CELEX: 51987PC0098
Language: it
Date: 1987-03-03
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo nei confronti delle importazioni di motori elettrici polifase normalizzati di potenza superiore a 0,75 kilowatts e inferiore o pari a 75 kilowatts, orignari della Bulgaria, della Cecoslovacchia, della Polonia, della Repubblica democratica tedesca, dell'Ungheria e dell'Unione Societica, e che fissa la riscossione definitiva degli importi costituiti in garanzia a titolo di dazio provvisorio (presentata dalla Commissionea)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (87) 98
Vol. 1987/0041
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
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dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents classifiés présents dans ce dossier
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informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
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on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit erforderlich, wurden die Verschlusssachen in diesem Akt in
Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13. März 2015 über die Sicherheitsvorschriften für den Schutz von EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---              COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                            COM(87 ) 98 def .
                                                            Bruxelles , 3 marzo 1987
                                         Proposta di
                             REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO
              che istituisce un dazio antidumping definitivo nei confronti
             delle importazioni di motori elettrici polifase normalizzati di
         potenza superiore a 0,75 kilowatts e inferiore o pari a 75 kilowatts ,
                                  orignari della Bulgaria ,
                       della Cecoslovacchia , della Polonia , della
        Repubblica democratica tedesca , dell' Ungheria e dell' Unione Societica ,
           e che fissa la riscossione definitiva degli importi costituiti in
                         garanzia a titolo di dazio provvisorio
                             ( presentata dalla Commissionea )
C0MC87 )  98 def .
                       PI 0 s           ‘IMX fl
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1 . Con regolamento ( CEE ) n . 3019 / 86 ( 1 ),    la Commissione ,   nel quadro della
     procedura di    riesame riaperta il 26 novembre 1985 ,        ha istituito un dazio
     antidumping    provvisorio       nei confronti    delle    importazioni    di  motori
     elettrici polifase di potenza         superiore a 0,75 kW e inferiore o pari a
     75 kW , originari della Bulgaria , della Cecoslovacchia , della Polonia , della
     Repubblica democratica tedesca ,       della Romania , dell' Ungheria e dell' Unione
     Sovietica .   Con regolamento ( CEE ) n . 254 / 87 del Consiglio ( 2 ),   la validità
     di questo dazio provvisorio è stata prorogata sino al 30 marzo 1987 .
2 . Dall' imposizione delle misure provvisorie,         la Commissione ha ulteriormente
     approfondito la propria indagine con riferimento al valore normale e al
     pregiudizio .     I  risultati    definitivi  sono   stati   presentati   alle  parti
     interessate .
     Si noti che ,      dall' avvio della procedura ,     ogni esportatore ha avuto la
     possibilità    di   essere    inteso  e  di  venire   a  conoscenza   dei   risultati
     dell' inchiesta complessivamente t re volte .
3 . Quanto alla scelta del paese analogo a economia di mercato per stabilire il
     valore normale, la maggior parte degli esportatori - in particolare quelli
     dell' Unione sovietica ,        della RDT e della Polonia - oltre ad alcuni
     importatori , hanno contestato la scelta della Svezia .
( 1 ) GU L 280 de ll'1 . 10.1986 , pag . 68
( 2 ) GU L   26 del 29.1.1987 -
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Essendole pervenuta nel mese di       novembre un' ulteriore denuncia per gli
stessi prodotti ,    nei confronti della Iugoslavia ,     la Commissione ha potuto
procedere a un’inchiesta sui prezzi interni praticati in quel paese .         Nella
fase definitiva , quindi , il valore normale è stato stabilito in Iugoslavia ,
e questa base di raffronto è parsa più adeguata della precedente,           oltre a
essere stata , nel complesso, poco contestata .
L' esportatore sovietico ha però preteso che,      all' interno della Iugoslavia ,
il valore normale venisse stabilito in base a un valore costruito ( costi di
produzione più spese generali più ragionevole margine di utile ) e non ai
prezzi interni .
Qualora    il  metodo  del valore   costruito   fosse    stato   respinto ,  questo
esportatore ha chiesto vari      adattamenti che tenessero conto almeno delle
differenze di    potere d' acquisto tra l' Unione Sovietica e la Iugoslavia ,
oppure rispecchiassero differenze di salario,         di costo dei componenti o di
economie di scala che esisterebbero tra i due paesi .
Nessun elemento di prova è stato però addotto dall' esportatore sovietico a
sostegno delle sue richieste e le ponderazioni pretese esulano del resto da
quanto prevede il regolamento ( CEE ) n . 2176 / 84 .
Nessuno degli     esportatori  ha  del  resto  proposto un' alternativa per      la
scelta del paese analogo, tranne quella di assumere quale base di raffronto
determinati Stati membri della Comunità ( Francia o Italia),           i quali sono
per   l' appunto due dei mercati    su cui  maggiore è      il ribasso dei prezzi
provocato dalle pratiche di dumping in causa .
Dai calcoli definitivi effettuati rispetto ai prezzi interni iugoslavi sono
emersi margini di dumping oscillanti tra il 160% e il 117% .
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4 . La maggior parte degli esportatori e alcuni importatori hanno contestato le
    conclusioni        preliminari          relative          al      pregiudizio ,          adducendo ,
    sostanzia Iment e ,
    - che non era giustificato            cumulare      l' effetto di       tutte   le    importazioni
      oggetto dell' inchiesta ;
    - che    i   prezzi    all' esportazione       praticati        risultavano     da    un    semplice
      allineamento sui prezzi dei produttori comunitari ;
    - che questi ultimi si erano lanciati in una guerra di prezzi .
      . Quanto alla prima obiezione sollevata ,                  la pratica comunitaria è sempre
         consistita nel cumulare           le importazioni in causa ,            ogni     qualvolta si
         fosse in presenza di prodotti " fungibili” - ovvero intercambiabili - e
         di    prezzi  all' importazione       di    livello      analogo .     Nel  caso     in esame ,
         ricorrono entrambe queste condizioni .
      . Quanto agli       altri due      argomenti ,       " l' allineamento" e " la guerra dei
         prezzi "    tra    produttori      comunitari ,         dopo   l' istituzione      del   dazio
         provvisorio      la  Commissione      ha     approfondito       la   propria     indagine    in
         materia .
         Essa     ha   messo     in   evidenza      sottoquotazioni         quasi    sistematiche      e
         rilevanti - con una         tendenza     tipica      dal 5%    al 45% - sulla       media  dei
         mercati colpiti ( D ,       F,   I,   UEBL ) . Queste sottoquotazioni , ovviamente ,
         sono meno forti        (con una tendenza tipica dal 2% al 22% )                   sul mercato
         italiano ,      dove     i   fabbricanti       lavorano       coi   costi     di   produzione
         inferiori .
         Quasi tutti      i produttori comunitari subiscono perdite nel settore dei
         motori    polifase normalizzati ,           perdite       che assorbono con         gli  utili
         ricavati     nelle     loro    altre    attività ,         in   particolare       quelle   dei
         cosiddetti motori " speciali ",          che per l' appunto i paesi a commercio di
         Stato quasi non esportano .
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         Un altro elemento rivelatore - e che mostra l' esistenza di un rapporto
         di causa ed effetto - è il fatto che il mercato britannico,                      sul quale
         praticamente      non     si    registrano      importazioni     originarie    dei    paesi
         dell' Est ,    offre utili nettamente superiori ,              e che anzi il principale
         fabbricante     realizza       addirittura     un   utile   rilevante  nel    settore   dei
         motori in questione .
    Di   conseguenza      gli     elementi     addotti       dagli   esportatori    e   da   alcuni
    importatori non hanno permesso alla Commissione di modificare                       le proprie
    conclusioni      circa    l' esistenza     di   un    pregiudizio grave      provocato dalle
    importazioni in questione .
5 . Alcuni esportatori hanno sostenuto che un aumento di prezzo definitivo pari
    all' importo del      dazio provvisorio         ( circa    il  35% per   i  motori   a quattro
    poli , ovvero per i modelli più correnti ) pregiudicherebbe le loro relazioni
    commerciali con i paesi della Comunità ,                 in particolare con riferimento al
    commercio di compensazione .
    Nonostante gli effetti reali o potenziali sortiti dalle misure antidumping ,
    la    Commissione       ritiene       che,     visto       il   grave    pregiudizio      subito
    dall' industria comunitaria nel settore dei motori " normali ",                   tenuto conto
    anche del fatto che questa attività svolge un ruolo centrale per l' intero
    ramo delle macchine rotanti , la Comunità non può , nel suo stesso interesse,
    non prendere una misura .            Qualora venisse presa una misura insufficiente ,
    c' è da   temere     che nei       prossimi   anni     i   paesi   a commercio di      Stato si
    sostituiscano gradualmente ai fabbricanti comunitari nel settore dei motori
    normali .
    In proposito ,      dall' indagine è emersa una netta tendenza all' installazione ,
    presso gli importatori comunitari ,               di impianti che permettono di montare
    motori elettrici normali con componenti importati dai paesi a commercio di
    Stato .
6 . In materia di impegno ,           la Commissione ha ritenuto accettabile solo quello
    offerto dall' esportatore rumeno,             la cui aliquota di mercato era scesa al
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    di sotto di un livello minimo e che peraltro non sembra essere legato a
    un' importatore .
    Alcuni altri esportatori hanno accennato alla possibilità di offrire
    impegni di prezzo . Questi però non sono stati ritenuti accettabili dalla
    Commissione , per motivi che sono stati comunicati alle parti interessate .
7 . Di conseguenza , la Commissione propone che il Consiglio istituisca un dazio
    antidumping definitivo di forma analoga a quella del dazio provvisorio
    ( prezzo minimo ).
    Le   condizioni    di  aspra   concorrenza   all' interno  della  Comunità  e  la
    disparità alquanto pronunciata tra i prezzi di costo dei prodotti
    fabbricati nella Comunità , inducono tuttavia la Commissione a proporre al
    Consiglio un aumento di prezzo calcolato in base al prezzo di costo dei
    fabbricanti comunitari che possono vantare i migliori risultati . Per i
    motori a quattro poli , questo aumento equivale in definitiva al 25% circa
    del prezzo franco frontiera comunitaria , per il prodotto non sdoganato .
    L' aliquota di questo dazio definitivo, peraltro molto       inferiore al margine
    di dumping accertato, dovrebbe bastare a eliminare il        pregiudizio arrecato
    all' industria     comunitaria    dei   motori    polifase   normalizzati   dalle
    importazioni originarie dei paesi a commercio di Stato       in questione .
8 . Contestualmente,      la Commissione propone al Consiglio la riscossione
    definitiva dei dazi antidumping provvisori a conguaglio del prezzo minimo
    definiti vo .
9 . Il comitato antidumping ,      consultato sui risultati di questa procedura di
    riesame , ha espresso parere favorevole .
 ---pagebreak---                                         Proposta di
                      REGOLAMENTO ( CEE)              DEL CONSIGLIO
            che istituisce un dazio antidumping definitivo nei confronti
          delle importazioni di motori elettrici polifase normalizzati di
       potenza superiore a 0,75 kilowatts e inferiore o pari a 75 kilowatts ,
                                originari della Bulgaria ,
                      della Cecoslovacchia , della Polonia , della
      Repubblica democratica tedesca , dell' Ungheria e dell' Unione Sovietica ,
         e che fissa la riscossione definitiva degli importi costituiti in
                        garanzia a titolo di dazio provvisorio
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,
visto il      regolamento ( CEE ) n . 2176 / 84 del Consiglio,   del 23 luglio 1984 ,
relativo alla difesa contro le importazioni che formano oggetto di dumping o
di    sovvenzioni    da parte     di  paesi    non membri  della  Comunità economica
europea ( 1 ), in particolare l' articolo 12 ,
vista la proposta della Commissione presentata previa consultazione in sede di
comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue :
( 1 ) GU L 201 del 30.7.1984 , pag . 1 .
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A. MISURE PROWISOR IE
     1 . Con regolamento CCEE ) n . 3019 / 86 ( 2 ), la Commissione , nel quadro della
         procedura di riesame aperta il 26 novembre 1985 ( 3 ), ha istituito un
         dazio antidumping provvisorio nei confronti delle importazioni di motori
         elettrici polifase di potenza superiore a 0,75 kilowatts e inferiore o
         pari a 75 kilowatts, originari della Bulgaria , della Cecoslovacchia ,
         della Polonia , della Repubblica democratica tedesca , della Romania ,
         dell' Ungheria e dell' Unione Sovietica .
         Con lo stesso regolamento la Commissione aveva ritirato la propria
         accettazione degli impegni di prezzo assunti in precedenza dagli
         esportatori ungheresi e sovietici .
         Con regolamento ( CEE ) n . 3018 / 86, datante dello stesso giorno,        il
         Consiglio aveva ritirato la propria accettazione degli impegni di prezzo
         assunti in precedenza dagli esportatori di Bulgaria , Cecoslovacchia ,
         Repubblica democratica tedesca e Romania .
         Il dazio provvisorio è stato prorogato per un periodo di due mesi con
         regolamento CCEE ) n . 254 / 87 del Consiglio , del 29 gennaio 1987 ( 4 ).
B. SEGUITO DELLA PROCEDURA
     2 . Poco tempo dopo l' istituzione dei dazi provvisori , i ricorrenti - vale a
         dire GIMELEC , col sostegno di ZVEI , REMA , FABRIMETAL e ANIE - hanno
         presentato alla Commissione una domanda di estensione della procedura in
         corso alle importazioni del prodotto in questione originarie della
         Iugos lavia .
( 2) GU L 280 del 1° . 10 . 1986, pag . 68 .
( 3) GU C 305 del 26.11.1985 , pag . 2 .
( 4 ) GU L 26 del 29.1.1987 .
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         Previa consultazione , la Commissione ha deciso che gli elementi di prova
         presentati erano sufficienti a giustificare l' avvio di una procedura
         antidumping nei confronti delle importazioni in questione originarie
         della Iugoslavia , e ha quindi iniziato la relativa indagine in data
         8 novembre 1986 ( 5 ).
         Pur essendo distinta dalla presente procedura di riesame , la procedura
         antidumping nei confronti delle importazioni originarie della Iugoslavia
         verte pur sempre sugli stessi prodotti .               Per questo motivo la
         Commissione ,     al fine di procedere a constatazioni definitive nei
         confronti dei paesi a commercio di Stato in causa , ha esaminato altresì
         il livello dei prezzi interni in Iugoslavia , oltre al livello dei prezzi
         e ai quantitativi dei motori           in questione esportati dai   fabbricanti
         iugoslavi nella Comunità .
     3 . Dopo l' istituzione di dazi provvisori , gli esportatori dei paesi a
         commercio di Stato nei confronti dei quali i dazi medesimi erano stati
         introdotti ,     nonché alcuni importatori ( Symkens ,        Liegi ;   Sermés ,
         Strasburgo; Stanko, ..., Neotype, ...) hanno chiesto, entro i termini
         previsti dal regolamento ( CEE) n . 3019 / 86,        di essere intesi dalla
         Commissione . Quest' ultima li ha informati in modo dettagliato circa i
         riscontri e le considerazioni sulle quali essa aveva fondato le proprie
         conclusioni provvisorie e intendeva proporre l' istituzione di un dazio
         definitivo, oltre alla riscossione degli importi costituiti in garanzia
         a titolo di dazio antidumping provvisorio .
         Tutte le parti hanno avuto la possibilità di far conoscere il proprio
         punto di vista su queste conclusioni entro un termine determinato .
         Alcune si sono avvalse di questa facoltà e si è tenuto conto delle loro
         osservazioni .
( 5 ) GU C 282 de II' 8 . 11 . 1986, pag . 3 .
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   4 . Ai fini della determinazione in via definitiva del valore normale per i
       paesi a commercio di Stato in questione , la Commissione ha proceduto a
       verifiche supplementari presso il principale produttore svedese, i cui
       prezzi di vendita sul mercato nazionale erano serviti per la
       determinazione del valore normale in via preliminare .
       Tenuto conto dell' avvio di una procedura antidumping parallela a quella
       in esame nei confronti delle importazioni di motori originarie della
       Iugoslavia ( come illustrato al precedente punto 2 ) la Commissione ha
       proceduto altresì a una verifica presso tre produttori / esportatori
       iugoslavi di motori elettrici normalizzati :
       - Rade-Koncar , Zagabria ,
       - Sever , Subotica ,
       - Elekt rokov ina , Maribor .
       Per approfondire la propria indagine sull' esistenza di un pregiudizio e
       di un rapporto di causa ed effetto,         la Commissione ha proceduto inoltre
       a verifiche supplementari presso i produttori comunitari già citati nel
       regolamento ( CEE ) n . 3019 / 86 , e ha incluso nell' inchiesta due produttori
       italiani i cui nomi erano stati suggeriti da vari importatori :
       - Elett ro-Ada , . . .
       - Lafert , . . .
C. VALORE NORMALE
   5 . Al fine di stabilire se le importazioni originarie della Bulgaria , della
       Cecoslovacchia ,     della Polonia ,     della Repubblica democratica tedesca ,
       della Romania ,     dell' Ungheria e dell' Unione Sovietica continuassero a
       formare oggetto di pratiche di dumping ,         la Commissione,    tenendo conto
       del   fatto   che   questi  paesi    non  hanno   un' economia  di  mercato ,  ha
       provveduto    a   determinare    in  via  preliminare    il  valore   normale dei
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    prezzi    di   quei   paesi      sulla base     dei    prezzi   praticati     in   Svezia     dal
    principale produttore svedese , ASEA .
    La   Commissione       ha    ritenuto     che    i   prezzi   praticati      dal    principale
    produttore      svedese     sul    suo   mercato      interno   offrissero      una    base    di
    raffronto adeguata ed equa ai sensi dell' articolo 2 ,                    paragrafo 5 ,       del
    regolamento ( CEE )      n . 2176 / 84 .    Questa scelta non era stata contestata
    entro   i    termini     prescritti      per   la   fase preliminare dell' indagine da
    alcuni    degli    esportatori        in   questione .      Solo  un    piccolo     numero     di
    importatori aveva contestato questa scelta ,                 nei termini ,      proponendo di
    scegliere quale paese di           riferimento a economia di mercato la Francia o
    l' Italia ,     e di    stabilire il valore normale in quei                paesi in base al
    prezzo di mercato ( art . 2 , par . 5 , lettera c ).
    La   Commissione       non    ha   accolto    questa     proposta ,     giacché     il    metodo
    previsto dall' articolo 2 , paragrafo 5 , lettera c ), va applicato solo ove
    i prezzi o il valore costruito stabiliti in conformità del paragrafo 5 ,
    lettere a ) o b ), non forniscano una base appropriata , mentre nel caso di
    specie le caratteristiche del mercato svedese rispondono perfettamente
    ai requisiti necessari .           Ma persino uno degli esportatori ,             ZSE ,    aveva
    specificamente accettato che il valore normale venisse stabilito in base
    ai prezzi interni svedesi .
6 . Dopo   l' istituzione       del    dazio     provvisorio,       molti    degli    esportatori
    interessati - in          particolare        quelli     della    Repubblica       democratica
    tedesca ,     della Polonia e dell' Unione Sovietica - hanno contestato ,                      in
    varia misura ,      ( i ) la scelta della Svezia come mercato analogo,                  ( ii ) la
    scelta di ASEA come produttore rappresentativo,                      ( iii ) il   livello dei
    prezzi di ASEA presi in considerazione , ovvero il livello degli sconti .
    Alcuni esportatori ,         pur contestando la scelta della Svezia come mercato
    analogo,      hanno proposto di stabilire un valore normale costruito sulla
    base dei costi di produzione di ASEA .
    In sostanza ,       gli argomenti sviluppati dagli esportatori nei confronti
    del   valore     normale     stabilito dalla         Commissione    nel regolamento ( CEE )
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n . 3019 / 86 vertono sulle dimensioni del mercato svedese ( ritenuto troppo
esiguo ),     sulla    posizione di      ASEA    in  Svezia   sotto   il    profilo della
concorrenza ( una posizione che alcuni ritengono di predominio ) e infine
sul    livello     degli    sconti    di    ASEA    presi   in    considerazione       dalla
Commissione      ( pari    al 60% ,    mentre       gli   esportatori      ritengono     che
l' abbattimento normale sul mercato svedese del 1985 , fosse dell' 80% ).
- Quanto alla controversia sul livello degli sconti concessi da ASEA in
   Svezia ,    la Commissione ,     dopo l' istituzione del dazio provvisorio, ha
   proceduto a una verifica supplementare e completa di tutte le vendite
   di motori normalizzati in questione durante un periodo-campione scelto
   a caso ( fine maggio-fine giugno ).            Dal risultato di questa verifica è
   emerso    un  livello    di   sconto    ( 63% ?)  che   differisce    solo     in  misura
   minima dal tasso accolto in un primo tempo ( 60% ).                 / In proposito va
   notato che ,       come   per   tutti    i   fabbricanti     comunitari - oltre       che
    iugoslavi - ,      gli sconti concessi da ASEA si configurano solo in via
   eccezionale come sconti per quantitativi in senso stretto ;                   gli sconti
   sono calcolati      infatti    in base alla rilevanza commerciale            di   ciascun
   cliente per il produttore in questione ,              tenuto conto del suo volume
   globale    d' acquisto     per   ogni   anno,      senza distinzione        di   macchine
   rotanti e anzi       senza    distinzione di prodotti .         Non esistono quindi
   sconti per quantitativi ,          specificatamente concessi         sull' acquisto di
   motori elettrici normalizzati ./
- Quanto alla posizione di           ASEA sul mercato interno svedese sotto il
   profilo della concorrenza ,           la Commissione non si ritiene atta ,              in
   nessun caso ,     a formulare un giudizio pertinente .           Non si può tuttavia
   non rilevare la presenza sul mercato svedese di un secondo produttore ,
   ELMO - il quale ,       stando ad alcune fonti ,           procederebbe attualmente
                                                                               *
   all' assemblaggio di pezzi importati dai paesi a commercio di Stato - e
   di importazioni originarie dei paesi a commercio di Stato, oltre che
   dei paesi membri della Comunità , a concorrenza del 36% circa del
   mercato .
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    - E'    stato    infine     sostenuto    che    le   dimensioni      del    mercato     svedese
       ( 160 000 motori )      si   discosterebbero       troppo     da   quelle    dei     mercati
       interni nei paesi a commercio di Stato in questione ( sui quali , stando
       agli    esportatori ,       verrebbero venduti        svariati     milioni    di   motori ).
       Secondo gli       esportatori ,     questa      constatazione dovrebbe           indurre   a
       rinunciare alla scelta della               Svezia come paese analogo oppure a
       procedere ad adattamenti dei prezzi di vendita sul mercato svedese , o
       ancora    a  stabilire un valore normale costruito                 in base ai      costi di
       produzione di ASEA .
7 . La    Commissione     ritiene     che  il   concetto      di  " economie     di   scala"    sia
    intimamente connesso all' economia di mercato,                    che non vi      sia quindi
    motivo alcuno di         credere alla validità di un concetto del genere in
    paesi    nei   quali     il   commercio    forma oggetto        di   un    totale - o quasi
    totale - monopolio e in cui           tutti i prezzi interni            sono fissati dallo
    Stato .
    Spinto all' estremo,          del resto,     il   ragionamento di        alcuni esportatori
    finirebbe      col   portare      ad  esempio      a   scegliere      come    paese     analogo
    dell' Unione Sovietica ai fini della determinazione del valore normale,
    solo gli Stati Uniti ,          tenuto conto delle dimensioni rispettive dei due
    mercati .
    Allo     stesso    modo,       volendo    calcolare      il   valore      normale     in   base
    all' economia di mercato di un paese terzo,                non vi è motivo di procedere
    ad    adattamenti     che     dovrebbero    rispecchiare       le    differenze      di   costo
    riscontrate nei       paesi a commercio di Stato .            Qualsiasi adattamento del
    valore normale stabilito nel paese analogo implicherebbe infatti una
    valutazione globa le - e non già limitata a un dato elemento del processo
    produttivo - della         situazione     relativa      dei  vantaggi       comparativi     nel
    paese analogo e nei paesi a commercio di Stato .                   In secondo luogo,        una
    valutazione del genere,            quand' anche di fatto risultasse possibile,               di
    per sé non fornirebbe alcuna indicazione ai fini di un' eventuale presa
    in considerazione del valore normale nel paese analogo,                         giacché,     in
    un' economia di mercato , i prezzi variano in funzione non solo dei costi ,
    ma anche dell' equilibrio tra l' offerta e la domanda .
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8 . Per il complesso dei motivi esposti al punto 7 ,       la Commissione ha
    ritenuto che i prezzi praticati sul suo mercato interno dal principale
    produttore svedese offrissero una base di raffronto adeguata ed equa .
    Come indicato al punto 4 ,       tuttavia , dall' imposizione del dazio
    provvisorio la Commissione ha avuto altresì la possibilità di procedere
    per tempo a una verifica presso tre produttori / esportatori iugoslavi di
    motori elettrici normalizzati .
    Dato che la Iugoslavia è un paese a economia di mercato, è sorto il
    problema di stabilire se i prezzi praticati sul mercato interno
    iugoslavo non offrissero anch' essi una base di raffronto equa , e anzi
  ' ancora più appropriata .
    Tutti gli esportatori - con la sola eccezione di *** - hanno ritenuto
    che tale fosse appunto il caso .
    Nella fattispecie ,   è emerso che il mercato iugoslavo dei motori
    normalizzati in questione era un mercato di circa 250 000 unità, sul
    quale - stando   alle    indicazioni   dei   fabbricanti    nazionali - la
    concorrenza è molto forte ; con i paesi a commercio di Stato, inoltre,
    l' economia iugoslava ha in comune una mancanza cronica di valuta
    straniera .
    Gli esportatori e le altre parti interessate sono dunque stati informati
    del proposito della Commissione di assumere quale base di raffronto per
    la determinazione definitiva del valore normale, la media ponderata dei
    prezzi di vendita praticati dai produttori iugoslavi sul mercato
    interno .
    Questa scelta è stata contestata dal solo esportatore sovietico, il
    quale ha chiesto che un valore normale costruito venisse determinato in
    base ai costi di produzione dei produttori iugoslavi , richiesta che è
    stata rifiutata per i motivi esposti al punto 7 .
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La Commissione ha ritenuto dunque , seguita in questo dal Consiglio, che la
media ponderata dei prezzi di vendita interni dei produttori iugoslavi
offrisse una base di raffronto equa e fosse anzi la più idonea per determinare
in via definitiva il valore normale dei prezzi interni nei paesi a commercio
di Stato in questione .
Su questa base ,    i valori normali per i sei tipi di motori del campione
prescelto ( motori a 4 poli / 1 500 t / m, di potenza 1,1 KW - 3 KW - 5,5 KW -
11 KW - 30 KW - 75 KW , di tipo chiuso ventilato, forma B3 , con braccio di
fissaggio, IP 44 / 54 , 220 /380 V , 50 Hz ) sono stati stabiliti ai livelli
seguenti , tenuto conto degli opportuni adattamenti precisati al punto 10 .
                Valore normale            In ECU ( 1985 )  ( franco fabbrica ,
                                                              pagamento in
                                                                contanti )
    1,1                                          69,13
    3                                          1 46,38
    5,5                                        216,55
   11                                          325,80
   30                                          802,38
   75                                        1 938,11
 ---pagebreak---                                       - 10 -
D. RAFFRONTO
   9.   La determinazione definitiva del margine di dumping è stata effettuata
        comparando i valori normali " franco fabbrica " stabiliti al punto
        precedente con i prezzi all' esportazione nella Comunità, durante il
        periodo di riferimento , praticati dai sette paesi a commercio di Stato
        in questione . I prezzi all' esportazione assunti sono stati i prezzi
        effettivamente pagati o pagabili all' esportazione in ciascuno dei
        principali mercati della Comunità .
   10 . Per raffrontare il valore normale con i prezzi all' esportazione " franco
        fabbrica" per ogni singolo prodotto del campione , la Commissione ha
        tenuto conto delle differenze che incidono sulla possibilità di
        comparare prezzi interni iugoslavi e prezzi di motori esportati dai
        paesi a commercio di Stato, procedendo ad alcuni opportuni adattamenti
        ove le parti interessate abbiano fornito la prova che una richiesta in
        tal senso era giustificata .
   11 . I prezzi interni dei motori iugoslavi sono stati ricondotti al livello
        franco fabbrica, pagamento in contanti . In proposito, si è proceduto ad
        alcuni adattamenti per tener conto delle condizioni di vendita ( nella
        fattispecie condizioni di pagamento e di credito, garanzia, servizio di
        assistenza ,    retribuzioni corrisposte ai venditori ,      imballaggio ,
        trasporto, assicurazione , movimentazione, carico e costi accessori ),
        nella misura in cui queste differenze avevano un rapporto diretto e
        funzionale   con   le vendite considerate  e  non  erano  dovute  a  mere
        differenze di spese amministrative e generali .
        Sono stati effettuati adattamenti per sconti per quantitativi e i
        prezzi di vendita netti dei produttori iugoslavi sono stati calcolati
        in base a uno sconto del 9% rispetto al prezzo di listino, equivalente
        agli sconti massimi concessi da quei produttori ai loro clienti più
        importanti .
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     - Oltre agli      adattamenti    suesposti ,    i produttori / esportatori       iugoslavi
        hanno chiesto due adattamenti dei          loro prezzi     interni     che sono stati
        rifiutat i :
        - un   adattamento     per  tener   conto del     fatto   che   il   tasso   di     cambio
          ufficiale della moneta iugoslava ,           il dinaro,     non corrispondeva al
          valore     reale  di    quella  moneta .     Avendo    constatato     che    il    tasso
          ufficiale è quello usato sia all' importazione sia all' esportazione da
          parte delle      società    che  operano    in   Iugoslavia    per    convertire       le
          transazioni effettuate in valuta straniera , nell' ambito della presente
          procedura la Commissione si è servita del tasso di cambio ufficiale
          del dinaro ;
       - un    adattamento      per  tener   conto    dell' inflazione      nel   periodo       che
          intercorre tra la vendita e il pagamento effettivo ,              inflazione che si
          tradurrebbe in una diminuzione del livello reale dei prezzi di vendita
          interni .    La Commissione ha fatto osservare di            aver proceduto a un
          opportuno adattamento per tener conto delle condizioni di pagamento e
          di   credito,     condizioni     che ,   in    un' economia    di    mercato,        sono
          influenzate dal tasso d' inflazione del paese in esame .
12 . I prezzi all' esportazione dei motori          esportati dai     paesi a commercio di
     Stato     sono    stati     ricondotti      a  loro     volta    al     livello      " franco
     fabbrica-pagamento in contanti ",        mediante opportuni adattamenti per tener
     conto di condizioni di pagamento e di             credito,    garanzia ,     imballaggio,
     trasporto , assicurazione , movimentazione , carico e costi accessori .
     - / Nessun adattamento tra i prezzi interni iugoslavi , quali determinati in
       precedenza ,     e il prezzo all' esportazione dei paesi a commercio di Stato
       è   stato   chiesto per tener conto di           differenze    di   quantitativi .        La
        Commissione ha potuto constatare che gli sconti massimi concessi dai
        produttori iugoslavi sul mercato interno - che peraltro non sono veri e
 ---pagebreak---                                        12 -
propri        sconti        per     quantitativi           come       indicato       al
punto 6 - corrispondevano in linea di massima a quantitativi comparabili
a quelli acquistati dagli        importatori di motori originari dei paesi a
commercio di Stato ./
E' sorto il problema di sapere se esistessero,            tra i motori iugoslavi e
quelli a commercio di Stato,          differenze nelle caratteristiche fisiche
tali    da   incidere     sulla   comparabilità      dei  prezzi    rispettivi .     In
proposito,       l' esportatore    della   Repubblica     democratica     tedesca    ha
affermato che il contenuto in materie attive dei suoi motori era minore ,
a parità di potenza ,        a quello della maggior parte dei suoi concorrenti
comunitari e persino iugoslavi .         Secondo l' esportatore sovietico e altri
esportatori       hanno    addotto   che     le  materie     prime    usate    per   la
fabbricazione dei       loro motori    sarebbero di     qualità inferiore a quelle
dei paesi a economia di mercato .          Altre differenze tecniche sono state
addotte in ordine all' alimentazione elettrica ,            a differenze di altezza
dell' asse , ai livelli sonori e di vibrazione .
L' indagine    ha   però mostrato    che   l' uso di    materiali   e   componenti   di
origini diverse e la più o meno grande ottimizzazione , da parte dei vari
fabbricanti ,      del contenuto in materie attive nei rispettivi motori , non
si traducevano in vere differenze nelle caratteristiche fisiche / tali da
risultare percepibili a un acquirente e da influire sulla sua scelta /,
né altre differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi ,                per le
quali sia necessario operare degli adattamenti ai sensi dell' articolo 2 ,
paragrafo 10 , del regolamento ( CEE ) n . 2176 / 84 .
/ E'  stata però      fatta un' eccezione per      i  cuscinetti    a sfere     di  cui
l' inchiesta      ha   dimostrato    che     costituivano     uno    degli    elementi
influenzanti la scelta dell' acquirente .          I motori iugoslavi sono muniti
di cuscinetti a sfere di produzione comunitaria ,             svedese o giapponese ,
mentre i motori dei paesi a commercio di Stato sono muniti di cuscinetti
 ---pagebreak---                                              - 13 -
        a sfere di qualità palesemente inferiore ( 6 ).           Il relativo adattamento è
        stato fondato sulla differenza di costi di produzione che ne risulta per
        i produttori iugoslavi ,       tenuto conto dell' impossibilità di quantificare
        le ripercussioni di questa differenza sul valore commerciale dei motori
        in questione all' interno del mercato iugoslavo ./
13 . L' esportatore sovietico ha chiesto inoltre gli adattamenti seguenti .
     i)    Un    adattamento     del 15%     per   tener     conto     delle    differenze     di
           nazionalizzazione      e   di economie    di  scala   che    esisterebbero     tra  la
           Iugoslavia e l' Unione Sovietica .
     ii )  Un adattamento del 20% per tener conto delle differenze in materia di
           retribuzioni ,     giacché queste ultime sarebbero molto più elevate in
           Iugoslavia che in Unione Sovietica .
     iii ) Un adattamento del 30% per tener conto,                al    tempo stesso,       delle
           differenze nelle caratteristiche fisiche , delle differenze di qualità
           delle materie prime , del fatto che i prodotti sovietici non godono di
           buona reputazione presso i distributori             e   i   consumatori ,     oltre a
           offrire     un    servizio     d' assistenza    meno      efficiente      di    quello
           dell’industria comunitaria .
     iv )  Un adattamento per i costi sostenuti dagli importatori allo scopo di
           uniformare     il  condizionamento dei       prodotti     alle norme tecniche       in
           vigore nella Comunità , oltre che un adattamento per tener conto delle
           spese di finanziamento delle scorte destinate all' esportazione presso
           l' esportatore      stesso     non    meno    che    presso      gli    importatori .
           ENERGO MACH EXPORT valutava questo adattamento              al 35% del     prezzo di
           mercato iugoslavo .
                                    /
( 6) Cfr . la decisione della Commissione n . 86 / 100/ CEE CGU L 102 del 18.4.1986,
     pag . 31 ).
 ---pagebreak---                                               - 14 -
14 . Oltre agli argomenti già sviluppati al punto 7 ,             il Consiglio fa osservare
     che quasi     nessuna delle differenze accampate dall' esportatore sovietico
     rientra in una delle categorie di            fattori previste dai paragrafi 9 e 10
     dell' articolo 2 del regolamento ( CEE ) n . 2176 / 84 .
     - Il     problema    di    un    eventuale      adeguamento    per    differenze      nelle
        caratteristiche fisiche è già stato trattato al punto 12 .
     - Se la Commissione procedesse ad adattamenti per differenze nelle spese
        di finanziamento delle scorte - peraltro inaccettabi l i ,              dato che esse
        rientrano     nelle     spese     generali - effettuati        nel     senso     chiesto
        dall' esportatore , essi sortirebbero l' effetto di aumentare , e non già di
        diminuire , il margine di dumping ^
     -   L' essenziale    della    terza    e   quarta   richiesta    di  adeguamento,       non
        interessa ai     fini del     raffronto tra il valore normale iugoslavo e il
        prezzo all' esportazione ,      bensì in sede di esame del pregiudizio , motivo
        per   cui   gli    argomenti    avanzati      dall' esportatore   sovietico      vengono
        discussi al punto 34 del presente regolamento .
     Quanto alle      prime   due    richieste    di   ENERGOMACHEXPORT ,      va   notato   che
     qualsiasi      adeguamento       del     valore     normale    stabilito       nel    paese
     analogo - nella      fattispecie      la   Iugoslavia - in     base   a   differenze    per
     determinati elementi del costo di produzione ,              supporrebbe che venissero
     considerati comparabili        i costi sostenuti in Unione Sovietica ,             la quale
     però non è un paese a economia di mercato ;              si tratta di un' ipotesi che
     l' articolo 2 ,    paragrafo 5 ,     del regolamento ( CEE ) n . 2176 / 84 ,     vuole per
     l' appunto escludere .
     Di conseguenza ,      gli argomenti addotti da ENERGOMACHEXPORT riguardo agli
     adattamenti da effettuare per tener conto di supposti vantaggi comparativi
     vengono respinti .
 ---pagebreak---                                           - 15 -
E. MARGINI DI DUMPING
   15 . Dall' esame dei   fatti appare che la totalità delle transazioni     formava
        oggetto di notevoli margini di dumping . Questi ultimi sono quindi stati
        calcolati comparando, per ciascun tipo di motore, la media dei prezzi
        all' esportazione in ciascuno degli Stati membri della Comunità al valore
        normale stabilito in Iugoslavia .
        Questo calcolo ha rivelato che l' importanza del margine di dumping varia
        in misura abbastanza ridotta secondo il tipo di motore,       ma differisce
        invece a seconda dei paesi esportatori e, soprattutto,       a seconda dei
        mercati della Comunità interessati .
   16 . Qui di seguito figurano i margini medi ponderati di dumping constatati per
        tutti i motori del campione prescelto, espressi in percentuale dei prezzi
        CIF franco frontiera comunitaria per un prodotto non sdoganato :
                 ( %)                      CEE    D   F    I      UEBL    NL
        Bulgaria                          144    126 148  141    NS      NS
        Cecoslovacchia                    121    129 137  114   124      NS
        Polonia                           139    127 152  143   127     144
        RDT                               137     -
                                                     135  142   133    124
        Romania                           134    157 140  126   125      NS
        Ungheria                          146    147  NS  158   160      86
        URSS                              131    117 136  142    NS      NS
        NS = Nessuna importazione signifi cativa
   17 . /Va sottolineato che i margini di dumping suindicati corrispondono ai
        motori del campione, che sono di forma B3 . Dall' indagine svolta presso i
        produttori / esportatori iugoslavi è emerso che le altre forme di motori
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        ( B5 ,    B14 ,   ecc .) venivano commercializzate sul     mercato     iugoslavo con
        supplementi oscillanti tra il 5 e il 20% .         I prezzi   all' esportazione dei
        motori originari dei paesi dell' Est ,      di forma B5 ,   B14 , ecc ., sono invece
        appena superiori - quando non identici - a quelli dei motori di forma B3 .
        Se ne deduce che i margini di dumping che figurano nella tabella             al punto
        precedente      risultano  sottovalutati  rispetto   ai   margini   di   dumping  che
        sarebbero stati riscontrati se si fossero prese in considerazione tutte le
        forme di motori normalizzati ( B3 , B5 , B14 , ecc .)./
   18 . PS .:    Non ricostruzione dei prezzi all' esportazione con margini di dumping
        già enormi . Occorre darne giustificazione?
F. PREGIUDIZIO
   Quanto al pregiudizio arrecato dalle importazioni in dumping , le conclusioni
   della Commissione esposte nel regolamento ( CEE ) n . 3019 / 86 sono state
   contestate da tutti gli esportatori .
   Sono stati addotti vari argomenti , in particolare dagli esportatori della
   Polonia, della Repubblica democratica tedesca o dell' Unione Sovietica , che si
   possono riassumere come segue .
   20 . i )    Innanzi tutto,      gli esportatori sostengono che l' articolo 14 del
               regolamento ( CEE) n . 2176 / 84 ,   che disciplina le condizioni di
               riapertura di una procedura antidumping , non sarebbe stato rispettato
               dalla Commissione, dato che i ricorrenti non avrebbero fornito la
               prova di un cambiamento di circostanze sufficiente a giustificare la
               necessità del riesame .
        ii ) In secondo luogo, gli esportatori ritengono che l' incidenza delle loro
               esportazioni rispettive nella Comunità andasse esaminata separatamente
 ---pagebreak---                                             - 17 -
      e   che ,    data    l' esiguità      delle    rispettive         aliquote       del  mercato
      comunitario,        non    è   possibile      che   essi    abbiano     arrecato     un vero
      pregiudizio .
iii ) Quanto    alla    valutazione       concreta del        volume   di    importazioni      nella
      Comunità     dei    motori     elettrici      polifase normalizzati            in questione ,
      l' esportatore ungherese ha sostenuto che ,                   a differenza degli         altri
      paesi a commercio di Stato,               la sua impresa esportava nella Comunità
      soprattutto motori speciali .
 iv ) In materia di         fattori    di   pregiudizio connessi           con i      prezzi ,   gli
      esportatori      hanno     contestato,        da   un    lato   il   metodo      seguito nel
      regolamento ( CEE )        n . 3019 / 86 . per       calcolare       le     sottoquotazioni
      ( calcolando il divario tra i prezzi di costo dei produttori comunitari
      e   i    prezzi    di    rivendita       presso     l' importatore ),        dall' altro     la
      veridicità di questi prezzi di costo;                 essi hanno affermato infine che
      le sottoquotazioni registrate sui vari mercati della Comunità ,                         vale a
      dire il divario fra i prezzi di vendita dei produttori comunitari e i
      prezzi    di  vendita presso         l' importatore ,       risultavano di        gran   lunga
      inferiori     a quelli       calcolati col       metodo della       Commissione,        quando
      addirittura non erano inesistenti .
  v ) Anche il     grado di      pregiudizio       subito dai       fabbricanti       comunitari    è
      stato contestato e gli           esportatori       sostengono      che   la    produzione di
      motori normalizzati          comunitari è sostanzialmente aumentata dal 1982 ,
      mentre l' aliquota di mercato detenuta globalmente dalle importazioni
      dei paesi a commercio di Stato in questione è scesa dal 23,2% nel 1982
      al 20,3% nel       1985 ,     laddove durante         lo stesso periodo di           tempo    i
      consumi    sono aumentati .
 vi ) Da ultimo,      è stata contestata l' esistenza di un rapporto di causa ed
      effetto tra       le   importazioni       dai   paesi     a  commercio      di   Stato   e  il
      pregiudizio denunciato dall' industria comunitaria , giacché
      - le importazioni        extracomunitarie da provenienze diverse da quelle
         oggetto della presente procedura sarebbero aumentate notevolmente ;
 ---pagebreak---                                        - 18 -
         - i produttori      comunitari non sarebbero stati in grado di
            razionalizzare in misura sufficiente i propri processi di produzione
            e avrebbero conservato fabbriche con un potenziale troppo esiguo,
            ovvero in sovrannumero per beneficiare di economie di scala;
         - la concorrenza all' interno della Comunità,     in particolare ad opera
            di alcuni fabbricanti italiani ,   avrebbe contribuito anch' essa alle
            difficoltà dell’industria comunitaria .
     Questi argomenti vengono esaminati ,     uno per uno,     nelle considerazioni
     seguenti .
21 . La riapertura della procedura antidumping in questione è stata decisa nel
     novembre 1985 , allorché i ricorrenti avevano dimostrato - in forme
     ritenute soddisfacenti   dalla Commissione - che si     stava verificando una
     ripresa delle importazioni dai paesi dell' Est (604 000 unità nel 1983 ,
     689 500 nel 1984, 748 000 nel 1985), che l' aliquota di mercato detenuta da
     queste importazioni restava a un livello medio superiore al 20%
     nell' intera Comunità, ed in realtà di gran lunga superiore in determinati
     Stati membri , e che gli impegni di prezzo accettati in precedenza dalle
     istituzioni comunitarie non avevano trovato una ripercussione sul mercato
     sufficiente a eliminare il pregiudizio subito dai produttori .
     Va ricordato che una situazione analoga si era già presentata in passato,
     quando, nel 1981-1982 , la Commissione aveva constatato - al termine di
     vari controlli - che gli aumenti di prezzo previsti dagli impegni assunti
     nel 1980 si erano ripercossi solo in parte sul mercato .
     In proposito, le verifiche svolte durante la presente procedura e che si
     sono estese sulla massima parte del 1985 , hanno mostrato, come indicato
     nel considerando 19 del regolamento ( CEE ) n . 3019/86 , un fenomeno identico
 ---pagebreak---                                         - 19 -
     a quello verificatosi nelle due procedure precedenti : gli impegni di
     prezzo - che non vincolano gli esportatori - sono stati apparentemente
     rispettati , ma le sottoquotazioni e i margini di pregiudizio che ci si
     attendeva venissero ridotti in misura sostanziale da quegli impegni ,
     continuavano a sussistere .
22 . Il secondo argomento addotto dagli esportatori riguarda , in sostanza, il
     problema del cumulo . Per valutare l' incidenza sull' industria comunitaria
     delle importazioni in dumping , la Commissione ha considerato l' effetto di
     tutte le importazioni oggetto di dumping provenienti dai sette esportatori
     interessati .
     Nel l' esaminare se il cumulo fosse appropriato in ogni singolo caso ,        la
     Commissione ha preso in considerazione la comparabilità dei prodotti
     importati sotto il profilo delle caratteristiche fisiche , dei volumi
     importati , dell' andamento di questi volumi , del livello bassissimo e
     sostanzialmente simile dei prezzi praticati da tutti gli esportatori in
     questione, nonché della misura in cui ogni singolo prodotto importato ha
     esercitato all' interno della Comunità una concorrenza sul prodotto analogo
     dell' industria comunitaria .
     In base a questa analisi ,         la Commissione può solo constatare la
     fungibilità dei prodotti in questione - vale a dire il carattere
     perfettamente intercambiabile e      comparabile delle    loro caratteristiche
     fisiche - ,     nonché    la  somiglianza   dei   prezzi  praticati   dai   vari
     esportatori .
     In materia di     volumi ,   le esportazioni dell' Unione Sovietica ,     della
     Repubblica ‘democratica tedesca e della Cecoslovacchia sono aumentate,
     mentre quelle della Bulgaria sono rimaste stazionarie e quelle di Polonia ,
     Ungheria e Romania sono diminuite, come è già stato illustrato nel
     considerando 25 del regolamento ( CEE ) n . 3019 / 86 .
     La    Commissione  ritiene   tuttavia   che   il  fatto  di  non   prendere   in
     considerazione i volumi degli esportatori i cui quantitativi sono rimasti
     stazionari o diminuiti equivarrebbe a disconoscere il carattere
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     intercambiabile di questi motori sotto il profilo delle caratteristiche
     fisiche e di prezzo ; ciò significherebbe inoltre disconoscere anche il
     fatto che queste importazioni - seppure in misura decrescente - continuano
     a formare oggetto di dumping , mentre l' articolo 4 , paragrafo 1 , del
     regolamento ( CEE ) n . 2176 / 84 prescrive esplicitamente che, ai fini della
     determinazione del pregiudizio , si tenga conto delle "... importazioni che
     sono oggetto di dumping
     La Commissione è dunque del parere - e il Consiglio condivide questa
     analisi - che le importazioni oggetto di dumping provenienti dalle imprese
     dei paesi a commercio di Stato ,           contribuiscano tutte attivamente al
     rilevante pregiudizio subito dall' industria comunitaria dei motori
     elettrici normalizzati ;         queste importazioni avvengono inoltre in
     condizioni simili , di modo che un trattamento separato per un singolo
     esportatore , in sede di determinazione del pregiudizio, equivarrebbe a una
     discriminazione nei confronti degli altri .
     Di conseguenza , il Consiglio ritiene che, ai fini della determinazione in
     via definitiva del pregiudizio, occorra considerare tutte le importazioni
     oggetto di dumping , qualunque sia l' esportatore interessato dalla presente
     procedura da cui esse provengono .
23 . Il volume delle importazioni di motori elettrici polifase normalizzati
     provenienti dall' Ungheria è stato contestato dall' esportatore di quel
     paese , TRANSELECTRO . L' esportatore non ha però fornito alcun elemento di
     prova a sostegno delle proprie affermazioni , secondo le quali le sue
     esportazioni sarebbero costituite sostanzialmente da motori speciali che
     esulano dalla presente procedura .            L' esportatore ha rifiutato in
     particolare di rispondere a una domanda della Commissione, che gli avrebbe
     permesso di addurre dati di fatto convincenti a sostegno della propria
     affermazione .     Di conseguenza , il Consiglio ritiene che la richiesta
     ungherese di prendere in considerazione cifre diverse da quelle delle
     statistiche ufficiali comunitarie vada respinta .
 ---pagebreak---                                               - 21
Fattori di pregiudizio connessi con i prezzi
24 . Gli importatori hanno contestato il metodo,               seguito nel regolamento ( CHE )
     n . 3019 / 86 e ivi esposto al considerando 20 , che consiste nel calcolare il
     divario tra il prezzo di costo del o dei produttori nazionali a carattere
     industriale      che   possono     vantare    i    migliori    risultati   sui   rispettivi
     mercati ,    e i prezzi di vendita dei motori originari dei paesi a commercio
     di Stato .
     E' però chiaro che ,         per un mercato sul quale la tendenza al ribasso dei
     prezzi è così forte come nel caso dei motori elettrici normalizzati , e sul
     quale    quasi    tutti    i    fabbricanti      vendono    in   perdita ,   il    fatto  di
     determinare la sottoquotazione calcolando semplicemente la differenza tra
     prezzo di vendita dei produttori e prezzo di rivendita degli importatori
     non   rispecchia      la  vera    entità   del     pregiudizio    subito   dall' industria ,
     giacché quest' ultima vende appunto al di sotto dei suoi prezzi di costo .
     Nel regolamento ( CEE ) n . 3019 / 86 il Consiglio conferma quindi              la validità
     del metodo applicato dalla Commissione .
25 . Quanto ai costi di produzione dei fabbricanti comunitari , la Commissione e
     il   Consiglio      ritengono     che   essi      siano  stati    verificati     in   misura
     sufficiente,       durante    la fase preliminare non meno che durante la fase
     finale dell' inchiesta , e che le cifre in loro possesso rispecchino in modo
     corretto la situazione economica dei vari produttori della Comunità . Nella
     fase finale della propria indagine , la Commissione ha inoltre verificato i
     costi    di   produzione - e        i  prezzi      di  vendita - di    altri    fabbricanti
     italiani ,     che alcuni      importatori      avevano espressamente segnalato come
     particolarmente efficienti .          Essa ha infine allargato la sua inchiesta al
     principale fabbricante del Regno Unito .
     Queste verifiche complementari hanno indotto la Commissione a modificare
     alcuni parametri della sua analisi del pregiudizio . Ne è risultato che la
     media aritmetica dei prezzi di costo dei principali fabbricanti comunitari
 ---pagebreak---                                        - 22 -
      a carattere industriale , per il 1985 si articola come segue :
       1,1KW  :      80,63 ECU
       3,0KW  :     127,81 ECU
       5,5KW  :     212,54 ECU
      11   KW :     387,17 ECU
      30   KW :     931,48 ECU
      75   KW :   2 368,08 ECU
      La media ponderata si attesta invece su livelli leggermente superiori .
26 . Quantunque i prezzi di vendita praticati da quasi tutti          i fabbricanti
      comunitari controllati - con due sole eccezioni - siano inferiori ai     loro
      prezzi di costo, il Consiglio ritiene opportuno, per garantire la massima
      trasparenza ed esaustività della procedura , di dar conto anche dei margini
      di sottoquotazione ottenuti calcolando la differenza tra i prezzi di
      vendita dei fabbricanti comunitari e i prezzi di rivendita praticati dagli
      importatori . In ciascuno dei principali Stati membri interessati dalla
      procedura , questi margini di sottoquotazione sono stati calcolati rispetto
      ai prezzi di vendita dei fabbricanti del paese che possono vantare i
      migliori risultati .
Margini di sottoquotazione espressi in percentuale dei prezzi di vendita
praticati dai fabbricanti nazionali che ottengono i migliori risultati sui
rispettivi mercati
%               D                F                I                  UEBL
KW
  1,1                        17,9-27,4        18,8-26,2        24,4-34,0
  3                          13,3-31,2         1,8-24,2        21 , 7-31 ,8
  5,5                        21,9-46,7         6,8-29,2        14,2-23,4
11                           30,7-47,2        19,5-36,7         7,2-26,8
30                           30,5-48,1         4,6-27,1         7,2-32,4
75                           27,8-44,5         0,8-22,5        28,8-47,6
 ---pagebreak---                                          - 23 -
      Dalla tabella precedente si evince chiaramente che i prezzi di rivendita
      praticati dagli importatori di motori originari dei paesi a commercio di
      Stato sono di gran lunga inferiori ai prezzi di vendita praticati dai
      fabbricanti comunitari , persino in Italia , dove pure si registra la
      tendenza al ribasso più pronunciata . Il fatto che, in particolare su
      quest' ultimo mercato e per un numero molto limitato di transazioni , i
      fabbricanti comunitari , nel tentativo di difendere le proprie aliquote di
      mercato, abbiano praticato prezzi inferiori a quelli degli stessi prodotti
      importati in dumping, non è sufficiente a concludere che non esiste un
      pregiudizio o un rapporto di causa ed effetto, contrariamente a quanto
      pretendono alcuni esportatori .
27 . Se i prezzi di costo dei produttori comunitari determinati in via
      definitiva sono superiori ai loro prezzi di vendita, i margini di
      sottoquotazione , espressi in percentuale del prezzo di costo , risultano
      addirittura superiori ai margini precedenti .
Margi ni di    sottoquotazione ,  espressi   in percentuale dei prezzi di  costo dei
fabbri canti    nazionali   che  ottengono    i migliori   risultati sui  rispettivi
me reati   (7)
X                D             F           I             UEBL
KW
  1,1          34-45        36-47        17-32        28-37
  3            33-44        32-50         2-23        25-35
  5,5          31-44        42-60        10-31        24-32
11             31-44        39-55        18-35        17-35
30             33-45        35-55         5-19        12-36
75             33-55        29-45        29-53        18-40
( 7) Cfr . il punto 22 del regolamento ( CEE ) n . 3019/ 86 .
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     IL Consiglio constata quindi in modo definitivo che i prezzi di rivendita
     dei   motori   originari      dei   paesi     dell' Est  sono ben       lungi     dal permettere
     all' industria comunitaria di coprire i suoi prezzi di costo - vale a dire
     i soli costi di produzione e le spese generali e amministrative ,                          al netto
     da ogni utile - , qualunque sia il mercato preso in considerazione .
Fattori macroeconomici e incidenza sull' industria comunitaria
28 . Se  le    informazioni      raccolte     dalla     Commissione      in   merito     all' andamento
     della    produzione     e    delle    vendite      di   tutti    i    fabbricanti       di   motori
     elettrici     normalizzati       nella    Comunità      non    permette      di    giungere     alla
     conclusione       che    il     volume      delle     importazioni        e     il    livello     di
     sottoquotazione dei motori originari dei paesi a commercio di Stato hanno
     avuto un' incidenza negativa visibile sulla produzione comunitaria ,                         non si
     può   dire    altrettanto      in   merito alle       informazioni       relative      agli   altri
     fattori      pertinenti ,        quali     l' aliquota      di     mercato       detenuta      dalle
     importazioni ,      il prezzo di vendita dei motori comunitari ,                   gli utili ,     il
     rendimento     degli    investimenti        e   l' occupazione      nel   settore      dei   motori
     polifase normalizzati .
29 . Dalle informazioni raccolte durante la procedura in questione e già nelle
     precedenti ,      risulta infatti       che da vari anni l' industria comunitaria è
     stata costretta a vendere            i   suoi    motori normalizzati a prezzi               di gran
     lunga    inferiori    a quelli      necessari       per  coprire      i  costi     di   produzione
     sostenuti ,      anche    a   dispetto       degli    impegni      di   prezzo      accettati      in
     precedenza     dalle   istituzioni       della     Comunità .      Questo    stato di       cose ha
     obbligato i fabbricanti comunitari di motori normalizzati a finanziare gli
     investimenti      indispensabili       per    il   mantenimento del         loro    strumento di
     produzione     in   questo     campo    specifico,       sui    profitti      che   hanno potuto
     realizzare in altri settori d' attività .
 ---pagebreak---                                             - 25 -
     Nonostante un incremento delle vendite e della produzione dal 1982 , dovuto
     alla ripresa dell' attività economica e dei consumi nella Comunità ( che tra
     il 1982 e il 1985 sono aumentati del 19,8% ),            i produttori comunitari non
     sono stati in grado - ad            eccezione di     due sole imprese tra quelle
     controllate - di ricavare           un profitto     dalla produzione dei motori
     normalizzati in questione . Per i motori del campione , le perdite nel 1985 ,
     espresse in percentuale del prezzo di             costo,   oscillavano tra il 2% e
     il 25% .   Le sole due imprese che hanno realizzato utili in questo settore
     hanno comunicato un margine di utile lordo rispettivamente del ( 3,90% ) ( 8 )
     e del ( 9% ) ( 8) del prezzo di costo .      E' sintomatico che l' impresa la quale
     ha realizzato quest' ultimo tasso di redditività , relativamente elevato , si
     trovi nel Regno Unito, dove la penetrazione delle importazioni dei paesi a
     commercio di Stato è estremamente ridotta ( solo il 4,5% del mercato ).
     I posti    di   lavoro  direttamente     interessati    dalla   produzione   di   questi
     motori   elettrici     nella   Comunità ,     infine ,   hanno   subito  una    continua
     flessione tra il 1982 e il 1985 ,          per attestarsi    in quest' ultimo anno su
     5 040 unità . Va ricordato che , nel 1978 , 23 630 persone erano direttamente
     coinvolte nella produzione di motori elettrici normalizzati .
30 . Nessuno dei      produttori / esportatori    e  importatori    interessati   ha quindi
     presentato alla Commissione argomenti abbastanza convincenti per rimettere
     in questione la conclusione secondo la quale le importazioni di motori
     polifase normalizzati originari dei paesi a commercio di Stato provocavano
     un ri levanto pregiudizio all' industria comunitaria interessata .
( 8) Cifre confidenziali ,       omesse conformemente al disposto dell' art . 8 del
      regolamento ( CEE ) n . 2176 / 84 .
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      La Commissione ha esaminato anche gli altri elementi che, secondo gli
      esportatori , hanno potuto danneggiare i produttori comunitari .
Altre cause di pregiudizio
31 . Secondo gli esportatori , le importazioni extracomunitarie originarie di
      paesi diversi da quelli interessati dalla presente procedura, avrebbero
      registrato un notevole incremento in Italia . In proposito, le statistiche
      italiane relative all' importazione di motori polifase normalizzati delle
      potenze in questione indicano, per il 1985 , 411 000 motori originari della
      Iugoslavia e 217 000 motori originari di Hong Kong . L' affidabilità di
      queste cifre è stata però contestata sin dall' inizio della procedura da
      quasi tutti gli operatori economici italiani interrogati , a giudizio dei
      quali motori monofase - e quindi non coperti dalla procedura - erano stati
      dichiarati , intenzionalmente o per errore, come motori polifase . Stando a
      queste fonti , tutti i motori importati da Hong Kong avrebbero infatti
      micromotori che non rientrano nella procedura .
      Per le importazioni di motori iugoslavi , invece, attualmente è in corso
      una procedura antidumping parallela a questa, i cui risultati preliminari
      hanno indotto la Commissione a imporre un dazio antidumping provvisorio
      sulle importazioni dei motori in questione ( 9 ).
32 . Quanto    alla   pretesa   mancanza   di   razionalizzazione   dell' industria
      comunitaria , alcuni esportatori - in particolare quelli della Repubblica
      democratica tedesca e dell’Unione Sovietica - hanno sostenuto che i prezzi
      di costo dei produttori comunitari erano troppo elevati , e che questa
                                                 I
( 9 ) GU L _ del . ... marzo 1987, pag ....
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     circostanza era dovuta alla struttura troppo atomizzata del settore in
     questione all' interno della Comunità .
     In proposito, se è vero l' industria comunitaria comprende un numero ancora
     elevato di unità di produzione, va però rilevato / che più di ... di esse
     hanno chiuso i battenti negli ... ultimi anni /. Questa industria ha
     comunque sostenuto un notevole sforzo di automatizzazione, come mostrano
     la diminuzione drastica dei posti di lavoro diretti e l' abbassamento dei
     tempi di fabbricazione a livelli estremamente competitivi              ( meno
     di ( 60) ( 10) minuti per un motore a quattro poli - B3 - da 1,1 KW).
     Parallelamente a questo sforzo di automatizzazione , è iniziato un processo
     di dislocamento di alcune unità di fabbricazione verso i nuovi paesi
     membri della Comunità ( Spagna e Portogallo ).
     La Commissione e il Consiglio rilevano infine che i migliori risultati li
     hanno ottenuti quei fabbricanti comunitari che sono riusciti , da un lato a
     comprimere le loro spese generali , dall' altro a modellare uno strumento di
     produzione di dimensioni medie epperò ottimali , estremamente flessibile e
     in grado - al tempo stesso - di fabbricare in buone condizioni non solo i
     motori normalizzati , ma anche tutti i prodotti derivati del settore
     " macchine rotanti ".
33 . Quanto poi alla concorrenza intracomunitar ia, è esatto che i produttori
     italiani sono quelli che, in linea di massima, lavorano con i costi di
     produzione e le spese generali più bassi , per motivi attinenti al contesto
     economico in cui operano .
( 10) Nel testo del presente regolamento, destinato alla pubblicazione , alcune
       cifre sono state omesse, conformemente al disposto dell' art . 8 del
       regolamento ( CEE ) n. 2176 / 84 del Consiglio,    che riguarda la non
       divulgazione dei segreti d' affari .
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     L' analisi dei      fattori di pregiudizio connessi con i prezzi ,             svolta ai
     punti 24-27 ha però dimostrato la presenza di sottoquotazioni di rilievo
     sia rispetto       ai  prezzi   di   vendita   dei produttori   italiani a      carattere
     industriale, sia rispetto ai loro prezzi di costo .
     / La Commissione è consapevole del fatto che piccoli fabbricanti italiani ,
     di tipo artigianale, praticano su scala locale prezzi comparabili a quelli
     dei    motori    originari    dei    paesi   a   commercio  di  Stato .     Va   tuttavia
     sottolineato che questi produttori dispongono soltanto di reti di vendita
     regionali .     D' altra parte ,     la Commissione ha motivo di ritenere che una
     cospicua percentuale di questi motori sia assemblata a partire da pezzi
     originari per l' appunto di paesi a commercio di Stato .           Per la Commissione
     è quindi giustificata ,        e il Consiglio condivide quest' analisi ,        la scelta
     di non tener conto dei costi di produzione /e l' incidenza / dei fabbricanti
     in questione ./
34 . Oltre agli argomenti addotti dagli esportatori e illustrati al punto 20 ,
     ai   quali    la    Commissione     ha  risposto    ai  punti  21-33 ,     l' esportatore
     sovietico aveva chiesto due adattamenti di prezzo - cfr .                 punto 13 iii )
;    e iv ) - che in realtà rientrano nell' analisi del pregiudizio .
     - Per quel       che   riguarda    la  determinazione delle      sottoquotazioni ,      la
        Commissione ha proceduto a un raffronto tra prodotti                simili    ai sensi
        dell' articolo 2 ,     paragrafo 12 , del regolamento ( CHE ) n . 2176 / 84 , ma non
        ha tentato di stabilire l' incidenza delle preferenze degli acquirenti ,
        giacché oltre alla difficoltà di quantificare un elemento del genere ,
        qui interverrebbe un giudizio soggettivo . Nessuna prova concreta è stata
        del   resto    fornita    in   merito    all' incidenza  precisa    di   un' eventuale
        preferenza dell' acquirente sul prezzo che quest' ultimo sarebbe disposto
        a pagare per i vari motori .
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     – La Commissione ha preso in debita considerazione, caso per caso, i
        prezzi di vendita praticati dagli importatori nel calcolare i margini di
        sottoquotazione , ed è giunta alla conclusione che, al riguardo, non vi è
        motivo di procedere ad adattamenti di sorta . / Nel calcolare i livelli di
        dazio necessari       per   eliminare   il   pregiudizio    in questione,     la
        Commissione si è ovviamente limitata a prendere in considerazione solo
        il margine medio degli importatori ,       il quale ,   su base cautelativa , è
        stato stimato al 40% del prezzo d' importazione ./
Sintesi ( esistenza di un pregiudizio notevole e di un rapporto di causa ed
ef fet to )
35 . In     materia   di   pregiudizio ,    i  risultati    definitivi    dell’inchiesta
     confermano     che   le   difficoltà  dell' industria    comunitaria   dovute  alle
     importazioni a bassissimo prezzo di motori originari dei paesi a commercio
     di Stato in questione, oggetto di pratiche di dumping, non sono state
     eliminate . Quasi tutti i fabbricanti comunitari continuavano a subire ,
     nel 1985 , ingenti perdite finanziarie nel settore dei motori polifase
     normalizzati , nonostante un miglioramento marginale delle loro aliquote di
     mercato .
     - La     concorrenza    intracomunitaria    esercitata    da   alcuni   fabbricanti
        italiani ha indubbiamente contribuito alle difficoltà di quei
        fabbricanti comunitari che lavorano ai prezzi di costo più elevati . La
        Commissione ha rilevato tuttavia che , complessivamente , i prezzi franco
        frontiera comunitaria delle importazioni di motori originari dei paesi a
        commercio di Stato si aggiravano intorno alla metà dei prezzi di costo
        dei fabbricanti italiani a carattere industriale, i cui costi sono
        peraltro tra i più bassi della Comunità; e gli stessi prezzi di
        rivendita degli importatori italiani , durante il periodo di riferimento,
        sono rimasti in modo quasi sistematico e in misura rilevante al di sotto
        dei prezzi degli industriali italiani .
     - L' inchiesta ha rivelato che gli impegni di prezzo accettati in
        precedenza dalle istituzioni comunitarie erano divenuti manifestamente
        insufficienti a coprire gli attuali prezzi di costo dell' industria
        comunitaria .    Gli adattamenti effettuati nel 1984,      in particolare,   non
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       vertevano affatto sul livello in ECU di questi impegni ,                    bensì sui tassi
       di    cambio     che   dovevano     essere    applicati       dagli      esportatori .     Gli
       adattamenti in questione hanno quindi rispecchiato soltanto fluttuazioni
       monetarie , non già il variare degli altri parametri economici .
       Dall' inchiesta è inoltre emerso che,             oltre alla loro insufficienza con
       riferimento all' effettivo livello dei prezzi ,               gli impegni precedenti in
       materia di prezzi presentavano uno squilibrio di struttura rispetto alla
       struttura attuale delle tariffe di tutti i fabbricanti comunitari .
     - L' aliquota    di    mercato    detenuta    dai    paesi    a   commercio      di   Stato   in
       questione     ha   certamente    subito una      flessione      tra il      1982 e    il 1985
       ( scendendo       dal 23,3%      al 20,3% ),        mentre      quella       dell’industria
       comunitaria ,        complessivamente ,       è   aumentata       ( di    1,5 punti ).     Ciò
       nonostante,        il   fatto    che    l' aliquota     di     mercato      detenuta     dalle
       importazioni      in dumping     continui     a  restare a un          livello globalmente
       elevato,      superiore     al 20% ,   ha esercitato nei            confronti     dei   prezzi
       praticati dai fabbricanti comunitari una notevole pressione al ribasso ,
       dimostrata dall' esistenza di sottoquotazioni nette su tutti i mercati .
     - Per di più è palese che l' intera entità dei margini di sottoquotazione
       individuati - rispetto ai prezzi di vendita o ai prezzi di                         costi dei
       produttori - trova        la   sua   spiegazione      nel     dumping      praticato     dagli
       esportatori in questione .
36 . In conclusione ,      tenuto conto di tutti i fattori di pregiudizio esaminati
     in via preliminare dalla Commissione nel suo regolamento ( CEE ) n . 3019 / 86 ,
     e  dell' analisi      svolta   ai   punti    19-35    del    presente       regolamento,      il
     Consiglio si dichiara convinto del fatto che il pregiudizio arrecato dalle
     importazioni     originarie dei       paesi   a   commercio      di    Stato ,    che   formano
     oggetto di     forte dumping,        debba ritenersi ,       separatamente considerato,
     affatto rilevante .
 ---pagebreak---                                              - 31
G. INTERESSE DELLA COMUNITA'
   37 . Parecchi    esportatori      e    importatori      hanno    sostenuto    che    un   dazio
        antidumping    quale quello        istituito dal       regolamento ( CEE )    n . 3019/ 86
        della   Commissione      rischia      di    provocare    un   fortissimo     calo    delle
        importazioni nella Comunità di motori polifase normalizzati . Essi hanno
        addotto altresì che una misura del genere avrà ripercussioni negative
        sugli accordi di compensazione con il paese a commercio di Stato in
        questione .    Gli   esportatori dell' Unione Sovietica e della Repubblica
        democratica tedesca ,       in particolare ,        hanno sottolineato la rilevanza
        degli acquisti di motori speciali effettuati dai loro paesi presso gli
        Stati membri della Comunità .
        Alcune    industrie    che   non    hanno     questi    componenti ,     infine ,     e   in
        particolare dei      fabbricanti      di    pompe,    hanno   sottolineato presso         la
        Commissione    l' importanza      del    prezzo d' acquisto dei       motori     nei    loro
        prezzi di costo .
   38 . Il Consiglio ha valutato tutte queste osservazioni .
        Esso   ha   però    altresì      preso     atto   delle    perdite    finanziarie        dei
        fabbricanti    nel   settore dei        motori   elettrici     polifase normalizzati ,
        nonché   del   fatto    che    su questa      attività    gravita    tutto   il    settore
        " macchine rotanti " della Comunità ,          la cui rilevanza economica , sociale
        e persino strategica sotto il profilo industriale,                   è notevole .      Ogni
        macchina     rotante     ( motori      autofrenanti ,       motori     antideflagranti ,
        motori duttor i ,   motori a velocità variabile , ecc .) contiene infatti uno
        o più motori normalizzati o ne deriva .
        In proposito, dall' inchiesta è emerso che le importazioni a bassissimo
        prezzo di motori normalizzati oggetto di dumping rischiava di
        sortire - o sortiva già - effetti negativi su altre attività del
        settore " macchine rotanti ",             in particolare in Italia ,            dove una
        percentuale rilevante del commercio di                      compensazione      verte su
 ---pagebreak---                                               - 32 -
        importazioni di motori normalizzati ,               ma anche di pezzi di motori .            Nei
        Paesi   Bassi     e    nella    Repubblica       federale      di    Germania      comincia    a
        manifestarsi        un    fenomeno      analogo         di    installazione         di    unità
        d' assemblaggio .
        Un' evoluzione del genere ,          che rischia di          vanificare gli         sforzi dei
        produttori     più     efficienti ,     e    che     interviene       nel   momento     in   cui
        l' ampliamento      al    Portogallo      e    alla     Spagna     offre     prospettive      di
        ridistribuzione all' industria comunitaria ,                 è giudicata dal          Consiglio
        come pregiudizievole per gli interessi della Comunità ,                      e tale da dover
        essere fermata .
   39 . Il Consiglio ritiene dunque che gli                 interessi      della Comunità esigano
        l' adozione ,   nei confronti delle importazioni per le quali siano state
        accertate     pratiche       di    dumping ,       di    una    misura      di    salvaguardia
        commerciale     intesa     a    eliminare      il    pregiudizio       arrecato      da  queste
        importazioni .
        Tuttavia ,        tenuto         conto      dell' intensità            della       concorrenza
        int racomun i tar ia nel settore dei motori polifase normalizzati ,                        oltre
        che della     necessità di        preservare al massimo la competitività delle
        industrie a valle ,        il Consiglio ritiene opportuno definire il livello
        della misura da disporre - a prescindere dalla sua forma - in base ai
        prezzi di costo dei fabbricanti a carattere industriale che ottengono i
        migliori   risultati        /e   non   già    in    base    al    prezzo    di    costo    medio
        nell' industria comunitaria /.
H. IMPEGNO
   40 . Alcuni    produttori / esportatori          hanno      offerto       alla    Commissione      di
        assumere impegni sulle loro esportazioni future nella Comunità .
   41 . La Commissione non ha accettato questi impegni ,                    ad eccezione di quello
        offerto       dall' esportatore          rumeno .          Essa        ha      informato       i
        produttori / esportatori        interessati       dei    motivi     di    queste    decisioni .
        / Essa ha sottolineato in particolare che l' impegno di prezzo proposto
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          dall' esportatore rumeno era stato accettato soltanto in considerazione
          del fatto che l' aliquota di mercato detenuta dallo stesso era scesa a
          un livello minimo durante il periodo di riferimento e che , d' altra
          parte , questo esportatore non si avvaleva di importatori associati per
          commercializzare i propri prodotti ./
I. FORMA E ALIQUOTA DEL DAZIO
     42 . Per quel che riguarda la forma del dazio antidumping da imporre nei
          confronti delle importazioni originarie dei paesi interessati , il
          Consiglio conferma che , nel caso di specie ,          tenuto conto della
          molteplicità dei motori in questione e del fatto che essi sono
          originari di paesi a commercio di Stato , perseguendo il duplice
          obiettivo di raggiungere la massima trasparenza e di incitare gli
          esportatori ad aumentare i loro prezzi , la misura antidumping più
          appropriata sia un dazio variabile equivalente alla differenza tra un
          prezzo minimo per tipo di motore , espresso in ECU , e il prezzo
          all' importazione corrisposto dal primo acquirente indipendente .
          Poiché l' indagine ha rivelato che un gran numero di importatori era
          legato a un esportatore mediante un' associazione o da un accordo di
          compensazione con un terzo , ai sensi dell' articolo 2 , paragrafo 8 ,
          lettera b ), del regolamento ( CEE ) n . 2176/ 84, il Consiglio ritiene
          necessario ,   per dare massima efficacia alle misure disposte , di
          ordinare che i servizi doganali assumano quale riferimento per il
          calcolo del dazio antidumping soltanto il prezzo al primo acquirente
          non legato all' esportatore . Nel caso di motori importati da importatori
          legati ,   il prezzo unitario netto franco frontiera comunitaria
          corrisponderà al valore in dogana determinato in conformità
          dell' articolo 6 del regolamento n . 1024 / 80 del Consiglio , relativo al
          valore in dogana delle merci ( 11 ).
( 11 ) GU L 134 del 31.5.1980, pag . 1 .
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   43 . Quanto al livello del prezzo minimo , quest' ultimo è stato calcolato ,
        per ciascuno dei tipi di motore in questione , in base al prezzo di
        costo dei fabbricanti a carattere industriale che ottengono i migliori
        risultati . In conclusione, è stato ritenuto adeguato un margine lordo
        di utile pari al 4% del prezzo di costo, tenendo conto delle condizioni
        di accanita concorrenza tra i fabbricanti comunitari .
        In base al prezzo di costo comunitario di riferimento, e al margine di
        utile appena indicato , tenendo peraltro debito conto delle differenze
        nelle caratteristiche fisiche tra i motori importati e quelli
        comunitari /e ammettendo un margine di penetrazione - equivalente a una
        sottoquotazione - ragionevole /,   la Commissione ha quantificato gli
        aumenti di prezzo necessari allo stadio CIF-f rontiera comunitaria ( cfr .
        allegato ).
        Per i motori a quattro poli , questi aumenti equivalgono all' incirca
        al 25% rispetto al livello dei prezzi all' importazione durante il
        periodo di riferimento .
        Il tasso del dazio antidumping definitivo risulta quindi di gran lunga
        inferiore ai margini di dumping accertati . Esso dovrebbe però bastare a
        eliminare il pregiudizio arrecato all' industria comunitaria di motori
        normalizzati dalle importazioni in questione, tenuto conto del prezzo
        di vendita necessario per garantire ai fabbricanti comunitari di
        massima efficienza un beneficio ragionevole .
J. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
   44 . Gli importi costituiti in garanzia a titolo di dazio antidumping
        provvisorio debbono, di conseguenza , essere riscossi a concorrenza dei
        dazi istituiti in via definitiva .
        Quanto alle importazioni originarie della Romania,          gli importi
        costituiti in garanzia a titolo di dazio antidumping provvisorio
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         vengono riscossi per ciascun tipo di motore a conguaglio della
         differenza tra il prezzo unitario netto franco frontiera comunitaria ,
         per un prodotto non sdoganato, e il prezzo precisato in allegato .
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                       Articolo 1
1 . E'    istituito   un   dazio   antidumping    definitivo   nei   confronti    delle
     importazioni   di   motori   elettrici   polifase    normalizzati ,   di   potenza
    superiore a 0,75 kilowatt e inferiore o pari a 75 kilowatt , della sottovoce
    ex 85.01 B I b ) della Tariffa doganale comune ,        corrispondente ai codici
    Nlmexe ex 85.01-33 ,    ex 85.01-34 ed ex 85.01-36 ,    originari della Bulgaria ,
    della Cecoslovacchia ,    della Polonia , della Repubblica democratica tedesca ,
    dell' Ungheria e dell' Unione Sovietica .
2 . L' espressione   " motori  normalizzati "  comprende    tutti  i  tipi   di  motori
    " standard - che formano quindi oggetto di una tarif f i cazione in base a un
    listino pubblico - o modificati in modo " standard ",      nel qual caso anche il
    sovraccosto della modifica viene calcolato in base a un' apposita tariffa .
    I   motori   in questione    sono definiti   dalla   loro  potenza e   dalla    loro
    velocità di rotazione in giri al minuto .        Nella fattispecie,     le potenze
    sono : 1,1 - 1,5 - 2,2 - 3 - 4 - 5,5 - 7,5 - 11 - 15 - 18,5 - 22 - 30 - 37 -
    45 - 55 - 75 kilowatt ,       mentre  le velocità di rotazione sono di 3 000 ,
    1 500 , 1 750 giri al minuto .
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3 . L' importo di questo dazio corrisponde , per ciascun tipo di motore , alla
      differenza tra i prezzo unitario netto , franco frontiera della Comunità ,
      per un prodotto non sdoganato , e il prezzo precisato nell' allegato .
      Questo prezzo franco frontiera della Comuntà per un prodotto non sdoganato
      è netto se le condizioni effettive di vendita prevedono che il pagamento
      venga effettuato entro 30 giorni dalla data di spedizione ; esso viene
      invece    diminuito    dell' 1%   per   ogni   mese    di   dilazione     di    pagamento
      effettivamente concesso .
4 . a ) Ove    le   autorità     doganali     riscontrino     che   tra    l' importatore     e
        l' esportatore     o  un   terzo    esiste   un' associazione    o   un     accordo  di
        compensazione , ai sensi dell' articolo 2 , paragrafo 8, lettera b), del
        regolamento ( CEE ) n . 2176/ 84 , il prezzo realmente pagato o pagabile per
        il prodotto venduto all' esportazione nella Comunità non può costituire un
        riferimento per determinare il prezzo unitario netto , franco frontiera
        della Comunità , di cui al paragrafo 3 .
        Il prezzo unitario netto franco frontiera della Comunità corrisponde in
        tal caso al valore in dogana quale determinato in conformità
        dell' articolo 6 del regolamento ( CEE ) n . 1224 / 80, relativo al valore in
        dogana delle merci ( 12 ) / oppure viene stabilito secondo le modalità
        indicate nell' allegato /.
    b ) Le disposizioni alla precedente lettera a ) si applicano segnatamente ai
        motori originari dei paesi in questione e importati dalle società
        elencate qui di seguito , per le quali l' inchiesta della Commissione ha
        dimostrato     l' esistenza    di    un' associazione     o   di   un      accordo   di
        compensazione con un esportatore , ai sensi dell' articolo 2 , paragrafo 8,
        lettera b ), del regolamento ( CEE ) n . 2176/ 84 :
( 12 ) GU L 134 del 31.5.1980, pag . 1 .
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       Importatori                                       Origine dei motori
       En ita l , Mi lano                                Unione Sovietica
       Mezz-italiana , Milano                            Cecoslovacchia
       Sofbim , Argenteuil                               Bulgaria
       Stanko-f rance , Longjumeau                       Unione sovietica
       / Eltrans , Schiwein /                            Ungheria
       Neotype maschexport , Bergish Gladbach            Unione sovietica
       Elprom, Borken /Hessens                           Cecoslovacchia
       PEJA , Arnhem                                     Cecoslovacchia
5 . Sono d' applicazione le disposizioni vigenti in materia di dazi , fatte salve
    quelle del presente regolamento .
                                          Articolo 2
1 . Per     le    importazioni    in  questione    originarie   della  Bulgaria ,    della
    Cecoslovacchia,         della   Polonia,    della  Repubblica   democratica   tedesca ,
    dell' Ungheria e dell' Unione Sovietica gli importi costituiti            in garanzia
    per     il   dazio    antidumping   provvisorio   istituito   con  regolamento ( CEE )
    n . 3019 / 86 della Commissione , prorogato con regolamento ( CEE ) n . 254/ 87 del
    Consiglio, vengono riscossi in via definitiva a concorrenza degli importi
    dei dazi definitivamente istituiti .
2 . Per le importazioni originarie della Romania ,            gli importi costituiti in
    garanzia per il dazio antidumping provvisorio vengono riscossi per ciascun
 ---pagebreak---                                     - 38 -
   tipo di motore a conguaglio della differenza tra il prezzo unitario netto
   franco frontiera della Comunità per un prodotto non sdoganato, e il prezzo
   precisato in allegato .
                                  Arti colo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee .
Esso è obbligatorio in ogni suo elemento e va applicato direttamente in
ciascuno degli Stati membri .
Fatto a          ,    marzo 1987                      Per il Consiglio,
                                                        Il presidente
                                           \
 ---pagebreak---                                           - 39 -
                                                                               Allegato
          Prezzi BÌnÌBÌ all' iBportazione nella Coaunità di alcuni aotori
         elettrici polifase normalizzati originari della Bulgaria, della
       Cecoslovacchia, della Polonia, della Repubblica democratica tedesca,
                della Roaania, dell' Ungheria e dell' Unione Sovietica
 I prezzi    minimi all' importazione di cui      all' articolo 1 ,  paragrafo 3 ,  del
 presente regolamento figurano, espressi in ECU , nella tabella seguente .
 Questi prezzi si applicano ai motori elettrici polifase di forma B3 ( vale a
 dire con braccio di fissaggio ).
 Per le altre esecuzione ( B5 ,    B14 , ecc .), al prezzo indicato qui di seguito va
 aggiunto un importo supplementare pari al           X.
                I               I               I                I
  KW      CV    | 3 000 g //min
                            min | 1 900 g //min
                                            min | 1 000 g //min
                                                            min | 750 g //min
                                                                          min
 _!_I_ !_ !_
                I               I               I                I
   1.1     1,5 |                I               l                I
   1.5     2     |              |               |                |
   2.2     3 |                  |               |                |
   3       4 |                  |               |                |
   4       5,5 |                |               |                I
   5.5     7,5 |                |               |                I
   7.5    10 |                  |               |                I
  11      15     |              |               |               I
  15      20 |                  |               |               I
  18,5 25       |               |               |               I
  22      30     |              |               |               I
  30      40     |              |               |               I
  37      50     |              |               |               I
  45      60    |               |               I               I
  55      75     |              |               I               I
! 75    1 00    |               |               I               I
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