CELEX: 51988PC0194
Language: it
Date: 1988-04-28
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 194
Vol. 1988/0061
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
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informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
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on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
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Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            COM(88 ) 194 def . - SYN 133
                                            Bruxelles , 20 aprile 1988
                              Proposta di
                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
  relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi
                 ( presentata dalla Commissione )
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                                       Proposta di
                                DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
            relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi
                                        RELAZIONE
I. OSSERVAZIONI PRELIMINARI
Principali obiettivi della proposta
1 . La proposta persegue due principali obiettivi :           il primo è quello di
      realizzare    una  parte   importante   dell' armonizzazione  della  vigilanza
      prudenziale necessaria per il completamento del mercato interno bancario ;
      il secondo è quello di rafforzare il livello medio di solvibilità degli
      enti creditizi della Comunità in modo da tutelare maggiormente sia i
      depositanti sia gli investitori nonché la stabilità del sistema bancario .
2 . La direttiva proposta , in quanto parte dell' armonizzazione che è necessario
      realizzare prima del completamento del mercato interno , va vista unitamente
      alla proposta di direttiva sulla definizione dei fondi propri degli enti
      creditizi ( 1 ) ed alle raccomandazioni della Commissione sui grandi fidi e
      sui sistemi di garanzia dei depositi ( 2 ). Essa va considerata soprattutto
      in connessione con la prima proposta menzionata , in quanto i fondi propri
      costituiscono il numeratore del coefficiente di solvibilità proposto .
 I principi del coefficiente
3 . Il coefficiente proposto esprime i fondi propri di ciascun ente creditizio
      in rapporto al valore , corretto in funzione del rischio , delle sue attività
      e delle sue operazioni fuori bilancio .         Questo approccio basato sulla
      " ponderazione in base al rischio " è il frutto di vari anni di lavoro svolto
      per il Comitato consultivo bancario istituito con la prima direttiva di
 (1 )    GU n . C 243 del 27.9.1986 , pag . 4
 C2 )    GU n . L 33 del 4.2.1987 , paqq . 10 e 16
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     coordinamento delle legislazioni bancarie del 1977 ( 1 ).      Attualmente è
     generale convinzione che esso costituisca la misura della solvibilità più
     adeguata e flessibile, in quanto distingue fra i livelli di rischio
     associati a ciascuno tipo di attività e di voci fuori bilancio .
     Coefficienti più semplici che non distinguano fra tipi di attività e di
     impegni fuori bilancio ed i rischi ad ognuno di essi connessi partono
     implicitamente dall' ipotesi che i requisiti patrimoniali debbano essere gli
     stessi per tutti i tipi di transazioni .
4 . Il coefficiente tiene integralmente conto dei rischi inerenti alle attività
     fuori bilancio , un settore delle attività bancarie che si è sviluppato
      rapidamente negli ultimi tempi . Sotto il profilo prudenziale è essenziale
     tener conto del rischio potenziale di determinati impegni che possono
     eventualmente entrare a far parte delle voci di bilancio delle banche ,
     soprattutto in quanto è probabile che ciò avvenga proprio nel momento in
     cui la qualità media dell' attivo rappresentato dai prestiti tradizionali
     tende a deteriorarsi .
5 . Il coefficiente è essenzialmente funzione dei rischi di credito dovuti ad
     un' eventuale inadempienza della controparte ; tuttavia nei considerando si
     fa riferimento ad ulteriori lavori sul trattamento prudenziale dei rischi
     connessi ai tassi di interesse e di cambio . e degli altri rischi di mercato .
     In particolare , la Commissione ha iniziato i lavori ai fini di predisporre
     al più presto le norme necessarie per assicurare il controllo dei rischi
     di mercato derivanti dalle posizioni aperte in cui incorrono gli enti cre¬
     ditizi in seguito ai loro interventi sui mercati mobiliari .
Un livel lo minimo
6 . La proposta stabilisce per il coefficiente di solvibilità definizioni e
      tecniche comuni nonché un livello minimo che dovrà essere rispettato da
      tutti gli enti creditizi della Comunità a decorrere dal 1° gennaio 1993 . La
      proposta indica un valore minimo provvisorio dell' 8%, scelto tenendo conto
     dei dati statistici riservati raccolti sin dal 1981 per il Comitato
      consultivo . Perché l' effetto complessivo della proposta possa essere
     pienamente valutato, la Commissione ritiene necessario stabilire una
      percentuale indicativa . L' intenzione è di riesaminare la questione alla
      luce di un' indagine statistica sui coefficienti degli enti creditizi basata
     sulle definizioni della proposta . Tale indagine è stata prediposta dalla
( 1 ) GU n . L 322 d*l 17.12.1977, pag . 30
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    Commissione e verrà effettuata nella prima metà del 1988 dal Gruppo di
    contatto delle autorità di vigilanza della CE . Alla base delle risultanze
    dell' indagine la Commissione proporrà , se necessario, una modifica della
    percentuale prima dell' adozione definitiva della direttiva .
7 . Per assicurare il continuo rafforzamento della solvibilità patrimoniale , la
    proposta prevede che tra l' entrata in vigore della direttiva , il 1° gennaio
    1990, e la data a partire della quale il coefficiente minimo deve essere
    rispettato, il 1° gennaio 1993 , nessun ente creditizio può consentire
    alcuna diminuzione del coefficiente ,    salvo che temporaneamente nel periodo
    immediatamente successivo a un emissione di capitale .
Eguaglianza di trattamento per i prenditori comunitari ;           trattamento del
rischio paese
8 . Al fine di assegnare le ponderazioni in base al rischio alle diverse
    componenti dell' attivo e orile voci fuori bilancio , i prenditori sono
    raggruppati in alcune categorie generali :         banche centrali , governi
    centrali , enti creditizi , e cosi via . Oltre a questa distinzione basata sul
    tipo di prenditore , è stata introdotta anche la distinzione tra prenditori
    " nazionali ", i prenditori originari della Comunità , e " esteri ", tutti gli
    altri . Tuttavia , ai prestiti interbancari di brevi periodi concessi a
    banche nazionali ed estere è stato assegnato lo stesso peso , data
     l' omogeneità del mercato interbancario per le operazioni a breve . Nello
     stesso modo si è altresì proceduto per i prestiti al , e per le voci fuori
    bilancio assunte per conto del , settore non bancario nazionale ed estero .
    Nel caso, invece , di altre categorie di prestiti , banche e governi centrali
    e cosi via , nonché per le operazioni a lungo termine sul mercato
     interbancario , ai prenditori nazionali viene assegnata una ponderazione
     inferiore a quella attribuita ai prenditori esteri . La distinzione consente
     in larga misura di tener conto del rischio paese nell' attività bancaria ,
    ma , tuttavia , è pur sempre vero che la categoria " estero" residuale
    contiene comunque un ( ristretto ) numero di paesi finanziariamente
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     affidabili e un ( ampio ) numero di altri paesi con problemi di equilibrio
     finanziario esterno .     Per tal motivo ,    e tenuto conto che alcuni paesi non
     CEE del gruppo dei Dieci sembrano orientati nel prossimo futuro a
     rafforzare la solvibilità delle proprie banche adottando norme simili a
     quelle contenute in questa proposta ,           l' Articolo 8 prevede per tutte le
     operazioni    interbancarie    la    possibilità     di   applicare   le   ponderazioni
     nazionali a      prenditori    esteri ,     quando      i   rischi   sono   considerati
     equivalenti .
Adattamento del coefficiente : procedura del Comitato
9 . E'   importante    che ,    una    volta  entrata     in   vigore   la  direttiva ,    il
     coefficiente possa essere adattato quanto più rapidamente possibile ai
     mutamenti dell' attività bancaria e della natura dei rischi .             Ciò è vero in
     particolar modo nel caso delle nuove operazioni fuori bilancio comprese nel
     coefficiente .    Si    propone ,    pertanto ,     una    procedura   di   adattamento
     flessibile .    La procedura del Comitato di            regolamentazione variante a )
     appare la più idonea , data la rilevanza del settore bancario e il ruolo
     centrale attribuito alle autorità nazionali di vigilanza nell' applicazione
     della direttiva proposta .
II . COMMENTO AGLI ARTICOLI
Campo d' applicazione ( Articoli 1 e 3 ( 2 ))
1 . L' articolo 1 stabilisce che la proposta si applica a tutti gli enti
     creditizi definiti nel primo trattino dell' articolo 1 della prima direttiva
     di coordinamento delle legislazioni bancarie , fatte salve alcune deroghe
     previste da tale direttiva e dalla direttiva 86 / 524 / CEE ( 1 ).                  Tale
     definizione esclude esplicitamente dal campo di applicazione della proposta
     le succursali di banche di paesi terzi ubicate negli Stati membri .                   La
     decisione su chi sia responsabile per la vigilanza sulla solvibilità di
( 1 ) GU N. L 309 del 4.11.1986 , pag . 15
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     tali succursali continuerà a spettare alle autorità competenti dello Stato
     membro ospitante . La prassi attualmente prevalente prevede che la vigilanza
     sia svolta dalle autorità competenti dei paesi terzi i cui sistemi di
     controllo siano giudicati equivalenti .
2 . L' articolo 3,    paragrafo 2 precisa ulteriormente il contesto istituzionale
     nell' ambito del quale devono essere calcolati e rispettati i coefficienti .
     Il   primo   obbligo   è   quello di   calcolare  e  rispettare    coefficienti
     consolidati in conformità delle direttive 83 /350 / CEE ( 2 ) e 86/635 / CEE ( 3 );
     è inoltre prescritto il calcolo di coefficienti non consolidati per tutti
     gli enti creditizi . Le autorità nazionali di vigilanza hanno facoltà di
     richiedere coefficienti sub-consolidati anziché non consolidati per gli
     enti creditizi affiliati .
Definizione ( Articolo 2 )
3 . Al fine di semplificare e standardizzare il testo si propone , come di
     consueto , un elenco di definizioni parzialmente tratte da precedenti
     direttive in materia bancaria .
Principi generali ( Articolo 3 )
4 . Tale articolo stabilisce una serie di principi di base :
     - l' articolo 3 ,     paragrafo 1 contiene una semplice descrizione del
        coefficiente di solvibilità proposto , che viene successivamente precisato
        negli articoli 4-6 e negli allegati ; tuttavia solo l' articolo 3 ,
        paragrafo 1 , fornisce una completa descrizione di metodo;
     - l' articolo 3 ,   paragrafo 2 è stato illustrato al precedente punto II ,
        paragrafo 2 ;
( 1 ) Gl) N. L 193 del 13.6.1983, pag . 18
( 2 ) GU.N. L 372 del 8.12.1986, pag . 1 .
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    - L' articolo 3 ,    paragrafo 3 ,  dispone che i coefficienti devono essere
       ufficialmente verificati e controllati almeno due volte all' anno .
    - L' articolo 3 ,   paragrafo 4 ,  stabilisce che le voci in bilancio e fuori
       bilancio menzionate nella proposta devono essere valutate conformemente
       alle norme armonizzate della direttiva sui conti annuali .
Numeratore del coefficiente ( articolo 4 )
5 . Il numeratore proposto è costituito dai fondi propri calcolati in base alla
    direttiva di definizione dei fondi propri .
Denominatore del coefficiente ( articoli 5 e 6 e allegati 1-4 )
6 . L' articolo 5 descrive il metodo utilizzato per calcolare i valori ponderati
    in base al rischio per le voci in bilancio e fuori bilancio .      Descrizioni
    più complete del metodo ed elenchi dei vari tipi di strumenti figurano in
    allegato nel caso delle voci fuori bilancio , il cui trattamento ai fini del
    calcolo del coefficiente è più complesso di quello delle voci di bilancio .
7 . L' articolo 6 contiene un elenco delle voci dell' attivo e delle voci fuori
    bilancio secondo la ponderazione di rischio loro applicabile ( 0% , 10% , 20% ,
    50% e 100% ).    I trattamento delle voci fuori bilancio connesse ai tassi di
    interesse e di cambio non può essere presentato sotto questa forma e
    pertanto figura nell' allegato 3 .
8 . L' articolo 7 disciplina i rischi applicabili nel caso di crediti nei
    confronti di autorità locali e governi regionali e di operazioni fuori
    bilancio intraprese per conto di questi . Si propone un sistema di reciproco
    riconoscimento delle ponderazioni ritenute opportune per le proprie
    autorità locali dalle singole autorità di vigilanza .
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Poteri d' esecuzione della Commissione : procedure di modifica ( articolo 8 )
9 . In considerazione della rapidità dei mutamenti e delle innovazioni nel
    settore bancario si propone che la maggioranza degli elementi tecnici della
    direttiva vengano modificati ,       all' occorrenza ,    su iniziativa della
    Commissione , previa consultazione del Comitato consultivo bancario . Si
    propone , in particolare , che quest' ultimo agisca in qualità di Comitato di
    regolamentazione . L’estensione delle ponderazioni " nazionali” a paesi
    terzi , di cui si è detto alla sezione I paragrafo 8 , è uno degli aspetti
    specifici per i quali si propone di applicare la procedura delineata in
    questo articolo .
Applicazione della direttiva ( articolo 9 )
10 . Conformemente    al calendario della     seconda   direttiva   di    coordinamento
     bancario si    propone che   le oportune misure di        applicazione vengano
     adottate entro il 1° gennaio 1990 .
11 . L' Articolo 9 stabilisce che il coefficiente minimo di solvibilità debba
     essere rispettato in via continuativa dagli enti creditizi a partire dal
     1° gennaio 1993 . Esso prevede che , nel caso in cui i coefficienti scendano
     al di sotto del minimo , U autorità competenti debbano intraprendere le
     opportune azioni correttive .
12 . Detto articolo stabilisce anche che gli enti creditizi i cui coefficienti
     siano inferiori al minimo stabilito al momento dell' entrata in vigore
     della direttiva , devono far sì che tali coefficienti non diminuiscono tra
     la data di entrata in vigore della direttiva e la fine del 1992 , salvo nei
     casi    di  emissioni    di   capitale .     L' obiettivo    è    di    rafforzare
     progressivamente la solidità patrimoniale prima che             il rispetto del
     coefficiente minimo stabilito diventi obbligatorio a partire del 1°
     gennaio 1993 .
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13 . L' articolo chiarisce , inoltre ,  che il valore del coefficiente di cui al
     paragrafo 3 è un minimo e le autorità di vigilanza di ciascun Stato membro
     possono imporre coefficienti più elevati ai propri enti creditizi .
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   COMMI SSIONE
      DELLE
COMUNITÀ' EUROPEE
                         Proposta di
                   DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi
 ---pagebreak---                                     Proposta di                                         AO
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
        relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , in particolare
 l' articolo 57 , paragrafo 2 , terza frase ,
vista la proposta della Commissione ,
in cooperazione con il Parlamento Europeo ,
visto il parere del Comitato Economico e Sociale ,
considerando che la presente direttiva rappresenta uno sviluppo dell' opera
svolta dal Comitato consultivo bancario che ,               a norma dell' articolo 6 ,
paragrafo 4 ,     della direttiva   77 / 780 / CEE del Consiglio , del 12 dicembre 1977 ,
 relativa al coordinamento delle disposizioni legislative , regolamentari e
amministrative riguardanti l' accesso all' attività degli enti creditizi e il
suo esercizio ( 1 ), modificata da ultimo dalla direttiva 86/524/CEE ( 2) ha la respon¬
sabilità di presentare " alla Commissione suggerimenti per il coordinamento
dei coefficienti applicabili negli Stati membri ";
considerando che coefficienti di solvibilità appropriati            hanno un ruolo di
fondamentale     importanza   ai  fini    della    vigilanza  prudenziale  degli  enti
creditizi ;
considerando che i coefficienti che ponderano             attività e operazioni fuori
bilancio secondo il grado di rischio di credito sono misure della solvibilità
di particolare utilità ;
considerando che l' elaborazione di criteri comuni di adeguatezza del capitale
in relazione alle attività a rischio e alle voci fuori bilancio costituisce ,
pertanto, uno dei settori essenziali di armonizzazione necessari a pervenire
al reciproco riconoscimento e quindi a completare il mercato interno per i
servizi bancari ;
( 1 ) GU n . L 322 del 17.12.19 77 , pag . 30
( 2 ) GU n . L 309 del 4.11.1986 , pag . 15
 ---pagebreak--- ДА
                                                    - 2 -
    considerando che            a   tal  fine  la presente direttiva è     connessa ad altri
   strumenti normativi specifici che armonizzano anch' essi le tecniche principali
   del controllo prudenziale : la direttiva del Consiglio del
   relativa ai fondi propri degli enti creditizi ( 1 ), le raccomandazioni
   87 / 62 / CEE ( 2 ) e 87 / 63 / CEE ( 3 ) della Commissione rispettivamente sui grandi
   fidi e sui sistemi di garanzia dei depositi ;
    considerando che          la direttiva deve essere altresì considerata direttamente
    complementare alla seconda direttiva di coordinamento ( 4 ) che delinea il
   quadro generale del quale la presente direttiva costituisce parte integrante ;
   considerando che il coefficiente minimo indicato nella presente direttiva ha natura
   provvisoria ; che esso sarà rivisto a seguito di un' indagine statistica ; che la
    Commissione , se necessario , proporrà la modifica del valore del coefficiente
    prima dell' adozione definitiva della direttiva ;
    considerando che nell' esercizio della vigilanza è altresì molto importante
    tener conto dei rischi di cambio e di tasso d' interesse nonché di altri rischi
   di mercato ; che la Commissione proseguirà , in collaborazione con Le autorità
    competenti degli Stati membri e con gli altri organismi che lavorano con
    obiettivi simili ,               nello studio delle tecniche disponibili ;           che ,
    conseguentemente , essa presenterà le opportune proposte per un' ulteriore
   a rmoni zzazione delle regole di vigilanza relative a tali rischi ;
    considerando che di tanto in tanto saranno necessarie , per tener conto dei
    nuovi sviluppi nel settore bancario , modifiche tecniche delle disposizioni
    della presente direttiva ;              che   la Commissione effettuerà dette modifiche
    allorquando si renderanno necessarie , nell' esercizio dei poteri di attuazione
    ad essa delegati dalle disposizioni del Trattato dopo a / er consultato il
     Comitato consultivo bancario ; che il Comitato opererà quale Comitato di
    " regolamentazione " secondo le regole e la procedura fissate nell' Articolo 2 ,
    procedura III variante a ;,               della decisione 87/ 373 / CEE del Consiglio del
    13 luglio 1987, che stabilisce le modalità per l' esercizio delle competenze
   di esecuzione conferite alla Commissione ( 5 ),
    HA ACOTTATO LA PPECEftTE CIPETTI / A :
    ( 1 ) Gli n . L               del                   , pag
    ( 2 ) GU n . L 33 del 4.2.1987, pag . 10
    ( 3 ) GU n . L 33 del 4.2.1987, pag . 16
    ( 4 ) COM / 87 / 71 5 / CEE
    ( 5 ) GU n . L 197 del 18.7.1987, pag . 33
 ---pagebreak---                           Campo di applicazione e definizioni
                                          Articolo 1
1 . La presente direttiva si applica agli enti creditizi definiti nel primo
    trattino dell' articolo 1 della direttiva 77 / 780 / CEE .
2 . Nonostante         il paragrafo 1 , gli Stati membri non sono tenuti ad
    applicare la presente direttiva agli enti creditizi elencati nell' articolo
    ?,   paragrafo 2       aella direttiva 77 / 780 / CEE .
3 . Gli enti creditizi ,      che ,  ai sensi dell' articolo 2 , paragrafo 4 lettera a ) della
    direttiva 77 / 780 / CEE , sono collegati , nello stesso Stato membro , a un
    organismo    centrai :       che    li    controlla ,   possono    essere    esclusi
    dall' applicazione della presente direttiva se tutti gli enti creditizi
    collegati e l' organismo centrale sono inclusi in coefficienti consolidati
    di solvibilità secondo le disposizioni della presente direttiva .
 ---pagebreak---                                                - 4 -
                                            Articolo 2
Ai fini della presente direttiva :
- le " autorità competenti " sono definite in conformità al quinto trattino
   dell' articolo 1 della direttiva 83 /350 / CEE del Consiglio del 13 giugno 1983,       relativa alla
    vigilanza su base consolidata degli enti creditizi ( 1 );
_    " enti creditizi nazionali " sono tutti gli enti creditizi
    autorizzati       negli   Stati     membri ,    ai  sensi
    dell' articolo      3 della   direttiva 77 / 780 / CEE  e  le  succursali di  tali  enti
    stabilite al di fuori       delle CE ;
- " enti creditizi esteri " sono tutti                 enti creditizi . pubbLici e
    privati , autorizzati in paesi diversi dagli Stati membri che rispondono alla
    definizione      di   cui  al   primo    trattino   dell’articolo   1   della  direttiva
    77 /780 / CEE , nonché le succursali di tali enti ;
- nel caso delle banche centrali e dei governi centrali, dei governi regionali e delle
    autorità locali , e del settore non bancario cosi come definito nel trattino
    successivo,       " nazionale "  si   riferisce    agli   Stati  membri
   " estero " si riferisce agli altri paesi ;
 ( 1 ) GU n .     L 193 del 18.7.1983 , pag . 18
 ---pagebreak--- il " settore non-bancario" comprende L' insieme dei debitori , con L' eccezione
degLi enti creditizi come definiti aL secondo e aL terzo trattino deL
presente articolo , deLLe banche centrati , dei governi centrati e regionaLi ,
dette amministrazioni Locali , dette Comunità europee e detta Banca Europea
degli Investimenti ( BEI ), delta Banca dei Regolamenti Internazionali ( BRI ),
detta Banca Internazionale per I3 Ricostruzione e lo Sviluppo ( BIRS ) e del
 Fondo Monetario Internazionale ( FMI );
 le voci fuori bilancio a " rischio pieno", " rischio medio", " rischio medio / basso"
e " rischio basso " sono descritte ne L t ' a L Legato 1 ed elencate ne t L ' a L Legato 2 ;
 il termine " partecipazione " è definito in conformità al terzo trattino
dell' articolo 1 della direttiva 83 / 350 / CEE .
 ---pagebreak---                                               - 6 -
                                            Articolo 3
Principi generali
1 . Per valutare la solvibilità degli enti creditizi definiti all' articolo 1 , le autori tà
      conpetenti degli Stati membri provvedono a       che   vengano    calcolati    coefficienti
      esprimenti il rapporto tra i fondi propri ,             definiti nell' articolo 4 ,      e le
      attività ponderate in base al rischio , definite nell' articolo 5 .
2 . I coefficienti devono essere calcolati su base consolidata in ottemperanza
      alla direttiva 83 /350 / CEE e alla direttiva 86/635/CEE del Consiglio dell' 8
      dicembre 1986 , relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche
      e degli altri istituti finanziari          ( 1 ).    Ciò nonostante , i coefficienti non
      consolidati devono altresì essere calcolati per tutti gli enti creditizi .
      Tuttavia ,     le   autorità     competenti       hanno    la   facoltà     di    richiedere
      coefficienti sub-consolidati ,        invece che non consolidati , per le affiliate
      degli enti creditizi .
3 . Aldilà dell' obbligo per gli enti creditizi di cui ai paragrafi 2 ,                      3 e 4
      dell' articolo 9,      le autorità competenti provvedono a che i coefficienti
      siano controllati non meno di due volte l' anno .
 4 . La   valutazione    delle   attività     e  delle     voci   fuori   bilancio    deve   essere
      effettuata in conformità alla direttiva 86 / 635 / CEE .
 (1 )   GU n .   L 372 del 31 . 12 . 1986, pag . 1
 ---pagebreak---                                                                           su;
                                        7
                                    Articolo 4
Fondi propri
1 . I fondi propri degli enti creditizi , come definiti dalla direttiva
            /     / CEE , costituiscono il numeratore del coefficiente di
    solvibilita .
 ---pagebreak---                                      Articolo 5
Attività e voci fuori bilancio ponderate secondo il grado di          rischio :   il
denominatore
1 . Gradi di rischio di credito,    espressi cerne ponderazioni percentuali ,   sono
    attribuiti alle voci dell' attivo secondo le disposizioni dell' articolo 6 .
    Il valore di bilancio di ciascuna attività è quindi moltiplicato per il
    peso attribuito in modo da ottenere il valore ponderato in base al rischio .
2 . Nel caso delle voci fuori bilancio di cui alle categorie da ( a ) a ( e )
    dell' articolo 6 , per determinare la ponderazione del rischio, è utilizzato
    un procedimento a due stadi ,         in conformità alle regole riportate
    nell' Allegato 1 . I valori corretti per il grado di rischio sono ottenuti
    moltiplicando il valore di ciascuna voce fuori bilancio per la
    corrispondente ponderazione percentuale di rischio .
3 . Nel caso delle voci    fuori bilancio connesse con i     tassi di  cambio e di
    interesse di cui all' articolo 6, paragrafo 2 , il costo potenziale di
    sostituzione dei contratti in caso di insolvenza della controparte deve
    essere determinato secondo uno dei due metodi descritti nell' Allegato 3 .
    Tali costi devono poi essere moltiplicati per il peso attributo alla
    controparte dall' articolo 6, paragrafo 1 , onde ottenere il valore corretto
     in base al grado di rischio .
4 . La somma dei valori ponderati per il rischio delle voci di bilancio e delle
    voci fuori bilancio,    come descritti nei precedenti paragrafi ,   costituisce
     il denominatore del coefficiente di solvibilità .
 ---pagebreak---                                       Articolo 6
 Ponderazione dei rischi
1 . Alle voci dell' attivo e alle voci fuori bilancio di seguito indicate si
    applicano le ponderazioni seguenti , ma le autorità competenti possono
    stabilire , quando lo ritengano appropriato , delle ponderazioni più elevate :
    a ) Ponderazione 0
        - cassa e voci dell' attivo equivalenti ;
        - voci dell' attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi
          centrali nazionali e di banche centrali nazionali ;
        - voci dell' attivo   che rappresentano     crediti    assistiti   da esplicita
          garanzia di governi centrali nazionali e di banche centrali nazionali ;
        - voci   dell' attivo  che   rappresentano    crediti    nei   confronti   delle
          Comunità europee e della BEI ;
        - voci   dell’attivo   assistite   da  esplicita    garanzia    delle   Comunità
          europee e detta BEI ;
        - voci dell’attivo che rappresentano crediti nei confronti della Banca
          dei Regolamenti Internazionali ( BRI ),      della Banca Internazionale per
          la   Ri costruzione   e  lo   Sviluppo   ( BIRS )  e   del   Fondo   Monetario
          Internazionale ( FMI );
        - voci dell' attivo assistite da esplicita garanzia della BRI , della BIRS
          e del FMI ;
        - tutte le voci di pertinenza degli impegni e rischi fuori bilancio
          assunti per conto di governi centrali nazionali e di banche centrali
          nazionali ;
        - tutte le voci di pertinenza degli impegni e rischi fuori bilancio
          assistiti da garanzia esplicita di governi centrali nazionali e di
          banche centrali nazionali ;
        - tutte le voci di pertinenza degli impegni e rischi fuori bilancio
          assunti per conto delle Comunità europee e della BEI ;
        - tutte le voci di pertinenza degli impegni e rischi fuori bilancio
          assistiti da esplicita garanzia delle Comunità europee e della BEI ;
        - tutte le voci di pertinenza degli impegni e rischi fuori bilancio
          assunti per conto della BRI , della BIRS e del FMI ;
        - tutte le voci di pertinenza degli impegni e rischi fuori bilancio
          assistiti da esplicita garanzia della BRI , della BIRS e del FMI ;
 ---pagebreak---     - prestiti e impegni fuori bilancio totalmente garantiti , secondo
       modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti , da una
       delle voci sopra riportate e da depositi e da certificati di deposito
       presso l' ente che concede il prestito o assume l' impegno ;
    - tutti gli impegni fuori bilancio a " rischio basso ", indipendentemente
       dalla controparte .
b ) Ponderazione 10%
    ~ Voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio medio "
       assunti per conto di enti creditizi nazionali ;
    - Voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio medio"
       assistiti da esplicita garanzia di enti creditizi nazionali ;
    - Voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio medio" di
       durata originaria non superiore ad un anno nei confronti di enti
       creditizi esteri ;
    - Voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio medio" di
       durata originaria non superiore ad un anno assistiti da garanzia
       esplicita di enti creditizi esteri .
c ) Ponde razione 20%
     - voci dell' attivo che rappresentano     crediti nei   confronti di enti
        creditizi nazionali ;
     - voci dell' attivo che rappresentano crediti di durata originaria non
        superiore ad un anno nei confronti di enti creditizi esteri ;
     - voci dell' attivo assistite da esplicita garanzia di enti creditizi
        nazi onal i ;
     - voci dell' attivo che rappresentano crediti di durata originaria non
        superiore ad un anno assistiti da garanzia esplicita di enti creditizi
        esteri ;
     - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio pieno"
       assunti per conto di enti creditizi nazionali ;
     - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio pieno "
        assistiti da esplicita garanzia di enti creditizi nazionali ;
 ---pagebreak---                                                                                       Λ
                                                                                  <-Ъ
                                     - 11 -
    - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio pieno " di
       durata originaria non superiore ad un anno assunti per conto di enti
       creditizi esteri ;
    - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio pieno " di
       durata originaria non superiore ad un anno assistiti da esplicita
       garanzia di enti creditizi esteri ;
    - prestiti    e impegni fuori bilancio a " rischio pieno " e a " rischio
       medio " totalmente garantiti ,    secondo modalità ritenute soddisfacenti
       dalle autorità competenti ,    da una delle voci dell' attivo riportate in
       questa categoria di ponderazione ;
    - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " pieno / medio
       rischio " assunti per conto dei settori non bancari nazionale ed
       este ro ;
    - voci    dell' attivo  che  rappresentano   crediti  in  moneta  locale  nei
       confronti di governi centrali esteri di succursali estere di enti creditizi
       nazionali       che ricevono depositi in moneta locale ;
    - attivi di cassa in corso di raccolta ,               quando il pagamento
       corrispondente è già stato effettuato .
d ) Ponderazione 50%
    - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio medio "
       assunti per conto di governi centrali e regionali , amministrazioni
        locali e banche centrali estere e del settore non bancario nazionale
       ed estero ;
    - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio medio " di
       durata originaria superiore ad un anno assunti per conto di enti
        creditizi esteri ;
    - voci di pertinenza degli impegni fuori bilancio a " rischio medio " di
       durata originaria superiore ad un anno assistiti da esplicita garanzia
       di enti creditizi esteri ;
     - prestiti totalmente garantiti , secondo modalità ritenute soddisfacenti
       dalle autorità competenti , da ipoteche , concessi per l' acquisto di
        proprietà immobiliari nella Comunità Europea destinate a soddisfare le
       esigenze abitative del mutuatario .
 ---pagebreak--- г\
                                               - 12 -
        e ) Ponderazione 100%
            - Voci dell' attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi
              centrali e regionali ,     di amministrazioni locali e di banche centrali
              estere ;
            - voci     dell' attivo  che   rappresentano     crediti   di  durata    originaria
              superiore a un anno nei confronti di enti creditizi esteri ;
            - voci dell' attivo che rappresentano crediti nei confronti del settore
              non bancario , nazionale e estero ;
            - voci di      pertinenza degli   impegni   fuori bilancio a " rischio pieno"
              assunti per conto di governi centrali e regionali ,              amministrazioni
              locali e banche centrali estere e per conto del settore non bancario
              nazionale e estero ;
            - voci di pertinanza degli impegni fuori bilancio a " rischio pieno" di
              durata originaria      superiore ad un anno assunti         per conto di      enti
              creditizi esteri ;
            - attivi materiali elencati sub C II nell' articolo 9 della direttiva
               78 / 660 / CEE del Consiglio del 25 luglio 1978 , basata sull' articolo 54 ,
               paragrafo 3, lettera giudei trattato e relativa ai conti annuali di alcuni tipi di società (1 )
            - partecipazioni non dedotte dai fondi propri ;
            - ogni altra attività non dedotta dai fondi propri .
   2 . Le metodologie descritte nell' Allegato 3 devono essere applicate alle voci
        fuori bilancio connesse ai tassi d' interesse e di cambio .
   ( 1 ) GU n .      L 222 del 14.8.1978, pag . 11
 ---pagebreak---                                                Articolo 7
1 . Gli Stati membri hanno la facoltà di attribuire ponderazioni pari allo 0% , al 20%
    o al 50% alle voci     di  bilancio       che  rappresentano     crediti   nei  confronti     dei
    propri   governi    regionali        e   delle   proprie    autorità locali ,      nonché agli
    impegni   fuori    bilancio      a    " rischio    pieno "  assunti   per   conto dei      propri
    governi   regionali e delle proprie autorità locali .                 Conseguentemente ,      gli
    impegni    fuori   bilancio       a   " rischio    medio "  assunti   per   conto dei      propri
    governi     regionali      e    delle      proprio     autorità    locali    devono     ricevere
    ponderazioni pari allo 0%, al 10% 0 a <- 20%. I prestiti e gli impegni fuori bilancio
    assistiti    da   esplicita       garanzia      di   autorità   regionali    o   locali    devono
    ricevere ,    rispettivamente , la stessa ponderazione dei prestiti accordati a
    detti   autorità     e    degli     impegni    fuori   bilancio assunti      per   conto    delle
    autorità in questione .
?. Gli Stati membri notificheranno alle Commissione le ponderazioni scelte , la
    Commissione     diffonderà       le    informazioni     ricevute    e  ciascun    Stato    membro
    rispetterà le ponderazioni adottate dagli altri . Ciascun stato membro avrà ,
    inoltre ,    la facoltà di applicare ponderazioni pari allo 0%, al 20% e al 50%, e
    corrispondentemente ponderazioni pari allo 0%, al 10% e al 20% agli impegni fuori
    bilancio a " medio rischio ",             ai paesi di cui     all' articolo 8 , paragrafo 2 .
 ---pagebreak---                                     Arti colo 8
1. Le modifiche tecniche ai punti qui di seguito elencati della presente
   direttiva saranno apportate seguendo la procedura di cui al paragrafo 3 :
   - il coefficiente minimo di cui all' articolo 9;
   - le ponderazioni e le voci dell' attivo di cui all' articolo 6;
   - la lista e la classificazione delle voci fuori bilancio figurante negli
      Allegati 2 e 4 e le rispettive modalità di calcolo nel coefficiente
      descritte nell' articolo 5 e negli Allegati 1 e 3 .
2. Inoltre , la Commissione , seguendo la procedura di cui al paragrafo 3 , può
   applicare gli stessi pesi adottati per i governi centrali , le banche
   centrali e gli enti creditizi nazionali ai paesi esteri , allorquando i
   rischi sono considerati equivalenti ,      in particolare nel caso degli enti
   creditizi , a seguito di accordi raggiunti in sedi internazionali , nonché ,
   allo stesso modo, può applicare la ponderazione del 50% ai crediti
   garantiti da ipoteca concessi a paesi terzi .
3. La Commissione è assistita da uri Comitato composto dai rappresentanti
   degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione .
    Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto
   delle misure da adottare . Il Comitato formula il suo parere sul progetto
   entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell' urgenza
   della questione in esame . Il parere è formulato alla maggioranza prevista
    dall' articolo 148 , paragrafo 2 del trattato per l' adozione delle decisioni
    che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione . Nelle
    votazioni al Comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli
    Stati membri la ponderazione definita all' articolo precitato .            Il
    presidente non partecipa alla votazione .
 ---pagebreak---                                      15
La Commissione adotta Le misure previste qualora siano conformi al parere
del Comitato .
Se Le misure previste non sono conformi al parere del Comitato , o in
mancanza di parere , La Commissione sottopone senza indugio al Consiglio
una proposta in merito alle misure da prendere . IL Consiglio delibera a
maggioranza qualificata .
Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine che sarà fissato in
ciascun atto da adottare ai sensi del presente paragrafo , ma che non può
in alcun caso superare tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata
sottoposta    la proposta , la Commissione adotta le misure proposte .
 ---pagebreak---                                              16 -
                                        Articolo 9
1 . Gli   Stati   membri   adottano    le misure     necessarie per     conformarsi     alla
     presente direttiva al più tardi ili gennaio 1990 .
 2. Fino al 31 dicembre 1992, gli enti creditizi i cui coefficienti sono inferiori all' 8% *
     non dovranno permettere diminuzioni dei rispettivi coefficienti ,            salvo che
     tali diminuzioni siano col legate ad operazioni di aumento di capitale ed
     avvengano nel periodo immediatamente successivo a detti aumenti . Le
     autorità competenti provvederanno affinché misure correttive vengano prese
     allorquando la diminuzione dei coefficienti è dovuta a cause diverse da
     quella sopraricordata .
3 . A decorrere dal 1° gennaio 1993 gli enti creditizi dovranno far si che i
     coefficienti di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo non scendano
     al di sotto dell' 8% *.   Nel caso in cui i coefficienti di un ente creditizio
     scendano al di sotto di tale minimo ,        le autorità competenti provvederanno
     affinchè misure adeguate a ripristinare detto livello minimo vengano prese
     il più rapidamente possibile dagli enti creditizi in questione .
 4 . Nonostante il paragrafo 3 , le autorità competenti possono fissare coef­
      ficienti superiori a 1 1 ' 8% * nei casi in cui lo ritengono opportuno .
 5 . Gli Stati membri comunicano alla Commissione il tes t° delle disposizioni
     essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato
     dalla presente direttiva .
 * La cifra è fissata in via       provvisoria , il valore definitivo del coefficiente
    verrà stabilito a conclusione di       un esercizio statistico da effettuarsi nel
    primo semestre del 1988 .
 ---pagebreak---                                                              Ч
                                    17
                               Articolo 10
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
Fatto a Bruxelles , addì                 Per il Consiglio
 ---pagebreak---               ALLEGATO 1 : IL trattamento delle voci fuori bilancio
                         nel coefficiente di solvibilità
In primo luogo, le voci sono classificate in base al rischio di credito
inerente alla natura delle operazioni ( Allegato 2). A " rischio pieno " sono le
operazioni per le quali il rischio di credito è considerato uguale a quello
delle voci dell' attivo e , pertanto , è il loro intero ammontare ad essere
ritenuto; le operazioni a " rischio medio " sono considerate meno rischiose e ,
quindi , sono valutate al 50% ; quelle a rischio "medio / basso " sono considerate
ancor meno rischiose e sono valutate a 1 / 5 del valore ; le voci a " rischio
basso " sono considerate sostanzialmente prive di rischio e , conseguentemente ,
il loro valore è posto uguale a 0 . In secondo luogo , i valori così modificati
delle voci fuori bilancio sono moltiplicati per i pesi attribuiti in funzione
della natura della controparte , non diversamente dal procedimento applicato
alle voci dell' attivo . Nel caso di vendite di attività con patto di riacquisto
e di impegni di acquisto di attività a termine secco,             le ponderazioni
attribuite sono quelle delle attività in questione e non quelle delle
controparti delle transazioni . L' articolo 6 attribuisce , pertanto , alle voci
fuori bilancio una ponderazione che è la risultante di questo processo a due
stadi .
Quando le voci fuori bilancio sono assistite da garanzie esplicite , devono
essere ponderate in base alla natura del garante e non a quella della
controparte . Quando l' esposizione potenziale derivante dalle operazioni fuori
bilancio è totalmente garantita , secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle
autorità competenti , da attività cui è attribuita una ponderazione di 0% o di
20% ,   deve essere applicata la ponderazione di dette attività e non quella
della controparte .
 ---pagebreak---               ALLEGATO 2 : Classificazione delle voci fuori bilancio
Rischio pieno
- Garanzie che assumono la forma di sostituti del credito ;
-  accettazioni ;
-  girate su effetti non intestati a nome di un altro ente creditizio ;
-  transazioni con diritto di rivalsa -.
   lettere      di  credito standby che   assumono la   forma di      sostituti   del
   credi to ;
-  vendita di      attività con  patto di   riacquisto   secondo     la   definizione
   dell' articolo 12, paragrafi 1 e 2 , della direttiva 86/ 635 / CEE , se tali
   patti , in attesa della piena applicazione della direttiva 86 / 635 / CEE , sono
   considerati voci fuori bilancio;
-  attività acquistate in base ad impegni di acquisto a termine secco ;
-  parte non pagata di azioni e ti coli parzialmente pagati .
-  altre operazioni a rischio pieno .
Rischio medio
-  crediti documentari emessi e confermati ;
-  garanzie e garanzie di indennizzo ( comprese fideiussioni a garanzia di
   offerte e di buona esecuzione e fideiussioni per operazioni doganali e
   fiscali ) e prestazioni di cauzioni che non assumono la forma di sostituti
   del credito ;
-  vendita di attività con        patto di   riacquisto secondo      la definizione
   dell' articolo 12 , paragrafi 3 e 5 , della direttiva 86 / 635 / CEE ;
    lettere di credito standby che non assumono il carattere di sostituti di
   credi to ;
-  aperture di credito non utilizzate ( impegni a prestare , acquistare titoli
   o fornire garanzie o aperture per accettazione ) di durata originaria
   superiore ad un anno .
-  altre operazioni a rischio medio .
 ---pagebreak---                                                        X'v / 69 / 87 / IT-Rev . A
Rischio medio / basso
   Crediti documentari nei quali la spedizione in riferimento ha funzione di
   garanzia e le altre transazioni autoliquidantesi .
-  altre operazioni a rischio medio / basso .
Rischio basso
-  Aperture di credito non utilizzate ( impegni a prestare ,      acquistare titoli
   o fornice garanzie o aperture per accettazione ) di durata originaria
   superiore a un anno ;
-  altre operazioni a rischio basso .
 ---pagebreak---                                                                  XV / 69 ; 87 / IT-Rev»4
                   ALLEGATO 3 : IL trattamento delle voci fuori bilancio
                         connesse ai tassi di      interesse e di cambio
Gli enti        creditizi devono scegliere ,         con  il consenso delle autorità di
vigilanza ,        uno dei seguenti metodi per valutare il rischio connesso alle
operazioni di cui all' Allegato 4 . Sono escluse le operazioni sui tassi di
cambio e di interesse negoziate su mercati ufficiali e quelle di durata
originaria non superiore ai sette giorni .
Metodo 1 : metodo del valore di mercato (" marking to market ")
Fase     ( a ): in   base   ai  valori    correnti   di  mercato  si   ottiene      il   costo di
sostituzione di tutti i contratti con un valore intrinseco positivo .
Fase ( b ): il valore del rischio di credito potenziale è ottenuto moltiplicando
il capitale di riferimento dei singoli contratti per le seguenti percentuali
 (1) :
maturità residua                     contratti relativi            contratti relativi
                                  ai tassi di interesse            ai tassi di cambio
meno di un anno                             0%                              1%
un anno o più                               0,5%                            5%
 Fase     ( c ): la   somma   del   costo   di   sostituzione  e del     rischio      di   credito
potenziale deve essere moltiplicata per la ponderazione attribuita alla
controparte della transazione , cosi come stabilito dall' Articolo 6 .
 ( 1 ) Queste percentuali sono provvisorie e soggette a revisione
 ---pagebreak---                                        - 2 -              XWo9 / 87 / lT-Rev.4
Metodo 2 : metodo de IL '"esposizione originaria"
Fase     ( a ): il capitale di  riferimento di    ciascun  contratto     deve  essere
moltiplicato per le seguenti percentuali ( 1 ):
Maturità originaria              contratti relativi       contratti relativi
                               ai tassi di interesse      ai tassi di cambio
meno di un anno                        0,5%                      2%
da un anno a meno
di due anni                            1%                        6%
incremento per ogni anno
successivo                             1%                        4%
Fase ( b ): l' esposizione originaria così ottenuta deve essere moltiplicata per
la ponderazione della controparte , così come stabilito all' Articolo 6 .
 ( 1 ) Queste percentuali sono provvisorie e soggette a revisione .
 ---pagebreak---                    ALLEGATO 4 : Alcuni tipi di contratti connessi
                         ai tassi di interesse e di cambio
Contratti connessi ai tassi di interesse
- Scambi (" swaps ") di tassi di interesse in una sola valuta
- scambi di base (" basis swaps ")
- accordi sui tassi a termine (" Forward Rate Agreements ")
- accordi a termine (" futures ") sui tassi di interesse
- acquisti d' opzioni sui tassi di interesse
- altri contratti di analoga natura .
Contratti connessi ai tassi di cambio
- Scambi (" swaps ") di tassi di interessi in più valute
- contratti a termine di valute estere
- accordi a termine (" futures ") su valute
- acquisti di opzioni su valute
- altri contratti di analoga natura .
 ---pagebreak---        EFFECT OF THE PROPOSAL OF DIRECTIVE ON SMALL AND
     MEDIUM SIZED ENTERPRISES AND THE LEVEL OF EMPLOYMENT
1 . New administrative requirements for the enterprises       arising
    from the application of the legislation :
    None
2 . Advantages for the enterprises :
    The directive is one of the pre-requisite pieces of harmo ¬
    nisation involved in the establishment of a truly unified
    internal market in banking . The achievement of such a market
    should bring about a process of intensified competition and
    enhanced  innovation   which will  increase customer  choice  and
    reduce the cost of banking services . The small and medium
    sized enterprises will accordingly benefit from wider choice ,
    more favourable terms and financial products better suited to
    their needs . At the same time , the harmonisation proposed will
    strengthen the financial base of credit institutions and
    promote the stability of the banking system . This will have
    beneficial effects for overall economic performance .
3 . Disadvantages for the enterprise ( additional costs ):
    As a proposal aims to raise average solvency standards in
    order to protect the financial soundness of individual credit
    institutions and the overall stability of the European banking
    system , there may , in the short-term , be some increase in the
    cost of certain banking services in some Member States . Any
    such increases should in the longer-term be more than offset
    by the effects of greater competition between providers of
    banking services .
4 . Effects on the level of employment :
    The envisaged reduction in the cost of financial services , and
    the improvement in the quality of those services , should have
    favourable implications for the profitability of enterprises
    in other sectors , and thus on employment therein .
 ---pagebreak---                                2
5 . Has there be a prior consultation with social partners ?
    Yes , with banking associations .
    What is their opinion :
    Broadly favourable : they support the establishment of common
    prudential standards and the broad similarity of the proposal
    to standards being developed in a wider international
    framework . They are not all in favour of all features of the
    proposal , and believe that the supervisory authorities should
    not have the intended discretion to require solvency standards
    above the minimum proposed . The supervisors , on the other
    hand , unanimously support such flexibility .
6 . Might there be a less stringent alternative approach ?
    No . The proposed directive aims to establish a comprehensive
    system of measuring solvency requirements . The minimum level
    of solvency set is necessary to ensure adequate prudential
    standards , as is allowance for a certain discretion for
    supervisory authorities to set stricter standards as they
    judge appropriate .