CELEX: 61982CJ0168
Language: it
Date: 1983-05-17
Title: Sentenza della Corte del 17 maggio 1983. # Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) contro Fallimento Ferriere Sant'Anna SpA. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale civile e penale di Milano - Italia. # Prelievo CECA. # Causa 168/82.

Avis juridique important

|

61982J0168

SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 MAGGIO 1983.  -  COMUNITA'EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO (CECA) CONTRO FALLIMENTO FERRIERE SANT'ANNA SPA.  -  PRELIEVO CECA.  -  CAUSA 168/82.  

raccolta della giurisprudenza 1983 pagina 01681

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . QUESTIONI PREGIUDIZIALI - SINDACATO SULLA VALIDITA - COMPETENZA DELLA CORTE - COMPETENZA A STATUIRE SULLA VALIDITA DELLE DELIBERAZIONI DELLA COMMISSIONE IN FORZA DEL TRATTATO CECA - DECISIONI INTESE A PRODURRE EFFETTI GIURIDICI  ( TRATTATO CECA , ART . 41 )   2 . CECA - PRELIEVI SULLA PRODUZIONE - FALLIMENTO DELL ' IMPRESA DEBITRICE - AMMISSIONE DEI PRELIEVI A FRUIRE DEI PRIVILEGI STABILITI PER GLI ANALOGHI TRIBUTI NAZIONALI - OBBLIGO DEGLI STATI MEMBRI - INSUSSISTENZA , IN MANCANZA DI SPECIFICHE DISPOSIZIONI NAZIONALI   ( TRATTATO CECA , ARTT . 49 E 50 )   3 . CECA - PRELIEVI SULLA PRODUZIONE - FALLIMENTO DELL ' IMPRESA DEBITRICE - AMMISSIONE DEI PRELIEVI A FRUIRE DEI PRIVILEGI STABILITI PER GLI ANALOGHI TRIBUTI NAZIONALI - OBBLIGO DEGLI STATI MEMBRI - INSUSSISTENZA , IN MANCANZA DI DISPOSIZIONI CHIARE E PRECISE ADOTTATE DAL LEGISLATORE COMUNITARIO - PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI ONERI COMUNITARI E QUELLI NAZIONALI ANALOGHI - LIMITI   ( TRATTATO CECA , ARTT . 49 E 50 )    

Massima

1 . LA DECISIONE CON CUI LA COMMISSIONE , NELL ' AMBITO DI UN PROCEDIMENTO FALLIMENTARE PENDENTE DINANZI AD UN GIUDICE NAZIONALE , STABILISCA CHE IL PRELIEVO SULLA PRODUZIONE DOVUTO DALL ' IMPRESA DEBITRICE E UN CREDITO PRIVILEGIATO , DI GRADO PARI A QUELLO DEGLI ANALOGHI CREDITI DELLO STATO , PUO COSTITUIRE OGGETTO DI UN PROCEDIMENTO PRE GIUDIZIALE IN FORZA DELL ' ART . 41 DEL TRATTATO CECA , DAL MOMENTO CHE E DIRETTA A PRODURRE , NEI CONFRONTI DEI TERZI , IN PARTICOLARE NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI CREDITORI DELL ' IMPRESA DEBITRICE , EFFETTI GIURIDICI NELL ' AMBITO DEL PROCEDIMENTO FALLIMENTARE . POICHE IL GIUDICE NAZIONALE HA RITENUTO NECESSARIO , PER POTER DECIDERE LA CAUSA , DI SOTTO      PORRE ALLA CORTE UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE VERTENTE SULLA VALIDITA DELLA DECISIONE , SONO SODDISFATTE LE CONDIZIO-  NI STABILITE DAL SOPRAMMENZIONATO ART . 41 . 2.BENCHE NON SI POSSA NEGARE L ' IMPORTANZA DEI POTERI FISCALI ATTRIBUITI ALLA COMMISSIONE DAGLI ARTT . 49 E 50 DEL TRATTATO CECA ONDE CONSENTIRLE DI SVOLGERE , NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE , IL COMPITO CHE LE E AFFIDATO DAL TRATTATO , NON DERIVA TUTTAVIA NECESSARIAMENTE DALLA NATURA E DAGLI SCOPI CHE DETTI ARTICOLI ATTRIBUISCONO AI PRELIEVI CECA CHE QUESTI , IN CASO DI FALLIMENTO DELL ' IMPRESA DEBITRICE , DEBBANO AUTOMATICAMENTE FRUIRE DEGLI STESSI PRIVILEGI CHE LE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI CONCEDONO AGLI ANALOGHI TRIBUTI NAZIONALI .   INFATTI , NEI CASI IN CUI , NEI DIRITTI NAZIONALI , DEI PRIVILEGI SONO ATTRIBUITI A DETERMINATI TIPI DI CREDITI NELLA LIQUIDAZIONE DEI FALLIMENTI , QUESTI , DATO CHE DEROGANO AL PRINCIPIO GENERALE  DELLA PARITA DEI CREDITORI , POSSONO ESSERE CONTEMPLATI SOLO DA DISPOSIZIONI LEGISLATIVE SPECIFICHE E PRESTABILITE . IN MANCANZA DI DISPOSIZIONI PARTICOLARI RELATIVE AL PRIVILEGIO A FAVORE DEI CREDITI DELLA COMMISSIONE DERIVANTI DAI PRELIEVI , NELLA LIQUIDAZIONE DEI FALLIMENTI , UN PRIVILEGIO DEL GENERE NON PUO ESSERE AMMESSO .   3.BENCHE UNO STATO MEMBRO NON POSSA SUBORDINARE LA RISCOSSIONE DEGLI ONERI COMUNITARI A CONDIZIONI E MODALITA DIVERSE DA QUELLE STABILITE PER I TRIBUTI NAZIONALI ANALOGHI , IL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO NON IMPLICA DI PER SE CHE GLI STATI MEMBRI DEBBANO , IN CASO DI FALLIMENTO DEL DEBITORE , CONCEDERE AI PRELIEVI DELLA CECA GLI STESSI PRIVILEGI ATTRIBUITI AGLI ANALOGHI CREDITI DELLO STATO , IN MANCANZA DI UNA NORMA CHIARA E PRECISA , ADOTTATA DAL LEGISLATORE COMUNITARIO IN FORZA DEL TRATTATO CECA , LA QUALE STABILISCA , FRA L ' ALTRO , IL RANGO DEL PRELIEVO NONCHE IL TRIBUTO DELLO STATO CUI DEVE ESSERE EQUIPARATO .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 168/82 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 41 DEL TRATTATO CECA , DAL TRIBUNALE DI MILANO NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA  COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL ' ACCIAIO ( CECA )   E  FALLIMENTO FERRIERE SANT '  ANNA SPA ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULLA VALIDITA DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE 10 DICEMBRE 1981 , N . C(81 ) 1887 DEF ., NELLA PARTE IN CUI     ( ART . 2 ) STABILISCE CHE I CREDITI DELLA CECA VERSO LA SOCIETA FERRIERE SANT ' ANNA SPA ( PER PRELIEVI CECA E RELATIVI INTERESSI ) DEVONO ESSERE CONSIDERATI ' CREDITI PRIVILEGIATI DI RANGO EGUALE A QUELLO DEI SIMILI CREDITI DELLO STATO ' ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 22 APRILE 1982 , PERVENUTA ALLA CORTE IL 14 GIUGNO 1982 , IL TRIBUNALE DI MILANO , A NORMA DELL ' ART . 41 DEL TRATTATO CECA , HA PROPOSTO UNA DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE VERTENTE SULLA VALIDITA DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 10 DICEMBRE 1981 , N . 1887 , NELLA PARTE IN CUI , NELL ' ART . 2 , STABILISCE CHE I CREDITI DELLA CECA VERSO LA SOCIETA FERRIERE SANT ' ANNA SPA SONO CREDITI PRIVILEGIATI DI RANGO EGUALE A QUELLO DEI SIMILI CREDITI DELLO STATO .    2 LA QUESTIONE E STATA SOLLEVATA NELL ' AMBITO DELLA CONTROVERSIA RELATIVA ALL ' ISCRIZIONE , COME CREDITO PRIVILEGIATO , AL PASSIVO DEL FALLIMENTO DELLA SOCIETA FERRIERE SANT ' ANNA SPA - FALLIMENTO APERTO IL 14 MAGGIO 1980 DAL TRIBUNALE DI MILANO - DELLA SOMMA DI LIT 27 383 405 DOVUTA DA DETTA SOCIETA ALLA CECA A TITOLO DI PRELIEVI SULLA PRODUZIONE D ' ACCIAIO E DI MAGGIORAZIONI PER IL RITARDATO PAGAMENTO DEGLI STESSI .    3 DOPO LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO DELLA SOCIETA , LA COMMISSIONE , CON LETTERA 19 NOVEMBRE 1980 , HA COMUNICATO AL CURATORE L ' IMPORTO DEL SUO CREDITO CHIEDENDO CHE LO STESSO FOSE CONSIDERATO COME CREDITO PRIVILEGIATO .        4 CON DECISIONE DEL GIUDICE DELEGATO 20 MAGGIO 1981 , IL CREDITO DELLA CECA E STATO AMMESSO AL PASSIVO DEL FALLIMENTO SOLO IN VIA CHIROGRAFARIA .    5 IL 29 GIUGNO 1981 , LA COMMISSIONE , A NORMA DELL ' ART . 98 DELLA LEGGE FALLIMENTARE ITALIANA , HA PROPOSTO OPPOSIZIONE AVVERSO LA DECISIONE DEL GIUDICE DELEGATO E HA CHIESTO AL TRIBUNALE DI RICONOSCERE CARATTERE PRIVILEGIATO AL SUO CREDITO O , IN SUBORDINE , DI SOTTOPORRE LA QUESTIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE .    6 IN PENDENZA DEL PROCEDIMENTO INTRODOTTO A NORMA DELL ' ART . 98 SUMMENZIONATO , LA COMMISSIONE , IN FORZA DEGLI ARTT . 49 E 50 DEL TRATTATO CECA , HA ADOTTATO UNA DECISIONE INDIVIDUALE DESTINATA ALLA SOCIETA FERRIERE SANT ' ANNA SPA L ' ART . 2 DI TALE DECISIONE STABILISCE CHE I CREDITI DI CUI TRATTASI ' SONO CREDITI PRIVILEGIATI DI RANGO EGUALE A QUELLO DEI SIMILI CREDITI DELLO STATO ' . A RICHIESTA DELLA COMMISSIONE LA DECISIONE E STATA MUNITA DELLA FORMULA ESECUTIVA DA PARTE DEL MINISTRO ITALIANO COMPETENTE .    7 ALL ' UDIENZA DEL 4 APRILE 1982 , DINANZI AL TRIBUNALE DI MILANO , LA COMMISSIONE HA CONCLUSO CHIEDENDO , IN BASE ALLA SUDDETTA DECISIONE , CHE IL SUO CREDITO FOSSE AMMESSO IN VIA PRIVILEGIATA E , IN SUBORDINE - IN CASO DI REIEZIONE DELLA DOMANDA PRINCIPALE - , CHE LA CAUSA FOSSE RIMESSA ALLA CORTE AFFINCHE ESSA , AI SENSI DELL ' ART . 41 DEL TRATTATO CECA , STATUISSE SULLA VALIDITA DELLA DECISIONE STESSA .    8 IL TRIBUNALE DI MILANO , A NORMA DEL SUDDETTO ARTICOLO , HA PROPOSTO ALLA CORTE LA SEGUENTE QUESTIONE PREGIUDIZIALE :    ' SE LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE 10 DICEMBRE 1981 , N . C(81 ) 1887 DEF ., SIA VALIDA NELLA PARTE IN CUI ( ART . 2 ) STABILISCE CHE I CREDITI DELLA CECA VERSO LA SOCIETA FERRIERE SANT ' ANNA SPA ( PER PRELIEVI CECA E RELATIVI INTERESSI ) DEBBONO ESSERE CONSIDERATI ' ' CREDITI PRIVILEGIATI DI RANGO EGUALE A QUELLO DEI SIMILI CREDITI DELLO STATO ' ' ' .    9 INVITATA DALLA CORTE A PRECISARE , PRIMA DELL ' UDIENZA , ' LO SCOPO E LA PORTATA DELLA SUA DECISIONE 10 DICEMBRE 1981 , ED IN PARTICOLARE DELL ' ART . 2 DELLA STESSA ,     RIGUARDO AL PROCEDIMENTO PRINCIPALE ' , LA COMMISSIONE HA RISPOSTO CHE ' LA QUALIFICAZIONE DEL CREDITO COME PRIVILEGIATO HA VALORE DICHIARATIVO E NON COSTITUTIVO , IN QUANTO IL CARATTERE PRIVILEGIATO DERIVA DAI PRINCIPI E DALLE NORME DI DIRITTO COMUNITARIO EVOCATI NELLA MEMORIA DELLA COMMISSIONE ' .    10 VISTA TALE RISPOSTA E LE CIRCOSTANZE IN CUI LA DECISIONE DI CUI E CAUSA E STATA ADOTTATA DALLA COMMISSIONE , IL GOVERNO DEL REGNO UNITO E LA CURATELA DELLA SOCIETA FERRIERE SANT ' ANNA SPA HANNO MESSO IN DUBBIO LA SUSSISTENZA STESSA DEI REQUISITI DI APPLICAZIONE DELL ' ART . 41 DEL TRATTATO CECA . ESSI HANNO OSSERVATO IN PARTICOLARE CHE , SE LO SCOPO DELL ' ATTO DI CUI E CAUSA E SOLO , COME SOSTIENE LA COMMISSIONE , QUELLO DI DICHIARARE QUAL E IL DIRITTO COMUNITARIO IN VIGORE , TALE ATTO DEVE ESSERE CONSIDERATO COME SEMPLICE PARERE DELLA COMMISSIONE E NON COME VERA E PROPRIA DECISIONE , CIO CHE COMPORTA L ' INCOMPETENZA DELLA CORTE NEL PROCEDIMENTO PREGIUDIZIALE PREVISTO DALL ' ART . 41 DEL TRATTATO .    11 TALE TESI NON PUO ESSERE ACCETTATA . L ' ART . 41 DEL TRATTATO CECA PREVEDE , INFATTI , CHE ' SOLTANTO LA CORTE E COMPETENTE A GIUDICARE , A TITOLO PREGIUDIZIALE , DELLA VALIDITA DELLE DELIBERAZIONI DELL ' ALTA AUTORITA E DEL CONSIGLIO , QUALORA UNA CONTROVERSIA PROPOSTA AVANTI A UN TRIBUNALE NAZIONALE METTA IN CAUSA TALE VALIDITA ' . BENCHE NON SIA CONTESTATO CHE , A NORMA DELL ' ART . 92 DEL TRATTATO CECA , NON PUO PIU VENIR ECCEPITA LA VALIDITA DELLA DECISIONE DI CUI E CAUSA , PER QUANTO RIGUARDA LA ENTITA DELLE OBBLIGAZIONI PECUNIARIE CHE ESSA COMPORTA , CIONONOSTANTE , CON L ' ART . 2 , ESSA E DIRETTA A PRODURRE , NELL ' AMBITO DEL PROCEDIMENTO FALLIMENTARE PENDENTE DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , EFFETTI GIURIDICI NEI CONFRONTI DI TERZI ED , IN PARTICOLARE , DEGLI ALTRI CREDITORI DELL ' IMPRESA . POICHE DETTO GIUDICE HA RITENUTO NECESSARIO , PER POTER DECIDERE LA CAUSA , DI SOTTOPORRE ALLA CORTE UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE VERTENTE SULLA VALIDITA DELL ' ART . 2 DELLA DECISIONE , SUSSISTONO LE CONDIZIONI STABILITE DALL ' ART . 41 DEL TRATTATO CECA .    12 LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE LA DECISIONE DI CUI E CAUSA VA CONSIDERATA VALIDA ALLA LUCE DELLE NORME E DEI PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO COMUNITARIO , IN FORZA DEI QUALI CIASCUNO STATO MEMBRO E TENUTO A CONCEDERE AI PRELIEVI CECA GLI STESSI PRIVILEGI RICONOSCIUTI AI SIMILI CREDITI DELLO STATO .        13 ESSA SOTTOLINEA , DA UN LATO , CHE IL TRATTATO CECA , AGLI ARTT . 49 E 50 , LEGITTIMA L ' ALTA AUTORITA AD ESERCITARE POTERI FISCALI , NEI QUALI RIENTRA LA POSSIBILITA DI ISTITUIRE , DI DETERMINARE ENTRO CERTI LIMITI E DI PERCEPIRE DIRETTAMENTE DALLE IMPRESE UN ' IMPOSTA DI CUI , AI SENSI DELL ' ART . 92 , PUO OTTENERE IL PAGAMENTO ANCHE CON ESECUZIONE FORZATA . DA CIO DERIVEREBBE CHE I PRELIEVI CECA VANNO SOTTOPOSTI AD UNA REGOLAMENTAZIONE CHE NE GARANTISCA L ' EFFETTIVA RISCOSSIONE IN QUALSIASI CIRCOSTANZA E CHE ESSI DEVONO PERTANTO FRUIRE DEGLI STESSI PRIVILEGI DELLE IMPOSTE STATALI SIMILI .    14 NON SI PUO CERTO NEGARE L ' IMPORTANZA DEI POTERI FISCALI RICONOSCIUTI ALL ' ALTA AUTORITA ( ORA ALLA COMMISSIONE ) DAGLI ARTT . 49 E 50 DEL TRATTATO CECA AL FINE DI CONSENTIRLE DI ADEMPIERE , NELLE MIGLIORI CONDIZIONI POSSIBILI , LA MISSIONE AFFIDATALE DAL TRATTATO . NON RISULTA TUTTAVIA NECESSARIAMENTE DALLA NATURA E DAGLI SCOPI CONFERITI AI PRELIEVI DAI SUDDETTI ARTICOLI CHE , IN CASO DI FALLIMENTO DELL ' IMPRESA DEBITRICE , ESSI DEBBANO AUTOMATICAMENTE FRUIRE DEGLI STESSI PRIVILEGI CHE LE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RICONOSCONO ALLE IMPOSTE NAZIONALI SIMILI .    15 DA UNO STUDIO COMPARATIVO DEI DIRITTI NAZIONALI RISULTA INFATTI CHE , NELLA MISURA IN CUI , NELLA LIQUIDAZIONE DI FALLIMENTI , SONO RICONOSCIUTI DEI PRIVILEGI A DETERMINATI CREDITI , QUESTI POSSONO RISULTARE SOLO DA DISPOSIZIONI DI LEGGE SPECIFICHE E PRESTABILITE , IN QUANTO ESSI PREGIUDICANO IL PRINCIPIO GENERALE DELL '   UGUAGLIANZA DEI CREDITORI . IN MANCANZA DI DISPOSIZIONI PARTICOLARI RELATIVE , NELLA LIQUIDAZIONE DEI FALLIMENTI , ALL ' ESISTENZA DI UN PRIVILEGIO A FAVORE DELLA COMMISSIONE PER I CREDITI DERIVANTI DAI PRELIEVI , UN PRIVILEGIO DEL GENERE NON PUO ESSERE AMMESSO .    16 LA COMMISSIONE SOSTIENE , INOLTRE , CHE DAL PRINCIPIO GENERALE DI UGUAGLIANZA SI DESUME CHE LA CECA NON DEVE ESSERE SVANTAGGIATA NEL RECUPERO DEI PRELIEVI RISPETTO A CREDITI D ' IMPOSTA ANALOGHI AI QUALI GLI STATI MEMBRI RICONOSCONO UN RANGO PRIVILEGIATO .    17 A SOSTEGNO DELLA SUA TESI , LA COMMISSIONE INVOCA LA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE , SPECIALMENTE LA SENTENZA 27 MARZO 1980 ( MERIDIONALE INDUSTRIA SALUMI , CAUSE 66 , 127 E 128/79 , RACC . 1980 , PAG . 1237 ), SECONDO LA QUALE GLI     STATI MEMBRI NON POSSONO RENDERE IL SISTEMA DI RISCOSSIONE DELLE TASSE E DEGLI ONERI COMUNITARI MENO EFFICACE DI QUELLO RELATIVO ALLE TASSE ED AGLI ONERI NAZIONALI DELLO STESSO TIPO .    18 SE E VERO CHE UNO STATO MEMBRO NON PUO SOTTOPORRE LA RISCOSSIONE DEGLI ONERI COMUNITARI DEL DEBITORE A CONDIZIONI O A MODALITA DIVERSE DA QUELLE PREVISTE PER ONERI NAZIONALI ANALOGHI , IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI TRATTAMENTO NON IMPLICA , TUTTAVIA , DI PER SE STESSO , CHE , IN MANCANZA DI UNA NORMA COMUNITARIA CHIARA E PRECISA CHE STABILISCA , FRA L ' ALTRO , IL RANGO DEL PRELIEVO E L ' IMPOSTA NAZIONALE A CUI ESSO DEV ' ESSERE EQUIPARATO , GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI , IN CASO DI FALLIMENTO DEL DEBITORE , A CONCEDERE AI PRELIEVI DELLA CECA GLI STESSI PRIVILEGI RICONOSCIUTI AI CREDITI SIMILI DELLO STATO .    19 SI DEVE QUINDI CONCLUDERE CHE , IN MANCANZA DI UNA NORMA COME QUELLA SOPRA DESCRITTA , ADOTTATA DAL LEGISLATORE COMUNITARIO NELL ' AMBITO DI QUANTO PREVISTO DAL TRATTATO , LA CORTE DI GIUSTIZIA NON PUO PER MEZZO DELLA SUA GIURISPRUDENZA INTRODURRE UN CRITERIO VOLTO A STABILIRE UN PRIVILEGIO DEL TIPO DI QUELLO RIVENDICATO DALLA COMMISSIONE . COME LA CORTE HA AVUTO OCCASIONE DI AFFERMARE NELLA SENTENZA 5 MARZO 1980 ( FERWERDA , CAUSA 265/78 , RACC . 1980 , PAG . 617 ) NON E POSSIBILE SUPPLIRE , IN VIA GIURISPRUDENZIALE , ALLA MANCANZA DI UNA NORMATIVA CHE HA NECESSARIAMENTE CARATTERE TECNICO E PARTICOLAREGGIATO .    20 STANDO COSI LE COSE , LA QUESTIONE PROPOSTA DEVE ESSERE RISOLTA NEL SENSO CHE LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DEL 10 DICEMBRE 1981 NON E VALIDA NELLA PARTE IN CUI DISPONE , ALL ' ART . 2 , CHE I CREDITI PER PRELIEVI CECA NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA FALLITA SONO CREDITI PRIVILEGIATI DI RANGO UGUALE A QUELLO DEI SIMILI CREDITI DELLO STATO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  21 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA , DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI DELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLA QUESTIONE SOTTOPOSTALE DAL TRIBUNALE DI MILANO CON ORDINANZA 22 APRILE 1982 , DICHIARA :   LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 10 DICEMBRE 1981 E INVALIDA NELLA PARTE IN CUI DISPONE , ALL ' ART . 2 , CHE I CREDITI PER PRELIEVI CECA NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA FALLITA SONO CREDITI PRIVILEGIATI DI RANGO UGUALE A QUELLO DEI SIMILI CREDITI DELLO STATO .