CELEX: C2006/048/70
Language: it
Date: 2006-02-25 00:00:00
Title: Causa T-413/05: Ricorso presentato il  18 novembre 2005  — Sanches Ferriz/Commissione

25.2.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 48/36
            
         Ricorso presentato il 18 novembre 2005 — Sanches Ferriz/Commissione
   (Causa T-413/05)
   (2006/C 48/70)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Sanches Ferriz Carlos (Bruxelles, Belgio) [Rappresentante: avv. F. Fabretti]
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               annullare il rapporto di evoluzione di carriera (REC/CDR) del ricorrente per il periodo 1o luglio 2001-31 dicembre 2002;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione delle Comunità europee alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce in primo luogo la violazione dell'art. 26 dello Statuto, per il motivo che il suo rapporto informativo non si troverebbe materialmente nel suo fascicolo individuale, ma sarebbe archiviato in formato elettronico e che non vi sarebbe alcuna traccia della prima versione di tale rapporto né nel fascicolo cartaceo né nel fascicolo informatizzato.
   Il ricorrente deduce altresì la violazione dell'art. 43 dello Statuto, delle disposizioni generali di esecuzione di quest'ultimo come pure degli Orientamenti di valutazione e degli Orientamenti specifici per l'esercizio 2001-2002, in ragione del fatto che a coloro che debbono effettuare la valutazione è fatto obbligo dalla Commissione di rispettare una media «bersaglio» di valutazione.
   Il ricorrente sostiene infine che il sistema dei punti di merito, istituito dalla Commissione, rende possibile una valutazione equivalente di più funzionari che non hanno lo stesso rendimento il che, secondo il ricorrente, viola la parità di trattamento.
   Infine, il ricorrente deduce violazione del divieto di procedimento arbitrario e dell'obbligo di motivazione, abuso di potere, violazione del legittimo affidamento, della regola «patere legem quam ipse fecisti» e del dovere di sollecitudine.