CELEX: 31992R2306
Language: it
Date: 1992-08-04 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 2306/92 del Consiglio, del 4 agosto 1992, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di apparecchi radioriceventi per autoveicoli originari della Repubblica di Corea

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31992R2306

Regolamento (CEE) n. 2306/92 del Consiglio, del 4 agosto 1992, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di apparecchi radioriceventi per autoveicoli originari della Repubblica di Corea  

Gazzetta ufficiale n. L 222 del 07/08/1992 pag. 0008 - 0015 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 19 pag. 0259  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 19 pag. 0259 

REGOLAMENTO (CEE) N. 2306/92 DEL CONSIGLIO  del 4 agosto 1992  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di apparecchi radioriceventi per autoveicoli originari della Repubblica di CoreaIL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ  EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,  vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,  considerando quanto segue:  A. Misure provvisorie  (1) Con regolamento (CEE) n. 313/92 (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di apparecchi radioriceventi per autoveicoli (in appresso denominati « autoradio »), originari della Repubblica di  Corea.  Con regolamento (CEE) n. 1483/92 (3), il Consiglio ha prorogato il dazio per un periodo non superiore a due mesi.  B. Procedura successiva  (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, alcune parti interessate hanno reso note alla Commissione le loro osservazioni in merito alle conclusioni, osservazioni di cui è stato tenuto debitamente conto. Alcune parti, inoltre, hanno  chiesto e ottenuto di essere sentite dalla Commissione.  (3) Le parti sono state informate degli elementi e delle considerazioni principali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione dei dazi antidumping definitivi e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazio  provvisorio. È stato inoltre fissato un termine per consentire loro di rendere note le proprie osservazioni a seguito di questa comunicazione.  (4) La Commissione ha tenuto conto delle osservazioni orali e scritte formulate dalle parti, modificando, ove necessario, le sue conclusioni.  (5) Per i motivi di cui al considerando 8 del regolamento (CEE) n. 313/92, non è stato possibile portare a termine l'inchiesta entro il termine di cui all'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88.  C. Prodotto in esame e prodotto simile  (6) Ai considerando 9 del regolamento (CEE) n. 313/92, la Commissione ha minuziosamente descritto le principali caratteristiche del prodotto in esame. Non essendo pervenute obiezioni di nessuna delle parti circa questa descrizione, il Consiglio conferma  la definizione data dalla Commissione del prodotto in questione.  (7) Ai considerando 10-13 del regolamento (CEE) n. 313/92, la Commissione ha stabilito che, nonostante le diversità in materia di prezzi al consumatore finale e caratteristiche delle autoradio in questione, per le loro caratteristiche fisiche e tecniche  di base esse rientravano tuttavia nella medesima categoria del prodotto in questione. Un importatore ha contestato questa determinazione provvisoria, senza però presentare nuove argomentazioni o nuovi elementi di prova che potessero indurre la  Commissione a trarre una diversa conclusione. Il Consiglio fa notare che, nonostante la vasta gamma di caratteristiche e componenti accessorie delle autoradio attuali, la legislazione doganale della Comunità europea prevede, conformemente alle norme  doganali concordate a livello internazionale, che un'autoradio venga classificata come tale fin tanto che le sue componenti e caratteristiche non modificano la natura fondamentale di radio. Il Consiglio, pertanto, non ritiene opportuno discostarsi da  questa prassi ai fini della procedura antidumping e conferma quindi il parere e le considerazioni della Commissione, secondo i quali tutte le autoradio prodotte nella Comunità e in Corea e vendute sul mercato comunitario erano sufficientemente simili da  costituire un'unica gamma di prodotti e un prodotto simile ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88.  (8) Un produttore coreano ha segnalato che, nel periodo dell'inchiesta (1o maggio 1989-30 aprile 1990), aveva esportato una quantità considerevole di parti e sottogruppi vendendoli ad una consociata nella Comunità. Nel controllare le informazioni  ricevute, dopo l'istituzione del dazio provvisorio la Commissione ha chiesto e ottenuto maggiori particolari sulle importazioni del prodotto in questione dalle autorità doganali dello Stato membro importatore. Da questi dati, e in particolare dalla  licenza dell'importazione e dalle dichiarazioni doganali della consociata, risulta che questi prodotti sono stati classificati sotto il codice NC 8527 21 90, che contempla i prodotti finiti, applicando la regola generale 2 a) delle disposizioni  preliminari della nomenclatura combinata (4). Ciononostante, sebbene il codice NC fosse specificamente menzionato nell'avviso di apertura di questa procedura (5), l'esportatore non ha incluso detti quantitativi nel rispondere al questionario della  Comunità, in cui dichiarava di aver venduto soltanto alcuni pezzi alla sua consociata, asserzione ribadita più volte durante la procedura. La Commissione, inoltre, ha esaminato se questi modelli presentassero caratteristiche estremamente specifiche, che  li distinguessero dal prodotto in esame in misura tale da escluderli dal campo di applicazione dell'inchiesta. Data la mancanza di tali caratteristiche distintive, la Commissione ha concluso che dette importazioni rientravano nel campo di applicazione  dell'inchiesta e che tutte le informazioni connesse le erano necessarie per svolgere correttamente l'inchiesta stessa.  Il Consiglio conferma queste conclusioni.  D. Dumping  I. Valore normale  (9) Nelle conclusioni provvisorie, la Commissione ha deciso di costruire il valore normale in base ai costi di fabbricazione dei modelli di autoradio in questione, più un margine ragionevole per spese di vendita, generali e amministrative (in appresso  denominate spese VGA) e utili, poiché gli esportatori che avevano venduto autoradio sul mercato coreano non vendevano modelli paragonabili a quelli esportati nella Comunità in coreano quantitativi sufficientemente rappresentativi o attraverso normali  operazioni commerciali. Dato che nessun esportatore ha contestato queste conclusioni, la Commissione ha stabilito sulle stesse basi il valore normale per la determinazione finale. Il Consiglio conferma questa impostazione.  (10) Dato che sul mercato coreano non sono stati venduti modelli paragonabili di autoradio in quantitativi sufficientemente rappresentativi e nel corso di normali operazioni commerciali, il margine per le spese VGA dei tre esportatori che avevano  effettuato sul mercato interno vendite rappresentative di sue modelli per prodotti comparabili è stato calcolato in base alle spese VGA effettive sostenute per queste vendite. Dato che tali spese non variano in funzione del marchio di fabbrica delle  radio, non si è fatta alcuna distinzione tra le vendite effettuate nella Comunità con il marchio commerciale dell'esportatore e quelle effettuate con altri marchi. Per gli esportatori le cui vendite interne erano inesistenti o insufficienti, le spese  VGA sono state calcolate in base alla media ponderata delle spese sostenute dai tre esportatori suddetti per la vendita di prodotti comparabili in Corea. Nessun esportatore ha contestato questo metodo di calcolo e il Consiglio conferma le conclusioni  della Commissione.  (11) Alcuni degli esportatori interessati hanno contestato il metodo utilizzato dalla Commissione per la determinazione provvisoria del margine di utile, di cui ai considerando 20-22 del regolamento (CEE) n. 313/92. Questi esportatori hanno giudicato  eccessivo e arbitrario l'uso del margine di utile realizzato nelle vendite ai distributori o ai dettaglianti, visti i modesti quantitativi venduti a questo tipo di clienti. Essi hanno quindi insistito affinché il margine di utile venisse calcolato in  base all'utile realizzato nelle vendite di autoradio ai fabbricanti di auto, che le utilizzavano ai fini della produzione dell'azienda (per installarle negli autoveicoli durante l'assemblaggio), dato che solo queste vendite avevano una struttura  commerciale simile a quella delle loro vendite nella Comunità.  (12) La Commissione e il Consiglio hanno esaminato queste argomentazioni. Il Consiglio, tuttavia, conferma la decisione della Commissione secondo la quale le vendite ai fabbricanti di autoveicoli sono state effettuate ad una categoria di clienti  diversa, in termini di distribuzione, dalle vendite all'esportazione, poiché questi clienti nazionali non effettuano distribuzione o non incorrono in spese di distribuzione per queste vendite. Per contro, tutti i clienti all'esportazione hanno svolto  funzione di distribuzione e sostenuto le spese connesse alle esportazioni in questione. Questa differenza è stata confermata anche dall'analisi dei prezzi delle vendite interne per gli esportatori in questione, da cui è risultato che i prezzi praticati  nei confronti dei fabbricanti di autoveicoli erano nettamente inferiori per i prodotti destinati all'uso interno rispetto a quelli per i prodotti destinati alla rivendita tramite società di distribuzione collegate, o per i prodotti venduti direttamente  dai produttori di autoradio a distributori indipendenti o a dettaglianti. Inoltre, i prezzi applicati dai fabbricanti di autoradio ai prodotti destinati ad essere rivenduti dai distributori collegati ai fabbricanti di autoveicoli oppure da distributori  o dettaglianti indipendenti erano simili.  Numerosi esportatori hanno fatto valere che i quantitativi esportati erano superiori a quelli utilizzati per stabilire il valore normale, ma durante l'inchiesta non sono stati presentati elementi di prova che dimostrassero che questa differenza  quantitativa influiva sui margini di utile realizzati sul mercato coreano per i prodotti in questione. Tuttavia, dato che, in genere, i quantitativi venduti a distributori o a dettaglianti erano relativamente modesti, per determinare un margine di utile  ragionevole per le vendite di ingenti quantitativi a distributori, la Commissione si è basata sugli utili realizzati sulle vendite, produttrici di utile, ai fabbricanti di autoveicoli, aumentandoli però di un margine stimato del 3,9 % per tener conto  delle differenze palesi tra questi clienti sui mercati di esportazione. La media ponderata del margine di utile così calcolato è stata del 9,6 %, livello giudicato ragionevole in base alle informazioni di cui la Commissione dispone in merito  all'industria delle autoradio in generale.  (13) Per valutare le differenze tra gli utili delle vendite alle diverse categorie di clienti, ci si è basati sulla differenza di utile tra le vendite ai fabbricanti di autoveicoli e le vendite di prodotti destinati ad essere rivenduti dall'acquirente.  Tale differenza variava tra il 3,9 e il 9,8 %, ma si è applicata la percentuale più bassa per garantire che l'adeguamento non fosse eccessivo e per consentire un confronto quanto più preciso ed equo, sul medesimo piano commerciale.  Il Consiglio conferma le considerazioni della Commissione e il metodo utilizzato per calcolare il margine di utile.  II. Prezzi all'esportazione  (14) Nessuno degli esportatori ha contestato il metodo di calcolo del prezzo all'esportazione di cui ai considerando 23 e 24 del regolamento (CEE) n. 313/92; il Consiglio conferma pertanto queste conclusioni.  III. Confronto  (15) Per confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, si è tenuto debitamente conto delle differenze a livello di condizioni di fornitura e di pagamento, garanzie e utile dei venditori. Questi confronti sono stati effettuati allo stadio  franco fabbrica e allo stesso livello commerciale (vedi considerando 12 e 13).  (16) Due esportatori hanno contestato il metodo di adeguamento delle differenze tra le condizioni di credito utilizzato nelle conclusioni provvisorie e hanno chiesto che l'adeguamento venisse calcolato in base alla durata media del credito concesso ai  clienti nazionali per i crediti a breve termine e le cambiali attive, nonché all'interesse applicabile in Corea per l'indebitamento a breve termine.  (17) La contestazione è stata respinta, poiché gli adeguamenti per le differenze nelle condizioni e nelle modalità di vendita possono essere concessi soltanto nella misura in cui tali differenze incidono sulla comparabilità dei prezzi. Per quanto  riguarda le condizioni di credito, normalmente il prezzo pagato o pagabile può dipendere soltanto dal periodo di credito concordato al momento della vendita (data del contratto o, al più tardi, data della fattura). Di conseguenza, tutti i costi  derivanti da un prolungamento del credito al di là del periodo inizialmente concordato devono essere annoverati tra i costi generali per la società di vendita dato che questa condizione non è stata inclusa nel prezzo al momento della vendita e che  l'acquirente non ha tenuto conto di tale periodo supplementare nell'accettare il prezzo offerto dal venditore delle merci. Il Consiglio, pertanto, ha concesso l'adyuamento per le differenze nelle condizioni di credito soltanto per il periodo di credito  concordato tra venditore e acquirente delle merci al momento della vendita.  Nei casi in cui nelle condizioni e nelle modalità di vendita non figurava un periodo di credito fisso, la Commissione ha calcolato l'adyuamento per queste vendite in base a un credito di 30 giorni, dato che esse sono simili alle vendite su commissione  per le quali il periodo di credito concesso all'acquirente è normalmente di 30 giorni.  Dato che per stabilire il valore normale ci si è basati sul costo di produzione, si è dovuto limitare l'adeguamento ai costi relativi agli interessi, per l'esportatore, connessi a questo periodo di credito in base al tasso di rifinanziamento delle  società.  Il Consiglio conferma questa conclusione.  (18) Numerosi esportatori hanno protestato perché la Commissione aveva rifiutato di ridurre il prezzo all'esportazione di importi equivalenti a adeguamenti irrilevanti. L'esclusione degli adeguamenti irrilevanti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10,  lettera e) del regolamento (CEE) n. 2423/88 si riferisce agli adeguamenti di cui agli articoli 2, paragrafo 9, lettera a) e 2, paragrafo 10, lettere a)-c). Si possono esigere questi adeguamenti soltanto per « le differenze che influiscono sulla  comparabilità dei prezzi ». Di conseguenza, si è ritenuto che un adeguamento dovesse considerarsi minimo se la differenza tra l'adeguamento per il prezzo all'esportazione e il valore normale era inferiore allo 0,5 % del prezzo o del valore rispettivo;  il Consiglio conferma questa conclusione.   IV. Margine di dumping  (19) Il valore normale e i prezzi all'esportazione sono stati confrontati effettuando l'esame delle singole transazioni per ciascuno degli esportatori che ha collaborato pienamente durante l'inchiesta. Dall'analisi definitiva dei risultati del confronto  risulta l'esistenza di pratiche di dumping per le autoradio originarie delle Repubblica di Corea; il margine di dumping è pari all'importo di cui il valore normale supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.  (20) Per un esportatore, che non aveva fornito le informazioni di base sulle vendite all'esportazione alla Comunità entro un termine ragionevole (vedi considerando 8) e per il quale non era stato possibile verificare le informazioni relative ad un  valore normale appropriato per i modelli in questione, il margine di dumping è stato determinato, per i quantitativi che non figuravano nella risposta al questionario della Commissione, in base agli elementi disponibili a norma dell'articolo 7,  paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Data la situazione, si è ritenuto che i dati più affidabili tra quelli disponibili fossero quelli accertati durante l'inchiesta; per evitare un trattamento discriminatorio, si è inoltre  considerato che il margine di dumping stabilito per gli esportatori che non avevano collaborato alla procedura fosse il più appropriato per queste vendite. Per le esportazioni verificate durante l'inchiesta il margine di dumping è stato stabilito  secondo il metodo di cui al considerando 19.  (21) I margini di dumping variano a seconda degli esportatori; la media ponderata, espressa in percentuale del valore cif franco frontiera comunitaria, per i singoli esportatori è la seguente:  - Carmen Electronic Co., Ltd: 3,4 %  - Daesung Precision Co., Ltd: 14,1 %  - Daewoo Electronics Co., Ltd: 4,7 %  - Goldstar Co., Ltd: 3,9 %  - Haitai Electronics Co., Ltd: 0,6 %  - Hyorim Co.: 10,6 %  - Hyundai Electronic Industries Co.,  Ltd: 10,8 %  - Inkel Corporation Ltd: 11,4 %  - Kolon International Co.: 8,9 %  - Osio Electronics Co., Ltd: 20,1 %  - Samsung Electronics Co., Ltd: 20,8 %  - Se Kyung Co.: 4,7 %  - Sung Moon Trading Co., Ltd: 18,5 %  - Tong-Hae Sil Up Co., Ltd: 8,7 %  - Tong Kook General Electronics Co.,  Ltd: 14,3 %  - Woojin Electric Co., Ltd: 15,1 %  - Woojin Industrial Co., Ltd: 15,1 %  - Woo Kwang Co., Ltd: 16,7 %  - Yung Tai Electronics Ind. Co., Ltd: 29,3 %.  Il Consiglio conferma questi margini e ritiene che il margine di dumping determinato per la Haitai Electronics Co., Ltd possa essere considerato minimo, e che pertanto non debba essere considerato nell'adottare le misure di salvaguardia necessarie.  (22) Per gli esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione o che non hanno trasmesso osservazioni durante l'inchiesta, il margine di dumping è stato determinato in base ai dati disponibili, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7,  lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Dato che un gran numero di società non ha collaborato alla procedura, la Commissione ha ritenuto opportuno calcolare il margine in base alla media ponderata dei margini constatati per i tre modelli di  autoradio dell'esportatore con il più elevato margine di dumping, che essa ha considerato, per quanto poteva giudicare, rappresentativi delle autoradio esportate dagli esportatori che non hanno collaborato all'inchiesta. Il margine di dumping così  calcolato è pari al 34,4 %. Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione secondo le quali, stabilendo per questi esportatori un margine di dumping inferiore, si incoraggerebbe l'elusione del pagamento dei dazi, si premierebbe la mancata  collaborazione e non si riconoscerebbe in misura adeguata la plena collaborazione alla procedura delle altre società.  E. Industria comunitaria  (23) Nei considerando 33 e 34 del regolamento (CEE) n. 313/92, la Commissione concludeva che i tre produttori comunitari rappresentati dall'associazione ALARM (Association for Legal Auto-Radio Measures) costituiscono l'industria comunitaria ai sensi  dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Non essendo pervenute obiezioni da nessuna delle parti interessate, il Consiglio conferma questa conclusione.  F. Pregiudizio  (24) Nelle conclusioni provvisorie, la Commissione aveva riscontrato un grave pregiudizio per l'industria comunitaria delle autoradio. Per giungere a tale conclusione, essa si era basata principalmente sul rapidissimo incremento del volume delle  esportazioni e della penetrazione del mercato riscontrato per gli esportatori coreani nel periodo tra il 1985 e la fine dell'inchiesta, sulla notevole sottoquotazione praticata dagli esportatori durante il periodo dell'inchiesta e sull'erosione dei  prezzi che ne era derivata per l'industria comunitaria, che aveva subito gravi perdite a livello di quota di mercato, nonché un calo costante degli utili.  (25) Dopo la pubblicazione del regolamento (CEE) n. 313/92, la Commissione non è venuta a conoscenza di nuovi elementi inerenti a queste conclusioni. Gli esportatori coreani non hanno contestato nessuno dei dati utilizzati dalla Commissione nelle  conclusioni provvisorie. Alcuni di essi, tuttavia, hanno contestato la valutazione fatta dalla Commissione dell'andamento delle importazioni di autoradio coreane facendo presente che, secondo le conclusioni preliminari della Commissione, queste  importazioni erano diminuite per lo meno del 5 % tra il 1987 e il periodo dell'inchiesta, dopo il fortissimo incremento registrato tra il 1985 e il 1987. A loro parere, pertanto non era stato rilevato uno degli indicatori fondamentali del pregiudizio ai  sensi dell'articolo 4, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2423/88.  Il Consiglio ritiene tuttavia che l'incremento del volume delle importazioni durante il periodo del riferimento non sia un indicatore fondamentale del pregiudizio, ma soltanto uno dei vari indicatori da prendere in considerazione. A tale riguardo, il  Consiglio fa notare che gli esportatori coreani non hanno contestato il fatto che, durante il periodo quinquennale esaminato dalla Commissione per valutare l'andamento economico, le importazioni di autoradio coreane sono aumentate di oltre il 180 % in  volume e del 12 % in termini di quota di mercato, nonostante un lieve calo in volume tra il 1988 e il 1990, attribuibile a circostanze inevitabili, come viene spiegato nel considerando 36 e 46 del regolamento (CEE) n. 313/92, e a causa delle quali, a  prescindere da qualsiasi motivo connesso al mercato comunitario, gli esportatori coreani hanno avuto difficoltà nel continuare a produrre e ad esportare quantitativi ingenti durante il periodo dell'inchiesta.  (26) per quanto riguarda le conclusioni provvisorie relative agli altri fattori di cui si deve tener conto nel determinare il pregiudizio, a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, non sono stati presentati alla  Commissione altri argomenti o dati. Di conseguenza, oltre a confermare la notevole penetrazione sul mercato comunitario delle importazioni di autoradio coreane, il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione in materia di sottoquotazioni emerse  dal confronto di cui al considerando 38 e quelle sulla situazione dell'industria comunitaria di cui al considerando 39 e 42 del regolamento (CEE) n. 313/92, segnatamente per quanto riguarda la perdita della quota di mercato e la notevole diminuzione  degli utili subite dall'industria comunitaria.  (27) Il Consiglio, infine, conferma le conclusioni della Commissione, di cui ai considerando 43 e 44 del regolamento (CEE) n. 313/92, relative al grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria delle autoradio ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1  del regolamento (CEE) n. 2324/88.  G. Nesso causale tra il pregiudizio e le pratiche di dumping  I. Incidenza delle importazioni  (28) Nei considerando 45-54 del regolamento (CEE) n. 313/92, la Commissione concludeva che il notevole incremento delle importazioni coreane a basso prezzo è coinciso con il calo altrettanto rapido della quota di mercato dell'industria comunitaria, con  l'erosione dei prezzi dei modelli di autoradio comunitari e con un grave deterioramento degli utili per le società ricorrenti che producono autoradio nella Comunità.  (29) Nessuna delle argomentazioni presentate dagli esportatori contesta la coincidenza temporale tra l'afflusso massiccio d'importazioni coreane in dumping nel periodo dell'inchiesta e il pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Come si è già  detto al considerando 45 del regolamento (CEE) n. 313/92, il mercato delle autoradio è estremamente sensibile alle variazioni di prezzo e competitivo. Era pertanto inevitabile che le importazioni di ingenti quantitativi del prodotto in questione a  prezzi bassi e di dumping influissero negativamente sui prezzi, sulle quote di mercato e pertanto sulla redditività dell'industria comunitaria, causando un pregiudizio.  Inoltre, le ripercussioni dei prezzi dei prodotti oggetto del dumping sulla redditività delle vendite dell'industria comunitaria hanno impedito a quest'ultima di sfruttare il suo potenziale di produzione nella Comunità, mentre la domanda aumentava  costantemente e privava tale industria delle economie di scala che avrebbe potuto realizzare grazie ad un maggiore volume di vendite. Tutti questi elementi dimostrano che le importazioni in dumping dalla Corea hanno avuto ripercussioni dirette e  considerevoli sulla situazione dell'industria comunitaria.  II. Incidenza di altri fattori  (30) Alcuni esportatori coreani, appoggiati dalla Electronic Industries Association of Korea (EIAK) hanno fatto presente che l'impatto delle importazioni originarie della Repubblica popolare cinese, della Malaysia e di Singapore era stato minimizzato  dalla Commissione in maniera del tutto ingiustificata, dato il costante incremento delle loro quote di mercato e i loro prezzi ugualmente bassi, o addirittura inferiori, e che questi fattori erano connessi al calo delle vendite, delle quote di mercato,  del volume di produzione, dello sfruttamento del potenziale e dell'occupazione nell'industria comunitaria delle autoradio.    (31) Inoltre, gli esportatori coreani hanno contestato la posizione della Commissione espressa al considerando 49 del regolamento (CEE) n. 313/92, secondo la quale è impossibile che l'industria comunitaria abbia potuto contribuire alla propria  situazione di pregiudizio. Secondo le loro dichiarazioni, non tutti i produttori comunitari hanno importato autoradio dai tre paese terzi in questione e dunque le importazioni effettuate ricorrendo a alcuni produttori comunitari potrebbero avere causato  pregiudizio agli altri.  (32) La Commissione ritiene, e il Consiglio lo conferma, che si debba fare una distinzione tra le importazioni da altri paesi terzi effettuate dall'industria comunitaria e quelle di altre società. Nella determinazione preliminare, la Commissione ha già  spiegato (vedi considerando 48 del regolamento (CEE) n. 313/92) che le importazioni realizzate dall'industria comunitaria corrispondevano al 50 % circa di tutte le importazioni originarie della Repubblica popolare cinese, della Malaysia e di Singapore.  Tuttavia, queste importazioni sono state effettuate dall'industria comunitaria per cercare di mantenersi competitiva sul mercato comunitario delle autoradio. È perfettamente legittimo e giustificato che l'industria comunitaria intensifichi  l'utilizzazione dei suoi impianti di produzione al di fuori della Comunità per difendersi dall'impatto sulla sua attività delle importazioni di ingenti quantitativi di prodotti coreani a basso prezzo. Nonostante il chiaro impegno dell'industria  comunitaria a continuare la produzione nella Comunità (vedi considerando 57 del regolamento (CEE) n. 3139/92), per impedire che la sua situazione, già deteriorata, continuasse ad aggravarsi, essa poteva soltanto diversificare maggiormente gli impianti  di produzione e importare manufatti a costi inferiori fin tanto che sul mercato comunitario non fossero ripristinate eque condizioni di concorrenza. Queste importazioni hanno sostituito parziamente le vendite di autoradio che avrebbero potuto essere  state prodotte e vendute in modo redditizio nella Comunità, se non ci fosse stata la pressione delle importazioni coreane per le quali è stato riscontrato un dumping durante il periodo dell'inchiesta. Qualsiasi pregiudizio derivante da queste  importazioni, pertanto, è stato causato in realtà dal volume e dai livelli di prezzi delle importazioni coreane in dumping. Il Consiglio conferma le conclusioni delle Commissione al riguardo, di cui al considerando 49 del regolamento (CEE) n. 313/92.  (33) Per quanto concerne la quota di mercato delle importazioni rimanenti dai tre paesi terzi in questione, va osservato che essa è aumentata dal 6,4 % nel 1985 all'11'8 % nel periodo dell'inchiesta, cioè di + 5,4 %, mentre quella delle importazioni  coreane è aumentata dal 15,0 al 27,0 % nello stesso periodo, cioè di + 12 %. Non si dispone di informazioni relative ai prezzi di queste importazioni.  Anche se le importazioni in questione hanno avuto un impatto sul livello dei prezzi sul mercato comunitario, le summenzionate differenze rispetto alle importazioni coreane consentono di concludere che il pregiudizio causato dalle importazioni in dumping  originarie della Corea, prese singolarmente, deve essere comunque considerato grave.  (34) Il Consiglio conferma tutte queste conclusioni.  H. Interesse della Comunità  (35) Nelle conclusioni provvisorie, la Commissione ha preso in considerazione e valutato gli interessi dell'industria comunitaria e quelli degli utilizzatori finali [vedi considerando 55-59 del regolamento (CEE) n. 313/92], concludendo che, se non verrà  ripristinata una situazione di equa concorrenza, l'industria comunitaria dovrà nei prossimi anni cessare la produzione nella Comunità, con ulteriore diminuzione della competitività globale del settore dell'elettronica di consumo causata dalla perdita di  Know-how tecnico a livello di produzione, ricerca e sviluppo. In definitiva, ciò nuocerebbe agli interessi dei consumatori poiché tutti i vantaggi connessi alla fornitura di autoradio a prezzi di dumping verrebbero poi vanificati dalla diminuzione della  concorrenza che si verificherebbe se l'industria comunitaria dovesse cessare la produzione. La Commissione ha pertanto deciso che, tutto sommato, fosse nell'interesse della Comunità tutelare l'industria comunitaria dalla concorrenza sleale delle  importazioni in dumping.  (36) Nessuna delle parti interessate ha sollevato obiezioni in proposito dopo l'istituzione del dazio provvisorio. Il Consiglio conferma pertanto quanto precede e conclude che è nell'interesse della Comunità adottare misure antidumping per eliminare gli  effetti pregiudizievoli dell'importazione in dumping. Queste misure dovrebbero assumere la forma di dazi antidumping.  I. Dazio  (37) Per quanto riguarda il livello del dazio da istituire, la Commissione ha accertato che l'aumento dei prezzi all'esportazione di ciascun singolo esportatore, necessario per consentire all'industria comunitaria di ottenere utili ragionevoli sulle  vendite del prodotto simile, avrebbe dovuto essere superiore al margine di dumping stabilito. Di conseguenza, a norma dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2324/88, il dazio dovrebbe corrispondere ai singoli margini di dumping di cui al  considerando 21.  (38) Parimenti, per le società che non hanno risposto al questionario della Commissione né si sono altrimenti manifestate durante l'inchiesta, il dazio da istituire dovrebbe corrispondere al margine di dumping per esse stabilito, vale a dire il 35,4 %.   (39) Il Consiglio conferma i livelli definitivamente stabiliti dalla Commissione.  J. Riscossione dei dazi provvisori  (40) Data l'entità dei margini di dumping riscontrati e la gravità del pregiudizio causato ai produttori comunitari, il Consiglio ritiene necessario che gli importi depositati a titolo di dazi antidumping provvisori siano riscossi integralmente o a  concorrenza del dazio definitivamente istituito qualora il dazio definitivo sia inferiore al dazio provvisorio,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo del 34,4 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazi non riscossi, sulle importazioni di apparecchi radioriceventi del tipo utilizzato negli autoveicoli, di cui ai codici NC ex 8527 21  10 (codice Taric: 8527 21 10*10), ex 8527 21 90 (codice Taric: 8527 21 90*10) e ex 8527 29 00 (codice Taric: 8527 29 00*10), originari della Repubblica di Corea (codice addizionale: 8622).  I dazi si applicano agli apparrecchi radioriceventi che possono funzionare solo con una fonte di energia esterna, del tipo utilizzato negli autoveicoli, anche quando sono combinati, nello stesso involucro, con un apparecchio di registrazione o di  riproduzione del suono, esclusi gli apparecchi atti a ricevere anche la radiotelefonia o la radiotelegrafia.  2. L'aliquota dei dazi antidumping per gli apparecchi di cui al paragrafo 1, prodotti dalle società sotto elencate, è la seguente:  - Carmen Electronic Co., Ltd, Seul 3,4 %  (codice addizionale: 8612)  - Daesung Precision Co., Ltd, Seul 14,1 %  (codice addizionale: 8610)  - Daewoo Electronics Co., Ltd, Seul 4,7 %  (codice addizionale: 8616)  - Goldstar Co., Ltd, Seul 3,9 %  (codice addizionale: 8605)  - Hyorim Co., Seul 10,6 %  (codice addizionale: 8611)  - Hyundai Electronic Industries Co., Ltd,  Kyongju 10,8 %  (codice addizionale: 8608)  - Inkel Corporation Ltd, Seul 11,4 %  (codice addizionale: 8607)  - Kolon International Co., Seul 8,9 %  (codice addizionale: 8620)  - Oslo Electronics Co., Ltd, Kyongju 20,1 %  (codice addizionale: 8619)  - Samsung Electronics Co., Ltd, Seul 20,8 %  (codice addizionale: 8678)  - Se Kyung Co., Bucheon City, Kyongju 4,7 %  (codice addizionale: 8615)  - Sung Moon Trading Co., Ltd, Seul 18,5 %  (codice addizionale: 8613)  - Tong-Hae Sil Up Co., Ltd, Seul 8,7 %  (codice addizionale: 8614)  - Tong Kook General Electronics Co., Ltd, Seul 14,3 %  (codice addizionale: 8606)  - Woojin Electric Co., Ltd, Seul 15,1 %  (codice addizionale: 8609)  - Woojin Industrial Co., Ltd, Seul 15,1 %  (codice addizionale: 8609)  - Woo Kwang Co., Ltd, Kyungsangbuch-Dou 16,7 %  (codice addizionale: 8618)  - Yung Tai Electronics Ind. Co., Ltd, Seul 29,3 %  (codice addizionale: 8617)  del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti.  3. I dazi non si applicano alle importazioni dei prodotti di cui al paragrafo 1 fabbricati dalla Haitai Electronics Co., Ltd, Inchon (codice addizionale: 8621).  4. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  Articolo 2  Gli importi depositati a titolo di dazio provvisorio istituito dal regolamento (CEE) n. 313/92 vengono definitivamente riscossi secondo le aliquote del dazio provvisorio applicabile, nel caso della Kolon International Co., Seul, e secondo le  aliquote del dazio istituito definitivamente in tutti gli altri casi.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli  Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 4 agosto 1992. Per il Consiglio  Il Presidente  N. LAMONT   (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 2. (2) GU n. L 34 dell'11. 2. 1992, pag. 8. (3) GU n. L 156 del 10. 6. 1992, pag. 1. (4) GU n. L 256 del 7. 9. 1987, pag. 15. (5) GU n. C 114 dell'8. 5. 1990, pag. 4.