CELEX: C2002/180/32
Language: it
Date: 2002-07-27 00:00:00
Title: Causa C-233/02: Ricorso della Repubblica francese contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 21 giugno 2002

C 180/18                IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      27.7.2002
—     Condannare la Repubblica francese alle spese.                      Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                         tro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 18 giugno
                                                                                                        2002
Motivi e principali argomenti                                                                    (Causa C-228/02)
Il termine per il recepimento è scaduto il 21 agosto 2001.                                        (2002/C 180/31)
(1) GU L 101 del 10.04.1998, pag. 1.
                                                                         Il 18 giugno 2002 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                         rappresentata dai sigg. Denis Martin e Miguel França, in qualità
                                                                         di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
                                                                         dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                         ricorso contro il Granducato di Lussemburgo.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                    La ricorrente chiede che la Corte voglia:
tro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 18 giugno
                               2002                                      —     dichiarare che, non avendo adottato le disposizioni
                                                                               legislative, regolamentari ed amministrative necessarie
                                                                               per conformarsi alla direttiva del Parlamento europeo e
                         (Causa C-227/02)                                      del Consiglio 20 maggio 1997, 97/7/CE, riguardante la
                                                                               protezione dei consumatori in materia di contratti a
                          (2002/C 180/30)                                      distanza (1), o comunque, non avendo comunicato alla
                                                                               Commissione le dette disposizioni, il Granducato di
                                                                               Lussemburgo è venuto meno agli obblighi che gli incom-
                                                                               bono ai sensi di tale direttiva;
Il 18 giugno 2002 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                         —     condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.
rappresentata dai sigg. Denis Martin e Miguel França, in qualità
di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
ricorso contro il Granducato di Lussemburgo.
                                                                         Motivi e principali argomenti
La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                                                                         Il termine per la trasposizione è scaduto il 4 giugno 2000.
1.    dichiarare che, non avendo adottato le disposizioni
      legislative, regolamentari ed amministrative necessarie            (1) GU L 144 del 4 giugno 1997, pag. 19.
      per conformarsi alla direttiva del Parlamento Europeo e
      del Consiglio 6 ottobre 1997, 97/55/CE, che modifica la
      direttiva 84/450/CEE relativa alla pubblicità ingannevole
      al fine di includervi la pubblicità comparativa (1), o
      comunque, non avendo comunicato alla Commissione le
      dette disposizioni, il Granducato di Lussemburgo è venuto
      meno agli obblighi che gli incombono ai sensi di tale
      direttiva;
                                                                         Ricorso della Repubblica francese contro la Commissione
                                                                             delle Comunità europee, proposto il 21 giugno 2002
2.    condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.
                                                                                                 (Causa C-233/02)
Motivi e principali argomenti                                                                     (2002/C 180/32)
Il termine per la trasposizione è scaduto il 23 aprile 2000.
                                                                         Il 21 giugno 2002 la Repubblica francese, rappresentata dai
                                                                         sigg. R. Abraham, G. de Bergues e P. Boussaroque, in qualità di
( 1) GU L 290 del 23 ottobre 1997, pag. 18.
                                                                         agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
                                                                         dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                         ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
 ---pagebreak--- 27.7.2002               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 180/19
La Repubblica francese conclude che la Corte voglia:                      Ricorso del Mediatore europeo contro la sentenza del
                                                                          Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Terza
                                                                          Sezione) pronunciata il 10 aprile 2002 nella causa T-209/
                                                                          00 tra F. Lamberts e il Mediatore europeo, proposto il
—    annullare la decisione con cui la Commissione ha concor-                                          24 giugno
     dato con gli Stati Uniti taluni orientamenti in materia di
     cooperazione normativa e di trasparenza;
                                                                                                  (Causa C-234/02 P)
                                                                                                   (2002/C 180/33)
—    condannare la Commissione alle spese.
                                                                          Il 24 giugno 2002 il Mediatore europeo, rappresentato dal sig.
                                                                          J. Sant’Anna, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
                                                                          dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                          ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle
                                                                          Comunità europee (Terza Sezione) pronunciata il 10 aprile
                                                                          2002 nella causa T-209/00 tra F. Lamberts e il Mediatore
Motivi e principali argomenti                                             europeo.
                                                                          Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
—    Malgrado le precauzioni di linguaggio che figurano nel
     documento allegato a una nota che la Commissione                     —     annullare la decisione impugnata, relativa alla ricevibilità
     ha rivolto al comitato 133 incaricato della politica                       del ricorso per risarcimento danni, contenuta nella senten-
     commerciale comune, elementi sostanziali inducono il                       za del Tribunale di primo grado pronunciata il 10 aprile
     governo francese a ritenere che gli orientamenti implichi-                 2002 nella causa T-209/00, Frank Lamberts contro
     no un vero e proprio impegno che crea obblighi a carico                    Mediatore europeo e dichiarare quindi tale ricorso irricevi-
     delle parti. Tali orientamenti presentano, con grande                      bile.
     precisione, gli obiettivi perseguiti, l’ambito d’azione e le
     misure da adottare per raggiungere gli obiettivi fissati. La
     circostanza che gli orientamenti non siano, di per sé,
     destinati a modificare lo stato del diritto comunitario non          Motivi e principali argomenti
     può far perdere di vista il fatto che essi comportano, per
     lo meno, un impegno di cooperazione a carico delle parti.
     Peraltro, le disposizioni che figurano al titolo VI degli
     orientamenti, relativo al monitoraggio della loro applica-           Violazione del diritto comunitario
     zione, dimostrano molto chiaramente l’obbligatorietà
     dell’impegno di cooperazione sottoscritto dalle parti.
     L’esistenza di un sistema di sorveglianza attesta che gli            La decisione contestata è contraria allo schema costituzionale
     autori degli orientamenti hanno chiaramente escluso                  previsto dal Trattato e relativo alla responsabilità del Mediatore.
     che le parti si trincerino dietro la volontarietà della              Operando un controllo della legittimità del procedimento
     cooperazione per venir meno all’impegno assunto.                     d’indagine compiuto dal Mediatore, nonché della decisione che
                                                                          chiude il caso, il Tribunale di primo grado ha disconosciuto i
                                                                          limiti del controllo giurisdizionale sull’azione del Mediatore.
     Dato che gli orientamenti costituiscono un accordo                   Esso ha compiuto un controllo sull’esercizio delle attribuzioni
     internazionale ai sensi dell’art. 300 CE, l’atto con cui la          del Mediatore che i Trattati conferiscono al Parlamento
     Commissione ne ha deciso la conclusione è viziato da                 europeo e che questo aveva già eseguito.
     incompetenza e può solo essere annullato.
                                                                          Dichiarando la causa ricevibile, il Tribunale non ha rispettato
                                                                          la distinzione tra il ricorso per risarcimento danni, da una
                                                                          parte, e il ricorso di annullamento ed il ricorso in carenza
—    Gli orientamenti sono altresı̀ in contrasto con il Trattato          dall’altra. Il Mediatore non contesta affatto che sia possibile
     CE nella parte in cui stabiliscono una restrizione del               per un cittadino introdurre un ricorso per risarcimento danni
     monopolio di proposta del quale la Commissione gode                  contro il Mediatore a causa di una sua azione o di un suo
     nell’ambito del processo legislativo comunitario e in cui            comportamento colpevole eventuali alla base del suo danno.
     incidono sull’insieme di tale processo legislativo.                  Orbene, se il Tribunale ha ritenuto a ragione che il Trattato
                                                                          conferisca ai cittadini un diritto di presentare una denuncia al
                                                                          Mediatore e di ricevere da questo una risposta, esso, a torto, ha
                                                                          concluso di potere controllare le indagini e le conclusioni delle
                                                                          indagini del Mediatore al fine di verificare l’assenza di colpa
                                                                          all’origine di un pregiudizio causato al cittadino. Non esiste
                                                                          alcuna tradizione costituzionale comune di sottoporre le