CELEX: 52005PC0282
Language: it
Date: 2005-06-22
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      Bruxelles, 22.6.2005
                                                      COM(2005) 282 definitivo
                                                      2003/0210 (COD)
                                     Proposta modificata di
            DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                  sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento
   (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)
IT                                                                                               IT
 ---pagebreak---                                                            2003/0210 (COD)
                                         Proposta modificata di
              DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                    sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento
   Il 28 aprile 2005, il Parlamento europeo ha votato in prima lettura gli emendamenti presentati
   sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque
   sotterranee dall’inquinamento (COM(2003) 550 def.).
   Ai sensi dell’articolo 250, paragrafo 2, del trattato CE, fintantoché il Consiglio non ha
   deliberato, la Commissione può modificare la propria proposta in ogni fase delle procedure
   che portano all’adozione di un atto comunitario.
   La Commissione formula pertanto un parere sugli emendamenti adottati dal Parlamento
   europeo.
   1.        ANTEFATTI
   Trasmissione della proposta al Consiglio e al Parlamento europeo [COM(2003) 550 def. –
   2003/0210(COD)] ai sensi dell’articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE: 19 settembre 2003
   Parere del Comitato economico e sociale europeo: 31 marzo 2004.
   Parere del Comitato delle regioni: 12 febbraio 2004.
   2.        OBIETTIVO DELLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE
   Le acque sotterranee sono una preziosa risorsa naturale, utilizzata prevalentemente per la
   distribuzione di acqua potabile, per l’industria e l’agricoltura. Le acque sotterranee sono
   anche importanti sul piano ambientale poiché interagiscono con le acque superficiali e le zone
   umide, costituendo una componente essenziale del ciclo dell’acqua, che deve essere protetta.
   La normativa comunitaria persegue la prevenzione dell’inquinamento delle acque sotterranee
   sin dal 1980 e, più di recente, con la direttiva quadro in materia di acque, adottata nel 2000.
   Mancano tuttavia criteri chiari che permettano di definire gli obiettivi per la qualità
   ambientale delle acque sotterranee e, in particolare, il buono stato chimico delle stesse.
   Occorrono inoltre misure specifiche per prevenire e controllare l’inquinamento delle acque
   sotterranee. Questa esigenza era già stata riconosciuta al momento dell’approvazione della
   direttiva quadro in materia di acque, il cui articolo 17 prevede che la Commissione presenti
   una proposta in merito.
   Date queste premesse, e dopo aver proceduto ad ampie consultazioni con le parti interessate,
   nel settembre 2003 la Commissione ha pubblicato, con il riferimento COM(2003) 550, una
IT                                                   2                                             IT
 ---pagebreak---    proposta per una nuova direttiva concernente la protezione delle acque sotterranee
   dall’inquinamento. Gli elementi salienti della proposta sono i seguenti:
   • un regime di conformità per la valutazione dello stato chimico delle acque sotterranee,
       applicabile ad un numero limitato di inquinanti per i quali prevalgono le norme di qualità
       comunitarie vigenti;
   • criteri per la valutazione dello stato chimico delle acque sotterranee, basati sulle norme di
       qualità ambientale che gli Stati membri devono stabilire al livello opportuno (nazionale, di
       bacino idrografico o di corpo idrico sotterraneo), in funzione delle variazioni delle
       condizioni naturali delle acque sotterranee, delle pressioni rilevate e delle relative sostanze
       chimiche;
   • criteri per identificare le tendenze significative all’aumento delle concentrazioni di
       inquinanti nelle acque sotterranee e definire i punti di partenza per l’inversione di tali
       tendenze;
   • misure volte a prevenire o limitare gli scarichi diretti, e soprattutto indiretti, nelle acque
       sotterranee.
   La proposta contiene specifiche precise che consentiranno di raggiungere gli obiettivi
   ambientali della direttiva quadro con riferimento alle acque sotterranee. Parimenti, la proposta
   è improntata ad un giusto equilibrio tra le problematiche che vanno affrontate a livello
   comunitario e quelle affidate alla competenza degli Stati membri.
   3.        PARERE DELLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI ADOTTATI DAL PARLAMENTO
             EUROPEO
   Il 28 aprile 2005 il Parlamento europeo ha adottato 89 emendamenti dei 123 presentati. Otto
   emendamenti adottati (i numeri 1, 15, 18, 29, 38, 58, 71 e 88) sono stati sottoposti a votazioni
   per parti separate. Nell’emendamento 58, i parlamentari hanno approvato soltanto la prima
   parte. Gli altri emendamenti sono rimasti invariati.
   La Commissione ritiene che gran parte degli emendamenti del Parlamento possa essere
   accettata integralmente, in linea di principio o parzialmente, in quanto si tratta di modifiche
   che chiariscono e migliorano la sua proposta, con particolare riguardo al regime di conformità
   relativo allo stato chimico delle acque sotterranee.
   La posizione dettagliata della Commissione riguardo agli emendamenti del Parlamento
   europeo è la seguente:
   3.1.      Emendamenti accettati dalla Commissione nella loro integralità
   L’emendamento 1 modifica il titolo della proposta, in modo da chiarire che quest’ultima
   riguarda unicamente l’inquinamento chimico delle acque sotterranee. Questa precisazione
   collima con gli obiettivi della direttiva quadro in materia di acque 2000/60/CE (in appresso
   “la direttiva quadro”).
   L’emendamento 5, inteso a chiarificare il testo del considerando 3, è accettato in quanto
   conforme all’obiettivo della direttiva quadro di impedire il deterioramento dello stato delle
   acque.
IT                                                  3                                                  IT
 ---pagebreak---    Il nuovo considerando proposto dall’emendamento 9, relativo all’impatto degli standard di
   qualità per le acque sotterranee sul livello di protezione ambientale e sul funzionamento del
   mercato interno, può essere accettato.
   L’emendamento 13 inserisce un nuovo considerando sullo stoccaggio e il ripristino dei corpi
   sotterranei, che chiarisce le disposizioni della direttiva quadro e può essere quindi
   integralmente accettato. Un altro nuovo considerando, introdotto dall’emendamento 14, sulla
   comparabilità dei risultati del monitoraggio, è in sintonia con l’emendamento 41 e con
   l’allegato V della direttiva quadro, per cui è considerato anch’esso accettabile.
   La nuova definizione di “concentrazione di fondo” introdotta dall’emendamento 22 è
   accettata ed è coerente con l’emendamento 71.
   L’emendamento 25 propone alcune aggiunte al titolo dell’articolo 3, che possono essere
   accettate (in effetti, i criteri riguardano sia la valutazione che la classificazione dello stato
   chimico delle acque sotterranee).
   L’emendamento 91 prevede che, qualora in un corpo idrico sotterraneo o in un gruppo di
   corpi idrici sotterranei il tenore naturale degli inquinanti sia superiore ai valori delle norme di
   qualità di cui agli allegati I o II (norme di qualità nazionali), sono i livelli di fondo a definire
   la linea di demarcazione tra buono e cattivo stato chimico. La Commissione ritiene accettabile
   tale disposizione.
   L’emendamento 29 (in correlazione con l’emendamento 28) è accettato in quanto migliora la
   chiarezza giuridica riguardo alla valutazione dello stato chimico delle acque sotterranee.
   L’emendamento 35, che sopprime il paragrafo 3 dell’articolo 4, è considerato accettabile,
   visto che l’emendamento 36 riprende questa disposizione (vedi commento più avanti).
   Riguardo all’articolo 5, l’emendamento 37 precisa che il disposto non riguarda l’aumento
   delle concentrazioni di inquinanti dovuto ai processi geologici naturali; il testo della proposta
   ne risulta migliorato. Le modifiche proposte dall’emendamento 38 sono ritenute accettabili e
   coerenti con l’accettazione dell’emendamento 24. Infine, viene accolto anche il riferimento
   alla valutazione specifica della tendenza e all’inversione di tendenza per le fonti
   d’inquinamento puntuali, proposto dall’emendamento 39.
   La modifica del titolo dell’articolo 6 proposta dall’emendamento 42 può essere accettata,
   essendo conforme alle disposizioni della direttiva quadro (articolo 4, paragrafo 1, lettera b),
   punto i)).
   Viene accolta la modifica introdotta nell’articolo 8 dall’emendamento 55 (“e” anziché “da a”).
   Entrambi gli allegati, infatti, possono essere adeguati al progresso tecnico e scientifico.
   Quanto all’allegato I, le modifiche del titolo principale e del titolo della parte B, proposte
   dagli emendamenti 57 e 59, sono ritenute accettabili.
   L’emendamento 60 è accolto, essendo sufficiente il riferimento alla direttiva 91/676/CEE
   (direttiva sui nitrati).
   Il valore standard di 0,5 µg/l per i pesticidi, proposto dall’emendamento 63, è tratto dalla
   direttiva 91/414/CEE ed è accettato. Anche l’emendamento 64 può essere accolto, in quanto
   pienamente conforme alle disposizioni della direttiva quadro.
IT                                                   4                                                  IT
 ---pagebreak---    La Commissione ritiene accettabile la distinzione tra sostanze sintetiche e indicatori (anziché
   inquinanti) di cui all’emendamento 90.
   Nell’emendamento 68, il riferimento all’utilizzo delle acque sotterranee per il consumo
   umano è ritenuto pertinente. La Commissione accetta la soppressione del punto 2.3
   dell’allegato III, parte B, proposta dall’emendamento 72, dal momento che i costi vanno presi
   in considerazione al momento dell’adozione delle misure anziché in sede di determinazione
   degli standard di qualità.
   Riguardo all’allegato IV, si accoglie l’emendamento 73, che ricollega l’articolo 5 all’allegato
   IV, e la parte dell’emendamento 74 concernente la valutazione dei valori misurati. E’
   accettato anche l’emendamento 75, relativo agli aspetti statistici delle tendenze della qualità
   delle acque sotterranee.
   L’emendamento 81, che riguarda i rischi da valutare in relazione alle inversioni di tendenza, è
   ritenuto accettabile. Infine, si accolgono gli emendamenti 82 e 87, i quali rendono più chiara
   la formulazione del testo sulle inversioni di tendenza.
   3.2.      Gli emendamenti accettati in parte o in linea di principio dalla Commissione
   L’emendamento 2 modifica il testo del considerando 1 e vi aggiunge una nuova frase. La
   prima parte di questo emendamento non è considerata accettabile perché contrasta con i
   principi della protezione delle acque sotterranee enunciati nella direttiva quadro, secondo la
   quale la protezione delle acque sotterranee forma parte della più ampia protezione degli
   ecosistemi acquatici e terrestri connessi. La seconda parte dell’emendamento è consona agli
   obiettivi ambientali della direttiva quadro e all’articolo 7 della stessa ed è pertanto accolta. Il
   testo diventerebbe quindi:
   (1) Le acque sotterranee costituiscono una preziosa risorsa naturale che deve essere
   protetta dall’inquinamento chimico. Ciò è particolarmente importante per gli ecosistemi
   dipendenti dalle acque sotterranee e per l'utilizzo delle acque sotterranee per
   l’approvvigionamento di acqua destinata al consumo umano.
   L’emendamento 6 inserisce il termine “indicative” nel testo del considerando 4. Tuttavia, le
   disposizioni della direttiva quadro in materia di protezione delle acque sotterranee non sono
   indicative. Anzi, esse sono piuttosto ampie e dettagliate (definizioni, livello di protezione,
   caratterizzazione, aree protette, protezione delle sorgenti di acqua potabile, monitoraggio,
   programma di misure). L’emendamento dovrebbe quindi sostituire “indicative” con
   “generali”.
   Il riferimento alle prassi agricole o forestali nel nuovo considerando introdotto
   dall’emendamento 8 può essere accettato in linea di principio. Infatti, il rimando alla PAC e ai
   programmi di sviluppo rurale è comprensibile, in quanto gli agricoltori dovrebbero
   eventualmente modificare le pratiche agricole, lasciare fasce tampone più larghe, ripristinare
   le pianure alluvionali, ecc. Il termine “elaborazione” sembra tuttavia da preferirsi a “messa a
   punto”. Il testo sarebbe quindi formulato come segue:
   (5bis) In talune zone, la protezione delle acque sotterranee potrebbe richiedere una
   modifica delle prassi agricole o forestali suscettibile di comportare una perdita di reddito. Si
   tratta di un aspetto da affrontare in sede di elaborazione dei programmi di sviluppo rurale
   nell’ambito della nuova PAC.
IT                                                  5                                                  IT
 ---pagebreak---    L’emendamento 12 introduce un nuovo considerando che fa riferimento alle conoscenze
   scientifiche su sostanze problematiche quali, ad esempio, le sostanze attive a livello
   endocrino. Si tratta di una considerazione pertinente, che la Commissione accetta in linea di
   principio. Si propone di riformulare il testo nei seguenti termini:
   (7bis) A questo proposito è necessario chiarire quali sono gli inquinanti di cui occorre
   evitare o limitare l’immissione. In tale contesto va tenuto conto in particolare delle
   conoscenze scientifiche su sostanze pericolose quali, ad esempio, le sostanze attive a livello
   endocrino.
   L’emendamento 15 inserisce nell’articolo 1 criteri per valutare le riserve idriche delle falde
   acquifere ed un riferimento all’articolo 4 della direttiva quadro, che sono parzialmente
   accettabili. In particolare, la lettera b), che fa riferimento allo stato quantitativo delle falde
   acquifere, non è ritenuta accettabile per i motivi esposti più avanti (emendamenti 7 e 80).
   L’ultima frase dell’emendamento 15 può essere accettata con lievi modifiche. Tuttavia, la
   lettera c) è ripetitiva rispetto a quest’ultima frase e va quindi soppressa. Il testo diventerebbe
   quindi:
   Ai sensi dell’articolo 17, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2000/60/CE, la presente direttiva
   istituisce misure specifiche per prevenire e controllare l’inquinamento chimico delle acque
   sotterranee. Queste misure comprendono:
   a)        criteri per valutare il buono stato chimico delle acque sotterranee, nonché
   b)        criteri per individuare e invertire tendenze significative e durature all’aumento
             delle concentrazioni di inquinanti e per determinare i punti di partenza per le
             inversioni di tendenza.
   La presente direttiva integra inoltre il disposto dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), punto
   i), della direttiva 2000/60/CE allo scopo di prevenire o limitare l’immissione di inquinanti
   nelle acque sotterranee e il deterioramento dello stato di tutti i corpi idrici sotterranei.
   L’emendamento 17 è accolto in via di principio. Il termine “valore soglia” era inteso a
   distinguere gli standard di qualità ambientale per le acque sotterranee stabiliti a livello
   comunitario da quelli stabiliti a livello nazionale. La Commissione non insiste per mantenere
   questo termine, purché sussista una netta distinzione tra questi due tipi di standard. La
   definizione seguente potrebbe chiarire meglio la portata e la funzione degli standard di qualità
   per le acque sotterranee:
   1. “Standard di qualità per le acque sotterranee”: valore standard della qualità ambientale
   delle acque sotterranee, stabilito a livello comunitario o fissato dagli Stati membri ai sensi
   dell’articolo 3, espresso come valore di concentrazione di un determinato inquinante, di un
   gruppo di inquinanti o di un indicatore di inquinamento nelle acque sotterranee, il cui
   superamento sarebbe potenzialmente nocivo alla salute umana e all’ambiente.
   L’emendamento 19 è accolto in via di principio. Tuttavia, esso non è compatibile con
   l’emendamento 20. Sarebbe preferibile la seguente definizione, contenente elementi sia
   dell’uno che dell’altro emendamento:
   3. “Immissione di sostanze inquinanti nelle acque sotterranee”: introduzione diretta o
   indiretta di inquinanti nelle acque sotterranee risultante dall’azione umana.
IT                                                   6                                                IT
 ---pagebreak---    L’emendamento 24 è accolto in via di principio. Esso andrebbe peraltro modificato
   menzionando “l’anno di riferimento 2007” anziché “gli anni di riferimento 2007 e 2008”.
   La modifica della frase introduttiva dell’articolo 3, proposta dall’emendamento 26, è accettata
   in via di principio. Il testo dovrebbe essere tuttavia riformulato in modo da evidenziare che la
   caratterizzazione ai sensi dell’articolo 5 della direttiva 2000/60/CE è già stata effettuata. Il
   riferimento ai punti 2.4.5 e 2.5 rimanda esplicitamente all’articolo 8 della direttiva
   2000/60/CE, sicché non occorre ripetere quest’ultimo riferimento. E’ proposto il seguente
   testo alternativo:
   1. Ai fini della valutazione dello stato chimico di un corpo idrico sotterraneo o di un gruppo
   di corpi idrici sotterranei ai sensi dei punti 2.4.5 e 2.5 dell’allegato V della direttiva
   2000/60/CE, gli Stati membri applicano i seguenti criteri:
   L’emendamento 28, che precisa le modalità del regime di conformità nel nuovo paragrafo 1ter
   dell’articolo 3, è accolto in via di principio. La formulazione dell’emendamento proposto
   appare tuttavia problematica, in quanto per alcuni aspetti tecnici risulta contraria ai requisiti
   della direttiva quadro. Inoltre, viene ripetuto in forma diversa quanto espresso
   nell’emendamento 29. Per migliorare l’ordine logico, si propone che l’articolo 3 enunci
   unicamente i criteri per la valutazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei,
   precisando i nessi tra stato chimico e standard di qualità (compresi gli standard nazionali),
   mentre gli aspetti relativi alla conformità siano trattati nell’articolo 4. Il testo proposto
   dall’emendamento 28 verrebbe quindi integrato nell’articolo 4 riveduto, che sarebbe
   incentrato sugli aspetti della conformità, e nel relativo allegato.
   L’emendamento 30 si ricollega alla modifica della definizione di cui all’emendamento 17, il
   quale è accolto in via di principio a condizione che da tale definizione risulti chiaro che gli
   standard possono essere stabiliti a livello europeo, nazionale, di distretto idrografico o di
   corpo idrico sotterraneo. Lo stesso dicasi per gli emendamenti 31 (articolo 4, paragrafo 1), 34
   (articolo 4, paragrafo 2), 69, 70 e 71 (allegato I, parte B), che sono accettati in via di
   principio. Un nesso analogo esiste con l’emendamento 32, che chiarisce la correlazione tra
   standard di qualità e livelli delle sostanze presenti naturalmente nelle acque, e con
   l’emendamento 33, relativo alla necessità di coordinare la fissazione degli standard di qualità
   nei distretti idrografici internazionali. Come proposto sopra, l’articolo 3 riguarderebbe i
   criteri per la valutazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei e includerebbe le
   modifiche di cui agli emendamenti 31, 32, 33, 34 e 36, mentre l’articolo 4 avrebbe
   unicamente per oggetto la procedura per la valutazione dello stato chimico dei corpi idrici
   sotterranei. In questo modo si verrebbe anche a semplificare il titolo dell’articolo 4,
   considerato troppo lungo nella formulazione dell’emendamento 30.
   L’inserimento di un nuovo articolo sui metodi di misurazione (emendamento 41) può essere
   accettato in via di principio, poiché promuove l’armonizzazione dei metodi di misurazione;
   occorre tuttavia rivederne la formulazione, che è troppo lunga e sbilancia il testo. Si propone
   il seguente testo alternativo:
   Articolo 5bis - Metodi di misurazione
   1.        Gli Stati membri determinano i metodi di misurazione per le sostanze, o gruppi di
             sostanze, per le quali è stato fissato, a livello comunitario o nazionale, uno
             standard di qualità relativo alle acque sotterranee ai sensi dell’articolo 3, compresi
             i pertinenti metodi CEN o i metodi standard nazionali, e li comunicano alla
IT                                                  7                                                IT
 ---pagebreak---              Commissione unitamente alla relazione sul programma di monitoraggio di cui
             all’articolo 8 della direttiva 2000/60/CE.
   2.        La Commissione, conformemente all’articolo 8, paragrafo 3, e all’articolo 21 della
             direttiva 2000/60/CE, stabilisce i criteri per la valutazione dell’efficacia e il
             controllo della qualità di ciascuno dei metodi di misurazione comunicati ai sensi
             del paragrafo 1, in modo da rendere possibile la dimostrazione della comparabilità
             dei risultati del monitoraggio delle acque sotterranee, e verifica che i dati di
             monitoraggio rispondano a tali criteri nell’ambito delle relazioni di cui all’articolo
             13 della direttiva 2000/60/CE.
   Nel contesto dell’articolo 6, l’idea proposta dall’emendamento 46 di sottoporre le misure
   concernenti gli scarichi all’obbligo del monitoraggio è accettabile in via di principio, dato che
   questa esigenza non è prescritta dalla direttiva quadro. Sarebbe comunque più semplice
   formulare la frase nei seguenti termini: Le misure di cui al paragrafo 2 sono monitorate in
   conformità con le disposizioni dell’articolo 11, paragrafo 5, della direttiva 2000/60/CE.
   L’emendamento 47, relativo alle migliori prassi ambientali e alle migliori tecnologie
   disponibili, è anch’esso accettabile in via di principio, anche se bisognerà rivederne la
   formulazione precisa, poiché questo riferimento limiterebbe le attività a quelle definite nella
   direttiva concernente la prevenzione e la lotta integrata all’inquinamento. Un testo alternativo
   potrebbe essere: Le misure prescritte dal presente articolo tengono conto delle migliori
   prassi consolidate, comprese le migliori prassi ambientali e le migliori tecnologie
   disponibili specificate nella corrispondente normativa comunitaria.
   Anche l’emendamento 48 è accettato in via di principio, pur necessitando di una
   rielaborazione. Un testo alternativo potrebbe essere: Qualora siano autorizzate immissioni di
   inquinanti alle condizioni previste alla lettera b) del presente paragrafo, viene tenuto conto,
   ove tecnicamente possibile, delle fonti diffuse aventi un impatto sullo stato chimico delle
   acque sotterranee.
   L’inserimento di un margine di flessibilità nel regime di conformità, proposto
   dall’emendamento 58, è accettato in via di principio. Questo testo ripete tuttavia in forma
   diversa le disposizioni contenute nell’emendamento 29. L’unico elemento mancante è la frase
   “Le relative analisi sono effettuate nella falda acquifera superiore”, un utile suggerimento
   che però andrebbe inserito in un altro articolo o allegato attinente alla conformità.
   Con riguardo all’allegato II, il principio di una procedura comune per la fissazione degli
   standard di qualità, di cui all’emendamento 65, è accettato in via di principio, benché la
   metodologia proposta richieda un’ulteriore elaborazione, come era intenzione della proposta
   originaria della Commissione. Il testo ripete peraltro le disposizioni proposte
   dall’emendamento 29. Si propone pertanto di rimaneggiare questa parte (che diventerebbe la
   parte A dell’allegato II), attribuendole il titolo “Orientamenti per la fissazione da parte degli
   Stati membri degli standard di qualità per le acque sotterranee in conformità dell’articolo
   3”, inserendovi il testo di cui all’emendamento 71, che va armonizzato con quello
   dell’emendamento 22 (“concentrazione di fondo”), e sostituendo la dicitura “migliori
   valutazioni specialistiche” con una che si presti meno a diverse interpretazioni possibili.
   Quanto alla parte A dell’allegato III, l’emendamento 89 propone un rifacimento della tabella
   originale contenente le sostanze che possono essere presenti naturalmente o per effetto
   dell’inquinamento. Esso è accolto in via di principio. Tuttavia, per rispettare l’ordine proposto
   per gli articoli 3 e 4, si propone di spostare questa tabella in una nuova parte B dell’allegato II
IT                                                   8                                                 IT
 ---pagebreak---    (in prosieguo ai succitati orientamenti) e di raggruppare tutti gli aspetti relativi alla conformità
   nell’allegato III riveduto. Inoltre, la colonna “osservazioni” potrebbe essere semplicemente
   incorporata nel titolo della parte A.1 nel modo seguente (con la relativa nota):
   PARTE A.1: Elenco minimo delle sostanze o ioni presenti naturalmente o a causa delle
             attività umane per i quali gli Stati membri hanno l’obbligo di stabilire norme di
             qualità per le acque sotterranee ai sensi dell’articolo 31
                                Sostanza o ione
                                Ammonio
                                Arsenico
                                Cadmio
                                Piombo
                                Mercurio
                                Tricloroetilene
                                Tetracloroetilene
   Per quanto riguarda la parte B dell’allegato III, l’emendamento 66 è accolto in via di principio
   in quanto concorda con gli altri emendamenti affini, relativi alla fissazione delle norme di
   qualità per le acque sotterranee da parte degli Stati membri. In sintonia con le osservazioni di
   cui sopra, si propone tuttavia che le informazioni che gli Stati membri dovevano
   originariamente comunicare in virtù di tale allegato vengano spostate nell’allegato II, parte C,
   il che sembra più adatto all’ordine proposto “criteri per la fissazione degli standard di qualità
   per le acque sotterranee” (ora contemplati dall’articolo 3 e dall’allegato II), seguiti da
   “valutazione dello stato chimico delle acque sotterranee” (articolo 4 e allegato III).
   L’emendamento 67 è anch’esso accolto in via di principio. A fini di coerenza, il testo
   aggiunto dovrebbe essere completato dalla dicitura “di distretto idrografico o di corpo idrico
   sotterraneo” e spostato nell’allegato II, parte C, come proposto sopra.
   Gli emendamenti 76, 77, 78, 83, 84 e 85, concernenti i periodi per l’individuazione di
   tendenze e l’inversione di tendenza, sono accettati in via di principio. Nondimeno, le serie
   temporali proposte nell’allegato originario erano basate sui risultati di consultazioni con
   esperti tecnici degli Stati membri in materia di acque sotterranee, presentati in una relazione
   tecnica elaborata nel quadro della strategia comune per l’attuazione della direttiva quadro in
   materia di acque. Modificare arbitrariamente queste serie temporali potrebbe rivelarsi
   problematico dal punto di vista tecnico. Si propone pertanto di semplificare l’allegato in
   questione dettando norme vincolanti di carattere generale ma senza includervi valori
   numerici, tenendo conto della proposta di cui all’emendamento 79 sul punto di partenza ai fini
   dell’individuazione di tendenze.
   1
           Questo elenco deve essere completato dagli Stati membri per tutti gli inquinanti individuati che
           caratterizzano i corpi idrici sotterranei a rischio, sulla base delle analisi effettuate a norma dell’articolo
           5 della direttiva 2000/60/CE.
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 ---pagebreak---    3.3.      Emendamenti respinti dalla Commissione
   Il nuovo considerando introdotto dall’emendamento 3 non può essere accettato perché non
   tutti i corpi idrici sotterranei sono utilizzati per la produzione di acqua potabile e non sarebbe
   realistico pretendere che tutti i corpi idrici sotterranei siano conformi alle norme di qualità, il
   che presuppone che essi vengano utilizzati per l’estrazione di acqua potabile.
   L’emendamento 95 verte sulla ricerca e sull’utilizzo dei relativi risultati. La promozione di
   nuove ricerche dovrebbe trovare posto nel contesto del 6° e 7° programma quadro di ricerca e
   non nella direttiva sulle acque sotterranee. Pertanto, questo emendamento è ritenuto
   inaccettabile. Per lo stesso motivo è respinto anche l’emendamento 100, che introduce
   nell’articolo 6 una disposizione (nuovo articolo 6 quater) in materia di ricerca e diffusione.
   L’emendamento 4 inserisce un nuovo considerando che la Commissione non può accettare in
   quanto la direttiva quadro prescrive livelli di protezione diversi per le acque sotterranee e le
   acque superficiali. Lo stato chimico delle acque sotterranee si definisce infatti in relazione al
   suo impatto sulle acque superficiali associate, per cui questo emendamento non è conforme
   alla direttiva quadro.
   L’emendamento 7 introduce un nuovo considerando relativo allo stato quantitativo dei corpi
   idrici sotterranei. La Commissione lo ritiene inaccettabile poiché le valutazioni quantitative
   sono già disciplinate dalla direttiva quadro, che impone l’obbligo di mantenere un equilibrio
   tra estrazione e ripristino dei corpi idrici sotterranei e stabilisce le relative modalità di
   monitoraggio e valutazione. L’emendamento risulta pertanto superfluo. La stessa
   considerazione vale per l’emendamento 80, che introduce una nuova disposizione in tal senso
   nell’allegato IV.
   La modifica al considerando 6 apportata dall’emendamento 10, sull’individuazione delle
   tendenze a una riduzione significativa dei corpi idrici, non è accettata. Anche questo
   emendamento, infatti, si riferisce allo stato quantitativo dei corpi idrici, materia già
   sufficientemente trattata dalla direttiva quadro, per cui esso appare superfluo.
   L’emendamento 11 aggiunge una nuova frase alla fine del considerando 7, la quale precisa
   che si dovrebbero integrare nella presente direttiva le pertinenti disposizioni della direttiva
   80/68/CEE, il che non è accettabile. Il testo proposto dalla Commissione è già di per sé
   pienamente compatibile con la direttiva 80/68/CEE, ma ne realizza gli obiettivi in modo
   diverso. L’inserimento di disposizioni risalenti al 1980 in un testo redatto nel 2004 non
   sembra né utile né opportuno dal punto di vista della tecnica legislativa.
   Il nuovo paragrafo 2 bis inserito nell’articolo 1 dall’emendamento 16 è superfluo in quanto
   riprende le disposizioni della direttiva quadro. Ai sensi dell’articolo 5 di quest’ultima, spetta
   agli Stati membri caratterizzare i corpi idrici sotterranei.
   La Commissione non può accogliere gli emendamenti 18, 21 e 23. L’introduzione del termine
   “ambientalmente” significativo (emendamento 18) da adito a molteplici interpretazioni su
   cosa si debba intendere per significativo. Inoltre, la definizione di deterioramento
   (emendamento 21) è ripresa dalla direttiva quadro (articolo 4). Infine, l’emendamento 23
   introduce una definizione di “siti contaminati storici”. Pur riconoscendo l’importanza della
   problematica legata a questi siti, la Commissione ritiene che la loro menzione nell’ambito
   della presente proposta esuli dall’oggetto del mandato conferito dall’articolo 17 della direttiva
   quadro. Per lo stesso motivo, la Commissione respinge l’emendamento 93, che introduce una
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 ---pagebreak---    disposizione sul risanamento dei siti contaminati da lunga data (articolo 3, commi quater e
   quinquies), e l’emendamento 49 relativo agli scarichi diretti e indiretti provenienti da siti
   contaminati storici (articolo 6, nuovo comma 2 quinquies).
   Il nuovo comma unico bis introdotto dall’emendamento 27 non è coerente con la definizione
   di buono stato chimico delle acque sotterranee di cui alla tabella dell’allegato V, punto 2.3.2,
   della direttiva quadro. Lo stato chimico delle acque sotterranee è connesso all’impatto sulle
   acque superficiali associate. E’ quindi una contraddizione prevedere standard di qualità
   ambientale per le acque sotterranee basati su criteri di tossicità degli inquinanti per l’uomo e
   per l’ambiente.
   Il modo di gestire i programmi di misure è lasciato alla discrezionalità degli Stati membri, per
   cui non è opportuno suggerire una preferenza quanto al tipo di provvedimenti da prendere,
   come proposto dall’emendamento 40. Questo emendamento è pertanto respinto.
   E’ respinto anche l’emendamento 88. In particolare, la lettera c) è ripetitiva rispetto al
   disposto dell’articolo 11, paragrafo 3, lettera f) della direttiva quadro e anche rispetto
   all’emendamento 13.
   L’emendamento 50 riprende il disposto dell’allegato VII A, punto 7.6, della direttiva quadro.
   Lo stesso vale per l’emendamento 51, che ripete quanto già disposto dall’articolo esistente. Il
   principio “chi inquina paga” è già sancito dall’articolo 9 della direttiva quadro, rendendo
   superfluo l’emendamento 52. Infine, pur riconoscendo l’opportunità di emanare
   raccomandazioni per le aree protette, la Commissione non ritiene congruo contemplare tutti i
   casi possibili nella presente direttiva, come proposto dall’emendamento 54 sulle fonti termali
   e le fonti di acque medicinali. Quest’ultimo emendamento è quindi respinto.
   Il nuovo comma introdotto dall’emendamento 56 non è accettato, in quanto la raccolta di dati
   nell’ambito della presente direttiva è già disciplinata dalla direttiva quadro.
   L’emendamento 62 non è accolto, essendo tuttora in vigore la direttiva 91/414/CEE (direttiva
   pesticidi).
   3.4.      Proposta emendata
   Visto l’articolo 250, paragrafo 2, del trattato CE, la Commissione modifica la sua proposta
   come indicato sopra.
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