CELEX: 21993D0304(02)
Language: it
Date: 1992-12-22 00:00:00
Title: Decisione n. 2/92 del Comitato degli Ambasciatori ACP- CEE del 22 dicembre 1992 che stabilisce il regime applicabile al personale del Centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale nell'ambito della quarta convenzione ACP-CEE

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21993D0304(02)

Decisione n. 2/92 del Comitato degli Ambasciatori ACP- CEE del 22 dicembre 1992 che stabilisce il regime applicabile al personale del Centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale nell'ambito della quarta convenzione ACP-CEE  

Gazzetta ufficiale n. L 053 del 04/03/1993 pag. 0033 - 0063

DECISIONE N. 2/92 DEL COMITATO DEGLI  AMBASCIATORI ACP-CEE del 22 dicembre 1992 che stabilisce il regime applicabile al personale del  Centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale nell'ambito della quarta convenzione ACP-CEE(93/132/CEE) IL COMITATO DEGLI AMBASCIATORI ACP-CEE, vista la quarta convenzione ACP-CEE, firmata a Lomé il 15 dicembre 1989, in appresso denominata  «convenzione» in particolare l'articolo 53, vista la decisione n. 1/91 del Comitato degli ambasciatori ACP-CEE, del 19 aprile 1991, relativa  alle regole di funzionamento del Centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale, in appresso  denominato «Centro», in particolare l'articolo 5, considerando che occorre stabilire il regime applicabile al personale del Centro; considerando che è opportuno rendere applicabile tale regime anche al direttore del Centro,  nominato dal Comitato degli ambasciatori ACP-CEE, in applicazione dell'articolo 4, paragrafo 1  della decisione n. 1/91 del medesimo; considerando che occorre assicurare il buon funzionamento del Centro e definire le condizioni in  cui il protocollo n. 3 sui privilegi e sulle immunità allegato alla convenzione può essere  applicato al personale del Centro; considerando che, conformemente al suddetto protocollo n. 3, il personale del Centro deve godere,  nel territorio degli Stati membri e degli Stati ACP, in particolare durante l'esercizio delle sue  funzioni, dei vantaggi, delle immunità o delle agevolazioni d'uso; che questi ultimi debbono essere  paragonabili a quelli delle analoghe istituzioni che funzionano in condizioni simili, DECIDE: Articolo 1 È definitivamente adottato il regime applicabile al personale del  Centro nella versione figurante nell'allegato. Articolo 2 Le regolamentazioni adottate dal direttore del Centro, e notificate al sottocomitato  di cooperazione per lo sviluppo agricolo e rurale prima dell'entrata in vigore del regime previsto  all'articolo 1 saranno confermate o modificate dal sottocomitato entro un termine di due mesi a  decorrere dalla data della loro notifica. Tuttavia esse non potranno entrare in vigore prima  dell'entrata in vigore del suddetto regime. Articolo 3 Gli Stati ACP, gli Stati membri della Comunità e la Comunità devono prendere, ciascuno  per quanto lo concerne, le misure necessarie all'esecuzione della presente decisione. Articolo 4 La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 1993. Fatto a Bruxelles, addì 22 dicembre 1992. Per il Comitato degli ambasciatori ACP-CEE Il Presidente J. KERR    ALLEGATO REGIME APPLICABILE AL PERSONALE DEL CENTRO TECNICO PER LA COOPERAZIONE AGRICOLA  E RURALE (CTA) INDICE Pagina Titolo I: Disposizioni generali 35 (articoli da 1 a 5) Titolo II: Agenti 36 (articoli da 6 a 59) Titolo III: Direttore 45 (articolo 60) Titolo IV: Disposizioni sociali e fiscali e disposizioni relative ai mezzi di ricorso 46 (articoli da 61 a 67) Titolo V: Agenti locali 47 (articoli da 68 a 72) Titolo VI: Disposizione finale 48 (articolo 73) Allegati del regime Allegato I: Lettera di nomina Allegato II: Tabella delle retribuzioni Allegato III: Modalità di applicazione dell'imposta stabilita a profitto del Centro Allegato IV: Regolamento di conciliazione e di arbitrato TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 1.  Il presente regime è fissato in considerazione del carattere internazionale e  pubblico dell'attività del Centro. In particolare, esso regola: i diritti e i doveri del personale;  le modalità di nomina, di classificazione degli impieghi e di cessazione dal servizio; le  condizioni di lavoro; la retribuzione ed i vantaggi sociali; il regime disciplinare e le vie di  ricorso. 2.  Il direttore del Centro, in appresso denominato «direttore», può adottare regolamentazioni o  modifiche di regolamentazioni, intese a precisare i principi sanciti dal presente regime; detta  competenza viene esplicata in particolare nelle materie esplicitamente contemplate dal regime. 3.  Il direttore notifica al sottocomitato di cooperazione per lo sviluppo agricolo e rurale, in  appresso denominato «sottocomitato», le regolamentazioni o le modifiche delle stesse con la massima  sollecitudine e al più tardi dopo trenta giorni lavorativi a decorrere dalla loro adozione. Ove lo ritenga necessario, il direttore può decidere l'applicazione provvisoria delle  regolamentazioni adottate. Entro un termine massimo di tre mesi a decorrere dalla notifica, il sottocomitato approva la  regolamentazione notificata o vi apporta modifiche. Le regolamentazioni così adottate dal  sottocomitato sono applicabili a decorrere dalla data in esse stabilita. Tuttavia, tale data non  può essere anteriore alla data della loro adozione. 4.  Il Comitato degli ambasciatori ACP-CEE può, in qualsiasi momento, modificare il presente  regime, inserendovi gli adeguamenti che ritiene opportuni. 5.  Le norme giuridiche applicabili al direttore ed agli agenti del Centro, ai sensi dell'articolo  2 e le sole che essi possono invocare sono le seguenti: la convenzione, l'accordo sulla sede tra i  Paesi Bassi e il Centro, le regole di funzionamento del Centro, il presente regime, il regolamento  finanziario del Centro, le regolamentazioni approvate conformemente ai paragrafi 2 e 3 del presente  articolo dopo l'entrata in vigore del presente regime, le regole interne di esecuzione fissate dal  direttore, nonché le eventuali condizioni individuali fissate per iscritto, al momento della nomina  o successivamente ad essa. Articolo 2 1.  Il presente regime definisce le condizioni applicabili: - al direttore, - agli agenti del Centro, e - agli agenti locali del Centro. 2.  Ai sensi del presente regime, è agente del Centro qualsiasi persona nominata per iscritto dal  direttore per svolgere funzioni a tempo determinato e conformemente alle condizioni e limitazioni  previste dal presente regime. 3.  Ai sensi del presente regime, è agente locale qualsiasi persona assunta dal Centro mediante  contratto di lavoro a tempo determinato, per svolgere compiti manuali o di servizio in un impiego  non previsto all'articolo 7 e conformemente agli usi locali. Articolo 3 Il direttore informa il sottocomitato di tutte le questioni importanti relative  all'assunzione, al rinnovo, alla proroga e alla revoca delle nomine di agenti. Tali questioni  riguardano in particolare i posti vacanti, le modalità di pubblicazione degli impieghi offerti, le  candidature ricevute nonché i metodi ed i criteri di selezione dei candidati. Articolo 4 1.  Il personale può eleggere un comitato del personale allo scopo di difendere i  propri interessi presso il Centro e di assicurare un contatto permanente tra quest'ultimo ed il  personale. Esso coopera al buon funzionamento dei servizi consentendo al personale di manifestare  le sue opinioni. Il comitato del personale può informare la direzione del Centro in merito ad ogni difficoltà  generale relativa all'interpretazione ed all'applicazione del presente regime. Esso può essere  consultato su qualsiasi difficoltà del genere, qualunque ne sia la natura. 2.  Il direttore deve essere informato dell'elezione del comitato del personale, delle candidature  presentate e del risultato dei voti. 3.  Il direttore può accordare agevolazioni a quattro membri al massimo del comitato del personale  perché possano assolvere i loro compiti in seno allo stesso. Articolo 5 Il Centro può avvalersi dei servizi di esperti distaccati. Si considera esperto distaccato qualsiasi funzionario nazionale o internazionale o dirigente del  settore privato in possesso di qualifiche ed esperienza pari a quelle richieste all'agente del  Centro e ceduto temporaneamente al Centro stesso o ivi destinato temporaneamente nel quadro di  scambi di agenti, in base ad una regolamentazione adottata dal direttore. TITOLO II AGENTI CAPITOLO I NOMINA - CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIEGHI - QUADRO DELL'ORGANICO Articolo 6 1.  La nomina di un agente ha il solo scopo di provvedere, secondo le condizioni di  cui al presente regime, ad un posto vacante incluso nella tabella dell'organico allegato al  bilancio conformemente a quanto previsto all'articolo 10. 2.  Gli agenti sono nominati dal direttore per un periodo determinato che scade il 31 agosto 1996  al più tardi. La durata stabilita in ciascuna lettera di nomina può essere eventualmente prorogata  alle condizioni ed entro i limiti fissati nel presente regime, ma non può superare la data  summenzionata, fermo restando quanto previsto all'articolo 11 per le nomine di breve durata. 3.  Ogni nomina o eventuale proroga della nomina a decorrere dal 31 agosto 1996 è soggetta  all'autorizzazione del sottocomitato ed alle condizioni che saranno da esso stabilite; la durata  della nomina o della proroga non può superare la data di scadenza della convenzione. 4.  La lettera di nomina dell'agente, redatta conformemente al modello figurante nell'allegato I,  precisa la data di decorrenza della nomina stessa e la sua durata, la categoria, il grado e lo  scatto nei quali l'interessato viene nominato nonché l'obbligo dell'agente di rispettare le  disposizioni del presente regime. Articolo 7 1.  Gli impieghi di agente di cui al presente regime sono classificati, secondo la  natura ed il livello delle funzioni a cui corrispondono, in tre categorie di personale designate in  ordine gerarchico decrescente con le denominazioni «personale direttivo», «agente di applicazione»  e «agente di esecuzione». 2.  Ciascuna categoria è suddivisa in gradi e ciascun grado è suddiviso in scatti. Le categorie, i gradi, le funzioni tipo corrispondenti a tali gradi e gli scatti previsti figurano,  unitamente ad altri elementi, nella tabella di cui all'articolo 50. In base a tale tabella, il direttore decide la descrizione delle funzioni e delle attribuzioni che  comporta ciascun posto del Centro. 3.  Alla categoria «personale direttivo» corrispondono mansioni di gestione, di concetto e di  studio nel settore dello sviluppo agricolo e rurale e/o dell'informazione in questo settore, per le  quali sono richieste conoscenze di livello universitario. Questa categoria comporta quattro gradi: a) un grado 2.A e un grado 2.B a cui corrisponde la funzione tipo «esperto principale» per la quale  sono richieste rispettivamente un'esperienza professionale specifica minima di 20 e 15 anni; b) un grado 2.C e un grado 2.D a cui corrisponde la funzione tipo «esperto», per la quale sono  richieste rispettivamente un'esperienza professionale specifica minima di 10 e 5 anni. Il numero di posti del grado 2.A non può superare il 20 % dei posti della categoria «personale  direttivo». 4.  La categoria «agente di applicazione» comporta 3 gradi: a) due gradi a cui corrispondono rispettivamente le funzioni tipo «assistente principale»  e«assistente di segretariato», che comportano funzioni di applicazione e di inquadramento per le  quali sono richieste conoscenze di livello superiore: - un grado 3.A per il quale è richiesta un'esperienza professionale minima di 10 anni, - un grado 3.B per il quale è richiesta un'esperienza professionale minima di 5 anni; b) un grado 3.C a cui corrisponde la funzione tipo «segretario», che comporta funzioni esecutive  per le quali sono richieste conoscenze di livello di scuola superiore ed un'esperienza  professionale minima di 3 anni. 5.  La categoria «agente di esecuzione» comprende un grado 4.A a cui corrisponde la funzione tipo  «agente amministrativo» che comporta mansioni pratiche o di servizio per le quali sono richieste  conoscenze di livello di istruzione elementare eventualmente integrate a conoscenze tecniche ed  un'esperienza professionale minima di 2 anni. Articolo 8 1.  Nella lettera di nomina, l'inquadramento dell'agente al momento della nomina nella  categoria, nel quadro e nello scatto è stabilito dal direttore conformemente ad una  regolamentazione adottata dal direttore. 2.  L'agente assunto è inquadrato nel primo scatto del suo grado. Tuttavia, il direttore può accordare, per tener conto della formazione ed esperienza professionale  specifica dell'interessato, un abbuono di anzianità di uno scatto nel grado, assumendolo nello  scatto 2. 3.  L'assegnazione di un agente ad un posto corrispondente ad un grado superiore a quello in cui è  stato nominato rende necessaria la modifica dell'atto di nomina. Articolo 9 1.  Mediante designazione o trasferimento, nel solo interesse del Centro e senza  considerazioni di nazionalità, il direttore assegna ciascun agente ad un impiego che esiga funzioni  della sua categoria e del suo grado. 2.  L'assegnazione dell'agente ad un posto di capo o di capo aggiunto di un'unità amministrativa di  qualsiasi grado ha sempre carattere funzionale. 3.  Le assegnazioni degli agenti riflettono nella misura del possibile il carattere paritetico  ACP-CEE del Centro. Articolo 10 In una tabella allegata al bilancio annuale del Centro sono fissati il numero di  posti in ciascuna categoria e grado e precisati gli eventuali posti vacanti. Vi sono riportati  anche i nominativi di tutti gli agenti con l'indicazione del grado amministrativo, la data di  nascita e la carriera amministrativa nell'ambito del Centro. Articolo 11 1.  Il direttore può, a titolo eccezionale e secondo le condizioni ed entro i limiti  previsti dal presente regime, procedere alla nomina di breve durata di agenti a cui affidare  compiti concreti e debitamente definiti. 2.  Le nomine di breve durata possono riguardare tutte le categorie ed i gradi di agente previsti  nella tabella di cui all'articolo 50. La durata normale di tali nomine è di sei mesi. Tali nomine non implicano l'applicazione delle norme concernenti il limite di età ed il periodo di  prova all'entrata in servizio. 3.  Le nomine di breve durata sono previste per: a) funzioni create durante un esercizio finanziario, che possono essere inserite nella struttura  generale dei servizi nel corso dell'esercizio finanziario successivo; b) funzioni che permettono di completare l'organico degli agenti in servizio in un settore di  attività o in settori specifici; c) funzioni intese a dare un sostegno nella fase iniziale o conclusiva di attività ricorrenti; d) altre funzioni di carattere temporaneo, in particolare la temporanea sostituzione di agenti  assenti dal Centro per ragioni eccezionali. 4.  Il direttore può prorogare le nomine di breve durata una volta e per un periodo massimo di 6  mesi. Scaduto tale termine e in circostanze eccezionali è possibile una seconda proroga per un  massimo di sei mesi, fatta salva l'approvazione preliminare del sottocomitato. 5.  Alla scadenza della nomina di breve durata, le funzioni dell'agente interessato cessano  obbligatoriamente; la persona in questione può essere nominata agente soltanto su base competitiva,  secondo le condizioni stabilite agli articoli da 27 a 30. CAPITOLO II DIRITTI E DOVERI Articolo 12 1.  L'agente deve svolgere le proprie funzioni e comportarsi tenendo conto  esclusivamente degli interessi del Centro, senza chiedere né accettare istruzioni di alcun governo,  autorità, organizzazione o persona estranei al Centro. 2.  Senza l'autorizzazione del direttore, l'agente non può accettare da un governo, né da altre  fonti estranee al Centro, favori, doni, compensi di qualsiasi natura, salvo che per servizi resi  prima dell'assunzione oppure nel corso di un congedo speciale e a motivo di tali servizi. Articolo 13 1.  L'agente deve astenersi dal compiere qualsiasi atto e, in particolare,  dall'esprimere pubblicamente opinioni che possano menomare la dignità della sua funzione o la  reputazione del Centro. 2.  L'agente deve astenersi da qualsiasi attività, retribuita o meno, pregiudizievole alla sua  indipendenza o all'attività del Centro. Articolo 14 Qualora il coniuge legale di un agente o la persona con cui convive more uxorio  eserciti un'attività lucrativa a titolo professionale, l'agente deve dichiararlo al Centro. Qualora tale attività sia incompatibile con quella dell'agente o con l'interesse del Centro, e  qualora l'agente non sia in grado di garantirne la cessazione entro un termine determinato e  ragionevole, il direttore decide circa il mantenimento o la revoca della nomina dell'agente oppure  la sospensione dell'agente. Articolo 15 L'agente che nell'esercizio delle proprie funzioni debba esprimere un parere su una  questione alla cui trattazione o soluzione abbia un interesse personale tale da compromettere la  sua indipendenza è tenuto ad informarne il direttore. Articolo 16 Dopo la cessazione delle sue funzioni al Centro, l'agente deve continuare ad  osservare le regole di deontologia ed astenersi dal fare dichiarazioni suscettibili di portare  pregiudizio al Centro. Articolo 17 1.  L'agente deve osservare la massima discrezione sui fatti e sulle notizie di  qualsiasi natura di cui sia venuto a conoscenza nell'esercizio o in occasione dell'esercizio delle  proprie funzioni; non deve in alcun modo comunicare ad una persona fisica o giuridica, non  qualificata ad averne conoscenza, documenti e informazioni non ancora resi pubblici. Deve osservare  tale dovere anche dopo la fine della propria nomina. 2.  L'agente non deve pubblicare, né far pubblicare, solo o in collaborazione, scritti il cui  oggetto riguardi l'attività del Centro senza l'autorizzazione del direttore. L'autorizzazione può  essere negata solo quando la pubblicazione in questione sia di natura tale da compromettere gli  interessi del Centro. Articolo 18 Tutti i diritti, inclusi i diritti d'autore e gli altri diritti intellettuali  derivanti da lavori fatti dall'agente nell'esercizio delle proprie funzioni appartengono al  Centro. Articolo 19 L'agente deve risiedere nel luogo ove ha sede l'ufficio cui è designato o ad una  distanza conciliabile con l'esercizio delle proprie funzioni. Articolo 20 1.  L'agente, qualunque sia il suo posto nella gerarchia, deve assistere e  consigliare i propri superiori; egli è responsabile dell'esecuzione dei compiti che gli sono  affidati. 2.  L'agente incaricato di provvedere al funzionamento di un servizio è responsabile nei confronti  dei propri capi dell'autorità conferitagli e dell'esecuzione degli ordini da lui dati. La  responsabilità diretta dei suoi subordinati non lo libera delle sue responsabilità. 3.  L'agente, ove consideri un ordine ricevuto irregolare o ritenga che la sua esecuzione possa  determinare inconvenienti gravi, deve esprimere, eventualmente per iscritto, la propria opinione al  proprio superiore gerarchico. Se quest'ultimo conferma l'ordine per iscritto, l'agente deve darvi  esecuzione, a meno che esso sia contrario alla legge penale o comporti un rischio inaccettabile per  la sua sicurezza. Articolo 21 1.  L'agente deve risarcire, in tutto o in parte, il danno subito dal Centro per  colpa personale grave da lui commessa nell'esercizio o in occasione dell'esercizio delle proprie  funzioni. 2.  La decisione motivata di riparazione è presa del direttore, rispettando le formalità prescritte  in materia disciplinare. Articolo 22 1.  I privilegi e le immunità di cui gode l'agente del Centro sono attribuiti  nell'esclusivo interesse del Centro. Fatte salve le disposizioni del protocollo sui privilegi e  sulle immunità della convenzione, applicabili al Centro e al suo organico, l'agente non è esonerato  dall'adempimento dei propri obblighi privati, né dall'osservanza delle leggi e dei regolamenti di  polizia in vigore. 2.  Ogni qualvolta tali privilegi e immunità siano messi in questione, l'agente interessato deve  darne immediatamente comunicazione al direttore. 3.  Resta inteso che, conformemente alla convenzione, l'agente gode sul territorio degli Stati  membri e degli Stati ACP, in particolare durante l'esercizio delle proprie funzioni, dei vantaggi,  delle immunità e delle agevolazioni d'uso. Questi devono essere valutati mediante un raffronto con  istituzioni simili che funzionano in condizioni analoghe. Articolo 23 1.  Il Centro assiste l'agente, in particolare nei procedimenti a carico di autori di  minacce, oltraggi, ingiurie, diffamazioni, attentati contro la persona e i beni di cui l'agente o i  suoi familiari siano oggetto, a motivo della sua qualità e delle sue funzioni. Esso risarcisce  solidalmente l'agente dei danni subiti in conseguenza di tali fatti, sempreché egli  intenzionalmente o per negligenza grave, non li abbia causati e non ne abbia potuto ottenere il  risarcimento dal responsabile. 2.  Il Centro facilita il perfezionamento professionale dell'agente, compatibilmente con le  esigenze del buon funzionamento dei servizi e conformemente agli interessi del Centro. Articolo 24 L'agente fruisce del diritto di associazione; egli può in particolare essere membro  di organizzazioni sindacali o professionali. Articolo 25 1.  I membri del personale possono presentare una petizione al direttore per  questioni connesse con le loro funzioni. 2.  Ogni decisione individuale presa in applicazione del presente regime deve essere immediatamente  comunicata per iscritto all'agente interessato. 3.  Ogni decisione presa a carico dell'agente deve essere motivata. Articolo 26 1.  Il Centro tiene un fascicolo personale per ogni agente, contenente: a) tutti i documenti trasmessi all'agente relativi alla sua posizione amministrativa e tutti i  rapporti concernenti la sua competenza, il suo rendimento o comportamento; b) le osservazioni formulate dall'agente in merito ai predetti documenti. 2.  Qualsiasi documento contenuto nel fascicolo personale dell'agente riguardante una sanzione  disciplinare per primo grado di gravità decisa in virtù dell'articolo 56, paragrafo 2 è annullato  dopo un periodo di tre anni, qualora nel corso di tale periodo l'agente non sia stato oggetto di  un'altra sanzione disciplinare. 3.  Il fascicolo personale dell'agente ha carattere riservato e può essere consultato soltanto  negli uffici dell'amministrazione del Centro. Viene tuttavia trasmesso o comunicato, se necessario,  in occasione della composizione di una vertenza tra il Centro e l'agente. CAPITOLO III ASSUNZIONE - VALUTAZIONE PERIODICA - CARRIERA - CESSAZIONE DAL SERVIZIO - REVOCA Sezione 1 Assunzione Articolo 27 1.  Le assunzioni devono mirare ad assicurare al Centro la collaborazione di persone  dotate delle più alte qualità di competenza, rendimento e integrità. 2.  L'agente viene selezionato su base competitiva, conformemente alla regolamentazione adottata  dal direttore. 3.  La procedura di assunzione stabilita dalla regolamentazione di cui al paragrafo 2 deve essere  aperta e trasparente e offrire le stesse possibilità di partecipazione e di nomina a tutti i  cittadini degli Stati che hanno firmato la convenzione. L'agente è scelto senza distinzione di razza, di fede o di sesso. Nessun posto deve essere riservato ai cittadini di un determinato Stato. A livelli equivalenti di qualifica professionale e di esperienza, richiesti per la nomina a un  impiego, si procede alle assunzioni su una base geografica quanto più ampia possibile tra i  cittadini degli Stati che hanno firmato la convenzione. Le nomine degli agenti riflettono per quanto possibile il carattere paritetico ACP-CEE del Centro. Articolo 28 1.  Non può essere nominato agente una persona che: a) non sia cittadino di uno degli Stati firmatari della convenzione; b) non sia in regola con le leggi applicabili in materia di obblighi militari; c) non offra le garanzie di competenza e di moralità richieste per le funzioni da svolgere; d) non sia stata assunta conformemente alla regolamentazione prevista all'articolo 27, paragrafo  2; e) non soddisfi i requisiti di idoneità fisica richiesti per lo svolgimento delle funzioni,  attestati al termine di una visita medica da parte di un medico designato dal Centro; f) non provi di possedere una conoscenza approfondita di una delle principali lingue di lavoro del  Centro e una conoscenza soddisfacente di un'altra lingua di lavoro del Centro nella misura  necessaria alle funzioni da svolgere. 2.  Ogni agente presenta al Centro prima di assumere le funzioni i documenti seguenti: a) un certificato medico attestante l'idoneità ad esercitare le funzioni per le quali è stato  nominato; b) un documento attestante che ha soddisfatto i suoi obblighi in materia di servizio militare, se  tali obblighi esistono nel suo paese; c) un certificato comprovante che è cittadino di uno degli Stati firmatari della convenzione e gode  dei diritti civili; d) i documenti di stato civile che lo riguardano nonché quelli concernenti il coniuge e i figli a  carico. 3.  A richiesta del Centro, l'agente deve accettare di sottoporsi ad un esame di controllo presso  il medico di fiducia del Centro prima della fine del periodo di prova. Articolo 29 1.  Per assegnare i posti vacanti, il direttore, dopo avere esaminato le possibilità  di designare degli agenti del Centro tramite trasferimento o promozione nel grado o nella categoria  conformemente a quanto disposto agli articoli 33 e 34, apre una procedura di assunzione su base  competitiva in virtù della regolamentazione prevista all'articolo 27, paragrafo 2. 2.  La procedura di assunzione può essere aperta altresì per costituire un elenco di riserva. Articolo 30 1.  Al momento della nomina, l'agente deve compiere un periodo di prova di durata non  superiore a sei mesi. Durante il periodo di prova i suoi superiori procederanno a controlli  periodici del suo lavoro. 2.  Durante tale periodo di prova il direttore può mettere fine senza preavviso alla nomina  dell'agente che non abbia dimostrato di possedere qualità professionali soddisfacenti. La revoca  della nomina prende effetto al momento della notifica della decisione del direttore  all'interessato. Sezione 2 Valutazione periodica - Carriera Articolo 31 1.  Ogni dodici mesi a decorrere dalla data della nomina e secondo le condizioni  fissate da una regola stabilita dal direttore, la competenza, il rendimento e il comportamento in  servizio degli agenti sono oggetto di un rapporto di valutazione compilato dai loro superiori. 2.  Il rapporto di valutazione viene comunicato all'agente. Questi ha la facoltà di aggiungervi  tutte le osservazioni che ritenga utili. Articolo 32 1.  L'agente che abbia effettuato un servizio continuo soddisfacente non inferiore a  due anni in uno stesso grado e scatto e la cui nomina continui per almeno un mese oltre a detto  periodo, può ottenere l'aumento di un'unità del proprio scatto, nello stesso grado in cui è  classificato, purché non si trovi già nello scatto più elevato di tale grado. 2.  Nel periodo compreso tra la data della firma della convenzione e il 31 agosto 1996, l'aumento  di scatto può aver luogo solo una volta. 3.  L'aumento di scatto nel periodo compreso tra il 1o settembre 1996 e la fine dell'applicazione  della convenzione è sottoposto all'autorizzazione del sottocomitato, secondo le condizioni da esso  fissate conformemente all'articolo 6, paragrafo 3. 4.  L'agente accede all'ultimo scatto di ogni grado soltanto a titolo eccezionale e come risultato  di una prestazione di altissima qualità. 5.  Gli aumenti di scatto non sono automatici e sono decisi dal direttore tenuto conto della  competenza, del rendimento e del comportamento dell'agente valutati dai superiori nonché  dell'evoluzione della complessità delle sue funzioni. Articolo 33 1.  Ogni promozione nel grado o nella categoria dell'agente avviene soltanto per  occupare posti vacanti e tramite nomina da parte del direttore nel grado o nella categoria  immediatamente superiore, conformemente ad una regolamentazione adottata dal direttore. 2.  La nomina di un agente nel grado immediatamente superiore della categoria a cui appartiene è  effettuata attraverso una selezione tra gli agenti che abbiano maturato un minimo di anzianità di  servizio nel grado, previo scrutinio per merito comparativo dei candidati, nonché esame dei  rapporti dei loro superiori gerarchici.3.  La nomina di un agente, alla categoria immediatamente superiore può avere luogo soltanto previo  concorso tra gli agenti candidati che abbiano la formazione e l'esperienza richieste, nonché  abbiano maturato un minimo di anzianità di servizio nel grado. L'agente è nominato nel grado  inferiore della nuova categoria. 4.  Il minimo di tempo di servizio necessario per avere il diritto ad una promozione di grado o di  categoria è fissato nella regolamentazione menzionata al paragrafo 1. Articolo 34 1.  L'agente è inquadrato nello scatto il cui stipendio base si avvicini maggiormente  a quello che egli riscuoteva nel grado precedente. 2.  In nessun caso l'agente riceve nel nuovo grado uno stipendio base inferiore a quello che  riscuoteva nel grado precedente. Sezione 3 Cessazione dal servizio - Revoca Articolo 35 1.  Indipendentemente dai casi di decesso, la cessazione dal servizio dell'agente ha  luogo: a) alla data fissata nella lettera di nomina a tempo determinato; b) alla scadenza del periodo di preavviso corrispondente ad un mese per ogni anno di servizio  compiuto a partire dalla data della nomina, questo preavviso inizia su iniziativa del Centro o  dell'agente, fatto salvo il paragrafo 3 per le nomine di breve durata; c) alla scadenza del mese nel corso del quale l'agente ha compiuto il sessantacinquesimo anno di  età, fatte salve le disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 2 relative alle nomine di breve  durata. 2.  In caso di revoca della nomina su iniziativa del Centro prima della fine della durata prevista  nella lettera di nomina, l'agente ha diritto, alla fine del preavviso di cui al paragrafo 1,  lettera b) ad un'indennità pari ad un terzo dello stipendio base per il periodo compreso tra  l'ultimo giorno di prestazione e la data in cui dovrebbe scadere la nomina, fatto salvo il  paragrafo 3. Se il direttore fa cessare le funzioni dell'agente prima della fine del termine di preavviso  menzionato, l'agente riceve ancora il pagamento dello stipendio base corrispondente al periodo di  preavviso restante. 3.  Se la nomina è revocata su iniziativa del Centro prima della fine della data prevista nell'atto  di nomina in caso di nomine di breve durata a norma dell'articolo 11, la revoca deve essere  preceduta da un periodo di preavviso della durata di un mese; in tal caso l'agente ha diritto ad  un'indennità pari alla metà del proprio stipendio base per un periodo compreso tra l'ultimo giorno  di prestazione e la data in cui scadrebbe normalmente la nomina. Articolo 36 Per iniziativa del direttore, si può revocare senza preavviso la nomina di un  agente: a) durante o al termine del periodo di prova, alle condizioni previste all'articolo 30, paragrafo  2; b) se l'agente cessa di soddisfare le condizioni stabilite nell'articolo 28, paragrafo 1; c) nel caso previsto all'articolo 37; d) nel caso previsto all'articolo 38. Articolo 37 1.  Previo espletamento del procedimento disciplinare di cui al capitolo VI del  presente titolo, la nomina può essere revocata senza preavviso per motivi disciplinari in caso di  grave inadempienza degli obblighi cui l'agente è tenuto, commessa volontariamente o per negligenza.  La decisione motivata viene presa dal direttore; l'interessato viene posto precedentemente in grado  di presentare la propria difesa. 2.  Precedentemente alla revoca l'agente può essere oggetto di una misura sospensiva, nelle  condizioni previste all'articolo 58. 3.  In caso di revoca conformemente al paragrafo 1 del presente articolo, il direttore può decidere  di revocare all'interessato tutto o parte del diritto alle indennità e ai rimborsi spesa previsti  dalla regolamentazione di cui agli articoli 47 e 53. Articolo 38 1.  La nomina di un agente è revocata dal Centro, senza preavviso, non appena il  direttore abbia costatato che l'interessato ha intenzionalmente fornito, al momento della nomina,  informazioni non veritiere concernenti le proprie idoneità professionali o le condizioni previste  all'articolo 28, paragrafo 1. 2.  Nel caso previsto al paragrafo 1, la revoca viene decisa dal direttore, una volta ascoltato  l'interessato e previo espletamento del procedimento disciplinare di cui al capitolo VI del  presente titolo. 3.  Precedentemente alla revoca l'agente può essere oggetto di una misura di sospensione alle  condizioni previste all'articolo 58. Le disposizioni dell'articolo 37, paragrafo 3 sono applicabili. CAPITOLO IV CONDIZIONI DI LAVORO Sezione 1 Durata del lavoro Articolo 39 1.  L'agente in attività di servizio è tenuto in qualsiasi momento ad essere a  disposizione del Centro. La durata normale del lavoro non può tuttavia superare le 42 ore settimanali, effettuate  conformemente all'orario generale fissato da una regola stabilita dal direttore. 2.  A titolo eccezionale e per motivi debitamente giustificati, il direttore può autorizzare  l'agente ad esercitare la sua attività a orario ridotto se egli considera che una siffatta misura  coincide anche con l'interesse ben compreso del Centro. Le modalità per la concessione della suddetta autorizzazione sono fissate da una regola stabilita  dal direttore. 3.  L'agente autorizzato ad esercitare la propria attività a orario ridotto deve effettuare, ogni  mese, conformemente alle disposizioni adottate dal direttore, prestazioni per una durata uguale  alla metà della durata normale del lavoro. Articolo 40 1.  L'agente può essere tenuto ad effettuare ore di lavoro straordinario soltanto nei  casi di urgenza o di aumento eccezionale del lavoro; il lavoro notturno, domenicale o festivo può  essere autorizzato soltanto in conformità di una regola stabilita dal direttore. 2.  Il totale delle ore di lavoro straordinario richieste ad un agente non può superare 150 ore  effettuate in un periodo di sei mesi. 3.  Le ore di lavoro straordinario effettuate da agenti delle categorie «personale direttivo» e  «agente di applicazione» non danno diritto né a compensazione né a retribuzione. Alle condizioni stabilite dalla regola di cui al paragrafo 1 le ore di lavoro straordinario  effettuate dagli agenti della categoria «agente di esecuzione» danno diritto alla concessione di un  riposo a titolo compensativo ovvero, qualora le necessità del servizio non consentano la  concessione del riposo nei sei mesi successivi a quello durante il quale le ore di lavoro sono  state effettuate, alla concessione automatica di un premio per ora supplementare fissata della  suddetta regola. Sezione 2 Congedi Articolo 41 1.  L'agente ha diritto, per ogni anno civile, a un congedo annuale pari ad un minimo  di 24 giorni lavorativi e ad un massimo di 30, conformemente ad una regola stabilita dal direttore.  Questa regolamentazione prevede le condizioni di riporto dei giorni di congedo da un anno civile al  successivo. 2.  Oltre al congedo annuale, l'agente può ottenere dal direttore, a titolo eccezionale e a sua  richiesta, un congedo straordinario secondo una regola stabilita dal direttore. Articolo 42 Indipendentemente dai congedi previsti all'articolo 41, qualsiasi agente donna ha  diritto, su presentazione di un certificato medico, mantenendo la propria retribuzione, a un  congedo di maternità che, di norma ha inizio sei settimane prima della data indicata nel  certificato come data presunta dal parto e termina di norma dieci settimane dopo la data del parto;  tale congedo non può essere inferiore a 16 settimane. A richiesta dell'interessata e dietro autorizzazione medica, il direttore può tuttavia autorizzare  l'inizio del congedo di maternità con un anticipo sulla data presunta del parto indicata nel  certificato inferiore a sei settimane; in questo caso, il congedo termina alla fine di un periodo  di dieci settimane dopo la data del parto, maggiorato dei giorni in cui l'interessata ha continuato  a lavorare a decorrere dalla sesta settimana precedente la data esatta del parto. Articolo 43 Se dimostra di non poter esercitare le proprie funzioni per motivi di malattia o di  infortunio, l'agente ha diritto a un congedo di malattia, in conformità di una regolamentazione  adottata dal direttore. Articolo 44 Il congedo annuale dell'agente autorizzato ad esercitare la propria attività a orario  ridotto è decurtato, per la durata di tale attività, della metà. Le frazioni di giorni deducibili  non sono prese in considerazione. Articolo 45 1.  Salvo in caso di malattia o di infortunio, l'agente non può assentarsi se non vi  è stato precedentemente autorizzato dal superiore gerarchico. Fatta salva l'eventuale applicazione  delle disposizioni previste in materia disciplinare, ogni assenza irregolare debitamente accertata  viene imputata sulla durata del congedo ordinario dell'interessato. L'agente, qualora abbia  esaurito tale congedo, perde il diritto alla retribuzione per il periodo eccedente. 2.  L'agente che desidera trascorrere il congedo di malattia in un luogo diverso da quello dove  presta servizio deve ottenere la preventiva autorizzazione del direttore. Sezione 3 Giorni festivi Articolo 46 L'elenco dei giorni festivi è stabilito dal direttore. CAPITOLO V RETRIBUZIONE E VANTAGGI DIVERSI Articolo 47 1.  La nomina dà diritto all'agente del Centro di percepire, alle condizioni fissate  in una regolamentazione adottata dal direttore, e salvo espressa disposizione contraria, la  retribuzione corrispondente alla categoria, grado e scatto dell'agente. Egli non può rinunciare a questo diritto. 2.  La retribuzione comprende lo stipendio base, gli assegni familiari e le indennità. Articolo 48 Le retribuzione è di norma espressa e pagata in fiorini olandesi, salvo eccezioni  debitamente motivate. Articolo 49 Su proposta del direttore, il sottocomitato può decidere un adeguamento delle  retribuzioni per tener conto dell'evoluzione del costo della vita nella sede di servizio e del  potere di acquisto nella Comunità. Articolo 50 Gli stipendi base mensili sono fissati, per ogni categoria, grado e scatto,  conformemente alla tabella che figura nell'allegato II del presente regime e che costituisce parte  integrante dello stesso. Articolo 51 1.  Gli assegni familiari a cui l'agente ha diritto ai sensi dell'articolo 47  comprendono: a) l'assegno di famiglia, b) l'assegno per figli a carico, c) l'indennità scolastica. 2.  L'agente che percepisce gli assegni familiari di cui al presente articolo deve dichiarare gli  assegni di uguale natura provenienti da altra fonte; questi ultimi assegni sono dedotti da quelli  corrisposti a norma del presente regime. 3.  L'assegno per figli a carico può essere raddoppiato con decisione speciale e motivata del  direttore, adottata in base a probanti documenti medici, redatti da un medico designato dal Centro,  dai quali risulti che, in conseguenza di una menomazione mentale o fisica del figlio, l'agente deve  sopportare oneri gravosi. Articolo 52 In caso di decesso di un agente durante il periodo coperto dalla sua nomina, il  coniuge legittimo superstite o i figli a carico godono della retribuzione complessiva del defunto  sino alla fine del sesto mese successivo a quello del decesso. Articolo 53 L'agente ha diritto, alle condizioni fissate nella regolamentazione di cui  all'articolo 47 al rimborso delle spese sostenute in occasione dell'entrata in servizio, di  trasferimenti, della cessazione dal servizio, nonché delle spese sostenute nell'esercizio o in  occasione dell'esercizio delle sue funzioni, fatto salvo l'articolo 37, paragrafo 3. Articolo 54 1.  In caso di decesso di un agente, del coniuge legittimo, dei suoi figli a carico o  di altre persone a carico ai sensi della regolamentazione di cui all'articolo 47, il Centro  sostiene le spese di trasporto della salma dalla sede di servizio fino al luogo di origine  dell'agente. Il Centro può concedere un anticipo a tale fine. Il Centro sostiene altresì le spese di viaggio, nonché le spese relative al trasporto degli effetti  personali e dei bagagli delle persone superstiti citate nel primo comma che rientrano al luogo di  origine dell'agente defunto. 2.  In caso di decesso dell'agente durante una missione, il Centro sostiene le spese di trasporto  della salma dal luogo del decesso al luogo d'origine dell'agente. Articolo 55 Qualsiasi somma percepita indebitamente dà luogo a ripetizione se il beneficiario ha  avuto conoscenza dell'irregolarità del pagamento o se tale irregolarità era così evidente che egli  non poteva non accorgersene. Il direttore fissa le modalità della ripetizione. CAPITOLO VI REGIME DISCIPLINARE Articolo 56 1.  Qualsiasi inadempienza degli obblighi cui l'agente è soggetto ai sensi del  presente regime, commessa volontariamente o per negligenza, lo espone a una sanzione disciplinare. 2.  Le sanzioni disciplinari sono le seguenti: - sanzioni per il primo grado di gravità: a) ammonimento scritto, b) censura; - sanzioni per il secondo grado di gravità: c) retrocessione di scatto, d) retrocessione di grado o di categoria, e) destituzione. 3.  Una stessa mancanza può dar luogo unicamente ad una sola sanzione disciplinare. Articolo 57 1.  Il direttore può infliggere la sanzione dell'ammonimento e la sanzione della  censura senza consultare il sottocomitato, su proposta del superiore gerarchico dell'agente o di  propria iniziativa. L'interessato deve essere sentito in precedenza. 2.  Le altre sanzioni sono inflitte dal sottocomitato previo espletamento del procedimento  disciplinare previsto all'articolo 59. Questo procedimento viene aperto ad iniziativa del  direttore, dopo che l'interessato è stato sentito. Articolo 58 1.  In caso di colpa grave addebitata ad un agente, sia che si tratti di una  inadempienza ai suoi obblighi professionali o di una infrazione delle norme di diritto comune, il  direttore può sospendere l'autore della colpa. Questa decisione è presa a titolo preventivo e deve  intervenire entro i quattro giorni lavorativi successivi al giorno della presa di conoscenza del  fatto incriminato. 2.  La decisione relativa alla sospensione dell'agente deve precisare se l'interessato conserva,  durante il periodo della sospensione, il beneficio della retribuzione o deve determinare l'aliquota  della ritenuta a carico dell'agente, la quale non può essere superiore alla metà del suo stipendio  base. 3.  Se nessuna decisione è intervenuta al termine di due mesi dalla data di decorrenza della  sospensione, il mantenimento della sospensione deve essere confermato dal sottocomitato. 4.  Se nessuna decisione è intervenuta nei confronti dell'agente al termine dei quattro mesi dalla  data di decorrenza della sospensione, l'interessato percepisce nuovamente la propria retribuzione  integrale. 5.  Se al termine della procedura disciplinare l'interessato non ha subito alcuna sanzione o ha  avuto soltanto un ammonimento scritto o un biasimo, egli ha diritto al rimborso delle ritenute  operate sulla sua retribuzione. 6.  Tuttavia, se l'agente è sottoposto a procedimento penale per gli stessi fatti, la sua posizione  sarà definitivamente regolata soltanto dopo il passaggio in giudicato della sentenza dell'autorità  giudiziaria. Articolo 59 1.  Al sottocomitato viene sottoposto il rapporto del direttore in cui devono essere  chiaramente specificati i fatti addebitati ed eventualmente le circostanze in cui sono stati  commessi. Il rapporto è trasmesso al segretario del sottocomitato il quale lo porta a conoscenza dei membri  di detto organo e lo notifica all'agente incriminato con lettera raccomandata. Ogni errore imputabile all'agente od ogni suo rifiuto di firmare una ricevuta di ritorno vale come  notifica. 2.  Il direttore può nominare un relatore, che abbia preferibilmente una formazione giuridica e sia  indipendente nei confronti del Centro. 3.  Non appena ricevuto il rapporto presentato dal relatore, l'agente incriminato ha diritto di  ottenere la comunicazione integrale del suo fascicolo personale e di estrarre copia di tutti i  documenti del procedimento. 4.  L'agente incriminato dispone, per presentare osservazioni scritte e citare testimoni, di un  termine di un mese a decorrere dalla data di ricevimento della lettera raccomandata con la  relazione che apre il procedimento disciplinare. 5.  Anche il direttore del Centro ha il diritto di citare testi. 6.  Sulla base dei documenti presentati, e tenuto conto all'occorrenza delle dichiarazioni scritte  dell'interessato e dei testimoni, nonché delle risultanze dell'inchiesta eventualmente svolta, il  direttore, o se del caso, il relatore, elabora un rapporto definitivo in cui figura un parere  motivato sulla sanzione che a suo giudizio i fatti addebitati dovrebbero comportare e trasmette il  parere al sottocomitato e all'interessato. 7.  Il sottocomitato decide al più tardi entro un termine massimo di due mesi. TITOLO III DIRETTORE Articolo 60 1.  Le disposizioni del presente regime che istituiscono diritti e doveri degli  agenti sono applicabili mutatis mutandis al direttore. 2.  Se, nell'ambito del presente regime, si prevede che il direttore prenda decisioni nei confronti  degli agenti e degli agenti locali, il sottocomitato prende decisioni analoghe nei confronti del  direttore. Analogamente, nei casi in cui è previsto che gli agenti ed agenti locali forniscano informazioni al  direttore, quest'ultimo fornisce tali informazioni al sottocomitato. TITOLO IV DISPOSIZIONI SOCIALI E FISCALI E DISPOSIZIONI RELATIVE AI MEZZI DI RICORSO CAPITOLO I DISPOSIZIONI SOCIALI Sezione 1 Sicurezza sociale Articolo 61 1.  Per quanto riguarda il regime di sicurezza sociale, l'agente, il direttore  nonché, eventualmente, i loro familiari possono scegliere tra il regime dello Stato nel cui  territorio il Centro ha sede, il regime dello Stato in cui risiedevano da ultimo o quello dello  Stato di cui sono cittadini. Tuttavia questa scelta può essere esercitata una sola volta entro tre mesi dalla data di nomina e  ha efficacia alla data di entrata in servizio. 2.  L'agente, il direttore, il coniuge legittimo - se questo non può fruire di prestazioni della  stessa natura e dello stesso livello a titolo di qualsiasi altra disposizione di legge o  regolamentare - i figli e le altre persone a carico ai sensi della regolamentazione di cui  all'articolo 47 sono coperti contro i rischi di malattia. Il grado di copertura contro detti rischi  è stabilito da una regolamentazione adottata dal direttore. 3.  Un terzo dei contributi necessari per assicurare la copertura contro i rischi malattia è a  carico dell'affiliato, in conformità della regolamentazione prevista al paragrafo 2, seconda  frase. Articolo 62 1.  Alle condizioni fissate dalla regolamentazione di cui all'articolo 61, paragrafo  2, seconda frase, l'agente ed il direttore sono coperti sin dal giorno della loro entrata in  servizio contro i rischi di malattia professionale e i rischi d'infortunio. Essi sono tenuti a  contribuire alla copertura di tali rischi. 2.  I rischi non coperti, le prestazioni garantite e le spese coperte sono precisati nella  regolamentazione menzionata al paragrafo 1. Articolo 63 1.  Per la nascita di un figlio dell'agente o del direttore viene corrisposto, una  tantum, un assegno forfettario alla persona che ha la custodia effettiva di tale figlio,  conformemente alla regolamentazione prevista all'articolo 61, paragrafo 2, seconda frase. 2.  Il beneficiario dell'assegno di natalità è tenuto a dichiarare gli assegni di ugual natura  percepiti da altra fonte per lo stesso figlio; tali assegni vengono detratti dall'importo  dell'assegno previsto al paragrafo 1. Se il padre e la madre sono membri del personale del Centro e  potenziali beneficiari di tale assegno, questo viene corrisposto soltanto una volta. Sezione 2 Fondo di previdenza Articolo 64 1.  In conformità di una regolamentazione adottata dal direttore, il Centro  istituisce un fondo di previdenza per gli agenti ed il direttore. Le modalità per il contributo  obbligatorio al fondo da parte di tali membri del personale e da parte del Centro, nonché le  modalità relative alla liquidazione dei fondi del personale interessato che lascia il Centro, sono  stabilite in detta regolamentazione. 2.  Un terzo dei contributi necessari per istituire il fondo di previdenza è a carico degli  affiliati, in conformità della regolamentazione di cui al paragrafo 1. CAPITOLO II DISPOSIZIONI FISCALI Articolo 65 1.  Il direttore e gli agenti del Centro sono soggetti, a profitto di quest'ultimo,  ad un'imposta sulle retribuzioni dallo stesso versate. Le modalità di applicazione dell'imposta sono definite nell'allegato III del presente regime, il  quale costituisce parte integrante dello stesso. Il sottocomitato può eventualmente modificare tale  disposizione. 2.  L'imposta è percepita dal Centro mediante trattenuta alla fonte. Il gettito dell'imposta è  iscritto nelle entrate del bilancio del Centro. 3.  Le persone di cui al paragrafo 1 sono esentate da imposte nazionali sulle retribuzioni versate  dal Centro. CAPITOLO III DISPOSIZIONI RELATIVE AI MEZZI DI RICORSO Articolo 66 1.  L'agente e il direttore possono presentare all'autorità competente una domanda  che l'inviti a prendere a loro riguardo una decisione. L'autorità competente notifica la propria  decisione debitamente motivata all'interessato entro due mesi dalla data di presentazione della  domanda. Alla scadenza di tale termine, la mancanza di risposta alla domanda va considerata come  decisione implicita di rigetto, suscettibile di formare oggetto di reclamo ai sensi del paragrafo  2. 2.  L'agente e il direttore possono presentare all'autorità competente un reclamo avverso un atto  che arrechi loro pregiudizio, sia che l'autorità competente abbia preso una decisione, sia che essa  non abbia preso una misura imposta dal presente regime. Il reclamo deve essere presentato entro il  termine di un mese. Tale termine decorre: - dal giorno della notifica della decisione al destinatario e comunque non oltre il giorno in cui  l'interessato ne prende conoscenza, se si tratta di misura di carattere individuale; tuttavia, se  un atto di carattere individuale è di natura da arrecare pregiudizio ad una persona diversa dal  destinatario, il termine decorre, nei riguardi di detta persona, dal giorno in cui essa ne prende  conoscenza; - dalla data di scadenza del termine di risposta, se il reclamo riguarda una decisione implicita di  rigetto ai sensi del paragrafo 1. L'autorità competente notifica la propria decisione, debitamente motivata, all'interessato entro  due mesi dal giorno della presentazione del reclamo. Alla scadenza di tale termine la mancanza di  risposta al reclamo deve essere considerata come decisione di rigetto suscettibile di formare  oggetto di ricorso ai sensi dell'articolo 67. 3.  L'autorità competente ai sensi del presente articolo è: - il direttore, per gli agenti; - il sottocomitato per il direttore; - il sottocomitato, per i casi di reclamo contro un provvedimento disciplinare preso dal  direttore. Articolo 67 1.  Le controversie tra gli agenti e il Centro, nonché quelle tra il direttore e il  Centro debbono essere composte mediante ricorso a conciliazione o arbitrato, in conformità del  regolamento di conciliazione e di arbitrato che figura nell'allegato IV del presente regime e che  costituisce parte integrante dello stesso. 2.  I lodi emessi dal tribunale arbitrale in conformità del regolamento di conciliazione o  arbitrato di cui al paragrafo 1 sono vincolanti per le parti e, se necessario, esecutivi per le  autorità competenti degli Stati membri della Comunità o degli Stati ACP, nonché per le istituzioni  e gli organi previsti dalla convenzione. 3.  Le controversie di cui al paragrafo 1 non possono essere sottoposte a nessun'altra procedura di  composizione. TITOLO V AGENTI LOCALI Articolo 68 1.  L'agente locale è assunto dal direttore con un contratto di lavoro per un periodo  limitato che scade il 31 agosto 1996 al più tardi. 2.  Fatta eccezione degli articoli da 6 a 11, 30, da 32 a 38, da 41 a 44, da 47 a 51 e del capitolo  VI, il titolo II è applicabile per analogia all'agente locale. Articolo 69 Le condizioni di impiego dell'agente locale, in particolare per quanto riguarda: a) le modalità di assunzione e di risoluzione del contratto, b) i congedi, c) l'inquadramento e la retribuzione, sono stabilite dal direttore in base alla regolamentazione ed alle consuetudini del luogo in cui  l'agente locale deve svolgere le proprie mansioni. Articolo 70 In materia di sicurezza sociale, il Centro si assume gli oneri che in base alla  regolamentazione in vigore nel luogo in cui l'agente locale deve svolgere le proprie mansioni  spettano ai datori di lavoro. Articolo 71 L'agente locale può presentare al direttore una domanda che l'inviti a prendere a suo  riguardo una decisione. Il direttore notifica la propria decisione debitamente motivata  all'interessato nel termine di un mese a decorrere dal giorno della presentazione della domanda.  Alla scadenza di tale termine, la mancanza di risposta alla domanda deve essere considerata come  decisione implicita di rigetto suscettibile di formare oggetto di ricorso ai sensi dell'articolo  72. Articolo 72 Le controversie tra il Centro e l'agente locale sono sottoposte alla giurisdizione  competente in base alla legislazione in vigore nel luogo in cui l'agente svolge le proprie  mansioni. TITOLO VI DISPOSIZIONE FINALE Articolo 73 Il presente regime entra in vigore contemporaneamente alla decisione del Comitato  degli ambasciatori ACP-CEE che lo adotta. ALLEGATO I DEL REGIME CENTRO TECNICO PER LA COOPERAZIONE AGRICOLA E RURALE (CTA) LETTERA DI NOMINA (1) indirizzata al: Signor (Signora) . nato(a) il .. / .. / .... a . nazionalità . titolare del passaporto n. . rilasciato il .. / .. / .... a . In considerazione delle informazioni da Lei fornite in occasione della Sua candidatura e a seguito  della procedura di assunzione su base competitiva, il Centro tecnico per la cooperazione agricola e  rurale (CTA), rappresentato dal Suo direttore .............................. investito del potere  di nomina ai sensi dell'articolo 6 dell'allegato della decisione n. 2/92 del Comitato degli  ambasciatori ACP-CEE relativa al regime applicabile al personale del CTA nell'ambito della quarta  convenzione ACP-CEE, ha deciso di nominarLa agente del CTA. Le condizioni relative alla Sua nomina sono le seguenti: 1. DURATA La nomina è valida per un periodo di ...................., che va dal .. / .. / .... al .. / .. /  .... .2. TIROCINIO I primi sei mesi di assunzione sono considerati periodo di prova. Durante questo periodo, ciascuna  delle parti può rescindere la presente nomina con lettera raccomandata e senza preavviso. Questo periodo di prova non è applicabile se non si tratta di prima nomina. 3. LUOGO Il luogo di assegnazione è attualmente . 4. INQUADRAMENTO Categoria: . Grado: . Scatto: . Lei accetta di essere assegnato dal direttore, ogni volta che quest'ultimo lo riterrà utile e in  funzione delle necessità del CTA, ad un posto che richiede funzioni corrispondenti alla Sua  categoria e grado, le quali possono comportare cambiamenti nelle Sue attribuzioni. 5. DURATA SETTIMANALE DEL LAVORO La durata settimanale del lavoro è di ...... ore. 6. CESSAZIONE DELLE FUNZIONI ALLA SCADENZA DI UN TERMINE DI PREAVVISO Conformemente all'articolo 35, paragrafo 1, lettera b) del regime applicabile al personale del CTA  nel quadro della quarta convenzione ACP-CEE, ciascuna parte può porre fine agli effetti della  presente nomina con un preavviso corrispondente di un mese per ogni anno di servizio compiuto e  notificato con lettera raccomandata. 7. REGIME Le due parti si riconoscono legate e vincolate: a) le regole di funzionamento del CTA e dal regime applicabile al personale del CTA nel quadro  della quarta convenzione ACP-CEE; b) dalle varie regolamentazioni interne adottate dal CTA conformemente al suddetto regime del quale  Ella dichiara di aver preso conoscenza, qualsiasi modifica apportata alle suddette regolamentazioni  può esserLe opposta soltanto previa notifica; c) dalle condizioni individuali eventualmente stabilite dal CTA nei Suoi confronti, conformemente  alle disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 5 del regime precitato. Lei rinuncia espressamente ai benefici di cui al regime precitato per l'assunzione delle funzioni e  già fruiti in occasione di un'eventuale nomina precedente. Gli anni di servizio prestato in occasione di un'eventuale nomina precedente sono presi in  considerazione nell'ambito della presente nomina. 8. ARBITRATO Le eventuali controversie tra Lei e il CTA sono necessariamente regolate mediante procedure di  conciliazione o di arbitrato, conformemente al regolamento di conciliazione e di arbitrato che  costituisce l'allegato 4 del regime applicabile al personale del CTA nell'ambito della quarta  convenzione ACP-CEE. Le controversie non possono essere risolte in nessun altro modo. Le due parti rinunciano, esplicitamente e reciprocamente, a qualsiasi forma di soluzione di  conflitti diversa da quella prevista da detto regolamento di conciliazione e di arbitrato, nonché  al ricorso a qualsiasi altro organo giurisdizionale. 9. SCHEDE L'allegato I «Scheda amministrativa» e l'allegato II «Scheda familiare» costituiscono parte  integrante della presente lettera di nomina. Al direttore del CTA Accetto in debite forma la nomina di cui sopra ed anche le condizioni definite. Ho presa conoscenza delle regole di funzionamento del CTA, del regime applicabile al personale del  CTA nell'ambito della quarta convenzione ACP-CEE e delle regolamentazioni interne del CTA. Accetto il regolamento di conciliazione e di arbitrato per risolvere le eventuali controversie con  il CTA e rinuncio esplicitamente a qualsiasi altra forma di soluzione, compreso il ricorso a  qualsiasi altro organo giurisdizionale. Il . . Firma della persona nominata Allegato A DELL'ALLEGATO I SCHEDA AMMINISTRATIVA Cognome:  . Nomi:  . Data di nascita:  . Situazione familiare:  . Data di nomina dell'agente:  . Data d'effetto della presente nomina:  . Durata della nomina:  . Luogo di origine:  . Sede di servizio:  . Categoria, grado e scatto:  . Retribuzione mensile di base:  . Clausole speciali:  . Firma della persona nominata ( . )     Tabelle Vergroessern 134 %  Allegato B dell'ALLEGATO I SCHEDA FAMILIARE Cognome:  . Nomi:  . Luogo e data di nascita:  . PERSONE A CARICO    Cognome e nomi Luogo e data di nascitaLegame di parentela Stato civile Cittadinanza.   . . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  .   . . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  .   . . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  .   . . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  .   . . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . .  Il (La)  sottoscritto(a) certifica l'esattezza delle informazioni sopra fornite. Wageningen,  . . . . . . . . .  . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  . . . . . . . . .  Firma della persona nominata ( . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . )         ALLEGATO II del regime >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III del regime MODALITÀ DI APPLICAZIONE  DELL'IMPOSTA STABILITA A PROFITTO DEL CENTRO 1. Sono soggetti all'imposta a profitto del Centro di cui all'articolo 65 del regime, il direttore  e gli agenti del Centro, esclusi gli agenti locali. L'imposta è dovuta mensilmente sugli stipendi ed emolumenti di qualsiasi natura versati dal Centro  ad ogni persona soggetta all'imposta. Tuttavia dalla base imponibile si escludono le somme e le indennità forfettarie o non, che  rappresentano il compenso di oneri sostenuti in relazione alle funzioni esercitate. 2. Le prestazioni e gli assegni di carattere familiare e sociale sono dedotti dalla base  imponibile. 3. Si opera una detrazione del 10 % per le spese professionali e personali sull'importo ottenuto  dopo l'applicazione dei paragrafi 1 e 2 del presente allegato. Per ciascun figlio o persona a carico del soggetto di imposta si effettua una detrazione  supplementare equivalente al doppio dell'ammontare dell'assegno per figlio a carico riscosso dal  soggetto di imposta.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 293D0304(02).1Per il calcolo della base imponibile, una riduzione complementare del 13 % sarà effettuata sulla  retribuzione lorda di ciascun agente del personale espatriato: la riduzione minima ai sensi della  presente disposizione non può essere inferiore a 404 HFL. Le somme versate dal soggetto di imposta ai sensi della legislazione sociale che gli si applica  sono detratte dalla base imponibile. 4. Si calcola l'imposta sull'importo imponibile ottenuto in applicazione del paragrafo 3  considerando nulla la frazione che non supera i 148 HFL e applicando l'aliquota di: -  0 % per la frazione inferiore a 148 HFL -  8 % per la frazione compresa tra   148 e 2 355 HFL - 10 % per la frazione compresa tra 2 356 e 3 244 HFL - 12,5 % per la frazione compresa tra 3 245 e 3 718 HFL - 15 % per la frazione compresa tra 3 719 e 4 222 HFL - 17,5 % per la frazione compresa tra 4 223 e 4 696 HFL - 20 % per la frazione compresa tra 4 697 e 5 155 HFL - 22,5 % per la frazione compresa tra 5 156 e 5 629 HFL - 25 % per la frazione compresa tra 5 630 e 6 088 HFL - 27,5 % per la frazione compresa tra 6 089 e 6 562 HFL - 30 % per la frazione compresa tra 6 563 e 7 022 HFL - 32,5 % per la frazione compresa tra 7 023 e 7 496 HFL - 35 % per la frazione compresa tra 7 497 e 7 955 HFL - 40 % per la frazione compresa tra 7 956 e 8 428 HFL - 45 % per la frazione superiore a 8 428 HFL L'importo dell'imposta è arrotondato all'unità inferiore. Le suddette quote d'imposizione sono quelle applicabili al 1o luglio 1989. 5. In deroga ai paragrafi 3 e 4, le somme versate come compenso delle ore di lavoro straordinario  sono sottoposte all'aliquota d'imposta che, nel mese precedente quello del pagamento, si applicava  alla frazione più elevata dell'importo imponible della retribuzione dell'agente. I versamenti effettuati a motivo della cessazione del servizio sono sottoposti ad imposta, previa  applicazione delle riduzioni di cui ai primi tre commi del paragrafo 3, con aliquota pari ai 2/3  del rapporto esistente, al momento del versamento dell'ultimo stipendio, tra: - l'importo dell'imposta dovuto, e - la base imponibile quale è definita ai paragrafi 1, 2 e 3. 6. Quando il versamento imponibile si riferisce ad un periodo inferiore ad un mese, l'aliquota di  imposizione è quella applicabile al versamento mensile corrispondente. Quando il versamento imponibile si riferisce ad un periodo superiore a un mese, l'imposta si  calcola come se tale versamento fosse stato ripartito regolarmente sui mesi ai quali si riferisce. I versamenti di regolarizzazione, che non si riferiscono al mese in cui sono stati versati, sono  sottoposti all'imposta che avrebbe dovuto essere loro applicata se fossero stati effettuati alla  data normale. 7. Il sottocomitato adotta qualsiasi disposizione utile relativa all'applicazione delle  disposizioni previste nel presente allegato. Il direttore del Centro provvede all'applicazione di tali disposizioni. Se necessario, egli si riferisce per analogia al regime applicabile in questa materia ai funzionari  delle Comunità europee e in particolare al regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 260/68 del  Consiglio, del 29 febbraio 1968, relativo alle condizioni e alla procedura di applicazione  dell'imposta a profitto delle Comunità europee (1), quale è stato da ultimo modificato.  ALLEGATO IV del regime REGOLAMENTO DI CONCILIAZIONE E DI ARBITRATO I. DISPOSIZIONI  PRELIMINARI Articolo 1 Campo d'applicazione La composizione mediante conciliazione o arbitrato delle controversie tra gli agenti del Centro e  il direttore, da una parte, e il Centro dall'altra, è disciplinata dal presente regolamento di  procedura. Articolo 2 Definizioni Ai fini del presente regolamento, salvo diversa esigenza del contesto, le seguenti parole ed  espressioni hanno il significato qui indicato: - Stato ACP: Stato appartenente al gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico  firmatari della convenzione; - Stato membro: Stato membro della Comunità economica europea (CEE); - tribunale: il tribunale arbitrale; - autorità investita del potere di nomina: l'autorità scelta di comune accordo dalle parti  dell'arbitrato o, in assenza di tale accordo, l'autorità indicata dal presente regolamento come  abilitata a nominare un arbitro; - convenzione: la quarta convenzione di ACP-CEE; - Consiglio dei ministri: il Consiglio dei ministri ACP-CEE previsto dalla convenzione; - sottocomitato: il Comitato di cooperazione per lo sviluppo agricolo e rurale; - Centro: il Centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale (CTA); - regime: il regime applicabile al personale del Centro nell'ambito della quarta convenzione  ACP-CEE; - attore: la parte che avvia una procedura di arbitrato mediante notifica all'altra parte,  richiesta di arbitrato e presentazione di reclami; - convenuto: la parte della procedura arbitrale contro la quale sono presentati i reclami; - parte: quando l'espressione è usata in connessione con una procedura arbitrale, essa indica  l'attore o il convenuto di tale procedura. Articolo 3 Notifiche e calcoli dei termini 1.  Le notifiche previste dal presente regolamento sono effettuate con lettera raccomandata oppure  mediante consegna nelle mani proprie del destinatario, con richiesta di un avviso di ricevimento  datato in ambedue i casi. Si considera che la notifica sia eseguita il giorno della consegna. Il  mancato recapito imputabile al destinatario o il rifiuto di firmare l'avviso di ricevimento  equivalgono alla notifica. 2.  Ai fini del calcolo dei termini fissati nel presente regolamento, si considera che il termine  inizi a decorrere dal giorno successivo a quello in cui la notifica, la comunicazione o la proposta  sono ricevute dal destinatario. Se l'ultimo giorno di tale termine è festivo o non lavorativo nel  luogo di recapito menzionato nella notifica, comunicazione o proposta, il termine è prorogato fino  al primo giorno lavorativo successivo. Tuttavia, nel calcolo del termine si computano i giorni  festivi o non lavorativi che ricorrono durante il decorso del termine. Articolo 4 Conciliazione 1.  In qualsiasi momento prima della richiesta di arbitrato, una persona che ha diritto a tale  richiesta deve chiedere la composizione della controversia mediante conciliazione, ai sensi del  presente regolamento di procedura. 2.  Ove la controversia opponga il direttore al Centro, l'attore deve indirizzare la richiesta di  nomina di un conciliatore al sottocomitato. Il sottocomitato deve provvedere alla nomina al massimo entro sessanta giorni dalla data di  ricevimento della richiesta. 3.  Ove la controversia opponga un agente al Centro, l'attore deve indirizzare la richiesta di  nomina di un conciliatore al sottocomitato. La nomina deve avvenire entro un termine massimo di  quarantacinque giorni. 4.  Per essere nominata conciliatore, una persona deve avere la cittadinanza di uno degli Stati  firmatari della convenzione. 5.  Entro un termine di trenta giorni a decorrere dalla ricezione della notifica della nomina del  conciliatore, la parte richiedente la conciliazione notifica all'altra parte e al conciliatore la  propria richiesta. La richiesta consiste in un'esposizione delle rivendicazioni dell'attore ed è  corredata di copie dei documenti e atti pertinenti. 6.  Entro trenta giorni dalla ricezione della notifica della richiesta, l'altra parte deve  trasmettere all'attore e al conciliatore una risposta alle sue rivendicazioni. 7.  I lavori del conciliatore sono informali e rapidi nella misura richiesta per un'equa ed  obiettiva composizione della controversia e si basano su una imparziale audizione di ciascuna  parte. Ciascuna parte può essere rappresentata o assistita da un rappresentante di propria scelta. 8.  Dopo aver esaminato il caso, il conciliatore sottopone i termini dell'accordo alle parti. 9.  Qualora si addivenga ad una composizione della controversia, il conciliatore mette per iscritto  e firma il verbale della composizione. Il verbale è firmato dalle parti in segno di accettazione.  Il verbale della composizione così firmato dalle parti è per queste vincolante. 10.  Copie del verbale della composizione così firmato sono trasmesse alle parti. 11.  Qualora non si addivenga ad una composizione della controversia entro quattro mesi dalla data  della nomina del conciliatore, le parti sono libere di sottoporre la controversia ad arbitrato ai  sensi del presente regolamento: in tal caso, nessuna notizia trapelata circa i lavori del  conciliatore deve in alcun caso pregiudicare i diritti legittimi delle parti dell'arbitrato. 12.  Nessuna persona che sia stata conciliatore per la composizione di una controversia può essere  nominata arbitro per la medesima questione. II. IL TRIBUNALE Articolo 5 Cittadinanza degli arbitri  Per poter essere nominata arbitro, una persona deve essere cittadina di uno degli Stati firmatari  della convenzione. Articolo 6 Numero degli arbitri Se le parti sono d'accordo, il tribunale si compone di un solo arbitro. Le parti devono addivenire  a tale accordo entro quindici giorni dalla data in cui il convenuto ha ricevuto la notificazione  che avvia il procedimento arbitrale in conformità dell'articolo 16. Se le parti non pervengono  entro il termine stabilito ad un accordo su una procedura arbitrale comportante un unico arbitro, o  se decidono altrimenti, il tribunale si compone di tre arbitri. Articolo 7 Nomina di tre arbitri 1.  Quando devono essere nominati tre arbitri, ciascuna parte ne nomina uno. I due arbitri così  nominati scelgono il terzo che è l'arbitro presidente del tribunale. 2.  La nomina di un arbitro ad opera di ciascuna parte deve avvenire entro trenta giorni dalla data  in cui le parti hanno deciso di comune accordo che il tribunale si componga di tre arbitri o dalla  data in cui si è esclusa, ai sensi dell'articolo 6, la costituzione di un tribunale con un solo  arbitro. 3.  Se: a) entro trenta giorni dalla data in cui ciascuna parte ha nominato il proprio arbitro, i due  arbitri nominati non hanno ancora scelto il terzo arbitro, o se b) entro trenta giorni dalla ricezione della nomina di un arbitro ad opera di una parte, l'altra  parte non ha notificato a quest'ultima l'arbitro da essa nominato, l'arbitro mancante è nominato, a richiesta dell'una o dell'altra parte, dall'autorità investita del  potere di nomina. 4.  L'autorità investita del potere di nomina è scelta di comune accordo dalle parti entro sessanta  giorni dalla data della specifica carenza che rende necessario il ricorso ai suoi servizi. Se alla  scadenza di tale periodo nessuna autorità investita del potere di nomina è stata scelta di comune  accordo dalle parti, ciascuna di queste può chiedere al più elevato in grado tra i giudici della  Corte di giustizia internazionale dell'Aia, cittadini di uno Stato ACP o di uno Stato membro, di  esercitare le competenze dell'autorità investita del potere di nomina. Articolo 8 Nomine ad opera dell'autorità investita del potere di nomina 1.  Una parte, quando chiede a un'autorità investita del potere di nomina di nominare un arbitro,  deve inviare all'autorità stessa una copia della notificazione di arbitrato di cui all'articolo 16.  L'autorità investita del potere di nomina può chiedere a ciascuna parte le informazioni che ritenga  necessarie per l'adempimento del proprio compito. 2.  Ciascuna parte può proporre i nomi di persone idonee ad essere nominate arbitri dall'autorità  investita del potere di nomina. In occasione di tale proposta, devono essere comunicati il nome e  l'indirizzo completo, nonché la cittadinanza delle persone proposte, con una descrizione delle  rispettive qualifiche. 3.  L'autorità investita del potere di nomina, nomina l'arbitro o gli arbitri nel più breve tempo  possibile, tenendo in debito conto l'interesse delle parti e la natura della controversia. Articolo 9 Ricusazione degli arbitri 1.  Chiunque venga proposto per la nomina ad arbitro deve comunicare a coloro che ne hanno avanzato  la candidatura qualsiasi fatto o circostanza tale da sollevare dubbi o sospetti sulla sua  imparzialità o indipendenza. Chiunque sia nominato arbitro deve comunicare tali fatti o circostanze  alle parti, salvo che queste ne siano già state da lui informate. 2.  Gli arbitri possono essere ricusati da una parte se esistono fatti o circostanze tali da  sollevare motivati dubbi o sospetti sulla loro imparzialità o competenza. Tuttavia una parte può  ricusare l'arbitro che essa stessa ha nominato, o alla cui nomina ha partecipato, unicamente per  motivi di cui sia venuta a conoscenza dopo la nomina. 3.  La parte che intende ricusare un arbitro deve notificare la propria decisione per iscritto,  precisandone i motivi, al tribunale, all'arbitro ricusato e all'altra parte. La notifica deve  essere inviata entro quindici giorni dalla costituzione del tribunale o, qualora occorra a data  posteriore, dalla nomina dell'arbitro ricusato, oppure entro quindici giorni dalla data in cui la  parte è venuta a conoscenza delle circostanze motivanti la ricusazione. Se la ricusazione fatta da una parte è accettata dall'altra o se l'arbitro ricusato rinuncia  all'incarico, l'autorità di questo arbitro nella procedura arbitrale prende immediatamente fine. Ma  né il fatto che le parti si accordino sulla ricusazione né il fatto che l'arbitro ricusato rinunci  all'incarico implicano il riconoscimento della validità dei motivi della ricusazione. 4.  Se la ricusazione non è accettata dall'altra parte o se l'arbitro ricusato non rinuncia  all'incarico, la decisione in merito alla ricusazione spetta: a) all'autorità investita del potere di nomina, se l'arbitro è stato da essa nominato; b) agli altri membri del tribunale, laddove esistano, se l'arbitro non è stato nominato da  un'autorità investita del potere di nomina; c) in tutti gli altri casi, o in caso di disaccordo tra gli altri membri del tribunale, ad  un'autorità investita del potere di nomina, designata o da designare secondo la procedura  dell'articolo 7, paragrafo 4. La decisione dell'autorità così specificata è una decisione  definitiva. Articolo 10 Sostituzione di un arbitro 1.  Si provvede alla nomina di un arbitro sostituto secondo la procedura degli articoli 8, 9 e 10  già applicata per la nomina dell'arbitro che deve essere sostituito, nei casi seguenti: a) la ricusazione di un arbitro è stata accettata dall'altra parte, o b) l'arbitro ricusato ha rinunciato all'incarico, o c) la ricusazione di un arbitro è confermata, nonostante che l'altra parte non l'accetti e che  l'arbitro ricusato non rinunci all'incarico, o d) un arbitro muore durante la procedura d'arbitrato, o e) per qualsiasi altro motivo, un arbitro omette di adempiere alle proprie funzioni o si trova  nell'impossibilità di fatto o di diritto di esercitarle. 2.  In caso di sostituzione di un arbitro, tutte le udienze tenute in precedenza possono essere  ripetute, a discrezione del tribunale ed il tribunale può annullare qualsiasi decisione presa, o  qualsiasi ordine impartito, nel corso della procedura. III. PROCEDIMENTO ARBITRALE Articolo 11 Disposizioni generali 1.  Fatta salva l'osservanza delle norme del presente regolamento, il tribunale può regolare lo  svolgimento del giudizio nel modo che ritiene opportuno. 2.  Il tribunale regola lo svolgimento del giudizio nel modo più rapido ed economico, compatibile  con l'esigenza di rendere giustizia alle parti. Le parti sono trattate con imparzialità e, in  qualsiasi fase del procedimento, hanno la possibilità di far valere i propri diritti e di  presentare le relative prove. 3.  Su istanza di una parte e in qualsiasi fase del procedimento, il tribunale tiene udienze per la  presentazione di prove testimoniali, comprese le perizie e consulenze tecniche, oppure per  l'esposizione orale delle argomentazioni. In mancanza di tale istanza, il tribunale decide se sia  opportuno tenere le udienze o se il procedimento debba svolgersi in base ai documenti ed altri  elementi. 4.  Tutti i documenti o le informazioni che una delle parti fornisce al tribunale devono essere  contemporaneamente da essa trasmessi all'altra parte. Nessuno di tali documenti e nessuna di queste  informazioni possono essere invocati a sostegno delle rivendicazioni di una parte se non esiste la  prova dell'avvenuta trasmissione all'altra parte. Articolo 12 Legge applicabile e regolamento di procedura 1.  Il tribunale applica alle questioni oggetto della controversia, siano esse di carattere  generale o particolare, le norme e i principi giuridici derivanti dalla convenzione, dall'accordo  di sede tra il Centro ed i Paesi Bassi, dalle regole di funzionamento del Centro, dal regime, dal  regolamento finanziario del Centro, da qualsiasi regolamentazione di detto regime adottata dal  direttore e confermata con l'entrata in vigore del regime o, successivamente, ad opera del  sottocomitato, dalle norme interne di esecuzione stabilite dal direttore, nonché dalle eventuali  condizioni specifiche fissate per iscritto al momento della nomina o stabilite per iscritto a  posteriori. 2.  Il tribunale decide in qualità di compositore amichevole oppure «ex aequo et bono», ove ciò sia  espressamente chiesto dalle parti nel corso del procedimento arbitrale. 3.  L'intero procedimento arbitrale si svolge in conformità del presente regolamento. In mancanza  di un accordo tra le parti, il tribunale decide in merito ad eventuali questioni procedurali non  previste dal presente regolamento, nell'osservanza del principio dell'eguaglianza delle parti. Articolo 13 Lingua processuale 1.  La lingua impiegata per lo svolgimento dell'intero procedimento arbitrale e per la pronuncia  della sentenza è la lingua proposta dalle parti. Se tra le parti non esiste alcun accordo a tale  proposito, il tribunale stabilisce la lingua del procedimento. 2.  Il tribunale può ordinare che tutti i documenti allegati alla domanda dell'attore o alla  risposta del convenuto e gli altri eventuali documenti presentati nel corso del procedimento, non  redatti nella lingua processuale, siano accompagnati da una traduzione autenticata in questa  lingua. Articolo 14 Luogo del procedimento Il procedimento arbitrale si svolge in uno Stato firmatorio della convenzione proposto dalle parti.  Se tra le parti non esiste alcun accordo a tale proposito il tribunale stabilisce il luogo del  procedimento. Articolo 15 Rappresentanza e assistenza Le parti possono farsi rappresentare e/o assistere da persone di loro scelta. Il nome e l'indirizzo  di tali persone devono essere comunicati per iscritto all'altra parte e al tribunale. Nella  comunicazione deve essere indicato se le persone in questione sono designate in qualità di  rappresentanti o di assistenti. Articolo 16 Avvio del procedimento arbitrale 1.  L'attore dell'arbitrato invia al convenuto una notificazione di arbitrato. La domanda implica  il riconoscimento della necessità dell'arbitrato e del procedimento di cui sopra, il carattere  definitivo e non impugnabile della sentenza finale, nonché la rinuncia a qualsiasi altra forma di  composizione della controversia, ivi compreso il ricorso dinanzi a un organo giurisdizionale. 2.  Il procedimento arbitrale si considera avviato alla data in cui il convenuto riceve la  notificazione di arbitrato. 3.  La notificazione di arbitrato deve contenere le indicazioni seguenti: a) la domanda di sottoporre la controversia ad arbitrato; b) il nome e l'indirizzo delle parti; c) la natura generale della controversia e, se del caso, la somma su cui verte; d) l'oggetto e una breve motivazione della domanda. 4.  La notificazione di arbitrato può comprendere anche le indicazioni seguenti: a) il nome della persona per la nomina ad arbitro unico; b) la notificazione della nomina di un arbitro da parte dell'attore, in conformità dell'articolo 7,  paragrafo 1; c) la domanda di cui all'articolo 17. Articolo 17 Domanda dell'attore 1.  Se la domanda dell'attore non è inserita nella notificazione di arbitrato, entro un termine che  deve essere fissato a tale scopo dal tribunale, l'attore deve comunicare per iscritto la domanda al  convenuto e a ciascun arbitro. 2.  La domanda, datata e firmata dall'attore e/o dal suo rappresentante debitamente autorizzato,  deve contenere le indicazioni seguenti: a) il nome e l'indirizzo delle parti; b) l'enunciazione dei fatti su cui si basa la domanda; c) l'esposizione delle questioni controverse; d) l'oggetto della domanda. L'attore può allegare alla domanda tutti i documenti che ritenga pertinenti, oppure fare  riferimento ai documenti o ad altri elementi di prova che intenda presentare. Articolo 18 Risposta del convenuto 1.  Entro un termine che deve essere fissato dal tribunale, il convenuto invia una risposta scritta  all'attore e a ciascuno degli arbitri.2.  Il convenuto risponde agli estremi della domanda di cui all'articolo 17, paragrafo 2, lettere  b), c) e d). Egli può allegare alla risposta i documenti su cui si basano le sue argomentazioni  oppure fare riferimento ai documenti o ad altre prove che intenda produrre. 3.  Nella risposta, oppure in una fase successiva del procedimento arbitrale se il tribunale decide  che il ritardo è giustificato dalle circostanze, il convenuto può presentare una domanda  riconvenzionale oppure invocare un diritto, fondati entrambi sui medesimi fatti o sulla relazione  giuridica derivante dalla nomina. 4.  Alla domanda riconvenzionale e al diritto invocato come eccezione di compensazione si applicano  le disposizioni dell'articolo 17, paragrafo 2. Articolo 19 Modifiche della domanda dell'attore o della risposta del convenuto Nel corso del procedimento arbitrale ciascuna parte può modificare o completare la propria domanda  o risposta salvo che il tribunale stabilisca di non dover autorizzare tale modifica a causa del  ritardo con cui è stata formulata, o per il pregiudizio non giustificato che potrebbe causare  all'altra parte. Articolo 20 Eccezione di incompetenza del tribunale 1.  Il tribunale può decidere sulle eccezioni di incompetenza. 2.  Il tribunale è competente a pronunciarsi in merito all'esistenza o alla validità dell'atto di  nomina o dell'atto di relazione giuridica che lega attore e convenuto. Qualsiasi decisione presa  dal tribunale in base alla quale essi sono nulli e non avvenuti non incide sull'applicazione del  presente regolamento. 3.  L'eccezione di incompetenza del tribunale deve essere sollevata al più tardi al momento del  deposito della risposta oppure, in caso di domanda riconvenzionale, al momento del deposito della  replica. Questa disposizione si applica anche a eventuali nuove domande e domande riconvenzionali  ammesse nel corso del procedimento. 4.  In linea generale, il tribunale decide sull'eccezione d'incompetenza in via preliminare. Il  tribunale può tuttavia proseguire nello svolgimento del procedimento di arbitrato e poi decidere su  tale eccezione nella sua sentenza definitiva. Articolo 21 Altri documenti Il tribunale decide quali altri documenti, oltre alla domanda dell'attore e alla risposta del  convenuto, possano o debbano essere presentati, nonché le modalità di presentazione e fissa i  termini per la loro produzione. Articolo 22 Termini I termini fissati dal tribunale per la presentazione dei documenti (comprese la domanda dell'attore  e la risposta del convenuto) non devono, in ciascun caso, essere superiori a quarantacinque giorni.  Il tribunale può tuttavia prorogare i termini se ritiene che la proroga sia motivata. Articolo 23 Prove 1.  Ciascuna parte deve provare i fatti che costituiscono il fondamento della propria domanda  d'attore o risposta di convenuto. 2.  Il tribunale, se ne ravvisa la necessità, può chiedere a ciascuna parte di fornirgli o di  fornire all'altra parte, entro un termine da esso fissato, un riassunto dei documenti e delle altre  prove che essa intende presentare a sostegno dei fatti che costituiscono l'oggetto della  controversia e che sono esposti nella sua domanda d'attore o risposta di convenuto. 3.  In qualsiasi momento del procedimento, il tribunale può chiedere alle parti di produrre  documenti o altre prove entro un determinato termine da esso fissato. Articolo 24 Procedimento orale 1.  In caso di procedimento orale, il tribunale notifica alle parti con un anticipo sufficiente la  data, l'ora e il luogo del procedimento. 2.  Se si deve procedere all'audizione di testimoni, ciascuna parte comunica al tribunale e  all'altra parte almeno quindici giorni prima dell'udienza, il nome e l'indirizzo dei testimoni che  intende presentare, precisando l'oggetto delle testimonianze e la lingua in cui esse verranno  rese. 3.  Il tribunale prende disposizioni per far tradurre le esposizioni orali effettuate nel corso  dell'udienza e per far redigere un processo verbale, se ritiene necessaria nella fattispecie l'una  o l'altra di tali misure oppure se le parti hanno raggiunto un accordo a questo proposito e lo  hanno notificato al tribunale almeno quindici giorni prima dell'udienza. 4.  Le udienze sono tenute a porte chiuse, salvo diverso accordo tra le parti. Il tribunale può  chiedere che i testimoni si ritirino durante la deposizione di altri testimoni. Esso può procedere  all'interrogazione dei testimoni nel modo che ritiene più opportuno, senza pregiudizio del diritto  di ciascuna parte di interrogare, se lo richiede, i testimoni presentati dall'altra parte. 5.  La prova testimoniale può anche essere raccolta in forma di dichiarazione scritta giurata  firmata dai testimoni. Tuttavia, su richiesta di una delle parti e dietro autorizzazione del  tribunale, i testimoni in questione possono essere sentiti in un'udienza in cui le parti hanno la  possibilità di essere presenti e di interrogare i testimoni. 6.  Il tribunale decide in merito alla ricevibilità, alla pertinenza, all'importanza delle prove  presentate. Articolo 25 Provvedimenti provvisori o cautelari 1.  Su istanza di una parte, il tribunale può prendere i provvedimenti provvisori o cautelari che  ritiene opportuni in relazione all'oggetto della controversia. Il tribunale può anche stabilire il  deposito di una somma di denaro o di una cauzione che garantisca la totalità o parte delle somme in  causa. In caso di non esecuzione, il tribunale può tirare le conseguenze che logicamente ne  derivano. 2.  Il tribunale può prendere tali provvedimenti provvisori o cautelari mediante sentenza  provvisoria. Esso può chiedere una cauzione per le relative spese. Articolo 26 Consulenti tecnici 1.  Il tribunale può nominare uno o più consulenti tecnici indipendenti, incaricati di esaminare  questioni specifiche da esso indicate e di riferirgliene per iscritto. Ciascuna parte ha il diritto  di opporsi alla nomina di un consulente tecnico per ragioni attinenti alla sua competenza e  parzialità e, se tale opposizione è accolta dal tribunale, il consulente in questione deve  rinunciare all'incarico. Una copia del mandato conferito dal tribunale al consulente è trasmessa  alle parti. 2.  Le parti forniscono al consulente tutte le informazioni pertinenti e tutti i documenti che egli  chieda di esaminare. Qualsivoglia controversia tra una parte e il consulente in merito alla  pertinenza di una informazione o dei documenti richiesti è rimessa al tribunale che decide al  riguardo. 3.  Non appena riceve la relazione scritta del consulente, il tribunale ne invia copia alle parti  che hanno la possibilità di formulare per iscritto le proprie opinioni in merito. Le parti hanno il  diritto di esaminare qualsiasi documento invocato dal consulente nella sua relazione. 4.  Su istanza di una parte, il consulente, dopo il deposito della relazione, può essere sentito  nel corso di un'udienza a cui le parti possono assistere, con possibilità di interrogarlo.  All'udienza ciascuna parte può presentare i propri consulenti tecnici che depongono sulle questioni  controverse. A tale procedimento si applicano le disposizioni dell'articolo 24. Articolo 27 Inadempimenti delle parti 1.  Se, entro il termine fissato dal tribunale, l'attore non ha proposto la propria domanda, senza  peraltro invocare un legittimo impedimento, il tribunale ordina la chiusura del procedimento. Se,  entro il termine fissato dal tribunale, il convenuto non ha comunicato la propria risposta, senza  d'altra parte invocare un legittimo impedimento, il tribunale, considerati i particolari obblighi  incombenti al convenuto, ordina la continuazione del procedimento e può pronunciare una sentenza  anche se nel frattempo non è pervenuta alcuna risposta del convenuto. 2.  Se una parte, regolarmente convocata in conformità del presente regolamento, non si presenta  all'udienza, senza peraltro invocare un legittimo impedimento, il tribunale può procedere  all'arbitrato. 3.  Se una parte, debitamente invitata ad esibire documenti, non li presenta entro i termini  fissati, senza peraltro invocare un legittimo impedimento, il tribunale può pronunciare la sentenza  in base agli elementi di prova di cui dispone, tenendo debito conto della mancata produzione dei  documenti e dell'importanza di ciò ai fini della causa. Articolo 28 Chiusura del dibattito 1.  Il tribunale può chiedere alle parti se hanno ancora prove da esibire, testimoni da presentare  o dichiarazioni da rilasciare e, in mancanza, può dichiarare chiuso il dibattimento. 2.  Qualora ne ravvisi la necessità per circostanze eccezionali, il tribunale, d'ufficio o su  istanza di una parte, può decidere la riapertura del dibattimento in qualsiasi momento prima della  pronuncia della sentenza. Articolo 29 Rinuncia al diritto di avvalersi del presente regolamento di procedura Qualora una parte non formuli prontamente obiezioni contro una qualsiasi inosservanza di  disposizioni o condizioni enunciate nel presente regolamento di procedura, si considera che essa  abbia rinunciato al proprio diritto di formulare obiezioni al riguardo. Articolo 30 Decisioni 1.  Salvo il caso in cui il tribunale sia composto di un arbitro unico, qualsiasi sentenza o  qualsiasi altra decisione del tribunale è resa a maggioranza. In mancanza di maggioranza, il voto  dell'arbitro presidente è decisivo, ma deve essere motivato. 2.  Quando si tratti di questioni di carattere procedurale, se non si forma una maggioranza oppure  su autorizzazione del tribunale, l'arbitro presidente può decidere da solo, salvo eventuale riforma  della decisione da parte del tribunale. Articolo 31 Data, portata, forma ed effetti della sentenza 1.  La sentenza arbitrale è pronunciata il più rapidamente possibile dopo il dibattimento o la  ricezione delle prove o del materiale che le parti desiderano presentare al tribunale. 2.  Oltre alla sentenza definitiva, il tribunale può pronunciare sentenze provvisorie,  interlocutorie o parziali. 3.  La sentenza è resa per iscritto ed è definitiva e vincolante per le parti, le quali non possono  proporre ulteriore ricorso. Le parti si impegnano a dare esecuzione immediata alla sentenza. Ogni  Stato ACP o Stato membro riconosce il carattere vincolante di ogni sentenza pronunciata a norma del  presente regolamento di procedura e ne assicura l'esecuzione nel proprio territorio come se si  trattasse della sentenza definitiva di un proprio tribunale o altro organo giurisdizionale. 4.  Il tribunale deve motivare la sentenza, salvo diversa pattuizione delle parti. 5.  La sentenza deve essere firmata e debitamente certificata dagli arbitri e indicare la data e il  luogo in cui viene pronunciata. Se gli arbitri sono tre e manca la firma di uno di essi, la  sentenza deve indicare il motivo di tale assenza di firma. 6.  La sentenza può essere pubblicata unicamente con il consenso delle due parti. 7.  Il tribunale provvede a che siano inviate alle parti copie della sentenza firmata e certificata  dagli arbitri. Articolo 32 Esecuzione della sentenza 1.  Per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione di una sentenza nel territorio di uno Stato  firmatario della convenzione, la parte interessata deve presentarne copia certificata all'autorità  designata a tale scopo da detto Stato. La formula esecutiva è apposta sulla copia presentata senza  altri controlli se non quello dell'autenticità della copia. 2.  Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento, ciascuno Stato  firmatario comunica al presidente del Consiglio dei ministri l'identità dell'autorità designata a  tale scopo e lo tiene informato degli eventuali mutamenti. Il presidente del Consiglio dei ministri  trasmette senza indugio tale informazione al segretario generale del segretariato generale ACP e al  presidente della Commissione delle Comunità europee. 3.  L'esecuzione della sentenza è disciplinata dalla legislazione sull'esecuzione delle sentenze  vigenti nello Stato nel cui territorio deve aver luogo. Al riguardo, si presume «juris et de jure»  ai fini dell'esecuzione che le parti abbiano rinunziato espressamente al privilegio dell'immunità  di giurisdizione ed a quello dell'immunità di esecuzione. Articolo 33 Transazione o chiusura del procedimento per altri motivi 1.  Se, prima della pronuncia della sentenza, le parti si accordano su una composizione della  controversia per altra via, il tribunale pronuncia un'ordinanza di chiusura del procedimento o, su  domanda delle due parti da esso accolta, registra i termini della transazione sotto forma di  sentenza che riprende l'accordo raggiunto. Il tribunale non è tenuto a motivare tale sentenza. 2.  Se, prima della pronuncia della sentenza, lo svolgimento del procedimento arbitrale diventa  inutile o impossibile per qualsiasi motivo diverso dalla transazione di cui al paragrafo 1, il  tribunale comunica alle parti che emanerà ordinanza di chiusura del procedimento, a meno che una di  esse formuli obiezioni nel termine di trenta giorni. Nel caso in cui una parte formuli obiezioni  nel termine di trenta giorni, l'ordinanza di chiusura è emanata dal tribunale soltanto dopo che  esso abbia udito le parti e riscontrato l'inesistenza di validi motivi di obiezione. 3.  Il tribunale invia alle parti una copia dell'ordinanza di chiusura del procedimento oppure  della sentenza riprendente l'accordo raggiunto, debitamente firmata dagli arbitri. Quando viene  pronunciata una sentenza che riprende l'accordo raggiunto, si applicano le disposizioni  dell'articolo 31, paragrafi 3, 5, 6 e 7. Articolo 34 Interpretazione della sentenza 1.  Entro trenta giorni dalla ricezione della sentenza, ciascuna parte, previa notificazione  all'altra parte, può chiedere al tribunale di dare un'interpretazione della sentenza. Qualora un  nuovo problema venga alla luce in data successiva alla scadenza del termine fissato, il periodo di  trenta giorni decorre da tale data, ma il termine massimo entro cui può essere presentata una  richiesta basata sull'emergenza di un problema nuovo non deve superare centoventi giorni dalla data  di ricezione della sentenza. Tale termine di centoventi giorni non si applica qualora il nuovo  problema derivi da un'incompatibilità di interpretazione tra le due parti riguardo all'esecuzione  della sentenza. 2.  L'interpretazione è formulata per iscritto il più rapidamente possibile dopo la ricezione della  domanda. All'interpretazione, che è parte integrante della sentenza, si applicano le disposizioni  dell'articolo 31, paragrafi da 2 a 6. Articolo 35 Rettifica della sentenza 1.  Entro sessanta giorni dalla ricezione della sentenza, ciascuna parte, previa notificazione  all'altra parte, può chiedere al tribunale di rettificare nel testo della sentenza errori materiali  o tipografici o di calcolo, o qualsiasi errore della stessa natura. Entro trenta giorni dalla  comunicazione della sentenza alle parti, il tribunale può apportare d'ufficio tali rettifiche. 2.  Alle rettifiche, fatte per iscritto, si applicano le disposizioni dell'articolo 31, paragrafi  da 2 a 6. Articolo 36 Sentenza aggiuntiva 1.  Entro sessanta giorni dalla ricezione della sentenza, ciascuna parte può chiedere al tribunale,  previa notificazione all'altra parte, di pronunciare una sentenza aggiuntiva su capi della domanda  presentati nel corso del procedimento, ma omessi nella sentenza. 2.  Il tribunale, se ritiene che la richiesta di una sentenza aggiuntiva sia giustificata e che  l'omissione possa essere rettificata senza ulteriori udienze o prove, integra la sentenza entro i  sessanta giorni successivi alla ricezione della richiesta. 3.  Alla sentenza aggiuntiva si applicano le disposizioni dell'articolo 31, paragrafi da 2 a 6. Articolo 37 Onorari L'ammontare degli onorari del tribunale deve essere ragionevolmente adeguato alla complessità della  causa, al tempo che gli arbitri hanno dedicato al procedimento e a qualsiasi altra circostanza  pertinente. Articolo 38 Spese 1.  Nella sentenza il tribunale fissa le spese di arbitrato. Tali spese comprendono unicamente: a) gli onorari del tribunale, indicati separatamente per ciascun arbitro e fissati dal tribunale  stesso in conformità dell'articolo 37; b) le spese di viaggio e di altro tipo sostenute dagli arbitri; c) le spese sostenute per consulenze e per qualsiasi altro tipo di assistenza chiesta dal  tribunale; d) le spese di viaggio e di altro tipo sostenute dai testimoni, nella misura in cui tali spese  siano approvate dal tribunale; e) le spese di rappresentanza e assistenza legale sostenute dalla parte vincitrice, quando tali  spese abbiano formato oggetto di richiesta nel corso del procedimento e solo nella misura in cui il  tribunale ne ritenga ragionevole l'ammontare; f) se del caso, gli onorari e le spese dell'autorità investita del potere di nomina; g) le spese di amministrazione relative all'installazione ed al funzionamento del tribunale. 2.  Fatto salvo il paragrafo 3, le spese di arbitrato sono in linea di principio a carico della  parte soccombente. Il tribunale può tuttavia ripartire le spese tra le parti se lo ritiene  opportuno, tenuto conto delle circostanze della fattispecie. 3.  Riguardo alle spese di rappresentanza e assistenza legale di cui al paragrafo 1, lettera e), il  tribunale, viste le circostanze del caso, può determinare la parte che deve sostenere l'onere  oppure, se lo ritiene opportuno, ripartire tali spese tra le parti. 4.  Quando emette un'ordinanza di chiusura del procedimento o pronuncia una sentenza riprendente  l'accordo raggiunto dalle parti, il tribunale fissa le spese di arbitrato di cui al paragrafo 1 nel  testo di tale ordinanza o sentenza. 5.  Il tribunale non può percepire onorari supplementari per interpretare, correggere o integrare  la propria sentenza ai sensi degli articoli 34, 35 e 36. Articolo 39 Cauzione per le spese 1.  Il tribunale, a partire dal momento della sua costituzione, può chiedere a ciascuna parte di  prestare una cauzione di importo uguale come anticipo per le spese di cui all'articolo 38,  paragrafo 1, lettere a), b) e c). 2.  Nel corso del procedimento arbitrale, il tribunale può chiedere alle parti di prestare cauzioni  supplementari, per validi motivi. 3.  Se le cauzioni non sono interamente versate, entro trenta giorni dalla ricezione della  richiesta, il tribunale ne informa le parti affinché ciascuna possa effettuare il versamento  richiesto. Qualora tale versamento non venga effettuato, il tribunale può decidere di continuare il  procedimento oppure ne può ordinare la sospensione o la chiusura. 4.  Dopo la pronuncia della sentenza, il tribunale presenta alle parti un resoconto  dell'utilizzazione delle somme ricevute a titolo di cauzione e restituisce loro l'eventuale importo  residuo.       (1) Questo modello di lettera di nomina deve essere modificato nel caso di  nomina di breve durata prevista all'articolo 11 del regime per tener conto delle disposizioni del  regime applicabile a questo tipo di nomina, nonché delle condizioni individuali stabilite al  momento della nomina.  (1) GU n. L 56 del 4. 3. 1968, pag. 8.