CELEX: 32019H0905(07)
Language: it
Date: 2019-07-09 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 9 luglio 2019, sul programma nazionale di riforma 2019 dell’Irlanda e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2019 dell’Irlanda

5.9.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 301/35
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 9 luglio 2019
      sul programma nazionale di riforma 2019 dell’Irlanda e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2019 dell’Irlanda
      (2019/C 301/07)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 21 novembre 2018 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2019. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo ssdel 21 marzo 2019 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 21 novembre 2018 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l’Irlanda è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 21 marzo 2019. Il 9 aprile 2019 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (3) («raccomandazione del 2019 per la zona euro»), che formula cinque raccomandazioni per la zona euro («raccomandazioni per la zona euro»).
               
            
                  (2)
               
               
                  In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, l’Irlanda dovrebbe assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione del 2019 per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 3. In particolare, una politica economica più mirata per quanto riguarda gli investimenti nei settori specificati e l’introduzione di misure fiscali contribuiranno a dare seguito alla seconda raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda il sostegno agli investimenti, il miglioramento delle finanze pubbliche e la lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva.
               
            
                  (3)
               
               
                  Il 27 febbraio 2019 è stata pubblicata la relazione per paese relativa all’Irlanda 2019, nella quale sono valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 13 luglio 2018 (4), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l’esame approfondito a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 27 febbraio 2019. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che l’Irlanda presenta squilibri macroeconomici. In particolare, gli ingenti stock di debito pubblico e privato e le passività nette verso l’estero rendono l’Irlanda vulnerabile agli shock negativi, nonostante il continuo miglioramento a livello di variabili di flusso. L’entità del debito privato resta elevata, ma la crescita economica continua a contribuire alla sua riduzione. Le attività delle imprese multinazionali influiscono tuttora sul debito delle imprese. Il debito delle famiglie è considerato sostanzialmente in linea con i fondamentali, sebbene risulti elevato rispetto al reddito disponibile. Si prevede che il debito pubblico si mantenga su una traiettoria discendente, mentre il disavanzo si sta avvicinando ulteriormente al pareggio. I prezzi delle abitazioni, che per diversi anni sono aumentati a un ritmo sostenuto, hanno registrato recentemente un rallentamento. Questi prezzi sono dovuti in larga misura all’offerta limitata, e non vi sono segnali evidenti di sopravvalutazione. Pur rimanendo elevato, lo stock di crediti deteriorati si è ulteriormente ridotto, anche se la diminuzione degli arretrati a lungo termine procede più lentamente.
               
            
                  (4)
               
               
                  L’Irlanda ha presentato il programma nazionale di riforma 2019 il 17 aprile 2019 e il programma di stabilità 2019 il 29 aprile 2019. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (5)
               
               
                  La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei («fondi SIE») per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), ove necessario per sostenere l’attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo accordo di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi SIE a una sana governance economica.
               
            
                  (6)
               
               
                  L’Irlanda è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito. Nel programma di stabilità 2019 il governo prevede che il saldo nominale migliori passando allo 0,2 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 per poi continuare a migliorare gradualmente attestandosi nel 2023 all’1,3 % del PIL. In base al saldo strutturale ricalcolato (6), si prevede che l’obiettivo di bilancio a medio termine, fissato a un disavanzo strutturale dello 0,5 % del PIL, sarà raggiunto entro il 2020. Secondo il programma di stabilità, il rapporto debito pubblico/PIL scenderà al 61,1 % nel 2019 e continuerà a calare fino a raggiungere il 51,6 % nel 2023. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. Allo stesso tempo, non sono state illustrate in modo sufficientemente dettagliato le misure necessarie per realizzare gli obiettivi di disavanzo pianificati a partire dal 2020.
               
            
                  (7)
               
               
                  Il 13 luglio 2018 il Consiglio ha raccomandato all’Irlanda di raggiungere l’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2019. Ciò è compatibile con un tasso massimo di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (7) del 7,0 % nel 2019, che corrisponde a un deterioramento consentito del saldo strutturale dello 0,3 % del PIL. Secondo le previsioni di primavera 2019 della Commissione, l’Irlanda conseguirà l’aggiustamento di bilancio raccomandato nel 2019.
               
            
                  (8)
               
               
                  Si prevede che nel 2020 l’Irlanda raggiungerà il suo obiettivo di bilancio a medio termine. Sulla base delle previsioni di primavera 2019 della Commissione, ciò è compatibile con un tasso massimo di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta del 3,7 % (8), che corrisponde a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,7 % del PIL. Si prevede che l’Irlanda raggiunga l’obiettivo di bilancio a medio termine. Secondo le previsioni, il debito pubblico continuerà a registrare una decisa tendenza al ribasso, oltrepassando quanto richiesto dalla regola del debito. Nel complesso, il Consiglio è del parere che l’Irlanda riuscirà a rispettare le disposizioni del patto di stabilità e crescita nel 2019 e 2020. Alla luce della differenza fra la misurazione del PIL e quella della produzione interna in Irlanda e del corrispondente impatto sul rapporto debito pubblico/PIL, delle attuali condizioni congiunturali e dei maggiori rischi esterni dell’Irlanda, sarebbe importante utilizzare le eventuali entrate straordinarie per ridurre ulteriormente il rapporto debito pubblico/PIL.
               
            
                  (9)
               
               
                  Le finanze pubbliche hanno registrato un ulteriore miglioramento sulla scia di un robusto aumento della crescita della produzione; permangono tuttavia rischi di volatilità delle entrate ed esiste un margine per rendere le entrate più resilienti alle fluttuazioni economiche e agli shock negativi. Limitare l’entità e il numero delle agevolazioni fiscali e ampliare la base imponibile migliorerà la stabilità delle entrate in caso di volatilità economica. Se l’Irlanda ha aumentato l’aliquota più bassa dell’imposta sul valore aggiunto sulle attività turistiche, alcune recenti misure fiscali si sono focalizzate su tagli e sgravi. L’Irlanda dispone inoltre di un ulteriore potenziale per migliorare le modalità con cui il suo sistema fiscale può sostenere gli obiettivi ambientali. Deve cercare, tra l’altro, di ridurre le sovvenzioni ai combustibili fossili e di inviare agli investitori un segnale di prezzo più forte, impegnandosi a prevedere un calendario di aumenti della tassa sul carbonio nei prossimi dieci anni.
               
            
                  (10)
               
               
                  Come indicato nella raccomandazione del 2019 per la zona euro, la lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva è fondamentale per rendere i sistemi fiscali più efficienti ed equi. Gli effetti di ricaduta delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva dei contribuenti tra Stati membri richiedono un’azione coordinata delle politiche nazionali a integrazione della legislazione dell’Unione. L’Irlanda ha adottato misure per far fronte a tale fenomeno, ma l’elevato livello dei pagamenti di royalty e dividendi in percentuale del PIL indica che le imprese che praticano una pianificazione fiscale aggressiva si avvalgono delle norme tributarie irlandesi. L’applicazione limitata di ritenute alla fonte sui pagamenti di dividendi, interessi e royalty in uscita (vale a dire effettuati da residenti nell’Unione a residenti in un paese terzo) da parte di società con sede in Irlanda può far sì che tali pagamenti sfuggano del tutto all’imposizione fiscale se non sono tassati neanche nella giurisdizione di riscossione.
               
            
                  (11)
               
               
                  Permangono rischi per la sostenibilità di bilancio a lungo termine connessi al costo dell’invecchiamento. La spesa per l’assistenza sanitaria aumenterà, secondo le previsioni, dal 4,1 % del PIL nel 2016 al 5,1 % nel 2070, con un picco del 5,2 % nel 2063. Anche se sotto alcuni aspetti il sistema sanitario irlandese funziona bene o è migliorato, esso rimane comunque inefficiente, stenta a soddisfare la domanda e non eroga un’assistenza coordinata e integrata. Al fine di limitare la pressione crescente della domanda, il governo irlandese ha approvato la strategia di attuazione Sláintecare e creato l’ufficio per l’attuazione del programma Sláintecare per riformare e modernizzare profondamente i servizi sanitari e sociali irlandesi nel corso dei prossimi 10 anni. La riforma in programma rappresenta una prospettiva credibile per rendere il sistema sanitario sostenibile e accessibile a tutti, soddisfare la domanda di una popolazione che invecchia e trasferire compiti di assistenza alla comunità, dedicando una maggiore attenzione alla prevenzione. Queste iniziative avranno probabilmente un impatto positivo, riducendo il ricorso alle terapie intensive e rendendo così il sistema sanitario più efficace sotto il profilo dei costi. Tuttavia, l’attuazione è ostacolata dalle difficoltà incontrate dal sistema sanitario nel risolvere il problema delle doppie assicurazioni sanitarie e nell’amministrare in maniera efficace nel breve termine il proprio bilancio, le prestazioni e i dipendenti. Per attuare il programma Sláintecare nel lungo periodo, anche i costi a breve termine dovranno essere contenuti.
               
            
                  (12)
               
               
                  Nonostante gli sforzi del governo precedente per contenere la spesa per le pensioni pubbliche, il disavanzo del sistema pensionistico nel suo complesso rischia di crescere significativamente nel lungo termine come conseguenza dell’aumento della spesa pubblica per le pensioni che passerà dal 5 % del PIL nel 2016 al 6,6 % nel 2070, con un picco del 7,5 % nel 2053. È essenziale una piena e tempestiva attuazione del calendario presentato per riformare il sistema pensionistico, al fine di rafforzare la sostenibilità di bilancio del sistema pensionistico irlandese.
               
            
                  (13)
               
               
                  Per migliorare la produttività e la crescita inclusiva a lungo termine dell’Irlanda, è necessario un aumento degli investimenti in competenze, istruzione, formazione e inclusione sociale. La tensione del mercato del lavoro e l’emergere di carenze di competenze e di squilibri tra la domanda e l’offerta in alcuni settori richiedono impegno per raggiungere i gruppi inattivi di potenziali lavoratori e investire in un capitale umano non sufficientemente utilizzato. C’è margine per la promozione di programmi di miglioramento delle competenze e di una maggiore corrispondenza tra i programmi di istruzione e di formazione professionale e le esigenze del mercato del lavoro. Occorre investire ulteriormente in formazione e miglioramento delle competenze dei lavoratori adulti, come si evince dall’esigua percentuale di lavoratori che possiedono competenze digitali di base. Investire nell’accesso a un’assistenza di qualità all’infanzia a prezzi accessibili e attuare il programma nazionale di servizi di assistenza all’infanzia aiuterà a incrementare il tasso di occupazione delle donne, attualmente piuttosto basso. Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro da parte di cittadini con disabilità è tra i più bassi in Europa. Il numero di persone che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro, che rimane uno dei più alti dell’Unione, evidenzia la necessità di provvedere a strategie di attivazione più integrate e mirate per sostenere tale categoria di cittadini.
               
            
                  (14)
               
               
                  Gli anni di limitati investimenti, che hanno fatto seguito alla recessione economica, incidono sulla disponibilità di alloggi sociali a prezzi accessibili e di infrastrutture adeguate nei settori dei trasporti puliti, dell’energia pulita, dei servizi idrici e della banda larga ultraveloce e ciò crea, a sua volta, ostacoli per gli investimenti delle imprese. Inoltre, le emissioni di gas a effetto serra prodotte dai trasporti su strada sono aumentate considerevolmente in 5 anni. Il miglioramento delle infrastrutture, unito alla pianificazione territoriale, costituisce un elemento cruciale per migliorare l’offerta di alloggi, aumentare gli investimenti privati, incoraggiare la crescita produttiva e garantire uno sviluppo economico regionale equilibrato. Una connettività adeguata alle esigenze future e il possesso di sufficienti competenze digitali restano fondamentali per far sì che le imprese irlandesi possano utilizzare efficacemente la tecnologia digitale e per rafforzare il settore nazionale delle tecnologie di informazione e comunicazione. Permangono problemi per quanto riguarda l’accesso alla banda larga ultraveloce, soprattutto nelle aree rurali. Sarà essenziale investire maggiormente in infrastrutture per l’energia pulita, i trasporti pubblici puliti e i servizi idrici nonché intensificare gli sforzi nel settore della decarbonizzazione, dell’efficienza energetica, delle energie rinnovabili e dell’economia circolare, affinché l’Irlanda riesca a effettuare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente sotto il profilo ambientale.
               
            
                  (15)
               
               
                  Anche se è probabile che l’avvio del piano di sviluppo nazionale porti gradualmente alla creazione di infrastrutture di base supplementari, la scarsa capacità del settore edile rischia di ostacolarne la consegna nei tempi previsti. Inoltre, una diversificazione dei collegamenti per quanto riguarda i trasporti marittimi e di energia con l’Europa continentale può incrementare la resilienza dell’economia agli shock esterni. L’Irlanda non è riuscita finora a dissociare la sua crescita economica dalle emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici. Le emissioni di gas serra sono costantemente aumentate, soprattutto nel settore dei trasporti, dell’agricoltura, dell’energia e dell’edilizia. La mancanza di progressi in questo settore renderà più difficile per l’Irlanda rispettare i suoi obblighi nei confronti dell’Unione e il costo delle sue future iniziative subirà un aumento.
               
            
                  (16)
               
               
                  Le carenze persistenti sul versante dell’offerta, unite a una domanda in crescita, continuano far salire i prezzi degli immobili. Sebbene i prezzi non apparissero sopravvalutati nel 2017, l’accessibilità economica sta diventando un problema. Le carenze nell’offerta degli alloggi riguardano anche il settore degli alloggi sociali a causa di investimenti e costruzioni insufficienti negli ultimi dieci anni. A fronte di una domanda stimata di alloggi sociali pari a 72 000 unità, nel 2019 è prevista la consegna di soltanto 10 000 alloggi. 17 000 famiglie riceveranno un sostegno grazie al sistema di pagamento per l’assistenza abitativa (Housing Assistance Payment) o al meccanismo di alloggi in affitto (Rental Accommodation Scheme) predisposti dall’Irlanda, ma ciò rischia di inasprire ulteriormente i canoni di affitto sul mercato della locazione privata in cui l’offerta è già limitata. Un gran numero di case popolari è sottoccupato, soprattutto nell’area di Dublino, in parte a causa di pratiche di successione obsolete. Contribuiscono ad aggravare la situazione il mix inadeguato dei tipi di alloggi sociali forniti, il quantitativo estremamente limitato di alloggi a prezzi accessibili e il costo degli affitti. È questa la ragione di fondo dell’aumento costante del numero di individui e famiglie che vivono in alloggi di emergenza, con dati relativi al numero dei senzatetto che hanno raggiunto un picco senza precedenti nel febbraio 2019.
               
            
                  (17)
               
               
                  Incoraggiare la produttività sulla base dell’innovazione delle imprese nazionali è cruciale per sostenere una crescita più solida e resiliente della produttività del paese. La spesa per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) da parte delle imprese continua ad aumentare, pur rimanendo inferiore alla media dell’Unione e intensamente concentrata sulle imprese straniere. Esiste la possibilità di orientare le politiche di innovazione affinché vadano maggiormente a sostegno delle piccole e medie imprese (PMI) irlandesi. Il sostegno indiretto (crediti d’imposta) rimane il principale strumento di sostegno pubblico per la R&S in Irlanda (ammonta all’80 % del sostegno pubblico totale). Legami più stretti tra le multinazionali e le imprese nazionali potranno contribuire a migliorare la diffusione dell’innovazione nell’economia. Inoltre, una cooperazione più stretta tra le imprese e i centri di ricerca pubblici può aumentare anche il potenziale di innovazione.
               
            
                  (18)
               
               
                  Benché lo scarso livello di sviluppo della R&S pubblica (pari all’1,05 % del PIL a fronte di una media dell’Unione del 2 %) continui a suscitare preoccupazioni, il programma per i futuri posti di lavoro adottato dalle autorità irlandesi nel 2019 («Future Jobs Ireland 2019») promette di essere un valido strumento per stimolare l’innovazione e i cambiamenti tecnologici e migliorare la produttività delle PMI. La sua piena attuazione, però, dipenderà da un significativo aumento della spesa pubblica in ricerca e innovazione e dalla traduzione del programma recentemente adottato in misure strategiche concrete. In questo ambizioso elenco di misure, così come si presenta ora, mancano ancora importanti dettagli e date precise per l’attuazione. Per esempio, tra le iniziative da prendere nel 2019, non è stata prevista alcuna misura per incrementare la disponibilità di investimenti azionari a lungo termine per aiutare le imprese locali a espandere le loro attività; la combinazione di politiche per incentivare le PMI a investire in nuove tecnologie prevede crediti di imposta e incentivi non fiscali per incoraggiare le PMI a investire nell’innovazione, ma l’ampiezza relativa di tali misure resta sconosciuta. «Future Jobs Ireland 2019» non comprende iniziative specifiche né risultati da raggiungere per colmare il divario esistente tra l’Irlanda e altri Stati membri per quanto riguarda la realizzazione di reti a banda larga adatte alle esigenze del futuro in linea con gli obiettivi che mirano a fare dell’Unione una società dei gigabit entro il 2025. Il piano nazionale per la banda larga (National Broadband Plan) dovrebbe contribuire a colmare tale divario.
               
            
                  (19)
               
               
                  Le disparità regionali in Irlanda sono significative e sono aumentate negli ultimi dieci anni. L’Irlanda presenta disparità economiche piuttosto forti tra le regioni rispetto ad altri Stati membri in termini di PIL pro capite. Tra il 2000 e il 2016 il PIL pro capite nella regione meridionale e in quella orientale è aumentato del 74 %, cioè di 63 punti percentuali in più rispetto alla regione di confine, a quella centrale e a quella occidentale, e l’incremento ha subito un’accelerazione dopo il 2012. Nel 2016 il PIL pro capite nella regione meridionale e in quella orientale era 2,6 volte più elevato di quello della regione di confine, di quella centrale e di quella occidentale. La regione di Dublino, in cui risiede il 40 % della popolazione dell’Irlanda, ha contribuito per 62 punti percentuali alla crescita del PIL tra il 2000 e il 2016.
               
            
                  (20)
               
               
                  Gli ostacoli normativi all’imprenditorialità (in particolare talune regolamentazioni in materia di immobili non residenziali e servizi giuridici) si ripercuotono negativamente sull’ingresso e l’uscita delle imprese sul mercato, e quindi sulla produttività delle imprese irlandesi locali. Gli ostacoli all’ingresso nel mercato al dettaglio rappresentano un problema. L’Irlanda figura tra i primi cinque paesi con il maggior numero di obblighi procedurali per quanto riguarda l’ottenimento di una licenza per aprire un punto vendita. I venditori al dettaglio si trovano ad affrontare ostacoli procedurali che ritardano l’apertura di nuovi punti vendita e ne aumentano i costi, con un potenziale effetto negativo sulla struttura e la dinamica del mercato.
               
            
                  (21)
               
               
                  La nuova legge sulla regolamentazione dei servizi giuridici deve ancora essere attuata, dal momento che continuano ad esservi considerevoli ritardi per l’introduzione di atti normativi, anche se sono in corso consultazioni preparatorie. Rimane incerta la possibilità che venga dato agli avvocati (barrister) un accesso professionale diretto in materia di contenzioso e che venga concesso alle persone giuridiche di poter diventare partner in tutti i tipi di pratiche giuridiche. Sono tuttavia da evitare norme di gestione e funzionamento eccessivamente complesse per le pratiche multidisciplinari. Un’importanza di primo piano riveste l’attuazione ambiziosa delle riforme ancora in corso. L’iniziativa «Ambition 2.3», prevista dal programma «Future Jobs Ireland 2019», si propone di affrontare i problemi relativi al costo dei servizi giuridici, ma l’unica sua parte realizzabile nel 2019 è provvisoria e il calendario di attuazione poco chiaro. Il ritardo nell’attuazione di questa riforma influisce sul costo elevato dei servizi giuridici in Irlanda e si ripercuote negativamente sulle imprese, in particolare le PMI, e sui singoli cittadini. Dal momento che i servizi giuridici rappresentano un importante fattore per gli altri servizi orientati alle imprese, le restrizioni in tale settore contribuiscono al costo elevato di tali altri servizi (per esempio, le assicurazioni).
               
            
                  (22)
               
               
                  È continuato il calo delle percentuali di crediti deteriorati, che sono diminuite di 4,4 punti percentuali per attestarsi al 5,5 % nel 2018 fino al quarto trimestre dell’anno. Le banche sono sulla buona strada per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione, grazie al sostegno delle vendite di portafoglio, degli sforzi di ristrutturazione e del rialzo dei prezzi degli immobili. Gli arretrati di pagamento di crediti ipotecari a lungo termine (arretrati superiori a due anni) restano relativamente alti e contribuiscono a far sì che la percentuale di crediti deteriorati resti superiore alla media della zona euro. È stata proposta una serie di iniziative e disegni di legge, come la cosiddetta legge «no consent, no sale», per fronteggiare gli effetti sociali ed economici risultanti dalla risoluzione dei crediti deteriorati, anche per le famiglie vulnerabili. Nel 2018 il registro dei crediti è diventato pienamente operativo per i crediti al consumo e sarà determinante per valutare la capacità dei debitori di rimborsare i debiti contratti. Le procedure di insolvenza e il ricorso a soluzioni giudiziali e stragiudiziali per la risoluzione degli arretrati restano limitate. Ridurre ulteriormente gli arretrati di pagamento di crediti ipotecari realizzando al contempo iniziative per le famiglie vulnerabili senza creare ostacoli inutili per la risoluzione dei crediti deteriorati continua a essere difficile e richiede un continuo monitoraggio.
               
            
                  (23)
               
               
                  La programmazione dei fondi dell’Unione per il periodo 2021-2027 potrebbe contribuire a colmare alcune delle lacune individuate nelle raccomandazioni, in particolare nei settori di cui all’allegato D della relazione per paese 2019, consentendo all’Irlanda di impiegare al meglio tali fondi per i settori individuati, tenendo conto delle disparità regionali.
               
            
                  (24)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2019 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dell’Irlanda, che ha pubblicato nella relazione per paese 2019. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2019, il programma nazionale di riforma 2019 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte all’Irlanda negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Irlanda, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, data la necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (25)
               
               
                  Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2019 ed è del parere (9) che l’Irlanda rispetterà il patto di stabilità e crescita.
               
            
                  (26)
               
               
                  Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2019 e il programma di stabilità 2019. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 3. Tali raccomandazioni contribuiscono anche all’attuazione della raccomandazione del 2019 per la zona euro, in particolare la seconda raccomandazione per la zona euro. Le politiche di bilancio cui si fa riferimento nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono, tra l’altro, a correggere gli squilibri legati all’elevato debito pubblico,
               
            RACCOMANDA che l’Irlanda adotti provvedimenti nel 2019 e nel 2020 al fine di:
      
         1.   
         
            raggiungere l’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2020; utilizzare entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL; limitare l’entità e il numero delle agevolazioni fiscali e ampliare la base imponibile; continuare a prendere provvedimenti in relazione agli aspetti del sistema fiscale che possono agevolare una pianificazione fiscale aggressiva concentrandosi in particolare sui pagamenti in uscita; affrontare l’incremento previsto della spesa connessa all’invecchiamento migliorando l’efficienza in termini di costi del sistema sanitario e attuando a pieno la riforma del sistema pensionistico;
         
      
      
         2.   
         
            provvedere a un sostegno attivo e personalizzato all’integrazione e agevolare il miglioramento delle competenze, destinato in primis alle categorie vulnerabili e alle persone che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro; migliorare l’accesso a un’assistenza di qualità e a prezzi accessibili per l’infanzia;
         
      
      
         3.   
         
            incentrare la politica economica in materia di investimenti sulla transizione energetica verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sulla riduzione delle emissioni di gas serra, sui trasporti sostenibili, sulle risorse idriche, sulle infrastrutture digitali e sugli alloggi sociali a prezzi accessibili, tenendo conto delle disparità regionali; attuare misure, tra cui quelle della strategia per i futuri posti di lavoro, per diversificare l’economia e migliorare la produttività delle imprese irlandesi — e in particolare delle PMI — mediante un maggiore ricorso a strumenti di finanziamento diretto per stimolare la ricerca e l’innovazione e mediante la riduzione degli ostacoli normativi all’imprenditorialità.
         
      
      
         Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 2019
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               Il presidente
            
            M. LINTILÄ
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
      
         (3)  GU C 136 del 12.4.2019, pag. 1.
      
         (4)  GU C 320 del 10.9.2018, pag. 27.
      
         (5)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
      
         (6)  Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
      
         (7)  La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. La formazione lorda di capitale fisso finanziata a livello nazionale è spalmata su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa. Il parametro di riferimento per la spesa dell’Irlanda rispecchia l’aggiustamento apportato per correggere una distorsione del tasso di riferimento a 10 anni della crescita potenziale, dovuta all’aumento eccezionalmente elevato della crescita del PIL reale nel 2015. Conformemente all’approccio adottato dalle autorità irlandesi nei loro calcoli relativi al bilancio 2017, la Commissione ha preso in considerazione la media dei tassi di crescita potenziale nel 2014 e nel 2016.
      
         (8)  A partire dal 2019 il parametro di riferimento per la spesa rispecchia l’aggiustamento apportato per correggere una distorsione del tasso di riferimento a 10 anni della crescita potenziale, dovuta all’aumento eccezionalmente elevato della crescita del PIL reale nel 2015.
      
         (9)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.