CELEX: 22001A0126(01)
Language: it
Date: 2000-11-08 00:00:00
Title: Accordo tra la Comunità Europea e la Repubblica di Croazia sul commercio dei prodotti tessili - Verbale concordato

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22001A0126(01)

Accordo tra la Comunità Europea e la Repubblica di Croazia sul commercio dei prodotti tessili - Verbale concordato  

Gazzetta ufficiale n. L 025 del 26/01/2001 pag. 0002 - 0042

Accordotra la Comunità Europea e la Repubblica di Croazia sul commercio dei prodotti tessiliLA COMUNITÀ EUROPEA,da una parte, eLA CROAZIA,dall'altra,DESIDERANDO promuovere, in una prospettiva di cooperazione permanente e in condizioni tali da garantire la massima sicurezza negli scambi, un equo e ordinato sviluppo del commercio dei prodotti tessili tra la Comunità europea (in appresso denominata "la Comunità") e la Repubblica di Croazia (in appresso denominata "la Croazia"),HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1Il presente accordo stabilisce il regime applicabile al commercio dei prodotti tessili originari della Croazia elencati nell'allegato I.TITOLO IREGIME QUANTITATIVOArticolo 21. La classificazione dei prodotti contemplati dal presente accordo si basa sulla nomenclatura tariffaria e statistica della Comunità (in appresso denominata "nomenclatura combinata" o, in forma abbreviata, "NC") e sulle relative modifiche.Qualora una decisione relativa alla classificazione modifichi il criterio di classificazione o la categoria di un prodotto contemplato dal presente accordo, tale prodotto è soggetto al regime commerciale applicabile al criterio o alla categoria cui appartiene dopo detta modifica.Le modifiche della nomenclatura combinata (NC) introdotte secondo le procedure in vigore nella Comunità per le categorie di prodotti contemplate dal presente accordo e le decisioni relative alla classificazione delle merci non riducono i limiti quantitativi introdotti a norma del presente accordo.2. L'origine dei prodotti contemplati dal presente accordo è determinata conformemente alle norme in vigore nella Comunità.La Croazia viene informata di tutte le eventuali modifiche alle suddette norme d'origine, che non riducono nessuno dei limiti quantitativi introdotti a norma del presente accordo.Le procedure per il controllo dell'origine dei prodotti di cui sopra figurano nell'appendice A.Articolo 31. Fatte salve le disposizioni del presente accordo, al momento della sua entrata in vigore le esportazioni dalla Croazia nella Comunità dei prodotti elencati nell'allegato I originari della Croazia non saranno soggette né a limiti quantitativi né a misure di effetto equivalente. Successivamente, potranno essere introdotti limiti quantitativi alle condizioni previste dall'articolo 8.2. Qualora fossero introdotti limiti quantitativi, alle esportazioni dei prodotti tessili soggetti a detti limiti si applicherebbe un sistema di duplice controllo secondo le modalità specificate nell'appendice A.3. All'entrata in vigore del presente accordo, alle esportazioni dei prodotti elencati nell'allegato II, non soggetti a limiti quantitativi, si applicherà il sistema di duplice controllo di cui al paragrafo 2.4. Previe consultazioni secondo le procedure di cui all'articolo 14, alle esportazioni dei prodotti di cui all'allegato I non soggetti a limiti quantitativi, diversi da quelli elencati nell'allegato II, potrà essere applicato, una volta entrato in vigore il presente accordo, il sistema di duplice controllo di cui al paragrafo 2 oppure un sistema di vigilanza preventiva istituito dalla Comunità.Articolo 4La Comunità e la Croazia riconoscono il carattere particolare e differenziato, corrispondente a un aspetto specifico della cooperazione industriale e commerciale, delle reimportazioni di prodotti tessili nella Comunità previo perfezionamento, trasformazione o lavorazione in Croazia.Le suddette reimportazioni non sono soggette ai limiti quantitativi eventualmente fissati a norma dell'articolo 8, purché vengano effettuate conformemente ai regolamenti sul traffico di perfezionamento passivo economico in vigore nella Comunità e siano soggette al regime specifico di cui all'allegato III.Articolo 5Le esportazioni dalla Croazia di tessuti di fabbricazione artigianale ottenuti su telai azionati a mano o a pedale, di indumenti o di altri manufatti confezionati a mano con i tessuti suddetti e di prodotti artigianali appartenenti al folclore tradizionale non sono soggette ai limiti quantitativi fissati a norma del presente accordo, purché questi prodotti, originari della Croazia, soddisfino le condizioni di cui all'appendice B.Articolo 61. Le importazioni nella Comunità dei prodotti tessili contemplati dal presente accordo non sono soggette a limiti quantitativi fissati a norma dell'accordo stesso, purché si dichiari che sono destinate ad essere riesportate, tali quali o previa trasformazione, nel quadro del sistema di controllo amministrativo in vigore nella Comunità.L'immissione in consumo per uso interno dei prodotti importati nella Comunità alle condizioni di cui sopra è tuttavia subordinata alla presentazione di una licenza di esportazione rilasciata dalle autorità competenti della Croazia e di un attestato di origine secondo le disposizioni dell'appendice A.2. Se le autorità competenti della Comunità riscontrano che determinate importazioni di prodotti tessili sono state imputate su uno dei limiti quantitativi fissati a norma del presente accordo, ma che i prodotti sono poi stati riesportati al di fuori della Comunità, le suddette autorità comunicano entro quattro settimane alle autorità della Croazia i quantitativi in oggetto e autorizzano l'importazione di quantitativi identici degli stessi prodotti, senza imputarli sul limite quantitativo stabilito a norma del presente accordo per l'anno in corso o, a seconda dei casi, per quello successivo.Articolo 7Qualora siano introdotti limiti quantitativi a norma dell'articolo 8, si applicano le seguenti disposizioni:1. L'uso anticipato, nel corso di un qualsiasi anno di applicazione dell'accordo, di una percentuale del limite quantitativo fissato per l'anno successivo è autorizzato, per ciascuna categoria di prodotti, fino al 5 % del limite quantitativo per l'anno in corso.I quantitativi anticipati sono detratti dai corrispondenti limiti quantitativi stabiliti per l'anno successivo.2. I quantitativi non utilizzati nel corso di un qualsiasi anno di applicazione dell'accordo possono essere riportati, per ciascuna categoria di prodotti, sul corrispondente limite quantitativo per l'anno successivo in misura non superiore al 10 % del limite quantitativo per l'anno in corso.3. Per quanto riguarda le categorie del gruppo I, sono autorizzati soltanto i seguenti trasferimenti:- tra le categorie 1, 2 e 3, fino al 12 % del limite quantitativo fissato per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento;- tra le categorie 4, 5, 6, 7 e 8, fino al 12 % del limite quantitativo fissato per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento.I trasferimenti da qualsiasi categoria dei gruppi I, II e III a qualsiasi categoria dei gruppi II e III sono autorizzati fino al 12 % del limite quantitativo fissato per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento.4. La tabella delle equivalenze applicabili ai trasferimenti di cui sopra figura nell'allegato I del presente accordo.5. L'aumento registrato in una qualsiasi categoria di prodotti per l'applicazione cumulativa delle disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 in un determinato anno di applicazione dell'accordo non deve superare il 17 %.6. Le autorità della Croazia notificano preventivamente, con almeno 15 giorni di anticipo, il ricorso alle disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3.Articolo 81. Le esportazioni dei prodotti tessili elencati nell'allegato I possono essere assoggettate a limiti quantitativi secondo le modalità di cui ai paragrafi seguenti.2. Se la Comunità constata che, nell'ambito del sistema di controllo amministrativo istituito, il livello delle importazioni di una determinata categoria di prodotti elencati nell'allegato I, originarie della Croazia, supera, rispetto al volume totale delle importazioni effettuate l'anno precedente nella Comunità dei prodotti di questa categoria, indipendentemente dalla provenienza, le seguenti percentuali:- 2 % per le categorie di prodotti del gruppo I,- 8 % per le categorie di prodotti del gruppo II,- 15 % per le categorie di prodotti del gruppo III,essa può chiedere l'avvio di consultazioni secondo la procedura di cui all'articolo 14 onde concordare un livello di restrizione adeguato per i prodotti di detta categoria.3. In attesa di una soluzione reciprocamente soddisfacente, la Croazia si impegna a limitare le esportazioni del prodotto in questione nella Comunità per un periodo provvisorio di tre mesi a decorrere dalla data della richiesta di consultazioni.Il limite provvisorio viene fissato al 25 % del livello di importazioni raggiunto nell'anno di calendario che precede quello in cui le importazioni hanno superato il livello risultante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 2, dando luogo alla richiesta di consultazioni, oppure, se questa percentuale è più elevata, al 25 % del livello risultante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 2.4. Se le Parti contraenti non riescono a trovare una soluzione soddisfacente entro il termine specificato all'articolo 14, la Comunità ha il diritto di introdurre un limite quantitativo definitivo a un livello annuale non inferiore al livello risultante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 2 oppure, se questa percentuale è più elevata, al 106 % del livello di importazioni raggiunto nell'anno di calendario che precede quello in cui le importazioni hanno superato il livello risultante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 2, dando luogo alla richiesta di consultazioni.Se necessario a causa dell'andamento delle importazioni totali nella Comunità del prodotto in questione, il livello annuale fissato viene aumentato, previe consultazioni secondo la procedura di cui all'articolo 14, onde soddisfare le condizioni di cui al paragrafo 2.5. Il tasso d'incremento annuale dei limiti quantitativi introdotti a norma del presente articolo è determinato in conformità delle disposizioni dell'appendice C.6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano se le percentuali indicate nel paragrafo 2 sono state raggiunte in conseguenza di un calo del volume totale delle importazioni nella Comunità e non in seguito all'incremento delle esportazioni di prodotti originari della Croazia.7. Se si applicano i paragrafi 2, 3 o 4, la Comunità autorizza l'importazione di prodotti appartenenti alla categoria in questione spediti dalla Croazia prima che fosse presentata la richiesta di consultazioni.Se si applicano i paragrafi 2 o 4, la Croazia s'impegna a rilasciare licenze di esportazione per i prodotti contemplati da contratti conclusi prima dell'introduzione del limite quantitativo, fino a concorrenza del limite quantitativo stabilito.8. Fino a quando non vengono comunicate le statistiche di cui all'articolo 9, paragrafo 6, le disposizioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo si applicano in base alle statistiche annuali trasmesse precedentemente dalla Comunità.Articolo 91. La Croazia trasmette alla Commissione precisi dati statistici su tutte le licenze di esportazione rilasciate per le categorie di prodotti tessili soggette ai limiti quantitativi fissati a norma del presente accordo o ad un sistema di duplice controllo, espressi in quantitativi e in valore e suddivisi per Stato membro della Comunità, nonché su tutti i certificati rilasciati dalle competenti autorità croate per i prodotti di cui all'articolo 5 soggetti alle disposizioni dell'appendice B.2. Analogamente, la Comunità trasmette alle autorità della Croazia precisi dati statistici sulle autorizzazioni d'importazione rilasciate dalle autorità comunitarie nonché le statistiche relative alle importazioni dei prodotti cui si applica il sistema di cui all'articolo 8, paragrafo 2.3. Le informazioni di cui sopra sono trasmesse, per tutte le categorie di prodotti, entro la fine del mese successivo a quello cui si riferiscono le statistiche.4. Su richiesta della Comunità, la Croazia fornisce i dati statistici relativi alle importazioni di tutti i prodotti tessili di cui all'allegato I.5. Qualora dall'analisi delle informazioni scambiate dovessero emergere notevoli divergenze tra le statistiche relative alle esportazioni e quelle relative alle importazioni, si possono avviare consultazioni secondo la procedura di cui all'articolo 14 del presente accordo.6. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 8, la Comunità s'impegna a trasmettere alle autorità della Croazia, prima del 15 aprile di ogni anno, le statistiche dell'anno precedente sulle importazioni di tutti i prodotti tessili contemplati dal presente accordo, suddivise per paese fornitore e per Stato membro della Comunità.Articolo 101. Per garantire il corretto funzionamento del presente accordo, la Comunità e la Croazia concordano di collaborare pienamente nella prevenzione, nell'indagine e nell'adozione di tutti i provvedimenti giuridici e/o amministrativi necessari per combattere le elusioni mediante trasbordo, deviazioni, false dichiarazioni relative al paese o al luogo di origine, contraffazione dei documenti, false dichiarazioni relative al contenuto di fibre, i quantitativi, la descrizione o la classificazione delle merci o qualsiasi altro mezzo. La Croazia e la Comunità convengono pertanto di definire le disposizioni giuridiche e le procedure amministrative necessarie per poter intervenire in modo efficace contro dette elusioni, anche adottando misure correttive giuridicamente vincolanti nei confronti degli esportatori e/o degli importatori coinvolti.2. Qualora, sulla base delle informazioni disponibili, la Comunità ritenga che si stia eludendo il presente accordo, essa si consulta con la Croazia per trovare una soluzione reciprocamente soddisfacente. Dette consultazioni si tengono il più presto possibile e comunque non oltre 30 giorni dalla data della richiesta.3. In attesa dei risultati delle consultazioni di cui al paragrafo 2, la Croazia prende in via cautelare, su richiesta della Comunità, tutte le misure necessarie per consentire, previa presentazione di prove sufficienti dell'elusione, che gli adeguamenti dei limiti quantitativi fissati a norma dell'articolo 8 da concordare in seguito alle consultazioni di cui al paragrafo 2 possano essere effettuati per l'anno di contingentamento nel quale è stata presentata la richiesta di consultazioni conformemente al paragrafo 2, o per l'anno successivo se il contingente per l'anno in corso è esaurito.4. Se, nel corso delle consultazioni di cui al paragrafo 2, le Parti contraenti non riescono a trovare una soluzione reciprocamente soddisfacente, la Comunità ha il diritto:a) se esistono prove sufficienti che prodotti originari della Croazia sono stati importati eludendo il presente accordo, di imputare i quantitativi corrispondenti sui limiti quantitativi stabiliti a norma dell'articolo 8;b) ed è sufficientemente dimostrata l'esistenza di false dichiarazioni relative al contenuto di fibre, ai quantitativi, alla descrizione o alla classificazione dei prodotti originari della Croazia, di rifiutarsi di importare i prodotti in questione;c) se risulta che il territorio della Croazia è coinvolto nel trasbordo o nella deviazione di prodotti non originari di questo paese, di introdurre limiti quantitativi per gli stessi prodotti originari della Croazia, se non sono già soggetti a tali limiti, o di prendere le altre misure del caso.5. Le Parti contraenti convengono di instaurare un sistema di cooperazione amministrativa per prevenire e risolvere efficacemente tutti i problemi connessi all'elusione conformemente alle disposizioni dell'appendice A del presente accordo.Articolo 111. La Croazia sorveglia le sue esportazioni nella Comunità di prodotti oggetto di restrizioni o di vigilanza. In caso di variazione repentina e pregiudizievole delle correnti commerciali tradizionali, la Comunità ha il diritto di chiedere che vengano avviate consultazioni per trovare una soluzione soddisfacente a tali problemi. Dette consultazioni si tengono entro quindici giorni lavorativi dalla data in cui la Comunità ha presentato la richiesta.2. La Croazia si adopera per garantire che le esportazioni nella Comunità di prodotti tessili soggetti a limiti quantitativi vengano ripartite nel modo più uniforme possibile su tutto l'anno, tenendo debitamente conto, in particolare, dei fattori stagionali.Articolo 12In caso di denuncia del presente accordo ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 3, i limiti quantitativi fissati a norma dello stesso vengono ridotti pro rata temporis salvo diversa decisione congiunta delle Parti contraenti.Articolo 13La Croazia e la Comunità si impegnano ad evitare qualsiasi discriminazione nell'attribuzione delle licenze di esportazione e delle autorizzazioni di importazione o dei documenti di cui alle appendici A e B.Articolo 141. Salvo quanto altrimenti disposto nel presente accordo, alle procedure di consultazione ivi previste si applicano le seguenti disposizioni:- ogni richiesta di consultazioni dev'essere notificata per iscritto all'altra Parte contraente;- alla richiesta di consultazioni fa seguito, entro un termine ragionevole e comunque non oltre quindici giorni dalla notifica, una relazione che illustra le circostanze che, secondo la Parte contraente richiedente, giustificano la presentazione della richiesta;- le Parti contraenti avviano consultazioni entro un mese dalla notifica della richiesta, al fine di giungere a una conclusione reciprocamente accettabile entro e non oltre l'ulteriore termine di un mese;- il summenzionato periodo di un mese per concordare una soluzione reciprocamente accettabile può essere prorogato di comune accordo.2. La Comunità può chiedere consultazioni a norma del paragrafo 1 qualora accerti che, in un dato anno di applicazione dell'accordo, sorgano difficoltà sul suo territorio a causa di un aumento repentino e rilevante, rispetto all'anno precedente, delle importazioni di una data categoria del gruppo I.3. Su richiesta di una delle Parti contraenti, si avviano consultazioni in merito a qualsiasi problema derivante dall'applicazione del presente accordo. Le consultazioni avviate a norma del presente articolo si svolgono in uno spirito di cooperazione e col proposito di sormontare le divergenze tra le Parti contraenti.TITOLO IIDISPOSIZIONI FINALIArticolo 15Il funzionamento del presente accordo viene riesaminato prima che la Croazia aderisca all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).Articolo 16Il presente accordo si applica, da un lato, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni ivi specificate, e, dall'altro, al territorio della Croazia.Articolo 171. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui le Parti contraenti si sono notificate reciprocamente l'avvenuto espletamento delle procedure necessarie a tal fine. Esso si applica dal 1o gennaio 2001 al 31 dicembre 2003. Successivamente, l'applicazione di tutte le disposizioni del presente accordo viene prorogata automaticamente di un altro anno fino al 31 dicembre 2004, sempreché una delle Parti contraenti non notifichi all'altra, almeno sei mesi prima del 31 dicembre 2003, che è contraria a tale proroga.2. Ciascuna Parte contraente può, in qualsiasi momento, proporre modifiche del presente accordo.3. Ciascuna Parte contraente può, in qualsiasi momento, denunciare il presente accordo dandone notifica con un preavviso di almeno sessanta giorni. In tal caso, l'accordo cessa di applicarsi allo scadere del termine di preavviso.4. Le Parti contraenti decidono di tenere consultazioni entro i sei mesi che precedono la scadenza del presente accordo al fine di concluderne, eventualmente, uno nuovo.5. Gli allegati, le appendici, i verbali concordati sull'accesso al mercato e gli scambi di lettere acclusi al presente accordo ne costituiscono parte integrante.Articolo 18Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in ciascuna delle lingue ufficiali delle Parti contraenti, tutti i testi facenti ugualmente fede.Per la Comunità europeaPer la Repubblica di CroaziaALLEGATO IPRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 11. Non disponendo di elementi precisi circa la materia costitutiva dei prodotti delle categorie 1-114, si considera che essi siano costituiti esclusivamente di lana o di peli fini, di cotone o di fibre sintetiche o artificiali.2. Gli oggetti di vestiario che non siano riconoscibili come per uomo o per ragazzo o come per donna o per ragazza sono classificati come per donna o per ragazza.3. L'espressione "indumenti per bambini piccoli ('bébés')" comprende gli indumenti sino alla misura commerciale 86 compresa.GRUPPO I A>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO I B>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO II A>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO II B>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO III A>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO III B>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO IV>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIProdotti senza limiti quantitativi soggetti al sistema di duplice controllo di cui all'articolo 3, paragrafo 3, dell'accordo(Le descrizioni complete dei prodotti appartenenti alle categorie elencate nel presente allegato figurano nell'allegato I dell'accordo)Categorie1, 2, 2 A, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 15, 16, 67.ALLEGATO IIIAlle reimportazioni nella Comunità, ai sensi dell'articolo 4 del presente accordo, si applicano le disposizioni dell'accordo stesso, fatte salve le seguenti disposizioni speciali:1. Le reimportazioni nella Comunità ai sensi dell'articolo 4 del presente accordo possono essere assoggettate a limiti quantitativi specifici, previe consultazioni secondo le procedure di cui all'articolo 14 del presente accordo, a condizione che i prodotti in questione siano soggetti a limiti quantitativi a norma del presente accordo, a un sistema di duplice controllo o a misure di vigilanza.2. Tenendo presenti gli interessi di entrambe le Parti, a sua discrezione o in seguito a una richiesta a norma dell'articolo 14 del presente accordo la Comunità può:a) vagliare la possibilità di trasferire da una categoria ad un'altra, utilizzare anticipatamente o riportare da un anno all'altro, frazioni dei limiti quantitativi specifici;b) esaminare la possibilità di aumentare i limiti quantitativi specifici.3. La Comunità, in ogni caso, può applicare automaticamente le norme di flessibilità di cui al paragrafo 2 entro i seguenti limiti:a) i trasferimenti tra categorie non possono superare il 25 % del quantitativo stabilito per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento;b) il riporto di un limite quantitativo specifico da un anno all'anno successivo non può superare il 13,5 % del quantitativo stabilito per l'anno di utilizzazione effettiva;c) l'uso anticipato di limiti quantitativi specifici di un anno nell'anno precedente non può superare il 7,5 % del quantitativo stabilito per l'anno di utilizzazione effettiva.4. La Comunità informa la Croazia di tutte le misure prese a norma dei paragrafi precedenti.5. Le autorità competenti della Comunità addebitano i limiti quantitativi specifici di cui al paragrafo 1 al momento del rilascio dell'autorizzazione preventiva richiesta dal regolamento (CE) n. 3036/94(1) del Consiglio che disciplina il regime di perfezionamento economico passivo. I limiti quantitativi specifici vengono addebitati per l'anno in cui è rilasciata l'autorizzazione preventiva.6. Per tutti i prodotti contemplati dal presente allegato, gli organismi abilitati dalla legislazione della Croazia rilasciano, conformemente all'appendice A del presente accordo, un certificato di origine su cui figura un riferimento all'autorizzazione preventiva di cui al paragrafo 5 per dimostrare che l'operazione di perfezionamento descritta è stata effettuata in Croazia.7. La Comunità comunica alle autorità croate i nomi e gli indirizzi delle autorità competenti della Comunità che rilasciano le autorizzazioni preventive di cui al paragrafo 5, nonché i modelli dei timbri utilizzati.(1) GU L 322 del 15.12.1994, pag. 1.Appendice ATITOLO ICLASSIFICAZIONEArticolo 11. Le autorità competenti della Comunità si impegnano ad informare la Croazia di qualsiasi modifica della nomenclatura combinata (NC) prima della data della sua entrata in vigore nella Comunità.2. Le autorità competenti della Comunità si impegnano ad informare le autorità competenti della Croazia di qualsiasi decisione relativa alla classificazione dei prodotti contemplati dal presente accordo, entro e non oltre un mese dall'adozione. Tale comunicazione comprende:a) una descrizione dei prodotti in questioneb) la categoria e i codici NC corrispondenti;c) i motivi della decisione.3. Se una decisione di classificazione porta a modificare il criterio di classificazione o la categoria di qualsiasi prodotto contemplato dal presente accordo, le autorità competenti della Comunità concedono un termine di trenta giorni, a decorrere dalla data della comunicazione della Comunità, per l'entrata in vigore della decisione.Ai prodotti spediti anteriormente all'entrata in vigore della decisione continua ad applicarsi la classificazione precedente, sempre che tali merci vengano presentate all'importazione nella Comunità entro sessanta giorni a decorrere da tale data.4. Se una decisione comunitaria che modifica il criterio di classificazione o la categoria di un prodotto contemplato dal presente accordo si applica a una categoria soggetta a limiti quantitativi, le Parti contraenti concordano di avviare consultazioni secondo le procedure di cui all'articolo 14 del presente accordo per adempiere all'obbligo di cui all'articolo 2, paragrafo 1, terzo comma, del presente accordo.5. Qualora, al punto di entrata nella Comunità, la Croazia e le autorità comunitarie competenti abbiano opinioni divergenti circa la classificazione di prodotti contemplati dal presente accordo, ci si basa provvisoriamente sulle indicazioni fornite dalla Comunità, in attesa che si tengano le consultazioni di cui all'articolo 14 per concordare la classificazione definitiva del prodotto in questione.TITOLO IIORIGINEArticolo 21. Per essere esportati nella Comunità secondo il regime previsto nel Titolo I del presente accordo, i prodotti originari della Croazia devono essere accompagnati da un certificato di origine della Croazia conforme al modello allegato alla presente appendice.2. Il certificato di origine viene rilasciato dalle competenti autorità della Croazia se i prodotti in questione possono essere considerati originari di tale paese in base alle pertinenti disposizioni in vigore nella Comunità.3. Tuttavia, i prodotti del gruppo III possono essere importati nella Comunità secondo il regime previsto dal presente accordo previa presentazione di una dichiarazione dell'esportatore figurante sulla fattura o su un altro documento commerciale in cui si attesti che i prodotti in questione sono originari della Croazia ai sensi delle norme vigenti in materia nella Comunità.4. Il certificato di origine di cui al paragrafo 1 non è richiesto per le importazioni di merci corredate di un certificato di circolazione EUR 1 rilasciato in conformità delle disposizioni pertinenti del regime tariffario autonomo concesso alla Croazia dalla Comunità con il regolamento (CE) n. 2007/2000 del Consiglio(1).Articolo 3Il certificato di origine viene rilasciato soltanto su richiesta scritta dell'esportatore o del suo rappresentante autorizzato sotto la sua responsabilità. Le autorità competenti della Croazia devono accertarsi che i certificati di origine siano compilati correttamente; a tal fine, esse richiedono tutti i documenti giustificativi o procedono a tutti i controlli che ritengano necessari.Articolo 4Qualora siano previsti criteri diversi per determinare l'origine di prodotti della stessa categoria, i certificati o le dichiarazioni di origine devono contenere una descrizione delle merci sufficientemente dettagliata, in base alla quale è stato rilasciato il certificato o è stata compilata la dichiarazione.Articolo 5La constatazione di lievi divergenze tra i dati del certificato di origine e quelli che figurano sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità di importazione dei prodotti non compromette di per sé la veridicità delle dichiarazioni contenute nel certificato.TITOLO IIISISTEMA DI DUPLICE CONTROLLOSezione IEsportazioneArticolo 6Le autorità competenti della Croazia rilasciano una licenza di esportazione per tutte le spedizioni dalla Croazia di prodotti tessili soggetti ai limiti quantitativi definitivi o provvisori fissati a norma dell'articolo 8 del presente accordo entro i limiti quantitativi corrispondenti, eventualmente modificati a norma degli articoli 7, 10 e 12 del presente accordo, nonché per tutte le spedizioni di prodotti tessili soggetti a un sistema di duplice controllo senza limiti quantitativi a norma dell'articolo 3, paragrafi 3 e 4, del presente accordo.Articolo 71. Le licenze di esportazione per i prodotti soggetti a limiti quantitativi a norma del presente accordo devono essere conformi al modello 1 allegato alla presente appendice e sono valide per l'esportazione in tutto il territorio doganale cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea.2. Qualora siano stati introdotti limiti quantitativi a norma del presente accordo, ciascuna licenza di esportazione deve specificare, tra l'altro, che il quantitativo del prodotto in questione è stato imputato sul limite quantitativo stabilito per la categoria corrispondente e riguarda unicamente una delle categorie di prodotti soggette a limiti quantitativi. La licenza può essere utilizzata per una o più spedizioni dei prodotti in questione.3. Le licenze di esportazione per i prodotti soggetti a un sistema di duplice controllo senza limiti quantitativi devono essere conformi al modello 2 allegato alla presente appendice. Esse riguardano solo una categoria di prodotti e possono essere utilizzate per una o più spedizioni dei prodotti in questione.Articolo 8Le autorità competenti della Comunità devono essere informate immediatamente del ritiro o della modifica di qualsiasi licenza di esportazione già rilasciata.Articolo 91. Le esportazioni di prodotti tessili soggetti a limiti quantitativi a norma del presente accordo sono imputate sui limiti quantitativi stabiliti per l'anno in cui sono state spedite le merci, anche se la licenza di esportazione è rilasciata dopo la spedizione.2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, le merci si considerano spedite alla data in cui vengono caricate, per l'esportazione, sull'aereo, sul veicolo o sulla nave.Articolo 10La presentazione di una licenza di esportazione, a norma dell'articolo 12, avviene entro e non oltre il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui sono state spedite le merci oggetto della licenza stessa.Sezione IIImportazioneArticolo 11L'importazione nella Comunità di prodotti tessili soggetti a limiti quantitativi o a un sistema di duplice controllo a norma del presente accordo è subordinata alla presentazione di un'autorizzazione d'importazione.Articolo 121. Le autorità competenti della Comunità rilasciano l'autorizzazione d'importazione di cui all'articolo 11 entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione, da parte dell'importatore, dell'originale della corrispondente licenza di esportazione.2. Le autorizzazioni d'importazione relative a prodotti soggetti a limiti quantitativi a norma del presente accordo sono valide per sei mesi a decorrere dalla data del rilascio per l'importazione in tutto il territorio doganale cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea.3. Le autorizzazioni d'importazione relative a prodotti soggetti a un sistema di duplice controllo senza limiti quantitativi sono valide per sei mesi a decorrere dalla data del rilascio per l'importazione in tutto il territorio doganale cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea.4. Le autorità competenti della Comunità annullano l'autorizzazione d'importazione già rilasciata se la corrispondente licenza di esportazione è stata ritirata.Tuttavia, se le autorità competenti della Comunità vengono informate del ritiro o dell'annullamento di una licenza di esportazione soltanto dopo l'importazione dei prodotti nella Comunità, i quantitativi corrispondenti sono imputati sui limiti quantitativi stabiliti per la categoria e per l'anno di contingentamento in questione.Articolo 131. Se le autorità competenti della Comunità constatano che i quantitativi totali coperti dalle licenze di esportazione rilasciate dalle autorità competenti della Croazia per una determinata categoria, in un qualsiasi anno, superano il limite quantitativo fissato per detta categoria a norma dell'articolo 8 del presente accordo, eventualmente modificato a norma degli articoli 7, 10 e 12 dell'accordo stesso, dette autorità possono sospendere il rilascio delle autorizzazioni d'importazione. In tal caso, le autorità competenti della Comunità informano immediatamente le autorità della Croazia e si avvia senza indugio la procedura speciale di consultazione di cui all'articolo 14 del presente accordo.2. Le autorità competenti della Comunità possono rifiutarsi di rilasciare un'autorizzazione d'importazione per le esportazioni di prodotti originari della Croazia soggetti a limiti quantitativi o a un sistema di duplice controllo e non coperti da licenze di esportazione della Croazia rilasciate in base alle disposizioni della presente appendice.Tuttavia, fatto salvo l'articolo 10 del presente accordo, se le autorità competenti della Comunità autorizzano l'importazione di tali prodotti nella Comunità, i quantitativi corrispondenti non vengono imputati sui limiti quantitativi corrispondenti fissati a norma del presente accordo senza l'esplicito consenso delle autorità competenti della Croazia.TITOLO IVFORMA E PRESENTAZIONE DELLE LICENZE DI ESPORTAZIONE E DEI CERTIFICATI DI ORIGINE E DISPOSIZIONI COMUNI RELATIVE ALLE ESPORTAZIONI NELLA COMUNITÀArticolo 141. La licenza di esportazione e il certificato di origine possono comprendere copie supplementari debitamente indicate come tali. Essi sono redatti in inglese o in francese. Se vengono compilati a mano, le informazioni devono essere scritte ad inchiostro e in stampatello.Il formato dei suddetti documenti è di 210 × 297 mm. Si deve utilizzare una carta bianca per scrittura, incollata, non contenente pasta meccanica, di peso non inferiore a 25 g/m2. Se i documenti sono redatti in più copie, soltanto la prima, che è l'originale, viene stampata su fondo arabescato. Detta copia viene chiaramente contraddistinta dalla dicitura "originale", mentre le altre recano l'indicazione "copia". Le autorità competenti della Comunità accettano soltanto l'originale quale documento valido ai fini dell'esportazione nella Comunità secondo le disposizioni del presente accordo.2. Ogni documento deve recare un numero di serie standard, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.Detto numero è composto dai seguenti elementi:- due lettere che indicano il paese esportatore: HR;- due lettere che indicano lo Stato membro dove avviene lo sdoganamento:- AT= Austria- BL= Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo)- DE= Germania- DK= Danimarca- EL= Grecia- ES= Spagna- FI= Finlandia- FR= Francia- GB= Regno Unito- IE= Irlanda- IT= Italia- PT= Portogallo- SE= Svezia- un numero di una cifra che indica l'anno di contingentamento, nel modo seguente: 1 per il 2001;- un numero di due cifre, da 01 a 99, che indica l'ufficio di rilascio interessato nel paese esportatore;- un numero di cinque cifre, da 00001 a 99999, riservato allo Stato membro dove è previsto lo sdoganamento.Articolo 15La licenza di esportazione e il certificato di origine possono essere rilasciati dopo la spedizione dei prodotti cui si riferiscono. In tal caso, essi devono recare la dicitura "délivré à posteriori" o "issued retrospectively".Articolo 161. In caso di furto, smarrimento o distruzione di una licenza di esportazione o di un certificato di origine, l'esportatore può chiedere alle autorità competenti della Croazia che l'hanno rilasciato di fornirgli un duplicato sulla base dei documenti di esportazione in suo possesso. I duplicati dei certificati o delle licenze rilasciati a norma del presente articolo devono recare la dicitura "duplicata" o "duplicate".2. Il duplicato reca la data della licenza di esportazione o del certificato di origine originale.TITOLO VCOOPERAZIONE AMMINISTRATIVAArticolo 17La Comunità e la Croazia collaborano strettamente all'attuazione delle disposizioni della presente appendice. A tal fine, le Parti agevolano i contatti e gli scambi di opinioni, anche su argomenti di carattere tecnico.Articolo 18Per garantire la corretta applicazione della presente appendice, la Comunità e la Croazia si prestano reciprocamente assistenza per controllare l'autenticità e l'esattezza delle licenze di esportazione e dei certificati di origine rilasciati nonché di tutte le dichiarazioni fatte a norma della presente appendice.Articolo 19La Croazia trasmette alla Commissione delle Comunità europee i nomi e gli indirizzi delle autorità competenti per il rilascio e la verifica delle licenze di esportazione e dei certificati di origine, unitamente ai modelli dei timbri da esse utilizzati e ai facsimile delle firme dei funzionari autorizzati a firmare le licenze di esportazione e i certificati di origine. La Croazia notifica inoltre alla Comunità qualsiasi modifica di queste informazioni.Articolo 201. Vengono effettuati controlli a posteriori dei certificati di origine e delle licenze di esportazione, a campione oppure ogniqualvolta le autorità competenti della Comunità nutrano fondati dubbi sull'autenticità del certificato o della licenza o sull'esattezza delle informazioni relative alla vera origine dei prodotti in questione.2. In questi casi, le autorità competenti della Comunità rinviano il certificato di origine, la licenza di esportazione o una copia degli stessi alle autorità competenti della Croazia indicando, eventualmente, i motivi di forma o di fondo che giustificano l'inchiesta. Nel caso sia stata presentata la fattura, quest'ultima o una sua copia viene allegata all'originale o alla copia del certificato o della licenza. Le autorità forniscono inoltre tutte le informazioni di cui dispongono e che inducono a ritenere inesatte le indicazioni riportate nel certificato o nella licenza.3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano anche ai controlli a posteriori delle dichiarazioni di origine di cui all'articolo 2 della presente appendice.4. I risultati dei controlli a posteriori effettuati a norma dei paragrafi 1 e 2 sono comunicati al più tardi entro tre mesi alle autorità competenti della Comunità. Le informazioni trasmesse indicano se il certificato, la licenza o la dichiarazione oggetto della contestazione riguardano le merci già esportate e se queste possono essere esportate sotto il regime definito dal presente accordo. La Comunità può inoltre richiedere copia di tutta la documentazione necessaria per accertare i fatti, con particolare riguardo alla vera origine delle merci.Se dalle verifiche emergono irregolarità sistematiche nell'uso delle dichiarazioni di origine, la Comunità può assoggettare le importazioni dei prodotti in questione alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 1, della presente appendice.5. Ai fini dei controlli a posteriori dei certificati di origine, le autorità competenti della Croazia conservano per almeno due anni le copie dei certificati e tutti i documenti di esportazione ad essi inerenti.6. Il ricorso alla procedura di controllo a campione descritta nel presente articolo non deve costituire un ostacolo all'immissione in consumo per uso interno dei prodotti in questione.Articolo 211. Se dalla procedura di verifica di cui all'articolo 20 o dalle informazioni in possesso delle autorità competenti della Comunità o della Croazia risultano o sembrano risultare violazioni o elusioni delle disposizioni del presente accordo, le Parti contraenti collaborano strettamente, e con la necessaria tempestività, onde prevenire tali violazioni o elusioni.2. A tal fine, di propria iniziativa o su richiesta della Comunità, le autorità competenti della Croazia svolgono o fanno svolgere le indagini del caso riguardo alle operazioni che costituiscono o sembrano costituire, a parere della Comunità, violazioni o elusioni della presente appendice. La Croazia informa la Comunità dei risultati delle indagini, comprese tutte le informazioni necessarie per determinare la causa dell'elusione o della violazione, tra cui la vera origine delle merci.3. Previo accordo tra la Comunità e la Croazia, alle indagini di cui al paragrafo 2 possono presenziare funzionari designati dalla Comunità.4. Nell'ambito della cooperazione di cui al paragrafo 1, le autorità competenti della Comunità e della Croazia si scambiano tutte le informazioni ritenute utili dall'una o dall'altra Parte contraente per prevenire l'elusione o la violazione delle disposizioni del presente accordo. Queste informazioni possono riguardare la produzione tessile nella Comunità e in Croazia e gli scambi di prodotti tessili del tipo di quelli oggetto del presente accordo tra la Croazia e paesi terzi, soprattutto se la Comunità ha fondati motivi di ritenere che i prodotti in questione possano transitare per il territorio croato prima di essere importati nel suo territorio. Su richiesta della Comunità, dette informazioni possono comprendere copia di tutta la documentazione pertinente disponibile.5. Se esistono prove sufficienti dell'elusione o della violazione delle disposizioni della presente appendice, le autorità competenti della Croazia e della Comunità possono concordare di prendere le misure di cui all'articolo 10, paragrafo 4, dell'accordo e tutte le altre misure necessarie per prevenire il ripetersi di tali elusioni o violazioni.Facsimile del certificato di origine di cui all'articolo 2, paragrafo 1, dell'appendice A>PIC FILE= "L_2001025IT.003101.EPS">Facsimile della licenza di esportazione di cui all'articolo 7, paragrafo 1, dell'appendice A, modello 1>PIC FILE= "L_2001025IT.003301.EPS">Facsimile della licenza di esportazione di cui all'articolo 7, paragrafo 3, dell'appendice A, modello 2>PIC FILE= "L_2001025IT.003501.EPS">(1) GU L 240 del 23.9.2000, pag. 1.Appendice BProdotti dell'artigianato e del folclore originari della Croazia1. L'esenzione di cui all'articolo 5 del presente accordo relativa ai prodotti di fabbricazione artigianale si applica soltanto ai seguenti tipi di prodotti:a) tessuti ottenuti su telai azionati esclusivamente a mano o a pedale, che fanno parte della tradizionale fabbricazione artigianale della Croazia;b) indumenti o altri prodotti tessili della tradizionale fabbricazione artigianale della Croazia, fabbricati a mano con i tessuti di cui sopra e cuciti solo a mano, senza l'intervento di alcuna macchina;c) prodotti tradizionali del folclore della Croazia, fabbricati a mano e indicati in un elenco da concordarsi tra la Comunità e la Croazia.L'esenzione riguarda solo i prodotti corredati da un certificato conforme al facsimile allegato alla presente appendice rilasciato dalle autorità competenti della Croazia. Detti certificati devono indicare i motivi che ne giustificano il rilascio. Le competenti autorità della Comunità li accettano dopo essersi accertate che i prodotti in questione rispondono ai requisiti enunciati nella presente appendice. Sui certificati relativi ai prodotti di cui alla lettera c) sopra deve figurare a caratteri ben visibili la dicitura "FOLCLORE". In caso di divergenze di opinioni tra le Parti circa la natura dei prodotti, si tengono consultazioni entro un mese per risolvere il problema.Se le importazioni di uno qualsiasi dei prodotti contemplati dalla presente appendice raggiungono proporzioni tali da causare difficoltà all'interno della Comunità, si avviano quanto prima consultazioni con la Croazia per ovviare alla situazione fissando, se necessario, un limite quantitativo secondo la procedura di cui all'articolo 14 del presente accordo.2. Ai prodotti di cui al paragrafo 1 della presente appendice si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni delle parti IV e V dell'appendice A.Allegato all'appendice B>PIC FILE= "L_2001025IT.003902.EPS">Appendice CIl tasso d'incremento annuale dei limiti quantitativi che possono essere introdotti a norma dell'articolo 8 del presente accordo per i prodotti da esso contemplati viene concordato tra le Parti secondo le procedure di consultazione di cui all'articolo 14 del presente accordo.Verbali concordati sull'accesso al mercatoNel contesto dell'accordo sul commercio dei prodotti tessili tra la Comunità europea e la Croazia, siglato a Bruxelles l'8 novembre 2000, le Parti hanno convenuto quanto segue:1. i dazi doganali applicabili in Croazia ai prodotti tessili e ai capi di abbigliamento non saranno aumentati durante il periodo di validità dell'accordo;2. le Parti decidono di non introdurre né mantenere alcun ostacolo non tariffario durante il periodo di validità dell'accordo. La Croazia si impegna ad armonizzare le sue regolamentazioni e norme tecniche con quelle dell'UE, con particolare riguardo ai requisiti in materia di certificazione e di etichettatura;3. nel quadro dei prossimi negoziati per la conclusione di un accordo di stabilizzazione e di associazione, la Croazia decide, per quanto riguarda il disarmo tariffario, di riservare ai prodotti elencati nell'allegato I un trattamento non meno favorevole di quello accordato a tutti gli altri prodotti industriali.