CELEX: 52018DC0427
Language: it
Date: 2018-05-23 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2018 del Regno Unito e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2018 del Regno Unito

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 23.5.2018
            COM(2018) 427 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2018 del Regno Unitoe che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2018 del Regno Unito
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2018 del Regno Unito
               
                  e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2018 del Regno Unito
            
            
               IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea
                  2
               ,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo
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               ,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l’occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2018. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 22 marzo 2018 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato anche, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui il Regno Unito non è stato annoverato tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
            
            
               (2)Il 7 marzo 2018 è stata pubblicata la relazione per paese relativa al Regno Unito 2018
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               . Nella relazione sono stati valutati i progressi compiuti dal Regno Unito nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio l’11 luglio 2017, il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
            
            
               (3)Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo l’intenzione di uscire dall’Unione. Salvo che un accordo di recesso ratificato preveda una data diversa o che, a norma dell’articolo 50, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea, il Consiglio europeo all’unanimità decida, d’intesa con il Regno Unito, di posporre la cessazione dell’applicazione dei trattati, la totalità del diritto primario e derivato dell’Unione cesserà di applicarsi al Regno Unito il 30 marzo 2019 alle ore 00.00 (ora dell’Europa centrale). A partire da quel momento il Regno Unito sarà un paese terzo. Sono in corso negoziati finalizzati ad un recesso ordinato, anche in termini di un possibile periodo transitorio sino alla fine del 2020, nel quale il diritto dell’Unione continui ad applicarsi nei confronti del Regno Unito e al suo interno. Poiché i negoziati al riguardo sono ancora in corso, la Commissione non ha presentato né approfondito alcuna ipotesi basata sulle possibili disposizioni che regoleranno i rapporti tra l’Unione europea e il Regno Unito dopo il recesso del paese.
            
         
         
            
               (4)Il 30 aprile 2018 il Regno Unito ha presentato il programma nazionale di riforma 2018 e il programma di convergenza 2018. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente per tener conto delle relative correlazioni.
            
            
               (5)La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               , ove necessario per sostenere l’attuazione delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio, la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi strutturali e d’investimento europei a una sana gestione economica
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               . 
            
            
               (6)Attualmente il Regno Unito è soggetto al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita e alla regola del debito transitoria. Nel programma di convergenza 2017-2018 il governo prevede un calo del disavanzo nominale, che passerebbe dal 2,2% del PIL nel 2017-2018 all’1,8% del PIL nel 2018-2019 e quindi all’1,7% del PIL nel 2019-2020. Il programma di convergenza non comprende un obiettivo di bilancio a medio termine. Secondo il programma di convergenza, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe stabilizzarsi in linea di massima attorno all’85,5% dal 2017-2018 al 2019-2020, per poi scendere all’84,8% nel 2021-2022. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. Benché le misure necessarie per sostenere gli obiettivi previsti in termini di disavanzo siano complessivamente ben specificate, le sempre maggiori pressioni che in vari settori gravano sulla spesa pubblica comportano un rischio per il conseguimento della riduzione del disavanzo programmata.
            
            
               (7)L’11 luglio 2017 il Consiglio ha raccomandato al Regno Unito di assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta
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                non superi l’1,8% nel 2018-2019, il che corrisponde a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6% del PIL. Il Consiglio ha altresì dichiarato che occorre tener presente l’obiettivo di conseguire una situazione di bilancio che contribuisca sia a rafforzare la ripresa in corso sia ad assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche del Regno Unito. Stando alle previsioni di primavera 2018 della Commissione, nel 2018-2019 vi è il rischio di una qualche deviazione dai requisiti del braccio preventivo.
            
            
               (8)Dati il rapporto debito pubblico/PIL superiore al 60% e il divario tra prodotto effettivo e potenziale previsto allo 0,4%, nel 2019-2020 il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta del Regno Unito non dovrebbe superare l’1,6%, in linea con l’aggiustamento strutturale dello 0,6% del PIL risultante dalla matrice degli obblighi nell’ambito del patto di stabilità e crescita. Si prevede che, a politiche invariate, il Regno Unito rispetterà l’obbligo nel 2019-2020. In considerazione dello scostamento annuale consentito dello 0,25%, il Regno Unito pare avviato verso il rispetto della regola del debito transitoria nel 2018-2019 e nel 2019-2020. Nel complesso, il Consiglio ritiene che il Regno Unito debba prepararsi ad adottare ulteriori misure nel 2018-2019 per ottemperare alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. 
            
            
               (9)L’offerta netta di abitazioni su base annua continua ad aumentare sullo sfondo delle varie iniziative avviate dal governo per stimolare il mercato immobiliare e di una ripresa ciclica. L’offerta resta tuttavia molto al di sotto della domanda stimata e la disponibilità di un numero sufficiente di alloggi continua a rappresentare una sfida impegnativa per il Regno Unito. Questo stato di cose è collegato all’alto grado di rigore e complessità della regolamentazione del mercato fondiario. La penuria di abitazioni e il loro costo elevato costituiscono un problema particolarmente acuto nelle zone in cui la domanda è forte ed in crescita, come nei centri urbani e aree contigue. Consapevole del problema, il governo si è dato obiettivi ambiziosi di aumento dell’offerta nei prossimi anni. Nel contempo ha ribadito l’impegno di limitare lo sviluppo attorno ai centri urbani. Il numero di abitazioni di proprietà è diminuito sensibilmente fra i giovani, alimentando le disparità tra le generazioni. La produttività del lavoro è bassa e immobile. Grandi comparti dell’economia hanno risultati relativamente modesti nei principali fattori di stimolo della produttività: competenze, investimenti e efficienza dei processi. Anche la capacità delle reti di trasporto stradale, ferroviario e aereo del Regno Unito subisce pressioni forti e in aumento.
            
            
               (10)Sebbene i dati principali del mercato del lavoro restino positivi nella maggior parte dei parametri, la qualità dell’occupazione è preoccupante sotto alcuni aspetti. Si tratta di problemi che riguardano lo sviluppo delle competenze, le forme di lavoro atipiche, la retribuzione, la produttività, la partecipazione al mercato del lavoro e la povertà in età lavorativa. Su tutti questi aspetti gli annunci e sviluppi politici sono stati notevoli. È essenziale garantire la coerenza nelle relative politiche. Per quanto riguarda le competenze, finora l’azione si è concentrata sugli apprendistati e sulle riforme dell’istruzione tecnica. Insistere nei due casi sull’aspetto qualitativo potrebbe generare un effetto moltiplicatore duraturo sia sulla società sia sull’economia. Poiché il Regno Unito è tra gli Stati membri che soddisfano già oltre due terzi delle bozze di criteri del quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità, risulta fattibile definire e monitorare obiettivi di qualità, ad esempio attraverso la tracciatura dei percorsi di carriera dopo la laurea. Occorre destinare alle possibilità di apprendimento permanente, soprattutto per le persone bloccate al livello occupazionale d’ingresso, risorse paragonabili a quelle stanziate per gli apprendistati e per i nuovi “T Levels” a favore dei giovani in abbandono scolastico. 
            
            
               (11)In futuro occorrerà prestare attenzione anche ai temi della protezione e inclusione sociali. Sono in via di attuazione riforme dell’assistenza all’infanzia, ma potrà risultare necessario aumentare l’offerta, soprattutto per i bambini fino a tre anni. Non si sono ancora dispiegati tutti gli effetti di alcune riforme del sistema previdenziale e dei relativi tagli, specie per quanto riguarda le famiglie inserite nel mondo del lavoro.
            
            
               (12)Nell’ambito del semestre europeo 2018 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica del Regno Unito, che ha pubblicato nella relazione per paese 2018. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2018 e il programma nazionale di riforma 2018, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte al Regno Unito negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica del Regno Unito, ma anche del loro grado di conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione europea nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (13)Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2018 e il suo parere trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
            
            
               RACCOMANDA che il Regno Unito adotti provvedimenti nel 2018 e nel 2019 al fine di:
            
            
               1.assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi l’1,6% nel 2019-2020, il che corrisponde a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6% del PIL;
            
            
               2.aumentare l’offerta di abitazioni, soprattutto nelle zone più richieste, anche tramite ulteriori riforme del sistema delle licenze edilizie;
            
            
               3.soddisfare le esigenze di competenze e di progressione fissando obiettivi di risultato in termini di qualità ed efficacia degli apprendistati e investendo maggiormente nel miglioramento delle competenze delle persone già inserite nel mondo del lavoro. 
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        COM(2018) 427 final
               
               
                  
                     (3)
                  
                        P8_TA(2018)0077 e P8_TA(2018)0078.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        SWD(2018) 226 final.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2014) 494 final
               
               
                  
                     (7)
                  
                        La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono spalmati su un periodo di 4 anni. Sul versante delle entrate si è tenuto conto delle misure discrezionali e degli aumenti delle entrate prescritti per legge, non si è invece tenuto conto delle misure una tantum, né sul versante delle entrate né su quello della spesa.