CELEX: 62009CC0274
Language: it
Date: 2010-09-09
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Mazák del 9 settembre 2010. # Privater Rettungsdienst und Krankentransport Stadler contro Zweckverband für Rettungsdienst und Feuerwehralarmierung Passau. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Oberlandesgericht München - Germania. # Appalti pubblici - Direttiva 2004/18/CE - Concessione di servizio pubblico - Servizi di soccorso - Distinzione tra "appalto pubblico di servizi" e "concessione di servizi". # Causa C-274/09.

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
      JÁN MAZÁK
      presentate il 9 settembre 2010 (1)
      
      Causa C‑274/09
      Privater Rettungsdienst und Krankentransport Stadler
      contro
      Zweckverband für Rettungsdienst und Feuerwehralarmierung Passau
      [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberlandesgericht München (Germania)]
      «Servizi di soccorso – Criteri di distinzione tra appalto pubblico di servizi e concessione di servizi – Modalità di remunerazione – Trasferimento del rischio d’impresa collegato alla prestazione dei servizi»1.        Nella presente causa, la Corte è nuovamente chiamata a pronunciarsi sui criteri che consentono di distinguere una concessione
         di servizi da un appalto pubblico di servizi.
      
      2.        Le questioni pregiudiziali presentate dall’Oberlandesgericht München (Germania) sono formulate come segue:
      
      «1)      Se un contratto di prestazione di servizi (nella fattispecie: servizi di soccorso) debba essere considerato “concessione di
         servizi” ai sensi dell’art. 1, n. 4, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004, 2004/18/CE, relativa
         al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi (2), e non “appalto di servizi” ai sensi dell’art. 1, n. 2, lett. a) e d), della direttiva per il solo fatto che prevede che
         il prestatore non sia retribuito direttamente dall’amministrazione aggiudicatrice, ma in cui: 
      
      a)      il corrispettivo d’uso dei servizi da fornire è determinato attraverso trattative tra il prestatore e terzi, che a loro volta
         sono amministrazioni aggiudicatrici (nella fattispecie: enti previdenziali), 
      
      b)      in caso di mancato accordo è previsto che un collegio arbitrale costituito a tale scopo decida e che la sua decisione sia
         sottoposta al riesame dei giudici nazionali, e
      
      c)      il corrispettivo non è pagato direttamente dagli utenti, ma da un ufficio liquidatore, dei cui servizi il prestatore deve
         avvalersi in base alla legge e che versa anticipi rateizzati a cadenza regolare a favore del prestatore.
      
      2)      In caso di risposta negativa alla questione sub 1), se si sia in presenza di una concessione di servizi quando il rischio
         di gestione intrinseco alla prestazione di servizi pubblici è limitato, in quanto:
      
      a)      ai sensi di una norma di legge, i corrispettivi d’uso del servizio devono essere calcolati sulla base dei costi previsionali
         stimati secondo i principi di economia aziendale, corrispondenti ad una corretta esecuzione della prestazione, ad una gestione
         economica e razionale nonché ad una organizzazione efficiente, e
      
      b)      i corrispettivi d’uso sono dovuti da enti previdenziali solvibili,
      c)      è assicurata una certa esclusiva nella gestione nell’area contrattualmente definita,
      ma in cui il prestatore assume integralmente tale rischio limitato».
      3.        La risposta che la Corte darà alle questioni presentate dovrà aiutare il giudice del rinvio a pronunciarsi su un’impugnazione
         presentata dalla Privater Rettungsdienst und Krankentransport Stadler (in prosieguo: la «Stadler») avverso una decisione della
         Vergabekammer Südbayern (Sezione competente in materia di appalti pubblici per la Baviera meridionale) con cui questo giudice
         ha respinto un ricorso proposto dalla Stadler relativo alla procedura di aggiudicazione dei contratti di prestazione dei servizi,
         in materia di servizi di soccorso, seguita dallo Zweckverband für Rettungsdienst und Feuerwehralarmierung Passau (consorzio
         intercomunale incaricato dei servizi di soccorso e dell’allarme antincendio di Passau, in prosieguo: il «consorzio intercomunale
         di Passau»), ai sensi della legge bavarese sui servizi di soccorso (Bayerisches Rettungsdienstgesetz, in prosieguo: la «BayRDG»),
         dichiarandolo irricevibile per il motivo che l’incarico consistente nella prestazione di servizi di soccorso costituirebbe
         una concessione di servizi, non rientrante nella normativa relativa all’aggiudicazione degli appalti.
      
      4.        Secondo la Stadler, che ha effettuato prestazioni di servizi di soccorso per il consorzio intercomunale di Passau fino al
         31 dicembre 2008 (3), l’appalto in questione costituisce non una concessione di servizi, ai sensi dell’art. 1, n. 4, della direttiva 2004/18,
         bensì un appalto pubblico di servizi, ai sensi dell’art. 1, n. 2, lett. a) e d), della stessa direttiva. 
      
      5.        Per contro, il consorzio intercomunale di Passau, parte convenuta nel procedimento principale, nonché le due parti intervenienti
         nel procedimento principale, ovvero la Malteser Hilfsdienst eV e la Bayerisches Rotes Kreuz (la Croce rossa bavarese) (4), ritengono che i contratti in causa costituiscano una concessione di servizi.
      
      6.        Dinanzi alla Corte sono state presentate osservazioni scritte non solo dalle parti al procedimento principale ma anche dalla
         Repubblica federale di Germania, dalla Repubblica ceca e dalla Commissione delle Comunità europee. Il Regno di Svezia e questi
         ultimi, salvo la Repubblica ceca, sono stati sentiti oralmente all’udienza del 24 giugno 2010.
      
       Normativa nazionale
      7.        In Germania, nel settore dei servizi pubblici di soccorso, gli enti locali, nella loro qualità di autorità responsabili per
         l’organizzazione di tali servizi, stipulano dei contratti con determinati prestatori per la fornitura dei servizi suddetti
         all’insieme della popolazione del territorio di loro competenza. 
      
      8.        Per quanto riguarda la remunerazione dei prestatori dei servizi in esame, nei diversi Länder esistono due modelli diversi.
         Secondo il primo modello, denominato «appaltizio» («Submissionsmodell»), la remunerazione è effettuata direttamente dalla
         comunità locale (5). Ai sensi del secondo modello, denominato «concessorio» («Konzessionsmodell»), la remunerazione dei prestatori di servizi
         di soccorso implica la riscossione, da parte dei medesimi, di corrispettivi a carico dei pazienti o delle casse malattia.
      
      9.        Il Land della Baviera, dove si svolge la causa nel procedimento principale, ha optato in favore del modello concessorio. I
         servizi di soccorso, che comprendono i soccorsi d’emergenza, il trasporto di pazienti con accompagnamento medico, il trasporto
         dei malati, il soccorso in montagna, in grotta e in acqua, sono disciplinati in Baviera dalla BayRDG, che è entrata in vigore
         il 1° gennaio 2009.
      
      10.      Per quanto riguarda i servizi di soccorso d’urgenza, di trasporto dei pazienti accompagnati da un medico e di trasporto dei
         malati, l’art. 13, nn. 1 e 2, della BayRDG prevede che il consorzio intercomunale per i servizi di soccorso e di allarme antincendio
         attribuisce la loro esecuzione ad organizzazioni di soccorso, come la Bayerisches Rotes Kreuz, l’Arbeiter-Samariter-Bund (Federazione
         dei Lavoratori Samaritani), la Malteser-Hilfsdienst (Servizio di soccorso dell’Ordine di Malta) o la Johanniter-Unfall-Hilfe
         (Soccorso infortunistico dei Gerosolimitani). Solo nel caso in cui le organizzazioni sanitarie non siano disposte o idonee
         ad assumere l’incarico, il consorzio intercomunale per i servizi di soccorso e di allarme antincendio incarica terzi dell’esecuzione
         a terra dei servizi di soccorso oppure li esegue esso stesso o attraverso i suoi associati.
      
      11.      A termini dell’art. 13, n. 4, della BayRDG, il rapporto giuridico tra il consorzio intercomunale per i servizi di soccorso
         e di allarme antincendio e l’incaricato dell’esecuzione dei servizi di soccorso è disciplinato da un contratto di diritto
         pubblico.
      
      12.      L’art. 21 della BayRDG prevede che ogni gestore di un’impresa di soccorso d’emergenza, di trasporto di pazienti con accompagnamento
         medico o di trasporto dei malati deve fare domanda di autorizzazione. A termini dell’art. 24, n. 2, della BayRDG, siffatta
         autorizzazione deve essere rilasciata su presentazione di un contratto di diritto pubblico ai sensi dell’art. 13, n. 4, della
         stessa legge.
      
      13.      L’art. 32 della BayRDG dispone che le prestazioni di servizi di soccorso, compreso l’intervento del medico, danno luogo alla
         riscossione di corrispettivi d’uso, che devono essere basati sui costi preventivabili secondo i principi di economia aziendale
         corrispondenti ad una corretta esecuzione della prestazione, ad una gestione economica e attenta nonché ad un’organizzazione
         efficiente. 
      
      14.      I corrispettivi d’uso degli operatori di servizi di soccorso d’urgenza, di trasporto di malati con accompagnamento medico
         e di trasporto dei malati sono disciplinati dall’art. 34 della BayRDG che è così formulato:
      
      «(…)
      2)      Gli enti previdenziali concordano in modo uniforme con gli operatori che effettuano i servizi di soccorso o con i loro consorzi
         su base regionale i corrispettivi d’uso che devono pagare per i servizi di soccorso di emergenza, di trasporto di pazienti
         con accompagnamento medico o di trasporto di malati (…)
      
      3)      L’accordo che stabilisce i corrispettivi d’uso viene stipulato annualmente in anticipo (…). 
      4)      I costi del soccorso di emergenza, del trasporto di pazienti con accompagnamento medico o del trasporto di malati sono distribuiti
         in modo uniforme tra gli utenti. I corrispettivi d’uso concordati con gli enti previdenziali sono fatturati dagli operatori
         che effettuano il servizio anche nei confronti di tutte le altre persone ed organizzazioni che si avvalgono delle prestazioni
         dei servizi pubblici di soccorso.
      
      5)      I corrispettivi d’uso sono di volta in volta basati sui costi previsionali del servizio ammissibili ai sensi dell’art. 32,
         seconda frase, nei settori del soccorso di emergenza, del trasporto di pazienti con accompagnamento medico o del trasporto
         di malati nonché sul numero previsionale di interventi in un determinato periodo di tempo. I costi della prestazione del servizio
         comprendono, in particolare, anche i costi dell’intervento medico nell’operazione di soccorso (…) nonché i costi dell’attività
         dell’ufficio liquidatore per i servizi di soccorso in Baviera di cui al successivo n. 8. Gli enti previdenziali concordano
         di volta in volta e separatamente con i singoli prestatori di servizi, con i singoli gestori delle direzioni integrate e con
         l’ufficio liquidatore per i servizi di soccorso in Baviera i loro costi previsionali nel periodo considerato ai fini della
         remunerazione. I costi possono essere concordati a titolo di bilancio.
      
      6)      Qualora un accordo relativo ai corrispettivi d’uso ai sensi del n. 2 o un accordo ai sensi del n. 5 non venga concluso entro
         il 30 novembre dell’esercizio precedente al periodo di versamento del corrispettivo, si attiva una procedura arbitrale in
         merito all’ammontare dei costi previsionali e dei corrispettivi d’uso dinanzi ad un collegio arbitrale (…). È escluso l’adattamento
         retroattivo dei corrispettivi d’uso. 
      
      7)      I costi previsionali concordati con gli enti previdenziali e assistenziali o passati in giudicato vengono pagati grazie ai
         corrispettivi incassati per il soccorso di emergenza, il trasporto di pazienti con accompagnamento medico e il trasporto di
         malati (compensazione delle entrate). Al termine di un periodo di versamento del corrispettivo d’uso i singoli prestatori
         di servizi, i singoli gestori delle direzioni integrate e l’ufficio liquidatore per i servizi di soccorso in Baviera indicano
         in un conto finale i costi effettivamente sostenuti e provvedono a liquidarli con riferimento a quelli convenuti nell’accordo
         (rendiconto). Se sussiste una differenza tra i costi effettivi e quelli ammessi come previsionali dagli enti previdenziali
         ai fini dell’accordo sui costi, il risultato del rendiconto deve essere messo all’ordine del giorno delle trattative immediatamente
         successive sui corrispettivi d’uso; tale riporto del risultato è escluso nel caso in cui i costi degli operatori (…) o dell’ufficio
         liquidatore centrale siano stati concordati a titolo di bilancio.
      
      8)      In esecuzione dei nn. 2-7 e dell’art. 35 viene istituito un ufficio liquidatore centrale per i servizi di soccorso in Baviera
         che, in particolare
      
      1.      ha una funzione consultiva nella conclusione dell’accordo relativo ai corrispettivi d’uso ai sensi del n. 2 e degli accordi
         ai sensi del n. 5;
      
      2.      sulla base dei costi previsionali degli interessati e del numero di interventi prevedibili del servizio pubblico di soccorso
         calcola i necessari corrispettivi d’uso e li sottopone agli interessati in vista della conclusione dell’accordo; ciò vale
         anche per gli opportuni adattamenti dei corrispettivi d’uso durante l’esercizio in corso;
      
      3.      riscuote presso i soggetti debitori i corrispettivi d’uso per la prestazione di servizi pubblici di soccorso (…);
      4.      effettua la compensazione delle entrate (…);
      5.      versa ai prestatori del servizio di soccorso gli importi relativi ai costi del servizio (…);
      6.      verifica la contabilità dei prestatori alla luce di criteri di verosimiglianza e di correttezza contabile (…) e
      7.      predispone un conto finale complessivo certificato, per il servizio pubblico di soccorso.
      A tale proposito l’ufficio liquidatore centrale per il servizio di soccorso in Baviera svolge tali compiti senza fini di lucro.
         Tutti gli interessati devono collaborare con l’ufficio liquidatore centrale per i servizi di soccorso in Baviera nello svolgimento
         dei suoi compiti e devono fornirgli le informazioni e la documentazione a tal fine necessari».
      
      15.      La composizione del collegio arbitrale competente in materia di corrispettivi è specificata all’art. 48 della BayRDG. Secondo
         questo articolo, in controversie relative ai corrispettivi d’uso per il soccorso a terra, esso è composto da tre membri in
         rappresentanza degli operatori del soccorso terrestre e da tre membri in rappresentanza degli enti previdenziali e assistenziali,
         nonché dal presidente, designato congiuntamente dagli operatori del servizio pubblico di soccorso, dall’Unione bavarese dei
         medici convenzionati, dagli incaricati di assicurare l’intervento di un servizio medico di accompagnamento, nonché dagli enti
         previdenziali e assistenziali.
      
      16.      Per quanto concerne l’ufficio liquidatore centrale per il servizio di soccorso in Baviera, l’art. 53 della BayRDG autorizza
         l’autorità superiore per il servizio di soccorso, ossia il Ministro dell’Interno della Baviera, a istituirlo con regolamento.
         
      
       Valutazione
      17.      Il giudice del rinvio è chiamato a determinare se i contratti conclusi secondo il modello concessorio debbano essere qualificati
         come concessione di servizi, oppure, nonostante la denominazione del modello in questione, come appalto di servizi. A questo
         riguardo occorre ricordare che questa questione deve essere valutata esclusivamente alla luce del diritto dell’Unione (6), nella fattispecie, alla luce delle definizioni di «appalti pubblici», «appalti pubblici di servizi» e «concessione di servizi»,
         di cui all’art. 1, nn. 2, lett. a) e d), e 4, della direttiva 2004/18, nonché alla luce della relativa giurisprudenza della
         Corte di giustizia.
      
      18.      Posto che l’art. 17 della direttiva 2004/18 esclude l’applicazione di quest’ultima alle concessioni di servizi, la qualificazione
         dei contratti in causa influenza la procedura della loro conclusione. Tuttavia, malgrado il fatto che, allo stato attuale
         del diritto dell’Unione, i contratti di concessione di servizi non rientrano nell’ambito di applicazione di nessuna delle
         direttive con cui il legislatore dell’Unione ha disciplinato il settore degli appalti pubblici, le autorità pubbliche che
         concludono tali contratti sono tenute a rispettare le regole fondamentali del Trattato CE, in particolare gli artt. 43 CE
         e 49 CE, nonché l’obbligo di trasparenza che ne deriva (7).
      
      19.      A questo riguardo, desidero ancora sottolineare che spetta non alla Corte nell’ambito di un procedimento pregiudiziale, bensì
         al giudice del rinvio, qualificare i contratti conclusi secondo il modello denominato concessorio. Il compito della Corte
         consiste, in risposta alle due questioni pregiudiziali, che sono strettamente collegate tra loro e, a mio avviso, devono essere
         esaminate congiuntamente, nello spiegare e precisare i criteri che saranno utili ai fini di detta qualificazione (8).
      
      20.      Per cominciare, occorre rilevare la somiglianza esistente tra le questioni pregiudiziali nella presente causa e quelle sollevate
         nella causa definita con la sentenza 10 settembre 2009, Eurawasser (9). In entrambi i casi i giudici del rinvio si interrogavano, sostanzialmente, sulla questione se, da una parte, la circostanza
         che il prestatore dei servizi non sia retribuito direttamente dalla pubblica amministrazione con cui ha una relazione contrattuale
         implichi, di per sé, che il contratto debba essere qualificato come concessione di servizi e, d’altra parte, se sia decisivo
         ai fini di detta qualificazione, che il rischio d’impresa collegato ai servizi che costituiscono l’oggetto del contratto e
         gravante sul prestatore del servizio sia fin dall’inizio limitato, ossia anche nel caso di prestazione di servizi da parte
         dell’autorità pubblica interessata.
      
      21.      Le questioni pregiudiziali vertono dunque sui due criteri utilizzati dalla Corte per distinguere una concessione di servizi
         da un appalto di servizi. Si tratta, in primo luogo, della «mancanza di remunerazione diretta» di un prestatore di servizi,
         ossia della circostanza che la remunerazione non proviene dall’amministrazione che aggiudica il servizio, ma da terzi e, in
         secondo luogo, dall’«assunzione del rischio d’impresa collegato al servizio in questione».
      
      22.      La Corte ha spiegato l’interazione tra questi due criteri nella sentenza Parking Brixen (10), dichiarando che l’assenza di remunerazione diretta del prestatore di servizi implica che il prestatore assume il rischio
         della gestione dei servizi in questione, delineando in tal modo una concessione di pubblici servizi. 
      
      23.      Nella sentenza Commissione/Italia (11), la Corte, conformemente alla definizione della nozione «concessione di servizi» data dalla direttiva 2004/18, ha sostituito
         il criterio dell’assenza di remunerazione diretta con quello di «remunerazione consistente nel diritto del prestatore di sfruttare
         la propria prestazione». In applicazione di questo criterio, la Corte ha quindi considerato che si configura una concessione
         di servizi allorché le modalità di remunerazione pattuite consistono nel diritto di gestire il servizio e il prestatore assume
         il rischio collegato alla gestione dei servizi in questione. La Corte ha ulteriormente confermato questa giurisprudenza nella
         sentenza Acoset (12).
      
      24.      Nella sentenza Eurawasser (13), la Corte è tornata sul criterio dell’assenza di remunerazione diretta, spiegando che il fatto che il prestatore di servizi
         sia remunerato attraverso pagamenti provenienti da terzi è una delle forme che può assumere l’esercizio del diritto, riconosciuto
         al prestatore, di gestire il servizio.
      
      25.      A mio avviso, le constatazioni della Corte sopra citate consentono di confermare il carattere decisivo del criterio dell’assenza
         di remunerazione diretta al fine di qualificare un contratto relativo a servizi come concessione di servizi, allorché, secondo
         la Corte, l’assenza di remunerazione diretta del prestatore dei servizi sia una delle forme che può assumere l’esercizio del
         diritto, riconosciuto al prestatore, di gestire il servizio ed implichi contemporaneamente che quest’ultimo assume il rischio
         d’impresa dei servizi in questione (14). 
      
      26.      Alla stessa conclusione si perviene se si prende in considerazione l’interazione tra la definizione della nozione di appalto
         pubblico di servizi e quella di concessione di servizi, contenute nella direttiva 2004/18. Dette definizioni comprendono tutti
         i contratti conclusi dalle pubbliche amministrazioni. Da ciò consegue che, se il contratto in causa non è un appalto di servizi,
         deve necessariamente essere una concessione di servizi, e viceversa. Quindi, se la Corte ha ripetutamente dichiarato che il
         corrispettivo pagato direttamente dall’amministrazione aggiudicatrice al prestatore dei servizi costituisce il criterio di
         definizione dell’appalto pubblico di servizi (15), la mancanza di siffatta modalità di remunerazione significa necessariamente che si configura una concessione di servizi.
      
      27.      In sintesi, come dimostrato dalle sentenze in precedenza citate, l’assenza di remunerazione diretta del prestatore di servizi
         implica che il contratto di servizi in causa deve essere qualificato come una concessione di servizi. 
      
      28.      Tuttavia, l’esistenza di una remunerazione diretta del prestatore di servizi da parte dell’amministrazione pubblica interessata
         non implica necessariamente l’esistenza di un appalto di servizi. Infatti, dalla dichiarazione della Corte secondo la quale
         la remunerazione indiretta è «una delle forme» che può assumere l’esercizio del diritto, riconosciuto al prestatore, di gestire
         il servizio (16), consegue che esistono anche forme diverse che può assumere l’esercizio del diritto di gestire il servizio. Ciò spiega perché,
         nelle sentenze 27 ottobre 2005, Contse e a. (17), Commissione/Italia (18) e 11 giugno 2009, Hans & Christophorus Oymanns (19), la Corte ha esaminato se i contratti in causa potessero costituire concessioni di servizi, benché i prestatori di servizi
         fossero stati remunerati direttamente dalle pubbliche amministrazioni interessate.
      
      29.      Nelle citate sentenze, la Corte ha formulato i «criteri sussidiari» che, in presenza di una remunerazione diretta, consentono
         di concludere che il prestatore dei servizi ha assunto il rischio d’impresa collegato al servizio in causa, come il criterio
         della delegazione della responsabilità per qualsiasi danno subito a causa di un inadempimento del servizio in questione (20), o quello dell’esistenza di una certa libertà economica per determinare le condizioni di gestione di un determinato servizio (21). Inoltre, la Corte ha anche precisato, senza aspirare all’esaustività, quali siano le caratteristiche che non sono determinanti
         al fine della qualificazione degli accordi in questione, come la durata delle convenzioni controverse, i rilevanti investimenti
         iniziali a carico dell’operatore o una notevole autonomia esecutiva da parte dell’operatore stesso (22).
      
      30.      È tuttavia giocoforza constatare che i «criteri sussidiari» sono stati utilizzati soltanto in presenza di una remunerazione
         diretta del prestatore di servizi. Ciò potrebbe avallare la tesi secondo cui l’assenza di remunerazione diretta del prestatore
         di servizi rappresenta un criterio sufficiente al fine della qualificazione di un determinato contratto come concessione di
         servizi. 
      
      31.      Nella fattispecie, è evidente che il prestatore del servizio di soccorso in causa è retribuito non dalla pubblica amministrazione
         che gli ha attribuito il servizio in questione, ma da terzi, ovvero dagli enti previdenziali, dai soggetti assicurati privatamente
         o non assicurati (23).
      
      32.      Salvo verifica ad opera del giudice del rinvio, mi sembra che, sebbene gli enti previdenziali medesimi possano essere considerati
         come amministrazioni aggiudicatrici, ai sensi della definizione di cui all’art. 1, n. 9, della direttiva 2004/18, essi rappresentano
         soggetti sufficientemente distinti ed indipendenti dall’amministrazione pubblica che ha attribuito il servizio in questione
         per giustificare di considerare che si tratti di una remunerazione del prestatore del servizio «da parte di terzi» (24).
      
      33.      La particolarità della presente causa risiede nel fatto che i soggetti che corrispondono il corrispettivo d’uso, ovvero gli
         enti previdenziali, i soggetti assicurati privatamente o non assicurati, non pagano questo corrispettivo direttamente al prestatore
         del servizio di soccorso, ma all’ufficio liquidatore per il servizio di soccorso in Baviera. Resta dunque da vedere se siffatta
         circostanza possa incidere sulla constatazione secondo la quale l’assenza di remunerazione diretta del prestatore di servizi
         costituisce un criterio sufficiente ai fini della qualificazione del contratto in questione come concessione di servizi.
      
      34.      Ritengo che questa questione debba essere risolta in senso negativo. Il fatto che un qualsiasi «intermediario» figuri tra
         il prestatore di servizi e l’ufficio liquidatore del detto servizio non rimette in causa l’altra constatazione, ossia che
         il prestatore di servizi non è retribuito direttamente dall’amministrazione pubblica che gli ha concesso il servizio in questione,
         segnatamente se l’amministrazione pubblica interessata non ha alcuna influenza sui pagamenti. 
      
      35.      Ciò mi induce a concludere che l’assenza di remunerazione diretta del prestatore di servizi ad opera dell’amministrazione
         pubblica che gli ha attribuito un servizio controverso rappresenta un criterio sufficiente ai fini della qualificazione del
         contratto in causa come concessione di servizi. A questo riguardo, non importa sapere, in primo luogo, chi versi la remunerazione
         dovuta a fronte dei servizi prestati, ammesso che si tratti di un ente sufficientemente distinto ed indipendente dall’amministrazione
         che ha attribuito il servizio in questione, e, in secondo luogo, quali siano le modalità di pagamento della remunerazione.
      
      36.      Per quanto concerne la questione se sia determinante, ai fini della qualificazione di siffatto contratto di servizi come concessione
         di servizi, che il rischio d’impresa collegato al servizio in causa assunto dal prestatore di servizi sia limitato sin dall’inizio,
         cioè anche nel caso di prestazione di servizi ad opera dell’amministrazione aggiudicatrice, ritengo che la risposta debba
         basarsi sulla sentenza Eurawasser (25).
      
      37.      Certamente, nella fattispecie, la questione relativa a quale margine di rischio d’impresa sia collegato al servizio di soccorso
         può dar luogo a discussioni. Tuttavia, si tratta di constatazioni di fatto, a cui deve procedere, se necessario, il giudice
         del rinvio.
      
      38.      Infatti, il margine di rischio di gestione collegato al servizio in questione non è determinante. Ciò che conta è il trasferimento
         del rischio, a cui la pubblica amministrazione che attribuisce il servizio in questione sarebbe personalmente esposta se dovesse
         eseguire essa stessa la prestazione, in capo al prestatore del servizio (26). 
      
       Conclusione
      39.      In considerazione di quanto precede, suggerisco alla Corte di rispondere come segue alle questioni pregiudiziali presentate
         dall’Oberlandesgericht München:
      
      «L’assenza di remunerazione diretta del prestatore del servizio ad opera dell’amministrazione pubblica che gli ha attribuito
         il servizio in questione costituisce un criterio sufficiente al fine della qualificazione del contratto come concessione di
         servizi, ai sensi dell’art. 1, n. 4, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004, 2004/18/CE, relativa
         al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi. A questo riguardo,
         non importa sapere, in primo luogo, chi versi la remunerazione dovuta per i servizi prestati, ammesso che si tratti di un
         organismo sufficientemente distinto ed indipendente dall’amministrazione che ha attribuito il servizio in questione, né, in
         secondo luogo, quali siano le modalità del pagamento della remunerazione, né, in terzo luogo, se il rischio d’impresa collegato
         al servizio in questione sia, sin dall’inizio, limitato».
      
      1 –	Lingua originale: il francese.
      
      2 GU L 134, pag. 114.
      
      3 –	I contratti stipulati tra la Stadler, da una parte, e il consorzio intercomunale di Passau, dall’altra, sono stati risolti
         su iniziativa di quest’ultimo. Sembra che la risoluzione dei contratti sia dovuta alla BayRDG, che è entrata in vigore il
         1° gennaio 2009, e, segnatamente, al suo art. 13, n. 1, che contiene un elenco delle organizzazioni alle quali devono essere
         attribuiti in via prioritaria i servizi di soccorso.
      
      4 –	Si tratta di organizzazioni con le quali, dopo la risoluzione dei contratti conclusi con la Stadler, il consorzio intercomunale
         di Passau ha stipulato contratti di prestazione di servizi nel settore dei servizi di soccorso. 
      
      5 –	Dalla decisione di rinvio emerge che il Bundesgerichtshof (la corte di giustizia federale) ha già dichiarato che il modello
         appaltizio deve essere considerato come un appalto di servizi. Sulla base della sentenza 29 aprile 2010, causa C-160/08, Commissione/Germania
         (Racc. pag. I‑3713), si può constatare che la Corte è dello stesso avviso.
      
      6 –	V. sentenze 18 luglio 2007, causa C-382/05, Commissione/Italia (Racc. pag.I-6657, punto 31), e 15 ottobre 2009, causa C-196/08,
         Acoset (Racc. pag. I-9913, punto 38). 
      
      7 –	V. sentenza 13 aprile 2010, causa C-91/08, Wall (Racc. pag. I-2815, punto 33 e giurisprudenza ivi citata).
      
      8 –	V., in questo senso, sentenza 13 ottobre 2005, causa C-458/03, Parking Brixen (Racc. pag. I-8585, punto 32). 
      
      9 –      Causa C-206/08 (Racc. pag. I-8377).
      
      10 –	Cit. alla nota 8 (punto 40).
      
      11 –	Cit. alla nota 6 (punto 34).
      
      12 –	Cit. alla nota 6 (punto 39).
      
      13 –	Cit. alla nota 9 (punto 53).
      
      14 –	È del pari possibile trovare nella giurisprudenza della Corte sentenze nelle quali il carattere indiretto della remunerazione
         è bastato alla Corte per constatare che il contratto in causa rappresenta una concessione di servizi. Si tratta, ad esempio,
         delle sentenze 6 aprile 2006, causa C-410/04, ANAV (Racc. pag. I-3303, punto 16), e 13 novembre 2008, causa C-324/07, Coditel
         Brabant (Racc. pag. I-8457, punto 24).
      
      15 –	V., in questo senso, sentenze Parking Brixen, cit. alla nota 8 (punto 39), Eurawasser, cit. alla nota 9 (punto 51), e Acoset,
         cit. alla nota 6 (punto 39).   
      
      16 –	Sentenza Eurawasser, cit. alla nota 9 (punto 53).
      
      17 –      Causa C-234/03 (Racc. pag. I-9315). 
      
      18 –	Cit. alla nota 6.
      
      19 –      Causa C-300/07 (Racc. pag. I-4779).
      
      20 –	Sentenza Contse e a., cit. alla nota 17 (punto 22).
      
      21 –	Sentenza Hans & Christophorus Oymanns, cit. alla nota 19 (punto 71).
      
      22 –	Sentenza Commissione/Italia, cit. alla nota 6 (punti 42 e 44).
      
      23 –	Le parti nel procedimento principale concordano nell’affermare che circa il 10% dei corrispettivi d’uso sono dovuti da
         soggetti assicurati privatamente e non assicurati.
      
      24 –	Gli enti previdenziali si trovano al centro anche della causa conclusa dalla sentenza Hans & Christophorus Oymanns, cit.
         alla nota 19. Mentre in quella causa essi avevano la qualità di pubblica amministrazione aggiudicatrice del servizio in questione,
         avendo pagato il corrispettivo dovuto a fronte del detto servizio, nella fattispecie essi si limitano a pagare la remunerazione
         dovuta per i servizi prestati. 
      
      25 –	Cit. alla nota 9.
      
      26 –	Nel quadro delle conclusioni presentate il 29 ottobre 2009 nella causa definita dalla sentenza 6 maggio 2010, cause riunite
         C-145/08 e C-149/08, Club Hotel Loutraki e a. (Racc. pag. I-4165), l’avvocato generale Sharpston è pervenuto ad una conclusione
         analoga, considerando che ciò che importa non è che il rischio di gestione sia in sé significativo, ma il fatto che qualunque
         rischio che in precedenza gravava sull’amministrazione aggiudicatrice deve essere trasferito, a carico completo o pressoché
         completo, all’aggiudicatario.