CELEX: 52013PC0439
Language: it
Date: 2013-06-20
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che proroga il periodo di applicazione delle misure appropriate stabilite nella decisione 2011/492/UE relativa alla conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica di Guinea-Bissau a titolo dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE

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		52013PC0439
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che proroga il periodo di applicazione delle misure appropriate stabilite nella decisione 2011/492/UE relativa alla conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica di Guinea-Bissau a titolo dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE /* COM/2013/0439 final - 2013/0208 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
Il 31 gennaio 2011 l'Unione europea ha deciso
di avviare consultazioni con la Repubblica di Guinea-Bissau a titolo dell'articolo 96
dell'accordo di Cotonou riveduto. Tale decisione è stata assunta in seguito
agli avvenimenti del 1° aprile 2010, data in cui, agli ordini del vicecapo
di Stato maggiore delle Forze armate, generale Antonio Indjai, un gruppo di
militari in rivolta ha arrestato l'ammiraglio José Zamora Induta, capo di Stato
maggiore, e il primo ministro della Guinea-Bissau, Carlos Gomes Junior. Dopo la
rivolta, il generale Indjai si è imposto come capo di Stato maggiore de facto
prima di essere nominato ufficialmente il 25 giugno 2010 con decreto del
presidente, Malam Bacai Sanhá, su proposta del governo.
La nomina dell'ammiraglio Bubo Na Tchuto, l'8
ottobre 2010, a capo della Marina ha rappresentato un altro passo indietro per
il buon governo in Guinea-Bissau. L'ammiraglio Na Tchuto ha avuto un ruolo
destabilizzante dopo la rivolta del 1° aprile ed è oggetto di sanzioni da
parte di alcuni partner internazionali per il suo presunto coinvolgimento in
attività illecite.
L'Unione europea ritiene che la rivolta del 1° aprile
2010 e la successiva nomina dei suoi principali istigatori ai vertici della
gerarchia militare costituiscano una violazione particolarmente seria e
flagrante degli elementi essenziali di cui all'articolo 9 dell'accordo di
Cotonou (rispetto dei principi della democrazia), nonché un caso di urgenza
particolare, conformemente all'articolo 96, paragrafo 2, lettera b). Di conseguenza,
il 2 febbraio 2011 è stata inviata una lettera alle autorità della
Guinea-Bissau per invitarle a partecipare a consultazioni.
La riunione di apertura delle consultazioni si
è svolta a Bruxelles il 29 marzo 2011.
Nel corso della
riunione i partecipanti hanno preso atto delle proposte avanzate dalla
Guinea-Bissau per garantire progressivamente la preminenza del potere civile,
migliorare la governance democratica, assicurare il rispetto dell'ordine
costituzionale e dello Stato di diritto e lottare contro l'impunità e la
criminalità organizzata.
Gli impegni
assunti dalla Guinea-Bissau comprendono in particolare:
·                        
lo svolgimento e la conclusione, in piena
indipendenza e in condizioni materiali e di sicurezza adeguate, delle indagini
e dei procedimenti giudiziari relativi agli omicidi perpetrati nel marzo e nel
giugno 2009;
·                        
l'effettiva attuazione della riforma del settore
sicurezza, sulla base della strategia adottata dal parlamento nazionale e del
pacchetto legislativo predisposto con l'appoggio della missione della politica
di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell'UE;
·                        
la nomina ai vertici di comando delle gerarchie
militari di persone non implicate in comportamenti anticostituzionali o
illegali, né in episodi di violenza, conformemente alle conclusioni e alle
raccomandazioni della tabella di marcia della Comunità economica degli Stati
dell'Africa occidentale (ECOWAS) per la riforma del settore sicurezza;
·                        
l'approvazione e l'agevolazione di una missione di
esperti a supporto della riforma del settore sicurezza e della protezione di
esponenti politici, effettuata in collaborazione con l'ECOWAS, la comunità dei
paesi di lingua portoghese (CPLP) e/o altri partner;
·                        
l'elaborazione, l'adozione e l'effettiva
realizzazione di piani operativi nazionali per l'attuazione della riforma del
settore sicurezza e per la lotta al narcotraffico;
·                        
il miglioramento della gestione amministrativa e
finanziaria del personale civile e militare, nonché delle misure di lotta al
riciclaggio di denaro.
Nelle sue
conclusioni al termine delle consultazioni, l'Unione europea ha preso atto dei
suddetti impegni e ha invitato i rappresentanti della Repubblica di
Guinea-Bissau a svolgere le indagini e i procedimenti giudiziari riguardanti
gli avvenimenti del 1° aprile 2010, al fine di intensificare l'impegno
nella lotta contro l'impunità, e a proporre un calendario più dettagliato per l'attuazione
degli impegni, conformemente ai tempi stabiliti nella tabella di marcia dell'ECOWAS.
Con decisione 2011/492/UE del Consiglio, del 18
luglio 2011, l'Unione europea ha deciso di adottare misure appropriate per
attuare tali impegni, tra cui un programma di impegni reciproci finalizzati
alla graduale ripresa della cooperazione con l'UE.
Il 18-20 gennaio 2012 si è svolta a Bissau una
missione ex articolo 96. La relazione della missione, approvata il 15 febbraio 2012
dal gruppo di lavoro "Africa" del Consiglio, evidenzia l'insufficiente
realizzazione del primo pacchetto di impegni indicato nella decisione 2011/492/UE
del Consiglio e, di conseguenza, l'impossibilità di sbloccare i corrispondenti
programmi di cooperazione.
Il 12 aprile 2012 è stato perpetrato un colpo
di Stato ad opera di elementi delle forze armate dopo il primo turno delle
elezioni presidenziali, convocate dopo la morte a gennaio del Presidente Bacai
Sanhá; il presidente facente funzioni e il primo ministro sono stati arrestati.
Da allora l'ECOWAS funge da mediatore per
arrivare a una soluzione in grado di ripristinare l'ordine democratico in
Guinea-Bissau, ma sono stati compiuti scarsi progressi verso il ritorno all'ordine
costituzionale.
Con decisione 2012/387/UE del Consiglio, del 16
luglio 2012, la decisione 2011/492/UE è stata prorogata di un anno, fino al 19
luglio 2013.
La Commissione ritiene importante che la
decisione 2011/492/UE del Consiglio non scada, in quanto costituisce il quadro
fondamentale per promuovere la stabilità democratica in Guinea-Bissau. Si
propone pertanto di prorogarla ulteriormente fino al 19 luglio 2014. 
Dopo il 31 dicembre 2013, data di scadenza del
10° FES, e prima dell'entrata in vigore dell'11° FES,
gli impegni dell'UE indicati nell'elenco allegato alla decisione 2011/492/UE
del Consiglio saranno finanziati mediante un meccanismo di transizione da
istituire. 
Potrebbe essere necessario adattare la
sostanza della decisione (condizioni particolareggiate e risposte dell'UE) all'evolvere
della situazione politica, ma allo stato attuale non è possibile prevedere tali
modifiche con sufficiente precisione.
Conclusione
Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede
al Consiglio di adottare l'allegata proposta di decisione del Consiglio che
proroga il periodo di applicazione delle misure appropriate per la
Guinea-Bissau.
2013/0208 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che proroga il periodo di applicazione delle
misure appropriate stabilite nella decisione 2011/492/UE relativa alla
conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica di Guinea-Bissau
a titolo dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-UE
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea,
visto l'accordo di partenariato tra i membri
del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e
la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000[1] ("Accordo di Cotonou")
e riveduto a Ouagadougou, Burkina Faso, il 22 giugno 2010[2], in particolare l'articolo 96,
visto l'accordo interno relativo ai
provvedimenti da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo
di partenariato ACP-CE[3],
in particolare l'articolo 3,
vista la proposta della Commissione,
considerando quanto segue:
(1)       Con decisione 2011/492/UE del
Consiglio sono state concluse le consultazioni con la Repubblica di
Guinea-Bissau ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE e
sono state adottate le misure appropriate specificate nell'allegato della
decisione.
(2)       Con decisione 2012/387/UE del
Consiglio, la decisione 2011/492/UE è stata prorogata di un anno, fino al 19
luglio 2013.
(3)       Gli elementi essenziali di
cui all'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE continuano ad essere
violati e le attuali condizioni nella Guinea-Bissau non sono tali da garantire
il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di
diritto.
(4)       È pertanto opportuno
modificare di conseguenza la decisione 2011/492/UE per prorogare ulteriormente
il periodo di applicazione delle misure appropriate,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 2011/492/UE è così modificata:
L'articolo 3 è sostituito dal seguente:
"La presente decisione entra in vigore il
giorno dell'adozione.
Essa cessa di produrre effetti il 19 luglio 2014.
Essa è riesaminata con periodicità almeno
semestrale, preferibilmente sulla base di missioni congiunte di monitoraggio da
parte del servizio europeo per l'azione esterna e della Commissione."
Articolo 2
La lettera allegata alla presente decisione
viene trasmessa alle autorità della Guinea-Bissau.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell'adozione. Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
   ||   
ALLEGATO
Signor Presidente della Repubblica della
Guinea-Bissau,
Signor Primo ministro della Repubblica della
Guinea-Bissau,
in seguito alle consultazioni che si sono
svolte a Bruxelles il 29 marzo 2011 a titolo dell'articolo 96 dell'accordo
di partenariato ACP-UE, l'Unione europea ha deciso, con decisione 2011/492/UE
del Consiglio, del 18 luglio 2011, di adottare misure appropriate,
tra cui un programma di impegni reciproci per la graduale ripresa della
cooperazione con l'UE.
Con decisione 2012/387/UE del Consiglio, del 16 luglio 2012,
la decisione 2011/492/UE è stata prorogata di un anno, fino al 19 luglio 2013.
A distanza di dodici mesi da questa proroga, l'Unione
europea ritiene che non siano stati compiuti progressi significativi e ha
pertanto deciso di estendere ulteriormente il periodo di applicazione della
decisione 2011/492/UE, fino al 19 luglio 2014.
L'Unione europea intende sottolineare ancora
una volta l'importanza che annette alla futura cooperazione con la
Guinea-Bissau e ribadisce la sua intenzione di proseguire il dialogo e
progredire nel prossimo futuro verso una situazione che consenta il pieno
ripristino della cooperazione.
Vogliate gradire, signor Presidente e signor
Primo ministro, i nostri distinti saluti.
 Per il Consiglio || Per la Commissione 
 CATHERINE ASHTON Presidente || ANDRIS PIEBALGS Commissario 
[1]               GU L 317, del 15.12.2000, pag. 3.
[2]               GU L 287, del 4.11.2010, pag. 3.
[3]               GU L 317, del 15.12.2000, pag. 376, modificato dalla
GU L 247, del 9.9.2006, pag. 48.