CELEX: 21973D0305(03)
Language: it
Date: 1972-10-06 00:00:00
Title: DECISIONE DEL COMITATO MISTO N. 2/72 che fissa i metodi di cooperazione amministrativa nel settore doganale per l' applicazione dell' accordo interinale tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria

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21973D0305(03)

DECISIONE DEL COMITATO MISTO N. 2/72 che fissa i metodi di cooperazione amministrativa nel settore doganale per l' applicazione dell' accordo interinale tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria  

Gazzetta ufficiale n. L 059 del 05/03/1973 pag. 0030

DECISIONE DEL COMITATO MISTO N. 2/72 che fissa i metodi di cooperazione  amministrativa nel settore doganale per l'applicazione dell'accordo interinale tra la Communità  economica europea e la Repubblica d'AustriaIL COMITATO MISTO  visto l'accordo interinale tra la  Communità economica europea e la Repubblica d'Austria, firmato a Bruxelles il 22 luglio 1972, visto il  Protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione  amministrativa, in particolare l'articolo 17,  considerando che, per il buon funzionamento dell'accordo, è  necessario organizzare una stretta cooperazione amministrativa tra le Parti contraenti dell'accordo onde  assicurare l'applicazione corretta ed uniforme delle disposzioni doganali che esso comporta e in particolare di  quelle del protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di  cooperazione amministrativa, DECIDE Articolo 1 1. Sotto la responsabilità dell'esportatore, compete a  questi o al suo rappresentante, autorizzato a firmare la dichiarazione di esportazione, chiedere il rilascio di un  certificato di circolazione delle merci A.OS.1. Questa domanda è redatta su un formulario A.OS.1 che deve  essere compilato conformemente alle disposizioni di cui al titolo II del protocollo n. 3 relativo alla definizione  del concetto di prodotti originari e ai metodi di cooperazione amministrativa, qui appresso denominato  «protocollo n. 3», e alla norme indicate a tergo del primo foglio del formulario. 2. L'esportatore, o il suo  rappresentante, allega alla domanda i documenti atti a comprovare che per le merci da esportare può essere  rilasciato un certificato di circulazione delle merci A.OS.1.  Articolo 2 1. Le autorità doganali del paese  d'esportazione devono vegliare a che il formulario A.OS.1 sia debitamente compilato. Esse verificano in  particolare che la parte riservata alla descrizione delle merci sia stata compilata in modo da rendere impossibile  qualsiasi aggiunta fraudolenta. A tal fine, la designazione delle merci deve essere effettuata senza interlinea. Se  tale parte non è stata interamente compilata, deve essere tracciata una linea orizzontale sotto l'ultima riga scritta  e la parte in bianco deve essere annullata tracciandovi alcune righe. 2. Il certificato di circolazione delle  merci A.OS.1 costituisce il documento giustificativo per l'applicazione del regime tariffario e contingentale  preferenziale previsto nell'accordo e spetta quindi all'ufficio doganale del paese d'esportazione verificare  minuziosamente l'origine delle merci e controllare le altre dichiarazioni contenute nel certificato.  Articolo  3 1. Il rilascio del certificato di circolazione delle merci A.OS.1 è effettuato dalle autorità doganali di uno  Stato membro della Communità economica europea se le merci da esportare possono essere considerate  «prodotti originari» della Communità ai sensi del protocollo n. 3. 2. Per verificare se è soddisfatta la  condizione di cui al paragrafo 1, le autorità doganali possono esigere ogni documento giustificativo o procedere  a qualsiasi controllo che ritengano utile. 3. Le autorità doganali dello Stato membro rifiutano il rilascio del  certificato di circolazione delle merci A.OS.1 se dai documenti di esportazione esibiti risulta che le merci a cui  si riferiscono non sono destinate all'Austria.  Articolo 4 1. Il rilascio del certificato di circolazione delle  merci A.OS.1 viene effettuato dalle autorità doganali dell'Austria se le merci esportate possono essere  considerate «prodotti originari» dell'Austria ai sensi del protocollo n. 3. 2. Per verificare se è soddisfatta la  condizione di cui al paragrafo 1, le autorità doganali possono esigere ogni documento giustificativo o procedere  a qualsiasi controllo che esse ritengano utile. 3. Le autorità doganali dell'Austria rifiutano il rilascio del  certificato di circolazione delle merci A.OS.1 se dai documenti di esportazione esibiti risulta che le merci a cui  si riferiscono non sono destinate alla Communità.  Articolo 5 Nella parte del certificati di circolazione  delle merci A.OS.1 riservata alla dogana, deve essere fatto riferimento alla data e al modello o al numero  d'ordine del documento di esportazione in base al quale la dichiarazione dell'esportare è certificata conforme   Articolo 6 L'impronta dell'ufficio doganale deve essere apposta mediante timbro preferibilmente d'acciaio.  Gli Stati membri e l'Austria si comunicano reciprocamente, tramite la Commissione delle Communità europee,  il fac-simile delle impronte dei tipi di timbri utilizzati dai propri uffici doganali.  Articolo 7 1. la  sostituzione di uno o più certificati di circolazione delle merci A.OS.1 con uno o più certificati A.OS.1 è  sempre possibile, sempreché sia fatta nell'ufficio doganale ove si trovano le merci. Quando il nuovo  certificato di circolazione delle merci merci A.OS.1 si riferisce a prodotti originariamente importati da uno  Stato membro o dall'Austria e riesportati tal quali, esso deve indicare obbligatoriamente il paese nel quale è  stato rilasciato il certificato originario. Articolo 8 1. Quando, in seguito ad errori, omissioni involontarie o  circostanze particolari, non è stata avanzata alcuna richiesta di certificato di circolazione delle merci A.OS.1 al  momento della esportazione delle merci, il certificato può essere rilasciato dopo l'esportazione effettiva delle  merci cui si riferisce. In tal caso, l'esportatore deve : - farne richiesta per iscritto, formendo le indicazioni che  riguardano la specie, la quantità, l'imballaggio ed i contrassegni distintivi della merce, nonché il luogo e la data  di spedizione; - attestare che non è stato rilasciato alcun certificato al momento dell'esportazione delle merci  in questione, precisandone i motivi; - accludere un formulario A.OS.1 debitamente compilato e firmato. 2.  Le autorità doganali possono procedere al rilascio a posteriori di un certificato di circolazione delle merci  A.OS.1 soltanto dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi  alla documentazione corrispondente. I certificati di circolazione A.OS.1 rilasciati a posteriori debbono recare  una della seguenti menzioni scritte con inchiostro rosso : «NACHTRAEGLICH AUSGESTELLT»,  «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI». 3. Le  autorità doganali possono rilasciare a posteriori il certificato di circolazione delle merci A.OS.1 soltanto quando  le merci hanno ricevuto in partenza per destinazione il territorio di una delle parti contraenti.  Articolo 9  In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato di circolazione delle merci A.OS.1, l'esportatore può  chiedere alle autorità doganali che lo avevano rilasciato un duplicato redatto in base ai documenti di  esportazione in suo possesso. Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti menzioni scritta con  inchiostro rosso : «DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT». Il duplicato, suul  quale deve essere riprodotta la data del certificato di circolazione delle merci A.OS.1 originale, è valido a  decorrere da tale data.  Articolo 10 I certificati di circolazione delle merci A.OS.1 presentati alle autorità  doganali del paese d'importazione dopo la scadenza del prescritto termine di presentazione di cui all'articolo 9  del protocollo n. 3, possono essere accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, se l'inosservanza  del suddetto termine è dovuta a un caso di forza maggiore od a circostanze eccezionali. Oltre che nei casi  predetti, le autorità doganali del paese d'importazione possono accettare i certificati quando le merci sono state  presentate anteriormente alla scadenza di tale termine.  Articolo 11 L'accertamento di lievi discordanze  tra le menzioni figuranti sul certificato di circolazione delle merci A.OS.1 e quelle figuranti sui documenti  presentati all'ufficio doganale per l'adempimento delle formalità d'importazione, non comportano ipso facto  l'invalidità del certificato, se è chiaramente accertato che esso si riferisce effettivamente alle merci presentate.   Articolo 12 Gli Stati membri e l'Austria prendono le misure necessarie per evitare che le merci che  vengono scambiate sotto la scorta di un certificato di circolazione delle merci A.OS.1 e che, durante il trasporto  effettuano una sosta in un zona franca situata sul loro territorio, subiscano sostituzioni o manipolazioni diverse  dalle manipolazioni usuali destinate ad assicurarne la conservazione tal quali.  Articolo 13 1.  L'utilizzazione del formulario A.OS.2 è limitata alle spedizioni postali (compresi i pacchi postali) fino ad un  valore massimo di 1000 unità di conto per spedizione. 2. Sotto la responsabilità dell'esportatore, compete a  questi o al suo rappresentante compilare o firmare i due fogli del modulo A.OS.2. Se le merci contenute nella  spedizione sono già state oggetto di un controllo nel paese di esportazione sotto il profilo della definizione della  nozione di «prodotti originari» l'esportatore può indicare nella voce «osservazioni» del formulario A.OS.2  (primo foglio) i riferimenti a tale controllo. 3. L'esportatore appone, sull'etichetta verde modello C1, ovvero  sulla dichiarazione in dogana C2/CP3 o C2M/CP3M la menzione A.OS.2 seguita dal numero di serie del  formulario A.OS.2 utilizzato. Egli trascrive ugualmente tale menzione e tale numero sulla fattura relativa alle  merci contenute nella spedizione.  Articolo 14 Sono dispensate dalla presentazione di un certificato di  circolazione delle merci A.OS.1 o dalla compilazione di un formulario A.OS.2 le merci oggetto di piccole  spedizioni destinate a privati o contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, purché si tratti di importazioni  che rispondono alle condizioni previste all'articolo 15 del protocollo n. 3.  Articolo 15 1. Il controllo a  posteriori dei certificati di circolazione delle merci A.OS.1 o dei formulari A.OS.2 viene effettuato a titolo di  sondaggio o ogni qualvolta le autorità doganali dello Stato di importazione nutrano fondati dubbi circa  l'autenticità del documento o l'esattezza delle informazioni sull'origine della merce in questione o di taluni dei  suoi componenti. 2. Al fine dell'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali del paese di importazione  rispediscono il certificato di circolazione delle merci A.OS.1 o il primo foglio del formulario A.OS.2 alle  autorità doganali del paese di esportazione, indicando i motivi di merito o di forma che giustificano  un'inchiesta. Esse accludono al primo foglio del formulario A.OS.2, la fattura, se questa è stata presentata, o una  copia della stessa e forniscono tutte le informazioni che si sono potute raccogliere e che inducono a far ritenere  inesatte le indicazioni contenute in detto certificato o formulario. Se esse decidono di sospendere  l'applicazione delle disposizioni dell'accordo in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali del paese di  importazione offrono all'importatore, fatte salve le misure conservative ritenute necessarie, la possibilità di  ritirare merci. 3. I risultati del controllo a posteriori vengono communicati entro un termine massimo di tre  mesi, alle autorità doganali del paese di importazione. Essi debbono permettere di accertare se il certificato di  circolazione delle merci A.OS.1 o il formulario A.OS.2 contestato sia applicabile alle merci realmente esportate  e se queste possano effettivamente beneficiare del regime preferenziale. Se non è stato possibile dirimere le  contestazioni di cui sopra tra le autorità doganali del paese di importazione e quelle del paese di esportazione, o  se esse pongono un problema di interpretazione del protocollo n. 3, le contestazioni vengono sottoposte al  Comitato di cooperazione doganale. Ai fini del controllo a posteriori dei certificati, i documenti di  esportazione o le copie certificate che li sostituiscono debbono essere conservati dalla dogana del paese  d'esportazione per un periodo di due anni.  Fatto a Vienna, addì 6 ottobre 1972 Per il Comitato Misto Il  Presidente F.H. LEITNER