CELEX: 52021IP0383
Language: it
Date: 2021-09-16 00:00:00
Title: Raccomandazione del Parlamento europeo del 16 settembre 2021 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la direzione delle relazioni politiche UE-Russia (2021/2042(INI))

11.3.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 117/170
            
         
      P9_TA(2021)0383
      Orientamento delle relazioni politiche UE-Russia
      Raccomandazione del Parlamento europeo del 16 settembre 2021 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la direzione delle relazioni politiche UE-Russia (2021/2042(INI))
      (2022/C 117/18)
      
         Il Parlamento europeo,
      
      
                  —
               
               
                  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia, in particolare quelle del 18 settembre 2014 sulla situazione in Ucraina e sullo stato delle relazioni UE-Russia (1), dell'11 giugno 2015 sulla situazione militare strategica nel Bacino del Mar Nero a seguito dell'annessione illegale della Crimea da parte della Russia (2), del 16 marzo 2017 sui detenuti politici ucraini in Russia e la situazione in Crimea (3), del 14 giugno 2018 sui territori georgiani occupati a 10 anni dall'invasione russa (4), del 23 novembre 2016 sulla comunicazione strategica dell'UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi (5), del 12 marzo 2019 sullo stato delle relazioni politiche tra l'Unione europea e la Russia (6), del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa (7), del 19 dicembre 2019 sulla legge russa sugli «agenti stranieri» (8), del 17 settembre 2020 sulla situazione in Russia: l'avvelenamento di Alexei Navalny (9), del 21 gennaio 2021 sull'arresto di Aleksej Naval'nyj (10), del 29 aprile 2021 sulla Russia, il caso di Alexei Navalny, il dispiegamento militare ai confini con l'Ucraina e gli attacchi russi nella Repubblica ceca (11), del 10 giugno 2021 sull'inclusione di ONG tedesche nell'elenco delle «organizzazioni non gradite» da parte della Russia e la detenzione di Andrei Pivovarov (12),
               
            
                  —
               
               
                  visti la Carta delle Nazioni Unite, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, la Dichiarazione universale dei diritti umani, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e la Convenzione del Consiglio d'Europa per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,
               
            
                  —
               
               
                  vista l'appartenenza della Federazione russa al Consiglio d'Europa e all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), nonché i relativi impegni e obblighi,
               
            
                  —
               
               
                  viste le misure restrittive approvate dall'UE e in vigore dal 2014 in risposta alla crisi in Ucraina,
               
            
                  —
               
               
                  visto il pacchetto di misure per l'attuazione degli accordi di Minsk, adottato e firmato a Minsk il 12 febbraio 2015 e approvato nel suo complesso dalla risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 17 febbraio 2015,
               
            
                  —
               
               
                  visti i risultati del Consiglio «Affari esteri» dell'UE del 14 marzo 2016, in particolare l'accordo sui cinque principi guida della politica dell'UE nei confronti della Russia, e le conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 maggio 2021 sulla Russia e del 24 giugno 2021 sulle relazioni esterne,
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 16 giugno 2021, dal titolo «Le relazioni UE-Russia: contrastare, arginare e dialogare» (JOIN(2021)0020),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 giugno 2020, dal titolo «Contrastare la disinformazione sulla COVID-19 — Guardare ai fatti» (JOIN(2020)0008),
               
            
                  —
               
               
                  vista la dichiarazione congiunta della piattaforma internazionale per la Crimea del 23 agosto 2021,
               
            
                  —
               
               
                  visto l'articolo 118 del suo regolamento,
               
            
                  —
               
               
                  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0259/2021),
               
            
                  A.
               
               
                  considerando che la Russia è parte integrante dell'Europa e il più grande vicino dell'Unione europea e che esistono forti interdipendenze storiche, nonché legami culturali e umani tra la Russia e gli Stati membri dell'UE; che gli sviluppi in Russia, in termini delle sue politiche e della natura delle sue autorità, interessano direttamente l'UE e i paesi limitrofi dell'Unione; che nonostante le barriere erette nel 2014, l'UE è tuttora il maggiore partner commerciale della Russia e la Russia è il quinto partner commerciale dell'UE; che l'UE è il maggiore investitore in Russia;
               
            
                  B.
               
               
                  considerando che il Parlamento europeo opera una distinzione fra il popolo russo e il regime del Presidente Putin, che costituisce una cleptocrazia autoritaria stagnante guidata da un presidente a vita contornato da oligarchi; che le azioni fondamentali proposte nella presente raccomandazione sono indirizzate pertanto al regime del Presidente Putin e alle sue azioni criminali e politiche antidemocratiche, sottolineando nel contempo l'urgente esigenza di rivolgersi al popolo russo e di mostrargli che l'UE è pronta a dare una risposta alle sue preoccupazioni;
               
            
                  C.
               
               
                  considerando che il principale interesse dell'UE risiede nel mantenimento della libertà, stabilità e pace nel continente europeo e al di là di esso, minacciate dalle politiche aggressive delle autorità russe, che rappresentano una delle sfide più difficili nell'agenda di politica estera e strategica dell'UE;
               
            
                  D.
               
               
                  considerando che la Russia può avere un futuro democratico; che, come tutti i popoli, i cittadini russi aspirano ai valori universali di libertà e democrazia; che l'UE dovrebbe presentare al popolo russo proposte concrete per una cooperazione reciprocamente vantaggiosa;
               
            
                  E.
               
               
                  considerando che la strategia dell'UE nei confronti della Russia deve combinare due obiettivi principali: il primo è bloccare l'aggressività esterna e la repressione interna del Cremlino, mentre il secondo è coinvolgere il popolo russo e sostenerlo nella costruzione di un futuro alternativo, che recherebbe un vantaggio a tutti i popoli del continente europeo, incluso quello russo;
               
            
                  F.
               
               
                  considerando che le relazioni dell'UE con la Federazione russa si fondano sui principi del diritto internazionale, i principi fondanti dell'OSCE, sulla democrazia, la risoluzione pacifica dei conflitti e su relazioni di buon vicinato; che l'attuale governo russo ha mostrato spregio di tali principi sebbene si fosse impegnato a rispettarli; che la Russia si serve in modo improprio di altre istituzioni internazionali, in primo luogo delle Nazioni Unite e dell'OSCE, per ostacolare la giustizia e la risoluzione dei conflitti nel mondo;
               
            
                  G.
               
               
                  considerando che la Russia nel 2019 ha aderito nuovamente al Consiglio d'Europa, ma che sussistono ancora ampie violazioni dei diritti umani e il rifiuto di rispettare le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo;
               
            
                  H.
               
               
                  considerando che la politica estera del Presidente Putin è chiaramente aggressiva e revisionista, poiché intende porsi come difensore degli interessi russi e sta cercando di guadagnare il controllo dei territori che considera persi dopo il crollo dell'Unione sovietica e non solo; che gli obiettivi del regime del Presidente Putin comprendono anche gli elementi seguenti: affermare la sua autorità di grande potenza; rafforzare le ingerenze del regime nei paesi dell'ex blocco sovietico e non solo; mettere la sovranità di Stati potenti al di sopra del diritto alla sovranità di altri Stati; utilizzare il concetto di protezione dei russi etnici all'estero come giustificazione per guerre ibride e disinformazione; utilizzare le regioni in cui hanno luogo conflitti congelati come elemento strategico per interferire nei paesi interessati e impedire loro di avvicinarsi all'UE e alla NATO; utilizzare le risorse energetiche e le pratiche di riciclaggio illegali come strumento di manipolazione e ricatto; sminuire il modello di democrazia liberale e ritrarre la Russia come moralmente superiore e l'occidente come moralmente inferiore; sopprimere la democrazia, l'opposizione democratica e il diritto delle persone di esprimere la propria libera volontà in Russia; che il regime del Presidente Putin rifiuta in particolare il multilateralismo e l'ordine mondiale fondato sullo Stato di diritto, ignora il diritto internazionale, compresi i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, dall'Atto finale di Helsinki del 1975 e dalla Carta di Parigi dell'OSCE del 1990, come dimostrato fra l'altro dalle riforme costituzionali del 2020, il cui processo di adozione è stato valutato dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (Commissione di Venezia) come «evidentemente inappropriato» e ha violato sia il diritto russo che gli obblighi assunti nel quadro dell'OSCE; che sono più di mille le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo che la Russia non ha attuato;
               
            
                  I.
               
               
                  considerando che l'attuale regime russo rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza in Europa poiché continua a perpetrare violazioni sistematiche dei diritti umani nei confronti del suo popolo e ad assumere un comportamento aggressivo in politica estera, compreso, senza pretesa di esaustività: esercitazioni militari su larga scala ed escalation militare, l'occupazione e l'annessione illegali e violente della Crimea, la violazione dell'integrità territoriale e la destabilizzazione dell'Ucraina, della Georgia e della Moldova, il sostegno a conflitti congelati e il mancato rispetto degli accordi per il cessate il fuoco in Georgia e Ucraina, presunti atti terroristici sul territorio degli Stati membri dell'UE come la Cechia, ciberattacchi e attacchi contro le infrastrutture sensibili negli Stati membri dell'UE, violazioni del diritto internazionale, ingerenze nelle elezioni e violazioni dello spazio marittimo e aereo nei paesi della regione del Mar Baltico e del Mar Nero; che l'incapacità dell'UE di rispondere adeguatamente alle diverse aggressioni russe successive a quella contro la Georgia nel 2008 ha indotto la Russia a portare avanti le campagne militari e politiche aggressive, sia nel suo vicinato che altrove, indebolendo e minando in tal modo l'ordine internazionale basato su regole e la stabilità in Europa e altrove;
               
            
                  J.
               
               
                  considerando che l'amministrazione russa continua ad accumulare riserve di armi e a dislocare truppe d'attacco nelle vicinanze dei confini dell'UE nell'enclave di Kaliningrad;
               
            
                  K.
               
               
                  considerando che, con l'attuale regime, la Russia rappresenta una minaccia a lungo termine per la sicurezza europea, ai sensi della recente valutazione del gruppo di riflessione della NATO; che la Russia ha stabilito nuove basi militari e ha ammodernato le vecchie basi militari nel nord del paese; che ha reso la sua Flotta del Nord un distretto militare, ha ampliato vari settori delle sue forze armate e ha riportato in auge il concetto di bastione di difesa volto a proteggere la capacità strategica della Russia; che l'Enhanced Forward Presence della NATO sul fianco orientale svolge un ruolo cruciale di dissuasione delle attività di destabilizzazione della Russia, incluso l'incremento del potenziale militare nel distretto militare occidentale; che il collasso del controllo degli armamenti con la Russia (ossia con il suo ritiro dal trattato INF e dal Trattato sui cieli aperti), e i mancati progressi sul disarmo nucleare nel quadro del trattato di non proliferazione nucleare, così come il rifiuto della Russia di un nuovo Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, destano grave preoccupazione per la sicurezza dei cittadini europei; che ciò è associato a un pericoloso ammodernamento degli arsenali nucleari e convenzionali russi e dei loro vettori e all'introduzione di tecnologie di destabilizzazione (missili ipersonici nucleari, siluri, ecc.);
               
            
                  L.
               
               
                  considerando che il regime del Cremlino, nei mesi di marzo e aprile 2021 in particolare, ha aumentato considerevolmente la sua presenza militare al confine orientale e settentrionale con l'Ucraina, portando alla più grande concentrazione di truppe russe dal 2014; che il regime del Cremlino ha sospeso il diritto di passaggio alle navi da guerra e mercantili di altri paesi in parte del Mar Nero, in direzione dello stretto di Kerch, e che ciò rappresenta una violazione dei diritti di navigazione sanciti nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, di cui la Russia è parte;
               
            
                  M.
               
               
                  considerando che la Russia sta fornendo costante sostegno politico ed economico al regime illegale e riprovevole di Alexander Lukashenko in Bielorussia; che gli investimenti politici ed economici del Presidente Putin nella sopravvivenza del regime illegittimo di Lukashenko sono l'unica ragione per cui Lukashenko è ancora in grado di continuare la brutale persecuzione del popolo bielorusso, che chiede rispetto per i diritti umani, elezioni libere e trasparenti, lo Stato di diritto e la giustizia; che i recenti sviluppi politici in Bielorussia e Russia presentano numerose caratteristiche comuni e che i processi nei due paesi si stanno pesantemente influenzando a vicenda; che le proteste contro il regime autoritario e le richieste di cambiamento in Bielorussia ispirano rivendicazioni analoghe da parte del popolo russo; che le autorità del Cremlino stanno inasprendo la repressione dell'opposizione politica in vista delle prossime elezioni della Duma previste a settembre 2021, limitando e negando la possibilità di partecipare e impedendo ad alcuni politici dell'opposizione di candidarsi alle elezioni, e che in tal modo stanno distruggendo la concorrenza politica impedendo elezioni giuste, parimenti a quanto fatto dalla dittatura in Bielorussia nell'agosto 2020;
               
            
                  N.
               
               
                  considerando che la Russia putiniana prosegue i suoi sforzi volti a destabilizzare i paesi candidati all'UE e associati al partenariato orientale, con l'obiettivo di creare ostacoli al processo di integrazione euroatlantica o di bloccarlo; che la Russia sta applicando una politica di «passaportizzazione» per aumentare il numero di compatrioti russi e di fatto estendere la giurisdizione russa sui territori da essa occupati e sui territori separatisti, in particolare la Transnistria, l'Ossezia del Sud, l'Abkhazia, il Donbas e la penisola di Crimea; che tali azioni violano il diritto internazionale;
               
            
                  O.
               
               
                  considerando che le riforme costituzionali russe del 2020 hanno riveduto la storia della Seconda guerra mondiale, purificando la storia sovietica e identificando la Russia come successore dell'Unione Sovietica, hanno introdotto il diritto di intervenire a livello internazionale in difesa dei compatrioti russi e hanno reso illegali le discussioni sulla restituzione di territori rivendicati dalla Russia a paesi stranieri;
               
            
                  P.
               
               
                  considerando che l'UE dovrebbe monitorare attentamente la posizione e il coinvolgimento della Russia in Afghanistan, dal momento che la Russia sta cercando di sfruttare a proprio vantaggio il ritiro dell'Occidente e di colmare il conseguente vuoto di potere;
               
            
                  Q.
               
               
                  considerando che gli Stati membri dell'UE che consentono la doppia cittadinanza sono esposti alla politica russa di passaportizzazione; che gli Stati membri dell'UE che hanno adottato il cosiddetto programma di cittadinanza per investitori consentono ai lealisti del Cremlino di godere della qualità della vita europea grazie ai soldi rubati al popolo russo e di diffondere la corruzione nell'UE;
               
            
                  R.
               
               
                  considerando che la Russia sta attuando un concetto ostile di «mondo russo» per preparare il terreno alle sue ingerenze nei paesi terzi in difesa dei compatrioti russi; che il «mondo russo» viene promosso da canali di Stato come Russia Today e Sputnik nelle lingue autoctone degli Stati membri dell'UE; che la pandemia di COVID-19 viene utilizzata dalla macchina di propaganda del Cremlino per inasprire le divisioni fra gli Stati membri dell'UE, per ritrarre l'UE come incapace di affrontare la pandemia, per avanzare dubbi sui vaccini approvati dall'Agenzia europea per i medicinali, per dissuadere i cittadini dell'UE dalle vaccinazioni e per riabilitare l'immagine della Russia agli occhi della popolazione dell'UE, in particolare mediante la promozione del vaccino Sputnik V;
               
            
                  S.
               
               
                  considerando che numerose organizzazioni non governative (ONG) locali e svariati gruppi radicali, inclusi movimenti politici, ricevono finanziamenti dalla Russia;
               
            
                  T.
               
               
                  considerando che la Russia mantiene il suo impegno in molte parti del mondo, compreso nei Balcani occidentali, in Asia centrale, nel Medio Oriente, in Nordafrica, nell'Africa sub-sahariana e in America latina e nell'Artico; che il governo russo si serve delle sue unità paramilitari (il «Gruppo Wagner») per sostenere regimi dittatoriali in tutto il mondo e compromettere gli sforzi dell'UE e della comunità internazionale tesi a risolvere i conflitti, costruire la pace e garantire stabilità; che la regione dei Balcani occidentali, che include potenziali nuovi Stati membri dell'UE, è caratterizzata da una forte presenza russa, in particolare in Serbia; che nel 2016, in Montenegro, l'agenzia russa di intelligence militare (GRU) è stata coinvolta in tentativi di rovesciare il parlamento del paese, di assassinare il primo ministro e di instaurare un governo filorusso e anti-NATO, e di impedire l'accesso del Montenegro alla NATO;
               
            
                  U.
               
               
                  considerando che, per quanto riguarda l'UE, il regime del Cremlino ha presumibilmente coinvolto agenti dell'intelligence russa in servizio nell'esplosione di due depositi di munizioni nel 2014, circostanza in cui due cittadini cechi hanno perso la vita e sono stati causati ingenti danni materiali; che gli stessi agenti della GRU si sono resi altresì responsabili del tentato omicidio di Sergei e Yulia Skripal nel Regno Unito nel 2018, mediante l'utilizzo dell'agente nervino Novichok a disposizione dell'esercito; che gli agenti della GRU sono stati altresì accusati del tentato omicidio di Emilian Gebrev, proprietario di una fabbrica di armi, e di altre due persone in Bulgaria nel 2015, nonché di Zelimkhan Khangoshvili, assassinato a Berlino nel 2019 da agenti russi; che le azioni illegali perpetrate dal regime del Cremlino sul territorio della Cechia, della Bulgaria e di molti altri Stati membri dell'UE, del Regno Unito e dei paesi del partenariato orientale costituiscono una grave violazione della loro sovranità; che il regime del Cremlino non mostra un atteggiamento di cooperazione in fase di indagine su tali reati e offre rifugio ai maggiori sospettati;
               
            
                  V.
               
               
                  considerando che è deplorevole il fatto che le autorità russe stiano volutamente o involontariamente chiudendo il paese in un rapporto di dipendenza dalla Cina, il che può soltanto indebolire la Federazione russa e tutto il continente europeo e, in particolare, consentire alle autorità cinesi di espandere la propria presenza e influenza nell'Asia centrale e in Siberia;
               
            
                  W.
               
               
                  considerando che il Cremlino sta continuando la propria opera di disinformazione, propaganda e ingerenza ibrida nella politica interna e nei processi democratici dell'UE, il che costituisce una minaccia per i valori fondamentali dell'UE, quali il rispetto della democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani, ed è in grado di danneggiare le politiche dei governi nazionali, diffondere la diffamazione e trasmettere un'immagine dell'occidente come nemico, promuovere l'odio, l'intolleranza e la nostalgia dell'Unione Sovietica, nonché di riscrivere la storia dei crimini sovietici e favorire, in ultima analisi, la rottura tra Russia ed Europa, in particolare con i paesi che appartenevano al blocco comunista; che le istituzioni dell'UE e degli Stati membri, gli oggetti di importanza strategica e i processi democratici quali le elezioni sono un bersaglio costante dei ciberattacchi russi; che i vertici gerarchici della chiesa ortodossa russa sostengono il regime di Putin; che le leggi russe consentono la repressione di gruppi religiosi considerati estremisti; che le recenti conclusioni sui contatti stretti e regolari tra funzionari russi, compresi i membri del servizio di sicurezza, e rappresentanti di un gruppo di secessionisti catalani in Spagna richiedono un'indagine approfondita; che ciò potrebbe rivelarsi un ulteriore esempio di ingerenza russa negli Stati membri e di continui tentativi da parte della Russia di sfruttare qualsiasi questione che possa promuovere la destabilizzazione interna nell'UE;
               
            
                  X.
               
               
                  considerando che la combinazione tra sanzioni da parte dell'occidente alla Russia, il calo di entrate provenienti dalle esportazioni di combustibile fossile, un'economia non competitiva, elevate spese militari e trasferimenti sociali interni ha provocato difficoltà finanziarie in capo alla Russia; che la Russia si colloca al 129o posto su 180 nell'indice di percezione della corruzione del 2020, dal momento che la massiccia corruzione a livello statale incide sulla qualità dei servizi pubblici offerti ai cittadini russi, servizi che non ottengono sufficienti finanziamenti, come ad esempio la sanità pubblica che riveste una particolare importanza durante la pandemia; che quasi 19 milioni di cittadini russi vivono al di sotto della soglia di povertà;
               
            
                  Y.
               
               
                  considerando che il governo russo ha imposto sanzioni, fra gli altri, anche al Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, alla vicepresidente della Commissione europea Věra Jourová e a sei altri funzionari degli Stati membri dell'UE e che tali sanzioni sono inaccettabili e infondate in quanto prive di qualsivoglia motivazione giuridica; che il governo russo ha inoltre approvato un elenco di «paesi ostili», che comprende la Cechia e gli Stati Uniti;
               
            
                  Z.
               
               
                  considerando che più del 60 % delle importazioni dell'UE provenienti dalla Russia nel 2019 era costituito da prodotti energetici; che l'UE dovrebbe ridurre la dipendenza della sua economia, specialmente nel settore energetico, dalla fornitura di gas dalla Russia ai mercati dell'UE, attestata al momento al 48 % e destinata probabilmente a crescere; che il Green Deal europeo è uno strumento importante per garantire la sicurezza geopolitica dell'UE e che, secondo le previsioni della Commissione europea, in caso di attuazione del Green Deal le importazioni di petrolio e gas naturale dell'UE dovrebbero ridursi drasticamente dopo il 2030, con un calo delle importazioni pari al 78-79 % per il petrolio e al 58-67 % per il gas naturale rispetto ai dati del 2015;
               
            
                  AA.
               
               
                  considerando che il consumo di gas in Europa ha raggiunto un picco e che al momento non viene pienamente sfruttata la capacità dell'attuale gasdotto Nord Stream; che la controversa decisione di alcuni Stati membri di costruire Nord Stream 2 è incompatibile con i valori di solidarietà e fiducia dell'Unione dell'energia; che Nord Stream 2 è incompatibile con gli obiettivi del Green Deal europeo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell'UE di almeno il 55 % entro il 2030 e di eliminare le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050;
               
            
                  AB.
               
               
                  considerando che l'UE dovrebbe invitare la Russia a garantire un accesso libero e senza restrizioni ai cosiddetti archivi dei trofei, che sono stati trasferiti a Mosca nel 1944 e nel 1945 e che provengono dai territori occupati dall'Unione sovietica, nonché agli archivi storici e ai manufatti sottratti dall'Impero russo nei paesi europei e attualmente conservati in Russia;
               
            
                  AC.
               
               
                  considerando che lo Stato di diritto, una magistratura indipendente e una stampa libera sono al centro di società democratiche resilienti;
               
            
                  AD.
               
               
                  considerando che la Federazione russa non solo costituisce una minaccia esterna per la sicurezza europea ma reprime anche il suo stesso popolo; che la situazione in Russia si sta drammaticamente deteriorando a causa della crescente repressione da parte del Presidente Putin nei confronti delle forze democratiche, utilizzata per mettere a tacere le critiche interne, l'opposizione politica e gli attivisti impegnati nella lotta contro la corruzione, limitarne la libertà di riunione e impedire la loro attività e quella della società civile russa, come dimostrato dalla detenzione di più di 11 000 manifestanti pacifici da parte delle autorità russe dopo solo due settimane dall'arresto di Aleksej Naval'nyj, il che porta il numero totale di russi detenuti dal gennaio 2021 a oltre 15 000; che la Russia ha continuato a detenere illegalmente i suoi cittadini e a prendere di mira i leader dell'opposizione, i giornalisti indipendenti, i manifestanti e gli attivisti per i diritti umani; che le condizioni di prigionia in Russia sono tuttora terribili e che le persone incarcerate subiscono torture, vessazioni e attacchi fisici;
               
            
                  AE.
               
               
                  considerando che, con l'approvazione delle leggi sugli «agenti stranieri» e sulle «organizzazioni non gradite», il regime del Cremlino consente la stigmatizzazione dei cittadini, delle associazioni e dei mezzi di comunicazione, violandone in tal modo i diritti umani e la libertà di espressione e di associazione, limitando i diritti dei cittadini di impegnarsi e offrire un contributo alla società civile russa e mettendo a rischio la loro incolumità personale; che il regime del Cremlino ha inasprito ulteriormente tali leggi, estendendo le restrizioni alle persone o entità che sostengono gli «agenti stranieri» e le «organizzazioni straniere indesiderate», vietando in tal modo sistematicamente ai membri attivi della società civile, alle ONG per i diritti umani e all'opposizione di partecipare alle elezioni parlamentari del 2021 in Russia; che, in particolare, i nuovi atti legislativi adottati nel dicembre 2020 e nel gennaio 2021 hanno ampliato il gruppo di individui e gruppi che possono essere designati come «agenti stranieri», la definizione di «fondi stranieri» e i requisiti dei materiali per l'etichettatura; che i nuovi disegni di legge presentati nel maggio 2021 miravano ad ampliare l'impatto della legge sulle organizzazioni «indesiderate» e a imporre divieti a candidati potenziali per il parlamento russo con effetto retroattivo; che le autorità russe hanno continuato a perseguire le persone per presunte affiliazioni a gruppi designati come estremisti ai sensi dell'eccessivamente ampia legge russa contro gli estremismi; che la decisione delle autorità russe di dichiarare «organizzazione estremista» la Fondazione anticorruzione diretta da Aleksej Naval'nyj è infondata, discriminatoria ed è stata presa con un unico obiettivo, ossia distruggere le possibilità per l'opposizione di partecipare efficacemente alle campagne elettorali;
               
            
                  AF.
               
               
                  considerando che secondo il Centro per i diritti umani Memorial le autorità russe detengono ad oggi circa 400 prigionieri politici in violazione degli obblighi della Federazione russa ai sensi dell'articolo 5 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dell'articolo 9 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e dell'articolo 23 del documento conclusivo della riunione di Vienna del 5 gennaio 1989 della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa;
               
            
                  AG.
               
               
                  considerando che nell'ultimo ventennio ci sono stati vari omicidi o tentati omicidi di oppositori al regime e di giornalisti indipendenti, sia in Russia che all'estero, inclusi quelli di Anna Politkovskaya, Boris Nemtsov, Alexander Litvinenko, Sergei e Yulia Skripal, Sergei Protazanov, Pyotr Verzilov, Vladimir Kara-Murza, Aleksej Naval'nyj, Zelimkhan Khangoshvili e altri; che gli organizzatori di tali crimini non sono ancora stati identificati e incriminati, poiché l'attuale repressione del dissenso sociale è rafforzata dall'impunità della polizia e delle forze di sicurezza, nonché dalla riluttanza della magistratura a perseguire i reali responsabili di tali crimini; che i rappresentanti dell'opposizione sono sistematicamente vittime di aggressioni verbali, di campagne ad hominem e di disumanizzazione da parte dei media governativi o filogovernativi; che la relazione dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE sull'omicidio di Boris Nemtsov ha concluso che «la questione principale per affrontare l'impunità non è la capacità di applicazione della legge da parte russa, ma la volontà politica»; che la relazione dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE rileva inoltre che un'indagine completa dell'omicidio «sarebbe un primo passo per affrontare il clima di impunità» in Russia;
               
            
                  AH.
               
               
                  considerando che le modifiche costituzionali illegali, oltre a fornire una deroga al Presidente Putin rispetto al limite di mandato presidenziale nel 2024, hanno ulteriormente danneggiato il diritto a un equo processo in Russia, anche conferendo al Presidente il potere di nominare i giudici della Corte costituzionale e della Corte suprema e di procedere alle nomine di tutti i giudici federali e al licenziamento dei giudici federali più anziani;
               
            
                  AI.
               
               
                  considerando che la libertà dei mezzi di comunicazione in Russia si sta rapidamente deteriorando poiché il governo russo ha accelerato la sua annosa campagna volta a estirpare la società civile e la stampa indipendente, minacciando organizzazioni quali Meduza, Radio Free Europe/Radio Liberty, VTimes, For Human Rights, the European Endowment for Democracy e Open Russia con gravosi oneri legislativi, normativi e burocratici, tagliando l'accesso a tutte le fonti di finanziamento che sfuggono al controllo del governo e dei suoi alleati, etichettandoli con epiteti come «agente straniero» o «indesiderato» che servono a screditare tali gruppi e gli alti principi giornalistici e dei diritti umani che rappresentano, senza i quali la Russia non può essere democratica, libera e prospera; che lo spazio radiotelevisivo in Russia è controllato e posseduto dallo Stato, che non vi sono emittenti pubbliche e che le poche emittenti indipendenti restanti hanno problemi finanziari e subiscono persecuzioni, fra cui attacchi fisici e detenzione dei loro lavoratori; che, dal 1992 a questa parte, in Russia sono stati assassinati 58 giornalisti; che la legge sull'«Internet sovrana» consente al governo di bloccare qualsiasi contenuto indesiderato su Internet; che l'attività libera e indipendente delle organizzazioni della società civile e dei mezzi di comunicazione è il fondamento di una società democratica basata sullo Stato di diritto;
               
            
                  AJ.
               
               
                  considerando che le opportunità di osservazione imparziale delle elezioni sono state costantemente ridotte in Russia nell'ultimo decennio, dal momento che l'assenza di disposizioni per un accreditamento diretto dei cittadini osservatori delle elezioni li costringe ad agire in vece dei candidati o dei media e pertanto contraddice l'idea stessa di controllo indipendente delle elezioni da parte della società civile, e va altresì contro le norme internazionali; che la relazione «Freedom in the World 2021» ha inserito la Russia fra i paesi «non liberi»; che in Russia le libertà fondamentali sono limitate, il contesto elettorale è controllato e il popolo russo è dissuaso dal partecipare a proteste pubbliche attraverso procedure burocratiche gravose istituite al fine di rilasciare ai cittadini l'autorizzazione alla partecipazione, nonché attraverso la violenza della polizia durante le proteste pacifiche;
               
            
                  AK.
               
               
                  considerando che tali sviluppi interni fanno presagire un possibile ulteriore deterioramento in vista delle elezioni parlamentari russe del settembre 2021 e potrebbero comportare un'ulteriore repressione dell'opposizione politica in Russia, nonché gravi violazioni dei diritti umani; che le autorità russe detengono in prigione o agli arresti domiciliari i principali rappresentanti dell'opposizione alla campagna per le elezioni parlamentari; che la continua repressione perpetrata dalle autorità russe ai danni dei candidati dell'opposizione abusando delle procedure di iscrizione e colpendo in modo selettivo gli oppositori politici e le organizzazioni della società civile per strada e con processi giudiziari fittizi renderà semplicemente impossibile parlare di giuste elezioni parlamentari nel settembre 2021, poiché con tali azioni il regime in Russia sta distruggendo la concorrenza politica e la democrazia pluralista;
               
            
                  AL.
               
               
                  considerando che esistono pertanto fondati dubbi sul fatto che le prossime elezioni saranno libere e giuste;
               
            
                  AM.
               
               
                  considerando che il Parlamento europeo, in numerose occasioni, ha espresso la propria preoccupazione per lo stato della democrazia, per il sistematico mancato rispetto dello Stato di diritto e dei diritti e dei principi fondamentali, per la riduzione dello spazio concesso agli attori indipendenti e dissidenti, nonché per gli attacchi alla libertà dei media in Russia; che l'oppressione sistematica perennemente crescente ad opera del Cremlino e ai danni dell'opposizione in Russia è una spia di allarme per tutta la comunità internazionale e che l'UE deve essere pronta ad affrontarla e a sviluppare una strategia di risposta coerente; che, in particolare, l'UE dovrebbe esercitare una pressione crescente sul regime del Cremlino durante il periodo e all'indomani delle elezioni parlamentari del 2021, al fine di difendere il diritto del popolo russo di avere elezioni libere, alle quali tutti i partiti politici dovrebbero avere parità di accesso e pari opportunità;
               
            
                  AN.
               
               
                  considerando che la comunità LGBTI+ in varie parti della Russia subisce un'ampia discriminazione, che comprende vessazioni, tortura, detenzione e assassinii e che la situazione è particolarmente pericolosa in Cecenia, dove nel 2017 è stata avviata una purga delle persone LGBTI+, con la detenzione e la tortura di dozzine di esse e almeno due morti, e con molti in cerca di rifugio all'estero; che le leggi esistenti vietano qualsiasi discussione pubblica sulle «relazioni sessuali non tradizionali»; che a seguito delle modifiche costituzionali illegali, sono stati approvati atti legislativi che incidono negativamente sui diritti delle persone LGBTI+, fra cui il diritto di sposarsi e crescere figli;
               
            
                  AO.
               
               
                  considerando che in Russia esistono ancora gravi lacune nella risposta ufficiale alle diffuse violenze basate sul genere e violenze domestiche, compresa una mancanza di protezione e di mezzi di ricorso per le vittime; che il progetto di legge sulla violenza domestica proposto nel novembre 2019 ha mancato di fornire una definizione globale di violenza domestica; che all'inizio del 2020 il Parlamento ha eliminato dalle sue priorità la revisione del progetto di legge, che rimane in sospeso; che il mediatore russo ha rilevato che la violenza domestica ha raggiunto il picco durante la pandemia di COVID-19 e che i casi segnalati sono più che raddoppiati durante il lockdown di primavera; che la strategia dell'UE sulla Russia dovrebbe di conseguenza affrontare la crescente discriminazione e disuguaglianza di genere, nonché la questione dei diritti delle donne, delle persone LGBTI+ e di altre minoranze in Russia;
               
            
                  AP.
               
               
                  considerando che la trasformazione democratica della Russia costituisce un grande interesse per la sicurezza geopolitica dell'UE e che il Presidente Putin continua ad essere la maggiore sfida per la sicurezza europea;
               
            
                  AQ.
               
               
                  considerando che, nelle sue risoluzioni del 17 settembre 2020, del 21 gennaio 2021 e del 29 aprile 2021, il Parlamento ha chiesto al vicepresidente della Commissione europea/alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, una revisione della politica dell'UE nei confronti della Russia, compresi i cinque principi guida concordati nel 2016, sottolineando che le future relazioni dell'UE con la Russia dipenderanno dal ritmo della trasformazione democratica del paese (o dalla relativa assenza); che ha chiesto alle istituzioni dell'UE anche di elaborare un nuovo approccio strategico globale partendo dal presupposto che qualsiasi dialogo con la Russia debba basarsi sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani;
               
            
                  AR.
               
               
                  considerando che la strategia aggiornata dell'UE dovrebbe tenere conto dei diversi scenari, dei possibili sviluppi e fornire chiare risposte alle violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani da parte della Russia, compresi strumenti efficaci contro le ingerenze e la disinformazione perpetrate dalla Russia, nonché strumenti per un impegno selettivo laddove possibile; che il Parlamento europeo ha chiesto altresì al Consiglio di avviare immediatamente i preparativi e di adottare una strategia dell'Unione per le future relazioni con una Russia democratica, che comprenda un'ampia offerta di incentivi e condizioni per rafforzare le tendenze nazionali verso la pace e la democrazia;
               
            
                  AS.
               
               
                  considerando che i cinque principi guida dell'UE per le relazioni con la Russia hanno contenuto ulteriori aggressioni contro l'Ucraina da parte del Cremlino, ma non si pronunciano in merito al contenimento della repressione del Presidente Putin contro il popolo russo; che i cinque principi guida dell'UE per le relazioni con la Russia rimangono validi come quadro funzionale ma devono essere associati a una strategia effettiva su come conseguire gli obiettivi dell'UE nelle relazioni con la Russia, compreso, fra l'altro, il contrasto alle attuali politiche ostili del Cremlino e dissuadere dal perpetrare ulteriori aggressioni contro i paesi vicini e inasprire le misure in caso di azioni militari nei paesi terzi, comprese le azioni effettuate per procura o da mercenari; che, tenuto conto che non vi sono prospettive per sviluppi positivi significativi con la leadership russa attuale, i cinque principi dovrebbero essere integrati per contenere la repressione del Presidente Putin e le attività di destabilizzazione più ampie del Cremlino;
               
            
                  AT.
               
               
                  considerando che la nuova strategia dell'UE dovrebbe essere incentrata sui principi di «respingimento, contenimento e impegno» volti a rafforzare la capacità dell'Unione di combattere le minacce del Cremlino, in particolare nella regione del partenariato orientale, compresa la Bielorussia, nonché nella Russia stessa, difendendo i diritti umani e assistendo la Russia nella sua trasformazione in una democrazia, conformemente al principio «democrazia al primo posto»; che l'obiettivo chiave principale dell'UE dovrebbe essere quello di dare forma alle relazioni con la Federazione russa in modo tale che siano preservate la pace, la stabilità, la sicurezza, la prosperità, la sovranità e l'integrità territoriale di tutti i paesi dell'UE e vicini all'UE, che sia rispettato il diritto internazionale e che i diritti umani e lo Stato di diritto rimangano i principi guida; che i più recenti sviluppi in Russia hanno dimostrato che la strategia dell'UE sulla Russia dovrebbe essere molto più proattiva e avere un obiettivo di «impegno» definito chiaramente, il quale dovrebbe incentrarsi non solo sul cosiddetto impegno «selettivo» tradizionale con il Cremlino, ma piuttosto su un impegno «strategico» con la società civile russa, al fine di fornire assistenza alla trasformazione della Russia in una democrazia;
               
            
                  AU.
               
               
                  considerando che la strategia dell'UE nei confronti della Russia dovrebbe incentrarsi sul sostegno alla libertà e alla democrazia; che tale strategia dovrebbe perseguire gli interessi di sicurezza dell'UE e offrire alla Russia un dialogo costruttivo; che relazioni costruttive sarebbero nell'interesse sia dell'UE che della Russia e delle relative popolazioni; che esiste ancora la possibilità di collaborare per condividere interessi comuni, risolvere problemi e affrontare sfide strategiche, come la politica climatica o la lotta al terrorismo, e nel contempo promuovere i valori dei diritti umani, lo Stato di diritto e la democrazia e provvedere a che qualsiasi rafforzamento futuro delle relazioni bilaterali dipenda dal rispetto, da parte della Federazione russa, dei suoi impegni concernenti i diritti umani e la democrazia, in conformità della Costituzione russa e degli accordi internazionali;
               
            
                  AV.
               
               
                  considerando che, nel contempo, l'UE deve concentrarsi sul salvataggio della propria credibilità in riferimento al suo comportamento interno orientato ai valori, sostenendo lo Stato di diritto e i diritti fondamentali in modo molto più diretto e onesto, dal momento che la violenza delle forze dell'ordine, le leggi penali antiquate e le resistenze alla parità di genere e alla diversità in alcuni Stati membri danneggia la reputazione e la credibilità dell'UE all'estero; che l'UE deve altresì comunicare aspettative paragonabili nei confronti di tutti i partner, denunciando violazioni del diritto internazionale, adottando coerentemente dure misure consequenziali e astenendosi dall'applicare due pesi e due misure laddove riscontri dette violazioni;
               
            
                  AW.
               
               
                  considerando che l'unità tra gli Stati membri dell'Unione è la miglior politica per dissuadere la Russia dal condurre azioni destabilizzanti e sovversive in Europa; che nello stabilire come coordinare la sua strategia aggiornata, in particolare nei settori strategici quali l'Unione europea della difesa, l'Unione europea dell'energia, la ciberdifesa, il ciberterrorismo e gli strumenti di comunicazione strategica, l'UE dovrebbe pertanto presentarsi più unita poiché la politica della Russia nei suoi confronti è stata per lungo tempo quella di trascurare le istituzioni dell'UE a favore di relazioni bilaterali con gli Stati membri, nel tentativo di esporre e aumentare le divisioni interne dell'UE; che un dialogo costruttivo con le autorità russe richiederebbe un maggiore coordinamento e una più stretta cooperazione e unità tra gli Stati membri e maggiore forza e fermezza nelle risposte a qualsiasi provocazione o aggressione a opera di Mosca, al fine di trovare un equilibrio fra la fermezza e l'apertura al dialogo nelle questioni di interesse comune;
               
            
                  AX.
               
               
                  considerando che la strategia dell'UE sulla Russia dovrebbe sostenerla nel suo percorso verso la creazione di un paese democratico attraverso i) il respingimento, con l'adozione di sanzioni mirate nei loro confronti, di coloro all'interno e vicini al Cremlino che sono pronti a commettere brogli elettorali, atti di corruzione per vincerle o altri crimini gravi contro i diritti umani e i valori democratici, sia in Russia sia nei paesi limitrofi all'UE, ii) l'assistenza ai paesi del partenariato orientale mediante un'ambiziosa politica di integrazione dell'UE e lo sviluppo della responsabilità strategica e delle capacità di leadership geopolitica dell'UE necessarie all'attuazione di dette politiche, e iii) una strategia di impegno con la società filodemocratica russa, con la creazione di un percorso per le future relazioni con la Russia democratica;
               
            
                  AY.
               
               
                  considerando che il Cremlino ritiene un vicinato orientale dell'UE funzionante, prospero e democratico una minaccia per la stabilità del regime del Presidente Putin, perché può rappresentare una fonte di ispirazione di «potere leggero» per i comuni cittadini russi; che la democratizzazione del vicinato orientale dell'UE è pertanto nell'interesse di detti paesi e dell'UE ed è di importanza cruciale per la futura democratizzazione della Russia; che il vero scopo del Cremlino in merito ai conflitti nella regione è delegittimare il cambiamento democratico come mezzo di trasferimento del potere, impedire il successo dello sviluppo di tali Stati, screditare la democrazia liberale ed esportare il sistema di potere russo;
               
            
                  AZ.
               
               
                  considerando che l'UE dovrebbe perseguire una strategia a lungo termine nei confronti della Russia, basata sul presupposto che il popolo russo, parimenti al popolo ucraino e bielorusso, possa aspirare a trasformare il proprio paese in una democrazia; che la trasformazione della Russia in una democrazia dipenderà dalla volontà del popolo russo; che l'UE deve essere pronta a fornire loro assistenza nel desiderio di vivere in un paese democratico;
               
            
                  BA.
               
               
                  considerando che il ruolo dell'UE come attore globale e le competenze in materia di politica estera delle istituzioni europee dovrebbero essere rafforzati;
               
            
         1.   
         
            raccomanda al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) di rivedere, insieme agli Stati membri, la politica dell'UE nei confronti della Russia, compresi i cinque principi guida, e di elaborare una strategia globale dell'UE nei confronti della Russia basata sui principi e sulle azioni di seguito elencati:
         
      
      
         
            Scoraggiare la minaccia russa — reprimere la minaccia per la sicurezza
         
      
      
                  a)
               
               
                  l'UE deve riformare dalle fondamenta la propria politica estera, così da dimostrare in modo credibile la propria ambizione in quanto attore globale influente e la sua capacità di prendere decisioni tempestive e di agire con determinazione in politica estera, anche ampliando le competenze del servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e dell'AR/VP che agisce per conto dell'UE, abrogando l'unanimità per le questioni di politica estera e rafforzando le sue capacità di previsione e azione strategica; l'UE dovrebbe inoltre rafforzare il proprio ruolo come attore globale, nonché le capacità delle istituzioni europee, in modo da non consentire alla Russia di proseguire la cosiddetta bilateralizzazione delle relazioni con l'UE, dal momento che Bruxelles dovrebbe essere l'unica capitale in cui vengono prese le decisioni chiave sulle relazioni UE-Russia;
               
            
                  b)
               
               
                  l'UE, insieme alla NATO e ai partner internazionali, dovrebbe scoraggiare la Russia al fine di mantenere la pace e la stabilità in Europa e non solo, anche rafforzando le proprie capacità difensive ed effettuando pressioni sulle autorità russe affinché non interferiscano nei paesi del vicinato orientale e meridionale dell'UE; in particolare, l'UE dovrebbe chiedere, anche dinanzi a organizzazioni europee e internazionali quali l'OSCE e le Nazioni Unite, che la Russia si impegni per la risoluzione dei conflitti in atto e la prevenzione di possibili conflitti futuri, a partire dalla restituzione dei territori occupati e illegalmente annessi nei paesi del partenariato orientale dell'UE, nel rispetto dei confini riconosciuti a livello internazionale e delle scelte europeistiche, euroatlantiste e democratiche di tali paesi;
               
            
                  c)
               
               
                  l'UE e in particolare gli Stati membri dovrebbero adempiere ai propri impegni di difesa collettiva assunti in quanto membri della NATO; rammenta che l'UE e la NATO condividono sfide comuni di sicurezza, interessi di difesa comuni e lo stesso contesto di sicurezza sempre più complesso e che un forte partenariato transatlantico in materia di sicurezza e difesa attraverso la NATO è pertanto indispensabile, sebbene l'UE stia al contempo perseguendo un percorso di autonomia strategica; l'UE deve intensificare i propri sforzi volti a istituire una forza di difesa europea vera e propria nel quadro della NATO rafforzata al fine di essere in grado di intervenire con una capacità e forze militari più efficaci, schierabili, interoperabili e sostenibili, in modo tale da proporsi come attore internazionale forte e affidabile in grado di mantenere la pace;
               
            
                  d)
               
               
                  l'UE dovrebbe affrontare la più recente strategia di sicurezza nazionale della Federazione russa, che riconosce formalmente l'orientamento anti-occidentale della politica estera russa e sottolinea l'incompatibilità fondamentale e sistemica dei sistemi sociopolitici della Russia e dell'Occidente;
               
            
                  e)
               
               
                  l'UE deve rafforzare la cooperazione tra i servizi di intelligence dei suoi Stati membri al fine di agire in modo più efficace nell'impedire ai servizi speciali russi di condurre le proprie operazioni sul territorio dell'UE e deve continuare a collaborare con i partner strategici sulle nuove misure atte a respingere il terrorismo finanziato dal Cremlino; l'UE dovrebbe inoltre investire in progetti volti a rafforzare la sua sicurezza e le capacità congiunte militari, cibernetiche ed energetiche, nonché il coordinamento degli sforzi di controspionaggio degli Stati membri;
               
            
                  f)
               
               
                  l'UE dovrebbe essere pronta a servirsi della sua influenza e chiedere l'esclusione della Russia dal sistema di pagamento SWIFT per scoraggiare le autorità russe dall'assumere ulteriormente un comportamento aggressivo e dovrebbe essere pronta a eliminare progressivamente le importazioni di gas e petrolio dalla Russia qualora le autorità russe continuino a minacciare gli Stati membri e a portare avanti l'azione militare nei confronti dei paesi vicini del partenariato orientale;
               
            
                  g)
               
               
                  l'UE deve inoltre procedere con la piena sincronizzazione di tutte le reti elettriche degli Stati membri con la rete sincrona dell'Europa continentale, come migliore risposta a lungo termine al problema della dipendenza energetica strategica dell'Europa dalla Russia e dovrebbe altresì opporsi a qualsivoglia nuova espansione del settore energetico nucleare russo a discapito dell'UE e adottare misure per impedire la vendita sul mercato dell'UE dell'elettricità prodotta nell'impianto nucleare di Astravets costruito dalla Rosatom e prodotta nell'ambito di altri progetti futuri, come la centrale nucleare baltica (Baltiyskaya NPP);
               
            
                  h)
               
               
                  in linea con la politica energetica e gli interessi dell'Unione, l'UE deve elaborare e attuare una strategia chiara sui modi per porre fine alla dipendenza dal gas e dal petrolio russi, nonché da altre materie prime (segnatamente ferro/acciaio, alluminio e nichel) e rafforzare la propria autonomia energetica, almeno finché il Presidente Putin sarà al potere; in tale contesto, l'UE dovrebbe sostenere un'agenda verde ambiziosa e decisa e dovrebbe avere come massima priorità geopolitica l'attuazione rapida del pacchetto di misure del Green Deal, che comprende misure quali l'imposta sulla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e iniziative di decarbonizzazione unitamente allo sviluppo dei settori dell'idrogeno verde; l'UE deve inoltre attuare immediatamente nuove misure fisiche, come il flusso invertito e ulteriori infrastrutture transfrontaliere fra gli Stati membri; l'UE deve altresì diversificare l'approvvigionamento energetico, anche sviluppando nuove capacità per le importazioni di gas naturale liquefatto, la transizione energetica e le iniziative di decarbonizzazione, che stanno rapidamente aumentando e potrebbero diminuire la domanda di combustibili fossili, mettendo così fine al dominio energetico russo sul continente europeo; in tale contesto, la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, che è in contrasto con la solidarietà europea e rischia di rafforzare il dominio della Russia e la dipendenza dell'UE dal gas russo e di esporre l'Ucraina alla cattiveria russa, dovrebbe essere immediatamente interrotta e il gasdotto non dovrebbe entrare in funzione nelle attuali circostanze anche qualora fosse completato;
               
            
                  i)
               
               
                  l'UE e gli Stati membri devono accelerare l'attuazione del Green Deal europeo, dal momento che l'ultima strategia russa per il 2035 prevede un aumento della capacità di esportazione di gas attraverso gasdotti verso occidente;
               
            
         
            Contenere l'attuale minaccia russa — contrastare le ingerenze russe nell'UE e nei paesi del vicinato orientale
         
      
      
                  j)
               
               
                  l'UE deve continuare a sostenere l'indipendenza dei paesi del partenariato orientale, la loro sovranità e integrità territoriale entro i confini riconosciuti a livello internazionale, e condannare il coinvolgimento diretto e indiretto della Russia nei conflitti armati e l'escalation militare all'interno dei propri confini o lungo i confini con la regione del partenariato orientale, l'occupazione e annessione illegali della Crimea e l'occupazione di fatto di talune parti delle regioni di Donetsk e Luhansk nonché le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale perpetrate nei territori occupati o annessi dalla Russia, come dimostrato dalle recenti detenzioni di Nariman Celâl, primo vicepresidente del Mejlis dei tatari di Crimea, e di quattro altri leader dei tatari di Crimea: Aziz e Asan Akhtemov, Shevket Useinov e Eldar Odamanov; l'UE dovrebbe sostenere chiaramente che un ritorno ai tempi che furono non può essere previsto finché la Russia non interromperà la sua politica aggressiva e la sua guerra ibrida contro l'UE, gli Stati membri e contro i partner orientali dell'UE, e finché non sarà ripristinata l'integrità territoriale della Georgia, della Moldova e dell'Ucraina nei confini riconosciuti a livello internazionale; l'UE dovrebbe pertanto garantire che le sanzioni rimangano in vigore finché la Russia non soddisfi le condizioni per la loro cancellazione e dovrebbe anche prendere in considerazione la possibilità di prorogarle per un periodo di 1 anno, anziché di 6 mesi, come avviene attualmente;
               
            
                  k)
               
               
                  l'UE dovrebbe contribuire ulteriormente allo sviluppo del formato di consultazione e coordinamento della piattaforma internazionale per la Crimea, al fine di porre fine pacificamente all'occupazione temporanea della Repubblica autonoma di Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Federazione russa e di ripristinare il controllo dell'Ucraina sul territorio, nel pieno rispetto del diritto internazionale;
               
            
                  l)
               
               
                  l'UE deve riconoscere le aspirazioni europeistiche dei paesi vicini e respingere la politica russa di sfere di influenza; l'UE dovrebbe inoltre riconoscere di avere una responsabilità strategica per la stabilità e lo sviluppo nel vicinato dell'UE, in particolare nella regione del partenariato orientale, e dovrebbe continuare a chiedere alla Russia di impegnarsi in modo costruttivo nel processo di Normandia e adempiere ai propri obblighi internazionali, in particolare nel quadro degli accordi di Minsk e della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare; l'UE dovrebbe proseguire il suo impegno, anche tramite gli Stati membri pertinenti coinvolti nel formato Normandia, alla piena attuazione degli accordi di Minsk e valutare le possibilità di una cooperazione transatlantica in materia; l'UE dovrebbe altresì estendere la portata delle sanzioni alla «passaportizzazione» e all'organizzazione di elezioni illegali in Crimea e incrementare il prezzo che la Russia paga per bloccare l'attuazione degli accordi di Minsk e i colloqui nel formato Normandia; l'UE dovrebbe coordinare tali misure con gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, il Giappone e altri partner al fine di ampliarne la portata o rafforzarne l'efficacia;
               
            
                  m)
               
               
                  l'UE dovrebbe inoltre adottare misure risolute volte a scoraggiare la Russia dall'aggirare le sanzioni dell'UE; l'UE dovrebbe a tal fine rivedere e aggiornare i suoi regolamenti applicabili, al fine di colmare le molteplici lacune, così da rendere le sanzioni più efficaci e da aumentare propriamente il costo delle azioni aggressive ibride della Russia;
               
            
                  n)
               
               
                  l'UE deve esercitare pressioni sulla Federazione russa affinché rispetti incondizionatamente tutte le disposizioni dell'accordo di cessate il fuoco mediato dall'UE del 12 agosto 2008, in particolare l'impegno a ritirare tutte le sue forze militari dai territori occupati della Georgia;
               
            
                  o)
               
               
                  l'UE dovrebbe proporre una nuova strategia chiara di impegno a lungo termine verso i paesi del partenariato orientale, al fine di contenere la condotta revisionista del Presidente Putin nei confronti dei suoi vicini e allo scopo di rafforzare la resilienza delle istituzioni, delle economie e delle società dei paesi del partenariato orientale e di approfondirne l'associazione politica e l'integrazione economica, nonché per intensificare il lavoro di riavvicinamento di tali paesi all'UE;
               
            
                  p)
               
               
                  la solidarietà dell'UE nei confronti dei paesi del partenariato orientale dovrebbe mirare al rafforzamento della fiducia nell'UE quale partner affidabile per le questioni concernenti la sicurezza, ad esempio attraverso un maggiore coinvolgimento dell'UE nella risoluzione pacifica dei conflitti; l'UE dovrebbe garantire che la sua «bussola strategica» rispecchi adeguatamente anche la dimensione di sicurezza dei paesi del partenariato orientale e dovrebbe altresì prendere in considerazione il lancio di una serie di patti di sicurezza, vale a dire quadri per maggiori investimenti e assistenza per la cooperazione nell'ambito militare, della sicurezza, dell'intelligence e cibernetico, con un numero selezionato di paesi vicini quali l'Ucraina, la Moldova e la Georgia, al fine di rafforzarne la resilienza; l'UE non dovrebbe vedere il coordinamento della sicurezza con tali paesi soltanto attraverso il filtro dell'allargamento della NATO, ma dovrebbe essere ambiziosa nella valutazione delle sfide di sicurezza sul territorio e, di concerto con i partner internazionali, considerare la fornitura di armi di difesa ai paesi del partenariato orientale amici, in conformità dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite; l'UE dovrebbe inoltre rafforzare la cooperazione con i paesi del partenariato orientale amici attraverso l'Agenzia europea per la difesa e in settori quali la resilienza informatica e cibernetica e l'intelligence condivisa e dovrebbe migliorare le esercitazioni militari congiunte;
               
            
                  q)
               
               
                  l'UE dovrebbe collaborare con la NATO e influenzare e aumentare gli attuali impegni nella regione del Mar Nero e in particolare collaborare ulteriormente con i paesi del partenariato orientale attraverso un approccio che coinvolga tutta la società al fine di garantire una regione del Mar Nero sicura e stabile;
               
            
                  r)
               
               
                  l'UE dovrebbe essere inoltre preoccupata per il ruolo che il Cremlino sta avendo nei Balcani occidentali, che comprende disinformazione sostenuta dallo Stato e costruzione di legami politici e militari con le élite politiche regionali; l'UE dovrebbe essere consapevole che l'ingerenza del Cremlino nelle elezioni e il sostegno delle forze antidemocratiche nella regione dei Balcani occidentali costituisce ancora un problema soprattutto in quei paesi che sono anche membri della NATO;
               
            
                  s)
               
               
                  l'UE deve altresì reagire al fatto che il Presidente Putin sostiene apertamente il regime del Presidente Lukashenko e la sua brutale repressione del popolo bielorusso e che collabora con Lukashenko in attacchi ibridi contro le forze democratiche della Bielorussia; l'UE deve pertanto riconoscere che in questo modo il Cremlino sta minacciando direttamente la sovranità bielorussa e i suoi sforzi democratici e affermare chiaramente che, laddove la Russia continui tale politica nei confronti della Bielorussia, l'UE dovrà introdurre ulteriori misure di contenimento e di deterrenza severe, poiché difendendo la democrazia in Bielorussia l'UE sostiene anche la democrazia in Russia; l'UE dovrebbe divulgare il coinvolgimento della Russia nelle azioni ibride del regime di Lukashenko contro l'UE, compreso l'uso dei migranti come strumento per destabilizzare l'Occidente, e chiamare il Cremlino a rispondere di tali azioni ostili e barbariche;
               
            
                  t)
               
               
                  l'UE, se vuole assistere in modo efficace il popolo russo nel percorso verso la democrazia, deve ripulirsi internamente dalle ingerenze ibride del Cremlino e dalle relative pratiche di riciclaggio, le quali hanno un impatto sulle élite politiche e imprenditoriali dell'Unione;
               
            
                  u)
               
               
                  l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero chiarire che non accetteranno alcun tentativo di accorpare la Bielorussia alla Russia, in quanto tali tentativi sarebbero contrari alla volontà del popolo bielorusso e negoziati da un leader illegittimo;
               
            
                  v)
               
               
                  osserva che un numero crescente di attori internazionali, tra cui la Russia, attua strategie di guerra ibrida, anche nei confronti dell'UE e dei suoi Stati membri; sottolinea che tali atti hanno una natura particolarmente destabilizzante e pericolosa, in quanto rendono meno netti i confini tra guerra e pace, destabilizzano le democrazie e instillano il dubbio nelle menti delle popolazioni che ne sono il bersaglio; l'UE e gli Stati membri dovrebbero rafforzare il monitoraggio e l'analisi delle attività di guerra ibrida russe (compresi le campagne manipolatorie di disinformazione, i ciberattacchi, lo spionaggio e l'ingerenza nelle elezioni), in coordinamento con la NATO e i suoi partner, inclusi i paesi del partenariato orientale che possiedono un'esperienza e una conoscenza uniche a tale riguardo; in particolare, essi dovrebbero garantire urgentemente risorse, personale e strumenti sufficienti in grado di identificare, analizzare, prevenire, contrastare ed eliminare le minacce e le ingerenze ibride russe; ciò è particolarmente importante in relazione ai tentativi di minare il progetto europeo, di polarizzare e dividere le società democratiche attraverso la disinformazione e il sostegno e finanziamento offerti ai partiti antidemocratici, populisti, estremisti e per lo più di estrema destra o di sinistra radicale, ai movimenti o alle ONG o alle forze separatiste in tutta Europa, anche nel ciberspazio e attraverso i social media e i mezzi di comunicazione come Russia Today e Sputnik; i partiti politici nell'UE che traggono volontariamente vantaggio dalle risorse finanziarie fornite dalla Federazione russa in cambio di sostegno politico o di altro genere offerto dal Parlamento o da altre organizzazioni a favore delle politiche e mire russe a scapito degli interessi e dei valori dell'Unione hanno una responsabilità politica e morale;
               
            
                  w)
               
               
                  l'UE deve in tal senso elaborare una strategia di contenimento coordinata e olistica, che comprenda misure volte a proteggere il proprio panorama mediatico e monitorare sistematicamente il contenuto offerto dai media e dai fornitori di servizi Internet russi e vicini alla Russia (sia in russo che in altre lingue), senza limitare la libertà di stampa; nel quadro di tale strategia, l'UE dovrebbe rispondere alla Russia ogniqualvolta essa compie un attacco ibrido contro l'UE e gli Stati membri, dovrebbe aumentare la resilienza ai ciberattacchi e la capacità della task force East StratCom dell'UE, poiché c'è la necessità di coprire anche la disinformazione nello spazio dell'UE; l'UE e gli Stati membri dovrebbero attuare risposte più audaci, coordinate e proporzionate per contrastare tali attacchi, ad esempio tramite l'espulsione di diplomatici russi a livello europeo in risposta all'espulsione di diplomatici dei singoli Stati membri da parte delle autorità russe;
               
            
                  x)
               
               
                  l'UE dovrebbe infine garantire una rapida attuazione delle future proposte della commissione speciale del Parlamento europeo sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione;
               
            
         
            Impegno e dialogo selettivo con il Cremlino per preparare la transizione della Russia, compresa la cooperazione settoriale
         
      
      
                  y)
               
               
                  nel suo impegno nei confronti della Russia, l'UE si dovrebbe muovere in due direzioni: da un lato, un dialogo selettivo condizionale con le autorità del Cremlino e i governi regionali e dall'altro un impegno strategico con la società civile russa, che ambisce alla democrazia in Russia, nonché una cooperazione indipendente con attori locali e regionali; la strategia dell'UE nei confronti della Russia non dovrebbe precludere un coinvolgimento con le autorità quando ciò è nell'interesse dell'UE, senza danneggiare gli impegni dell'Unione per i diritti umani e gli obiettivi democratici, dal momento che è tuttora importante per l'UE trovare modi per ridurre le tensioni individuando misure volte ad aumentare la trasparenza e ridurre il rischio di fraintendimenti ed errori di calcolo;
               
            
                  z)
               
               
                  in particolare, l'UE dovrebbe proseguire la cooperazione istituzionale con la Russia attraverso le organizzazioni internazionali e i trattati multilaterali, quali le Nazioni Unite, l'OSCE, il Consiglio Artico e il Consiglio d'Europa, al fine di affrontare questioni regionali e globali urgenti, impegnarsi nella questione della prevenzione e risoluzione dei conflitti e promuovere interessi complementari o comuni, come nel settore delle questioni ambientali e della trasformazione verde sia dell'UE che della Russia, in relazione al Trattato sui cieli aperti o al disarmo nucleare, alla riduzione e al controllo delle armi, alle questioni riguardanti l'Artico e l'attuazione del Piano d'azione congiunto globale (accordo sul nucleare iraniano) e per quanto concerne la situazione nel Medio Oriente, in Libia e in Afghanistan; l'UE dovrebbe utilizzare il suo impegno selettivo con la Russia sulle questioni regionali e globali per ancorare saldamente la Russia alla cooperazione multilaterale e all'ordine internazionale fondato su regole, scoraggiandola in tal modo dal minacciare la sicurezza e la prosperità, anche nell'UE e nel vicinato europeo; l'UE dovrebbe, nello specifico, servirsi del Green Deal europeo e degli obiettivi climatici per collaborare con la Russia alla sua transizione verde, in particolare al fine di accelerare la decarbonizzazione, diminuire le emissioni di CO2 russe (in aumento nonostante la firma dell'accordo di Parigi), aumentare l'efficienza energetica ed estendere l'utilizzo delle energie rinnovabili, che hanno un potenziale gigantesco in Russia; l'UE può altresì contribuire a sensibilizzare sui cambiamenti climatici, argomento con diffusione ancora lenta in Russia;
               
            
                  aa)
               
               
                  l'UE, gli Stati membri e la Russia dovrebbero mantenere i buoni precedenti in materia di cooperazione nell'Artico, nel quadro della politica della Dimensione Nordica, poiché è della massima importanza che continuino a cooperare in modo costruttivo per contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici nell'Artico ed evitare che la regione diventi oggetto di nuove tensioni militari;
               
            
                  ab)
               
               
                  la cooperazione in taluni settori specifici non dovrebbe tuttavia portare a concessioni in materia di valori, e l'UE non dovrebbe mai ignorare le implicazioni geostrategiche e gli interessi dei suoi partner; l'UE deve in effetti garantire che qualsiasi ulteriore impegno con il Cremlino debba dipendere dalla promessa di quest'ultimo di porre fine alle sue aggressioni interne contro il suo stesso popolo, di interrompere la repressione sistematica dell'opposizione, l'intimidazione e la tortura dei prigionieri politici, di abrogare o modificare tutte le leggi incompatibili con le norme internazionali, come la legislazione sugli agenti stranieri e le cosiddette organizzazioni estremiste o non gradite, di fermare la repressione delle organizzazioni della società civile, in particolare di quelle che lottano contro la corruzione e difendono i diritti umani in Russia, e di porre fine alle sue aggressioni esterne contro i paesi vicini; in tale contesto, l'UE deve rammentare alla Russia che la detenzione degli oppositori politici viola gli obblighi internazionali e insistere sulla depoliticizzazione del sistema giudiziario, sul diritto a un equo processo e sull'accesso all'assistenza legale; in altre parole, nel suo tentativo di impegnarsi con il Cremlino, l'UE deve avere punti fermi ben definiti, compreso il pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dei paesi partner, e deve astenersi dal perseguire la cooperazione con la Russia unicamente allo scopo di mantenere aperti i canali di dialogo; l'UE non dovrebbe cercare alcun buon affare con il Cremlino, se quest'ultimo tenterà di avere carta bianca in Russia e nelle sue zone di interesse privilegiato (Ucraina, Bielorussia, ecc.); l'UE deve affermare in modo assolutamente chiaro che non sacrificherà gli interessi di altri paesi sull'altare delle migliori relazioni con Mosca;
               
            
                  ac)
               
               
                  l'UE dovrebbe inoltre esortare la Federazione russa ad affrontare le urgenti questioni sollevate dalla comunità internazionale e a divulgare immediatamente, completamente e per intero il suo programma per il Novichok all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche; l'UE dovrebbe altresì condannare il ruolo della Russia nell'abbattimento del volo MH17 nel 2014 e invitare la Federazione russa a cooperare pienamente nelle indagini sui maggiori crimini, incidenti e tragedie internazionali, come l'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines e altri recenti incidenti che coinvolgono i servizi di intelligence russi sul territorio degli Stati membri dell'UE e dei paesi del partenariato orientale, compresa la Bielorussia;
               
            
                  ad)
               
               
                  l'UE dovrebbe ribadire l'invito formulato in molteplici occasioni alle autorità russe di restituire alla Polonia il relitto e le scatole nere dell'aeroplano Tu-154 del governo polacco, schiantatosi nei pressi di Smolensk nell'aprile 2010;
               
            
         
            Impegno a sostegno della democrazia — reagire con sanzioni, controlli finanziari e indagini internazionali
         
      
      
                  ae)
               
               
                  l'UE deve rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti e altri partner che condividono gli stessi principi e istituire un'alleanza per difendere la democrazia a livello globale e proporre un insieme di strumenti a tale scopo, che dovrebbe comprendere azioni congiunte in materia di sanzioni, politiche di contrasto contro i flussi finanziari illeciti, norme sulla condizionalità dell'assistenza economica e finanziaria, indagini internazionali e un'ambiziosa agenda a sostegno della libertà e della democrazia, degli attivisti dei diritti umani e dei difensori della democrazia; l'agenda dell'UE dovrebbe inoltre bilanciare gli sforzi compiuti da Russia e Cina per indebolire la democrazia nel mondo e destabilizzare l'ordine europeo;
               
            
                  af)
               
               
                  l'UE dovrebbe istituire un quadro centralizzato per contrastare i flussi illeciti di denaro, rafforzare ulteriormente il proprio quadro antiriciclaggio e garantirne l'attuazione coerente, facilitare una maggiore cooperazione tra le autorità competenti e istituire un'autorità dell'Unione per i controlli finanziari, in modo da migliorare la protezione dell'UE e dei suoi Stati membri dalle pratiche finanziarie illecite e dalle ingerenze della Russia e di altri regimi autoritari, che sono utilizzate per fini politici sovversivi e costituiscono pertanto una minaccia per la sicurezza e la stabilità dell'Europa;
               
            
                  ag)
               
               
                  l'UE deve in particolare prendere in considerazione la necessità di includere la Russia nell'elenco dei paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio di denaro, il che dovrebbe essere fondamentale per ottenere un maggiore controllo dell'UE su tutti i flussi finanziari sospetti provenienti dal regime russo e dai suoi procuratori; l'UE dovrebbe inoltre rafforzare il proprio sistema bancario e istituire un quadro normativo per combattere le ingerenze finanziarie della Russia nei processi democratici dell'UE e degli Stati membri, comprese la strategia della corruzione dell'élite e la tecnica di cooptare funzionari civili di alto livello ed ex politici europei; tale quadro dovrebbe migliorare la trasparenza in relazione ai fondi dell'élite russa depositati o spesi nell'UE e contribuire a rispondere, impedendolo, al finanziamento di partiti politici, movimenti politici e campagne politiche da parte di attori russi, nonché contrastare gli investimenti nelle infrastrutture e negli organismi strategici, incluse le università e i gruppi di riflessione politici, che rischiano di creare o rafforzare la dipendenza di taluni settori economici dalla Russia e possono fungere da punti di ingresso per lo spionaggio russo e le minacce alla sicurezza; l'UE dovrebbe in tal senso penalizzare le attività russe utilizzate direttamente e indirettamente per interferire nei processi democratici dell'Unione, degli Stati membri dell'UE e dei paesi del partenariato orientale; nel contempo, i governi nazionali e le organizzazioni internazionali dovrebbero condurre inchieste sui patrimoni nascosti dei principali leader e oligarchi russi e renderne pubblici i risultati;
               
            
                  ah)
               
               
                  l'UE dovrebbe creare quanto prima mezzi legali efficaci per contrastare la corruzione transfrontaliera e il riciclaggio di denaro a ciò connesso, in particolare quando riguardano pratiche di corruzione e finanziamento illecite provenienti dalla Russia, e applicare molto più ampiamente la confisca civile per affrontare efficacemente la cleptocrazia del Cremlino; le organizzazioni della società civile e le ONG russe non dovrebbero in tal senso essere sistematicamente private dalle autorità russe dei mezzi per combattere la corruzione; l'UE dovrebbe inoltre sviluppare le capacità per rilevare e interrompere i flussi di denaro sporco dalla Russia, nonché per trovare i tesori nascosti e le attività finanziarie degli autocrati del regime russo e degli oligarchi corrotti negli Stati membri dell'UE; le istituzioni dell'UE dovrebbero presentare relazioni periodiche su questi casi durante le sedute semestrali del Parlamento europeo sullo stato della democrazia in Russia; tali relazioni dovrebbero contenere i nomi dei membri più importanti dell'entourage del Presidente Putin;
               
            
                  ai)
               
               
                  nel combattere i flussi illeciti di denaro dalla Russia, l'UE dovrebbe rivolgere particolare attenzione ai flussi finanziari dalla Bielorussia, dato che gli autocrati e gli oligarchi corrotti hanno stretti legami; le relazioni speciali delle istituzioni dell'UE al Parlamento dovrebbero affrontare la questione dell'ingerenza finanziaria russa in Bielorussia, anche in settori strategici, e includere informazioni sulle attività dell'entourage di Alexander Lukashenko e degli oligarchi corrotti;
               
            
                  aj)
               
               
                  l'UE dovrebbe affrontare il problema della manipolazione delle informazioni da parte della Russia e dei tentativi di interferire nei processi democratici a livello dell'UE e nei suoi Stati membri esaminando e mettendo in atto gli strumenti necessari per opporsi a tali fenomeni e contrastarli;
               
            
                  ak)
               
               
                  l'UE, in linea con il principio «democrazia al primo posto», dovrebbe rafforzare il requisito di condizionalità nelle sue relazioni con la Russia perseguendo un dialogo o un accordo con la Russia in merito a misure volte a tutelare i diritti umani, la libertà dei media e lo svolgimento di elezioni libere come condizione più rigorosa per il dialogo; l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero inoltre rivedere i loro progetti di sostegno agli investimenti e di cooperazione economica (come il progetto Nord Stream 2 e le centrali nucleari costruite dalla Rosatom) e dovrebbero incrementare gli sforzi per limitare gli investimenti strategici del Cremlino, che spesso provengono dagli Stati membri mediante i flussi finanziari degli oligarchi e delle imprese russe fondate per finanziare l'ingerenza malevola della Russia e la diffusione della corruzione nell'UE; l'UE dovrebbe in tal senso prestare particolare attenzione all'istituto della doppia cittadinanza e insistere affinché la Bulgaria e Malta abbandonino i rispettivi programmi di cittadinanza per investitori; l'UE non dovrebbe inoltre attuare progetti transazionali o commerciali congiunti senza applicare la dovuta diligenza politica in materia di trasparenza, corruzione e implicazioni politiche, dal momento che tali progetti non dovrebbero danneggiare la solidarietà fra gli Stati membri o con i paesi vicini, non dovrebbero portare vantaggi a sistemi corrotti in Russia o nell'UE e non dovrebbero avere un impatto negativo sui diritti umani o sull'ambiente;
               
            
                  al)
               
               
                  l'UE dovrebbe, nel contempo, applicare il principio «democrazia al primo posto» nella sua valutazione dei programmi di sostegno finanziario alla Russia e di investimento in Russia, che, fra le altre misure, dovrebbero comprendere una revisione dei mandati di finanziamento delle istituzioni finanziarie dell'UE; l'UE dovrebbe rivedere, in tale spirito, la sua cooperazione con la Russia in seno a molti formati politici esteri e avviare una revisione del rispetto da parte della Russia degli impegni nei confronti del Consiglio d'Europa;
               
            
                  am)
               
               
                  l'UE dovrebbe creare nuovi strumenti per richiedere con maggiore efficacia il rilascio dei prigionieri politici; l'UE dovrebbe richiedere che le autorità russe rilascino tutti coloro che sono stati ingiustamente incarcerati per motivi politici, fra cui Aleksej Naval'nyj, Aleksej Pičugin, Yuri Dmitriev e tutte le persone designate come «prigionieri politici» dal Centro per i diritti umani Memorial, in conformità dei criteri stabiliti dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nella risoluzione 1900/2012; l'UE deve approfittare di ogni opportunità per richiamare all'attenzione delle autorità russe queste e altre violazioni nella sfera della libertà di espressione, in particolare in riferimento alle vessazioni, alle persecuzioni e agli attacchi fisici contro attivisti della società civile, giornalisti e difensori dei diritti umani in Russia; l'UE dovrebbe chiedere con fermezza che sia posta fine a tali violazioni e che queste siano oggetto di indagini ed esortare la Russia ad assicurare che i responsabili rispondano dei propri atti;
               
            
                  an)
               
               
                  le istituzioni dell'UE devono fornire relazioni periodiche durante le sedute del Parlamento europeo sulla situazione dei prigionieri politici in Russia, instaurare stretti contatti con i dissidenti, le ONG, le organizzazioni della società civile, i difensori dei diritti umani e i mezzi di comunicazione indipendenti in Russia e rafforzare il sostegno finanziario ad essi offerto, nonché essere costantemente a conoscenza dei nomi degli attivisti politici incarcerati e delle loro condizioni di prigionia in Russia; gli Stati membri dovrebbero inoltre astenersi dal permettere o favorire deportazioni ed estradizioni di oppositori politici e richiedenti asilo alla Russia, dove la loro vita o integrità fisica sarebbero in pericolo; l'UE dovrebbe altresì facilitare, se del caso, il rilascio di visti di emergenza e fornire rifugio temporaneo nei suoi Stati membri;
               
            
                  ao)
               
               
                  l'UE dovrebbe inoltre monitorare da vicino la situazione dei diritti umani in Russia, anche mediante il monitoraggio da parte della delegazione dell'UE in Russia e delle ambasciate degli Stati membri dei procedimenti giudiziari che coinvolgono organizzazioni della società civile, politici dell'opposizione e attivisti; l'UE dovrebbe ampliare altresì il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani e applicarlo agli abusi dei diritti umani in tutti i territori interessati da conflitti congelati o nelle regioni occupate dei paesi del partenariato orientale; l'UE dovrebbe parallelamente attuare il suo impegno all'integrazione di genere in tutte le azioni esterne e sostenere i diritti umani fondamentali, compresa la lotta alla violenza di genere, al razzismo, alla xenofobia, ai crimini d'odio, alla brutalità delle forze di polizia e ad altre forme di discriminazione e sollevare il problema della parità di genere, dei diritti delle donne, dei diritti delle persone LGBTI+ e delle minoranze in Russia; l'UE dovrebbe, laddove possibile, aiutare i residenti in Russia oppressi, soprattutto coloro che subiscono discriminazioni sulla base dell'età, della religione, della razza, dell'etnia, dell'appartenenza a un gruppo linguistico o sociale, dell'orientamento sessuale, dell'espressione di genere, dell'identità di genere, dei caratteri sessuali o per qualunque altro motivo; l'UE dovrebbe altresì impegnarsi con la Russia nell'ambito del trattamento dei difensori dei diritti delle donne, della rappresentanza delle donne in politica e nell'amministrazione pubblica, delle opportunità per le donne sul mercato del lavoro e della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi in Russia; l'UE dovrebbe inoltre condannare la persecuzione, la detenzione arbitraria e la tortura delle persone LGBTI+ in molte parti della Federazione russa, sottolineare l'esigenza permanente di indagini e chiedere il rilascio immediato di tutti i prigionieri in tali situazioni, in particolare in Cecenia; l'UE dovrebbe peraltro mettere in luce il continuo utilizzo da parte del governo russo del divieto di «propaganda gay» per giustificare persecuzioni criminali; l'UE, con il sostegno degli Stati membri, dovrebbe semplificare le procedure di richiesta di asilo per le vittime di tali soprusi in conformità del diritto europeo e nazionale;
               
            
                  ap)
               
               
                  l'UE dovrebbe potenziare la propria abilità di elaborare e adottare sanzioni contro le autorità russe, gli oligarchi russi, gli accoliti del Presidente Putin e i membri delle loro famiglie per le violazioni dei diritti umani o la repressione sistemica delle forze democratiche, delle minoranze, dei gruppi religiosi e LGBTI+ in Russia; dovrebbe a tal fine centralizzare il proprio processo decisionale rendendo automatica l'imposizione di sanzioni in caso di gravi violazioni dei diritti umani e considerare la possibile introduzione della norma sul voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio per altri abusi dei diritti umani; l'UE dovrebbe inoltre adottare con urgenza un regime di sanzioni anticorruzione dell'UE, possibilmente seguendo l'esempio del regime globale di sanzioni anticorruzione del Regno Unito, al fine di integrare il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani vigente e, in caso di un ulteriore inasprimento delle tensioni, dovrebbe altresì prendere in considerazione sanzioni mirate al finanziamento dei servizi di intelligence e del comparto militare, nonché dei settori del petrolio e del gas; l'UE dovrebbe, in tal caso, preparare un nuovo meccanismo di sanzioni secondo cui la prosecuzione degli atti ostili perpetrati dalla Federazione russa avvierebbe una riduzione di una determinata percentuale di importazioni di energia a livello di UE da fornitori con sede in Russia, e nel contempo si aiuterebbero gli Stati membri a colmare i vuoti da ciò causati mediante misure coerenti con il Green Deal europeo; sottolinea che la riduzione dovrebbe aumentare in modo automatico della medesima percentuale su base annuale finché la Federazione russa non porrà fine ai suoi atti ostili;
               
            
                  aq)
               
               
                  l'UE dovrebbe condurre consultazioni con organizzazioni non governative per raccogliere informazioni utili per la propria politica sanzionatoria, in modo che tali organizzazioni possano assisterla nel preparare i casi e nell'indagare sui medesimi in maniera esaustiva; raccomanda agli Stati membri di rafforzare senza indugio la cooperazione in materia di controspionaggio e la condivisione delle informazioni al fine di rivelare e contrastare le reti clandestine russe nell'UE;
               
            
                  ar)
               
               
                  l'UE dovrebbe avviare indagini internazionali, contribuendovi, sui crimini commessi dal regime del Presidente Putin contro il popolo russo nonché sui crimini commessi dal regime di Lukashenko in Bielorussia, attraverso una piattaforma per l'impunità e un polo di giustizia dell'UE (EU Justice Hub); nel contesto di tali indagini, l'UE dovrebbe istituire una task force di consulenti per assistere le indagini, i processi e l'istituzione di tribunali dell'UE a livello nazionale e internazionale e riferire periodicamente al Parlamento sullo stato della libertà politica in Russia;
               
            
                  as)
               
               
                  l'UE dovrebbe inoltre incoraggiare e sostenere gli sforzi nelle giurisdizioni nazionali e internazionali di avviare processi penali per accertare la responsabilità dei gruppi militari e paramilitari russi per violazioni e reati, compresi i crimini di guerra, commessi ai danni di civili durante le operazioni in svariati paesi come la Siria, la Repubblica Centrafricana e la Libia;
               
            
                  at)
               
               
                  l'UE dovrebbe altresì richiedere un'indagine indipendente e imparziale sull'assassinio del leader dell'opposizione Boris Nemtsov e consegnarne i responsabili alla giustizia, in linea con le raccomandazioni dell'OSCE e del Consiglio d'Europa;
               
            
                  au)
               
               
                  l'UE dovrebbe inoltre condannare risolutamente le sanzioni ingiustificate contro i funzionari dell'UE e chiedere alle autorità russe di ritirarle senza indugio;
               
            
                  av)
               
               
                  l'UE deve essere disposta a non riconoscere il parlamento russo e a considerare di chiedere la sospensione della Russia dalle organizzazioni internazionali con assemblee parlamentari, in particolare l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, qualora i risultati delle elezioni parlamentari del 2021 in Russia siano riconosciuti come fraudolenti e condotti in violazione dei principi democratici e del diritto internazionale; l'UE dovrebbe inoltre condannare qualsiasi tentativo del Presidente Putin di rimanere in carica dopo la fine del suo attuale e ultimo mandato presidenziale, il 7 maggio 2024, sulla base delle modifiche costituzionali del 2020, che il Parlamento europeo ha valutato come «introdotte illegalmente»;
               
            
                  aw)
               
               
                  l'UE dovrebbe chiedere al governo russo e alla Duma di Stato di rivedere il quadro giuridico relativo alle elezioni e all'osservazione delle elezioni, al fine di agevolare il pluralismo ed elezioni libere e giuste conformemente alle norme internazionali, e di creare condizioni di parità per i candidati dell'opposizione;
               
            
                  ax)
               
               
                  gli Stati membri dovrebbero, nel contempo, adottare tutte le misure possibili volte a evitare la partecipazione dei loro cittadini come osservatori internazionali alle elezioni parlamentari del 2021, organizzate illegalmente dalla Russia nella Crimea occupata; il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali dovrebbero, in tale contesto, evitare tutte le attività, introducendo le relative sanzioni, che potrebbero essere falsamente ritenute un'osservazione internazionale; inoltre, l'UE dovrebbe condannare e rifiutare di riconoscere l'organizzazione illegale da parte della Russia di queste e ulteriori elezioni nella Crimea occupata, nonché le aree occupate delle regioni di Donetsk e Luhansk;
               
            
         
            Impegno a sostegno della democrazia — sostenere una società a favore della democrazia in Russia
         
      
      
                  ay)
               
               
                  l'UE dovrebbe esprimere la volontà di migliorare le relazioni con il popolo della Federazione russa mediante l'adozione e la pubblicazione di un «discorso al popolo russo»;
               
            
                  az)
               
               
                  l'UE dovrebbe tenere conto dei possibili diversi sviluppi delle relazioni UE-Russia e all'interno della Russia; l'UE dovrebbe, in particolare, avere una visione strategica per le sue future relazioni con una Russia libera, prospera, pacifica e democratica, pienamente rispettosa del diritto internazionale, dei suoi obblighi internazionali e dei principi di buon vicinato; tale strategia dovrebbe comprendere un'ampia offerta con condizioni e incentivi quali la liberalizzazione dei visti, programmi di libero scambio, investimenti e modernizzazione, nonché un partenariato strategico con il fine, fra l'altro, di garantire la stabilità del continente e il pieno rispetto dei suoi confini internazionali; l'UE dovrebbe inoltre rendere noti i potenziali benefici che intende offrire in cambio di una trasformazione democratica della Russia in un sistema di governance cooperativa e democratica pienamente sviluppata, rispettosa dei diritti umani, delle libertà fondamentali, del diritto internazionale e del sistema internazionale basato su regole, nonché di un cambiamento sostanziale della sua politica estera attuale e del comportamento a livello internazionale;
               
            
                  ba)
               
               
                  l'UE dovrebbe sostenere la società civile russa e promuovere i contatti interpersonali fra i cittadini dell'UE e della Russia, in particolare dal momento che i cittadini russi sono i riceventi di visti Schengen più numerosi al mondo, di cui molti pluri-ingresso e pluriennali; essa dovrebbe pertanto considerare di ridurre le spese di visto e gli ostacoli per i cittadini russi e condurre una campagna informativa efficace per mostrare che l'UE è accogliente nei confronti del popolo russo; l'UE dovrebbe altresì ampliare i programmi scolastici, universitari, scientifici e di scambio culturale con la Russia e considerare la possibilità di offrire tirocini e opportunità di assunzione diretta per i lavoratori più o meno qualificati provenienti dalla Russia; l'UE deve creare ed estendere le alternative per gli immigrati per ragioni politiche provenienti dalla Russia, affinché siano in grado di vivere nell'UE in condizioni sicure e giuridicamente certe; l'UE dovrebbe inoltre aumentare in modo sostanziale la sua assistenza finanziaria e tecnica ai sindacati, ai media indipendenti, alle organizzazioni non governative e della società civile e alle misure di rafforzamento delle capacità nel settore civile in Russia; l'UE dovrebbe altresì sostenere finanziariamente i programmi di studi umanistici nelle università dell'Unione, i quali consentirebbero ai cittadini russi, in particolare agli studenti, di essere pronti a partecipare alla trasformazione democratica del loro paese;
               
            
                  bb)
               
               
                  l'UE dovrebbe adottare un elenco globale di tutti gli strumenti disponibili per coinvolgere la società democratica in Russia, che può includere proposte elaborate dalle molte organizzazioni della società civile russa;
               
            
                  bc)
               
               
                  l'UE dovrebbe reagire alla propaganda in lingua russa e alle campagne di disinformazione del regime del Presidente Putin nell'UE, nei paesi del partenariato orientale e nella Russia stessa, sostenendo e rafforzando il giornalismo indipendente e i mezzi di comunicazione che offrono un'alternativa alla disinformazione del Cremlino e sostenere la creazione di un canale televisivo russo libero che trasmetta 24 ore su 24, 7 giorni su 7; l'UE dovrebbe ulteriormente sostenere i media, i giornalisti e i blogger indipendenti in Russia al fine di rafforzare fonti e canali alternativi non controllati dal Cremlino;
               
            
                  bd)
               
               
                  l'UE deve contrastare la pressione sui media indipendenti, anche istituendo un fondo europeo per la democrazia dei media a sostegno dei mezzi di comunicazione indipendenti nel mondo e anche in Russia; l'UE dovrebbe altresì impegnarsi maggiormente per sostenere e rafforzare i giornalisti e le emittenti indipendenti che offrono un'alternativa alla disinformazione del Cremlino, senza i quali la Russia non può essere democratica, prospera e libera; l'UE dovrebbe in tal senso sostenere le emittenti indipendenti quali Meduza e Radio Free Europe/Radio Liberty, alla luce delle cosiddette leggi, onerose e inattuabili, sugli «agenti stranieri» poste in essere dalle autorità russe per reprimere la libertà di parola e il giornalismo indipendente;
               
            
                  be)
               
               
                  la delegazione del Parlamento alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia dovrebbe assumersi il compito di individuare gli interessati che ricoprono un ruolo guida nella società russa, che sarebbero a favore della creazione di un dialogo costruttivo e continuativo e di un programma di contatti pubblici con la società civile, le università, le istituzioni scientifiche e culturali più importanti, le organizzazioni non governative, i movimenti politici e i circoli artistici e intellettuali russi;
               
            
                  bf)
               
               
                  l'UE deve tenere conto del fatto che l'approvazione di Stalin tra la popolazione russa è salita al livello più alto mai raggiunto nell'era di Vladimir Putin, con il 70 % della società che ritiene che Stalin abbia svolto un ruolo positivo nella storia russa; l'UE dovrebbe riconoscere che ciò è dovuto alla politica di «Stalinizzazione della coscienza di massa» di Putin e alla repressione degli storici indipendenti; l'UE deve insistere affinché gli archivi sovietici siano aperti a studiosi e ricercatori e affinché siano resi pubblici i dettagli degli atti di genocidio degli stalinisti contro i russi e le altre nazioni dell'Unione Sovietica e dei suoi Stati satellite, compresi i fascicoli relativi all'operazione militare criminale nota come retata di Augustów;
               
            
                  bg)
               
               
                  le Nazioni Unite hanno dichiarato che l'accesso a Internet è un diritto umano e, a tale proposito, l'UE dovrebbe condannare i tentativi del Cremlino di bloccare, controllare, censurare e persino isolare il popolo russo dall'accesso a Internet; l'UE deve invitare le società informatiche globali a tenere conto di questi sforzi antidemocratici nel prendere in considerazione le operazioni sul mercato russo;
               
            
                  bh)
               
               
                  l'UE dovrebbe infine istituire un quadro giuridico vincolante che le consenta di reagire con forza alle campagne volte a danneggiare la democrazia o lo Stato di diritto, anche mediante azioni mirate contro i responsabili di tali campagne; l'UE dovrebbe altresì sviluppare strategie efficaci nell'ambito della politica digitale al fine di usare gli standard tecnologici e l'Internet aperta per sostenere gli spazi aperti e limitare le tecnologie oppressive; l'UE dovrebbe pertanto sostenere le tecnologie open source, i servizi per rendere sicure le comunicazioni, le piattaforme decentralizzate e nuove piattaforme di social media accessibili, che proteggano la sfera privata e attraenti per la popolazione russa, ampliando nel contempo gli standard tecnologici globali relativi alla privacy, creando norme etiche e giuridiche con effetti determinanti per promuovere la tutela dei diritti fondamentali, lavorando a un divieto internazionale della sorveglianza di massa delle tecnologie e dei sistemi di punteggio della popolazione invasivi e insistendo sul divieto dei sistemi d'arma autonomi;
               
            
         
            Impegno a sostegno del popolo russo e della democrazia — il successo del partenariato orientale come fonte di ispirazione per i cittadini russi
         
      
      
                  bi)
               
               
                  l'UE dovrebbe continuare a rafforzare il partenariato orientale allo scopo di promuovere la democrazia, lo Stato di diritto, le libertà fondamentali, i diritti umani, la cooperazione regionale e rapporti di buon vicinato; l'UE dovrebbe in particolare proporre, durante la prossima Conferenza sul futuro dell'Europa, una strategia di cooperazione rafforzata per prepararsi a un nuovo slancio di integrazione europea dei paesi del vicinato orientale dell'UE e sostenere il successo dello sviluppo dei paesi del partenariato orientale orientati all'Europa, che fungerebbe da buon esempio e incentiverebbe il popolo russo a sostenere la democrazia; l'UE dovrebbe di conseguenza sostenere una prospettiva realistica dell'adesione all'UE dei paesi del partenariato orientale, mantenendo in tal modo la loro motivazione per ulteriori riforme;
               
            
                  bj)
               
               
                  l'UE dovrebbe continuare a sostenere l'adempimento da parte di Ucraina, Georgia, Moldova, Armenia, Azerbaigian e Bielorussia dei criteri politici, democratici, sociali e giuridici dell'Unione, su cui si fondano i trattati e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE;
               
            
                  bk)
               
               
                  l'UE dovrebbe infine tendere a una strategia più ambiziosa di integrazione dei paesi del partenariato orientale con cui ha concluso accordi di associazione; l'UE motiverà, in tal modo, i paesi del partenariato orientale associati all'UE ad approvare riforme ispirate all'europeismo, offrendo tra l'altro loro un modello basato sulla formula «tutto tranne le istituzioni» e fornendo loro i pieni vantaggi dell'integrazione europea, quali l'accesso alle politiche comuni dell'UE, l'apertura a risorse finanziarie dell'UE, l'accesso alla giurisdizione dell'Unione, mantenendo nel contempo aperta la possibilità di una futura adesione all'UE;
               
            
               
                  2.
               
               
                  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti dei paesi del partenariato orientale e del G7, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e al Presidente, al governo e al parlamento della Federazione russa.
               
            
         (1)  GU C 234 del 28.6.2016, pag. 14.
      
         (2)  GU C 407 del 4.11.2016, pag. 74.
      
         (3)  GU C 263 del 25.7.2018, pag. 109.
      
         (4)  GU C 28 del 27.1.2020, pag. 97.
      
         (5)  GU C 224 del 27.6.2018, pag. 58.
      
         (6)  GU C 23 del 21.1.2021, pag. 7.
      
         (7)  GU C 171 del 6.5.2021, pag. 25.
      
         (8)  GU C 255 del 29.6.2021, pag. 54.
      
         (9)  Testi approvati, P9_TA(2020)0232.
      
         (10)  Testi approvati, P9_TA(2021)0018.
      
         (11)  Testi approvati, P9_TA(2021)0159.
      
         (12)  Testi approvati, P9_TA(2021)0291.