CELEX: 22001A1227(04)
Language: it
Date: 2001-12-18 00:00:00
Title: Accordo tra la Comunità europea e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate

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22001A1227(04)

Accordo tra la Comunità europea e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate  

Gazzetta ufficiale n. L 342 del 27/12/2001 pag. 0018 - 0023

ACCORDOtra la Comunità europea e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzateArticolo 1Obiettivi1. Le parti contraenti convengono, sulla base dei principi di non discriminazione e reciprocità, di riconoscere, proteggere e controllare le denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzate originarie dei loro territori alle condizioni stabilite nel presente accordo.2. Le parti contraenti adottano le misure generali e specifiche necessarie per garantire il rispetto degli obblighi sanciti dal presente accordo e il conseguimento degli obiettivi da esso stabiliti.Articolo 2Portata e campo di applicazioneIl presente accordo si applica ai seguenti prodotti:a) bevande spiritose, quali definite:- per la Comunità, dal regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989, che stabilisce le regole generali relative alla definizione, alla designazione e alla presentazione delle bevande spiritose(1),- per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dal regolamento sulla qualità delle bevande spiritose (Gazzetta ufficiale della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia n. 16/88), modificato da ultimo dal regolamento sulla qualità delle bevande spiritose (Gazzetta ufficiale della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia n. 63/88),e comprese nella voce 2208 della convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci, firmata a Bruxelles il 14 giugno 1983;b) vini aromatizzati, bevande aromatizzate a base di vino, cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli, in seguito denominati "bevande aromatizzate", quali definiti:- per la Comunità, dal regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, del 10 giugno 1991, che stabilisce le regole generali relative alla definizione, alla designazione e alla presentazione dei vini aromatizzati, delle bevande aromatizzate a base di vino e dei cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli(2),- per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dal regolamento sulla qualità dei vini (Gazzetta ufficiale della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia n. 17/81), modificato da ultimo dal regolamento sulla qualità dei vini (Gazzetta ufficiale della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia n. 14/89),e compresi nelle voci 2205 ed ex 2206 della convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci, firmata a Bruxelles il 14 giugno 1983.Articolo 3DefinizioniAi fini del presente accordo, s'intende per:a) "bevanda spiritosa originaria di", seguita dal nome di una delle parti contraenti: una bevanda spiritosa prodotta sul territorio della parte contraente in questione;b) "bevanda aromatizzata originaria di", seguita dal nome di una delle parti contraenti: una bevanda aromatizzata prodotta sul territorio della parte contraente in questione;c) "designazione": i termini utilizzati sull'etichetta, sui documenti, se del caso, che accompagnano nel trasporto le bevande spiritose o aromatizzate, sui documenti commerciali, in particolare sulle fatture e sulle bollette di consegna, nonché nella pubblicità;d) "omonimo": una denominazione protetta identica o tanto simile da poter creare confusione o evocare luoghi di origine diversi o bevande spiritose o aromatizzate diverse originarie dei rispettivi territori delle parti contraenti;e) "etichettatura": il complesso delle designazioni ed altri riferimenti, contrassegni, illustrazioni o marchi commerciali che identificano le bevande spiritose o aromatizzate, apposti sul recipiente, incluso il dispositivo di chiusura o il cartellino ad esso appeso, e sul collarino della bottiglia;f) "presentazione": i termini o i contrassegni utilizzati sui recipienti, inclusi i dispositivi di chiusura, sulle etichette e sull'imballaggio;g) "imballaggio": gli involucri protettivi, quali carta, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione in vista della vendita al consumatore finale;h) "marchio commerciale":- un marchio commerciale depositato secondo la normativa di una parte contraente,- un marchio commerciale di diritto comune riconosciuto dalla normativa di una parte contraente, e- un marchio commerciale notorio, di cui all'articolo 6 bis della convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (1967).TITOLO IPROTEZIONE RECIPROCA DELLE DENOMINAZIONI DI BEVANDE SPIRITOSE E BEVANDE AROMATIZZATEArticolo 4Principi1. Fatti salvi gli articoli 22 e 23 dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio di cui all'allegato 1 C dell'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (denominato in appresso "accordo TRIPS"), le parti contraenti adottano tutte le misure necessarie, a norma di tale allegato, per garantire la protezione reciproca delle denominazioni di cui all'articolo 5 utilizzate per designare bevande spiritose e bevande aromatizzate originarie del territorio delle parti contraenti. A tal fine, ciascuna parte contraente fornisce alle parti interessate i mezzi giuridici per impedire che una denominazione sia utilizzata per designare bevande spiritose o aromatizzate non originarie della zona geografica indicata dalla suddetta denominazione o del luogo in cui è stata tradizionalmente utilizzata la suddetta denominazione.2. Nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, le denominazioni comunitarie protette:- possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Comunità, e- sono riservate esclusivamente alle bevande spiritose e aromatizzate originarie della Comunità a cui si applicano.3. Nella Comunità, le denominazioni protette dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia:- possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, e- sono riservate esclusivamente alle bevande spiritose e aromatizzate originarie dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia a cui si applicano.4. La protezione prevista dal presente accordo vieta, in particolare, l'uso delle denominazioni protette per bevande spiritose e aromatizzate non originarie della zona geografica indicata dalla denominazione in questione o del luogo in cui la denominazione in questione è tradizionalmente utilizzata, anche qualora:- sia indicata la vera origine delle bevande spiritose e aromatizzate,- l'indicazione geografica sia tradotta,- tale denominazione sia accompagnata da espressioni quali "genere", "tipo", "stile", "imitazione", "metodo" o altre espressioni analoghe.5. In caso di denominazioni omonime per le bevande spiritose e aromatizzate, la protezione è accordata ad entrambe le denominazioni. Il comitato di stabilizzazione e di associazione può fissare mediante decisione le condizioni pratiche per differenziare tra loro le denominazioni omonime di cui trattasi, tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo dei produttori interessati e di non indurre in errore i consumatori.6. Le disposizioni del presente accordo non devono in alcun caso pregiudicare il diritto di una terza persona di utilizzare, per fini commerciali, il proprio nome o il nome del suo predecessore nell'attività commerciale, a condizione che tale nome non sia utilizzato in modo tale da indurre in errore i consumatori.7. Nessuna disposizione del presente accordo obbliga una parte contraente a proteggere una denominazione dell'altra parte contraente che non è protetta o che non è più protetta nel paese d'origine o che è caduta in disuso in tale paese.8. Ciascuna delle parti contraenti rinuncia ad avvalersi delle disposizioni dell'articolo 24, paragrafi da 4 a 7, dell'accordo TRIPS per rifiutare la protezione di una denominazione dell'altra parte.Articolo 5Denominazioni protetteSono protette le seguenti denominazioni:a) per quanto concerne le bevande spiritose originarie della Comunità, le denominazioni che figurano nell'elenco 1;b) per quanto concerne le bevande spiritose originarie dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, le denominazioni che figurano nell'elenco 2;c) per quanto concerne le bevande aromatizzate originarie della Comunità, le denominazioni che figurano nell'elenco 3;d) per quanto concerne le bevande aromatizzate originarie dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, le denominazioni che figurano nell'elenco 4.Articolo 6Marchi commerciali1. Il deposito di un marchio commerciale per una bevanda spiritosa o aromatizzata che contiene o consiste di una denominazione di cui all'articolo 5 viene rifiutata oppure, su richiesta di una parte interessata, viene invalidato se tale bevanda non è originaria del luogo indicato nella denominazione.2. Fatto salvo il paragrafo 1, un marchio commerciale depositato in buona fede entro il 31 dicembre 1995 può essere utilizzato fino al 31 dicembre 2005, a condizione che sia stato effettivamente utilizzato senza interruzione a partire dal suo deposito.Articolo 7EsportazioniLe parti adottano tutte le misure necessarie per garantire che, quando le bevande spiritose o aromatizzate originarie del territorio delle parti contraenti sono esportate e commercializzate al di fuori del loro territorio, le denominazioni di una parte contraente protette in virtù del presente accordo non vengano utilizzate per designare e presentare una bevanda spiritosa o aromatizzata originaria dell'altra parte contraente.Articolo 8Estensione della protezioneNella misura in cui la legislazione in materia delle parti contraenti lo consente, la protezione conferita dal presente accordo si estende alle persone fisiche e giuridiche nonché alle federazioni, associazioni e organizzazioni di produttori, di commercianti o di consumatori che hanno sede nel territorio dell'altra parte contraente.Articolo 9Esecuzione1. Se l'autorità competente designata in conformità dell'articolo 11 viene a conoscenza che la designazione o la presentazione di una bevanda spiritosa o aromatizzata, in particolare sull'etichetta o sui documenti ufficiali o commerciali, oppure nella pubblicità, viola il presente accordo, le parti contraenti applicano le misure amministrative necessarie e/o intentano le azioni legali opportune per combattere la concorrenza sleale o impedire l'impiego abusivo della denominazione protetta.2. Le misure e le procedure di cui al paragrafo 1 sono applicate in particolare nei seguenti casi:a) se la traduzione delle designazioni previste dalla legislazione comunitaria o dalla legislazione dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia nella lingua o nelle lingue dell'altra parte contraente comporta un termine che potrebbe indurre in errore quanto all'origine, alla natura o alla qualità della bevanda spiritosa o aromatizzata così identificata;b) se sui contenitori o sull'imballaggio, nella pubblicità o in documenti ufficiali o commerciali relativi a denominazioni protette in virtù del presente accordo figurano designazioni, marchi commerciali, termini, iscrizioni o illustrazioni che danno direttamente o indirettamente un'informazione errata o tale da indurre in errore sull'origine, sulla natura o sulle qualità materiali della bevanda spiritosa o aromatizzata;c) se viene utilizzato, per il confezionamento, un recipiente tale da indurre in errore quanto all'origine della bevanda spiritosa o aromatizzata.3. L'applicazione dei paragrafi 1 e 2 non pregiudica la facoltà per le persone e gli organismi di cui all'articolo 8 di prendere misure appropriate nei confronti delle parti contraenti, compreso il ricorso a un organo giurisdizionale.Articolo 10Altre leggi interne e altri accordi internazionaliFatti salvi accordi contrari tra le parti contraenti, il presente accordo non esclude che dette parti, in virtù del loro diritto interno o di altri accordi internazionali, applichino una protezione più estesa, ora o in futuro, per le denominazioni protette in virtù del presente accordo.TITOLO IICONTROLLI E RECIPROCA ASSISTENZA TRA LE AUTORITÀ COMPETENTIArticolo 11Autorità responsabili dell'applicazione1. Ciascuna delle parti contraenti designa le autorità responsabili dell'applicazione del presente accordo. Se una parte contraente designa più di un'autorità competente, essa garantisce il coordinamento delle attività di tali autorità. A tale scopo viene designata un'unica autorità.2. Le parti contraenti si notificano reciprocamente le denominazioni e gli indirizzi di tali autorità entro e non oltre due mesi dall'entrata in vigore del presente accordo. Dette autorità cooperano strettamente e direttamente.Articolo 12Violazioni1. Se una delle autorità di cui all'articolo 11 ha motivo di sospettare che:a) una bevanda spiritosa o aromatizzata di cui all'articolo 2 che è o è stata oggetto di scambi tra l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Comunità non sia conforme al presente accordo o alle norme previste dalle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti applicabili alle bevande spiritose e aromatizzate; eb) tale inosservanza rivesta interesse particolare per l'altra parte contraente e possa comportare il ricorso a misure amministrative e/o ad azioni legali,essa ne informa immediatamente la Commissione e l'autorità o le autorità competenti dell'altra parte contraente.2. Le informazioni fornite a norma del paragrafo 1 sono corredate di documenti ufficiali, commerciali o di altri documenti appropriati e indicare le eventuali misure amministrative o azioni legali. Tali informazioni includono in particolare i seguenti dati concernenti la bevanda spiritosa o aromatizzata di cui trattasi:a) il nome del produttore e della persona che ha il potere di disporre della bevanda spiritosa o aromatizzata;b) la composizione e le caratteristiche organolettiche di tale bevanda;c) la sua designazione e presentazione;d) informazioni dettagliate in merito al mancato rispetto delle norme sulla produzione e la commercializzazione.TITOLO IIIGESTIONE DELL'ACCORDOArticolo 13Gruppo di lavoro1. È istituito un gruppo di lavoro che opera sotto gli auspici di un comitato speciale per l'agricoltura da istituire conformemente all'articolo 113 dell'accordo di stabilizzazione e di associazione.2. Il gruppo di lavoro vigila sul corretto funzionamento del presente accordo ed esamina tutte le questioni inerenti alla sua applicazione. In particolare, il gruppo di lavoro può formulare raccomandazioni volte a favorire il conseguimento degli obiettivi del presente accordo.Articolo 14Compiti delle parti contraenti1. Le parti contraenti si tengono in contatto, direttamente o tramite il gruppo di lavoro di cui all'articolo 13, per quanto riguarda tutte le questioni relative all'esecuzione e al funzionamento del presente accordo.2. In particolare, le parti contraenti:a) redigono e modificano, mediante decisione del Comitato di stabilizzazione e di associazione, gli elenchi di cui all'articolo 5 e il protocollo del presente accordo in funzione di eventuali modifiche delle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti stesse;b) si comunicano reciprocamente l'intenzione di adottare nuovi regolamenti o modifiche ai regolamenti esistenti riguardanti questioni di pubblico interesse (protezione della salute pubblica o protezione dei consumatori) che hanno implicazioni per il mercato delle bevande spiritose e aromatizzate;c) si comunicano reciprocamente le decisioni giudiziarie relative all'applicazione del presente accordo, nonché le misure adottate in base a tali decisioni.3. Nel quadro del presente accordo, ciascuna delle parti contraenti può formulare suggerimenti intesi ad ampliare l'ambito di cooperazione nel mercato delle bevande spiritose e aromatizzate, tenuto conto dell'esperienza acquisita con l'applicazione dell'accordo stesso.4. Le decisioni prese ai sensi del presente articolo sono obbligatorie per le parti, che sono tenute ad adottare le misure necessarie ai fini della loro esecuzione.TITOLO IVDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 15Transito di piccoli quantitativiIl presente accordo non si applica alle bevande spiritose e aromatizzate:a) in transito sul territorio di una delle due parti contraenti; ob) originarie del territorio di una delle parti contraenti e spedite in piccoli quantitativi fra dette parti contraenti alle condizioni e secondo le procedure contemplate nel protocollo.Articolo 16Ambito territoriale di applicazioneIl presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni in esso indicate e, dall'altra, al territorio dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.Articolo 17Inosservanza1. Le parti contraenti si consultano se una di esse ritiene che l'altra non abbia rispettato un impegno contemplato nel presente accordo.2. La parte contraente che chiede le consultazioni comunica all'altra parte tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito del caso di cui trattasi.3. Qualora un ritardo dovesse comportare un rischio per la salute dell'uomo o compromettere l'efficacia delle misure di lotta contro frodi, possono essere adottate appropriate misure protettive provvisorie senza previa consultazione, a condizione che le consultazioni intervengano immediatamente dopo l'adozione delle misure.4. Se, in seguito alle consultazioni di cui ai paragrafi 1 e 3, le parti contraenti non hanno raggiunto un accordo, la parte che ha chiesto le consultazioni o che ha adottato le misure di cui al paragrafo 3 può adottare idonee misure di salvaguardia per consentire la corretta applicazione del presente accordo.Articolo 18Commercializzazione di scorte preesistenti1. Le bevande spiritose e aromatizzate che al momento dell'entrata in vigore del presente accordo sono state prodotte, designate e presentate in modo conforme alle leggi e alla regolamentazione interna delle parti contraenti, ma che sono vietate dal presente accordo, possono essere commercializzate dai grossisti per un periodo di un anno a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo e dai dettaglianti fino a esaurimento delle scorte. A partire dall'entrata in vigore del presente accordo le bevande spiritose e aromatizzate contemplate nello stesso non potranno più essere prodotte oltre i limiti delle rispettive regioni d'origine.2. Fatte salve disposizioni contrarie adottate dalle parti contraenti, la commercializzazione delle bevande spiritose e aromatizzate prodotte, designate e presentate a norma del presente accordo, ma la cui designazione e presentazione non sono più conformi al presente accordo in seguito a una modifica del medesimo, può essere proseguita fino a esaurimento delle scorte.(1) GU L 160 del 12.6.1989, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3378/94 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 366 del 31.12.1994, pag. 1).(2) GU L 149 del 14.6.1991, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2061/96 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 277 del 30.10.1996, pag. 1).Protocollo all'accordo tra la Comunità europea e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di bevande spiritose e bevande aromatizzateLE PARTI CONTRAENTI CONVENGONO QUANTO SEGUE:In applicazione dell'articolo 15, lettera b), dell'accordo, sono considerati piccoli quantitativi di bevande spiritose e aromatizzate i seguenti:1) i quantitativi presentati in recipienti di capacità non superiore a 5 litri, etichettati e muniti di un dispositivo di chiusura a perdere, a condizione che il quantitativo totale trasportato, composto o meno di più lotti distinti, non superi i 10 litri;2) a) i quantitativi non superiori a 10 litri per viaggiatore contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori;b) i quantitativi non superiori a 10 litri che formano oggetto di spedizioni tra privati;c) i quantitativi di proprietà di privati che traslocano;d) i quantitativi importati a fini di sperimentazione scientifica o tecnica, nei limiti di un ettolitro;e) i quantitativi destinati a rappresentanze diplomatiche, sedi consolari od organismi assimilati, importati in base alle franchigie per essi concesse;f) i quantitativi che costituiscono le provviste di bordo di mezzi di trasporto internazionali.Il caso di esenzione di cui al paragrafo 1 non può essere cumulato con uno o più casi di esenzione di cui al paragrafo 2.