CELEX: 62018CA0480
Language: it
Date: 2020-04-02 00:00:00
Title: Causa C-480/18: Sentenza della Corte (Nona Sezione) del 2 aprile 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākā tiesa — Lettonia) — procedimento promosso da «PrivatBank» AS (Rinvio pregiudiziale – Servizi di pagamento nel mercato interno – Direttiva 2007/64/CE – Ambito di applicazione materiale e personale – Servizi di pagamento forniti in una valuta diversa dall’euro o dalla valuta ufficiale di uno Stato membro non appartenente all’area dell’euro – Servizi di pagamento forniti da un ente creditizio – Mancata esecuzione o esecuzione inesatta di un ordine di pagamento – Responsabile – Procedura di vigilanza prudenziale – Procedure di reclamo – Ricorsi extragiudiziali – Autorità competenti)

13.7.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 230/4
            
         
      Sentenza della Corte (Nona Sezione) del 2 aprile 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākā tiesa — Lettonia) — procedimento promosso da «PrivatBank» AS
      (Causa C-480/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Servizi di pagamento nel mercato interno - Direttiva 2007/64/CE - Ambito di applicazione materiale e personale - Servizi di pagamento forniti in una valuta diversa dall’euro o dalla valuta ufficiale di uno Stato membro non appartenente all’area dell’euro - Servizi di pagamento forniti da un ente creditizio - Mancata esecuzione o esecuzione inesatta di un ordine di pagamento - Responsabile - Procedura di vigilanza prudenziale - Procedure di reclamo - Ricorsi extragiudiziali - Autorità competenti)
      (2020/C 230/04)
      Lingua processuale: il lettone
      
         Giudice del rinvio
      
      Augstākā tiesa
      
         Parti
      
      
         Ricorrente:«PrivatBank» AS
      
         nei confronti di: Finanšu un kapitāla tirgus komisija
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 2, paragrafo 2, della direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE e 2006/48/CE, che abroga la direttiva 97/5/CE, come modificata dalla direttiva 2009/111/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale secondo la quale l’autorità di cui all’articolo 82 della stessa direttiva è competente ad esaminare i reclami e ad irrogare sanzioni relativamente a servizi di pagamento forniti nella valuta ufficiale di un paese terzo.
               
            
                  2)
               
               
                  Gli articoli 20 e 21 della direttiva 2007/64, come modificata dalla direttiva 2009/111, non sono applicabili ratione personae agli enti creditizi.
               
            
                  3)
               
               
                  Gli articoli da 80 a 82 della direttiva 2007/64, come modificata dalla direttiva 2009/111, devono essere interpretati nel senso che essi non legittimano l’autorità competente ai sensi di dette disposizioni a risolvere, in applicazione dei criteri stabiliti all’articolo 75 della stessa direttiva, le controversie sorte dalla mancata o inesatta esecuzione di un’operazione di pagamento tra gli utenti e i prestatori di servizi di pagamento, allorché tale autorità esercita la sua competenza ad esaminare i reclami degli utenti dei servizi di pagamento e ad irrogare sanzioni ai prestatori dei servizi di pagamento in caso di violazione delle disposizioni applicabili. Siffatte controversie devono essere risolte nell’ambito dei ricorsi extragiudiziali di cui all’articolo 83 della direttiva 2007/64, come modificata dalla direttiva 2009/111, fermo restando il diritto di ricorso dinanzi a un giudice previsto dal diritto processuale nazionale. Se il legislatore nazionale ha optato per concentrare le competenze che discendono, da un lato, dai suddetti articoli da 80 a 82 e, dall’altro, dal suddetto articolo 83 nelle mani di un’unica e sola autorità, quest’ultima deve esercitare ciascuna categoria di competenze separatamente, soltanto nell’ambito delle procedure che rispettivamente vi afferiscono.
               
            
                  4)
               
               
                  In virtù del principio dell’autonomia processuale degli Stati membri, il legislatore nazionale può abilitare l’autorità competente, nell’ambito delle procedure di reclamo e sanzionatorie di cui agli articoli da 80 a 82 della direttiva 2007/64, come modificata dalla direttiva 2009/111, a prendere in considerazione l’esistenza e il contenuto di un lodo arbitrale che risolva una controversia tra l’utente e il prestatore di servizi di pagamento interessati da dette procedure, purché la forza probatoria riconosciuta a tale lodo nell’ambito di dette procedure non pregiudichi l’oggetto e le finalità specifiche di queste ultime, i diritti della difesa delle persone interessate o l’esercizio autonomo dei poteri e delle competenze conferiti all’autorità medesima, ciò che spetta al giudice del rinvio verificare.
               
            
         (1)  GU C 381 del 22.10.2018.