CELEX: 22001D0367
Language: it
Date: 2000-12-21 00:00:00
Title: 2001/367/CE: Decisione n. 4/2000 del Consiglio di associazione UE-Slovenia, del 21 dicembre 2000, che adotta le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 dell'accordo europeo e le norme per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 del protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA

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22001D0367

2001/367/CE: Decisione n. 4/2000 del Consiglio di associazione UE-Slovenia, del 21 dicembre 2000, che adotta le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 dell'accordo europeo e le norme per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 del protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA  

Gazzetta ufficiale n. L 130 del 12/05/2001 pag. 0035 - 0038

Decisione n. 4/2000 del Consiglio di associazione UE-Sloveniadel 21 dicembre 2000che adotta le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 dell'accordo europeo e le norme per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 del protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA(2001/367/CE)IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE,visto l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, in particolare l'articolo 65, paragrafo 3,visto il protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA del suddetto accordo europeo, in particolare l'articolo 7, paragrafo 3,considerando quanto segue:(1) A norma dell'articolo 65, paragrafo 3 dell'accordo europeo, le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafi 1 e 2 di tale accordo dovrebbero essere adottate dal Consiglio di associazione entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo.(2) L'articolo 7, paragrafo 3, del protocollo n. 2 dell'accordo europeo stabilisce che, entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, il Consiglio di associazione adotta le norme necessarie per l'applicazione dei paragrafi 1 e 2 di tale articolo,DECIDE:Articolo 1Sono adottate le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 dell'accordo europeo e le norme per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 del protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA, riportate in allegato alla presente decisione.Articolo 2La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e nella Uradni list Republike Slovenije.Articolo 3La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione.Fatto a Bruxelles, addì 21 dicembre 2000.Per il Consiglio di associazioneIl PresidenteD. RupelALLEGATONorme di attuazione per l'applicazione delle disposizioni sulla concorrenza applicabili alle imprese di cui all'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri che agiscono nel quadro dell'Unione europea, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, e all'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2 del protocollo n. 2 sui prodotti contemplati del trattato CECAArticolo 1Principio generale1.1. I casi relativi ad accordi tra imprese, decisioni di associazioni di imprese e pratiche concertate tra imprese aventi per oggetto o per effetto quello di impedire, restringere o distorcere la concorrenza, nonché allo sfruttamento abusivo di una posizione dominante nell'intero territorio della Comunità o della Republica di Slovenia o in una sua parte sostanziale che possano nuocere agli scambi tra la Comunità e la Repubblica di Slovenia sono risolti conformemente ai principi enunciati nell'articolo 65, paragrafi 1 e 2, dell'accordo europeo.1.2. A tal fine, i suddetti casi sono esaminati dalla Commissione delle Comunità europee (DG IV) per quanto riguarda la Comunità e dall'Ufficio sloveno per la tutela della concorrenza (Competition Protection Office, CPO) per quanto riguarda la Slovenia.1.3. Le competenze della Commissione delle CE e del CPO ad affrontare tali casi derivano dalle norme in vigore delle rispettive legislazioni della Comunità e della Repubblica di Slovenia, anche nei casi in cui tali norme sono applicate a imprese situate al di fuori dei rispettivi territori.1.4. Le autorità dell'una e dell'altra parte risolvono i casi in conformità delle rispettive norme sostanziali e nel rispetto delle disposizioni enunciate qui di seguito. Le norme sostanziali in questione sono, per la Commissione CE, le norme in materia di concorrenza del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, compreso il diritto derivato in materia di concorrenza e, per il CPO, la legge sulla prevenzione della restrizione della concorrenza.ATTIVITÀ ECONOMICHE CONTEMPLATE DAL TRATTATO CEArticolo 2Competenze delle autorità responsabili della concorrenza di entrambe le partiI casi di cui all'articolo 65 dell'accordo europeo che possono avere ripercussioni sui mercati della Comunità e della Slovenia e che possono rientrare nelle competenze delle autorità responsabili in materia di concorrenza di entrambe le parti sono esaminati dalla Commissione delle CE e dal CPO, conformemente alle disposizioni del presente articolo.2.1. Notifica2.1.1. Le autorità responsabili in materia di concorrenza si informano reciprocamente dei casi che stanno esaminando e che, ai sensi del principio generale di cui all'articolo 1, appaiono rientrare anche nelle competenze delle autorità dell'altra parte.2.1.2. Questa situazione può presentarsi, in particolare, per i casi che:- riguardano attività anticoncorrenziali svolte sul territorio di competenza delle autorità dell'altra parte,- riguardano le attività svolte dalle autorità responsabili in materia di concorrenza dell'altra parte per assicurare il rispetto delle disposizioni in vigore,- comportano interventi correttivi consistenti nel richiedere o vietare determinate pratiche sul territorio di competenza delle autorità dell'altra parte.2.1.3. Le notifiche trasmesse ai sensi del presente articolo devono contenere informazioni sufficienti a consentire alla parte destinataria una prima valutazione delle eventuali ripercussioni sui suoi interessi. Copie delle notifiche sono periodicamente inviate al Consiglio di associazione.2.1.4. Le notifiche devono essere effettuate preventivamente, il più presto possibile e comunque a uno stadio dell'inchiesta che preceda l'adozione di una soluzione o di una decisione di un lasso di tempo sufficiente per consentire eventuali osservazioni o consultazioni e per permettere all'autorità che ha avviato la procedura di tener conto del parere dell'autorità dell'altra parte e di adottare gli interventi correttivi eventualmente previsti dalla sua legislazione per risolvere il caso.2.2. Consultazioni e reciproca cortesiaSe la Commissione CE o il CPO ritengono che attività anticoncorrenziali svolte sul territorio di competenza delle autorità dell'altra parte ledano sostanzialmente importanti interessi della loro parte, possono chiedere che siano avviate consultazioni con le autorità dell'altra parte oppure che le autorità dell'altra parte competenti in materia di concorrenza avviino le procedure necessarie per prendere provvedimenti correttivi a norma della rispettiva legislazione in materia di attività anticoncorrenziali. Tali richieste non pregiudicano eventuali provvedimenti presi in conformità della legislazione in materia di concorrenza della parte richiedente, né la piena libertà dell'autorità adita per quanto riguarda la decisione finale.2.3. Ricerca di un'intesaL'autorità competente in materia di concorrenza interpellata tiene debitamente e pienamente conto delle osservazioni e degli elementi oggettivi forniti dall'autorità richiedente, in particolare per quanto riguarda la natura delle attività anticoncorrenziali in questione, le imprese coinvolte e gli effetti lesivi di interessi rilevanti della parte richiedente lamentati.Fatti salvi tutti i rispettivi diritti e obblighi, le autorità competenti in materia di concorrenza che partecipano alle consultazioni avviate ai sensi del presente articolo si adoperano per trovare una soluzione reciprocamente accettabile alla luce dei relativi interessi sostanziali coinvolti.Articolo 3Competenza delle autorità responsabili in materia di concorrenza di una sola parte3.1. I casi di esclusiva competenza di un'autorità in materia di concorrenza, secondo il principio di cui all'articolo 1, suscettibili di ledere importanti interessi dell'altra parte vengono trattati in conformità delle disposizioni di cui all'articolo 2 e tenendo conto dei principi qui di seguito enunciati.3.2. In particolare, se le autorità competenti in materia di concorrenza di una delle parti avviano un'inchiesta o un procedimento per un caso che risulta ledere importanti interessi dell'altra parte, dette autorità ne informano le autorità dell'altra parte senza che queste debbano presentare una richiesta formale.Articolo 4Richiesta di informazioni4.1. Se l'autorità competente in materia di concorrenza di una delle parti constata che un caso, che rientra anche o esclusivamente nelle competenze dell'autorità dell'altra parte, sembra ledere importanti interessi della prima parte, può chiedere informazioni in merito alle autorità che hanno avviato il procedimento.4.2. Queste ultime forniscono, per quanto possibile, informazioni sufficienti a uno stadio del procedimento che preceda l'adozione di una decisione o di una soluzione di un lasso di tempo sufficiente per poter tener conto delle osservazioni delle autorità richiedenti.Articolo 5Informazioni a carattere segreto e riservato5.1. A norma dell'articolo 65, paragrafo 7, dell'accordo europeo, le autorità responsabili in materia di concorrenza delle due parti non sono tenute a fornire informazioni alle altre autorità se la divulgazione di tali informazioni alle autorità richiedenti è vietata dalla legislazione applicabile all'autorità in possesso delle informazioni o incompatibile con importanti interessi della parte le cui autorità sono in possesso delle informazioni.5.2. Le autorità dell'una e dell'altra parte accettano di tutelare, per quanto possibile, il carattere riservato di tutte le informazioni a loro fornite a titolo confidenziale dalle autorità dell'altra parte.Articolo 6Esenzioni per categoria6.1. Nell'applicare l'articolo 65 dell'accordo europeo, a norma degli articoli 2 e 3 delle presenti norme di attuazione, le autorità competenti in materia di concorrenza verificano che siano integralmente applicati i principi contenuti nei regolamenti sulle esenzioni per categoria in vigore nella CE. Il CPO viene informato di tutte le procedure connesse all'adozione, all'abolizione o alla modifica di esenzioni per categoria da parte della CE.6.2. Qualora la Slovenia sollevi fondate obiezioni riguardo a tali regolamenti sulle esenzioni per categoria, e tenendo conto del ravvicinamento delle legislazioni previsto dall'accordo europeo, si tengono consultazioni in seno al Consiglio di associazione, conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 9.6.3. Gli stessi principi si applicano in caso di altre modifiche sostanziali delle politiche in materia di concorrenza della Comunità o della Slovenia.Articolo 7Controllo delle operazioni di concentrazionePer quanto riguarda le operazioni di concentrazione contemplate dal regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese(1) e che hanno un impatto significativo sull'economia slovena, il CPO avrà il diritto di esprimere il proprio parere nel corso del procedimento, nel rispetto delle scadenze fissate nel suddetto regolamento. La Commissione CE terrà nella dovuta considerazione tale parere, fatte salve altre azioni avviate a norma delle legislazioni delle parti in materia di concorrenza.Articolo 8Attività di modesta importanza8.1. L'articolo 65, paragrafo 1, dell'accordo europeo non si applica alle attività anticoncorrenziali con effetti trascurabili sul commercio tra le parti o sulla concorrenza, che quindi non vengono trattate a norma degli articoli 2-6 delle presenti norme di attuazione.8.2. Per "effetti trascurabili" ai sensi del paragrafo 1 si intendono in generale i casi in cui:- il fatturato annuo globale delle imprese partecipanti non supera i 200 milioni di EUR e- i beni o servizi oggetto dell'accordo e gli altri beni o servizi delle imprese partecipanti che gli utilizzatori giudicano equivalenti in base alle caratteristiche, al prezzo e all'uso cui sono destinati non rappresentano più del 5 % del mercato totale di detti beni o servizi nel settore del mercato comune interessato dall'accordo e del mercato sloveno interessato dall'accordo.Articolo 9Consiglio di associazione9.1. Se le procedure di cui agli articoli 2 e 3 non permettono di trovare una soluzione reciprocamente accettabile e negli altri casi esplicitamente citati nelle presenti norme di attuazione, su domanda di una delle parti si procede entro tre mesi dalla richiesta a uno scambio di opinioni in seno al Consiglio di associazione.9.2. Dopo tale scambio di opinioni, oppure dopo la scadenza del termine di cui al paragrafo 1, il Consiglio di associazione può formulare opportune raccomandazioni per risolvere il caso in questione, salvo il disposto dell'articolo 65, paragrafo 6, dell'accordo europeo. Nel formulare tali raccomandazioni, il Consiglio di associazione tiene eventualmente conto del fatto che le autorità interpellate non hanno comunicato il loro punto di vista alle autorità richiedenti entro il termine di cui al paragrafo 1.9.3. Le suddette procedure del Consiglio di associazione lasciano impregiudicato qualsiasi provvedimento adottato a norma delle rispettive legislazioni in materia di concorrenza in vigore nei territori delle parti.Articolo 10Conflitto di competenze negativoQualora la Commissione CE e il CPO ritengano che né la Commissione, né il CPO siano competenti per trattare un caso a norma delle rispettive legislazioni, su richiesta di una delle parti si procede a uno scambio di opinioni in seno al Consiglio di associazione. La Comunità e la Repubblica di Slovenia si adoperano per trovare una soluzione reciprocamente accettabile, alla luce dei rispettivi interessi sostanziali coinvolti, con il sostegno del Consiglio di associazione, che può formulare opportune raccomandazioni, fatto salvo il disposto dell'articolo 65, paragrafo 6, dell'accordo europeo e senza pregiudizio dei diritti dei singoli Stati membri delle Comunità europee sanciti dalle relative norme in materia di concorrenza.ATTIVITÀ ECONOMICHE CONTEMPLATE DAL TRATTATO CECAArticolo 11Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA)Le disposizioni di cui agli articoli 1-6 e 8-10 si applicano al settore del carbone e dell'acciaio di cui al protocollo n. 2 dell'accordo europeo.Articolo 12Assistenza amministrativa (lingue)La Commissione e il CPO prendono le disposizioni pratiche necessarie ai fini dell'assistenza reciproca oppure predispongono qualsiasi altra soluzione adeguata, in particolare per quanto riguarda i problemi di traduzione.(1) GU L 395 del 30.12.1989, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1310/97 (GU L 180 del 9.7.1997, pag. 1).