CELEX: C2006/294/132
Language: it
Date: 2006-12-02 00:00:00
Title: Causa F-117/06: Ricorso presentato il 2 ottobre 2006 — Loy/Parlamento europeo

2.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 294/66
            
         Ricorso presentato il 2 ottobre 2006 — Loy/Parlamento europeo
   (Causa F-117/06)
   (2006/C 294/132)
   Lingua processuale: l'italiano
   Parti
   
      Ricorrente: Maddalena Loy (Roma, Italia) (Rappresentante: A. Fratini, avvocato)
   
      Convenuto: Parlamento europeo
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               annullare la decisione del Parlamento europeo del 30 gennaio 2006, tramite la quale, da un lato, è stata notificata alla ricorrente la delibera di riassegnazione dall'Ufficio per l'Italia del Parlamento, con sede a Roma, alla Direzione Generale dell'Informazione, sede di Bruxelles, e, dall'altro lato, è stata prorogata la durata del contratto di agente temporaneo della ricorrente fino al 16 luglio 2006, anziché fino al 31 dicembre 2009, come era stato preventivamente deliberato dal Parlamento;
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto al pagamento, maggiorato degli interessi di mora, di tutte le mensilità stipendiali connesse alla funzione di addetto stampa della ricorrente a Roma, con decorrenza dalla data a cui il rinnovo del contratto di agente temporaneo avrebbe dovuto avere effetto, e cioè dal 1o gennaio 2006, e fino al 31 dicembre 2009;
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto al risarcimento del danno materiale, stimato a 240 414,42 euro, e del danno morale, nella misura di 500 000 euro o di quella diversa maggiore o minore misura che il Tribunale riterrà di giustizia;
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   A sostegno della sua azione la ricorrente invoca 7 motivi:
   
               —
            
            
               il primo verte sulla violazione del principio del legittimo affidamento, atteso che l'amministrazione avrebbe indotto la ricorrente a ritenere, al di là di ogni ragionevole dubbio, che le sarebbe stato confermato l'incarico di addetto stampa presso l'Ufficio di Roma del Parlamento e che il suo contratto sarebbe stato prorogato fino al 31 dicembre 2009;
            
         
               —
            
            
               il secondo attiene alla violazione delle forme sostanziali per motivazione insufficiente e contraddittoria. In particolare, le asserzioni relative all'insufficiente capacità professionale della ricorrente sarebbero contraddette dai rapporti relativi a quest'ultima redatti in applicazione dell'articolo 43 dello statuto;
            
         
               —
            
            
               il terzo concerne l'eccesso di potere per manifesto errore di apprezzamento di fondamentali circostanze e contraddittorietà. La decisione di rassegnazione non troverebbe la sua causa nell'incompetenza professionale o nell'interesse del servizio ma nel desiderio di ritorsione del superiore gerarchico della ricorrente;
            
         
               —
            
            
               il quarto è fondato sulla violazione del dovere di sollecitudine, nella misura in cui, secondo la ricorrente, la decisione impugnata sarebbe stata adottata senza la necessaria diligenza e senza tener conto dell'interesse del dipendente;
            
         
               —
            
            
               il quinto attiene alla violazione dei principi di proporzionalità e di buona amministrazione. Da un lato, la ricorrente non avrebbe ricevuto alcun preavviso circa la possibilità di trasferimento in così breve tempo. Dall'altro, i fatti alla base della medesima non sarebbero stati accertati debitamente e le disposizioni statutarie relative ai comportamenti contestati non sarebbero state rispettate;
            
         
               —
            
            
               il sesto verte sulla violazione del diritto di difesa, in particolare sul fatto che il convenuto, pur avendo avuto modo di sentire la ricorrente, non avrebbe dato alcun seguito alle sue dichiarazioni, né offerto alcuna possibilità di contraddittorio tra le parti;
            
         
               —
            
            
               il settimo concerne la violazione del dovere di assistenza previsto all'art. 24 dello statuto, che obbligherebbe l'amministrazione a tutelare i funzionari anche qualora l'autore dei fatti disciplinati dalla disposizione in parola sia un altro funzionario. Pur avendo la ricorrente addotto un principio di prova atto a sostenere le proprie allegazioni, l'amministrazione non avrebbe intrapreso alcuna adeguata misura.