CELEX: 62001TJ0162
Language: it
Date: 2003-07-09 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) del 9 luglio 2003. # Laboratorios RTB, SL contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Procedura opposizione - Marchi anteriori figurativi e denominativi che contengono il vocabolo GIORGI - Domanda di marchio comunitario denominativo GIORGIO BEVERLY HILLS - Impedimento relativo alla registrazione - Art.8, n.1, lett.b), del regolamento (CE) n.40/94. # Causa T-162/01.

Causa T-162/01 Laboratorios RTB, SLcontroUfficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
            «Marchio comunitario – Procedura di opposizione – Marchi anteriori figurativi e denominativi che contengono il vocabolo GIORGI – Domanda di marchio comunitario denominativo GIORGIO BEVERLY HILLS – Impedimento relativo alla registrazione – Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94»
            
               
                  Sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) 9 luglio 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime della sentenza
         
         
                  
                  Marchio comunitario – Definizione e acquisizione del marchio comunitario – Impedimenti relativi alla registrazione – Opposizione da parte del titolare di un marchio anteriore identico o simile registrato per prodotti o servizi identici o somiglianti – Rischio di confusione con il marchio anteriore – Marchio denominativo «GIORGIO BEVERLY HILLS» e marchi figurativi comprendenti il vocabolo «GIORGI»[Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 8, n. 1, lett. b)] Non vi è, per il pubblico spagnolo, rischio di confusione tra il marchio denominativo «GIORGIO BEVERLY HILLS», di cui è richiesta
         la registrazione come marchio comunitario per saponette, profumi ecc. rientranti nella classe 3 ai sensi dell'accordo di Nizza,
         e alcuni marchi figurativi comprendenti i segni denominativi «J GIORGI». «GIORGI LINE» e «MISS GIORGI», registrati anteriormente
         in Spagna per designare prodotti di profumeria e cosmetici rientranti nella stessa classe, in quanto, anche se esiste un'identità
         o una somiglianza tra i prodotti interessati dai marchi confliggenti, le differenze visive, fonetiche e concettuali tra i
         segni costituiscono un motivo sufficiente per escludere l'esistenza del detto rischio, di modo che una delle condizioni per
         applicare l'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario non è soddisfatta.v. punti 52, 54
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Quarta Sezione)9 luglio 2003 (1)
         
         
               «Marchio comunitario – Procedura di opposizione – Marchi anteriori figurativi e denominativi che contengono il vocabolo GIORGI – Domanda di marchio comunitario denominativo GIORGIO BEVERLY HILLS – Impedimento relativo alla registrazione – Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94»
               
             Nella causa T-162/01, 
            
            
            Laboratorios RTB, SL, con sede in Bigues i Riells (Spagna), rappresentata dall'avv. A. Canela Giménez, 
            
            
            ricorrente, 
            
            contro
            Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), rappresentato dai sigg. O. Montallo e J.F. Crespo Carrillo, in qualità di agenti,
            
            convenuto,  altra parte nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi,
            disegni e modelli):Giorgio Beverly Hills, Inc., con sede in Santa Monica, California (Stati Uniti d'America),
            
            
            
             avente ad oggetto il ricorso proposto contro la decisione della prima commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione
            nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) 30 aprile 2001 (procedimento R 122/2000-1),
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO  DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Quarta Sezione),
            
             composto dalla sig.ra V. Tiili, presidente, dai sigg. P. Mengozzi e M. Vilaras, giudici, 
            
             cancelliere: sig.ra B. Pastor, cancelliere aggiunto 
            
            
            vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 22 gennaio 2003,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
               Antefatti della controversia
            
         
         1
            
          Il 2 gennaio 1997 la Giorgio Beverly Hills, Inc. (in prosieguo: la  
         richiedente) ha presentato all'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) una domanda di marchio
         comunitario ai sensi del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40, sul marchio comunitario (GU 1994, L 11, pag.
         1), come modificato. 
         
         
         2
            
          Il marchio di cui è stata chiesta la registrazione è il segno denominativo GIORGIO BEVERLY HILLS. 
         
         
         3
            
          I prodotti per i quali è stata chiesta la registrazione del marchio rientrano nelle classi 3, 14, 18 e 25 ai sensi dell'accordo
         di Nizza del 15 luglio 1957, relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione
         dei marchi, come riveduto e modificato. 
         
         
         4
            
          Detta domanda è stata pubblicata nel  
         Bollettino dei marchi comunitari 6 aprile 1998, n. 24. 
         
         
         5
            
          Il 1° luglio 1998, la ricorrente ha presentato opposizione, ai sensi dell'art. 42 del regolamento n. 40/94, contro la registrazione
         di tale marchio comunitario. L'opposizione è rivolta contro una parte dei prodotti contrassegnati dalla domanda di marchio,
         cioè  
         saponette; profumeria, oli essenziali, cosmetici, lozioni per capelli, dentifrici, deodoranti per uso personale, prodotti
         per la pulizia, la cura e la bellezza della pelle, del cuoio capelluto e dei capelli rientranti nella classe 3. Il motivo addotto a sostegno dell'opposizione era il rischio di confusione di cui all'art. 8,
         n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 tra il marchio di cui si chiedeva la registrazione e i marchi anteriori di cui la
         ricorrente è titolare. I marchi anteriori sono rappresentati dalle seguenti registrazioni spagnole: 
         
         
         ─
             n. 1 747 375: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, che designa  
            prodotti di profumeria e cosmetici, in particolare preparati per i capelli e il bagno, rientranti nella classe 3; 
          n. 1 747 375: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, che designa  
         prodotti di profumeria e cosmetici, in particolare preparati per i capelli e il bagno, rientranti nella classe 3; 
         
         
         
         
         ─
             n. 1 160 413: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, per designare  
            acque di Colonia, deodoranti per il corpo, shampoo, gel da bagno, lacche per capelli, balsami dopo shampoo, balsami per capelli,
            latti per il corpo, latti struccanti, rossetti, smalti per unghie, creme solari (cosmetiche), tonici per il viso, rientranti nella classe 3; 
          n. 1 160 413: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, per designare  
         acque di Colonia, deodoranti per il corpo, shampoo, gel da bagno, lacche per capelli, balsami dopo shampoo, balsami per capelli,
         latti per il corpo, latti struccanti, rossetti, smalti per unghie, creme solari (cosmetiche), tonici per il viso, rientranti nella classe 3; 
         
         
         
         
         ─
             n. 1 747 374: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, per designare  
            prodotti di profumeria e cosmetici, in particolare preparati per i capelli e il bagno, rientranti nella classe 3; 
          n. 1 747 374: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, per designare  
         prodotti di profumeria e cosmetici, in particolare preparati per i capelli e il bagno, rientranti nella classe 3; 
         
         
         
         
         ─
             n. 1 789 484: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, per designare  
            profumi e cosmetici, rientranti nella classe 3; 
          n. 1 789 484: segno figurativo, riprodotto qui di seguito, per designare  
         profumi e cosmetici, rientranti nella classe 3; 
         
         
         
         
         6
            
          Con decisione 2 dicembre 1999, la divisione d'opposizione dell'UAMI ha respinto l'opposizione in quanto le differenze tra
         i segni in conflitto non rischiavano di creare confusione nella mente del pubblico del territorio spagnolo in cui i marchi
         anteriori sono protetti. 
         
         
         7
            
          Il 28 gennaio 2000 la ricorrente ha presentato ricorso all'UAMI, ai sensi dell'art. 59 del regolamento n. 40/94, contro la
         decisione della divisione di opposizione. 
         
         
         8
            
          Tale ricorso è stato respinto con decisione 30 aprile 2001 della prima commissione di ricorso (in prosieguo: la  
         decisione impugnata). 
         
         
         9
            
          La commissione di ricorso, in sostanza, ha considerato che, nonostante l'identità dei prodotti in discussione, esistono differenze
         sufficienti tra il marchio di cui si chiede la registrazione GIORGIO BEVERLY HILLS e i marchi anteriori figurativi che comprendono
         i segni verbali J GIORGI, GIORGI LINE e MISS GIORGI per permettere di escludere qualsiasi rischio di confusione. 
         Procedimento e conclusioni delle parti
         
         10
            
          Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 18 luglio 2001, la ricorrente ha proposto il ricorso in
         esame. 
         
         
         11
            
          Il 14 dicembre 2001 l'UAMI ha depositato il controricorso presso la cancelleria del Tribunale. 
         
         
         12
            
          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             annullare la decisione impugnata; 
          annullare la decisione impugnata; 
         
         
         
         ─
             dichiarare la nullità del marchio richiesto o, se del caso, ordinare il rifiuto della sua registrazione; 
          dichiarare la nullità del marchio richiesto o, se del caso, ordinare il rifiuto della sua registrazione; 
         
         
         
         ─
             condannare l'UAMI alle spese. 
          condannare l'UAMI alle spese. 
         
         
         
         
         13
            
          L'UAMI chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             respingere il ricorso; 
          respingere il ricorso; 
         
         
         
         ─
             condannare la ricorrente alle spese. 
          condannare la ricorrente alle spese. 
         
         
         
         
         14
            
          All'udienza la ricorrente ha rinunciato al secondo punto delle sue conclusioni diretto a far dichiarare la nullità del marchio
         richiesto ovvero, eventualmente, a disporre il rifiuto della registrazione dello stesso. 
         In diritto
         
         15
            
          A sostegno del proprio ricorso, la ricorrente deduce un motivo unico, relativo alla violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b),
         del regolamento n. 40/94. 
          Argomenti delle parti
         
         
         16
            
          La ricorrente sostiene che il termine  
         giorgio del marchio richiesto lo rende incompatibile con i marchi anteriori di cui essa è titolare. A suo avviso, l'immissione sul
         mercato di un marchio costituito principalmente di un termine praticamente identico all'elemento preponderante dei marchi
         anteriori genererà un rischio elevato di confusione. 
         
         
         17
            
          In tal senso, la ricorrente ritiene che l'elemento preponderante dei marchi anteriori sia il termine  
         giorgi, essendo quello che il consumatore percepisce con più forza. La ricorrente fa presente che tutti i marchi anteriori comprendono
         il termine  
         giorgi come elemento che contraddistingue in maniera più incisiva i suoi prodotti. Quanto agli altri elementi di ogni marchio anteriore,
         la ricorrente sostiene che: 
         
         
         ─
             in primo luogo, per quanto concerne il marchio spagnolo n. 1 160 413, né il disegno specifico delle lettere né l'iniziale
             
            J distinguono efficacemente i prodotti di cui si tratta; 
          in primo luogo, per quanto concerne il marchio spagnolo n. 1 160 413, né il disegno specifico delle lettere né l'iniziale
          
         J distinguono efficacemente i prodotti di cui si tratta; 
         
         
         
         ─
             in secondo luogo, quanto al marchio spagnolo n. 1 747 374, l'elemento  
            miss designa una categoria generica e il disegno astratto non ha affatto carattere distintivo; 
          in secondo luogo, quanto al marchio spagnolo n. 1 747 374, l'elemento  
         miss designa una categoria generica e il disegno astratto non ha affatto carattere distintivo; 
         
         
         
         ─
             in terzo luogo, per quanto riguarda il marchio spagnolo n. 1 747 375, il termine  
            line è puramente accessorio rispetto al termine  
            giorgi e l'elemento grafico è impronunciabile; 
          in terzo luogo, per quanto riguarda il marchio spagnolo n. 1 747 375, il termine  
         line è puramente accessorio rispetto al termine  
         giorgi e l'elemento grafico è impronunciabile; 
         
         
         
         ─
             infine, in relazione al marchio spagnolo n. 1 789 484, il corpo del termine  
            giorgi è molto più grande di quello del termine generico  
            line e il disegno è astratto, puramente arbitrario e non consente di identificare i prodotti contrassegnati da tale marchio. 
          infine, in relazione al marchio spagnolo n. 1 789 484, il corpo del termine  
         giorgi è molto più grande di quello del termine generico  
         line e il disegno è astratto, puramente arbitrario e non consente di identificare i prodotti contrassegnati da tale marchio. 
         
         
         
         
         18
            
          Conseguentemente, la ricorrente sostiene che l'elemento denominativo dei marchi anteriori, in particolare il termine  
         giorgi, che ricorre in tutti i marchi anteriori, sia preponderante rispetto agli elementi grafici, dal momento che il consumatore
         chiederebbe i prodotti identificandoli foneticamente. A questo proposito, la ricorrente cita alcune sentenze del Tribunal
         Supremo (Spagna) in cui, a suo avviso, è applicato tale ragionamento. 
         
         
         19
            
          Quanto al marchio richiesto, la ricorrente ritiene che il termine  
         giorgio debba essere preso particolarmente in considerazione nella comparazione tra il suddetto marchio e i marchi anteriori. Infatti,
         secondo la ricorrente, il termine  
         giorgio si distacca dagli altri elementi del marchio, cioè i termini  
         Beverly Hills, che sono puramente accessori e non distinguono affatto i prodotti contrassegnati dal marchio richiesto. La ricorrente sostiene
         che tali termini costituiscono una designazione geografica priva di carattere distintivo, ai sensi dell'art. 7, n. 1, lett. c),
         del regolamento n. 40/94, e che, quindi, non debbono essere presi in considerazione in fase di comparazione del marchio richiesto
         con altri marchi. A sostegno di tale ragionamento, la ricorrente cita alcune sentenze del Tribunal Supremo in cui esso è stato
         applicato. 
         
         
         20
            
          Inoltre, la ricorrente considera che i consumatori tendono ad abbreviare le denominazioni dei marchi composti di più termini
         e che, in tal modo, nel caso del marchio richiesto, essi chiederanno i prodotti contrassegnati da tale marchio riferendosi
         al termine  
         giorgio e non all'espressione  
         Giorgio Beverly Hills. 
         
         
         21
            
          Alla luce di ciò, la ricorrente afferma che esiste una somiglianza, se non un'identità, tra gli elementi dominanti dei segni
         in conflitto, cioè i termini  
         giorgi e  
         giorgio, dal punto di vista visivo e fonetico. Così, secondo la ricorrente, l'identità fonetica quasi perfetta tra gli elementi dominanti
         di ogni segno ingenera un rischio di confusione tra i marchi in conflitto, dato che l'aggiunta della lettera  
         o all'elemento  
         giorgio del marchio richiesto non basta a distinguerlo dai marchi anteriori composti dalla parola  
         giorgi. 
         
         
         22
            
          Infine, la ricorrente conclude affermando che la somiglianza visiva e fonetica tra i marchi in conflitto nonché il fatto che
         essi designino prodotti rientranti nella stessa classe, vale a dire la classe 3, potrebbero ingenerare un rischio di confusione
         nella mente del consumatore. 
         
         
         23
            
          In via preliminare, l'UAMI considera che, per quanto riguarda le decisioni del Tribunal Supremo citate dalla ricorrente, il
         Tribunale non è tenuto a pronunciarsi sull'applicazione del diritto spagnolo dei marchi e, quindi, tali decisioni non sono
         pertinenti nel caso di specie, dovendosi applicare il diritto comunitario. 
         
         
         24
            
          L'UAMI condivide la conclusione della commissione di ricorso secondo cui non esiste alcun rischio di confusione tra i marchi
         in conflitto. 
         
         
         25
            
          A questo proposito, l'UAMI contesta l'affermazione della ricorrente secondo cui i termini  
         Beverly Hills sono secondari, poiché sarebbero sprovvisti del carattere distintivo costituendo una designazione geografica ai sensi dell'art. 7,
         n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94. Sostiene che questa disposizione non è applicabile ai termini in questione che non
         sono esclusivamente descrittivi di prodotti come i profumi o i cosmetici. Conseguentemente, secondo l'UAMI, si devono prendere
         in considerazione i termini  
         Beverly Hills in fase di comparazione dei marchi di cui si tratta. Così l'UAMI sostiene, contrariamente alla ricorrente, che il nome proprio
         italiano Giorgio non sia l'elemento dominante del marchio richiesto. 
         
         
         26
            
          Per quanto riguarda le condizioni di commercializzazione dei prodotti in discussione, l'UAMI considera che i prodotti di cosmetica
         e profumeria sono prodotti di prezzo relativamente elevato, generalmente esposto alla vista del consumatore. Pertanto, ritiene
         che l'analisi della ricorrente secondo cui il consumatore richiede oralmente i prodotti di cui si tratta menzionando esclusivamente
         l'elemento preponderante del marchio in questione non corrisponde alle caratteristiche fondamentali del mercato. 
         
         
         27
            
          Per quanto riguarda la comparazione tra i marchi in discussione, l'UAMI ritiene che tutti gli elementi di ogni segno debbano
         essere presi in considerazione e, a questo proposito, contesta l'analisi effettuata dalla ricorrente, che limita tale comparazione
         ai termini  
         giorgi e  
         giorgio senza tener conto degli altri elementi figurativi e denominativi contenuti nei segni in conflitto. 
         
         
         28
            
          In relazione all'analisi di ciascun marchio anteriore rispetto al marchio richiesto, l'UAMI considera che: 
         
         
         ─
             il marchio spagnolo J GIORGI è foneticamente diverso dal marchio richiesto e, quindi, non esiste alcun rischio di confusione
            tra di essi; 
          il marchio spagnolo J GIORGI è foneticamente diverso dal marchio richiesto e, quindi, non esiste alcun rischio di confusione
         tra di essi; 
         
         
         
         ─
             nel marchio spagnolo MISS GIORGI, l'elemento  
            miss è inseparabile dalla parola  
            giorgi; 
          nel marchio spagnolo MISS GIORGI, l'elemento  
         miss è inseparabile dalla parola  
         giorgi; 
         
         
         
         ─
             infine, per quanto riguarda i marchi spagnoli n. 1 747 375 e n. 1 789 484, il termine  
            line svolge la funzione essenziale di distinguere i prodotti GIORGI LINE dai prodotti J GIORGI o MISSI GIORGI. 
          infine, per quanto riguarda i marchi spagnoli n. 1 747 375 e n. 1 789 484, il termine  
         line svolge la funzione essenziale di distinguere i prodotti GIORGI LINE dai prodotti J GIORGI o MISSI GIORGI. 
         
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         29
            
          Ai sensi dell'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94, in seguito all'opposizione del titolare di un marchio anteriore,
         il marchio richiesto è escluso dalla registrazione  
         se a causa dell'identità o della somiglianza di detto marchio col marchio anteriore e dell'identità o somiglianza dei prodotti
         o servizi per i quali i due marchi sono stati richiesti, sussiste un rischio di confusione per il pubblico del territorio
         nel quale il marchio anteriore è tutelato; il rischio di confusione comprende il rischio di associazione con il marchio anteriore. Per di più, in forza dell'art. 8, n. 2, lett. a), ii), del regolamento n. 40/94, si intendono per marchi anteriori i marchi
         registrati in uno Stato membro, la cui data di deposito sia anteriore a quella della domanda di marchio comunitario. 
         
         
         30
            
          Secondo la giurisprudenza della Corte relativa all'interpretazione dell'art. 4, n. 1, lett. b), della direttiva del Consiglio
         21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa (GU
         1989, L 40, pag. 1), il cui contenuto normativo è, in sostanza, identico a quello dell'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento
         n. 40/94, costituisce un rischio di confusione la possibilità che il pubblico possa credere che i prodotti o i servizi in
         questione provengano dalla stessa impresa o eventualmente da imprese economicamente legate tra loro [sentenze della Corte
         29 settembre 1998, causa C-39/97, Canon, Racc. pag. I-5507, punto 29, e 22 giugno 1999, causa C-342/97, Lloyd Schuhfabrik
         Meyer, Racc. pag. I-3819, punto 17; sentenza del Tribunale 23 ottobre 2002, causa T-104/01, Oberhauser/UAMI ─ Petit Liberto
         (Fifties), Racc. pag. II-4359, punto 25]. 
         
         
         31
            
          Secondo questa stessa giurisprudenza, il rischio di confusione nella mente del pubblico deve essere quindi valutato globalmente,
         prendendo in considerazione tutti i fattori pertinenti del caso di specie (sentenze della Corte 11 novembre 1997, causa C-251/95,
         SABEL, Racc. pag. I-6191, punto 22; Canon, cit., punto 16; Lloyd Schuhfabrik Meyer, cit., punto 18, e 22 giugno 2000, causa
         C-425/98, Marca Mode, Racc. pag. I-4861, punto 40; sentenza Fifties, cit., punto 26). 
         
         
         32
            
          Tale valutazione globale implica una certa interdipendenza tra i fattori che entrano in considerazione, in particolare la
         somiglianza dei marchi e quella dei prodotti o dei servizi designati. Pertanto, un tenue grado di somiglianza tra i prodotti
         o i servizi designati può essere compensato da un elevato grado di somiglianza tra i marchi e viceversa (sentenze Canon, punto
         17, e Lloyd Schuhfabrik Meyer, punto 19, entrambe cit.). L'interdipendenza tra questi fattori trova espressione nel settimo
          
         considerando del regolamento n. 40/94, secondo il quale è opportuno interpretare la nozione di somiglianza in relazione al rischio di
         confusione, la cui valutazione dipende, oltre ad altri fattori, dal grado di somiglianza tra il marchio di impresa e il segno
         e tra i prodotti o servizi designati. 
         
         
         33
            
          Inoltre, la percezione che il consumatore medio ha dei marchi dei prodotti o servizi di cui trattasi svolge un ruolo determinante
         nella valutazione globale del rischio di confusione. Orbene, il consumatore medio percepisce normalmente un marchio come un
         tutt'uno e non effettua un esame dei suoi singoli elementi (sentenze SABEL, cit., punto 23, e Lloyd Schuhfabrik Meyer, cit.,
         punto 25). Ai fini di questa valutazione globale, si ritiene che il consumatore medio dei prodotti interessati sia normalmente
         informato e ragionevolmente attento e avveduto. Tuttavia occorre tener conto del fatto che il consumatore medio solo raramente
         ha la possibilità di procedere a un confronto diretto dei vari marchi, ma deve fare affidamento sull'immagine imperfetta che
         ne ha mantenuto nella memoria. Occorre anche prendere in considerazione il fatto che il livello di attenzione del consumatore
         medio può variare in funzione della categoria di prodotti o servizi di cui trattasi (sentenza Lloyd Schuhfabrik Meyer, cit.,
         punto 26). 
         
         
         34
            
          Nella fattispecie, dato che i marchi anteriori sono registrati in Spagna e i prodotti in questione costituiscono articoli
         di consumo corrente, il pubblico destinatario rispetto al quale deve essere effettuata l'analisi del rischio di confusione
         è rappresentato dal consumatore medio di detto Stato membro. 
         
         
         35
            
          Alla luce delle considerazioni sopra illustrate, si deve procedere alla comparazione, da un lato, tra i prodotti interessati
         e, dall'altro, tra i segni in conflitto. 
         
         
         36
            
          Per quanto riguarda la comparazione dei prodotti, i marchi anteriori spagnoli designano prodotti della classe 3. Così, i marchi
         MISS GIORGI (n. 1 747 374) e GIORGI LINE (n. 1 747 375) sono registrati per  
         prodotti di profumeria e cosmetici, in particolare preparati per i capelli e il bagno e il marchio GIORGI LINE (n. 1 789 484) è registrato per  
         profumi e cosmetici e il marchio J GIORGI (n. 1 160 413) per  
         acque di Colonia, deodoranti per il corpo, shampoo, gel da bagno, lacche per capelli, balsami dopo shampoo, balsami per capelli,
         latti per il corpo, latti struccanti, rossetti, smalti per unghie, creme solari (cosmetiche), tonici per il viso. 
         
         
         37
            
          La commissione di ricorso ha dichiarato, al punto 16 della decisione impugnata, che i prodotti contrassegnati dai marchi spagnoli
         GIORGI LINE (n. 1 747 375 e n. 1 789 484), MISS GIORGI e J GIORGI devono essere considerati paragonabili o identici ai seguenti
         prodotti:  
         saponette; profumeria, oli essenziali, cosmetici, lozioni per capelli; dentifrici, deodoranti per uso personale, prodotti
         per la pulizia, la cura e la bellezza della pelle, del cuoio capelluto e dei capelli, rientranti nella classe 3 e contrassegnati dal marchio richiesto GIORGIO BEVERLY HILLS. 
         
         
         38
            
          E' pacifico per le parti, peraltro, che vi è un'identità o una somiglianza tra i prodotti contrassegnati dai marchi anteriori
         e quelli contrassegnati dal marchio contestato. 
         
         
         39
            
          Per quanto riguarda la comparazione dei segni, dalla giurisprudenza emerge che la valutazione globale del rischio di confusione
         deve fondarsi, per quanto attiene alla somiglianza visiva, auditiva o concettuale dei marchi di cui trattasi, sull'impressione
         complessiva prodotta dai marchi, in considerazione, in particolare, dei loro elementi distintivi e dominanti (v. cit. sentenze
         SABEL, punto 23, e Lloyd Schuhfabrik Meyer, punto 25). Inoltre, la Corte ha dichiarato che non si può escludere che la semplice
         somiglianza fonetica di due marchi possa creare un rischio di confusione (v., in tal senso, cit. sentenza Lloyd Schuhfabrik
         Meyer, punto 28). 
         
         
         40
            
          Si deve quindi procedere a una comparazione dei segni in conflitto nel caso di specie sul piano visivo, fonetico e concettuale.
         
         
         
         41
            
          In relazione alla comparazione visiva, la commissione di ricorso ha ritenuto che il marchio richiesto GIORGIO BEVERLY HILLS,
         pur presentando una somiglianza con i marchi anteriori in quanto il vocabolo  
         giorgi è presente in tutti i marchi anteriori ed è contenuto nel vocabolo  
         giorgio, comporta tuttavia differenze considerevoli. I marchi anteriori contengono tutti elementi figurativi significativi e un elemento
         verbale ulteriore (
         line o  
         miss o  
         j). Anche il marchio richiesto contiene un ulteriore elemento verbale, vale a dire BEVERLY HILLS, che si presenta a lettere
         maiuscole nello stesso corpo del segno verbale GIORGIO (punto 17 della decisione impugnata). 
         
         
         42
            
          A questo proposito, si deve rilevare che il fatto che i marchi anteriori e il marchio contestato comprendano, rispettivamente,
         gli elementi  
         giorgi e  
         giorgio, che presentano una certa somiglianza, ha un'incidenza secondaria nella comparazione d'insieme e non consente, di per sé,
         di dedurne l'esistenza di una somiglianza visiva tra i segni in conflitto. 
         
         
         43
            
          Infatti, l'esistenza nei segni di altri elementi verbali, cioè la lettera  
         j, il vocabolo  
         line e il vocabolo  
         miss nei marchi anteriori e i vocaboli  
         Beverly e  
         Hills nel marchio richiesto, fa sì che l'impressione globale fornita da ciascun segno sia differente. Inoltre, i marchi anteriori
         comprendono elementi figurativi che hanno una configurazione particolare e originale. 
         
         
         44
            
          Ne discende che la commissione di ricorso ha considerato, a giusto titolo, che le differenze tra i segni in conflitto fossero
         sufficienti per ritenere che essi non fossero simili sotto il profilo visivo. 
         
         
         45
            
          Quanto alla comparazione fonetica, la commissione di ricorso non ha proceduto ad una comparazione specifica tra i segni controversi,
         limitandosi ad affermare che, sebbene il marchio richiesto GIORGIO BEVERLY HILLS presenti una somiglianza con i marchi anteriori
         in quanto il vocabolo  
         giorgi è presente in tutti i marchi anteriori ed è contenuto nel vocabolo  
         giorgio, lo stesso comporta, tuttavia, differenze considerevoli con i suddetti marchi (punto 17 della decisione impugnata). 
         
         
         46
            
          A questo proposito, si deve constatare che esistono differenze importanti tra i segni in conflitto e che le loro somiglianze
         sono minime rispetto alle loro differenze. Infatti, il marchio contestato è composto di sei sillabe (gior-gio-be-ver-ly-hills),
         di cui solamente una, cioè la sillaba  
         gior, coincide con quelle dei marchi anteriori che sono composti, rispettivamente, di tre sillabe (miss-gior-gi e j-gior-gi) e
         di quattro sillabe (gior-gi-li-ne). 
         
         
         47
            
          Conseguentemente, gli elementi fonetici comuni dei segni in conflitto sono minori rispetto a quelli diversi. Si deve considerare,
         pertanto, che i marchi di cui si tratta sono dissimili dal punto di vista fonetico. 
         
         
         48
            
          Quanto alla comparazione concettuale dei segni in conflitto, la commissione di ricorso ha escluso, come già indicato dinanzi
         ad essa dall'opponente (ricorrente dinanzi al Tribunale), che i marchi in conflitto sono simili, da questo punto di vista,
         in ragione del fatto che nel marchio richiesto GIORGIO BEVERLY HILLS il vocabolo  
         giorgio sarebbe dominante, mentre i termini  
         Beverly Hills sarebbero una denominazione geografica tutt'al più descrittiva delle qualità dei prodotti contrassegnati dal marchio e non
         potrebbe, quindi, essere tale da distinguerli. 
         
         
         49
            
          A questo proposito, da una parte, si deve osservare che, per quanto riguarda il marchio richiesto, i termini  
         Beverly Hills, che fanno riferimento ad un luogo geografico determinato noto al pubblico destinatario, oltre a non avere un valore descrittivo
         per i prodotti di cui si tratta, hanno un valore semantico importante che si aggiunge a quello del nome proprio maschile Giorgio
         per formare un insieme concettualmente differente rispetto ai marchi anteriori. 
         
         
         50
            
          D'altra parte, si deve rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, i termini del tipo  
         giorgi e  
         giorgio non consentono di caratterizzare prodotti di profumeria e cosmetici. Infatti, come osservato dalla commissione di ricorso,
         data la frequenza dell'utilizzo di nomi italiani, veri o presunti tali, nel settore della profumeria e dato il fatto che i
         consumatori sono abituati ai marchi che contengono tali elementi, essi non penseranno, ogni volta che un nome di questo tipo
         appaia in un marchio in relazione ad altri elementi, denominativi o figurativi, che questo indichi che i prodotti per i quali
         è utilizzato provengano tutti dalla stessa fonte (punto 17 della decisione impugnata). 
         
         
         51
            
          Conseguentemente, la commissione di ricorso ha considerato a giusto titolo che non vi è coincidenza sul piano concettuale
         tra i segni in esame. 
         
         
         52
            
          Pertanto, anche se, nella fattispecie, esistono un'identità o una somiglianza tra prodotti interessati dai marchi confliggenti,
         le differenze visive, fonetiche e concettuali tra i segni costituiscono un motivo sufficiente per escludere l'esistenza di
         un rischio di confusione nella percezione del pubblico cui si rivolge il marchio [v., in questo senso, sentenza del Tribunale
         12 dicembre 2002, causa T-110/01, Vedial/UAMI - France Distribution (HUBERT), Racc. pag. II-5275, punto 63]. 
         
         
         53
            
          Infine, come affermato dall'UAMI, le decisioni del Tribunal Supremo citate dalla ricorrente non sono pertinenti nel caso di
         specie. Infatti, si deve ricordare che la legittimità delle decisioni delle commissioni di ricorso dev'essere valutata unicamente
         sulla base del regolamento n. 40/94, come interpretato dal giudice comunitario, e non sulla base di una prassi decisionale
         precedente di un giudice nazionale di uno Stato membro. 
         
         
         54
            
          Alla luce di quanto precede, la commissione di ricorso ha considerato a giusto titolo che non vi è rischio di confusione tra
         il marchio richiesto GIORGIO BEVERLY HILLS e i marchi anteriori spagnoli J GIORGI (n. 1 160 413), MISS GIORGI (n. 1 747 374),
         GIORGI LINE (n. 1 747 375 e n. 1 789 484). Pertanto, il motivo in esame, relativo ad una violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b),
         del regolamento n. 40/94, dev'essere respinto. 
         
         
         55
            
          Ne consegue che il ricorso deve essere respinto. 
         
         Sulle spese
         56
            
          A norma dell'art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la ricorrente è rimasta soccombente, dev'essere condannata alle spese sostenute dall'UAMI, conformemente alle
         conclusioni di quest'ultimo in tal senso. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Quarta Sezione)
         
         
          dichiara e statuisce: 
         
            
            1)
            Il ricorso è respinto. 
            
            2)
            La ricorrente è condannata alle spese.
            
                  Tiili
               
               
                  Mengozzi 
               
               
                  Vilaras 
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 9 luglio 2003. 
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung 
               
               
                  V. Tiili  
               
            
         
            
         
      
          1 –
            
             Lingua processuale: lo spagnolo.