CELEX: 52012PC0152
Language: it
Date: 2012-03-30
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO sulla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in seno al consiglio di associazione istituito dall'accordo che crea un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia in merito alle disposizioni per il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale

|
			
		
		
		52012PC0152
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO sulla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in seno al consiglio di associazione istituito dall'accordo che crea un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia in merito alle disposizioni per il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale /* COM/2012/0152 final - 2012/0076 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
L'articolo 12 dell'accordo che crea
un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia[1] ("accordo di Ankara")
e l'articolo 36 del protocollo addizionale dell'accordo di Ankara[2] ("protocollo
addizionale") prevedono che la libera circolazione dei lavoratori tra
l'Unione e la Turchia sia realizzata gradualmente. L'articolo 9 dell'accordo di
Ankara stabilisce che nel campo di applicazione dell'accordo è vietata
qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità. L'articolo 39 del
protocollo addizionale stabilisce che il consiglio di associazione adotta
disposizioni in materia di sicurezza sociale a favore dei lavoratori di
nazionalità turca che si spostano all'interno dell'Unione e delle loro famiglie
residenti nell'Unione ed enuncia alcuni principi per il coordinamento applicati
con tali disposizioni. 
Come primo passo verso l'applicazione dei
principi per il coordinamento della sicurezza sociale enunciati nell'accordo di
Ankara e nel suo protocollo addizionale, il consiglio di associazione ha
adottato il 19 settembre 1980 la decisione n. 3/80 relativa
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale degli Stati membri delle
Comunità europee ai lavoratori turchi e ai loro familiari[3] ("decisione
n. 3/80"). Il secondo passo, cioè l'adozione di un regolamento
sull'attuazione delle disposizioni della decisione n. 3/80, non è mai stato
compiuto[4].
Nel frattempo, la Corte di giustizia ha deciso
che l'articolo 3, paragrafo 1, della decisione n. 3/89, relativo al
principio di non discriminazione, e il suo articolo 6, concernente l'obbligo di
revoca delle clausole di residenza per quanto concerne le prestazioni fornite
in conformità a tale decisione, hanno un effetto diretto e possono essere fatti
valere dinanzi ai tribunali nazionali[5].

Al fine di garantire la certezza giuridica e
di dare pieno effetto ai principi per il coordinamento della sicurezza sociale
contenuti nell'accordo di Ankara e nel suo protocollo addizionale, è necessario
che il consiglio di associazione adotti una nuova decisione che sostituisca la
decisione n. 3/80. La precedente proposta della Commissione di applicazione
della decisione n. 3/80 sarà ritirata, essendo previsto che la nuova
decisione del consiglio di associazione attui in un'unica fase gli obblighi
dell'accordo e del suo protocollo.
Contesto generale
Le disposizioni dell'accordo di Ankara e del
protocollo addizionale sulla libera circolazione dei lavoratori e le misure di
attuazione adottate, in particolare la decisione n. 1/80 del consiglio di
associazione, devono essere accompagnate da adeguate disposizioni per il
coordinamento della sicurezza sociale. Inoltre, l'articolo 39 del protocollo
addizionale contiene disposizioni esplicite per il coordinamento tra i regimi
di sicurezza sociale, che devono essere applicate. A tal fine è necessaria una
decisione del consiglio di associazione.
Anche alcuni altri accordi di associazione con
paesi terzi contengono disposizioni per il coordinamento dei regimi di sicurezza
sociale. La presente proposta fa parte di un pacchetto comprendente proposte
simili relative agli accordi con l'Albania, il Montenegro e San Marino. Un
primo pacchetto di proposte simili concernenti l'Algeria, il Marocco, la
Tunisia, la Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia ed Israele è stato
adottato dal Consiglio nell'ottobre 2010[6].
Al fine di stabilire la posizione da adottare
a nome dell'Unione in seno al consiglio di associazione è necessaria una
decisione del Consiglio. 
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
A livello dell'Unione europea, i regimi di
sicurezza sociale degli Stati membri sono coordinati dal regolamento (CE)
n. 883/2004[7]
e dal suo regolamento di applicazione (CE) n. 987/2009[8]. 
Il regolamento (UE) n. 1231/2010 del Consiglio[9] estende il regolamento (CE) n.
883/2004 e il regolamento (CE) n. 987/2009 ai cittadini di paesi terzi cui tali
disposizioni non siano già applicabili unicamente a causa della nazionalità.
Tale regolamento comprende già il principio del cumulo dei periodi di
assicurazione acquisiti dai lavoratori turchi nei vari Stati membri per quanto
riguarda il diritto a determinate prestazioni, come stabilito
all'articolo 39, paragrafo 2, del protocollo addizionale dell'accordo
con la Turchia. 
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
La Turchia è stata associata al progetto di
integrazione europea sin dalla firma dell'accordo di associazione di Ankara nel
1963, completato da un protocollo addizionale nel 1970. Tali accordi prevedono
come obiettivo il graduale raggiungimento della libera circolazione dei
lavoratori tra la Turchia e l'UE. Come corollario a queste disposizioni che
definiscono un programma, l'articolo 39 del protocollo addizionale stabilisce
disposizioni per il coordinamento della sicurezza sociale. La piena attuazione
di queste disposizioni migliorerà il rapporto speciale con la Turchia, come
previsto dall'articolo 8 del TUE. Contemporaneamente essa consentirà alla
Turchia di allineare le sue politiche in materia di coordinamento della
sicurezza sociale a quelle dell'UE in vista della sua futura adesione all'UE.
2.           RISULTATI DELLE
CONSULTAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE E DELLE VALUTAZIONI DELL'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
La proposta di decisione sul coordinamento dei
regimi di sicurezza sociale degli Stati membri e della Turchia sostituirà la
decisione n. 3/80. La proposta è modellata in modo quasi identico al pacchetto
di sei progetti di decisione rispettivamente del consiglio di associazione e
del consiglio di stabilizzazione e di associazione, concernenti l'Algeria, il
Marocco, la Tunisia, la Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e
Israele, sui quali la posizione dell'Unione europea è stata decisa dal
Consiglio nell'ottobre 2010. Nel 2010 si sono svolti in sede di Consiglio ampi
negoziati sul contenuto di tali decisioni, preceduti da un'intensa discussione
con tutti gli Stati membri nell'ambito della commissione amministrativa per il
coordinamento dei regimi di sicurezza sociale.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione dell'impatto
L'articolo 39 del protocollo addizionale
dell'accordo con la Turchia contiene disposizioni per il coordinamento dei
regimi di sicurezza sociale degli Stati membri e della Turchia. Anche altri
accordi con paesi terzi contengono disposizioni per il coordinamento dei regimi
di sicurezza sociale. Tutte richiedono una decisione dell'organismo pertinente
istituito da questi accordi che consenta l'applicazione dei principi stabiliti
dall'articolo 39.
L'obiettivo delle disposizioni sulla sicurezza
sociale di tali accordi è permettere ai lavoratori provenienti dal paese
associato in questione di fruire di determinate prestazioni di sicurezza
sociale previste dalla legislazione dello Stato membro cui sono o sono stati
soggetti. Ciò vale anche, a titolo di reciprocità, per i cittadini dell'UE che
lavorano nel paese associato.
Dato che tutte le disposizioni comprese
nell'attuale pacchetto di proposte relative ai quattro paesi associati
(Albania, Montenegro, San Marino e Turchia) sono quasi identiche ed anche quasi
uguali al primo pacchetto di sei decisioni concernenti l'Algeria, il Marocco,
la Tunisia, la Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia ed Israele
adottate dal Consiglio nel 2010, l'applicazione di queste disposizioni da parte
delle istituzioni di previdenza sociale degli Stati membri sarà facilitata.
L'applicazione di queste proposte potrebbe avere alcune implicazioni
finanziarie per le istituzioni nazionali di previdenza sociale, dato che queste
sono tenute ad erogare, ad esempio, le prestazioni indicate all'articolo 39 del
protocollo addizionale. Tale articolo riguarda tuttavia solo le persone che
contribuiscono o hanno contribuito al regime di sicurezza sociale del paese
interessato in conformità alla sua legislazione nazionale. In ogni caso può
essere difficile in questa fase quantificare l'impatto preciso di queste
proposte sui regimi nazionali di sicurezza sociale.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
La presente proposta è costituita da una
decisione del Consiglio sulla posizione da adottare a nome dell'Unione in seno
al consiglio di associazione istituito dall'accordo con la Turchia e,
nell'allegato, da una proposta di decisione del consiglio di associazione in
materia di sicurezza sociale.
La proposta di decisione del consiglio di
associazione è conforme alla prescrizione dell'articolo 39 dell'accordo
addizionale che prevede una tale decisione, al fine di attuare i principi di
sicurezza sociale ivi enunciati. La decisione contiene anche le modalità di
applicazione delle disposizioni dell'articolo 39 del protocollo
addizionale dell'accordo con la Turchia cui non si applichi già il regolamento
(UE) n. 1231/2010. È inoltre esplicitamente prevista, come nella decisione
n. 3/80, l'applicazione l'articolo 9 dell'accordo nel settore del
coordinamento della sicurezza sociale. 
La proposta di decisione del consiglio di
associazione garantisce inoltre che le disposizioni sull'esportazione delle
prestazioni e sulla concessione delle prestazioni familiari siano applicate a
titolo di reciprocità anche ai cittadini dell'UE che lavorano legalmente in
Turchia e ai loro familiari che vi risiedono legalmente. Dato che la decisione
del consiglio di associazione andrebbe in tal modo oltre il campo di
applicazione dell'articolo 39 del protocollo addizionale, il progetto di
decisione del consiglio di associazione è basato anche sull'articolo 22,
paragrafo 3, dell'accordo di Ankara. 
Base giuridica
La decisione del Consiglio sulla posizione da
adottare in seno al consiglio di associazione deve essere basata sull'articolo
218, paragrafo 9, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) in
combinato disposto con l'articolo 48 del TFUE.
L'accordo di Ankara e il protocollo
addizionale prevedono infatti una situazione giuridica che va distinta da
quella creata dagli altri accordi di associazione che contengono disposizioni
in materia di sicurezza sociale, poiché, contrariamente a tali accordi,
l'accordo di Ankara e il protocollo addizionale prevedono espressamente la
libera circolazione dei lavoratori come obiettivo da raggiungere gradualmente.
In tale contesto, il concetto di libera circolazione dei lavoratori va inteso
in modo analogo a quello delle disposizioni dell'Unione pertinenti (cfr.
articolo 12 dell'accordo di Ankara). 
È vero che la libera circolazione dei
lavoratori tra le Turchia e l'UE non è stata realizzata e che quindi non è
possibile considerare l'attuale situazione giuridica come un'estensione del
mercato interno nell'ambito della libera circolazione delle persone (come nel
caso dello SEE e della Svizzera). Tuttavia, vista la prospettiva diversa
dell'accordo di associazione e del protocollo addizionale, che intendono
estendere il più possibile ai cittadini turchi i principi stabiliti nelle
disposizioni dell'Unione relative alla libera circolazione del lavoratori[10], l'applicazione delle
disposizioni di sicurezza sociale, che costituiscono un necessario corollario
della circolazione dei lavoratori, deve trovare anch'essa la sua base giuridica
nell'articolo 48 del TFUE. 
Principio di sussidiarietà
Il protocollo addizionale stabilisce i
principi per il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale che devono essere
applicati in modo omogeneo da tutti gli Stati membri. L'attuazione di questi
principi deve quindi essere soggetta a condizioni uniformi, che possono essere
raggiunte meglio a livello dell'Unione.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per i seguenti motivi.
Gli Stati membri mantengono la competenza
esclusiva per la determinazione, l'organizzazione e il finanziamento dei regimi
di sicurezza sociale nazionali.
La proposta organizza solo il coordinamento
dei regimi di sicurezza sociale degli Stati membri e della Turchia a beneficio
dei cittadini di tali paesi. Inoltre, essa non pregiudica i diritti e gli
obblighi derivanti dagli accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale
conclusi tra gli Stati membri e la Turchia, qualora questi prevedano un
trattamento più favorevole delle persone interessate.
La proposta riduce l'onere amministrativo e
finanziario per le autorità nazionali, poiché fa parte di un pacchetto di
proposte simili che assicurano un'applicazione uniforme delle disposizioni di
sicurezza sociale contenute negli accordi di associazione con paesi terzi.
Scelta dello strumento
Strumento proposto: decisione del Consiglio
(contenente in allegato un progetto di decisione del consiglio di
associazione).
Altri strumenti non sarebbero adeguati per i
seguenti motivi.
Non esistono opzioni alternative all'azione
proposta. L'articolo 39 del protocollo addizionale dell'accordo prescrive
l'adozione di una decisione del rispettivo consiglio di associazione.
L'articolo 218, paragrafo 9, del trattato dispone l'adozione di una
decisione del Consiglio allo scopo di stabilire le posizioni da adottare a nome
dell'Unione in un organismo istituito da un accordo, se tale organismo deve
adottare decisioni con effetti giuridici.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La proposta non ha alcuna incidenza sul
bilancio dell'Unione.
5.           ELEMENTI FACOLTATIVI 
Semplificazione
La proposta porterà alla semplificazione delle
procedure amministrative per le autorità pubbliche nazionali e per le parti
private.
Spiegazione dettagliata della proposta
A. Decisione del Consiglio sulla posizione
da adottare a nome dell'Unione in seno al consiglio di associazione istituito
dall'accordo di associazione con la Turchia per quanto riguarda le disposizioni
sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale.
Articolo 1
L'articolo prevede l'adozione di una posizione
dell'UE nel consiglio di associazione UE-Turchia.
B. Progetto di decisione allegata del
consiglio di associazione concernente le disposizioni per il coordinamento dei
regimi di sicurezza sociale contenute nell'accordo.
Parte I: Disposizioni generali
Articolo 1
L'articolo definisce, ai fini della
legislazione di uno Stato membro e della Turchia, i termini
"accordo", "regolamento", "regolamento di
applicazione", "Stato membro", "lavoratore",
"familiare", "legislazione", "prestazioni" e
"prestazioni esportabili" e rinvia al regolamento e al regolamento di
applicazione per gli altri termini utilizzati nella decisione allegata.
Articolo 2
In linea con la formulazione dell'articolo 39
del protocollo addizionale dell'accordo con la Turchia, l'articolo definisce le
persone cui si applica la decisione allegata.
Articolo 3
L'articolo prevede il trattamento non
discriminatorio di tutte le persone cui si applica l'accordo per quanto
riguarda le prestazioni di sicurezza sociale oggetto dell'accordo.
Parte II
Relazioni tra gli Stati membri e la Turchia
Questa parte della decisione allegata riguarda
i principi enunciati all'articolo 39, paragrafo 4, del protocollo addizionale
dell'accordo con la Turchia, nonché la clausola di reciprocità relativa ai
cittadini dell'UE e ai loro familiari.
Articolo 4
L'articolo illustra il principio
dell'esportazione di prestazioni in denaro di cui all'articolo 39, paragrafo 4,
del protocollo addizionale dell'accordo con la Turchia e specifica che tale
principio è limitato alle prestazioni indicate all'articolo 1, paragrafo 1,
lettera i), della decisione allegata, che elenca le prestazioni di cui al
paragrafo citato.
Parte III
Disposizioni varie
Articolo 5
L'articolo contiene disposizioni generali
sulla cooperazione tra gli Stati membri e le loro istituzioni, da una parte, e
la Turchia e le sue istituzioni, dall'altra, nonché tra i beneficiari e le
istituzioni interessate. Tali disposizioni sono simili a quelle dell'articolo
76, paragrafi 3 e 4, primo e terzo comma, e paragrafo 5 del regolamento (CE)
n. 883/2004.
Articolo 6
L'articolo stabilisce procedure per i
controlli amministrativi e le visite mediche analoghe a quelle previste
nell'articolo 87 del regolamento (CE) n. 987/2009. Esso prevede inoltre la
possibilità di adottare altre modalità di applicazione in questo settore.
Articolo 7
L'articolo fa riferimento alla possibilità di
ricorso alla procedura di composizione delle controversie prevista
nell'accordo.
Articolo 8
L'articolo fa riferimento all'allegato II
della decisione allegata, che è simile all'allegato XI del regolamento (CE)
n. 883/2004 ed è necessario per definire le disposizioni speciali
richieste per l'applicazione della legislazione turca in relazione alla
decisione allegata.
Articolo 9
L'articolo consente di continuare al applicare
le procedure amministrative degli accordi esistenti tra uno Stato membro e la
Turchia a determinate condizioni.
Articolo 10
L'articolo prevede la possibilità di
concludere ulteriori accordi amministrativi.
Articolo 11
Le disposizioni transitorie di quest'articolo
sono analoghe a quelle dell'articolo 87, paragrafi 1, 3, 4, 6 e 7, del
regolamento (CE) n. 883/2004. Inoltre, l'articolo contiene una disposizione che
tutela i diritti dei lavoratori turchi che, in seguito alla sentenza della
Corte di giustizia nella causa C-485/07 Akdas concernente l'effetto diretto
dell'articolo 6, paragrafo 1, della decisione n. 3/80, percepiscono una
pensione o una prestazione di uno Stato membro prima dell'entrata in vigore della
decisione. 
Articolo 12
L'articolo precisa lo status giuridico degli
allegati della decisione allegata e la procedura per modificarli.
Articolo 13
L'articolo stabilisce la data di entrata in
vigore della decisione allegata.
2012/0076 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
sulla posizione da adottare a nome
dell'Unione europea in seno al consiglio di associazione istituito dall'accordo
che crea un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia in
merito alle disposizioni per il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 48, in combinato disposto con
l'articolo 218, paragrafo 9,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       L'accordo che crea
un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia[11] ("l'accordo") e il
protocollo addizionale dell'accordo del 23 novembre 1970[12] ("il protocollo
addizionale) dispongono che la libera circolazione dei lavoratori tra l'Unione
e la Turchia verrà realizzata gradualmente.
(2)       L'articolo 9 dell'accordo
stabilisce che nel campo di applicazione dell'accordo è vietata qualsiasi
discriminazione fondata sulla nazionalità.
(3)       L'articolo 39 del protocollo
addizionale stabilisce che il consiglio di associazione adotta disposizioni in
materia di sicurezza sociale a favore dei lavoratori di nazionalità turca che
si spostano all'interno della Comunità e delle loro famiglie residenti nella
Comunità. 
(4)       Come primo passo verso
l'applicazione dell'articolo 39 del protocollo addizionale e dell'articolo 9
dell'accordo nel campo della sicurezza sociale, il consiglio di associazione ha
adottato il 19 settembre 1980 la decisione n. 3/80 relativa
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale degli Stati membri delle
Comunità europee ai lavoratori turchi e ai loro familiari[13] ("decisione
n. 3/80").
(5)       È necessario garantire che
nel campo della sicurezza sociale siano applicati integralmente l'articolo 9
dell'accordo e l'articolo 39 del protocollo addizionale. 
(6)       È necessario aggiornare il
contenuto della decisione n. 3/80 in modo che le sue disposizioni
riflettano gli sviluppi nel campo del coordinamento della sicurezza sociale
nell'Unione europea[14].
(7)       Occorre pertanto abrogare la
decisione n. 3/80 e sostituirla con una decisione del consiglio di
associazione che applichi in una sola volta le disposizioni dell'accordo e del
protocollo addizionale relative al coordinamento dei regimi di sicurezza
sociale, 
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
La posizione da adottare a nome dell'Unione
europea in seno al consiglio di associazione istituito dall'accordo che crea
un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia in merito alle
disposizioni per il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale si basa sul
progetto di decisione del consiglio di associazione allegato alla presente
decisione. 
Lievi modifiche del progetto di decisione
possono essere concordate dai rappresentanti dell'Unione nel consiglio di
associazione senza un'ulteriore decisione del Consiglio.
Articolo 2
La decisione del consiglio di associazione è
pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell'adozione. 
Fatto a Bruxelles, il 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
Progetto
di
DECISIONE
n. …/… DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-TURCHIA
del
[…]
in
merito alle disposizioni per il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale
IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE,
visto l'accordo che istituisce un'associazione
tra la Comunità economica europea e la Turchia[15],
in particolare l'articolo 22, paragrafo 3,
visto il protocollo addizionale del 23
novembre 1970[16],
in particolare l'articolo 39,
considerando quanto segue:
(1)              
L'accordo che crea un'associazione tra la Comunità
economica europea e la Turchia ("l'accordo") e il protocollo
addizionale dell'accordo del 23 novembre 1970 ("il protocollo
addizionale) dispongono che la libera circolazione dei lavoratori tra l'Unione
e la Turchia verrà realizzata gradualmente.
(2)              
L'articolo 9 dell'accordo stabilisce che nel campo
di applicazione dell'accordo è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla
nazionalità.
(3)              
L'articolo 39 del protocollo addizionale prescrive
il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale della Turchia e degli Stati
membri e definisce i principi relativi a tale coordinamento.
(4)              
L'articolo 39 del protocollo addizionale stabilisce
che il consiglio di associazione adotta disposizioni in materia di sicurezza
sociale a favore dei lavoratori di nazionalità turca che si spostano
all'interno dell'Unione e delle loro famiglie residenti nell'Unione. 
(5)              
Come primo passo verso l'applicazione dell'articolo
39 del protocollo addizionale, il consiglio di associazione ha adottato il
19 settembre 1980 la decisione n. 3/80 relativa all'applicazione dei
regimi di sicurezza sociale degli Stati membri delle Comunità europee ai
lavoratori turchi e ai loro familiari[17]
("decisione n. 3/80"). 
(6)              
È necessario garantire che nel campo della
sicurezza sociale siano applicati integralmente l'articolo 9 dell'accordo e
l'articolo 39 del protocollo addizionale. 
(7)              
È necessario aggiornare il contenuto della
decisione n. 3/80 in modo che le sue disposizioni riflettano gli sviluppi
nel campo del coordinamento della sicurezza sociale nell'Unione europea. 
(8)              
Il regolamento (UE) n. 1231/2010 del Consiglio[18] estende già le disposizioni
del regolamento (CE) n. 883/2004 e del regolamento (CE) n. 987/2009 ai
cittadini di paesi terzi cui tali disposizioni non siano già applicabili unicamente
a causa della nazionalità. Il regolamento (UE) n. 1231/2010 comprende già il
principio del cumulo dei periodi di assicurazione acquisiti dai lavoratori
turchi nei vari Stati membri per quanto riguarda il diritto a determinate
prestazioni, come stabilito dall'articolo 39, paragrafo 2, del
protocollo addizionale.
(9)              
Occorre pertanto abrogare la decisione n. 3/80
e sostituirla con una decisione del consiglio di associazione che applichi in
una sola volta tutti i principi sul coordinamento dei regimi di sicurezza
sociale enunciati nell'accordo e nel protocollo addizionale. 
(10)          
Per quanto riguarda l'applicazione del principio di
non discriminazione, la presente decisione non conferisce, oltre al diritto di
esportare determinate prestazioni, alcun diritto supplementare derivante da
fatti o eventi avvenuti sul territorio dell'altra parte contraente, se tali
fatti o eventi non sono presi in considerazione nella legislazione della prima
parte contraente.
(11)          
Nell'applicazione della presente decisione il
diritto dei lavoratori a prestazioni familiari è soggetto alla condizione che i
familiari siano legalmente residenti con i lavoratori interessati nello Stato
membro in cui questi esercitano l'attività lavorativa. La presente decisione
non conferisce alcun diritto a prestazioni familiari per i familiari che
risiedono in un altro paese, ad esempio in Turchia.
(12)          
Per facilitare l'applicazione delle norme di
coordinamento può risultare necessario fissare disposizioni specifiche che
rispondano alle caratteristiche proprie della legislazione della Turchia.
(13)          
Al fine di assicurare il buon funzionamento del
coordinamento dei regimi di sicurezza sociale degli Stati membri e della
Turchia, è necessario stabilire disposizioni specifiche sulla cooperazione tra
gli Stati membri e la Turchia nonché tra la persona interessata e l'istituzione
dello Stato competente.
(14)          
Occorre adottare disposizioni transitorie per
tutelare le persone cui si applica la presente decisione e per evitare che
perdano diritti a causa della sua entrata in vigore,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
PARTE I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Definizioni
1.           Ai fini della presente
decisione, si intende per
a)           "accordo": l'accordo che
crea un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia;
b)           "regolamento": il regolamento
(CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004,
relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale[19] applicabile negli Stati membri
dell'Unione europea;
c)           "regolamento di
applicazione": il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di
applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale[20];
d)           "Stato membro": uno Stato
membro dell'Unione europea;
e)           "lavoratore":
i)        ai
fini della legislazione di uno Stato membro, una persona che esercita
un'attività lavorativa subordinata ai sensi dell'articolo 1, lettera a),
del regolamento;
ii)       ai
fini della legislazione della Turchia, una persona che esercita un'attività
lavorativa subordinata ai sensi di tale legislazione;
f)            "familiare":
i)        ai fini della
legislazione di uno Stato membro, un familiare ai sensi dell'articolo 1,
lettera i), del regolamento;
ii)       ai fini della
legislazione della Turchia, un familiare ai sensi di tale legislazione;
g)           "legislazione":
i)        per quanto
riguarda gli Stati membri, la legislazione ai sensi dell'articolo 1,
paragrafo 1, del regolamento, applicabile alle prestazioni oggetto della
presente decisione;
ii)       per quanto
riguarda la Turchia, la legislazione applicabile in Turchia relativa alle
prestazioni oggetto della presente decisione;
h)           "prestazioni":
i)        per quanto riguarda gli Stati membri,
le prestazioni ai sensi dell'articolo 3 del regolamento;
ii)       per quanto riguarda la Turchia, le
prestazioni corrispondenti erogate in Turchia;
i)            "prestazioni
esportabili":
i)        per quanto
riguarda gli Stati membri:
–              
pensioni di vecchiaia,
–              
pensioni ai superstiti, 
–              
pensioni per infortuni sul lavoro e malattie
professionali,
–              
pensioni d'invalidità,
a norma del regolamento, ad eccezione delle
prestazioni speciali in denaro non contributive di cui all'allegato X del
regolamento;
ii)       per quanto riguarda la Turchia, le
prestazioni corrispondenti previste dalla legislazione turca ad eccezione delle
prestazioni speciali in denaro non contributive di cui all'allegato I della
presente decisione;
2.           Gli altri termini utilizzati
nella presente decisione hanno il significato loro assegnato:
a)           per quanto riguarda gli Stati
membri, nel regolamento e nel regolamento di applicazione;
b)           per quanto riguarda la Turchia,
nella legislazione pertinente applicabile in Turchia.
Articolo 2
Persone
interessate
La presente decisione si applica:
a)           ai lavoratori dipendenti di
nazionalità turca che lavorano o hanno lavorato legalmente nel territorio di
uno Stato membro e che sono o sono stati soggetti alla legislazione di uno o
più Stati membri, nonché ai loro superstiti;
b)           ai familiari dei lavoratori di cui
alla lettera a), purché siano o siano stati legalmente residenti con il
lavoratore in questione mentre questi lavora o lavorava in uno Stato membro;
c)           ai lavoratori dipendenti cittadini
di uno Stato membro, che lavorano o hanno lavorato legalmente nel territorio
della Turchia e che sono o sono stati soggetti alla legislazione turca, nonché
ai loro superstiti; 
d)           ai familiari dei lavoratori di cui
alla lettera c), purché siano o siano stati legalmente residenti con il
lavoratore in questione mentre questi lavora o lavorava in Turchia.
Articolo 3
Parità di trattamento 
1.           I lavoratori dipendenti di
nazionalità turca che lavorano legalmente in uno Stato membro e i loro familiari
legalmente residenti con loro beneficiano, per quanto riguarda le prestazioni
ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera h), di un trattamento esente da
qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità rispetto ai cittadini degli
Stati membri in cui tali lavoratori esercitano la loro attività.
2.           I lavoratori dipendenti cittadini
di uno Stato membro che lavorano legalmente in Turchia e i loro familiari
legalmente residenti con loro beneficiano, per quanto riguarda le prestazioni
ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera h), di un trattamento esente da
qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità rispetto ai cittadini della
Turchia.
Parte II
RELAZIONI TRA
GLI STATI MEMBRI E LA TURCHIA
Articolo 4
Revoca delle
clausole di residenza
1.           Le prestazioni esportabili ai sensi dell'articolo 1,
paragrafo 1, lettera i), alle quali hanno diritto le persone di cui
all'articolo 2, lettere a) e c), non sono soggette ad alcuna riduzione,
modifica, sospensione, soppressione o confisca per il fatto che il beneficiario
risieda
i)            ai
fini di una prestazione secondo la legislazione di uno Stato membro, nel
territorio della Turchia o
ii)            ai
fini di una prestazione secondo la legislazione della Turchia, nel territorio
di uno Stato membro.
2.           I familiari di un lavoratore
di cui all'articolo 2, lettera b), hanno diritto alle prestazioni esportabili
ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera i), punto i), come i familiari
di un lavoratore che è cittadino dello Stato membro in questione, se tali
familiari risiedono nel territorio della Turchia.
3.           I familiari di un lavoratore
di cui all'articolo 2, lettera d), hanno diritto alle prestazioni esportabili
ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera i), punto ii), come i familiari
di un lavoratore che è cittadino della Turchia, se tali familiari risiedono nel
territorio di uno Stato membro.
PARTE III
DISPOSIZIONI
VARIE
Articolo 5
Cooperazione 
1.           Gli Stati membri e la Turchia si comunicano tutte le
informazioni concernenti le modifiche della loro legislazione che possano
incidere sull'applicazione della presente decisione. 
2.           Ai fini della presente decisione, le autorità e le
istituzioni degli Stati membri e della Turchia si prestano assistenza come se
si trattasse dell'applicazione della propria legislazione. L'assistenza
amministrativa fornita da tali autorità e istituzioni è, di norma, gratuita.
Tuttavia, le autorità competenti degli Stati membri e della Turchia possono
concordare il rimborso di alcune spese.
3.           Ai fini della presente
decisione, le autorità e le istituzioni degli Stati membri e della Turchia
possono comunicare direttamente tra loro e con le persone interessate o i loro
rappresentanti.
4.           Le istituzioni e le persone
cui si applica la presente decisione sono tenute all'informazione reciproca e
alla cooperazione per garantire la corretta applicazione della presente
decisione.
5.           Le persone interessate hanno
l'obbligo di informare al più presto le istituzioni dello Stato membro
competente o della Turchia, se quest'ultima è il paese competente, e dello
Stato membro di residenza o della Turchia, se quest'ultima è il paese di
residenza, in merito a qualunque cambiamento della loro situazione personale o
familiare che incida sul loro diritto alle prestazioni previste dalla presente
decisione.
6.           L'inosservanza dell'obbligo
di informazione di cui al paragrafo 5 può determinare l'applicazione di misure
proporzionate in conformità alla legge nazionale. Tuttavia, tali misure devono
essere equivalenti a quelle applicabili a situazioni analoghe disciplinate dal
diritto interno e non devono rendere impossibile o eccessivamente difficile
nella pratica l'esercizio dei diritti conferiti agli interessati dalla presente
decisione.
7.           Gli Stati membri e la Turchia
possono fissare disposizioni nazionali che stabiliscono condizioni per la
verifica del diritto alle prestazioni, per tener conto del fatto che i
beneficiari dimorano o risiedono al di fuori del territorio del paese in cui è
situato l'istituzione debitrice. Tali disposizioni devono essere proporzionate,
prive di qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità e conformi ai
principi della presente decisione. Esse devono essere notificate al consiglio
di associazione.
Articolo 6
Controlli
amministrativi e visite mediche
1.           Il presente articolo si
applica alle persone di cui all'articolo 2, beneficiarie delle prestazioni
esportabili di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera i), nonché alle
istituzioni incaricate dell'applicazione della presente decisione.
2.           Qualora un beneficiario o un
richiedente di prestazioni, o un suo familiare, dimori o risieda nel territorio
di uno Stato membro, se l'istituzione debitrice è situata in Turchia, o in
Turchia, se l'istituzione debitrice è situata in uno Stato membro, la visita
medica è eseguita, su richiesta di tale istituzione, dall'istituzione del luogo
di dimora o di residenza del beneficiario, in conformità alle procedure
stabilite dalla legislazione applicata da tale istituzione. 
              L'istituzione debitrice
informa l'istituzione del luogo di dimora o di residenza di eventuali
condizioni speciali, se necessario, che devono essere soddisfatte e degli
aspetti che devono essere esaminati nella visita medica. 
              L'istituzione del luogo di
dimora o di residenza trasmette una relazione all'istituzione debitrice che ha
richiesto la visita medica. 
              L'istituzione debitrice si
riserva il diritto di far esaminare il beneficiario da un medico di sua scelta,
nel territorio in cui dimora o risiede il beneficiario o richiedente della
prestazione o nel paese in cui è situata l'istituzione debitrice. Tuttavia, al
beneficiario può essere chiesto di recarsi nel paese dell'istituzione debitrice
unicamente se è in grado di effettuare il viaggio senza che ciò pregiudichi la
sua salute e se le spese di viaggio e di soggiorno sono sostenute
dall'istituzione debitrice. 
3.           Qualora un beneficiario o
richiedente di prestazioni, o un suo familiare, dimori o risieda nel territorio
di uno Stato membro, se l'istituzione debitrice è situata in Turchia, o in
Turchia, se l'istituzione debitrice è situata in uno Stato membro, il controllo
amministrativo è effettuato, su richiesta dell'istituzione debitrice,
dall'istituzione del luogo di dimora o di residenza del beneficiario. 
              L'istituzione del luogo di
dimora o di residenza trasmette una relazione all'istituzione debitrice che ha
richiesto il controllo amministrativo.
              L'istituzione debitrice si
riserva il diritto di far esaminare la situazione del beneficiario da un
professionista di sua scelta. Tuttavia, al beneficiario può essere chiesto di
recarsi nel paese dell'istituzione debitrice unicamente se è in grado di
effettuare il viaggio senza che ciò pregiudichi la sua salute e se le spese di
viaggio e di soggiorno sono sostenute dall'istituzione debitrice.
4.           Uno o più Stati membri e la
Turchia possono concordare altre disposizioni amministrative, a condizione che
ne informino il consiglio di associazione.
5.           In deroga al principio della
reciproca assistenza amministrativa gratuita di cui all'articolo 5,
paragrafo 2, della presente decisione, l'importo effettivo delle spese dei
controlli di cui ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo è rimborsato
all'istituzione cui è stato chiesto di eseguirli dall'istituzione debitrice che
li ha richiesti.
Articolo 7
Applicazione
dell'articolo 25 dell'accordo
L'articolo 25 dell'accordo si applica nel caso
in cui una delle parti ritenga che l'altra parte non abbia ottemperato agli
obblighi di cui agli articoli 5 e 6.
Articolo 8
Condizioni
speciali per l'applicazione della legislazione della Turchia
Il consiglio di associazione può, se
necessario, fissare condizioni speciali per l'applicazione della legislazione
della Turchia nell'allegato II.
Articolo 9
Procedure
amministrative degli accordi bilaterali esistenti
Le procedure amministrative previste dagli
accordi bilaterali esistenti tra uno Stato membro e la Turchia possono
continuare ad essere applicate, a condizione che non abbiano conseguenze
negative per i diritti o gli obblighi delle persone interessate stabiliti dalla
presente decisione.
Articolo 10
Accordi che
completano le procedure di applicazione della presente decisione
Uno o più Stati membri e la Turchia possono
concludere accordi destinati a integrare le procedure amministrative per
l'applicazione della presente decisione, in particolare per quanto riguarda la
prevenzione e la lotta alle frodi e agli errori.
PARTE IV
DISPOSIZIONI
TRANSITORIE E FINALI
Articolo 11
Disposizioni
transitorie
1.           La presente decisione non conferisce
alcun diritto per il periodo che precede la sua entrata in vigore.
2.           Fatto salvo il
paragrafo 1, un diritto è acquisito a norma della presente decisione anche
se si riferisce a un evento verificatosi prima della data della sua entrata in
vigore.
3.           Qualunque prestazione che non
sia stata liquidata o che sia stata sospesa a causa della cittadinanza o del
luogo di residenza dell'interessato è liquidata o ristabilita su richiesta
dell'interessato, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
decisione, a condizione che i diritti precedentemente liquidati non abbiano
dato luogo a una liquidazione in capitale.
4.           Se la domanda di cui al
paragrafo 3 è presentata entro due anni dalla data di entrata in vigore
della presente decisione, i diritti acquisiti a norma della stessa hanno
effetto a decorrere da tale data e le disposizioni della legislazione di
qualunque Stato membro o della Turchia concernenti la decadenza o la
prescrizione dei diritti non potranno essere opposte agli interessati.
5.           Se la domanda di cui al
paragrafo 3 è presentata dopo la scadenza del termine di due anni dalla
data di entrata in vigore della presente decisione, i diritti che non sono
decaduti o prescritti hanno effetto a decorrere dalla data di presentazione della
domanda, fatte salve le disposizioni più favorevoli della legislazione di
qualunque Stato membro o della Turchia.
6.           I diritti delle persone che
percepiscono una pensione e una prestazione speciale in denaro non contributiva
da uno Stato membro prima della data di entrata in vigore della presente
decisione in seguito all'effetto diretto dell'articolo 6, paragrafo 1, della
decisione n. 3/80 del consiglio di associazione non sono decaduti o
prescritti a seguito della presente decisione.
Articolo 12
Allegati della
presente decisione
Gli allegati della presente decisione ne
costituiscono parte integrante.
Articolo 13
Abrogazione
La decisione n. 3/80 del consiglio di
associazione del 19 settembre 1980 è abrogata a decorrere dalla data
di entrata in vigore della presente decisione.
Articolo 14
Entrata in
vigore
La presente decisione entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Fatto a Bruxelles,
            Per il consiglio di associazione
            Il presidente
ALLEGATO I
ELENCO
DELLE PRESTAZIONI SPECIALI IN DENARO NON CONTRIBUTIVE DELLA TURCHIA
ALLEGATO II
DISPOSIZIONI
SPECIALI PER L'APPLICAZIONE DELLA LEGISLAZIONE TURCA
[1]               GU 217 del 29.12.1964, pag. 3687/64.
[2]               GU L 293 del 29.12.1972, pag. 3.
[3]               GU C 110 del 25.4.1983, pag. 60.
[4]               Il 2.2.1983 la Commissione ha presentato una proposta di
regolamento per l'applicazione della decisione n. 3/80, COM(83) 13.
[5]               CGE, causa C-262/96, Sürül, causa C-485/07, Akdas.
[6]               GU L 306 del 23.11.2010.
[7]               GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1. 
[8]               GU L 284 del 30.10.2009, pag. 1. 
[9]               GU L 344 del 29.12.2010, pag. 1. In conformità ai protocolli n. 21 e 22, la
Danimarca e il Regno Unito non sono vincolati o soggetti all'applicazione del
regolamento (UE) n. 1231/2010. Tuttavia, il Regno Unito continua a essere vincolato
e soggetto all'applicazione del precedente regolamento (E) n. 859/2003, GU
L 124 del 20.5.2003, pag. 1. 
[10]             cfr. CGE, causa C-275/02, Ayaz, paragrafi 44-45,
causa C-467/02, Cetinkaya, paragrafi 42-43.
[11]               GU L 217 del 29.12.1964, pag.
3687/64.
[12]               GU L 293 del 29.12.1972, pag. 3.
[13]               GU C 110 del 25.4.1983, pag. 60.
[14]               Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1; regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, GU L 284 del 30.10.2009, pag. 1; regolamento
(UE) n. 1231/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010,
che estende il regolamento (CE) n. 883/2004 e il regolamento (CE) n. 987/2009
ai cittadini di paesi terzi cui tali regolamenti non siano già applicabili
unicamente a causa della nazionalità, GU L 344 del 29.12.2010, pag. 1.
[15]               GU L 217 del 29.12.1964, pag.
3687/64.
[16]               GU L 293 del 29.12.1972, pag. 3.
[17]               GU C 110 del 25.4.1983, pag. 60.
[18]               GU L 344 del 29.12.2010, pag. 1.
[19]               GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1.
[20]               GU L 284 del 30.10.2009, pag. 1.