CELEX: C2001/186/20
Language: it
Date: 2001-06-30 00:00:00
Title: Causa T-86/01: Ricorso della società Robert Bosch GmbH contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), presentato l'11 aprile 2001

30.6.2001               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 186/13
—     in via subordinata: riconsiderare gli importi contabilizzati         Ricorso della società Robert Bosch GmbH contro Ufficio
      nel provvedimento 21 febbraio 2001, riducendo l’am-                  per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni
      montare di quelli non riconosciuti a danno di IAMA                               e modelli), presentato l’11 aprile 2001
      Consulting S.r.l. in misura in ogni caso non inferiore
      a 600 000 000 (seicentomilioni) di Lire Italiane, da
      quantifacarsi nel suo esatto ammontare secondo prudente                                       (Causa T-86/01)
      apprezzamento in termini di equità;
                                                                                                    (2001/C 186/20)
—     con piena vittoria di giudizio per spese, diritti ed onorari.
                                                                                               (Lingua processuale: il tedesco)
Motivi e principali argomenti
                                                                           L’11 aprile 2001, la società Robert Bosch GmbH, con sede in
                                                                           Stoccarda (Germania), rappresentata e difesa dall’avv. dott.
Il presente ricorso si rivolge contro i provvedimenti adottati             Stefan Völker, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
dalla Commissione rispettivamente in data 12 febbraio 2001                 proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
(INFSO-3/dec0033FM/D(01)240047) e 21 febbraio 2001                         europee un ricorso contro l’Ufficio per l’armonizzazione nel
(INFO-R2/feb0020RW/D(01)400027), in merito alla ricono-                    mercato interno (marchi, disegni e modelli).
scibilità dei costi sostenuti da IAMA International Management
Advisors S.r.l., e dalla ricorrente, nell’ambito dei progetti Esprit
REGIS 22337 e REFIAG 23200, nella parte in cui non                         La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
vengono riconosciuti costi sostenuti dalla ricorrente stessa,
rispettivamente nel periodo 1 maggio 1993/31 ottobre 1997                  —     annullare la decisione della prima commissione di ricorso
(Progetto REGIS 22337) e 1 novembre 1996/31 ottobre 1997                         dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
(Progetto REFIAG 23200).                                                         (marchi, disegni e modelli) 31 gennaio 2001 relativa al
                                                                                 reclamo R 123/2000-1 relativo alla registrazione del
                                                                                 marchio comunitario n. 761 304;
A sostegno delle sue pretensioni, la ricorrente fa valere:
                                                                           —     condannare l’Ufficio convenuto alle spese.
—     Violazione e falsa applicazione degli articoli 1362, 1366,
      1368, 1370, 1374 e 1375 del Codice civile italiano.
                                                                           Motivi e principali argomenti
—     Sviamento di potere per erroneità dei presupposti e
      travisamento dei fatti. Si sostiene a questo riguardo che la
      Commissione considera distinte ed autonome la società                Soggetto richiedente la         la ricorrente
      ricorrente e l’altra società sopra menzionata, laddove le            registrazione del mar-
      stesse vanno ricondotte nell’ambito del gruppo IAMA,                 chio comunitario:
      di cui sono entrambe espressione. In consequenza, la
      Convenuta sembra aver attribuito rilevanza decisiva al
                                                                           Marchio       comunitario       il marchio nominativo «Kit Super
      dato formale del subentro di IAMA consulting S.r.l. nella
                                                                           oggetto della controver-        Pro»
      posizione di IAMA International S.r.l., riconoscendo la
                                                                           sia:
      successione della ricorrente nel rapporto originariamente
      sorto con IAMA International S.r.l. solo con decorrenza
      1 novembre 1997.                                                     Merce o servizio:               merci e servizi della classe 12
                                                                                                           (ricambi per la riparazione di freni
                                                                                                           a tamburo di veicoli agricoli)
—     Sviamento di potere per illogicità, contraddittorietà,
      carenza di motivazione. Si ritiene su questo punto che,
      data la riconducibilità al medesimo gruppo delle due                 Decisione della commis-         rigetto della richiesta di registra-
      società citate, di cui la ricorrente è società operativa             sione di ricorso:               zione
      rispetto alla capogruppo IAMA International S.r.l., e
      rilevato che i contratti abbiano trovato puntuale esecuzio-          Motivi di ricorso:              — il marchio non sarebbe restrit-
      ne, non si vede quale finalità persegua la Commissione                                                    tivo ai sensi dell’art. 7, n. 1,
      nel penalizzare il gruppo IAMA, non consentendo la                                                        lett. c), del regolamento (CE)
      riconoscibilità di costi sostenuti dalla ricorrente nell’ese-                                             n. 40/94
      cuzione di contratti che hanno peraltro consentito il
                                                                                                           — non vi sarebbe alcuna esigen-
      pieno perseguimento degli obiettivi prefissati.
                                                                                                                za di libera disponibilità
                                                                                                           — il marchio presenterebbe un
                                                                                                                minimo grado di carattere dis-
                                                                                                                tintivo perché possa godere
                                                                                                                della relativa tutela
 ---pagebreak--- C 186/14                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             30.6.2001
                               — la registrazione del marchio               Motivi e principali argomenti
                                   de quo sarebbe allineata alla
                                   prassi decisionale delle com-
                                   missioni di ricorso                      La ricorrente afferma, facendo riferimento alla sentenza Anti-
                                                                            llean Rice Mills, che le misure di salvaguardia debbono avere
                               — violazione ovvero falsa appli-             carattere provvisorio. Sostiene che qualsiasi espediente che
                                   cazione dell’art. 7, n. 1, lett. b)      consente che sia accertata la necessità della proroga non abbia
                                   e c), del regolamento n. 40/94.          ragione di esistere.
(1) Regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul          Per il resto rinvia ai motivi e ai principali argomenti di cui alle
    marchio comunitario (GU L 11, pag. 1).                                  cause T-94/00 e T-332/00.
                                                                            (1) Regolamento (CE) della Commissione 27 febbraio 2001,
                                                                                n. 396/2001, proroga l’applicazione delle misure di salvaguardia
                                                                                per le importazioni in provenienza dai paesi e territori d’oltremare
                                                                                di prodotti del settore dello zucchero con origine cumulata
                                                                                CE/PTOM per il periodo dal 1o marzo 2001 al 30 giugno 2001
                                                                                (GU L 58, del 28.2.2001, pag. 13).
Ricorso promosso il 13 aprile 2001 dalla Rica Foods
(Free Zone) NV, contro la Commissione delle Comunità
                             europee
                         (Causa T-87/01)
                                                                            Ricorso della Sniace, S.A. contro la Commissione delle
                         (2001/C 186/21)                                            Comunità europee, proposto il 24 aprile 2001
                   (Lingua processuale: l’olandese)                                                   (Causa T-88/01)
Il 13 aprile 2001 è stato promosso dinanzi al Tribunale di                                            (2001/C 186/22)
primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
Commissione delle Comunità europee da parte della Rico
Foods (Free Zone) NV, con sede in Oranjestad (Aruba),                                          (Lingua processuale: lo spagnolo)
rappresentata dall’avv. G. van der Wal, advocaat, del foro di
Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo, presso l’ufficio
dell’avv. A. May, Route d’Esch 398.                                         Il 24 aprile 2001 la Sniace, S.A. di Madrid, con gli avv.ti D. José
                                                                            Luis Baró Fuentes, Miguel Angel Gómez de Liaño y Botella e
                                                                            Fernando Rodrı́guez Carretero, ha proposto dinanzi al Tribu-
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                            nale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro
—     annullare il regolamento CE n. 376/2001 (1);                          la Commissione delle Comunità europee.
—     dichiarare che la Comunità è responsabile per i danni                 La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      subiti dalla ricorrente per il fatto che fin dal 1o marzo
      2001, l’importazione dei prodotti menzionati nel regola-              —     annullare l’art. 1 della decisione 19 luglio 2000 in quanto
      mento n. 376/2001 è ostacolata o limitata quale conse-                      stabilisce che la costituzione di garanzie per un importo
      guenza del regolamento n. 376/2001, di dichiarare altresı̀                  di 35,80 milioni EUR non rappresenta un aiuto di Stato
      che le parti si debbono accordare sulla portata dei danni                   ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE;
      subiti dalla ricorrente e che, in caso di mancanza di
      accordo, il procedimento debba proseguire fino a un                   —     annullare l’art. 2 della decisione in quanto stabilisce che
      termine da stabilirsi a cura del giudice, al fine di stabilire              l’aiuto che l’Austria ha concesso alla LLG mediante la
      l’ammontare del danno, e di condannare la Comunità al                       costituzione di una garanzia di 14,5 milioni EUR da parte
      pagamento dei danni ancora da quantificare sulla base di                    della WiBAG è compatibile con il regime di garanzie
      una stima provvisoria. In ulteriore subordine condannare                    N 542/95, autorizzato dalla Commissione;
      la Comunità al pagamento del risarcimento dei danni per
      un ammontare che il Tribunale vorrà stabilire in via                  —     annullare l’art. 3 della decisione in quanto stabilisce che
      equitativa, maggiorato degli interessi dell’8 % annui a                     gli aiuti individuali concessi dall’Austria, consistenti in un
      partire dalla data del presente ricorso fino alla data del                  aiuto di 0,4 milioni EUR per l’acquisizione di un terreno
      pagamento integrale;                                                        e in una associazione in partecipazione a destinazione
                                                                                  vincolata del valore di 21,8 milioni EUR, sono compatibili
—     condannare la Commissione alle spese di causa.                              con il mercato comune;