CELEX: C2000/079/31
Language: it
Date: 2000-03-18 00:00:00
Title: Causa C-10/00: Ricorso del 13 gennaio 2000 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 79/16                  IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          18.3.2000
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bun-                             l’art. 6, n. 5, quinto trattino, del regolamento medesimo,
despatentgericht, con ordinanza 20 ottobre 1999, nel                             della destinazione dei rifiuti da spedire ad un determinato
procedimento di ricorso promosso da Merz & Krell                                 procedimento di recupero ai sensi dall’allegato II B) della
                            GmbH & Co.                                           direttiva 75/442/CE (2), vietando — in caso d’inesatto
                                                                                 riferimento — la spedizione stessa.
                          (Causa C-517/99)
                                                                            2. Se l’autorità competente di spedizione possa far valere
                           (2000/C 79/29)                                        — unicamente nella motivazione dell’obiesione sollevata
                                                                                 avverso la spedizione dei rifiuti, secondo cui la programma-
Con ordinanza 20 ottobre 1999, pervenuta nella cancelleria                       ta spedizione dei rifiuti verrebbe effettuata, contrariamente
della Corte il 31 dicembre 1999, nel procedimento di ricorso                     a quanto indicato dal notificatore sul documento d’accom-
promosso da Merz & Krell GmbH & Co., il Bundespatentgericht                      pagnamento, non a fini di recupero bensı̀ di smaltimento
ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la                  — il motivo di opposizione contemplato dall’art. 7, n. 4,
seguente questione pregiudiziale:                                                lett. a), quinto trattino del regolamento n. 259/93.
«Se l’art. 3, n. 1, lett. d), della prima direttiva del Consiglio           3. In caso di soluzione negativa della questione sub 2:
21 dicembre 1988, 89/104/CEE (1) sul ravvicinamento delle
legislazioni dei Stati membri in materia di marchi d’impresa,                    A quali disposizioni del regolamento n. 259/93 o altre
debba, nonostante la sua formulazione contraria, essere inter-                   disposizioni di diritto comunitario possa richiamarsi l’au-
pretato restrittivamente nel senso che vengano interessati dai                   torità competente di spedizione ai fini del diniego di
motivi di preclusione della registrazione come marchi soltanto                   spedizione di rifiuti, quando la spedizione stessa, contraria-
i segni o le indicazioni che descrivano direttamente i prodotti                  mente a quanto indicato dal notificatore, venga effettuata
e servizi concretamente dichiarati per la registrazione o le loro                non ai fini di recupero, bensı̀ ai fini di smaltimento.
qualità o caratteristiche sostanziali, o se tale disposizione
debba essere intesa nel senso che, oltre ai “segni comuni” e alle           4. Se ogni sistemazione di rifiuti in una miniera debba essere
definizioni generiche, vadano altresı̀ esclusi dalla registrazione               considerata, indipendentemente dalle concrete circostanze
come marchi quei segni o quelle indicazioni che, nell’uso                        della sistemazione, quale smaltimento di rifiuti ai sensi
comune del linguaggio corrente o negli usi leali e costanti del                  del regolamento n. 259/93 nel combinato disposto con
commercio, siano divenuti consueti nell’ambito del settore                       l’allegato II/A della direttiva 75/242/CEE (procedimento
considerato o di un settore analogo in quanto slogan commer-                     D12).
ciali, riferimenti alla qualità, esortazioni all’acquisto, e cosı̀ via,
senza descrivere direttamente qualità concrete dei prodotti e
                                                                            5. In caso di soluzione negativa alla questione sub 4:
dei servizi dichiarati».
                                                                                 Quali siano i criteri in base ai quali debba procedersi al
(1) GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 1.                                              riferimento ai procedimenti indicati nell’allegato II della
                                                                                 direttiva 75/442/CEE.
                                                                            (1) GU 1993, L 030, pag. 1.
                                                                            (2) GU 1975, L 194, pag. 39.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-
tungsgerichtshof con ordinanza 16 dicembre 1999 nella
causa A.S.A. Abfall Service AG contro la decisione del
Bundesminister für Unwelt, Jugend und Familie (ministe-
 ro federale dell’ambiente, della gioventù e della famiglia)
                           (Causa C-6/00)
                                                                            Ricorso del 13 gennaio 2000 contro la Repubblica italiana,
                           (2000/C 79/30)                                     presentato dalla Commissione delle Comunità europee
Con ordinanza 16 dicembre 1999, pervenuta nella cancelleria
della Corte l’11 gennaio 2000, nella causa A.S.A. Abfall Service                                       (Causa C-10/00)
AG contro la decisione del Bundesminister für Unwelt, Jugend
und Familie (ministero federale dell’ambiente, della gioventù e                                         (2000/C 79/31)
della famiglia) ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                            Il 13 gennaio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
1. Se spetti all’autorità competente di spedizione, ai sensi del            rappresentata dai signori Enrico Traversa e Hans Peter Hartvig,
     regolamento n. 259/93 (1), relativo alla sorveglianza e al             consiglieri giuridici, in qualità di agenti, elettivamente domici-
     controllo delle spedizioni di rifiuti all’interno della Comu-          liata prerso il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner,
     nità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio         Kirchberg, a Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia
     (in prosieguo: il «regolamento n. 259/93»), verificare l’esat-         delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
     tezza del ritenuto indicato dal notificatore, ai sensi del-            italiana.
 ---pagebreak--- 18.3.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 79/17
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                               Ricorso del 18 gennaio 2000 contro la Repubblica italiana,
                                                                            presentato dalla Commissione delle Comunità europee
a) accertare che, non avendo messo a disposizione della
     Commissione l’importo di Lire 29 223 322 226 e non
     avendo versato gli interessi di mora su tale importo a                                         (Causa C-14/00)
     partire dal 1o gennaio 1996, la Repubblica italiana è venuta
     meno agli obblighi ad essa imposti dalle disposizioni
     comunitarie relative alle risorse proprie;                                                      (2000/C 79/32)
b) condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
                                                                          Il 18 gennaio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                          rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
                                                                          suo servizio giuridico, e dal sig. Giacinto Bisogni magistrato di
Motivi e principali argomenti                                             appello messo a disposizione dello stesso servizio giuridico, in
                                                                          qualità di agenti, elettivamente domiciliata presso il sig. Carlos
La Commissione e la Repubblica Italiana hanno convenuto che               Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo,
i dazi relativi alle importazioni in Italia di merci provenienti          ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee
da paesi terzi a destinazione di San Marino nel periodo                   un ricorso contro la Repubblica italiana.
1.1.1979-30.11.1992 (vale a dire prima dell’entrata in vigore
dell’accordo interinale di commercio e unione doganale tra la
Comunità e San Marino del 16.12.1991 (1), non costituivano                La ricorrente conclude che la Corte voglia:
risorse proprie della Comunità in considerazione della sovra-
nità della Repubblica di San Marino e della sua non adesione              — dichiarare che, la Repubblica italiana vietando che i
alla Comunità. Si è convenuto inoltre che occorreva distinguere                prodotti di cioccolato contenenti sostanze grasse vegetali
esattamente i dazi spettanti a San Marino rispetto ai dazi                     diverse dal burro di cacao, fabbricati legalmente negli
riscossi dall’Italia che costituivano risorse proprie comunitarie              Stati membri che autorizzano l’aggiunta di tali sostanze,
e che, per garantire la salvaguardia degli interessi finanziari                possano essere commercializzati in Italia con la denomina-
comunitari, tale distinzione non poteva essere fatta unilateral-               zione con cui sono commercializzati nello Stato di prove-
mente dall’Italia senza l’accordo della Commissione. Non si è                  nienza ed imponendo che tali prodotti possano essere
invece raggiunto un accordo in relazione al metodo da                          commercializzati solo a condizione che rechino la denomi-
impiegare per determinare i dazi spettanti a San Marino; l’Italia              nazione «surrogato di cioccolato» è venuta meno agli
ha pertanto indebitamente ridotto le risorse proprie dovute                    obblighi che ad essa incombono in virtù dell’articolo 28
alla Comunità effettuando, senza il preliminare accordo della                  del Trattato.
Commissione, delle detrazioni sulla base di un metodo conte-
stato da quest’ultima.
                                                                          — condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
                                                                               processuali.
Secondo la Commissione, l’Italia, continuando ad effettuare
detrazioni unilaterali dai suoi versamenti di risorse proprie
senza l’accordo della Commissione e senza dare seguito alla
richiesta di quest’ultima di giustificare tali detrazioni, con il         Motivi e principali argomenti
rischio che le risorse proprie della Comunità subissero un’inde-
bita diminuzione, aveva violato gli obblighi ad essa imposti
dal trattato.                                                             Una circolare ministeriale adottata in data 15 marzo 1996
                                                                          stabilisce che i prodotti di cioccolato originari del Regno Unito,
Di conseguenza la Commissione aveva chiesto al governo                    dell’Irlanda e della Danimarca contenenti sostanze grasse
italiano di mettere a disposizione della Commissione l’importo            vegetali diverse dal burro di cacao possono essere commercia-
di Lit. 29 223 322 226 e di versare alla Commissione gli                  lizzati in Italia soltanto con la denominazione di «surrogato di
interessi di mora su detto importo, a decorrere dal 1o gennaio            cioccolato».
1996, data a partire dalla quale tali interessi erano dovuti in
considerazione del mancato versamento della somma, e fino
                                                                          I prodotti di cioccolato di cui si tratta sono prodotti legalmente
al momento della messa a disposizione di quest’ultima.
                                                                          fabbricati negli Stati membri che consentono l’aggiunta di
                                                                          sostanze grasse vegetali e che rispettano i requisiti di fabbrica-
Non avendo messo il suddetto importo a disposizione della                 zione prescritti dalla direttiva 73/241/CEE (1) relativa al ravvici-
Commissione e non avendo versato gli interessi di mora su                 namento delle legislazioni degli Stati membri concernenti i
tale importo la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi           prodotti di cacao e di cioccolato destinati all’alimentazione
ad essa imposti dalle disposizioni comunitarie relative alle              umana. Tali prodotti devono poter circolare liberamente
risorse proprie.                                                          all’interno della Comunità.
(1) GU L 359, del 9.12.1992, pag. 14.                                     Le autorità italiane deducono che le disposizioni nazionali di
                                                                          cui trattasi, non vietano l’accesso al mercato italiano dei
                                                                          prodotti in questione, ma consentono di modificare la loro
                                                                          denominazione per i motivi di tutela del consumatore.