CELEX: C2003/264/11
Language: it
Date: 2003-11-01 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 18 settembre 2003 nella causa C-125/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Sozialgericht Leipzig): Peter Pflücke contro Bundesanstalt für Arbeit ("Tutela dei lavoratori — Insolvenza del datore di lavoro — Garanzia relativa al pagamento di crediti retributivi — Disposizione nazionale che prevede un termine di decadenza di due mesi ai fini della domanda di pagamento nonché la possibilità di riapertura di tale termine")

1.11.2003                  IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                   C 264/7
                    SENTENZA DELLA CORTE                                                 livello di protezione dell’ambiente almeno equivalente a quello
                                                                                         previsto dalla detta direttiva, e ciò indipendentemente dalla data
                             (Sesta Sezione)                                             della sua entrata in vigore.
                           11 settembre 2003                                      (1) GU C 173 del 16.6.2001.
nella causa C-114/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
del Korkein hallinto-oikeus): AvestaPolarit Chrome Oy,
                   già Outokumpu Chrome Oy (1)
(«Ravvicinamento delle legislazioni — Direttive 75/442/                                                SENTENZA DELLA CORTE
CEE e 91/156/CEE — Nozione di “rifiuto” — Residuo di
produzione — Miniera — Utilizzo — Deposito — Art. 2,                                                          (Quinta Sezione)
n. 1, lett. b) — Nozione di “altra normativa” — Legislazione
nazionale che non rientra nell’ambito delle direttive 75/442/                                                18 settembre 2003
                          CEE e 91/156/CEE»)
                                                                                  nella causa C-125/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
                            (2003/C 264/10)                                       del Sozialgericht Leipzig): Peter Pflücke contro Bundes-
                                                                                                             anstalt für Arbeit (1)
                    (Lingua processuale: il finlandese)
                                                                                  («Tutela dei lavoratori — Insolvenza del datore di lavoro —
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella           Garanzia relativa al pagamento di crediti retributivi —
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                       Disposizione nazionale che prevede un termine di decadenza
                                                                                  di due mesi ai fini della domanda di pagamento nonché la
                                                                                                possibilità di riapertura di tale termine»)
Nel procedimento C-114/01, avente ad oggetto la domanda
                                                                                                               (2003/C 264/11)
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. art. 234 CE, dal Korkein hallinto-oikeus (Finlandia),
nel procedimento dinanzi ad esso pendente proposto dalla                                                 (Lingua processuale: il tedesco)
AvestaPolarit Chrome Oy, già Outokumpu Chrome Oy,
domanda vertente sull’interpretazione degli artt. 1, lett. a), e 2,               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
n. 1, lett. b), della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/                                «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
442/CEE, relativa ai rifiuti (GU L 194, pag. 39), come
modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/
156/CEE (GU L 78, pag. 32), la Corte (Sesta Sezione), composta                    Nel procedimento C-125/01, avente ad oggetto la domanda
dal sig. J.-P. Puissochet (relatore), presidente di sezione, dai                  di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
sigg. R. Schintgen e V. Skouris, dalla sig.ra F. Macken e dal                     dell’art. 234 CE, dal Sozialgericht Leipzig (Germania), nella
sig. J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato generale: sig.                       causa dinanzi ad esso pendente tra Peter Pflücke e Bundes-
F.G. Jacobs, cancelliere: sig. H.A. Rühl, amministratore princi-                  anstalt für Arbeit, domanda vertente sull’interpretazione del-
pale, ha pronunciato l’11 settembre 2003 una sentenza il cui                      l’art. 9 della direttiva del Consiglio 20 ottobre 1980, 80/987/
dispositivo è del seguente tenore:                                                CEE, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                                                                                  membri relative alla tutela dei lavoratori subordinati in caso di
1)    In una situazione come quella del procedimento principale, il               insolvenza del datore di lavoro (GU L 283, pag. 23), la Corte
      detentore di detriti o di sabbia di scarto da operazioni di                 (Quinta Sezione), composta dal sig. M. Wathelet, presidente di
      arricchimento di minerale provenienti dallo sfruttamento di una             sezione, sigg. C.W.A. Timmermans, D.A.O. Edward, (relatore),
      miniera si disfa o ha intenzione o l’obbligo di disfarsi di tali            P. Jann e A. Rosas, giudici, avvocato generale: sig. J. Mischo,
      sostanze, che devono essere qualificate, di conseguenza, come               cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato il 18 settembre 2003
      rifiuti ai sensi della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/          una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
      442/CEE, relativa ai rifiuti, come modificata dalla direttiva del
      Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE, salvo che il detentore                 1)     La direttiva del Consiglio 20 ottobre 1980, 80/987/CEE,
      li utilizzi legalmente per il necessario riempimento delle                         concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
      gallerie della detta miniera e fornisca garanzie sufficienti                       membri relative alla tutela dei lavoratori subordinati in caso di
      sull’identificazione e sull’utilizzazione effettiva delle sostanze                 insolvenza del datore di lavoro, non osta all’applicazione di un
      destinate a tale effetto.                                                          termine di decadenza previsto dal diritto nazionale ai fini della
                                                                                         proposizione, da parte di un lavoratore, della domanda diretta
2)    Nei limiti in cui non costituisce un provvedimento di applicazio-                  ad ottenere, secondo le modalità fissate dalla direttiva medesima,
      ne della direttiva 75/442, come modificata dalla direttiva 91/                     la corresponsione di un’indennità compensativa dei crediti
      156, e in particolare del suo art. 11, una legislazione nazionale                  retributivi insoluti a causa dell’insolvenza del datore di lavoro,
      deve essere considerata come un’«altra normativa», ai sensi                        sempreché tale termine non risulti meno favorevole rispetto a
      dell’art. 2, n. 1, lett. b), di questa direttiva, che contempla una                quelli relativi a domande analoghe di natura interna (principio
      categoria di rifiuti menzionata nella detta disposizione, se essa                  di equivalenza) e non sia strutturato in modo tale da rendere
      riguarda la gestione dei detti rifiuti in quanto tali, ai sensi                    praticamente impossibile l’esercizio dei diritti riconosciuti dal-
      dell’art. 1, lett. d), della stessa direttiva, e se essa porta ad un               l’ordinamento giuridico comunitario (principio di effettività).
 ---pagebreak--- C 264/8                  IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              1.11.2003
2)    Il giudice nazionale deve disapplicare la disposizione nazionale                            SENTENZA DELLA CORTE
      riguardante il termine di decadenza ove rilevi che essa non è
      conforme alle norme del diritto comunitario e che, inoltre,
      non risulta possibile alcuna interpretazione conforme della                                       (Quinta Sezione)
      disposizione medesima.
                                                                                                       18 settembre 2003
(1) GU C 161 del 2.6.2001.
                                                                              nella causa C-168/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
                                                                              dell’Hoge Raad der Nederlanden): Bosal Holding BV
                                                                                          contro Staatssecretaris van Financiën (1)
                  SENTENZA DELLA CORTE
                          (Prima Sezione)                                     («Libertà di stabilimento — Imposizione fiscale — Imposta
                                                                              sugli utili delle società — Limitazione della deducibilità in
                        11 settembre 2003
                                                                              uno Stato membro dei costi relativi alla partecipazione di
nella causa C-155/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale                      una società madre in società figlie stabilite in altri Stati
del Verwaltungsgerichtshof): Cookies World Vertriebsge-                                   membri — Coerenza del sistema fiscale»)
sellschaft mbH iL contro Finanzlandesdirektion für
                                Tirol (1)                                                                (2003/C 264/13)
(«Sesta direttiva IVA — Autoveicolo messo a disposizione
mediante un contratto di leasing — Operazioni imponibili                                           (Lingua processuale: l’olandese)
— Uso privato — Art. 17, nn. 6 e 7 — Esclusioni previste
dalla legislazione nazionale al momento dell’entrata in vigore
                           della direttiva»)                                  (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                            «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                          (2003/C 264/12)
                    (Lingua processuale: il tedesco)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella       Nel procedimento C-168/01, avente ad oggetto la domanda
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                    di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
                                                                              dell’art. 234 CE, dallo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi),
Nel procedimento C-155/01, avente ad oggetto la domanda                       nella causa dinanzi ad esso pendente tra Bosal Holding BV e
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                       Staatssecretaris van Financiën, domanda vertente sull’interpre-
dell’art. 234 CE, dal Verwaltungsgerichtshof (Tribunale ammi-                 tazione degli artt. 52 del Trattato CE (divenuto, in seguito a
nistrativo) (Austria), nella causa dinanzi ad esso pendente tra               modifica, art. 43 CE) e 58 del Trattato CE (divenuto art. 48 CE),
Cookies World Vertriebsgesellschaft mbH iL e Finanzlandesdi-                  nonché della direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/
rektion für Tirol, domanda vertente sull’interpretazione in                   CEE, concernente il regime fiscale comune applicabile alle
particolare degli artt. 5 e 6 della sesta direttiva del Consiglio             società madri e figlie di Stati Membri diversi (GU L 225, pag. 6),
17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione                      la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg. M. Wathelet,
delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla             presidente di sezione, C.W.A. Timmermans, D.A.O. Edward
cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore                        (relatore), P. Jann e S. von Bahr, giudici, avvocato generale:
aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1),                        sig. S. Alber, cancelliere: sig.ra D. Louterman-Hubeau, capo
la Corte (Prima Sezione), composta dai sigg. M. Wathelet,                     divisione, ha pronunciato il 18 settembre 2003 una sentenza
presidente di sezione, P. Jann e A. Rosas (relatore), giudici,                il cui dispositivo è del seguente tenore:
avvocato generale: sig. L.A. Geelhoed, cancelliere: sig.
H.A. Rühl, amministratore principale, ha pronunciato l’11 set-                La direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/CEE, concernente
tembre 2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente                    il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati
tenore:                                                                       Membri diversi, interpretata alla luce dell’art. 52 del Trattato CE
È incompatibile con la sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977,          (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE), osta a una disposizione
77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli             nazionale che, nella determinazione dell’imposta sugli utili di una
Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema            società madre con sede in uno Stato membro, subordini la deducibilità
comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme,              dei costi relativi ad una partecipazione di tale società nel capitale di
una normativa di uno Stato membro ai cui sensi le prestazioni di              una società figlia con sede in un altro Stato membro alla condizione
servizi rese a un cittadino di tale Stato in altri Stati membri siano         che tali costi servano indirettamente alla realizzazione di utili
assoggettate all’imposta sul valore aggiunto qualora esse, se fossero         imponibili nello Stato membro in cui ha sede la società madre.
state fornite al medesimo soggetto sul territorio nazionale, non gli
avrebbero dato diritto di dedurre l’imposta assolta a monte.
                                                                              (1) GU C 200 del 14.7.2001.
(1) GU C 200 del 14.7.2001.