CELEX: C2006/048/79
Language: it
Date: 2006-02-25 00:00:00
Title: Causa T-448/05: Ricorso presentato il  16 dicembre 2005  — Oxley Threads/Commissione

25.2.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 48/42
            
         Ricorso presentato il 16 dicembre 2005 — Oxley Threads/Commissione
   (Causa T-448/05)
   (2006/C 48/79)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: Oxley Threads Ltd (Ashton-Under-Lyne, Regno Unito) [Rappresentanti: G. Peretz, Barrister, M. Rees, K. Vernon, Solicitors]
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare l'art. 2, lett. b), della decisione della Commissione 14 settembre 2005, relativa ad una procedura di applicazione dell'art. 81 CE e dell'art. 53 dell'Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) nel caso n. 38.337 — PO/Thread, nella parte in cui infligge alla ricorrente un'ammenda pari a 1 271 000 di euro o, in subordine, ridurre tale ammenda;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Nella decisione impugnata, la Commissione ha dichiarato che la ricorrente, insieme ad altre imprese, aveva violato l'art. 81 CE nonché l'art. 53 dell'accordo SEE, partecipando ad accordi e a pratiche concordate relativamente ai mercati del filo per automobili in seno allo SEE. Pertanto, essa ha inflitto alla ricorrente un'ammenda di EUR 1 271 000.
   A sostegno del suo ricorso contro la decisione impugnata, la ricorrente fa valere, innanzi tutto, che la Commissione, fissando l'importo iniziale dell'ammenda senza tenere conto del fatto che, contrariamente agli altri partecipanti, la ricorrente è una piccola-media impresa di dimensioni molto più modeste rispetto agli altri partecipanti, a prescindere dall'indicatore utilizzato, ha violato i principi di parità di trattamento e di proporzionalità, nonché i propri stessi orientamenti. La ricorrente afferma che la Commissione ha fissato lo stesso importo iniziale per essa e per altri due partecipanti 71 volte più importanti in termini di fatturato globale. Nello stesso contesto, la ricorrente ritiene che la Commissione non abbia tenuto conto né degli effetti manifestamente sproporzionati che l'ammenda potrebbe produrre sull'impresa, né del fatto che, all'epoca delle infrazioni, questa si stava appena affermando come operatore significativo sul mercato della fornitura di filo utilizzato nel settore automobilistico a clienti situati nello SEE, al di fuori del Regno Unito. Infine, la ricorrente afferma che, sulla base delle stesse dichiarazioni e prove fornite dalla Commissione, la propria partecipazione al cartello aveva un'importanza e un impatto sulla concorrenza minori rispetto a quelli di altre imprese interessate, in particolare per quanto riguarda le due imprese a cui è stata inflitta un'ammenda dall'importo iniziale identico a quello della ricorrente.
   La ricorrente sostiene inoltre che la Commissione, in sede di determinazione dell'importo iniziale dell'ammenda, è venuta meno all'obbligo di motivazione ad essa incombente. Quest'ultima avrebbe anche violato i propri orientamenti e commesso un errore manifesto di valutazione non tenendo in debito conto il grado di cooperazione della ricorrente. Infine, la Commissione, ritenendo che il cartello in questione costituisse un'infrazione «molto grave», avrebbe violato i suddetti orientamenti e il principio di parità di trattamento, nonché avrebbe commesso un errore manifesto di valutazione.