CELEX: 51993PC0276(02)
Language: it
Date: 1993-06-16
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa al programma- quadro di attività comunitarie di ricerca e insegnamento per la Comunità europea dell' energia atomica (1994-1998)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                              COM(93) 276 def.
                                                              Bruxelles, 16 giugno 1993
                                       Proposta di
                           DECISIONE DEL CONSIGLIO
     relativa al quarto programma-quadro della Comunità economica europea
  delle azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione
                                      (1994-1998)
                                       Proposta di
                           DECISIONE DEL CONSIGLIO
           relativa al programma-quadro di attività comunitarie di ricerca
            e insegnamento per la Comunità europea dell'energia atomica
                                      (1994-1995)
                            (Presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                            INDICE
- Sintesi delle proposte                                             1
- Relazione                                                          7
   Allegato: sussidiarietà della presente proposta 15               27
- Proposta di decisione del Consiglio relativa al quarto programma
quadro della Comunità economica europea delle azioni comunitarie
di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1994-1998)  30
   Allegato I: Quarto programma quadro (1994-1998): importi e
ripartizione                                                        38
   Allegato II: Criteri di selezione delle azioni comunitarie       39
   Allegato III: Obiettivi scientifici e tecnologici                42
   Allegato IV: Modalità della partecipazione finanziaria della
  Comunità                                                         101
 - Proposta di decisione del Consiglio relativa ad un programma
quadro di azioni comunitarie di ricerca e d'insegnamento per la
Comunità europea dell'energia atomica (1994-1998)                  103
  Allegato I: Programma quadro (1994-1998): importi                108
  e ripartizione
   Allegato II: Criteri di selezione delle azioni comunitarie      109
   Allegato III: Obiettivi scientifici e tecnologici               111
  Allegato IV: Regole per la partecipazione finanziaria della
  Comunità                                                         114
- Scheda                                     finanziaria           116
- Scheda PMI                                                       121
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                 SINTESI
                                  DELLE PROPOSTE REI A TIVE A L
                            QUARTO PROGRAMMA QUADRO DI RST
          E DI DIMOSTRAZIONE E AL PROGRAMMA QUADRO DI RICERCA E DI
              INSEGNAMENTO NEL SETTORE NUCLEARE (CEEA) (1994-1998)
Oggetto:
Sulla base dei documenti di lavoro dell'ottobre 1992 COM(92) 406 e dell'aprile 1993 COM(93) 158,
la presente proposta ufficiale tiene conto degli elementi seguenti:
- le conclusioni di Edimburgo,
- l'evoluzione del contesto mondiale,
- le osservazioni e i pareri sul primo documento di lavoro,
- le osservazioni e i pareri sul secondo documento di lavoro.
Per accelerare la procedura istituzionale relativa al quarto programma quadro (accordo politico) e
garantire così la continuità dell'intervento comunitario nel settore della RST, la Commissione
presenta una proposta basata sull'A tto unico europeo e indica a pie di pagina i testi che diventeranno
effettivi non appena sarà entrato in vigore il trattato di Maastricht. La Commissione presenta
contemporaneamente anche la proposta di programma quadro Euratom per garantire la necessaria
coerenza dellHnsieme delle attività comunitarie di RST prese complessivamente; questa seconda
proposta si basa sul trattato CEEA.
Orientamenji politici
        Maggiore selettività delle azioni comunitarie di RST per potenziarne le ricadute economiche
        (concentrazione sulle tecnologie generiche);
        migliorare l'integrazione tra azioni nazionali e azioni comunitarie ed europee (art. 130 H del
        trattato CE);
        sviluppare le sinergie tra ricerca e formazione;
        m igliorare la flessibilità delle azioni com unitarie per poter rispondere rapidam ente alle nuove
        sfide scientifiche e tecnologiche;
 ---pagebreak---         adeguare i dati finanziari alle esigenze e alle disponibilità iscritte nella proposta che riguarda
        le prospettive finanziarie 1993-1999.
Mamiio re selettività
        I programmi quadro comprendono tutte le attività di ricerca, di sviluppo tecnologico e di
        dimostrazione. Il quarto programma quadro di RST è strutturato in quattro azioni. La prima
        azione (programmi di RST e di dimostrazione) consta di sette temi (nel terzo programma
        quadro erano 15). Vi sono due nuovi temi:ricervaper una politica europea dei trasporti e
        ricerca socioeconomica finalizzata Ciascun tema copre uno o più settori di RST e di
        dimostrazione.
         II programma quadro Euratom è suddiviso in due settori distinti.
        I criteri di selezione stabiliti nei precedenti documenti di lavoro sono stati adeguati per tener
         conto dell'esigenza di concentrazione e di integrazione; l'applicazione di questi criteri ha
        portato ad unariduzionedei settori, che inizialmente erano 54, a 28 per i due programmi
         quadro insieme.
         La prima azione gode di una priorità rafforzata, in modo da tener conto degli orientamenti
         di Edimburgo: concentrarsi sulle tecnologie generiche con applicazioni multisettoriali.
         La selettività è attuata anche all'interno dei settori in modo da concentrare le attività intomo
        a progetti mobilitanti e da rafforzare l'integrazione tra azioni nazionali, comunitarie ed
         europee.
Le azioni
Il sostegno comunitario alle attività di RST nell'ambito della prima azione, continuerà a concentrarsi
sullaricercagenerica e precompetitiva, e si rivolgerà a vari settori.
 ---pagebreak--- Le attività di cooperazione scientifica e tecnologica di interesse reciproco con i paesi terzi e le
organizzazioni intemazionali, che costituiscono un fattore di efficacia economica delle azioni
comunitarie di RST, sono condotte da un lato in modo centralizzato nella seconda azione, e dall'altro
all'interno dei singoli temi della prima azione qualora permettano di raggiungere gli obiettivi
desiderati nell'ambito di questi temi.
Le attività di diffusione si svolgeranno in modo coerente e coordinate, sia ad un livello di gestione
centralizzata nella terza azione, sia a livello dei programmi specifici.
La quarta azione mira ad una formazione avanzata dei ricercatori nei centri d'eccellenza in tutta la
Comunità e manterrà di conseguenza un caraterre aperto, mettendo l'accento anche sulla
collaborazione tra università e industrie.
Integrazione tra azioni nazionali* comunitarie ed europee
Questa integrazione saràricercataa diversi livelli:
        a livello della valutazione delle opzioni di politica di RST e di dimostrazione (è proposto un
         nuovo settore per incoraggiare i lavori di sostegno al processo decisionale)
        a livello politico (concertazione regolare tra ministri)
        a livello operativo tra i responsabili della RST.
Nell'ambito dei programmi si dovranno elaborare modalità appropriate di azione basate
sull'esperienza acquisita e sulla volontà di fare lavorare insieme i ricercatori che operano a livello
nazionale, comunitario ed europeo.
Sinergie traricercae formazione
Per rilanciare la crescita ed imprimere un nuovo ritmo allo sviluppo economico e sociale non è
sufficiente la semplice combinazione di lavoro e capitale; è necessario un terzo fattore rappresentato
dalla combinazione di tre elementi, il "sapere", il "saperfare" e il "far sapere".
 ---pagebreak--- Nell'ambito della prima azione del quarto programma quadro e a livello orizzontale (quarta azione)
sono previste azioni di formazione attraverso laricercaintese ad incoraggiare a livello transnazionale
la mobilità dei ricercatori che lavorano su temi emergenti. Lo stesso dicasi per i settori relativi al
programma quadro Euratom. Queste azioni di formazione saranno completate con attività di ricerca
intese ad introdurre innovazioni nei sistemi d'istruzione e di formazione e con azioni d'istruzione e
di formazione svolte nel proseguimento dei programmi COMETT, ERASMUS...
Flessibilità
Il sistema decisionale è molto complesso. Tra l'adozione del programma quadro e la sua revisione
dopo tre anni, la Comunità deve essere in grado di rispondere rapidamente ai mutamenti scientifici
e tecnologici intervenuti nel frattempo.
Sono previsti interventi a tre livelli:
        programma quadro: azioni di preparazione
        programma specifico: limitato importo per la stimolazione tecnologica destinato alle proposte
        spontanee provenienti dalle PMI, collegamenti con EUREKA
        programma di lavoro: adeguamento.
Strumenti finanziari
         11625 millioni di ECU (prezzi correnti) per il quarto programma quadro e 1475 millioni di
        ECU per il programma quadro Euratom (1994-1998); il totale per tutte le attività com unitarie
        ammonta quindi a 13100 millioni di ECU;
        per quantoriguardala repartizione tra le quattro azioni del quarto programma quadro, la
        prima azione ne costituisce l'elemento principale. La seconda azione (cooperazione
        intemazionale) e la terza (diffusione) godono tuttavia di una maggiore priorità rispetto al
        periodo 1990-1994;
        nell'ambito della prima azione (programmi dì RST e di dimostrazione) si suggerisce a titolo
        indicativo di attribuire una maggiore priorità alle esigenze e allericaduteindustriali in tutti
        i temi, nonché allaricercaper una politica europea dei trasporti e alle scienze e tecnologie
        della vita
 ---pagebreak---                                                RELAZIONE
                                                Introduzione
La Comunità è uno spazio senza frontiere, organizzato dal punto di vista economico e sociale, un
partner che gode di credibilità a livello europeo e mondiale. E' il teatro della cooperazione tra
protagonisti economici e sociali ed i cittadini, ove la concorrenza si svolge in un quadro di chiarezza
e stabilità.
Gli sconvolgimenti politici a livello mondiale, accompagnati dal rallentamento dell'economia e le
recenti iniziative adottate dai suoi partner, hanno spinto la Comunità ad adottare un ampio
programma per rilanciare la crescita economica e l'occupazione.
La politica di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) e di dimostrazione, la cui importanza è
riconosciuta nel trattato sull'Unione europea, contribuirà a questo sforzo, grazie alle conoscenze e
il saper fare che permette di sviluppare a medio e lungo termine, favorendo l'adeguamento delle
strutture e delle strategie industriali alle nuove condizioni della concorrenza mondiale e alle esigenze
di crescita durevole e di una migliore qualità della vita in Europa.
1.      La proposta di un quarto programma quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e di
        dimostrazione (1994-1998) presentata in questa comunicazione costituisce il proseguimento
        logico e diretto di diversi sviluppi intervenuti nella politica scientifica e tecnologica della
        Comunità a partire dalla metà degli anni '80.
        Già nel 1984, in vista di un miglior coordinamento delle attività di ricerca e sviluppo
        tecnologico, la Comunità aveva deciso di raggrupparle in programmi quadro pluriennali. In
        tale ottica essa adottò il primo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico per il
        periodo 1984-1987. A questo seguì il secondo programma quadro (1987-1991) e
        successivamente il terzo (1990-1994), programma quadro attualmente ancora in corso.
 ---pagebreak--- Nel 1987 l'Atto unico europeo, nel quale la ricerca e lo sviluppo tecnologico sono definiti
formalmente settori di competenza della Comunità, stabiliva le regole ed i principi dell'azione
comunitaria in questo campo e articolava le grandi linee dell'intervento della Comunità:
adozione di programmi quadro pluriennali e loro attuazione mediante programmi specifici.
Il secondo e poi il terzo programma quadro sono stati proposti ed adottati sulla base dell'Atto
unico. Il trattato sull'Unione europea, firmato a Maastricht nel febbraio 1992, precisa e
chiarisce alcuni aspetti riguardanti la RST contenuti nell'Atto unico ed introduce inoltre
alcune disposizioni nuove, che contengono cambiamenti anche importanti.
Nell'aprile 1992 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo "La ricerca
dopo Maastricht: bilancio e strategia" (SEC(92) 682). Tale documento, che parte da un'analisi
della situazione della ricerca e dell'industria europea all'inizio degli anni '90 e da una
valutazione critica delle azioni svolte dalla Comunità in questo settore, presenta gli
orientamenti della Commissione in materia di politica comunitaria di RST per i prossimi
 cinque anni.
 Quasi contemporaneamente la Commissione ha pubblicato anche una relazione sintetica di
valutazione del secondo programma quadro (1987-1991) sul quale il CREST ha svolto un
 esame chiesto dal Consiglio. Dopo aver preso nota dei due documenti della Commissione,
 il Consiglio, alla fine di aprile 1992, ha chiesto alla Commissione di sottoporgli rapidamente
proposte concrete.
 Nel luglio 1992, onde evitare unariduzionedei finanziamenti dei programmi comunitari di
RST nei prossimi due anni, la Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di
 complemento finanziario al terzo programma quadro (1990-1994), adottato poi dal Consiglio
nel marzo 1993.
 Nell'ottobre 1992 la Commissione ha pubblicato un documento di lavoro sul quarto
programma quadro (COM(92) 406), inteso a stimolare il dibattito sui grandi orientamenti del
programma quadro in attesa della ratifica del trattato sull'Unione europea. Questo primo
documento di lavoro ha avviato un ampio dibattito al quale
 ---pagebreak---    hanno partecipato, in maniera molto costruttiva, gli Stati membri, il Parlamento europeo, il
   Comitato economico e sociale ed altri organismi operanti su scala comunitaria, e inoltre
   anche iricercatoried i rappresentanti degli ambienti industriali. Da questo dibattito è emerso
   un punto condiviso da tutti: il ruolo fondamentale dellaricercaper migliorare la qualità della
   vita e l'importante contributo della ricerca al potenziamento della competitività industriale
   della Comunità.
2. Nel ribadire la necessaria continuità dell'azione comunitaria nel settore di RST
   (concentrazione sulla ricerca di tipo generico, precompetitivo e di applicazione
    multisettoriale) il Consiglio europeo di Edimburgo del dicembre 1992 ha stabilito le
    prospettive finanziarie per il periodo 1993-1999, precisato il contesto nel quale si inseriscono
    gli stanziamenti comunitari destinati alla ricerca e invitato la Commissione ad adeguarvi la
   propria azione:
    "Il sostegno della Comunità per il settore di R & S dovrebbe continuare ad accentrarsi sulla
    ricerca generica, precompetitiva ed avere applicazioni multisettoriali. EUREKA dovrebbe
    restare lo strumento principale di sostegno ad attività di ricerca più vicine al mercato e la
    Commissione dovrebbe presentare proposte volle a migliorare la sinergia tra le attività di
    ricerca della Comunità ed EUREKA. Il miglioramento della diffusione dei risultati tra le
    imprese, in particolare le piccole e medie imprese, l'efficacia economica ed il coordinamento
    tra i programmi nazionali dovrebbero costituire delle priorità per le azioni comunitarie. Di
    queste conclusioni si dovrebbe tener conto al momento dell'esame e dell'azione del quarto
   programma quadro. "
    Il Consiglio europeo ha inoltre invitato
     "la Commissione a presentare proposte per migliorare la gestione e l'efficienza della ricerca
   finanziata dalla Comunità, per una maggiore efficacia economica A questo fine dovrebbe
    essere migliorata la selettività delle azioni e si dovrebbe assicurare che le attività della
    Comunità contribuiscano, col massimo valore aggiunto possibile, agli sforzi già in atto negli
   Stati membri. "
    Nell'aprile 1993 la Commissione ha pubblicato un secondo documento di lavoro (COM(93)
    1S8), che si basa sulle osservazioni formulate al primo, sulla valutazione delle più recenti
    evoluzioni del contesto mondiale ed europeo ed infine sugli orientamenti emersi dal
 ---pagebreak---    Consiglio europeo di Edimburgo. Detto documento completa e precisa gli orientamenti, già
   delineati nell'ottobre 1992, su come utilizzare nel modo più efficace le potenzialità esistenti
   in tutta la Comunità. Tale documento è alla base della presente comunicazione.
I. GLI ORIENTAMENTI DELLA POLITICA COMUNITARIA IN MATERIA DI RICERCA,
   SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
3. Per rispondere alla sfida rappresentata dalla politica americana e da quella giapponese nel
   settore della RST e recuperare il ritardo europeo negli impegni per la ricerca (2% del PIL
   nella Comunità rispetto al 3% circa negli Stati Uniti e in Giappone) e nella mobilitazione
   delle risorse umane (in Europa 4,3ricercatoricontro i 7,5 negli Stati Uniti e in Giappone su
    1000 occupati) occorre passare da una serie di azioni comunitarie di RST e di dimostrazione
   ad una vera e propria politica della Comunità.
   Il quarto programma quadro deve:
            garantire una maggiore selettività delle azioni comunitarie, per accrescerne le
            ripercussioni sul piano economico, in particolare concentrandosi sulle tecnologie
            generiche che consentono all'industria europea e alle industrie che ne dipendono di
           posizionarsi in prima linea nel contesto della concorrenza mondiale;
            collocarsi nella prospettiva della collaborazione in vista di una migliore integrazione
            tra azioni nazionali e azioni comunitarie di RST e migliorare le sinergie tra i fondi
            strutturali e le azioni di ricerva, contribuendo così alla coesione della Comunità,
            consentire lo sviluppo di sinergie tra ricerca e formazione;
            fornire, con modalità appropriate, una capacità di risposta rapida della Comunità alle
            evoluzioni scientifiche e tecnologiche;
            dotarsi degli strumenti finanziari necessari per assicurare uno sforzo sostenuto su
            scala comunitaria e perseguire in maniera realistica gli obiettivi stabiliti dal trattato
            sull'Unione europea, in modo da fornire il massimo valore aggiunto agli sforzi già
            in atto negli Stati membri.
                                                10
 ---pagebreak--- Una maggiore selettività per accrescere leripercussionieconomiche
// settore di attività
4.      Il settore di attività del quarto programma quadro è definito in funzione di una delle
        principali nuove disposizioni introdotte nel campo della RST dal trattato di Maastricht. Ai
        sensi di tale trattato il programma quadro comprende l'insieme delle azioni di RST della
         Comunità di competenza del trattato. Tutte le attività comunitarie di ricerca e sviluppo
        tecnologico, indipendentemente dalla loro forma e dalla politica comunitaria nella quale si
         integrano, sono inserite nel programma quadro. Tali attività comprendono la ricerca di base,
         la ricerca industriale di base, la ricerca applicata e lo sviluppo tecnologico. Esse
         comprendono altresì la dimostrazione, tanto per la fattibilità tecnica dei progetti che per della
         loro viabilità economica, come specificato nel nuovo articolo 130 F, paragrafo 3. Tutte
         queste attività devono tuttavia limitarsi esplicitamente al settore precompetitivo.
         In base al disposto del trattato di Maastricht, il quarto programma quadro comprende
         ugualmente l'insieme delle attività di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione
         condotte nell'ambito delle grandi politiche comunitarie, per esempio le politiche
         dell'agricoltura, della pesca, dell'energia e dei trasporti. Contemporaneamente al quarto
         programma quadro è presentato anche un programma quadro di ricerca e d'insegnamento nel
         settore nucleare per la CEEA, in modo da assicurare la necessaria coerenza a tutte le attività
         comunitarie di RST. Il quarto programma quadro incorpora le attività di dimostrazione e
         diffusione relative alla promozione delle tecnologie energetiche e attualmente incluse nel
         programma THERMIE. Inoltre, d'accordo con gli orientamenti della Commissione sul futuro
         del trattato CECA, le industrie comunitarie del carbone e dell'acciaio si inseriranno
         gradualmente in maniera sempre più decisa ("phasing in") nelle azioni comunitarie di RST,
         dalle quali trarranno risposte alle loro esigenze di ricerca, anche per quanto riguarda gli
         aspetti sociali. Non si tratta tuttavia di un semplice raggruppamento di attività diverse; la
         nuova disposizione del trattato ha
                                                     11
 ---pagebreak---    un significato soprattutto politico, in quanto intende rafforzare la coerenza e garantire un
   potenziamento reciproco tra la politica della ricerca e le altre grandi politiche della
   Comunità. Per garantire tale coerenza e creare una sinergia ottimale nella definizione e
   nell'attuazione delle diverse politiche è necessario prevedere ed attuare una programmazione
   coerente di tutte le attività di ricerca.
5. Le azioni svolte in precedenza fuori programma quadro sotto la denominazione APAS
   (Azioni di preparazione, di accompagnamento e di sostegno) si inseriscono ora nel quarto
   programma quadro.
   Il caso più chiaro è quello della cooperazione scientifica internazionale. Queste attività erano
   svolte fino ad ora su base annuale, senza una programmazione organica a lungo termine.
   D'ora in poi esse saranno programmate su base pluriennale e costituiranno un insieme
   coerente che si inserisce nella seconda azione.
   Lo stesso dicasi per altre azioni di tipo pluriennale, per esempio SPRINT, che sono svolte
   attualmente secondo basi giuridiche diverse. Tutti questi lavori convergeranno nel settore
   d'applicazione della terza azione del programma quadro.
   Un altro gruppo di attività svolte attualmente fuori programma quadro è costituito dalle
   misure trasversali necessarie per definire, attuare ed appoggiare la politica di RST. Si pensi
   alle attività di studio, di esplorazione, di valutazione, di promozione, di sostegno e di
   coordinamento.
   D'ora in poi queste attività si integreranno nel programma quadro, ma dovranno essere
   attuate sempre secondo modalità flessibili affinché la Commissione possa mantenere il potere
   di iniziativa e di esecuzione per i provvedimenti non significativi, secondo quanto stabilito
   all'articolo 22 del regolamento finanziario.
   Per assisterla nella valutazione dei programmi e della politica comunitaria di RST la
   Commissione istituirà un comitato di valutazione della ricerca al quale assicurerà un
                                               12
 ---pagebreak---    carattere permanente e la necessaria indipendenza.
   Le azioni
6. Il trattato di Maastricht precisa le azioni che compongono il programma quadro. Tali azioni,
   che sono quattro, sono descritte all'articolo 130 G:
   a) attuazione di programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione, promuovendo
   la cooperazione con e tra le imprese, in centri di ricerca e le università;
   b) promozione della cooperazione in materia diricerca,sviluppo tecnologico e dimostrazione
    comunitaria con i paesi terzi e le organizzazioni intemazionali;
   e) diffusione e valorizzazione dei risultati delle attività in materia di ricerca, sviluppo
   tecnologico e dimostrazione comunitaria;
    d) impulso alla formazione e alla mobilità deiricercatoridella Comunità.
    Il quarto programma quadro si articola pertanto intorno a queste quattro azioni.
    Le azioni di RST che rientrano nel trattato CEEA sono invece raggruppate nel programma
    quadro di ricerca ed insegnamento per il settore nucleare.
   La concentrazione
7.  Le azioni da svolgere devono essere selezionate con estrema accuratezza, per poter costituire
    le basi scientifiche e tecnologiche necessarie ad uno sviluppo durevole e rispettoso
    dell'ambiente, dell'industria, dell'agricoltura e dei servizi, e che sfrutti tutti i vantaggi offerti
    dal mercato intemo per migliorare la competitività europea e la qualità della vita. Nell'ambito
    di ciascun tema di ricerca si cercherà da un lato di concentrare i mezzifinanziaridisponibili
    su un numero limitato di argomenti selezionati per il
                                                 13
 ---pagebreak--- loro valore aggiunto specifico (azioni in compartecipazione finanziaria), e dall'altro di
proseguire il coordinamento tra le azioni nazionali, comunitarie ed europee secondo
modalità adattate.
In considerazione del concetto di politica industriale comunitaria deciso dal Consiglio e delle
esigenze delle altre politiche della Comunità, le azioni di ricerca devono conccnliarsi sulla
ricerva precompeti/iva che verte su tecnologie generiche conripercussionimultisettorialit in
modo da potenziare la competitività del settore industriale, soprattutto nei settori chiave, e
 su argomenti di interesse per l'intera collettività Occorre garantire un rapido trasferimento
dei risultati della ricerca agli ambienti industriali, in particolare alle PMI e a tutti i settori
 economici interessati. La selezione delle azioni di ricerca si orienterà su alcuni grandi
obiettivi: sviluppo di infrastrutture efficaci e sicure, in particolare un'infrastruttura
 dell'informazione e delle comunicazioni; produzione efficace, pulita e sicura, basata su
 un'organizzazione moderna della produzione; protezione dell'ambiente come strumento di
 competitività industriale; miglioramento della salute, della qualità e dell'igiene alimentare;
 integrazione tecnologica ed industriale del mercato intemo (soprattutto grazie ad un
 potenziamento del coordinamento tra le politiche di RST da un lato e di normalizzazione
 dall'altro); anticipazione dei cambiamenti tecnologici ed industriali per poter garantire il
 rispetto delle nuove esigenze del mercato; potenziamento delle sinergie tra le attività di
 cooperazione intemazionale previste e la politica estera della Comunità.
 La concentrazione delle azioni comunitarie di RST si manifesta a tre livelli:
          la struttura del quarto programma quadro: in uno spirito di razionalizzazione si
          propone di organizzare la prima azione (programmi di ricerca, di sviluppo
          tecnologico e di dimostrazione) intomo a sette temi principali, di cui due nuovi che
          riguardano la ricerca per una politica europea dei trasporti (aspetti strategici, sistemici
          e trasversali necessari per la definizione e l'attuazione della politica comunitaria dei
          trasporti e coordinati con le azioni a carattere generico partenenti agli altri
          argomenti) e laricercasocioeconomica finalizzata.
                                              14
 ---pagebreak---               L'allegato I presenta la struttura del quarto programma quadro in modo da garantirne
              la continuità con il terzo e da tenere presente gli elementi innovatori che esso
              contiene;
              i criteri per l'attuazione della selettività: allo scopo di definire le attività comunitarie
              di RST l'allegato II della presente proposta di quarto programma quadro stabilisce i
              criteri (criteri di selezione delle azioni comunitarie) che riguardano in particolare la
              concentrazione delle attività e il coordinamento tra le azioni nazionali e quelle
               comunitarie; tali criteri sono anche di applicazione nella definizione dei programmi
              specifici e nella selezione dei progetti;
              l'applicazione di questi criteri in modo da incentrare le azioni comunitarie intomo ad
               un limitato numero di settori diricerca,di sviluppo tecnologico e di dimostrazione:
               la descrizione particolareggiata del contenuto tematico delle azioni previste dal quarto
              programma quadro è contenuta nell'allegato III.
      Struttura, criteri e contenuto delle attività di ricerca e di insegnamento nel settore nucleare
      si trovano nell'allegato alla proposta concernente il programma quadro per la CEEA.
Un migliore coordinamento tra le azioni di RST in Europa
8.    Il principio di sussidiarietà presuppone che la Comunità intervenga nel settore della ricerca
      unicamente quando gli obiettivi possono essere raggiunti meglio a livello comunitario che
      a livello degli Stati membri presi singolarmente (cfr. in proposito l'allegato della proposta
      relativo alla sussidiarietà). L'articolo 130 H del trattato sull'Unione europea invita inoltre la
      Comunità e gli Stati membri a coordinare la loro azione per garantire la coerenza reciproca
      fra le politiche nazionali e con la politica comunitaria. E* vero che in questo campo le
      realizzazioni ottenute a tutt'oggi non possono considerarsi sufficienti. E' quindi necessaria
      una nuova strategia con modalità adeguate per ciascun settore di ricerca.
                                                    15
 ---pagebreak--- La coerenza reciproca tra politiche nazionali e politica comunitaria poggia su una
constatazione: complessivamente, meno del 4% degli stanziamenti pubblici erogati dagli Stati
membri per la ricerca e lo sviluppo tecnologico civile corrispondono agli stanziamenti
comunitari destinati ad azioni in comune.
Si propone pertanto di varare le seguenti azioni:
        valutazione delle opzioni di politica scientifica e tecnologica per stabilire una base
        comune delle conoscenze sulla quale poggiare il dibattito sulle future azioni di RST
        in Europa;
        concertazione al massimo livello politico, grazie a regolari riunioni dei ministri
        europei della ricerca, in collegamento con i ministri incaricati dell'industria e dello
        sviluppo economico, destinate in particolare a questo problema;
        concertazione a livello operativo tra i responsabili degli organismi nazionali ed
        europei della ricerca ed i responsabili industriali (produttori ed utilizzatori).
 Al livello operativo di esecuzione delle operazioni di RST, il coordinamento tra azioni
nazionali e azioni comunitarie si ripercuoterà a tre livelli:
        un potenziamento delle sinergie e della valorizzazione reciproca delle azioni condotte
        a livello nazionale mediante la priorità accordata nei programmi specifici alle attività
        volte a migliorare la cooperazione:
         nei settori nei quali si è già delineata una collaborazione a livello mondiale è
         indispensabile che l'Europa si ponga come interlocutore unito e coordinato per
         controbilanciare i grandi partner intemazionali, in particolare Stati Uniti e Giappone;
         nei settori pertinenti è necessario realizzare un grande coordinamento tra azioni
         nazionali e azioni comunitarie:
                                            16
 ---pagebreak---             l'integrazione creativa dello "Spazio europeo dellaricerca",pur nel rispetto della
            diversità e della molteplicità delle strategie, grazie ad una migliore articolazione delle
            azioni di ricerca condotte a livello europeo nel quadro di diversi ambiti intemazionali,
            per esempio CERN, ESA, ESO, EMBO, EMBL, FES e soprattutto EUREKA. In
            questo contesto merita un cenno il potenziamento del collegamento tra le azioni della
             Comunità ed EUREKA. Il Consiglio europeo di Edimburgo, che ha posto in luce i
            ruoli rispettivi di EUREKA e della ricerca comunitaria, ha posto l'accento
             sull'esigenza di migliorare le loro sinergie.
10. Oltre alle reti più tradizionali, attuate già in passato nell'ambito di azioni comunitarie, questa
    cooperazione dovrà realizzarsi anche mediante nuovi strumenti: reti tematiche di eccellenza,
    reti di concertazione e consorzi di azioni integrate (cfr. allegato III della presente proposta).
    Il CCR contribuirà alla realizzazione di questa nuova strategia.
11. Una simile coerenza può aver senso unicamente se la Comunità persegue l'obiettivo di
    sviluppare in maniera omogenea le risorse scientifiche e tecnologiche a sua disposizione. E'
    quindi necessario potenziare le sinergie tra la politica di RST e le politiche strutturali. Le
    modifiche proposte dalla Commissione ai regolamenti che disciplinano i fondi strutturali per
    il nuovo periodo di programmazione 1994-1999 costituiscono un primo passo in questa
    direzione. Il nuovo accento posto sulla padronanza delle tecnologie nelle regioni meno
    favorite e sulle qualifiche necessarie in campo scientifico e tecnologico offre nuove
    possibilità di sinergie, in particolare con la terza e con la quarta azione del quarto
    programma quadro. Sempre nell'ottica del principio di un elevato valore scientifico, le azioni
    comunitarie di RST offrono inoltre un'altra possibilità. La definizione delle priorità di ricerca
    nella prima azione del quarto programma quadro tiene conto degli interessi e delle capacità
    disponibili negli Stati membri, anche in quelli meno avanzati. I programmi di RST
    contribuiscono, in maniera efficace ed economica, ad ottimizzare ed a sfruttare al meglio,
    per la Comunità, il potenziale scientifico e tecnologico disponibile nelle regioni meno
    favorite collegandole tramite delle reti con i centri di eccellenza già esistenti nelle regioni
    più avanzate. La terza e la quarta azione avranno notevoliripercussionisulle regioni e sui
    paesi meno sviluppati grazie alle misure
                                                  17
 ---pagebreak---        specifiche (centri relè nazionali e regionali, reti di trasferimento indirizzate alle industrie di
       tipo tradizionale, dispositivi intesi ad evitare la fuga dei cervelli, cattedre europee). Questa
       sinergia tra fondi strutturali e azioni di ricerca contribuirà a creare una vera e propria politica
       di coesione sviluppando il potenziale delle regioni e collengandolo con lo spazio europeo di
       ricerca. Tuttavia, non si deve dimenticare che spetta in primo luogo agli Stati membri
       definire la strategia complessiva intesa a sfruttare al meglio le capacità create con le diverse
       fonti di finanziamenti comunitari esistenti. Nel maggio 1993 la Commissione ha già
       provveduto a trasmettere al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e
       sociale un documento sulle sinergie tra politica di RST e politiche strutturali.
       D'altronde, visto il ruolo fondamentale svolto dalle PMI nello sviluppo economico di tutta
       la Comunità, è opportuno aumentare la coerenza tra la politica di RST e le azioni dirette alle
       PMI. In merito a questo punto, il 14 giugno 1993 il Consiglio ha adottato un nuovo
        programma pluriennale di azioni comunitarie tese a potenziare gli orientamenti prioritari e
        garantire la continuità e il consolidamento della politica delle imprese, segnatamente quella
        delle PMI. Questo programma comprende un risvolto importante che ha l'obiettivo di
        migliorare l'accesso delle PMI ai programmi comunitari.
Le sinergie tra ricerca e formazione
12.     Perrilanciarela crescita e per imprimere allo sviluppo economico e sociale un nuovo ritmo
        non è sufficiente la semplice somma di lavoro e capitale. E' necessario un terzo fattore, che
        combini il "sapere" e il "saper fare" avvalendosi delle nuove tecnologie, in particolare delle
        tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni: produzione di nuove conoscenze
        attraverso il sistema di ricerca; sviluppo del "saper fare" attraverso il sistema di ricerca e
        formazione; diffusione delle conoscenze scientifiche attraverso il sistema d'informazione ed
        i mezzi di comunicazione. Una delle maggioriripercussionidelle azioni comunitarie degli
        ultimi anni è consistita nella creazione e nello sviluppo di reti di ricerca su scala
        continentale. Le azioni di promozione della mobilità dei
                                                     18
 ---pagebreak---        ricercatori e di      incoraggiamento alla creazione di reti devono costituire un aspetto
       importante di ciascun tema della prima azione del quarto programma quadro, nel
       proseguimento dell'attuale programma "capitale umano mobilità", e formare il punto di
       partenza di un'azione trasversale (quarta azione) intesa a sviluppare le risorse umane in modo
       da poter reagire all'emergere di nuovi settori o argomenti di ricerca.
       Altrettanto strategico è il ruolo assegnato alle azioni di formazione intese a migliorare il
       livello delle conoscenze scientifiche e tecniche; partendo dai programmi ERASMUS e
       COMETT si dovranno porre in atto azioni di promozione della formazione e della mobilità
        su scala europea ed azioni di promozione dell'informazione e della cultura scientifica in
       Europa per appoggiare l'attuazione del quarto programma quadro, in particolare nell'ambito
        delle attività legate allo sviluppo di tecnologie generiche.
Poter rispondere adeguatamente agli sviluppi scientifici, tecnologici ed industriali
13.     Insieme all'obiettivo di migliorare le ripercussioni economiche della ricerca comunitaria
        occorre esaminare il problema del tempo di risposta agli sviluppi scientifici e tecnologici.
        Nel settore della RST il quadro istituzionale e decisionale della Comunità appare
        relativamente macchinoso.
        Nel rispetto dell'equilibrio interistituzionale, la Comunità deve poterrispondererapidamente
        ai nuovi sviluppi della situazione. Ciò implica in primo luogo che occorrerispettarela natura
        ed il tipo di contesto dei due livelli della legislazione comunitaria (programma quadro da un
        lato e programmi specifici dall'altro) e del livello di esecuzione (programma di lavoro). A
        questi tre livelli sarà anche necessario definire le modalità concrete della flessibilità.
                 Il programma quadro: è necessario prevedere un limitato numero di attività per poter
                 avviare, tra l'adozione del programma quadro e la sua prima revisione, azioni di
                 preparazione, fasi di definizione di nuovi programmi ed eventuali
                                                     19
 ---pagebreak---             progetti pilota. L'esame costante e sistematico dello stato di avanzamento del
            programma quadro e la valutazione indipendente della sua gestione e della
            realizzazione delle azioni avviate contribuiranno a riorientare tempestivamente
            l'azione della Comunità.
            I programmi specifici: in questo caso la flessibilità consiste nell'accantonare,
            all'interno di ciascun programma specifico, un limitato importo finanziario da
            attribuire alle propopste spontanee degli operatori, provenienti soprattutto dalle PMI
            e dai centri tecnici (organizzazioni di ricerca) alle quali si deve rispondere in tempi
            brevi (stimolazione tecnologica).
            I programmi di lavoro: l'adeguamento dei programmi di lavoro ai programmi specifici
             offre agli Stati membri e al Parlamento europeo la possibilità di intervenire
             direttamente nella risposta agli sviluppi scientifici e tecnologici: i primi grazie alla
             loro partecipazione ai comitati di programma ed il Parlamento mediante la procedura
             annuale di bilancio. Nell'attuazione delle azioni comunitarie l'attenzione si
             concentrerà sullo snellimento ed il miglioramento della gestione per ottenere
             trasparenza ed efficacia, sulla decentralizzazione secondo modalità appropriate nonché
             su una valutazione rigorosa.
14. Si sono compiuti notevoli progressi nei rapporti tra le azioni comunitarie ed EUREKA e la
    Commissione e le istanze EUREKA hanno messo a punto la base per una sinergia più
    approfondita che poggia sul duplice principio di una maggiore trasparenza delle procedure
    applicate dai singoli Stati ai progetti EUREKA e del programma quadro da un lato e della
    definizione più chiara dei ruoli svolti da ciascun partecipante dall'altro. Gli elementi
    principali di questa sinergia sono costituiti da una migliore circolazione delle informazioni
    relative ai progetti e agli strumenti di appoggio (legislazione, normalizzazione, formazione
    ecc.), la considerazione nell'ambito dei progetti EUREKA deirisultatidi progetti comunitari,
    una maggiore chiarezza nella definizione dei ruoli svolti da ciascuno negli ambienti
    industriali, in particolare nelle PMI, una considerazione più sistematica della fase
    precompetitiva dei progetti EUREKA nell'ambito del programma quadro e l'esame comune
    di progetti strategici di grande respiro proposti dagli ambienti industriali. Per la Comunità
    ciò significa che dopo una fase pilota a largo
                                                 20
 ---pagebreak---     raggio si dovranno porre in atto nuovi strumenti per la considerazione dei progetti che
    emanano da EUREKA e che esulano dal calendario per gli inviti a presentare proposte della
    Comunità, nel rispetto delle regole tradizionali di selezione, come già fatto per decisioni
    precedenti, prese singolarmente, che riguardavano alcuni importanti progetti strategici
    EUREKA (JESSI, HDTV, COSINE). Gli strumenti finanziari erogati per queste azioni
    potrebbero, a titolo indicativo, essere inclusi nei programmi di lavoro dei programmi
    comunitari. Lo stesso dicasi per i progetti che fanno parte di un'azione diricercache rientra
    in un altro ambito europeo di cooperazione scientifica e tecnologica. Questi progetti potranno
    essere presi in considerazione dai due ambiti (per la Comunità, la Commissione assistita dai
    comitati nei quali sono rappresentati gli Stati membri) e potranno essere raffrontati con i
    meriti dei progetti proposti nell'ambito degli inviti a presentare proposte comunitarie. La
    partecipazione comunitaria dovrà rispettare gli obiettivi dei programmi specifici e riguardare
    unicamente la parte precompetitiva e generica dei progetti che saranno sottoposti alla
    valutazione dei comitati. Le istanze EUREKA, a livello nazionale ed internazionale,
    dovranno chiedere ai settori industriali partecipanti di esaminare in maniera più sistematica
    il loro collegamento con le azioni comunitarie di RST, per ciascuna tappa di definizione e
    di attuazione dei progetti EUREKA. EUREKA dovrà restare il principale vettore di sostegno
    delle attività di RST più vicine alla fase di mercato, compresi i progetti di dimostrazione
    e di sviluppo della produzione, per realizzare un maggiore coordinamento tra le azioni di
    RST degli Stati membri e di EUREKA, avvalendosi nel contempo della flessibilità e della
    natura "bottom-up" dell'iniziativa.
II. IL DISPOSITIVO LEGISLATIVO COMPLESSIVO
    Le decisioni necessarie
15. Il quarto programma quadro si inserisce nello spirito del trattato di Maastricht. Tuttavia, in
    considerazione del ritardo con il quale procede la ratifica del trattato sull'Unione europea,
    e per garantire la necessaria continuità all'impegno comunitario di ricerca, la Commissione
    presenta ora la proposta di programma quadro sul fondamento giuridico dell'Atto unico
    europeo, indicando nelle note a pie di pagina i testi che saranno effettivi
                                              21
 ---pagebreak---     non appena sarà entrato in vigore il trattato sull'Unione europea.
    La proposta di quarto programma quadro (1994-1998) si inserisce in un contesto decisionale
    più ampio II trattato sull'Unione europea ha mantenuto il principio, sancito dall'Atto unico,
    di una doppia procedura legislativa: in un primo tempo, adozione del programma quadro
    complessivo e successivamente adozione dei singoli programmi specifici. Rispetto all'Atto
    unico tuttavia, la nuova proposta introduce una grande novità: le disposizioni per l'adozione
    delle regole che disciplinano la partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle
    università ai programmi comunitari sono ora modificate. In precedenza venivano adottate
    insieme a ciascuno dei programmi specifici, mentre adesso vengono adottate con una
    decisione separata del Consiglio. Ciò vale anche per le disposizioni attualmente fissate nella
    decisione 92/272/CEE del 29 aprile 1992, relativa alla diffusione e alla valorizzazione dei
    risultati ottenuti dai programmi specifici di ricerca e sviluppo tecnologico della Comunità.
16. Il contesto legislativo entro il quale si articola l'attuazione del quarto programma quadro
    consta di quattro tipi di atti diversi:
    a)      la decisione sul programma quadro vero e proprio. Conformemente al disposto del
            trattato CE, la decisione è adottata dal Consiglio all'unanimità in codecisione con il
            Parlamento europeo (art. 189 B).
            Per garantire la programmazione complessiva delle azioni comunitarie di RST, è
            necessaria inoltre una decisione simultanea del Consiglio in base al trattato CEEA.
            Rispetto alla procedura dell'Atto unico, la procedura per l'adozione del programma
            quadrorisultapiù complessa.
    b)      D'altra parte, il trattato di Maastrict ha snellito la procedura per l'approvazione dei
            programmi specifici. Questi sono ora adottati dal Consiglio a maggioranza qualificata,
            dopo consultazione del Parlamento europeo e del CES.
                                               22
 ---pagebreak---       e)      Vi è poi una decisione del Consiglio sulle regole di partecipazione delle aziende, dei
              centri di ricerca e delle università al programma quadro e una decisione del Consiglio
              sulle regole applicabili alla diffusione dei risultati della ricerca. Queste decisioni,
              specificate nel nuovo articolo 130 J del trattato, sono adottate in cooperazione con
              il Parlamento europeo (per il nuovo trattato si tratta della procedura di cui all'articolo
              189 C).
       d)     Tutti gli atti che adottano decision i riguardanti la creazione di altri strumenti,
              facoltativi, di attuazione del programma quadro: programmi complementari,
              partecipazione a programmi di ricerca avviati da più Stati membri, cooperazione con
              organismi intemazionali, programmi comuni. Questi atti si attengono, rispettivamente,
              al disposto degli articoli 130 K, L, M e N del trattato CE e sono adottati secondo la
              procedura di cui all'articolo 130 O.
Lo scadenzario delle decisioni
17.    Lo scadenzario delle decisioni deve tener conto delle due seguenti esigenze:
              il quarto programma quadro, che definisce la politica di RST della Comunità
              praticamente fino alla fine del secolo, deve basarsi decisamente sul trattato
              sull'Unione europea e deve essere deciso dopo la sua entrata in vigore;
              il quarto programma quadro deve essere adottato sufficientemente presto da garantire
              la continuità concreta della RST della Comunità nell'industria, nelle università e negli
              altri organismi di ricerca. In proposito, merita rammentare che il terzo programma
              quadro ed i programmi specifici ad esso relativi scadranno il 31 dicembre 1994 e che
              per l'attuazione del quarto programma quadro non solo sono necessarie le decisioni
              relative ai programmi specifici, ma che occorre anche prevedere la fase preparatoria
              all'avvio dei progetti concreti di ricerca.
       Da queste due considerazioni risulta chiaramente che Io scadenzario, molto ristretto, si situa
       tra novembre-dicembre 1993 (la lettura del PE e posizione comune del Consiglio) e
       febbraio-marzo 1994 (2a lettura del PE e decisione del Consiglio). Ne consegue
                                                   23
 ---pagebreak---        l'assoluta opportunità di un consenso tra i due rami legislativi, in modo da evitare una terza
       lettura (procedura di conciliazione).
III.   IL DISPOSITIVO FINANZIARIO
       Il contesto giuridico e di bilancio
 18.    In materia giuridica e di bilancio le disposizioni del quarto programma quadro (1994-1998)
       si distanziano notevolmente da quelle dei primi tre programmi quadro. Anche in questo
       settore il trattato di Maastricht ha introdotto, rispetto all'Atto unico, una novità importante.
        Gli articoli 130 I e 130 K del trattato CEE, modificati dall'Atto unico impiegano il concetto
       di "importoritenutonecessario". Per stabilire i mezzi finanziari del programma quadro nel
        suo complesso e delle singole azioni che contribuiscono alla sua attuazione, il trattato di
       Maastrict introduce invece il concetto di "importo globale massimo". E' entro i limiti di tale
        "importo globale massimo", fissato dall'autorità legislativa, che saranno finanziati il quarto
        programma quadro e le quattro azioni che lo compongono.
L'attuazionefinanziariadelle priorità di RST
 19.    Nel quadro delle conclusioni adottate dal Consiglio europeo di Edimburgo sul finanziamento
        della Comunità per il periodo 1993-1999, i nuovi orientamenti e le priorità di RST che ne
        derivano presuppongono la seguente attuazione finanziaria.
                L'importo globale massimo stanziato per il quarto programma quadro per il perido
                1994-1998: le conclusioni adottate ad Edimburgo prevedono per le azioni comunitarie
                di RST una forcella tra la metà e i due terzi delfinanziamentodelle politiche inteme
                per lo stesso periodo; esse precisano inoltre che l'aumento delle spese per la RST
                deve essere coerente con l'aumento globale delle spese per le politiche interne
                (categoria 3 delle prospettivefinanziarie).In base alle spese di RST per il 1993, alla
                considerazione dei diversi elementi e alla valutazione delle necessità di
                finanziamento, la Commissione ha adattato le valutazioni che aveva
                                                   24
 ---pagebreak--- preparato nell'ottobre 1992 e propone per il quarto programma quadro e per il
programma quadro di ricerca e d'insegnamento nel settore nulceare (1994-1998) un
importo globale di 13,1 Mrd di ECU in prezzi correnti. Questo dovrebbe ormai
rispondere alle esigenze diricercamanifestatesi in tutta la Comunità e contribuire ad
appoggiare la competitività dell'industria comunitaria e a migliorare la qualità della
vita. Nella prospettiva di una maggiore concentrazione sui settori prioritari, questo
importo consente di potenziare sensibilmente alcune azioni e di far fronte alle novità
che emergono nell'ambito della prima azione del quarto programma quadro; esso
consente inoltre lo svolgimento delle attività di dimostrazione in campo energetico,
condotte in precedenza nell'ambito del programma THERMIE e ora reinserite nel
quarto programma quadro; permette alle industrie carbosiderurgiche della Comunità
di trovare nel quarto programma quadro, in maniera gradualmente rafforzata
("phasing in"), una risposta alle loro esigenze di ricerca; infine, esso garantisce
l'integrazione della cooperazione scientifica e tecnologica con i paesi terzi per offrire
alla Comunità la possibilità di rispondere alle sfide esteme (impegno notevolissimo
da parte di paesi terzi, in particolare Stati Uniti e Giappone) e inteme (tendenza alla
 stabilizzazione dei bilanci nazionali destinati alla ricerca);
 laripartizionedell'importo globale tra le quattro azioni del quarto programma quadro
 e le priorità assegnate ai grandi temi che costituiscono la prima azione: l'allegato I
 del quarto programma quadro precisa le quote assegnate a ciascuna delle quattro
 azioni. L'equilibriofinanziariotra le quattro azioni è stato modificatorispettoa quello
 presentato nell'allegato I del primo documento di lavoro, e ciò per tener conto delle
 decisioni e degli orientamenti del Consiglio europeo di Edimburgo (inquadramento
 finanziario, priorità alla prima azione volta alle tecnologie generiche, maggiore
 importanza dell'azione di diffusione e di ottimizzazione all'interno dei singoli
 argomenti e a livello centralizzato). Data la relativa preponderanza della prima
 azione, l'allegato I del quarto programma quadro presenta gli elementi indicativi
 complementari per valutare le priorità relative assegnate ai grandi temi che
 compongono la prima azione. Questi comprendono il nuovo tema della ricerca per
 una politica europea dei trasporti, dal momento che la politica comune dei trasporti
 necessita ora di lavori specifici di ricerca che devono godere di un finanziamento
 sufficiente; inoltre, per contribuire ad un miglioramento della qualità della vita in
Europa, le scienze e tecnologie della vita devono usufruire di stanziamenti
                                     25
 ---pagebreak--- complementari per poter coprire le maggiori esigenze di ricerca in biotecnologia
generale e in biomedicina e sanità, nonché le esigenze di ricerca in appoggio alla
riforma delle politiche comuni nei settori agrìcolo, della silvicoltura, dello sviluppo
rurale, della pesca e dell'acquicoltura.
                                   26
 ---pagebreak---                                    ALLEGATO ALLA RELAZIONE
                      SUSSIDIARIETÀ1 DELLA PROPOSTA CONCERNENTE
                                IL QUARTO PROGRAMMA QUADRO
Il principio di sussidiarietà, definito all'articolo 3 B del trattato CE introdotto dal trattato sull'Unione
europea, impone dei limiti al campo di intervento della Comunità la quale interviene soltanto se e
nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati
dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in
questione, essere realizzati meglio a livello comunitario. In questo ambito vi sono alcune questioni
pertinenti.
a)       Quali sono gli obiettivi dell'azione prevista rispetto agli obblighi imposti alla Comunità?
         La presente proposta mira a realizzare gli obiettivi assegnati dall'Atto unico alla politica di
         RST e confermati dal trattato sull'Unione europea, in particolare il potenziamento della
         competitività dell'industria della Comunità, il miglioramento della qualità della vita e l'aiuto
         alle altre politiche comunitarie. Questi obiettivi si inseriscono nella prospettiva di uno
         sviluppo durevole ed omogeneo della Comunità.
b)       L'azione prevista è di esclusiva competenza comunitaria oppure la competenza è condivisa
         con gli Stati membri?
         L'Atto unico europeo ha sancito che il settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico è un
         settore di esplicita competenza della Comunità condivisa tuttavia con gli Stati membri; ha
         inoltre codificato le regole e i principi dell'azione comunitària in questo settore, che completa
         le azioni avviate dagli Stati membri, ed ha fissato i grandi orientamenti degli strumenti di
         intervento.
                                                      27
 ---pagebreak--- e) Quale è la dimensione comunitaria del problema (per esempio, quanti Stati membri sono
   interessati e quale è stata la soluzione adottata fino ad oggi)?
   L'attuazione del programma quadro di RST mira a potenziare le basi scientifiche e
   tecnologiche della Comunità presa complessivamente (tutti gli Stati membri) e si inserisce
   nella scia dei precedenti programmi quadro attuati fin dal 1984. Essa tuttavia richiede un
   importo inferiore al 4% della spesa pubblica complessiva degli Stati membri a favore della
   ricerca.
d) Quale è la soluzione più efficace tra gli strumenti della Comunità e gli strumenti degli Stati
   membri?
   Per garantire alle azioni comunitarie di RST la massima efficacia ed evitare una ripetizione
   delle azioni già avviate a livello degli Stati membri, il programma quadro si concentra in
   particolare sulle tecnologie generiche con impatto multisettoriale e sui progetti scientifici ad
   ampio respiro.
   La garanzia dell'efficacia è inoltre assicurata anche dal migliore coordinamento tra le azioni
   nazionali e le azioni comunitarie, conformemente al disposto dell'articolo 130 H del trattato.
e) Quale è il valore aggiunto concreto fornito dall'azione comunitaria prevista e quale sarebbe
   il costo di una mancata azione?
   Rispetto alle azioni nazionali prese singolarmente, la loro integrazione con le azioni
   comunitarie e lo sviluppo delle sinergie con le azioni già iniziate in ambiti europei di ricerca
   allargati, in particolare il potenziamento delle sinergie tra le azioni della Comunità ed
   EUREKA, consentono di migliorare l'utilizzazione del potenziale di ricerca esistente nella
   Comunità e rappresentano un vero e proprio valore aggiunto per la Comunità intesa
   globalmente, non solo in termini di maggiori benefici per la competitività industriale e di
   risposta alle esigenze della collettività, ma anche in termini di sostegno alle altre politiche
   comunitarie. La mancata azione comporterebbe la perdita di questa sinergia, la
   frammentazione, e la ripetizione degli sforzi avviati individualmente dai singoli Stati membri.
f)  Quali sono le modalità di azione a disposizione della Comunità (raccomandazione, appoggio
                                               28
 ---pagebreak---    finanziario, regolamentazione,riconoscimentoreciproco ....)?
    Le modalità di azione a disposizione della Comunità sono precisate nell'allegato IV della
    proposta di decisione del Consiglio.
g)  E' necessario un regolamento uniforme o è sufficiente una direttiva che fissa gli obiettivi
    generali lasciando l'esecuzione agli Stati membri?
    Il programma quadro non impone, in senso stretto, un regolamento uniforme, ma definisce,
    attraversofinanziamentiadeguati, un ambito per un'azione coerente che comprenda progetti
    attuati, in collaborazione, da operatori pubblici e privati (imprese, centri di ricerca,
    università).
                                           29
 ---pagebreak---                                              PROPOSTA DI
                                  DECISIONE DEL CONSIGLIO (1)
relativa ai quarto programma quadro della Comunità economica (2) europea delle azioni comunitarie
diricerca,di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1994-1998)
IL CONSIGLIO (3) DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica (4) europea, in particolare l'articolo 130 Q,
paragrafo 1, (5)
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo (6),
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che l'articolo 130 F del trattato assegna alla Comunità l'obiettivo di rafforzare le basi
 scientifiche e tecnologiche dell'industria comunitaria e di favorire lo sviluppo della sua competitività
internazionale;
N.B.: Tutte le note a pie di pagina numericheriportanole modifiche (eliminazioni o aggiunte) che
         dovranno essere apportate al testo dopo l'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea,
          mentre le note alfabetiche contengono riferimenti a pubblicazioni anteriori sulla Gazzetta
         ufficiale.
 (1) Sostituire con: "DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO".
 (2) Eliminare l'aggettivo.
 (3) Sostituire con: "IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO".
 (4) Eliminare l'aggettivo.
 (5) Sostituire con "l'articolo 130 I, paragrafo 1".
 (6) Eliminare la riga.
                                                   30
 ---pagebreak--- considerando che è necessario che la Comunità e gli Stati membri coordinino la loro azione in
materia di ricerca e sviluppo tecnologico per garantire la coerenza reciproca delle politiche nazionali
e della politica comunitaria in tale area;
considerando che l'articolo 130 I del trattato prevede l'adozione di un programma quadro pluriennale
comprendente l'insieme delle azioni della Comunità in materia di ricerca, sviluppo tecnologico e
dimostrazione (in appresso: RST);
considerando che con la decisione 90/221/Euratom, CEE (a), il Consiglio ha adottato un terzo
programma quadro 1990-1994, che è in corso di attuazione; che con la decisione
93/167/Euratom, CEE (b), il Consiglio ha assegnato un complementofinanziarioa copertura degli
ultimi due anni di attuazione del terzo programma quadro;
considerando che il 9 aprile 1992 la Commissione ha presentato una valutazione dello stato di
avanzamento del terzo programma quadro; che il 22 aprile 1992 ha presentato una valutazione di
tutti i programmi specifici realizzati nell'ambito del secondo programma quadro; che il 25 settembre
 1992, su richiesta del Consiglio, il comitato della ricerca scientifica e tecnologica (CREST) ha
presentato un'analisi di detta valutazione;
considerando che il 18 novembre 1992, la Commissione ha presentato un documento relativo al
futuro del trattato CECA e alle sue attività finanziarie fino al 2002, data alla quale cessa la sua
vigenza;
considerando che nella riunione dell'I 1 e 12 dicembre 1992 ad Edimburgo, il Consiglio europeo ha
raggiunto conclusioni che ribadiscono il carattere generico, precompetitivo e multisettoriale della
RST comunitaria, che auspicano una maggiore sinergia tra le azioni comunitarie di RST e quelle
avviate nell'ambito di "EUREKA" e una maggiore diffusione dei risultati di tali azioni all'indirizzo
delle piccole e medie imprese e che sottolineano altresì il ruolo centrale della politica comunitaria
di RST nel coordinamento delle azioni avviate dagli Stati membri;
considerando che a motivo del rapido evolversi dello sviluppo tecnologico, delle nuove sfide
economiche che la Comunità deve affrontare e dell'accresciuta concorrenza a livello mondiale,
(a) GU n. L 117 dell'8.5.1990, pag. 28
(b) GU n. L 69 del 20.3.1993, pag. 43
                                                   31
 ---pagebreak--- si è ritenuto oportuno adottare, per il periodo 1994-1998, un nuovo programma quadro che
garantisca la continuità delle azioni comunitarie pluriennali nel settore della RST;
considerando che il potenziamento delle basi scientifiche e tecnologiche della Comunità deve mirare
sia al miglioramento della qualità della vita che all'incremento della competitività dell'industria
comunitaria (7);
considerando che, ai sensi del trattato, è necessario attuare azioni di dimostrazione, tanto sul piano
della loro fattibilità tecnica che su quello della loro viabilità economica;
considerando che la Comunità si è impegnata a garantire uno sviluppo durevole e rispettoso
dell'ambiente e che le azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
contribuiranno a tale sviluppo;
considerando che le piccole e medie imprese sono in grado di offrire un contributo significativo al
processo innovativo e che esse devono svolgere una funzione importante nell'attuazione delle azioni
comunitarie di RST; che pertanto è opportuno riservare una particolare attenzione alle specifiche
esigenze di tali imprese per incoraggiarne l'accesso all'informazione, l'effettiva partecipazione ai
programmi comunitari e la capacità di utilizzarne i risultati;
considerando che l'elaborazione e l'attuazione delle politiche ed azioni comunitarie devono tener
conto dell'obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale; che, conformemente a tale
principio, il programma quadro deve contribuire allo sviluppo equilibrato della Comunità
mantenendo come criterio essenziale il principio di elevato valore scientifico; che è pertanto
necessario potenziare le sinergie tra le attività di RST e l'azione intrapresa dalla Comunità tramite
i fondi strutturali;
(7)              Aggiungere: 'e che è opportuno promuovere le azioni diricercaritenutenecessarie
                 nell'ambito delle altre politiche comunitarie".
                                                    32
 ---pagebreak--- considerando che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, la Comunità interviene soltanto se e
nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possano essere sufficientemente realizzati
dagli Stati membri e possano dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in
questione, essere realizzati meglio a livello comunitario; che ciò si verifica per le azioni comunitarie
di RST che risponderanno ai criteriprevisti dalla presente decisione; che il rispetto di tali criteri
implica una scelta rigorosa delle aree di intervento comunitario;
considerando che gli articoli 130Ge 1301 del trattato prevedono l'avvio di quattro azioni da parte
della Comunità; che la prima di tali azioni consiste nell'attuazione di programmi specifici di RST
basati sulla cooperazione con e tra le imprese, i centri diricercae le università; che tali programmi
dovranno coprire un numero limitato di settori di RST che costituiscono una priorità per la
Comunità; che in considerazione dell'importanza dei temi previsti dalla prima azione questa
costituisce la componente principale del quarto programma quadro;
considerando che le attività di ricerca nel settore della affidabilità e della sicurezza nucleare e della
fusione termonucleare controllata formano oggetto di una decisione separata relativa al programma
quadro di ricerca e di insegnamento nel settore nucleare; che questi elenca gli obiettivi scientifici
e tecnici delle azioni da intraprendere;
considerando che la seconda azione consiste nella promozione della cooperazione in materia di RST
comunitaria con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali; che, in questo settore, è necessario
che la Comunità assuma le proprie responsabilità a livello internazionale; che la cooperazione
scientifica e tecnologica deve essere sviluppata sia rispetto ai paesi industrializzati, in particolare
tenendo conto delle nuove possibilità di cooperazione offerte dall'Accordo sullo Spazio economico
europeo, sia rispetto ai paesi dell'Europa centrale e orientale ed ai nuovi Stati dell'ex URSS che
rispetto ai paesi in via di sviluppo; che è necessario potenziare in modo sistematico la
complementarità e garantire una migliore articolazione fra l'azione comunitaria e le azioni di ricerca
 avviate nell'ambito delle istanze europee specializzate; che occorre intensificare le azioni COST
relative a progetti multilaterali nel settore della RST;
                                                    33
 ---pagebreak--- considerando che la terza azione consiste nella diffusione e nell'ottimizzazione dei risultati della RST
comunitaria, che è opportuno potenziare e aggiornare tale azione per promuovere l'ottimizzazione
efficace deirisultatie migliorare il quadro della diffusione e dell'assorbimento delle tecnologie, che
a tale riguardo è opportuno prevedere i mezzi ed i meccanismi necessari per facilitare
l'ottimizzazione ed il trasferimento delle tecnologie tra gli operatori interessati, segnatamente le
piccole e medie imprese soprattutto migliorandone l'orizzonte finanziario;
considerando che la quarta azione consiste nel dare impulso alla formazione e alla mobilità dei
ricercatori, in particolare dei giovaniricercatoridella Comunità; che occorre proseguire l'iniziativa
avviata nell'ambito del terzo programma quadro, per potenziare il capitale umano impegnato nella
RST e agevolare la mobilità dei ricercatori, segnatamente sulla base delle reti di laboratori e di
gruppi diricerca,pubblici e privati, degli Stati membri in tutta la Comunità;
considerando che le azioni centralizzate volte alla cooperazione internazionale, la diffusione e
l'ottimizzazione dei risultati di RST e ad incentivare la formazione e la mobilità dei ricercatori non
escludono l'impiego di queste attività secondo le modalità di ciascuno dei programmi specifici della
prima azione nella misura necessaria per la loro buona attuazione;
 considerando che il Centro comune di ricerca deve contribuire all'attuazione del programma quadro,
 segnatamente nei settori in cui può offrire una consulenza obiettiva ed indipendente e nei quali può
svolgere un ruolo chiave nell'attuazione delle politiche comunitarie;
considerando che l'attuazione del programma quadro deve avvenire mediante programmi specifici,
può essere effettuata anche mediante programmi complementari cui partecipano soltanto alcuni Stati
membri, oppure mediante la partecipazione comunitaria a programmi di RST avviati da più Stati
membri, oppure portare alla creazione di "imprese comuni" o di altre strutture instaurate
                                                   34
 ---pagebreak--- per la buona attuazione dei programmi comunitari di RST;
considerando che è opportuno, da un lato esaminare in modo regolare e sistematico lo stato di
avanzamento del quarto programma quadro tenendo conto dei criteri e degli obiettivi descritti negli
allegati II e III e, dall'altro affidare la preparazione di una valutazione indipendente della sua
gestione e dei risultati delle azioni avviate, in tempo utile e anteriormente alla presentazione della
proposta del quinto programma quadro da parte della Commissione;
considerando che, ai sensi dell'articolo 1301, paragrafo l del trattato, è necessario stabilire l'importo
ritenuto necessario (8) per l'attuazione del programma quadro e le modalità della partecipazione
finanziaria della Comunità a detto programma, nonché le quote di partecipazione a ciascuna delle
azioni previste;
considerando che è opportuno garantire la coerenza tra tutte le azioni comunitarie di RST e che, di
conseguenza, è opportuno adottare congiuntamente e per la stessa durata l'attuale programma quadro
ed il programma quadro specifico dellTuratom;
considerando che il comitato della ricerca scientifica e tecnologica (CREST) è stato consultato;
(8) Sostituire "ritenuto necessario" con "globale massimo".
                                                    35
 ---pagebreak---                                               DECIDE (9)
                                               Articolo I
1.     Per il periodo 1994-1998 è adottato un programma quadro di azioni comunitarie di ricerca,
       sviluppo tecnologico e dimostrazione, in appresso denominato "quarto programma quadro".
2.     Il quarto programma quadro comprende tutte le azioni comunitarie previste dall'articolo 130
       G del trattato.
3.     L'importoritenutonecessario (10) della partecipazione finanziaria della Comunità al quarto
       programma quadro è di 11 625 Mio di ECU, l'allegato I fissa la quota di partecipazione a
       ciascuna delle azioni.
4.     I criteri di selezione delle attività necessarie per l'attuazione del quarto programma quadro
       sono descritti nell'allegato li.
5.     L'allegato III descrive gli obiettivi scientifici e tecnologici e le linee generali delle azioni
       previste, nel rispetto dei criteri di cui al paragrafo 4.
                                               A rticolo 2
1.     Il quarto programma quadro è attuato mediante programmi specifici, ciascuno dei quali fìssa
       gli obiettivi precisi nel rispetto degli orientamenti di cui all'allegato in.
2.     L'attuazione del quarto programma quadro può altresì dar luogo, ove occorra, a programmi
       complementari cui partecipano soltanto alcuni Stati membri o alla partecipazione comunitaria
       a programmi di RST avviati da più Stati membri o infine
(9) Sostituire con "DECIDONO".
(10) Sostituire "ritenuto necessario" con "globale massimo".
                                                    36
 ---pagebreak--- alla creazione di "imprese comuni" o altre strutture instaurate per la buona attuazione dei programmi
comunitari di RST.
                                               Articolo 3
Le modalità della partecipazionefinanziariadella Comunità all'insieme del quarto programma quadro
sono riprese dalle disposizioni particolari degli stanziamenti di RST del regolamento finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, come precisate nell'allegato IV della
presente decisione.
                                               Articolo 4
 1. La Commissione esamina in modo regolare e sistematico lo stato di avanzamento del
    quarto-programma quadro tenendo conto dei criteri e degli obiettivi di cui agli allegati II e III.
    Essa valuta in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari sono ancora
    adeguati all'evoluzione della situazione. Se necessario, essa presenta proposte volte a modificare
    o completare il programma quadro in base airisultatidi detto esame.
 2. Prima di presentare la proposta per il quinto programma quadro, la Commissione affida ad
     esperti indipendenti la valutazione della gestione e deirisultatidell'attività comunitaria condotta
     nel quinquennio che precede tale valutazione. La Commissione comunicazione, con le sue
     osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale
     parallelamente alla proposta di quinto programma quadro.
Fatto a Bruxelles,                                             Per il Consiglio
                                                               Il Presidente
                                                    37
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO I
        QUARTO PROGRAMMA QUADRO (1994-1998): IMPORTI E RIPARTIZIONE
                                                                            Mio di ECU
                                                                          (prezzi correnti)
    Prima azione (programmi di ricerca,
    di sviluppo tecnologico e di dimostrazione)                                 9450 **
    Seconda azione (cooperazione con i
    paesi terzi e le organizzazioni internazionali)                              790
    Terza azione (diffusione e ottimizzazione                                    600
    dei risultati
    Quarta azione (incoraggiamento alla formazione
    e alla mobilità dei ricercatori)                                              785
                        IMPORTO RITENUTO NECESSARIO (11 )                      11625 **
                                                                                     Mio di ECU
                                                                                  (Prezzi correnti)
Ripartizione indicativa tra i singoli temi all'interno della prima azione
- Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni*                                    3900
- Tecnologie industriali*                                                        1800
- Ambiente*                                                                               970
- Scienze e tecnologia della vita*                                                       1325
- Energie non nucleari*                                                          1050**
- Ricerca per una politica europea dei trasporti*                                 280
- Ricerca socioeconomica finalizzata*                                                     125
                                                                                         9450
        di cui CCR 724 Mio di ECU. N.B.: oltre a questa partecipazione del CCR alla prima azione,
        il Centro partecipa anche, per un importo di 70 Mio di ECU, alla terza azione.
**      Un programma quadro 1994-1998 per azioni di ricerca e d'insegnamento per la Comunità
        europea dell'energia atomica è adottato unitamente al presente programma quadro, per un
        importo pari a 1 475 Mio di ECU, che porta quindi l'importo indicativo delle azioni di RST
        nel settore dell'energia a complessivi 2 525 Mio di ECU, e a 13 100 Mio di ECU l'importo
        ritenuto necessario (11) per tutte le azioni comunitarie di RST.
        Vedere questo stesso numero della GU, pag. ...
(Il) Sostituire "RITENUTO NECESSARIO" con "GLOBALE MASSIMO"
                                                   38
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO n
                     CRITERI DI SELEZIONE DELLE AZIONI COMUNITARIE
I criteri che seguono presiedono alla selezione degli obiettivi scientifici e tecnologici del programma
quadro, e si applicano anche alla definizione dei programmi specifici.
 1.      Le attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (RST) devono
         concentrarsi su obiettivi chiaramente definiti, contribuendo così a:
                 potenziare la base tecnologica dell'industria comunitaria e consentirle di essere più
                 competitiva a livello internazionale fornendole le conoscenze ed il "saper fare"
                 necessari (competenze);
                 definire ed attuare le politiche comunitarie;
                 rispondere alle esigenze della società contribuendo in tal modo allo sviluppo di una
                 crescita sostenibile.
          Questo approccio porterà anche a conseguenze economiche a breve, medio e lungo termine
         e dovrà contribuire al rafforzamento della coesione economica e sociale della Comunità,
         garantendo nel contempo un'elevata qualità scientifica e tecnica.
2.       Le attività comunitarie di RST devono rispettare il principio di sussidiarietà, in base al quale
         la Comunità propone un'azione se, e solo se, gli obietitvi dell'azione proposta non possono
          essere raggiunti complessivamente dagli Stati membri, e sono raggiunti meglio dalla
          Comunità.
3.        In base a quanto precede i seguenti tipi di azione giustificano un intervento comunitario:
                                                    39
 ---pagebreak---            azione su grande scala per la quale gli Stati membri non possono, o possono solo
           difficilmente, rendere disponibili gli impianti e le risorse finanziarie e umane
           necessarie ("massa critica");
           attività che affronta problemi ambiziosi, di grande portata, o la cui portata scientifica
           si situa nel lungo periodo Questo tipo di attività richiede un impegno di ricerca
           specifico a livello comunitario, aumentando spesso il contributo generale offerto dalla
           Comunità alla risoluzione dei problemi internazionali;
           attività le cui conseguenze in termini di vantaggi economici evidenti giustificano
           un'azione comune, anche se si deve tener conto dell'aumento dei costi causato da una
           cooperazione su scala internazionale;
           attività complementare con quella avviata su scala nazionale, intesa a potenziare le
           basi scientifiche e tecniche della Comunità nel suo insieme e i cui risultati saranno
           valorizzati meglio a livello della Comunità;
           attività che contribuisce alla realizzazione di una politica comune, per esempio
           l'attuazione del mercato interno, o di un obiettivo comune, per esempio l'unificazione
           dello spazio scientifico e tecnico europeo, e qualora fosse necessario, volta anche alla
           creazione di regole e norme comuni.
4. Le attività comunitarie di RST devono essere attuate nell'ambito di progetti che verranno
   valutati in base al criterio dell'eccellenza scientifica e tecnica.
   Nella procedura di selezione dei progetti, che verrà condotta nell'ambito dei programmi
   specifici, si considereranno prioritari i progetti che consentono di:
           realizzare un migliore coordinamento tra gli sforzi di ricerca attuati negli Stati
           membri, su scala comunitaria e nell'ambito di altre istanze di cooperazione europea
           ed internazionale;
                                               40
 ---pagebreak--- soddisfare nel modo più efficace gli obiettivi di competitività economica ed
industriale globale della Comunità.
                                 41
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO III
                            OBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI
I nuovi orientamenti a favore di una vera e propria politica comunitaria di ricerca, sviluppo
tecnologico e dimostrazione (RST) comportano una maggiore concentrazione delle azioni
comunitarie al fine di aumentarne il valore aggiunto, in applicazione in particolare del principio di
sussidiarietà e dei criteri descritti nell'allegato II.
Restano inalterate le attività di RST previste dal terzo programma quadro (1990-1994) che
rispondono a tali criteri.
Le azioni prescelte rappresentano il complesso delle attività comunitarie di RST. Esse sostengono
le politiche comuni e mirano a fornire le basi scientifiche e tecnologiche necessarie per uno sviluppo
durevole e rispettoso dell'ambiente e per migliorare la competitività industriale europea e la qualità
della vita.
Più particolarmente, nella linea della politica industriale comunitaria e per rispondere alle crescenti
esigenze della società, nella scelta delle azioni comunutarie di RST sono stati individuati alcuni
obiettivi di interesse pubblico:
         sviluppo di infrastrutture         efficienti   e sicure, in particolare di   un'infrastruttura
         dell'informazione e delle comunicazioni;
         produzione efficente, pulita e sicura basata su un'organizzazione moderna che tiene conto dei
         fattori umani;
         tutela ambientale come aspetto della competitività industriale;
         incentivazione della tutela della salute e della qualità e igiene alimentari;
         realizzazione dell'integrazione tecnologica e industriale del mercato interno (in particolare
         rafforzando il coordinamento tra la politica di RST e la politica di normalizzazione);
                                                       42
 ---pagebreak---         anticipazione delle trasformazioni tecnologiche e industriali al fine di garantire una maggiore
        considerazione dei bisogni del mercato e della società;
        rafforzamento delle sinergie tra le attività di cooperazione internazionale proposte e le
        politiche esterne della Comunità;
        garantire una diffusione efficace dei progressi scientifici e tecnologici conseguiti verso tutto
        il tessuto economico e sociale, e in particolare le PMI;
        formare gli operatori economici alla padronanza delle nuove tecnologie.
Gli obiettivi scientifici e tecnologici sono strutturati intorno a quattro azioni:
        la prima azione copre i programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione;
        la seconda mira a promuovere la cooperazione in materia di RST comunitari con i paesi terzi
        e le organizzazioni internazionali;
        la terza riguarda le attività di diffusione e ottimizzazione deirisultatidelle attività in materia
        di RST comunitari;
         la quarta riprende le attività di incentivazione della formazione e della mobilità dei
        ricercatori della Comunità.
La Comunità deve mirare ad uno sviluppo omogeneo delle sue risorse scientifiche e tecnologiche.
A favore di una maggiore sinergia tra la politica di RST e le politiche strutturali e nel rispetto del
principio di eccellenza, l'individuazione delle priorità di ricerca nella prima azione tiene conto degli
interessi e delle capacità degli Stati membri, inclusi quelli meno avanzati. La terza e la quarta azione
avranno un maggiore impatto sulle regioni ed i paesi meno sviluppati attraverso provvedimenti
specifici. Spetta, tuttavia, in primo luogo agli Stati membri stabilire una strategia globale intesa ad
utilizzare al meglio le capacità cosi createsi.
                                                     43
 ---pagebreak--- Il sostegno comunitario per il settore di RST, previsto dalla prima azione, continuerà a concentrarsi
sulla ricerca generica e precompetitiva e ad avere applicazione multisettoriale. Questa azione
comprende anche le attività strutturate a lungo termine di sostegno al CCR e agli altri servizi della
Commissione. Le azioni comunitarie devono inoltre orientarsi su alcuni grandi temi, affinché la
ricerca europea possa contribuire nel modo più efficace alla soluzione dei problemi che incontrano
industria e società.
E' necessario sviluppare una strategia operativa per creare un collegamento efficace tra programmi
trasversali di ricerca ed esigenze delle industrie utilizzatrici, onde migliorarne la competitività. In
questa ottica, la Commissione coordinerà le azioni inserite nei diversi programmi trasversali di
ricerca e consulterà dei rappresentanti delle istanze interessate (industria, organismi pubblici,
utilizzatori) per consigliarla nella definizione degli argomenti di ricerca che risulteranno più
promettenti, al fine di inserirli prioritariamente nell'attuazione della prima azione, a livello dei
programmi di lavoro e degli inviti a presentare proposte. In proposito, si pensi per esempio al settore
automobilistico, all'aeronautica e alle industrie marittime.
 EUREKA resta lo strumento principale di sostegno alle attività di RST e dimostrazione più vicine
 al mercato. La sinergia tra le attività comunitarie e EUREKA sarà migliorata. I mezzifinanziarida
 attribuire a tale azione potrebbero, a titolo indicativo, essere inclusi nei programmi di lavoro dei
programmi comunitari. L'azione comunitaria mirerà essenzialmente a migliorare la diffusione dei
 risultati tra le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, la redditività ed il coordinamento
 tra i programmi nazionali.
 Si attribuirà particolare importanza alle capacità di ricerca, di sviluppo e di innovazione delle piccole
 e medie imprese, degli istituti di insegnamento superiore e dei centri diricercae si incoraggeranno
 le azioni consociate. Si mirerà, in particolare, a favorire l'accesso delle piccole e medie imprese ai
 programmi comunitari, generalizzando metodi che offrono una risposta rapida alle proposte
 spontanee (stimolazione tecnologica).
                                                    44
 ---pagebreak--- Nelle varie lince d'azione, si porrà un particolare accento sulla ricerca fondamentale mirata, ovunque
ciò risulti necessario.
Per ciascun settore di ricerca, è stata dedicata particolare attenzione alle prospettive di cooperazione
o persino di integrazione tra le azioni nazionali e le azioni comunitarie ed europee. Al di là delle
azioni a compartecipazionefinanziariacentrate su ricerche selezionate, il ricorso più frequente alle
azioni concertate permetterà di promuovere tale cooperazione su una più ampia gamma di argomenti,
sempre nel rispetto dei criteri di cui all'allegato II. Si è prestata particolare attenzione al fine di
garantire la complementarità tra le attività del CCR e quelle svolte in compartecipazione finanziaria.
La consultazione delle istituzioni rappresentative scientifiche, tecniche e industriali della Comunità
sarà rafforzata, in particolare per quanto riguarda le attività che mirano a definire le scelte di politica
scientifica e tecnologica a livello europeo.
Al di là degli argomenti particolari della ricerca socioeconomica finalizzata, previsti dalla prima
azione, all'interno di ciascuno dei temi della prima azione nonché nell'ambito della seconda, della
terza e della quarta azione, si prevedono ricerche sulla scienza umana e la società in connessione
conricerchesulle scienze esatte e naturali e l'ingegneria, in particolare per valutare anticipatamente
l'impatto socioeconomico delle attività previste e gli eventuali rischi tecnologici.
Gli obiettivi delle attività di ricerca perseguiti finora nell'ambito del trattato CECA sanno
progressivamente ripresi ("phasing in") nei temi corrispondenti della prima azione e ciò permetterà
alle parti interessate di presentare i loro progetti, rispondendo agli inviti ad inviare proposte per i
programmi specifici del programma quadro.
Le attività di cooperazione scientifica e tecnologica di interesse reciproco con i paesi terzi e le
organizzazioni internazionali sono previste sia in maniera specifica (seconda azione), sia all'interno
dei temi della prima azione quando permettono di raggiungere gli obiettivi perseguiti nell'ambito di
tali temi. La cooperazione scientifica e tecnologica internazionale rappresenta
                                                    45
 ---pagebreak--- un fattore di efficacia economica delle azioni comunitarie di RST. In questo settore occorre
perseguire la coerenza tra le politiche di ricerca nazionali e comunitaria. In questo modo la
cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali incentiverà ulteriormente gli
investimenti comunitari nel campo dellaricercae dello sviluppo.
Il Consiglio definisce le modalità della diffusione delle conoscenze che risultano dai programmi
specifici e le modalità relative all'attuazione del programma quadro. In questo ambito giuridico, le
attività di diffusione sono svolte in maniera coerente e coordinata e ciò presuppone, da una parte,
un livello centrale di gestione (terza azione) e, d'altra parte, un'autonomia di azione nell'ambito dei
programmi specifici per effettuare una diffusione specializzata. In entrambi i casi, queste attività
possono essere svolte mediante pubblicazioni o trattamento informatico secondo regole e protocolli
comuni.
 L'attività di diffusione verte anche sulle informazioni relative ai programmi e alle azioni comunitarie,
 al fine di agevolare l'accesso alle informazioni delle piccole e medie imprese, dei laboratori di
 ricerca privati e pubblici. Allo stesso scopo, si incoraggerà, nel quadro della terza azione,
l'avviamento o l'ampliamento delle attività dei centri che si occupano, a livello nazionale o regionale,
della diffusione e della ottimizzazione dei risultati.
Per quantoriguardatale attività di ottimizzazione dei risultati, pur essendo evidente che dipende
 essenzialmente dalle imprese e dai laboratori, essa necessita tuttavia, in alcuni casi, di un'azione
 comunitaria concertata con gli operatori interessati nonché con le organizzazioni pubbliche o private
 competenti, in particolare a livello nazionale o regionale (tra cui i centri relè già citati) al fine di
proteggere certi risultati e di agevolare e garantire il più possibile il trasferimento delle innovazioni.
La terza azione riguarda anche i servizi scientifici svolti dal CCR per le politiche comunitarie non
coperte dalla prima azione.
                                                    46
 ---pagebreak--- Per ciascun tema della prima azione, saranno attuate azioni di formazione e di mobilità al fine di
fornire agli utenti, nei settori prioritari per la Comunità, non solo i risultati di RST di cui hanno
bisogno, ma anche le risorse umane in grado di utilizzarli. Tali attività consentiranno di moltiplicare
le iumilile economiche dei lavori in tali solinii pnoritait
Tuttavia, la dimensione europea vale anche per lo sviluppo, a livello trasversale, delle risorse umane
che consentono di reagire in tempo reale di fronte gli sviluppi scientifici e tecnologici nei settori
emergenti. La quarta azione, il cui obiettivo è la formazione avanzata deiricercatorinei centri di
eccellenza ubicati in tutto il territorio comunitario, conserverà un carattere aperto e porrà l'accento
sulla cooperazione università-industria.
Le ricerchefinanziatedalla Comunità saranno realizzate sulla base di due principi generali: da una
parte, la concentrazione dei mezzi finanziari su un numero limitato di argomenti scelti per il loro
 valore aggiunto specifico (azioni a compartecipazionefinanziaria)senza escludere la possibilità di
quote di aiuto decrescenti in base al tipo di progetto e, d'altra parte, il proseguimento
dell'integrazione delle azioni nazionali, comunitarie ed europee tramite modalità adattate.
In particolare, oltre alle reti tradizionali finora realizzate dalle azioni comunitarie, questa
integrazione potrebbe avvenire mediante:
         reti tematiche di eccellenza che raggruppino, attorno ad uno stesso obiettivo tecnologico od
         industriale, fabbricanti, utenti, università e centri di ricerca onde facilitare l'integrazione e il
         trasferimento di conoscenze e di tecnologie e garantire una maggiore considerazione delle
         esigenze del mercato. Le reti saranno organizzate con l'appoggio catalizzatore della
         Comunilù, secondo un modello già sperimentato nell'ambito del terzo programma quadro nei
         settori quali i microsistemi, la linguistica e i sistemi di fabbricazione flessibile. Esse saranno
         progettate e gestite secondo un modello "bottom-up";
                                                      47
 ---pagebreak---         reti di concertazione nelle quali gli Stati membri svolgeranno un ruolo importante
        individuando i laboratori o gli istituti che parteciperanno all'azione prescelta. La
        Commissione organizzerà la concertazione. Le ricerche epidemiologiche e gli studi clinici
        nel campo della ricerca biomedica potranno, per esempio, essere svolte con tali mezzi;
        consorzi di azioni integrate che si richiamano al modello adottato, nell'ambito dei programmi
        quadro precedenti, per il programma "Fusione". Gli Stati membri individuano i laboratori o
        gli istituti che partecipano all'azione integrata, sostenuta da una concentrazione di mezzi
        finanziari comunitari. Saranno invitati a partecipare a questo tipo di azioni grandi organismi
        diricercaeuropei non comunitari quali il CERN, l'ESA e l'EMBL.
La Commissione ritiene che il CCR possa contribuire alla realizzazione di questa nuova
impostazione. Essendo un organismo direttamente responsabile di ricerche e della formulazione e
dell'attuazione delle politiche comunitarie, esso potrà svolgere, nel campo scientifico e tecnico di
sua competenza, una funzione di animatore, di fulcro di reti che comprendono laboratori pubblici
e privati negli Stati membri, nonché fungere da centro di gravità per consorzi europei diricercain
settori specifici.
I paragrafi seguenti, nel rigoroso rispetto delle direttive generali impartite al programma quadro dal
trattato, illustrano il contenuto scientifico e tecnologico delle azioni da svolgere e le ragioni che ne
giustificano la presenza nel programma quadro 1994-1998.
                                                   48
 ---pagebreak---                                             PRIMA AZIONE
   Attuazione di programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione mediante
   l'incentivazione della cooperazione con e tra imprese, centri di ricerca ed università.
   Tale azione copre gran parte delle attività comunitarie nel campo della ricerca e dello sviluppo
   tecnologico. Consiste nella partecipazione di gruppi transnazionali di enti, centri di ricerca,
   università e imprese e del Centro comune di ricerca che partecipa a tutte le attività per le quali
   possiede competenze specifiche. Essa si svilupperà nel quarto programma quadro secondo le
   seguenti linee.
   OBIETTIVI GENERALI: il quarto programma quadro persegue tre obiettivi fondamentali:
   sostenere la competitività dell'industria europea, contribuire con la scienza e la tecnologia alla
   soddisfazione delle esigenze della collettività, sostenere le varie politiche comuni. Nel
   perseguire questi tre obiettivi, si cercherà di realizzare un'adeguata combinazione di continuità
   e novità Nel programma quadro, inoltre, saranno raggruppate le attività solitamente distribuite
   tra le varie polìtiche comuni e le azioni svolte al di fuori del programma quadro.
              1. TECNOLOGIE DELLTNFORMAZIONE E DELLE COMUNICAZIONI
Il ruolo trasversale delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni in tutte le attività
industriali e sociali è diventato un elemento di importanza cruciale nella politica di RST. Le
frontiere tra le TIC e gli altri settori industriali, tra produttori ed utilizzatori, tra il mercato degli
utenti e quello dei professionisti sono sempre meno nette, allorché le TIC sono sempre più un
elemento di base di tutte le attività industriali e di prestazione di servizi. Sta emergendo una nuova
"industria numerica" Nell'ambito della dimensione sociale, l'amministrazione, il sistema sanitario,
l'istruzione, i trasporti, la protezione dell'ambiente e le attività del tempo libero, il posto di lavoro
e la casa dipendono sempre più dalle TIC. D'altra parte, per quanto riguarda le industrie TIC stesse,
il ritmo dei progressi tecnologici impone loro un impegno
                                                     49
 ---pagebreak--- ancora maggiore per rimanere competitive, ma i costi di RST non sono sostenibili neanche dalle
grosse imprese. Alla base di tali cambiamenti c'è l'emergere di una nuova infrastruttura
dell'informazione e delle comunicazioni che è il risultato dell'associazione del contenuto
dell'informazione, della sua memorizzazione, della capacità di elaborazione, dei mezzi di
coiminica/ione, dei .servizi e dello applica/ioni
Negli anni '90, il duplice e vasto obiettivo della RST comunitaria nel campo delle TIC è il
miglioramento della competitività industriale nell'ambiente favorevole creato dal mercato unico, e
il soddisfacimento dei bisogni della collettività per una migliore qualità della vita. Per raggiungere
tale obiettivo, e partendo dallo slancio della politica tecnologica degli anni '80 che si rivolgeva ad
un'industria delle TIC in espansione, si attribuirà maggiore importanza ad una politica orientata
all'utenza e al mercato, intesa a sviluppare la nuova infrastruttura. Nello stesso tempo, il lavoro si
baserà in larga misura sui risultati del secondo e del terzo programma quadro, in cui la attività,
incluse ESPRIT (tecnologie dell'informazione), RACE (comunicazioni), DRIVE, AIM e DELTA e
altre applicazioni telematiche, hanno fornito una solida base scientifica e concettuale che consentirà
l'integrazione nella società delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni e lo sviluppo
della nuova infrastruttura. Le attività continueranno ad essere di natura precompetitiva, e verteranno
in particolare sulla dimostrazione, la convalida e l'integrazione delle tecnologie, delle specifiche e
delle norme. Esse saranno rafforzate da lavori di ricerca avanzata a più lungo termine, in particolare
ricerche interdisciplinari in campi importanti che interessano vari settori industriali.
Il rispetto del principio di sussidiarietà è garantito dal nuovo orientamento della RST comunitaria,
strettamente coordinata con le         iniziative nazionali, basata sulle tecnologie generiche e le
applicazioni a vantaggio di un'infrastruttura dell'informazione fondamentalmente transeuropea.
Inoltre, lo sviluppo e la diffusione dell'infrastruttura rafforzano la coesione sociale ed economica
garantendo alle imprese e agli abitanti delle regioni periferiche
                                                    50
 ---pagebreak--- l'informazione, i servizi e le comunicazioni avanzate. Essa permette alle PMI di essere pienamente
competitive. I requisiti dell'infrastruttura permettono di valutare le priorità di R&S e, pertanto,
rendono possibile lo sfruttamento più adeguato delle risorse.
L'infrastruttura comprende quattro settori principali: le applicazioni, i sistemi integrati, le
comunicazioni e le tecnologie dell'informazione che ne sono un elemento base. I settori delle
tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni generiche comprendono quelle tecnologie che
sono alla base dell'infrastruttura, inclusi i componenti, gli elaboratori, il software, le banche dati, le
"autostrade" elettroniche e gli apparecchi di visualizzazione e che sono fondamentali anche per le
tecnologie della TV numerica ad alta definizione. Esse forniscono gli elementi di base per i sistemi
integrati complessi che associano tecnologie quali l'ingegneria linguistica, gli eleboratori ad alta
prestazione e le interfacce multimediali. Questi ultimi, a loro volta, sono alla base delle applicazioni
in settori come la sanità, i trasporti, l'insegnamento a distanza, la statistica, le biblioteche e
l'organizzazione aziendale.
Tra le attività di RST nei vari settori esistono naturalmente stretti collegamenti cherispecchianola
sempre maggior integrazione delle TIC. Inoltre l'ampia applicazione delle TIC comporta dei nessi
con molti altri temi in seno al programma quadro.
In tutti i quattro settori ci si baserà su modalità specifiche atte ad incentivare la flessibilità e la
sensibilità di risposta. Oltre alle tradizionali attività a compartecipazione finanziaria e a quelle
 concertate, in alcuni casi la RST ricorre a gruppi mirati di progetti, accompagnati e supportati da
 reti di eccellenza, all'associazione tra fornitori ed utenti, al coordinamento con le iniziative nazionali,
 alla cooperazione internazionale, alla diffusione dei risultati, ad attività di formazione complementari
 alle altre attività dello stesso tipo ma più centralizzate, e coordinate con queste ultime. Inoltre, la
partecipazione delle PMI sarà facilitata dai rapporti
                                                       51
 ---pagebreak--- fornitori-utenti e dalle procedure adattate a progetti di piccole dimensioni.
Al fine di rafforzare l'impatto industriale e sociale dei risultati di RST, queste azioni saranno inserite
in un insieme di azioni coerenti di politica industriale. Di conseguenza, un'analisi regolare
dell'evoluzione del mercato, dell'industria e della tecnologia, dovrà permettere di individuare
sistematicamente misure di accompagnamento. Queste analisi forniranno orientamenti per le azioni
future e prepareranno la strada a provvedimenti adeguati di politica industriale.
A. Applicazioni telematiche di interesse generale
Questo settore riguarda le attività di RST relative alle applicazioni delle tecnologie dell'informazione
 e delle comunicazioni che contribuiranno, da una parte, a soddisfare le esigenze che nascono dalle
 politiche comunitarie nonché le esigenze fondamentali delle società moderne in settori come la
 sanità, i trasporti e la formazione e, d'altra parte, a preparare l'industria europea ai nuovi mercati che
 si formeranno sulla base dei risultati delle attività di ricerca. L'obiettivo generale è di migliorare
 l'efficacia dell'ingegneria delle applicazioni telematiche e garantire l'interoperabilità dei sistemi e
 delle reti telematiche, mediante la ricerca di tipo prenormativo e le attività di sviluppo e di prove
 di convalida tecnica. Il lavoro si baserà sulle esperienze acquisite nell'ambito del terzo programma
 quadro, ma l'attenzione si sposterà dalla tei amati ca dei dati alla telematica dell'immagine. Le attività
 si concentreranno su sei argomenti, in stretta relazione con le altre attività comunitarie pertinenti.
 Sviluppo e miglioramento delle applicazionitelematichetranseuropee. Oggigiorno, per una maggiore
 efficacia, la ricerca europea deve disporre di reti e servizi transeuropei avanzati. Inoltre, il mercato
 interno ha creato esigenze importanti nel campo dei servizi e dello scambio di informazioni tra
 amministrazioni. Per rispondere alla necessità di servizi telematici più perfezionati si metterà a punto
 un'attività di RST che mira allo sviluppo e alla convalida di soluzioni economicamente vantaggiose
 basate su una serie di nuove tecnologie in costante evoluzione e sul miglioramento delle reti di
 telecomunicazioni europee. In particolare, gli sforzi si concentreranno sulle applicazioni che
 integrano i servizi distribuiti di trattamento dell'informazione e di videoconferenze. I risultati delle
 attività di RST in questo settore, che
                                                       52
 ---pagebreak--- riguarda unicamente applicazioni transeuropee, saranno poi messi a disposizione dei rimanenti
settori.
Le applicazioni peri servizi sanitari mirano alla promozione delle tecnologie telematiche per fornire
servizi sanitari di qualità su tutto il territorio, indipendentemente dall'ubicazione. In particolare, ci
si concentrerà sull'accesso alle informazioni, lo scambio e la gestione dei dati, la telemedicina, le
questioni relative alla sicurezza e alla riservatezza. Le ricerche sulle applicazioni a favore degli
anziani e dei portatori di handicap verteranno sullo sviluppo e la convalida di sistemi destinati a
compensare gli effetti degli handicap, dell'età e dell'emarginazione sociale.
La ricerca nel campo dell'insegnamento e della formazione flessibili e a distanza, e degli scambi
d'informazioni tra biblioteche incentiverà la fornitura di servizi efficienti nel campo dell'istruzione
 e della formazione, largamente accessibili e in grado di soddisfare le esigenze degli individui, delle
 industrie e dei ricercatori. Le attività comprenderanno lo sviluppo delle tecnologie e dei sistemi per
 la concezione e la fornitura di prodotti e servizi educativi e la loro integrazione in reti sperimentali.
 Esse verteranno anche sullo sviluppo della tecnologia per la creazione di una base scientifica e
 tecnologica generica per le biblioteche europee e per la loro integrazione in una rete.
 L'attività di RST sui servizi telematici per i trasporti permetterà di sviluppare e convalidare
 specifiche funzionali, procedure e orientamenti comuni per i sistemi telematici, e servizi utilizzabili
 da tutti i modi di trasporto, compreso il trasporto multimodale. Particolare attenzione verrà
 consacrata ai sistemi telematici che contribuiscono alla gestione del traffico dei trasporti ferroviari,
 marittimi, su strada (traffico urbano e extraurbano compreso) ed il trasporto multimodale, nonché
  la creazione di un sistema unificato per la gestione del traffico acreo in Europa. Le applicazioni per
 le zone urbane e rurali permetteranno di convalidare alcune soluzioni, quali il lavoro a distanza ed
 i teleservizi, che, consentendo il lavoro o l'accesso a dei servizi a domicilio, ridurranno gli
 spostamenti inutili delle persone. Ciò servirà anche a frenare l'esodo di imprese e persone dalle zone
 rurali e migliorerà la qualità della vita
                                                      53
 ---pagebreak--- quotidiana. In particolare si cercherà di facilitare l'utilizzazione di questi servizi telematici da parte
dei cittadini e delle piccole e medie imprese.
Infine, azioni esplorative permetteranno di valutare il potenziale delle soluzione telematiche in campi
quali l'ambiente (supervisione, sorveglianza e controllo dell'inquinamento, preallarmi in caso di gravi
catastrofi naturali, gestione dei rischi ambientali e individuazione di materiali pericolosi) nonché
altre esigenze per le quali i servizi telematici possono rivelarsi adeguati nel corso del quarto
programma quadro.
B. Tecnologie di sistemi integrati di informazione e comunicazioni
L'incremento della convergenza delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni in seno
all'infrastruttura dell'informazione comporta una maggiore complessità dei sistemi che, a loro volta,
si avvalgono di tecnologie per l'integrazione dei sistemi. Questo settore si basa essenzialmente sullo
sviluppo delle tecnologie integrate più importanti per l'espansione dell'infrastruttura europea delle
informazioni. Le attività sono incentrate su sei temi.
Le attività di ingegneria linguistica e dell Informazione mirano allo sviluppo di tecnologie per il
trattamento della lingua parlata e scritta nell'ambito dei sistemi di informazione e di comunicazioni
 e alla dimostrazione della loro integrazione in una serie di campi di applicazione. Le ricerche
 riguardano anche le risorse del linguaggio elettronico, inclusi dizionari e tesauri, e la ricerca
 linguistica generale. L'ingegneria dell'informazione riguarda i sistemi elettronici avanzati di
 pubblicazione, le nuove strutture di base dati per agevolare l'accesso alle informazioni, i
 perfezionamenti da apportare all'uso e alla gestione delle informazioni, le reti cooperative di RST
 e le attività relative agli standard. Le attività nell'ambito del calcolo e delle reti ad alta prestazione
 mirano allo sfruttamento delle tecnologie del calcolo e delle reti ad alta prestazione a vantaggio di
 un'ampia gamma di utenti in settori quali la produzione, l'ingegneria, il commercio, in applicazioni
 quali le simulazioni non distruttive di incidenti automobilistici, la concezione di farmaci, le tecniche
 avanzate di immagini per l'osservazione della terra, la diagnostica medica e la chirurgia, nonché le
 basi di dati ad altissime prestazioni. In questo ambito, le attività comprendono il trasferimento delle
 applicazioni e la realizzazione
                                                       54
 ---pagebreak--- di ambienti utenti per l'utilizzo di sistemi paralleli, distribuiti e incorporati e lo sviluppo di nuove
applicazioni e tecnologie scelte. La ricerca sui sistemi personali integrati mira allo sviluppo di
tecnologie e sistemi che consentano l'accesso personale a distanza e da qualsiasi postazione ai servizi
delle infrastrutture dell'informazione e delle telecomunicazioni, e l'elaborazione locale delle
informazioni. Il lavoro verterà anche sulla miniaturizzazione, sui nuovi modelli di interfacce utenti
m ul li modali, sull'integrazione di sistemi di alto livello, sull'integrazione della tecnologia della carta
intelligente, sulle applicazioni personali e sull'accesso sicuro e rapido ai servizi d'informazione
numerica a distanza. L'applicabilità dei sistemi sarà oggetto di attività di dimostrazione quali la carta
elettronica prepagata, il Minitel europeo avanzato ed i sistemi per il lavoro individuale e di gruppo.
I sistemi multimediali mirano a promuovere tecnologie avanzate e formati standard di trasferimento
dati per il trattamento, la ricerca e la diffusione dell'informazione elettronica multimediale (testo,
voce, immagine, audio e video) e a dimostrare la loro integrazione in una serie di applicazioni
 multimediali interattive. Le ricerche riguarderanno strumenti hardware e software di produttività per
 le piattaforme di creazione e di sviluppo, i server multimediali d'informazione, le presentazioni
 ipermedia, la gestione di documenti, gli algoritmi avanzati di compressione, la protezione dei diritti
 d'autore in materia di software, le tecniche di realtà virtuale, nonché le applicazioni pilota, in
 particolare nell'ambito dei sistemi aziendali. L'integrazione funzionale nella produzione mira allo
 sviluppo di nuove soluzioni TIC di supporto alle operazioni di produzione e di ingegneria, al fine
 di una maggiore competitività, di una maggiore efficienza e di operazioni pulite e non inquinanti
 per una produzione "lean". Per promuovere l'innovazione, si elaborerà un'infrastruttura specifica TIC
 nonché delle tecniche TTC avanzate per operazioni multisito distribuite. Le attività mireranno allo
 sfruttamento di nuove impostazioni organizzative che integrino le tecnologie di base di ingegneria
 del software, i sistemi aperti, la modellazione dei dati e la progettazione di basi di dati, la
 progettazione assistita dal calcolatore, la microelettronica, i microsistemi e la meccatronica. Il lavoro
  sulla sicurezza dei sistemi informativi riguarda lo sviluppo e la
                                                      55
 ---pagebreak--- dimostrazione di tecnologie per l'integrità, la riservatezza e la disponibilità delle informazioni nei
sistemi integrati. Le ricerche verteranno anche sulle nuove possibilità tecnologiche atte a garantire
la sicurezza, lo sviluppo del software, dei protocolli, dei componenti e la loro integrazione in sistemi
e servizi sicuri, nonché la convalida e le operazioni di prova in sistemi integrali. Si presterà
particolare attenzione alle esigenze del sistema elettronico di pagamento, del sistema sanitario e di
quello del lavoro a distanza.
C. Tecnologie dei servizi avanzati di comunicazioni
Le reti di telecomunicazione costituiscono una parte essenziale dell'infrastruttura dell'informazione.
L'obiettivo generale di questo settore è di sviluppare sistemi e servizi di comunicazione avanzati per
 il rafforzamento del mercato interno, dello sviluppo economico e della coesione sociale dell'Europa,
tenendo conto della rapida evoluzione della tecnologia, del contesto regolamentare e della sua
 evoluzione e delle opportunità di sviluppare reti e servizi avanzati transeuropei. Esisterà una struttura
 pratica per l'innovazione e l'ampia diffusione delle tecnologie e delle conoscenze europee. Le attività
 verteranno su quattro temi.
 Il lavoro sui servizi multimediali numerici includerà lo sviluppo di tecnologie per la radioripetizione
 terrestre, via satellite e mediante fibre di videoservizi numerici interattivi. Le attività riguarderanno
 anche la commutazione, gli sviluppi del trattamento e della registrazione per i fornitori di servizi,
 gli operatori e gli utenti di reti, compreso lo sviluppo di una nuova tecnologia di compressione
 dell'immagine, la codificazione a frequenza variabile, le reti senza cavo, le interfacce di reti e la
 registrazione. L'obiettivo dei lavori svolti sulle tecnologie fotoniche è di incentivare e accelerare lo
  sviluppo dei sistemi integrati fotonici in Europa, e comprende Io sviluppo di sottosistemi ottici
 integrati, di "free packaging", di tecniche di produzione in serie e di interconnessioni ottiche, nonché
 di tecnologie chiave per il prossimo secolo, schermi olografici tridimensionali, riconoscimento di
 immagini dal vivo e nuove tecniche di compressione di segnali. Le attività nel campo delle
 comunicazioni mobili mirano a garantire la mobilità su reti fìsse e l'uso di sistemi avanzati di
 comunicazioni via radio e satellite in
                                                      56
 ---pagebreak--- Europa. Tali ricerche comporteranno sviluppi tecnologici per la codifica dei segnali, i sistemi di
accesso, la gestione dei canali, delle reti e dei servizi; lo sviluppo di nuovi protocolli di
segnalazione, lo sviluppo di sistemi atti a garantire la compatibilità e l'interoperabilità di reti
mediante protocolli per l'interoperazione trasparente di reti. Gli obiettivi del lavoro in materia di
intelligenza delle reti e dell'ingegneria dei servizi sono lo sviluppo di tecnologie per la gestione
flessibile e in tempo reale delle apparecchiature di comunicazione per consentire l'introduzione
veloce e flessibile di nuovi servizi nelle reti avanzate, una           gestione efficace delle reti e
l'utilizzazione di servizi in un ambiente di comunicazione diversificato e competitivo. Il lavoro
verterà essenzialmente sullo sviluppo di strumenti d'integrazione di servizio e favorirà lo sviluppo
di protocolli e standard. Esso comporterà lo sviluppo, il perfezionamento e la realizzazione di
prototipi di ambienti per creazione di servizi e Io sviluppo di "sistemi operativi" avanzati per i
servizi di comunicazione.
D. Tecnologie dell'informazione
 Il lavoro in questo settore verterà essenzialmente sulle tecnologie che sono alla base
 dell'infrastruttura dell'informazione, selezionando le attività più importanti che offrono il massimo
 valore aggiunto a livello europeo. Esistono notevoli interconnessioni con gli altri tre settori delle
TIC; le attività nel campo delle tecnologie dell'informazione forniscono dati importanti agli altri
 settori e, viceversa, sono condizionati dalle esigenze degli altri settori. Il lavoro verte su sei temi
 diversi.
 L'obiettivo delle tecnologie dei semiconduttori, inclusi gli ASIC          è di fornire i componenti
 microelettronici essenziali che sono alla base della competitività di tutte le industrie di alta
 tecnologia. Il lavoro verterà su tali tecnologie, in particolare i CMOS, che sicuramente saranno più
 ampiamente utilizzati alla fine di questo decennio. Si terrà conto di tutte le fasi del processo, incluse
 la progettazione e la produzione. Si potranno avviare anche iniziative in correlazione con il
 programma Eureka. In particolare ci si concentrerà sul settore dell'integrazione di sistema nei circuiti
 integrati per applicazioni specifiche (ASIC). L'iniziativa
                                                     57
 ---pagebreak--- sistemi aperti di microprocessori mira a dotare l'Europa di un know-how riconosciuto nei sistemi
di microprocessori e a promuovere un'ampia utilizzazione degli stessi nei sistemi applicativi a livello
mondiale. Il lavoro include la fornitura di una libreria aperta di elementi funzionali hardware che
possono essere integrati in sistemi a chip per un'ampia gamma di applicazioni, software di sistemi
aperti e strumenti di integrazione hardware e software. Gli obiettivi del settore dei microsistemi
integrati è di fornire tecnologie per il settore emergente dei microsistemi, in cui la microelettronica
sarà integrata con altre microtecnologie come la micromeccanica e la microttica. Il lavoro verterà
sulla progettazione pluridiscipinare, la produzione di sistemi multitecnologici miniaturizzati e
sull'integrazione ed i metodi di assemblaggio. La loro applicabilità sarà oggetto di attività di
dimostrazione mediante applicazioni come la macchina pulita e sicura del ventunesimo secolo ed
i sistemi intelligenti e portatili di diagnostica medica.
Le attività nell'ambito delle tecnologie periferiche avanzate verteranno essenzialmente sulle
tecnologie per gli schermi piatti ad alta risoluzione, e a costi contenuti e per i sottosistemi di
memoria utilizzati negli elaboratori, nei televisori e sistemi intelligenti in settori quali l'avionica,
 l'industria automobilistica, l'industria manifatturiera e il commercio al dettaglio. Il lavoro sui sistemi
di visualizzazione verte sulla qualità dell'immagine, le dimensioni e lo spessore degli schermi, con
particolare attenzione alla tecnologia dei cristalli liquidi. Lo sviluppo di sottosistemi di memoria
comporterà l'aumento della capacità, della compattezza e delle prestazioni di lettura/scrittura di
questi componenti. L'obiettivo della buona pratica del software è di migliorare la produttività, la
qualità e l'affidabilità della produzione europea di software promuovendo un miglior uso delle
tecnologie e degli strumenti software avanzati, inclusi i dispositivi per il reimpiego e la portabilità
in ambienti distribuiti. Oltre agli ulteriori sviluppi delle tecniche attuali, il lavoro comprenderà
 esperimenti a livello industriale e la diffusione dei risultati al fine di aumentare l'interesse per quanto
 riguarda la questione della formazione in materia di buona pratica, l'introduzione di nuove pratiche
 e l'Istituto europeo di software. Le attività nel campo dell'elaborazione dati distribuita intendono
affrontare le sfide che nascono dalla convergenza tra l'elaborazione dati e le tecnologie delle
comunicazioni, e verteranno sulla
                                                     58
 ---pagebreak--- gestione di basi di dati distribuite, sui sistemi distribuiti di informazioni statistiche, sulle architetture
aperte e distribuite e le interfacce avanzate uomo/macchina.
                                   2. TECNOLOGIE INDUSTRIALI
La dimensione        mondiale     dei   mercati,    la   comparsa     di nuovi     poli   di    concorrenza,
l'internazionalizzazione dei processi di acquisizione di nuove tecnologie e il necessario
miglioramento della tutela dell'ambiente inducono le industrie europee ad adeguare le proprie
strutture e strategie di cooperazione e concorrenza. Nei paesi sviluppati, la parte del settore della
produzione è in calo e rappresenta circa il 30% del PNL (compresa l'edilizia ed il genio civile); è
necessario incentivare tale settore in modo da renderlo più competitivo, in particolare mediante una
maggiore collaborazione con le attività legate alla conoscenza (servizi, ingegneria, formazione); in
effetti, malgrado l'impegno di cui ha dato prova, l'Europa è tuttora in una situazione difficile; le
spese di R&S delle imprese e il numero di ricercatori sono ancora notevolmente inferiori a quelli
del Giappone e degli Stati Uniti (1,3 %del PIL contro, rispettivamente, il 2,2% e l'I,9%) e questi
divari rischiano di aumentare. In questo contesto, la Comunità deve svolgere un importante ruolo
catalizzatore e di sostegno delle iniziative e degli sforzi dell'industria, dello sviluppo dell'innovazione
tecnologica e dell'elaborazione di norme comunitarie.
 Ai fini della competitività industriale, diventa sempre più importante conoscere un'ampia gamma di
tecnologie e ciò giustifica il rafforzamento delle azioni comunitarie in questo settore. Gli studi
 avviati precedentemente nell'ambito del programma Brite-Euram II hanno dimostrato che le azioni
 comunitarie di ricerca industriale portano a risultati notevoli; si è calcolato che gli effetti economici
 indiretti sono stati quattro volte superiori agli investimenti pubblici nel settore di R&S (effetti a
 livello di tecnologia, organizzazione, reti e formazione) con un impatto relativamente maggiore nelle
 regioni periferiche e meno favorite; le nuove azioni di ricerca proposte costituiscono un
 proseguimento di tali studi. Essi verteranno essenzialmente sullo sviluppo e le applicazioni di
 scienze e tecnologie generiche (come la matematica e la fisica applicate ai sistemi industriali, i
 nuovo metodi di progettazione e organizzazione, l'ingegneria
                                                       59
 ---pagebreak--- dei materiali ad alte prestazioni, la realizzazione rapida di prototipi o l'ingegneria molecolare) grazie
alla ricerca multidisciplinare e multisettoriale. Inoltre, lo sviluppo di metodi armonizzati di misure
e prove e la ricerca prenormativa rafforzeranno la competitività dell'industria e nello stesso tempo
fungeranno da supporto alla legislazione comunitaria.
In linea con la nuova politica comunitaria, l'azione sulle tecnologie industriali si articolerà sui settori
tecnologici le cui applicazioni possono avere un rapido impatto su un'ampia gamma di attività
industriali. La ricerca sulle nuove tecnologie, che consente la messa a punto di procedimenti di
fabbricazione "pulita" o reparti di fabbricazione "flessibile", ne è un chiaro esempio; il loro impatto
economico globale è notevole; la possibilità di ridurre di un mese il periodo di attesa prima
dell'immissione di un veicolo nuovo sul mercato comporta un guadagno di quasi 30 Mio di ECU
per l'industria automobilistica. Numerose imprese, comprese le PMI, potranno trarre profitto da
queste attività di ricerca che vertono su temi strategici e che coinvolgono fornitori, fabbricanti,
 utenti, università e centri di ricerca. Le azioni proposte, e in particolare quelle di coordinamento,
 incentiveranno l'istituzione di reti tecnologiche che consentiranno di ottenere una maggior coerenza
 dei progetti di ricerca, nonché uno sfruttamento ed una diffusione migliori dei risultati, in particolare
 mediante l'elaborazione di norme o specifiche industriali. Verranno rafforzate anche le azioni di
 ricerca da parte e per le PMI, e la formazione in un contesto industriale.
L'azione proposta si articola su quattro settori: i primi tre rispondono all'esigenza d'integrazione delle
 tecnologie utilizzate nel ciclo di vita dei materiali e dei prodotti (comprese le applicazioni delle
 tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni disponibili) mentre il quarto si incentra
 maggiormente sullaricercaprenormativa.
 A.      Tecnologie di progettazione, di ingegneria e dei sistemi e dell'organizzazione umana della
         produzione
         Questo tema è di vitale importanza eriguardal'industria manifatturiera nel suo insieme. Lo
         scopo è di sviluppare e applicare nuovi metodi, tecniche, procedimenti e strumenti in ogni
         fase del procedimento industriale, che siano determinanti per la competitività
                                                     60
 ---pagebreak---    (progettazione, ingegneria, fabbricazione e manutenzione, qualità dei prodotti), in un contesto
   favorevole all'ambiente e alla qualità della vita. Si mira inoltre all'integrazione e applicazione
   delle varie tecnologie di base in sistemi di produzione adattati ai bisogni delle reti tra
   imprese e all'organizzazione umana della produzione. Le attività verteranno in particolare
   sull'impiego delle TIC computerizzate, sulla realizzazione rapida di prototipi, sulle tecnologie
   dei microsistemi, sulle interfacce uomo/macchina e sulle tecnologie necessarie per i
   procedimenti industriali puliti (come il biotrattamento) e la rapida comparsa di nuovi
   prodotti, particolarmente nei settori delle macchine industriali, dei trasporti e dell'habitat
   urbano.
B.  Tecnologie dei materiali, del loro trattamento e riciclaggio
   Si mira, da una parte, a migliorare i procedimenti utilizzati dall'industria della trasformazione
    dei materiali (metallurgia, chimica, edilizia) e, d'altra parte, a garantire che i materiali più
    avanzati siano disponibili per alimentare l'industria manifatturiera (elettromeccanica,
    macchine utensili, mezzi di trasporto, ecc.) e le industrie di punta, come l'aeronautica o
    l'elettronica. Le azioni dovranno concentrarsi sulle ricerche sui materiali ad alte prestazioni
    (materiali strutturali, ma anche biomateriali, materiali magnetici, ottici, superconduttori) sulle
    ricerche intese a migliorare la qualità, l'affidabilità e le prestazioni di materiale e prodotti,
    ed anche sulle ricerche a più lungo termine che, pur essendo di natura esplorativa, possono
    portare in tempi brevi ad applicazioni concrete che consentono all'industria europea di
    realizzare progressi tecnologici. II programma include naturalmente il riciclaggio, e il
    trattamento dei rifiuti ed il recupero di materiali al termine del ciclo di vita dei prodotti, oltre
     alla garanzia della qualità necessaria. Particolare importanza sarà attribuita alle tecnologie
    necessarie per la gestione razionale delle risorse primarie ed il reimpiego dei materiali e dei
    prodotti secondari al fine di contribuire allo sviluppo di procedimenti e tecnologie pulite.
                                                61
 ---pagebreak--- C. Tecnologie avanzale di propulsione
   L'intergrazione europea e l'evoluzione dell'economia inducono sempre più ad esigere sistemi
   di trasporto efficienti e flessibili. I nuovi sistemi di propulsione sono gli elementi chiave che
   assicurano comodità, qualità, sicurezza, risparmio, capacità, rapidità e rispetto dell'ambiente
   nel quadro di una politica europea dei trasporti. I temi prioritari di ricerca per i settori
   automobilistico, aeronautico, ferroviario e navale riguarderanno pertanto la progettazione,
   l'ingegneria e la fabbricazione di nuovi sistemi di trasmissione e di potenza. La ricerca
   verterà sull'applicazione e l'integrazione delle tecnologie necessarie alla messa a punto di
   sistemi avanzati; a seconda dei vari modi di trasporto potranno essere applicate o sviluppate
   tecnologie diverse; tuttavia, gli sforzi si concentreranno essenzialmente sulle nuove
   metodologie di progettazione e di fabbricazione, la modellazione e la simulazione,
   l'applicazione dei materiali avanzati e la minimizzazione dell'impatto sull'ambiente.
   Particolare attenzione sarà concessa ai sistemi di comando e di controllo.
D. Ricerca sulla normazione, misure e prove.
   L'obiettivo centrale è la ricerca necessaria per sviluppare nuovi metodi di misure e prove ed
    accelerare l'elaborazione di direttive e norme europee necessarie al rafforzamento del mercato
    interno e alla realizzazione delle altre politiche comunitarie, in particolare quelle relative alla
    sanità e alla sicurezza. Nel settore industriale, l'accento sarà posto sul perfezionamento
    dell'interfaccia tra aspetti normativi e regolamentari e progettazione, assemblaggio e qualità
    dei prodotti. Oltre all'elaborazione di misure e prove più efficaci e ad un migliore
    riconoscimento reciproco dei certificati di conformità, verrà messo a punto un sistema per
    il riconoscimento dei diversi sistemi di omologazione e di controllo creati nell'ambito delle
     cooperazioni industriali o dell'assegnazione di una parte del lavoro a terzi. L'infrastruttura
    sarà rafforzata a livello europeo. Saranno intraprese azioni coordinate e a compartecipazione
    finanziaria con reti di laboratori nazionali. Seminari e stage di formazione permetteranno di
    diffondere
                                                  62
 ---pagebreak---         la buona pratica delle misure per tutti gli Stati membri.
Le azioni saranno realizzate essenzialmente con ricerche svolte in collaborazione. In base
all'esperienza acquisita con il terzo programma quadro (CRAFT, premi di fattibilità) le attività
specifiche per incentivare le ricerche svolte da o per le PMI saranno perfezionate e rafforzate, in
particolare con l'attuazione di una procedura semplificata che si avvale maggiormente di una rete
decentralizzata. Il ricorso più frequente ad azioni concertate, quando queste ultime sono sufficienti
a raggiungere il valore aggiunto comunitario, dovrebbe consentire una maggiore selettività delle
azioni a compartecipazione finanziaria (concentrate su temi stategici che devono avere una
dimensione critica minima). Le modalità delle azioni saranno tali da assicurare la flessibilità
necessaria, per garantire l'efficacia delle azioni e reagire rapidamente di fronte alle nuove esigenze.
Saranno ottimizzate alcune misure di sostegno che mirano ad aumentare l'impatto delle attività
comunitarie: studi, valutazioni d'impatto, azioni di formazione, incoraggiamento della diffusione e
dell'ottimizzazione dei risultati, azioni congiunte con le reti di assistenza per le PMI, provvedimenti
per la gestione decentralizzata e azioni industriali coordinate in vista di un obiettivo comune quali
la fabbrica del futuro, la macchina pulita, ecc. al fine di agevolare l'integrazione delle tecnologie,
il trasferimento delle conoscenze tra progetti e settori ed il coordinamento con EUREKA.
 Il CCR apporterà il proprio contributo in questo campo svolgendo ricerche sui materiali avanzati,
 le ceramiche ed i materiali compositi (in particolare per applicazioni ad alta temperatura) e tecniche
 di ispezione non distruttive. La ricerca prenormativa riguarderà i lavori sulla meccanica strutturale
 e la ricerca sulle misure ed i materiali di riferimento. Questi lavori includeranno anche le attività
 di sostegno scientifico e tecnico del CCR alla politica industriale comunitaria e a quella del mercato
interno.
                                              3. AMBIENTE
 La ricerca nel campo ambientale contribuisce, per molti aspetti, al rafforzamento della competitività
 delle imprese e al miglioramento delle condizioni di vita nella Comunità. Tale funzione essenziale
 si inserisce nell'ottica della definizione e dell'attuazione della politica
                                                      63
 ---pagebreak--- comunitaria dell'ambiente e nella prospettiva di un rilancio economico basato sullo sviluppo
durevole, quale descritto negli obiettivi del quinto programma di politica e d'azione della Comunità
a favore dell'ambiente e di uno sviluppo durevole e rispettoso dell'ambiente. Tale programma ha
delineato una nuova strategia, intesa ad affrontare, in uno spirito di condì visiono delle responsabilità,
le attività che intaccano le risorse naturali o minacciano l'ambiente. Con la nuova strategia si mira
ad invertire le tendenze e le abitudini nocive per l'ambiente, in modo da migliorare la qualità della
vita e dello svliuppo socioeconomico della generazione attuale e di quelle future ampliando la
gamma degli strumenti disponibili per modificare il comportamento della persona. In tale contesto
si deve inoltre tener conto degli impegni assunti dalla Comunità in occasione della UNCED di Rio
di Janeiro.
Laricercanel campo ambientale e le sue implicazioni economiche e sociali hanno acquisito una
dimensione mondiale. Il carattere sempre più pluridisciplinare che riveste e gli strumenti pesanti e
 costosi che richiede, rendono indispensabile un impegno a livello internazionale, particolarmente
 integrato e coordinato che supera le possibilità individuali degli Stati membri. La partecipazione
 attiva della Comunità europea a tale sforzo è pienamente giustificata dalla posta in gioco dal punto
di vista politico e geostrategico in settori quali il cambiamento globale o la gestione delle risorse
 naturali.
 In tale ottica gli obiettivi della Comunità per la RST relativa all'ambiente possono definirsi come
 segue:
 a)       continuare a formulare la base scientifica che permette di definire e di attuare la politica
          ambientale comunitaria al fine di giungere ad un alto grado di protezione;
 b)       contribuire al miglioramento della competitività industriale mediante (i) I'incentiva/ione dello
          sviluppo delle tecnologie generiche che integrino gli imperativi ambientali nella prospettiva
          di uno sviluppo durevole e (ii) il perfezionamento delle capacità di previsione dei problemi
          ambientali;
 e)       contribuire all'osservazione delle caratteristiche e alla comprensione dei processi che
          avvengono sul pianeta Terra e esaminare gli effetti e le retroazioni delle attività umane su
          queste caratteristiche e questi processi.
                                                     64
 ---pagebreak--- Rispetto al terzo programma quadro, la natura e la dimensione delle sfide in campo ambientale
impongono la concentrazione delle attività comunitarie su due settori diricercaprioritari: la ricerca
sull'ambiente naturale ed il cambiamento globale, da un lato, e nuove tecnologie per la protezione
dell'ambiente dall'altro.
Le azioni concertate (reti di concertazione) e a compartecipazione finanziaria (progetti integrati)
costituiranno, come nel terzo programma quadro, le modalità principali di attuazione (continuità).
Tuttavia, nel settore della ricerca sulla qualità dell'ambiente e sul cambiamento globale, ai fini della
concentrazione dell'impegno comunitario, le azioni concertate e a compartecipazione finanziaria
 saranno incorporate in ampie reti tematiche che integrino il più possibile i potenziali di ricerca
nazionali. Queste reti saranno sviluppate in cooperazione con il CCR e in stretta collaborazione con
 le organizzazioni ed i programmi diricercainternazionali (FES, IGBP, WCRP e HDP) e le agenzie
 spaziali.
 Al tempo stesso, si farà in modo da trattare in maniera adeguata gli aspetti socioeconomici inerenti
 ai due temi prioritari e al tema generale dello sviluppo sostenibile. Tali aspetti sono infatti importanti
 per modificare il comportamento delle persone.
A.       Ambiente naturale, qualità dell'ambiente e cambiamento globale
 In questo settore, si presterà particolare attenzione agli aspetti prenormativi e prelegislativi che
 possano contribuire all'attuazione del quinto programma comunitario di politica e di azioni a favore
 dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile erispettuosodell'ambiente.
  L'impegno comunitario, del quale fanno parte le attività del CCR che riguardano i rischi legati ai
 prodotti chimici (Ufficio europeo dei prodotti chimici) e la validazione dei metodi di prova
 alternativi (Centro europeo di validazione dei metodi alternativi), si articolerà intorno ai seguenti
 obiettivi:
                                                     65
 ---pagebreak---         messa a punto di una base scientifica per valutare lo stato dell'ambiente e migliorare la
        consapevolezza precoce dei problemi ambientali; ciò presuppone la definizione preliminare
        di punti di riferimento e di parametri ambientali, di sistemi avanzati di sorveglianza e
        valutazione, anche dei fenomeni naturali, che costituiscono un rischio per l'uomo e la società;
        migliore comprensione dei meccanismi di base che interagiscono con l'ambiente e
        dell'incidenza delle attività umane; in questo campo specifico è necessaria una ricerca
        strategica a lungo termine incentrata sul cambiamento globale e le sue eventuali
        ripercussioni.
Nell'ambito di questo settore, le attività comunitarie si articoleranno sui seguenti obiettivi: a)
osservare le caratteristiche e comprendere i processi fondamentali dei sistemi naturali, terrestri,
oceanici, climatici e atmosferici, ponendo l'accento sulla dimensione ed il contesto europei, ma in
una prospettiva planetaria; b) individuare e valutare l'impatto delle attività umane su queste
caratteristiche e processi, e viceversa; e) valutare l'impatto di eventuali cambiamenti del clima, della
biosfera, o dell'atmosfera sull'uomo, l'ambiente, la società e le attività economiche. Si perseguirà tale
obiettivo in seno a reti tematiche che prevedono azioni concertate, progetti integrati e le attività del
CCR. Le reti tematiche saranno coordinate tra loro al fine di garantire la coesione dell'insieme, la
centralizzazione, il trattamento e la diffusione dei risultati nonché lo sviluppo dei modelli. Il CCR
parteciperà attivamente a queste azioni. Esse saranno sviluppate nell'ambito della rete ENRICH
(European Network for Research on Global Change) e in collaborazione con il CEO (Centre for
Earth Observation).
Si terrà conto degli aspetti socioeconomici, sia in seno ai progetti di ricerca (approccio
pluridisciplinare) che in maniera specifica per quanto riguarda gli sviluppi metodologici e di
progettazione.
B. Tecnologie innovatrici per la tutela dell'ambiente
Le attività comunitarie devono concentrarsi su tre assi prioritari: le tecnologie strumentali, le
tecnologie relative ai processi industriali e ai prodotti e le tecnologie relative al ripristino
                                                    66
 ---pagebreak--- dell'ambiente e alla prevenzione degli effetti dei rischi naturali.
Nel campo strumentale, si intende contribuire allo sviluppo tecnologico necessario per l'osservazione,
il controllo e la ricerca ambientale. Ciò comporta, in particolare, un contributo agli sviluppi di
tecnologie relative all'osservazione della terra, in particolare dallo spazio, inclusi i sensori
aerotrasportati, di tecnologie di osservazione e di controllo dei vari compartimenti della biosfera,
di tecnologie relative alle analisi degli ambienti, di tecnologie legate al trattamento, alla convalida
e alla diffusione dei dati. Queste attività sono anche considerate attività di sostegno per le altre
politiche comunitarie.
Nel campo delle tecnologie per i processi industriali ed i prodotti, l'obiettivo è di contribuire (a) allo
sviluppo di tecniche mirate alla riduzione e alla prevenzione degli impatti negativi dei processi
 industriali, dei prodotti e delle sostanze sull'ambiente, (b) allo sviluppo di metodologie di analisi dei
 cicli di vita dei prodotti e di metodologie di valutazione dell'impatto dei procedimenti industriali e
 dei prodotti, (e) allo sviluppo di tecnologie di trattamento, di riciclaggio e di eliminazione dei rifiuti
 e del trattamento delle acque, (d) allo sviluppo di tecnologie relative all'habitat e ai trasporti che
 integrino i vincoli ambientali e migliorino le condizioni di vita, (e) a sostenere lo sviluppo delle
 industrie a valore aggiunto nel campo dell'osservazione della terra e f) all'adeguamento delle
 tecnologie di sfruttamento delle risorse marine per migliorare l'ambiente e combattere
l'inquinamento.
 Infine, nel settore delle tecnologie per ilripristino,verrà posto l'accento sulripristinodella qualità
 dell'ambiente, mentre nel settore delle tecnologie legate ai rischi naturali si attribuirà particolare
 importanza al controllo e ai sistemi di allarme.
 La ricerca tecnologica si svolgerà mediante reti di concertazione e progetti integrati nei settori in
 cui è necessaria la creazione di potenziali di ricerca di dimensione comunitaria. Anche il CCR
 contribuisce con le sue competenze specifiche. Queste azioni potranno essere svolte in
 collaborazione con EUREKA e con la partecipazione delle industrie e degli utilizzatori dei prodotti.
 L'attività sarà concentrata sulle tecniche più generiche e multisensoriali. Si studieranno
                                                     67
 ---pagebreak--- azioni complementari di incentivazione per migliorare la diffusione nelle imprese delle conoscenze
acquisite.
Come per il settore precedente, gli aspetti socioeconomici della ricerca tecnologica saranno trattati
o simultaneamente, all'interno di ciascuna azione, o in maniera specifica per quanto riguarda gli
sviluppi metodologici e concettuali.
                             4. SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA VITA
Le difficoltà dell'agricoltura e delle industrie europee, le esigenze dei servizi sanitari degli Stati
membri, gli aspetti tecnologici relativi all'attuazione delle politiche comunitarie dimostrano che c'è
ancora molto da fare per mobilitare il potenziale di ricerca nel campo delle scienze e delle
tecnologie della vita, al fine di consentire agli interlocutori economici e sociali della Comunità di
beneficiare più direttamente dei vantaggi tecnologici previsti. D'altra parte, i mezzi disponibili a
livello comunitario sono limitati. Occorre pertanto che esista una corrispondenza attenta tra l'offerta
scientifica e tecnica e la domanda economica e sociale che si esprime nelle azioni e nelle politiche
comunitarie.
 In Europa, attualmente, l'offerta scientifica è caratterizzata dall'eccellenza della ricerca di base, e
 contemporaneamente da una frammentazione delle competenze in un numero eccessivo di discipline
 i cui rispettivi contributi sono spesso squilibrati. Nello stesso tempo, la collettività non si è mai
 espressa con tale forza e chiarezza nel suo desiderio di proteggere e organizzare l'ambiente in cui
 viviamo. In una società i cui dati demografici sono destinati a cambiare radicalmente, emergono
 nuove esigenze terapeutiche che hanno una forte incidenza economica e che rimandano allo studio
 di malattie in un contesto geografico e culturale più ampio. La liberalizzazione degli scambi e la
 dimensione ormai mondiale dei problemi che colpiscono la biosfera pongono in termini diversi la
 questione della competitività di numerosi rami industriali che tradizionalmente si basano sullo
 sfruttamento delle risorse biologiche.
 In questa fase la novità risiede nella molteplicità delle sfide scientifiche che si possono raccogliere
 oggi grazie, in particolare, ai nuovi metodi legati alle biotecnologie e debitamente
                                                    68
 ---pagebreak--- integrati alle altre tecnologie industriali. E' ormai stato stabilito che le scienze e le tecnologie della
vita possono svolgere un ruolo nella società e, pertanto, occorre tracciare un quadro più preciso delle
circostanze in cui l'uomo sarà portato a gestire la vita per il bene economico e sociale comune. I fini
perseguiti nell'ambito di questo settore comportano l'obbligo di utilizzare le scienze e le tecnologie
della vita nel modo più equilibrato possibile rispetto a tutte le altre pratiche in vigore al fine di
soddisfare le esigenze fondamentali della società.
Le capacità degli Stati membri sono oggi molto più sviluppate di quanto non lo fossero un decina
di anni fa, ma in un modo molto diverso . In alcuni settori chiave, queste capacità sono così
frammentate che la dimensione critica non è stata raggiunta e il valore aggiunto inerente
all'integrazione degli approcci complementari non è stato realizzato, mentre una parte delle attività
sono inutilmenteridondanti.La realizzazione di reti scientifiche ha dimostrato la validità di questo
strumento senza averlo, tuttavia, sufficientemente sviluppato. Le scelte operative fatte in questo
settore terranno soprattutto conto delle opportunità in cui sia possibile lasciar spazio alla
complementarità delle azioni a livello nazionale. Queste scelte riguarderanno i tre settori seguenti:
          biotecnologia
          biomedicina e sanità
          agri cultura e pesca (compresa l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, lo
          sviluppo rurale).
 Le attività principali saranno ottimizzate mediante una serie di provvedimenti che mirano a
promuovere un ambiente complessivamente più favorevole ad un'applicazione consapevole delle
 scienze e delle tecnologie della vita. Si ricorrerà ad azioni dimostrative in grado di aumentare la
 visibilità e i vantaggi delle tecnologie alternative. La selezione dei progetti di dimostrazione dovrà
 essere particolarmente accurata per garantire l'impatto previsto. Nei casi indicati, saranno stabiliti
 collegamenti con il programma EUREKA. Vi sarà un contributo specifico a studi e dibattiti che
 trattano dell'innovazione tecnologica dal punto di vista etico e regolamentare. Saranno attuati anche
 altri provvedimenti: borse di formazione, strumenti specifici di partecipazione delle PMI (sulla base
 del modello del programma CRAFT).
                                                    69
 ---pagebreak--- A. Biotecnologìa
La debolezza dell'Europa di fronte al rapido sviluppo delle biotecnologie risiede nella dispersione
delle responsabilità e nella carenza di consenso sociale per quantoriguardale missioni scientifiche
da scegliere. Questo eccesso di cautela nella scelta e nell'avviamento di attività pertinenti deve
essere superato tenendo conto, in modo più sistematico, detla vasta gamma di opportunità
scientifiche esistenti e mediante una concentrazione su quelle cherimandanoad alcuni problemi
fondamentali dell'industria o della società.
Il programma comunitario deve privilegiare gli approcci globalizzanti rispetto a quelli riduttivi,
l'integrazione delle discipline rispetto all'eccesso di specializzazione, il parere degli utenti potenziali
che possono esprimersi in seno ai vari ambienti interessati, compresi i rappresentanti dei
consumatori, gli enti regolamentari, le piattaforme industriali o le associazioni professionali, i
progetti EUREKA o i programmi nazionali. Da questo settore emerge la necessità di operare scelte
tematiche lì dove sono presenti, a livello comunitario, le condizioni di integrazione descritte in
precedenza.
Per chiarire ciò che differenzia la biotecnologia dalle tecnologie alternative, occorre in primo luogo
comprendere i meccanismi attraverso i quali la cellula viva si dimostra così attiva e formare
l'industria ai processi cellulari.
Progressi notevoli saranno possibili mediante quattro azioni integrate prioritarie che consentono la
convergenza di sforzi nazionali e comunitari. Si tratterà di:
         comprendere il concetto di fabbrica della cellula e svilupparlo in relazione ai nuovi
         bioprocessi industriali che richiedono l'integrazione degli approcci biologici, tecnologici ed
         informatici, nonché la visione multidisciplinare dell'ingegneria biochimica;
         sviluppare metodi ed infrastrutture per lo studio dei genomi;
         sviluppare la biologia molecolare e cellulare e la fisiopatologia delle piante, in particolare
         in vista di applicazioni in campo agricolo e agroindustriale;
         promuovere le scienze neurologiche con il contributo combinato di varie discipline quali
                                                     70
 ---pagebreak---         la farmacologia, la biologia cellulare, la biologia molecolare e la chimica medica per
        comprendere i fenomeni inter- e intracellulari con i quali la cellula nervosa gestisce le
        informazioni.
Si perseguiranno tre altri obiettivi mediante progetti di RST e reti di concertazione o di sostegno
alle attività nazionali. Si tratterà di:
         sviluppare la ricerca scientifica e tecnologica nel campo delle fisiologia animale,
         dell'immunologia e della biologia strutturale;
         garantire un contesto coerente alle ricerche prenormative, agli studi sulla biodiversità e sulla
         bioetica;
         mettere al servizio delle ricerche precedenti le risorse dell'informatica, della telematica e
         delle collezioni genetiche.
L'insieme di queste attività permetterà di accumulare conoscenze indispensabili per il progresso
industriale in settori specifici in cui si situa l'intervento comunitario e ciò sarà possibile grazie ad
un metodo di lavoro multidisciplinare tipico delle biotecnologie. Il loro successo dipenderà
dall'attenzione che sarà accordata alla continuità degli sforzi tra l'attività generica privilegiata in
questo settore e gli altri campi di applicazione biomedici o agroindustriali.
B. Ricerca nel campo della biomedicina e della sanità
La sanità, un bene preziosissimo per ogni cittadino europeo, rappresenta uno dei grandi settori
economici e assorbe dal 6 all'8% del PIL e impiega più di 6 milioni di persone. La ricerca nel
campo della sanità si trova a dover raccogliere la sfida di controllare adeguatamente le grandi
malattie come l'AIDS, una delle epidemie più preoccupanti, per la quale è necessario un
potenziamento del coordinamento delle attività di ricerca. Il cancro, le malattie cardiovascolari, le
malattie neurologiche e mentali, i problemi legati all'età e agli handicap meritano un'attenzione
particolare. L'aumento dei costi è diventato una delle principali preoccupazioni di tutti i paesi; nello
stesso tempo i cittadini degli Stati membri esigono sempre cure di ottima qualità e i sistemi sanitari
devono far fronte a questi problemi comuni. Le risorse comunitarie disponibili si concentreranno
sulle seguenti azioni di rierca:
         sviluppo delle basi scientifiche e tecniche necessarie per la valutazione di nuovi
                                                      71
 ---pagebreak---         medicinali, in particolare per la cura delI'AIDS e delle malattie neurologiche, mentali,
        immunitarie e virali (queste azioni devono tener conto delle esigenze dell'Agenzia europea
        dei medicinali). Ci si concentrerà sulle nuove prove in vitro e sui nuovi modelli animali
        (primati, animali transgenici), la loro convalida, le prove cliniche multicentro e il controllo
        dei farmaci. Le ricerche saranno svolte in collaborazione tra le industrie, i centri di ricerca,
        le università e le autorità responsabili della verifica dell'efficacia, della sicurezza e della
        qualità dei nuovi farmaci;
        sviluppo della tecnologia e dell'ingegneria biomedica, in particolare mediante ricerche in
        materia di dispositivi e strumenti medici per i microinterventi, le tecniche di diagnostica per
        immagini, i biosensori, i biomateriali e la modellazione di funzioni umane;
        partecipazione al decennio del cervello, in particolare mediante lo sviluppo e l'utilizzazione
        della metodologia, della strumentazione e delle infrastrutture più avanzate e costose, ritenute
        necessarie per lo studio del sistema nervoso. Tale approccio integrerà il contributo di varie
         discipline.
Gli altri tre obiettivi saranno perseguiti mediante azioni di coordinamento e di sostegno delle attività
svolte a livello nazionale:
         sviluppo della raccolta e dell'analisi dei dati statistici ed epidemiologici relativi alle malattie
         che hanno un notevole impatto socioeconomico (AIDS, cancro, malattie professionali ecc.)
         e le malattie "orfane"; fusione e armonizzazione delle banche dati sulle malattie genetiche,
         che prevede la partecipazione comunitaria alla gestione della base dati internazionale sul
         genoma umano, tenendo anche presente la possibile relazione con la terapia genica somatica;
         ricerca sui sistemi e le tecnologie in materia di sanità nonché sull'informazione e l'istruzione
         in tale settore. Essariguarderàin particolare le cure primarie, la valutazione delle esigenze
         in materia di sanità, la valutazione dei risultati degli interventi di politica sanitaria e delle
         relative tecnologie. Si analizzerà l'impatto del mercato interno sulla fornitura delle cure
         sanitarie al di fuori delle frontiere interne; la regolamentazione e la deregolamentazione,
         l'equilibrio tra sistemi sanitari finanziati dal settore privato e da quello pubblico; i
         provvedimenti relativi all'armonizzazione fiscale; la necessità di definire un approccio
         europeo per l'introduzione di nuove tecnologie nei sistemi sanitari.
                                                     72
 ---pagebreak---          ricerca sull'etica medicale
C.Applicazione delle scienze e tecnologie della vita all'agricoltum e alla pesca (compresa
l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura e lo sviluppo rurale)
Nel settore dell'agricoltura, della silvicoltura, dello sviluppo rurale, dell'agroindustria e della pesca,
gli obiettivi e le sfide riguardano la costituzione di una base RST per una produzione primaria
competitiva, efficace e durevole (agricoltura, orticoltura, silvicoltura e pesca) e per l'agroindustria
(dell'alimentazione, della bioenergia e dei prodotti non alimentari). Grazie a ricerche mirate si
sosterranno l'evoluzione e l'attuazione delle politiche comunitarie (agricoltura, pesca e altre
politiche), nonché si soddisferanno le esigenze della società relative ad un'ampia gamma di alimenti
 dietetici e più sani e dei prodotti non alimentari compatibili con l'ambiente. Al fine di conseguire
 i vari obiettivi del programma, sono state individuate quattro priorità che saranno oggetto di progetti
 di RST, di reti di concertazione e di reti tematiche a sostegno delle attività svolte a livello nazionale:
          Produzione integrata e catene di trasformazione che riuniscono tutte le competenze e le
          tecnologie necessarie in vista dell'utilizzazione di materie prime di origine biologica (anche
          acquatica) di un settore specifico. Viene posto l'accento sui filoni produttivi in grado di
          aspirare al mercato più esteso e ai migliori risultati economici.
          Ottimizzazione e trasformazione a valle realizzate mettendo in comune le risorse europee;
          sarà costituita la massa critica necessaria per risolvere in questo settore i problemi
          fondamentali e le strozzature tecnologiche al fine di rendere possibile la modellazione, le
          simulazioni e le prove a vari livelli per la verifica dei nuovi approcci.
          Scienza alimentare generica e tecnologie avanzate per soddisfare al meglio le esigenze dei
          consumatori in materia di sanità e sicurezza alimentari. La ricerca verterà essenzialmente
          sulle tecnologie generiche di trasformazione alimentare in grado di tener conto della base
          molecolare di conversione delle materie prime in prodotti alimentari finali e di integrare le
          nuove tecnologie avanzate in questo settore.
                                                      73
 ---pagebreak---        L'agricoltura, la silvicoltura, lo sviluppo rurale e la pesca per sostenere la riforma delle
       politiche comuni e individuare le soluzioni più opportune per far fronte ai cambiamenti del
       mondo rurale. Vanno sviluppati sistemi di produzione e nuovi comparti industriali,
       economicamente validi, compatibili con la protezione dell'ambiente e in grado di garantire
       un adeguato livello di occupazione. Si perseguirà anche il miglioramento della situazione
       economica dell'agricoltura e della pesca attraverso l'offerta di prodotti di qualità, la
       diversificazione delle produzioni (alimentari e non alimentari) e delle attività e una riduzione
       dei costi, ciò che presuppone l'introduzione delle nuove tecnologie e punti di partenza più
       efficaci e meglio utilizzati. Anche le esigenze dei consumatori e la realizzazione del mercato
       interno richiedono unrinnovatoimpegno nel campo sanitario degli animali e delle piante e
       nel campo della buona cura degli animali. Si dovranno individuare nuovi sbocchi territoriali,
       per esempio per le terre a riposo. Nella silvicoltura si deve sviluppare una gestione delle
       foreste multifunzionale (produzione, tempo libero e protezione). Infine, si devono considerare
       con particolare attenzione i temi dello sviluppo rurale e di quello costiero.
Per sostenere i notevoli sforzi degli Stati membri, saranno avviate tre azioni prioritarie in materia
di coordinamento/reti, che riflettono le politiche comunitarie e attribuiscono alla produzione primaria
(compresa l'acquacoltura) i mezzi per soddisfare la domanda dei consumatori e dell'industria
mediante la fornitura di materie prime in quantità sufficiente e di qualità adeguata, nell'interesse dei
produttori e a vantaggio dell'economia rurale. Tali azioni verteranno su:
        reti per il miglioramento della produzione primaria nel settore dell'agricoltura, della
        silvicoltura, dell'industria della pesca e dell'acquacoltura; viene posto l'accento sulla durata
        nel tempo, sulla qualità e sulla sicurezza dell'approvvigionamento e sulle interazioni con
        l'ambiente;
        reti per lo sviluppo rurale e costiero con particolare attenzione alla formazione e alle attività
        economiche alternative;
        produzione alimentare e trasformazione, essendo queste ultime integrate alle considerazioni
        socioeconomiche, di salute e sicurezza alimentari.
In questo settore il CCR svolgerà delle azioni dirette contribuendo a:
        l'utilizzazione di un laboratorio d'analisi del vino e di altre bevande, le cui competenze
        saranno progressivamente estese a tutti i prodotti alimentari e farmaceutici;
                                                    74
 ---pagebreak---          l'elaborazione di un progetto di sostegno tecnico alla gestione e al controllo dell'applicazione
         della PAC, mediante dati trasmessi via satellite;
         l'attuazione del progetto di telerilevamento applicato alle statistiche agricole.
In questo settore si mira a estendere l'applicazione delle tecnologie di base sviluppate nel settore
della biotecnologia, della biomedicina e del telerilevamento.
                                               5. ENERGIA
La politica energetica, che mira a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti (in particolare
mediante l'incentivazione delle tecnologie e delle risorse interne e la diversificazione delle fonti
utlizzabili), si trova oggi a dover affrontare un altro imperativo, la compatibilità tra ambiente ed
energia.
L'impiego attuale e futuro delle varie fonti di energia, a livello europeo e mondiale, comporta
effettivamente dei rischi a livello locale, regionale e globale che minacciano l'uomo e l'ambiente:
aumento delle varie forme di inquinamento; gas responsabili dell'effetto serra; emissione di
radiazioni ionizzanti, ecc. L'obiettivo delle attività comunitarie consiste nello sviluppare e nel
dimostrare la validità di tecnologie efficienti, più pulite e più sicure, all'insegna della compatibilità
tra l'impiego dell'energia, l'equilibrio della biosfera e lo sviluppo economico nelle sue varie
 componenti (competitività, coesione economica e sociale).
Per il periodo coperto dal secondo e terzo programma quadro, le azioni comunitarie di R&S e di
 dimostrazione/diffusióne relative all'energia hanno consentito la creazione di reti di coooperazione
per la ricerca e di reti di incentivazione e diffusione delle tecnologie energetiche ormai mature (in
particolare la rete OPET). Si proseguiranno tali attività, cercando il giusto equilibrio tra le tre grandi
opzioni possibili (energie non nucleari, energia nucleare di fissione, fusione) e rafforzando
 l'integrazione tra la R&S e la dimostrazione (seguito del programma Thermie) per contribuire alla
 realizzazione dei grandi obiettivi comunitari in materia di energia, di sviluppo durevole e di supporto
 alla competitività. Questo sforzo di integrazione permetterà di valutare più adeguatamente l'efficacia
 relativa della R&S e della dimostrazione per ciascuna
                                                    75
 ---pagebreak--- linea tecnologica e di realizzare meglio le sinergie e gli adeguamenti tra i fattori a monte ed i fattori
a valle. Si mirerà alla complementarità tra le azioni a compartecipazione finanziaria in questi settori
e le attività del CCR.
Per quanto attiene alla R&S, le attività si baseranno sui settori scientifici e tecnici critici, in cui sia
possibile realizzare rapidi e significativi progressi economici e tecnici, a medio e a lungo termine;
si terrà conto della dimensione continentale e mondiale che riveste la nuova problematica
dell'energia e delle relative soluzioni. Un'attività di modellazione finalizzata allo studio delle
interfacce energia/ambiente/economia contribuirà all'analisi e alla definizione della strategia
energetica comunitaria e permetterà di individuare gli interventi necessari. Saranno ridotti, e a volte
abbandonati, i lavori di ricerca che riguardano tecnologie ormai mature (gestione dei rifiuti a bassa
attività e tecniche di smantellamento nucleare, attività settoriali dirisparmioenergetico nell'industria)
o settori (come la geotermia classica) in cui l'intervento pubblico della Comunità non appare né
necessario né sufficiente (sproporzione dei mezzi disponibili).
Per quanto riguarda la dimostrazione e la diffusione, occorrerà concentrare l'impegno sui settori
dell'impiego razionale dell'energia e delle energie rinnovabili, nonché per le tecnologie di
combustione pulita del carbone. Tale azione comunitaria servirà a rendere possibili
approvvigionamenti stabili ad un prezzo accettabile. Essa agevolerà uno sfruttamento più adeguato
delle risorse nelle varie regioni della Comunità e contribuirà notevolmente alle azioni di
cooperazione con le industrie dei paesi terzi in materia di trasferimento di tecnologia.
A. Tecnologie per una produzione ed un impiego più puliti ed efficienti dell'energia
Tre orientamenti principali permetteranno di concentrare l'impegno comunitario di ricerca (compresi
gli aspetti prenormativi), sviluppo tecnologico, dimostrazione e diffusione/ottimizzazione. Essi
riguardano l'impiego razionale dell'energia, l'introduzione delle energie rinnovabili su larga scala e
la produzione economicamente più vantaggiosa dei combustibili fossili (carbone e idrocarburi).
                                                   76
 ---pagebreak--- L'impiego razionale dell'energia si realizzerà soprattutto nel settore dei trasporti in cui sarà
opportuno avviare progetti integrati relativi al trasporto urbano e dove, ai fini della ricerca e
sviluppo saranno trattate tecnologie come le batterie, le pile a combustibile ed i carburanti avanzati.
Nell'edilizia e nel settore terziario, le azioni devonoriguardareessenzialmente l'immissione sul
mercato delle tecnologie ad alte prestazioni, laristrutturazionedei sistemi a forte consumo di
energia, l'adeguamento del comportamento dei consumatori ad un'utilizzazione più razionale
dell'energia, la ricerca prenormativa in materia di energia nell'edilizia. Nel settore industriale, le
azioni di sviluppo e di dimostrazione riguarderanno le tecnologie che riducono notevolmente il
consumo di energia. Tale attività sarà completata da progetti che promuovano un sistema più
efficace di consumo dell'energia (casa intelligente) e da progetti integrati relativi alle strutture di
consumo (produzione combinata vapore-forza e assetto delle zone industriali).
Nell'ambito del secondo orientamento, si mira a contribuire allo sviluppo e alla dimostrazione delle
 energie rinnovabili, risorsa propria e interna, al fine di garantire una migliore integrazione del
 sistema energetico con l'ambiente e una maggiore sicurezza di approvvigionamento. Le attività
 previste mireranno a fornire un contesto europeo, sia industriale che tecnologico, favorevole
 all'introduzione su larga scala delle energierinnovabili.Il programma deve inoltre promuovere delle
 reti di eccellenza: centri diricercaspecializzati, società produttrici di elettricità, città, regioni e isole,
 architetti e ingegneri civili.
 Un compromesso tra continuità e novità caratterizza il programma. Per proseguire e accelerare le
 attività in corso, sarà posto l'accento su ricerca, sviluppo e dimostrazione delle tecnologie più
 promettenti: energia solare fotovoltaica, tecnologie solari di riscaldamento, climatizzazione e
 illuminazione naturale per le abitazioni, energia eolica, biomassa. A titolo sperimentale saranno prese
 in considerazione anche altre possibilità: energia dei mari, elettricità solare mediante ciclo
 termodinamico, geotermia (roccia secca calda), idrogeno "solare".
 Il CCR contribuirà a queste azioni, soprattutto mediante attività di ricerca prenormativa nel
                                                     77
 ---pagebreak--- campo dell'energia fotovoltaica e della conservazione dell'energia negli edifici. Saranno avviate
nuove iniziative per agevolare l'integrazione delle energie rinnovabili dal punto di vista tecnico,
economico e sociale. Obiettivi prioritari saranno progetti integrati di grandi dimensioni come lo
sviluppo della produzione di elettricità a partire da energie rinnovabili, in particolare la biomassa,
oppure l'integrazione delle energie rinnovabili nei futuri sistemi elettrici. L'integrazione su vasta
scala delle energierinnovabilinell'ambiente rurale, a livello di regioni, di città e di isole è altrettanto
importante; l'uso delle energierinnovabiliper lo sviluppo rurale del Terzo mondo possiede un vasto
potenziale e ha implicazioni notevoli. Per l'adeguata realizzazione di questi progetti integrati, è
necessario che vengano stabiliti stretti legami con le altre politiche comunitarie (PAC, Fondi
strutturali).
Il terzo orientamento riguarderà le produzione e la trasformazione dell'energia a partire dai
combustibili fossili. Sarà privilegiata la combustione che costituisce un'attività di ricerca generica
 comune ed essenziale nel campo dell'uso razionale dell'energia e in quello della trasformazione dei
 combustibili fossili. Per la conversione si cercherà di istituire dispositivi di conversione più puliti
 e a rendiemnto elevato. Le attività si concentreranno su tecnologie chiave come i cicli combinati
 integrati ("Hot gas cleaning" e combustione sotto pressione) o le pile a combustibile per la
 produzione decentralizzata di elettricità. Saranno ulteriormente studiati i processi di sostituzione del
 carbone con la biomassa o i rifiuti combustibili (combustione o gassificazione combinate).
 Ulteriori ricerche renderanno possibile, a più lungo termine, una maggiore sicurezza energetica:
 verranno avviate azioni riguardanti una migliore gestione delle risorse interne, sia a livello di
 estrazione che di conversione. Per gli idrocarburi, l'azione verterà sullo sviluppo e la dimostrazione,
 in particolare per gli operatori del settore parapetrolifero, di tecnologie più efficenti in materia di
 individuazione dei giacimenti (geofisica), del loro sfuttamento e del trasporto. In tale contesto,
 questa iniziativa potrebbe essere accompagnata da un'azione di ricerca di base nel campo delle
 scienza della terra.
                                                   78
 ---pagebreak--- [B. Sicurezza e affidabilità nucleare (Nuclear safety and safeguards]
C. Fusione termonucleare controllata
N.B. Le azioni B e C sono oggetto di una decisione del Consiglio di questo stesso giorno che
riguarda il programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca e di insegnamento perla Comunità
europea dell'energia atomica (Euratom).J
                  6. RICERCA PER UNA POLITICA EUROPEA DEI TRASPORTI
 La mobilità delle persone e delle merci sul territorio europeo, i paesi e le regioni e quella all'interno
 delle agglomerazioni, è ormai un fenomeno caratteristico della società moderna e che si rivela
 sempre più difficile da controllare. In tale ambito, sarà fondamentale per promuovere un mercato
 aperto e competitivo lo sviluppo dele reti di trasporto transeuropee che stimola l'interconnessione
 e l'interoperatività delle reti nazionali nonché l'accesso a tali reti.
 A tale proposito, la comunicazione della Commissione al Consiglio relativa allo sviluppo futuro
 della politica comune dei trasporti ("Libro bianco", COM(92) 494), precisa che l'obiettivo principale
 della ricerca per una politica europea dei trasporti è quello di contribuire allo sviluppo,
 all'integrazione e alla gestione di sistemi di trasporti più efficaci, più sicuri e compatibili con
 l'ambiente e la qualità della vita al fine di promuovere una mobilità durevole delle persone e delle
 merci.
 Per raggiungere tale obiettivo, si intende sviluppare un approccio europeo per sfruttare le sinergie
 tra le varie attività specifiche a livello nazionale e comunitario, nonché quelli svolti da altre
 organizzazioni internazionali. Le ricerche saranno realizzate in modo coerente e coordinato, che
  tenga conto delle attività condotte nell'ambito dei seguenti temi: " tecnologie industriali",
  "telematica", "ambiente" ed "energia", ove questi influiscano sugli obiettivi della politica comune
 dei trasporti. I lavori che riguardano le tecnologie generiche saranno sviluppati in ciascuno dei temi
 corrispondenti della prima azione.
 Le attività di questo tema si concentreranno sulle condizioni necessarie per l'interoperatività e
 l'interconnessione delle reti, segnatamente dal punto di vista dell'intermodalità e delle possibilità di
 accesso. Tali attività intendono promuovere la progettazione e la gestione di infrastrutture che
 dovranno essere più compatibili con l'ambiente e più sicure per gli utenti.
                                                     79
 ---pagebreak--- A tal fine, le azioni di ricerca si concentreranno soprattutto sulla valutazione, l'integrazione delle
innovazioni tecnologiche sviluppate nell'ambito degli altri temi e sulla verifica globale della loro
validità.
L'obiettivo è quello di contribuire all'ottimizzazione delle reti di trasporto transeuropee, allo sviluppo
della produttività dei modi e dei singoli operatori, alla capacità di ciascun modo di integrarsi con
gli altri, all'accessibilità per gli utilizzatori nonché al sostegno allo sviluppo di un sistema di
trasporto multimodale a livello urbano, rurale, regionale e transeuropeo.
A talfine,le attività di RST seguiranno un approccio sistemico e integrato, tenendo conto delle linee
strategiche della politica europea dei trasporti e dei risultati delle ricerche svolte nell'ambito degli
 altri temi della prima azione, allo scopo di elaborare soluzioni specifiche applicabili al settore dei
 trasporti.
 Se necessario, tali lavori potranno sfociare in simulazioni su scala reale e progetti di dimostrazione.
 Laricercasi concentrerà in particolare sull'ottimizzazione dei sistemi di trasporto, il potenziamento
 della sicurezza, lariduzionedegli effetti nocivi e il consenso sociale, soprattutto nei settori seguenti:
          nei trasporti combinati e trasporti ferroviari, in particolare per garantire l'interoperatività delle
          reti ferroviarie, soprattutto di quelle ad alta velocità, eliminando progressivamente gli ostacoli
          tecnici, normativi e operativi. Le ricerche dovrebbero portare alla definizione di specifiche
          funzionali (functional requirements) per l'attuazione di catene integrate multi/nodali; sarà
          necessario inoltre elaborare piattaforme pilota per integrare e valutare le nuove tecnologie
          concernenti il trasbordo, la gestione e il controllo.
                                                        80
 ---pagebreak---        Nel settore del trasporto aereo, ove un approccio sistemico di questo tipo si rivela necessario
       da un lato per definire gli obiettivi d'interesse europeo che mirano alla riduzione della
       congestione dello spazio aereo e degli aeroporti, nonché a migliorare la sicurezza delle
       persone e l'impatto sull'ambiente, e dall'altro permettere l'integrazione e la valutazione dei
       risultati delle ricerche sulle tecnologie generiche soprattutto nel settore della gestione del
       traffico aereo, la sicurezza degli aerei, la riduzione dell'inquinamento acustico dei motori, la
       diminuzione degli effetti provocati dalla resistenza, le tecnologie critiche per gli aerei a
       grande capacità.
        Nel settore dei trasporti urbani, sarà possibile sviluppare soluzioni specifiche che integrino
        i risutati acquisiti e convalidati di altri programmi di ricerca sulle tecnologie generiche,
        mediante un approccio sistemico e la modellazione adeguata per ridurre la congestione del
        traffico, il consumo energetico e migliorare la ripartizione modale soprattutto tra trasporto
        pubblico e privato.
        Nel settore marittimo, i progetti integrati di ricerca e di dimostrazione dovranno permettere
        di ottimizare le prestazioni dei sistemi rapidi su brevi distanze, i nuovi interfaccia
        marittimo/terrestre/fluviale previsti che includano le nuove strutture portuali e l'impiego delle
        risorse umane nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di protezione dell'ambiente nonché di
         un sistema efficace di gestione del traffico.
         Nel settore del trasporto stradale, si svilupperanno le metodologie atte a definire gli strumenti
         necessari per attuare una politica comune della sicurezza stradale e per l'ottimizzazione
         modale degli spostamenti interurbani, proseguendo l'integrazione e la valutazione delle
         soluzioni tecnologiche relative soprattutto alla gestione del traffico e alla configurazione delle
         infrastrutture.
Nell'ambito di tutte queste attività, l'accento verrà posto sull'ergonomia e sui fattori umani in
un'ottica operativa, oltre che sulla protezione dell'ambiente.
Tali attività saranno completate, sul piano strategico, da una ricerca che si concentrerà sulla
modellazione e gli scenari dei sistemi di trasporto. La ricerca in questo settore sarà avviata con lo
scopo globale di ottenere una migliore comprensione di come si generi la domanda di trasporto.
                                                      81
 ---pagebreak--- Si tratta di elaborare metodi armonizzati a livello comunitario per analizzare l'evoluzione dei
trasporti e degli spostamenti, i flussi e le interazioni. Si tratta anche di determinare l'impatto sulla
domanda relativa all'ubicazione industriale e allo schema di distribuzione, identificare i cambiamenti
nelle strutture industriali, i limiti logistici e le scelte dei modi di trasporto nell'ambito del grande
spazio economico europeo.
D'altronde, in linea con la politica comune dei trasporti, le innovazioni tecnologiche dovranno andare
di pari passo con la ricerca sulla loro integrazione nei nuovi contesti operativi e istituzionali (fra cui
quelli collegati alle norme tecniche e alle linee direttrici per le reti di trasporto transeuropee).
Infine sarà necessaria una nuova metodologia armonizzata per la valutazione dell'impatto globale
 dei sistemi di trasporto europei soprattutto per ottimizzare le reti traseuropee.
 Il CCR darà il suo contributo al settore, essenzialmente attraverso l'analisi della sicurezza dei sistemi
 di trasporto e della loro incidenza sulla società e sull'ambiente in generale. Avrà il compito inoltre
 di eseguire lavori scientifici e tecnici di sostegno collegati ai progetti finanziati dalla Commissione.
                          7. RICERCA SOCIOECONOMICA FINALIZZATA
 In una realtà caratterizzata dalla stretta interazione tra tecnologia, crescita e occupazione, l'obiettivo
 è quello di contribuire ad individuare azioni concrete di RST da attuare in tutta la Comunità per
 promuovere la competitività dell'industria europea e la creazione di un nuovo modello culturale e
 sociale che valorizzi la diversità delle società europee. Questo nuovo tema di ricerca permetterà di
  rispondere all'esigenza sottolineata sempre più spesso dai responsabili decisionali, in particolare dai
  responsabili delle politiche nel settore della ricerca, dello sviluppo tecnologico e della dimostrazione
  negli Stati membri e a livello comunitario, di poter beneficiare di una maggiore sinergia tra le
  scienze naturali e ingegneristiche e le scienze economiche e sociali. Occorre anzitutto aggiornare
  ed ampliare la base delle conoscenze
                                                       82
 ---pagebreak--- necessarie al processo decisionale tenendo conto degli sviluppi delle tecnologie e delle conoscenze
mediante attività di valutazione delle opzioni della politica scientifica e tecnologica. Questo aspetto
essenziale della ricerca, trattato da questo tema, sarà inoltre integrato da lavori nel campo
dell'istruzione, la formazione e i problemi connessi all'integrazione sociale.
Parallelamente a queste attività trasversali diricercafinalizzata,i lavori diricercaproseguiranno nel
settore economico e sociale nell'ambito di ciascun tema di RST della prima azione (valutazione
dell'impatto socioeconomico e dei rìschi), della seconda azione (aspetti socioeconomici della
cooperazione scientifica e tecnica internazionale), della terza (potenziamento dell'efficacia del
trasferimento deirisultatidi RST) ed infine nell'ambito della quarta azione (formazione e mobilità
deiricercatorinel settore delle scienze economiche e sociali). Si manterrà uno stretto contatto con
i progetti COST nel settore delle scienze sociali e con gli enti europei che lavorano in questo campo.
A. Valutazione delle opzioni di politica scientifica e tecnologica
La valutazione delle opzioni di politica scientifica e tecnologica per l'Europa offrirà un fondamento
comune di conoscenze ai responsabili decisionali della politica scientifica e tecnologica a livello
nazionale e comunitario e ai responsabili di altri settori di azione comunitaria ove intervengano la
scienza e la tecnologia.
Tali attività saranno condotte lungo le linee tracciate dal programma MONITOR (FAST, SAST,
 SPEAR), mediante i lavori dell'Istituto di studi per le prospettive tecnologiche del CCR, mediante
 azioni nell'ambito dei programmi VALUE, SPRINT o EUROSTAT e in base all'esperienza acquisita
 dai programmi specifici (valutazione dell'impatto socioeconomico della ricerca) che attuano una
 decisione adottata nell'ambito del terzo programma quadro.
                                                   83
 ---pagebreak--- L'obiettivo è quello di mettere a disposizione dei protagonisti, dei responsabili decisionali e degli
utilizzatori di RST uno strumento europeo - tenendo conto degli sviluppi a livello mondiale - di
valutazione delle opzioni di politica scientifica e tecnologica maggiormente atte a promuovere la
crescita e l'occupazione e di integrare, a tal fine, in un insieme diversificato le attività regionali,
nazionali ed europee nei settori dell' analisi prospettiva sui rapporti scienza-tecnologia-società,
dell'osservazione tecnologica ed economica, dell'analisi strategica, segnatamente le tecnologie
generiche, della valutazione dei programmi e delle politiche di RST. Più precisamente, si tratta di
ricercare un potenziamento delle attività di riflessione tecnologica ed industriale ed un migliore
coordinamento all'interno della Comunità per offrire un quadro coerente e globale che permetta ai
protagonisti europei di adottare le misure e le iniziative che pertengono alle loro responsabilità e di
meglio adeguare la loro strategia agli sviluppi tecnologici ed industriali. Creando un numero ristretto
di reti dedicate, attività di concertazione e di studio, attività di preparazione e di definizione per
nuovi programmi, attività di sostegno (ricerche metodologiche, banche dati aperte, repertori di
indicatori, annuari di "technology assessment" in Europa ecc.) e di diffusione (gruppi di lavoro,
seminari, settimane di informazione), si potrà offrire ai protagonisti della valutazione delle opzioni
di politica scientifica e tecnologica un quadro pluralista di dialogo e di confronto tra i vari approcci
in grado di produrre opzioni di politica scientifica e tecnologica per l'Europa e raccomandazioni che
possono essere utilizzate dai protagonisti, responsabili decisionali e utilizzatori di RST. Le attività
previste saranno pertanto condotte in stretta collaborazione con gli enti governativi e gli uffici
parlamentari di valutazione delle opzioni di politica scientifica e tecnologica a livello regionale,
 nazionale ed europeo (in particolare lo STOA e l'European Parliamentary Technology Assessment
 Network), con gli enti pubblici e privati specializzati nei settori nonché con i rappresentanti in questi
 ambiti dei protagonisti sociali ed economici. È opportuno prevedere un gruppo limitato di attività
 per il varo di azioni di preparazione e di fasi di definizione in vista di nuove azioni di RST a livello
 comunitario.
 Il CCR offrirà il suo contributo a queste attività grazie all'Istituto di studi delle prospettive
 tecnologiche che istituirà un osservatorio tecnologico con lo scopo di raccogliere e di analizzare le
 informazioni che concernono le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche e preparerà studi
 di riflessione e di valutazione delle tecnologie, principalmente su richiesta delle istituzioni
 comunitarie.
                                                     84
 ---pagebreak--- B. Ricerca sull'istruzione e la formazione
Il ritmo dei cambiamenti nel campo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche e nelle professioni
e l'evoluzione dei sistemi dell'istruzione e della formazione, compresa la formazione degli istruttori,
divergono sempre più e diventa estremamente difficile attuare in tempo i trasferimenti necessari ed
equilibrati fra essi. A livello nazionale si fanno sforzi notevoli per risolvere queste difficoltà. Il
recente sviluppo a livello europeo delle reti di ricerca e di formazione, di accordi industriali e
commerciali fra imprese, richiede la conoscenza ed il controllo di questi problemi da parte di tutta
l'Europa, nell'ottica della loro crescente globalizzazione.
L'obiettivo delle attività comunitarie di ricerca in questo settore è duplice: in primo luogo si tratta
di individuare i nuovi criteri generali che collegano laricerca,l'istruzione e la formazione nonché
le connessioni necessarie per controllarli; in secondo luogo, si tratta di valutare le implicazioni
derivanti dai processi di europeizzazione e di globalizzazione per identificare quale contributo la
Comunità potrà offrire per migliorare i sistemi dell'istruzione e della formazione in Europa.
 Le attività previste rispetteranno il principio della sussidarietà concentrandosi sugli scambi di
 esperienze, il confronto e la interoperatività di prassi la cui diversità è fonte di arricchimento per
 la Comunità. Priorità verrà data a quattro assi di ricerca. Primo: la ricerca sull'evoluzione del
 mercato aperto del lavoro su scala europea per tutte le categorie professionali e sulle esigenze di
 istruzione e formazione che un'evoluzione di questo tipo comporta. Secondo: laricercarelativa alle
 metodologie dell'istruzione e della formazione, a tutti i livelli, compresi gli strumenti utilizzati, gli
 aspetti psicopedagogici ed organizzativi. Terzo: l'analisi comparata delle necessità di formazioni
 specifiche legate allo sviluppo di metodi di controllo della qualità dei prodotti e dei procedimenti.
 Queste nuove metodologie richiedono infatti una risposta adeguata a livello dei sistemi di qualifica
 del lavoro che permettano il riconoscimento reciproco di problemi e pratiche a livello europeo.
 Quarto, il sostegno alla ricerca comparata sui sistemi d'istruzione e di formazione, comprese le
 differenze regionali e il rapporto con lo sviluppo
                                                     85
 ---pagebreak--- economico delle regioni.
C. Ricerche sui problemi legati all'integrazione sociale
L'aumento della povertà e le nuove forme di emarginazione sociale costituiscono altrettante sfide
importanti per gli Stati membri, ti contributo comunitario alla lotta contro la povertà e
l'emarginazione si è attuato mediante le iniziative dei Fondi strutturali, grazie a talune componenti
dei programmi EUROFORM, NOW, HORIZON, LEADER, nonché dei programmi HELIOS e TIDE
ed in particolare grazie ai tre programmi successivi di lotta contro la povertà.
Rispetto alle attività di ricerca condotte in questo settore dagli Stati membri, l'obiettivo dell'attività
 di ricerca comunitaria è triplice: in primo luogo intende contribuire alla comprensione più
 sistematica dei processi che portano all'emarginazione e all'integrazione sociali servendosi di
 un'analisi comparativa, su scala europea, delle cause, delle forme e delle manifestazioni del problema
 nonché delle rispettive implicazioni per le politiche comunitarie, segnatamente le politiche strutturali.
 In secondo luogo, far beneficiare tutti gli Stati membri dei risultati delle esperienze riuscite nel
 campo dell'integrazione sociale diffondendo l'informazione, trasferendo ed evidenziando i progetti
 più innovativi, partendo da un'analisi approfondita dei risultati e degli insegnamenti in ciascuno
 Stato membro. In terzo luogo, la ricerca comunitaria intende valutare in quale misura l'attuale
 processo di integrazione europea (a livello dei mercati, della moneta, ecc.) sia all'origine dei fattori
 specifici di emarginazione e di integrazione sociali rispetto ai fattori propri di ciascuna realtà
 nazionale e locale. Questi lavori di ricerca permetteranno di orientare meglio le azioni condotte a
 livello comunitario perrisponderealla sfida dell'integrazione sociale.
  Considerando che oggigiorno la città (agglomerazioni, città-regione, città di medie dimensioni, ecc.)
  è diventata il centro delle nuove forme di emarginazione sociale come pure degli esperimenti di
  integrazione, è a questo livello e a quello delle reti sempre più fitte, particolarmente su scala
 europea, che collegano tra loro le città (reti di informazioni e di comunicazioni, di trasporti,
 finanziarie, ecc.) che si possono meglio comprendere gli sviluppi di una certa importanza. In base
 alle esperienze e airisultatidei programmi nazionali di
                                                     86
 ---pagebreak--- nonché all'esperienza maturata in seno alle reti europee di città e regioni e in base alla loro volontà
crescente di attuare progetti comuni di intervento sul posto, la partecipazione comunitaria si
concentrerà su due orientamenti.
Il primo orientamentoriguarda,anzitutto, le ricerche multidisciplinari sugli strumenti concreti per
garantire agli esclusi un accesso diretto all'informazione, alla comunicazione, ai servizi pubblici,
all'istruzione e alla formazione, al mercato del lavoro che li concerne in quanto cittadini e agenti
socioeconomici sia sul piano nazionale che sul piano europeo. Scopo del secondo orientamento è
quello di valutare il contributo degli sviluppi tecnologici alla soluzione di questi problemi nel
contesto più ampio degli strumenti utilizzati in tutta la Comunità. Va sottolineata la complementarità
delle diverse tecnologie generiche sviluppate dagli altri temi della prima azionerispettoai lavori di
ricerca socioeconomica che vertono sugli aspetti strategici, organizzativi e istituzionali che
contribuiranno a risolvere i problemi cruciali della vita urbana e a promuovere gli approcci
innovativi.
                                                   87
 ---pagebreak---                                          SECONDA AZIONE
  Promozione della cooperazione nel campo della ricerca, dello sviluppo tecnologico e della
  dimostrazione comunitari con i paesi terzi e le organizzazioni intemazionali
  La seconda azione prevede forme connesse di intervento comunitario. La cooperazione
  scientifica e tecnica si sviluppa e si intensifica con i paesi industrializzati, con i paesi
  dell'Europa centrale ed orientale, con i nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica e con
  i paesi in sviluppo. La cooperazione può articolarsi su base bilaterale o multilaterale, può
  essere diretta o passare attraverso organizzazioni intemazionali. L'obiettivo consiste in un
  rafforzamento delle capacità della Comunità nei settori scientifici e tecnologici e in un
  sostegno all'attuazione delle politiche comunitarie nei confronti dei paesi terzi. Questo tipo di
  cooperazione è basato sul principio del vantaggio reciproco.
La seconda azione mira a migliorare la competitività e le basi scientifiche e tecnologiche della
Comunità potenziando il valore aggiunto delle attività di RST della Comunità, degli Stati membri
e delle altre politiche comunitarie mediante una cooperazione selettiva con terzi in stretto
coordinamento con gli Stati membri. Un importante elemento di quest'azione consiste nell'apporto
della scienza alla risoluzione dei problemi regionali e globali, nonché all'evoluzione della situazione
dei paesi in sviluppo e dei paesi dell'Europa centrale ed orientale. Le attività di questa seconda
azione devono rivelarsi sufficientemente flessibili per rispondere alle possibili evoluzioni dei paesi
terzi. Nei casi in cui vi sia anche il problema della proprietà intellettuale sono d'applicazione gli
orientamenti adottati congiuntamente da Consiglio e Commissione nel giugno 1992.
Gli obiettivi principali riguardano il potenziamento della capacità scientifica e tecnologica europea,
il sostegno all'attuazione delle politiche comunitarie rivolte ai paesi terzi, il contributo alla soluzione
dei problemi regionali e globali, grazie ad un migliore coordinamento con gli Stati membri.
                                                   88
 ---pagebreak--- A. Cooperazione scientifica e tecnologica in Europa
1.       Collaborazione con altre istanze europee di cooperazione scientifica e tecnologica
L'azione mira a potenziare, per ottimizzarla, la coerenza della ricerca in Europa, tenendo conto delle
azioni già avviate a livello nazionale dagli Stati membri e dai paesi EFTA, di COST, di Eureka e
di organizzazioni europee quali il CERN, L'ESA, L'EMBL, L'ESF, ecc. In questo ambito si dovrà
inoltre proseguire il rafforzamento della posizione europea nei confronti di grandi organizzazioni
internazionali operanti su scala mondiale (ONU, OCSE ecc.).
 Gli obiettivi più immediati consistono nella creazione di collegamenti con le organizzazioni e le
 istanze internazionali, non solo a livello politico, ma soprattutto al livello pratico dei progetti. In
 questo modo si potrà incoraggiare la creazione di reti scientifiche e tecniche di alto livello, che
 operano al di là delle frontiere comunitarie. Nerisulteràmigliorato il trasferimento dei risultati della
 RST verso il mercato, soprattutto grazie all'apporto di Eureka. Questi collegamenti contribuiranno
 ad agevolare la stesura di norme e regolamentazioni rispondenti alle esigenze emerse nel corso della
 ricerca.
  I progetti di azioni concertate di COST sono complementari con i programmi comunitari e
  mantengono un carattere specifico rispetto alle altre strutture di ricerca europee.
  In vista di un potenziamento dei collegamenti tra azioni comunitarie ed Eureka si è provveduto ad
  elaborare gli elementi che miglioreranno la sinergia tra queste due istanze basandosi sul duplice
  principio di una maggiore trasparenza e di una definizione più chiara dei ruoli rispettivi, in
  particolare presso gli ambienti industriali e le PMI. Gli elementi essenziali di quest'azione sono una
  migliore diffusione delle informazioni sui progetti e sui dispositivi di appoggio, la considerazione,
  nell'ambito dei progetti Eureka, dei risultati dei progetti comunitari, la considerazione sistematica
  delle fasi precompetitive dei progetti Eureka nell'ambito del programma quadro e l'esame comune
  dei progetti strategici di grande portata proposti da ambienti industriali.
                                                     89
 ---pagebreak--- Per la Comunità ciò significa, dopo una prima fase pilota, la creazione di nuovi strumenti per
l'esame dei progetti provenienti da Eureka, sempre nel rispetto del carattere specifico di questi due
strumenti, e in particolare delle procedure proprie della Commissione.
   A titolo indicativo, gli strumenti finanziari destinati a quest'azione possono essere compresi nei
programmi di lavoro dei programmi comunitari. La partecipazione della Comunità deve rispettare
gli obiettivi dei programmi specifici eriguardareunicamente la parte precompetitiva e generica dei
progetti, dopo essere stata sottoposta alla valutazione dei rispettivi comitati.
Nel caso dei paesi EFTA, si deve tener conto del fatto che molti di questi partecipano già a pieno
titolo al programma quadro (Spazio economico europeo), mentre altri opereranno sulla base di forme
 di cooperazione bilaterale.
 2.      Cooperazione con i paesi dell'Europa centrale ed orientale e con i nuovi Stati indipendenti
         dell'ex Unione Sovietica
 Con quest'azione s'intende contribuire, in un'ottica di interesse reciproco, alla salvaguardia del
 potenziale scientifico e tecnologico dei paesi in questione e alla loro ristrutturazione mediante azioni
 di cooperazione. Ciò sarà un fattore di stabilizzazione, contribuendo allaristrutturazionedei sistemi
 di produzione e al miglioramento della qualità della vita delle regioni interessate.
 Quest'azione si terrà in stretto contatto con le altre attività comunitarie in questo settore, in
 particolare PHARE e TACIS, e con le azioni condotte direttamente dagli Stati membri. Nel settore
 energetico, l'azione intende utilizzare i "centri energetici" che la Comunità ha aperto nell'ambito del
 programma THERMIE.
 Per i paesi in questione è prevista anche la possibilità di partecipare a programmi specifici della
 prima azione; in tal caso è previsto un finanziamento comunitario per agevolare la loro
 partecipazione. L'azione esaminerà anche temi specifici di ricerca collegati con situazioni critiche
 che si verificano attualmente in tali paesi, in particolare nei settori dell'ambiente, dell'energia e della
 sicurezza, nonché di tecnologie con effetto d'integrazione sul piano economico.
                                                     90
 ---pagebreak--- B.      Cooperazione con paesi terzi industrializzati non europei
Con questo tipo di cooperazione si intende promuovere gli interessi della Comunità e ottimizzare
gli sforzi posti in atto nel settore della RST, agevolando l'accesso alle fonti scientifiche e
tecnologiche dei paesi    terzi in questione: Stati Uniti, Giappone, Canada, Australia, ecc.
Giova sottolineare che questi paesi sono alleati e partner della Comunità in un certo contesto e suoi
concorrenti in un altro, in particolare sul piano commerciale e industriale. Per tale motivo risulta
particolarmente importante rispettare i principi di selettività nei settori di cooperazione,
concentrandosi su alcuni settori ben selezionati, di flessibilità nelle modalità di cooperazione, di un
equilibrato vantaggio reciproco, di non trasferimento degli strumenti finanziari.
Le modalità di cooperazione con questi paesi comprendono la concertazione per determinati settori,
per esempio quello dei megaprogetti, l'esecuzione di progetti comuni di ricerca e di studio e lo
scambio di informazioni e di esperti.
 Le attività di cooperazione comuni devono costituire un appoggio per le azioni di politica estera
 della CEE e devono inserirsi nell'ambito di tale politica. Esse devono consentire inoltre agli Stati
 membri di accedere in modo paritetico alle fonti scientifiche e tecnologiche dei paesi terzi in
 questione. A tal fine è necessario un coordinamento con gli Stati membri onde evitare ripetizioni
 di lavoro e dispersione dirisorsefinanziariee per meglio definire il campo di azione comunitario
 sulla base del principio della sussidiarietà.
 C.      Cooperazione scientifica e tecnologica con i paesi in sviluppo
 Ciascuno Stato membro attua singolarmente programmi di cooperazione scientifica con i paesi in
 sviluppo, la cui importanza spesso dipende dalle tradizioni culturali del paese o da relazioni
 preesistenti. L'azione comunitaria intende in primo luogo integrare e creare una sinergia tra le azioni
 comunitarie di sviluppo e diverse iniziative di ricerca in una strategia globale e coordinata.
                                                    91
 ---pagebreak--- Essa deve consentire all'Europa di assicurare un impegno scientifico sui problemi posti dai paesi in
sviluppo e di migliorare questo suo impegno in alcuni Stati membri, onde raggiungere un certo
equilibrio. Contemporaneamente, essa agevola il potenziamento delle capacità di ricerca nei paesi
in sviluppo stessi, mediante la realizzazione comune di lavori di ricerca in contratti in
compartecipazione finanziaria e un rafforzamento dei legami esistenti attraverso le reti.
I temi, comuni per tutti i paesi in sviluppo, affrontano prioritariamente le risorse naturali rinnovabili
e la loro utilizzazione per migliorare una produzione agricola durevole e per tutelare l'ambiente,
nonché la ricerca sanitaria per lo sviluppo, settori di primaria importanza per lo sviluppo economico
e sociale di questi paesi. E' inoltre ipotizzabile un ricorso alle nuove tecnologie dell'informazione
e della comunicazione per rafforzare le strutture economiche. Questi temi generici garantiscono la
necessaria flessibilità per la definizione di priorità più specifiche nei programmi di lavoro per le
singole regioni, in funzione delle esigenze emerse.
 E' inoltre prevista la possibilità che i paesi in sviluppo partecipino anche a taluni programmi
 specifici della prima azione su argomenti di interesse generale o di interesse reciproco chiaramente
 individuato; ciò vale in particolare per i paesi in sviluppo che dispongono già di un sufficiente
 potenziale scientifico. A tal fine essi potranno ottenere un finanziamento comunitario per azioni
 concertate o contratti in compartecipazione finanziaria.
                                           TERZA AZIONE
   Diffusione e ottimizzazione dei risultati nelle attività comunitarie di ricerca, di sviluppo
   tecnologico e di dimostrazione.
   La terza azione comprende le attività che non sono collegate con un determinato tema di
   ricerca e di sviluppo tecnologico. Essa riguarda tutte le attività comunitarie di RST e mira a
   garantire che anche queste abbiano ripercussioni reali ai fini di un miglioramento della
   competitività industriale e della realizzazione di altri obiettivi del trattato.
                                                    92
 ---pagebreak--- La competitività dell'industria europea dipende in larga misura dalla capacità del settore industriale
di trasformare i risultati della ricerca in prodotti e processi commercialmente validi. Molto spesso
l'industria europea si rivela in questo campo meno efficace dei suoi concorrenti e, in un contesto di
sempre accresciuta concorrenza internazionale, la traduzione pratica degli investimenti di ricerca e
sviluppo diventa un fattore critico per numerosi settori industriali.
Per porre rimedio a questa situazione e per tener conto dell'evoluzione in corso negli Stati Uniti e
in Giappone, la Comunità deve contribuire sostanzialmente al miglioramento della diffusione e
dell'ottimizzazione dei risultati della ricerca, creare condizioni ottimali per agevolare il trasferimento
e il recepimento delle nuove tecnologie, indipendentemente dalla loro origine, soprattutto verso le
PMI, e nel contempo rispondere alle esigenze della società, in considerazione del fatto che
l'accettazione sociale della scienza e della tecnologia sembra incontrare sempre più resistenze.
Gli Stati membri della Comunità attuano già a livello nazionale e regionale politiche di
ottimizzazione della ricerca e di diffusione delle tecnologie. Queste iniziative variano però molto
da una regione all'altra e spesso non vi è presente una vera e propria dimensione comunitaria, la
 quale invece offrirebbe un notevole valore aggiunto nel contesto del mercato interno. L'azione
 centralizzata di diffusione e ottimizzazione avviata nell'ambito del terzo programma quadro e i
programmi SPRINT e THERMIE (per il settore energetico), che esulano dal programma quadro,
 cercano, insieme ad altre iniziative comunitarie di creare, con strumenti tutto sommato modesti, un
 sistema comunitario coerente per l'ottimizzazione della ricerca e la diffusione delle tecnologie,
 basandosi, nel rispetto del principio di sussidiarietà, sulle strutture nazionali e regionali competenti.
 Occorre proseguire ed ampliare questo sforzo nell'ambito del quarto programma quadro, soprattutto
 mediante l'attuazione di azioni comunitarie integrate di vasta portata.
 Le attività svolte nell'ambito dell'azione di diffusione ed ottimizzazione devono essere coordinate
 con quelle finanziate da programmi specifici. Esse devono tener conto del carattere non lineare,
 complesso e iterativo del processo innovativo, della specificità del trasferimento di tecnologie e
 dell'ottimizzazione, che presuppongono competenze specifiche e un approccio multisettoriale.
                                                      93
 ---pagebreak--- La terza azione mira a promuovere la diffusione e l'utilizzazione transettoriale e transnazionale dei
risultati delle attività di RST e di dimostrazione, a favorire il trasferimento e il recepimento delle
tecnologie presso le imprese, a migliorare il contesto finanziario delle aziende per incoraggiare la
diffusione e l'utilizzazione delle nuove tecnologie. Nell'ambito di quest'azione verranno considerate
con particolare attenzione le PMI. Verranno inoltre approfondite le sinergie con il programma
EUREKA e saranno rafforzati i legami tra l'azione di diffusione e di ottimizzazione e la politica di
coesione e di sviluppo regionale della Comunità.
A. Diffusione e utilizzazione dei risultati
L'obiettivo di questa azione, che si basa sulle strutture competenti a livello nazionale e regionale,
consiste nella promozione della diffusione e dell'utilizzazione transettoriale e transnazionale dei
risultati delle attività di RST e di dimostrazione per accrescerne l'impatto economico e sociale.
Questa azione consta delle attività seguenti:
         creazione di un'infrastruttura europea per la diffusione e l'ottimizzazione allo scopo di far
         conoscere le attività comunitarie di RST e di dimostrazione, di agevolare la diffusione delle
         informazioni e l'utilizzazione dei risultati di RST in Europa e di promuovere la
         collaborazione scientifica e tecnica. L'infrastruttura si basa da un lato su un approfondimento
         delle attività della rete dei centri di collegamento e dall'altro sul potenziamento del servizio
         pubblico europeo di informazione e di diffusione (in particolare CORDIS);
         servizi specializzati e assistenza diretta a completamento dell'infrastruttura creata, destinati
         in particolare alle PMI. Lo scopo di questi servizi è di promuovere l'ottimizzazione
         transnazionale e transettoriale dei risultati della ricerca. I servizi comprendono l'assistenza
         per la protezione dei risultati, gli studi prospettici del mercato, le azioni di formazione e di
          incoraggiamento al trasferimento delle conoscenze, la creazione di circoli tecnologici, il
          sostegno ai progetti di utilizzazione transettoriali;
                                                       94
 ---pagebreak---          riflessione strategica ed interdisciplinare su come migliorare l'efficacia del trasferimento dei
         risultati della RST (grado di accettazione e valutazione dell'impatto sociale, gestione ed
         economia della ricerca, azioni pilota di comunicazione verso la società).
Nel settore energetico proseguirà la sua attività la rete delle organizzazioni di promozione delle
tecnologie energetiche OPET.
B. Diffusione delle tecnologie verso le imprese
In questo settore lo scopo consiste, sempre nelrispettodel principio di sussidiarietà, nel promuovere
una più ampia utilizzazione delle tecnologie, soprattutto presso le PMI, e nel contribuire alla
creazione di una infrastruttura europea per il trasferimento di tecnologie che raggruppi gli organismi
competenti a livello nazionale e regionale.
In questo caso si porrà l'accento sulla qualità e sull'efficacia dei servizi di appoggio all'innovazione
e al trasferimento di tecnologie e sul miglioramento della capacità di assorbimento delle nuove
tecnologie da parte del tessuto industriale, in particolare da parte delle PMI e dei settori
dell'industria più tradizionale. Si promuoverà una strategia integrata basata sulle domande che
provengono dalla base ("bottom-up") comprendente tutti gli aspetti legati al trasferimento e
all'utilizzazione delle tecnologie. Le attività proposte non contemplano le attività di RST vere e
proprie, le quali sono invece comprese nella prima azione.
 Sono previste le attività seguenti:
          costituzione di reti trasnazionali di operatori incaricati del trasferimento e della diffusione
          delle tecnologie, comprendenti in particolare le organizzazioni di ricerca e sviluppo
          tecnologico, i centri tecnici settoriali, i parchi scientifici ecc., per favorire l'utilizzazione delle
          tecnologie presso le PMI e lo scambio di buone esperienze;
          creazione di strumenti atti ad agevolare la diffusione delle possibilità tecnologiche e ad
          avvicinare l'offerta, la domanda e gli intermediari;
          dimostrazione dei meccanismi e delle condizioni di trasferimento e di utilizzazione delle
          tecnologie da parte di nuovi utilizzatori mediante progetti pilota transregionali o transettoriali.
          Questi progetti si baseranno su organismi intermediari rappresentativi che
                                                        95
 ---pagebreak---         potrebbero moltiplicare gli effetti della diffusione delle tecnologie e dei metodi di gestione
        presso le PMI;
        sensibilizzazione delle aziende ad una buona pratica di gestione delle risorse tecnologiche;
        migliore conoscenza dei meccanismi e migliore coordinamento delle politiche e degli
        strumenti appropriati.
C. Contesto finanziario e diffusione delle tecnologie
Dato che il contestofinanziariosi ripercuote sulla competitività industriale, il terzo settore di questa
azione mira, grazie ad una azione comunitaria appropriata, sempre nel rispetto del principio di
sussidiarietà, a migliorare il contesto europeo per il finanziamento dell'ottimizzazione,
dell'adeguamento e della diffusione delle tecnologie.
Questo settore comprende le seguenti azioni.
        misure indirette volte a potenziare la comunicazione tra gli ambienti finanziari e i promotori
        di progetti tecnologici, ad appoggiare la creazione di sistemi efficaci per il reperimento dei
        capitali privati e la disponibilità di investimenti ("exit"), ad analizzare e promuovere le
        strutture giuridiche più adatte;
        azioni pilota volte ad istituire o a sperimentare strumenti finanziari per l'integrazione dei
         risultati di ricerca e delle tecnologie da parte delle PMI. In questo contesto proseguirà
        l'esperimento difinanziamentodella tecnologia in base al suo grado di produttività, avviato
         dal programma SPRINT, e verrà istituito un nuovo strumento pilota compatibile con quelli
         esistenti negli Stati membri e modulato secondo il contesto nazionale. Sulla base di
         convenzioni, la gestione sarà affidata ad intermediarifinanziarispecializzati pubblici o privati
         selezionati nei singoli Stati membri in base alla loro capacità di garantire la loro
         partecipazione con fondi propri agli investimenti. Questo strumento agevolerà l'ottenimento
         di cauzioni per prestiti e abbuoni d'interesse e sosterrà le attività di assistenza tecnica e di
         gestione associate.
Queste due azioni saranno svolte in stretto coordinamento con le altre azioni comunitarie in corso
in questo settore (Eurotech capital, Fondo europeo per gli investimenti, politiche aziendali).
D. Servizi scientifici per le politiche comunitarie
                                                    96
 ---pagebreak--- Il CCR continuerà a fornire un'assistenza tecnica ai lavori di diffusione e di ottimizzazione delle
conoscenzerisultantidalle sue attività diricercae di sviluppo tecnologico, le quali, a causa del loro
carattere trasversale e transettoriale, sono parte integrante della terza azione.
Verranno incoraggiate modalità diverse di ottimizzazione delle conoscenze, e soprattutto il
trasferimento delle conoscenze verso il settore industriale e in particolare verso le PMI.
Si cercherà di suscitare l'ottimizzazione mediante trasferimento delle conoscenze ed anche mediante
un'associazione ai progetti EUREKA.
Queste attività si terranno in stretta collaborazione con i servizi della Commissione responsabili della
diffusione e dell'ottimizzazione.
Il CCR fornirà inoltre un contributo scientifico alle politiche comunitarie, surichiestadelle direzioni
incaricate di tali politiche, ogniqualvolta emergerà un'esigenza in tal senso.
 Queste attività, generalmente mirate e di breve durata, proprio per la loro natura, non si prestano
 ad una programmazione a lungo termine, perché seguono le domande, a breve, che provengono dalle
 direzioni generali. La loro necessità emergerà solo nel corso dello svolgimento del programma
 quadro e solo quandorisulteràche determinate conoscenze scientifiche del CCR possono applicarsi
 alla formulazione dell'una o l'altra politica della Comunità.
 A titolo di esempio citeremo alcune attività possibili: telerilevamento al servizio della sorveglianza
 specifica di determinate forme di inquinamento o della cultura di determinate piante allucinogene
 (lotta contro la droga); analisi di sistemi, per poter valutare l'intervento di operatori multipli, analisi
 di dati statistici specifici, telerilevamento al servizio della pesca.
                                                     97
 ---pagebreak---                                           QUARTA AZIONE
           Incoraggiamento alla formazione e alla mobilità deiricercatorinella Comunità
  L'obiettivo specifico di questa azione consiste nella promozione dello sviluppo, su scala
  comunitaria e nel rispetto del principio di sussidiarietà, di un fattore che costituisce una
   variabile critica dell'intero sistema scientìfico e tecnologico: le risorse umane. Il miglioramento
  della mobilità non è un'operazione neutra, in quanto porta ad un netto aumento della
  produttività.
I/utili//.azione ottimale del fattore umano è un parametro fondamentale di tutte le attività
socioeconomiche. Se da un lato è vero che l'Europa possiede nel settore della ricerca un capitale
umano che può piazzarsi al secondo posto su scala mondiale, l'utilizzazione di questo capitale è
spesso complicata e rallentata dalle barriere che isolano gli Stati membri, separano le discipline e
ostacolano il trasferimento di tecnologie. Lo sviluppo delle risorse umane del settore della ricerca
mediante la formazione e la loro utilizzazione ottimale attraverso la mobilità e la cooperazione
transnazionale sono strumenti essenziali per potenziare la base stessa dell'industria europea e la sua
competitività internazionale.
L'azione proposta segue, con le modifiche del caso, il programma "Capitale umano e mobilità"
(1992-1994) e i precedenti programmi "Science" (1988-1992) e "Accesso ai grandi impianti
scientifici e tecnici" (1989-1992). Gli elementi di continuità riguardano soprattutto gli obiettivi
(miglioramento, tramite la formazione, la mobilità e la cooperazione, dell'efficacia della ricerca e
delle sue infrastrutture all'interno della Comunità). Gli adeguamenti resi necessari dall'evoluzione
sono soprattutto a livello delle strategie e della gestione (minore dispersione di interventi di
 finanziamento, semplificazione degli accordi contrattuali, maggiore ricorso al lavoro in rete,
 decentramento di alcune attività di formazione, eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione
 dei ricercatori, chiara distinzione tra i settori contemplati dal programma e gli obiettivi delle
 "ricerche mirate" descritti per la prima azione del programma quadro). La quarta azione, che mira
 ad una formazione avanzata nei centri di eccellenza ubicati in tutta la Comunità, deve mantenere
 un carattere aperto e rivolgersi anche alla cooperazione università/industrie
                                                    98
 ---pagebreak--- L'azione persegue gli obiettivi generali seguenti, che corrispondono del resto agli obiettivi del
precedente programma SCIENCE:
        stimolare la formazione attraverso la ricerca e, grazie alla cooperazione, anche una migliore
        utilizzazione dei ricercatori di più alto livello all'interno della Comunità;
        migliorare la mobilità dei ricercatori europei a livello geografico, interdisciplinare e tra
        università e industrie;
        promuovere la cooperazione transnazionale a favore delle ricerche cosiddette libere (in
        contrapposizione allaricercamirata prevista dalla prima azione), vale a dire attività di ricerca
        proposte dai ricercatori stessi;
        migliorare e rendere disponibili per tutti i ricercatori della Comunità i grandi impianti
        necessari per una ricerca al massimo livello;
         migliorare la coesione scientifica e tecnologica della Comunità offrendo agli organismi
         scientifici e ai ricercatori opportunità di ricerca che consentano loro di raggiungere un livello
         ottimale di lavoro.
 Questa azioneriguardale scienze naturali e le scienze matematiche, le scienze economiche e di
 gestione e le scienze sociali e umane di interesse europeo.
 Le attività di questa azione, sulla base del programma SCIENCE, possono suddividersi in tre
 gruppi:
 a)     formazione attraverso la ricerca ed incoraggiamento alla mobilità:
          coordinamento di tutte le attività di formazione avviate nell'ambito dei programmi specifici
         definiti per la prima, seconda e terza azione al fine di aumentarne le sinergie;
         armonizzazione delle politiche nazionali e definizione dello statuto del borsista europeo;
         attuazione di un'attività di formazione attraverso laricercae di incoraggiamento alla mobilità
         dei ricercatori. Questa attività comprende periodi di tirocinio da tre mesi a tre anni che
         devono consentire airicercatorieuropei di seguire una formazione ed una specializzazione
         fuori dal loro paese di origine. Questi tirocini sono aperti ai ricercatori già in possesso del
         dottorato scientifico e a quelli che lo preparano. Le borse vengono assegnate ai laboratori
         di destinazione e coprono le spese di mobilità e di sussistenza dei ricercatori, con un
         contributo per le spese di ricerca e i costi di gestione. Si considererà con particolare
                                                       99
 ---pagebreak---    attenzione la formazione alla gestione dei cambiamenti che si verificano all'interno delle
   aziende in seguito alle nuove tecnologie;
   organizzazione di euroconferenze e premi scientifici.
b) Gemellaggio tra laboratori di paesi diversi
   Questa attività consente ai ricercatori che lavorano isolati in paesi diversi dalla Comunità di
   riunire i loro sforzi in un "Laboratorio europeo senza frontiere", favorendo cosi la
   costituzione di un nucleo di ricerca che dispone della dimensione critica necessaria. In questo
   caso viene erogata una dotazione destinata agli incontri tra ricercatori, alla realizzazione di
   esperienze comuni, allo scambio dei risultati, al completamento degli impianti e al
   potenziamento degli effettivi mediante l'assunzione temporanea diricercatori,provenienti
   preferibilmente da altri paesi.
e) Grandi impianti. In questo caso l'intervento comunitario comprende:
    il sostegno ai ricercatori per facilitare loro l'accesso ai grandi impianti (necessari per la
    ricerca e poco numerosi nella Comunità);
    l'aiuto allo sviluppo di nuove tecnologie;
    il coordinamento tra le grandi infrastrutture di ricerca.
                                               100
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO IV
   MODALITÀ' DELLA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA DELLA COMUNITÀ1
1. La partecipazione finanziaria della Comunità alle attività svolte nell'ambito dei programmi
   specifici di RST è normalmente la seguente:
a) azioni indirette (azioni in compartecipazione finanziaria con terzi)
   per i progetti di RST, compresi i progetti con consorzi integrati, riduzione graduale della
   quota di partecipazione quanto più il progetto è vicino alla fase di commercializzazione, e
   comunque non più del 50% dell'intero costo di ricerca del progetto (se del caso, fino al
   100% del costo aggiuntivo di ricerca per le università ed enti analoghi);
   per le reti tematiche di eccellenza, per la formazione e la mobilità dei ricercatori, in linea
   di massima fino al 100% del costo aggiuntivo;
   per le misure preparatorie, di sostegno e di promozione, fino al 100% del costo della misura;
   per attività particolari, per esempio premi di fattibilità nell'ambito di programmi specifici,
   fino al 100% del costo;
b) azioni concertate
    per le azioni concertate che consistono nel coordinamento di progetti di RST, quali le reti
    di concertazione, fino al 100% del costo amministrativo della concertazione;
e) azioni dirette
   per le azioni dirette, composte da programmi o parti di programmi di RST eseguiti presso
    il Centro comune di ricerca, in linea di principio il 100% del costo della ricerca.
                                             101
 ---pagebreak---      Non è possibile derogare a queste norme generali, se non nelle condizioni previste in ciascun
     programma specifico.
     Le modalità dell'eventuale partecipazionefinanziariadella Comunità alle attività contemplate
     all'articolo 2, paragrafo 2 della presente decisione sono definite nelle disposizioni ad esse
     pertinenti del Consiglio, a norma dell'articolo 130 Q (,2) del trattato (,3).
(,2)
      Sostituire con "articolo 130 0".
(13)
      Aggiungere il punto 3 seguente: "Le modalità della partecipazione finanziaria delle imprese,
      dei centri diricercae delle università all'attuazione dei programmi specifici saranno previste
      nelle disposizioni di cui all'articolo 130 J del trattato.
                                                 102
 ---pagebreak---                                             PROPOSTA DI
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa ad programma quadro di attività comunitarie di ricerca e insegnamento
per la Comunità europea dell'energia atomica (1994-1998).
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica e in particolare l'articolo 7,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che le azioni comunitarie diricercae di insegnamento nel settore dell'energia nucleare
possono costituire oggetto di un programma quadro pluriennale e di programmi specifici, adottati
ai sensi dell'articolo 7 del trattato;
considerando che, con la decisione 90/221/Euratom, CEE (a), il Consiglio ha adottato un terzo
programma quadro per il periodo 1990-1994 sia nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico
(in appresso: RST) cherientranonel trattato CEE, sia nel settore nucleare; che tale programma è
attualmente in fase di attuazione; che con la decisione 93/167/Euratom, CEE (b), il Consiglio ha
assegnato un complemento finanziario a copertura degli ultimi due anni di attuazione di detto
programma quadro;
considerando che il 9 aprile 1992 la Commissione ha presentato una valutazione dello stato di
avanzamento del terzo programma quadro di RST; che il 22 aprile 1992 ha presentato una
valutazione di tutti i programmi specifici realizzati nell'ambito del secondo programma quadro di
RST;
(a) GU n. L 117 dell'8.5.1990, pag. 28
(b) GU n. L 69 del 20.3.1993, pag. 43
                                                  103
 ---pagebreak--- considerando che, a motivo del rapido evolversi dello sviluppo tecnologico, si èritenutoopportuno
adottare per il periodo 1994-1998, un nuovo programma quadro di ricerca e insegnamento nel settore
nucleare, per garantire la continuità delle azioni comunitarie pluriennali attualmente in corso in tale
settore;
considerando che ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del trattato, le attività comunitarie di ricerca
e insegnamento nel settore nucleare hanno lo scopo di completare le azioni avviale negli Stali
membri e che a tal line è opportuno definire i criteri in grado di offrire un valore aggiunto alle
attività avviate negli Stati membri; che il rispetto dei criteri di cui all'allegato II presuppone una
scelta rigorosa dei settori di intervento comunitario;
considerando che, in base ai criteri succitati, è opportuno proseguire le azioni di ricerca nei settori
della affidabilità e della sicurezza nucleare e della fusione termonucleare controllata; che tali azioni
sono attuate mediante programmi specifici che si basano sulla cooperazione con e fra le imprese,
i centri di ricerca e le università;
 considerando che è opportuno promuovere la cooperazione nel settore della ricerca comunitaria con
 i paesi ler/i e le organizzazioni internazionali; che in questo campo è necessario, da un lato tener
 conto delle responsabilità della Comunità a livello internazionale, segnatamente per quanto riguarda
la sicurezza della fissione nucleare nei confronti dei paesi dell'Europa centrale ed orientale e dei
 nuovi Stati dell'ex URSS e, dall'altro proseguire le attività di cooperazione internazionale con i paesi
 terzi nel settore della fusione termonucleare controllata ove ciò siriveliappropriato; che è opportuno
 potenziare in modo sistematico la relazione di complementarità ed assicurare una migliore
 articolazione tra l'azione comunitaria e le azioni di ricerca avviate nell'ambito delle istanze europee
 specializzate;
 considerando che è opportuno promuovere la diffusione e l'ottimizzazione dei risultati della ricerca
 comunitaria, che il trattato contiene norme precise per quanto concerne la diffusione delle
 conoscenze che si applicano in particolare ai programmi di ricerche nucleari e che questi sono attuati
 congiuntamente mediante programmi specifici e un'azione centralizzata;
 considerando che è altresì opportuno dare un impulso alla formazione e alla mobilità dei ricercatori,
 in particolare dei giovani ricercatori della Comunità;
                                                    104
 ---pagebreak--- considerando che le attività di cooperazione a livello internazionale e di impulso alla formazione
e alla mobilità deiricercatorisono condotte nell'ambito di ciascun programma specifico;
considerando che il Centro comune di ricerca deve contribuire all'attuazione del programma quadro;
considerando che l'attuazione del programma quadro avviene mediante programmi specifici;
considerando che è opportuno, da un lato esaminare in modo regolare e sistematico lo stato di
avanzamento del programma quadro rispetto ai criteri e agli obiettivi previsti dalla presente
decisione, e, dall'altro è opportuno far svolgere una valutazione indipendente della sua gestione e
dei risultati delle azioni avviate in tempo utile e anteriormente alla proposta del nuovo programma
quadro; che, inoltre, la Commissione presenta al Consiglio, ogni anno, una relazione sulle sue
attività;
considerando che, fatta salva la disponibilità degli importi necessari all'attuazione dei programmi
nell'ambito della procedura annuale di bilancio, in conformità dell'articolo 7, terzo comma del
trattato, è necessario procedere ad una stima dell'importofinanziariocomunitario necessario per la
realizzazione delle azioni di ricerca e di sviluppo previste;
 considerando che è opportuno garantire la coerenza di tutte le azioni comunitarie di RST e che, di
 conseguenza, è opportuno adottare congiuntamente e per la stessa durata il presente programma
 quadro ed il quarto programma quadro delle azioni comunitarie di RST (e);
 (e) cfr. la presente GU, pagina...
                                                   105
 ---pagebreak--- considerando che il comitato scientifico e tecnico è stato consultato dalla Commissione;
                                                   DECIDE
                                                  Articolo 1
1.      Per il periodo 1994-1998 è adottato un programma quadro di attività comunitarie di ricerca
        ed insegnamento nel settore nucleare.
2.       Il programma quadro comprende tutte le attività di ricerca, sviluppo tecnologico,
        cooperazione internazionale, diffusione e ottimizzazione dei risultati, nonché la formazione
        nei settori che concernono.
                  - la affidabilità e la sicurezza nucleari
                  - la fusione termonucleare controllata.
3.       Fatto salvo l'articolo 7, terzo comma del trattato, l'importo ritenuto necessario della
         partecipazionefinanziariadella Comunità al programma quadro ammonta a 1 475 Mio di
         ECU,ripartitifra i due settori di cui al paragrafo 2 come descritto nell'allegato I.
4.       I criteri di selezione applicabli all'attuazione del programma quadro vengono fìssati
         nell'allegato II.
5.       L'allegato III descrive gli obiettivi scientifici e tecnologici e le grandi linee delle attività
         previste, in funzione dei criteri di cui al paragrafo 4.
                                                  Articolo 2
 Il programma quadro viene attuato mediante programmi specifici, adottati in conformità dell'articolo
 7 del trattato. Ciascun programma specifico fissa i propri obiettivi precisi secondo gli orientamenti
di cui all'allegato III.
                                                      106
 ---pagebreak---                                                  Articolo 3
   Le modalità della partecipazione finanziaria della Comunità all'insieme del programma quadro sono
   riprese dalle disposizioni particolari degli stanziamenti di RST del regolamento finanziario
   applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, di cui all'allegato IV della presente
   decisione.
                                                 Articolo 4
1.      La Commissione esamina in modo regolare e sistematico lo stato di avanzamento del
        programma quadro tenendo conto dei criteri e degli obiettivi di cui agli allegati II e HI.
        Essa valuta in particolare se gli obiettivi, le priorità e i mezzi finanziari sono ancora
        adeguati all'evoluzione della situazione. Se necessario, essa presenta proposte volte a
        modificare o completare il programma quadro in base ai risultati di detto esame.
2.      Prima di presentare la proposta per il nuovo programma quadro, la Commissione affida
        ad esperti indipendenti la valutazione della gestione e dei risultati dell'attività comunitaria
        condotta nel quinquennio che precede tale valutazione. La Commissione comunicherà tale
        valutazione, con le sue osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato
        economico e sociale parallelamente alla proposta per il suo nuovo programma quadro.
Fatto a Bruxelles,                                                     Per il Consiglio
                                                                       Il Presidente
                                                 107
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO I
        PROGRAMMA QUADRO (1994-1998): IMPORTI E RIPARTIZIONE
                                                                  In Mio di ECU
                                                                  (prezzi correnti)
Affidabilità e sicurezza nucleari                                     495
Fusione termonucleare controllata                                     980
                       IMPORTO RITENUTO NECESSARIO *                 1475
   di cui CCR: 343 Mio di ECU suddivisi come segue: salvaguardia e sicurezza nucleari 293
   Mio di ECU e fusione termonucleare controllata 50 Mio di ECU.
                                        108
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO II
                  CRITERI DI SELEZIONE DELLE AZIONI COMUNITARIE
I criteri che seguono presiedono alla selezione degli obiettivi scientifici e tecnologici del
programma quadro, ma si applicano anche alla definizione dei programmi specifici.
1.      Le attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (RST) devono
        concentrarsi su obiettivi chiaramente definiti, contribuendo cosi a:
                potenziare la base tecnologica dell'industria comunitaria per consentirle di essere
                più competitiva a livello internazionale fornendole le conoscenze e il "saper-fare"
                necessarie (competenze);
                definire ed attuare le politiche comunitarie;
                rispondere alle esigenze della società contribuendo in tal modo allo sviluppo di
                una crescita sostenibile.
        Questo approccio porterà anche a conseguenze economiche a breve, medio e lungo
        termine e dovrà contribuire al potenziamento della coesione economica e sociale della
         Comunità, garantendo nel contempo un'elevata qualità scientifica e tecnica.
2.       In base a quanto precede i seguenti tipi di azione giustificano un intervento comunitario.
                azione su grande scala per la quale gli Stati membri non possono, o possono solo
                 difficilmente, rendere disponibili gli impianti e le risorse finanziarie umane
                necessarie ("massa critica");
                                                  109
 ---pagebreak---            attività che affronta problemi ambiziosi, di grande portata, o la cui portata
          scientifica si situa nel lungo periodo. Questo tipo di attività richiede un impegno
          diricercaspecifico a livello comunitario, aumentando spesso il contributo generale
          offerto dalla Comunità alla risoluzione dei problemi internazionali;
           attività le cui conseguenze in termini di vantaggi economici evidenti giustificano
           un'azione comune, anche se si deve tener conto dell'aumento dei costi causato da
           una cooperazione su scala internazionale;
           attività complementare con quella avviata su scala nazionale, intesa a potenziare
           le basi scientifiche e tecniche della Comunità nel suo insieme e i cui risultati
           saranno valorizzati meglio a livello della Comunità;
           attività che contribuisce alla realizzazione di un obiettivo comune, per esempio il
           mercato interno, o l'unificazione dello spazio scientifico e tecnico europeo, e
           qualora fosse necessario, volta anche alla creazione di regole e norme comuni.
3. Le attività comunitarie di RST devono essere attuate nell'ambito di progetti che verranno
   valutati in base al criterio dell'eccellenza scientifica e tecnica.
   Nella procedura di selezione dei progetti, che verrà condotta nell'ambito dei programmi
   specifici, si considereranno prioritari i progetti che consentono di:
            realizzare un migliore coordinamento tra gli sforzi di ricerca attuali negli Stati
            membri, su scala comunitaria e nell'ambito di altre istanze di cooperazione europea
            ed internazionale;
            soddisfare nel modo più efficace gli obiettivi di competitività economica ed
            industriale globale della Comunità.
                                              110
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO m
                          OBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI
Sicurezza e affidabilità nucleare
L'obiettivo è di garantire la sicurezza di tutte le attività nucleari: produzione di elettricità a partire
dalla fissione, impiego della radioattività, radiazioni ionizzanti, presenza di radioattività naturale.
Malgrado la maturità raggiunta dall'industria elettronucleare, l'incidente di Cernobyl ha dimostrato
che la sicurezza nucleare deve essere perfezionata, in particolare nei paesi dell'Est. Occorre
pertanto consolidare l'opzione nucleare, dimostrando di saperla padroneggiare in tutti i campi di
applicazione. Tale dimostrazione della padronanza del nucleare avverrà sulla base di quattro
orientamenti principali.
- lo sviluppo di un'impostazione dinamica della sicurezza nucleare che contribuisca a consolidare
una "cultura della sicurezza" a livello mondiale; l'uso congiunto di grandi impianti europei per
riuscire a capire meglio i fenomeni cruciali legati al ciclo del combustibile nucleare e ai rifiuti;
il proseguimento dello sviluppo tecnico del controllo della sicurezza nucleare; l'integrazione della
radioprotezione in un sistema globale della protezione dell'uomo e dell'ambiente.
Per quanto attiene al primo orientamento, in stretta collaborazione con le organizzazioni
internazionali competenti, i settori di attività riguardano lo studio di nuovi sistemi di controllo
e di sorveglianza, i fenomeni relativi agli incidenti gravi e la valutazione delle caratteristiche di
sicurezza dei nuovi modelli di reattori. L'invecchiamento degli impianti e la loro prolungata
attività renderanno necessari studi complementari nel quadro delle reti di ricerca. Occorre
studiare, in coordinamento con le autorità nazionali, il problema dello smantellamento degli
impianti nella CE e nei paesi dell'Europa centrale e orientale nonché il recupero dei siti.
Per il secondo orientamento, i lavori nel campo del ciclo del combustibile, svolti dal CCR, e
delle scorie radioattive saranno focalizzati sui problemi di sicurezza legati al combustibile
nucleare e sul suo deposito definitivo. Saranno sviluppati gli approcci prenormativi. Si rafforzerà
l'impiego congiunto degli impianti sotteranei da parte dei ricercatori di tutti gli Stati membri.
                                                    Ili
 ---pagebreak--- Le ricerche svolte dal CCR nel settore dei controlli di sicurezza, nell'ambito di reti cui
partecipano laboratori nazionali, mirano ad ottenere risultati o a sviluppare nuove tecniche
necessarie per garantire ilrispettodegli obblighi in materia di garanzie cherientranonell'ambito
del trattato o che derivano dal trattato di non proliferazione. D'altra parte, il CCR proseguirà la
sua attività di sostegno allo svolgimento di compiti che competono alla Commissione in questo
settore, e parteciperà all'istituzione di un sistema internazionale coerente e affidabile di controllo
della sicurezza mediante la cooperazione con l'Ai E A e con i paesi desiderosi di contribuire a un
sistema del genere, in particolare con i paesi dell'Est.
Nel campo della radioprotezione, la comprensione dei meccanismi biologici legati all'esposizione
rimane l'unica maniera per riuscire a quantificare meglio gli effetti delle piccole dosi. La
riduzione delle esposizioni di qualsiasi natura, tenendo conto degli imperativi economici e sociali,
rimane l'obiettivo per la tutela dell'uomo e dell'ambiente.
I problemi di inquinamento radioattivo dovuti ad incidenti o al normale funzionamento nei paesi
dell'Europa centrale e orientale, in particolare a Cernobyl, rendono necessaria una cooperazione
con tali paesi. L'istituzione di una rete di centri internazionali incentiverà la collaborazione
internazionale e contribuirà ad un coordinamento più efficace delle iniziative bilaterali e
internazionali.
Fusione termonucleare controllata
 L'obiettivo a lungo termine dell'azione comunitaria, che integra tutte le attività diricercaavviate
 dagli Stati membri (e da Svezia e Svizzera) sulla fusione in materia di confinamento inerziale,
 è quello di realizzare in comune reattori prototipo affidabili erispettosidell'ambiente. La durata
 e il livello dellerisorsefinanziariee umane da investirerichiedonola coesione totale della rete
 di organismi impegnati nell'azione comunitaria e la stretta cooperazione con i maggiori
 programmi sulla fusione realizzati da paesi terzi.
 Le questioni attinenti alla sicurezza e all'ambiente avranno un ruolo centrale nella realizzazione
 dei grandi impianti, previsti dalla strategia finalizzata allo sviluppo di un reattore prototipo. Nel
 periodo 1994-1998, per attuare tale strategia è necessario svolgere contemporaneamente tre
                                                   112
 ---pagebreak--- attività di ricerca: le attività "Next Step", relative al primo reattore sperimentale; in previsione
della fase successiva, vale a dire quella del reattore di dimostrazione, l'attività di perfezionamento
concettuale nel settore della fisica e dell'ingegneria dei plasmi; infine la tecnologia a lungo
termine, essenziale per progredire verso l'utilizzo della fusione come fonte di energia.
Per il periodo 1994-1998, le attività "Next Step" mireranno al completamento del progetto
dettagliato di un reattore sperimentale nel quadro dell'accordo internazionale ITER sottoscritto
da Euratom, Giappone, Federazione di Russia e USA. Per quanto riguarda Euratom, fatta
eccezione per la partecipazione al "Joint Central Team", le attività saranno coordinate dal gruppo
NET e svolte da JET, le Associazioni, il CCR e l'industria. Verrà individuato il sito europeo da
candidare per la costruzione del Next Step. L'impresa comune JET si concluderà al termine di
un periodo di attività sul trizio; le conoscenze così acquisite saranno destinate in particolare a
ITER; le attrezzature disponibili saranno utilizzate entro contesti organizzativi ancora da definire.
Basandosi      sul  tokamak      e  su   configurazioni     simili,  le  Associazioni    proseguiranno
l'approfondimento concettuale; potrebbe risultare necessario ammodernare i dispositivi esistenti
 e costruirne dei nuovi, quali uno stellarator. Verrà valutata la possibilità di impiego di altre
 reazioni di fusione. Le tecnologie a lungo termine riguarderanno le protezioni trizigeniche, i
 materiali e la sicurezza; i laboratori specializzati, e in particolare quello del CCR, contribuiranno
 a studiare la manipolazione senza rischi del trizio.
 Gli orientamenti di ricerca continueranno a basarsi principalmente sulla fusione a confinamento
 magnetico. E' però anche necessario valutare con attenzione altre alternative, quali la fusione a
 confinamento inerziale, per esempio con fasci di particelle, possibilmente entro una forma di
 collaborazione internazionale, in particolare tramite attività sperimentali.
 Verrà sviluppata la sinergia ricerca/formazione. Sarà potenziata la mobilità dei ricercatori, in
 particolare nell'ambito di consorzi di azioni integrate che raggruppano le Associazioni su progetti
 comuni. Verrà mantenuta la gestione decentrata del programma.
                                                   113
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO IV
   REGOLE PER LA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA DELLA COMUNITÀ1
1. La partecipazione finanziaria della Comunità alle attività di RST svolte nell'ambito dei
   programmi specifici è normalmente la seguente:
a) azioni indirette (azioni in compartecipazione finanziaria con terzi)
           per i progetti di RST, compresi i progetti con consorzi integrati, riduzione
           graduale della quota di partecipazione quanto più il progetto è vicino alla fase di
           commercializzazione, che comunque non supera normalmente il 50% del costo del
           progetto (nel caso di università e istituti d'istruzione superiore può essere prevista
           la copertura del 100% del costo aggiuntivo);
           per le reti tematiche di eccellenza, per la formazione e la mobilità dei ricercatori,
           in linea di massima il 100% del costo aggiuntivo;
           per le misure preparatorie, di sostegno e di aiuto, fino al 100% del costo;
   b)      azioni concertate
           per le azioni concertate che consistono nel coordinamento di progetti di RST, quali
           le reti di concertazione, fino al 100% del costo amministrativo della concertazione;
   e)      azioni dirette
            per le azioni dirette, composte da programmi o parti di programmi di RST
            eseguiti presso il Centro comune di ricerca, in linea di principio il 100% del costo
            della ricerca.
            Si può derogare a queste regole generali solo nei casi previsti da ciascun
           programma specifico.
                                              114
 ---pagebreak--- Le regole per la partecipazione della Comunità all'impresa comune JET e alle attività
ITER sono definite nel programma specifico che riguarda la fusione termonucleare
controllata.
                                        115
 ---pagebreak---                                                              SCHEDA FINANZIARIA
                                                         Par^e 1: Implicazioni finanziarie
1. TITOLO DELL'AZIONE
Quarto programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico e programma quadro per la Comunità europea dell'energia
atomica (1994-1998).
2. LINEE DI BILANCIO PERTINENTI
Capitolo B 6
3. FONDAMENTO GIURIDICO
Articolo 130 Q, paragrafo 1 del trattato CFìIi (che sarà sostituito dall'art. 130 I, paragrafo 1 del trattato della Comunità europea dopo l'entrata
in vigore del trattato di Maastricht) e articolo 7 del trattato CEEA.
4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE
4.1. Obiettivi specifici
Attuazione di programmi di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione mediante la promozione della collaborazione con e tra imprese,
 centri di ricerca ed università;
 promozione della cooperazione nel campo delle attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione con i paesi terzi e le
 organizzazioni internazionali;
 diffusione ed ottimizzazione dei risultati delle azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione;
 impulso alla formazione e alla mobilità dei ricercatori nella Comunità.
 4.2. Durata
 1994-1998
 4.3. Categorie destinatarie
 Imprese industriali, in special modo le PMI, centri di ricerca ed università per quanto concerne le loro attività di ricerca e sviluppo tecnologico.
                                                                        116
 ---pagebreak--- 5. CLASSIFICAZIONE DELLA SPESA E DELLE ENTRATE
5.1. SNO
5.2. SD
5.3. Tipo delle entrate previste
I paesi EFTA, quali definiti all'articolo 2 de) protocollo di emendamento all'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), contribuiranno -
  se così deciso dal comitato misto SEE previsto dall'accordo - ad un finanziamento supplementare proporzionale, verosimilmente limitato alle
attività del settore non nucleare del presente programma quadro.
6. NATURA DELLE SPESE O DELLE ENTRATE
I progetti di ricerca, sviluppo e dimostrazione eseguiti su contratto estemo possono accedere ad un contributo comunitario alle spese di ricerca,
con un tetto massimo del 50% dei costi o l'equivalente (100% delle spese aggiuntive per le università e altri istituti analoghi).
 Le reti, le azioni di formazione e di stimolo alla mobilità dei ricercatori, le azioni concertate, che rappresentano il coordinamento di progetti
 di ricerca e sviluppo e le azioni d'accompagnamento, possono ottenere un contributo pari al 100% del costo di queste attività.
 In linea di principio le azioni di ricerca svolte dal Centro comune di ricerca sono finanziate al 100%.
 7. IMPATTO FINANZIARIO
 7.1. Metodo perla valutazione del costo globale dell'azione
 I programmi quadro sono stati definiti in modo da non superare i due terzi dell'importo di cui alla sezione 3 della proposta relativa alle
 prospettive finanziarie per il periodo 1993-1999.
 Gli importi assegnati riguarderanno azioni scientifiche, tecnologiche e di dimostrazione, misure trasversali di sostegno e misure ad esse collegate,
 nonché le spese di personale e le spese amministrative scientifiche e tecnologiche direttamente collegate all'attuazione delle azioni e delle
  misure. Per le attività svolte dal CCR, l'importo comprenderà l'infrastruttura degli istituti.
 7.2. Ripartizione
 Le quattro azioni corrispondono ai quattro obiettivi elencati al punto 4.1.
                                                                         117
 ---pagebreak---                                                QUARTO PROGRAMMA QUADRO 1994-1998
                                                                                                          Mio di ECU
                                                                                                        (prezzi correnti)
                      Prima azione (programmi di ricerca, di sviluppo tecnologico e di                       10925
                      dimostrazione)
                      Seconda azione (cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni                       790
                      internazionali)
                      Terza azione (diffusione e ottimizzazione dei                 risultati)                 600
                      Quarta azione (impulso alla formazione e alla mobilità dei           ricercatori)        785
                                                                        IMPORTO GLOBALE                      13100
                                                                                                                               Mio di ECU
                                                                                                                           (Prezzi correnti)
Ripartizione indicativa tra i temi nell'ambito della prima azione
- Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni *                                                                                  3900
- Tecnologie industriali *                                                                                                              1800
- Ambiente *                                                                                                                             970
- Scienze e tecnologia della vita *                                                                                                     1325
- Energie*                                                                                                                              2525
  - nucleare                                                                                                                            1475
  - non nucleare                                                                                                                        1050
                                                 41
- Ricerca per una politica europea dei trasporti                                                                                         280
- Ricerca socioeconomica finalizzata *                                                                                                    125
                                                                                                                                       10925
*         di cui CCR 1 067 Mio di ECU. Nota: oltre alla descritta partecipazione alla rima azione, il CCR parteciperà anche alla terza azione
          con un importo di 70 Mio di ECU.
                                                                    118
 ---pagebreak--- 7.3. Schema indicativo degli impegni
                                                                                                                              Mio di ECU - Prezzi
correnti
                                                  ANNI              Prospettive                    Importi efletivi
                                                                     finanziarie                             4°PQ
                                                   1994                  4325                              pm
                                                   1995                  4715                                2928
                                                   1996                   5078                          3153
                                                   1997                   5450                               3384
                                                   1998                  5852                                3635
                                                  Totale
                                                1994-1998                                             13100
                                             —"———^—^m^-rnI»          f^mMr^^nmÊmmm^mtmrmmJ^mmitmmmtfmmmmmm^mmmmi   II.III.HI
 I deflatori utilizzati sono rispettivamente: 1,023 per il 1992-93; 1,059 per il 1992-94; 1,091 per il 1992-95; 1,123 per il 1992-96; 1,157 per
 il 1992-97 e 1,192 per il 1992-98.
 Gli importi annuali definitivi saranno stabiliti dall'autorità di bilancio.
 8. MISURE ANTIFRODE PREVISTE NELL'AMBIO DELL'AZIONE
  Programma di controllo della direzione generale. Sorveglianza svolta dai funzionari formalmente responsabili delle azioni.
                                                     Parte 2: Base della valutazione costo/efficacia
  1. OBIETTIVI
  Il programma quadro risponde agli obiettivi fissati dal trattato sull'Unione europea, in particolare dall'articolo 130 F, paragrafo 1 del trattato
  CE, il quale recita: "La Comunità si propone l'obiettivo di rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e di favorire
  lo sviluppo della sua competitività intemazionale e di promuovere le azioni di ricerca ritenute necessarie ai sensi di altri capi del presente
  trattato". La scelta dei quattro settori d'azione è conforme al disposto dell'articolo 130 G.
  2. MOTIVAZIONE DELL'AZIONE
  L'azione è motivata dalla necessità da parte della Comunità di contribuire a rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria
  europea e di favorire lo sviluppo della sua competitività internazionale, contribuendo al contempo alla definizione e all'attuazione delle
  politiche comuni e soddisfando le esigenze della società.
                                                                               119
 ---pagebreak--- 3. <X)NTROLLO E VALUTAZIONE DELL'AZIONE
II carattere e la frequenza delle valutazioni dovranno consentire alla Commissione di soddisfare gli impegni che le competono in virtù
dell'articolo 4 dei progetti di decisioni contenuti nella presente proposta e di valutare i programmi e le politiche comunitari di RST.
Tra i principali fattori di incertezza che possono influenzare irisultatidell'azione vi sono gli eventuali ritardi che possono intervenire
nell'attuazione dell'azione proposta, la capacità e la volontà delle imprese private di avvalersi immediatamente di tutti i benefici che tali
azioni possono offrire loro od infine la difficoltà inevitabile di creare collegamenti diretti tra le spese di ricerca e la competitività delle
imprese, soprattutto a breve termine e tenendo conto del fatto che l'innovazione non è un processo lineare che va dallaricercadi base alla
ricerca applicata fino alle applicazioni commerciali.
(Hi indicatori ed i criteri quantitativi e qualitativi che permettono di misurare irisultatidel programma devono essere stabiliti
 separatamente per ciascun programma specifico.
 La Commissione esaminerà lo stato di avanzamento del quarto programma quadro tenendo conto dei criteri e degli obiettivi indicati negli
 allegati II e III. Essa valuta in modo regolare e sistematico in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumentifinanziarisiano ancora
 adeguati all'evolversi della situazione (cfr. articolo 4, paragrafo 1 del progetto di decisione). Se necessario, la Commissione presenterà
 proposte con lo scopo di modificare o completare il programma quadro in base airisultatidi detto esame. Allo stosso modo, e prima di
  presentare la proposta del quinto programma quadro, la Commissione incarica esperti indipendenti delia valutazione della gestione e dei
  risultati delle azioni comunitarie nel settore della RST nel quinquennio che precede tale valutazione (cfr. articolo 4, paragrafo 2 del
  progetto di decisione).
                                                                         120
 ---pagebreak---                                 SCHEDA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO
                 IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE, IN PARTICOLARE
                                  LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)
Titolo della proposta: Proposta della Commissione concernente il quarto programma quadro delle azioni
comunitarie di RST ( 1994-1998).
Numero diriferimentodel documento:
La proposta
/.      In relazione al principio di sussidiarietà, perché è necessaria una legislazione comunitaria in
        questo campo e quali sono i suoi principali obiettivi?
        La Comunità ha l'obiettivo, in materia di ricerca e sviluppo tecnologico, di rafforzare le basi
        scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e di favorire lo sviluppo della sua competitività
        internazionale. La necessità di un'azione comunitaria è definita dal titolo VI del trattato CEE e
        dal capo I del trattato Euratom. Il trattato CE inoltre (all'articolo 130 F introdotto dal trattato
        sull'Unione europea), stabilisce che la Comunità promuova le azioni di ricerca ritenute necessarie
        ai sensi di altri capi del trattato. Il carattere sussidiario delle azioni comunitarie di RST proposte
        è stato determinato secondo l'approccio descrìtto all'articolo 3 B introdotto nel trattato CEE dal
        trattato di Maastricht.
                                                          121
 ---pagebreak--- L'impatto sulle imprese
2.     Su quali imprese incide la proposta?
                           Quali settori?
       Le azioni comunitarie di RST devono concentrarsi maggiormente sulle tecnologie generiche di
       ampia utilizzazione in tutti i settori di attività dell'economia europea. I lavori di ricerca in
       cooperazione che potranno essere finanziati grazie agli importi previsti dal quarto programma
       quadro, per esempio nel settore delle tecnologie dell'informazione, delle tecnologie industriali e
       dei materiali o delle biotecnologie, interesseranno un grandissimo numero di settori.
                           Dimensioni (percentuale PMI)?
        La Comunità incoraggia le imprese, comprese le PMI, i centri di ricerca e le università nei loro
        sforzi di RST e ne sostiene gli sforzi di cooperazione reciproca. La complementarità dei vantaggi
        comparativi tra PMI e i grandi complessi ha indotto la Commissione ad incoraggiare, con
        successo, il coinvolgimento delle PMI nei programmi comunitari di ricerca, in particolare
        attraverso specifici sistemi di incoraggiamento. Le PMI hanno beneficiato con priorità dei
        miglioramenti apportati alla gestione della ricerca comunitaria: semplificazione degli "information
        packages" (documentazione informativa), aiuto nella ricerca di partner, giornate di spiegazione
        mirate ("proposer days"), ecc. Il quarto programma quadro estende questo approccio
        organizzando attività di promozione tecnologica indirizzate alle PMI, ponendo l'accento sulle
        PMI nell'azione di diffusione e proponendo un'iniziativa finanziaria completamente nuova,
        appositamente concepita per favorire lo sfruttamento da parte delle PMI dei risultati della ricerca
        comunitaria. Questo nuovo strumento incluso nella terza azione è anche un elemento nuovo di un
        pacchetto di misure destinate a migliorare l'efficacia della partecipazione delle PMI alle azioni
        comunitarie di RST.
                                                        122
 ---pagebreak---                        Sì riscontra una concentrazione geografica particolare di queste imprese nella
                       Comunità?
   Le azioni comunitarie di RST non hanno a priori una vocazione geografica o regionale. Anche se
   l'obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità e di favorirne lo sviluppo
   armonioso è altrettanto valido per la politica di RST, quest'ultima vi contribuisce stabilendo il
   criterio di eccellenza scientifica e tecnologica come criterio fondamentale di ammissibilità.
   Questo criterio costituisce di per sé un elemento di coesione in quanto permette di associare gli
   scienziati delle regioni meno favorite alle attività della ricerca europea più avanzata. 11 rapporto
   del settembre 1991, del gruppo di valutazione sugli effetti del programma quadro per la coesione
   economica e sociale nella Comunità, ha dimostrato d'altra parte che le imprese originarie delle
   regioni meno favorite (soprattutto PMI) partecipano in misura crescente alle partnership
   comunitarie. Il quarto programma quadro dovrebbe contribuire a mantenere questa tendenza,
   sfruttando i risultati raggiunti con le azioni dei Fondi strutturali (soprattutto STRIDE) che mirano
   a rafforzare le strutture della RST nelle regioni meno favorite. Esso prevede inoltre, nell'ambito
    delle azioni 3 e 4, misure specifiche per queste regioni.
    3.                 Quali misure dovranno prendere le imprese per conformarsi alla proposta?
    La proposta non impone obblighi formali alle imprese comunitarie, bensì fornisce loro ulteriori
    strumenti per partecipare allo sforzo di ricerca in collaborazione. Il settore privato mantiene la
    responsabilità principale di sfruttare pienamente le possibilità offerte e di applicare con successo i
    risultati dei progetti diricercanella produzione e nella commercializzazione di prodotti
    innovativi.
4.  Quoi è l'effetto prevedibile della proposta sul piano economico?
    sull'occupazione? sugli investimenti e sulla creazione di nuove imprese? sulla competitività delle
    imprese?
                                                  123
 ---pagebreak--- Rafforzando la competitività internazionale delle imprese europee, le azioni comunitarie di RST
favoriscono l'occupazione e gli investimenti.
La comunicazione della Commissione sulla valutazione del secondo programma quadro di RST
(SEC(92) 675 del 22.4.1992) e l'analisi di questa valutazione effettuata dal CREST, forniscono
elementi di analisi atti a comprendere negli effetti economici delle azioni comunitarie di RST. Il
quarto programma quadro proposto, continuando l'approccio di concentrazione avviato dal terzo,
consentirà, attraverso un'assegnazione selettiva dei fondi richiesti dalle varie azioni, di migliorare
ulteriormente la pertinenza e l'impatto di queste azioni.
5.                 La proposta contiene misure per tener conto della situazione specifica delle
                   PMI (esigenze ridotte o diverse, ecc.)?
 I meccanismi specifici concernenti le PMI continueranno ad essere sviluppati ed in alcuni casi
sperimentati. Sono inoltre proposte nuove disposizioni (cfr. punto 2).
 Consultazione
 6.                Elenco delle organizzazioni consultate sulla proposta e riassunto degli elementi
                   principali della loro posizione
 La presente proposta concernente il quarto programma quadro è il frutto di una riflessione
 politica della Commissione, in contatto permanente con gli organismi consultivi in materia di
 RST (CREST, IRDAC, CODEST), con il Parlamento europeo ed il Comitato economico e
 sociale, con l'UNICE, con le amministrazioni nazionali, gli stessi ricercatori e gli enti
 rappresentativi maggiormente interessati a livello europeo e nazionale.
                                               124
 ---pagebreak---                                                                  ISSN 0254-1505
                                                          COM(93) 276 def.
                                                       DOCUMENTI
rr                                                                          is
                                       N. di catalogo : CB-CO-93-329-IT-C
                                                         ISBN 92-77-57042-3
Uffido delle pubblicazioni ufSdali delle Comunità europa
Lr2985 Lussemburgo
                                              125