CELEX: 32004D0032
Language: it
Date: 2003-04-02 00:00:00
Title: 2004/32/CE: Decisione della Commissione, del 2 aprile 2003, relativa all'aiuto di Stato al quale la Spagna ha dato esecuzione a favore di Porcelanas Principado SL [notificata con il numero C(2003) 907] (Testo rilevante ai fini del SEE)

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32004D0032

2004/32/CE: Decisione della Commissione, del 2 aprile 2003, relativa all'aiuto di Stato al quale la Spagna ha dato esecuzione a favore di Porcelanas Principado SL [notificata con il numero C(2003) 907] (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 011 del 16/01/2004 pag. 0001 - 0016

Decisione della Commissionedel 2 aprile 2003relativa all'aiuto di Stato al quale la Spagna ha dato esecuzione a favore di Porcelanas Principado SL[notificata con il numero C(2003) 907](Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(2004/32/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma degli articoli citati(1), e viste le osservazioni trasmesse,considerando quanto segue:I. PROCEDIMENTO(1) In seguito alla denuncia presentata da un concorrente secondo cui la Spagna avrebbe concesso aiuti di Stato a Porcelanas Principado SL (in prosieguo: "Porcelanas Principado"), con lettera del 14 febbraio 2000 la Commissione ha inviato alla Spagna una richiesta di informazioni.(2) La Spagna ha trasmesso le informazioni richieste con lettera del 5 maggio 2000. Con lettera del 19 luglio 2000 sono state richieste alla Spagna ulteriori informazioni. A seguito di un sollecito del 5 marzo 2001, la Spagna ha trasmesso i complementi di informazioni con lettera del 4 maggio 2001, comunicando che in data 18 gennaio 2001 la società Sociedad Regional de Promoción del Principado de Asturias (in prosieguo "SRPPA"), entità controllata dallo Stato, aveva concesso a Porcelanas Principado un prestito subordinato con partecipazione agli utili.(3) Il 19 settembre 2001 la Commissione ha deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato relativamente al prestito citato. Dopo avere chiesto una proroga del termine, con lettera del 21 novembre 2001 la Spagna ha presentato le proprie osservazioni. Nell'ambito di tali osservazioni, la Spagna ha reso note nuove misure in favore di Porcelanas Principado.(4) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a formulare osservazioni in merito alle misure in questione.(5) La Commissione ha ricevuto osservazioni dal beneficiario dell'aiuto con lettera del 10 gennaio 2002 e le ha trasmesse alla Spagna il 16 gennaio 2002. La Spagna non ha presentato osservazioni entro il termine previsto.(6) Con lettera dell'11 marzo 2002, protocollata il 13 marzo 2002, la Spagna ha trasmesso un piano riveduto di ripristino della redditività. Con lettera del 22 febbraio 2002 il beneficiario dell'aiuto ha presentato le prove di un aumento di capitale.(7) Il 9 aprile 2002 la Commissione ha deciso di estendere il procedimento d'indagine alle nuove misure, che le sono state comunicate quando la Spagna ha risposto in relazione all'avvio del procedimento d'indagine formale.(8) La risposta della Spagna in merito all'estensione del procedimento d'indagine formale è pervenuta con lettera del 16 maggio 2002, protocollata il 21 maggio 2002.(9) La decisione della Commissione di estendere il procedimento è stata pubblicata Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sulle misure in questione.(10) La Commissione ha ricevuto osservazioni da parte del beneficiario dell'aiuto con lettera del 13 giugno 2002, protocollata il 19 giugno 2002, e le ha trasmesse alla Spagna il 22 agosto 2002.(11) In data 30 agosto 2002 la Commissione ha chiesto alla Spagna informazioni supplementari. La Spagna ha risposto con lettera del 25 ottobre 2002, protocollata il 29 ottobre 2002.(12) La Commissione ha richiesto ulteriori chiarimenti con lettera dell'11 dicembre 2002. Il 16 dicembre 2002 ha avuto luogo un incontro con i rappresentanti dei governi nazionale e regionale e il beneficiario dell'aiuto. A seguito dell'incontro, la Spagna ha trasmesso le informazioni richieste con lettera del 10 gennaio 2003, protocollata nello stesso giorno.II. DESCRIZIONEA. L'impresa(13) Porcelanas Principado è una società a responsabilità limitata creata nel 1995. Nel 2002 impiegava 150 persone. Fabbrica piatti di ceramica e porcellana per il settore domestico e per uso professionale, in particolare per il settore alberghiero e della ristorazione e dell'arredamento. I prodotti sono anche oggetto di esportazione.(14) Secondo la Spagna, a seguito di uno sciopero che ha portato alla sospensione delle attività nel periodo compreso fra novembre 1999 e gennaio 2000, Porcelanas Principado ha attraversato una crisi finanziaria. La tabella di seguito riportata, nella versione fornita dalla Spagna, illustra i risultati dell'impresa nel 1999 e nel 2000.TABELLA 1>SPAZIO PER TABELLA>(15) Nel 2000 Porvasal SA (in prosieguo "Porvasal") e altri investitori privati hanno acquisito una partecipazione superiore all'80 % in Porcelanas Principado. Porvasal è una società a responsabilità limitata con circa 175 dipendenti. Fabbrica piatti di ceramica e porcellana per il settore domestico e per uso professionale, in particolare per il settore alberghiero e della ristorazione e dell'arredamento. Questi prodotti vengono venduti a paesi quali Francia, Belgio, Svizzera, Regno Unito, Germania, Grecia e altri. La tabella riportata di seguito, nella versione trasmessa dalla Spagna, illustra i risultati nel 1999 e nel 2000.TABELLA 2>SPAZIO PER TABELLA>B. La ristrutturazione(16) In seguito all'avvio del procedimento d'indagine formale, la Spagna ha spiegato che era stato elaborato un piano di ripristino della redditività a favore di Porcelanas Principado per la fine del 2000, momento in cui Porvasal, insieme ad altri investitori privati, ha accettato di acquistare più dell'80 % di Porcelanas Principado. Successivamente all'estensione del procedimento d'indagine formale, la Spagna ha presentato un piano riveduto di ripristino della redditività. Il piano era stato aggiornato e rielaborato nei dettagli dopo che Porvasal aveva avuto modo di collaborare per alcuni mesi con Porcelanas Principado ed aveva acquisito una maggiore conoscenza dell'impresa.(17) Il piano riguarda il periodo 2001-2010, sebbene il punto di equilibrio finanziario sia atteso nel 2004. Secondo la Spagna, il consolidamento dei risultati auspicati con la ristrutturazione è previsto in concreto negli ultimi anni.(18) Secondo quanto si evince dall'estensione del procedimento d'indagine, il piano di ripristino della redditività prevedeva varie misure destinate a garantire la redditività a lungo termine dell'impresa. L'obiettivo dell'impresa era di abbandonare le attività deficitarie e riorientarsi verso il mercato del vasellame per il settore alberghiero e la ristorazione. In primo luogo, le misure erano intese a concedere un coefficiente di indebitamento adeguato. In secondo luogo, erano previsti investimenti in macchinari e impianti nella prospettiva della modernizzazione e dell'ottimizzazione della capacità. Inoltre, il piano indicava che Porcelanas Principado avrebbe dovuto investire nell'acquisto di stampi per una pressa isostatica, nonché di un forno per la biscottatura al fine di ottimizzare il processo di produzione. D'altro canto l'organico era stato ridotto del 20 % ed era stato necessario adottare diverse misure per migliorare la produttività. Infine, il piano prevedeva anche la ristrutturazione finanziaria dell'impresa per far fronte a debiti per un importo di circa 4,571 milioni di EUR accumulati a partire dal periodo in cui erano iniziate le difficoltà.(19) Il costo totale delle misure di ristrutturazione è illustrato in dettaglio nella tabella che segue.TABELLA 3>SPAZIO PER TABELLA>C. Impegno finanziario(20) Per finanziare i costi e fornire all'impresa un'adeguata disponibilità di capitali sono state adottate varie misure. In primo luogo, l'impresa ha proceduto ad un aumento di capitale, sottoscritto sia dal settore pubblico che da investitori privati. In secondo luogo, gli investimenti sono stati finanziati mediante prestiti di banche private e varie sovvenzioni del governo regionale. Infine, i debiti finanziari dell'impresa sono stati riprogrammati.(21) Si osserva che finora non sono state sovvenzionate numerose misure del settore pubblico già concesse. Il motivo è che, dopo l'avvio del procedimento d'indagine formale, il governo regionale ha sospeso i pagamenti in attesa che la Commissione si pronunci definitivamente sulla compatibilità di dette misure.(22) La tabella riportata di seguito, la cui correzione è stata confermata dalle autorità spagnole, offre una sintesi.TABELLA 4>SPAZIO PER TABELLA>(23) Misura 1: prestito ("prestito partecipativo") di 601000 EUR concesso a Porcelanas Principado da SRPPA nel gennaio 2001. Il prestito prevede un tasso di interesse fisso pari al 5,143 %(4) più un tasso variabile in funzione dei risultati, compreso fra lo 0,75 % per utili fino a 300000 EUR, il 4,25 % per utili fino a 750000 EUR e il 9,5 % per utili superiori a 1,2 milioni. La durata del prestito è di sette anni. È previsto il rimborso anticipato del prestito in virtù di un "accordo di liquidità", firmato da Porcelanas Principado e SRPPA.(24) Misura 2: la Spagna ha fornito le prove che Porvasal ha apportato nuovi fondi per 601000 EUR.(25) Misure 3 e 4: due apporti di capitale previsti. SRPPA ha previsto di apportare un capitale di 300000 EUR (misura 3). Nella risposta all'avvio del procedimento d'indagine formale la Spagna ha comunicato che detto apporto di capitale è subordinato alla decisione dell'investitore privato (Porvasal) di conferire il medesimo importo nell'impresa (misura 4). La Spagna ha anche confermato che qualsiasi partecipazione futura di SRPPA in Porcelanas Principado darà alla prima diritti preferenziali di partecipazione. SRPPA non ha versato il capitale previsto in attesa della decisione della Commissione nel caso di specie.(26) Le misure da 5 a 7 sono intese a coprire investimenti per 294000 EUR (importo comprensivo degli interessi). In concreto, la misura 5 costituisce la concessione di un prestito da parte di Bancaja per 294000 EUR, subordinato alla concessione delle misure 6 e 7.(27) In effetti, la Spagna ha confermato che le autorità regionali delle Asturie avevano concesso una sovvenzione non rimborsabile per 101000 EUR (misura 6). La Spagna segnala che detta sovvenzione finalizzata agli investimenti è stata concessa nel quadro di un regime di aiuti approvato dalla Commissione come aiuti regionali all'investimento(5). La sovvenzione non rimborsabile non è stata versata in attesa dell'attuazione degli investimenti e dell'autorizzazione della Commissione nel caso di specie.(28) Per quanto riguarda la misura 7, la Spagna ha indicato che la Sociedad de Garantía Recíproca de Asturias (in prosieguo "Asturgar") ha costituito una garanzia bancaria (avallo) dell'importo di 147000 EUR che sarà utilizzata per coprire il prestito concesso da Bancaja per gli investimenti.(29) Le misure da 8 a 10 coprono i costi di un forno, per un importo di circa 661000 EUR. In concreto la misura 8 consiste in un prestito dell'Instituto Nacional para la Diversificación y el Ahorro de Energía (in prosieguo "IDAE") di 661000 EUR, concesso a condizione che la Regione Asturie accordi una sovvenzione pari al 40 % del valore del forno (misura 9) e che venga prestata una garanzia bancaria per il 50 % dei costi (misura 10).(30) Misura 9: sovvenzione della Regione Asturie per un importo di 229000 EUR. La sovvenzione è stata richiesta, ma, in attesa che la Commissione si pronunci in merito al caso di specie, la Comunidad Autónoma di Asturias non ha preso ancora alcuna decisione.(31) Misura 10: garanzia bancaria costituita da Asturgar per il 50 % dei costi del forno.(32) Misura 11: sovvenzione della Regione Asturie per un importo di 670000 EUR (concessa). La sovvenzione è intesa a finanziare il piano di pensionamento di 22 dipendenti con età superiore ai 53 anni. La sovvenzione non è stata ancora corrisposta in attesa della decisione della Commissione nel presente caso.(33) Le misure da 12 a 19 sono il risultato di un accordo fra l'impresa e i creditori per riprogrammare ed eliminare in parte i debiti esistenti.(34) Misure 12 e 13: nell'aprile 2001 la scadenza del debito accumulato nei confronti delle autorità tributarie per un importo di 861000 EUR (compresi gli interessi moratori) è stata prorogata al 20 luglio 2005. La proroga era subordinata a una duplice condizione: in primo luogo, Asturgar avrebbe dovuto prestare una garanzia bancaria ai fini del pagamento di 485000 EUR (misura 12) e, in secondo luogo, l'impresa avrebbe dovuto ipotecare beni immobili per circa 433000 EUR (misura 13). La garanzia bancaria relativa alla misura 12 è stata costituita ed è stata accesa l'ipoteca di cui alla misura 13. Il debito prorogato ha un interesse del 6,5 % per l'anno 2001 e del 5,5 % per il 2002, secondo quanto disposto dalla legge sui bilanci generali dello Stato spagnolo n. 13/2000 del 28 dicembre.(35) Misure 14 e 15: nell'aprile 2001 il termine previsto per pagare il debito accumulato nei confronti della previdenza sociale per un importo di 947000 EUR (compresi gli interessi moratori) è stato prorogato a condizione che l'impresa pagasse 300000 EUR con risorse proprie. Inizialmente era stato prevista un'altra garanzia bancaria di Asturgar per l'importo in questione. Tuttavia, l'impresa ha trovato sufficienti risorse proprie per pagare la somma alla previdenza sociale (misura 14) e nel giugno 2001 il versamento del restante importo, ossia 647000 EUR (compresi gli interessi), è stato differito al 30 aprile 2006 (misura 15). A seguito dell'estensione del procedimento d'indagine formale, la Spagna ha comunicato che il 19 ottobre 2001 l'impresa aveva acceso un'ipoteca sui cespiti ("ipoteca mobiliare") a favore della previdenza sociale per un importo di 647000 EUR al fine di garantire il pagamento del debito differito. Quest'ultimo ha un interesse del 5,5 % secondo quanto stabilito nella legge sui bilanci generali dello Stato n. 13/2000 del 28 dicembre.(36) Misura 16: nel novembre 1998 il termine previsto per pagare il debito accumulato nei confronti del Fogasa per un importo di 229000 EUR (compresi gli interessi moratori) è stato prorogato fino al novembre 2006. Il debito differito ha un interesse del 5,5 %. Come garanzia, l'impresa ha acceso un'ipoteca sui cespiti per un importo di 502000 EUR.(37) Misura 17: i debiti con i fornitori sono stati riprogrammati fino a marzo-aprile 2006 tramite vari accordi. I debiti sono stati differiti senza interessi. [...](6).(38) Misura 18: ipoteca a favore di Cajastur sui beni immobili di Porcelanas Gijón, impresa in stato di fallimento. Tali immobili sono stati acquistati da Porcelanas Principado nel 1997 in occasione di un'asta pubblica. L'8 marzo 2001 Porcelanas Principado si è assunta l'onere di quest'ipoteca nei confronti di Cajastur per un importo di 1,612 milioni di EUR. La Spagna ha fornito le prove che Porcelanas Principado sta onorando puntualmente i pagamenti derivati da tale ipoteca.(39) Misura 19: è stata chiesta una nuova garanzia bancaria ad Asturgar per coprire gli altri debiti esistenti nei confronti di Porcelanas Gijón.D. Il mercato(40) Nel settore della fabbricazione del vasellame il commercio di prodotti fra la Spagna e gli altri Stati membri è florido. Secondo i dati forniti da Eurostat, fra gennaio e ottobre 1995 la Spagna ha esportato 8546 tonnellate di vasellame per un valore di 32,6 milioni di EUR e fra gennaio e settembre 1995 ha importato 7844 tonnellate per un valore di 43,3 milioni di EUR. La quota di mercato della Spagna nell'ambito del totale degli scambi comunitari di vasellame è del 3 %. Porcelanas Principado, sebbene non sia uno dei principali produttori di vasellame dell'UE, partecipa a questo mercato con esportazioni in Italia e Belgio.(41) Sebbene la ceramica ornamentale venga fabbricata in tutta l'Europa, esistono importanti concentrazioni regionali di fabbricanti di vasellame nella Baviera settentrionale (Germania), nello Staffordshire (Regno Unito) e nel Lemosin (Francia). Oltre ad un elevato numero di PMI, sono attive anche diverse grandi imprese. Fra queste ultime figurano Villeroy &  Boch (Germania/Lussemburgo), Hutschenreuther e Rosenthal (Germania), nonché Doulton e Wedgewood (Regno Unito) che rappresentano oltre un terzo della produzione totale nella Comunità. Per rispondere alle esigenze specifiche del comparto alberghiero e della ristorazione è stato sviluppato in particolare il settore del vasellame, caratterizzato da una ceramica resistente progettata proprio per questo scopo. Regno Unito, Germania e Italia sono i principali paesi produttori e consumatori. Una stretta relazione con il consumatore finale e la necessità di concorrere a livello di design hanno conferito caratteristiche particolari a questo settore ad alta intensità di manodopera, favorendo lo sviluppo di una gamma di prodotti estremamente ampia. Le vendite ai paesi terzi superano le importazioni europee in valore, ma le importazioni sono comunque superiori in tonnellaggio rispetto alle esportazioni a causa delle importazioni a bassissimo prezzo provenienti dalla Cina(7).(42) L'industria della porcellana è caratterizzata da sovraccapacità. La produzione e il consumo hanno registrato entrambi una continua espansione dal 1984 al 1991, ma sono diminuiti nel periodo 1992-1993. La ripresa, prevista per il 1994, non ha avuto luogo. La bilancia commerciale degli ultimi anni è positiva, ma la percentuale di importazioni è notevolmente aumentata in particolare per quanto riguarda il vasellame di porcellana ad uso domestico. La crescita delle esportazioni non è sufficiente per compensare la crescente concorrenza nel settore. Al contrario, la forte concorrenza e le sovraccapacità risultano rafforzate dall'ingresso sul mercato dei paesi appartenenti al sud-est asiatico e all'Europa orientale, in particolare la Repubblica ceca e l'Ungheria, che beneficiano tutti di trattamenti commerciali preferenziali con l'Unione europea(8).(43) Dal sito Internet di Cerame Unie(9) risulta che nel 2001 l'industria europea della ceramica ha registrato vendite complessive per quasi 25600 milioni di EUR (gli articoli da tavola e da arredamento sono saliti a 2700 milioni) e ha impiegato circa 240000 persone. Si calcola che l'industria europea rappresenta un terzo della produzione mondiale totale e ha potuto mantenere una bilancia commerciale positiva con i paesi terzi. Sebbene il mercato unico dell'UE abbia stimolato una maggiore concentrazione nel settore, le piccole e medie imprese tendono a predominare.III. MOTIVI PER L'AVVIO E L'ESTENSIONE DEL PROCEDIMENTO D'INDAGINE FORMALE(44) Nell'avvio del procedimento d'indagine formale la Commissione ha analizzato le misure finanziarie a favore di Porcelanas Principado ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE. Le misure provenivano da risorse statali e falsavano o minacciavano di falsare la concorrenza, incidendo sugli scambi con gli Stati membri e favorendo l'impresa in questione. Nella valutazione preliminare la Commissione ha ritenuto che Porcelanas Principado fosse un'impresa in difficoltà. La Commissione inoltre ha sollevato dubbi riguardo al fatto che lo Stato avesse agito come un investitore privato che mette a disposizione dell'impresa risorse finanziarie. Nella valutazione preliminare tali misure sono state considerate aiuti di Stato. Le misure sono state valutate provvisoriamente alla luce degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (in prosieguo "orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione")(10). Sulla base delle informazioni disponibili, la Commissione ha messo in discussione che l'aiuto potesse essere considerato compatibile con il mercato comune.(45) Le informazioni presentate in risposta all'avvio del procedimento d'indagine formale contenevano dettagli su nuove misure di cui la Commissione non era stata informata in precedenza. Il procedimento d'indagine è stato quindi esteso onde valutare tali nuove misure ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE.IV. OSSERVAZIONI DELLA SPAGNA(46) A seguito dell'avvio del procedimento d'indagine formale, la Spagna ha presentato un piano di ristrutturazione elaborato alla fine dell'anno 2000 nel quadro dell'acquisizione da parte di Porvasal e di altri investitori di una partecipazione dell'80 % di Porcelanas Principado. Le informazioni presentate dalla Spagna contenevano dettagli anche su numerose misure di cui la Commissione non era stata informata in precedenza.(47) Dopo l'estensione del procedimento d'indagine formale, la Spagna ha fornito informazioni dettagliate sulle misure oggetto della valutazione ampliata, nonché sul piano aggiornato di ripristino della redditività trasmesso dal beneficiario dell'aiuto nella sua risposta all'avvio del procedimento formale.(48) La Spagna ritiene che sia il prestito partecipativo della misura 1 sia l'apporto di capitale della misura 3 non costituiscano aiuti. La Spagna ha dichiarato inoltre che le garanzie delle misure 7, 10, 12 e 19 non devono essere considerate aiuti. Del pari, la Spagna ha ritenuto che le sovvenzioni delle misure 6 e 9 (queste ultime ancora non approvate dalle autorità regionali) fossero coperte da un regime di aiuti regionali autorizzato e dovessero essere considerate come aiuti esistenti. La Spagna ha spiegato altresì che le misure specifiche di aiuto dovevano essere considerate aiuti compatibili in conformità degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.(49) Infine la Spagna ha segnalato che i pagamenti di tutte le misure provenienti dal settore pubblico a favore dell'impresa erano stati sospesi dopo l'avvio del procedimento d'indagine formale.V. OSSERVAZIONI DEL BENEFICIARIO DELL'AIUTO(50) Il beneficiario dell'aiuto ha confermato le informazioni presentate dalla Spagna, ovvero che il prestito partecipativo della misura 1 fa parte di una serie di misure volte al ripristino della redditività di Porcelanas Principado. Il beneficiario dell'aiuto elenca le stesse misure della Spagna.(51) Nella risposta sia all'avvio che all'estensione del procedimento d'indagine formale, il beneficiario dell'aiuto nega il carattere di aiuto di Stato del prestito subordinato concesso da SRPPA (misura 1), dato che il prestito è simultaneo ad un aumento di capitale effettuato da un investitore privato (Porvasal) per il medesimo importo (misura 2). Il beneficiario dell'aiuto conferma altresì che il previsto aumento di capitale di 300000 EUR da parte di SRPPA (misura 3) è simultaneo ad un altro aumento di capitale per un importo equivalente, che sarebbe stato effettuato da Porvasal (misura 4). Per questo motivo, il beneficiario dell'aiuto ritiene che l'aumento previsto di capitale, se si concretizzasse, non costituirebbe un aiuto di Stato.(52) Per quanto riguarda le garanzie bancarie (misure 7, 10, 12 e 19), il beneficiario dell'aiuto afferma che Asturgar le ha concesse o le concederà a tassi di mercato normali e che esse non costituiscono aiuti.(53) Per quanto riguarda le sovvenzioni di cui alle misure 6 e 9, il beneficiario dell'aiuto sostiene che costituiscono aiuti esistenti poiché sono coperte da un regime di aiuti approvato dalla Commissione (regime regionale di aiuti agli investimenti)(11).(54) Il beneficiario dell'aiuto fa altresì presente che se la Commissione concludesse che una delle misure a suo favore costituisce aiuto di Stato, tale aiuto sarebbe comunque compatibile con il mercato comune dato che soddisfa le condizioni di cui agli orientamenti applicabili(12). In primo luogo, nel dicembre 2000 Porcelanas Principado si trovava in una situazione di difficoltà ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. In secondo luogo, al momento dell'autorizzazione delle misure pertinenti esisteva un piano di ristrutturazione. In terzo luogo, Porcelanas Principado è una PMI, motivo per cui, conformemente agli orientamenti, non è obbligatoria una riduzione della capacità. In ogni caso, il beneficiario sostiene che non è previsto alcun aumento di capacità, ma solo un miglioramento dell'efficienza. In quarto luogo, l'aiuto è limitato al minimo necessario: i) è stato utilizzato solo per pagare i creditori (sia pubblici che privati) e per effettuare gli investimenti; ii) è prevista una partecipazione sostanziale dell'investitore privato, che si è assunto il rischio di apportare risorse proprie ai fini dell'aumento di capitale; iii) Porcelanas Principado sta pagando regolarmente le spese e le commissioni relative alle garanzie bancarie e sta rimborsando i prestiti, compreso il prestito subordinato; iv) il piano di ristrutturazione rivisto mostra che l'impresa potrà mantenere una situazione contabile equilibrata e che non utilizzerà l'aiuto per mettere in moto una campagna dei prezzi aggressiva.(55) Il beneficiario dell'aiuto ha presentato una previsione finanziaria aggiornata dalla quale risulta che l'equilibrio sarebbe raggiunto nel 2004 (cfr. tabella 7). Il beneficiario dell'aiuto ammette che, per quanto le previsioni del piano di ristrutturazione originario potessero sembrare eccessivamente ottimiste, le previsioni riviste sono più esatte e si basano sulla profonda conoscenza di Porcelanas Principado acquisita da Porvasal dopo avere collaborato strettamente con l'impresa in questione per alcuni mesi. Il beneficiario ha fatto presente che le previsioni si stanno concretizzando realmente.(56) Il beneficiario dell'aiuto ha anche fornito un'analisi di mercato che mostrava le principali caratteristiche del settore della ceramica e della porcellana in Spagna. L'analisi distingue due sottosettori in funzione dell'utente finale (privati e alberghi e ristoranti) e conferma che almeno il 20 % delle vendite di ceramica e di porcellana per il settore alberghiero e della ristorazione in Spagna è costituito da prodotti di importazione. Il restante 80 % è suddiviso come segue.TABELLA 5>SPAZIO PER TABELLA>(57) Il beneficiario dell'aiuto afferma che la quota di Porcelanas Principado nel mercato spagnolo è diminuita fino al 9 % e conferma inoltre che l'impresa è in concorrenza con altri fabbricanti della Comunità (Costa Alegre e Vista Alegre, entrambi portoghesi).(58) Infine, Porcelanas Principado fa riferimento alle misure di ristrutturazione già menzionate nell'ambito del piano originario di ripristino della redditività e allega informazioni circostanziate e documenti sulle sue operazioni.VI. VALUTAZIONE DELL'AIUTOA. Aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato(59) È stato concesso o sarà concesso a Porcelanas Principado un aiuto finanziario proveniente da risorse pubbliche, favorendo detta impresa rispetto ai suoi concorrenti. In base a quanto indicato nell'avvio del procedimento, i prodotti commercializzati da Porcelanas Principado sono venduti fra gli Stati membri e i fabbricanti operano in regime di concorrenza. Porcelanas Principado ha confermato nel suo intervento che: a) almeno il 20 % delle vendite in Spagna di ceramica e di porcellana per il settore alberghiero e la ristorazione è costituito da prodotti di importazione; b) essa opera in concorrenza con altri fabbricanti della Comunità (Costa Alegre e Vista Alegre, entrambi portoghesi). Si ritiene pertanto che qualsiasi aiuto finanziario concesso dallo Stato a Porcelanas Principado incida sugli scambi tra Stati e provochi distorsioni della concorrenza.(60) Nell'avvio e nell'estensione del procedimento d'indagine formale, la Commissione ha concluso che Porcelanas Principado era un'impresa in difficoltà a norma degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. La Spagna non ha mai contestato questo punto.(61) Nell'avvio e nell'estensione del procedimento d'indagine formale, la Commissione ha ritenuto provvisoriamente che diverse misure dovevano essere considerate aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Tuttavia, la Spagna contesta il carattere di aiuti di Stato di varie misure. Esse saranno analizzate individualmente.(62) Misura 1: prestito con partecipazione agli utili ("prestito partecipativo") di 601000 EUR da SRPPA. SRPPA è un'impresa pubblica che promuove lo sviluppo regionale nella Regione Asturie. È controllata per il 53,12 % dal governo autonomo delle Asturie (Principado de Asturias)(13). Gli elementi presenti al fascicolo dimostrano che nel caso in esame le sue operazioni sono imputabili allo Stato. La Spagna non ha mai contestato questo punto.(63) In caso di insolvenza da parte di Porcelanas Principado, il prestito sarebbe rimborsato una volta soddisfatti tutti gli altri creditori, ma prima che gli azionisti ricevano alcun pagamento. Pertanto il prestito partecipativo può essere considerato un prestito subordinato.(64) Il prestito è stato concesso per un periodo di 7 anni, con una dilazione dei primi due anni. È previsto un rimborso anticipato del prestito in virtù di un "accordo di liquidità" stipulato fra Porcelanas Principado e SRPPA. Il prestito ha un tasso di interesse fisso del 5,143 % più un tasso variabile in funzione degli utili, compreso fra lo 0,75 % per utili a concorrenza di 300000 EUR, il 4,25 % per utili a concorrenza di 750000 EUR e il 9,5 % per utili superiori a 1,2 milioni di EUR. Tuttavia, non si attende alcun utile prima del 2004 (cfr. tabella 7 infra). Si può quindi ritenere che il tasso di interesse rimarrà al 5,143 % per almeno 4 anni. Questo tasso di interesse è inferiore al tasso di riferimento applicabile del 6,33 %(14) e rimarrà al di sotto dello stesso per almeno 4 anni. La Spagna ha confermato che il prestito non è garantito.(65) Secondo la Spagna, il prestito è stato concesso quando vi erano difficoltà, ma la crisi non era stata ancora resa ufficiale, dato che la pubblicazione dei risultati annuali per il 2000 ha avuto luogo solo alla fine del 2001. La Spagna sembra operare una distinzione fra la situazione di crisi e quella di difficoltà. A quanto pare ciò è dovuto alla versione in lingua spagnola degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione in cui è utilizzata l'espressione "empresa en crisis". Tuttavia, le varie versioni linguistiche degli orientamenti non distinguono in alcun modo il trattamento delle imprese che si trovano in situazione di grave difficoltà o delle imprese in crisi. Infatti, gli orientamenti del 1999 sono stati approvati dalla Commissione sulla base di testi elaborati nelle tre lingue di lavoro: francese, inglese e tedesco. Le espressioni utilizzate sono esattamente "entreprise en difficulté", "firm in difficulty" e "Unternehmen in Schwierigkeiten", tutte e tre con lo stesso significato. La Commissione ritiene che una versione linguistica non possa implicare una differenza di trattamento per le imprese che si trovano in un determinato Stato membro. La logica del sistema impone un approccio uniforme. Pertanto, Porcelanas Principado era un'impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti, a prescindere dal fatto che fosse stata dichiarata o meno una crisi nel periodo in questione.(66) Il fatto che l'impresa si trovasse in difficoltà al momento della concessione del prestito, secondo quanto afferma la Spagna, è già di per sé sufficiente affinché un creditore diligente segua un approccio particolarmente prudente. Non è stato così nel caso di specie, poiché il prestito, che doveva essere rimborsato dopo avere soddisfatto gli altri creditori, è stato concesso ad un tasso inferiore a quello di riferimento e senza garanzia. Il fatto che le difficoltà dell'impresa fossero conosciute o meno dal pubblico non è rilevante; è il creditore che deve osservare l'opportuna diligenza.(67) Il beneficiario dell'aiuto contesta il carattere di aiuto di Stato del prestito perché esso è simultaneo ad un aumento di capitale privato dello stesso importo (misura 2). A suo avviso, il fatto che entrambe le misure siano state approvate nello stesso momento e a condizioni equiparabili deve consentire alla Commissione di escludere la presenza di un aiuto. Inoltre, il beneficiario dell'aiuto fa presente che, in caso di fallimento, il prestito sarebbe restituito dopo il pagamento di tutti i creditori, ma prima di soddisfare gli azionisti, il che costituisce esattamente la natura della misura 2. Il beneficiario dell'aiuto sostiene, quindi, che il prestito è stato concesso in base a condizioni più favorevoli per SRPPA di quelle relative all'aumento di capitale di Porvasal (misura 2). Infine, il beneficiario dell'aiuto afferma che SRPPA ha tenuto conto dell'esistenza di un piano di ripristino della redditività e della partecipazione da parte di Porvasal.(68) Secondo quanto riportato dalla Commissione nella comunicazione "Applicazione degli articoli 92 e 93 (divenuti gli articoli 87 e 88) del trattato CE alla partecipazione delle autorità pubbliche nei capitali delle imprese"(15), non vi è aiuto di Stato quando, in occasione di un apporto di nuovo capitale in imprese, tale apporto si verifica in circostanze che sarebbero accettabili per un investitore privato operante nelle normali condizioni di un'economia di mercato. Questa situazione si verifica in linea di principio quando in caso di incremento della partecipazione dei pubblici poteri in un'impresa, l'apporto di capitale è proporzionale al numero di quote di capitale detenute dalle autorità pubbliche e ha luogo parallelamente a un conferimento di fondi da parte di un azionista privato. La quota detenuta dall'investitore privato deve avere una rilevanza economica effettiva. Tuttavia, per quanto riguarda talune acquisizioni, non è possibile accertarne a priori la natura di aiuto di Stato o meno. Esistono dei casi in cui si ha una presunzione di aiuto di Stato: ad esempio, quando l'intervento finanziario pubblico abbina l'acquisizione di una partecipazione ad altre modalità di intervento che devono essere notificate ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, o quando la partecipazione riguarda un'industria che versa in particolari difficoltà. Nel presente caso, la Commissione osserva che il prestito subordinato è concesso insieme ad altre misure considerate aiuti di Stati ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato (cfr. i paragrafi che seguono) e che Porcelanas Principado era in difficoltà al momento della concessione.(69) La Commissione riconosce la concomitanza del prestito subordinato con un aumento di capitale proveniente dall'azionista principale. In effetti, in caso di fallimento, l'aumento di capitale sarebbe rimborsato in un momento successivo al rimborso del prestito subordinato: tuttavia, tenendo conto dello scarso valore degli attivi dell'impresa, è dubbio che verrebbe in ogni caso rimborsato. La Commissione ritiene inoltre che la posizione di Porvasal e di SRPPA non siano equiparabili. Considerando che Porvasal è l'azionista principale e che è stata obbligata ad aumentare il capitale di Porcelanas Principado per evitare l'insolvenza, non era necessario che lo Stato intervenisse a garanzia degli investimenti. Si può dedurre che, in caso di insolvenza di Porcelanas Principado, Porvasal dovrebbe fare fronte a diverse richieste, il cui importo supererebbe per forza il capitale apportato nell'impresa. Pertanto, per Porvasal il conferimento di nuovo capitale in Porcelanas Principado rappresentava una soluzione economicamente più redditizia rispetto alla dichiarazione d'insolvenza dell'impresa. D'altro canto, SRPPA non era vincolata da tali considerazioni. Ne consegue che il comportamento di SRPPA non è equiparabile a quello di Porvasal.(70) Tenuto conto di quanto riportato in precedenza, la Commissione conclude che un investitore operante in normali condizioni di economia di mercato non avrebbe concesso a un'impresa in difficoltà un prestito subordinato ad un tasso inferiore a quello di riferimento, per il quale non è previsto alcun reddito compensativo almeno fino al 2004 e senza esigere valide garanzie. La Commissione ritiene che il comportamento di SRPPA non sia equiparabile a quello di un investitore operante in un'economia di mercato dato che il prestito subordinato è in parallelo ad altri aiuti (cfr. considerando infra). Pertanto, la Commissione ribadisce il suo parere secondo cui il prestito contiene elementi di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.(71) Misura 3: è un apporto di capitale previsto da parte di SRPPA subordinato alla decisione dell'investitore privato (Porvasal) di conferire il medesimo importo nell'impresa (misura 4). La Spagna ha anche confermato che qualsiasi partecipazione futura di SRPPA in Porcelanas Principado attribuirà alla prima diritti di partecipazione preferenziali. La Spagna spiega inoltre che le condizioni alle quali verrà effettuato l'aumento di capitale saranno stabilite in un contratto di riacquisto e che il prezzo sarà fissato al valore più alto fra quelli seguenti: valore contabile teorico o valore nominale aumentato da Euribor dell'1,5 %. La Commissione riconosce che tale conferimento di capitale non si è tuttora verificato, in attesa che la Commissione si pronunci sul caso. La Commissione osserva altresì che neppure Porvasal ha ancora proceduto all'aumento di capitale, sempre in attesa che la Commissione si pronunci in merito alla compatibilità del pacchetto globale di ristrutturazione.(72) La Spagna sostiene che la misura non costituisce aiuto di Stato in quanto il comportamento di SRPPA è equiparabile a quello di Porvasal. La Commissione ritiene tuttavia che il conferimento di capitale previsto non possa essere considerato isolatamente, bensì in relazione con il prestito subordinato della misura 1. Entrambe le misure di sostegno fanno parte della medesima operazione intesa a fornire a Porcelanas Principado un'adeguata disponibilità di capitale nel quadro della sua ristrutturazione. La Commissione ritiene quindi che gli stessi argomenti in base ai quali la misura 1 è considerata aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, si applichino anche a questo conferimento di capitale previsto da parte di SRPPA.(73) Misura 5: prestito da parte di Bancaja, un ente finanziario senza scopo di lucro composto da diverse casse di risparmio (80 %), banche e varie società di servizi(16). Le casse di risparmio sono istituti di credito creati come fondazioni private che destinano parte dei loro utili a fini sociali. Nel caso di Bancaja, i fini sociali sono l'inserimento dei giovani nel mercato, il sostegno al lavoro sociale volontario, l'organizzazione di conferenze, esposizioni e altre attività. Fra i membri del consiglio d'amministrazione delle casse di risparmio figurano in genere i rappresentanti delle autorità regionali. Per quanto riguarda Bancaja, l'assemblea generale è composta dalla Generalitat Valenciana (28 %), da autorità tributarie (28 %), da società municipali (28 %), da dipendenti (11 %) e dalla Real Sociedad Económica de Amigos del País Valenciano (5 %). Tuttavia, il fatto che enti pubblici possano avere un'influenza dominante in modo diretto o indiretto non implica automaticamente che lo Stato eserciti il controllo in questo caso particolare. Le casse di risparmio infatti devono operare necessariamente in base ai principi dell'economia di mercato e gli elementi presenti al fascicolo non forniscono una qualche indicazione che nel caso del prestito da parte di Bancaja i pubblici poteri esercitino alcuna influenza(17).(74) Il prestito in questione è stato concesso per sette anni ad un tasso del 5,75 % rivedibile ogni tre mesi sulla base di Euribor a 90 giorni + l'1,25(18). Deve essere restituito in rate mensili a partire dal mese del primo versamento. D'altro canto, si osserva che il prestito è stato accordato a condizione che venisse costituita una garanzia bancaria per il 50 % dell'importo (misura 7) e che fosse concessa una sovvenzione per coprire il 40 % degli investimenti (misura 6). È in queste misure che devono ricercarsi i vantaggi in favore dell'impresa.(75) Misure 6, 9 e 11: tre sovvenzioni non rimborsabili da parte della Comunidad Autónoma de Asturias. Da quanto si evince dall'estensione del procedimento d'indagine formale, le misure in questione sono considerate aiuti, fatto, questo, che non viene contestato dalla Spagna. Per quanto riguarda le misure 6 e 9 (quest'ultima non ancora approvata dalle autorità spagnole), la Spagna ritiene che siano coperte da un aiuto autorizzato; la classificazione come aiuto esistente sarà analizzata nella sezione che segue.(76) Misura 8: prestito di IDAE. Si tratta di un organismo pubblico che dipende dal ministero dell'Economia e delle Finanze, incaricato di promuovere l'uso efficiente dell'energia e l'uso delle energie rinnovabili in Spagna(19). Il prestito proviene, quindi, da risorse dello Stato e conferisce un vantaggio all'impresa. In considerazione delle sue difficoltà, essa non l'avrebbe ottenuto da parte di un operatore economico privato. La misura in questione è pertanto considerata aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.(77) Misure 7, 10, 12 e 19: garanzie bancarie di Asturgar. La Commissione osserva che la misura 19 non è stata ancora approvata e che la misura 10 è solo prevista.(78) Nell'estensione del procedimento d'indagine formale, la Commissione non poteva escludere, sulla base delle informazioni disponibili, che Asturgar, ente finanziario privato, fosse controllato dal settore pubblico, dato che la Comunidad Autónoma de Asturias risultava essere l'azionista di riferimento. Inoltre, la Commissione non era stata informata delle condizioni in base alle quali erano state concesse le garanzie bancarie. Pertanto, nella valutazione provvisoria, la Commissione ha considerato le garanzie bancarie come aiuti di Stato.(79) Il capitale di Asturgar è suddiviso come segue (dati del 2001):TABELLA 6>SPAZIO PER TABELLA>(80) La Spagna ammette che il Principado de Asturias detiene attualmente il 43,9 % del capitale di Asturgar. La presidenza di Asturgar spetta all'Instituto de Fomento Regional, legato alla Comunidad de Asturias. La Regione Asturie risulta essere l'azionista di riferimento. Tuttavia, dopo l'estensione del procedimento d'indagine formale, la Spagna ha presentato nuovi dati al riguardo. Lo statuto di Asturgar vieta ai soci istituzionali di monopolizzarne il controllo. La Spagna dichiara che il capitale non influisce sul processo decisionale di Asturgar. In base alle informazioni trasmesse, le decisioni sono adottate dal consiglio d'amministrazione in seno al quale ogni consigliere dispone di un solo voto, a prescindere dalla sua partecipazione al capitale di Asturgar. Dei 14 membri del consiglio d'amministrazione di Asturgar, solo 4 sono legati al governo regionale delle Asturie. Pertanto, il governo regionale ha solo una ridotta minoranza a livello di voto.(81) Tuttavia, in un accordo sull'occupazione (Patto interistituzionale per l'occupazione) dell'ufficio del lavoro regionale (Consejería de Trabajo y Promoción del Empleo) si dichiara che tutti gli strumenti della promozione regionale dipendono dalla Consejería de Industria, Comercio y Turismo, ovvero: Instituto de Fomento Regional, Servicio de Asesoramiento y Promoción empresarial, SRPPA, e Asturgar(20). Asturgar si presenta quindi come entità legata al governo regionale delle Asturie.(82) Per quanto riguarda le condizioni delle garanzie bancarie, a seguito dell'estensione del procedimento d'indagine formale la Spagna ha comunicato che Asturgar esigeva che Porcelanas Principado pagasse un premio pari all'1 % annuo più una commissione dello 0,50 % sui costi di transazione. Inoltre, per potere ottenere garanzie bancarie da Asturgar, le imprese dovevano acquisire una partecipazione nel capitale di Asturgar. La partecipazione in questione dipende dall'importo della garanzia bancaria che si otterrà. Pertanto Porcelanas Principado ha acquistato azioni per 10217 EUR per le due garanzie bancarie accordate (misure 7 e 12).(83) Tuttavia, la Commissione osserva che, in base alle informazioni di cui dispone, le garanzie bancarie di società di garanzia presentano un premio che varia fra lo 0,5 % e l'1,5 % per trimestre più una commissione dello 0,5 %(21). Ciò significherebbe che le garanzie bancarie di Asturgar a Porcelanas Principado si collocano al di sotto delle condizioni di mercato. La spiegazione potrebbe essere ricondotta ad una dichiarazione sul sito Internet dell'Instituto de Desarrollo Económico del Principado de Asturias (IDEPA), secondo cui i costi delle garanzie bancarie di Asturgar sono molto bassi grazie alle sovvenzioni delle autorità regionali(22). L'accordo per l'occupazione menzionato dichiara che, per appoggiare progetti tecnicamente redditizi, saranno assegnate risorse a Asturgar con l'obiettivo di rafforzarne la posizione di modo per permetterle di assumersi nuovi rischi(23).(84) Considerato quanto precede, la Commissione non può escludere che la gamma di sovvenzioni concesse ad Asturgar si ripercuota su Porcelanas Principado attraverso garanzie bancarie concesse a condizioni che un operatore operante in normali condizioni di economia di mercato non potrebbe permettersi senza sovvenzioni. Dette sovvenzioni della Comunidad Autónoma sono concesse ad Asturgar al fine di promuovere lo sviluppo regionale. Pertanto, la Commissione mantiene la sua opinione, espressa nell'estensione del procedimento d'indagine formale, secondo cui le garanzie bancarie contengono un elemento di aiuto. Questo elemento di aiuto può arrivare fino al 100 % dei prestiti coperti dalle garanzie bancarie dato che, conformemente alla comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie, "Qualora l'inadempimento del mutuatario appaia assai probabile al momento in cui viene concessa la garanzia, ad esempio poiché il medesimo versa in difficoltà finanziarie, il valore della garanzia potrà addirittura coincidere con l'importo da essa effettivamente assistito"(24).(85) Infine, la Commissione deve valutare se la riprogrammazione dei debiti con i poteri pubblici contiene elementi di aiuto.(86) Per quanto riguarda i debiti esistenti nei confronti delle autorità tributarie, la Commissione osserva che la proroga dei debiti nell'aprile 2001 per un importo di 861000 EUR (compresi gli interessi) era oggetto di una doppia condizione: in primo luogo, Asturgar avrebbe dovuto prestare una garanzia bancaria ai fini del pagamento di 485000 EUR (misura 12) e in secondo luogo l'impresa avrebbe dovuto ipotecare beni immobili per 433000 EUR (misura 13). Entrambe le condizioni sono state soddisfatte. Il debito prorogato ha un interesse del 6,5 % per l'anno 2001 e del 5,5 % per il 2002, secondo quanto disposto dalla legge sui bilanci generali dello Stato spagnolo n. 13/2000 del 28 dicembre. La Spagna ha fornito le prove che questi debiti sono in fase di rimborso.(87) Per quanto riguarda i debiti esistenti nei confronti della previdenza sociale per un importo di 854000 EUR, dopo il pagamento da parte dell'impresa di 300000 EUR, la scadenza per il restante importo di 647000 EUR (compresi gli interessi) è stata prorogata al 30 aprile 2006 (misura 15). Per garantire la restituzione dell'importo, l'impresa ha ipotecato cespiti. Il debito prorogato ha un interesse del 5,5 %, secondo quanto disposto dalla legge sui bilanci generali dello Stato spagnolo n. 13/2000 del 28 dicembre. La Spagna ha fornito le prove che questi debiti sono in fase di rimborso.(88) Infine, nel novembre 1998 il termine per il pagamento del debito esistente nei confronti del Fogasa (misura 16) per un importo di 279000 EUR è stato rinviato fino a novembre 2006. Come garanzia, l'impresa ha acceso un'ipoteca su cespiti per un importo di 502000 EUR. Il debito differito ha un interesse del 5,5 %, secondo quanto disposto dalla legge sui bilanci generali dello Stato spagnolo n. 13/2000 del 28 dicembre. La Spagna ha fornito le prove che questi debiti sono in fase di rimborso.(89) Tenuto conto di quanto indicato in precedenza, la Commissione ritiene che i creditori pubblici abbiano rispettato la dovuta diligenza nel riprogrammare il rimborso dei loro debiti. Non si è rinunciato ad alcun importo, gli importi non pagati sono stati garantiti in toto mediante ipoteche e garanzie bancarie e tutti i debiti dei creditori pubblici oggetto di proroga sono gravati dall'interesse legale(25). Per i creditori pubblici, la riprogrammazione dei debiti attualmente in fase di rimborso costituiva un metodo più efficace per recuperarli, anziché obbligare l'impresa ad un rimorso immediato, che ne avrebbe comportato probabilmente l'insolvenza. I creditori pubblici hanno tenuto conto, in particolare, della decisione di Porvasal di investire nell'impresa e di elaborare un solido piano di ristrutturazione.(90) Si osserva che i debiti con i fornitori (misura 17) sono stati riprogrammati fino a marzo-aprile 2006 attraverso vari accordi. Tali debiti sono stati prorogati senza interessi e non è stata accordata alcuna garanzia ai fini della proroga. [...].(91) Tenuto conto di quanto precede, la Commissione ritiene che le proroghe dei termini per il pagamento dei debiti del settore pubblico non contengano alcun elemento di aiuto.(92) La Commissione conclude pertanto che le misure 1, 3, 6, 8, 9 e 11 costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Dette misure rappresentano nel complesso 2,2 milioni di EUR. Considera inoltre che è presente un elemento di aiuto di Stato nelle garanzie bancarie di cui alle misure 7, 10, 12 e 19.B. Aiuti esistenti(93) Una parte degli aiuti in favore di Porcelanas Principado, secondo quanto è stato affermato, è stata concessa in conformità di regimi di aiuti autorizzati. Dato che la Commissione nutriva dubbi fondati in merito alla conformità di dette misure con le condizioni del sistema in base al quale erano state concesse, ha pubblicato una richiesta di informazioni ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999(26) con l'intento di poter disporre di tutta la documentazione, delle informazioni e dei dati necessari ai fini della valutazione.(94) Le misure che costituirebbero aiuti esistenti sono le misure 6 e 9: due sovvenzioni non rimborsabili rispettivamente di 101000 EUR e 229000 EUR. Si ricorda che la misura 6 non è stata ancora pagata in attesa dell'approvazione della Commissione. Le autorità spagnole non si sono ancora pronunciate in merito alla misura 9 per lo stesso motivo. La Spagna segnala che queste sovvenzioni per gli investimenti sono state concesse nel quadro di un regime di aiuti approvato dalla Commissione come aiuti agli investimenti(27).(95) Nell'estensione del procedimento d'indagine formale, la Commissione ha osservato che non era possibile qualificare le misure come aiuti esistenti, tenuto conto delle osservazioni ricevute dalla Spagna. Sia la Spagna sia il beneficiario dell'aiuto hanno segnalato che Porcelanas Principado è un'impresa in difficoltà, in conformità degli orientamenti, almeno dal mese di dicembre 2000. Dai dati forniti nel corso del procedimento d'indagine formale emerge che Porcelanas Principado non sarebbe stata in grado, né attraverso risorse proprie, né attraverso i finanziamenti che potrebbe ottenere dal proprietario, dagli azionisti o dai creditori, di limitare le perdite che, senza l'intervento esterno dei poteri pubblici, quasi sicuramente l'avrebbero condannata a cessare la propria attività a breve o medio termine.(96) La decisione della Commissione del 3 maggio 2000 nel caso N 75/2000 ha autorizzato un regime regionale di aiuti agli investimenti per investimenti nelle Asturie, zona assistita. Il sistema prevede condizioni per l'accesso agli aiuti pubblici. Le imprese in difficoltà(28) sono escluse dal regime.(97) La Spagna dichiara che al momento di autorizzare la misura 6 le autorità regionali hanno basato la loro decisione di concedere l'aiuto sui conti consolidati per l'anno 1999, che non mostravano perdite tanto elevate come i conti del 2000. La Spagna dichiara altresì che l'aiuto è stato concesso sulla base del piano originale di ripristino della redditività, a condizione della realizzazione di obiettivi in conformità del piano. Tuttavia, la Commissione osserva che già nel 1999 Porcelanas Principado registrava perdite. Inoltre, poiché l'aiuto era stato concesso sulla base di un piano di ristrutturazione, le autorità regionali spagnole non avrebbero potuto sostenere che si trattava di un aiuto agli investimenti regionali, dato che era chiaramente destinato ad un investimento nel contesto di una ristrutturazione. L'esistenza di un piano di ristrutturazione non interferisce con la qualificazione di Porcelanas Principado come impresa in difficoltà, esclusa dall'aiuto in base al sistema applicabile.(98) Pertanto, quando è stato concesso l'aiuto, Porcelanas Principado era un'impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti sulla ristrutturazione, secondo quanto hanno ammesso sia la Spagna che il beneficiario dell'aiuto. Quindi, qualsiasi aiuto agli investimenti concesso a questa impresa non soddisfa una delle condizioni stabilite nel sistema. La misura 6 è considerata quindi aiuto nuovo.(99) Per quanto riguarda la misura 9, la Commissione osserva che le stesse ragioni inducono a considerarla aiuto nuovo. Si tratta di un aiuto a favore di un'impresa in difficoltà per coprire investimenti previsti in un piano di ristrutturazione e necessario per ripristinare la redditività dell'impresa. Di conseguenza, non soddisfa neppure i requisiti degli aiuti agli investimenti regionali e quindi deve essere considerata come aiuto nuovo.C. Compatibilità con il mercato comune(100) L'articolo 87, paragrafo 1, del trattato stabilisce che, a meno che non sia disposto diversamente, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.(101) Tuttavia, i paragrafi 2 e 3 dell'articolo 87 del trattato prevedono talune deroghe alla regola generale dell'incompatibilità di cui al paragrafo 1.(102) L'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), autorizza gli aiuti di Stato destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Per valutare le misure finanziarie applicate a imprese in difficoltà, la Commissione ha pubblicato gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(29); le misure esaminate devono essere valutate alla luce di detti orientamenti.(103) Il punto 3.2.2 degli orientamenti in materia di ristrutturazione fissa le condizioni per l'autorizzazione degli aiuti di ristrutturazione.(104) In primo luogo, l'impresa deve poter essere considerata in difficoltà in conformità degli stessi orientamenti. Secondo quanto è stato affermato ai punti precedenti e come ammettono sia la Spagna che il beneficiario degli aiuti, Porcelanas Principado è un'impresa in difficoltà, ai sensi degli orientamenti, almeno da dicembre 2000.(105) In secondo luogo, la concessione dell'aiuto è subordinata alla realizzazione di un piano di ristrutturazione che, per tutti gli aiuti individuali, dovrà essere approvato dalla Commissione. Il piano di ristrutturazione, la cui durata deve essere la più limitata possibile, deve permettere di ripristinare l'efficienza economico-finanziaria a lungo termine dell'impresa entro un lasso di tempo ragionevole e sulla base di ipotesi realistiche circa le condizioni operative future. Gli aiuti alla ristrutturazione devono perciò essere collegati ad un programma di ristrutturazione realizzabile, che impegna lo Stato membro.(106) Secondo quanto indicato in precedenza, la Spagna ha presentato un piano di ristrutturazione fissato per la fine del 2000 e aggiornato successivamente, dopo che Porvasal aveva avuto modo di ottenere un'immagine più chiara dell'impresa. La Commissione riconosce che le modifiche riguardano semplicemente le previsioni finanziarie. I tempi e i costi della ristrutturazione proseguono senza cambiamenti rispetto al primo progetto del piano. Il piano di ripristino della redditività riguarda la seguente previsione finanziaria:TABELLA 7((Si fa notare che detta previsione non è completa e mira solo a fornire una descrizione generale dei capitoli principali.))>SPAZIO PER TABELLA>(107) Si osserva che la relazione delle attività per l'anno 2001 parla di un fatturato di 966,084 milioni di ESP (5806 milioni di EUR) e di un risultato operativo di 9,264 milioni di ESP (56677 EUR), che supera leggermente le previsioni iniziali. Tuttavia, la Spagna dichiara i risultati dell'anno 2002 hanno disatteso le previsioni. Secondo la Spagna, il motivo è che, dopo l'avvio del procedimento d'indagine formale, le autorità spagnole hanno sospeso il pagamento di qualsiasi aiuto finanziario in attesa che la Commissione si pronunciasse in merito alla loro compatibilità. La mancanza di finanziamenti ha avuto un impatto negativo sull'applicazione della ristrutturazione, che l'impresa sta finanziando adesso con risorse proprie, e sulla situazione finanziaria dell'impresa.(108) Si osserva inoltre che la Spagna ha affermato che Porcelanas Principado non si sta assumendo alcun altro debito e sta pagando attualmente le imposte, i contributi di previdenza sociale, i fornitori e il personale con regolarità. La Spagna ha inoltre fornito le prove che l'impresa sta facendo fronte ai pagamenti parziali di tutti i debiti prorogati.(109) Tenuto conto di quanto precede, la Commissione ritiene che, grazie all'esperienza e all'appoggio di Porvasal e alla concessione dell'aiuto, Porcelanas Principado potrà ripristinare la propria redditività a lungo termine.(110) In terzo luogo, devono essere adottate misure che mitighino quanto più possibile le conseguenze negative che l'aiuto può arrecare ai concorrenti. Se così non fosse, l'aiuto dovrebbe essere considerato "contrario al comune interesse" e quindi incompatibile con il mercato comune. Più frequentemente accade che questa condizione diventi un limite per la posizione che l'impresa potrà assumere nel suo mercato o nei suoi mercati una volta trascorso il periodo di ristrutturazione. Ne consegue che detta condizione non deve essere considerata come normalmente applicabile alle piccole e medie imprese, salvo nel caso in cui le norme in materia di aiuti di Stato in un determinato settore dispongano diversamente.(111) Inoltre, la Commissione ricorda che Porcelanas Principado si trova in una zona ex articolo 87, paragrafo 3, lettera a). La coesione economica e sociale è un obiettivo prioritario della Comunità in conformità dell'articolo 158 del trattato e ai sensi dell'articolo 159 altre politiche comunitarie devono contribuire alla realizzazione di tale obiettivo. Pertanto la Commissione deve tenere conto delle esigenze dello sviluppo regionale nel momento in cui valuta gli aiuti per la ristrutturazione nelle zone assistite. Per questo motivo, le condizioni di autorizzazione degli aiuti possono essere meno restrittive in termini di applicazione di misure compensative.(112) Gli aiuti alle PMI tendono a incidere sugli scambi tra Stati in misura minore rispetto a quelli concessi alle grandi imprese. Tali considerazioni sono applicabili anche agli aiuti per la ristrutturazione, di modo che la necessità delle contropartite previste ai punti da 29 a 47 è inferiore. La concessione di aiuti alle PMI non sarà vincolata in generale a contropartite, salvo nel caso in cui sia disposto altrimenti nelle norme settoriali in materia di aiuti di Stato. La Commissione osserva che il settore della ceramica e della porcellana non costituisce uno di questi settori speciali.(113) Porcelanas Principado soddisfa i requisiti indicati nella raccomandazione sulla definizione di piccole e medie imprese(30). La Commissione fa notare che alla fine del 2000 Porvasal e gli altri investitori hanno acquisito una partecipazione dell'80 % di Porcelanas Principado e che entrambe le imprese, considerate nel loro insieme, superano i limiti fissati nella raccomandazione summenzionata anche se solo a motivo del numero di dipendenti (375 in totale contro i 250 previsti nella raccomandazione). Tuttavia, la qualifica di PMI si perde solo se detta circostanza si ripete durante due esercizi consecutivi. Il punto di riferimento è il momento della concessione dell'aiuto in base al piano di ristrutturazione. Questo ha avuto luogo nel 2001, sebbene parte delle misure non siano state ancora pagate. Alla fine del 2000 Porcelanas Principado ha perso la qualifica di PMI a causa dell'acquisto dell'80 % da parte di Porvasal. Tuttavia, nel 1999 Porcelanas Principado è considerata una PMI. Pertanto al momento della concessione degli aiuti non aveva perso la qualifica di PMI. La Commissione quindi ritiene opportuno applicare condizioni meno severe a Porcelanas Principado per quanto riguarda le riduzioni di capacità. La Commissione osserva inoltre che le vendite congiunte di Porcelanas Principado e di Porvasal - 13,03 milioni di EUR - rappresentano una percentuale trascurabile delle vendite europee del settore del vasellame e della ceramica ornamentale (2700 milioni di EUR secondo Cerame-Unie). Infine, entrambe le imprese sono ubicate in un'area ammissibile agli aiuti regionali ex articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato.(114) D'altro canto, sia la Spagna che il beneficiario dell'aiuto dichiarano che non sarà aumentata la capacità durante il periodo di ristrutturazione. La Spagna ha spiegato che la capacità dell'impresa è determinata dal forno di vetrificazione che ha un limite. Attualmente il forno in questione è utilizzato al 100 % della sua capacità. Non è previsto alcun investimento per acquistarne un secondo.(115) Tenuto conto della ridotta presenza del beneficiario sul mercato, della sua ubicazione in una zona assistita e del suo impegno a non aumentare la capacità di produzione nel periodo della ristrutturazione, la Commissione ritiene che l'effetto di distorsione della concorrenza esercitato dall'aiuto di 2,2 milioni di EUR sia limitato.(116) In quarto luogo, l'importo e l'intensità dell'aiuto dovrebbero limitarsi allo stretto necessario per rendere possibile la ristrutturazione in funzione delle attuali disponibilità finanziarie dell'impresa, dei suoi azionisti o del gruppo commerciale di cui fa parte. Si attende che i beneficiari dell'aiuto contribuiscano in misura sostanziale al piano di ristrutturazione con risorse proprie.(117) In quel caso si deve dimostrare alla Commissione che l'aiuto sarà utilizzato solo al fine di ripristinare la redditività dell'impresa e che non si consentirà al beneficiario di aumentare la capacità di produzione durante il periodo di applicazione del piano di ristrutturazione.(118) Nella fattispecie, l'aiuto è limitato ad un importo di circa 2,2 milioni di EUR e ad un elemento supplementare di aiuto incluso nelle garanzie bancarie. Se dette garanzie bancarie fossero considerate aiuti al 100 %, gli aiuti di Stato arriverebbero a 3,277 milioni di EUR, il che rappresenta una copertura più o meno del 41 % dei costi totali della ristrutturazione. Il restante 59 % di tali costi sarà a carico dal beneficiario. La Commissione ritiene che l'aiuto si limiti allo stretto necessario e che il beneficiario contribuisca in misura sostanziale alla ristrutturazione.(119) Infine, il piano di ristrutturazione va applicato nella sua totalità. La Commissione rammenta alla Spagna che l'obbligo di inviare una relazione annuale sull'applicazione del piano di ristrutturazione è una delle condizioni stabilite negli orientamenti applicabili al caso di specie.VII. CONCLUSIONI(120) La Commissione conclude che la Spagna ha concesso illegalmente l'aiuto in questione, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato. La Commissione prende atto della decisione della Spagna di sospendere tutti i pagamenti e le decisioni pendenti in merito alle misure a seguito dell'avvio del procedimento d'indagine formale. Sulla base delle informazioni disponibili, la Commissione conclude che l'aiuto può essere ritenuto compatibile con il mercato comune,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1L'aiuto di Stato che la Spagna ha concesso in favore di Porcelanas Principado SL è compatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.Articolo 2Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 2 aprile 2003.Per la CommissioneMario MontiMembro della Commissione(1) GU C 336 del 30.11.2001, pag. 2 e GU C 239 del 4.10.2002, pag. 4.(2) GU C 336 del 30.11.2001, pag. 2.(3) GU C 239 del 4.10.2002, pag. 4.(4) Euribor a 12 mesi (15 gennaio 2001) + 0,5 %.(5) Caso 75/2000. Decisione del 3 maggio 2000 (GU C 293 del 14.10.2000).(6) Informazione riservata.(7) Dati ricavati dal sito Internet di Cerame-Unie (http://www.cerameunie.org).(8) Panorama dell'industria dell'UE 1997, 9-20; NACE (revisione 1). Cfr. anche decisione della Commissione nel caso C 35/97, Triptis Porzellan GmbH (GU C 52 del 27.2.1999).(9) http://www.cerameunie.org/industry.htm(10) GU C 288 del 9.10.1999, pag. 2.(11) Cfr. nota 5.(12) Cfr. nota 9.(13) Le altre azioni sono suddivise fra enti pubblici e privati.(14) Cfr. http://europa.eu.int/comm/competition/state_aid/others/reference_rates.html(15) Bollettino CE 9-1984.(16) "Bancaja es una entidad financiera sin ánimo de lucro, que conjuga el espíritu social de las entidades de ahorro con los criterios de gestión propios de la banca comercial." (Bancaja è un ente finanziario senza scopo di lucro, che coniuga lo spirito sociale degli enti di risparmio con i criteri di gestione tipici della banca commerciale); http://bancaja.es/grupo/queesentidad.asp?menu=15(17) Sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 16 maggio 2002 nella causa C-482/99, Francia/Commissione, Racc. 2002, pag. I-4397, punto 55.(18) Il tasso di riferimento per l'anno 2001 era del 6,33 %. Questo dato si basa tuttavia su un tasso di sconto bancario interswap a cinque anni, quindi si tratta di un tasso fisso.(19) "El Instituto para la Diversificación y Ahorro de la Energía, IDAE, es una entidad pública empresarial, adscrita al Ministerio de Economía, a través de la Secretaría de Estado de Energía, Desarrollo Industrial y de la Pequeña y Mediana Empresa." (L'Instituto para la Diversificación y Ahorro de la Energía, IDAE, è un ente pubblico economico, nell'ambito del ministero dell'Economia, per il tramite de segretariato di Stato all'Energia, allo Sviluppo industriale e alle Piccole e medie imprese); http://www.idae.es/home/home.asp(20) "Desde el punto de vista operativo, se integrarán funcionalmente bajo una dirección única (la del Director General del Instituto de Fomento Regional) los instrumentos de promoción empresarial dependientes de la Consejería de Industria, Comercio y Turismo: Instituto de Fomento Regional, Servicio de Asesoramiento y Promoción Empresarial, Sociedad Regional de Promoción del Principado de Asturias, SA, Asturgar, SGR" (Dal punto di vista operativo, saranno integrati funzionalmente sotto un'unica direzione (quella del direttore generale dell'Instituto de Fomento Regional) gli strumenti di promozione imprenditoriale che dipendono dalla Consejería de Industria, Comercio y Turismo: Instituto de Fomento Regional, Servicio de Asesoramiento y Promoción Empresarial, Sociedad Regional de Promoción del Principado de Asturias, SA, Asturgar, SGR); http://www.idepa.es/ifr/documentos.asp?doc=111.(21) Cfr. decisione della Commissione nel caso C 95/2001 (GU C 33 del 6.2.2002, pag. 9), in particolare il considerando 21.(22) "Su coste en función del importe y tipo de aval (financiero, técnico, etc.) es muy reducido merced a las subvenciones de la Comunidad Autónoma; en muchos casos es prácticamente inexistente." )Il costo in funzione del tipo di garanzia bancaria (finanziaria, tecnica ecc.) è molto ridotto a motivo delle sovvenzioni della Comunidad Autónoma; in molti casi è praticamente inesistente); http://www.idepa.es/ifr/documentos.asp?doc=111(23) "Para apoyar aquellos proyectos considerados viables técnica y económicamente, se reforzará el papel de Asturgar como Sociedad de Garantía Recíproca, ampliando sus recursos de forma que pueda asumir nuevos riesgos empresariales." (Per sostenere i progetti considerati redditizi dal punto di vista tecnico ed economico sarà rafforzato il ruolo di Asturgar come società di mutua garanzia, ampliandone le risorse affinché possa assumersi rischi imprenditoriali); http://tematico2.princast.es/trempfor/trabajo/inferior/pacto/promo.htm(24) GU C 71 dell'11.3.2000, pag. 14, punto 3.2(25) Sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 29 aprile 1999 nella causa C-342/96, Spagna/Commissione, Racc. 1999, pag. I-2459, punto 58.(26) GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.(27) Cfr. nota 5.(28) "Companies in difficulty" nella versione inglese.(29) Cfr. nota 9.(30) Raccomandazione 96/280/CE della Commissione, del 3 aprile 1996, relativa alla definizione delle piccole e medie imprese (GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4).