CELEX: 61979CJ0147
Language: it
Date: 1980-10-16
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 16 ottobre 1980. # René Hochstrass contro Corte di giustizia delle Comunità europee. # Dipendente - Indennità di dislocazione. # Causa 147/79.

Avis juridique important

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61979J0147

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 16 OTTOBRE 1980.  -  RENE HOCHSTRASS CONTRO CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  DIPENDENTE - INDENNITA'DI DISLOCAZIONE.  -  CAUSA 147/79.  

raccolta della giurisprudenza 1980 pagina 03005 edizione speciale greca pagina 00191

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . DIPENDENTI - RICORSI - ATTO CHE RECA PREGIUDIZIO - DISPOSIZIONE GENERALE DA ATTUARSI MEDIANTE PROVVEDIMENTI INDIVIDUALI - MANCATA APPLICAZIONE IN UN CASO PARTICOLARE  ( STATUTO DEL PERSONALE , ARTT . 90 E 91 )   2 . DIRITTO COMUNITARIO - PRINCIPI - PARITA DI TRATTAMENTO - NOZIONE  3 . DIPENDENTI - RETRIBUZIONE - INDENNITA D ' ESPATRIO - PRESUPPOSTI PER L ' ATTRIBUZIONE - CRITERIO ESCLUSIVO DELLA CITTADINANZA - VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO - INSUSSISTENZA   ( STATUTO DEL PERSONALE , ALLEGATO VII , ART . 4 , N . 2 )    

Massima

1 . DATO CHE L ' ART . 90 , N . 1 , DELLO STATUTO DEL PERSONALE STABILISCE CHE QUALSIASI PERSONA CUI SI APPLICA LO STATUTO PUO PRESENTARE ALL ' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA UNA DOMANDA CHE LA INVITI A PRENDERE UNA DECISIONE NEI SUOI CONFRONTI , E LA DECISIONE ESPRESSA O IMPLICITA DI RIFIUTO QUELLA CHE DA LA POSSIBILITA DI PROPORRE IL RECLAMO AMMINISTRATIVO AI SENSI DELL ' ART . 90 , N . 2 , DELLO STATUTO . DI CONSEGUENZA , NEL CASO DI UN ATTO DI CARATTERE GENERALE DESTINATO AD ESSERE ATTUATO MEDIANTE UNA SERIE DI PROVVEDIMENTI INDIVIDUALI CHE RIGUARDANO NUMEROSI DIPENDENTI DI UN ' ISTITUZIONE , LA MANCATA APPLICAZIONE DI DETTO PROVVEDIMENTO D ' ORDINE GENERALE AD UN CASO PARTICOLARE NON PUO ESSERE CONSIDERATA COME UNA DECISIONE , NEMMENO IMPLICITA , DI RIFIUTO DI UNA DOMANDA DEL GENERE DI QUELLA CONTEMPLATA DALL ' ART . 90 , N . 1 . 2 . IL PRINCIPIO GENERALE DI UGUAGLIANZA DI CUI IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE A CAUSA DELLA CITTADINANZA NON E CHE UN ASPETTO PARTICOLARE E UNO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DEL DIRITTO COMUNITARIO . QUESTO PRINCIPIO ESIGE CHE LE SITUAZIONI ANALOGHE NON SIANO TRATTATE IN MODO DIVERSO , A MENO CHE LA DIFFERENZA NON SIA OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATA .   3 . RISERVANDO L ' INDENNITA D ' ESPATRIO AI DIPENDENTI CHE NON HANNO E NON HANNO MAI AVUTO LA CITTADINANZA DELLO STATO NEL TERRITORIO DEL QUALE E SITUATA LA LORO SEDE DI SERVIZIO E CHE NON FRUISCONO DELL ' INDENNITA DI DISLOCAZIONE , L ' ART 4 , N . 2 , DELL ' ALLEGATO VII DELLO     STATUTO ( INSERITOVI DALL ' ART . 21 , N . 2 , DEL REGOLAMENTO N . 912/78 ) NON VIOLA IL PRINCIPIO GENERALE D ' UGUAGLIANZA . DATO INFATTI CHE L ' INDENNITA DI ESPATRIO E DESTINATA A COMPENSARE GLI SVANTAGGI CHE I DIPENDENTI SUBISCONO A CAUSA DEL LORO STATUS DI STRANIERI , A BUON DIRITTO IL LEGISLATORE COMUNITARIO , NEL VALUTARE DISCREZIONALMENTE LA SITUAZIONE , SI E VALSO DEL SOLO CRITERIO DELLA CITTADINANZA , UNIFORME , OBIETTIVO E IN RELAZIONE DIRETTA CON LO SCOPO DELLA NORMATIVA .   ANCHE SE IN SITUAZIONI MARGINALI DALL '  ISTITUZIONE DI UNA NORMATIVA GENERALE ED ASTRATTA POSSONO DERIVARE CASUALMENTE DEGLI INCONVENIENTI , NON SI PUO FAR CARICO AL LEGISLATORE DI ESSERSI VALSO DI UNA CLASSIFICA PER CATEGORIE , DAL MOMENTO CHE ESSA NON E DI PER SE DISCRIMINATORIA CON RIFERIMENTO ALLO SCOPO PERSEGUITO .      

Parti

NELLA CAUSA 147/79 , RENE HOCHSTRASS , DIPENDENTE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE , RESIDENTE IN SENNINGERBERG , CON L ' AVV.TO G . VANDERSANDEN , DEL FORO DI BRUXELLES , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO , PRESSO L ' AVV.TO E . ARENDT , RUE PHILIPPE-II , BOITE POSTALE 39 ,   RICORRENTE ,   CONTRO  CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATA DAL CANCELLIERE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA , SIG . ALBERT VAN HOUTTE , E CON DOMICILIO ELETTO PRESSO LA PROPRIA SEDE , PLATEAU DU KIRCHBERG , LUSSEMBURGO ,   CONVENUTA ,   NONCHE  CONSIGLIO DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATO DAL SIG . D . G . GORDON-SMITH , VICEDIRETTORE GENERALE DEL SUO UFFICIO LEGALE , CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO , PRESSO IL SIG . D . FONTEIN , DIRETTORE DEGLI AFFARI GIURIDICI DELLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI , 2 , PLACE DE METZ ,   E  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATA DALLA SIG.RA D . SORASIO , MEMBRO DEL SUO UFFICIO LEGALE , IN QUALITA DI AGENTE , ASSISTITA DALL ' AVV.TO R . ANDERSEN , DEL FORO DI BRUXELLES , CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO ,     PRESSO IL SIG . M . CERVINO , CONSIGLIERE GIURIDICO DELLA COMMISSIONE , EDIFICIO JEAN MONNET , KIRCHBERG ,   INTERVENIENTI A SOSTEGNO DELLA CORTE ,    

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO LA DICHIARAZIONE D ' INVALIDITA DELL ' ART . 21 , N . 2 , PUNTO 2 , DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 2 MAGGIO 1978 , N . 912 ( GU N . L 119 , PAG . 1 ), RELATIVO ALLE MODALITA D ' ATTRIBUZIONE DELL ' INDENNITA DI ESPATRIO E DI CONSEGUENZA L ' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 22 GIUGNO 1979 CON CUI IL PRESIDENTE DELLA CORTE HA RESPINTO IL RECLAMO DEL RICORRENTE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON RICORSO PERVENUTO IN CANCELLERIA IL 21 SETTEMBRE 1979 , IL RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE DI DICHIARARE INVALIDO L ' ART . 21 , N . 2 , PUNTO 2 , DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 2 MAGGIO 1978 , N . 912 ( GU N . L 119 , PAG . 1 ) CHE HA AGGIUNTO ALL ' ART . 4 DELL ' ALLEGATO VII DELLO STATUTO DEL PERSONALE UN N . 2 COSI CONCEPITO : ' IL FUNZIONARIO CHE , NON AVENDO E NON AVENDO MAI AVUTO LA NAZIONALITA DELLO STATO SUL CUI TERRITORIO E SITUATA LA SUA SEDE DI SERVIZIO , NON SODDISFA ALLE CONDIZIONI DI CUI AL PARAGRAFO 1 , HA DIRITTO AD UN ' INDENNITA DI ESPATRIO PARI AD UN QUARTO DELL ' INDENNITA DI DISLOCAZIONE ' . SECONDO IL SOPRA MENZIONATO ART . 4 , N . 1 , IL DIPENDENTE DI CUI SOPRA PUO OTTENERE L ' INDENNITA DI DISLOCAZIONE SE ' NON HA , ABITUALMENTE , ABITATO O SVOLTO LA SUA ATTIVITA PROFESSIONALE PRINCIPALE SUL TERRITORIO EUROPEO DI DETTO STATO DURANTE IL PERIODO DI CINQUE ANNI CHE SCADE SEI MESI PRIMA DELLA SUA ENTRATA IN SERVIZIO . PER L ' APPLICAZIONE DELLA PRESENTE DISPOSIZIONE , NON SI TIENE CONTO DELLE SITUAZIONI RISULTANTI DAI SERVIZI EFFETTUATI PER UN ALTRO STATO O PER UN ' ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE ' . IL RICORRENTE CHIEDE INOLTRE ALLA CORTE DI ANNULLARE LA DECISIONE 22 GIUGNO 1979 CON CUI L ' AMMINISTRAZIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA HA RESPINTO IL RECLAMO PROPOSTO DAL RICORRENTE CONTRO IL MEMORANDUM DEL CANCELLIERE DELLA CORTE IN DATA 16 GENNAIO 1979 CHE GLI NEGAVA IL PAGAMENTO DELL ' INDENNITA DI ESPATRIO CONTEMPLATA DALLA DISPOSIZIONE DI CUI SOPRA .   SULLA RICEVIBILITA   2 LA CONVENUTA E GLI INTERVENUTI A SUO SOSTEGNO - CONSIGLIO E COMMISSIONE - SOLLEVANO UN ' ECCEZIONE DI IRRICEVIBILITA BASATA SULLA MANCANZA DI INTERESSI AD AGIRE E SUL FATTO CHE IL RICORRENTE NON HA PROPOSTO IL RECLAMO AMMINISTRATIVO CONTEMPLATO DALL ' ART . 90 , N . 2 , DELLO STATUTO , ENTRO IL TERMINE STABILITO DA QUE    STA DISPOSIZIONE . QUANDO INFATTI UNA DISPOSIZIONE - SOSTIENE LA CONVENUTA - NON LASCIA ALL ' AMMINISTRAZIONE ALCUN MARGINE DISCREZIONALE , NON VI E MOTIVO DI APPLICARE IL PROCEDIMENTO CONTEMPLATO DALL ' ART . 90 , N . 1 , DELLO STATUTO , DATO CHE LA DECISIONE CHE RECA PREGIUDIZIO CONSISTE NEL RIFIUTO DI ATTRIBUIRE AL RICORRENTE L ' INDENNITA DI ESPATRIO , IN OCCASIONE DELL ' ATTUAZIONE DELLA DISPOSIZIONE DEL REGOLAMENTO LA QUALE , NEL NOSTRO CASO , E STATA PORTATA A CONOSCENZA DEL PERSONALE DELLA CORTE IL 10 MAGGIO 1978 .    3 E OPPORTUNO RILEVARE CHE L ' ART . 90 , N . 1 , STABILISCE CHE QUALSIASI PERSONA CUI SI APPLICA LO STATUTO DEL PERSONALE PUO PRESENTARE ALL ' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA UNA DOMANDA CHE LA INVITI A PRENDERE UNA DECISIONE NEI SUOI CONFRONTI E CHE E LA DECISIONE ESPRESSA O IMPLICITA DI RIFIUTO QUELLA CHE DA LA POSSIBILITA DI PROPORRE IL RECLAMO AMMINISTRATIVO AI SENSI DELL ' ART . 90 , N . 2 , DELLO STATUTO . DA QUESTO CONGEGNO IN DUE TEMPI CONTEMPLATO DALLO STATUTO SI DESUME CHE , NEL CASO DI UN ATTO DI CARATTERE GENERALE DESTINATO AD ESSERE ATTUATO MEDIANTE UNA SERIE DI PROVVEDIMENTI INDIVIDUALI CHE RIGUARDANO NUMEROSI DIPENDENTI DI UN ' ISTITUZIONE , LA MANCATA APPLICAZIONE DI DETTO PROVVEDIMENTO D ' ORDINE GENERALE AD UN CASO PARTICOLARE NON PUO ESSERE CONSIDERATA COME UNA DECISIONE , NEMMENO IMPLICITA , DI RIFIUTO DI UNA DOMANDA DEL GENERE DI QUELLA CONTEMPLATA DALL ' ART . 90 , N . 1 .    4 DI CONSEGUENZA , DATO CHE IL RICORRENTE HA PROPOSTO RECLAMO CONTRO LA DECISIONE DI RIFIUTO ENTRO IL TERMINE STABILITO DA TALE DISPOSIZIONE , IL RICORSO E SOTTO QUESTO ASPETTO RICEVIBILE .    5 PER QUANTO RIGUARDA LA MANCANZA DI INTERESSE AD AGIRE , GLI STESSI LEGAMI CHE ESISTONO TRA I MEZZI SOSTANZIALI DEDOTTI DAL RICORRENTE - CHE VERTONO DIRETTAMENTE SULLA VALIDITA DELLA DISPOSIZIONE IMPUGNATA - E L ' ECCEZIONE DI IRRICEVIBILITA SOLLEVATA DALLA CONVENUTA E DAGLI INTERVENUTI A SUO SOSTEGNO RENDONO NECESSARIO ESAMINARE DIRETTAMENTE IL MERITO DELLA CAUSA .   NEL MERITO   6 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA DISPOSIZIONE IMPUGNATA - CHE SI RICHIAMEREBBE UNICAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE AL CRITERIO DELLA CITTADINANZA PER L ' ATTRIBUZIONE O IL RIFIUTO DELL ' INDENNITA DI ESPATRIO - VIOLA IL DIVIETO GENERALE DI DISCRIMINAZIONE A CAUSA DELLA CITTADINANZA CHE SI DESUME DALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO E CHE TROVA ESPRESSIONE , IN PARTICOLARE , NELL ' ART . 7 DEL TRATTATO CEE E NELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO DEL PERSONALE . IL CRITERIO SEGUITO PER L ' ATTRIBUZIONE DELL ' INDENNITA DI ESPATRIO NON SAREBBE OBIETTIVO SOTTO UN DUPLICE     PROFILO : IN PRIMO LUOGO , LA CITTADINANZA NON COSTITUISCE UN MOTIVO OBIETTIVO DI DIFFERENZIAZIONE IN RELAZIONE DIRETTA CON LO SCOPO PERSEGUITO DALLA NORMATIVA E , IN SECONDO LUOGO , I BENEFICIARI DI DETTA INDENNITA NON SAREBBERO IN UNA SITUAZIONE OBIETTIVAMENTE DIVERSA DA QUELLA DEI NON BENEFICIARI . DA QUESTO RAGIONAMENTO SI DESUME CHE L ' ASSERITA DISCRIMINAZIONE NON CONSISTE NEL TRATTAMENTO DISEGUALE DEI BENEFICIARI DELL ' INDENNITA DI DISLOCAZIONE E DEI BENEFICIARI DELL ' INDENNITA DI ESPATRIO , BENSI NELLA DISPARITA ESISTENTE FRA QUEST ' ULTIMA CATEGORIA DI DIPENDENTI E LA CATEGORIA DI COLORO CHE NON FRUISCONO DI ALCUNA DELLE DUE INDENNITA .    7 SECONDO LA COSTANTE GIURISPRUDENZA DELLA CORTE , IL PRINCIPIO GENERALE DI UGUAGLIANZA DI CUI IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONI A CAUSA DELLA NAZIONALITA NON E CHE UN ASPETTO PARTICOLARE , E UNO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DEL DIRITTO COMUNITARIO . QUESTO PRINCIPIO ESIGE CHE LE SITUAZIONI ANALOGHE NON SIANO TRATTATE IN MODO DIVERSO , A MENO CHE LA DIFFERENZA NON SIA OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATA . ESSO IMPLICA MANIFESTAMENTE CHE I DIPENDENTI POSTI IN SITUAZIONI IDENTICHE SIANO SOGGETTI ALLE STESSE NORME , MA NON VIETA AL LEGISLATORE COMUNITARIO DI TENER CONTO DELLE DIFFERENZE OBIETTIVE DI CONDIZIONI O DI SITUAZIONI IN CUI GLI INTERESSATI SI TROVANO .    8 PER VALUTARE LA LEGITTIMITA DELLA DISPOSIZIONE IMPUGNATA DEL REGOLAMENTO N . 912/78 , E QUINDI OPPORTUNO ACCERTARE SE LA SITUAZIONE DEI DIPENDENTI , CHE NON HANNO E NON HANNO MAI AVUTO LA CITTADINANZA DELLO STATO NEL CUI TERRITORIO SI TROVA LA LORO SEDE DI SERVIZIO , IMPLICHI DEGLI ELEMENTI OBIETTIVI CHE GIUSTIFICHINO LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO RISPETTO AI DIPENDENTI CHE HANNO O HANNO AVUTO LA CITTADINANZA DELLO STESSO STATO .    9 SI DEVE PERCIO STABILIRE SE IL SISTEMA CREATO DAL REGOLAMENTO N . 912/78 , NEL SUO COMPLESSO , RISTABILISCA L ' EGUAGLIANZA CHE DEVE ESISTERE FRA I DIPENDENTI , O AL CONTRARIO DETERMINI DISEGUAGLIANZE FRA LORO .    10 LA CORTE E GLI INTERVENUTI DEDUCONO CHE I DIPENDENTI CHE NON HANNO LA CITTADINANZA DEL PAESE DELLA LORO SEDE DI SERVIZIO SONO SOGGETTI , INDIPENDENTEMENTE DALLA DURATA DELLA LORO RESIDENZA IN TALE LUOGO , A UN CERTO NUMERO DI SVANTAGGI E DI INCONVENIENTI , TANTO MORALI QUANTO MATERIALI , CHE NON SUSSISTONO PER I CITTADINI DI TALE PAESE , E CHE L ' INDENNITA DI ESPATRIO HA QUINDI LO SCOPO E L ' EFFETTO DI COMPENSARE TALI DIFFICOLTA SUPPLEMENTARI E DI RISTABILIRE     UNA CERTA EGUAGLIANZA FRA TUTTI I DIPENDENTI CHE SI TROVANO NELLA STESSA SEDE DI SERVIZIO , INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO CITTADINANZA .    11 IL RICORRENTE CONFUTA QUESTA TESI SOSTENENDO CHE GLI INCONVENIENTI CONNESSI ALLA CITTADINANZA IN QUANTO TALE SONO , PER I DIPENDENTI DELLA COMUNITA , INESISTENTI O INSIGNIFICANTI , DI GUISA CHE SAREBBERO AMPIAMENTE COMPENSATI DAL REGIME DI INDENNITA E DI ASSEGNI GIA GARANTITO DALLO STATUTO E IN PARTICOLARE DALL ' INDENNITA DI DISLOCAZIONE , E CHE , PUR NELL ' INCONCESSA IPOTESI CHE INCONVENIENTI DEL GENERE SUSSISTANO PER QUANTO ATTENUATI , QUESTA SITUAZIONE NON GIUSTIFICA L ' ATTRIBUZIONE DI UN ' INDENNITA COMPENSATIVA SUPPLEMENTARE ED ASSUME CHE PER COMPENSARE GLI INCONVENIENTI STESSI SAREBBE MEGLIO AUMENTARE L ' IMPORTO DELLE INDENNITA GIA ESISTENTI .    12 LA TESI DEL RICORRENTE VA RESPINTA . NON SI PUO INFATTI CONTESTARE CHE IL DIPENDENTE CHE NON ABBIA E NON ABBIA MAI AVUTO LA CITTADINANZA DELLO STATO NEL CUI TERRITORIO SI TROVA LA SUA SEDE DI SERVIZIO , PUO SUBIRE A CAUSA DEL SUO STATUS DI STRANIERO UN CERTO NUMERO DI INCONVENIENTI , TANTO IN DIRITTO QUANTO IN FATTO , D ' ORDINE CIVILE , FAMILIARE , EDUCATIVO , CULTURALE , POLITICO , CHE NON SUSSISTONO PER I CITTADINI INDIGENI . DATO CHE L ' INDENNITA DI ESPATRIO E DESTINATA A COMPENSARE GLI SVANTAGGI CHE I DIPENDENTI SUBISCONO A CAUSA DEL LORO STATUS DI STRANIERI , A BUON DIRITTO IL LEGISLATORE COMUNITARIO , NEL VALUTARE DISCREZIONALMENTE LA SITUAZIONE , SI E VALSO DEL SOLO CRITERIO DELLA CITTADINANZA , MENTRE PER L ' INDENNITA DI DISLOCAZIONE IL CUI SCOPO E QUELLO ' DI COMPENSARE GLI ONERI E GLI SVANTAGGI PARTICOLARI DERIVANTI DALL ' ENTRATA IN SERVIZIO PRESSO LE COMUNITA PER I DIPENDENTI CHE SONO PER QUESTO FATTO OBBLIGATI A CAMBIARE RESIDENZA '  ( CAUSA 21/74 AIROLA , PUNTO 8 DELLA MOTIVAZIONE , SENTENZA 20 . 2 . 1975 , RACC . PAG . 221 ), IL LEGISLATORE COMUNITARIO HA ADOTTATO COME CRITERIO FONDAMENTALE LA RESIDENZA DEL DIPENDENTE , PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE LA CITTADINANZA SOLO IN VIA SUBORDINATA .    13 BENCHE SIA VERO CHE I DIPENDENTI POSSONO RISENTIRE DEGLI INCONVENIENTI DELL '  ESPATRIO IN UN MODO PIU O MENO INTENSO , IL CRITERIO DELLA CITTADINANZA HA IL VANTAGGIO DI ESSERE : - UNIFORME , IN QUANTO SI APPLICA IN MODO IDENTICO A TUTTI I DIPENDENTI , INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO SEDE DI SERVIZIO , - OBIETTIVO PER NATURA ED IN VIA GENERALE PER QUANTO RIGUARDA L ' INCIDENZA MEDIA DEGLI INCONVENIENTI DELL ' ESPATRIO SULLA SITUAZIONE PERSONALE DEGLI INTERESSATI , - E IN RELAZIONE DIRETTA CON LO SCOPO DELLA NORMATIVA : COMPENSARE LE DIFFICOLTA E GLI SVANTAGGI CHE DERIVANO DALLO STATUS DI STRANIERO NEL PAESE DI RESIDENZA .        14 ANCHE SE IN SITUAZIONI MARGINALI DALL ' ISTITUZIONE DI UNA NORMATIVA GENERALE ED ASTRATTA POSSONO DERIVARE CASUALMENTE DEGLI INCONVENIENTI , NON SI PUO FAR CARICO AL LEGISLATORE DI ESSERSI VALSO DI UNA CLASSIFICA PER CATEGORIE , DAL MOMENTO CHE ESSA NON E DI PER SE DISCRIMINATORIA CON RIFERIMENTO ALLO SCOPO PERSEGUITO .    15 DAL COMPLESSO DI QUESTE CONSIDERAZIONI DISCENDE CHE NON E STATO ADDOTTO ALCUN ARGOMENTO ATTO AD INFICIARE LA VALIDITA DELL ' ART . 21 , N . 2 , PUNTO 2 , DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 912/78 . DI CONSEGUENZA , NON VI E MOTIVO DI ANNULLARE LA DECISIONE CON CUI L ' AMMINISTRAZIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE HA RESPINTO IL RECLAMO DEL RICORRENTE .   STANDO COSI LE COSE , NON VI E MOTIVO DI ESAMINARE L ' ECCEZIONE DI IRRICEVIBILITA RIGUARDANTE LA MANCANZA D ' INTERESSE AD AGIRE .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  16 A NORMA DELL ' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA , NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ( SECONDA SEZIONE )   DICHIARA E STATUISCE :   1* IL RICORSO E RESPINTO .   2* CIASCUNA PARTE SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE .