CELEX: 52009PC0417
Language: it
Date: 2009-08-04
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accessori per tubi, di ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e sulle importazioni degli stessi prodotti spediti da Taiwan, dichiarati o no originari di Taiwan, e abroga l'esenzione concessa a Chup Hsin Enterprise Co. Ltd. e a Nian Hong Pipe Fittings Co. Ltd.

IT
IT    IT
 ---pagebreak---                       COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                        Bruxelles, 4.8.2009
                                                        COM(2009) 417 definitivo
                                            Proposta di
                              REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
   che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accessori per tubi, di
    ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e sulle
   importazioni degli stessi prodotti spediti da Taiwan, dichiarati o no originari di Taiwan,
      e abroga l'esenzione concessa a Chup Hsin Enterprise Co. Ltd. e a Nian Hong Pipe
                                         Fittings Co. Ltd.
IT                                                                                             IT
 ---pagebreak---                                             RELAZIONE
   Contesto della proposta
         Motivazione e obiettivi della proposta
         La presente proposta riguarda l'applicazione del regolamento (CE) n. 384/96 del
         Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
         dumping da parte di paesi non della Comunità europea, modificato dal regolamento
         (CE) n. 2117/2005 del Consiglio del 21 dicembre 2005 ("il regolamento di base") nel
         procedimento riguardante le importazioni di accessori per tubi (diversi dagli accessori
         fusi, dalle flange e dagli accessori filettati), di ferro o di acciaio (escluso l'acciaio
         inossidabile), il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 609,6 mm, del tipo
         usato per la saldatura testa a testa o per altre applicazioni originari della Repubblica
         popolare cinese e della Thailandia, e di quelli spediti da Taiwan, dichiarati o no
         originari di Taiwan.
         Contesto generale
         La presente proposta è presentata nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed
         è il risultato di un'inchiesta svolta in conformità ai requisiti sostanziali e procedurali di
         cui al regolamento di base.
         Disposizioni vigenti nel settore della proposta
         Regolamento (CE) n. 964/2003 del Consiglio del 2 giugno 2003 che istituisce un dazio
         antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni accessori per tubi, di ferro o di
         acciaio, originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e quelli spediti da
         Taiwan, indipendentemente dal fatto che siano dichiarati originari di Taiwan o meno.
         Le misure relative al prodotto in esame originario della RPC sono estese alle
         importazioni spedite dall'Indonesia, da Sri Lanka e dalle Filippine, dichiarate o no
         originarie di questi paesi, rispettivamente dal regolamento (CE) n. 2052/2004 del
         Consiglio, dal regolamento (CE) n. 2053/2004 del Consiglio e dal regolamento (CE) n.
         655/2006 del Consiglio.
         Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione
         Non pertinente.
   Consultazione delle parti interessate e valutazione dell'impatto
         Consultazione delle parti interessate
         In conformità alle disposizioni del regolamento di base le parti interessate coinvolte nel
         procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i loro interessi nel corso
         dell'inchiesta.
         Ricorso al parere di esperti
         Non è stato necessario consultare esperti esterni.
IT                                                 2                                                   IT
 ---pagebreak---          Valutazione dell'impatto
         La presente proposta discende dall'attuazione del regolamento di base.
         Il regolamento di base non prevede una valutazione generale dell'impatto, ma contiene
         un elenco esauriente delle condizioni che devono essere valutate.
   Elementi giuridici della proposta
         Sintesi delle misure proposte
         Il presente riesame in previsione della scadenza è stato aperto il 5 giugno 2008 in
         seguito a una richiesta presentata dal comitato di difesa dell'industria degli accessori in
         acciaio per saldatura testa a testa dell'Unione europea. Le misure definitive sono state
         originariamente imposte nel 1996 e mantenute dopo un esame in previsione della
         scadenza nel giugno 2003. Il dazio antidumping in vigore è del 58,6% per la
         Repubblica popolare cinese, esteso ai prodotti spediti da Taiwan, ad eccezione di Chup
         Hsin Enterprise Co. Ltd, Rigid Industries Co. Ltd e Nian Hong Pipe Fittings Co. Ltd. Il
         dazio è del 58,9% per la Thailandia, ad eccezione di Thai Benkan Co. Ltd. (0%) e
         Awaji Sangyo Co. Ltd (7,4%).
         Parallelamente, è stato aperto un riesame intermedio parziale limitato a due produttori
         esportatori di Taiwan e alla loro esenzione dall'estensione delle misure a Taiwan.
         L'esenzione non è più giustificata perché a loro carico sono state accertate pratiche di
         elusione.
         La proposta allegata di regolamento del Consiglio che mantiene le suddette misure è
         basata sulle conclusioni raggiunte circa la persistenza o la reiterazione del dumping e
         del pregiudizio e l'interesse della Comunità.
         Si propone pertanto al Consiglio di adottare l'allegata proposta di regolamento, da
         pubblicare quanto prima nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
         Base giuridica
         Regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
         contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
         Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del
         Consiglio, del 21 dicembre 2005
         Principio di sussidiarietà
         La proposta è di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di
         sussidiarietà non si applica.
         Principio di proporzionalità
         La proposta è conforme al principio di proporzionalità per i motivi che seguono.
         Il tipo di intervento è descritto nel già citato regolamento di base e non consente
         l'adozione di decisioni a livello nazionale.
IT                                                3                                                  IT
 ---pagebreak---           Non sono necessarie indicazioni su come ridurre al minimo e rendere commisurato
          all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico della
          Comunità, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici
          e dei cittadini.
          Scelta dello strumento
          Lo strumento proposto è il regolamento.
          Altri mezzi non sarebbero adeguati per il seguente motivo:
          Il regolamento di base sopraindicato non prevede altre opzioni.
   Incidenza sul bilancio
          Nessuna.
IT                                               4                                                  IT
 ---pagebreak---                                                    Proposta di
                                   REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
    che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accessori per tubi, di
     ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e sulle
    importazioni degli stessi prodotti spediti da Taiwan, dichiarati o no originari di Taiwan,
       e abroga l'esenzione concessa a Chup Hsin Enterprise Co. Ltd. e a Nian Hong Pipe
                                                Fittings Co. Ltd.
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
   contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
   europea1 (il "regolamento di base"), in particolare l'articolo 11, paragrafi 2 e 3, e l'articolo 13,
   paragrafo 4,
   vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
   considerando quanto segue:
                                               A. PROCEDURA
   1.         Misure in vigore e inchieste precedenti
   (1)      Con il regolamento (CE) n. 584/96 del Consiglio2 è stato istituito un dazio
            antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni accessori per tubi, di ferro o di
            acciaio ("accessori per tubi" o "prodotto in esame"), originari tra l'altro della
            Repubblica popolare cinese (RPC) e della Thailandia ("l'inchiesta iniziale"). Ai sensi
            dell'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base e sulla base delle conclusioni di
            un'inchiesta antielusione, queste misure sono state estese, dal regolamento (CE) n.
            763/20003, ad alcune importazioni del prodotto in esame spedite da Taiwan.
   (2)      Le misure attualmente in vigore sono dazi antidumping definitivi istituiti dal
            regolamento (CE) n. 964/2003 del Consiglio4 sulle importazioni di alcuni accessori per
   1
            GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1; regolamento modificato da ultimo del regolamento (CE) n. 2117/2005
            del Consiglio (GU L 340, del 23.12.2005, pag. 17)
   2
            GU L 84 del 3.4.1996, pag. 1.
   3
            GU L 94 del 14.4.2000, pag. 1; regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2314/2000
            (GU L 267 del 20.10.2000, pag. 15).
   4
            GU L 139 del 6.6.2003, pag 1; regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1496/2004 (GU L 275
            del 25.8.2004, pag.1).
IT                                                       5                                                    IT
 ---pagebreak---        tubi, di ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese (RPC) e della
       Thailandia ("paesi interessati") e sulle importazioni degli stessi prodotti spediti da
       Taiwan, dichiarati o no originari di Taiwan, in base a un riesame in previsione della
       scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base (''primo
       riesame in previsione della scadenza"). Il dazio antidumping in vigore è del 58,6% per
       la Repubblica popolare cinese e del 58,9% per la Thailandia, ad eccezione di Thai
       Benkan Co. Ltd. (0%) e Awaji Materia Co. Ltd.5 (7,4%). Tre società di Taiwan, Chup
       Hsin Enterprise Co. Ltd, Rigid Industries Co. Ltd e Nian Hong Pipe Fittings Co. Ltd.,
       sono esentate dall'estensione delle misure a Taiwan.
   (3) Con decisione 96/252/EC della Commissione6, è stato accettato l'impegno offerto da
       alcuni produttori thailandesi. Nel 2004 l'accettazione di questi impegni è stata ritirata
       col regolamento (CE) n. 1496/2004 del Consiglio7, che modifica il regolamento (CE)
       n. 964/2003 del Consiglio8.
   (4) In applicazione dell'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base, le misure
       relative al prodotto in esame originario della RPC sono state estese alle importazioni
       spedite dall'Indonesia, dallo Sri Lanka e dalle Filippine, dichiarate o no originarie di
       questi paesi, rispettivamente dal regolamento (CE) n. 2052/2004 del Consiglio9, dal
       regolamento (CE) n. 2053/2004 del Consiglio10 e dal regolamento (CE) n. 655/2006
       del Consiglio11.
   (5) Le misure antidumping istituite dal regolamento (CE) n. 1001/2008 del Consiglio12
       sono attualmente in vigore anche sulle importazioni del prodotto in esame dalla
       Repubblica di Corea e dalla Malesia.
   2.    Domanda di riesami
   (6) A seguito della pubblicazione di un avviso di imminente scadenza13 delle attuali
       misure antidumping relative alle importazioni di accessori per tubi originari della RPC
       e della Thailandia, la Commissione ha ricevuto una domanda di riesame ai sensi
       dell'articolo 11, paragrafi 2 e 3 del regolamento di base.
   (7) La domanda è stata presentata il 5 marzo 2008 dal comitato di difesa dell'industria
       degli accessori da saldare testa a testa dell'Unione europea (in appresso: "il
       richiedente") per conto di produttori rappresentanti una quota rilevante, in questo caso
       superiore al 50%, della produzione comunitaria totale di accessori per tubi.
   (8) La domanda ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, è stata motivata con il fatto che la
       scadenza delle misure comporterebbe il rischio del persistere o della reiterazione del
       dumping e del pregiudizio ai danni dell'industria comunitaria.
   5
       Già Awaji Sangyo Co Ltd., v. GU C 152/2007, pag.16.
   6
       GU L 84 del 3.4.1996, pag. 46.
   7
       GU L 275 del 25.8.2004, pag.1.
   8
       GU L 139 del 6.6.2003, pag. 1; regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1496/2004 (GU L 275
       del 25.8.2004, pag. 1).
   9
       GU L 355 dell'1.12.2004, pag. 4.
   10
       GU L 355 dell'1.12.2004, pag. 9.
   11
       GU L 116 del 29.4.2006, pag. 1.
   12
       GU L 275 del 16.10.2008, pag. 18
   13
       GU C 238 del 10.10.2007, pag. 20.
IT                                                 6                                                     IT
 ---pagebreak---    (9)    La domanda ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, è stata basata sull'informazione
          fornita dal richiedente che, per le importazioni del prodotto in esame dalla RPC, la
          misura non è più sufficiente a compensare il dumping pregiudizievole, in particolare
          per quanto riguarda l'estensione della misura alle importazioni spedite da Taiwan. Il
          richiedente ha fornito elementi di prova indicanti che l'esenzione delle importazioni di
          prodotti di Chup Hsin Enterprise Co. Ltd e Nian Hong Pipe Fittings Co. Ltd. dalla
          misura estesa non è più giustificata in quanto queste società risultano praticare forme
          di elusione come il trasbordo di accessori per tubi originari della RPC via Taiwan.
   (10)   Avendo determinato, dopo consultazione del comitato consultivo, che esistevano
          prove sufficienti per l'apertura di un riesame in previsione della scadenza e di un
          riesame intermedio parziale, limitato all'esenzione degli accessori per tubi prodotti da
          Chup Hsin Enterprise Co. Ltd, Kaohsiung (Taiwan) e Nian Hong Pipe Fittings Co.
          Ltd, Kaohsiung (Taiwan) dall'estensione delle misure d'antidumping imposte sulle
          importazioni originarie della RPC alle importazioni spedite da Taiwan, la
          Commissione ha aperto i riesami14 ai sensi dell'articolo 11, paragrafi 2 e 3, del
          regolamento di base ("i presenti riesami").
   3.       Inchiesta
   3.1. Parti interessate dall'inchiesta
   (11)   La Commissione ha ufficialmente avvisato dell'apertura dei riesami i produttori
          comunitari richiedenti, gli altri produttori comunitari, i produttori esportatori nei paesi
          interessati, compreso Taiwan, gli importatori/commercianti, gli utilizzatori e le loro
          associazioni notoriamente interessati, nonché i rappresentanti dei governi dei paesi
          esportatori.
   (12)   La Commissione ha inviato questionari a tutte queste parti e a quanti si sono
          manifestati entro il termine fissato nell'avviso di apertura. La Commissione ha inoltre
          dato alle parti interessate la possibilità di comunicare per iscritto il loro punto di vista
          e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
   (13)   Sono pervenute risposte al questionario dai produttori esportatori di Taiwan nonché
          dai tre produttori comunitari del campione e dai tre importatori comunitari
          indipendenti del campione (si vedano i considerando da 14 a 17).
   3.2. Campionamento
   (14)   In considerazione del numero elevato di produttori esportatori della RPC, di
          importatori indipendenti del prodotto in esame nella Comunità e di produttori
          comunitari che appoggiano la domanda, il campionamento è stato previsto nell'avviso
          di apertura, conformemente all'articolo 17 del regolamento di base. Per poter decidere
          se il campionamento fosse necessario e, in tal caso, selezionare un campione, la
          Commissione ha chiesto a tali parti di fornire le informazioni indicate nell'avviso di
          apertura al punto 5.1, lettera a), da i) a iii), e ha inviato i moduli di campionamento con
          la richiesta di informazioni specifiche sul volume di vendite e sui prezzi medi di ogni
          produttore comunitario, produttore esportatore e importatore interessato.
   14
          GU C 138 del 5.6.2008, pag. 42.
IT                                                    7                                                IT
 ---pagebreak---    (15)    Non essendo pervenute risposte da produttori esportatori cinesi o thailandesi, non è
           stato possibile applicare il campionamento.
   (16)    Nove produttori comunitari hanno risposto al modulo di campionamento. È stato
           selezionato un campione di quattro produttori comunitari sulla base del volume delle
           loro vendite sul mercato della Comunità durante il periodo dell'inchiesta di riesame. A
           questi produttori è stato chiesto di compilare per intero il questionario. Una delle
           società selezionate successivamente non ha completato il questionario e quindi è stata
           esclusa dal campione. Il campione finale di tre società rappresentava più del 59% della
           produzione totale dell'industria comunitaria e il 62% del volume delle vendite
           dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità.
   (17)    Per quanto riguarda gli importatori del prodotto in esame, nove hanno risposto al
           modulo di campionamento. È stato selezionato un campione di quattro importatori in
           base al volume delle loro importazioni dei prodotti in esame nella Comunità dai paesi
           interessati durante il periodo dell'inchiesta di riesame. Una delle società
           successivamente non ha compilato il questionario completo e quindi è stata esclusa dal
           campione.
   3.3. Inchiesta e visite di verifica
   (18)    La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni considerate necessarie
           per determinare l'esistenza di un rischio di persistenza o di reiterazione del dumping e
           del pregiudizio e l'interesse della Comunità e per verificare se l'esenzione di alcuni
           accessori per tubi prodotti dalle società menzionate al considerando 9 dall'estensione
           delle misure d'antidumping in vigore nei riguardi della RPC siano ancora giustificate
           per contrastare il dumping pregiudizievole. Visite di verifica sono state effettuate nelle
           sedi delle seguenti società:
   a) Produttori comunitari inclusi nel campione
             – Erne Fittings GmbH, Schlins, Austria, con la società collegata Siekmann Fittings,
                GmbH, Lohne, Germania
             – Interfit S.A., Maubeuge, Francia
             – Virgilio Cena & Figli S.p.A, Brescia, Italia
   b) Importatori indipendenti inclusi nel campione
             – BSS Group plc, Leicester, Regno Unito
             – Eurobridas Fittings, S.A., Zaragoza, Spagna
             – Manfred Geldbach GmbH & Co., Gelsenkirchen, Germania
   c) Produttori esportatori di Taiwan
             – Chup Hsin Enterprise Co. Ltd, Kaohsiung
             – Nian Hong Pipe Fittings Co. Ltd, Kaohsiung
IT                                                 8                                                  IT
 ---pagebreak---    d) Produttore nel paese di riferimento (USA)
              – Weldbend Corporation, Argo, Illinois, USA
   3.4. Il periodo dell'inchiesta di riesame
   (19)     L'inchiesta sulla persistenza o la reiterazione del dumping ha riguardato il periodo dal
            1° aprile 2007 al 31 marzo 2008 ("periodo dell'inchiesta di riesame" o "PIR"). L'esame
            delle tendenze utili alla valutazione del rischio di persistenza o reiterazione del
            pregiudizio ha riguardato il periodo dal 1° gennaio 2004 alla fine del PIR ("periodo
            considerato").
                         B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
   1.         Prodotto in esame
   (20)     Il prodotto oggetto del riesame è lo stesso dell'inchiesta iniziale e del primo riesame in
            previsione della scadenza: accessori per tubi (diversi dagli accessori fusi, dalle flange e
            dagli accessori filettati), di ferro o di acciaio (escluso l'acciaio inossidabile), il cui
            maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 609,6 mm, del tipo usato per la
            saldatura testa a testa o per altre applicazioni originari della Repubblica popolare
            cinese e della Thailandia.
   (21)     Gli accessori per tubi sono fabbricati essenzialmente mediante il taglio e la formatura
            di tubi. Sono utilizzati per raccordare tubi e si presentano in varie forme (gomiti,
            riduzioni, raccordi a T, tappi), dimensioni e qualità di materiale. Sono soprattutto
            utilizzati nell'industria petrolchimica, nella costruzione, nella produzione di energia,
            nella costruzione navale e negli impianti industriali. Per i prodotti destinati all'industria
            petrolchimica, la norma applicata mondialmente è la norma ANSI. Per i prodotti
            utilizzati negli altri settori, la norma più comunemente utilizzata nella Comunità è la
            norma DIN.
   2.         Prodotto simile
   (22)     Come nell'inchiesta iniziale e nel primo riesame in previsione della scadenza, è
            risultato che gli accessori per tubi in ferro o acciaio fabbricati nei paesi interessati e
            venduti sui loro mercati interni e/o esportati nella Comunità presentano le stesse
            caratteristiche fisiche, tecniche e chimiche di base e gli stessi impieghi finali dei
            prodotti venduti sul mercato comunitario dai produttori comunitari richiedenti e sono
            pertanto considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del
            regolamento di base.
        C. PROBABILITÀ DELLA PERSISTENZA O DELLA REITERAZIONE DEL
                                                  DUMPING
   (23)     Come disposto dall'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base, lo scopo
            dell'inchiesta è stato quello di determinare la probabilità che la scadenza delle misure
            implichi il persistere o la reiterazione del dumping.
   1.       Osservazioni preliminari
IT                                                    9                                                   IT
 ---pagebreak---    (24)   Come si è detto, in assenza di cooperazione da parte dei produttori esportatori della
          RPC e della Thailandia, l'esame ha dovuto basarsi sulle informazioni provenienti da
          altre fonti di cui dispone la Commissione, come la domanda di riesame, Eurostat, le
          statistiche doganali cinesi e le informazioni raccolte nel paese di riferimento.
   2.     Thailandia
   a) Valore normale
   (25)   Come disposto dall'articolo 18 del regolamento di base, e in assenza di cooperazione
          da parte dei produttori esportatori thailandesi, il valore normale è stato determinato
          sulla base dei dati forniti nella domanda, cioè il costo stimato di fabbricazione in
          Thailandia, maggiorato del 15% per le spese generali, amministrative e di vendita e
          dell'11% per il profitto. Nulla indica che questo livello di profitto sia superiore al
          profitto abitualmente realizzato da altri esportatori o produttori sulle vendite di
          prodotti della stessa categoria generale sul mercato interno del paese d'origine, come
          previsto all'articolo 2, paragrafo 6, lettera c).
   b) Prezzo all'esportazione
   (26)   Come disposto dall'articolo 18 del regolamento di base, e in assenza di cooperazione
          da parte dei produttori esportatori thailandesi, il prezzo all'esportazione è stato
          calcolato utilizzando i dati di Eurostat. Questi dati sono stati adeguati per tipo di
          prodotto proporzionalmente al tonnellaggio di ogni tipo di prodotto in base alle
          informazioni fornite nella domanda.
   c) Confronto
   (27)   Ai fini di un confronto equo, il prezzo all'esportazione è stato adeguato per tener conto
          dei costi del trasporto interno e marittimo, dell'assicurazione, delle commissioni e
          dell'imballaggio, come disposto dall'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base.
   d) Margine di dumping
   (28)   Per calcolare il margine di dumping, la Commissione ha confrontato, come disposto
          dall'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, il valore normale medio
          ponderato con il prezzo medio all'esportazione nella Comunità a livello franco
          fabbrica e allo stesso stadio commerciale. Il confronto ha dimostrato l'esistenza di un
          margine di dumping per la Thailandia del 17,8%, corrispondente all'importo di cui il
          valore normale superava il prezzo all'esportazione.
   3.     Repubblica popolare cinese
   a) Valore normale: paese di riferimento
   (29)   Le misure in vigore prevedono un dazio unico su tutte le importazioni nella Comunità
          del prodotto simile originarie della Cina. Di conseguenza, il valore normale è stato
          determinato in base alle informazioni relative a un paese terzo a economia di mercato
          (paese di riferimento). Nell'inchiesta iniziale era stato scelto come paese di riferimento
          la Thailandia. Tuttavia, nell'avviso d'apertura gli Stati Uniti d'America sono
          considerati il paese di riferimento, perché l'industria comunitaria nella sua domanda di
          riesame aveva indicato che si trattava di una scelta più opportuna della Thailandia.
IT                                                  10                                               IT
 ---pagebreak---           Sono state cercate possibili alternative in altri paesi terzi, ma nessuna società ha
          accettato di cooperare, ad eccezione di una società degli Stati Uniti.
   (30)   La scelta degli Stati Uniti, conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento
          di base, è stata considerata appropriata per la dimensione del mercato, il livello delle
          importazioni e la conseguente forte concorrenza su questo mercato. Inoltre, poiché
          nessun esportatore thailandese ha collaborato all'inchiesta, è stato ritenuto più
          opportuno basare il valore normale per la RPC sui dati verificati della società
          statunitense che ha collaborato. Dopo la pubblicazione dell'avviso di apertura non sono
          pervenute osservazioni circa la proposta di considerare gli Stati Uniti come paese di
          riferimento. Di conseguenza, il valore normale è stato basato sui dati forniti dal
          produttore statunitense.
   b) Prezzo all'esportazione
   (31)   Per quanto concerne le esportazioni verso la Comunità, dato che i produttori
          esportatori della RPC non hanno collaborato, le conclusioni hanno dovuto basarsi sui
          dati disponibili, come disposto dall'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base.
          Secondo lo stesso metodo dell'inchiesta iniziale, il prezzo all'esportazione è stato
          determinato sulla base delle statistiche doganali cinesi. Questi dati sono stati
          confrontati con i dati di Eurostat e sono state constatate notevoli differenze sia nella
          quantità che nel prezzo. Tenuto conto delle prove già raccolte di elusione da parte
          della RPC, indicanti che l'uso dei dati Eurostat non era sufficientemente preciso, è
          stato ritenuto opportuno non utilizzarli in questo riesame.
   c) Confronto
   (32)   Ai fini di un confronto equo, come disposto dall'articolo 2, paragrafo 10, del
          regolamento di base, si è tenuto debitamente conto, per mezzo di adeguamenti, delle
          differenze relative ai costi di trasporto (noli marittimi), assicurazione, credito e
          commissioni che sono state ritenute tali da incidere sui prezzi e sulla comparabilità dei
          prezzi.
   d) Margine di dumping
   (33)   Come disposto dall'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, la media
          ponderata del valore normale, a livello franco fabbrica in USA, è stata confrontata alla
          media ponderata del prezzo all'esportazione a livello franco fabbrica in Cina, allo
          stesso stadio commerciale. Dal confronto è risultata l'esistenza di un margine di
          dumping del 100% per la RPC.
   e) Conclusioni
   (34)   L'inchiesta ha dimostrato che le importazioni da entrambi i paesi sono continuate con
          livelli di dumping elevati. Dall'inchiesta non è emerso alcun elemento indicante che il
          livello del dumping scomparirebbe o diminuirebbe se le misure fossero abrogate. Si è
          pertanto concluso che è probabile una persistenza del dumping. Inoltre, va notato che,
          nonostante l'alto livello dei dazi antidumping imposti sulle loro esportazioni, il volume
          delle importazioni da questi paesi è aumentato fortemente. Tuttavia, si è ritenuto
          opportuno esaminare anche se ci sarebbe una reiterazione del dumping accompagnata
          da un aumento del volume delle esportazioni qualora le misure fossero abrogate.
IT                                                 11                                               IT
 ---pagebreak---    4.     Andamento delle importazioni in caso di abrogazione delle misure
   (35)   Per valutare il rischio di reiterazione del dumping sono stati considerati i seguenti
          fattori: l'evoluzione della capacità d'esportazione e/o di produzione dei paesi
          interessati, i precedenti di elusione nel caso della RPC e la situazione delle
          esportazioni sui mercati dei paesi terzi.
   5.     Thailandia
   (36)   Poiché i produttori esportatori thailandesi non hanno collaborato, per questa inchiesta
          la Commissione ha utilizzato informazioni provenienti da altre fonti, ossia quelle
          contenute nella domanda. La capacità di produzione annuale della Thailandia è stata
          stimata, secondo la domanda, in 63 000 tonnellate, per un consumo nazionale di sole
          4 200 tonnellate, il che ha reso l'industria fortemente dipendente dalle esportazioni. La
          produzione annuale è stata valutata in 38 000 tonnellate. Di conseguenza, la capacità
          inutilizzata è stata stimata in 25 000 tonnellate.
   (37)   L'inchiesta ha dimostrato che nel mondo nessun altro mercato potrebbe assorbire
          questa capacità disponibile, perché la Thailandia è già sottoposta a misure
          antidumping. I dazi vanno negli Stati Uniti dal 10,68% al 52,6% per un prodotto
          sostanzialmente corrispondente a quello oggetto dell'inchiesta, limitato a un diametro
          interno di 14 pollici. Inoltre, sulla base dell'esperienza precedente e secondo la
          domanda di riesame, sembra esistere nel mondo un'enorme sovraccapacità, in
          particolare nel Sud-est asiatico.
   (38)   Di conseguenza, se le misure fossero lasciate scadere è probabile che una parte
          sostanziale della sovraccapacità thailandese si dirigerebbe verso il mercato dell'UE, in
          ragione delle restrizioni esistenti e dell'alto livello dei dazi applicati in altri grandi
          mercati.
   6.     Repubblica popolare cinese
   a) Produzione e utilizzazione della capacità
   (39)   In assenza di cooperazione da parte dei produttori esportatori cinesi, la Commissione
          ha dovuto basarsi sui dati disponibili. Poiché le informazioni sull'industria cinese sono
          scarse, le conclusioni seguenti si basano sulle informazioni contenute nella domanda e
          su statistiche doganali cinesi. Le conclusioni si basano inoltre su informazioni rese
          note nell'ambito di procedimenti analoghi negli Stati Uniti.
   (40)   Secondo tali fonti, la capacità produttiva cinese totale relativa al prodotto in esame è
          dell''ordine di 365 000 tonnellate all'anno. L'attuale volume di produzione annuo,
          secondo le stime riportate nella domanda, è di circa 291 000 tonnellate. Tale stima si
          basa sul volume totale delle esportazioni cinesi, ricavato dalle statistiche doganali
          degli scambi (circa 70 000 tonnellate all'anno) e sul consumo interno, stimato in circa
          221 000 tonnellate all'anno.
   (41)   Secondo questi dati, la capacità inutilizzata cinese sarebbe pari a 74 000 tonnellate,
          quantità quasi sufficiente a coprire il consumo totale dell'UE (79 813 tonnellate).
IT                                                 12                                                IT
 ---pagebreak---    (42) Poiché anche la RPC, come la Thailandia, è inoltre soggetta a dazi antidumping che
        vanno negli Stati Uniti dal 35,06% al 182,9%, è probabile che una parte sostanziale
        della sovraccapacità cinese si dirigerebbe verso il mercato dell'UE.
   (43) Il fatto che, nonostante gli alti dazi antidumping (58,6%) in vigore sulle importazioni
        cinesi, i produttori esportatori cinesi siano riusciti ad aumentare sostanzialmente le
        loro esportazioni nell'UE, che sono passate da 2 550 tonnellate nel 2004 a 10 268
        tonnellate nel PIR, indica che gli esportatori cinesi mantengono un forte interesse per
        il mercato dell'UE.
   7.   Precedenti in materia di elusione
   (44) Gli esportatori cinesi si sono dimostrati fermamente intenzionati ad esportare verso
        l'UE con qualsiasi mezzo, come indicano i numerosi tentativi di eludere le misure
        istituite dal regolamento (CE) n. 964/2003 del Consiglio esportando successivamente
        attraverso Taiwan, l'Indonesia, lo Sri Lanka e le Filippine.
   (45) È ancor più chiaro, sulla base delle statistiche doganali cinesi, che l'UE è un mercato
        che attira molto i produttori esportatori cinesi, perché vi hanno potuto ottenere alcuni
        dei più elevati prezzi all'esportazione, per quanto in dumping.
   8.   Conclusioni
   (46) L'inchiesta ha dimostrato che i produttori esportatori della RPC e della Thailandia
        hanno continuato a praticare il dumping durante il PIR.
   (47) I due paesi insieme hanno raggiunto 99 000 tonnellate di capacità inutilizzata, una
        quantità notevolmente superiore alla produzione comunitaria totale durante il PIR
        (86 723 tonnellate) e ancor più al consumo comunitario totale durante lo stesso
        periodo (79 813 tonnellate).
   (48) Considerato che la RPC dispone di una grande capacità di produzione inutilizzata e
        che ha già eluso le misure, è molto probabile che, nel caso venissero abrogate le
        misure in vigore, i produttori esportatori cinesi aumenterebbero notevolmente le loro
        esportazioni in dumping del prodotto in esame verso la Comunità.
   (49) Per quanto concerne la Thailandia, va osservato che, poiché le società thailandesi sono
        orientate verso l'esportazione e data l'attrattiva esercitata dal mercato comunitario, è
        molto probabile che, qualora le misure venissero abrogate, queste società
        ricomincerebbero ad esportare il prodotto in esame nella Comunità in quantità
        considerevoli e a prezzi di dumping.
   (50) Infine, si ricordano le vendite a prezzi di dumping degli esportatori cinesi e thailandesi
        sul mercato degli Stati Uniti e le misure antidumping adottate da questo paese,
        rinnovate nell'ottobre 2005.
   (51) In breve, è molto probabile che, in caso di abrogazione delle misure, le importazioni
        nella Comunità da parte dei paesi interessati continueranno in quantità significative e a
        prezzi di dumping, nel caso le misure vengano abrogate.
                   D. DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
IT                                               13                                                IT
 ---pagebreak---    (52)    L'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base
           era costituita dai tre produttori comunitari per conto dei quali è stata presentata la
           domanda e che sono stati anche selezionati per far parte del campione nonché dai sei
           produttori comunitari che appoggiano la domanda. L'industria comunitaria
           rappresentava quindi una quota rilevante della produzione comunitaria totale,
           superiore in questo caso al 76%.
                       E. SITUAZIONE DEL MERCATO COMUNITARIO
   1.        Consumo nel mercato comunitario
   (53)    La produzione comunitaria totale è stata determinata sulla base delle informazioni
           fornite dai nove produttori comunitari che appoggiano il reclamo e del volume stimato
           della produzione dei produttori comunitari che non hanno collaborato indicato nella
           domanda.
   (54)    L'inchiesta ha rivelato che una parte consistente delle vendite dei produttori comunitari
           è stata effettuata a stocchisti che a loro volta hanno esportato il prodotto in esame fuori
           della Comunità; queste vendite non erano cioè destinate al consumo sul mercato della
           Comunità. Non è stato possibile stabilire nel corso dell'inchiesta il volume delle
           esportazioni di questi stocchisti verso i mercati di altri paesi terzi. Il consumo
           comunitario apparente è stato dunque stabilito sulla base del volume della produzione
           totale nella Comunità come definito al considerando 53, e del volume totale delle
           importazioni e delle esportazioni comunitarie del prodotto in esame risultante dai dati
           Eurostat.
   (55)    Su questa base, durante il periodo considerato, il consumo comunitario è aumentato
           del 28%, passando da 62 317 tonnellate nel 2004 a 79 813 tonnellate nel PIR.
   TABELLA 1 - Consumo comunitario
            Consumo comunitario                 2004        2005       2006        2007       PIR
            Tonnellate                            62 317       57 492     64 919    77 095      79 813
            Indice (2004=100)                        100           92         104       124        128
            Variazione annua                                       -8          12        20          4
   Fonti: Eurostat, domanda e risposte verificate al questionario dell’industria comunitaria
   2.        Importazioni attuali dai paesi interessati
   a) Volume e quota di mercato
   (56)    Per stabilire il volume totale delle importazioni del prodotto in esame dalla RPC, è
           stato ritenuto opportuno includere le importazioni dai paesi ai quali le attuali misure
           antidumping sono state estese in applicazione dell'articolo 13, paragrafo 3, del
           regolamento di base, cioè Sri Lanka, Indonesia, Filippine e Taiwan (si vedano i
           considerando 2 e 4). Si è infatti ritenuto che le importazioni provenienti da questi paesi
           fossero in realtà prodotti originari della RPC. Su questa base, il volume totale delle
           importazioni di accessori per tubi dalla RPC e dalla Thailandia è aumentato del 157%,
IT                                                   14                                                IT
 ---pagebreak---           passando da 6 861 tonnellate nel 2004 a 17 605 tonnellate durante il PIR. La quota di
          mercato di queste importazioni, espressa come percentuale del consumo comunitario,
          è cresciuta dall'11% nel 2004 al 22% nel PIR.
   TABELLA 2 – Importazioni dai paesi interessati
   Importazioni (tonnellate)           2004       2005      2006       2007        PIR
   RPC incl. Sri Lanka,                    6 083    6 705     10 621     15 326       16 004
   Indonesia, Filippine e Taiwan
   Quota di mercato                         10%      12%        16%        20%          20%
   Thailandia                                778      558      1 623      1 700        1 601
   Quota di mercato                           1%      1%         2%          2%          2%
   Totale dei paesi interessati            6 861    7 263     12 244     17 026       17 605
   Quota di mercato                         11%      13%        19%        22%          22%
   Fonte: Eurostat
   b) Prezzi delle importazioni e sottoquotazione
   (57)   In assenza di cooperazione da parte dei produttori esportatori della RPC e della
          Thailandia, il prezzo all'esportazione è stato calcolato in base ai dati Eurostat. Per le
          ragioni indicate al considerando 56, il prezzo medio all'esportazione dalla RPC è stato
          inoltre determinato in base ai prezzi medi all'esportazione da Sri Lanka, Indonesia e
          Filippine, ossia i paesi ai quali le misure sono state estese a causa delle pratiche di
          elusione. Su questa base, nel periodo considerato il prezzo medio all'esportazione del
          prodotto in esame dalla RPC, elusione compresa, è aumentato del 17%, passando da
          997 EUR/tonnellata a 1 169 EUR/tonnellata, dalla Thailandia del 69%, passando da
          1 223 EUR/tonnellata a 2 067 EUR/tonnellata, e da Taiwan del 22%, passando da
          1 412 EUR/tonnellata a 1 718 EUR/tonnellata. In generale, il prezzo medio del
          prodotto proveniente dai paesi interessati, compreso Taiwan, è aumentato da 1 137
          EUR nel 2004 a 1 479 EUR nel PIR, cioè del 30%. Durante lo stesso periodo, il costo
          di produzione è aumentato notevolmente a causa dell'aumento del prezzo della materia
          prima di base, i tubi in acciaio.
   (58)   Dal confronto tra i prezzi franco fabbrica dei produttori comunitari inclusi nel
          campione e i prezzi Eurostat debitamente adeguati è risultata una sottoquotazione
          media del 54,8% per la RPC, del 20% per la Thailandia e del 33,5% per Taiwan.
   3.       Importazioni da altri paesi terzi
   (59)   Dazi antidumping sono in vigore sulle importazioni dalla Repubblica di Corea e dalla
          Malesia; le importazioni da questi paesi, secondo i dati Eurostat, sono scese a un
          livello molto basso durante il periodo considerato (meno dell'1% del consumo
          comunitario).
IT                                                15                                                IT
 ---pagebreak---    (60)    Il volume totale delle importazioni di accessori per tubi da paesi terzi diversi da quelli
           citati nel considerando precedente è aumentato da 4 679 tonnellate nel 2004 a 10 563
           tonnellate alla fine del PIR, ossia del 126%. La quota di mercato di queste
           importazioni è aumentata del 76% nel periodo considerato, passando dall'8% al 13%.
   TABELLA 3 – Importazioni e quota di mercato delle importazioni da altri paesi terzi
                               2004        2005         2006         2007        PIR
   Importazioni da altri           4 679        6 134        6 795        9 993      10 563
   paesi terzi (tonnellate)
   Indice (2004=100)                 100          131          145          214         226
   Quota di mercato                  8%          11%          10%          13%         13%
   Indice (2004=100)                 100          142          139          173         176
   Fonti: Eurostat e informazioni di mercato fornite dal richiedente
   TABELLA 4 – Principali importazioni nella Comunità
   Principali importazioni 2004            2005         2006         2007        RIP
   da altri paesi terzi in
   tonnellate
   Israele                            78          945        1 231        2 455       3 293
   Turchia                           650          506          467        1 991       2 138
   Vietnam                           767          695        1 225        1 748       2 134
   India                           1 537        1 763        1 553        1 703       1 065
   Fonti: Eurostat e informazioni di mercato fornite dal richiedente
   4.        Situazione economica dell'industria comunitaria
   4.1 Osservazioni preliminari
   (61)    Le tendenze degli indicatori economici come la produzione, la capacità di produzione,
           l'utilizzazione della capacità, l'occupazione, la produttività, le vendite, la quota di
           mercato e la crescita sono state valutate sulla base delle informazioni raccolte da tutti i
           produttori comunitari, mentre le tendenze relative a prezzi, redditività, flusso di cassa,
           capacità di reperire capitali e investimenti, scorte, utile sul capitale investito e
           retribuzioni sono state valutate sulla base delle informazioni verificate fornite nelle
           risposte al questionario dai produttori comunitari del campione.
   4.2 Dati relativi all’industria comunitaria nel suo insieme
   a) Produzione, capacità di produzione e utilizzazione della capacità
IT                                                 16                                                  IT
 ---pagebreak---    (62)    La produzione complessiva dell'industria comunitaria è aumentata dell'8% durante il
           periodo considerato, mentre la capacità di produzione è aumentata del 5%, Durante lo
           stesso periodo l'utilizzazione della capacità è leggermente aumentata. Tuttavia, nel
           valutare questo dato va tenuto conto dell'aumento del 28% del consumo nella
           Comunità.
   TABELLA 5 – Produzione, capacità di produzione e utilizzazione della capacità
                                          2004        2005      2006        2007       PIR
       Volume di       produzione    (in    80 044      73 049     82 950     85 536     86 723
       tonnellate)
       Capacità di produzione (in          154 840     155 740   160 890     162 910    163 210
       tonnellate)
       Utilizzazione    della   capacità      52%         47%        52%         53%        53%
       (%)
   Fonti: Eurostat, domanda e risposte verificate al questionario dell’industria comunitaria
   b) Occupazione e produttività
   (63)    Il livello dell'occupazione nell'industria comunitaria è rimasto relativamente stabile,
           tranne nel 2005, con una diminuzione dell'1% durante l'intero periodo considerato. La
           produttività, misurata come produzione in tonnellate per addetto, è aumentata del 9%.
   TABELLA 6 – Occupazione e produttività
                                         2004       2005      2006      2007        PIR
   Occupazione (prodotto in esame)          1 297      1 073    1 268     1 289      1 287
   Produttività (t/addetto)                    62         68       65         66         67
   c) Volume delle vendite e quota di mercato
   (64)    Il volume delle vendite dell’industria comunitaria a clienti indipendenti sul mercato
           comunitario è aumentato del 4%, passando da 59 399 tonnellate nel 2004 a 61 991
           tonnellate nel PIR. Tuttavia, durante il periodo considerato le quote di mercato
           dell'industria comunitaria sono diminuite costantemente. La quota di mercato
           complessiva dell'industria comunitaria è diminuita del 21%. Come si è detto, una parte
           considerevole dei prodotti comunitari è venduta per l'esportazione attraverso
           stocchisti. La quota di mercato è stata quindi espressa come la proporzione della
           produzione comunitaria totale meno il totale delle esportazioni nel consumo
           comunitario apparente.
   TABELLA 7 – Volume delle vendite e quota di mercato
                                    2004       2005      2006     2007      PIR
IT                                                 17                                              IT
 ---pagebreak---    Volume        delle     vendite    59 399 51 461        57 299     60 193  61 991
   nell'UE a parti indipendenti
   (in tonnellate)
   Quota di mercato                      81%       77%       71%        65%     65%
   Indice (2004=100)                      100        94        87         80      79
   d) Crescita
   (65)    Mentre il consumo comunitario è cresciuto del 28% tra il 2004 e il PIR, la
           diminuzione del 21% della quota di mercato dell'industria comunitaria e il parallelo
           aumento delle importazioni dai paesi interessati indicano chiaramente che l'industria
           comunitaria non ha potuto avvantaggiarsi della crescita del mercato.
   e) Entità del margine di dumping
   (66)    Dati il volume, la quota di mercato e il prezzo delle importazioni oggetto di dumping,
           l’incidenza sull'industria comunitaria dei margini di dumping effettivi non può essere
           considerata trascurabile.
   f) Ripresa dagli effetti del dumping
   (67)    Come indica l'evoluzione positiva della maggior parte degli indicatori sopraelencati,
           dal 2004 all'inizio del 2008 la situazione finanziaria dell'industria comunitaria ha
           conosciuto una parziale ripresa dagli effetti pregiudizievoli delle importazioni in
           dumping originarie dei paesi interessati.
   4.3 Dati relativi ai soli produttori comunitari costituenti il campione
   a) Scorte
   (68)    Durante il periodo considerato, le scorte sono aumentate del 3%. I livelli delle scorte
           erano assai più elevati nel 2007, a causa dell'aumento dei prezzi dei tubi di acciaio che
           ha indotto le società a costituire scorte più consistenti.
   TABELLA 8 – Scorte
   Scorte finali in            2004      2005         2006         2007           PIR
   volume
   Tonnellate                    7 449        7 206        7 580        8 510      7 703
   Fonte: Risposte verificate al questionario dei produttori comunitari inseriti nel campione
   b) Prezzi medi di vendita
   (69)    Durante il periodo considerato il prezzo medio di vendita praticato dai produttori
           comunitari del campione sul mercato della Comunità è progressivamente aumentato.
           L'aumento complessivo tra il 2004 e il PIR è stato del 57% ed è dovuto in parte
           all'aumento del costo della principale materia prima, i tubi d'acciaio, e in parte a una
IT                                                  18                                               IT
 ---pagebreak---            variazione della gamma dei prodotti di due produttori comunitari, che si sono
           concentrati su tipi speciali più costosi.
   TABELLA 9 – Prezzo medio di vendita
   Prezzo di vendita         2004          2005         2006        2007        PIR
   EUR/t                          1 779         2 128       2 482       2 738        2 790
   Indice (2004=100)                100           120         139         154          157
   Fonte: Risposte verificate al questionario dei produttori comunitari inseriti nel campione
   c) Costo medio di produzione
   (70)    Durante il periodo considerato anche il costo medio di produzione è aumentato
           progressivamente, in particolare a causa dell'aumento dei prezzi dell'acciaio, passando
           nel PIR da 1 628 EUR/tonnellata a 2 401 EUR/tonnellata, con un incremento del 48%.
   TABELLA 10 – Costi medi di produzione
   Costo unitario            2004          2005         2006        2007        PIR
   EUR/t                          1 628         2 059       1 998       2 040        2 401
   Indice (2004=100)                100           127         123         125          148
   Fonte: Risposte verificate al questionario dei produttori comunitari inseriti nel campione
   d) Redditività e flusso di cassa
   (71)    La redditività dei produttori comunitari del campione ha seguito una tendenza positiva,
           in linea con l'aumento dei prezzi di vendita. Nonostante notevoli problemi nel 2004 e
           nel 2005, la redditività complessiva ha raggiunto nel PIR il 9,1%. Questo è in parte
           dovuto al passaggio alla fabbricazione di prodotti con un valore aggiunto più elevato
           durante il periodo considerato.
   (72)    Il flusso di cassa ha conosciuto tra il 2004 e il 2006 forti oscillazioni, seguite da un
           aumento molto netto e graduale fino alla fine del periodo considerato.
   TABELLA 11 – Redditività e flusso di cassa
                                           2004       2005     2006      2007      PIR
   Redditività                                1,8%      1,2%      7,2%    10,6%        9,1%
   Indice (2004=100)                           100         70      403       598         514
   Flusso di cassa (in migliaia di           3 320      1 425    7 577    10 100      12 308
   euro)
   Indice (2004=100)                           100         43      228       304         371
IT                                                   19                                             IT
 ---pagebreak---    Fonte: Risposte verificate al questionario dei produttori comunitari inseriti nel campione
   e) Investimenti, utile sul capitale investito e capacità di reperire capitali
   (73)    Gli investimenti dei produttori comunitari del campione sono aumentati del 115%
           durante il periodo considerato. Gli investimenti sono stati principalmente destinati
           all'acquisto di macchinari e al miglioramento delle capacità logistiche al fine di
           accrescere la produttività.
   (74)    L'utile sul capitale investito, espresso come profitti/perdite per il prodotto in esame in
           rapporto al valore contabile netto degli investimenti, è sensibilmente aumentato
           durante il periodo, seguendo la tendenza della redditività.
   (75)    Nessun elemento di prova indicate una diminuzione o un aumento della capacità di
           ottenere capitali nel corso del periodo considerato è stato comunicato alla
           Commissione.
   TABELLA 12 – Investimenti e utile sul capitale investito
                            2004         2005         2006         2007          PIR
   Investimenti        (in       2 567        4 448        3 930        4 986        5 524
   migliaia di EUR)
   Indice (2004=100)               100          173          153          194          215
   Utile sul capitale              4%            2%         29%          44%          38%
   investito
   Fonte: Risposte verificate al questionario dei produttori comunitari inseriti nel campione
   5.        Conclusioni relative alla situazione dell’industria comunitaria
   (76)    Le misure antidumping hanno avuto un effetto positivo sulla situazione dei produttori
           comunitari del campione, come dimostra l'andamento positivo della maggior parte
           degli indicatori dal 2004, durante un periodo di ciclo economico favorevole.
           L'industria comunitaria ha aumentato il volume delle vendite e i prezzi. Hanno inoltre
           mostrato un andamento positivo indicatori di pregiudizio come la produzione, la
           capacità di produzione, la redditività, gli investimenti, l’utile sul capitale investito e la
           produttività. I maggiori investimenti destinati a migliorare gli impianti di produzione
           hanno avuto un effetto diretto sulla redditività dei produttori del campione, nonostante
           un calo rilevante delle quote di mercato.
   (77)    Tuttavia, va considerato che i produttori comunitari devono mantenere un certo livello
           di produzione e di volume di vendite per assorbire i costi fissi. Gli accessori per tubi
           sono prodotti da macchinari speciali che costituiscono un fattore di costo importante.
           Le società del campione hanno utilizzato il 50% circa della loro capacità durante il
           periodo considerato e non hanno potuto aumentarne in misura rilevante l'utilizzazione.
           Pertanto, la redditività rimane vulnerabile in caso di diminuzione della produzione.
   (78)    Nonostante gli sviluppi positivi di cui sopra, l'industria comunitaria ha perso durante il
           periodo considerato una parte significativa della sua quota di mercato, che è passata
IT                                                   20                                                  IT
 ---pagebreak---         dall'81% nel 2004 al 65% durante il PIR. Dopo un calo del volume delle vendite, i
        produttori comunitari hanno potuto ritrovare il livello di volume delle vendite
        raggiunto nel 2004, mentre il consumo comunitario totale è aumentato del 28%
        durante lo stesso periodo. È chiaro che l'industria comunitaria non è stata in grado di
        trarre vantaggio dalla rilevante crescita del consumo nella Comunità. Inoltre, alcuni
        fattori positivi sono la conseguenza della scomparsa di un importante produttore
        comunitario nel Regno Unito, le cui attività sono state rilevate da due delle società che
        appoggiano la domanda.
   (79) Tuttavia, se l'industria comunitaria ha potuto aumentare leggermente i volumi di
        produzione e di vendite, quote di mercato sono state perse nonostante un notevole
        aumento della domanda sul mercato della Comunità. Questo indica che, nonostante gli
        investimenti fatti per modernizzare gli impianti di produzione, la situazione
        dell'industria comunitaria resta fragile in generale e fortemente dipendente da una
        parte da livelli dei prezzi sufficienti e d'altra parte da volumi di produzione sufficienti
        che permettano l'assorbimento di costi fissi elevati.
               F. PROBABILITÀ DI REITERAZIONE DEL PREGIUDIZIO
   (80) Per valutare il probabile effetto della scadenza delle misure in vigore, sono stati presi
        in esame gli elementi seguenti.
   (81) La pressione sui prezzi nel mercato della Comunità rimane molto elevata, dati i
        margini significativi di sottoquotazione constatati durante il PIR. Mentre il costo di
        produzione dei produttori comunitari è aumentato del 48% durante il periodo
        (soprattutto a causa dell'aumento del prezzo della materia prima, i tubi d'acciaio), il
        prezzo medio delle importazioni dai paesi interessati è aumentato soltanto del 30%.
   (82) Le importazioni dai paesi interessati e le loro quote di mercato sono di conseguenza
        aumentate notevolmente nel corso del periodo considerato. Questo indica che la quota
        di mercato persa dall'industria comunitaria è stata per la maggior parte assorbita dalle
        importazioni dai paesi interessati a prezzi di dumping, notevolmente inferiori ai prezzi
        di vendita dell'industria comunitaria nonostante i dazi antidumping in vigore.
   (83) Inoltre, come indicato nei considerando 40 e 36, le capacità di produzione disponibili
        nei paesi interessati sono assai più elevate della produzione comunitaria totale durante
        il PIR o del consumo comunitario totale durante lo stesso periodo. Si può quindi
        prevedere che, in caso di abrogazione delle misure, grandi quantitativi di prodotti
        fabbricati in questi paesi arriveranno sul mercato della Comunità. Su altri mercati
        d'esportazione potenziali sono in vigore dazi antidumping elevati e questo faciliterebbe
        la penetrazione nel mercato della Comunità. Inoltre, i ripetuti tentativi di eludere le
        misure antidumping confermano il grande interesse dei produttori esportatori dei paesi
        interessati per il mercato della Comunità.
   (84) Considerato il comportamento passato e attuale dei produttori esportatori dei paesi
        interessati, si può prevedere che le importazioni avverranno a prezzi bassi,
        notevolmente inferiori a quelli dell'industria comunitaria. Le importazioni a basso
        prezzo avrebbero certamente ripercussioni negative sull'industria comunitaria, che si è
        ripresa soltanto perché è stato possibile mantenere i prezzi a un certo livello, ma resta
        vulnerabile in caso di importazioni massicce a prezzi bassi e di dumping.
IT                                                21                                                IT
 ---pagebreak---    (85) Alla luce di quanto precede, si conclude che se si lasciassero scadere le misure, con
        ogni probabilità si assisterebbe alla reiterazione del pregiudizio ai danni dell’industria
        comunitaria causato dalle importazioni oggetto di dumping. In particolare, si può
        prevedere che il livello dei prezzi nella Comunità diminuirebbe sensibilmente, con un
        forte effetto negativo sui livelli di profitto dei produttori comunitari, il che non solo
        metterebbe in pericolo i rilevanti investimenti fatti dal 2004, ma non ne permetterebbe
        altri. Questo comporterebbe inoltre inevitabilmente una perdita importante di posti di
        lavoro nell'industria comunitaria. La probabilità di una reiterazione del pregiudizio è
        stata accentuata dall'attuale situazione di crisi economica.
                            G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
   1.     Introduzione
   (86) Come disposto dall’articolo 21 del regolamento di base, è stato esaminato se una
        proroga delle misure antidumping in vigore possa essere contraria all’interesse della
        Comunità nel suo insieme. La determinazione dell’interesse della Comunità è stata
        basata su una valutazione degli interessi di tutte le parti: industria comunitaria,
        importatori e operatori commerciali e utilizzatori del prodotto in esame.
   (87) Onde valutare la probabile incidenza del mantenimento o meno delle misure, la
        Commissione ha chiesto informazioni a tutte le parti interessate sopra elencate. La
        Commissione ha inviato questionari di campionamento a 62 importatori del prodotto
        in esame e ha ricevuto nove risposte. La Commissione ha selezionato un campione di
        quattro società, tre delle quali hanno risposto in modo completo al questionario. Non
        sono pervenute risposte da parte degli utilizzatori.
   (88) Nella precedente inchiesta si era ritenuto che l’adozione di misure non fosse contraria
        all’interesse della Comunità. Inoltre, il fatto che la presente inchiesta sia un riesame,
        che analizza una situazione in cui sono già in vigore misure antidumping, permette di
        valutare eventuali effetti negativi delle attuali misure antidumping sulle parti
        interessate.
   (89) La Commissione ha pertanto esaminato se, nonostante le conclusioni sul rischio di
        persistenza o reiterazione del pregiudizio, non esistano ragioni valide per concludere
        che, in questo caso particolare, il mantenimento delle misure non sia nell’interesse
        della Comunità.
   2.     Interesse dell’industria comunitaria
   (90) L'industria comunitaria si è dimostrata un'industria strutturalmente solida, come ha
        confermato l'andamento positivo della sua situazione economica quando sono state
        ripristinate condizioni di effettiva concorrenza in seguito all'istituzione delle misure
        antidumping attualmente in vigore. Infatti, gli sforzi compiuti dall'industria
        comunitaria per razionalizzare la sua produzione e migliorare la sua competitività
        hanno permesso di ottenere un profitto ragionevole durante gli ultimi due anni del
        periodo considerato. Inoltre, si è sviluppata positivamente un'attività redditizia di
        esportazione dell'industria comunitaria, che ne ha dimostrato la competitività sui
        mercati di paesi terzi (durante il periodo considerato le esportazioni dei produttori del
        campione sono aumentate del 21%).
IT                                               22                                                IT
 ---pagebreak---    (91) Per le ragioni indicate nel considerando 77, l'industria comunitaria deve produrre un
        certo volume di prodotti standard per realizzare economie di scala e rimanere
        competitiva. I prodotti standard sono quindi in concorrenza diretta con le importazioni
        dalla RPC e dalla Thailandia. Se entrassero nel mercato prodotti a prezzi di dumping,
        le economie di scala e la redditività delle attività nella Comunità diminuirebbero di
        conseguenza in misura significativa. Si può quindi ragionevolmente prevedere che
        l'industria comunitaria continuerà a trarre beneficio dalle misure in vigore. Se queste
        misure non fossero mantenute, è probabile che l'industria comunitaria subirebbe un
        notevole pregiudizio.
   3.     Interesse degli importatori/commercianti
   (92) Nessuno degli importatori che hanno collaborato ha importato il prodotto in esame
        dalla RPC o dalla Thailandia, ma soltanto da Taiwan. L'inchiesta non ha permesso di
        dimostrare che le misure in vigore hanno danneggiato gli importatori. È chiaro che gli
        importatori hanno potuto trovare altre fonti di approvvigionamento, come indica la
        quota di mercato (13%) detenuta da altri paesi terzi, il che dimostra che sul mercato
        della Comunità sono assicurate condizioni di concorrenza.
   (93) Per quanto riguarda Taiwan, e come indicato nei considerando da 98 a 105, l'attuale
        esenzione per due produttori esportatori è stata riesaminata per tener conto delle
        denunce di pratiche di elusione. Gli importatori sono certi di poter trovare altre fonti di
        approvvigionamento qualora sia abrogata l'esenzione di queste società. Il
        mantenimento delle misure non avrà quindi un effetto negativo significativo sugli
        importatori, che possono ricorrere ad altri fornitori. Va però notato che potrebbero
        porsi problemi per il mercato di nicchia dei prodotti standard britannici, per i quali
        l'offerta nota si limita a un produttore europeo e a uno di Taiwan. Questo effetto,
        tuttavia, probabilmente sarà avvertito soltanto per breve tempo, finché non
        emergeranno altre fonti.
   (94) Si conclude quindi che la situazione economica degli importatori del prodotto in
        esame non è stata influenzata negativamente in misura significativa dall’istituzione
        delle misure antidumping attualmente in vigore. Questo dato è confermato dal fatto
        che gli importatori hanno continuato a commercializzare il prodotto in esame in
        volumi consistenti e hanno anche aumentato il volume importato durante il periodo
        considerato. Per gli stessi motivi, è improbabile che il mantenimento delle misure
        conduca a un deterioramento della loro situazione economica in futuro.
   4.     Interesse degli utilizzatori
   (95) Gli utilizzatori del prodotto in esame sono soprattutto l'industria petrolchimica e
        l'edilizia. La Commissione ha inviato questionari a 9 utilizzatori. Nessuno di loro ha
        collaborato o si è manifestato nell'attuale inchiesta. Questa mancanza di cooperazione
        sembra confermare che gli accessori per tubi rappresentano una parte minima dei loro
        costi di produzione totali e che le misure in vigore non hanno causato per loro alcuna
        perdita di competitività.
   5.     Conclusioni sull'interesse della Comunità
   (96) Dall'inchiesta è risultato che le attuali misure antidumping hanno permesso
        all'industria comunitaria di mantenere la redditività, nonostante la perdita di una
IT                                              23                                                  IT
 ---pagebreak---          consistente quota di mercato dovuta alla persistenza delle importazioni in dumping. Se
         le misure fossero lasciate scadere, questo comprometterebbe la ripresa in atto e
         potrebbe condurre alla scomparsa dell’industria comunitaria.
   (97)  Inoltre, in passato le misure esistenti non sembrano avere avuto alcun effetto negativo
         di rilievo sulla situazione economica di utilizzatori e importatori. Si conclude pertanto
         che non esistono motivi validi che si oppongono alla proroga delle misure
         antidumping in vigore.
        H. RIESAME INTERMEDIO CONCERNENTE LE SOCIETÀ DI TAIWAN
                                            ESENTATE
   1.      Antefatti
   (98)  Nel 2000 il regolamento (CE) n. 763/2000 del Consiglio ha esteso le misure
         antidumping imposte sulle importazioni originarie della RPC alle importazioni spedite
         da Taiwan di alcuni accessori per tubi, di ferro o di acciaio, ad eccezione di quelli
         prodotti ed esportati da Chup Hsin Enterprise Co. Ltd ('Chup Hsin'), Nian Hong Pipe
         Fittings Co. Ltd, ('Nian Hong') e Rigid Industries Co., Ltd. (Kaohsiung, Taiwan) in
         quanto è risultato che queste società non avevano eluso le misure.
   (99)  Il presente riesame intermedio parziale era limitato alla non estensione dei dazi alle
         società Chup Hsin e Nian Hong.
   (100) Entrambe le società hanno cooperato all'inchiesta rispondendo al questionario della
         Commissione e accettando una visita di verifica presso le loro sedi.
   (101) In risposta al documento di informazione finale, una società ha sostenuto che l'apertura
         dell'inchiesta non era giustificata. In particolare, la società ha affermato che poiché era
         stata esentata dalle misure estese nel 2000, nei suoi confronti non erano in vigore
         misure da riesaminare. Al riguardo, la società ha fatto riferimento al rapporto
         dell'organo di appello dell'Organizzazione mondiale del commercio sulla controversia
         Beef & Rice Mexico. Il rapporto interpreta l'articolo 5.8 dell'accordo d'antidumping,
         come applicabile alle nuove inchieste riguardanti esportatori il cui margine di dumping
         è risultato de minimis. L'articolo 5.8 si riferisce infatti esplicitamente a
         "un'applicazione ai sensi dell'articolo 5.1". Tuttavia, nel caso in questione Chup Hsin
         e le altre due società erano oggetto di un'inchiesta per elusione aperta a norma
         dell'articolo 13 del regolamento di base e non di una nuova inchiesta antidumping. È
         infatti risultato nel 2000 che le importazioni da Taiwan eludevano le misure istituite
         nei confronti della RPC, con l'esenzione di tre società, che a quel tempo non
         importavano il prodotto in esame dalla RPC. Il regolamento di base non esclude la
         possibilità di riesaminare tale esenzione in qualsiasi momento se vi sono prove di
         elusione. Pertanto, l'apertura dell'attuale riesame intermedio era giustificata e legittima
         e l'argomento avanzato dalla società è stato respinto.
   (102) Poiché la non estensione dei dazi è stata stabilita sulla base delle risultanze
         dell'inchiesta antielusione iniziale, nell'attuale riesame si è valutato se quelle risultanze
         fossero da considerare ancora valide. In base all'articolo 13, paragrafo 1, del
         regolamento di base, si è verificato se esistessero le condizioni dell'elusione.
   2.      Mutamento della configurazione degli scambi
IT                                                 24                                                  IT
 ---pagebreak---    (103) Per quanto riguarda Nian Hong, è risultato che la società ha importato accessori per
         tubi di tutti i tipi (gomiti, riduttori, tappi e raccordi a T) dalla RPC. La società ha
         sostenuto che queste importazioni non erano del prodotto in esame ma di prodotti
         semilavorati. Il risultato dell'inchiesta non ha permesso di confermare questa tesi.
         Inoltre, si è constatato che l'input di Nian Hong su queste merci era limitato alla
         smussatura, all'apposizione del marchio della società e all'imballaggio, operazioni
         rappresentanti meno del 10% del costo di produzione totale. La dichiarazione doganale
         di Taiwan di importazione dalla RPC indicava il codice NC del prodotto in esame
         (730793), ossia il prodotto finito.
   (104) Per quanto riguarda Chup Hsin, nelle risposte al questionario non erano indicati
         acquisti o rivendite corrispondenti di accessori per tubi di origine cinese. Soltanto
         durante la visita di verifica sul posto si è constatato che la società ha importato
         accessori per tubi dalla RPC. Dalle prove raccolte risulta che quelle importazioni sono
         avvenute tramite una società giapponese. Dopo la visita di verifica, la società ha
         sostenuto che tutte le importazioni di accessori per tubi di origine cinese sono state
         vendute sul mercato interno di Taiwan. La società ha presentato dati riveduti per
         alcune tabelle della risposta al questionario. Tuttavia, il fatto che le informazioni
         concernenti le importazioni dalla RPC siano state inizialmente omesse è stato
         considerato fuorviante ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base e ha suscitato
         seri dubbio circa l'attendibilità delle informazioni comunicate prima e dopo la visita di
         verifica.
   (105) Come si è detto, inizialmente il motivo dell'esenzione concessa a Chup Hsin e a Nian
         Hong era che le due società a quel tempo non acquistavano accessori per tubi dalla
         RPC, e questo non è più il caso. Tenuto conto delle pratiche di elusione emerse, il
         mutamento di configurazione degli scambi è accertato, perché i prodotti originari della
         RPC sono ora spedite da Taiwan anche dalle due suddette società.
   3.      Insufficiente motivazione o giustificazione economica
   (106) Per nessuna delle due società la pratica della riesportazione dei prodotti cinesi
         importati ha una motivazione o giustificazione economica sufficiente che non sia
         l'elusione delle misure antidumping.
   (107) Nel caso di Nian Hong, i prodotti sono stati soltanto leggermente modificati e il valore
         aggiunto al prodotto in esame è stato minimo.
   (108) Per quanto riguarda Chup Hsin, il fatto che la società abbia omesso di menzionare le
         sue importazioni del prodotto cinese nella risposta al questionario è stato considerato
         da una parte fuorviante e dall'altra un'indicazione del fatto che era consapevole di
         eludere le misure imposte sugli accessori per tubi originari della RPC. Inoltre, sulla
         base delle prove fornite dalle due società, l'inchiesta ha stabilito che era possibile
         importare a Taiwan merci da un paese terzo e riesportarle con un certificato di origine
         di Taiwan senza far loro subire una trasformazione sostanziale.
   4.      Indebolimento degli effetti riparatori del dazio in termini di prezzi e/o di quantitativi
           dei prodotti simili
   (109) Secondo i dati Eurostat, le esportazioni totali da Taiwan verso la Comunità sono
         aumentate del 209%, passando da 2 372 tonnellate nel 2003 a 7 335 tonnellate nel
IT                                                 25                                                IT
 ---pagebreak---          PIR. Il volume delle esportazioni è però rimasto più o meno stabile tra il 2003 ed il
         2005, ma è aumentato in maniera massiccia dal 2006 alla fine del PIR. Le due società
         di Taiwan, che da sole rappresentavano quasi la totalità delle esportazioni di Taiwan
         del prodotto in esame nell'UE durante il PIR, hanno aumentato le loro esportazioni
         verso l'UE del 206% tra il 2005 e il PIR.
   (110) Il volume delle importazioni in questione ha rappresentato il 9% del consumo
         comunitario, il che è considerato significativo. È quindi evidente che l’importante
         modifica dei flussi commerciali ha indebolito gli effetti correttivi delle misure in
         termini di quantitativi importati sul mercato comunitario.
   (111) Per quanto riguarda i prezzi dei prodotti spediti da Taiwan, secondo i dati Eurostat i
         prezzi medi all'esportazione delle importazioni da Taiwan hanno raggiunto durante il
         PIR 718 EUR/tonnellata, un livello notevolmente inferiore a quello dei prezzi
         dell'industria comunitaria (-33,5%). Da un confronto tra i prezzi franco fabbrica dei
         produttori comunitari del campione e i prezzi all'esportazione verificati di Chup Hsin e
         Nian Hong è risultata una sottoquotazione media rispettivamente dell'86,6% e del
         71%, corrispondente alla differenza in percentuale tra i prezzi all'esportazione di
         queste società e il livello di prezzo non pregiudizievole dell'industria comunitaria. Gli
         effetti riparatori del dazio antidumping in termini di prezzi sono pertanto indeboliti.
   (112) Di conseguenza, si conclude che la modifica dei flussi commerciali e il forte aumento
         delle importazioni da Taiwan a prezzi particolarmente bassi hanno indebolito gli effetti
         riparatori delle misure antidumping sia in termini di quantitativi sia di prezzi del
         prodotto simile.
   5.      Elementi di prova del dumping rispetto ai valori normali precedentemente accertati
           per il prodotto simile
   (113) Per determinare l'esistenza del dumping in relazione al prodotto in esame esportato da
         due società di Taiwan nella Comunità durante il PI, sono stati utilizzati i dati sui prezzi
         all'esportazione forniti dalle società.
   (114) Come disposto dall'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base, i prezzi
         all’esportazione sono stati confrontati con il valore normale precedentemente stabilito
         per il prodotto simile. Nel precedente riesame in previsione della scadenza del 2003, si
         è stabilito che al fine di determinare il valore normale per la RPC la Thailandia era da
         considerarsi appropriata come paese di riferimento a economia di mercato.
   (115) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all’esportazione, si è
         tenuto debito conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui
         prezzi e sulla loro comparabilità. A norma dell’articolo 2, paragrafo 10, del
         regolamento di base, gli adeguamenti sono stati effettuati in relazione ai costi del
         trasporto e del credito, sulla base delle informazioni raccolte durante le visite di
         verifica.
   (116) A norma dell'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, dal confronto tra la
         media ponderata del valore normale accertata nell'ambito dell'inchiesta iniziale e la
         media ponderata dei prezzi all'esportazione durante l'inchiesta di riesame, espressa in
         percentuale del prezzo cif franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è
         emersa l'esistenza di un dumping per le importazioni di accessori per tubi da parte
IT                                                26                                                 IT
 ---pagebreak---          delle due società di Taiwan. I margini di dumping constatati, espressi in percentuale
         del prezzo cif franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, erano
         rispettivamente del 56,09% e del 44,77%.
   6.      Conclusioni circa il riesame delle esenzioni dall'estensione delle misure alle
           importazioni da Taiwan
   (117) Considerate le risultanze di cui sopra relative all'elusione e ai sensi dell'articolo 13,
         paragrafo 1, del regolamento di base, le misure antidumping in vigore per le
         importazioni del prodotto in esame originario della RPC dovrebbero essere estese allo
         stesso prodotto spedito dalle società Chup Hsin e Nian Hong.
   7.      Carattere duraturo della nuova situazione
   (118) Conformemente all’articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base, si è anche
         esaminato se il mutamento delle circostanze potesse ragionevolmente essere
         considerato duraturo.
   (119) Per quanto riguarda Nian Hong, l'inchiesta ha dimostrato che la società non ha una
         propria produzione da alcuni anni e che tutte le esportazioni verso la Comunità di
         questa società erano costituite da accessori per tubi importati dalla RPC. Poiché la vera
         produzione è cessata da diversi anni, non c'è motivo di ritenere che questa situazione
         non sia duratura.
   (120) Per quanto riguarda Chup Hsin, come si è detto nel considerando 104, le informazioni
         comunicate sono state considerate inattendibili. Il fatto che la società abbia omesso di
         menzionare nella sua risposta al questionario della Commissione i prodotti che aveva
         importato dalla Cina è ritenuto indicativo del fatto che era consapevole dell'elusione e
         non ci sono elementi che permettono di affermare che la società non intenda
         continuare con questa pratica in futuro.
   (121) In queste circostanze, le risultanze dell'inchiesta di riesame possono essere considerate
         di carattere duraturo. In conclusione, e a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, tenuto
         conto delle pratiche di elusione constatate per i due produttori esportatori di Taiwan,
         Chup Hsin e Nian Hong, si ritiene opportuno revocare le esenzioni dalle misure estese.
                                  I. MISURE ANTIDUMPING
   (122) Tutte le parti interessate sono state informate degli elementi e delle considerazioni
         essenziali in base ai quali si intende raccomandare il mantenimento delle misure in
         vigore e l'abrogazione dell'esenzione dall'estensione del dazio sulle importazioni del
         prodotto in esame fabbricato da Chup Hsin Enterprise Co. Ltd, Kaohsiung e Nian
         Hong Pipe Fittings Co. Ltd, Kaohsiung. È stato inoltre fissato un termine entro il quale
         le parti potevano presentare le loro osservazioni successivamente alla comunicazione.
   (123) A seguito della suddetta comunicazione, uno dei produttori esportatori ai quali è stata
         ritirata l'esenzione ha offerto un impegno ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, del
         regolamento di base.
   (124) L'offerta è stata esaminata ed è risultato che l'offerta formale era stata fatta dopo il
         termine fissato per presentare le osservazioni, con una giustificazione insufficiente per
         il ritardo. L'offerta, secondo la società, era basata sul volume delle esportazioni
IT                                               27                                                IT
 ---pagebreak---            durante il PIR, limitatamente alla produzione propria della società e alla produzione di
           un subfornitore di Taiwan, che non sarebbero soggette ad alcun dazio antidumping
           fino a un determinato quantitativo.
   (125) Tuttavia, poiché durante l'inchiesta sul posto la società non è stata in grado di provare
           quale parte delle sue vendite nella Comunità era di produzione di Taiwan e quale era
           importata dalla RPC, l'argomento della società secondo cui i dati relativi
           all'esportazione potevano essere verificati per mezzo delle appropriate basi di dati non
           è stato considerato valido, poiché le esportazioni verso la Comunità potrebbero
           includere merci originarie della RPC. Inoltre, il fatto che la società abbia omesso di
           menzionare le sue importazioni dalla RPC durante il PIR è stato considerato fuorviante
           ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base e suscita seri dubbi circa l'attendibilità
           delle informazioni comunicate dalla società prima e dopo la visita di verifica.
   (126) Per le ragioni anzidette non è stato possibile accettare l'impegno offerto dal produttore
           esportatore interessato.
   (127) Ne consegue che, come disposto dall'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base,
           è opportuno mantenere le misure antidumping in vigore sulle importazioni di accessori
           per tubi originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia o spedite da
           Taiwan, istituite con il regolamento (CE) n. 964/2003.
   (128) Di conseguenza, deve anche essere mantenuta l'estensione delle misure per il prodotto
           in esame originario della RPC alle importazioni dello stesso prodotto spedite
           dall'Indonesia, dallo Sri Lanka e dalle Filippine, dichiarate o no originarie di questi
           paesi, stabilita rispettivamente dal regolamento (CE) n. 2052/2004 del Consiglio15, dal
           regolamento (CE) n. 2053/2004 del Consiglio16 e dal regolamento (CE) n. 655/2006
           del Consiglio17.
   (129) L'esenzione di alcuni accessori per tubi prodotti da Chup Hsin e da Nian Hong
           dall'estensione delle misure antidumping deve essere abrogata. Di conseguenza, queste
           società saranno soggette allo stesso dazio antidumping dei produttori della RPC,
           conformemente all'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                Articolo 1
   1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accessori per tubi (diversi
   dagli accessori fusi, dalle flange e dagli accessori filettati), di ferro o di acciaio (escluso
   l'acciaio inossidabile), il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 609,6 mm, del
   tipo usato per la saldatura testa a testa o per altre applicazioni originari della Repubblica
   popolare cinese e della Thailandia, attualmente compresi nei codici NC ex 7307 93 11, ex
   7307 93 19, ex 7307 99 30 e ex 7307 99 90 (codici TARIC 7307 93 11 91, 7307 93 11 93,
   7307 93 11 94, 7307 93 11 95, 7307 93 11 99, 7307 93 19 91, 7307 93 19 93, 7307 93 19 94,
   15
           GU L 355 dell'1.12.2004, pag. 4.
   16
           GU L 355 dell'1.12.2004, pag. 9.
   17
           GU L 116 del 29.4.2006, pag. 1.
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 ---pagebreak---    7307 9319 95, 7307 93 19 99, 7307 99 30 92, 7307 99 30 93, 7307 99 30 94, 7307 99 30 95,
   7307 99 30 98, 7307 99 90 92, 7307 99 90 93, 7307 99 90 94, 7307 99 90 95, 7307 99 90 98).
   2. Le aliquote del dazio antidumping definitivo applicabili al prezzo netto franco frontiera
   comunitaria, dazio non corrisposto, dei prodotti descritti al paragrafo 1 e fabbricati dalle
   società sotto elencate, sono le seguenti:
             Paese                   Società                       Aliquota   Codice
                                                                   del dazio  addizionale
                                                                   (%)        TARIC
             Repubblica popolare Tutte le società                  58,6       -
             cinese
             Thailandia              Awaji Materia (Thailand) 7,4             8850
                                     Co. Ltd. Samutprakarn
                                     Thai Benkan Co. Ltd. 0                   A 118
                                     Prapadaeng                 -
                                     Samutprakarn
                                     Tutte le altre società        58,9       A 999
   3. Salvo quanto altrimenti disposto, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
                                                Articolo 2
   Il dazio antidumping definitivo istituito ai sensi dell'articolo 1 sulle importazioni originarie
   della Repubblica popolare cinese è esteso alle importazioni degli stessi accessori spediti da
   Taiwan (codici TARIC: 7307 93 11 91, 7307 93 19 91, 7307 99 30 92 e 7307 99 90 92;
   codice addizionale TARIC A999), Indonesia (codici TARIC: 7307 93 11 93, 7307 93 19 93,
   7307 99 30 93 and 7307 99 90 93), Sri Lanka (codici TARIC: 7307 93 11 94, 7307 93 19 94,
   7307 99 30 94 and 7307 99 90 94) e Filippine (codici TARIC: 7307 93 11 95, 7307 93 19 95,
   7307 99 30 95 and 7307 99 90 95), dichiarati o no originari rispettivamente di Taiwan,
   Indonesia, Sri Lanka e Filippine, ad eccezione di quelli prodotti da Rigid Industries Co. Ltd,
   Kaohsiung (Taiwan) (codice addizionale TARIC A099). L'esenzione dall'estensione del dazio
   alle importazioni degli stessi accessori prodotti da Chup Hsin Enterprise Co. Ltd, Kaohsiung
   (Taiwan) (codice addizionale TARIC A098) e Nian Hong Pipe Fittings Co. Ltd, Kaohsiung
   (Taiwan) (codice addizionale TARIC A100) è abrogata.
                                                Articolo 3
   Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
   ufficiale dell'Unione europea.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
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                             Il Presidente
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