CELEX: 51973PC0674
Language: it
Date: 1973-05-15
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che fissa principi comuni ed una procedura di gestione per la durata delle garanzie e dei crediti all'esportazione in taluni paesi terzi

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (73) 674
Vol. 1973/0135
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---   COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            COM(73)674 def.
                                            Bruxelles , il 15 maggio 1973
                                   Proposta da
                          REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO
        che fissa principi comuni ed una procedura di gestione perla
       durata delle garanzie e dei crediti ali 'esportazione in taluni
                                  paesi terzi
                    (presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM( 73 ) 674 def .
 ---pagebreak--- NOTA I1ITRODUTT IVA
        Il credito all' esportazione , che evolgo un' inportante funzione negli
scambi internazionali 5 nelle relazioni commerciali tra i vari paesi indu­
strializzati nonché fra questi ed i paesi in via di sviluppo ed i paesi a
commercio di Stato s è da molti anni a questa parte oggetto di sempre maggiore
concorrenza fra i paesi industrializzati . Questa concorrenza si concreta
in un considerevole aumento del volume dei crediti , in una netta tendenza a
prolungare la loro durata e nell' intervento , più o meno accentuato , del le pubbli­
che amministrazioni o degli organismi statali o parastatali su altri elementi ,
quali i tassi di interesse , l' entità degli acconti , le modalità di rimborso
della parte locale , eco »
        La Comunità Economica Europea ha ripreso l' azione svolta dall' Unione
di Berna ( l ) negli anni '50 al fine di limitare a 5 anni , a decorrere da
un punto di partenza chiaramente definito , la durata massima dei crediti
commerciali .    Una delle prime misure attuate dal gruppo di coordinamento
delle politiche in materia di assicurazioni crediti , garanzie e crediti
finanziari ( 2 )   è stata pertanto quella di instaurare una procedura
di consultazione sulla durata dei crediti superiori a 5 anni ( decisione
15 maggio 1962 del Consiglio), modificata e ampliata nel suo campo di appli­
cazione nel gennaio 1965 ( decisione 65/63 del 26 gennaio 1965 ) e rafforzata
nel luglio 1967 ( 3 ).         '     '                     ;            c
( 1 ) "L'Unione degli assicuratori internazionali di credito " detta . "Unione
      di Berna" è stata creata nel 1934 » Vi partecipano la maggior parte dei
      paesi occidentali . All' interno dell'Unione non esistono norme vincolanti ,
      ma durante le varie sessioni     della stessa sono state emanate raccoman­
      dazioni riguardanti alcune linee direttrici .
( 2 ) Istituito con decisione del Consiglio 27.9»1960 , G.U. del 27.IO.196CI
                                                          pagg. 1339/ 1340 .
( 3 ) Rispettivamente G.U. del 30.6.1962 , pagg. I56I-I562 , G.U. del 5«2.1965t
                                                          pagg. 255-258 .
 ---pagebreak---                                       - 2 -
        E 1 opportuno rilevare che sino a poco tempo fa ( l ) questa era l'unica
procedura di consultazioni sistematiche fra paesi esportatori . Detta procedura
si suddivide in due parti :
     - consultazioni sui crediti privati , di competenza del gruppo di coordina­
       mento ;
     - consultazioni sui crediti pubblici , di competenza del comitato dei Rap­
       presentanti permanenti .
        Mediante una sistematica informazione preventiva , la procedura consente
di definire un certo atteggiamento comunitario in materia di politiche di crediti
all' esportazione praticate dagl'i Stati membri . Gli Stati membri si consultano fra
di loro      e con la Commissione quando intendono concedere un credito od una
garanzia che siano collegati ad un' esportazione , di durata superiore a 5 an­
ni , a decorrere dai punti di partenza definiti dall'Unione di Berna , oppure
si scostino da qualsiasi regola o norma approvata di comune accordo dagli
Stati membri della Comunità.
        Mentre si poteva ritenere che . l' attuazione della procedura di consulta­
zione avrebbe portato , 'grazie ai frequenti scambi di vedute su casi concreti ,
all' elaborazione di una dottrina comune sulla politica dei crediti all' espor­
tazione , detta procedura ha invece messo in evidenza gli ostacoli che si
frappongono ad una vera disciplina fra gli Stati membri dato che , in ultima
analisi , la sua vera efficacia , dipende dalla volontà di collaborazione
dei vari Stati membri e dalla portata che ciascuno di essi , all' atto della
consultazione , intende attribuire ai pareri dei suoi partner »
        L'unica norma vincolante consiste nell 'obbligo di consultazione orale
quando nei confronti dell' operazione che costituisce oggetto della consulta­
zione è stato emesso parere sfavorevole da una maggioranza pari al numero
degli Stati membri consultati meno un'unità ; lo Stato membro è pertanto
                                                                        <9   • •
                      }       _                 ' .
( l ) Il 18 aprile 1972 il Consiglio dell'OCSE ha approvato un sistema di
      scambio di informazioni sui crediti all' esportazione di durata superiore
      a cinque anni ed una procedura di consultazione preventiva per i
      crediti all' esportazione di durata superiore a oinquè anni destinati ai
      paesi industrializzati , che devono entrare in vigore il 1° luglio 1972 »
 ---pagebreak---                              \
                                    - 3 -
tenuto , salvi i casi di urgenza, a sospendere la sua decisione in materia, si­
no a consultazione avvenuta.                    '
      Dai profondi dibattiti tenuti su questi problemi all' interno del
Comitato dei Rappresentanti permanenti e del gruppo di coordinamento sono
risultate le due principali cause delle difficoltà incontrate nella defini­
zione di una politica comune di credito : il fatto che gli Stati membri oppon­
gano troppo spesso il concetto di " crediti di aiuto " per sottrarsi agli obbli­
ghi della disciplina comunitaria , la concorrenza dei paesi industrializzati
non membri della Comunità , ed i limiti di portata delle norme in funzione
dei paesi di destinazione (paesi dell'Est , RDT ) O in funzione del tipo di
fornitura (vendite di navi ).
      Al fine di raggiungere i due obiettivi fissati , e cioè :
- la ricerca di un freno alla crescente concorrenza instauratasi fra gli Stati
  membri tramite il credito sui mercati esteri , ed
- il rafforzamento della posizione degli Stati membri    di - fronte alla concor­
  renza dei paesi terzi ,
è pertanto indispensabile promuovere a livello della Comunità un coordinamento
delle politiche in materia di assicurazione crediti , garanzie e crediti fi-a
nanziari ( in particolare per quanto riguarda la durata del credito ).
      Dato il notevole fabbisogno di capitali dei paesi in via di sviluppo e
della "loro limitata capacità di indebitamento, e opportuno inoltre tenere
presente che il tipo di finanziamento più adeguato per le importazioni che
                                                                        • • • /» » ■
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questi stessi paesi non riescono a finànziare con i loro introiti di esporta­
zione è normalmente il finanziamento mediante doni e crediti dì aiuto . E'
opportuno distinguere i crediti destinati a finanziare esportazioni nei paesi
industrializzati e iiei paesi a commercio di Stato dai crediti concessi per il
finanziamento di esportazioni nei paesi in via di svilupperà l*aiuto , come è deciso
dal Comitato d' Aiuto allo Sviluppo ( C«A.S # )«
        E 1 quindi indispensabile definire   a livello della Comunità    una politi­
ca concertata che possa mettere un freno alla crescente concorrenza instauratasi
fra gli Stati membri tramite il credito sui mercati esteri ed         elaborare
i principi di una politica comune di credito nei confronti dei terzi »
        Per questi motivi la Commissione ha proposto al Consiglio di fissa­
re    limiti di credito sulla base di una differenziazione a seconda delle
categorie dei paesi (paesi industrializzati , ivi inclusi i paesi a commercio
di Stato ) s dei tipi di materiali ( in base alla durata di ammortamento e del
grado di redditività) e della concorrenza di un paese terzo »
        Per fissare questi limiti è anche necessario instaurare una politica comu­
nitaria di informazione e di oonsultazione preventiva , rafforzata da misure
vincolanti all' atto della decisione defini tva , la quale deve concretarsi in
una effettiva disciplina ed in una solidarietà concertata fra gli Stati
membri sia nella loro politica di crediti all' esportazione sia nel loro atteg­
giamento all' interno di organismi internazionali , specie nell' ambito dell' OCSE .
        Per tener conto degli impegni assunti all' interno di questi organismi
 internazionali , in particolare presso l' OCSE , le proposte della Commissione
 conferiscono validità ai precedenti accordi conclusi sia in materia' di limi­
 tazione della durata dei crediti o delle garanzie di credito ( l ), sia per
 quanto riguarda la procedura di informazione e di consultazione relativa ai
 crediti all' esportazione , sia per settore ( ad es « accordi OCSE sulle navi ).
           -- .
( l ) Per questo motivo , nella riunione dei giorni 25 e 26 aprile 1972 il gruppo
      di coordinamento ha stabilito che nei confronti della procedura di
      consultazione gli accordi conclusi dagli assicuratori-credito all' interno
      dell'Unione di Berna vengano considerati come norme degli Stati membri .
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      Quarto alla definizione della politica comune considerata, le propo­
ste della Commissione mirano a quanto segue :
– precisare le operazioni alle quali si applicano le norme prospettate ,
  cioè la concessione o la garanzia totale o parziale dei crediti all' espor­
  tazione connessi ad esportazioni nazionali di beni o servizi , cui inten­
  da dar corso uno Stato membro o qualsiasi istituto di assicurazione cre­
  diti o di finanzi amento che dipende da detto Stato :
– stabilire la drjrata dei crediti die può essere concessa per queste
  operazioni ;
– infine , definire la procedura di informazione e di consultazione , il qua­
  dro in cui essa si deve svolgere nonché le sue implicazioni in materia di
  decisione definitiva sull' operazione considerata»
                               O           O
 ---pagebreak---                             Proposta di regolamento
                              TCEE ) del Consiglio
          che fissa principi comuni ed una procedura di gestione
                per la durata delle garanzie e dei crediti
                   all' esportazione in taluni paesi terzi
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ » EUROPEE , "
visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , in parti­
colare l' articolo 113 ,
vista la proposta della Commissione ,
considerando che la politioa commerciale comune deve essere fondata su
principi uniformi , in particolare per quanto concerne la politica di espor­
tazione ;
considerando che il credito all' esportazione svolge una funzione essenziale
nel commercio internazionale ed è uno strumento importante della politica
commerciale ;
considerando che la disparità nelle condizioni di concessione delle garan­
zie e dei crediti all' esportazione provoca distorsioni di concorrenza tra
le imprese della Comunità che possono incidere gravemente sugli interessi
dei settori economici interessati nella Comunità , e deve quindi essere gra­
dualmente eliminata ;                                ,
considerando , per quanto concerne la durata dei crediti all' esportazione ,
che è opportuno in una prima fase definire taluni principi uniformi per le
esportazioni nei paesi industrializzati , ivi compresi i paesi a commercio
di Stato , ed istituire una procedura per facilitare l' applicazione e lo
sviluppo di tali principi ;
 ---pagebreak---                                     - 2 -
considerando che è anche necessario ammettere in taluni casi deroghe alle
norme stabilite e all' uopo prevedere misure adeguate ,
HA EMANATO IL PRESENTE REGOLAMTTO :
                                  Articolo 1
        Il presente regolamento si applica alla concessione e alla garanzia
totale o parziale di crediti all' esportazione da parte delle pubbliche am­
ministrazioni o di qualsiasi altro organismo di assicurazione crediti o di
finanziamento che agisce per loro conto o con il loro appoggio , qualunque
ne eia la forma, sempre che i crediti siano direttamente o indirettamente
oonnessi ad esportazioni di beni o di servizi in uno dei paesi terzi indi­
cati all' allegato I «
                                  Articolo 2 •
       La concessione o la garanzia di crediti all' esportazione a condizioni
che si discostano dalle norme definite all' allegato II è vietata , a meno
che tale misura sia necessaria        ■   '
a) come misura difensiva, per evitare che le imprese della Comunità risul­
    tino sfavorite nei confronti delle offerte fatte da imprese di paesi
    terzi ;
b) per ovviare a difficoltà gravi nel settore economico interessato .
                                  Articolo 3
1«     Se la concessione o la garanzia di un credito all' esportazione o la
promessa di un tale credito o garanzia è prevista a condizioni che si di­
scostano dalle nonne definite all' allegato II , lo Stato membro interessato
ne informa preventivamente e simultaneamente gli altri Stati membri e la
Commissione comunicando loro tutti gli elementi utili per giustificare il
provvedimento previsto e in particolare le informazioni di cui al­
l' allegato III »
 ---pagebreak---        Lo Stato membro procede a detta informazione non appena le garanzie
o i crediti previsti o qualsiasi altra misura preventiva all' istruzione del­
le garanzie o dei crediti vengono messi allo studio .
2.     Entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento dell' informazione , la
Commissione o qualsiasi altro Stato membro , che invia copia della domanda
alla Commissione , può chiedere informazioni complementari per quanto riguar­
da le indicazioni di cui al paragrafo 1 »
                                  Articolo 4
       Nel caso di uno stanziamento globale di credito , le procedure di cui
al presente regolamento si applicano non soltanto ai crediti inerenti ai
contratti individuali imputati su tali stanziamenti , ma anche alla conces­
sione dello stanziamento globale , anche se quest' ultimo non definisce la
natura delle operazioni , la durata e le altre condizioni del credito di cui
all' allegato II .
       Per stanziamento globale di credito si intende qualsiasi accordo o
dichiarazione , qualunque ne sia la forma , a norma dei quali l' intenzione di
garantire taluni crediti ai fornitori o crediti finanziari , oppure di conce­
dere crediti finanziari entro i limiti di un massimale determinato o deter­
minabile e a beneficio di un complesso di operazioni , viene portata a cono­
scenza di un paese terzo , degli esportatori o istituti finanziari interessati
                                  Articolo 5
1.     Gli altri Stati membri possono , entro un termine di cinque giorni lavo­
rativi dal ricevimento dell' informazione di cui all' articolo 3 » paragrafo 1 ,
comunicare allo Stato membro -richiedente ed alla Commissione il loro, parere
sfavorevole o eventuali altre osservazioni sulla misura prospettata, oppure
chiedere che la. stessa sia oggetto di consultazione orale nell' ambito del
Comitato di cui all' articolo 14 d di un provvedimento conforme alla proce­
dura definita all' articolo 7 *
 ---pagebreak---  2»    Qualora siano state formulate domande di informazioni complementari ,
 conformemente all' articolo 3 , paragrafo 2 , il termine fissato al paragrafo 1
del presente articolo è di tre giorni lavorativi dal ricevimento delle in­
formazioni complementari »
                                   Articolo 6
!•     Qualora , tenuto conto delle osservazioni degli altri Stati membri ,
ritenga che la misura prospettata non sia ammissibile a norma dell' arti­
colo 2 , oppure se la domanda è formulata da almeno tre Stati membri , la
Commissione apre la procedura di cui all' articolo 7 e ne informa lo Stato
membro richiedente entro cinque giorni lavorativi dalla scadenza del ter­
mine fissato all' articolo 5 » paragrafo 1 o paragrafo 2 » In tal caso , lo
Stato membro non può dar corso alla misura prima che la procedura si sia
concretata in una decisione finale »
2»     Lo Stato membro richiedente può attuare la misura se entro il termine
di cui al paragrafo 1 del presente articolo non è informato circa l' avvio
della procedura di cui all' articolo 7 » oppure se la Commissione lo informa
che tale procedura non sarà aperta»
                                   Articolo 7
1»     Qualora venga fatto riferimento alla procedura definita al presente
articolo , il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un pro­
getto di misure da attuare » Il Comitato formula' il proprio parere su dette .
misure entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell' ur­
genza del caso , ma che non può superare i tre giorni lavorativi » Il Comitato
si pronuncia a maggioranza di 41 voti »
2»     La Commissione decide le misure , che hanno immediata applicazione » Se ,
però , esse non sono conformi al parere del Comitato , la Commissione ne dà
immediata comunicazione al Consiglio e la loro applicazione è sospesa per
un perìodo di dieci giorni lavorativi » Durante questo periodo il Consiglio ,
che delibera a maggioranza qualificata, può emettere una decisione differente »
 ---pagebreak---                                  Articolo 8
1»     In caso d' urgenza , la Commissione può autorizzare lo Stato membro
richiedente ad attuare la misura prevista prima che sia ultimata la proce­
dura di cui agli articoli da 3 a 7» allorché sussistono le condizioni di
cui all' articolo 2 , comma a), e l' operazione di esportazione interessata
non è oggetto di offerta da parte di altre imprese della Comunità ,
2»    Lo Stato membro richiedente comunica la richiesta alla Commissione e
agli altri Stati membri , conformemonte all' articolo 3 » paragrafo 1 ,
3»    Previa consultazione degli Stati membri nell' ambito del Comitato ,
la Commissione delioera con una decisione che viene notificata allo Stato
membro richiedente entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della
domanda» La Commissione comunica la decisione agli altri Stati membri »
                                 Articolo 9
      Gli Stati membri informano gli altri Stati membri e la Commissione
delle decisioni prese per quanto concerne le misure che sono state oggetto
delle procedure di cui agli articoli da 3 a 8 »
                                 Articolo 10
      Qualsiasi Stato membro può consultare gli altri Stati membri e la
Commissione in merito a un credito all' esportazione la cui concessione o
garanzia sia prevista , conformemente alle norme definite all' allegato II »
      Questa consv.lt azione facoltativa può essere seguita , a domanda dello
Stato membro richiedente , da una consultazione orale all' interno del
Comitato .
 ---pagebreak---                                      - 6 -
                                Articolo 11
1»     Uno Stato membro può chiedere ad uri altro Stato membro se esso sia
a conoscenza di TO ' operazione di esportazione ed in particolare delle con­
dizioni di garanzia o di credito di cui beneficerebbero , secondo le dichiar-
razioni degli esportatori o degli istituti di credito e di assicurazione
crediti interessati , le offerte provenienti da imprese dello Stato membro
interpellato#
2»     In mancanza di una risposta entro cinque giorni lavorativi , si pre­
sume che le condizioni dichiarate siano acquisite quando lo Stato membro
richiedente le adduca espressamente nel quadro delle procedure di cui agli
articoli da 3 a 7 per giustificare le misure che esso intende mettere in
atto in merito alla stessa operazione di esportazione .
                                Articolo 12
1*     Quando un paese terzo chiede a uno Stato membro le informazioni di
cui all' articolo 3 » paragrafo 1 , e detto Stato membro ha motivo di ritenere
che l' operazione di esportazione interessi anche imprese di altri Stati
membri , esso informa gli altri Stati membri e la Commissione della domanda
nonché della sua risposta» Nei limiti del possibile , lo Stato membro inte­
ressato consulta gli altri Stati membri e la Commissione prima di formu­
lare la risposta»
2»     Se la domanda del paese terzo è trasmessa a tutti gli Stati membri ,
la risposta è formulata dalla Commissione previa consultazione degli Stati
membri all' interno del Comitato »
                                Articolo 13
       La Commissione presenta al Consiglio , previa consultazione all' inter­
no del Comitato , relazioni semestrali sull' applicazione del presente rogo-
lamento , nonché relazioni complementari ogni volta che la natura e l' import
tanza dei problemi trattati lo rendano necessario »
                                                                      •••/• • •
 ---pagebreak---                                       - 7 -
                                   Articolo 14
1»      Il Comitato di cui al presente regolamento è il "Comitato consultivo
della assicurazione crediti all' esportazione " istituito con direttiva
27 ottobre 1970 del Consiglio ( l )»
2»      Ai fini dell' applicazione della procedura dell' articolo 7 » ai voti
degli Stati membri è attribuita la ponderazione prevista all' articolo 148 ,
paragrafo 2 , del Trattato . Il presidente non prende parte alla votazione » ,
                                   Articolo 15
        Il Comitato può esaminare qualsiasi altro problema prospettato dal
presidente , su iniziativa di quest' ultimo o a richiesta di un rappresentante
di uno Stato membro .
                                   Articolo 16
        Il presente regolamento entra in vigore il ••••••
        Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ogni Stato membro .
( l ) Direttiva 27 ottobre 1970 del Consiglio , riguardante l' adozione di una
      polizza comune di assicurazione crediti per le operazioni a medio e a
      lungo termine su acquirenti pubblici ( G.U. L 254 del 23 novembre 1970 ).
                                         ι
 ---pagebreak---                                                           Allegato I
                              ELEiiCO DEI PAESI
                            di cui all' articolo 1
      Australia
      Canada
      Corea del Nord
      Stati Uniti d' America
      Giappone
      Nuova Zelanda
      Repubblica popolare di Cina
      Repubblica popolare di Mongolia
      Repubblica dell' Africa del Sud
      URSS
      Vietnam del Ford
Tutti i paesi terzi europei ad ecoezione dei paesi seguenti :
      Cipro
      Spagna
      Grecia
      Islanda
      Malta
      Portogallo
      Turchia
      Iugoslavia
 ---pagebreak---                                                              Allegato II
                                ELENCO DELLE NORME
                              di cui all' articolo 2
A. DURATA DEI CREDITI E DELLE GARANZIE
1.       La durata dei crediti e delle garanzie è di cinque anni , al massimo ,
con decorrenza dai punti di partenza definiti al paragrafo 3 .
       ■ Per le esportazioni di navi , la durata è quella fissata nell' accordo
concernente i crediti all' esportazione di navi , di cui alla risoluzione
16 dicembre 1970 del Consiglio dell' QCSE.
2.       Quando per un credito o una garanzia è prevista una proroga della
scadenza, detta proroga è inclusa nella durata del credito o della garanzia»
3.       I punti di partenza sono i seguenti : ,
a) Per i "beni strumentali utilizzabili individualmente
         Data media o date effettive alle quali l' acquirente deve prendere
realmente possesso dei beni nel suo paese .
b) Per i beni strumentali destinati ad un impianto completo o ad una
    Fabbrica                                     ,
         Data alla quale l' acquirente deve prendere effettivamente : possesso di
tutta l' attrezzatura ( ad esclusione dei pezzi di rioambio ) fornita a norma
del contratto .
°) Per un contratto di costruzione o d' impianto
         La prima delle due date seguenti :
- data alla quale il venditore deve aver terminato la costruzione oppure '
   l' installazione degli impianti , oppure                    • " >•"
 ---pagebreak---                                       - 2 -
                                                              Allegato II
- dodioi mesi a partire dalla data alla quale tutta 1 * attrezzatura ( ad
   esclusione dei pezzi di ricambio ) da fornire a norma del contratto sarà
   stata fornita sul cantiere#
d) Per i prestiti e i crediti finanziari
       Data del primo prelievo effettuato dal "benéficiario »
B. PERCENTUALE DELLE SPESE LOCALI
1*     Per i crediti privati garantiti , la frazione residua della parte lo­
cale da pagare a oredito non deve superare il 5$ dell' importo del contratto ,
a meno che il pagamento della parte locale sia effettuato non oltre tre me­
si dopo che i lavori o le forniture sono stati ultimati »
2»     Si intende per ;
- "frazione residua da pagare a credito " la frazione sussistente dopo ohe
   sulla parte locale è stata imputata la totalità degli acconti inerenti al
   contratto ;
- "parte locale " la parte del prezzo contrattuale oorrispondente alle spe­
   se che 1 * esportatore prevede di dover sostenere sul posto per pagare i
   suoi impiegati , nonché i terzi o le forniture ;
- "contratto " tutti i tipi di contratti ( di forniture , di lavori , misti );
- " acconti" la totalità delle somme da pagare tra l f ordinazione e l' ultima-
   zione dei lavori o delle forniture »
C. CONTRATTI DI LEASING
       Ai fini dell' applicazione delle succitate norme , i contratti di leasing
sono equiparati a crediti. Qualora la loro durata totale non è limitata
espressamente , si oonsidera che essi superino , per l' applicazione dell' arti­
colo 2 del presente regolamento , le durate definite nel presente allegato ,
sezione A»
 ---pagebreak---                                                            Allegato III
                        -  ELENCO PELLE INFORMAZIONI
                              di cui all' articolo 3
                                   Articolo 1
       Se si tratta di contratto individuale , lo Stato membro interessato
comunioa le informazioni seguenti :
a) paese di destinazione ;
b ) luogo dell' operazione o delle operazioni previste oppure , in mancanza,
    indicazione della sede sooiale del contraente del paese di destinazione ;
c ) caratteristiche dell' operazione e descrizione degli elementi tecnici es­
    senziali della fornitura :
    - natura dell' operazione ,
    - nel caso di operazioni che comprendono la fornitura di beni strumentali
      composti da varie unità, numero approssimativo delle unità che compon­
      gono il contratto ,
    – ordine di grandezza in funzione della scala delle categorie di valori ,- '
    – nel caso di operazioni che si compongono di vari contratti individuali ,
      importo minimo eventualmente stabilito per questi contratti ,
    – se si tratta di un' operazione che è oggetto di un bando di gara inter­
      nazionale : data limite fissata per la presentazione delle offerte ;
d) principali condizioni di credito richieste dall' eventuale beneficiario ;
e ) condizioni di credito che le autorità del paese esportatore intendono
    concedere . Sotto questa voce verrà in particolare indicato quanto segue :
    - percentuale da pagare a credito {
    - durata del credito , punto di partenza di questo credito ( ad esempio ,
      ogni fornitura, ultima fornitura, inizio dell' attività) e f se del ca­
      so , periodo di prelievo del credito ;
                                                                        ♦• •
 ---pagebreak---                                                              Allegato 111
    - importo degli acoontij
    - quota garantita}
    - eventuale esistenza di una proroga delle scadenze :
                                                                            /
    – nel oaso in cui i rimborsi non vengano ripartiti in aliquote di importo
      eguale a scadenze regolari tra il punto di partenza e la fine del cre­
      dito y modalità preoise di rimborso (percentuale di ciascuna aliquota e
      data di rimborso )?                             1
    – tasrso ci interesse minimo richieste all' esportatore o al beneficiario
      straniero del oredito dallo Stato membro o -dall' istituto di finanziamento
      all : esortazione ;
    « bonifico effettivo d' interesse ,
    – oneri di assicurazione crediti - quando derogano al diritto comune ;
                                             i
f) ragioni precise adottate per non applioare le norme contemplate nell' Al­
    legato II»
       Se esìstono , devono essere indicate le circostanze seguenti : concorrenza
di un paese terzo (preoisando se appoggiata o meno ), operazione da imputare
su uno sv&\m.i.amento globale oggetto di oonsultazione preventiva, entità del
contratto valutata in funzione della situazione del settore di attività, op­
pure della zona in cui è situata l' impresa esportatrice »
                                   Articolo 2
       Se si tratta di stanziamenti globali di crediti , lo Stato membro in­
teressato comunica le informazioni seguenti :
a) paese di destinazione j
b) importo dallo stanziamento globale ;
ó ) destinazione del credito :
    – nella misura del possibile il luogo ,
    – indicazione della natura dei prodotti contemplati oppure delle forniture
      previste ,
 ---pagebreak---                                                             Allegato III
    - qualità pubblica o privata di coloro che richiedono il prestito e dei
      garanti eventuali j
d) condizioni di credito per analogia con le informazioni di cui al presente
    allegato , articolo 1 , e ), nonché condizioni di imputabilità dei oontratti
    individuali ( ad esempio , date limite di imputazione sullo stanziamento
    globale , importo minimo eventualmente fissato per i contratti );
e ) ragioni precise addotte per non applicare le nonne di cui all' Allegato II ,
    Se esiste , la seguente circostanza dev' essere indicata : concorrenza di un
    paese terzo ( precisando se appoggiata o meno ).
                                /
                                                                      • • •/• ••
 ---pagebreak---                         Iscrizione nel vertale del Consiglio
 I.          Il Consiglio e la Conmissione sono d' accordo nel considerare che in
    generale non è opportuno applicare la procedura definita all' articolo 6 ,
    paragrafo 1 , e all' articolo 7 » alle operazioni di cui all' articolo 1
    del regolamento a destinazione dei paesi europei a commercio di Stato ,
    sempre che la durata dei crediti o delle garanzie che si intende accor­
    dare non superi sette anni a decorrere dai punti di partenza definiti
    all' Allegato II.
II,          Il Consiglio e la Commissione concordano i principi seguenti per
    l' applicazione dell' articolo 12 del regolamento :
    1 . a) Se le autorità dello Stato membro interpellato sono assolutamente
             certe di non superare la durata di cinque anni a decorrere dai pun­
             ti di partenza di cui all' Allegato II , questa conclusione potrà es­
             sere notificata senza inconvenienti ai paesi terzi che hanno for­
             mulato il quesito . E' ovvio che in funzione del tipo di fornitura
             per il quale viene formulato il quesito si potrà incLioare tuia du­
             rata minore .
        "b ) Negli altri casi verrà risposto ohe l' operazione non è nota e ohe ,
             salvo in caso di matching, il credito non supera la durata di cinque
             anni a decorrere dai punti di partenza di cui all' Allegato II .
         c ) Se dovesse risultare che l' operazione la quale forma oggetto di in­
             terrogazione da parte di un paese extra comunitario può essere sicu­
             ramente imputata per lo Stato membro ad un accordo-quadro , detto
             Stato membro lo preciserà nella sua risposta.
    2 . Quando la richiesta è indirizzata agli Stati qui di seguito indicati :
         - ad un unico Stato membro della Comunità : spetta a quest'ultimo sop­
            pesare l' opportunità di consultare o meno per telescritto i suoi
            partner prima di formulare la risposta:
                                                                         »••/ •••
 ---pagebreak---                                - 2 -
- a vari Stati membri della Comunità : spetta a questi Stati membri
  vagliaire l' opportunità di consultare o meno per telescritto i loro
  partner prima di formulare la risposta ;
- al complesso degli Stati membri della Comunità ; questi comunicano
  per telescritto alla Commissione la risposta che essi intendono
  dare ; la Commissione sottopone al Comitato un progetto di risposta
  e inoltra la risposta cosi 1 coordinata»