CELEX: 52000PC0654
Language: it
Date: 2000-10-18
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glicina originaria della Repubblica popolare cinese e decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito

Avis juridique important

|

52000PC0654

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glicina originaria della Repubblica popolare cinese e decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito  /* COM/2000/0654 def. */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glicina originaria della Repubblica popolare cinese e decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl 19 maggio 2000, con regolamento (CE) n. 1043/2000, la Commissione ha istituito misure antidumping provvisorie sulle importazioni di glicina originaria della Repubblica popolare cinese, sotto forma di dazio specifico di 910 euro per tonnellata.Successivamente, alcuni produttori cinesi hanno sollevato obiezioni in merito al prodotto in esame, alla determinazione del valore normale e alle conclusioni nei confronti degli esportatori cinesi che non hanno collaborato, che hanno inciso a loro volta sul margine individuale di dumping per paese. Tali obiezioni sono state respinte e sono state confermate le conclusioni provvisorie in merito al prodotto in esame e al dumping.Non sono state sollevate obiezioni contenenti nuovi elementi di prova relativi al pregiudizio subito dall'industria comunitaria e al nesso causale tra tale pregiudizio e le importazioni oggetto di dumping. Si conclude pertanto definitivamente che le importazioni oggetto di dumping hanno arrecato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.Per quanto riguarda l'interesse della Comunità, un fornitore dell'industria comunitaria ha sottolineato che, essendo un importante cliente, la sua redditività avrebbe subito un grave contraccolpo se l'industria comunitaria avesse cessato la produzione di glicina. Non sono state fornite altre informazioni in grado di modificare le conclusioni provvisorie della Commissione in base alle quali, da un lato, le misure avrebbero inciso in maniera limitata sugli utilizzatori e, dall'altro, in assenza di misure l'industria comunitaria avrebbe dovuto cessare la produzione di glicina. Si è pertanto concluso definitivamente che non esistevano motivi convincenti per non istituire misure.Alla luce delle conclusioni decisive dell'inchiesta, risulta opportuno istituire misure definitive sotto forma di aliquota specifica del dazio di 910 euro per tonnellata, conformemente al regolamento provvisorio. Gli importi depositati nella fase provvisoria vanno definitivamente riscossi.Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glicina originaria della Repubblica popolare cinese e decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituitoIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea [1], in particolare l'articolo 9,[1]  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98 (GU L 128 del 30.4.1998, pag. 18).vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del Comitato consultivo,considerando quanto segue:A. PROCEDIMENTO1. Misure provvisorie(1) Con il regolamento (CE) n. 1043/2000 [2], (in appresso denominato "regolamento provvisorio"), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di glicina originaria della Repubblica popolare cinese, di cui al codice NC 2922 49 10. La denuncia è stata presentata dall'unico produttore comunitario di glicina (Tessenderlo Chemie), che costituisce l'industria comunitaria.[2]  GU L 118 del 19.5.2000, pag. 6.2. Fase successiva del procedimento(2) In seguito all'istituzione del dazio antidumping provvisorio, sono state inviate alle parti interessate le informazioni pertinenti. In conformità delle disposizioni dell'articolo 6, paragrafo 5 del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso denominato "regolamento di base"), è stata concessa alle parti che ne hanno fatto richiesta la possibilità di essere sentite dalla Commissione. Le parti interessate hanno inoltre reso note per iscritto le loro osservazioni in merito alle conclusioni provvisorie. Tutte le osservazioni presentate entro i termini fissati a tal fine sono state valutate e, all'occorrenza, prese in considerazione.(3) La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle conclusioni definitive. Dopo aver riesaminato le conclusioni provvisorie sulla base delle informazioni successivamente raccolte, si ritiene opportuno confermare le conclusioni del regolamento provvisorio.B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE(4) Al considerando (8) del regolamento provvisorio, viene fornita la seguente descrizione del prodotto in esame, la glicina (acido amminoacetico). La glicina viene prodotta in diversi gradi di purezza ed è utilizzata come agente di esaltazione del sapore, agente tampone, prodotto chimico intermedio e agente complessante dei metalli. A seconda del grado di purezza, la glicina può essere essenzialmente divisa in due tipi: glicina per uso farmaceutico o medico e glicina ordinaria. Quest'ultima può essere venduta, essenzialmente per scopi commerciali, con varie denominazioni: tecnica, normale, pura, industriale, alimentare, per mangimi, ecc. La glicina si ottiene mediante sintesi chimica, utilizzando acido cianidrico (HCN) e formaldeide oppure acido cloroacetico e ammoniaca.(5) In seguito alla pubblicazione del regolamento provvisorio, alcune società cinesi hanno nuovamente obiettato che i due diversi tipi di glicina, ossia quella per uso farmaceutico e quella ordinaria, dovevano essere considerati prodotti diversi, e che anche la glicina utilizzata per l'alimentazione umana e animale (mangimi/alimenti) avrebbe dovuto essere considerata un prodotto distinto e non assimilata alla glicina ordinaria. La loro obiezione si basava sul fatto che i tre suddetti tipi sono sottoposti a processi di produzione differenti e destinati ad usi diversi. Essi hanno sottolineato che la produzione della glicina per uso farmaceutico richiede strumenti di analisi sofisticati supplementari per effettuare i controlli specifici necessari per la certificazione. Essi hanno presentato, però, argomentazioni contraddittorie affermando, da un lato, che la glicina per uso farmaceutico non poteva sostituire quella destinata a mangimi/alimenti e, d'altro lato, che la glicina cinese per uso farmaceutico veniva venduta sul mercato comunitario soltanto all'industria alimentare e dei mangimi.(6) L'obiezione è stata respinta poiché il fatto che per produrre i diversi tipi vengano impiegati processi di produzione diversi non è rilevante ai fini della definizione del prodotto in esame. È risultato, inoltre, che tutti i tipi di glicina vengono prodotti esattamente attraverso lo stesso processo e che l'analisi della purezza (per tutti i gradi) e la valutazione della conformità (per il tipo farmaceutico) vengono effettuate soltanto al termine del processo di fabbricazione. Il controllo e l'analisi rappresentano pertanto attività secondarie effettuate prima della vendita e non fanno parte del processo di produzione. L'elemento più importante, però, è che tali attività non modificano le caratteristiche fisiche e chimiche di base del prodotto in esame. Inoltre, i diversi tipi di prodotto sono chiaramente intercambiabili in un unico senso, e quindi non è stato possibile identificare mercati ben definiti per i diversi tipi.(7) Sulla base di quanto precede, vengono confermate le conclusioni provvisorie (confronta il considerando (8) del regolamento provvisorio), in base alle quali i due tipi di glicina individuati fin dall'inizio del procedimento, ossia glicina per uso farmaceutico e glicina ordinaria che comprende tutti gli altri tipi/denominazioni, vanno considerati un unico prodotto, avendo le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base. Sono confermate altresì le conclusioni presentate al considerando (9) del regolamento provvisorio in merito al prodotto in esame e al prodotto simile. Tali conclusioni sono conformi a quelle raggiunte per lo stesso prodotto nella precedente inchiesta antidumping. [3][3]  Regolamento (CEE) n. 2322/85 del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glicina originaria del Giappone (GU L 218 del 15.8.1985).C. DUMPING1. Valore normaleStatus di economia di mercato(8) Sono confermate le conclusioni in merito allo status di economia di mercato presentate ai considerandi (10)-(15) del regolamento provvisorio.Determinazione del valore normale(9) Le società cinesi hanno sostenuto che il fatto che il produttore ungherese (l'Ungheria è stata scelta come paese analogo) avesse chiuso il proprio impianto per la produzione di glicina nel 1998 e ne avesse aperto uno nuovo nel 1999, aveva provocato l'eccezionale livello elevato dei prezzi sul mercato interno.(10) Tale affermazione non ha potuto essere accolta poiché, come illustrato al considerando (17) del regolamento provvisorio, l'Ungheria è un mercato aperto che importa ed esporta glicina e, in quanto tale, consente di determinare i prezzi in normali condizioni di concorrenza. Essendo risultato che le vendite sono state effettuate nel corso di normali operazioni commerciali (confronta il considerando (18) del regolamento provvisorio) la media ponderata dei prezzi del produttore ungherese è stata adottata come valore normale.(11) Le stesse società hanno obiettato che la verifica delle normali operazioni commerciali non era attendibile, dato che il produttore ungherese aveva riferito che la chiusura del vecchio impianto di glicina e l'apertura del nuovo avevano inciso negativamente sulla sua redditività, provocando temporaneamente un aumento dei costi e una diminuzione dei profitti. Tale obiezione è irrilevante poiché il valore normale è stato determinato in base ai prezzi. La verifica delle operazioni commerciali non ha comportato l'eliminazione di operazioni di vendita a causa dell'assenza di redditività.(12) Le medesime società hanno inoltre sostenuto che le vendite effettuate sul mercato interno non erano rappresentative, poiché il prodotto veniva successivamente esportato dai clienti nazionali del produttore ungherese. Tale obiezione è stata respinta poiché la questione è stata esaminata durante la verifica e non è risultato che le vendite del produttore ungherese sul mercato interno fossero successivamente oggetto di esportazione.(13) Sostenendo che le vendite del produttore ungherese sul mercato interno non erano rappresentative, le società cinesi hanno obiettato che il produttore ungherese aveva sopravvalutato la capacità di produzione del nuovo impianto. Anche tale affermazione è stata respinta, non essendo corroborata da elementi di prova, mentre l'inchiesta ha confermato che i dati forniti dal produttore ungherese in merito alla capacità di produzione non erano stati gonfiati.(14) Alla luce di quanto precede, sono confermate le conclusioni presentate ai considerandi (16)-(18) del regolamento provvisorio.2. Prezzo all'esportazioneTrattamento individuale(15) In seguito all'istituzione delle misure provvisorie, tre società cinesi che non avevano potuto beneficiare del trattamento individuale non essendo considerate produttori di glicina, hanno confermato l'obiezione respinta al considerando (20) del regolamento provvisorio. Esse hanno affermato a più riprese di acquistare glicina con un basso grado di purezza e di sottoporla successivamente a un processo di trasformazione per ottenere i diversi tipi. Tale processo, tuttavia, non modifica né la composizione chimica né le caratteristiche fisiche di base della glicina acquistata. Dato che tutti i tipi di glicina vengono considerati come un unico prodotto (confronta i precedenti considerandi (4)-(7)), le società in questione non possono essere considerate produttori del prodotto in esame e pertanto la loro richiesta viene definitivamente respinta.(16) Anche le altre due società di cui al considerando (20) del regolamento provvisorio, che non hanno beneficiato del trattamento individuale, non hanno fornito nuove informazioni che potessero giustificare una modifica delle conclusioni provvisorie nei loro confronti. Vengono pertanto confermate le conclusioni presentate ai considerandi (19) e (20) del regolamento provvisorio.Determinazione del prezzo all'esportazione(17) Non è stata sollevata alcuna obiezione relativa alla determinazione del prezzo all'esportazione. Vengono pertanto confermate le conclusioni presentate al considerando (21) del regolamento provvisorio.3. Confronto(18) A complemento delle conclusioni presentate al considerando (22) del regolamento provvisorio, va sottolineato che al valore normale sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze inerenti ai costi di trasporto, mentre al prezzo all'esportazione sono stati applicati, all'occorrenza, adeguamenti per le differenze inerenti ai costi di trasporto e di assicurazione. Non sono stati richiesti altri adeguamenti per tener conto di differenze che incidessero sulla comparabilità dei prezzi. Sono pertanto confermate le conclusioni provvisorie del considerando (22).4. Margine di dumping(19) Le società cinesi che hanno collaborato hanno sostenuto innanzitutto di rappresentare quasi il 100% delle esportazioni cinesi di glicina, e hanno contestato l'attendibilità delle statistiche Eurostat sulle importazioni che mostravano una percentuale più bassa. In secondo luogo, esse hanno affermato che se le statistiche Eurostat venivano considerate attendibili per quanto riguardava il volume delle importazioni, avrebbe dovuto essere utilizzato anche il prezzo all'esportazione (prezzo medio di tutti i tipi di glicina) da esse indicato.(20) Per quanto riguarda la prima affermazione, non si è trovata alcuna ragione per cui le statistiche Eurostat non dovessero essere considerate attendibili ai fini della determinazione del volume delle importazioni di glicina dalla Repubblica popolare cinese. Si sottolinea inoltre che le società cinesi in questione non hanno fornito alcuna prova che potesse mettere in dubbio l'attendibilità dei dati Eurostat. Viene pertanto confermata la portata dell'omessa collaborazione stabilita al considerando (24) del regolamento provvisorio.(21) Quanto alla seconda affermazione, si sottolinea che, in conformità dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base, sono stati utilizzati i dati disponibili per stabilire il margine di dumping per i volumi esportati dalle società che non hanno collaborato. A questo proposito, si è ritenuto opportuno fissare tale margine di dumping al livello del margine di dumping più elevato accertato per l'esportatore che ha collaborato, i cui volumi delle esportazioni sono rappresentativi. È stata calcolata poi una media tra il margine di dumping ottenuto sulla base dei dati disponibili e i margini degli esportatori che hanno collaborato, calcolati in dettaglio per tipo di prodotto, onde determinare il margine di dumping generale per la Repubblica popolare cinese. Tale impostazione è giustificata dal fatto che, per i motivi suesposti (confronta i considerandi 15 e 16), non è stato possibile concedere il trattamento individuale. Inoltre, i dati Eurostat non consentono di procedere a un calcolo preciso per tipo di prodotto, dato che forniscono soltanto un prezzo medio aggregato per tutti i tipi del prodotto in esame. È stata pertanto respinta la richiesta relativa all'impiego di un prezzo medio ottenuto dai dati Eurostat.(22) Alla luce di quanto precede, vengono confermati il metodo impiegato per stabilire il margine di dumping descritto ai considerandi (23)-(25) del regolamento provvisorio, nonché il livello del 45,9%.D. PREGIUDIZIO(23) Sulla base delle ripetute richieste di considerare separatamente la glicina ordinaria, la glicina per uso farmaceutico e quella per uso alimentare/per mangimi, alcune società cinesi hanno obiettato che la situazione dell'industria comunitaria avrebbe dovuto essere valutata separatamente per i presunti tre tipi diversi di glicina. Dato, tuttavia, che ai precedenti considerandi (4)-(7) si è concluso che tutti i tipi di glicina devono essere considerati come un unico prodotto, l'obiezione non può essere accolta.(24) In mancanza di nuove informazioni, sono confermate le conclusioni presentate ai considerandi (35)-(45) del regolamento provvisorio.E. NESSO DI CAUSALITÀ(25) Conformemente alla loro richiesta di operare una distinzione tra la glicina ordinaria, la glicina destinata all'industria alimentare e dei mangimi e quella per uso farmaceutico, alcune società cinesi hanno obiettato che l'incidenza delle importazioni sulla situazione dell'industria comunitaria andava valutata separatamente per i diversi tipi di glicina. Come si è già spiegato, tuttavia, tutti i tipi devono essere considerati come un unico prodotto, e ciò vale anche per la valutazione della loro incidenza sul grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria.(26) In mancanza di nuove informazioni, sono confermate le conclusioni presentate ai considerandi (46)-(61) del regolamento provvisorio.F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ(27) Un fornitore dal quale l'industria comunitaria acquista la principale materia prima per la produzione della glicina, l'acido cloroacetico, ha dichiarato che tale industria rappresentava per lui un cliente importantissimo. Se essa fosse stata costretta a cessare la produzione di glicina, il fornitore avrebbe dovuto diminuire le vendite e la produzione di acido cloroacetico, con un conseguente aumento significativo dei costi unitari. La sua competitività ne avrebbe quindi sofferto, così come la sua posizione sul mercato dell'acido cloroacetico.(28) Un utilizzatore, che fabbrica prodotti chimici per l'industria fotografica, ha sostenuto che l'istituzione di dazi definitivi sulla glicina originaria della Repubblica popolare cinese avrebbe gravemente compromesso la sua attività. Egli ha bisogno di glicina purissima e acquista pertanto da una società cinese un tipo di glicina "per uso medico". L'utilizzatore ha affermato di non potersi permettere l'acquisto della glicina per uso farmaceutico prodotta dall'industria comunitaria - il prodotto equivalente di origine comunitaria -, giudicata toppo costosa. Egli ha affermato, tuttavia, che il prodotto che egli fabbrica con la glicina non aveva alcun legame con la salute umana o animale. Si è concluso pertanto che l'obiezione non fosse giustificata. Inoltre, poiché la produzione in questione rappresenta soltanto una percentuale marginale della sua attività, l'incidenza delle misure sarebbe stata limitata.(29) In mancanza di nuove informazioni sull'interesse della Comunità, sono confermate le conclusioni presentate ai considerandi (62)-(93) del regolamento provvisorio.G. MISURE DEFINITIVE1. Livello del dazio(30) In applicazione del principio del dazio inferiore, si è esaminato se un dazio inferiore al margine di dumping fosse sufficiente per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria. A tal fine, si conferma che i prezzi delle importazioni oggetto di dumping (CIF alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto) sono stati confrontati con il prezzo non pregiudizievole dell'industria comunitaria. Tale prezzo è stato determinato sulla base dei costi di produzione franco fabbrica dell'industria comunitaria, maggiorati di un margine di profitto ragionevole. Nel confronto si è tenuto conto dei tipi di glicina ordinaria e per uso farmaceutico attraverso un sistema adeguato di ponderazione.(31) Vengono pertanto confermati il metodo utilizzato per stabilire il dazio descritto ai considerandi (95)-(97) del regolamento provvisorio, nonché il livello del 39,7%.2. Misure definitive(32) Le suddette conclusioni riguardanti il dumping, il pregiudizio, il nesso di causalità e l'interesse della Comunità, richiedono quindi l'istituzione di misure definitive.(33) In conformità dell'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base, il livello del dazio si basa sul livello di eliminazione del pregiudizio, che è inferiore al margine di dumping. Tenuto conto della chiara e costante tendenza al ribasso dei prezzi della glicina originaria della Repubblica popolare cinese, un dazio ad valorem rischia di venire assorbito e, pertanto, si ritiene più adeguato un dazio specifico pari a 910 euro per tonnellata.3. Riscossione dei dazi provvisori(34) Tenuto conto delle suddette conclusioni in merito a dumping, pregiudizio, nesso di causalità e interesse della Comunità, si ritiene opportuno riscuotere definitivamente gli importi depositati a titolo del dazio antidumping provvisorio istituito a norma del regolamento provvisorio, in base all'aliquota del dazio definitivo istituito,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glicina di cui al codice NC 2922 49 10 originaria della Repubblica popolare cinese.2. L'aliquota del dazio applicabile è pari a 910 euro per tonnellata.3. Qualora le merci siano state danneggiate prima dell'immissione in libera pratica e, pertanto, il prezzo effettivamente pagato o pagabile venga calcolato proporzionalmente ai fini della determinazione del valore in dogana ai sensi dell'articolo 145 del regolamento (CEE) n. 2454/93 [4] della Commissione, l'importo del dazio antidumping, calcolato sulla base degli importi fissi sopra indicati, va ridotto di una percentuale che corrisponda all'adeguamento del prezzo effettivamente pagato o pagabile.[4]  GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 502/1999 (GU L 65 del 12.3.1999, pag. 1).4. Salvo indicazione contraria, si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.Articolo 2Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di glicina originarie della Repubblica popolare cinese a norma del regolamento che istituisce il dazio antidumping provvisorio sono definitivamente riscossi in base all'aliquota del dazio definitivo istituito dal presente regolamento.Articolo 3Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente