CELEX: 31982R1958
Language: it
Date: 1982-07-16 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 1958/82 della Commissione, del 16 luglio 1982, che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di ingranditori fotografici, originari della Polonia e dell' URSS, accetta un impegno e chiude la procedura relativa alle importazioni di ingranditori fotgrafici originari della Cecoslovacchia

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31982R1958

Regolamento (CEE) n. 1958/82 della Commissione, del 16 luglio 1982, che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di ingranditori fotografici, originari della Polonia e dell' URSS, accetta un impegno e chiude la procedura relativa alle importazioni di ingranditori fotgrafici originari della Cecoslovacchia  

Gazzetta ufficiale n. L 212 del 21/07/1982 pag. 0032 - 0035

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 1958/82 DELLA COMMISSIONE  del 16 luglio 1982  che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di ingranditori fotografici, originari della Polonia e dell'URSS, accetta un impegno e chiude la procedura relativa alle importazioni di ingranditori fotografici originari della Cecoslovacchia  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzione da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 del Consiglio (2), in particolare gli articoli 10 e 11,  previe consultazioni in sede di comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,  considerando che nell'agosto 1981 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Federazione europea delle industrie degli strumenti ottici e meccanici di precisione (Eurom) per conto della quasi totalità dei produttori comunitari di ingranditori fotografici;  considerando che, a seguito dei sufficienti elementi di prova contenuti nella denuncia quanto all'esistenza del dumping e del pregiudizio materiale che ne derivava, la Commissione annunciava di conseguenza con una nota pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3) l'avvio di una procedura relativa alle importazioni di ingranditori fotografici per dilettanti, originari della Cecoslovacchia, della Polonia e dell'URSS;  considerando che la Commissione ne ha debitamente informato gli esportatori notoriamente interessati, nonché i paesi esportatori ed i ricorrenti;  considerando che la Commissione ha fornito a tutte le parti direttamente interessate l'occasione di esprimere il loro punto di vista per iscritto e di svilupparlo verbalmente; che l'esportatore dell'URSS non si è avvalso di questa possibilità; che gli altri esportatori e numerosi importatori interessati si sono avvalsi della possibilità di esprimere il loro punto di vista per iscritto; che gli esportatori della Cecoslovacchia e della Polonia nonché due degli importatori hanno chiesto ed ottenuto la possibilità di esprimere il loro punto di vista verbalmente;  considerando che la Commissione ha dato agli importatori Beroflex AG e Arwix AG, su loro richiesta, l'occasione di incontrarsi con rappresentanti del ricorrente per permettere il confronto delle tesi opposte e degli argomenti di confutazione;  considerando che non sono stati presentati dati da parte o per conto degli acquirenti o dei consumatori di ingranditori fotografici oggetto dell'indagine;  considerando che, ai fini della determinazione preliminare del margine di dumping e del pregiudizio, la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie;  considerando che, per controllare i prezzi all'esportazione nella Comunità degli ingranditori fotografici oggetto dell'inchiesta e i prezzi di vendita di questi apparecchi nella Comunità, la Commissione ha proceduto a controlli in loco presso i principali importatori interessati, cioè: Beroflex AG, Berlino; Foto Film Fischel B.V., Amsterdam; Harwix AG, Amburgo; Orwo Photo B.V., Hilversum; Prova srl, Milano; Technical and Optical Equipment Ltd, Londra;  considerando che la Commissione ha richiesto ed ha ricevuto un rapporto scritto e circostanziato dei produttori comunitari ricorrenti in merito al pregiudizio ed alla sua origine; che la Commissione ha proceduto a controlli in loco anche presso alcuni produttori comunitari ricorrenti, cioè: Ahel sarl, Neuilly Plaisance; Durst Phototechnik srl, Bolzano; Kaiser Phototechnik GmbH, Buchen;  considerando che, per stabilire se le suddette importazioni erano state oggetto di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che la Polonia, la Cecoslovacchia e l'URSS non sono paesi ad economia di mercato;  considerando che pertanto la Commissione ha dovuto fondare i propri calcoli sul valore normale del prodotto in un paese ad economia di mercato; che a questo proposito la denuncia indica i prezzi all'esportazione praticati nella Comunità dal maggiore produttore giapponese;  considerando che gli esportatori non hanno contestato la scelta dei prezzi all'esportazione giapponesi nella Comunità in quanto base di calcolo ai fini della determinazione del valore normale;  considerando che la Commissione ha quindi, in sede di determinazione preliminare del valore normale, assunto quale base di calcolo i prezzi medi franco fabbrica per l'esportazione nella Comunità praticati dal maggior produttore giapponese di ingranditori fotografici;  considerando che, poiché gli esportatori cecoslovacchi e polacchi commercializzano nella Comunità modelli diversi, la Commissione ha stabilito un valore normale per ciascun modello basandosi sul prezzo dell'ingranditore fotografico giapponese che presentasse caratteristiche tecniche analoghe; che tale modo di procedere non è stato contestato da alcun esportatore;  considerando che, per quanto riguarda l'equivalenza qualitativa fra ingranditori fotografici giapponesi e cecoslovacchi, l'esportatore cecoslovacco non ha contestato l'opinione espressa dalla Commissione, secondo cui gli ingranditori fotografici cecoslovacchi sono in generale di qualità eguale a quelli degli apparecchi giapponesi che presentano caratteristiche tecniche analoghe; che parimenti lo stesso esportatore non ha contestato l'adeguamento al valore normale deciso dalla Commissione riguardo a due dei suoi modelli di ingranditore che presentano caratteristiche qualitative inferiori;  considerando che, dal confronto tra gli ingranditori fotografici polacchi e quelli giapponesi, sono emersi pareri divergenti sull'esistenza e la portata di differenze qualitative; che da prove non di parte a disposizione della Commissione non emergono differenze di qualità; che il ricorrente è disposto a riconoscere l'esistenza di alcune differenze nelle caratteristiche materiali che possono giustificare una variazione di prezzo massima del 5 %; che l'esportatore ed uno degli importatori ritengono giustificata una differenza di prezzo di gran lunga superiore; che in queste circostanze la Commissione considera equo determinare il valore normale degli ingranditori polacchi sulla base dei criteri succitati, con una riduzione del 10 %;  considerando che nel caso dell'URSS la Commissione ha pure ritenuto opportuno effettuare un adeguamento del 10 % in relazione ad alcune differenze nelle caratteristiche materiali benché nessuna delle parti interessate abbia presentato richieste in tal senso;  considerando che i prezzi all'esportazione effettivi sono stati stabiliti e, se del caso, verificati in ordine a ciascuno Stato membro per il quale erano disponibili dati in materia;  considerando che i debiti adeguamenti sono stati effettuati, ove necessario, per rendere paragonabili il prezzo all'esportazione ed il valore normale; che tali adeguamenti riguardavano soprattutto i termini di pagamento e di consegna, i costi di trasporto e di assicurazione;  considerando che il confronto fra il valore normale ed il prezzo all'esportazione per il 1981 rivela, in ordine alle importazioni della maggior parte dei modelli oggetto dell'inchiesta, un margine di dumping pari alla differenza in più che il valore normale determinato come sopra presenta rispetto al prezzo per l'esportazione nella Comunità; che detto margine espresso in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria varia a seconda del modello di ingranditori fotografico, del paese esportatore e dello Stato membro importatore; che per la Cecoslovacchia tale margine varia fra 0 e 78 % e per la Polonia fra 0,7 % e 110,2 %; che per l'URSS, paese da cui è stato importato un solo modello e i cui dati a disposizione della Comunià riguardano un unico mercato comunitario, il margine di dumping rilevato supera di gran lunga il più alto margine cui si è fatto riferimento qui sopra;  considerando che, per quanto riguarda il pregiudizio causato all'industria comunitaria, secondo gli effetti di prova in possesso della Commissione, nel periodo 1979-1980 le importazioni di ingranditori fotografici dai paesi oggetto dell'inchiesta sono diminuite in cifre assolute da 53 426 a 46 691 unità; che le migliori valutazioni della Commissione fanno prevedere una ulteriore flessione di circa 22 500 unità nei primi 9 mesi del 1981; che tuttavia la quota di mercato di queste importazioni non è diminuita, poiché risulta essere del 34,3 % nel 1979 e del 34,8 % nel 1980; che le migliori valutazioni della Commissione indicano un incremento della quota pari al 37,2 % nel 1981;  considerando che, ad eccezione degli ingranditori venduti in perdita dai produttori comunitari, i prezzi di vendita nella Comunità degli apparecchi importati oggetto dell'inchiesta rivelano, rispetto a quelli di ingranditori analoghi prodotti nella Comunità, differenza che superano i margini di dumping già accertati;  considerando che, per quanto riguarda le ripercussioni sull'industria comunitaria, dagli elementi di prova in possesso della Commissione emerge che la produzione ha registrato nel periodo 1979-1980 una brusca caduta da 125 000 a 110 000 unità, scendendo a 47 000 unità nei primi nove mesi del 1981, il che rappresenta un calo della produzione media mensile pari al 50 %; che l'utilizzazione media della capacità produttiva è caduta dal 77 % al 37 % nello stesso periodo; che ciò ha determinato una sostanziale perdita di posti di lavoro nelle imprese interessate;  considerando che dagli elementi di prova in possesso della Commissione emerge che i produttori comunitari che competono su questo mercato non hanno potuto aumentare i propri prezzi di vendita in misura sufficiente a coprire l'incremento dei costi di produzione e che la loro redditività è quindi diminuita gravemente dal 1979;  considerando che la Commissione ha preso in esame altri fattori che singolarmente o combinati possono avere influito negativamente sull'industria comunitaria, in particolare il volume ed i prezzi delle importazioni da paesi diversi da quelli oggetto dell'inchiesta nonché il livello della domanda di ingranditori fotografici nella Comunità; considerando che le importazioni da paesi diversi da quelli oggetto dell'inchiesta sono diminuite fra il 1978 e il 1981 e che secondo gli elementi di prova in possesso della Commissione la loro quota di mercato non superava il 6 % nel 1981; che sembra ragionevole ammettere che almeno la metà di dette importazioni erano costituite da ingranditori fotografici per professionisti, cosicché il livello delle importazioni di ingranditori destinati a dilettanti è stato estremamente basso se paragonato a quello delle importazioni in regime di dumping; che, a giudizio della Commissione, l'importazione da paesi non sottoposti ad inchiesta non ha quindi arrecato alcun pregiudizio sensibile all'industria comunitaria;  considerando che secondo gli elementi prova in possesso della Commissione la domanda mensile media di ingranditori fotografici per dilettanti è diminuita del 47 % fra il 1979 ed i primi nove mesi del 1981; che tale diminuzione ha inciso sui produttori comunitari, la cui produzione è caduta nello stesso periodo del 50 % con una flessione superiore a quella registrata dalle importazioni in regime di dumping, pari appena al 44 %; che a parere della Commissione la produzione comunitaria avrebbe potuto subire un contraccolpo anche maggiore se i produttori comunitari non avessero accettato alcune perdite per assicurare la presenza sul mercato degli ingranditori fotografici per dilettanti;  considerando che secondo la Commissione le importazioni in regime di dumping hanno arrecato un pregiudizio materiale all'industria comunitaria;  considerando che, in conseguenza di quanto sopra e per prevenire l'eventuale pregiudizio nel corso dell'inchiesta, gli interessi della Comunità richiedono un intervento immediato in forma di imposizione di un dazio antidumping provvisorio sull'importazione di ingranditori fotografici per dilettanti originari della Cecoslovacchia, della Polonia e dell'URSS, applicando un tasso che, in considerazione della portata del pregiudizio arrecato, dovrebbe essere pari al margine di dumping accertato in via provvisoria; che tuttavia, secondo i dati in possesso della Commissione, poiché tutti gli ingranditori fotografici importati da paesi in oggetto risultano essere destinati a dilettanti, e poiché è difficile definire, a fini doganali, il termine ad « uso dei dilettanti », è opportuno applicare il dazio in oggetto a tutti gli ingranditori fotografici originari dei paesi considerati;  considerando che l'esportatore cecoslovacco (Merkuria, Praga) si è volontariamente impegnato ad aumentare i propri prezzi ad un livello sufficiente per neutralizzare il margine di dumping accertato in via provvisoria;  considerando che la Commissione ritiene accettabile questo impegno e che la procedura dovrebbe essere chiusa nei confronti delle esportazioni originarie della Cecoslovacchia, escludendole in tal modo dall'applicazione del suddetto dazio;  considerando che, nel caso della Polonia, data la diversità dei margini di dumping, è opportuno fissare il dazio provvisorio a livello del margine medio ponderato di dumping accertato sul mercato tedesco, che è il principale mercato di ingranditori fotografici d'origine polacca e l'unico per il quale la Commissione disponga di dati adeguati;  considerando che occorre fissare un termine entro cui, dopo l'imposizione del dazio provvisorio, le parti interessate possono esprimere il proprio parere e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio provvisorio antidumping sugli ingranditori fotografici della voce 90.09 della tariffa doganale comune corrispondente al codice Nimexe ex 90.09-30, originari della Polonia e dell'URSS.  2. Il dazio è pari a 29,00 ECU per ciascun apparecchio originario della Polonia ed a 33,13 ECU per ciascun apparecchio originario dell'URSS.  3. Al dazio suddetto si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.  4. La messa in libera pratica dei prodotti di cui al paragrafo 1 nella Comunità è subordinata al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il dazio di cui sopra si applica per un periodo non superiore a 4 mesi e comunque sino all'adozione di misure definitive da parte del Consiglio.  Articolo 3  1. È accettato l'impegno offerto dalla Merkuria Foreign Trade Corporation, Praga.  2. È chiusa la procedura antidumping relativa agli ingranditori fotografici per dilettanti originari della Cecoslovacchia.  Articolo 4  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 16 luglio 1982.  Per la Commissione  François-Xavier ORTOLI  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 178 del 22. 6. 1982, pag. 9.  (3) GU n. C 271 del 23. 10. 1981, pag. 4.