CELEX: 51997PC0568
Language: it
Date: 1997-11-10
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio recante abrogazione del regolamento (CEE) n. 611/93 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM originari della Repubblica di Corea

•it**
               COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
 •ir      -ti
•Ct         -d
 ir       -ù
                                                  Bruxelles, 10.11.1997
                                                  COM(97) 568 def.
                                      Proposta di
                      REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
 recante abrogazione del regolamento (CEE) n. 611/93 che istituisce un dazio
    antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di
     microcircuiti elettronici detti DRAM originari della repubblica di Corea
                            (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        RELAZIONE
(1)  Si propone alla Commissione di presentare al Consiglio il progetto di regolamento
     allegato volto ad abrogare il dazio antidumping sulle importazioni di DRAM
     (memorie dinamiche ad accesso casuale) originarie della Repubblica di Corea e a
     chiudere il procedimento antidumping. Pertanto, i corrispondenti impegni offerti
     dagli esportatori coreani e accettati dalla Commissione non saranno più pertinenti.
(2)  Per quanto riguarda le importazioni di DRAM originarie del Giappone, viene
     proposto alla Commissione di chiudere il procedimento, lasciando così scadere le
     misure attualmente in vigore.                                                    ^
(3)  La proposta allegata di abrogare il dazio antidumping si spiega col fatto che il
     denunziante ha cessato di sostenere il mantenimento delle misure. H denunziante ha
     ritenuto opportuno prendere questa iniziativa in vista del previsto negoziato di
     accordi settoriali volontari tra l'industria comunitaria denunziante e le associazioni
     giapponesi e coreane di produttori di DRAM, volto ad evitare la ricomparsa del
     dumping e del relativo pregiudizio nonché a consentire una rapida conclusione di
     eventuali inchieste antidumping avviate in futuro. D previsto negoziato è stato
     accolto con favore dalla Commissione. L'industria comunitaria s'è impegnata a
     notificare ai servizi della Commissione incaricati della concorrenza eventuali
     accordi futuri.
(4)  Diversi utilizzatori comunitari di DRAM hanno chiesto che il dazio antidumping
     sia abrogato retroattivamente a partire dal 10 marzo 1997, vale a dire dalla data in
     cui esso è tornato in vigore dopo la scadenza della sospensione delle misure. A
     questo proposito si ritiene che nel caso in esame nessun principio generale di diritto
     comunitario giustifichi tale richiesta.
(5)  Alle parti interessate sono state comunicate le ragioni per le quali si intende
     proporre l'abrogazione del dazio antidumping. Dopo aver preso in considerazione
     nel complesso tutti i vari interessi in gioco, si è concluso che l'abrogazione del
     dazio antidumping e la chiusura del procedimento non sono contrarie all'interesse
     della Comunità.
(6)  Il comitato consultivo degli Stati membri è stato debitamente sentito e la
     maggioranza delle delegazioni ha espresso sostegno alla proposta della
     Commissione. Ciononostante, quattro Stati membri hanno obiettato sulla chiusura
     del procedimento, adducendo il fatto che attualmente essa è prematura in quanto i
      negoziati tra l'industria comunitaria e le associazioni giapponesi e coreane di
     produttori di DRAM non si sono ancora conclusi. Tuttavia, dato che il denunziante
      ha ritirato il proprio sostegno, l'unica soluzione appropriata è chiudere il
      procedimento immediatamente.
 (7)  Si propone pertanto alla Commissione di adottare la proposta di regolamento del
      Consiglio allegata e di trasmetterla al Consiglio insieme all'acclusa relazione sui
      risultati della consultazione del comitato consultivo.
                                              2:
 ---pagebreak---                                                Proposta di                              ^
                              REGOLAMENTO (CRI DEL CONSIGLIO
       recante abrogazione del regolamento (CEE) n. 611/93 che istituisce un dazio
         antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di
          microcircuiti elettronici detti DRAM originari della repubblica di Corea
  IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
 visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
 visto ilregolamento(CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
 difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
 Comunità europea1, modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 del Consiglio2, in
 particolare l'articolo 11, paragrafo 3,
 vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                        A. FASI PRECEDENTI DELLA PROCEDURA
(1)     Con la decisione 93/157/CEE3, la Commissione ha accettato gli impegni offerti da
        tutti i produttori coreani conosciuti di DRAM che esportavano questo prodotto
        nella Comunità. Il Consiglio, con il regolamento (CEE) n. 611/934, ha istituito un
        dazio residuo sulle importazioni di DRAM originarie della Repubblica di Corea per
        farrientrarenel campo di applicazione delle misure contro il dumping di DRAM le
        parti che non hanno collaborato e per salvaguardare l'efficacia degli impegni.
(2)     Nel giugno del 1995, la Commissione ha deciso di sospendere le suddette misure
        antidumping per un periodo di nove mesi.5 Nel marzo del 1996 la sospensione è
        stata prorogata dal Consiglio per altri dodici mesi.6
                            B. INCHIESTA AI FINI DEL RIESAME
(3)    Nel luglio del 1995 la Commissione ha aperto di propria iniziativa un riesame
       intermedio relativo alle importazioni di DRAM originarie del Giappone e della
       Repubblica di Corea ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento (CE)
       n. 384/96 del Consiglio (in appresso denominato "regolamento di base").7
                                    C. PRODOTTO IN ESAME
1
   GU n. L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
2
   GU n. L 317 del 6.12.1996, pag. 1.
3
   GU n. L 66 del 18.3.1993, pag. 37.
   GU n. L 66 del 18.3.1993, pag. 1.
   Decisione 95/197/CE della Commissione, GU n. L 126 del 9.6.1995, pag. 56.
   Regolamento (CE) n. 399/96 del Consiglio, GU n. L 55 del 6.3.1996, pag. 1.
   GU n. C 181 del 15.7.1995, pag. 13.
                                                    3
 ---pagebreak---  (4) I prodotti oggetto della presente inchiesta sono memorie dinamiche ad accesso
     casuale (dynamic random access memories, DRAM), in forma di piastrine o di
     wafer trattati, assemblate o sottoposte a ulteriori lavorazioni su moduli, fabbricate
     utilizzando varianti della tecnologia di processo del semiconduttore a giunzione
     metallo-ossido (metal oxide semiconductor, MOS), comprese le tecnologie CMOS,
     BiCMOS ecc., e comprese, ma non esclusivamente, le varianti dei prodotti che
     utilizzano la tecnologia DRAM quali le VRAM, le pseudo-SRAM, le S-DRAM
     (DRAM sincronizzate), le MDRAM (DRAM multibanco) e le R-DRAM
     (RAMBUS-DRAM), di qualsiasi densità (comprese quelle future),
     indipendentemente dal tempo di accesso, dalla configurazione, dalla forma o
     dall'involucro ecc.
(5)  Il prodotto è attualmente classificabile ai seguenti codici NC: 8542 13 11, 8542 13
     13, 8542 13 15, 8542 13 17, 8542 19 01, 8542 19 05 (DRAM finite), 8542 13 01
     (wafer DRAM), 8542 13 05 (piastrine o chip DRAM), 8548 90 00, 8473 30 10 e
     8473 50 10 (moduli DRAM, piastre DRAM e schede DRAM).
              D. DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
(6)  L'industria comunitaria interessata da questo riesame consiste nella Motorola Ltd.
     (Regno Unito), nella Siemens (Germania) e nella Texas Instruments Italia (Italia).
     Tutte e tre le imprese citate hanno collaborato alla presente inchiesta e sono
     membri dell'Associazione europea dei produttori di componenti elettronici
     (European Electronic Component Manufacturers' Association - EEC A), che ha
     sporto la denuncia originale.
(7)  La produzione collettiva della suddetta industria comunitaria costituisce una
     proporzione maggioritaria della produzione comunitaria complessiva di DRAM ai
     sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
                E. RITIRO DEL SOSTEGNO AL PROCEDIMENTO
(8)  Nel luglio del 1997 l'industria comunitaria ha ritirato il suo sostegno al
     mantenimento delle misure antidumping in vigore (sia per quanto riguarda le
     importazioni dal Giappone, sia per quelle dalla Corea). Il denunziante ha ritenuto
     opportuno compiere questo passo alla luce della prevista negoziazione di accordi a
     titolo volontario a livello industriale tra l'industria comunitaria denunziante e le
     associazioni giapponese e coreana dei produttori di DRAM volti ad impedire che il
     ripetersi in futuro del dumping pregiudizievole e a garantire che, qualora vengano
     aperte inchieste antidumping, esse possano svolgersi rapidamente. L'industria
     comunitaria si è impegnata a notificare gli eventuali accordi alla Commissione ai
     sensi delle regole sulla concorrenza.
         F. ABROGAZIONE DEL DAZIO ANTIDUMPING E CHIUSURA DEL
                                      PROCEDIMENTO
(9)  In base al principio di cui all'articolo 9, paragrafo 1 del regolamento di base,
     quando l'industria comunitaria ritira il suo sostegno al mantenimento delle misure
      antidumping, il procedimento dev'essere chiuso, a meno che tale chiusura sia
                                             V
 ---pagebreak---       contraria all'interesse della Comunità. Dall'inchiesta non sono emersi aspetti che
      giustifichino il mantenimento delle misure in simili circostanze.
(10) Alla luce di quanto sopra, la Commissione ha informato le parti interessate che
      intendeva proporre al Consiglio di abrogare il dazio antidumping in vigore e
      chiudere il procedimento essendo stato ritirato il sostegno. Non sono state
      presentate ulteriori osservazioni relative agli aspetti dell'interesse della Comunità.
(11) Alcuni utilizzatori comunitari di DRAM, invece, hanno chiesto che il dazio
      antidumping fosse abrogato e il procedimento fosse chiuso retroattivamente a
      decorrere dal 10 marzo 1997, e cioè dalla data di reintroduzione del dazio
      antidumping dopo la scadenza della sospensione delle misure. Si sarebbero perciò
      dovutirimborsarei dazi antidumping pagati successivamente a questa data.
(12) Gli utilizzatori hanno sostenuto che, dopo il ripristino dei dazi antidumping nel
      marzo 1997, non sempre hanno potuto evitare di pagare il dazio antidumping
      acquistando le DRAM tramite i canali di vendita coperti dagli impegni. Le parti
      suddette hanno inoltre dichiarato che, dato il sistema di prezzi di riferimento
      costituito dagli impegni sui prezzi (anch'essiripristinatinel marzo del 1997), hanno
      dovuto pagare le DRAM acquistate nella Comunità a prezzi superiori rispetto ai
      concorrenti del resto del mondo. Gli utilizzatori in questione sostenevano che tali
      circostanze hanno avuto effetti negativi sulla loro concorrenzialità.
(13) Gli utilizzatori hanno inoltre fattoriferimentoalla pubblicazione delle conclusioni
      preliminari dei servizi della Commissione. A tale proposito hanno osservato che i
      servizi della Commissione avevano previsto, per quanto riguarda il Giappone,
      l'istituzione di un dazio residuo inferiore con effetto retroattivo dal 10 marzo 1997,
      data in cui sarebbero state reintrodotte le misure antidumping. Se l'inchiesta si
      fosse conclusa in tal senso, la differenza tra l'aliquota di dazio iniziale e quella
      finale sarebba stata rimborsata agli importatori che avessero pagato dazi
       antidumping. Gli utilizzatori hanno sostenuto che, se si considerava giustificata la
      retroattività nell'ipotesi di una reintroduzione delle misure, essa avrebbe dovuto
      essere automaticamente giustificata anche nel caso in cui l'inchiesta si fosse
       conclusa con la chiusura del procedimento.
(14) Per quanto riguarda questa richiesta, si ritiene che, non essendo prevista dal
       regolamento di base la chiusura retroattiva dei procedimenti, essa poteva essere
       accettata solo se fosse stata giustificata dai principi generali del diritto comunitario.
       Nel caso in esame, tuttavia, non si applica nessuno di tali principi.
 (15) In un procedimento antidumping, il riesame è stato chiuso retroattivamente in
       quanto le misure antidumping erano state prorogate per più di tre anni per il
       protrarsi dell'inchiesta di riesame in previsione della scadenza8. Questo caso
       tuttavia non è paragonabile al procedimento attuale, che è un riesame intermedio
       svoltosi nel normale periodo di cinque anni. Inoltre, le misure antidumping
       dell'attuale procedimento sono state sospese dal giugno del 1995 al marzo del
       1997, vale a dire per tutto il periodo, tranne qualche mese, per il quale sono state
       prorogate a causa del riesame. Non si può pertanto considerare che l'industria
   Regolamento (CEE) n. 2655/93 del Consiglio, GU n. L 244 del 30.9.1993, pag. 1.
                                                   r
 ---pagebreak---      utilizzatrice comunitaria, che aveva chiesto la sospensione e ne ha beneficiato,
     abbia dovuto sostenere oneri indebiti a causa dell'inchiesta di riesame.
(16) Per quanto riguarda l'obiezione sollevata dagli utilizzatori a proposito delle
     importazioni tramite canali di vendita soggetti ai dazi residui, simili difficoltà sono
     implicite nella struttura delle misure, e non si può ritenere che giustifichino una
     chiusura retroattiva.
(17) Neppure si può ammettere che gli utilizzatori abbiano dovuto sostenere oneri
     indebiti se, come hanno dichiarato, hanno dovuto acquistare DRAM giapponesi e
     coreane a prezzi superiori ai prezzi praticati al di fuori della Comunità a causa del
     sistema dei prezzi di riferimento. I prezzi di riferimento, che venivano
     continuamente modificati per rispecchiare le variazioni del valore normale, hanno
     soltanto garantito che le importazioni contemplate dagli impegni non avvenissero a
     prezzi di dumping, e si può pertanto ritenere che le vendite in mercati terzi a prezzi
     inferiori ai prezzi di riferimento siano avvenute a prezzi di dumping. Il fatto che il
     dumping in paesi terzi abbia permesso agli utilizzatori di tali paesi di godere di un
     vantaggio concorrenziale rispetto agli utilizzatori della Comunità non si considera
     una motivazione pertinente per l'abrogazione retroattiva dei dazi residui.
(18) Si ritiene inoltre che la richiesta degli utilizzatori non possa basarsi sul fatto che la
     Commissione, nel pubblicare le sue conclusioni provvisorie relative all'inchiesta,
     aveva indicato che, qualora le conclusioni definitive avessero stabilito che il rischio
     di una reiterazione del dumping e del pregiudizio giustificava la reintroduzione
     delle misure, il dazio antidumping modificato per il Giappone avrebbe potuto
     applicarsi retroattivamente. Il carattere provvisorio di tali indicazioni, infatti, era
     ben chiaro a tutti gli interessati, e non poteva certo dar luogo a legittime aspettative.
(19) Una chiusura retroattiva, che portasse al rimborso dei dazi antidumping pagati a
     decorrere dal 10 marzo 1997, costituirebbe inoltre una discriminazione nei
     confronti degli esportatori che si sono attenuti ai prezzi di riferimento fissati ai
     sensi degli impegni e degli importatori che hanno acquistato a tali prezzi. È quanto
     accadrebbe, in particolare, se - come hanno dichiarato gli utilizzatori - i prezzi nella
     Comunità fossero stati superiori ai prezzi del mercato mondiale a causa del sistema
     dei prezzi di riferimento.
(20) Si noti infine che tutti i dazi antidumping pagati possono sempre essere rimborsati
     tramite una richiesta di rimborso ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 8 del
     regolamento di base.
(21) Alla luce di quanto sopra, si respinge la richiesta di abrogazione reatroattiva del
      dazio antidumping.
(22) Avendo analizzato tutti i diversi interessi nel loro insieme, si è concluso che il
      dazio antidumping sulle importazioni di DRAM dalla Repubblica di Corea
      dev'essere abrogato e il procedimento dev'essere quindi chiuso. Di conseguenza,
      gli impegni corrispondenti offerti dagli esportatori coreani ed accettati dalla
      decisione 93/157/CEE della Commissione non hanno più motivo di essere,
                                               6
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
Il regolamento (CEE) n. 611/93 è abrogato ed il procedimento relativo alle importazioni
di DRAM originarie della Repubblica di Corea è chiuso.
                                         Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                              Per il Consiglio
                                               *
 ---pagebreak---       RELAZIONE SUL RISULTATO DELLA CONSULTAZIONE DEL
              COMITATO ANTIDUMPING DEL 23 LUGLIO 1997
Oggetto: Procedimento antidumping relativo alle importazioni di DRAM
           (memorie dinamiche ad accesso casuale) originarie del Giappone e
           della Corea - chiusura dei procedimenti ed abrogazione dei dazi
           antidumping in vigore
1) La presente inchiesta ai fini di un riesame delle misure antidumping è stata aperta
   il 15 luglio 1995. Il regolamento di base applicabile è il regolamento (CE)
   n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le
   importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
   europea.
2) Il 23 luglio 1997 la Commissione ha presentato le sue conclusioni relative alla
   suddetta inchiesta ai membri del comitato consultivo antidumping, proponendo
   che i procedimenti fossero chiusi. La proposta della Commissione si basava sul
   fatto che il denunziante all'origine dei procedimenti aveva ritirato il suo sostegno
   al mantenimento delle misure. Tale decisione va vista nel contesto della
   prospettiva di giungere a un accordo a livello industriale sulla raccolta dei dati tra
   l'industria comunitaria denunziante e le associazioni giapponese e coreana di
   produttori di DRAM, che dovrebbe impedire il ripetersi del dumping in futuro e
   permettere una rapida esecuzione delle eventuali inchieste antidumping.
   L'industria comunitaria considera il ritiro del suo sostegno al mantenimento delle
   misure uno strumento per agevolare i negoziati relativi al suddetto accordo.
3) In occasione della riunione, i seguenti Stati membri si sono detti favorevoli alla
   proposta della Commissione: Irlanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Belgio,
   Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Grecia, Lussemburgo e Spagna. L'Italia, la
   Germania, l'Austria e il Portogallo si sono invece dichiarati contrari.
4) Il mancato raggiungimento dell'unanimità dipendeva essenzialmente dalle diverse
   opinioni in merito agli effetti che avrebbe avuto la decisione di chiudere i
   procedimenti sui negoziati in corso per il sistema di raccolta dei dati a livello delle
   rispettive industrie.
5) Data tale opposizione di alcuni Stati membri alla proposta della Commissione, si
   sottopone la questione al Consiglio ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 2 del
   regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio.
6} Si allegano il regolamento del Consiglio che abroga il dazio antidumping sulle
    importazioni di DRAM originarie della Repubblica di Corea e la Decisione della
    Commissione che chiude il procedimento antidumping relativo alle DRAM
    originarie del Giappone. Si propone che il Consiglio adotti il regolamento. Per
    quanto riguarda la decisione della Commissione, conformemente all'articolo 9,
    paragrafo 2 del suddetto regolamento i procedimenti saranno chiusi se entro un
    mese il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, non avrà deciso
    altrimenti.
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 568 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                     02 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-589-IT-C
                                                              ISBN 92-78-26870-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo