CELEX: 61984CJ0170
Language: it
Date: 1986-05-13
Title: Sentenza della Corte del 13 maggio 1986. # Bilka-Kaufhaus GmbH contro Karin Weber von Hartz. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Bundesarbeitsgericht - Germania. # Parità di trattamento fra uomini e donne - Lavoratori ad orario ridotto - Esclusione dal regime pensionistico aziendale. # Causa 170/84.

Avis juridique important

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61984J0170

SENTENZA DELLA CORTE DEL 13 MAGGIO 1986.  -  BILKA - KAUFHAUS GMBH CONTRO KARIN WEBER VON HARTZ.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL BUNDESARBEITSGERICHT.  -  PARITA'DI TRATTAMENTO FRA UOMINI E DONNE - LAVORATORI A TEMPO PARZIALE - ESCLUSIONE DAL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE.  -  CAUSA 170/84.  

raccolta della giurisprudenza 1986 pagina 01607 edizione speciale svedese pagina 00583 edizione speciale finlandese pagina 00607

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E DI SESSO FEMMINILE - PARITA DI RETRIBUZIONE - RETRIBUZIONE - NOZIONE - REGIME CONVENZIONALE PENSIONISTICO D ' IMPRESA FINANZIATO INTERAMENTE DAL DATORE DI LAVORO - INCLUSIONE  ( TRATTATO CEE , ART . 119 )   2 . POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E DI SESSO FEMMINILE - PARITA DI RETRIBUZIONE - ESCLUSIONE DEI LAVORATORI A ORARIO RIDOTTO DA UN REGIME PENSIONISTICO D ' IMPRESA - PREVALENZA DELLE DONNE TRA I LAVORATORI A ORARIO RIDOTTO - INAMMISSIBILITA IN MANCANZA DI GIUSTIFICAZIONI OBIETTIVE   ( TRATTATO CEE , ART . 119 )   3 . POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E DI SESSO FEMMINILE - PARITA DI RETRIBUZIONE - REGIME PENSIONISTICO D ' IMPRESA - OBBLIGO DI DISCIPLINARNE L ' ACCESSO TENENDO CONTO DEI PROBLEMI DEI DIPENDENTI CON CARICO DI FAMIGLIA - INSUSSISTENZA   ( TRATTATO CEE , ART . 119 )    

Massima

1 . NON COSTITUISCE UN REGIME PREVIDENZIALE DIRETTAMENTE DISCIPLINATO DALLA LEGGE E CHE ESULI , PER QUESTO MOTIVO , DAL CAMPO DI APPLICAZIONE DELL ' ART . 119 DEL TRATTATO , BENSI RICADE SOTTO QUESTA DISPOSIZIONE IL REGIME PENSIONISTICO D ' IMPRESA IL QUALE , BENCHE ADOTTATO CONFORMEMENTE ALLE DISPOSIZIONI STABILITE DAL LEGISLATORE , TRAGGA ORIGINE DALL ' ACCORDO FRA IL DATORE DI LAVORO ED I RAPPRESENTANTI DEI DIPENDENTI , FACCIA PARTE INTEGRANTE DEI CONTRATTI DI LAVORO ED ABBIA L ' EFFETTO DI COMPLETARE LE PRESTAZIONI SOCIALI DOVUTE A NORMA DELLE LEGGI NAZIONALI DI APPLICAZIONE GENERALE MEDIANTE PRESTAZIONI IL CUI FINANZIAMENTO E UNICAMENTE A CARICO DEL DATORE DI LAVORO .   2 . L ' ART . 119 DEL TRATTATO E TRASGREDITO DALL ' IMPRESA LA QUALE ESCLUDA I DIPENDENTI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME PENSIONISTICO D ' IMPRESA , QUALORA QUESTO PROVVEDIMENTO COLPISCA UN NUMERO MOLTO PIU ELEVATO DI DONNE CHE DI UOMINI , A MENO CHE L ' IMPRESA NON PROVI CHE DETTO PROVVEDIMENTO E DOVUTO A CONSIDERAZIONI OBIETTIVE ED ESTRANEE A QUALSIASI DISCRIMINAZIONE BASATA SUL SESSO .   QUESTE CONSIDERAZIONI POSSONO RIGUARDARE IL FATTO CHE L ' IMPRESA MIRA AD OCCUPARE IL MINIMO POSSIBILE DI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO , QUALORA SIA PROVATO CHE QUESTO SCOPO RISPONDE AD UN ' ESIGENZA EFFETTIVA DELL ' IMPRESA E CHE I MEZZI SCELTI PER RAGGIUNGERLO SONO ADEGUATI E NECESSARI .   3 . L ' ART . 119 DEL TRATTATO NON HA L ' EFFETTO DI OBBLIGARE IL DATORE DI LAVORO AD ORGANIZZARE IL REGIME PENSIONISTICO D ' IMPRESA DA LUI ISTITUITO PER I PROPRI DIPENDENTI IN MODO DA TENER CONTO DEI PARTICOLARI PROBLEMI CHE SORGONO PER I DIPENDENTI CON CARICO DI FAMIGLIA IN FATTO DI ACQUISTO DEL DIRITTO ALLA PENSIONE .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 170/84 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DAL BUNDESARBEITSGERICHT NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA  BILKA-KAUFHAUS GMBH  E  KARIN WEBER VON HARTZ ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 119 DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 5 GIUGNO 1984 , PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 2 LUGLIO SEGUENTE , IL BUNDESARBEITSGERICHT HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , TRE QUESTIONI PREGIUDIZIALI VERTENTI SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 119 DI DETTO TRATTATO .   2 DETTE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NELL ' AMBITO DI UNA CONTROVERSIA TRA L ' IMPRESA BILKA-KAUFHAUS GMBH ( IN PROSIEGUO : '  LA BILKA ' ) E LA SUA EX DIPENDENTE SIG.RA KARIN WEBER VON HARTZ , RELATIVA ALL ' AMMISSIONE DI QUEST ' ULTIMA AL BENEFICIO DI UNA PENSIONE DI ANZIANITA A CARICO DEL REGIME PENSIONISTICO COMPLEMENTARE ISTITUITO DALLA BILKA A FAVORE DEI PROPRI DIPENDENTI .   3 DAL FASCICOLO RISULTA CHE LA BILKA , LA QUALE FA PARTE DI UN GRUPPO DI GRANDI MAGAZZINI OPERANTE NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA ED OCCUPA VARIE MIGLIAIA DI PERSONE , HA DA ANNI ISTITUITO UN REGIME PENSIONISTICO COMPLEMENTARE ( IN PROSIEGUO : '  PENSIONI AZIENDALI ' ) PER I SUOI DIPEDENTI . QUESTO REGIME , PIU VOLTE MODIFICATO , SI CONSIDERA PARTE INTEGRANTE DEI CONTRATTI DI LAVORO STIPULATI TRA LA BILKA E I SUOI DIPENDENTI .   4 SECONDO IL TESTO IN VIGORE DAL 26 OTTOBRE 1973 , I DIPENDENTI AD ORARIO RIDOTTO SONO AMMESSI A FRUIRE DI DETTO REGIME SOLO QUALORA ABBIANO LAVORATO A TEMPO PIENO PER ALMENO 15 ANNI SU UN PERIODO COMPLESSIVO DI 20 ANNI .   5 LA SIG.RA WEBER LAVORAVA ALLE DIPENDENZE DELLA BILKA , IN QUALITA DI COMMESSA , DAL 1961 AL 1976 . DOPO AVER PRESTATO SERVIZIO A TEMPO PIENO , ESSA DECIDEVA DI LAVORARE AD ORARIO RIDOTTO DAL 1* OTTOBRE 1972 E SINO ALLA FINE DEL RAPPORTO DI LAVORO . POICHE NON AVEVA MATURATO UN PERIODO MINIMO DI 15 ANNI A TEMPO PIENO , ESSA SI VEDEVA RIFIUTARE DALLA BILKA LA CONCESSIONE DELLA PENSIONE AZIENDALE .   6 LA SIG.RA WEBER CONTESTAVA , DINANZI AI GIUDICI TEDESCHI DEL LAVORO , LA LEGITTIMITA DEL RIFIUTO OPPOSTO DALLA BILKA , SOSTENENDO , FRA L ' ALTRO , CHE IL REGIME DELLE PENSIONI AZIENDALI VIOLAVA IL PRINCIPIO DELLA PARITA DELLE RETRIBUZIONI FRA I LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E QUELLI DI SESSO FEMMINILE , SANCITO DALL ' ART . 119 DEL TRATTATO CEE . ESSA DEDUCEVA , IN PROPOSITO , CHE IL REQUISITO DEL PERIODO MINIMO DI LAVORO A TEMPO PIENO PER L ' ATTRIBUZIONE DELLA PENSIONE AZIENDALE PREGIUDICA LE DONNE , LE QUALI , PER POTERSI OCCUPARE DELLA FAMIGLIA E DEI FIGLI , SONO PIU FACILMENTE INDOTTE A SCEGLIERE IL LAVORO AD ORARIO RIDOTTO DI QUANTO NON FACCIANO I LORO COLLEGHI UOMINI .   7 LA BILKA AFFERMAVA INVECE CHE NON POTEVA ESSERLE ADDEBITATA ALCUNA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI RETRIBUZIONE , POICHE LA DECISIONE DI ESCLUDERE I DIPENDENTI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME DELLE PENSIONI AZIENDALI ERA FONDATA SU MOTIVI ECONOMICI OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATI . ESSA SOTTOLINEAVA , IN PROPOSITO , CHE L ' IMPIEGO DI LAVORATORI A TEMPO PIENO IMPLICA , RISPETTO ALL ' IMPIEGO DI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO , MINORI SPESE ACCESSORIE E CONSENTE DI FAR LAVORARE IL PERSONALE PER L ' INTERO ORARIO DI APERTURA DEI NEGOZI . RIFERENDOSI ALLE STATISTICHE RELATIVE AL GRUPPO DI CUI ESSA FA PARTE , LA BILKA DEDUCEVA CHE L ' 81,3% DELLE PENSIONI AZIENDALI CORRISPOSTE FINO AL 1980 E ANDATO AL PERSONALE FEMMINILE , MENTRE QUEST ' ULTIMO RAPPRESENTA SOLO IL 72% DEL PERSONALE IN SERVIZIO . QUESTI DATI DIMOSTREREBBERO L ' ASSENZA DI QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO NEL REGIME CONTROVERSO .   8 IL BUNDESARBEITSGERICHT , CUI VENIVA SOTTOPOSTA CON RICORSO PER CASSAZIONE ( '  REVISION ' ) LA CONTROVERSIA TRA LA SIG.RA WEBER E LA BILKA , DECIDEVA DI SOSPENDERE IL PROCEDIMENTO E DI SOTTOPORRE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA LE SEGUENTI QUESTIONI :    '  1 ) SE SIA RAVVISABILE UNA VIOLAZIONE DELL ' ART . 119 DEL TRATTATO CEE , COSTITUENTE UNA ' '  DISCRIMINAZIONE INDIRETTA ' ' , NEL FATTO CHE UN ' IMPRESA DI GRANDI MAGAZZINI , CHE OCCUPA PREVALENTEMENTE PERSONALE FEMMINILE , ESCLUDA COLORO CHE PRESTANO SERVIZIO AD ORARIO RIDOTTO DAL BENEFICIO DEL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE NONOSTANTE CHE QUEST ' ESCLUSIONE COLPISCA SPROPORZIONATAMENTE IL PERSONALE FEMMINILE PIU DI QUELLO MASCHILE .   2 ) IN CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA DELLA PRIMA QUESTIONE :   A ) SE L ' IMPRESA POSSA GIUSTIFICARE QUESTA DISCRIMINAZIONE SOSTENENDO CHE ESSA ASPIRA AD OCCUPARE IL MINOR NUMERO POSSIBILE DI DIPENDENTI AD ORARIO RIDOTTO , MENTRE L ' INTERESSE DELL ' IMPRESA NON IMPONE UNA SIFFATTA POLITICA DEL PERSONALE NEL SETTORE DEI GRANDI MAGAZZINI .   B ) SE L ' IMPRESA DEBBA ORGANIZZARE IL PROPRIO REGIME PENSIONISTICO TENENDO ADEGUATO CONTO DELLE DIFFICOLTA PARTICOLARI INCONTRATE DAI DIPENDENTI CHE HANNO CARICHI DI FAMIGLIA PER SODDISFARE LE CONDIZIONI DI ATTRIBUZIONE DELLA PENSIONE AZIENDALE . '  9 CONFORMEMENTE ALL ' ART . 20 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO ( CEE ) DELLA CORTE DI GIUSTIZIA , SONO STATE PRESENTATE OSSERVAZIONI SCRITTE DALLA BILKA , DALLA SIG.RA WEBER , DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE .   SULL ' APPLICAZIONE DELL ' ART . 119  10 IN LIMINE , IL GOVERNO DEL REGNO UNITO SOSTIENE CHE LE CONDIZIONI AL CUI RISPETTO IL DATORE DI LAVORO SUBORDINA L ' AMMISSIONE DEI SUOI DIPENDENTI AD UN REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE , COME QUELLO CUI IL GIUDICE NAZIONALE SI RIFERISCE NELLE SUE QUESTIONI , NON RIENTRANO NELLA SFERA DI APPLICAZIONE DELL ' ART . 119 DEL TRATTATO .   11 A SOSTEGNO DI QUESTA TESI ESSO RICHIAMA LA SENTENZA 15 GIUGNO 1978 ( CAUSA 149/77 , DEFRENNE , RACC . 1978 , PAG . 1365 ) IN CUI LA CORTE AVREBBE DICHIARATO CHE L ' ART . 119 RIGUARDA UNICAMENTE LE DISCRIMINAZIONI IN MATERIA SALARIALE TRA I LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E QUELLI DI SESSO FEMMINILE E CHE LA PORTATA DI DETTO ARTICOLO NON POTREBBE ESSERE ESTESA AD ALTRI ELEMENTI DEL RAPPORTO DI LAVORO , ANCHE SE SI TRATTI DI ELEMENTI LA CUI APPLICAZIONE PUO AVERE CONSEGUENZE PECUNIARIE PER GLI INTERESSATI .   12 IL GOVERNO DEL REGNO UNITO FA POI RIFERIMENTO ALLA SENTENZA 16 FEBBRAIO 1982 ( CAUSA 19/81 , BURTON , RACC . 1982 , PAG . 555 ) IN CUI LA CORTE HA DICHIARATO CHE LA PRETESA DISCRIMINAZIONE CHE RISULTI DALLA DIFFERENZA FRA I LIMITI DI ETA IMPOSTI , PER L ' AMMISSIONE AL PENSIONAMENTO ANTICIPATO , RISPETTIVAMENTE AGLI UOMINI E ALLE DONNE , NON RIENTRA NEL CAMPO D ' APPLICAZIONE DELL ' ART . 119 , BENSI IN QUELLO DELLA DIRETTIVA 76/207 DEL CONSIGLIO , DEL 9 FEBBRAIO 1976 , RELATIVA ALL ' ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA L ' ACCESSO AL LAVORO , ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI E LE CONDIZIONI DI LAVORO ( GU L 39 , PAG . 40 ).   13 IN UDIENZA , IL GOVERNO DEL REGNO UNITO HA INOLTRE RICHIAMATO IL TESTO DELLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALL ' ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE NEL SETTORE DEI REGIMI PROFESSIONALI DI SICUREZZA SOCIALE , PRESENTATA DALLA COMMISSIONE IL 5 MAGGIO 1983 ( GU C 134 , PAG . 7 ). SECONDO DETTO GOVERNO , IL FATTO CHE LA COMMISSIONE ABBIA RITENUTO DI DOVER PRESENTARE TALE PROPOSTA INDICA CHE I REGIMI PENSIONISTICI DI CATEGORIA COME QUELLO CUI SI RIFERISCE IL GIUDICE NAZIONALE SONO DISCIPLINATI NON GIA DALL ' ART . 119 , BENSI DAGLI ARTT . 117 E 118 , COSICCHE L ' APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE DIPENDE , IN TALE MATERIA , DALL ' ADOZIONE DI SPECIFICHE DISPOSIZIONI DA PARTE DELLE ISTITUZIONI .   14 LA COMMISSIONE HA SOSTENUTO , INVECE , CHE IL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE CUI IL GIUDICE NAZIONALE SI RIFERISCE RIENTRA NELLA NOZIONE DI RETRIBUZIONE AI SENSI DELL ' ART . 119 , 2* COMMA . ESSA RICHIAMA , A SOSTEGNO DELLA SUA TESI , LA SENTENZA 11 MARZO 1981 ( CAUSA 69/80 , WORRINGHAM , RACC . 1981 , PAG . 767 ).   15 PER RISOLVERE IL PROBLEMA INTERPRETATIVO SOLLEVATO DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO , OCCORRE RICORDARE CHE AI SENSI DELL ' ART . 119 , 1* COMMA , GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI A GARANTIRE L ' APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI RETRIBUZIONE TRA I LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E QUELLI DI SESSO FEMMINILE PER UNO STESSO LAVORO . NEL 2* COMMA , L ' ART . 119 DEFINISCE LA NOZIONE DI RETRIBUZIONE NEL SENSO CHE PER RETRIBUZIONE SI DEVE INTENDERE , AI SENSI DI DETTO ARTICOLO , '  IL SALARIO O TRATTAMENTO NORMALE DI BASE O MINIMO , E TUTTI GLI ALTRI VANTAGGI PAGATI DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE , IN CONTANTI O IN NATURA , DAL DATORE DI LAVORO AL LAVORATORE IN RAGIONE DELL ' IMPIEGO DI QUEST ' ULTIMO ' .   16 NELLA SENTENZA 25 MAGGIO 1971 ( CAUSA 80/70 , DEFRENNE , RACC . 1971 , PAG . 445 ), LA CORTE HA ESAMINATO LA QUESTIONE DEL SE LA PENSIONE DI VECCHIAIA , ATTRIBUITA NELL ' AMBITO DI UN REGIME LEGALE DI PREVIDENZA SOCIALE , SIA UN VANTAGGIO PAGATO INDIRETTAMENTE DAL DATORE DI LAVORO AL LAVORATORE IN RAGIONE DEL RAPPORTO DI QUEST ' ULTIMO , AI SENSI DELL ' ART . 119 , 2* COMMA .   17 LA CORTE HA RISOLTO NEGATIVAMENTE TALE QUESTIONE , CONSIDERANDO CHE , ANCHE SE , IN LINEA DI PRINCIPIO , I VANTAGGI AVENTI IL CARATTERE DI PRESTAZIONI PREVIDENZIALI NON SONO ESTRANEI ALLA NOZIONE DI RETRIBUZIONE AI SENSI DELL ' ART . 119 , TALE NOZIONE NON PUO TUTTAVIA ESSERE ESTESA AI REGIMI O ALLE PRESTAZIONI PREVIDENZIALI , IN ISPECIE ALLE PENSIONI DI VECCHIAIA , DIRETTAMENTE DISCIPLINATE DALLA LEGGE AL DI FUORI DI QUALSIASI CONCERTAZIONE NELL ' AMBITO DELL ' IMPRESA O DELLA CATEGORIA PROFESSIONALE INTERESSATA , E OBBLIGATORIE PER CATEGORIE GENERALI DI LAVORATORI .   18 IN PROPOSITO , LA CORTE HA OSSERVATO CHE I REGIMI DI PREVIDENZA SOCIALE PERMETTONO AI LAVORATORI DI FRUIRE DI UN SISTEMA LEGALE AL CUI FINANZIAMENTO I LAVORATORI , I DATORI DI LAVORO ED EVENTUALMENTE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CONTRIBUISCONO NON TANTO IN FUNZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO TRA IL DATORE DI LAVORO E IL LAVORATORE , QUANTO IN BASE A CONSIDERAZIONI DI POLITICA SOCIALE . IL CONTRIBUTO DEL DATORE DI LAVORO AL FINANZIAMENTO DI TALI SISTEMI NON PUO QUINDI ESSERE CONSIDERATO PAGAMENTO , DIRETTO O INDIRETTO , DI VANTAGGI AL LAVORATORE AI SENSI DELL ' ART . 119 , 2* COMMA .   19 OCCORRE PERTANTO CHIEDERSI SE LE CONCLUSIONI CUI E GIUNTA LA CORTE NELLA SUDDETTA SENTENZA POSSONO APPLICARSI ANCHE AL CASO CONSIDERATO DAL GIUDICE NAZIONALE .   20 IN PROPOSITO SI DEVE SOTTOLINEARE CHE , COME EMERGE DAL FASCICOLO , IL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE DI CUI TRATTASI NELLA CAUSA PRINCIPALE , ANCHE SE E STATO ADOTTATO CONFORMEMENTE ALLE DISPOSIZIONI STABILITE DAL LEGISLATORE TEDESCO QUANTO AI REGIMI DELLO STESSO TIPO , TRAE ORIGINE DA UN ACCORDO STIPULATO TRA LA BILKA , DA UN LATO , E IL CONSIGLIO D ' IMPRESA IN RAPPRESENTANZA DEI DIPENDENTI , DALL ' ALTRO , E CHE HA L ' EFFETTO DI COMPLETARE LE PRESTAZIONI SOCIALI DOVUTE IN BASE ALLA LEGISLAZIONE NAZIONALE GENERALE CON PRESTAZIONI IL CUI FINANZIAMENTO E UNICAMENTE A CARICO DEL DATORE DI LAVORO .   21 L ' ORIGINE CONTRATTUALE E NON LEGALE DEL REGIME CONTROVERSO E CONFERMATA DAL FATTO CHE DETTO REGIME E LA DISCIPLINA AD ESSO ATTINENTE SONO CONSIDERATI , COME E STATO RICORDATO SOPRA , PARTE INTEGRANTE DEI CONTRATTI DI LAVORO TRA LA BILKA E I SUOI DIPENDENTI .   22 SI DEVE QUINDI CONCLUDERE CHE IL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE DI CUI TRATTASI NELLA CAUSA PRINCIPALE NON COSTITUISCE UN REGIME DI PREVIDENZA SOCIALE DIRETTAMENTE DISCIPLINATO DALLA LEGGE E CHE ESULI , PER QUESTO MOTIVO , DALLA SFERA DI APPLICAZIONE DELL ' ART . 119 ; LE PRESTAZIONI CORRISPOSTE AI DIPENDENTI IN BASE AL REGIME CONTROVERSO COSTITUISCONO UN VANTAGGIO PAGATO DAL DATORE DI LAVORO AL LAVORATORE IN RAGIONE DELL ' IMPIEGO DI QUEST ' ULTIMO , AI SENSI DELL ' ART . 119 , 2* COMMA .   23 NE CONSEGUE CHE IL CASO CONSIDERATO DAL GIUDICE NAZIONALE RIENTRA NELLA SFERA DI APPLICAZIONE DELL ' ART . 119 .   SULLA PRIMA QUESTIONE  24 CON LA PRIMA DELLE QUESTIONI SOTTOPOSTE ALLA CORTE , IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE SE LA POLITICA DEL PERSONALE SEGUITA DA UN ' IMPRESA DI GRANDI MAGAZZINI E CONSISTENTE NELL ' ESCLUDERE I DIPENDENTI AD ORARIO RIDOTTO DA UN REGIME DI PENSIONI AZIENDALI COSTITUISCA UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA DALL ' ART . 119 , QUALORA DETTA ESCLUSIONE COLPISCA UN NUMERO ASSAI PIU ELEVATO DI DONNE CHE NON DI UOMINI .   25 PER RISOLVERE TALE QUESTIONE , CI SI DEVE RIFERIRE ALLA SENTENZA 31 MARZO 1981 ( CAUSA 96/80 , JENKINS , RACC . 1981 , PAG . 911 ).   26 IN DETTA SENTENZA LA CORTE HA ESAMINATO LA QUESTIONE DEL SE UNA PRASSI SALARIALE CONSISTENTE NEL CORRISPONDERE PER IL LAVORO AD ORARIO RIDOTTO UNA RETRIBUZIONE ORARIA INFERIORE A QUELLA CORRISPOSTA PER IL LAVORO A TEMPO PIENO SIA COMPATIBILE CON L ' ART . 119 .   27 DETTA PRASSI E PARAGONABILE A QUELLA CONSIDERATA DAL GIUDICE NAZIONALE NELLA PRESENTE FATTISPECIE , DAL MOMENTO CHE LA BILKA , ANCHE SE NON CORRISPONDE UNA RETRIBUZIONE ORARIA DIVERSA A SECONDA CHE SI TRATTI DI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO O DI LAVORATORI A TEMPO PIENO , CONCEDE SOLO AI LAVORATORI APPARTENENTI ALLA SECONDA CATEGORIA IL VANTAGGIO DELLA PENSIONE AZIENDALE . POICHE DETTA PENSIONE RIENTRA , COME E STATO SOPRA ACCERTATO , NELLA NOZIONE DI RETRIBUZIONE AI SENSI DELL ' ART . 119 , 2* COMMA , NE CONSEGUE CHE LA RETRIBUZIONE COMPLESSIVA CORRISPOSTA DALLA BILKA AI LAVORATORI A TEMPO PIENO E SUPERIORE , A PARITA DI ORE LAVORATIVE , A QUELLA VERSATA AI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO .   28 PERTANTO , LE CONCLUSIONI ALLE QUALI LA CORTE E GIUNTA NELLA SENTENZA 31 MARZO 1981 SONO VALIDE ANCHE NELL ' AMBITO DELLA PRESENTE FATTISPECIE .   29 NE CONSEGUE CHE , SE LA PERCENTUALE DELLE DONNE CHE LAVORANO A TEMPO PIENO DOVESSE RISULTARE NOTEVOLMENTE INFERIORE A QUELLA DEGLI UOMINI , L ' ESCLUSIONE DEI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE SAREBBE IN CONTRASTO CON L ' ART . 119 DEL TRATTATO , QUALORA , TENUTO CONTO DELLE DIFFICOLTA INCONTRATE DALLE LAVORATRICI PER POTER LAVORARE A TEMPO PIENO , DETTA ESCLUSIONE NON POSSA GIUSTIFICARSI CON FATTORI CHE ESCLUDANO UNA DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO .   30 TUTTAVIA , QUALORA L ' IMPRESA SIA IN GRADO DI PROVARE CHE LA SUA PRASSI SALARIALE E BASATA SU FATTORI OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATI ED ESTRANEI A QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO , NON SI POTRA RAVVISARE ALCUNA VIOLAZIONE DELL ' ART . 119 .   31 SI DEVE PERTANTO RISOLVERE LA PRIMA QUESTIONE DEL GIUDICE NAZIONALE NEL SENSO CHE UN ' IMPRESA DI GRANDI MAGAZZINI CHE ESCLUDA I DIPENDENTI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE VIOLA L ' ART . 119 DEL TRATTATO CEE , QUALORA DETTA ESCLUSIONE COLPISCA UN NUMERO MOLTO PIU ELEVATO DI DONNE CHE DI UOMINI , A MENO CHE L ' IMPRESA NON PROVI CHE DETTA ESCLUSIONE E BASATA SU FATTORI OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATI ED ESTRANEI A QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO .   SULLA QUESTIONE 2 A )   32 CON LA SECONDA QUESTIONE IL GIUDICE NAZIONALE MIRA , IN SOSTANZA , A STABILIRE SE POSSANO ESSERE CONSIDERATI '  MOTIVI ECONOMICI OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATI ' , AI SENSI DELLA SENTENZA 31 MARZO 1981 , I MOTIVI DEDOTTI DALLA BILKA PER GIUSTIFICARE LA SUA POLITICA SALARIALE , MENTRE L ' INTERESSE DELLE IMPRESE NEL SETTORE DEI GRANDI MAGAZZINI NON IMPONE UNA SIFFATTA POLITICA .   33 NELLE SUE OSSERVAZIONI , LA BILKA SOSTIENE CHE L ' ESCLUSIONE DEI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO DAL BENEFICIO DEL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE MIRA UNICAMENTE A DISINCENTIVARE IL RICORSO AL LAVORO AD ORARIO RIDOTTO . DETTA IMPRESA DEDUCE , IN PROPOSITO , CHE NORMALMENTE I LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO RIFIUTANO DI LAVORARE NEL TARDO PO MERIGGIO E DI SABATO . PER LA BILKA ERA QUINDI NECESSARIO , AL FINE DI GARANTIRE LA PRESENZA DI UN NUMERO SUFFICIENTE DI LAVORATORI DURANTE DETTE FASCE DI ORARIO , RENDERE IL LAVORO A TEMPO PIENO PIU ATTRAENTE DEL LAVORO AD ORARIO RIDOTTO , LIMITANDO AI SOLI LAVORATORI A TEMPO PIENO L ' AMMISSIONE AL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE . DA CIO LA BILKA DEDUCE CHE , IN BASE ALLA SUMMENZIONATA SENTENZA 31 MARZO 1981 , NON LE SI PUO ADDEBITARE DI AVER VIOLATO L ' ART . 119 .   34 LA SIG.RA WEBER RILEVA , QUANTO AI MOTIVI DEDOTTI PER GIUSTIFICARE L ' ESCLUSIONE DI CUI TRATTASI , CHE LA BILKA NON E AFFATTO TENUTA AD ASSUMERE LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO E CHE , QUALORA DECIDA IN TALE SENSO , ESSA NON HA LA FACOLTA DI LIMITARE ULTERIORMENTE I DIRITTI ALLA PENSIONE DI QUESTI LAVORATORI , CHE GIA SUBISCONO UNA RIDUZIONE DEI LORO DIRITTI A CAUSA DELLA MINORE DURATA DEL LORO LAVORO .   35 SECONDO LA COMMISSIONE , IL FATTO DI DIMOSTRARE CHE IL DATORE DI LAVORO , ADOTTANDO UNA CERTA PRASSI SALARIALE CHE DISCRIMINA DI FATTO LE LAVORATRICI , PERSEGUE SCOPI DIVERSI DALLA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE NON E SUFFICIENTE AD ESCLUDERE UNA VIOLAZIONE DELL ' ART . 119 . LA COMMISSIONE OSSERVA CHE , PER GIUSTIFICARE , NEI CONFRONTI DI QUESTA DISPOSIZIONE , UNA SIFFATTA PRASSI SALARIALE , INCOMBE AL DATORE DI LAVORO L ' ONERE DI ADDURRE , COME LA CORTE HA AFFERMATO NELLA SUMMENZIONATA SENTENZA 31 MARZO 1981 , I MOTIVI ECONOMICI OBIETTIVI ATTINENTI ALLA GESTIONE DELLA SUA IMPRESA . OCCORREREBBE , INOLTRE , ESAMINARE SE LA PRASSI SALARIALE DI CUI TRATTASI SIA NECESSARIA E PROPORZIONATA AGLI SCOPI PERSEGUITI DAL DATORE DI LAVORO .   36 SPETTA AL GIUDICE NAZIONALE , CHE E IL SOLO COMPETENTE A VALUTARE I FATTI , STABILIRE SE E IN QUALE MISURA I MOTIVI ADDOTTI DAL DATORE DI LAVORO PER GIUSTIFICARE L ' ADOZIONE DI UN SISTEMA RETRIBUTIVO CHE SI APPLICA INDIPENDENTEMENTE DAL SESSO DEL LAVORATORE , MA CHE PREGIUDICA DI FATTO PIU LE LAVORATRICI CHE I LAVORATORI , POSSANO ESSERE CONSIDERATI MOTIVI ECONOMICI DIRETTAMENTE GIUSTIFICATI . QUALORA IL GIUDICE NAZIONALE CONSTATI CHE I MEZZI SCELTI DALLA BILKA RISPONDONO AD UN ' EFFETTIVA ESIGENZA DELL ' IMPRESA , SONO IDONEI A RAGGIUNGERE L ' OBIETTIVO DA QUESTA PERSEGUITO E SONO A TAL FINE NECESSARI , IL FATTO CHE LE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI COLPISCANO UN NUMERO ASSAI PIU ELEVATO DI LAVORATRICI CHE DI LAVORATORI NON E SUFFICIENTE PER CONCLUDERE CH ' ESSE IMPLICANO VIOLAZIONE DELL ' ART . 119 .   37 SI DEVE PERTANTO RISOLVERE LA QUESTIONE SUB 2 A ) DEL GIUDICE NAZIONALE NEL SENSO CHE , A NORMA DELL ' ART . 119 , UN ' IMPRESA DI GRANDI MAGAZZINI PUO GIUSTIFICARE L ' ADOZIONE DI UNA POLITICA SALARIALE CHE COMPORTI L ' ESCLUSIONE DEI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE INDIPENDENTEMENTE DAL LORO SESSO , SOSTENENDO CHE ESSA MIRA AD OCCUPARE IL MINOR NUMERO POSSIBILE DI SIFFATTI LAVORATORI , QUALORA SIA ACCERTATO CHE I MEZZI SCELTI PER RAGGIUNGERE TALE OBIETTIVO RISPONDONO AD UNA OGGETTIVA ESIGENZA DELL ' IMPRESA , SONO IDONEI A RAGGIUNGERE L ' OBIETTIVO IN QUESTIONE E SONO A TAL FINE NECESSARI .   SULLA QUESTIONE 2 B )   38 INFINE , CON LA QUESTIONE 2 B ), IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE SE IL DATORE DI LAVORO SIA TENUTO , A NORMA DELL ' ART . 119 DEL TRATTATO , AD ORGANIZZARE IL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE PER I SUOI DIPENDENTI IN MODO DA TENER CONTO DEL FATTO CHE GLI OBBLIGHI FAMILIARI CHE GRAVANO SULLE DONNE DIPENDENTI DELL ' IMPRESA IMPEDISCONO ALLE STESSE DI SODDISFARE LE CONDIZIONI PER POTER PRETENDERE LA RELATIVA PENSIONE .   39 LA SIG.RA WEBER CHIEDE , NELLE SUE OSSERVAZIONI , CHE LA QUESTIONE SIA RISOLTA IN SENSO AFFERMATIVO . ESSA SOSTIENE CHE GLI EFFETTI SFAVOREVOLI SUBITI DALLE DONNE A CAUSA DELL ' ESCLUSIONE DEI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE DOVREBBERO ALMENO ESSERE ATTENUATI OBBLIGANDO IL DATORE DI LAVORO A CONSIDERARE COME PERIODI DI LAVORO A TEMPO PIENO I PERIODI DURANTE I QUALI LE LAVORATRICI HANNO DOVUTO ASSOLVERE OBBLIGHI DI ORDINE FAMILIARE .   40 SECONDO LA COMMISSIONE , INVECE , IL PRINCIPIO CONTENUTO NELL ' ART . 119 NON IMPONE AI DATORI DI LAVORO DI TENER CONTO , QUANDO ISTITUISCONO UN REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE PER I PROPRI DIPENDENTI , DEGLI OBBLIGHI FAMILIARI A CARICO DI QUESTI ULTIMI . LA COMMISSIONE E DELL ' AVVISO CHE TALE SCOPO DOVREBBE ESSERE PERSEGUITO CON PROVVEDIMENTI ADOTTATI A NORMA DELL ' ART . 117 . ESSA SI RIFERISCE , IN PROPOSITO , ALLA PROPOSTA , NON ANCORA APPROVATA , DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SUL LAVORO VOLONTARIO AD ORARIO RIDOTTO , PRESENTATA IL 4 GENNAIO 1982 ( GU C 62 , PAG . 7 ) MODIFICATA IL 5 GENNAIO 1983 ( GU C 18 , PAG . 5 ).   41 OCCORRE RICORDARE , COME E STATO AFFERMATO NELLA SUDDETTA SENTENZA 15 GIUGNO 1978 , CHE LA SFERA DI APPLICAZIONE DELL ' ART . 119 E CIRCOSCRITTA AL PROBLEMA DELLE DISCRIMINAZIONI FRA LAVORATORI DEI DUE SESSI IN MATERIA SALARIALE . PER CONTRO , I PROBLEMI CONNESSI ALLE ALTRE CONDIZIONI DI IMPIEGO E DI LAVORO SONO CONSIDERATI DA UN PUNTO DI VISTA GENERALE DA ALTRE DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO , IN PARTICOLARE DAGLI ARTT . 117 E 118 DEL TRATTATO , NELLA PROSPETTIVA DELL ' ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI SOCIALI DEGLI STATI MEMBRI E DEL RAVVICINAMENTO DELLE LORO LEGISLAZIONI IN MATERIA .   42 L ' IMPOSIZIONE DI UN OBBLIGO COME QUELLO PROSPETTATO NELLA QUESTIONE DEL GIUDICE NAZIONALE ESULA DALLA SFERA DI APPLICAZIONE DELL ' ART . 119 E NON TROVA , ALLO STATO ATTUALE DEL DIRITTO COMUNITARIO , ALCUN ALTRO FONDAMENTO IN QUESTO DIRITTO .   43 LA QUESTIONE 2 B ) DEL GIUDICE NAZIONALE DEV ' ESSERE PERTANTO RISOLTA NEL SENSO CHE L ' ART . 119 NON HA L ' EFFETTO DI OBBLIGARE IL DATORE DI LAVORO AD ORGANIZZARE IL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE DA LUI ISTITUITO PER I PROPRI DIPENDENTI IN MODO DA TENER CONTO DELLE PARTICOLARI DIFFICOLTA INCONTRATE DAI DIPENDENTI SUI QUALI INCOMBONO OBBLIGHI FAMILIARI NEL SODDISFARE LE CONDIZIONI CUI E SUBORDINATO IL DIRITTO ALLA RELATIVA PENSIONE .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE 44 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL BUNDESARBEITSGERICHT CON ORDINANZA 5 GIUGNO 1984 , DICHIARA :   1 ) UN ' IMPRESA DI GRANDI MAGAZZINI CHE ESCLUDA I DIPENDENTI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE VIOLA L ' ART . 119 DEL TRATTATO CEE , QUALORA DETTA ESCLUSIONE COLPISCA UN NUMERO MOLTO PIU ELEVATO DI DONNE CHE DI UOMINI , A MENO CHE L ' IMPRESA NON PROVI CHE DETTA ESCLUSIONE E BASATA SU FATTORI OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATI ED ESTRANEI A QUALSIASI DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO .   2 ) A NORMA DELL ' ART . 119 , UN ' IMPRESA DI GRANDI MAGAZZINI PUO GIUSTIFICARE L ' ADOZIONE DI UNA POLITICA SALARIALE CHE COMPORTI L ' ESCLUSIONE DEI LAVORATORI AD ORARIO RIDOTTO DAL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE INDIPENDENTEMENTE DAL LORO SESSO , SOSTENENDO CHE ESSA MIRA AD OCCUPARE IL MINOR NUMERO POSSIBILE DI SIFFATTI LAVORATORI , QUALORA SIA ACCERTATO CHE I MEZZI SCELTI PER RAGGIUNGERE TALE OBIETTIVO RISPONDONO AD UNA OGGETTIVA ESIGENZA DELL ' IMPRESA , SONO IDONEI A RAGGIUNGERE L ' OBIETTIVO IN QUESTIONE E SONO A TAL FINE NECESSARI .   3 ) L ' ART . 119 NON HA L ' EFFETTO DI OBBLIGARE IL DATORE DI LAVORO AD ORGANIZZARE IL REGIME PENSIONISTICO AZIENDALE DA LUI ISTITUITO PER I PROPRI DIPENDENTI IN MODO DA TENER CONTO DELLE PARTICOLARI DIFFICOLTA INCONTRATE DAI DIPENDENTI SUI QUALI INCOMBONO OBBLIGHI FAMILIARI NEL SODDISFARE LE CONDIZIONI CUI E SUBORDINATO IL DIRITTO ALLA RELATIVA PENSIONE .