CELEX: 51967PC0811
Language: it
Date: 1967-12-04
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla difesa contro le pratiche di dumping, premi e sovvenzioni da parte di paesi non membri della CEE (in armonia con le disposizioni dell'accordo riguardante l'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo Generale sulle Tariffe doganali e il Commercio, stipulato nel corso dei negoziati commerciali del Kennedy round) (presentata dalla Commissione a norma dell'articolo 149, comma 2 CEE)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (67) 811
Vol. 1967/0147
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
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concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---  COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                 COM(67)811 def.
                                                 Bruxelles , 4 dicembre 1967
                          Proposta modificata    di
                         REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
           relativo alla difesa contro le pratiche di dumping ,
                  premi e sovvenzioni da parte di paesi
                           non membri   della CEE
       ( in armonia con le disposizioni    dell' accordo riguardante
      l' applicazione dell' articolo VI dell' Accordo Generale sulle
               Tariffe doganali e il    Commercio , stipulato
         nel corso dei negoziati commerciali     del Kennedy round )
( presentata dalla Commissione a norma dell' articolo 149 » comma 2 CEE)
                                      (cfr. doc. COM(65)142 def. del
                                       5 maggio 1965 e
                                            doe . COM(66 ) 56 def . dei
                                       16 febbraio 1966 )
COM(67 ) 811 def .
 ---pagebreak---                                       INTRODUZIONE
          Il 5 maggio 1965 la Commissione ha presentato per la prima volta al Con­
siglio una proposta di regolamento relativo alla difesa contro le pratiche di
dumping, premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità ( l ).
Più di due anni e mezzo sono trascorsi da tale data ..                  ..
          Sebbene non sia' ancora entrata in vigpre una regolamentazione comunita­
ria in materia , durante questo intervallo di tempo si sono verificati alcuni
fatti importanti .        •   ' ' "        *                ....
          Noi corso delle loro rispettive riunioni tenute dal 29 al 30 settembre
e dal 18 al 22 ottobre 1965 » sia il Comitato economioo e sooiale sia il Par­
lamento Europeo . hanno preso posizione , su richiesta del Consiglio , in merito
alla proposta della Commissione . Tali pareri , che nelle loro grandi linee sono
favorevoli alla proposta della Commissione , suggeriscono un certo numero di
emendamenti , gran parte disi quali è stata recepita dalla Commissione nella sua
proposta modificata del 16 febbraiò I966 (^).          _                   •
          Il Consiglio , a livello del Gruppo dei problemi ,commerciali ( 3 ) e poi
del Comitato dei rappresentanti permanenti ( *.), ha dedicato una lunga serie di
riunioni alla discussione della proposta modificata» . Pur lasciando-, aperti ta­
luni importanti . problemi , tali discussioni hanno oonsentito di raggiungere'
un ampio : acoordo : fta le delegazioni in merito a numerose , ,disposizioni r méntre -
sono state formulate precisazioni ò modificazioni per quanto riguarda altre .
          Contemporaneamente à queste discussioni del Consiglio , si sono svolti a
Ginevra i negoziati del Kennedy round sulle politiche anti-dumping. Essi han­
no portato alla conclusione di un accordo fra le principali parti contraenti
del GATT . il cui elemento essenziale è costituito da un codice antidumping ( 5 )»
                                                                             • • • J• • •
      1 1 « 1
( 1 ) Cfr. doc. COM(65)i;2 def.
( 2 ) Cfr. doc . COM( 66 ) 56 def.
( 3 ) Cfr. doc . r/931/66 ( Comer 121 )
( t) Cfr. doc . R/695/67 ( Comer 8l )
( 5 ) Cfr. doc. del GATT L/2812 del 12 luglio I967
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      ' Analogamente . alle norme della proposta di regolamento comunitario , quel­
  le del codice anti-dumping si fondano sull ' artioolo VI dell' Accordo generale .
  Il loro contenuto corrisponde , nelle grandi linee , a quello della proposta
: della Commissione . . Prescindendo da questa analogia , tale codice prevede un
  gran numero di disposizioni sull' interpretazione e sull' elaborazione dei prin­
  cipi tradizionali del GATT , che naturalmente non sono ancora state recepite
  nel documento della Commissione , perlomeno in una forma cosi' particolareggia­
  ta.                                                      –
       . A titolo d' esempio , si possono citare , in "tale contesto , le definizioni
  di "dumping indiretto " od "occulto ", dei termini "produzione " e "prodotto si­
  milare ", nonché le norme sulla determinazione del pregiudizio . Altre innova­
  zioni riguardano la procedura , di cui il codice considera diversi aspetti par­
  ticolari , riferentesi sia alla presentazione delle denunce e sia all' inchiesta
  e all' applicazione delle misure di difesa provvisorie o definitive .
         Poiché la firma definitiva di tale accordo anti-dumping da parte della
  Comunità è imminente , la sua entrata in vigore è da prevedere per il 1° lu­
  glio 1968 ( articolo 13 dell' accordo ). Dato che l' articolò 1 } del suddetto ac­
  cordo impone ad ogni Parte contraente , per la pajrte che la riguarda, l' obbli­
  go rigoroso di conformarsi alle norme del codioe prima che questo entri in
  vigore , è necessario che la Comunità proceda alla trasposizione del contenu­
  to di tale codice nel diritto comunitario entro il 1° luglio 1968 .
                                           0
                                     0            0
                                                                              . . /. . .
 ---pagebreak---        Per tali motivi la Commissione ha nuovamente modificato , a norma del­
l' articolo 149 » comma 2 del Trattato CEE, la propria proposta di regolamento
antidumping.                                         ? '• '           :•
       Nel far questo là - Commissióne è stata -mossa innanzitutto' dalla preoc­
cupazione , da un lato di rispettare gli impegni del codice di Ginevra è dal­
l' altro lato di attenersi alle formule di compromesso negoziate dal Consiglio .
E' oosi' che , nonostante il fatto che possa apparire a prima vieta ampiamente
rimaneggiato , il presente documento contiene in realtà solo pochi elementi nuo­
vi che ancora non sono stati approvati dagli Stati membri .
       All' inizio del titolo I della nuova regolamentazione si ritroveranno ,
quindi , i vecchi articoli 1-5 » ampiamente completati dalle disposizioni di
"diritto materiale " contenute nel codioe . La redazione iniziale è stata tut­
tavia modificata, in modo da far risultare distinte le disposizioni sui premi
e sulle sovvenzioni rispetto a quelle relative al dumping. Poiché le norme
del codice riguardanti il pregiudizio , la nozione di produzione , ecc ., sono
vinoolanti soltanto per quanto riguarda le pratiche di dumping, la Commissio­
ne ha preferito non tenerne conto per i premi e le sovvenzioni , al fine di sal­
vaguardare l' attuale libertà d' azione della Comunità, specialmente nella pro­
spettiva di eventuali negoziati in questo settore .
       Il titolo II , sui premi e sulle sovvenzioni , lascia quindi aperta la
maggior parte dei problemi di "diritto materiale" é rimanda alle disposizio­
ni relative alla difesa contro le pratiche di dumping unicamente per quanto
riguarda le regole procedurali .
       A proposito di queste regole , la Commissione si è ampiamente ispirata
alle formule di compromesso elaborate dal Gruppo dei problemi commerciali
del Consiglio . Si è tuttavia rivelato indispensabile un certo adattamento di
tali formule alle regole del codice .
 ---pagebreak---       Le norme relative al periodo transitorio hanno dovuto essere profonda­
mente modificate in quanto , da un lato , l' entrata in vigore del regolamento
coinciderà , ora , con l' attuazione dell' unione doganale e , per numerosi pro­
dotti agricoli , anche con l' attuazione del meroato unico , e , dall' altro , in
quanto le disposizioni che gli Stati membri sono tenuti ad applioare entro
il 31 dicembre 19^9 dovranno anch' esse conformarsi alle disposizioni del co­
dice di Ginevra. '                                                 ■ '
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                                     RELAZIONE
Introduzione
1.      A norma dell' articolo 113 del. Trattato che istituisce la Comunità Eco­
nomica Europea , dopo l' espirazione del periodo transitorio , la politica com­
mercialo comune è fondata su principi uniformi , speoialmente per quanto ri­
guarda le misure di difesa commerciale , tra cui quelle da adottarsi in caso
di dumping e di sovvenzioni .
        Le condizioni richieste per l' attuazione di una politica comune in que­
sto settore devono essere riunite durante il periodo transitorio . La Commis­
sione è tenuta a presentare le proposte necessario ( articolo 111 CEE ).
2.      Conformemente a questo mandato , la Commissione presentò al Consiglio
un programma d' azione in materia di politica commerciale comune , che tratta­
va , fra l' altro , dell' uniformazione delle misure di difesa commerciale , in
particolare contro le pratiche di dumping , premi o sovvenzioni . Il Consiglio
approvò questo programma d' azione il 25 settembre 1962 , incaricando òosi 1 la
Commissione di elaborare proposte adeguate ( l ).
3»      Di conseguenza , nel novembre 1963 , la Commissione presentò al Consi­
glio la proposta , di portata generale , di un regolamento del Consiglio che
stabilisoo dei principi comuni ed una procedura comunitaria per la difesa
commerciale della CEE contro pratiche anomali da parte dei paesi terzi ( 2 ).
                                                                        * • »J • • •
( 1 ) Cfr . G.U. delle Comunità e'uropee n . $0 del 5 ottobre 1962
( 2 ) Cfr. doc . l/C0M(63)321 definitivo .
 ---pagebreak---                                             – 6 –
             Quando il Consiglio dimostrò la sua- preferenza per una soluzione più
   limitata, la Commissione gli sottopose una prima ( l ), e , non appena il Par­
   lamento Europeo e il Comitato economico e sociale ebbero formulato i loro pa­
   reri , una seconda ( 2 ) versione dell' attuale proposta di regolamento relativo
   alla difesa contro lé pratiche di dumping, premi o sovvenzioni .
             Pino ad oggi , tali iniziative non hanno portato all' instaurazione di
  una regolamentazione comunitaria .
                                       o           o
  ' r* - Tuttavia , la Commissione , per le ragioni qui di seguito indicate , è
  oggi più che mai, convinta della necessità di una rapida attuazipne di stru­
  menti di difesa contro le pratiche di dumping ,, premi o sovvenzioni , che sono
  le più ricorrenti tra tutte le pratiche anormali :
  a) in questo settore le legislazioni nazionali differiscono sensibilnente.
          In tre Stati' membri esse non contemplano neppure disposizioni antidumping
          propriamente dette , ma soltanto clausole di salvaguardia di portata del
          tutto generale ;
- b ) la Comunità, in quanto tale , non dispone delle basi giuridiche indispen­
          sabili per l' adozione immediata di efficaci misure di difesa. Tenuto conto
          del oompimento dell' unione doganale al 1° luglio 1968 e della libera circo­
      ' lazione delle merci all' interno della Comunità, prevista per tale data ,
        . gli effetti di questa situazione non possono esaere che nocivi quando la
          CEE è seriamente minacciata da importazioni che costituiscono oggetto di
   ( 1 ) Cfr. doc . COM( 65)142 def. del 5 maggio 1965
   ( 2 ) Cfrl doc. COM(66) 56 def.    del 16 febbraio 1966
 ---pagebreak---     dumping o di concessione di premi o sovvenzioni . L' importazione attraverso
    uno Stato membro di prodotti che formino oggetto di tali pratiche potrebbe ,
    in questo caso , aggirare le misure di difesa nazionali adottate da un altro
    Stato membro . Evidentemente , il ricorso all' articolo 115 potrebbe , in una
    certa misura , ovviare a tale situazione . Tuttavia , ogni ricorso a questa di­
    sposizione presuppone il rispetto di una complessa procedura e costituirebbe
    inoltro un innegabile regresso nell' integrazione armoniosa e graduale delle
    nei economie nazionali . La Comunità rischierebbe pertanto di veder diminuita
    il proprio prestigio , anziché convincere i paesi ad ossa estranei della se­
    rietà cui si informa la sua politica in materia di oonmercio estero ;
c ) i risultati dei negoziati multilaterali , nel quadro del Kennedy round , annet­
    tono particolare importanza a questa esigenza di disposizioni comunitarie .
    L' accordo antidumping , che è stato stipulato tra le principali parti contraen­
    ti del GATT , prevede , infatti , che ciascuno dei firmatari adotti tutte le mi­
    sure necessarie affinché , al più tardi il giorno in cui entrerà in vigore ta/-
    le accordo per quanto lo concerne , le sue leggi , i suoi regolamenti e le sue
    procedure amministrative siano conformi alle disposizioni del codice antidumping
    ( articolo l-'f ). Poiché l' entrata in vigore di detto codioe nei confronti della
    Comunità è prevista per il 1° luglio 1968 , è necessario ohe .la CEE disponga ,
    entro tale data , di una regolamentazione antidumping o&nforme alle norme del
    codice .
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      Inoltro , le notevoli riduzioni tariffarie concesso dalla CEE su scala mon­
      diale rischiano di aumentare la sua uulnerabilità di fronte a pratiche di
      dumping, premi o sovvenzioni . Di conseguenza , esse implicano che la Comu­
      nità possegga in questo settore adeguati meccanismi per una difesa rapida
      ed uniforme , non foss 1 altro che per il loro effetto provantiwo , che già di
      per se stesso costituirebbe , un efficace mezzo di salvaguardia per i prò–
: ' duttori europei . In effetti , è fuor di dubbio che già la sola instaurazio­
      ne di una regolamentazione comunitaria antidumping costituirebbe, un elemon–
      to moderatore nell' impostazione delle relazioni commerciali tra la CSS e
      i paesi terzi ;
d ) inoltre , è possibile che le legislazioni sui dazi compensativi , la cui di­
      scussione nell' ambito del Kennedy round è stata rinviata ad una data suc-
      cessivaj formino oggetto prossimamente di negoziati nell' ambito del GATT.
 'V E 1 pertanto" auspicabile che la Comunità assuma fin d' ora una posizione in
      materia ohe , da un Iato , sia sufficientemente flessibile per poter essere
      oggetto di un negoziato e , dall' altro , metta in evidenza l' identità di in­
      teressi dei Sei in tale materia .
 5.      Queste considerazioni della Commissione sulla neoessità di una regola*-
mentazione comunitaria antidumping sono state appoggiato a più riprese da var-
 rie parti *
         Gli industriali della Comunità hanno espresso sovente il desiderio di
 vedere la CEE dotata degli stessi strumenti di difesa di cui dispongono i lo­
 ro partner • commerciali . L' Unione delle industrie della Comunità europea ha
 ribadito reoentemente ( l ) quanta importanza essa annetta al fatto che la
 ( 1 ) Cfr. Ilota dell' UNICE al Consiglio in merito all' attuazione dell' unione
       doganale, in data 6 novembre 19^7» doc. n. R/1575/ 67         171 )*
 ---pagebreak--- Comunità disponga, entro breve termine , di principi oornimi e di una procedu­
ra comunitaria per la salvaguardia dei propri interessi contro la pratiche
di dumping, i premi e le sovvenzioni . Lo stesso parere fu espresso dal Comi­
tato economico e sociale e dal Parlamento Europeo i quali , in occasione delle
rispettive riunioni dei giorni 29-30 settembre e 18-22 ottobre 1965 » approva­
rono le linee direttrici della Commissione in materia. Tale parere fu riaf­
fermato inoltre quando , nella sua risoluzione del 10 maggio 1967 » il Parlamen­
to Europeo insistette vivamente affinché la politica commerciale comune fosse
definita prima della fine del periodo transitorio .
       Per quanto riguarda 1 1 atteggiamento degli Stati membri , si è già ricor­
dato il programma d' azione elaborato dai Sei con la loro decisione unanime
del 25 settembre 1962 . Nel 1963 » il Comitato speciale dell' articolo 111 si
pronunciò a favore della rapida istituzione sul piano comunitario , di efficar-
ci meccanismi che consentissero l' immediata adozione di contromisure in caso
di azione arbitraria da parte di un paese terzo . Uh anno più tardi , il 23 lu­
glio 1964 » il Comitato dei rappresentanti permanenti espresse il desiderio che
la Commissione procredesse senza indugio all' elaborazione di proposte concernen­
ti un' armonizzazione accelerata delle legislazioni nazionali antidumping , la
creazione di una procedura di consultazione rafforzata, nonché l' applicabilità
immediata delle decisioni comunitarie da parte delle autorità nazionali . An­
che il Consiglio , infine , nella sua risoluzione dell * 11 maggio 1966 , relativa
allo sviluppo equilibrato della Comunità , prevede una decisione rapida in meri­
to alle proposte della Commissione in questo settore .
6.     Per tali motivi , la Commissione sottopone al Consiglio la presente ver­
sione di regolamento antidumping che , pur restando fedele ai principi che es­
sa ha sempre difeso in tale settore , corrisponde alle norme del nuovo codice
antidumping stipulato a Ginevra e tiene conto infine dei risultati delle de­
liberazioni del Consiglio in merito alle sue precedenti proposte .
 ---pagebreak---                                           - 10 -
                      • .                 v :• f.r.oír % «:«■. u v
Campo , d' applicazione                         aaisvxi) »          . .
7.       La proposta della Commissione riguarda unicamente le " pratiche di
dumping , premi 0 sovvenzioni , quando emàninòdaun paese non membro della
CEE ( art . 1 , pax. l ). Viene cosi * fatta una netta distinzione tra il campo
d' applicazione del presente regolamento e quello dell' articolo 91 del Trattato i
riguardante le pratiche di dumpingall'interno della Comunità .
         Inoltre , la Commissióne ha voluto rispettare gli obblighi particolari
che , in materia , possono derivare da accordi tra la Comunità e jJaesi terzi,''
in particolare da accordi di associazione . Di conseguenza, essa ha sottolinear»
to che il regolamento non ostacola l' applicazione delle norme speciali previ­
ste da accordi conclusi dalla Comunità e paesi non membri •
8.       Dal punto di vista geografico , e senza pregiudizio delle disposizioni
dell' articolo l f paragrafo l f il regolamento è normalmente applicabile erga
omnes . Benché giuridicamente è possibile , non è fatta alcuna distinzione di
principio tra le parti contraenti del GATT e i paesi che non vi hanno aderito t
nei confronti dei quali né la Comunità né i suoi Stati membri sono tenuti a
rispettare , come norma generale , le disposizioni dell' articolo VI del GATT e
del Codice di Ginevra, che sono tuttavia alla base di buona perto .della
presente proposta# La Commissione , nell' intento di non limitare i Sei agli
unici strumenti di difesa ammessi dal GATT nei confronti dei paesi che non
accettano le linee direttrici dell*accordo generale , ha previsto pertanto
                                                                           • • • /• m •
 ---pagebreak--- che , quando le pratiche in questione emanano da tali paesi , sia possibile , se
necessario , adottare misure diverse dai diritti antidumping o compensativi
( art . 1 , par . 2 ). Tuttavia, l' instaurazione di queste misure particolari è ri-
                                    ru: r t' ïi-:
servata al Consiglio . La funzione della Commissione in tale campo e pertanto
limitata ad un diritto di proposta.
         La Comunità e , a norma dell' articolo 27 , i suoi Stati membri , mantengono
quindi , almeno in parte , la loro attuale libertà 'd'azione : essi possono , alle
condizioni summenzionate e per quanto riguarda le misure di difesa , non appli­
care gli artìcoli 2 (diritti antidumping) e 22 ( diritti compensativi ), ma pos­
sono anche rispettarli , applicando le rigide norme che essi impongono * Questa
libertà di azione , beninteso , ha i suoi limiti nelle intese eventualmente con­
venute con paesi terzi non membri del GATT , ove esse comportino l' impegno di
applicare le disposizioni dell' accordo generale . Tali intese potrebbero , a giu­
dizio della Commissione , favorire uno sviluppo armonico degli scambi tra la
CEE ed i paesi terzi . Essa le ritiene quindi , in linea di massima , auspicabili .
%        Per quanto riguarda i prodotti colpiti , il campo d' applicazione della
proposta si informa alle legislazioni antidumping di altri paesi , nonché al Codice
di Ginevra . La Bua efficacia si estendo pertanto ad ogni        di . merci , sia del'
settore industriale che del settore agricolo . Affermando tale principio , la
Commissione non ha voluto tuttavia pregiudicare la normale attuazione della
politica agricola comune . Per tale motivo , l' articolo 1 , paragrafo 3 della sua
proposta sottolinea espressamente che il regolamento antidumping non pregiudica
l' applicazione dei regolamenti agricoli , ma che , in deroga all' abolizione ge­
nerale di tutti ì dazi doganali o tasse di effetto equivalente mediante i rego­
lamenti agricoli , le sue norme possono essere applicate in via complementare
ai regolamenti predetti .
 ---pagebreak---                                         - 12 -
                                       TITOLO I
                                                                     *
                         Il dumping e i diritti antidumping
 Norme di "diritto materiale "                  •
 10.     Gli articoli 2–5 costituiscono le basi legali che giustificano il ri­
 corso a misure di difesa contro pratiche di dumping riguardanti prodotti im­
 portati nella Comunità .
         E' stato sopra rilevato che esse sono tuia fedele trasposizipne delle
 norme dell' articolo VI del GATT e del Codice antidumping , recentemente nego­
 ziato a Ginevra . Ne consegue che i poteri delle istanze competenti si eserci­
 tano nel ' ri spetto 'degli obblighi internazionali' in materia.    "   *
 11 .    Ciò significa che non è possibile ricorrere a un diritto antidumping
 se non quando un determinato prodotto è effettivamente oggetto eli un dumping
 e la sua introduzione causa o minaccia di causare un pregiudizio importante
 ad una produzione esistente nella Comunità o ritarda sensibilmente la creazio­
 ne di tale produzione ( art . 2 ).
 Definizione del dumping
 12 . .  La : "definizione di base " del dumping si trova nell' articolo 3..paragra-
 fo l a) della proposta». Ai sensi di detto paragrafo un prodotto importato nel­
 la Comunità è considerato .oggetto .. di un -dumping > Vquando il suo prezzo al­
 l' esportazione verso la Comunità è inferiore al prezzo comparativo praticato
.nel corso delle normali transazioni commerciali relative a un prodotto similare
                                                                             • ••/• • •
 ---pagebreak---   destinato al consumo nel paese d' origine dal quale il prodotto e stato espor­
  tato "»                                      ;.* J . ' •       ■
            Il "valore ' normale " da prendere in considerazione ai fini dell' accerta­
  mento del dumping è quindi il prezzo commerciale nel paese d' origine . Ne deriva
  che in ogni caso non esiste alcuna possibilità di calcolare il màrgine di dum­
  ping partendo dal prezzo di una merce fabbricata in questo , o in quello Stato
  membro della Comunità o nella Cornimi tà considerata nel suo insieme .
-           Il secondo elemento di raffronto , cioè quello il cui rapporto con il
  valore normale nel paese d' origine determina il margine di dumping , è costitui­
  to dal prezzo all' esportazione del prodotto in causa verso la Comunità. Il re­
  golamento , conformemente alle nuove disposizioni del Codioe di Ginevra , risol­
  ve quindi il problema lungamente controverso , se il prezzo normale sul mercato
  interno del paese d' origine debba essere confrontato con il prezzo di un pro­
  dotto simile all' uscita da questo paese o , invece , all' entrata nel paese im­
  portatore ( l ).
  13 .     Oltre alla situazione abituale del dumping praticato direttamente par­
  tendo dal paese d' origine , può darsi che le merci oggetto di dumping non siano
  importate direttamente da tale paese , ma vengano spedite , a destinazione del
  paese importatore ^ da un territorio intermediò» In simili oasi di dumping co­
  siddetto "indiretto " ( 2 ) non sarebbe corretto determinare il margine di dumping
  partendo una volta per tutte dal prezzo normale nel paese d' origine , nella
  ( 1 ) Cfr. Relazione del gruppo di esperti del GATT sui diritti antidumping e
        compensativi , Ginevra , marzo 1961 , pag. 7 »
  ( 2 ) Cfr . Relazione del gruppo di esperti del GATT, pag. 12–13 .
 ---pagebreak---                                         --14 -
maggior parte dei casi non colpevole della pratica, . .
        L' articolo 3 » paragrafo 1 b ), dispone quindi che il prezzo all' esporta­
zione verso la Comunità debba essere compiuto , di norma , con il . prezzo interno
nel paese di esportazione . Tuttavia , la comparazione può essere fatta con il
prezzo nel paese d' origine se , per esempio , ..i prodotti sono oggetto di un traf
fico in transito , ai sensi dell' articolo V del GATT , attraverso il paese di
esportazione owero.se , per detti prodotti , non esite una produzione o non esi
ste un prezzo comparativo nel paese , di . esportasene *
14 *    Qualora non esista un tale prezzo normale sul mercato interno del paese
esportatore , l' articolo VI . paragrafo 1 b ) del GATT pffre la scelta fra dus
possibilità di raffronto dei prezzi : o con il prezzo per 1 * esportazione di un
prodotto simile vèrso un paese terzo , o con il costo di. produzione di detto
prodotto nel paese d ? origine , L' articolo 3 » paragrafo 2 della .proposta , con-
forntemente al Codice di Ginevra ,, assimila a questa situazione il caso in cui ,
sebbene esistano vendite del prodotto simile sul Jiiercato intorno del paese
esportatore , dette , vendite non permettono un raffronto valido , data la partico
lare situazione dol mercato ,               .. _                            .
        Sempre seguendo l' esempio del Codice di Ginevra,.. il . regolamento reca.,
inoltre ulteriori precisazioni in relazione alle disposizioni tradizionali in
materia. La proposta originaria della Commissione aveva ancora ammesso, che il
prezzo all' esportazione verso la Comunità fosse raffrontato con il prezzo più
elevato per l' esportazione verso un paese terzo . Il testo attuale mette invece
                                                                           •• •/
 ---pagebreak--- m evidenza che questo confronto con il prezzo più elevato per l' esportazione
verso lui paese terzo presuppone che detto prezzo sia rappresentativo . Altre
precisazioni riguardano la maggiorazione per i profitti che incide sul costo
di produzione . In linea generale , detta maggiorazione non può superare , attual­
mente , il profitto normalmente realizzato' con la vendita di prodotti della
stessa categoria generale sul mercato interno' del paese d' origine .
15 »    La nota addizionale all' articolo VI , paragrafo 1 dell 'Accorcio generale
figurante nell' allegato I dell' Accordo suddetto , constata che il ricorso a mi­
sure di difesa è altresì 1 possibile qu£ndo il dumping, anziché manifostarsi
apertamente al momento dell' importazione , è praticato in maniera tale che
l' esistenza della differenza di prezzo - risulta solo ad uno stadio1 successivo ,
cioè nel momento in cui l' importatore procede alla rivendita del prodotto in
causa. Nella maggior parte dei " casi questa forma di dumping consiste in una
rivendita in perdita , per la quale l' importatore viene manifestamente rimborsato
dall' esportatore o che si può ritenere sia altrimenti compensataj data l' esi­
stenza d' interessi comuni tra l' importatore e l' esportatore . In linea di mas­
sima , questo dumping cosiddetto "occulto " ( l ) è caratterizzato dal mascheramen­
to o dall' assenza totale del prezzo all' esportazione , che a prima vista sembra
essere al di sopra del valore normale , ma che , in seguito a ricerche più ap­
profondite,' rivela il livello inferiore .
                                                                           # • •j • • •
(l ) Cfr . Relazione del gruppo di esperti del GATT, pag. 12
 ---pagebreak---             I/1 articolo 3,' paragrafo 3 - dèlia proposta prevede quindi tuia ricostruzio­
  ne del prezzo all' esportazione / quando' quest' ultimo non esiste o quando risulta
  che non ci si può basare su di esso ; data l' esistenza di uh 'associazione o di
  un accordo di compensazione tra l' esportatore e l' importatore o una terza perso­
  na. Questa rioostltuzionc è fatta risalendo dal prezzo al quale il prodotto im­
  portato viene rivenduto per lai prima volta ad un acquirente indipendente o , nel
  caso in cui non venga rivenduto ad un acquirente indipendente o venga rivenduto
  solo dopo aver subito una trasformazione , in funzione di una qualsiasi base ra­
  gionevole suscettibile d' essere fissata .
  16 .      Uno dei problemi più ardui dell' applicazione pratica di ogni legislazio­
  ne antidumping è costituito dall' ecrua determinazione del margine di ' dumping»
  Per questo motivo la relazione del gruppo di esperti del GATT ( l ) sottolinea
  la necessità di basare ogni 'procedura óu ' dati effettivamente comparabili . La
  proposta della Commissione , conforme d' altra parte alle nuove disposizioni del
  Codice . di Ginevra , seguè questo ^principiò , esigendo che il confronto sia fatto
. fra transazioni effettuate dllo stesso -stadio commerciale , generalmente alla
  fase dell' uscita della mero© dalla fabbrica , e a date il più vicine possibile
  ( art . là, par. 4 a). La presente proposta dispone 'inóltre che sia tonuto débita-
  mente oonto , in ogni caso , delie : differenze nelle Condizioni di venditàj' delle
  differenze di tassazione e delle altre differenze che incidono sulla comparabi­
  lità dei prezzi ( art . 3 , par. 4 b) .
  1-7 • '   L' articolo 3 » paragrafò 6 del regolamento 'si riferisce al dumping' dei
  paesi à commercio di Statò « quando- èssi 'sono- membri del GATT . mentre quello
                                                                                  * ••/• • *
  ( l ) Cfr. pagg. 7-8 .
 ---pagebreak---                                           17 -
dei paesi non firmatari dell 1 Accordo generale è trattato nel più ampio conte­
sto dell , articolo 1 , paragrafo 2 . La seconda nota addizionale all' articolo VI
paragrafo 1 dell' Accordo generale , figurante nell' allegato I dell' Accordo sud­
detto , riconosce che in simili casi non è sempre appropriato un raffronto esat­
to fra i prezzi all' esportazione e i prezzi più o meno imposti sul mercato •.
interno di r^tto paese . Come il Codice di Ginevra , la proposta della Commissio­
ne si limila ad una conferma di detta regola. : -
                   '                                *
18 .      Il settimo ed ultimo paragrafo dell' articolo 3 elei regolamento riprende
la definizione del termine ' "margine di dumping" , formulata dall' articolo VI
paragrafo 2 del GATT .
Definizione ' del pregiudizio
19       L' applicazione di qualsiasi diritto antidumping prosuppone , oltre al­
l' esistenza di una differenza di prezzo f la presenza di un secondo elemento
èssen^iale ? il pregiudizio importante . L' articolo VI dal GATT, per quanto ri­
guarda le linee direttrici da seguire in materia , è quasi del tutto carente .
Anche gli esperti del GATT ( l ) si sono limitati più o meno a constatare che
l' impossibilità di fissare definizioni o norme precise sul pregiudizio impor­
tante . Lo stesso silenzio si ritrova nelle legislazioni antidumping .tradizio­
nali .                            ,
          Il Codice antidumping negoziato a Ginevra ha il merito di colmare per
la prima volta questa lacuna , almeno in gran parte . La Commissione si è sfor­
zata di seguire questo esempio : l' articolo 4 della sua proposta contiene un
                                                         »-      ....... . . •••/•••
( l ) Cfr . Relazione del gruppo di esperti del GATT. pagg. 10-11 .
 ---pagebreak---                                                              \
                                      •- 18 --
insieme relativamente completo di norme per la determinazione dol pregiudizio ;
è lecito attendersi che esse aumenteranno sensibilmente la certezza giuridica
in tale campo ,
20. ■ Il primo paragrafo dell' articolo 4 ha un duplice fine »
        Esso mette in evidenza , da una parte,' òhe ogni decisione sull 'esistenza
di un pregiudiziò dev' essere fondata su dati' di fatto effettivànènté constatati »
Ciò è importante anzittutto per le determinazioni relative a una semplice mi­
naccia di pregiudizio,' che non possono èssere fondate su semplici allegazioni ,
congetture o lontane possibilità ( art . -4 , par. 1 b)»                        -
        L' artìcolo 4 » paragrafo la) esige , d' altra parte , un rappòrto di causa
ed effetto tra il dumping -e il pregiudizio constatato . Questa condizióne non
è per nulla soddisfatta sé la differenza di prezzo è solo un fattore insigni­
ficante fra i mólti altri fattori che determinano la situazione della; produ­
zione . E' necessario invéce ché la manipolazione del prezzo èia palesemente la
cr-usa principale del pregiudizio" ossérvato . ' Ai fini di tale constatazione debbo­
no essere poste in bilancia , da uria parte,' le conseguenze del duaping é , dal­
l'altra , tutti gli altri fattori , consideraci complessivamente j' che; possono '
incidere sfavorevolmente sulla produzione -della Comunità .
21 ,    La valutazione, del pregiudizio presuppone l' esame di tùiii ' i ' fattori i
guàli influiscono ,^ in un senso ó nell' altro , sulla situazione della produzione
iii causa. I paragrafi 2 e 3 "dell'orticolo 4 indicano un certo numero di questi
fattori , senza peraltro essere esaurienti in materia.
                                                                             • • •/• • •
 ---pagebreak---         La parte restante dell' articolo 4 è dedicata alla definizione del­
l' espressione "produzione", che presenta infatti due differenti aspetti .
22 .    Il primo si riferisce al prodotto in quanto oggetto della produzione .
Benché il GATT e la relazione degli esperti non vi facciano menzione , l' impor­
tanza di tale aspetto del problema risulta tuttavia innegabile . llolto diffi­
cilmente , infatti , un produttore si limita a fabbricare un' unica morco . Nella
maggior parte dei settori , le imprese producono invece intere garamo di prodot­
ti più ò meno affini , sia sul piano delle caratteristiche, materiali che dei
processi produttivi o degli aspetti economici . L' industria chimica offre uno
dei più evidenti esempi di tale situazione .
        In caso di dumping , questo solleva l' inevitabile domanda: rispetto alla
fabbricazione di quale prodotto valutare gli effetti delle importazioni incri­
minate? L' articolo 4 paragrafo 4 si attiene alle linee direttrici del Codice
di Ginevra. La valutazione si effettua in rapporto alla produzione del prodot­
to similare , qualora i dati disponibili consentano di definire la produzione
distintamente in funzione del processo produttivo o di altri criteri . Qualora
invece tale produzione non costituisca un' entità distinta , l' effetto del dum­
ping è messo in relazione con la produzione del gruppo (o della gemma di merci )
maggiormente affine e comprendente il prodotto similare per il quale possano
essere ottenuti i necessari elementi di informazione .
                                                  %
        La valutazione degli effetti del dumping è quindi limitata alla produ­
zione dei soli prodotti simili a quelli importati . Ciò deriva dal fatto che il
 ---pagebreak---                                          - 20 -
Codice di Ginevra vieta espresse-mente qualsiasi estensione dell' inchiesta oltre
tale base , ad esempio ai prodotti cosiddetti "concorrenziali " o di"sostituzione M ,
al fine d' impedire un' imprevedibile estensione del campo d' applicazione dolle
misure antidumping.
                                                                      <1
23 .    Il secondo aspeirto d:ell T éépressioriè "",,pròdùziòrie " concerne i produttori
in quanto soggetti determinanti per la fabbricazione .
        A tale ritardo , il regolamento parte dal principio che le misure anti-
dumping sono mezzi di difesa eccezionali , destinati a proteggere un interesse
non privato ma comunitario ; L' articolo 4 paragrafo 5 a) presuppone quindi che.il
pregiudizio arrecato colpisca , a livello comunitario , gli interessi dell' insie­
me dei produttori o , almeno , di un grandissimo numero di essi , come ciò risulta
dalla disposizione del Codice di Ginevra. Quest' ultimo sancisce infatti che , .
in una zona d' integrazione economica , per produzione complessiva debba inten­
dersi quella di cui all' articolo VI del GATT .
        Talo norma generale ammette tuttavia due importanti eccezioni :           ;
- quando un produttore è . al contempo importatore del .prodotto che forma oggetto
   di dumping , 1' espressione > "produzione " può essere interpretata come' riferen-
   tesi esclusivamente al resto dei produttori ;                       ;
- in un mercato delle dimensioni della Comunità , lina certa protezione regionale
   può risultare indispensabile . La proposta ammette quindi , a certe condizioni
   limitative e giustificate da considerazioni economiche che , ai fini della va­
   lutazione dell' incidenza del dumping , la Comunità può essere considerata come
   costituita da più mercati competitivi ed i produttori all' interno di ciascun
 ---pagebreak---                                       - 21 -
mercato possono essere considerati come rappresentanti una produzione distinta ,
suscettibile di formare oggetto di misure di difesa .
                                Norme di procedura
                 Avvio della procedura e inchiesta susseguente
        Gli articoli 6 a 21 stabiliscono le norme relative alla procedura anti-
dumping .
25 .    In linea di massima , la procedura antidumping prende avvio da una denun­
cia , che può essere formulata a nome di qualsiasi produzione comunitaria che
si ritiene lesa o minacciata da un dumping ( art . 6 par . l ); La proposta non
esige quindi che sia il produttore in persona ad introdurre tale denuncia ma
ammette che quest' ultimo possa essere rappresentato , ad esempio , da organizza­
zioni 0 associazioni di categoria.
26 .    La denuncia può essere inoltrata per iscritto presso qualsiasi Stato
membro in cui la produzione esercita la sua attività , qualunque sia lo Stato
membro in cui il dumping denunciato può produrre i suoi effetti . Copia della
denuncia è inviata alla Commissione dà parte dello Stato membro che l' ha rice­
vuta ( art . 6 par . 2 ).
 ---pagebreak---                                      - 22 -
        Se una denuncia e presentata alla Commissione , quest' ultima la tra­
smette senza indugio agli Stati membri ( art . 6 par . 2b ).
        Nella sua prima fase , dunque , la procedura antidumping è piuttosto
affidata alle ammini strazioni nazionali . La Commissione ritiene infatti
che , attualmente ,' tale orientamento sia il più efficace , tenuto conto del­
la conoscenza diretta , da parte delle amministrazioni nazionali , degli am­
bienti interessati , nonché delle loro lunghe esperienze pratiche in detta
materia .
27 .   Affinché possa essere presa in considerazione , la denuncia deve sod­
disfare un certo numero di condizioni . In base a queste ultime , il ricor­
rente deve fornire anzitutto degli elementi di prova concernenti sia il
dumping che l' eventuale pregiudizio ( art . 7 )«
28 .   Quando una denuncia soddisfa le condizioni suddette , la Commissione
viene immediatamente informata , dallo Stato membro che è pervenuto a tale
constatazione ; deve inoltre venirle comunicato il risultato dell' esame
dei fatti , eventualmente effettuato sul piano nazionale ( art . 8 par . 1 e 3 ).
        La Commissione deve pure essere informata quando tino Stato membro ,
indipendentemente da una denuncia , ha delle prove riguardanti talune pra­
tiche di dumping pregiudizievoli ad una produzione della Comunità ( art . 8
par . 2 ). E' apparso alla Commissione che in tal caso , un diritto di ini­
ziativa specifico non potrebbe essere rifiutato agli Stati membri , tanto
più che esso è previsto attualmente da parecchie legislazioni - nazionali
dei Sei ed è riconosciuto dal Codice di Ginevra .
 ---pagebreak---           La Commissione e obbligata a trasmettere le informazioni suddette
   agli altri Stati membri ( art . 8 par . 4) e ad iniziare subito dopo l' esame
   dei fatti sul piano comunitario .             . ,
   29 . L' esame dei fatti sul piano nazionale dev' essere concluso non appena
   l' autorità competente di uno Stato membro è convinta che gli elementi di
   prova relativi sia al dumping sia al pregiudizio non sono sufficienti per
   giustificare la continuazione della procedura ( art . 9)»
. Esame dei fatti sul piano comunitario ,
   30 .   Dato il molo particolare che la Commissione è chiamata a svolgere
   neìla procedura antidumping e soprattutto il suo diritto d' iniziativa per
   le misure di difesa e il suo dovere di difenderle nell' ambito del GATT , '
   l' esame dei fatti sul piano comunitario deve essere effettuato in stretta
   collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri . L' articolo 10 della
   proposta definisce quindi i compiti che devono essere svolti sia dall' una
   che dagli altri . Esso precisa , in particolare , i poteri da attribuire al­
   la Commissione .                                                     -
   31 .   La Commissione può innanzitutto raccogliere le informazioni necessa­
   rie presso gli importatori , gli esportatori , i commercianti , i produttori ,
   le organizzazioni ó associazioni di categoria . Quando essa formula una
 • richiesta di informazioni , è obbligata ad inviarne immediatamente una copia
   allo Stato membro in cui il ricorrente esercita la sua attività ( art . 10
   par . 3).
 ---pagebreak---                                     - 24 -
32 .   La Commissione offre inoltre la possibilità al ricorrente , agli im­
portatori ed esportatori notoriamente interessati , nonché ai rappresentan­
ti del paese esportatore , di prendere conoscenza di tutte le informazioni
aventi attinenza con la difesa dei propri interessi , sempreché dette in­
formazioni non abbiano carattere riservato ( art . 10 par . 4 )»
33 »  La proposta riserva invece agli Stati membri il diritto di procedere
a verifiche o controlli sul loro territorio o ad inchieste in altri paesi .
La Commissione può tuttavia domandare agli Stati membri di procedere essa
stessa a queste verifiche o controlli : in tal caso questi ultimi sono te­
nuti a dare un esito favorevole . Essi comunicano alla Commissione il ri­
sultato delle verifiche , dei controlli o delle inchieste effettuate , nonché
qualsiasi altra informazione di cui . essa potrebbe aver bisogno . La Commis­
sione trasmette queste informazioni agli altri Stati mèmbri ( art . 10 par , 5 )»
34 «  La Commissione può sentire le parti interessate . Essa deve farlo
quando queste ne hanno espresso il desiderio per iscritto e nel termine
fissato , dimostrando che esse potrebbero essere direttamente interessate
al risultato dell' esame dei fatti . Se una delle parti direttamente inte­
ressate lo chiede per iscritto , dimostrando al riguardo un interesse suf­
ficiente , la Commissione deve darle la possibilità di fare conoscere il
proprio punto di vista anche verbalmente ( art . 10 par . 6a ) . :
35 »  Inoltre la Commissione deve , a richiesta , dare la possibilità a qual­
siasi parte direttamente interessata di incontrare le parti aventi interes­
si contrari , per consentire che le tesi opposte in presenza possano forma­
re oggetto di confutazioni . In tale occasione , essa deve tener conto della
necessità di salvaguardare il carattere riservato delle informazioni e di
                                                                     • · ·/ ι · ·
 ---pagebreak---                                      - 25 -
agevolare le parti . Nessuna parte e obbligata ad assistere all' incontro e
la sua assenza non potrebbe essere pregiudizievole alla sua causa ( art . 10
par . 6b ) .                                           "  .
36 .    Infine , la procedura deve formare oggetto di una certa pubblicità . 4
tale scopo la Commissione pubblica un avviso nella Gazzetta Ufficiale del­
le Comunità ed informa al contempo i rappresentanti del paese esportatore ,
nonché gli importatori ed esportatori notoriamente interessati ( art . 10-
par . 2 ). Questo avviso mira a prevenire gli esportatori esteri , nonché gli .
importatori della Comunità , in merito all' eventuale instaurazione di misu­
re di difesa . Esso consente inoltre di accelerare la procedura , sollecitan­
do gli interessati a comunicare alla Commissione le informazioni che essi
posseggono sul caso di cui trattasi e fissando un termine durante il quale
coloro tra essi che desiderano essere uditi dalla Commissione possono in­
trodurre una domanda al riguardo .
                                                 I           .        •-
     ■ La Commissione è consapevole degli effetti che può produrre tale
pubblicità .
        In determinate circostanze , difatti , essa può frenare o addirittura
arrestare ogni ulteriore importazione . Per tale ragione , essa è subordinata
alle condizioni del Codice di Ginevra : le informazioni raccolte dalla Com­
missione devono fare apparire che potrebbe risultare necessaria l' applica­
zione di misure di difesa contro un dumping .
        In altre circostanze , la pubblicazione può produrre invece l.'effetto
opposto , e cioè incoraggiare l' aumento delle importazioni prima che siano
istituiti dei diritti antidumping . In situazioni simili sarà spesso indi­
cato di procedere alla pubblicazione simultaneamente all' applicazione di
misure provvisorie . L' articolo 10 paragrafo 7a permette tale procedura :
                                                                    • • •/ • •
 ---pagebreak---                                         - 26 -
t,oso sottolinea che le disposizioni relative all' esame dei fatti non impe­
discono né al Consiglio , né alla Commissione di prendere delle decisioni
preventive o di decidere , senza altro ritardo , l' applicazione di misure
provvisorie . La razionalizzazione della procedura è d' altra parte parsegui-
ta con l' articolo 10 paragrafo Jb . Ai sensi di questo articolo possono es­
sere elaborate delle conclusioni finali in base ai dati di fatto disponibi­
li , se una parte interessata non comunica le informazioni necessarie o se
un paese terzo fa delle obiezioni riguardo allo svolgimento di un' inchie­
sta sul suo territorio .
Trattamento riservato delle informazioni
37 .     L' articolo 11 della proposta tiene conto del legittimo interesse del­
le parti interessate affinché , i . loro segreti d' affari non siano divulgati .
        A tale scopo , le informazioni raccolte possono essere utilizzato sol­
tanto per lo soopo per il quale sono state richieste ( art . 11 par . l ).
 - -    -Il-Gònsiglio ., la Commissione e gli Stati membri , nonché i loro fun­
zionari ed altri agenti , non possono divulgare alcuna informazione , che ,
per la sua stessa natura ( l ), sia riservata o fornita in via confidenzia­
le da una parte interessata all' inchiesta antidumping ( art . 11 par . 2 ).
         Quando tuttavia appare chiaro che una domanda di trattamento riserva­
to non è giustificata e che colui che ha fornito l' informazione in questio­
ne non vuole pubblicarla , sotto qualsiasi forma , può non essere tenuto con­
to di detta informazione , salvo se egli può dimostrare che essa è esatta
( art . 11 par , 3 )^
         Le disposizioni suddette non si oppongono tuttavia alla pubblicazio­
ne di informazioni generali in occasione dell' inizio ufficiale della pro­
cedura antidumping , nonché della motivazione delle misure di difesa adot­
tate . Tale pubblicazione deve evidentemente tener conto del legittimo in­
teresse delle parti interessate a non vedere divulgati i loro segreti
d' affari .
                                                                       • • • /1 • •
( l ) Per esempio , poiché la loro divulgazione avvantaggerebbe notevolmente
      un concorrente o provocherebbe un torto grave a colui che ha dato le in­
      formazioni e alla persona da cui quest' ultimo le ha ricevute .
 ---pagebreak---    Consultazioni
   38 .    Una parte rilevante della procedura comunitaria è costituita dalle
   consultazioni » Queste ultime permettono alla Commissione e ai Governi degli
   Stati membri di esaminare , di concerto , ■ i problemi che si pongono nel corso
   della procedura : esistenza del margine di dumping , realtà ed importanza
   del pregiudizio e misure di difesa appropriate ( art , 13 )» Per tale ragione ,
   le consultazioni devono iniziare immediatamente , qualunque sia lo stadio
   dell' esame dei fatti , non appena uno Stato membro lg richieda o la Cornrr.is-
   sione     lo reputi necessario ( art . 12 par . l ). Esse si effettuano in seno
   a un Comitato consultivo , composto dei rappresentanti di ogni Stato membro
   e presieduto da un rappre sentante della Commissione ( art , 12 par . 2 ).
  "Istituzione ed applicazione delle misure di difesa
     .   : Dato che la procedura può portare a risultati differenti , la Commis­
   sione si è adoperata per tener, conto di tutte le eventualità .
   39 .    Quando il risultato definitivo della procedura può essere negativo ,
   tenuto conto dell' esame dei fatti effettuato sul piano comunitario e dei
   pareri espressi in sede di consultazione , la Commissione ritiene che non
   è necessaria alcuna misura di difesa . In tal caso , essa è tenuta a tra­
   smettere al Consiglio una relazione sull' esito delle consultazioni , nonché
  una proposta di chiusura della procedura . Quando il Consiglio approva . ...
   tale proposta della Commissione , la procedura è chiusa . Lo stesso avviene
• quando il Consiglio , entro un dato termine , non ha preso alcuna decisione
   o non ha invitato la Commissione a continuare l' esame dei fatti ( art . 14
   par . l ) .                            .
 ---pagebreak---                                        - 28 -
40 .    Questa procedura può venire applicata quando , come succede in prati­
ca , gli esportatori si impegnano a rivedere volontariamente i loro prezzi ,
in modo da eliminare il margine del dumping . In tale caso , tuttavia , la . Com­
missione non è obbligata a dichiarare chiusa automaticamente la procedura .
Prima di procedere in questo modo essa deve essere convinta che la soluzio­
ne proposta dagli esportatori è accettabile e ciò dopo aver consultato il
Comitato ( art . 14 par . 2a ) .
        Quando gli esportatori si impegnano ad una tale revisione dei prezzi ,
costoro possono avere un -interesse , legittimo nel proseguimento dell' inchie­
sta sul pregiudizio , allo scopo di provare il carattere inoffensivo delle
loro pratiche commerciali . L' articolo 14 , paragrafo 2 b ) tiene conto di ta­
le situazione . Se in caso simile si giunge alla conclusione che non v' è
pregiudizio , l' impegno assunto dagli esportatori automaticamente diviene
caduco , a meno che gli esportatori non ne confermino la validità ( art . 14
par . 2b ) .
        Beninteso , gli esportatori possono astenersi dall' assumersi gli im­
pegni menzionati innanzi od anche rifiutarsi di assumerli se la Commissione
li invita a farlo , senza che ciò possa recare pregiudizio alla loro causa .
La Commissione , nondimeno , è libera di decidere che la materializzazione
di una minaccia di pregiudizio ha più probabilità di concretarsi se si con­
tinua a dare corso alle importazioni che formano oggetto di un dumping
( art . 14 par . 2c ).
41 .    Quando , invece , il risultato finale della constatazione dei fatti è
positiva , la Commissione sottopone una proposta al Consiglio ( art . 17 )« In
linea di massima , questa proposta deve prevedere' l' introduzione di un diritto
antidumping , come è étabilito nell' articolo 2 . La Commissione tuttavia può
pronunciarsi in merito all' adozione di misure particolari , quando il dumping
proviene da un paese che non è parte contraente del GATT ( art . 1 par . 2 ).
 ---pagebreak---                                               - 29 -
  42 .       L' esperienza , tuttavia , insegna che la constatazione definitiva dei
  fatti può richiedere molto tempo . Tale considerazione , già valida sul pia­
  no nazionale , lo è maggiormente sul piano comunitario , dove ogni decisione
  nefcessita un accordo in seno al Consiglio . Se durante tale periodo , la Comu­
  nità fosse privata di ogni possibilità di azione , la sua difesa sarebbe , in
  linea generale , inefficace .             :
: -        - La Commissione , proprio allo scopo di munire la Comunità di istrumen-
  ti di difesa pari a quelli di cui dispongono i partner commerciali più im­
  portanti , prevede l' introduzione di misure provvisorie . Ai sensi dell' arti­
  colo 15 del regolamento ^ queste hanno la forma di diritti provvisori . Que­
  sti sono applicabili quando , da un esame preliminare dei fatti , risulta
  che gli interessi della Comunità richiedono una difesa immediata .
             Per tali misure provvisorie , la procedura normale sarebbe poco ade­
  guata , perché questa richiederebbe innanzitutto una proposta della Commis­
  sione ed in seguito una decisione del Consiglio . Le inevitabili perdite di
  tempo renderebbero infatti illusoria ogni difesa convincente * . .
    <
             Per questa ragione , la proposta è favorevole all' introduzione di- misu­
  re provvisorie da parte della Commissione ( art . 15 ). Tuttavia l' azione di
  questa ha dei limiti beri determinati , e cioè :                   >
  a) le condizioni elencate nel Codice di Ginevra devono essere soddisfatte
        prima dell' introduzione di ogni diritto provvisorio ; dopo un esame pre­
        liminare dei fatti , la Commissione dev' essere convinta , nella sostanza , del
        l' esistenza di un dumping ; inoltre essa dev' essere in possesso di ele­
        menti che provino sufficientemente il pregiudizio ed infine deve tener
      ■ conto di tutti gli interessi in gioco ( art . 15 , par . la);
 ---pagebreak---                                             30 -
b j le misure previste sono limitate dalla loro natura e portata . Viene am­
     messa soltanto l' introduzione di un diritto antidumping provvisorio
     ( art . 15 par . la ). L' ammontare di tale diritto non può superare il mar­
     gine del dumping stabilito provvisoriamente ( art . 19 par . 3a) .
c ) per quanto riguarda la durata , l' applicazione delle misure provvisorie
     è limitata a tre mesi ( art . 15 par . 2 ). Una proroga è possibile soltan­
     to mediante decisione del Consiglio , presa su richiesta degli esportato­
     ri ed importatori ( art . 16 par . 2 );
d ) infine , è stato stabilito il principio che rientra nella sfera di compe­
     tenza del - Consiglio di confermare le misure - provvisorie della Commis­
     sione ( art . 16 par . l ) e di stabilire l' atteggiamento definitivo della,
     Comunità , decidendo la sorte finale dell' ammontare percepito ( art . 16
     pari - 1 e art . 17 par . 2 ).
         La Commissione è persuasa che mediante le misure provvisorie la sua
proposta venga incontro alle preoccupazioni ed ai desideri spesso formulati
dagli Stati membri e dai settori interessati .
         Le condizioni per l' introduzione di diritti provvisori offrono infat­
ti un massimo di garanzia , affinché la loro applicazione sia giustificata
sul piano internazionale e non si allontani dai principi tradizionali degli
Stati membri .
         D' altra parte , la competenza relativa alle misure di urgenza attribui­
ta alla Commissione permette di attuare un' azione rapida , che in alcuni ca­
si può essere resa ancora più accelerata ; difatti , quando uno Stato membro
chiede un' azione immediata dà parte della Commissione , questa deve decide­
re , "entro un termine massimo di 5 giorni lavorativi , se è opportuno intro­
durre o meno un diritto antidumping provvisorio ( art . 15 , par . le )»
                                                                         • • •J• • •
 ---pagebreak---                                                  - 31-
                 Infine , il sistema previsto e piuttosto elastico : durante il periodo
           di applicazione delle misure provvisorie , infatti , il Comitato deve esamina­
           re le loro conseguenze e verificare periodicamente se sono riunite le con­
           dizioni per la loro applicazione (art . 18).
                 Gli articoli 19 a 21 della proposta rappresentano una specie di co­
           rollario delle disposizioni precedenti . Infatti , dopo aver precisato le
  - fregole "materiali" e procedurali per l' introduzione delle misure di difesa ,
           si sono dovute prevedere le disposizioni necessarie per la loro applicazio-
        i. ne corretta .
           43 »  A tale scopo , l' articolo 19 , paragrafi ì e 2 , prevede che l' introdu-
      . . zione dei diritti antidumping , provvisori o definitivi , verrà effettuata
           sotto forma di regolamenti . Questi diritti non possono avere vigore né
           possono essere aggravati con effetto retroattivo .
           44 «  Il campo di applicazione dei diritti viene fissato nel paragrafo 2 b)
   ; - dello stesso articolo : essi colpiscono tutti i prodotti previsti nell' at-
   . to del Consiglio o della Commissione , i quali , dopo l' entrata in vigore di
           tale atto , sono dichiarati per. la immissione al consumo nella Comunità .
       . A tale scopo è determinante la data alla quale il servizio doganale ha ac­
           cettato l' atto con il quale il dichiarante ha manife stato la sua volontà di
 , ■ immettere in consumo i prodotti .
                 Due fattori sono stati determinanti per la redazione di tale dispo­
           sizione . Da una parte l' articolo 11 del Codice di Ginevra limita l' appli-
        . cazione di ogni diritto antidumping , definitivo o provvisorio , esclusiva-
     i - mente ai prodotti immessi in consumo dopo l' entrata in vigore della misu-
• ■ ra di difesa . La proposta della Commissione dovrebbe rispettare tale re­
        / gola .         .
 ---pagebreak---                                        - 32 -
        D' altra parte , la Commissione ha voluto assicurarsi che le date da
prendere in considerazione per l' esecuzione del presente regolamento corri
spondono , nella misura del possibile , a quelle in vigore nel campo della
legislazione doganale . Si rileva in tale contesto , che la raccomandazione
della Commissione del 25 maggio 1962 ( l ) fissa,quale data da prendere in
considerazione per la determinazione dell' aliquota del dazio doganale ap­
plicabile alle merci dichiarate per l' immissione al consumo , la "data in
cui il servizio doganale accetta l' atto con il quale il dichiarante mani­
festa la sua volontà di immettere in consumo dette merci ". La stessa data
sarà valida per stabilire il valore in dogana delle merci dichiarate per
il consumo diretto , dal momento in cui l' articolo 5 » paragrafo 1 della prò
posta della Commissione in materia ( 2 ) sarà stata approvata e messa in vi­
gore dal Consiglio . Pertanto , è sembrato opportuno basare l' applicazione
dei diritti antidumping sugli stessi criteri .
        Scegliendo tale opzione , la Commissione vuole rilevare che , secondo
le legislazioni nazionali , è sottointeso che in nessun caso l' atto dogana­
le menzionato innanzi può prendere effetto finché le merci non sono arriva
te nel luogo stabilito dalla dogana per l' operazione di sdoganamento e fin
tanto che i documenti , la cui produzione è necessaria per la loro iramissio
ne . al consumo , non sono stati presentati .
                                                                         • • • /• a •
( 1 ) G.U. delle Comunità europee , ri . 51 del 29 giugno 1962 , pag . 1545 »
( 2 ) Cfr . la proposta della Commissione per uri regolamento del Consiglio
      relativo al valore in dogana delle merci , doc . III/COM(67)683 .
 ---pagebreak---                                          - 33 -
   45 »    Per quanto riguarda l' ammontare dei diritti antidumping , in nessun
   caso lo stesso può superare il margine del dumping rilevato , o in caso di
   introduzione di un diritto provvisorio , quello che è stato stabilito prov-
 • visoriamente ( art . 19 par . 3 )» Di conseguenza , quando un importatore può
   provare che i prodotti che egli ha importato nella Comunità non formano
   oggetto di un dumping , o per lo meno non nella misura rilevata inizialmen­
   te , i diritti percepiti devono essere restituiti totalmente o in parte
   ( art . 19 par . 3 b e c ) .
   46 .    In caso di protezione regionale ( l ), la percezione definitiva dei di­
   ritti viene effettuata, secondo le disposizioni particolari dell' articolo 19
   paragrafo 4 *                                                 1
   47 *    L' articolo 20 precisa infine che le misure adottate devono indicare
   tutti gli elementi essenziali per l' applicazione dei diritti , quale la vo­
   ce doganale , la denominazione commerciale , il paese di esportazione o di
   origine , il nome e l' indirizzo del produttore o dell' esportatore in causa
   ( art . 20 par . l ). Se sono applicati più fornitori dello stesso paese e in
   pratica se non è possibile indicarli tutti-, l' indicazione del paese forni­
   tore può sostituire quello del nome e dell' indirizzo dei differenti forni­
   tori . Se i fornitori non appartengono allo stesso paese , è possibile elen­
   care tutti i paesi fornitori .                            ' .
   48 .    Per la determinazione dell' origine del prodotto , è stato stabilito
   che , in mancanza di regole particolari fissate in occasione delllintrodu--
   zione dei diritti antidumping , possono venire applicate le disposizioni
   relative alla definizione comune della nozione di origine , la cui propo­
   sta è stata sottoposta all' approvazione del Consiglio il 23 giugno 19^7 ( 2 )
' ( art . 20 par . 3 )*                                 ,
                                                                        • • •J• • •
   ( 1 ) Cfr . punto 23 dell' introduzione .
   ( 2 ) Cfr . doc . C0M(67)327 definitivo .
 ---pagebreak---                                       - 34 -
49 •    Poiché la natura e la funzione dei diritti antiduping non permette
l' assimilazione di questi ai dazi doganali ed alle altre imposte esigibi­
li all' importazione , la Commissione si è astenuta dal rendere generalmen­
te applicabili , in tale contesto dei diritti antidumping , le regole e le
procedure fissate dalla legislazione doganale . Questa soluzione , d' altron­
de , è stata scelta anche per tener conto delle ripartizioni delle compe­
tenze amministrative all' interno degli Stati membri . La percezione dei
Zirliti antidumping viene effettuata infatti in tre paesi membri dalle
amministrazioni degli affari economici ad uno stadio anteriore alla di­
chiarazione in dogana delle merci in causa , mentre negli altri Stati essa
viene effettuata dalle autorità doganali , in linea di massima , durante
lo sdoganamento di tali prodotti .
        Per tale ragione , l' articolo 21 della proposta stabilisce la regola
generale secondo la quale i diritti antidumping vengono percepiti senza
      I                                /
avere riguardo dei dazi doganali , delle tasse e delle altre imposte nor­
malmente esigibili alle importazioni .
 ---pagebreak---                                      TITOLO II
               I prèmi , le sovvenzioni e i diritti compensativi
       Il titolo II del regolamento è dedicato ai premi e alle sovvenziono,'
nonché all' applicazione dei diritti compensativi .
50 .   I principi di base sonò fissati dagli articoli 22 e 23 della pro­
posta . Queste disposizioni non hanno né la portata ,né l' esattezza delle
norme anàloghe sul dumping . Ciò' spiega col fatto che i termini del
Codice di Ginevra , e in particolare le sue definizioni fondamentali
delle nozioni "pregiudizio " e "produzione ", non si applicano alle sov­
venzioni . La Commissione ha quindi preferito non riprenderle pef i di­
ritti compensativi , in modo da riservare alla Corminità là sua attuale
libertà d' azione in eventuali negoziati in materia . '
       La Commissione non si è dunque attenuta al contenuto dell' articolo VI
dell' Accordo generale , le cui linee direttrici sono state tuttavia
rigidamente osservate . Ne deriva , quindi , che la ricossione di ogni di­
ritto compensativo è subordinata all' accertamento di un pregiudizio impor­
tante . sebbene la legislazione di importanti partner commerciali della
Comunità non tengano conto di questa nozione fondamentale dell' articolo VI
paragrafo 6 a), del GATT ( art . 22 ).
       Per quanto concerne la natura dei premi e sovvenzioni , l' articolo 23
si applica non soltanto alle varie pratiche conosciute , ma anche a quelle
che potrebbero essere poste in essere in avvenire . Infatti , risulta
da questa disposizione che i "premi " e le " sovvenzioni " da considerare
sono' quelli concessi direttamente o indirettamente nel paese di esporta­
zione o di origine , a qualsiasi titolo , e o ualunque sia la natura o il
modo in cui essi sono attribuiti , alla produzione , alla fabbricazione ,
all' esportazione o al trasporto del prodotto in questione .
 ---pagebreak---                                     - 36 -
        Vale a dire che la Commissione , pur ispirandosi alle conclusioni
cui è giunta in proposito la . Relazione del gruppo degli esperti del
GATT ( l ), ritiene che le espressioni "premi " e " sovvenzioni " non si riferi
scono unicamente agli aiuti effettivi , ma si riferiscono anche a pra­
tiche di effetto equivalente , quali il ricorso a tassi di cambio multipli ,
i quali , in alcuni casi , possono essere considerati come sovvenzioni
indirette accordate per garantire ad un prodotto nazionale esportato
una situazione privilegiata nei" confronti della concorrenza estera .
51 .    La Commissione non ritiene che le disposizioni contenute negli
articoli 24-26 richiedano commenti particolari . Si tratta di norme ri­
prese dalle disposizioni dei GATT sull' ammontare ( art . 24) e sull' ap­
plicazione ( art . 25 ) dei diritti compensativi , nonché di un rinvio
generale alla procedura applicabile in materia antidumping: ( art . 26).
                                                                      • •/• • •
( 1 ) pag. 20
 ---pagebreak---                                    TITOLO III
                     Disposizioni transitorie e finali
52 .   Per la nuova stesura delle disposizioni transitorie e finali
si è tenuto conto di un fatto determinante , cioè che l' articolo 14
dell'Accordo antidumping negoziato a Ginevra obbliga i firmatari
del codice , fra cui la Comunità , a conformarsi alle sue norme ante­
riormente al 1° luglio 1968 .
       Allo stato attuale risulta che tale data coincide con la realiz­
zazione Completadell 'unione doganale per i prodotti industriali . Per
quanto riguarda il settore agricolo , circa il SOfo dei prodotti cade ,
già al" momento attuale , sotto la sfera d' applicazione delle organiz­
zazioni comuni di mercato , che comportano , allo stadio del mercato
unico , un trasferimento completo dei poteri di difesa commerciale
dagli Stati membri alla Comunità , e in particolare la soppressione
totale dei dazi doganali o tasse di effetto equivalente .
       destante , appare quindi necessario che la Comunità , fin
dall' entrata in vigore del regolamento possieda gli strumenti indispensa­
bili per garantirsi una difesa efficacia contro le pratiche di "dumping ,
premi 0 sovvenzioni constatate tanto nel settore industriale quanto
in quello agricolo .
       D' altra parte , il 1 " luglio 1968 si situa ancora nel quadro
del periodò transitorio nel corso del quale il Trattato prevede
che in questa materia siano mantenute le competenze nazionali . La Com­
missione dovrebbe dunque vigilare affinché l' esercizio di queste
funzioni nazionali tenga conto dello stadio della realizzazione
progressiva delle politiche comuni e si effettui conformemente
all' articolo 14 dell' accordo antidumping negoziato a Ginevra che ,
esige il rispetto delle disposizioni del codice antidumping anche
sul piano nazionale .
 ---pagebreak--- 53 *   L' articolo 27 dalla proposta provedo , quindi , cho 1 'insieme .
delle disposizioni del regolamento , concernenti . tanto lo disposi­
zioni fondamentali quanto quelle relative alle procedure comunita­
rie , è applicabile fin dall' entrata in vigore del regolamento ,
quando sono in gioco gli interessi di una produzione della Comunità
o quando si tratta di un prodotto agricolo soggetto ad un' organiz­
zazione comune di mercato . In tutti gli altri casi , ossia quando .
sono in oausa non gli interessi di una produzione comunitaria ma
di una produzione nazionale , e quando il prodotto in questiono non
ricado nel campo d' applicazione di un' organizzazione comune do 1 ' .
mercato , ogni Stato membro può' , durante      il. - periodo transitorio ,
e conformemente alle disposizioni di "diritto materiale " del re­
golamento , prendere lo misure cho ritiene appropriate (articolo 27 ,
paragrafi 1 e 2 ).                                                 ,v
54 .   L' introduzione della denuncia , l , esame dei fatti e ,1'ap-
plicazione delle misuro di difesa sul piano nazionale si effet­
tuano in applicazione , più     o meno analoga , dello disposizioni
comunitarie .( articolo 27 , paragrafi 3-8 e 13 )» La Commissione
devo essere comunque informata fin dal momento in cui Tina misura
di difesa nazionale è presa in considerazione ( articolo 27 , para­
grafo 9 )* A seguito di tale informazione , possono avor luogo con­
sultazioni tra gli Stati membri é la Commissione ( articolo 27 ,
paragrafo 10 ). Dette consultazioni hanno lo scopo specifico di
permetterò agli altri Stati membri di adottare , da parte , loro ,
misure nazionali analoghe , nonché alla Commissionò di avviare la
procedura comunitaria qualora siano in giovo gli interessi di una
produzione della Comunità ( articolo 27 paragrafo 11 ).
55 . * Ai sensi dell' articolo 28 , gli Stati membri sono' tenuti a         ;
garantire , senza indugio , 1 ' applic azione corretta del regolamento
proposto . A tal© scopo ossi devono adottare tutte le misure di caratte
re generale o particolare che risultino necessarie , e ciò' entro 1
il 1° luglio 19^8 » conformemente all*articolo 14 dell' accordo
antidumping negoziato a Ginevra »              ■ ,
 ---pagebreak---                                       - 39 -
5° «    Infine , l' articolo 29 prevedo che il contenuto della proposta
della Commissione formi oggetto di un regolamento del      Consiglio .
Questa forma giuridica , che permette atti eseoutivi sempre sotto for­
ma di regolamenti , tiene conto della prooccupazione della Commissiono
d' altronde condivisa dal Comitato dei rappresentanti permanenti di ve
der garantito che qualsiasi decisione concreta sull' instaurazione di
una misura di difesa presa dalla Comunità posse, trovare applicandone
itamocLiata da parto dolio autorità nazionali *
 ---pagebreak---                                          - 40 -
                   PROPOSTA MODIFICATA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
                 RELATIVO ALLA DIFESA CONTRO    LE PRATICHE DI DUMPING ,
               PREMI 0 SOVVENZIONI DA PARTE DI PAESI NON MEMBRI    DELLA
                               COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA
                     ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in
particolare gli articoli 111 e 113 ;
Vista la sua decisione del 25 settembre 1962 relativa ad un programma,
d' azione in materia di politica commerciale ( l );
Vista la proposta della Commissione ;
Considerando che , allo scadere del periodo transitorio , la politica
commerciale della Comunità deve essere fondata su principi uniformi e
che l' attuazione di questa politica , dopo la fine del periodo transitorio ,
presuppone la sua graduale instaurazione nel corso di tale periodo ;
Considerando che le misure di difesa contro le pratiche di dumping , pre­
mi o sovvenzioni da parte di paesi non membri della CEE ne costituiscono
une degli elementi importanti ;
Considerando che le legislazioni degli Stati membri differiscono sensi­
bilmente in questa materia e che la Comunità in quanto tale non dispone
delle basi legali necessarie per l' adozione di efficaci misure di
difesa ;
Considerando che per lo sviluppo armonioso degli scambi esterni della
Comunità è tuttavia indispensabile possedere mezzi di difesa uniformi ,
atti a porre rimedio , prontamente e in modo efficace , alle difficoltà
                                                                       • • •/ • • •
 ( l ) /Cfr . G.U. delle Comunità europee n . 90 del 5 ottobre 19^2 , pag . 23537
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create da pratiche di dumping, premi o sovvenzioni , e che tali mezzi
possano costituire - con la lóro sola applicazione - un elemento mo­
deratore nella condotta delle relazioni commerciali fra la CEE e i
paesi non membri ;
Considerando che , di conseguenza, occorre instaurare fin d' ora dispo­
sizioni comuni in tale materia ;
Considerando che , in virtù degli impegni internazionali che vincolano
la Comunità e gli Stati membri , il presente regolamento deve essere
statuito nel rispetto delle regole fissate dall' articolo VI dell' Accordo
generale sulle tariffe doganali e il commercio , nonché dall' accordo
relativo all' applicazione del suddetto articolo ;
Considerando tuttavia che la Comunità e gli Stati membri , nelle loro
rispettive sfere di azione , devono salvaguardare la loro attuale
libertà nell 'adottare misure particolari , sempreché le norme dell' Ac­
cordo generale non ne facciano ostacolo ;
Considerando che a qualunque produzione della Comunità che si ritiene
lesa o minacciata da pratiche di dumping, premi o sovvenzioni deve
essere data la possibilità di fare formulare in suo nome una denuncia
e che tale denuncia deve soddisfare a talune condizioni che comportano ,
in particolare degli elementi di prova relativi a pratiche di dumping,
premi o sovvenzioni , nonché al pregiudizio che ne risulta ;
Considerando che , nell' interesse della Comunità , deve essere realizza­
ta un' informazione reciproca più completa possibile fra gli Stati
membri e la Commissione per quanto riguarda sia le denunce sia le ini­
ziative delle competenti autorità contro le pratiche in causa ;
Considerando che sul piano comunitario l' esame dei fatti deve essere
effettuato in stretta e costante collaborazione fra gli Stati membri e
la . Commissione ;
                                                                  ; • • •/ • • •
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Considerando che è necessario dare una certa pubblicità alla procedura ,
specie mediante l' inserzione di un avviso sulla Gazzetta Ufficiale
delle Comunità europee , da un lato , per avvertire gli esportatori esteri
e gli importatori della Comunità dell' eventuale instaurazione di misure
di difesa e , dall' altro , per contribuire all' accelerazione dell' esame dei
fatti da parte della Commissione ; .                         .
Considerando che , sulla base delle informazioni scambiate , è necessario
procedere all' esame sul piano comunitario , nell 'ambito di . un comitato
consultivo , delle misure di di difesa appropriate e che spetta alla
Commissione sottoporre al Consiglio le relative proposte ;
Considerando che , l' esperienza dimostra che le pratiche di dumping , premi
o sovvenzioni possono , in alcuni casi , rendere necessaria una procedura
di difesa accelerata e che , qualora si presenti tale situazione pèr la
Comunità , questa non deve trovarsi sprovvista di ogni protezione
durante i periodi relativamente lunghi che possono essere necessari
ai fini della constatazione definitiva dei fatti ;
Considerando quindi che occorre prevedere , a titolo di precauzione ,
una procedura più rapida di quella normale , per far fronte a pratiche
imprevedibili , e che le esigenze di rapidità ed efficacia giustificano ,
a titolo eccezionale e senza pregiudizio dell' ulteriore atteggiamento
del Consiglio , che la Commissione sia autorizzata a istituire , con una
procedura d' urgenza , diritti antidumping o compensativi provvisori , su ;
propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro ;
                                                                     • • •/ •••
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Considerando che , quando uno Stato membro lo richiede , il termine entro
il quale la Commissione dovrà istituire con la procedura d' urgenza
i diritti provvisori , sempreché siano soddisfatte le condizioni per
la . loro applicazione , deve essere limitato a cinque giorni feriali a de­
correre dalla ricezione della domanda ;
Considerando che è indispensabile stabilire regole comuni per l' applica­
zione dei diritti antidumping o compensativi al fine di assicurarne
la riscossione esatta ed uniforme e che dette regole , considerata la na­
tura e l' entità di tali diritti , possono differire dalle regole relative
alla riscossione dei diritti normalmente esigibili all' importazione ;
Considerando che durante il periodo transitorio gli Stati membri hanno
la facoltà di istituire , a talune condizioni , le misure nazionali neces­
sarie alla salvaguardia degli interessi delle loro produzioni nazionali ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                                                       • • •/ • • •
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                                  Articolo 1
1.    Le disposizioni del presente regolamento sono applicabili ai fini
della difesa contro le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni da parte
di paesi non membri della Comunità , senza pregiudizio delle regole spe­
ciali previste in accordi conclusi tra la Comunità e tali paesi .
2.    Quando non vi si oppongono le norme del GATT, il Consiglio può'
prendere , se necessario e su proposta della Commissione , misure diverse
da quelle citate negli articoli 2 e 22 del presente regolamento .
               ι
3.    Il presente regolamento si applica a tutti i prodotti ; esso non fa osta­
colo all' applicazione dei regolamenti comunitari adottati nel settore - agricolo
Tuttavia , in deroga alle disposizioni dei regolamenti relativi all' organiz­
zazione comune dei mercati , che implicano la soppressione di tutti i da­
zi doganali o delle tasse di effetto equivalente , nonché di tutte le
restrizioni quantitative o delle misure di effetto equivalente , il pre­
sente regolamento può' essere applicato in maniera complementare, ai sud­
detti regolamenti agricoli *
                                                                   • • •/• • •
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                                  TITOLO I     '
                      Il dumping e i diritti antidumping
                                 Articolo 2
      Possono essere soggetti a un diritto antidumping i prodotti che
formano oggetto di un dumping , quando la loro introduzione causa o mi­
naccia di causare un pregiudizio importante ad una produzione esistente
nella Comunità , oppure ritarda sensibilmente la creazione di una pro­
duzione della Comunità.
                                 Articolo 3
1.
a) Un prodotto introdotto nella Comunità è considerato come formante og>- :
   getto di dumping quando il suo prezzo all' esportazione verso la Comu­
   nità è inferiore al prezzo comparativo praticato nel corso delle nor­
   mali transazioni commerciali relative a un prodotto simile , ai sensi
   dell' articolo 5 » destinato al consumo nel paese d' origine dal quale
   il prodotto è stato esportato ;            . -
b) quando un prodotto non viene importato direttamente dal paese d' ori­
   gine , ma viene esportato a partire da un paese intermediario a de­
   stinazione della Comunità , il raffronto dei prezzi ai fini dell' ac­
   certamento di un dumping , ai sensi del presente paragrafo , è fatto ,
   di norma , tra il prezzo all' esportazione verso la Comunità di detto
   prodotto © il prezzo comparativo di un prodotto simile sul mercato in­
   terno del paese di esportazione . Tuttavia la comparazione può essere
   fatta con questo stesso prezzo nel paese d' origine se , per esempio , il
   prodotto forma oggetto di un traffico in transito attraverso il paese
   di esportazione ovvero se , per questo prodotto , non esiste produzione
   o non esiste prezzo comparativo nel paese di esportazione .
                                                                      • • •/ • •
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2.    Quando nel corso di transazioni commerciali normali sul mercato inter­
no del paese esportatore non ha luogo alcuna vendita del prodotto simile o
quando a causa della situazione particolarè del mercato tali vendite non
consentono una valida comparazione , un prodotto viene considerato come for­
mante oggetto di un dumping allorché il suo prezzo all' esportazione verso
la Comunità è inferiore :
- al prezzo comparativo del prodotto simile , quando quest' ultimo è esportato
   a destinazione di un paese terzo ; in questo caso tale prezzo potrà essere
   il prezzo all' esportazione più elevato , ma sempre che sia un prezzo rap­
   presentativo ;
- o al costo di produzione nel paese d' origine , maggiorato di un equo impor­
   to per le spese di amministrazione , di vendita e d' altro genere e per i
   profitti ; come regola generale , la maggiorazione per il profitto non può
   superare il profitto normalmente realizzato con vendite di prodotti della
   stessa categoria generale sul mercato interno del paese d' origine .
3.    Quando non esiste un prezzo all' esportazione o risulta che non vi si
può fondare su di esso a causa dell' esistenza di un' associazione o di un
accordo di compensazione tra l' esportatore e l' importatore o una terza per­
sona , il prezzo all' esportazione può , ai fini dell' applicazione dei paragra­
fi 1 o 2 , essere determinato in base al prezzo al quale il prodotto impor­
tato è rivenduto per la prima volta a un acquirente indipendente , ovvero ,
se il prodotto non viene rivenduto ad un acquirente indipendente o non viene
rivenduto nello stato in cui è stato importato , in funzione di una qualsiasi
ragionevole base .
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  4.
  a) La comparazione tra il prezzo di esportazione e il prezzo interno del
      paese di esportazione (o del paese di origine ) o , eventualmente , il
      prezzo di esportazione verso un paese terzo in cui i costi di produzione
      di cui al paragrafo 2 si riferisce a prezzi praticati allo stesso stadio
      commerciale , che , in linea di massima è quello dèli 'uscita dalla fabbri­
      ca e per vendite effettuate in periodi possibilmente ravvicinati ;
  b ) si tiene debitamente conto , in ogni caso , a seconda delle caratteristi­
      che , delle differenze tra le condizioni di vendita , nonché delle dispa­
      rità d' imposizione e di altre differenze che interessano la comparazione
      dei prezzi . Nei casi in cui al precedente paragrafo 3 , si dovrebbe altre­
      sì' tenere conto dèlie spèse nonché dei profitti intervenuti tra l' impor­
      tazione e la rivendita .
  5.    Un prodotto non può essere considerato formante oggetto di dumping per
" il fatto che è esente da dazi o tasse gravanti sul prodotto simile quando
  esso è destinato al consumo" interno del paese di esportazione o di originè
  e per il fatto ohe tali dazi o tasse sono rimborsati .
  6 . Nel caso d' importazioni provenienti' da un paese il cui commercio forma
  oggetto 'di monopolio completo o quasi e dove ì prezzi interni sono fissati
  dallo Stato , si può tener conto della possibilità che una comparazione esat­
  ta tra il prezzo all' esportazione di un prodotto nella Comunità e i prezzi
  interni di tale paese non è sempre appropriata .
  7 . • Si . deve intendere per margine di dumping la differenza di prezzo deter­
  minata in conformità delle disposizioni precedenti .
                                                                          • • • /• •
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                                   Articolo 4
1.
a) Il pregiudizio ( l ) dovrà ritenersi esistente soltanto quando le importa­
     zioni formanti oggetto di dumping sono evidentemente la causa principale
     di un pregiudizio importante o di una minaccia di pregiudizio importante
     per una produzione comunitaria esistente o di un sensibile ritardo nella
     creazione di una produzione la cui prossima installazione nella Comunità
     è prevista . Ai fini di una tale determinazione , si terrà conto , da un
     lato , delle conseguenze del dumping effettivamente constatatele , dall' al­
     tro lato , di tutti gli altri fattori considerati nel loro complesso che
     possano esercitare incidenze sfavorevoli sulla produzione ;
b) la determinazione dell' esistenza di una minaccia di pregiudizio importan­
     te deve basarsi su fatti e non soltanto su allegazioni , congetture o lon­
     tane possibilità . Il mutamento di circostanze atte a creare la situazio­
     ne in cui il dumping causerebbe un importante pregiudizio deve essere
     chiaramente previsto e immediato .
2.     La valutazione di un pregiudizio si basa sull' esame di tutti i fattori
che incidono sull' andamento di detta produzione , quali : l' evoluzione e le
prospettive per quanto riguarda la cifra d' affari , la parte del mercato ,
                                                                      • • •/• • •
( l ) Nel presente regolamento , il termine "pregiudizio" dovrà , salvo contra­
      ria indicazione , essere interpretato nel senso di un pregiudizio impor­
      tante arrecato ad una produzione comunitaria , una minaccia di pregiudizio
      importante per una produzione della Comunità o di un sensibile ritardo
      nell' avviamento di tale produzione .
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i profitti , i prezzi ( compresa la misura nella quale il prezzo alla conse­
gna del prodotto sdoganato è inferiore o superiore al prezzo comparativo
più rappresentativo del prodotto simile , ai sensi dell' articolo 5 » al mo­
mento di transazioni commerciali normali nella Comunità), i risultati ot­
tenuti all' esportazione , l' occupazione , il volume delle importazioni costi­
tuenti oggetto di dumping , nonché le altre importazioni , il grado di utiliz­
zazione delle capacità della produzione comunitaria e la loro produttività e ,
infine , le pratiche commerciali restrittive . Uno solo o . anche diversi cri­
teri fra quelli citati non costituiscono necessariamente una base di giu­
dizio determinante .
3.   Per stabilire se le importazioni formanti oggetto di un dumping cau­
sano un pregiudizio , vengono esaminati tutti gli altri fattori che , indi­
vidualmente o cumulativamente , possono esercitare un' incidenza sfavorevole
sulla produzione , quali : il volume ed i prezzi del prodotto considerato
importato non in dumping , la concorrenza tra gli stessi produttori della
Comunità , la contrazione della domanda dovuta alla sostituzione di altri
prodotti o a modifiche nei gusti dei consumatori .
4.   L' incidenza delle importazioni formanti oggetto di dumping è valutata
con riferimento alla prodùzione comunitaria del prodotto simile , quando i
dati disponibili' consentono di definire la produzione distintamente in fun­
zione di vari criteri , quali : i processi produttivi , le realizzazioni dei
produttori , i profitti . Se la produzione comunitària del prodotto simile
non costituisce un' entità distinta in funzione di tali criteri , l' inciden­
za dellé importazioni soggette a dumping è valutata esaminando la produ­
zione dèi igruppo' ( ò' della gamma) di - feercì taaggiorménte àffihe è compren­
dente il prodotto simile per il quale possano essere ottenuti i necessari
elementi di informazione ì         ■  '                        '   .
                                                                           « • •/• •
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5.
a) Ai fini dell' applicazione del presento regolamento , per "produ­
   zione della Comunità s' intende il complesso dei produttori del­
   la Comunità di prodotti simili o quelli tra di essi le cui produ­
   zioni addizionate costituiscono una quota maggioro della produzio­
   ne comunitaria totale di tali prodotti 5 tuttavia :
   - quando taluni produttori sono importatori del prodotto del
     quale si ritiene che formi oggetto     di dumping , l' espressione
     " produzione " può' essere interpretata come riferentesi al ro-
     sto dei produttori ;
   - por quanto concerne la produzione in oggetto , in circostanze
     eccezionali , la Comunità   può 1 óssore ripartita in due o più
     mercati competitivi ed i .produttori all' interno di ogni mer­
     cato possono venire considerati rappresentanti di una       produ­
     zione distinta se , a causa dello spese di trasporto , tutti        i
     produttori di detto mercato vendono il complesso o quasi del­
     la propria produzione del prodotto considerato su tale merca­
     to e so in quest' ultimo non è venduto alcun quantitativo 0
     quasi del prodotto considerato ottenuto in altra parte della
     Comunità , 0 se esistono sul piano regionale condizioni spe­
     ciali di commorcializzazino ohe comportano , per i produttori
     di tale mercato , uno stesso grado di isolamento dal resto
     della produzione . Tuttavia , in simili circostanze , l' esisten­
     za di un pregiudizio può' essere affermata soltanto se esso
     colpisce la totalità 0 la quasi totalità della produzione del
     prodotto considerato sul mercato cosi * definito ;
b) le disposizioni del paragrafo 4 sono applicabili al prosente
   paragrafo »
                                                                     • • •/• • •
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                                Articolo 5
       Ai fini dell' applicazione del prosonte regolamento , por " prò'
dotto simile " s' intende il prodotto idontico ,. e cioè simile sotto
ogni riguardo al prodotto considerato , o , . in assenza di tale pro­
dotto , ad altro prodotto cho presenti caratteristiche analoghe a
quelle del prodotto considerato .
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                               Articolo 6
1»      Una denuncia può' essere formulata a nome di tutta la pro­
duzione comunitaria che si ritiene Iosa o minacciata da un dumping .
2.
a) La denuncia scritta può' essere introdotta presso qualsiasi Stato
    membro in cui   la produzione esercita la sua attività , qualunque
    sia   lo Stato membro  dove il   dumping denunciato   può * produrre
    i suoi effetti# Copia della denuncia è inviata alla Commissiono
    da parte dello Stato membro cho l' ha ricevuta j
b ) quando la Commissiono riceve una donuncia , ossa la trasmetto ,
    senza ritardo , agli Stati membri »
                               Articolo 7
        La denuncia dove contenere s
a) la designazione del prodotto di cui si pretende cho formi ogget­
    to di dumping ;
b ) l' indicazione del paese d' esportazione 5
c ) per quanto possibile , l' indicazione del paese d' origine , del
    nomo e dell' indirizzo del produttore dell' esportatore del pro­
    dotto considerato ;
d ) elementi di prova relativi al contempo al dumping e al pregiu­
    dizio che ne deriva per la produzione che si ritiene lesa o minac­
    ciata di esserlo .
                                                                  • • • /• •
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                                         Articolo 8
1.    Quando la denuncia contiene gli elementi previsti all' articolo 7 » lo
Stato membro che ha fatto tale constatazione ne informa immediatamente la
Commissione .       -                             -
2.    E parimenti quando , in mancanza di una denuncia , uno Stato membro
è in possesso di elementi di prova relativi sia a un dumping , sia à un even­
tuale pregiudizio per una produzione della Comunità .
3.    Quando lo Stato membro interessato ha proceduto , sul piano nazionale ,
ad un esame dei fatti , i risultati di tale esame sono comunicati alla Com­
missione .                                                       '
4.    La Commissione trasmette , senza ritardo , le informazioni di cui so­
pra agli altri Stati membri .
                                    ' : Articolo 9 1 ....
      L' esame dei fatti sul piano nazionale è concluso , senza ritardo , non
appena uno Stato membro sia convinto che gli elementi di prova relativi sia
al dumping sia al pregiudizio non siano sufficienti per giustificare la
continuazione della procedura . La conclusione dell' esame dei fatti dovreb­
be èssere immediata quando il mangine di dumping, il volume delle importa­
zioni in dumping , effettive o potenziali , o il pregiudizio , sono di entità
trascuràbile .
                              « . j  .•>                  • v
                                         Articolo 10
1.    Subito dopo la ricezione delle comunicazioni previste all' articolo 8
paragrafo 1 o 2 , la Commissione , in collaborazione con gli Stati membri ,
inizia immediatamente l' esame dei fatti sul piano comunitario , conformemen­
te alle disposizioni del presente articolo .
                                                     \
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2.    Quando le informazioni raccolte dalla Commissione fanno apparire che
potrebbero essere necessarie delle misure di difesa contro talune prati­
che di dumping , questa , nonostante la continuazione dell' esame dei fatti ,
informa ufficialmente i rappresentanti del paese esportatore nonché gli
esportatori ed importatori notoriamente interessati . Essa pubblica al con­
tempo un avviso nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee . Tale av­
viso indica il prodotto in causa , nonché il suo paese di esportazione o di
origine . Esso precisa che tutte le informazioni relative al caso di cui
trattasi possono essere comunicate alla Commissione . Esso fissa anche il
periodo durante il quale le parti interessate possono esprimere il deside­
rio di essere ascoltate dalla Commissione , conformemente alle disposizio­
ni del paragrafo 6 .
3.
a) Nell' adempimento dei compiti che le sono assegnati in virtù del paragra­
   fo 1 , la Commissione può raccogliere tutte le informazioni necessarie
   presso gli importatori , gli esportatori , i commercianti , i produttori ,
   le organizzazioni o associazioni di categoria ;
b) quando la Commissione formula tale domanda d' informazioni , essa invia
   simultaneamente una copia di detta domanda allo Stato membro in cui il
   destinatario esercita la propria attività .
4>    La Commissione offre l' occasione al ricorrente e agli importatori ed
esportatori notoriamente interessati , nonché ai rappresentanti del paese
esportatore , la possibilità di prendere conoscenza di tutte le informa­
zioni riguardanti la difesa dei propri interessi che non abbiano caratte­
re confidenziale ai sensi dell' articolo 11 e che essa utilizza nell' inchie­
sta antidumping .
                                                                    • ••/ • •
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                                      - 55 -
5.
a) Per determinare correttamente il margine del dumping e del pregiudizio ,
     la Commissione può chiedere agli Stati membri :
     - di fornirle delle informazioni ;
     - di procedere a qualsiasi verifica e controllo necessari , in particola­
        re presso gli importatori , i commercianti o i produttori della Comu­
       nità ;
     - di procedere ad inchieste nei paesi non membri della Comunità , a con­
       dizione che essi ricevano l' accordo delle imprese interessate e che
        essi ne diano comunicazione ufficiale ai rappresentanti del Governo
       del paese in questione , sempreché quest' ultimo non faccia obiezioni ;
b ) gli Stati membri . adottano le misure necessarie per dar seguito alle ri­
     chieste della Commissione . Essi comunicano a quest' ultima le informazio­
     ni richieste , nonché il risultato delle verifiche , dei controlli o del­
     le inchieste effettuate ;
c ) la Commissione trasmette , senza ritardo , tali informazioni agli altri
   • Stati membri ;              >                 .          ,            ... .
                                                                     »
d ) agenti delegati dalla Commissione possono , su domanda di quest'ultima"'
  ■ o dello Stato membro sul cui territorio vengono .effettuate le verifiche
     i controlli o le inchieste in questione , assistere _gli agenti degli Sta­
     ti membri nell' adempimento delle loro funzioni .
                    '                                  , ■ •.   .. ■
a ) La Commissione può sentire le parti interessate . Quando queste l' hanno
     chiesto per iscritto , nel termine fissato dall' avviso pubblicato nella
     Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee , dimostrando che esse potreb­
     bero essere direttamente interessate dal risultato dell' esame dei fat­
     ti , esse devono essere udite . In questo caso , la Commissione offre loro
 ---pagebreak---                                        - 56 -
    l' occasione di far conoscere il loro punto di vista per iscritto nel termine
    da essa fissato . Inoltre essa dà alle parti direttamente interessate , che
    l' hanno richiesto per iscritto , l' occasione di esporre verbalmente il
    loro punto di vista , se queste ultime hanno giustificato un interesse
    sufficiente a tale effetto ;     <                        .  -
b ) inoltre , la Commissione dà , su richiesta , a tutte le parti direttamente
    interessate , l' occasione di incontrare le parti aventi interessi contra­
    ri , per permettere la presentazione delle tesi opposte e delle confuta­
    zioni . Essa tiene conto , offrendo tali occasioni , della necessità di
    salvaguardare il carattere riservato delle informazioni , nonché gli in­
    teressi delle parti . Nessuna parte è tenuta ad assistere ad un incontro
    e la sua mancanza non è pregiudizievole per la sua causa .
                                                        '
7.                       '  "
a) Le disposizioni del presente articolo non impediscono né al Consiglio
    né alla Commissione di prendere delle decisioni preventive , positive o
    negative , o di decidere con sollecitudine l' applicazione di misure prov­
    visorie ;
b ) nel caso in cui o una parte interessata non comunica le informazioni ne­
    cessarie o il Governo di un paese non membro della Comunità solleva obie­
    zioni per quanto riguarda l' attuazione di una inchiesta sul suo terri­
    torio , ai sensi del paragrafo 5 » comma a), possono essere elaborate del­
    le conclusioni finali , positive o negative , in base ai dati di fatto
    disponibili .
                                    Articolo 11
1.      Le informazioni raccolte in applicazione del presente regolamento non
possono essere utilizzate che per lo scopo per il quale esse sono state
richieste .
 ---pagebreak---                                          - 57 -
  2.       Il Consiglio , la Commissione e gli   Stati membri , nonché i loro
  funzionari ed      altri agenti , sono tenuti a non divulgare , salvo espli­
  cita autorizzazione della parte che le avrà fornite , le informazioni
  che hanno raccolte in applicazione del presente regolamento e che , per
  la loro natura , sono riservate 9 oppure quelle che sono fornite in via
  confidenziale da una parte interessata ad un' inchiesta antidumping .
  3»       Tuttavia , quando appare chiaro che una domanda di trattamento
  oonfidenziale non è giustificata e che colui che ha fornito l' infor­
  mazione non vuole né pubblicarla né autorizzane la pubblicazione in
  termini generici o sotto forma di riassunto , può' non essere tenuto
  conto delle informazioni in questione , salvo che posBa essere dimo­
  strato in modo convincente , da fonte competente , che l' informazione
  è esatta »          <■
  4*       Le disposizioni dei paragrafi 1-3 non si oppongono alla pubbli­
  cazione d' informazioni generali ai sensi dell' artioolo 10 , paragrafo 2
  nonché della motivazione delle misuro adottato in applicazione del
  presente regolamento . Tale pubblicazione deve tener conio del legit-
v timo interesse delle parti interessate a non vedere divulgati i loro
  segreti d' affari .
                                     Articolo 12
  1.       Le consultazioni possono aver luogo in ogni momento . Esse sono
  aperte immediatamente , sia a richiesta di uno Stato membro , sia per :
  iniziativa della Commissione .                                  - ■  '  ?
  2.       Le consultazioni si effettuano in seno ad un . Comitato consul­
  tivo , appresso denominato il "Comitato", composto da rappresentanti
  di ogni Stato membro e presie luto da un rappresentante della Commis­
   sione .
   3.      Il Comitato si riunisce su convocazione del suo presidente .
   Quest' ultimo comunica agli Stati membri , nel più breve tempo pos­
   sibile , tutti gli elementi d' informazione utili .
 ---pagebreak---                                        - 58 -
                                    Articolo 13
        Le consultazioni vertono specialmente *
a) sull' esistenza ed il margine del dumping;
b) sulla realtà e l' importanza del pregiudizio ;
c ) sullo misure idonee , con riguardo all' insieme delle circostanze ,
     a  rimediare agli effetti del dumping , nonché sulle modalità del­
     la loro applicazione »
                                   Articolo 14
1 .-    Quando , al termine dello consultazioni in seno al Comitato , .
non si ritiene necessario adottare alcuna misura ili difesa , la Com­
missione sottopone immediatamente al Consiglio una relazione sull' esi­
to delle consultazioni , nonché una proposta di chiusura . Quando il
Consiglio approva la proposta della Commissione , la procedura è con­
clusa e la Commissione pubblica immediatamente tale chiusura nella
Gazzetta Ufficialo delle Comunità e oro po e , qualora un avviso sia sta­
to pubblicato in virtù dell t articolo 10 , paragrafo 2 *    Lo stesso av­
viene quando il Consiglio , dopo un mese , non ha preso alcuna decisione
o non ha invitato la Commissione a proseguire l' esame dei fatti .
2.
a) Le disposizioni del paragrafo procedente si applicano ancho quando
     gli esportatori si impegnano volontariamente a rivedere i loro
     prezzi in modo da eliminare il margine di dumping od a cessare         le
     loro esportazioni del prodotto in causa verso la Comunità , a condi­
     zione che la Commissione , dopo aver ascoltato i pareri espressi in
     seno al Comi tato , ri tenga questa soluzione accettabile 5
                                                                     • •/ • • •
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b ) se gli esportatori in questione s' impegnano , nel corso dell' esame
    dei fatti , a rivedere i loro prezzi o a cessare l' esportazione
    del prodotto in causa e la Commissione , dopo aver ascoltato i pa­
    reri espressi in seno al Comitato , accetta questo . impegno , l' in­
    chiesta sul pregiudizio è conclusa se gli esportatori lo chiedo­
    no o se la Commissione , dopo avor ascoltato i pareri espressi in
    séno al Comitato lo decide . Qualora si arrivi alla conclusione
    che non esiste un pregiudizio , l' impegno preso dagli esportatori
    diventa automaticamente caduco , a mono che gli esportatori non
    ne confermino la validità !
       '•  ' *       . •*     '
o ) gli esportatori possono astenersi dal prendore gli impegni : sppremi-
    menzionati nel corso dell' esame dei fatti o rifiutare di     prender­
    li so là Commissiono li invita , senza ohe .ciò * pregiudizi la loro
    causa . Tuttavia , la Commissione è libera di determinare che-.la
    concretizzazione di une minaccia di pregiudizio è più probabile
    se proseguono lo importazioni ohe formano oggetto di ur dumping .
             ' .•* '      :      Articolo . 15
                                   1  * 11 11     •<
                                   •m         ' *      •••
1•                           ...    .
a) Quando , da un esame preliminare dei fatti risulta ohe esisto un
    dumping e quando esistono elomenti di prova sufficienti di un
    pregiudizio e gli interessi della . Comunità richiedono un' azione
 •  immediata , la Commissione , su domanda .di uno Stato membro o di
    sua propria iniziativa , instaura un diritto antidumping     provvi­
    sorio ?                               ...
                                                               • ta / • • •
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b ) La Commissiono adotta questo provvedimento dopo aver ascoltato i
    pareri espressi in seno al Comitato o , in caso di estrema urgenza ,
    dopo aver informato gli Stati membri . In quest' ultimo caso , hanno
    luogo consultazioni in seno al Comitato ,   al massimo entro 10 gior­
    ni a decorrere dalla decisione della Commissiono •,
c ) quando l' azione immediata della Commissione è stata chiesta da uno
    Stato membro , la Commissione decide , entro un termine massimo di 5
    giorni feriali a decorrere dal ricevimento della domanda , se è op­
    portuno istituire un diritto antidumping provvisorio . Se la Commis­
    sione non dà seguito a tale domanda di uno Stato membro comunica,
    senza ritardo , questa decisione al Consiglio * Quest' ultimo può'
    decidere diversamente . La decisione della Commissione di non isti­
    tuire un diritto provvisorio non ose ludo l' instaurazione di tale
    diritto ad una data ulterioro , su domanda di uno Stato membro so
    esistono elementi nuovi , ovvero per iniziativa della Commissione .
2.
a) Senza progiudizio delle disposizioni degli articoli 16 e 18 , lo
    misuro provvisorie rimangono applicabili fino all' entrata in vigore
    di una decisione dol Consiglio presa in viTtù dell' articolo 17 e ,
    al massimo , por un periodo di tre mesi 5
b ) al termino della validità di queste misure , le sommo riscosso sono
    rostituite qualora il Consiglio non abbia deciso la loro riscos­
    sione definitiva secondo l' articolo 17 . Quando , in virtù dogli ar­
    ticoli 16 , 18 e 19 » queste misure sono annullate 0 ridotto con
    effetto retroattivo , le sommo indebitamento riscosse sono restitui­
    to immediatamente .;
                                                                é * • /• • •
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                                      Articolo 16
  1.     La Commissiono comunica le misura provvisorio al Consiglio entro
                    ν
 un termino di 5 giorni a decorrerò dalla sua decisione . Quest' ultimo
  può' mantenere detto mistìre per una durata massima di -tre mesi , a de­
  correre dalla loro    entrato in vigore , o prendere una decisione diversa .
  2.     Al più tardi un moso prima àoll'ospirazione dol termine dei tre
  mosi di cui all' articolo 15 » paragrafo 2 , oomma a , la' Commissiono , sen­
  za progiudizio dello disposizioni dall' articolo 18 , sottopone una pro­
  posta al Consiglio mirante sia ad un' azione comunitaria ai sonsi del­
  l' articolo 17 , ovvero , se gli' esportatori e gli importatori lo richie­
  dono e l' esame dei fatti non e stato ancora concluso , ad una proroga
  delle misuro provvisorio por un massimo di tre mosi *
                                      Articolo 17
  1.     Quando , dalla constatazione definitiva doi fatti , risulta cho
  esisto un dumping che causa o minaocia di causare un pregiudizio im-
" portante ad una produzione esistente nella Comunità o ritarda son­
• sitilmóiito la creazione di una produzione nella Comunità e quando gli
  intoressi della Comunità richiedono un' azione comunitaria , la . Commis­
  siono , dopo aver udito i parori espressi in s$no al Comitato , sotto­
  pone una proposta al Consiglio »
                                                                      • * »/ • • •
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                                   - 62 -
2.
a) Quando è stata fatta applìo aziono doli' articolo 15 9 il Consiglio ,
    simul taneamonto alla sua prosa di posiziono sulla proposta dalla
    Commissiono summenzionata , delibera in qualo misura le somme riscos­
    so sono definitivamente acquisito ?
b ) la riscossione definitiva di questo somme percepito non può' osso-
    re pronunciata se non risulta dalla constatazione definitiva doi
    fatti che un progiudizio importante (e non somplicomonto una mi­
    naccia di progiudizio importante o un ritardo sensibile nella
    creazione di una produzione ) esiste o che tale progiudizio impor­
    tante sarebbe stato causato so non fossero stato applicate dello
    misure provvisorie .
                                  Articolo 18
1 .
a) Durante il periodo di applicazione delle misuro di cui agli -arti­
    coli 15 ? 16. e 17 si procede in seno al Comitato , su richiesta di
    uno Stato membro o    per iniziativa della Commissione , a consulta­
    zioni allo scopo di :                           .
    - esaminare gli effetti dello misure procitate ;
    - verificare l' esistenza delle condizioni por la loro applicazione ;
b) a tale scopo , i   fornitori o importatori dol prodotto in causa
    possono presentare una domanda corredata di informazioni , presso
    gli Stati membri o prosso la Commissione .
                                                                 • • •/• • •
 ---pagebreak---                                     - 63 -
2.       Quando la Commissiono , dopo avor udito i pareri osprossi in
       •                "                                     v
sono al Comitato , constata cho l' abrogazione , la modifica o 1' an­
nullamento     di questo misuro si rivolano necessarie »
a) so. il Consiglio non ha proso anoora alcun prowodimonto in virtù
    dogli articoli 16 o 17 , ossa modifica , abroga o annulla , sonza
    ritardo i    prowodimonti applicati in virtù dell' articolo   15 e
    no fa immodiatamonte relazione al Consiglio ? questo può 1 prende­
    re una decisione diversa ;
b ) negli altri casi , propane al Consiglio la modifica o l' abroga­
    zione dei provvedimenti in vigore , in virtù degli articoli 16
    o 17 .
                                  Articolo 19
1.       I diritti antidumping , applicabili a titolo provvisorio o
definitivo , sono istituiti con - regolamenti .
2.
a) Sonza pregiudizio delle disposizioni dell' articolo 17 , paragra­
    fo 2 , questi diritti non    possono venire né instaurati né aggra­
    vati con effetto retroattivo ?
 ---pagebreak---                                       - 64 -
b) ossi si applicano a tutti i prodotti provisti dalla docisiono dol
    Consiglio o dolla Commissiono , i quali , dopo la sua entrata in vi­
    gore ,- sono dichiarati por l' immissione in consumo nella Comunità .
    A tal® scopo , è determinante    la data nella quale il servizio del­
    le dogane accetta    l' atto che manifesta la volontà del dichiarante
    di procedere all' immissione in consumo di detti prodotti 5
c ) quando i    prodotti sono importati nella Comunità in provenienza da
    vari paesi , i   provvedimenti summenzionati colpiscono senza discri­
    minazione tutte le importazioni doi prodotti      dichiarati di cui è
    stabilito che formano oggetto di dumping e cho causano un pregiudi­
    zio .
3.
a) L' importo di un diritto antidumping definitivo o provvisorio non
    può' superare il margine di dumping constatato , oppure , in caso di
    instaurazione di un diritto provvisorio , quello che è stato prov­
    visoriamente determinato 5
b) quando un importatore può' provaro che      i prodotti che egli ha in­
    trodotto nella Comunità non formano oggetto di dumping 0 cho il
    margine di dumping pratioato è inferiore a quello posto alla ba­
    so della decisione del Consiglio o dolla Commissiono , i diritti
    antidumping riscossi a titolo provvisorio o definitivo su tali pro­
    dotti sono restituiti totalmente o parzialmente ;
c ) a tale scopo , l' importatore , entro tre mesi a decorrere dalla
    immissione in consumo di detti prodotti , può' presentare una
    domanda prosso lo Stato membro sul territorio del quale esercita
    la sua attività .   Lo Stato membro trasmette senza ritardo alla
    Commissione la domanda , accompagnata da un parere sulla sua fonda­
     tezza . La Commissione informa immediatamente gli altri Stati mem­
     bri e , dopo aver udito i pareri espressi in sono al Comitato , docide
                                                                   • • •/ * • •
 ---pagebreak---                                     - 65 -
    so © in quale misura lo Stato membro può' dar seguito alla
    domanda .                     '
4»      Quando è stata fatta applicazione dell' articolo 4 , paragrafo 5 »
comma a , secondo trattino , la Commissione , dopo aver udito i pareri
espressi in seno al Comitato , dà la possibilità agli esportatori di
cessare il dumping sul mercato competitivo considerato , prima che
venga definitivamente instaurato un diritto antidumping . Quando , in
tali casi , è stata data a tale soopo    un' assicurazione soddisfacen­
te , il   diritto antidumping non viene imposto . Quando , invece , non
è stata data alcuna assicurazione o quando l' assicurazione non è
stata onorata , il diritto può 1 essere imposto per l' insieme della
Comunità .
5.      Nei casi in cui è stata fatta applicazione dell' articolo 10 ,
paragrafo 2 , la Commissione informa i rappresentanti del pao'se espor­
tatore e lo parti dirottamento interessate delle decisioni concernen­
ti la non imposizione di un diritto antidumping , comunicando i motivi
di talo docisione od i "criteri applicati ! salvo ragioni speciali , ron­
de pubbliche queste decisioni .                       ■ <
                               Articolo 20
1.      I prodotti contemplati dalle misuro previste dagli articoli
precedenti sono designati secondo :
                                                               I
                                                               *       /
                                                                 • • • / • • •
 ---pagebreak---                                   - 66 -
a ) la loro classificazione tariffaria ^
b ) la loro denominazione commercialo 5
c ) il paese di esportazione o di origina e
d) il nome ed indirizzo del produttore e dell' esportatore in
    questione .
2.     Quando sono implicati più fornitori dello stesso paese e non
è possibile per ragioni pratiche , nominarli tutti , i prodotti pos­
sono essere dosignati secondo le specificazioni di cui alle lette­
re a), b ) e c ) del paragrafo precedente . Quando sono implicati più
fornitori appartenenti a più paesi , i prodotti possono essere dosi-
gnati , oltre ohe sulle specificazioni di cui alle lettere a) e b ),
facondo riferimento all' insieme dei fornitori . implicati , ovvero , quan­
do ciò' non è praticamente possibile , facendo riferimento a tutti
i paesi fornitori implicati .
                                                 »
3»     In mancanza di disposizioni particolari stabilite al momento
dell' instaurazione di un diritto antidumping definitivo o provviso­
rio , si applicano lo norme relative alla definizione comune dell' o­
rigine , nonché le relative disposizioni oomuni    di applicazione .
                              Articolo 21_ .
       I diritti antidumping , instaurati a titolo definitivo o provvi­
sorio , sono riscossi senza riguardo doi dazi doganali , delle tasso e
dello altre imposizioni normalmente esigibili all' importazione , so-
oondo la forma , il tasso e gli altri clementi fissati al momento
della loro restituzione .
 ---pagebreak---                                    - 67 -
                                 TITOLO II
            I premi , le sovvenzioni ed i diritti compensativi
                                                                 4
                                Articolo 22
       Possono venire assoggettati a un diritto compensativo i prodotti
beneficianti nel paese d' origine o d' esportazione d' un premio o d' una
sovvenzione , quando la loro introduzione causa o minaccia di causare un
pregiudizio importante ad una produzione esistente nella Comunità , oppure
ritarda sensibilmente la creazione di una produzione della Comunità .
                                Articolo 23
       Un prodotto è considerato come beneficiante d'un premio o sovven­
zione , allorché questi sono accordati , direttamente o indirettamente ,
nel paese d' origine o d' esportazione , a qualsiasi titolo e quale ne sia
la natura o. il modo di attribuzione , alla produzione ,- alla fabbricazione ,
all' esportazione o al trasporto di tale prodotto . Le disposizioni del- ,
l' articolo 3 , par . 5 sono applicabili per analogia .
                                Articolo 24
                                                                f
       L' ammontare del diritto compensativo definitivo o provvisorio non
può essere superiore all' ammontare valutato o , nel caso del diritto prov­
visorio , provvisoriamente valutato , del premio o della sovvenzione .
                                                                   • • •/• • •
 ---pagebreak---                                   Articolo 25
        Nessun prodotto può venir assoggettate al tempo stesso a diritti
  antidumping e a diritti compensativi nell' intento di porre rimedio ad una
  medesima situazione risultante da un dumping o dalla concessione di un
  premio o di una sovvenzione .
1                                 •                    .
                                  Articolo 26
        Le disposizioni degli articoli da 6 a 21 si applicano , mutatis
  mutandis . al presente titolo .
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                                  TITOLO III
                          /
                     Disposizioni transitoria e finali
                                 Artioòlo 27
      Durante il periodo di transizione si applicano le seguenti regole :
1 . Quando sono in gioco gli interessi di una produzione della Comunità o
    quando si tratta di un prodotto agricolo assoggettato ad un 'organizza­
    zione comune di mercato , sono applicabili i titoli I e II .
2 . In tutti gli altri casi , ciascuno degli Stati membri può prender le mi­
    sure che ritiene appropriate per la difesa d' una produzione nazionale .
    Le disposizioni dell' articolo I , paragrafi 1 , 2 , degli articoli da 2
    a 5 6 degli articoli 22 e 23 sono applicabili per analogia .
      Inoltre , è applicabile la procedura seguente :
3 . Può essere presentata una denuncia in nome di ogni produzione nazionale
    che si ritiene lesa o minacciata • da un dumping . Sono applicabili le di­
    sposizioni degli articoli 6 , paragrafo 2 , la frase e 7 »
4 . Quando la denuncia contiene gli elementi previsti dall' articolo 7 o
    quando , nell' assenza di una denuncia , uno Stato membro è in possesso di
    elementi di prova relativi nello stesso tempo ad un dumping ed al pre­
    giudizio che ne risulta per una produzione nazionale , questo Stato mem­
    bro procede all' esame dei fatti sul piano nazionale . Le regole previste
    ai paragrafi 2 , 4 » 6 e 7 dell' articolo 10 , nonché all' articolo 11 , sono
    applicabili per analogia .
                                                                         • • •/«»•
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5.
a) L' esame dei fatti viene concluso sul piano nazionale in conformità
       all' articolo 9 » esso viene reso pubblico se è stato pubblicato un parere
       in virtù del paragrafo 4 dèi presentfc artioolo }
b) le disposizioni degli articoli sopracitati s' applicano egualmente
       quando gli esportatori volontariamente s' impegnano a rivedere i loro -
       prezzi , in modo da eliminare il margine di dumping , oppure a cessare le
       loro esportazioni del prodotto in causa verso lo Stato membro , a condi­
       zione che lo Stato membro giudichi accettabile tale soluzione ;
c ) se gli esportatori in causa si impegnano , nel corso dell' esame dei fatti ,
       a rivedere i loro prezzi e a cessare di esportare il prodotto in causa
       e se lo Stato membro accetta questo impegno , l' inchiesta sul pregiudizio
       viene comunque conclusa se gli esportatori lo domandano o se lo Stato
    " membro lo decide . Se viene concluso nell' assenza di un pregiudizio ,
       l' impegno preso dagli esportatori diviene automaticamente caduco , a meno
   ; che gli esportatori non ne conformino la validità . Le disposizioni del­
       l' articolo 14 paragrafo 2 comma c ) sono applicabili per analogia .
6.                            •
a) Quando risulta da una constatazione preventiva dei fatti che esiste un
     . dumping , o quando vi sono elementi sufficienti a provare un pregiudizio
       e gli interessi nazionali necessitano di un' azione immediata , lo Stato
  . membro può instaurire un diritto antidumping provvisorio ;
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b ) senza pregiudizio delle disposizioni del paragrafo 12 , i diritti prov-
  . visori instaurati in virtù del presente paragrafo restano applicabili
    fino all' entrata in vigore di una decisione in virtù del paragrafo ^ e ,
    al massimo , per un periodo di 3 mesi , oppure , se lo Stato membro lo de­
    cide , su domanda degli esportatori ed importatori , di 6 mesi ;
c ) dopo la scadenza della validità dei diritti provvisori , le somme riscos­
    se sono restituite nella misura in cui lo Stato membro non ha stabilito
    il loro pagamento definitivo in virtù del paragrafo seguente . Ove queste
    misure vengono annullate o ridotte con effetto retroattivo , le somme '
    riscosse in più vengono restituite immediatamente .
                                                                          ν
7.
a) Quando , dall' esame definitivo dei fatti , risulta l' esistenza d'un
    dumping ed esso causa o minaccia di causare un pregiudizio importante
    ad una produzione nazionale , ovvero ritarda sensibilmente la creazione
    di una produzione nazionale , e quando gli interessi nazionali necessita­
    no di misure di difesa , lo Stato membro può instaurare un diritto anti-
    dumping ;
b ) se è stato applicato il paragrafo 6 , lo Stato membro , contemporaneamente
    all' atto previsto al comma precedente , precisa la misura nella quale
    rimangono definitivamente acquisite le somme riscosse . Le disposizioni
    dell' articolo 17 , paragrafo 2 , comma b ) sono applicabili per analogia .
8.
a) Lo Stato membro informa i rappresentanti del paese esportatore e le
    parti direttamente interessate delle misure prese in virtù dei paragrafi
    6 e 7i indicando i motivi di queste misure ed i criteri applicati ; salvo
    ragioni speciali , tali misure vengono rese pubbliche .
                                                                         • • •/• • •
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b) senza pregiudizio delle disposizioni del paragrafo 7 , comma b), tali
       misure non possono essere instaurate né aggravate con effetto retroat­
       tivo ;
c ) le disposizioni dell'articolo 19 , paragrafo 2 , commi b ) e c ), 3 commi a )
       e b ), 4 e 5 » nonché degli articoli 20 e 21 , sono applicabili per analo-
   ' • già * '
9.       Quando è prevista una misura di difesa sul piano nazionale e prece­
dentemente alla sua instaurazione , lo Stato membro ne informa la Commis­
sione comunicandole i risultati dell' esame dei fatti al quale ha proceduto
sul piano nazionale . La Commissione trasmette , senza ritardo , queste infor­
mazioni agli altri Stati membri ,
10 .     Consultazioni preliminari sono immediatamente aperte su domanda dello
Stato membro e su iniziativa della Commissione . Nel caso in cui uno Stato
membro si trovi nella necessità di ricorrere d' urgenza a misure nazionali ,
le consultazioni possono aver luogo a posteriori . L' articolo 12 , paragra­
fi 2 e 3 è applicabile per analogia .
11 .     Le consultazioni hanno in particolare per scopo di ;                       -
a) permettere agli altri Stati membri e alla Commissione d' esprimere il lo­
       ro parere sui punti considerati all' artioolo 13 ;
b ) vigilare affinché le misure nazionali causino le minori perturbazioni
       possibili al funzionamento del Mercato comune ;
c ) permettere agli altri Stati membri di prendere misure corrispondenti ,
       nonché alla Commissione di dare inizio , ove siano in gioco gli interessi
       di una produzione della Comunità , alla prooedura prevista ai titoli I
       e II .
                                                                         ' • • •/• • •
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12 . Durante il periodo d' applicazione delle misure nazionali prese in
virtù del presente articolo , si procede a consultazioni in seno al Comita­
to ai sensi dell' articolo 18 , paragrafo 1 .
13 . Per la difesa contro premi e sovvenzioni sono applicabili le disposi­
zioni degli articoli 24 e 25 , nonché , mutatis mutandis , quelle dei paragra­
fi da 3 a 12 del presente articolo .
                                Articolo 28
      Gli Stati membri devono prendere , al più tardi il 1° luglio 1968 ,
tutte le misure necessarie ad assicurare l' applicazione del presente rego­
lamento . Essi ne devono informare immediatamente la Commissione . Questa
trasmetterà senza ritardo tali informazioni agli altri Stati membri .
                                Articolo 29
      Il presente regolamento è applicabile a partire dal 1° luglio 1968 .
E' tuttavia fatta eccezione per l' articolo 28 , che è applicabile a partire
dall' entrata in vigore del presente regolamento .
      Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è
applicabile direttamente negli Stati membri .
                                              Patto a Bruxelles ,
                                              Per il Consiglio
                                              Il Présidente