CELEX: E2020J0001
Language: it
Date: 2021-02-09 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 9 febbraio 2021 nella causa E-1/20 Kerim contro Governo norvegese, rappresentato dall’Ufficio per i ricorsi in materia di immigrazione (Utlendingsnemnda – UNE) (Libertà di circolazione – Direttiva 2004/38/CE – Abuso – Matrimoni fittizi – Diritti derivati per cittadini di paesi terzi) 2021/C 245/15

24.6.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 245/19
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
      del 9 febbraio 2021
      nella causa E-1/20
      Kerim contro Governo norvegese, rappresentato dall’Ufficio per i ricorsi in materia di immigrazione (Utlendingsnemnda – UNE)
      
         
            (Libertà di circolazione – Direttiva 2004/38/CE – Abuso – Matrimoni fittizi – Diritti derivati per cittadini di paesi terzi)
         
      
      (2021/C 245/15)
      Nella causa E-1/20, Kerim contro Governo norvegese, rappresentato dall’Ufficio per i ricorsi in materia di immigrazione (Utlendingsnemnda – UNE) – ISTANZA della Corte suprema norvegese (Norges Høyesterett), ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, d’interpretazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, in particolare l’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), in combinato disposto con l’articolo 7, paragrafo 2, e con l’articolo 35 – la Corte, composta da Páll Hreinsson, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Bernd Hammermann, giudici, si è pronunciata il 9 febbraio 2021 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
      
                  1.
               
               
                  Per stabilire se sussista un matrimonio fittizio ai fini dell’articolo 35 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, in circostanze in cui esistono ragionevoli dubbi sull’effettività del matrimonio in questione, le autorità nazionali devono accertare, sulla base di un esame caso per caso, che almeno uno dei coniugi abbia sostanzialmente contratto matrimonio al fine di ottenere in modo indebito il diritto di libera circolazione e soggiorno dal coniuge, cittadino di un paese terzo, anziché di istituire un matrimonio effettivo.
               
            
                  2.
               
               
                  Per stabilire se sussista un matrimonio fittizio ai fini dell’articolo 35 della direttiva 2004/38, in circostanze in cui esistono ragionevoli dubbi sull’effettività del matrimonio in questione, occorre accertare e valutare i fatti nella loro integralità, compresa l’intenzione soggettiva di un cittadino del SEE di contrarre matrimonio con il cittadino di un paese terzo.