CELEX: 52007XP0482
Language: it
Date: 2007-10-25 00:00:00
Title: P6_TA(2007)0482#Relazioni fra l'Unione europea e la Serbia#Raccomandazione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2007 destinata al Consiglio sulle relazioni tra l'Unione europea e la Serbia (2007/2126(INI))

C 263 E/626                                        Gazzetta ufficiale dell'Unione europea                             IT        16.10.2008
Giovedì 25 ottobre 2007
             2.     è del parere che, nel progetto di Misura speciale per l'Iraq per il 2007, la Commissione oltrepassi le
             competenze esecutive conferitele nel regolamento (CE) n. 1905/2006 scegliendo come uno dei settori d'in-
             tervento uno «Studio di fattibilità per il giacimento di gas di Akkas», il cui obiettivo globale è di «studiare le
             condizioni di esplorazione del giacimento di gas di Akkas nell'Iraq occidentale al fine di collegare la sua
             produzione alla rete del gasdotto siriano» nonché di «integrare tale progetto, se possibile, nel meccanismo
             del Progetto di mercato del gas UE-Mashrek arabo;» rileva che «lo studio terrà in considerazione il futuro
             interesse dei paesi vicini del Mashrek e dell'UE ad integrare la produzione dei pozzi nel mercato del gas UE-
             Mashrek», e che «questa integrazione aprirà un grande mercato potenziale per la produzione del giacimento
             di Akkas e consentirà una prima integrazione del gas naturale iracheno nel mercato regionale ed europeo», e
             ritiene pertanto che tale obiettivo non sia conforme al disposto dell'articolo 2, paragrafi 1 e 4, del regola-
             mento (CE) n. 1905/2006, dal momento che l'obiettivo primario della Misura speciale proposta non è
             l'eliminazione della povertà e che gli obiettivi dichiarati non ottemperano ai criteri stabiliti per l'APS dal-
             l'OCSE/DAC;
             3.     invita la Commissione a ritirare o modificare il progetto di decisione che istituisce una Misura speciale
             per l'Iraq per il 2007 e a presentare al comitato di gestione dello SCS un nuovo progetto di decisione che
             rispetti pienamente le disposizioni del regolamento (CE) n. 1905/2006;
             4.     incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai
             rappresentanti degli Stati membri in seno al comitato di gestione Strumento di Cooperazione allo sviluppo,
             nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.
             P6_TA(2007)0482
             Relazioni fra l'Unione europea e la Serbia
             Raccomandazione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2007 destinata al Consiglio sulle relazioni
                                           tra l'Unione europea e la Serbia (2007/2126(INI))
             Il Parlamento europeo,
             — vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio presentata da Jelko Kacin a nome del
                   gruppo ALDE sulle relazioni tra l'Unione europea e la Serbia (B6-0202/2007),
             — vista la sua risoluzione del 29 settembre 2005 sulla difesa della multietnicità nella Vojvodina (1),
             — vista la relazione del 2 marzo 2005 relativa alla missione conoscitiva della propria delegazione ad-hoc
                   nella Vojvodina e a Belgrado,
             — vista l'istituzione della Repubblica di Serbia come successore dell'Unione statale di Serbia e Montenegro
                   in seguito al referendum tenutosi in Montenegro il 21 maggio 2006, il cui esito è stato favorevole
                   all'indipendenza,
             — vista la nuova costituzione serba adottata con il referendum popolare svoltosi il 28 e 29 ottobre 2006,
             — vista la relazione 2006 sui progressi compiuti dalla Serbia, dell'8 novembre 2006 (SEC(2006)1389),
             (1) GU C 227 E del 21.9.2006, pag. 620.
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           — vista l'adesione della Serbia al Partenariato per la pace della NATO, il 14 dicembre 2006,
           — visto l'esito delle elezioni parlamentari serbe del 21 gennaio 2007,
           — vista la sentenza della Corte internazionale di giustizia del 26 febbraio 2007 nella causa Bosnia e
              Erzegovina contro Serbia e Montenegro,
           — visto il parere n. 405/2006 della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa sulla nuova costitu-
              zione della Serbia, adottato il 19 marzo 2007,
           — vista la formazione di un nuovo governo a Belgrado il 15 maggio 2007,
           — visti i cinque obiettivi chiave del nuovo governo serbo, presentati il 15 maggio 2007,
           — vista la ripresa dei negoziati, il 13 giugno 2007, per un accordo di stabilizzazione e associazione (ASA)
              tra l'UE e la Serbia,
           — viste le conclusioni relative ai Balcani occidentali delle sessioni del 12 febbraio e 18 giugno 2007 del
              Consiglio «Affari generali»,
           — vista la relazione presentata il 18 giugno 2007 al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dal Procu-
              ratore capo del Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia (ICTY) e riguardante la cooperazione
              della Serbia con l'ICTY,
           — visto lo scambio di opinioni con il Procuratore capo del Tribunale penale internazionale per l'ex Iugo-
              slavia avvenuto in occasione della riunione della sua commissione per gli affari esteri del 26 giugno
              2007,
           — visto l'accordo tra l'UE e la Serbia riguardo alla corretta applicazione dei diritti di proprietà ai fini della
              stabilità sia politica sia economica,
           — visti l'articolo 114, paragrafo 3, e l'articolo 90 del suo regolamento,
           — vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A6-0325/2007),
           A. considerando che il futuro della Serbia è nell'Unione europea,
           B. considerando che la Serbia costituisce un importante fattore di stabilità e prosperità nella regione e che
              la prospettiva di adesione all'UE costituisce un forte incentivo per le riforme,
           C. considerando che la Serbia è firmataria dell'accordo centroeuropeo di libero scambio (CEFTA) ed ha
              recentemente completato i negoziati tecnici in vista della conclusione dell'accordo ASA; considerando
              che l'adesione della Serbia all'OMC può concretizzarsi prima del 2008,
           D. considerando che il 70 % dei serbi che si sono recati alle urne è a favore dell'adesione all'UE e che due
              terzi dei cittadini hanno votato per partiti appartenenti allo schieramento democratico,
           E. considerando che la Serbia ha un nuovo governo che è favorevole all'Europa e alle riforme,
           F. considerando che il ritorno della Serbia al tavolo dei negoziati ASA potrebbe costituire un ulteriore
              esempio dei mutamenti positivi che si verificano nei Balcani occidentali, sotto l'influsso, tra l'altro,
              dell'Unione europea,
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Giovedì 25 ottobre 2007
             G. considerando che sono stati fatti e sono ancora necessari seri sforzi per superare le divisioni e gli
                   atteggiamenti del passato e per promuovere un futuro europeo per i cittadini della Serbia;
             H. considerando che nel 2006 l'economia serba ha registrato una forte crescita (attorno al 5,8 %) e un
                   volume crescente di investimenti esteri diretti; che, tuttavia, persistono preoccupazioni quanto al disa-
                   vanzo delle partite correnti, in continuo aumento, e all'elevato tasso di disoccupazione (attorno al
                   20,9 % nel 2006),
             I.    considerando che la corruzione resta un grave problema in Serbia e che nel 2006 l'Indice di percezione
                   della corruzione elaborato da Transparency International ha assegnato alla Serbia un voto medio pari a
                   3 (su una scala che va da 0 «massima corruzione» a 10 «assenza di corruzione»),
             J.    considerando che due dei sei fuggiaschi accusati di crimini di guerra ricercati dall'ICTY sono stati arre-
                   stati di recente e trasferiti all'Aia e che gli altri quattro rimangono latitanti, tra questi Ratko Mladić e
                   Radovan Karadžić,
             K. considerando che il pubblico serbo non è sufficientemente informato sull'entità dei crimini perpetrati
                   nelle guerre recenti, più in particolare a Srebrenica,
             L.    considerando che le guerre in Iugoslavia hanno alterato profondamente il tessuto sociale della Serbia e
                   hanno provocato, tra l'altro, l'emigrazione di un ampio numero di rappresentanti dell'elite politica e
                   intellettuale e un afflusso di profughi e sfollati interni, cui si è aggiunto il ritorno di reduci traumatizzati
                   dalla violenza degli anni '90,
             M. considerando che la disintegrazione della Iugoslavia ha avuto conseguenze devastanti in termini di
                   perdite di vite umane e di sofferenze e che pertanto la riconciliazione interetnica rappresenta un fattore
                   di fondamentale importanza per garantire la stabilità della regione;
             1.     ritiene che la Serbia meriti un encomio speciale per la risoluzione pacifica di una serie di difficili sfide
             nel corso dell'ultimo anno, tra cui la dissoluzione dell'Unione statale di Serbia e Montenegro, la conduzione
             di elezioni parlamentari eque e libere e la formazione di un nuovo governo caratterizzato da un impegno
             proeuropeo;
             2.     accoglie con soddisfazione il completamento, dopo un'interruzione di 13 mesi, dei negoziati tecnici
             ASA tra il governo serbo e l'UE; incoraggia le due parti a prendere tutte le misure del caso per evitare ogni
             possibile ritardo tecnico prima della firma dell'accordo, affinché detta firma possa avvenire entro la fine del
             2007; considera la firma dell'ASA come un passo importante sulla strada dell'adesione all'Unione europea;
             3.     si compiace del desiderio del governo serbo di cooperare con l'ICTY, il che apre la strada a un'ulteriore
             cooperazione con l'Unione europea, tuttavia insiste che detta cooperazione deve portare rapidamente a
             risultati supplementari;
             4.     prende atto del resoconto presentato dal Procuratore capo del Tribunale penale internazionale per l'ex
             Iugoslavia (ICTY), Carla Del Ponte, al Consiglio affari generali e relazioni esterne dell'UE, riunito a
             Lussemburgo il 15 ottobre 2007; chiede alla Serbia di risolvere le questioni pendenti riguardanti la piena
             cooperazione con l'ICTY in concomitanza con la prossima visita di Carla Del Ponte a Belgrado; invita la
             Commissione, una volta risolte tali questioni, a siglare l'ASA senza ulteriori indugi;
             5.     si congratula con la Serbia per i recenti progressi compiuti sul piano della cooperazione con l'ICTY,
             che hanno reso possibile la ripresa dei negoziati ASA e la valutazione positiva espressa dal Procuratore capo
             dell'ICTY, Carla Del Ponte, in merito alla cooperazione della Serbia col Tribunale; plaude all'arresto e al
             trasferimento all'Aia di Zdravko Tolimir e Vlastimir Đorđević e si compiace delle assicurazioni date dal
             Primo ministro Koštunica a Carla Del Ponte quanto alla probabilità di altri arresti (tra cui quello dell'ex
             generale serbo-bosniaco Ratko Mladić), nonché della creazione di nuove strutture finalizzate a centralizzare
             tutte le attività volte alla cattura di latitanti, incluso il rafforzamento della trasparenza del Consiglio di
             sicurezza nazionale; plaude alla cooperazione tra le autorità della Serbia, della Bosnia-Erzegovina e del
             Montenegro nell'agevolare i recenti trasferimenti all'Aia;
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           6.     ricorda alla Serbia che la firma dell'ASA è subordinata alla piena cooperazione con l'ICTY e che ciò
           dovrebbe condurre all'arresto e al trasferimento di tutti i rimanenti accusati, rilevando al contempo che i
           recenti arresti provano che le autorità serbe sono in grado di trovare e catturare quanti sono accusati di
           crimini di guerra; sottolinea che la piena cooperazione con l'ICTY costituisce non solo un obbligo interna-
           zionale ma altresì una tappa indispensabile ai fini della riconciliazione durevole nella regione; invita a tal
           fine il parlamento serbo a tenere fede agli impegni che gli derivano dalla summenzionata sentenza della
           Corte internazionale di giustizia e ad adottare una dichiarazione che denunci il genocidio di Srebrenica;
           7.     ritiene, tenuto conto del calendario stabilito per la chiusura dell'ICTY — che prevede attualmente la
           conclusione dei processi entro il 2008 —, che si dovrebbe prendere in considerazione una proroga del
           mandato dell'ICTY qualora altre persone accusate di crimini di guerra dovessero essere arrestate dopo tale
           data;
           8.     constata che l'accordo di compromesso raggiunto al Consiglio europeo di Bruxelles del 21 e 22 giu-
           gno 2007 apre la strada a una nuova base giuridica per l'Unione europea entro il 2009, creando il quadro
           istituzionale necessario per gli allargamenti futuri e consentendo all'UE e alla Serbia di condurre in modo
           dinamico il processo di adesione, sulla base dello sviluppo e dei meriti della Serbia;
           9.     ritiene che la definizione dello status del Kosovo consoliderà la stabilità nei Balcani occidentali e
           faciliterà l'integrazione della regione nell'Unione europea;
           10.      rileva con soddisfazione che la Serbia ha compiuto significativi progressi economici dal 2000, con un
           tasso medio annuo di crescita del 5 %; osserva tuttavia che, stando alla valutazione dell'FMI, ciò non si è
           tradotto in una riduzione della povertà o dell'elevato tasso di disoccupazione (che supera il 20 %); ritiene che
           la lotta contro tali problemi rappresenti una sfida fondamentale per il nuovo governo; invita dunque il
           governo serbo a impegnarsi più fermamente per creare occupazione e ridurre la povertà, nonché ad adottare
           misure concrete finalizzate a uno sviluppo economico più equilibrato in tutte le regioni del paese, rivol-
           gendo particolare attenzione alla parte sudorientale e orientale del paese, meno sviluppata economicamente;
           11.      ritiene che l'ulteriore sviluppo delle strutture e delle procedure amministrative possa corroborare la
           fiducia nello Stato di diritto, rafforzare l'economia di mercato e stimolare la crescita economica in Serbia;
           invita le autorità serbe a migliorare il clima economico per gli investimenti esteri e la trasparenza nelle
           relazioni commerciali;
           12.      constata con soddisfazione che la Serbia ha una nuova costituzione che include disposizioni positive
           nel campo dei diritti umani; osserva tuttavia che il quadro giuridico per la protezione delle minoranze deve
           essere ulteriormente migliorato; esprime preoccupazione per le disposizioni problematiche riguardanti tra
           l'altro la procedura di nomina, promozione e destituzione di giudici e procuratori e per la mancanza di
           adeguata consultazione pubblica o di dibattito parlamentare durante il processo di redazione; invita le auto-
           rità serbe a prendere in considerazione la possibilità di ampliare la portata del decentramento territoriale, in
           particolare per quanto riguarda la Vojvodina;
           13.      sottolinea l'importanza di garantire che gli aiuti comunitari siano concessi tenendo conto dell'attuale
           assetto territoriale e amministrativo della Serbia nonché della composizione etnica e delle relazioni econo-
           miche e culturali tradizionali all'interno dei territori interessati, con la piena partecipazione delle autorità
           locali e regionali; invita la Commissione, il Consiglio e le proprie commissioni competenti per materia a
           monitorare da vicino l'organizzazione delle regioni di livello NUTS 2 in Serbia;
           14.      elogia la Serbia per l'accresciuta trasparenza raggiunta nell'attività del governo e del parlamento e per
           la sua buona capacità amministrativa; si congratula con la Serbia per l'adozione della legge sul bilancio
           2007 e per l'elezione del Difensore civico e del Commissario per la pubblica informazione, del Governatore
           della Banca di Serbia e dei membri del consiglio dell'Istituto statale per la revisione dei conti; deplora il fatto
           che la nomina di giudici per la Corte costituzionale non sia ancora avvenuta;
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Giovedì 25 ottobre 2007
             15.      nutre la ferma convinzione che un aspetto essenziale inerente ai diritti dell'uomo consista nel trovare
             soluzioni durature per i profughi e gli sfollati interni, tanto più che in Serbia è tuttora presente un numero
             molto elevato di profughi, provenienti per lo più dalla Croazia e in parte dalla Bosnia-Erzegovina, oltre agli
             sfollati interni dal Kosovo; deplora vivamente il fatto che la scadenza di fine 2006 per la soluzione di tutti i
             problemi ancora pendenti — scadenza contemplata dalla dichiarazione di Sarajevo sul rientro dei profughi e
             il risarcimento dei beni firmata il 31 gennaio 2005 da Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia Montenegro —
             non sia stata rispettata e che da allora siano stati compiuti pochi progressi;
             16.      chiede pertanto al governo serbo di continuare ad adoperarsi a favore dell'attuazione della dichiara-
             zione di Sarajevo, anche mediante l'adozione di un chiaro quadro giuridico che disciplini tra l'altro il diritto
             al ritorno nel proprio luogo d'origine e il diritto al risarcimento dei beni; invita l'Unione europea, i suoi Stati
             membri e la comunità internazionale a continuare a difendere i diritti dei profughi e a fornire un sostegno
             costante ai paesi in questione, anche stanziando a tale fine risorse finanziarie adeguate; sottolinea che l'inte-
             grazione e il reinsediamento degli sfollati interni e dei profughi non dovrebbe alterare significativamente
             l'equilibrio etnico originario di un'area o di una regione; richiama l'attenzione, al riguardo, sulla convenzione
             del 1° febbraio 1995 del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze;
             17.      riconosce i progressi compiuti nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, che recente-
             mente hanno condotto a molti arresti importanti, pur rilevando che la corruzione, in particolare in seno alle
             forze di polizia e al sistema giudiziario, rimane un grave problema e che le indagini ufficiali in merito a casi
             di corruzione appaiono spesso obbedire a motivazioni di ordine politico; segnala che la corruzione rappre-
             senta un grave ostacolo per l'afflusso di maggiori investimenti stranieri e chiede al governo serbo di mettere
             in atto una strategia anticorruzione completa; ritiene che sia necessario proseguire la lotta contro la crimi-
             nalità organizzata;
             18.      valuta positivamente il completamento del trasferimento di competenze dall'esercito alla polizia in
             materia di protezione delle frontiere dello Stato, che giudica una tappa importante verso il rispetto delle
             norme dell'UE; esorta il Consiglio e la Commissione a incoraggiare ulteriormente il governo serbo ad attuare
             una riforma sostanziale delle forze di polizia, dei servizi di sicurezza e dell'esercito, includendo misure che
             prevedano un maggiore controllo civile delle forze militari; ritiene che la riforma della polizia dovrebbe
             tener conto della necessità della presenza di forze di polizia che parlino la lingua delle minoranze nelle
             regioni in cui vivono ampie popolazioni minoritarie;
             19.      ritiene che la promozione dello Stato di diritto e la rigorosa applicazione delle norme giuridiche
             debbano costituire una delle massime priorità del governo; prende atto con favore dei provvedimenti di
             riforma del sistema giudiziario presi finora, ma sottolinea la necessità che la riforma venga portata avanti,
             in particolare per quanto concerne i tempi processuali, la protezione dei testimoni, la lotta contro la corru-
             zione e l'indipendenza dei giudici; deplora il non funzionamento della Corte costituzionale e sottolinea
             come ciò non favorisca lo sviluppo della democrazia e di un sistema legislativo democratico in Serbia;
             20.      accoglie con favore la conclusione del processo per l'assassinio del Primo ministro Zoran Đinđić e
             appoggia una recente iniziativa del Procuratore speciale volta a far luce sui motivi politici sottostanti all'as-
             sassinio;
             21.      plaude all'operato del Procuratore serbo per i crimini di guerra, ma deplora che i processi a livello
             nazionale per crimini di guerra soffrano di mancanza di trasparenza e mancanza di volontà politica per
             venire a capo della catena della responsabilità di comando e risalire dagli esecutori immediati ai mandanti;
             ritiene che le sentenze del Tribunale serbo per i crimini di guerra a carico di quattro membri del gruppo
             paramilitare «Scorpioni» per l'esecuzione di sei musulmani di Srebrenica non riflettano l'odiosa natura del
             crimine; rileva che il Presidente serbo ha espresso pubblicamente il suo rammarico per la brevità della pena
             inflitta;
             22.      ritiene che i cittadini della Serbia abbiano il diritto di sentirsi dire la verità sulle politiche di guerra e
             genocidio condotte a loro nome in un recente passato e di sapere chi sono i perpetratori di crimini di
             guerra; ritiene che la Serbia debba affrontare con onestà il suo passato recente per potere progredire e che
             la via della riconciliazione con i suoi vicini passi per il riconoscimento del passato; invita il governo a
             riaprire la commissione sulla verità e la riconciliazione istituita nel 2001, non da ultimo per promuovere
             un clima positivo nelle parti del paese che sono state maggiormente colpite dai conflitti interetnici; esorta la
             Commissione a promuovere iniziative per facilitare i contatti interpersonali nella regione e a destinare
             finanziamenti maggiori a tal fine;
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                                                                                                                     Giovedì 25 ottobre 2007
           23.     accoglie positivamente le scuse rivolte dal Presidente serbo ai cittadini croati per i crimini di guerra
           commessi in nome della Serbia durante la recente guerra; considera tali scuse un'espressione di grande
           maturità politica e di leadership democratica, nonché una dimostrazione concreta della volontà del governo
           attuale di perseguire una politica di amicizia e cooperazione con i paesi vicini;
           24.     ritiene che la riconciliazione e la giustizia siano indispensabili alla stabilità e allo sviluppo di tutti i
           paesi della regione nonché per la loro integrazione nell'Unione europea; sollecita i paesi vicini a seguire
           l'esempio della Serbia e a condannare qualsiasi manifestazione di intolleranza etnica e di razzismo che si
           verifica sul loro territorio;
           25.     ritiene che l'Unione europea e i suoi Stati membri debbano lanciare e appoggiare programmi di
           sostegno psicosociale destinati essenzialmente, ma non esclusivamente, alle donne e ai bambini traumatiz-
           zati dalle esperienze fatte prima e durante la guerra;
           26.     accoglie con favore la recente cooperazione fra Belgrado e Priština nella ricerca delle persone scom-
           parse nel conflitto in Kosovo, e in particolare i recenti sforzi congiunti compiuti nel distretto di Raška; invita
           il governo serbo a pubblicare un rapporto su Mačkatica;
           27.     invita il Consiglio e la Commissione ad assegnare sufficienti risorse finanziarie alla Commissione
           internazionale per le persone scomparse (ICMP) per consentirle di completare entro il 2010 il lavoro di
           identificazione di tutte le persone scomparse nel territorio dell'ex Iugoslavia; ritiene che l'opera dell'ICMP
           contribuisca significativamente al processo di verità, giustizia e riconciliazione nella regione;
           28.     osserva che, secondo un'indagine condotta nel 2004 dalla società «Strategic Marketing Agency» per
           conto dell'unione degli studenti di Serbia, il 70 % degli studenti serbi non si è mai recato all'estero; accoglie
           con favore le iniziative tese ad offrire agli studenti serbi opportunità di studio nei paesi dell'Unione europea;
           invita gli Stati membri a ricercare nuove forme di promozione di interazione con il popolo serbo;
           29.     rileva che la Serbia contribuisce attivamente alla cooperazione regionale e ai rapporti di buon vici-
           nato aderendo a numerose iniziative regionali quali il Patto di stabilità/Consiglio di cooperazione regionale e
           l'Accordo centroeuropeo di libero scambio; invita la Serbia a continuare a svolgere un ruolo responsabile
           nella regione; sottolinea che è nell'interesse della Serbia sviluppare e mantenere buone relazioni con i suoi
           partner regionali, intensificare un'efficace cooperazione transfrontaliera utilizzando appieno il potenziale che
           rappresentano le minoranze nazionali delle zone di frontiera, nonché partecipare attivamente a progetti
           bilaterali, regionali ed europei in materia di infrastrutture; ribadisce che il futuro di tutti i paesi della regione
           risiede nell'Unione europea;
           30.     esorta il governo serbo a promuovere relazioni di buon vicinato con la Bosnia-Erzegovina;
           31.     invita il governo serbo a continuare il dialogo con i suoi vicini del sud-est europeo sulle questioni
           interenti ai confini, dal momento che ancora non sono stati fissati i limiti territoriali fra Serbia e Croazia e
           Serbia e Bosnia-Erzegovina;
           32.     elogia la Serbia per il miglioramento delle relazioni interetniche, in particolare in Vojvodina, ove si è
           registrata una riduzione degli incidenti interetnici, che tuttavia non sono cessati del tutto; invita le autorità
           serbe ad adottare ulteriori misure per promuovere lo sviluppo delle minoranze nazionali nella regione
           multietnica della Vojvodina, a incoraggiare la loro coesistenza pacifica e a garantire che la polizia, l'apparato
           giudiziario e altri organi dello Stato operino su una base etnicamente neutra nonché, al fine di creare tra la
           popolazione la necessaria fiducia nei confronti di tali istituzioni, a garantire che la composizione etnica sia
           adeguatamente riflessa nel personale di tali autorità; invita inoltre le autorità serbe a gestire attentamente
           qualsiasi potenziale afflusso di profughi, in modo da non alterare l'equilibrio etnico, culturale, religioso,
           economico e politico della regione, al fine di garantire l'efficace integrazione dei profughi stessi in un
           contesto multiculturale; sottolinea l'estrema importanza di programmi volti a promuovere la tolleranza fra
           le varie comunità, in particolare in Vojvodina; ritiene che tali programmi necessitino anche di un finanzia-
           mento da parte dell'Unione europea;
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Giovedì 25 ottobre 2007
             33.      rileva con soddisfazione che, per la prima volta in un decennio, partiti etnici albanesi della Valle di
             Preševo hanno partecipato alle recenti elezioni e che le minoranze sono rappresentate sia a livello dell'ese-
             cutivo che a livello del potere legislativo; ritiene che il Sangiaccato resti una regione che desta particolare
             preoccupazione e chiede al governo di lavorare con gli attori politici locali al fine di concepire politiche atte
             a frenare la radicalizzazione e le divisioni ulteriori in seno alla comunità;
             34.      si compiace del fatto che nel bilancio 2007 siano stati stanziati fondi per progetti direttamente
             connessi con il Decennio per l'integrazione dei rom; è tuttavia preoccupato per l'assenza generale di un
             approccio politico sistemico finalizzato a migliorare la vita e le condizioni di vita dei rom, inclusi gli sfollati
             interni e i rimpatriati, e per le persistenti discriminazioni nei confronti della comunità rom;
             35.      invita il governo serbo a dare piena attuazione ai piani d'azione nazionali per il Decennio per l'inte-
             grazione dei rom, in termini sia finanziari che istituzionali, onde trovare soluzioni pratiche e sostenibili per
             la comunità rom; ricorda alla Serbia che fra le priorità del partenariato europeo rientrano l'adozione di una
             legislazione esaustiva contro le discriminazioni e il rimpatrio in condizioni sostenibili dei rom che ancora
             vivono nei campi;
             36.      prende atto della creazione di un'agenzia per i diritti umani e delle minoranze posta direttamente
             sotto l'autorità del Primo ministro e che sostituisce il precedente ministero per i diritti umani e delle mino-
             ranze dell'Unione statale; invita il Primo ministro ad attuare una politica coerente e attiva in materia di
             minoranze e a garantire che i diritti umani e delle minoranze costituiscano una priorità del programma
             governativo; si compiace del fatto che la nuova Costituzione serba offra una base costituzionale ai consigli
             nazionali delle minoranze etniche e sollecita l'adozione di nuove norme che meglio regolamentino lo sta-
             tuto, i lavori e l'elezione di tali consigli; attende l'adozione di leggi che garantiscano un migliore quadro
             giuridico per la protezione dei diritti delle minoranze e prevedano l'integrazione di tutte le minoranze
             nazionali nelle strutture statali;
             37.      accoglie con favore l'adozione di una strategia nazionale globale di lotta contro il traffico di esseri
             umani, ma sollecita il governo serbo a dar prova di maggiore rigore nell'esercizio dell'azione pubblica e ad
             assicurare che i trafficanti ricevano e scontino pene detentive corrispondenti alla natura del reato;
             38.      ritiene che la trasformazione della Radiotelevisione serba (RTS) in servizio pubblico rappresenti un
             passo in avanti, ma richiama l'attenzione sulla mancanza di dibattito pubblico circa le modifiche alla legge
             sulla radiodiffusione e le carenze nella procedura di nomina dei membri del consiglio della RTS; fa inoltre
             presente che occorre definire regole assolutamente democratiche che disciplinino la concessione di licenze
             per la trasmissione di programmi radiotelevisivi e prevedano in particolare la possibilità di ricorrere contro
             la decisione dell'organo che concede le licenze; lamenta profondamente che non vi siano stati progressi nella
             risoluzione di casi riguardanti assassinii di giornalisti e deplora il recente tentato assassinio di un giornalista
             investigativo di spicco, impegnato in indagini sui crimini di guerra e la criminalità organizzata; chiede che le
             autorità competenti trovino i responsabili e conducano un'indagine approfondita;
             39.      rileva l'esistenza di un settore di ONG ben sviluppato e plaude agli sforzi di consultazione con il
             settore civile compiuti dalle autorità, in particolare al memorandum speciale di cooperazione firmato dal-
             l'Ufficio serbo per l'integrazione europea, le ONG e il Consiglio per le relazioni con la società civile, istituito
             dal Presidente della Serbia nonché il Consiglio per la politica estera, istituito dal Ministro degli esteri serbo,
             nonché all'inclusione di rappresentanti delle ONG nel Consiglio di Stato per l'integrazione europea, presie-
             duto dal Primo ministro; invita il Parlamento serbo ad adottare una legislazione volta a migliorare la situa-
             zione giuridica delle organizzazioni della società civile;
             40.      condanna la denigrazione pubblica degli attori della società civile che criticano il governo o richia-
             mano l'attenzione su temi sensibili quali i crimini di guerra; deplora la recente ondata di attacchi di matrice
             politica e mette in guardia contro la sempre maggiore frequenza, nei media e in politica, di discorsi impron-
             tati all'odio di cui sono bersaglio attivisti, giornalisti e politici impegnati nel campo dei diritti umani;
             41.      accoglie con favore la firma, il 18 settembre 2007, degli accordi di facilitazione del visto e di riam-
             missione e sollecita il Consiglio a garantirne l'entrata in vigore entro fine 2007; plaude all'adozione della
             legge sui documenti di viaggio e nota che sono in corso di adozione leggi in materia di asilo, di frontiere
             nazionali e di stranieri; invita il Consiglio, con il sostegno della Commissione, a definire una tabella di
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           marcia concreta per una circolazione senza visti e ad adottare misure di supporto intese ad offrire maggiori
           opportunità di viaggiare a un maggior numero di cittadini, in particolare ai giovani; ribadisce l'importanza
           della mobilità per lo sviluppo economico e politico della Serbia, dal momento che la mobilità offre ai
           cittadini la possibilità di acquisire un'esperienza diretta dell'Unione europea e favorisce il processo di inte-
           grazione europea del paese; sollecita una maggiore partecipazione a progetti di formazione permanente e di
           scambio culturale; invita il Consiglio a esaminare la possibilità di istituire un sistema comune di gestione
           delle domande di visto, in modo da alleviare il carico di lavoro dei consolati più oberati e assicurare che le
           pratiche siano espletate in tempi ragionevoli;
           42.     ritiene che la riforma del sistema educativo sia non solo imperativa ma che rappresenti anche l'unico
           modo, per la Serbia, di sviluppare un nuovo sistema di valori per le giovani generazioni nel quadro del
           processo di democratizzazione in atto;
           43.     invita il Consiglio, la Commissione e tutti gli Stati membri a compiere sforzi concertati per aumen-
           tare la visibilità dell'UE in Serbia ed esorta la Commissione a evitare ulteriori ritardi nell'assunzione di
           personale presso l'ufficio della sua delegazione, inclusi esperti per la gestione dei fondi IPA (Strumento di
           assistenza pre-adesione);
           44.     invita la commissione per gli affari esteri e la sottocommissione per i diritti dell'uomo a continuare a
           seguire da vicino la situazione in Vojvodina, dando seguito alle conclusioni della relazione della missione
           conoscitiva della propria delegazione ad hoc nella Vojvodina e a Belgrado;
           45.     invita le autorità serbe ad adottare con urgenza leggi sulla restituzione delle proprietà in linea con
           quelle di altri paesi, che prevedano, se del caso, il rimborso dei costi reali anziché buoni del tesoro;
           46.     invita i nuovi Stati membri a svolgere un ruolo attivo nel cammino della Serbia verso l'UE, consen-
           tendo al paese di trarre profitto dalla loro esperienza in materia di riforme;
           47.     invita le autorità serbe a portare avanti il ravvicinamento alla legislazione e alle norme ambientali
           dell'UE nonché ad attuare e a far rispettare le norme adottate;
           48.     accoglie con favore la partecipazione della Serbia al settimo Programma quadro di ricerca e sviluppo
           tecnologico; invita il Consiglio a rafforzare i programmi di gemellaggio e di assistenza tecnica, soprattutto
           quelli destinati ai giovani;
           49.     incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio e, per conoscenza,
           alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Serbia.
           P6_TA(2007)0483
           Situazione attuale delle relazioni UE-Africa
           Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 25 ottobre 2007 sulla situazione attuale delle
                                                relazioni UE-Africa (2007/2002(INI))
           Il Parlamento europeo,
           — visti la Dichiarazione e il piano d'azione elaborati al Vertice Africa-Europa svoltosi al Cairo il 3 e
                4 aprile 2000 sotto l'egida dell'Organizzazione dell'Unità africana e dell'UE,
           — visto il Piano strategico 2004-2007 della Commissione dell'Unione africana (CUA), approvato il 7 luglio
                2004 al terzo Vertice dei Capi di Stato e di governo africani svoltosi ad Addis Abeba, Etiopia,