CELEX: 52014PC0750
Language: it
Date: 2015-01-09
Title: Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrelativa all’accettazione dell’emendamento del protocollo del 1998 della convenzione del1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante imetalli pesanti

COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                  Bruxelles, 9.1.2015
                                                  COM(2014) 750 final
                                                  ANNEX 1
                                      ALLEGATO
                                   Documento accluso
                                     alla proposta di
                                 Decisione del Consiglio
   sull’accettazione dell’emendamento del protocollo del 1998 della convenzione del 1979
    sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza relativo ai metalli
                                          pesanti
IT                                                                                       IT
 ---pagebreak---                                                   ALLEGATO
                                               Documento accluso
                                                 alla proposta di
                                             Decisione del Consiglio
        sull’accettazione dell’emendamento del protocollo del 1998 della convenzione del 1979
          sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza relativo ai metalli
                                                      pesanti
      Decisione 2012/51
      Emendamento al testo e agli allegati, diversi dagli allegati III e VII, del
      protocollo del 1998 relativo ai metalli pesanti
      Articolo 1
      Emendamento
               Le parti del protocollo del 1998 relativo ai metalli pesanti, riunite in occasione della
      trentunesima sessione dell’organo esecutivo,
               Decidono di emendare il protocollo del 1998 della convenzione sull’inquinamento
      atmosferico transfrontaliero a grande distanza relativo ai metalli pesanti come specificato
      nell’allegato della presente decisione.
      Articolo 2
      Rapporto con il protocollo
      Nessuno Stato o organizzazione regionale di integrazione economica può depositare uno
      strumento di accettazione del presente emendamento senza aver precedentemente, o
      simultaneamente, depositato uno strumento di ratifica, accettazione, approvazione o di
      adesione al protocollo.
      Articolo 3
      Entrata in vigore
      A norma dell’articolo 13, paragrafo 3, del protocollo, il presente emendamento entra in vigore
      il novantesimo giorno successivo alla data in cui i due terzi delle parti al protocollo hanno
      depositato i loro strumenti di accettazione presso il depositario.
      Allegato
      Emendamenti al protocollo del 1998 relativo ai metalli pesanti
   a) Articolo 1
      1.       Al punto 10 il testo: “i) del presente protocollo; o ii) di un emendamento dell’allegato
      II, qualora la fonte fissa venga assoggettata alle disposizioni del presente protocollo soltanto
      in virtù di tale emendamento” è sostituito da: “per una parte del presente protocollo. Una parte
      può decidere di non considerare come fonte fissa nuova qualsiasi fonte fissa per la quale
      l’autorità nazionale competente abbia già fornito la propria approvazione prima dell’entrata in
      vigore del protocollo per la parte medesima e a condizione che la costruzione o modifica
      sostanziale abbia avuto inizio entro cinque anni da tale data”.
      1
        ECE/EB.AIR/113/Add.1
IT                                                       2                                              IT
 ---pagebreak---       2.     Un nuovo punto 12 è inserito dopo il punto 11, con il seguente testo:
             12.      Con i termini “questo protocollo”, “il protocollo” e “il presente protocollo” si
             intende il protocollo del 1998 relativo ai metalli pesanti, con i successivi
             emendamenti.
   b) Articolo 3
      3.     Al paragrafo 2, il termine “Ogni” è sostituito da “Fatti salvi i paragrafi 2, bis e ter,
      ogni”.
      4.     Al paragrafo 2, lettera a), il testo “per la quale nell’allegato III sono indicate le
      migliori tecniche disponibili” è sostituito da “per la quale le linee guida adottate dalle parti in
      occasione di una sessione dell’organo esecutivo indicano le migliori tecniche disponibili”.
      5.     Al paragrafo 2, lettera c), il testo “per la quale nell’allegato III sono indicate le
      migliori tecniche disponibili” è sostituito da “per la quale le linee guida adottate dalle parti in
      occasione di una sessione dell’organo esecutivo indicano le migliori tecniche disponibili”.
      6.     Dopo il paragrafo 2, sono inseriti i nuovi paragrafi 2 bis e 2 ter:
             2 bis. Una parte che era già parte contraente del presente protocollo prima
             dell’entrata in vigore di una modifica che introduce nuove categorie di fonti può
             applicare i valori limite applicabili a una “fonte fissa esistente” a qualsiasi fonte in una
             nuova categoria la cui costruzione o modifica sostanziale sia iniziata prima della
             scadenza di due anni dalla data di entrata in vigore di tale modifica per la parte in
             questione, a meno che o finché tale fonte sia sottoposta a una successiva modifica
             sostanziale.
             2 ter. Una parte che era già parte contraente del presente protocollo prima
             dell’entrata in vigore di una modifica che introduce nuovi valori limite applicabili a
             una “nuova fonte fissa” può continuare ad applicare i valori limite precedentemente
             applicabili a qualsiasi fonte la cui costruzione o modifica sostanziale sia iniziata prima
             della scadenza di due anni dalla data di entrata in vigore di tale modifica per la parte in
             questione, a meno che e finché tale fonte sia sottoposta a una successiva modifica
             sostanziale.
      7.     Al paragrafo 5:
             a)       il testo “; a tal fine le parti comprese nella zona geografica di attività
             dell’EMEP applicano perlomeno le metodologie dell’organo direttivo dell’EMEP e le
             parti situate al di fuori della zona geografica di attività dell’EMEP applicano, a titolo
             orientativo, le metodologie sviluppate attraverso il piano di lavoro dell’organo
             esecutivo.” è soppresso e sostituito da un punto “.”.
             b)       dopo la prima frase, è aggiunto il testo seguente:
             Le parti che rientrano nella zona geografica delle attività dell’EMEP utilizzano le
             metodologie specificate negli orientamenti elaborati dall’organo direttivo dell’EMEP e
             adottate dalle parti in occasione di una delle sessioni dell’organo esecutivo. Le parti
             che non rientrano nella zona geografica delle attività dell’EMEP utilizzano come
             orientamento le metodologie sviluppate nell’ambito del piano di lavoro dell’organo
             esecutivo.
      8.     Alla fine dell’articolo 3 è aggiunto un nuovo paragrafo 8, con il seguente testo:
             8.       Ciascuna parte partecipa attivamente ai programmi nel quadro della
             convenzione sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana e
IT                                                     3                                                  IT
 ---pagebreak---              sull’ambiente (Convention on the effects of air pollution on human health and the
             environment) e ai programmi di sorveglianza e modellazione dell’atmosfera.
   c) Articolo 3 bis
      9.     È aggiunto un nuovo articolo 3 bis, con il seguente testo:
             Articolo 3 bis
             Disposizioni transitorie flessibili
             1.       In deroga all’articolo 3, paragrafo 2, lettere c) e d), una parte della convenzione
             che diventi parte del presente protocollo tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2019
             può adottare, alle condizioni specificate nel presente articolo, disposizioni transitorie
             flessibili per l’applicazione delle migliori tecniche disponibili e dei valori limite alle
             fonti fisse esistenti in determinate categorie di fonti fisse.
             2.       Ciascuna parte che sceglie di applicare le disposizioni transitorie flessibili di
             cui al presente articolo indica, nel rispettivo strumento di ratifica, accettazione o
             approvazione, o di adesione al presente protocollo, quanto elencato di seguito:
                      a)      le specifiche categorie di fonti fisse elencate nell’allegato II per le quali
             la parte può scegliere di adottare disposizioni transitorie flessibili, a condizione di non
             indicarne più di quattro;
                      b)      le fonti fisse per le quali la costruzione o l’ultima modifica sostanziale
             abbia avuto inizio prima del 1990 o un altro anno del periodo dal 1995 al 1985 inclusi,
             che la parte deve indicare all’atto della ratifica, dell’accettazione, dell’approvazione o
             dell’adesione, e che possono beneficiare delle disposizioni transitorie flessibili di cui
             al paragrafo 5;
                      c)      un piano di attuazione coerente con i paragrafi 3 e 4 che individui un
             calendario per la piena attuazione delle disposizioni specificate.
             3.       Una parte deve, come minimo, applicare le migliori tecniche disponibili per le
             fonti fisse esistenti nelle categorie 1, 2, 5 e 7 dell’allegato II entro otto anni dall’entrata
             in vigore del presente protocollo per la parte in questione, o entro il 31 dicembre 2022
             se questa data è anteriore, salvo quanto disposto al paragrafo 5.
             4.       In nessun caso una parte può rinviare l’applicazione delle migliori tecniche
             disponibili o dei valori limite per le fonti fisse esistenti oltre il 31 dicembre 2030.
             5.       Per qualsiasi fonte o fonti indicate conformemente al paragrafo 2, lettera b),
             una parte può decidere, entro otto anni dall’entrata in vigore del presente protocollo
             per la parte in questione o entro il 31 dicembre 2022 se questa data è anteriore, la
             chiusura della o delle fonti in questione. Un elenco di tali fonti compare all’interno
             della successiva relazione che la parte fornisce conformemente al paragrafo 6. Gli
             obblighi di applicazione delle migliori tecniche disponibili e dei valori limite non
             riguardano tale fonte o fonti, a condizione che essa o esse vengano chiuse entro il
             31 dicembre 2030. A ciascuna fonte non chiusa entro il termine indicato la parte deve
             applicare, successivamente a tale data, le migliori tecniche disponibili e i valori limite
             applicabili alle nuove fonti nella categoria rilevante per le stesse.
             6.       La parte che sceglie di applicare le disposizioni transitorie flessibili di cui al
             presente articolo trasmette al segretario esecutivo della Commissione relazioni
             triennali sui progressi nell’attuazione delle migliori tecniche disponibili e dei valori
IT                                                      4                                                    IT
 ---pagebreak---              limite nella categoria di fonti fisse individuate conformemente all’articolo stesso. Le
             relazioni triennali sono messe a disposizione dell’organo esecutivo dal segretario
             esecutivo della Commissione.
   d) Articolo 7
      10.    Al paragrafo 1, lettera a):
             a) il punto e virgola alla fine del paragrafo “;” è sostituito da “. Inoltre:”;
      e
             b)       sono inseriti i seguenti punti i) e ii):
                      i)       se una parte applica strategie di riduzione delle emissioni diverse ai
                      sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, lettere b), c) o d), è tenuta a documentare le
                      strategie applicate e la conformità alle disposizioni dei suddetti paragrafi;
                      ii)      se una parte ritiene che alcuni valori limite definiti ai sensi dell’articolo
                      3, paragrafo 2, lettera d), non siano realizzabili sotto il profilo tecnico ed
                      economico, lo riferisce e fornisce una giustificazione;
      11.    Il paragrafo 1, lettera b) è sostituito dal seguente testo:
                      b)       Ciascuna parte situata nella zona geografica delle attività dell’EMEP
             comunica all’EMEP, tramite il segretario esecutivo della Commissione, le
             informazioni sui livelli delle emissione di metalli pesanti elencati nell’allegato I,
             utilizzando le metodologie specificate negli orientamenti elaborati dall’organo
             direttivo dell’EMEP e adottate dalle parti in occasione di una sessione dell’organo
             esecutivo. Le parti situate al di fuori della zona geografica delle attività dell’EMEP
             comunicano le informazioni disponibili sui livelli di emissione dei metalli pesanti
             elencati nell’allegato I. Ciascuna parte fornisce inoltre informazioni sui livelli di
             emissione delle sostanze di cui all’allegato I per l’anno di riferimento specificato in
             tale allegato;
      12.    Dopo il paragrafo 1, lettera b), sono aggiunti i seguenti nuovi paragrafi:
                      c)       Ciascuna parte situata nella zona geografica delle attività dell’EMEP
             comunica le informazioni disponibili all’organo esecutivo, tramite il segretario
             esecutivo della Commissione, riguardo ai suoi programmi di studio degli effetti
             dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana e sull’ambiente, nonché ai
             programmi di sorveglianza e modellazione dell’atmosfera nel quadro della
             Convenzione, in base agli orientamenti adottati dall’organo esecutivo;
                      d)       Le parti situate al di fuori della zona geografica delle attività
             dell’EMEP comunicano informazioni analoghe a quelle indicate alla lettera c), qualora
             l’organo esecutivo ne faccia richiesta.
      13.    Al paragrafo 3:
             a)       il testo “Prima di ogni sessione dell’organo esecutivo, l’EMEP fornisce, in
      tempo utile,” è sostituito da
      “Su richiesta dell’organo esecutivo e in conformità del calendario da questi deciso, l’EMEP”;
             b)       il testo “e altri organi sussidiari forniscono” è inserito dopo “l’EMEP”;
             c)       il termine “rilevanti” è inserito dopo “informazioni”.
IT                                                       5                                                   IT
 ---pagebreak---    e) Articolo 8
      14.     Il testo “L’EMEP fornisce all’organo esecutivo, usando opportuni modelli e metodi di
      misura, in tempo utile prima di ogni sessione annuale dell’organo esecutivo,” è sostituito da
      “Su richiesta e secondo il calendario stabilito dall’organo esecutivo, usando opportuni modelli
      e metodi di misura l’EMEP fornisce, insieme ai suoi organismi e centri tecnici, “.
   f) Articolo 10
      15.     Al paragrafo 4:
              a)       Dopo i termini “Le parti” è inserito il testo “prendono in considerazione”.
              b)       il termine “elaborano” è sostituito dal termine “l’elaborazione di un”;
             c)        i termini “al fine di ridurre le emissioni nell’atmosfera dei metalli pesanti
         elencati nell’allegato I” sono soppressi.
   g) Articolo 13
      16.     Al paragrafo 3:
              a)       I termini “e agli allegati I, II, IV, V e VI” sono sostituiti da “, ad eccezione di
         quelli agli allegati III e VII, “;
              b)       I termini “in cui i due terzi delle parti” sono sostituiti da “in cui due terzi di
         coloro che erano parti al momento della loro adozione”.
      17.     Al paragrafo 4 il termine “novantesimo” è sostituito da “centottantesimo”.
      18.     Al paragrafo 5 il termine “novantesimo” è sostituito da “centottantesimo”.
      19.     Dopo il paragrafo 5, sono inseriti i nuovi paragrafi 5 bis e 5 ter:
              5 bis. Per le parti che hanno accettato l’emendamento, la procedura di cui al
              paragrafo 5 ter sostituisce la procedura di cui al paragrafo 3 per quanto riguarda gli
              emendamenti agli allegati II, IV, V e VI.
              5 ter. Gli emendamenti agli allegati II, IV, V e VI vengono adottati per consenso
              delle parti rappresentate in una sessione dell’organo esecutivo. Allo scadere di un anno
              dalla data in cui il segretario esecutivo della Commissione ne dà comunicazione a tutte
              le parti, ogni emendamento ai suddetti allegati entra in vigore per le parti che non
              hanno fatto pervenire al depositario una notifica secondo le disposizioni di cui alla
              lettera a):
                       a)      Le parti che non sono in grado di approvare un emendamento agli
              allegati II, IV, V e VI lo notificano per iscritto al depositario entro un anno a decorrere
              dalla data di comunicazione della sua adozione. Il depositario comunica
              immediatamente a tutte le parti di aver ricevuto tale notifica. Una parte può sostituire
              in qualsiasi momento una sua precedente notifica con un’accettazione e, dopo aver
              depositato lo strumento di accettazione presso il depositario, l’emendamento ai
              suddetti allegati avrà effetto per tale parte;
                       b)      Qualsiasi emendamento degli allegati II, IV, V e VI non entra in vigore
              se un numero complessivo di sedici o più parti:
                       i)      ha fatto pervenire una notifica secondo le disposizioni di cui alla lettera
                       a); oppure
IT                                                        6                                                IT
 ---pagebreak---                        ii)     ha respinto la procedura di cui al presente paragrafo e non ha ancora
                       depositato uno strumento di accettazione in conformità delle disposizioni del
                       paragrafo 3.
   h) Articolo 15
      20.     Un nuovo paragrafo 3 è inserito dopo il paragrafo 2, con il seguente testo:
              3.       Uno Stato o un’organizzazione regionale d’integrazione economica dichiara,
              nel rispettivo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o di adesione, se non
              intende essere vincolato dalle procedure di cui all’articolo 13, paragrafo 5 ter, per
              quanto riguarda gli emendamenti agli allegati II, IV, V e VI.
   i) Allegato II
      21.     Nella tabella sotto il sottotitolo II, i termini “piombo e zinco” nella prima riga sotto la
      designazione della categoria 5 sono sostituiti con i termini “piombo, zinco e leghe di ferro-
      manganese e silico-manganese”.
   j) Allegato IV
      22.     Il numero “1.” è aggiunto a precedere il primo paragrafo.
      23.     Alla lettera a), dopo il termine “protocollo” è aggiunto “per una parte”.
      24.     Alla lettera b):
              a)       nella prima frase il termine “otto” è sostituito da “due”.
              b)       alla fine della prima frase, dopo il termine “protocollo” è inserito il testo “per
      una parte, o il 31 dicembre 2020 a seconda di quale data sia posteriore”.
              c)       L’ultima frase è soppressa.
      25.     Alla fine dell’allegato sono inseriti i nuovi paragrafi 2 e 3:
              2.       In deroga al paragrafo 1, ma fatto salvo il punto 3, una parte della convenzione
              che diventi parte del presente protocollo tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2019,
              può dichiarare, all’atto della ratifica, accettazione, approvazione o dell’adesione al
              presente protocollo, che estenderà i tempi per l’applicazione dei valori limite di cui
              all’articolo 3, paragrafo 2, lettera d) fino a un massimo di 15 anni a decorrere dalla
              data di entrata in vigore del presente protocollo per la parte in questione.
              3.       Una parte che ha operato una scelta ai sensi dell’articolo 3 bis del presente
              protocollo per quanto riguarda la categoria di una particolare fonte fissa non può fare
              anche una dichiarazione conforme al paragrafo 2 applicabile alla stessa categoria di
              fonte.
   k) Allegato V
      26.     Il testo dell’allegato V è sostituito dal seguente:
              Allegato V
              Valori limite per la limitazione delle emissioni provenienti da grandi
              fonti fisse
              1.       Ai fini della limitazione delle emissioni di metalli pesanti sono rilevanti due
              tipi di valori limite:
                       a)      i valori relativi a specifici metalli pesanti o gruppi di metalli pesanti;
IT                                                        7                                               IT
 ---pagebreak---               b)      i valori relativi alle emissioni di particolato in generale.
      2.      In linea di massima, i valori limite per il particolato non possono sostituire i
      valori limite specifici per il cadmio, il piombo e il mercurio, poiché la quantità di
      metalli associati alle emissioni di particolato variano da un processo all’altro. Tuttavia,
      l’applicazione di tali limiti contribuisce notevolmente a ridurre le emissioni di metalli
      pesanti in generale. Inoltre, il monitoraggio delle emissioni di particolato è, in genere,
      meno costoso del monitoraggio di singole specie e il monitoraggio permanente di
      singoli metalli pesanti non è, in generale, realizzabile. Pertanto, i valori limite per il
      particolato rivestono una grande importanza pratica e sono quindi riportati nel presente
      allegato, nella maggior parte dei casi per integrare i valori limite specifici per il
      cadmio, il piombo o il mercurio.
      3.      La parte A è applicabile alle parti diverse dagli Stati Uniti d’America. La parte
      B è applicabile agli Stati Uniti d’America.
   A. Parti diverse dal Canada e dagli Stati Uniti d’America
      4.      Unicamente nella presente sezione, con il termine “polveri” si intende la massa
      di particelle, di qualsiasi forma, struttura o densità, disperse in fase gassosa nelle
      condizioni presenti al punto di campionamento che possono essere raccolte, in
      condizioni specifiche, mediante filtrazione dopo un prelievo di campioni
      rappresentativi del gas da analizzare, e che restano a monte del filtro e sul filtro dopo
      l’essiccazione in condizioni specifiche.
      5.      Ai fini della presente sezione, per “valore limite di emissione” o “valore
      limite” s’intende la quantità, che non deve essere superata, di polveri e metalli pesanti
      specifici nell’ambito del presente protocollo contenuta negli scarichi gassosi prodotti
      da un impianto. Se non diversamente specificato, tale valore è calcolato in termini di
      massa di inquinante per volume di scarico gassoso (espresso come mg/m3), in
      condizioni normali di temperatura e pressione del gas a secco (volume a 273,15 K,
      101,3 kPa). Per quanto riguarda il tenore di ossigeno del gas di scarico; si applicano i
      valori indicati per categorie specifiche di grandi fonti fisse. Non è consentito
      procedere alla diluizione per abbassare la concentrazione degli inquinanti negli
      scarichi gassosi. Sono escluse le fasi di avvio, chiusura e manutenzione dell’impianto.
      6.      Le emissioni sono sorvegliate in tutti i casi mediante misurazioni o tramite
      calcoli che consentano almeno la stessa precisione. Il rispetto dei valori limite è
      verificato mediante misurazioni in continuo o discontinue, o qualsiasi altro metodo
      tecnicamente valido, inclusi metodi di calcolo verificati. Le misurazioni dei metalli
      pesanti rilevanti devono essere effettuate almeno una volta ogni tre anni per ciascuna
      fonte industriale. Occorre prendere in considerazione i documenti di orientamento sui
      metodi per le misurazioni e i calcoli adottati dalle parti in occasione della sessione
      dell’organo esecutivo. In caso di misurazioni in continuo, il valore limite è rispettato
      se l’emissione media mensile convalidata non supera tale valore. In caso di
      misurazioni discontinue o di ricorso ad altre procedure appropriate di calcolo o
      determinazione, i valori limite di emissione sono rispettati se il valore medio basato su
      un adeguato numero di misurazioni in condizioni rappresentative non supera tali valori
      limite. L’inesattezza dei metodi di misurazione può essere presa in considerazione ai
      fini della verifica. È inoltre possibile effettuare un monitoraggio indiretto delle
      sostanze mediante parametri globali o parametri cumulativi (ad es. le polveri come
      parametro globale per i metalli pesanti). In alcuni casi l’uso di una determinata tecnica
      per trattare le emissioni può assicurare che un valore/valore limite sia mantenuto o
      rispettato.
IT                                               8                                                IT
 ---pagebreak---              7.        La sorveglianza delle sostanze inquinanti pertinenti e le misurazioni dei
             parametri di processo, nonché l’assicurazione di qualità dei sistemi automatici di
             misurazione e i metodi di misurazione di riferimento per calibrare tali sistemi, sono
             effettuati conformemente alle norme CEN. Qualora non siano disponibili norme CEN,
             si applicano norme ISO, norme nazionali o norme internazionali in grado di assicurare
             la disponibilità di dati di qualità scientifica equivalente.
             Impianti di combustione (bruciatori e riscaldatori di processo) con una potenza
             termica nominale superiore a 50 Mwth2 (allegato II, categoria 1)
             8.        Valori limite per le emissioni di polveri prodotte dai processi di combustione
             di combustibili solidi e liquidi, diversi da biomassa e torba3:
   2
     La potenza termica nominale dell'impianto di combustione è calcolata come la somma della potenza di tutte le
   unità collegate a un camino comune. Le unità con potenza inferiore a 15 MWth non vengono prese in
   considerazione nel calcolo della potenza termica nominale totale.
   3
     I valori limite di emissione non sono applicabili, in particolare:
             – agli impianti che utilizzano biomassa e torba come fonti uniche di combustibile;– agli impianti in cui i
             prodotti della combustione sono utilizzati per riscaldamento diretto, essiccazione o qualsiasi altro
             trattamento di oggetti o materiali;
             – agli impianti di postcombustione destinati alla depurazione dello scarico gassoso mediante
             combustione, che non siano gestiti come impianti indipendenti di combustione;
             – agli impianti per la rigenerazione di catalizzatori per cracking catalitico,
             – ai dispositivi di conversione del solfuro di idrogeno in zolfo;
             – ai reattori utilizzati nell'industria chimica;
             – alle batterie di forni per il coke;
             – ai cowpers degli altiforni;
             – alle caldaie di recupero nelle installazioni per la produzione della pasta di legno;
             – agli inceneritori di rifiuti;
             – agli impianti alimentati da motori diesel, a benzina o a gas o da turbine a combustione, a prescindere
             dal combustibile utilizzato.
IT                                                             9                                                        IT
 ---pagebreak---    Tabella 1
   Tipo               di Potenza         termica Valore limite di emissione per le polveri
   combustibile            (MWth)                  (mg/m³)a
                                                   Impianti nuovi:
   Combustibili solidi     50-100
                                                   20 (carbone, lignite e altri combustibili solidi)
                                                   Impianti esistenti:
                                                   30 (carbone, lignite e altri combustibili solidi)
                                                   Impianti nuovi:
                           100-300
                                                   20 (carbone, lignite e altri combustibili solidi)
                                                   Impianti esistenti:
                                                   25 (carbone, lignite e altri combustibili solidi)
                           >300                    Impianti nuovi:
                                                   10 (carbone, lignite e altri combustibili solidi)
                                                   Impianti esistenti:
                                                   20 (carbone, lignite e altri combustibili solidi)
   Combustibili            50-100                  Impianti nuovi:
   liquidi                                         20
                                                   Impianti esistenti:
                                                   30 (in generale)
                                                   50, per la combustione di residui di
                                                   distillazione e di conversione nelle raffinerie
                                                   che raffinano petrolio greggio per il loro
                                                   proprio     consumo       negli   impianti      di
                                                   combustione
   Combustibili            100-300                 Impianti nuovi:
   liquidi                                         20
                                                   Impianti esistenti:
                                                   25 (in generale)
                                                   50, per la combustione di residui di
                                                   distillazione e di conversione nelle raffinerie
                                                   che raffinano petrolio greggio per il loro
                                                   proprio     consumo       negli   impianti      di
                                                   combustione
                           >300                    Impianti nuovi:
                                                   10
                                                   Impianti esistenti:
                                                   20 (in generale)
                                                   50, per la combustione di residui di
                                                   distillazione e di conversione nelle raffinerie
                                                   che raffinano petrolio greggio per il loro
                                                   proprio     consumo       negli   impianti      di
                                                   combustione
     a
       I valori limite si riferiscono a un tenore di ossigeno del 6% per i combustibili solidi,
     e del 3% per i combustibili liquidi.
IT                                            10                                                      IT
 ---pagebreak---    9.       Disposizioni particolari per gli impianti di combustione di cui al punto 8:
            a)       Una parte può derogare all’obbligo di rispettare i valori limite di
   emissione di cui al punto 8 nei seguenti casi:
            i)       per impianti di combustione che utilizzano abitualmente combustibile
            gassoso ma che devono ricorrere in via eccezionale all’utilizzo di altri
            combustibili per via di un’improvvisa interruzione della fornitura di gas e che
            per questo motivo dovrebbero essere dotati di un impianto di depurazione dei
            gas di scarico;
            ii)      per impianti di combustione esistenti che non sono stati messi in
            funzione per più di 17 500 ore operative a partire dal 1° gennaio 2016 e non
            oltre il 31 dicembre 2023;
            b)       qualora la capacità di un impianto di combustione venga aumentata di
   almeno 50 MWth, i valori limite di emissione per i nuovi impianti di cui al punto 8 si
   applicano all’ampliamento interessato oggetto della modifica. Il valore limite di
   emissione è calcolato come una media ponderata in funzione della potenza termica
   effettiva di entrambe le parti, nuova ed esistente, dell’impianto;
            c)       le parti provvedono affinché vengano previste disposizioni relative alle
   procedure in caso di malfunzionamento o guasto degli impianti di abbattimento;
            d)       nel caso di impianti di combustione multicombustibile che comportano
   l’impiego simultaneo di due o più combustibili, i valori limite di emissione sono
   determinati come media ponderata dei valori limite di emissione pertinenti per
   ciascuno dei combustibili, sulla base della potenza termica fornita da ciascun
   combustibile.
   Industria primaria e secondaria del ferro e dell’acciaio (allegato II, categorie 2 e
   3)
   10.      Valore limite per le emissioni di mercurio:
   Tabella 2
   Attività                                     Valore limite di emissione per le polveri (mg/m³)
   Impianto di sinterizzazione                  50
   Impianto di pellettizzazione                 20, per frantumazione,          macinazione     ed
                                                essiccazione
                                                15, per tutte le altre fasi
   Altiforni: Preriscaldatori                   10
   Acciaieria a ossigeno e colata continua      30
   Produzione di acciaio con forni elettrici e 15 (impianti esistenti)
   colata                                       5 (impianti nuovi)
IT                                            11                                                   IT
 ---pagebreak---    Fonderie di ferro (allegato II, categoria 4)
   11.      Valori limite per le emissioni di polveri da fonderie
   Tabella 3
   Attività                                        Valore limite di emissione per le polveri (mg/m³)
   Fonderie di ferro: tutti i forni (a cubilotto, 20
   a induzione, rotativi) tutti gli stampi
   (permanenti, a perdere)
   Laminati a caldo                                20
                                                   50, se la presenza di fumi umidi impedisce
                                                   l’applicazione di un filtro a maniche
   Produzione e trasformazione di rame, zinco e leghe di ferro-manganese e silico-
   manganese, inclusi i forni Imperial Smelting (IS) (allegato II, categorie 5 e 6)
   12.      Valore limite per le emissioni di polveri per la produzione e la trasformazione
   di rame, zinco e leghe di ferromanganese e silico-manganese:
   Tabella 4
                                                   Valore limite di emissione per le polveri (mg/m³)
   Produzione e trasformazione di metalli 20
   non ferrosi
   Produzione e trasformazione di piombo (allegato II, categorie 5 e 6)
   13.      Valore limite per le emissioni di polveri nella produzione e trasformazione del
   piombo:
   Tabella 5
                                                   Valore limite di emissione per le polveri (mg/m³)
   Produzione e trasformazione del piombo          5
IT                                               12                                                  IT
 ---pagebreak---            Industria del cemento (allegato II, categoria 7)
           14.       Valori limite per le emissioni di polveri dalla produzione di cemento
           Tabella 6
                                                            Valore limite di emissione per le polveri (mg/m³)a
           Impianti per la produzione di cemento, 20
           forni, mulini di macinazione e impianti di
           raffreddamento del clinker
           Impianti per la produzione di cemento, 20
           forni, mulini di macinazione e impianti di
           raffreddamento del clinker che utilizzano
           il coincenerimento dei rifiuti
               a
                 I valori limite si riferiscono a un tenore di ossigeno del 10%.
           Industria del vetro (allegato II, categoria 8)
           15.       Valori limite per le emissioni di polveri dalla produzione di vetro:
           Tabella 7
                                                            Valore limite di emissione per le polveri (mg/m³)a
           Impianti nuovi                                   20
           Impianti esistenti                               30
               a
                 I valori limite si riferiscono a un tenore di ossigeno del 8% per la fusione in continuo, e
               del 13% per la fusione discontinua.
           16.       Valore limite per le emissioni di piombo dalla produzione di vetro: 5 mg/m3.
           Industria dei cloroalcali (allegato II, categoria 9)
           17.       Gli impianti di produzione di cloroalcali esistenti che utilizzano la tecnica delle
           celle di mercurio devono convertirsi alla tecnologia senza mercurio oppure chiudere
           entro il 31 dicembre 2020; nel corso del periodo precedente alla conversione, si
           applicano i livelli di mercurio rilasciati nell’atmosfera da un impianto di produzione di
           cloro della capacità di 1 g per Mg4.
           18.       I nuovi impianti di produzione di cloroalcali devono operare senza mercurio.
   4
     1 Mg = 1 tonnellata.
IT                                                       13                                                    IT
 ---pagebreak---       Incenerimento dei rifiuti (allegato II, categorie 10 e 11):
      19.       Valori limite per le emissioni di polveri dall’incenerimento dei rifiuti:
      Tabella 8
                                                                        Valore limite di emissione per le
                                                                        polveri (mg/m³)a
      Incenerimento di rifiuti urbani, rifiuti non pericolosi, 10
      rifiuti pericolosi e rifiuti sanitari
          a
            I valori limite si riferiscono a un tenore di ossigeno del 11%.
      20.       Valori limite per le emissioni di mercurio dall’incenerimento dei rifiuti:
      0,05 mg/m³.
      21.       Valore limite per le emissioni di mercurio dal coincenerimento dei rifiuti nelle
      fonti di categoria 1 e 7: 0,05 mg/m³.
   B. Stati Uniti d’America
      22.       I valori limite per ridurre le emissioni di particolato e/o specifici metalli
      pesanti da fonti fisse appartenenti alle seguenti categorie di fonti fisse, e le fonti alle
      quali si applicano, sono indicati nei documenti elencati di seguito:
                a)       Steel Plants: Electric Arc Furnaces — 40 C.F.R., parte 60, sottoparti
      AA e AAa;
                b)       Small Municipal Waste Combustors — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte
      AAAA;
                c)       Glass Manufacturing — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte CC;
                d)       Electric Utility Steam Generating Units — 40 C.F.R., parte 60,
      sottoparti D e Da;
                e)       Industrial-Commercial-Institutional         Steam      Generating    Units   —
      40 C.F.R., parte 60, sottoparti Db e Dc;
                f)       Municipal Waste Combustors — 40 C.F.R., parte 60, sottoparti E, Ea
      e Eb;
                g)       Hospital/Medical/Infectious Waste Incinerators — 40 C.F.R., parte 60,
      sottoparte Ec;
                h)       Portland Cement — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte F;
                i)       Secondary Lead Smelters — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte L;
                j)       Basic Oxygen Process Furnaces — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte N;
                k)       Basic Process Steelmaking Facilities — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte
      Na;
                l)       Primary Copper Smelters — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte P;
                m)       Primary Zinc Smelters — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte Q;
                n)       Primary Lead Smelters — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte R;
                o)       Ferroalloy Production Facilities — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte Z;
IT                                                  14                                                    IT
 ---pagebreak---              p)      Other Solid Waste Incineration Units (dopo il 9 dicembre 2004) — 40
     C.F.R., parte 60, sottoparte EEEE;
             q)      Secondary lead smelters — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte X;
             r)       Hazardous waste combustors — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte EEE;
             s)      Portland cement manufacturing — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte LLL;
             t)      Primary copper — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte QQQ;
             u)      Primary lead smelting — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte TTT;
             v)      Iron and steel foundries — 40 C.F.R. parte 63, sottoparte EEEEE;
             w)      Integrated iron and steel manufacturing — 40 C.F.R., parte 63,
     sottoparte FFFFF;
             x)      Electric Arc Furnace Steelmaking Facilities — 40 C.F.R., parte 63,
     sottoparte YYYYY;
             y)      Iron and steel foundries — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte ZZZZZ;
             z)      Primary Copper Smelting Area Sources — 40 C.F.R., parte 63,
     sottoparte EEEEEE;
             aa)     Secondary Copper Smelting Area Sources — 40 C.F.R., parte 63,
     sottoparte FFFFFF;
             bb)     Primary Nonferrous Metals Area Sources: Zinc, Cadmium, and
     Beryllium — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte GGGGGG;
             cc)     Glass manufacturing (area sources) — 40 C.F.R., parte 63, sottoparte
     SSSSSS;
             dd)     Secondary Nonferrous Metal Smelter (Area Sources) — 40 C.F.R.,
     parte 63, sottoparte TTTTTT;
             ee)     Ferroalloys Production (Area Sources) — 40 C.F.R., parte 63,
     sottoparte YYYYYY;
             ff)     Aluminum, Copper, and Nonferrous Foundries (Area Sources) —
     40 C.F.R., parte 63, sottoparte ZZZZZZ;
             gg)     Coal Preparation Plants — 40 C.F.R., parte 60, sottoparte Y;
             hh)     Industrial, Commercial, Institutional and Process Heaters — 40 C.F.R.
     parte 63, sottoparte DDDDD;
             ii)     Industrial, Commercial and Institutional Boilers (Area Sources) — 40
     C.F.R. parte 63, sottoparte JJJJJJ;
             jj) Mercury Cell Chlor-Alkali Plants — 40 C.F.R. parte 63, sottoparte IIIII;
   e
IT                                           15                                            IT
 ---pagebreak---                         kk) Standards of Performance Commercial and Industrial Solid Waste
               Incineration Units for which Construction is Commenced after November 30, 1999, or
               for which Modification or Reconstruction is Commenced on or after 1 June 2001 —
               40 C.F.R. parte 60, sottoparte CCCC.
   1) Allegato VI
      27.      Al paragrafo 1:
               a)      Il testo “Se non altrimenti disposto dal presente allegato, entro” è sostituito da
      “Entro”.
               b)      il testo “sei mesi a decorrere” è soppresso.
               c)      dopo il termine “protocollo” è aggiunto “per una parte”.
      28.      Il paragrafo 3 è soppresso.
      29.      Al paragrafo 4, i termini “Le parti” sono sostituiti da “Fatto salvo il paragrafo 1, lettera
      a), le parti”.
      30.      Al paragrafo 5, il testo seguente sostituisce il paragrafo introduttivo prima della lettera
      a):
               Ciascuna parte si adopera, al più tardi alla data di entrata in vigore del presente
               protocollo per la parte interessata, per raggiungere livelli di concentrazione che non
               superino:
IT                                                      16                                                  IT
 ---documentbreak---                               COMMISSIONE
                              EUROPEA
                                                     Bruxelles, 9.1.2015
                                                     COM(2014) 750 final
                                                     2014/0359 (NLE)
                                         Proposta di
                                DECISIONE DEL CONSIGLIO
   relativa all’accettazione dell’emendamento del protocollo del 1998 della convenzione del
     1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante i
                                        metalli pesanti
IT                                                                                          IT
 ---pagebreak---                                                   RELAZIONE
   La convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza
   conclusa sotto gli auspici della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa
   (UNECE) costituisce il principale quadro giuridico internazionale per la cooperazione e per le
   misure volte a limitare e ridurre gradualmente e a prevenire l’inquinamento atmosferico e i
   suoi effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente nei paesi dell’UNECE, con una
   particolare attenzione all’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza.
   La convenzione è stata firmata a Helsinki il 14 novembre 1979 a nome della Comunità
   economica europea ed è stata approvata con la decisione 81/462/CEE del Consiglio,
   dell’11 giugno 19811.
   Ad oggi, la convenzione sull’inquinamento atmosferico a grande distanza è stata ampliata da
   otto protocolli, compreso il protocollo di Aarhus del 1998 relativo ai metalli pesanti (“il
   protocollo”). Al fine di migliorare ulteriormente la protezione della salute umana e
   dell’ambiente il protocollo mira a ridurre e controllare le emissioni di origine antropica
   nell’aria di piombo (Pb), cadmio (Cd) e mercurio (Hg), in quanto metalli pesanti nocivi
   soggetti al trasporto atmosferico transfrontaliero a grande distanza. A tale riguardo, essa
   prevede che le parti riducano le loro emissioni annue totali di piombo, cadmio e mercurio
   rispetto al livello registrato nel 1990 (o in un altro anno, tra il 1985 e il 1995). Il protocollo
   impone alle parti di applicare le migliori tecniche disponibili (Best Available Techniques,
   BAT) per determinate categorie di fonti di emissioni e fissa i valori limite di emissione
   applicabili a determinate grandi fonti fisse, compresi le grandi fonti di combustione e gli
   impianti di incenerimento dei rifiuti. Le parti devono elaborare e conservare degli inventari
   delle emissioni di piombo, cadmio e mercurio, eliminare gradualmente l’uso di benzina con
   piombo e ridurre i livelli di concentrazione di mercurio nelle batterie alcaline. Esse vengono
   inoltre invitate ad applicare misure di gestione per altri prodotti contenenti mercurio,
   comprese le apparecchiature di misura.
   L’adesione della Comunità al protocollo è stata approvata a nome della Comunità con la
   decisione 2001/379/CE del Consiglio del 4 aprile 20012. Il protocollo, entrato in vigore il
   29 dicembre 2003, è stato recepito nel diritto dell’UE tramite diversi strumenti3. Per quanto
   riguarda il monitoraggio della qualità dell’aria, gli strumenti includono la
   direttiva 2004/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004,
   concernente l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici
   nell’aria ambiente4. Per quanto riguarda l’obbligo di applicare le BAT per le categorie di fonti
   di cui all’allegato II e i valori limite di emissione fissati nell’allegato V del protocollo, la
   pertinente normativa dell’UE comprende in particolare la direttiva 2010/75/UE del
   Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni
   industriali5. Per quanto riguarda le norme sui prodotti per il piombo e il mercurio, contenute
   nell’allegato VI del protocollo, la vigente legislazione dell’UE comprende la direttiva
   98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1998, relativa alla qualità
   della benzina e del combustibile diesel e recante modifica della direttiva 93/12/CEE6 del
   1
           GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11.
   2
           GU L 134 del 17.5.2001, pag. 40.
   3
           Per quanto riguarda l’ultima questione tecnica, ossia gli obblighi di notifica delle emissioni di Cd, Pb e
           Hg, essi sono coperti dalla proposta della Commissione per una direttiva del Parlamento europeo e del
           Consiglio concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici e che
           modifica la direttiva 2003/35/CE, del 18 dicembre 2013 (COM(2013) 920).
   4
           GU L 23 del 26.1.2005, pag. 3.
   5
           GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.
   6
           GU L 350 del 28.12.1998, pag. 58.
IT                                                       2                                                            IT
 ---pagebreak---    Consiglio e la direttiva 2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre
   2006, relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e che abroga la direttiva
   91/157/CEE7. Per quanto riguarda le misure di gestione del prodotto elencate nell’allegato VII
   del protocollo, la pertinente normativa dell’UE comprende il regolamento (UE) n. 1103/2010
   della Commissione, del 29 novembre 2010, che stabilisce, ai sensi della direttiva 2006/66/CE
   del Parlamento europeo e del Consiglio, norme relative all’etichettatura indicante la capacità
   di pile e accumulatori portatili secondari (ricaricabili) e per autoveicoli8, la direttiva
   2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sulla restrizione
   dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche9, la
   direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sui rifiuti
   di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)10 e la direttiva 2007/51/CE del
   Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 settembre 2007, che modifica la
   direttiva 76/769/CEE del Consiglio per quanto riguarda le restrizioni alla
   commercializzazione di alcune apparecchiature di misura contenenti mercurio11 (ora abrogata
   dalla voce 18 bis dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH))12.
   Conformemente all’articolo 10, paragrafo 3, del protocollo, le parti hanno preso in
   considerazione l’adeguatezza e l’efficacia degli obblighi stabiliti dal protocollo. Basandosi in
   particolare sulle proposte dall’Unione europea, nel 200913 e nel 201014 le parti hanno quindi
   concordato l’apertura di negoziati per la revisione del testo e degli allegati del protocollo. La
   revisione ha cercato in particolare di rendere il protocollo più adattabile alle evoluzioni future
   delle BAT e di agevolare l’adesione al protocollo emendato delle parti non aderenti al
   protocollo. Di conseguenza, il 26 luglio 201015 e il 11 aprile 201116 il Consiglio dell’Unione
   europea ha autorizzato la Commissione a partecipare ai negoziati a nome dell’Unione
   europea.
   Il processo negoziale ha portato all’adozione per consenso delle parti presenti alla
   trentunesima sessione dell’organo esecutivo della convenzione sull’inquinamento atmosferico
   transfrontaliero a grande distanza delle decisioni EB 2012/5 e 2012/6, che hanno emendato il
   7
           GU L 266 del 26.9.2006, pag. 1.
   8
           GU L 313 del 30.11.2010, pag. 3.
   9
           GU L 037 del 13.2.2003, pag. 19.
   10
           GU L 037 del 13.2.2003, pag. 24.
   11
           GU L 257 del 3.10.2007, pag. 13.
   12
           Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006,
           concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche
           (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la
           direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE)
           n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della
           Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006).
   13
           Relazione dell’organo esecutivo sulla sua ventisettesima sessione del dicembre 2009,
           ECE/EB.AIR/99/add.2, 10 maggio 2010.
   14
           Relazione dell’organo esecutivo sulla sua ventottesima sessione del dicembre 2010, ECE/EB.AIR/106,
           para 57, 24 febbraio 2011.
   15
           Decisione del Consiglio, del 26 luglio 2010, relativa alla partecipazione dell’Unione europea ai
           negoziati sugli emendamenti al protocollo del 1998 alla convenzione del 1979 sull’inquinamento
           atmosferico transfrontaliero a grande distanza relativo ai metalli pesanti (non pubblicata).
   16
           Decisione del Consiglio dell’11 aprile 2011, relativa alla modifica della decisione del Consiglio del 26
           luglio 2010, relativa alla partecipazione dell’Unione europea ai negoziati sugli emendamenti al
           protocollo del 1998 alla convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande
           distanza relativo ai metalli pesanti (non pubblicata).
IT                                                         3                                                        IT
 ---pagebreak---    testo del protocollo e dei suoi allegati da II a VI17 e della decisione EB 2012/7 che aggiorna
   gli orientamenti sulle migliori tecniche disponibili18.
   La decisione EB 2012/6, che emenda l’allegato III del protocollo sull’individuazione delle
   migliori tecniche disponibili per la limitazione delle emissioni di metalli pesanti e dei loro
   composti provenienti dalle fonti elencate nell’allegato II del protocollo, non richiede la
   ratifica delle parti. Conformemente all’articolo 13, paragrafo 4, del protocollo questo
   emendamento è stato comunicato a tutte le parti il 11 ottobre 2013 ed è entrato in vigore il 9
   gennaio 2014. Analogamente, la decisione EB 2012/7, in quanto documento di orientamento,
   non richiede la ratifica delle parti.
   In conformità dell’articolo 13, paragrafo 3, del protocollo, la decisione EB 2012/5, che
   emenda il testo del protocollo e dei suoi allegati II, IV, V e VI, deve essere ratificata dalle
   parti. Il protocollo emendato stabilisce, in particolare, valori limite di emissione più rigorosi
   per le emissioni di polveri provenienti da alcune grandi fonti fisse nonché disposizioni
   transitorie flessibili a beneficio delle parti che aderiscono al protocollo emendato tra il
   1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2019.
   L’emendamento del protocollo è disciplinato, in larga misura, dalle norme dell’UE
   attualmente esistenti e in particolare dalla legislazione sul controllo delle fonti di emissione
   che comprende la già citata direttiva 2010/75/UE e le decisioni di esecuzione della
   Commissione adottate a norma di tale direttiva e che stabiliscono le conclusioni sulle BAT
   applicabili a diversi settori industriali, come ad esempio la fabbricazione del vetro19 e la
   produzione di ferro e acciaio20, cemento, calce e ossido di magnesio21 e dei cloro-alcali22.
   Inoltre, l’adozione di decisioni di esecuzione della Commissione conformemente alla direttiva
   2010/75/UE per il settore industriale dei metalli non ferrosi e impianti di forgiatura e fonderie
   completa la copertura da parte dell’UE dell’emendamento del protocollo. Questo
   emendamento deve essere ulteriormente recepito, in particolare attraverso una nuova direttiva
   che aggiorna i limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici e stabilisce
   inventari nazionali annuali delle emissioni che comprendono, tra l’altro, le emissioni di
   piombo, cadmio e mercurio23.
   Alla luce di quanto esposto, è opportuno che l’Unione europea accolga l’emendamento del
   protocollo.
   17
            Decisioni EB 2012/5 e 2012/6, trentunesima sessione dell’organo esecutivo della convenzione, 14-18
            dicembre 2012, ECE/EB.AIR/113/Add.1.
   18
            Decisione EB 2012/7, trentunesima sessione dell’organo esecutivo della convenzione, 14-18 dicembre
            2009, ECE/EB.AIR/113/Add.1.
   19
            Decisione di esecuzione 2012/134/UE della Commissione, del 28 febbraio 2012, che stabilisce le
            conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per la produzione del vetro ai sensi della direttiva
            2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali (GU L 70
            dell’8.3.2012, pag. 1).
   20
            Decisione di esecuzione 2012/135/UE della Commissione, del 28 febbraio 2012, che stabilisce le
            conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per la produzione di ferro e acciaio ai sensi della
            direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali (GU L
            70 dell’8.3.2012, pag. 63).
   21
            Decisione di esecuzione 2013/163/UE della Commissione, del 26 marzo 2013, che stabilisce le
            conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il cemento, la calce e l’ossido di magnesio, ai
            sensi della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni
            industriali (GU L 100 del 9.4.2013, pag. 1).
   22
            Decisione di esecuzione 2013/732/UE della Commissione, del 9 dicembre 2013, che stabilisce le
            conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per la produzione di cloro-alcali ai sensi della
            direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali (GU L
            332 dell’11.12.2013, pag. 34).
   23
            Cfr. supra, n. 3.
IT                                                          4                                                          IT
 ---pagebreak---    L’allegato alla presente decisione comprende il testo emendante il protocollo, quale stabilito
   dalla decisione EB 2012/5.
IT                                              5                                                 IT
 ---pagebreak---                                                             2014/0359 (NLE)
                                                Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
    relativa all’accettazione dell’emendamento del protocollo del 1998 della convenzione del
      1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante i
                                             metalli pesanti
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 192, in
   combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 6, lettera a),
   vista la proposta della Commissione europea,
   vista l’approvazione del Parlamento europeo,
   considerando quanto segue:
   (1)       L’Unione è parte della convenzione UNECE sull’inquinamento atmosferico
             transfrontaliero a grande distanza, a seguito della sua approvazione nel 198124.
   (2)       L’Unione è parte del protocollo del 1998 della convenzione sull’inquinamento
             atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante i metalli pesanti, a seguito
             della sua approvazione il 4 aprile 200125.
   (3)       Le parti del protocollo della convenzione sull’inquinamento atmosferico
             transfrontaliero a grande distanza relativo ai metalli pesanti hanno avviato i negoziati
             nel 2009, ampliandone il campo di applicazione nel 2010 al fine di migliorare
             ulteriormente la protezione della salute umana e dell’ambiente anche attraverso
             l’aggiornamento dei valori limite di emissione per affrontare alla fonte la produzione
             di emissioni di inquinanti atmosferici.
   (4)       Le parti presenti alla trentunesima sessione dell’organo esecutivo della convenzione
             UNECE sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza hanno
             adottato per consenso le decisioni EB 2012/5 e 2012/6 che emendano il protocollo
             della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza
             riguardante i metalli pesanti.
   (5)       La decisione EB 2012/6 è entrata in vigore ed è divenuta effettiva sulla base della
             procedura accelerata di cui all’articolo 13, paragrafo 4, del protocollo.
   (6)       La decisione EB 2012/5 richiede la ratifica delle parti al protocollo in conformità
             dell’articolo 13, paragrafo 3, del protocollo.
   (7)       L’emendamento del protocollo della convenzione sull’inquinamento atmosferico
             transfrontaliero a grande distanza riguardante i metalli pesanti deve essere accettato a
             nome dell’Unione europea,
   24
            GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11.
   25
            GU L 134 del 17.5.2001, pag. 40.
IT                                                   6                                                IT
 ---pagebreak---    HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                               Articolo 1
   Con la presente decisione si accetta l’emendamento del protocollo della convenzione
   sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti
   organici persistenti.
   Il testo dell’emendamento del protocollo è accluso alla presente decisione.
                                               Articolo 2
   Il presidente del Consiglio designa la persona abilitata a procedere, a nome dell’Unione
   europea, al deposito dello strumento di accettazione previsto all’articolo 13, paragrafo 3, del
   protocollo del 1998 della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a
   grande distanza riguardante i metalli pesanti, al fine di esprimere il consenso dell’Unione
   europea a essere vincolata dal presente protocollo emendato.
                                               Articolo 3
   La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il presidente
IT                                                  7                                              IT