CELEX: C2000/233/38
Language: it
Date: 2000-08-12 00:00:00
Title: Causa C-233/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 13 giugno 2000

C 233/20                   IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          12.8.2000
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                    quali la decisione deve essere adottata, deve essere considerata
                                                                             una violazione estremamente seria delle direttive sopra indi-
                                                                             cate.
—     dichiarare che il Regno del Belgio non avendo adottato le
      disposizioni di legge, amministrative e di regolamento
                                                                             ( 1) GU L 194, pag. 39.
      necessarie per dare piena trasposizione all’art. 9 della               ( 2) GU L 129, pag. 23.
      direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relati-            ( 3) GU L 20, pag. 43.
      va ai rifiuti (1), come modificata con direttiva del Consiglio         ( 4) GU 1984, L 188, pag. 20.
      91/156/CEE, agli artt. 3, 4, 5 e 7 della direttiva del                 ( 5) GU 1985, L 175, pag. 40.
      Consiglio 4 maggio 1976, 76/464/CEE, concernente l’in-
      quinamento provocato da certe sostanze pericolose scari-
      cate nell’ambiente idrico della Comunità(2), agli artt. 4, 5,
      7 e 10, della direttiva del Consiglio 17 dicembre 1979,
      80/68/CEE, concernente l’inquinamento provocato da
      certe sostanze pericolose scaricate nell’ambiente idrico
      della Comunità (3), agli artt. 3, 4, 5, 9 e 10 della direttiva
      del Consiglio 28 giugno 1984, 84/360/CEE, concernente                  Ricorso della Commissione delle Comunità europee
      la lotta contro l’inquinamento atmosferico provocato                   contro la Repubblica francese, proposto il 13 giugno 2000
      dagli impianti industriali (4), agli artt. 2 e 8 della direttiva
      del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE, concernente                                           (Causa C-233/00)
      la valutazione dell’impatto ambientale di determinati
      progetti pubblici e privati (5), è venuto meno agli obblighi
      incombentigli ai sensi dell’art. 249 CE nonché dalle                                             (2000/C 233/38)
      direttive sopra menzionate;
                                                                             Il 13 giugno 2000 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dai signori Götz zur Hausen e Jean-Francis
—     condannare il Regno del Belgio alle spese di causa                     Pasquier, consiglieri giuridici, in qualità di agenti, con domicilio
                                                                             eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la
                                                                             Cruz, membro del servizio giuridico, Centre Wagner, Kirch-
                                                                             berg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                             europee, un ricorso contro la Repubblica francese.
Motivi e principali argomenti
                                                                             La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
                                                                             voglia:
La Commissione è del parere che il cosiddetto «silenzio-                     —     dichiarare che la Repubblica francese, non avendo attuato
assenso» previsto dalla normativa regionale fiamminga e                            correttamente gli artt. 2, lett. a), e 3, nn. 2, 3 e 4,
vallona sia in contrasto con le disposizioni menzionate nelle                      della direttiva del Consiglio 7 giugno 1990, 90/313/CEE,
conclusioni sopra esposte. Il meccanismo dell’«autorizzazione                      concernente la libertà di accesso all’informazione in
tacita» opera come segue: Qualora l’autorità competente in                         materia di ambiente (1), è venuta meno agli obblighi ad
prima istanza non prenda alcuna decisione su una domanda                           essa incombenti in forza della detta direttiva nonché
di autorizzazione, l’autorizzazione richiesta deve ritenersi                       dell’art. 249, terzo comma, del Trattato;
respinta (principio del silenzio-rifiuto). Nell’istanza superiore
vige però proprio il principio opposto. Qualora l’autorità che              —     condannare la Repubblica francese alle spese.
decide sul ricorso non adotti entro i termini stabiliti alcuna
decisione, l’autorizzazione deve ritenersi concessa (il principio
del silenzio-assenso). Tale regola vale anche in caso di rigetto             Motivi e principali argomenti
espresso o tacito di un’autorizzazione in prima istanza.
                                                                             —     Attuazione incompleta del combinato disposto degli
                                                                                   artt. 2, lett. a), e 3, n. 1, della direttiva 90/313/CEE
                                                                                   (ambito d’applicazione dell’obbligo di comunicazione): la
Un «silenzio-assenso» che emerga dall’unico fatto che il termine                   nozione di «documento amministrativo», utilizzata dalla
per la decisione è trascorso, non può mai considerarsi come                       legge (francese) n. 78/753 sarebbe più ristretta di quella
un atto esplicito dell’amministrazione. Le sopra menzionate                        di «informazioni relative all’ambiente» della direttiva, di
direttive non richiedono alcun mero obbligo amministrativo                         modo che alcuni documenti in possesso dell’amministra-
formale, bensı̀ una decisione sostanziale. L’autorizzazione                        zione e contenenti informazioni in materia ambientale di
richiesta può inoltre essere semplicemente concessa una volta                     potenziale interesse per i cittadini potrebbero non essere
compiuto un accertamento preliminare. Il meccanismo del                            comunicabili in base alla legge 1978.
silenzio-assenso non garantisce che un’autorizzazione non
venga concessa senza un siffatto accertamento. Inoltre, la                   —     Attuazione scorretta dell’art. 3, n. 2, primo comma (ecce-
possibilità che, qualora l’autorità competente in primo grado                      zioni al principio di comunicazione delle informazioni in
pervenga alla decisione che la richiesta autorizzazione debba                      materia di ambiente): l’art. 6, ultimo trattino, della legge
essere respinta, tale decisione potrebbe essere messa da parte                     n. 78-753 consente di opporre un diniego a una richiesta
in grado di appello con il semplice scadere dei termini entro i                    di consultazione di informazioni quando la consultazione
 ---pagebreak--- 12.8.2000               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 233/21
      o la comunicazione di un documento potrebbero ledere                 of Customs & Excise contro CSC Financial Services Limited [ex
      «in modo generale, segreti tutelati dalla legge». Orbene,            Continuum (Europe) Limited], la High Court of Justice (England
      tale nozione non comparirebbe nell’elenco tassativo                  & Wales), Queen’s Bench Division (Crown Office) ha sotto-
      delle eccezioni contenuto nell’art. 3, n. 2, della direttiva         posto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti
      90/313/CEE. Esso non potrebbe considerarsi equivalente               questioni pregiudiziali:
      a quello di «riservatezza dei dati», contenuto nella diretti-
      va. Benché le autorità nazionali abbiano l’obbligo di                Come si debba interpretare l’esenzione prevista per le «opera-
      interpretare le disposizioni di diritto interno in modo da           zioni relative a titoli» dall’art. 13 B, lett. d), punto 5 (1), e,
      garantire l’osservanza del diritto comunitario, il dettato           precisamente:
      della legge 1978 non consentirebbe di escludere oggetti-
      vamente l’ipotesi di un diniego ingiustificato alla luce             1.    Se l’espressione «operazioni relative a titoli» si riferisca
      della direttiva e la parvenza di legittimità, in contrasto                 solamente a un’operazione in cui i diritti e gli obblighi
      con gli obblighi derivanti dal diritto comunitario, provo-                 delle parti in relazione ai titoli risultano modificati;
      cherebbe una situazione inammissibile d’incertezza del
      diritto.                                                             2.    Se l’espressione «operazioni, compresa la negoziazione,
                                                                                 (...) relativa a (...) titoli» possa riferirsi a un servizio di
                                                                                 fornitura di informazioni a potenziali investitori, di
—     Omessa attuazione dell’art. 3, n. 2, ultimo comma (comu-
                                                                                 ricezione ed evasione di richieste provenienti da investito-
      nicazione parziale d’informazioni): un orientamento ela-
                                                                                 ri al fine dell’emissione di titoli (esclusa la preparazione e
      borato dalla «Commission d’accès aux documents admi-
                                                                                 la spedizione dei relativi documenti rappresentativi), qual
      nistratifs» francese (Commissione per la consultazione dei
                                                                                 ora il detto servizio venga fornito ad un soggetto,
      documenti amministrati) non potrebbe sostituire una
                                                                                 titolare di diritti e obblighi derivanti dalla normativa che
      corretta attuazione di una direttiva che attribuisce diritti
                                                                                 disciplina tali titoli, da un soggetto che non è destinatario
      soggettivi.
                                                                                 di alcun diritto od obbligo derivante dalla detta normativa.
—     Omessa attuazione dell’art. 3, n. 3 (possibilità di rigetto
      di una domanda infondata o che presupponga la comuni-                (1) della Sesta Direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE,
      cazione di documenti incompleti o interni): benché sia                   in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
                                                                               relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
      esatto che l’art. 3, n. 3, della direttiva enuncia solo una
                                                                               imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145,
      facoltà attribuita agli Stati membri, e non un obbligo,                  13.6.77, pag. 1).
      risulterebbe che la detta facoltà di rigetto, sia, di fatto,
      utilizzata dal l’amministrazione francese a fronte di talune
      richieste d’informazioni, e che i privati non sarebbero in
      condizioni di conoscere con la chiarezza richiesta i limiti
      del loro diritto di consultare le informazioni, dato che la
      valutazione delle eccezioni sarebbe effettuata solo caso
      per caso dal giudice amministrativo.                                 Ricorso della Commissione delle Comunità europee
                                                                           contro il Granducato del Lussemburgo, presentato il
                                                                                                       13 giugno 2000
—     Attuazione scorretta dell’art. 3, n. 4 (possibilità di decisio-
      ni implicite di rigetto prive di motivazione).
                                                                                                      (Causa C-236/00)
(1) GU L 158, del 23.6.1990, pag. 56.                                                                  (2000/C 233/40)
                                                                           Il 13 giugno 2000, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dall’avv. Gérard Berscheid, membro del servizio
                                                                           giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussem-
                                                                           burgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del
                                                                           medesimo servizio, Centre Wagner, Kirchberg, ha presentato
                                                                           dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                           ricorso contro il Granducato del Lussemburgo.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High
Court of Justice (England & Wales), Queen’s Bench                          La Commissione delle Comunità europee conclude che la
Division (Crown Office) con ordinanza 1o giugno 2000,                      Corte voglia:
nella causa The Commissioners of Customs & Excise
contro CSC Financial Services Limited [ex Continuum                        —     dichiarare che, non avendo messo in vigore, nei termini
                         (Europe) Limited]                                       prescritti, le disposizioni legislative, regolamentari ed
                                                                                 amministrative necessarie a conformarsi
                          (Causa C-235/00)                                       —      alla direttiva della Commissione 9 luglio 1998,
                                                                                        98/51/CE, che stabilisce alcune misure di applicazio-
                                                                                        ne della direttiva 95/69/CE del Consiglio che fissa le
                           (2000/C 233/39)
                                                                                        condizioni e le modalità per il riconoscimento e la
                                                                                        registrazione di taluni stabilimenti e intermediari
Con ordinanza 1o giugno 2000, pervenuta nella cancelleria                               operanti nel settore dell’alimentazione degli ani-
della Corte il 13 giugno 2000, nella causa The Commissioners                            mali (1)