CELEX: 31994D0367
Language: it
Date: 1994-06-14 00:00:00
Title: 94/367/PESC: Decisione del Consiglio, del 14 giugno 1994, relativa alla prosecuzione dell'azione comune adottata dal Consiglio, ai sensi dell'articolo J. 3 del trattato sull'Unione europea, per la conferenza destinata a varare il Patto di stabilità

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31994D0367

94/367/PESC: Decisione del Consiglio, del 14 giugno 1994, relativa alla prosecuzione dell'azione comune adottata dal Consiglio, ai sensi dell'articolo J. 3 del trattato sull'Unione europea, per la conferenza destinata a varare il Patto di stabilità  

Gazzetta ufficiale n. L 165 del 01/07/1994 pag. 0002 - 0006 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 32 pag. 0069  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 32 pag. 0069 

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 14 giugno 1994 relativa alla prosecuzione dell'azione comune adottata dal Consiglio, ai sensi dell'articolo J.3 del trattato sull'Unione europea, per la conferenza destinata a varare il Patto di stabilità (94/367/PESC)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,  visto il trattato sull'Unione europea, in particolare gli articoli J.3 e J.11,  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 1993, del Consiglio europeo del 29 ottobre 1993 nonché del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 1993,  vista la decisione 93/728/PESC del Consiglio, del 20 dicembre 1993 (1),  DECIDE:   Articolo 1  L'azione comune convenuta mediante la succitata decisione del Consiglio viene proseguita in vista della conclusione del Patto di stabilità.   Articolo 2  L'azione sarà svolta conformemente ai documenti finali della conferenza inaugurale del Patto di stabilità adottati il 27 maggio 1994 a Parigi, riportati nell'allegato della presente decisione.   Articolo 3  Il Consiglio invita la Commissione a orientare la propria azione verso la realizzazione degli obiettivi dell'azione comune mediante opportune azioni economiche nell'ambito dell'attuazione dei programmi comunitari.    Articolo 4  Le spese di organizzazione delle riunioni convocate dall'Unione nel quadro della conferenza per la stabilità al di fuori delle sedi delle istituzioni costituiscono spese amministrative se superano quelle che solitamente si accolla il paese  ospitante. Le misure di carattere finanziario connesse con il seguito della conferenza formeranno oggetto di regolari relazioni al Consiglio.   Articolo 5  Il Consiglio esaminerà al momento opportuno, al più tardi entro un anno, come procede la realizzazione degli obiettivi dell'azione comune.   Articolo 6  La presente decisione entra in vigore alla data odierna.   Articolo 7  La presente decisione sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale.  Fatto a Lussemburgo, addì 14 giugno 1994.  Per il Consiglio Il Presidente Th. PANGALOS  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1993, pag. 1.      ALLEGATO   I. DOCUMENTO FINALE DELLA CONFERENZA INAUGURALE PER UN PATTO SULLA STABILITÀ IN EUROPA   Parte 1: Scopi e principi della conferenza inaugurale per un Patto sulla stabilità in Europa  1.1. Noi, Ministri degli Affari Esteri e rappresentanti degli Stati partecipanti alla Conferenza, abbiamo deciso di incontrarci a Parigi in risposta all'invito  dell'Unione europea a concludere un Patto sulla stabilità in Europa.  1.2. Stiamo oggi assistendo ad una svolta decisiva nella storia del continente europeo. Notevoli passi avanti sono stati compiuti nel cammino verso la democrazia, la pace e l'unità in Europa. L'Atto finale di Helsinki, la Carta di Parigi, il Documento  di Copenaghen, il Documento di Helsinki del 1992, come anche gli accordi bilaterali su rapporti di buon vicinato, sono le pietre miliari di questo processo. Ma dobbiamo andare oltre e rendere queste conquiste irreversibili.  1.3. Siamo convinti che i tempi sono maturi per dare un nuovo impulso, tramite misure preventive, al superamento delle restanti tendenze alla divisione che la storia ha lasciato in eredità al continente europeo e riaffermiamo la nostra ferma intenzione  di creare un clima di fiducia atto a favorire il rafforzamento del processo democratico, il rispetto dei diritti dell'uomo, il progresso economico e la pace, nel rispetto delle identità dei popoli.  1.4. Salutiamo con soddisfazione gli sforzi compiuti a questo fine nei consessi quali la CSCF e il Consiglio d'Europa. Prendiamo atto delle prospettive di adesione dell'Unione europea offerte dal Consiglio europeo di Copenaghen ai paesi associati  dell'Europa centrale e orientale che lo desiderano, nonché dei passi fatti dai paesi che si stanno sempre più avvicinando all'Unione europea con l'obiettivo finale di farne parte: Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania,  Polonia, Romania e Slovacchia. Alla luce di tale prospettiva, abbiamo deciso di tenere una Conferenza sulla stabilità in Europa che, in seguito ad una serie di consultazioni e negoziati organizzati nel suo ambito, porti alla conclusione di un Patto  sulla stabilità.  1.5. L'obiettivo della stabilità verrà raggiunto promuovendo rapporti di buon vicinato che includeranno le questioni relative alle frontiere e alle minoranze, la cooperazione regionale nonché il rafforzamento delle istituzioni democratiche, attraverso  iniziative di cooperazione che interesseranno i diversi settori suscettibili di contribuire al raggiungimento dell'obiettivo.  1.6. Concordiamo sul fatto che i principi di riferimento del Patto sulla stabilità, in materia di rapporti di buon vicinato, saranno gli attuali principi e impegni definiti dalle Nazioni Unite, dalla CSCE e dal Consiglio d'Europa, in particolare quei  principi contenuti nell'Atto finale di Helsinki, nella Carta di Parigi per una Nuova Europa, nel Documento di Copenaghen, nel Documento di Helsinki del 1992 e nella Dichiarazione di Vienna del Consiglio del vertice europeo del 1993, relativi, da un  lato, all'inviolabilità delle frontiere, all'integrità territoriale ed al rispetto dei confini esistenti e, dall'altro, alle minoranze nazionali.  1.7. Quanto al metodo, abbiamo deciso di procedere in modo pragmatico. Le discussioni attualmente in corso su vari progetti di accordi e di intese potrebbero essere agevolate se incluse nel processo di elaborazione del Patto. Il nostro scopo è infatti  quello di incoraggiare quei paesi che non avessero ancora concluso accordi ed intese di cooperazione e di buon vicinato, anche relativamente alle problematiche di minoranze e frontiere, a farlo attraverso il negoziato bilaterale e le tavole rotonde  regionali, di cui i paesi partecipanti potranno liberamente stabilire la composizione e l'agenda.  1.8. Tutti gli accordi e le intese così raggiunti verranno inclusi nel Patto sulla stabilità, al cui contenuto tutti i paesi firmatari si impegnano a dare il loro pieno appoggio politico. I paesi che hanno già concluso accordi bilaterali con i paesi  limitrofi possono, se lo desiderano, inserirli nel Patto. Per tutti quei paesi che concluderanno tale Patto, esso diventerà un punto di riferimento fondamentale per dare alle relazioni tra i popoli di tutt'Europa una nuova valenza fondata sul rispetto  delle differenze dei valori comuni.  1.9. Formuliamo l'augurio che il nostro continente, per troppo tempo tormentato dalla guerra, diventerà per la comunità internazionale un esempio di accettate diversità.   Parte 2: Decisioni operative  2.1. Con questo spirito, i nostri paesi nel corso degli ultimi mesi hanno condotto intense consultazioni per definire i problemi da trattare, le procedure e le scadenze da rispettare al fine di raggiungere gli obbiettivi  prefissati. Queste consultazioni ci hanno permesso di accordarci sulla via da seguire; esse sono inoltre espressione da parte dei nostri paesi di un atteggiamento costruttivo e di una ferma volontà di cooperare attivamente e di riuscire.  2.2. Date queste premesse, prendiamo atto della volontà degli Stati menzionati al punto 1.4 di sviluppare ulteriormente i loro rapporti in termini di buon vicinato, conformemente a trattati ed accordi già conclusi, di continuare o avviare negoziati  bilaterali e di partecipare a tavole rotonde.  2.3. Prendiamo inoltre atto della volontà degli Stati limitrofi dei paesi elencati al punto 1.4 di prender parte ai negoziati laddove la natura dei problemi trattati ne richieda la partecipazione, nonché della volontà di altri Stati di fornire il loro  contributo a tale processo di negoziazione.  2.4. Constatiamo che l'Unione europea è pronta a svolgere un ruolo attivo nelle trattative bilaterali o regionali. L'Unione europea manifesta la propria disponibilità a fungere da moderatore nel corso delle trattative bilaterali, su richiesta delle  parti interessate. Constatiamo inoltre che l'Unione europea sta già contribuendo alla ristrutturazione economica e al consolidamento delle istituzioni democratiche nella regione; inoltre, ai fini del raggiungimento degli obbiettivi del Patto, essa è  pronta a fornire ai paesi coinvolti il supporto necessario, nell'ambito degli accordi europei esistenti o di altri accordi e programmi.  2.5. Altre strutture regionali ed istituzioni internazionali potrebbero, tramite le loro attività, contribuire alla promozione di una cooperazione costruttiva e di rapporti di buon vicinato a livello regionale.  2.6. Abbiamo deciso di ricorrere al concetto di tavolo di negoziato sulla base del documento di Helsinki del 1992 che ha identificato nella cooperazione regionale un valido mezzo per la promozione di strutture pluralistiche di stabilità. Queste tavole  rotonde tendono da un lato a migliorare i rapporti di buon vicinato e dall'altro ad identificare i progetti di interesse comune per i paesi partecipanti.  DI CONSEGUENZA:  2.7. Noi, Ministri degli Affari Esteri e rappresentanti degli Stati partecipanti alla conferenza, abbiamo deciso di istituire delle tavole rotonde regionali. La loro composizione, i settori di cooperazione e le procedure di lavoro sono definiti in un  documento relativo all'organizzazione delle tavole rotonde regionali.  2.8. Lo scopo di tali tavole rotonde è quello di creare condizioni favorevoli all'instaurazione e allo sviluppo di rapporti di buon vicinato, comprese le questioni relative alle minoranze e alle frontiere.  2.9. Prendiamo atto della volontà dei paesi di cui al punto 1.4 di includere nel Patto, previo mutuo accordo delle parti, gli accordi esistenti sui rapporti di buon vicinato oppure, in assenza di tali accordi, di intensificare o avviare delle  trattative.  2.10. I paesi di cui al punto 1.4 che manifestano una volontà negoziale possono invitare i paesi vicini o altri paesi, nonché istituzioni o organizzazioni internazionali competenti, a partecipare con loro, se lo desiderano, alle tavole rotonde regionali  per portare il loro contributo al perseguimento di rapporti di buon vicinato, sia a livello bilaterale che regionale.  2.11. Le tavole rotonde regionali verranno convocate al più presto su invito dell'Unione europea. A questo proposito l'Unione opererà in stretto contatto con la CSCE che parteciperà tramite le sue istituzioni.   Parte 3:  3.1. Chiediamo alle istituzioni europee, e in particolare alla CSCE e al Consiglio d'Europa, di dare il loro contributo per assicurare il buon svolgimento dei negoziati.   Parte 4: Valutazione dei negoziati  4.1. È nostra intenzione raggiungere il nostro obiettivo, ovvero la conclusione del Patto sulla stabilità al più presto.  4.2. Di conseguenza:  - L'Unione europea creerà un gruppo, aperto agli Stati interessati e alla CSCE, che si riunirà regolarmente nel corso dei lavori per assicurarne l'avanzamento e facilitarne lo svolgimento.  - Questo gruppo potrà convocare una conferenza intermedia per valutare i progressi realizzati.   Parte 5: La Conferenza finale e il ruolo della CSCE  5.1. Se lo stadio di avanzamento degli atti lo consente, la Conferenza conclusiva verrà tenuta a un anno di distanza da quella inaugurale. Sarà suo compito adottare il Patto sulla stabilità.  5.2. Il Patto sulla stabilità in Europa verrà affidato alla CSCE, cui verrà chiesto di assumere la responsabilità di valutare e seguire, secondo le procedure da essa definite, l'attuazione degli accordi e delle intese così come degli impegni da essi  previsti inserendo le attività e le riunioni che ne conseguono nel contesto organizzativo e materiale della CSCE.  5.3. Siamo consapevoli dell'importanza politica del Patto sulla stabilità presentato e abbiamo adottato i documenti finali affinché ci siano di guida in questo importante sforzo.   II. DOCUMENTO RELATIVO ALL'ORGANIZZAZIONE DI TAVOLE ROTONDE REGIONALI  Il presente documento fa riferimento al documento della Conferenza inaugurale per un Patto sulla stabilità in Europa ed in particolare ai punti 1.7, 2.6 e dal 2.7 al 2.11.  A. Gli Stati di cui al punto 1.4 del documento hanno espresso la volontà di partecipare alle tavole rotonde regionali. I paesi confinanti ed eventuali altri paesi desiderosi di dare il loro contributo, nonché le organizzazioni ed istituzioni  internazionali competenti, possono, se lo desiderano, essere invitati, senza che ne derivi alcun impegno futuro da parte loro e fatto salvo il contenuto del loro contributo.  L'obiettivo delle tavole rotonde regionali sarà la definizione di accordi e progetti tendenti ad agevolare la conclusione e la realizzazione di accordi e provvedimenti per l'instaurazione di rapporti di buon vicinato in settori quali quelli  sottoelencati, forniti a titolo puramente indicativo:  a) Cooperazione regionale frontaliera b) Questioni relative alle minoranze c) Cooperazione culturale, compresa la formazione linguistica d) Cooperazione economica nella regione e) Cooperazione giuridica e formazione amministrativa f) Problemi ambientali B. Per i paesi di cui al punto 1.4, si terranno due tavole rotonde:  - una per la regione Baltica;  - una per gli altri paesi dell'Europa centrale ed orientale.  Le tavole rotonde saranno composte da quelli tra i paesi interessati della regione indicati al punto 1.4, con la partecipazione dell'Unione europea, delle organizzazioni ed istituzioni internazionali competenti e dei paesi che, con l'accordo dei paesi  interessati, desiderano partecipare al progetto.  La tavola rotonda baltica dovrebbe trattare i problemi generali di ordine politico nella regione e promuovere la cooperazione regionale in materia, ad esempio, di integrazione di popolazioni di origine straniera, minoranze nazionali, formazione  linguistica, ombudsman, attività frontaliere e cooperazione marittima, cooperazione tra regioni di paesi confinanti.  C. Le riunioni delle tavole rotonde dovrebbero essere raggruppate in base al luogo ed alla data e la partecipazione dipenderà dai temi discussi. I partecipanti alle tavole rotonde ne determineranno le modalità.  Potrebbero essere presiedute dall'Unione europea ed essere tenute a turno nei paesi della regione oppure su invito di singoli Stati o ancora dell'Unione europea o eventualmente a Vienna, nella sede del Comitato permanente della CSCE.  Il paese o l'organizzazione ospitante dovrebbe provvedere a sue spese all'organizzazione della riunione, vale a dire le sale di conferenza, i servizi di segretariato e di interpretazione. L'Unione europea si è dichiarata disposta a sostenere tali spese  quando le riunioni si svolgono nella sede delle sue istituzioni.