CELEX: 51997PC0741
Language: it
Date: 1998-01-13
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e la Repubblica di Estonia, dall'altra

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                               Bruxelles, 13.01.1998
                                               COM(97) 741 def.
                                               98/0007 (ACC)
                                   Proposta di
                   REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo europeo che istituisce
 un'associazione tra la Comunità europea, la Comunità europea del carbone e
   dell'acciaio e la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e la
                        Repubblica di Estonia, dall'altra
                        (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                        RELAZIONE
L'accordo europeo con l'Estonia è stato firmato il 12 giugno 1995. Le procedure di
ratifica da parte degli Stati membri sono praticamente concluse.
Le modalità di applicazione delle disposizioni dell'accordo europeo in materia di
gestione dei contingenti, di dazi tariffari e di alcune misure di salvaguardia e di
protezione commerciale devono essere stabilite mediante regolamento. Questo è lo scopo
della proposta allegata, che viene presentata al Consiglio.
Sono già stati adottati regolamenti analoghi del Consiglio per l'applicazione di questo
tipo di misure al momento dell'entrata in vigore degli accordi europei con altri paesi
associati dell'Europa centrale (Polonia, Ungheria, Bulgaria, Romania, ecc.).
La Commissione chiede al Consiglio di adottare il regolamento proposto.
 ---pagebreak---                        REGOLAMENTO (CE) N. DEL CONSIGLIO
     relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo europeo che istituisce
      un'associazione tra la Comunità europea, la Comunità europea del carbone e
        dell'acciaio e la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e la
                                 Repubblica di Estonia, dall'altra
  IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
 visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113,
 vista la proposta della Commissione,
 considerando che il 12 giugno 1995 è stato firmato a Bruxelles un accordo europeo che
 istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la
 Repubblica di Estonia, dall'altra;
 considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, in appresso
 denominato "accordo", le sue disposizioni relative al commercio e alle questioni
 connesse sono entrate in vigore il 1° gennaio 1995 mediante un accordo sul libero
 scambio e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, la Comunità europea del
 carbone e dell'acciaio e la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e la
 Repubblica di Estonia, dall'altra, firmato a Bruxelles il 19 dicembre 19941;
 considerando che occorre pertanto stabilire le procedure di applicazione di determinate
 disposizioni dell'accordo;
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre
 stabilire, quando le disposizioni dell'accordo lo richiedano, disposizioni specifiche in
merito alle norme generali contemplate, in particolare, dal regolamento (CE) n. 3285/94
del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo al regime comune applicabile alle
importazioni2 e dal regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995,
relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
membri della Comunità europea3;
considerando che per decidere se sia opportuno introdurre una misura di salvaguardia si
deve tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che si applicano altresì le procedure relative alle clausole di salvaguardia
previste dal trattato che istituisce la Comunità europea;
considerando che sono state adottate disposizioni specifiche in merito alle misure di
salvaguardia per i prodotti tessili di cui al protocollo n. 1 dell'accordo;
1
   GU L 373 del 31.12.1994, pag. 1.
2
   GU L 349 del 31.12.1994, pag. 53.
3
   GUL 56 del 6.3.1996, pag. 1.
                                               3
 ---pagebreak--- considerando che occorre introdurre determinate disposizioni per l'applicazione dei
contingenti e dei massimali tariffari,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                             TITOLO I
                                Contingenti e massimali tariffari
                                             Articolo 1
Le modalità di applicazione degli articoli 18 e 19 dell'accordo sono adottate dalla
Commissione secondo la procedura prevista dall'articolo 23 del regolamento (CEE) n.
 1766/924 oppure, a seconda dei casi, dalle disposizioni corrispondenti degli altri
regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati o dal regolamento (CE) n.
3448/93, oppure dalla Commissione, assistita dal comitato del codice doganale, secondo
la procedura di cui all'articolo 2, paragrafo 2 del presente regolamento.
                                             Articolo 2
1. Le disposizioni riguardanti l'applicazione dei contingenti e dei massimali tariffari
   fìssati nell'allegato V, nonché le modifiche e gli adeguamenti tecnici resi necessari
   dalle modifiche apportate ai codici della nomenclatura combinata e della Tarie o dalla
   conclusione, da parte del Consiglio, di accordi, protocolli o scambi di lettere tra la
   Comunità e l'Estonia vengono adottati dalla Commissione, assistita dal comitato del
   codice doganale istituito dall'articolo 247 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del
   Consiglio5, conformemente alla procedura descritta al paragrafo 2 del presente
   articolo.
2. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da
   adottare. Il comitato formula il proprio parere su tale progetto entro un termine fissato
   dal presidente in funzione dell'urgenza della questione. Il parere viene formulato alla
   maggioranza definita all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per quanto riguarda le
   decisioni che il Consiglio è chiamato ad adottare su proposta della Commissione. Ai
   voti dei rappresentanti degli Stati membri in seno al comitato è attribuita la
   ponderazione indicata in detto articolo. Il presidente non partecipa al voto.
   La Commissione adotta le misure considerate, che sono direttamente applicabili.
   Qualora, tuttavia, tali misure non siano conformi al parere del comitato, vengono
   comunicate senza indugio dalla Commissione al Consiglio. In tal caso:
   - la Commissione può rimandare l'applicazione delle misure decise di un periodo
       non superiore a tre mesi dalla data della comunicazione;
   - il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione
       diversa entro il termine di cui al primo trattino.
4
  GU L 181 del 1.7.1992, pag. 21. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 923/96 (GU
    L 126 del 24.5.1996, pag. 37).
5
    GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
 ---pagebreak---  3. Il comitato può esaminare qualsiasi questione attinente all'applicazione dei
     contingenti e dei massimali tariffari sollevata dal suo presidente, su iniziativa di
     quest'ultimo oppure su richiesta di uno Stato membro.
 4. Non appena i massimali tariffari vengono raggiunti, la Commissione può adottare un
     regolamento che ripristina, fino al termine dell'anno di calendario, i dazi doganali
     applicabili ai paesi terzi.
                                          TITOLO II
                                      Misure di protezione
                                          Articolo 3
Il Consiglio può decidere, secondo la procedura prevista all'articolo 113 del trattato, di
adire il consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui agli
articoli 27 e 122, paragrafo 2, dell'accordo. Se necessario, il Consiglio adotta le misure
secondo la stessa procedura.
La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie, di propria iniziativa o su
richiesta di uno Stato membro.
                                          Articolo 4
1. Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità
    delle misure previste all'articolo 63 dell'accordo, la Commissione, dopo aver
    esaminato il caso di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, si
    pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa
    propone l'adozione di misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la
    procedura prevista all'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per gli aiuti cui si
    applica il regolamento (CE) n. 3284/946 quando queste misure vengono prese secondo
    le procedure stabilite in detto regolamento. Le misure vengono prese unicamente nelle
   condizioni di cui all'articolo 63, paragrafo 6 dell'accordo.
2. Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a misure prese dall'Estonia
   conformemente all'articolo 63 dell'accordo, dopo aver esaminato la questione la
    Commissione si pronuncia sulla loro compatibilità con i principi che figurano
   nell'accordo. Se del caso, essa prende le opportune decisioni in base ai criteri che
   risultano dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato.
                                          Articolo 5
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
misure previste all'articolo 28 dell'accordo, l'istituzione di misure antidumping viene
decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal regolamento (CE) n. 384/96 e secondo la
procedura prevista all'articolo 32, paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d) dell'accordo.
                                          Articolo 6
     GU L 349 del 31.12.1994, pag.22.
 ---pagebreak--- 1. Se uno Stato membro chiede alla Commissione di applicare misure di salvaguardia
   conformemente agli articoli 29 o 30 dell'accordo, esso fornisce alla Commissione le
   informazioni necessarie per giustificare la sua richiesta. Se la Commissione decide di
   non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa il Consiglio e gli Stati
   membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la
   richiesta dello Stato membro.
   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro
   dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
   Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari di voler prendere
   una decisione diversa, la Commissione ne informa immediatamente l'Estonia e le
   notifica l'avvio di consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione
   conformemente all'articolo 32, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione
   diversa entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle consultazioni con l'Estonia
   nell'ambito di detto consiglio di associazione.
2. La Commissione è assistita dal comitato stabilito dal regolamento (CE) n. 3491/937 (in
   appresso denominato "il comitato") composto di rappresentanti degli Stati membri e
   presieduto da un rappresentante della Commissione.
   Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Quest'ultimo comunica quanto
   prima agli Stati membri tutti gli elementi di informazione utili.
3. Quando la Commissione decide, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
   membro, che devono essere applicate le misure di salvaguardia previste agli articoli 29
   e 30 dell'accordo:
        - essa ne informa immediatamente gli Stati membri se agisce di propria
           iniziativa, oppure, se agisce su richiesta di uno Stato membro, entro cinque
           giorni lavorativi a decorrere dalla data in ci stata ricevuta la richiesta;
        - consulta il comitato;
        - informa simultaneamente l'Estonia e notifica al consiglio di associazione
           l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 32, paragrafi 2 e 3 dell'accordo;
        - comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni
           necessarie a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano comunque
   concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui ai paragrafi 1 e 3.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni, e se
   non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
   consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
   articoli 29 e 30 dell'accordo.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al Consiglio, agli
   Stati membri e all'Estonia; essa è altresì notificata al consiglio di associazione.
    GUL 319 del 21.12.1993, pag.l.
 ---pagebreak---      La decisione è immediatamente applicabile.
 6. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui al
    paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di comunicazione della
    decisione stessa.
 7. Se la Commissione non prende una decisione ai sensi del paragrafo 4, secondo comma,
    entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nell'ambito del consiglio di
    associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta giorni, lo Stato
    membro che ha adito la Commissione conformemente al paragrafo 3 può adire il
    Consiglio.
 8. Nei casi di cui ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata,
    può prendere una decisione diversa entro un termine di due mesi.
                                            Articolo 7
 1. Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 32, paragrafo 3, lettera d)
    dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei casi
    di cui agli articoli 29 e 30 dell'accordo.
    Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende una decisione
    in merito entro un termine di cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
2. La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione secondo
    la procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 6.
    Si applica la procedura prevista all'articolo 6, paragrafi 7 e 8.
    Se la Commissione non prende una decisione entro il termine di cui al paragrafo 2, lo
    Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio secondo la
    procedura prevista al primo ed al secondo comma del presente paragrafo.
                                            Articolo 8
Le procedure previste agli articoli 6 e 7 non si applicano ai prodotti oggetto del
protocollo n. 1 dell'accordo.
                                            Articolo 9
In deroga agli articoli 6 e 7, qualora le circostanze richiedano l'adozione di misure
relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 21 e 30 dell'accordo o delle disposizioni
degli allegati attinenti a tali prodotti, le suddette misure sono adottate secondo le
procedure previste nei regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli,
nonché degli specifici regolamenti approvati a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli, purché siano
rispettate le condizioni previste all'articolo 20 o all'articolo 32, paragrafi 2 e 3
dell'accordo.
                                           Articolo 10
                                                 >
 ---pagebreak--- La Commissione procede, a nome della Comunità, alle notifiche al consiglio di
associazione previste dall'accordo.
                                          Articolo 11
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata l'applicazione delle
misure di salvaguardia previste dal trattato che istituisce la Comunità europea, in
particolare gli articoli 109 H e 109 I, secondo le procedure ivi previste.
                                          Articolo 12
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                                            Per il Consiglio
                                                                                Il Presidente
                                                  <*
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97)741def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                              11 01 06 02
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-759-IT-C
                                                              ISBN 92-78-29989-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo