CELEX: 52006SC0235
Language: it
Date: 2006-02-22 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2005-2009

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52006SC0235

Raccomandazione per il parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2005-2009  /* SEC/2006/0235 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 22.2.2006SEC(2006) 235 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2005-2009(presentata dalla Commissione)RELAZIONEContestoIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa e sostenibile, che promuova la creazione di posti di lavoro. Il patto è stato modificato per la prima volta nel 2005. La riforma ha riconosciuto l'utilità del patto ai fini del consolidamento della disciplina di bilancio, ma ha inteso rafforzarne l'efficacia e i fondamenti economici e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che fa parte del patto, stabilisce che gli Stati membri devono trasmettere al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica trasmettono programmi di stabilità (aggiornati) mentre quelli che non la hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). Il primo programma di stabilità dell’Italia è stato presentato nel dicembre 1998. A norma del regolamento, il Consiglio ha formulato un parere in merito l’8 febbraio 1999, sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario. Secondo la medesima procedura, gli aggiornamenti dei programmi di stabilità e di convergenza sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; se necessario, possono essere esaminati anche dal Consiglio.In questi programmi, gli Stati membri devono specificare il loro obiettivo a medio termine per la posizione di bilancio e definire le misure per conseguire e mantenere tale obiettivo, incluse le ipotesi economiche su cui si basano. Successivamente alla riforma del patto, considerata l'eterogeneità economica e finanziaria dell'Unione, l'obiettivo a medio termine deve essere differenziato per ogni singolo Stato membro, per tener conto anche del rischio finanziario con riferimento alla sostenibilità delle finanze pubbliche. Altri elementi della riforma prevedono di porre in essere un approccio più simmetrico alle politiche di bilancio nel corso del ciclo mediante una migliore disciplina di bilancio nei periodi di congiuntura favorevole e di tenere conto, in relazione ad una deviazione temporanea dall'obiettivo di bilancio a medio termine o dal percorso di aggiustamento verso tale obiettivo, delle "riforme sostanziali" che producano un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine.Tenendo presenti le previsioni economiche dell'autunno 2005 dei servizi della Commissione, il codice di condotta[2], la metodologia concordata per la stima del prodotto potenziale e dei saldi corretti per il ciclo e gli indirizzi di massima per le politiche economiche compresi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008, la Commissione ha esaminato l'aggiornamento del programma di stabilità dell’Italia presentato recentemente e, sulla base della valutazione seguente, ha adottato una raccomandazione per il parere del Consiglio ad esso relativo.Valutazione1.  Le autorità italiane hanno presentato il settimo aggiornamento del programma di stabilità riguardante il periodo 2005-2009 il 23 dicembre 2005, ovvero tre settimane oltre il termine del 1° dicembre indicato nel codice di condotta. Questo ritardo è dovuto al fatto che le autorità italiane desideravano includere nel programma la versione finale della legge finanziaria 2006, che è stata approvata dal Parlamento italiano il 22 dicembre 2005. Il programma presenta alcune differenze rilevanti, sotto il profilo della struttura e dei dati forniti, rispetto al modello previsto per i programmi di stabilità e convergenza dal nuovo codice di condotta[3].2.  Nel suo parere del 17 febbraio 2005 sul precedente aggiornamento del programma di stabilità italiano, il Consiglio aveva invitato l’Italia: ad assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di disavanzo fissato per il 2005; a raggiungere una posizione di bilancio prossima al pareggio entro il 2008; e a garantire che il rapporto debito/PIL diminuisse più rapidamente, prestando particolare attenzione ai fattori che accrescono il debito a prescindere dall’indebitamento netto. Il 28 luglio 2005 il Consiglio ha constatato che l’Italia aveva un disavanzo eccessivo. Conformemente alla raccomandazione del Consiglio della stessa data ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 7, tale disavanzo eccessivo deve essere corretto entro il 2007. Il 22 febbraio 2006 la Commissione ha adottato una comunicazione nella quale è giunta alla conclusione che le misure adottate dall’Italia entro il termine del 12 gennaio 2006 fissato dal Consiglio, se attuate pienamente, sono conformi al percorso di risanamento previsto nella raccomandazione del Consiglio.3.  Tra il 1995 e il 2004, il PIL dell’Italia è cresciuto ad un tasso medio annuale dell’1½%, inferiore al tasso medio del 2% dell’area dell’euro. Nell’ultimo decennio l’Italia ha registrato un marcato rallentamento nella crescita della produttività, un progressivo deterioramento della competitività, una costante perdita di quote nei mercati delle esportazioni e, a partire dal 2000, una contrazione significativa dell’attività manifatturiera. L’Italia ha fatto sforzi significativi per risanare le proprie finanze pubbliche durante gli anni ‘90, riducendo il disavanzo pubblico da quasi il 12% del PIL nel 1990 a meno del 2% alla fine degli anni ‘90. Tuttavia il disavanzo ha superato nuovamente il 3% del PIL nel 2001, 2003 e 2004 e lo scarto rispetto a tale limite è stato contenuto solo grazie a misure una tantum di entità significativa[4]. L’avanzo primario è calato dal 5% del PIL nel 1999 all’1,8% del PIL nel 2004 e la discesa del rapporto debito/PIL, che aveva raggiunto il picco del 125% nel 1994, è rallentata considerevolmente. Alla fine del 2004 il debito era pari al 106½% del PIL.4.  Il programma prevede una ripresa della crescita del PIL, la quale dovrebbe passare da quota zero nel 2005 all’1½% nel 2006 e nel 2007, per poi accelerare lievemente fino al 2009. Di conseguenza il divario tra produzione effettiva e potenziale dovrebbe restringersi, ma restare negativo, durante il periodo oggetto del programma. L’inflazione IPCA dovrebbe scendere al 2%, sulla scorta di una decelerazione nei costi unitari del lavoro. Tali previsioni sono globalmente plausibili.5.  Il disavanzo del 2005 è stimato al 4,3% del PIL, a fronte di un obiettivo del 2,7% previsto nel precedente aggiornamento. L’obiettivo non è stato raggiunto a causa di: i) un rallentamento nella crescita del PIL; ii) scostamenti nell'andamento della spesa primaria e nella vendita di beni immobili, compensati solo parzialmente da un incremento delle entrate e da una riduzione della spesa per interessi; e iii) effetti di trascinamento dal 2004, dovuti essenzialmente a revisioni statistiche.6.  La strategia di bilancio delineata nel programma mira a riportare il disavanzo al di sotto del 3% del PIL entro il 2007 e a continuare nel risanamento delle finanze per raggiungere un bilancio in equilibrio negli anni successivi. La composizione dell’aggiustamento di bilancio è specificata solo per il 2006. Per quanto riguarda il periodo 2007-2009, le informazioni sono limitate all’entità della correzione richiesta per raggiungere gli obiettivi di bilancio relativi ai disavanzi tendenziali a legislazione invariata. Il contributo delle misure una tantum dovrebbe scendere da ½% del PIL nel 2005 a zero nel 2007. Rispetto al programma precedente, il nuovo aggiornamento anticipa leggermente l'aggiustamento programmato, in uno scenario macroeconomico meno favorevole. Tuttavia il nuovo obiettivo di disavanzo per il 2008 è pari all’1,2% del PIL, un dato peggiore di quello previsto nel precedente aggiornamento, in quanto l’anticipo non compensa pienamente l’effetto di una posizione di partenza nel 2005 molto più debole.7.  In base ai calcoli realizzati dai servizi della Commissione sulla base del programma e della metodologia concordata, il saldo strutturale (il saldo corretto per il ciclo e al netto di misure una tantum e temporanee) registrerebbe un miglioramento, passando da -4% del PIL nel 2005 a -1¼% nel 2009. Dopo la prevista correzione del disavanzo eccessivo nel 2007, l’aggiornamento prevede un miglioramento annuale di ½% del PIL in termini strutturali fino al 2009. L’aggiornamento identifica chiaramente come obiettivo di medio termine (OMT) per la posizione di bilancio, ai sensi del patto di stabilità e crescita, l’equilibrio in termini strutturali, ma non mira a raggiungerlo entro il periodo oggetto del programma. Poiché l'obiettivo a medio termine previsto dal programma è più ambizioso del parametro di riferimento minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa 1½% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe garantire inoltre un margine di sicurezza contro il verificarsi di un disavanzo eccessivo. Tuttavia il livello minimo di riferimento verrebbe raggiunto solo nel 2009. L’obiettivo di medio termine del programma è ad un livello adeguato, in quanto si situa nella forchetta indicata per gli Stati membri dell’area dell’euro e dell’ERM II nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta e riflette adeguatamente il rapporto debito/PIL e la crescita media della produzione potenziale nel lungo termine.8.  Nel complesso, i rischi legati alle proiezioni di bilancio sembrano indicare un risultato peggiore di quello programmato. Vi sono incertezze significative circa l’attuazione del bilancio 2006, in particolare per quanto riguarda i consistenti tagli di spesa[5]. Quanto agli anni successivi al 2006, non vi sono informazioni sulle misure previste e l’entità dell’aggiustamento di bilancio necessario potrebbe essere sottostimata.9.  Considerando il bilancio 2006 al suo valore nominale e posto che sia attuato in modo completo ed efficace, lo sforzo in termini strutturali sarebbe coerente con il requisito minimo dello 0,8% del PIL previsto per il 2006 nella raccomandazione del Consiglio di cui all’articolo 104, paragrafo 7. Per quanto riguarda il 2007, il previsto aggiustamento strutturale pari allo 0,9% del PIL sarebbe anch’esso in linea con la raccomandazione del Consiglio. Tuttavia, la mancanza di informazioni generali sulle misure correttive da adottare nel 2007 e successivamente impedisce una valutazione del percorso di aggiustamento e della composizione dell’aggiustamento previsto. Tenendo conto della reciproca compensazione dei rischi, la correzione del disavanzo eccessivo entro il termine del 2007 stabilito dal Consiglio si basa fondamentalmente su un’attuazione completa ed efficace del bilancio 2006 e sulla definizione e l’attuazione di misure correttive sostanziali per il 2007. Il raggiungimento del margine di sicurezza nel 2009 dipende altresì da questi rischi e dalla definizione e attuazione di misure correttive per gli anni successivi al 2007.10.  Pari al 108½%, il rapporto debito/PIL dovrebbe crescere nel 2005 per la prima volta dal 1994. Dovrebbe scendere appena al di sotto del 102% nel 2009, soprattutto a causa della crescita degli avanzi primari e dei piani di privatizzazione ambiziosi per il 2006 e il 2007. Le operazioni che accrescono il debito incluse nell’aggiustamento stock/flussi dovrebbero cessare di ostacolare la riduzione del debito a partire dal 2007. Tutti i suddetti elementi sono soggetti a notevoli incertezze. Sulla base di questa valutazione dei rischi, appare necessario un rafforzamento della posizione di bilancio affinché il rapporto debito/PIL si riduca in maniera sufficiente, avvicinandosi al valore di riferimento.11.  Per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche, i previsti costi di bilancio dell'invecchiamento demografico espongono l’Italia ad un rischio di livello medio. Le passate riforme hanno contribuito a contenere gli incrementi della spesa pubblica e la loro piena attuazione, in particolare per quanto riguarda la riforma pensionistica del 2004, sarà fondamentale per ottenere i risultati attesi. Il livello attualmente elevato del debito lordo e la debole posizione di bilancio impongono un forte risanamento delle finanze pubbliche nel medio termine, giacché una riduzione risoluta del debito ridurrebbe i rischi per la sostenibilità di tali finanze.12.  Le misure previste nel settore delle finanze pubbliche sono parzialmente conformi agli indirizzi di massima per le politiche economiche, compresi gli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In particolare, anche se l’Italia sta adottando attualmente misure per correggere il disavanzo eccessivo, sarebbe opportuno che prevedesse di accelerare la riduzione del debito pubblico, in particolare rafforzando il percorso di aggiustamento verso l’OMT.13.  Il programma nazionale di riforme dell’Italia, presentato il 14 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, prevede interventi lungo cinque direttrici principali: l’ampliamento dell’area di libera scelta per i cittadini e le imprese; la concessione di incentivi per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica; il rafforzamento dell’istruzione e della formazione; il potenziamento delle infrastrutture; la tutela dell’ambiente. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, nel documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) del luglio 2005 è indicata una sesta priorità, la sostenibilità nel lungo termine. Le misure relative al settore delle finanze pubbliche previste dal Programma nazionale di riforme e dal DPEF sono sostanzialmente compatibili con le azioni previste nel programma di stabilità. L’aggiornamento delinea misure per ridurre i contributi sociali, incoraggiare il versamento del risparmio alla previdenza complementare e ridurre i disavanzi dei sistemi sanitari.Sulla base della valutazione che precede, il programma può essere considerato compatibile con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007, a condizione di un’attuazione completa ed effettiva del bilancio 2006 e dell'adozione di ulteriori misure per il 2007. Alla luce delle raccomandazioni avanzate dal Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7 del trattato il 28 luglio 2005, e per rafforzare la sostenibilità delle finanze pubbliche, è appropriato che l’Italia:i) realizzi gli sforzi strutturali previsti nel programma per il 2006 e il 2007, per assicurare la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007 in modo credibile e sostenibile;ii) descriva le grandi misure sulle quali dovrebbe basarsi il percorso di aggiustamento nella parte finale del programma e rafforzi l’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine;iii) provveda affinché il rapporto debito/PIL scenda verso il valore di riferimento del 60% previsto dal trattato a un ritmo più sostenuto, anche ponendo particolare attenzione ai fattori diversi dall'indebitamento netto che contribuiscono a modificare i livelli del debito; eiv) migliori il processo di bilancio, accrescendone la trasparenza e applicando in modo efficace i meccanismi vecchi e nuovi per il monitoraggio, il controllo e il rendiconto della spesa.Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2005-2009IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce le Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[6], in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,sentito il comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:14.  Il [14 marzo 2006] il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato dell'Italia relativo al periodo 2005-2009.15.  Tra il 1995 e il 2004, il PIL dell’Italia è cresciuto ad un tasso medio annuale dell’1½%, inferiore al tasso medio del 2% dell’area dell’euro. Nell’ultimo decennio l’Italia ha registrato un marcato rallentamento nella crescita della produttività, un progressivo deterioramento della competitività, una costante perdita di quote nei mercati delle esportazioni e, a partire dal 2000, una contrazione significativa dell’attività manifatturiera. L’Italia ha fatto sforzi significativi per risanare le proprie finanze pubbliche durante gli anni ‘90, riducendo il disavanzo pubblico da quasi il 12% del PIL nel 1990 a meno del 2% alla fine degli anni ‘90. Tuttavia il disavanzo ha superato nuovamente il 3% del PIL nel 2001, 2003 e 2004 e lo scarto rispetto a tale limite è stato contenuto solo grazie a misure una tantum di entità significativa[7]. L’avanzo primario è calato dal 5% del PIL nel 1999 all’1,8% del PIL nel 2004 e la discesa del rapporto debito/PIL, che aveva raggiunto il picco del 125% nel 1994, è rallentata considerevolmente. Alla fine del 2004 il debito era pari al 106½% del PIL.16.  Nel suo parere del 17 febbraio 2005 sul precedente aggiornamento del programma di stabilità italiano, il Consiglio aveva invitato l’Italia: ad assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di disavanzo fissato per il 2005, a raggiungere una posizione di bilancio prossima al pareggio entro il 2008 e a garantire che il rapporto debito/PIL diminuisse più rapidamente, prestando particolare attenzione ai fattori che accrescono il debito a prescindere dall’indebitamento netto. Il 28 luglio 2005 il Consiglio ha constatato che l’Italia aveva un disavanzo eccessivo. Conformemente alla raccomandazione emanata dal Consiglio alla stessa data ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 7, il disavanzo eccessivo deve essere corretto entro il 2007. Il 22 febbraio 2006 la Commissione ha emanato una comunicazione nella quale è giunta alla conclusione che le misure adottate dall’Italia entro il termine del 12 gennaio 2006 fissato dal Consiglio, se attuate pienamente, sono conformi al percorso di risanamento previsto nella raccomandazione del Consiglio.17.  Il disavanzo del 2005 è stimato al 4,3% del PIL, a fronte di un obiettivo del 2,7% del PIL previsto nel precedente aggiornamento. L’obiettivo non è stato raggiunto a causa di: i) un rallentamento della crescita del PIL; ii) scostamenti nell'andamento della spesa primaria e nella vendita di beni immobili, compensati solo parzialmente da un incremento delle entrate e da una riduzione della spesa per interessi; e iii) effetti di trascinamento dal 2004, dovuti essenzialmente a revisioni statistiche.18.  Il programma presenta alcune differenze rilevanti, sotto il profilo della struttura e dei dati forniti, rispetto al modello previsto per i programmi di stabilità e convergenza dal nuovo codice di condotta[8]. Le autorità italiane hanno presentato l’aggiornamento tre settimane dopo il termine del 1° dicembre stabilito nel codice di condotta, dato il loro desiderio di includervi la versione finale del bilancio 2006.19.  Lo scenario macroeconomico sotteso al programma prevede un recupero della crescita del PIL reale, che passerebbe da quota zero nel 2005 ad una media lievemente superiore all’1½% nel restante periodo di riferimento del programma. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, questo scenario appare plausibile. Anche le proiezioni del programma in materia di inflazione sembrano realistiche.20.  La strategia di bilancio delineata nel programma mira a riportare il disavanzo al di sotto del 3% del PIL entro il 2007, continuando nel risanamento delle finanze verso il raggiungimento di un bilancio in equilibrio negli anni successivi. Secondo le previsioni, il saldo primario migliorerà passando dallo 0,6% del PIL nel 2005 al 3,2% del PIL nel 2009. La correzione nel bilancio 2006 è dovuta soprattutto a tagli della spesa. Per quanto riguarda gli anni 2007-2009, le informazioni sono limitate all’entità della correzione richiesta per raggiungere gli obiettivi di bilancio relativi ai disavanzi tendenziali a legislazione invariata. Rispetto al programma precedente, il nuovo aggiornamento anticipa leggermente l'aggiustamento programmato, in uno scenario macroeconomico meno favorevole. Tuttavia il nuovo obiettivo di disavanzo per il 2008 è dell’1,2% peggiore di quello previsto nel precedente aggiornamento, in quanto l’anticipo non compensa pienamente l’effetto di una posizione di partenza nel 2005 molto più debole.21.  Nell'arco del periodo di riferimento del programma, il saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee) calcolato in base alla metodologia concordata dovrebbe migliorare in media di circa ¾% del PIL all'anno. Il programma fissa come obiettivo di medio termine (OMT) per la posizione di bilancio, ai sensi del patto di stabilità e crescita, un bilancio in pareggio, ma non mira a raggiungerlo entro il periodo oggetto del programma. Poiché l'obiettivo a medio termine previsto dal programma è più ambizioso del parametro di riferimento minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa 1½% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe garantire inoltre un margine di sicurezza contro il verificarsi di un disavanzo eccessivo. Tuttavia il livello minimo di riferimento verrebbe raggiunto solo nel 2009. L’obiettivo di medio termine del programma è ad un livello adeguato, in quanto si situa nella forchetta indicata per gli Stati membri dell’area dell’euro e dell’ERM II nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta e riflette adeguatamente il rapporto debito/PIL e la crescita media della produzione potenziale nel lungo termine.22.  I risultati di bilancio potrebbero essere più sfavorevoli di quanto previsto nel programma. Vi sono incertezze significative circa l’attuazione del bilancio 2006, in particolare per quanto riguarda i consistenti tagli di spesa. Per gli anni successivi al 2006, non vi sono informazioni sulle misure previste e l’entità dell’aggiustamento di bilancio necessario potrebbe essere sottostimata.23.  Tenendo conto della reciproca compensazione dei rischi, la correzione del disavanzo eccessivo entro il termine del 2007 stabilito dal Consiglio si basa fondamentalmente su un’attuazione completa ed effettiva del bilancio 2006 e sulla definizione e l’attuazione di misure correttive sostanziali per il 2007[9]. Il raggiungimento del margine di sicurezza nel 2009 dipende altresì da questi rischi e dalla definizione e attuazione di misure correttive per gli anni successivi al 2007. Negli anni seguenti la correzione del disavanzo eccessivo, il ritmo dell’avvicinamento all’obiettivo di medio termine del programma è nel complesso in linea con il patto di stabilità e crescita, che specifica che, per gli Stati membri dell’area dell’euro e dell’ERM II, il miglioramento annuale del saldo strutturale dovrebbe essere pari allo 0,5% del PIL come benchmark e che l’aggiustamento dovrebbe essere più elevato in periodi economicamente favorevoli e più contenuto in periodi di crisi.24.  Secondo le stime, nel 2005 il rapporto debito/PIL è stato pari al 108½% , un valore di gran lunga superiore al valore di riferimento del 60% fissato dal trattato e tra i più elevati nella UE. Secondo le proiezioni contenute nel programma, il rapporto debito/PIL dovrebbe diminuire di 7 punti percentuali nel corso del periodo di riferimento del programma. L’evoluzione del rapporto debito/PIL rischia di essere meno favorevole di quanto previsto nel programma, tenuto conto dei rischi relativi agli obiettivi di bilancio sopra menzionati e all’incertezza sugli aggiustamenti stock/flussi. Sulla base di questa valutazione dei rischi, appare necessario un rafforzamento della posizione di bilancio affinché il rapporto debito/PIL si riduca in maniera sufficiente, avvicinandosi al valore di riferimento.25.  Per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche, i previsti costi di bilancio dell'invecchiamento demografico espongono l’Italia ad un rischio di livello medio. Le passate riforme hanno contribuito a contenere gli incrementi della spesa pubblica e la loro piena attuazione, in particolare per quanto riguarda la riforma pensionistica del 2004, sarà fondamentale per ottenere i risultati attesi. Il livello attualmente elevato del debito lordo e la debole posizione di bilancio impongono un forte risanamento delle finanze pubbliche nel medio termine, giacché una riduzione risoluta del debito ridurrebbe i rischi per la sostenibilità di tali finanze[10].26.  Le misure previste nel settore delle finanze pubbliche sono parzialmente conformi agli indirizzi di massima per le politiche economiche compresi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In particolare, anche se l’Italia sta adottando attualmente misure per correggere il disavanzo eccessivo, sarebbe opportuno che prevedesse di accelerare la riduzione del debito pubblico, in particolare rafforzando il percorso di aggiustamento verso l’OMT.27.  Il programma nazionale di riforme dell’Italia, presentato il 14 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, prevede interventi lungo cinque direttrici principali: l’ampliamento dell’area di libera scelta per i cittadini e le imprese (aprendo i mercati dell’energia e dei servizi); la concessione di incentivi per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica; il rafforzamento dell’istruzione e della formazione; il potenziamento delle infrastrutture; la tutela dell’ambiente. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, nel documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) del luglio 2005 è indicata una sesta priorità, la sostenibilità nel lungo termine. Le misure relative al settore delle finanze pubbliche previste dal Programma nazionale di riforme e dal DPEF sono sostanzialmente compatibili con le azioni previste nel programma di stabilità. L’aggiornamento delinea misure per ridurre i contributi sociali, incoraggiare il versamento del risparmio alla previdenza complementare e ridurre i disavanzi dei sistemi sanitari.Sulla base della valutazione che precede, il programma può essere considerato compatibile con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007, a condizione di un’attuazione completa ed effettiva del bilancio 2006 e dell'adozione di ulteriori misure per il 2007. Alla luce delle raccomandazioni avanzate dal Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7 del trattato il 28 luglio 2005, e per rafforzare la sostenibilità delle finanze pubbliche, il Consiglio invita l’Italia:i) a realizzare gli sforzi strutturali previsti nel programma per il 2006 e il 2007 per assicurare la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007 in modo credibile e sostenibile;ii) a descrivere le grandi misure sulle quali dovrebbe basarsi il percorso di aggiustamento nella parte finale del programma e a rafforzare l’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine;iii) a provvedere affinché il rapporto debito/PIL scenda verso il valore di riferimento del 60% previsto dal trattato a un ritmo più sostenuto, anche ponendo particolare attenzione ai fattori diversi dall'indebitamento netto che contribuiscono a modificare i livelli del debito; eiv) a migliorare il processo di bilancio, accrescendone la trasparenza e applicando in modo efficace i meccanismi vecchi e nuovi per il monitoraggio, il controllo e il rendiconto della spesa.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio *2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 |PIL reale (variazione in %) | PS dicembre 2005 | 1,2 | 0,0 | 1,5 | 1,5 | 1,7 | 1,8 |COM Nov 20055 | 1,2 | 0,2 | 1,5 | 1,4 | n.d. | n.d. |PS novembre 2004 | 1,2 | 2,1 | 2,2 | 2,3 | 2,3 | n.d. |Inflazione IPCA (%) | PS dicembre 2005 | 2,3 | 2,3 | 2,3 | 2,2 | 2,0 | 2,0 |COM Nov 2005 | 2,3 | 2,2 | 2,1 | 1,9 | n.d. | n.d. |PS novembre 2004 | 2,2 | 1,6 | 1,5 | 1,4 | 1,4 | n.d. |Divario tra prodotto effettivo e potenziale (in % del PIL potenziale) | PS dicembre 2005 | -0,4 | -1,5 | -1,2 | -1,0 | -0,8 | -0,6 |COM Nov 20056 | -0,5 | -1,5 | -1,2 | -1,2 | n.d. | n.d. |PS novembre 20041 | -1,6 | -1,2 | -0,8 | -0,3 | 0,0 | n.d. |Saldo di bilancio delle pubbliche amministrazioni (in % del PIL) | PS dicembre 2005 | -3,2 | -4,3 | -3,5 | -2,8 | -2,1 | -1,5 |COM Nov 2005 | -3,2 | -4,3 | -4,2 | -4,6 | n.d. | n.d. |PS novembre 2004 | -2,9 | -2,7 | -2,0 | -1,4 | -0,9 | n.d. |Saldo primario (in % del PIL) | PS dicembre 2005 | 1,8 | 0,6 | 1,3 | 1,9 | 2,6 | 3,2 |COM Nov 2005 | 1,8 | 0,6 | 0,6 | 0,3 | n.d. | n.d. |PS novembre 2004 | 2,4 | 2,4 | 3,3 | 4,0 | 4,7 | n.d. |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL) | PS dicembre 20051 | -3,0 | -3,5 | -2,9 | -2,3 | -1,7 | -1,2 |COM Nov 2005 | -3,0 | -3,5 | -3,6 | -4,0 | n.d. | n.d. |PS novembre 20041 | -2,1 | -2,1 | -1,6 | -1,2 | -1,0 | n.d. |Saldo strutturale2 (% of GDP) | PS dicembre 20053 | -4,4 | -4,1 | -3,2 | -2,3 | -1,7 | -1,2 |COM Nov 20054 | -4,4 | -4,0 | -4,0 | -4,0 | n.d. | n.d. |PS novembre 2004 | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PS dicembre 2005 | 106,5 | 108,5 | 108,0 | 106,1 | 104,4 | 101,7 |COM Nov 2005 | 106,5 | 108,6 | 108,3 | 107,9 | n.d. | n.d. |PS novembre 2004 | 106,0 | 104,1 | 101,9 | 99,2 | 98,0 | n.d. |Note: *Le previsioni dell’autunno 2005 dei servizi della Commissione si fondano sulle informazioni disponibili fino al 7 novembre 2005. Pertanto sono basate su un progetto preliminare di legge finanziaria 2006. 1 Calcoli effettuati dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. 2Saldo corretto per il ciclo (come nelle righe precedenti) escluse le misure una tantum e temporanee 3Misure una tantum ed altre misure temporanee quali calcolate dai servizi della Commissione (1,4% del PIL nel 2004, 0,6% nel 2005 e 0,3% del PIL nel 2006; a riduzione del disavanzo). 4Misure una tantum e altre misure temporanee delle previsioni dell’autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione (1,4% del PIL nel 2004, 0,5% nel 2005 e 0,4% nel 2006; tutte a riduzione del disavanzo) 5Le previsioni intermedie dei servizi della Commissione del 21 febbraio 2006 indicano una crescita dell’1,3% nel 2006. 6Sulla base di una crescita potenziale stimata del 1,4%, 1,2%, 1,2% e 1,3% rispettivamente nel periodo 2004-2007. Fonte: Programma di stabilità (PS); previsioni dell'autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione (COM); calcoli effettuati dai servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm .[2] "Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin in data 11 ottobre 2005.[3] Mancano specialmente il capitolo sulle caratteristiche istituzionali delle finanze pubbliche e taluni dati obbligatori e opzionali prescritti dal nuovo codice di condotta (in particolare, non vi è una ripartizione del bilancio coerente con gli obiettivi di disavanzo per gli anni 2007-2009).[4] L’impatto sul bilancio delle misure una tantum è stato pari allo 0,6% del PIL nel 2001, all’1,9% nel 2003 e all’1,4% nel 2004. Nel 2002 il disavanzo è ammontato al 2,7% del PIL, con misure una tantum pari all'1,3% del PIL.[5] Il condono per i mancati versamenti di contributi sociali da parte del settore agricolo, attualmente discusso dal Parlamento italiano, se approvato e previa verifica statistica, potrebbe determinare una limitata correzione al rialzo per il disavanzo e/o il rapporto debito/PIL.[6] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo: .http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[7] L’impatto sul bilancio delle misure una tantum è stato pari allo 0,6% del PIL nel 2001, all’1,9% nel 2003 e all’1,4% nel 2004. Nel 2002 il disavanzo è ammontato al 2,7% del PIL, con misure una tantum pari all'1,3% del PIL.[8] Mancano specialmente il capitolo sulle caratteristiche istituzionali delle finanze pubbliche e taluni dati obbligatori e opzionali prescritti dal nuovo codice di condotta (in particolare, non vi è una ripartizione del bilancio coerente con gli obiettivi di disavanzo per gli anni 2007-2009).[9] Il condono per i mancati versamenti di contributi sociali da parte del settore agricolo, attualmente discusso dal Parlamento italiano, se approvato e previa verifica statistica, potrebbe determinare una limitata correzione al rialzo per il disavanzo e/o il rapporto debito/PIL.[10] I dettagli relativi alla sostenibilità a lungo termine sono contenuti nella valutazione tecnica del programma da parte dei servizi della Commissione, che sarà pubblicata all'indirizzo Internet: (http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm