CELEX: 31993D0126
Language: it
Date: 1992-12-22 00:00:00
Title: 93/126/CEE: Decisione della Commissione, del 22 dicembre 1992, riguardante una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato CEE e dell'articolo 65 del trattato CECA (IV/33.151 - «Jahrhundertvertrag») (IV/33.997 - VIK- GVSt) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)

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31993D0126

93/126/CEE: Decisione della Commissione, del 22 dicembre 1992, riguardante una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato CEE e dell'articolo 65 del trattato CECA (IV/33.151 - «Jahrhundertvertrag») (IV/33.997 - VIK- GVSt) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 050 del 02/03/1993 pag. 0014 - 0026

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 22 dicembre 1992 riguardante una procedura a norma dell'articolo 85 del Trattato CEE e dell'articolo 65 del Trattato CECA (IV/33.151 - « Jahrhundertvertrag ») (IV/33.997 - VIK-GVSt) (Il testo in lingua tedesca è il  solo facente fede)(93/126/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visti il Trattato che istituisce la Comunità economica europea e il Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,  visto il regolamento n. 17 del 6 febbraio 1962, primo regolamento di attuazione degli articoli 85 e 86 del Trattato CEE (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare gli articoli 6 e 8,  viste le domande di attestazione negativa o esenzione introdotte il 1o giugno 1989 e il 2 luglio 1991, a norma degli articoli 2 e 4 del regolamento n. 17, dal Gesamtverband des deutschen Steinkohlenbegbaus (Confederazione generale dell'industria  carboniera tedesca),  visto il contenuto essenziale delle notifiche pubblicato a norma dell'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17 (2),  sentito il Comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti a norma dell'articolo 10, paragrafo 3 del regolamento n. 17,  considerando quanto segue:  I. I FATTI   A. Il « Jahrhundertvertrag »  (1) Il « Jahrhundertvertrag » (contratto del secolo) è un insieme di accordi con cui le imprese pubbliche produttrici ed erogatrici di elettricità (in appresso EVU, ossia aziende elettriche pubbliche) e le imprese  industriali produttrici di elettricità destinata all'autoconsumo si sono impegnate, fino al 1995, ad acquistare un determinato quantitativo di carbon fossile tedesco ai fini della produzione di elettricità. L'insieme degli accordi forma parte di un  piano generale di sostegno all'industria carboniera tedesca ed è stato realizzato con la partecipazione attiva del ministro federale dell'Economia, competente per l'industria mineraria e l'energia. Il « Jahrhundertvertrag » si applica solo tra imprese  della Repubblica federale di Germania prima della accessione dei nuovi Laender.  (2) Oggetto della presente decisione sono i due accordi che costituiscono la base del « Jahrhundertvertrag ». Si tratta dell'« Accordo complementare sulla vendita di carbon fossile tedesco fino al 1995 » stipulato il 23 aprile 1980 tra Gesamtverband des  deutschen Steinkohlenbergbaus (Confederazione generale dell'industria carboniera tedesca, in appresso GVSt), con sede in Essen, e Vereinigung Deutscher Elektrizitaetswerke e.V. (Associazione delle aziende elettriche tedesche - in appresso VDEW), con sede  in Francoforte sul Meno, nonché dell'« Accordo complementare sulla vendita di carbon fossile tedesco alle imprese industriali autoproduttrici di elettricità fino al 1995 » stipulato il 20 aprile 1980 tra GVSt e « Vereinigung Industrielle Kraftwirtschaft  e.V. » (Associazione delle imprese industriali autoproduttrici di elettricità - in appresso VIK), con sede in Essen. L'accordo tra GVSt e VDEW è stato notificato da GVSt alla Commissione il 1o giugno 1989, in seguito ad una richiesta di informazioni  della direzione generale « Concorrenza »; l'accordo tra GVSt e VIK è stato notificato il 2 luglio 1991.  1. Le parti contraenti (3) GVSt è una associazione di imprese che in base al proprio statuto rappresenta gli interessi delle imprese carboniere della Repubblica federale di Germania. I suoi membri sono quattro associazioni regionali di imprese produttrici di carbon fossile.  In Germania esistono sei imprese produttrici di carbon fossile, di cui tre appartengono ad un gruppo.  VDEW rappresenta, in quanto associazione, gli interessi delle aziende pubbliche erogatrici di elettricità ad essa aderenti. Non tutti i membri di VDEW producono elettricità a partire dal carbon fossile e non tutti producono elettricità. L'accordo  complementare concluso con GVST riguarda complessivamente 44 membri di VDEW.  VIK rappresenta, in quanto associazione, gli interessi delle imprese industriali in materia di approvvigionamento energetico, e quindi anche gli interessi di imprese industriali che producono energia elettrica destinata all'autoconsumo.  2. L'accordo tra GVSt e VDEW (4) L'« Accordo complementare sulla vendita di carbon fossile tedesco fino al 1995 » del 23 aprile 1980, sostituisce e completa l'« Accordo sulla vendita di carbon fossile tedesco all'industria elettrica pubblica negli anni 1978-1987 », stipulato il 10  maggio 1977 tra GVST e VDEW. Esso regola l'acquisto di carbon fossile tedesco da parte delle EVU dal 1o gennaio 1981 al 31 dicembre 1995. Le EVU che producono energia elettrica a partire dal carbon fossile e le imprese carboniere tedesche si sono  impegnate a mezzo di dichiarazioni generali rivolte alle proprie associazioni (cosiddette « dichiarazioni di impegno ») rispettivamente ad acquistare e a fornire un certo volume di carbone non esattamente quantificato. Un allegato all'accordo  complementare, contenente i cosidetti principi di base, precisa i singoli aspetti degli obblighi di acquisto e di fornitura ed indica il quantitativo complessivo di carbon fossile cui tali obblighi si riferiscono. Nei principi di base è stipulato  testualmente che titolari degli obblighi di acquisto e di fornitura sono rispettivamente le EVU e le imprese carboniere tedesche. I contratti individuali di fornitura del carbone sono stati stipulati fra le singole imprese carboniere (in totale 6) e le  singole EVU (in totale 44).  I principi di base prevedono l'acquisto di un quantitativo totale di carbon fossile di 511,5 Mio di tec durante la validità del contratto. Gli obblighi di acquisto sono fissati per periodi di cinque anni (denominati quinquenni). Il volume globale  previsto è di 151 Mio di tec (media annua 30,5 Mio di tec) per il quinquennio 1o gennaio 1981-31 gennaio 1985, di 173 Mio di tec (media annua 34,5 Mio di tec) per il quinquennio 1o gennaio 1986-31 dicembre 1990 e di 187,5 Mio di tec (media annua 37,3  Mio di tec) per il quinquennio 1o gennaio 1991-31 dicembre 1995. Le EVU sono tenute ad acquistare un quantitativo minimo annuale di un quinto, meno il 15 % del volume globale previsto per il rispetto quinquennio. Le imprese carbonifere tedesche sono  tenute ad eseguire consegne annuali fino ad un quinto, più il 15 % di tale volume globale.  Benché l'accordo complementare preveda in linea di massima l'acquisto di carbon fossile tedesco, una nota di protocollo relativa all'articolo 1, paragrafo 1 dei principi di base stabilisce che il 50 % delle forniture annuali delle Houillères du Bassin  de Lorraine, e comunque al massimo 50 000 tec all'anno, sono da considerare forniture ai sensi dell'accordo.  (5) In seguito ai negoziati tra il governo federale e le parti contraenti del « Jahrhundertvertrag » è stato convenuto nell'ambito della cosiddetta « Kohlerunde 1989 » di ridurre i quantitativi di carbone inizialmente previsti. Gli obblighi di acquisto  congiunti delle EVU e degli autoproduttori industriali dovrebbero ammontare nel terzo quinquennio a 40,9 Mio di tec all'anno. In base a quanto stabilito al termine di questi negoziati, l'accordo tra GVSt e VDEW riguarda un quantitativo annuo di 34,4 Mio  di tec, quantitativo su cui si basa anche la notifica effettuata da GVSt.  In realtà già nel periodo 1986-1990 le EVU non hanno acquistato il volume globale previsto dal contratto, ma soltanto 168 Mio di tec. Nel 1989 gli acquisti annuali sono ammontati a 32,9 Mio di tec e nel 1990 a 33,5 Mio di tec.  (6) Conformemente all'articolo 3 dei principi di base dell'accordo, le EVU e le imprese carboniere possono trasferire i loro obblighi di acquisto e di fornitura ad altre EVU e ad altre imprese carboniere. In caso di modifica dell'area servita da una  EVU, il suo obbligo di acquisto è maggiorato o ridotto in funzione del volume di elettricità erogata. In base ad una nota di protocollo relativa all'articolo 2, paragrafo 4 dei principi di base le imprese carboniere sono tenute, qualora la produzione  propria non sia sufficiente per effettuare le consegne stabilite dal contratto, a procurarsi esclusivamente sul mercato nazionale i quantitativi mancanti.  (7) Per quanto riguarda i prezzi si applicano i seguenti criteri: le imprese carboniere applicano il prezzo del carbone per caldaia fissato dal ministro federale dell'Economia, a norma dell'articolo 3, paragrafo 7, della Terza legge sulla trasformazione  di carbone in energia elettrica del 12 dicembre 1974 e relative direttive, o al massimo il prezzo di listino in caso di fornitura di carbone a basso potere calorifico previa detrazione degli abbattimenti previsti per questo tipo di carbone.  3. L'accordo tra GVSt e VIK (8) L'accordo complementare del 20 aprile 1980 tra GVSt e VIK è stato stipulato parallelamente all'accordo più sopra illustrato ed ha per oggetto l'acquisto di carbon fossile tedesco da parte dell'imprese industriali che producono energia elettrica  destinata all'autoconsumo. Esso sostituisce e completa l'« Accordo sulla vendita di carbon fossile tedesco alle imprese industriali autoproduttrici di energia elettrica » stipulato il 22 e 23 agosto 1977 fra GVSt e VIK. I cosiddetti principi di base  allegati all'accordo complementare regolano singoli aspetti degli obblighi di acquisto e di fornitura.  In base al punto 4 dell'accordo complementare, VIK e GVSt si sono impegnati ad indurre le rispettive imprese aderenti a concludere immediatamente contratti individuali di acquisto di carbon fossile validi fino al 31 dicembre 1995. Al riguardo VIK  specifica nell'accordo che raccomanderà immediatamente alle sue imprese aderenti di concludere senza indugio contratti di diritto privato a lungo termine per la copertura del loro fabbisogno di carbon fossile tedesco destinato alla produzione di energia  elettrica, con imprese dell'industria carboniera tedesca, conformemente ai principi di base dell'accordo stesso. VIK ha effettivamente rivolto ai suoi membri una raccomandazione in questo senso. GVSt afferma nell'accordo di essere in possesso di  dichiarazioni di impegno di sei imprese carboniere con le quali queste si impegnano ad adempiere gli obblighi stabiliti nei principi di base ed a stipulare con membri di VIK contratti individuali di diritto privato per la fornitura di carbone.  In base al punto 6 dell'accordo complementare, VIK e GVSt devono verificare al termine di ogni anno in che misura gli impegni di acquisto sono stati rispettati. Secondo le informazioni fornite da GVSt, le parti non si sono conformate a questa  disposizione e non hanno effettuato alcun accertamento del genere. Esse giustificano questa omissione con l'argomento che, data la situazione sul piano della concorrenza, le imprese carboniere non hanno giudicato opportuno fornire a terzi informazioni  concernenti le parti contraenti, i volumi di vendita e i contratti. La ragione per cui l'accordo prevedeva i suddetti accertamenti sarebbe stata quella di assicurare la massima concordanza possibile fra questo accordo e l'accordo parallelo stipulato con  VDEW.  (9) I principi di base dell'accordo complementare prevedono consegne medie annuali di 8,8 Mio di tec, per il periodo 1980-1988 e di 9,8 Mio di tec per il periodo 1989-1995. Le imprese aderenti a GVSt e a VIK hanno stipulato contratti individuali per la  fornitura di carbon fossile tedesco.  L'articolo 3 dei principi di base stabilisce che, a prescindere dall'obbligo di acquisto complessivo, l'obbligo annuale di acquisto dei singoli autoproduttori industriali deve rappresentare almeno un quinto dell'obbligo di acquisto complessivo, meno il  15 %. Le imprese carboniere si impegnano a fornire annualmente un quinto dell'obbligo di acquisto complessivo, maggiorato del 15 %. Gli eventuali acquisti in eccesso o in difetto di un autoproduttore industriale devono essere compensati nell'ambito dei  rispettivi quinquenni 1981-1985, 1986-1990 e 1991-1995. Un quantitativo massimo del 15 % dell'obbligo di acquisto annuale può essere riportato da un quinquennio all'altro.  GVSt ha comunicato nel corso della procedura che i contratti individuali di fornitura effettivamente stipulati non riguardavano il volume complessivo di consegne previsto, bensì al massimo un volume pari a tre quarti di tale quantitativo. Durante il  periodo 1986-1990 sono stati smerciati in media 6,7 Mio di tec e, nell'anno 1990, 6,3 Mio di tec. Partendo dal volume complessivo di 40,9 Mio di tec all'anno, stabilito nell'ambito della « Kohlerunde 1989 » per motivi politici, la notifica si basa,  secondo GVSt, su un volume di 6,5 Mio di tec per il periodo 1991-1995. In questo volume sarebbero compresi anche i contratti degli autoproduttori industriali che non sono membri di VIK.  (10) La disposizione riguardante i prezzi è analoga a quella contenuta nell'accordo tra GVSt e VDEW.  4. Il risultato delle trattative (11) In seguito ai negoziati tra Commissione, governo federale e produttori di carbone tedeschi è stato convenuto che fino al 1995 gli obblighi di acquisto dei produttori di elettricità pubblici e privati non potranno superare un volume annuo di 40,9  Mio di tec, e che nel 1995 non più di 37,5 Mio di tec possono provenire dalla produzione corrente, mentre il quantitativo restante può provenire da altre fonti, come ad esempio dalle scorte.  5. Il mercato del carbone e dell'elettricità nella Repubblica federale di Germania (12) La produzione del carbone ha subito negli ultimi decenni una flessione sia nella Comunità nel suo insieme che nella Repubblica federale di Germania. Nella Repubblica federale di Germania sono stati prodotti, nel 1990, 76,55 Mio di t (1980: 94,94  Mio di t) di carbone mentre nella Comunità la produzione complessiva è stata di 197,35 Mio di t (1980: 260,33 Mio di t). Le importazioni complessive nella Comunità sono ammontate nel 1990 a 125,82 Mio di t, mentre quelle intracomunitarie hanno  rappresentato 10 Mio di t. Le importazioni nella Repubblica federale di Germania sono ammontate nel 1990 a 9,32 Mio di t, di cui 0,68 Mio di t in provenienza da altri Stati membri. Le esportazioni della Repubblica federale di Germania sono ammontate a  5,27 Mio di t, di cui, 4,90 Mio di t, in particolare carbone da coke, verso altri Stati membri.  Il prezzo del carbon fossile tedesco si situa notevolmente al di sopra delle quotazioni mondiali. Nel 1990 il costo di una tonnellata equivalente carbone (tec) di produzione tedesca era di circa 131 ECU (forcella 100-175 ECU); il costo medio di  produzione del carbone britannico era di circa 87 ECU (60-160), quello del carbone spagnolo ammontava a circa 145 ECU (80-250). Il prezzo medio per il carbone importato nella Comunità dai paesi terzi si aggirava nel 1989 intorno a 50 ECU (cif).  (13) La produzione lorda di elettricità nella Repubblica federale di Germania (ivi inclusi i nuovi Laender) è stata nel 1990 di 549,8 TWh. La quota delle EVU si aggirava intorno all'84,7 %, quella degli autoproduttori industriali intorno al 15,24 %. Il  consumo lordo di elettricità è salito nel 1990 a circa 550 TWh, di cui circa 449 TWh nei vecchi Laender e circa 101 TWh nei nuovi Laender.  Nel 1990 sono stati importati nella Repubblica federale di Germania (ivi inclusi i nuovi Laender) 28,24 TWh ed esportati 28,4 TWh. Il saldo degli scambi ha subito poche oscillazioni negli anni passati ed è stato a volte positivo, a volte negativo. Nel  periodo 1985-1990 il saldo negativo massimo è stato pari all'1,25 % del consumo lordo di elettricità.  (14) La quota del carbon fossile nella produzione di elettricità ammontava all'epoca della notifica al 30 % circa. Tenuto conto della accessione dei nuovi Laender il 3 ottobre 1990, secondo le informazioni del ministero federale per l'Economia, la quota  delle varie fonti primarie energetiche impiegate nella produzione di elettricità, riferita all'intero anno 1990, può essere stimata come segue: lignite 31,1 %, energia nucleare 27,7 %, carbon fossile 25,6 %, energia idraulica 3,6 %; gas naturale, olio  combustibile ed altre fonti energetiche 12 %.  6. Gli aiuti di Stato a favore dell'impiego di carbon fossile nella produzione di elettricità (15) Poiché il prezzo del carbon fossile tedesco si situa molto al di sopra del livello dei prezzi sul mercato mondiale, l'impiego del carbone tedesco ai fini della produzione di elettricità è possibile soltanto grazie all'intervento da parte dello  Stato. Lo Stato tedesco interviene in effetti sia mediante pagamenti diretti compensativi, sia mediante la limitazione delle importazioni di carbon fossile dai paesi terzi e la concessione di licenze di importazione. Le condizioni per il rilascio delle  licenze di importazione sono disciplinate dalla legge sui contingenti doganali per combustibili solidi (3), mentre il sistema degli aiuti statali diretti è regolato dalla « Legge sull'ulteriore salvaguardia dell'impiego del carbone comunitario  nell'industria dell'elettricità (Terza legge tedesca sull'impiego del carbon fossile ai fini della produzione di elettricità) » dell'anno 1974 (4). Sia per beneficiare degli aiuti che per ottenere le licenze di importazione è necessario comprovare  l'esistenza di contratti a lungo termine riguardanti l'acquisto di carbone comunitario da parte delle imprese produttrici di energia elettrica. In base alla lettera di tali disposizioni, l'acquisto di carbone di produzione tedesca è equiparato  all'acquisto di carbone proveniente da altri Stati membri. In pratica tuttavia il carbone per il cui acquisto vengono concessi aiuti o rilasciate licenze di importazione è costituito, ad eccezione di quello fornito dalle Houillères du Bassin de  Lorraine, esclusivamente da carbone tedesco.  Gli aiuti diretti vengono concessi sotto forma di sovvenzioni a carico del « Fondo di compensazione per la sicurezza dell'impiego del carbon fossile » destinati a compensare i costi aggiuntivi derivanti dall'impiego di carbon fossile tedesco  nell'industria dell'elettricità. Il prezzo di riferimento per calcolare l'ammontare dell'aiuto è costituito, per un certo quantitativo, dal prezzo mondiale dell'olio combustibile pesante, per un altro quantitativo dal prezzo mondiale del carbon fossile.  Il Fondo di compensazione è stato istituito, in base alla terza legge sull'impiego del carbon fossile ai fini della produzione di energia elettrica, come patrimonio distinto non autonomo del Bund. Esso è finanziato con un prelievo compensativo  (cosiddetto « Kohlepfennig ») versato dalle EVU che forniscono elettricità ai consumatori finali, nonché dagli autoproduttori di elettricità. Il prelievo compensativo, calcolato in forma percentuale sul ricavato delle forniture di elettricità, viene  fatturato al consumatore finale da parte delle EVU.  Per una determinata parte del quantitativo di carbon fossile tedesco acquistato le imprese produttrici di elettricità ricevono, invece delle sovvenzioni, licenze di importazione annuali che consentono l'acquisto di carbone da paesi terzi. In base  all'articolo 3, paragrafo 3 della legge sui contingenti doganali, a fronte del quantitativo di carbon fossile tedesco acquistato senza il beneficio di sovvenzioni viene autorizzata l'importazione di carbon fossile dai paesi terzi nella proporzione di 1:  1.  Contrariamente a quanto avviene nei vecchi Laender della Repubblica federale di Germania, nei nuovi Laender l'impiego del carbon fossile ai fini della produzione di elettricità non beneficia di sovvenzioni e l'importazione di carbone da paesi terzi non è  soggetta a limitazioni.  (16) L'accordo tra GVSt e VDEW stipula esplicitamente che gli impegni di acquisto e di fornitura sono subordinati alla continuità dei regimi legali di aiuti e della regolamentazione concernente l'acquisto di carbone di paesi terzi. Una disposizione in  questo senso figura anche nei singoli contratti di fornitura di carbone. Nell'accordo GVSt-VIK è stipulato che le imprese industriali produttrici di elettricità per l'autoconsumo e le imprese carboniere partono dal presupposto che i suddetti regimi  restino in vigore. Anche nei contratti individuali di fornitura la concessione di sovvenzioni costituisce una condizione o un elemento essenziale dei contratti stessi.  B. Le decisioni della Commissione in materia di aiuti  (17) Le condizioni per la concessione di aiuti nazionali a favore dell'industria carboniera sono disciplinate dalla decisione generale n. 2064/86/CECA della Commissione, del 30 giugno 1986, che  introduce norme comunitarie riguardanti gli aiuti degli Stati membri a favore dell'industria carboniera (5). In base a tale normativa gli aiuti a favore dell'industria carboniera possono essere autorizzati dalla Commissione se contribuiscono alla  realizzazione di almeno uno dei seguenti obiettivi: miglioramento della competitività dell'industria carboniera che contribuisca ad assicurare una migliore sicurezza delle forniture; creazione di nuove capacità estrattive valide dal punto di vista  economico; soluzione di problemi sociali e regionali connessi con l'andamento dell'industria carboniera. La decisione è valida dal 1o luglio 1986 al 31 dicembre 1993.  (18) Per l'anno 1987 la Commissione ha autorizzato pagamenti compensativi della Repubblica federale di Germania per un totale di 3,793 Mrd di DM con decisioni 87/451/CECA (6) e 89/296/CECA (7). I pagamenti compensativi di 4,7 Mrd di DM notificati per il  1988 sono stati autorizzati dalla Commissione con decisione 89/296/CECA. Tale decisione imponeva inoltre al governo della Repubblica federale di Germania di presentare alla Commissione entro il 30 settembre 1989 un piano di riduzione dei pagamenti  compensativi nell'ambito di detto regime o di qualsiasi misura avente effetto equivalente. La Commissione esigeva inoltre che la riduzione progressiva dei pagamenti compensativi fosse accompagnata da un piano di ristrutturazione, ammodernamento e  razionalizzazione dell'industria carboniera. Con lettera del 26 novembre 1991 il governo federale ha informato la Commissione dei risultati della « Kohlerunde 1991 » dichiarando che quanto comunicato con tale lettera costituiva il richiesto piano di  ristrutturazione dell'industria carboniera. La decisione 89/296/CECA è stata impugnata da GVSt dinnanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee. La Repubblica federale di Germania è intervenuta nel processo a sostegno di GVSt. Con  l'autorizzazione supplementare, con decisione 90/632/CECA della Commissione (8), di un ulteriore pagamento di 200 Mio di DM, l'importo complessivo dei pagamenti compensativi autorizzati per il 1988 è salito a 4,9 Mrd di DM. Infine la Commissione ha  autorizzato pagamenti compensativi di 4,9 Mrd di DM per l'anno 1989 con decisione 90/632/CECA e di 4,6 Mrd per l'anno 1990 con decisione 90/633/CECA (9). Anche contro tali decisioni è stato introdotto un ricorso da parte della Repubblica federale di  Germania. Con la sua decisione 93/66/CECA (10) la Commissione ha inoltre autorizzato i pagamenti per 1991 e 1992.  C. Gli argomenti delle parti contraenti  (19) GVSt è del parere che gli accordi complementari rientrano nella politica di sicurezza degli approvvigionamenti energetici di uno Stato membro e non ricadono pertanto sotto le regole della concorrenza dei  Trattati CEE e CECA. Al riguardo entrano in linea di conto fatti e valutazioni che in base al diritto vigente non sono di competenza della Comunità dato che non esiste una politica energetica pienamente strutturata della Comunità.  GVSt sostiene inoltre che gli accordi complementari non restringono la concorrenza all'interno del mercato comune né pregiudicano gli scambi tra Stati membri. All'epoca della stipula del « Jahrhundertvertrag » non esistevano offerte di altri produttori  di carbone nella Comunità. Del resto nella produzione di elettricità viene impiegato anche carbone proveniente dalle Houillères du Bassin de Lorraine. L'alternativa al carbon fossile tedesco è costituita dal carbone importato da paesi terzi e non da  quello proveniente da altri Stati membri. Per quanto riguarda le fonti energetiche primarie alternative petrolio e gas naturale, il loro impiego ai fini della produzione di energia elettrica è già ristretto in virtù della legislazione nazionale. Neppure  l'energia nucleare entra in concorrenza con il carbone, dato che questo viene impiegato nella fascia intermedia di produzione dell'elettricità, mentre l'energia nucleare viene impiegata nella fascia di base. Inoltre l'importazione di energia elettrica  dalla Francia dimostra che esiste un commercio transfrontaliero.  Per quanto riguarda l'accordo stipulato con VIK, GVSt sostiene che esso non ricade sotto il divieto dell'articolo 85 del Trattato CEE già per il solo fatto che la raccomandazione non è giuridicamente vincolante per le imprese aderenti a VIK.  L'articolo 65, paragrafo 1 del Trattato CECA non sarebbe applicabile perché le singole imprese carboniere non avrebbero potuto assumere individualmente, ma solo congiuntamente, gli obblighi di fornitura previsti dagli accordi complementari. Le imprese  carboniere devono pertanto essere considerate come un consorzio.  GVSt sostiene inoltre che i due accordi complementari non ricadono sotto l'articolo 85 del Trattato CEE anche perché l'applicazione delle norme di concorrenza del Trattato CEE è esclusa in virtù dell'articolo 90, paragrafo 2. Altrimenti le regole di  concorrenza impedirebbero l'esecuzione dei compiti attribuiti dalla legge e dal governo federale alle imprese produttrici di elettricità e alle imprese carboniere ai fini della sicurezza degli approvvigionamenti in energia elettrica. Il sistema degli  obblighi di acquisto delle EVU per il carbon fossile permetterebbe di conservare una fonte energetica nazionale non soggetta alle oscillazioni sui mercati internazionali delle materie prime, in particolare nel settore del petrolio.  Certe della validità degli accordi, le imprese minerarie avrebbero effettuato nel 1980 investimenti molto cospicui.  Allo stesso tempo l'accordo sarebbe necessario anche per evitare conflitti sociali. Il processo di riduzione delle capacità produttive e dell'occupazione nell'industria carboniera, iniziato negli anni '50, prosegue tuttora e sarà portato avanti anche in  futuro. Una ristrutturazione troppo rapida di questo settore economico potrebbe infatti dar luogo nelle regioni interessate a tensioni difficilmente controllabili.  (20) Per contro due delle EVU soggette agli obblighi di acquisto hanno espresso critiche nei riguardi del « Jahrhundertvertrag ». Esse avrebbero aderito ai singoli obblighi di acquisto di carbone soltanto per timore di non ottenere, altrimenti,  l'autorizzazione per la costruzione delle centrali nucleari progettate. L'obbligo di acquisto di un quantitativo eccessivo di carbon fossile restringerebbe la possibilità di approvvigionarsi in altre parti del mercato europeo. L'accordo complementare  pregiudicherebbe la loro capacità competitiva e gli scambi intracomunitari. Una riduzione degli obblighi d'acquisto non avrebbe alcuna incidenza sulla sicurezza degli approvvigionamenti.  D. Le osservazioni dei terzi  In seguito alle pubblicazioni effettuate a norma dell'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17, sono pervenute alla Commissione le seguenti osservazioni da parte di terzi:  (21) Sull'accordo GVSt-VDEW: i governi dei Laender Nordrhein-Westfalen e Saar, nonché il Sindacato dell'industria mineraria e energetica sono del parere che l'applicabilità delle regole di concorrenza del Trattato CEE all'accordo complementare è esclusa  in virtù dell'articolo 90, paragrafo 2 del Trattato CEE. Altrimenti risulterebbe ostacolato de iure e de facto l'adempimento dei compiti specifici affidati alle EVU. L'accordo complementare sarebbe inoltre necessario per motivi sociali e per la  sicurezza degli approvvigionamenti energetici.  Per contro, il governo del Land Baden-Wuerttemberg sostiene che gli obblighi di acquisto connessi con l'accordo complementare sono incompatibili con un mercato energetico interno basato sulla massima concorrenza e intensità degli scambi intracomunitari e  considera pertanto necessaria una tempestiva e sensibile riduzione degli obblighi di acquisto delle EVU.  (22) Sono state presentate osservazioni in seguito alla pubblicazione della comunicazione riguardante l'accordo GVSt-VIK: un'impresa metallurgica tedesca e il « Wirtschaftsvereinigung Metalle » hanno affermato che il sistema di aiuti mediante il «  Kohlepfennig » (tassa sul carbone) arreca svantaggi economici per il consumatore tedesco di energia elettrica e che l'accordo complementare viola l'art. 85 del Trattato CEE. Diversi produttori di carbone britannici e la Confederazione dei produttori di  carbone del Regno Unito hanno ritenuto che l'accordo sia contrario all'articolo 65 del Trattato CECA in quanto nella Comunità si può estrarre il carbone ad un prezzo inferiore a quello contemplato nell'accordo. L'Associazione degli importatori tedeschi  di carbone ha affermato che il commercio intracomunitario era pregiudicato in virtù dell'accordo complementare.  II. VALUTAZIONE GIURIDICA   A. Articolo 85, paragrafo 1  In base all'articolo 85, paragrafo 1 del Trattato CEE, sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e pratiche concordate che possano  pregiudicare il commercio tra Stati membri ed abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune.  1. L'accordo tra GVSt e VDEW a) Accordo tra imprese (23) L'« accordo complementare » è un accordo tra imprese o associazioni di imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 del Trattato CEE. Nell'ambito di un accordo delle loro associazioni di categoria, le EVU e le imprese carboniere hanno instaurato  per il carbone fossile di produzione tedesca, attraverso le dichiarazioni di impegno da esse sottoscritte, un regime di vendita che vincola direttamente non solo le associazioni ma anche le imprese ad esse aderenti.  b) Restrizione della concorrenza (24) L'accordo complementare restringe la concorrenza in due modi:  - Le EVU aderenti a VDEW si sono impegnate, nei riguardi di GVSt e dei suoi membri, ad acquistare congiuntamente determinati quantitativi di carbon fossile tedesco, fissati in base ad un criterio determinato. Il carattere vincolante di tale impegno è  chiaramente dimostrato dal fatto che l'obbligo di acquisto può essere modificato in funzione del fabbisogno. Ne consegue una restrizione della concorrenza sul piano della domanda di fonti energetiche primarie da parte delle EVU. Con le loro  dichiarazioni di impegno parallele, le imprese distributrici di elettricità si sono private congiuntamente della possibilità di utilizzare carbone di altra provenienza o altre fonti primarie energetiche come il gas naturale, il petrolio o l'energia  nucleare. Esse devono coprire il loro fabbisogno di carbon fossile esclusivamente presso un membro - anche se non predeterminato - di GVSt, senza conoscere né il volume complessivo né il prezzo definitivi del carbone da acquistare. Il fatto che  l'impiego del petrolio e del gas naturale ai fini della produzione di elettricità sia disciplinato dalla legislazione tedesca non osta all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1 del Trattato CEE. Da un lato, la restrizione concreta della concorrenza  deriva non già dalla legislazione nazionale in sé, bensì piuttosto dall'accordo complementare. La stipulazione dell'accordo complementare è stata, è vero, incoraggiata dal governo federale, ma non è prescritta da norme di legge tedesche. Dall'altro,  anche alla luce dell'articolo 5 del Trattato CEE, un atto normativo nazionale non può permettere comportamenti che consentano ad imprese private di sottrarsi alle disposizioni dell'articolo 85. Né osta all'applicazione dell'articolo 85 la direttiva  75/405/CEE del Consiglio, del 14 aprile 1975, concernente la limitazione dell'uso di prodotti petroliferi nelle centrali elettriche (11). Essa non esclude totalmente l'impiego di prodotti petroliferi ai fini della produzione di energia elettrica né  quindi i potenziali scambi intracomunitari. Per quanto riguarda l'impiego del gas naturale ai fini della produzione di energia elettrica, le relative restrizioni previste dal diritto comunitario sono state abolite mediante la direttiva 91/148/CEE (12)  del Consiglio; di conseguenza il gas naturale può essere utilizzato illimitatamente come fonte energetica primaria.  - L'obbligo di acquisto ha inoltre l'effetto, relativamente al volume di elettricità prodotto con il carbone acquistato nell'ambito di tale obbligo, di escludere totalmente l'importazione di energia elettrica da altri Stati membri.  c) Pregiudizio al commercio fra Stati membri (25) L'accordo complementare è atto a pregiudicare il commercio tra Stati membri nella misura in cui l'obbligo di acquisto di carbon fossile tedesco esclude l'importazione di carbon fossile e di altre fonti energetiche primarie da altri Stati membri. Il  fatto che gli scambi intracomunitari di carbon fossile siano relativamente scarsi è irrilevante a questo riguardo. Esso può essere anzi la conseguenza di una distorsione della concorrenza preesistente e non dimostra necessariamente che la concorrenza  sia del tutto esclusa. L'analisi comparativa dei costi medi di produzione del carbon fossile tedesco e britannico (Repubblica federale di Germania 131 ECU/tec, Regno Unito 87 ECU/tec) mostra che esistono alternative economicamente valide all'impiego di  carbon fossile tedesco per i produttori tedeschi di energia elettrica. In base alle disposizioni della Terza legge tedesca sull'impiego del carbone ai fini della produzione di elettricità, la concessione degli aiuti non è limitata all'impiego di carbon  fossile tedesco ma può applicarsi anche all'impiego di carbon fossile proveniente da altri Stati membri della CEE. Lo stesso vale per la concessione di licenze di importazione in base alla legge tedesca sui contingenti doganali. Mentre per il carbon  fossile gli scambi intracomunitari non sono rilevanti, lo stesso non può dirsi per altre fonti energetiche primarie come il gas naturale o il petrolio. Se non esistessero gli obblighi di acquisto per il carbon fossile tedesco sarebbero pertanto  ipotizzabili altri flussi commerciali anche per queste fonti energetiche primarie.  Il pregiudizio agli scambi intracomunitari è incontestabile nella misura in cui è esclusa l'importazione di elettricità da altri Stati membri. L'affermazione di GVSt secondo cui esistono in realtà scambi transfrontalieri di elettricità, non contrasta  con questa valutazione. Il fatto che già esistano scambi commerciali non è argomento atto a dimostrare che una restrizione della concorrenza non pregiudichi lo sviluppo di ulteriori flussi commerciali.  2. L'accordo tra GVSt e VIK a) Accordo tra imprese e decisione di una associazione di imprese (26) GVSt e VIK sono associazioni di imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 del Trattato CEE. L'accordo complementare è un accordo tra associazioni di imprese. La raccomandazione, rivolta ai rispettivi membri per incoraggiarli a stipulare  contratti di acquisto di carbon fossile a lungo termine, ha il carattere di una decisione di una associazione di imprese. La tesi di GVSt secondo cui la raccomandazione non era vincolante per i membri di VIK, non contrasta con tale valutazione. Come la  Corte di giustizia ha dichiarato nella sentenza « Assicurazione contro gli incendi » (13), la raccomandazione con cui un'associazione esprime la propria volontà di coordinare il comportamento dei suoi membri in conformità al dettato della  raccomandazione stessa, indipendentemente dalla precisa natura giuridica di questa, costituisce una decisione di un'associazione di imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CEE. La stessa GVSt sostiene che, oltre ai 34,4 Mio di tec  acquistati nell'ambito dell'accordo stipulato con VDEW dovrebbero essere acquistati ulteriori 6,5 Mio di tec da parte delle imprese industriali autoproduttrici di elettricità per raggiungere il quantitativo annuo globale di 40,9 Mio di tec. In questo  senso va intesa anche l'affermazione di GVSt secondo cui i due accordi costituiscono un tutto unico. A prescindere dal suo carattere vincolante o meno, la raccomandazione aveva pertanto lo scopo di cooordinare il comportamento delle imprese carboniere e  delle imprese industriali autoproduttrici di elettricità. Che la raccomandazione abbia sortito l'effetto voluto è dimostrato dalla circostanza che tra le imprese industriali autoproduttrici e le imprese carboniere sono stati stipulati contratti per il  volume prestabilito, e che nei contratti individuali le imprese hanno sempre fatto esplicito riferimento alla raccomandazione.  b) Restrizione della concorrenza e pregiudizio al commercio tra Stati membri (27) Per quanto riguarda la restrizione della concorrenza e il pregiudizio agli scambi tra Stati membri valgono le stesse considerazioni formulate al punto 25.  B. L'applicazione dell'articolo 85 non è esclusa dall'articolo 90 del Trattato CEE  (28) L'applicazione dell'articolo 85 del Trattato CEE non è esclusa neppure dall'articolo 90, paragrafo 2, del Trattato CEE. Si può infatti affermare che le EVU  rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 90 del Trattato CEE nella misura in cui assicurano il servizio basico di erogazione dell'energia elettrica. In linea di massima le regole della concorrenza del Trattato CEE si applicano anche alle  imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale, purché l'applicazione di tali regole non osti all'adempimento delle specifiche competenze attribuite a tali imprese. GVSt sostiene che l'applicazione dell'articolo 85  ostacolerebbe de iure o de facto l'adempimento di tali competenze. In realtà non è evidente che la sicurezza dell'erogazione pubblica di elettricità possa essere garantita soltanto con l'accordo notificato, con i volumi di acquisto da esso stabiliti e  con la conseguente esclusione dell'acquisto di altre fonti energetiche primarie. Tale opinione sembra essere condivisa anche dalla maggioranza del settore tedesco dell'energia elettrica. Secondo un documento pubblicato dal VDEW (14) è opinione  prevalente che i quantitativi di carbone attualmente acquistati non sono necessari ai fini della sicurezza degli approvvigionamenti.  (29) Del resto, conformemente all'articolo 90, paragrafo 2, seconda frase, lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità. Ciò significa che la sussistenza delle condizioni stabilite dall'articolo  90, paragrafo 2, non può essere valutata esclusivamente in base a criteri nazionali e rimessa al giudizio dei singoli Stati membri. Di conseguenza la necessità di misure nazionali deve essere valutata essenzialmente in base a criteri comunitari.  (30) Nell'ambito dell'ulteriore sviluppo del mercato interno, la quota della fonte energetica - prevalentemente nazionale e protetta quindi contro la concorrenza - impiegata ai fini della produzione di elettricità deve essere limitata a quanto  strettamente necessario per garantire l'approvvigionamento basico in energia elettrica. La Commissione è del parere che alla fine del 1995 questa quota non deve superare il 20 % della fonte energetica impiegata per la copertura del consumo lordo di  elettricità (15). Tenuto conto delle osservazioni formulate dal governo federale e da GVSt, la Commissione considera che gli obblighi di acquisto di carbon fossile previsti dai due accordi complementari rientrano ancora nei limiti suddetti. Il consumo  lordo di energia elettrica della Repubblica federale di Germania ammontava nel 1990 a 550 TWh. Partendo da un consumo globale di 550 TWh nel 1990 e da un incremento annuo dei consumi dell'1,5 %, il consumo globale del 1995 può essere stimato in circa  593 TWh. Considerato che per produrre 1 kWh occorrono in media 310 grammi equivalente carbone (fonte: ministro federale dell'economia), il combustibile necessario per produrre il 20 % del consumo lordo di elettricità nel 1995 ammonterebbe a 36,77 Mio di  tec. Questo volume è di poco inferiore al quantitativo di 37,5 Mio di tec previsto dai due accordi complementari per la copertura degli obblighi di acquisto di carbone di produzione corrente nel 1995. Il fatto che l'effettivo obbligo di acquisto di 40,9  Mio di tec oltrepassi questa cifra può essere accettato a titolo transitorio fino all'anno 1995 nell'ambito di un processo di adeguamento. Con la riduzione della produzione di carbon fossile è stato comunque avviato un processo destinato a porre termine  ad una situazione incompatibile con il diritto della concorrenza.  C. Articolo 85, paragrafo 3  A norma dell'articolo 85, paragrafo 3, del Trattato CEE le disposizioni del paragrafo 1 possono essere dichiarate inapplicabili ad accordi o decisioni che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei  prodotti, pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva, ed evitando di imporre alle imprese partecipanti restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi o di dare a tali imprese la possibilità di  eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.  Gli accordi complementari soddisfano i requisiti per beneficiare di una esenzione a norma dell'articolo 85, paragrafo 3, fino al 31 dicembre 1995.  1. Miglioramento della produzione o distribuzione dei prodotti (31) Gli accordi complementari contribuiscono a migliorare la produzione di elettricità e l'estrazione di carbon fossile nella misura in cui prevedono obblighi di fornitura e di acquisto limitati ad un determinato periodo e a determinati quantitativi.  L'energia elettrica, una volta prodotta, non può essere immagazzinata. La produzione e la domanda devono essere sempre in equilibrio. L'approvvigionamento e la distribuzione dell'energia elettrica costituiscono un comparto economico del settore  energetico, per il quale la sicurezza degli approvvigionamenti in fonti energetiche primarie riveste particolare importanza. Gli accordi complementari garantiscono appunto la disponibilità di una fonte energetica primaria sotto forma di carbon fossile.  Essi promuovono pertanto la sicurezza degli approvvigionamenti energetici nella Repubblica federale di Germania.  2. Congrua partecipazione degli utilizzatori all'utile derivante dagli accordi (32) La condizione secondo la quale deve essere riservata agli utilizzatori una congrua partecipazione all'utile è soddisfatta. Gli utilizzatori di energia hanno un grande interesse nella sicurezza di approvvigionamento di energia. La migliorata  sicurezza degli approvvigionamenti energetici conseguente agli accordi complementari costituisce un vantaggio sia per gli utilizzatori industriali che per i consumatori privati.  3. Carattere indispensabile delle restrizioni (33) Gli accordi complementari - alle condizioni e nei limiti in cui saranno autorizzati - sono necessari per garantire un'efficace pianificazione ai fini della sicurezza degli approvvigionamenti in energia elettrica. Sia le EVU e gli autoproduttori di  elettricità che le imprese carboniere hanno bisogno, per gestire in maniera sicura le loro aziende, di una pianificazione a più lungo termine. Secondo il parere di numerosi esperti al momento della conclusione dei contratti le fonti energetiche adatte  alla produzione di energia elettrica erano soggette sul mercato mondiale a notevoli oscillazioni dei prezzi e rischi di fornitura. Per poter garantire l'erogazione di energia elettrica le imprese produttrici devono avere la garanzia degli  approvvigionamenti in fonti energetiche primarie. Per soddisfare il fabbisogno delle EVU e delle imprese industriali autoproduttrici alle migliori condizioni, le imprese carboniere hanno bisogno di prospettive di smercio. La sicurezza della fornitura di  fonti energetiche, necessaria per assicurare l'approvvigionamento in energia elettrica, può essere garantita dalle imprese carboniere soltanto in cambio di una corrispondente garanzia delle loro vendite di carbon fossile. Un sistema di obblighi di  acquisto e di fornitura quantificati come quelle più sopra illustrato risponde a tale necessità.  (34) L'esigenza della sicurezza degli approvvigionamenti non può tuttavia giustificare obblighi di acquisto più elevati rispetto ai consumi effettivi. Il riporto degli obblighi di acquisto da un periodo all'altro, previsto da ambedue gli accordi  complementari, non può più essere considerato necessario per la sicurezza degli approvvigionamenti, bensì costituirebbe un vincolo illecito a carico degli acquirenti. Una regolamentazione del genere non può pertanto beneficiare di una esenzione. Di  conseguenza l'esenzione può essere accordata soltanto autorizzando gli obblighi di acquisto annuali di 34,4 Mio di tec (accordo GVSt-VDEW) e di 6,5 Mio di tec (accordo GVSt-VIK) su cui si base la notifica effettuata da GVSt, in quanto obblighi di  acquisto massimi, senza quindi la possibilità di riporto degli obblighi di acquisto esuberanti a periodi successivi. Ciò non esclude la possibilità dei produttori di energia elettrica e delle imprese carboniere di stipulare nuovi contratti di fornitura  a breve scadenza in caso di un improvviso fabbisogno supplementare.  4. Impossibilità di eliminare la concorrenza (35) Gli accordi complementari non offrono alle imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi. Anche se il volume di elettricità prodotto con i quantitativi di carbon fossile in questione  costituisce una parte rilevante del mercato, le EVU e le imprese industriali autoproduttrici conservano la possibilità di utilizzare altre fonti energetiche nazionali o importate per produrre il restante volume di elettricità. Né sono escluse le  importazioni dirette di energia elettrica. Infine, va considerato che gli accordi complementari non riguardano tutto il territorio della Repubblica federale di Germania, ma soltanto i vecchi Laender.  D. Articolo 65, paragrafo 1, del Trattato CECA  A norma dell'articolo 65, paragrafo 1, del Trattato CECA, sono vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che tendano direttamente o  indirettamente ad impedire, limitare o alterare il gioco normale della concorrenza nel mercato comune e in particolare a fissare o determinare i prezzi; a limitare o controllare la produzione, lo sviluppo tecnico o gli investimenti; a ripartire i  mercati, i prodotti, i clienti o le fonti di approvvigionamento.  1. Le imprese (36) I membri delle associazioni aderenti a GVSt sono imprese ai sensi del Trattato CECA perché, conformemente all'articolo 80 del Trattato CECA, esercitano un'attività di produzione nel campo del carbone. GVSt è pertanto un'associazione di imprese ai  sensi dell'articolo 65, paragrafo 1, del Trattato CECA.  Le imprese aderenti a VDEW e VIK non soddisfano i requisiti previsti dall'articolo 80 del Trattato CECA. Le disposizioni del Trattato CECA in materia di concorrenza non si applicano pertanto agli accordi stipulati tra GVSt e VDEW nonché GVSt e VIK,  bensì soltanto agli accordi stipulati tra le imprese carboniere e alle decisioni di GVSt.  2. Accordo tra imprese e decisione di una associazione di imprese a) L'accordo complementare GVSt-VDEW (37) Nell'ambito dell'accordo complementare stipulato tra GVSt e VDEW le imprese carboniere aderenti a GVSt si sono impegnate congiuntamente ad effettuare la fornitura di determinati quantitativi di carbone. Tale accordo comporta pertanto, da un lato,  l'intesa delle imprese aderenti di fornire congiuntamente un determinato quantitativo - ossia il quantitativo fissato nell'accordo complementare della rispettiva associazione - nonché di accettare le altre clausole del contratto previste dall'accordo  complementare della rispettiva associazione. Dall'altro implica anche un'intesa sulla ripartizione di tale quantitativo globale fra le imprese carboniere tedesche partecipanti. Presupposto per le dichiarazioni di impegno sottoscritte dalle singole  imprese carboniere tedesche era che queste ultime avrebbero fissato la quota di competenza di ognuna di esse sul quantitativo globale. La decisione di GVSt di stipulare l'accordo con VDEW, costituisce inoltre una decisione di un'associazione di imprese.   b) L'accordo complementare GVSt-VIK (38) Anche l'accordo stipulato dalle imprese carboniere affiliate a GVSt si basa su intese analoghe. L'accordo complementare indica al punto 2 che le imprese carboniere hanno rilasciato « dichiarazioni di impegno » in adempimento dei principi di base.  Il rilascio congiunto di tali dichiarazioni si basa necessariamente su un'intesa fra le imprese con la quale le imprese si sono impegnate a fornire un determinato volume globale e ad accettare il contenuto dell'accordo complementare. Inoltre le imprese  carboniere hanno convenuto che le forniture da eseguire per raggiungere il volume globale previsto dovevano essere ripartite soltanto fra di esse.  3. Restrizioni della concorrenza Le intese tra le imprese carboniere restringono la concorrenza sotto più aspetti.  a) L'accordo complementare GVSt-VDEW (39) L'intesa delle imprese carboniere riguardante l'accettazione dell'accordo delle rispettive associazioni porta alla conseguenza che tutti i contratti di fornitura individuali con le EVU sono stipulati sulla base di quanto prescritto dall'accordo  complementare. In tal modo è esclusa la concorrenza tra le imprese carboniere. Ciò costituisce un controllo congiunto dello smercio e una ripartizione dei mercati ai sensi dell'articolo 65, paragrafo 1, del Trattato CECA.  L'accordo sul volume globale delle forniture di carbone ha per effetto di escludere, nell'ambito di tale quantitativo, le forniture di produttori di carbone di altri Stati membri proteggendo in tal modo il mercato tedesco del carbon fossile contro le  forniture provenienti da altri Stati membri. Il fatto che, considerati gli elevati costi di produzione del carbon fossile tedesco, sarebbero del tutto ipotizzabili forniture da altri Stati membri è già stato menzionato più sopra. L'effetto di  compartimentazione del mercato tedesco risulta in particolare dalla nota relativa all'articolo 2, paragrafo 4, dell'accordo complementare GVSt-VDEW in base alla quale le imprese minerarie si impegnano, in caso di insufficiente produzione propria, a  reperire esclusivamente all'interno del paese i quantitativi dovuti in base al contratto. Un'impresa carboniera è pertanto tenuta, anche qualora fosse costretta ad acquistare carbon fossile da altre fonti per adempiere completamente i propri obblighi di  fornitura, ad approvvigionarsi soltanto presso le imprese carboniere tedesche, senza possibilità di rifornirsi altrove.  (40) L'intesa sulla ripartizione del quantitativo globale fra le imprese carboniere tedesche porta ad escludere completamente, nell'ambito della fornitura di tale quantitativo globale, qualsiasi concorrenza tra le imprese stesse. A torto GVst obietta a  questo riguardo che l'accordo complementare non può ricadere sotto l'articolo 65 già per il solo fatto che le obbligazioni previste dall'accordo erano di entità tale da non poter essere assunte se non in forma congiunta. Con tale obiezione GVst cerca di  giustificare una restrizione della concorrenza utilizzando questa stessa restrizione come argomento, limitandosi cioè ad affermare che un accordo comportante una restrizione della concorrenza si giustifica già per il solo fatto che tale restrizione è  possibile soltanto grazie all'intesa tra più concorrenti.  b) L'accordo complementare GVSt-VIK (41) Le stesse considerazioni valgono anche per l'intesa tra le imprese carboniere su cui si basa l'accordo GVSt-VIK. Le intese sulla fissazione del volume globale e delle altre modalità dell'accordo complementare costituiscono un accordo sulle  condizioni di smercio del carbon fossile nonché una ripartizione dei rispettivi mercati. La concorrenza tra le imprese carboniere è pertanto esclusa sotto questo aspetto. L'affermazione di GVSt secondo cui le imprese carboniere hanno dovuto entrare in  concorrenza con altre imprese per ottenere i contratti di fornitura con gli autoproduttori industriali, non contrasta con tale valutazione. Tale « concorrenza » ha avuto luogo soltanto sulla base e nell'ambito di una preesistente intesa restrittiva  della concorrenza.  L'accordo ha inoltre per effetto la compartimentazione dei mercati. L'articolo 3 dei principi di base prevede che i singoli contraenti possono concordare fra di loro o anche con le EVU aderenti all'accordo GVSt-VDEW la cessione reciproca degli obblighi  o diritti di acquisto, purché non venga ridotto il quantitativo globale stabilito negli accordi tra GVSt-VIK e GVSt-VDEW. Le imprese carboniere hanno in tal modo assicurato congiuntamente che anche in caso di modifica dei singoli rapporti di fornitura,  le forniture provengano sempre dalla cerchia delle imprese carboniere tedesche.  E. Articolo 65, paragrafo 2, del Trattato CECA  In base all'articolo 65, paragrafo 2, del Trattato CECA la Commissione può autorizzare accordi di specializzazione, accordi d'acquisto o di vendita in comune nonché altri accordi strettamente analoghi  quanto alla loro natura e ai loro effetti, se constata che essi sono conformi alle condizioni stabilite dall'articolo 65, paragrafo 2. Il paragrafo 2 esige che l'accordo contribuisca ad un miglioramento notevole della produzione o della distribuzione  dei prodotti considerati, sia essenziale per ottenere questi effetti, senza avere un carattere più restrittivo di quanto il suo scopo richieda, e non sia idoneo a sottrarre alla concorrenza effettiva di altre imprese una parte sostanziale dei prodotti  nel mercato comune.  (42) La Commissione considera che nel caso di specie sussistono tali presupposti. Gli accordi stipulati tra le imprese carboniere sono strettamente analoghi ad un accordo di specializzazione e di acquisto e vendita in comune. Le intese sulla fissazione  di un volume globale di consegne e sulla sua ripartizione in quote costituiscono il presupposto necessario per la stipula dei due accordi complementari. Esse permettono alle imprese carboniere la programmazione a lungo termine delle vendite necessaria  ai fini di una buona gestione. Né sembrano restringere la concorrenza oltre quanto strettamente necessario per conseguire il citato miglioramento della produzione e della distribuzione. L'autorizzazione delle intese stipulate dalle imprese minerarie può  tuttavia essere concessa soltanto per gli obblighi di acquisto previsti dagli accordi complementari ed entro i limiti di un quantitativo massimo annuo. In tal modo viene esclusa la possibilità di riporto degli obblighi di acquisto non adempiuti ad altri  periodi. Tenuto conto della necessità di assicurare la programmazione a lungo termine, le intese possono essere considerate accettabili anche sotto il profilo del criterio che vieta di sottrarre alla concorrenza effettiva di altre imprese una parte  sostanziale dei prodotti. Infine gli accordi non riguardano tutto il territorio della Repubblica federale di Germania bensì soltanto i vecchi Laender.  F. Articoli 6 e 8 del regolamento n. 17  (43) Conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento n. 17, la presente decisione prende effetto alla data della notifica, ossia il 1o giugno 1989 per l'accordo GVSt-VDEW e il 2 luglio 1991 per  l'accordo GVSt-VIK.  G. Rilevanza ai fini delle ulteriori decisioni della Commissione in materia di aiuti  (44) La decisione di autorizzazione degli accordi stipulati tra GVSt e VDEW nonché tra GVSt e VIK non pregiudica la futura valutazione giuridica, da parte della  Commissione, degli aiuti concessi dal governo federale all'industria tedesca del carbon fossile. In particolare la decisione di esenzione non fa sorgere, in capo alle imprese carboniere tedesche e al governo federale alcuna pretesa all'autorizzazione di  aiuti. Le parti contraenti hanno stipulato gli obblighi di acquisto per il carbon fossile subordinatamente alla concessione di aiuti e alla possibilità di acquistare carbone da paesi terzi. L'autorizzazione degli accordi sotto il profilo delle regole  della concorrenza non può pregiudicare le future decisioni in merito all'ammissibilità di tali aiuti. Ciò vale sia per le decisioni adottate sulla base della decisione generale n. 2064/86/CECA che per le decisioni riguardanti il periodo successivo al  1993 per il quale deve ancora essere creata una base giuridica generale. La decisione di esenzione non può pregiudicare le future decisioni sull'ammissibilità degli aiuti a favore del carbone anche perché il volume di carbone sovvenzionato con aiuti  diretti in base alla terza legge tedesca sull'impiego del carbon fossile nella produzione di elettricità è già ora inferiore all'obbligo di acquisto esentato,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  Le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CEE sono dichiarate inapplicabili, in base all'articolo 85, paragrafo 3, nei riguardi dell'« Accordo complementare sulla vendita di carbon fossile tedesco fino al 1995 » stipulato  fra « Gesamtverband des Deutschen Steinkohlenbergbaus » e « Vereinigung Deutscher Elektrizitaetswerke e. V. » a condizione che l'obbligo di acquisto non superi un quantitativo annuo massimo di 34,4 Mio di tec; non sono ammessi riporti da un periodo  all'altro.  L'accordo complementare è autorizzato, alla stessa condizione, in base all'articolo 65, paragrafo 2, del Trattato CECA.  L'esenzione e l'autorizzazione hanno effetto dal 1o giugno 1989 al 31 dicembre 1995.  Articolo 2  Le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CEE sono dichiarate inapplicabili, in base all'articolo 85, paragrafo 3, nei riguardi dell'« Accordo complementare riguardante la vendita di carbon fossile tedesco alle imprese  industriali autoproduttrici di elettricità » a condizione che l'obbligo di acquisto non superi un quantitativo annuo massimo di 6,5 Mio di tec; non sono ammessi riporti da un periodo all'altro.  L'accordo complementare è autorizzato, alla stessa condizione, in base all'articolo 65, paragrafo 2, del Trattato CECA.  L'esenzione e l'autorizzazione hanno effetto dal 2 luglio 1991 al 31 dicembre 1995.  Articolo 3  La presente decisione non pregiudica la valutazione della compatibilità degli aiuti tedeschi a favore del carbone con le regole del Trattato CECA.  Articolo 4  Sono destinatari della presente decisione: Gesamtverband des deutschen Steinkohlenbergbaus (GVSt), Friedrichstrasse 1, D-4 300 Essen 1, Vereinigung Deutscher Elektrizitaetswerke e. V. (VDEW), Streesemannallee 23, D-6 000 Frankfurt a. M. e  Vereinigung Industrielle Kraftwirtschaft e. V. (VIK), Richard-Wagner-Strasse 41, D-4 300 Essen 1.  Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1992.  Per la Commissione Leon BRITTAN Vicepresidente (1) GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.  (2) GU n. C 159 del 29. 6. 1990, pag. 7. GU n. C 116 del 30. 4. 1991, pag. 6. GU n. C 249 de 26. 9. 1992, pag. 3.  (3) Nella versione del 15 settembre 1980, BGBl, parte I, pag. 1945.  (4) Nuova versione del 19 aprile 1990, BGBl, parte I, pag. 917.  (5) GU n. L 177 dell'1. 7. 1986, pag. 1.  (6) GU n. L 241 del 25. 8. 1987, pag. 10.  (7) GU n. L 116 del 28. 4. 1989, pag. 52.  (8) GU n. L 346 dell'11. 12. 1990, pag. 18.  (9) GU n. L 346 dell'11. 12. 1990, pag. 20.  (10) GU n. L 21 del 29. 1. 1993, pag. 33.  (11) GU n. L 178 del 9. 7. 1975, pag. 26.  (12) GU n. L 75 del 21. 3. 1991, pag. 52.  (13) Sentenza del 27 gennaio 1987, causa 45/85, Raccolta della giurisprudenza della Corte 1987, pagg. 477, 455, punto 32.  (14) « Potentiale zur CO2-Minderung in der Elektrizitaetswirtschaft », parere del VDEW del 14. 2. 1990.  (15) Cfr. la proposta di direttiva del Consiglio riguardante le regole comuni per il mercato interno dell'elettricità, GU n. C 65 del 14. 3. 1992, pag. 4, art. 13, paragrafo 5.