano i limiti in termini di tasso specifico di assorbimento di energia (TSA) per
    tutto il corpo e per le esposizioni localizzate. Per le frequenze al di sopra dei 10
    GHz, l'assorbimento di energia si limita alla superfìcie del corpo esposto, mentre i
    limiti fondamentali sono espressi di conseguenza in termini di densità di potenza.
- I limiti di soglia della corrente di contatto sono sostanzialmente legati alla frequenza
    e si situano tra parecchi Hz e 100 kHz. Oltre la gamma di frequenza dai 100 kHz ai
     110 MHz (limite superiore per la banda di trasmissione in FM), i livelli di soglia
    della corrente di contatto che producono effetti compresi tra la semplice percezione
    e il dolore acuto non variano in modo significativo in funzione della frequenza di
    campo. I livelli di riferimento sia per la corrente di contatto che per la corrente
    indotta sono definiti allo scopo di determinare se si deve attuare un comportamento
    prudente per evitare il pericolo di folgorazione e ustione.
L'incertezza dei dati scientifici e le variazioni dovute alla sensibilità individuate, nonché
le differenze tra le situazioni effettive di esposizione, impongono di fare ricorso a
fattori di sicurezza quando si definiscono le restrizioni riguardo all'esposizione.
RASSEGNA DEI PRINCIPALI PROVVEDIMENTI PRESI DAGLI
STATI MEMBRI
Solo alcuni Stati membri hanno posto in applicazione norme e regolamenti articolati
per la protezione del grande pubblico dalle radiazioni elettromagnetiche. Dato che
aumentano le preoccupazioni del pubblico su questo argomento, diversi Stati membri e
paesi terzi stanno esaminando con urgenza l'opportunità di adottare misure di
protezione della salute. In questo contesto, alcuni Stati membri hanno posto in luce
l'esigenza di ottenere orientamenti riguardo alla natura e alla portata di tali misure di
protezione della salute.
Alcuni di essi hanno pubblicato raccomandazioni, mentre altri hanno posto in essere
norme obbligatorie per i campi elettromagnetici sia a bassa che ad alta frequenza. La
Commissione2 ha pubblicato una rassegna delle disposizioni e delle norme guida nel
settore. In generale, gli Stati membri attuano una distinzione tra le norme di protezione
della salute dei lavoratori e quelle che si applicano al grande pubblico. Uno Stato
membro non ha accolto questo principio, pur distinguendo fra l'esposizione degli adulti
e quella dei bambini.
2
  Commissione europea, radiazioni non ionizzanti: sorgenti, esposizioni ed effetti sulla salute. Ufficio
delle Pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 1996. ISBN 92-827-5492-8
                                                  10
 ---pagebreak--- RASSEGNA DEI PIÙ IMPORTANTI ATTI IN VIGORE NELLA
COMUNITÀ
Sanità pubblica
Nel 1994 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione volta a contrastare gli
effetti pericolosi delle radiazioni non ionizzanti3 e ha invitato la Commissione a
proporre regolamenti e norme allo scopo di limitare l'esposizione dei lavoratori e del
pubblico alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti.
Nel contesto di questo quadro d'azione nel campo della sanità pubblica4, la
Commissione ha adottato il 4 giugno 1997 una proposta per un programma di azione
 1999-2003 della Comunità sulle malattie da porsi in relazione all'inquinamento3, in cui
si prende in considerazione il fatto che i rischi per la salute, compresi quelli associati
all'esposizione ai campi elettromagnetici, sono spesso percepiti dal pubblico in modo
molto diverso da quanto è definito in base alle prove scientifiche. Di conseguenza, la
Commissione ha proposto di affrontare questo problema con azioni mirate a migliorare
la capacità degli Stati membri ad acquisire una migliore comprensione delle percezioni
del pubblico riguardo ai rischi per la salute derivanti dall'ambiente e a spiegare meglio
in che modo tali rischi siano valutati e gestiti.
Salute e sicurezza del lavoro
Le esigenze minime riguardo alla protezione dei lavoratori da talune situazioni di
esposizione sono state stabilite conformemente all'articolo 118a del Trattato CE.
Con la direttiva 90/270/CEE del Consiglio6 sono state stabilite esigenze riguardo alla
protezione della salute e della sicurezza nel lavoro su videoterminali. La direttiva
obbliga i datori di lavoro a prendere i provvedimenti atti a garantire che le stazioni di
lavoro, cioè un insieme di videoterminali, tastiere, accessori e unità periferiche che
comprendono telefono, modem e stampante, soddisfino determinate esigenze minime.
Tutte le radiazioni, ad eccezione della parte visibile dello spettro elettromagnetico,
devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della protezione della salute
e della sicurezza dei lavoratori.
 La direttiva 92/85/CEE del Consiglio7 sull'introduzione di provvedimenti volti a
 incoraggiare miglioramenti nella sicurezza e nella salute sul lavoro delle lavoratrici
 incinte stabilisce che i datori di lavoro devono valutare tutte le attività che possono
 comportare un rischio specifico di esposizione ai diversi agenti, tra cui le radiazioni
 non ionizzanti, nonché i diversi processi di lavoro o le varie condizioni di lavoro, oltre
 3
   GU C 205, 25.7.1994, pag. 439
 4
   COM (93) 559 def 24.11.1993
 S
   G U C 2 I 4 , 16.7.1997. pag. 7-10
 "(JUL 156, 21.6.1990, pag 14-18
 7
   GU L34X.2K.il. 1992. pag. I-K
                                              11
 ---pagebreak--- a prendere in esame la natura, il grado e la durata di esposizione, in modo da decidere
quali siano i provvedimenti più opportuni da prendersi.
Inoltre, la Commissione ha presentato nel 1993 una proposta di direttiva del Consiglio
sulle esigenze minime nel campo della sicurezza e della salute, riguardanti l'esposizione
dei lavoratori agli agenti fisici8. Gli agenti fisici ai quali si potrà applicare la direttiva
sono: rumore, vibrazioni meccaniche, radiazioni ottiche, onde e campi elettromagnetici
di altro tipo. La direttiva proposta, successivamente modificata dal Parlamento
europeo in prima lettura9 si riferisce ai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori
conseguenti all'effetto dei campi elettrici e delle correnti elettriche, nonché
all'assorbimento di energia dovuto all'esposizione ai campi elettrici e magnetici, sia
statici che variabili nel tempo, con frequenze fino a 300GHz.
Sicurezza dei prodotti
Le esigenze fondamentali in rapporto alle caratteristiche di emissione delle macchine
sono state stabilite a livello comunitario nel contesto dell'istituzione del mercato
interno , in particolare in base all'articolo 100a del Trattato CE. La direttiva
73/23/CEE del Consiglio10 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle attrezzature elettriche concepite per l'impiego entro determinati limiti di
voltaggio, in particolare l'Allegato 1 della stessa, stabilisce che gli apparecchi elettrici
possono essere posti sul mercato solo se soddisfano determinate norme fondamentali
che comprendono provvedimenti volti a far sì che non si producano temperature, archi
elettrici o radiazioni tali da comportare un pericolo.
La direttiva 89/336/CEE del Consiglio" sul ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica tende ad evitare le interferenze
elettromagnetiche in modo da fornire una protezione adeguata ai sistemi quali le reti di
telecomunicazione, le attrezzature industriali e manifatturiere, gli apparecchi medici e
scientifici, le attrezzature per la tecnologia dell'informazione o gli elettrodomestici e gli
apparecchi elettronici per uso domestico. A questo scopo, gli apparecchi che rientrano
nell'ambito della direttiva devono essere costruiti in modo da garantire che le
interferenze elettromagnetiche generate non superino un livello tale da impedire agli
impianti di radio e telecomunicazione di funzionare come previsto. Gli apparecchi
devono inoltre avere un livello adeguato di immunità intrinseca dalle interferenze
elettromagnetiche, tale da consentire loro di funzionare come previsto.
 Valutazione d'impatto ambientale
La direttiva 85/337/CEE del Consiglio12 sulla valutazione degli effetti di taluni progetti
pubblici e privati sull'ambiente, modificata dalla direttiva 97/1 I/CE del Consiglio13 si
8
   GU C 77, 18.3.1993, pag. 12-29
9
   GU C 230, 19.8.1994, pag. 3-29
10
    GU L 077, 26.3.1973, pag. 29-33
11
    GU L 139, 23.05.1989, pag. 19-26
 12
    GU L 175, 5.7.1985, pag. 40-48
 ,3
    GUL73, 14.3.1997, pag. 5-15
                                               12
 ---pagebreak--- applica fra l'altro alla costruzione delle lince aeree ad alta tensione con un voltaggio di
220kV o più e una lunghezza di oltre 15 km. Ciò significa che gli interessati dovranno
fornire informazioni sulle misure che intendono prendere allo scopo di evitare, ridurre
e, se possibile, porre rimedio agli effetti avversi significativi di questi progetti, oltre a
fornire una rassegna delle principali alternative studiate e una indicazione delle regioni
fondamentali che ne giustificano la scelta.
Allo scopo di integrare le disposizioni della direttiva 97/11 /CE, la Commissione ha
proposto una direttiva del Consiglio sulla valutazione degli effetti di taluni piani e
programmi sull'ambiente14. La proposta riguarda i piani e i programmi che fanno parte
di un processo decisionale di pianificazione cittadina e rurale allo scopo di stabilire il
quadro di un successivo consenso allo sviluppo che comprenda piani e programmi
strategici adottati nei settori dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni.
Ricerca
Nell'ambito del Quarto programma quadro della Comunità europea per la ricerca, lo
sviluppo tecnologico e i progetti dimostrativi (1994-1998)15, sono state eseguite o
sono in corso di realizzazione varie attività di ricerca sui campi elettromagnetici. In
particolare, i programmi Biomed 2, COST e i programmi sulle norme, misurazioni e
sperimentazione hanno finanziato progetti di ricerca, alcuni dei quali sono ancora in
corso.
Gli effetti nocivi sulla salute derivanti dall'esposizione alle radiofrequenze sono stati
presi in esame anche nel Libro verde della Commissione, nella prospettiva di un
orientamento comune nel settore delle telecomunicazioni mobili e personali16. A
seguito della risoluzione del Parlamento europeo sulla lotta contro gli effetti pericolosi
delle radiazioni non ionizzanti, la Commissione ha confermato l'esigenza di ulteriori
ricerche in questo campo, mentre un gruppo di lavoro costituito da esperti nel settore
ha provveduto a elaborare per conto della Commissione, varie raccomandazioni in
vista di ricerche epidemiologiche, biofisiche e biologiche, nonché per studi sui sistemi
di esposizione e nel campo della dosimetria. Il programma di lavoro proposto17 copre
anche gli eliciti sul sistema immunitario, sul sistema nervoso e sull'apparato
riproduttivo, con particolare riferimento alla problematica del cancro. Tutti questi temi
sono stati e sono tuttora al centro delle preoccupazioni del pubblico e del Parlamento
europeo.
La Commissione ha tenuto conto delle raccomandazioni degli esperti e dell'esigenza di
promuovere la ricerca riguardo agli effetti sulla salute derivanti dall'esposizione ad
altre frequenze, in sede di elaborazione di una proposta riguardante il 5° programma
quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e attività dimostrative della Comunità europea
per il periodo 1998-200218. Inoltre, la Commissione riconosce il fatto che la
14
    COM (96) 511 def e GU C 129, 25.4.1997, pag. 14
15
    GU L 126, 18.5.1994, pag. I-33
16
    COM (94) 145 def
17
         II  documento          "studyhr.doc"        può    essere consultalo sul silo Inlcrncl
lill|>://www.is|H).ccc.l)c/iiirosoc/lelccoiii|)oliv/eii
,K
   COM(97) l42dclcGUC 171. 7.6.1997. pag. IO
                                                         13
 ---pagebreak--- comunicazione del rischio è importante in questo settore, date le controversie tuttora
esistenti sugli elfetti a lungo termine e ha proposto di effettuare ricerche allo scopo di
comprendere meglio la percezione del rischio da parte del grande pubblico e di
valutare, comunicare e gestire meglio il rischio.
RACCOMANDAZIONI PROPOSTE
L'impegno sempre crescente dalla Comunità nel promuovere attività di studio e ricerca
in vari settori dell'industria nei quali si può notare un aumento dell'esposizione della
popolazione ai campi elettromagnetici e le preoccupazioni sempre più evidenti sui loro
effetti che si riscontrano nei responsabili a livello decisionale, nei professionisti in
campo sanitario, nei gruppi di interesse e tra i semplici cittadini, fanno sì che gli sforzi
volti a stabilire principi comuni in questo settore a livello comunitario debbano essere
considerati un vero e proprio imperativo categorico.
Le norme che esistono in taluni Stati membri comportano diverse situazioni riguardo
alla prolezione del pubblico dai campi elettromagnetici. Le differenze e le lacune che si
riscontrano nelle disposizioni e nelle norme guida contribuiscono a creare un senso di
confusione e di insicurezza, risentito da molti cittadini della Comunità, che pone a
repentaglio la fiducia nelle autorità cui compete la responsabilità della protezione della
salute pubblica.
 Nel mantenersi fedele al mandato di contribuire ad assicurare un elevato livello di
protezione della salute dei cittadini della Comunità e alla luce delle iniziative intraprese
da alcuni Stati membri, la Commissione ritiene necessario proporre un quadro comune
di protezione del grande pubblico dai campi elettromagnetici. Questo quadro può
essere posto in atto attraverso raccomandazioni del Consiglio, conformemente
all'articolo 129 del Trattato CE e deve riguardare i principi generali della limitazione
delle esposizioni, in modo da prevenire effetti pericolosi sulla salute.
 L'obiettivo della proposta di raccomandazione del Consiglio consiste quindi nel
 definire un quadro comune approvato da tutte le parti in causa sul tema di un elevato
 livello di protezione del pubblico dall'esposizione ai campi elettromagnetici, articolato
 su una serie di restrizioni fondamentali e di livelli di riferimento, definiti su scala
 internazionale con l'aiuto dei più competenti esperti del settore. Le raccomandazioni
 proposte sulle restrizioni fondamentali e sui livelli di riferimento sono conformi al
 parere della Commissione internazionale sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti
 (ICNIRP) e si basano sui migliori dati scientifici disponibili. Essi riguardano
 l'esposizione dei singoli cittadini e non le emissioni da determinate attrezzature o
 impianti. Il parere delPICNIRP è stato fatto proprio dal comitato scientifico direttivo
 della Commissione.
 La raccomandazione proposta non è intesa ad applicarsi alle esposizioni professionali e
 all'esposizione di pazienti e di volontari durante procedure di carattere medico. I
 problemi di compatibilità e di interferenza elettromagnetica con gli impianti medici non
 sono presi in esame in questa proposta. Spetta agli Stati membri, tenuto conto delle
 disposizioni della Comunità in questo campo, far sì che sia posto in atto un sistema di
 protezione adeguato, che comprenda norme e direttive dettagliate in riferimento non
                                              14
 ---pagebreak--- soltanto all'esposizione dei singoli cittadini, ma anche alle emissioni da impianti e
attrezzature, nonché dalle prassi di lavoro e di impiego che riguardano tali dispositivi.
Le restrizioni fondamentali che fanno oggetto dalla raccomandazione si basano
unicamente su effetti provati sulla salute. Si raccomanda di impiegare i livelli di
riferimento a fini pratici di valutazione dell'esposizione.14 Il rispetto dei livelli di
riferimento garantirà il rispetto delle restrizioni fondamentali in causa. Qualora il valore
misurato superi il livello di riferimento, non ne deriva necessariamente che la
restrizione fondamentale sia stata violata o meno, si dovrà comunque appurare cosa sia
avvenuto.
Si raccomanda di eseguire una valutazione della situazione di esposizione in ogni caso
in cui si constati il superamento dei livelli di riferimento. Spetta agli Stati membri
organizzare le debite valutazioni e le azioni successive di sorveglianza. La valutazione
della situazione di esposizione può tener conto di criteri quali la durata
dell'esposizione, le parti del corpo esposte, il numero di membri della popolazione
esposti, la loro età e il loro stato di salute. Le azioni di sorveglianza devono essere
decise dagli Stati membri in rapporto alla situazione specifica, che potrà anche
richiedere l'attuazione di provvedimenti quali l'informazione del pubblico esposto, la
definizione di distanze minime da mantenersi rispetto alla sorgente di esposizione,
modifiche negli impianti o nella progettazione della sorgente in causa, oppure nelle
modalità di impiego della stessa. Gli Stati membri possono decidere di esaminare
aspetti relativi al rapporto costi-benefici quando sono intraprese simili azioni in
relazione all'esposizione di membri della popolazione.
Infine, allo scopo di prendere in esame in tempo debito la situazione della normativa e
dell'esposizione, nonché gli sviluppi scientifici e tecnologici che possono richiedere una
rapida risposta, la Commissione propone che gli Stati membri elaborino relazioni sui
provvedimenti e sulle norme guida proprie nel campo coperto dalla raccomandazione
proposta e indichino in che modo essi hanno tenuto conto di quest'ultima. La
Commissione presenterà poi una relazione complessiva basata sulle relazioni elaborate
dagli Stati membri.
 \'>Un sistema analogo ò stato proposto per le norme di protezione della sicurezza e della salute dei
       lori nei casi in
 lavoratori             cui 6 stato presentato un quadro di valori limite e di valori d'azione.
                                                    15
 ---pagebreak---                 PROPOSTA DI
 RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulla limitazione dell'esposizione del pubblico
 ai campi elettromagnetici fra 0 Hz e 300 Ghz
        (presentata dalla Commissione)
                        16
 ---pagebreak--- IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 129,
vista la proposta della Commissione1,
visto il parere del Parlamento europeo2,
 1. considerando che, a norma del comma (o) dell'articolo 3 del Trattato, l'azione
    della Comunità deve comprendere un contributo nel senso della realizzazione di
    un elevato livello di protezione della salute;
2. considerando che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione sulla lotta contro
    gli effetti nocivi delle radiazioni non ionizzanti3 ha invitato la Commissione a
    proporre provvedimenti allo scopo di limitare l'esposizione dei lavoratori e del
    pubblico alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti;
3. considerando che esistono norme minime della Comunità per la protezione
    della salute e della sicurezza dei lavoratori in relazione ai campi
    elettromagnetici per le attrezzature che comportano videoterminali4;
    considerando che sono stati presi provvedimenti da parte della Comunità per
    incoraggiare il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di salute sul lavoro
    delle lavoratrici incinte e delle puerpere o delle madri durante l'allattamento5
    che obbligano, fra l'altro, i datori di lavoro a valutare le attività che
    comportano rischi specifici di esposizione alla radiazioni non ionizzanti;
     considerando che sono state proposte norme minime per la protezione dei
     lavoratori dagli agenti fisici6, che comprendono provvedimenti contro le
     radiazioni non ionizzanti;
4. considerando che è imperativo proteggere i singoli cittadini della Comunità
     dagli effetti negativi accertati sulla salute, che derivano dall'esposizione ai
     campi elettromagnetici;
 5. considerando che i provvedimenti riguardanti i campi elettromagnetici devono
     consentire a tutti i cittadini della Comunità un elevato livello di protezione;
     considerando che le disposizioni degli Stati membri in questo settore si devono
     basare su un quadro facente oggetto di un accordo comune, in modo da
     garantire un protezione coerente in tutta la Comunità;
 6. considerando che, conformemente al principio di sussidiarietà, ogni nuovo
     provvedimento preso in un settore che non rientra nell'ambito esclusivo di
     competenza della Comunità, quale la protezione dalle radiazioni non ionizzanti,
     può essere adottato dalla Comunità unicamente se, per ragioni di scala o in
     considerazione degli effetto dell'azione proposta, gli obiettivi perseguiti
      possono essere meglio realizzati dalla Comunità che dagli Stati membri;
          GUxxx
          GU xxx
          GU C 205 del 25.7.1994, pag. 439
          GU L 156 del 21.6.1990, pag. 14-IH
          GU L 348 del 28.11.1992, pag. 1-8
          GU C 77 del 18.3.1993, pag. 12 e GU C 230 del 19.8.1994, pag. 3-29
                                              17
 ---pagebreak--- 7. considerando che si sente l'esigenza di istituire un quadro comunitario per la
     protezione del pubblico dai campi elettromagnetici attraverso raccomandazioni
     agli Stati membri
8. considerando che tale quadro deve essere basato sui migliori dati scientifici e
     sui parere più autorevoli disponibili in questo campo e deve comprendere
     restrizioni fondamentali e livelli di riferimento sull'esposizione ai campi
     elettromagnetici; che in merito la Commissione internazionale sulla protezione
     dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP) ha reso un parere, che è stato fatto
     proprio dal comitato scientifico direttivo della Commissione;
9. considerando che le restrizioni fondamentali e i livelli di riferimento si devono
     applicare a tutte le radiazioni emesse da campi elettromagnetici, ad eccezione
     delle radiazioni ottiche e di quelle ionizzanti; considerando che per la prima di
     queste categorie mancano ancora dati scientifici e pareri completi, mentre per la
     seconda categoria esistono già disposizioni della Comunità;
10. considerando che l'adesione alle restrizioni e ai livelli di riferimento raccomandati
     deve fornire un elevato livello di protezione riguardo agli effetti accertati sulla
     salute, quali possono derivare dall'esposizione ai campi elettromagnetici, pur non
     essendo necessariamente sufficienti ad evitare i problemi di interferenza con il
     funzionamento di apparecchi medici quali: protesi metalliche, stimolatori cardiaci e
     defibrillatori, nonché impianti cocleari; considerando che i problemi di interferenza
     con gli stimolatori cardiaci possono verificarsi a livelli inferiori ai livelli di
     riferimento raccomandati e devono quindi fare oggetto di precauzione adeguate
     che esulano comunque dalla portata della presente raccomandazione;
11. considerando che, coerentemente con il principio di proporzionalità, questa
     raccomandazione deve definire principi e metodi generali di protezione dei singoli
     cittadini, pur lasciando alla responsabilità degli Stati membri l'azione in vista di
     norme dettagliate riguardanti le fonti di campi elettromagnetici e le prassi che
     determinano una esposizione a questi ultimi, nonché la classificazione delle
     condizioni di esposizione delle singole persone in ambiente professionale o meno,
     tenuto conto delle disposizioni della Comunità riguardanti la protezione della
     sicurezza e della salute dei lavoratori e coerentemente con queste;
 12. considerando che gli Stati membri hanno facoltà di fornire un livello di protezione
     più elevato di quello che deriva da queste raccomandazioni;
 13. considerando che i provvedimenti presi dagli Stati membri in questo settore, siano
     essi vincolanti o meno e il modo in cui essi tengono conto di queste
     raccomandazioni devono fare oggetto di relazioni a livello nazionale e comunitario;
 14. considerando che, allo scopo di migliorare la consapevolezza dei rischi e dei
     provvedimenti di protezione dai campi elettromagnetici, gli Stati membri devono
     promuovere la diffusione dell'informazione e le norme di buona prassi in questo
     campo, in particolare per quanto riguarda la progettazione, l'installazione e
     l'impianto di attrezzature, in modo da far sì che i livelli di esposizioni non superino
     le restrizioni raccomandate;
 15. considerando che è opportuno valutare con un grado di comprensione e di
     comunicazione adeguato i rischi in rapporto ai campi elettromagnetici, tenendo
     conto delle percezioni esistenti in questo campo presso il pubblico;
 ---pagebreak--- 16. considerando che gli Stati membri devono prendere buona nota dei progressi
     compiuti nel campo delle conoscenze scientifiche e della tecnologia in relazione ai
     sistemi di protezione dalle radiazioni non ionizzanti; considerando che queste
     raccomandazioni devono essere esaminate particolarmente sotto la guida delle
     organizzazioni internazionali competenti, quali la Commissione internazionale per la
     protezione dalle radiazioni non ionizzanti.
RACCOMANDA CHE:
I.        Gli Stati membri attribuiscano ai fini di questa raccomandazione alle
          quantità fisiche che figurano nell'Allegato 1 A il significato ivi indicato.
II.       Gli Stati membri, allo scopo di assicurare un elevato livello di protezione
          della salute dall'esposizione ai campi elettromagnetici:
          a)       adottino un quadro di restrizioni fondamentali e di livelli di
                   riferimento impiegando quale base quanto indicato nell'Allegato IB;
          b)       attuino provvedimenti in relazione alle fonti o alle prassi che
                   determinano l'esposizione del grande pubblico ai campi
                   elettromagnetici, in base a tale quadro;
          e)       si propongano l'obiettivo di conformarsi alle restrizioni fondamentali
                   che figurano nell'Allegato II per l'esposizione del pubblico.
III.      Gli Stati membri, allo scopo di facilitare e di promuovere il rispetto delle
          restrizioni fondamentali di cui all'Allegato II:
          a)       si servano dei livelli di riferimento indicati nell'Allegato III ai fini
                   della valutazione dell'esposizione, per determinare se sia probabile
                   che si superino le restrizioni fondamentali;
          b)       valutino le situazioni che interessano le sorgenti di più di una
                   frequenza, coerentemente con le formule che figurano nell'Allegato
                   IV, sia in termini di restrizioni fondamentali che di livelli di
                   riferimento.
IV.       Gli Stati membri, allo scopo di migliorare la comprensione dei rischi e la
          protezione dall'esposizione ai campi elettromagnetici:
          forniscano in un formato adeguato informazione al pubblico sulle
          conseguenze per la salute dei campi elettromagnetici e dei provvedimenti
          presi per affrontare i problemi in questione.
V.        Gli Stati membri, allo scopo di migliorare la conoscenza sugli effetti dei
          campi elettromagnetici sulla salute:
                                                 19
 ---pagebreak---     promuovano e passino in rassegna le ricerche nel settore dei CEM e delle
    salute umana nel contesto dei loro programmi nazionali di ricerca, tenendo
    conto delle raccomandazioni e degli sforzi della Comunità e della ricerca
    internazionale.
VI. Gli Stati membri, allo scopo di contribuire alla definizione di un sistema
    coerente di protezione dai rischi di esposizione ai campi elettromagnetici:
    elaborino relazioni sull'adozione e l'attuazione dei provvedimenti che essi
    prendono nel settore coperto dalla presente raccomandazione e informino la
    Commissione al riguardo, dopo un periodo di tre anni a decorrere dalla data
    di adozione della raccomandazione, indicando in che modo essi ne hanno
    tenuto conto nel formulare i propri provvedimenti.
    INVITA
    la Commissione a elaborare una relazione per la Comunità nel suo insieme,
    tenendo conto delle relazioni trasmesse dagli Stati membri e a continuare ad
    interessarsi delle problematiche contenute in questa raccomandazione, con
    l'obiettivo di assicurarne la revisione e l'aggiornamento.
    Fatto a Bruxelles,                                     Per il Consiglio
                                                           Il Presidente
                                          20
 ---pagebreak--- ALLEGATO I
DEFINIZIONI
Nel contesto di questa raccomandazione, con il termine "campi elettromagnetici" si
intendono i campi statici, i campi a frequenza estremamente basse (FEB) e i campi in
radiofrequenza (RF), comprese le microonde, nella gamma di frequenze tra 0 Hz e 300
GHz
A. Quantità fìsiche
Nell'ambito dell'esposizione ai campi elettromagnetici, si fa di norma riferimento a otto
quantità fisiche:
 1. Corrente di conlatto (/<•). La corrente di contatto tra una persona e un oggetto è
    espressa in ampere (A). \h\ conduttore che si trovi in un campo elettrico può essere
    caricato dal campo.
2. Intensità di corrente (.1). Si definisce come il flusso di corrente attraverso una unità
    di sezione perpendicolare alla sua direzione in un volume conduttore quale il corpo
    umano o una sua parte; questa quantità è espressa in ampere per metro quadro
    (A/m2).
3 Intensità di campo elettrico. E una quantità vettoriale (E) che corrisponde alla forza
    esercitata su una particella carica indipendentemente dal suo movimento nello
    spazio. Si esprime in volt per metro (V/m).
4. Intensità di campo magnetico. È una quantità vettoriale (H), che, assieme
    all'intensità di flusso magnetico, specifica un campo magnetico in qualunque punto
    dello spazio. Si esprime in ampere per metro (A/m).
5. Intensità di flusso magnetico. È una quantità vettoriale (B), che determina una
    forza agente sulle cariche in movimento. Si esprime in tesla (T). Nello spazio e nei
    materiali biologici, l'intensità di flusso magnetico e la forza di campo magnetico si
    ricavano in base all'equazione I A m*1 An IO"7 T.
6. Densità di potenza (S). Questa quantità si impiega nel caso delle frequenze molto
    elevate, per le quali la profondità di penetrazione nel corpo è modesta. Si tratta
    della potenza radiante che incide perpendicolarmente ad una superficie, diviso l'area
    della superficie in questione e si esprime in watt per metro quadro (W/m2).
7. Assorbimento specifico di energia (SA). Si definisce in termini di energia assorbita
    per unità di massa di tessuto biologico, espressa in joule per kilogrammo (J/kg). In
    queste raccomandazioni il termine si impiega per limitare gli effetti non termici
    derivanti dalle radiazioni di microonde pulsate.
8. Tasso specifico di assorbimento di energia (TSA). Si tratta del valore medio su
    tutto il corpo o su alcune parti di esso, del tasso di assorbimento di energia per unità
    di massa del tessuto corporeo. Questa quantità si esprime in watt per kilogrammo
    (W/kg). Il TSA su tutto il corpo è una misura ampiamente accettata per porre in
    rapporto gli effetti termici nocivi all'esposizione a RF. Oltre al valore medio di TSA
                                               21
 ---pagebreak---     su tutto il corpo, sono necessari anche valori locali di TSA per valutare e limitare un
    deposito eccessivo di energia nelle parti più piccole del corpo, cui conseguono
    condizioni di esposizione speciali. Esempi di questo fenomeno sono: un individuo in
    contatto con la massa, esposto a RF nella gamma inferiore di MHz e individui
    esposti al campo prossimo di una antenna.
 fra le quantità sopraccitate, possono essere misurate direttamente le seguenti: intensità
di flusso magnetico, corrente di contatto, intensità di campo elettrico e magnetico,
nonché densità di potenza.
B. Restrizioni fondamentali e livelli di riferimento
Ai fini dell'applicazione delle restrizioni basate sulla valutazione dei possibile effetti
sulla salute dei campi elettromagnetici, si deve distinguere tra le restrizioni
fondamentali e i livelli di riferimento.
- Restrizioni fondamentali. Le restrizioni all'esposizione ai campi elettrici variabili nel
    tempo, ai campi magnetici, e ai campi elettromagnetici che si fondano direttamente
    su effetti verificati con certezza sulla salute e su considerazioni di ordine biologico,
    sono denominate "restrizioni fondamentali". In base alla frequenza del campo, le
    quantità fisiche impiegate per specificare tali restrizioni sono: intensità di flusso
    magnetico (B), intensità di corrente (J), tasso specifico di assorbimento di energia
    (SAR), e densità di potenza (S). L'intensità di flusso magnetico e la densità di
    potenza possono essere misurate rapidamente negli individui esposti.
- Livelli di riferimento. Questi livelli sono indicati a fini pratici di valutazione
    dell'esposizione in modo da determinare se sia eventualmente possibile il
    superamento delle restrizioni fondamentali. Alcuni livelli di riferimento sono derivati
    dalle restrizioni fondamentali che li riguardano attraverso misurazioni e/o tecniche
    informatiche; alcuni di essi si riferiscono alla percezione e agli effetti nocivi indiretti
    dell'esposizione ai CEM. Le quantità derivate sono: forza di campo elettrico (E),
     forza di campo magnetico (II), intensità di flusso magnetico (B), densità di potenza
    (S) e corrente locale su un arto (//,). Le quantità che si riferiscono alla percezione e
     agli altri effetti indiretti sono la corrente (di contatto) (/<•) e per i campi pulsati,
     l'assorbimento specifico di energia (AS). In qualunque situazione particolare di
     esposizione, i valori misurati o calcolati di una delle quantità sopraccitate possono
     essere paragonate con il livello di riferimento opportuno. 11 rispetto del livello di
     riferimento garantirà il rispetto delle restrizione fondamentale corrispondente. Se il
     valore misurato supera il livello di riferimento, non ne consegue necessariamente
     che si superi la restrizione fondamentale. In tali circostanze, tuttavia, vi è la
     necessità di definire se la restrizione fondamentale sia o meno rispettata.
 In queste raccomandazioni non sono fornite restrizioni quantitative sui campi elettrici
 statici, comunque si raccomanda di evitare un contatto sgradevole con cariche
 elettriche di superficie e con fenomeni di scintillazione che causano stress o comunque
 disturbo.
                                                22
 ---pagebreak--- Alcune quantità quali l'intensità di flusso magnetico (B) e la densità di potenza (S)
servono sia quali restrizioni fondamentali che livelli di riferimento, a determinate
frequenze (cfr. Allegato II e III).
                                           23
 ---pagebreak--- ALLEGATO II
RESTRIZIONI FONDAMENTALI
A seconda della frequenza, troveranno impiego le seguenti quantità fisiche (quantità
dosimetriche/esposimetriche) per specificare le restrizioni fondamentali sui campi
elettromagnetici:
Fra 0 e 1 Hz sono prescritte restrizioni per l'intensità di flusso magnetico per i campi
magnetici statici (0 Hz) e l'intensità di corrente per i campi che variano nel tempo fino
a 1 Hz, in modo da evitarne gli effetti sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso
centrale.
Fra I Hz e IO MHz sono prescritte restrizioni per l'intensità di corrente, in modo da
evitare elfetti sulle funzioni del sistema nervoso.
Fra 100 kHz e 10 GHz sono prescritte restrizioni sul TSA, in modo da evitare lo stress
da calore su tutto il corpo e il riscaldamento localizzato eccessivo dei tessuti. Nella
gamma compresa fra 100 kHz e 10 MHz, sono prescritte restrizioni sia sull'intensità di
corrente che sul TSA.
Fra 10 GHz e 300 GHz sono prescritte restrizioni sulla densità di potenza per evitare il
riscaldamento dei tessuti sulla superfìcie del corpo o in prossimità della stessa.
Le restrizioni fondamentali indicate nella tabella 1 sono stabilite in modo da tener
conto delle incertezze che derivano dalla sensibilità individuale, dalle condizioni
dell'ambiente e dal fatto che l'età e le condizioni di salute dei cittadini che
compongono il grande pubblico, variano in ampia misura.
                                              24
 ---pagebreak--- TabcNaJ.:         Restrizioni fondamentali per i             campi    elettrici,  magnetici   ed
                  elettromagnetici (0 Hz - 300 GHz).
Gamma              di Intensità    Intensità di    TSA             TSA            TSA         Densità
frequenza               di flusso  corrente        calcolato in    localizzato    localizzato di
                        magnetico  (mA/m2)         media       su  (capo        e (arti)      potenza, S
                                                                                                      2
                        (mT)       (rms)           tutto il corpo  torace)        (W/kg)      (W/m )
                                                  (W/kg)           (W/kg)
OH/                     40
>0-l 11/                           8
 1-4 11/                           H/f
4 - KMM) Hz                        2
 1000 Hz-100 kHz                   f/500
 100 kHz-10 MHz                    f/500          0,08
 10 M H z - 1 0 GHz.                              0,08
 10-300GHz                                                                                     10
 Note
 1. / è la frequenza in Hz.
2. La restrizione fondamentale dell'intensità di corrente si prefìgge di proteggere
      contro effetti di esposizione acuta sui tessuti del sistema nervoso centrale nella
      testa e nel torace del corpo e include un fattore di sicurezza.
 3. Data la mancanza di omogeneità elettrica del corpo, le intensità di corrente devono
      essere calcolate come media su una sezione trasversale di I cm2 perpendicolare alla
      direzione della corrente.
 4. Per le frequenze fino a 100 kHz, i valori dell'intensità della corrente di picco
      possono essere ottenuti moltiplicando i valori rms per ^2 (-1,414). Per le correnti
      pulsanti di durata /,> la frequenza equivalente da applicarsi alle restrizioni
      fondamentali deve essere calcolata come/= l/(2/p).
 5. Per le frequenze fino a 100 kHz e per i campi magnetici pulsati, l'intensità massima
      di corrente associata agli impulsi può essere calcolata in base ai tempi di
      salita/discesa e al valore massimo di cambiamento dell'intensità di flusso
      magnetico. L'intensità della corrente indotta può essere paragonata con la
      restrizione fondamentale adeguata.
 6. Tutti i valori di TSA devono essere calcolati in media su un periodo qualunque
      della durata di 6 minuti.
 7. Il TSA localizzato calcolato in media si riferisce alla massa di 10 g di tessuto
       contiguo nelle varie parti del corpo. Il TSA massimo ottenuto in tal modo
       costituisce il valore impiegato per la stima dell'esposizione.
 8. Per gli impulsi di durata /p, la frequenza equivalente da applicarsi alle restrizioni
       fondamentali deve essere calcolata c o m e / = l/(2/p). Inoltre, per le esposizioni
       pulsate nella gamma di frequenza compresa fra 0,3 e 10 GHz e per le esposizioni
       localizzate sul capo, allo scopo di limitare ed evitare effetti auditivi causati dalle
       espansioni termoelastiche, si raccomanda una restrizione fondamentale addizionale.
       Per tale motivo, l'assorbimento specifico (AS) non deve superare 2mJ kg'1
       calcolato in media su 10 g di tessuto.
                                                 25
 ---pagebreak--- ALLEGATO III
Livelli di riferimento
I livelli di riferimento- dell'esposizione servono a fini di paragone con i valori di
quantità misurate. Il rispetto di tutti i livelli raccomandati di riferimento garantirà il
rispetto delle restrizioni fondamentali.
Se le quantità dei valori misurati sono superiori ai livelli di riferimento, non ne
consegue necessariamente che le restrizioni fondamentali siano state superate. In tal
caso, sarà necessario effettuare una valutazione per decidere se i livelli di esposizione
siano inferiori a quelli previsti dalle restrizioni fondamentali.
I livelli di riferimento destinati a limitare l'esposizione si ottengono partendo dalle
restrizioni fondamentali per la situazione di accoppiamento massimo del campo
all'individuo esposto, in modo da fornire il maggior livello possibile di protezione.
Nelle tabelle 2 e 3 figura una sintesi dei livelli di riferimento, che di norma sono intesi
ad essere valori calcolati in media nello spazio sulla dimensione del corpo
dell' individuo esposto, tenendo presente però V importante norma che le restrizioni
fondamentali localizzate sull'esposizione non risultino superate.
In talune situazioni in cui l'esposizione è altamente localizzata, come è il caso dei
telefoni portatili e del capo del loro utente, l'impiego dei livelli di riferimento non
risulta adeguato. In tali casi dovrà essere valutato il rispetto delle restrizioni
fondamentali localizzate.
                                                26
 ---pagebreak--- Livelli di campo
Tabella. 2:       Livelli di riferimento per i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici
                  (0 Hz - 300 GHz, valori efficaci non perturbati).
  Gamma di frequenze          Forza     di Forza       di Campo B      Densita di potenza
                             campo E        campo H        (uT)        ad     onda   piana
                             (V/m)          (A/m)                      equivalente
                                                                       Sc (W/m2)
  0-1 Hz                      -             3,2 x IO4      4xl0 4        -
   1-8 Hz                     10.000        3,2x104/f*     4xl04/f*      -
  8 - 25 Hz                   10.000        4.000/f        5.000/f       -
  0.025 - 0.8 kHz             250/f         4/f            5/f           -
  0.8 - 3 kHz                 250/f         5              6,25          -
  3 - 150 kHz                 87            5              6,25          -
  0.15- 1 MHz                 87            0,73/f         0,*)2/f           <
   IK) MHz                    87/r          0,73/f         (),*)2/f      -
   10-400 MHz                 28            0,073          (),()»>2      2
  400 - 2000 MHz              1,375 f"2     0,0037 f"2     0,0046 f"2    17200
  2 - 300 GHz                 61            0,16           0,20           10
Note:
 1.      / c o m e indicato nella colonna della gamma <ji frequenza.
2.        Per le frequeifize comprese fra 100 kHz e 10 GHz, S.q, E 2 , H2, e B 2 devoi
          essere calcolate in media su un qualunque periodo di 6 minuti.
3.        Per le frequenze che superano 10 GHz, £«,, E2 , H2, e B 2 devono essere
          calcolate su un periodo qualunque di 68//4'05 minuti (fin GHz).
4.        Non è fornito alcun valore di forza di campo E per le frequenze <1 Hz, che di
          fatto sono campi elettrici statici. Per la maggior parte delle persone la
          sensazione fastidiosa di cariche elettriche in superficie non sarà avvertita a forze
          di campo inferiori a 25 kV/m. Sarà opportuno evitare le scintillazioni che
          causano stress o disturbo.
 Per i valori di picco, si applicano i seguenti livelli di riferimento alla forza di campo E
( V/m), alla forza di campo 11 (A/m) e al campo li (pi):
      Per le frequenze fino a 100 kHz, i valori di riferimento di picco si ottengono
      moltiplicando i corrispondenti valori efficaci per V2 (-1,414). Per gli impulsi di
      durata fp, la frequenza equivalente da applicarsi deve essere calcolata come / =
      l/(2/p).
 -    Per le frequenze comprese fra 100 kHz e 10 MHz, i valori di riferimento di picco
      sono ottenuti moltiplicando i corrispondenti valori efficaci per
                        10 a , dove a = (0,665 log(ffl05)+0,176); fin kHz.
 -    Per le frequenze comprese fra 10 MHz e 300 GHz i valori di riferimento di picco si
      ottengono moltiplicando i corrispondenti valori efficaci per 32.
 Anche se vi sono solo scarse informazioni sui rapporti tra gli effetti biologici e i valori
 di picco dei campi pulsati, si propone che, per le frequenze che superano i 10 MHz, il
 valore di S«, calcolato in media sull'ampiezza dell'impulso non superi di 1000 volte i
                                                  27
 ---pagebreak--- livelli di riferimento, oppure che le forze di campo non superino di 32 volte i livelli di
riferimento di forza dei campi. Per le frequenze comprese fra circa 0,3 GHz e parecchi
GHz e per l'esposizione localizzata del capo, allo scopo di limitare o di evitare gli
effetti auditivi causati dall'espansione termoelastica, si dovrà limitare l'assorbimento
specifico dagli impulsi. In questa gamma di frequenza, l'assorbimento specifico di 4-16
mJ kg*' per produrre questo effetto corrisponde, per impulsi da 30 us, a valori di picco
dei TSA di 130-520 W kg"1 nel cervello. Fra 100 kHz e 10 MHz, i valori di picco per le
forze di campo sono ottenuti tramite interpolazione dal valore di picco moltiplicato per
 1,5 a 100 kHz al valore di picco moltiplicato per 32 a 10 MHz.
Correnti di contatto e correnti locali sugli arti
Per le frequenze fino a 110 MHz si raccomandano livelli di riferimento addizionali allo
scopo di evitare i rischi dovuti alle correnti di contatto. I livelli di riferimento per le
correnti di contatto sono presentati nella Tabella 3. Questi livelli sono stati definiti per
tener conto del fatto che le correnti di contatto di soglia che inducono risposte
biologiche nelle donne adulte e nei bambini sono paririspettivamentea circa due terzi e
metà di quelle che hanno gli stessi effetti sugli uomini adulti.
Tabella 3:        Livelli di riferimento per le correnti di contatto da oggetti
         conduttori
                  (fin kHz)
    Gamma di frequenze                   Corrente           di
                                         contatto massima
                                         dnA]
    0 Hz-2,5 kHz                         0,5
    2,5 kHz-100 kHz                      0,2 f
    100 kHz- 110MHz                      20
Per la gamme di frequenze comprese fra 10 MHz e 110 MHz, si raccomanda un livello
di riferimento di 45 mA in termini di corrente che attraversa qualunque arto. Questa
norme è intensa a limitare il TSA localizzato su un qualunque periodo di 6 minuti.
                                                28
 ---pagebreak--- ALLEGATO IV
Esposizioni dovute a sorgenti a frequenze multiple
In situazioni in cui si verificano esposizioni simultanee a campi di frequenze diverse, si
deve prendere in considerazione la possibilità che i loro effetti si sommino. I calcoli
basati su questa additività devono essere eseguiti separatamente per ciascun effetto. Si
devono quindi realizzare valutazioni separate per gli effetti di stimolazione termica ed
elettrica sul corpo.
Restrizioni fondamentali
Nel caso di esposizione simultanea a campi di frequenze diverse, dovranno essere
soddisfatti i seguenti criteri, per quanto riguarda le restrizioni fondamentali.
Per la stimola/ione elettrica, che è pertinente per le frequenze comprese fra I Hz lino a
 IO MHz, le intensità di corrente indotta devono essere aggiunte in base alla seguente
formula:
                                         lOKillz   j
                                         i-lHz J L,i
Per gli effetti termici, che sono pertinenti al di là dei 100 kHz, i tassi specifici di
assorbimento di energia e le densità di potenza devono essere sommati in base alla
seguente formula:
                             IlKÌHz    0  A n        30iKÌHz  0
                              y       MKj        +     y     AL  <j
                            i ÌOOkHzSARl,             i-HXÌHzSl.
 dove
 Ji è l'intensità di corrente alla frequenza i;
 Ji„ i è la restrizione fondamentale per l'intensità di corrente alla frequenza i, come
 indicato nella Tabella l ;
 TSAi è il tasso specifico di assorbimento di energia dovuto all'esposizione alla
 frequenza i;
 TSAL è la restrizione fondamentale per il tasso specifico di assorbimento di energia
 indicato nella Tabella 1;
 Si è la densità di potenza alla frequenza i;
 Si. è la restrizione fondamentale per la densità di potenza indicata nella Tabella 1.
                                                  29
 ---pagebreak--- Livelli di riferimento
Per l'applicazione delle restrizioni fondamentali, si dovranno applicare i seguenti criteri
riguardanti i livelli di riferimento delle forze di campo.
Per le intensità di corrente indotta e gli effetti di stimolazione elettrica, pertinenti fino a
10 MHz, si dovranno applicare le due seguenti norme ai livelli di campi:
                                  lMllz    j-,    lOMIIz „
                                   y      £,. + y        £<</
                                                          u
                                  i Uh tLL,i     i 1MHz
                                     150kHz rT        10MHz    rj
                                    j = Uh H1, j     j 150kHz b
dove
E; è la forza di campo elettrico alla frequenza i;
E|„ i è il livello di riferimento della forza di campo elettrico di cui alla Tabella 2;
Hj è la forza di campo magnetico alla frequenza j;
I h, j è il livello di riferimento della forza di campo magnetico di cui alla Tabella 2;
a è pari a 87 V/m e b è pari a 5 A/m ( 6,25 pT)
A fronte delle norme guida dell'ICNIRP1 che riguardano sia l'esposizione
professionale che quella del grande pubblico, i valori limite indicati nelle sommatorie
corrispondono alle condizioni di esposizione per gli individui che costituiscono il
grande pubblico.
L'impiego di costanti (a; b) al di sopra di 1 MHz per il campo elettrico e al di sopra di
 150 kHz per il campo magnetico è dovuto al fatto che la sommatoria si basa
sull'intensità di corrente indotta e non si devono quindi fare confusioni con le
circostanze in cui si verificano effetti termici, di cui ci siamo invece serviti quale base di
definizione di Ei.. j e Hi,, j al di sopra di 1 MHz e di 150 kHz rispettivamente (cfr.
Tabella 2).
 Per le circostanze in cui vi sono effetti termici, pertinenti oltre i 100 kHz, si devono
applicare alle forze di campo le due seguenti relazioni:
                                         C
                              i lOOU/z           i lMllz E Li
 1
   International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection. Guidelines for Limiting Exposure
 to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz). Health Phys.; in
 corso di stampa
                                                 30
 ---pagebreak---                                     150kHz    ,,        300GHz     ..
                                 J lOOkllz    U        j 150kHz     Hl.j
dove
Ej è la forza di campo elettrico alla frequenza i;
Ei..i è il livello diriferimentodel campo elettrico, di cui alla Tabella 2;
Hj è la forza di campo magnetico alla frequenza j;
Hi., j è il livello diriferimentodel campo magnetico, di cui alla Tabella 2;
e è pari a 8 7 / ^ V/m e d è pari a 0,73/f A/m.
Anche in questo caso, rispetto alle norme guida dell'ICNIRP, sono stati messi a punto
alcuni valori limite unicamente per l'esposizione del pubblico.
Per la corrente locale su un determinato arto e per la corrente di contatto si devono
applicare rispettivamente le seguenti relazioni:
                                     f      \2
                             IIOM/z
                                        uk       <\
                                                          ÌÌOM/lz
                            k=ÌOMHzK'UJ'#..                n=ìllz '(\n
dove
Ik è la componente della corrente locale sull'arto alla frequenza k;
li., k è il livello di riferimento per la corrente locale sull'arto a 45 mA;
In è la componente della corrente di contatto alla frequenza n;
Ic.„ è il livello di riferimento per la corrente di contatto alla frequenza n (cfr. Tabella 3).
Le formule suddette si basano sull'ipotesi che vi siano le peggiori condizioni possibili
tra i campi derivanti da sorgenti multiple. Di conseguenza, le situazioni che
corrispondono ad una esposizione tipica possono in pratica comportare livelli di
esposizione meno severi di quelli indicati nelle formule per i livelli di riferimento.
                                                    31
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 268 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                             05  15 12 14
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-298-IT-C
                                                              ISBN 92-78-35923-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                               IV