CELEX: C1998/312/39
Language: it
Date: 1998-10-10 00:00:00
Title: Ricorso della società Mannesmannröhren-Werke AG contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 23 luglio 1998 (Causa T-112/98)

10.10.98               IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     C 312/15
ordini impartiti dal delegato, le eÁ stata imposta l'esecu-           tura dello stesso procedimento disciplinare eÁ manifesta-
zione di un contratto che, alla luce del suo scopo Ð aiuti            mente al di fuori di ogni termine ragionevole, ragion per
allo sviluppo per la Somalia Ð era ormai divenuto manife-             cui non può essere pi adottato alcun provvedimento
stamente obsoleto. Al contrario, un tempestivo ritiro dalla           disciplinare e il procedimento stesso deve essere chiuso.
Somalia avrebbe risparmiato il patrimonio della ricor-
rente.
                                                                      Ricorso della societaÁ Mannesmannröhren-Werke AG
                                                                      contro la Commissione delle ComunitaÁ europee, proposto
                                                                                              il 23 luglio 1998
Ricorso del signor AndreÂ van Meuter contro la Commis-                                       (Causa T-112/98)
 sione delle ComunitaÁ europee, proposto il 20 luglio 1998
                                                                                                (98/C 312/39)
                        (Causa T-109/98)
                          (98/C 312/38)                                               (Lingua processuale: il tedesco)
                (Lingua processuale: il francese)                     Il 23 luglio 1998 la societaÁ Mannesmannröhren-Werke
                                                                      AG, con sede in Mühlheim a.d.R. (Repubblica federale di
Il 20 luglio 1998, il signor AndreÂ van Meuter, residente in          Germania), con gli avvocati Bruckhaus, Westrich, Heller,
Bruxelles, con gli avv.ti Olivier Eben e Jean-Marc Bievez,            Löber, del foro di Düsseldorf, con domicilio eletto in Lus-
del foro di Bruxelles con domicilio eletto in Lussemburgo             semburgo presso lo studio legale Bonn & Schmit, 7, Val
presso lo studio dell'avv. Jean Tonnar, 29, rue de FosseÂ,            Ste Croix, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo
Esch-sur-Alzette, ha proposto dinanzi al Tribunale di                 grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la Com-
primo grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la              missione delle ComunitaÁ europee.
Commissione delle ComunitaÁ europee.
                                                                      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                      1. annullare interamente la decisione;
Ð annullare la sanzione disciplinare dell'APN del 10 otto-
     bre 1997 di retrogradazione dal grado D1, ottavo                 2. in subordine, annullare l'art. 2 della decisione;
     scatto, al grado D2, ottavo scatto, ed il ripristino nel
     suo grado precedente;                                            3. porre le spese di causa a carico della convenuta.
Ð ordinare che il procedimento disciplinare nei suoi con-             Motivi e principali argomenti
     fronti sia chiuso;
                                                                      La Commissione ha rivolto alla ricorrente, nell'ambito di
Ð ordinare che nessun'altra sanzione disciplinare gli                 un procedimento per l'accertamento di presunte violazioni,
     venga inflitta;                                                  da parte di produttori di tubi d'acciaio, dell'art. 85 del
                                                                      Trattato CE, la decisione controversa con la quale eÁ stato
Ð condannare la Commissione a tutte le spese.                         posto a carico della stessa l'obbligo, da un lato, di fornire
                                                                      entro 30 giorni le informazioni richieste nell'allegato alla
Motivi e principali argomenti                                         detta decisione e, dall'altro, di pagare, in caso di inadem-
                                                                      pimento nel fornire tali informazioni, una penale dell'im-
Con la decisione impugnata, l'APN ha deciso di infliggere             porto di 1 000 ECU per ogni giorno di ritardo.
al ricorrente la sanzione della retrogradazione dal grado
D1, ottavo scatto, al grado D2, ottavo scatto, con effetto            La ricorrente deduce la circostanza che la convenuta,
dal 1o novembre 1997, con la motivazione che il ricorrente            prima dell'emanazione dell'impugnata decisione, non le ha
non avrebbe adempiuto il suo obbligo di sottoporsi al con-            garantito in misura sufficiente il diritto di essere ascoltata.
trollo medico al quale si era impegnato e che la fiducia
ripostagli dall'APN era stata tradita.                                Di conseguenza, non si eÁ svolto alcun regolare procedi-
                                                                      mento ed eÁ stato quindi violato il combinato disposto degli
Secondo il ricorrente, non si può retrogradarlo. Nono-                artt. 11, n. 5, e 16, n. 2, del regolamento 17/62.
stante le eccellenti note caratteristiche e la riuscita ad un
concorso, egli non eÁ stato mai promosso. La retrograda-              La convenuta ha inoltre omesso di mettere adeguatamente
zione comporta una duplice punizione del ricorrente per               a disposizione della ricorrente i documenti di cui si eÁ
gli stessi fatti, la prima costituita dalla mancata promo-            avvalsa per emettere la decisione lesiva per la ricorrente e
zione.                                                                sui quali ha basato tale decisione. EÁ così incorsa nella vio-
                                                                      lazione dei principi sviluppati dalla giurisprudenza nelle
Inoltre, il fatto di infliggere una sanzione disciplinare             cause «Solvay» (1) e «ICI» (2). Ad abundantiam viene anche
senza che il ricorrente disponesse del suo fascicolo medico           dedotta la violazione dell'art. 190 del Trattato CE per la
viola i diritti della difesa. Al contrario, la cognizione da          formale carenza di motivazione della decisione con riferi-
parte dell'APN di elementi riguardanti lo stato di salute             mento al criterio della «necessitaÁ». Inoltre, giaÁ conforme-
del ricorrente viola il segreto medico che eÁ assoluto e di           mente alla cosiddetta giurisprudenza «Orkem» (3), non
ordine pubblico.                                                      sussiste alcun obbligo della ricorrente di rispondere a
                                                                      domande che potrebbero portarla ad autoaccusarsi.
Infine, l'APN ha violato i termini imperativi previsti
dall'art. 7 del procedimento disciplinare: il fatto di inflig-        La ricorrente sostiene tuttavia, a tal riguardo, che legitti-
gere una sanzione disciplinare 3 anni e mezzo dopo l'aper-            mamente, con riferimento all'art. 6, n. 1, della Conven-
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zione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo Ð                   delle spettanze di pensione trasferite al regime pensio-
le cui garanzie, in quanto principi fondamento del diritto                  nistico comunitario di cui non vi eÁ tenuto conto per
comunitario, prevalgono sulle disposizioni di diritto ordi-                 calcolare le annualitaÁ di pensione statuaria da pren-
nario del regolamento n. 17/62 Ð poteva astenersi da ogni                   dere in considerazione ai sensi dell'art. 11, n. 2,
attivo comportamento che avrebbe potuto portarla ad                         dell'allegato VIII dello Statuto;
autoaccusarsi nell'ambito del procedimento di accerta-
mento. Una violazione del diritto di non doversi autode-
nunciare deve inoltre qualificarsi anche come violazione               Ð condannare il Consiglio alle spese.
della garanzia della presunzione di innocenza di cui
all'art. 2, n. 2 della Convenzione, o della libertaÁ di non
                                                                       Motivi e principali argomenti
esprimersi tutelata dall'art. 10 della Convenzione.
Il diritto della ricorrente di non autodenunciarsi con un              I motivi e i principali argomenti sono identici a quelli
comportamento attivo non emerge solo dal diritto comuni-               dedotti nella causa T-103/98, Kristensen/Consiglio (1).
tario, ma altresì e parallelamente anche dal diritto nazio-
nale tedesco tuttora vigente in materia.                               (1) GU C 299 del 26.9.1998, pag. 36.
Di conseguenza, con la diretta fissazione di una penale
giornaliera, la convenuta ha violato il procedimento di due
fasi all'uopo previsto e, in particolare, ha trascurato la
comunicazione degli addebiti necessaria per la determina-
zione di un'elevata penale giornaliera e il principio del
contraddittorio, come pure altre esigenze procedurali. Inol-           Ricorso del signor Ivar Langer Andersen contro il
tre, la fissazione, da parte della convenuta della massima              Consiglio dell'Unione europea, proposto il 29 luglio 1998
unitaÁ di calcolo possibile di 1 000 ECU per la commisura-                                    (Causa T-118/98)
zione della penale eÁ da considerarsi sproporzionata e
quindi inficiata da eccesso di potere.                                                          (98/C 312/41)
La ricorrente ha risposto ampiamente a sette delle undici                              (Lingua processuale: il francese)
domande rivoltele nella domanda di informazioni.
Quanto alle altre quattro domande essa non sarebbe                     Il 29 luglio 1998 il signor Ivar Langer Andersen, residente
tenuta a rispondere, poicheÂ può invocare a tal riguardo il            in Rungsted Kyst (Danimarca), con gli avv.ti Jean-NoeÈl
proprio diritto di non autoaccusarsi.                                  Louis, VeÂronique Leclercq, Ariane Tornel e FrancËoise Par-
                                                                       mentier, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lus-
                                                                       semburgo presso la Fiduciaire Myson SARL, 30, rue de
(1) Causa T-30/91 (Racc. 1995, pag. II-1821).
(2) Causa T-36/91 (Racc. 1995, pag. II-1847).
                                                                       Cessange, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
(3) Causa 374/87 (Racc. 1989, pag. 3282).                              delle ComunitaÁ europee un ricorso contro il Consiglio del-
                                                                       l'Unione europea.
                                                                       Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
Ricorso del signor Peter Clausen contro il Consiglio                   Ð annullare la decisione del Consiglio 6 ottobre 1997,
       dell'Unione europea, proposto il 23 luglio 1998                      recante rigetto della domanda di rimborso della parte
                      (Causa T-113/98)                                      delle spettanze di pensione trasferite al regime pensio-
                                                                            nistico comunitario di cui non vi eÁ tenuto conto per
                        (98/C 312/40)                                       calcolare le annualitaÁ di pensione statuaria da pren-
                                                                            dere in considerazione ai sensi dell'art. 11, n. 2,
               (Lingua processuale: il francese)                            dell'allegato VIII dello Statuto;
Il 23 luglio 1998 il signor Peter Clausen, residente in La             Ð condannare il Consiglio alle spese.
Hulpe (Belgio), con gli avv.ti Jean-NoeÈl Louis, VeÂronique
Leclercq, Ariane Tornel e FrancËoise Parmentier, del foro di
Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo presso la               Motivi e principali argomenti
Fiduciaire Myson SARL, 30, rue de Cessange, ha proposto
dinanzi al Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ euro-
pee un ricorso contro il Consiglio dell'Unione europea.                I motivi e i principali argomenti sono identici a quelli
                                                                       dedotti nella causa T-103/98, Kristensen/Consiglio (1).
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                       (1) GU C 299 del 26.9.1998, pag. 36.
Ð annullare la decisione del Consiglio 6 ottobre 1997,
     recante rigetto della domanda di rimborso della parte