CELEX: 62003TJ0160
Language: it
Date: 2005-03-17
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Quinta Sezione) del 17 marzo 2005.#AFCon Management Consultants, Patrick Mc Mullin e Seamus O'Grady contro Commissione delle Comunità europee.#Programma Tacis - Gara d'appalto - Irregolarità della procedura d'aggiudicazione - Ricorso per il risarcimento dei danni.#Causa T-160/03.

Causa T‑160/03
      AFCon Management Consultants e altri 
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Programma TACIS — Gara d’appalto — Irregolarità della procedura di aggiudicazione — Ricorso per risarcimento danni»
      Sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) 17 marzo 2005 
      Massime della sentenza
      1.     Responsabilità extracontrattuale — Presupposti — Illecito — Danno — Nesso di causalità 
      (Art. 288, secondo comma, CE)
      2.     Appalti pubblici delle Comunità europee — Conclusione di un appalto a seguito di gara — Potere delle istituzioni in sede di
            svolgimento della gara d’appalto — Conflitto di interessi tra un concorrente e un membro del comitato di valutazione delle
            offerte — Potere discrezionale della Commissione — Limiti — Violazione dei principi di buon andamento dell’amministrazione
            e di parità di trattamento — Nascita di una responsabilità in capo alla Comunità
      (Art. 288 CE)
      3.     Appalti pubblici delle Comunità europee — Gara d’appalto — Spese sostenute da un concorrente — Diritto al risarcimento — Insussistenza
            — Eccezione — Violazione del diritto comunitario 
      1.     Il diritto comunitario riconosce un diritto al risarcimento qualora ricorrano tre condizioni, ovvero che la norma giuridica
         violata sia preordinata a conferire diritti ai soggetti, che si tratti di una violazione sufficientemente grave e manifesta
         e, infine, che esista un nesso causale diretto tra la violazione dell’obbligo incombente all’autore dell’atto e il danno subìto
         dai soggetti lesi.
      
      (v. punto 31)
      2.     In forza dei principi di buon andamento dell’amministrazione e di parità di trattamento, dopo la scoperta di un conflitto
         di interessi tra un membro del comitato di valutazione e uno degli offerenti, è compito della Commissione, in materia di appalti
         pubblici, predisporre ed adottare, con tutta la diligenza necessaria e in base a tutti i dati pertinenti, la sua decisione
         sui successivi sviluppi della gara d’appalto di cui trattasi. La Commissione è infatti tenuta a vigilare su ciascuna fase
         di una gara d’appalto affinché sia rispettata la parità di trattamento e, di conseguenza, il principio delle pari opportunità
         per tutti gli offerenti.
      
      A tal riguardo, essa dispone di un potere discrezionale in merito ai provvedimenti da adottare per lo svolgimento del procedimento.
         Ciò nondimeno, quando essa non indaga su un eventuale coordinamento tra uno degli offerenti e un membro del comitato di valutazione,
         la Commissione abusa del detto potere discrezionale e viola, in modo grave e manifesto, i limiti imposti al detto potere.
         Di conseguenza, essa commette un illecito che può far sorgere una responsabilità in capo alla Comunità. 
      
      (v. punti 75, 77, 79, 93)
      3.     Gli operatori economici devono sopportare i rischi economici inerenti alle loro attività, i quali, nell’ambito di una procedura
         di aggiudicazione, comprendono, in particolare, i costi collegati alla preparazione dell’offerta. Le spese così sostenute
         restano quindi a carico dell’impresa che ha scelto di partecipare al procedimento, poiché la facoltà di partecipare non implica
         la certezza della conseguente aggiudicazione. Ne consegue che, in via di principio, gli oneri e le spese sostenuti da un offerente
         per la partecipazione alla gara non possono costituire un danno risarcibile.
      
      Tuttavia, l’art. 24 della normativa generale sulle gare d’appalto e sull’assegnazione degli appalti finanziati dai fondi PHARE
         e TACIS non può trovare applicazione, senza rischiare di infrangere i principi della certezza del diritto e della tutela del
         legittimo affidamento, nel caso in cui, nello svolgimento della gara d’appalto, una violazione del diritto comunitario abbia
         pregiudicato le possibilità di un offerente di ottenere un appalto. Quando sono state danneggiate le possibilità dell’offerente,
         quest’ultimo dev’essere risarcito per il danno relativo alle spese sostenute per la partecipazione al procedimento.
      
      (v. punti 98, 102)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Quinta Sezione)17 marzo 2005(1)
         
         
               «Programma TACIS  –  Gara d'appalto  –  Irregolarità della procedura di aggiudicazione  –  Ricorso per risarcimento danni»
               
             Nella causa T-160/03,
            
            
            AFCon Management Consultants, con sede in Bray (Irlanda),Patrick Mc Mullin,  residente in Bray,Seamus O'Grady,  residente in Bray,rappresentati dal sig. B. O'Connor, solicitor, e dall'avv. I. Carreño,
            
            
            ricorrenti,
            
            contro
            Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. J. Enegren e F. Hoffmeister, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, 
            
            convenuta,
            
             avente ad oggetto una domanda di risarcimento del danno che si asserisce aver subito per l'irregolarità della procedura di
            gara d'appalto per un progetto finanziato con il programma TACIS («Progetto FDRUS 9902 – Agricultural extension services in
            South Russia»),
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADODELLE COMUNITÀ EUROPEE (Quinta Sezione),
            
            
             composto dalla sig.ra P. Lindh, presidente, dai sigg. R. García-Valdecasas e J.D. Cooke, giudici,
            
             cancelliere: sig.ra D. Christensen, amministratore
            
            
            
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
               Fatti della controversia
            
         
         1
            
          L’AFCon Management Consultants (in prosieguo: l’«AFCon») è una società di consulenza specializzata nel settore agrario dei
         paesi ad economia di transizione della quale i sigg. Mc Mullin et O’Grady sono gli amministratori, azionisti e fondatori (in
         prosieguo, tutti insieme: i «ricorrenti»).
         
         
         
         2
            
          Il 28 maggio 1999 la Commissione ha bandito una gara d’appalto ristretta nell’ambito del programma TACIS per un appalto di
         servizi di assistenza tecnica intitolato «Agricultural extension services in South Russia» (servizi di espansione agricola
         nella Russia meridionale) recante il numero di riferimento FDRUS 9902 (in prosieguo: l’«appalto controverso»).
         
         
         
         3
            
          Tra le 21 imprese che avevano segnalato il loro interesse per tale gara d’appalto, il 29 luglio 1999 il comitato di valutazione
         ha stilato un elenco ristretto di dieci imprese che sono state, successivamente, invitate a presentare un’offerta.
         
         
         
         4
            
          Il 16 e 17 dicembre 1999 il comitato di valutazione si è riunito per procedere all’esame delle otto offerte ricevute (in prosieguo:
         la «prima valutazione»). Il comitato ha ritenuto che l’offerta presentata dal consorzio che riuniva la GFA – Gesellschaft
         für Agrarprojekte mbH (GFA-Agrar) e la Stoas Agri-projects Foundation (Stoas) fosse la migliore, ponendosi l’offerta dell’AFCon
         in seconda posizione.
         
         
         
         5
            
          La Commissione ha successivamente scoperto l’esistenza di un conflitto di interessi tra un membro del comitato di valutazione
         e il consorzio che riuniva la GFA-Agrar e la Stoas (GFA). Tale membro, il sig. A, era infatti alle dipendenze dell’Agriment
         International BV, una filiale della Stoas. La Commissione ha posto fine alla sua collaborazione con il sig. A e ha informato
         quest’ultimo del fatto che non avrebbe più fatto ricorso ai suoi servizi.
         
         
         
         6
            
          A causa di tale conflitto di interessi, il 3 marzo 2000 la Commissione ha deciso di annullare la prima valutazione e di affidare
         ad un comitato composto da nuovi membri il compito di procedere ad una seconda valutazione. La Commissione ha informato gli
         offerenti di tale decisione con lettera 28 marzo 2000.
         
         
         
         7
            
          Il 15 e 16 maggio 2000 il comitato di valutazione ha proceduto ad un secondo esame delle offerte (in prosieguo: la «seconda
         valutazione»). Al termine di quest’ultima, l’offerta della GFA è stata dichiarata la migliore. L’offerta tecnica della GFA
         ha ottenuto un punteggio del 72,69% (terza posizione); la sua offerta finanziaria era di EUR 2 131 870 (prima posizione).
         L’offerta dell’AFCon si è classificata seconda con un’offerta tecnica che ha ottenuto il punteggio di 75,32% (prima posizione)
         e un’offerta finanziaria di EUR 2 499 750 (sesta posizione).
         
         
         
         8
            
          Nell’agosto 2000 la Commissione ha aggiudicato l’appalto alla GFA. Con lettera 17 agosto 2000 essa ha informato l’AFCon a
         tale riguardo.
         
         
         
         9
            
          Il 9 ottobre 2000 l’AFCon ha denunciato alla Commissione la cattiva gestione della procedura di gara d’appalto. Essa sosteneva
         che l’offerta finanziaria della GFA fosse inferiore al prezzo di mercato. La Commissione ha respinto tale denuncia il 9 novembre
         2000.
         
         
         
         10
            
          Con lettere 18 dicembre 2000 e 31 gennaio 2001 l’AFCon ha affermato che la GFA non aveva osservato i termini del bando di
         gara. Con lettera 28 febbraio 2001 la Commissione ha confutato tale affermazione.
         
         
         
         11
            
          Con lettera 15 marzo 2001 l’AFCon ha ricordato che l’offerta della GFA non rispettava la procedura di aggiudicazione degli
         appalti TACIS. La Commissione non ha risposto a tale lettera.
         
         
         
         12
            
          Il 15 marzo 2001 l’AFCon ha presentato una denuncia dinanzi al Mediatore europeo. Secondo tale denuncia:
         
         
         
          
         –
            l’offerta finanziaria della GFA non era conforme al bando di gara (prima censura);
         
         
         
         
          
         –
            dopo aver scoperto un conflitto di interessi la Commissione non avrebbe adottato le misure prescritte dalle norme sull’aggiudicazione
               degli appalti (seconda censura);
            
         
         
         
         
          
         –
            la Commissione non avrebbe osservato i termini del bando di gara consentendo all’aggiudicatario di sostituire, alcune settimane
               dopo la firma del contratto, la maggior parte degli esperti a lungo termine con terzi (terza censura).
            
         
         
         
         
         
         13
            
          Nella sua decisione 22 aprile 2002 (decisione 834/2001/GG) il Mediatore ha considerato che solo la prima censura appariva
         fondata. In proposito egli ha rilevato:
         «Buona prassi amministrativa nelle procedure di gara d’appalto è che l’amministrazione si attenga alle norme stabilite per
         tali procedure. Consentendo ad offerenti nel presente caso di includere onorari di esperti quali voci rimborsabili, la Commissione
         non ha rispettato le norme applicabili all’appalto e l’obiettivo perseguito da tali norme. Ciò costituisce un caso di cattiva
         amministrazione».
         
         
         
         14
            
          Per quanto riguarda la seconda e terza censura, il Mediatore ha concluso per l’insussistenza di atti di cattiva amministrazione
         da parte della Commissione.
         
         
         
         15
            
          Con lettera 25 maggio 2002 l’AFCon ha chiesto alla Commissione di versarle le somme seguenti a titolo di risarcimento del
         danno subìto per il fatto che non le era stato aggiudicato l’appalto:
         
         
         
          
         –
            mancati profitti: EUR 624 937;
         
         
         
         
          
         –
            perdita di «profilo del progetto»: EUR 600 000;
         
         
         
         
          
         –
            mancato «sviluppo professionale»: EUR 150 000.
         
         
         
         
         
         16
            
          Con lettera datata 25 luglio 2002 la Commissione ha respinto questa domanda. 
         
         
         
         17
            
          Con lettera 13 settembre 2002 l’AFCon ha chiesto alla Commissione di trasmetterle taluni documenti riguardanti la procedura
         di aggiudicazione dell’appalto controverso. La Commissione ha aderito a tale domanda il 3 ottobre 2002, eccezion fatta per
         le relazioni di valutazione, per i verbali del comitato di valutazione e per le offerte dei concorrenti, i quali rientravano
         nell’ambito delle eccezioni previste, rispettivamente, dall’art. 4, n. 3, secondo comma, e dall’art. 4, n. 1, lett. b), del
         regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 30 maggio 2001, n. 1049, relativo all’accesso del pubblico ai documenti
         del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145, pag. 43).
         
         
         
         18
            
          Con lettera 11 ottobre 2002 l’AFCon ha presentato una domanda di conferma ai sensi del regolamento n. 1049/2001. Essa chiedeva
         l’accesso a diversi documenti riferentisi alla procedura di aggiudicazione dell’appalto controverso.
         
         
         
         19
            
          Con lettera 22 novembre 2002 la Commissione ha accordato l’accesso a taluni documenti e, quanto al resto, ha confermato il
         proprio rifiuto di trasmettere i documenti richiesti.
         
         
         
         20
            
          Parallelamente, con lettera 4 settembre 2002 inviata al sig. Byrne, membro della Commissione, il Ministro irlandese degli
         Affari europei, sig. D. Roche, si è espresso in favore dell’AFCon e ha chiesto alla Commissione di trovare una soluzione alla
         controversia con l’AFCon.
         
         
         
         21
            
          Con lettere 10 ottobre 2002 e 4 novembre 2002 la Commissione ha ribadito la propria posizione riguardo alla legittimità della
         procedura di gara d’appalto di cui trattasi.
         
         
         
         22
            
          Il 15 novembre 2002 il sig. B. Crowley, membro del Parlamento europeo, ha rivolto una questione scritta (n. 3365/02) alla
         Commissione riguardante l’aggiudicazione dell’appalto controverso. Il sig. Patten, membro della Commissione, ha risposto a
         tale questione il 23 dicembre 2002. Il sig. Crowley ha successivamente inviato una lettera al sig. Patten, alla quale quest’ultimo
         ha risposto il 3 aprile 2003.
         
         
         
         23
            
          Con lettera 18 febbraio 2003 il sig. Roche è intervenuto una seconda volta a favore dell’AFCon presso il sig. Byrne. Con lettera
         8 aprile 2003 il sig. Byrne ha ribadito il punto di vista della Commissione. 
         
         Procedimento
         
         24
            
          Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 12 maggio 2003 i ricorrenti hanno proposto il presente
         ricorso. 
         
         
         
         25
            
          Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Quinta Sezione) ha deciso di passare alla fase orale e, nel contesto delle
         misure di organizzazione del procedimento previste all’art. 64 del regolamento di procedura del Tribunale, ha posto per iscritto
         diversi quesiti alle parti e ha chiesto alla Commissione di produrre un certo numero di documenti. Le parti hanno ottemperato
         a tali domande nei termini fissati.
         
         
         
         26
            
          Le parti sono state sentite nelle loro difese orali e nelle loro risposte ai quesiti del Tribunale nel corso dell’udienza
         del 6 luglio 2004. 
         
         Conclusioni delle parti
         
         27
            
          I ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            condannare la Commissione al risarcimento dei danni subiti a causa delle irregolarità nel corso della procedura di gara d’appalto
               per il progetto TACIS FDRUS 9902, maggiorati degli interessi compensativi calcolati dal momento in cui si è verificato il
               danno;
            
         
         
         
         
          
         –
            condannare la Commissione al pagamento di interessi sull’importo del risarcimento dei danni a partire dalla data di pronuncia
               della sentenza che conclude il procedimento;
            
         
         
         
         
          
         –
            ordinare alla Commissione di fornire taluni documenti riferentisi alla procedura di valutazione delle offerte;
         
         
         
         
          
         –
            condannare la Commissione alle spese.
         
         
         
         
         
         28
            
          La Commissione conclude che il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            respingere il ricorso;
         
         
         
         
          
         –
            condannare i ricorrenti alle spese.
         
         
         
         In diritto
          A – Sulla domanda di misure istruttorie
         
         29
            
          I ricorrenti hanno chiesto al Tribunale di ordinare alla Commissione, ai sensi dell’art. 65, lett b), del regolamento di procedura,
         di produrre taluni documenti riferentisi alla procedura d’appalto e, eventualmente, di sentire testimoni.
         
         
         
         30
            
          Il Tribunale, nell’ambito delle misure di organizzazione del procedimento, ha chiesto, in particolare, alla Commissione di
         produrre dati relativi alle offerte degli offerenti nonché la documentazione riferentesi alla prima e alla seconda valutazione.
         Tali domande coincidono sostanzialmente con le domande di misure istruttorie richieste dai ricorrenti. Il Tribunale si considera
         pertanto sufficientemente edotto dai documenti del fascicolo per dirimere la controversia senza ordinare la produzione di
         altri documenti né l’audizione di testimoni.
         
         
          B – Sulla domanda di risarcimento danni
         
         31
            
          Il diritto comunitario riconosce un diritto al risarcimento qualora ricorrano tre condizioni, ovvero che la norma giuridica
         violata sia preordinata a conferire diritti ai soggetti, che si tratti di violazione sufficientemente grave e manifesta e,
         infine, che esista un nesso causale diretto tra la violazione dell’obbligo incombente all’autore dell’atto e il danno subìto
         dai soggetti lesi (sentenze della Corte 5 marzo 1996, cause riunite C‑46/93 e C‑48/93, Brasserie du pêcheur e Factortame,
         Racc. pag. I‑1029, punto 51, e 4 luglio 2000, causa C‑352/98 P, Bergaderm e Goupil/Commissione, Racc. pag. I‑5291, punti 41
         e 42).
         
         
         
         32
            
          Occorre verificare se i ricorrenti abbiano dimostrato la sussistenza di tali diversi presupposti nel caso di specie.
         
         
          1. Sull’illiceità del comportamento contestato alla Commissione
         
         33
            
          I ricorrenti deducono, in sostanza, tre illeciti. In primo luogo, l’offerta nella GFA non sarebbe conforme ai termini dell’appalto
         controverso. In secondo luogo, la Commissione avrebbe preso in considerazione criteri di valutazione illeciti. In terzo luogo,
         la Commissione non avrebbe adottato le misure che si imponevano dopo aver scoperto l’esistenza di un conflitto di interessi.
         
         
         
          a) Sulla regolarità dell’offerta della GFA
          Argomenti delle parti
         
         
         34
            
          I ricorrenti sostengono che l’offerta nella GFA non era conforme alle regole dell’appalto controverso. Tali regole sarebbero
         composte da:
         
         
         
          
         –
            istruzioni agli offerenti [Commissione europea, SCR(E) TACIS, «Instructions to tenderers», versione del 22 giugno 1999], in
               particolare. C.2.1;
            
         
         
         
         
          
         –
            linee direttrici per la preparazione dell’offerta tecnica e finanziaria [Commissione europea, SCR(E) TACIS, «Guidelines for
               the preparation of the technical and financial proposal», versione del mese di gennaio 1999] (in prosieguo: le «linee direttrici»),
               in particolare le disposizioni riguardanti la preparazione degli allegati B («Organisation and methods») e D («Breakdown of
               prices for TACIS contracts»);
            
         
         
         
         
          
         –
            capitolato d’oneri dell’appalto controverso (Commissione europea, «Technical assistance to economic reform in the food and
               agriculture sector, Terms of reference, Project: Russia “Agricultural extension services in South Russia – Farm extension
               project”», del 4 giugno 1999).
            
         
         
         
         
         
         35
            
          Secondo i ricorrenti, risulta da tali regole che l’offerta finanziaria deve corrispondere all’offerta tecnica e indicare la
         retribuzione delle persone incaricate di attività di formazione nelle voci riservate a tale scopo.
         
         
         
         36
            
          Tali regole sarebbero prive d’ambiguità. Esse sarebbero dirette a porre tutte le offerte su un piano di parità in vista della
         loro comparazione. Esse sarebbero state confermate dalla prassi della Commissione in un appalto simile e simultaneo a quello
         controverso (FDRUS 9901).
         
         
         
         37
            
          La GFA non avrebbe osservato tali regole, in quanto:
         
         
         
          
         –
            il quantitativo «uomini/giornate» contenuto nella sua offerta tecnica supera quello menzionato nella sua offerta finanziaria;
         
         
         
         
          
         –
            nella sua offerta finanziaria la GFA avrebbe imputato una parte della retribuzione delle persone incaricate della formazione
               alla voce «spese rimborsabili», normalmente riservata ai rimborsi dei costi connessi alle attività di formazione «quali i
               viaggi, le indennità diarie per gli stagiaires, le spese di iscrizione, ecc.».
            
         
         
         
         
         
         38
            
          La GFA sarebbe così pervenuta a ridurre l’importo della sua offerta finanziaria. Le disparità tra le due offerte sarebbero
         le seguenti: 
         
         
         Offerta tecnica
                  
               
               Offerta finanziaria
                  
               
               Differenza
                  
               
            2 687 uomini/giornate (esperti UE)
                  
               
               2 200 uomini/giornate (esperti UE)
                  
               
               (487) uomini/giornate
                  
               
            4 615 uomini/giornate (esperti locali)
                  
               
               2 250 uomini/giornate (esperti locali)
                  
               
               (2 365) uomini/giornate
                  
               
            5 300 uomini/giornate (assistenti)
                  
               
               3 500 uomini/giornate (assistenti)
                  
               
               (1 800) uomini/giornate
                  
               
            Totale 12 602 uomini/giornate
                  
               
               7 950 uomini/giornate
                  
               
               (4 652) uomini/giornate
                  
               
             Tali differenze sarebbero state imputate sulle spese rimborsabili.
         
         
         39
            
          I ricorrenti sottolineano che il Mediatore ha sostanzialmente confermato i loro argomenti ritenendo che la Commissione avesse
         commesso un atto di cattiva amministrazione nel consentire alla GFA, in violazione delle norme dell’appalto di cui trattasi,
         di includere gli onorari di formazione tra le spese rientranti nella voce riservata alle spese rimborsabili. 
         
         
         
         40
            
          Infine, i ricorrenti ritengono che le loro critiche siano state confermate dalle difficoltà incontrate dalla Commissione durante
         l’esecuzione dell’appalto da parte della GFA.
         
         
         
         41
            
          I ricorrenti deducono da tali elementi che la Commissione, non avendo escluso la GFA per tali irregolarità, ha violato i principi
         di parità di trattamento, di proporzionalità e del legittimo affidamento.
         
         
         
         42
            
          La Commissione sostiene che la presentazione dell’offerta da parte della GFA non fosse irregolare, in quanto:
         
         
         
          
         –
            le norme delle quali i ricorrenti invocano la violazione non sono giuridicamente vincolanti; esse non prescrivono in maniera
               univoca il modo in cui la retribuzione degli esperti dovesse essere presentata nell’offerta finanziaria;
            
         
         
         
         
          
         –
            il regolamento finanziario del 21 dicembre 1977, applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 356, pag. 1),
               come modificato dal regolamento (CE, CECA, Euratom) del Consiglio 23 novembre 1998, n. 2548 (GU L 320, pag. 1) (in prosieguo:
               il «regolamento finanziario») (art. 117), e il regolamento (Euratom, CE) del Consiglio 25 giugno 1996, n. 1279, relativo alla
               prestazione di assistenza per la riforma e il rilancio dell’economia nei nuovi Stati indipendenti e in Mongolia (GU L 165,
               pag. 1) (art. 7 e allegato III), non contengono alcuna disposizione precisa sulla questione dell’imputazione degli onorari
               di formazione alla voce riservata alle spese rimborsabili;
            
         
         
         
         
          
         –
            non sussiste alcuna prassi stabilita da parte della Commissione riguardo a tale questione, cosicché i ricorrenti non possono
               far valere una violazione del principio della tutela del legittimo affidamento;
            
         
         
         
         
          
         –
            l’imputazione della retribuzione degli istruttori alla voce spese rimborsabili non era espressamente vietata, la GFA poteva
               ben far ricorso a tale metodo; 
            
         
         
         
         
          
         –
            la presentazione dell’offerta della GFA non ha falsato la comparazione delle offerte, in quanto, nella sua valutazione comparativa,
               l’autorità aggiudicatrice era in grado di prendere in considerazione il fatto che gli onorari degli istruttori erano stati
               trattati come spese rimborsabili; 
            
         
         
         
         
          
         –
            la posizione del Mediatore non è determinante;
         
         
         
         
          
         –
            gli elementi successivi all’aggiudicazione dell’appalto, in particolare l’esecuzione del contratto, non sono pertinenti.
         
         
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         43
            
          Il punto C.2.1 nelle istruzioni agli offerenti è del seguente tenore: 
         «Il calcolo dei prezzi deve essere preparato conformemente al modello di cui all’allegato D del progetto di contratto e i
         prezzi devono essere espressi in [euro]. Le offerte in qualsiasi altra valuta o una presentazione scorretta del calcolo dei
         prezzi possono comportare il rigetto dell’offerta».
         
         
         
         44
            
          L’allegato D delle linee direttrici contiene una parte introduttiva nella quale è esposto il metodo da seguire per la presentazione
         dell’offerta. Essa contiene inoltre un modulo costituito da una tabella destinata a contenere i dati degli offerenti. Tale
         tabella indica le seguenti quattro voci principali: 
         
         «1)
            Onorari (“Fees”), di cui
         
         
               a)
                  Esperti occidentali
               
         
         
         
               b)
                  Esperti locali
               
         
         
         
               c)
                  Assistenti
               
         
         
         
         2)
            Indennità diarie
         
         
         3)
            Spese dirette
         
         
         4)
            Spese rimborsabili».
         
         
         
         
         45
            
          Secondo le linee direttrici:
         «Le seguenti note sono fornite per aiutare gli offerenti nella preparazione dell’allegato D (calcolo finanziario) (...). Qualora
         non fossero seguite tali linee direttrici, l’offerente è invitato a giustificare mediante nota il motivo per cui se ne è discostato
         (...).
          4.      (...) Le cifre indicate nell’allegato D (per ciascuna categoria o singolo esperto) devono corrispondere esattamente alle cifre
         della tabella del tempo di lavoro (tempo passato sul progetto da ciascun esperto) fornita ai sensi dell’allegato B (sunto
         dei compiti del personale)».
         
         
         
         46
            
          La Commissione ha così indicato in maniera chiara e univoca che ci deve essere una corrispondenza «esatta» tra i dati di cui
         all’allegato B e quelli contenuti nell’allegato D, dovendo qualsiasi discordanza essere giustificata da una nota esplicativa.
         
         
         
         47
            
          Tale principio di concordanza tra l’offerta finanziaria e l’offerta tecnica è ricordato anche nelle spiegazioni che precedono
         il modulo di cui all’allegato B, incluso nelle linee direttrici, le quali enunciano:
         «Importante: il sunto qui sopra deve corrispondere alle cifre riportate nel calcolo delle retribuzioni».
         
         
         
         48
            
          Per esaminare se l’offerta della GFA fosse conforme a tali disposizioni, occorre ricordare che, per quanto riguarda la parte
         «formazione», l’offerta tecnica della GFA (allegato A) presentava le seguenti cifre: 
         
         
         Tabella 1
         
         Quantitativi (uomini/giornate)
                  
               
               Assistenza tecnica
                  
               
               Formazione Replicazione Disseminazione
                  
               
               Totale
                  
               
            Esperti UE
                  
               
               2 200
                  
               
               487
                  
               
               2 687
                  
               
            Esperti locali
                  
               
               2 250
                  
               
               2 365
                  
               
               4 615
                  
               
            Assistenti
                  
               
               3 500
                  
               
               1 800
                  
               
               5 300
                  
               
            Totale
                  
               
               7 950
                  
               
               4 652
                  
               
               12 602
                  
               
            
         49
            
          Nell’offerta finanziaria (allegato D), la GFA ha presentato le seguenti cifre alla voce «A. Onorari»:
         
         
         Tabella 2
         
             
               Quantitativo uomini/giornate
                  
               
               Importo in EUR
                  
               
            Esperti UE
                  
               
               2 200
                  
               
               821 000
                  
               
            Esperti locali
                  
               
               2 250
                  
               
               58 750
                  
               
            Assistenti
                  
               
               3 500
                  
               
               61 250
                  
               
            Totale
                  
               
               7 950
                  
               
               941 000
                  
               
            
         50
            
          La detta quantità di uomini/giornate (7 950 unità) è inferiore di 4 652 unità rispetto a quella indicata nell’offerta tecnica
         (12 602 unità).
         
         
         
         51
            
          Nondimeno, risulta dai termini stessi dell’offerta finanziaria della GFA che tale differenza deriva dal fatto che tale quantità
         di 4 652 uomini/giornate è stata trattata tra le spese rimborsabili.
         
         
         
         52
            
          L’offerta finanziaria della GFA riprende, infatti, in una nota a piè di pagina nonché in una nota esplicativa ad essa allegata,
         i dati che compaiono nell’offerta tecnica e che sono stati supra ricordati (tabella 1). Tale precisazione consente di comprendere
         che l’origine della differenza tra le due offerte riguarda il trattamento riservato ai costi delle retribuzioni del personale
         destinato alle attività di formazione, di replicazione e di disseminazione. L’offerta finanziaria della GFA contiene, inoltre,
         una tabella che descrive in modo dettagliato tutte le spese rimborsabili attinenti a tali attività. Risulta dalla detta tabella
         che, in totale, 4 652 unità uomini/giornate sono state così trattate tra le spese rimborsabili, per un valore totale di EUR 282 425.
         Contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, la differenza tra l’offerta finanziaria e l’offerta tecnica è quindi puramente
         formale e non ostacola pertanto un’effettiva comparazione delle offerte dei diversi offerenti.
         
         
         
         53
            
          Inoltre, si deve constatare che l’offerta finanziaria della GFA comprendeva, oltre al capitolato d’oneri, prestazioni per
         un valore di EUR 500 000 per la formazione e di EUR 200 000 per la replicazione e la disseminazione. 
         
         
         
         54
            
          Devono pertanto essere respinte le censure secondo le quali la Commissione avrebbe agito in maniera illecita non respingendo
         l’offerta della GFA a causa delle asserite divergenze tra l’offerta tecnica e l’offerta finanziaria.
         
         
          b) Sul ricorso a criteri illeciti di valutazione
          Argomenti delle parti
         
         
         55
            
          I ricorrenti contestano alla Commissione di aver permesso al comitato di valutazione di tener conto, nella seconda valutazione,
         dell’esperienza precedente dell’AFCon in progetti TACIS, in violazione delle regole applicabili. Il punto 3 dell’allegato
         III del regolamento n. 1279/96, nonché il punto 3 dell’allegato IV del regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 29 gennaio
         1999, n. 99/2000, relativo alla prestazione di assistenza agli Stati partner dell’Europa orientale e dell’Asia centrale (GU
         2000, L 12, pag. 1), prevedrebbero che «non si tiene (...) conto di esperienze specifiche degli offerenti nel programma TACIS».
         Secondo tali disposizioni, l’offerta sarebbe valutata unicamente «sulla base di una ponderazione della qualità tecnica rispetto
         al prezzo[; l]a ponderazione dei due criteri viene annunciata in ciascun bando di gara [e l]a valutazione tecnica è effettuata
         secondo i seguenti principi: organizzazione, scadenzario, metodi e piano di lavoro proposti per fornire i servizi, qualifiche,
         esperienza, competenza del personale proposto per la fornitura dei servizi e ricorso a società o esperti locali, compresa
         la loro integrazione nel progetto e [il] loro contributo alla sostenibilità dei risultati del progetto».
         
         
         
         56
            
          Nella fattispecie, uno dei membri del comitato che ha proceduto alla seconda valutazione, il sig. G. Rea, avrebbe ritenuto
         che i centri di consultazione esistenti, creati dal sig. Mc Mullin e dall’AFCon nell’ambito del progetto TACIS FDRUS 9405
         «Sostegno alle fattorie private e gestite individualmente in Russia» tra il 1996 e il 1998, non fossero, al momento del colloquio,
         funzionanti e non fornissero consigli tecnici. Tale dichiarazione, che sarebbe erronea, avrebbe influenzato gli altri membri
         del comitato.
         
         
         
         57
            
          Dopo aver ottenuto, a seguito delle misure d’organizzazione del procedimento, la comunicazione di diversi documenti attinenti
         ai lavori del comitato di valutazione, i ricorrenti hanno sostenuto, all’udienza, che uno dei membri di tale comitato, la
         sig.ra K. Karttunen, ha espressamente menzionato nel suo rapporto di aver tenuto conto del fatto che l’AFCon non aveva esperienza
         in altri progetti in Russia.
         
         
         
         58
            
          La Commissione nega che sussista una qualsiasi irregolarità. Essa ammette di essere tenuta, ai sensi dell’allegato III, punto
         3, del regolamento n. 1279/96, a non prendere in considerazione l’esperienza degli offerenti per altri appalti TACIS.
         
         
         
         59
            
          Nella fattispecie il comitato di valutazione avrebbe sentito ciascun offerente sulla sua offerta tecnica. A tal fine non sarebbe
         stato stilato alcun elenco generale; il contenuto dei colloqui sarebbe stato diverso da un offerente all’altro. Nel corso
         del colloquio il sig. Mc Mullin avrebbe avuto la possibilità di confutare qualsiasi affermazione negativa nei confronti dell’AFCon.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         60
            
          Le censure relative alla presa in considerazione dell’esperienza dell’AFCon nell’ambito di progetti precedenti finanziati
         dal programma TACIS non sono state sufficientemente dimostrate.
         
         
         
         61
            
          La documentazione relativa alla valutazione delle offerte, depositata nel fascicolo a seguito delle misure d’organizzazione
         del procedimento, non dimostrerebbe infatti che i membri del comitato di valutazione abbiano preso in considerazione l’esperienza
         precedente degli offerenti per progetti finanziati dal programma TACIS quali criteri di valutazione dell’offerta. Risulta
         dei documenti intitolati «Detailed technical evaluation per tenderer» che il comitato di valutazione si sia basato su otto
         criteri oggettivi riguardanti l’esperienza degli esperti, l’approccio del progetto e la partecipazione degli esperti locali.
         Inoltre, la nota dei valutatori riguardante la valutazione dell’offerta dell’AFCon non contiene alcuna valutazione negativa
         su una presunta mancanza d’esperienza o sulle difficoltà in precedenza incontrate nell’ambito dell’esecuzione di progetti
         finanziati dal programma TACIS. I membri del comitato di valutazione hanno così sottolineato, tra i punti forti dell’offerta
         dell’AFCon, la qualità del capo progetto nonché la sua esperienza nella zona considerata dal progetto. Tra i punti deboli,
         i membri del comitato di valutazione hanno rilevato, in particolare, che il capo progetto aveva una conoscenza limitata della
         lingua russa e che, in generale, l’offerta appariva troppo ambiziosa e, sotto certi aspetti, troppo rigida.
         
         
         
         62
            
          Per quanto riguarda gli argomenti attinenti ai presunti commenti del sig. Rea, si deve constatare che tale membro del comitato
         di valutazione, nella sua relazione conclusiva, non ha fatto la minima osservazione riguardo a difficoltà che l’AFCon avrebbe
         incontrato nell’ambito di progetti precedenti.
         
         
         
         63
            
          Del pari, la relazione del valutatore esterno, sig.ra Karttunen, menzionata dai ricorrenti nel corso dell’udienza, non contiene
         osservazioni negative basate sull’esperienza precedente dell’AFCon nell’ambito di progetti finanziati dal programma TACIS.
         Tale relazione sottolinea, in particolare, l’esperienza acquisita in Russia dal capo progetto, rilevando nel contempo che
         a quest’ultimo, nel corso del colloquio di valutazione, «difettava la trasparenza riguardo alla situazione concreta dei centri
         agricoli di consultazione esistenti nella zona del progetto».
         
         
         
         64
            
          Di conseguenza è sufficiente constatare che i ricorrenti non hanno dimostrato che la Commissione si sia fondata su un apprezzamento
         negativo dell’esperienza dell’AFCon riguardo a progetti precedenti nell’ambito del programma TACIS all’atto della valutazione
         della sua offerta. Vanno pertanto respinte le censure relative all’illiceità dei criteri di valutazione dell’offerta dell’AFCon.
         
         
          c) Sulle conseguenze del conflitto di interessi
          Argomenti delle parti
         
         
         65
            
          I ricorrenti contestano alla Commissione di non aver tratto conseguenze dal conflitto di interessi tra un membro del comitato
         di valutazione, il sig. A, e uno degli offerenti, la GFA. Essi ritengono, in sostanza, da un lato, che la Commissione non
         abbia agito con tutta la diligenza necessaria dopo aver scoperto l’esistenza di un conflitto di interessi e, d’altro lato,
         che essa non avrebbe dovuto permettere alla GFA di partecipare al proseguimento della procedura della gara d’appalto.
         
         
         
         66
            
          Per quanto riguarda la prima di tali critiche, i ricorrenti sostengono che la Commissione non ha esercitato il suo potere
         discrezionale in maniera responsabile quando ha rifiutato di prendere in considerazione l’adozione di sanzioni tanto nei confronti
         del sig. A che nei confronti della GFA. I ricorrenti ritengono infatti che la Commissione non abbia preso in considerazione
         la possibilità di escludere la GFA benché fosse stata avvertita dal presidente del comitato di valutazione riguardo ai legami
         esistenti tra tale offerente e uno dei membri del comitato di valutazione. Essi si pongono anche la questione se la Commissione
         abbia indagato se la GFA fosse a conoscenza del fatto che il sig. A faceva parte del comitato di valutazione. Dopo aver analizzato
         tutta la documentazione relativa alla procedura della gara d’appalto che era stata trasmessa loro a seguito delle misure d’organizzazione
         del procedimento disposte dal Tribunale, i ricorrenti, all’udienza, hanno sottolineato che non sussisteva alcuna prova che
         consentisse di concludere che la Commissione si fosse almeno posta la questione di sapere se fosse il caso di adottare sanzioni
         nei confronti della GFA.
         
         
         
         67
            
          Con la loro seconda critica, i ricorrenti affermano che la Commissione è venuta meno ai propri obblighi di buona gestione
         dei progetti finanziati dal programma TACIS non adottando alcuna sanzione nei confronti della GFA e consentendo a tale consorzio
         di partecipare alla seconda valutazione. Il fatto che il sig. A fosse impiegato a tempo pieno da uno dei membri del consorzio
         GFA avrebbe dovuto indurre la Commissione ad escludere tanto il membro del comitato di cui trattasi quanto l’offerente interessato.
         
         
         
         68
            
          La Commissione ritiene di avere agito legittimamente, senza eccedere gli ampi margini del proprio potere discrezionale.
         
         
         
         69
            
          In mancanza di elementi di prova che dimostrino che la GFA abbia cercato di influenzare la procedura d’aggiudicazione dell’appalto
         mediante la presenza del sig. A nel comitato di valutazione, la Commissione sostiene che nessuna disposizione le avrebbe consentito
         di escludere o di sanzionare la GFA. Infatti il regolamento finanziario prevede, all’art. 114, n. 1, quanto segue:
         «Sono ammesse alle gare a condizioni di parità tutte le persone fisiche e giuridiche che rientrano nel campo d’applicazione
         dei trattati e tutte le persone fisiche e giuridiche dello Stato beneficiario».
         
         
         
         70
            
          Pertanto la GFA avrebbe agevolmente potuto contestare, per violazione dell’art. 114, n. 1, del regolamento finanziario, qualsiasi
         decisione diretta ad escluderla dall’appalto di cui trattasi. La Commissione considera inoltre che essa, in base al principio
         di proporzionalità, può escludere un’impresa da una procedura di gara d’appalto solo in situazioni eccezionali.
         
         
         
         71
            
          Essa ritiene che il conflitto di interessi fosse imputabile unicamente al valutatore. Quest’ultimo avrebbe violato l’art. 12,
         n. 4, della normativa generale sulle gare d’appalto e sull’attribuzione di appalti finanziati dai fondi PHARE e TACIS. Egli
         non sarebbe stato legato alla GFA, bensì ad una delle imprese di tale consorzio. Poiché la GFA non aveva autorità sul valutatore,
         il conflitto di interessi non potrebbe esserle imputato.
         
         
         
         72
            
          La Commissione sostiene ancora che l’esclusione della GFA avrebbe avvantaggiato indebitamente l’AFCon, in violazione del principio
         della parità di trattamento.
         
         
         
         73
            
          Dopo aver eliminato il sig. A dalle sue deliberazioni, il comitato di valutazione non avrebbe selezionato l’AFCon. Infatti,
         mentre il rappresentante del beneficiario dell’appalto controverso chiedeva che l’AFCon fosse raccomandata per l’assegnazione
         dell’appalto, gli altri tre membri si sarebbero opposti a tale soluzione.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         74
            
          Occorre ricordare che il principio di parità di trattamento in materia di appalti pubblici, l’intento di una sana gestione
         finanziaria del denaro comunitario e la prevenzione della frode rendono altamente criticabile, e il diritto penale di diversi
         Stati membri incrimina, il fatto che ad una persona che contribuisce a valutare e a selezionare le offerte di un appalto pubblico
         sia attribuito tale appalto (sentenza del Tribunale 15 giugno 1999, causa T‑277/97, Ismeri Europa/Corte dei conti, Racc. pag. II‑1825,
         punto 112).
         
         
         
         75
            
          Dopo la scoperta di un conflitto di interessi tra un membro del comitato di valutazione e uno degli offerenti, è compito della
         Commissione preparare ed adottare, con tutta la diligenza necessaria e in base a tutti i dati pertinenti, la sua decisione
         sui successivi sviluppi della procedura di aggiudicazione dell’appalto di cui trattasi. Tale obbligo discende, in particolare,
         dai principi di buon andamento dell’amministrazione e di parità di trattamento (v., per analogia, sentenza del Tribunale 9 luglio
         1999, causa T‑231/97, New Europe Consulting e Brown/Commission, Racc. pag. II‑2403, punto 41). La Commissione è infatti tenuta
         a vigilare su ciascuna fase di una gara d’appalto affinché sia rispettata la parità di trattamento e, di conseguenza, le pari
         opportunità per tutti gli offerenti (v., in questo senso, sentenza della Corte 29 aprile 2004, causa C‑496/99 P, Commissione/CAS
         Succhi di Frutta, Racc. pag. I‑3801, punto 108, e sentenza del Tribunale 24 febbraio 2000, causa T‑145/98, ADT Projekt/Commissione,
         Racc. pag. II‑387, punto 164).
         
         
         
         76
            
          Occorre esaminare se, nella fattispecie, la Commissione abbia agito in conformità di tale obbligo.
         
         
         
         77
            
          In proposito va considerato che, dopo la scoperta di un conflitto di interessi tra uno degli offerenti e un membro del comitato
         incaricato della valutazione delle offerte, la Commissione dispone di un potere discrezionale per stabilire i provvedimenti
         che devono essere adottati riguardo allo svolgimento delle fasi successive della procedura d’aggiudicazione dell’appalto.
         
         
         
         78
            
         È pacifico che, dopo essere stata avvertita dal presidente del comitato di valutazione, la Commissione non ha indagato sui
         legami tra il sig. A e la GFA per assicurarsi che tale consorzio non avesse tentato di influenzare le deliberazioni del comitato
         di valutazione. La Commissione ha affermato all’udienza che non sussisteva alcuna prova che consentisse di considerare che
         la GFA aveva tentato di influenzare la procedura mediante uno dei propri impiegati, facente parte dei membri del comitato
         di valutazione. In risposta ai quesiti del Tribunale, la Commissione ha tuttavia dichiarato che non aveva avviato alcuna misura
         di indagine per verificare se la GFA e il sig. A avessero agito congiuntamente nel corso della procedura di aggiudicazione
         dell’appalto. La Commissione ha insistito sulla circostanza che, in mancanza di indicazioni che le consentissero di sospettare
         l’esistenza di una frode, non era giustificato indagare sul ruolo della GFA.
         
         
         
         79
            
          Tenuto conto delle circostanze della fattispecie, tale valutazione appare manifestamente errata. Non avendo indagato sull’eventuale
         coordinamento tra la GFA e il sig. A, la Commissione non disponeva infatti di alcun elemento che le consentisse di escludere
         con ragionevole certezza che la GFA avesse potuto tentare di influenzare la procedura di aggiudicazione dell’appalto. Al contrario,
         numerosi elementi oggettivi e concordanti avrebbero dovuto condurre la Commissione a dar prova di una particolare attenzione
         e ad esaminare la possibilità di una collusione tra la GFA e il sig. A. Tali elementi consentono legittimamente di ipotizzare
         che il conflitto di interessi potesse derivare non da un mero concorso di circostanze, ma da un intento fraudolento. 
         
         
         
         80
            
          In primo luogo, si deve insistere sulla gravità dei termini nei quali il presidente del comitato di valutazione aveva denunciato
         la contestabilità della prima valutazione. Egli aveva infatti proposto, in una nota del 4 gennaio 2000, l’annullamento della
         detta valutazione e lo svolgimento di una nuova fase di valutazione dinanzi ad un comitato avente una diversa composizione.
         Il presidente del comitato di valutazione aveva, in particolare, sottolineato il carattere «estremamente discutibile» del
         risultato della prima valutazione per il fatto che il sig. A lavorava all’epoca «quale capo équipe nell’ambito di un progetto
         in Ucraina finanziato dal governo dei Paesi Bassi la cui esecuzione era assicurata dalla Agriment International, facente parte
         del gruppo Stoas». 
         
         
         
         81
            
          Oltre a tale confusione di interessi, il presidente del comitato di valutazione sottolineava anche che sussistevano elementi
         che facevano temere che il sig. A avesse effettivamente tentato di favorire la GFA a danno degli altri offerenti. La nota
         indicava infatti che «il sig. A a[veva] collocato in quarta e quinta posizione le imprese che gli altri valutatori avevano
         classificato in prima ovvero in seconda posizione». Egli ha aggiunto che, «[l]addove si considerino tali aspetti nel loro
         complesso, sussistono pesanti presunzioni di “conflitto di interessi” e quindi di una valutazione [indebitamente] favorevole
         alla partnership GFA/Stoas».
         
         
         
         82
            
          Il presidente del comitato di valutazione aveva rilevato anche che l’offerta finanziaria della GFA, per un importo di EUR
         2,13 milioni, «era nettamente inferiore alle offerte della prima e della seconda impresa» e che un’«offerta così bassa potrebbe
         essere interpretata come una forma di dumping». Risulta così dalle considerazioni e valutazioni del presidente del comitato
         di valutazione che il carattere sospetto dell’offerta della GFA derivava non solo dal conflitto di interessi risultante dalla
         presenza di un impiegato di tale consorzio nell’ambito del comitato, ma anche dal fatto che la sua offerta finanziaria fosse
         abnormemente bassa.
         
         
         
         83
            
          In secondo luogo, si deve osservare che le circostanze consentivano legittimamente di dubitare che la situazione di conflitto
         di interessi nella quale si trovava il sig. A fosse puramente fortuita o esclusivamente imputabile alla sua negligenza.
         
         
         
         84
            
          Anzitutto il sig. A aveva mancato di menzionare alla Commissione le sue attività all’interno del gruppo Stoas. Così, quando
         ha presentato la sua candidatura per il posto di valutatore esterno e nel corso degli ulteriori lavori del comitato di valutazione,
         il sig. A non ha dichiarato che svolgeva, per il gruppo Stoas, compiti di direzione attinenti ad un progetto di assistenza
         in materia agraria (v. nota 4 gennaio 2000). La pertinenza di siffatta informazione ai fini dell’assunzione del sig. A quale
         valutatore era a maggior ragione manifesta in quanto l’appalto FDRUS 9902 riguardava servizi d’assistenza in materia agraria
         che presentavano diverse analogie con quelli dei quali il sig. A garantiva la direzione in Ucraina.
         
         
         
         85
            
          Infine, il sig. A, lungi dal limitarsi a non menzionare le sue attività nell’ambito del gruppo Stoas, ha espressamente dichiarato
         di non essere in alcun modo legato, direttamente o indirettamente, agli offerenti, a titolo individuale o nella loro qualità
         di membri di un consorzio. Risulta infatti che il 16 dicembre 1999 il sig. A aveva sottoscritto una dichiarazione d’imparzialità
         ai termini della quale affermava:
         «Non ho alcun legame diretto o indiretto con nessuno degli offerenti, a livello individuale o quali membri di un consorzio,
         che hanno risposto al bando di gara, né con alcuno dei sub-committenti proposti. Confermo che, se dovessi scoprire, nel corso
         della valutazione, che sussiste un tale legame, lo dichiarerei immediatamente e mi dimetterei dal comitato di valutazione.
         Sono cosciente del fatto che, nel caso in cui fossi a conoscenza di un tale legame e mi astenessi dal dichiararlo, la Commissione
         europea può decidere di annullare l’appalto di cui trattasi e che posso essere chiamato a risponderne».
         
         
         
         86
            
          Infine, il carattere sospetto degli elementi che precedono è rafforzato dalla circostanza che il sig. A, dopo aver iniziato
         ad esaminare l’offerta della GFA, non poteva sostenere che ignorava di trovarsi in una posizione incompatibile col suo impegno
         di imparzialità. Tale offerta lasciava chiaramente trasparire che la Stoas era uno dei membri del consorzio GFA. Inoltre,
         in occasione del colloquio di valutazione al quale ha partecipato il sig. A, la GFA era appunto rappresentata dal direttore
         della divisione responsabile per le attività internazionali del gruppo Stoas, ovvero il sig. B. Pure essendosi trovato così
         di fronte ad una persona che esercitava alte responsabilità nel gruppo da cui dipendeva, il sig. A, in violazione dei termini
         della dichiarazione d’imparzialità ricordati supra, non ha dichiarato i propri legami con il detto gruppo e non si è dimesso
         dal comitato di valutazione. 
         
         
         
         87
            
          In terzo luogo, si deve insistere sul fatto che la gravità di tale situazione consentiva ragionevolmente di ipotizzare la
         possibilità di una collusione tra il sig A e la GFA. 
         
         
         
         88
            
          Da un lato, è legittimo interrogarsi sulla liceità del comportamento della GFA. Come è stato in precedenza osservato, quest’ultima
         era rappresentata nel corso del colloquio di valutazione dal direttore della divisione responsabile per le attività internazionali
         del gruppo Stoas, dal quale dipendeva il sig. A. Secondo l’offerta della GFA, la direzione diretta dal sig. B comprendeva
         solo 25 persone, cosicché la Commissione poteva ragionevolmente presumere che quest’ultimo conoscesse il sig. A. Tali elementi
         avrebbero dovuto indurre la Commissione ad interrogarsi sulle ragioni per le quali il sig. B non ha divulgato i legami che
         intratteneva con uno dei membri del comitato di valutazione.
         
         
         
         89
            
          D’altro lato, il sig. A è stato designato dai servizi della Commissione come esperto esterno all’inizio del mese di settembre
         1999, in un momento in cui la GFA non aveva ancora presentato la propria offerta. Benché il sig. A non abbia partecipato alla
         preparazione del capitolato d’oneri, è ipotizzabile che, nei due mesi tra la sua designazione quale esperto esterno e la data
         di deposito delle offerte, egli sia stato in contatto con un rappresentante del consorzio GFA. In proposito, si deve rilevare
         che la Commissione all’udienza ha riconosciuto che, qualora ci fossero stati tali contatti, essa si sarebbe vista obbligata
         ad escludere la GFA dalla procedura di aggiudicazione dell’appalto controverso. La Commissione non ha tuttavia provato ad
         interrogare il sig. A su questo punto.
         
         
         
         90
            
          Risulta da quanto precede che la Commissione, omettendo di indagare sui rapporti tra il sig. A e il consorzio GFA, ha commesso
         un errore manifesto di valutazione. Violando in tal modo il principio di buona amministrazione, la Commissione ha leso altresì
         il principio di parità di trattamento tra gli offerenti che le impone di esaminare tutte le offerte in modo imparziale e oggettivo
         alla luce delle condizioni e dei principi generali regolanti la procedura di aggiudicazione dell’appalto, per garantire che
         tutti gli offerenti dispongano delle stesse opportunità.
         
         
         
         91
            
          Il principio di parità di trattamento vieta, infatti, che situazioni analoghe siano trattate in maniera differente o situazioni
         diverse siano trattate in maniera uguale, a meno che tali trattamenti non siano oggettivamente giustificati. Nella fattispecie
         sussistevano seri dubbi riguardo alla liceità dell’offerta della GFA. Fintantoché permanevano tali dubbi, il detto consorzio
         si trovava in una situazione diversa da quella di tutti gli altri offerenti. Non avviando un’indagine diretta a porre fine
         a tale situazione, la Commissione ha trattato la GFA in maniera diversa rispetto a tutti gli altri offerenti, benché siffatto
         trattamento non fosse oggettivamente giustificato. Violando così il principio di parità di trattamento, la Commissione ha
         violato una norma di diritto preordinata a conferire diritti ai singoli.
         
         
         
         92
            
          Per contro, nei limiti in cui è accertato che la Commissione non ha agito con la diligenza necessaria per disporre le misure
         destinate a proseguire la procedura di aggiudicazione dell’appalto, non è possibile giudicare la legittimità della decisione
         di non vietare alla GFA di partecipare al resto della procedura. La legittimità di quest’ultima è infatti direttamente dipendente
         dal risultato dell’indagine che la Commissione avrebbe dovuto condurre per assicurarsi dell’assenza di collusione. Giacché
         gli elementi di fatto contenuti nel fascicolo non consentono di concludere che sussistesse siffatta collusione, vanno pertanto
         respinte le censure con le quali i ricorrenti mirano a dimostrare che la Commissione avrebbe dovuto escludere la GFA dalla
         procedura di aggiudicazione dell’appalto.
         
         
         
         93
            
          Per quanto riguarda la questione se l’illegittimità constatata possa far sorgere la responsabilità della Comunità, si deve
         ricordare che il criterio decisivo per considerare che una violazione del diritto comunitario sia sufficientemente caratterizzata
         è quello della violazione grave e manifesta, da parte dell’istituzione comunitaria considerata, dei limiti imposti al suo
         potere discrezionale (citate sentenze Brasserie du pêcheur e Factortame, punto 55, e Bergaderm e Goupil/Commissione, punto
         43). Si deve constatare che, in ragione delle circostanze del conflitto d’interessi in precedenza ricordate e dei rischi di
         frode che esso implica, l’omissione della Commissione riveste un carattere grave e manifesto ed è quindi atta a far sorgere
         la responsabilità della Comunità.
         
         
          2. Sul danno e sul nesso di causalità
         
         94
            
          I ricorrenti menzionano più elementi del danno, vale a dire:
         
         
         
          
         –
            le perdite subite nel corso della procedura della gara d’appalto;
         
         
         
         
          
         –
            i mancati guadagni;
         
         
         
         
          
         –
            la perdita di «profilo»;
         
         
         
         
          
         –
            il pregiudizio per la reputazione dell’AFCon e dei suoi dirigenti, sigg. Mc Mullin e O’Grady.
         
         
         
         
          a) Sul risarcimento del danno corrispondente alle perdite subite per la partecipazione alla procedura della gara d’appalto
          Argomenti delle parti
         
         
         95
            
          I ricorrenti chiedono il risarcimento del danno corrispondente alle perdite subite per la loro partecipazione alla procedura
         della gara d’appalto. Si tratta delle spese che l’AFCon avrebbe sostenuto inutilmente presentando la sua offerta e delle spese
         attinenti alle denunce presentate presso la Commissione e il Mediatore. Tali perdite sarebbero costituite dalle retribuzioni
         del personale impiegato per l’elaborazione del progetto e da tutte le spese di viaggio e di soggiorno sostenute in conseguenza.
         I ricorrenti stimano tale danno, sulla base dei costi unitari indicati nell’offerta finanziaria dell’AFCon, in EUR 82 570.
         
         
         
         96
            
          La Commissione contesta tali affermazioni. Essa sostiene che, laddove l’appalto fosse stato assegnato all’AFCon, le spese
         delle quali si chiede il rimborso sarebbero state comunque sostenute. Essa ritiene di conseguenza che non si tratti di un
         danno per il quale essa può essere considerata responsabile.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         97
            
          Occorre distinguere il danno costituito dagli oneri e dalle spese sostenute, da un lato, per partecipare alla procedura di
         gara d’appalto e, d’altro lato, per contestare la legittimità di quest’ultima.
         
         
         – Sulle spese relative alla presentazione dell’offerta da parte dell’AFCon
         
         
         98
            
          Occorre ricordare che gli operatori economici devono sopportare i rischi economici inerenti alle loro attività, alla luce
         delle circostanze di ciascun caso di specie. Nell’ambito di una procedura di aggiudicazione, tali rischi economici comprendono,
         in particolare, i costi collegati alla preparazione dell’offerta. Le spese così sostenute restano quindi a carico dell’impresa
         che ha scelto di partecipare al procedimento, poiché la facoltà di partecipare non implica la certezza della conseguente aggiudicazione.
         In osservanza di tale principio, l’art. 24 della normativa generale sulle gare d’appalto e sull’assegnazione di appalti finanziati
         dai fondi PHARE e TACIS stabilisce che, in caso della rinuncia ad una gara o dell’annullamento della stessa, gli offerenti
         non hanno diritto ad alcun indennizzo. Ne consegue che, in via di principio, gli oneri e le spese sostenuti da un offerente
         per la partecipazione a una gara non possono costituire un danno risarcibile. Tuttavia, la detta disposizione non può trovare
         applicazione, senza rischiare di infrangere i principi della certezza del diritto e della tutela del legittimo affidamento,
         nel caso in cui, nello svolgimento della gara d’appalto, una violazione del diritto comunitario abbia pregiudicato le possibilità
         di un offerente di ottenere un appalto (sentenze del Tribunale 17 dicembre 1998, causa T‑203/96, Embassy Limousines & Services/Parlamento,
         Racc. pag. II‑4239, punti 75 e 97, e 29 ottobre 1998, causa T‑13/96, TEAM/Commissione, Racc. pag. II‑4073, punti 70-72).
         
         
         
         99
            
          Nella fattispecie i ricorrenti hanno dimostrato che sussiste una violazione del diritto comunitario nello svolgimento della
         procedura della gara d’appalto. Orbene, tale violazione ha viziato in maniera fondamentale la procedura di gara d’appalto
         e ha pregiudicato le possibilità dell’AFCon di ottenere l’appalto controverso. 
         
         
         
         100
            
          Qualora la Commissione avesse condotto un’indagine sui legami tra la GFA e il sig. A, è infatti possibile che tale indagine
         avrebbe concluso per la sussistenza di una collusione giustificante l’esclusione della GFA dal resto della procedura di gara
         d’appalto. Va in proposito sottolineato che la Commissione ha in effetti riconosciuto all’udienza che, qualora tale fosse
         stato il risultato della detta inchiesta, essa sarebbe stata obbligata a sanzionare la GFA pronunciandone l’esclusione. 
         
         
         
         101
            
          Decidendo di proseguire la procedura di gara d’appalto senza avviare un’indagine, la Commissione ha preso in considerazione
         l’offerta della GFA e ha aggiudicato l’appalto a tale consorzio nonostante l’esistenza di indizi concordanti che consentivano
         di ipotizzare la possibilità di una collusione con un membro del comitato di selezione. Agendo in tal modo, senza assicurarsi
         dell’assenza di irregolarità nella partecipazione della GFA, la Commissione ha consentito a quest’ultima di mantenersi in
         lizza e pertanto ha pregiudicato le possibilità dell’AFCon di vedersi assegnare l’appalto.
         
         
         
         102
            
         È vero che qualsiasi offerente che partecipi ad una procedura di gara d’appalto deve, in linea di principio, accettare il
         rischio che le spese attinenti alla presentazione della sua offerta restino a suo carico nell’ipotesi in cui l’appalto sia
         attribuito ad uno dei suoi concorrenti. L’accettazione di tale rischio riposa tuttavia sulla presunzione, inerente a qualsiasi
         gara d’appalto, che la Commissione agirà in maniera imparziale secondo i principi ricordati supra al punto 90, in modo da
         garantire la parità di opportunità tra gli offerenti. Lasciando partecipare la GFA, nonostante gli indizi precedentemente
         menzionati e non avviando un’indagine, la Commissione ha infranto tale presunzione e ha leso direttamente le possibilità dell’AFCon. Di
         conseguenza l’AFCon va indennizzata per il danno attinente alle spese sostenute per la partecipazione al procedimento.
         
         
         
         103
            
          Per quanto riguarda la quantificazione di tale danno, i ricorrenti lo stimano in EUR 31 070, a titolo delle spese sostenute
         per un viaggio di ricognizione in Russia meridionale (EUR 8 800), del tempo e delle spese dedicate alla preparazione dell’offerta
         (EUR 14 950) nonché delle spese di viaggio a Bruxelles per partecipare ai due colloqui di valutazione (EUR 7 320). Non apparendo
         tale valutazione eccessiva, si deve fissare a concorrenza dell’importo di EUR 31 070 il danno subìto dall’AFCon a titolo delle
         spese attinenti alla presentazione della sua offerta. 
         
         
         – Sulle spese sostenute per contestare la legittimità della procedura di gara d’appalto
         
         
         104
            
          Si deve ammettere che tale danno è attuale, reale e certo e deriva direttamente dall’illegittimità del comportamento contestato
         alla Commissione. I ricorrenti hanno sostenuto che tale elemento del danno ammontava a EUR 51 500, importo composto dei seguenti
         elementi:
         
         
         
          
         –
            risorse dedicate alle varie denunce e procedure, diverse dal presente ricorso, avviate dall’AFCon dopo l’attribuzione del
               contratto di cui trattasi alla GFA (EUR 26 500);
            
         
         
         
         
          
         –
            spese per il viaggio e le riunioni, in Russia, in Irlanda e in Belgio, con contatti, politici e avvocati (EUR 25 000).
         
         
         
         
         
         105
            
          Per quanto riguarda le spese connesse agli esborsi per viaggi, riunioni e avvocati, i ricorrenti non hanno prodotto alcun
         elemento che consenta di verificare se tali spese rientrino nel danno risarcibile né alcuna prova atta a suffragare la loro
         stima. In mancanza di elementi probatori, tali spese non possono quindi essere prese in considerazione ai fini della quantificazione
         del danno subìto.
         
         
         
         106
            
          Riguardo alle risorse dedicate alle diverse denunce presentate dall’AFCon presso la Commissione e il Mediatore, si deve constatare
         che la loro stima tiene conto di due elementi.
         
         
         
         107
            
          Il primo elemento riguarda la quantità di onorari/giornate («fee/days») dedicati dall’AFCon alla difesa dei propri interessi
         per contestare la validità della procedura di gara d’appalto. Per il periodo compreso tra la notifica all’AFCon dell’aggiudicazione
         dell’appalto, avvenuta 17 agosto 2000, e l’ultimo intervento del Ministro irlandese degli Affari europei presso un membro
         della Commissione in favore dell’AFCon, avvenuto nel febbraio 2003, tale quantità è stata valutata in 28 unità onorari/giornate.
         Il tasso di onorari giornaliero è fissato in EUR 500 con riferimento a quello utilizzato dall’AFCon nella sua offerta finanziaria.
         Tale stima non appare eccessiva. Di conseguenza, si deve fissare fino a concorrenza dell’importo di EUR 14 000 il danno subìto
         dall’AFCon derivante dal tempo così dedicato alla difesa dei propri interessi.
         
         
         
         108
            
          Il secondo elemento riguarda le spese di ricerca, sino a concorrenza dell’importo di EUR 12 500. Tuttavia i ricorrenti non
         hanno apportato alcun elemento che consenta di comprendere cosa coprissero esattamente tali spese né alcun documento che consenta
         di giustificarne l’importo. Non si può quindi accogliere la domanda relativa a tali presunte ricerche.
         
         
         
         109
            
          Di conseguenza, la Commissione va condannata a pagare all’AFCon l’importo di EUR 14 000, al netto degli interessi, quale risarcimento
         del danno subìto per le spese sostenute da quest’ultima per la difesa dei propri interessi. 
         
         
          b) Sul risarcimento del danno corrispondente ai mancati guadagni
          Argomenti delle parti
         
         
         110
            
          A titolo di mancato guadagno i ricorrenti reclamano il 25% del valore dell’offerta finanziaria dell’AFCon, ovvero EUR 741 591.
         Tale importo corrisponderebbe al margine di guadagno che l’AFCon avrebbe ottenuto se le fosse stato attribuito il contratto.
         
         
         
         111
            
          La Commissione riserva la propria posizione riguardo a tale calcolo in mancanza di documenti giustificativi presentati dall’AFCon.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         112
            
          Il danno fatto valere a titolo del lucro cessante presuppone che l’AFCon avesse diritto all’aggiudicazione dell’appalto. Orbene,
         anche se la Commissione avesse effettuato un’indagine sui legami esistenti tra il sig. A e la GFA ed avesse concluso per l’esistenza
         di una collusione giustificante l’esclusione della GFA dalla procedura, non era garantito che l’AFCon avrebbe ottenuto l’appalto.
         
         
         
         113
            
          L’autorità aggiudicatrice non è infatti vincolata dalla proposta del comitato di valutazione, ma dispone di un notevole potere
         discrezionale in merito agli elementi da prendere in considerazione per l’adozione di una decisione di aggiudicazione di un
         appalto (citata sentenza TEAM/Commissione, punto 76). È ben vero che i ricorrenti hanno invocato, in proposito, la relazione
         speciale della Corte dei conti n. 16/2000 relativa alle procedure di gara per gli appalti di servizi dei programmi PHARE e
         TACIS, corredata delle risposte della Commissione (GU 2000, C 350, pag. 1), da cui risulta che, su 120 contratti conclusi
         in base a tali programmi, la Commissione ha seguito 117 volte la raccomandazione del comitato di valutazione. Tali elementi
         statistici non consentono tuttavia di concludere che, nella fattispecie, l’appalto sarebbe stato certamente attribuito all’AFCon
         se la GFA fosse stata esclusa dalla procedura.
         
         
         
         114
            
          Pertanto il danno corrispondente al lucro cessante dell’AFCon non è reale e certo, ma ipotetico. Esso non è quindi risarcibile.
         
         
          c) Sul risarcimento del danno corrispondente alla perdita di «profilo»
          Argomenti delle parti
         
         
         115
            
          I ricorrenti sostengono che l’attribuzione dell’appalto controverso avrebbe consentito all’AFCon di partecipare ad altre gare
         d’appalto. Orbene, dopo la procedura di gara d’appalto di cui trattasi, l’attività dell’AFCon avrebbe iniziato a subire un
         declino. L’aggiudicazione dell’appalto di cui trattasi alla GFA avrebbe arrecato pregiudizio alla reputazione e all’attività
         dell’AFCon.
         
         
         
         116
            
          L’AFCon infatti sarebbe stata automaticamente esclusa dalle ulteriori procedure di gare d’appalto. Dal 2002 nuove norme di
         ammissibilità avrebbero vietato all’AFCon di partecipare alle procedure di gara d’appalto in quanto tali norme prescrivevano
         per gli offerenti un fatturato annuo e un’esperienza di cui l’AFCon non disponeva più.
         
         
         
         117
            
          I ricorrenti valutano provvisoriamente la perdita di «profilo» in EUR 600 000.
         
         
         
         118
            
          La Commissione contesta tali affermazioni che ritiene non dimostrate.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         119
            
          Il danno di cui è chiesto il risarcimento riposa sull’affermazione secondo cui l’attribuzione dell’appalto controverso alla
         GFA avrebbe in seguito comportato una riduzione dell’attività dell’AFCon giunta fino alla sua esclusione, de facto, dalle
         procedure di gare per appalti equiparabili a quello controverso nella presente causa. Ebbene, tale affermazione non è dimostrata.
         
         
         
         120
            
          Di conseguenza, non può sorgere la responsabilità extracontrattuale della Commissione per tale elemento del danno.
         
         
          d) Sul risarcimento del danno riguardante il pregiudizio per la reputazione dell’AFCon e dei suoi dirigenti
          Argomenti delle parti
         
         
         121
            
          I ricorrenti sostengono che la reputazione dell’AFCon è stata appannata dalla circostanza di non avere ottenuto l’appalto
         nonché dalle irregolarità che hanno inficiato la procedura di gara d’appalto.
         
         
         
         122
            
          La Commissione avrebbe screditato la competenza tecnica e professionale dell’AFCon. La sua decisione di non accettare l’AFCon
         avrebbe avuto ampie ripercussioni, in quanto, dopo essere stata estromessa da 27 procedure di gara d’appalto, l’AFCon ha preso
         la decisione di non presentare più offerte per i progetti PHARE e TACIS.
         
         
         
         123
            
          I ricorrenti sostengono che tali successi coincidono con le denunce dell’AFCon riguardanti il progetto FDRUS 9902. Essi affermano
         di disporre di elementi di prova atti a dimostrare che l’AFCon sia stata collocata in una «lista nera». Tale aspetto del danno
         sarebbe valutato in EUR 600 000.
         
         
         
         124
            
          I ricorrenti sostengono che tale pregiudizio per la reputazione dell’AFCon si è ripercosso anche su quella dei sigg. Mc Mullin
         e O’Grady. Essi valutano tale elemento del danno in EUR 75 000 per persona.
         
         
         
         125
            
          La Commissione sostiene che le pretese dei ricorrenti non sono dimostrate. Molteplici ragioni diverse dall’aggiudicazione
         dell’appalto controverso potrebbero spiegare gli insuccessi dell’AFCon. Essa smentisce l’esistenza di una qualsivoglia «lista
         nera» e smentisce ugualmente di aver leso la reputazione dei sigg. Mc Mullin e O’Grady.
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         126
            
          Si deve constatare che i ricorrenti non hanno dimostrato l’esistenza di una qualsivoglia lista nera o di propositi o prassi
         lesivi della reputazione dell’AFCon che possano essere imputati alla Commissione. Pertanto l’asserito danno non può essere
         considerato attuale, reale e certo.
         
         
         
         127
            
          Per tali motivi si devono respingere le affermazioni riguardanti un asserito pregiudizio per la reputazione dei sigg. Mc Mullin
         e O’Grady.
         
         
          e) Sugli interessi
          Argomenti delle parti
         
         
         128
            
          I ricorrenti chiedono al Tribunale di maggiorare l’importo dei risarcimenti assegnati degli interessi compensativi al tasso
         annuo dell’8%, attualmente in vigore in Irlanda.
         
         
         
         129
            
          I ricorrenti chiedono inoltre che la Commissione sia condannata al pagamento di interessi di mora, in base allo stesso tasso,
         a partire dalla sentenza che conclude il presente procedimento. 
         
          Giudizio del Tribunale
         
         
         130
            
          Per quanto riguarda il computo degli interessi compensativi, il giorno da cui essi decorrono va fissato nel primo giorno del
         mese successivo a quello nel corso del quale l’AFCon ha effettuato gli ultimi atti non contenziosi. Avendo questi ultimi avuto
         luogo nel corso del mese di febbraio 2003, il giorno da cui decorrono deve essere stabilito al 1° marzo 2003.
         
         
         
         131
            
          Risulta dagli allegati del ricorso che i ricorrenti non hanno chiesto, nella loro valutazione dell’asserito danno, l’applicazione
         di interessi composti. Di conseguenza, per la liquidazione del debito della Commissione va applicato il metodo di interessi
         semplici.
         
         
         
         132
            
          Per quanto riguarda la determinazione del tasso degli interessi compensativi, esso va calcolato in base al tasso fissato dalla
         Banca centrale europea per le principali operazioni di rifinanziamento, in vigore durante il periodo interessato, maggiorato
         di due punti, ovvero un tasso annuo del 4%. L’importo del debito della Commissione nei confronti dell’AFCon ammonta, alla
         data della pronuncia della presente sentenza, all’importo di EUR 48 605, interessi compresi.
         
         
         
         133
            
          La somma dovuta dalla Commissione dev’essere maggiorata degli interessi di mora, a decorrere dalla data della pronuncia della
         presente sentenza fino all’integrale pagamento. Il tasso degli interessi di mora da applicare è calcolato in base al tasso
         fissato dalla Banca centrale europea per le operazioni principali di rifinanziamento, in vigore durante il periodo interessato,
         maggiorato di due punti. L’importo degli interessi è calcolato in base al metodo degli interessi composti.
         
         
         Sulle spese
         134
            
          Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché i ricorrenti ne hanno fatto domanda, la Commissione, rimasta soccombente, dev’essere condannata alle spese.
         
         
         Per questi motivi,
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Quinta Sezione)
         
         
          dichiara e statuisce:
         
            
            
            
               1)
                  La Commissione è condannata a versare all’AFCon l’importo di EUR 48 605, maggiorato degli interessi a decorrere dalla data
                     della pronuncia della presente sentenza fino all’integrale pagamento. Il tasso degli interessi da applicare è calcolato in
                     base al tasso fissato dalla Banca centrale europea per le principali operazioni di rifinanziamento, in vigore durante il periodo
                     considerato, maggiorato di due punti. L’importo degli interessi è calcolato in base al metodo degli interessi composti.
                  
               
            
            
            
            
               2)
                  Il ricorso è respinto quanto al resto. 
               
            
            
            
            
               3)
                  La Commissione dev’essere condannata alle spese. 
               
            
            
                  Lindh
               
               
                  García-Valdecasas
               
               
                  Cooke
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 17 marzo 2005.
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Le président
               
            
         
         
         
                  H. Jung
               
               
                  P. Lindh
               
            
         
            Indice delle materie
         
         
                  Fatti della controversia
                     
               
            
                  Procedimento
                     
               
            
                  Conclusioni delle parti
                     
               
            
                  In diritto
                     
               
            
                      
                        A –  Sulla domanda di misure istruttorie
                     
               
            
                      
                        B –  Sulla domanda di risarcimento danni
                     
               
            
                          
                        1.  Sull’illiceità del comportamento contestato alla Commissione
                     
               
            
                              
                        a)  Sulla regolarità dell’offerta della GFA
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                              
                        b)  Sul ricorso a criteri illeciti di valutazione
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                              
                        c)  Sulle conseguenze del conflitto di interessi
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                          
                        2.  Sul danno e sul nesso di causalità
                     
               
            
                              
                        a)  Sul risarcimento del danno corrispondente alle perdite subite per la partecipazione alla procedura della gara d’appalto
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                                      
                        –  Sulle spese relative alla presentazione dell’offerta da parte dell’AFCon
                     
               
            
                                      
                        –  Sulle spese sostenute per contestare la legittimità della procedura di gara d’appalto
                     
               
            
                              
                        b)  Sul risarcimento del danno corrispondente ai mancati guadagni
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                              
                        c)  Sul risarcimento del danno corrispondente alla perdita di «profilo»
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                              
                        d)  Sul risarcimento del danno riguardante il pregiudizio per la reputazione dell’AFCon e dei suoi dirigenti
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                              
                        e)  Sugli interessi
                     
               
            
                                  
                        Argomenti delle parti
                     
               
            
                                  
                        Giudizio del Tribunale
                     
               
            
                  Sulle spese
                     
               
            
      
          1 –
            
            Lingua processuale: l'inglese.