CELEX: 62019CA0473
Language: it
Date: 2021-03-04 00:00:00
Title: Cause riunite C-473/19 e C-474/19: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 4 marzo 2021 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Vänersborgs tingsrätt, mark- och miljödomstolen — Svezia) — Föreningen Skydda Skogen (C-473/19), Naturskyddsföreningen i Härryda, Göteborgs Ornitologiska Förening (C-474/19) / Länsstyrelsen i Västra Götalands län, B.A.B. (C-473/19), U.T.B. (C-474/19) (Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Direttiva 92/43/CEE – Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche – Articolo 12, paragrafo 1 – Direttiva 2009/147/CE – Conservazione degli uccelli selvatici – Articolo 5 – Silvicoltura – Divieti diretti a garantire la conservazione delle specie protette – Progetto di disboscamento definitivo – Sito ospitante specie protette)

3.5.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 163/6
            
         
      Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 4 marzo 2021 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Vänersborgs tingsrätt, mark- och miljödomstolen — Svezia) — Föreningen Skydda Skogen (C-473/19), Naturskyddsföreningen i Härryda, Göteborgs Ornitologiska Förening (C-474/19) / Länsstyrelsen i Västra Götalands län, B.A.B. (C-473/19), U.T.B. (C-474/19)
      (Cause riunite C-473/19 e C-474/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Direttiva 92/43/CEE - Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche - Articolo 12, paragrafo 1 - Direttiva 2009/147/CE - Conservazione degli uccelli selvatici - Articolo 5 - Silvicoltura - Divieti diretti a garantire la conservazione delle specie protette - Progetto di disboscamento definitivo - Sito ospitante specie protette)
      (2021/C 163/07)
      Lingua processuale: lo svedese
      
         Giudice del rinvio
      
      Vänersborgs tingsrätt, mark- och miljödomstolen
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrenti: Föreningen Skydda Skogen (C-473/19), Naturskyddsföreningen i Härryda, Göteborgs Ornitologiska Förening (C-474/19)
      
         Convenuti: Länsstyrelsen i Västra Götalands län, B.A.B. (C-473/19), U.T.B. (C-474/19)
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 5 della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, dev’essere interpretato nel senso che osta ad una prassi nazionale in base alla quale i divieti previsti da tale disposizione riguardino unicamente le specie elencate nell’allegato I di tale direttiva, quelle minacciate ad un certo livello o la cui popolazione presenti una tendenza alla diminuzione a lungo termine.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 12, paragrafo 1, lettere da a) a c), della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, dev’essere interpretato nel senso che, da un lato, osta ad una prassi nazionale secondo la quale, laddove l’oggetto di un’attività umana, quale la silvicoltura o l’utilizzazione del territorio, sia manifestamente diverso dall’uccisione o dalla perturbazione di specie animali, i divieti previsti da tale disposizione si applichino unicamente a condizione che sussista un rischio di impatto negativo sullo stato di conservazione delle specie interessate e, dall’altro, la protezione offerta da tale disposizione non cessa di applicarsi alle specie che hanno raggiunto uno stato di conservazione soddisfacente.
               
            
                  3)
               
               
                  L’articolo 12, paragrafo 1, lettera d), della direttiva 92/43 dev’essere interpretato nel senso che osta ad una prassi nazionale secondo la quale, nel caso in cui la permanenza della funzionalità ecologica dell’habitat naturale della specie interessata in una determinata zona sia, nonostante le precauzioni prese, perduto per deterioramento, distruzione o degradazione, direttamente o indirettamente, per effetto dell’attività in questione considerata isolatamente o cumulativamente con altre, il divieto previsto dalla disposizione suddetta non operi fino a quando lo stato di conservazione della specie in questione rischi di deteriorarsi.
               
            
         (1)  GU C 288 del 26.8.2019.