CELEX: 62011TN0215
Language: it
Date: 2011-04-12 00:00:00
Title: Causa T-215/11: Ricorso proposto il 12 aprile 2011 — ADEDY e altri/Consiglio dell’Unione europea

25.6.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 186/29
            
         Ricorso proposto il 12 aprile 2011 — ADEDY e altri/Consiglio dell’Unione europea
   (Causa T-215/11)
   2011/C 186/54
   Lingua processuale: il greco
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Anotati Dioikisi Enoseon Dimosion Ypallilon (ADEDY) (Atene, Grecia) Sp. Papaspyros (Atene, Grecia), Il. Iliopoulos (Atene, Grecia) (rappresentante: avv. M. Tsipra)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni dei ricorrenti
   
   I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione del Consiglio del 20 dicembre 2010«recante modifica della decisione 2010/320/UE indirizzata alla Grecia allo scopo di rafforzare e approfondire la sorveglianza di bilancio e intimante alla Grecia l’adozione di misure per la riduzione del disavanzo ritenute necessarie a correggere la situazione di disavanzo eccessivo», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, L 26 del 29 gennaio 2011 (GU L 26, pag. 15), col n. 2011/57/UE;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Col ricorso in esame i ricorrenti chiedono l’annullamento della decisione del Consiglio dell’Unione europea del 20 dicembre 2010, «recante modifica della decisione 2010/320/UE indirizzata alla Grecia allo scopo di rafforzare e approfondire la sorveglianza di bilancio e intimante alla Grecia l’adozione di misure per la riduzione del disavanzo ritenute necessarie a correggere la situazione di disavanzo eccessivo», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, L 26 del 29 gennaio 2011 (GU L 26, pag. 15) col n. 2011/57/UE.
   A sostegno delle loro asserzioni, i ricorrenti fanno valere i seguenti motivi di annullamento.
   In primo luogo, i ricorrenti affermano che la decisione impugnata è stata adottata in violazione delle competenze della Commissione europea e del Consiglio riconosciute dal Trattato. In particolare, conformemente agli artt. 4 e 5 dei Trattati, è sancito il principio di sussidiarietà e di proporzionalità. Inoltre, ex art. 5, n. 2, dei Trattati, viene espressamente previsto che qualsiasi competenza non attribuita dagli Stati membri all’Unione appartiene agli Stati membri. A norma degli artt. 126 e segg. dei Trattati, le misure che possono essere decise nell’ambito della procedura di disavanzo eccessivo ed incluse nelle relative decisioni non possono essere previste in maniera concreta, tassativa e rigorosa, poiché un potere siffatto non è attribuito dal Trattato al Consiglio.
   In secondo luogo, i ricorrenti evidenziano che la decisione impugnata cita, quale fondamento normativo per la sua adozione, gli artt. 126, n. 9, e 136 del Trattato. Tuttavia, l’atto impugnato è stato posto in essere eccedendo le competenze attribuite da tali articoli alla Commissione europea e del Consiglio, semplicemente come una misura di esecuzione di un accordo bilaterale tra i 15 Stati membri dell’Eurozona che hanno deciso di concedere prestiti bilaterali, e la Grecia. Tuttavia, una competenza del Consiglio ad adottare un simile atto non è né riconosciuta né prevista dai Trattati.
   In terzo luogo, i ricorrenti sottolineano che la decisione impugnata, introducendo riduzioni degli assegni familiari e collegandole a criteri di reddito, lede diritti patrimoniali garantiti dei ricorrenti e, pertanto, è stata emessa in violazione dell’articolo 1 del 1° Protocollo aggiuntivo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.