CELEX: 21976A0426(01)
Language: it
Date: 1978-09-26 00:00:00
Title: Accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare di Algeria - Protocollo n. 1 relativo alla cooperazione tecnica e finanziaria - Protocollo n. 2 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Scambi di lettere

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21976A0426(01)

Accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare di Algeria - Protocollo n. 1 relativo alla cooperazione tecnica e finanziaria - Protocollo n. 2 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Scambi di lettere  

Gazzetta ufficiale n. L 263 del 27/09/1978 pag. 0002 - 0118 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 5 pag. 0058  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 5 pag. 0058  edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 10 pag. 0004  edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 8 pag. 0071  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 8 pag. 0071 

ACCORDO DI COOPERAZIONE  tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare di Algeria  SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI,  SUA MAESTÀ LA REGINA DI DANIMARCA,  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE,  IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA,  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO,  SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI BASSI,  SUA MAESTÀ LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,  e  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  da una parte,  IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA RIVOLUZIONE, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE D'ALGERIA  dall'altra,  PREAMBOLO  DESIDERANDO manifestare la reciproca volontà di mantenere e consolidare le loro amichevoli relazioni, nel rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite;  RISOLUTI ad instaurare una vasta cooperazione che contribuirà allo sviluppo economico e sociale dell'Algeria e favorirà il rafforzamento delle relazioni tra la Comunità e l'Algeria;  DECISI a promuovere, tenuto conto dei loro rispettivi livelli di sviluppo, la cooperazione economica e commerciale tra l'Algeria e la Comunità e a garantirle un fondamento sicuro conformemente ai loro obblighi internazionali;  RISOLUTI ad instaurare un nuovo modello di relazioni tra Stati industrializzati e Stati in via di sviluppo, compatibile con le aspirazioni della Comunità internazionale ad un ordine economico più giusto e più equilibrato;  HANNO DECISO di concludere il presente accordo ed a tal fine hanno designato come plenipotenziari:  SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI:  Robert VANDEKERCKHOVE,  ministro della riforma delle istituzioni;  SUA MAESTÀ LA REGINA DI DANIMARCA:  Mogens WANDEL-PETERSEN,  ambasciatore,  direttore generale;  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA:  Hans-Jürgen WISCHNEWSKI,  ministro aggiunto agli affari esteri;  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE:  Jean FRANÇOIS-PONCET,  sottosegretario di Stato presso il ministro degli affari esteri;  IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA:  Garret FITZGERALD,  ministro degli affari esteri;  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA:  Francesco CATTANEI,  sottosegretario di Stato degli affari esteri;  SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO:  Gaston THORN,  presidente in carica del Consiglio delle Comunità europee,  presidente e ministro degli affari esteri del governo del granducato di Lussemburgo;  SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI BASSI:  L. J. BRINKHORST,  sottosegretario di Stato presso il ministro degli affari esteri;  SUA MAESTÀ LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD:  J. E. TOMLINSON,  sottosegretario di Stato parlamentare;   IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE:  Gaston THORN,  presidente in carica del Consiglio delle Comunità europee,  presidente e ministro degli affari esteri del governo del Granducato di Lussemburgo;  Claude CHEYSSON,  membro della Commissione delle Comunità europee;  IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA RIVOLUZIONE, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE D'ALGERIA:  Abdelaziz BOUTEFLIKA,  membro del consiglio della rivoluzione e ministro degli affari esteri.       Articolo 1 Il presente accordo tra la Comunità economica europea e l'Algeria si prefigge di promuovere una cooperazione globale tra le parti contraenti per contribuire allo sviluppo economico e sociale dell'Algeria e favorire il consolidamento delle loro relazioni. A tale scopo saranno emanate disposizioni e saranno decise e realizzate azioni nel settore della cooperazione economica, finanziaria e tecnica, in quello degli scambi commerciali nonché nel settore sociale.  TITOLO I COOPERAZIONE ECONOMICA, TECNICA E FINANZIARIA  Articolo 2 La Comunità e l'Algeria instaurano una cooperazione intesa a contribuire allo sviluppo dell'Algeria con un'azione complementare a quelle già compiute da detto paese ed a consolidare sulle basi più ampie possibili gli esistenti vincoli economici, con reciproco vantaggio delle parti.   Articolo 3 Per realizzare la cooperazione di cui all'articolo 2, si terrà conto in particolare:    - degli obiettivi e delle priorità dei piani e dei programmi di sviluppo dell'Algeria,       - dell'interesse di concretare azioni integrate da un'utilizzazione convergente di diversi interventi;       - dell'interesse di promuovere la cooperazione regionale fra l'Algeria ed altri Stati.          Articolo 4 1. La cooperazione tra la Comunità e l'Algeria si prefigge in particolare i seguenti fini:    - partecipazione della Comunità alle azioni intraprese dall'Algeria per sviluppare la produzione e l'infrastruttura economica allo scopo di diversificare la struttura della sua economia. Questa partecipazione dovrà rientrare in particolare nel quadro dell'industrializzazione dell'Algeria e dell'ammodernamento del settore agricolo di tale paese;       - commercializzazione e promozione delle vendite dei prodotti esportati dall'Algeria;       - cooperazione industriale intesa a sviluppare la produzione industriale dell'Algeria soprattutto mediante provvedimenti atti a:    - incoraggiare la partecipazione della Comunità alla realizzazione dei programmi di sviluppo industriale dell'Algeria;       - favorire l'organizzazione di contatti e di incontri tra responsabili delle politiche industriali, promotori ed operatori economici dell'Algeria e della Comunità per promuovere nel settore industriale l'istituzione di relazioni nuove e conformi agli obiettivi dell'accordo;        - agevolare l'acquisto, a condizioni favorevoli, di brevetti e di altre proprietà industriali mediante finanziamento conforme al protocollo n. 1 e/o altri accordi appropriati con imprese ed istituzioni all'interno della Comunità;       - consentire l'eliminazione degli ostacoli diversi da quelli tariffari o contingentali che potrebbero ostacolare l'accesso ai rispettivi mercati;     - cooperazione nei settori scientifico, tecnologico ed ecologico;       - nel settore dell'energia, partecipazione degli operatori della Comunità ai programmi di ricerca, produzione e trasformazione delle risorse energetiche dell'Algeria ed a tutte le attività intese a valorizzare in loco dette risorse, nonché buona esecuzione dei contratti di fornitura a lungo termine di petrolio, di gas e di prodotti petroliferi tra i rispettivi operatori;       - cooperazione nel settore della pesca;       - incoraggiamento degli investimenti privati che rispondono ad un reciproco interesse delle parti;       - reciproca informazione sulla situazione economica e finanziaria e sull'evoluzione della situazione stessa, nella misura necessaria al buon funzionamento dell'accordo.         2. Le parti contraenti possono determinare altri settori d'applicazione della cooperazione.   Articolo 5 1. Per il conseguimento degli obiettivi contemplati nell'accordo il consiglio di cooperazione definisce periodicamente l'orientamento generale della cooperazione.  2. Il consiglio di cooperazione è incaricato di ricercare i mezzi ed i metodi volti ad attuare la cooperazione nei settori definiti nell'articolo 4. A tal fine, esso è autorizzato a prendere decisioni.   Articolo 6 La Comunità partecipa al finanziamento di provvedimenti atti a promuovere lo sviluppo dell'Algeria, nelle condizioni di cui al protocollo n. 1, relativo alla cooperazione tecnica e finanziaria.   Articolo 7 Le parti contraenti agevolano la buona esecuzione dei contratti di cooperazione e di investimenti che rispondano ai loro interessi reciproci e rientrino nel quadro dell'accordo.   TITOLO II SCAMBI COMMERCIALI  Articolo 8 Nel settore commerciale, l'accordo si prefigge di promuovere gli scambi tra le parti contraenti, tenendo conto dei rispettivi livelli di sviluppo e della necessità di realizzare un migliore equilibrio negli scambi commerciali, per accelerare il ritmo di espansione del commercio algerino e migliorare le condizioni d'accesso dei suoi prodotti al mercato della Comunità.   A. Prodotti industriali  Articolo 9 1. Fatte salve le disposizioni speciali degli articoli 11, 12 e 14 i prodotti originari dell'Algeria diversi da quelli elencati nell'allegato II del trattato che istituisce la Comunità economica europea, sono ammessi all'importazione nella Comunità senza restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente ed in esenzione da dazi doganali e da tasse di effetto equivalente.  2. I nuovi Stati membri applicano le disposizioni del paragrafo 1, restando inteso che in nessun caso possono applicare all'Algeria un regime più favorevole di quello applicato nei confronti della Comunità nella sua composizione originaria.   Articolo 10 1. Nel caso di dazi doganali comprendenti un elemento protettivo e un elemento fiscale, le disposizioni dell'articolo 9 si applicano all'elemento protettivo.  2. Il Regno Unito sostituisce l'elemento fiscale dei dazi doganali di cui al paragrafo 1 con una tassa interna, conformemente all'articolo 38 dell'atto relativo alle condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati, del 22 gennaio 1972.   Articolo 11 Si applicano all'Algeria le misure di cui all'articolo 1 del protocollo n. 7 dell'atto relativo alle condizioni di adesione ed agli adattamenti dei trattati di cui all'articolo 10, riguardanti l'importazione di veicoli a motore e l'industria del montaggio in Irlanda.    Articolo 12 1. Le importazioni dei prodotti sotto elencati sono soggette a massimali annui, oltre i quali i dazi doganali effettivamente applicati nei confronti dei paesi terzi possono essere ripristinati a norma delle disposizioni dei paragrafi 2-5 ; i massimali fissati per l'anno d'entrata in vigore dell'accordo sono indicati a fronte di ciascuno di essi. >PIC FILE= "T0000937">    >PIC FILE= "T0000938">   2. Dal secondo anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, i massimali di cui al paragrafo 1 sono maggiorati annualmente del 3 % per le voci tariffarie 45.02, 45.03 e 45.04 e del 5 % per le altre voci tariffarie.  3. Non appena è raggiunto un massimale fissato per l'importazione di un prodotto di cui al paragrafo 1, può essere ripristinata all'importazione del prodotto in questione, sino alla fine dell'anno civile, la riscossione dei dazi doganali effettivamente applicati nei confronti dei paesi terzi.  Quando le importazioni nella Comunità di un prodotto soggetto a massimali raggiungono il 75 % dell'importo stabilito, la Comunità ne informa il consiglio di cooperazione.  4. Per i manufatti di sughero delle voci 45.02, 45.03 e 45.04 le parti contraenti esaminano, dopo il 1º luglio 1977, in sede di consiglio di cooperazione, la possibilità di alzare la percentuale di aumento dei massimali.  5. I massimali di cui al presente articolo sono soppressi entro il 31 dicembre 1979.   Articolo 13 1. La Comunità si riserva di modificare il regime dei prodotti petroliferi di cui alle voci e sottovoci 27.10, 27.11 A e B I, 27.12, 27.13 B e 27.14 della tariffa doganale comune:    - all'atto dell'adozione di una definizione comune dell'origine per i prodotti petroliferi;       - all'atto di decisioni prese nel quadro di una politica commerciale comune;       - oppure all'atto della definizione di una politica energetica comune.         2. In questa eventualità, la Comunità garantisce alle importazioni di detti prodotti vantaggi di portata equivalente a quelli stabiliti nel presente accordo.  Per l'applicazione delle disposizioni del presente paragrafo, si terranno consultazioni in sede di consiglio di cooperazione su richiesta dell'altra parte.  3. Fermo restando il paragrafo 1, le disposizioni del presente accordo non pregiudicano la normativa non tariffaria applicata all'importazione dei prodotti petroliferi.   Articolo 14 Per le merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli, elencate nell'allegato A, le riduzioni di cui all'articolo 9 si applicano all'elemento fisso dell'imposizione a cui sono soggetti questi prodotti all'importazione nella Comunità.    B. Prodotti agricoli  Articolo 15 1. Per i prodotti sottoelencati, originari dell'Algeria, i dazi doganali all'importazione nella Comunità sono ridotti nelle proporzioni indicate per ciascuno di essi. >PIC FILE= "T0000939">    >PIC FILE= "T0000940">    >PIC FILE= "T0000941">    >PIC FILE= "T0000942">    >PIC FILE= "T0000943">    >PIC FILE= "T0000944">    >PIC FILE= "T0000945">   2. A decorrere dall'applicazione di una normativa comunitaria per il settore delle patate, la riduzione tariffaria di cui al paragrafo 1, per i prodotti della sottovoce 07.01 A II ex a) è del 50 % e si applica per il periodo compreso tra il 1º gennaio ed il 15 aprile.  3. Per quanto riguarda i limoni freschi della sottovoce 08.02 ex C della tariffa doganale comune si applicano le disposizioni del paragrafo 1 purché sul mercato interno della Comunità i prezzi dei limoni importati dall'Algeria, dopo sdoganamento e detrazione delle tasse all'importazione diverse dai dazi doganali, siano superiori o pari al prezzo di riferimento aumentato dell'incidenza dei dazi doganali effettivamente applicati nei confronti dei paesi terzi su tale prezzo di riferimento e di una somma forfettaria di 1,20 unità di conto per 100 kg.  4. Le tasse all'importazione diverse dai dazi doganali, di cui al paragrafo 3, sono quelle fissate per i calcoli dei prezzi d'entrata di cui al regolamento (CEE) n. 1035/72 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli.  Tuttavia, per la detrazione delle tasse all'importazione diverse dai dazi doganali di cui al paragrafo 3, la Comunità si riserva la possibilità di calcolare l'importo da detrarre, in modo da evitare gli inconvenienti che potrebbero risultare dall'incidenza di tali tasse sui prezzi d'entrata, a seconda delle origini.  Le disposizioni degli articoli 23-28 del regolamento (CEE) n. 1035/72 restano in applicazione.   Articolo 16 1. A condizione che l'Algeria applichi una tassa speciale all'esportazione dell'olio d'oliva, diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune, e che detta tassa speciale si ripercuota sul prezzo all'importazione, la Comunità adotta le misure necessarie affinché:    a) il prelievo da applicare all'importazione nella Comunità di detto olio, completamente ottenuto in Algeria e trasportato direttamente da detto paese nella Comunità, sia quello calcolato conformemente al disposto dell'articolo 13 del regolamento n. 136/66/CEE relativo all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi, applicabile all'importazione, e ridotto di 0,5 unità di conto per 100 kg;       b) l'importo del prelievo risultante dal calcolo di cui alla lettera a) venga ridotto di un importo pari a quello della tassa speciale versata, nel limite di 10 unità di conto per 100 kg.         2. Se l'Algeria non applica la tassa di cui al paragrafo 1, la Comunità attua le misure necessarie  affinché il prelievo da applicare all'importazione nella Comunità di olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune, sia quello calcolato conformemente al disposto dell'articolo 13 del regolamento n. 136/66/CEE relativo all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi, applicabile all'importazione, ridotto di 0,5 unità di conto per 100 kg.  3. Ciascuna parte contraente adotta le misure necessarie ai fini dell'applicazione del paragrafo 1 e fornisce, in caso di difficoltà e su richiesta dell'altra parte, le informazioni necessarie per il buon funzionamento del sistema.  4. Su richiesta di una delle parti contraenti si tengono consultazioni in sede di consiglio di cooperazione sul funzionamento del sistema di cui al presente articolo.   Articolo 17 Fatta salva la riscossione dell'elemento mobile del prelievo determinato conformemente all'articolo 14 del regolamento n. 136/66/CEE, l'elemento fisso di detto prelievo non viene riscosso all'atto dell'importazione nella Comunità di olio d'oliva che ha subito un processo di raffinazione, della sottovoce 15.07 A I della tariffa doganale comune, completamente ottenuto in Algeria e trasportato direttamente da tale paese nella Comunità.   Articolo 18 1. Con decorrenza dal 1º luglio 1976, le preparazioni e conserve di sardine della sottovoce 16.04 D della tariffa doganale comune, originarie dell'Algeria, sono ammesse all'importazione nella Comunità in esenzione da dazi doganali, a condizione che vengano rispettati i prezzi minimi fissati a norma dei paragrafi seguenti.  2. Per il periodo dal 1º luglio 1976 al 30 giugno 1978, i prezzi minimi di cui al paragrafo 1 sono quelli di cui all'allegato C. I prezzi fissati per il periodo che inizia al 1º luglio 1978 saranno perlomeno quelli riportati nel suddetto allegato, aggiornati mediante scambio di lettere fra le parti contraenti, per tener conto dell'evoluzione dei costi dei prodotti in esame.  3. Con decorrenza dal 1º luglio 1979, i prezzi minimi di cui al paragrafo 1 saranno concordati mediante scambio di lettere annuale tra le parti contraenti.  4. L'esenzione da dazi doganali di cui al paragrafo 1 si applica soltanto con la decorrenza e per i periodi determinati mediante gli scambi di lettere che contengono le modalità tecniche di applicazione del presente articolo.   Articolo 19 1. Per i prodotti di seguito elencati, originari dell'Algeria i dazi doganali all'importazione nella Comunità sono ridotti nelle proporzioni seguenti: >PIC FILE= "T0000946">    2. La riduzione tariffaria di cui al paragrafo 1 si applica unicamente dalla data e per i periodi determinati mediante scambi di lettere da effettuarsi ogni anno tra le parti contraenti per fissarne le condizioni e le modalità.   Articolo 20 1. I vini di uve fresche della voce ex 22.05 della tariffa doganale comune, originari dell'Algeria, beneficiano del regime all'importazione nella Comunità definito nei seguenti paragrafi, purché, fatte salve le norme particolari riportate nel presente articolo, i prezzi praticati all'importazione di questi vini nella Comunità, maggiorati dei dazi doganali effettivamente riscossi, siano in qualsiasi momento almeno pari al prezzo di riferimento della Comunità ad essi applicabili.  2.    a) Per i vini di cui al paragrafo 1, riportati qui di seguito, importati per il consumo umano diretto, esclusi quelli elencati al paragrafo 3: >PIC FILE= "T0000947">   i dazi doganali all'importazione nella Comunità sono ridotti dell'80 %.        b) Per i vini di cui al paragrafo 1, riportati qui di seguito, destinati all'alcolizzazione: >PIC FILE= "T0000948">   i dazi doganali all'importazione nella Comunità sono ridotti dell'80 %. Inoltre, in deroga al paragrafo 1, per i primi quattro anni di applicazione dell'accordo, nel limite di un volume annuo di 500 000 ettolitri, i prezzi praticati all'importazione, maggiorati dei dazi doganali effettivamente riscossi, devono essere almeno pari ai prezzi di riferimento, diminuiti:      - nel primo anno, del 30 % dello scarto tra il prezzo di riferimento ed il prezzo d'orientamento;           - nel secondo, terzo e quarto anno, rispettivamente del 22,5 %, del 15 % e del 7,5 % di tale scarto.             Au fini dell'applicazione delle norme del precedente paragrafo, si deve intendere:      - per «prezzo d'orientamento», il prezzo d'orientamento del tipo R I, per quanto riguarda i vini rossi, ed il prezzo d'orientamento del tipo A I, per quanto riguarda i vini bianchi;           - per «prezzi di riferimento», i prezzi applicabili ai vini in questione, fissati dalla Comunità e validi in qualsiasi momento durante il periodo considerato.                   3. I vini di cui al paragrafo 1, che, in applicazione della legislazione algerina, beneficiano della denominazione d'origine qui di seguito enunciata:  AÏN BESSEM-BOUIRA  MEDEA  COTEAUX DU ZACCAR  DAHRA  COTEAUX DE MASCARA  MONTS DU TESSALAH  COTEAUX DE TLEMCEN  sono esenti da dazi doganali all'importazione nella Comunità, nel limite di un contingente tariffario annuale per i seguenti quantitativi: >PIC FILE= "T0000949">   Per poter beneficiare del regime di cui al paragrafo precedente:  - i vini sfusi devono essere conformi ai requisiti di condizionamento:    a) i recipienti devono essere adattati al trasporto dei vini ed unicamente riservati a tale uso;       b) i recipienti devono essere riempiti per intero;       c) i sistemi di chiusura dei recipienti devono essere inviolabili e garantire che nessuna manipolazione sia avvenuta durante il trasporto o il deposito, fatte salve le manipolazioni debitamente controllate dalle autorità algerine e dalle autorità degli Stati membri della Comunità;       d) ogni recipiente dev'essere rivestito di un'etichetta che consenta d'identificare il vino di qualità in esso contenuto;       e) il trasporto di questi vini può essere effettuato solo in recipienti di un contenuto massimo di 25 ettolitri;          - i vini in bottiglia devono essere presentati in recipienti contenenti non oltre due litri.  Ai fini dell'applicazione del presente paragrafo, l'Algeria provvede a controllare l'identità dei vini suddetti, conformemente alla propria normativa nazionale, soprattutto per quanto riguarda i criteri analitici. A tale scopo, ciascuno di detti vini è accompagnato da un certificato di denominazione di origine rilasciato dalle competenti autorità algerine, conformemente al modello che figura nell'allegato D del presente accordo.  4. Il regime previsto nel presente articolo è valido per un periodo transitorio di 5 anni con decorrenza dal giorno dell'entrata in applicazione.   Articolo 21 1. La Comunità adotta tutte le misure necessarie affinché il prelievo da applicare all'importazione nella Comunità di crusche, stacciature diverse ed altri residui della vagliatura, della molitura o di altre lavorazioni di cereali diversi dal granturco e dal riso, di cui alla sottovoce 23.02 A II della tariffa doganale comune, originari dell'Algeria, sia quello calcolato conformemente all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 1052/68, relativo al regime d'importazione e di esportazione dei prodotti trasformati a base di cereali e di riso, applicabile all'importazione, ridotto di un importo forfettario pari al 60 % dell'elemento mobile del prelievo e a condizione che l'elemento fisso non venga riscosso.  2. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano se l'Algeria applica all'esportazione dei prodotti di cui a detto paragrafo una tassa speciale il cui importo, pari alla riduzione del prelievo, si ripercuota sul prezzo all'importazione nella Comunità.  3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono fissate mediante scambio di lettere fra la Comunità e l'Algeria.  4. Su richiesta di una delle parti contraenti, si tengono consultazioni in sede di consiglio di cooperazione sul funzionamento del regime di cui al presente articolo.   Articolo 22 1. I tassi di riduzione di cui agli articoli 15, 18, 19 e 20 si applicano ai dazi doganali effettivamente applicati nei confronti dei paesi terzi.   2. Tuttavia, i dazi risultanti da riduzioni effettuate dalla Danimarca, dall'Irlanda e dal Regno Unito non possono in alcun caso essere inferiori a quelli che detti paesi applicano alla Comunità nella sua composizione originaria.  3. In deroga al paragrafo 1, qualora l'applicazione di quest'ultimo potesse portare a movimenti tariffari temporaneamente non conformi al ravvicinamento al dazio definitivo, la Danimarca, l'Irlanda ed il Regno Unito possono mantenere i loro dazi fino al momento in cui essi siano stati raggiunti all'atto di un ulteriore ravvicinamento o, eventualmente, possono applicare il dazio risultante da un ulteriore ravvicinamento non appena un movimento tariffario raggiunga o superi tale livello.  4. I dazi ridotti, calcolati a norma degli articoli 15, 18, 19 e 20 vengono applicati arrotondando alla prima cifra decimale.  Tuttavia, fatta salva l'applicazione che sarà data dalla Comunità all'articolo 39, paragrafo 5, dell'atto relativo alle condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati, di cui all'articolo 10, per i dazi specifici o la parte specifica dei dazi misti delle tariffe doganali dell'Irlanda e del Regno Unito, i dazi ridotti vengono applicati arrotondando alla quarta cifra decimale.  5. L'elemento mobile del prelievo di cui all'articolo 21 è calcolato nei nuovi Stati membri, tenuto conto dei tassi effettivamente applicati nei confronti dei paesi terzi.   Articolo 23 1. Qualora venga emanata una normativa specifica come conseguenza dell'attuazione della sua politica agricola o venga modificata la normativa esistente o in caso di modifica o di sviluppo delle disposizioni relative all'attuazione della sua politica agricola, la Comunità può modificare, per prodotti che ne formano oggetto, il regime stabilito dall'accordo.  In tali casi la Comunità tiene conto, in modo appropriato, degli interessi dell'Algeria.  2. Qualora la Comunità, in applicazione del paragrafo 1, modifichi il regime istituito dal presente accordo per i prodotti di cui all'allegato II del trattato che istituisce la Comunità economica europea, essa concede per le importazioni originarie dell'Algeria un vantaggio paragonabile a quello previsto dal presente accordo.  3. Per la modifica del regime istituito dall'accordo, si terranno consultazioni in sede di consiglio di cooperazione, su richiesta dell'altra parte contraente.   C. Disposizioni comuni   Articolo 24 1. I prodotti di cui al presente accordo, originari dell'Algeria, non possono beneficiare, all'importazione nella Comunità, di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri si accordano reciprocamente.  2. Per l'applicazione del paragrafo 1, non si tiene conto dei dazi doganali e delle tasse di effetto equivalente risultanti dall'applicazione degli articoli 32, 36 e 59 dell'atto relativo alle condizioni d'adesione ed agli adattamenti dei trattati, di cui all'articolo 10.   Articolo 25 1. Fatte salve le disposizioni speciali per il commercio frontaliero, l'Algeria concede alla Comunità, nel settore degli scambi, un trattamento non meno favorevole del regime della nazione più favorita.  2. Il paragrafo 1 non si applica nel caso di mantenimento o di istituzione di unioni doganali o di zone di libero scambio.  3. Inoltre, l'Algeria può derogare alle disposizioni del paragrafo 1, nel caso di misure decise ai fini dell'integrazione economica del Magreb o a favore dei paesi in via di sviluppo. Tali misure sono notificate alla Comunità.   Articolo 26 1. Le parti contraenti si comunicano, al momento della firma del presente accordo, le disposizioni da esse applicate in materia di regime degli scambi.  2. L'Algeria ha facoltà d'introdurre nel suo regime degli scambi nei confronti della Comunità nuovi dazi doganali e tasse d'effetto equivalente o nuove restrizioni quantitative e misure d'effetto equivalente e di aumentare o rendere più onerosi i dazi e le tasse o le restrizioni quantitative e le misure d'effetto equivalente applicati ai prodotti originari della Comunità o destinati alla Comunità, qualora tali misure siano richieste dalle esigenze della sua industrializzazione  e del suo sviluppo. Dette misure sono notificate alla Comunità.  Per l'applicazione di queste misure, si terranno consultazioni in sede di consiglio di cooperazione, su richiesta dell'altra parte contraente.   Articolo 27 Qualora l'Algeria, conformemente alla propria legislazione, applichi per un dato prodotto restrizioni quantitative sotto forma di contingenti, essa considera la Comunità come entità unica.   Articolo 28 In occasione degli esami di cui all'articolo 53 dell'accordo, le parti contraenti ricercano la possibilità di progredire nell'eliminazione degli ostacoli agli scambi, tenendo conto delle esigenze di sviluppo dell'Algeria.  Articolo 29 La nozione di «prodotti originari» ai fini dell'applicazione del presente titolo ed i relativi metodi di cooperazione amministrativa sono definiti nel protocollo n. 2.   Articolo 30 In caso di modifiche alla nomenclatura delle tariffe doganali delle parti contraenti per prodotti di cui all'accordo, il Consiglio può adattare la nomenclatura tariffaria di tali prodotti a dette modifiche osservando il principio del mantenimento dei vantaggi effettivi derivanti dal presente accordo.   Articolo 31 Le parti contraenti si astengono da qualsiasi misura o pratica di natura fiscale interna che crei direttamente o indirettamente una discriminazione tra i prodotti di una parte contraente ed i prodotti similari originari dell'altra parte contraente.  I prodotti esportati nel territorio di una delle parti contraenti non possono beneficiare di ristorni di imposizioni interne superiori alle imposizioni di cui sono stati gravati, direttamente o indirettamente.   Articolo 32 I pagamenti inerenti a transazioni commerciali effettuate nel rispetto della normativa sul commercio estero e sugli scambi, nonché il trasferimento di tali pagamenti nello Stato membro della Comunità in cui risiede il creditore, o in Algeria, non sono soggetti a restrizioni.   Articolo 33 L'accordo lascia impregiudicati i divieti o le restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito, giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali, o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale, o di tutela della proprietà industriale e commerciale, nonché la normativa riguardante l'oro e l'argento. Tali divieti o restrizioni non devono però costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le parti contraenti.   Articolo 34 1. Se una delle parti contraenti constata pratiche di dumping nelle sue relazioni con l'altra parte contraente, essa può adottare le misure necessarie contro tali pratiche, conformemente all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 36.  2. In caso di misure contro premi e sovvenzioni, le parti contraenti si impegnano a rispettare le disposizioni dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio.   Articolo 35 In caso di gravi perturbazioni in un settore dell'attività economica, o di difficoltà che rischino di alterare gravemente una situazione economica regionale, la parte contraente interessata può adottare le necessarie misure di salvaguardia, nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 36.   Articolo 36 1. Se una parte contraente sottopone le importazioni di prodotti che potrebbero provocare le difficoltà di cui all'articolo 35 ad una procedura amministrativa  intesa a fornire prontamente informazioni circa l'evoluzione delle correnti commerciali, essa ne informa l'altra parte contraente.  2. Nei casi di cui agli articoli 34 e 35, prima di attuare le misure ivi previste, oppure appena possibile nei casi contemplati nel paragrafo 3, lettera b), la parte contraente in causa fornisce al consiglio di cooperazione tutti gli elementi utili per consentire un esame accurato della situazione al fine di addivenire ad una soluzione accettabile per le parti contraenti.  Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'accordo. Dette misure non devono superare la portata strettamente indispensabile per porre rimedio alle difficoltà che si sono manifestate.  Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al consiglio di cooperazione e formano oggetto di consultazioni periodiche, al suo interno, soprattutto ai fini della loro soppressione non appena la situazione lo consenta.  3. Per l'attuazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni:    a) per quanto riguarda gli articoli 34 e 35, si tiene una consultazione in sede di consiglio di cooperazione prima che la parte contraente interessata adotti le misure appropriate;       b) quando circostanze eccezionali, che richiedono un intervento immediato, escludono un esame preventivo, la parte contraente interessata può applicare senza indugio, nelle situazioni di cui agli articoli 34 e 35, le misure cautelative strettamente necessarie per ovviare alla situazione.          Articolo 37 In caso di serie difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno o più Stati della Comunità, o in quella dell'Algeria, la parte contraente interessata può adottare le misure di salvaguardia necessarie. Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'accordo. Esse sono immediatamente notificate all'altra parte contraente e formano oggetto di consultazioni periodiche in sede di consiglio di cooperazione, in particolare ai fini della loro soppressione non appena la situazione lo consenta.   TITOLO III COOPERAZIONE NEL SETTORE DELLA MANODOPERA  Articolo 38 Ogni Stato membro concede ai lavoratori di cittadinanza algerina, occupati nel proprio territorio, un regime che, per quanto riguarda le condizioni di lavoro e di retribuzione, è caratterizzato dall'assenza di qualsiasi discriminazione, basata sulla nazionalità, rispetto ai propri cittadini.  L'Algeria concede lo stesso regime ai lavoratori cittadini degli Stati membri occupati nel suo territorio.   Articolo 39 1. Fatto salvo il disposto dei paragrafi seguenti, i lavoratori di cittadinanza algerina ed i loro familiari conviventi godono, in materia di sicurezza sociale, di un regime caratterizzato dall'assenza di qualsiasi discriminazione basata sulla cittadinanza rispetto ai cittadini degli Stati membri nei quali essi sono occupati.  2. Tali lavoratori godono del cumulo dei periodi di assicurazione, di occupazione o di residenza maturati nei diversi Stati membri, per quanto riguarda le pensioni e rendite di anzianità, decesso e invalidità, nonché l'assistenza sanitaria per essi e per la loro famiglia residente all'interno della Comunità.  3. Detti lavoratori usufruiscono delle prestazioni familiari per i loro familiari residenti all'interno della Comunità.  4. Detti lavoratori beneficiano del libero trasferimento in Algeria, ai tassi applicati secondo la legislazione dello Stato membro o degli Stati membri debitori, delle pensioni e rendite d'anzianità, di decesso, di infortunio sul lavoro o di malattia professionale nonché d'invalidità in caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale.  5. L'Algeria concede ai lavoratori cittadini degli Stati membri occupati nel suo territorio nonché ai loro familiari, un regime analogo a quello di cui ai paragrafi 1, 3 e 4.    Articolo 40 1. Entro il primo anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo, il consiglio di cooperazione emana disposizioni per l'applicazione dei principi enunciati all'articolo 39.  2. Il consiglio di cooperazione precisa le modalità di una cooperazione amministrativa che offra le garanzie di gestione e di controllo necessarie all'applicazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1.   Articolo 41 Le disposizioni emanate dal consiglio di cooperazione conformemente all'articolo 40 non pregiudicano i diritti e gli obblighi derivanti dagli accordi bilaterali che vincolano l'Algeria e gli Stati membri, se detti accordi prevedono un regime più favorevole per i cittadini algerini o per i cittadini degli Stati membri.   TITOLO IV DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI  Articolo 42 1. È istituito un consiglio di cooperazione che, per il conseguimento degli obiettivi fissati dall'accordo e nei casi da quest'ultimo contemplati, dispone di potere decisionale.  Le decisioni prese sono vincolanti per le parti contraenti, le quali sono tenute ad adottare le misure richieste per la loro esecuzione.  2. Il consiglio di cooperazione può altresì formulare le risoluzioni, le raccomandazioni o i pareri che ritiene opportuni per il conseguimento degli obiettivi comuni e per il buon funzionamento dell'accordo.  3. Il consiglio di cooperazione stabilisce il proprio regolamento interno.   Articolo 43 1. Il consiglio di cooperazione è composto dai membri del Consiglio delle Comunità europee e da membri della Commissione delle Comunità europee nonché da membri del governo algerino.  2. I membri del consiglio di cooperazione possono farsi rappresentare nelle condizioni stabilite dal proprio regolamento interno.  3. Il consiglio di cooperazione si pronuncia sulla base del comune accordo tra la Comunità e l'Algeria.   Articolo 44 1. La presidenza del consiglio di cooperazione viene esercitata a turno da un membro del Consiglio delle Comunità europee e da un membro del governo algerino.  2. Il consiglio di cooperazione si riunisce una volta all'anno su iniziativa del suo presidente.  Esso si riunisce inoltre ogniqualvolta lo richieda una particolare necessità, su richiesta di una delle parti contraenti, alle condizioni che saranno stabilite nel suo regolamento interno.   Articolo 45 1. Il consiglio di cooperazione viene assistito nell'espletamento dei suoi compiti da un comitato di cooperazione composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro e da un rappresentante della Commissione delle Comunità europee, nonché da rappresentanti dell'Algeria.  2. Il consiglio di cooperazione può decidere di istituire qualsiasi altro comitato atto ad assisterlo nell'espletamento dei suoi compiti.  3. Il consiglio di cooperazione stabilisce nel suo regolamento interno la composizione, la finalità e il funzionamento di questi comitati.   Articolo 46 Il consiglio di cooperazione adotta tutte le misure utili per agevolare la cooperazione ed i contatti necessari tra l'assemblea parlamentare europea ed i rappresentanti della Repubblica democratica popolare d'Algeria.   Articolo 47 Ogni parte contraente comunica, a richiesta dell'altra parte, tutte le informazioni utili sugli accordi da essa stipulati che contengano disposizioni tariffarie o commerciali, nonché sulle modifiche che essa apporti alla propria tariffa doganale o al regime di scambi con l'estero.   Qualora tali modifiche o accordi avessero un'incidenza diretta e particolare sul funzionamento dell'accordo, si terranno, in sede di consiglio di cooperazione, a richiesta dell'altra parte, adeguate consultazioni per prendere in considerazione gli interessi delle parti contraenti.   Articolo 48 1. Qualora la Comunità dovesse concludere un accordo di associazione che abbia un'incidenza diretta e particolare sul funzionamento dell'accordo, si terranno, in sede di consiglio di cooperazione, consultazioni adeguate affinché la Comunità possa prendere in considerazione gli interessi delle parti contraenti, quali sono definiti dal presente accordo.  2. In caso di adesione di uno Stato terzo alla Comunità, si terranno, in sede di consiglio di cooperazione, consultazioni adeguate al fine di prendere in considerazione gli interessi delle parti contraenti, quali sono definiti dal presente accordo.   Articolo 49 1. Le parti contraenti adottano tutte le misure generali o particolari atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi dell'accordo. Esse vigileranno alla realizzazione degli obiettivi indicati nell'accordo.  2. La parte contraente, la quale reputi che l'altra parte contraente abbia mancato a un obbligo derivante dall'accordo, può adottare le misure necessarie. Essa fornisce preventivamente al consiglio di cooperazione tutti gli elementi utili per consentire un esame accurato della situazione, volto alla ricerca di una soluzione accettabile per le parti contraenti.  Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'accordo. Queste misure vengono immediatamente notificate al consiglio di cooperazione e formano oggetto, all'interno di quest'ultimo, di consultazioni su richiesta dell'altra parte contraente.   Articolo 50 1. Le controversie sorte tra le parti contraenti relativamente all'interpretazione dell'accordo possono essere deferite al consiglio di cooperazione.  2. Se il consiglio di cooperazione non riesce a dirimere la controversia nella sessione immediatamente successiva, ciascuna delle due parti può notificare all'altra la designazione di un arbitro. L'altra parte è in questo caso tenuta a designare un secondo arbitro entro due mesi. Ai fini dell'applicazione della presente procedura, la Comunità e gli Stati membri sono considerati come una sola parte nella controversia.  Il consiglio di cooperazione designa un terzo arbitro.  Le decisioni arbitrali sono prese a maggioranza.  Ciascuna parte in causa è tenuta a prendere i provvedimenti necessari all'esecuzione della decisione arbitrale.   Articolo 51 Nessuna disposizione dell'accordo vieta ad una parte contraente di prendere le misure:    a) che essa reputa necessarie per impedire la divulgazione di informazioni contrarie agli interessi fondamentali della propria sicurezza;       b) che riguardano il commercio di armi, munizioni o materiale bellico o la ricerca, lo sviluppo o la produzione indispensabili a fini difensivi, sempre che tali misure non alterino le condizioni di concorrenza per quanto riguarda i prodotti non destinati a fini specificamente militari;       c) che essa reputa indispensabili per la propria sicurezza in tempo di guerra o in caso di grave tensione internazionale.          Articolo 52 Nei settori contemplati dall'accordo:    - il regime applicato dall'Algeria nei confronti della Comunità non può dar luogo ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, tra i loro cittadini o tra le loro società;       - il regime applicato dalla Comunità nei confronti dell'Algeria non può dar luogo ad alcuna discriminazione tra i cittadini o tra le società algerine.          Articolo 53 Le parti contraenti esaminano, secondo la procedura seguita per i negoziati dell'accordo stesso, per la  prima volta all'inizio del 1978 e successivamente all'inizio del 1983 i risultati dell'accordo nonché gli eventuali miglioramenti che possono essere apportati da ambo le parti con decorrenza dal 1º gennaio 1979 e dal 1º gennaio 1984, in base all'esperienza acquisita durante il funzionamento dell'accordo e in relazione agli obiettivi da esso stabiliti.   Articolo 54 I protocolli 1 e 2, nonché gli allegati A, B, C e D sono parte integrante dell'accordo. Le dichiarazioni e gli scambi di lettere sono riportati nell'atto finale che è parte integrante dell'accordo.   Articolo 55 Ciascuna parte contraente può denunciare il presente accordo mediante notifica all'altra parte contraente. La validità del presente accordo cessa sei mesi dopo la data di tale notifica.   Articolo 56 Il presente accordo si applica, da un lato, ai territori in cui è d'applicazione il trattato che istituisce la Comunità economica europea, alle condizioni previste dal trattato stesso e, dall'altro, al territorio della Repubblica democratica popolare di Algeria.   Articolo 57 Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua danese, francese, inglese, italiana, olandese, tedesca ed araba, ciascuno di detti testi facente ugualmente fede.   Articolo 58 Il presente accordo sarà approvato dalle parti contraenti secondo le rispettive procedure specifiche.  Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla notifica dell'espletamento delle procedure di cui al primo capoverso.    Til bekræftelse heraf har undertegnede befuldmægtigede underskrevet denne aftale.  Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter dieses Abkommen gesetzt.  In witness whereof, the undersigned Plenipotentiaries have affixed their signatures below this Agreement.  En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent accord.  In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente accordo.  Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Overeenkomst hebben gesteld. >PIC FILE= "T0000950">   Udfærdiget i Algier, den seksogtyvende april nitten hundrede og seksoghalvfjerds.  Geschehen zu Algier am sechsundzwanzigsten April neunzehnhundertsechsundsiebzig.  Done at Algiers this twenty-sixth day of April in the year one thousand nine hundred and seventy-six.  Fait à Alger, le vingt-six avril mil neuf cent soixante-seize.  Fatto a Algeri, addì ventisei aprile millenovecentosettantasei.  Gedaan te Algiers, de zesentwintigste april negentienhonderd zesenzeventig. >PIC FILE= "T0000951">   Pour Sa Majesté le roi des Belges  Voor Zijne Majesteit de Koning der Belgen >PIC FILE= "T0000952">   For Hendes Majestæt dronningen af Danmark >PIC FILE= "T0000953">   Für den Präsidenten der Bundesrepublik Deutschland >PIC FILE= "T0000954">    Pour le président de la République française >PIC FILE= "T0000955">   For the President of Ireland >PIC FILE= "T0000956">   Per il presidente della Repubblica italiana >PIC FILE= "T0000957">   Pour Son Altesse Royale le grand-duc de Luxembourg >PIC FILE= "T0000958">   Voor Hare Majesteit de Koningin der Nederlanden >PIC FILE= "T0000959">   For Her Majesty the Queen of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland >PIC FILE= "T0000960">    På Rådet for De europæiske Fællesskabers vegne  Im Namen des Rates der Europäischen Gemeinschaften  In the name of the Council of the European Communities  Au nom du Conseil des Communautés européennes  A nome del Consiglio delle Comunità europee  Namens de Raad van de Europese Gemeenschappen >PIC FILE= "T0000961">         ALLEGATO A  relativo ai prodotti di cui all'articolo 14 >PIC FILE= "T0000962">   >PIC FILE= "T0000963">      ALLEGATO B relativo all'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune    1. Per tener conto di fattori quali      - l'importanza che il settore dell'olio di oliva riveste per l'economia algerina,           - i programmi e gli sforzi compiuti dall'Algeria per il risanamento ed il miglioramento, delle condizioni del proprio mercato oleicolo,           - le co rrenti di scambi tradizionali per questo prodotto tra l'Algeria e la Comunità economica europea,             la somma da dedurre dall'importo del prelievo a norma dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), dell'accordo relativo all'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune, può essere aumentata di un importo aggiuntivo in condizioni e secondo modalità identiche a quelle prescritte per l'applicazione dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), dell'accordo.       2. L'eventuale importo aggiuntivo di cui al paragrafo 1 viene fissato per ciascun anno di applicazione mediante scambio di lettere tra le parti contraenti, in funzione delle condizioni del mercato dell'olio di oliva.       3. Per il periodo che si conclude il 31 ottobre 1977, considerate le circostanze eccezionali che attualmente interessano il mercato dell'olio di oliva, l'importo aggiuntivo è fissato a 10 unità di conto.           ALLEGATO C (1) dal 1º luglio 1976 al 30 giugno 1977 >PIC FILE= "T0000964">     ALLEGATO C (2) dal 1º luglio 1977 al 30 giugno 1978 >PIC FILE= "T0000965">     ALLEGATO C (3) dal 1º luglio al 30 giugno 1979  >PIC FILE= "T0000966">     ALLEGATO D >PIC FILE= "T0000967""PIC FILE= "T0000968">      PROTOCOLLO N. 1  relativo alla cooperazione tecnica e finanziaria  Articolo 1 Nel quadro della cooperazione finanziaria e tecnica la Comunità partecipa al finanziamento dei progetti atti a contribuire allo sviluppo economico e sociale dell'Algeria.   Articolo 2 1. Ai fini di cui all'articolo 1 e per un periodo che scadrà il 31 ottobre 1981 potrà essere impegnato un importo complessivo di 114 milioni di unità di conto a concorrenza di:    a) 70 milioni di unità di conto sotto forma di prestiti della Banca europea per gli investimenti, qui di seguito denominata la «Banca», concessi sulle risorse proprie in base alle condizioni previste dal suo statuto;       b) 19 milioni di unità di conto sotto forma di prestiti a condizioni speciali;       c) 25 milioni di unità di conto sotto forma di aiuti non rimborsabili.         Si possono prevedere contributi alla formazione di capitali di rischio, da imputarsi sugli importi indicati alla lettera b).  2. I prestiti di cui al paragrafo 1, lettera a) fruiscono in linea di massima di abbuoni d'interesse del 2 %, finanziati mediante i fondi indicati al paragrafo 1, lettera c).   Articolo 3 1. L'importo di cui all'articolo 2 è utilizzato per il finanziamento o per la partecipazione al finanziamento di quanto segue:    - progetti di investimenti nei settori della produzione e dell'infrastruttura economica, destinati essenzialmente a diversificare la struttura economica dell'Algeria e, in particolare, a favorire l'industrializzazione e l'ammodernamento del suo settore agricolo;       - cooperazione tecnica preparatoria e complementare ai progetti di investimento elaborati dall'Algeria;       - azioni di cooperazione tecnica nel settore della formazione;       - azioni tendenti alla riconversione dei vigneti algerini e alla diversificazione delle esportazioni di vini, nei limiti di un importo massimo di 12 milioni di unità di conto imputabili sull'importo indicato all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c).         2. Gli aiuti della Comunità sono destinati a coprire le spese necessarie alla realizzazione di progetti o azioni approvati. Essi non possono essere utilizzati per coprire le spese correnti d'amministrazione, manutenzione e funzionamento.   Articolo 4 1. I progetti di investimenti possono essere finanziati con prestiti della Banca, accompagnati da abbuoni di interessi alle condizioni previste all'articolo 2, oppure con prestiti a condizioni speciali, o con entrambi i mezzi simultaneamente.  2. Le azioni di cooperazione tecnica sono finanziate generalmente con aiuti non rimborsabili.   Articolo 5 1. Le somme da impegnare ogni anno a titolo delle diverse forme di aiuto devono essere ripartite nel modo più regolare possibile su tutta la durata d'applicazione del presente protocollo. Tuttavia, durante il primo periodo d'applicazione, gli impegni potranno, entro limiti ragionevoli, raggiungere un importo proporzionalmente più elevato.  2. L'eventuale rimanenza dei fondi non impegnati alla fine del quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo sarà utilizzata sino ad esaurimento con modalità identiche a quelle stabilite nel presente protocollo.   Articolo 6 1. I prestiti della Banca sulle risorse proprie sono concessi a condizioni di durata determinate sulla  base delle caratteristiche economiche e finanziarie dei progetti a cui essi sono destinati. Il tasso d'interesse applicato è quello praticato dalla Banca al momento della firma di ciascun contratto di prestito, fatto salvo l'abbuono d'interesse di cui all'articolo 2, paragrafo 2.  2. I prestiti a condizioni speciali sono concessi per un periodo di 40 anni con una dilazione di ammortamento di 10 anni. Il loro tasso d'interesse è fissato all'1 %.  3. I prestiti possono essere concessi per il tramite dello Stato o di organismi algerini appropriati, i quali provvedono a prestare a loro volta i fondi ai beneficiari a determinate condizioni, d'intesa con la Comunità, in base alle caratteristiche economiche e finanziarie dei progetti.   Articolo 7 Il contributo della Comunità alla realizzazione di taluni progetti può, con l'accordo dell'Algeria, assumere la forma di un co-finanziamento al quale possono partecipare in particolare organismi ed istituti di credito e di sviluppo dell'Algeria, degli Stati membri o di Stati terzi, ovvero gli organismi finanziari internazionali.   Articolo 8 Possono beneficiare della cooperazione finanziaria e tecnica:    a) in genere:    - lo Stato algerino;       b) con l'accordo dello Stato algerino, per progetti e azioni da esso approvati:     - gli organismi pubblici di sviluppo dell'Algeria;       - gli organismi privati che operano in Algeria per lo sviluppo economico e sociale;       - le imprese che svolgono la loro attività secondo metodi di gestione industriale e commerciale, costituite in società a norma della legislazione algerina;       - le associazioni di produttori di nazionalità algerina o, in mancanza di dette associazioni ed a titolo eccezionale, i produttori stessi;       - i borsisti e tirocinanti inviati dall'Algeria nel quadro delle azioni di formazione di cui all'articolo 3.               Articolo 9 1. All'entrata in vigore dell'accordo, la Comunità e l'Algeria definiscono di comune accordo gli obiettivi specifici della cooperazione finanziaria e tecnica, in funzione delle priorità fissate nel piano di sviluppo dell'Algeria.  Tali obiettivi possono essere riveduti di comune accordo per tener conto dei mutamenti sopraggiunti nella situazione economica dell'Algeria ovvero negli obiettivi e nelle priorità fissati dal suo piano di sviluppo.  2. Nel quadro definito conformemente al paragrafo 1, la cooperazione finanziaria e tecnica si applica a progetti ed azioni elaborati dall'Algeria o da altri beneficiari riconosciuti da questo paese.   Articolo 10 1. Per ciascuna domanda di contributo finanziario a titolo del presente protocollo, il beneficiario di cui all'articolo 8, lettera a), oppure, con l'accordo dell'Algeria, quelli indicati all'articolo 8, lettera b), presentano un fascicolo alla Comunità.  2. La Comunità istruisce le domande di finanziamento in collaborazione con lo Stato algerino e con i beneficiari, in conformità degli obiettivi di cui all'articolo 9, paragrafo 1, ed informa questi ultimi del seguito riservato alle domande.   Articolo 11L'Algeria o gli altri beneficiari di cui all'articolo 8 del presente protocollo sono responsabili dell'esecuzione, della gestione e della manutenzione delle opere che sono oggetto di un finanziamento a titolo del presente protocollo.  La Comunità si accerta che l'utilizzazione dei contributi finanziari sia conforme alle destinazioni stabilite ed avvenga nelle migliori condizioni economiche.   Articolo 12 1. Per gli interventi il cui finanziamento è assicurato dalla Comunità, alle aggiudicazioni, alle gare di appalto e ai contratti possono partecipare, a parità di condizioni, tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dell'Algeria.   2. Per favorire la partecipazione delle imprese algerine all'esecuzione di contratti per lavori che, data la loro portata, interessano principalmente le imprese algerine, può essere organizzata, su proposta dell'organo competente della Comunità, una procedura accelerata di bando di gara con termini ridotti per la presentazione delle offerte.  Detta procedura accelerata può essere organizzata per bandi di gara la cui stima è inferiore a 1 000 000 di unità di conto.  3. In casi eccezionali può essere decisa di comune accordo la partecipazione di altri paesi agli appalti finanziati dalla Comunità.  Inoltre, la partecipazione di paesi terzi può essere decisa nelle stesse condizioni, quando la Comunità partecipa al finanziamento di opere congiuntamente ad altri finanziatori.   Articolo 13 Nel quadro della sua legislazione vigente, l'Algeria riserva agli appalti e contratti stipulati per l'esecuzione di progetti ed azioni, finanziati dalla Comunità, norme altrettanto favorevoli quanto quelle applicate nei confronti delle altre organizzazioni internazionali.   Articolo 14 La concessione di un prestito ad un beneficiario che non sia lo Stato algerino può essere subordinata, da parte della Comunità, alla garanzia di quest'ultimo o ad altre garanzie considerate sufficienti.   Articolo 15 Per tutta la durata dei prestiti concessi a norma del presente protocollo, l'Algeria s'impegna a mettere a disposizione dei debitori, beneficiari di detti prestiti, la valuta necessaria al servizio degli interessi, delle provvigioni e al rimborso del capitale.   Articolo 16 I risultati della cooperazione finanziaria e tecnica vengono esaminati annualmente dal Consiglio di cooperazione. Quest'ultimo definisce eventualmente gli orientamenti generali di detta cooperazione.   Articolo 17 Entro il quinto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, le parti contraenti esamineranno le disposizioni che potrebbero essere emanate in materia di cooperazione finanziaria e tecnica per un eventuale nuovo periodo.      PROTOCOLLO N. 2   relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa   TITOLO I Definizione della nozione di «prodotti originari»  Articolo 1 1. Ai fini dell'applicazione dell'accordo e fatte salve le disposizioni dei paragrafi 2 e 3, a condizione che siano stati trasportati a norma dell'articolo 5, sono considerati:    a) prodotti originari dell'Algeria:      - i prodotti totalmente ottenuti in Algeria,           - i prodotti ottenuti in Algeria e per la cui fabbricazione sono stati adoperati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti in Algeria, a condizione che questi ultimi prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o di trasformazioni sufficienti, ai sensi dell'articolo 3;                  b) prodotti originari della Comunità:    - i prodotti totalmente ottenuti nella Comunità;       - i prodotti ottenuti nella Comunità e per la cui fabbricazione sono stati adoperati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti nella Comunità, a condizione che questi ultimi prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o di trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3.              2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera a), primo trattino, quando prodotti totalmente ottenuti in Marocco, in Tunisia o nella Comunità costituiscono l'oggetto di lavorazioni o di trasformazioni in Algeria, essi sono considerati totalmente ottenuti in Algeria.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, le lavorazioni o le trasformazioni effettuate in Marocco, in Tunisia o nella Comunità sono considerate effettuate in Algeria, nel caso in cui i prodotti ottenuti siano oggetto di ulteriori lavorazioni o trasformazioni in Algeria.  Le disposizioni del presente paragrafo sono applicabili a condizione che i prodotti di cui trattasi siano stati trasportati in conformità dell'articolo 5.  3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera b), primo trattino, quando prodotti totalmente ottenuti in Algeria sono oggetto di lavorazioni o di trasformazioni nella Comunità, essi sono considerati totalmente ottenuti nella Comunità.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera b), secondo trattino, le lavorazioni o le trasformazioni effettuate in Algeria sono considerate effettuate nella Comunità nel caso in cui i prodotti ottenuti siano oggetto di ulteriori lavorazioni o trasformazioni nella Comunità.  Le disposizioni del presente paragrafo sono applicabili a condizione che i prodotti di cui trattasi siano stati trasportati in conformità dell'articolo 5.  4. In deroga alle disposizioni di cui al paragrafo 1, quando in applicazione delle disposizioni dei paragrafi che precedono, e sempre che tutte le condizioni previste in detti paragrafi siano soddisfatte, i prodotti originari sono ottenuti in due o più Stati di cui a dette disposizioni o nella Comunità, essi sono considerati prodotti originari dello Stato o della Comunità in cui sia stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione. A questo fine, non sono considerate lavorazioni o trasformazioni quelle di cui all'articolo 3, paragrafo 3.  5. I prodotti enumerati nell'elenco C dell'allegato IV sono temporaneamente esclusi dall'applicazione del presente protocollo.  6. Le disposizioni di cui al paragrafo 2 sono applicabili, per quel che concerne il Marocco e la Tunisia, soltanto nella misura in cui le norme che disciplinano gli scambi tra l'Algeria, il Marocco e la Tunisia, nell'ambito di dette disposizioni, sono identiche alle disposizioni del presente protocollo, ed a condizione che sia instaurata la cooperazione amministrativa tra l'Algeria, il Marocco e la Tunisia necessaria per il controllo di dette disposizioni.   Articolo 2 Sono considerati, ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 1, 2 e 3 «totalmente ottenuti» in Algeria, in Marocco, in Tunisia o nella Comunità:     a) i prodotti minerali estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino o oceanico;       b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;       c) gli animali vivi ivi nati ed allevati;       d) i prodotti provenienti da animali vivi che vi sono allevati;       e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;       f) i prodotti della pesca marittima ed altri prodotti estratti dal mare con loro navi;       g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti di cui alla lettera f);       h) gli articoli usati ivi raccolti che possono servire solamente al recupero delle materie prime;       i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate       j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti di cui alle lettere da a) ad i).          Articolo 3 1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni dell'articolo 1, sono considerati sufficienti:    a) le lavorazioni o le trasformazioni che hanno l'effetto di classificare le merci ottenute in una voce doganale diversa da quella relativa a ciascuno dei prodotti utilizzati, ad eccezione, tuttavia, di quelle enumerate nell'elenco A dell'allegato II ed alle quali si applicano le disposizioni proprie di questo elenco;       b) le lavorazioni o le trasformazioni indicate nell'elenco B dell'allegato III.         Per sezioni, capitoli e voci si intendono quelli della nomenclatura di Bruxelles per la classifica delle merci nelle tariffe doganali.  2. Allorquando, per un determinato prodotto ottenuto, una norma di percentuale limiti, negli elenchi A e B, il valore dei prodotti lavorati atti ad essere impiegati, il valore totale di detti prodotti - che essi abbiano o meno, entro i limiti ed alle condizioni previste in ciascuno dei due elenchi, cambiato la voce tariffaria nel corso delle lavorazioni, delle trasformazioni o del montaggio - non può superare, rispetto al valore del prodotto ottenuto, il valore corrispondente al tasso comune, se i tassi sono identici nei due elenchi, o al più elevato dei due tassi se essi sono differenti.  3. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, le lavorazioni o le trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario indipendentemente dal cambiamento o meno della voce tariffaria.    a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione nel loro stato delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata con altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);       b) le semplici operazioni di spolveratura, di vagliatura, di cernita, di classificazione, di assortimento (ivi compresa la composizione di serie di merci), di lavatura, di verniciatura, di riduzione in pezzi;       c)      i) i cambiamenti dell'imballaggio e le divisioni e le riunioni dei colli;           ii) la semplice immissione in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci, scatole o su tavolette ecc. ed ogni altra semplice operazione di condizionamento;               d) l'apposizione sui prodotti o sul loro imballaggio di marchi, etichette, o altri segni distintivi similari;       e) la semplice miscela di prodotti, anche di specie differenti, quando uno o più composti della miscela non corrispondono alle condizioni fissate dal presente protocollo per potere essere considerati originari dell'Algeria, del Marocco, della Tunisia o della Comunità;       f) la semplice riunione di parti degli articoli per costituire un articolo completo;       g) il cumulo di due o più operazioni indicate alle lettere da a) ad f);       h) la macellazione degli animali.          Articolo 4 Allorquando gli elenchi A e B di cui all'articolo 3 dispongono che le merci ottenute in Algeria o nella Comunità siano considerate originarie soltanto alla condizione che il valore dei prodotti lavorati non superi una determinata percentuale del valore delle  merci ottenute, i valori da prendere in considerazione per la determinazione di detta percentuale sono:  - da un lato,  per quel che concerne i prodotti di cui è comprovata l'importazione : il loro valore in dogana al momento dell'importazione;  per quel che concerne i prodotti di origine non determinata : il primo prezzo verificabile pagato per detti prodotti nel territorio della parte contraente in cui avviene la fabbricazione;  - dall'altro,  il prezzo franco fabbrica delle merci ottenute, al netto delle imposte interne restituite o da restituire in caso di esportazione.       Articolo 5 1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, paragrafi 1, 2 e 3, sono considerati direttamente trasportati dall'Algeria nella Comunità o dalla Comunità in Algeria, i prodotti originari il cui trasporto si effettua senza passare da territori diversi dall'Algeria, dal Marocco, dalla Tunisia o dalla Comunità. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari dell'Algeria, del Marocco, della Tunisia o della Comunità, consistente in una sola spedizione, può effettuarsi attraverso territori diversi da quelli sopraindicati, all'occorrenza con trasbordo o con deposito temporaneo nei medesimi, a condizione che l'attraversamento di questi territori sia giustificato da ragioni geografiche e che i prodotti siano rimasti sotto la sorveglianza delle autorità doganali del paese di transito o del paese in cui è stato effettuato il deposito, non vi siano stati messi in commercio o immessi al consumo e vi subiscano eventualmente soltanto operazioni di scarico e carico od operazioni dirette a conservarli nel loro stato.  2. La prova che sussistono le condizioni di cui al paragrafo 1, è fornita presentando alle autorità doganali competenti della Comunità o algerine:    a) un titolo giustificativo del trasporto unico predisposto nel paese beneficiario di esportazione ed in base al quale è stato attraversato il paese di transito;       b) o da un'attestazione, rilasciata dalle autorità doganali del paese di transito contenente:      - una descrizione esatta delle merci;           - la data di scarico o del ricarico delle merci o, eventualmente, la data del loro imbarco o sbarco, con l'indicazione della nave impiegata;           - la certificazione delle condizioni nelle quali è stata effettuata la sosta delle merci.                  c) oppure, in mancanza, qualsiasi documento probatorio.          TITOLO II Metodi di cooperazione amministrativa  Articolo 6 1. La prova del carattere originario dei prodotti, ai sensi del presente protocollo, è fornita da un certificato di circolazione delle merci EUR.1 il cui modello figura all'allegato V del presente protocollo.  Tuttavia, per prodotti che sono oggetto di spedizioni postali (compresi i pacchi postali), sempre che si tratti di spedizioni contenenti unicamente prodotti originari ed il cui valore non superi le 1 000 unità di conto, la prova del carattere originario, ai sensi del presente protocollo, può essere fornita da un formulario EUR.2 il cui modello figura all'allegato VI del presente protocollo.  L'unità di conto (UC) ha un valore di 0,88867088 g di oro fino. In caso di modifica dell'unità di conto, le parti contraenti si metteranno in rapporto a livello di consiglio di cooperazione per dare una nuova definizione del valore in oro.  2. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 3, quando, a richiesta del dichiarante in dogana, un articolo smontato o non montato, contemplato nei capitoli 84 ed 85 della nomenclatura di Bruxelles sia importato con spedizioni scaglionate, alle condizioni stabilite dalle autorità competenti, esso è considerato come un articolo unico e si può presentare un certificato di circolazione delle merci per l'articolo completo all'atto dell'importazione della prima spedizione parziale.  3. Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili consegnati con un materiale, con una macchina o con un veicolo e che fanno parte della sua attrezzatura normale ed il cui prezzo sia compreso in quello di questi ultimi, oppure non sia fatturato a parte, sono considerati un tutt'unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.    Articolo 7 1. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione al momento dell'esportazione delle merci alle quali si riferisce. Esso è tenuto a disposizione dell'esportatore non appena l'esportazione reale ha effettivamente luogo o è assicurata.  2. In via eccezionale, il certificato di circolazione delle merci EUR.1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci cui si riferisce, quando esso non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione in seguito ad errore, omissione involontaria o circostanze particolari. In tal caso, il certificato è munito di una nota speciale che indica le condizioni in cui è stato rilasciato. PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 276A0426(01).13. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 viene rilasciato solo su domanda scritta dell'esportatore. Tale domanda è redatta sul formulario che figura all'allegato V del presente protocollo, compilandolo conformemente a quest'ultimo.  4. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 può essere rilasciato soltanto se può costituire il titolo giustificativo per l'applicazione dell'accordo.  5. Le domande dei certificati di circolazione delle merci devono essere conservate per almeno due anni dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.   Articolo 8 1. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 viene rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione se le merci possono essere considerate prodotti originari ai sensi dell'accordo.  2. Per verificare se le condizioni di cui al paragrafo 1 sono soddisfatte, le autorità doganali hanno la facoltà di richiedere qualsiasi documento giustificativo e di procedere a qualsiasi controllo che ritengano utile.  3. Spetta alle autorità doganali dello Stato di esportazione vigilare a che i moduli di cui all'articolo 9 siano debitamente compilati. In particolare, esse verificano se la parte riservata alla descrizione delle merci è stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta. A questo scopo la descrizione delle merci deve essere effettuata senza interlinee. Qualora tale parte non sia completamente compilata, si deve tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e la parte in bianco dev'essere annullata tracciandovi alcune linee.  4. La data del rilascio del certificato deve essere indicata nella parte dei certificati di circolazione delle merci riservata alla dogana.   Articolo 9 Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è compilato secondo la formula il cui modello figura all'allegato V del presente protocollo. Questa formula è stampato in una o più delle lingue nelle quali è redatto l'accordo. Il certificato è redatto in una di queste lingue in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato di esportazione ; se lo si compila a mano, si scrive con inchiostro ed in stampatello.  Il formato del certificato è di mm 210 X 297, ed è consentita una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più per quel che concerne la lunghezza. La carta impiegata è carta collata bianca per scrittura non contenente paste meccaniche, del peso minimo di 25 grammi al m2. Il certificato deve essere stampato con fondo arabescato di colore verde, in modo da far risaltare qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.  Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei certificati o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni certificato si fa riferimento a tale autorizzazione. Ogni certificato è munito di una menzione che indichi il nome e l'indirizzo del tipografo o un segno che ne consenta l'identificazione. Porta, inoltre, un numero di serie stampato o meno, destinato ad individuarlo.   Articolo 10 1. Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a quest'ultimo o ad un suo rappresentante autorizzato, richiedere il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1.  2. L'esportatore od il suo rappresentante presenta, insieme alla domanda, ogni documento giustificativo utile, atto a comprovare che per le merci da esportare può essere rilasciato un certificato di circolazione delle merci EUR.1.    Articolo 11 Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 deve essere presentato, entro un termine di cinque mesi a decorrere dalla data del rilascio da parte della dogana dello Stato di esportazione, all'ufficio delle dogane dello Stato di importazione in cui sono presentate le merci.   Articolo 12 Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è presentato alle autorità doganali dello Stato di importazione secondo le modalità previste dalle norme ivi vigenti. Le autorità suddette hanno la facoltà di esigerne la traduzione. Esse possono, inoltre, esigere che la dichiarazione di importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano alle condizioni richieste per l'applicazione dell'accordo.   Articolo 13 1. I certificati di circolazione delle merci EUR.1, presentati alle autorità doganali dello Stato di importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui all'articolo 11, possono essere accettati, ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a causa di forza maggiore o a circostanze eccezionali.  2. A parte tali casi, le autorità doganali dello Stato di importazione possono accettare i certificati se le merci sono state loro presentate prima della scadenza del termine suddetto.   Articolo 14 L'accertamento di lievi discordanze tra le menzioni riportate sul certificato di circolazione delle merci EUR.1 e quelle riportate sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'adempimento delle formalità di importazione delle merci, non comporta ipso facto l'invalidità del certificato se viene debitamente accertato che quest'ultimo corrisponde alle merci presentate.   Articolo 15 La sostituzione di uno o più certificati di circolazione con uno o più altri certificati è sempre possibile, a condizione che venga effettuata all'ufficio doganale dove si trovano le merci.   Articolo 16 Il formulario EUR.2 il cui modello figura nell'allegato VI è compilato dall'esportatore o, sotto la responsabilità di questi, dal suo rappresentante autorizzato. Esso è redatto in una delle lingue ufficiali nelle quali è redatto l'accordo. Se lo si compila a mano, si scrive con inchiostro e in stampatello. Se le merci contenute nella spedizione sono già state oggetto di controllo nello Stato d'esportazione, per quanto riguarda la definizione della nozione di «prodotti originari», l'esportatore può indicare nella rubrica «osservazioni» del formulario EUR.2 i riferimenti a tale controllo.  Il formulario EUR.2 ha il formato di mm 210 X 148. Una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più è ammessa per quanto riguarda la lunghezza. La carta da usare è una carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di grammi 64 il m2.  Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei formulari o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni foglio deve essere indicata tale autorizzazione. Inoltre, ogni foglio deve recare il segno distintivo attribuito alla tipografia autorizzata, nonché un numero di serie, stampato o meno, destinato ad individuarlo.  È redatto un formulario EUR.2 per ogni spedizione postale.  Tali disposizioni non dispensano gli esportatori dall'espletamento delle altre formalità previste dai regolamenti doganali e postali.   Articolo 17 1. Sono ammesse quali prodotti originari, senza che occorra presentare un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o compilare un formulario EUR.2, le merci oggetto di piccole spedizioni indirizzate a privati o contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, sempre che si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale, quando tali merci sono dichiarate rispondenti alle condizioni richieste per l'applicazione delle presenti disposizioni e sempre che non sussista alcun dubbio circa la veridicità di tale dichiarazione.  2. Sono considerate prive di qualsiasi carattere commerciale, le importazioni che presentano un carattere occasionale e che riguardano esclusivamente merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, le quali, per la loro natura  e quantità, non facciano sorgere alcuna preoccupazione di carattere commerciale. Inoltre, il valore globale delle merci non deve essere superiore a 60 unità di conto quando si tratta di piccole spedizioni o a 200 unità di conto, quando si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.   Articolo 18 1. Le merci spedite dalla Comunità o dall'Algeria per un'esposizione in un paese diverso dal Marocco e dalla Tunisia e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate in Algeria o nella Comunità, beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo purché ottemperino alle condizioni previste dal presente protocollo per essere riconosciute originarie della Comunità o dell'Algeria e purché sia data dimostrazione probante alle autorità doganali:    a) che un esportatore ha spedito dette merci dal territorio della Comunità o dall'Algeria nel paese dell'esposizione e ve le ha esposte;       b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute ad un destinatario in Algeria o nella Comunità;       c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione o immediatamente dopo in Algeria o nella Comunità, nello Stato in cui erano state inviate all'esposizione;       d) che, dal momento in cui sono state inviate all'esposizione, le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione presso tale esposizione.         2. Alle autorità di dogana deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato di circolazione delle merci EUR.1 con indicazione del nome e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare sulla natura delle merci e sulle condizioni nelle quali sono state esposte.  3. Il paragrafo 1 si applica a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale, diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o in locali commerciali e che hanno per oggetto la vendita di merci straniere, durante le quali le merci restano sotto controllo doganale.   Articolo 19 1. Quando un certificato è rilasciato ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del presente protocollo, dopo l'effettiva esportazione delle merci alle quali il certificato si riferisce, sulla domanda di cui all'articolo 7, paragrafo 3, del presente protocollo, l'esportatore deve:    - indicare il luogo e la data della spedizione delle merci cui il certificato si riferisce,       - attestare che non è stato rilasciato un certificato EUR.1 all'atto dell'esportazione di dette merci e precisarne i motivi.         2. Le autorità doganali possono procedere al rilascio a posteriori di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 soltanto dopo aver verificato se le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della documentazione corrispondente.  I certificati rilasciati a posteriori devono recare una delle seguenti menzioni : «NACHTRÄGLICH AUSGESTELLT», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «UDSTEDT EFTERFØLGENDE», >PIC FILE= "T0000969">    Articolo 20 In caso di furto, di perdita o di distruzione di un certificato di circolazione delle merci EUR.1, l'eportatore può chiedere alle autorità doganali, che l'hanno rilasciato, un duplicato redatto in base ai documenti di esportazione in suo possesso. Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti menzioni : «DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT», «DUPLICATE», >PIC FILE= "T0000970">    Articolo 21 1. Quando ai fini del rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 si applica l'articolo 1, paragrafi 2, 3 e 4, l'ufficio doganale competente dello Stato in cui si chiede il rilascio del certificato suddetto per merci per la cui fabbricazione sono stati utilizzati prodotti provenienti dal Marocco, dalla Tunisia o dalla Comunità, prende in considerazione la dichiarazione, il cui modello figura all'allegato VII, fornita dall'esportatore dello Stato di provenienza o sulla fattura commerciale relativa a detti prodotti o su un allegato della medesima.  2. L'ufficio doganale competente può tuttavia chiedere all'esportatore di presentare la scheda informativa rilasciata alle condizioni di cui all'articolo 22, il cui modello figura all'allegato VIII, o per controllare l'autenticità e la regolarità dei dati indicati nella dichiarazione di cui al paragrafo 1 o per ottenere informazioni complementari.    Articolo 22 La scheda informativa relativa ai prodotti utilizzati è rilasciata a richiesta dell'esportatore dei medesimi, o nei casi di cui all'articolo 21, paragrafo 2, o, su iniziativa di detto esportatore, dall'ufficio doganale competente dello Stato da cui detti prodotti sono stati esportati, Essa è redatta in due esemplari, uno dei quali è rilasciato al richiedente, cui compete farlo pervenire o all'esportatore dei prodotti finali o all'ufficio doganale al quale si richiede il certificato di circolazione delle merci EUR.1 per tali prodotti. Il secondo esemplare è conservato per almeno due anni dall'ufficio che l'ha rilasciato.   Articolo 23 L'Algeria e la Comunità prendono le misure necessarie per evitare che siano oggetto di sostituzioni o di manipolazioni diverse da quelle destinate a conservarle nel loro stato le merci scambiate in base ad un certificato di circolazione delle merci EUR.1 e che durante il loro trasporto sostano in una zona franca situata sul loro territorio.   Articolo 24 Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente titolo, l'Algeria, il Marocco, la Tunisia e la Comunità si prestano reciproca assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati di circolazione delle merci EUR.1, dell'esattezza delle informazioni sull'origine reale dei prodotti di cui trattasi, delle dichiarazioni degli esportatori sui formulari EUR.2 e dell'autenticità e della regolarità delle schede informative previste dall'articolo 21.   Articolo 25 Si applicano sanzioni nei confronti di chiunque, per far ammettere una merce al beneficio del regime preferenziale, rediga o faccia redigere un documento contenente dati inesatti allo scopo di ottenere un certificato di circolazione delle merci EUR.1 ovvero compili o faccia compilare un formulario EUR.2 contenente dati inesatti.   Articolo 26 1. Il controllo a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o dei formulari EUR.2 viene effettuato per campione e ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano dubbi fondati sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative all'origine reale delle merci in questione.  2. Per l'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato di importazione rispediscono alle autorità doganali dello Stato di esportazione il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o il formulario EUR.2, ovvero fotocopia del certificato o del formulario, indicando i motivi di sostanza o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse uniscono al formulario EUR.2 la fattura o una copia di questa, qualora la fattura sia stata presentata, e forniscono tutte le informazioni ottenute e che facciano ritenere inesatte le indicazioni contenute in detto certificato o formulario.  Qualora decidano di soprassedere all'applicazione del titolo I dell'accordo, in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato di importazione offrono all'importatore la possibilità di ritirare le merci, riservandosi però di prendere le misure conservative ritenute necessarie.  3. I risultati del controllo a posteriori vengono comunicati al più presto alle autorità doganali dello Stato di importazione. Essi devono permettere di accertare se il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o il formulario EUR.2 contestato sia applicabile alle merci realmente esportate e se queste possono effettivamente beneficiare del regime preferenziale.  Qualora le contestazioni di cui sopra non possano essere risolte tra le autorità doganali dello Stato di importazione e quelle dello Stato di esportazione o qualora esse pongano un problema di interpretazione del presente protocollo, le contestazioni vengono sottoposte al comitato di cooperazione doganale previsto all'articolo 29.  La composizione delle controversie tra l'importatore e le autorità doganali dello Stato di importazione resta comunque soggetta alla legislazione di quest'ultimo.   Articolo 27 Si procede al controllo a posteriori delle schede informative di cui all'articolo 21 nei casi previsti dall'articolo 26 e secondo metodi analoghi a quelli ivi stabiliti.   Articolo 28 Il Consiglio di cooperazione procede ogni anno all'esame dell'applicazione delle disposizioni del  presente protocollo e dei suoi effetti economici, allo scopo di apportarvi le necessarie modifiche. Questo esame può essere effettuato ad intervalli più ravvicinati, a richiesta sia della Comunità, sia dall'Algeria.   Articolo 29 1. È istituito un «comitato di cooperazione doganale» incaricato di assicurare la cooperazione amministrativa ai fini dell'applicazione corretta ed uniforme del presente protocollo e di assolvere ogni altro compito che possa venirgli affidato nel settore doganale.  2. Il comitato è composto, da un lato, di esperti doganali degli Stati membri e di funzionari dei servizi della Commissione delle Comunità europee che si occupano di problemi doganali e, dall'altro, di esperti doganali dell'Algeria.   Articolo 30 1. La Comunità e l'Algeria adottano le misure necessarie affinché i certificati di circolazione delle merci EUR.1 nonché i formulari EUR.2 possano essere presentati, in conformità degli articoli 11 e 12 del presente protocollo, a far data dal giorno di entrata in vigore dell'accordo.  2. I certificati di circolazione delle merci EUR.1, ed i formulari EUR.2 stampati negli Stati membri prima della data di entrata in vigore dell'accordo e che non sono conformi ai modelli di cui agli allegati V e VI del presente protocollo, potranno continuare ad essere utilizzati fino ad esaurimento delle scorte alle condizioni previste dal presente protocollo.   Articolo 31 La Comunità e l'Algeria adottano, per quanto le concerne, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo.   Articolo 32 Gli allegati al presente protocollo sono parte integrante di quest'ultimo.   Articolo 33 Le merci rispondenti alle disposizioni del titolo I che, alla data dell'entrata in vigore dell'accordo, si trovano in viaggio o sono in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale o di zona franca nella Comunità o in Algeria, possono essere ammesse al beneficio delle disposizioni dell'accordo, a condizione che vengano presentati - entro un termine di quattro mesi a decorrere da tale data - alle autorità doganali dello Stato di importazione un certificato EUR.1 rilasciato a posteriori dalle autorità competenti dello Stato di esportazione, nonché i documenti giustificativi del trasporto diretto.   Articolo 34 Le menzioni di cui agli articoli 19 e 20 sono apposte nella rubrica «osservazioni» del certificato.       ALLEGATO I  NOTE ESPLICATIVE  Nota 1 - ad articoli 1 e 2  Le espressioni «la Comunità» o «l'Algeria» comprendono anche le acque territoriali degli Stati membri della Comunità o dell'Algeria.  Le navi operanti in alto mare, comprese le «navi-officina» a bordo delle quali viene effettuata la trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del territorio dello Stato al quale appartengono purché le stesse ottemperino alle condizioni di cui alla nota esplicativa 6.  Nota 2 - ad articolo 1  Allo scopo di determinare se una merce è originaria della Comunità, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia, non si accerta se i prodotti energetici, gli impianti, le macchine e gli utensili utilizzati per l'ottenimento di tale merce siano o meno originari di paesi terzi.  Nota 3 - ad articolo 1  Quando si applica una regola di percentuale per determinare il carattere originario di un prodotto ottenuto in uno Stato membro, in Algeria, in Marocco o in Tunisia, il valore aggiunto per effetto delle lavorazioni o trasformazioni di cui all'articolo 1 corrisponde al prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto, al netto del valore in dogana dei prodotti terzi importati nella Comunità, in Algeria, in Marocco o in Tunisia.  Nota 4 - ad articolo 3, paragrafi 1 e 2, e ad articolo 4  Quando il prodotto rientra nell'elenco A, la norma di percentuale costituisce un criterio che si aggiunge a quello della modifica della voce tariffaria per il prodotto non originario eventualmente utilizzato.  Nota 5 - ad articolo 1  Gli imballaggi sono considerati un tutt'unico con le merci in essi contenute. Tuttavia, la disposizione non si applica agli imballaggi che non siano di tipo abituale per il prodotto imballato e che abbiano un proprio valore di utilizzazione, di carattere durevole, indipendentemente dalla loro funzione di imballaggio.  Nota 6 - ad articolo 2, lettera f)  L'espressione «loro navi» si applica soltanto alle navi:    - immatricolate o registrate in uno Stato membro, in Algeria, in Marocco o in Tunisia,       - che battano bandiera di uno Stato membro, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia,       - che appartengano almeno per il 50 % a cittadini degli Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia o ad una società avente la sede principale in uno Stato membro, in Algeria, in Marocco o in Tunisia ed in cui lo o gli «amministratori», il presidente del consiglio di amministrazione o del consiglio di vigilanza e la maggioranza dei membri di questi consigli siano cittadini degli Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia, e, inoltre, il cui capitale, per quanto concerne le società di persone o le società a responsabilità limitata, appartenga almeno per il 50 % agli Stati membri, all'Algeria, al Marocco o alla Tunisia, a collettività pubbliche o a cittadini dei detti Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia,       - il cui equipaggio, capitano ed ufficiali compresi, sia composto almeno per il 50 % da cittadini degli Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia.          Nota 7 - ad articolo 4  Per «prezzo franco fabbrica» si intende quello pagato al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, compreso il valore di tutti i prodotti utilizzati.  Per «valore in dogana» si intende quello definito dalla convenzione sul valore in dogana delle merci, firmata a Bruxelles il 15 dicembre 1950.  Nota 8 - ad articolo 5  Ai fini dell'applicazione dell'articolo 5, i porti di imbarco dei prodotti originari dell'Algeria destinati alla Comunità sono, a titolo indicativo:  Algeri - Al-Hoceima - Agadir - Annaba - Arzew - Azilah - Bajaia - Beni-Saf - Biserta - Casablanca - Ceuta - Costantina - Dellys - El Jadida - Essaouira - Gabès - Ghazaouet - Ifni - Kenitra - Larache - Melilla - Mohammedia - Orano - Rabat - Safi - Sfax - Skikda - Susa - Tangeri - Tarfaya - Ténès - Tunisi.  Nota 9 - ad articolo 24  Le autorità consultate forniscono tutte le informazioni sulle condizioni nelle quali il prodotto è stato elaborato, indicando in particolare le condizioni nelle quali le norme di origine sono state rispettate nei vari Stati membri, in Algeria, in Marocco ed in Tunisia.      ALLEGATO II  ELENCO A  Elenco delle lavorazioni o trasformazioni che comportano un cambiamento della voce doganale, ma che non conferiscono il carattere di «prodotti originari» ai prodotti che le subiscono, oppure lo conferiscono a determinate condizioni >PIC FILE= "T0000971">   >PIC FILE= "T0000972">    >PIC FILE= "T0000973">    >PIC FILE= "T0000974">    >PIC FILE= "T0000975">    >PIC FILE= "T0000976">    >PIC FILE= "T0000977">    >PIC FILE= "T0000978">    >PIC FILE= "T0000979">    >PIC FILE= "T0000980">    >PIC FILE= "T0000981">    >PIC FILE= "T0000982">    >PIC FILE= "T0000983">    >PIC FILE= "T0000984">    >PIC FILE= "T0000985">    >PIC FILE= "T0000986">    >PIC FILE= "T0000987">    >PIC FILE= "T0000988">    >PIC FILE= "T0000989">    >PIC FILE= "T0000990">    >PIC FILE= "T0000991">    >PIC FILE= "T0000992">    >PIC FILE= "T0000993">    >PIC FILE= "T0000994">    >PIC FILE= "T0000995">    >PIC FILE= "T0000996">    >PIC FILE= "T0000997">    >PIC FILE= "T0000998">    >PIC FILE= "T0000999">    >PIC FILE= "T0001000">    >PIC FILE= "T0001001">    >PIC FILE= "T0001002">    >PIC FILE= "T0001003">    >PIC FILE= "T0001004">       ALLEGATO III  ELENCO B  Elenco delle lavorazioni o trasformazioni che non danno luogo al cambiamento della voce doganale, ma che tuttavia conferiscono il carattere di «prodotti originari» ai prodotti che ne sono oggetto >PIC FILE= "T0001005">   >PIC FILE= "T0001006">    >PIC FILE= "T0001007">    >PIC FILE= "T0001008">    >PIC FILE= "T0001009">    >PIC FILE= "T0001010">    >PIC FILE= "T0001011">      ALLEGATO IV  ELENCO C  Elenco dei prodotti esclusi dall'applicazione del presente protocollo >PIC FILE= "T0001012">     ALLEGATO V  CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI >PIC FILE= "T0001013">    >PIC FILE= "T0001014">     DOMANDA PER OTTENERE UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI >PIC FILE= "T0001015">   DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATORE >PIC FILE= "T0001016">     ALLEGATO VI >PIC FILE= "T0001017""PIC FILE= "T0001018">       ALLEGATO VII  MODELLO DI DICHIARAZIONE >PIC FILE= "T0001019">    ALLEGATO VIII >PIC FILE= "T0001020""PIC FILE= "T0001021">      ALLEGATO IX  Dichiarazione comune  Per l'applicazione dell'articolo 28 del protocollo, la Comunità si dichiara disposta a iniziare l'esame delle domande dell'Algeria intese alla previsione di deroghe alle norme di origine dopo la firma dell'accordo.      ATTO FINALE  I plenipotenziari  di Sua Maestà il re dei belgi,  di Sua Maestà la regina di Danimarca,  del presidente della Repubblica federale di Germania,  del presidente della Repubblica francese,  del presidente dell'Irlanda,  del presidente della Repubblica italiana,  di Sua Altezza Reale il granduca di Lussemburgo,  di Sua Maestà la regina dei Paesi Bassi,  di Sua Maestà la regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord,  e del Consiglio delle Comunità europee,  da una parte,  e del presidente del Consiglio della rivoluzione, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica democratica popolare di Algeria,  dall'altra,  riuniti a Algeri, il ventisei aprile millenovecentosettantasei per la firma dell'accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare di Algeria, nonché per la firma dell'accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Repubblica democratica popolare di Algeria,  all'atto della firma di tali accordi hanno  - adottato le dichiarazioni comuni delle parti contraenti elencate in appresso:    1. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 12, paragrafo 1 dell'accordo,       2. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo,       3. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo per i prodotti della voce 08.02 ex A, ex B, ex C e D della tariffa doganale comune,       4. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'allegato B concernente l'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune,        5. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa al settore dell'olio di oliva,       6. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa ai prodotti agricoli,       7. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa alla presentazione dell'accordo al GATT da parte della Comunità,       8. dichiarazione interpretativa delle parti contraenti relativa alla nozione di «parti contraenti» che figura nell'accordo;         - preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso:    1. dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'applicazione regionale di talune disposizioni dell'accordo,       2. dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'unità di conto di cui all'articolo 2 del protocollo n. 1,       3. dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania relativa alla definizione dei cittadini tedeschi,       4. dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania concernente l'applicazione dell'accordo a Berlino;         - e preso atto degli scambi di lettere elencati in appresso:    1. scambio di lettere relativo alla cooperazione scientifica, tecnologica e in materia di ecologia,       2. scambio di lettere relativo agli articoli 15 e 48 dell'accordo,       3. scambio di lettere relativo alla manodopera algerina occupata nella Comunità,       4. scambio di lettere relativo all'attuazione dell'accordo in materia di cooperazione economica, tecnica e finanziaria, prima dell'entrata in vigore dell'accordo.       5. scambio di lettere relativo al regime particolare in vigore all'importazione in Francia di taluni prodotti originari dell'Algeria,       6. scambio di lettere relativo agli articoli 33 e 52 dell'accordo.        Le dichiarazioni e gli scambi di lettere di cui sopra sono allegati al presente atto finale.  I plenipotenziari hanno convenuto che le dichiarazioni e gli scambi di lettere saranno sottoposti, se del caso, alle procedure necessarie per assicurare la loro validità alle stesse condizioni dell'accordo di cooperazione.   Til bekræftelse heraf har undertegnede befuldmægtigede underskrevet denne slutakt.  Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter diese Schlußakte gesetzt.  In witness whereof, the undersigned Plenipotentiaries have affixed their signatures below this Final Act.  En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent acte final.  In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente atto finale.  Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Slotakte hebben gesteld. >PIC FILE= "T0001022">   Udfærdiget i Algier, den seksogtyvende april nitten hundrede og seksoghalvfjerds.  Geschehen zu Algier am sechsundzwanzigsten April neunzehnhundertsechsundsiebzig.  Done at Algiers this twenty-sixth day of April in the year one thousand nine hundred and seventy-six.  Fait à Alger, le vingt-six avril mil neuf cent soixante-seize.  Fatto a Algeri, addì ventisei aprile millenovecentosettantasei.  Gedaan te Algiers, de zesentwintigste april negentienhonderd zesenzeventig. >PIC FILE= "T0001023">   Pour Sa Majesté le roi des Belges  Voor zijne Majesteit de Koning der Belgen >PIC FILE= "T0001024">    For Hendes Majestæt dronningen af Danmark >PIC FILE= "T0001025">   Für den Präsidenten der Bundesrepublik Deutschland >PIC FILE= "T0001026">   Pour le président de la République française >PIC FILE= "T0001027">   For the President of Ireland >PIC FILE= "T0001028">   Per il presidente della Repubblica italiana >PIC FILE= "T0001029">   Pour Son Altesse Royale le grand-duc de Luxembourg >PIC FILE= "T0001030">    Voor Hare Majesteit de Koningin der Nederlanden >PIC FILE= "T0001031">   For Her Majesty the Queen of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland >PIC FILE= "T0001032">   På Rådet for De europæiske Fællesskabers vegne  Im Namen des Rates der Europäischen Gemeinschaften  In the name of the Council of the European Communities  Au nom du Conseil des Communautés européennes  A nome del Consiglio delle Comunità europee  Namens de Raad van de Europese Gemeenschappen >PIC FILE= "T0001033">     Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 12, paragrafo 1, dell'accordo  Le parti contraenti decidono che, qualora la data di entrata in vigore dell'accordo non coincidesse con l'inizio dell'anno civile, i massimali di cui all'articolo 12, paragrafo 1, dell'accordo siano applicati «pro rata temporis».  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo  Le parti contraenti convengono che, fatta salva l'attuazione delle disposizioni dell'articolo 22, paragrafo 2, capoverso 1, del regolamento (CEE) n. 1035/72, i prodotti elencati all'articolo 15 dell'accordo e riportati nell'allegato III di detto regolamento sono ammessi nella Comunità, durante il periodo in cui si applicano riduzioni di dazi, senza restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente.  Le parti contraenti convengono inoltre che, quando nell'accordo si fa riferimento alle disposizioni degli articoli da 23 a 28 del regolamento (CEE) n. 1035/72, la Comunità intende il regime da applicare ai paesi terzi al momento delle importazioni dei prodotti in questione.  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo per i prodotti delle sottovoci 08.02 ex A, ex B, ex C e D della tariffa doganale comune  Le parti contraenti convengono che nei casi in cui, alla luce dei risultati dell'accordo e tenendo conto dell'evoluzione delle correnti di scambi tra la Comunità e i paesi del bacino mediterraneo, i vantaggi risultanti dall'articolo 15 per i prodotti di cui alle sottovoci 08.02 ex A, ex B, ex C e D della tariffa doganale comune fossero o rischiassero di essere rimessi in questione da condizioni anormali di concorrenza, si proceda, in sede di consiglio di cooperazione, ad un esame della situazione per individuare i problemi e ricercare le soluzioni adeguate.  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'allegato B concernente l'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune  Le parti contraenti convengono che l'eventuale importo aggiuntivo da applicare per la campagna 1977-1978 potrebbe essere mantenuto al suo livello precedente qualora in tale periodo sussistesse ancora la situazione eccezionale che motiva la fissazione dell'importo aggiuntivo di 10 unità di conto per 100 kg, per il periodo che si conclude il 31 ottobre 1977.   Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa al settore dell'olio di oliva  Le parti contraenti convengono di cooperare strettamente per individuare le difficoltà che potrebbero eventualmente verificarsi nel settore dell'olio di oliva e di ricercare le soluzioni adeguate.  A questo scopo, esse procederanno a consultazioni periodiche per seguire l'evoluzione del mercato oleicolo.  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa ai prodotti agricoli   1. Le parti contraenti si dichiarano disposte a favorire, nel rispetto delle proprie politiche agricole, lo sviluppo armonioso degli scambi di prodotti agricoli ai quali l'accordo non si applica.  In materia veterinaria, sanitaria e fitosanitaria, le parti contraenti applicano la loro normativa in modo non discriminatorio e si astengono dall'introdurre nuovi provvedimenti che ostacolino indebitamente gli scambi.  2. Esse esaminano in sede di consiglio di cooperazione le difficoltà che potrebbero manifestarsi nei loro scambi di prodotti agricoli e si adoperano per trovare le soluzioni che potrebbero esservi apportate.   Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa alla presentazione dell'accordo al GATT da parte della Comunità  Le parti contraenti dell'accordo si consulteranno in occasione della presentazione e dell'esame delle disposizioni commerciali dell'accordo ai quali si procederà nel quadro del GATT.   Dichiarazione interpretativa delle parti contraenti relativa alla nozione di «parti contraenti» che figura nell'accordo  Le parti contraenti convengono di interpretare l'accordo nel senso che l'espressione «parti contraenti», ivi riportata, significa la Comunità e gli Stati membri, oppure gli Stati membri o la Comunità separatamente nonché, d'altro lato, la Repubblica democratica popolare d'Algeria. Il senso da dare in ciascun caso a quest'espressione sarà dedotto dalle disposizioni in questione dell'accordo, nonché dalle corrispondenti disposizioni del trattato che istituisce la Comunità.    Dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'applicazione regionale di talune disposizioni dell'accordo  La Comunità economica europea dichiara che l'applicazione dei provvedimenti che essa potrebbe decidere a norma degli articoli 34 e 35 dell'accordo, secondo la procedura e le modalità dell'articolo 36 nonché a norma dell'articolo 37 potrà essere limitata, in forza delle sue norme specifiche, ad una delle sue regioni.   Dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'unità di conto di cui all'articolo 2 del protocollo n. 1  L'unità di conto usata per esprimere gli importi indicati all'articolo 2 del protocollo n. 1 è definita dalla somma dei seguenti importi delle monete degli Stati membri della Comunità:  >PIC FILE= "T9000293"> Il valore dell'unità di conto in una qualsiasi moneta è pari alla somma dei controvalori, espressi nella stessa moneta, degli importi delle monete indicate al primo capoverso. Esso è determinato dalla Commissione sulla base dei corsi rilevati quotidianamente sui mercati di cambio.  I tassi giornalieri di conversione nelle diverse monete nazionali sono disponibili quotidianamente ; essi formano oggetto di una pubblicazione periodica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.    Dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania relativa alla definizione dei cittadini tedeschi  Devono essere considerati cittadini della Repubblica federale di Germania tutti i tedeschi nel senso definito dalla legge fondamentale della Repubblica federale di Germania.    Dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania concernente l'applicazione dell'accordo a Berlino  L'accordo si applica anche al Land di Berlino, salvo che il governo della Repubblica federale di Germania non faccia alle altre parti contraenti, entro tre mesi dall'entrata in vigore dell'accordo, una dichiarazione contraria.     Scambio di lettere relativo alla cooperazione scientifica, tecnologica e in materia di ecologia  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  in seguito al desiderio espresso dalla delegazione algerina durante i negoziati che hanno portato oggi alla conclusione di un accordo tra la Comunità economica europea e l'Algeria, mi pregio informarLa, a nome degli Stati membri della Comunità economica europea, che questi ultimi sono disposti ad esaminare caso per caso la possibilità e le condizioni per l'accesso dell'Algeria ai risultati dei programmi attuati tra i vari Stati membri della Comunità o tra questi ultimi ed altri paesi terzi nei campi scientifico, tecnologico ed ecologico.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «In seguito al desiderio espresso dalla delegazione algerina durante i negoziati che hanno portato oggi alla conclusione di un accordo tra la Comunità economica europea e l'Algeria, mi pregio informarLa, a nome degli Stati membri della Comunità economica europea, che questi ultimi sono disposti ad esaminare caso per caso la possibilità e le condizioni per l'accesso dell'Algeria ai risultati dei programmi attuati tra i vari Stati membri della Comunità economica europea o tra questi ultimi ed altri paesi terzi nei campi scientifico, tecnologico ed ecologico.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera».  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina    Scambio di lettere relativo agli articoli 15 e 48 dell'accordo  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  a causa dell'importanza che riveste il settore degli agrumi nell'economia algerina, l'Algeria ritiene che in caso di ampliamento della Comunità economica europea ad altri paesi mediterranei, si proceda, conformemente all'articolo 48 dell'accordo tra la Comunità e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, a un nuovo esame del regime definito dall'articolo 15 del suddetto accordo, per salvaguardare i vantaggi risultanti dalla sua applicazione.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina    Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «A causa dell'importanza che riveste il settore degli agrumi nell'economia algerina, l'Algeria ritiene che in caso di ampliamento della Comunità economica europea ad altri paesi mediterranei, si proceda, conformemente all'articolo 48 dell'accordo tra la Comunità e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, a un nuovo esame del regime definito dall'articolo 15 del suddetto accordo, per salvaguardare i vantaggi risultanti dalla sua applicazione.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera e di assicurarLa che, in caso di adesione di uno Stato terzo alla Comunità, avranno luogo in sede di consiglio di cooperazione adeguate consultazioni conformemente all'articolo 48, paragrafo 2, dell'accordo.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Scambio di lettere relativo alla manodopera algerina occupata nella Comunità  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  mi pregio d'informarLa a nome degli Stati membri della Comunità che questi ultimi sono disposti a procedere a scambi di opinioni, nel quadro di appositi colloqui futuri, sulla manodopera algerina occupata nella Comunità.  Questi scambi di opinioni si proporranno di esaminare le possibilità di progredire nella realizzazione dell'eguaglianza di trattamento dei lavoratori comunitari ed extracomunitari, nonché dei loro familiari, in materia di condizioni di vita e di lavoro, tenendo conto delle disposizioni comunitarie in vigore.  Gli scambi di opinione che non riguardassero le materie dell'accordo verterebbero in particolare sui problemi socio-culturali.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «Mi pregio d'informarLa a nome degli Stati membri della Comunità che questi ultimi sono disposti a procedere a scambi di opinioni, nel quadro di appositi colloqui futuri, sulla manodopera algerina occupata nella Comunità.  Questi scambi di opinioni si proporranno di esaminare le possibilità di progredire nella realizzazione dell'eguaglianza di trattamento dei lavoratori comunitari ed extracomunitari, nonché dei loro familiari, in materia di condizioni di vita e di lavoro, tenendo conto delle disposizioni comunitarie in vigore.   Gli scambi di opinione che non riguardassero le materie dell'accordo verterebbero in particolare sui problemi socio-culturali.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina    Scambio di lettere relativo all'attuazione dell'accordo in materia di cooperazione economica, tecnica e finanziaria prima dell'entrata in vigore dell'accordo stesso  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  mi pregio di comunicarLe che, sin dalla firma dell'accordo e dei relativi testi interni alla Comunità, quest'ultima è disposta, in collaborazione con il Suo governo, a quanto segue:    - intraprendere lavori preparatori all'attuazione della cooperazione in modo da avviare azioni concrete sin dall'entrata in vigore dell'accordo;       - procedere, nel quadro delle norme concernenti la cooperazione tecnica e finanziaria, all'istruzione di progetti presentati dall'Algeria o, con l'accordo dell'Algeria, dagli altri beneficiari dell'aiuto, restando inteso che tali progetti potranno essere approvati definitivamente soltanto dopo l'entrata in vigore dell'accordo.         Le sarei grado se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «Mi pregio di comunicarLe che, sin dalla firma dell'accordo e relativi testi interni alla Comunità, quest'ultima è disposta, in collaborazione con il Suo governo, a quanto segue:    - intraprendere lavori preparatori all'attuazione della cooperazione in modo da avviare azioni concrete sin dall'entrata in vigore dell'accordo;       - procedere, nel quadro delle norme concernenti la cooperazione tecnica e finanziaria, all'istruzione di progetti presentati dall'Algeria o, con l'accordo dell'Algeria, dagli altri beneficiari dell'aiuto, restando inteso che tali progetti potranno essere approvati definitivamente soltanto dopo l'entrata in vigore dell'accordo.         Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina    Scambio di lettere relativo al regime particolare in vigore all'importazione in Francia di taluni prodotti originari dell'Algeria  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  ho l'onore di portare a Sua conoscenza che i rappresentanti dei governi degli Stati membri della Comunità economica europea mi hanno pregato di comunicarLe quanto segue:  «Il governo francese, in attesa del nuovo esame fissato per il 1978 dall'articolo 53 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, si riserva la facoltà di mantenere il regime doganale attualmente in vigore all'importazione nel suo territorio dei prodotti agricoli originari dell'Algeria per i prodotti non inclusi nell'accordo e per taluni altri prodotti che figurano nel titolo II (scambi commerciali) dell'accordo stesso.»   Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea  Algeri, 26 Aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «Il governo francese, in attesa del nuovo esame fissato per il 1978 dall'articolo 53 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, si riserva la facoltà di mantenere il regime doganale attualmente in vigore all'importazione nel suo territorio dei prodotti agricoli originari dell'Algeria per i prodotti non inclusi nell'accordo e per taluni altri prodotti che figurano nel titolo II (scambi commerciali) dell'accordo stesso.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina     Scambio di lettere relativo agli articoli 33 e 52 dell'accordo  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  mi pregio di portare a Sua conoscenza la seguente dichiarazione del mio governo, relativa agli articoli 33 e 52 dell'accordo:  «La Repubblica democratica popolare di Algeria precisa che, applicando le disposizioni degli articoli 33 e 52 dell'accordo, i suoi impegni non la inducono ad abrogare le leggi e i regolamenti in vigore almeno finché queste leggi e regolamenti restano  necessari alla protezione degli interessi essenziali della sua sicurezza. Essa vigila sull'applicazione di dette leggi e regolamenti, in modo da garantirne la conformità con l'articolo 49, primo paragrafo, dell'accordo.»  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina   Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato una dichiarazione del Suo governo relativa agli articoli 33 e 52 dell'accordo.  Mi pregio di portare a Sua conoscenza la seguente dichiarazione della Comunità economica europea relativa agli articoli 33 e 52 dell'accordo:  «1. La Comunità economica europea prende atto della dichiarazione della Repubblica democratica popolare di Algeria.  2. La Comunità economica europea si attende che i principi enunciati nell'accordo, ivi compresi quelli contenuti agli articoli 33 e 52, ricevano piena applicazione.  La Comunità economica europea ritiene in particolare che l'osservanza del principio di non discriminazione dovrebbe consentire un'applicazione corretta e senza ostacoli dell'accordo. » Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea   ALLEGATO A  relativo ai prodotti di cui all'articolo 14 >PIC FILE= "T0000962">   >PIC FILE= "T0000963">      ALLEGATO B relativo all'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune    1. Per tener conto di fattori quali      - l'importanza che il settore dell'olio di oliva riveste per l'economia algerina,           - i programmi e gli sforzi compiuti dall'Algeria per il risanamento ed il miglioramento, delle condizioni del proprio mercato oleicolo,           - le co rrenti di scambi tradizionali per questo prodotto tra l'Algeria e la Comunità economica europea,             la somma da dedurre dall'importo del prelievo a norma dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), dell'accordo relativo all'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune, può essere aumentata di un importo aggiuntivo in condizioni e secondo modalità identiche a quelle prescritte per l'applicazione dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), dell'accordo.       2. L'eventuale importo aggiuntivo di cui al paragrafo 1 viene fissato per ciascun anno di applicazione mediante scambio di lettere tra le parti contraenti, in funzione delle condizioni del mercato dell'olio di oliva.       3. Per il periodo che si conclude il 31 ottobre 1977, considerate le circostanze eccezionali che attualmente interessano il mercato dell'olio di oliva, l'importo aggiuntivo è fissato a 10 unità di conto.           ALLEGATO C (1) dal 1º luglio 1976 al 30 giugno 1977 >PIC FILE= "T0000964">     ALLEGATO C (2) dal 1º luglio 1977 al 30 giugno 1978 >PIC FILE= "T0000965">     ALLEGATO C (3) dal 1º luglio al 30 giugno 1979  >PIC FILE= "T0000966">     ALLEGATO D >PIC FILE= "T0000967""PIC FILE= "T0000968">      PROTOCOLLO N. 1  relativo alla cooperazione tecnica e finanziaria  Articolo 1 Nel quadro della cooperazione finanziaria e tecnica la Comunità partecipa al finanziamento dei progetti atti a contribuire allo sviluppo economico e sociale dell'Algeria.   Articolo 2 1. Ai fini di cui all'articolo 1 e per un periodo che scadrà il 31 ottobre 1981 potrà essere impegnato un importo complessivo di 114 milioni di unità di conto a concorrenza di:    a) 70 milioni di unità di conto sotto forma di prestiti della Banca europea per gli investimenti, qui di seguito denominata la «Banca», concessi sulle risorse proprie in base alle condizioni previste dal suo statuto;       b) 19 milioni di unità di conto sotto forma di prestiti a condizioni speciali;       c) 25 milioni di unità di conto sotto forma di aiuti non rimborsabili.         Si possono prevedere contributi alla formazione di capitali di rischio, da imputarsi sugli importi indicati alla lettera b).  2. I prestiti di cui al paragrafo 1, lettera a) fruiscono in linea di massima di abbuoni d'interesse del 2 %, finanziati mediante i fondi indicati al paragrafo 1, lettera c).   Articolo 3 1. L'importo di cui all'articolo 2 è utilizzato per il finanziamento o per la partecipazione al finanziamento di quanto segue:    - progetti di investimenti nei settori della produzione e dell'infrastruttura economica, destinati essenzialmente a diversificare la struttura economica dell'Algeria e, in particolare, a favorire l'industrializzazione e l'ammodernamento del suo settore agricolo;       - cooperazione tecnica preparatoria e complementare ai progetti di investimento elaborati dall'Algeria;       - azioni di cooperazione tecnica nel settore della formazione;       - azioni tendenti alla riconversione dei vigneti algerini e alla diversificazione delle esportazioni di vini, nei limiti di un importo massimo di 12 milioni di unità di conto imputabili sull'importo indicato all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c).         2. Gli aiuti della Comunità sono destinati a coprire le spese necessarie alla realizzazione di progetti o azioni approvati. Essi non possono essere utilizzati per coprire le spese correnti d'amministrazione, manutenzione e funzionamento.   Articolo 4 1. I progetti di investimenti possono essere finanziati con prestiti della Banca, accompagnati da abbuoni di interessi alle condizioni previste all'articolo 2, oppure con prestiti a condizioni speciali, o con entrambi i mezzi simultaneamente.  2. Le azioni di cooperazione tecnica sono finanziate generalmente con aiuti non rimborsabili.   Articolo 5 1. Le somme da impegnare ogni anno a titolo delle diverse forme di aiuto devono essere ripartite nel modo più regolare possibile su tutta la durata d'applicazione del presente protocollo. Tuttavia, durante il primo periodo d'applicazione, gli impegni potranno, entro limiti ragionevoli, raggiungere un importo proporzionalmente più elevato.  2. L'eventuale rimanenza dei fondi non impegnati alla fine del quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo sarà utilizzata sino ad esaurimento con modalità identiche a quelle stabilite nel presente protocollo.   Articolo 6 1. I prestiti della Banca sulle risorse proprie sono concessi a condizioni di durata determinate sulla  base delle caratteristiche economiche e finanziarie dei progetti a cui essi sono destinati. Il tasso d'interesse applicato è quello praticato dalla Banca al momento della firma di ciascun contratto di prestito, fatto salvo l'abbuono d'interesse di cui all'articolo 2, paragrafo 2.  2. I prestiti a condizioni speciali sono concessi per un periodo di 40 anni con una dilazione di ammortamento di 10 anni. Il loro tasso d'interesse è fissato all'1 %.  3. I prestiti possono essere concessi per il tramite dello Stato o di organismi algerini appropriati, i quali provvedono a prestare a loro volta i fondi ai beneficiari a determinate condizioni, d'intesa con la Comunità, in base alle caratteristiche economiche e finanziarie dei progetti.   Articolo 7 Il contributo della Comunità alla realizzazione di taluni progetti può, con l'accordo dell'Algeria, assumere la forma di un co-finanziamento al quale possono partecipare in particolare organismi ed istituti di credito e di sviluppo dell'Algeria, degli Stati membri o di Stati terzi, ovvero gli organismi finanziari internazionali.   Articolo 8 Possono beneficiare della cooperazione finanziaria e tecnica:    a) in genere:    - lo Stato algerino;       b) con l'accordo dello Stato algerino, per progetti e azioni da esso approvati:     - gli organismi pubblici di sviluppo dell'Algeria;       - gli organismi privati che operano in Algeria per lo sviluppo economico e sociale;       - le imprese che svolgono la loro attività secondo metodi di gestione industriale e commerciale, costituite in società a norma della legislazione algerina; - le associazioni di produttori di nazionalità algerina o, in mancanza di dette associazioni ed a titolo eccezionale, i produttori stessi;       - i borsisti e tirocinanti inviati dall'Algeria nel quadro delle azioni di formazione di cui all'articolo 3.               Articolo 9 1. All'entrata in vigore dell'accordo, la Comunità e l'Algeria definiscono di comune accordo gli obiettivi specifici della cooperazione finanziaria e tecnica, in funzione delle priorità fissate nel piano di sviluppo dell'Algeria.  Tali obiettivi possono essere riveduti di comune accordo per tener conto dei mutamenti sopraggiunti nella situazione economica dell'Algeria ovvero negli obiettivi e nelle priorità fissati dal suo piano di sviluppo.  2. Nel quadro definito conformemente al paragrafo 1, la cooperazione finanziaria e tecnica si applica a progetti ed azioni elaborati dall'Algeria o da altri beneficiari riconosciuti da questo paese.   Articolo 10 1. Per ciascuna domanda di contributo finanziario a titolo del presente protocollo, il beneficiario di cui all'articolo 8, lettera a), oppure, con l'accordo dell'Algeria, quelli indicati all'articolo 8, lettera b), presentano un fascicolo alla Comunità.  2. La Comunità istruisce le domande di finanziamento in collaborazione con lo Stato algerino e con i beneficiari, in conformità degli obiettivi di cui all'articolo 9, paragrafo 1, ed informa questi ultimi del seguito riservato alle domande.   Articolo 11 L'Algeria o gli altri beneficiari di cui all'articolo 8 del presente protocollo sono responsabili dell'esecuzione, della gestione e della manutenzione delle opere che sono oggetto di un finanziamento a titolo del presente protocollo.  La Comunità si accerta che l'utilizzazione dei contributi finanziari sia conforme alle destinazioni stabilite ed avvenga nelle migliori condizioni economiche.   Articolo 12 1. Per gli interventi il cui finanziamento è assicurato dalla Comunità, alle aggiudicazioni, alle gare di appalto e ai contratti possono partecipare, a parità di condizioni, tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dell'Algeria.   2. Per favorire la partecipazione delle imprese algerine all'esecuzione di contratti per lavori che, data la loro portata, interessano principalmente le imprese algerine, può essere organizzata, su proposta dell'organo competente della Comunità, una procedura accelerata di bando di gara con termini ridotti per la presentazione delle offerte.  Detta procedura accelerata può essere organizzata per bandi di gara la cui stima è inferiore a 1 000 000 di unità di conto.  3. In casi eccezionali può essere decisa di comune accordo la partecipazione di altri paesi agli appalti finanziati dalla Comunità.  Inoltre, la partecipazione di paesi terzi può essere decisa nelle stesse condizioni, quando la Comunità partecipa al finanziamento di opere congiuntamente ad altri finanziatori.   Articolo 13 Nel quadro della sua legislazione vigente, l'Algeria riserva agli appalti e contratti stipulati per l'esecuzione di progetti ed azioni, finanziati dalla Comunità, norme altrettanto favorevoli quanto quelle applicate nei confronti delle altre organizzazioni internazionali.   Articolo 14 La concessione di un prestito ad un beneficiario che non sia lo Stato algerino può essere subordinata, da parte della Comunità, alla garanzia di quest'ultimo o ad altre garanzie considerate sufficienti.   Articolo 15 Per tutta la durata dei prestiti concessi a norma del presente protocollo, l'Algeria s'impegna a mettere a disposizione dei debitori, beneficiari di detti prestiti, la valuta necessaria al servizio degli interessi, delle provvigioni e al rimborso del capitale.   Articolo 16 I risultati della cooperazione finanziaria e tecnica vengono esaminati annualmente dal Consiglio di cooperazione. Quest'ultimo definisce eventualmente gli orientamenti generali di detta cooperazione.   Articolo 17 Entro il quinto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, le parti contraenti esamineranno le disposizioni che potrebbero essere emanate in materia di cooperazione finanziaria e tecnica per un eventuale nuovo periodo.      PROTOCOLLO N. 2   relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa   TITOLO I Definizione della nozione di «prodotti originari»  Articolo 1 1. Ai fini dell'applicazione dell'accordo e fatte salve le disposizioni dei paragrafi 2 e 3, a condizione che siano stati trasportati a norma dell'articolo 5, sono considerati:    a) prodotti originari dell'Algeria:      - i prodotti totalmente ottenuti in Algeria,           - i prodotti ottenuti in Algeria e per la cui fabbricazione sono stati adoperati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti in Algeria, a condizione che questi ultimi prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o di trasformazioni sufficienti, ai sensi dell'articolo 3;                  b) prodotti originari della Comunità:    - i prodotti totalmente ottenuti nella Comunità;       - i prodotti ottenuti nella Comunità e per la cui fabbricazione sono stati adoperati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti nella Comunità, a condizione che questi ultimi prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o di trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3.              2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera a), primo trattino, quando prodotti totalmente ottenuti in Marocco, in Tunisia o nella Comunità costituiscono l'oggetto di lavorazioni o di trasformazioni in Algeria, essi sono considerati totalmente ottenuti in Algeria.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, le lavorazioni o le trasformazioni effettuate in Marocco, in Tunisia o nella Comunità sono considerate effettuate in Algeria, nel caso in cui i prodotti ottenuti siano oggetto di ulteriori lavorazioni o trasformazioni in Algeria.  Le disposizioni del presente paragrafo sono applicabili a condizione che i prodotti di cui trattasi siano stati trasportati in conformità dell'articolo 5.  3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera b), primo trattino, quando prodotti totalmente ottenuti in Algeria sono oggetto di lavorazioni o di trasformazioni nella Comunità, essi sono considerati totalmente ottenuti nella Comunità.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera b), secondo trattino, le lavorazioni o le trasformazioni effettuate in Algeria sono considerate effettuate nella Comunità nel caso in cui i prodotti ottenuti siano oggetto di ulteriori lavorazioni o trasformazioni nella Comunità.  Le disposizioni del presente paragrafo sono applicabili a condizione che i prodotti di cui trattasi siano stati trasportati in conformità dell'articolo 5.  4. In deroga alle disposizioni di cui al paragrafo 1, quando in applicazione delle disposizioni dei paragrafi che precedono, e sempre che tutte le condizioni previste in detti paragrafi siano soddisfatte, i prodotti originari sono ottenuti in due o più Stati di cui a dette disposizioni o nella Comunità, essi sono considerati prodotti originari dello Stato o della Comunità in cui sia stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione. A questo fine, non sono considerate lavorazioni o trasformazioni quelle di cui all'articolo 3, paragrafo 3.  5. I prodotti enumerati nell'elenco C dell'allegato IV sono temporaneamente esclusi dall'applicazione del presente protocollo.  6. Le disposizioni di cui al paragrafo 2 sono applicabili, per quel che concerne il Marocco e la Tunisia, soltanto nella misura in cui le norme che disciplinano gli scambi tra l'Algeria, il Marocco e la Tunisia, nell'ambito di dette disposizioni, sono identiche alle disposizioni del presente protocollo, ed a condizione che sia instaurata la cooperazione amministrativa tra l'Algeria, il Marocco e la Tunisia necessaria per il controllo di dette disposizioni.   Articolo 2 Sono considerati, ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 1, 2 e 3 «totalmente ottenuti» in Algeria, in Marocco, in Tunisia o nella Comunità:     a) i prodotti minerali estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino o oceanico;       b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;       c) gli animali vivi ivi nati ed allevati;       d) i prodotti provenienti da animali vivi che vi sono allevati;       e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;       f) i prodotti della pesca marittima ed altri prodotti estratti dal mare con loro navi;       g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti di cui alla lettera f);       h) gli articoli usati ivi raccolti che possono servire solamente al recupero delle materie prime;       i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate       j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti di cui alle lettere da a) ad i).          Articolo 3 1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni dell'articolo 1, sono considerati sufficienti:    a) le lavorazioni o le trasformazioni che hanno l'effetto di classificare le merci ottenute in una voce doganale diversa da quella relativa a ciascuno dei prodotti utilizzati, ad eccezione, tuttavia, di quelle enumerate nell'elenco A dell'allegato II ed alle quali si applicano le disposizioni proprie di questo elenco;       b) le lavorazioni o le trasformazioni indicate nell'elenco B dell'allegato III.         Per sezioni, capitoli e voci si intendono quelli della nomenclatura di Bruxelles per la classifica delle merci nelle tariffe doganali.  2. Allorquando, per un determinato prodotto ottenuto, una norma di percentuale limiti, negli elenchi A e B, il valore dei prodotti lavorati atti ad essere impiegati, il valore totale di detti prodotti - che essi abbiano o meno, entro i limiti ed alle condizioni previste in ciascuno dei due elenchi, cambiato la voce tariffaria nel corso delle lavorazioni, delle trasformazioni o del montaggio - non può superare, rispetto al valore del prodotto ottenuto, il valore corrispondente al tasso comune, se i tassi sono identici nei due elenchi, o al più elevato dei due tassi se essi sono differenti.  3. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, le lavorazioni o le trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario indipendentemente dal cambiamento o meno della voce tariffaria.    a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione nel loro stato delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata con altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);       b) le semplici operazioni di spolveratura, di vagliatura, di cernita, di classificazione, di assortimento (ivi compresa la composizione di serie di merci), di lavatura, di verniciatura, di riduzione in pezzi;       c)      i) i cambiamenti dell'imballaggio e le divisioni e le riunioni dei colli;           ii) la semplice immissione in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci, scatole o su tavolette ecc. ed ogni altra semplice operazione di condizionamento;               d) l'apposizione sui prodotti o sul loro imballaggio di marchi, etichette, o altri segni distintivi similari;       e) la semplice miscela di prodotti, anche di specie differenti, quando uno o più composti della miscela non corrispondono alle condizioni fissate dal presente protocollo per potere essere considerati originari dell'Algeria, del Marocco, della Tunisia o della Comunità;       f) la semplice riunione di parti degli articoli per costituire un articolo completo;       g) il cumulo di due o più operazioni indicate alle lettere da a) ad f);       h) la macellazione degli animali.          Articolo 4 Allorquando gli elenchi A e B di cui all'articolo 3 dispongono che le merci ottenute in Algeria o nella Comunità siano considerate originarie soltanto alla condizione che il valore dei prodotti lavorati non superi una determinata percentuale del valore delle  merci ottenute, i valori da prendere in considerazione per la determinazione di detta percentuale sono:  - da un lato,  per quel che concerne i prodotti di cui è comprovata l'importazione : il loro valore in dogana al momento dell'importazione;  per quel che concerne i prodotti di origine non determinata : il primo prezzo verificabile pagato per detti prodotti nel territorio della parte contraente in cui avviene la fabbricazione;  - dall'altro,  il prezzo franco fabbrica delle merci ottenute, al netto delle imposte interne restituite o da restituire in caso di esportazione.       Articolo 5 1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, paragrafi 1, 2 e 3, sono considerati direttamente trasportati dall'Algeria nella Comunità o dalla Comunità in Algeria, i prodotti originari il cui trasporto si effettua senza passare da territori diversi dall'Algeria, dal Marocco, dalla Tunisia o dalla Comunità. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari dell'Algeria, del Marocco, della Tunisia o della Comunità, consistente in una sola spedizione, può effettuarsi attraverso territori diversi da quelli sopraindicati, all'occorrenza con trasbordo o con deposito temporaneo nei medesimi, a condizione che l'attraversamento di questi territori sia giustificato da ragioni geografiche e che i prodotti siano rimasti sotto la sorveglianza delle autorità doganali del paese di transito o del paese in cui è stato effettuato il deposito, non vi siano stati messi in commercio o immessi al consumo e vi subiscano eventualmente soltanto operazioni di scarico e carico od operazioni dirette a conservarli nel loro stato.  2. La prova che sussistono le condizioni di cui al paragrafo 1, è fornita presentando alle autorità doganali competenti della Comunità o algerine:    a) un titolo giustificativo del trasporto unico predisposto nel paese beneficiario di esportazione ed in base al quale è stato attraversato il paese di transito;       b) o da un'attestazione, rilasciata dalle autorità doganali del paese di transito contenente:      - una descrizione esatta delle merci;           - la data di scarico o del ricarico delle merci o, eventualmente, la data del loro imbarco o sbarco, con l'indicazione della nave impiegata;           - la certificazione delle condizioni nelle quali è stata effettuata la sosta delle merci.                  c) oppure, in mancanza, qualsiasi documento probatorio.          TITOLO II Metodi di cooperazione amministrativa  Articolo 6 1. La prova del carattere originario dei prodotti, ai sensi del presente protocollo, è fornita da un certificato di circolazione delle merci EUR.1 il cui modello figura all'allegato V del presente protocollo.  Tuttavia, per prodotti che sono oggetto di spedizioni postali (compresi i pacchi postali), sempre che si tratti di spedizioni contenenti unicamente prodotti originari ed il cui valore non superi le 1 000 unità di conto, la prova del carattere originario, ai sensi del presente protocollo, può essere fornita da un formulario EUR.2 il cui modello figura all'allegato VI del presente protocollo.  L'unità di conto (UC) ha un valore di 0,88867088 g di oro fino. In caso di modifica dell'unità di conto, le parti contraenti si metteranno in rapporto a livello di consiglio di cooperazione per dare una nuova definizione del valore in oro.  2. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 3, quando, a richiesta del dichiarante in dogana, un articolo smontato o non montato, contemplato nei capitoli 84 ed 85 della nomenclatura di Bruxelles sia importato con spedizioni scaglionate, alle condizioni stabilite dalle autorità competenti, esso è considerato come un articolo unico e si può presentare un certificato di circolazione delle merci per l'articolo completo all'atto dell'importazione della prima spedizione parziale.  3. Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili consegnati con un materiale, con una macchina o con un veicolo e che fanno parte della sua attrezzatura normale ed il cui prezzo sia compreso in quello di questi ultimi, oppure non sia fatturato a parte, sono considerati un tutt'unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.    Articolo 7 1. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione al momento dell'esportazione delle merci alle quali si riferisce. Esso è tenuto a disposizione dell'esportatore non appena l'esportazione reale ha effettivamente luogo o è assicurata.  2. In via eccezionale, il certificato di circolazione delle merci EUR.1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci cui si riferisce, quando esso non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione in seguito ad errore, omissione involontaria o circostanze particolari. In tal caso, il certificato è munito di una nota speciale che indica le condizioni in cui è stato rilasciato.  3. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 viene rilasciato solo su domanda scritta dell'esportatore. Tale domanda è redatta sul formulario che figura all'allegato V del presente protocollo, compilandolo conformemente a quest'ultimo.  4. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 può essere rilasciato soltanto se può costituire il titolo giustificativo per l'applicazione dell'accordo.  5. Le domande dei certificati di circolazione delle merci devono essere conservate per almeno due anni dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.   Articolo 8 1. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 viene rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione se le merci possono essere considerate prodotti originari ai sensi dell'accordo.  2. Per verificare se le condizioni di cui al paragrafo 1 sono soddisfatte, le autorità doganali hanno la facoltà di richiedere qualsiasi documento giustificativo e di procedere a qualsiasi controllo che ritengano utile.  3. Spetta alle autorità doganali dello Stato di esportazione vigilare a che i moduli di cui all'articolo 9 siano debitamente compilati. In particolare, esse verificano se la parte riservata alla descrizione delle merci è stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta. A questo scopo la descrizione delle merci deve essere effettuata senza interlinee. Qualora tale parte non sia completamente compilata, si deve tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e la parte in bianco dev'essere annullata tracciandovi alcune linee.  4. La data del rilascio del certificato deve essere indicata nella parte dei certificati di circolazione delle merci riservata alla dogana.   Articolo 9 Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è compilato secondo la formula il cui modello figura all'allegato V del presente protocollo. Questa formula è stampato in una o più delle lingue nelle quali è redatto l'accordo. Il certificato è redatto in una di queste lingue in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato di esportazione ; se lo si compila a mano, si scrive con inchiostro ed in stampatello.  Il formato del certificato è di mm 210 X 297, ed è consentita una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più per quel che concerne la lunghezza. La carta impiegata è carta collata bianca per scrittura non contenente paste meccaniche, del peso minimo di 25 grammi al m2. Il certificato deve essere stampato con fondo arabescato di colore verde, in modo da far risaltare qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.  Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei certificati o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni certificato si fa riferimento a tale autorizzazione. Ogni certificato è munito di una menzione che indichi il nome e l'indirizzo del tipografo o un segno che ne consenta l'identificazione. Porta, inoltre, un numero di serie stampato o meno, destinato ad individuarlo.   Articolo 10 1. Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a quest'ultimo o ad un suo rappresentante autorizzato, richiedere il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1.  2. L'esportatore od il suo rappresentante presenta, insieme alla domanda, ogni documento giustificativo utile, atto a comprovare che per le merci da esportare può essere rilasciato un certificato di circolazione delle merci EUR.1.    Articolo 11 Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 deve essere presentato, entro un termine di cinque mesi a decorrere dalla data del rilascio da parte della dogana dello Stato di esportazione, all'ufficio delle dogane dello Stato di importazione in cui sono presentate le merci.   Articolo 12 Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è presentato alle autorità doganali dello Stato di importazione secondo le modalità previste dalle norme ivi vigenti. Le autorità suddette hanno la facoltà di esigerne la traduzione. Esse possono, inoltre, esigere che la dichiarazione di importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano alle condizioni richieste per l'applicazione dell'accordo.   Articolo 13 1. I certificati di circolazione delle merci EUR.1, presentati alle autorità doganali dello Stato di importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui all'articolo 11, possono essere accettati, ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a causa di forza maggiore o a circostanze eccezionali.  2. A parte tali casi, le autorità doganali dello Stato di importazione possono accettare i certificati se le merci sono state loro presentate prima della scadenza del termine suddetto.   Articolo 14 L'accertamento di lievi discordanze tra le menzioni riportate sul certificato di circolazione delle merci EUR.1 e quelle riportate sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'adempimento delle formalità di importazione delle merci, non comporta ipso facto l'invalidità del certificato se viene debitamente accertato che quest'ultimo corrisponde alle merci presentate.   Articolo 15 La sostituzione di uno o più certificati di circolazione con uno o più altri certificati è sempre possibile, a condizione che venga effettuata all'ufficio doganale dove si trovano le merci.   Articolo 16 Il formulario EUR.2 il cui modello figura nell'allegato VI è compilato dall'esportatore o, sotto la responsabilità di questi, dal suo rappresentante autorizzato. Esso è redatto in una delle lingue ufficiali nelle quali è redatto l'accordo. Se lo si compila a mano, si scrive con inchiostro e in stampatello. Se le merci contenute nella spedizione sono già state oggetto di controllo nello Stato d'esportazione, per quanto riguarda la definizione della nozione di «prodotti originari», l'esportatore può indicare nella rubrica «osservazioni» del formulario EUR.2 i riferimenti a tale controllo.  Il formulario EUR.2 ha il formato di mm 210 X 148. Una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più è ammessa per quanto riguarda la lunghezza. La carta da usare è una carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di grammi 64 il m2.  Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei formulari o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni foglio deve essere indicata tale autorizzazione. Inoltre, ogni foglio deve recare il segno distintivo attribuito alla tipografia autorizzata, nonché un numero di serie, stampato o meno, destinato ad individuarlo.  È redatto un formulario EUR.2 per ogni spedizione postale.  Tali disposizioni non dispensano gli esportatori dall'espletamento delle altre formalità previste dai regolamenti doganali e postali.   Articolo 17 1. Sono ammesse quali prodotti originari, senza che occorra presentare un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o compilare un formulario EUR.2, le merci oggetto di piccole spedizioni indirizzate a privati o contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, sempre che si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale, quando tali merci sono dichiarate rispondenti alle condizioni richieste per l'applicazione delle presenti disposizioni e sempre che non sussista alcun dubbio circa la veridicità di tale dichiarazione.  2. Sono considerate prive di qualsiasi carattere commerciale, le importazioni che presentano un carattere occasionale e che riguardano esclusivamente merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, le quali, per la loro natura  e quantità, non facciano sorgere alcuna preoccupazione di carattere commerciale. Inoltre, il valore globale delle merci non deve essere superiore a 60 unità di conto quando si tratta di piccole spedizioni o a 200 unità di conto, quando si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.   Articolo 18 1. Le merci spedite dalla Comunità o dall'Algeria per un'esposizione in un paese diverso dal Marocco e dalla Tunisia e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate in Algeria o nella Comunità, beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo purché ottemperino alle condizioni previste dal presente protocollo per essere riconosciute originarie della Comunità o dell'Algeria e purché sia data dimostrazione probante alle autorità doganali:    a) che un esportatore ha spedito dette merci dal territorio della Comunità o dall'Algeria nel paese dell'esposizione e ve le ha esposte;       b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute ad un destinatario in Algeria o nella Comunità;       c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione o immediatamente dopo in Algeria o nella Comunità, nello Stato in cui erano state inviate all'esposizione;       d) che, dal momento in cui sono state inviate all'esposizione, le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione presso tale esposizione.         2. Alle autorità di dogana deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato di circolazione delle merci EUR.1 con indicazione del nome e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare sulla natura delle merci e sulle condizioni nelle quali sono state esposte.  3. Il paragrafo 1 si applica a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale, diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o in locali commerciali e che hanno per oggetto la vendita di merci straniere, durante le quali le merci restano sotto controllo doganale.   Articolo 19 1. Quando un certificato è rilasciato ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del presente protocollo, dopo l'effettiva esportazione delle merci alle quali il certificato si riferisce, sulla domanda di cui all'articolo 7, paragrafo 3, del presente protocollo, l'esportatore deve:    - indicare il luogo e la data della spedizione delle merci cui il certificato si riferisce,       - attestare che non è stato rilasciato un certificato EUR.1 all'atto dell'esportazione di dette merci e precisarne i motivi.         2. Le autorità doganali possono procedere al rilascio a posteriori di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 soltanto dopo aver verificato se le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della documentazione corrispondente.  I certificati rilasciati a posteriori devono recare una delle seguenti menzioni : «NACHTRÄGLICH AUSGESTELLT», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «UDSTEDT EFTERFØLGENDE», >PIC FILE= "T0000969">    Articolo 20 In caso di furto, di perdita o di distruzione di un certificato di circolazione delle merci EUR.1, l'eportatore può chiedere alle autorità doganali, che l'hanno rilasciato, un duplicato redatto in base ai documenti di esportazione in suo possesso. Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti menzioni : «DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT», «DUPLICATE», >PIC FILE= "T0000970">    Articolo 21 1. Quando ai fini del rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 si applica l'articolo 1, paragrafi 2, 3 e 4, l'ufficio doganale competente dello Stato in cui si chiede il rilascio del certificato suddetto per merci per la cui fabbricazione sono stati utilizzati prodotti provenienti dal Marocco, dalla Tunisia o dalla Comunità, prende in considerazione la dichiarazione, il cui modello figura all'allegato VII, fornita dall'esportatore dello Stato di provenienza o sulla fattura commerciale relativa a detti prodotti o su un allegato della medesima.  2. L'ufficio doganale competente può tuttavia chiedere all'esportatore di presentare la scheda informativa rilasciata alle condizioni di cui all'articolo 22, il cui modello figura all'allegato VIII, o per controllare l'autenticità e la regolarità dei dati indicati nella dichiarazione di cui al paragrafo 1 o per ottenere informazioni complementari.    Articolo 22 La scheda informativa relativa ai prodotti utilizzati è rilasciata a richiesta dell'esportatore dei medesimi, o nei casi di cui all'articolo 21, paragrafo 2, o, su iniziativa di detto esportatore, dall'ufficio doganale competente dello Stato da cui detti prodotti sono stati esportati, Essa è redatta in due esemplari, uno dei quali è rilasciato al richiedente, cui compete farlo pervenire o all'esportatore dei prodotti finali o all'ufficio doganale al quale si richiede il certificato di circolazione delle merci EUR.1 per tali prodotti. Il secondo esemplare è conservato per almeno due anni dall'ufficio che l'ha rilasciato.   Articolo 23 L'Algeria e la Comunità prendono le misure necessarie per evitare che siano oggetto di sostituzioni o di manipolazioni diverse da quelle destinate a conservarle nel loro stato le merci scambiate in base ad un certificato di circolazione delle merci EUR.1 e che durante il loro trasporto sostano in una zona franca situata sul loro territorio.   Articolo 24 Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente titolo, l'Algeria, il Marocco, la Tunisia e la Comunità si prestano reciproca assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati di circolazione delle merci EUR.1, dell'esattezza delle informazioni sull'origine reale dei prodotti di cui trattasi, delle dichiarazioni degli esportatori sui formulari EUR.2 e dell'autenticità e della regolarità delle schede informative previste dall'articolo 21.   Articolo 25 Si applicano sanzioni nei confronti di chiunque, per far ammettere una merce al beneficio del regime preferenziale, rediga o faccia redigere un documento contenente dati inesatti allo scopo di ottenere un certificato di circolazione delle merci EUR.1 ovvero compili o faccia compilare un formulario EUR.2 contenente dati inesatti.   Articolo 26 1. Il controllo a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o dei formulari EUR.2 viene effettuato per campione e ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano dubbi fondati sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative all'origine reale delle merci in questione.  2. Per l'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato di importazione rispediscono alle autorità doganali dello Stato di esportazione il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o il formulario EUR.2, ovvero fotocopia del certificato o del formulario, indicando i motivi di sostanza o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse uniscono al formulario EUR.2 la fattura o una copia di questa, qualora la fattura sia stata presentata, e forniscono tutte le informazioni ottenute e che facciano ritenere inesatte le indicazioni contenute in detto certificato o formulario.  Qualora decidano di soprassedere all'applicazione del titolo I dell'accordo, in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato di importazione offrono all'importatore la possibilità di ritirare le merci, riservandosi però di prendere le misure conservative ritenute necessarie.  3. I risultati del controllo a posteriori vengono comunicati al più presto alle autorità doganali dello Stato di importazione. Essi devono permettere di accertare se il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o il formulario EUR.2 contestato sia applicabile alle merci realmente esportate e se queste possono effettivamente beneficiare del regime preferenziale.  Qualora le contestazioni di cui sopra non possano essere risolte tra le autorità doganali dello Stato di importazione e quelle dello Stato di esportazione o qualora esse pongano un problema di interpretazione del presente protocollo, le contestazioni vengono sottoposte al comitato di cooperazione doganale previsto all'articolo 29. PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 276A0426(01).2La composizione delle controversie tra l'importatore e le autorità doganali dello Stato di importazione resta comunque soggetta alla legislazione di quest'ultimo.   Articolo 27 Si procede al controllo a posteriori delle schede informative di cui all'articolo 21 nei casi previsti dall'articolo 26 e secondo metodi analoghi a quelli ivi stabiliti.   Articolo 28 Il Consiglio di cooperazione procede ogni anno all'esame dell'applicazione delle disposizioni del  presente protocollo e dei suoi effetti economici, allo scopo di apportarvi le necessarie modifiche. Questo esame può essere effettuato ad intervalli più ravvicinati, a richiesta sia della Comunità, sia dall'Algeria.   Articolo 29 1. È istituito un «comitato di cooperazione doganale» incaricato di assicurare la cooperazione amministrativa ai fini dell'applicazione corretta ed uniforme del presente protocollo e di assolvere ogni altro compito che possa venirgli affidato nel settore doganale.  2. Il comitato è composto, da un lato, di esperti doganali degli Stati membri e di funzionari dei servizi della Commissione delle Comunità europee che si occupano di problemi doganali e, dall'altro, di esperti doganali dell'Algeria.   Articolo 30 1. La Comunità e l'Algeria adottano le misure necessarie affinché i certificati di circolazione delle merci EUR.1 nonché i formulari EUR.2 possano essere presentati, in conformità degli articoli 11 e 12 del presente protocollo, a far data dal giorno di entrata in vigore dell'accordo.  2. I certificati di circolazione delle merci EUR.1, ed i formulari EUR.2 stampati negli Stati membri prima della data di entrata in vigore dell'accordo e che non sono conformi ai modelli di cui agli allegati V e VI del presente protocollo, potranno continuare ad essere utilizzati fino ad esaurimento delle scorte alle condizioni previste dal presente protocollo.   Articolo 31 La Comunità e l'Algeria adottano, per quanto le concerne, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo.   Articolo 32 Gli allegati al presente protocollo sono parte integrante di quest'ultimo.   Articolo 33 Le merci rispondenti alle disposizioni del titolo I che, alla data dell'entrata in vigore dell'accordo, si trovano in viaggio o sono in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale o di zona franca nella Comunità o in Algeria, possono essere ammesse al beneficio delle disposizioni dell'accordo, a condizione che vengano presentati - entro un termine di quattro mesi a decorrere da tale data - alle autorità doganali dello Stato di importazione un certificato EUR.1 rilasciato a posteriori dalle autorità competenti dello Stato di esportazione, nonché i documenti giustificativi del trasporto diretto.   Articolo 34 Le menzioni di cui agli articoli 19 e 20 sono apposte nella rubrica «osservazioni» del certificato.       ALLEGATO I  NOTE ESPLICATIVE  Nota 1 - ad articoli 1 e 2  Le espressioni «la Comunità» o «l'Algeria» comprendono anche le acque territoriali degli Stati membri della Comunità o dell'Algeria.  Le navi operanti in alto mare, comprese le «navi-officina» a bordo delle quali viene effettuata la trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del territorio dello Stato al quale appartengono purché le stesse ottemperino alle condizioni di cui alla nota esplicativa 6.  Nota 2 - ad articolo 1  Allo scopo di determinare se una merce è originaria della Comunità, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia, non si accerta se i prodotti energetici, gli impianti, le macchine e gli utensili utilizzati per l'ottenimento di tale merce siano o meno originari di paesi terzi.  Nota 3 - ad articolo 1  Quando si applica una regola di percentuale per determinare il carattere originario di un prodotto ottenuto in uno Stato membro, in Algeria, in Marocco o in Tunisia, il valore aggiunto per effetto delle lavorazioni o trasformazioni di cui all'articolo 1 corrisponde al prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto, al netto del valore in dogana dei prodotti terzi importati nella Comunità, in Algeria, in Marocco o in Tunisia.  Nota 4 - ad articolo 3, paragrafi 1 e 2, e ad articolo 4  Quando il prodotto rientra nell'elenco A, la norma di percentuale costituisce un criterio che si aggiunge a quello della modifica della voce tariffaria per il prodotto non originario eventualmente utilizzato.  Nota 5 - ad articolo 1  Gli imballaggi sono considerati un tutt'unico con le merci in essi contenute. Tuttavia, la disposizione non si applica agli imballaggi che non siano di tipo abituale per il prodotto imballato e che abbiano un proprio valore di utilizzazione, di carattere durevole, indipendentemente dalla loro funzione di imballaggio.  Nota 6 - ad articolo 2, lettera f)  L'espressione «loro navi» si applica soltanto alle navi:    - immatricolate o registrate in uno Stato membro, in Algeria, in Marocco o in Tunisia,       - che battano bandiera di uno Stato membro, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia,       - che appartengano almeno per il 50 % a cittadini degli Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia o ad una società avente la sede principale in uno Stato membro, in Algeria, in Marocco o in Tunisia ed in cui lo o gli «amministratori», il presidente del consiglio di amministrazione o del consiglio di vigilanza e la maggioranza dei membri di questi consigli siano cittadini degli Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia, e, inoltre, il cui capitale, per quanto concerne le società di persone o le società a responsabilità limitata, appartenga almeno per il 50 % agli Stati membri, all'Algeria, al Marocco o alla Tunisia, a collettività pubbliche o a cittadini dei detti Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia,       - il cui equipaggio, capitano ed ufficiali compresi, sia composto almeno per il 50 % da cittadini degli Stati membri, dell'Algeria, del Marocco o della Tunisia.          Nota 7 - ad articolo 4  Per «prezzo franco fabbrica» si intende quello pagato al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, compreso il valore di tutti i prodotti utilizzati.  Per «valore in dogana» si intende quello definito dalla convenzione sul valore in dogana delle merci, firmata a Bruxelles il 15 dicembre 1950.  Nota 8 - ad articolo 5  Ai fini dell'applicazione dell'articolo 5, i porti di imbarco dei prodotti originari dell'Algeria destinati alla Comunità sono, a titolo indicativo:  Algeri - Al-Hoceima - Agadir - Annaba - Arzew - Azilah - Bajaia - Beni-Saf - Biserta - Casablanca - Ceuta - Costantina - Dellys - El Jadida - Essaouira - Gabès - Ghazaouet - Ifni - Kenitra - Larache - Melilla - Mohammedia - Orano - Rabat - Safi - Sfax - Skikda - Susa - Tangeri - Tarfaya - Ténès - Tunisi.  Nota 9 - ad articolo 24  Le autorità consultate forniscono tutte le informazioni sulle condizioni nelle quali il prodotto è stato elaborato, indicando in particolare le condizioni nelle quali le norme di origine sono state rispettate nei vari Stati membri, in Algeria, in Marocco ed in Tunisia.      ALLEGATO II  ELENCO A  Elenco delle lavorazioni o trasformazioni che comportano un cambiamento della voce doganale, ma che non conferiscono il carattere di «prodotti originari» ai prodotti che le subiscono, oppure lo conferiscono a determinate condizioni >PIC FILE= "T0000971">   >PIC FILE= "T0000972">    >PIC FILE= "T0000973">    >PIC FILE= "T0000974">    >PIC FILE= "T0000975">    >PIC FILE= "T0000976">    >PIC FILE= "T0000977">    >PIC FILE= "T0000978">    >PIC FILE= "T0000979">    >PIC FILE= "T0000980">    >PIC FILE= "T0000981">    >PIC FILE= "T0000982">    >PIC FILE= "T0000983">    >PIC FILE= "T0000984">    >PIC FILE= "T0000985">    >PIC FILE= "T0000986">    >PIC FILE= "T0000987">    >PIC FILE= "T0000988">    >PIC FILE= "T0000989">    >PIC FILE= "T0000990">    >PIC FILE= "T0000991">    >PIC FILE= "T0000992">    >PIC FILE= "T0000993">    >PIC FILE= "T0000994">    >PIC FILE= "T0000995">    >PIC FILE= "T0000996">    >PIC FILE= "T0000997">    >PIC FILE= "T0000998">    >PIC FILE= "T0000999">    >PIC FILE= "T0001000">    >PIC FILE= "T0001001">    >PIC FILE= "T0001002">    >PIC FILE= "T0001003">    >PIC FILE= "T0001004">       ALLEGATO III  ELENCO B  Elenco delle lavorazioni o trasformazioni che non danno luogo al cambiamento della voce doganale, ma che tuttavia conferiscono il carattere di «prodotti originari» ai prodotti che ne sono oggetto >PIC FILE= "T0001005">   >PIC FILE= "T0001006">    >PIC FILE= "T0001007">    >PIC FILE= "T0001008">    >PIC FILE= "T0001009">    >PIC FILE= "T0001010">    >PIC FILE= "T0001011">      ALLEGATO IV  ELENCO C  Elenco dei prodotti esclusi dall'applicazione del presente protocollo >PIC FILE= "T0001012">     ALLEGATO V  CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI >PIC FILE= "T0001013">    >PIC FILE= "T0001014">     DOMANDA PER OTTENERE UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI >PIC FILE= "T0001015">   DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATORE >PIC FILE= "T0001016">     ALLEGATO VI >PIC FILE= "T0001017""PIC FILE= "T0001018">       ALLEGATO VII  MODELLO DI DICHIARAZIONE >PIC FILE= "T0001019">    ALLEGATO VIII >PIC FILE= "T0001020""PIC FILE= "T0001021">      ALLEGATO IX  Dichiarazione comune  Per l'applicazione dell'articolo 28 del protocollo, la Comunità si dichiara disposta a iniziare l'esame delle domande dell'Algeria intese alla previsione di deroghe alle norme di origine dopo la firma dell'accordo.      ATTO FINALE  I plenipotenziari  di Sua Maestà il re dei belgi,  di Sua Maestà la regina di Danimarca,  del presidente della Repubblica federale di Germania,  del presidente della Repubblica francese,  del presidente dell'Irlanda,  del presidente della Repubblica italiana,  di Sua Altezza Reale il granduca di Lussemburgo,  di Sua Maestà la regina dei Paesi Bassi,  di Sua Maestà la regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord,  e del Consiglio delle Comunità europee,  da una parte,  e del presidente del Consiglio della rivoluzione, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica democratica popolare di Algeria,  dall'altra,  riuniti a Algeri, il ventisei aprile millenovecentosettantasei per la firma dell'accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare di Algeria, nonché per la firma dell'accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Repubblica democratica popolare di Algeria,  all'atto della firma di tali accordi hanno  - adottato le dichiarazioni comuni delle parti contraenti elencate in appresso:    1. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 12, paragrafo 1 dell'accordo,       2. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo,       3. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo per i prodotti della voce 08.02 ex A, ex B, ex C e D della tariffa doganale comune,       4. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'allegato B concernente l'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune,        5. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa al settore dell'olio di oliva,       6. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa ai prodotti agricoli,       7. dichiarazione comune delle parti contraenti relativa alla presentazione dell'accordo al GATT da parte della Comunità,       8. dichiarazione interpretativa delle parti contraenti relativa alla nozione di «parti contraenti» che figura nell'accordo;         - preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso:    1. dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'applicazione regionale di talune disposizioni dell'accordo,       2. dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'unità di conto di cui all'articolo 2 del protocollo n. 1,       3. dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania relativa alla definizione dei cittadini tedeschi,       4. dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania concernente l'applicazione dell'accordo a Berlino;         - e preso atto degli scambi di lettere elencati in appresso:    1. scambio di lettere relativo alla cooperazione scientifica, tecnologica e in materia di ecologia,       2. scambio di lettere relativo agli articoli 15 e 48 dell'accordo,       3. scambio di lettere relativo alla manodopera algerina occupata nella Comunità,       4. scambio di lettere relativo all'attuazione dell'accordo in materia di cooperazione economica, tecnica e finanziaria, prima dell'entrata in vigore dell'accordo.       5. scambio di lettere relativo al regime particolare in vigore all'importazione in Francia di taluni prodotti originari dell'Algeria,       6. scambio di lettere relativo agli articoli 33 e 52 dell'accordo.         Le dichiarazioni e gli scambi di lettere di cui sopra sono allegati al presente atto finale.  I plenipotenziari hanno convenuto che le dichiarazioni e gli scambi di lettere saranno sottoposti, se del caso, alle procedure necessarie per assicurare la loro validità alle stesse condizioni dell'accordo di cooperazione.   Til bekræftelse heraf har undertegnede befuldmægtigede underskrevet denne slutakt.  Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter diese Schlußakte gesetzt.  In witness whereof, the undersigned Plenipotentiaries have affixed their signatures below this Final Act.  En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent acte final.  In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente atto finale.  Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Slotakte hebben gesteld. >PIC FILE= "T0001022">   Udfærdiget i Algier, den seksogtyvende april nitten hundrede og seksoghalvfjerds.  Geschehen zu Algier am sechsundzwanzigsten April neunzehnhundertsechsundsiebzig.  Done at Algiers this twenty-sixth day of April in the year one thousand nine hundred and seventy-six.  Fait à Alger, le vingt-six avril mil neuf cent soixante-seize.  Fatto a Algeri, addì ventisei aprile millenovecentosettantasei.  Gedaan te Algiers, de zesentwintigste april negentienhonderd zesenzeventig. >PIC FILE= "T0001023">   Pour Sa Majesté le roi des Belges  Voor zijne Majesteit de Koning der Belgen >PIC FILE= "T0001024">    For Hendes Majestæt dronningen af Danmark >PIC FILE= "T0001025">   Für den Präsidenten der Bundesrepublik Deutschland >PIC FILE= "T0001026">   Pour le président de la République française >PIC FILE= "T0001027">   For the President of Ireland >PIC FILE= "T0001028">   Per il presidente della Repubblica italiana >PIC FILE= "T0001029">   Pour Son Altesse Royale le grand-duc de Luxembourg >PIC FILE= "T0001030">    Voor Hare Majesteit de Koningin der Nederlanden >PIC FILE= "T0001031">   For Her Majesty the Queen of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland >PIC FILE= "T0001032">   På Rådet for De europæiske Fællesskabers vegne  Im Namen des Rates der Europäischen Gemeinschaften  In the name of the Council of the European Communities  Au nom du Conseil des Communautés européennes  A nome del Consiglio delle Comunità europee  Namens de Raad van de Europese Gemeenschappen >PIC FILE= "T0001033">     Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 12, paragrafo 1, dell'accordo  Le parti contraenti decidono che, qualora la data di entrata in vigore dell'accordo non coincidesse con l'inizio dell'anno civile, i massimali di cui all'articolo 12, paragrafo 1, dell'accordo siano applicati «pro rata temporis».  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo  Le parti contraenti convengono che, fatta salva l'attuazione delle disposizioni dell'articolo 22, paragrafo 2, capoverso 1, del regolamento (CEE) n. 1035/72, i prodotti elencati all'articolo 15 dell'accordo e riportati nell'allegato III di detto regolamento sono ammessi nella Comunità, durante il periodo in cui si applicano riduzioni di dazi, senza restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente.  Le parti contraenti convengono inoltre che, quando nell'accordo si fa riferimento alle disposizioni degli articoli da 23 a 28 del regolamento (CEE) n. 1035/72, la Comunità intende il regime da applicare ai paesi terzi al momento delle importazioni dei prodotti in questione.  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'articolo 15 dell'accordo per i prodotti delle sottovoci 08.02 ex A, ex B, ex C e D della tariffa doganale comune  Le parti contraenti convengono che nei casi in cui, alla luce dei risultati dell'accordo e tenendo conto dell'evoluzione delle correnti di scambi tra la Comunità e i paesi del bacino mediterraneo, i vantaggi risultanti dall'articolo 15 per i prodotti di cui alle sottovoci 08.02 ex A, ex B, ex C e D della tariffa doganale comune fossero o rischiassero di essere rimessi in questione da condizioni anormali di concorrenza, si proceda, in sede di consiglio di cooperazione, ad un esame della situazione per individuare i problemi e ricercare le soluzioni adeguate.  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa all'allegato B concernente l'olio di oliva diverso da quello che ha subito un processo di raffinazione, di cui alla sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune  Le parti contraenti convengono che l'eventuale importo aggiuntivo da applicare per la campagna 1977-1978 potrebbe essere mantenuto al suo livello precedente qualora in tale periodo sussistesse ancora la situazione eccezionale che motiva la fissazione dell'importo aggiuntivo di 10 unità di conto per 100 kg, per il periodo che si conclude il 31 ottobre 1977.   Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa al settore dell'olio di oliva  Le parti contraenti convengono di cooperare strettamente per individuare le difficoltà che potrebbero eventualmente verificarsi nel settore dell'olio di oliva e di ricercare le soluzioni adeguate.  A questo scopo, esse procederanno a consultazioni periodiche per seguire l'evoluzione del mercato oleicolo.  Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa ai prodotti agricoli   1. Le parti contraenti si dichiarano disposte a favorire, nel rispetto delle proprie politiche agricole, lo sviluppo armonioso degli scambi di prodotti agricoli ai quali l'accordo non si applica.  In materia veterinaria, sanitaria e fitosanitaria, le parti contraenti applicano la loro normativa in modo non discriminatorio e si astengono dall'introdurre nuovi provvedimenti che ostacolino indebitamente gli scambi.  2. Esse esaminano in sede di consiglio di cooperazione le difficoltà che potrebbero manifestarsi nei loro scambi di prodotti agricoli e si adoperano per trovare le soluzioni che potrebbero esservi apportate.   Dichiarazione comune delle parti contraenti relativa alla presentazione dell'accordo al GATT da parte della Comunità  Le parti contraenti dell'accordo si consulteranno in occasione della presentazione e dell'esame delle disposizioni commerciali dell'accordo ai quali si procederà nel quadro del GATT.   Dichiarazione interpretativa delle parti contraenti relativa alla nozione di «parti contraenti» che figura nell'accordo  Le parti contraenti convengono di interpretare l'accordo nel senso che l'espressione «parti contraenti», ivi riportata, significa la Comunità e gli Stati membri, oppure gli Stati membri o la Comunità separatamente nonché, d'altro lato, la Repubblica democratica popolare d'Algeria. Il senso da dare in ciascun caso a quest'espressione sarà dedotto dalle disposizioni in questione dell'accordo, nonché dalle corrispondenti disposizioni del trattato che istituisce la Comunità.    Dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'applicazione regionale di talune disposizioni dell'accordo  La Comunità economica europea dichiara che l'applicazione dei provvedimenti che essa potrebbe decidere a norma degli articoli 34 e 35 dell'accordo, secondo la procedura e le modalità dell'articolo 36 nonché a norma dell'articolo 37 potrà essere limitata, in forza delle sue norme specifiche, ad una delle sue regioni.   Dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'unità di conto di cui all'articolo 2 del protocollo n. 1  L'unità di conto usata per esprimere gli importi indicati all'articolo 2 del protocollo n. 1 è definita dalla somma dei seguenti importi delle monete degli Stati membri della Comunità:  >PIC FILE= "T9000293"> Il valore dell'unità di conto in una qualsiasi moneta è pari alla somma dei controvalori, espressi nella stessa moneta, degli importi delle monete indicate al primo capoverso. Esso è determinato dalla Commissione sulla base dei corsi rilevati quotidianamente sui mercati di cambio.  I tassi giornalieri di conversione nelle diverse monete nazionali sono disponibili quotidianamente ; essi formano oggetto di una pubblicazione periodica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.    Dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania relativa alla definizione dei cittadini tedeschi  Devono essere considerati cittadini della Repubblica federale di Germania tutti i tedeschi nel senso definito dalla legge fondamentale della Repubblica federale di Germania.    Dichiarazione del rappresentante della Repubblica federale di Germania concernente l'applicazione dell'accordo a Berlino  L'accordo si applica anche al Land di Berlino, salvo che il governo della Repubblica federale di Germania non faccia alle altre parti contraenti, entro tre mesi dall'entrata in vigore dell'accordo, una dichiarazione contraria.     Scambio di lettere relativo alla cooperazione scientifica, tecnologica e in materia di ecologia  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  in seguito al desiderio espresso dalla delegazione algerina durante i negoziati che hanno portato oggi alla conclusione di un accordo tra la Comunità economica europea e l'Algeria, mi pregio informarLa, a nome degli Stati membri della Comunità economica europea, che questi ultimi sono disposti ad esaminare caso per caso la possibilità e le condizioni per l'accesso dell'Algeria ai risultati dei programmi attuati tra i vari Stati membri della Comunità o tra questi ultimi ed altri paesi terzi nei campi scientifico, tecnologico ed ecologico.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «In seguito al desiderio espresso dalla delegazione algerina durante i negoziati che hanno portato oggi alla conclusione di un accordo tra la Comunità economica europea e l'Algeria, mi pregio informarLa, a nome degli Stati membri della Comunità economica europea, che questi ultimi sono disposti ad esaminare caso per caso la possibilità e le condizioni per l'accesso dell'Algeria ai risultati dei programmi attuati tra i vari Stati membri della Comunità economica europea o tra questi ultimi ed altri paesi terzi nei campi scientifico, tecnologico ed ecologico.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera».  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina    Scambio di lettere relativo agli articoli 15 e 48 dell'accordo  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  a causa dell'importanza che riveste il settore degli agrumi nell'economia algerina, l'Algeria ritiene che in caso di ampliamento della Comunità economica europea ad altri paesi mediterranei, si proceda, conformemente all'articolo 48 dell'accordo tra la Comunità e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, a un nuovo esame del regime definito dall'articolo 15 del suddetto accordo, per salvaguardare i vantaggi risultanti dalla sua applicazione.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «A causa dell'importanza che riveste il settore degli agrumi nell'economia algerina, l'Algeria ritiene che in caso di ampliamento della Comunità economica europea ad altri paesi mediterranei, si proceda, conformemente all'articolo 48 dell'accordo tra la Comunità e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, a un nuovo esame del regime definito dall'articolo 15 del suddetto accordo, per salvaguardare i vantaggi risultanti dalla sua applicazione.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera e di assicurarLa che, in caso di adesione di uno Stato terzo alla Comunità, avranno luogo in sede di consiglio di cooperazione adeguate consultazioni conformemente all'articolo 48, paragrafo 2, dell'accordo.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Scambio di lettere relativo alla manodopera algerina occupata nella Comunità  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  mi pregio d'informarLa a nome degli Stati membri della Comunità che questi ultimi sono disposti a procedere a scambi di opinioni, nel quadro di appositi colloqui futuri, sulla manodopera algerina occupata nella Comunità.  Questi scambi di opinioni si proporranno di esaminare le possibilità di progredire nella realizzazione dell'eguaglianza di trattamento dei lavoratori comunitari ed extracomunitari, nonché dei loro familiari, in materia di condizioni di vita e di lavoro, tenendo conto delle disposizioni comunitarie in vigore.  Gli scambi di opinione che non riguardassero le materie dell'accordo verterebbero in particolare sui problemi socio-culturali.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «Mi pregio d'informarLa a nome degli Stati membri della Comunità che questi ultimi sono disposti a procedere a scambi di opinioni, nel quadro di appositi colloqui futuri, sulla manodopera algerina occupata nella Comunità.  Questi scambi di opinioni si proporranno di esaminare le possibilità di progredire nella realizzazione dell'eguaglianza di trattamento dei lavoratori comunitari ed extracomunitari, nonché dei loro familiari, in materia di condizioni di vita e di lavoro, tenendo conto delle disposizioni comunitarie in vigore.   Gli scambi di opinione che non riguardassero le materie dell'accordo verterebbero in particolare sui problemi socio-culturali.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina    Scambio di lettere relativo all'attuazione dell'accordo in materia di cooperazione economica, tecnica e finanziaria prima dell'entrata in vigore dell'accordo stesso  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  mi pregio di comunicarLe che, sin dalla firma dell'accordo e dei relativi testi interni alla Comunità, quest'ultima è disposta, in collaborazione con il Suo governo, a quanto segue:    - intraprendere lavori preparatori all'attuazione della cooperazione in modo da avviare azioni concrete sin dall'entrata in vigore dell'accordo;       - procedere, nel quadro delle norme concernenti la cooperazione tecnica e finanziaria, all'istruzione di progetti presentati dall'Algeria o, con l'accordo dell'Algeria, dagli altri beneficiari dell'aiuto, restando inteso che tali progetti potranno essere approvati definitivamente soltanto dopo l'entrata in vigore dell'accordo.         Le sarei grado se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea    Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «Mi pregio di comunicarLe che, sin dalla firma dell'accordo e relativi testi interni alla Comunità, quest'ultima è disposta, in collaborazione con il Suo governo, a quanto segue:    - intraprendere lavori preparatori all'attuazione della cooperazione in modo da avviare azioni concrete sin dall'entrata in vigore dell'accordo;       - procedere, nel quadro delle norme concernenti la cooperazione tecnica e finanziaria, all'istruzione di progetti presentati dall'Algeria o, con l'accordo dell'Algeria, dagli altri beneficiari dell'aiuto, restando inteso che tali progetti potranno essere approvati definitivamente soltanto dopo l'entrata in vigore dell'accordo.         Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina    Scambio di lettere relativo al regime particolare in vigore all'importazione in Francia di taluni prodotti originari dell'Algeria  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  ho l'onore di portare a Sua conoscenza che i rappresentanti dei governi degli Stati membri della Comunità economica europea mi hanno pregato di comunicarLe quanto segue:  «Il governo francese, in attesa del nuovo esame fissato per il 1978 dall'articolo 53 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, si riserva la facoltà di mantenere il regime doganale attualmente in vigore all'importazione nel suo territorio dei prodotti agricoli originari dell'Algeria per i prodotti non inclusi nell'accordo e per taluni altri prodotti che figurano nel titolo II (scambi commerciali) dell'accordo stesso.»   Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea  Algeri, 26 Aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato quanto segue:  «Il governo francese, in attesa del nuovo esame fissato per il 1978 dall'articolo 53 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica democratica popolare d'Algeria, si riserva la facoltà di mantenere il regime doganale attualmente in vigore all'importazione nel suo territorio dei prodotti agricoli originari dell'Algeria per i prodotti non inclusi nell'accordo e per taluni altri prodotti che figurano nel titolo II (scambi commerciali) dell'accordo stesso.  Le sarei grato se Ella volesse cortesemente confermare la ricezione della presente lettera.»  Mi pregio di accusare ricevuta della Sua lettera.  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina     Scambio di lettere relativo agli articoli 33 e 52 dell'accordo  Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  mi pregio di portare a Sua conoscenza la seguente dichiarazione del mio governo, relativa agli articoli 33 e 52 dell'accordo:  «La Repubblica democratica popolare di Algeria precisa che, applicando le disposizioni degli articoli 33 e 52 dell'accordo, i suoi impegni non la inducono ad abrogare le leggi e i regolamenti in vigore almeno finché queste leggi e regolamenti restano  necessari alla protezione degli interessi essenziali della sua sicurezza. Essa vigila sull'applicazione di dette leggi e regolamenti, in modo da garantirne la conformità con l'articolo 49, primo paragrafo, dell'accordo.»  Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Dr. Messaoud AIT CHAALAL  Presidente della delegazione algerina   Algeri, 26 aprile 1976  Signor Presidente,  con lettera in data odierna, Ella mi ha comunicato una dichiarazione del Suo governo relativa agli articoli 33 e 52 dell'accordo.  Mi pregio di portare a Sua conoscenza la seguente dichiarazione della Comunità economica europea relativa agli articoli 33 e 52 dell'accordo:  «1. La Comunità economica europea prende atto della dichiarazione della Repubblica democratica popolare di Algeria.  2. La Comunità economica europea si attende che i principi enunciati nell'accordo, ivi compresi quelli contenuti agli articoli 33 e 52, ricevano piena applicazione.  La Comunità economica europea ritiene in particolare che l'osservanza del principio di non discriminazione dovrebbe consentire un'applicazione corretta e senza ostacoli dell'accordo. » Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.  (f.to) Jean DURIEUX  Presidente della delegazione della Comunità economica europea