CELEX: 61986CJ0098
Language: it
Date: 1987-02-18
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 18 febbraio 1987. # Pubblico ministero contro Arthur Mathot. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunal de première instance de Dinant - Belgio. # Pregiudiziale - Etichettatura del burro. # Causa 98/86.

Avis juridique important

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61986J0098

SENTENZA DELLA CORTE (TERZA SEZIONE) DEL 18 FEBBRAIO 1987.  -  PUBBLICO MINISTERO CONTRO ARTHUR MATHOT.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL TRIBUNAL DE PREMIERE INSTANCE DI DINANT.  -  ETICHETTATURA DI BURRO.  -  CAUSA 98/86.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 00809

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D' EFFETTO EQUIVALENTE - DIFFERENZA DI TRATTAMENTO A FAVORE DELLE MERCI IMPORTATE - AMMISSIBILITA  ( TRATTATO CEE, ART . 30 )  2 . DIRITTO COMUNITARIO - PRINCIPI - PARITA DI TRATTAMENTO - APPLICAZIONE DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DA UNA DIRETTIVA DI ARMONIZZAZIONE ALLE SOLE MERCI NAZIONALI - DISCRIMINAZIONE CHE NON PUO ESSER FATTA VALERE DAGLI OPERATORI ECONOMICI - OBBLIGO DI AGIRE DELLA COMMISSIONE  

Massima

1 . L' ART . 30 DEL TRATTATO HA LO SCOPO DI ELIMINARE GLI OSTACOLI PER L' IMPORTAZIONE DI MERCI, NON GIA DI GARANTIRE CHE LE MERCI DI ORIGINE NAZIONALE FRUISCANO, IN TUTTI I CASI, DELLO STESSO TRATTAMENTO DI QUELLE IMPORTATE; LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO FRA MERCI CHE NON SIA ATTA AD OSTACOLARE L' IMPORTAZIONE OD A SFAVORIRE LA DISTRIBUZIONE DELLE MERCI IMPORTATE NON RICADE SOTTO IL DIVIETO STABILITO DA DETTO ARTICOLO .  2 . IL TRATTAMENTO SFAVOREVOLE DELLE MERCI DI PRODUZIONE NAZIONALE RISPETTO A QUELLE IMPORTATE, PRATICATO DA UNO STATO MEMBRO IN UN SETTORE NON SOGGETTO AD UNA NORMATIVA COMUNITARIA O ALL' ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI, NON RIENTRA NEL CAMPO D' APPLICAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO . VICEVERSA, QUALORA UNA DIRETTIVA D' ARMONIZZAZIONE STABILISCA DEGLI OBBLIGHI CHE VALGONO PER TUTTE LE MERCI DISTRIBUITE NELLA COMUNITA, IL FATTO CHE UNA NORMATIVA NAZIONALE PRESCRIVA DETTI OBBLIGHI SOLO PER LE MERCI NAZIONALI, ESCLUDENDONE LE MERCI IMPORTATE DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, DETERMINA, A DANNO DI TALUNI OPERATORI ECONOMICI, UNA DISCRIMINAZIONE INCOMPATIBILE COL DIRITTO COMUNITARIO . UNA SITUAZIONE DEL GENERE NON PUO TUTTAVIA AUTORIZZARE DETTI OPERATORI A CHIEDERE DI ESSERE ESENTATI DA TALI OBBLIGHI CONFORMI ALLA DIRETTIVA . SPETTA ALLA COMMISSIONE FAR SI CHE LE AUTORITA NAZIONALI PONGANO FINE A DETTA SITUAZIONE, ESTENDENDO IL CAMPO D' APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE A TUTTE LE MERCI CONTEMPLATE DALLA DIRETTIVA .  

Parti

NEL PROCEDIMENTO 98/86,  AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DAL TRIBUNAL DE PREMIERE INSTANCE DI DINANT, NEL PROCEDIMENTO PENALE DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA  PUBBLICO MINISTERO  CONTRO  ARTHUR MATHOT, RESIDENTE IN CELLES ( PROVINCIA DI NAMUR ),  DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DELL' ART . 3, N . 1, PUNTO 6, 1* COMMA, DELLA DIRETTIVA 79/112/CEE DEL CONSIGLIO, DEL 18 DICEMBRE 1978, RELATIVA AL RAVVICINAMENTO DELLE NORME DEGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI L' ETICHETTATURA E LA PRESENTAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI DESTINATI AL CONSUMATORE FINALE, NONCHE LA RELATIVA PUBBLICITA ( GU L 33 DELL' 8.2.1979, PAG . 1 ),  LA CORTE ( TERZA SEZIONE ),  COMPOSTA DAI SIGNORI Y . GALMOT, PRESIDENTE DI SEZIONE, U . EVERLING E J.C . MOITINHO DE ALMEIDA, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : J . MISCHO  CANCELLIERE : H.A . RUEHL, AMMINISTRATORE PRINCIPALE  VISTE LE OSSERVAZIONI SCRITTE PRESENTATE :  - DAL SOSTITUTO PROCURATORE DEL RE PRESSO IL TRIBUNAL DE PREMIERE INSTANCE DI DINANT,  - DAL GOVERNO BELGA, RAPPRESENTATO DAL SIG . DE BELDER, DIRETTORE DEGLI AFFARI EUROPEI,  - DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SIG . DANIEL JACOB, MEMBRO DEL SUO SERVIZIO GIURIDICO,  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA E A SEGUITO DELLA TRATTAZIONE ORALE DEL 12 NOVEMBRE 1986,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE, PRESENTATE ALL' UDIENZA DEL 12 NOVEMBRE 1986,  HA PRONUNCIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 6 MARZO 1986, PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 14 APRILE SUCCESSIVO, IL TRIBUNAL DE PREMIERE INSTANCE DI DINANT HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DELL' ART . 30 DEL TRATTATO CEE, ONDE ESSERE MESSO IN GRADO DI VALUTARE LA COMPATIBILITA COL DIRITTO COMUNITARIO DELLA NORMATIVA BELGA SULL' ETICHETTATURA DEL BURRO .  2 DETTA QUESTIONE E STATA SOLLEVATA NELL' AMBITO DI UN PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DEL SIG . ARTHUR MATHOT, IMPUTATO DI AVER MESSO IN COMMERCIO IN BELGIO BURRO DA LUI PREPARATO IN UNA CONFEZIONE NON RECANTE IL NOME E L' INDIRIZZO DEL PREPARATORE, TRASGREDENDO LA LEGGE 8 LUGLIO 1935 E IL REGIO DECRETO 27 FEBBRAIO 1963 .  3 IL GIUDICE NAZIONALE HA CONSTATATO CHE, A NORMA DELLA LEGGE BELGA, E OBBLIGATORIO, PER QUANTO RIGUARDA IL BURRO PRODOTTO IN BELGIO, INDICARE SULLA CONFEZIONE IL NOME E L' INDIRIZZO DEL PRODUTTORE, DEL FABBRICANTE, DEL PREPARATORE O DEL VENDITORE NEL PAESE, MENTRE QUEST' OBBLIGO NON VIGE PER IL BURRO IMPORTATO DAGLI ALTRI STATI MEMBRI; CIO POTREBBE SVANTAGGIARE I PRODUTTORI, FABBRICANTI O PREPARATORI BELGI RISPETTO AI LORO CONCORRENTI STRANIERI E CREARE QUINDI UN "EFFETTO RESTRITTIVO O EQUIVALENTE CONTRASTANTE CON L' ART . 30 DEL TRATTATO CEE ". IL GIUDICE NAZIONALE HA INOLTRE RILEVATO CHE IN BELGIO I GRANDI CENTRI DI VENDITA SEMBRANO PREFERIRE IL BURRO SULLA CUI CONFEZIONE NON SIANO INDICATI NE IL NOME, NE L' INDIRIZZO DEL PREPARATORE .  4 DI CONSEGUENZA, IL GIUDICE NAZIONALE HA SOTTOPOSTO ALLA CORTE LA SEGUENTE QUESTIONE PREGIUDIZIALE :  "SE L' OBBLIGO IMPOSTO AI SOLI PREPARATORI BELGI, CON ESCLUSIONE DEI LORO CONCORRENTI DI ALTRI STATI MEMBRI, DI INDICARE IL LORO NOME ED IL LORO INDIRIZZO SULLA CONFEZIONE DEL BURRO SIA COMPATIBILE CON L' ART . 30 PRECITATO ".  5 PER QUANTO RIGUARDA LA NORMATIVA COMUNITARIA E QUELLA BELGA VIGENTE IN MATERIA, NONCHE LE OSSERVAZIONI PRESENTATE DALL' IMPUTATO NELLA CAUSA PRINCIPALE, DAL SOSTITUTO PROCURATORE DEL RE, DAL GOVERNO BELGA E DALLA COMMISSIONE, SI RINVIA ALLA RELAZIONE D' UDIENZA . DETTI ELEMENTI DEL FASCICOLO SONO MENZIONATI IN PROSIEGUO SOLO SE NECESSARIO AL RAGIONAMENTO DELLA CORTE .  6 IN PRIMO LUOGO SI DEVE RICORDARE CHE, NELL' AMBITO DEL PROCEDIMENTO DI CUI ALL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, LA CORTE NON PUO PRONUNCIARSI NE SULL' INTERPRETAZIONE DI DISPOSIZIONI DI LEGGE O DI REGOLAMENTO NAZIONALE NE SULLA CONFORMITA DI DETTE DISPOSIZIONI AL DIRITTO COMUNITARIO . TUTTAVIA, ESSA PUO FORNIRE AL GIUDICE NAZIONALE GLI ELEMENTI DI INTERPRETAZIONE DI DIRITTO COMUNITARIO CHE GLI CONSENTANO DI RISOLVERE IL PROBLEMA GIURIDICO SOLLEVATO DINANZI A LUI . DAL FASCICOLO EMERGE CHE, CON LA QUESTIONE SOLLEVATA, IL GIUDICE NAZIONALE MIRA A CHE SIA ACCERTATO SE, E IN BASE A QUALI PRESUPPOSTI, L' ART . 30 DEL TRATTATO CEE, ALTRE DISPOSIZIONI DELLO STESSO TRATTATO O UN PRINCIPIO GENERALE DI DIRITTO COMUNITARIO OSTINO A CHE TALUNE DISPOSIZIONI DI UNA NORMATIVA NAZIONALE RIGUARDANTE L' ETICHETTATURA DEL BURRO, CONFORMI AD UNA DIRETTIVA COMUNITARIA, SI APPLICHINO ALLE SOLE MERCI DI ORIGINE NAZIONALE E NON ANCHE ALLE MERCI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI .  7 PER QUANTO RIGUARDA L' ART . 30 DEL TRATTATO CEE, SI DEVE SOTTOLINEARE CHE ESSO E INTESO AD ELIMINARE GLI OSTACOLI PER L' IMPORTAZIONE DI MERCI, NON GIA A GARANTIRE CHE LE MERCI DI ORIGINE NAZIONALE FRUISCANO, IN TUTTI I CASI, DELLO STESSO TRATTAMENTO DELLE MERCI IMPORTATE; LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO FRA MERCI CHE NON SIA ATTA AD OSTACOLARE L' IMPORTAZIONE OD A SFAVORIRE LA DISTRIBUZIONE DELLE MERCI IMPORTATE NON RICADE SOTTO IL DIVIETO STABILITO DAL SUDDETTO ARTICOLO ( VEDASI LA SENTENZA 23 OTTOBRE 1986, CAUSA 355/85, COGNET, RACC . 1986, PAG . 3231 ).  8 ORBENE, IN UN CASO COME QUELLO DESCRITTO NELLA SENTENZA DI RINVIO, E ANCHE AMMETTENDO CHE SUSSISTA UNA DISCRIMINAZIONE A DANNO DEL BURRO NAZIONALE, SIFFATTA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO NON PUO, IN NESSUN CASO, OSTACOLARE L' IMPORTAZIONE DEL BURRO NE SFAVORIRE IL COLLOCAMENTO DEL BURRO IMPORTATO . L' ART . 30 DEL TRATTATO CEE NON OSTA PERTANTO AD UNA NORMATIVA DEL GENERE .  9 QUANTO AL SE LA SUDDETTA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO POSSA INFRANGERE IL PRINCIPIO GENERALE DI NON DISCRIMINAZIONE, VA RICORDATA LA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE SECONDO CUI IL TRATTAMENTO SFAVOREVOLE DELLE MERCI DI PRODUZIONE NAZIONALE RISPETTO ALLE MERCI IMPORTATE, PRATICATO DA UNO STATO MEMBRO IN UN SETTORE NON SOGGETTO AD UNA NORMATIVA COMUNITARIA O AD UN' ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI, NON RIENTRA NELL' AMBITO DI APPLICAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO ( VEDASI LA GIA CITATA SENTENZA 23 OTTOBRE 1986 ).  10 ORBENE, NEL SETTORE CONSIDERATO LE LEGGI NAZIONALI IN MATERIA DI ETICHETTATURA DEL BURRO SONO STATE ARMONIZZATE DALLA DIRETTIVA 79/112/CEE DEL CONSIGLIO, DEL 18 DICEMBRE 1978, RELATIVA AL RAVVICINAMENTO DELLE NORME DEGLI STATI MEMBRI RIGUARDANTI L' ETICHETTATURA E LA PRESENTAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI DESTINATI AL CONSUMATORE FINALE, NONCHE LA RELATIVA PUBBLICITA ( GU L 33, PAG . 1 ). A TENORE DELL' ART . 3, N . 1, DI DETTA DIRETTIVA, "... L' ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI COMPORTA SOLTANTO LE SEGUENTI INDICAZIONI OBBLIGATORIE :  "(...)  6 ) IL NOME O LA RAGIONE SOCIALE E L' INDIRIZZO DEL FABBRICANTE O DEL CONDIZIONATORE O DI UN VENDITORE STABILITO NELLA COMUNITA ".  LO STESSO ARTICOLO DISPONE INOLTRE, NEL N . 2 :  "IN DEROGA AL PARAGRAFO 1 GLI STATI MEMBRI POSSONO MANTENERE LE DISPOSIZIONI NAZIONALI CHE IMPONGONO L' INDICAZIONE DELLO STABILIMENTO DI FABBRICAZIONE O DI CONDIZIONAMENTO PER LA LORO PRODUZIONE NAZIONALE ".  11 LA DIRETTIVA 79/112/CEE HA COSI STABILITO OBBLIGHI RELATIVI ALL' ETICHETTATURA E ALLA PRESENTAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI SMERCIATI IN TUTTA LA COMUNITA, SENZA ALCUNA DISTINZIONE A SECONDA DELL' ORIGINE DI DETTI PRODOTTI, CON LA SOLA RISERVA DEL N . 2 DELL' ART . 3 . PERTANTO, LA NORMATIVA NAZIONALE CHE PRESCRIVA DETTI OBBLIGHI PER LE SOLE MERCI NAZIONALI, E NON ANCHE PER LE MERCI IMPORTATE DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, DETERMINA, A DANNO DI TALUNI OPERATORI ECONOMICI, UNA DISCRIMINAZIONE INCOMPATIBILE COL DIRITTO COMUNITARIO, DERIVANTE DAL FATTO CHE LE PRESCRIZIONI DELLA DIRETTIVA NON SONO ANCORA APPLICATE NEI CONFRONTI DELLE MERCI IMPORTATE . TUTTAVIA, TALE SITUAZIONE NON PUO AUTORIZZARE DETTI OPERATORI A CHIEDERE DI ESSERE ESENTATI DA TALI OBBLIGHI CONFORMI ALLA DIRETTIVA . SPETTA ALLA COMMISSIONE PROVVEDERE AFFINCHE LE AUTORITA NAZIONALI PONGANO FINE A DETTA SITUAZIONE, ESTENDENDO LA SFERA DI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE A TUTTE LE MERCI CONTEMPLATE DALLA DIRETTIVA .  12 LA QUESTIONE SOLLEVATA DEV' ESSERE PERTANTO RISOLTA NEL SENSO CHE NE L' ART . 30 DEL TRATTATO CEE, NE ALCUN' ALTRA DISPOSIZIONE DELLO STESSO TRATTATO, NE UN PRINCIPIO GENERALE DI DIRITTO COMUNITARIO OSTANO A CHE TALUNE DISPOSIZIONI DI UNA NORMATIVA NAZIONALE, CONFORMI AD UNA DIRETTIVA COMUNITARIA, SI APPLICHINO ALLE SOLE MERCI DI ORIGINE NAZIONALE E NON ANCHE ALLE MERCI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  13 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO BELGA E DALLA COMMISSIONE, CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELL' IMPUTATO NELLA CAUSA PRINCIPALE, IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE, CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE ( TERZA SEZIONE ),  PRONUNCIANDOSI SULLA QUESTIONE SOTTOPOSTALE DAL TRIBUNAL DE PREMIERE INSTANCE DI DINANT, CON SENTENZA 6 MARZO 1986, DICHIARA :  NE L' ART . 30 DEL TRATTATO CEE, NE ALCUN' ALTRA DISPOSIZIONE DELLO STESSO TRATTATO, NE UN PRINCIPIO GENERALE DI DIRITTO COMUNITARIO OSTANO A CHE TALUNE DISPOSIZIONI DI UNA NORMATIVA NAZIONALE, CONFORMI AD UNA DIRETTIVA COMUNITARIA, SI APPLICHINO ALLE SOLE MERCI DI ORIGINE NAZIONALE E NON ANCHE ALLE MERCI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI .