CELEX: C2001/227/17
Language: it
Date: 2001-08-11 00:00:00
Title: Causa C-218/01: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundespatentgericht con ordinanza 10 aprile 2001, nella causa promossa dall'impresa Henkel KGaA

C 227/10                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          11.8.2001
6)      Se, anteriormente all’entrata in vigore del regolamento              Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
        (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 16 novembre              nal Superior de Justicia di Castilla-La-Mancha, Seconda
        2000, n. 2700 (2), che ha novellato l’art. 221, n. 3,                Sezione della Sala de lo Contencioso Administrativo, con
        del codice doganale comunitario, sussistessero norme                 ordinanza 3 aprile 2001, nella causa Isabel e Adelina
        comunitarie che prevedessero la sospensione del termine              Parras Medina contro Consejeria de Agricultura de la
        di tre anni, stabilito ai fini del recupero a posteriori,                     Junta de Comunidades di Castilla-La-Mancha
        decorrente dal momento di proposizione del ricorso.
                                                                                                      (Causa C-208/01)
( 1) Regolamento del Consiglio 24 luglio 1979, n. 1697, relativo
     al ricupero a posteriori dei dazi all’importazione o dei dazi                                     (2001/C 227/16)
     all’esportazione che non sono stati corrisposti dal debitore per le
     merci dichiarate per un regime doganale comportante l’obbligo di
     effettuarne il pagamento (GU L 197 del 3.8.1979, pag. 1).               Con ordinanza 3 aprile 2001, pervenuta nella cancelleria della
(2) Regolamento (CE) n. 2700/2000 del Parlamento europeo e del               Corte il 18 maggio 2001, nella causa Isabel e Adelina Parras
     Consiglio, del 16 novembre 2000, che modifica il regolamento            Medina contro Consejeria de Agricultura de la Junta de
     (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice doganale        Comunidades di Castilla-La-Mancha, il Tribunal Superior de
     comunitario (GU L 311 del 12.12.2000, pag. 17).                         Justicia di Castilla-La-Mancha, Seconda Sezione della Sala de lo
                                                                             Contencioso Administrativo sottoposto alla Corte di giustizia
                                                                             delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                             1)    Se il concetto di forza maggiore utilizzato ai fini del-
                                                                                   l’art. 12 del regolamento (CE) 4 luglio 1996; n. 1294,
                                                                                   debba essere mitigato, equiparandolo a quello di circo-
                                                                                   stanze impreviste e ineluttabili idonee ad escludere la
                                                                                   negligenza nella scadenza del termine di cui trattasi, quali
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-                            descritte nella presente ordinanza.
tungsgerichtshof (Tribunale amministrativo), con ordi-
nanza 25 aprile 2001, nella causa Dr. Tilmann Klett contro                   2)    Qualora dovesse risultare necessario ai fini della soluzione
  Ministro federale per l’Istruzione, la Scienza e la Cultura                      della questione di cui sopra, se le conseguenze previste
                                                                                   nel menzionato art. 12 abbiano natura di sanzione o
                                                                                   pena e se, in tal caso, ciò deponga a favore della necessità
                          (Causa C-204/01)                                         di mitigare il menzionato concetto di forza maggiore di
                                                                                   cui è stata fatta applicazione.
                           (2001/C 227/15)
Con ordinanza 25 aprile 2001, emessa nella causa Dr. Tilmann
Klett contro Ministro federale per 1’Istruzione, la Scienza e la
Cultura, pervenuta in cancelleria il 16 maggio 2001, il
Verwaltungsgerichtshof ha sottoposto alla Corte di giustizia
delle Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:
                                                                             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bun-
Se l’art. 19 ter della direttiva del Consiglio 25 luglio 1978,               despatentgericht con ordinanza 10 aprile 2001, nella
78/686/CEE (1), concernente il reciproco riconoscimento dei                            causa promossa dall’impresa Henkel KGaA
diplomi, certificati ed altri titoli di dentista e comportante
misure destinate ad agevolare l’esercizio effettivo del diritto di                                    (Causa C-218/01)
stabilimento e di libera prestazione di servizi nella versione
dell’atto di adesione, GU C 241 del 29 agosto 1994, pag. 218,
artt. 12 CE e 39 CE, nonché l’art. 1 in combinato disposto con                                         (2001/C 227/17)
gli artt. 3 e 9 della direttiva 93/16/CEE (2), intesa ad agevolare
la libera circolazione dei medici e il reciproco riconoscimento              Con ordinanza 10 aprile 2001, pervenuta nella cancelleria
dei loro diplomi, certificati e altri titoli, vadano interpretati            della Corte il 29 maggio 2001, nella causa promossa dall’im-
in modo tale che ostano ad una normativa secondo cui                         presa Henkel KGaA, il Bundespatentgericht ha sottoposto alla
l’ammissione al tirocinio professionale di dentista di cui                   Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
all’art. 19 ter della direttiva 78/686/CEE presuppone il conse-              pregiudiziali relative all’interpretazione dell’art. 3, n. 1, lett. b),
guimento del dottorato di medicina generale in un’università                 c), ed e), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988,
del paese membro di cui trattasi.                                            89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                                                                             membri in materia di marchi (1):
(1) GU L 233 del 24.8.1978, pag. 1.                                          1)    Se, nel caso di marchi tridimensionali costituiti dalla
(2) GU L 165 del 7.7.1993, pag. 1.                                                 confezione di prodotti che di norma sono in commercio
                                                                                   in confezioni (come, ad esempio, i liquidi), la confezione
                                                                                   del prodotto sia da equiparare, sotto il profilo del diritto
                                                                                   dei marchi, alla forma del prodotto in modo tale che
 ---pagebreak--- 11.8.2001              IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 227/11
     a)    la confezione del prodotto è considerata forma del               —    condannare il Regno del Belgio alle spese.
           prodotto ai sensi dell’art. 3, n. 1, lett. e) della direttiva
           sui marchi;
     b)    la confezione del prodotto può servire a designare
           la qualità (esteriore) del prodotto confezionato ai              Motivi e principali argomenti
           sensi dell’art. 3, n. 1, lett. c), della direttiva sui
           marchi.
2)   Se, nel caso di marchi tridimensionali costituiti dalla                —    Omissione di corrette trasposizione dell’art. 7, n. 5,
     confezione di prodotti che di norma sono in commercio                       della direttiva 97/33/CE: ai sensi delle due ultime frasi
     in confezioni, l’affermazione del carattere distintivo ai                   dell’art. 7, n. 5, secondo comma della direttiva 97/33
     sensi dell’art. 3, n. 1, lett. b), della direttiva sui marchi               il rispetto del sistema di contabilità dei costi deve
     dipenda dalla questione se, anche senza un approccio                        imperativamente costituire oggetto di una verifica. Una
     analitico e comparativo e senza prestare particolare                        relazione sulla conformità deve inoltre essere pubblicata
     attenzione, l’acquirente medio, normalmente informato,                      a scadenze annuali. Non si riscontrano tali obblighi nella
     attento e avveduto sia in grado di riconoscere le caratte-                  normativa belga.
     ristiche proprie del marchio tridimensionale di cui è stata
     chiesta la registrazione che si discostano dalla norma o               —    Omissione di corretta trasposizione dell’art. 9, n. 3,
     dagli usi del settore e che sono pertanto decisive per                      della direttiva 97/33/CE: le disposizioni comunicate dalle
     l’idoneità a contraddistinguere l’origine.                                  autorità belghe come misure di trasposizione, ossia
3)   Se la valutazione del carattere distintivo possa effettuarsi                l’art. 109 ter, punto 4, quinto comma, della legge
     esclusivamente in base alla prassi nazionale del commer-                    21 marzo 1991, nonché gli artt. 8 e 12 di un decreto del
     cio, senza che siano indicati ulteriori accertamenti ammi-                  20 aprile 1999 comprendono solo in parte gli obblighi
     nistrativi per determinare se e in che misura marchi                        imposti dalla direttiva, poiché il n. 4 riguarda esclusiva-
     identici o comparabili siano stati registrati ovvero esclusi                mente l’obbligo imposto dal legislatore belga agli organi-
     dalla registrazione in altri Stati membri dell’Unione                       smi «forti» di pubblicare un’offerta detta di riferimento
     europea.                                                                    che possa servire come base per negoziati ulteriori; questa
                                                                                 offerta di riferimento può essere modificata dall’istituto,
                                                                                 possibilità che ovviamente non può essere intesa come
(1) GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 1.                                              un diritto di intervento a favore di tale istituto in
                                                                                 qualsiasi negoziato o discussione per un accordo di
                                                                                 interconnessione. Le disposizioni del decreto 20 aprile
                                                                                 1999 non prevedono nemmeno la possibilità, per le
                                                                                 autorità regolamentari, d’intervenire nei negoziati «in
                                                                                 qualsiasi momento di loro iniziativa».
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       —    Omissione di corretta trasposizione dell’art. 14, nn. 1 e
    tro il Regno del Belgio presentato il 5 giugno 2001                          2: per le informazioni relative all’offerta di interconnessio-
                                                                                 ne di riferimento, definite all’art. 7, n. 3, della direttiva,
                        (Causa C-221/01)                                         nonché per gli elementi essenziali dei piani di numerazio-
                                                                                 ne nazionali di cui all’art. 12, n. 4, della direttiva, le
                                                                                 autorità belghe hanno optato per un modo di comunica-
                         (2001/C 227/18)                                         zione conforme all’art. 14, n. 2 della direttiva, mentre
                                                                                 l’art. 7, n. 3 fa riferimento all’art. 14, n. 1 che richiede
Il 5 giugno 2001, la Commissione delle Comunità europee,                         l’accesso agevole all’informazione e quindi più diretto di
rappresentata dal sig. H. Van Lier, in qualità di agente, con                    un’accesso mediante richiesta individuale. Per le informa-
domicilio eletto in Lussemburgo ha presentato dinanzi alla                       zioni di cui all’art. 9, n. 2 della direttiva (condizioni
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il                   generali di interconnessione) nonché per le informazioni
Regno del Belgio.                                                                di cui all’art. 10 della direttiva, la normativa belga non
                                                                                 prevede alcuna pubblicazione o comunicazione sotto
La Commissione delle Comunità europee conclude che la                            qualsiasi forma. Infine, per le informazioni di cui all’art. 9,
Corte voglia:                                                                    n. 3 della direttiva, la normativa belga non prevede
                                                                                 l’accesso su domanda degli interessati.
—    constatare, ai sensi dell’art. 226 CE, che il Regno del
     Belgio, non adottando tutte le disposizioni legislative
     regolamentari ed amministrative necessarie per confor-
     marsi alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
     30 giugno 1997, 97/33/CE sull’interconnessione nel
                                                                            (1) GU L 199, del 26.7.1997, pag. 32.
     settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il
     servizio universale e l’interoperabilità attraverso l’applica-
     zione dei principi di fornitura di una rete aperta, ed in
     particolare ai suoi artt. 7, n. 5; 9, n. 3 e 14, nn. 1 e 2 (1), è
     venuto meno agli obblighi che ad essa incombono in
     forza di tale direttiva;