CELEX: 51996PC0123
Language: it
Date: 1996-04-29
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo all' aiuto al ripristino e alla ricostruzione in Bosnia- Erzegovina, in Croazia, nella Repubblica federale di Iugoslavia e nell' ex Repubblica iugoslava di Macedonia

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51996PC0123

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo all' aiuto al ripristino e alla ricostruzione in Bosnia- Erzegovina, in Croazia, nella Repubblica federale di Iugoslavia e nell' ex Repubblica iugoslava di Macedonia  /* COM/96/0123 DEF - CNS 96/0096 */  

Gazzetta ufficiale n. C 179 del 22/06/1996 pag. 0005

Proposta di  regolamento del Consiglio relativo all'aiuto al ripristino e alla ricostruzione in  Bosnia-Erzegovina, in Croazia, nella Repubblica federale di Iugoslavia e nell'ex Repubblica  iugoslava di Macedonia(96/C  179/06)COM(96) 123 def. - 96/0096(CNS)(Presentata dalla  Commissione il 29 aprile 1996)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 235, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo, considerando che lo sviluppo economico, il ripristino della società civile e la cooperazione tra le  repubbliche sorte dall'ex Iugoslavia sono indissociabili dalla pace e dalla stabilità nella regione  dei Balcani; considerando che occorre avviare gli interventi di risanamento e di ripristino delle  infrastrutture, in parallelo alle riforme politiche ed economiche; considerando che l'Unione europea ha deciso di contribuire a tali azioni in base alle condizioni  enunciate dal Consiglio il 30 ottobre 1995; considerando che essa intende subordinare il proprio sostegno al rispetto delle condizioni  politiche ed economiche fissate dagli accordi di pace firmati a Parigi il 14 dicembre 1995 e in  particolare al rispetto dei diritti umani; considerando che per favorire la riconciliazione tra le varie parti e per scongiurare la comparsa  di nuovi focolai di conflitto è necessario prestare particolare attenzione ad interventi con  finalità economiche e sociali, che favoriscano in particolare l'occupazione, il ripristino della  società civile nonché il ritorno e il reinserimento dei profughi e degli sfollati; considerando che è necessario prevedere una procedura di selezione dei progetti, dei programmi e  delle azioni che sia al tempo stesso adattabile e rigorosa e che viene pertanto istituito un  «comitato consultivo sulla ricostruzione e il ripristino nell'ex Iugoslavia», composto di  rappresentanti degli Stati membri e della Commissione, incaricato di formulare un parere sulle  scelte fatte dalla Commissione; considerando che per consentire una gestione efficace delle misure previste dal presente  regolamento e avviare azioni a medio termine è opportuno adottare un approccio pluriennale; considerando che l'attuazione di tali azioni può contribuire al raggiungimento degli obiettivi  della Comunità e considerando inoltre che i soli poteri previsti dal trattato per lo svolgimento  delle azioni in questione sono quelli contemplati dall'articolo 235, HA APPROVATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 La Comunità predispone misure d'aiuto, in particolare progetti,  programmi e azioni di cooperazione in Bosnia-Erzegovina, in Croazia, nella Repubblica federale di  Iugoslavia e nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, conformemente ai criteri fissati dal  presente regolamento. Il finanziamento di tali azioni si svolge nell'ambito della programmazione pluriennale (1996-1999)  indicativa della cooperazione con le repubbliche sorte dall'ex Iugoslavia. Gli stanziamenti annui  sono autorizzati dall'autorità di bilancio nel limite delle previsioni finanziarie. Il finanziamento comunitario a titolo del presente regolamento avviene sotto forma di aiuti non  rimborsabili. Articolo 2 Possono beneficiare degli aiuti comunitari, dei progetti, dei programmi e delle azioni  di cooperazione le organizzazioni regionali e internazionali, gli enti pubblici e parapubblici, le  organizzazioni di sostegno alle imprese, gli operatori privati, le cooperative, le società mutue,  le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni non governative. Articolo 3 1.  I progetti, i programmi e le azioni di cooperazione si prefiggono di appoggiare il  processo di ricostruzione, favorire il ritorno dei profughi, la riconciliazione e la cooperazione  economica regionale e creare le condizioni economiche e sociali che rappresentano la base per lo  sviluppo dei paesi beneficiari. 2.  Riguardano essenzialmente gli interventi seguenti: - il consolidamento della società civile e il potenziamento delle organizzazioni non governative,  degli istituti culturali e degli istituti d'insegnamento; - la ricostruzione delle infrastrutture e di altre attrezzature private o collettive danneggiate  dalla guerra; - il ritorno dei profughi; - l'inserimento o il reinserimento nella vita professionale dei profughi, degli sfollati e degli ex  combattenti; - la messa a punto dell'apparato produttivo per il rilancio dell'economia; - lo sviluppo del settore privato, in particolare delle piccole imprese, e la promozione degli  investimenti; - i progetti di cooperazione regionale. Articolo 4 La concessione o il proseguimento degli aiuti comunitari sono sottoposti ad alcune  condizioni, in particolare: - l'applicazione delle clausole dell'accordo di pace; - il rispetto dei diritti umani, dei diritti delle minoranze e del diritto al ritorno di tutti i  profughi e gli sfollati; - per quanto riguarda la Repubblica federale di Iugoslavia (Serbia e Montenegro), la concessione,  al suo interno, di un'ampia autonomia al Kosovo; - il rispetto dei principi dell'economia di mercato; - la collaborazione con il tribunale penale internazionale per i crimini di guerra. Articolo 5 Gli interventi da finanziare sono oggetto di una selezione che tiene conto in  particolare delle richieste dei potenziali beneficiari, dell'urgenza, della capacità di  assorbimento effettivo degli aiuti, dell'impatto sul ritorno dei profughi e degli sfollati e sulla  riconciliazione fra le parti mediante la loro partecipazione congiunta a progetti comuni. Articolo 6 1.  Per garantire la coerenza delle azioni di cooperazione e migliorarne la  complementarità e l'efficacia, gli Stati membri e la Commissione si scambiano tutte le informazioni  utili sui finanziamenti che intendono concedere. I possibili cofinanziamenti vengono ricercati  nell'ambito di questo scambio d'informazioni. Anche le possibili complementarità, in particolare  attraverso cofinanziamenti o finanziamenti paralleli, vengono ricercate nell'ambito di questo  scambio d'informazioni. 2.  Gli Stati membri e la Commissione si comunicano inoltre, segnatamente nell'ambito del comitato  di cui all'articolo 12, i dati di cui dispongono sugli altri aiuti bilaterali e multilaterali a  favore degli Stati contemplati dal presente regolamento. A tal fine, gli Stati membri e la  Commissione utilizzano un sistema di informazioni reciproche. Articolo 7 Le decisioni di finanziamento, nonché le convenzioni e i contratti che ne  scaturiscono, prevedono in particolare il controllo finanziario a cura della Commissione e  revisioni della Corte dei conti, se del caso effettuati in loco. Articolo 8 1.  Gli interventi previsti dal presente regolamento possono includere le spese di  importazione di merci e di servizi nonché le spese locali necessarie a portare a termine i progetti  e i programmi. Le imposte, i dazi e gli oneri nonché gli acquisti di beni immobili sono esclusi dal  finanziamento comunitario. Gli appalti e i contratti previsti per l'esecuzione delle azioni finanziate dalla Comunità in  applicazione del presente regolamento devono beneficiare nello Stato destinatario di un regime  fiscale e doganale che non sia meno favorevole rispetto a quello che il paese applica allo Stato  più favorito o all'organizzazione internazionale incaricata di promuovere lo sviluppo economico più  favorito. 2.  Le spese di manutenzione e di funzionamento in loco possono essere incluse nel finanziamento  dei progetti nei limiti fissati in via preliminare per ciascuna misura, restando inteso che  l'assunzione delle spese può avvenire soltanto nella fase di avviamento e in forma decrescente. 3.  Per quanto riguarda i progetti d'investimento, il finanziamento comunitario è combinato con le  risorse proprie del beneficiario o con altre fonti di finanziamento. Il cofinanziamento comunitario  non potrà superare l'80  % del costo totale dell'investimento. Articolo 9 Gli appalti e i contratti sono aperti senza discriminazioni a tutte le persone fisiche  e giuridiche degli Stati membri e degli Stati beneficiari. Sono considerate persone giuridiche di  uno Stato membro o di uno Stato beneficiario le persone giuridiche costituite conformemente alla  legislazione di uno Stato membro o di uno Stato beneficiario che abbiano l'amministrazione centrale  o lo stabilimento principale nel territorio in cui si applica il trattato CE o in uno degli Stati  beneficiari o che in essi abbiano la loro sede sociale quando la loro attività presenta un legame  concreto e continuo con l'economia di detto territorio o Stato. In caso di cofinanziamento la Commissione può autorizzare caso per caso la partecipazione agli  appalti e ai contratti di cittadini di altri paesi. In tale eventualità la partecipazione di  imprese di paesi terzi è presa in considerazione soltanto in caso di reciprocità applicata alla  Comunità da quegli stessi paesi. I contratti di servizi sono aggiudicati nel quadro di gare ristrette, ad eccezione delle operazioni  d'importo non superiore a 200  000 ECU, per le quali possono essere aggiudicati mediante trattativa  privata. Articolo 10 1.  Le decisioni di finanziamento con importi superiori a 2 milioni di ECU sono  adottate in conformità della procedura prevista dall'articolo 12, paragrafo 2. Il comitato di cui  all'articolo 12 viene informato delle azioni relative a finanziamenti inferiori a 2 milioni di  ECU. 2.  Le decisioni che modificano decisioni adottate secondo la procedura prevista dall'articolo 12  sono adottate dalla Commissione senza consultare il comitato, purché non comportino modifiche  sostanziali riguardo alla natura dei progetti e delle azioni originarie, ovvero, con riferimento  agli aspetti finanziari, non superino del 20  % l'importo complessivo dell'impegno iniziale. Articolo 11 1.  Le azioni di cui al presente regolamento finanziate sul bilancio comunitario sono  gestite dalla Commissione conformemente al regolamento finanziario del 21 dicembre 1977 applicabile  al bilancio generale delle Comunità europee, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.  2335/95  del 18 settembre 1995. 2.  Nel presentare le proposte di finanziamento destinate al comitato di cui all'articolo 12 nonché  le valutazioni di cui all'articolo 13, la Commissione tiene conto dei principi di corretta gestione  finanziaria e in particolare di economia e di rapporto costo/efficacia di cui all'articolo 2 del  regolamento finanziario. Articolo 12 La Commissione è assistita da un comitato a carattere consultivo composto dai  rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da adottare. Il  comitato formula il suo parere su tale progetto entro un termine che il presidente può stabilire in  funzione dell'urgenza della questione di cui trattasi, se del caso procedendo al voto. Il parere è inserito a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la  propria posizione figuri nel verbale. La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa informa il  comitato del modo in cui ha tenuto conto di detto parere. Articolo 13 1.  La Commissione si accerta dell'esecuzione degli aiuti e delle condizioni in cui i  progetti e le azioni in corso di realizzazione finanziati da tali aiuti sono posti in atto dai  beneficiari. 2.  Nell'ambito dell'accertamento previsto dal paragrafo 1, la Commissione procede a una  valutazione dei principali progetti portati a termine, al fine di verificare se gli obiettivi  definiti durante l'istruzione di tali progetti siano stati raggiunti e di evincere principi di  condotta per aumentare l'efficacia e la percezione delle attività future. 3.  La Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 30 aprile di ogni anno  una relazione sull'esecuzione degli aiuti e in particolare sull'accertamento di cui al paragrafo  2. Articolo 14 Il presente regolamento entra in vigore .  .  . Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri.