CELEX: 62002TJ0160
Language: it
Date: 2005-05-11
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) dell'11 maggio 2005. # Naipes Heraclio Fournier, SA contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Procedura di nullità - Art. 51, n. 1, lett. a), del regolamento (CE) n. 40/94 - Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di una spada di un gioco di carte - Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di un cavallo di bastoni di un gioco di carte - Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di un re di spade di un gioco di carte - Impedimenti assoluti alla registrazione - Art. 7, n. 1, lett. b) e c), del regolamento n. 40/94. # Cause riunite T-160/02 a T-162/02.

Cause riunite da T‑160/02 a T‑162/02
      Naipes Heraclio Fournier, SA
      contro
      Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
      «Marchio comunitario — Procedura di nullità — Art. 51, n. 1, lett. a), del regolamento (CE) n. 40/94 — Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di una spada di un gioco di carte — Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di un cavallo di bastoni di un gioco di carte — Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di un re di spade di un gioco di carte — Impedimenti assoluti alla registrazione — Art. 7, n. 1, lett. b) e c), del regolamento n. 40/94»
      Sentenza del Tribunale (Terza Sezione) 11 maggio 2005 
      Massime della sentenza
      1.     Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Impedimenti assoluti alla registrazione — Marchi
            composti esclusivamente da segni o indicazioni che possono servire a designare le caratteristiche di un prodotto — Esistenza
            di sinonimi per designare le stesse caratteristiche — Irrilevanza 
      [Regolamento (CE) del Consiglio n. 40/94, art. 7, n. 1, lett. c)]
      2.     Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Impedimenti assoluti alla registrazione — Marchi
            composti esclusivamente da segni o indicazioni che possono servire a designare le caratteristiche di un prodotto — Marchi
            figurativi consistenti nella rappresentazione di un cavallo di bastoni, di un re di spade e di una spada di un gioco di carte
      [Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 7, n. 1, lett. c)]
      3.     Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Impedimenti assoluti alla registrazione — Esame
            separato dei diversi impedimenti — Interpretazione degli impedimenti alla luce dell’interesse generale sottostante a ciascuno
            di essi — Intersecazione tra gli ambiti di applicazione degli impedimenti di cui alle lett. b)‑d) dell’art. 7, n. 1, del regolamento
            n. 40/94
      (Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 7, n. 1)
      1.     Se è vero che l’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario dispone che, per rientrare nell’impedimento
         assoluto alla registrazione ivi enunciato, il marchio deve essere composto «esclusivamente» da segni o indicazioni che possono
         servire a designare caratteristiche dei prodotti o dei servizi interessati, esso non esige, per contro, che i detti segni
         o le dette indicazioni siano l’unico modo per designare tali caratteristiche.
      
      (v. punto 50)
      2.     Sono descrittivi delle caratteristiche dei prodotti designati, ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94
         sul marchio comunitario, dal punto di vista del consumatore medio normalmente avveduto ed informato, in particolare in Spagna,
         i segni figurativi che rappresentano, da una parte, un cavallo di bastoni e un re di spade (due delle carte da gioco dette
         spagnole) e, d’altra parte, una spada (simbolo utilizzato come rappresentativo del seme di spade di tali carte), che sono
         stati registrati come marchi comunitari per «carte da gioco» rientranti nella classe 16 ai sensi dell’accordo di Nizza.
      
      Infatti, per quanto riguarda i primi due segni, le figure del cavallo di bastoni e del re di spade evocano direttamente carte
         da gioco per il pubblico destinatario, anche se una parte di tale pubblico non conosce necessariamente le carte da gioco spagnole,
         in quanto tutti coloro che hanno giocato con qualsiasi tipo di carte identificano in tali figure la rappresentazione di una
         carta da gioco. Per quanto riguarda il terzo segno, il consumatore potenziale, utilizzatore di carte da gioco, almeno in Spagna,
         percepirà la spada come allusiva ad uno dei semi del gioco di carte spagnolo. Inoltre, la registrazione dei segni in questione
         potrebbe avere l’effetto di impedire la registrazione o l’utilizzazione di altri disegni del seme spade o di carte da gioco
         corrispondenti al cavallo di bastoni e al re di spade delle carte da gioco spagnole.
      
      (v. punti 47, 53, 56‑57)
      3.     I singoli impedimenti alla registrazione elencati all’art. 7, n. 1, del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario sono
         indipendenti l’uno dall’altro ed esigono un esame separato. Inoltre, i detti impedimenti alla registrazione vanno interpretati
         alla luce dell’interesse generale sottostante a ciascuno di essi. L’interesse generale preso in considerazione in sede di
         esame di ciascun impedimento alla registrazione può, anzi deve, rispecchiare considerazioni differenti, a seconda dell’impedimento
         in questione. Tuttavia, sussiste un’evidente intersecazione degli ambiti di applicazione dei diversi impedimenti elencati
         all’art. 7, n. 1, lett. b)-d), del regolamento n. 40/94. In particolare, un marchio che sia descrittivo delle caratteristiche
         di determinati prodotti o servizi, ai sensi dell’art. 7, n 1, lett. c), di tale regolamento, è, per tale motivo, necessariamente
         privo di carattere distintivo in relazione a questi stessi prodotti o servizi, secondo quanto stabilito dal medesimo art. 7,
         n. 1, lett. b). Un marchio può nondimeno essere privo di carattere distintivo in relazione a determinati prodotti o servizi
         per ragioni diverse dal suo eventuale carattere descrittivo.
      
      (v. punti 58‑59)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Terza Sezione)
      11 maggio 2005 (*)
      
      «Marchio comunitario – Procedura di nullità – Art. 51, n. 1, lett. a), del regolamento (CE) n. 40/94 – Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di una spada di un gioco di carte – Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di un cavallo di bastoni di un gioco di carte – Marchio figurativo consistente nella rappresentazione di un re di spade di un gioco di carte – Impedimenti assoluti alla registrazione – Art. 7, n. 1, lett. b) e c), del regolamento n. 40/94»
      Nelle cause riunite da T‑160/02 a T‑162/02,
      Naipes Heraclio Fournier, SA,  con sede in Vitoria (Spagna), rappresentata dall’avv. E. Armijo Chávarri,
      
      ricorrente,
      contro
      Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), rappresentato inizialmente dal sig. J. Crespo Carrillo, successivamente dai sigg. O. Montalto e I. de Medrano Caballero,
         in qualità di agenti,
      
      convenuto,
      controinteressato nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso  dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale:
      France Cartes SAS,  con sede in Saint Max (Francia), rappresentata dall’avv. C. de Haas,
      
      avente ad oggetto un ricorso proposto contro tre decisioni della seconda commissione di ricorso dell’UAMI 28 febbraio 2002
         (procedimenti R 771/2000‑2, R 770/2000-2 e R 766/2000-2), relative ai procedimenti di annullamento tra la Naipes Heraclio
         Fournier, SA, e la France Cartes SAS,
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Terza Sezione),
      composto dal sig. M. Jaeger, presidente, dalla sig.ra V. Tiili e dal sig. O. Czúcz, giudici,
      cancelliere: sig. I. Natsinas, amministratore
      visti i ricorsi e la replica depositati presso la cancelleria del Tribunale, rispettivamente, il 17 maggio 2002 e il 16 giugno
         2003,
      
      visti i controricorsi e la controreplica dell’UAMI depositati presso la cancelleria del Tribunale, rispettivamente, il 22
         novembre 2002 e il 5 agosto 2003,
      
      visti i controricorsi e la controreplica dell’interveniente depositati presso la cancelleria del Tribunale, rispettivamente,
         il 22 novembre 2002 e il 7 novembre 2003,
      
      vista la riunione dei presenti procedimenti ai fini delle fasi scritta e orale del procedimento e della sentenza, ai sensi
         dell’art. 50 del regolamento di procedura del Tribunale,
      
      in seguito alla trattazione orale del 30 novembre 2004,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Fatti all’origine della controversia
      1       Il 1° aprile 1996 la ricorrente presentava tre domande di marchio comunitario all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato
         interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) ai sensi del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio
         comunitario  (GU 1994, L 11, pag. 1), come modificato.
      
      2       Nella causa T‑160/02, il marchio oggetto della domanda di registrazione è il segno figurativo riprodotto di seguito, che,
         secondo la descrizione contenuta nella domanda, è di colore blu, azzurro, giallo e rosso e rappresenta una «spada».
      
      
         
      3       Nella causa T‑161/02, il marchio oggetto della domanda di registrazione è il segno figurativo riprodotto di seguito, che,
         secondo la descrizione contenuta nella domanda, è di colore rosso, giallo, verde, ocra, marrone, blu e azzurro.
      
      
         
      4       Nella causa T‑162/02, il marchio oggetto della domanda di registrazione è il segno figurativo riprodotto di seguito, che,
         secondo la descrizione contenuta nella domanda, è di colore giallo, ocra, bianco, rosso, blu e verde.
      
      
         
      5       I prodotti per cui è stata chiesta la registrazione del marchio rientrano nella classe 16 ai sensi dell’Accordo di Nizza 15
         giugno 1957, relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi,
         come riveduto e modificato, e corrispondono alla seguente descrizione: «carte da gioco».
      
      6       I marchi richiesti venivano registrati il 15 aprile 1998.
      7       Dal fascicolo risulta che la ricorrente otteneva nel 1998 la registrazione quale marchio comunitario di 23 marchi figurativi
         riproducenti carte da gioco spagnole o simboli rappresentati su tali carte, tra cui i tre marchi sopra descritti.
      
      8       Dal fascicolo risulta, inoltre, che la ricorrente era titolare di diritti d’autore sulla rappresentazione di tutte le 48 carte
         da gioco di carte spagnolo fino al 10 febbraio 2000.
      
      9       Il 7 aprile 1999 l’interveniente chiedeva che fosse dichiarata la nullità di tali registrazioni ai sensi dell’art. 51, n. 1,
         lett. a) e b), del regolamento n. 40/94, per il fatto che, da un lato, le registrazioni rientravano negli impedimenti assoluti
         alla registrazione previsti dall’art. 7, n. 1, lett. b)-e), sub iii), di tale regolamento e che, dall’altro, al momento del
         deposito delle domande di marchio la ricorrente aveva agito in malafede.
      
      10     Il 15 giugno 2000 la divisione di annullamento respingeva le domande di nullità dei marchi in questione, in quanto le registrazioni
         erano fondate in diritto, e condannava l’interveniente alle spese.
      
      11     Il 19 luglio 2000 l’interveniente proponeva tre ricorsi presso l’UAMI, ai sensi degli artt. 59-62 del regolamento n. 40/94.
      12     Con decisioni 28 febbraio 2002 (procedimenti R 771/2000‑2, R 770/2000-2 e R 766/2000-2) (in prosieguo: le «decisioni impugnate»),
         notificate alla ricorrente il 9 marzo 2002, la seconda commissione di ricorso accoglieva i ricorsi dell’interveniente e annullava
         le decisioni della divisione di annullamento 15 giugno 2000. La commissione di ricorso riteneva che i segni in questione fossero
         contemporaneamente privi di carattere distintivo, ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94, e descrittivi,
         ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. c), dello stesso regolamento, in quanto essi sarebbero percepiti dall’utilizzatore medio
         di carte da gioco come rappresentativi di caratteristiche delle carte da gioco spagnole.
      
       Conclusioni delle parti
      13     La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      –       annullare le decisioni impugnate; 
      –       condannare l’UAMI alle spese.
      14     L’UAMI chiede che il Tribunale voglia:
      –       respingere i ricorsi; 
      –       condannare la ricorrente alle spese.
      15     L’interveniente chiede che il Tribunale voglia:
      –       confermare le decisioni impugnate;
      –       dichiarare nulli i marchi comunitari in questione;
      –       condannare la ricorrente a pagare le spese sostenute dall’interveniente nei procedimenti di annullamento e di ricorso.
       Sulla ricevibilità delle conclusioni e dei motivi dell’interveniente
      16     La ricorrente fa valere che le conclusioni e i motivi dell’interveniente non possono essere presi in considerazione dal Tribunale
         in quanto non riguardano l’annullamento o la riforma delle decisioni impugnate. Secondo la ricorrente, il Tribunale non potrebbe
         allo stesso tempo confermare le decisioni impugnate e accogliere le conclusioni dirette ad ottenere che il Tribunale dichiari
         la nullità dei marchi in questione a causa di impedimenti alla registrazione diversi da quelli rilevati nelle decisioni impugnate.
      
      17     A tale proposito il Tribunale ricorda che, ai sensi dell’art. 134, n. 2, del regolamento di procedura, gli intervenienti godono
         degli stessi diritti procedurali di cui godono le parti principali. Essi possono aderire alle conclusioni di una parte principale
         e possono formulare conclusioni e motivi autonomi rispetto a quelli delle parti principali. Ai sensi dello stesso art. 134,
         n. 3, un interveniente può, nel suo controricorso, formulare conclusioni dirette all’annullamento o alla riforma della decisione
         della commissione di ricorso su un punto non sollevato nel ricorso e presentare motivi non addotti nel ricorso.
      
      18     Pertanto, l’interveniente era legittimata a presentare conclusioni e motivi distinti da quelli delle parti principali. L’interveniente
         ha concluso il suo controricorso nei termini seguenti: «Pertanto, si chiede al Tribunale di confermare [le decisioni impugnate]
         nella parte in cui esse [hanno] annullato l[e] decision[i] della prima divisione di annullamento; di dichiarare null[i] [i]
         march[i] in questione e di condannare la [ricorrente] a sopportare le spese dei procedimenti di annullamento e di ricorso
         del[l’interveniente]». Secondo la ricorrente, dalle conclusioni dell’interveniente non risulta esplicitamente che essa chiedesse
         al Tribunale di riformare o di modificare le decisioni impugnate ai sensi di quanto disposto dall’art. 7, n. 1, lett. a),
         d) ed e), sub iii), del regolamento n. 40/94 e, in subordine, dell’art. 51, n. 1, lett. b), dello stesso regolamento.
      
      19     Le conclusioni dell’interveniente, riportate al punto 62 del suo controricorso, vanno lette congiuntamente ai punti 8 e 9.
         Ai sensi del punto 8, «si chiede al Tribunale di confermare [le decisioni impugnate] nella parte in cui esse [hanno] dichiarato
         che [i] segn[i] era[no] privatizzazione[i] di carattere distintivo per designare carte da gioco nell’insieme della Comunità
         in virtù dell’art. 7, [n.] 2, e [dell’art. 7, n.] 1, [lett.] b) e c), [del regolamento n. 40/94], e di dichiarare che [i]
         marchi [sono] null[i] ai sensi dell’art. 7, [n.] 1, [lett.] a), d) ed e), sub iii), del [regolamento n. 40/94] e, in subordine,
         in virtù dell’art. 51, [n.] 1, [lett.] b), del [regolamento n. 40/94]». Ai sensi del punto 9, «tuttavia, si chiede al Tribunale
         di riformare [le] decision[i impugnate] nella parte in cui ess[e hanno] affermato che [i] segn[i] [erano] distintiv[i] in
         Spagna ed eventualmente in Italia».
      
      20     Dagli atti dell’interveniente riportati supra al punto 19 risulta chiaramente che quest’ultima si limita a contestare alcuni
         degli impedimenti accolti dalla commissione di ricorso e a proporre al Tribunale di accogliere impedimenti supplementari che,
         a suo parere, giustificano una dichiarazione di nullità dei marchi in questione. L’interveniente non contesta, invece, la
         portata delle decisioni impugnate, che hanno affermato la nullità di tali marchi. Pertanto, non si può ritenere che l’interveniente
         abbia chiesto la riforma delle decisioni impugnate ai sensi dell’art. 63 del regolamento n. 40/94.
      
      21     D’altra parte, l’interveniente chiede, sostanzialmente, che il Tribunale ingiunga all’UAMI di dichiarare la nullità dei marchi
         in questione.
      
      22     Si deve a questo proposito ricordare che, conformemente all’art. 63, n. 6, del regolamento n. 40/94, l’UAMI è tenuto a prendere
         i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza del giudice comunitario. Di conseguenza, non spetta al Tribunale rivolgere
         ingiunzioni all’UAMI. Incombe, infatti, a quest’ultimo trarre le conseguenze dal dispositivo e dalla motivazione delle sentenze
         del Tribunale [sentenze del Tribunale 31 gennaio 2001, causa T‑331/99, Mitsubishi HiTec Paper Bielefeld/UAMI (Giroform), Racc. pag. II‑433,
         punto 33; 27 febbraio 2002, causa T‑34/00, Eurocool Logistik/UAMI (EUROCOOL), Racc. pag. II‑683, punto 12, e 3 luglio 2003,
         causa T‑129/01, Alejandro/UAMI – Anheuser-Busch (BUDMEN), Racc. pag. II‑2251, punto 22]. Le conclusioni dell’interveniente
         dirette a far sì che il Tribunale ingiunga all’UAMI di dichiarare la nullità dei marchi in questione sono pertanto irricevibili.
      
      23     L’interveniente chiede, infine, che la ricorrente sia condannata alle spese dei procedimenti di annullamento e di ricorso.
      24     Occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 136, n. 2, del regolamento di procedura, le «spese indispensabili sostenute dalle
         parti per il procedimento dinanzi alla commissione di ricorso, nonché le spese sostenute per la produzione, di cui all’articolo
         131, paragrafo 4, secondo comma, delle traduzioni delle memorie o degli altri atti nella lingua processuale sono considerate
         spese ripetibili». Ne risulta che le spese sostenute per il procedimento di annullamento non possono essere considerate spese
         ripetibili. Pertanto, le conclusioni dell’interveniente dirette ad ottenere la condanna della ricorrente alle spese devono
         essere dichiarate irricevibili per la parte relativa alle spese sostenute per il procedimento di annullamento.
      
       Nel merito
      25     A sostegno dei suoi ricorsi di annullamento, la ricorrente solleva due motivi, vertenti, rispettivamente, sulla violazione
         dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 e dell’art. 7, n. 1, lett. c), dello stesso regolamento.
      
      26     Occorre esaminare anzitutto il secondo motivo.
       Sul secondo motivo, vertente sulla violazione dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94
       Argomenti delle parti
      27     La ricorrente sostiene che il divieto previsto dall’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 riguarda le indicazioni
         abitualmente utilizzate per descrivere le caratteristiche principali del prodotto o del servizio nonché le indicazioni ragionevolmente
         idonee ad assolvere la detta funzione di informazione. Tale divieto, pertanto, avrebbe il solo fine di evitare la registrazione
         come marchi di segni o indicazioni che, a causa della loro somiglianza con mezzi che servono abitualmente a designare prodotti,
         servizi o caratteristiche di questi ultimi, non consentirebbero di assolvere la funzione di identificazione delle imprese
         che li commercializzano.
      
      28     Nel caso di specie, la commissione di ricorso avrebbe erroneamente affermato che i marchi in questione sono composti esclusivamente
         dai segni descrittivi delle caratteristiche dei prodotti che ne sono oggetto. La ricorrente sostiene che la commissione di
         ricorso si è limitata ad esaminare i semi spade e bastoni del gioco di carte riguardo a quanto disposto dall’art. 7, n. 1,
         lett. b), del regolamento n. 40/94.
      
      29     Così facendo, la commissione di ricorso avrebbe omesso di formulare un iter logico autonomo e indipendente sull’asserita violazione
         dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 da parte dei marchi in questione.
      
      30     Inoltre, la commissione di ricorso avrebbe esteso eccessivamente l’ambito di applicazione del divieto previsto da tale disposizione.
         I segni che rappresentano il cavallo di bastoni e il re di spade non sarebbero costituiti esclusivamente da elementi descrittivi.
      
      31     Infatti, per quanto riguarda il cavallo di bastoni, il marchio conterrebbe un primo elemento asseritamente descrittivo, nella
         specie il bastone portato dal cavaliere, e un secondo elemento che non può assolutamente essere definito come tale, nella
         specie la figura del cavaliere, che acquista maggiore importanza e conferisce al marchio un carattere singolare e distintivo
         che supererebbe l’asserita dimensione descrittiva di ciascun elemento considerato isolatamente. Le stesse considerazioni varrebbero
         per la figura del re di spade, il cui elemento asseritamente descrittivo sarebbe costituito dalla spada portata dal re.
      
      32     La commissione di ricorso avrebbe omesso di prendere in considerazione il fatto che i motivi che costituiscono i marchi in
         questione non sarebbero segni che servono a identificare un tipo particolare di prodotti, quali le carte del gioco spagnolo
         dei semi spade o bastoni, ma che si tratterebbe di motivi singolari e particolari, tra molti altri, che servono a designare
         una spada o una carta di tale gioco. La ricorrente sottolinea che esistono centinaia di rappresentazioni diverse per identificare
         le dieci o dodici carte dei semi spade o bastoni, facenti parte del gioco di carte spagnolo composto da 40 o 48 carte. Per
         quanto riguarda la spada, il disegno che costituisce il marchio in questione non corrisponderebbe a nessuna delle carte del
         gioco spagnolo, poiché si tratta di un motivo di fantasia. I documenti prodotti dinanzi all’UAMI dimostrerebbero che non esistono
         regole o restrizioni di nessun tipo relative alla forma, al colore o ai dettagli che caratterizzano le figure del gioco di
         carte spagnolo.
      
      33     La ricorrente contesta la tesi della commissione di ricorso secondo cui il pubblico destinatario residente al di fuori del
         territorio spagnolo o italiano percepirà i marchi come uno dei semi del gioco di carte spagnolo. Infatti, sarebbe improbabile
         che il pubblico residente al di fuori dei territori menzionati sappia che il gioco di carte spagnolo contiene quattro semi,
         tra cui le spade e i bastoni, e conosca le varie carte che lo compongono. Ad ogni modo, sarebbe improbabile che il consumatore
         riconosca l’aspetto del bastone del cavallo di bastoni o quello della spada del re di spade e stabilisca un nesso diretto
         e immediato tra il segno in questione e i vari semi del gioco di carte spagnolo.
      
      34     Secondo la ricorrente, quando il potenziale utilizzatore di carte da gioco sarà in presenza delle rappresentazioni grafiche
         in questione, egli non percepirà tali segni come allusivi a uno dei semi del gioco di carte spagnolo (per quanto riguarda
         il motivo che rappresenta una piccola spada) o a una delle carte del gioco spagnolo (per i simboli che rappresentano il cavallo
         di bastoni e il re di spade), bensì come segni associati ad un determinato produttore di carte da gioco.
      
      35     L’UAMI sostiene che la commissione di ricorso ha applicato correttamente il regolamento n. 40/94, poiché non ha ritenuto assolutamente
         che i due impedimenti assoluti alla registrazione previsti all’art. 7, n. 1, rispettivamente lett. b) e c), di tale regolamento
         fossero interdipendenti e non ha negato che ciascuno di tali impedimenti avesse un proprio ambito di applicazione. Ciò non
         osta a che, partendo da uno stesso argomento, la commissione di ricorso sia giunta alla conclusione che i segni in questione
         ricadono in questi due impedimenti assoluti alla registrazione.
      
      36     Pertanto, la commissione di ricorso avrebbe correttamente rilevato che la mera spada e le semplici carte consistenti nella
         rappresentazione del cavallo di bastoni e del re di spade rinviavano immediatamente e direttamente ai prodotti che tali segni
         dovevano identificare ed avrebbe correttamente affermato che i segni erano descrittivi, poiché sarebbero percepiti dal consumatore
         medio come rappresentativi di caratteristiche delle carte da gioco spagnole.
      
      37     L’interveniente fa valere che i marchi in questione sono costituiti esclusivamente da segni che descrivono le caratteristiche
         dei prodotti in questione, vale a dire: carta da gioco di tipo spagnolo di seme spade e di valore uno; carta da gioco di tipo
         spagnolo di seme bastoni e di figura cavallo; carta da gioco di tipo spagnolo di seme spade e di figura re. Tali segni non
         potrebbero essere percepiti in nessun caso nel senso che designino un’altra carta da gioco. Pertanto, il pubblico destinatario
         sarebbe immediatamente informato della specie del prodotto (carta da gioco), della destinazione di tale prodotto (elemento
         di un insieme di carte destinate al gioco) nonché della qualità, della quantità e del valore del prodotto stesso.
      
       Giudizio del Tribunale
      38     Occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94, sono esclusi dalla registrazione «i
         marchi composti esclusivamente da segni o indicazioni che in commercio possono servire per designare la specie, la qualità,
         la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica, ovvero l’epoca di fabbricazione del prodotto o di prestazione
         del servizio, o altre caratteristiche del prodotto o servizio». Inoltre, l’art. 7, n. 2, dello stesso regolamento dispone
         che il «paragrafo 1 si applica anche se le cause d’impedimento esistono soltanto per una parte della Comunità».
      
      39     L’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 osta a che i segni o le indicazioni oggetto dello stesso siano riservati
         ad una sola impresa per effetto della loro registrazione come marchi. Tale disposizione persegue quindi una finalità di interesse
         generale, la quale impone che tali segni o indicazioni possano essere liberamente utilizzati da tutti (v., per analogia, sentenze
         della Corte 4 maggio 1999, cause riunite C‑108/97 e C‑109/97, Windsurfing Chiemsee, Racc. pag. I‑2779, punto 25; 8 aprile
         2003, cause riunite da C‑53/01 a C‑55/01, Linde e a., Racc. pag. I‑3161, punto 73; 6 maggio 2003, causa C‑104/01, Libertel,
         Racc. pag. I‑3793, punto 52; 12 febbraio 2004, causa C‑265/00, Campina Melkunie, Racc. pag. I‑1699, punto 35, e causa C‑363/99,
         Koninklijke KPN Nederland, Racc. pag. I‑1619, punto 95).
      
      40     I segni e le indicazioni di cui all’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 sono quindi quelli che, in un uso normale
         dal punto di vista del consumatore, possono servire a designare, direttamente o tramite la menzione di una delle sue caratteristiche
         essenziali, un prodotto od un servizio come quello per cui è richiesta la registrazione (sentenza della Corte 20 settembre
         2001, causa C‑383/99 P, Procter & Gamble/UAMI, Racc. pag. I‑6251, punto 39).
      
      41     Il carattere descrittivo di un marchio deve essere valutato, da una parte, in relazione ai prodotti o ai servizi per i quali
         la registrazione del segno è richiesta e, dall’altra, in relazione alla percezione da parte del pubblico cui ci si rivolge,
         costituito dai consumatori di tali prodotti e servizi (sentenza del Tribunale 20 marzo 2002, causa T‑356/00, DaimlerChrysler/UAMI
         (CARCARD), Racc. pag. II‑1963, punto 25).
      
      42     Nel caso di specie occorre rilevare, anzitutto, che i prodotti designati dai marchi in questione sono carte da gioco. È pacifico
         che si tratta, in particolare, delle carte da gioco dette spagnole, correntemente utilizzate in Spagna, sebbene la ricorrente
         sostenga di utilizzare i marchi in questione anche per altri tipi di carte da gioco.
      
      43     Dal fascicolo risulta che il gioco di carte spagnolo («la baraja española») è costituito da 40 o 48 carte, dall’asso al sette
         o al nove, seguito dal fante («sota»), dal cavallo («caballo») e dal re («rey»). I quattro semi sono i denari («oros»), le
         coppe («copas»), i bastoni («bastos») e le spade («espadas»).
      
      44     È quindi pacifico che due dei tre marchi in questione rappresentano due delle carte spagnole: il cavallo di bastoni (causa
         T‑161/02) e il re di spade (causa T‑160/02). Per quanto riguarda la rappresentazione della spada (causa T‑160/02), essa non
         corrisponde, in quanto tale, alla rappresentazione di una di queste carte, ma consiste in un elemento, in un simbolo utilizzato
         come rappresentativo del seme per le carte del seme spade. Essa non riproduce il valore uno o «asso» delle carte di seme spade,
         contrariamente a quanto afferma l’interveniente. Infatti, dagli atti di causa risulta che la carta che rappresenta l’asso
         del seme spade è diversa dal simbolo riprodotto supra al punto 2.
      
      45     Per quanto riguarda il pubblico destinatario, occorre rilevare che si tratta di tutti i consumatori potenziali, in particolare
         spagnoli, di carte da gioco. I prodotti in questione sono destinati al consumo generale e non solo ai professionisti o agli
         amatori di giochi di carte, dato che qualsiasi soggetto, prima o poi, può acquistare siffatti prodotti in modo regolare od
         occasionale. Pertanto, il pubblico destinatario è costituito dal consumatore medio normalmente avveduto e informato, in particolare
         in Spagna.
      
      46     Occorre pertanto verificare in primo luogo, ai fini dell’applicazione dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94,
         se esista, dal punto di vista del pubblico destinatario, un collegamento sufficientemente diretto e concreto tra i marchi
         figurativi che rappresentano il cavallo di bastoni e il re di spade e le categorie di prodotti per i quali è stata concessa
         la registrazione [v., in tal senso, sentenza del Tribunale 20 marzo 2002, causa T‑355/00, DaimlerChrysler/UAMI (TELE AID),
         Racc. pag. II‑1939, punto 28].
      
      47     A tale proposito occorre rilevare che le figure del cavallo di bastoni e del re di spade evocano direttamente carte da gioco
         per il pubblico destinatario, anche se una parte di tale pubblico non conosce necessariamente le carte da gioco spagnole.
         Infatti, tutti coloro che hanno giocato con qualsiasi tipo di carte identificano in tali figure la rappresentazione di una
         carta da gioco, dato che il re e il cavallo sono simboli correntemente utilizzati nelle carte da gioco. Tale affermazione
         non è inficiata dal fatto che la parte di pubblico che non conosce le carte da gioco spagnole non sia necessariamente in grado
         di stabilire un nesso diretto fra tali figure e il seme e il valore specifici di ciascuna di queste due carte.
      
      48     In ogni caso, nella mente del pubblico spagnolo, le figure in questione designano direttamente il seme e il valore precisi
         di due carte da gioco spagnole. Infatti, il potenziale consumatore spagnolo di carte da gioco percepirà ciascuno dei segni
         in questione come allusivo ad una carta specifica.
      
      49     A tale proposito occorre rilevare che, sebbene esistano molte rappresentazioni diverse che consentono di identificare le carte
         di un determinato seme, come sostiene la ricorrente, tutte le imprese che fabbricano e commercializzano carte da gioco spagnole
         utilizzano necessariamente i simboli del cavallo e del bastone per identificare la carta corrispondente al valore undici del
         seme bastoni o quelli del re e della spada per identificare la carta corrispondente al valore dodici del seme spade. Pertanto,
         l’argomento della ricorrente secondo cui non esiste alcuna regola o restrizione relativa alla forma, al seme o ai dettagli
         che caratterizzano le figure del gioco di carte spagnolo non può essere accolto.
      
      50     Va inoltre ricordato che, se l’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 dispone che, per rientrare nell’impedimento
         assoluto alla registrazione ivi enunciato, il marchio deve essere composto «esclusivamente» da segni o indicazioni che possono
         servire a designare caratteristiche dei prodotti o dei servizi interessati, esso non esige, per contro, che i detti segni
         o le dette indicazioni siano l’unico modo per designare tali caratteristiche (v., per analogia, citate sentenze Campina Melkunie,
         punto 42, e Koninklijke KPN Nederland, punto 57). Pertanto, la possibilità di disegnare un cavaliere, un re, una spada e un
         bastone in modo leggermente diverso non pregiudica il fatto che i marchi in questione siano descrittivi di caratteristiche
         delle carte da gioco. 
      
      51     Pertanto, in particolare per il pubblico spagnolo, esiste un collegamento diretto e concreto tra i marchi in questione e le
         carte da gioco.
      
      52     In secondo luogo, occorre verificare se esista, dal punto di vista del pubblico destinatario, un collegamento sufficientemente
         diretto e concreto tra il marchio figurativo consistente nella rappresentazione della spada e le categorie di prodotti per
         i quali è stata concessa la registrazione.
      
      53     Va rilevato che il consumatore potenziale, utilizzatore di carte da gioco, almeno in Spagna, percepirà il segno in questione
         come allusivo ad uno dei semi del gioco di carte spagnolo. Pertanto, almeno per il pubblico spagnolo, esiste un collegamento
         diretto e concreto tra il marchio in questione e i prodotti di cui trattasi, vale a dire le carte da gioco.
      
      54     Inoltre, tutte le imprese che fabbricano e commercializzano carte da gioco spagnole utilizzano necessariamente il simbolo
         della spada per identificare le carte del seme spade.
      
      55     Dato che è sufficiente l’esistenza di un impedimento assoluto alla registrazione in una parte della Comunità per giustificare
         il rifiuto di registrazione di un marchio, è sufficiente che il marchio figurativo consistente nella rappresentazione di una
         spada sia descrittivo in Spagna.
      
      56     In terzo luogo, contrariamente a quanto fa valere la ricorrente, la registrazione dei segni in questione potrebbe avere l’effetto
         di impedire la registrazione o l’utilizzazione di altri disegni del seme spade o di carte da gioco corrispondenti al cavallo
         di bastoni e al re di spade delle carte da gioco spagnole.
      
      57     Ciò premesso, occorre rilevare che i marchi in questione sono descrittivi delle caratteristiche dei prodotti designati.
      58     Per quanto riguarda l’argomento della ricorrente secondo cui la commissione di ricorso avrebbe omesso di formulare un qualsiasi
         iter logico autonomo e indipendente sull’asserita violazione dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94, occorre
         rilevare che i singoli impedimenti alla registrazione elencati all’art. 7, n. 1, del regolamento n. 40/94 sono indipendenti
         l’uno dall’altro ed esigono un esame separato. Inoltre, i detti impedimenti alla registrazione vanno interpretati alla luce
         dell’interesse generale sottostante a ciascuno di essi. L’interesse generale preso in considerazione in sede di esame di ciascun
         impedimento alla registrazione può, anzi deve, rispecchiare considerazioni differenti, a seconda dell’impedimento in questione
         (sentenze della Corte 29 aprile 2004, cause riunite C‑456/01 P e C‑457/01 P, Henkel/UAMI, Racc. pag. I‑5089, punti 45 e 46,
         e 16 settembre 2004, causa C‑329/02 P, SAT.1/UAMI, Racc. pag. I‑8317, punto 25).
      
      59     Tuttavia, sussiste un’evidente intersecazione degli ambiti di applicazione dei diversi impedimenti elencati all’art. 7, n. 1,
         lett. b)-d), del regolamento n. 40/94. In particolare, un marchio che sia descrittivo delle caratteristiche di determinati
         prodotti o servizi, ai sensi dell’art. 7, n 1, lett. c), di tale regolamento, è, per tale motivo, necessariamente privo di
         carattere distintivo in relazione a questi stessi prodotti o servizi, secondo quanto stabilito dal medesimo art. 7, n. 1,
         lett. b). Un marchio può nondimeno essere privo di carattere distintivo in relazione a determinati prodotti o servizi per
         ragioni diverse dal suo eventuale carattere descrittivo (v., per analogia, citate sentenze Campina Melkunie, punti 18 e 19,
         e Koninklijke KPN Nederland, punti 85 e 86).
      
      60     Nel caso di specie, il fatto che la commissione di ricorso abbia affermato che i segni in questione erano contemporaneamente
         privi di carattere distintivo, ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94, e descrittivi, ai sensi dell’art. 7,
         n. 1, lett. c), dello stesso regolamento, in quanto sarebbero percepiti dall’utilizzatore medio di carte da gioco come rappresentativi
         di caratteristiche delle carte da gioco spagnole, non può costituire una violazione dell’art. 7, n. 1, del regolamento n. 40/94.
         Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente in udienza, l’iter logico su cui si basano le decisioni impugnate non è
         contrario ai principi sanciti nella citata sentenza SAT.1/UAMI, dato che la condizione di applicazione dell’art. 7, n. 1,
         lett. c), del regolamento n. 40/94 è soddisfatta.
      
      61     Di conseguenza, il secondo motivo della ricorrente dev’essere respinto.
      62     Alla luce di ciò e dato che è sufficiente che sia applicabile uno degli impedimenti assoluti alla registrazione elencati affinché
         il segno non possa essere registrato come marchio comunitario (sentenza della Corte 19 settembre 2002, causa C‑104/00 P, DKV/UAMI,
         Racc. pag. I‑7561, punto 29; citata sentenza Giroform, punto 30, e sentenza del Tribunale 27 novembre 2003, causa T‑348/02,
         Quick/UAMI (Quick), Racc. pag. II‑5071, punto 37), non è più necessario esaminare il primo motivo della ricorrente.
      
      63     Di conseguenza, da tutte le considerazioni esposte sopra risulta che il ricorso dev’essere respinto.
       Sulle spese
      64     Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché ne è stata fatta domanda, la ricorrente, rimasta soccombente, dev’essere condannata alle spese sostenute dall’UAMI
         e dall’interveniente, ad eccezione delle spese sostenute da quest’ultima dinanzi alla divisione di annullamento, ai sensi
         delle conclusioni degli stessi.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Terza Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      I ricorsi sono respinti.
      2)      Le conclusioni dell’interveniente dirette ad ottenere la condanna della ricorrente alle spese sono dichiarate irricevibili,
            per quanto riguarda le spese sostenute dinanzi alla divisione di annullamento.
      3)      La ricorrente è condannata alla spese sostenute dall’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
            e al resto delle spese dell’interveniente.
      4)      Le restanti conclusioni dell’interveniente sono respinte.
      
               Jaeger 
            
            
                Tiili 
            
            
                Czúcz 
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo l’11 maggio 2005.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         
               H. Jung 
            
             
            
                      M. Jaeger
            
         * Lingua processuale: lo spagnolo.