CELEX: 31994D1110
Language: it
Date: 1994-04-26 00:00:00
Title: Decisione n. 1110/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 aprile 1994, relativa al quarto programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1994-1998)

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31994D1110

Decisione n. 1110/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 aprile 1994, relativa al quarto programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1994-1998)  

Gazzetta ufficiale n. L 126 del 18/05/1994 pag. 0001 - 0033 edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 26 pag. 0055  edizione speciale svedese/ capitolo 13 tomo 26 pag. 0055 

DECISIONE N. 1110/94/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL  CONSIGLIO del 26 aprile 1994 relativa al quarto programma quadro delle azioni comunitarie di  ricerca e di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1994-1998)IL PARLAMENTO  EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 I, paragrafo  1, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Comitato economico e sociale (2), deliberando secondo la procedura prevista all'articolo 189 B del trattato (3), considerando che l'articolo 130 F del trattato assegna alla Comunità l'obiettivo di rafforzare le  basi scientifiche e tecnologiche dell'industria comunitaria, di favorire lo sviluppo della sua  competitività internazionale e di promuovere le attività di ricerca ritenute necessarie per  l'attuazione di altre politiche comunitarie; considerando che è necessario che la Comunità e gli Stati membri coordinino la loro azione in  materia di ricerca e sviluppo tecnologico per garantire la coerenza reciproca delle politiche  nazionali e della politica comunitaria in tale area; considerando che conformemente all'articolo 130 F, paragrafo 3 e all'articolo 130 I, paragrafo 1  del trattato è adottato un programma quadro pluriennale che stabilisce l'insieme delle azioni della  Comunità in materia di ricerca e sviluppo tecnologico, comprese le azioni dimostrative (in appresso  denominato RST); considerando che con la decisione 90/221/Euratom, CEE (4) il Consiglio ha adottato un terzo  programma quadro 1990-1994, che è in corso di attuazione; che il 9 aprile 1992 la Commissione ha  presentato una valutazione dello stato di avanzamento del terzo programma quadro; che con la  decisione 93/167/Euratom, CEE il Consiglio ha assegnato un complemento finanziario a copertura  degli ultimi due anni di attuazione del terzo programma quadro; considerando che il 18 novembre 1992 la Commissione ha presentato un documento relativo al futuro  del trattato CECA e delle sue attività finanziarie fino al 2002, data alla quale cessa la sua  vigenza; considerando che le azioni comunitarie di RST dovrebbero continuare ad essere concentrate sulla  ricerca generica e preconcorrenziale di applicazione multisettoriale; che dovrebbe essere ricercata  una maggiore sinergia tra queste azioni e quelle intraprese nel contesto di EUREKA; considerando che il Consiglio europeo di Edimburgo del 12 dicembre 1992 ha affermato che  l'evoluzione delle spese per la ricerca e lo sviluppo deve essere coerente con lo sviluppo globale  della spesa per le politiche interne di cui alla categoria 3 delle prospettive finanziarie,  attestandosi tra la metà ed i due terzi della cifra globale; considerando che le azioni comunitarie di RST devono tenere presenti considerazioni di carattere  etico; considerando che la Comunità sostiene soltanto le azioni di RST di elevata qualità; considerando che l'attività comunitaria di RST, conformemente agli obiettivi stabiliti nel  trattato, dovrebbe mirare alla promozione di una Comunità prospera basata sulla competitività  industriale, la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile; che è anche auspicabile che essa  contribuisca a sostenere la crescita economica ed un alto livello di occupazione; considerando che le piccole e medie imprese sono in grado di offrire un contributo significativo al  processo innovativo e dovrebbero svolgere una funzione importante nell'attuazione delle azioni  comunitarie di RST; che pertanto è opportuno riservare una particolare attenzione alle specifiche  esigenze di tali imprese per facilitarne l'accesso all'informazione, incoraggiarne l'effettiva  partecipazione ai programmi comunitari e potenziare la loro capacità di utilizzarne i risultati  laddove ciò sia opportuno; considerando che l'elaborazione e l'attuazione delle politiche ed azioni comunitarie devono tener  conto dell'obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale; che il programma quadro della  Comunità deve svolgere il proprio ruolo, insieme ad altri strumenti comunitari, nel contribuire al  potenziamento delle capacità e del potenziale scientifici e tecnologici nell'intera Comunità; considerando che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, la Comunità dovrebbe intervenire  soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possano essere  sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possano dunque, a motivo delle dimensioni o degli  effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario; considerando che, inoltre, gli sforzi comunitari di RST dovrebbero essere concentrati su attività  attentamente selezionate in base a criteri ben definiti; considerando che l'articolo 130 G del trattato definisce quattro azioni che devono essere svolte  dalla Comunità per il conseguimento degli obiettivi stabiliti nell'articolo 130 F; considerando che la prima azione, che riguarda l'attuazione di programmi di RST, dovrebbe essere la  principale componente del programma quadro; considerando che la seconda, la terza e la quarta azione riguardano rispettivamente la cooperazione  internazionale, la diffusione e l'ottimizzazione dei risultati della RST, l'incentivazione alla  formazione ed alla mobilità dei ricercatori; che possono sussistere analoghe azioni in ognuno dei  programmi specifici oggetto della prima azione nella misura adeguata e necessaria per la loro  corretta attuazione; considerando che il Centro comune di ricerca (CCR) contribuisce all'attuazione del programma  quadro, segnatamente in quei settori in cui dispone dell'adeguata competenza per offrire una  perizia obiettiva ed indipendente a vantaggio delle politiche comunitarie; che il CCR competerà  progressivamente per usufruire degli stanziamenti previsti attraverso l'azione indiretta e per  attività di assistenza scientifica e tecnica idonee per un'impostazione competitiva; considerando che le norme per la partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle  università nonché le norme applicabili alla divulgazione dei risultati sono fissate in una  decisione del Consiglio separata, conformemente all'articolo 130 J del trattato; considerando che, conformemente all'articolo 130 I, paragrafo 3 del trattato, l'attuazione del  programma quadro avviene mediante programmi specifici; che il programma quadro può anche essere  attuato con i mezzi previsti dagli articoli da 130 K a 130 N del trattato; considerando la natura interdisciplinare delle azioni che devono essere intraprese in base al  presente programma quadro richiede una stretta coordinazione tra i diversi programmi di ricerca  interdisciplinare; considerando che occorrerebbe intensificare ed estendere la valutazione e il controllo allo scopo  di potenziare al massimo l'efficacia della politica di RST; considerando che è opportuno verificare in modo regolare e sistematico lo stato di avanzamento del  quarto programma quadro; che all'inizio di ogni anno, conformemente all'articolo 130 P del  trattato, la Commissione fornisce al Parlamento europeo ed al Consiglio informazioni in merito  all'attuazione del programma quadro; che è opportuno procedere ad una valutazione indipendente  della gestione del programma e dei risultati delle azioni avviate, anteriormente alla presentazione  della proposta del quinto programma quadro da parte della Commissione; considerando altresì la necessità di una regolare valutazione delle tecnologie, che consenta di  studiare gli eventuali rischi, problemi e vantaggi delle nuove tecnologie messe a punto nell'ambito  del presente programma quadro; considerando che, ai sensi dell'articolo 130 I, paragrafo 1 del trattato, è necessario stabilire  l'importo globale massimo, le modalità precise della partecipazione finanziaria della Comunità a  detto programma, nonché le quote di partecipazione a ciascuna delle azioni previste; considerando che, per garantire la coerenza tra le azioni comunitarie di RST e le azioni intraprese  in virtù del trattato CEEA, la decisione relativa al programma quadro di azioni comunitarie nel  settore della ricerca e della formazione nel settore dell'energia nucleare dovrebbe essere adottata  contemporaneamente al presente programma quadro e per la stessa durata; considerando che il Comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST) è stato consultato, DECIDONO: Articolo 1 1. Per il periodo 1994-1998 è adottato un programma quadro pluriennale di azioni comunitarie di  ricerca e di sviluppo tecnologico e di dimostrazione, in appresso denominato «quarto programma  quadro». 2. Il quarto programma quadro comprende tutte le azioni comunitarie nel settore della ricerca e  dello sviluppo tecnologico, comprese le azioni dimostrative. La definizione di azioni dimostrative  figura nell'allegato III. 3. L'importo globale massimo della partecipazione finanziaria della Comunità al quarto programma  quadro è di 11 046 milioni di ecu. Di questo, l'importo indicativo per il periodo 1994-1996 è di 5  472 milioni di ecu e l'importo indicativo per il periodo 1997-1998 è di 5 574 milioni di ecu. Entro  il 30 giugno 1996, alla luce di una valutazione dello stato di attuazione del programma quadro, del  suo contributo alla competitività dell'industria comunitaria a livello internazionale, del rapporto  costi-benefici e dell'evoluzione delle prospettive finanziarie dell'Unione europea, il Parlamento  europeo e il Consiglio riesaminano, secondo la procedura prevista all'articolo 130 I, paragrafi 1 e  2 del trattato, l'importo globale massimo, che potrà essere eventualmente aumentato fino a 11 641  milioni di ecu. L'allegato I fissa le rispettive parti di ciascuna delle azioni previste ed indica la ripartizione  per temi nella prima azione. 4. I criteri di selezione da applicare per l'attuazione del quarto programma quadro sono descritti  nell'allegato II. 5. L'allegato III fissa gli obiettivi scientifici e tecnologici che le azioni dovranno conseguire,  nel rispetto dei criteri summenzionati, stabilisce le relative priorità ed indica le linee generali  di tali azioni. Articolo 2 1. Il quarto programma quadro è attuato mediante programmi specifici sviluppati all'interno di ogni  azione, ciascuno dei quali si prefigge obiettivi precisi secondo le linee generali degli obiettivi  scientifici e tecnologici di cui all'allegato III, definisce le sue norme particolareggiate di  applicazione, stabilisce la sua durata e fornisce i mezzi ritenuti necessari. 2. L'attuazione del quarto programma quadro può altresì dar luogo, ove occorra, a programmi  complementari ai sensi dell'articolo 130 K, alla partecipazione comunitaria a programmi di RST  avviati da più Stati membri ai sensi dell'articolo 130 L, o infine alla creazione di imprese comuni  o a qualsiasi altra struttura ai sensi dell'articolo 130 N. Può anche dar luogo ad accordi di  cooperazione con paesi terzi o organizzazioni internazionali, ai sensi dell'articolo 130 M, secondo  comma. Articolo 3 Le modalità precise della partecipazione finanziaria della Comunità al quarto programma quadro sono  previste nelle disposizioni particolari riguardanti gli stanziamenti di RST del regolamento  finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, completate dall'allegato IV  della presente decisione. Articolo 4 1. La Commissione verifica in modo regolare e sistematico, con l'opportuna assistenza di esperti  esterni indipendenti, lo stato di avanzamento del quarto programma quadro tenendo conto dei criteri  stabiliti nell'allegato II, che contemplano anche il contributo alla coesione economica e sociale  della Comunità, e degli obiettivi scientifici e tecnologici di cui all'allegato III. Essa valuta in  particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari siano ancora adeguati  all'evoluzione della situazione. Se necessario, essa presenta proposte volte ad adeguare o  completare il programma quadro in base ai risultati di detto esame. All'inizio di ogni anno la Commissione presenta al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione  contenente informazioni sulle azioni di RST e sulla divulgazione dei relativi risultati nel corso  dell'anno precedente, ed il programma di lavoro dell'anno in corso. 2. La Commissione provvederà a che esperti indipendenti e qualificati forniscano una valutazione  esterna della gestione e dei risultati delle azioni comunitarie condotte nei cinque anni precedenti  alla valutazione. La Commissione comunica tale valutazione e le conclusioni con le sue  osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale prima di  presentare la sua proposta di quinto programma quadro. 3. Per garantire, tra l'altro, un'attuazione del programma quadro, che sia efficace in rapporto ai  costi, ciascun programma specifico prevede un controllo sistematico del programma, con l'opportuna  assistenza di esperti esterni indipendenti, e, al termine dello stesso, una valutazione  indipendente circa i precisi obiettivi di cui all'articolo 2; le modalità della valutazione saranno  definite in ciascuno dei programmi specifici. Fatto a Bruxelles, addì 26 aprile 1994. Per il Parlamento europeo Il Presidente E. KLEPSCH Per il Consiglio Il Presidente C. SIMITIS (1) GU n. C 230 del 26. 8. 1993, pag. 4. (2) GU n. C 34 del 2. 2. 1994, pag. 90. (3) Parere del Parlamento europeo del 18 novembre 1993 (GU n. C 329 del 6. 12. 1993, pag. 264),  posizione comune del Consiglio del 14 gennaio 1994 (GU n. C 101 del 9. 4. 1994, pag. 21) e  decisione del Parlamento europeo del 9 febbraio 1994 (GU n. C 61 del 28. 2. 1994). (4) GU n. L 117 dell'8. 5. 1990, pag. 28. Decisione modificata dalla decisione 93/167/Euratom, CEE  (GU n. L 69 del 20. 3. 1993, pag. 43).  ALLEGATO I QUARTO PROGRAMMA QUADRO (1994-1998); IMPORTI E RIPARTIZIONE >SPAZIO PER  TABELLA> Ripartizione indicativa dei temi generali e specifici all'interno della prima azione milioni di ecu  (prezzi correnti) A. Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni 3 405 1. Telematica 843 2. Tecnologie delle  comunicazioni 630 3. Tecnologie dell'informazione 1 932 B. Tecnologie industriali 1 995 4.  Tecnologie industriali e dei materiali 1 707 5. Misurazioni e prove 288 C. Ambiente 1 080 (7) 6.  Ambiente e clima 852 7. Scienze e tecnologie marine 228 D. Scienze e tecnologie della vita 1 572 8.  Biotecnologia 552 9. Biomedicina e sanità 336 10. Agricoltura e pesca (compresi l'agroindustria, le  tecnologie alimentari, le foreste, l'acquicoltura e lo sviluppo rurale) 684 E. 11. Energie non  nucleari 1 002 F. 12. Trasporti 240 G. 13. Ricerca socio-economica finalizzata 138 9 432 (1) (2)  (1) Di cui 600 milioni di ecu per il bilancio operativo del CCR. (2) Di cui 91 milioni di ecu per attività programmate di assistenza scientifica e tecnica atte ad  un approccio competitivo. (3) Oltre agli stanziamenti concessi alla terza azione una media dell'1 % degli stanziamenti  globali del quarto programma quadro sarà destinata alla diffusione e valorizzazione dei risultati  nell'ambito della prima azione. Sarà assicurato uno stretto coordinamento tra le attività di  diffusione e ottimizzazione intraprese nell'ambito di programmi specifici della prima azione e  quelle svolte nell'ambito della terza azione. (4) Di cui 37 milioni di ecu per l'assistenza scientifica e tecnica ad hoc ad altre politiche  comunitarie che saranno attribuiti su base competitiva. (5) Un programma quadro 1994-1998 per azioni di ricerca e di formazione per la Comunità europea  dell'energia atomica è adottato unitamente al presente programma quadro per un importo globale di 1  254 milioni di ecu, portando l'importo globale delle azioni comunitarie di RST a 12 300 milioni di  ecu. (6) Con possibilità di aumento a 11 641 milioni di ecu, conformemente all'articolo 1, paragrafo 3. (7) Progetti di ricerca attinenti all'ambiente saranno attuati anche in varie altre linee della  prima azione, in particolare nei settori delle tecnologie industriali, dell'energia e dei  trasporti.  ALLEGATO II CRITERI DI SCELTA PER LE AZIONI COMUNITARIE Le azioni comunitarie in  materia di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione dovrebbero completare le azioni intraprese  negli Stati membri e concentrarsi su obiettivi chiaramente definiti. I progetti saranno scelti  sulla base della loro alta qualità scientifica e tecnica. Le azioni dovrebbero: - potenziare la base tecnologica dell'industria comunitaria per fornirle le conoscenze ed il  Know-how necessario per renderla più competitiva a livello internazionale, e/o - contribuire all'attuazione di altre politiche comunitarie. La Comunità agisce, conformemente al principio di sussidiarietà, soltanto e nella misura in cui gli  obiettivi non possano essere sufficientemente raggiunti dagli Stati membri e possano dunque, a  motivo delle dimensioni e degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a  livello comunitario. Le azioni della Comunità non devono andare oltre a quanto necessario per  conseguire gli obiettivi del trattato. Le azioni dovrebbero contribuire a soddisfare gli obiettivi generali della Comunità, quali la  promozione dello sviluppo sostenibile ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini  della Comunità. Le azioni dovrebbero essere selezionate in base a una completa valutazione ex ante.  Esse dovrebbero anche presentare vantaggi a breve, medio o lungo termine (valore aggiunto) e  contribuire a conseguire la massima efficienza dal punto di vista dei costi, commisurando i mezzi  finanziari agli obiettivi fissati. Le attività di ricerca dovrebbero continuare a concentrarsi sulla ricerca generica e  precompetitiva, di applicazione multisettoriale. I seguenti criteri, in particolare, dovrebbero essere utilizzati per giustificare un'azione  comunitaria: - ricerca su vasta scala per la quale gli Stati membri non possono, o possono soltanto  difficilmente fornire le risorse finanziarie ed umane necessarie; - ricerca la cui esecuzione congiunta offra evidenti vantaggi anche dopo aver tenuto conto dei  costi supplementari inerenti a tutte le cooperazioni internazionali; - ricerca che, in ragione della natura complementare dei lavori condotti parzialmente, a livello  nazionale, in un dato settore, consenta che vengano conseguiti risultati significativi nella  Comunità nel suo insieme, in caso di problemi la cui soluzione necessita una ricerca su vasta  scala, specialmente geografica; - ricerca che contribuisca al completamento del mercato interno e ricerca volta, laddove  necessario, alla fissazione di norme e standard uniformi; - ricerca che contribuisca a rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità ed a  promuovere il suo sviluppo armonioso globale, pur rimanendo coerente con gli obiettivi di qualità  scientifica e tecnica; - azioni de ricerca che contribuiscano alla mobilità o al miglioramento del potenziale scientifico  e tecnico dell'Europa ed azioni che migliorino il coordinamento tra i vari programmi nazionali di  RST, tra i programmi nazionali e quelli comunitari di RST, e tra i programmi della Comunità ed i  lavori condotti in altre sedi internazionali.  ALLEGATO III OBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI Il presente allegato illustra gli  obiettivi scientifici e tecnici, compresi i meccanismi per la loro applicazione. Le azioni contemplate nel programma quadro abbracciano il complesso delle attività comunitarie di  RST. Esse mirano a migliorare la competitività dell'industria europea e la qualità della vita e  sono intese a fornire le basi scientifiche e tecniche necessarie a sostenere lo sviluppo durevole,  la tutela dell'ambiente e altre politiche comunitarie. Nella linea della politica industriale comunitaria e per rispondere alle crescenti esigenze della  società, tali azioni devono in particolare contribuire al raggiungimento di alcuni obiettivi più  specifici: - infrastrutture efficienti e sicure, ad esempio nel settore dell'informazione e delle  comunicazioni, nonché infrastrutture che rispondano alle esigenze delle politiche comunitarie in  materia di trasporti e di energia; - produzione efficiente, pulita e sicura, rispettosa dell'ambiente, basata su un'organizzazione  produttiva moderna che tiene conto dei fattori umani; - promozione della tutela ambientale come opportunità per aumentare la competitività industriale; - incentivazione della qualità della vita, dando particolare rilievo alla salute e all'igiene; - realizzazione dell'integrazione tecnologica e industriale del mercato interno (in particolare  rafforzando il coordinamento tra la politica di RST e la politica di normalizzazione); - anticipazione delle trasformazioni tecnologiche e industriali al fine di garantire una maggiore  considerazione dei bisogni del mercato e della società, come un elevato livello di occupazione; - rafforzamento delle sinergie tra la cooperazione internazionale nel settore della scienza e della  tecnologia e le azioni esterne della Comunità; - diffusione efficace dei progressi scientifici e tecnologici conseguiti in tutto il tessuto  economico e sociale, e in particolare le piccole e medie imprese; - incoraggiamento della padronanza delle nuove tecnologie. Nel perseguire questi obiettivi, la Comunità intraprende quattro azioni: - la prima azione contempla i programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione; - la seconda mira a promuovere la cooperazione in materia di RST comunitari con i paesi terzi e le  organizzazioni internazionali; - la terza riguarda le attività di diffusione e valorizzazione dei risultati delle azioni  comunitarie in materia di RST; - la quarta contempla le attività di incentivazione della formazione e della mobilità dei  ricercatori della Comunità. La selezione delle attività di RST nel contesto di queste azioni deve tener conto dell'esigenza di  una maggiore concentrazione al fine di aumentare il valore aggiunto dell'impegno della Comunità nel  settore RST. La Comunità deve mirare ad uno sviluppo omogeneo delle sue risorse scientifiche e tecnologiche. Le  priorità di ricerca descritte nella prima azione devono tener conto degli interessi e delle  capacità degli Stati membri, compresi quelli meno avanzati. La terza e quarta azione avranno un  maggiore impatto sulle regioni ed i paesi meno sviluppati. Il sostegno comunitario per il settore di RST previsto dalla prima azione continuerà a concentrarsi  sulla ricerca generica e precompetitiva con applicazione multisettoriale. Questa azione comprende  anche le attività di ricerca e di sostegno del CCR aventi carattere istituzionale nonché attività  di assistenza scientifica e tecnica, idonee per un'impostazione competitiva. Le azioni comunitarie  devono inoltre orientarsi su alcuni grandi temi, affinché la ricerca europea possa contribuire nel  modo più efficace alla soluzione dei problemi che incontrano industria e società. Non verranno  finanziati né i prodotti né l'elaborazione delle tecniche produttive. È necessario sviluppare una strategia operativa per creare un collegamento efficace tra programmi  di ricerca pluridisciplinare ed esigenze delle industrie. A tal fine, la Commissione consulterà i  rappresentanti dell'industria, degli enti di ricerca e degli utenti. La Commissione coordinerà  anche le attività nei vari programmi di ricerca pluridisciplinare. EUREKA resta lo strumento principale di sostegno alle attività di RST più vicine al mercato. La  sinergia tra le attività comunitarie e EUREKA sarà migliorata. A tal fine, saranno perseguiti i  seguenti obiettivi, pur mantenendo le caratteristiche specifiche di ogni ambito: cooperazione  attiva e flessibile tra rappresentanti dei progetti EUREKA e dei progetti comunitari attraverso un  regolare scambio di informazioni, attività di indirizzo dei progetti di R & S proposti verso  l'ambito più adeguato e miglioramento delle interazioni tra le politiche comunitarie ed i progetti  EUREKA, in particolare attraverso una maggiore partecipazione della CE in questi progetti, nel  rispetto delle procedure comunitarie. Si attribuirà particolare importanza alle capacità di ricerca, di sviluppo e di innovazione delle  piccole e medie imprese, degli istituti di insegnamento superiore e dei centri di ricerca e si  incoraggeranno le azioni consociate. Si mirerà, in particolare, a favorire l'accesso delle piccole e medie imprese ai programmi  comunitari, generalizzando metodi che offrono una risposta rapida alle proposte spontanee  (stimolazione tecnologica), avvalendosi dell'esperienza acquisita nell'azione CRAFT e dei premi di  fattibilità BRITE-EURAM. Per quanto attiene ai progetti di dimostrazione, l'obiettivo è di provare la validità tecnica della  nuova tecnologia e, ove opportuno, i suoi eventuali benefici economici. I progetti saranno  precompetitivi e in quanto tali dovranno incentrarsi sull'applicazione delle nuove tecnologie, con  la partecipazione dei produttori e degli utilizzatori. Nelle varie linee d'azione si presterà, ove opportuno, particolare attenzione alla ricerca  fondamentale. Per ciascun settore di ricerca, è stata dedicata particolare attenzione alle prospettive di  cooperazione e di coordinamento tra le azioni nazionali, comunitarie e se del caso europee. Al di  là delle azioni a compartecipazione finanziaria centrate su ricerche selezionate, il ricorso più  frequente alle azioni concertate permetterà di promuovere tale cooperazione su una più ampia gamma  di argomenti, sempre nel rispetto dei criteri di cui all'allegato II. Si deve prestare particolare  attenzione al fine di garantire la complementarità tra le attività di carattere istituzionale del  CCR e quelle svolte in compartecipazione finanziaria. Inoltre il CCR competerà progressivamente per usufruire degli stanziamenti previsti nell'ambito  delle azioni del programma quadro diverse dall'azione diretta, comprese le attività di assistenza  idonee per un'impostazione competitiva. Nell'ambito del carattere transnazionale della ricerca  comunitaria, gli istituti che fanno capo al CCR possono collaborare con uno o più partner ubicati  in qualsiasi Stato membro. Verranno consultate le istituzioni rappresentative scientifiche, tecniche e industriali della  Comunità rafforzata, in particolare per definire le scelte di politica scientifica e tecnologica a  livello europeo. Al di là della ricerca socioeconomica finalizzata, prevista dalla prima azione, la ricerca nelle  scienze umane e sociali, condotta all'interno di ciascuno dei temi della prima azione nonché  nell'ambito della seconda, della terza e della quarta azione, sarà coordinata con la ricerca nelle  scienze esatte, le scienze naturali e l'ingegneria, in particolare per esaminare il contesto  socioeconomico delle attività previste e le loro eventuali conseguenze. Le attività di ricerca che possano altresì interessare le industrie carboniera e siderurgica  saranno riprese nei temi corrispondenti della prima azione a condizione che soddisfino i criteri di  selezione del programma quadro, in particolare per quanto concerne il loro aspetto precompetitivo e  multisettoriale. Le attività di cooperazione scientifica e tecnologica di interesse reciproco con i paesi terzi e le  organizzazioni internazionali sono previste sia in maniera centralizzata (seconda azione), sia  all'interno dei singoli temi della prima azione quando permettono di raggiungere gli obiettivi  perseguiti nell'ambito di tali temi. La cooperazione scientifica e tecnologica internazionale può  rappresentare un fattore di efficacia economica delle azione comunitarie di RST. In questo settore  occorre perseguire la coerenza tra le politiche di ricerca nazionali e comunitaria. Il Consiglio definisce le modalità della diffusione delle conoscenze che risultano dai programmi  specifici e le altre modalità relative all'attuazione del programma quadro. In questo ambito  giuridico, le attività di diffusione devono essere svolte in maniera coerente e coordinata e ciò  presuppone, da una parte, una gestione centralizzata (terza azione) e, d'altra parte, modalità di  diffusione all'interno dei programmi specifici della prima azione. L'attività di diffusione mira anche ad agevolare l'accesso delle piccole e medie imprese e dei  laboratori di ricerca privati e pubblici alle informazioni relative ai programmi e alle azioni  comunitari. Allo stesso scopo, si incoraggerà, nel quadro della terza azione, l'avviamento o  l'ampliamento delle attività dei centri relé a livello nazionale o regionale, ai fini della  diffusione e della ottimizzazione dei risultati. Per quanto riguarda lo sfruttamento dei risultati, pur essendo evidente che spetta essenzialmente  alle imprese e ai laboratori, esso necessita tuttavia, in alcuni casi, di un'azione comunitaria  concertata tra la Comunità e gli operatori interessati nonché le organizzazioni pubbliche o private  competenti, in particolare a livello nazionale o regionale (tra cui i centri relé già citati) al  fine di tutelare certi risultati, di agevolare l'adozione delle tecnologie e garantire il più  possibile il trasferimento delle innovazioni. La terza azione riguarda anche i servizi scientifici  ad hoc svolti su base competitiva a favore di altri servizi della Commissione, a sostegno delle  politiche comunitarie e non contemplati dalla prima azione. Per ciascun tema della prima azione, saranno attuate azioni di formazione e di mobilità dei  ricercatori al fine di fornire agli utenti, nei settori prioritari per la Comunità, non solo i  risultati di RST di cui hanno bisogno, ma anche le risorse umane in grado di utilizzarli. Tali  attività consentiranno di moltiplicare le ricadute economiche dei lavori svolti in tali settori  prioritari. Tuttavia si deve ricorrere alla dimensione europea per attuare misure di carattere più generale,  miranti a sviluppare le risorse umane che consentono di reagire in tempo reale di fronte agli  sviluppi scientifici e tecnologici nei settori emergenti. La quarta azione, il cui obiettivo è la  formazione avanzata e la mobilità nei laboratori ubicati in tutto il territorio comunitario,  conserverà perciò un carattere aperto e porrà inoltre l'accento sulla cooperazione tra università,  istituti di ricerca e industria. Le ricerche finanziate dalla Comunità saranno realizzate sulla base di due principi generali: da  una parte, la concentrazione dei mezzi finanziari su un numero limitato di argomenti scelti secondo  i criteri enunciati nell'allegato II (azioni a compartecipazione finanziaria) e, d'altra parte, il  miglioramento del coordinamento tra programmi di RST nazionali e comunitari tramite modalità  adatte. In particolare, oltre alle reti tradizionali finora realizzate tra le azioni comunitarie, si  potrebbero utilizzare: - reti tematiche che raggruppino, attorno ad uno stesso obiettivo tecnologico od industriale,  fabbricanti, utenti, università e centri di ricerca onde facilitare l'integrazione e il  trasferimento di conoscenze e di tecnologie e garantire una maggiore considerazione delle esigenze  di mercato. Le reti saranno organizzate con l'appoggio della Comunità, secondo un modello già  sperimentato nell'ambito del terzo programma quadro nei settori quali i microsistemi, la  linguistica e i sistemi di fabbricazione flessibile. La loro concezione e gestione sarà lasciata  all'iniziativa dei ricercatori; - reti di concertazione organizzate con il sostegno della Commissione in analogia a quanto già  attuato nel passato, ad esempio nell'ambito dei programmi di biomedicina; - consorzi per azioni integrate che si richiamano al modello adottato, nell'ambito dei programmi  quadro precedenti, per il programma «Fusione». Gli Stati membri assisteranno la Commissione  nell'individuare i laboratori o gli istituti da associare all'azione integrata sostenuta mediante  una concentrazione di mezzi finanziari nell'ambito della Comunità. I grandi organismi di ricerca  europei quali il CERN, l'ESA e l'EMBL, potranno chiedere di partecipare, fermo restando che, in  linea di massima, non avranno luogo trasferimenti di fondi dalla Comunità. Il CCR può contribuire alla realizzazione di questa nuova impostazione. Essendo un organismo  direttamente responsabile di ricerche e della formulazione e dell'attuazione delle politiche  comunitarie, esso potrebbe svolgere nel campo scientifico e tecnico di sua competenza, una funzione  di organizzatore di reti o consorzi comprendenti laboratori pubblici e privati degli Stati membri. I paragrafi seguenti illustrano il contenuto scientifico e tecnologico delle azioni da svolgere e  le ragioni che ne giustificano la presenza nel programma quadro 1994-1998. PRIMA AZIONE (a) Attuazione di programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione  mediante l'incentivazione della cooperazione con e tra imprese, centri di ricerca ed università Tale azione copre gran parte delle attività comunitarie nel campo della ricerca e dello sviluppo  tecnologico. Consiste nella partecipazione di gruppi transnazionali di enti, centri di ricerca -  incluso il Centro comune di ricerca (CCR) - università e imprese. Essa si svilupperà nel quarto  programma quadro secondo le seguenti linee. OBIETTIVI GENERALI: Il quarto programma quadro persegue tre obiettivi fondamentali: sostenere la  competitività dell'industria europea, contribuire con la scienza e la tecnologia a soddisfare le  esigenze della collettività, sostenere le varie politiche comuni. Nel perseguire questi tre  obiettivi, si cercherà di realizzare un'adeguata combinazione di continuità e novità. Nel programma  quadro, inoltre, saranno raggruppate le attività attualmente distribuite tra le varie politiche  comuni e le azioni svolte al di fuori del programma quadro. 1. TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E DELLE COMUNICAZIONI (TIC) Il ruolo trasversale delle  tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni in tutte le attività industriali e sociali è  diventato un elemento di importanza cruciale nella politica di RST. Le frontiere tra le TIC e gli  altri settori industriali, tra produttori ed utilizzatori, tra il mercato degli utenti e quello dei  professionisti sono sempre meno nette, allorché le TIC sono sempre più alla base di tutte le  attività industriali e di prestazione di servizi. Sta emergendo una nuova «industria elettronica».  Nell'ambito della dimensione sociale, l'amministrazione, il sistema sanitario, l'istruzione, i  trasporti, la protezione dell'ambiente e le attività del tempo libero, il posto di lavoro e la casa  dipendono sempre più dalle TIC. D'altre parte, per quanto riguarda le industrie delle TIC stesse,  il ritmo dei progressi tecnologici impone loro un impegno ancora maggiore per rimanere competitive,  ma i costi di RST non sono sostenibili neanche per le grosse imprese. Alla base di tali cambiamenti  c'è l'emergere di una nuova infrastruttura dell'informazione e delle comunicazioni che è il  risultato dell'associazione del contenuto dell'informazione, della sua memorizzazione, della  capacità di elaborazione, dei mezzi di comunicazione, dei servizi e delle applicazioni. Negli anni Novanta, il duplice e vasto obiettivo della RST comunitaria nel campo delle TIC è  costituito dal miglioramento della competitività industriale nell'ambiente favorevole creato dal  mercato unico, e dal soddisfacimento dei bisogni della collettività per una migliore qualità della  vita. Per raggiungre tale obiettivo, e avvalendosi dello slancio della politica tecnologica degli  anni Ottanta che si rivolgeva ad un'industria delle TIC in espansione, si attribuirà maggiore  importanza ad una politica orientata all'utenza e al mercato, intesa a sviluppare la nuova  infrastruttura. Nello stesso tempo, il lavoro si baserà in larga misura sui risultati del secondo e  del terzo programma quadro, in cui i programmi, inclusi ESPRIT (tecnologie dell'informazione), RACE  (comunicazioni), DRIVE, AIM e DELTA e altre applicazioni telematiche, hanno fornito una solida base  scientifica e concettuale che consentirà l'integrazione nella società delle tecnologie  dell'informazione e delle comunicazioni e lo sviluppo della nuova infrastruttura. Le attività  continueranno ad essere di natura precompetitiva, e verteranno in particolare sulla dimostrazione,  la convalida e l'integrazione delle tecnologie, delle specifiche e delle norme. Esse saranno  corroborate da lavori di ricerca avanzata a più lungo termine, in particolare ricerche  interdisciplinari in campi importanti che interessano vari settori industriali. Il rispetto del principio di sussidiarietà è garantito dal nuovo orientamento della RST  comunitaria, strettamente coordinata con le iniziative nazionali, basata sulle tecnologie e le  applicazioni generiche a vantaggio di un'infrastruttura dell'informazione transeuropea. Inoltre, lo sviluppo e la diffusione dell'infrastruttura rafforzano la coesione sociale ed  economica garantendo alle imprese e agli abitanti delle regioni periferiche l'informazione, i  servizi e le comunicazioni avanzate. Essa permette alle piccole e medie imprese (PMI) di essere  pienamente competitive. I requisiti dell'infrastruttura permettono di valutare le priorità di R & S  e, pertanto, rendono possibile uno sfruttamento adeguato delle risorse. L'infrastruttura dell'informazione e delle comunicazioni comprende quattro settori principali: le  applicazioni, i sistemi integrati, le comunicazioni e le tecnologie dell'informazione che ne sono  un elemento base. I settori delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni generiche  comprendono quelle tecnologie che sono alla base dell'infrastruttura, inclusi i componenti, gli  elaboratori, il software, le banche dati, le «autostrade» elettroniche e gli apparecchi di  visualizzazione e che sono fondamentali anche per le tecnologie della tv elettronica, in  particolare ad alta definizione. Esse forniscono gli elementi di base per i sistemi integrati  complessi che associano tecnologie quali l'ingegneria linguistica, gli elaboratori ad alta  prestazione e le interfacce multimediali. Questi ultimi, a loro volta, sono alla base delle  applicazioni in settori come la sanità, i trasporti, l'insegnamento a distanza, la statistica, le  biblioteche e l'organizzazione aziendale. La crescente convergenza delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni in seno  all'infrastruttura dell'informazione comporta una maggiore complessità dei sistemi che, a loro  volta, si avvalgono di tecnologie per l'integrazione dei sistemi. Tra le attività di RST nei vari settori esistono naturalmente stretti collegamenti che rispecchiano  la sempre maggiore integrazione delle TIC. Inoltre l'ampia applicazione delle TIC comporta dei  nessi con molti altri temi in seno al programma quadro. Sarà prestata maggiore attenzione ai progetti che vertono sulla cooperazione fornitori-utenti.  Questo, unitamente alle procedure adattate a progetti di piccole dimensioni, faciliterà in  particolare la partecipazione delle PMI. Al fine di rafforzare l'impatto industriale e sociale dei risultati di RST, queste azioni saranno  inserite in un insieme di azioni coerenti di politica industriale. Di conseguenza, un'analisi  regolare dell'evoluzione del mercato, dell'industria e della tecnologia, dovrà permettere di  individuare sistematicamente misure di accompagnamento. Queste analisi forniranno orientamenti per  le azioni future e prepareranno la strada a provvedimenti adeguati di politica industriale. Le attività di RST nei settori dell'infrastruttura dell'informazione e delle comunicazioni saranno  organizzate secondo tre sottosezioni. A. Applicazioni telematiche di interesse generale Questa sottosezione riguarda le attività di RST relative alle applicazioni delle tecnologie  dell'informazione e delle comunicazioni che contribuiranno, da una parte, a soddisfare le esigenze  che nascono dalle politiche comunitarie nonché le esigenze fondamentali delle società moderne in  settori come la sanità, i trasporti e la formazione e, d'altra parte, a preparare l'industria  europea ai nuovi mercati che si formeranno sulla base dei risultati delle attività di ricerca.  L'obiettivo generale è di migliorare l'efficacia dell'ingegneria delle applicazioni telematiche e  garantire l'interoperabilità dei sistemi e delle reti telematiche, mediante la ricerca di tipo  prenormativo e le attività di sviluppo e di prove di convalida tecnica. Il lavoro si baserà sulle  esperienze acquisite nell'ambito del terzo programma quadro, ma l'attenzione si sposterà dalla  telematica dei dati alla telematica multimediale. Le attività si concentreranno su sette argomenti,  in stretta relazione con le altre attività comunitarie pertinenti. La RST sulle applicazioni  telematiche riguarderà soprattutto gli utenti potenziali e sarà anche volta a sfruttare al massimo  il contenuto generico di ogni progetto ed i punti in comune che sussistono tra applicazioni  relative a settori differenti, tenendo conto delle necessità derivanti dalle attività svolte nei  relativi programmi (per esempio i trasporti) e mantenendo l'adeguato coordinamento con tali  programmi per facilitare il trasferimento dei risultati. Le attività di ingegneria linguistica e dell'informazione mirano allo sviluppo di tecnologie per il  trattamento della lingua parlata e scritta nell'ambito dei sistemi di informazione e di  comunicazioni e alla dimostrazione della loro integrazione in una serie di campi di applicazione.  Le ricerche riguardano anche le risorse del linguaggio elettronico, inclusi dizionari e tesauri, e  la ricerca linguistica generale. L'ingegneria dell'informazione riguarda i sistemi elettronici  avanzati di pubblicazione, le nuove strutture di base dati per agevolare l'accesso alle  informazioni, i perfezionamenti da apportare all'uso e alla gestione delle informazioni, le reti  cooperative di RST e le attività relative agli standard. Sviluppo e miglioramento delle applicazioni telematiche transeuropee. Oggigiorno, per una maggiore  efficacia, la ricerca europea deve disporre di reti e servizi transeuropei avanzati. Inoltre, il  mercato interno ha creato esigenze importanti nel campo dei servizi e dello scambio di informazioni  tra amministrazioni. Per rispondere alla necessità di servizi telematici più perfezionati si  metterà a punto un'attività di RST che miri allo sviluppo e alla convalida di soluzioni  economicamente vantaggiose basate su una serie di nuove tecnologie in costante evoluzione e sul  miglioramento delle reti di telecomunicazioni europee. In particolare, gli sforzi si concentreranno  sulle applicazioni che integrano i servizi distribuiti di scambio delle informazioni e di  videoconferenze. I risultati delle attività di RST in questo settore, che riguarda unicamente  applicazioni transeuropee, saranno poi messi a disposizione dei rimanenti settori delle  applicazioni telematiche. Le applicazioni per i servizi sanitari mirano alla promozione delle tecnologie telematiche per  fornire servizi sanitari anche diagnostici e chirurgici su tutto il territorio, indipendentemente  dall'ubicazione. In particolare, ci si concentrerà sull'accesso alle informazioni, lo scambio e la  gestione dei dati, la telemedicina, le questioni relative alla sicurezza e alla riservatezza. Le  ricerche sulle applicazioni a favore degli anziani e dei portatori di handicap verteranno sullo  sviluppo e la convalida di sistemi e servizi che consentano l'integrazione di tali persone. La ricerca nel campo dell'insegnamento e della formazione flessibile e a distanza, nonché degli  scambi d'informazione e della formazione tra biblioteche, incentiverà la fornitura di servizi  efficienti nel campo dell'istruzione e della formazione, largamente accessibili e in grado di  soddisfare le esigenze degli individui, delle industrie e dei ricercatori. Le attività  comprenderanno lo sviluppo delle tecnologie e dei sistemi per la concezione e la fornitura di  prodotti e servizi educativi e la loro integrazione in reti sperimentali. Esse verteranno anche  sullo sviluppo della tecnologia per la creazione di una base scientifica e tecnologica generica per  le biblioteche europee e per la loro integrazione in una rete. L'attività di RST sui servizi telematici per i trasporti permetterà di sviluppare e convalidare  specifiche funzionali, procedure e orientamenti comuni per i sistemi telematici, servizi  utilizzabili da tutti i modi di trasporto, compreso il trasporto multimodale. Particolare  attenzione verrà dedicata ai sistemi telematici che contribuiscono alla gestione del traffico  ferroviario, marittimo, stradale (traffico urbano ed extraurbano compreso) e del trasporto  multimodale, nonché alla creazione di un sistema armonizzato e successivamente unificato per la  gestione del traffico aereo in Europa. L'attuazione di queste applicazioni comporta lo sviluppo di  sistemi di informazione geografica (GIS) applicati ai trasporti. Le applicazioni per le zone urbane e per quelle rurali permetteranno di convalidare alcune  soluzioni, quali il lavoro a distanza ed i teleservizi, che, consentendo il lavoro o l'accesso a  dei servizi a domicilio, ridurranno gli spostamenti inutili delle persone. Ciò servirà anche a  frenare l'esodo di imprese e persone dalle zone rurali e migliorerà la qualità della vita  quotidiana. In particolare si cercherà di facilitare l'utilizzazione di questi servizi telematici  da parte dei cittadini e delle piccole e medie imprese. Infine, azioni esplorative permetteranno di valutare il potenziale delle soluzioni telematiche in  nuovi campi quali l'ambiente (supervisione, sorveglianza e controllo dell'inquinamento, preallarmi  in caso di gravi catastrofi naturali, gestione dei rischi ambientali e individuazione di materiali  pericolosi) nonché altre esigenze per le quali i servizi telematici possono rivelarsi adeguati nel  corso del quarto programma quadro. B. Tecnologie dei servizi avanzati di comunicazioni Le reti di telecomunicazioni costituiscono una parte essenziale dell'infrastruttura  dell'informazione. L'obiettivo generale di questa sottosezione è di sviluppare sistemi e servizi di  comunicazione avanzati ed economicamente più vantaggiosi per il rafforzamento del mercato interno,  dello sviluppo economico e della coesione sociale dell'Europa, tenendo conto della rapida  evoluzione della tecnologia, del contesto regolamentare e della sua evoluzione e delle opportunità  di sviluppare reti e servizi avanzati transeuropei. Esisterà una struttura pratica per  l'innovazione e l'ampia diffusione delle tecnologie e delle conoscenze europee. Le attività  verteranno su cinque temi. Il lavoro sui servizi multimediali numerici è destinato ad incentivare le tecnologie avanzate e i  formati standard di scambio per il reperimento e la diffusione di informazioni elettroniche  multimediali (testo scritto, voce, immagine, audio e video). Esso includerà lo sviluppo di  tecnologie per la radioripetizione terrestre, via satellite e mediante fibre, compreso il cavo, di  videoservizi numerici interattivi. Le attività riguarderanno anche la commutazione, gli sviluppi  del trattamento e della registrazione per i fornitori di servizi, gli operatori e gli utenti di  reti, compreso lo sviluppo di una nuova tecnologia di compressione dell'immagine, la codificazione  a frequenza variabile, le reti senza cavo, le interfacce di reti e la registrazione. I lavori sui  sistemi audiovisivi elettronici comprenderanno lo sviluppo di tecnologie riguardanti l'intera gamma  del processo di elaborazione e trasmissione del segnale. L'obiettivo dei lavori svolti sulle  tecnologie fotoniche è di incentivare e accelerare lo sviluppo dei sistemi integrati fotonici in  Europa, e comprende lo sviluppo di sottosistemi ottici integrati, di tecniche di «free packaging» e  di produzione in serie e di interconnessioni ottiche, nonché di tecnologie chiave per il prossimo  secolo: schermi olografici tridimensionali, riconoscimento di immagini dal vivo e nuove tecniche di  compressione di segnali. Le attività nel campo delle comunicazioni mobili mirano a garantire la  mobilità su reti fisse e l'uso di sistemi avanzati di comunicazioni via radio e satellite in  Europa. Tali ricerche comporteranno sviluppi tecnologici per la codifica dei segnali, i sistemi di  accesso, incluse la gestione dei canali, delle reti e dei servizi; lo sviluppo di nuovi protocolli  di segnalazione; lo sviluppo di sistemi atti a garantire la compatibilità e l'interoperabilità di  reti mediante protocolli per l'interoperazione trasparente di reti. Gli obiettivi del lavoro in  materia di intelligenza delle reti e di ingegneria dei servizi sono lo sviluppo di tecnologie per  la gestione flessibile e in tempo reale delle apparecchiature di comunicazione per consentire  l'introduzione veloce e flessibile di nuovi servizi nelle reti avanzate, una gestione efficace  delle reti e l'utilizzazione di servizi in un ambiente di comunicazione diversificato e  competitivo. Il lavoro verterà essenzialmente sullo sviluppo di strumenti d'integrazione dei  servizi e favorirà lo sviluppo di protocolli e standard. Esso comporterà lo sviluppo, il  perfezionamento e la realizzazione di prototipi di ambienti per creazione di servizi e lo sviluppo  di «sistemi operativi» avanzati per i servizi di comunicazione. Il lavoro sulla sicurezza dei sistemi informativi e di comunicazione riguarda lo sviluppo e la  dimostrazione di tecnologie per l'integrità, la riservatezza e la disponibilità delle informazioni  nei sistemi integrati. Le ricerche verteranno anche sulle nuove possibilità tecnologiche atte a  garantire la sicurezza, lo sviluppo del software, dei protocolli, dei componenti e la loro  integrazione in sistemi e servizi sicuri, nonché la convalida e le operazioni di prova in sistemi  integrati. Si presterà particolare attenzione alle esigenze del sistema elettronico di pagamento,  del sistema sanitario e di quello del lavoro a distanza. C. Tecnologie dell'informazione Il lavoro di questa sottosezione verte essenzialmente sulle tecnologie che sono alla base  dell'infrastruttura dell'informazione, selezionando le attività più importanti che offrono il  massimo valore aggiunto a livello europeo. Esistono notevoli interconnessioni con gli altri tre  settori delle TIC; le attività nel campo delle tecnologie dell'informazione forniscono dati  importanti agli altri settori e, viceversa, sono condizionati dalle esigenze degli altri settori.  Il lavoro verte su sei temi diversi. L'obiettivo delle tecnologie dei semiconduttori, inclusi i circuiti integrati per applicazioni  specifiche (ASIC), è di fornire i componenti microelettronici essenziali che sono alla base della  competitività di tutte le industrie di alta tecnologia. Il lavoro verterà sulle tecnologie dei  semiconduttori che probabilmente saranno più ampiamente utilizzati alla fine di questo decennio,  compresi i CMOS digitali ed i circuiti analogici e misti A/D, su base CMOS, alimentazione  intelligente e sensori intelligenti nonché le tecnologie basate su materiali III-V, quali il GaAs  (arseniuro di gallio), in vista del loro impiego nei futuri sistemi TIC. Riguarderà inoltre i  componenti passivi ed attivi, per contribuire nel contempo ad individuarne le caratteristiche;  questa attività si incentrerà sulla riduzione delle dimensioni, l'integrazione dei componenti, il  miglioramento delle loro prestazioni e la riduzione dei costi. Si terrà conto di tutte le fasi del  processo, incluse la progettazione, l'attrezzatura e la produzione. In particolare ci si  concentrerà sul settore dell'integrazione di sistemi di componenti avanzate negli ASIC.  L'iniziativa sistemi aperti di microprocessori mira a dotare l'Europa di riconosciute capacità nei  sistemi di microprocessori e a promuovere un'ampia utilizzazione degli stessi nei sistemi  applicativi a livello mondiale. Il lavoro include la fornitura di una libreria aperta di elementi  funzionali hardware che possono essere integrati in sistemi a chip per un'ampia gamma di  applicazioni, software di sistemi aperti e strumenti di integrazione hardware e software. Gli  obiettivi del settore dei microsistemi integrati è di fornire tecnologie per il settore emergente  dei microsistemi, in cui la microelettronica sarà integrata con altre microtecnologie come la  micromeccanica e la microttica. Il lavoro verterà sulla progettazione pluridisciplinare, la  produzione di sistemi multitecnologici miniaturizzati e l'integrazione ed i metodi di assemblaggio.  L'applicabilità dei microsistemi sarà dimostrata per applicazioni scelte. Le attività nell'ambito delle tecnologie periferiche avanzate verteranno sulle tecnologie  necessarie per le componenti di visualizzazione degli schermi piatti ad alta risoluzione e a costi  contenuti e per i sottosistemi di memoria utilizzati negli elaboratori nei televisori e nei sistemi  intelligenti in settori quali l'avionica, l'industria automobilistica, le telecomunicazioni,  l'industria manifatturiera e il commercio al dettaglio. Il lavoro sui sistemi di visualizzazione  verte sulla qualità dell'immagine, le dimensioni e lo spessore degli schermi, con particolare  attenzione alla tecnologia dei cristalli liquidi. Lo sviluppo di sottosistemi di memoria comporterà  l'aumento della capacità, della compattezza e delle prestazioni di lettura/scrittura di questi  componenti. L'obiettivo della buona pratica del software è di migliorare la produttività, la  qualità e l'affidabilità della produzione europea di software promuovendo il miglior uso possibile  delle tecnologie e degli strumenti software avanzati, inclusi i dispositivi per il reimpiego e la  portabilità in ambienti distribuiti. Oltre agli ulteriori sviluppi delle tecniche attuali, il  lavoro comprenderà esperimenti a livello industriale, la diffusione dei risultati al fine di  aumentare l'interesse per la migliore pratica, la formazione per l'introduzione di nuove pratiche  avvalendosi, se del caso, della cooperazione dell'Istituto europeo di software. Le attività nel  campo dell'elaborazione dati distribuita intendono affrontare le sfide che nascono dalla  convergenza tra l'elaborazione dati e le tecnologie delle comunicazioni, e verteranno sulla  gestione di basi di dati distribuite, sui sistemi statistici distribuiti, sull'elaborazione aperta  e distribuita e sulle interfacce avanzate uomo/macchina. Le attività nell'ambito del calcolo e delle reti ad alta prestazione mirano allo sfruttamento delle  tecnologie del calcolo distribuite e ad alta prestazione a vantaggio di un'ampia gamma di utenti in  settori quali la produzione, l'ingegneria, il commercio, in applicazioni quali le simulazioni non  distruttive di incidenti automobilistici, la concezione di farmaci, le tecniche avanzate di  immagini per l'osservazione della terra nonché le basi di dati ad altissime prestazioni. Le  attività comprendono il trasferimento delle applicazioni e la realizzazione di ambienti utenti per  l'utilizzo di sistemi paralleli, distribuiti e incorporati e lo sviluppo di nuove applicazioni e  tecnologie scelte, quali la simulazione e l'elaborazione in tempo reale. I lavori sui sistemi personali integrati mirano allo sviluppo di sistemi che consentano l'accesso  personale da qualsiasi postazione ai servizi delle infrastrutture dell'informazione e delle  telecomunicazioni, e l'elaborazione locale delle informazioni. Il lavoro verterà anche sulla  miniaturizzazione, sui nuovi modelli di interfacce utenti multimodali, sull'integrazione di sistemi  di alto livello, sull'integrazione della tecnologia dalla carta intelligente, sulle applicazioni  personali. L'applicabilità sarà dimostrata in sistemi quali l'«assistente personale elettronico» ed  i sistemi per il lavoro individuale e di gruppo. I lavori relativi ai sistemi multimediali riguarderanno strumenti hardware e software di  produttività per le piattaforme di creazione e di sviluppo, i server multimediali d'informazione,  le presentazioni ipermedia, la gestione di documenti, gli algoritmi avanzati di compressione, la  protezione dei diritti d'autore in materia di software, le tecniche di realtà virtuale, nonché le  applicazioni pilota, in particolare nell'ambito dei sistemi aziendali. Il sostegno delle TIC all'integrazione funzionale nella produzione mira allo sviluppo di nuove  soluzioni TIC di supporto alle operazioni di produzione e di ingegneria, al fine di conseguire una  maggiore competitività, nonché una maggiore efficienza e operazioni sicure e pulite dal punto di  vista ambientale a favore di un approccio produttivo snello. Per promuovere l'innovazione, si  elaborerà un'infrastruttura specifica TIC nonché delle tecniche TIC avanzate per operazioni  multisito distribuite. Le attività mireranno allo sfruttamento di nuove impostazioni organizzative  che integrino le tecnologie di base di ingegneria del software, i sistemi aperti, la modellazione  dei dati e la progettazione di basi di dati, la progettazione assistita dell'elaboratore, la  microelettronica, i microsistemi e, selettivamente la meccatronica. 2. TECNOLOGIE INDUSTRIALI La dimensione mondiale dei mercati, la comparsa di  nuovi poli di concorrenza, l'internazionalizzazione dei processi di acquisizione di nuove  tecnologie e il necessario miglioramento della tutela dell'ambiente inducono le industrie europee  ad adeguare le proprie strutture e le proprie strategie di cooperazione e concorrenza. Nei paesi  sviluppati, la percentuale del settore della produzione è in calo e rappresenta circa il 30 % del  PNL (compresa l'edilizia ed il genio civile). È necessario stimolare tale settore in modo da  renderlo più competitivo mediante una maggiore collaborazione con le attività legate alla  conoscenza (servizi, ingegneria, formazione, sanità e sicurezza). Malgrado l'impegno di cui ha dato  prova, l'Europa è tuttora in una situazione difficile; le spese di R& S dell'industria e il numero  di ricercatori sono ancora notevolmente inferiori a quelli del Giappone e degli Stati Uniti (1,3 %  del PIL contro, rispettivamente, il 2,2 % e l'1,9 %) e questi divari rischiano di aumentare. In  questo contesto, la strategia comunitaria deve svolgere un importante ruolo catalizzatore a  sostegno delle iniziative dell'industria, dello sviluppo dell'innovazione tecnologica e  dell'elaborazione di norme europee. Ai fini della competitività industriale, l'esigenza crescente di padroneggiare un'ampia gamma di  tecnologie giustifica il rafforzamento delle azioni comunitarie in questo settore. Le azioni di ricerca proposte costituiscono un proseguimento di attività precedenti ma verteranno  essenzialmente sullo sviluppo e l'applicazione di scienze e tecnologie generiche (come la  matematica e la fisica applicate ai sistemi industriali, i nuovi metodi di progettazione e  organizzazione, l'ingegneria dei materiali ad alte prestazioni, la realizzazione rapida di  prototipi o l'ingegneria molecolare) operando nell'ambito di progetti multidisciplinari e  multisettoriali. Inoltre lo sviluppo di metodi armonizzati di misure e prove e la ricerca  prenormativa rafforzeranno la competitività dell'industria e nello stesso tempo fungeranno da  supporto alla legislazione europea.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D1110.1In linea con la nuova politica industriale europea, le attività di ricerca sulle tecnologie  industriali saranno rivolte alle tecnologie industriali le cui applicazioni possono avere un rapido  impatto su un'ampia gamma di attività industriali. La ricerca sulle nuove tecnologie, per una  «produzione pulita» o una «produzione flessibile», ne è un chiaro esempio e il loro impatto  economico globale è notevole. Numerose industrie, comprese le PMI, potranno trarre profitto da  queste attività di ricerca che vertono su obiettivi strategici e che coinvolgono fornitori,  fabbricanti, utenti, università e centri di ricerca. Le azioni proposte, in particolare quelle di  coordinamento, incentiveranno l'istituzione di reti tecnologiche aumentando la coerenza tra i  progetti e lo sfruttamento e la diffusione dei risultati di RST, i particolare mediante  l'elaborazione di norme o specifiche industriali. Verranno rafforzate anche le azioni di ricerca da  parte e per le PMI, e la formazione in un contesto industriale. L'azione proposta si articola su quattro settori: i primi tre rispondono all'esigenza  d'integrazione delle tecnologie relative ai meteriali e al ciclo di vita del prodotto (comprese le  applicazioni delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni disponibili) mentre il  quarto è più specificamente connesso con la ricerca prenormativa. A. Progettazione, ingegneria, sistemi di produzione e gestione delle risorse umane Questo argomento è di vitale importanza e riguarda l'industria manifatturiera e di trasformazione  nel suo insieme compresa l'industria tradizionale. Lo scopo è di sviluppare e applicare nuovi  metodi, tecniche, procedimenti e strumenti in ogni fase della produzione industriale, che siano  determinanti per la competitività (progettazione e ingegneria, produzione e manutenzione, qualità  dei prodotti), in un contesto favorevole all'ambiente e al miglioramento della qualità della vita e  delle condizioni di lavoro, in particolare della situazione inerente alla salute e alla sicurezza  dei lavoratori. Tali tecnologie in fase di propagazione saranno integrate e applicate ai sistemi di  produzione così da soddisfare le esigenze delle reti di imprese e la gestione delle risorse umane  nella produzione. Le attività verteranno in particolare sull'adeguamento e l'applicazione di soluzioni generiche  disponibili per le tecnologie informatizzate (compresa l'informatizzazione dei processi produttivi  e d'ingegneria - CIME), per le tecnologie dei microsistemi, le interfacce uomo/macchina, la  produzione snella e la fabbricazione just-in-time, lo sviluppo di prototipi e le tecnologie  necessarie per i procedimenti industriali puliti (come il biotrattamento e le altre tecnologie che  riducono al minimo il consumo di energia e di risorse naturali) nonché per la rapida comparsa di  nuovi prodotti, particolarmente nei settori delle macchine industriali, dei trasporti, del  trattamento chimico e dell'habitat umano. B. Tecnologie dei materiali e tecnologie connesse con materiali (inclusi trattamento e riciclaggio) L'obiettivo è duplice: da una parte migliorare gli attuali procedimenti comunemente utilizzati  dall'industria connessa con i materiali (mineraria, metallurgica, del trattamento chimico, edile)  e, d'altra parte, garantire che i materiali più avanzati siano disponibili per alimentare  l'industria manifatturiera (elettromeccanica, delle macchine utensili, dei trasporti, ecc.) e le  industrie di punta (come l'aeronautica e l'elettronica) e che i procedimenti ad alta tecnologia  siano applicati ai materiali tradizionali. Si darà priorità alle ricerche sui materiali ad alte  prestazioni (materiali strutturali, ma anche biomateriali, materiali magnetici, ottici,  superconduttori) e alle ricerche intese a migliorare la qualità, l'affidabilità e le prestazioni di  materiali e prodotti nonché alle ricerche a più lungo termine la cui natura esplorativa può portare  in tempi brevi ad applicazioni concrete rafforzando in tal modo il ruolo di guida dell'industria  europea nel settore tecnologico. Il programma includerà naturalmente il riciclaggio e il  trattamento dei rifiuti e il recupero di materiali al termine del ciclo di vita dei prodotti,  compresa la garanzia della qualità necessaria. Particolare attenzione sarà attribuita alle  tecnologie necessarie per la gestione razionale delle materie prime ed il reimpiego dei materiali e  dei prodotti secondari al fine di contribuire allo sviluppo di procedimenti e tecnologie pulite. Si  dovrebbe prestare attenzione alla sostituzione dei materiali pericolosi, nel rispetto di una  produzione pulita e sicura. C. Tecnologie per i mezzi di trasporto L'integrazione europea e l'evoluzione dell'economia creano una domanda crescente di sistemi di  trasporto efficienti e flessibili progettati e realizzati da imprese europee competitive per  rispondere alle esigenze dell'aumento della mobilità delle persone e della circolazione dei beni. I  mezzi di trasporto dovranno perseguire obiettivi importanti per assicurare comodità, qualità,  sicurezza, risparmio, capacità, rapidità e rispetto dell'ambiente nel quadro di una politica  europea dei trasporti. I temi di ricerca riguarderanno in priorità la progettazione, l'ingegneria e  la fabbricazione di nuovi prodotti. La ricerca riguarderà la realizzazione di attrezzature e sistemi avanzati mediante l'applicazione e  l'integrazione di varie tecnologie, quali progettazione, produzione e manutenzione, modellazione e  simulazione, applicazione di materiali avanzati e riduzione dell'impatto sull'ambiente. Particolare  attenzione sarà concessa alla propulsione, all'aerodinamica, ai sistemi di monitoraggio e di  controllo, e alle attrezzature di bordo. Nell'ambito dell'attribuzione di risorse in questo settore, sarà intrapresa la ricerca per  l'industria automobilistica, ferroviaria e navale, ma continuerà ad essere concessa particolare  attenzione alla ricerca aeronautica, sia per assicurare la continuità con le attività intraprese  nell'ambito del terzo programma quadro sia per riflettere ulteriormente i requisiti essenziali di  tecnologia avanzata di quest'industria e la sua capacità di provare la fattibilità delle tecnologie  generiche avanzate che possono essere successivamente applicate ad altri trasporti o settori  industriali. D. Ricerca connessa con norme, misure e prove L'obiettivo centrale è la ricerca necessaria per sviluppare nuovi metodi di misure e prove ed  accelerare l'elaborazione di direttive e norme europee necessarie al rafforzamento del mercato  interno, specialmente quelle connesse agli aspetti della sanità, della sicurezza e della protezione  dei consumatori, ai prodotti agroalimentari e alla realizzazione delle altre politiche comunitarie,  in particolare quelle relative all'ambiente. Nel settore industriale, l'accento sarà posto sul  perfezionamento dell'interfaccia tra aspetti normativi e regolamentari e progettazione,  assemblaggio e qualità dei prodotti. L'elaborazione di procedimenti di prova e sistemi di misura  più efficaci e un migliore riconoscimento reciproco dei certificati di conformità, faciliterà il  riconoscimento dei diversi sistemi di omologazione e di controllo creati nell'ambito delle  cooperazioni industriali o dei subappalti. L'infrastruttura organizzativa sarà rafforzata a livello  europeo facendo massimo ricorso agli accordi esistenti. Sarà anche rafforzato il coordinamento con  i lavori svolti nell'ambito del CEN/CENELEC. Saranno intraprese azioni coordinate a  compartecipazione finanziaria con reti di laboratori nazionali. Seminari e corsi di formazione  permetteranno di diffondere codici di buona pratica all'interno degli Stati membri. Queste azioni saranno realizzate essenzialmente mediante progetti di ricerca svolti in  collaborazione. In base all'esperienza acquisita con il terzo programma quadro (CRAFT, premi di  fattibilità) le attività specifiche per incentivare le ricerche svolte da o per le PMI saranno  perfezionate e rafforzate, in particolare attraverso procedure semplificate e il sostegno di una  rete di assistenza decentralizzata. Il ricorso più frequente ad azioni concertate, quando queste  ultime sono sufficienti a raggiungere il valore aggiunto comunitario, consentirà una maggiore  selettività delle azioni a compartecipazione finanziaria (concentrate su temi strategici che devono  avere una dimensione critica minima). Le modalità delle azioni saranno tali da assicurare la  flessibilità necessaria per garantire la massima efficacia delle azioni e una rapida reazione di  fronte alle nuove esigenze. Saranno ottimizzate alcune misure di accompagnamento che mirano ad aumentare l'impatto delle  attività comunitarie: studi, valutazione d'impatto, azioni di formazione, incoraggiamento della  diffusione e dello sfruttamento dei risultati di RST; azioni congiunte con le reti di assistenza  per le PMI, provvedimenti per la gestione decentralizzata e coordinamento della ricerca industriale  su obiettivi comuni al fine di agevolare l'integrazione delle tecnologie, il trasferimento delle  conoscenze tra progetti, settori e altre iniziative europee come EUREKA. Le attività del CCR contribuiranno a questi sforzi svolgendo ricerche sui materiali avanzati, le  ceramiche ed i materiali composti (in particolare per applicazioni ad alta temperatura) e tecniche  di ispezione non distruttive. La ricerca prenormativa riguarderà lavori sulla meccanica strutturale  e la ricerca sulle misure ed i materiali di riferimento. Queste attività includeranno anche tutte  le attività di sostegno scientifico e tecnico del CCR alla politica industriale comunitaria e a  quella del mercato interno. 3. AMBIENTE La ricerca nel campo ambientale contribuisce ampiamente al  rafforzamento della competitività commerciale e al miglioramento della qualità della vita nella  Comunità. Questi elementi sono essenziali per la definizione e l'attuazione della politica  comunitaria dell'ambiente e per la prospettiva di un rilancio economico basato sullo sviluppo  sostenibile, quale descritto negli obiettivi del quinto programma d'azione della Comunità a favore  dell'ambiente. Tale programma delinea una nuova strategia intesa a definire, in uno spirito di  condivisione delle responsabilità, le attività che intaccano le risorse naturali o l'ambiente. Con  la nuova strategia si mira ad invertire le tendenze e le abitudini nocive per l'ambiente, in modo  da migliorare la qualità della vita e dello sviluppo socioeconomico per la generazione attuale e  per quelle future, ampliando la gamma di strumenti disponibili atti a modificare il comportamento  degli operatori del settore. Essa terrà inoltre conto degli impegni assunti dalla Comunità in  occasione della UNCED di Rio de Janeiro. La ricerca nel campo ambientale e le sue implicazioni economiche e sociali hanno acquisito una  dimensione mondiale. Il carattere sempre più pluridisciplinare che riveste, le maggiori risorse e i  più ingenti fondi che richiede, rendono indispensabile uno sforzo a livello internazionale,  perticolarmente integrato e coordinato che supera in alcuni casi le possibilità individuali degli  Stati membri. La partecipazione della Comunità europea a tale sforzo è pienamente giustificata  dalla posta in gioco dal punto di vista politico e geostrategico in settori quali il cambiamento  globale o la gestione delle risorse naturali. In tale ottica l'iniziativa della Comunità per la RST relativa all'ambiente si prefigge i seguenti  obiettivi prioritari: a) continuare a sviluppare la base scientifica che permette di definire e di attuare la politica  ambientale comunitaria al fine di giungere ad un alto grado di protezione dell'ambiente; b) contribuire al miglioramento della competitività industriale mediante (i) l'incentivazione dello  sviluppo delle tecnologie generiche che integrino gli imperativi ambientali nella prospettiva di  uno sviluppo sostenibile e (ii) il perfezionamento delle capacità di prevedere ed affrontare i  problemi ambientali; c) contribuire all'osservazione delle caratteristiche e alla comprensione dei processi che  avvengono sul pianeta Terra e esaminare gli effetti delle attività umane su queste caratteristiche  e questi processi; d) individuare tecnologie per il risanamento di siti inquinati; e) continuare a sviluppare ricerche e tecnologie volte a descrivere, controllare, prevedere e  proteggere l'ambiente marino. La natura e la dimensione di questi problemi impongono la concentrazione delle attività comunitarie  su settori di ricerca prioritari: ambiente naturale e cambiamento globale, nuove tecnologie per la  protezione dell'ambiente nonché tecnologie e scienze marine. Le azioni concertate, così come le azioni a compartecipazione finanziaria costituiranno, come nel  terzo programma quadro, i principali meccanismi di attuazione. Tuttavia, nel settore della ricerca  sulla qualità dell'ambiente e sul cambiamento globale, ai fini della concentrazione dell'impegno  comunitario, le azioni saranno, se del caso, incorporate in reti tematiche che integrino i  potenziali degli istituti nazionali di ricerca. Queste reti saranno sviluppate in cooperazione con  il CCR e in stretta collaborazione con le organizzazioni ed i programmi di ricerca inernazionali  (FES, IGBP, WCRP e HDP) e le agenzie spaziali. Si istituiranno reti regionali di ricerca interdisciplinare per trattare i problemi specifici di  particolari regioni europee, sia terrestri che acquatiche. Al tempo stesso, si tratteranno gli aspetti socioeconomici inerenti ai tre temi prioritari e  connessi con il tema generale dello sviluppo sostenibile. Tali aspetti sono importanti per  modificare il comportamento degli operatori del settore e saranno trattati simultaneamente  all'interno di ciascuna azione, con misure specifiche per gli sviluppi metodologici e concettuali. A. Ambiente naturale, qualità dell'ambiente e cambiamento globale In questo settore, gli sforzi della Comunità si concentreranno sugli aspetti prenormativi e  prelegislativi per agevolare l'attuazione del quinto programma comunitario di politica e di azioni  a favore dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile. L'impegno comunitario, del quale fanno parte  le attività del CCR che riguardano i rischi legati ai prodotti chimici (Ufficio europeo dei  prodotti chimici) e la validazione di metodi di prova alternativi (Centro europeo di validazione  dei metodi alternativi), si articolerà intorno ai seguenti obiettivi: - messa a punto di una base scientifica per valutare lo stato dell'ambiente e migliorare la  consapevolezza precoce di problemi ambientali; ciò richiederà l'individuazione di indicatori e di  parametri ambientali, di sistemi avanzati di sorveglianza e valutazione, degli effetti delle  attività umane e dei fenomeni naturali che costituiscono un rischio per l'uomo e la società; - migliore comprensione dei meccanismi di base che interagiscono con l'ambiente e dell'incidenza  delle attività umane. In questo campo specifico è necessaria una strategia di ricerca a lungo  termine che consenta alla Comunità di stabilire la sua politica nei confronti del cambiamento  globale, tenendo conto delle conclusioni adottate dall'UNCED a Rio nonché a livello europeo. Sarà  anche prestata la debita attenzione alla protezione degli ecosistemi fragili, alla biodiversità ed  alla gestione integrata delle risorse naturali minacciate. Nell'ambito di questo settore, le attività comunitarie si concentreranno sui seguenti obiettivi: a)  osservare le caratteristiche e comprendere i processi fondamentali ed i cambiamenti dei sistemi  naturali, terrestri, oceanici, climatici e atmosferici, ponendo l'accento sulla dimensione ed il  contesto europei, ma in una prospettiva planetaria; b) individuare e valutare l'impatto delle  attività umane su queste caratteristiche e processi; c) valutare l'impatto di eventuali cambiamenti  del clima, della biosfera, o dell'atmosfera sull'uomo, l'ambiente, la società e le attività  economiche. Si perseguirà tale obiettivo mediante reti tematiche che prevedono azioni concertate,  consorzi per progetti integrati e le attività del CCR. Le reti tematiche saranno coordinate tra  loro al fine di garantire la coesione dell'insieme, in particolare per la diffusione dei risultati  nonché lo sviluppo dei modelli. Il CCR parteciperà attivamente a queste azioni. Esse saranno  sviluppate nell'ambito della rete ENRICH (European Network for Research on Global Change) e in  collaborazione con il CEO (Centre for Earth Observation). B. Nuove tecnologie per la tutela dell'ambiente Le attività comunitarie devono concentrarsi su tre assi prioritari: le tecnologie strumentali, le  tecnologie relative ai processi industriali e ai prodotti e le tecnologie relative al ripristino  dell'ambiente e alla prevenzione dei rischi naturali. Nel campo della tecnologia strumentale, si intende contribuire allo sviluppo tecnologico necessario  per l'osservazione, il controllo e la ricerca ambientale. Ciò comporta, in particolare, un  contributo alle tecnologie relative all'osservazione della Terra dallo spazio, inclusi i sensori,  le tecnologie di osservazione e di controllo dei vari compartimenti della biosfera, gli ulteriori  sviluppi di tecnologie relative alle analisi dell'ambiente e le tecnologie legate al trattamento,  alla convalida e alla diffusione dei dati. Saranno inclusi anche gli strumenti relativi all'allarme  precoce per rischi naturali ed al controllo della contaminazione da parte degli impianti  industriali. Tutto ciò è anche considerato un sostegno per le altre politiche comunitarie. Nel campo delle tecnologie relative ai processi industriali ed ai prodotti, tenendo conto delle  necessità specifiche delle PMI, l'obiettivo è di contribuire a) allo sviluppo di tecniche, compresa  la valutazione dei rischi, mirate alla riduzione o alla prevenzione degli impatti negativi dei  procedimenti industriali, inclusi quelli agroindustriali, e delle sostanze sull'ambiente; b) allo  sviluppo di metodi di analisi del ciclo di vita dei prodotti e di metodologie di valutazione dei  procedimenti industriali e dei prodotti; c) allo sviluppo di tecnologie di trattamento, di  riciclaggio e di eliminazione dei rifiuti al fine di giungere per quanto possibile ad un'economia a  circuito chiuso; d) allo sviluppo di tecnologie per il trattamento delle acque, volte a proteggere  e ripristinare l'ambiente ed a combattere l'inquinamento; e) allo sviluppo di tecnologie relative  all'habitat e ai trasporti che integrino i vincoli ambientali e migliorino le condizioni di vita in  stretto coordinamento con le attività in altri settori pertinenti; f) allo sviluppo delle tecniche  a valore aggiunto nel campo dell'osservazione della Terra. Infine, nel settore delle tecnologie per il ripristino, verrà posto l'accento sul ripristino della  qualità dell'ambiente, mentre nel settore dei rischi naturali si attribuirà particolare importanza  al controllo e ai sistemi di allarme. Si dovrebbe incoraggiare la creazione di reti per la ricerca sismologica europea. Per la ricerca tecnologica, nei settori in cui è necessaria l'organizzazione dei potenziali di  ricerca di dimensione comunitaria, si farà preferibilmente ricorso a reti di concertazione ed a  consorzi per progetti integrati. Il CCR contribuirà per i settori di sua competenza. Queste azioni  potranno essere svolte in coordinamento con EUREKA e con la partecipazione delle industrie e degli  utilizzatori dei prodotti. L'attività sarà concentrata sulle tecniche divulgative e  multisettoriali. Sono previste azioni complementari di incentivazione per migliorare il  trasferimento di tecnologie alle imprese. C. Scienze e tecnologie marine Nonostante sussista la necessità di comprendere le interazioni del sistema oceanico con altri  sistemi globali nello studio dei processi del cambiamento climatico e delle sue ripercussioni, gli  sforzi della Comunità saranno diretti a sviluppare ulteriormente ed a rafforzare la comunità marina  europea attraverso un'ulteriore fase di attività del Programma di scienza e tecnologia marina. Queste attività si concentreranno sulla comprensione e la descrizione dei processi biologici,  chimici e fisici, principalmente attraverso studi multidisciplinari di particolare importanza per i  mari europei. Gli studi verteranno su un'area compresa tra la zona costiera e l'alto mare, con  estensione al nord fino al Mar Artico per inglobare le interazioni dei mari e dei ghiacciai. Gli obiettivi comprendono lo sviluppo di metodologie e di tecnologie di base, in particolare quelle  che si applicano alle situazioni avverse, per descrivere, sorvegliare, prevedere, proteggere e  gestire l'ambiente marino in quanto risorsa. Saranno incluse le zone costiere, l'alto mare e le  aree marine artiche, contribuendo, a livello comunitario, alle attività internazionali, tra l'altro  al sistema globale di osservazioni dell'oceano (GOOS). Vi saranno specifici progetti dedicati allo  studio dei mari regionali europei. Queste attività promuoveranno la cooperazione tra Stati membri per quanto riguarda le attrezzature  di grandi dimensioni (imbarcazioni oceanografiche, veicoli comandati a distanza, canali  idrodinamici, ecc.), compreso il loro uso più efficiente attraverso un migliore coordinamento tra  azioni comunitarie e nazionali. 4. SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA VITA La difficoltà dell'agricoltura e delle  industrie europee, le esigenze dei servizi sanitari degli Stati membri, gli aspetti tecnologici  relativi all'attuazione delle politiche comunitarie dimostrano che c'è ancora molto da fare per  mobilitare il potenziale di ricerca nel campo delle scienze e delle tecnologie della vita, al fine  di dare ai partner economici e sociali della Comunità un pronto accesso ai vantaggi tecnologici  previsti. Inoltre, le risorse comunitarie sono limitate. È quindi di fondamentale importanza che  esista una corrispondenza attenta tra l'offerta scientifica e tecnologica e la domanda economica e  sociale, come definito nelle azioni e nelle politiche comunitarie. In Europa, attualmente l'offerta scientifica è caratterizzata dall'eccellenza della ricerca di base  e contemporaneamente da una frammentazione esagerata delle competenze in un numero eccessivo di  discipline i cui rispettivi contributi sono spesso squilibrati. Nello stesso tempo, la collettività  non si è mai espressa con tale forza e chiarezza nella sua richiesta di proteggere e organizzare  l'ambiente in cui viviamo. In una società i cui dati demografici sono destinati a cambiare  radicalmente, emergono maggiori esigenze terapeutiche, e quindi anche economiche, che influiranno  sullo studio delle malattie in un contesto geografico e culturale più ampio. La liberalizzazione  degli scambi e la dimensione ormai mondiale dei problemi che colpiscono la biosfera, pongono in  termini diversi la questione della competitività di numerosi rami industriali che tradizionalmente  si basano sullo sfruttamento delle risorse biologiche. In questa fase la novità risiede nella molteplicità delle sfide scientifiche che si possono  affrontare grazie, in particolare, ai metodi biotecnologici avanzati, eventualmente integrati con  altre tecnologie industriali. È ormai stato dimostrato che le scienze e le tecnologie della vita  svolgono un ruolo nella società e pertanto occorre definire con più precisione dove e come l'uomo  debba organizzare la propria vita per il massimo bene economico e sociale comune. L'obiettivo  globale di questo settore di ricerca è l'obbligo di utilizzare le scienze e le tecnologie della  vita nel modo più armonioso possibile rispetto alle pratiche in vigore, al fine di soddisfare le  esigenze fondamentali della società. Ove possibile, la sperimentazione e le prove sugli animali andrebbero sostituite da metodi in vitro  o di altro tipo. Nell'ambito del presente programma quadro non si svolgeranno ricerche che  modificano o che tentano di modificare la struttura genetica dell'essere umano mediante alterazione  delle cellule germinali o dell'embrione, in una fase qualsiasi del suo sviluppo, che possono  rendere ereditarie tali alterazioni, né si effettueranno ricerche finalizzate a sostituire il  nucleo di una cellula di un embrione con un nucleo prelevato da una cellula di un essere umano, di  un embrione - anche in una fase successiva del suo sviluppo -, note come clonazione. Le capacità degli Stati membri sono oggi molto più sviluppate di quanto non lo fossero una decina  di anni fa, ma rimangono molto eterogenee. In alcuni settori chiave, queste capacità sono così  frammentate che la dimensione critica non è stata raggiunta e il valore aggiunto derivante  dall'integrazione degli approcci complementari non può essere realizzato, mentre una parte delle  attività sono inutilmente ridondanti. La gestione di reti scientifiche ha dimostrato la validità di  questo approccio senza averlo tuttavia sufficientemente sviluppato. Le scelte operative fatte in  base a questo approccio tengono sopratutto conto delle opportunità atte a facilitare l'interazione  delle azioni complementari a livello nazionale. Queste considerazioni si rispecchieranno nei  seguenti settori: - biotecnologia, - biomedicina e sanità, - agricoltura e pesca (compresa l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, lo  sviluppo rurale). Le attività principali dovranno essere ottimizzate mediante una serie di provvedimenti che mirano a  promuovere un ambiente più favorevole ad un'applicazione tempestiva delle scienze e delle  tecnologie della vita. Si ricorrerà ad azioni dimostrative in grado di rendere le tecnologie  alternative più manifeste e più interessanti. La selezione dei progetti di dimostrazione deve  essere particolarmente accurata per garantire l'impatto previsto. Se del caso, saranno stabiliti  collegamenti con il programma EUREKA. Sarà prestata attenzione a studi e dibattiti che inseriscono  l'innovazione tecnologica in un contesto etico e normativo. Saranno attuati anche altri  provvedimenti: borse di formazione, disposizione specifiche di partecipazione delle PMI (ad  esempio, sulla base del modello dell'iniziativa CRAFT). A. Biotecnologia La particolare debolezza dell'Europa di fronte al rapido sviluppo delle biotecnologie risiede nella  dispersione delle responsabilità e nella carenza di consenso sociale per quanto riguarda gli  obiettivi scientifici da perseguire. Questa eccessiva riluttanza nella scelta e nell'avviamento di  attività pertinenti deve essere superata tenendo conto, in modo più sistematico, della vasta gamma  di opportunità scientifiche esistenti e mediante una concentrazione su quelle connesse con alcuni  problemi fondamentali dell'industria o della società. Il programma comunitario dovrebbe privilegiare gli approcci globalizzanti rispetto a quelli  riduttivi, e l'integrazione delle discipline rispetto all'eccesso di specializzazione. Il programma  dovrebbe tener conto delle necessità dell'industria tenendo debitamente conto dei pareri espressi  dai vari gruppi d'interesse, compresi i rappresentanti dei consumatori, gli enti normativi, le  associazioni professionali. Da questo punto di vista, si terrà anche conto dei progetti EUREKA e  dei programmi nazionali. È chiaro che in questo settore è necessario limitare i temi prescelti a  quelli in cui sono soddisfatte tutte le condizioni descritte in precedenza per un processo di  cooperazione a livello comunitario. Per chiarire ciò che differenzia fondamentalmente la biotecnologia dalle tecnologie alternative,  occorre in primo luogo comprendere i meccanismi attraverso i quali la cellula viva si dimostra così  produttiva e comprendere quali insegnamenti l'industria possa trarre dai processi cellulari. Progressi notevoli saranno possibili mediante quattro azioni integrate prioritarie che consentono  la convergenza di sforzi nazionali e comunitari. Si tratterà di: - comprendere il concetto di «fabbrica della cellula» e estenderlo alla progettazione di nuovi  bioprocessi industriali. Ciò richiederà la promozione di una visione multidisciplinare  dell'ingegneria biochimica, sostenuta dalla ricerca nelle scienze dell'ingegneria biochimica; - analizzare e serializzare i genomi modello, utilizzare impostazioni comparate per la mappatura  dei genomi, compreso il genoma umano, e sviluppare tecnologie ed infrastrutture adeguate; - sviluppare la biologia vegetale a livello molecolare e cellulare, compresa l'ingegneria delle  proteine, e la fisiopatologia delle piante e degli animali, in particolare in vista di applicazioni  in campo agricolo e agroindustriale; - svolgere ricerche nell'ambito di varie discipline quali la farmacologia, la biologia cellulare,  la biologia molecolare e la chimica medica per comprendere i fenomeni inter- e intracellulari con i  quali la cellula nervosa gestisce le informazioni, al fine di promuovere le scienze neurologiche  con il contributo combinato di tali discipline. Si perseguiranno tre altri obiettivi mediante progetti di R& S e reti di concertazione a sostegno  delle attività nazionali. Si tratterà di: - sviluppare la ricerca scientifica e tecnologica nel campo della fisiologia animale,  dell'immunologia e della biologia strutturale; - mantenere un contesto coerente per le ricerche prenormative, gli studi sulla biodiversità e la  bioetica tenendo conto della convenzione europea sulla bioetica, e gli aspetti ambientali; - mettere al servizio delle suddette ricerche le risorse dell'informatica, della telematica e delle  collezioni genetiche garantendo l'adeguato coordinamento degli obiettivi dell'informatica e della  biotecnologia. Dall'insieme di queste attività scaturiranno le conoscenze indispensabili per il progresso  industriale nei settori specifici sostenuti dalla Comunità e ciò sarà possibile grazie al metodo di  lavoro multidisciplinare tipico delle biotecnologie. Il successo di tali attività dipenderà  dall'attenzione che si può accordare alla continuità degli sforzi tra l'attività generica  sviluppata in questo settore e gli altri campi di applicazione biomedici o agroindustriali.B. Ricerca in campo biomedico e sanitario La salute, un bene preziosissimo per ogni cittadino europeo, rappresenta uno dei principali settori  economici, assorbe dal 6 all'8 % del PIL e impiega più di 6 milioni di persone. La sfida alla quale  deve far fronte la ricerca consiste nel tenere sotto controllo i grandi flagelli come l'AIDS, una  delle epidemie più preoccupanti per la quale è necessario un potenziamento del coordinamento delle  attività di ricerca. Il cancro, le malattie cardiovascolari, i disturbi neurologici e mentali,  altre malattie croniche ed i problemi legati all'età e agli handicap meritano un'attenzione  particolare. L'aumento dei costi è diventato una delle principali preoccupazioni di tutti i paesi;  nello stesso tempo i cittadini degli Stati membri esigono cure di ottima qualità: le nuove  tecnologie sanitarie e i sistemi sanitari devono far fronte a questi problemi comuni. Una delle  principali sfide dell'Europa è assicurare una relazione positiva tra ricerca di base e ricerca  clinica nell'interesse sia della sanità che dell'industria europea compresa l'assistenza sanitaria.  Saranno perseguiti gli obiettivi seguenti: - sviluppo delle basi scientifiche e tecniche necessarie per la valutazione di nuovi medicinali, in  particolare per la cura delle malattie neurologiche, mentali, immunitarie e virali (queste azioni  dovrebbero anche sostenere le attività dell'Agenzia europea dei medicinali). Esso comprenderà nuove  prove in vitro, linee cellulari e, se necessario nuovi modelli animali, la loro convalida, le prove  cliniche multicentro e il controllo della sicurezza dei farmaci. Le ricerche saranno svolte in  collaborazione tra le industrie, i centri di ricerca, gli ospedali, le università e le autorità  responsabili della verifica dell'efficacia, della sicurezza e della qualità dei nuovi farmaci; - sviluppo della tecnologia e dell'ingegneria biomedica, in particolare mediante ricerche in  materia di dispositivi medici per interventi scarsamente invasivi, le tecniche di diagnostica per  immagini, i biosensori, i biomateriali e la modellazione di funzioni umane; - partecipazione al «Decennio del cervello», mediante l'uso di approcci molecolari, cellulari e  clinici, alle malattie del cervello umano e del sistema nervoso e, mediante lo sviluppo e  l'utilizzazione della metodologia, della strumentazione e delle tecnologie e infrastrutture più  avanzate, ritenute necessarie per lo studio del sistema nervoso. Tale approccio integrerà il  contributo di varie discipline; - integrazione della ricerca clinica e di base per migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura  delle malattie che hanno un notevole impatto socioeconomico (come l'AIDS, il cancro, le malattie  cardiovascolari, le malattie croniche, le malattie professionali, ecc.) e le malattie «orfane»,  comprese la raccolta e l'analisi di dati statistici ed epidemiologici; - l'analisi e serializzazione del genoma umano, l'utilizzazione di impostazioni comparate per la  mappatura, lo sviluppo di tecnologie adeguate e l'applicazione delle conoscenze per il  miglioramento della salute umana, compresa la terapia genetica somatica; fusione ed armonizzazione  delle banche dati sulle malattie genetiche, che prevede la partecipazione comunitaria alla gestione  della base dati internazionale sul genoma umano; - ricerca sui sistemi e le tecnologie sanitari nonché sull'informazione e l'istruzione al riguardo.  Essa riguarderà in particolare le cure primarie, la valutazione delle esigenze in materia di  sanità, quella dei risultati degli interventi di politica sanitaria e delle relative tecnologie. Si  analizzerà l'impatto del mercato interno sulla fornitura delle cure sanitarie al di fuori delle  frontiere interne; la regolamentazione e la deregolamentazione, l'equilibrio tra sistemi sanitari  finanziati dal settore privato e da quello pubblico; la necessità di definire un approccio europeo  per l'introduzione di nuove tecnologie nei sistemi sanitari; - ricerca sull'etica biomedica intesa a introdurre norme generali per il rispetto della dignità  umana e per la protezione dell'individuo nell'ambito della ricerca biomedica e delle sue  applicazioni cliniche. C. Agricoltura e pesca (compresa l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura,  l'acquacoltura e lo sviluppo rurale) Nel settore dell'agricoltura, della silvicoltura, dello sviluppo rurale, dell'agroindustria e della  pesca, gli obiettivi e le sfide riguardano la costituzione di una base RST per una produzione  primaria competitiva, efficace e durevole (agricoltura, orticoltura, silvicoltura e pesca) e per  l'agroindustria (dell'alimentazione, compresa la bioenergia dei prodotti non alimentari e la  bioplastica). Grazie a ricerche mirate si sosterranno l'evoluzione e l'attuazione delle politiche  comunitarie (agricoltura, pesca e altre politiche), si soddisferanno le esigenze della società  relative ad un'ampia gamma di alimenti dietetici e più sani e dei prodotti non alimentari  compatibili con l'ambiente e si contribuirà allo sviluppo rurale sostenibile ed alla conservazione  ed al miglioramento dell'ambiente rurale e costiero. Al fine di conseguire i vari obiettivi del  programma, sono state individuate quattro priorità che saranno oggetto di progetti di RST, di reti  di concertazione e di reti tematiche a sostegno delle attività svolte a livello nazionale: - produzione integrata e catene di trasformazione che riuniscono tutte le competenze e le  tecnologie necessarie in vista dell'utilizzazione di materie prime di origine biologica (anche  acquatica) di un settore specifico. Viene posto l'accento sui filoni produttivi in grado di  aspirare ad un mercato di notevoli dimensioni con potenziali risultati economici; - sviluppo e miglioramento delle metodologie (ad esempio, modelli strutturati e metodi di  simulazione) utilizzati per l'incremento, la progettazione e la verifica dei processi  agroindustriali; - scienza alimentare generica e tecnologie avanzate per soddisfare al meglio le esigenze dei  consumatori in materia di sanità e sicurezza alimentari. La ricerca verterà essenzialmente sulle  tecnologie generiche di trasformazione alimentare in grado di tener conto della base molecolare di  conversione delle materie prime in prodotti alimentari finali e di integrare le nuove tecnologie  avanzate in questo settore; - l'agricoltura, la silvicoltura, lo sviluppo rurale e la pesca per sostenere la riforma delle  politiche comuni e individuare le soluzioni più opportune per far fronte ai cambiamenti del mondo  rurale. Vanno sviluppati sistemi di produzione e nuovi comparti industriali, economicamente validi,  compatibili con la protezione dell'ambiente e in grado di garantire un adeguato livello di  occupazione. Si perseguirà anche il miglioramento della situazione economica dell'agricoltura e  della pesca attraverso l'offerta di prodotti di qualità, la diversificazione delle produzioni  (alimentari e non alimentari) e delle attività e una riduzione dei costi, ciò che presuppone  l'introduzione delle nuove tecnologie e punti di partenza più efficaci e meglio utilizzati. Anche  le esigenze dei consumatori e la realizzazione del mercato interno richiedono un rinnovato impegno  nel campo sanitario degli animali e delle piante e nel campo del benessere degli animali. Si  dovranno individuare nuovi sbocchi territoriali, per esempio per le terre a riposo. Nella  silvicoltura si deve sviluppare una gestione delle foreste multifunzionale (produzione, tempo  libero e protezione). Infine, si devono considerare con particolare attenzione i temi dello  sviluppo rurale e di quello costiero in linea con il rafforzamento della politica comunitaria in  merito. Per sostenere i notevoli sforzi degli Stati membri, saranno avviate azioni prioritarie in materia  di coordinamento/reti, che riflettono le politiche comunitarie e attribuiscono alla produzione  primaria (compresa l'acquacoltura) i mezzi per soddisfare la domanda dei consumatori e  dell'industria mediante la fornitura di materie prime in quantità sufficiente e di qualità  adeguata, nell'interesse dei produttori e a vantaggio dell'economia rurale. Tali azioni verteranno  in particolare, su: - produzione primaria nel settore dell'agricoltura, della silvicoltura, dell'industria della pesca  e dell'acquacoltura; viene posto l'accento sulla sostenibilità, qualità e sicurezza  dell'approvvigionamento e sulle interazioni con l'ambiente; - sviluppo rurale e costiero con particolare attenzione alla formazione e alle attività economiche  alternative; - produzione e trasformazione alimentare integranti considerazioni socioeconomiche, di salute e  sicurezza alimentari. In questo settore saranno svolte attività dal CCR che darà il suo sostegno attraverso: - l'utilizzazione di un laboratorio d'analisi dei prodotti alimentari e farmaceutici; - l'elaborazione di un progetto di sostegno tecnico alla gestione e al controllo dell'applicazione  della politica agricola comune (PAC), mediante dati trasmessi via satellite; - l'attuazione del progetto di telerilevamento applicato alle statistiche agricole, e la promozione  del telerilevamento delle malattie delle piante. In questo settore si mira a estendere l'applicazione delle tecnologie di base sviluppate nel  settore della biotecnologia, della biomedicina e del telerilevamento. 5. ENERGIA (Tecnologie per una produzione ed un impiego più puliti ed  efficienti dell'energia) La politica energetica, che mira a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti (in particolare  mediante l'incentivazione ed un migliore uso delle tecnologie e delle risorse interne e la  diversificazione delle fonti utilizzabili), si trova oggi a dover affrontare un altro imperativo,  la compatibilità tra energia e protezione dell'ambiente. L'impiego attuale e futuro delle varie  fonti di energia, a livello europeo e mondiale, comporta effettivamente dei rischi a livello  locale, regionale e globale che minacciano l'uomo e l'ambiente: aumento dell'inquinamento; gas  responsabili dell'effetto serra, ecc. L'obiettivo delle attività comunitarie consiste nello  sviluppare e nel dimostrare la validità di tecnologie efficienti, più pulite e più sicure,  all'insegna della compatibilità tra l'impiego dell'energia, l'equilibrio della biosfera e lo  sviluppo economico nelle sue varie componenti (competitività, coesione economica e sociale). Per il periodo coperto dal secondo e terzo programma quadro, le azioni comunitarie di R& S e di  dimostrazione/diffusione relative all'energia hanno consentito la creazione di reti di cooperazione  per la ricerca e di reti di incentivazione e diffusione delle tecnologie energetiche ormai mature  (in particolare la rete OPET). Si proseguiranno tali attività, e rafforzando l'integrazione tra la R& S e la dimostrazione  (seguito del programma Thermie) per contribuire alla realizzazione dei grandi obiettivi comunitari  in materia di energia, di sviluppo sostenibile e di supporto alla competitività. Questo sforzo di  integrazione permetterà di valutare più adeguatamente l'efficacia relativa della R& S e della  dimostrazione per ciascuna linea tecnologica e di realizzare meglio le sinergie e gli adeguamenti  tra i fattori a monte ed i fattori a valle. Si mirerà alla complementarità tra le azioni a  compartecipazione finanziaria in questi settori e l'azione diretta del CCR. Per quanto attiene alla R& S, le attività si baseranno sui settori scientifici e tecnici critici,  in cui sia possibile realizzare rapidi e significativi progressi economici e tecnici, a medio e a  lungo termine; si terrà conto della dimensione continentale e mondiale che riveste la nuova  problematica dell'energia e delle relative soluzioni. Gli studi di modellazione e di sistemi  finalizzati a migliorare la comprensione delle interfacce energia/ambiente/economia contribuiranno  all'analisi e alla definizione della strategia energetica comunitaria e permetteranno di  individuare gli interventi necessari. Sarà prestata la debita attenzione alle tematiche del  risparmio energetico, alle fonti di energie rinnovabile ed all'uso pulito di combustibili fossili,  segnatamente alla luce degli obiettivi della protezione ambientale e della sicurezza delle  forniture. Per quanto riguarda la dimostrazione e la diffusione, l'impegno sarà concentrato sui settori  dell'impiego razionale dell'energia, delle energie rinnovabili, e della combustione pulita del  carbone. Tale azione comunitaria servirà a rendere possibili approvvigionamenti stabili ad un  prezzo accettabile. Essa agevolerà altresì uno sfruttamento più adeguato delle risorse nelle varie  regioni della Comunità e contribuirà notevolmente alle azioni di cooperazione con i paesi in via di  sviluppo in materia di trasferimento di tecnologia. Tre orientamenti principali permetteranno di concentrare l'impegno comunitario di ricerca (compresi  gli aspetti prenormativi): sviluppo tecnologico, dimostrazione e diffusione/ottimizzazione. Essi  riguarderanno l'impiego razionale dell'energia, l'introduzione delle energie rinnovabili su larga  scala e la produzione economicamente più vantaggiosa e più pulita dei combustibili fossili. L'impiego razionale dell'energia si realizzerà soprattutto nei settori industriale e dei trasporti.  Per quanto riguarda il settore dei trasporti, il lavoro sarà concentrato su progetti integrati  relativi al trasporto urbano ed alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie come le batterie, le  pile a combustibile ed i carburanti avanzati. Nel settore industriale, le azioni di sviluppo e di  dimostrazione riguarderanno le tecnologie che riducono notevolmente il consumo di energia.  Nell'edilizia e nel settore terziario, le azioni devono riguardare essenzialmente lo sviluppo, la  sperimentazione e la preparazione di più efficaci tecnologie per il mercato, le alternative ai  sistemi a forte consumo di energia, l'adeguamento del comportamento dei consumatori ad  un'utilizzazione più razionale dell'energia, e la ricerca prenormativa in materia di energia  nell'edilizia. Tale attività sarà completata da progetti che promuovano un sistema più efficace di  consumo dell'energia (casa intelligente) e da progetti integrati relativi alle strutture di consumo  (produzione combinata vapore-forza e assetto delle zone industriali). Nell'ambito del secondo orientamento, si mira a contribuire, tramite un'impostazione coerente ed  integrata, alla ricerca, allo sviluppo e alla dimostrazione delle energie rinnovabili, risorse  interne pulite, al fine di garantire una migliore integrazione del sistema energetico con  l'ambiente e una maggiore sicurezza di approvvigionamento. Le attività previste mireranno a fornire  un contesto europeo, sia industriale che tecnologico, favorevole all'introduzione su larga scala  delle energie rinnovabili. Il programma dovrebbe inoltre promuovere delle reti tematiche, compresi  centri di ricerca specializzati, società produttrici di elettricità, città, regioni e isole,  architetti e ingegneri civili. Un compromesso tra continuità e novità caratterizza il programma. Per proseguire e accelerare le  attività in corso, sarà posto l'accento su ricerca, sviluppo e dimostrazione delle tecnologie più  promettenti: energia solare fotovoltaica; tecnologie solari di riscaldamento, climatizzazione e  illuminazione naturale per le abitazioni; energia eolica; biomassa. A titolo sperimentale  potrebbero essere prese in considerazione anche altre possibilità, come l'energia dei mari,  l'elettricità solare mediante ciclo termodinamico, la geotermia (roccia secca calda), la produzione  pulita e l'uso dell'idrogeno. Il CCR contribuirà a queste azioni, soprattutto mediante attività di ricerca prenormativa nel campo  dell'energia fotovoltaica e della conservazione dell'energia negli edifici. Saranno avviate nuove iniziative per agevolare l'integrazione delle energie rinnovabili dal punto  di vista tecnico, economico e sociale. Obiettivi prioritari saranno progetti integrati di grandi  dimensioni come lo sviluppo della produzione di elettricità a partire da energie rinnovabili, in  particolare la biomassa, oppure l'integrazione delle energie rinnovabili nei futuri sistemi  elettrici. L'integrazione su vasta scala delle energie rinnovabili nell'ambiente rurale, a livello di regioni,  di città e di isole è altrettanto importante; l'uso delle energie rinnovabili per lo sviluppo  rurale del Terzo mondo possiede un vasto potenziale e ha implicazioni notevoli. Per l'adeguata  realizzazione di questi progetti integrati, è necessario che vengano stabiliti stretti legami con  le altre politiche e programmi comunitari. Il terzo orientamento riguarderà la produzione e la trasformazione dell'energia a partire dai  combustibili fossili. Sarà privilegiata la combustione, che costituisce un'attività di ricerca  generica comune ed essenziale nel campo dell'uso razionale dell'energia e in quello della  trasformazione dei combustibili fossili. Per la conversione si cercherà di istituire dispositivi di  conversione più puliti e a rendimento elevato. Le attività si concentreranno su tecnologie chiave  come i cicli combinati integrati («Hot gas cleaning» e combustione sotto pressione) o le pile a  combustibile per la produzione decentralizzata di elettricità. Saranno anche studiati i processi di  sostituzione dei combustibili fossili con la biomassa o rifiuti combustibili. Ulteriori ricerche renderanno possibile, a più lungo termine, una maggiore sicurezza energetica.  Per gli idrocarburi, l'azione verterà sullo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie più  efficienti in materia di individuazione dei giacimenti (geofisica), del loro sfruttamento, della  loro conversione e del trasporto. In tale contesto, questa iniziativa sarà accompagnata da  un'azione di ricerca di base nel campo delle scienze della terra. 6. TRASPORTI La mobilità delle persone e delle merci, con il relativo flusso di  capitali ed informazioni, sul territorio europeo, i paesi, le regioni e le isole e quella  all'interno delle agglomerazioni, è ormai un fenomeno caratteristico della società moderna e che si  rivela sempre più difficile da controllare. In tale ambito, sarà fondamentale per promuovere un  mercato aperto e competitivo lo sviluppo delle reti di trasporto transeuropee che stimola  l'interconnessione e l'interoperatività delle reti nazionali nonché l'accesso a tali reti. A tale proposito, la comunicazione della Commissione al Consiglio relativa allo sviluppo futuro  della politica comune dei trasporti, precisa che l'obiettivo principale della ricerca per una  politica europea dei trasporti è quello di contribuire allo sviluppo, all'integrazione e alla  gestione di sistemi di trasporti più efficaci, più sicuri e compatibili con l'ambiente e la qualità  della vita al fine di promuovere una mobilità sostenibile delle persone e delle merci. Per raggiungere tale obiettivo, si intende sviluppare un approccio europeo per sfruttare le  sinergie tra le varie attività specifiche a livello nazionale e comunitario, nonché quelli svolti  da altre organizzazioni internazionali. Le attività di ricerca saranno sviluppate a due livelli: - un livello strategico europeo, - un livello di ottimizzazione di rete. Le ricerche saranno realizzate in modo coerente e coordinato, che tenga conto dei risultati  disponibili da altri programmi, in particolare le tecnologie industriali, la telematica,  l'ambiente, l'energia e la ricerca socioeconomica finalizzata per conseguire gli obiettivi della  politica comune dei trasporti. Le attività di questo tema si concentreranno sulle condizioni necessarie per l'interoperatività e  l'interconnessione delle reti, segnatamente dal punto di vista dell'intermodalità e delle  possibilità di accesso. Tali attività intendono promuovere la progettazione e la gestione di  infrastrutture che dovranno essere più compatibili con l'ambiente, più sicure per gli utenti e più  valide sotto il profilo dei costi. A tal fine, le azioni di ricerca si concentreranno sull'identificazione dei bisogni che necessitano  nuove tecnologie, sulla valutazione, l'integrazione e la verifica globale delle innovazioni  tecnologiche sviluppate nell'ambito degli altri temi. L'obiettivo è quello di contribuire all'ottimizzazione delle reti di trasporto transeuropee, allo  sviluppo della produttività dei modi e dei singoli operatori, alla capacità di ciascun modo di  integrarsi con gli altri, all'accessibilità per gli utilizzatori nonché al sostegno allo sviluppo  di un sistema di trasporto multimodale a livello urbano, rurale, regionale e transeuropeo. A tal fine, le attività di RST seguiranno un approccio sistemico e integrato, tenendo conto delle  linee strategiche della politica europea dei trasporti e dei risultati delle ricerche svolte  nell'ambito degli altri temi della prima azione, allo scopo di elaborare soluzioni specifiche  applicabili al settore dei trasporti. Se necessario, tali lavori potranno sfociare in progetti di dimostrazione. La ricerca si  concentrerà in particolare sull'ottimizzazione dei sistemi di trasporto, compreso, per gli utenti,  il potenziamento della sicurezza, la riduzione degli effetti nocivi e il consenso sociale,  soprattutto nei settori seguenti: - nei trasporti combinati, le ricerche dovrebbero portare alla definizione di specifiche per  l'attuazione di catene integrate multimodali; sarà necessario inoltre elaborare piattaforme pilota  per integrare e valutare le nuove tecnologie concernenti il trasbordo, la gestione e il controllo; - nei trasporti ferroviari, le ricerche dovrebbero in particolare essere volte a garantire  l'interoperatività delle reti ferroviarie, comprese quelle ad alta velocità, eliminando  progressivamente gli ostacoli tecnici, normativi ed operativi; - nel settore del trasporto aereo, la ricerca si concentrerà sulla riduzione della congestione  dello spazio aereo e degli aeroporti, tenendo conto particolarmente dei risultati della telematica  dei trasporti, nonché su un ulteriore miglioramento della sicurezza delle persone e sulla riduzione  dell'impatto negativo sull'ambiente; - nel settore dei trasporti urbani, sarà possibile sviluppare soluzioni specifiche che integrino i  risultati acquisiti e convalidati di altri programmi di ricerca sulle tecnologie generiche,  mediante un approccio sistemico e la modellazione adeguata per migliorare la gestione della  domanda, ridurre la congestione ed il consumo energetico, e migliorare la ripartizione modale  soprattutto tra trasporto pubblico ed individuale; - nel settore marittimo, i progetti di ricerca e di dimostrazione dovranno permettere di  ottimizzare le prestazioni dei sistemi rapidi su brevi distanze, i nuovi interfaccia  marittimo/terrestre/fluviale previsti che includano le nuove strutture portuali, impiegando le  risorse umane nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di protezione dell'ambiente nonché di un  sistema efficace di gestione del traffico; - nel settore del trasporto stradale, si svilupperanno le metodologie atte a definire gli strumenti  necessari per attuare una politica comune della sicurezza stradale, anche per pedoni e ciclisti, e  per l'ottimizzazione modale degli spostamenti interurbani e per evitare il traffico, proseguendo  l'integrazione e la valutazione delle soluzioni tecnologiche relative sopprattutto alla gestione  del traffico e alla configurazione delle infrastrutture. Nell'ambito di tutte queste attività, l'accento verrà posto sull'ergonomia e sui fattori umani in  un'ottica operativa, oltre che sulla protezione dell'ambiente. Tali attività saranno completate, sul piano strategico europeo, da una ricerca che si concentrerà  sulla modellazione e gli scenari dei sistemi di trasporto. La ricerca in questo settore sarà  avviata con lo scopo di ottenere una migliore comprensione di come si generi la domanda di  trasporto e delle ripercussioni di quest'ultima sui sistemi di trasporto in Europa. Si tratta di elaborare metodi armonizzati a livello comunitario per analizzare l'evoluzione dei  trasporti e degli spostamenti, i flussi e le interazioni. Si tratta anche di determinare l'impatto  sulla domanda relativa all'ubicazione industriale e allo schema di distribuzione, identificare i  cambiamenti nelle strutture industriali, i limiti logistici e le scelte dei modi di trasporto  nell'ambito del grande spazio economico europeo. D'altronde, in linea con la politica comune dei trasporti, le innovazioni tecnologiche dovranno  andare di pari passo con la ricerca sulla loro integrazione nei nuovi contesti operativi e  istituzionali (fra cui quelli collegati alle norme tecniche e alle linee direttrici per le reti di  trasporto transeuropee). Infine sarà necessaria una nuova metodologia armonizzata per la valutazione dell'impatto globale  dei sistemi di trasporto europei soprattutto per ottimizzare le reti transeuropee. Il CCR darà il suo contributo al settore, essenzialmente attraverso l'analisi della sicurezza dei  sistemi di trasporto e della loro incidenza sulla società e sull'ambiente in generale. 7. RICERCA SOCIOECONOMICA FINALIZZATA In una realtà caratterizzata dalla  stretta interazione tra le condizioni economiche, politiche e sociali da un lato e la tecnologia,  la crescita e l'occupazione, dall'altro, l'obiettivo è quello di attuare azioni di RST che seguano  questi orientamenti. Questo nuovo tema di ricerca permetterà il rinnovamento e l'ampliamento della  base delle conoscenze necessarie al processo decisionale, volte a valutare le opzioni della  politica scientifica e tecnologica tenendo conto degli sviluppi della tecnologia e del know-how. Gli ultimi sviluppi all'interno della Comunità indicano anche una necessità sempre crescente di una  comprensione della scienza da parte del pubblico, e di un rafforzamento dell'interfaccia tra  scienza, ricerca e società. Tenendo conto della ricerca svolta nell'ambito di altri pertinenti temi della prima azione, in  particolare nel campo delle tecnologie industriali, verrà dedicata attenzione alla comprensione dei  fattori socioeconomici che possono promuovere la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori  sul lavoro e contribuire a miglioramenti di ordine generale in questo settore. Parallelamente a queste attività trasversali di ricerca finalizzata, i lavori di ricerca  proseguiranno nel settore economico e sociale nell'ambito di ciascun tema di RST della prima azione  (valutazione dell'impatto socioeconomico e dei rischi), della seconda azione (aspetti  socioeconomici della cooperazione scientifica e tecnica internazionale), della terza (potenziamento  dell'efficacia del trasferimento dei risultati di RST) ed infine nell'ambito della quarta azione  (formazione e mobilità dei ricercatori nel settore delle scienze economiche e sociali). Si manterrà  uno stretto contatto con i progetti COST nel settore delle scienze sociali e con gli enti europei  che lavorano in questo campo. A. Valutazione delle opzioni di politica scientifica e tecnologica La valutazione delle opzioni di politica scientifica e tecnologica per l'Europa offrirà un  fondamento comune di conoscenze ai responsabili decisionali della politica scientifica e  tecnologica a livello nazionale e comunitario e ai responsabili di altri settori di azione  comunitaria ove intervengano la scienza e la tecnologia. Tali attività saranno basate a loro volta sulle attività del programma MONITOR (FAST, SAST, SPEAR),  mediante i lavori dell'Istituto di studi per le prospettive tecnologiche del CCR, mediante azioni  nell'ambito dei programmi VALUE, SPRINT o EUROSTAT e in base all'esperienza acquisita dai programmi  specifici (valutazione dell'impatto socioeconomico della ricerca) che attuano una decisione  adottata nell'ambito del terzo programma quadro. L'obiettivo è quello di mettere a disposizione dei protagonisti, dei responsabili decisionali e  degli utilizzatori di RST uno scenario coerente per la valutazione delle opzioni di politica  scientifica e tecnologica connesse alle attività regionali, nazionali ed europee. Ciò comprenderà studi di analisi prospettiva sui rapporti scienza-tecnologia-società, di  osservazione scientifica, tecnologica ed economica, di analisi strategica, segnatamente le  tecnologie generiche, di valutazione dei programmi e delle politiche di RST, con particolare  accento sulla competitività industriale, tenendo conto della dimensione mondiale. Sarà data  particolare attenzione al collegamento mediante rete. Nell'esecuzione di queste attività, si  ricorrerà opportunamente alle azioni concertate e alle attività di sostegno (studi, ricerche  metodologiche, banche dati aperte, repertori di indicatori, annuari «technology assessment», ecc.).  Sarà prestata la debita attenzione alla diffusione (gruppi di lavoro, seminari). Tali attività  devono essere condotte in stretta collaborazione con gli enti governativi, gli uffici parlamentari,  e le reti scientifiche preposte alla valutazione delle opzioni di politica scientifica e  tecnologica a livello regionale, nazionale ed europeo (in particolare lo STOA e l'European  Parliament Technology Assessment Network), con gli enti pubblici e privati specializzati nei  settori nonché con i rappresentanti in questi ambiti dei protagonisti sociali ed economici. È opportuno prevedere un gruppo limitato di attività per il varo di azioni di preparazione e di  fasi di definizione in vista di nuove azioni di RST a livello comunitario, segnatamente per la  preparazione del quinto programma quadro.Il CCR offrirà il suo contributo a queste attività grazie all'Istituto di studi delle prospettive  tecnologiche che istituirà un osservatorio tecnologico con lo scopo di raccogliere e di analizzare,  tenendo conto delle attività realizzate in questo settore dalle competenti organizzazioni  internazionali quali l'OCSE, le informazioni che concernono le scoperte scientifiche e le  innovazioni tecnologiche e preparerà studi di riflessione e di valutazione delle tecnologie,  principalmente su richiesta delle istituzioni comunitarie. B. Ricerca sull'istruzione e la formazione Il ritmo dei cambiamenti nel campo delle conoscenze economiche, sociali, scientifiche e  tecnologiche e nelle professioni e l'evoluzione dei sistemi dell'istruzione e della formazione,  compresa la formazione degli istruttori, divergono sempre più e diventa estremamente difficile  attuare in tempo gli scambi necessari ed equilibrati fra essi. A livello nazionale si fanno sforzi  notevoli per risolvere queste difficoltà. Il recente sviluppo su scala europea delle reti di  ricerca e di formazione, di accordi industriali e commerciali fra imprese, richiede la conoscenza  ed il controllo di questi problemi da parte di tutta l'Europa, nell'ottica della loro crescente  globalizzazione. L'obiettivo delle attività comunitarie di ricerca in questo settore dovrebbe essere quello di  assistere gli Stati membri nei loro sforzi di sviluppare collegamenti tra la ricerca, l'istruzione  e la formazione professionale e di migliorare i loro sistemi di istruzione e di formazione,  attraverso la diffusione di prassi efficaci. Nel rispetto del principio di sussidiarietà, queste attività completeranno le attività degli Stati  membri e saranno coerenti con le attività comunitarie nel settore dell'istruzione e della  formazione. Dovrebbe essere riservata priorità a quattro aree di ricerca, tenendo pienamente conto  delle attività di ricerca esistenti (a livello locale, regionale, nazionale e comunitario). Primo,  i requisiti della formazione per lo sviluppo di un mercato europeo del lavoro che sia competitivo;  secondo, una metodologia adeguata e valida sotto il profilo dei costi dell'istruzione e della  formazione; terzo, l'analisi delle specifiche necessità future di formazione delle società,  compresa la gestione del cambiamento; quarto, la ricerca comparata per l'esame dei problemi più  importanti che influiscono sulla natura e il successo dei sistemi d'istruzione e di formazione,  comprese le differenze regionali ed il rapporto con lo sviluppo economico delle regioni. Le azioni comunitarie di ricerca in questo settore saranno necessariamente in stretta coordinazione  con le attività svolte dai programmi comunitari esistenti in materia di formazione professionale in  particolare COMETT, FORCE e EUROTECNET e dei loro successori. C. Ricerche sui problemi legati all'integrazione e all'esclusione sociale in Europa Un nuovo settore di ricerca verterà sui problemi di integrazione sociale. La povertà e l'esclusione  sociale sono problemi di rilevante entità per gli Stati membri. Sono necessarie ricerche in questo  settore per migliorare la comprensione di tali problemi e combatterli. La Comunità concentrerà le proprie ricerche sulle varie forme che assume l'esclusione sociale,  sulle sue cause e sulle possibili soluzioni, con particolare attenzione allo scambio di  informazioni su questi tre aspetti. Le attività esplorative saranno incentrate sui seguenti temi: - le forme ed i processi di esclusione sociale, compresi gli aspetti demografici e  regionali/urbani; - le cause, inclusa la disoccupazione; - la migrazione; - l'esperienza, a livello nazionale e comunitario, con politiche di integrazione; - il contributo degli sviluppi tecnologici all'integrazione sociale. SECONDA AZIONE Promozione della cooperazione nel campo della ricerca, dello sviluppo  tecnologico e della dimostrazione comunitari con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali La seconda azione prevede varie forme connesse di intervento comunitario. La cooperazione  scientifica e tecnica si sviluppa e include anche le attività di collaborazione internazionale in  materia di ricerca finora intraprese al di fuori del programma quadro. Essa comprende i paesi  industrializzati, i paesi dell'Europa centrale ed orientale, i nuovi Stati indipendenti dell'ex  Unione Sovietica e i paesi in sviluppo. La cooperazione può articolarsi su base bilaterale o  multilaterale, può essere diretta o passare attraverso organizzazioni internazionali. L'obiettivo  consiste in un rafforzamento delle capacità della Comunità nei settori scientifici e tecnologici e  in un sostegno all'attuazione delle politiche comunitarie nei confronti dei paesi terzi. Questo  tipo di cooperazione è basato sul principio del vantaggio reciproco. L'azione consisterà nel potenziare il valore aggiunto delle attività di RST della Comunità, degli  Stati membri e delle altre politiche comunitarie mediante una cooperazione selettiva di vantaggio  reciproco con paesi terzi e organizzazioni internazionali, che completi l'azione degli Stati membri  e possa essere coordinata con essi. Un importante elemento di quest'azione consiste nell'apporto  della scienza alla risoluzione dei problemi regionali e globali, nonché al miglioramento della  situazione dei paesi in sviluppo e dei paesi dell'Europa centrale ed orientale. Le attività di  questa seconda azione devono rivelarsi sufficientemente flessibili per rispondere alle possibili  evoluzioni dei paesi terzi. Nei casi in cui vi sia anche il problema della proprietà intellettuale  è d'applicazione la dichiarazione congiunta del Consiglio e della Commissione adottata nel giugno  1992, che fornisce principi orientativi in materia. Lo scopo principale riguarda il potenziamento della capacità scientifica e tecnologica della  Comunità, il sostegno all'attuazione delle politiche comunitarie rivolte ai paesi terzi, il  contributo alla soluzione dei problemi regionali e globali, grazie ad un migliore coordinamento con  gli Stati membri. In questo contesto, lo sviluppo di norme offre un buon esempio delle possibilità  di siffatto vantaggioso coordinamento. A. Cooperazione scientifica e tecnologica in Europa 1. Collaborazione con altre istanze europee di cooperazione scientifica e tecnologica L'azione mira ad ottimizzare la ricerca in Europa attraverso un'adeguata cooperazione, tenendo  conto delle azioni già avviate a livello nazionale dagli Stati membri e dai paesi EFTA, da COST, da  EUREKA, e da altre organizzazioni europee. L'obiettivo risultante consiste nella creazione di collegamenti più stretti con le organizzazioni e  le istanze suddette, che riguardino anche il livello pratico dei progetti. Ciò incoraggerà lo  sviluppo di reti scientifiche e tecniche di alto livello che operano al di là delle frontiere  comunitarie. I progetti di azioni concertate COST sono complementari con i programmi comunitari e mantengono un  carattere specifico rispetto alle altre strutture di ricerca europee. I collegamenti tra azioni comunitarie ed EUREKA saranno rafforzati, in particolare nel contesto  della terza azione. Nel caso dei paesi EFTA, si terrà conto del fatto che quelli che hanno aderito allo Spazio  economico europeo partecipano già a pieno titolo al programma quadro, mentre altri operano sulla  base di accordi di cooperazione bilaterali. 2. Cooperazione con i paesi dell'Europa centrale ed orientale e con i nuovi Stati indipendenti  dell'ex Unione Sovietica Con quest'azione s'intende contribuire alla salvaguardia del potenziale scientifico e tecnologico  dei paesi in questione e ad un riorientamento, ad esempio incoraggiando la mobilità degli  scienziati e potenziando le relazioni tra ricerca universitaria e industriale a livello locale. Anche la scienza e la tecnologia comunitarie trarranno vantaggio da una cooperazione in settori di  interesse reciproco, che potrebbe assumere la forma di progetti congiunti, e da più intensi  contatti tra scienziati e ricercatori. Si cercherà di rendere quest'azione complementare ad altre attività comunitarie quali PHARE e  TACIS, ad esempio allo scopo di rinnovare le infrastrutture di RST, e di collegarla strettamente  alle azioni condotte direttamente dagli Stati membri. Nel settore energetico, l'azione potrebbe  anche utilizzare i «centri energetici» che la Comunità ha aperto in questi paesi. Per i paesi in questione è prevista anche la possibilità di partecipare a programmi specifici della  prima azione; un finanziamento comunitario in base alla seconda azione può essere previsto per  agevolare la loro partecipazione. L'azione includerà anche temi specifici di ricerca collegati con situazioni critiche, che si  verificano attualmente in tali paesi e non inclusi nella prima azione, quali la lotta contro i  problemi in materia di ambiente e di salute umana, in particolare quelli provocati da gravi  incidenti. B. Cooperazione con paesi terzi industrializzati non europei Con questo tipo di cooperazione si intende promuovere gli interessi della Comunità e ottimizzare  gli sforzi posti in atto nel settore della RST, agevolando l'accesso alle fonti scientifiche e  tecnologiche di questi paesi terzi. Giova sottolineare che questi paesi sono nel contempo partner della Comunità e suoi concorrenti, in  particolare sul piano commerciale e industriale. Per tale motivo risulta importante rispettare i  principi di selettività nei settori di cooperazione, concentrandosi su alcuni settori ben  selezionati, di flessibilità nelle modalità di cooperazione, di un equilibrato vantaggio reciproco,  di non trasferimento degli strumenti finanziari. Le modalità di cooperazione con questi paesi comprendono la concertazione per determinati settori,  per esempio quello dei megaprogetti, l'esecuzione di progetti comuni di ricerca e di studio e lo  scambio di informazioni e di esperti. La cooperazione scientifica e tecnica con tali paesi costituisce un appoggio per le azioni esterne  della CE, consentendo nel contempo agli Stati membri di accedere in modo paritetico alle fonti  scientifiche e tecnologiche dei paesi terzi in questione. A tal fine è necessario un coordinamento  con gli Stati membri onde evitare ripetizioni di lavoro e dispersione di risorse finanziarie e per  meglio definire la portata dell'azione comunitaria sulla base del principio di sussidiarietà. C. Cooperazione scientifica e tecnologica con i paesi in sviluppo La maggior parte degli Stati membri attua programmi di cooperazione scientifica con i paesi in  sviluppo, la cui importanza spesso dipende dalle tradizioni culturali del paese o da relazioni  preesistenti. La seconda azione intende in primo luogo riunire diverse iniziative di ricerca in una  strategia globale e coordinata creando una sinergia con le azioni comunitarie di sviluppo. Essa consentirà all'Europa di assicurare un impegno scientifico sui problemi posti dai paesi in  sviluppo e di migliorare questo suo impegno in alcuni Stati membri. Contemporaneamente, essa  agevolerà il potenziamento delle capacità di ricerca negli stessi paesi in sviluppo, mediante la  realizzazione comune di lavori di ricerca con contratti in compartecipazione finanziaria e un  rafforzamento dei legami esistenti attraverso le reti. I temi riguarderanno aspetti comuni per tutti i paesi in sviluppo, quali le risorse naturali  rinnovabili, l'agricoltura, la tutela dell'ambiente, nonché la ricerca sanitaria, che sono di  primaria importanza per lo sviluppo economico e sociale di questi paesi. Dovrebbe essere prevista  la necessaria flessibilità per la definizione di priorità in funzione della regione e delle  esigenze emerse. È inoltre prevista la possibilità che i paesi in sviluppo partecipino anche a taluni programmi  specifici della prima azione su argomenti di interesse generale o di interesse reciproco  chiaramente individuato; ciò vale in particolare per i paesi in sviluppo che dispongono già di un  sufficiente potenziale scientifico. Un finanziamento comunitario a titolo della seconda azione può essere previsto per agevolare la  partecipazione di laboratori dei paesi in sviluppo al programma quadro. TERZA AZIONE Diffusione e valorizzazione dei risultati nelle attività comunitarie di ricerca, di  sviluppo tecnologico e di dimostrazione La terza azione riguarda tutte le attività comunitarie di RST, senza mettere in evidenza nessun  tema particolare di RST. I suoi obiettivi sono: garantire un'ampia diffusione dei risultati della  ricerca; favorire la loro utilizzazione ottimale incoraggiando, con l'aiuto di tutte le parti  interessate, la trasformazione in innovazioni dei risultati conseguiti; sostenere il trasferimento  delle tecnologie, in particolare alle PMI; sostenere le iniziative a livello nazionale o regionale  al fine di dar loro una dimensione comunitaria. La Comunità deve contribuire sostanzialmente al miglioramento della diffusione e dell'utilizzo dei  risultati della ricerca. Essa dovrebbe anche creare condizioni migliori per il trasferimento delle  nuove tecnologie, indipendentemente dalla loro origine, parte delle industrie e soprattutto delle  PMI, in tutta la Comunità, in particolare negli Stati membri o nelle regioni che traggono minori  vantaggi dai programmi di ricerca e sviluppo. Gli Stati membri della Comunità attuano già a livello nazionale e regionale politiche di  valorizzazione della ricerca e di diffusione delle nuove tecnologie. Queste iniziative variano però  molto da una regione all'altra e spesso non vi è presente una vera e propria dimensione  comunitaria, la quale invece offrirebbe un notevole valore aggiunto nel contesto del mercato  interno. Occorre proseguire e, se risulta necessario in base alle valutazioni, migliorare mediante  appropriate azioni comunitarie nell'ambito del quarto programma quadro, gli sforzi di diffusione e  utilizzazione dei risultati della ricerca compiuti in particolare nell'ambito dei programmi VALUE,  SPRINT e THERMIE. Le azione di diffusione e valorizzazione devono essere coordinate con quelle svolte e finanziate da  programmi specifici. Esse devono tener conto del carattere non lineare, complesso e iterativo del  processo innovativo, della specificità del trasferimento di tecnologie e della valorizzazione, che  presuppongono competenze specifiche e un approccio multisettoriale. Questa azione è rivolta in primo luogo alle PMI che partecipano ai programmi specifici o sono in  grado di utilizzare le conoscenze che ne risultano. È inoltre rivolta alla maggioranza delle PMI  che hanno bisogno di includere nelle loro attività le conoscenze e le nuove tecnologie necessarie  per mantenere o migliorare la loro competitività e che, a causa della mancanza di capacità interna  di RST, devono procurarsi all'esterno. Essa include misure volte al miglioramento del contesto  finanziario per la valorizzazione dei risultati e la diffusione delle tecnologie. Per quanto riguarda le sinergie con il programma EUREKA, è indispensabile garantire una migliore  diffusione di informazioni concernenti i progetti e le misure di sostegno, facilitando così la  presa in considerazione nei progetti EUREKA dei risultati della ricerca comunitaria. Tali  collegamenti migliorati dovrebbero favorire il trasferimento dei risultati delle attività di RST  verso il mercato e la definizione di criteri. Verrà anche incoraggiata la valorizzazione del  trasferimento delle conoscenze, eventualmente in associazione con progetti EUREKA. La terza azione comprende anche un sostegno ad hoc per altre politiche comunitarie, che può essere  fornito da istituti di ricerca della Comunità, compreso il CCR. A. Diffusione e utilizzo dei risultati della ricerca Questo settore consta delle attività seguenti: - l'approfondimento delle attività della rete dei centri di relè allo scopo di far conoscere le  attività comunitarie di RST e di dimostrazione, di agevolare la diffusione delle informazioni e  l'utilizzo dei risultati di RST e di promuovere la collaborazione scientifica e tecnica. Tale rete  si basa tra l'altro sul potenziamento del servizio di informazione al pubblico e di diffusione  (CORDIS), mettendo in rilievo la qualità dei dati e il facile accesso all'informazione per gli  utenti; - servizi specializzati a completamento di quelli offerti dai centri di collegamento, destinati in  particolare alle PMI. Lo scopo di questi servizi è di promuovere la valorizzazione transnazionale e  transettoriale dei risultati della ricerca. I servizi comprendono l'assistenza nel settore della  proprietà intellettuale, gli studi prospettici del mercato, le azioni di formazione e di  incoraggiamento al trasferimento delle conoscenze, la creazione di club tecnologici, il sostegno ai  progetti di applicazioni transettoriali; - misure destinate a migliorare l'efficacia del trasferimento dei risultati della RST (tra cui  grado di accettazione e valutazione dell'impatto sociale, gestione ed economia della ricerca,  azioni pilota di comunicazione verso la società). B. Diffusione delle tecnologie verso le imprese In questo settore lo scopo consiste nel promuovere un più ampio utilizzo delle tecnologie,  soprattutto presso le PMI e soprattutto nel contribuire alla creazione di reti di servizi nella  Comunità per il trasferimento di tecnologie che raggruppino gli organismi competenti a livello  nazionale e regionale. In questo caso si porrà l'accento sul miglioramento della qualità e dell'efficacia dei servizi di  appoggio all'innovazione e al trasferimento di tecnologie e sul miglioramento della capacità di  assorbimento delle nuove tecnologie da parte del tessuto industriale, in particolare da parte delle  PMI e dei settori dell'industria più tradizionale raggiungendo in tal modo una gamma più vasta di  imprese rispetto a quelle che partecipano alle attività comunitarie di RST. Si promuoverà una  strategia coordinata basata sulle esigenze delle imprese che tenga conto di tutti gli aspetti  legati al trasferimento e all'utilizzo delle tecnologie. Questo settore comprende: - la costituzione di reti transnazionali di operatori incaricati del trasferimento e della  diffusione delle tecnologie, comprendenti in particolare le organizzazioni di ricerca e sviluppo  tecnologico, i centri tecnici settoriali, i parchi scientifici, ecc., per favorire l'utilizzo delle  tecnologie presso le PMI e lo scambio di prassi ottimale; - l'applicazione di misure atte ad agevolare la diffusione delle possibilità tecnologiche e ad  avvicinare l'offerta, la domanda e gli intermediari; - la dimostrazione dei meccanismi e delle condizioni di trasferimento e di utilizzo delle  tecnologie da parte di nuovi utenti mediante progetti pilota transregionali o transettoriali.  Questi progetti si baseranno su organismi intermediari rappresentativi che potrebbero moltiplicare  gli effetti della diffusione delle tecnologie e dei metodi di gestione presso le PMI; - misure volte a migliorare la sensibilizzazione delle aziende ad una gestione ottimale delle  risorse tecnologiche; - una migliore conoscenza dei meccanismi e il potenziamento degli scambi di esperienze su relativi  strumenti e politiche. C. Contesto finanziario e diffusione delle tecnologie Dato che il contesto finanziario si ripercuote sulla competitività industriale il terzo settore di  questa azione mira, grazie ad una azione comunitaria appropriata, nel rispetto del principio di  sussidiarietà, a migliorare il contesto comunitario per il finanziamento della valorizzazione,  dell'adeguamento e della diffusione delle tecnologie. Questo settore comprende: - misure indirette volte a migliorare la comunicazione tra gli ambienti finanziari e i promotori di  progetti tecnologici, ad appoggiare la creazione di sistemi efficaci per il reperimento dei  capitali privati e la disponibilità di investimenti («exit»), ad analizzare e promuovere le  strutture giuridiche più adatte. In questo contesto saranno esaminati programmi quali quello sul  finanziamento della tecnologia in base alla produttività, avviato dal programma SPRINT; - azioni pilota volte a incoraggiare il trasferimento e l'utilizzo di tecnologie da parte delle PMI  (ad esempio sovvenzioni alle PMI per metterle in grado di partecipare alle azioni di diffusione e  valorizzazione dei risultati delle attività comunitarie di RST); - assistenza tecnica e di gestione agli intermediari finanziari pubblici o privati, selezionati o  da stabilire negli Stati membri, che assicuri il cofinanziamento in partecipazione alle PMI. Queste azioni saranno svolte in stretta cooperazione con le altre azioni comunitarie in corso in  questo settore (Eurotech capital, Fondo europeo per gli investimenti, politiche aziendali). D. Servizi scientifici per le politiche comunitarie Questa azione fornirà un contributo scientifico alle politiche comunitarie, su richiesta delle  direzioni incaricate di tali politiche, ogniqualvolta emergerà o sarà espressa un'esigenza in tal  senso. Essa sarà aperta alla partecipazione di tutti gli istituti di ricerca comunitari, compreso  il CCR. Queste azioni, generalmente mirate e di breve durata, proprio per la loro natura, non si prestano  ad una programmazione a lungo termine, perché seguono le domande, a breve, che provengono dalle  direzioni generali. La loro necessità emerge solo nel corso dello svolgimento del programma  quadro. QUARTA AZIONE Incoraggiamento alla formazione e alla mobilità dei ricercatori nella Comunità L'obiettivo di questa azione consiste nella promozione della formazione e della mobilità dei  ricercatori della Comunità in settori, compresi quelli della ricerca fondamentale, non ammissibili  per un sostegno a titolo della prima azione. Vi è un'esigenza, riconosciuta anche dall'industria,  di formazione e ricerca di alta qualità che è lasciata essenzialmente all'iniziativa dei  ricercatori stessi e che è concepita e svolta a livello comunitario in laboratori di ricerca in  Europa. È in gioco, a lungo termine, l'esigenza di assicurare un elevato livello di formazione per  gli scienziati, che costituisce il nocciolo della capacità di innovazione della Comunità. L'utilizzo ottimale delle risorse umane è un parametro fondamentale di tutte le attività  socioeconomiche. Se da un lato è vero che l'Europa possiede nel settore della ricerca un capitale  umano che può piazzarsi tra i primi posti su scala mondiale, l'utilizzo di questo capitale è spesso  complicato e rallentato dalle discrepanze tuttora esistenti tra gli Stati membri e diverse  discipline. In tale contesto è fondamentale assicurare pari opportunità ai ricercatori di sesso  maschile e femminile. Lo sviluppo delle risorse umane del settore della formazione mediante la  ricerca e il loro utilizzo ottimale attraverso la mobilità e la cooperazione transnazionale sono  strumenti essenziali per conseguire gli obiettivi generali del programma quadro. La quarta azione, che mira ad una formazione avanzata nei laboratori ubicati in tutta la Comunità,  dovrà mantenere un carattere aperto e privilegiare la cooperazione con l'industria. L'azione persegue gli obiettivi generali seguenti: - stimolare la formazione attraverso la ricerca e, grazie alla cooperazione, anche un migliore  utilizzo dei ricercatori di più alto livello all'interno della Comunità; - promuovere la mobilità dei ricercatori europei attraverso la Comunità, incoraggiando la mobilità  interdisciplinare e tra università, istituti di ricerca e industria, sfruttando così meglio il  potenziale di ricerca nelle varie discipline; - promuovere, ad esempio per mezzo di reti, la cooperazione transnazionale a favore delle attività  di ricerca proposte essenzialmente dagli scienziati stessi e non ammissibili per un sostegno a  titolo della prima azione; - facilitare l'accesso di tutti i ricercatori europei alle grandi strutture necessarie per una  ricerca di qualità elevata; - migliorare la coesione scientifica e tecnologica della Comunità e contribuire al conseguimento di  un livello scientifico generale ottimale, offrendo agli organismi scientifici e ai ricercatori, di  tutte le regioni della Comunità, opportunità di ricerca. Il rientro nel paese di origine dei  ricercatori delle regioni meno favorite sarà finanziato mantenendo la prassi attuale. Questa azione riguarda le scienze naturali e le scienze matematiche, le scienze economiche e di  gestione e le scienze sociali e umane che contribuiscono agli obiettivi di RST comunitari. Le attività di questa azione possono suddividersi in tre gruppi: a) Reti tra laboratori di paesi diversi Le reti consentiranno ai ricercatori provenienti dal maggior numero possibile di paesi della  Comunità di riunire i loro sforzi in un «Laboratorio europeo senza frontiere», favorendo così la  costituzione di gruppi capaci di svolgere attività di ricerca di qualità più elevata. Tuttavia  anche le piccole associazioni tra laboratori di diversi paesi (compreso il gemellaggio) avranno  diritto al sostegno comunitario, qualora costituiscano il nucleo originario di una rete futura più  ampia. Verranno erogati finanziamenti destinati agli incontri tra ricercatori, alla realizzazione  di esperimenti comuni, allo scambio di risultati, in casi eccezionali alla copertura di costi  supplementari connessi con le attrezzature scientifiche che possono essere necessarie per la  ricerca congiunta delle reti, al potenziamento degli effettivi mediante l'assunzione temporanea di  ricercatori (provenienti preferibilmente da altri paesi). b) Accesso alle grandi strutture In questo caso, l'intervento comunitario, a complemento degli sforzi nazionali e internazionali,  comprende: - il sostegno ai ricercatori per facilitare loro l'accesso alle grandi strutture (necessarie per la  ricerca e poco numerose nella Comunità); - sostegno al miglioramento, ove necessario, delle grandi strutture per fornire un più ampio  accesso ai ricercatori comunitari, incoraggiando così un utilizzo più efficace delle strutture  stesse. c) Formazione attraverso la ricerca ed incoraggiamento alla mobilità: - attuazione di un'attività di formazione attraverso la ricerca e di incoraggiamento alla mobilità  dei ricercatori. Questa attività comprenderà periodi di tirocinio da tre mesi a tre anni che  dovrebbero consentire ai ricercatori europei in primo luogo a coloro che hanno compiuto un  dottorato o hanno un livello equivalente di istruzione, di seguire una formazione ed una  specializzazione fuori dal loro paese di origine. Le borse di studio copriranno le spese di  mobilità e di sussistenza, con un contributo adeguato ai costi di ricerca e gestione, compresi  quelli sostenuti dai laboratori ospiti. Gli accordi da stipulare saranno intesi ad assicurare  condizioni di retribuzione e di sostegno comparabili per i ricercatori dei vari programmi in tutti  gli Stati membri, tenendo conto delle condizioni locali. Si considererà con particolare attenzione  la formazione alla gestione dei cambiamenti che si verificano all'interno delle aziende in seguito  alle nuove tecnologie; - armonizzazione delle modalità di attuazione delle azioni di formazione svolte nei programmi  specifici definiti nella prima, seconda e terza azione. Il fine è di garantire, pur senza ricercare  un'uniformità sistematica, che le procedure di selezione dei borsisti, le condizioni di  retribuzione e le modalità di attuazione siano comparabili per tutti i programmi specifici; - proseguimento dell'analisi delle diverse norme applicabili alle borse comunitarie nei diversi  Stati membri. Inoltre occorrerebbe sforzarsi di evitare eccessive disparità da un paese all'altro; - coordinamento di tutte le attività di formazione avviate nell'ambito dei programmi specifici al  fine di aumentarne le sinergie; - organizzazione di euroconferenze, premi scientifici ed altre iniziative analoghe, come ad esempio  corsi estivi. (a) La ricerca e la formazione nel settore dell'energia nucleare sono disciplinate dalla  decisione relativa al programma quadro dell'Euratom.  ALLEGATO IV MODALITÀ DELLA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA DELLA COMUNITÀ 1. La  partecipazione finanziaria della Comunità alle attività svolte nell'ambito dei programmi specifici  di RST è la seguente: a) Azioni indirette - azioni in compartecipazione finanziaria con terzi (1): - per i progetti di RST, compresi i progetti con consorzi integrati: non più del 50 % del costo del  progetto e riduzione graduale della quota di partecipazione quanto più il progetto è vicino alla  fase di commercializzazione. Le università, gli istituti di istruzione superiore e gli altri centri  di ricerca che non usano sistemi di contabilità analitica riceveranno un rimborso pari al 100 % dei  costi aggiuntivi; - per le reti tematiche e la formazione e la mobilità dei ricercatori: 100 % del costo aggiuntivo; - per misure adatte a programmi specifici, ad esempio premi di fattibilità: fino al 100 % del  costo; - per le misure preparatorie, di sostegno e di promozione: fino al 100 % del costo; - azioni concertate: Per le azioni concertate che consistono nel coordinamento di progetti di RST, quali le reti di  concertazione: fino al 100 % del costo della concertazione. b) Azioni dirette Per le azioni dirette, svolte dal CCR, composte da programmi o parti di programmi nonché da  attività di sostegno scientifico e tecnico di carattere istituzionale (che sono cioè necessarie  all'attuazione di altre politiche comunitarie e richiedono la neutralità del CCR): in linea di  principio il 100 % dei costi. c) Attività di sostegno concorrenziale Per le attività scientifiche e tecniche a sostegno di altre politiche comunitarie, per le quali può  essere seguita un'impostazione concorrenziale: in linea di principio il 100 % dei costi. Non è possibile derogare a queste norme generali, se non nelle condizioni previste in ciascun  programma specifico. 2. Le modalità dell'eventuale partecipazione finanziaria della Comunità alle attività contemplate  all'articolo 2, paragrafo 2 della decisione saranno definite nelle disposizioni ad esse pertinenti  del Consiglio, a norma dell'articolo 130 O del trattato. 3. Le modalità della partecipazione finanziaria delle imprese, dei centri di ricerca e delle  università all'attuazione dei programmi specifici saranno previste nelle disposizioni di cui  all'articolo 130 J del trattato. (1) Il CCR, in associazione con partner stabiliti negli Stati membri, può partecipare ad  azioni in compartecipazione finanziaria sulla stessa base che i paesi terzi.