CELEX: 61964CJ0021
Language: it
Date: 1965-03-31 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 31 marzo 1965. # Macchiorlati Dalmas e Figli contro l'Alta Autorità della C.E.C.A. # Causa 21-64.

Avis juridique important

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61964J0021

SENTENZA DELLA CORTE DEL 31 MARZO 1965.  -  MACCHIORLATI DALMAS E FIGLI CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSA 21/64.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00227 edizione olandese pagina 00232 edizione tedesca pagina 00242 edizione italiana pagina 00222 edizione speciale inglese pagina 00175 edizione speciale danese pagina 00043 edizione speciale greca pagina 00051 edizione speciale portoghese pagina 00055 edizione speciale spagnola pagina 00181

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DISPOSIZIONI FINANZIARIE - PRELIEVI - MAGGIORAZIONI DI MORA - CARATTERE DI SANZIONI O PENALITA  ( TRATTATO CECA, ARTT . 36 E 50, N . 3 )  2 . DISPOSIZIONI FINANZIARIE - PRELIEVI - NORME RELATIVE ALL' OGGETTO E ALLA RISCOSSIONE - INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA  ( TRATTATO CECA, ART . 50, N . 2 )  3 . ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA AI SENSI DELL' ART . 36, TERZO COMMA, DEL TRATTATO CECA - APPLICABILITA LIMITATA ALLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI GENERALI - DECISIONI INDIVIDUALI - DECADENZA DAL TERMINE D' IMPUGNAZIONE  4 . ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA AI SENSI DELL' ARTICOLO 36, TERZO COMMA, DEL TRATTATO CECA - NESSO GIURIDICO DIRETTO FRA L' ATTO IMPUGNATO E L' ATTO GENERALE OGGETTO DELL' ECCEZIONE  

Massima

1 . LE MAGGIORAZIONI DEI PRELIEVI CONTEMPLATE DALL' ARTICOLO 50, N . 3, DEL TRATTATO CECA SONO SANZIONI O PENALITA AI SENSI DELL' ARTICOLO 36 DI DETTO TRATTATO .  2 . LE DISPOSIZIONI DELL' ARTICOLO 50, N . 2, DEL TRATTATO CECA NON RIGUARDANO CHE L' OGGETTO E LA RISCOSSIONE DEI PRELIEVI, E NON SI RIFERISCONO ALLE MAGGIORAZIONI DI MORA CONTEMPLATE DAL N . 3 DI DETTO ARTICOLO . TRATTANDOSI DI DISPOSIZIONI CHE PONGONO CONDIZIONI DI FORMA ESSENZIALI PER LA VALIDITA DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA IN MATERIA DI PRELIEVO, NON E DATO ESTENDERNE, MEDIANTE INTERPRETAZIONE, L' APPLICABILITA A CASI NON PREVISTI DAL TRATTATO .  3 . VEDI LA MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 3-59, RACCOLTA VI, 1, PAG . 117 .  NELLA SUA SENTENZA 9-56 LA CORTE NON HA AFFATTO INTERPRETATO IL 3 ) COMMA DELL' ART . 36 NEL SENSO CHE ESSO CONSENTA AI RICORRENTI DI DENUNCIARE NON SOLO L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI GENERALI MA PURE L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI DI CUI ESSI SONO I DESTINATARI E DI CUI VENGA AD ESSI ADDEBITATA L' INOSSERVANZA . SECONDO UN PRINCIPIO GIURIDICO FONDAMENTALE CHE TROVA CONFERMA NELL' ART . 33, LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI INDIVIDUALI NON PUO' VENIR PIU MESSA IN DISCUSSIONE DOPO DECORSO IL TERMINE DI IMPUGNAZIONE .  */ 659J0003 /*.  4 . L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI PUO' ESSERE ECCEPITA SOLTANTO NELLA MISURA IN CUI ESISTE UN NESSO GIURIDICO DIRETTO FRA ESSE E L' ATTO INDIVIDUALE IMPUGNATO .  

Parti

NELLA CAUSA 21-64 PROMOSSA DALLA  " MACCHIORLATI DALMAS E FIGLI "  SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE CORRENTE IN TORINO,  IN PERSONA DEL SIGNOR MACCHIORLATI DALMAS GIUSEPPE, RICORRENTE,  DIFESA E RAPPRESENTATA DALL' AVVOCATO ANTONIO ASTOLFI,  PATROCINANTE AVANTI LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,  ELETTIVAMENTE DOMICILIATA IN LUSSEMBURGO, PRESSO LO STUDIO DELL' AVVOCATO ERNEST ARENDT, RUE WILLY GOERGEN 6, RICORRENTE  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO, CONVENUTA  RAPPRESENTATA E DIFESA DALL' AVVOCATO ITALO TELCHINI, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DAL PROFESSORE AVVOCATO PIERO ZICCARDI,  ORDINARIO NELL' UNIVERSITA DI MILANO, PATROCINANTE AVANTI LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,  ELETTIVAMENTE DOMICILIATA A LUSSEMBURGO, PLACE DE METZ 2,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO, LA REVOCA O QUANTO MENO LA MODIFICA DELLA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA DELL' 8 APRILE 1964 TRASMESSA ALLA RICORRENTE IL 14 APRILE 1964, CON LA QUALE SI IMPONE A QUEST' ULTIMA IL PAGAMENTO DI LIT . 7.000.000 ,- " A TITOLO DI MAGGIORAZIONI DI RITARDO SUI PRELIEVI ", 

Motivazione della sentenza

SULLA RICEVIBILITA  IL RICORSO E DIRETTO CONTRO LA DECISIONE 8 APRILE 1964 CON CUI SI E INGIUNTO ALLA RICORRENTE IL PAGAMENTO DI MAGGIORAZIONE DI MORA SUI PRELIEVI, IN CONFORMITA ALL' ARTICOLO 6 DELLA DECISIONE 3-52 . QUESTA E BASATA SULL' ARTICOLO 50, N . 3 DEL TRATTATO A NORMA DEL QUALE L' ALTA AUTORITA PUO' INFLIGGERE MAGGIORAZIONI DI MORA ALLE IMPRESE CHE ABBIANO TRASGREDITO LE DECISIONI DA ESSA ADOTTATE IN MATERIA DI PRELIEVO . DETTE MAGGIORAZIONI SONO QUINDI SANZIONI PECUNIARIE O PENALITA DI MORA AI SENSI DELL' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO .  LA FACOLTA, ATTRIBUITA ALL' ALTA AUTORITA DALL' ARTICOLO 6, TERZO COMMA, DELLA DECISIONE 3-52, DI CONDONARLE IN TUTTO O IN PARTE QUALORA ESSA RITENGA CIO' GIUSTIFICATO, INDICA CHE LE MAGGIORAZIONI NON SONO DEI SEMPLICI INTERESSI DI MORA . A TERMINE DELL' ARTICOLO 36, SECONDO COMMA, DEL TRATTATO, LE SANZIONI PECUNIARIE POSSONO COSTITUIRE OGGETTO DI RICORSO DI MERITO . A SOSTEGNO DELLA SUA AZIONE, LA RICORRENTE DENUNCIA FRA L' ALTRO L' ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE 13 FEBBRAIO 1959 E DI TALUNE DECISIONI GENERALI IN MATERIA DI PRELIEVI, ASSUMENDO CHE ESSE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO GIURIDICO E LOGICO DELLA DECISIONE IMPUGNATA E CHE LA LORO ILLEGITTIMITA DEVE AVERE COME CONSEGUENZA L' ANNULLAMENTO DI QUEST' ULTIMA . LA CONVENUTA ECCEPISCE L' INAMMISSIBILITA DI QUESTI MOTIVI .  L' ARTICOLO 36, TERZO COMMA DEL TRATTATO NON CONSENTE DI FAR VALERE, OLTRE ALL' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI E DELLE RACCOMANDAZIONI GENERALI, ANCHE QUELLA DELLE DECISIONI E DELLE RACCOMANDAZIONI DIRETTE ALLA RICORRENTE . LA TESI OPPOSTA SAREBBE IN CONTRASTO COL PRINCIPIO SANCITO DALL' ARTICOLO 33; IL TERMINE PERENTORIO D' IMPUGNAZIONE DA ESSO CONTEMPLATO RISPONDE INFATTI ALL' ESIGENZA CHE LA LEGALITA DELLE DECISIONI AMMINISTRATIVE NON SIA RIMESSA IN DISCUSSIONE INDEFINITAMENTE .  LA DECISIONE 13 FEBBRAIO 1959 E UNA DECISIONE INDIVIDUALE DIRETTA ALLA RICORRENTE; ESSENDO SCADUTO IL TERMINE DI UN MESE PREVISTO PER L' IMPUGNAZIONE, LA RICORRENTE NON PUO' ECCEPIRNE L' ILLEGITTIMITA VALENDOSI DELL' ARTICOLO 36, TERZO COMMA DEL TRATTATO . I MOTIVI DEDOTTI DALLA RICORRENTE CONTRO DETTA DECISIONE SONO QUINDI INAMMISSIBILI .  L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI PUO' ESSERE ECCEPITA SOLTANTO NELLA MISURA IN CUI ESISTE UN NESSO GIURIDICO DIRETTO FRA ESSE E L' ATTO IMPUGNATO . NELLA SPECIE, NELL' ATTO IMPUGNATO CI SI E LIMITATI A STABILIRE L' AMMONTARE DELLE SOMME DOVUTE DALLA RICORRENTE PER MAGGIORAZIONI DI MORA, POSTO CHE L' AMMONTARE DEI PRELIEVI ARRETRATI E STATO DETERMINATO CON LA DECISIONE 13 FEBBRAIO 1959 .  NELLA MISURA IN CUI LE CRITICATE DECISIONI GENERALI RIGUARDANO I TASSI DEL PRELIEVO E I CRITERI DI CALCOLO DA ADOTTARSI PER DETERMINARLI, FRA ESSE E LA DECISIONE IMPUGNATA NON VI E ALCUN NESSO GIURIDICO DIRETTO . NE CONSEGUE CHE I MOTIVI DEDOTTI DALLA RICORRENTE CONTRO LE DECISIONI GENERALI RIGUARDANTI I PRELIEVI NON SONO AMMISSIBILI CHE NELLA PARTE IN CUI SI RIFERISCONO ALLE DISPOSIZIONI DI DETTE DECISIONI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DELL' IMPUGNATA DECISIONE 8 APRILE 1964 .  NEL MERITO  SULLE CONCLUSIONI PRINCIPALI  PER QUANTO RIGUARDA LA DECISIONE 8 APRILE 1964  1 ) LA RICORRENTE ASSUME CHE QUESTA DECISIONE E VIZIATA IN QUANTO NON ADEGUATAMENTE MOTIVATA; ESSA SOSTIENE IN PRIMO LUOGO CHE LA MOTIVAZIONE E CONFUSA E CITA DETERMINATI PASSI DI ESSA ONDE DIMOSTRARNE L' INESATTEZZA MATERIALE E LA CONTRADITTORIETA . RICOLLOCANDO PERO' DETTI PASSI NEL LORO CONTESTO, LA DECISIONE IMPUGNATA APPARE ADEGUATAMENTE MOTIVATA; ESSA PONE INFATTI IN CHIARA EVIDENZA GLI ELEMENTI DI FATTO E DI DIRITTO SU CUI E FONDATA .  LA RICORRENTE ASSUME POI CHE LA DECISIONE DI CUI TRATTASI NON ESPONE LE RAGIONI PER CUI L' ALTA AUTORITA HA RITENUTO DI DOVER RESPINGERE LA SUA DOMANDA DI REMISSIONE DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA, PRESENTATA IL 18 FEBBRAIO 1964 . A NORMA DELL' ARTICOLO 36, TERZO COMMA DEL TRATTATO, L' ALTA AUTORITA E TENUTA A SENTIRE GLI INTERESSATI PRIMA DI INFLIGGERE LORO SANZIONI PECUNIARIE, MA NON E TUTTAVIA OBBLIGATA A SPIEGARE LE RAGIONI PER CUI RITIENE DI NON DAR SEGUITO ALLE OSSERVAZIONI CHE LE SONO STATE PRESENTATE .  NELLA SPECIE, LA RICORRENTE E STATA REGOLARMENTE POSTA IN GRADO DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI PRIMA DELL' ADOZIONE DELLE DECISIONI IMPUGNATE; LE RAGIONI PER CUI DETTE OSSERVAZIONI NON SONO STATE ACCOLTE DALL' ALTA AUTORITA SONO D' ALTRONDE IMPLICITAMENTE INDICATE NELLA PARTE DELLA MOTIVAZIONE IN CUI SI TRATTA DELLE ANALOGHE OSSERVAZIONI GIA FORMULATE DALLA RICORRENTE IL 20 FEBBRAIO 1963 .  PER TUTTE QUESTE RAGIONI IL MOTIVO E INFONDATO .  2 ) LA RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE L' ALTA AUTORITA HA COMMESSO UNO SVIAMENTO DI POTERE IN QUANTO HA TENUTO FERMA LA PRETESA RELATIVA AL PAGAMENTO DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA, NONOSTANTE CHE ESSA AVESSE ASSICURATO ALLA RICORRENTE, NELL' INCONTRO DEL 21 APRILE 1960, CHE LE MAGGIORAZIONI LE SAREBBERO STATE RIMESSE, QUALORA I PRELIEVI ARRETRATI FOSSERO STATI REGOLARMENTE VERSATI; ESSA AGGIUNGE DI AVER RINUNZIATO AGLI ATTI NELLA CAUSA 22-59 PROPRIO IN SEGUITO A TALI ASSICURAZIONI . A SOSTEGNO DEL SUO ASSUNTO, LA RICORRENTE SI RICHIAMA A UNA PARTE DELLA CORRISPONDENZA SCAMBIATA DALLE PARTI SUCCESSIVAMENTE AL 21 APRILE 1960 ED OFFRE DI PROVARE CHE DETERMINATI FUNZIONARI DELL' ALTA AUTORITA LE AVEVANO DATO ASSICURAZIONI IN PROPOSITO .  DALLA LETTERA DELL' ALTA AUTORITA IN DATA 6 MAGGIO 1960 NON RISULTA CHE ESSA ABBIA DATO ASSICURAZIONI CIRCA LA REMISSIONE DELLE MAGGIORAZIONI . I PRINCIPI GIURIDICI GENERALI RELATIVI TANTO ALL' ESERCIZIO DEI POTERI AMMINISTRATIVI QUANTO ALLA VALIDITA E ALL' EFFICACIA DELLE TRANSAZIONI, AVREBBERO RESA NECESSARIA LA FORMALE APPROVAZIONE DI ASSICURAZIONI DEL GENERE DA PARTE DEGLI ORGANI COMPETENTI DELL' ALTA AUTORITA . TANTO PIU CHE TALI ASSICURAZIONI AVREBBERO IMPLICATO LA RINUNZIA, DA PARTE DELL' ALTA AUTORITA, A FAR VALERE PRETESE NASCENTI DA UNA DECISIONE DEBITAMENTE ADOTTATA DALLE COMPETENTI AUTORITA .  CON LETTERE DELL' 11 MAGGIO 1960 E DEL 20 FEBBRAIO 1962, LA RICORRENTE HA NUOVAMENTE SOLLECITATO L' ESONERO DALLE MAGGIORAZIONI DI MORA, SENZA MENZIONARE L' ASSERITA TRANSAZIONE CHE L' AVREBBE ESONERATA . STANTE CIO', LA PROVA OFFERTA DALLA RICORRENTE E DIVENUTA PRIVA D' OGGETTO PER LE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO; NON VI E QUINDI MOTIVO DI DISPORNE L' ASSUNZIONE .  PER TUTTE QUESTE RAGIONI, IL MOTIVO VA RESPINTO .  3 ) LA RICORRENTE DEDUCE INOLTRE CHE LA DECISIONE 8 APRILE 1964 VIOLA L' ARTICOLO 6 DELLA DECISIONE GENERALE 3-52, GIACCHE NEL CALCOLO DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA L' ARROTONDAMENTO SAREBBE STATO EFFETTUATO PER ECCESSO E SAREBBE STATO QUINDI SUPERATO IL TASSO COMPLESSIVO DELL' 1 PERCENTO CONTEMPLATO DA DETTO ARTICOLO .  IN REALTA, L' AMMONTARE DI CIASCUNA MAGGIORAZIONE DI MORA SAREBBE STATO ARROTONDATO SIA PER ECCESSO SIA PER DIFETTO E UNICAMENTE IN RAGIONE DI CENTESIMI, DI GUISA CHE IL DEBITO COMPLESSIVO DELLA RICORRENTE SAREBBE STATO AUMENTATO DI 83 CENTESIMI DI LIRA ITALIANA; QUESTO ASSUNTO NON E STATO CONTESTATO .  TALE INFIMO AUMENTO E STATO POI LARGAMENTE COMPENSATO DALLA RIDUZIONE DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA DECISA DALL' ALTA AUTORITA . L' AMMONTARE DI DETTE MAGGIORAZIONI NON ECCEDE QUINDI IL TASSO DELL' 1 PERCENTO STABILITO DALL' ARTICOLO 6 DELLA DECISIONE 3-56 .  IL MOTIVO E PERCIO' INFONDATO .  PER QUANTO RIGUARDA LE DECISIONI 3-52 E 29-55  1 ) LA RICORRENTE ASSUME CHE L' ARTICOLO 6 DELLA DECISIONE 3-52 E LA DECISIONE 29-55 VIOLANO L' ARTICOLO 50, N . 3, DEL TRATTATO, IL QUALE STABILISCE L' ALIQUOTA MASSIMA DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA . DETTE DISPOSIZIONI SAREBBERO IN CONTRASTO COL PRINCIPIO GENERALE, DI CUI ALL' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO, SECONDO IL QUALE GLI INTERESSATI DEVONO ESSERE POSTI IN GRADO DI PRESENTARE LE LORO OSSERVAZIONI PRIMA DELL' IRROGAZIONE DI SANZIONI PECUNIARIE . L' ARTICOLO 6 SOPRA MENZIONATO STABILIREBBE UN' ALIQUOTA COSTANTE PER LE MAGGIORAZIONI DI MORA, A PRESCINDERE DALLA NATURA, DALLA GRAVITA E DALLA REITERAZIONE DELL' INADEMPIMENTO CHE ESSE SONO DESTINATE A REPRIMERE .  PER QUANTO RIGUARDA LA PRIMA CENSURA, L' ARTICOLO 6 DELLA DECISIONE 3-52 FISSA AL 12 PERCENTO ANNUO L' ALIQUOTA DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA, MENTRE L' ARTICOLO 50 DEL TRATTATO, PREVEDE UN' ALIQUOTA ANNUA MASSIMA DEL 20 PERCENTO . NON AVENDO ECCEDUTO IL LIMITE STABILITO DAL TRATTATO PER LA DETERMINAZIONE DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA, DETTO ARTICOLO 6 NON VIOLA IL TRATTATO .  PER QUANTO RIGUARDA LA SECONDA CENSURA, LE MAGGIORAZIONI DI MORA NON SONO STATE NELLA SPECIE APPLICATE IN VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 36, TERZO COMMA DEL TRATTATO, GIACCHE LA RICORRENTE E STATA POSTA IN GRADO DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI PRIMA CHE FOSSE ADOTTATA LA DECISIONE INDIVIDUALE 8 APRILE 1964 CON CUI LE SONO STATE INFLITTE LE MAGGIORAZIONI IN CONTESTO .  QUANTO ALLA TERZA CENSURA, INFINE, DALLA DECISIONE 14 NOVEMBRE 1962, IN GRAN PARTE RIPRODOTTA NELLA DECISIONE IMPUGNATA, RISULTA CHE L' AMMONTARE DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA E GIA STATO RIDOTTO DI DUE MILIONI DI LIRE . L' ALTA AUTORITA HA QUINDI TENUTO CONTO DELLA SITUAZIONE PARTICOLARE DELLA RICORRENTE E DELLE CIRCOSTANZE ATTE A GIUSTIFICARE LA RIDUZIONE DELL' AMMONTARE IN CONTESTAZIONE .  LE CENSURE VANNO QUINDI RESPINTE IN QUANTO INFONDATE .  2 ) LA RICORRENTE DEDUCE ANCORA CHE LA DECISIONE 3-52 E ILLEGITTIMA IN QUANTO ADOTTATA SENZA LA PREVIA CONSULTAZIONE DEL CONSIGLIO DI MINISTRI PREVISTA DALL' ARTICOLO 50, N . 2 DEL TRATTATO, ARTICOLO CHE DOVREBBE APPLICARSI ANCHE IN MATERIA DI MAGGIORAZIONI DI MORA .  LE DISPOSIZIONI DELL' ARTICOLO 50, N . 2 DEL TRATTATO, NON RIGUARDANO CHE L' OGGETTO E LA RISCOSSIONE DEI PRELIEVI; IL LEGISLATORE, SE AVESSE VOLUTO ESTENDERE LA PORTATA DI DETTE DISPOSIZIONI ALLE MAGGIORAZIONI DI MORA CHE ESSO PRENDE IN CONSIDERAZIONE AL NUMERO SEGUENTE, LO AVREBBE DETTO ESPRESSAMENTE . TRATTANDOSI DI DISPOSIZIONI CHE PONGONO CONDIZIONI DI FORMA ESSENZIALI PER LA VALIDITA DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA IN MATERIA DI PRELIEVO, NON E DATO ESTENDERNE, MEDIANTE INTERPRETAZIONE, L' APPLICABILITA A CASI NON PREVISTI DAL TRATTATO .  IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  QUANTO ALLE CONCLUSIONI SUBORDINATE  LA RICORRENTE CHIEDE INOLTRE, IN VIA DI STRETTO SUBORDINE, UN' ADEGUATA RIDUZIONE DELLE MAGGIORAZIONI DI MORA . A SOSTEGNO DI QUESTA DOMANDA ESSA DEDUCE NUMEROSE CIRCOSTANZE DI FATTO, QUALI L' IMPORTO ASSAI ELEVATO DELLE MAGGIORAZIONI, LE MODESTE DIMENSIONI DELL' IMPRESA, LA REGOLARITA CON CUI ESSA HA ADEMPIUTO L' OBBLIGO DI PAGARE I PRELIEVI ARRETRATI .  L' ALIQUOTA DELLE MAGGIORAZIONI DI CUI E CAUSA NON ECCEDE IL MASSIMO PREVISTO DALL' ARTICOLO 50, N . 3 DEL TRATTATO . L' AMMONTARE COMPLESSIVO DI DETTA MAGGIORAZIONE, AL LIVELLO CUI E STATO RIDOTTO CON LA DECISIONE 14 NOVEMBRE 1962, NON APPARE ECCESSIVO RISPETTO ALL' AMMONTARE DEL DEBITO PRINCIPALE, NE SPROPORZIONATO RISPETTO ALLA POTENZIALITA ECONOMICA DI UN' IMPRESA MEDIA .  LA RICORRENTE NON HA PROVATO DI TROVARSI IN UNA SITUAZIONE ECONOMICA PARTICOLARMENTE DIFFICILE E TALE DA GIUSTIFICARE LA RIDUZIONE DELL' AMMONTARE DELLE MAGGIORAZIONI . NON VI E QUINDI MOTIVO DI MODIFICARE LA VALUTAZIONE DELLA CONVENUTA RELATIVA ALL' AMMONTARE DI DETTE MAGGIORAZIONI .  LE CONCLUSIONI DELLA RICORRENTE VANNO QUINDI RESPINTE .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO . NELLA SPECIE LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE . 

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .