CELEX: 22005D0466
Language: it
Date: 2004-04-19 00:00:00
Title: 2005/466/CE: Decisione n. 1/2004 del Consiglio di associazione UE-Marocco, del 19 aprile 2004, che adotta le normative necessarie all’applicazione delle regole di concorrenza

25.6.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 165/10
            
         DECISIONEN. 1/2004 DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-MAROCCO
   del 19 aprile 2004
   che adotta le normative necessarie all’applicazione delle regole di concorrenza
   (2005/466/CE)
   IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-MAROCCO,
   visto l’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall’altra (1) (in seguito denominato «l’accordo»),
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Una zona di libero scambio tra l’UE e il Marocco deve essere creata entro il 28 febbraio 2012.
            
         
               (2)
            
            
               L’articolo 36, paragrafo 3, dell’accordo prevede l’esistenza delle modalità amministrative di cooperazione tra le parti per agevolare l’applicazione dei paragrafi 1 e 2 di detto articolo e la possibilità di adottare misure di cooperazione tecnica.
            
         
               (3)
            
            
               A norma dell’articolo 36, paragrafo 3, dell’accordo, il consiglio di associazione adotta le normative necessarie all’applicazione delle regole di concorrenza entro cinque anni dall’entrata in vigore dell’accordo,
            
         DECIDE:
   Articolo unico
   1.   L’allegato istituisce un meccanismo di cooperazione tra le autorità delle parti responsabili dell’applicazione delle regole di concorrenza.
   2.   Le autorità di concorrenza delle parti informeranno il sottocomitato «Mercato interno» del comitato di associazione in merito all’andamento della cooperazione instaurata nell’ambito del meccanismo di cui al paragrafo 1.
   3.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.
   
      Fatto a Bruxelles, addì 19 aprile 2004.
      
         
            Per il Consiglio di associazione
         
         B. COWEN
      
   
   
      (1)  GU L 70 del 18.3.2000, pag. 2. Accordo modificato da ultimo dallo scambio di lettere del 30 dicembre 2003 (GU L 345 del 31.12.2003, pag. 119).
   ALLEGATO
   
      ACCORDO DI ASSOCIAZIONE UE/MAROCCO
      Meccanismo di cooperazione tra le autorità delle parti responsabili dell’applicazione delle regole di concorrenza
      CAPITOLO I
      DISPOSIZIONI GENERALI
      1.   Obiettivi
      
                  1.1.
               
               
                  Alle pratiche incompatibili con l’articolo 36, paragrafo 1, lettere a) e b), dell’accordo si applica la legislazione pertinente, onde evitare ripercussioni negative sul commercio, sullo sviluppo economico e sugli interessi rilevanti dell’altra parte.
               
            
                  1.2.
               
               
                  Le competenze delle autorità di concorrenza delle parti per risolvere questi casi derivano dalle norme in vigore delle rispettive legislazioni, anche nei casi in cui tali norme sono applicate ad imprese situate al di fuori dei rispettivi territori.
               
            
                  1.3.
               
               
                  Scopo delle disposizioni è promuovere la cooperazione e il coordinamento tra le parti nell’applicazione delle loro norme di concorrenza onde evitare che restrizioni di concorrenza impediscano o annullino i vantaggi che dovrebbe comportare la liberalizzazione progressiva degli scambi tra la Comunità europea e il Marocco.
               
            2.   Definizioni
      Ai fini del presente allegato, valgono le seguenti definizioni:
      
                  a)
               
               
                  «norme di concorrenza»:
                  
                              i)
                           
                           
                              per la Comunità europea («la Comunità»), gli articoli 81 e 82 del trattato CE, il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese (1), e il diritto derivato pertinente adottato dalla Comunità;
                           
                        
                              ii)
                           
                           
                              per il Marocco, la legge n. 06/99 sulla libertà dei prezzi e della concorrenza del 2 rabii I 1421 (5 giugno 2000), nonché il diritto derivato pertinente;
                           
                        
            
                  b)
               
               
                  «autorità di concorrenza»:
                  
                              i)
                           
                           
                              per la Comunità, la Commissione delle Comunità europee nell’esercizio delle competenze che le conferiscono le norme di concorrenza della Comunità; e
                           
                        
                              ii)
                           
                           
                              per il Marocco, il ministero delegato per gli affari economici, gli affari generali e l’adeguamento dell’economia;
                           
                        
            
                  c)
               
               
                  «provvedimenti di applicazione»: qualsiasi atto di esecuzione delle norme di concorrenza mediante indagini o procedimenti svolti dall’autorità di concorrenza di una parte, dal quale possano risultare sanzioni o misure correttive;
               
            
                  d)
               
               
                  «attività anticoncorrenziali» e «comportamenti e pratiche restrittivi della concorrenza», i comportamenti o operazioni non autorizzati ai sensi delle norme di concorrenza di una parte dai quali possano risultare sanzioni o misure correttive.
               
            CAPITOLO II
      COOPERAZIONE E COORDINAMENTO
      3.   Notifica
      
                  3.1.
               
               
                  Le autorità di concorrenza delle parti si notificano reciprocamente i provvedimenti di applicazione qualora:
                  
                              a)
                           
                           
                              la parte che notifica li consideri attinenti ai provvedimenti di applicazione dell’altra parte;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              possa avere notevoli ripercussioni su interessi rilevanti dell’altra parte;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              riguardi restrizioni della concorrenza che potrebbero avere ripercussioni dirette e sostanziali sul territorio dell’altra parte;
                           
                        
                              d)
                           
                           
                              riguardi attività anticoncorrenziali svolte prevalentemente sul territorio dell’altra parte;
                           
                        
                              e)
                           
                           
                              condizioni o vieti azioni nel territorio dell’altra parte.
                           
                        
            
                  3.2.
               
               
                  Per quanto possibile e a condizione che questa modalità non sia contraria alle norme di concorrenza delle parti e non comprometta un’indagine in corso, la notifica si effettua nella fase iniziale della procedura, in modo da consentire all’autorità di concorrenza destinataria di esprimere il suo parere. Quest’ultima tiene debitamente conto dei pareri ricevuti al momento di adottare le decisioni.
               
            
                  3.3.
               
               
                  Le notifiche di cui al paragrafo 3.1 devono essere sufficientemente dettagliate per consentire una valutazione alla luce degli interessi dell’altra parte.
               
            
                  3.4.
               
               
                  Le parti si impegnano a procedere, per quanto possibile, alle notifiche suddette compatibilmente con le risorse amministrative disponibili.
               
            4.   Scambi di informazioni e riservatezza
      
                  4.1.
               
               
                  Le parti si scambiano informazioni atte a facilitare la corretta applicazione delle rispettive norme di concorrenza e a promuovere una migliore comprensione reciproca dei rispettivi quadri giuridici.
               
            
                  4.2.
               
               
                  Lo scambio di informazioni è soggetto alle norme di riservatezza vigenti in virtù delle rispettive legislazioni delle due parti. Le informazioni riservate la cui divulgazione sia esplicitamente vietata o che, se divulgate, potrebbero danneggiare le parti, non possono essere fornite senza l’esplicito consenso della relativa fonte. Ciascuna autorità di concorrenza rispetta, nella misura del possibile, la riservatezza delle informazioni fornitele a titolo riservato dall’altra autorità di concorrenza in virtù delle norme e respinge, nella stessa misura, ogni richiesta di comunicazione di tali informazioni presentata da un terzo senza l’autorizzazione dell’autorità di concorrenza che le ha fornite.
               
            5.   Coordinamento dei provvedimenti di applicazione
      
                  5.1.
               
               
                  Ciascuna autorità di concorrenza può notificare all’altra la propria disponibilità al coordinamento dei provvedimenti di applicazione in rapporto ad un caso specifico. Tale coordinamento non impedisce alle autorità di concorrenza di prendere decisioni autonome.
               
            
                  5.2.
               
               
                  Nel determinare la portata del coordinamento, le autorità di concorrenza considerano quanto segue:
                  
                              a)
                           
                           
                              i risultati probabili che il coordinamento potrebbe dare;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              le informazioni supplementari da ottenere;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              la riduzione dei costi per le autorità di concorrenza e per i soggetti economici coinvolti; e
                           
                        
                              d)
                           
                           
                              i termini applicabili nel quadro delle rispettive legislazioni.
                           
                        
            6.   Consultazioni in caso di pregiudizio di interessi rilevanti di una parte nel territorio dell’altra parte
      
                  6.1.
               
               
                  Nell’attuare provvedimenti di applicazione, ciascuna parte prende in considerazione, nei limiti del possibile e in conformità della propria legislazione, gli interessi rilevanti dell’altra parte. Qualora un’autorità di concorrenza ritenga che una misura di applicazione adottata dall’autorità di concorrenza dell’altra parte in virtù delle sue norme di concorrenza possa ledere interessi rilevanti della parte che rappresenta, comunica il suo punto di vista sulla questione, o chiede consultazioni, all’altra autorità di concorrenza. Quest’ultima, fatte salve la continuazione di ogni azione svolta nel quadro delle sue norme di concorrenza e la sua piena libertà quanto alla decisione finale, esamina con la dovuta attenzione le osservazioni dell’autorità di concorrenza richiedente, in particolare gli eventuali suggerimenti riguardo a modi alternativi di soddisfare le esigenze e di conseguire gli obiettivi del provvedimento di applicazione.
               
            
                  6.2.
               
               
                  Qualora un’autorità di concorrenza ritenga che una o più imprese situate sul territorio di una delle parti svolga(no) o abbia(no) svolto attività anticoncorrenziali, a prescindere dall’origine, che ledono considerevolmente gli interessi della parte che rappresenta, può chiedere l’avvio di consultazioni all’autorità di concorrenza dell’altra parte, senza che ciò pregiudichi un’eventuale azione svolta nel quadro delle sue norme di concorrenza e la sua piena libertà quanto alla decisione finale. L’autorità di concorrenza interpellata adotterà le misure correttive del caso in funzione della legislazione in vigore.
               
            7.   Cooperazione tecnica
      
                  7.1.
               
               
                  Le parti sono aperte alla cooperazione tecnica necessaria per consentire loro di avvalersi l’una dell’esperienza dell’altra e per rafforzare l’attuazione delle loro norme e politiche di concorrenza, compatibilmente con le risorse disponibili.
               
            
                  7.2.
               
               
                  Nel programma di accompagnamento all’applicazione dell’accordo potrebbero essere inserite le seguenti attività di cooperazione:
                  
                              a)
                           
                           
                              azioni di formazione per consentire ai funzionari di acquisire un’esperienza pratica;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              seminari, destinati in particolare ai funzionari; e
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              studi volti a favorire lo sviluppo dei diritti e delle politiche di concorrenza.
                           
                        
            8.   Gestione delle modalità di applicazione
      La sorveglianza e la valutazione della cooperazione sono affidate al sottocomitato «Mercato interno» creato nel quadro dell’accordo della decisione del Consiglio di associazione del 24 febbraio 2003.
      9.   Modifica e aggiornamento delle norme
      Il Consiglio di associazione può modificare le presenti norme previa consultazione delle autorità di concorrenza.
   
   
      (1)  GU L 395 del 30.12.1989, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1310/97 (GU L 180 del 9.7.1997, pag. 1).